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Timestamp: 2020-05-25 02:14:27+00:00
Document Index: 11858419

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.1', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 80', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ']

Segretari Comunali e Provinciali del Lazio: 2016-12-04
Cantone: basta veleni, la PA digerisca le riforme
In occasione della giornata mondiale di lotta alla corruzione, sul Sole 24 Ore è stata pubblicata un'intervista di Giorgio Santilli al Presidente dell'Autorità Anticorruzione dal titolo Cantone: basta veleni, la PA digerisca le riforme.
Convocato per il 17 dicembre a Roma il Consiglio Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali
Convocato dal Presidente del Consiglio Nazionale Andrea Matarazzo e dal Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi il Consiglio Nazionale dell’U.N.S.C.P. per Sabato 17 Dicembre a Roma alle ore 9.30 con il seguente ordine del giorno:
Pubblicato da Amedeo Scarsella a 20:17 1 commento:
Nota breve del Servizio Studi del Senato sulla sentenza della Corte costituzionale n. 251/2016 sulla L. n. 124/2015 di delega per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
La Corte costituzionale, con la sent. n.251 del 2016, si è pronunciata sulla legittimità di talune disposizioni della legge n.124 del 2015, recante delega al Governo per la di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni (cd. legge Madia), sulla base di un ricorso della Regione Veneto. Le disposizioni oggetto del ricorso riguardano deleghe al Governo per l’adozione di decreti legislativi per la disciplina dei seguenti ambiti: codice dell’amministrazione digitale (art.1), dirigenza pubblica (art. 11), lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni (art. 17), società a partecipazione pubblica (art. 18), servizi pubblici locali di interesse economico generale (art. 19).
Legge Madia - La nota informativa Anci sulla sentenza 251/2016 della Corte Costituzionale
Pubblicata la nota informativa Anci sugli effetti della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità di norme di delega contenute nella legge 124/2015 (Legge Madia), relativamente a: Dirigenza pubblica, Servizi pubblici locali, Società partecipate, Riordino delle norme sul lavoro pubblico.
Etichette: L. 124/2015 Riorganizzazione della PA, Personale, Riforma Renzi/Madia, Riforme istituzionali
Comunicato della Segretaria Nazionale dell'UNSCP: la sentenza della Consulta e il risultato referendario fermano l’abolizione del Segretario
Come è noto, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 251/2016 resa lo scorso venerdì 25 Novembre, ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale della Legge Delega Madia di Riforma della Pubblica Amministrazione. Con particolare riferimento alla riforma della dirigenza, la Corte ha dichiarato "l’illegittimità costituzionale dell’art. 11, comma 1, lettere a), b), numero 2), c), numeri 1) e 2), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), e comma 2, della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), nella parte in cui prevede che i decreti legislativi attuativi siano adottati previa acquisizione del parere reso in sede di Conferenza unificata, anziché previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni;".
In seguito a questa sentenza, il Governo, nel prenderne atto, non ha più trasmesso al Presidente della Repubblica, per la sua firma, il Decreto Delegato in materia di riforma della dirigenza che aveva approvato appena il giorno prima, nel Consiglio dei Ministri del 24, e lo ha quindi, di fatto, ritirato.
A questo si aggiunge che, a seguito del risultato referendario, il Presidente del Consiglio ha oggi manifestato l’intenzione di rassegnare le dimissioni insieme al Governo, cosa che potrebbe avvenire nelle stesse ore in cui viene redatto questo comunicato, ovvero successivamente ad una rapida approvazione della Legge di Bilancio.
In conseguenza del susseguirsi di questi eventi la previsione di abolizione del Segretario può ritenersi sostanzialmente superata nella sua attualità insieme all’intero pacchetto di riforma della Dirigenza Pubblica.
E in ogni caso entrambi i temi appaiono certamente superati nei termini in cui erano stati prefigurati dalla Legge Delega.
L’Unione, senza entrare nel merito delle vicende politiche e istituzionali che si sono determinate in questi giorni, non può non partecipare assieme a tutta la categoria la propria soddisfazione per tale superamento, poiché a monte non ha mai condiviso che una riforma dovesse partire dal dato, sia pure soltanto formale, dell’abolizione della figura.
Pubblicato da Amedeo Scarsella a 21:25 2 commenti:
Prorogato al 16 gennaio 2017 il termine per la pubblicazione della Relazione annuale dei Responsabili della prevenzione e della corruzione
Verso il rinnovo dei contratti nazionali
La stagione della contrattazione collettiva nazionale di lavoro è stata sostanzialmente aperta dalla intesa stipulata lo scorso 30 novembre tra il Governo, nella persona del ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, e le maggiori organizzazioni sindacali. Il traguardo del rinnovo dei contratti nazionali, che ricordiamo sono scaduti alla fine del 2009, quindi 7 anni fa, non sarà però raggiunto prima della fine della primavera/inizio dell’estate del 2017, cioè il periodo in cui dovrebbe entrare in vigore la riforma del lavoro pubblico che si vuole realizzare con la riscrittura del D.Lgs. n. 165/2001. L’intesa infatti prevede che il rinnovo dei contratti nazionali e la riforma del pubblico impiego camminino di pari passo, confermando la necessità della revisione del dettato normativo per adeguarlo alle nuove scelte del Governo e alle richieste delle organizzazioni sindacali.
Accordo sugli statali legato al destino della riforma Madia
In merito all'accordo stipulato in data 30 novembre tra Governo e le maggiori organizzazioni sindacali, pubblicato sul Sole 24 Ore un articolo di Gianni Trovati dal titolo Accordo sugli statali legato al destino della riforma Madia.
"Decreto fiscale". La nota di lettura Anci-IFEL del provvedimento definitivo
Abbiamo dato notizia della pubblicazione in Gazzetta della Legge 1° dicembre 2016, n. 225 "Conversione in legge, con modificazioni, del DL n. 193/2016, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili".
In Gazzetta la Legge 1° dicembre 2016, n. 225 "Conversione in legge, con modificazioni, del DL n. 193/2016, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili"
Pubblicata sul Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2016 - Serie generale" la Legge 1° dicembre 2016, n. 225 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili".
Sullo stesso numero pubblicato il testo del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, coordinato con la legge di conversione 1° dicembre 2016, n. 225, recante: «Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.».
Lo stato dell’arte dei provvedimenti attuativi del codice. Le linee guida Anac sui gravi illeciti professionali
Pubblicato sul sito della Giustizia Amministrativa un articolo di Rosanna de Nictolis, Presidente di sezione del C.g.a., dal titolo Lo stato dell’arte dei provvedimenti attuativi del codice. Le linee guida Anac sui gravi illeciti professionali.
1. Introduzione. 2. I sei tipi di linee guida. 3. I 53 atti attuativi del codice e i regolamenti di organizzazione dell’ANAC. 4. In particolare i regolamenti di organizzazione dell’ANAC. - 5. Lo stato di attuazione del codice (al 30 novembre 2016). 6. Linee guida “cruciali”, errata corrige, decreto correttivo. 7. Il grave illecito professionale ex art. 80 c. 11 e le LG ANAC. 7.1. Profili generali. 7.2. Le singole ipotesi: la negligenza professionale. 7.3. Le singole ipotesi: la turbativa di gara. 7.4. I mezzi di prova. 7.5. Profili transitori. 7.6. Rilevanza temporale. 7.7. Le linee guida dell’ANAC: ambito e natura giuridica.
La Corte dei Conti sulle richieste di parere da parte dell'ANCI: strumento aggiuntivo e non sostitutivo di quelli esistenti (Del. n. 32/2016)
L'art. 7, comma 8, ultimo periodo, della l. 5 giugno 2003, n. 131, aggiunto dall’art. 10-bis del d.l. 24 giugno 2016, n. 113, convertito dalla l. 7 agosto 2016, n. 160, ha previsto che le richieste di parere in materia di contabilità pubblica «possono essere rivolte direttamente alla Sezione delle autonomie della Corte dei conti: per le Regioni, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome; per i Comuni, le 3 Province e le Città metropolitane, dalle rispettive componenti rappresentative nell'ambito della Conferenza unificata». La novella legislativa è inserita in una disposizione che già riconosce la facoltà di Regioni, Comuni, Province e Città metropolitane di adire le Sezioni regionali di controllo per richieste di pareri in materia di contabilità pubblica formulate dagli enti locali “di norma tramite il Consiglio delle autonomie locali” (art. 7, comma 8, primo e secondo periodo, l. n. 131/2003).
Etichette: ANCI, Corte dei Conti
Referendum: Decaro, dal ministro Alfano impegno rimborso spese dei comuni
Forti critiche sono state mosse dal mondo dei Comuni alle comunicazioni effettuate, a quattro giorni dal voto, dalle Prefetture in merito al rimborso delle spese per l'organizzazione del referendum: le somme stanziate per le consultazioni sono state attribuite in misura ridotta a meno della metà rispetto alle precedenti consultazioni (qui la nota di protesta di ANCI Campania).
Sul sito ANCI si rende noto che il Presidente dell'ANCI e Sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha avuto da ultimo nella giornata di venerdì rassicurazioni definitive dal ministro dell' Interno Angelino Alfano sul rimborso delle spese elettorali sostenute dai Comuni in occasione del referendum.
Statali, il Governo riscrive la stretta contro i "furbetti"
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Messaggero un articolo di Sonia Ricci dal titolo Statali, il Governo riscrive la stretta contro i "furbetti".
Nell'articolo vengono ipotizzati i rimedi correttivi che il Governo pensa di utilizzare per "salvare" i decreti legislativi già in vigore interessati dalla pronuncia di incostituzionalità (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica - decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, Dirigenza sanitaria - decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171 e Norme in materia di licenziamento disciplinare nella pubblica amministrazione - decreto legislativo 20 giugno 2016 , n. 116). In merito alla sorte dei tre decreti legislativi già entrati in vigore, la Corte Costituzionale ha precisato nella sentenza n. 251/2016 che “le pronunce di illegittimità costituzionale, contenute in questa decisione, sono circoscritte alle disposizioni di delegazione della legge n. 124 del 2015, oggetto del ricorso, e non si estendono alle relative disposizioni attuative. Nel caso di impugnazione di tali disposizioni, si dovrà accertare l’effettiva lesione delle competenze regionali, anche alla luce delle soluzioni correttive che il Governo riterrà di apprestare al fine di assicurare il rispetto del principio di leale collaborazione”.
Etichette: Costituzione, Giurisprudenza, L. 124/2015 Riorganizzazione della PA, Personale, Riforma Renzi/Madia, Riforme istituzionali, Servizi pubblici, Status Segretari
Referendum, ANCI Campania scrive al Ministro dell'Interno e alla Prefettura: revisione fondi a quattro giorni dal voto è una pretesa inaccettabile
«È una pretesa inaccettabile, un grave danno per la consultazione e per i Comuni».
Così il Presidente Anci Campania, On. Domenico Tuccillo, risponde al contenuto di una circolare del Ministero dell'Interno che la Prefettura ha recapitato a tutti i Comuni per la revisione dell'ammontare del rimborso delle spese sostenute dai Comuni per le prossime consultazioni referendarie. «La Prefettura - spiega il Presidente - a quattro giorni dalle consultazioni informa i Comuni che la somma stanziata per le consultazioni cambia e si riduce a meno della metà rispetto alle precedenti consultazioni. Questo è un modo per far ricadere sui singoli comuni gli oneri di un'organizzazione già preparata sulla base delle risorse a disposizione per le ultime elezioni.
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