Source: http://www.studiodestasio.it/news/19-diritto-civile/90-la-trasformazione-di-una-loggia-nellambito-di-applicazione-del-cd-qpiano-casaq.html
Timestamp: 2018-09-26 09:24:32+00:00
Document Index: 130458286

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 12']

La trasformazione di una loggia nell'ambito di applicazione del c.d. "piano casa" - De Stasio - Studio Legale
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Creato Domenica, 06 Novembre 2011 22:16
Come noto, nell’ambito del c.d. “piano casa”, la Regione Toscana ha regolato con legge regionale n. 24 dell’ 8 maggio 2009 la disciplina per gli interventi straordinari di ampliamento nonché gli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione. L’art. 3 della richiamata legge consente interventi di ampliamento “… fino al massimo del 20 per cento della superficie utile lorda già esistente alla data del 31 marzo 2009 e legittimata da titoli abilitativi, comunque fino ad un massimo complessivo per l'intero edificio di settanta metri quadrati di superficie utile lorda; detti interventi possono essere realizzati solo su edifici abitativi aventi alla data del 31 marzo 2009 le seguenti caratteristiche: a) tipologia monofamiliare o bifamiliare; b) tipologia diversa da quella di cui alla lettera a) con superficie utile lorda non superiore a trecentocinquanta metri quadrati”. L’art. 2, rubricato “Definizioni e parametri”, chiarisce cosa debba intendersi per superficie utile lorda e cioè “… la somma delle superfici delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano il cui volume sia collocato prevalentemente o esclusivamente fuori terra. Nel computo di detta superficie sono comprese le scale, i vani ascensore, le logge e le porzioni di sottotetto delimitate da strutture orizzontali praticabili con altezza libera media superiore a due metri e quaranta centimetri, mentre sono esclusi i volumi tecnici, i balconi, i terrazzi, gli spazi scoperti interni al perimetro dell'edificio e i porticati condominiali o d'uso pubblico”. Posto che appare indubbio come la “chiusura” di una loggia esistente per ricavarne un vano abitabile costituisca - da un punto di vista edilizio ed urbanistico - un aumento volumetrico, nulla osta - sul piano sostanziale e formale - affinché una simile opera possa essere ricondotta nell’ambito degli interventi straordinari consentiti dall’art. 3 L.R. Toscana n. 24/2009 (ovviamente nel rispetto di ogni altro requisito sancito dalla stessa Legge). Quanto alla circostanza che la loggia in questione, nel caso di specie, concorra a determinare la superficie utile lorda ai sensi dell’art. 3 comma 1 lettera b) e che la sua trasformazione non andrebbe ad incidere su detta superficie che in tal modo rimarrebbe sostanzialmente invariata, è fatto assolutamente irrilevante atteso che la norma, per quanto qui interessa, delimita soltanto il suo stesso ambito di applicazione:
consentendo l’ampliamento per gli edifici non rientranti nella tipologia monofamiliare o bifamiliare solo ove la superficie utile lorda dell’intero edificio non sia superiore a trecentocinquanta metri quadrati;
limitando detto ampliamento ad un massimo del 20% della superficie utile lorda già esistente alla data del 31 marzo 2009 (…).
E’ evidente che imponendo la legge soltanto un limite massimo all’ampliamento della superficie (nella misura del 20% e comunque non oltre, per l’intero edificio, i settanta metri quadrati) nulla vieta, anche perché non esplicitamente escluso, acché l’intervento consista nella mera trasformazione di una loggia in vano abitabile configurando in tal modo pur sempre un ampliamento anche se non incidente sulla superficie utile lorda come definita dall’art. 2 comma 1 lettera b) della L.R. in parola. Interpretazioni diverse o più restrittive - oltre a non rispondere ai principi generali di ermeneutica, primo fra tutti il dettato di cui all’art. 12 “preleggi” - si porrebbero in netto contrasto con la ratio stessa della legge nel cui preambolo è ben individuato, fra i fini perseguiti, “… la necessità di rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie …”, esigenza che - in tutta evidenza - non può certo ritenersi assolta da una loggia.
Per quanto sopra considerato, a parere dello scrivente, la risposta al quesito non può che essere affermativa.