Source: https://www.immobilio.it/threads/usucapione-e-gravami-non-cancellati-dal-conservatore.9136/
Timestamp: 2018-04-26 05:54:37+00:00
Document Index: 180606622

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 404', 'sentenza ', 'art. 404', 'art. 404', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Usucapione e gravami non cancellati dal conservatore | immobilio - Forum Immobiliare
Vorrei porre un quesito su cui non ho ricevuto fino ad oggi risposte esaudienti
sia da notai che da conservatori dei registri immobiliari:
Un immobile acquisito con sentenza d'usucapione viene venduto, il notaio mette a conoscenza l'acquirente terzo che su tale immobile vi sono iscritti ipoteche e gravami che riguardavano i vecchi intestatari ovvero quelli precedenti a colui che ha usucapito e d'accordo con l'acquirente riporta Tali gravami nell'atto specificando che sono inefficaci citando persino sentenze della cassazione. MA con la registrazione della sentenza il conservatore non doveva cancellare tali gravami come prevede il codice civile proprio sull'usucapione (acquisto a titolo originario libero da vincoli)?
Hai detto bene, ha specificato che sono inefficaci e riportato la sentenza di cui non ricordo al momento il numero. Proprio per i motivi da te successivamente detti in caso di acquisto della proprietà a titolo originario per usucapione.
Si ma non mi hai detto nulla la mia domanda è precisa: Il conservatore doveva cancellarli in sede di registrazione della sentenza?
La sentenza viene TRASCRITTA dal Conservatore. L iscrizione dell ipoteca ormai è solo formale in quanto estinta,inefficiente x effetto della dichiarata usucapione...in base al titolo puoi richiederla anche tu.
Anche io sapevo cosi', pero in conservatoria mi hanno detto che non possono cancellare nulla nonostante ho fatto riferimento al codice civile. Sei sicura sulla tua risposta, hai qualche riferimento normativo o precedenti esperienze dirette in qualche conservatoria.
a quale fine ti interessa la cancellazione? Non x curiosità,ma x capire se è per una futura vendita... Non ho esperienza diretta ma in atti quando cè una situazione del genere si scrive quanto scritto dal notaio..riferimento normativo nel caso in questione non ce né in particolare..questo chiamasi caso dell usucapio libertatis giuridicamente. Tu hai acquistato libero da vincoli. Anche se vi è l iscrizione è solo formale e non vedo perché non debba essere cancellata avendone un titolo
Il mio dubbio è per una futura vendita o per la stipula di eventuale mutuo bancario,perchè sai ogni scusa è buona per le banche a non concedere mutui specialmente quando notano un finto problema come questo.Altrimenti sono a conoscenza che sul bene nessuno puo' vantare e pretendere nulla
e allora dormi sonni tranquilli perché nel caso di futura vendita ciò che conta è la trascrizione della sentenza. Inoltre in tale caso il notaio in merito alle visure ipocatastali non è tenuto ad andare oltre nel caso in cui nella ricerca a ritroso nei registri immobiliari si evince la trascrizione di una sentenza di accertamento dell intervenuta usucapione in base al 2651cc. Essa infatti pone fine alla catena del precedente proprietario,dando vita a una nuova catena di acquisti a titolo derivativo in capo all usucapiente...
A Roby, RETORETO e brunobr piace questo elemento.
Ti ringrazio,comunque la mia non è una preoccupazione ma una costatazione che in italia i codici si ossevano a piacimento,perchè un conservatore dovrebbe proprio come dici tu, interrompere le precedenti situazioni ed pulire tutto dall'usucapiente in poi, anche perchè non tutti si sentono rassicurati dalle parole che cli potrebbe dire un legale o un notaio e quindi potrebbe rifiutare l'acquisto a danno mio( lo affermo perchè è già avvenuto).
RETORETO, 22 Novembre 2010
Un rischio potenziale e residuale esiste, seppur in presenza di sentenza passata in giudicato e trascritta.
smoker, 23 Novembre 2010
soluzione per tutelare il proprio diritto di credito, che verrebbe totalmente sacrificato dalla sentenza di
accertamento dell'usucapione, è a mio avviso quella di promuovere l'opposizione di terzo ex art. 404,
primo comma c.p.c., invocando la titolarità di un diritto autonomo del terzo (diritto garantito da
iscrizione ipotecaria che verrebbe resa inefficace) la cui tutela è incompatibile con la situazione
giuridica risultante dalla sentenza pronunciata tra le parti. E' importante soffermarsi sul carattere di
autonomia di tale diritto, poiché se così non fosse, il terzo sarebbe esclusivamente legittimato a
proporre l'opposizione ai sensi del secondo comma dell'art. 404 c.p.c., con evidenti maggiori
difficoltà nel corso del giudizio, dovendo dimostrare il dolo o la collusione in suo danno. E' altresì
necessario provvedere alla trascrizione della domanda proposta ai sensi dell'art. 404 c.p.c. al fine di
evitare che l'usucapiente disponga del bene, così vanificando il buon diritto del creditore ipotecario.
Nel corso del giudizio di opposizione bisognerà sostenere l'inesistenza dei presupposti
dell'usucapione ed in particolare che l'usucapiente non ha provato di aver esercitato il possesso sui
beni per venti anni. Particolare attenzione dovrà essere posta sulla prova relativa all'inizio del
possesso, sulle modalità di esercizio dello stesso e sulla persona di chi avrebbe esercitato il
possesso, posto che in caso di persona giuridica andrà individuato attraverso quale organo è stato
esercitato il possesso. Questi ultimi aspetti rivestono, a mio parere, una fondamentale importanza in
quanto molto spesso ci si potrebbe trovare di fronte a meri atti di tolleranza che non possono servire
di fondamento all'acquisto del possesso. Da ultimo e solo per dare un concreto contributo collegato a
fatti di causa, ho avuto l'opportunità di poter replicare alla eccezione di controparte sulla quale, in
gran parte, aveva fondato la sua domanda, citando un principio ormai pacifico per il quale, ai fini
dell'invocata usucapione, la concessione edilizia non è idonea a far presumere la proprietà del suolo
su cui costruire a favore di colui al quale è rilasciata (per tutte Cass. n. 3428 del 3/4/98). In
conclusione, quindi, pur non avendo la possibilità di difendersi nel giudizio di accertamento
dell'intervenuta usucapione, il creditore ipotecario ha l'opportunità di tutelarsi promuovendo a sua
volta un giudizio, dall'esito di certo non scontato, teso a rendere nuovamente efficaci le proprie
Con più calma torno sull'argomento con parole mie,molto più chiare:
Per far si che la sentenza sia impugnata è necessario contestare l'avvenuta usucapione e non l'esistenza di un ipoteca a garanzia di un credito.Nel momento in cui venga annullata la sentenza di accertamento allora il bene torna in capo al proprietario e la banca ha di nuovo la sua garanzia. Ma non esiste il fatto per cui la sentenza venga annullata per far valere l'ipoteca.Quindi i sonni tranquilli Retoreto può sempre dormirli. Poi per impugnare una sentenza cè un termine che è di 60 giorni salvo eccezioni.E penso che 60 giorni siano passati... Chiarito?
Quello da te scritto sopra lo condivido, però Retoreto sembra avere qualche riserva ed a essere pignoli il rischio, secondo me, potenzialmente esiste, le valutazioni sull' opportunità di agire, da parte del creditore ipotecario, sono altra cosa.
Il rischio, secondo te, esiste oppure no?
Grazie per il tuo parere da esperta.
I. Si intende passata in giudicato la sentenza che non è più soggetta né a regolamento di competenza, né ad appello, né a ricorso per cassazione, né a revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell'articolo 395
Quindi occhio sempre...i termini sono vari..30,60,etc...dipende da cosa e in quale grado si impugna..
Ma non mi dire, sono esterrefatto, grazie di nuovo.
Vi ringrazio per la tranquillità che mi avete sicuramente confermato pero' le mie preoccupazioni non sono i creditori che possono farsi avanti MA il fatto che le leggi ed i codici in Italia sono controverse perchè ribadisco: Il Conservatore doveva cancellare tutto per fare un esempio banale E LA MORALE della storia "Mi metto una bella camicia nuova ma macchiata"
RETORETO, 23 Novembre 2010
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