Source: http://www.studiomarino.com/studiomarino_reversecharge.htm
Timestamp: 2018-07-20 05:06:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17']

Il meccanismo dell'inversione contabile - reverse charge - praticamente elimina la detrazione dell'Iva sugli acquisti. In pratica per alcune attività per obbligo o per opzione se il cliente è un imprenditore o professionista, l'Iva non viene applicata, e quindi mancano i presupposti per la detrazione. Se invece il cliente è un consumatore finale, subendo l'addebito dell'Iva, proprio per questo la detrazione è parimenti esclusa.
Attenzione: l’omessa applicazione del regime del ‘‘reverse charge’’ ha valenza sostanziale o formale ? la domanda non è di poco conto o puramente accademica, ma ha delle conseguenze gravissime, se riteniamo che la non applicazione del reverse charge abbia natura sostanziale le conseguenze sono due Iva a debito (anche se inesistente) denuncia penale per reati tributari. Se invece riteniamo che la violazione abbia natura formale invece in questo caso la mancata adozione del reverse charge non comporta ne pagamento iva ne denuncia penale, quest'ultima tesi a mio parere è la più appropriata. La questione è stata inviata alla Corte di giustizia Europea dalla Cassazione con sentenza n. 25035/ 2013
Lo scopo originario della diffusione di questo sistema era di evitare, nei rapporti intracomunitari, la detrazione di Iva applicata e incassata da fornitori esteri : la gestione delle detrazioni Iva transnazionali avrebbe richiesto una stanza di compensazione comunitaria, che non è stata mai realizzata.
Negli ultimi anni lo scopo invece è stato quello di contrastare l'evasione fiscale L’Agenzia delle Dogane, fino all’emanazione della sentenza citata, riteneva di poter richiedere il pagamento dell’IVA qualora i beni non fossero transitati materialmente nel deposito IVA e il cessionario avesse assolto l’IVA mediante Reverse charge (e non mediante versamento in dogana). La Corte di Giustizia Europea con sentenza c-272/13 ha censurato tale comportamento in quanto l’utilizzo del Reverse charge, se fatto senza scopi fraudolenti, determina il regolare assolvimento dell’imposta. la Legge di Stabilità, mette mano all’articolo 17 del D.P.R. n. 633/1972 e “sottrae” alcune casistiche di inversione contabile alla necessaria presenza del subappalto, rendendo il reverse applicabile a 360 gradi (subappalti e anche appalti o contratti d’opera). Dal 2015 l'applicazione del reverse charge si è ampliamente diffusa ad altre attività circolare n. 14 del 27 marzo 2015.
Lo Split payment che si applica alle fatture emesse agli enti pubblici e il
Reverse Charge applicabile solo ai titolari di partita Iva
Venditore: Emette fattura senza la rivalsa dell’Iva, registra la fattura di vendita nel registro Iva vendite e conseguentemente non ha alcun debito verso l’Erario per l’operazione fatturata in regime di reverse charge.
Acquirente: Generalmente, integra la fattura ricevuta con l’indicazione dell’aliquota Iva specifica per l’acquisto di beni o servizi effettuato, registra la fattura di acquisto sia sul registro Iva acquisti sia sul registro Iva vendite (è consigliabile creare due registri Iva specifici per le operazioni in reverse charge) con la rilevazione dell’importo del
Giungendo a conclusioni non distanti, il Consiglio Nazionale pone al centro della scelta (fra split o reverse) un criterio del tutto simile: limitarsi ad applicare il meccanismo dello split payment all’attività istituzionale. Conseguentemente andranno fatturate in reverse charge le spese di pulizia “afferenti servizi rilevanti IVA” (il CNDCEC fa l’esempio degli asilo nido, mense, impianti sportivi commerciali…), mentre sulle spese “afferenti attività istituzionali" (come le pulizie nella sede municipale) si renderà applicabile il meccanismo dello split payment.
La regola generale del Reverse Charge è la seguente
Il venditore deve emettere la fattura senza l’applicazione dell’IVA, Operazione soggetta al Reverse Charge: non soggetta ad IVA ex art. 17, comma 5 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Il Venditore non sarà debitore d’imposta e pertanto non dovrà versare l’IVA.
Azienda Alfa concede in subappalto all'azienda Bravo un lavoro edile
L'appaltatore (committente/cessionario) rileverà invece il costo, il debito verso il fornitore e contemporaneamente sia l’IVA a credito che l’IVA a debito generata dalla doppia annotazione.
------------------ data ------------------
Servizi c/acq. 10.000,00
Iva ns credito 2.200,00 12.200,00
Fatturazione: Si registra l’autofattura ex art. 17 c. 6 DPR 633/72 nel registro vendite per rendere l’operazione neutra ai fini IVA. E’ un movimento che deve avvenire solo ai fini IVA ma non ai fini del reddito. In questo modo gli obblighi IVA sono stati ‘invertiti’ a carico dell’acquirente così come richiede la normativa vigente. la fattura non dovrà indicare l’Iva per colui che la emette e per colui che la riceve dovrà invece recare la dicitura integrazione Iva con la quota parte di Iva da pagare. La fattura dovrà avere la descrizione che non c’è addebito d’imposta Iva e dovranno indicare invece la dicitura reverse charge o inversione contabile, mentre le fatture emesse dal cessionario o committente devono avere indicata la dicitura auto fatturazione.
A differenza dell’autofattura vera e propria, si ha inversione contabile o “reverse charge” quando il fornitore del bene o del servizio è obbligato ad emettere fattura, ma questa non riporta l’IVA, in quanto il cliente soggetto d’imposta è a sua volta obbligato ad “integrare” il documento ricevuto con l’IVA.
Il reverse charge fu introdotto in Italia (Legge n. 7/2000) proprio per contrastare l’evasione in specifici settori economici. Da allora, anche a seguito dell’applicazione delle direttive comunitarie, non ha più smesso di allargare il proprio raggio di azione.
Il reverse charge del settore edilizio trova applicazione anche alle medesime operazioni effettuate sulla base di contratti d’opera (circolare n. 37/2006);
- cessioni di beni a favore di ipermercati, supermercati e discount alimentari (art. 17, comma 6). Anche questo obbligo di applicazione di reverse charge deriva dalla Legge di Stabilità 2015 e si applica alle operazioni per le quali l’imposta è divenuta esigibile dal 1° gennaio 2015. Ciò nonostante, questa disposizione è condizionata all’autorizzazione comunitaria. Certamente è una misura che suscita non poche perplessità in considerazione del fatto che:
- cessione (oltre 5 anni dalla data di ultimazione lavori) di fabbricati strumentali ed abitativi imponibili per opzione da parte dell’impresa costruttrice o di quella che ha eseguito, anche tramite appalto, interventi di recupero a favore di soggetti passivi d’imposta (art. 17, comma 6). Si applica la regola generale sopra esposta. Il reverse charge si applica anche nel caso di cessioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali (D.M. 22 aprile 2008);
Sono escluse dal reverse charge:
- sebbene la disciplina in materia preveda ancor oggi il meccanismo dell’inversione contabile anche per la cessione di personal computer e di materiali lapidei, si rammenta che per queste due categorie la Commissione UE non ne ha concesso l’autorizzazione, che l’Italia è obbligata a chiedere ed ottenere qualora voglia allargare la sfera di applicazione del reverse charge (art. 17, ultimo comma). Conseguentemente, alle cessioni di PC e materiali lapidei non si applica l’inversione contabile a far tempo dalle operazioni poste in essere dal 1° gennaio 2014;
- cessione di beni fisicamente in Italia al momento dell’effettuazione dell’operazione, da parte di un soggetto residente nella UE, ancorché identificatosi direttamente o abbia nominato un proprio rappresentante fiscale nel nostro Paese. Anche in questo caso (benché non possa essere qualificato come operazione intracomunitaria), trova applicazione il meccanismo del reverse charge. Se il soggetto comunitario possiede una propria stabile organizzazione in Italia, la quale agisce direttamente nei confronti del cliente italiano, è questa a dover emettere fattura con IVA, quindi il cliente non deve operare alcuna inversione contabile;
Dal meccanismo del reverse charge sono esclusi i contribuenti che, applicando un regime speciale (Regime dei minimi) che comporti l’esonero dagli obblighi IVA, non possono procedere alla doppia annotazione della fattura integrata nei registri delle fatture emesse o dei corrispettivi e degli acquisti. Tenuto conto che i citati regimi speciali non si applicano quando vengono meno le relative condizioni, oltre che in caso di opzione per il regime IVA ordinario, è indispensabile che il fornitore si accerti - richiedendo un’apposita dichiarazione al proprio cliente - del regime da quest’ultimo applicato.
Pulizia di nuovi edifici dopo la costruzione (ndr trattasi di altri lavori di completamento e rifinitura)
Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali (escludendo le attività di pulizia di impianti e macchinari)
Servizi di disinfestazione (con esclusivo riferimento a edifici)
Sembrano escluse le attività 81.29.91 e 81.29.99
Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione) – NB: servono chiarimenti per stabilire se ai fini in questione la piscina può essere considerata edificio o parte di esso
Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione) – NB: servono chiarimenti per stabilire se ai fini in questione il giardino può essere considerato edificio o parte di esso
Attività non specializzate di lavori edili – muratori (ndr dovrebbero però rimanere escluse le attività di costruzione degli edifici)