Source: http://www.comune.pieveemanuele.mi.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=989
Timestamp: 2018-06-18 03:35:57+00:00
Document Index: 167035828

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 54', 'art. 54']

notizia pubblicata in data: lunedì 11 agosto 2008
OGGETTO: Misure di contrasto nei confronti del fenomeno della prostituzione per motivi di tutela della sicurezza urbana e della incolumità e salute pubblica.
Premesso che il fenomeno della prostituzione su strada non accenna a diminuire, nonostante le metodiche azioni di contrasto poste in essere dai Carabinieri e dalla Polizia Locale;
Valutati gli effetti devastanti del fenomeno sulla sicurezza urbana, conclamati da efferati episodi criminali legati al mondo dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, verificatisi sul territorio comunale o fatti emergere dalla attività investigativa dagli organi di polizia, causa di particolare allarme sociale nella cittadinanza;
Considerate inoltre le conseguenze sulla sicurezza della circolazione stradale e quindi sull’incolumità pubblica, causa i comportamenti imprudenti e imprevedibili di quanti sono alla ricerca di prestazioni sessuali a pagamento, il cui numero non accenna a calare e la cui attenzione ai dettami al codice della strada rimane sotto i limiti di tollerabilità;
Verificato che l’attività in oggetto viene esercitata trascurando le più elementari norme sanitarie e che dunque essa è lesiva dell’igiene pubblica e della salute delle persone coinvolte che, potenzialmente, possono trasformarsi in portatori di malattie contagiose;
Valutato quanto più sopra ricordato, anche nell’ottica dell’aumento non solo del senso di insicurezza percepita dalla cittadinanza ma anche, in concreto, per le conseguenze negative per l’ordinato e sicuro vivere civile;
Ritenuto quindi necessario adottare provvedimenti per contrastare le condotte dirette ad avvalersi del meretricio su strada, profittando delle situazioni di bisogno altrui, con il fine di limitare le conseguenze che si riflettono sulla sicurezza urbana, sulla incolumità pubblica e sulla igiene e salute pubblica;
Ritenuto altresì necessario contrastare più efficacemente l’interesse criminale allo sfruttamento dei soggetti avviati alla prostituzione e di tutelare gli stessi che ne sono le prime vittime;
Visto l’art. 50, ed in particolare il comma 5, del d.lgs. n. 267/2000, che attribuisce al sindaco poteri, anche contigibili ed urgenti, per la tutela della sanità ed igiene pubblica;
Visto l’articolo 54, ed in particolare i commi 4 e 4/bis del d. lgs. 267/2000, come novellato dal D.L. 23.05.2008, n. 92 convertito con legge 24.07.2008, n. 125, il quale conferisce al sindaco poteri, anche contingibili ed urgenti, in materia tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana;
Visto l’articolo 7 bis del D. Lgs. 18.08.2000, n. 267;
Ritenuta la sussistenza dei requisiti di contigibilità ed urgenza;
Visto l’art. 650 c.p.;
Attesa la propria competenza ai sensi degli artt. 50 e 54 del d.lgs. n. 267/2000,
O R D I N A E D I S P O N E
1. IN TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE il divieto di tenere condotte dirette ad avvalersi del meretricio su strada, profittando delle situazioni di bisogno altrui; in particolare, è sancito il divieto di contrattare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento, oppure di intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitino l’attività di meretricio su strada o che per l’atteggiamento, ovvero per l’abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali, manifestino comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali. Se il trasgressore è a bordo di un veicolo, la violazione si concretizza anche con la semplice fermata al fine di contattare il soggetto dedito al meretricio; consentire la salita sul proprio veicolo di uno o più soggetti come sopra identificati costituisce conferma palese dell’avvenuta violazione della presente ordinanza.
2. CHE, ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste da leggi e regolamenti, e fermi i limiti edittali stabiliti per le violazioni alle ordinanze comunali dall’articolo 7- bis del D. Lgs. 18.08.2000, n. 267, la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 500,00 con facoltà per il trasgressore di estinguere l’illecito mediante il pagamento di detta somma. Resta salva la possibilità per gli organi accertatori di procedere al sequestro cautelare delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione o che ne sono il prodotto, ai sensi dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3. CHE, visti i requisiti della contigibilità ed urgenza, la violazione della presenta ordinanza comporta l’inoltro della conseguente denuncia all’autorità giudiziaria competente ai sensi dell’art. 650 codice penale.
4. L’APPOSIZIONE sul territorio comunale di appositi cartelli informativi recanti la seguente o analoga dicitura: “In tutto il territorio comunale è severamente vietato fermarsi per avviare e svolgere trattative finalizzate all’ottenimento di prestazioni sessuali o per acquisire le informazioni relative. I trasgressori saranno puniti con l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a €. 500,00 e con la denuncia all’autorità giudiziaria, ai sensi dell’art. 650 del codice penale.
Ord. Sindacale n. __ del __________”.
5. DI TRASMETTERE il presente atto, ai fini di integrazione delle politiche di prevenzione, all’Associazione LU.LE. di Abbiategrasso, la quale segue - per conto del Distretto Sociale n. 6 di cui il Comune di Pieve Emanuele è capofila - il progetto “Donne in volo” diretto a realizzare programmi di assistenza e integrazione sociale a favore di donne straniere vittime di violenza e sfruttamento della prostituzione e della tratta a scopo di sfruttamento sessuale.
La presente ordinanza, preventivamente comunicata al Prefetto ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 267/2000, è resa pubblica mediante affissione all’Albo Pretorio Comunale, ed è immediatamente esecutiva.
Al fine dell’esecuzione, il presente provvedimento viene trasmesso in via preventiva, ai sensi dell’art. 54, comma 4, del d.lgs. n. 267/2000, alla Prefettura – Ufficio territoriale del Governo di Milano, nonché alla Questura di Milano, al Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Milano, al Comando provinciale Guardia di Finanza di Milano, alla Polizia Provinciale di Milano.
Contro il presente provvedimento è ammesso, entro 60 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio, ricorso al tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia o in alternativa, entro 120 giorni dalla pubblicazione, è possibile esperire ricorso straordinario al Capo dello Stato.
(Rag. Rocco Pinto)
Pieve Emanuele, 11 agosto 2008