Source: https://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/dai-valori-della-costituzione-alla-cittadinanza-attiva/
Timestamp: 2020-02-26 19:41:45+00:00
Document Index: 51121565

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 97', 'art. 54', 'art. 54', 'art 2']

Dai valori della Costituzione alla cittadinanza attiva - Patria Indipendente
Nel tempo della riforma costituzionale è bene ricordare i valori della Carta: pubblichiamo l’introduzione di Smuraglia al testo della Costituzione edito dall’ANPI nazionale, distribuito nello zaino dei ragazzi che hanno partecipato all’inaugurazione dell’anno scolastico a Ponticelli, alla presenza del Presidente della Repubblica e del ministro del MIUR
Costituzione Democrazia Eguaglianza Libertà Società
I Costituenti: Piero Calamandrei
Illustrarla articolo per articolo richiederebbe volumi e per ogni norma un’analisi approfondita. Ciò che intendo fare, in questa sede, è soffermarmi soprattutto sui valori fondamentali che emergono dal complesso della Costituzione e che dovrebbero essere quelli cui si ispira tutta la vita politica, economica, sociale del Paese. Non parlo, dunque, di princìpi (che sono regole di carattere generale e di grande importanza, ma pur sempre princìpi, chiaramente definiti soprattutto nella prima parte della Carta, dall’art.1 fino all’art. 54).
I Costituenti: Umberto Terracini
I Costituenti: Aldo Moro
Ed ecco il valore del lavoro, come attributo indispensabile della persona, proprio perché essa possa svilupparsi e realizzarsi. Un valore chiaramente espresso nell’art. 1, che fa del lavoro, addirittura, il fondamento della Repubblica. Un lavoro che è considerato in termini generali, come svolgimento di un’attività socialmente utile, ma poi gode di particolari protezioni (artt. 4, 35, 36, 37), quando si tratta di attività svolta in una situazione di dipendenza economica. Perché il lavoro è un valore? Perché consente un naturale sviluppo della persona, perché l’ozio non si addice ad un “cittadino” e perché infine è col lavoro che si acquista la possibilità e il diritto di assicurare a se stesso ed alla propria famiglia un’esistenza “libera e dignitosa” (art. 36) e – più ancora – quello di partecipare alla organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3).
I Costituenti: Leo Valiani
I Costituenti: Pietro Nenni
Procedendo ancora, non si può non sottolineare la scelta che è stata fatta dal legislatore costituente, dichiarando all’art. 1 che l’Italia è una “Repubblica democratica”. Con queste due semplici parole si esplicita una scelta, ma si evidenzia anche un valore, che è quello che poi sta alla base di tutto ed è la democrazia. Ci sono varie definizioni: democrazia è il governo di molti e non di pochi; democrazia è partecipazione; democrazia è il contrario di ogni tipo di autoritarismo; e così via. La nostra si qualifica come parlamentare (che vuol dire strutturata attorno ad un Parlamento, che esprime gli indirizzi generali ed esercita il potere legislativo), ma non esclude, ed anzi esplicitamente prevede anche forme di partecipazione diretta dei cittadini (l’iniziativa popolare delle leggi, il diritto di petizione, il referendum e così via).
I Costituenti: Luigi Einaudi
Gli storici, infatti, ammoniscono che la storia può ripetersi, anche con modalità differenti; e per questo bisogna fare attenzione ai pericoli e tenere sempre conto degli insegnamenti della storia. Il che vuole dire anche coltivare la memoria, che non è solo ricordo, ma è anche conoscenza e riflessione e, come tale, diventa – a sua volta – un valore.
Ho lasciato in fondo l’etica, ma non perché sia meno importante. Nella Costituzione non ricorre questa parola in modo esplicito, ma questo valore è immanente, anche nella parte seconda della Carta costituzionale, perché non è immaginabile un Paese democratico che non si ispiri ad una morale ferrea; altrimenti, la democrazia finirebbe per essere costruita su palafitte, rischiando di essere ingoiata dalle sabbie mobili. Ecco perché, salvo qualche rara eccezione (l’art. 97 prescrive “…il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione”; l’art. 54 impone ai cittadini, cui sono affidate funzioni pubbliche, di adempierle con disciplina e onore), di etica non si parla esplicitamente, ma essendo chiaro e pacifico che una democrazia corrotta non è una democrazia e che la caduta dei valori morali incide necessariamente su tutto il sistema delineato dalla Costituzione.
I Costituenti: Giuseppe Saragat
In questo senso, va richiamato – per assonanza – anche il valore della legalità, che non si esprime solo con l’obbligo di rispettare le leggi (art. 54), ma presuppone il “rispetto”, anzitutto, della Costituzione, che è la legge delle leggi; e poi nel concetto di legalità è incluso il dovere di ogni cittadino di comportarsi civilmente, rispettando gli altri soggetti e gli altri valori, ancorché non ci sia un espressa sanzione (“e ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso”: Pericle, agli ateniesi nel 431 a.c.).
Tutto questo, si collega, infine, con i doveri cui tutti devono attenersi, perché anche in questo è ravvisabile un valore importante.
È per questa via che acquista un valore immenso la solidarietà (pur proclamata, di principio, nell’art 2 in tutte le forme possibili, politiche, economiche e sociali), ma è rilevante anche il civismo, il senso – cioè – della cittadinanza, di appartenenza ad una collettività. Ancora una volta, torna in primo piano il valore della partecipazione, fondamentale – come ho detto – già nei documenti dell’antica Atene, ma tuttora di grande attualità. Il cittadino, non solo deve esercitare la sovranità popolare partecipando alle elezioni (quali che siano le sue scelte), ma poi deve chiedere conto ai suoi “delegati” di ciò che fanno nell’interesse comune, deve far sentire la propria voce, partecipare al dibattito pubblico sulle questioni di fondo, indignarsi per le cose che non vanno, svolgere azioni concrete di volontariato. Questa è la cittadinanza attiva, che alla fine, è il valore più rilevante di ogni altro, non solo perché è il sale della democrazia, ma anche, e soprattutto, perché è la maggior garanzia del rispetto e dell’attuazione di tutti gli altri valori, nel concreto, nella vita pubblica e nella vita quotidiana.
I Costituenti: Paolo Emilio Taviani
Il distacco, l’indifferenza, non appartengono alla democrazia e non la qualificano; non valorizzano la persona e non ne esaltano la dignità. Dunque l’invito che implicitamente ci rivolge la Carta Costituzionale ad essere cittadini partecipi e consapevoli deve essere raccolto, perché solo nel quadro di una cittadinanza attiva, per tutti, si realizzano concretamente i valori di cui ho detto e si combattono tutti i pericoli a cui sono esposte, sempre, la democrazia e la stessa convivenza civile.
Stampato il 26/02/2020 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/dai-valori-della-costituzione-alla-cittadinanza-attiva/