Source: https://www.slideshare.net/saxbarresi/documento-strategico-provincia-dicrotoneaprile2007rev03a-cura-di-s-barresi
Timestamp: 2017-08-20 10:46:00+00:00
Document Index: 127205573

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 27', 'arte9', 'art. 119', 'art. 105', 'art. 119']

Documento strategico provincia di_crotone_aprile_2007_rev_03_a cura d…
Documento strategico provincia di_crotone_aprile_2007_rev_03_a cura di s. barresi
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1. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE PROVINCIA DI CROTONE CABINA DI REGIA PER LA PROGRAMMAZIONE E LO SVILUPPO SOCIO ECONOMICO DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE Aprile 2007rev. 03 1
2. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE IndiceIntroduzione Pagina 5CAPITOLO ILA GOVERNANCE DEL TERRITORIO: CONDIVISIONE,COERENZA E L’INNOVAZIONE 1.1 - La condivisone del Documento Strategico della Provincia di Pagina 8 Crotone Provinciale 1.2 - La Governance del territorio nella elaborazione del documento di Pagina 9 programmazione per le politiche di sviluppo provinciale 2007/2013 1.3 - La coerenza con le Priorità della Unione Europea Pagina 12 1.4 - Promuovere la conoscenza e l’innovazione a favore della crescita Pagina 19CAPITOLO IIL’EUROPA E L’ITALIA: I FONDI COMUNITARI 2007-2013 2.1 - I Fondi Strutturali 2007-2013 Pagina 22 2.2 - Quadro Strategico Nazionale (QSN) Pagina 26 2.3 - Il Quadro Strategico Nazionale per il 2007-2013 e la proposta Pagina 27 di allocazione dei fondi comunitari europei e del Fondo Aree Sottoutilizzate 2.4 - Documento Strategico Preliminare della Regione Calabria (DSR) Pagina 38 2007-2013CAPITOLO IIILA PROGRAMMAZIONE: IL CONTESTO, LO SCENARIO, LASTRATEGIA 3.1 - Il contesto territoriale Pagina 43 3.2 - lo scenario - gli effetti della mondializzazione Pagina 43 sull’economia italiana. Vincoli e opportunità. 3.3 - La strategia del Documento Strategico Provinciale (DSP) Pagina 52 3.4 – Il rapporto scuola e territorio Pagina 58CAPITOLO IVLA PIANIFICAZIONE: LE PRIORITÀ E GLI INTERVENTISTRATEGICI 4.1 - Le priorità, o assi strategici di intervento, del DSP Pagina 62 Priorità 1 Pagina 63 L’ambiente come risorsa strategica del territorio Priorità 2. Pagina 64 L’accessibilità al territorio e nel territorio Priorità 3 Pagina 65 L’innovazione del sistema produttivo Priorità 4 Pagina 66 La cultura volano dello sviluppo 4.2 - Proposta programmatica per una strategia turismo – agricoltura - Pagina 67 ambiente nella provincia di crotone - “opportunità di sviluppo locale”. 4.3 - Quadro Sinottico Priorità DSP Pagina 77 4.4 - Matrice di corrispondenza interventi del Documento Strategico Pagina 82 Provinciale e le priorità del Quadro di Riferimento Strategico Nazionale 2007/2013rev. 03 2
3. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALECAPITOLO VLE SCHEDE PROGETTO DEL DOCUMENTO STRATEGICOPROVINCIALE5.1 - PRIORITA’ 1L’AMBIENTE COME RISORSA STRATEGICA DELTERRITORIO 1. BONIFICA SITO INDUSTRIALE DISMESSO EX Pagina 87 PERTUSOLA SUD 2. ACCORDO DI PROGRAMMA TUTELA DELLE COSTE Pagina 89 3. ACCORDO DI PROGRAMMA RIURB Pagina 89 4. RETE ECOLOGICA PROVINCIALE Pagina 90 5. RISORSE IDRICHE Pagina 91 6. AGENZIA TERRITORIALE PER L’ENERGIA Pagina 92 7. PIANO DI SVILUPPO AREA MARINA PROTETTA Pagina 925.2 - PRIORITA’ 2ACCESSIBILITA’ AL TERRITORIO E NEL TERRITORIO 1. ELETTRIFICAZIONE FERROVIA IONICA Pagina 94 2. COLLEGAMENTO STRADALE VERSO SIMERI CRICHI Pagina 94 3. COLLEGAMENTO STRADALE VERSO SIBARI Pagina 94 4. PORTO INDUSTRIALE E COMMERCIALE DI CROTONE Pagina 95 5. PORTO TURISTICO DI CROTONE Pagina 95 6. PORTO TURISTICO DI LE CASTELLA Pagina 96 7. COLLEGAMENTO CROTONE-IGUMENITSA (GRECIA) Pagina 97 8. PIATTAFORMA LOGISTICA Pagina 97 9. INFRASTRUTTURE AEROPORTO S. ANNA Pagina 98 10. VIABILITA’ INTERNA Pagina 98 11. SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE Pagina 99 12. PIANO PROVINCIALE DEI TRASPORTI Pagina 1005.3 - PRIORITA’ 3INNOVAZIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO 1 - PATTO PROVINCIALE PER IL LAVORO E LA Pagina 102 FORMAZIONE PROFESSIONALE 2 - PIANO PER IL SOCIALE Pagina 103 3 - PIANO DELL’AGRICOLUTURA CROTONESE Pagina 103 4 - PATTO PER LA RICERCA SCIENTIFICA E Pagina 105 L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA 5 - PARCO LUDICO-SCIENTIFICO “LE CASTELLA” Pagina 1065.4 - PRIORITA’ 4LA CULTURA VOLANO DELLO SVILUPPO 1. TERME “MAGNA GRECIA” Pagina 109 2. RETE MUSEALE PROVINCIALE DELL’ARTE Pagina 109 CONTEMPORANEA 3. PATRIMONIO ECCLESIASTICO, STORICO-ARTISTICO Pagina 110 4. PIANO DI INTERVENTO SCUOLA-TERRITORIO Pagina 110 5. DISTRETTO “ARBERESHE” MINORANZE ETNICHE Pagina 112CAPITOLO VIAZIONI INNOVATIVE E DI ACCOMPAGNAMENTO6.1 - AZIONI INNOVATIVE 1. CENTRO SERVIZI TERRITORIALI Pagina 116 2. AGENDA 21 E RAPPORTO PROVINCIALE STATO Pagina 117 DELL’AMBIENTE 3. FORMAZIONE PERMANENTE PUBBLICA Pagina 121 AMMINISTRAZIONErev. 03 3
4. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE 4. CREAZIONE PARTENARIATO ISTITUZIONALE Pagina 123 TRANSNAZIONALE 5. IMPLEMENTAZIONE SISTEMA QUALITA’ TOTALE Pagina 125 NELLA P.A. 6. PIANO DI PROMOZIONE DELLA LEGALITA’ Pagina 1286.2 - ASSISTENZA TECNICA Pagina 1336.3 - AZIONI DI ACCOMPAGNAMENTO DOCUMENTOSTRATEGICO DELLA PROVINCIA DI CROTONEBibliografia Pagina 134rev. 03 4
5. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEIntroduzioneChe cos’ è il Documento Strategico della Provincia di Crotone?Il Documento Strategico della Provincia di Crotone è al tempo stesso uno strumento, unoggetto, un Piano, un percorso e un processo.Il Documento Strategico della Provincia di Crotone è uno strumento che servesostanzialmente per decidere dove si vuole andare, per quale motivo, in che modo.Nel caso di una provincia questo può essere deciso anche attraverso una pluralità di altristrumenti, come ad esempio il bilancio dell’ente, i suoi piani settoriali, i piani e le azioni dialtri soggetti, leggi e regolamenti.Sono però strumenti che non hanno come oggetto il dove vuole andare la provincia nelsuo complesso, ma dove vogliono andare tanti soggetti che governano alcuni elementi,processi o parti della città e che disegnano a tavolino il loro modo di interpretare quellaparte, quell’elemento dell’area provinciale.Il Documento Strategico della Provincia di Crotone è qualcosa di più della somma di tuttiquesti strumenti, è qualcosa di diverso.A differenza di altri strumenti infatti il Documento Strategico della Provincia di Crotonecontiene una visione del futuro, cioè guarda lontano, immagina la provincia fra dieci-ventianni; inoltre, questa visione non è costruita a tavolino, ma nasce dal confronto con moltiinterlocutori mettendo insieme più punti di vista, più interessi.In questo senso il Documento Strategico della Provincia di Crotone è un percorso, unprocesso di partecipazione, confronto, condivisione, apprendimento che non si esauriscenella stesura di un Piano, ma si concretizza nella sua traduzione in pratica e nella suaverifica, in maniera riflessiva, ossia tenendo sempre presente, nel tempo, il motivofondamentale: decidere dove si vuole andare, per quale motivo, in che modo.Il Documento Strategico della Provincia di Crotone è un cantiere in continua evoluzione.Il suo carattere evolutivo è frutto della necessaria flessibilità richiesta dal confrontocontinuo delle ragioni e delle preferenze degli svariati attori del territorio.Il Documento Strategico della Provincia di Crotone è, dunque, il frutto della capacità ditutte le forze sociali, in primo luogo dei comuni dell’area, coordinate dalla Provincia.In tal senso, l’istituzione Provincia si riappropria del ruolo istituzionale assegnatogli dallanormativa, attribuendo alla classe dirigente territoriale il compito di sintesi eorganizzazione strategica delle proposte di sviluppo.Tali proposte non possono che essere affrontate in una prospettiva di medio-lungotermine.rev. 03 5
6. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEL’approccio al breve periodo, più volte caratterizzante l’azione politica italiana, haimpedito a vaste aree del Paese, Crotone in primis, di programmare il suo sviluppo intermini di gestione delle trasformazioni del tessuto produttivo. Tutti elementi checaratterizzano in modo significativo l’humus economico e la capacità di attrazioneimprenditoriale di un territorio.La grande sfida del Documento Strategico della Provincia di Crotone è quella di gestire lecontraddizioni definendo ruoli e responsabilità ma, soprattutto, condividendo un grandeprogetto di sviluppo frutto delle idee, iniziative, proposte che l’identità del territorio è ingrado di produrre.Questo non significa che si rinuncia ai progetti più ambiziosi e futuristici a favore di quellimaggiormente concreti, bensì scegliere e condividere su quali progetti e con quali tempi ilterritorio dovrà confrontarsi nel medio e lungo periodo.Le forze politiche e imprenditoriali del territorio saranno così in grado di modularetradizione e innovazione, coscienti che per conservare occorre diffondere le conoscenze eche per innovare occorrono patti condivisi.Un nuovo approccio di governance del territorio che saprà essere di stimolo alle altre areedella regione alla ricerca di una virtuosa sintesi tra assetto locale e mercato mondiale, trainnovazione e conservazione.Un modello di governo del territorio in grado di integrare in modo coerente ed efficace lefunzioni economiche, sociali, ambientali e culturali è il fattore decisivo per qualificare lacapacità competitiva del luogo: è la sfida decisiva da cui dipende il successo del piano diazione strategica.Le politiche di governo allargato sono, pertanto, un’opportunità per tutti, poichéagevolano la capacità di concentrarsi sui fattori della trasformazione, accrescendo leopportunità e l’interazione fra tutti i protagonisti.L’ obiettivo della programmazione strategica, di cui il piano che segue è lo strumentoprincipe, è quello di rafforzare le forme di sviluppo, garantendo non solo ilposizionamento competitivo dell’economia locale, ma anche una nuova visione generaledella crescita. Si intende intervenire con progetti integrati sulla qualità delle infrastrutture,sulla vivibilità ambientale e sugli elementi culturali così come sulle politiche attive einnovative per il lavoro e per il sociale, valorizzando in generale le categorie svantaggiate ea rischio di esclusione sociale e/o lavorativa, con particolare attenzione a quelle riguardantii giovani.La programmazione strategica è, quindi, un percorso virtuoso di cooperazione volontariatra diversi soggetti, pubblici e privati, finalizzato a definire una via condivisa, individuandoe gerarchizzando obiettivi strategici e azioni da realizzare in un orizzonte temporale dimedio-lungo periodo e in una dimensione territoriale ampia, con il fine ultimo dimigliorare la qualità della vita dei cittadini, nella consapevolezza che una crescita solidadell’economia e dell’occupazione non si può perseguire senza migliorare la qualità socialee culturale dei territori.rev. 03 6
7. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALELa sfida del piano si gioca sulla possibilità di ridefinire il modello endogeno di sviluppo,per renderlo adeguato alle sfide del mercato mondiale, della società della conoscenza edelle trasformazioni in atto, partendo su quanto di positivo il territorio abbia saputoprodurre.Un percorso di riequilibrio del modello di sviluppo che, caratterizzato dal principio diautosostenibilità, si fonda su una politica di rigenerazione del territorio e su investimentisull’innovazione, la ricerca e i saperi, nonché su una nuova attenzione ai fattori dicoesione.Ricercare un percorso di sviluppo sostenibile significa far coesistere un uso equo e accortodelle risorse naturali e ambientali con il modello di sviluppo programmato.Ciò significa spingere le imprese esistenti sul territorio, e quelle che si vorranno insediaresu di esso, a una maggiore etica d’impresa che si sostanzia in una forte attenzione allaqualità ambientale e alla qualità del lavoro.Il piano è, dunque, un cantiere anche per le imprese che intendono aprire una discussionesul possibile loro contributo al miglioramento della società e dell’ambiente.Il piano è, ancora, una palestra per la riqualificazione dei centri storici, che dovràcontribuire ad incrementare l’attrattività e l’accoglienza delle tante identità checompongono la provincia di Crotone.Interpretare e delineare un nuovo quadro di sviluppo sociale del territorio è, innanzitutto,uno sforzo di rilettura o di nuova lettura delle sue dinamiche sociali ed economiche.La sfida del piano in questo ambito è quella di realizzare, in modo partecipato, una mappasociale della provincia che sappia decifrare i fenomeni a partire dai processi di esclusionesociale, per arrivare alle dinamiche del vissuto civile.Il piano interviene strategicamente su tutti quei fattori che limitano il raggiungimento diun livello di qualità della vita accettabile, ovvero difficoltà di accesso al lavoro, redditosotto la soglia della povertà, precarietà della famiglia, dequalificazione della qualità dellavita legata alla salute, alla discriminazione di genere, all’abbandono sociale, alla difficoltà diaccesso ai servizi, alla difficoltà di accesso alla formazione e all’istruzione, alle difficoltàambientali e alle dinamiche delle migrazioni. Redattori del DSP Dr. Salvatore Barresi Dr. Pasquale Cicalese Dr. Filippo Violi Coordinatore Dr. Vincenzo Facenterev. 03 7
8. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALECAPITOLO ILA GOVERNANCE DEL TERRITORIO:CONDIVISIONE, COERENZA E L’INNOVAZIONE1.1 La condivisone del Documento Strategico della Provincia di Crotone ProvincialeLa consapevolezza e la necessità di definire uno scenario strategico per l’indirizzo deiprocessi di “rigenerazione territoriale” ha mosso la Provincia di Crotone ad avviare unpercorso metodologico di Governance del territorio come supporto operativo all’azionepolitica dell’ente, al fine di garantire la sostenibilità dei diversi interventi, la loro coerenza esequenzialità logica, sfruttando le loro vocazioni a fare rete e sistema.L’Amministrazione Provinciale ha quindi avviato un percorso capace di agirecontemporaneamente sull’intero territorio individuando le necessarie strategie attivando lerelative politiche territoriali, redigendo progetti di riqualificazione e sviluppo eindividuando le conseguenti regole che consentano l’attuazione delle strategie e deiprogetti, nella certezza delle decisioni, dei tempi e delle procedure più efficaci.L’avvio di questo processo di pianificazione strategica è stato determinato conl’approvazione della “bozza” del Documento Strategico della Provincia di CrotoneProvinciale (delibera del Consiglio Provinciale n° 53 del 18/08/2005) dove si sono postiincisivamente le basi per un nuovo protagonismo istituzionale della Provincia di Crotonee di tutti i soggetti portatori di interessi, nell’imminente avvio della fase del nuovo QuadroStrategico Nazionale (QSN) 2007-2013, dando esecutività alle scelte strategiche delprogramma “Governare per Crescere”.Per favorire un percorso trasparente e democratico, l’Amministrazione Provinciale haritenuto utile rivisitare il Libro Bianco sulla Governance europea, dove per le politichedi condivisione e di partecipazione attiva delle comunità territoriali devono esserenecessariamente individuati un assetto di regole coerenti, trasparenti e che offranocertezza dei processi decisionali individuati in un quadro programmatico e in un elevatoquanto diffuso livello di coesione sociale.Pertanto le intese, i patti, le pratiche di partenariato innovative, laprogrammazione negoziata tra le istituzioni, le parti sociali e il mondo delleimprese, hanno costituito lo strumento prioritario per accreditare le proposte disviluppo e per impegnare anche i diversi livelli di governo e di amministrazioneinteressati.Nel promuovere questo percorso a tappe di Governance messo in piedidall’amministrazione provinciale, con l’ausilio degli esperti della Cabina di Regia, si è giuntialla convocazione della Conferenza Generale del Partenariato Istituzionale, tenutasiil 19 dicembre 2005 presso il Costa Tiziana Hotel a Crotone.rev. 03 8
9. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEIn quella sede, dove sono stati invitati tutti i soggetti istituzionali, sociali e produttivi delterritorio, è stato presentato dall’amministrazione Provinciale la “bozza” del DocumentoStrategico della Provincia di Crotone Provinciale che tracciava le linee guida su cuimisurarsi per la definizione del piano d’area nel prossimo scenario 2007-2013.Inoltre sono stati forniti i documenti per l’avvio della fase di programmazione negoziata(metodologia della Governance, ipotesi di Patto per lo sviluppo) come corollario diriferimento per le politiche di governance del territorio, ciò per permettere al sistema digoverno provinciale di garantire la responsabilità delle scelte, la coerenza degli strumenti el’efficacia delle azioni.Nella conferenza generale sul partenariato territoriale l’Amministrazione ha volutoribadire che il sistema di governance ha l’obiettivo di condividere nuovi modelli estrumenti di programmazione, oltre che favorire la cooperazione tra le istituzioni e isoggetti economici e sociali ai diversi livelli, al fine di assicurare la congruenza dellepolitiche e dei programmi di intervento.L’intento dell’amministrazione, nelle varie riunioni preliminari che si sono susseguite, èstato quello di informare tutti i soggetti coinvolti nel processo di pianificazione territorialea fissare regole certe e impegni operativi, sottoscrivendo il Patto per lo Sviluppo1 delterritorio.Definito questo primario meccanismo di apprendimento della “governance”, il 31gennaio 2006 è stato stipulato il Patto per lo Sviluppo, secondo il quale i tavoli tematiciterritoriali individuano obiettivi strategici per il rafforzamento delle potenzialità di sviluppodell’economia territoriale e per l’individuazione di un corretto posizionamento strategicodell’Area-Sistema nel contesto nazionale e internazionale, definendo il PSP da negoziarepresso la Regione Calabria al fine di essere inserito a pieno titolo nella programmazione2007-2013.1.2 La Governance del territorio nella elaborazione del documento di programmazione per le politiche di sviluppo provinciale 2007/2013L’attività di programmazione e pianificazione territoriale messa in campodall’Amministrazione provinciale per la definizione del Documento Strategico dellaProvincia di Crotone Provinciale ha seguito un percorso volto ad assicurare lapartecipazione attiva di tutti i soggetti istituzionali, sociali e produttivi del territorio, al finedi assicurare un completo e coordinato programma di sviluppo provinciale.1 Il Patto per lo Sviluppo è stato un documento finalizzato a definire in modo organico e sistematico, in una visionecomplessiva e non settoriale o individualistica, le linee fondamentali di crescita economica, sociale e culturale della nostracomunità provinciale. È un percorso che impegnerà la forze politiche e sociali del territorio nell’arco del prossimo decenniocaratterizzato dalla programmazione comunitaria 2007-2013 e da un mutato scenario internazionale che, nell’ambitodell’accordo euromediterraneo in vigore dal 2010, potrebbe rappresentare una storica occasione di rivalsa del nostro territorio.La Provincia di Crotone si è posta come capofila e punto di riferimento. Il Patto per lo sviluppo si è configurato comedocumento operativo sottoscritto dagli attori sociali e istituzionali, volto ad avviare un modello organizzativo di partenariato, alfine di attuare il Documento Strategico Provinciale (DSP) che servirà da cornice entro cui collocare obiettivi strategici condivisiper lo sviluppo, la competitività, la qualità sociale e ambientale e la crescita culturale.rev. 03 9
10. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEQuesta esigenza è nata dalla consapevolezza di dover definire uno scenario strategico perlindirizzo dei processi di “rigenerazione urbana” nel comprensorio crotonese, dove per lepolitiche di condivisione e di partecipazione attiva delle comunità territoriali è statonecessario individuare un assetto di regole coerenti, trasparenti e che hanno offertocertezza dei processi decisionali individuati in un quadro programmatico e in un elevatoquanto diffuso livello di coesione sociale.Questo è servito, senza dubbio, ad avviare un percorso metodologico di “Governance delterritorio” come supporto operativo all’azione politica dell’ente, al fine di garantire lasostenibilità dei diversi interventi, la loro coerenza e sequenzialità logica, sfruttando le lorovocazioni a fare rete e sistema.L’intento dell’amministrazione provinciale nella nuova fase di programmazione2007/2013 sarà quello di proseguire su questa impostazione metodologica, assumendocome approccio quello della concertazione e della partecipazione attiva delle istituzioni,quale momento cardine del processo decisionale che necessariamente precede le fasi dellescelte strategiche.Diventa quindi prioritario e quanto mai indispensabile “ascoltare” permanentemente ilterritorio e individuare i bisogni e le esigenze reali, le aspettative e le priorità da tradurre inun sistema organico di politiche e di scelte, cercando di superare le evidenti “patologie”, inun contesto in cui si rende sempre più necessario e improrogabile indirizzare lapianificazione verso i principi di sostenibilità, tutela, valorizzazione, riuso e riqualificazionedei patrimoni immobiliari, dei sistemi ambientali e del paesaggio nella sua eccezione piùcompleta.Dare un nuovo impulso alle politiche di sviluppo territoriale, attraverso unaprogrammazione adeguata e rispondente alle esigenze della collettività, sarà la sfida chetutte le istituzioni del crotonese dovranno intraprendere nel breve termine.L’intento è, dunque, quello di sostenere con convinzione che l’armatura culturale di unasocietà si costruisce attraverso piani di recupero e/o di rigenerazione urbana, garantendoservizi primari secondo gli standard qualitativi europei e, nell’accezione più generale,avviando un processo di modernizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali delterritorio.L’obiettivo è stato è sarà quello di innescare unintesa di "Governo del territorio" chesappia individuare le priorità e gli snodi, le eccellenze su cui concentrare le risorse e a cuidedicare uno stabile impegno progettuale e negoziale a cominciare dai nuovi fondi POR2007/2013.L’amministrazione provinciale, pertanto, come riferimento per le politiche di governance delterritorio, nel convocare questa Conferenza Generale, ha voluto seguire un percorso giàpositivamente sperimentato che ha portato alla stipula del Patto per lo Sviluppo e allaredazione del Documento Strategico della Provincia di Crotone, in un work inprogress che ha visto coinvolti tutti gli attori nei tavoli tematici del partenariatoistituzionale, produttivo e sociale del territorio.rev. 03 10
11. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALELa metodologia - Il Documento Strategico della Provincia di Crotone provinciale cosìpensato e ideato servirà a rappresentare le linee guida strategiche di unazione politica digoverno del territorio, scaturente da una unione dintenti diretta a pianificare, secondo ifabbisogni sociali, le risorse economiche potenziali, da dover negoziare con la RegioneCalabria per la programmazione dei fondi strutturali 2007/2013.La completa attuazione del PSP passa attraverso la volontà amministrativa di chiamaretutti i soggetti responsabili, competenti e portatori di interessi alla partecipazione diunazione politico-tecnica – condivisione del piano strategico di sviluppo provinciale- esplicitamente rivolta alla costruzione di coalizioni efficaci intorno ad alcune strategiecondivise, dotando tali partenariato operativi delle capacità e delle competenze necessariee dotandoli degli strumenti adatti per mettere in atto la strategia individuata, per attuarne leazioni, per negoziare le decisioni, per rispettare i tempi e per comporre le economienecessarie.Questa nuova fase di programmazione porterà nel ventre un contenitore di competenzespecifiche e di idee creative per nuove interpretazioni e servirà a definire,metodologicamente, l’iter procedimentale più idoneo per convogliare le risorse verso ilnostro territorio e dare avvio ai processi di sviluppo urbano.Nel far ciò l’amministrazione ha inteso, insieme a tutti gli attori istituzionali del territorio,costruire degli accordi di programma provinciali che possano fungere da veri e propricontenitori operativi dotati di strumenti e risorse finanziarie, identificati secondo gli assistrategici e le priorità stabiliti di concerto nel documento strategico provinciale,pianificando e coordinando così gli interventi sul territorio.Tale direzione sarà impegnata, già in fase di sviluppo, nello sforzo di costruire il sistemadella pianificazione tra i piani e i livelli amministrativi di governo territoriale secondo iLaboratori di Progettazione Integrata Provinciali, che definiscono le strategie dellaGovernance e determinano le condizioni di sostenibilità degli interventi.Uno strumento moderno, flessibile, trasparente meno vincolistico e più predisposto adinterpretare e valorizzare le reali vocazioni di sviluppo del territorio comunale in rapportoalla sua reale condizione.i Laboratori di Progettazione Integrata Provinciali rappresentano un innovativostrumento di pianificazione territoriale e segnano i tratti distensivi delle linee guida di unnuovo modello di programmazione su scala locale, secondo il principio costituzionale disussidarietà orizzontale, per una nuova cultura di governo delle città e del territoriocalabrese.Creare la giusta tensione, vivere lemergenza economica, produttiva e occupazionale,operare cercando di andare incontro alle esigenze primarie delle comunità locali, scegliere ivantaggi competitivi per il territorio, valorizzare i settori considerati storicamente puntideccellenza, qualificare il capitale umano e farlo interagire nei processi di pianificazioneterritoriale, tutto questo concorre a far si che la Governance del territorio assuma icaratteri di un vero e proprio laboratorio politico di idee, e il proprio successo passarev. 03 11
12. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEattraverso lattuazione del PSP, che a sua volta diventa distretto operativo di un modelloorganizzativo.Approccio sistemico - Nell’ ambito del quadro strategico generale di sviluppo dellaprovincia di Crotone, al fine di favorire e supportare interventi di programmazionenegoziata e integrata, sono stati istituiti Tavoli Territoriali tra i soggetti delegati dei variambiti comunali, con l’accompagnamento gli esperti della Cabina di Regia della Provinciadi Crotone, al fine di catalizzare le istanze e le urgenze del territorio per laprogrammazione socio-economica del territorio e la predisposizione di piani d’intervento.Questo approccio sistemico ha garantito una visione strategica e un quadro complessivod’insieme nel rispetto dei principi di sussidarietà orizzontale, differenziazione territoriale eadeguatezza allo svolgimento di compiti e missioni, ed è servito a far interagire i soggettiportatori d’interessi nel territorio, e di seguire le fasi procedurali di predisposizione erealizzazione delle azioni d’intervento previste dal PSP.Sulla base dell’area provinciale del futuro che vorremmo realizzare nasce quindi l’idea dellaGovernance quale laboratorio politico di idee a confronto, un modello organizzativo forte ecoeso capace di attrarre risorse e investimenti e rilanciare le dinamiche economiche esociali del nostro territorio, in linea con quanto stabilito dal Documento Strategico dellaProvincia di Crotone Provinciale, dal Documento Strategico della Regione Calabria e dallescelte operate dal Consiglio Europeo nella "Strategia di Lisbona".Nel favorire le linee guida strategiche di indirizzo politico-amministrativo, il modello diGovernance assicurerà un nuovo impulso alla spesa dei fondi strutturali europei2007/2013, definendo obiettivi concreti e mirati, priorità d’intervento, polarità di sviluppo,nel recupero di una positiva centralità nei programmi, in vista di una forte e coesa azionedi governo nella fase di negoziazione con la Regione Calabria.La diagnosi delle tendenze e la valutazione degli scenari sul piano dei contenuti e deiprogrammi (quali obiettivi privilegiare – come farlo – con quali strumenti), verranno divolta in volta valutati sulla base delle specifiche pecularietà e potenzialità territoriali,rintracciabili nelle aree urbane e rurali e nei sistemi produttivi locali.In questo quadro, è servito rafforzare e sostenere il ruolo di indirizzo strategico dellaProvincia attraverso una nuova programmazione territoriale, per creare sistema in unambito di piattaforma competitiva, attraverso piani di recupero urbano e dimodernizzazione dei servizi locali, con azioni mirate ad innalzare il livello qualitativo dellavita dei cittadini, valorizzando le aree interne e riqualificando le fasce costiere.1.3 La coerenza con le Priorità della Unione EuropeaIl primo maggio 2004 l’Unione Europea è passata da 15 paesi membri a 25, spostando ilsuo baricentro verso l’Europa orientale: é il più importante allargamento mai compiutodall’UE.E’ un evento che avrà importanti ricadute sia di natura istituzionale sia a livello di strategiae di visione dei rapporti internazionali, in attesa che entro il 2011 vada in portorev. 03 12
13. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEl’allargamento dell’UE alla Turchia, il cui impatto sul piano mondiale, a livello simbolico,ma anche diplomatico ed economico, sarà di notevole entità.La Turchia è infatti un paese strategico dell’area euromediterranea con una popolazioneprevista entro il 2015 di circa 100 milioni di abitanti: sarà il più popoloso Stato dell’UEallargata, spostando l’asse geo-economico comunitario – con un ruolo di protagonista daparte dell’Egitto nel quadro degli accordi di Barcellona del 1995 - verso il Sud-Est delmediterraneo, con probabili effetti di dinamismo economico nella fascia ionica delMezzogiorno nei settori energetici e nell’interscambio commerciale; una zona che, qualoravenisse infrastrutturata mediante intese geo-istituzionali con la provincia di Cosenza e conaccordi interregionali, potrebbe costituire la naturale porta d’ingresso alle merci del sud-estdel mediterraneo e terminale di corridoi energetici aventi come base l’Asia Centrale e glistati ex sovietici, ricchissimi di giacimenti di gas e petrolio. La fascia ionica avrebbe,dunque, tutte le potenzialità per divenire nei prossimi decenni una delle aree piùstrategiche del Paese.Al momento, purtroppo, l’asse comunitario è spostato verso i paesi dell’Est e al processodi allargamento verso l’ex blocco del Patto di Varsavia. In tal senso la politica dicoesione viene interessata in questo generale processo di riforma mirante a sostenere inuovi paesi senza indebolire gli strumenti dell’attuale politica regionale, risultatoparzialmente raggiunto visto l’accordo sulle prospettive finanziarie del 15 dicembre del2005, da più parti definito poco ambizioso, seppur di recente integrato dalla negoziazionedel 6 aprile 2006 tra Parlamento Europeo e Presidente di turno dell’UE, che prevede unamaggiore dotazione finanziaria di quattro miliardi di euro.In ogni caso, la Commissione ha elaborato una sua proposta di riforma che prende lemosse, da un lato, dal nuovo scenario socio-economico che si apre con un’ Europa a 25(in vista dell’allargamento a Romania e Bulgaria entro il 2007) e, dall’altro,dall’esperienza maturata ad oggi.Cercando di sintetizzare il panorama economico che si avrà con l’allargamento, si puòsemplificare il nuovo contesto nel seguente modo: - con l’ingresso dei 10 nuovi membri la popolazione dell’Unione aumenterà del 20% mentre il PIL crescerà solo del 4,8%; - attualmente le regioni in ritardo di sviluppo, Ob.1, hanno un PIL pro capite compreso tra il 60 e il 75% della media comunitaria; lo stesso dato relativo alle regioni dei nuovi Stati membri è compreso tra il 30 e il 40%; ciò significa che il divario tra regioni ricche e povere, dunque, raddoppierà; - nella programmazione 2007-2013 potranno beneficiare del Fondo di coesione tutti e 10 i nuovi paesi.La Commissione e il Consiglio Europeo hanno prodotto una serie di documenti, il piùnoto dei quali è il Rapporto Sapir, per ri-orientare le politiche di sviluppo comunitarie allaluce dell’allargamento e dei mutamenti intervenuti nello scenario globale, specierev. 03 13
14. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEconsiderando la straordinaria crescita dei paesi asiatici (in primis Cina e India) e il ritrovatovigore economico dell’America Latina.Nel giro di un ventennio l’Asia conterà per circa il 60% della produzione mondiale e, cosaancor più importante, sposterà l’accento della politica economica dall’esportazione (exportled growth) alla creazione di un immenso mercato interno comune – circa 600 milioni dipersone con potere d’acquisto eguale agli standard dei paesi Ocse - sulla sciadell’esperienza europea del MEC, con probabile adozione di una moneta unica similareall’esperimento comunitario dell’Ecu.Per avere un’idea dell’impatto sul mercato mondiale, qui basti dire che si calcola che itraffici marittimi, da e per l’Asia, si moltiplicheranno di circa il 250% da qui al 2020, unoscenario a cui il sistema portuale italiano non potrà far fronte perché molti scali avrannoenormi problemi di saturazione, una situazione che obbligherà la dirigenza italiana avalorizzare tutti gli scali presenti nel territorio.Rispetto a questo scenario gli organismi comunitari hanno sottolineato una serie di puntichiave per la programmazione strutturale, quali: - la necessità di fissare linee guida e indirizzi in grado di orientare i programmi verso il miglioramento delle condizioni di contesto delle aree arretrate e favorendo la modernizzazione delle istituzioni pubbliche; - perseguire un’effettiva semplificazione dell’uso delle risorse, attraverso linee guida che valorizzino il principio di sussidiarietà e le relazioni orizzontali, attraverso il Partenariato regionale e territoriale, tra i Paesi e gli enti responsabili dei programmi e dei progetti.Le linee guida della Commissione Europea, nel quadro della nuova divisioneinternazionale del lavoro e dell’ascesa delle potenze asiatiche, sono articolate in tre macrointerventi di natura strutturale: - Competitività e Sviluppo: secondo i dettami dell’Agenda di Lisbona, l’UE dovrà diventare entro il 2010 l’area competitiva per eccellenza a livello mondiale, puntando sulla ricerca, sul potenziamento del capitale umano, sull’ICT e le produzioni ad alto contenuto tecnologico, sulle infrastrutture materiali ed immateriali e sul potenziamento del capitale umano. - Integrazione: l’impegno dei fondi rafforza l’integrazione economica e politica attraverso lo sviluppo di reti infrastrutturali interregionali e transnazionali, l’aumento dell’accessibilità delle regioni isolate e la cooperazione comunitaria ed euromediterranea, secondo gli schemi Nord-Sud e Sud/Sud; - Intesa tra Pubblico e Privato: la cultura della valutazione, la trasparenza e lo scambio di migliori pratiche per la Commissione Europea devono entrare nella prassi dell’attuale programmazione, migliorando la collaborazione trarev. 03 14
15. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE soggetti pubblici e privati e, più in generale, la governance su tutti i livelli attraverso lo strumento del Partenariato.La qualità del partenariato è di fondamentale importanza e l’UE le attribuisce unfattore strategico sin dalla fase di preparazione dei programmi di sviluppo territoriale.Basilare sarà la partecipazione della società civile, l’interazione tra le comunità e l’adozionedelle migliori pratiche di consultazione, di partecipazione e di comunicazione allacittadinanza. Ciò sarà possibile mediante un sistema di governance ed una piattaformatelematica interattiva capace di coniugare trasparenza e legalità della prassi amministrativa.Il partenariato si baserà, dunque, sulla consultazione non formale e sul coinvolgimentodelle forze economiche, istituzionali e sociali del territorio, garantendo apertura etrasparenza nella preparazione e nella realizzazione dei programmi.Gli obiettivi e le linee guida della programmazione 2007-2013 raccomandati dalla UnioneEuropea sono: - convergenza e competitività. Il criterio statistico di riferimento rimarrà quello attualmente previsto per le Regioni Obiettivo 1: vi rientreranno le Regioni il cui PIL pro-capite inferiore al 75% rispetto alla media del PIL europeo. Fanno parte di questo obiettivo le strategie finalizzate al sostegno degli investimenti e dei servizi collettivi, lo sviluppo sostenibile, il potenziamento dei servizi di base, il sostegno al mondo delle imprese, gli investimenti sul capitale umano e la promozione dell’inclusione sociale. Nell’obiettivo Convergenza l’UE invita gli Stati e le Regioni al potenziamento delle pubbliche amministrazioni, favorendo la definizione di politiche e programmi efficaci, nonché il loro controllo, valutazione e analisi d’impatto delle politiche e dei programmi stabiliti (funzioni di internal audit, anche alla luce della valutazione del rischio criminale). - competitività ed occupazione: ha l’obiettivo di prevenire e promuovere i cambiamenti economici rendendo l’UE l’area più competitiva mediante le infrastrutture di trasporto e di telecomunicazione, l’energia, la tutela dell’ambiente, le politiche attive del lavoro e della formazione professionale, la promozione dell’imprenditoria, la sanità, ecc. - rafforzamento della cooperazione. In questo obiettivo verranno ricomprese le aree eleggibili per programmi di cooperazione trans-frontaliera e trans-regionale, riallacciandosi all’esperienza del programma di iniziativa comunitaria INTERREG III.In vista dell’attuazione di queste linee guida, l’UE considera determinanti il rafforzamentodella capacità delle Pubbliche Amministrazioni a livello nazionale, regionale e locale,migliorando il controllo finanziario, il monitoraggio e la valutazione dei progetti co-finanziati con fondi UE.Delineato il quadro degli obiettivi, la programmazione comunitaria, secondo le linee guida,si baserà su alcune direttrici d’azione, per ognuna delle quali è stata sviluppata una primarev. 03 15
16. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEdefinizione nel presente Documento Strategico della Provincia di Crotone d’AreaProvinciale (DSAP). a. Rendere il territorio più attraente per gli investimentiQuesta strategia è finalizzata all’efficienza delle infrastrutture di respiro regionale, nelrispetto del principio della sostenibilità ambientale, mediante la promozione di modi ditrasporto alternativi. Punta altresì alla modernizzazione delle reti ferroviarie, allacostruzione di piattaforme intermodali, alla promozione di collegamenti transnazionalicon lo sviluppo delle cd. “autostrade del mare”.In linea con i suggerimenti comunitari, il DOCUMENTO STRATEGICO DELLAPROVINCIA DI CROTONE è fortemente proteso allo potenziamento infrastrutturaledei porti, dell’aeroporto e della S.S. 106, finalizzato: - alla creazione di una piattaforma logistica; - allo sviluppo della diportistica nautica; - al potenziamento aeroportuale finalizzato al traffico merci mediante una sinergia aero-mare; - al collegamento transnazionale con la Grecia; - alla connessione con i Corridoi I (Berlino-Palermo), VIII (Burgas-Brindisi) e Corridoio Meridiano.Con la prossima programmazione 2007-2013 il nostro territorio, recuperando unpluridecennale isolamento, dovrà essere beneficiario di un mix di investimenti checoinvolga porto-ferrovia-s.s.106, pena l’esclusione nei prossimi decenni dai flussicommerciali e industriali mediterranei ed europei.Occorre arrivare a Sibari, incunearci nel triangolo compreso tra il Corridoio VIII(Brindisi-Balcani), il Corridoio I (Palermo-Berlino) e quel che il Ministero delleInfrastrutture in collaborazione con la Regione Sicilia sta progettando in vista dell’accordoeuromediterraneo, vale a dire il “Corridoio Meridiano”.Esso è un’ipotesi di infrastrutturazione di un’autostrada del mare che, partendo dallaTurchia e da Cipro (ora membro UE), arriva fino allo stretto di Gibilterra, ed è ilcorollario meridionale del corridoio V (Lisbona-Kiev).Il Corridoio Meridiano toccherebbe Israele, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, mentre inItalia interesserebbe la Calabria ionica e tirrenica e la Sicilia.Qualora riuscissimo ad attivare gli investimenti suddetti, la provincia di Crotone sitroverebbe al centro del crocevia tra il Corridoio Meridiano, il Corridoio VIII e ilCorridoio I: in pratica la svolta strategica del nostro territorio per il XXI° secolo, sulla sciadella tradizione mercantile, marinara e culturale della Magna Graecia.rev. 03 16
17. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEIn questa prospettiva, nella riunione interistituzionale del 29/11/2006 svoltasi a Catanzarocon il Ministero delle Infrastrutture – presente il Ministro Di Pietro - si è deciso diindirizzare le risorse provenienti dalla finanziaria 2007, destinate alle infrastrutturecalabresi, alla fascia ionica. In particolare, circa 450 milioni di euro del triennio 2007-2010saranno indirizzate alla tratta Crotone-Sibari, permettendo di arrivare in tempi medi alcorridoio Cosenza-Sibari-Taranto. Contemporaneamente, la Regione Calabria intendeinvestire risorse della programmazione comunitaria 2007-2013 in parco macchine pervelocizzare e rendere più sicura la tratta ferroviaria Crotone-Sibari.In materia ambientale, l’UE considera strategiche le infrastrutture per il trattamento deirifiuti e delle acque reflue, la gestione delle risorse naturali e la prestazioni di serviziambientali, conformandosi alle direttive comunitarie in materia di acqua, rifiuti, aria eprotezione della natura e delle specie.Su questo punto, è imprescindibile la strategia che l’ente persegue di creare forti sinergietra politiche ambientali – in primis la promozione ela valorizzazione dell’Area MarinaProtetta – e le politiche culturali, creando i presupposti per un offerta integrata ecomplessiva – che abbia come hub il promontorio di Capocolonna – e che coinvolga –mediante la Fondazione Odissea - il parco archeologico, i musei, l’acquarium, il CastelloAragonese di Le Castella e le ricchezze naturalistiche della suddetta AMP e della ReteEcologica Provinciale.Contemporaneamente, la strategia di bonifica del sito inquinato delle aree industrialedismesse ha come punto focale il lavoro per la riemersione dell’Antica Kroton e unapolitica di rigenerazione architettonica e urbanistica che recuperi funzioni culturali,scientifiche e manifatturiere dell’area interessata alla bonifica.L’intervento finanziario che sarà posto a carico di un apposito APQ “Difesa Ambientale”dovrà essere complementare agli interventi governativi in atto e dovrà essere diretto adaccelerare la riqualificazione del comprensorio crotonese che, dopo la dismissionedell’industria di base che ha caratterizzato il territorio, ma che ha lasciato pesanti processidi inquinamento che si sono sviluppati per oltre 70 anni, tende a puntare sulle potenzialitàturistiche, in generale, e sul turismo archeologico e nautico, in particolare, oltre che suattività produttive di imprese coinvolte nel processo di smaltimento delle ferriti di zincodell’ex Pertusola..Le linee programmatiche del Documento Strategico della Provincia di Crotoneprevedono il recupero delle aree dismesse e la riconversione urbanistica, ambientale eproduttiva dell’ex sito Pertusola oltre che il recupero dell’Antica Kroton.I predetti obiettivi possono essere conseguito attraverso l’elaborazione e l’approvazione diun apposito “Master Plan” che, nel rispetto della normativa vigente e delle finalitàdell’APQ Difesa Ambientale, individui e cadenzi gli interventi nonché le priorità ed itempi delle iniziative da assumere nel sito per attuare le scelte strategiche dell’AttoIntegrativoUn’altra direttrice è poi rappresentata dall’adozione di fonti rinnovabili (energia eolica,solare, biomasse) e dalle azioni di efficienza energetica, con la diffusione di modelli direv. 03 17
18. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEsviluppo a bassa intensità energetica. Ciò in vista del fatto che entro il 2010 l’UnioneEuropea intende centrare l’obiettivo di Lisbona di produrre il 21% dell’elettricità da fontirinnovabili, mentre a livello nazionale è in fieri una legislazione finalizzata all’uso deibiocarburanti.Tale scelta strategica coincide perfettamente con l’idea del DOCUMENTOSTRATEGICO DELLA PROVINCIA DI CROTONE di creare il DistrettoAgroenergetico Regionale.In tal senso, la Provincia di Crotone ha individuato la “sostenibilità” e “l’attrattività” comedue filoni strategici attorno a cui finalizzare politiche di riassetto del territorio, politiche diricerca, sperimentazioni, orientamenti programmatici.L’individuazione del distretto energetico regionale prende spunto da una serie di strumentinormativi ed operativi, tra i quali: • il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) del 14 febbraio 2005, che individua l’area provinciale di Crotone come Distretto Energetico Regionale per la ricerca scientifica e tecnologica, per lo sfruttamento, il risparmio e l’efficienza energetica, oltre che per la produzione di centrali idroelettriche, turbogas, biomasse, eoliche e di microgenerazione; • il Documento Strategico della Provincia di Crotone per l’Ambiente della Provincia di Crotone, approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n° 11 del 31/03/2006, il quale prevede la creazione di un sistema integrato di regolazione e controllo delle principali risorse energetiche e ambientali, oltre che un sistema industriale di gestione eco-compatibile e regolato delle risorse ambientali, formando e valorizzando alcune strutture societarie locali, trasformando le risorse energetiche ed ambientali in un valore per il territorio, favorendo lo sviluppo produttivo locale indotto attraverso la creazione di un vero e proprio distretto energetico. Ciò alla luce del fatto che nell’ultimo decennio il territorio provinciale è stato interessato dall’insediamento di numerose centrali di produzione energetica da varie fonti, prevalentemente rinnovabili di cui: 3 centrali termoelettriche a biomasse già operative; 1 centrale termolelettrica a biogas da discarica di RSU già operativa; 1 centrale turbogas cogenerativa per 800 MWe, in fase di costruzione; 9 parchi eolici per 500 MWe, in fase di rilascio delle autorizzazioni;Il settore energetico provinciale è caratterizzato dalla presenza di principali competitoreuropei leader nel mercato quali Eni, Erg, Endesa, Terna, GSE, Asm, Italgas, Edison,Gruppo Marcegaglia, Biomasse Italia, ma in realtà isolate fra di loro nel territorio;rev. 03 18
19. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALELa tradizione energetica, le politiche di sviluppo regionali e provinciali, la presenza diqueste realtà produttive nel settore già delocalizzati nel territorio costituiscono condizionipiù che favorevoli per innescare la nascita di nuove realtà nel settore energetico, ad altocontenuto tecnologico, che possono trasformare il territorio in una piccola “EnergyValley”;Il modello di sviluppo proposto per la nascita del distretto energetico nazionale dellaProvincia di Crotone si base sullo sviluppo delle seguenti filiere: Idroelettrico; biomasse; eolico; biogas, Biocombustibile, dove, nell’ambito dell’APQ energia, è stato presentato un progetto per la riconversione di parte della produzione agricola per ottenere biocombustibile. Il progetto utilizzerà la produzione di circa 15000 ha di superficie per ottenere piante annuali (mais, girasole, etc) che consentiranno la fornitura di parte della materia prima necessaria alla produzione agro- energetica; Idrogeno, con l’obiettivo di aderire insieme alla Regione Calabria al programma comunitario HyWayas, che vede come referente per l’Italia l’ENEA, al fine di inserirsi nei progetti sperimentali di sviluppo delle nuove tecnologie (ad es. nel settore dei trasporti) e proporsi come “hub” per il suo dispiegamento territoriale.1.4 Promuovere la conoscenza e l’innovazione a favore della crescitaRientra in questa strategia comunitaria l’obiettivo fissato a Lisbona di aumentare dall’1,9%al 3% gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&S).Tra le misure consigliate vi sono: creazione di gruppi di eccellenza regionali e transregionali: per il nostro territorio rientrano in questa tipologia il Distretto Tecnologico per i beni culturali e l’ICT Agroalimentare; sostegno alle attività di Ricerca e Sviluppo Tecnologico per le PMI, una politica che si intende attuare, a livello provinciale, attraverso la rimodulazione del Contratto d’Area e interventi per l’innovazione del sistema produttivo mediante un Patto per la ricerca e l’iinovazione;rev. 03 19
20. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE cooperazione transnazionale: in materia di ricerca scientifica e di diffusione della società dell’informazione sono previsti interventi in un’apposta misura del DOCUMENTO STRATEGICO DELLA PROVINCIA DI CROTONE. E’ prevista inoltre la creazione di una rete di trasporto transnazionale, per la quale la Provincia ha finanziato un apposito studio di fattibilità assieme alla Provincia di Lecce. L’idea è quella di collegare Crotone con il porto greco di Igumenitsa, avamposto di un corridoio energetico, oltre che di merci, che, attraverso la Via Egnatia, arriva a Istanbul, per poi collegarsi con i corridoi energetici dell’Asia Centrale. Scambi cultuali e ricerca scientifica – mediante il distretto tecnologico per i beni culturali e la società di scopo Cultura e Innovazione - saranno i protagonisti di una politica di cooperazione transnazionale che si dispiegherà a partire dal prossimo anno con città portuali aventi giacimenti culturali nell’area del mediterraneo, in particolare sul versante orientale. Tale cooperazione transmediterranea costituirà il volano non solo per mettere in rete i porti che hanno fatto la storia del Mediterraneo, ma anche per permettere una proiezione internazionale della capacità tecnologiche del nascente distretto tecnologico al servizio di tutta l’area del Mediteranno, in un’ottica di scambi culturali, economici e scientifici nel quandro delle relazioni che si instaureranno con l’accordo di libero scambio in vigore a partire dal 2010. sviluppo e potenziamento del capitale umano: tale strategia verrà attuata con il Piano Provinciale per il Lavoro e la Formazione Professionale, all’interno del quale saranno previste misure di sostegno per l’alta formazione e master. Un altro importante fattore di crescita dell’occupazione, che rientra nella linea guida comunitaria Nuovi e migliori posti di lavoro, sarà l’avvio di concrete politiche attive del lavoro e di misure di emersione del lavoro irregolare, nell’ambito del suddetto Piano Provinciale del Lavoro, che avrà una forte connotazione di strumento di promozione delle pari opportunità. sostegno all’imprenditoria per lo sviluppo di nuove imprese: esso si declina nella promozione di spin-off aziendali delle attività dei poli di eccellenza, dell’ICT Agroalimentare, del Distretto Tecnologico per i Beni Culturali e di un’attiva politica di attrazione degli investimenti nazionali ed internazionali legati alla produzione di merci ad alto contenuto tecnologico, sfruttando, eventualmente, le economie derivanti dal Contratto d’Area; sviluppo di partenariati pubblico-privati: vi rientra, ad esempio, il Parco Scientifico e Tecnologico (PSTKR), già realizzato e per il quale sono necessari capitali aggiuntivi per il decollo definitivo.Per queste strategie l’Unione Europea propone il seguente orientamento: sostenere strumenti diversi dalle sovvenzioni tout court, come le garanzie del debito subordinato e il capitale di rischio (ad es. il capitale di avviamento), i meccanismi di garanzia e di mutua garanzia affinché le PMI possano beneficiare dei crediti bancari. Nell’ambito del Documento Strategico della Provincia di Crotone Provinciale, la Provincia di Crotone intenderà utilizzare strumenti finanziari direv. 03 20
21. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE sostegno al mondo delle imprese, supportando categorie specifiche quali: giovani agricoltori, artigiani, giovani imprenditori ed imprenditrici. Ripristino dell’ambiente fisico, in particolare la riconversione delle zone industriali abbandonate e la preservazione del patrimonio storico-culturale del territorio. Per la realizzazione di queste finalità sarà necessario un piano di sviluppo a medio lungo termine per il risanamento urbano, requisito fondamentale che garantisce la coerenza degli investimenti con la qualità ambientale. Rientrano in queste misure le azioni del DOCUMENTO STRATEGICO DELLA PROVINCIA DI CROTONE finalizzate alla tutela delle coste, al risanamento urbanistico di alcuni paesi della provincia, al progetto Paese- Albergo (Distretto Arberesche), gli interventi sul patrimonio ecclesiastico e artistico, la creazione di una rete museale, il Piano Ambientale e le azioni che saranno necessarie affinché si pervenga finalmente alla bonifica dei siti industriali dismessi. nuovi e migliori posti di lavoro: in questa linea guida la Commissione Europea invita a d attuare politiche occupazionali finalizzate al rafforzamento della coesione sociale e territoriale. Rientra in quest’ambito l’attuazione di un Patto per la Gioventù per l’accesso al mercato del lavoro dei giovani mediante l’orientamento professionale, il sostegno economico per gli studi, l’apprendistato e la formazione. Particolare attenzione è riposta all’incentivazione della partecipazione delle donne all’occupazione e la promozione delle pari opportunità nell’istruzione e nel mercato del lavoro. Dette misure sono pienamente recepite nel Piano Provinciale per il Lavoro e la F.P. valorizzazione dello spazio rurale: la Commissione raccomanda in merito la garanzia di un livello minimo di accesso ai servizi di interesse economico generale, anche in vista dell’attrazione di imprese, specie del settore turistico, capaci di integrare la qualità dei prodotti tipici, l’ambiente sostenibile e la salvaguardia delle risorse cultuali.Nell’ambito di questa misura il DOCUMENTO STRATEGICO DELLA PROVINCIADI CROTONE delinea una strategia di sviluppo rurale basata sulla multifunzionalità: riconversione delle produzioni agricole; realizzazione di un Distretto Agroenergetico per la produzione di biomasse; valorizzazione dei centri minori finalizzata all’arresto del drammatico fenomeno dell’emigrazione; promozione di prodotti tipici attraverso la creazione di un marchio d’area.Il DOCUMENTO STRATEGICO DELLA PROVINCIA DI CROTONE incrocerà lepolitiche di sviluppo rurale con le azioni Leader Plus e Agenda 21 in un binomio diambiente e agricoltura capace di dare un volto moderno al marchesato crotonese.rev. 03 21
22. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALECAPITOLO IIL’EUROPA E L’ITALIA: I FONDI COMUNITARI 2007-20132.1 I FONDI STRUTTURALI 2007-2013I Fondi e gli strumenti strutturali sono utilizzati per favorire le condizioni di crescitadell’economia dell’Unione Europea, per ridurre il loro divario economico, nonché perottenere una crescita più rapida e uno sviluppo più sostenibile.Gli interventi, per la nuova Programmazione 2007 – 2013, vengono incentrati su tre nuoviobiettivi: CONVERGENZA COMPETITIVITA’ REGIONALE E OCCUPAZIONE COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA.1) Il primo obiettivo è previsto per le regioni europee in ritardo di sviluppo, con un PILinferiore al 75% della media comunitaria dei 25 Stati membri. E’ volto ad accelerare laconvergenza degli Stati membri e regioni in ritardo di sviluppo migliorando le condizioniper la crescita e loccupazione tramite laumento e il miglioramento della qualità degliinvestimenti in capitale fisico e umano, lo sviluppo dellinnovazione e della società dellaconoscenza, delladattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e ilmiglioramento della qualità dellambiente e lefficienza amministrativa.Per l’Italia, le Regioni che rientrano nell’obiettivo “Convergenza” sono la Calabria, laCampania, la Puglia, la Sicilia e la Basilicata (quest’ultima in Phasing-Out).2) Il secondo obiettivo punta, al di fuori delle regioni in ritardo di sviluppo, a rafforzare lacompetitività e le attrattive delle regioni e loccupazione anticipando i cambiamentieconomici e sociali, inclusi quelli connessi allapertura degli scambi, mediante lincrementoe il miglioramento della qualità degli investimenti nel capitale umano, linnovazione e lapromozione della società della conoscenza, limprenditorialità, la tutela e il miglioramentodellambiente e il miglioramento dellaccessibilità, delladattabilità dei lavoratori e delleimprese e lo sviluppo di mercati del lavoro inclusivi.Fanno parte dell’obiettivo “competitività regionale e occupazione”, per l’Italia, tutte lealtre Regioni del territorio nazionale.3) Il terzo obiettivo è inteso a rafforzare la cooperazione transfrontaliera medianteiniziative congiunte locali e regionali, a rafforzare la cooperazione transnazionale medianteazioni volte allo sviluppo territoriale integrato connesse alle priorità comunitarie e arafforzare la cooperazione interregionale e lo scambio di esperienze al livello territorialeadeguato.rev. 03 22
23. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE Obiettivi Strumenti finanziari Convergenza FESR, FSE, FdC Competitività regionale e occupazione FESR, FSE Cooperazione territoriale europea FESR Sviluppo rurale FEASR Pesca FEPFONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FESR)2Con il FESR la Commissione Europea intende promuovere gli investimenti econtribuire a ridurre gli squilibri regionali all’interno dell’Unione.Per l’obiettivo indicato come “convergenza”, le attività del FESR riguardano: - la ricerca e lo sviluppo tecnologico - l’aiuto alla ricerca e sviluppo tecnologico e al trasferimento di tecnologie - la società dell’informazione - le iniziative locali per lo sviluppo e supporto alle infrastrutture - l’ambiente - la prevenzione dei rischi - il turismo, la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale - gli investimenti nella cultura - gli investimenti nei trasporti - gli investimenti nel settore dell’energia - gli investimenti nell’istruzione - gli investimenti nella sanità e nelle infrastrutture sociali.Per l’obiettivo “competitività regionale e occupazione”, le attività riguardano: - l’innovazione ed economia della conoscenza - la salvaguardia dell’ambiente e la prevenzione dei rischi - l’accessibilità ai servizi di trasporto e di telecomunicazione di interesse economico generale.L’obiettivo include la responsabilità delle città, subdelegata dalla Regione, che assume ladenominazione di Urban +.Per l’obiettivo “cooperazione territoriale europea”, le priorità sono: - la realizzazione di attività economiche, sociali e ambientali tranfrontaliere - la creazione e lo sviluppo della cooperazione transfrontaliera - il rafforzamento dell’efficacia della politica regionale.FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE)32 Riferimenti normativi: Reg. (CE) n. 1080/2006 del 5 luglio 2006.rev. 03 23
24. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEIl Fondo mira a sostenere le politiche e le priorità riguardanti la promozione e ilmiglioramento dell’occupazione, il miglioramento della qualità e della produttività sullavoro, la promozione dell’integrazione sociale e della coesione.Le priorità dell’obiettivo “convergenza” sono: - il miglioramento degli investimenti nel capitale umano - il rafforzamento della capacità istituzionale e dell’efficienza della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici.Per quanto riguarda l’obiettivo “competitività regionale e occupazione”, le attività del Fondoriguardano:- l’incremento delle capacità di adattamento dei lavoratori e delle imprese- il miglioramento dell’accesso all’occupazione e l’inserimento nel mercato dellavoro- l’inclusione sociale delle persone svantaggiate e la lotta alla discriminazione- il potenziamento del capitale umano- la promozione di partenariati al fine di promuovere riforme ocupazionali.FONDO DI COESIONE (FdC)4Obiettivo del Fondo di coesione è quello di finanziare gli interventi nel settoredell’ambiente e delle reti transeuropee.Il Fondo, in particolare, è destinato agli Stati membri che hanno un reddito nazionalelordo inferiore al 90% della media comunitaria: secondo le attuali statistiche dovrebbeessere applicato ai nuovi 10 Stati membri, oltre che a Grecia e Portogallo, nonché Spagnasu base transitoria.FONDO PER LO SVILUPPO RURALE (FEASR)5Il FEASR cofinanzia la politica di sviluppo rurale su tutto il territorio dell’Unione,attraverso una programmazione unica rappresentata dal Piano di Sviluppo Rurale (PSR),ed è volto al raggiungimento dei seguenti tre assi prioritari di intervento: - miglioramento della competitività dell’agricoltura e della silvicoltura, mediante il sostegno alla sua ristrutturazione3 Riferimenti normativi: Reg. (CE) n. 1081/2006 del 5 luglio 2006.4 Riferimenti normativi: Reg. (CE) n. 1084/2006 del 5 luglio 2006.5 Riferimenti normativi: Reg. (CE) n. 1698/2005 del 20 settembre 2005.rev. 03 24
25. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE - miglioramento dell’ambiente e dello spazio naturale, mediante il sostegno alla gestione del territorio - miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e incentivazione alle attività economiche.Il primo asse di intervento prevede tre pacchetti i misure: 1) potenziamento del capitale umano (formazione professionale, insediamento dei giovani agricoltori, prepensionamento, consulenze aziendali, avvio di servizi); 2) potenziamento del capitale fisico (investimenti nelle aziende agricole e forestali, aumento del valore aggiunto delle foreste, sviluppo delle infrastrutture, ristoro e prevenzione dei danni da disastri naturali); 3) qualità delle produzioni e dei prodotti (raggiungimento degli standards, qualità alimentare, promozione e informazione sui prodotti di qualità).Il secondo asse di intervento è articolato in due pacchetti di misure: 1) uso sostenibile dei terreni agricoli; 2) uso sostenibile dei terreni forestali.Il terzo asse comprende i seguenti pacchetti di misure: 1) diversificazione dell’economia rurale (diversificazione verso attività non agricole, creazione e sviluppo di PMI, attività turistiche, protezione del patrimonio rurale); 2) miglioramento della qualità della vita (sviluppo delle infrastrutture per comuni rurali, sviluppo dei villaggi rurali); 3) formazione professionale; 4) strategie locali di sviluppo.Il Fondo finanzia anche le misure di assistenza tecnica, quali i progetti di tipo “Leader”.FONDO EUROPEO PER LA PESCA (FEP)6Con tale Fondo, che subentra allo SFOP (Strumento finanziario di orientamento dellapesca) si vuole contribuire a ridurre la pressione dell’attività della pesca, allo scopo di6 Riferimenti normativi: Reg. (CE) n. 1082/2006 del 5 luglio 2006. - Riferimenti normativi: Reg. (CE) n. 1198/2006 del 27 luglio 2006.rev. 03 25
26. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEfavorire la ricostituzione degli stock ittici anche attraverso il sostegno all’uso diattrezzature e di pratiche sostenibili. Tra le finalità più importanti ricordiamo quello chemira a diversificare e potenziare la base economica delle regioni costiere maggiormentecolpite dalla perdita di posti di lavoro, a seguito della riduzione dell’attività di pesca.GRUPPO EUROPEO DI COOPERAZIONE TERRITORALE (GECT)L’obiettivo di questo nuovo strumento legale di cooperazione a livello comunitario è diincentivare la cooperazione transfrontaliera transnazionale e/o interregionale tra leautorità regionali e locali.STRUMENTO DI ASSISTENZA PREADESIONE (IPA)7L’IPA (Instrument for Pre-Accession Assistance) è destinato a finanziare il processo diadesione dei Paesi del Sud-Est Europa (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia,Kossovo, Montenegro, Ex Repubblica Federale di Macedonia) e della Turchia, al fine delloro allineamento agli standard e alle politiche dell’UE.2.2 Quadro Strategico Nazionale (QSN)8È stata approvata la versione definitiva del Quadro Strategico Nazionale (QSN). Nellaseduta del 21 dicembre 2006, la Conferenza Unificata ha infatti espresso parere positivo(ai sensi dellart. 9, comma 3, del d.lgs.28 agosto 1997, n. 281) sul documento mentre il 22dicembre è intervenuto il via libera del Comitato Interministeriale per la ProgrammazioneEconomica (CIPE) in relazione agli stanziamenti e alla ripartizione dei fondi.Il Quadro Strategico Nazionale è il documento strategico- programmatico in cui sidefiniscono unitariamente priorità e strategie per la politica regionale di sviluppocomunitaria (attuata attraverso i fondi strutturali) e nazionale (attuata prioritariamenteattraverso le risorse del Fondo per le Aree Sottoutilizzate- FAS). Sono quattro i macroobiettivi della strategia di sviluppo regionale definiti nellambito del QSN, ciascunoarticolato in priorità di riferimento per un totale di 10 priorità tematiche:- Sviluppare i circuiti della conoscenza, articolato nelle priorità Miglioramento evalorizzazione delle risorse (Priorità 1) e Promozione, valorizzazione e diffusionedella Ricerca e dell’ innovazione per la competitività (Priorità 2);- Accrescere la qualità della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale nei territori,articolato nelle priorità Uso sostenibile e efficiente delle risorse ambientali per losviluppo (Priorità 3) e Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita el’attrattività territoriale (Priorità 4);- Potenziare le filiere produttive, i servizi e la concorrenza, articolato nelle prioritàValorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività per lo sviluppo7 Riferimenti normativi: Reg. (CE) n. 1085/2006 del 5 luglio 2006.8 Fonte: Dipartimento per le Politiche di Svilupporev. 03 26
27. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALE(Priorità 5), Reti e collegamenti per la mobilità (Priorità 6), Competitività deisistemi produttivi e occupazione (Priorità 7), Competitività e attrattività delle cittàe dei sistemi urbani (Priorità 8);- Internazionalizzare e modernizzare, articolato nelle priorità Aperturainternazionale e attrazione di investimenti, consumi e risorse (Priorità 9);Governance, capacità istituzionali e mercati concorrenziali e efficaci (Priorità 10).Complessivamente per il periodo 2007-2013, la politica regionale unitaria programma eimpegna risorse pari a circa 122 miliardi di euro.La ripartizione delle risorse per livello di responsabilità (nazionale o regionale), laripartizione fra Regioni del Fondo per le aree sottoutilizzate e dei Fondi Comunitari permacroarea geografica, per Obiettivo comunitario e per ciascuna priorità tematica sonodefinite dettagliatamente dal Quadro Finanziario del QSN.Il capitolo conclusivo del QSN delinea inoltre le modalità attuative del processo diattuazione e gestione della politica regionale, definendo le condizioni e identificando lecapacità istituzionali necessarie per lattuazione.2.3 IL QUADRO STRATEGICO NAZIONALE PER IL 2007- 2013 E LA PROPOSTA DI ALLOCAZIONE DEI FONDI COMUNITARI EUROPEI E DEL FONDO AREE SOTTOUTILIZZATE9Il processo di programmazione e la politica regionale unitariaIl Quadro Strategico Nazionale (QSN), previsto dall’art. 27 del Regolamento generaleCE 1083/2006 sui Fondi Strutturali, è il documento di orientamento strategico chegli Stati Membri sono tenuti a presentare alla Commissione Europea in attuazionedella politica di coesione comunitaria. La strategia e le priorità del Quadro, la lista deiprogrammi operativi e la loro allocazione finanziaria declinati per Obiettivo e perFondo e la dimostrazione del rispetto del principio di addizionalità sono oggetto didecisione comunitaria.Il QSN è il risultato di un esteso e intenso percorso e confronto10 partenariale fraamministrazioni centrali e regionali, esponenti del partenariato istituzionale e diquello economico e sociale avviato il 3 febbraio 2005 con l’approvazione, da parte9Tratto da NOTA DI SINTESI - IL QUADRO STRATEGICO NAZIONALE PER IL 2007-2013 E LA PROPOSTA DIALLOCAZIONE DEI FONDI COMUNITARI EUROPEI E DEL FONDO AREE SOTTOUTILIZZATE – Ministerodello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione.10 Il confronto si è sviluppato attorno a otto aree tematiche di intervento, identificate a partire da quanto emerso nei documentipreliminari. Agli otto Tavoli tematici si è affiancato il lavoro di approfondimento e sintesi di dieci Gruppi tecnici di partenariatoistituzionale, su temi cosiddetti “orizzontali”, che hanno direttamente contribuito alla stesura di questo Quadro, per le parti dispecifico interesse. Il confronto è stato anche orientato dagli esiti dell’incontro con la Commissione europea sull’impostazionedel Quadro Strategico Nazionale. Ulteriori forme di consultazione e coinvolgimento di esperti e esponenti di interessi diffusisono state sviluppate attraverso Audizioni mirate con esperti, terzo settore, centri di competenza privati e pubblici, condotte dalDipartimento per le Politiche si Sviluppo e Coesione.rev. 03 27
28. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEdella Conferenza Unificata, delle “Linee guida per l’elaborazione del QuadroStrategico Nazionale 2007-2013”.Le Linee guida hanno dato seguito alla riforma della politica di coesione europeaunificando la programmazione della politica regionale comunitaria e della politicaregionale nazionale, esercitata in attuazione dellart. 119, comma 5 della Costituzionee cui è destinato il Fondo per le aree sottoutilizzate.Il Quadro pertanto traduce in indirizzi strategici e operativi gli Orientamentistrategici per la coesione, gli indirizzi delle Linee Guida, della Delibera Cipe n. 77 edel DPEF 2007-2011.I contenuti del Quadro riflettono la consapevolezza che la politica regionale disviluppo può offrire un forte contributo alla ripresa della competitività e dellaproduttività dell’intero Paese e alla riduzione della persistente sottoutilizzazione dirisorse del Mezzogiorno attraverso il miglioramento dei servizi collettivi e dellecompetenze, una maggiore concorrenza dei mercati dei servizi di pubblica utilità e deicapitali, incentivi appropriati per favorire l’innovazione pubblica e privata.Caratteristiche della programmazione unitaria regionaleNel Quadro, gli obiettivi, le priorità, le regole della politica regionale di sviluppo sonoquindi stabilite in modo unitario e orientano la programmazione operativa el’attuazione di entrambe le fonti di finanziamento della politica regionale comunitariae nazionale. La coerenza temporale e finanziaria delle due fonti viene assicurata dall’impegno assunto in via programmatica dal DPEF 2007-2011 e successivamenteformalizzato dal DDL Finanziaria 2007 (art. 105) che ha previsto lasettennalizzazione dell’impegno di bilancio sul FAS e stabilito la sua entità in circa 63miliardi di euro.Caratteri distintivi della politica regionale e precondizioni per la sua stessa efficaciasono l’intenzionalità dell’obiettivo territoriale e l’aggiuntività11.Sono questi i tratti che differenziano la politica regionale dalla politica ordinaria.L’esperienza di questi ultimi anni ha chiaramente dimostrato come l’efficacia dellapolitica regionale dipenda dal mantenimento di una piena distinzione, sul pianofinanziario e programmatico, dalla politica ordinaria, ma richieda, al contempo, unaforte integrazione reciproca attorno a comuni obiettivi di competitività.Il Quadro strategico nazionale per il 2007-2013 si fonda sulle puntuali lezioniderivanti dall’esperienza realizzata nel periodo 2000 – 2006, per marcare continuità ediscontinuità, e perseguire le priorità strategiche che emergono dall’analisi condotta,11Questi caratteri di intenzionalità e aggiuntività rispondono alle disposizioni del Trattato dell’Unione Europea e, per l’Italia,della Costituzione (art. 119, comma 5)rev. 03 28
29. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEsecondo le indicazioni dei Documenti Strategici preliminari elaborati nel 2005 e nel2006 dai diversi livelli istituzionali12.La nuova politica regionale unitaria, finanziata da risorse aggiuntive, comunitarie enazionali, provenienti, rispettivamente, dal bilancio europeo (fondi strutturali) e dalbilancio nazionale (fondo di cofinanziamento nazionale ai fondi strutturali e fondoper le aree sottoutilizzate), a differenza della politica ordinaria (finanziata con lerisorse ordinarie dei bilanci), è specificatamente diretta a garantire che gli obiettivi dicompetitività siano raggiunti da tutti i territori regionali, anche e soprattutto da quelliche presentano squilibri economico-sociali.Obiettivi e priorità del Quadro strategico nazionaleSulla base del quadro concettuale e degli indirizzi sopra esposti la strategia assumequattro macro obiettivi: (a) sviluppare i circuiti della conoscenza; (b) accrescere la qualità della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale nei territori; (c) potenziare le filiere produttive, i servizi e la concorrenza; (d) internazionalizzare e modernizzare l’economia, la società e le amministrazioni all’interno dei quali sono state definite le 10 Priorità tematiche del Quadro.Tali Obiettivi costituiranno il riferimento costante per l’attuazione della politicaregionale unitaria.Le dieci Priorità sono rivolte a obiettivi di produttività, competitività e innovazioneda perseguire in tutto il Paese. Si declinano con intensità e modalità differenziate frale due macro-aree geografiche, Centro Nord e Mezzogiorno e fra gli obiettivicomunitari di riferimento, "Convergenza", "Competitività regionale e occupazione";"Cooperazione territoriale".Per ciascuna Priorità del Quadro, a salvaguardia della necessaria addizionalitàstrategica della politica regionale, è stata identificata la modalità di integrazione con lapolitica ordinaria, nonché i requisiti che gli interventi devono avere affinché lapriorità stessa sia attuata efficacemente: regole di selettività, dei progetti e degliattuatori, forme di intervento dettate dallesperienza acquisita; metodi valutativi;12Cfr. Documento Strategico Preliminare Nazionale. “Continuità, discontinuità, priorità per la politica regionale 2007-2013”,novembre 2005; Documento Strategico Mezzogiorno “Linee per un nuovo programma Mezzogiorno 2007-2013”, dicembre2005; Documenti Strategici regionali, ottobre 2005-novembre 2006.rev. 03 29
30. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEmodalità di attuazione e gestione dei programmi da adottare. Gli strumenti diattuazione dovranno conformarsi a questi requisiti.I macro-obiettivi e le priorità tematiche sono così articolati:a) La promozione dei circuiti della conoscenza è un obiettivo che accomuna oggisia le aree più avanzate, sia quelle in ritardo; vi è ormai consenso sull’impossibilità diavanzamento, innovazione e sviluppo economico sostenibile senza un potentemotore di conoscenza e competenze diffuse. Il capitale umano è quindi al centrodella Priorità 1 “Miglioramento e valorizzazione delle risorse umane”, finalizzata apromuovere la diffusione di elevati livelli di competenze, equità di accesso e capacitàdi apprendimento continuo nella popolazione; essa contribuisce in tal modo alperseguimento degli obiettivi comunitari per il 2010 e a promuovere interventi chepossano innescare il necessario recupero, soprattutto al Sud, delle conoscenze, abilitàe competenze dei giovani ed integrare o aggiornare l’insieme delle competenze degliadulti. Nella Priorità 2 “Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazioneper la competitività” si concentra l’impegno della politica regionale unitaria percontribuire a colmare il ritardo più evidente del Paese. In questo ambito le risorsedovranno essere indirizzate, con criteri meritocratici, sulla base di standardinternazionali, ai punti di eccellenza presenti nel territorio; all’innesco eirrobustimento di meccanismi di “mediazione” tra ricerca e mondo imprenditoriale ingrado di valorizzare in termini di innovazione e di produttività i progressi dellaricerca nazionale; alla trasformazione della conoscenza in applicazioni produttive,anche potenziando il ruolo delle tecnologie dell’informazione come fattore essenzialedi innovazione.b) La qualità della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale nei territoricondizionano la capacità di attrazione e il potenziale competitivo. Le condizioni divita dei cittadini e l’accessibilità dei servizi costituiscono oggi ovunque il metro dellorev. 03 30
31. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEsviluppo. Soprattutto nel Mezzogiorno, gli interventi per l’ambiente previsti nellaPriorità 3 “Uso sostenibile e efficiente delle risorse ambientali per lo sviluppo” mirano apromuovere le filiere produttive tecnologiche ed accrescere la disponibilità di risorseenergetiche mediante il risparmio e l’aumento della quota di energia prodotta da fontirinnovabili. Saranno effettuati, in continuità con l’impostazione data nel 2000-2006 (econ una identificazione di precisi “obiettivi di servizio” espressi come risultati finalida conseguire entro il 2013, per i servizi idrici e della gestione dei rifiuti) investimentirivolti all’efficiente gestione delle risorse e alla tutela del territorio. La Priorità 4“Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l’attrattività territoriale” prevede interventidi miglioramento della organizzazione e disponibilità e qualità dei servizi sociali,nonché azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni criminali, soprattutto in alcuneregioni del Mezzogiorno. Esse andranno condotte con un forte impegno sulla qualitàdelle risorse umane coinvolte e con un legame alle iniziative territoriali più forte diquanto precedentemente sperimentato.c) Potenziare le filiere produttive, i servizi e la concorrenza costituisceambizione fondamentale della politica regionale unitaria nel suo orientamento apromuovere lo sviluppo economico dei territori. La strategia propone diversipercorsi, da considerarsi a seconda degli ambiti di intervento e dei territori,accomunati da un richiamo comune al rilievo che hanno le condizioni di contesto edi credibilità dell’agire pubblico per gli operatori privati, all’importanza di nonframmentare gli interventi. La Priorità 5 “Valorizzazione delle risorse naturali e culturali perl’attrattività per lo sviluppo”, punta sulla valorizzazione degli asset naturali e culturali chepossono divenire occasione di sviluppo anche per territori assai diversi individuando,come condizioni di successo di tale politica, la realizzazione di progetti capaci diattivare la filiera del turismo culturale e ambientale e la concentrazione, anche nelMezzogiorno, su progetti di eccellenza, in grado di sfruttare la potenzialità di grandiattrattori culturali e naturali che già beneficiano di flussi di domanda turisticainternazionale. La Priorità 6 “Reti e collegamenti per la mobilità “ individua tipologie diazioni e condizioni sulla base delle quali la politica regionale unitaria può contribuireagli interventi per la mobilità e per la logistica, in relazione alla domanda produttivadei territori di riferimento, e per il miglioramento delle connessioni tra sistemiterritoriali e tra le città. La Priorità 7 “Competitività dei sistemi produttivi e occupazione”declina obiettivi e metodo generale con cui la politica regionale unitaria interviene neisistemi locali per cogliere specifiche opportunità, per integrare meglio politiche per lerisorse umane e politiche di sviluppo economico, per aprire i territori a saperi esoggetti esterni e aggregare soggetti del territorio anche intorno a progetti diinnovazione di rilievo nazionale, (in forte sinergia con le proposte della Priorità 2.Simile connotazione, ma con una precipua focalizzazione sulle grandi città e i sistemiurbani – dove più potrebbero svilupparsi le filiere dei servizi avanzati nel campo dellascienza, delle nuove tecnologie – assume la Priorità 8 “Competitività e attrattività delle cittàe dei sistemi urbani”.d) Internazionalizzare e modernizzare l’economia, la società e l’amministrazione,assumendo a riferimento i migliori standard, è condizione necessaria per l’innesco direcuperi di produttività. Una connotazione trasversale caratterizza la Priorità 9“Apertura internazionale e attrazione di investimenti e risorse” finalizzata a promuovererev. 03 31
32. PROVINCIA DI CROTONE DOCUMENTO STRATEGICO PROVINCIALEcondizioni di offerta territoriale – cui concorrono assieme molte delle politicheattivate nell’ambito delle altre priorità – e di governance, in grado di rafforzare lecapacità del Paese nell’attrarre risorse di qualità e nel migliorare il posizionamentocompetitivo italiano all’estero. Le politiche espressamente volte ad aggredire lecarenze e innalzare la qualità dell’offerta dei servizi pubblici e della competenze delleamministrazioni sono definite nella Priorità 10 “Governance, capacità istituzionali e mercaticoncorrenziali ed efficaci”. I macro obiettivi e le Priorità del Quadro saranno declinati alivello territoriale. L’attenzione ai contesti territoriali in cui gli interventi vengonodirettamente realizzati, o che interventi di portata più ampia sono diretti a servire, èinfatti connotazione propria della politica regionale. Le Priorità 7 e 8 affrontanospecificamente, anche dal punto di vista del metodo, la necessità di una forteattenzione rivolta alla costruzione di una programmazione e progettazioneterritoriale, basata quindi sulla valorizzazione delle specifiche identità e potenzialità,nonché su una più attenta selezione e competizione sulla qualità dei progetti.L’approccio di sviluppo locale a cui fare riferimento – così come la strumentazioneda utilizzare – deve essere in grado di assicurare l’interazione e la complementarietàdelle politiche economiche e delle politiche per l’occupazione verso la comunefinalità dello sviluppo. In linea con queste indicazioni e in coerenza con la sceltacondivisa con l’intesa sulle “Linee guida”, un ruolo di rilievo potrà essere svolto dallaCooperazione territoriale. Essa si attiverà su singole priorità tematiche di questo Quadro,secondo una impostazione volta a promuovere competenze e conoscenze a livellofrontaliero e transnazionale.Obiettivi di servizio e meccanismi di incentivazioneIl Quadro mira a rimuovere la persistente difficoltà a offrire servizi collettivi in ambitiessenziali per la qualità della vita e l’uguaglianza delle opportunità dei cittadini e per laconvenienza a investire delle imprese, difficoltà che assume caratteri più gravi nelleregioni del Mezzogiorno. Esso individua a tal fine i seguenti obiettivi, che pur parzialirispetto a quelli complessivamente perseguiti dalle politiche di sviluppo del Quadro,appaiono molto significativi per valutare l’effettiva capacità di cambiamento dellecondizioni di vita e benessere nei territori interessati: 1. elevare le competenze deglistudenti e la capacità di apprendimento della popolazione; 2. aumentare i servizi dicura alla persona, alleggerendo i carichi familiari per innalzare la partecipazione delledonne al mercato del lavoro; 3. tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente, inrelazione al servizio idrico integrato; 4. tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente,in relazione al sistema di gestione dei rifiuti urbani. In riferimento al Mezzogiorno,per i quattro obiettivi strategici sono selezionati dieci indicatori statistici adeguati amisurare tali obiettivi in termini di disponibilità e qualità dei servizi offerti. Gliindicatori sono stati selezionati in modo da rappresentare un miglioramentopercepibile e condiviso delle condizioni di vita dei cittadini, essere misurabili e poteridentificare le responsabilità in capo ai diversi livelli di governo per il conseguimentodei miglioramenti attesi. Il Quadro riconosce che il miglioramento dei servizicollettivi è un obiettivo di medio periodo che dipende fortemente anche dalle sceltedella politica ordinaria di settore e regionale e da un definito quadro di compatibilitàtra azione della politica ordinaria e politica aggiuntiva. Pertanto, per dare centralità atali obiettivi, propone di fissare dei target quantitativi da conseguire alla fine delrev. 03 32
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