Source: https://genova.repubblica.it/cronaca/2020/01/16/news/no_al_risarcimento_per_il_pompiere_morto_da_eroe_i_condannati_fu_imprudente_-245880770/
Timestamp: 2020-08-12 01:48:23+00:00
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No al risarcimento per il pompiere morto da eroe I condannati: “Fu imprudente” - la Repubblica
L'esplosione di Serra Riccò nel 2005 (foto di Fabio Bussalino)
La compagnia assicurativa di Europam non intende pagare il risarcimento agli eredi di Giorgio Lorefice, il pompiere morto nel 2005 a Serra Riccò in seguito allo scoppio di un’autocisterna di gpl. E non intende risarcire nemmeno gli altri pompieri rimasti feriti, alcuni con invalidità permanenti. Questo perché «l’esplosione è da addebitare a un intervento negligente/imprudente dei vigili del fuoco»: è uno dei vari motivi dell’appello che HDI assicurazioni ha depositato contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Genova, che il 5 dicembre ha condannato Europam insieme ad altri soggetti al risarcimento di circa un milione e 200mila euro per quell’episodio. Non solo. Secondo gli avvocati di HDI durante quell’intervento i Vigili del Fuoco «avrebbero dovuto allontanarsi per la loro incolumità».
A distanza di 15 anni non si ferma la battaglia giudiziaria sorta dall’incidente che nel 2005 sconvolse la Valpolcevera. Era il 26 gennaio: un mezzo della ditta Saregas stava riversando del gpl dell’azienda Green Oils (oggi Europam) in un serbatoio della ditta Gbm, utilizzato per un impianto di riscaldamento. Durante il travaso l’autobotte perse del gas liquido che si incendiò. Durante i soccorsi l’autobotte esplose. Perse la vita Giorgio Lorefice, 50 anni, caposquadra dei Vigili del Fuoco, e rimasero feriti altri sette pompieri.
La famiglia di Giorgio Lorefice è stata decorata dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la medaglia d’oro al valor civile e le onorificenze non sono mancate nemmeno per i suoi colleghi, ma da allora tutti aspettano ancora giustizia. Come riporta la sentenza civile del 5 dicembre, la posizione penale di Europam venne archiviata già nel 2007 dal Gip, mentre i titolari di Gbm e Saregas (nel frattempo fallita) sono stati assolti dal Gup del Tribunale di Genova oppure in primo grado; l’autista dell’autocisterna, Simone Bonomelli, dipendente di Saregas, condannato in primo grado a due anni e otto mesi con pena ridotta in appello, è stato prescritto in Cassazione.
Nel frattempo è proseguita la causa civile per il risarcimento agli eredi Lorefice e ai pompieri feriti. «Abbiamo sempre cercato un accordo con Europam e HDI, senza alcun risultato», spiegano gli avvocati degli eredi Lorefice e dei pompieri feriti, Matteo Mezzapesa, Matteo Gremese, Andrea Vernazza, Federico Bertelli e Paola Misurale. Nella sentenza civile di primo grado il giudice Cristiana Buttiglione ha quantificato il danno dell’esplosione in circa un milione e duecentomila euro: 750 mila dovuti agli eredi Lorefice e 450 mila euro agli altri pompieri. La cifra salirà con gli interessi. Ha condannato al risarcimento in solido tra di loro la società Europam, i soci all’epoca dei fatti della società Saregas - Alessandro Pellegrini, Iolanda Puppo, Renato Puddu - e l’autista Simone Bonomelli. Per alcune parti offese è previsto il risarcimento in solido anche a carico di Allianz (la compagnia che assicurava l’autobotte). Al tempo stesso condanna HDI (l’assicurazione di Europam) e Allianz (l’assicurazione di Saregas) «a tenere indenni» Europam e Saregas «da ogni esborso per i quali è stata pronunciata condanna». In soldoni: a pagare per loro.
A questa sentenza sono arrivati vari ricorsi, tra cui quello di HDI, di Allianz e di Simone Bonomelli. «Che non è stato prescritto come riporta la sentenza civile, ma assolto in Cassazione», precisa il suo avvocato Lamberto Ferrara. I legali chiedono la sospensione dell’esecutività della sentenza di primo grado, ovvero di non pagare nulla finché non si arrivi alla sentenza di appello. E considerato che il processo di secondo grado potrebbe durare almeno un paio d’anni, «le aspettative dei familiari e dei feriti dei Vigili del fuoco – dicono gli avvocati - rischiano di essere ulteriormente frustrate».