Source: https://generazioneprecaria.wordpress.com/2011/06/05/verso-i-referenda-il-legittimo-impedimento/
Timestamp: 2018-06-21 04:53:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 420', 'art. 1', 'art.1', 'art. 420', 'art. 1', 'art. 1']

Verso i referenda: il legittimo impedimento. | Generazioneprecaria
Verso i referenda: il legittimo impedimento.
Il legittimo impedimento. Il legittimo impedimento è un istituto presente nel codice di procedura penale (art. 420ter) che permette, solo in alcuni casi, all’imputato di giustificare la propria assenza durante un processo nel quale è chiamato a comparire. Nel referendum del 12 e 13 Giugno al quarto quesito ci sarà chiesto se vogliamo abrogare una parte della legge 51 del 2010, dal titolo: “Disposizioni in materia d’impedimento a comparire in udienza”, soprannominata, appunto, legge sul “legittimo impedimento”.
Che cosa succede se l’imputato non è presente in aula durante il processo? Se al momento della prima udienza l’imputato è assente per un motivo non imputabile alla sua volontà, il giudice, accertate le cause, può dichiarare la contumacia: la mancata comparizione del soggetto non pregiudica né interrompe lo svolgimento del processo che continua normalmente. L’imputato, inoltre, può essere dichiarato assente se non ha potuto partecipare per cause di forza maggiore o per un caso fortuito: tra la sua assenza e l’impossibilità sopravvenuta deve esserci un oggettivo nesso di causalità che accerterà il giudice.
Il contenuto della legge 51/2010. Questa legge, approvata dalle due camere del Parlamento, ha portato con sé forti polemiche e attriti tra gli schieramenti fin dalla sua nascita: è stata votata in tempi record tra gennaio e febbraio 2010, in appena due mesi. I suoi fondamenti sono riassumibili in alcuni punti: E’ data facoltà al presidente del Consiglio dei ministri di invocare il legittimo impedimento a comparire in un processo penale, dove sia imputato, in caso di concomitanza con una o più delle attività legate alle funzioni di Governo. La stessa garanzia può essere invocata anche dai ministri, i quali possono ricorrere a tale impedimento se il processo dovesse interferire con le loro funzioni. (art. 1 comm. 1,2). La richiesta dev’essere attivata dalla parte interessata a rinviare il processo penale, nei casi in cui ci siano gli estremi per ricorrere al legittimo impedimento per il premier o i ministri. In ogni caso non è previsto alcun potere di discrezionalità al giudice a pronunciarsi sull’effettiva legittimità dell’impedimento reclamato. Inoltre, quando la presidenza del Consiglio dei ministri attesta che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di Governo, il giudice è tenuto a rinviare il processo. Tale “impegno continuativo” è comunque limitato a un massimo di 6 mesi (art.1 comma 4). Il legittimo impedimento sarà retroattivo: si potrà applicare a tutti i processi penali in corso riguardanti i soggetti interessati.
Questioni di Costituzionalità. La Corte Costituzionale il 13 gennaio 2011 ha abrogato alcuni punti di questa legge, mantenendola comunque in vigore. In particolare la Corte fece notare che c’era un’incompatibilità con l’articolo 3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, e con l’articolo 138 che prevede che le leggi di revisione costituzionale abbiano un iter più complesso (doppia approvazione in entrambe le camere con un intervallo non inferiore a 3 mesi dalla prima consultazione). Inoltre il fatto che tale impedimento possa essere invocato in maniera unilaterale dalla parte interessata, senza che il giudice possa esprimere un giudizio sul merito dell’impedimento, lo fa sembrare davvero poco “legittimo” e molto unilaterale.
Una legge anomala? Questa legge si configura come un’anomalia tutta, tipicamente, italiana. Prima di tutto andrebbe a creare una situazione di sostanziale disparità dei cittadini davanti alla legge, ma non solo, quello che a molti analisti politici e a molti giuristi sfugge di questo “legittimo impedimento” è proprio il fondamento: tra lo svolgimento di una carica, e l’impossibilità a presentarsi davanti ad un giudice, a causa proprio di tutte le attività correlate con la carica stressa, sembra mancare un nesso logico. In realtà, a volerla vedere sotto un altro profilo, nulla vieta al titolare di rinunciare alla carica per non avere l’assillo delle mille attività che impediscono la presenza in aula. Parlando per paradossi, mi chiedo perché allora tale impedimento non può essere invocato erga omnes? Forse così si arriverebbe al paradosso che tutti sono (auto)immulni e non si potrebbe mai più celebrare un processo. Ed è probabilmente il fine ultimo del diretto interessato. In conclusione, una simile previsione normativa non trova analogie nelle altre Costituzioni europee o di altre democrazie occidentali: sembrerebbe un prodotto artigianale made in Italy a prova di contraffazione.
Il referendum del 12 e 13 giugno 2011: La legge 51/2010 è oggetto del quarto quesito referendario. Nella scheda ci verrà chiesto se intendiamo abrogare definitivamente questa legge.
Le ragioni del No. Non bisogna essere particolarmente arguti per arrivare a dedurre che il beneficiario della legge è essenzialmente riconducibile alla persona del presidente del Consiglio, coinvolto in innumerevoli procedimenti penali, e attraverso lo strumento normativo vorrebbe evitare le aule di tribunale.
Le ragioni del Si. Questa legge è già stata dichiarata parzialmente incostituzionale e non ha ragione d’esistere ancora. Crea una forte disparità dal punto di vista dei diritti e viola quei capisaldi del diritto moderno come la tripartizione del potere di Montesquieuana memoria, e l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura dal Governo, andando a creare un equilibrio instabile e poco funzionale per una democrazia già fragile come quella italiana.
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7 pensieri su “Verso i referenda: il legittimo impedimento.”
paola 6 giugno 2011 alle 19:52
voto 4 si ai referendum!convintissima di quello che faccio!votate votate votate!si-si-si-si-.odio berlusconi e bossi sono due sanguisughe!
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gabrybabelle 8 giugno 2011 alle 02:58
si.si.si.si.
stilgar82 10 giugno 2011 alle 17:20
Questo quesito è completamente inutile dopo le modifiche della corte costituzionale, infatti il legittimo impedimento esiste già ed è prerogativa di ogni cittadino.
Ogni cittadino può sollevare istanza di legittimo impedimento e portarla davanti al giudice che decide se è valido o meno.
Cosa aggiunge questa legge (dopo le modifiche della corte costituzionale)?
Semplice, dice che alcune tipologie di impegno istituzionale (consiglio dei ministri etc etc) sono da considerarsi legittimo impedimento, e poi spetta al giudice decidere se l’impegno rientra o meno nei casi previsti, a sua discrezione.
Tenete conto che se un imputato chiede il legittimo impedimento, il giudice rifiuta, l’imputato non si presenta questo è motivo di appello alla sentenza, ed è così già ora.
Inoltre la legge sul legittimo impedimento è a scadenza, scadrà fra tre mesi, ed in un anno e due mesi che è stata fatta nessuno l’ha mai usata.
generazioneprecaria Autore articolo 10 giugno 2011 alle 18:52
E no così fai disinformazione!
Premettendo che l’articolo esordisce citando l’articolo (il 420 ter) del codice di procedura penale che definisce il legittimo impedimento mi stupisce che tu non riesca a trovare la minima differenza tra un semplice cittadino che, per motivi improcrastinabili, chiede istanza di legittimo impedimento (la quale deve essere documentata, ad esempio da un medico o da un professore universitario), e quella prevista da questa legge invereconda a favore delle cariche governative (ministri e presidente del consiglio). Ma se a te questo va bene non è detto che debba esser così per gli altri. Provo a sintetizzare:
1) il quesito referendario è tutto fuorchè inutile. La Corte si è espressa, parzialmente, solo sull’art. 1 (comma 4 totalmente incostituzionale, comma 3 parzialmente, comma 1 reinterpretato).
2) È legittimo che a te non freghi nulla di quale siano le motivazioni per cui una carica del nostro Stato non si rechi a giudizio. A me interessa. Nei comma.1 e 2 art. 1, si prevede tra le motivazioni per cui può essere utilizzato il legittimo impedimentosi non solo quelle previste dalla funzione ricoperta e dalle attribuzioni di legge ma anche delle attività coessenziali preparatorie e consequenziali. Mi sembra abbastanza aleatorio come discorso..
3) Perchè dare la possibilità di rinviare l’udienza fino ad un massimo di 18 mesi (6+6+6)? Poco conta anche questo.
4) È vero la legge ha validità 18 mesi. Tralasciando il fatto che sono avvilito ed allibito da come tu, ed altre persone non riusciate a disgustarvi per un governo, un ministro della giustizia che, nel marasma generale, hanno avuto modo di farsi una legge a tempo, coprendo di ridicolo il nostro paese, dimenticandosi tutto il resto. Ormai per noi è tutto normale. Comunque ti rispondo nel merito; se il referendum passasse, e vincesse il si, e quindi il legittimo impedimento venisse abrogato questo risultato avrebbe una duplice eco; da una parte l’accento sarebbe politico, contro un certo modo di legiferare e fare politica, il secondo sarebbe un messaggio chiaro e netto in attesa di quella legge Costituzionale che dovrebbe regolamentare definitivamente la materia.
Redazione Quattrogatti 10 giugno 2011 alle 19:27
Vi segnaliamo un’altra presentazione che può aiutare a fare chiarezza:
http://quattrogatti.info/index.php?option=com_remository&Itemid=29&func=startdown&id=29
Buon lavoro e tutti a votare domenica!
Pestifero 11 giugno 2011 alle 14:56
Stilgar 82:
“Ogni cittadino può sollevare istanza di legittimo impedimento e portarla davanti al giudice che decide se è valido o meno.”
Appunto. Il problema è proprio questo: che se l’istanza di legittimo impedimento fosse presentata dal Presidente del Consiglio o da un Ministro, il giudice non potebbe far altro che accettarla senza poter decidere sul merito dell’istanza. Si configurerebbe come un atto unilaterale e come un vero e proprio scudo legale. Quindi non c’è nessuna “discrezionalità giudiziale”, al contrario di come pensavi tu.
“Inoltre la legge sul legittimo impedimento è a scadenza, scadrà fra tre mesi, ed in un anno e due mesi che è stata fatta nessuno l’ha mai usata.”
Vorrei vedere: era in corso un pronunciamento di ammissibilità costituzionale. Poi una legge non “scade”, non è mica un camoscio d’oro.
In ogni caso, voterò si anche per chi non ha capito esattamente cosa comporterà questa legge.