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Timestamp: 2019-12-16 02:29:45+00:00
Document Index: 166700378

Matched Legal Cases: ['art. 589', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 572', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Giuseppe Giorgio Genovese - Esposto al Ministro e al Procuratore Generale
Esposto al Ministro e al Procuratore Generale
All’ ill.mo MINISTRO DELLA GIUSTIZIA On. Angelino Alfano
All’ill.mo Procuratore Generale presso la Corte Suprema di Cassazione
Esposto nei confronti del Giudice Dott. De Biase GUP del Tribunale dei Minorenni di Roma per il Procedimento penale n. 771/06 N.R. A carico di Levis Claudio e Perrini Tancredi – art. 589 c.p. e 189 c.p. – GUP Dr. De Biase per sentenza non luogo a procedere del 17.3.2009 depositata in data 1.4.2009– omicidio di Giuseppe Giorgio Genovese – persona offesa Mario Giorgio Genovese – in fase di impugnazione
Il sottoscritto congiunto superstite Mario Giorgio Genovese nato a Potenza l’11.9.1955 e residente a Potenza Via Nicola Sole n. 73 espone quanto segue:
il sottoscritto ha riportato grave danno ingiusto consistente in grave sofferenza esistenziale e morale, grave patema d’animo e soprattutto grave lesione della propria dignità umana di cittadino e di genitore del proprio figlio Giuseppe Giorgio Genovese vittima della strada. Tale danno che si è aggiunto all’immenso dolore della perdita dell’amato figlio, è stato causato dal sentir dichiarare, da parte del Tribunale dei Minorenni nella persona del GUP Giudice De Biase, una sentenza di non luogo a procedere sull’omicidio stradale e sulla omissione di soccorso perché il fatto non costituisce reato non solo nei confronti del presunto omicida, ora maggiorenne, del proprio figlio Giuseppe Giorgio Genovese, tale Levis Claudio, ma anche nei confronti dell’altro minorenne che l’ha favoreggiato Perrini Tancredi. La sentenza di non luogo a procedere è stata basata sull’ affermazione di un infondato diritto di precedenza del Levis Claudio determinata da negligenza inescusabile ovvero di un fatto. Il diritto di precedenza a favore del rinviato a giudizio, la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento penale sulla base dei dati oggettivi degli atti di indagine, delle testimonianze raccolte, delle relazioni di servizio degli agenti intervenuti, dalla perizia del CTU nominato dal PM Thomas e delle considerazioni di natura tecnica, risulta del tutto evidente ed incontrovertibile la responsabilità del Levis nel decesso del Giuseppe Giorgio Genovese in quanto, se la manovra fosse avvenuta in ossequio alle norme di buon comportamento e di rispetto di quanto prescritto dal Codice della Strada, sicuramente il sinistro non sarebbe mai avvenuto. Il Levis infatti ha effettuato un’inversione ad U uscendo praticamente da una piazzola senza dare precedenza (vedi aerofotogrammetria del luogo dell’incidente).
Le motivazioni della sentenza che ha dichiarato non luogo a procedere è in antinomia con le conclusioni delle indagini e con la verità dei fatti. Informo il Ministro per quanto di sua competenza e giusta conoscenza, nonché il Procuratore Generale di Cassazione, che data la grave negligenza inescusabile del Giudice De Biase, il sottoscritto ha richiesto sia al Pubblico Ministero del Tribunale dei minorenni Dott. Roberto Thomas, sia al Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello,di impugnare la sentenza con apposita memoria ex art. 572 c.p.p. e conseguentemente entrambi hanno provveduto alla formale impugnazione. Pertanto si è in attesa della fissazione della udienza avanti alla Corte di Cassazione. La sentenza di non luogo a procedere, oltre al grave ritardo con cui le indagini si sono svolte allungherà oltremodo il tempo del procedimento penale oltre ogni tempo ragionevole e, tale allungamento consiste in un ulteriore danno al diritto alla verità ed alla giustizia del sottoscritto quale genitore leso non solo dalla morte del figlio, ma anche dal corso della giustizia avanti al Tribunale dei Minorenni.
Incredibilmente, il Giudice pur avendo a disposizione per l’esame un copioso fascicolo con relazioni della Polizia Stradale, testimonianze oculari, relazioni del CTU non ha ritenuto di procedere con un dibattimento su di un procedimento per la morte di un giovane con prove di responsabilità evidenti e fondate. Ma vi è di più, alla fine dell’udienza il Giudice con tono imperioso e minaccioso ha formalmente “cacciato” dall’aula il sottoscritto Mario Giorgio Genovese, solo perché si era permesso di soffermarsi a parlare ed a commentare in aula sommessamente l’incredibile accaduto con il sostituto del PM, intimandogli di uscire al più presto asserendo che doveva uscire dall’aula con procedere “non a passo lento, ma a passo svelto”, come può essere confermato da numerosi testimoni di cui mi riservo di indicare su richiesta le generalità. Non si ritiene che tale condotta sia rispettosa della dignità di una persona offesa presente ad un processo penale per la morte del proprio figlio.
Per dovere di giustizia si rappresenta la grave responsabilità del Giudice De Biase in relazione al provvedimento emanato non come esplicazione di discrezionalità interpretativa, bensì di negligenza macroscopica ed inescusabile nell’esame delle indagini svolte.
Ai fini di verità si informa che in data 15 ottobre 2009 Claudio Levis è deceduto a sua volta per via di un incidente stradale avvenuto in Roma Viale Tor di Quinto, per cui se i ricorsi del Pm Thomas e del Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello verranno accolti, il procedimento penale continuerà soltanto per Tancredi Perrini coimputato per il rispettivo capo di imputazione.
La sentenza di non luogo a procedere con la morte del Levis assume pertanto maggiore gravità essendo insanabile ai fini di giustizia per morte del reo principale .
Ai fini di una esauriente comprensione dell’esposto in relazione all’operato del Giudice De Biase si allegano alla presente: 1) la copia della sentenza di non luogo a procedere; 2) le due memorie depositate nel termine di legge sia entrambi i provvedimenti di impugnazione dei due organismi della Procura della Repubblica; 3) atto di appello PM Thomas; 4) Ricorso per Cassazione emesso dal Dott. Antonio la Rosa Sostituto P.G. presso la Corte di Appello di Roma; 5) aerofotogrammetria del luogo dell’incidente.
Ai fini di comunicazioni e di riscontro si chiede di far riferimento al domicilio del sottoscritto in Roma Via del Babuino n.56.
Confidando in un Vs giusto e decisivo intervento porgo distinti saluti.
Pubblicato Venerdì, 25 Settembre 2009