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Timestamp: 2019-04-25 14:05:09+00:00
Document Index: 34059341

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 696', 'sentenza ', 'art. 1591', 'art. 1591', 'art. 360', 'art. 1219']

Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2019 Se l’immobile locato viene riconsegnato con danni eccedenti il normale utilizzo
Corte di Cassazione, sezione terza civile, Ordinanza 7 marzo 2019, n. 6596.
Ordinanza 7 marzo 2019, n. 6596
Udienza 10 dicembre 2018
Il locatore, in caso di anormale usura dell’immobile, ha diritto al risarcimento del danno consistente sia nella somma di denaro occorrente per l’esecuzione delle riparazioni imposte dai danni all’immobile provocati dal conduttore, sia nel mancato reddito ritraibile dalla cosa nel periodo di tempo necessario per l’esecuzione dei lavori di riparazione
sul ricorso 10294-2017 proposto da:
S.C., S.R., SA.RA., SA.RO., SA.RE., s.r., elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE ERITREA 9, presso lo studio dell’avvocato SERGIO CASTAGNA, rappresentati e difesi dall’avvocato FRANCESCO ANTONIO VERALDI giuste procure in calce al ricorso;
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI CATANZARO, in persona del Presidente in carica B.V., considerata domiciliata ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati PIETRO OLIVERIO, FEDERICA PALLONE giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 1521/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO, depositata il 05/10/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 10/12/2018 dal Consigliere Dott. MARCO ROSSETTI;
1. Nel 2011 Sa.Ro., S.C., S.R., Sa.Re., s.r. e Sa.Ra. convennero dinanzi al Tribunale di Catanzaro la Provincia di Catanzaro, esponendo che:
-) la propria dante causa I.T. nel 1973 concesse in locazione alla Provincia di Catanzaro l’immobile sito in quest’ultima città, viale (OMISSIS), perchè fosse destinato a sede del provveditorato agli studi;
-) nel 2007 gli eredi della locatrice proposero ricorso per accertamento tecnico preventivo con finalità conciliativa, ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c., al fine di accertare i danni arrecati all’immobile dall’amministrazione, nonchè “le opere e riparazioni necessarie al fine di ripristinare lo stato dei luoghi, comprensive di oneri diritti tecnici”;
-) gli interessi e la rivalutazione sulle somme liquidate a titolo di risarcimento dovessero decorrere dalla domanda, giacchè prima d’allora mai l’amministrazione provinciale era stata costituita in mora, nè il ricorso per accertamento tecnico preventivo poteva ritenersi equivalente ad una costituzione in mora.
4. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da Sa.Ro. e dagli altri cinque eredi di I.T., con ricorso fondato su tre motivi.
E’ palese, pertanto (…), che ogniqualvolta il locatore per fatto del conduttore non può disporre della cosa locata, lo stesso ha diritto a conseguire “il corrispettivo convenuto”, nonchè eventuali danni, ulteriori, ove ne dimostri l’esistenza. Sempre al riguardo – inoltre non può tacersi che si ha “mancata disponibilità” della cosa locata non solo (…) allorchè, scaduto il termine per la restituzione il conduttore non vi provveda, ma anche tutte le volte in cui, per fatto imputabile al conduttore, il locatore non può trarre, dalla cosa, alcun vantaggio, come – ad esempio, nell’ipotesi in cui l’immobile presenti, alla riconsegna (e quindi dopo la restituzione, eventualmente ritardata a norma dell’art. 1591 c.c.) danni eccedenti il degrado dovuto a normale uso dello stesso, con conseguente sua inutilizzabilità per tutto il periodo per il quale si protraggono i lavori di ripristino.
In merito, infine, non può non sottolinearsi come sul punto la giurisprudenza di questa Corte (…) sia fermissima da lustri nel ritenere che il locatore, in caso di anormale usura dell’immobile, ha diritto al risarcimento del danno consistente sia nella somma di denaro occorrente per l’esecuzione delle riparazioni imposte dai danni all’immobile provocati dal conduttore, sia nel mancato reddito ritraibile dalla cosa nel periodo di tempo necessario per l’esecuzione dei lavori di riparazione (cfr., ad esempio, Cass. 18 giugno 1993 n. 6798, ove il rilievo, altresì, che questa seconda serie di danni va determinata in relazione all’epoca in cui i lavori possono essere iniziati dal locatore usando l’ordinaria diligenza ed alla presumibile epoca del loro compimento. Sempre in questo senso v., peraltro, già le remote Cass. 21 novembre 1968 n. 3786, nonchè Cass. 10 novembre 1971 n. 3210)”.
Come si è detto nel p. precedente, infatti, il periodo di indisponibilità dell’immobile reso necessario dall’urgenza del restauro, è dalla giurisprudenza di questa Corte equiparato quoad effectum alla ritardata restituzione dell’immobile, con la conseguenza che spetterà per tale periodo al proprietario “il corrispettivo convenuto”, ai sensi dell’art. 1591 c.c., salva la prova del maggior danno, che grava sul locatore.
3.1. Col terzo motivo i ricorrenti lamentano, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione dell’art. 1219 c.c., nonchè la “nullità della sentenza”.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, il 10 dicembre 2018.