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Timestamp: 2019-04-22 13:10:11+00:00
Document Index: 3867684

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 640', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1219', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 151', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 2953', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 148', 'art. 1', 'art. 1']

Patto di Stabliità, Bilancio e Fiscalità - Gazzetta Amministrativa
/Patto di Stabilità, Bilancio e Fiscalità
Patto di Stabliità, Bilancio e Fiscalità
venerdì 9 giugno 2017 12:20
TARSU ed enti religiosi
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte di Cassazione Sez. V del 31.5.2017
Nel giudizio attenzionato un ente religioso ha proposto ricorso in Cassazione per denunciare, tra l'altro, la violazione e falsa applicazione degli artt. 2, comma 1 e 16, legge n. 222 del 1985, 7, legge n. 121 del 1985 e 62, comma 5, d.lgs. n. 507 del 1993, per aver il giudice di merito erroneamente ritenuto che la TARSU fossa esclusa dalle esenzioni spettati agli enti ecclesiastici a norma degli Accordi tra Stato e Chiesa. LA Quinta Sezione della SUprema Corete con sentenza del 31 maggio 2017 ha ritenuto il motivo infondato in quanto, già in altra occasione che riguardava una controversia nella quale era in discussione una pretesa esenzione dalla TARSU fondata sulle regole enunciate dall'art. 16 del Trattato lateranense, la Corte ha avuto modo di rilevare che «la "tassa sui rifiuti" - nonostante le alterne vicende che l'hanno vista passare da tributo a tariffa e da tariffa a tributo nell'evoluzione normativa che ne ha caratterizzato la disciplina dal d.P.R. n. 507 del 1993, al d.lgs. n. 22 del 1997, al d.lgs. n. 152 del 2006 e, infine, al d.l. n. 201 del 2011, art. 15 (c.d. decreto "Salva-Italia", convertito dalla legge n. 214 del 2011) - ha avuto sempre, e in particolare a partire dalla disciplina dettata con il c.d. "decreto Ronchi", una valenza specifica di corrispettivo di un servizio legato alla qualità e quantità dei rifiuti prodotti dal soggetto passivo, articolandosi in una "quota fissa", commisurata alle necessità pubbliche di erogazione del servizio, ed in una "quota variabile", commisurata ai rifiuti prodotti. Sicché è la produzione e il conferimento di rifiuti la ratio dell'imposizione e, al tempo stesso, delle relative agevolazioni» (Cass. n. 4027 del 2012). 14. Nel caso di specie non viene allegata alcuna condizione oggettiva di esclusione dell'immobile in questione dal conferimento dei rifiuti che produce, che sono costituiti dai c.d. "rifiuti cimiteriali", classificati tra i rifiuti urbani o a questi assimilati, a seconda che si tratti (caso dei rifiuti vegetali o da spazzamento) o meno di rifiuti provenienti da "esumazioni" ed "estumulazioni", dal d.P.R. n. 254 del 2003 e dal d.lgs. n. 152 del 2006. 15. L'unico elemento di giustificazione che viene addotto è costituito dalla supposta destinazione dell'immobile all'esercizio del culto: ma un precedente specifico di questa Corte che riguarda la stessa Arciconfraternita parte ricorrente nel presente giudizio, ha escluso (e il Collegio condivide) che sia possibile pensare ad una equivalenza tra edifici destinati ed aperti al culto ed immobili adibiti nel caso di specie a funzioni cimiteriali (v. Cass. n. 3711 del 2005): peraltro, come questa Corte ha già avuto modo di osservare, le norme regolamentari (e una di queste è il "Regolamento comunale di Roma n. 24 del 2003 sulla applicazione sperimentale della Tariffa per la Gestione dei Rifiuti Urbani") che escludono gli edifici di culto dal calcolo delle superfici per la determinazione della TARSU, lo fanno sempre perché ritenuti "incapaci di produrre rifiuti, per loro natura e caratteristiche e per il particolare uso cui sono adibiti", non in quanto la destinazione al culto, in assenza di specifica previsione normativa, possa di per sé giustificare l'esenzione dalla tassa (v. Cass. n. 4027 del 2012). Per approfondire scarica la sentenza.
Nel giudizio attenzionato un ente religioso ha proposto ricorso in Cassazione per denunciare, tra l'altro, la violazione e falsa applicazione degli artt. 2, comma 1 e 16, legge n. 222 del 1985, 7, legge n. 121 del 1985 e 62, comma 5, d.lgs. n. 507 del 1993, per aver il giudice di merito erroneament ... Continua a leggere
lunedì 22 maggio 2017 16:13
IRAP: l'esercizio di professioni in forma societaria costituisce "ex lege" presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte di Cassazione Sez. V del 19.5.2017
La Sesta Sezione della Corte di Cassazione con ordinanza depositata in data 19 maggio 2017 ha richiamato i principi affermati di recente dalle Sezioni Unite con sentenza n.7371/0216 secondo cui «l'esercizio di professioni in forma societaria costituisce "ex lege" presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive, senza che occorra accertare in concreto la sussistenza di un'autonoma organizzazione, questa essendo implicita nella forma di esercizio dell'attività». Per approfondire vai alla sentenza.
La Sesta Sezione della Corte di Cassazione con ordinanza depositata in data 19 maggio 2017 ha richiamato i principi affermati di recente dalle Sezioni Unite con sentenza n.7371/0216 secondo cui «l'esercizio di professioni in forma societaria costituisce "ex lege" presupposto dell'imposta regionale ... Continua a leggere
lunedì 22 maggio 2017 15:58
Bilancio comunale: il reato di falso
"Il bilancio di un ente pubblico territoriale, quale è un Comune, sia un atto pubblico (così espressamente Sez. 5, n. 2091 del 26/09/1995, Savino, Rv. 202656) perché promana dal consiglio comunale ed è un atto anche a valenza esterna e, per quanto attiene al bilancio consuntivo (nel caso di specie di questo si tratta), illustra quali siano state le spese sostenute e gli introiti realizzati, finendo per rappresentare non il mero risultato economico dell'ente nell'anno precedente ma anche l'illustrazione degli scopi amministrativi e politici perseguiti dall'amministrazione. In quanto documento rappresentativo di dati è del tutto evidente che possa essere oggetto di falsificazione sia materiale, sia ideologica. Nel caso di specie l'avere appostato la somma ricevuta dalla Cassa depositi e prestiti come entrata extratributaria e, quindi, come ricavo, piuttosto che come prestito, qual'era, costituisce un'ipotesi di falsità ideologica, in quanto si occulta il fatto che la somma pervenuta dovrà essere restituita, modificando così il risultato economico dell'ente. Il bilancio consuntivo dell'ente comunale perviene alla sua definitiva approvazione da parte del consiglio ad esito di una procedura che è disciplinata nel Testo unico degli enti locali, agli artt. 227 e seguenti, ed è evidente che il procedimento comporta una serie di atti interni che possono a loro volta essere il frutto di un falso, materiale o ideologico. Questa Corte ha già più volte confermato la rilevanza dei falsi che attengono agli atti interni di un procedimento amministrativo (Sez. 5, n. 9368 del 19/11/2013, Budetta, Rv. 258952; Sez. 5, n. 4322 del 06/11/2012, Camera, Rv. 254388), ricordando che, ai fini della configurazione del reato di falso ideologico in atto pubblico, costituisce atto pubblico non solo l'atto destinato ad assolvere una funzione attestativa o probatoria esterna, con riflessi diretti ed immediati nei rapporti tra privati e P.A., ma anche gli atti cosiddetti interni cioè sia quelli destinati ad inserirsi nel procedimento amministrativo, offrendo un contributo di conoscenza o di valutazione, sia quelli che si collocano nel contesto di una complessa sequela procedimentale - conforme o meno allo schema tipico - ponendosi come necessario presupposto di momenti procedurali successivi..." Per continuare la lettura vai alla sentenza.
"Il bilancio di un ente pubblico territoriale, quale è un Comune, sia un atto pubblico (così espressamente Sez. 5, n. 2091 del 26/09/1995, Savino, Rv. 202656) perché promana dal consiglio comunale ed è un atto anche a valenza esterna e, per quanto attiene al bilancio consuntivo (nel caso di specie ... Continua a leggere
lunedì 22 maggio 2017 13:54
Danno erariale: il dies a quo di decorrenza del termine di prescrizione
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti sez. giurisdizionale per la Regione Veneto del 15.5.2017
Nella sentenza depositata in data 15 maggio 2017, la corte dei conti vento ha esaminato l’eccezione di prescrizione rilevando che nel caso di specie il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni, decorrenti “in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta” (art. 1, comma 2, della l. 20/94). "Come condivisibilmente sostenuto in udienza dal P.M., nella vicenda di cui è causa è ravvisabile un’attività fraudolenta diretta ad occultare il danno. In tale ipotesi, dunque, il termine della prescrizione non decorre (come sostenuto dalla difesa del convenuto) dal “momento in cui i contributi sono stati erogati” ma dalla conoscenza della condotta illecita da parte dell'Amministrazione, poiché dai singoli momenti in cui venivano erogati i finanziamenti pubblici nulla poteva emergere in presenza degli artifizi e dei raggiri che contribuivano alla realizzazione della truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche (art. 640 bis, c.p.) Ne deriva che il “dies a quo” di decorrenza della prescrizione va individuato nel momento in cui il danno stesso viene delineato in tutte le sue componenti e, dunque, nella data del rinvio a giudizio in sede penale, come correttamente rilevato dal P.M. (I Sez. Giurisd. d’Appello della Corte dei conti, sentenza n. 264 del 2012, SS.RR., sentenza 25.10.1996, n. 63; Sezione I app., 5.2.2008, n. 64; id., 4.12.2007, n. 497; id., 11.7.2007, n. 194; id., 16.4.2007, n. 94; id., 8.3.2007, n. 45; id., 18.3.2003, n. 103; Sezione II app., 7.6.2004, n. 184)". Per approfondire vai alla sentenza.
Nella sentenza depositata in data 15 maggio 2017, la corte dei conti vento ha esaminato l’eccezione di prescrizione rilevando che nel caso di specie il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni, decorrenti “in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta” (art. 1, ... Continua a leggere
lunedì 22 maggio 2017 13:43
Il danno all'immagine della P.A.: i nuovi presupposti per l'azione erariale
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti ddella sentenza della Corte dei Conti sez. giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna del 15.5.2017
Per quanto riguarda la voce “danno all’immagine”, la Corte dei Conti sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna nella sentenza del 15 maggio 2017 ha richiamato un proprio recente orientamento di cui alla sentenza n°73/2017 del 24/03/2017, secondo il quale, con l’entrata in vigore del D.L.vo n. 174/2016 (c.d. "nuovo codice della giustizia contabile"), sono stati ridefiniti i presupposti dell’azione del danno all’immagine della pubblica amministrazione. Infatti l'art. 4 all. 3 del D.L.vo n. 174/2016 espressamente abroga, alla lett. g), l'art. 7, legge n. 97/2001, e, alla lett. h), il primo periodo dell’art. 17, comma 30 ter, D.L. n. 78/2009, conv. in legge n. 102/2009. L'immediata conseguenza sull’assetto normativo in esame è lo svuotamento del richiamo alle fattispecie penali che, in base all'art. 17, comma 30 ter, D.L. 78/2009, consentivano alla Procura l'apertura delle indagini per danno all'immagine. Pertanto, le uniche norme attualmente in vigore, relativamente al danno all’immagine, sono contenute nell’art. 1, comma 1 sexies, legge n. 20/1994, introdotto dalla legge n. 190/2012 in tema di misure anticorruzione, che indica un criterio quantificativo del danno medesimo; l’art. 51, comma 6, del D.L.vo n. 174/2016, che statuisce: “La nullità per violazione delle norme sui presupposti di proponibilità dell’azione per danno call’immagine è rilevabile anche d’ufficio”. Per questo motivo l’unica fonte normativa da cui si possono trarre indicazioni per disciplinare l’azione erariale per il danno all’immagine resta il menzionato art. 1, comma 1 sexies, legge n. 20/1994, introdotto dalla legge n. 190/2012 che, pur fornendo all’interprete un criterio di quantificazione della tipologia di danno in parola, in realtà statuisce due importanti e basilari condizioni imperative per la perseguibilità e la condanna dei dipendenti pubblici per il danno all’immagine, che si pongono come vere e proprie condizioni per l’azione contabile. La norma, infatti, fa espresso riferimento al danno all’immagine come “…derivante dalla commissione di un reato contro la stessa pubblica amministrazione accertato con sentenza passata in giudicato”. Quindi le condizioni, cumulative e non alternative, sono le seguenti: 1) si deve trattare di un reato contro la pubblica amministrazione; 2) tale reato deve essere accertato con sentenza del giudice ordinario penale passata in giudicato". Per approfondire vai alla sentenza.
Per quanto riguarda la voce “danno all’immagine”, la Corte dei Conti sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna nella sentenza del 15 maggio 2017 ha richiamato un proprio recente orientamento di cui alla sentenza n°73/2017 del 24/03/2017, secondo il quale, con l’entrata in vigore del D ... Continua a leggere
lunedì 22 maggio 2017 12:29
L'atto di costituzione in mora non richiede l'uso di formule solenni né l'osservanza di particolari adempimenti
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti sez. giurisdizionale per la Regione Lombardia del 16.5.2017
La Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia nella sentenza depositata in data 16 maggio 2017 ha richiamato l'orientamento della Corte dei conti e del Giudice di legittimità (vedi Cass. n. 10926/2005, n. 10270/2006, n.2481/2007) in ragione del quale l'atto di costituzione in mora di cui all'art. 1219 c.c. non è soggetto a rigore di forme, all'infuori della scrittura, e quindi non richiede l'uso di formule solenni né l'osservanza di particolari adempimenti, essendo sufficiente che il creditore manifesti chiaramente, con un qualsiasi scritto diretto al debitore e portato comunque a sua conoscenza, la volontà di ottenere il soddisfacimento del proprio diritto. Per approfondire vai alla sentenza.
La Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia nella sentenza depositata in data 16 maggio 2017 ha richiamato l'orientamento della Corte dei conti e del Giudice di legittimità (vedi Cass. n. 10926/2005, n. 10270/2006, n.2481/2007) in ragione del quale l'atto di costituzione in ... Continua a leggere
lunedì 22 maggio 2017 12:19
Danno erariale: la specifica e concreta notizia di danno che da impulso all'azione della Corte dei Conti
segnalazione della sentenza della Corte dei Conti Sez. giurisdizionale per la Regione lazio del 17.5.2017
Nella sentenza depositata in data 17.5.2017 la Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio ha rigettato l’eccezione di nullità per omessa indicazione in citazione della fonte della notizia di danno e per inesistenza di notizia di danno specifica e concreta rilevando in primis che la mancata menzione della notizia di danno nell’atto di citazione non comporta alcuna invalidità di quest’ultima, meno che meno la sua nullità, in quanto non espressamente comminata dalla legge, e in quanto ad essa non può comunque essere ricollegata alcuna lesione del diritto alla difesa del convenuto. In secondo luogo, la Corte ha ritenuto infondata la censura anche rispetto al profilo della presunta mancanza di una notizia specifica e concreta di danno a impulso dell’istruttoria. Si legge espressamente "Va premesso molto brevemente, essendovi in materia principi consolidati (Corte dei conti, SS.RR,Sentenza n. 12/2011/QM, che ha precisato il significato da attribuirsi ai termini “notizia concretata e specifica di danno”), che “l’aggettivo specifica è da intendersi come informazione che abbia una sua peculiarità e individualità e che non sia riferibile ad una pluralità indifferenziata di fatti, tale da non apparire generica, bensì ragionevolmente circostanziata; l’aggettivo concretaè da intendersi come obiettivamente attinente alla realtà e non a mere ipotesi o supposizioni”. Dunque, integrano tali requisiti “uno o più fatti, ragionevolmente individuati nei loro tratti essenziali e non meramente ipotetici, con verosimile pregiudizio per gli interessi finanziari pubblici, onde evitare che l’indagine del PM contabile sia assolutamente libera nel suo oggetto, assurgendo ad un non consentito controllo generalizzato”; specificatamente, “sono idonei ad integrare gli estremi di una “specifica e concreta notizia di danno”: a) l’esposto anonimo, se riveste i caratteri di specificità e concretezza innanzi precisati; b) i fatti conosciuti nel corso della fase dell’invito a dedurre, anche per soggetti diversi dall’invitato, nei medesimi termini…”. Nella fattispecie, l’istruttoria è stata azionata a seguito dell’esposto anonimo depositato agli atti, che, alla luce dei suddetti criteri, contiene in sé elementi sufficientemente definitori del fatto che la Procura ha ritenuto fonte di possibile danno erariale: si tratta della denunzia di un sistema di affidamento a favore di determinati soggetti, al quale è allegato un elenco di delibere dirigenziali, identificate con gli estremi, che si riferisce abbiano per specifico contenuto affidamento di incarichi oltre i limiti di legge e con spreco di danaro pubblico derivante dalla mancata effettuazione di gara. Il contenuto dell’esposto costituisce il nucleo dell’imputazione mossa nel presente giudizio, oltre che in altri separati giudizi - atteso che l’istruttoria ha avuto diversi stralci. Sussiste, dunque, una notizia di danno sufficientemente specifica e concreta". Per approfondire scarica ala sentenza.
Nella sentenza depositata in data 17.5.2017 la Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio ha rigettato l’eccezione di nullità per omessa indicazione in citazione della fonte della notizia di danno e per inesistenza di notizia di danno specifica e concreta rilevando in primis che ... Continua a leggere
domenica 21 maggio 2017 09:35
TARSU e TIA: l'efficacia delle delibere e dei regolamenti comunali che stabiliscono le tariffe
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte di Cassazione Sez. V del 11.5.2017
Le regole contenute nello Statuto dei diritti del contribuente valgono anche per delibere e regolamenti comunali che non possono avere efficacia retroattiva se non nei limiti stabiliti da norme di legge. Pertanto le tariffe deliberate per Tarsu o Tia oltre il termine stabilito dalla legge possono essere applicate solo dall'anno successivo alla loro approvazione. Ciò in quanto l'applicazione retroattiva si pone in contrasto con l'articolo 3 della legge 212/2000, che stabilisce che le disposizioni tributarie non possono avere effetto retroattivo e che, relativamente ai tributi periodici, le modifiche si applicano solo dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle norme che le prevedono. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione Sezione V nella sentenza depositata in data 11.5.2017 nella quale si precisa altresì "come l'articolo 1, comma 169, della Finanziaria 2007 (legge 296/2006) prevede che "Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio, purche' entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 10 gennaio dell'anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno." L'art. 151, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ( Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali ) prevede che gli enti locali deliberano entro il 31 dicembre il bilancio di previsione per l'anno successivo. L'art. 1 del decreto legge 30 dicembre 2004 n. 314, convertito dalla legge 1° marzo 2005 n. 26, ha prorogato il termine per l'approvazione del bilancio di previsione 2005 al 31 marzo 2005. L'art. 1 del decreto legge del 31 marzo 2005 n. 44, convertito dalla legge 31 maggio 2005 n. 88, ha prorogato il termine per l'approvazione del bilancio di previsione 2005 al 31 maggio 2005. Con Circolare n. 23/2005 del Ministero dell'interno è stato stabilito che " Nel caso in cui i Consigli degli enti locali non abbiano approvato il bilancio entro il 31 maggio 2005 e qualora gli statuti degli enti locali non abbiano previsto l'organo deputato a intervenire in via sostitutiva, le prefetture competenti dovranno provvedere: a) ad assegnare al consiglio, con atto notificato ai consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per l'adozione della relativa deliberazione, nel caso in cui lo schema di bilancio sia stato già predisposto dalla giunta; b) a nominare un commissario per la predisposizione dell'atto e quindi assegnare al Consiglio un termine per la sua deliberazione, nell'ipotesi di mancata predisposizione dello schema di bilancio da parte della giunta." Ora, nel caso che occupa risulta che il comune ha approvato il bilancio di previsione in data 21 giugno 2005 ( ovvero il 12 giugno 2005, come emerge dal testo della delibera ), dunque oltre il termine del 31 maggio stabilito dal decreto legge del 31 marzo 2005 n. 44, convertito dalla legge 31 maggio 2005 n. 88. Ciò posto, va considerato che, a norma dell'articolo 1, comma 169, della legge 296/2006, gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione e che, in caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno. Ne deriva che non possono trovare applicazione per l'anno 2005 le tariffe approvate con deliberazione della giunta comunale del 16 giugno 2005 numero 4p, e ciò in quanto tale delibera è stata adottata oltre il termine fissato dalla legge per la deliberazione del bilancio di previsione.". Per continuare la lettera vai alla sentenza.
Le regole contenute nello Statuto dei diritti del contribuente valgono anche per delibere e regolamenti comunali che non possono avere efficacia retroattiva se non nei limiti stabiliti da norme di legge. Pertanto le tariffe deliberate per Tarsu o Tia oltre il termine stabilito dalla legge possono ... Continua a leggere
domenica 21 maggio 2017 08:17
Imposta comunale sulla pubblicità: anche le indicazioni stradali e i segnali turistici sono insegne tassabili
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti dell'ordinanza della Corte di Cassazione Sez. VI del 17.5.2017
"Le indicazioni stradali e i segnali turistici e di territorio che forniscono agli utenti informazioni necessarie o utili per la guida e la individuazione di località, itinerari, servizi e impianti, svolgono per la loro sostanziale natura di insegne, anche una funzione pubblicitaria tassabile" ai sensi dell'art. 5 d.lgs. n. 507/93. È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione sezione VI nell'ordinanza pubblicata in data 17 maggio 2017 in virtù del quale è stato ritenuto che anche l'informazione informazioni "domenica aperto" di un centro commerciale ovvero indicazioni sulle attività svolte all'interno dello stesso esposte in un contesto di esercizio d'attività commerciale, e, quand'anche non direttamente volte a promuovere l'immagine o i prodotti dell'impresa interessata potrebbero, tuttavia, rivelarsi utili o necessarie ad un più proficuo svolgimento dell'attività d'impresa. Tale ultimo accertamento è importante in quanto ai sensi dell'art. 2 comma 1 lett a) del d.lgs. n. 145/07 per pubblicità deve intendersi "qualsiasi forma di messaggio che è diffuso, in qualsiasi modo, nell'esercizio di un'attività commerciale, industriale, artigianale o professionale allo scopo di promuovere il trasferimento di beni mobili o immobili, la prestazione di opere o di servizi oppure la costituzione o il trasferimento di diritti ed obblighi su di essi", mentre secondo l'art. 5 comma 2 del d.lgs. n. 507/93 "Ai fini dell'imposizione si considerano rilevanti i messaggi diffusi nell'esercizio di una attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l'immagine del soggetto pubblicizzato". Sulla base di quanto sopra esposto la Corte ha annullato la sentenza che dava ragione al contribuente e rinviato la causa nuovamente alla sezione regionale, in diversa composizione, affinché riesami il merito della controversia per verificare se i segnali e le indicazioni, per la loro struttura, ubicazione e dimensione possano effettivamente ritenersi strumentali al miglior esercizio dell'attività economica interessata. Vai al testo integrale della sentenza
"Le indicazioni stradali e i segnali turistici e di territorio che forniscono agli utenti informazioni necessarie o utili per la guida e la individuazione di località, itinerari, servizi e impianti, svolgono per la loro sostanziale natura di insegne, anche una funzione pubblicitaria tassabile" ai s ... Continua a leggere
martedì 9 maggio 2017 10:45
Anche il privato risponde di danno erariale se si appropria di finanziamenti pubblici
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna del 5.5.2017
Si segnala la sentenza della Corte dei conti sezione giurisdizionale per la regione Emilia Romagna sentenza n. 97 del 5.5.2017 con la quale i giudizi contabili hanno affermato che "anche il soggetto privato destinatario di fondi pubblici, del quale si prospetti una condotta di dolosa appropriazione dei finanziamenti, è sottoposto alla responsabilità per danno erariale e alla giurisdizione della Corte dei conti, atteso che il beneficiario dell'erogazione concorre alla realizzazione del programma della P.A. – nella specie inteso a favorire iniziative imprenditoriali nel settore dell’agricoltura –, instaurando con questa un rapporto di servizio (Cass. n. 3310/2014)." Relativamente alla prescrizione, nella sentenza si afferma che "l’occultamento doloso richiesto dalla norma, per produrre effetti sospensivi della prescrizione, deve concretizzarsi in una condotta ingannatrice e fraudolenta, diretta intenzionalmente ad occultare l’esistenza di un danno erariale. Detta condotta deve essere, inoltre, idonea ad ingenerare una situazione obiettiva che precluda al creditore stesso la possibilità di fare valere il proprio diritto, tale cioè da comportare per l’amministrazione erogatrice un impedimento non sormontabile con gli ordinari controlli (Corte conti, Sez. giur. Liguria n. 146/2013; Cass. n. 9113/2007)". Per approfondire vai alla sentenza.
Si segnala la sentenza della Corte dei conti sezione giurisdizionale per la regione Emilia Romagna sentenza n. 97 del 5.5.2017 con la quale i giudizi contabili hanno affermato che "anche il soggetto privato destinatario di fondi pubblici, del quale si prospetti una condotta di dolosa appropriazione ... Continua a leggere
domenica 7 maggio 2017 07:20
Enti Locali: in Gazzetta Ufficiale i modelli di certificato di rendiconto della gestione che vanno trasmessi entro il 31 maggio
segnalazione del decreto del Ministero dell'Interno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5.5.2017
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2017 è stato pubblicato il DECRETO 26 aprile 2017 del Ministero Dell'interno recante "Certificazioni del rendiconto al bilancio 2016 delle amministrazioni provinciali, delle citta' metropolitane, dei comuni, delle comunita' montane e delle unioni di comuni". Per approfondire scarica il decreto.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2017 è stato pubblicato il DECRETO 26 aprile 2017 del Ministero Dell'interno recante "Certificazioni del rendiconto al bilancio 2016 delle amministrazioni provinciali, delle citta' metropolitane, dei comuni, delle comunita' montane e delle unioni di comu ... Continua a leggere
domenica 7 maggio 2017 07:12
Enti Locali sciolti: l'anticipazione di cassa per il pagamento delle retribuzioni, delle rate dei mutui e prestiti obbligazionari nonché per l'espletamento dei servizi locali
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2017 il DECRETO 24 aprile 2017 del Ministero dell'interno recante "Anticipazione di cassa da destinare agli enti locali sciolti ai sensi dell'articolo 143 del TUOEL". Per approfondire vai al decreto.
sabato 6 maggio 2017 07:12
Cartella di pagamento: sì all'impugnazione se per l'invalidità della notifica il contribuente ne sia venuto a conoscenza solo con l'estratto di ruolo rilasciato dal concessionario
segnalazione del Prof. Avv. ENrico Michetti dell'ordinanza della Corte di Cassazione Sez. VI del 4.5.2017
La Sesta Sezione della Corte di Cassazione nell'ordinanza del 4 maggio 2017 ha richiamato il principio espresso nella sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte SU n. 19704 del 02/10/2015 secondo cui "Il contribuente può impugnare la cartella di pagamento della quale - a causa dell'invalidità della relativa notifica - sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione; a ciò non osta l'ultima parte del comma 3 dell'art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, in quanto una lettura costituzionalmente orientata impone di ritenere che l'impugnabilità dell'atto precedente non notificato unitamente all'atto successivo notificato - impugnabilità prevista da tale norna - non costituisca l'unica possibilità di far valere l'invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza e quindi non escluda la possibilità di far valere l'invalidità stessa anche prima, giacché l'esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale non può essere compresso, ritardato, reso più difficile o gravoso, ove non ricorra la stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo, rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione." ....."La scadenza del termine - pacificamente perentorio - per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5, del d.lgs. n. 46 del 1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la cd. "conversione" del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale, secondo l'art. 3, commi 9 e 10, della 1. n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2953 c.c.. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l'avviso di addebito dell'INPS, che, dall'i gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (art. 30 del d.l. n. 78 del 2010, conv., con modif., dalla 1 n. 122 del 2010)" (Cass SU n. 23397 del 17/11/2016). Per approfondire scarica il testo integrale della sentenza.
La Sesta Sezione della Corte di Cassazione nell'ordinanza del 4 maggio 2017 ha richiamato il principio espresso nella sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte SU n. 19704 del 02/10/2015 secondo cui "Il contribuente può impugnare la cartella di pagamento della quale - a causa dell'invalidità del ... Continua a leggere
giovedì 4 maggio 2017 12:12
Unioni di comuni e comunità montane: il Modello per la comunicazione dei dati dei servizi gestiti in forma associata
segnalazione del comunicato del Ministero dell'Interno Finanza locale del 3.5.2015
Con decreto del Ministero dell’interno del 26 aprile 2017 è stato approvato il modello relativo alla comunicazione dei dati da parte delle unioni di comuni e delle comunità montane per l’attribuzione dei contributi erariali connessi ai servizi gestiti in forma associata nell’anno 2017. La presentazione della certificazione non è obbligatoria per gli enti locali non interessati e, pertanto, non deve essere trasmessa se negativa. Restano, comunque, esclusi dalla trasmissione del modello le unioni di comuni e le comunità montane facenti parte delle regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige nonché quelle appartenenti alle province autonome di Trento e Bolzano. La trasmissione del certificato, da quest’anno, avverrà esclusivamente in modalità telematica. Tale modalità risponde, infatti, alle disposizioni in materia di dematerializzazione delle procedure amministrative della Pubblica Amministrazione che prevedono, tra l’altro, la digitalizzazione dei documenti, l’informatizzazione dei processi di acquisizione degli atti e la semplificazione dei medesimi processi di acquisizione. La richiesta da parte degli enti interessati dovrà essere formulata al Ministero dell’interno-Direzione Centrale della Finanza Locale, tramite il Sistema Certificazioni Enti Locali (AREA CERTIFICATI TBEL, altri certificati), accessibile dal sito internet della stessa Direzione. In prossimità dei termini di presentazione della certificazioni in esame, saranno diramate le istruzioni necessarie per l’inoltro del modello. Per maggiori informazioni scarica il decreto.
Con decreto del Ministero dell’interno del 26 aprile 2017 è stato approvato il modello relativo alla comunicazione dei dati da parte delle unioni di comuni e delle comunità montane per l’attribuzione dei contributi erariali connessi ai servizi gestiti in forma associata nell’anno 2017. La presenta ... Continua a leggere
giovedì 4 maggio 2017 12:05
Comuni: estinzione anticipata mutui e prestiti obbligazionari
segnalazione del comunicato del ministero dell'Interno finanza locale del 2 maggio 2017
Con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanzedel 14 marzo 2017 sono stati approvati i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste da parte dei comuni interessati per l’assegnazione del fondo destinato a sostenere i costi per l’estinzione anticipata, totale o parziale, di mutui e prestiti obbligazionari effettuate nell’anno 2017 e 2018. A seguito della presentazione delle istanze (modello A) entro il termine stabilito del 31 marzo 2017 relative alla comunicazione provvisoria degli indennizzi per le estinzioni anticipate, totali o parziali, di mutui e prestiti obbligazionari dell’anno 2017, è stato elaborato il riparto provvisorio del relativo fondo. Gli importi sono allegati al decreto del Direttore centrale della finanza locale del 2 maggio 2017 Per maggiori informazioni vai al comunicato.
Con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanzedel 14 marzo 2017 sono stati approvati i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste da parte dei comuni interessati per l’assegnazione del fondo destinato a sostenere i costi per l’estin ... Continua a leggere
giovedì 4 maggio 2017 11:42
Questionari SOSE: on line l'elenco degli Enti inadempienti alla compilazione
segnalazione del comunicato del Ministero dell'Interno Finanza locale del 2.5.2017
È scaduto il termine per la restituzione, in via telematica, del Questionario unico per i comuni, le unioni di comuni e le comunità montane delle regioni a statuto ordinario, di cui all'art. 5, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216, predisposto da Sose s.p.a. L’inadempimento comporta, ai sensi del citato art. 5, “.. la sospensione, sino all'adempimento dell'obbligo di invio delle informazioni, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati all'Ente locale e la pubblicazione dell'ente inadempiente nel sito internet del Ministero dell'interno.. “. Posto quanto sopra il ministero dell'Interno, dipartimento per gli affari interni e territoriali ha provveduto, pertanto, alla pubblicazione dell’elenco dei comuni inadempienti, alla data del 20 aprile 2017, come trasmesso dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, avvertendo che, in base all’accordo sancito nella seduta della Conferenza Stato-città ed autonomie locali del 27 settembre 2016, l’aggiornamento degli enti inadempienti viene comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze il giorno 20 di ogni mese e successivamente pubblicato sul presente sito.
È scaduto il termine per la restituzione, in via telematica, del Questionario unico per i comuni, le unioni di comuni e le comunità montane delle regioni a statuto ordinario, di cui all'art. 5, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216, predisposto da Sose s.p.a. L’inad ... Continua a leggere
lunedì 1 maggio 2017 11:57
IMU e TASI: l'aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati gruppo catastale D
segnalazione del decreto del MEF pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017 il decreto 14 aprile 2017 del Ministero dell'Economia e delle Finanze recante "Aggiornamento dei coefficienti IMU e TASI, per l'anno 2017, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D". Per approfondire vai al decreto.
lunedì 1 maggio 2017 11:54
Corte dei Conti: le linee guida per il referto annuale del Sindaco e del Presidente delle Province
segnalazione della delibera della Corte dei Conti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017 - Supplemento Ordinario n. 21 la DELIBERA 30 marzo 2017 della Corte dei Conti recante "Linee guida per il referto annuale del Sindaco per i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, del Sindaco delle Citta' metropolitane e del Presidente delle Province sul funzionamento dei controlli interni (art. 148 TUEL) per l'esercizio 2016. (Delibera n. 5/SEZAUT/2017/INPR)". Per approfondire scarica il testo integrale del provvedimento.
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017 - Supplemento Ordinario n. 21 la DELIBERA 30 marzo 2017 della Corte dei Conti recante "Linee guida per il referto annuale del Sindaco per i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, del Sindaco delle Citta' metropolitane e ... Continua a leggere
lunedì 1 maggio 2017 11:50
Revisori degli Enti Locali: in Gazzetta Ufficiale le linee guida della Corte dei Conti con il questionario
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017 - Supplemento Ordinario n. 21 la DELIBERA 30 marzo 2017 della Corte dei Conti recante "Linee guida e relativo questionario per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali per l'attuazione dell'articolo 1, commi 166 e seguenti della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Rendiconto della gestione 2016. (Delibera n. 6/SEZAUT/2017/INPR). Per approfondire scarica il testo integrale del provvedimento.
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017 - Supplemento Ordinario n. 21 la DELIBERA 30 marzo 2017 della Corte dei Conti recante "Linee guida e relativo questionario per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali per l'attuazione dell'articolo 1, commi 166 ... Continua a leggere
lunedì 1 maggio 2017 11:47
Rendiconti Regionali: le Linee Guida della Corte dei Conti per le relazioni dei revisori dei conti delle Regioni
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017 - Supplemento Ordinario n. 21 la DELIBERA 30 marzo 2017 della Corte Dei Conti recante "Linee guida per le relazioni dei collegi dei revisori dei conti delle Regioni sui rendiconti regionali per l'esercizio 2016, secondo le procedure di cui all'art. 1, comma 166 e seguenti, legge 23 dicembre 2005, n. 266, richiamato dall'art. 1, comma 3, decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213. (Delibera n. 8/SEZAUT/2017/INPR)". Per approfondire scarica il testo integrale del provvedimento.
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28.4.2017 - Supplemento Ordinario n. 21 la DELIBERA 30 marzo 2017 della Corte Dei Conti recante "Linee guida per le relazioni dei collegi dei revisori dei conti delle Regioni sui rendiconti regionali per l'esercizio 2016, secondo le procedure d ... Continua a leggere
martedì 25 aprile 2017 08:14
Enti territoriali e zone colpite dal sisma: in Gazzetta Ufficiale il decreto legge con le misure urgenti in materia finanziaria
segnalazione del decreto legge n. 50/2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24.4.2017
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24.4.2017 - Suppl. Ordinario n. 20 il DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017, n. 50 recante "Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo." note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/04/2017 Vai al testo
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24.4.2017 - Suppl. Ordinario n. 20 il DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017, n. 50 recante "Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per ... Continua a leggere
domenica 23 aprile 2017 13:49
Enti in dissesto: fissati i rapporti medi dipendenti-popolazione per il triennio 2019-2017
segnalazione del decreto del Ministero dell'Interno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 22.4.2017
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 22.4.2017 il DECRETO 10 aprile 2017 del Ministero Dell'interno recante "Individuazione dei rapporti medi dipendenti-popolazione validi per gli enti in condizioni di dissesto, per il triennio 2017-2019." Per approfondire scarica il decreto.
LA SPENDING REVIEW NEL REGNO UNITO: UN CASO DA APPROFONDIRE. IL TAGLIO DEI TRASFERIMENTI AGLI ENTI LOCALI E LA RISPOSTA DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI
dell’Avv. Anna Mariagrazia Crescenzi
IL NUOVO TRIBUTO “RES”. EVOLUZIONE E TRASFORMAZIONE DELLA TASSAZIONE LOCALE SUI RIFIUTI E RELATIVA IMPOSTA SUI SERVIZI INDIVISIBILI.
del Prof. Dr. Stefano Olivieri Pennesi
L’OBBLIGO DELLA MEDIAZIONE COME ATTO PROPEDEUTICO AL CONTENZIOSO TRIBUTARIO
del Dott. Stefano Renzini
EFFETTI SUGLI ENTI LOCALI DELL’AUMENTO DELL’ALIQUOTA IVA ORDINARIA DAL 20% AL 21% EX LEGE 14/09/2011, N. 148 (G.U. 16/09/2011, N. 216)
del Dr.Michele Scognamiglio e Dr.Claudio Miglio
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 17.6.2011 ATTRIBUZIONE AI COMUNI DELLE REGIONI A STATUTO ORDINARIO DELLA COMPARTECIPAZIONE AL GETTITO DELL'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO PER L'ANNO 2011
del Dott. Michele Scognamiglio
FOCUS SUL DECRETO MILLEPROROGHE
IL FEDERALISMO DEMANIALE DECLINATO IN GESTIONE ATTIVA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE E CONSEGUENTI RICADUTE FINANZIARIE E SOCIALI
del Dott. Stefano Olivieri Pennesi
RUOLO E FUNZIONI DEL CONSIGLIO TRIBUTARIO
PATTO DI STABILITÀ INTERNO 2011-2013. ART. 1 COMMA 87 E SS. DELLA LEGGE 220/2010 – LEGGE DI STABILITÀ ANNO 2011 - MODALITÀ DI CALCOLO DEGLI OBIETTIVI INERENTI IL PATTO DI STABILITÀ INTERNO 2011-2013 – MEF – PRECISAZIONI IN ORDINE ALLE MODALITÀ DI CALCOLO DEI SALDI.
APPLICABILITÀ DELLA RIDUZIONE DEL 10% ANCHE AI COMPENSI DEI COMPONENTI DEL COLLEGIO DEI REVISORI. CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA - DELIBERA N. 13/2011/PAR.