Source: http://www.previdenza-professionisti.it/Legge-n-949-del-1952
Timestamp: 2018-01-20 07:09:42+00:00
Document Index: 68051512

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 161', 'art. 21', 'art. 161', 'art. 11', 'art. 35', 'art. 161', 'art. 34', 'art. 67', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 55', 'art. 70', 'art. 62', 'art. 56', 'art. 58', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 107', 'art. 12', 'art. 70', 'art. 55', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 55', 'art. 64', 'art. 63', 'art. 66', 'art. 32', 'art. 62', 'art. 59', 'art. 21', 'art. 76', 'art. 78']

Legge n 949 del 1952
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Legge 25 luglio 1952 n. 949 per lo sviluppo dell'economia e incremento dell'occupazione
(in Gazz. Uff., 29 luglio, n. 174). –
Provvedimenti per lo sviluppo dell'economia e incremento dell'occupazione.
CAPO I CASSA PER IL MEZZOGIORNO
(1) Sostituisce l'art. 1, l. 10 agosto 1950, n. 646.
(1) Modifica l'art. 10, l. 10 agosto 1950, n. 646.
CAPO II OPERE STRAORDINARIE PER L'ITALIA CENTRO-SETTENTRIONALE
(1) Sostituisce l'art. 3, l. 10 agosto 1950, n. 647.
(1) Sostituisce l'art. 5, l. 10 agosto 1950, n. 647.
CAPO III CREDITO PER MACCHINE AGRICOLE, OPERE IRRIGUE E COSTRUZIONI RURALI
È istituito presso il Ministero delle politiche agricole e forestali un fondo di rotazione per anticipazioni a Istituti esercenti il credito ed a quelli autorizzati all'esercizio del credito agrario, da preferire a parità di condizioni, per la concessione, a favore di agricoltori, singoli od associati, con preferenza ai piccoli ed ai medi, ed alle cooperative, di prestiti destinati all'acquisto di macchine agricole di produzione italiana, ovvero di prestiti e di mutui da impiegare nella costruzione di impianti di irrigazione, di edifici rurali destinati ad abitazione dei coltivatori, al ricovero del bestiame, alla conservazione, alla manipolazione ed alla trasformazione dei prodotti agricoli. I prestiti destinati all'acquisto di macchine agricole possono essere concessi anche ai mezzadri e ai coloni parziari (1).
I prestiti per l'acquisto di macchine agricole, di cui al comma precedente, possono essere concessi anche ai piccoli agricoltori ed alle piccole imprese che esercitino lavorazioni meccanico-agrarie per conto altrui, con la garanzia del patto di riservato dominio sulle macchine stesse od altra idonea forma di tutela del credito (2).
I prestiti ed i mutui potranno essere concessi anche a consorzi, enti e società che si propongano di costruire ed esercire impianti di distribuzione di acqua per irrigazione nelle zone in cui i proprietari fondiari non trovino possibile o conveniente provvedere direttamente alla costruzione degli impianti.
Per le predette operazioni di credito agrario, alle quali gli istituti di credito prescelti sono autorizzati anche in deroga ai propri statuti valgono le norme del R.D.L. 29 luglio 1927, n. 1509, convertito nella L. 5 luglio 1928, n. 1760, in quanto non contrastanti con le disposizioni contenute nel presente capo.
(1) Comma modificato dall'articolo 3 della legge 14 gennaio 1959, n. 5.
(2) Comma aggiunto dalla legge 28 dicembre 1957, n. 1306.
A favore del fondo di rotazione di cui al precedente articolo, per ciascuno degli esercizi finanziari 1952-53, 1953-54, 1954-55, 1955-56 e 1956-57, è autorizzata l'annua anticipazione di lire 25 miliardi, da iscrivere in un unico capitolo nello stato di previsione della spesa del Ministero delle politiche agricole e forestali. Essa sarà destinata per 7,5 miliardi a prestiti per acquisto di macchine, per 7,5 miliardi a prestiti ed a mutui per opere di irrigazione, per 10 miliardi a prestiti ed a mutui per costruzioni rurali.
Tale ripartizione potrà essere annualmente variata, qualora se ne ravveda la opportunità, con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro per il tesoro.
Il fondo di rotazione è incrementato lino al 30 giugno 1964 dalle quote di ammortamento per il capitale per interesse, corrisposte dai mutuatari, dedotta la quota a compenso del servizio degli istituti, secondo il disposto dell'articolo 11.
Con decreti del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro per il tesoro, saranno stabilite, entro il 31 ottobre 1952, le quote del fondo da concedere in anticipazione ai singoli istituti di credito per gli esercizi finanziari 1952-53 e 1953-54.
Per gli anni successivi la ripartizione avrà sempre luogo entro il 31 ottobre precedente l'esercizio finanziario a cui è attribuito lo stanziamento.
La concessione e l'utilizzazione delle anticipazioni saranno regolate da apposita convenzione che il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro per il tesoro stipuleranno con gli istituti di credito prescelti.
Tutte le somme che affluiranno al fondo di rotazione per il rimborso delle anticipazioni da parte degli istituti e per il pagamento degli interessi saranno destinate alla concessione di ulteriori anticipazioni per mutui o prestiti aventi lo stesso oggetto della operazione di credito da cui hanno origine e saranno ripartite tra gli istituti di credito con le stesse modalità previste dal precedente articolo.
Le somme eventualmente non impegnate dal fondo, sia che si riferiscano agli stanziamenti di bilancio, sia che si riferiscano al rimborso delle anticipazioni, sono sempre riportate agli esercizi successivi in deroga alle vigenti leggi della contabilità generale dello Stato.
Le anticipazioni di cui all'art. 5 dovranno essere impiegate dagli istituti fino al 30 giugno 1964 esclusivamente in concessione di mutui per il 75 per cento della spesa necessaria per gli scopi previsti.
Le opere e gli acquisti da finanziare, i tipi di progetti e di macchine e l'ammontare massimo dei mutui saranno determinati dal Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto col Ministro per il tesoro.
L'ammortamento delle operazioni di credito sarà compiuto:
a) in cinque anni per i prestiti destinati all'acquisto di macchine;
b) in sei anni per prestiti o mutui destinati ad opere di irrigazione;
c) in dodici anni per prestiti o mutui destinati agli edifici rurali.
I mutui saranno gravati di un tasso annuo di interesse del 3 per cento comprensivo della quota spettante agli istituti a copertura delle proprie spese di amministrazione, dei rischi, delle spese per imposte e di ogni altro onere, nella misura che sarà stabilita con la convenzione di cui all'art. 7.
Le annualità di ammortamento e gli interessi saranno versati dagli istituti al fondo di rotazione, previa detrazione della quota ad essi spettante in base alla convenzione, a rimborso della anticipazione e ad incremento del fondo fino al 30 giugno 1964. Da tale data le annualità e gli interessi saranno versati al Ministero del tesoro, con imputazione ad apposito capitolo del bilancio di entrata. Gli istituti faranno i versamenti alle date stabilite, anche se non abbiano ricevuto dai mutuatari le corrispondenti annualità.
Oltre al pagamento delle annualità e degli interessi nella suddetta misura, gli istituti non potranno far gravare altri oneri sui mutuatari, a qualsiasi titolo.
Le opere e gli acquisti finanziari con i mutui di cui all'art. 5 non potranno fruire di alcun contributo, sussidio o concorso dello Stato comunque previsti dalle vigenti norme in materia di miglioramenti fondiari.
La concessione dei predetti mutui da parte degli istituti è subordinata all'accertamento, da eseguirsi a cura del Ministero delle politiche agricole e forestali, che, per le opere alle quali i mutui stessi si riferiscono, i mutuatari non abbiano percepito alcun contributo, sussidio o concorso a carico dello Stato.
Alle operazioni di credito di cui all'art. 5 e agli atti e formalità concernenti le operazioni medesime, si applicano le imposte fisse, di registro ed ipotecarie, nonché le agevolazioni relative alle tariffe notarili contemplate dalle vigenti disposizioni in materia di credito agrario.
L'anticipazione di lire 25 miliardi prevista per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1952-53 al 1956-57 sarà versata in annualità anticipate su un conto fruttifero intestato al fondo presso la Tesoreria centrale dello Stato.
Nello stesso conto sarà tenuta ogni disponibilità liquida del fondo e in esso saranno versati i rimborsi delle anticipazioni previste dall'art. 10.
Il Governo della Repubblica è autorizzato ad emanare, entro 3 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, ogni eventuale norma legislativa che si rendesse necessaria per l'attuazione delle disposizioni contenute nel presente capo.
Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro per il tesoro, sarà approvato il regolamento del fondo.
Il fondo potrà funzionare anche prima dell'approvazione del regolamento predetto.
CAPO IV BONIFICHE, MIGLIORAMENTI FONDIARI
È autorizzata per l'esercizio 1952-53 la spesa di lire 13 miliardi, per provvedere all'esecuzione di opere pubbliche di bonifica ai sensi del R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, alla concessione di sussidi nelle opere di miglioramento fondiario, ai sensi dello stesso decreto alla riparazione delle opere pubbliche di bonifica danneggiate per eventi bellici, nonché all'onere dipendente dalla revisione dei prezzi per le opere pubbliche di bonifica già eseguite.
CAPO V CREDITO A MEDIO TERMINE ALLE MEDIE E PICCOLE INDUSTRIE (1)
(1) Capo abrogato dall'art. 161, d.lg. 1° settembre 1993, n. 385, ad eccezione dell'art. 21.
(1) Articolo abrogato dall'art. 161, d.lg. 1° settembre 1993, n. 385.
L'istituto, per lo svolgimento della sua attività, potrà valersi anche del ricavato dei prestiti esteri che il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio lo autorizzi a contrarre direttamente.
Con decreto del Ministro per il tesoro, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, potrà essere accordata la garanzia dello Stato per il pagamento del capitale e degli interessi dei prestiti di cui al precedente comma (1).
(1) Vedi, ora, l'art. 11, l. 7 agosto 1982, n. 526.
CAPO VI CREDITO ALL'ARTIGIANATO
(1) ad eccezione degli artt. 37, 38, primo e secondo comma, 39, primo comma, 40, primo comma e 41, secondo comma.
a ) riscontare effetti cambiari relativi ad operazioni di finanziamento a medio termine compiute dagli istituti e dalle aziende di credito predette a favore di imprese artigiane;
b ) effettuare finanziamenti contro cessione in garanzia, totale o parziale, di crediti concessi come alla lettera a ) in forme non comportanti il rilascio di effetti cambiari.
Con particolare riguardo per le casse di risparmio, i monti di credito su pegno di 1ª categoria, le banche popolari e cooperative, le casse rurali ed artigiane e la sezione di credito dell'Ente nazionale per l'artigianato e le piccole industrie, le operazioni di riscontro di cui alla lettera a ) e quelle di finanziamento di cui alla lettera b ) non potranno avere durata superiore ai cinque anni, qualunque sia la durata dei corrispondenti prestiti concessi alle imprese artigiane (1).
In deroga alle norme contenute nel comma precedente, le operazioni di risconto di cui alla lettera a ) e quelle di finanziamento di cui alla lettera b ) potranno avere durata fino a 10 anni, semprechè i corrispondenti prestiti concessi alle imprese artigiane siano destinati all'impianto, all'ampliamento e all'ammodernamento di laboratori e, in casi di particolare utilità ed opportunità per la impresa finanziata, all'acquisto di macchine ed attrezzi (2).
É fatto divieto alla Cassa di raccogliere risparmio sotto qualsiasi forma, e di effettuare direttamente nuove operazioni di finanziamento alle imprese artigiane.
Il fido massimo che gli istituti e le aziende di credito di cui all'art. 35, potranno concedere ad una stessa impresa artigiana è fissato in lire 10 milioni. Detto fido massimo potrà essere elevato ad importi superiori con deliberazione del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio (3).] (4)
(1) Comma sostituito dall'articolo 2 della legge 19 dicembre 1956, n. 1524.
(2) Comma aggiunto dall'articolo 2 della legge 31 ottobre 1966, n. 947.
(3) Comma aggiunto dall'articolo 3 della legge 31 ottobre 1966, n. 947.
(4) Articolo abrogato dall'articolo 161 del D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385.
Le spese per il funzionamento dei comitati tecnici regionali sono a carico delle Regioni (1) (2) .
(1) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della legge 7 agosto 1971, n. 685.
(2) Per l'incremento del fondo di cui al presente articolo vedi l'articolo 1 della legge 31 ottobre 1966, n. 947 e l'articolo 4, comma 82, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
La Cassa, per lo svolgimento delle sue attività, potrà avvalersi anche del ricavato di prestiti esteri che il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio l'autorizzi a contrarre direttamente.
Con decreto del Ministro del tesoro, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, potrà essere accordata la garanzia dello Stato per il pagamento del capitale e degli interessi dei prestiti di cui al comma precedente.
(1) Comma abrogato dall'art. 161, d.lg. 1° settembre 1993, n. 385.
Il saggio degli interessi dovuti sulle operazioni di cui all'art. 34 effettuate dalla Cassa sarà determinato annualmente dal Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio.
Ai prestiti accordati alle imprese artigiane dagli istituti ed aziende di credito di cui all'articolo 35 non si applicano le disposizioni di cui all'art. 67 del R.D, 16 marzo 1942, n. 267, dopo che siano trascorsi dieci giorni dalla stipulazione del contratto di finanziamento.
Sono ridotti a metà i diritti spettanti ai notari per la stipula o autenticazione delle firme delle scritture di cui alla lettera a) dell'articolo precedente, i diritti di cancelleria per la trascrizione del privilegio ai sensi della lettera b) dello stesso articolo e i diritti spettanti agli ufficiali giudiziari per la notifica dell'atto di prestito ai terzi debitori ai sensi della lettera c) dell'articolo suddetto.
CAPO VII COSTRUZIONE DI METANODOTTI E RICERCHE DI IDROCARBURI
È autorizzata la spesa di lire 20 miliardi, da iscriversi nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'industria e commercio, da imputarsi per lire 10 miliardi all'esercizio 1951-52, e per lire 10 miliardi all'esercizio 1952-53, e da destinare:
a) per finanziamenti della costruzione di metanodotti per il trasporto dei prodotti estratti dai giacimenti individuali a seguito delle ricerche di cui all'art. 6 del R.D.L. 3 aprile 1926, n. 556, convertito nella L. 25 giugno 1926, n. 1262, e all'art. 3 della L. 27 maggio 1940, n. 580;
b) per i finanziamenti delle ricerche di idrocarburi di cui ai predetti articoli.
I finanziamenti previsti dall'art. 53 sono concessi con decreto dei Ministri per l'industria e commercio, per le finanze e per il tesoro.
I Ministri predetti sono autorizzati a stipulare le convenzioni necessarie per la esecuzione di quanto disposto nel presente capo.
CAPO VIII COSTRUZIONI NAVALI PER LA MARINA MERCANTILE
Alle navi mercantili da carico liquido di un tonnellaggio di stazza lorda non inferiore a 10.000 tonnellate e con una velocità alle prove con metà del carico di almeno 15 nodi, che siano costruite in cantieri italiani per conto di nazionali, possono essere concessi i benefici di cui agli artt. 7, lettera a), 8, 9 e 10 della L. 8 marzo 1949, n. 75.
Alle navi di cui al primo comma può essere altresì concesso un contributo non superiore a lire 45.000 per tonnellata di stazza lorda.
Il committente ammesso ai benefici previsti dal presente capo deve presentare al Ministero della marina mercantile, entro trenta giorni dalla registrazione, il contratto di commessa documentato dei piani e delle specifiche.
Se, entro il termine di cinque anni dall'entrata in esercizio della nave, la stazza lorda sulla cui entità è stato corrisposto il contributo fosse per qualsiasi motivo diminuita, il proprietario è tenuto a rimborsare all'Erario tante quote unitarie del contributo stesso per quante sono le tonnellate di stazza risultanti in meno.
Coloro che intendono concorrere ai benefici di cui all'art. 55 devono presentare istanza al Ministero della marina mercantile, entro trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, e nella istanza devono offrire una riduzione nella misura del contributo indicato nell'articolo stesso.
Le istanze-offerte devono essere presentate in buste chiuse sigillate, a tergo delle quali saranno annotate la data e l'ora della presentazione. L'istanza-offerta deve essere garantita da fidejussione di un istituto o di una azienda di credito ritenuta idonea dal Ministero della marina mercantile, per l'importo di lire 5.000 per tonnellata di stazza lorda della cisterna richiesta. Le istanze non accompagnate dal documento relativo alla fidejussione bancaria non possono essere prese in considerazione.
Il contributo che sarà corrisposto a tutti coloro che saranno ammessi ai benefici sarà uguale alla media risultante dalle otto offerte diverse più vantaggiose per l'Amministrazione, presentate da richiedenti diversi.
Saranno accolte oltre che le otto domande le cui offerte sono risultate più favorevoli, le altre che, con la riduzione offerta, si avvicinino maggiormente alla media di contributo sopra indicato.
Qualora fosse presentato un numero di domande inferiore a otto da parte di richiedenti diversi, la media si farà sulla base delle domande pervenute al Ministero.
Entro dieci giorni dal ricevimento della partecipazione ufficiale dell'ammissione, effettuata a mezzo della capitaneria di porto competente, gli ammessi ai benefici devono comunicare al Ministero se si impegnano a procedere alla commessa del lavoro.
La fidejussione è deliberata per coloro che rinuncino e per coloro che, avendo accettato, abbiano iniziato la costruzione nel termine stabilito. La somma oggetto della fidejussione è incamerata, se coloro che abbiano fatto una offerta di riduzione uguale o maggiore alla media del contributo che sarà corrisposto non inizino nel termine la costruzione, e in ogni altro caso in cui la costruzione non sia iniziata nel termine stesso.
Il tonnellaggio complessivo di navi cisterne ammissibile ai benefici previsti dal presente capo sarà stabilito in relazione allo stanziamento di cui all'art. 70, ridotto della somma di cui all'art. 62, e al contributo da corrispondere.
Se nel termine previsto dal primo comma non siano presentate domande sufficienti a coprire il tonnellaggio di cui al comma precedente, il Ministro per la marina mercantile ha facoltà di riaprire detto termine per non oltre tre mesi dalla scadenza, ma il contributo medio applicabile resta stabilito in quello risultato dalla applicazione del terzo e quinto comma.
Una quota non superiore al 20 per cento del tonnellaggio di stazza lorda sarà riservata alle società di navigazione di preminente interesse nazionale che, previa partecipazione alla gara nei modi e nei termini di cui al presente articolo, avranno diritto di prelazione sulle altre istanze-offerte risultanti più favorevoli per l'Amministrazione, e diritto di opzione per la costruzione della quota suddetta.
Per ogni nave cisterna costruita coi benefici previsti dal presente capo il contributo medio stabilito in base all'art. 56, sarà corrisposto per intero per le prime 12.000 tonnellate di stazza lorda.
Il contributo stesso sarà ridotto dell'1 per cento per ogni mille tonnellate o frazione di mille superiore a 500, di tonnellaggio esuberante su quello indicato nel precedente comma.
L'apertura delle buste contenenti le istanze-offerte, la determinazione della media del contributo e la graduatoria delle istanze in relazione alle offerte di riduzione, ed ogni altra procedura connessa, sono demandate ad una Commissione composta:
1) del presidente del consiglio superiore della marina mercantile, che la presiede;
2) del direttore generale del naviglio;
3) del direttore generale della navigazione e traffico;
4) di un rappresentante del Ministero dell'industria e commercio;
5) di un rappresentante del Ministero del commercio con l'estero.
Adempirà la funzione di segretario della Commissione un funzionario del Ministero della marina mercantile di grado non inferiore a consigliere.
Non potranno essere concessi i benefici previsti dal presente capo per la costruzione di altre navi cisterna ad armatori i quali, a giudizio della Commissione, di cui all'art. 58, siano risultati direttamente o indirettamente già assegnatari di una nave cisterna, prima che siano accolte le domande di coloro che abbiano fatto una offerta di riduzione contenuta entro un limite non superiore al 10 per cento del contributo che sarebbe risultato in base all'offerta meno favorevole tra le otto scelte per il calcolo del contributo medio.
Se vi siano richiedenti diversi in condizione di parità, sarà preferito quello che dimostri di provvedere in proprio, totalmente o in maggior misura, al finanziamento della costruzione.
Coloro i quali, in conseguenza del favorevole risultato della gara, siano ammessi ai benefici del presente capo, non possono cedere i diritti derivanti dall'ammissione. La cessione opera di diritto la decadenza dell'ammissione stessa e dai benefici conseguenti.
La cessione del contributo di cui al secondo comma dell'art. 55 è tuttavia consentita a favore del cantiere costruttore della nave e allo stabilimento costruttore dell'apparato motore.
Il contributo di cui all'art. 55 è corrisposto in due rate uguali, la prima quando la costruzione ha raggiunto il 50 per cento di stato di avanzamento e la seconda dopo la entrata in esercizio della nave ammessa ai benefici e dopo che gli interessati abbiano presentato la relativa domanda corredata dai documenti indicati nell'art. 107, lettera a), b), c), d), e), f), ed m), del regolamento approvato con R.D. 13 aprile 1939, n. 1101, e dal certificato di carena, previsto dall'art. 12 della L. 8 marzo 1949, n. 75.
Dello stanziamento di cui all'art. 70, una quota non superiore a 600 milioni è destinata a favorire la costruzione, per conto di nazionali, di navi a scafo metallico da 500 a 2.000 tonnellate di stazza lorda, da carico secco o liquido, e di rimorchiatori da affidare ai cantieri medi e piccoli in ferro e ai cantieri che non avessero commesse per la costruzione di navi cisterne di cui alla presente legge.
A dette navi, oltre ai benefici indicati nel primo comma dell'art. 55, può essere concesso un contributo nella misura di lire 130 mila a tonnellata di stazza lorda.
Non sono applicabili alle costruzioni di cui al presente articolo il secondo comma dell'articolo 55, e gli artt. 56, 57, 58 e 59 del presente capo.
Possono essere ammesse ai benefici del presente articolo sia le costruzioni navali del tipo e del tonnellaggio indicato, per le quali fossero state presentate domande nei termini stabiliti dal primo comma dell'art. 2 della L. 8 marzo 1949, n. 75, sia quelle per le quali venissero presentate nuove domande entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente legge.
I proprietari delle costruzioni ammesse ai benefici previsti dal presente capo devono osservare le disposizioni di cui agli artt. 11 e 12 della L. 8 marzo 1949, n. 75.
Ai finanziamenti occorrenti per le costruzioni navali di cui al presente capo sono applicabili le disposizioni del capo IV della L. 8 marzo 1949, n. 75.
Alle operazioni in valuta estera previste dall'art. 2 del D.Lgs. 7 maggio 1948, n. 927, ed ai finanziamenti in valuta estera ed in lire da concedersi ad aziende italiane in dipendenza delle operazioni anzidette, sono applicabili le norme del D.Lgs. 11 settembre 1947, n. 891, e successive modificazioni, qualora le operazioni medesime siano espressamente destinate alla concessione di finanziamenti a favore della industria delle costruzioni navali e dell'armamento, ovvero sia espressamente riconosciuto, nel relativo decreto di autorizzazione del Ministro per il tesoro, che tali operazioni rivestono particolare carattere di pubblico interesse.
Nelle operazioni di cui ai precedenti commi possono essere comprese anche quelle ancora occorrenti per l'espletamento del programma di costruzioni navali previsto dalla L. 8 marzo 1949, n. 75, e successive modificazioni.
Il Ministero della marina mercantile ha facoltà di promuovere opportuni accordi fra gli ammessi ai benefici ed i cantieri, affinché le navi siano costruite in una o più serie dello stesso tonnellaggio, della stessa velocità e delle stesse caratteristiche tecniche.
Le costruzioni navali di cui al precedente capo devono essere iniziate, a pena di decadenza dai benefici, entro quattro mesi dalla data di notificazione del provvedimento di ammissione ai benefici stessi e devono entrare in effettivo esercizio entro il 30 giugno 1954.
Ove l'inizio della costruzione non avvenga entro il termine sopra indicato, il Ministro per la marina mercantile ha facoltà di prorogare il termine stesso qualora sia provato dagli interessati con elementi e documenti certi che il ritardo non è ad essi imputabile.
Nel caso che la proroga sia concessa, di ugual periodo di tempo è prorogato il termine per l'entrata in esercizio della nave.
Alle navi cisterne che non abbiano ottenuto l'ammissione ai benefici di cui all'art. 55 e alle navi di qualsiasi altro tipo, comprese le navi cisterne di tonnellaggio inferiore a quello indicato nell'articolo stesso, che vengano commesse da nazionali a cantieri italiani, possono essere concessi i benefici degli artt. 7, lettera a), 8, 9 e 10 della legge 8 marzo 1949, n. 75, e le facilitazioni di cui all'art. 64 della presente legge, purché siano osservate le norme richiamate nel precedente art. 63.
Alle costruzioni di cui al presente articolo non è applicabile la disposizione dell'art. 66.
È applicabile per le costruzioni navali di cui al presente capo l'art. 32 della L. 8 marzo 1949, n. 75.
Sono escluse dal godimento dei benefici di cui al presente capo le navi che siano già state o che vengano ammesse ai benefici delle LL. 8 marzo 1949, n. 75, 15 dicembre 1949, n. 943, 12 maggio 1950, n. 348, 5 settembre 1951, n. 902.
Per provvedere alla applicazione delle disposizioni del presente capo è stanziata in apposito capitolo della parte straordinaria del bilancio del Ministero della marina mercantile la somma di 12 miliardi, di cui una congrua parte sarà spesa nel Mezzogiorno, così ripartita:
3 miliardi per l'esercizio finanziario 1952-53;
5 miliardi per l'esercizio finanziario 1953-54;
4 miliardi per l'esercizio finanziario 1954-55.
Per il rimborso agli aventi diritto delle spese per apprestamenti difensivi, sarà stanziata, nella parte straordinaria del bilancio del Ministero della difesa-Marina, la somma di lire 150 milioni, così ripartita:
75 milioni per l'esercizio finanziario 1952-53;
75 milioni per l'esercizio finanziario 1953-54.
CAPO IX ADDESTRAMENTO E IMPIEGO DI MANO D'OPERA DISOCCUPATA
È autorizzata una assegnazione straordinaria di lire 36 miliardi a favore del fondo per l'addestramento professionale dei lavoratori, di cui all'art. 62 della L. 29 aprile 1949, n. 264, e successive modificazioni, recante provvedimenti in materia di avviamento al lavoro e di assistenza dei lavoratori involontariamente disoccupati.
Detta somma verrà iscritta, per 18 miliardi nello stato di previsione della spesa del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'esercizio finanziario 1951-52, e per lire 18 miliardi nello stato di previsione dello stesso Ministero per l'esercizio finanziario 1952-53.
Il fondo per l'addestramento professionale dei lavoratori, gestito dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sarà depositato, in conto corrente fruttifero, presso il Tesoro dello Stato o presso l'Istituto di emissione.
Per le spese occorrenti alla costruzione, con cantieri di lavoro, di opere di pubblica utilità, sottoposte alla vigilanza del Ministero dei lavori pubblici ai sensi del secondo comma dell'art. 59 della L. 29 aprile 1949, n. 264, è autorizzata una assegnazione straordinaria di lire 5 miliardi, da iscriversi, per 2 miliardi nello stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici per l'esercizio finanziario 1951-52, e per 3 miliardi nel corrispondente stato di previsione per l'esercizio finanziario 1952-53.
CAPO X CASE PER I LAVORATORI
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per il tesoro, udito il Consiglio dei Ministri, può essere concessa la garanzia dello Stato per le obbligazioni che siano ammesse dalla gestione I.N.A.-Casa ai sensi dell'art. 21, primo comma, della L. 28 febbraio 1949, n. 43, allo scopo di anticipare il programma di costruzione di case.
CAPO XI CONTRIBUTO STRAORDINARIO TEMPORANEO PER INVESTIMENTI INTESI A COMBATTERE LA DISOCCUPAZIONE
È istituito, per il periodo dal 1° marzo 1952, al 31 dicembre 1953, un contributo straordinario contro la disoccupazione a carico degli esercenti una attività produttiva di reddito classificabile in categoria B e in categoria C-1 ai fini della imposta di ricchezza mobile.
Tale contributo non si applica agli esercenti affittanze agrarie e attività professionali e artistiche, nonché alle aziende artigiane determinate con la procedura prevista dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 dicembre 1947, n. 1586, contenente disposizioni sugli assegni familiari ai dipendenti delle aziende.
Il contributo straordinario previsto nel precedente articolo è fissato in ragione del:
a) 4 per cento delle retribuzioni dovute ai dirigenti e al personale impiegatizio, nonché al personale operaio pagato a mese, a quindicina, a settimana, o ad altro periodo fisso;
b) 2 per cento delle retribuzioni dovute al personale operaio pagato in proporzione delle ore di lavoro. Per le retribuzioni relative alle ore eccedenti le 32 settimanali si applica un contributo supplementare in ragione dell'8 per cento.
Agli effetti della determinazione del contributo straordinario, l'ammontare della retribuzione è calcolato secondo le disposizioni concernenti i contributi per assegni familiari, contenute nei decreti legislativi 1° agosto 1945, n. 692, 19 aprile 1946, n. 238 e 25 gennaio 1947, n. 14, tenendosi anche conto delle retribuzioni corrisposte al personale dipendente per il quale non esista l'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro a norma del R.D. 17 agosto 1935, n. 1765.
Il contributo straordinario relativo alle somme dovute per tutti i periodi di paga scaduti in ciascun mese deve essere versato entro i primi dieci giorni del mese successivo in un conto corrente postale intestato alla Tesoreria della provincia nella cui circoscrizione le retribuzioni sono state corrisposte.
Per il calcolo delle ore eccedenti le trentadue settimanali, si ha riguardo all'orario medio settimanale delle settimane comprese nei periodi di paga scaduti nel mese precedente; per i lavoratori assunti o licenziati nel corso del mese, l'orario medio settimanale è determinato sulla base dell'effettiva occupazione nel periodo di paga.
Entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine stabilito nel primo comma dell'articolo precedente, il datore di lavoro deve denunziare alla sede provinciale dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro gli estremi della ricevuta del versamento, indicando l'ammontare della somma versata e delle retribuzioni su cui il contributo è stato commisurato.
Per le retribuzioni previste alla lettera b) dell'art. 76, la denunzia deve indicare, distintamente, quelle corrispondenti al lavoro per le ore eccedenti.
La denunzia deve essere presentata anche se non esista l'obbligo dell'assicurazione del personale dipendente contro gli infortuni sul lavoro.
La denunzia deve essere redatta in duplice copia, una delle quali è trasmessa dalla sede provinciale dell'Istituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro, all'Ufficio distrettuale delle imposte dirette, nella cui circoscrizione il datore di lavoro ha il suo domicilio fiscale.
Il controllo delle denunzie è effettuato dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, in conformità delle direttive dell'Amministrazione finanziaria. Per il controllo da parte dell'Istituto suddetto si applicano le norme contenute nel R.D. 17 agosto 1935, n. 1765, e successive modificazioni e nel relativo regolamento approvato con R.U. 26 gennaio 1937, n. 200, anche per le retribuzioni dovute al personale non soggetto all'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Il datore di lavoro, che omette di versare il contributo straordinario nei termini stabiliti, è punito con l'ammenda da lire 10.000 a lire 200.000 ed è obbligato al pagamento di una sopratassa pari al 30 per cento dell'ammontare del contributo non versato.
Il datore di lavoro che versa il contributo straordinario in misura inferiore a quella dovuta è soggetto ad una pena pecuniaria da lire 5.000 a lire 100.000, nonché al pagamento di una sopratassa pari al 20 per cento della differenza versata in meno.
Salva l'applicazione delle disposizioni dei commi precedenti, il datore di lavoro che ometta di presentare nei termini stabiliti la denunzia di cui all'art. 78 è obbligato al pagamento di una pena pecuniaria da lire 1.000 a lire 20.000.
Per l'accertamento del contributo straordinario non versato e per l'applicazione delle sanzioni previste nel presente capo, nonché per la risoluzione delle contestazioni dipendenti dall'accertamento, si osservano le norme vigenti in materia di imposte dirette.
Il contributo non versato in Tesoreria è riscosso mediante un ruolo straordinario, in unica soluzione, con le norme e con i privilegi stabiliti per la riscossione delle imposte dirette. Gli agenti della riscossione sono vincolati all'obbligo del non riscosso per riscosso.