Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/bancheclienti/ultime_pubblicate/73
Timestamp: 2020-06-01 05:03:01+00:00
Document Index: 119266418

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 28', 'art. 11', 'art. 649', 'art. 649', 'art. 649']

Commissione di massimo scoperto e decorrenza della prescrizione dell'azione di ripetizione.
I versamenti eseguiti sul conto corrente in costanza di rapporto hanno normalmente funzione ripristinatoria della provvista e non determinano uno spostamento patrimoniale dal solvens all’accipiens e, poiché tale funzione corrisponde allo schema causale tipico del contratto, una diversa finalizzazione dei singoli versamenti, o di alcuni di essi, deve essere in concreto provata da parte di chi intende far percorrere la prescrizione dalle singole annotazioni delle poste illegittimamente addebitate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 February 2014, n. 4518.
Credito fondiario, scadenza ventennale dell’ipoteca e necessità della rinnovazione prima della scadenza.
L’iscrizione ipotecaria del creditore fondiario conserva effetto per soli ventianni, con la conseguenza che tale effetto viene meno se l’ipoteca non viene tempestivamente rinnovata prima della scadenza. All’espressione “in ogni tempo” contenuta nell’articolo 4 del d.p.r. n. 7 del 1976 non può, infatti, essere attribuito il significato che il creditore fondiario non è soggetto all’applicazione dell’articolo 2847 c.c. quanto che lo stesso, dopo la scadenza del termine ventennale dell’iscrizione ipotecaria, non è tenuto, come gli altri creditori, all’osservanza delle formalità di cui all’articolo 2839 c.c. per l’iscrizione della nuova ipoteca (nuove esibizione del titolo costitutivo insieme ad una nota in doppio originale contenente tutti gli elementi indicati ai numeri da 1 a 7), essendo sufficiente - ai fini della rinnovazione ma nei termini sopra esposti - che presenti una nota in doppio originale conforme a quella della precedente iscrizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18 February 2014.
Raccomandazione personalizzata di contratto di swap e obblighi informativi dell'intermediario.
La banca che raccomandi al cliente la stipula di un contratto di swap negoziato al di fuori dei mercati regolamentati e costruito dallo stesso intermediario, il quale si trova, pertanto, in situazione di conflitto di interessi, ha l'obbligo di illustrare al cliente i rischi relativi allo specifico prodotto ovvero: i) scomporre il prodotto complesso nelle componenti elementari che giustificano l'esborso finanziario sostenuto dal cliente per l'assunzione della posizione, con la quantificazione del fair value di ciascuna delle componenti derivative e dello strumento nel suo complesso; ii) in presenza di strutture complesse produrre le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediante simulazioni effettuate secondo metodologia oggettive; iii) porre a confronto il prodotto con altri analoghi semplici, noti, liquidi, basso rischio e di analoga durata e, ove esistenti, con prodotti succedanei di larga diffusione e di adeguata liquidità, in modo da consentire al cliente di operare una scelta ragionata; iv) esplicitare nel contratto il valore del derivato, gli eventuali costi impliciti, i criteri con cui determinare i costi di recesso o di sostituzione. Occorre poi precisare che, in assenza di informazioni specifiche sul profilo di rischio del prodotto, ricostruito attraverso il ricorso a scenari probabilistici e senza informazioni sul valore del marke to market alla data di stipulazione, l'investitore non è in grado di formulare un giudizio di convenienza economica del derivato in termini di costo/rischio/beneficio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 February 2014.
Azione di ripetizione promossa dal correntista e onere della produzione del contratto e degli estratti conto relativi a tutto il periodo contrattuale.
Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate per interessi anatocistici o usurari, per commissioni e spese - Onere della prova a carico del correntista che agisce in giudizio - Produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto - Necessità.
Nel caso in cui sia il correntista ad agire in giudizio per la ripetizione delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici o usurari, oltre che di commissioni e spese asseritamente non dovute, incombe sul correntista stesso, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 2697 c.c., l’onere di allegare i fatti posti a base della domanda, vale a dire di dimostrare l’esistenza di specifiche poste passive del conto corrente oggetto di causa, rispetto alle quali l’addebito di somme non dovute avrebbe determinato i maggiori esborsi, onere che deve essere assolto mediante la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi a tutto il rapporto contrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 13 February 2014.
Frode informatica attraverso il c.d. fenomeno man-in-the-browser ed esclusione di dolo o colpa grave del cliente.
Conto corrente bancario e postale – Banca online – Responsabilità del pagatore per l’utilizzo non autorizzato di strumenti o servizi di pagamento – Responsabilità del prestatore di servizi di pagamento per le operazioni di pagamento non autorizzate..
L’art. 12,3 d.lgs. 11/2010 non può considerarsi applicabile quando l’operazione fraudolenta sia posta in essere mediante meccanismi di aggressione informatica particolarmente subdoli (e.g. c.d. fenomeno “man-in-the-browser”) e profondamente differenti dai “tradizionali” metodi di phishing. Tale diversità, infatti, li rende capaci di sorprendere la buona fede anche di un pur normalmente attento fruitore del servizio, inducendolo quindi a cooperare inconsciamente nell’attuazione della stessa frode. La condotta del cliente, dunque, in ragione delle modalità di compimento della frode, non può essere qualificata come dolosa o gravemente colposa. Segue, perciò, a carico del prestatore di servizi di pagamento, l’obbligo di restituzione della somma sottratta, salva franchigia di legge. (Edoardo Avato) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10 February 2014.
Acquisti via Internet con carta di credito e allocazione del rischio di frode.
Carta di credito – Contratto di «associazione» con l’esercente – Rischio di frodi per gli acquisti via internet – Allocazione del rischio – Rimessa al contratto..
Gli acquisti via internet mediante la comunicazione dei dati di una carte di credito che non può essere materialmente presentata al venditore comportano un inevitabile margine di rischio di subire frodi. Nei rapporti tra l’esercente un’attività commerciale e l’intermediario emittente una carta di credito, l’allocazione di tale rischio è affidata al contratto intercorso tra queste due parti. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10 February 2014.
E' generica l'informa rischio paese di emissione.
L’avviso apposto sull’ordine di investimento “rischio paese di emissione” è generico e come tale è inidoneo a dimostrare che l’intermediario abbia fornito le specifiche informazioni di cui all’art. 28, c. 2 reg, Consob 11522/1998. (Patrizia Mammone e Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 10 February 2014.
Agenzie di rating e diffusione di informazioni errate: questioni di giurisdizione per l’azione di responsabilità contrattuale da contatto sociale e per quella extracontrattuale.
Poiché la diffusione da parte delle agenzie di rating di informazioni inesatte lede la libertà contrattuale dell’investitore, qualora venga proposta un’azione di responsabilità extracontrattuale, appare corretto individuare il criterio di collegamento della giurisdizione nel luogo ove il contratto è stato concluso e quindi nel luogo ove i titoli sono stati acquistati per effetto di quell’informazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 07 February 2014.
Opposizione a sanzioni Consob per manipolazione del mercato, applicazione del rito ordinario e ammissibilità delle prove presuntive.
Manipolazione del mercato - Sanzioni irrogate da Consob - Procedimento - Rito del lavoro - Esclusione.
Manipolazione del mercato - Opposizione a sanzioni amministrative irrogate da Consob - Deducibilità dei vizi ordinari dell'atto amministrativo - Esclusione - Violazione di legge.
Manipolazione del mercato - Procedimento sanzionatorio - Regime probatorio - Ammissibilità di prove presuntive..
Il procedimento di opposizione alle sanzioni irrogate dalla Consob di cui all'articolo 187 septies del TUF è soggetto al rito ordinario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nell'ambito dei giudizi di opposizione a sanzioni amministrative, non trattandosi di questioni relative all'uso del potere discrezionale della pubblica amministrazione, non sono deducibili i vizi ordinari, in particolare l'eccesso di potere, ma esclusivamente quelli per violazione di legge. (Fattispecie in tema di sanzione per manipolazione del mercato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Quando la pubblica amministrazione agisce nell'esercizio dei suoi poteri di controllo e vigilanza e non fa valere come fatto costitutivo e fonte della sua pretesa un negozio o un contratto, valgono le regole generali sulla forma libera della prova e deve ritenersi che siano ammissibili anche le prove presuntive, purché i fatti sui quali esse si fondano siano tali da far apparire l'esistenza del fatto ignoto come conseguenza del fatto noto, alla stregua di canoni di ragionevole probabilità. (Fattispecie in tema di manipolazione del mercato attuata mediante acquisti di azioni disposte da plurime entità di diritto estero a loro volta controllate da trust, in un contesto di forte opacità in ragione del ricorso ad istituti giuridici di diritto estero ed aventi struttura particolarmente complessa). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06 February 2014.
Anatocismo bancario e tasso di interesse: se il tasso di interesse creditorio è meramente simbolico la clausola anatocistica è nulla e il credito deve essere ricalcolato senza la capitalizzazione degli interessi.
È nulla la clausola contrattuale che prevede la capitalizzazione degli interessi creditori quando il tasso a favore del cliente può ritenersi meramente simbolico (es. 0,01% annuo, ossia pari ad € 1 lordo per un accredito di € 10.000,00 per un intero anno); in tal caso si configurerebbe la classica vendita “nummo uno” nota alla manualistica e, pertanto, con la previsione del solo tasso debitore a favore della banca, non si realizzerebbe la pari periodicità di capitalizzazione. Qualora si riscontrasse, secondo i principi sopra espressi, una capitalizzazione degli interessi calcolata a seguito di clausola viziata da tale nullità, il rapporto dare/avere dovrà essere ricalcolato senza applicare alcuna capitalizzazione degli interessi creditori. (Gabriele Marco Chiparo) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 31 January 2014.
Contratto bancario, trattative non portate a buon fine e richiesta di rimborso spese da parte della banca.
Contratto bancario – Trattative – Non portate a buon fine – Richiesta di rimborso spese da parte della banca – Necessità di specifico ed esplicito accordo – Indicazione sul foglio informativo – Inidoneità..
Salva l’eventualità di specifici ed espliciti accordi, nella fase precontrattuale ciascuna parte sopporta le proprie spese, senza potere pretendere dall’altra alcuna somma. Non configura idoneo accordo al riguardo l’indicazione di una voce di spesa nel contesto del foglio informativo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 30 January 2014.
Assegno bancario e requisiti della firma di traenza.
Assegno – Assegno bancario – Firma di traenza – Requisiti..
Il disposto dell’art. 11 legge assegni va interpretato nel senso che la sottoscrizione apposta sul titolo deve consentire la chiara, certa e univoca identificazione dell’obbligato cartolare. Per gli enti ciò può avvenire solo se, accanto alla firma o sigla del rappresentante, risulta la menzione della denominazione sociale. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 29 January 2014.
Richieste di svincolo del saldo attivo di conto corrente da parte dell’erede testamentario in presenza di opposizione dei legittimari pretermessi.
Conto corrente – Morte del correntista – Erede – Contestato giudizialmente da altri – Dovere della banca di astenersi dallo svincolare il saldo attivo del conto..
Essendo stata formalizzata opposizione da parte dei legittimari pretermessi e promosso un procedimento giudiziale volto a invalidare le disposizione testamentarie, la banca è tenuta a non soddisfare le richieste di svincolo del saldo attivo di conto corrente da parte dell’erede testamentario. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 28 January 2014.
Sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione ai sensi dell’art. 649 c.p.c..
A fronte della contestazione del credito, oggetto di ingiunzione, in base ad un atto di opposizione cui è stata allegata una relazione contabile di parte e quindi eccepita, sia la violazione di normativa imperativa per applicazione di tassi di interessi usurari, che l’illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi (in fattispecie in cui l’inizio dei rapporti bancari risale a periodo antecedente rispetto alla delibera CICR 09/02/2000, sicché si dovrà verificare l’eventuale adeguamento da parte della Banca alla disciplina introdotta da tale delibera), sussistono gravi motivi, ai fini della sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, ex art. 649 c.p.c.. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 28 January 2014.
Osservanza delle prescrizioni della delibera CICR del 9 febbraio 2000 e onere della prova. Commissione di massimo scoperto, usura e istruzioni della Banca d'Italia.
La commissione di massimo scoperto deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, essendo rilevante ai fini della determinazione del tasso usurario tutti gli oneri che il cliente sopporta in relazione all’utilizzo del credito e ciò indipendentemente dalle Istruzioni della Banca d’Italia nelle quali si prevede che la commissione di massimo scoperto non debba essere valutata ai fini della determinazione del tasso effettivo globale, traducendosi questa interpretazione in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci e Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 January 2014.
Il mutuo fondiario stipulato per estinguere debiti preesistenti non è nullo.
Mutuo fondiario - Contratto stipulato per estinguere debiti preesistenti scaduti - Nullità - Esclusione - Dilazione di un debito altrimenti immediatamente esigibile - Debiti preesistenti illeciti - Distinzione..
Il contratto di mutuo fondiario stipulato allo scopo di estinguere uno o più debiti preesistenti scaduti del mutuatario nei confronti dell'istituto di credito mutuante non è nullo per illiceità della causa, in quanto il mutuo fondiario non è un mutuo di scopo e comunque, sotto il profilo causale, il finanziamento si realizza in tal caso nella forma del dilazionamento di un debito altrimenti immediatamente esigibile. La nullità del contratto può configurarsi solo e alla condizione che i debiti preesistenti siano illeciti perché inesistenti o frutto di violazione di norme imperative. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21 January 2014.
Ricorso per ingiunzione – Opposizione – Contestazione di interessi anatocistici e usurari.
Nell’opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell’art. 649 c.p.c. le specifiche contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di anatocismo ed usura, con illegittima capitalizzazione degli interessi ed indeterminatezza degli stessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c.), qualora supportate da analitici conteggi contenuti nella perizia di parte e finalizzate ad evidenziare l’erroneità dell’importo del debito complessivo. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21 January 2014.
Contratto di swap, causa in concreto, costi impliciti, differenza tra i market to market, doveri informativi dell'intermediario controparte diretta e consapevolezza del contraente debole.
Se è vero che all'intermediario sono imposti obblighi di informazione circa la natura, i rischi e le implicazioni dell'operazione, con riguardo a negoziazione di prodotti derivati tali obblighi devono tradursi anzitutto nella puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto, in maniera tale che, prima di sottoscrivere il contratto, questi sia correttamente informato sull'idoneità dello strumento finanziario a perseguire le finalità di copertura richieste nonché sui rischi rispettivamente dalle parti assunti. Gli obblighi di informazione in questione devono quindi tradursi nell'indicazione chiara dei reali costi della struttura, ivi compresi quelli di produzione e gestione del derivato addebitati al cliente ed il margine effettivamente lucrato dall'intermediario che si ponga come controparte diretta, anche perché detti costi incidono sullo stesso oggetto del contratto, sia sotto il profilo della pattuizione del compenso della banca, sia sotto il profilo dell'esatta determinazione delle alee rispettivamente assunte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17 January 2014.
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