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Timestamp: 2018-08-19 16:56:06+00:00
Document Index: 167128635

Matched Legal Cases: ['art.  28', 'art.  95', 'art. 2', 'art.  5', 'art.  74', 'art. 12', 'art. 19', 'art.  38', 'art. 45', 'art.  75', 'art.  17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 20 marzo 2009, n. 60 - Regolamento concernente la disciplina dei criteri per la tutela e il funzionamento dell'elenco previsto dall'articolo 95, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09G0074) (GU n. 136 del 15-6-2009 | Architetto.info
<AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 16 aprile 2009
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 19 maggio 2009>
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI – DECRETO 20 marzo 2009, n. 60 – Regolamento concernente la disciplina dei criteri per la tutela e il funzionamento dell’elenco previsto dall’articolo 95, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09G0074) (GU n. 136 del 15-6-2009
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 20 marzo 2009, n. 60 - Regolamento concernente la disciplina dei criteri per la tutela e il funzionamento dell'elenco previsto dall'articolo 95, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09G0074) (GU n. 136 del 15-6-2009 )
DECRETO 20 marzo 2009 , n. 60
Regolamento  concernente  la disciplina dei criteri per la tutela e
il  funzionamento dell’elenco previsto dall’articolo 95, comma 2, del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09G0074)
n.  233, recante il regolamento di riorganizzazione del Ministero per
i  beni e le attivita’ culturali, a norma dell’articolo 1, comma 404,
Visto  l’articolo  28,  comma  4 del decreto legislativo 22 gennaio
2004,  n.  42  e successive modificazioni, recante il codice dei beni
culturali  e  del paesaggio, che prevede che in caso di realizzazione
di  lavori  pubblici  ricadenti  in aree di interesse archeologico il
soprintendente  puo’  richiedere  l’esecuzione  di saggi archeologici
preventivi sulle aree medesime a spese del committente;
Visto il comma 1 dell’articolo 95 del decreto legislativo 12 aprile
2006,  n.  163,  e  successive  modificazioni,  recante il codice dei
contratti   pubblici  relativi  a  lavori,  servizi  e  forniture  in
attuazione  delle  direttive  2004/17/CE  e  2004/18/CE, che prevede,
nell’ambito  della  procedura  di  verifica preventiva dell’interesse
archeologico,    che    le   stazioni   appaltanti   trasmettono   al
soprintendente  territorialmente competente, prima dell’approvazione,
copia  del  progetto preliminare o di un stralcio di esso sufficiente
ai   fini   archeologici   e   che   raccolgono   ed  elaborano  tale
documentazione  mediante  i  dipartimenti  archeologici universitari,
ovvero  mediante  i  soggetti  in  possesso  del  diploma di laurea e
specializzazione   in  archeologia  o  di  dottorato  di  ricerca  in
Visto  il  comma  2 del predetto articolo 95, che istituisce presso
questo  Ministero l’elenco degli istituti archeologici universitari e
dei  soggetti  in  possesso  della  necessaria  qualificazione per lo
svolgimento   dell’attivita’   di   raccolta  ed  elaborazione  della
documentazione  sopra  indicata,  demandando  ad  un apposito decreto
ministeriale la disciplina dei criteri per la tenuta di detto elenco;
Acquisito  il  parere  favorevole  del Ministero dell’universita’ e
della ricerca, reso con nota prot. n. 803 del 14 febbraio 2006;
Udito  il  parere  interlocutorio  del Consiglio di Stato, espresso
dalla  sezione consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza del 13
marzo 2006;
personali, espresso nella riunione del 16 marzo 2006;
Sentita    la    rappresentanza   dei   dipartimenti   archeologici
universitari,  cosi’  come  indicati  dal  Ministero dell’istruzione,
dell’universita’  e della ricerca con nota prot. n. 1618 dell’8 marzo
2008,   mediante  acquisizione  dei  pareri  formulati  dai  relativi
Acquisito  il parere del Consiglio superiore per i beni culturali e
paesaggistici, reso nella seduta del 3 settembre 2007;
Acquisiti  i pareri del Ministero della giustizia, espressi in data
30 aprile 2008 e 23 dicembre 2008;
Udito  il  definitivo parere del Consiglio di Stato, espresso dalla
Sezione  consultiva  per  gli  atti  normativi  nell’Adunanza  del 27
effettuata con la nota n. 5065 del 9 marzo 2009;
Oggetto e criteri per la tenuta e il funzionamento dell’elenco
1.  Il  presente  decreto  disciplina  i criteri per la tenuta e il
funzionamento,  presso  il  Ministero  per  i  beni  e  le  attivita’
culturali (d’ora in avanti denominato «Ministero»), dell’elenco degli
istituti  e  dei  dipartimenti archeologici universitari, nonche’ dei
soggetti  in  possesso  del  diploma  di  laurea  e  del  diploma  di
archeologia,  o  di titolo di studio estero equipollente, qualificati
all’attivita’  di  raccolta  ed  elaborazione di cui all’articolo 95,
comma  1,  del  decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (d’ora in
avanti denominato «elenco»).
2.   L’elenco  e’  tenuto  dalla  Direzione  generale  per  i  beni
archeologici  (d’ora  in  avanti  denominata  «Direzione»), secondo i
criteri   e   le   modalita’   stabiliti  nel  presente  decreto.  La
partecipazione  di  tutti  i soggetti interessati e’ assicurata anche
mediante  gestione  informatica  dell’elenco  secondo  le  specifiche
tecniche  definite  dalla  Direzione  e  dalla Direzione generale per
l’innovazione tecnologica e la promozione.
3.  L’elenco  si  compone  di due sezioni. Nella prima sezione sono
inseriti  i  dipartimenti  o  istituti archeologi universitari. Nella
seconda  sezione  sono  inseriti  gli  altri soggetti in possesso dei
requisiti di cui agli articoli 3 e 11 del presente decreto.
attivita’  culturali,  a norma dell’articolo 11 della legge
15  marzo  1997,  n.  59»,  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
– Il decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre
2007,  n. 233, recante «Regolamento di riorganizzazione del
Ministero  per  i  beni  e  le attivita’ culturali, a norma
dell’articolo  1,  comma 404, della legge 27 dicembre 2006,
n.  296»,  e’  pubblicato  nel  supplemento  ordinario alla
Gazzetta Ufficiale 15 dicembre 2007, n. 291.
–   Si   riporta  il  testo  dell’art.  28  del  decreto
beni  culturali  e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10
della   legge  6  luglio  2002,  n.  137»,  pubblicato  nel
supplemento  ordinario  alla Gazzetta Ufficiale 24 febbraio
2004, n. 45:
«Art.   28  (Misure  cautelari  e  preventive).-  1.  Il
soprintendente  puo’  ordinare la sospensione di interventi
iniziati contro il disposto degli articoli 20, 21, 25, 26 e
27 ovvero condotti in difformita’ dall’autorizzazione.
2.  Al  soprintendente  spetta  altresi’  la facolta’ di
ordinare   l’inibizione  o  la  sospensione  di  interventi
relativi  alle cose indicate nell’articolo 10, anche quando
per  esse  non  siano ancora intervenute la verifica di cui
all’articolo  12,  comma  2,  o  la  dichiarazione  di  cui
3.  L’ordine  di  cui al comma 2 si intende revocato se,
entro  trenta  giorni  dalla ricezione del medesimo, non e’
comunicato,   a   cura   del  soprintendente,  l’avvio  del
procedimento di verifica o di dichiarazione.
4. In caso di realizzazione di lavori pubblici ricadenti
in  aree  di  interesse archeologico, anche quando per esse
non  siano  intervenute la verifica di cui all’articolo 12,
comma  2,  o  la  dichiarazione  di cui all’articolo 13, il
soprintendente   puo’   richiedere  l’esecuzione  di  saggi
archeologici  preventivi  sulle  aree  medesime a spese del
committente.».
–   Si   riporta  il  testo  dell’art.  95  del  decreto
Ufficiale 2 maggio 2006, n. 100:
«Art.    95    (Verifica    preventiva    dell’interesse
archeologico in sede di progetto preliminare). (art. 2-ter,
decreto-leggen.   63/2005,   convertito   nella   legge  n.
109/2005). – 1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 28,
comma  4,  del codice dei beni culturali e del paesaggio di
cui  al  decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per le
opere  sottoposte  all’applicazione  delle disposizioni del
presente  codice  in materia di appalti di lavori pubblici,
le   stazioni   appaltanti  trasmettono  al  soprintendente
territorialmente competente, prima dell’approvazione, copia
del  progetto preliminare dell’intervento o di uno stralcio
di  esso sufficiente ai fini archeologici, ivi compresi gli
esiti delle indagini geologiche e archeologiche preliminari
secondo  quanto  disposto  dal regolamento, con particolare
attenzione  ai dati di archivio e bibliografici reperibili,
all’esito  delle  ricognizioni  volte  all’osservazione dei
terreni,  alla  lettura della geomorfologia del territorio,
nonche’,  per le opere a rete, alle fotointerpretazioni. Le
stazioni    appaltanti   raccolgono   ed   elaborano   tale
documentazione  mediante  i dipartimenti archeologici delle
universita’,  ovvero  mediante  i  soggetti  in possesso di
diploma  di  laurea  e specializzazione in archeologia o di
dottorato  di  ricerca in archeologia. Ai relativi oneri si
provvede  ai  sensi  dell’articolo 93, comma 7 del presente
codice e relativa disciplina regolamentare. La trasmissione
della  documentazione  suindicata  non e’ richiesta per gli
interventi  che non comportino nuova edificazione o scavi a
quote  diverse  da  quelle  gia’  impegnate  dai  manufatti
2.  Presso  il  Ministero  per  i  beni  e  le attivita’
culturali e’ istituito un apposito elenco, reso accessibile
a   tutti  gli  interessati,  degli  istituti  archeologici
universitari  e  dei  soggetti in possesso della necessaria
qualificazione.  Con  decreto  del Ministro per i beni e le
attivita’   culturali,   sentita   una  rappresentanza  dei
dipartimenti   archeologici  universitari,  si  provvede  a
disciplinare  i  criteri  per  la  tenuta  di detto elenco,
comunque  prevedendo modalita’ di partecipazione di tutti i
3. Il soprintendente, qualora, sulla base degli elementi
trasmessi   e  delle  ulteriori  informazioni  disponibili,
ravvisi l’esistenza di un interesse archeologico nelle aree
oggetto  di  progettazione,  puo’ richiedere motivatamente,
entro  il  termine  di  novanta  giorni dal ricevimento del
progetto  preliminare ovvero dello stralcio di cui al comma
1,   la   sottoposizione   dell’intervento  alla  procedura
prevista dai commi 6 e seguenti.
4.   In   caso  di  incompletezza  della  documentazione
trasmessa,  il  termine  indicato  al comma 3 e’ interrotto
qualora  il soprintendente segnali con modalita’ analitiche
detta  incompletezza  alla  stazione appaltante entro dieci
giorni  dal  ricevimento  della suddetta documentazione. In
caso  di documentata esigenza di approfondimenti istruttori
il   soprintendente   richiede  le  opportune  integrazioni
puntualmente  riferibili ai contenuti della progettazione e
alle   caratteristiche   dell’intervento  da  realizzare  e
acquisisce  presso  la  stazione  appaltante le conseguenti
informazioni.  La  richiesta di integrazioni e informazioni
sospende   il   termine.  Il  soprintendente,  ricevute  le
integrazioni e informazioni richieste, ha a disposizione il
periodo  di  tempo non trascorso o comunque almeno quindici
giorni,   per  formulare  la  richiesta  di  sottoposizione
dell’intervento alla procedura prevista dall’articolo 96.
5.  Avverso la richiesta di cui al comma 3 e’ esperibile
il ricorso amministrativo di cui all’articolo 16 del codice
dei  beni  culturali  e  del  paesaggio  di  cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
6.  Ove  il  soprintendente  non  richieda l’attivazione
della  procedura  di cui all’articolo 96 nel termine di cui
al  comma  3,  ovvero  tale procedura si concluda con esito
negativo,  l’esecuzione  di saggi archeologici e’ possibile
solo   in   caso   di   successiva  acquisizione  di  nuove
informazioni o di emersione, nel corso dei lavori, di nuovi
elementi   archeologicamente   rilevanti,  che  inducano  a
ritenere  probabile  la  sussistenza  in  sito  di  reperti
archeologici.  In  tale evenienza il Ministero per i beni e
le   attivita’   culturali  procede,  contestualmente  alla
richiesta  di saggi preventivi, alla comunicazione di avvio
del   procedimento   di   verifica   o   di   dichiarazione
dell’interesse  culturale  ai  sensi degli articoli 12 e 13
del codice dei beni culturali e del paesaggio.
7.  I  commi  da  1  a  6  non  si  applicano  alle aree
archeologiche  e ai parchi archeologici di cui all’articolo
101  del  codice  dei beni culturali e del paesaggio, per i
quali  restano  fermi  i  poteri  autorizzatori e cautelari
previsti  dal  predetto codice, ivi compresa la facolta’ di
prescrivere   l’esecuzione,   a   spese   del   committente
dell’opera   pubblica,   di   saggi  archeologici.  Restano
altresi’ fermi i poteri previsti dall’articolo 28, comma 2,
nonche’  i poteri autorizzatori e cautelari previsti per le
zone  di  interesse  archeologico, di cui all’articolo 142,
comma 1, lettera m), del medesimo codice.».
–  Per il testo dell’articolo 95 del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, si veda nelle note alle premesse.
1.  Agli  effetti  del  presente  decreto e per le finalita’ di cui
all’articolo   1   per   «istituto»   o   «dipartimento  archeologico
universitario»  si intende il dipartimento o l’istituto universitario
cui  afferiscono  almeno tre docenti di ruolo, compresi i ricercatori
confermati,  nei  seguenti settori scientifico-disciplinari di ambito
archeologico,  come definiti dal decreto ministeriale 4 ottobre 2000,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  249  del 24 ottobre 2000,
modificato  dal  decreto ministeriale 18 marzo 2005, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  78  del  5  aprile  2005, che si occupano di
antichita’     diffuse    sul    territorio    nazionale,    comprese
cronologicamente fra la preistoria e l’archeologia post-medievale:
b) L-ANT/06: Etruscologia e antichita’ italiche;
2.  Agli  effetti  del  comma  1  sono  considerati  dipartimenti o
istituti  archeologici  gli istituti universitari stranieri, comunque
denominati,  che  presentino  e  documentino il possesso di strutture
scientifico-didattiche  equivalenti  a  quelle  di  cui  al  comma 1.
L’equivalenza  e’  verificata  dalla  Direzione,  sentiti il Comitato
tecnico   scientifico   per   i  beni  archeologici  e  il  Ministero
dell’istruzione,  dell’universita’  e della ricerca, sulla base degli
elementi  informativi  forniti  dall’istituto universitario straniero
secondo  lo  schema  predisposto, anche in formato elettronico, dalla
Direzione  e dalla Direzione generale per l’innovazione tecnologica e
la  promozione.  Ai  medesimi effetti e’ equiparata ai dipartimenti o
istituti  archeologici,  di  cui  al  comma 1, la Scuola archeologica
italiana di Atene.
3.  Non  possono essere iscritti nella seconda sezione dell’elenco,
come  singoli,  il  docente  o il ricercatore universitario che siano
stati   considerati   ai   fini   dell’iscrizione   nell’elenco   del
dipartimento universitario di appartenenza.
–  Il  decreto  del  Ministro  dell’universita’  e della
ricerca  scientifica  e tecnologica 4 ottobre 2000, recante
alla Gazzetta Ufficiale 24 ottobre 2000, n. 249.
dell’universita’  e  della  ricerca  18 marzo 2005, recante
1. Ai fini dell’iscrizione nella seconda sezione dell’elenco di cui
all’articolo  1,  i soggetti diversi dagli istituti e dipartimenti di
cui  all’articolo  2 devono essere in possesso di diploma di laurea e
specializzazione  in  archeologia ai sensi del seguente articolo 4, o
di  dottorato  di  ricerca  in  archeologia,  ai sensi del successivo
articolo  5,  ovvero  di uno dei titoli di studio esteri riconosciuti
equipollenti,  ai  sensi  e  per  gli  effetti  di  cui al successivo
all’articolo 3, si intende per:
a)   «diploma  di  laurea»:  la  laurea  magistrale  o  il  titolo
equivalente   alla  laurea  magistrale  o  specialistica  nell’ambito
dell’ordinamento  previgente al decreto ministeriale 3 novembre 1999,
n.  509, come modificato dal decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n.
b)  «scuola  di specializzazione in archeologia»: la scuola di cui
all’allegato   n.   1   al   decreto  del  Ministro  dell’istruzione,
dell’universita’  e  della ricerca, di concerto con il Ministro per i
beni   e  le  attivita’  culturali,  di  riassetto  delle  scuole  di
specializzazione  nel settore della tutela, gestione e valorizzazione
del  patrimonio  culturale,  del  31  gennaio  2006, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  137  del  15  giugno 2006, nonche’ le scuole
elencate nella tabella di equiparazione relativa ai beni archeologici
di cui all’articolo 5 del medesimo decreto.
ricerca  scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509,
recante  «Regolamento recante norme concernenti l’autonomia
didattica  degli  atenei»,  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2.
ministeriale   3   novembre   1999,  n.  509  del  Ministro
dell’universita’    e    della    ricerca   scientifica   e
tecnologica»,  e’  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale 12
novembre 2004, n. 266.
–  Si  riporta  il testo dell’allegato 1 del decreto del
di  concerto  con  il  Ministro  per  i beni e le attivita’
culturali  31 gennaio 2006, recante «Riassetto delle Scuole
di  specializzazione  nel  settore della tutela, gestione e
valorizzazione  del  patrimonio  culturale», pubblicato nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale 15 giugno
2006, n. 137:
«Allegato 1 – SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE
Alla Scuola si accede previo concorso di ammissione, per
esame e per titoli, col titolo di laurea di secondo livello
(300   CFU).   Sono   ammessi   al  concorso  per  ottenere
l’iscrizione  alla  scuola  i  laureati dei corsi di laurea
specialistica  in Archeologia (S/2), che abbiano conseguito
un  minimo  di  90 CFU nei settori disciplinari dell’Ambito
La  Scuola  si  propone  di  formare specialisti con uno
specifico  profilo  professionale nel settore della tutela,
gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico.
Il  percorso  formativo  e’ organizzato in Ambiti che si
riferiscono  a  diverse  tipologie  di  studi  e in quattro
curricula    professionalizzanti,   relativi   ai   settori
scientifico-disciplinari di carattere archeologico.
l’approfondimento   delle   discipline   archeologiche
relative  alla  conoscenza  del  patrimonio  architettonico
figurativo e dei documenti della cultura materiale.
Sono   altresi’   considerate  indispensabili,  per  una
corretta preparazione professionale:
le  discipline  relative alla tutela, valorizzazione e
didattica   del   museo,   delle  evidenze  urbanistiche  e
territoriali e del parco archeologico;
le  discipline  relative  alla  conservazione dei beni
archeologici   attraverso  le  conoscenze  e  le  metodiche
tecniche  e  sperimentali innovative necessarie al restauro
ed alla conservazione dei beni culturali;
le  discipline  necessarie ad acquisire competenze per
un approccio economico nel campo della gestione manageriale
delle    strutture   museali,   di   eventi   culturali   e
organizzativi,   nell’ambito  della  valutazione  dei  beni
culturali e degli investimenti su di essi;
le  discipline  miranti  a  fornire conoscenze di base
relative  agli  ordinamenti concernenti i beni culturali ed
alla loro tutela giuridica.
Gli  specializzati devono essere in grado di operare con
funzioni di elevata responsabilita’:
nei  competenti  livelli  amministrativi  e tecnici del
nelle  altre  strutture pubbliche preposte alla tutela,
conservazione,    restauro,    gestione,    valorizzazione,
catalogazione,  anche  sotto  il  profilo  del rischio, del
patrimonio archeologico;
in strutture pubbliche e private che abbiano funzioni e
finalita’  organizzative, culturali editoriali e di ricerca
nel settore del patrimonio archeologico;
in organismi privati, come imprese, studi professionali
specialistici  o  uffici  tecnici  operanti nel settore del
patrimonio e archeologico;
nella  prestazione  di  servizi, altamente qualificati,
relativi all’analisi storica, alla conoscenza critica, alla
catalogazione,   alle  tecniche  diagnostiche  relative  al
nella  gestione  e  manutenzione di singoli monumenti o
nel  campo  della  conoscenza,  tutela,  conservazione,
restauro,    gestione,   valorizzazione,   del   patrimonio
archeologico  generalmente  inteso, in Italia e all’estero,
anche    in    riferimento   all’attivita’   di   organismi
La  Scuola  si  articola  in  uno  o  piu’  dei seguenti
curricula scelti dalle Universita’ nella propria autonomia:
1) Archeologia preistorica e protostorica;
2) Archeologia classica;
3) Archeologia tardo antica e medievale;
4) Archeologia orientale.
—->  Vedere immagine a pag. 7  <----
*   Le   attivita'  formative  specifiche  afferenti  al
curriculum   di   Archeologia  preistorica  e  protostorica
attribuiscono  20  CFU  dei  40  vincolati  dell'ambito «1.
Conoscenze  e  contestualizzazione di beni archeologici» ad
insegnamenti   dei  seguenti  SSD:  L-ANT/01  Preistoria  e
Protostoria;  GEO/01- Paleontologia e Paleoecologia; BIO/08
Antropologia.  Gli  altri  20  CFU  vanno attribuiti ai SSD
dell'ambito attivati negli altri curricula.
Le   attivita'   formative   specifiche   afferenti   al
curriculum di Archeologia classica attribuiscono 20 CFU dei
40     vincolati     dell'ambito     «1.    Conoscenze    e
contestualizzazione  di  beni archeologici» ad insegnamenti
dei  seguenti  SSD:  L-ANT/02 Storia greca; L-ANT/03 Storia
romana;  L-ANT/04  Numismatica;  L-  ANT/06  Etruscologia e
Antichita'   italiche;   L-ANT/07   Archeologia   classica;
L-ANT/09  Topografia  antica;  L-ANT/10  Metodologie  della
ricerca  archeologica;  L-FIL-LET/01  Civilta' Egee; GEO/01
Paleontologia e Paleoecologia; BIO/08 Antropologia.
Gli  altri  20  CFU  vanno attribuiti ai SSD dell'ambito
attivati negli altri curricula.
curriculum   di   Archeologia  tardo  antica  e  medioevale
insegnamenti   dei   seguenti   SSD:  L-ANT/08  Archeologia
cristiana  e medioevale; L-ANT/10 Metodologie della ricerca
archeologica;  GEO/01 Paleontologia e Paleoecologia; BIO/08
curriculum  di  Archeologia  orientale attribuiscono 20 CFU
dei    40    vincolati   dell'ambito   «1.   Conoscenze   e
dei  seguenti  SSD:  L-ANT  01  Preistoria  e  Protostoria;
L-FIL-LET/01  Civilta'  egee;  L-OR/01  Storia  del  vicino
oriente  antico;  L-OR/02  Egittologia  e  civilta'  copta;
L-OR/03 Assirologia; L-OR/05 Archeologia e storia dell'arte
del    vicino    oriente    antico;   L-OR/06   Archeologia
Fenicio-Punica;  L-OR/11  Archeologia  e  storia  dell'arte
musulmana;   L-OR/16   Archeologia   e   storia   dell'arte
dell'India   e  dell'Asia  centrale;  L-OR/20  Archeologia,
storia  dell'arte  e  filosofia dell'Asia orientale; GEO/01
Gli   altri   20   CFU   vanno   attribuiti  ai  settori
scientifico-disciplinari  dell'ambito  attivati negli altri
**Tirocinio  e  stages: n. 30 crediti sono attribuiti al
tirocinio  organizzato nei seguenti 3 stages, ognuno per 10
1) scavo/ricognizione archeologico;
2) laboratorio/museo;
3)  gestione, svolta presso Istituzioni periferiche del
***Progetto  finale:  n. 20 crediti sono attribuiti alla
tesi  di Diploma che deve presentare carattere di elaborato
originale  sotto  forma  di progetto scientifico-gestionale
relativo,  ad  esempio,  alla  conoscenza  integrata  di un
territorio, allo scavo, al restauro, alla valorizzazione di
area   archeologiche,   all'allestimento  museale  di  beni
archeologici,   alla   promozione   e  comunicazione  delle
attivita' relative.».
-  Si  riporta  il  testo  dell'art.  5  del decreto del
Ministro  dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
di  concerto  con  il  Ministro  per  i beni e le attivita'
«Art.  5.  - 1. Il titolo di specializzazione rilasciato
dalle scuole precedentemente attivate presso le universita'
e'  equipollente a quello rilasciato dalle scuole istituite
nel  presente  decreto,  secondo  la  seguente  tabella  di
---->  Vedere immagine a pag. 8  <----
1.  Agli  effetti  del  presente  decreto e per le finalita' di cui
all'articolo 3, per dottorato di ricerca in archeologia si intende il
dottorato  di  cui al decreto ministeriale 30 aprile 1999, n. 224, di
ambito  archeologico o con almeno un curriculum archeologico ai sensi
dell'articolo 2, comma 1.
-  Il  decreto  del  Ministro  dell'universita'  e della
ricerca  scientifica  e tecnologica 30 aprile 1999, n. 224,
recante  «Regolamento recante norme in materia di dottorato
di  ricerca»,  e'  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale 13
luglio 1999, n. 162.
1.  Le  equipollenze al diploma di laurea, alla laurea magistrale e
specialistica  e  al  diploma di specializzazione in archeologia sono
dichiarate  con  le modalita' previste dalla legge 11 luglio 2002, n.
148,  di  ratifica ed esecuzione della Convenzione sul riconoscimento
dei  titoli  di  studio  relativi  all'insegnamento  superiore  nella
regione europea, fatta a Lisbona l'11 aprile 1997.
2.  Le  equipollenze  al dottorato di ricerca in archeologia di cui
all'articolo 5, sono dichiarate ai sensi dell'articolo 74 del decreto
del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
-  La legge 11 luglio 2002, n. 148, recante «Ratifica ed
esecuzione  della Convenzione sul riconoscimento dei titoli
di studio relativi all'insegnamento superiore nella Regione
europea,  fatta  a  Lisbona  l'11  aprile  1997, e norme di
adeguamento  dell'ordinamento  interno»,  e' pubblicata nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale 25 luglio
2002, n. 173.
-  Si  riporta  il  testo  dell'art.  74 del decreto del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, recante
«Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia
di   formazione  nonche'  sperimentazione  organizzativa  e
didattica»,   pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale 31 luglio 1980, n. 209:
«Art.  74  (Riconoscimenti  ed equipollenze).- 1. Coloro
che  abbiano  conseguito presso le universita' non italiane
il  titolo  di  dottore di ricerca o analoga qualificazione
accademica  possono chiederne il riconoscimento con domanda
diretta al Ministero della pubblica istruzione.
La domanda dovra' essere corredata dai titoli attestanti
le  attivita'  di  ricerca  e dai lavori compiuti presso le
universita' non italiane.
L'eventuale  riconoscimento  e'  operato con decreto del
Ministro  della  pubblica istruzione su conforme parere del
Il  Ministro  della pubblica istruzione con suo decreto,
su  conforme  parere del Consiglio universitario nazionale,
potra'  stabilire  eventuali  equipollenze con il titolo di
dottore   di   ricerca   dei   diplomi  di  perfezionamento
scientifico rilasciati dall'Istituto universitario europeo,
dalla  Scuola  normale  superiore  di  Pisa,  dalla  Scuola
superiore  di  studi  universitari  e di perfezionamento di
Pisa,   dalla  Scuola  internazionale  superiore  di  studi
avanzati  di  Trieste e da altre scuole italiane di livello
post-universitario  e  che  siano  assimilabili ai corsi di
dottorato  di ricerca per strutture, ordinamento, attivita'
di  studio  e  di  ricerca  e  numero  limitato  di  titoli
annualmente rilasciati.
In    attesa   del   riordinamento   delle   Scuole   di
specializzazione  e  di  perfezionamento  scientifico  post
laurea, di cui all'art. 12 della legge 21 febbraio 1980, n.
28, ultimo comma, i loro iscritti possono ultimare i propri
studi  anche ove nel frattempo siano ammessi ad un corso di
Le  borse di studio hanno la durata massima prevista per
il  corso  di dottorato di ricerca, di perfezionamento o di
specializzazione per il quale sono utilizzati.
Chi  abbia usufruito di una borsa di studio per un corso
di   dottorato   di   ricerca,   di  perfezionamento  o  di
specializzazione  non  puo' chiedere di fruirne una seconda
volta, anche se per titolo diverso.».
1.  I  dipartimenti  o  gli  istituti di cui all'articolo 2, per il
tramite   dei   rispettivi  direttori,  nonche'  i  soggetti  di  cui
all'articolo 3 e quelli in possesso dei titoli di cui all'articolo 6,
che intendano conseguire l'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo
1, presentano apposita domanda alla Direzione.
2. La domanda, redatta secondo il modello predisposto, di regola in
formato  elettronico,  dalla Direzione e dalla Direzione generale per
l'innovazione  tecnologica e la promozione, sentito il Garante per la
protezione  dei  dati  personali,  e'  trasmessa,  ai sensi e per gli
effetti  di  cui all'articolo 19, comma 1, della legge 7 agosto 1990,
n.  241,  alla  Direzione,  di  regola  in  via informatica, ai sensi
dell'articolo  38  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 21
3.   Nelle   more  dell'entrata  a  regime  del  sistema  di  posta
certificata  e di firma digitale, secondo quanto previsto dal decreto
legislativo    7    marzo    2005,   n.   82,   recante   il   Codice
dell'amministrazione  digitale,  la  domanda  di  cui  al  comma 1 e'
comunque trasmessa alla Direzione anche in forma cartacea.
4.  Nella domanda il soggetto istante autocertifica, ai sensi e per
gli  effetti  degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della
Repubblica  n.  445  del 2000, il possesso dei titoli e dei requisiti
richiesti  dall'articolo  2,  nel caso dei dipartimenti o istituti, e
dagli articoli 3 e 6, in caso di altri soggetti.
-  Si riporta il testo dell'art. 19 della legge 7 agosto
1990,   n.   241,   recante  «Nuove  norme  in  materia  di
procedimento  amministrativo  e  di  diritto  di accesso ai
documenti   amministrativi»,   pubblicato   nella  Gazzetta
«Art.  19 (Dichiarazione di inizio attivita'). - 1. Ogni
richieste  per  l'esercizio  di  attivita' imprenditoriale,
esclusivamente    dall'accertamento    dei    requisiti   e
all'immigrazione, all'amministrazione della giustizia, alla
pubblica    incolumita',   del   patrimonio   culturale   e
paesaggistico  e  dell'ambiente, nonche' degli atti imposti
dalla   normativa   comunitaria,   e'   sostituito  da  una
dichiarazione  dell'interessato  corredata, anche per mezzo
attestazioni  normativamente  richieste.  L'amministrazione
competente  puo'  richiedere  informazioni o certificazioni
relative  a  fatti,  stati  o qualita' soltanto qualora non
siano    attestati    in   documenti   gia'   in   possesso
dell'amministrazione   stessa   o  non  siano  direttamente
2.  L'attivita'  oggetto della dichiarazione puo' essere
della    dichiarazione    all'amministrazione   competente.
Contestualmente all'inizio dell'attivita', l'interessato ne
da' comunicazione all'amministrazione competente.
3.  L'amministrazione  competente,  in caso di accertata
carenza  delle  condizioni, modalita' e fatti legittimanti,
comunicazione   di   cui   al   comma  2,  adotta  motivati
provvedimenti  di  divieto di prosecuzione dell'attivita' e
di  rimozione  dei  suoi  effetti,  salvo che, ove cio' sia
possibile,   l'interessato   provveda   a  conformare  alla
normativa  vigente  detta attivita' ed i suoi effetti entro
un  termine  fissato dall'amministrazione, in ogni caso non
inferiore  a  trenta  giorni.  E'  fatto  comunque salvo il
potere    dell'amministrazione   competente   di   assumere
prevede l'acquisizione di pareri di organi o enti appositi,
il  termine  per l'adozione dei provvedimenti di divieto di
prosecuzione dell'attivita' e di rimozione dei suoi effetti
sono  sospesi,  fino all'acquisizione dei pareri, fino a un
massimo di trenta giorni, scaduti i quali l'amministrazione
puo'  adottare  i  propri  provvedimenti  indipendentemente
dall'acquisizione  del  parere.  Della  sospensione e' data
4.  Restano  ferme  le disposizioni di legge vigenti che
per  l'inizio  dell'attivita'  e  per  l'adozione  da parte
dell'amministrazione competente di provvedimenti di divieto
di  prosecuzione  dell'attivita'  e  di  rimozione dei suoi
5. Ogni controversia relativa all'applicazione dei commi
1,  2  e  3  e'  devoluta  alla giurisdizione esclusiva del
-  Si  riporta  il  testo degli articoli 38, 46 e 47 del
n. 445, recante «Testo unico delle disposizioni legislative
e    regolamentari    in    materia    di    documentazione
amministrativa»,  pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale 20 febbraio 2001, n. 42:
«Art.  38 (Modalita'  di  invio  e  sottoscrizione delle
istanze).  -  1.  Tutte  le  istanze  e le dichiarazioni da
presentare  alla  pubblica  amministrazione  o ai gestori o
esercenti  di pubblici servizi possono essere inviate anche
per fax e via telematica.
2.  Le  istanze  e  le  dichiarazioni  inviate  per  via
telematica   sono   valide  se  effettuate  secondo  quanto
previsto  dall'articolo  65 del decreto legislativo 7 marzo
3.  Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di
notorieta'  da  produrre  agli organi della amministrazione
pubblica  o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono
sottoscritte  dall'interessato  in  presenza del dipendente
addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia
fotostatica  non  autenticata  di un documento di identita'
del  sottoscrittore.  La copia fotostatica del documento e'
inserita  nel  fascicolo. Le istanze e la copia fotostatica
del  documento  di identita' possono essere inviate per via
telematica; nei procedimenti di aggiudicazione di contratti
pubblici, detta facolta' e' consentita nei limiti stabiliti
dal regolamento di cui all'articolo 15, comma 2 della legge
-  1.  Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali
all'istanza,  sottoscritte  dall'interessato  e prodotte in
I.V.A.   e   di   qualsiasi   dato  presente  nell'archivio
z)  tutte  le situazioni relative all'adempimento degli
l'applicazione  di  misure  di  sicurezza  e  di  misure di
bb-bis)   di   non   essere   l'ente   destinatario  di
dd)  tutti i dati a diretta conoscenza dell'interessato
fallimento   e   di   non   aver   presentato   domanda  di
«Art.   47   (Dichiarazioni   sostitutive  dell'atto  di
notorieta').  -  1. L'atto di notorieta' concernente stati,
qualita'  personali  o fatti che siano a diretta conoscenza
dell'interessato  e'  sostituito  da  dichiarazione  resa e
2.  La  dichiarazione  resa  nell'interesse  proprio del
qualita'  personali  e  i  fatti non espressamente indicati
nell'articolo  46 sono comprovati dall'interessato mediante
la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta'.
che  la  denuncia  all'Autorita'  di Polizia Giudiziaria e'
personali  dell'interessato,  lo  smarrimento dei documenti
medesimi  e'  comprovato  da  chi  ne richiede il duplicato
-  Il  decreto  legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante
«Codice  dell'amministrazione  digitale», e' pubblicato nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale 16 maggio
2005, n. 112.
1.  A  soli  fini  informativi,  anche per consentire alle stazioni
appaltanti  di acquisire gli elementi conoscitivi e valutativi per la
scelta   del   soggetto   affidatario,   i   soggetti  che  domandano
l'iscrizione  nella  seconda  sezione dell'elenco trasmettono, con le
stesse  modalita' della domanda, un curriculum professionale, redatto
e  sottoscritto  secondo il modello predisposto, di regola in formato
elettronico,   dalla   Direzione   e  dalla  Direzione  generale  per
protezione  dei  dati  personali,  volto  a  documentare la specifica
esperienza  acquisita  nel  settore della raccolta ed elaborazione di
documenti  e  informazioni a fini di verifica preventiva di interesse
archeologico di aree ed immobili.
2.  Per  le  stesse  finalita'  di  cui al comma 1 gli istituti e i
dipartimenti  archeologici  di cui all'articolo 2 trasmettono, con le
medesime  modalita' della domanda di iscrizione, elementi informativi
sulla   struttura  e  l'attivita'  dipartimentale,  nonche'  elementi
descrittivi    dell'esperienza    acquisita,   secondo   il   modello
predisposto,  anche  in  formato elettronico, dalla Direzione e dalla
Direzione  generale  per  l'innovazione  tecnologica e la promozione,
sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
3.  I soggetti di cui al comma 1, nonche' i docenti e i ricercatori
che  afferiscono  ai  dipartimenti  di  cui  al  comma  2, presentano
altresi'  una  dichiarazione  attestante  l'insussistenza delle cause
ostative  di  cui  all'articolo  38 del decreto legislativo 12 aprile
2006,  n.  163,  con  l'impegno  a  comunicare  tempestivamente  ogni
eventuale modificazione della situazione dichiarata.
4.  I  curricula  e  gli  elementi informativi inviati dai soggetti
interessati  e dai dipartimenti o istituti universitari sono inseriti
in  un'apposita  sezione  dell'elenco  e  sono  accessibili  on  line
mediante  collegamento  ipertestuale  con  il nominativo del soggetto
iscritto nell'elenco.
-   Si   riporta  il  testo  dell'art.  38  del  decreto
«Art.  38  (Requisiti  di  ordine  generale) - (art. 45,
direttiva  2004/18;  art.  75, decreto del Presidente della
Repubblica  n.  554/1999;  art.  17, decreto del Presidente
della  Repubblica  n.  34/2000).  -  1.  Sono esclusi dalla
partecipazione   alle   procedure   di   affidamento  delle
concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi,
ne'  possono essere affidatari di subappalti, e non possono
stipulare i relativi contratti i soggetti:
a)   che   si   trovano  in  stato  di  fallimento,  di
liquidazione  coatta,  di  concordato preventivo, o nei cui
riguardi  sia in corso un procedimento per la dichiarazione
b)  nei  cui  confronti  e'  pendente  procedimento per
l'applicazione  di  una  delle misure di prevenzione di cui
all'articolo  3  della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 o di
una  delle  cause  ostative previste dall'articolo 10 della
legge  31  maggio  1965,  n. 575; l'esclusione e il divieto
operano   se  la  pendenza  del  procedimento  riguarda  il
titolare  o  il  direttore tecnico, se si tratta di impresa
individuale;  il  socio o il direttore tecnico se si tratta
di  societa'  in nome collettivo, i soci accomandatari o il
direttore  tecnico  se si tratta di societa' in accomandita
semplice,   gli   amministratori   muniti   di   poteri  di
rappresentanza  o  il  direttore  tecnico,  se si tratta di
altro tipo di societa';
c)  nei  cui confronti e' stata pronunciata sentenza di
condanna  passata  in giudicato, o emesso decreto penale di
condanna   divenuto   irrevocabile,   oppure   sentenza  di
applicazione    della   pena   su   richiesta,   ai   sensi
dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati
gravi  in  danno dello Stato o della Comunita' che incidono
sulla   moralita'   professionale;  e'  comunque  causa  di
esclusione  la condanna, con sentenza passata in giudicato,
per  uno o piu' reati di partecipazione a un'organizzazione
criminale,  corruzione,  frode, riciclaggio, quali definiti
dagli  atti comunitari citati all'articolo 45, paragrafo 1,
direttiva  CE 2004/18; l'esclusione e il divieto operano se
la  sentenza  o il decreto sono stati emessi nei confronti:
del  titolare  o  del  direttore  tecnico  se  si tratta di
impresa  individuale; del socio o del direttore tecnico, se
si   tratta  di  societa'  in  nome  collettivo;  dei  soci
accomandatari  o  del  direttore  tecnico  se  si tratta di
societa'  in  accomandita  semplice;  degli  amministratori
muniti  di potere di rappresentanza o del direttore tecnico
se si tratta di altro tipo di societa' o consorzio. In ogni
caso  l'esclusione e il divieto operano anche nei confronti
dei  soggetti cessati dalla carica nel triennio antecedente
la  data  di  pubblicazione  del  bando  di  gara,  qualora
l'impresa  non  dimostri  di aver adottato atti o misure di
completa    dissociazione    della    condotta   penalmente
sanzionata;   resta   salva  in  ogni  caso  l'applicazione
dell'articolo  178  del  codice penale e dell'articolo 445,
comma 2, del codice di procedura penale;
d)   che  hanno  violato  il  divieto  di  intestazione
fiduciaria posto all'articolo 17 della legge 19 marzo 1990,
e)  che  hanno  commesso  gravi  infrazioni debitamente
obbligo  derivante  dai  rapporti di lavoro, risultanti dai
dati in possesso dell'Osservatorio;
f)  che,  secondo  motivata  valutazione della stazione
appaltante,  hanno  commesso  grave  negligenza  o malafede
nell'esecuzione  delle  prestazioni affidate dalla stazione
appaltante  che  bandisce  la gara; o che hanno commesso un
errore    grave   nell'esercizio   della   loro   attivita'
professionale,  accertato  con  qualsiasi mezzo di prova da
g)   che  hanno  commesso  violazioni,  definitivamente
accertate,  rispetto  agli  obblighi  relativi al pagamento
delle  imposte  e tasse, secondo la legislazione italiana o
quella dello Stato in cui sono stabiliti;
h)  che  nell'anno antecedente la data di pubblicazione
del  bando di gara hanno reso false dichiarazioni in merito
ai   requisiti   e   alle   condizioni   rilevanti  per  la
partecipazione  alle  procedure di gara e per l'affidamento
dei   subappalti,   risultanti   dai   dati   in   possesso
accertate,    alle   norme   in   materia   di   contributi
previdenziali  e  assistenziali,  secondo  la  legislazione
italiana o dello Stato in cui sono stabiliti;
l)   che   non  presentino  la  certificazione  di  cui
all'articolo  17 della legge 12 marzo 1999, n. 68, salvo il
m)   nei  cui  confronti e' stata applicata la sanzione
interdittiva  di  cui  all'articolo 9, comma 2, lettera c),
del decreto legislativo dell'8 giugno 2001, n. 231, o altra
sanzione  che  comporta  il  divieto  di  contrarre  con la
pubblica    amministrazione    compresi   i   provvedimenti
interdittivi  di  cui  all'articolo  36-bis,  comma  1, del
m-bis)   nei  cui  confronti  sia  stata  applicata  la
sospensione  o  la decadenza dell'attestazione SOA per aver
prodotto  falsa  documentazione  o  dichiarazioni  mendaci,
risultanti dal casellario informatico.
2. Il candidato o il concorrente attesta il possesso dei
requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformita'
alle   disposizioni   del   decreto  del  Presidente  della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui indica anche le
eventuali condanne per le quali abbia beneficiato della non
3.  Ai  fini  degli  accertamenti relativi alle cause di
esclusione   di   cui  al  presente  articolo,  si  applica
l'articolo  43, del decreto del Presidente della Repubblica
28  dicembre  2000, n. 445; resta fermo, per l'affidatario,
l'obbligo  di  presentare  la certificazione di regolarita'
contributiva  di  cui  all'articolo 2, del decreto-legge 25
settembre  2002, n. 210, convertito dalla legge 22 novembre
2002,  n. 266 e di cui all'articolo 3, comma 8, del decreto
legislativo   14   agosto   1996,   n.  494,  e  successive
modificazioni  e  integrazioni.  In  sede di verifica delle
dichiarazioni  di cui ai commi 1 e 2 le stazioni appaltanti
chiedono  al  competente ufficio del casellario giudiziale,
relativamente  ai candidati o ai concorrenti, i certificati
del  casellario  giudiziale  di  cui  all'articolo  21  del
decreto  del  Presidente della Repubblica 14 novembre 2002,
n.  313,  oppure le visure di cui all'articolo 33, comma 1,
4.  Ai  fini  degli  accertamenti relativi alle cause di
esclusione  di  cui  al presente articolo, nei confronti di
candidati   o  concorrenti  non  stabiliti  in  Italia,  le
stazioni  appaltanti chiedono se del caso ai candidati o ai
concorrenti  di  fornire i necessari documenti probatori, e
possono  altresi'  chiedere la cooperazione delle autorita'
5.  Se  nessun  documento o certificato e' rilasciato da
altro   Stato   dell'Unione   europea,   costituisce  prova
sufficiente  una dichiarazione giurata, ovvero, negli Stati
dichiarazione  resa dall'interessato innanzi a un'autorita'
organismo  professionale  qualificato a riceverla del Paese
di origine o di provenienza.».
1.  Il  Ministero  e'  titolare  del trattamento dei dati personali
raccolti  nell'elenco.  La Direzione e' responsabile del trattamento.
Il  trattamento  dei dati avviene nel rispetto delle disposizioni del
Codice  in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto
2.  I  dati  e le informazioni raccolti nell'elenco sono utilizzati
esclusivamente ai fini dell'applicazione del presente decreto.
- Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante
«Codice  in  materia  di protezione dei dati personali», e'
Ufficiale 29 luglio 2003, n. 174.
1.  Il termine per la conclusione del procedimento di iscrizione e'
di 90 giorni dalla ricezione della domanda di cui all'articolo 7.
2.  L'interessato,  qualora,  anteriormente  alla  conclusione  del
procedimento,  inizi  a  svolgere  l'attivita' di cui all'articolo 1,
comma  1,  ne  da'  comunicazione  alla  Direzione  che, in tal caso,
procede,  nel  termine  di trenta giorni dalla data di ricevimento di
detta   comunicazione,  alla  verifica  del  possesso  dei  requisiti
3. In caso di accertata carenza dei requisiti, la Direzione adotta,
nei  confronti  del richiedente, un motivato provvedimento di rifiuto
di  iscrizione  e,  ove  vi  sia  stata  comunicazione  di  inizio di
attivita',   dispone  contestualmente,  nei  confronti  del  medesimo
soggetto, il divieto di prosecuzione dell'attivita' stessa.
4.   Se  sussistono  ragioni  di  approfondimento  istruttorio,  la
Direzione richiede al soggetto interessato le necessarie integrazioni
documentali  o  gli  opportuni  chiarimenti.  Ove  l'interessato  non
provveda  alla  trasmissione  della  documentazione o dei chiarimenti
entro  il  termine  di  trenta giorni dal ricevimento della richiesta
della  Direzione,  ovvero  nel  caso  in  cui,  una volta ricevuta la
documentazione,   permangano   motivi   ostativi  all'iscrizione,  la
Direzione procede ai sensi del comma 3.
Docenti    di    ruolo   o   ricercatori   confermati   nei   settori
scientifico-disciplinari di ambito archeologico
1.  Sono  iscritti nella sezione seconda dell'elenco, su domanda, i
docenti  di  ruolo  nei  settori  scientifico-disciplinari  di ambito
archeologico  elencati  all'articolo  2,  comma  1,  ancorche' non in
possesso  dei  requisiti  indicati  negli  articoli  4 e 5, nonche' i
ricercatori confermati nei medesimi settori scientifico-disciplinari.
2.   L'iscrizione   nell'elenco   dei  soggetti  appartenenti  alla
categoria  di  cui  al  comma  1  e' disposta con provvedimento della
Direzione,  sulla  base  della  domanda  presentata  dai  richiedenti
medesimi  secondo  quanto  previsto  dall'articolo  7, nella quale e'
autocertificato  il  possesso  del  requisito  di  cui  al comma 1. I
richiedenti  provvedono  altresi' a trasmettere il proprio curriculum
professionale, secondo quanto previsto dall'articolo 8.
1. I dipartimenti e gli istituti archeologici di cui all'articolo 2
del   presente  decreto  si  impegnano,  all'atto  della  domanda  di
iscrizione,  a  comunicare  tempestivamente  alla  Direzione,  con le
stesse modalita' di cui all'articolo 7, ogni variazione nella propria
strutturazione   scientifico-didattica  incidente  sul  possesso  dei
requisiti  di  iscrizione. Sono in ogni caso tenuti a confermare ogni
tre  anni  il  permanere  dei  requisiti  e dei presupposti necessari
2.  E'  comunque consentita agli iscritti la trasmissione di dati e
documenti  al  fine  di  arricchire il proprio curriculum o prospetto
degli   elementi   informativi  presentati  all'atto  della  domanda.
L'immissione  sul  sito  dei  nuovi  dati e' disposta dalla Direzione
previo controllo della loro pertinenza.
italiana.  E'  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
Il Ministro : Bondi
persona e dei beni culturali, registro n. 2, foglio n. 16
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI – DECRETO 20 marzo 2009, n. 60 – Regolamento concernente la disciplina dei criteri per la tutela e il funzionamento dell’elenco previsto dall’articolo 95, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09G0074) (GU n. 136 del 15-6-2009 redazione redazione 2015-05-05T17:15:24+00:00