Source: http://ilpenalista.it/rubriche/giurisprudenza-commentata?page=47
Timestamp: 2018-03-22 08:07:16+00:00
Document Index: 102279873

Matched Legal Cases: ['art. 595', 'art. 6', 'art. 282', 'art. 28', 'art. 237', 'art. 234', 'art. 10', 'art. 13']

09 Settembre 2015 | di Lucia Randazzo
La diffamazione nell'era del social network
04 Settembre 2015 | di Vanessa Spaziani Testa
La diffusione di un messaggio con le modalità consentite dall’utilizzo di una bacheca facebook ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone. Pertanto, la condotta consistente nel postare un commento sulla bacheca facebook, ove tale commento sia offensivo, rientra nella tipizzazione cui al comma 3 dell’art. 595 c.p., stante l’idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un consistente numero di persone.
Il principio della pubblicità nelle procedure giudiziarie. Il cammino della Corte Costituzionale
03 Settembre 2015 | di Maria Mercedes Pisani
La garanzia della pubblicità dei procedimenti giudiziari, sancita dall'art. 6, par.1,della Cedu, così come interpretato dalla Corte europea per i diritti dell'uomo, deve rappresentare una regola che ammette eccezioni solo in base a peculiari caratteristiche del caso concreto, oppure per procedure particolari di contenuto essenzialmente tecnico. Tali eccezioni, ammesse dai Giudici di Strasburgo, riguardano procedure che, comunque, contemplano una fase pubblica di discussione della causa portata in giudizio.
Responsabilità da sinistri stradali e malore improvviso del conducente ancora al vaglio della Cassazione
03 Settembre 2015 | di Sergio Beltrani
In tema di omicidio colposo determinato dalla perdita di controllo di un autoveicolo, nel caso in cui venga prospettata dalla difesa dell'imputato la tesi del malore, il giudice di merito può correttamente disattenderla qualora manchino elementi concreti capaci di renderla plausibile e siano presenti elementi idonei a far ritenere che la perdita di controllo del veicolo sia stata determinata da un altro fattore non imprevedibile, che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida.
Violazione degli obblighi di assistenza familiare: la prolungata detenzione non costituisce causa di forza maggiore ma esclude il dolo
In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, lo stato di prolungata detenzione dell'obbligato non può considerarsi una causa giustificativa del suo inadempimento dell'obbligo di prestare i mezzi di sussistenza, in quanto la responsabilità per l'omessa prestazione non è esclusa dall'indisponibilità dei mezzi necessari, quando questa sia dovuta, anche parzialmente, a colpa dell'obbligato ma può rilevare ai fini della verifica della sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, consistente nella volontà cosciente e libera di sottrarsi, senza giusta causa, agli obblighi inerenti alla propria qualità.
Fattispecie applicative della misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e esigenze di cautela della vittima
02 Settembre 2015 | di Viviana Torreggiani
L'art. 282-ter c.p.p. ha assunto una dimensione articolata in più fattispecie applicative, graduate in base alle esigenze di cautela del caso concreto; è compito del giudice del merito, pertanto, stabilire, in base alle concrete connotazioni assunte dalla condotta invasiva dell'agente, se questi debba tenersi lontano da luoghi determinati – in questo caso da indicare specificamente – ovvero se debba tenersi lontano, puramente e semplicemente, dalla persona offesa; e se una siffatta prescrizione debba essere accompagnata dal divieto di comunicare, anche con mezzi tecnici, con quest'ultima.
La portata del divieto di ne bis in idem rispetto alla sentenze non ancora irrevocabili
02 Settembre 2015 | di Marco Siragusa
In tema di divieto di un secondo giudizio, le situazioni di litispendenza che non trovino soluzione nell'ambito dei conflitti positivi di competenza di cui all'art. 28 c.p.p. devono essere risolte dichiarando nel secondo processo, l'impromovibilità dell'azione penale in virtù della preclusione fondata sul principio generale del ne bis in idem,
La portata confessoria degli atti compiuti dal pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni
23 Agosto 2015 | di Claudio Papagno
Le relazioni di servizio redatte dal pubblico ufficiale - imputato per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni o con abuso delle stesse - e inerenti ai fatti per i quali si procede contro lo stesso pubblico ufficiale, non sono assistite da alcuna astratta presunzione di veridicità e possono essere acquisite e valutate, ai sensi dell’art. 237 c.p.p., come scritti provenienti dall'imputato e non ai sensi dell’art. 234 c.p.p. quale prova documentale
Omesso versamento di ritenute. Rapporto tra illecito tributario e illecito penale
16 Agosto 2015 | di Maria Teresa Trapasso
Il reato di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis, d.lgs. 74/2000), che si consuma con il mancato versamento, per un ammontare superiore ad euro cinquantamila, delle ritenute complessivamente risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, entro la scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale, non si pone in rapporto di specialità ma di progressione illecita con l’art. 13, comma 1, d.lgs. n. 471/1997, che punisce con la sanzione amministrativa l’omesso versamento periodico delle ritenute alla data delle singole scadenze mensili, con la conseguenza che al trasgressore devono essere applicate entrambe le sanzioni.