Source: http://docplayer.it/2643268-Allegatoa-alla-dgr-n-84-del-16-gennaio-2007-pag-1-218-allegato-a-dgr-n-del-218218-pagine-standard-relativi-ai.html
Timestamp: 2017-01-19 11:55:28+00:00
Document Index: 182503425

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1']

⭐ALLEGATOA alla Dgr n. 84 del 16 gennaio 2007 pag. 1/218 Allegato A) Dgr n. del Pagine. Standard relativi ai
ALLEGATOA alla Dgr n. 84 del 16 gennaio 2007 pag. 1/218 Allegato A) Dgr n. del Pagine. Standard relativi ai
Download "ALLEGATOA alla Dgr n. 84 del 16 gennaio 2007 pag. 1/218 Allegato A) Dgr n. del 218218 Pagine. Standard relativi ai"
1 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 84 del 16 gennaio 2007 pag. 1/218 Allegato A) Dgr n. del Pagine Standard relativi ai requisiti di autorizzazione all esercizio e accreditamento istituzionale dei servizi sociali e di alcuni servizi socio sanitari della Regione Veneto (complemento di attuazione della legge regionale 16 agosto 2002 n.22)2 INDICE PRESENTAZIONE... 4 MATERIE TRASVERSALI... 6 IGIENE ALIMENTARE...6 SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO...8 LINEE GUIDA SULLA PROGETTAZIONE E LA REALIZZAZIONE STRUTTURALE... ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO.9 SERVIZI DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA - PRIMA INFANZIA: ASILO NIDO MICRONIDO NIDO AZIENDALE NIDO INTEGRATO CENTRO INFANZIA* SERVIZI DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA MINORI: COMUNITA EDUCATIVA PER MINORI COMUNITA EDUCATIVA PER MINORI CON PRONTA ACCOGLIENZA COMUNITA' EDUCATIVA DIURNA PER MINORI/ADOLESCENTI COMUNITA EDUCATIVA-RIABILITATIVA PER PREADOLESCENTI/ADOLESCENTI SERVIZI DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA ALTRI: COMUNITA EDUCATIVA MAMMA-BAMBINO COMUNITA FAMILIARE PERSONE CON DISABILITÀ: CENTRO DIURNO PER PERSONE CON DISABILITÀ COMUNITA ALLOGGIO PER PERSONE CON DISABILITÀ COMUNITÀ RESIDENZIALE RSA PER PERSONE CON DISABILITÀ PERSONE ANZIANE: CENTRO DIURNO PER PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI COMUNITÀ ALLOGGIO PER PERSONE ANZIANE3 CENTRO DI SERVIZI PER PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI UNITA DI OFFERTA PER PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICENTI CON RIDOTTO- MINIMO BISOGNO ASSISTENZIALE UNITA DI OFFERTA PER PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICENTI CON MAGGIOR BISOGNO ASSISTENZIALE: CASA PER PERSONE ANZIANE AUTOSUFFICIENTI DIPENDENTI DA SOSTANZE DA ABUSO: SERVIZI TERRITORIALI SERVIZI DI PRONTA ACCOGLIENZA SERVIZI AMBULATORIALI (SER.D E SERVIZI DEL PRIVATO SOCIALE ACCREDITATO) SERVIZI SEMIRESIDENZIALI SERVIZI RESIDENZIALI DI TIPO A (DI BASE) SERVIZI RESIDENZIALI DI TIPO B (INTENSIVO) SERVIZI RESIDENZIALI DI TIPO C (SPECIALISTICO) SERVIZI RESIDENZIALI DI TIPO C1 (PER MADRI TOSSICODIPENDENTI E/O ALCOLDIPENDENTI CON FIGLI) SERVIZI RESIDENZIALI DI TIPO C2 (PER MINORI TOSSICODIPENDENTI E ALCOLDIPENDENTI) /2192184 PRESENTAZIONE Il presente documento recepisce o integra i requisiti minimi strutturali e organizzativi fissati dallo Stato per l autorizzazione all esercizio e definisce i criteri per l accreditamento dei servizi e delle strutture a ciclo diurno e residenziale, sociali e socio-sanitari della Regione Veneto. Tali standard nascono dalla sperimentazione delle ipotesi approvate in precedenza con DGR 2473/04. A seguito di detta sperimentazione approvata con DGR 3855/04, grazie alla verifica sul campo degli standard ipotizzati e all analisi dei relativi risultati da parte di tavoli tecnici istituiti a livello regionale con partecipazione di operatori pubblici e privati, coordinati dalla Direzione dei Servizi Sociali e dalla Agenzia Regionale Socio Sanitaria, si è addivenuti a quest insieme di standard. Si ricorda che attraverso l autorizzazione all esercizio si riconosce al servizio o alla struttura la possibilità di operare fornendo liberamente al cittadino i servizi e le prestazioni dichiarate. Con l accreditamento, invece, si riconosce ai soggetti autorizzati la possibilità di fornire prestazioni o servizi che possono essere compensati con l impiego di risorse pubbliche. Gli standard di autorizzazione all esercizio e di accreditamento contenuti in questo documento si riferiscono (e costituiscono indispensabile complemento) ai requisiti, generali e specifici, definiti nelle Direttive Regionali di attuazione della L.R. del 16 agosto 2002, n 22. Riguardano le strutture di carattere residenziale e semi-residenziale già operanti e quelli di nuova istituzione che sono rivolti alle seguenti fasce di popolazione: a) Prima infanzia ed età evolutiva, per interventi educativi e socio-assistenziali integrativi o sostitutivi della famiglia; b) Soggetti diversamente abili, per interventi socio assistenziali o socio-sanitari, finalizzati al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia della persona e al sostegno della famiglia; c) Soggetti anziani, per interventi socio-assistenziali o socio-sanitari, finalizzati al mantenimento e al recupero delle residue capacità di autonomia della persona e al sostegno della famiglia; d) Soggetti affetti da problematiche di dipendenza da sostanze d abuso o alcoliche; Gli standard sono stati articolati in generali di area e specifici della singola struttura. I requisiti specifici di struttura sono stati distinti e codificati con la seguente numerazione: 1) Funzionali (numerosità, titoli e funzioni del personale); 2) Strutturali; 3) Tecnologici; 4) Organizzativi. 4/2182185 Non sono soggette all obbligo dall autorizzazione all esercizio e all accreditamento alcune strutture e servizi di tipo sperimentale e, comunque, quei servizi caratterizzati da una natura di mutuo aiuto. La Regione Veneto nell ambito del Piano Socio-Sanitario regionale disciplinerà le modalità di attivazione di tutti questi servizi. È fatto comunque obbligo agli Enti, pubblici o privati, che intendono attivare questa tipologia di servizi, di comunicare l apertura al Comune dove lo stesso avrà sede. La comunicazione è finalizzata all'esercizio della vigilanza da parte dei Comuni sulla adeguatezza della assistenza erogata. 5/2182186 MATERIE TRASVERSALI IGIENE ALIMENTARE I referenti della Direzione Prevenzione Regionale e di alcuni servizi aziendali di ULSS sono stati coinvolti, durante la fase sperimentale per analizzare l elenco delle tipologie di strutture e la loro relativa descrizione, approvate con DGR 2473/2004, per poter individuare eventuale ambiti di non applicabilità della normativa relativa all igiene alimentare e nello specifico del sistema HACCP. Dall analisi delle diverse tipologie di strutture, sono state individuate due diverse fattispecie significative per l eventuale non applicabilità del sistema HACCP: - comunità che per target trattato e funzione educativa hanno come elemento fondamentale e distintivo già nella propria definizione una forte caratterizzazione domestica e familiare, sia per organizzazione che per caratteristiche strutturali. - comunità che, a prescindere dai loro destinatari e nonostante la loro classificazione, non necessariamente legata a caratterizzazione domestica, potrebbero identificarla nella definizione della loro specifica mission come modalità erogativa del servizio. In relazione a queste fattispecie la richiesta di conformità all HACCP, risulta essere un elemento che avrebbe snaturato queste strutture allontanandole dalla dimensione familiare, che intendono darsi e, peraltro, alle volte ricostruire proprio in cucina attraverso la partecipazione degli utenti alla preparazione dei pasti. A tal proposito con l obiettivo di tutelare la dimensione familiare di queste strutture, si richiama il recente Regolamento CE 852 del 29 aprile del 2004, sull igiene dei prodotti alimentari, che al comma 2 dell articolo 1 recita: Il presente regolamento non si applica: a) alla produzione primaria per uso domestico privato; b) alla preparazione, alla manipolazione e alla conservazione domestica di alimenti destinati al consumo domestico privato; c) alla fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale o a dettaglianti locali che forniscono direttamente il consumatore finale... Si è deciso, quindi, che: 1) in relazione alla prima fattispecie su descritta, a tutte le strutture per minori(ad esclusione della Comunità educativa riabilitativa) più le comunità familiari e le comunità mamma - bambino non dovrà essere richiesta autorizzazione in base al Sistema HACCP, come da D.L. 155/97. 2) relativamente alle altre tipologie di strutture, la derogabilità al sistema HACCP nascerà in realzione alla specifica realtà da autorizzare, in considerazione della sua7 7/ eventuale caratterizzazione domestica, in termini di numerosità degli ospiti, di organizzazione (mission) e di struttura (civile abitazione).8 SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO Nell ambito della sperimentazione, altra questione sollevatasi in relazione alla gestione e al funzionamento delle strutture socio sanitarie e sociali è stata la sicurezza negli ambienti di lavoro e di conseguenza l applicabilità del D.lgs 626/94. In considerazione di quelli che sono i fattori di rischio e la numerosità dei dipendenti sono stati individuati ai fini dell autorizzazione all esercizio, rimanendo, quindi, fermi eventuali altri adempimenti che si dovessero rilevare necessari per il rispetto completo della normativa specifica, i seguenti requisiti e le seguenti modalità di applicazione: Tabella 1 Requisiti sulla sicurezza negli ambienti di lavoro 1 La struttura adempie alle nomine e alle procedure previste dal D.lgs. 626/94 e successive modifiche e integrazioni: Individuazione del soggetto che assume le funzioni del datore di lavoro Istituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile Valutazione dei rischi Nomina del medico competente e attivazione della sorveglianza sanitaria 2 Gli operatori della struttura operanti a qualsiasi titolo, hanno seguito corsi di formazione relativi ai contenuti di pronto soccorso 3 Gli operatori della struttura operanti a qualsiasi titolo, hanno seguito corsi di formazione relativi ai contenuti di prevenzione antincendio Modalità di applicazione 1) Per le strutture piccole e legate ad ambienti familiari o domestici: - strutture per minori tutte tranne la comunità riabilitativa - comunità alloggio per disabili - comunità alloggio per anziani - comunità familiare sono richiesti i soli requisiti codificati con il 2 e 3, cioè quelli sui corsi di formazione. 2) Per tutte le altre strutture sono richiesti i contenuti di cui al punto 1 (1.01, 1.02, 1.03, 1.04) oltre a quelli di cui ai punti 2 e 3.9 SERVIZI DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA - PRIMA INFANZIA SERVIZI DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA - PRIMA INFANZIA: UNITÀ DI OFFERTA e STANDARD PER AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO E ACCREDITAMENTO10 Asilo Nido Denominazione Definizione Finalità Utenza Capacità ricettiva ASILO NIDO è un servizio educativo per l infanzia di interesse pubblico, organizzato per accogliere i bambini fino ai 3 anni d età. L organizzazione deve prevedere la permanenza del bambino con la possibilità di usufruire del pasto e del riposo. Sociale ed educativa Bambini da 3 mesi a 3 anni Minimo 30 massimo 60 bambini* *Si può prevedere l'iscrizione del 20% in più rispetto alla capienza massima consentita dalla dimensione della struttura di conseguenza la presenza contemporanea dei bambini può essere riferita a tale valore. 10/21821811 Asilo Nido Per essere autorizzato all esercizio l ASILO NIDO deve conformarsi ai seguenti requisiti: (I-au - 0.1) L Ente Gestore deve dichiarare la mission educativa, ovvero l'impegno che, attraverso lo svolgimento delle attività, si vuole dedicare al raggiungimento di un obiettivo generale di carattere socio-educativo. L Ente Gestore deve definire il risultato generale da raggiungere, individuare il target di utenza e i servizi di riferimento, nonché le attività congruenti agli obiettivi, le modalità di controllo, i momenti di verifica. (I-au - 0.2) Nella Carta dei Servizi sono definiti i criteri per l accesso ai servizi dell Asilo Nido, le modalità di funzionamento degli stessi, le condizioni per facilitare le valutazioni del servizio da parte degli utenti e dei soggetti che rappresentano i loro diritti, le procedure per assicurare la tutela degli utenti finali. Si deve provvedere alla divulgazione della Carta dei Servizi presso gli utenti diretti, indiretti e potenziali. (I-au - 0.3) L'orario minimo di apertura è fissato in 7 ore giornaliere, per 5 giorni alla settimana. (I-au - 0.4) La pulizia degli ambienti interni ed esterni deve essere giornaliera; quella degli impianti ad aria deve essere effettuata almeno ogni anno. (AS-NI - au -1.1) La pianta organica del personale con funzione educativa, assicura il rapporto numerico di: - 1 unità ogni 6 bambini, di età inferiore ai 12 mesi; - 1 unità ogni 8 bambini, di età superiore ai 12 mesi; in relazione alla frequenza massima. (AS-NI - au -1.2) Tra le figure educative deve essere individuato un responsabile (Le ore che l educatore impiega per la funzione di responsabile non vanno tenute distinte dal monte ore totale di educatore per il calcolo del rapporto numerico educatore / bambino). (AS-NI - au -1.3) La pianta organica del personale con funzioni ausiliarie (pulizie e preparazione pasti), assicura il rapporto numerico riportato nel seguente schema: N bambini N operatori ausiliari - fino a 16 almeno 1 - da 17 a 40 almeno 2 - da 41 a 60 almeno 3 (AS-NI - au -1.4) Il personale con funzione educativa deve essere in possesso di almeno 1 dei seguenti titoli di studio: 11/21821812 Asilo Nido - laurea in scienze della formazione primaria e/o in scienze dell'ed. con indirizzo nido e /o sc. dell'infanzia; - diploma di dirigente di comunità; - diploma dell istituto tecnico per i servizi Sociali- indirizzo esperto in attività ludico espressive- idoneo allo svolgimento dell'attività psico-pedagogica; - diploma o laurea, di insegnante o educatore della prima infanzia. (AS-NI - au -1.5) Il personale con funzioni ausiliarie deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: 1. licenza della scuola dell'obbligo; 2. attestazione documentata di esperienze lavorative nel settore. (AS-NI - au -1.6) Il personale addetto alla cucina deve possedere la licenza della scuola dell'obbligo e un attestato di qualifica specifico per lo svolgimento delle mansioni previste. (AS-NI - au -2.1) La struttura deve essere collocata in una situazione urbanistica adeguata e compatibile con le esigenze dei bambini e delle famiglie. (AS-NI - au -2.2) La struttura deve essere ubicata lontano da qualsiasi fonte di inquinamento, da sedi di traffico e da attrezzature urbane che possono comunque arrecare disagio. (AS-NI- au -2.3) L accesso e gli spazi interni devono essere adeguati e funzionali alle peculiarità dell età prima infanzia. (AS-NI- au -2.4) Il servizio deve essere posto al piano terra e distribuito su un solo piano, salvo che per i locali di servizio generali, che possono essere collocati in altro piano o in semi interrato. (AS-NI- au -2.5) Se eccezionalmente (strutture autorizzate ai sensi della L. 448/01) la struttura è collocata oltre il piano terra dell edificio, deve essere garantita l accessibilità al piano stesso, e devono essere previste le opportune forme di evacuazione, individuando le vie di fuga in ragione del rischio equivalente alla collocazione abitativa. (AS-NI- au -2.6) Deve essere presente uno spazio adeguato ed idoneo alla funzione di parcheggio che consenta l accesso sicuro al servizio, eventualmente anche non di proprietà. (AS-NI- au -2.7) La superficie interna utile funzionale, esclusivamente dedicata ai bambini, è inderogabilmente di mq 6 per bambino, al netto delle murature e degli spazi di servizio generale. 12/21821813 Asilo Nido (AS-NI- au -2.8) La superficie da dedicare ai servizi generali (compresi quelli per la preparazione dei pasti e quelli per gli operatori) non dovrà essere inferiore al 25% della superficie utile complessivamente dedicata ai bambini. (AS-NI- au , AS-NI- au , AS-NI- au ) Sono previsti spazi distinti: - per i bambini - per gli operatori - per i servizi generali (AS-NI- au -2.10) Devono essere previsti spazi strutturati e specificatamente organizzati per l accoglienza dei lattanti, distinti da quelli dei divezzi. (AS-NI- au -2.11) Gli spazi del Servizio devono essere organizzati in modo funzionale all utenza ospitata e alle attività educative e ludiche svolte. (AS-NI- au -2.12) Deve essere assicurata la presenza di ambienti educativi e di gioco, di uno spazio per l accoglienza e il commiato, di uno spazio utilizzabile per il pranzo e le merende dei bambini, di uno spazio destinato al riposo, del locale per l igiene dei bambini. (AS-NI- au -2.13) Devono esserci accorgimenti architettonici e di arredo atti a prevenire ed escludere situazioni di pericolo per i bambini. (AS-NI- au -2.14) Deve essere presente uno spazio all aperto, funzionale, attrezzato e delimitato, da calcolarsi in aggiunta alla superficie utile funzionale di mq. 6 per bambino. (AS-NI- au -2.15) La superficie dello spazio scoperto deve garantire almeno 3 mq a bambino e comunque non può essere inferiore a 100 mq.. Lo spazio scoperto, può non essere di proprietà purché sia adiacente, delimitato, regolamentato nonché facilmente accessibile, assicurando la presenza di un percorso per raggiungerlo, che sia conforme alle norme di sicurezza. Per strutture già autorizzate ai sensi della L.448/01 può essere previsto, in assenza di area all aperto, uno spazio equivalente, definito, in aggiunta alla superficie utile funzionale. (AS-NI- au -3.1) L organizzazione architettonica e l arredo devono rispondere a requisiti di equilibrio estetico, nel rispetto delle indicazioni psico-pedagogiche in merito all'utilizzo di materiali e colorazioni che favoriscono la salubrità dell'ambiente e la serenità e la sicurezza del bambino. 13/21821814 Asilo Nido (AS-NI- au -3.2) I materiali, i rivestimenti, le finiture, gli arredi, gli impianti e le suppellettili devono essere adeguati e funzionali alle peculiarità della prima infanzia e garantire la sicurezza del bambino. (AS-NI- au -3.3) Le parti strutturali, gli impianti e gli elementi di finitura degli spazi dei servizi educativi per la prima infanzia, devono rispondere ai requisiti di salute e benessere ambientale, sicurezza nell'impiego, protezione dal rumore, risparmio energetico e fruibilità. (AS-NI- au -3.4) Deve essere garantita la presenza di attrezzature, materiali e impianti, compresi quelli ludicoeducativi, conformi alla normativa specifica di settore e di sicurezza. (AS-NI- au -3.5) Lo spazio all'aperto, deve essere attrezzato e arredato in maniera adeguata all'età dei bambini. (AS-NI- au -3.6) Tutti i locali frequentati dai bambini, compresi quelli igienici, devono essere illuminati ed areati direttamente. (AS-NI- au -3.7, AS-NI- au -3.8) Le tazze dei WC per i bambini devono essere di dimensioni ridotte, adatte alla loro età e previste in numero complessivo che rispetti il rapporto di almeno 3 vasi ogni 15 bambini. (AS-NI- au -3.9) Il locale igienico deve consentire all operatore di eseguire le operazioni di cambio e pulizia del bambino e il contemporaneo controllo degli altri bambini. (AS-NI- au -4.1) L'Ente gestore deve assicurare e documentare la presenza di un Progetto Educativo e organizzativo/gestionale del Servizio. (AS-NI- au -4.2) E' adottato il registro delle presenze nella struttura, nel quale vanno annotati i nominativi dei bambini unitamente a quello di un parente di riferimento, con il relativo recapito telefonico. (AS-NI- au -4.3) Tale registro è sistematicamente aggiornato, annotando quotidianamente la presenza o l'assenza dei bambini. 14/21821815 Asilo Nido Per essere accreditati gli ASILI NIDO devono: 1. essere in possesso dell Autorizzazione all esercizio; 2. documentare un Sistema di gestione e di controllo di qualità in grado di rispondere ai seguenti requisiti: (I-acc -0.1) Deve essere garantita la rilevazione del grado di soddisfazione di utenza, committenza, operatori e famiglie. In caso di indagine campionaria, il campione stesso deve essere statisticamente significativo. (I-acc -0.2) L Ente Gestore deve garantire la funzione di coordinamento pedagogico del Nido. La figura che svolge tale funzione ha compiti di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro degli operatori, anche in rapporto alla loro formazione permanente, di promozione della qualità del servizio, di monitoraggio e documentazione delle esperienze, di sperimentazione di soluzioni innovative, di raccordo tra i servizi educativi, sociali e sanitari, di collaborazione con le famiglie e la comunità locale, anche al fine di promuovere la cultura della prima infanzia. (I-acc -0.3) Tale funzione è svolta da personale adeguatamente qualificato in possesso di diploma di laurea specifico ad indirizzo psico-pedagogico. (AS-NI- acc -4.1) L Ente Gestore deve definire, a cadenza almeno annuale, gli obiettivi del Servizio, generali e specifici, che siano pertinenti con i bisogni del territorio e con i bisogni peculiari del target accolto. (AS-NI- acc -4.2) Il servizio deve essere dotato di un regolamento interno di organizzazione e funzione che esplicita: 1) i criteri per l'accesso al servizio. In risposta alle diverse necessità, l'iscrizione per la frequenza dovrà prevedere l'inserimento adeguatamente predisposto a favore dei bambini disabili e per le situazioni di disagio. 2) le modalità di formazione e gestione delle (eventuali) liste di attesa. 3) le modalità di funzionamento del servizio, nonché la metodologia di definizione delle rette e l organizzazione degli orari. (AS-NI- acc -4.3, AS-NI- acc -4.4, AS-NI- acc -4.5) L'Ente Gestore deve assicurare: - il coinvolgimento degli operatori sulle questioni strategiche del Servizio; - l informazione sulla mission educativa e di "care"; - il coinvolgimento degli operatori nella programmazione e nella definizione degli obiettivi del servizio. (AS-NI- acc -4.6) Deve essere redatto un Progetto Educativo per ogni Sezione e Intersezione. 15/21821816 Asilo Nido (AS-NI- acc -4.7) Il progetto deve essere documentato e messo a disposizione delle persone che accedono al servizio. La progettazione educativa è finalizzata: - alla creazione di un ambiente che favorisca l'instaurarsi di relazioni significative tra bambini e adulti e tra bambini e bambini; - alla messa in atto di azioni educative e didattiche differenziate per processi di crescita e sviluppo (senso-percettivo, motorio, comunicativo, cognitivo ed affettivo). - a garantire interventi di personalizzazione educativa e interazione con la famiglia. (AS-NI- acc -4.8) Ulteriore personalizzazione deve essere garantita rispetto ai bisogni specifici del singolo bambino, senza preclusione di differenze di genere, razza e religione. (AS-NI- acc -4.9) Il progetto deve assicurare i processi di continuità educativa. (AS-NI- acc -4.10) La famiglia deve essere fatta partecipe nella programmazione educativa e devono essere assicurate le forme di partecipazione dei genitori all'attività del servizio. 16/21821817 Micronido Denominazione Definizione Finalità MICRONIDO È un servizio educativo per l infanzia di interesse pubblico, organizzato per accogliere i bambini fino ai 3 anni d età. L organizzazione deve prevedere la permanenza del bambino con la possibilità di usufruire del pasto e del riposo. Purché siano strutturati spazi, distinti da quelli della restante utenza, nonché specificatamente organizzati per i lattanti, è possibile che il servizio accolga i bambini dai 3 mesi d età. Sociali ed educative Utenza Bambini fino massimo 3 anni d età Capacità ricettiva minimo 12, massimo 32 bambini * *Si può prevedere l'iscrizione del 20% in più rispetto alla capienza massima consentita dalla dimensione della struttura; di conseguenza la presenza contemporanea dei bambini può essere riferita a tale valore. 17/21821818 Micronido Per essere autorizzato all esercizio il MICRONIDO deve conformarsi ai seguenti requisiti: (I-au - 0.1) L Ente Gestore deve dichiarare la mission educativa, ovvero l'impegno che, attraverso lo svolgimento delle attività, si vuole dedicare al raggiungimento di un obiettivo generale di carattere socio-educativo. L Ente Gestore deve definire il risultato generale da raggiungere, individuare il target di utenza e i servizi di riferimento, nonché le attività congruenti agli obiettivi, le modalità di controllo, i momenti di verifica. (I-au - 0.2) Nella Carta dei Servizi sono definiti i criteri per l accesso ai servizi del Micronido, le modalità di funzionamento degli stessi, le condizioni per facilitare le valutazioni del servizio da parte degli utenti e dei soggetti che rappresentano i loro diritti, le procedure per assicurare la tutela degli utenti finali. Si deve provvedere alla divulgazione della Carta dei Servizi presso gli utenti diretti, indiretti e potenziali. (I-au - 0.3) L'orario minimo di apertura è fissato in 7 ore giornaliere, per 5 giorni alla settimana. (I-au - 0.4) La pulizia degli ambienti interni ed esterni deve essere giornaliera; quella degli impianti ad aria deve essere effettuata almeno ogni anno. (MICR- au - 1.1) La pianta organica del personale con funzione educativa, assicura il rapporto numerico di: - 1 unità ogni 6 bambini, di età inferiore ai 12 mesi; - 1 unità ogni 8 bambini, di età superiore ai 12 mesi; in relazione alla frequenza massima. (MICR- au - 1.2) Tra le figure educative deve essere individuato un responsabile (Le ore che l educatore impiega per la funzione di responsabile non vanno tenute distinte dal monte ore totale di educatore per il calcolo del rapporto numerico educatore / bambino). (MICR- au - 1.3) La pianta organica del personale con funzioni ausiliarie (pulizie e preparazione pasti), assicura il rapporto numerico riportato nel seguente schema: N bambini N operatori ausiliari - fino a 16 almeno 1 - da 17 a 32 da 1 a 2 (MICR- au - 1.4) Il personale con funzione educativa deve essere in possesso di almeno 1 dei seguenti titoli di studio: 18/21821819 Micronido - laurea in scienze della formazione primaria e/o in scienze dell'ed. con indirizzo nido e /o sc. dell'infanzia; - diploma di dirigente di comunità; - diploma dell istituto tecnico per i servizi Sociali- indirizzo esperto in attività ludico espressive- idoneo allo svolgimento dell'attività psico-pedagogica; - diploma o laurea, di insegnante o educatore della prima infanzia. (MICR- au - 1.5) Il personale con funzioni ausiliarie deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: 1. licenza della scuola dell'obbligo; 2. attestazione documentata di esperienze lavorative nel settore. (MICR- au - 1.6) Il personale addetto alla cucina deve possedere la licenza della scuola dell'obbligo e un attestato di qualifica specifico per lo svolgimento delle mansioni previste. (MICR- au - 2.1) La struttura deve essere collocata in una situazione urbanistica adeguata e compatibile con le esigenze dei bambini e delle famiglie. (MICR- au - 2.2) La struttura deve essere ubicata lontano da qualsiasi fonte di inquinamento, da sedi di traffico e da attrezzature urbane che possono comunque arrecare disagio. (MICR- au - 2.3) L accesso e gli spazi interni devono essere adeguati e funzionali alle peculiarità dell età prima infanzia. (MICR- au - 2.4) Il servizio deve essere posto al piano terra e distribuito su un solo piano, salvo che per i locali di servizio generali, che possono essere collocati in altro piano o in semi interrato. (MICR- au - 2.5) Se eccezionalmente (strutture autorizzate ai sensi della L. 448/01) la struttura è collocata oltre il piano terra dell edificio, deve essere garantita l accessibilità al piano stesso, e devono essere previste le opportune forme di evacuazione, individuando le vie di fuga in ragione del rischio equivalente alla collocazione abitativa. (MICR- au - 2.6) Deve essere presente uno spazio adeguato ed idoneo alla funzione di parcheggio che consenta l accesso sicuro al servizio, eventualmente anche non di proprietà. (MICR- au - 2.7) L unità di offerta minima di superficie non può essere inferiore a mq /21821820 Micronido La superficie interna utile funzionale, esclusivamente dedicata ai bambini, è inderogabilmente di mq.6 per bambino, al netto delle murature e degli spazi di servizio generale. (MICR- au - 2.8) La superficie da dedicare ai servizi generali (compresi quelli per la preparazione dei pasti e quelli per gli operatori) non dovrà essere inferiore al 25% della superficie utile complessivamente dedicata ai bambini. (MICR- au , MICR- au , MICR- au ) Sono previsti spazi distinti: - per i bambini - per gli operatori - per i servizi generali (MICR- au ) Devono essere previsti spazi strutturati e specificatamente organizzati per l accoglienza dei lattanti, distinti da quelli dei divezzi. (MICR- au ) Gli spazi del Servizio devono essere inoltre organizzati in modo funzionale all utenza ospitata e alle attività educative e ludiche svolte. (MICR- au ) Deve essere assicurata la presenza di ambienti educativi e di gioco, di uno spazio per l accoglienza e il commiato, di uno spazio utilizzabile per il pranzo e le merende dei bambini, di uno spazio destinato al riposo, del locale per l igiene dei bambini. (MICR- au ) Devono esserci accorgimenti architettonici e di arredo atti a prevenire ed escludere situazioni di pericolo per i bambini. (MICR- au ) Deve essere presente uno spazio all aperto, funzionale, attrezzato e delimitato, da calcolarsi in aggiunta alla superficie utile funzionale di mq. 6 per bambino. (MICR- au ) La superficie dello spazio scoperto deve garantire almeno 3 mq a bambino e comunque non può essere inferiore a mq.100. Lo spazio scoperto, può non essere di proprietà purché sia adiacente, delimitato, regolamentato nonché facilmente accessibile, assicurando la presenza di un percorso per raggiungerlo, che sia conforme alle norme di sicurezza. Per strutture già autorizzate ai sensi della L.448/01 può essere previsto, in assenza di area all aperto, uno spazio equivalente, definito, in aggiunta alla superficie utile funzionale. (MICR- au - 3.1) 20/21821821 Micronido L organizzazione architettonica e l arredo devono rispondere a requisiti di equilibrio estetico, nel rispetto delle indicazioni psico-pedagogiche in merito all'utilizzo di materiali e colorazioni che favoriscono la salubrità dell'ambiente e la serenità e la sicurezza del bambino. (MICR- au - 3.2) I materiali, i rivestimenti, le finiture, gli arredi, gli impianti e le suppellettili devono essere adeguati e funzionali alle peculiarità della prima infanzia e garantire la sicurezza del bambino. (MICR- au - 3.3) Le parti strutturali, gli impianti e gli elementi di finitura degli spazi dei servizi educativi per la prima infanzia, devono rispondere ai requisiti di salute e benessere ambientale, sicurezza nell'impiego, protezione dal rumore, risparmio energetico e fruibilità. (MICR- au - 3.4) Deve essere garantita la presenza di attrezzature, materiali e impianti, compresi quelli ludicoeducativi, conformi alla normativa specifica di settore e di sicurezza. (MICR- au - 3.5) Lo spazio all'aperto, deve essere attrezzato e arredato in maniera adeguata all'età dei bambini. (MICR- au - 3.6) Tutti i locali frequentati dai bambini, compresi quelli igienici devono essere illuminati ed areati direttamente. (MICR- au - 3.7, MICR- au - 3.8) Le tazze dei WC per i bambini devono essere di dimensioni ridotte e adeguate alla loro età, e previste in numero complessivo non inferiore a 3 vasi ogni 15 bambini. (MICR- au - 3.9) Il locale igienico deve consentire all operatore di eseguire le operazioni di cambio e pulizia del bambino e il contemporaneo controllo degli altri bambini. (MICR- au - 4.1) L'Ente gestore deve assicurare e documentare la presenza di un Progetto Educativo e organizzativo/gestionale del Servizio. (MICR- au - 4.2) E' adottato il registro delle presenze nella struttura, nel quale vanno annotati i nominativi dei bambini unitamente a quello di un parente di riferimento, con il relativo recapito telefonico. (MICR- au - 4.3) Tale registro è sistematicamente aggiornato, annotando quotidianamente la presenza o l'assenza dei bambini. 21/218218 Vedere altro
Lista di verifica REQUITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE e L'ACCREDITAMENTO 1 -REQUITI FUNZIONALI CE-INF.AU.1.1 La pianta organica del personale con funzione educativa assicura un adeguato rapporto numerico Dettagli Regione Veneto. Deliberazione 16 gennaio 2007, n. 84
Regione Veneto. Deliberazione 16 gennaio 2007, n. 84 L.R. 16 agosto 2002, n. 22 Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie e sociali Approvazione dei requisiti e degli standard, Dettagli Unità di offerta. che possono essere incluse nel Piano Socio Sanitario della. Regione Veneto
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATOB alla Dgr n. 84 del 16 gennaio 2007 pag. 0/44 Allegato B) Dgr n. del 4444 Pagine Unità di offerta che possono essere incluse nel Piano Socio Sanitario della Regione Dettagli REQUISITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE
Lista di verifica REQUITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE e L'ACCREDITAMENTO ALO NIDO 1 ALO NIDO - REQUITI FUNZIONALI AS-NI.AU.1.1.1.1 Il personale con funzione educativa è in numero adeguato al numero Dettagli 1. NIDO D INFANZIA 1. 1.1. L attività 1. 1.2. Caratt eristiche generali dell'area e della struttura 1. 1.3. Il personale 4
1. NIDO D INFANZIA 1 1.1. L attività 1 1.2. Caratt eristiche generali dell'area e della struttura 1 1.3. Il personale 4 1.4. Autorizzazione al funzionamento ed accreditamento 5 2. SERVIZI INTEGRATIVI 6 Dettagli LEGGE REGIONALE 28 APRILE 2000, N.76 DIRETTIVE GENERALI DI ATTUAZIONE
Direzione Qualità della Vita, Beni ed Attività Culturali, Sicurezza e Promozione Sociale Servizio Servizi Sociali LEGGE REGIONALE 28 APRILE 2000, N.76 Norme in materia di servizi educativi per la prima Dettagli Comune di Morlupo Provincia di Roma REGOLAMENTO SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA E PER L INFANZIA
Comune di Morlupo Provincia di Roma REGOLAMENTO SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA E PER L INFANZIA Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 25 del 19.06.2008 INDICE Art. 1 - Finalità generali Dettagli Standard minimi strutturali ed organizzativi del micro nido.
ALLEGATO A Standard minimi strutturali ed organizzativi del micro nido. 1.Definizione Il micro-nido e un servizio, pubblico o privato, rivolto alla prima infanzia, a carattere socio-educativo e formativo Dettagli Requisiti per l autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi educativi per la prima infanzia
Allegato alla Delib.G.R. n. 50/ 12 del 16.9.2008 Requisiti per l autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi educativi per la prima infanzia 1. REQUISITI GENERALI DELLE STRUTTURE E DEI Dettagli Ai Direttori Generali Delle ASL della Lombardia. Ai Direttori Sociali Delle ASL della Lombardia
Ai Direttori Generali Delle ASL della Lombardia Ai Direttori Sociali Delle ASL della Lombardia Ai Responsabili degli Uffici di Piano Per tramite delle ASL Ai responsabili degli Uffici Autorizzazione al Dettagli ELENCO REQUISITI MINIMI DI ESERCIZIO E CRITERI REGIONALI DI ACCREDITAMENTO DELLE UNITA D OFFERTA SOCIALI INDIVIDUATE DALLA GIUNTA REGIONALE
ELENCO REQUISITI MINIMI DI ESERCIZIO E CRITERI REGIONALI DI ACCREDITAMENTO DELLE UNITA D OFFERTA SOCIALI INDIVIDUATE DALLA GIUNTA REGIONALE Con la D.G.R 13 giugno 2008, n 7437: Determinazione in ordine Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA INDICE TITOLO I - PRINCIPI GENERALI E REQUISITI MINIMI DELLE STRUTTURE SOCIALI
ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLE STRUTTURE SOCIALI INDICE TITOLO I - PRINCIPI GENERALI E REQUISITI MINIMI DELLE STRUTTURE SOCIALI Art. 1 Oggetto e finalità pag. 3 2 Soggetti destinatari» 3 3 Tipologie» Dettagli D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art.
D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art. 9, Preambolo IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE Visto Dettagli A relazione dell'assessore Cavallera:
REGIONE PIEMONTE BU49 05/12/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 25 novembre 2013, n. 20-6732 Servizio per la prima infanzia denominato micro-nido - Aggiornamento standard minimi strutturali e organizzativi Dettagli DISTRETTO SOCIO SANITARIO 18
ALLEGATO B CITTÀ DI PATERNÒ - CAPOFILA DISTRETTO SOCIO SANITARIO 18 ooooooooooooooooooooooooooooooooooo DISCIPLINARE SUI CRITERI ORGANIZZATIVI E DI EROGAZIONE DEI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA: NIDO/MICRONIDO Dettagli LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO
LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO "Norme in materia di autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali" Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli Bollettino Ufficiale n. 40/I-II del 07/10/2014 / Amtsblatt Nr. 40/I-II vom 07/10/2014 145
Bollettino Ufficiale n. 40/I-II del 07/10/2014 / Amtsblatt Nr. 40/I-II vom 07/10/2014 145 94827 Deliberazioni - Parte 1 - Anno 2014 Provincia Autonoma di Trento DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE del Dettagli COMUNE DI TEMPIO PAUSANIA
COMUNE DI TEMPIO PAUSANIA C PROVINCIA OLBIA-TEMPIO Settore Sviluppo Socio Economico e Culturale Tel. 079/679974 079/679949-9985 Fax 079/679949 I V I T A S T E M P L I BANDO DI SELEZIONE MAMMA ACCOGLINTE Dettagli Regione Marche, Regolamento Regionale 22 dicembre 2004, n. 13. Art. 1. Oggetto. Titolo I. Requisiti per l'autorizzazione
Regione Marche, Regolamento Regionale 22 dicembre 2004, n. 13 Requisiti e modalità per l'autorizzazione e l'accreditamento dei servizi per l'infanzia, per l'adolescenza e per il sostegno alle funzioni Dettagli Allegato A CENTRO DI CUSTODIA ORARIA O BABY PARKING
Allegato A CENTRO DI CUSTODIA ORARIA O BABY PARKING ART. 1 - Definizione. 1. Il centro di custodia oraria (C.C.O.), denominato comunemente Baby Parking, è un servizio socio-educativo-ricreativo che accoglie Dettagli C O M U N E D I D O L O Provincia di Venezia
C O M U N E D I D O L O Provincia di Venezia Regolamento per l accesso e la gestione del Progetto Sociale Gruppo Appartamento Approvato con delibera C.C. n. 66 del 30.11.2010 - esecutivo INDICE Art. 1 Dettagli Allegato A. 5. Servizi integrativi
Allegato A 5. Servizi integrativi Il "Nomenclatore interregionale degli interventi e servizi sociali" del CISIS (Centro interregionale per i sistemi informatici, geografici e statistici) definisce le tipologie Dettagli PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO
PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO La legge regionale n. 20 del 6 novembre 2002, ed il relativo regolamento attuativo (n. 1 dell 8 marzo 2004) come più volte integrato e modificato, Dettagli Provincia autonoma di Bolzano. Deliberazione G.P. 13 maggio 2008, n. 1598 (1).
Provincia autonoma di Bolzano. Deliberazione G.P. 13 maggio 2008, n. 1598 (1). Approvazione dei criteri di accreditamento per il servizio di microstruttura per la prima infanzia - ai sensi del regolamento Dettagli LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA
LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA Disciplina del sistema regionale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Abrogazione delle leggi regionali 15 dicembre 1994, n. 77, Dettagli CENTRO DIURNO PER PERSONE CON DISABILITA (C.D.D.)
CENTRO DIURNO PER PERSONE CON DISABILITA (C.D.D.) CENNI STORICI Il CSE (Centro Socio Educativo) di Piario, ora CDD (Centro Diurno per persone con Disabilità) è stato aperto nel 1982 su iniziativa degli Dettagli COMUNE DI PERUGIA. Settore Servizi Sociali, Culturali e Sportivi alla persona
COMUNE DI PERUGIA Settore Servizi Sociali, Culturali e Sportivi alla persona REGOLAMENTO PER L AUTORIZZAZIONE ALL APERTURA E AL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA - Approvato Dettagli IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETÀ SOCIALE
Decreto ministeriale 21 maggio 2001, n. 308 Gazzetta Ufficiale 28 luglio 2001, n. 174 Testo aggiornato al 1 giugno 2004 Regolamento concernente «Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione Dettagli RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA
RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA Premessa L Amministrazione Comunale di Matino ha incaricato il sottoscritto Arch. Daniele Cataldo a redigere il seguente progetto definitivo-esecutivo (al fine della realizzazione Dettagli LINEE GUIDA PER LA VIGILANZA NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI PER ANZIANI E DISABILI ADULTI CON NUMERO DI OSPITI FINO AD UN MASSIMO DI SEI, DENOMINATE
COMUNE DI CENTO LINEE GUIDA PER LA VIGILANZA NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI PER ANZIANI E DISABILI ADULTI CON NUMERO DI OSPITI FINO AD UN MASSIMO DI SEI, DENOMINATE CASE FAMIGLIA PER ANZIANI E DISABILI ADULTI Dettagli INDICE. Art. 1 Obiettivi pag. 2. Art. 2 L Utenza: caratteristiche e bisogni pag. 3. Art. 3 Caratteristiche strutturali degli ambienti pag.
INDICE Art. 1 Obiettivi pag. 2 Art. 2 L Utenza: caratteristiche e bisogni pag. 3 Art. 3 Caratteristiche strutturali degli ambienti pag. 3 Art. 4 Le attività della Comunità pag. 4 Art. 5 Tempi di apertura Dettagli COMUNE DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO
COMUNE DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO REGOLAMENTO REGOLAMENTO COMUNALE COMUNALE GESTIONE GESTIONE RERASILO ASILO - NIDO - NIDO TEL. ASILO NIDO: O434/81310 COORDINATRICE: CENTIS FRANCA (REGOLAMENTO APPROVATO Dettagli Bollettino Ufficiale n. 36/I-II del 04/09/2012 / Amtsblatt Nr. 36/I-II vom 04/09/2012 112
Bollettino Ufficiale n. 36/I-II del 04/09/2012 / Amtsblatt Nr. 36/I-II vom 04/09/2012 112 80776 Deliberazioni - Parte 1 - Anno 2012 Provincia Autonoma di Trento DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE del Dettagli Regione Siciliana Decreto Presidenziale 16 maggio 2013. Nuovi standards strutturali ed organizzativi per i servizi di prima infanzia
Regione Siciliana Decreto Presidenziale 16 maggio 2013 Nuovi standards strutturali ed organizzativi per i servizi di prima infanzia IL PRESIDENTE DELLA REGIONE - VISTO lo Statuto della Regione Siciliana; Dettagli D.M 21 maggio 2001, n.308
D.M. 21 maggio 2001, n. 308, regolamento concernente "REQUISITI MINIMI STRUTTURALI E ORGANIZZATIVI PER L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DEI SERVIZI E DELLE STRUTTURE A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE, Dettagli Città di CERNUSCO SUL NAVIGLIO REQUISITI DI ACCREDITAMENTO PER LE UNITA D OFFERTA PER LA PRIMA INFANZIA
REQUISITI DI ACCREDITAMENTO PER LE UNITA D OFFERTA PER LA PRIMA INFANZIA Approvati dall Assemblea Distrettuale dei Sindaci deliberazione n. 3 del 9.2.2011 Premessa L accreditamento può essere richiesto Dettagli VISTA la legge 8 novembre 2000, n. 328 recante "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali";
D.M. 21 maggio 2001, n. 308, regolamento concernente "REQUISITI MINIMI STRUTTURALI E ORGANIZZATIVI PER L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DEI SERVIZI E DELLE STRUTTURE A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE, Dettagli LUDOTECA Equilibrio Art. 1 Definizione e Finalità Art. 2 Ammissione
LUDOTECA Equilibrio Art. 1 Definizione e Finalità La ludoteca, sia pubblica che privata, si configura come un luogo finalizzato alla promozione e alla diffusione della cultura del gioco. La ludoteca in Dettagli COMUNE di TODI Provincia di Perugia Piazza del Popolo Telefono 075/89561 Telefax: 075/8943862 Codice Fiscale n. 00316740547
Allegato delib. C.C. n. 145 del 19.08.1999 REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELL ASILO NIDO E DEI SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA MODIFICHE: - Delib. Consiglio Comunale n. 111 del 22.09.2003 - Dettagli CITTÀ DI VITTORIO VENETO
CITTÀ DI VITTORIO VENETO Errore. Il segnalibro non è definito. VICTORIA NOBIS VITA REGOLAMENTO ASILO NIDO COMUNALE Approvato con delibera del Consiglio Comunale n 8 del 21.04.2010 - Entrato in vigore il Dettagli Visto l art. 13, della L.R. 8.04.1997, n. 10 ai sensi del quale le Aziende per i servizi sanitari della Regione sono autorizzate a concedere
Visto l art. 13, della L.R. 8.04.1997, n. 10 ai sensi del quale le Aziende per i servizi sanitari della Regione sono autorizzate a concedere contributi a favore degli ospiti non autosufficienti accolti Dettagli Servizi all'infanzia: nidi dell'infanzia
Servizi all'infanzia: nidi dell'infanzia Il nido d'infanzia e' un servizio educativo e sociale, aperto a tutti i bambini in eta' compresa tra i tre mesi e i tre anni, che concorre con le famiglie alla Dettagli 1. INTRODUZIONE. - di mantenimento e recupero dei livelli di autonomia e di sostegno nel progetto di vita indipendente;
Requisiti per l autorizzazione al funzionamento delle strutture sociali rivolte a minori e giovani adulti, persone con disturbo mentale e persone con disabilità con esiti stabilizzati, anziani, adulti Dettagli ALLEGATO 1 BANDO DI GARA PER LACREAZIONE DI UNA SHORT LIST DI FORNITORI DI SERVIZI DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO DELLE DONNE
ALLEGATO 1 BANDO DI GARA PER LACREAZIONE DI UNA SHORT LIST DI FORNITORI DI SERVIZI DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO DELLE DONNE SERVIZI RIPARTITI PER TARGET DI RIFERIMENTO Centro diurno per Dettagli REGOLAMENTO DEL CENTRO DIURNO INTEGRATO RELATIVI CRITERI DI AMMISSIONE
REGOLAMENTO DEL CENTRO DIURNO INTEGRATO E RELATIVI CRITERI DI AMMISSIONE Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 17 del 22.3.1999 Comune di Cusano Milanino CENTRO DIURNO INTEGRATO REGOLAMENTO Dettagli Art. 2. Strutture e servizi soggetti ai requisiti minimi per l'autorizzazione
DECRETO MINISTERIALE 21 maggio 2001, n. 308 Regolamento concernente "Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e Dettagli PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE DECRETO 21 maggio 2001, n. 308 REGOLAMENTO "Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio Dettagli REGIONE PUGLIA P.O. FESR 2007-2013. I servizi per l infanzia. Roma 27 ottobre 2011
REGIONE PUGLIA P.O. FESR 2007-2013 Politiche nel campo dell inclusione sociale I servizi per l infanzia Roma 27 ottobre 2011 1 LE PRIORITA DEL WELFARE PUGLIESE Rimettere le persone al centro delle politiche Dettagli Tel./Fax 081.760.72.23 e-mail: athena@na.camcom.it
COME FARE PER.. ITER BUROCRATICO PER LA CREAZIONE D IMPRESA Tel./Fax 081.760.72.23 e-mail: athena@na.camcom.it . APRIRE UN ASILO NIDO GUIDA PRATICA L Asilo nido o nido d infanzia (a tempo pieno o parziale) Dettagli REGOLAMENTO DI SERVIZIO DEGLI ASILI NIDO COMUNALI di Via Veneto e via Cacciatori delle Alpi.
REGOLAMENTO DI SERVIZIO DEGLI ASILI NIDO COMUNALI di Via Veneto e via Cacciatori delle Alpi. FUNZIONAMENTO Art. 1 Principi generali del servizio. L Asilo Nido è un servizio di interesse pubblico rivolto Dettagli REQUISITI MINIMI DI ESERCIZIO E CRITERI REGIONALI DI ACCREDITAMENTO UNITA D OFFERTA SOCIALI
REQUISITI MINIMI DI ESERCIZIO E CRITERI REGIONALI DI ACCREDITAMENTO UNITA D OFFERTA SOCIALI Di seguito sono riportati i requisiti minimi di esercizio ed i criteri regionali di accreditamento per le Unità Dettagli Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 28 agosto 1998, n. 400;
D.M. 21 maggio 2001, n. 308, regolamento concernente "REQUISITI MINIMI STRUTTURALI E ORGANIZZATIVI PER L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DEI SERVIZI E DELLE STRUTTURE A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE, Dettagli preso atto che al 31/12/2012:
REGIONE PIEMONTE BU19 09/05/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 16 aprile 2013, n. 31-5660 Servizio per la prima infanzia denominato centro di custodia oraria - Aggiornamento standard minimi strutturali Dettagli DECRETO DEL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE
DECRETO DEL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE 21 maggio 2001, n. 308 "Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale Dettagli L.R. 20/2005, art. 13, c. 2, lett. a), c) e d) B.U.R. 19/10/2011, n. 42. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 4 ottobre 2011, n. 0230/Pres.
L.R. 20/2005, art. 13, c. 2, lett. a), c) e d) B.U.R. 19/10/2011, n. 42 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 4 ottobre 2011, n. 0230/Pres. Regolamento recante requisiti e modalità per la realizzazione, Dettagli Regolamento del Servizio di Asilo Nido
COMUNE DI TAGLIO DI PO Provincia di Rovigo Regolamento del Servizio di Asilo Nido (Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n.61 del 9/08/2005) (Modificato con deliberazione di Consiglio comunale Dettagli In Breve. n. 8/2011. I servizi alla persona: le unità di offerta sociali e socio sanitarie in Lombardia. Informativa Breve. I servizi per gli anziani
Servizio Studi e Valutazione Politiche regionali Ufficio Analisi Leggi e Politiche regionali Dicembre 2011 Informativa Breve In Breve 8/2011 I servizi per gli anziani I servizi per la disabilità I servizi Dettagli UNITA D OFFERTA SOCIALI PER DISABILI
UNITA D OFFERTA SOCIALI PER DISABILI D.G.R. n. 20763 del 16 febbraio 2005 Definizione dei requisiti minimi strutturali ed organizzativi per l autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le Dettagli COMUNE DI MONTEBELLUNA ASILO NIDO COMUNALE CARTA DEI SERVIZI
COMUNE DI MONTEBELLUNA ASILO NIDO COMUNALE CARTA DEI SERVIZI Approvata con DGC n. 180 del 20-09-2010 PREMESSA: PRINCIPI FONDAMENTALI: L Amministrazione Comunale definisce un sistema di regole e garanzie Dettagli REGOLAMENTO DI GESTIONE DELL ASILO NIDO COMUNALE
COMUNE DI BRENTONICO P R O V I N C I A D I T R E N T O REGOLAMENTO DI GESTIONE DELL ASILO NIDO COMUNALE **** Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 18 dd. 31/03/2009 Modificato con deliberazione Dettagli CARTA DEI SERVIZI. del CENTRO SOCIO EDUCATIVO ARCOBALENO
CARTA DEI SERVIZI del CENTRO SOCIO EDUCATIVO ARCOBALENO A cura del Comune di Castelfidardo Ufficio Assistenza PREMESSA Allo scopo di garantire informazione, trasparenza e standard adeguati di efficacia Dettagli I bambini e le famiglie
3.8 I bambini e le famiglie ambiti bisogni SERVIZI C.I.S.S. DOMICILIARITà Continuare a vivere ASSISTENZA DOMICILIARE nel proprio ambiente di vita Vivere in un contesto familiare, AFFIDAMENTO FAMILIARE Dettagli COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE
COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE DISTRETTO SOCIO SANITARIO APRILIA/CISTERNA REGOLAMENTO CASA FAMIGLIA PER DISABILI LA CASA DEI LILLA Allegato alla delibera di CC n.33 dell Dettagli Struttura residenziale per persone anziane non autosufficienti (Residenza Sanitaria Assistenziale)...3
Indice Allegato A - Indice Struttura residenziale per persone anziane non autosufficienti (Residenza Sanitaria Assistenziale)...3 Struttura residenziale per persone disabili gravi con attestazione di gravità Dettagli CITTA DI ROSETO DEGLI ABRUZZI (Provincia di Teramo)
CITTA DI ROSETO DEGLI ABRUZZI (Provincia di Teramo) REGOLAMENTO COMUNITA EDUCATIVA PER MINORI INDICE ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART. 6 ART. 7 ART. 8 ART. 9 ART. 10 ART. 11 ART. 12 ART. 13 ART. Dettagli REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DEGLI ALLOGGI PROTETTI PER ANZIANI
Comune di Rovereto Provincia di Trento REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DEGLI ALLOGGI PROTETTI PER ANZIANI Approvato con deliberazione del Consiglio comunale 18.07.2002, n. 41 INDICE Comune di Rovereto...1 Dettagli COMUNE DI GAMBOLO ACCREDITAMENTO DI SERVIZI DI ASILI NIDO, MICRONIDO, NIDO FAMIGLIA E CENTRO PRIMA INFANZIA SITI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI GAMBOLO
COMUNE DI GAMBOLO ACCREDITAMENTO DI SERVIZI DI ASILI NIDO, MICRONIDO, NIDO FAMIGLIA E CENTRO PRIMA INFANZIA SITI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI GAMBOLO IL DIRETTORE GENERALE in esecuzione della Delibera Dettagli COMUNITA' RESIDENZIALE PER DISABILI IN SITUAZIONE DI GRAVITA' SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO SI NO
Lista di verifica REQUITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE e L'ACCREDITAMENTO COMUNITA' REDENZIALE PER DISABILI IN TUAZIONE DI GRAVITA' 1 COMUNITA' REDENZIALE PER DISABILI IN TUAZIONE DI GRAVITA' -REQUITI Dettagli IL CONSIGLIO REGIONALE. ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. promulga. la seguente legge: CAPO I. Principi generali
Legge regionale 29 marzo 2013 n. 15 Norme sui servizi educativi per la prima infanzia. (Calabria, BUR 2 aprile 2013, n. 7, S.S. 5 aprile 2013, n. 3) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE DELLA Dettagli REQUISITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE
Lista di verifica REQUITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE e L'ACCREDITAMENTO CENTRO DIUR PER PERSONE CON DISABILITÀ 1 CENTRO DIUR PER PERSONE CON DISABILITÀ -REQUITI FUNZIONALI CD-DIS.AU.1.1.1.1 Il Servizio Dettagli LA GHIBELLINA Comunità Educativa per Minori CARTA DEL SERVIZIO
LA GHIBELLINA Comunità Educativa per Minori CARTA DEL SERVIZIO REG.N.4142 - A 9001:2001 La presenta carta del servizio definisce in modo chiaro ed univoco alcuni principi e norme fondamentali atte a disciplinare Dettagli REGOLAMENTO PER ASILI NIDO COMUNALI VALLE SERIANA Albino, Alzano Lombardo, Fiorano al Serio, Nembro, Leffe e Vertova
ART 1 FINALITÀ DEL REGOLAMENTO Questo Regolamento è finalizzato alla realizzazione del processo di coordinamento e d integrazione dei servizi educativi pubblici, privati sociali e privati per l infanzia Dettagli CITTA DI CONEGLIANO REGOLAMENTO DI SERVIZIO DEGLI ASILI NIDO COMUNALI. di Via Veneto e Via Cacciatori delle Alpi
CITTA DI CONEGLIANO (PROVINCIA DI TREVISO) REGOLAMENTO DI SERVIZIO DEGLI ASILI NIDO COMUNALI di Via Veneto e Via Cacciatori delle Alpi APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 70-440 DEL 19.09.2005 Dettagli REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASILO NIDO COMUNITARIO E AZIENDALE DELLA COMUNITA MONTANA VALLI DEL VERBANO
REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASILO NIDO COMUNITARIO E AZIENDALE DELLA COMUNITA MONTANA VALLI DEL VERBANO Approvato con deliberazione Assembleare n. 36 del 26/9/2011 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI...3 Dettagli PROTOCOLLO D INTESA PER L OFFERTA DEL SERVIZIO EDUCATIVO DENOMINATO SEZIONI PRIMAVERA DESTINATO AI BAMBINI DI ETA COMPRESA TRA I 24 E I 36 MESI
PROTOCOLLO D INTESA PER L OFFERTA DEL SERVIZIO EDUCATIVO DENOMINATO SEZIONI PRIMAVERA DESTINATO AI BAMBINI DI ETA COMPRESA TRA I 24 E I 36 MESI L Ufficio Scolastico Regionale per le Marche e la Regione Dettagli 1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? 3. Quali sono le strutture socioassistenziali per minori?
1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? Le procedure per aprire una struttura socioassistenziale sono definite dalla normativa regionale. Il rappresentante Dettagli COMUNE DI MOMBAROCCIO PROVINCIA DI PESARO E URBINO
ALLEGATO A COMUNE DI MOMBAROCCIO PROVINCIA DI PESARO E URBINO REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE ED IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE FRUITRICI DEL SERVIZIO SOCIO-EDUCATIVO SPERIMENTALE DENOMINATO NIDO IN FAMIGLIA Dettagli l ABBRACCIO Onlus Cooperativa Sociale a.r.l.
MICRONIDO l ABBRACCIO VIA SAN CARLO 11 CASCINA POGLIANASCA ARLUNO (MILANO) CARTA DEI SERVIZI 2013/14 La Carta dei Servizi è un documento che evidenzia in tutta trasparenza le modalità di erogazione del Dettagli DISTRETTO VALLI TARO E CENO
UFFICIO di PIANO DISTRETTO VALLI TARO E CENO PROTOCOLLO OPERATIVO di recepimento delle DELIBERE DI GIUNTA REGIONALE n. 1230 del 28/07/2008 e n. 1206 del 30/07/2007 approvato dal Comitato di Distretto in Dettagli CITTÀ DI NARNI PROVINCIA DI TERNI REGOLAMENTO DEL NIDO D INFANZIA
CITTÀ DI NARNI PROVINCIA DI TERNI REGOLAMENTO DEL NIDO D INFANZIA Deliberazione del Consiglio Comunale n. 86/2000 INDICE TITOLO I - NORME DI CARATTERE GENERALE Premessa ART. 1 Natura ART. 2 Obiettivi e Dettagli REGOLAMENTO DI GESTIONE DELL ASILO NIDO COMUNALE
COMUNE DI LAVARONE provincia di Trento REGOLAMENTO DI GESTIONE DELL ASILO NIDO COMUNALE Approvato con deliberazione consiliare n. 18 di data 20.06.2011. Modificato con deliberazione consiliare n. 40 dd. Dettagli 1. NORME COMUNI PER L AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO (L.R. 15/2013 - artt. 12, c. 4; 14)
1. NORME COMUNI PER L AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO (L.R. 15/2013 - artt. 12, c. 4; 14) Per quanto riguarda i requisiti strutturali ed organizzativi stabiliti di seguito, si ricorda che i servizi educativi Dettagli REGOLAMENTO DI GESTIONE COMUNITÀ ALLOGGIO PROTETTA
Documentazione Sistema Qualità Pag. 1 di 10 REGOLAMENTO DI GESTIONE COMUNITÀ ALLOGGIO PROTETTA (C.A.P.) IL MULINO DELLA ZONA ALTA VALDELSA Numero Revisione Motivo DATA 1 APPROVAZIONE CONSIGLIO DI GESTIONE Dettagli Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari di cui al Regolamento di attuazione della L.R.
Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari di cui al Regolamento di attuazione della L.R. /2007 Sommario PREMESSA COMUNE ALLE SEZIONI A E B...3 SEZIONE A - SERVIZI Dettagli C I T T À D I S A R Z A N A
1 AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO DEGLI ASILI NIDO E DEI SERVIZI INTEGRATIVI (L. R. n 64 del 5.12.1994 Deliberazione G. R. n 2624 del 11.7.1997, n 1291 del 30.10.2001) ASILI NIDO Gli asili nido devono Dettagli REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale Dipartimento Salute e Servizi Sociali Famiglia, Minori, Giovani e Pari Opportunita' - Servizio
ALLEGATO A LINEE GUIDA SUGLI STANDARD STRUTTURALI, ORGANIZZATIVI E QUALITATIVI DEI SERVIZI SOCIO- EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA, IN ATTUAZIONE DELL ART. 30, COMMA 1, LETT. D) DELLA L.R. 9 APRILE 2009, Dettagli Nomenclatore dei servizi
Art. 1 ISTITUZIONE E FINALITÀ E istituito in Sarnonico il servizio asilo nido. Il nido di infanzia è un servizio educativo e sociale che concorre con le famiglie alla crescita e alla formazione delle bambine Dettagli AUTORIZZAZIONE. all APERTURA e al FUNZIONAMENTO. di strutture residenziali e semiresidenziali. che prestano servizi socio-assistenziali
AUTORIZZAZIONE all APERTURA e al FUNZIONAMENTO di strutture residenziali e semiresidenziali che prestano servizi socio-assistenziali per minori e disabili adulti: procedura e linee guida per il rilascio. Dettagli REQUISITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE
Lista di verifica REQUITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE e L'ACCREDITAMENTO 1 -REQUITI FUNZIONALI RSA-ANZ.AU.1.1.1 Il Servizio garantisce un adeguato rapporto numerico tra personale e utenti. RSA-ANZ.AU.1.1.2 Dettagli Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità
Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità Milano, 24 marzo 2015 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO Gli anziani (dai 65 anni in su) Dettagli ASILO NIDO IL PICCOLO NAVIGLIO
COMUNE DI BOFFALORA SOPRA TICINO Provincia di Milano Piazza IV giugno, 20010 Boffalora Sopra Ticino (MI) Codice Fiscale e Partita Iva 02030870154 Tel. +39 02972381.1 Fax +39 029755490 Email: nido@boffaloraticino.it Dettagli REQUISITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE
Lista di verifica REQUITI SPECIFICI PER L'AUTORIZZAZIONE e L'ACCREDITAMENTO 1 -REQUITI FUNZIONALI RSA-DIS.AU.1.1.1.1 Il Servizio garantisce un adeguato rapporto numerico tra personale e utenti. RSA-DIS.AU.1.1.1.2 Dettagli Prime note circa le modifiche alla DGR 846/07
O.S.E.A. Opere di Servizi Educativi Assistenziali AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA Reggio Emilia Prime note circa le modifiche alla DGR 846/07 TESTO ATTUALE 1.3.2 Personale a) Personale educativo Dettagli ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI E PROFESSIONALI NELLA PROVINCIA DI SIENA DICEMBRE 2010
ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI E PROFESSIONALI NELLA PROVINCIA DI SIENA DICEMBRE 2010 INDICE Introduzione.3 1. Il settore sociale 3 2. Il settore dello spettacolo.5 3. Il settore della sicurezza..6 4. Dettagli Allegato alla deliberazione G. C. n. 74 del 24/3/2005
Allegato alla deliberazione G. C. n. 74 del 24/3/2005 DISCIPLINARE PER L ACCREDITAMENTO E LA CONVENZIONE DI ASILI NIDO E BABY PARKING PRIVATI AUTORIZZATI AI FINI DELLA RISERVA DEI POSTI E LA PARTECIPAZIONE Dettagli CARTA DEL SERVIZIO ASILO NIDO AZIENDALE INAIL IL NASO ALL INSU
CARTA DEL SERVIZIO ASILO NIDO AZIENDALE INAIL IL NASO ALL INSU 1. BENVENUTO AL LETTORE 2 2. CHI GESTISCE L ASILO NIDO INAIL 2 3. LA FINALITÀ 2 4. A CHI È RIVOLTO 3 5. L UBICAZIONE 3 6. LA SEDE 3 7. L ACCESSIBILITÀ Dettagli REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE
43 REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ADOTTATO DAL CONSIGLIO COMUNALE CON DELIBERAZIONE N. 75/14031 P.G. NELLA SEDUTA DEL 26/05/1994 - MODIFICATO CON DELIBERAZIONE N. 75/I23765 P.G. NELLA Dettagli Capo III Strumenti, procedure della programmazione ed ambiti territoriali
LEGGE REGIONALE 14 APRILE 1999, n.22 "Interventi educativi per l infanzia e gli adolescenti" INDICE TITOLO I Disposizioni generali art. 1. Finalità TITOLO II Soggetti, programmazione e organizzazione Capo Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back