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Timestamp: 2020-07-06 11:29:07+00:00
Document Index: 136330563

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 51', 'art. 2729', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 51']

Professionisti ed evasione fiscale: è legittimo l'accertamento induttivo basato su tutte le movimentazioni del conto corrente della moglie casalinga.
Evasione fiscale, tutte le operazioni sul conto della casalinga sono imputabili a reddito del marito professionista
Cassazione Sez. Tributaria Sentenza n. 21420 del 30 novembre 2012
In tema di accertamento delle imposte, l'art. 32 n. 7 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e l'art. 51 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 autorizzano l'Ufficio finanziario a procedere all'accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, acquisendo dati, notizie e documenti di carattere specifico relativi a tali conti, sulla base di elementi indiziari" (cfr. Corte cass. V sez. 17.6.2002 n. 8683 - con specifico riferimento a conto corrente intestato al coniuge del contribuente-; id. V sez. 21.12.2007 n. 27032) o quando comunque "l'ufficio abbia motivo di ritenere, in base agli elementi indiziari raccolti, che gli stessi siano stati utilizzati per occultare operazioni commerciali, ovvero per imbastire una vera e propria gestione extra-contabile, a scopo di evasione fiscale”
La prova della interposizione fittizia o fiduciaria nella intestazione dei conti/depositi o comunque la prova della pertinenza delle movimentazioni bancarie ad operazioni commerciali o finanziarie riconducibili alla attività di impresa svolta dal contribuente è diretta a dimostrare -anche mediante mera argomentazione logica fondata su presunzione semplice ex art. 2729 c.c.: arg. ex art. 37 co 3 Dpr n. 600/1973- la "riferibilità" di detti movimenti alla produzione di ricavi non contabilizzati, e dunque a consentire l'applicazione delle predette presunzioni legali di accertamento del maggior reddito imponibile salvo che il contribuente sia in grado di dimostrare di aver tenuto conto - nelle dichiarazioni presentate - degli importi rilevati nei conti/depositi ovvero non ne giustifichi la omessa indicazione in quanto riferibili ad operazioni non imponibili (cfr. in tal senso: Corte cass. V sez. 24.9.2010 n. 20197 - in materia di imposte indirette - ed id. V sez. 24.9.2010 n. 20199 - in materia di imposte dirette - secondo cui l’utilizzazione dei dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata ai conti formalmente intestati all'ente, ma riguarda anche quelli formalmente intestati ai soci, amministratori o procuratori generali. allorché risulti provata dai l'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzione, la natura fittizia dell'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all'ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati").
Ne consegue in ordine alla distribuzione dell'onere probatorio che, una volta dimostrata la pertinenza alla società dei rapporti bancari intestati alle persone fisiche con essa collegate, l'Ufficio non è tenuto a provare che tutte le movimentazioni che risultano da quei rapporti rispecchino operazioni aziendali, ma al contrario la corretta interpretazione dell'art. 32 del d.P.R. n. 600/73 impone al contribuente di dimostrare la estraneità di ciascuna di quelle operazioni alla propria attività di impresa (cfr. Corte cass. V sez. 24.9.2010 n. 20199).
In relazione agli accertamenti fiscali in materia di imposte sui redditi (art. 32 co 1 n. 7 Dpr n. 600/1973), quanto in materia IVA (art. 51 co 2 n. 7 Dpr n. 633/1972), sono pienamente legittime le indagini bancarie estese ai conti bancari di terzi (come ad es. nel caso di congiunti della persona fisica, dell' amministratore e/o del socio della società contribuente); lo stretto rapporto familiare, o la ristretta composizione societaria, o ancora il particolare vincolo commerciale che lega il terzo al contribuente, integrano elementi indiziari sufficienti a giustificare, salvo prova contraria, la riferibilità al contribuente accertato delle operazioni riscontrate su conti correnti bancari intestati agli indicati soggetti
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Biagio martedì 09 giugno 2020 alle ore 07:46
Si proprio la lettera ripiegata sarebbe più facile e senza dubbi.Raccomandata alla Francese.