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Timestamp: 2019-02-17 11:50:54+00:00
Document Index: 57102882

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art.64', 'art.5', 'art. 8', 'art. 88', 'sentenza ', 'sentenza ']

GIURISPRUDENZA Archivi - MEDYAPRO
15 febbraio 2019 /in GIURISPRUDENZA /da medyapro_admin
Tribunale di Roma, ordinanza 04.02.2019 – Est. Moriconi.
Affinché il percorso conciliativo venga utilmente svolto, l’istante o le parti congiuntamente, devono scegliere un organismo accuratamente, in base a comprovate caratteristiche di competenza e professionalità. Alle parti, il Giudice lascia ampia libertà di comporre i loro interessi all’interno del quadro di indicazioni che rilascia nell’ordinanza, appalesando, al contempo, dure previsioni nel caso non si giungesse alla ragionevole soluzione conciliativa.
Peraltro, si tratterebbe di un accordo per tutti vantaggioso, anche da punto di vista economico e fiscale della controversia in atto.
Va evidenziato che è richiesta l’effettiva partecipazione delle parti al procedimento di mediazione demandata, laddove per effettiva si richiede che le parti non si fermino alla sessione informativa e che oltre agli avvocati difensori siano presenti le parti personalmente.
La mancata partecipazione (ovvero l’irrituale partecipazione) senza giustificato motivo al procedimento di mediazione demandata dal giudice, oltre a poter attingere alla stessa procedibilità della domanda, è in ogni caso comportamento valutabile nel merito della causa ed inoltre consente l’applicazione dell’art. 96 III° cpc.
http://medyapro.it/wp-content/uploads/2015/12/ruotolo-giuseppe-nuova.jpg 130 130 medyapro_admin http://medyapro.it/wp-content/uploads/2015/11/MED-logo_header-300x138.png medyapro_admin2019-02-15 02:12:492019-02-15 02:13:17Come una ragionevole conciliazione può essere suggerita dal giudice
2 febbraio 2019 /in GIURISPRUDENZA /da medyapro_admin
Tribunale di Verona, sentenza 30.10.2018 – Est. Coltro.
Commento a cura dell’avv. Guido Trabucchi. La causa che attiene al recesso dal contratto preliminare di compravendita immobiliare con la pretesa al doppio della caparra, alle restituzioni ed ai danni per inadempimento (oltre che a pretese risarcitorie varie), vertendo in tema di rapporti obbligatori e non certo in tema di condominio o diritti reali, non è soggetta alla mediazione obbligatoria ex art. 5, comma 1-bis, d.lgs. n. 28 del 2010.
http://medyapro.it/wp-content/uploads/2015/12/trabucchi-guido-nuova.jpg 130 130 medyapro_admin http://medyapro.it/wp-content/uploads/2015/11/MED-logo_header-300x138.png medyapro_admin2019-02-02 19:16:472019-02-02 19:19:26La lite per recesso da contratto preliminare di compravendita immobiliare è soggetta a mediazione?
31 dicembre 2018 /in GIURISPRUDENZA /da medyapro_admin
Tribunale di Roma, sentenza 20.12.2018 – Est. Moriconi.
Commento a cura dell’avv. Mario Antonio Stoppa, Responsabile MedyaPro – sede di Lecce.
La procura alle liti, rilasciata dal cliente all’avvocato anche con la previsione della possibilità di transigere, ma senza riferimento alla mediazione, si riferisce soltanto alla causa e NON è idonea alla gestione della procedura di mediazione e tanto meno alla negoziazione di un accordo, da parte del rappresentante (in questo caso l’avvocato). Ma anche laddove nella procura sia espressamente menzionata la mediazione, è necessario in tale procedimento, salvo obiettive ed eccezionali ragioni ostative, la presenza di persona del soggetto interessato.
Riguardo poi la possibilità per la parte assente di farsi rappresentare in mediazione demandata e obbligatoria, la procura rilasciata a tal fine (al suo difensore o ad altro soggetto) non è sufficiente a far ritenere correttamente svolta la procedura di mediazione. Il mandato (che in ciò si sostanzia il conferimento di rappresentare la parte assente in mediazione), necessita, per la sicurezza del mandante, del mandatario e del terzo, di istruzioni e poteri certi, chiari e ben delineati. Ciò rende assai problematica la possibilità di ammettere in via generale la rappresentanza della persona fisica in mediazione.
Riguardo infine la validità dell’accordo raggiunto in mediazione dall’avvocato della parte assente, certamente sarebbe privo di fondamento giuridico l’eventuale assunto che l’irritualità del procedimento di mediazione (che può per altro verso attingere, nei casi di cui all’art. 5 comma 1 bis e secondo del decr.lgsl.28/2010, a rilevanti conseguenze, quali, per l’attore, l’improcedibilità della domanda), possa produrre l’invalidità dell’accordo.
http://medyapro.it/wp-content/uploads/2018/12/Avv.-Mario-Antonio-Stoppa.png 2760 3838 medyapro_admin http://medyapro.it/wp-content/uploads/2015/11/MED-logo_header-300x138.png medyapro_admin2018-12-31 11:50:512018-12-31 12:47:44In assenza della parte è valido l'accordo di mediazione sottoscritto dall'avvocato munito di procura alle liti?
Corte di Appello di Palermo, sentenza 29.6.2018 – Est. Picone.
Commento a cura del Dott. Luigi Butti. Anche se per “controversie in materia di condominio” ai sensi del D.Lgs. 28/2018, art. 5, comma 1, si intendono tra le altre, quelle degli articoli ricompresi dal 61 al 72 disp. att. c.c., (essendo l’art.64 disp. att. c.c., relativo, appunto, alla revoca dell’amministratore), per contro, l’art.5, comma 4, lett.f, del D.lgs. 28/2010, è inequivoco nel disporre che il meccanismo della condizione di procedibilità della mediazione (di cui ai commi 1 bis e 2), non si applica nei procedimenti in camera di consiglio come quello per la revoca dell’amministratore di condominio.
Tribunale di Roma, ordinanza 26.6.2018 – Est. Cerenzia.
Commento a cura dell’avv. Aldo Corcioni. L’obbligo di partecipazione in mediazione effettiva a carico di entrambe le parti si desume dal disposto ex art. 8 co. 4 bis. Nell’ipotesi di mancata partecipazione si deve intendere non solo l’assenza ma anche il rifiuto ingiustificato, trattandosi di condotte omissive equivalenti, in quanto idonee a frustrare la stessa possibilità di tentare la mediazione (in coerenza anche con l’art. 88 cpc, sul dovere di lealtà). Tale condotta omissiva o comunque non collaborativa può contrastare con l’interesse ad ottenere un provvedimento immediatamente esecutivo qual è la richiesta di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo.
Tribunale di Arezzo, sentenza 6.7.2018 – Est. Labella.
Commento a cura dell’avv. Elisa Fichera. Il giudice, dopo aver rilevato d’ufficio, entro la prima udienza, l’improcedibilità dell’azione per mancato esperimento del procedimento di mediazione, non può limitarsi ad emettere una sentenza in rito di improcedibilità, ma deve, prima di tutto, assegnare contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Solo in quest’ultima ipotesi, se la parte non avvia la mediazione, il giudice potrà dichiarare la improcedibilità della domanda.