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Timestamp: 2019-05-24 22:18:08+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 19', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 179', 'art. 179', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 35', 'art. 1284']

Giugno 8, 2018 /in NEWS /da LAURA PETRI
I trasferimenti immobiliari che danno attuazione agli obblighi contenuti nel provvedimento di separazione dei coniugi godono dell’esenzione da qualsiasi imposta prevista dall’art. 19 della legge 74/1987, anche se i venditori sono persone estranee al nucleo familiare, trattandosi di trasferimento a favore dei figli e del coniuge.
Nel caso in esame, fra le condizioni della separazione consensuale era espressamente previsto l’obbligo, per il marito, di acquistare un appartamento che soddisfacesse i bisogni del coniuge e dei figli minori.
Al notaio rogante era stato contestato dall’Agenzia delle Entrate, tramite l’avviso di liquidazione, di non aver applicato l’imposta di registro nella misura proporzionale del 3% e l’imposta di bollo nella misura ordinaria.
Il notaio ha proposto appello avverso la sentenza con la quale la Commissione aveva respinto il suo ricorso rilevando, nello specifico, l’errata interpretazione da parte della Commissione dell’art. 19 della legge 74/1987, secondo il quale qualunque pattuizione prevista in adempimento dell’accordo di separazione o divorzio è esente da qualsiasi imposta.
Il ricorrente ha sottolineato inoltre che la circolare dell’amministrazione finanziaria n. 27/E del 21 giugno 2012 contiene un’interpretazione restrittiva dell’articolo 19 della legge 74/1987, smentita dalla Giurisprudenza della Cassazione.
La Commissione aveva ritenuto legittima l’applicazione dell’imposta in misura proporzionale poiché il trasferimento dell’immobile era stato posto in essere da un soggetto diverso dal coniuge.
L’articolo 19 della legge 74/1987, come risultante dall’interpretazione fornita dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 154/1999, dispone che “debba riconoscersi il carattere di negoziazione globale a tutti gli accordi di separazione che, anche attraverso la previsione di trasferimenti mobiliari ed immobiliari, siano volti a definire in modo tendenzialmente stabile la crisi coniugale, destinata a sfociare, di lì a breve, nella cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario o nello scioglimento del matrimonio civile, cioè in un divorzio non solo prefigurato, ma voluto dalle parti, in presenza delle necessarie condizioni di legge.” (Cass. 2111/16)
Con particolare riferimento ai beni acquisiti in costanza di matrimonio, da un coniuge in comunione legale dei beni, questi rientrano automaticamente nella comunione, quand’anche acquistati con i proventi della propria attività separata, salva la duplice condizione che si tratti di uno dei beni personali contemplati dal primo comma dell’art. 179 c.c. e che vi sia (nelle ipotesi previste dalle lettere c, d e f) la dichiarazione di esclusione prevista dal secondo comma dell’art. 179 resa dall’altro coniuge che abbia partecipato all’atto di acquisto.
La mancanza di anche uno solo dei suddetti requisiti comporta l’assoggettamento del bene al regime della comunione
Marzo 2, 2018 /in DONAZIONE IMMOBILIARE, NEWS /da LAURA PETRI
Nella Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2017 n. 301 è stato pubblicato il decreto del Ministero
dell’Economia e delle Finanza del 20 dicembre, 2017, nel quale sono indicate le nuove modalità di
calcolo dei diritti di usufrutto e delle rendite o pensioni in ragione della nuova misura del
saggio di interessi, a far data dal 1^ gennaio 2018.
La misura del saggio legale degli interessi è stata fissata nello 0,3 per cento.
Tabella Coefficienti Usufrutto e nuda proprietà 2018
L’Agenzia delle Entrate, in data 28 dicembre 2017, ha comunicato di aver aggiornato il modello di “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”.
Il nuovo modello potrà essere utilizzato dal 15 marzo 2018 (per le successioni apertesi dal 3 ottobre 2016).
Fino al 31 dicembre 2018, sarà possibile utilizzare anche la vecchia modulistica cartacea.
Le successioni apertesi prima del 3 ottobre 2006 possono essere presentate solo in formato cartaceo (dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative).
La nuova versione contiene le istruzioni per la compilazione, nonché le specifiche tecniche per l’invio telematico.
Una volta effettuato l’invio (previo pagamento dell’imposta di bollo e dei tributi speciali), l’Ufficio rilascierà un’attestazione (contenente un codice di verifica) di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione telematica.
Infine, a far data dal 1^ febbraio 2018, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione degli utenti un software per la compilazione della “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”.
1)_PROVVEDIMENTO_PROT._305134_del_28122017
2)_SUCCESSIONE_MODELLI_PROT._305134
3)_Succ_FASCICOLO_1_PROT._305134
4)_SUCC_FASCICOLO_2_PROT._305134
(Cass.civ., sezione seconda, sentenza del 4 dicembre 2017, n. 28949, in Studio Legale Leggi d’Italia)
Il vincolo di prezzo massimo imposto dal Comune, con riferimento alla cessione degli alloggi costruiti in base a convenzioni per la cessione di aree in diritto di superficie, ovvero per la cessione del diritto di proprietà, non può essere derogato convenzionalmente.
L’eventuale clausola che deroghi a questa regola (e fissi un prezzo diverso) è quindi nulla, e la nullità può essere rilevata d’ufficio.
È quanto deciso dalla Corte di Cassazione con sentenza del 4 dicembre 2017, n. 28949.
Nel caso concreto si discuteva del prezzo della compravendita di un alloggio (dall’impresa ad un privato) costruito su un’area gravata da diritto di superficie concesso:
-dal Comune (nel quale si trovava detto immobile);
-all’impresa costruttrice del complesso immobiliare;
nell’ambito di un programma di edilizia economico popolare ex articolo 35, legge n. 865/1971.
In particolare, l’acquirente aveva contestato il fatto che il prezzo convenzionalmente fissato, peraltro integralmente versato, era superiore rispetto a quello stabilito nelle apposite convenzioni, con conseguente nullità della relativa clausola e condanna del venditore alla restituzione dell’indebito, da
quantificare nel giudizio.
Ebbene, sia il giudice di prime cure, sia quello di seconde cure avevano dichiarato nulla la clausola di determinazione del prezzo, in ragione della difformità tra la stessa clausola e la convenzione stipulata tra il Comune e la società costruttrice.
Confermando la posizione assunta nei precedenti gradi, la Suprema Corte ha ricordato che non può essere derogato il prezzo di vendita al privato degli immobili costruiti in edilizia economica popolare, già fissato nella convenzione con cui il Comune ha ceduto il diritto di superficie.
Inoltre, la rilevazione delle nullità negoziali può avvenire anche d’ufficio, come chiarito da una parte della giurisprudenza secondo cui “il giudice innanzi al quale sia stata proposta una domanda di nullità contrattuale, deve rilevare di ufficio l’esistenza di una causa di quest’ultima pure diversa da quella allegata dall’istante, essendo tale domanda pertinente ad un diritto autodeterminato, sicché è individuata indipendentemente dallo specifico vizio dedotto in giudizio” (Cass. Sez. U, 12/12/2014, n. 26242; Cass. Sez. U, 04/09/2012, n. 14828).
Occorre infine ricordare che i “vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione delle singole unità abitative e loro pertinenze nonché del canone massimo di locazione delle stesse, contenuti nelle convenzioni di cui all’art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive
modificazioni, per la cessione del diritto di proprietà, stipulate precedentemente alla data di entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 179, ovvero per la cessione del diritto di superficie, possono essere rimossi, dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data del primo trasferimento, con convenzione in forma pubblica stipulata a richiesta del singolo proprietario e soggetta a trascrizione per un corrispettivo proporzionale alla corrispondente quota millesimale, determinato, anche per le unità in diritto di superficie, in misura pari ad una percentuale del corrispettivo risultante dall’applicazione” delle regole di legge.
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 13 dicembre 2017
(GU n.292 del 15-12-2017)
La misura del saggio degli interessi legali di cui all’art. 1284 del codice civile e’ fissata allo
0,3 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2018.