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Timestamp: 2017-02-20 02:13:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art 808', 'art 808', 'sentenza ', 'art 3', 'art 25', 'art.5', 'art 669', 'art 810']

Documenti Appunti Appunti Giurisprudenza Appunti Procedura Civile elti3 marzo 2012ARBITRATO, Appunti di Procedura Civile. Libera Università Internazionale Studi Sociali Guido CarliLibera Università Internazionale Studi Sociali Guido CarliProcedura Civile,GiurisprudenzaPDF (39 KB)3 pagine1000+Numero di visiteDescrizioneL'arbitrato Aggiungi ai preferitiCommentaSegnala il documento20puntiPunti download necessari per scaricarequesto documentoScarica il documentoAnteprima3 pagine / 3Scarica il documentoScarica il documentoScarica il documentoScarica il documentoCerca nell'estratto del documentoARBITRATO
Nelle scorse lezioni abbiamo impostato un discorso sull’arbitrato nel nostro ordinamento,
ricostruendo da un lato le fonti del giudizio arbitrale i tipi di arbitrato, e dall’altro lato abbiamo
cercato di capire soprattutto dalla distinzione tra arbitrato rituale e irrituale quali conseguenze
derivino, sia in relazione agli effetti del lodo sia in relazione al rapporto che c’è tra arbitrato e
giurisdizione ordinaria, sia infine in relazione alla disciplina dell’arbitrato, anche in rapporto
alle interconnessioni tra arbitrato e tutela cautelare.
Adesso vediamo più da vicino quale è la disciplina dell’arbitrato cerchiamo di verificare in che
modo si svolge il “processo arbitrale”.
Se ricordate quando proponiamo una domanda davanti ad un giudice statale sia esso un
giudice speciale abbiamo tre momenti:
• il primo è quello della individuazione del giudice o la c.d. pre-costituzione del giudice
davanti al quale bisogna proporre la domanda;
• poi abbiamo una domanda giudiziale che determina la pendenza della lite e a partire
dalla quale si instaura il rapporto giuridico processuale;
• poi abbiamo un procedimento che si svolge in contraddittorio tra le parti davanti al
giudice, cioè la trattazione della causa e l’istruzione della causa stessa. Questa fase che
chiamiamo di svolgimento del processo in senso tecnico è la fase che a sua volta è
suddivisibile in tre sotto-momenti:
- trattazione, cioè individuazione delle questioni controverse;
- istruzione, cioè ammissione dei mezzi di prova;
- decisione pronuncia della sentenza che definisce il giudizio.
All’esito della sentenza può realizzarsi una ulteriore distinzione cioè il passaggio in giudicato di
quest’ultima o la sua impugnazione.
Nel fenomeno arbitrale non sono chiaramente scandibili queste tre fasi, nel senso che la fonte
di legittimazione del potere decisorio degli arbitri è sempre costituita da un atto di autonomia
privata non c’è una pre-costituzione per legge del giudice.
Atto di autonomia privata che solo in casi rari e statisticamente irrilevanti è successivo
all’insorgere della controversia, nel senso che anche se la legge lo prevede nel Codice di
procedura civile è raro che il giudizio arbitrale nasca sulla base di un compromesso. Cioè
compromesso atto con cui le parti devolvono a privati la risoluzione di una lite già in corso fra
loro. Ben più probabile è invece che la fonte di legittimazione degli arbitri o la scelta di non
ricorrere all’autorità giurisdizionale statale nasca prima che sorga la controversia e nasca da
una clausola compromissoria, che è inserita in un contratto (e che per la verità con la riforma
della art 808 può essere contenuto anche in un atto separato rispetto al contratto), clausola
compromissoria con la quale le parti devolvono agli arbitri la risoluzione delle future
controversie che potrebbero insorgere fra di loro.
Clausola compromissoria che da un lato può anche essere autonoma, ma che la cui
validità/efficacia in qualche modo è autonoma anche al contratto a cui inerisce. Cosa voglio
dire: che non necessariamente, e ciò in deroga alle norme del diritto civile, la nullità del
contratto comporta la nullità della clausola. Infatti la legge all’ art 808 stabilisce che la validità
clausola compromissoria deve essere valutata in modo autonomo rispetto al contratto.
Quindi potremmo avere delle ipotesi in cui il contratto è nullo ma la clausola è valida o ipotesi
in cui il contratto è valido ma la clausola compromissoria è nulla.
Quando la clausola compromissoria è nulla?
L’ipotesi più importante sono quelle nelle quali si è deciso di devolvere ad arbitri una
controversia non arbitrabile. Sono sicuramente le controversi relative a diritti indisponibili, non
sono arbitrabili tutte le controversie per le quali c’è un espresso divieto di legge per esempio le
controversi di lavoro sono arbitrabili solo se ciò sia espressamente consentito dalla legge o
dagli accordi collettivi. Da anni si discute della arbitrabilità delle controversie di lavoro come
strumento di deflazione del contenzioso e per esempio nel libro bianco redatto da Marco Biagi
vi era un ampio uso dell’arbitrato come forma di risoluzione delle controversie di lavoro.
Prima della riforma dell’arbitrato del 2006 si diceva espressamente che in materia di lavoro
non era mai possibile una decisione secondo equità. Questo divieto è stato eliminato dalla
riforma dell’arbitrato del 2006.Come voi sapete dal Giugno 2009 (allo stato salvo proroga) non saranno possibili più gli
arbitrati in materie che coinvolgono la P.A. che non potrebbe più sottoscrivere clausole
compromissorie. Non credo che questa norma diventerà mai legge per cui teniamola solo come
Invece è legge una particolare norma prevista in un decreto del 98 e poi confermata negli anni
successivi per cui non sono arbitrabili mai le controversie che hanno oggetto gli appalti di
opere pubbliche ove le opere stesse siano state necessitate da calamità naturali c.d. Legge
Sarno. Norma che ha una rilevanza pratica enorme si applica a tutte le controversi che sono
ancora oggi in Italia presenti in materia di ricostruzione post terremoto dell’80 o del
bradisismo di Pozzuoli anni ‘80/’90, terremoto in Umbria o Abruzzo.
Questa legge è interessante perché dichiara la nullità di tutte le clausole compromissorie
inserite nei contratti dopo la sua entrata in vigore e però aggiunge che per le clausole
compromissorie già inserite in contratti prima dell’entrata in vigore della legge sono fatti salvi i
giudizi arbitrali per i quali era stata già proposta la domanda di arbitrato, laddove non si può
procedere alla costituzione dei collegi, non si può iniziare l’arbitrato, se la domanda non è stata
ancora proposta.
Es. se io sono un imprenditore che ha costruito la facciata del Duomo di Assisi, distrutta dal
terremoto, una volta entrata in vigore questa legge un contratto nuovo con cui introduco la
clausola compromissoria sarebbe nullo, ma se già mi è stato affidato l’appalto si deve vedere
se già ho iniziato l’arbitrato si fa, se non lo ho ancora iniziato la clausola è nulla per nullità
sopravvenuta e quindi non posso iniziare l’arbitrato.
La legge Sarno è cmq una norma periferica dell’ordinamento, ma questa disposizione ha una
importanza storica perché proprio impugnando questa legge per la prima volta un collegio
arbitrale si è visto riconoscere il potere di poter sollevare la questione di legittimità
costituzionale (sentenza del 2001), per altro l ‘importanza di questa legge è anche attuale e
concreta perché per ben otto volte è stata sollevata questione di legittimità costituzionale di
questa norma, sempre da diversi collegi arbitrali, sul presupposto che questa legge violerebbe
alcune norme costituzionali (in genere sono tre le censure violazione art 3 cost. perché la
circostanza che una certa opera pubblica sia resa necessaria da una calamità naturale non
dovrebbe giustificare un differente trattamento tra la disciplina di quest’appalto da quello delle
altre opere pubbliche. Per intenderci se un impresa è chiamata a ricostruire un tratto della
cumana perche c’è stato un bradisismo e la stessa impresa vince l’appalto per costruire una
parte della metropolitana di Napoli non distrutta dal terremoto ma frutto di una scelta degli
amministratori locali quella di fornire alla città questo servizio, perché mai per il contratto
derivante dal bradisismo non si può fare l’arbitrato, mentre per l’altro contratto del tutto
analogo, per soggetti ed altro, l’arbitrato si può fare.
Si pone un problema di 41 della cost, perché se l’arbitrato trova fonte nell’autonomia privata è
consentita un legge che in materia di diritti disponibili vieta l’arbitrato? Anche in rapporto alla
disciplina comunitaria che consente l’arbitrato in materia di opere pubbliche? e poi per noi
processualisti c’è un punto molto delicato, cioè la possibile violazione dell’ art 25 cost nel senso
che si può dire che è cost. legittimo che lo spartiacque per determinare se un giudizio arbitrale
si può svolgere o no è rappresentato dalla domanda di arbitrato e non dalla clausola? In altri
termini nell’ambito del giudizio arbitrale quando è che c’è la pre-costituzione del giudice
quando si è proposta la domanda o quando si è sottoscritta la clausola?
Se noi ritenessimo che dal momento della clausola si è radicato il potere degli arbitri di poter
decidere tutte le possibili controversie, allora probabilmente una legge che dichiari la nullità
sopravvenuta della clausola compromissoria sarebbe incostituzionale.
Ove invece si dovesse applicare la giurisprudenza della corte costituzionale che dice che è dalla
domanda che si radicano gli effetti del processo e che addirittura consente anche l’introduzione
di norme che modifichino la giurisdizione o la competenza in corso di causa, facendo leva
sull’art.5 del c.p.c. che stabilisce che la giurisdizione e la competenza di determinano dalla
domanda, allora problemi questa normativa non dovrebbe porne.
Tutta questa questione la spiego perché il 21 aprile si discuterà di nuovo la questione di
legittimità costituzionale di questa legge, inoltre vi spiega quali sono le peculiarità dell’arbitrato
nel quale abbiamo una pre-costituzione nascente dalla clausola che può essere travolta da una
legge che abbia come punto di riferimento non già la clausola ma la domanda di arbitrato.
Vediamo come si articola la domanda di arbitrato.In cosa consiste la domanda di arbitrato, cioè una volta che abbiamo sottoscritto la clausola
compromissoria ed è sorta una controversia tra di noi, come si attiva il giudizio arbitrale?
Questo era un problema che è sorto prima della riforma dell’arbitrato del 2006, già nella legge
di riforma del ’94, ed è un problema che il legislatore già dal ’94 ha risolto stabilendo che la
domanda arbitrale è costituita da un atto notificato da una delle parti alla altra che contenga
un triplice contenuto e cioè:
• la dichiarazione di voler promuover il giudizio arbitrale;
• la domanda arbitrale, cioè il petitum e la causa petendi;
• la nomina del proprio arbitro che si accompagna all’invito all’altra parte a nominare il
proprio arbitro.
Vi dicevo che la circostanza che questo atto determini la pendenza della lite nel giudizio
arbitrale è oramai resa evidente da una triplice circostanza:
• in primo luogo l’art 669 octies nello stabilire che ove sia stata emanata una misura
cautelare prima dell’introduzione del giudizio arbitrale (ante causam) le parti debbano
nel termine di 45 giorni dall’emanazione del provvedimento, iniziare il giudizio arbitrale,
chiarisce che il giudizio arbitrale inizia, cioè è pendente e il termine è rispettato, dal
momento in cui è notificato questo atto di cui vi ho parlato.
• in secondo luogo 2943 c.c. nello stabilire che la domanda giudiziale interrompe e
sospende la prescrizione, espressamente dispone che lo stesso effetto è prodotto
dall’atto notificato dalla controparte con il quale si dichiara di volere iniziare l’arbitrato, si propone la domanda, si nomina il proprio arbitro;
• ancora il legislatore si è posto il problema della trascrivibilità della domanda arbitrale ed ha stabilito che è trascrivibile la domanda di arbitrato che abbia questo triplice contenuto. La domanda di arbitrato è la domanda con cui si introduce il giudizio arbitrale, vi rendete conto che questa scelta del legislatore introduce un ulteriore elemento di specialità dell’arbitrato rispetto al giudizio davanti al giudice ordinario cioè abbiamo un processo che pende prima che si sia formato il collegio giudicante. Nel processo davanti al giudice, c’è prima il giudice poi la domanda, nel processo arbitrale noi sappiamo genericamente che la domanda deve essere devoluta ad arbitri ma non sappiamo ancora chi sono questi arbitri perché non si è ancora “costituito” il collegio arbitrale.
Gli arbitri in genere sono dispari di cui due sono nominati dalle rispettive parti più un presidente che è nominato attraverso la volontà delle parti, bisogna cioè vedere cosa dice la clausola compromissoria ( nominato dalle parti oppure nominato dagli arbitri o nominato dal Presidente del Tribunale o dal Presidente della Corte d’Appello).
Cosa accade se l’altra parte che non vuole dar vita all’ arbitrato non nomina il proprio arbitro? Qui il legislatore prevede un meccanismo sussidiario di nomina ad opera dell’autorità giudiziaria, stabilisce infatti l’art 810 c.p.c. che una volta che una delle parti ha nominato l’ arbitro l’altra parte alla quale è rivolto l’invito, deve notificare nei 20 giorni successivi le generalità dell’arbitro da essa nominato. Se l’altra parte non vi provvede chi ha proposto la domanda di arbitrato può chiedere che la nomina sia fatta dal Presidente del Tribunale nel cui circondario sia la sede dell’arbitrato. Potrebbe però accadere che non vi sia ancora una sede dell’arbitrato perché la fissano in genere gli arbitri o comunque è contenuta nella clausola compromissoria. Nel caso in cui non sia scritta in questo caso ci si rivolge al presidente del tribunale del luogo ove è stato sottoscritta la clausola compromissoria o quando tutto manca al Presidente del Tribunale di Roma.
A questo punto intervenuta la nomina del soggetto attore e del soggetto convenuto (spontanea o fatta dal Presidente del Tribunale in sua vece) bisogna nominare il terzo arbitro e anche qui o lo fanno le parti spontaneamente o ci si rivolge al Presidente del Tribunale e può finalmente iniziare la terza fase del processo cioè la trattazione della causa dopo la pre-costituzione e la domanda, inizia quindi il dibattito tra le parti.
Possono essere nominati arbitri qualsiasi professionisti es ingegneri, commercialisti, geometri o avvocati senza alcun vincolo perché la scelta e nomina degli arbitri è libera. commenti (0)non sono stati rilasciati commentiscrivi tu il primo!CommentaScarica il documentoAppunti correlatiL'arbitrato nel codice di procedura civileDiritto dell'arbitratodiritto dell'arbitratoDiritto dell'Arbitrato - Appunti di Procedura CivileL'Arbitrato - Appunti di Diritto Processuale CivileArbitrato: mediazione - Appunti di Diritto Processuale CivileCarica altriCondividiIntegra questo contenuto sul tuo sito<iframe src="http://www.docsity.com/it/docs/embed-player/arbitrato-49-2" width="383px" height="550px"></iframe>dello stesso utenteARBITRATOIl contratto collettivo (Diritto sindacale)Materie similiDiritto Processuale90Diritto Processuale274Diritto Processuale Civile1895Diritto Processuale Civile I612Diritto Processuale Civile II426Procedura Civile II269	Il ProgettoIl TeamContattiDocumentiDomandeTutorsBlog	Doc4saleCookie PolicyTermini d'utilizzoPrivacy	Made with love in Rome and Turin	Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti,