Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/01/incarico-di-collaborazione-autonoma-e-contratto-di-collaborazione-coordinata-chiarimenti.html
Timestamp: 2019-09-23 15:50:55+00:00
Document Index: 91808351

Matched Legal Cases: ['art. 2222', 'art. 61', 'art. 2222', 'art. 47', 'art. 39', 'art. 47', 'art. 49', 'art. 53']

Incarico di collaborazione autonoma e contratto di collaborazione coordinata: chiarimenti | Commercialista Telematico
Incarico di collaborazione autonoma e contratto di collaborazione coordinata: chiarimenti
il Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche sociali ha fornito importanti chiarimenti in merito alle collaborazioni autonome e al relativo trattamento fiscale e previdenziale, che meritano certamente una attenta analisi…
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche sociali con nota n. 65 del 23 dicembre 2008, prot. n. 25/I/0018617 ha fornito importanti chiarimenti in merito alle collaborazioni autonome e al relativo trattamento fiscale e previdenziale che meritano certamente, una attenta analisi. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
La questione affrontata dal Ministero del Lavoro, nasce da una istanza di interpello avanzata da una organizzazione rappresentativa del settore del commercio; l’istanza riguardava il problema relativo alla sussistenza o meno dei vincoli di cui agli artt. 61 e seguenti del D.Lgs. n. 276/2003 (cd. decreto Biagi), in materia di contratto a progetto, nel caso di conferimento di un incarico di “collaborazione autonoma” ad un soggetto, titolare di partita IVA ed iscritto alla Gestione separata INPS, che svolge un’attività non rientrante tra quelle per le quali sia prescritta l’iscrizione ad un albo o ad un ordine professionale.
L’istanza riguardava, in particolare, come dovevano essere coordinate le disposizioni relative all’obbligo di erogazione del compenso e di predisposizione del relativo prospetto paga con l’obbligo del collaboratore titolare di partita IVA di emettere fattura.
Secondo <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Direzione Generale del Ministero del Lavoro occorre, in via preliminare, inquadrare correttamente la fattispecie prospettata, dal momento che la soluzione della questione è differente a seconda che si tratti di collaborazione coordinata e continuativa ovvero di lavoro autonomo reso ai sensi dell’art. 2222 c.c.
Art.2222 Codice Civile : quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.
In quest’ultimo caso, infatti, l’attività è svolta in completa autonomia da parte del lavoratore con riguardo, in particolare, alle modalità della prestazione; non vi è infatti alcun coordinamento con l’attività del committente né un inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale. Viceversa, le collaborazioni coordinate e continuative sono caratterizzate, oltre che dall’elemento qualificatorio essenziale, rappresentato dall’autonomia del collaboratore nello svolgimento della attività lavorativa dedotta nel contratto e dalla irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione, dalla necessaria coordinazione con il committente. Secondo il modello approntato dal D.Lgs. n. 276/2003, inoltre, dette collaborazioni devono essere riconducibili, come modalità organizzativa della prestazione, ad uno o più specifici progetti o programmi di lavoro o fasi di esso, salvo i casi previsti dal comma 2 e dal comma 3, dell’art. 61 del citato decreto 276/03.
L’articolo 61 del D.lgs. 276/03 afferma che:
1) ferma restando la disciplina per gli agenti e i rappresentanti di commercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, di cui all’articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione della attività lavorativa;
2) dalla disposizione di cui al punto 1) sono escluse le prestazioni occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro, nel qual caso trovano applicazione le disposizioni contenute nel punto 1);
3) sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, nonché i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I., come individuate e disciplinate dall’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Sono altresì esclusi dal campo di applicazione del presente capo i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni, nonché coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia.
4) le disposizioni contenute nel punto 1) non pregiudicano l’applicazione di clausole di contratto individuale o di accordo collettivo più favorevoli per il collaboratore a progetto.
Secondo l’orientamento ministeriale non essendo preclusa la possibilità per i soggetti titolari di partiva IVA di stipulare contratti a progetto, è corretto affermare che i compensi percepiti non in relazione allo svolgimento di attività di lavoro autonomo reso ai sensi dell’art. 2222 c.c., ma nell’ambito di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (anche nella modalità a progetto) debbano essere denunciati come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ex art. 47 (1), comma 1, lett. c bis) , del TUIR, con obbligo per il committente di consegna del prospetto paga al collaboratore (anche nelle forme della consegna di copia del Libro Unico del Lavoro ai sensi dell’art. 39, comma 5, del D.L. n. 112/2008), di versamento dei contributi previdenziali alla Gestione separata INPS e del premio assicurativo all’INAIL.
In altri termini, il soggetto titolare di partita IVA può rendere prestazione lavorativa in regime di collaborazione coordinata e continuativa a progetto solo qualora la stessa non rientri nell’ambito dell’attività ordinaria svolta professionalmente. In tale caso il relativo compenso non andrà a costituire reddito da lavoro autonomo, ma rientrerà nell’alveo di cui al citato ex art. 47 (2) del TUIR, senza obbligo di emettere fattura in quanto, trattandosi di reddito assimilato a quelli di lavoro dipendente, non è consentita l’applicazione dell’imposta per carenza del presupposto oggettivo.
(1) Ora Art.50, comma 1, lettera c-bis) c-bis): le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente di cui all’articolo 46 [recte: art. 49], comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell’oggetto dell’arte o professione di cui all’articolo 49 [recte: art. 53], comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente.