Source: http://www.pubbliaccesso.gov.it/biblioteca/quaderni/legge_stanca/capitolo_02.htm
Timestamp: 2014-09-18 01:35:27+00:00
Document Index: 78513827

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 3', 'art.2', 'art. 3', 'art.1', 'art. 3', 'art.2', 'art. 4', 'art. 3', 'art.11', 'art.11', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 81', 'art. 5', 'art.3', 'art.10', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12']

PubbliAccesso - Biblioteca - I Quaderni - Quaderno numero 2 - Capitolo 2
La presente legge è il frutto di una proposta del Governo nella quale sono felicemente confluite varie iniziative parlamentari: pertanto il testo finale costituisce l’epilogo di un iter iniziato con l’abbinamento al disegno di legge governativo di otto proposte di legge di iniziativa parlamentare e conclusosi con l’approvazione unanime del testo coordinato da parte della Camera e del Senato. Il testo approvato dal Parlamento mantiene, sostanzialmente, l’impianto del disegno di legge del Governo ed è volto a favorire l’accesso dei disabili agli strumenti informatici, evitando che la diffusione delle nuove tecnologie si risolva nella creazione di nuove forme di emarginazione e incentivando l’uso delle medesime al fine di superare le disabilità e le esclusioni.
Si tratta di un provvedimento assolutamente in linea con gli indirizzi formulati dall’Unione europea, che ha proclamato il 2003 “Anno europeo del disabile”, e che, attraverso la Comunicazione COM (2000)284, indirizzata dalla Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni, aveva indicato la prospettiva di un’Europa senza ostacoli per i disabili.
L’art.1, nel quadro del riconoscimento del diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazioni ed ai relativi servizi, garantisce, specificamente, il diritto delle persone disabili all’accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione ed ai servizi di pubblica utilità. Si tratta di un’affermazione che era contenuta, seppur con diverse formulazioni, nei vari testi poi unificati e costituisce, nella sua specificità, un’importante applicazione dei principi costituzionali in particolare contenuti nell’art. 3; essa integra, inoltre, i principi in materia di diritti ed integrazioni sociali dettati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104. L’art.2 definisce le nozioni di “accessibilità” e di “tecnologie assistive”evidenziando la strumentalità della messa a disposizione dei disabili di tali tecnologie rispetto all’obiettivo espresso dalla nozione di “accessibilità”della fruizione da parte degli stessi di servizi e di informazioni; la norma sancisce la rilevanza giuridica, sociale e politica dell’esistenza di strumenti e soluzioni tecniche hardware e software tali da far superare o ridurre le condizioni di svantaggio derivanti dalla disabilità.
L’art. 3, al primo comma, individua con precisione i soggetti destinatari delle norme contenute nella presente legge: oltre che alle pubbliche amministrazioni in senso stretto, di cui al comma 2 dell’art.1 del d.lgs. n.165/2001 (fra cui rientrano anche Regioni ed enti locali), la legge si applica agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di pubblici servizi, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici. E’ evidente l’obiettivo di facilitare le forme di fruizione dei servizi pubblici tramite la telematica, nell’ottica del pieno sviluppo dell’e-government perseguito dal Governo. Il testo del comma in esame è stato il frutto della produttiva collaborazione tra Governo e Parlamento.
Il secondo comma contiene una norma analoga a quella contenuta nell’art. 3 dell’originario disegno di legge governativo, con cui si precisa, opportunamente, che gli obblighi dettati dalla legge, al fine di garantire l’accessibilità, così come definita dall’art.2, non si applicano ai sistemi informatici destinati all’utilizzazione da parte di gruppi di utenti dei quali, per legge, non possono far parte persone disabili.
Siffatta disposizione vuole evitare un’applicazione non ragionevole ed inutilmente onerosa della legge, escludendone l’applicazione ove nessuna persona disabile possa avvantaggiarsene.
L’art. 4 definisce gli obblighi per l’accessibilità e si sostanzia in una serie complessa ed articolata di interventi diretti essenzialmente alle pubbliche amministrazioni ed agli altri soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, ma riguardando, in un caso, anche i datori di lavoro privati. Il primo comma impone ai soggetti di cui all’art. 3, comma 1 di preferire, in sede di valutazione dell’offerta tecnica, ai fini della scelta del contraente per l’acquisto o la fornitura di beni o servizi informatici, i beni e servizi che presentano i requisiti di accessibilità stabiliti con il decreto di cui all’art.11.
A garanzia del rispetto di tale obbligo si impone a carico dei predetti soggetti l’onere di motivare adeguatamente la mancata considerazione dei requisiti di accessibilità o l’eventuale acquisizione di beni o fornitura di servizi non accessibili.
L’obbligo di assicurare il rispetto dei requisiti di accessibilità è efficacemente sanzionato dal comma 2 in relazione alla stipulazione dei contratti per la realizzazione o modifica di siti Internet, essendosi prevista la nullità di tali contratti ove tale obbligo non sia osservato; analoga conseguenza è prevista per l’ipotesi in cui, in caso di rinnovo o modifica dei contratti già in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’art.11, non si realizzi l’adeguamento di tali contratti alle disposizioni della presente legge relative al rispetto dei requisiti di accessibilità. L’obiettivo perseguito, anche in relazione alle necessità di frequente aggiornamento tecnico dei siti, è quello di raggiungere una sostanziale accessibilità di tutti i siti interessati entro un anno dall’emanazione delle regole tecniche.
Al rispetto degli stessi requisiti è subordinata la concessione di contributi pubblici a soggetti privati per l’acquisto di beni o servizi informatici destinati all’utilizzazione da parte di lavoratori disabili o del pubblico come statuito dal comma 3. Particolarmente significativa appare la norma contenuta nel quarto comma dell’art. 4 che obbliga i datori di lavoro, pubblici e privati, a mettere a disposizione del dipendente disabile la strumentazione hardware e software e la tecnologia assistiva adeguata alla specifica disabilità, in relazione alle mansioni svolte.
I datori di lavoro privati possono accedere ai finanziamenti di cui all’art. 13, comma 1, lettera c), della legge 12 marzo 1999, n. 68. Si tratta di una disposizione che si richiama a precedenti già apparsi in vari contratti collettivi di lavoro e che sancisce, quindi, a livello legislativo un importante diritto dei lavoratori disabili.
Il comma 5 è stato introdotto in sede parlamentare come inevitabile omaggio al principio di cui all’art. 81, quarto comma, della Costituzione, considerato che non è stato possibile reperire risorse finanziarie a sostegno della legge.
L’art. 5 estende espressamente l’applicabilità della legge al materiale formativo utilizzato nelle scuole, prevedendo che le convenzioni stipulate tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le associazioni di editori per l’acquisizione di libri destinati alle biblioteche scolastiche, contemplino sempre la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici accessibili agli alunni disabili ed agli insegnanti di sostegno. Si tratta di una norma che è stata rielaborata in pieno accordo fra Governo e Parlamento e che appare idonea a stimolare iniziative e sinergie tra pubblico e privato che potrebbero fornire risultati di grande interesse, sia sul piano dell’effettiva realizzazione in tempi brevi di testi elettronici accessibili, sia sul piano dell’avvio di preziose sperimentazioni.
Gli articoli 6 e 7 attribuiscono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie alcune competenze amministrative; con riferimento alla verifica su richiesta dell’accessibilità dei siti Internet o del materiale informatico prodotto da soggetti privati, diversi da quelli di cui all’art.3, si provvede demandando al regolamento di cui all’art.10 la disciplina di siffatta verifica.
Si crea in questo modo, senza introdurre obblighi sui privati titolari di siti Internet, un meccanismo premiale per l’incentivazione e la diffusione dell’accessibilità: infatti l’attribuzione al sito del marchio o logo attestante l’accessibilità potrà favorire un maggiore interesse ed un maggior numero di visite ai siti che potranno fregiarsene, a tutto vantaggio del titolare del sito. L’art. 7 mira, in sostanza, a promuovere e garantire l’attuazione della legge, prevenendone il monitoraggio; la vigilanza sul rispetto delle previsioni da parte delle amministrazioni statali; l’individuazione dei soggetti che si siano distinti per l’impegno di perseguire le finalità della legge; la promozione, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di programmi finalizzati al miglioramento ed alla diffusione di tecnologie assistite e per la accessibilità; la promozione, di concerto con le altre Amministrazioni interessate, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, dell’erogazione di finanziamenti diretti ad incentivare la diffusione tra i disabili delle tecnologie assistive nonché la realizzazione di progetti di ricerca per l’innovazione tecnologica diretta a promuovere le pari opportunità dei disabili; la promozione, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per le pari opportunità di scambi di esperienze e di proposte tra tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nel campo della diffusione di tecnologie assistitive e per l’accessibilità, ivi comprese le associazioni di disabili; la promozione, di concerto con i Ministeri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e per i beni e le attività culturali, di iniziative dirette a favorire l’accessibilità di opere multimediali, accessibilità da verificarsi sulla base di regole tecniche fissate con decreto da emanarsi di intesa con i Ministri interessati, sulla base dei risultati di sperimentazioni che vedano il coinvolgimento delle associazioni delle persone disabili; definizione, di concerto con il Dipartimento della funzione pubblica degli obiettivi di accessibilità delle pubbliche amministrazioni nello sviluppo dei sistemi informatici, nonché l’introduzione, nei programmi di formazione del personale delle problematiche relative all’accessibilità.
L’ultimo comma dell’art. 7 affida alle Regioni, alle province autonome ed agli enti locali il compito di vigilare sull’attuazione da parte degli uffici di questi enti della legge, in ossequio alle rispettive competenze.
L’articolo 9, al fine di garantire la più ampia attuazione della legge da parte delle P.A., precisa che l’inosservanza delle relative disposizioni è sanzionata perquanto di rispettiva competenza, con la responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi del decreto legislativo 165/01: si tratta di norma che, prevenendo qualsiasi dubbio applicativo, sottolinea la natura di veri e propri diritti vantati dalle persone disabili e di corrispettivo dovere da parte delle Pubbliche Amministrazioni, al cui rispetto sono rigorosamente tenuti tutti coloro che per la P.A. decidono ed agiscono.
L’art. 10 prevede l’emanazione di un regolamento governativo di attuazione, per disciplinare:
criteri e principi operativi e organizzativi generali, che serviranno poi da riferimento per l’emanazione delle regole tecniche di cui al decreto exart. 11;
le modalità con cui può essere reso noto il possesso del requisito della accessibilità e i controlli esercitabili sugli operatori che abbiano reso nota l’accessibilità del proprio sito.
Il regolamento sarà emanato previa consultazione con le associazioni dei disabili e dei produttori, previo parere delle Commissioni parlamentari e d’intesa con la Conferenza Unificata.
Il combinato disposto dell’articolo 6 e dell’articolo 10, comma 1, lettera b) rende possibile il rilascio di quello che talvolta, tra gli addetti ai lavori, viene definito il “bollino blu”, rilasciato al responsabile del sito o del prodotto informatico, dopo aver controllato, anche con un programma automatico di valutazione, la accessibilità del materiale.
L’art. 11 prevede l’emanazione di un decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie recante le regole tecniche, che dovrà attenersi alle linee generali definite nel regolamento di cui all’articolo 9.
E’ infine importante sottolineare che l’art. 12 impone l’adeguamento alle norme internazionali ed europee in materia di accessibilità.
Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministro per l’innovazione e le tecnologie Pagina 3 di 25 Capitolo precedente