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Timestamp: 2017-01-16 19:27:43+00:00
Document Index: 45749392

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8']

Circolare INPS n. 75 del 12.04.2007
Integrazioni salariali - decadenza ex art. 8
co. 5 L. 160/88
SOMMARIO: Chiarimenti sulla decorrenza della
decadenza ex art. 8 co. 5 L. 160/88, in base ai criteri enunciati nell�'ordinanza
n. 190/96 della Corte Costituzionale e delle sentenze n.11679/05 e 4004/07 della
L�'art. 8 comma 4 della
L. 160/88 dispone che «il lavoratore che svolga attività di lavoro autonomo o
subordinato durante il periodo di integrazione salariale non ha diritto al
Lo stesso articolo, al comma 5, dispone che «il
lavoratore decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale nel caso
in cui non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede
provinciale dell�'Istituto nazionale di previdenza sociale dello svolgimento
della predetta attività».
Con circolari n.171 del 4.8.1988 punto 5) e n.179 del
12.12.2002, questo Istituto ha dato istruzioni in merito alla succitata norma.
L�'ordinanza n.190/96 della Corte Costituzionale e la
sentenza n.4004/07 della Corte di Cassazione hanno enunciato dei principi
riguardanti l�'ambito di operatività della suddetta norma e in particolare il
termine iniziale da cui decorre la decadenza in oggetto.
Visti i numerosi quesiti che sono giunti e continuano a
giungere sull�'argomento e premesso che le interpretazioni giuridiche fornite
dalla magistratura hanno confermato gli orientamenti espressi da questo
Istituto, si riportano di seguito i chiarimenti riguardanti il termine iniziale
da cui far decorrere la decadenza ex art. 8 co. 5 L. 160/88.
L'individuazione dell'ambito oggettivo delle
prestazioni che dalla decadenza di cui al 5° comma del citato articolo 8
risultano colpite discende dalla finalità che la medesima intende perseguire.
Al riguardo, la Corte Costituzionale, con l'ordinanza n.190 del 1996, ha
affermato che la norma in esame "si propone di garantire che le risorse
disponibili per gli interventi di integrazione salariale siano effettivamente
destinate ai disoccupati" e che "la natura della sanzione e del fatto
sanzionato escludono la possibilità di graduazione secondo un criterio di
proporzione", onde la suddetta decadenza non si limita alle giornate di
lavoro effettuate o all'importo equivalente al reddito da lavoro percepito dal
lavoratore posto in integrazione salariale. L'orientamento del Giudice delle
leggi è stato recepito dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza n.11679
del 2005, ha affermato che l'eventuale decadenza limitata al periodo
concomitante all'attività lavorativa svolta condurrebbe alla "sostanziale
e irragionevole equiparazione del lavoratore osservante l'obbligo di
comunicazione (di cui all'art. 8 c. 5 L. 160/88) al lavoratore
inadempiente".
Tali principi sono stati ripresi e ulteriormente
sviluppati dalla sent. Cass. n.4004/07 la quale ha affrontato il caso di un
lavoratore che aveva percepito la CIGS per più periodi consecutivi di
concessione derivanti da altrettanti decreti.
Per la Suprema Corte il lavoratore che non ha adempiuto
l�'obbligo di comunicazione di cui all�'art. 8 co. 5 L. 160/88, decade dall�'intero
periodo di CIGS, anche se derivante da più di un provvedimento di concessione.
Tale soluzione è basata sul principio di unicità del
trattamento straordinario, che costituisce una prestazione assistenziale
unitaria discendente da un unico decreto di concessione, la cui efficacia
temporale quantunque prorogata perdura ininterrotta per l�'intero periodo in
cui si estende il beneficio.
"La domanda iniziale del datore di lavoro, volta
al riconoscimento del relativo trattamento, è diretta all�'emanazione di un
provvedimento amministrativo sulla base di una valutazione, da parte della
competente autorità amministrativa, della situazione di fatto illustrata dal
programma presentato dall�'impresa interessata, mentre le richieste successive
intervengono in relazione ad un rapporto già costituito, nell�'ambito del
quale il datore di lavoro è già titolare di posizioni di diritto soggettivo (cfr.
in tali termini tra le numerose: Cass., Sez. Un., 5 maggio 1999 n.30, Cass. 10
marzo 2004 n.4922; Cass. 27 ottobre 2003 n.16117, per la riaffermazione del
principio che le richieste di proroga sono dirette alla conferma del trattamento
di integrazione salariale ed intervengono nell�'ambito di un rapporto già
costituito; Cass. 3 agosto 2000 n.9236, che precisa altresì come gli enunciati
principi valgono non solo per le ipotesi di cassa integrazione per
«ristrutturazione» o «riconversione industriale» in senso proprio, ma anche
per i caso di «crisi aziendali» - non ricollegati a suddetti processi  che
comportano un ridimensionamento delle attività e degli elementi attivi e
passivi dell�'azienda)."
Nei limiti della prescrizione decennale, le Direzioni
di produzione provvederanno al recupero delle somme percepite indebitamente dai
beneficiari di integrazione salariale, salvo nel caso in cui sentenze passate in
giudicato abbiano accertato il il debito in misura minore.