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Timestamp: 2016-10-25 05:03:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 4']

Allegato A (art. 1, comma 1,lettera ff) | Legislazione Tecnica
di Roberto Gallia Home >> Allegato A (art. 1, comma 1,lettera ff) Allegato A (art. 1, comma 1,lettera ff)
Titolo: Allegato A (art. 1, comma 1,
lettera ff) Fonte padre: D. Leg.vo 15/02/2016, n. 26 “ALLEGATO I
(art. 4 -bis, comma 1)
la progettazione deve tenere opportunamente conto di tutti i meccanismi ragionevolmente prevedibili di deterioramento (per esempio corrosione, scorrimento, fatica) relativi all’uso previsto dell’attrezzatura. Nelle istruzioni di cui al punto 3.4 si deve richiamare l’attenzione sulle caratteristiche della progettazione che influiscono in modo determinante sulla longevità dell’attrezzatura, per esempio:
per quanto riguarda lo scorrimento: numero previsto di ore di esercizio alle temperature specificate,
per quanto riguarda la fatica: numero previsto di cicli ai livelli di sollecitazione specificati,
per quanto riguarda la corrosione: corrosione ammissibile prevista.
c) Stabilità.
Ove lo spessore determinato per via di calcolo desse una stabilità strutturale insufficiente, andranno adottate misure idonee per eliminare l’inconveniente, tenendo conto dei rischi legati al trasporto e alla movimentazione.
2.2.4. Metodo sperimentale di progettazione.
La progettazione dell’attrezzatura può essere completamente o parzialmente convalidata da un programma di prove da effettuare su un campione rappresentativo dell’attrezzatura o della categoria di attrezzature.
Prima dell’esecuzione delle prove occorre definire chiaramente il suddetto programma e aver ricevuto la relativa approvazione da parte dell’organismo notificato incaricato del modulo di valutazione della progettazione, laddove esso esista.
Il suddetto programma deve stabilire le condizioni in cui effettuare le prove e i criteri di approvazione e di rifiuto. I valori esatti delle principali dimensioni e delle caratteristiche dei materiali di costruzione delle attrezzature da collaudare devono essere determinati prima dell’esecuzione della prova.
Se del caso, durante le prove deve essere possibile osservare le aree critiche dell’attrezzatura a pressione per mezzo di strumenti adeguati che consentano di misurare le deformazioni e le sollecitazioni con sufficiente precisione.
a) una prova di resistenza alla pressione intesa a verificare che, ad una pressione che garantisca un margine di sicurezza fissato in relazione alla pressione massima ammissibile, l’attrezzatura non presenti fuoriuscite significative né deformazioni superiori ad un certo limite.
Per l’esecuzione della prova la pressione va stabilita tenendo conto delle differenze tra i valori delle caratteristiche geometriche e dei materiali rilevati alle condizioni di esecuzione della prova e i valori ammessi per la progettazione, e deve altresì tener conto della differenza tra la temperatura di prova e quella di progetto;
b) in caso di rischio di scorrimento plastico o di fatica, prove appropriate stabilite in funzione delle condizioni di esercizio previste per l’attrezzatura in questione, ad esempio: durata di funzionamento a determinate temperature, numero di cicli a determinati livelli di sollecitazione;
c) se necessario, prove complementari relative ad altri fattori ambientali specifici di cui al punto 2.2.1 quali corrosione, aggressioni esterne.
2.3. Disposizioni a garanzia delle manovre e dell’esercizio in condizioni di sicurezza.
ai dispositivi di chiusura e di apertura;
agli scarichi pericolosi delle valvole di sicurezza;
ai dispositivi che impediscono l’accesso fisico in presenza di pressione o di vuoto;
alla temperatura superficiale, in considerazione dell’uso previsto;
alla decomposizione dei fluidi instabili.
In particolare, le attrezzature a pressione con otturatori amovibili devono essere munite di un dispositivo automatico o manuale che permetta all’utilizzatore di accertarsi facilmente che l’apertura non presenti alcun rischio. Inoltre, quando questa apertura può essere azionata rapidamente, l’attrezzatura a pressione deve essere munita di un dispositivo che ne impedisca l’apertura fintantoché la pressione o la temperatura del fluido costituiscono un rischio.
2.4. Mezzi di ispezione.
a) L’attrezzatura a pressione deve essere progettata e costruita in modo tale che sia possibile effettuare tutte le ispezioni necessarie per garantirne la sicurezza.
b) Ove ciò sia necessario a garantirne la sicurezza permanente si devono predisporre mezzi per verificare le condizioni dell’attrezzatura a pressione al suo interno, quali aperture di accesso che consentano l’accesso fisico all’interno dell’attrezzatura in modo tale che si possa procedere alle opportune ispezioni in condizioni ergonomiche e di sicurezza.
c) Si possono predisporre altri mezzi che permettano di garantire lo stato di sicurezza dell’attrezzatura nei casi in cui:
essa sia troppo piccola per consentire l’accesso fisico al suo interno;
la sua apertura possa avere effetti negativi sull’interno;
sia dimostrato che la sostanza destinata ad esservi contenuta non è dannosa per il materiale di costruzione dell’attrezzatura a pressione e che non è ragionevolmente prevedibile alcun altro meccanismo di deterioramento.
2.5. Mezzi di scarico e di sfiato.
evitare fenomeni dannosi come il colpo d’ariete, il cedimento strutturale sottovuoto, la corrosione e le reazioni chimiche incontrollate. Vanno tenute presenti tutte le fasi di funzionamento e di prova, in particolare le prove sotto pressione;
consentire le operazioni di pulizia, ispezione e manutenzione in condizioni di assoluta sicurezza.
2.6. Corrosione e altre aggressioni chimiche.
2.7. Usura.
ridurre al minimo l’effetto con una progettazione adeguata, ad esempio aumentando lo spessore del materiale o prevedendo l’uso di incamiciature o di materiali di rivestimento;
consentire la sostituzione delle parti maggiormente colpite;
attirare l’attenzione, nelle istruzioni di cui al punto 3.4, sulle misure necessarie per un uso in condizioni permanenti di sicurezza.
2.8. Insiemi.
gli elementi da assemblare siano adatti e affidabili per l’applicazione prevista;
tutti i componenti siano correttamente integrati e adeguatamente collegati.
2.9. Disposizioni per il caricamento e lo scarico.
All’occorrenza, la progettazione delle attrezzature a pressione e l’installazione dei relativi accessori, ovvero le misure necessarie per la loro installazione, devono essere tali da garantire che esse vengano caricate e scaricate in condizioni di sicurezza, tenendo in particolare conto i seguenti rischi:
l’eccessivo caricamento o l’eccessiva pressurizzazione, con particolare riguardo al tasso di caricamento e alla pressione di vapore alla temperatura di riferimento;
l’instabilità delle attrezzature a pressione;
2.10. Protezione contro il superamento dei limiti ammissibili dell’attrezzatura a pressione.
Ove, in condizioni ragionevolmente prevedibili, è possibile che vengano superati i limiti ammissibili, l’attrezzatura a pressione viene dotata ovvero si provvede a che sia dotata di adeguati dispositivi di protezione, a meno che l’attrezzatura sia destinata ad essere protetta da altri dispositivi di protezione integrati nell’insieme.
Il dispositivo adeguato o la combinazione dei dispositivi adeguati sono determinati in funzione delle peculiarità dell’attrezzatura o dell’insieme di attrezzature e delle sue condizioni di funzionamento.
a) gli accessori di sicurezza di cui all’art. 1, comma 2, lettera d);
b) a seconda dei casi, adeguati dispositivi di controllo quali indicatori o allarmi che consentano di mantenere l’attrezzatura sotto pressione entro i limiti ammissibili in modo automatico o manuale.
2.11. Accessori di sicurezza.
essere progettati e costruiti in modo da essere affidabili e adatti al loro uso previsto e da tener conto, se del caso, dei requisiti in materia di manutenzione e di prova dei dispositivi;
essere indipendenti da altre funzioni, a meno che la loro funzione di sicurezza non possa essere intaccata dalle altre funzioni;
essere conformi ai principi di progettazione appropriati per ottenere una protezione adeguata ed affidabile.
Detti principi comprendono segnatamente un sistema “fail-safe”, un sistema a ridondanza, la diversità e un sistema di autocontrollo.
2.11.2. Dispositivi di limitazione della pressione.
2.11.3. Dispositivi di controllo della temperatura.
2.12. Incendio all’esterno.
Ove necessario, le attrezzature a pressione devono essere progettate e, ove occorra, dotate di accessori adeguati, ovvero si devono prendere misure adeguate per la loro installazione, al fine di rispondere ai requisiti in materia di limitazione dei danni in caso d’incendio di origine esterna, con particolare riguardo all’uso previsto dell’attrezzatura.
3.1. Procedure di fabbricazione.
3.1.1. Preparazione dei componenti.
3.1.2. Giunzioni permanenti.
Le giunzioni permanenti e le zone adiacenti devono essere esenti da difetti di superficie o interni tali da nuocere alla sicurezza delle attrezzature.
Per le attrezzature a pressione, le giunzioni permanenti delle parti che contribuiscono alla resistenza alla pressione dell’attrezzatura e le parti ad essa direttamente annesse devono essere realizzate da personale adeguatamente qualificato e secondo modalità operative adeguate.
L’approvazione delle modalità operative e del personale sono affidate per le attrezzature a pressione delle categorie II, III e IV ad una terza parte competente che è, a scelta del fabbricante:
un organismo notificato;
un’entità terza riconosciuta da uno Stato membro come previsto all’art. 13.
3.1.3. Prove non distruttive.
Per le attrezzature a pressione, le prove non distruttive delle giunzioni permanenti devono essere effettuate da personale adeguatamente qualificato. Per le attrezzature a pressione delle categorie III e IV, il personale deve essere stato approvato da un’entità terza competente, riconosciuta da uno Stato membro, ai sensi dell’art. 13.
3.1.4. Trattamento termico.
3.1.5. Rintracciabilità.
Devono essere stabilite e mantenute opportune procedure per identificare i materiali delle parti dell’attrezzatura che contribuiscono alla resistenza alla pressione con mezzi adeguati dal momento della ricezione, passando per la produzione, fino alla prova definitiva dell’attrezzatura a pressione costruita.
3.2. Verifica finale.
3.2.1. Esame finale.
Le attrezzature a pressione devono essere sottoposte ad un esame finale volto a verificare, de visu e tramite controllo della relativa documentazione, il rispetto dei requisiti del presente decreto. In tale ambito si possono prendere in considerazione le prove effettuate nel corso della fabbricazione. Nella misura necessaria a fini di sicurezza, l’esame finale viene effettuato all’interno e all’esterno di tutte le parti dell’attrezzatura, eventualmente durante il processo di fabbricazione (ad esempio, qualora l’attrezzatura non sia più ispezionabile all’atto dell’esame finale).
3.2.2. Prova.
La verifica finale delle attrezzature a pressione comprende una prova di resistenza alla pressione, di norma costituita da una prova a pressione idrostatica a una pressione almeno pari, ove opportuno, al valore fissato al punto 7.4.
Nei casi in cui la prova a pressione idrostatica risulti dannosa o non possa essere effettuata, si possono effettuare anche altre prove di comprovata validità. Prima di effettuare le prove diverse dalla prova a pressione idrostatica, si applicano misure integrative quali prove non distruttive o altri metodi di efficacia equivalente.
3.2.3. Esame dei dispositivi di sicurezza.
3.3. Marcatura e/o etichettatura.
Oltre alla marcatura CE di cui all’art. 15, e alle informazioni da fornire conformemente all’art. 4 -bis, comma 6, e all’art. 4 -quater, comma 3, sono fornite anche le informazioni indicate in appresso.
identificazione dell’attrezzatura a pressione secondo la sua natura: tipo, serie o numero di identificazione della partita, numero di fabbricazione;
limiti essenziali massimi e minimi ammissibili.
volume V dell’attrezzatura a pressione espressa in L;
dimensione nominale della tubazione DN;
pressione di prova PT applicata, espressa in bar, e data;
pressione a cui è tarato il dispositivo di sicurezza espressa in bar;
potenza dell’attrezzatura in kW;
tensione d’alimentazione in V (volts);
rapporto di riempimento in kg/L;
massa di riempimento massima in kg;
tara espressa in kg;
gruppo di fluidi.
se del caso, si può usare una opportuna documentazione per evitare la marcatura ripetuta di singoli elementi, come ad esempio componenti di tubazioni, destinati allo stesso insieme;
nel caso di attrezzature a pressione troppo piccole, ad esempio accessori, dette informazioni possono essere riportate su un’etichetta apposta sull’attrezzatura in questione;
per indicare la massa contenibile e per le avvertenze di cui alla lettera c) si possono utilizzare etichette o altri mezzi adeguati, purché essi rimangano leggibili per tutto il periodo di vita previsto.
3.4. Istruzioni operative.
il montaggio, compreso l’assemblaggio, delle varie attrezzature a pressione;
la manutenzione e le ispezioni da parte dell’utilizzatore.
c) Ove occorra, il foglio illustrativo deve inoltre richiamare l’attenzione sui rischi di un uso scorretto, in base al punto 1.3, e sulle caratteristiche particolari della progettazione, in base al punto 2.2.3.
I materiali di saldatura e gli altri materiali di assemblaggio devono soddisfare in modo adeguato soltanto i corrispondenti requisiti dei punti 4.1, 4.2, lettera a), e 4.3, primo comma, sia singolarmente che dopo la messa in opera.
a) definire adeguatamente i valori necessari per i calcoli di progettazione di cui