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Timestamp: 2018-07-16 02:56:18+00:00
Document Index: 25835224

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 148', 'art. 3', 'art.1', 'art. 148', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 148', 'art. 227', 'art.\n6', 'art. 143', 'art. 193', 'art. 147', 'art. 148', 'art. 2', 'art. 148', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 3', 'art. 148', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 230', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 148']

la rinascita di isola delle femmine: ISOLA DELLE FEMMINE REENDICONTO 2012 CORTE DEI CONTI Deliberazione n. 174.2014.PRSP E DELIBERA 128 2013 rendiconto 2011 e bilancio di previsione 2012
Deliberazione n. 174/2014/PRSP
Sezione di controllo per la Regione
nell’adunanza dell’1 ottobre 2014,
Anna Luisa Carra
- Primo referendario - relatore
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n.
1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n.
20 e successive modificazioni;
l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre
2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23
dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede
che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a
statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano
compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto
dall’art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre
2012, n. 213;
vista deliberazione di questa sezione di controllo n. 196/2013/INPR
avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 gli organi di revisione economico-finanziaria
degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione
sul rendiconto di gestione 2012”;
la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana del
19 agosto 2013, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e al Presidente del
Collegio dei revisori la predetta deliberazione di questa Sezione di controllo,
nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione entro trenta
giorni dalla ricezione del questionario, o dall’approvazione del rendiconto, se
successiva;
esaminata la relazione sul rendiconto
2012, compilata dall’Organo di revisione contabile del comune di Isola delle
Femmine (PA), e la successiva documentazione istruttoria;
vista l'ordinanza del Presidente
della Sezione di controllo n. 172/2014/CONTR del 22 settembre 2014 con la quale
la Sezione del controllo è stata convocata per gli adempimenti di cui al
menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000;
viste le controdeduzioni dell’ente;
udito il relatore, Primo referendario
dott. Francesco Albo;
L’art. 1, commi 166 e 167, della
legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini
della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della
finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti
locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di
previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio
medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla
riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo,
volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e
della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del
procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate
dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le necessarie
misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento
della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e
119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce ad assicurare quale organo terzo ed imparziale di garanzia
dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta
gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello
Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato quadro scaturito dalle legge
costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012.
giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale
peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi
legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le
sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il
controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello
che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti
consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va
ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da
intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti
enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva
non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma
dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo
all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire
l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e
ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto
dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174,
convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro dei
controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di
accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della
mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire
la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi
posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60
giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i
provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli
equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di
competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro,
espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le
Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti
locali tengano conto anche delle
partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione
di servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali
all'ente.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione,
per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza
degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della Corte dei
conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi
imposti, inibitori, pro parte,
dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (cfr. Corte costituzionale,
sentenza n. 39/2014) la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e
indipendente “si giustifica in ragione
dei caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della
Corte dei conti (sentenza n. 226 del 1976)” onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili
di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali
disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando
conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al
rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte Costituzionale n. 40/2014).
Nel caso in cui, invece, sussistano
squilibri meno rilevanti o irregolarità non così gravi da richiedere l’adozione
della pronuncia di accertamento ex art. 148 bis TUEL, l’esito del controllo
demandato alla Corte può, comunque, comportare eventuali segnalazioni, in
chiave collaborativa, come previsto dall’articolo 7, comma 7 della legge
131/2003, pur sempre volte a favorire la riconduzione delle criticità emerse
entro i parametri della sana e corretta gestione finanziaria al fine di
salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il rispetto dei necessari
equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a salvaguardia delle
esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in tal caso l’ente
interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute ed a porre in essere
interventi idonei per evitare l’insorgenza di situazioni di deficitarietà e di
squilibrio ovvero per addivenire al superamento delle stesse.
Dall’esame della predetta relazione, redatta dall’organo di
revisione del Comune di Isola delle
Femmine (PA), e dalla successiva istruttoria, sono emerse le seguenti criticità:
1. tardiva approvazione del
rendiconto 2012 (18/06/2013) rispetto ai
termini previsti dall’art. 227 del TUEL;
2. mancata certificazione ed
allineamento contabile dei debiti/crediti con gli organismi partecipati ex art.
6 comma 4 del d.l. 95/2012 e la conseguente mancata predisposizione della nota
informativa. Elevati debiti dell’Ente nei confronti della Società ATO 1 PA
(dalla deliberazione n. 298/2013 risultano pari a € 4.986.963,28) e mancato
riscontro tra le passività potenziali;
3. debiti fuori bilancio
ancora da riconoscere al 31.12.2012 per € 729.905,17 e già riconosciuti per €
3.300,00;
4. grave disavanzo di
amministrazione per l’esercizio 2012 pari a € 1.416.846,57;
5. basso tasso di
realizzazione dei residui attivi del titolo I e III e conseguente sforamento
del parametro di deficitarietà n. 3 (87,99%) e bassa velocità di pagamento
della spesa corrente con conseguente sforamento del parametro di deficitarietà
n. 4 (102,38%);
6. il conseguente perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità,
che dà luogo ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine esercizio per
€1.068.861,68, che rappresentano il 21,74% dei primi tre titoli delle entrate.
All’adunanza dell’1 ottobre 2014, per l’Amministrazione, che
ha fatto pervenire una memoria oltre i termini assegnati per il contraddittorio
documentale (prot. Cdc n. 7667 dell’1 ottobre 2014), non erano presenti rappresentanti.
Per quanto concerne il primo punto, l’ente non motiva le
cause del ritardo, probabilmente riconducibili allo scioglimento del consiglio
comunale ex art. 143 del Tuel, disposto con DPR 12 novembre 2012.
In riferimento al punto 2, il comune riferisce di non aver
potuto procedere all’allineamento contabile con le società partecipate a causa
di un contenzioso instaurato dalla Commissione straordinaria nei confronti
della società d’ambito per la gestione dei rifiuti, che in primo grado ha avuto
esito favorevole per l’ente.
Ciononostante, alla data del 31 dicembre 2013,
la società ATO 1 PA vanta un credito nei confronti del comune per euro
5.940.410, a fronte di corrispondenti residui passivi per euro 3.469.956,44.
Pur riconoscendo il meritorio sforzo intrapreso a tutela
dell’ente, il Collegio non può esimersi dal constatare l’emersione di passività per
oltre 1,5 milioni di euro, allo stato sprovviste di copertura finanziaria,
che costituiscono una rilevante incognita per gli equilibri finanziari, anche
futuri, dell’ente, ed impongono l’urgente adozione di tutte le misure
prudenziali utili a mitigarne l’impatto sul bilancio.
A questa situazione si aggiunge la presenza di debiti fuori
bilancio al 31.12.2012 da riconoscere per euro 729.905,17.
La Sezione, nel prendere atto dell’avvenuto riconoscimento
di buona parte di queste passività da parte dalla Commissione straordinaria nel 2013
(euro 511.132,58) ed in parte nel 2014 (euro 49.330.32), non può esimersi dall’esprimere
preoccupazione per gli equilibri di bilancio, in considerazione delle
incognite, ereditate da gestioni precedenti,
che gravano finanziariamente sull’ente.
Auspica, pertanto, un controllo concomitante e costante
della situazione gestionale, teso alla tempestiva segnalazione delle passività
all’organo consiliare (o, in sua vece, all’organo straordinario), ai fini della
tempestiva riconduzione delle passività al sistema di bilancio.
preoccupante risulta la situazione del disavanzo di amministrazione, pari ad
oltre 1,4 milioni di euro, anche in questo
caso ereditato da precedenti gestioni, pur dovendosi riconoscere che, a seguito
dell’innalzamento del prelievo fiscale e del contenimento della spesa corrente,
lo stesso si è pressochè dimezzato al 31 dicembre 2013 (-euro 779.222,43), con
prospettive di ulteriore miglioramento per gli esercizi futuri.
In riferimento al
punto 4, permangono le anomalie gestionali, che danno luogo al superamento dei valori limite
previsti nei parametri di deficitarietà n. 3 e 4. Tale situazione si protrae
nel 2013, pur con un miglioramento dei valori.
Particolare attenzione, in questo contesto, va posta ai residui
attivi, da contabilizzare con criteri prudenziali, anche in considerazione della
progressiva erosione della liquidità che ne consegue, fronteggiata attraverso
il ricorso a frequenti anticipazioni di tesoreria.
scopertura al 31 dicembre 2012, pari ad euro 1.068.861,68 , supera i valori
limite del parametro di deficitarietà n. 9.
Pur prendendo atto del miglioramento della situazione a
seguito dell’anticipazione di liquidità richiesta ex DL n. 35/2013, in una prospettiva
di medio lungo periodo si rendono comunque necessarie una serie di misure
correttive, che, proseguendo nel percorso intrapreso, tendano all’efficientamento delle procedure di riscossione, alla contabilizzazione di
tali proventi maggiormente ispirata a criteri prudenziali e ad una riduzione
delle spese entro le reali capacità di bilancio.
Nel delineato
contesto, risulta inoltre auspicabile un’intensificazione della periodicità
delle verifiche di cui all’art. 193, comma 2, Tuel, sul permanere degli
equilibri della gestione di competenza, di cassa e in conto residui, nel più
generale contesto delle misure funzionali al controllo di cui all’art. 147
quinquies, sui cui effetti questa Sezione sarà chiamata a vigilare.
In merito alle misure correttive, il Collegio rileva che la
quasi totalità dei profili di criticità rilevati sono stati oggetto di
pronuncia di accertamento della Sezione in occasione delle verifiche sul
rendiconto 2011 e sul bilancio di previsione 2012. A seguito della delibera n.
298/2013/PRSP, la Commissione straordinaria del Comune, con la deliberazione n.
2 del 15/01/2014, ha avviato un percorso di correzione delle disfunzioni
Conclusivamente, la Sezione osserva che, nonostante i significativi
sforzi posti in essere dalla Commissione straordinaria al fine di ricondurre il
quadro gestionale ereditato entro parametri fisiologici, e gli apprezzabili
miglioramenti registrati, permangono, allo stato, motivi di forte preoccupazione
per gli equilibri di bilancio.
All’esito della verifica sul rendiconto 2012,
accerta la presenza, nei termini evidenziati, dei profili di criticità con
riferimento a tutti i punti elencati in narrativa.
a cura del servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed all’organo
di revisione del comune di Isola delle Femmine (PA).
l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dal
ricevimento della presente deliberazione, le misure correttive adottate
dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai fini
della relativa verifica.
Così deliberato in Palermo, nella
camera di consiglio dell’1 ottobre 2014.
(Francesco Albo)
in segreteria il 27 ottobre 2014
(Boris Rasura)
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doGestioneRicerca.do
nell’adunanza del 16 ottobre 2013, composta dai
seguenti magistrati:
Consigliere - relatore
Primo Referendario
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio
1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n.
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267 e successive modificazioni (T.U.E.L.);
visto, in particolare, l’art. 148 bis del
T.U.E.L., introdotto dal decreto legge n. 174 del 10 ottobre 2012, convertito
dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012;
l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006);
in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;
vista la deliberazione di questa
Sezione n. 204/2012/INPR del 30 luglio 2012
avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006),
gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in
Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2011 e/o sul bilancio di previsione 2012”;
vista la nota della Sezione di
controllo per la Regione siciliana del 21 agosto 2012,
con la quale è stata inoltrata al Sindaco e all’Organo di revisione
economico-finanziaria del Comune di Isola delle Femmine la precitata delibera
n. 204/2012/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro
ritrasmissione, da parte del Collegio dei revisori, entro trenta giorni
dall’approvazione del consuntivo e/o del bilancio di previsione;
l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 428/2013/CONTR. del 3
ottobre 2013, con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno
16 ottobre 2013 per gli adempimenti di cui al
menzionato art. 148 bis del T.U.E.L.;
medesimo, formulato sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla
Al riguardo, occorre evidenziare
la peculiare natura di tale forma di controllo, ascrivibile alla categoria del
riesame di legalità e regolarità, in grado di finalizzare il confronto tra
fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive
funzionali a garantire il rispetto complessivo degli equilibri di bilancio.
Questo nuovo modello di
controllo, come ricordato dalla Corte costituzionale nella recente sentenza n.
60/2013, configura, su tutto il territorio nazionale, un sindacato generale ed
obbligatorio sui bilanci preventivi e rendiconti di gestione di ciascun ente
locale, finalizzato a tutelare, nell’ambito del coordinamento di finanza
pubblica, la sana gestione finanziaria del complesso degli enti territoriali,
nonché il rispetto del patto di stabilità interno degli obiettivi di governo
dei conti pubblici concordati in sede europea.
Esso si colloca nell’ambito
materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli
articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei
conti contribuisce ad assicurare, quale organo terzo ed imparziale di garanzia
dell’equilibrio economico finanziario del settore pubblico e della corretta
gestione delle risorse collettiva, in quanto al servizio dello Stato - ordinamento.
Da ultimo, l’art. 148 bis del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dall’art. 3, comma 1,
lettera e), del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012, ha inteso rafforzare il
quadro dei controlli e dei presidi della gestione delle risorse finanziarie
pubbliche, nell’ambito di inderogabili istanze unitarie nell’assetto
policentrico della Repubblica.
Nel caso di accertamento, da
parte della Sezione, di squilibri economico finanziari, della mancata copertura
di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria, o del mancato
rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è previsto,
infatti, l’obbligo per gli enti interessati di adottare, entro sessanta giorni
dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i
provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri
di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di propria
Ulteriori forme di tutela degli
equilibri di bilancio sono state previste nel caso do operazioni contabili
prive di copertura o di cui sia accertata l’insostenibilità finanziaria.
Qualora le irregolarità
esaminate dalla Sezione regionale non siano così gravi da rendere necessaria
l’adozione della delibera prevista dall’art. 148 bis, comma 3, del T.U.E.L., la
natura collaborativi del controllo, anche in relazione alla previsione
contenuta nell’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131, suggerisce
di segnalare agli Enti anche irregolarità contabili non gravi o meri sintomi di
precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da sintomi di criticità o
da difficoltà gestionali, anche al fine di prevenire l’insorgenza di situazioni
di deficitarietà o di squilibrio, idonee a pregiudicare la sana gestione
finanziaria che deve caratterizzare l’amministrazione di ciascun Ente.
In ogni caso, l’Ente interessato
è tenuto a valutare le segnalazioni che ha ricevuto ed a porre in essere
interventi idonei per addivenire al loro superamento.
L’organo di revisione del Comune
di Isola delle Femmine ha trasmesso la relazione sul rendiconto 2011 e quella sul bilancio di previsione 2012, di cui all’art. 1, commi
166 e 167, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria per l’anno 2006).
Dall’esame delle predette relazioni e dalla successiva istruttoria sono
emerse le seguenti criticità:
1. notevole ritardo
nell’approvazione del rendiconto 2011 rispetto ai termini di legge (1 ottobre
2012);
2. volume dei residui attivi
di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai
titoli I e III (con l'esclusione dell'addizionale Irpef) pari a 52,09% dei valori di accertamento delle entrate dei
medesimi titoli I e III (esclusi i valori dell'addizionale Irpef);
3. ammontare dei residui
attivi di cui al titolo I e al titolo III superiore al 65 per cento (pari al
120,28%) (provenienti dalla gestione dei residui attivi) rapportata agli
accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli I e
4. volume dei residui passivi
complessivi provenienti dal titolo I superiore al 40 per cento (pari a 88,32%)
degli impegni della medesima spesa corrente;
5. anticipazioni di tesoreria
non rimborsate al 31 dicembre 2011, superiori al 5% della spesa corrente;
6. presenza di debiti fuori
bilancio non segnalati dai Responsabili dei servizi, emersi
in fase di approvazione del Rendiconto di gestione 2012, per €629.000 ai
quali si aggiungono passività potenziali per €2.300.000 e spese per incarichi
legali per €392.000 solo in minima parte impegnati. I debiti riconosciuti
nell’esercizio 2012 ammontano a €3.300;
7. necessità di verificare il
rispetto del parametro di deficitarietà n. 6, relativo al rapporto della spesa
per il personale sulle entrate correnti,
la percentuale indicata del 36,69% è impropriamente determinato
rapportando la spesa per il personale depurata delle componenti da escludere
sulle entrate correnti;
8. irregolare utilizzo dei
capitoli afferenti ai servizi conto terzi e mancato rispetto del principio di
tassatività di cui al principio contabile 2.25 delle “altre spese per servizi
conto terzi” in particolare:
liquidazione borsa di studio,
liquidazione fatture relative al servizio di pulizia dei locali;
spese per pagamento manifestazioni santo patrono;
9. bassa capacità di riscossione
dei proventi derivanti da proventi da recupero evasione tributaria,
Residui al 1 gennaio 2012
Riscossioni al 31/12/2012
% riscossione
10. mancato aggiornamento del
conto del patrimonio come previsto dall’art. 230 TUEL;
11. debiti nei confronti della
Società ATO 1 PA per €4.986.963,28, per i quali non si riscontra in bilancio un
corrispondente importo di residui passivi che ammontano a € 3.094.130,15;
Le criticità di cui ai punti 2, 3, 5, 6, 8, 9 sono stati oggetto di
specifica pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n.
139/2012/PRSP).
mancata approvazione del programma degli incarichi di collaborazione
previsto dall’art. 42 comma 2 lettera b) del TUEL ;
equilibri di bilancio garantito dal ricorso a entrate correnti
aventi carattere non ripetitivo e forte squilibrio tra entrate e spese correnti
aventi carattere non ripetitivo;
bassa capacità di riscossione dei proventi da sanzioni
amministrative pecuniarie per violazione del codice della strada e da recupero
evasione tributaria;
reiterato ricorso ad anticipazioni di tesoreria; al 31/12/2012 le
anticipazioni inestinte ammontano a €1.068.861,88;
mancato rispetto del limite di spesa per il personale di cui
all’art. 1 comma 557 della legge 296/2006;
Le criticità di cui ai punti 3, 4 e 5 sono stati oggetto di
adunanza pubblica del 16 ottobre 2013, per
l’Amministrazione, che non ha depositato memorie, sono presenti il Segretario generale, D.ssa Sonia Acquado,
ed il Responsabile dei Servizi finanziari, Dr. Ignazio Tabone, i quali hanno inteso solo riferire che il rapporto tra le spese per il personale e
quelle correnti è stato determinato dal pagamento di una notevole somma
arretrata corrisposta ad un dipendente, consegnando, nella circostanza, uno
specchio riepilogativo.
Alla luce di quanto sopra, il
Collegio ritiene che permangano tutte le
criticità evidenziate nei punti sopra indicati.
All’esito della verifica sul rendiconto 2011 e sul
bilancio di previsione 2012 accerta, per quel che riguarda:
- il rendiconto 2011, il permanere delle criticità 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 8, 10 e 11;
- il bilancio di previsione 2012, il permanere delle criticità 1, 2, 3, 4 e 5.
che, a cura del Servizio di supporto della
Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata alla
Commissione straordinaria ed all’organo di revisione del Comune di Isola delle
Femmine (PA) per le necessarie misure correttive
che l’Ente trasmetta a questa Sezione di
controllo le misure correttive adottate dalla Commissione straordinaria entro i
termini di cui all’art. 148 bis, comma
3, del T.U.E.L., ai fini della relativa verifica.
Depositato in Segreteria il 22
A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA
PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/12/ricordando-mauro-rostagno-intervento-di_96.html
Pubblicato da Pino Ciampolillo a 9:30 AM
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