Source: https://ambtelaviv.esteri.it/ambasciata_telaviv/it/ambasciata/news/covid-19-aggiornamenti.html
Timestamp: 2020-05-25 06:02:03+00:00
Document Index: 35547677

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 1', 'art.4', 'art. 5']

Nell’ambito delle stringenti misure adottate per la prevenzione della diffusione del COVID-19, le Autorità israeliane hanno disposto che al momento è vietato l’ingresso in Israele a tutti i cittadini stranieri provenienti dall’estero. Fanno eccezione i cittadini israeliani, che possono rientrare nel Paese subordinatamente all’effettuazione di una quarantena di 14 giorni in strutture dedicate.
Eccezionalmente le Autorità israeliane possono concedere deroghe anche a favore di cittadini non israeliani la cui vita è basata in Israele. Al riguardo, prima di intraprendere il viaggio, si invita comunque a mettersi in contatto con l'Ambasciata d'Israele del Paese di provenienza, anche attraverso la consultazione del relativo sito internet, e con l'Ambasciata d'Italia in Israele.
DPCM 17 maggio 2020 (in particolare art.4,5,6)
DL 16 maggio 2020, n.33
Sulla base del D.L. 33 del 16 maggio 2020, fino al 2 giugno 2020 sono vietati gli spostamenti da e per l'estero, con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti da e per l'estero possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 2 del D.L. 19 del 2020, anche in relazione a specifici Stati e territori. Secondo l'art. 6 del DPCM 17 maggio 2020, dal 3 al 15 giugno 2020 restano vietati (salvo le eccezioni indicate sopra) gli spostamenti da e per Stati diversi da quelli elencati al comma 1 dello stesso articolo (Stati UE, Stati Schengen, Regno Unito, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano).
Chiunque intenda fare ingresso nel territorio nazionale, dovrà compilare un'autocertificazione sui motivi del viaggio che va predisposta prima della partenza e consegnata al vettore già al momento dell'imbarco (art. 4 DPCM 17 maggio). Nell'autocertificazione è necessario indicare i motivi del viaggio secondo quanto stabilito dall'art. 1 commi 4-5 del DL 33, il luogo in cui si trascorrerà il successivo periodo di isolamento di 14 giorni e un recapito telefonico, anche mobile. Per tale autocertificazione va utilizzato questo modello.
Al momento dell'imbarco, il vettore acquisice le suddette autocertificazioni e provvede alla misurazione della temperatura dei passeggeri. L'imbarco non è consentito a chi manifesti uno stato febbrile o a chi presenti documentazione incompleta per giustificare il rientro in Italia.
Chi rientra in Italia secondo le modalità indicate sopra, anche se asintomatico, dovrà comunicare immediatamente l’ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, è sottoposto a sorveglianza sanitaria e a isolamento fiduciario per 14 giorni e deve segnalare tempestivamente all’autorità sanitaria l’eventuale insorgenza di sintomi da COVID-19. La sorveglianza sanitaria e l'isolamento fiduciario non si estendono ai componenti del nucleo familiare eventualmente già presenti in Italia. La quarantena deve essere fatta da chiunque rientri in Italia, anche con mezzo privato.
L'isolamento può essere trascorso anche in un luogo diverso dalla propria abitazione, scelto dall'interessato. Se qualcuno, arrivando in Italia, non ha luogo dove passare la quarantena o non riesce a raggiungerlo (es. non può farsi venire a prendere, non trova una stanza d'albergo ecc.), allora deve trascorrere il periodo di isolamento in luogo deciso dalla Protezione Civile, con spese a carico dell'interessato.
Sono dispensati dall'obbligo di effetuare la quarantena di 14 giorni (art.4 comma 9 DPCM 17 maggio):
equipaggio dei mezzi di trasporto;personale viaggiante;
cittadini e residenti nell'UE, negli Stati parte dell'accordo di Schegen, in Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano e nel Regno Unito che facciano ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;
personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie;
lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;personale di imprese aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore;
movimenti da e per la Repubblica di San Marino o lo Stato della Città del Vaticano;
funzionari e agenti, comunque denominati, dell'UE o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari;
alunni e studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale rientrano ogni giorno o almeno una volta alla settimana.
Per i transiti e soggiorni di breve durata in Italia (per un periodo non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore), si prega di consultare l'art. 5 del DPCM 17 maggio 2020.
Per i titolari di permessi di soggiorno in scdenza o scaduti, si prega di consultare questa pagina.