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Timestamp: 2019-05-24 08:22:30+00:00
Document Index: 65694729

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 8']

Art. 8 codice penale: Delitto politico commesso all'estero | La Legge per tutti
Art. 8 codice penale: Delitto politico commesso all’estero
Il cittadino o lo straniero [2482, 2492], che commette in territorio estero (1) un delitto politico non compreso tra quelli indicati nel numero 1 dell’articolo precedente, è punito secondo la legge italiana [112], a richiesta del Ministro della giustizia [128-129; c.p.p. 342].
(2) Si tratta del cd. delitto oggettivamente politico in quanto fondato sulla natura del bene interesse leso che si identifica con un interesse politico dello Stato o un diritto politico del cittadino.
(3) Si tratta del cd. delitto soggettivamente politico in quanto fondato sul «motivo» che spinge il reo a delinquere. La dottrina prevalente distingue il motivo politico da quello sociale: il primo ricorre nei casi in cui il delitto è compiuto in funzione della particolare concezione ideologica dell’agente in relazione alla struttura dei poteri dello Stato e ai rapporti tra Stato e cittadino (es.: reato di terrorismo politico); il secondo è quello che determina la condotta dell’agente in funzione di una visione dei rapporti umani che non si riflette necessariamente sulla struttura dello Stato o sui rapporti intercorrenti tra Stato e cittadino (es.: omicidio per eutanasia).
Di fronte ad atti delittuosi perpetrati da un soldato degli Stati Uniti nei confronti di cittadini italiani deve essere dichiarato il difetto di giurisdizione dell'autorità giudiziaria italiana.
Corte assise Roma sez. III 03 gennaio 2008 n. 21
Le forze armate operanti in territorio iracheno sono soggette alla propria legge nazionale secondo il principio della legge della bandiera.
L'uccisione e il ferimento di funzionari del Sismi operanti in Iraq costituisce delitto potitico ai sensi dell'art. 8 c.p., punibile a richiesta del Ministro della giustizia.
L'uccisione e il ferimento di funzionari del Sismi operanti in Iraq costituisce delitto politico ai sensi dell'art. 8 c.p., punibile a richiesta del ministro della Giustizia. Per i reati commessi da militare straniero appartenente ad una forza multinazionale, deve ritenersi che lo Stato d'invio del militare abbia giurisdizione esclusiva in ordine ai fatti da questi commessi, in forza di una norma consuetudinaria del diritto internazionale, la c.d. legge della bandiera, recepita anche dallo status of force agreement (c.d. SOFA) concluso tra il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ed il governo provvisorio iracheno per effetto della Risoluzione n. 1546.
La qualificazione di un delitto come politico data dall'art. 8 c.p. va letta alla luce dell'art. 10 Cost., secondo il quale l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale, tra le quali si pone in particolare la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, che obbliga gli Stati al rispetto di alcuni diritti fondamentali nei confronti di ogni persona sottoposta alla loro giurisdizione. Ne consegue che vanno definiti come politici i delitti di oggettiva gravità, commessi in danno di cittadini italiani residenti in Argentina, in esecuzione di un preciso piano criminoso diretto all'eliminazione fisica degli oppositori al regime senza il rispetto di alcuna garanzia processuale e al solo scopo di contrastare idee e tendenze politiche delle vittime, iscritte a sindacati, o partiti politici o ad associazioni universitarie, in quanto tali delitti non solo offendono un interesse politico dello Stato italiano, che ha il diritto ed il dovere di intervenire per tutelare i propri cittadini, ma anche i diritti fondamentali delle stesse vittime.
Cassazione penale sez. I 28 aprile 2004 n. 23181
Sono da qualificarsi "politici", ai sensi dell'art. 8 c.p., in quanto offensivi tanto di un interesse politico dello Stato quanto dei diritti fondamentali dei cittadini, delitti quali l'omicidio volontario, il sequestro di persona e le lesioni personali volontarie che siano stati commessi in territorio estero in danno di cittadini italiani non in circostanze occasionali ma in esecuzione di un preciso piano criminoso diretto alla eliminazione fisica degli oppositori ad un determinato regime senza il rispetto di alcuna garanzia processuale ed al solo scopo di contrastare idee tendenze politiche delle vittime, in quanto iscritte a sindacati, partiti politici o associazioni universitarie (principio affermato con riguardo a procedimento instaurato in Italia a carico di un esponente del cessato regime militare argentino, cui si addebitava la commissione dei suddetti reati nell'ambito del fenomeno, all'epoca verificatosi, dei c.d. Desaparecidos).
Il delitto di associazione a delinquere avente ad oggetto il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, commesso all’estero da un cittadino straniero, offende un interesse politico dello Stato italiano ed è pertanto soggetto alla giurisdizione italiana ai sensi dell’art. 8 c.p., ma l’esercizio dell’azione penale è in questo caso subordinato alla richiesta del Ministro della giustizia.
Tribunale Catania sez. V 18 novembre 2005