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Timestamp: 2019-01-19 20:28:18+00:00
Document Index: 119682434

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.11', 'art.12', 'art.12', 'art.12', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.5', 'art.5', 'art.4']

Anno prova docenti. Quale funzione ha il tutor? L’attività tutoriale svolta potrà essere oggetto di assegnazione del bonus stipendiale - Orizzonte Scuola
Anno prova docenti. Quale funzione ha il tutor? L’attività tutoriale svolta potrà essere oggetto di assegnazione del bonus stipendiale
Le novità introdotte. La Legge 107, al comma 118 dell’art.1, aveva già prospettato l’emanazione di un decreto che avrebbe ridefinito le modalità di svolgimento del periodo di formazione e di prova dei docenti neo-immessi in ruolo, già regolamentati nel D.Lgs. 297 del 1994.
Dal D.M n.850 del 2015 concernente gli “obiettivi, modalità di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, attività formative e criteri per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova, ai sensi dell’articolo 1, comma 118, della legge 13 luglio 2015, n.107” arrivano infatti le nuove regole sulla formazione iniziale dei docenti di nuova nomina e sulle figure istituzionali che supporteranno tali docenti nei percorsi formativi.
Fermo restando che in ambito scolastico, la valutazione finale dei docenti e l’emanazione del provvedimento di conferma in ruolo spetta al dirigente scolastico, sulla base di un’istruttoria compiuta dal docente tutor e del parere espresso dal Comitato per la valutazione dei docenti, ex art.11 del D.lgs.297 del 1994 (novellato dalla Legge 107), i docenti neo immessi saranno seguiti, durante l’anno di formazione e di prova, dai tutor assegnati, dai dirigenti scolastici.
Secondo le linee tracciate dal D.M. n.850, nell’alveo della formazione iniziale, i docenti con funzioni di tutor acquisiscono un nuovo status professionale che potrà essere riconosciuto all’interno dell’istituzione scolastica.
L’assegnazione dei tutor
A regolamentare l’assegnazione dei tutor è l’art.12 del decreto 850, precedentemente la C.M. 267 del 1991 ne aveva disciplinato le modalità. Allo stato attuale la scelta dei tutor avviene su parere del collegio dei docenti, al contrario, prima del decreto succitato, il dirigente scolastico nominava su designazione del collegio.
Per mancanza di risorse professionali ad un docente possono essere assegnati al massimo tre docenti neo-assunti. Prima non si potevano assegnare più di due docenti in formazione.
Il docente tutor, per la scuola secondaria di primo e secondo grado, dovrà appartenere alla stessa classe di concorso dei docenti neo-assunti ovvero dovrà essere in possesso della relativa abilitazione. Qualora ci fosse una motivata impossibilità, la designazione avviene per classe di concorso affine ovvero per area disciplinare.
I requisiti dei tutor
Il comma 3 dell’art.12, pur lasciando un margine di azione alle istituzioni scolastiche, definisce i requisiti dei nuovi tutor; diventano infatti criteri prioritari per l’incarico tutoriale il possesso di uno o più tra i titoli previsti nell’allegato A tabella 1 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 8 novembre 2011, (non dell’11 novembre come erroneamente indicato nel D.M. 850) nonché il possesso di adeguate competenze culturali, comprovate esperienze didattiche, attitudine a svolgere funzioni di tutoraggio, counseling, supervisione professionale.
Riguardo ai titoli indicati nella tabella A del D.M. 8/11/ 2011 sarà determinante possedere:
– una formazione specifica alla funzione di tutor dei tirocinanti con certificazione delle competenze in base ai risultati raggiunti e al numero di ore di formazione sostenute, rilasciata dalle università, dalle istituzioni AFAM e da enti accreditati per la formazione del personale della scuola (punti 2 ogni 25 ore di formazione fino a un massimo di punti 10).
– una formazione alla funzione tutoriale con certificazione delle competenze in base ai risultati raggiunti e al numero di ore di formazione sostenute, rilasciata dalle università, dalle istituzioni AFAM e da enti accreditati per la formazione del personale della scuola (punti 1 ogni 25 ore di formazione fino a un massimo di punti 5).
– una formazione specifica all'uso delle lavagne interattive multimediali (punti 2).
– un titolo di dottore di ricerca in didattica (punti 7).
– Altro titolo di dottore di ricerca (punti 3).
Aver svolto:
– l’esercizio della funzione di supervisore del tirocinio nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria, nelle scuole di specializzazione all'insegnamento superiore e nei percorsi di cui ai decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, e 28 settembre 2007, n. 137 (punti 5).
– l’esercizio della funzione di docente accogliente nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria, nelle scuole di specializzazione all'insegnamento superiore e nei percorsi di cui ai decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, e 28 settembre 2007, n. 137 (punti 1 per ogni anno fino a un massimo di punti 3).
– la funzione di tutor nei percorsi finalizzati alla formazione dei docenti all'uso delle Lavagne interattive multimediali (punti 5)
– la direzione di corsi finalizzati alla formazione di tutor ovvero alla formazione e all'aggiornamento didattico svolti presso le università, le istituzioni AFAM o enti accreditati dal Ministero (punti 5).
– un’attività di ricerca ovvero di insegnamento nelle università o nelle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (punti 5).
Il punteggio previsto per i titoli e per le competenze sarà di punti 50 su 100.
Sui titoli diventa determinante l’ingerenza delle competenze possedute dall’aspirante tutor, che potranno essere valutate, in ambito scolastico. Nella fattispecie, l’autonomia delle istituzioni scolastiche sarà libera di definire quali comprovate competenze possano essere speculari all’assegnazione del ruolo di tutor. Sulla definizione dei criteri da tenere in considerazione, è utile ricordare che il D.M. 8/11/2011 prospettava già nella selezione dei tutor anche la valutazione da parte del Comitato, con l’assegnazione del relativo punteggio, sulla base di un colloquio sostenuto dall’aspirante tutor.
Competenze valutate nella scelta dei tutor
Benché ogni istituzione scolastica sia libera di stabilire la tipologia di competenze da tenere in considerazione per l’assegnazione della funzione tutoriale per i docenti neo-assunti, utili indicazioni in proposito, direttamente collegate a quelle stabilite nell’art.12 del decreto 850 (esperienze didattiche, attitudine a svolgere funzioni di tutoraggio, counseling, supervisione professionale) possono essere desunti anche dalla C.M. n.267 che si sofferma sulle “competenze di carattere metodologico-didattico, organizzativo e soprattutto relazionale, nonché di specifica motivazione a condurre esperienze di formazione tra pari”.
– accogliere il neo-assunto nella comunità professionale;
– favorire la sua partecipazione ai diversi momenti della vita collegiale della scuola;
– esercitare ogni forma utile di ascolto, consulenza e collaborazione per migliorare la qualità e l’efficacia dell’insegnamento;
– elaborare, sperimentare, validare risorse didattiche e unità di apprendimento in collaborazione con il docente neo-assunto;
– promuovere momenti di osservazione in classe, secondo le indicazioni dell’art.9 dello stesso decreto, finalizzate al miglioramento delle pratiche didattiche, alla riflessione condivisa sugli aspetti salienti dell’azione di insegnamento. L’art.9 (rubricato Peer to peer – formazione tra pari), specifica che “l’osservazione è focalizzata sulle modalità di conduzione delle attività e delle lezioni, sul sostegno alle motivazioni degli allievi, sulla costruzione di climi positivi e motivanti, sulle modalità di verifica formativa degli apprendimenti”.
Il tutor quindi oltre a perseguire gli obiettivi specifici di cui sopra dovrà curare, con particolare attenzione, la parte cosiddetta “osservativa” del neo docente che confluirà successivamente nella sua relazione finale; per tali attività di osservazione sono previste almeno 12 ore (comma 3 art.9). Il neo-docente potrà svolgere la sua osservazione, sulla base di quanto sarà inserito nel patto per lo sviluppo professionale di cui all’art.5 del decreto n.850, anche in classe con altri docenti. Tutto ciò attribuisce alla formazione iniziale un carattere trasversale, non strettamente circoscritto all’ambito disciplinare del docente, ma si incentiva la sua formazione in una dimensione collegiale.
FASE DELLA PROGETTUALITA’ attraverso la stesura vera e propria del patto di cui sopra, che dovrà indicare: “gli obiettivi di sviluppo delle competenze di natura culturale, disciplinare, didattico-metodologica e relazionale, da raggiungere attraverso le attività formative di cui all’articolo 6 e la partecipazione ad attività formative attivate dall’istituzione scolastica o da reti di scuole, nonché l’utilizzo eventuale delle risorse della Carta di cui all’articolo 1, comma 121, della Legge”(comma3 art.5). A questa fase corrisponde anche il momento in cui il docente neo-assunto, con il supporto del tutor, “redige la propria programmazione annuale, in cui specifica, condividendoli con il tutor, gli esiti di apprendimento attesi, le metodologie didattiche, le strategie inclusive per alunni con bisogni educativi speciali e di sviluppo delle eccellenze, gli strumenti e i criteri di valutazione, che costituiscono complessivamente gli obiettivi dell’azione didattica” (comma 2 art.4).
5 Nov 2015 - 7:21 - Katjuscia Pitino