Source: https://studioreginato.com/2015/04/
Timestamp: 2018-01-18 07:54:38+00:00
Document Index: 103543948

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 90']

Indennità ai co.co.pro., i chiarimenti su calcolo e periodo di disoccupazione
16 aprile 2015 16 aprile 2015 sreginato
La questione della spettanza e del calcolo dell’indennità ai co.co.pro. che, pur in presenza di uno stato di disoccupazione nell’anno precedente a quello di riferimento, avevano copertura contributiva per l’intero anno in questione.
Come noto, a decorrere dall’anno 2013, era riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps, un’indennità a sostegno del reddito. L’indennità era erogata a patto che i collaboratori soddisfacessero in via congiunta diverse condizioni, tra cui:
– aver conseguito, in qualità di co.co.pro., nell’anno precedente, un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore ad un limite annualmente rivalutato, pari a 20.000 euro per l’anno 2012 e a 20.220 euro per il 2013;
– avere accreditate nell’anno precedente almeno 3 mensilità presso la predetta Gestione;
– aver avuto un periodo di disoccupazione ininterrotta di almeno 2 mesi nell’anno precedente.
Orbene, per i lavoratori iscritti alla Gestione separata l’accredito dei contributi si basa sul minimale di reddito previsto per artigiani e commercianti (pari per l’anno 2013 ad euro 15.357,00). In sostanza, i lavoratori per cui si applicava l’aliquota del 27,72% (per l’anno 2013) avevano accreditato l’intero anno solo con il versamento di un contributo annuo pari ad euro 4.256,96 (di cui 4.146,39 ai fini pensionistici); diversamente, vi sarebbe stata una contrazione dei mesi accreditati in proporzione al contributo versato.
Ma ciò ha implicato, per specifiche situazioni reddituali dei lavoratori, una irragionevolezza nell’applicazione della tutela. Infatti, pur in presenza di periodi di disoccupazione, si poteva verificare l’ipotesi di una copertura contributiva piena per tutto l’anno in esame e dunque un calcolo dell’indennità pari a zero, visto che essa era pari al 7% del minimale annuo di reddito, moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l’anno precedente e quelle non coperte da contribuzione.
Tanto premesso, sulla base di un apposito parere espresso dal Ministero del lavoro recepito dall’Inps, è affermata la spettanza dell’indennità ai collaboratori a progetto che abbiano conseguito nell’anno precedente un reddito lordo compreso tra il minimale annuo di reddito e la soglia normativamente prevista, in presenza di almeno “due mesi effettivi di disoccupazione ininterrotta” ed una prestazione lavorativa non superiore, quindi, a 10 mesi). Solo in tale ipotesi, l’importo della prestazione è pari al 7% per gli anni da 2013 del minimale annuo di reddito, moltiplicato per il minor numero tra i mesi di effettiva occupazione e i mesi di effettiva disoccupazione dell’anno precedente.
Di qui ne consegue che, a decorrere dalle domande con anno di riferimento 2014 e per periodi di disoccupazione verificatisi nel precedente anno 2013, il modello di domanda CoCoPro 2014 (SR140) è stato modificato per consentire la dichiarazione da parte del lavoratore di tale status, che peraltro deve essere attestato dal Centro per l’impiego.
Le indicazioni possono essere applicate in autotutela e in via retroattiva, salvo i rapporti ormai irreversibilmente esauriti per effetto di intervenuto giudicato oppure per effetto della prescrizione o della decadenza riconducibili all’inerzia del titolare del diritto.
INFO LAVORO – Studio CED Sas di Reginato Ivano G. & C. – Via Salute 34/2 – 36028 Rossano Veneto – 0424 540733
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Immobili, News
Indice Istat di Marzo 2015
Indice generale FOI 107
Variazione percentuale rispetto a Febbraio 2015 0,2%
Variazione percentuale rispetto a Marzo 2014 -0,2%
Variazione percentuale rispetto a Marzo 2013 0,1%
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Iva, News, Società
Dichiarazioni di Intento e Dogane
Con la recente RM 38/2015, l’Agenzia ha chiarito che è possibile presentare in Dogana un’unica dichiarazione di intento:
relativa a più operazioni di importazione;
fino a concorrenza del plafond utilizzabile nell’anno di riferimento.
Pertanto, anche per le importazioni (analogamente all’acquisto di beni e servizi da soggetti nazionali), potrà essere compilato alternativamente il campo 1 ovvero il campo 2 della dichiarazione di intento, inserendo in quest’ultimo caso l’ammontare del plafond IVA che si intende utilizzare per gli acquisti senza applicazione dell’IVA nel periodo di riferimento.
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5 per mille 2015 per ASD ed enti di volontariato
16 aprile 2015 sreginato
• sostegno degli enti del volontariato:
a) organizzazioni di volontariato di cui alla L. n. 266/1991;
b) Onlus ex art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997 iscritte nell’Anagrafe delle Onlus, tenuta dall’Agenzia delle Entrate, compresi gli enti che svolgono la propria attività nel settore della cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale;
c) cooperative sociali e consorzi di cooperative sociali di cui alla L. n. 381/1991;
d) organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della L. n. 49/1987 alla data del 29.08.2014;
e) enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, considerate Onlus parziali ai sensi dell’art. 10, c. 9 del D. Lgs. n. 460/1997;
f) associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, considerate Onlus parziali ai sensi dell’art. 10, c. 9 del D. Lgs. n. 460/1997;
g) associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (art. 7, cc. da 1 a 4 L. n. 383/2000);
h) associazioni e fondazioni di diritto privato che operano nei settori indicati dall’art. 10, c. 1, lett. a) del D.Lgs. n. 460/1997.
• finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università;
• finanziamento agli enti della ricerca sanitaria;
• sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente;
• sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche (ASD):
a) costituite ai sensi dell’art. 90 della L. 27.12.2002, n. 289;
b) in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI;
c) affiliate a una Federazione sportiva nazionale o a una disciplina sportiva associata o ad un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI;
d) nel cui ambito organizzativo è presente il settore giovanile;
e) che svolgono effettivamente in via prevalente attività di avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni, ovvero di avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni, o nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.
• finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
Per enti del volontariato e associazioni sportive dilettantistiche
• La domanda di iscrizione deve essere presentata, annualmente, relativamente a ciascun esercizio finanziario per il quale è richiesta l’ammissione al beneficio.
• La domanda deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, direttamente dai soggetti interessati abilitati ai servizi telematici e in possesso di pin code, ovvero per il tramite degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica secondo le vigenti disposizioni di legge.
• La domanda può essere presentata dalla data di apertura del canale telematico (26.03.2015) fino al termine del 7.05.2015.
Entro il 30.06.2015 il legale rappresentante dell’ente di volontariato deve trasmettere alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale dell’ente, mediante raccomandata A.R. ovvero Pec, la dichiarazione sostitutiva che attesta la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione.
Per le A.S.D. la trasmissione deve essere effettuata all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’ente. Alla dichiarazione deve essere allegata, a pena di decadenza, la fotocopia non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.
Possono partecipare al riparto delle quote del 5 per mille gli enti ritardatari che presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30.09.2015, versando contestualmente una sanzione di importo pari a 258 euro, utilizzando il modello F24 con il codice tributo 8115.
I requisiti sostanziali richiesti per l’accesso al beneficio devono essere comunque posseduti alla data di scadenza della presentazione della domanda di iscrizione (7.05.2015).
TERMINI ADEMPIMENTI MODALITÀ
07.05.2015 Presentazione domanda di iscrizione nell’elenco dei soggetti che possono essere destinatari della quota del 5‰ dell’Irpef.
14.05.2015 L’Agenzia delle Entrate pubblica sul proprio sito l’elenco provvisorio dei soggetti che hanno presentato la domanda, con l’indicazione del codice fiscale, della denominazione e della sede di ciascun soggetto iscritto.
20.05.2015 Entro tale data il legale rappresentante dell’ente richiedente, ovvero un suo delegato, può richiedere la correzione di eventuali errori di iscrizione contenuti nell’elenco presso la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale dell’ente.
25.05.2015 È pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate una versione aggiornata, depurata dagli errori di iscrizione segnalati dal rappresentante legale o da un suo delegato, dell’elenco dei soggetti che possono essere destinatari, in base alla scelta del contribuente, di una quota del 5‰ dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
30.06.2015 Il legale rappresentante dei soggetti iscritti nell’elenco aggiornato deve spedire, a pena di decadenza, alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’ente, ovvero all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione sportiva dilettantistica, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestante la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione (utilizzando l’apposito modulo scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate).
a) copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore;
b) la presentazione della dichiarazione sostitutiva è condizione necessaria per l’ammissione al riparto della quota;
c) il mancato rispetto del termine sopraindicato e la mancata allegazione del documento d’identità costituiscono causa di decadenza dal beneficio.
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