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Timestamp: 2017-08-21 19:49:02+00:00
Document Index: 40113590

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 5', 'art.1', 'art. 15']

F 1 SERVIZIO DI GESTIONE DELLE EMERGENZE - PDF
F 1 SERVIZIO DI GESTIONE DELLE EMERGENZE
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1 F 1 SERVIZIO DI GESTIONE DELLE EMERGENZE Per gestire correttamente una situazione d emergenza che può capitare in qualsiasi momento in Cantiere, i lavoratori devono essere informati sul comportamento da tenere, per evitare che anche un piccolo incidente si trasformi in una tragedia. Soprattutto i lavoratori, devono essere informati su cosa sia un emergenza, su come ci si deve comportare e su come va evitato il panico. Qualsiasi situazione di emergenza, se non sarà ben coordinata e non vedrà la partecipazione attiva di tutti i lavoratori, difficilmente avrà successo, ricordando che il panico assale solo le persone che si trovano impreparate di fronte a situazioni di pericolo o imprevisti. Benché ogni situazione d emergenza sia diversa dalle altre, esistono però degli aspetti ripetitivi e comuni a tutte le situazioni d emergenza, da quelle più semplici (incidente ad un singolo lavoratore, incendio di una singola apparecchiatura ecc.), a quelle più complesse (incendio diffuso a parte del Cantiere, terremoto ecc.), che comportano l evacuazione totale del Cantiere. Per affrontare al meglio una situazione di emergenza, bisogna fronteggiare il pericolo evitando di rimanere paralizzati o di intervenire in maniera inconsulta. Ogni lavoratore che si trova ad affrontare una situazione d emergenza deve combinare la paura con la conoscenza delle procedure corrette da mettere in atto. Per preparare i lavoratori alle situazioni d emergenza, l Impresa tramite il Responsabile della Sicurezza dovrà organizzare un adeguato addestramento che sviluppi e tenga allenate le capacità e attitudini di gestire situazioni difficili ed impreviste. Se i lavoratori non sono addestrati, si sentiranno poco capaci di mantenere la calma nei momenti cruciali, la loro paura si trasformerà in panico e li costringerà a fuggire terrorizzati e a commettere sciocchezze. L informazione e la formazione sui piani di emergenza, seguite dall addestramento con simulazioni, preparerà i lavoratori ad affrontare le emergenze mantenendo la calma, eseguendo tutte e solo le operazioni necessarie, senza intralciarsi reciprocamente. Oltre all informazione il Responsabile della Sicurezza dovrà verificare periodicamente il livello di conoscenza dei lavoratori. Nel presente Piano delle Misure di Sicurezza e Coordinamento sono indicati i numeri di pronto intervento (Pronto Soccorso, VV.FF., ecc.) che devono essere utilizzati nei casi di incidenti o situazioni di emergenza. Questi numeri devono essere utilizzati in casi di emergenza dal Responsabile del Cantiere e dagli altri lavoratori, è pertanto necessario verificare prima di iniziare le lavorazioni in cantiere, la presenza di un apparecchio telefonico, fisso o mobile, apparecchio la cui ubicazione o disponibilità deve essere nota a tutti i lavoratori. Indicazioni Generali per la Gestione delle Emergenze F 1.1 Tutte le attività relative alla gestione delle situazioni d'emergenza sul cantiere sono a carico dell Appaltatore, che organizza a tale fine un servizio specificamente dedicato. Nel presente capitolo vengono fornite in via del tutto generale alcune indicazioni all Impresa per l organizzazione di tale servizio e per la redazione del piano di emergenza. L Appaltatore dovrà: predisporre il piano d emergenza ed evacuazione elaborato in conformità ai criteri di cui all allegato VIII del D.M 10/03/98 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro ; designare alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze lavoratori che dovranno aver frequentato un corso di formazione della durata stabilita nel Decreto 15 Luglio 2003 n 388 e conseguito, ove necessario, l attestato di idoneità tecnica. L impresa appaltatrice dovrà coordinare i piani di emergenza delle imprese subappaltatrici. Piano di Emergenza F 1.2 Il Piano di Emergenza, è il documento operativo del cantiere, finalizzato a formalizzare le scelte operate e a comunicarle a tutti i soggetti coinvolti, sia interni che esterni al cantiere. Il Piano deve recepire quanto definito per il SGE. Il Piano deve rappresentare quindi la base per l attuazione operativa e la verifica dei vari elementi del SGE ( assegnazione dei ruoli, realizzazione degli impianti, attività di formazione, procedure operative, coordinamenti con gli Enti di soccorso esterni, ecc. ). Il coordinamento con le diverse imprese e con gli enti di soccorso deve trovare espressione formale nel Piano; analogamente la attribuzione dei ruoli ai diversi operatori coinvolti deve essere adeguatamente formalizzata. Il Piano, oltre agli elementi richiamati nei punti precedenti, deve contenere anche tutti gli elaborati utili per una corretta gestione dell emergenza, quali planimetrie e indicazione delle vie di accesso. Le planimetrie devono indicare la dislocazione nel cantiere, galleria compresa, di quanto segue: attrezzature e impianti di estinzione incendi, postazioni SOS, container di salvataggio, dispositivi di sezionamento dei principali impianti, eventuale elisuperficie, aree dedicate alla sosta dei mezzi di soccorso, Posto di coordinamento soccorso. Il piano di emergenza dell Impresa dovrà porsi l obiettivo di indicare le misure da attuare in caso di pericoli gravi ed immediati. Il D.Lgs. n 626/94 attribuisce al datore di lavoro i seguenti compiti relativi alla gestione delle emergenze, che dovranno essere definiti in tale piano: organizzare i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso, salvataggio, operazioni antincendio, gestione dell emergenza in senso lato; designare dei lavoratori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso, salvataggio, prevenzione incendi, interventi antincendio, gestione dell emergenza (Art. 12, comma 1 lettera b del D.Lgs. 19 Settembre 1994 n 626); Sezione F - Pagina 1 di 35
2 informare i lavoratori che possono essere esposti ad un pericolo grave ed immediato circa le misure predisposte ed i comportamenti da adottare; programmare gli interventi, prendere provvedimenti e dare istruzioni affinché i lavoratori possano, in caso di pericolo grave ed immediato, cessare la loro attività e mettersi al sicuro, abbandonando il posto di lavoro; prendere i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza ovvero per quella di altre persone, e nell impossibilità di contattare il proprio superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. In dettaglio il piano di emergenza avrà come principali obiettivi di: individuare tutte le emergenze che possono coinvolgere l'attività, la vita e la funzionalità del cantiere; definire esattamente i compiti di ognuno durante la fase di emergenza; prevenire e limitare rischi per le persone; organizzare contromisure tecniche per ogni tipo di emergenza; coordinare gli interventi; evitare che l'attivazione del piano di emergenza, a causa di un evento, possa provocare ulteriori emergenze di altro tipo; portare soccorso al personale coinvolto in un incidente; coordinare l'intervento interno con quelli degli enti di soccorso esterni; registrare tutti i casi di incidenti avvenuti durante la vita del cantiere; stabilire tutte le operazioni di ripristino delle attività al termine di una emergenza. Il documento del piano dovrà essere comprensibile a tutti gli addetti, particolare riguardo va posta alla presenza di personale straniero, e immediatamente applicabile alle situazioni di pericolo. Prerequisiti tecnico formativi all attuazione del piano di emergenza Per la stesura del piano di emergenza è necessario verificare ed eventualmente sviluppare i seguenti argomenti: a ) formazione e informazione del personale Al personale di cantiere dovranno essere impartiti due diversi tipi di corsi di formazione sulle problematiche dell emergenza: un corso, di tipo informativo generale, dovrà essere indirizzato a tutto il personale; un corso più approfondito dovrà essere svolto per gli addetti all'emergenza. I corsi dovranno essere ripetuti periodicamente per tenere aggiornato il personale. b) informazioni per chi accede al cantiere All interno di ogni cantiere in luoghi centrali e facilmente consultabili, dovranno esistere appositi cartelli con le indicazioni sul comportamento da tenere in caso di emergenza che riguardano: le misure di protezione da adottare in caso di emergenza; i comportamenti da tenere in caso di emergenza. c) percorsi di emergenza Tutti i percorsi di emergenza che conducono in luoghi sicuri statici o dinamici dovranno essere adeguatamente segnalati ed illuminati (se necessario) con impianto elettrico normale e di sicurezza. Detti percorsi dovranno essere tenuti sgombri da materiale d) mezzi e attrezzature d'intervento Debbono essere installati, a seconda delle necessità, mezzi ed attrezzature, opportunamente segnalati e distribuiti; in particolare: mezzi di estinzione portatili costituiti da estintori idonei per l'ambiente da proteggere (polvere chimica, anidride carbonica, gas); idranti e/o naspi antincendio in grado di operare su tutta la superficie da proteggere; impianti di spegnimento automatico idrici (Sprinkler) a gas e a CO 2, installati in ambienti particolari (depositi di bombole, depositi di combustibili, ecc.); attrezzature ausiliarie di soccorso necessarie per l'intervento (asce, pale, corde, ecc.); mezzi di protezione individuali (guanti, autoprotettori, maschere, cappucci, coperte); attrezzature a disposizione per segnalare e gestire l allarme: impianto di diffusione sonoro, telefono, telefoni portatili, cercapersone, ecc. Dovrà esistere un'adeguata scorta di attrezzature e mezzi d'estinzione e di intervento da utilizzare in caso di incendio, situata in area facilmente accessibile e segnalata. Sarebbe opportuno che il sistema di allarme sia strutturato in modo tale da fornire la possibilità di comunicazioni distinte per aree a rischio diverso e per rischi diversi. Sezione F - Pagina 2 di 35
3 CONTENUTO DEL PIANO Si fornisce nel seguito una traccia per i contenuti del piano. Informazioni generali: a) Informazioni sul sito e sull ambiente. b) Informazioni generali sul luogo e sull attività. c) Informazioni su tutte le vie di accesso interne ed esterne con dettaglio sulla viabilità, larghezza, ecc. d) Generalità sugli apprestamenti logistici e sulle aree di intervento, zone uffici, magazzini o depositi, impianti ecc.. e) Zone a rischio particolare. f) Quantità e qualità dei materiali pericolosi presenti. g) Notizie su addestramenti di evacuazione e antincendio e dotazioni in materiale e macchine. Identificazione delle possibili emergenze In questa sezione saranno indicate in dettaglio tutte le possibili emergenze rilevanti che potranno richiedere l'applicazione del piano di emergenza. Dovranno essere valutate le modalità di intervento per il soccorso del personale nelle aree di più difficile accesso (scavi a cielo aperto, gallerie, ecc) in relazione all'evolversi delle lavorazioni. I rischi saranno collegati con le aree dove essi possono originarsi e quelle dove possono propagarsi. Emergenza per rischio incendio, allagamento, sostanze tossico/nocive Tra le cause di emergenza individuate dovrà essere posta particolare attenzione ad incendi, allagamenti e spandimento di sostanze tossiche e/o nocive generalmente possibili in ogni tipo di cantiere; in ogni caso dovranno essere previste le modalità di comunicazione e collaborazione con gli enti di soccorso esterni sia per ciò che riguarda i rischi trasmessi dal cantiere all'esterno sia viceversa ad esempio nel caso di eventi pluviali particolari dovrà essere possibile conoscere in anticipo le possibilità di esondazione e quindi di allagamento delle aree di cantiere. Misure preventive Dovranno essere descritte le misure esistenti in ciascuna area di intervento e nei cantieri base, tra cui: la classificazione delle aree di rischio; gli impianti antincendio fissi e mobili; i sistemi di segnalazione e allarme (pulsanti di allarme, sistemi di rivelazione, sirene, ecc.). L Organizazione delle Emergenze F 1.3 In questo paragrafo saranno descritte nel dettaglio i metodi per affrontare una qualunque delle emergenze previste. Di seguito viene fornita un elenco degli argomenti su cui verterà questo capitolo del piano. Per ogni argomento viene data da una breve descrizione dei contenuti. a) Punto per il coordinamento dell emergenza In questa parte si darà una serie di indicazioni utili sulla funzione di tale centro e si elencheranno tutte le «facilities» (telefoni, cercapersone, riserve di estintori ecc.) di cui tale centro sarà dotato, tra cui: il comando del segnalatore acustico d emergenza; un telefono collegato alle linee esterne in grado di funzionare anche in assenza di corrente; l elenco dei numeri telefonici necessari per un pronto intervento; un pacchetto di medicazione; una radio per le chiamate di emergenza in grado di funzionare anche in assenza di corrente e dotata di batterie suppletive. b ) Coordinatore dell emergenza L Appaltatore prima dell inizio dei lavori dovrà nominare una persona tecnicamente competente (e un suo sostituto) che sia presente costantemente in cantiere quale Coordinatore dell emergenza ed il cui nominativo verrà comunicato al Coordinatore per l'esecuzione dei Lavori. Nel caso si manifesti un pericolo grave il Coordinatore dell emergenza gestirà e coordinerà gli interventi necessari per affrontare la situazione di emergenza. c ) Addetti al servizio di gestione delle emergenze e lotta antincendio In base all art. 6 del D.M. 10/3/1998, il datore di lavoro dovrà designare dei lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di protezione incendi, lotta antincendio e gestione dell emergenza, ed assicurare agli stessi adeguata formazione (art. 7). I cantieri in sotterraneo per la costruzione di gallerie di lunghezza superiore a 50 m rappresentano luoghi di lavoro ove si svolgono attività per le quali, ai sensi dell art. 6 comma 3 dello stesso decreto, è previsto che i lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, conseguano l attestato di idoneità tecnica di cui all art. 3 della legge 28/11/96 n Sezione F - Pagina 3 di 35
4 La squadra di emergenza avrà il compito di intervenire nelle situazioni di pericolo, e sarà addestrata allo scopo mediante periodiche esercitazioni. L Appaltatore provvederà a nominare un capo squadra per la squadra di emergenza. L Appaltatore, prima dell inizio delle attività di cantiere, presenterà al Coordinatore per l Esecuzione le squadre di emergenza ed illustrerà la dotazione fornita per affrontare gli interventi prevedibili. In questo ambito saranno date indicazioni anche per il ricorso agli enti esterni, quali ad esempio: autorità pubbliche (polizia, servizi); servizi pubblici antincendio (Vigili del Fuoco). e definiti i ruoli di coordinamento con enti o autorità come quelle succitate. d ) Attivazione delle procedure per l emergenza Nel caso si manifesti un pericolo grave il coordinatore dell emergenza provvederà a disporre quanto necessario relativamente all evacuazione del personale. L attivazione delle procedure di evacuazione verrà notificata a tutti mediante il sistema di allarme. Il sistema di allarme dovrebbe consentire anche di notificare l inizio di una situazione di emergenza (ad esempio in caso di principio d incendio) o il raggiungimento di una situazione di cessato pericolo. Una volta notificata la necessità di evacuazione, i lavoratori, con la sola eventuale eccezione della squadra di emergenza per cui valgono disposizioni diverse, dovranno allontanarsi dai posti di lavoro seguendo le istruzioni riportate al punto seguente. e ) Compiti e procedure generali Il capo cantiere, o in caso di sua assenza un preposto suo delegato, è l incaricato, che dovrà dare l ordine di evacuazione in caso di pericolo grave ed immediato. Il capo cantiere, o in caso di sua assenza un preposto suo delegato, è l incaricato che una volta dato il segnale di evacuazione provvederà a chiamare telefonicamente i soccorsi. Gli operai presenti nel cantiere, al segnale di evacuazione, metteranno in sicurezza le attrezzature e si allontaneranno dal luogo di lavoro verso un luogo più sicuro (ingresso cantiere). Il capo cantiere, o in caso di sua assenza un preposto suo delegato, è l incaricato che giornalmente, verificherà che i luoghi di lavoro, le attrezzature la segnaletica rimangano corrispondenti alla normativa vigente, segnalando le anomalie e provvedendo alla sostituzione, adeguamento e posizionamento degli apprestamenti di sicurezza. f ) Comportamento dei lavoratori nei casi di emergenza In caso di emergenza i lavoratori dovranno mantenere la calma ed agire rapidamente evitando, comunque, ogni comportamento che possa suscitare panico o intralcio all esodo. In caso di evacuazione, ogni lavoratore dovrà sospendere immediatamente il proprio lavoro evitando di creare situazioni di rischio (in particolare dovrà spegnere o disattivare le macchine utilizzate) e recarsi celermente e secondo la via più breve al punto di raccolta. Nel punto di raccolta il coordinatore dell emergenza effettuerà l appello del personale. g ) Mezzi di comunicazione L Appaltatore dovrà provvedere a dotare i lavoratori presenti in cantiere, con particolare attenzione ai lavori che si svolgono lungo linee ferroviarie e in sotterraneo, di efficaci mezzi di comunicazione per l uso normale e per le emergenze. I telefoni dovranno essere posti nell'ufficio e nell'area di cantiere (o lungo la linea ferroviaria o la costruenda galleria) in riferimento all'estensione dello stesso e ad eventuali normative e/o note regionali). In questo ambito saranno fornite informazioni di dettaglio anche sui metodi di comunicazione fra zona e zona mediante allarmi concatenati, procedure di segnalazione, ecc. Saranno infine elencati tutti i numeri di riferimento per contattare le Autorità Competenti più vicine (Prefettura, Vigili del Fuoco, ecc.). h) Criteri di evacuazione In questa parte saranno indicati i criteri e i metodi per l'allontanamento del personale da una determinata area di rischio, nonché le caratteristiche di tutte le vie di fuga, i punti di raccolta e i metodi di registrazione del personale. Naturalmente tutto questo comprende non solo le vie di fuga all'aperto ma, specialmente, tutte le vie di fuga da fabbricati opere in sotterraneo ecc., quali scale di accesso, porte di sicurezza e non, ascensori, montacarichi, passerelle, corridoi in sicurezza, aree scoperte, ecc. i ) Luoghi di raccolta del personale L Appaltatore dovrà prevedere luoghi di raccolta del personale definibili come luoghi "sicuri", ubicati sempre in superficie e facilmente individuabili da appositi cartelli. l ) Piani di intervento medico I piani saranno redatti con la guida del medico competente in apposito documento. m ) Addestramento ed aggiornamento del piano I cantieri per loro natura sono soggetti a frequenti modifiche e spostamenti di personale; ciascuna modifica dovrà essere riportata immediatamente e puntualmente sul piano di emergenza che dovrà continuamente rispecchiare la situazione reale del cantiere. In questo paragrafo saranno fornite le modalità e i tempi di aggiornamento del piano di emergenza interno nonché le metodologie di addestramento del personale all'uso di tale documento; infine sarà indicato il/i responsabile/i degli aggiornamenti al piano. n ) Elencazioni varie Il piano conterrà un elenco particolareggiato di: edifici, magazzini, ecc. facenti parte dell'intervento con indicazioni su planimetria delle vie di fuga e dei punti di rischio; accessi pedonabili e carrabili dell'impianto; strade primarie e secondarie interne; idranti, naspi, estintori portatili e carrellati, veicoli antincendio, riserve di acqua antincendio e schiuma e sistemi di pompaggio, allarmi fissi automatici e manuali, disponibili; Sezione F - Pagina 4 di 35
5 sostanze pericolose in stoccaggio e in uso con indicazione della loro ubicazione; quantità di personale interno ed esterno mediamente presente; impianti pericolosi con indicazione della loro ubicazione; principali protezioni passive; composizione numerica addetti operativi alla sicurezza. o ) Procedure operative per l'emergenza Questa è la parte fondamentale di tutto il piano di emergenza; fornisce informazioni di dettaglio su come dare l'allarme a tutto il cantiere, come informare il personale, la lista dei numeri di telefono interni, la procedura di avvertimento del personale ed infine il metodo di messa all'erta e gli strumenti per chiamare gli addetti all'emergenza e il responsabile o il suo vice. Il piano di emergenza dovrà poi contenere le procedure per fronteggiare qualunque tipo di emergenza significativa. Saranno descritti gli scenari di accadimento per le varie aree di rischio identificando tutto quello che dovrà essere espletato per evitare gravi conseguenze durante una situazione di pericolo. Saranno così fornite informazioni, per ogni tipo di incidente (incendio, esplosione, rilascio gas, sovratemperatura, spillamenti di liquidi nocivi o infiammabili) sulle azioni che dovranno eseguire le persone al lavoro nell'area coinvolta nel rischio, sulle responsabilità dei preposti, in che modo e quando il personale dovrà eseguire l'esodo e dove raccogliersi, chi avvertire sia all'interno che all'esterno del cantiere, quali misure adottare per circoscrivere l'emergenza (evitare ad esempio la propagazione di un incendio), quali mezzi antincendio impiegare per ogni area di pericolo e di quali sicurezze passive usufruire. Sarà necessaria una descrizione delle azioni degli addetti alla sicurezza per ogni emergenza, anche nel caso che si voglia richiedere l'ausilio di mezzi esterni (ad esempio Vigili del Fuoco più vicini). Saranno indicati sia i criteri di allontanamento che le persone responsabili per tali operazioni. Saranno fornite informazioni di dettaglio su tutte le procedure per la chiusura di una emergenza. Si tratterà cioè di fornire le procedure per la segnalazione della fine dello stato di allerta, sia con mezzi acustici che ottici, il ritorno per tutti gli addetti all'attività lavorativa, la segnalazione agli enti esterni ed infine tutte le azioni di follow-up". Fra tali azioni rammentiamo quelle relative ai controlli a tappeto per l'eliminazione della possibilità di un ripetersi dell emergenza a breve termine (ad esempio un incendio covante erroneamente considerato spento ed invece in procinto di riaccensione), per la delimitazione delle aree coinvolte nell'incidente per evitare errate manovre o accessi non voluti di personale non specializzato o mancante dei dovuti permessi. Inoltre saranno individuati gli interventi per segnalare all'interno e all'esterno nel più breve tempo possibile, la zona fuori servizio o comunque quella dove si prevede un intervento per ripristinare la situazione deteriorata dall'emergenza. Infine il documento darà le indicazioni di carattere generale per ripristinare lo stato di normalità; ad esempio per quanto riguarda le apparecchiature antincendio, come riempire i serbatoi di liquido estinguente (polvere, schiuma, ecc.), riavvolgere le manichette dopo averle lasciate ad asciugare, verificare che tutte le dotazioni antincendio siano pronte per una nuova emergenza nel più breve tempo possibile. p ) Indagine sulla emergenza Sarà necessario fornire un circostanziato resoconto di qualsiasi incidente ed eseguire una analisi di quanto accaduto cercando di comprendere i motivi operativi, di gestione e/o manutenzione che hanno portato ad una certa emergenza coinvolgendo, in modo più o meno grave, beni e persone. Il personale della sicurezza fornirà: relazione dettagliata sull'area dove è avvenuta l'emergenza specificando anche le altre aree di rischio coinvolte. Tale relazione conterrà anche indicazioni sui beni o le persone danneggiate nell'incidente; analisi di dettaglio delle cause e degli effetti dell'incidente considerando le varie circostanze, in presenza delle quali tale incidente potrebbe ripetersi in diverse condizioni operative; fotografie delle aree di rischio, rapporti di tutti coloro che hanno partecipato attivamente alla emergenza (addetti alla squadra antincendio, responsabili, capireparto, ecc.). Andrà quindi condotta, a posteriori, un'analisi dei rischi per incendio, esplosione, rilascio gas, spargimento liquidi pericolosi, in modo da poter proporre tutto quello che dovrà essere variato nell'impianto o nei sistemi di sicurezza per evitare il ripetersi dell'emergenza. q ) Allegati al piano Di seguito è riportato un elenco sommario dei documenti grafici che dovrebbero essere allegati ad un piano di emergenza come ausilio a chi dovrà applicare le procedure e delle informazioni contenute nel documento: schemi di marcia e di processo di tutte le utilities (acqua, aria compressa, vapore, ecc.); planimetrie di tutto l'impianto contenente zone di lavoro, di stoccaggio, di produzione di energia, ecc.; planimetrie di dettaglio di ogni singola area di rischio con indicazione puntuale degli stoccaggi pericolosi, delle vie di fuga e delle zone più pericolose; schema planimetrico antincendio con indicazione, per ogni area, di tutte le sicurezze attive e passive e soprattutto dei sistemi e delle apparecchiature attive; schemi dei collegamenti elettrici e della rete di comunicazione e di segnalazione automatica e manuale; elenco dei numeri di telefono, interni ed esterni all'impianto compresi i servizi per ogni zona di rischio; elenco delle Autorità Competenti della Provincia e della Regione in cui è situato lo stabilimento; schemi planimetrici del percorso delle tubazioni contenenti fluidi pericolosi, infiammabili, o tossici/nocivi con indicazione del valvolame principale; diagramma di flusso delle attività e degli addetti all'emergenza e delle interconnessioni con le autorità esterne (USL, Protezione Civile, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco). 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6 r ) Prove simulate di emergenza Le prove simulate di emergenza hanno per oggetto sia l'ipotesi di eventi che coinvolgono una zona di lavorazione, sia situazioni che interessano un'area più ampia e, al limite, l intera area del cantiere. Le prove simulate dovranno avere fra l'altro le seguenti finalità: verificare se i piani operativi di emergenza rispondono efficacemente alla esigenza di controllo ed eliminare le situazioni anomale per prevenire o minimizzare le conseguenze degli incidenti; controllare l'efficienza e l'affidabilità delle attrezzature e dei mezzi predisposti, nonché la validità delle procedure; rilevare il grado di adeguatezza delle sistemazioni strutturali (vie di uscita, zone di raccolta, ecc.); verificare la prontezza di azione e decisione dei Responsabili e la corretta applicazione delle procedure; sensibilizzare ed addestrare tutto il personale alla effettuazione di tutti i compiti stabiliti ed all uso dei mezzi predisposti per meglio rispondere, qualora gli eventi ipotizzati si dovessero verificare realmente. Le prove saranno effettuate sia in condizioni di orario di normale lavoro, sia in condizioni di particolare difficoltà (es. notte, festivi, ecc.). Si darà preavviso delle prove con anticipo il più ridotto possibile, a discrezione dei responsabili. Saranno previste: Prove simulate di «Emergenza Generale» che coinvolge l'intero cantiere con raccolta nei punti stabiliti di tutto il personale presente, salvo quello che, come eventualmente previsto, dovrà garantire la continuità dell'esercizio. La frequenza delle prove sarà di 1 volta/anno circa. Prove simulate di «Emergenza» che coinvolge ogni singolo area e che ne simula la messa in sicurezza e l'evacuazione. La prova dovrà essere rigorosamente predisposta per consentire la più realistica realizzazione compatibilmente con le esigenze produttive del cantiere. La frequenza delle prove sarà di 1 volta/anno per ogni zona. Sfollamento F 1.4 In esecuzione all ordine di sfollamento tutti i lavoratori, esclusi gli elementi attivi dell emergenza, che hanno avuto dal Responsabile di Cantiere incarichi specifici, devono dirigersi verso le uscite di sicurezza. Durante lo sfollamento i lavoratori devono lasciare il posto di lavoro in condizioni di sicurezza fermando i macchinari, sconnettendo l energia elettrica ed interrompendo l alimentazione di eventuali combustibili. I lavoratori: devono abbandonare il posto di lavoro senza indugi, ordinatamente e con calma (senza correre), e senza creare allarmismi e confusione; non si debbono portare al seguito oggetti voluminosi, ingombranti o pesanti; non devono tornare indietro per nessun motivo; non devono ostruire gli accessi del Cantiere permanendo in prossimità di essi dopo l uscita; devono tornare ordinatamente dopo un periodo sufficiente presso precisi punti di raccolta per procedere ad un appello nominale di tutti i presenti e ricevere eventuali istruzioni; in presenza di fumo o fiamme, devono coprirsi la bocca ed il naso con fazzoletti, possibilmente molto umidi, per filtrare qunato più possibile l aria respirata che sarà tanto più respirabile quanto più si tengono abbassati; in presenza di calore, devono proteggersi anche sul capo con indumenti di lana o cotone possibilmente bagnati evitando i tessuti di origine sintetica. Sezione F - Pagina 6 di 35
7 F 2 NUMERI DI TELEFONO UTILI PER LA GESTIONE DELL EMERGENZE EMERGENZE A R I M I N I VIGILI DEL FUOCO (pronto intervento) PRONTO SOCCORSO (G.Medica 0541 / ) (pronto intervento ambulanze) POLIZIA (Commissariato P.S / ) (pronto intervento) CARABINIERI (Nucleo Operativo 0541 / 24166) (pronto intervento) GUARDIA DI FINANZA (pronto intervento) 115 * 118 * 113 * 112 * 117 * PREFETTURA di Rimini 0541 / MUNICIPIO 0541 / COORDINATORE SECUREZZA POLIZIA MUNICIPALE 0541 / AZIENDA U.S.L. Rimini 0541 / SOCCORSO STRADALE (Automobile Club d Italia) AZIENDA GAS Gruppo Società Gas Rimini S.p.A. (segnalazione guasti e dispersioni) AZIENDA ELETTRICITA (segnalazione guasti) AZIENDA ACQUA Hera S.p.A. (segnalazione guasti e dispersioni) ASSISTENZA SCAVI (intervento del personale della TELECOM per localizzare i cavi) 116 * 0541 / / PROTEZIONE CIVILE Rimini 0541 / I NUMERI DEVONO ESSERE VERIFICA DALL IMPRESA APPALTATRICE PRIMA DI INIZIARE LE LAVORAZIONI IN CANTIERE * D.M. 27/02/1998 supplemento ordinario Gazzetta Ufficiale n 67 del 21/03/98 Art. 6 allegato H Sezione F - Pagina 7 di 35
8 Classificazione degli Interventi di Emergenza e Codici d Urgenza F 2.1 L'ordine di accesso alle prestazioni di Pronto Soccorso non può rispettare quello di arrivo di ciascun paziente, in quanto alcune situazioni sanitarie esigono una priorità di intervento. Nell'interesse degli Utenti sono stati stabiliti QUATTRO CODICI DI URGENZA che corrispondono a quattro diversi livelli di gravità o importanza dei disturbi rilevati. CODICI DI URGENZA. D.M. 15 Maggio Criteri e requisiti per la classificazione degli interventi di emergenza Allegato I Punto 2.1 Ai fini di una corretta codifica della definizione della criticità dell'evento si specifica che per stabilire tale codice vanno parametrate le caratteristiche della chiamata con la risposta assistenziale teorica, ponendo attenzione al fatto che questo codice rappresenta la criticità dell'evento e non la risposta effettivamente data. Il codice è costituito da un carattere che può assumere uno solo dei seguenti valori: " ": bianco, non critico. Si definisce non critico un servizio che con ragionevole certezza non ha necessità di essere espletato in tempi brevi: " V ": verde, poco critico. Si definisce poco critico un intervento differibile " G ": giallo, mediamente critico. Si definisce mediamente critico un intervento indifferibile " R ": rosso, molto critico. Si definisce molto critico un intervento di emergenza inoltre: " N ": nero, morte. Equivale ad una dichiarazione di morte CODICE ROSSO E' riservato ai pazienti che si trovano in imminente pericolo di vita. Il Pronto Soccorso blocca la propria attività e il Personale è esclusivamente e costantemente impegnato finché perdura. Lo stato di emergenza indicato dal segnale "EMERGENZA ATTENDERE" LA PRIORITA' E' ASSOLUTA. CODICE GIALLO E' riservato ai casi che richiedono un intervento URGENTE perché compromessi uno o più PARAMETRI VITALI. Il Personale interviene in TEMPI RAPIDI. CODICE VERDE E' riservato a tutti gli interventi che risultano differibili. Sarà ricevuto appena saranno esaurite le procedure assistenziali per i casi con codice giallo. La preghiamo di attendere tranquillamente, il Personale si attiverà per limitare al massimo la Sua attesa. CODICE BIANCO E' riservato a Pazienti con disturbi o problemi di lieve entità, riconducibili ad attività ambulatoriale. Sarà ricevuto appena saranno esaurite le procedure assistenziali per i casi con codice giallo e verde: i tempi di attesa potrebbero allungarsi notevolmente. N.B. Tra patologie che rientrano nello stesso codice colore può essere individuata da parte del Personale una priorità di intervento. In caso sopraggiungano cambiamenti del quadro clinico i codici attribuiti possono essere cambiati. MAXI O MACRO - EMERGENZE La definizione di Macro, piuttosto che Micro, Emergenza non si basa solo sull'estensione territoriale dell'evento e sul numero delle persone coinvolte, ma principalmente è il risultato di un rapporto tra le forze disponibili per quel dato evento e le dimensioni dell'evento stesso. Anche la Normativa statale si sta modificando, anche in conseguenza dell'aumento di questi eventi, e di recente sono stati pubblicati sulla G.U. i: "Criteri di massima per l'organizzazione dei soccorsi sanitari nelle catasrtofi" Ma vediamo adesso alcuni aspetti più in dettaglio: Schema di Triage ( categorizzazione dei feriti ) secondo il protocollo START Schema di Triage ( categorizzazione dei feriti ) secondo il protocollo CESIRA Sezione F - Pagina 8 di 35
9 SCHEMA DI TRIAGE ( CATEGORIZZAZIONE DEI FERITI ) SECONDO IL PROTOCOLLO START Una delle principale differenze tra un soccorso "ordinario" e una maxi-emergenza è data dal fatto che non si possono trattare subito tutti i feriti per cui bisogna categorizzare nel miglior modo possibili, ma anche nella maniera più rapida, tutte le persone coinvolte in maniera tale da poter stabilire una priorità negli interventi. Per questo motivo sono stati messi a punto dei sistemi molto semplici, ma nel contempo anche molto efficaci, per poter valutare i pazienti. Uno di questi è il protocollo START che è l'acronimo di: Simple Triade And Rapid Tratment Questo sistema è meno utilizzato perché prevede la possibilità di constatare il decesso sul campo e quindi nelle squadre che effettuano il triage dovrebbero essere presenti anche medici Il sistema si basa sulla risposta ad alcune semplici domande, alla prima risposta affermativa l'analisi si ferma con la valutazione che si è ottenuta. Sia questo protocollo sia il protocollo CESIRA partono da una semplice domanda: Il paziente cammina? IL LAVORATORE CAMMINA? SI VERDE NO ROSSO IL LAVORATORE RESPIRA? > 30 atti / min. ROSSO > 30 atti / min. IL POLSO RADIALE E' PRESENTE? NO P.A. MAX < 80 ROSSO P.A. MAX > 80 SI GIALLO IL PAZIENTE RISPONDE A DIRETTIVE SEMPLICI? NO ROSSO Sezione F - Pagina 9 di 35
10 SCHEMA DI TRIAGE ( CATEGORIZZAZIONE DEI FERITI ) SECONDO IL PROTOCOLLO CESIRA Una delle principale differenze tra un soccorso "ordinario" e una maxi-emergenza è data dal fatto che non si possono trattare subito tutti i feriti per cui bisogna categorizzare nel miglior modo possibili, ma anche nella maniera più rapida, tutte le persone coinvolte in maniera tale da poter stabilire una priorità negli interventi. Per questo motivo sono stati messi a punto dei sistemi molto semplici, ma nel contempo anche molto efficaci, per poter valutare i pazienti. Uno di questi è il protocollo CESIRA che è l'acronimo di: Coscienza Emoraggia Shock Insufficienza respiratoria Rotture ossee Altro Questo sistema è molto utilizzato perché può essere adottato anche da squadre si soccorritori senza la presenza di personale medico. (perchè non prevede il codice Nero che equivale ad una dichiarazione di morte). Il sistema si basa sulla risposta ad alcune semplici domande, alla prima risposta affermativa l'analisi si ferma con la valutazione che si è ottenuta. Sia questo protocollo sia il protocollo START partono da una semplice domanda: Il paziente cammina? IL LAVORATORE CAMMINA? SI VERDE E COSCIENTE? NO ROSSO HA UNA EMORRAGIA ESTERNA? SI ROSSO E' IN STATO DI SHOCK? SI ROSSO HA UNA INSUFFICIENZA RESPIRATORIA? SI ROSSO PRESENTA ROTTURE OSSEE? SI GIALLO ALTRE PATOLOGIE O PROBLEMI? SI GIALLO Sezione F - Pagina 10 di 35
11 F 3 SERVIZIO DI GESTIONE DEL PRIMO SOCCORSO Il Cantiere si trova nelle vicinanze di un posto permanente di Pronto Soccorso Pubblico, per eventuali interventi a seguito di infortunio grave si dovrà fare ricorso a queste strutture. A tale scopo, l Impresa dovrà tenere in Cantiere in evidenza in modo chiaro e visibile il numero telefonico del posto di Pronto Soccorso più vicino. Si ricorda inoltre che per richiedere Soccorso è attivo il numero : 118 Per la disinfezione di piccole ferite ed interventi relativi a modesti infortuni, nel Cantiere dovrà essere tenuta la cassetta di Pronto Soccorso in base all Art. 2 del Decreto 15 Luglio 2003 n 38 8 Ogni lavoratore può risultare il primo soccorritore non professionista di un compagno di lavoro, trovandosi presente sulla scena di un malore improvviso o di un trauma. Il lavoratore che si trova coinvolto nel prestare il primo soccorso deve essere in grado di ottenere rapidamente informazioni utili, comunicare correttamente i dati necessari e svolgere mansioni di primo soccorso. Il tempo nell intervento è importante, però l urgenza non giustifica comportamenti affrettati e caotici, ma impone di agire subito e con calma, per non perdere minuti preziosi. Per risparmiare tempo è bene imparare una sequenza di azioni che deve diventare automatica per non dimenticare assolutamente nulla. Il primo soccorritore deve essere in grado di valutare i possibili pericoli per sé e per l infortunato sulla scena dell evento, non deve mai esporsi a pericoli, e non deve cercare di affrontarli senza adeguate conoscenze. La regola fondamentale del primo soccorso è primo: non nuocere Il primo soccorritore si deve subito accertare: se la scena dell evento è sicura; se bisogna spostare l infortunato; se ci sono condizioni ambientali particolari. Il primo soccorritore per capire il meccanismo delle lesioni e per formulare una corretta e completa richiesta di soccorso bisogna che raccolga le seguenti informazioni, seguendo uno schema preciso: Per prima cosa deve valutare il respiro: è cosciente? parla? risponde correttamente alle domande? è regolare? è difficoltoso? è rumoroso? di che colore sono le labbra? le vie respiratorie sono libere? (se le vie aeree sono ostruite, liberarle subito) Per seconda cosa deve valutare il battito cardiaco e la circolazione: il cuore batte? (se il cuore non batte, effettuare subito il massaggio cardiaco) il colore della pelle e delle unghie è normale? la pelle alle estremità è fredda? Sezione F - Pagina 11 di 35
12 In un emergenza sanitaria il lavoratore che interviene come primo soccorritore deve raccogliere le informazioni necessarie al soccorso e deve saperle trasmettere correttamente, telefonando ai numeri sopra riportati. Il lavoratore che interviene deve dare notizie sul tipo di evento: cosa è successo (incidente, malore, intossicazione, ustione)? dove è successo (indicazioni su dove si trova il Cantiere)? quanto è successo? quante persone sono coinvolte? situazione ambientale? condizioni dell infortunato? identità di chi chiama e numero di telefono? Se l infortunato è cosciente, il contatto verbale è fondamentale per rassicurarlo, il soccorritore deve ricordare che rappresenta l unico rapporto tra l infortunato e l ambiente circostante. Se l infortunato è incosciente ma respira, deve essere posizionato ruotandolo su di un fianco, perché questa manovra impedisce che vomito o altri materiali siano aspirati ed ostruiscano le vie aeree. Controllare periodicamente la respirazione e il battito cardiaco. MODALITA DI CHIAMATA DELL EMERGENZA SANITARIA 118 Comunicare i seguenti dati : Nome dell Impresa Nome di chi sta chiamando Indirizzo preciso del cantiere Indicazioni del percorso e punti di riferimento per una rapida localizzazione del cantiere Telefono in cantiere (anche cellulare) Patologia dell infortunato (ustione, emorragia, frattura, arresto respiratorio ecc.) Stato dell infortunato (cosciente, incosciente) SUCCESSIVAMENTE POSIZIONARSI IN POSIZIONE VISIBILE PER ACCOGLIERE I SOCCORRITORI Il Primo Soccorso è inteso come l aiuto dato da personale non particolarmente qualificato con il compito fondamentale di mantenere il più stabile possibile la condizione dell infortunato nell attesa dell arrivo dei soccorsi esterni. L intervento dell incaricato al pronto soccorso si può configurare come il mantenimento delle funzioni vitali e l evitare di compiere o di far compiere sull infortunato manovre scorrette. Rimane sempre aperto il problema di eventuali lesioni colpose che l incaricato può procurare all infortunato, soprattutto quando si sconfini nell abuso della professione medica. Le conseguenze legali dell incaricato al pronto soccorso assomigliano molto a quelle di qualsiasi altro cittadino, e vanno ricondotte fondamentalmente a quanto previsto dal codice penale, ovvero all omissione di soccorso ( Art. n 593 ), allo stato di necessità ( Art. n 54), all abuso della professione medica ( Art. n 348 ), all eccesso colposo ( Art. n 55) e alle lesioni personali colpose ( Art. n 590 ). Ricordo sempre ai lavoratori che per evitare l accusa di omissione di soccorso basta semplicemente allertare il 118 ed aspettare i soccorsi accanto all infortunato, per cui anche qualora subentrasse uno stato di ansia da prestazione, conviene che il soccorritore si limiti ad attivare i soccorsi esterni piuttosto che rischiare di compiere manovre scorrette sull infortunato. Cercare di mantenere la calma e riuscire a ragionare è un passaggio fondamentale nel prestare soccorso, sia per evitare di essere coinvolti in prima persona dall evento che ha procurato l infortunio, sia per evitare di compiere avventatamente manovre scorrette. Sezione F - Pagina 12 di 35
13 Percorso Stradale Consigliato per Raggiungere il Pronto Soccorso F 3.1 Perconso suggerito per raggiungere il Pronto Soccorso dell Ospedale di Rimini CANTIERE prendere Via della Fiera per 700 mt. girare a destra in Via Circonval. Meridionale per 300 mt. girare a destra in Via Flaminia per 600 mt. alla rotonda 3 usc. Via Annibale Fada per 400 mt. alla rotonda 1 usc. Via Lagomaggio per 200 mt. continuare su Via Antonio Guadagnoli per 100 mt. PRONTO SOCCORSO continuare su Via Luigi Settembrini per 500 mt. Lunghezza Percorso: mt. ( 3 km. ) Tempo previsto : 7 min. IL PERCORSO DEVE ESSERE VERIFICATO DALL IMPRESA APPALTATRICE PRIMA DI INIZIARE LE LAVORAZIONI IN CANTIERE per verificare se ci sono modifiche alla viabilità ( nuovi divieti, sensi unici, rotatorie ecc. ) Sezione F - Pagina 13 di 35
14 Pronto Soccorso Aziendale F 3.2 Decreto Min. 15 luglio 2003, n. 388 ( pubblicato sulla G.U. n 27 del 3 febbraio 2004 ) Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. 1. Le aziende ovvero le unità produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi. Gruppo A: I) Aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni; II) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale; III) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura. Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A. 2. Il datore di lavoro, sentito il medico competente, ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della propria azienda od unità produttiva e, solo nel caso appartenga al gruppo A, la comunica all'azienda Unità Sanitaria Locale competente sul territorio in cui si svolge l'attività' lavorativa, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso. Se l'azienda o unità produttiva svolge attività lavorative comprese in gruppi diversi, il datore di lavoro deve riferirsi all'attività' con indice più elevato. ART ORGANIZZAZIONE DI PRONTO SOCCORSO 1. Nelle aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 1, che fa parte del presente decreto, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, e della quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti; b) UN MEZZO DI COMUNICAZIONE IDONEO ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. 2. Nelle aziende o unità produttive di gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) PACCHETTO DI MEDICAZIONE, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodito e facilmente individuabile, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 2, che fa parte del presente decreto, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti; b) UN MEZZO DI COMUNICAZIONE IDONEO ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale; 3. Il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso e del pacchetto di medicazione, di cui agli allegati 1 e 2, e' aggiornato con decreto dei Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali tenendo conto dell'evoluzione tecnico-scientifica. 4. Nelle aziende o unità produttive di gruppo A, anche consorziate, il datore di lavoro, sentito il medico competente, quando previsto, oltre alle attrezzature di cui al precedente comma 1, e' tenuto a garantire il raccordo tra il sistema di pronto soccorso interno ed il sistema di emergenza sanitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 e successive modifiche. 5. Nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva, il datore di lavoro e' tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all'allegato 2, che fa parte del presente decreto, ed un mezzo di comunicazione idoneo per raccordarsi con l'azienda al fine di attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Sezione F - Pagina 14 di 35
15 ART REQUISITI E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO 1. Gli addetti al pronto soccorso, designati ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, sono formati con istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle misure di primo intervento interno e per l'attivazione degli interventi di pronto soccorso. 2. La formazione dei lavoratori designati e' svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato. 3. Per le aziende o unità produttive di gruppo A i contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 3, che fa parte del presente decreto e devono prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell'attività' svolta. 4. Per le aziende o unità produttive di gruppo B e di gruppo C i contenuti ed i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 4, che fa parte del presente decreto. 5. Sono validi i corsi di formazione per gli addetti al pronto soccorso ultimati entro la data di entrata in vigore del presente decreto. La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico. ART ATTREZZATURE MINIME PER GLI INTERVENTI DI PRONTO SOCCORSO 1. Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, sulla base dei rischi specifici presenti nell'azienda o unità produttiva, individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento ed i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso. 2. Le attrezzature ed i dispositivi di cui al comma 1 devono essere appropriati rispetto ai rischi specifici connessi all'attività' lavorativa dell'azienda e devono essere mantenuti in condizioni di efficienza e di pronto impiego e custoditi in luogo idoneo e facilmente accessibile. Il Decreto Ministeriale in oggetto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2004, dà attuazione all'art. 15 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n 626. Il Decreto stabilisce le disposizioni per il pronto soccorso nei luoghi di lavoro e, per quanto ci riguarda, con l'art. 5 abroga il vecchio Decreto del 1958 e in allegato definisce i nuovi contenuti delle cassette di pronto soccorso. INDICI DI FREQUENZA INABILITA' PERMANENTE I.N.A.I.L. L''I.N.A.I.L. ha reso noti gli indici infortunistici di inabilità permanente in Italia per gruppo di tariffa, per l'attuazione dell'art.1, comma primo, del Decreto Ministeriale n 388 del 15 luglio 2003 (G.U. n. 27 del 3 febbraio 2004) in materia di pronto soccorso aziendale Indici di frequenza d'infortunio in Italia per gruppo di tariffa INAIL ( * ) tipo di conseguenza: inabilità permanente Codici di Tariffa INAIL Indice 1100 Lavorazioni meccanico-agricole 10, Costruzioni edili 8, Costruzioni idrauliche 9, Strade e ferrovie 7, Linee e condotte urbane 9, Fondazioni speciali 12, Impianti 5, Energia elettrica 2, Gasdotti e oleodotti 2, Impianti acqua e vapore 4, Prima lavorazione legname 7, Falegnameria e restauro 7, Metallurgia 5, Metalmeccanica 4, Macchine 3, Mezzi di trasporto 3, Geologia e mineraria 8, Lavorazione delle rocce 6, Lavorazione del vetro 4, Trasporti 4,93 (*) Per addetti. - Media ultimo triennio disponibile Sezione F - Pagina 15 di 35
16 PACCHETTO DI MEDICAZIONE Contenuto Minimo del Pacchetto di Medicazione ( Allegato 2 del Decreto 15 Luglio 2003 n 388 ) Guanti sterili monouso ( 2 paia ) o guanti in lattice monouso Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml ( 1 ) o acqua ossigenata Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml ( 1 ) Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole ( 1 ) Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole ( 3 ) Pinzette da medicazione sterili monouso ( 1 ) Confezione di cotone idrofilo ( 1 ) Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso ( 1 ) Rotolo di cerotto alto cm 2,5 ( 1 ) Rotolo di benda orlata alta cm 10 ( 1 ) Un paio di forbici ( 1 ) Un laccio emostatico ( 1 ) Confezione di ghiaccio pronto uso ( 1 ) Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari ( 1 ) Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO Contenuto Minimo della Cassetta di Pronto Soccorso ( Allegato 1 del Decreto 15 Luglio 2003 n 388 ) Guanti sterili monouso ( 5 paia ) o guanti in lattice monouso Visiera paraschizzi ( 1 ) Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro ( 1 ) o acqua ossigenata Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml ( 3 ) Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole ( 10 ) Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole ( 2 ) Teli sterili monouso ( 2 ) Pinzette da medicazione sterili monouso ( 2 ) Confezione di rete elastica di misura media ( 1 ) Confezione di cotone idrofilo ( 1 ) Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso ( 2 ) Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 ( 2 ) Rotolo di benda orlata alta cm 10 ( 1 ) dimenticata dal legislatore Un paio di forbici ( 1 ) Lacci emostatici ( 3 ) Ghiaccio pronto uso ( 2 confezioni ) Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari ( 2 ) Termometro Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa meglio se automatico, nella manuale i dati desumibili dalla misurazione della pressione arteriosa sono difficilmente interpretabili da personale non esperto Sezione F - Pagina 16 di 35
17 Il materiale elencato corredato delle istruzioni per l uso dei presidi sanitari suddetti e le istruzioni di primo soccorso, dovrà essere conservato all interno del Pacchetto di Medicazione e/o della Cassetta di Pronto Soccorso, posizionato/a in un luogo accessibile a tutti i lavoratori e contrassegnata esternamente da una croce rossa; i prodotti all interno dei contenitori che ne favoriscono la buona conservazione. I prodotti contenuti all interno della casetta dovranno essere rinnovati periodicamente Il contenuto del pacchetto di medicazione e cassetta di pronto soccorso secondo il Decreto n 388 devono essere integrati sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale. Un elenco non esaustivo può essere il seguente: Pocket mask per la respirazione artificiale Bende per medicazioni oculari Lavaocchi portatili Coperta isotermica Detergente / disinfettante per le mani Triangolo di tessuto Stick magnetico per rimozione schegge metalliche Sacchetti sterili per amputazioni Pacchetti di ghiaccio pronto uso supplementari per le aziende con rischio di amputazioni Collari per traumi cervicali Stecche di varia misura per fratture Barella a cucchiaio (aziende con elevato rischio di traumi) Formazione della Squadra di Pronto Soccorso F 3.3 L Impresa è obbligata ad informare i lavoratori, mediante una riunione formativa con il Medico Competente, sul comportamento e le modalità cui si devono attenere i lavoratori stessi, in caso di un infortunio nel Cantiere, mentre si attende l arrivo dell Ambulanza e/o di un medico, e sull uso del contenuto della Cassetta di Pronto Soccorso. I presidi sanitari dovranno essere opportunamente segnalati mediante cartelli con pittogramma bianco su sfondo verde (secondo le indicazione del D.Lgs. n 493/96) e posizionati in prossimità dei presidi sanitari, in luoghi facilmente visibili. L Impresa appaltatrice dovrà indicare, a mezzo di cartello affisso nel luogo di custodia dei presidi sanitari, ed in prossimità del posto telefonico, il numero di emergenza per la chiamata dell autoambulanza e l indirizzo della struttura pubblica di Pronto Soccorso più prossima al cantiere. Dovranno inoltre essere esposti dei cartelli con l indicazione dei primi soccorsi da portare agli infortunati. Per quanto attiene ai cantieri all'aperto, ove sia prevista una camera di medicazione, dovrà essere preventivata la presenza di un infermiere (o personale adeguante formato). In riferimento a quanto previsto dall'art. 15 del D.Lgs. n 626/96 l'appaltatore, tenendo conto della natura dell'attività e delle dimensioni del cantiere sentito il medico competente ove previsto, prende i provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni e designa i lavoratori incaricati dell'attuazione dei provvedimenti di emergenza. Le caratteristiche minime delle attrezzature di pronto soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione sono individuati in relazione alla natura dell'attività, al numero dei lavoratori occupati e ai fattori di rischio. Il numero dei componenti ciascuna squadra di salvataggio dovrà essere adeguato alla pericolosità dei lavori o alla estensione del cantiere; in ogni caso non può essere inferiore a cinque elementi, in essi compreso un caposquadra I componenti la squadra di salvataggio dovranno essere volontari, avere età compresa fra i 21 anni ed i 45 anni, possedere le attitudini necessarie alle prestazioni loro richieste, conoscere la topografia del cantiere ed essere facilmente reperibili in caso di necessità. L'attrezzatura necessaria per l'equipaggiamento delle squadre di salvataggio è custodita in adatto locale situato in prossimità degli uffici di cantiere. Oltre ai comuni attrezzi di lavoro, dovranno essere disponibili i necessari mezzi di emergenza, quali estintori, lampade di sicurezza, coperta ecc. L'attrezzatura ed i mezzi di cui ai comma precedenti dovranno essere mantenuti in condizioni di efficienza e di pronto impiego. Le squadre di salvataggio dovranno avere un adeguato numero di elementi di riserva per il rimpiazzo di componenti indisponibili o per il rafforzamento del servizio in caso di emergenza. Elementi di riserva dovranno altresì essere designati per il servizio di soccorso previsto dall'articolo precedente. Sezione F - Pagina 17 di 35
18 I componenti delle squadre di salvataggio ed i lavoratori designati per il soccorso, nonché gli elementi di riserva, dovranno essere addestrati e periodicamente allenati nell'uso dei mezzi di protezione e di soccorso. Da parte della stesso Appaltatore dovrà essere approntata ed affissa una lista che riporti i nominativi dei lavoratori incaricati dell attività di pronto soccorso all interno del cantiere. Questi dovranno essere stati formati con adeguato grado di conoscenza sulle norme di soccorso di infortunati e sull uso dei presidi sanitari (come stabilito dal D.Lgs. n 626/94 e come indicato negli Allegati 3 e 4 del Decreto 15 Luglio 2003 n 388). Il DL debba provvedere alla formazione di un numero di lavoratori tale da garantire la copertura di tutti i turni di lavoro e che a tale copertura sia addetto un numero di persone formate che garantisca l effettiva efficienza e funzionalità del sistema di emergenza in funzione dei rischi specifici valutati per ciascuna azienda o unità produttiva. Questo, implica che come condizione minima sia sempre presente in azienda almeno un incaricato, e come condizione soddisfacente siano presenti almeno due incaricati. Nei cantieri edili, nell impossibilità che ogni singola impresa disponga di una persona adeguatamente formata, si realizzi una gestione unitaria delle emergenze ( e dunque del pronto soccorso ) e che questa, progettata dal coordinatore della sicurezza, sia gestita da un datore di lavoro di una delle imprese presenti ( quando presente dell impresa appaltatrice ), anche tramite un proprio preposto. A questa gestione, tutte le imprese dovranno partecipare in modo da garantire la costante presenza nel cantiere di almeno una persona formata nella gestione del pronto soccorso. Nel caso di una gestione separata ogni ditta dovrà agire per conto proprio garantendo idonei presidi, mezzi di comunicazione e lavoratori formati all interno del cantiere. Inoltre le imprese edili di gruppo A che hanno molti cantieri temporanei aperti si trovano anche la difficoltà di raccordo con il sistema di emergenza territoriale. In caso di lavori in sotterraneo, nell'ambito del campo di applicazione del D.P.R. n 320/56, dovranno essere presi in considerazione i seguenti aspetti: nei cantieri che occupano almeno 150 lavoratori per turno ed in quelli in cui, indipendentemente dal numero dei lavoratori occupati, vi sia o possa ritenersi probabile la presenza di gas infiammabili o esplodenti, dovrà essere istituita, per ciascun turno di lavoro, una squadra di salvataggio. Dovranno inoltre essere disponibili autorespiratori ed indumenti protettivi ed incombustibili in numero corrispondente ai componenti la squadra di salvataggio ed agli elementi di riserva. Dovrà essere altresì disponibile un adeguato numero di bombole di ossigeno di ricambio per gli autorespiratori. Nei cantieri ove non sia obbligatoria l'istituzione delle squadre di salvataggio dovranno essere prescelti in numero adeguato e, in ogni caso complessivamente non inferiore a nove, lavoratori volontari idonei ad intervenire in operazioni di soccorso o di salvataggio. Negli stessi cantieri dovranno essere tenuti disponibili almeno quattro autorespiratori con un numero adeguato di bombole di ossigeno di ricambio e gli altri mezzi di emergenza necessari. Sezione F - Pagina 18 di 35
19 CORSO DI FORMAZIONE ( Allegato 3 del Decreto 15 Luglio 2003 n 388 ) Obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori designati al pronto soccorso per le aziende di gruppo A OBIETTIVI DIDATTICI PROGRAMMA ORE Prima giornata MODULO A Allertare il sistema di soccorso a) Cause e circostanze dell'infortunio (luogo dell'infortunio, numero delle persone coinvolte, stato degli infortunati, ecc.) b) comunicare le predette informazioni in maniera chiara e precisa ai Servizi di assistenza sanitaria di emergenza. Riconoscere un'emergenza sanitaria Attuare gli interventi di primo soccorso Conoscere i rischi specifici dell'attività svolta Seconda giornata Acquisire conoscenze generali sui traumi in ambiente di lavoro Acquisire conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro Terza giornata Acquisire capacità di intervento pratico 1) Scena dell'infortunio: a) raccolta delle informazioni b) previsione dei pericoli evidenti e di quelli probabili 2) Accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato: a) funzioni vitali (polso, pressione, respiro) b) stato di coscienza c) ipotermia e ipertermia 3) Nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell'apparato cardiovascol. e respirat. 4) Tecniche di autoprotezione del personale addetto al soccorso 1) Sostenimento delle funzioni vitali: a) posizionamento dell'infortunato e manovre per la pervietà delle prime vie aeree b) respirazione artificiale, c) massaggio cardiaca esterno 2) Riconoscimento e limiti d'intervento di primo soccorso: a) lipotimia, sincope, shock b) edema polmonare acuto c) crisi asmatica d) dolore acuto stenocardico e) reazioni allergiche f) crisi convulsive g) emorragie esterne post- traumatiche e tamponamento emorragico. MODULO B 1) Cenni di anatomia dello scheletro 2) Lussazioni, fratture e complicanze 3) Traumi e lesioni cranio-encefalici e della colonna vertebrale 4) Traumi e lesioni toraco-addominali 1) Lesioni da freddo e da calore 2) Lesioni da corrente elettrica 3) Lesioni da agenti chimici 4) Intossicazioni 5) Ferite lacero contuse 6) Emorragie esterne MODULO C 1) Tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N. 2) Tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute 3) Tecniche di primo soccorso nella sindrome di insufficienza respiratoria acuta 4) Tecniche dì rianimazione cardiopolmonare 5) Tecniche di tamponamento emorragico 6) Tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del traumatizzato 7) Tecniche di primo soccorso in casi di esposiz. accid. ad agenti chimici e biolog Sezione F - Pagina 19 di 35
20 CORSO DI FORMAZIONE ( Allegato 4 del Decreto 15 Luglio 2003 n 388 ) Obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori designati al pronto soccorso per le aziende di gruppo B e C OBIETTIVI DIDATTICI PROGRAMMA ORE Prima giornata MODULO A Allertare il sistema di soccorso a) Cause e circostanze dell'infortunio (luogo dell'infortunio, numero delle persone coinvolte, stato degli infortunati, ecc.) b) comunicare le predette informazioni in maniera chiara e precisa ai Servizi di assistenza sanitaria di emergenza. Riconoscere un'emergenza sanitaria Attuare gli interventi di primo soccorso Conoscere i rischi specifici dell'attività svolta Seconda giornata Acquisire conoscenze generali sui traumi in ambiente di lavoro Acquisire conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro Terza giornata Acquisire capacità di intervento pratico 1) Scena dell'infortunio: a) raccolta delle informazioni b) previsione dei pericoli evidenti e di quelli probabili 2) Accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato: a) funzioni vitali (polso, pressione, respiro), b) stato di coscienza c) ipotermia ed ipertemia. 3) Nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell'apparato cardiovascol. e respirat. 4) Tecniche di autoprotezione del personale addetto al soccorso 1) Sostenimento delle funzioni vitali: a) posizionamento dell'infortunata e manovre per la pervietà delle prime vie aeree b) respirazione artificiale c) massaggio cardiaco esterno 2) Riconoscimento e limiti d'intervento di primo soccorso: a) lipotimia, sincope, shock b) edema polmonare acuto c) crisi asmatica d) dolore acuto stenocardico e) reazioni allergiche f) crisi convulsive g) emorragie esterne post-traumatiche e tamponamento emorragico. MODULO B 1) Cenni di anatomia dello scheletro 2) Lussazioni, fratture e complicanze 3) Traumi e lesioni cranio-encefalici e della colonna vertebrale 4) Traumi e lesioni toraco addominali 1) Lesioni da freddo e da calore 2) Lesioni da corrente elettrica 3) Lesioni da agenti chimici 4) Intossicazioni 5) Ferite lacero contuse 6) Emorragie esterne MODULO C 1) Tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N. 2) Tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute. 3) Tecniche di primo soccorso ella sindrome respiratoria acuta. 4) Tecniche di rianimazione cardiopolmnonare. 5) Tecniche di tamponamento emorragico. 6) Tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del traumatizzato. 7) Tecniche di primo soccorso in caso di esposiz. acciden. ad agenti chimici e biolog Sezione F - Pagina 20 di 35