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Timestamp: 2017-09-21 15:50:20+00:00
Document Index: 118563470

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 8']

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LEGGE REGIONALE n. 39 del 3 giugno 1975, Norme in materia di musei, biblioteche, archivi di Enti locali o di interesse locale. Delega ai Comuni
legge regionale, Bollettino Ufficiale Regione Umbria del 11-06-1975 [http:/camera.mac.ancitel.it/lrec ]
Ai fini di consentire lo sviluppo diffuso ed omogeneo delle attività e delle strutture culturali in tutto il territorio e per tutte le comunità della regione, allo scopo di garantire l' autogestione dei servizi per una corretta appropriazione dei beni culturali da parte della popolazione, la Regione promuove lo sviluppo ed il coordinamento delle biblioteche, musei ed archivi di Enti locali e di interesse locale, comunque di competenza delle Regioni, al fine di trasformarli dai luoghi di mera conservazione a centri di azione culturale e sociale, di attività didattica, di promozione, di ricerca e di programmazione, organicamente collegati con la molteplicità delle espressioni culturali, nelle materie previste dalla presente legge. La Regione provvede inoltre, in collaborazione con gli organi dello Stato, al censimento e catalogazione dei beni artistici, culturali e naturali ed alla costituzione dell' inventario di detti beni; alla formazione di specialisti qualificati nei settori di cui sopra e svolge attività di diffusione dei risultati correlata con le finalità anzidette.
Per gli scopi di cui al precedente articolo la Regione favorisce la istituzione di Consorzi tra i Comuni per la gestione delle attività delle biblioteche, dei musei, degli archivi e degli altri servizi culturali di loro competenza, garantendo inoltre, attraverso gli strumenti previsti dalla presente legge, il coordinamento e la promozione.
Per l' applicazione della presente legge il territorio della regione è suddiviso nei seguenti comprensori:
Comprensorio 1 - Comprende i territori dei comuni di: Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monte S. Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino ed Umbertide. Comprensorio 2 - Comprende i territori dei comuni di: Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Sigillo e Valfabbrica.
Comprensorio 3 - Comprende i territori dei comuni di: Corciano, Deruta, Perugia e Torgiano. Comprensorio 4 - Comprende i territori dei comuni di: Assisi, Bastia Umbra, Bettona e Cannara. Comprensorio 5 - Comprende i territori dei comuni di: Bevagna, Foligno, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Spello, Trevi e Valtopina.
Comprensorio 6 - Comprende i territori dei comuni di: Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno. Comprensorio 7 - Comprende i territori dei comuni di: Collazzone, Fratta Todina, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, San Venanzo e Todi.
Comprensorio 8 - Comprende i territori dei comuni di: Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell' Umbria e Spoleto.
Comprensorio 9 - Comprende i territori dei comuni di: Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sellano, Santa Anatolia di Narco, Scheggino e Vallo di Nera. Comprensorio 10 - Comprende i territori dei comuni di: Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Montecchio, Montegabbione, Monteleone di Orvieto, Orvieto, Parrano e Porano.
Comprensorio 11 - Comprende i territori dei comuni di: Alviano, Amelia, Attigliano, Calvi dell' Umbria, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Otricoli e Penna in Teverina. Comprensorio 12 - Comprende i territori dei comuni di: Acquasparta, Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino, Sangemini, Stroncone e Terni.
I Comuni il cui territorio sia compreso in una delle zone individuate nel precedente articolo, qualora provvedano ad unirsi in Consorzio per la gestione dei servizi di cui all' art. 1, potranno utilizzare i contributi previsti all' art. 16 della presente legge. Per fruire di tali contributi gli Statuti dei Consorzi devono informarsi ai seguenti principi:
1. - garantire ed esercitare la manutenzione e la tutela dei beni culturali;
2. - prevedere l' acquisizione pubblica e l' incremento dei beni;
3. - promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, espressione essenziale della vita regionale locale, esaltandone le funzioni formative ed educative, anche ai fini dell' attuazione del diritto allo studio;
4. - promuovere l' attività di indagine e di ricerca sul patrimonio culturale, anche ai fini della programmazione economica e territoriale;
5. - garantire l' utilizzazione dei musei, delle biblioteche e degli archivi locali come servizi pubblici gratuiti organizzati in centri di azione sociale, collegati con le esperienze della comunità in cui operano e con le attività degli organismi che perseguono finalità culturali con particolare riferimento alle attività teatrali, musicali, cinematografiche, delle arti figurative, del folklore e della informazione stampa e audiovisiva;
6. - promuovere la formazione e qualificazione di gruppi, associazioni e animatori culturali capaci di sviluppare le attività sopra elencate;
7. - garantire la partecipazione dei cittadini alla gestione ed al controllo dei singoli servizi mediante la istituzione di appositi comitati di gestione;
8. - prevedere una consulta comprensoriale costituita in modo da garantire la presenza di rappresentanti della vita culturale, del mondo della scuola e del lavoro, nonchè dei responsabili dei singoli servizi culturali. La presidenza della consulta spetterà al presidente del Consorzio o ad un suo delegato;
9. - prevedere norme per l' organizzazione ed il funzionamento dei musei, delle biblioteche e degli archivi degli Enti locali, o di interesse locale, al fine di perseguire gli scopi di cui alla presente legge.
Lo Statuto di ciascun Consorzio è approvato dal Consiglio regionale. Su deliberazione dei Consigli comunali interessati, il Consiglio regionale potrà autorizzare, in caso di comprovate esigenze l' aggregazione di uno o più Comuni a Consorzio limitrofo.
All' atto della costituzione, la Giunta regionale eroga un contributo una tantum di lire 10.000.000 a ciascun Consorzio. L' erogazione dei contributi ordinari ai Consorzi costituiti verrà effettuata annualmente dalla Giunta regionale sulla base di un programma approvato dal Consiglio regionale secondo le indicazioni del piano di cui al successivo art. 7 che terrà conto dei seguenti criteri:
a) 20 per cento in rapporto al numero dei Comuni;
b) 80 per cento in rapporto alla popolazione residente.
Il Consiglio regionale adotta, nella forma prevista per gli atti di indirizzo politico, il piano regionale per la conservazione e l' uso dei beni culturali e per la promozione delle attività connesse. Esso:
a) individua metodi e strumenti per acquisire la conoscenza analitica del patrimonio culturale regionale pubblico e privato, nonchè delle attività culturali;
b) indica le modalità per l' acquisizione e l' incremento dei beni culturali;
c) accerta lo stato e prevede l' assetto dei musei, delle biblioteche, degli archivi di Enti locali e di interesse locale ed in particolare:
1. - stabilisce i criteri per l' organizzazione e la funzionalità dei servizi già esistenti e di quelli da istituire;
. - determina gli standards funzionali dei singoli servizi culturali;
3. - individua gli strumenti per la qualificazione, la formazione del personale addetto ai servizi culturali, nel quadro della disciplina vigente in materia di istruzione professionale anche attraverso contratti di ricerca;
d) programma gli interventi per la tutela, la manutenzione e la utilizzazione delle biblioteche, musei, archivi di Enti locali e di interesse locale. La proposta di piano di cui al precedente comma, predisposta dalla Giunta, viene inviata ai Consorzi i quali, sentita la consulta comprensoriale, elaborano i piani comprensoriali che contengono la specificazione territoriale delle previsioni generali e formulano osservazioni e proposte. La Giunta, sentita la consulta regionale, elabora le proposte definitive, provvedendo al coordinamento delle previsioni contenute nei piani comprensoriali.
E' istituita la consulta regionale per la conservazione e l' uso dei beni culturali. La consulta è nominata dal Presidente della Giunta regionale ed è composta da:
a) il Presidente della Giunta regionale o da un suo delegato che la presiede;
b) tre rappresentanti designati da ciascuno dei Consorzi di cui alla presente legge, con voto limitato a due;
c) un rappresentante per ogni distretto scolastico;
d) tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative in campo nazionale, designati dalle rispettive organizzazioni regionali;
e) un rappresentante per ciascuna delle tre associazioni ARCIUISP, ENARS, ENDAS, designato dai rispettivi comitati regionali;
f) un rappresentante designato dall' Università degli studi di Perugia;
g) i sovraintendenti ai monumenti ed alle gallerie, alle antichità e agli archivi dell' Umbria o loro delegati;
h) undici esperti in rappresentanza della scuola, della vita culturale e degli organismi operanti nel settore designati dal Consiglio regionale con voto limitato a sette;
i) tre rappresentanti della CEU (Conferenza episcopale umbra);
l) due rappresentanti rispettivamente della Conferenza italiana superiore maggiori umbri( CISMU) e dell' Unione superiore maggiori umbri( USMU);
m) un rappresentante del Consiglio nazionale delle ricerche( CNR). I membri della consulta restano in carica per la durata della legislatura regionale. La consulta elegge tra i suoi membri due vice presidenti. Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente della Regione. Ogni volta sia ritenuto utile, il presidente potrà far partecipare ai lavori della consulta rappresentanti di amministrazioni, enti ed associazioni interessati agli argomenti in esame, senza diritto di voto. La consulta si riunisce almeno sei volte l' anno, su convocazione del presidente; può essere inoltre convocata ogni qualvolta il presidente lo ritenga necessario o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti. La consulta si costituisce in commissioni speciali per l' esame di problemi specifici. I membri della consulta che non siano consiglieri regionali o dipendenti della Regione hanno diritto all' indennità forfettaria per ogni giornata di seduta nella misura di lire 10.000. I membri non residenti nel comune di Perugia hanno diritto al trattamento di missione e al rimborso delle spese di viaggio secondo le modalità vigenti per i funzionari regionali di sesta qualifica. La consulta, nella prima seduta, adotta un regolamento per la disciplina del proprio funzionamento.
La consulta svolge attività di consulenza per gli organi della Regione negli atti relativi ai beni culturali e naturali compresi gli interventi di programmazione territoriale con essi interferenti. La sua consulenza si esercita in particolare:
a) nella formulazione della proposta del piano regionale di cui all' art. 7 nel quadro del piano di sviluppo regionale e del piano urbanistico territoriale;
b) in ordine al conseguimento delle finalità di cui all' art. 1 nell' ambito delle direttive del piano di cui all' art. 7;
c) in merito a tutte le iniziative che interferiscono con problemi della conservazione e dell' uso dei beni culturali e naturali;
d) nell' esame dei programmi e degli atti che documentano gli stati di avanzamento e di attuazione del piano regionale di cui all' art. 7;
e) nella predisposizione di un catalogo generale dei beni culturali e naturali nell' area regionale tenendo conto dei necessari collegamenti con gli organismi centrali e periferici dello Stato interessati;
f) nella proposta delle iniziative idonee alla partecipazione dei cittadini alla individuazione ed alla gestione delle scelte di politica culturale e regionale, nonchè alla promozione, coordinamento, programmazione, diffusione e conoscenza delle attività culturali sul territorio regionale ed extra regionale, ed al miglioramento qualitativo delle attività ;
g) nella elaborazione di una relazione annua sull' attività svolta.
La Regione ed i Consorzi favoriscono i collegamenti ed i rapporti di collaborazione anche per la definizione dei programmi comuni di attività , con le Aziende autonome di soggiorno e cura del turismo e le Pro- loco; con i Consigli scolastici distrettuali, di circolo e d' istituto; con Conservatori, istituti e Scuole comunali di musica; con l' Accademia delle belle arti, con l' Università degli studi e con l' Università per stranieri, con gli organi centrali e periferici dello Stato e con Centri ed Istituti culturali, di ricerca e di didattica regionale ed extra regionale.
Le funzioni amministrative della Regione in materia di musei, biblioteche e archivi di Enti locali e di interesse locale comunque di competenza della Regione sono delegate ai Consorzi di cui all' art. 2 della presente legge.
Le funzioni di indirizzo e coordinamento per l' esercizio delle attribuzioni delegate sono esercitate dalla Giunta regionale in conformità del piano regionale per la conservazione e l' uso dei beni culturali e per la promozione delle attività connesse alla presente legge. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, istituisce quei servizi centrali che, in coerenza con il piano di cui al precedente art. 7, possono servire ad un più razionale svolgimento ed al miglioramento qualitativo delle attività previste dalla presente legge ed all' attuazione delle indicazioni di cui all' art. 1.
I Consorzi trasmettono alla Giunta regionale ed alla competente commissione consiliare, entro il 30 novembre di ogni anno, una relazione esplicativa sull' attività svolta. La commissione riferisce al Consiglio regionale anche al fine degli adempimenti di cui al secondo comma del precedente art. 6. Le direttive emanate dagli organi statali per l' esercizio delle materie delegate alle Regioni vengono trasmesse dalla Giunta regionale ai Consorzi.
Qualora i Consorzi non adempiano all' espletamento delle funzioni loro delegate, la Giunta regionale sentiti gli stessi e previa fissazione di un termine adeguato, si sostituisce nel compimento degli atti.
Le spese sostenute per l' esercizio delle funzioni delegate con la presente legge sono a totale carico della Regione. La Giunta regionale, previa intesa con gli enti delegatari, determina le spese ammissibili.
Per l' attuazione della presente legge sono disposte le seguenti autorizzazioni di spesa:
1. - per le finalità di cui all' art. 1 lire 325.000.000 per l' anno 1974 e lire 224.000.000 per l' anno 1975 con imputazione al cap. 2700 di nuova istituzione, denominato: << Spesa per biblioteche, musei e archivi di enti locali o di interesse locale >>, dei rispettivi bilanci;
2. - lire 6.000.000 per l' anno 1975 per il rimborso ai Comuni associati nei Consorzi delle spese derivanti dall' esercizio delle deleghe, con imputazione al cap. 2701, di nuova istituzione, denominato: << Rimborso ai Comuni consorziati delle spese ed oneri per l' esercizio della delega in materia di musei, biblioteche, archivi >> del bilancio dell' esercizio 1975;
3. - lire 10.000.000 per l' anno 1975, per il funzionamento della consulta regionale di cui all' art. 8 con imputazione al cap. 2702, di nuova istituzione, denominato: << Spese per il funzionamento della consulta regionale per la conservazione e l' uso dei beni culturali ivi compresi i gettoni di presenza, le indennità di missione ed il rimborso spese di viaggio ai membri estranei all' Amministrazione regionale >> del bilancio dell' esercizio 1975. Per fronteggiare gli oneri predetti sono disposte le seguenti variazioni: A) al bilancio dell' esercizio 1974 in aumento Cap. 2700 lire 175.000.000 in diminuzione Cap. 3130 (punto 3) lire 30.000.000 Cap. 4680 (punto 17 e punto 15) lire 145.000.000 Totale lire 175.000.000 B) al bilancio dell' esercizio 1975 in aumento Cap. 2700 lire 94.900.000 Cap. 2701 lire 6.000.000 Cap. 2702 lire 10.000.000 Totale lire 110.000.000 in diminuzione Cap. 4680 (punto 11) lire 100.000.000 Cap. 3110 lire 10.000.000 Totale lire 110.000.000 Le somme non utilizzate nell' esercizio di competenza possono essere impegnate negli esercizi successivi. Per l' utilizzo delle disponibilità del bilancio dell' esercizio 1974 si applicano le norme di cui alla legge 27 febbraio 1955, n. 64. La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione dell' Umbria.
Data a Perugia, addì 3 giugno 1975 La presente legge è stata approvata dal Consiglio regionale il 13 marzo 1975 (atto n. 1440) ed il 29 aprile 1975 (atto n. 1521) ed è stata vistata dal Commissario del Governo in data 30 maggio 1975.