Source: http://www.slideshare.net/GestoriCarburanti/dl-liberalizzazioni-250112
Timestamp: 2015-08-29 10:39:24+00:00
Document Index: 6010014

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 2463', 'art. 2329', 'art. 2484', 'art. 2463', 'art. 36', 'art. 82', 'art. 28', 'art.9', 'in fine', 'art. 2', 'art. 28', 'in fine', 'art. 8', 'art. 4', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 201', 'in fine', 'art. 220', 'art. 150']

La bozza del documento sulle libera...
Disegno di legge Liberalizzazioni Governo Monti ...
TITOLO I CONCORRENZA CAPO I NORME GENERALI SULLE LIBERALIZZAZIONI Art. 1 (Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese)1. Fermo restando quanto previsto dall’art. 3 del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, convertitodalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in attuazione del principio di libertà di iniziativa economicasancito dall’articolo 41 della Costituzione e del principio di concorrenza sancito dal Trattatodell’Unione europea, sono abrogate, dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 3 delpresente articolo e secondo le previsioni del presente articolo:a) le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti diassenso dell’amministrazione comunque denominati per l’avvio di un’attività economica nongiustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordinamentocomunitario nel rispetto del principio di proporzionalità;b) le norme che pongono divieti e restrizioni alle attività economiche non adeguati o nonproporzionati alle finalità pubbliche perseguite, nonché le disposizioni di pianificazione eprogrammazione territoriale o temporale autoritativa con prevalente finalità economica o prevalentecontenuto economico, che pongono limiti, programmi e controlli non ragionevoli, ovvero nonadeguati ovvero non proporzionati rispetto alle finalità pubbliche dichiarate e che in particolareimpediscono, condizionano o ritardano l’avvio di nuove attività economiche o l’ingresso di nuovioperatori economici ponendo un trattamento differenziato rispetto agli operatori già presenti sulmercato, operanti in contesti e condizioni analoghi, ovvero impediscono, limitano o condizionanol’offerta di prodotti e servizi al consumatore, nel tempo nello spazio o nelle modalità, ovveroalterano le condizioni di piena concorrenza fra gli operatori economici oppure limitano ocondizionano le tutele dei consumatori nei loro confronti.2. Le disposizioni recanti divieti, restrizioni, oneri o condizioni all’accesso ed all’esercizio delleattività economiche sono in ogni caso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo eragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale, alla streguadei principi costituzionali per i quali l’iniziativa economica privata è libera secondo condizioni dipiena concorrenza e pari opportunità tra tutti i soggetti, presenti e futuri, ed ammette solo i limiti, iprogrammi e i controlli necessari ad evitare possibili danni alla salute, all’ambiente, al paesaggio, alpatrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e possibili contrasticon l’utilità sociale, con l’ordine pubblico, con il sistema tributario e con gli obblighi comunitari edinternazionali della Repubblica.3. Nel rispetto delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 e secondo i criteri ed i principi direttivi di cuiall’articolo 34 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011,n. 214, il Governo, previa approvazione da parte delle Camere di una sua relazione che specifichiperiodi ed ambiti di intervento degli atti regolamentari,è autorizzato ad adottare entro il 31 dicembre2012 uno o più regolamenti, ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, perindividuare le attività per le quali permane l’atto preventivo di assenso dell’amministrazione, edisciplinare i requisiti per l’esercizio delle attività economiche, nonché i termini e le modalità perl’esercizio dei poteri di controllo dell’amministrazione, individuando le disposizioni di legge eregolamentari dello Stato che, ai sensi del comma 1, vengono abrogate a decorrere dalla data dientrata in vigore dei regolamenti stessi. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato rendeparere obbligatorio, nel termine di trenta giorni decorrenti dalla ricezione degli schemi diregolamento, anche in merito al rispetto del principio di proporzionalità. In mancanza del parere neltermine, lo stesso si intende rilasciato positivamente. 1 2.
4. Le Regioni, le Provincie ed i Comuni si adeguano ai principi e alle regole di cui ai commi 1, 2 e 3entro il 31 dicembre 2012, fermi restando i poteri sostituitivi dello Stato ai sensi dell’articolo 120della Costituzione. A decorrere dall’anno 2013, il predetto adeguamento costituisce elemento divalutazione della virtuosità degli stessi enti ai sensi dell’articolo 20, comma 3, del decreto legge 6luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. A tal fine la Presidenza delConsiglio dei Ministri, nell’ambito dei compiti di cui all’articolo 4, comunica, entro il termineperentorio del 31 gennaio di ciascun anno, al Ministero dell’economia e delle finanze gli enti chehanno provveduto all’applicazione delle procedure previste dal presente articolo. In caso di mancatacomunicazione entro il termine di cui al periodo precedente, si prescinde dal predetto elemento divalutazione della virtuosità. Le Regioni a statuto speciale e le Provincie autonome di Trento eBolzano procedono all’adeguamento secondo le previsioni dei rispettivi statuti.5. Sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente articolo i servizi di trasporto di persone ecose su autoveicoli non di linea, i servizi finanziari come definiti dall’articolo 4 del decretolegislativo 26 marzo 2010, n. 59 e i servizi di comunicazione come definiti dall’art. 5 del decretolegislativo 26 marzo 2010, n. 59, di attuazione della direttiva 2006/ 123/CE relativa ai servizi nelmercato interno, e le attività specificamente sottoposte a regolazione e vigilanza di apposita autoritàindipendente. 2 3.
Art. 2 (Tribunale delle imprese)1. Al decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168 sono apportate le seguentimodificazioni:a) agli articoli 1 e 2 le parole: «sezioni specializzate in materia di proprietà industrialeed intellettuale» sono sostituite, ovunque compaiano, dalle seguenti: «sezionispecializzate in materia di impresa»;b) all’articolo 2, le parole: «in materia di proprietà industriale ed intellettuale» sonosostituite dalle seguenti: «in materia di impresa»;c) l’articolo 3 è sostituito dal seguente:«Art. 3 (Competenza per materia delle sezioni specializzate).1. Le sezioni specializzate sono competenti in materia di:a) controversie di cui all’articolo 134 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, esuccessive modificazioni;b) controversie in materia di diritto d’autore;c) azioni di classe di cui all’articolo 140-bis del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206, e successive modificazioni.2. Le sezioni specializzate sono altresì competenti, relativamente alle società di cui alLibro V, Titolo V, Capi V e VI del codice civile ovvero alle società da questecontrollate o che le controllano, per le cause:a) tra soci delle società, inclusi coloro la cui qualità di socio è oggetto di controversia;b) relative al trasferimento delle partecipazioni sociali o ad ogni altro negozio avente adoggetto le partecipazioni sociali o i diritti inerenti;c) di impugnazione di deliberazioni e decisioni di organi sociali;d) tra soci e società;e) in materia di patti parasociali;f) contro i componenti degli organi amministrativi o di controllo, il liquidatore, ildirettore generale ovvero il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabilisocietari;g) aventi ad oggetto azioni di responsabilità promosse dai creditori delle societàcontrollate contro le società che le controllano;h) relative a rapporti di cui all’articolo 2359, primo comma, n. 3, all’articolo 2497-septies e all’articolo 2545-septies codice civile;i) relative a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanzacomunitaria in cui sia parte una società di cui al Libro V, Titolo V, Capi V e VI delcodice civile, quando sussiste la giurisdizione del giudice ordinario».2. Dopo il comma 1-bis dell’articolo 13 del testo unico delle disposizioni legislative eregolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni, è inserito il seguente: 3 4.
«1-ter. Per i processi di competenza delle sezioni specializzate di cui al decretolegislativo 26 giugno 2003, n. 168, e successive modificazioni, il contributo unificato dicui al comma 1 è quadruplicato. Si applica il comma 1-bis».3. Il maggior gettito derivante dall’applicazione delle disposizioni di cui al comma 2 èversato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al fondo istituito aisensi dell’articolo 37, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, conmodificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.4. Il comma 4 dell’articolo 140-bis del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 èsostituito dal seguente:«4. La domanda è proposta al tribunale presso cui è istituita la sezione specializzata dicui all’articolo 1 del decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168, e successivemodificazioni».5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai giudizi instaurati dopo ilnovantesimo giorno dall’entrata in vigore del presente decreto.6. L’amministrazione provvede allo svolgimento delle attività relative alle competenzepreviste dal presente articolo senza nuovi o maggiori oneri e con le risorse umane,strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”. 4 5.
Art. 3 (Accesso dei giovani alla costituzione di società a responsabilità limitata)1. Dopo l’art. 2463 del codice civile, è inserito il seguente articolo: “ Articolo 2463 bis(Società semplificata a responsabilità limitata)La società semplificata a responsabilità limitata può essere costituita con contratto o atto unilateraleda persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione.L’atto costitutivo deve essere redatto per scrittura privata e deve indicare:1) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio;2) la denominazione sociale contenente l’indicazione di società semplificata a responsabilitàlimitata e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie;3) l’ammontare del capitale sociale non inferiore ad un euro sottoscritto e interamente versato alladata della costituzione. Il conferimento deve farsi in denaro;4) i requisiti previsti dai numeri 3), 6), 7), 8) del secondo comma dell’articolo 2463;5) luogo e data di sottoscrizione.L’atto costitutivo deve essere depositato a cura degli amministratori entro quindici giorni pressol’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, allegando idocumenti comprovanti la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 2329. L’iscrizione èeffettuata con unica comunicazione esente da diritti di bollo e di segreteria nella quale si dichiara ilpossesso dei requisiti di cui al presente articolo.L’ufficiale del registro deve accertare la sussistenza dei requisiti richiesti e procedere all’iscrizioneentro il termine perentorio di quindici giorni. Si applica l’articolo 2189. Decorso inutilmente iltermine indicato per l’iscrizione, il giudice del registro, su richiesta degli amministratori, verificatala sussistenza dei presupposti, ordina l’iscrizione con decreto.Il verbale recante modificazioni dell’atto costitutivo deliberate dall’assemblea dei soci è redatto perscrittura privata e si applicano i commi terzo e quarto. L’atto di trasferimento delle partecipazioni èredatto per scrittura privata ed è depositato entro quindici giorni a cura degli amministratori pressol’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale.Quando il singolo socio perde il requisito d’età di cui al primo comma, se l’assemblea convocatasenza indugio dagli amministratori non delibera la trasformazione della società, è escluso di diritto esi applica in quanto compatibile l’articolo 2473 bis. Se viene meno il requisito di età in capo a tutti isoci gli amministratori devono, senza indugio, convocare l’assemblea per deliberare latrasformazione della società, in mancanza si applica l’articolo 2484.La denominazione di società semplificata a responsabilità limitata, l’ammontare del capitalesottoscritto e versato, la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso cui questa èiscritta devono essere indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronicodestinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico.Salvo quanto previsto dal presente articolo, si applicano alla società semplificata a responsabilitàlimitata, le disposizioni di questo capo in quanto compatibili.”.Dopo il primo comma dell’art. 2484 del codice civile, è inserito il seguente: “La societàsemplificata a responsabilità limitata si scioglie, oltre che i motivi indicati nel primo comma, per ilvenir meno del requisito di età di cui all’art. 2463 bis, in capo a tutti i soci.”.2. Con decreto ministeriale emanato dal Ministro della Giustizia di concerto con il MinistrodellEconomia e delle Finanze e con il Ministro dello Sviluppo Economico, entro sessanta giornidallentrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, viene tipizzato lo statutostandard della società e sono individuati i criteri di accertamento delle qualità soggettive dei soci. 5 6.
Art. 4 (Norme a tutela e promozione della concorrenza nelle Regioni e negli enti locali)1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in attuazione dell’articolo 120, comma 2, dellaCostituzione, assicura il rispetto della normativa dell’Unione europea e la tutela dell’unità giuridicae dell’unità economica dell’ordinamento, svolgendo le seguenti funzioni:a) monitora la normativa regionale e locale e individua, anche su segnalazione dell’Autorità Garantedella Concorrenza e del Mercato, le disposizioni contrastanti con la tutela o la promozione dellaconcorrenza;b) assegna all’ente interessato un congruo termine per rimuovere i limiti alla concorrenza;c) decorso inutilmente il termine di cui alla lettera b), propone al Consiglio dei Ministri l’eserciziodei poteri sostitutivi di cui all’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131;2. Nell’esercizio delle funzioni di cui al comma precedente, la Presidenza del Consiglio puòformulare richieste di informazioni a privati e enti pubblici.3. Le attività di cui al presente articolo sono svolte con le risorse umane, strumentali e finanziariegià disponibili a legislazione vigente. 6 7.
CAPO II TUTELA DEI CONSUMATORI Art. 5 (Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie)1. Al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206 dopo l’articolo 37 è aggiunto il seguente “Art. 37 bis (Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie)1. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, previo accordo con le associazioni dicategoria, d’ufficio o su denuncia dei consumatori interessati, ai soli fini di cui ai commi successivi,dichiara la vessatorietà delle clausole inserite nei contratti tra professionisti e consumatori che siconcludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli,modelli o formulari.2. Il provvedimento che accerta la vessatorietà della clausola è diffuso mediante pubblicazione suapposita sezione del sito internet istituzionale dell’Autorità, sul sito dell’operatore che adotta laclausola ritenuta vessatoria e mediante ogni altro mezzo ritenuto opportuno in relazione all’esigenzadi informare compiutamente i consumatori.3. Le imprese interessate hanno facoltà di interpellare preventivamente l’Autorità in merito allevessatorietà delle clausole che intendono utilizzare nei rapporti commerciali con i consumatori. Leclausole non ritenute vessatorie a seguito di interpello, non possono essere successivamente valutatedall’Autorità per gli effetti di cui al comma 2. Resta in ogni caso ferma la responsabilità deiprofessionisti nei confronti dei consumatori.4. In materia di tutela giurisdizionale, contro gli atti dell’Autorità, adottati in applicazione delpresente articolo, è competente il giudice amministrativo. E’ fatta salva la giurisdizione del giudiceordinario sulla validità delle clausole vessatorie e sul risarcimento del danno.”.5. Le attività di cui al presente articolo sono svolte con le risorse umane, strumentali e finanziariegià disponibili a legislazione vigente.” 7 8.
Art. 6 (Norme per rendere efficace l’azione di classe).1. All’articolo 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2: - alla lettera a), la parola “identica” è sostituita dalle seguenti “del tutto omogenea”; - la lettera b), la parola “identici” è sostituita dalle seguenti: “del tutto omogenei” - alla lettera c) la parola “identici” è sostituita dalle seguenti “del tutto omogenei”. b) al comma 6: - al secondo periodo, la parola “identità” è sostituita dalle seguenti: “l’evidente omogeneità”. 8 9.
ART. 7 (Tutela delle microimprese da pratiche commerciali ingannevoli e aggressive)1. All’articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206, dopo la lettera d) inserire la seguente: “d-bis) <<microimprese>>: entità, società di persone o associazioni, che, a prescindere dalla forma giuridica esercitano un’attività economica artigianale e altre attività a titolo individuale o familiare.”;2. All’articolo 19, comma 1, dopo le parole: “relativa a un prodotto” sono aggiunte, infine, le seguenti: “, nonché alle pratiche commerciali scorrette tra professionisti e microimprese. Per le microimprese la tutela in materia di pubblicità ingannevole e di pubblicità comparativa illecita è assicurata in via esclusiva dal decreto legislativo 2 agosto 2007, n.145.”. 9 10.
Art. 8 (Contenuto delle carte di servizio) 1. Le carte di servizio, nel definire gli obblighi cui sono tenuti i gestori dei servizi pubblici,anche locali, o di un’infrastruttura necessaria per l’esercizio di attività di impresa o per l’esercizio diun diritto della persona costituzionalmente garantito, indicano in modo specifico i diritti, anche dinatura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei gestori del servizio edell’infrastruttura. 2. Le Autorità indipendenti di regolazione e ogni altro ente pubblico, anche territoriale,dotato di competenze di regolazione sui servizi pubblici, anche locali, definiscono gli specificidiritti di cui al comma 1. Sono fatte salve ulteriori garanzie che le imprese che gestiscono il servizioo l’infrastruttura definiscono autonomamente. 10 11.
CAPO III SERVIZI PROFESSIONALI Art. 9 (Disposizioni sulle professioni regolamentate) 1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. 2. Ferma restando l’abrogazione di cui al comma 1, nel caso di liquidazione da parte di unorgano giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento aparametri stabiliti con decreto del ministro vigilante. Con decreto del Ministro della Giustiziadi concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze sono anche stabiliti i parametri peroneri e contribuzioni alle casse professionale e agli archivi precedentemente basati sulletariffe. L’utilizzazione dei parametri nei contratti individuali tra professionisti e consumatori omicroimprese da’ luogo alla nullità della clausola relativa alla determinazione del compensoai sensi dell’art. 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 3. Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimentodell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado dicomplessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dalmomento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati dellapolizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ognicaso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente anche in forma scritta se daquesti richiesta, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per lesingole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributiL’inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare delprofessionista. 4. Sono abrogate le disposizioni vigenti che per la determinazione del compenso delprofessionista, rinviano alle tariffe di cui al comma 1. 5. La durata del tirocinio previsto per l’accesso alle professioni regolamentate non potràessere superiore a diciotto mesi e per i primi sei mesi, potrà essere svolto, in presenza diun’apposita convenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e il ministrodell’istruzione, università e ricerca, in concomitanza col corso di studio per il conseguimentodella laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe convenzionipossono essere stipulate tra i Consigli nazionali degli ordini e il Ministro per la pubblicaamministrazione e l’innovazione tecnologica per lo svolgimento del tirocinio pressopubbliche amministrazioni, all’esito del corso di laurea. Le disposizioni del presente commanon si applicano alle professioni sanitarie per le quali resta confermata la normativa vigente. 6. All’articolo 3, comma 5, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito conmodificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono apportate le seguentimodificazioni: a) alla lettera c), il secondo, terzo e quarto periodo sono soppressi; b) la lettera d) è soppressa. 7. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per lafinanza pubblica. 11 12.
Art. 10 (Estensione ai liberi professionisti della possibilità di partecipare al patrimonio dei confidi)1. All’articolo 39, comma 7, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22dicembre 2011, n. 214, dopo le parole: “le piccole e medie imprese socie” inserire le parole: “e iliberi professionisti soci”. 12 13.
Art. 11 (Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarità delle farmacie e modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci)1 Al fine di favorire l’accesso alla titolarità delle farmacie da parte di un più ampio numero diaspiranti, aventi i requisiti di legge, garantendo al contempo una più capillare presenza sul territoriodel servizio farmaceutico, il secondo e il terzo comma dell’articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n.475, e successive modificazioni sono sostituiti dai seguenti:“Il numero delle autorizzazioni è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3000 abitanti. La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al secondo comma, consente l’apertura diuna ulteriore farmacia, qualora sia superiore a 500 abitanti; nei comuni fino a 9.000 abitanti,l’ulteriore farmacia può essere autorizzata soltanto qualora la popolazione eccedente rispetto alparametro sia superiore a 1500 abitanti”.2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad assicurare, entro 120giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’approvazionestraordinaria delle piante organiche delle farmacie, in attuazione della previsione di cui al comma 1.In deroga a quanto previsto dall’articolo 9 della legge 2 aprile 1968, n. 475, sulle sedi farmaceuticheistituite in attuazione del comma 1 o comunque vacanti, non può essere esercitato il diritto diprelazione da parte del comune. Entro i successivi 30 giorni le regioni e le province autonome diTrento e di Bolzano bandiscono un concorso straordinario per titoli ed esami per la copertura dellesedi farmaceutiche di nuova istituzione o vacanti, fatte salve quelle per le quali sia stata giàespletata la procedura concorsuale, riservando la partecipazione allo stesso ai farmacisti non titolaridi farmacia e ai titolari di farmacia rurale sussidiata. L’adozione dei provvedimenti previsti daiprecedenti periodi del presente comma costituisce adempimento soggetto alla verifica annuale daparte del comitato e del tavolo di cui agli articoli 9 e 12 dell’intesa sancita in sede di Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del23 marzo 2005, ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale. Alconcorso straordinario si applicano le disposizioni vigenti sui concorsi per la copertura delle sedifarmaceutiche di nuova istituzione o vacanti, nonché le disposizioni previste dal presente articolo ele eventuali ulteriori disposizioni regionali dirette ad accelerare la definizione delle procedureconcorsuali.3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentiti l’unità sanitaria locale el’ordine provinciale dei farmacisti competenti per territorio, possono istituire una farmacia:a) nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili a traffico internazionale, nelle stazioni marittime enelle aree di servizio autostradali ad alta intensità di traffico, servite da servizi alberghieri o diristorazione, purché non sia già aperta una farmacia a una distanza inferiore a 200 metri;b) nei centri commerciali e nelle grandi strutture di vendita con superficie superiore a 10.000 metriquadrati, purché non sia già aperta una farmacia a una distanza inferiore a 1.500 metri.4. Fino al 2022, tutte le farmacie istituite ai sensi del comma 3 sono offerte in prelazione ai comuniin cui le stesse hanno sede.5. Ai concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche gli interessati in possesso dei requisiti dilegge possono concorrere per la gestione associata, sommando i titoli posseduti. In tale caso latitolarità della sede farmaceutica assegnata è condizionata al mantenimento della gestione associatada parte degli stessi vincitori, su base paritaria, fatta salva la premorienza o sopravvenutaincapacità. Ai fini della valutazione dell’esercizio professionale nei concorsi per il conferimento disedi farmaceutiche, per l’attività svolta dal farmacista ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del decreto- 13 14.
legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sonoassegnati punti 0,35 per anno per i primi 10 anni e punti 0,10 per anno per i secondi 10 anni.6. I turni e gli orari di farmacia stabiliti dalle autorità competenti in base alle vigente normativa nonimpediscono l’apertura della farmacia in orari diversi da quelli obbligatori. Le farmacie possonopraticare sconti sui prezzi di tutti i tipi di farmaci e prodotti venduti pagati direttamente dai clienti,dandone adeguata informazione alla clientela.7. Decorsi inutilmente i termini per gli adempimenti previsti dal comma 2, il Consiglio dei Ministriesercita i poteri sostitutivi di cui all’articolo 120 della Costituzione, con la nomina di un appositocommissario che approva le piante organiche delle farmacie ed espleta le procedure concorsuali dicui al presente articolo.8. Al comma 9 dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 e successive modificazioni, leparole “due anni” sono sostituite dalle parole “sei mesi”.9. Il medico, nel prescrivere un farmaco, è tenuto, sulla base della sua specifica competenzaprofessionale, ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio di medicinali aventiuguale composizione in principi attivi, nonché forma farmaceutica, via di somministrazione,modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali. Il medico aggiunge ad ogni prescrizione di farmacole seguenti parole: “sostituibile con equivalente generico”, ovvero, “non sostituibile”, nei casi incui sussistano specifiche motivazioni cliniche contrarie. Il farmacista, qualora sulla ricetta nonrisulti apposta dal medico l’indicazione della non sostituibilità del farmaco prescritto, è tenuto afornire il medicinale equivalente generico avente il prezzo più basso, salvo diversa richiesta delcliente. Ai fini del confronto il prezzo è calcolato per unità posologica o quantità unitaria diprincipio attivo. Allarticolo 11, comma 9, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, conmodificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel secondo periodo, dopo le parole " è possibile",sono inserite le seguenti: "solo su espressa richiesta dellassistito e".10. L’inaccessibilità ai farmaci da parte del pubblico e del personale non addetto prevista dalcomma 2 dell’articolo 32 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, deve intendersi riferita unicamente ai medicinali di cuiall’articolo 8, comma 10, lettera c) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, che potranno esserevenduti senza ricetta negli esercizi commerciali di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 4luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, a conclusionedella procedura amministrativa prevista dallo stesso articolo 32.11. E’ istituito, presso l’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti (ENPAF), un fondodi solidarietà nazionale per l’assistenza farmaceutica nei comuni con meno di mille abitanti. Ilfondo è finanziato dalle farmacie urbane, attraverso il versamento, a favore dell’ENPAF, di unaquota percentuale del fatturato dalla farmacia, determinata dall’ente in misura sufficiente adassicurare ai farmacisti titolari di farmacia nei centri abitati con meno di mille abitanti ilconseguimento di un reddito netto non inferiore al centocinquanta per cento del reddito nettoconseguibile, in base al contratto collettivo nazionale, da un farmacista collaboratore di primolivello con due anni di servizio. L’ENPAF provvede a corrispondere all’avente diritto l’indennitàche consente il raggiungimento del reddito netto previsto dal precedente periodo. Le modalità diattuazione delle disposizioni di cui al presente comma sono stabilite con decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.12. Con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapportifra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Federazione degliordini dei farmacisti italiani, sono fissati i livelli di fatturato delle farmacie aperte al pubblico il cui 14 15.
superamento comporta, per i titolari delle farmacie stesse, l’obbligo di avvalersi, ai fini delmantenimento della convenzione con il Servizio sanitario nazionale, di uno o più farmacisticollaboratori. 15 16.
Art. 12 (Incremento del numero dei notai e concorrenza nei distretti)1. La tabella notarile che determina il numero e la residenza dei notai, di cui all’articolo 4,comma 2, della legge 16 febbraio 1913, n. 89, come revisionata da ultimo con i decreti del Ministrodella giustizia in data 23 dicembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2009,n. 300, e in data 10 novembre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 dicembre 2011, n.292, è aumentata di cinquecento posti.2. Con successivo decreto del Ministro della giustizia, da adottare entro 120 giorni dall’entratain vigore della legge di conversione del presente decreto legge, i posti di cui al comma 1 sonodistribuiti nei distretti e nei singoli comuni in essi compresi, secondo i parametri di cui all’articolo4, comma 1, della legge 6 febbraio 1913, n. 89.3. Entro il 31 dicembre 2012 sono espletate le procedure del concorso per la nomina a 200posti di notaio bandito con decreto direttoriale del 28 dicembre 2009, nonché dei concorsi per lanomina a 200 e 150 posti di notaio banditi, rispettivamente, con decreti del 27 dicembre 2010 e del27 dicembre 2011, per complessivi 550 nuovi posti da notaio. Entro il 31 dicembre 2013 è banditoun ulteriore concorso pubblico per la nomina fino a 500 posti di notaio. Entro il 31 dicembre 2014 èbandito un ulteriore concorso pubblico per la nomina fino a 500 posti di notaio. All’esito dellacopertura dei posti di cui al presente articolo, la tabella notarile che determina il numero e laresidenza dei notai, udite le Corti dappello e i Consigli notarili, viene rivista ogni tre anni. Per glianni successivi, è comunque bandito un concorso per la copertura di tutti i posti che si rendonodisponibili.4. I commi 1 e 2 dell’articolo 26 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, sono sostituiti daiseguenti:“Per assicurare il funzionamento regolare e continuo dell’ufficio, il notaro deve tenere nel Comuneo nella frazione di Comune assegnatagli studio aperto con il deposito degli atti, registri e repertorinotarili, e deve assistere personalmente allo studio stesso almeno tre giorni a settimana e almenouno ogni quindici giorni per ciascun Comune o frazione di Comune aggregati.Il notaro può recarsi, per ragione delle sue funzioni, in tutto il territorio del distretto della CortedAppello in cui trovasi la sua sede notarile, ed aprire un ufficio secondario nel territorio deldistretto notarile in cui trovasi la sede stessa”.5. Il comma 2 dell’articolo 27 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, è sostituito dal seguente:“Egli non può esercitarlo fuori del territorio della Corte d’Appello nel cui distretto è ubicata la suasede.”.6. All’art. 82 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, dopo le parole “stesso distretto” aggiungere: “diCorte d’Appello”. 7. Le lettere a) e b) del comma 1 dell’articolo 153 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, come modificato dall’articolo 39 del decreto legislativo 1° agosto 2006, n. 249, sono sostituite dalle seguenti:“a) al procuratore della Repubblica presso il Tribunale nel cui circondario ha sede il notaio ovveronel cui circondario il fatto per il quale si procede è stato commesso;b) al presidente del Consiglio notarile del distretto nel cui ruolo è iscritto il notaio ovvero deldistretto nel quale il fatto per il quale si procede è stato commesso. Se l’infrazione è addebitata allostesso presidente, al consigliere che ne fa le veci, previa delibera dello stesso consiglio. La stessadelibera è necessaria in caso di intervento ai sensi dell’articolo 156 bis, comma 5.”.8. Al comma 1 dell’articolo 155 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, come modificatodall’articolo 41 del decreto legislativo 1° agosto 2006, n. 249, le parole “di cui all’articolo 153,comma 1, lettera b)” sono sostituite dalle seguenti: “in cui il notaio ha sede”.9. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilanciodello Stato. 16 17.
CAPO IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENERGIA Art. 13 (Misure per la riduzione del prezzo del gas naturale per i clienti vulnerabili)1. A decorrere dal primo trimestre successivo all’entrata in vigore del presente decreto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, al fine di adeguare i prezzi di riferimento del gas naturale per i clienti vulnerabili di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 1 giugno 2011, n.93, ai valori europei, nella determinazione dei corrispettivi variabili a copertura dei costi di approvvigionamento di gas naturale, introduce progressivamente tra i parametri in base ai quali è disposto l’aggiornamento anche il riferimento per una quota gradualmente crescente ai prezzi del gas rilevati sul mercato. In attesa dell’avvio del mercato del gas naturale di cui all’articolo 30, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, i mercati di riferimento da considerare sono i mercati europei individuati ai sensi dell’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 13 agosto 2010, n.130. 17 18.
Art. 14 (Misure per ridurre i costi di approvvigionamento di gas naturale per le imprese)1. Le capacità di stoccaggio di gas naturale che si rendono disponibili a seguito delle rideterminazioni del volume di stoccaggio strategico di cui all’articolo 12, comma 11- ter, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.164, nonché delle nuove modalità di calcolo degli obblighi di modulazione stabilite in base ai criteri determinati dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 18, comma 2, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.164, come modificato dal decreto legislativo 1 giugno 2011, n.93, sono assegnate, per uno spazio stabilito e aggiornato con decreto del Ministero dello sviluppo economico, per l’offerta alle imprese di servizi integrati di trasporto a mezzo gasdotti esteri e di rigassificazione, comprensivi dello stoccaggio di gas naturale, finalizzati a consentire il loro approvvigionamento diretto di gas naturale dall’estero, secondo criteri di sicurezza degli approvvigionamenti stabiliti nello stesso decreto.2. I servizi di cui al comma 1 sono offerti da parte delle imprese di rigassificazione e di trasporto in regime regolato in base a modalità definite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.3. Le eventuali ulteriori capacità di stoccaggio di gas naturale disponibili non assegnate ai sensi del comma 1, sono assegnate secondo le modalità di cui all’articolo 12, comma 7, lettera a), ultimo periodo, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.164, come modificato dal decreto legislativo 1 giugno 2011, n.93.4. Il volume di gas naturale attualmente contenuto nel volume di stoccaggio strategico che si rende disponibile a seguito delle rideterminazioni di cui al comma 1, è ceduto dalle imprese di stoccaggio, anche per l’avvio transitorio dei servizi di cui al comma 1, secondo criteri stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo economico. 18 19.
Art. 15 (Disposizioni in materia di separazione proprietaria )1. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 1, comma 905, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relativamente alla partecipazione azionaria attualmente detenuta in Snam S.p.A., è emanato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge. 19 20.
Art. 16 (Sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche) 1. Al fine di favorire nuovi investimenti di ricerca e sviluppo delle risorse energetiche nazionali strategiche di idrocarburi, garantendo maggiori entrate erariali per lo Stato, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa sancita in sede di Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità per individuare le maggiori entrate effettivamente realizzate e le modalità di destinazione di una quota di tali maggiori entrate per lo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescita dei territori di insediamento degli impianti produttivi e dei territori limitrofi nonché ogni altra disposizione attuativa occorrente all’attuazione del presente articolo. 2. Le attività di cui all’articolo 53 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n.886, sono svolte secondo le norme vigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366. 20 21.
Art. 17 (Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti)1. I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano anche titolari della relativaautorizzazione petrolifera possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nelrispetto della vigente normativa nazionale ed europea. A decorrere dal 30 giugno 2012 eventualiclausole contrattuali che prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusivanell’approvvigionamento cessano di avere effetto per la parte eccedente il 50 per cento dellafornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50 per cento di quantoerogato nel precedente anno dal singolo punto vendita. Nei casi previsti dal presente comma le partipossono rinegoziare le condizioni economiche e l’uso del marchio. Nel rispetto delle normativenazionali e comunitarie, le aggregazioni di gestori di impianti di distribuzione di carburante al finedi sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasportodei medesimi sono consentite anche in deroga ad eventuali clausole negoziali che ne vietino larealizzazione.2. Al fine di incrementare la concorrenzialità e l’efficienza del mercato anche attraverso unadiversificazione nelle relazioni contrattuali tra i titolari di autorizzazioni o concessioni e gestoridegli impianti di distribuzione carburanti, i commi da 12 a 14 dell’art. 28 del decreto legge 6 luglio2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono sostituiti daiseguenti:“12. Fermo restando quanto disposto con il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e successivemodificazioni, in aggiunta agli attuali contratti di comodato e fornitura ovvero somministrazionepossono essere adottate, alla scadenza dei contratti esistenti, differenti tipologie contrattuali perl’affidamento e l’approvvigionamento degli impianti di distribuzione carburanti, nel rispetto dellenormative nazionali e comunitarie, e previa definizione negoziale di ciascuna tipologia medianteaccordi sottoscritti tra organizzazioni di rappresentanza dei titolari di autorizzazione o concessione edei gestori, depositati presso il Ministero dello Sviluppo Economico.13. In ogni momento i titolari degli impianti e i gestori degli stessi, da soli o in società ocooperative, possono accordarsi per l’effettuazione del riscatto degli impianti da parte del gestorestesso, stabilendo un indennizzo che tenga conto degli investimenti fatti, degli ammortamenti inrelazione agli eventuali canoni già pagati, dell’avviamento e degli andamenti del fatturato, secondocriteri stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo economico.14. I nuovi contratti di cui al comma 12 devono assicurare al gestore condizioni contrattuali eque enon discriminatorie per competere nel mercato di riferimento.”3. I comportamenti posti in essere dai titolari degli impianti allo scopo di ostacolare, impedire olimitare, in via di fatto o tramite previsioni contrattuali, le facoltà attribuite dal presente articolo algestore integrano abuso di dipendenza economica, ai sensi e per gli effetti dell’art.9 della legge 18giugno 1998, n.192.4. All’articolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge15 luglio 2011, n.111, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 8 è sostituito dal seguente: “8. Al fine di incrementare la concorrenzialità, lefficienza del mercato e la qualità dei servizi nel settore degli impianti di distribuzione dei carburanti, è sempre consentito in tali impianti: a) lesercizio dellattività di somministrazione di alimenti e bevande di cui allarticolo 5, comma 1, lettera b), della legge 25 agosto 1991, n. 287, fermo restando il rispetto delle prescrizioni di cui allarticolo 64, commi 5 e 6, e il possesso dei requisiti di onorabilità e professionali di cui allarticolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59; 21 22.
b) lesercizio dellattività di un punto di vendita non esclusivo di quotidiani e periodici senza limiti di ampiezza della superficie dellimpianto e l’esercizio della rivendita di tabacchi presso gli impianti di distribuzione carburanti con una superficie minima di 1.500 mq; c) la vendita di ogni bene e servizio, nel rispetto della vigente normativa relativa al bene e al servizio posto in vendita.”. b) il comma 10 è sostituito dal seguente: “10. Le attività di cui al comma 8, lettere a), b) e c), di nuova realizzazione, anche se installate su impianti esistenti, sono esercitate dai soggetti titolari della licenza di esercizio dellimpianto di distribuzione di carburanti rilasciata dallufficio tecnico di finanza, salvo rinuncia del titolare della licenza dell’esercizio medesimo, che può consentire a terzi lo svolgimento delle predette attività. In ogni caso sono fatti salvi i vincoli connessi con procedure competitive in aree autostradali in concessione espletate al 30 giugno 2012”;c) Alla fine del comma 4 sono inserite le parole: “I Comuni non rilasciano ulteriori autorizzazioni oproroghe di autorizzazioni relativamente agli impianti incompatibili.”d) il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. L’adeguamento di cui al comma 5 è consentito acondizione che l’impianto sia compatibile sulla base dei criteri di cui al comma 3. Per gli impiantiesistenti, l’adeguamento ha luogo entro il 31 dicembre 2012. Il mancato adeguamento entro taletermine comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da determinare in rapporto all’erogatodell’anno precedente, da un minimo di mille euro a un massimo di cinquemila euro per ogni mese diritardo nell’adeguamento e, per gli impianti incompatibili, costituisce causa di decadenzadell’autorizzazione amministrativa di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 11 febbraio 1998,n.32, dichiarata dal Comune competente.”.5. All’articolo 83 bis, comma 17, del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito dalla legge6 agosto 2008, n.133, sono aggiunte in fondo le seguenti parole; “o che prevedanoobbligatoriamente la presenza contestuale di più tipologie di carburanti, ivi incluso il metano perautotrazione, se tale ultimo obbligo comporta ostacoli tecnici o oneri economici eccessivi e nonproporzionali alle finalità dell’obbligo” .6. LAutorità per lenergia elettrica ed il gas, coerentemente con gli indirizzi del Ministro dellosviluppo economico stabiliti per la diffusione del metano per autotrazione, entro 90 giorni dalla datadi entrata in vigore del presente decreto adotta misure affinché nei Codici di rete e di distribuzionedi cui al decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, siano previste modalità per accelerare i tempidi allacciamento dei nuovi impianti di distribuzione di metano per uso autotrazione alla rete ditrasporto o di distribuzione di gas, per ridurre gli stessi oneri di allacciamento, in particolare per learee dove tali impianti siano presenti in misura limitata, nonché per la riduzione delle penali per isuperi di capacità impegnata previste per gli stessi impianti. 22 23.
Art. 18 (Liberalizzazione degli impianti completamente automatizzati fuori dei centri abitati)1. Al comma 7 dell’articolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo la parola “dipendenti” sono aggiunte le parole “o collaboratori” e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “Nel rispetto delle norme di circolazione stradale, presso gli impianti stradali di distribuzione carburanti posti al di fuori dei centri abitati, quali definiti ai sensi del codice della strada o degli strumenti urbanistici comunali, non possono essere posti vincoli o limitazioni all’utilizzo continuativo, anche senza assistenza, delle apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato.”. 23 24.
Art. 19 (Miglioramento delle informazioni al consumatore sui prezzi dei carburanti)1. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, da adottare entro 60 giorni dalla data dientrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è definita la nuova metodologia dicalcolo del prezzo medio del lunedì da comunicare al Ministero dello sviluppo economico per ilrelativo invio alla Commissione Europea ai sensi della Decisione del Consiglio 1999/280/CE del 22aprile 1999 e della successiva Decisione della Commissione 1999/566/CE del 26 luglio 1999,basata sul prezzo offerto al pubblico con la modalità di rifornimento senza servizio per ciascunatipologia di carburante per autotrazione.2. Entro sei mesi dalla stessa data, con uno o più decreti del Ministero dello sviluppo economicosono definite le modalità attuative della disposizione di cui al secondo periodo dell’articolo 15,comma 5, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in ordine alla cartellonistica dipubblicizzazione dei prezzi presso ogni punto vendita di carburanti, in modo da assicurare che leindicazioni per ciascun prodotto rechino i prezzi in modalità non servito, ove presente, senzaindicazioni sotto forma di sconti, secondo il seguente ordine dall’alto verso il basso: gasolio,benzina, GPL, metano. In tale decreto si prevede che i prezzi delle altre tipologie di carburantispeciali e il prezzo della modalità di rifornimento con servizio debbano essere riportati su cartelloniseparati, indicando quest’ultimo prezzo come differenza in aumento rispetto al prezzo senzaservizio, ove esso sia presente.3. Con il decreto di cui al comma 2 si prevedono, altresì, le modalità di evidenziazione, nellacartellonistica di pubblicizzazione dei prezzi presso ogni punto vendita di carburanti, delle primedue cifre decimali rispetto alla terza, dopo il numero intero del prezzo in euro praticato nel puntovendita.4. Modifiche a quanto disposto dai decreti di cui ai commi 2 e 3 sono adottate con Decreto delMinistro dello sviluppo economico, sentiti il Garante per la sorveglianza dei prezzi istituito ai sensidell’art. 2, commi 198 e 199 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nel rispetto dei medesimiobiettivi di trasparenza. 24 25.
Art. 20 (Fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti)1. Al primo comma dell’art. 28 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, n. 98 le parole “in misura non eccedente il venticinque per cento dell’ammontare complessivo del fondo annualmente consolidato” sono abrogate, le parole “due esercizi annuali” sono sostituite dalle parole “tre esercizi annuali” e il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro il 30 giugno 2012, è determinata l’entità sia dei contributi di cui al comma 1, sia della nuova contribuzione al fondo di cui allo stesso comma 1, per un periodo non superiore a tre anni, articolandola in una componente fissa per ciascuna tipologia di impianto e in una variabile in funzione dei litri erogati, tenendo altresì conto della densità territoriale degli impianti all’interno del medesimo bacino di utenza.” 25 26.
Art. 21 (Disposizioni per accrescere la sicurezza, l’efficienza e la concorrenza nel mercato dell’energia elettrica)1. In relazione al processo di integrazione del mercato europeo ed ai cambiamenti in corso nel sistema elettrico, con particolare riferimento alla crescente produzione da fonte rinnovabile, il Ministro dello sviluppo economico, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, emana indirizzi e modifica la disciplina attuativa delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, allo scopo di contenere i costi e garantire sicurezza e qualità delle forniture di energia elettrica, nel rispetto dei criteri e dei principi di mercato.2. All’inizio del comma 2 dell’articolo 19 del decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28, sono anteposte le seguenti parole: “Per la prima volta entro il 28 febbraio 2012 e successivamente” e nel medesimo comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole : “In esito alla predetta analisi, l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas adotta con propria delibera, entro i successivi 60 giorni, le misure sui sistemi di protezione e di difesa delle reti elettriche necessarie per garantire la sicurezza del sistema, nonché definisce le modalità per la rapida installazione di ulteriori dispositivi di sicurezza sugli impianti di produzione, almeno nelle aree ad elevata concentrazione di potenza non programmabile.”3. Con i decreti di definizione dei nuovi regimi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di cui all’articolo 24, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, allo scopo di conferire maggiore flessibilità e sicurezza al sistema elettrico, può essere rideterminata la data per la prestazione di specifici servizi di rete da parte delle attrezzature utilizzate in impianti fotovoltaici, in attuazione del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28.4. A far data dall’entrata in vigore del presente provvedimento, sono abrogate le disposizioni di cui alla legge 8 marzo 1949, n. 105, recante “Normalizzazione delle reti di distribuzione di energia elettrica a corrente alternata, in derivazione, a tensione compresa fra 100 e 1000 volt”.5. Dalla medesima data di cui al comma 4, si intende quale normativa tecnica di riferimento per i livelli nominali di tensione dei sistemi elettrici di distribuzione in bassa tensione la norma CEI 8-6, emanata dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) in forza della legge 1 marzo 1968, n. 186.6. Al fine di facilitare ed accelerare la realizzazione delle infrastrutture di rete di interesse nazionale, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro 90 giorni dalla richiesta dei Concessionari, definisce la remunerazione relativa a specifici asset regolati esistenti alla data della richiesta, senza alcun aumento della remunerazione complessiva del capitale e della tariffa rispetto alla regolazione in corso. 26 27.
Art. 22 (Disposizioni per accrescere la trasparenza sui mercati dell’energia elettrica e del gas)1. Al fine di promuovere la concorrenza nei mercati dell’energia elettrica e del gas, il Sistema informatico Integrato, istituito presso l’Acquirente Unico ai sensi dell’articolo 1 bis del decreto legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito dalla legge 13 agosto 2010, n. 129, è finalizzato anche alla gestione delle informazioni relative ai consumi di energia elettrica e di gas dei clienti finali e la banca dati di cui al comma 1 del medesimo articolo 1-bis raccoglie, oltre alle informazioni sui punti di prelievo ed ai dati identificativi dei clienti finali, anche i dati sulle relative misure dei consumi di energia elettrica e di gas. L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas adegua i propri provvedimenti in materia entro due mesi dall’entrata in vigore della presente disposizione, in modo da favorire la trasparenza informativa e l’accesso delle società di vendita ai dati gestiti dal Sistema informatico integrato.2. Il mancato o incompleto rispetto degli obblighi di comunicazione di cui al comma 1 da parte degli operatori è sanzionato da parte dell’Autorità per l’energia elettrica ed il Gas secondo le disposizioni di cui all’articolo 45 del decreto legislativo 1 giugno 2011, n.93.3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 27 28.
Art. 23 (Semplificazione delle procedure per l’approvazione del piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale)1. Fermi restando l’obbligo di predisposizione annuale di un Piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale e le procedure di valutazione, consultazione pubblica ed approvazione previste dall’articolo 36, comma 12, del decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93, il medesimo Piano è sottoposto annualmente alla verifica di assoggettabilità a procedura VAS di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed è comunque sottoposto a procedura VAS ogni tre anni.2. Ai fini della verifica di assoggettabilità a procedura VAS di cui al comma precedente, il piano di sviluppo della rete e il collegato rapporto ambientale evidenziano, con sufficiente livello di dettaglio, l’impatto ambientale complessivo delle nuove opere. 28 29.
Art. 24 (Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari)1. I pareri riguardanti i progetti di disattivazione di impianti nucleari, per i quali sia stata richiesta l’autorizzazione di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 da almeno dodici mesi, sono rilasciati dalle Amministrazioni competenti entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Su motivata richiesta dell’Amministrazione interessata, il termine di cui al periodo precedente può essere prorogato dall’Amministrazione procedente di ulteriori sessanta giorni.2. Qualora le Amministrazioni competenti non rilascino i pareri entro il termine previsto al comma 1, il Ministero dello sviluppo economico convoca una conferenza di servizi, che si svolge secondo le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di concludere la procedura di valutazione entro i successivi novanta giorni.3. Al fine di ridurre i tempi e i costi nella realizzazione delle operazioni di smantellamento degli impianti nucleari e di garantire nel modo più efficace la radioprotezione nei siti interessati, fermo restando le specifiche procedure previste per la realizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico di cui al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni, la Sogin S.p.A. segnala entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto al Ministero dello sviluppo economico e alle Autorità competenti, nell’ambito delle attività richieste ai sensi dell’articolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860 e dell’articolo 148, comma 1-bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, le operazioni e gli interventi per i quali risulta prioritaria l’acquisizione delle relative autorizzazioni, in attesa dell’ottenimento dell’autorizzazione alla disattivazione. Il Ministero dello sviluppo economico convoca la conferenza di servizi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di concludere la procedura di valutazione entro i successivi novanta giorni.4. Fatte salve le specifiche procedure previste per la realizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico richiamate al comma 3, l’autorizzazione alla realizzazione dei progetti di disattivazione rilasciata ai sensi dell’articolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230, nonché le autorizzazioni di cui all’articolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860, e all’articolo 148, comma 1-bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, rilasciate a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, valgono anche quale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, costituiscono varianti agli strumenti urbanistici e sostituiscono ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti costituendo titolo alla esecuzione delle opere. Per il rilascio dellautorizzazione è fatto obbligo di richiedere il parere motivato del comune e della Regione nel cui territorio ricadono le opere di cui al presente comma, fatta salva l’esecuzione della Valutazione d’impatto ambientale ove prevista. La regione competente può promuovere accordi tra il proponente e gli enti locali interessati dagli interventi di cui al presente comma, per individuare misure di compensazione e riequilibrio ambientale senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.5. La componente tariffaria di cui all’articolo 25, comma 3, del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, e successive modifiche e integrazioni, è quella di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto legge 18 febbraio 2003, n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 83. Le disponibilità correlate a detta componente tariffaria, sono impiegate, per il finanziamento della realizzazione e gestione del Deposito Nazionale e delle strutture tecnologiche di supporto e correlate limitatamente alle attività funzionali allo smantellamento delle centrali elettronucleari e degli impianti nucleari dismessi, alla chiusura del ciclo del combustibile nucleare ed alle attività connesse e conseguenti e alle altre attività previste a legislazione vigente che devono essere individuate con apposito decreto del Ministero dello 29 30.
sviluppo economico entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto. Le entrate derivanti dal corrispettivo per l’utilizzo delle strutture del Parco Tecnologico e del Deposito Nazionale, secondo modalità stabilite dal Ministro dello sviluppo economico, su proposta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, sono destinate a riduzione della tariffa elettrica a carico degli utenti.6. Il comma 104 della legge 23 agosto 2004, n. 239 è sostituito dal seguente comma: “104. I soggetti produttori e detentori di rifiuti radioattivi conferiscono, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, anche in relazione agli sviluppi della tecnica e alle indicazioni dell’Unione europea, tali rifiuti per la messa in sicurezza e lo stoccaggio al Deposito Nazionale di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31. I tempi e le modalità tecniche del conferimento sono definiti con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche avvalendosi dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.”. 30 31.
CAPO V SERVIZI PUBBLICI LOCALI Art. 25 (Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali)1. Al decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito nella legge 14 settembre 2011, n.148 sonoapportate le seguenti modificazioni:A) dopo l’articolo 3 è inserito il seguente:“Art. 3-bis. (Ambiti territoriali e criteri di organizzazione dello svolgimento dei servizi pubblicilocali)1. A tutela della concorrenza e dell’ambiente, le Regioni e le Province autonome di Trento eBolzano organizzano lo svolgimento dei servizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimalie omogenei individuati in riferimento a dimensioni comunque non inferiori alla dimensione delterritorio provinciale e tali da consentire economie di scala e di differenziazione idonee amassimizzare l’efficienza del servizio, entro il termine del 30 giugno 2012. Decorso inutilmente iltermine indicato, il Consiglio dei Ministri, a tutela dell’unità giuridica ed economica, esercita ipoteri sostitutivi di cui all’art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per organizzare lo svolgimentodei servizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei, in riferimento adimensioni comunque non inferiori alla dimensione del territorio provinciale e tali da consentireeconomie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio.2. A decorrere dal 2013, l’applicazione di procedure di affidamento dei servizi a evidenza pubblicada parte di Regioni, Province e Comuni o degli enti di governo locali dell’ambito o del bacinocostituisce elemento di valutazione della virtuosità degli stessi ai sensi dell’articolo 20, comma 3,del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. A tal fine, laPresidenza del Consiglio dei Ministri, nellambito dei compiti di tutela e promozione dellaconcorrenza nelle Regioni e negli enti locali comunica, entro il termine perentorio del 31 gennaio diciascun anno, al Ministero dell’economia e delle finanze gli enti che hanno provvedutoall’applicazione delle procedure previste dal presente articolo. In caso di mancata comunicazioneentro il termine di cui al periodo precedente, si prescinde dal predetto elemento di valutazione dellavirtuosità.3. Fatti salvi i finanziamenti ai progetti relativi ai servizi pubblici locali di rilevanza economicacofinanziati con fondi europei, i finanziamenti a qualsiasi titolo concessi a valere su risorsepubbliche statali ai sensi dell’articolo 119, quinto comma, della Costituzione sono prioritariamenteattribuiti agli enti di governo degli ambiti o dei bacini territoriali ottimali ovvero ai relativi gestoridel servizio selezionati tramite procedura ad evidenza pubblica o di cui comunque l’Autorità diregolazione competente abbia verificato l’efficienza gestionale e la qualità del servizio reso sullabase dei parametri stabiliti dall’Autorità stessa.4. Le società affidatarie in house sono assoggettate al patto di stabilità interno secondo le modalitàdefinite dal decreto ministeriale previsto dall’articolo 18, comma 2-bis del decreto legge 25 luglio2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. L’ente localeo l’ente di governo locale dell’ambito o del bacino vigila sull’osservanza da parte delle società dicui al periodo precedente dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno. 31 32.
5. Le società affidatarie in house sono tenute all’acquisto di beni e servizi secondo le disposizioni dicui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni. Le medesime societàadottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per ilconferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell’articolo 35 del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonché delle disposizioni che stabiliscono a carico degli entilocali divieti o limitazioni alle assunzioni di personale, contenimento degli oneri contrattuali e dellealtre voci di natura retributiva o indennitarie e per le consulenze anche degli amministratori.”.2. All’articolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 5 è inserito il seguente: “5-bis. A decorrere dall’anno 2013, le aziende speciali e le istituzioni sono assoggettate al pattodi stabilità interno secondo le modalità definite, con decreto del Ministro dell’economia e dellefinanze, di concerto con i Ministri dell’interno e degli affari regionali, sentita la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, da emanare entro il 30 ottobre 2012. A tal fine, le aziende speciali e leistituzioni si iscrivono e depositano i propri bilanci al registro delle imprese o nel repertorio dellenotizie economico-amministrative della Camera di commercio del proprio territorio entro il 31maggio di ciascuna anno. L’Unioncamere trasmette al Ministero dell’economia e delle finanze,entro il 30 giugno, l’elenco delle predette aziende speciali e istituzioni ed i relativi dati di bilancio.Alle aziende speciali ed alle istituzioni si applicano le disposizioni del decreto legislativo 12 aprile2006, n.163, nonché le disposizioni che stabiliscono, a carico degli enti locali: divieti o limitazionialle assunzioni di personale; contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di naturaretributiva o indennitaria e per consulenze anche degli amministratori; obblighi e limiti allapartecipazione societaria degli enti locali. Gli enti locali vigilano sull’osservanza del presentecomma da parte dei soggetti indicati ai periodi precedenti.”; b) al comma 8 dopo le parole “seguenti atti” sono inserite le seguenti: “da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale.”.B) All’art. 4, sono apportate le seguenti modificazioni:1. Al comma 1 dopo le parole “libera prestazione dei servizi,” e prima delle parole “verificano larealizzabilità” inserire le parole: “dopo aver individuato i contenuti specifici degli obblighi diservizio pubblico e universale”.2. Il comma 3 è sostituito dal seguente:“3. Per gli enti territoriali con popolazione superiore a 10.000 abitanti, la delibera di cui al commaprecedente è adottata previo parere obbligatorio dell’Autorità garante della concorrenza e delmercato, che si pronuncia entro sessanta giorni, sulla base dell’istruttoria svolta dall’ ente digoverno locale dell’ambito o del bacino o in sua assenza dall’ente locale, in merito all’esistenza diragioni idonee e sufficienti all’attribuzione di diritti di esclusiva e alla correttezza della sceltaeventuale di procedere all’affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblicilocali. La delibera e il parere sono resi pubblici sul sito internet, ove presente, e con ulteriorimodalità idonee”.3. Il comma 4 è sostituito dal seguente:“4. L’invio all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, per il parere obbligatorio, dellaverifica di cui al comma 1 e del relativo schema di delibera quadro di cui al comma 2, è effettuatoentro dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto e poi periodicamente secondo irispettivi ordinamenti degli enti locali. La delibera quadro di cui al comma 2 è comunque adottataprima di procedere al conferimento e al rinnovo della gestione dei servizi, entro trenta giorni dalparere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. In assenza della delibera, l’ente localenon può procedere all’attribuzione di diritti di esclusiva ai sensi del presente articolo.”. 32 33.
4. Al comma 11, dopo la lettera b), è inserita la seguente: “b-bis) prevede l’impegno del soggettogestore a conseguire economie di gestione con riferimento all’intera durata programmatadell’affidamento, e prevede altresì, tra gli elementi di valutazione dell’offerta, la misura delleanzidette economie e la loro destinazione alla riduzione delle tariffe da praticarsi agli utenti ed alfinanziamento di strumenti di sostegno connessi a processi di efficientamento relativi al personale;”.5. Al comma 13 le parole: “somma complessiva di 900.000 euro annui” sono sostituite dalleseguenti: “somma complessiva di 200.000 euro annui”.6. Al comma 32 sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a) in fine le parole “alla data del 31 marzo 2012” sono sostituite dalle seguenti: “alla data del 31 dicembre 2012. In deroga, l’affidamento per la gestione «in house» può avvenire a favore di azienda risultante dalla integrazione operativa, perfezionata entro il termine del 31 dicembre 2012, di preesistenti gestioni dirette o in house tale da configurare un unico gestore del servizio a livello di ambito o di bacino territoriale ottimale ai sensi dell’articolo 3-bis.”. In tal caso il contratto di servizio dovrà prevedere indicazioni puntuali riguardanti il livello di qualità del servizio reso, il prezzo medio per utente, il livello di investimenti programmati ed effettuati e obiettivi di performance (redditività, qualità, efficienza). La valutazione dell’efficacia e dell’efficienza della gestione e il rispetto delle condizioni previste nel contratto di servizio sono sottoposti a verifica annuale da parte dell’Autorità di regolazione di settore. La durata dell’affidamento in house all’azienda risultante dall’integrazione non può essere in ogni caso superiore a tre anni”; b) alla lettera b) in fine le parole “alla data del 30 giugno 2012” sono sostituite con le seguenti: “alla data del 31 marzo 2013”. 7. Dopo il comma 32-bis è inserito il seguente: “32-ter. Fermo restando quanto previsto dal comma32 ed al fine di non pregiudicare la necessaria continuità nell’erogazione dei servizi pubblici localidi rilevanza economica, i soggetti pubblici e privati esercenti a qualsiasi titolo attività di gestionedei servizi pubblici locali assicurano l’integrale e regolare prosecuzione delle attività medesimeanche oltre le scadenze ivi previste, ed in particolare il rispetto degli obblighi di servizio pubblico edegli standard minimi del servizio pubblico locale di cui all’articolo 2, comma 3, lett. e), delpresente decreto, alle condizioni di cui ai rispettivi contratti di servizio e dagli altri atti che regolanoil rapporto, fino al subentro del nuovo gestore e comunque, in caso di liberalizzazione del settore,fino all’apertura del mercato alla concorrenza. Nessun indennizzo o compenso aggiuntivo puòessere ad alcun titolo preteso in relazione a quanto previsto nel presente articolo.”8. Al comma 33-ter, le parole “Ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale,adottato, entro il 31 gennaio 2012” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro per gli AffariRegionali, il Turismo e lo Sport, adottato entro il 31 marzo 2012”.9. Al comma 34 sono apportate le seguenti modificazioni: a) sono soppresse le parole: “il servizio di trasporto ferroviario regionale, di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422”; b) in fine è inserito il seguente periodo: “Con riguardo al trasporto pubblico regionale ferroviario sono fatti salvi, fino alla scadenza naturale dei primi sei anni di validità, gli affidamenti e i contratti di servizio già deliberati o sottoscritti in conformità all’articolo 5 del regolamento CE n. 1370/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007 ed in conformità all’articolo 61 della legge 23 luglio 2009, n. 99.”.2. All’art. 201, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 sono apportate le seguentimodificazioni: a) al comma 4, lettera a) sono soppresse le parole “la realizzazione”, sono sostituite le parole “dell’intero” con la seguente: “del” e dopo le parole “servizio,” sono inserite le seguenti: “che può essere”; 33 34.
b) al comma 4, lettera b) le parole “e smaltimento” sono sostituite con le seguenti: “avvio a smaltimento e recupero, nonché, ricorrendo le ipotesi di cui alla precedente lettera a), smaltimento”; c) dopo il comma 4, è inserito il seguente: “4-bis. Nel caso in cui gli impianti siano di titolarità di soggetti diversi dagli enti locali di riferimento, all’affidatario del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani devono essere garantiti l’accesso agli impianti a tariffe regolate e predeterminate e la disponibilità delle potenzialità e capacità necessarie a soddisfare le esigenze di conferimento indicate nel Piano d’Ambito.”.3. Al comma 1 dell’articolo 14 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, conmodificazioni in legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole “svolto in regime di privativa daicomuni” sono sostituite dalle seguenti: “svolto mediante l’attribuzione di diritti di esclusiva nelleipotesi di cui al comma 1 dell’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 convertito, conmodificazioni, in legge 14 settembre 2011, n. 148”.4. I concessionari e gli affidatari di servizi pubblici locali, a seguito di specifica richiesta, sonotenuti a fornire agli enti locali che decidono di bandire la gara per l’affidamento del relativo servizioi dati concernenti le caratteristiche tecniche degli impianti e delle infrastrutture, il loro valorecontabile di inizio esercizio, secondo parametri di mercato, le rivalutazioni e gli ammortamenti eogni altra informazioni necessaria per definire i bandi.5. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, il ritardo nellacomunicazione oltre il termine di sessanta giorni dall’apposita richiesta e la comunicazioni diinformazioni false integrano illecito per il quale il prefetto, su richiesta dell’ente locale, irroga unasanzione amministrativa pecuniaria, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, da un minimo dieuro 5.000 ad un massimo di euro 500.000. 34 35.
Art. 26(Misure in favore della concorrenza nella gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio e per l’incremento della raccolta e recupero degli imballaggi) 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) all’articolo 221, 1) al comma 3, la lettera a) è sostituita dalla seguente: ‹‹a) organizzare autonomamente, anche in forma collettiva, la gestione dei propri rifiuti di imballaggio››; 2) al comma 5, 2.1) al sesto periodo , le parole ‹‹ sulla base dei››, sono sostituite dalle seguenti ‹‹acquisiti i›› 2.2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ‹‹ Alle domande disciplinate dal presente comma si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative alle attivita’ priovate sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241. A condizione che siano rispettate le condizioni, le norme tecniche e le prescrizioni specifiche adottate ai sensi del presente articolo, le attività di cui al comma 3 lettere a) e c) possono essere intraprese decorsi novanta giorni dallo scadere del termine per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare come indicato nella presente norma. ›› 3) al comma 9, nel secondo periodo dopo le parole‹‹ comma 3, lettera h) ››, sono inserite le seguenti: ‹‹ in proporzione alla quota percentuale di imballaggi non recuperati o avviati a riciclo, quota che non può essere inferiore ai 3 punti percentuali rispetto agli obiettivi di cui all’art. 220›› b) all’articolo 265, il comma 5 è soppresso c) all’articolo 261 le parole”pari a sei volte le somme dovute al CONAI “ sono sostituite dalle seguenti: da 10.000 a 60.000 euro” 35 36.
CAPO VI SERVIZI BANCARI E ASSICURATIVI Art. 27(Promozione della concorrenza in materia di conto corrente o di conto di pagamento di base)1. All’articolo 12 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modifiche:a) il comma 7 è soppresso;b) il comma 9 è sostituito dal seguente: “L’Associazione bancaria italiana, le associazioni deiprestatori di servizi di pagamento, la società Poste italiane S.p.a., il Consorzio Bancomat, le impreseche gestiscono circuiti di pagamento e le associazioni delle imprese maggiormente significative alivello nazionale definiscono, entro il 1° giugno 2012, e applicano entro i tre mesi successivi, leregole generali per assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercentiin relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento, tenuto conto della necessità diassicurare trasparenza e chiarezza dei costi, nonché di promuovere l’efficienza economica nelrispetto delle regole di concorrenza”;c) il comma 10 è sostituito dal seguente: “Entro i sei mesi successivi all’applicazione dellemisure di cui al comma 9, il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministerodello sviluppo economico, sentite la Banca d’Italia e l’Autorità garante della concorrenza e delmercato, valuta l’efficacia delle misure definite ai sensi del comma 9. In caso di mancatadefinizione e applicazione delle misure di cui al comma 9, le stesse sono fissate con decreto delMinistero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico,sentita la Banca d’Italia e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato”;d) è inserito il comma 10 bis: “Fino all’esito della valutazione di efficacia di cui al comma 10,l’applicazione del comma 7 dell’articolo 34 della legge 12 novembre 2011, n. 183, è sospesa. Incaso di valutazione positiva, il comma 7 dell’articolo 34 della legge 12 novembre 2011, n. 183 èabrogato. Nel caso di valutazione non positiva, la disciplina delle ipotesi di cui al comma 7dell’articolo 34 della legge 12 novembre 2011, n. 183 è dettata dal decreto del Ministerodell’economia e delle finanze di cui al comma 10”.2. I contratti di apertura di credito e di conto corrente in corso sono adeguati entro novanta giornialle disposizioni di cui all’articolo 117-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385,introdotto dalla legge di conversione del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201.3. I commi 1 e 3 dell’articolo 2-bis del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dallalegge 28 gennaio 2009, n. 2, sono abrogati. 36 37.
Art. 28 (Assicurazioni connesse all’erogazione di mutui immobiliari)1.Le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari se condizionano l’erogazione delmutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al clientealmeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi. 37 38.
Art. 29 (Efficienza produttiva del risarcimento diretto e risarcimento in forma specifica)1. Nell’ambito del sistema di risarcimento diretto disciplinato dall’art. 150 del decretolegislativo 7 settembre 2005, n.209, i valori dei costi e delle eventuali franchigie sulla base deiquali vengono definite le compensazioni tra compagnie sono calcolati annualmente secondoun criterio che incentivi l’efficienza produttiva delle compagnie ed in particolare il controllodei costi dei rimborsi e l’individuazione delle frodi.2. In alternativa ai risarcimenti per equivalente, è facoltà delle compagnie offrire, nel caso didanni a cose, il risarcimento in forma specifica. In questo caso, se il risarcimento èaccompagnato da idonea garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore ai due anni pertutte le parti non soggette a usura ordinaria, il risarcimento per equivalente è ridotto del 30 percento. 38 39.
Art. 30 (Repressione delle frodi)1. Ciascuna impresa di assicurazione autorizzata ad esercitare il ramo responsabilita` civileautoveicoli terrestri di cui all’articolo 2, comma 3, numero 10, del codice delle assicurazioniprivate, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e` tenuta a trasmettereall’ISVAP, con cadenza annuale, una relazione, predisposta secondo un modello stabilitodall’ISVAP stesso con provvedimento da emanare entro tre mesi dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto. La relazione contiene informazionidettagliate circa il numero dei sinistri per i quali si è ritenuto di svolgere approfondimenti inrelazione al rischio di frodi, il numero delle querele o denunce presentate all’autoritàgiudiziaria, l’esito dei conseguenti procedimenti penali, nonché in ordine alle misureorganizzative interne adottate o promosse per contrastare le frodi. Anche sulla base deipredetti elementi informativi, l’ISVAP esercita i poteri di vigilanza di cui al titolo XIV, capoI, del codice delle assicurazioni private, di cui al citato decreto legislativo n. 209 del 2005, esuccessive modificazioni, al fine di assicurare l’adeguatezza dell’organizzazione aziendale edei sistemi di liquidazione dei sinistri rispetto all’obiettivo di contrastare le frodi nel settore.2. Le imprese di assicurazione autorizzate ad esercitare il ramo responsabilità civileautoveicoli terrestri di cui all’articolo 2, comma 3, numero 10), del codice delle assicurazioniprivate, di cui al citato decreto legislativo n. 209 del 2005, sono tenute a indicare nellarelazione o nella nota integrativa allegata al bilancio annuale e a pubblicare sui propri sitiinternet o con altra idonea forma di diffusione, una stima circa la riduzione degli oneri per isinistri derivante dall’accertamento delle frodi, conseguente all’attività di controllo erepressione delle frodi autonomamente svolta. 39 40.
Art. 31(Contrasto della contraffazione dei contrassegni relativi ai contratti di assicurazione per laresponsabilità civile verso i terzi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motoresu strada)1. Al fine di contrastare la contraffazione dei contrassegni relativi ai contratti di assicurazioneper la responsabilità civile verso i terzi per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli amotore su strada, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti, sentito l’ISVAP, con regolamento da emanare entro sei mesidalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, definiscele modalità per la progressiva dematerializzazione dei contrassegni, prevedendo la lorosostituzione o integrazione con sistemi elettronici o telematici, anche in collegamento conbanche dati, e prevedendo l’utilizzo, ai fini dei relativi controlli, dei dispositivi o mezzitecnici di controllo e rilevamento a distanza delle violazioni delle norme del codice dellastrada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il regolamento di cui al primoperiodo definisce le caratteristiche e i requisiti di tali sistemi e fissa il termine, non superiore adue anni dalla data della sua entrata in vigore, per la conclusione del relativo processo didematerializzazione.2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avvalendosi dei dati forniti gratuitamentedalle compagnie di assicurazione, forma periodicamente un elenco dei veicoli a motore chenon risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi previstadall’articolo 122 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7settembre 2005, n. 209. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti comunica ai rispettiviproprietari l’inserimento dei veicoli nell’elenco di cui al primo periodo, informandoli circa leconseguenze previste a loro carico nel caso in cui i veicoli stessi siano posti in circolazione sustrade di uso pubblico o su aree a queste equiparate. Il predetto elenco è messo a disposizionedelle forze di polizia e delle prefetture competenti in ragione del luogo di residenza delproprietario del veicolo. Agli adempimenti di cui al comma 1 e di cui al primo periodo delpresente comma si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente.3. La violazione dell’obbligo di assicurazione della responsabilità civile derivante dallacircolazione dei veicoli può essere rilevata, dandone informazione agli automobilistiinteressati, anche attraverso i dispositivi, le apparecchiature e i mezzi tecnici per il controllodel traffico e per il rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di circolazione,approvati o omologati ai sensi dell’articolo 45, comma 6, del codice della strada, di cui aldecreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, attraverso i dispositivi ele apparecchiature per il controllo a distanza dell’accesso nelle zone a traffico limitato,nonché attraverso altri sistemi per la registrazione del transito dei veicoli sulle autostrade osulle strade sottoposte a pedaggio. La violazione deve essere documentata con sistemifotografici, di ripresa video o analoghi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tuteladella riservatezza personale, consentano di accertare, anche in momenti successivi, losvolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonché i dati di immatricolazione delveicolo ovvero il responsabile della circolazione. Qualora siano utilizzati i dispositivi, leapparecchiature o i mezzi tecnici di cui al presente comma, non vi e` l’obbligo dicontestazione immediata. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, daemanare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentiti l’ISVAP e, per i profilidi tutela della riservatezza, il Garante per la protezione dei dati personali, sono definite lecaratteristiche dei predetti sistemi di rilevamento a distanza, nell’ambito di quelli di cui alprimo periodo, e sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma, prevedendo a talfine anche protocolli d’intesa con i comuni, senza nuovi o maggiori oneri a carico dellafinanza pubblica. 40 Recommended
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