Source: http://www.dirittobancario.it/leggi-e-regolamenti/cambiali/legge-cambiaria-regio-decreto-14-dicembre-1933-n-1669
Timestamp: 2014-04-24 08:23:15+00:00
Document Index: 122837704

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 43', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 44', 'art. 51', 'art. 44', 'art. 55', 'art. 89', 'art. 89', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 48', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 99', 'art. 61', 'art. 94', 'art. 14']

LEGGE CAMBIARIA - Regio decreto 14 dicembre 1933, n. 1669 | Diritto Bancario
Vai alla sezione Legge e regolamentiCategoria legge-regolamento: Cambiali, Titoli di credito
Fonte: Normativa primaria
LEGGE CAMBIARIA - Regio decreto 14 dicembre 1933, n. 1669
Argomento specifico: Modificazioni alle norme sulla cambiale e sul vaglia cambiario.
Regio decreto 14 dicembre 1933, n. 1669 (G.U. 19 dicembre, n. 292). Modificazioni alle norme sulla cambiale e sul vaglia cambiario.
Alle disposizioni contenute nel codice di commercio concernenti la cambiale sono sostituite le norme sulla cambiale e sul vaglia cambiario allegate al presente decreto e firmate d’ordine Nostro dal Ministro Guardasigilli.
DELLA CAMBIALE
DELLA EMISSIONE E DELLA FORMA DELLA CAMBIALE
Il titolo nel quale manchi alcuno dei requisiti indicati nell’articolo precedente non vale come cambiale, salvo i casi previsti nei seguenti comma.
In mancanza d’indicazione speciale, il luogo indicato accanto al nome del trattario si reputa luogo del pagamento, e insieme, domicilio del trattario.
Se sono indicati più luoghi di pagamento, s’intende che il portatore possa presentare in qualunque di essi la cambiale per l’accettazione ed il pagamento.
La cambiale può essere all’ordine dello stesso traente.
Nella cambiale pagabile a vista o a certo tempo vista il traente può disporre che la somma sia produttiva d’interessi. In qualunque altra specie di cambiale la promessa d’interessi si ha per non scritta.
Il tasso d’interesse deve essere indicato nella cambiale; mancando tale indicazione, la clausola si ha per non scritta.
Il minore emancipato non autorizzato all’esercizio del commercio e l’inabilitato non assumono obbligazioni cambiarie se la loro firma non sia accompagnata da quella del curatore con la clausola "per assistenza" o altra equivalente. Se sia omessa detta clausola o altra equivalente il curatore è obbligato personalmente.
Il genitore o il tutore non autorizzato all’esercizio del commercio per conto del minore o dell’interdetto si può obbligare cambiariamente in nome di costoro, il primo con l’autorizzazione del tribunale, l’altro con l’autorizzazione del consiglio di famiglia o di tutela omologata dal tribunale, l’una e l’altra anche di carattere generale.
La facoltà generale di obbligarsi in nome e per conto di un commerciante comprende anche quella di obbligarsi cambiariamente, salvo che l’atto di rappresentanza, pubblicato a norma dell’art. 9 del codice di commercio (OGGI ART. 2206 C.C.) non disponga diversamente.
Il traente risponde dell’accettazione e del pagamento.
Egli può esonerarsi dalla responsabilità per l’accettazione; ogni clausola con la quale si esoneri dalla responsabilità per il pagamento si ha per non scritta.
Il portatore decade dal diritto di riempire la cambiale in bianco dopo tre anni dal giorno dell’emissione del titolo.
La cambiale ancorché non espressamente tratta all’ordine è trasferibile mediante girata.
Se il traente abbia inserito nella cambiale le parole "non all’ordine" o una espressione equivalente, il titolo è trasferibile solo nella forma e con gli effetti di una cessione ordinaria.
La girata è valida ancorché il beneficiario non sia indicato o il girante abbia apposto soltanto la firma (girata in bianco). In questo caso la girata per essere valida deve essere scritta a tergo della cambiale o sull’allungamento.
Il girante, se non vi sia clausola contraria, risponde dell’accettazione e del pagamento.
Il detentore della cambiale è considerato portatore legittimo se giustifica il suo diritto con una serie continua di girate, anche se l’ultima è in bianco. Le girate cancellate si hanno, a questo effetto, per non scritte. Se una girata in bianco è seguita da un’altra girata, si reputa che il sottoscrittore di quest’ultima abbia acquistato la cambiale per effetto della girata in bianco.
Se una persona ha perduto per qualsiasi ragione il possesso di una cambiale, il nuovo portatore che giustifichi il suo diritto nella maniera indicata nel precedente comma, non è tenuto a consegnarla se non quando l’abbia acquistata in mala fede ovvero abbia commesso colpa grave acquistandola.
In qualsiasi cambiale il traente può prescrivere che essa sia presentata per l’accettazione, fissando o non fissando un termine.
Il trattario può chiedere che gli sia fatta una seconda presentazione il giorno seguente alla prima. Gli interessati non possono prevalersi dell’inosservanza di tale richiesta se non sia stata menzionata nel protesto.
L’accettazione è scritta sulla cambiale. È espressa colla parola "accettato", "visto" o con altre equivalenti; è sottoscritta dal trattario; il trattario indica il luogo e la data di nascita ovvero il codice fiscale. La semplice sottoscrizione del trattario sulla faccia anteriore della cambiale vale accettazione. Ciò vale anche per la cambiale a certo tempo vista.
Se la cambiale è pagabile a certo tempo vista o, in virtù di clausola speciale, deve essere presentata per l’accettazione entro un termine stabilito, l’accettazione deve portare la data del giorno in cui è fatta a meno che il portatore non esiga che vi sia apposta la data della presentazione. Se manca la data, il portatore, per conservare il regresso contro i giranti e contro il traente, deve far constatare la mancanza con protesto levato in tempo utile.
L’accettazione deve essere incondizionata; il trattario può limitarla ad una parte della somma.
Qualsiasi altra modificazione apportata nell’accettazione al tenore della cambiale equivale a rifiuto di accettazione; nondimeno l’accettante resta obbligato nei termini della sua accettazione.
Se il traente ha indicato nella cambiale un luogo di pagamento diverso da quello del domicilio del trattario, ma non una terza persona presso la quale il pagamento deve essere effettuato, il trattario può indicarla al momento della accettazione. In mancanza di tale indicazione si reputa che l’accettante sia tenuto a pagare egli stesso nel luogo di pagamento.
Se la cambiale è pagabile al domicilio del trattario, questi può indicare nell’accettazione un indirizzo nello stesso luogo in cui il pagamento deve essere effettuato.
Con l’accettazione il trattario si obbliga di pagare la cambiale alla scadenza.
In mancanza di pagamento il portatore, ancorché sia il traente, ha contro l’accettante un’azione cambiaria diretta per tutto quanto può essere chiesto ai sensi degli artt. 55 e 56.
Se l’accettazione apposta sulla cambiale del trattario è da lui cancellata prima di restituire il titolo, l’accettazione si ha per rifiutata. La cancellazione si reputa fatta, fino a prova contraria, prima della restituzione del titolo.
Nondimeno, se il trattario ha dato notizia dell’accettazione per iscritto al portatore, o a un firmatario qualsiasi, è tenuto verso di essi nei termini dell’accettazione.
L’avallo è apposto sulla cambiale o sull’allungamento.
È espresso con le parole "per avallo" o con ogni altra formula equivalente; è sottoscritto dall’avallante.
Si considera dato con la sola firma dell’avallante apposta sulla faccia anteriore della cambiale, purché non si tratti della firma del trattario o del traente.
L’avallante che paga la cambiale acquista i diritti ad essa inerenti contro l’avallato e contro coloro che sono obbligati cambiariamente verso quest’ultimo.
La scadenza della cambiale a certo tempo vista è determinata dalla data dell’accettazione o da quella del protesto.
In mancanza di protesto l’accettazione non datata si reputa data, rispetto all’accettante, l’ultimo giorno del termine previsto per la presentazione all’accettazione.
La cambiale tratta a uno o più mesi data o vista scade nel giorno corrispondente del mese in cui il pagamento deve essere effettuato. In mancanza del giorno corrispondente la cambiale scade l’ultimo del mese.
Se la scadenza è fissata al principio, alla metà (metà gennaio, metà febbraio, ecc.) o alla fine del mese, la cambiale scade il primo, il quindici o l’ultimo giorno del mese.
Con le espressioni "otto giorni" o "quindici giorni" s’intende non già una o due settimane ma otto o quindici giorni effettivi.
Se una cambiale tratta fra due piazze che hanno calendari diversi è pagabile a certo tempo data, la scadenza è stabilita contando dal giorno che, secondo il calendario del luogo di pagamento, corrisponde al giorno dell’emissione.
La cambiale deve essere presentata per il pagamento nel luogo e all’indirizzo indicato sul titolo .
2) al domicilio dell’accettante per intervento o della persona designata sul titolo a pagare per esso;
3) al domicilio dell’indicato al bisogno.
Chi paga alla scadenza è validamente liberato, a meno che da parte sua non vi sia dolo o colpa grave. Egli è tenuto ad accertare la regolare continuità delle girate ma non a verificare l’autenticità delle firme dei giranti.
Se la somma è indicata in una moneta avente la stessa denominazione ma un valore diverso nel paese di emissione e in quello del pagamento, si presume che l’indicazione si riferisca alla moneta del luogo di pagamento.
Se la cambiale non è presentata per il pagamento nel termine fissato dall’art. 43, qualsiasi debitore ha facoltà di depositare la somma presso l’autorità competente, a spese, rischio e pericolo del portatore del titolo.
Per le cambiali pagabili nel territorio dello Stato l’autorità competente a ricevere il deposito e l’Istituto di emissione.
DEL REGRESSO PER MANCATA ACCETTAZIONE O PER MANCATO PAGAMENTO
L’azione cambiaria è diretta o di regresso: diretta contro l’accettante ed i suoi avallanti; di regresso contro ogni altro obbligato.
1) se l’accettazione sia stata rifiutata in tutto o in parte;
Il rifiuto dell’accettazione o del pagamento deve essere constatato con atto autentico (protesto per mancata accettazione o per mancato pagamento).
Il protesto per mancata accettazione deve essere levato nei termini fissati per la presentazione all’accettazione. Se la prima presentazione, nel caso previsto dall’art. 29, comma 1°, è stata fatta nell’ultimo giorno del termine, il protesto può essere levato anche il giorno successivo.
Il portatore deve dare avviso al proprio girante e al traente della mancata accettazione o del mancato pagamento entro i quattro giorni feriali successivi al giorno del protesto o della presentazione se vi sia la clausola "senza spese". Ogni girante nei due giorni feriali successivi al giorno in cui ha ricevuto l’avviso deve informare il precedente girante dell’avviso ricevuto, indicando i nomi e gli indirizzi di coloro che hanno dato gli avvisi precedenti, e così di seguito, risalendo fino al traente. I termini predetti decorrono dal ricevimento dell’avviso precedente.
Se in conformità del precedente comma l’avviso è dato ad un firmatario della cambiale, analogo avviso deve essere dato entro lo stesso termine anche al suo avallante.
Se un girante non ha indicato il suo indirizzo o lo ha indicato in maniera illeggibile, basta che l’avviso sia dato al girante che lo precede.
Chi è tenuto a dare l’avviso può darlo in una forma qualsiasi, anche col semplice rinvio della cambiale.
Chi non dà l’avviso nel termine sopra indicato non decade dal regresso; tuttavia è responsabile della sua negligenza se abbia causato danno, senza però che l’ammontare del risarcimento possa superare quello della cambiale.
Il traente, il girante o l’avallante può, con la clausola "senza spese", "senza protesto", od ogni altra equivalente, apposta sulla cambiale e firmata, dispensare il portatore dal protesto per mancata accettazione o per mancato pagamento, per esercitare il regresso.
Tale clausola non dispensa il portatore dalla presentazione della cambiale nei termini prescritti, né dagli avvisi. La prova dell’inosservanza dei termini incombe a colui che la oppone al portatore.
Il traente, l’accettante, il girante e l’avallante della cambiale rispondono in solido verso il portatore.
Il portatore ha diritto di agire contro queste Persone individualmente o congiuntamente e non è tenuto ad osservare l’ordine nel quale si sono obbligate.
1) l’ammontare della cambiale non accettata o non pagata con gli interessi, se siano stati indicati;
2) gli interessi dalla scadenza in misura uguale a quella indicata nel titolo a norma dell’art. 5 o, in mancanza, al tasso legale;
2) gli interessi sulla somma in misura uguale a quella indicata nel titolo a norma dell’art. 5 o, in mancanza, al tasso legale, dal giorno del disborso;
In caso di regresso dopo un’accettazione parziale, chi paga la somma per la quale la cambiale non è stata accettata, può esigere che del pagamento sia fatta menzione sulla cambiale e che gliene sia data quietanza. Il portatore deve inoltre rilasciargli copia certificata conforme della cambiale ed il protesto per rendere possibile l’esercizio degli ulteriori regressi.
Se la rivalsa è tratta dal portatore, l’ammontare ne è fissato secondo il corso di una cambiale a vista tratta dal luogo dove la cambiale originaria era pagabile sul luogo del domicilio del garante. Se la rivalsa è tratta da un girante, l’ammontare ne è fissato secondo il corso di una cambiale a vista tratta dal luogo dove il traente della rivalsa ha il suo domicilio sul luogo del domicilio del garante.
il portatore decade dai suoi diritti contro i giranti, contro il traente e contro gli altri obbligati, ad eccezione dell’accettante.
Se la cambiale non è presentata per l’accettazione nel termine stabilito dal traente, il portatore decade dal diritto di esercitare il regresso sia per mancato pagamento sia per mancata accettazione, salvo che non risulti dal tenore del titolo che il traente abbia inteso di esonerarsi soltanto dalla garanzia per l’accettazione.
Il portatore è tenuto a dare avviso senza indugio nel caso di forza maggiore al girante precedente e a fare, sulla cambiale o sull’allungamento, menzione datata e sottoscritta di questo avviso; per il resto si applicano le disposizioni dell’articolo 52.
Cessata la forza maggiore, il portatore deve presentare senza indugio la cambiale per l’accettazione o per il pagamento e, se necessario, levare protesto.
La cambiale emessa all’estero ha gli stessi effetti in quanto questi siano ammessi dalla legge del luogo in cui la cambiale è stata emessa.
Nelle obbligazioni cambiarie sottoscritte per procura il precetto deve indicare anche l’atto dal quale risulta il mandato.
L’opposizione al precetto non sospende l’esecuzione; ma il presidente del tribunale, o il pretore competente per valore, su ricorso dell’opponente che disconosca la propria firma o la rappresentanza, oppure adduca gravi e fondati motivi, può, con decreto motivato non soggetto a gravame, esaminati i documenti prodotti, sospendere in tutto o in parte gli atti esecutivi, imponendo idonea cauzione.
Nei giudizi cambiari, tanto di cognizione quanto di opposizione al precetto il debitore può opporre soltanto le eccezioni di nullità della cambiale a termini dell’art. 2 e quelle non vietate dall’art. 21.
Se dal rapporto che diede causa alla emissione o alla trasmissione della cambiale derivi un’azione, questa permane nonostante l’emissione o la trasmissione della cambiale salvo che si provi che vi fu novazione.
Il portatore non può esercitare l’azione causale se non offrendo al debitore la restituzione della cambiale e depositandola presso la cancelleria del giudice competente, purché abbia adempiuto le formalità necessarie per conservare al debitore stesso le azioni di regresso che possano competergli.
Quando il portatore abbia perduto l’azione cambiaria contro tutti gli obbligati e non abbia contro i medesimi azione causale, può agire contro il traente o l’accettante o il girante per la somma di cui si siano arricchiti ingiustamente a suo danno.
Il protesto può essere fatto con atto separato, oppure essere scritto sulla cambiale o sul duplicato o sulla copia ovvero sul foglio di allungamento. Questo foglio può essere aggiunto anche dal notaro o dall’ufficiale giudiziario o dal segretario comunale, i quali in ogni caso dovranno apporre il proprio sigillo sulla linea di congiunzione.
Il protesto si deve fare nei luoghi indicati dall’art. 44 contro le persone ivi rispettivamente indicate, anche se non presenti.
L’incapacità delle persone alle quali la cambiale deve essere presentata non dispensa dall’obbligo di levare il protesto contro di esse, salvo quanto è disposto nell’ultimo comma dell’art. 51.
3) l’indicazione dei luoghi in cui è fatto e la menzione delle ricerche eseguite a termine dell’art. 44;
4) l’oggetto delle richieste, il nome delle persone richieste, le risposte avute o i motivi pei quali non se ne ebbe alcuna;
5) la sottoscrizione del notaro o dell’ufficiale giudiziario o del segretario comunale.
A meno che il traente non abbia prescritto sullo stesso titolo l’obbligo del protesto, questo può essere sostituito, se il portatore lo consente, da una dichiarazione di rifiuto dell’accettazione o del pagamento, scritta e datata sulla cambiale o sul foglio di allungamento o su atto separato e firmata dal trattario.
L’originale del protesto fatto per atto separato deve essere consegnato al portatore della cambiale.
Il traente, il girante o l’avallante può indicare una persona per accettare o pagare al bisogno.
L’interveniente può essere un terzo, lo stesso trattario o una persona già obbligata cambiariamente tranne l’accettante.
L’interveniente deve, nei due giorni feriali successivi all’intervento, darne avviso a colui per il quale è intervenuto. In caso di inosservanza di tale termine egli è responsabile della sua negligenza se abbia causato danno, senza però che l’ammontare del risarcimento possa superare quello della cambiale.
DELL’ACCETTAZIONE PER INTERVENTO
L’accettazione per intervento può essere fatta ogni qualvolta il portatore di una cambiale accettabile possa esercitare il regresso prima della scadenza.
Se sulla cambiale è stata indicata una persona per accettarla o pagarla al bisogno nel luogo del pagamento, il portatore non può esercitare prima della scadenza il regresso contro colui che ha apposto l’indicazione e contro i firmatari susseguenti a meno che egli abbia presentato la cambiale alla persona indicata e, avendone questa rifiutato l’accettazione, il rifiuto sia stato constatato con protesto.
Negli altri casi d’intervento il portatore può rifiutare l’accettazione per intervento. Tuttavia, se l’ammette, perde il diritto di agire prima della scadenza in via di regresso contro colui per il quale l’accettazione è stata data e contro i firmatari susseguenti.
L’accettazione per intervento è apposta sulla cambiale ed è firmata dall’interveniente. Essa indica per chi è stata data; in mancanza di questa indicazione l’accettazione si reputa data per il traente.
L’accettante per intervento risponde verso il portatore e verso i giranti susseguenti a colui Per il quale è intervenuto, nello stesso modo di questo.
Nonostante l’accettazione per intervento, colui per il quale è stata data e i suoi garanti possono chiedere al portatore, contro rimborso della somma indicata nell’art. 55, la consegna della cambiale, del protesto e del conto di ritorno quietanzato, se del caso.
Se la cambiale non sia presentata all’accettante per intervento non più tardi del giorno seguente all’ultimo giorno consentito per levare il protesto per mancato pagamento l’obbligazione dell’accettante per intervento si estingue.
DEL PAGAMENTO PER INTERVENTO
Il pagamento deve comprendere tutta la somma che avrebbe dovuto essere pagata da colui per il quale l’intervento ha luogo.
Esso deve essere fatto al più tardi nel giorno successivo all’ultimo giorno consentito per levare il protesto per mancato pagamento.
Se la cambiale è stata accettata da intervenienti che hanno il loro domicilio nel luogo del pagamento o se sono state indicate per pagare al bisogno persone che hanno il loro domicilio nel detto luogo, il portatore deve presentare la cambiale a tutte queste persone e, se del caso, levare protesto per mancato pagamento non più tardi del giorno seguente all’ultimo consentito per levare il protesto.
Se il protesto non è levato entro questo termine, colui che ha apposto l’indicazione al bisogno o per il quale la cambiale è stata accettata e i giranti susseguenti sono liberati.
Del pagamento per intervento deve essere data quietanza sulla cambiale coll’indicazione per chi è fatto. In mancanza di tale indicazione, il pagamento si intende fatto per il traente.
Chi paga per intervento acquista i diritti inerenti alla cambiale contro colui per il quale ha pagato e contro coloro che sono obbligati cambiariamente verso quest’ultimo; ma non può girare nuovamente la cambiale.
I giranti susseguenti all’obbligato per il quale il pagamento è stato fatto sono liberati.
DEI DUPLICATI E DELLE COPIE
Il portatore può chiedere il rilascio di duplicati a sue spese, salvo che dalla cambiale risulti che essa è tratta come sola di cambio. A tale effetto egli deve rivolgersi al suo girante immediato il quale è tenuto a prestare l’opera sua verso il proprio girante e così di seguito fino al traente. I giranti sono tenuti a riprodurre le girate sui duplicati.
1) che il duplicato inviato per l’accettazione non gli è stato consegnato malgrado sua richiesta;
2) che l’accettazione o il pagamento non ha potuto essere ottenuto su altro duplicato.
La copia deve riprodurre esattamente l’originale con le girate e tutte le altre indicazioni che vi figurano; essa deve indicare fin dove arriva.
Può essere girata ed avallata nello stesso modo e con gli stessi effetti dell’originale.
In caso di rifiuto il portatore non può esercitare il regresso contro le persone che hanno girato o avallato la copia se non dopo aver fatto constare con protesto che l’originale non gli è stato consegnato malgrado sua richiesta.
Se l’originale, dopo l’ultima girata apposta prima che la copia sia stata fatta, porti la clausola "da qui la girata non vale che sulla copia" od ogni altra formula equivalente, la girata fatta ulteriormente sull’originale è nulla.
In caso di alterazione del testo della cambiale chi ha firmato dopo l’alterazione risponde nei termini del testo alterato; chi ha firmato prima risponde nei termini del testo originario.
In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione, il portatore della cambiale può farne denuncia al trattario e chiedere l’ammortamento del titolo con ricorso al presidente del tribunale del luogo in cui la cambiale è pagabile, o al pretore del luogo in cui egli ha domicilio.
Il presidente del tribunale o il pretore, premessi gli opportuni accertamenti sulla verità dei fatti e sul diritto del portatore, emette nel più breve tempo possibile un decreto con il quale, menzionando i dati della cambiale, ne pronuncia l’ammortamento e ne autorizza il pagamento dopo trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, se la cambiale sia già scaduta o sia a vista, oppure dalla data della scadenza, se questa sia successiva alla detta pubblicazione, purché non venga fatta nel frattempo opposizione dal detentore.
L’opposizione del detentore deve essere in ogni caso proposta con citazione da notificarsi al ricorrente e al trattario della cambiale per comparire davanti al tribunale del luogo di pagamento.
Durante il termine stabilito nell’art. 89, il ricorrente può esercitare tutti gli atti che tendono a conservare i suoi diritti e, trattandosi di cambiale a vista o già scaduta o che sia venuta intanto a scadere, è in facoltà di esigerne il pagamento mediante cauzione o di chiedere il deposito giudiziario della somma.
Trascorso il termine indicato nell’art. 89 senza opposizione, o rigettata la opposizione con sentenza definitiva, la cambiale smarrita non ha più alcuna efficacia. Colui che ottenne l’ammortamento può, su presentazione del decreto e di un certificato del cancelliere del tribunale comprovante la non interposta opposizione, o su presentazione della sentenza definitiva che respinge l’opposizione, esigere il pagamento e, qualora la cambiale sia in bianco o non sia ancora scaduto, un duplicato.
Sulle cambiali sia scadute sia a vista dichiarate inefficaci sono dovuti interessi nella misura indicata negli artt. 55 e 56 salvo che la somma sia stata depositata a norma dell’art. 48 per conto della persona a favore della quale ha luogo l’ammortamento o è pronunciata la sentenza.
L’ammortamento estingue ogni diritto derivante dalla cambiale ammortizzata, ma non pregiudica le eventuali ragioni del portatore verso chi ottenne l’ammortamento.
Le azioni dei giranti gli uni contro gli altri e quelle contro il traente si prescrivono in sei mesi a decorrere dal giorno in cui il girante ha pagato la cambiale o dal giorno in cui l’azione di regresso è stata promossa contro di lui.
L’azione di arricchimento si prescrive nel termine di un anno dal giorno della perdita dell’azione cambiaria.
La interruzione della prescrizione non vale che contro colui rispetto al quale è stato compiuto l’atto interruttivo.
Il pagamento della cambiale che scade in giorno festivo legale non si può chiedere che il primo giorno feriale successivo. Ugualmente tutti gli altri atti relativi alla cambiale, e in particolare la presentazione per l’accettazione e il protesto, non possono essere fatti che in giorno feriale.
Agli effetti della presente legge col termine domicilio si intende il luogo di residenza e col termine luogo di pagamento l’intero territorio del comune.
3) l’indicazione della scadenza;
5) il nome di colui al quale o all’ordine del quale deve farsi il pagamento;
6) l’indicazione della data e del luogo in cui il vaglia è emesso;
7-bis) l’indicazione del luogo e della data di nascita ovvero del codice fiscale dell’emittente.
Il titolo nel quale manchi alcuno dei requisiti indicati nell’articolo precedente non vale come vaglia cambiario, salvo nei casi previsti nei seguenti comma.
In mancanza d’indicazione speciale, il luogo di emissione del titolo si reputa luogo del pagamento ed insieme domicilio dell’emittente.
Il vaglia cambiario in cui non è indicato il luogo di emissione si considera sottoscritto nel luogo indicato accanto al nome dell’emittente.
l’azione cambiaria, il regresso per mancato pagamento ed il protesto;
i giorni festivi il computo dei termini e l’inammissibilità dei giorni di rispetto.
Sono egualmente applicabili al vaglia cambiario le disposizioni concernenti la cambiale pagabile presso un terzo o in luogo diverso da quello del domicilio del trattario, la promessa di interessi, la differenza nell’indicazione della somma, gli effetti delle firme apposte nelle circostanze previste dall’art. 7, quelli della firma di persona che agisce senza poteri o eccedendo i suoi poteri e la cambiale in bianco.
Sono egualmente applicabili al vaglia cambiario le disposizioni relative all’avallo; se l’avallo nel caso previsto dall’art. 36, ultimo comma, non indica per chi è dato, si reputa dato per l’emittente.
Sono egualmente applicabili al vaglia cambiario le disposizioni relative all’ammortamento e quelle dell’art. 99.
L’emittente è obbligato nello stesso modo dell’accettante di una cambiale.
Il vaglia cambiario pagabile a certo tempo vista deve essere presentato al visto dell’emittente nel termine fissato dall’articolo 28. Il termine dalla vista decorre dalla data del visto apposto dall’emittente sul vaglia. Il rifiuto dell’emittente di apporre il visto datato è constatato con protesto, la cui data serve a fissare l’inizio del termine dalla vista.
La validità della cambiale e del vaglia cambiario, compresi quelli a vista o a certo tempo vista, non è subordinata all’osservanza delle disposizioni della legge sul bollo. Essi tuttavia, se non siano stati regolarmente bollati originariamente, o nel tempo prescritto dalla legge, non hanno la qualità di titolo esecutivo.
La inefficacia come titolo esecutivo dev’essere rilevata e pronunciata dai giudici anche d’ufficio.
Qualora la cambiale pagabile a vista o a certo tempo vista od il vaglia cambiario pagabile a vista o a certo tempo vista portino l’indicazione di interessi, la tassa graduale di bollo è dovuta oltre che sul capitale anche sullo importo degli interessi, i quali debbono essere calcolati in base al saggio indicato sul titolo e in ragione del periodo di validità del titolo stesso nei riguardi del bollo. In nessun caso gli interessi possono essere calcolati per un periodo superiore a dieci mesi.
Le cambiali ed i vaglia cambiari anche se in bianco, emessi prima dell’entrata in vigore della presente legge, sono regolati a tutti gli effetti, anche nei riguardi del bollo, dalla legge anteriore, ancorché alcune delle obbligazioni in essi contenute siano state assunte successivamente.
Ad essi sono invece applicabili le disposizioni della presente legge che riguardano la forma e i termini del protesto e le disposizioni sull’ammortamento. Sono applicabili inoltre le disposizioni dell’art. 61.
Gli effetti degli atti, che valgono ad evitare la decadenza dell’azione cambiaria o ad interrompere la prescrizione dell’azione, e che siano stati compiuti prima dell’entrata in vigore della presente legge, sono regolati dalla legge anteriore. Se gli atti stessi sono invece compiuti dopo l’entrata in vigore della presente legge, gli effetti sono regolati dall’art. 94 per ciò che concerne la prescrizione, salvo l’osservanza della legge anteriore per quanto riguarda la decadenza.
Le disposizioni dell’art. 14 si applicano anche alle cambiali e ai vaglia cambiari rilasciati in bianco anteriormente all’entrata in vigore della presente legge.
Il termine di tre anni previsto nell’articolo 14 decorre, per i titoli suddetti, dal giorno dell’entrata in vigore della presente legge, a meno che la prescrizione decennale del diritto di riempimento si compia, secondo la legge anteriore, prima della scadenza del termine medesimo.
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