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Timestamp: 2019-11-22 06:17:26+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 171', 'art. 171', 'art. 174', 'art. 71', 'art. 71']

Software pirata: accertamento dellla copia illecita - Tribunale - sentenza n. 145/05 del 31/03/2005
Software pirata: accertamento dellla copia illecita
sentenza 145/05 del 31/03/2005
Non e' possibile stabilire il reato di detenzione di software abusivo, semplicemnte dal possesso di cd non provvisti di etichette attestanti l'originalità (SIAE ..etc).
Occorrerebbe risalire alla prima produzione del cd, alla successiva vendita e all' accertamento che il possessore finale del cd era a conoscenza dell'illegittimita' del prodotto.
Ha di conseguenza contestato al titolare della ditta il reato di cui all’art. 171-bis comma 1 Legge 18 agosto 2000, n. 248 che punisce “Chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana degli autori ed editori”, ritenendo che gli accertamenti svolti costituissero prova sufficiente di una acquisizione di un uso illecito del software.
Preliminarmente si rileva che non appare corretta l’interpretazione secondo cui basta che un programma sia in uso presso un professionista o una ditta per realizzare il richiesto “scopo imprenditoriale”. Questa interpretazione è senza dubbio superficiale perché lo scopo imprenditoriale non è costituto dall’uso del programma da parte di un imprenditore (interpretazione assurda che non consentirebbe di ritenere illegittimo lo stesso comportamento posto in essere da una associazione ONLUS!), ma, come reso chiaro dall’art. 171-ter, comma 2, legge 18 agosto 2000, n. 248, si riferisce alla condotta di chi commette il fatto “esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d'autore”. Quindi l’illecito configurabile è semmai quello di cui all’art. 174-ter (basti pensare, solo in base al buon senso, che non vi può essere differenza di sanzione se un avvocato usa un programma di scrittura copiato a casa sua piuttosto che nel suo ufficio senza dipendenti!).
- facendo sì che il programma non funzioni se l’acquirente non si collega con il produttore per ricevere un codice che attiva il programma; ma è evidente che nulla può obbligare l’acquirente a rivelare la propria identità;
- facendo credere all’acquirente che egli ha degli obblighi contrattuali nati con l’acquisto del programma, anche se effettuato sugli scafali di un self-service.
Chi va in un negozio e acquista una scatola con dentro un programma acquista incondizionatamente e senza limitazioni perché in quel momento egli non conosce quanto sta scritto (magari in inglese) all'interno della scatola. Dice giustamente il Codice Civile che le condizioni generali del contratto sono opponibili all’altro contraente se egli le conosceva al momento della stipulazione nel contratto; come può conoscerle l’acquirente se il venditore non gliele fa leggere e sottoscrivere prima di consegnare l’oggetto e di incassare il corrispettivo?
Questo diritto è stato confermato dal Decreto Legislativo n. 68 del 9 aprile 2003 con cui il legislatore nazionale ha recepito la direttiva comunitaria 2001/29/CE afferente l'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, il quale all'art. 71-sexies, comma 1, così recita:"È consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater". E l’art. 71-sexies, comma 4, afferma quanto segue: “i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.”
- Il programma non è registrato perché l’acquirente ha ritenuto legittimamente di non registrarsi o perché ha omesso di far ciò per dimenticanza;
- Il venditore o installatore ha rifilato all’acquirente inesperto una copia pirata;
- Accade che programmi un po’ vecchi vengano offerti gratuitamente dal produttore su riviste per indurre il pubblico ad acquistare la versione più aggiornata e compatibile con le nuove versioni dei sistemi operativi;
- Il programma è stato acquistato all’estero ed è quindi privo (legittimamente) di contrassegno SIAE.