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Timestamp: 2018-04-20 01:16:15+00:00
Document Index: 168190642

Matched Legal Cases: ['art.  17', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 19', 'art.  10', 'art.  5', 'art.  21', 'art. 24', 'art.15', 'art. 24', 'art. 2', 'art.  2', 'art.   17', 'art. 2', 'art. 11', 'art.  54', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 2', 'art.  8', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 11', 'art.   7', 'art. 2', 'art.  18', 'art. 8', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 9', 'art.  17', 'art.  8', 'art.  29', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art.  17', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 2', 'art.  31', 'art.  31', 'art.\n58', 'art. 47', 'art.  4', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 2']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 luglio 2010, n. 154 - Regolamento di esecuzione del sesto censimento generale dell'agricoltura, a norma dell'articolo 17, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135. (10G0168) - (GU n. 214 del 13-9-2010 | Chimici.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 luglio 2010, n. 154 – Regolamento di esecuzione del sesto censimento generale dell’agricoltura, a norma dell’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135. (10G0168) – (GU n. 214 del 13-9-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 luglio 2010, n. 154 - Regolamento di esecuzione del sesto censimento generale dell'agricoltura, a norma dell'articolo 17, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135. (10G0168) - (GU n. 214 del 13-9-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/09/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 luglio 2010 , n. 154
Regolamento   di   esecuzione   del   sesto    censimento    generale
dell’agricoltura,  a   norma   dell’articolo   17,   comma   2,   del
decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135. (10G0168)
Titolo I   OBIETTIVI E CARATTERISTICHE GENERALI DELLA RILEVAZIONE
Visto l’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 25 settembre  2009,
n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre  2009,
n. 166;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e successive
Visti il regolamento (CE) n. 1166/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio,  del  19  novembre  2008,  relativo  alle  indagini  sulla
struttura  delle  aziende  agricole  e  all’indagine  sui  metodi  di
produzione agricola ed il regolamento (CEE) n. 357/79 del  Consiglio,
del 5  febbraio  1979,  e  successive  modificazioni,  relativo  alle
indagini statistiche sulle superfici viticole;
adottata nella riunione del 17 dicembre 2009;
Sentita la Conferenza unificata di cui al  decreto  legislativo  28
agosto 1997, n. 281;
consultiva  atti  normativi  nell’Adunanza  del   24   maggio   2010,
integralmente  recepito,  salvo  il  suggerimento  formale   relativo
all’articolo 8 del presente regolamento;
riunione del 24 giugno 2010;
con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali;
1. Obiettivi del 6° Censimento generale dell’agricoltura sono:
a) fornire un quadro informativo statistico sulla  struttura  del
sistema agricolo  e  zootecnico  a  livello  nazionale,  regionale  e
b)  assolvere  agli  obblighi  di   rilevazione   stabiliti   dal
regolamento (CE) n. 1166/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 novembre 2008, relativo alle indagini  sulla  struttura  delle
aziende agricole e all’indagine sui metodi di produzione  agricola  e
dal regolamento (CEE) n. 357/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979  e
successive modificazioni, concernente le indagini  statistiche  sulle
superfici viticole;
c) consentire  l’aggiornamento  e  la  validazione  del  registro
statistico delle  aziende  agricole  realizzato  dall’ISTAT  mediante
l’integrazione di basi di dati di fonte amministrativa.
– II testo delle note qui pubblicato e’  stato  redatto
fine  di  facilitare  la  lettura  delle  disposizioni   di
legge alle quali e’ operante il rinvio.  Restano  invariati
il  valore  e  l’efficacia  degli  atti   legislativi   qui
essere   emanati   regolamenti   per    disciplinare:    a)
l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonche’
dei   regolamenti    comunitari;    b)    l’attuazione    e
l’integrazione  delle  leggi  e  dei  decreti   legislativi
recanti norme  di  principio,  esclusi  quelli  relativi  a
materie riservate alla competenza regionale; c) le  materie
in cui manchi la disciplina da parte di  leggi  o  di  atti
aventi forza di legge, sempre che non si tratti di  materie
comunque riservate alla legge; d)  l’organizzazione  ed  il
funzionamento delle amministrazioni  pubbliche  secondo  le
disposizioni dettate dalla legge.».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  17,  comma  2,  del
modificazioni,  dalla  legge  20  novembre  2009,  n.   166
(Disposizioni  urgenti   per   l’attuazione   di   obblighi
comunitari e per l’esecuzione di sentenze  della  Corte  di
giustizia delle Comunita’ europee) e’ il seguente:
«2. Con regolamento di esecuzione da emanarsi ai  sensi
dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.  400,
e successive  modificazioni,  con  decreto  del  Presidente
dei Ministri, di concerto con il Ministro  delle  politiche
agricole alimentari  e  forestali,  sentita  la  Conferenza
unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997,  n.
281,  e  successive  modificazioni,  sono  stabilite,   nel
rispetto degli  obblighi  di  rilevazione  derivanti  dalla
normativa nazionale e comunitaria, avuto riguardo  ai  dati
contenuti  nel  Sistema  informativo   agricolo   nazionale
(SIAN),  la  data   di   riferimento   delle   informazioni
censuarie, le modalita’ di organizzazione ed esecuzione del
censimento,  il  campo  di  osservazione,  i  criteri   per
l’affidamento di fasi della rilevazione censuaria  ad  enti
od  organismi  pubblici  e  privati,  i   soggetti   tenuti
all’obbligo di risposta,  i  criteri  di  determinazione  e
ripartizione dei contributi agli organi di  censimento,  le
modalita’ di selezione di personale con contratto  a  tempo
contratti di collaborazione coordinata e  continuativa  con
scadenza entro  il  31  dicembre  2011  limitatamente  alla
durata  delle  operazioni  censuarie,   le   modalita’   di
diffusione dei dati, la comunicazione dei  dati  elementari
agli  organismi  a  cui  e’   affidata   l’esecuzione   dei
censimenti.».
– Il decreto  legislativo  6  settembre  1989,  n.  322
(Norme   sul   sistema   statistico   nazionale   e   sulla
riorganizzazione dell’Istituto nazionale di statistica,  ai
sensi dell’art. 24 della legge 23 agosto 1988,  n.  400)  e
successive  modificazioni  e’  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale 22 settembre 1989, n. 222.
– Il regolamento (CE) 19 novembre 2008 n. 1166/2008 del
Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle  indagini
sulla struttura delle aziende agricole e  all’indagine  sui
metodi di produzione agricola e che abroga  il  regolamento
(CEE) n. 571/88 del Consiglio e’ pubblicato nella  Gazzetta
Ufficiale dell’U.E. 1° dicembre 2008, n. L 321.
– Il regolamento (CEE) 5 febbraio 1979  n.  357/79  del
Consiglio  concernente  le   indagini   statistiche   sulle
superfici viticole e’ pubblicato  nella  G.U.C.E.  5  marzo
1979, n. L 54.
–  Il  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281
(Definizione  ed  ampliamento  delle   attribuzioni   della
regioni e le province  autonome  di  Trento  e  Bolzano  ed
unificazione, per le materie  ed  i  compiti  di  interesse
comune delle Regioni, delle Province e dei Comuni,  con  la
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali) e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 30 agosto 1997, n. 202.
– Per il regolamento (CE) 19 novembre 2008 n. 1166/2008
e per il regolamento (CEE) 5 febbraio  1979  n.  357/79  si
1. Ai sensi dell’articolo 17 del decreto-legge 25  settembre  2009,
n.  166,  la  data  di  riferimento  del   6°   Censimento   generale
dell’agricoltura e’ fissata al 24 ottobre 2010.  Le  informazioni  da
rilevare fanno riferimento a tale  data,  salvo  quanto  diversamente
stabilito dalle  istruzioni  alla  compilazione  dei  questionari  di
azienda agricola che saranno divulgate dall’ISTAT.
– Si riporta l’art. 17 del decreto-legge  25  settembre
2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20
novembre   2009,   n.   166   (Disposizioni   urgenti   per
l’attuazione degli obblighi comunitari e  per  l’esecuzione
di  sentenze  della  Corte  di  giustizia  delle  Comunita’
europee):
«Art. 17 (6° Censimento generale  dell’agricoltura).  –
1. In considerazione della  necessita’  e  urgenza  di  far
fronte agli obblighi comunitari di cui al regolamento  (CE)
n. 1166/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19
novembre 2008, relativo alle indagini sulla struttura delle
aziende agricole e all’indagine sui  metodi  di  produzione
agricola, e’ autorizzata la spesa di euro  128.580.000  per
l’anno 2010 in favore dell’Istituto nazionale di statistica
(ISTAT)  per  l’esecuzione  del  6°   Censimento   generale
2. Con regolamento di esecuzione da emanarsi  ai  sensi
dei Ministri, sentita la Conferenza  unificata  di  cui  al
decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,  e  successive
modificazioni, sono stabilite, nel rispetto degli  obblighi
di  rilevazione  derivanti  dalla  normativa  nazionale   e
comunitaria, la  data  di  riferimento  delle  informazioni
dell’incarico di coordinatore e rilevatore, le modalita’ di
3.  Per  le  Regioni  individuate  dal  regolamento  di
esecuzione  come  affidatarie  di  fasi  della  rilevazione
censuaria,  le  spese  derivanti  dalla  progettazione   ed
esecuzione  del  censimento  sono  escluse  dal  Patto   di
stabilita’ interno, nei  limiti  delle  risorse  trasferite
dall’ISTAT.
eccezionali   connesse   all’esecuzione   del   censimento,
regolamento di cui al  comma  2,  possono  avvalersi  delle
forme contrattuali flessibili, ivi compresi i contratti  di
risorse finanziarie ad essi assegnate ai sensi dei commi  1
e 2, limitatamente alla durata delle  operazioni  censuarie
e, comunque, non oltre il 2012.
5. Agli oneri derivanti dal  presente  articolo  si  fa
fronte ai sensi dell’art. 19,  comma  2.  A  tale  fine  le
risorse sono riversate all’entrata del bilancio dello Stato
per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato  di
previsione del Ministero dell’economia e delle  finanze  ai
fini del trasferimento all’ISTAT».
Unita’ di rilevazione
1. L’unita’ di rilevazione del censimento e’ l’azienda  agricola  e
zootecnica. E’ unita’ di rilevazione anche l’azienda zootecnica priva
di terreno agrario.
2.  L’azienda  agricola  e  zootecnica  e’  definita  come   unita’
tecnico-economica, costituita da terreni, anche in  appezzamenti  non
contigui, ed eventualmente da impianti e attrezzature varie,  in  cui
si attua, in via principale  o  secondaria,  l’attivita’  agricola  e
zootecnica ad opera di un conduttore – persona fisica, societa’, ente
– che ne sopporta il rischio sia da solo, come conduttore coltivatore
o conduttore con salariati o compartecipanti, sia in forma associata.
Campo di osservazione e caratteristiche da rilevare
1. Il Censimento generale dell’agricoltura rileva in ciascun Comune
le aziende agricole e zootecniche  da  chiunque  condotte  e  le  cui
dimensioni in termini di superficie o  di  consistenza  del  bestiame
allevato  siano  uguali  o  superiori  alle  soglie  minime   fissate
dall’ISTAT con il Piano generale di censimento di cui all’articolo  7
nel rispetto di quanto stabilito dal regolamento  (CE)  n.  1166/2008
del Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,  del  19  novembre  2008,
relativo alle indagini  sulla  struttura  delle  aziende  agricole  e
all’indagine sui metodi di produzione agricola.
2. Sono incluse nel campo di osservazione del censimento le aziende
agricole la cui attivita’ e’  esclusivamente  il  mantenimento  delle
superfici agricole in buone condizioni agronomiche e ambientali.
3. Nel  rispetto  di  quanto  stabilito  dal  regolamento  (CE)  n.
1166/2008 del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  19  novembre
2008, sono escluse  dal  campo  di  osservazione  del  censimento  le
aziende esclusivamente  forestali,  nonche’  le  altre  tipologie  di
unita’ indicate dal Piano generale di censimento.
4. Il  Censimento  generale  dell’agricoltura  rileva,  mediante  i
contenuti informativi presenti nel questionario di  cui  all’articolo
5, le caratteristiche strutturali delle singole aziende richieste dal
del 19 novembre 2008 e le caratteristiche necessarie a soddisfare  il
fabbisogno informativo statistico di carattere nazionale e regionale.
– Per il regolamento (CE) 19-11-2008  n.  1166/2008  si
1. Le informazioni oggetto del censimento  sono  raccolte  mediante
apposito questionario predisposto e fornito dall’ISTAT agli organi di
censimento insieme a modelli ausiliari e altri stampati necessari per
la rilevazione.
2. Per  la  raccolta  dei  dati  e’  fatto  divieto  di  utilizzare
questionari, modelli e stampati diversi da quelli forniti dall’ISTAT.
3. Le aziende  agricole  e  zootecniche  sono  rilevate  presso  la
residenza o il domicilio del conduttore nel caso di persona fisica  o
presso la sede legale del conduttore nel caso di  persona  giuridica,
mediante  intervista  diretta   o   compilazione   del   questionario
elettronico da parte del conduttore;
4. Le unita’ di rilevazione di cui all’articolo 3 sono  individuate
in base ad una lista precensuaria predisposta dall’ISTAT  utilizzando
le informazioni contenute nel Sistema informativo agricolo  nazionale
(SIAN), con particolare riferimento al sistema integrato di  gestione
e  controllo,  e  negli  archivi   amministrativi   delle   pubbliche
amministrazioni che contengono dati utili allo scopo.
Titolo II   ORGANIZZAZIONE DELLA RETE  DI CENSIMENTO
Ruolo dell’ISTAT
1. L’ISTAT predispone ed adotta il Piano  generale  di  censimento.
Attraverso il Piano generale,  le  circolari  e  le  istruzioni  agli
organi censuari vengono definiti gli aspetti organizzativi, tecnici e
metodologici della rilevazione censuaria.  L’ISTAT  sovrintende  alle
operazioni  censuarie,  ne  assicura  il  monitoraggio  e  adotta   i
provvedimenti  e  le  misure  necessarie  per  garantirne   il   buon
1. La rilevazione censuaria e’ organizzata  sulla  base  del  Piano
generale di censimento predisposto  dall’ISTAT  secondo  principi  di
tempestivita’, efficienza, riservatezza e qualita’.
2. Il Piano generale di censimento definisce le regole,  i  criteri
generali e  gli  standard  cui  devono  attenersi  le  Regioni  nella
predisposizione dei relativi piani di censimento e,  in  particolare,
il calendario  delle  operazioni,  le  modalita’  di  formazione  del
personale, le modalita’ di raccolta e  registrazione  dei  dati,  gli
standard di riferimento per l’organizzazione della rete censuaria, le
caratteristiche   del   sistema   informativo   di   gestione   della
Modelli organizzativi e piani di censimento
1. La rilevazione  censuaria  si  svolge  a  scelta  della  Regione
secondo i due modelli organizzativi di cui agli articoli 11  e  12  e
specificati  nel  Piano  generale  di   censimento:   uno   ad   alta
partecipazione e uno a partecipazione integrativa.
2. La scelta del modello organizzativo e’ effettuata dalla  Regione
mediante la predisposizione di un Piano di censimento, in conformita’
al comma 3 per il modello ad alta partecipazione e al comma 4 per  il
modello a partecipazione integrativa.  Il  piano,  redatto  di  norma
dall’Ufficio di statistica, e’ approvato dalla Regione  con  apposito
atto da  emanarsi  entro  e  non  oltre  il  15  marzo  2010,  previa
validazione dell’ISTAT in ordine al  rispetto  dei  criteri  e  delle
regole previste dal Piano generale di censimento. Con lo stesso  atto
di approvazione del piano, la Regione costituisce l’Ufficio regionale
di censimento, di norma presso l’Ufficio di  statistica,  nonche’  la
Commissione tecnica regionale e nomina il responsabile del primo e il
presidente della seconda.
3. La Regione che sceglie il modello ad alta partecipazione  adotta
il Piano regionale di censimento. Nel rispetto di quanto previsto dal
Piano generale  di  censimento,  il  Piano  regionale  di  censimento
contiene le indicazioni relative al disegno territoriale  della  rete
di rilevazione in ambito regionale e, in particolare, stabilisce:
1) i criteri e i tempi di  costituzione  e  organizzazione  degli
uffici di censimento ai vari livelli territoriali e delle Commissioni
tecniche territoriali, ove previste;
2) i criteri e i tempi di nomina dei loro responsabili;
3) i compiti e le funzioni ad essi affidati.
4. La Regione che sceglie il modello a  partecipazione  integrativa
adotta  il  Piano  integrato  di  censimento.  Nel   rispetto   delle
previsioni del Piano generale di censimento, il  Piano  integrato  di
censimento indica gli enti a cui attribuire le  funzioni  di  Ufficio
territoriale di censimento,  definisce  il  numero  dei  coordinatori
intercomunali  di  censimento  e  dei  loro  eventuali  responsabili,
stabilisce i criteri e i  tempi  di  costituzione  delle  Commissioni
tecniche territoriali.
Inosservanza del termine per l’adozione del Piano
1. Trascorso il termine di cui al comma 2  dell’articolo  8,  senza
che la Regione abbia approvato il Piano regionale di censimento o  il
Piano integrato di censimento, l’ISTAT  e’  autorizzato  ad  adottare
tutti i provvedimenti necessari a organizzare la rete di rilevazione.
Censimento nelle province autonome di Trento
e di Bolzano
1. Gli Uffici di statistica delle province autonome di Trento e  di
Bolzano  effettuano  il  censimento  in   conformita’   al   presente
regolamento, al Piano generale di censimento e  a  specifiche  intese
con l’ISTAT, secondo quanto previsto dall’articolo 10 del decreto del
Presidente della Repubblica 31 luglio 1978, n. 1017.
– Si riporta il testo dell’art.  10,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 31 luglio 1978, n. 1017  (Norme
Trentino-Alto Adige in materia di  artigianato,  incremento
della produzione industriale, cave e  torbiere,  commercio,
fiere e mercati):
«Art.  10.  –  Con  legge  provinciale   e’   stabilito
l’ordinamento dell’Ufficio di  statistica  garantendone  la
piena  indipendenza  dagli  organi  provinciali.  L’ufficio
stesso svolge i compiti  ad  esso  attribuiti  dalla  legge
provinciale per le materie  di  competenza  delle  province
autonome. Per gli atti di cui  all’art.  5,  comma  2,  del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, si applica il
decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266.
Gli uffici di cui al comma 1 fanno  parte  del  Sistema
statistico  nazionale  di  cui  al  decreto  legislativo  6
settembre 1989, n. 322, e  corrispondono  direttamente  con
l’ISTAT – Istituto nazionale di statistica, e con gli altri
uffici del sistema stesso.
Fatta  eccezione  per  le  rilevazioni   di   carattere
campionario  non  aventi   rappresentativita’   a   livello
regionale e di quelle derivanti da atti  amministrativi  ed
effettuate   direttamente   dall’organo   titolare    della
rilevazione attraverso propri uffici ed organi, gli  uffici
di cui al  comma  1,  nell’ambito  del  Sistema  statistico
nazionale, effettuano in particolare curando, salvo diversa
intesa, la verifica, la correzione e la memorizzazione  dei
dati  rilevati  –  i  censimenti  e  le  altre  rilevazioni
previste dal programma statistico nazionale in  conformita’
alle direttive tecniche disposte dall’ISTAT e dagli  organi
titolari delle rilevazioni, avvalendosi anche  degli  altri
uffici  del  Sistema  statistico  nazionale  operanti   sul
rispettivo territorio provinciale.
Gli uffici di cui al comma 1 definiscono, con l’ISTAT o
con gli altri organi  titolari  delle  rilevazioni,  intese
tecniche per specificare, tenendo conto  delle  particolari
esigenze locali, modalita’ organizzative  in  relazione  ai
censimenti e alle altre rilevazioni disposte sul territorio
delle province autonome  dall’ISTAT  e  in  relazione  alle
rilevazioni disposte da altri uffici del Sistema statistico
nazionale, direttamente o in collaborazione con l’ISTAT.
I prodotti  delle  rilevazioni  statistiche  effettuate
dagli  uffici  di  statistica  delle   province   autonome,
previste dal programma statistico nazionale, sono trasmessi
nei termini previsti all’ISTAT  o  agli  altri  uffici  del
sistema statistico  nazionale  titolari  delle  rilevazioni
stesse con i criteri e le modalita’  di  cui  all’art.  21,
comma 1, lettera d), del decreto  legislativo  6  settembre
1989, n. 322. I medesimi prodotti, una volta validati nella
loro  attendibilita’  dai  rispettivi  responsabili   degli
uffici  di  statistica  delle  province  autonome,  possono
essere pubblicati e divulgati dagli  uffici  stessi,  fermo
restando quanto disposto dagli articoli 8 e  9  del  citato
decreto legislativo n. 322  del  1989.  I  dati  elementari
delle  rilevazioni  comprese   nel   programma   statistico
nazionale e riferiti al territorio di competenza, una volta
validati  dall’organo  titolare  delle  rilevazioni,   sono
tempestivamente trasmessi agli uffici di  statistica  delle
Gli  uffici  di  cui   al   comma   1   assicurano   il
coordinamento,  il  collegamento  e  l’interconnessione  in
ambito provinciale di tutte  le  fonti  pubbliche  preposte
alla raccolta ed  alla  elaborazione  dei  dati  statistici
quali individuate dall’ISTAT ed esercitano  nel  rispettivo
territorio le funzioni degli uffici regionali dell’ISTAT.
In caso di  gravi  inadempimenti  o  di  impossibilita’
temporanea  di  regolare  espletamento  delle   rilevazioni
previste dal programma statistico nazionale da parte  degli
uffici provinciali di  cui  al  comma  1,  l’ISTAT,  previa
diffida motivata ed assegnazione di un termine  idoneo  per
la rimozione  dell’inadempimento  o  delle  cause  del  non
regolare funzionamento, provvede direttamente o  attraverso
altri organi  del  Sistema  statistico  nazionale,  per  il
periodo strettamente necessario ai conseguenti adempimenti.
uffici statistici degli  enti  di  livello  subprovinciale,
previa diffida  motivata  ed  assegnazione  di  un  termine
idoneo per la rimozione dell’inadempimento  o  delle  cause
del non regolare funzionamento, gli uffici  provinciali  di
cui al comma 1 provvedono direttamente o  attraverso  altri
uffici  del  Sistema  statistico  nazionale  operanti   nel
territorio  provinciale,  per   il   periodo   strettamente
necessario ai conseguenti adempimenti.
Restano ferme le disposizioni  di  cui  al  titolo  III
della legge 11 marzo 1972, n. 118.
L’ufficio  regionale  di  corrispondenza  dell’Istituto
centrale di statistica con sede in Trento e’ soppresso.
Il personale in servizio in tale ufficio alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto viene messo,  a  sua
richiesta, a disposizione della provincia di  Trento  o  di
quella di Bolzano ed ha diritto a chiedere il trasferimento
alla provincia cui sia stato  messo  a  disposizione  entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
provinciale che, a seguito della soppressione del  predetto
ufficio, disciplini l’inquadramento del personale che abbia
chiesto il trasferimento alla provincia stessa; la messa  a
disposizione ha luogo fino alla scadenza  del  termine  per
chiedere trasferimento e comunque, per il personale che  ha
chiesto il trasferimento, fino all’inquadramento nel  ruolo
Al personale trasferito e’ garantito il rispetto  della
posizione giuridico-economica acquisita.
Le spese per il pagamento delle competenze al personale
messo a disposizione  delle  province  sono  a  carico  del
bilancio  dell’Istituto  centrale  di   statistica,   salvo
rivalsa nei confronti delle province medesime.».
Organi di censimento nel modello
ad alta partecipazione
1. Nel modello ad alta partecipazione  sono  organi  di  censimento
l’Ufficio regionale di censimento e, ove previsti dal Piano regionale
di censimento, gli Uffici territoriali di  censimento  e  gli  Uffici
comunali di censimento anche in forma associata.
2. L’Ufficio regionale di censimento organizza la  rilevazione  sul
territorio, coordina e controlla  le  attivita’  censuarie  demandate
agli Uffici di censimento di cui al comma 1.
3. Gli Uffici territoriali di censimento possono essere  costituiti
presso  Province,  Camere  di  commercio,  industria,  artigianato  e
agricoltura, Comunita’  montane  o  enti  strumentali  della  Regione
secondo  criteri  di  uniformita’  sul  territorio  regionale,  salvo
eccezioni approvate da ISTAT.
4. Ulteriori funzioni e compiti degli uffici di cui  ai  precedenti
commi sono specificati nel Piano generale di censimento.
a partecipazione integrativa
1.  Nel  modello  a  partecipazione  integrativa  sono  organi   di
censimento l’Ufficio regionale di censimento, gli Uffici territoriali
di censimento e gli Uffici comunali di  censimento,  anche  in  forma
2. L’Ufficio regionale di  censimento  collabora  con  l’ISTAT  nel
coordinamento dell’attivita’ di tutti gli organi di  rilevazione  nel
3. Gli Uffici territoriali di censimento sono individuati dal Piano
integrato di censimento secondo criteri di uniformita’ sul territorio
regionale e possono essere  costituiti  presso  Province,  Camere  di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, Comunita’ montane  o
enti strumentali della Regione. L’Ufficio territoriale di  censimento
organizza  e  coordina  la   rilevazione   sul   territorio   e,   in
collaborazione con l’ISTAT, l’attivita’  di  formazione  agli  Uffici
comunali di censimento.
4. Gli Uffici comunali di censimento sono incaricati di organizzare
e svolgere la rilevazione sul territorio.
5. Ulteriori funzioni e compiti degli uffici di cui  ai  precedenti
Attribuzione delle funzioni di Ufficio di censimento
1. Le amministrazioni presso cui vengono costituiti gli  organi  di
censimento di cui agli articoli 11 e 12 ne attribuiscono le  funzioni
di regola agli Uffici di statistica, ove esistenti. In questi casi al
responsabile dell’Ufficio di statistica sono attribuite  le  funzioni
di responsabile dell’Ufficio di censimento.
2.  Le  amministrazioni  che  non  hanno  costituito  l’Ufficio  di
statistica ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,
attribuiscono le funzioni di Ufficio  di  censimento  a  una  propria
struttura organizzativa, individuando come responsabile un dipendente
di adeguata professionalita’.
3. I Comuni possono svolgere le funzioni  di  Ufficio  comunale  di
censimento anche in forma  associata,  secondo  criteri  e  modalita’
stabiliti dal Piano generale di censimento.
sensi dell’art. 24 della legge 23 agosto 1988, n.  400)  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 settembre  1989,  n.
Ruolo dell’ISTAT in caso di inadempienza
degli organi di censimento
1. Ove si verifichino, da parte degli organi di censimento  di  cui
agli articoli 11 e 12, o delle persone  incaricate  delle  operazioni
censuarie, inadempienze tali da pregiudicare il regolare  svolgimento
delle  operazioni  stesse,  l’ISTAT,  fatta  salva  ogni  azione  nei
confronti dei soggetti inadempienti, puo’ avocare a  se’  l’esercizio
delle relative funzioni.
1. La Commissione tecnica regionale svolge compiti di coordinamento
dei  rapporti  interistituzionali,  di  consultazione  tecnica  e  di
promozione   dell’efficacia   nella   conduzione   delle   operazioni
censuarie.  Ulteriori  compiti  e  modalita’   di   intervento   sono
specificati nel Piano generale di censimento.
2. Le amministrazioni presso  cui  vengono  costituiti  gli  Uffici
territoriali  di  censimento,  ovvero  le  Regioni,   nel   caso   di
costituzione presso un ente  strumentale  della  Regione,  provvedono
alla istituzione della Commissione tecnica territoriale e alla nomina
dei suoi membri, secondo  quanto  previsto  dal  Piano  regionale  di
censimento o dal Piano integrato di censimento.
3. La Commissione tecnica territoriale ha il compito di valutare il
buon  andamento  delle  operazioni  censuarie  al   proprio   livello
territoriale.  Ulteriori  compiti  e  modalita’  di  intervento  sono
4. Alle Commissioni tecniche regionali  partecipano  rappresentanti
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali o degli
enti da esso vigilati.
Titolo III   OPERAZIONI DI CENSIMENTO
1. Le operazioni di censimento sono disciplinate dal Piano generale
di  censimento,  dai  piani  regionali  e  dalle  circolari   emanate
dall’ISTAT ai  sensi  dell’articolo  15  del  decreto  legislativo  6
settembre 1989, n. 322.
2. Il calendario delle operazioni censuarie e’ stabilito dall’ISTAT
nel Piano generale di censimento. Il calendario  della  raccolta  dei
dati e’ comunicato dall’ISTAT o dagli altri organi di censimento alle
unita’ di rilevazione, nonche’ reso noto al pubblico secondo le forme
di pubblicita’ previste dall’articolo 31.
–  Si  riporta  l’art.15  del  decreto  legislativo   6
settembre  1989,  n.  322  (Norme  sul  Sistema  statistico
nazionale e sulla riorganizzazione dell’Istituto  nazionale
di statistica, ai sensi dell’art. 24 della legge 23  agosto
1988, n. 400):
«Art. 15 (Compiti dell’ISTAT). – 1. L’ISTAT provvede:
a)  alla  predisposizione  del  programma  statistico
b) alla  esecuzione  dei  censimenti  e  delle  altre
rilevazioni statistiche previste dal  programma  statistico
nazionale ed affidate alla esecuzione dell’Istituto;
c) all’indirizzo e al coordinamento  delle  attivita’
statistiche degli enti ed uffici facenti parte del  Sistema
statistico nazionale di cui all’art. 2;
d) all’assistenza tecnica agli enti ed uffici facenti
parte del Sistema statistico nazionale di cui  all’art.  2,
nonche’ alla valutazione, sulla base dei criteri  stabiliti
dal  comitato  di   cui   all’art.   17,   dell’adeguatezza
dell’attivita’ di detti enti agli obiettivi  del  programma
statistico nazionale;
e)  alla   predisposizione   delle   nomenclature   e
metodologie di base per la classificazione e la rilevazione
dei fenomeni di carattere demografico, economico e sociale.
Le nomenclature e le metodologie sono  vincolanti  per  gli
enti ed organismi  facenti  parte  del  Sistema  statistico
f) alla ricerca  e  allo  studio  sui  risultati  dei
censimenti e delle rilevazioni  effettuate,  nonche’  sulle
statistiche riguardanti fenomeni  d’interesse  nazionale  e
inserite nel programma triennale;
g) alla pubblicazione e diffusione  dei  dati,  delle
analisi e degli studi effettuati  dall’Istituto  ovvero  da
altri uffici  del  Sistema  statistico  nazionale  che  non
possano  provvedervi  direttamente;  in  particolare   alla
pubblicazione  dell’Annuario  statistico  italiano  e   del
Bollettino mensile di statistica;
h) alla promozione e allo sviluppo informatico a fini
statistici degli archivi gestionali  e  delle  raccolte  di
dati amministrativi;
i) allo svolgimento di attivita’ di formazione  e  di
qualificazione professionale per  gli  addetti  al  Sistema
l) ai rapporti  con  enti  ed  uffici  internazionali
operanti nel settore dell’informazione statistica;
m) alla promozione di studi  e  ricerche  in  materia
n)  alla  esecuzione  di   particolari   elaborazioni
statistiche per conto  di  enti  e  privati,  remunerate  a
2. Per lo svolgimento dei  propri  compiti  l’ISTAT  si
puo’ avvalere di enti pubblici  e  privati  e  di  societa’
mediante rapporti  contrattuali  e  convenzionali,  nonche’
mediante partecipazione al capitale degli enti  e  societa’
3. L’ISTAT, nell’attuazione  del  programma  statistico
nazionale, si avvale degli  uffici  di  statistica  di  cui
all’art. 2, come precisato dagli articoli 3 e 4.
4. L’ISTAT, per l’esercizio delle sue funzioni, procede
con periodicita’, almeno biennale, alla convocazione di una
Conferenza nazionale di statistica.
5. L’ISTAT si avvale del patrocinio e della  consulenza
dell’Avvocatura dello Stato.».
Attribuzione di fasi della rilevazione
1. Nel modello ad alta partecipazione, la Regione  puo’  attribuire
fasi della rilevazione ovvero funzioni di coordinamento intercomunale
a enti o organismi  pubblici  o  privati,  purche’  tale  scelta  sia
definita nel Piano regionale di censimento ed espressamente accettata
2. Nel  modello  a  partecipazione  integrativa,  la  Regione  puo’
affidare  le  funzioni  di  coordinamento  intercomunale  a  ente   o
organismo pubblico o privato, purche’ tale scelta  sia  definita  nel
Piano integrato di censimento ed espressamente accettata dall’ISTAT.
3. L’Ufficio regionale di censimento e’ responsabile verso  l’ISTAT
del buon andamento delle attivita’ censuarie di cui ai commi 1 e 2.
1. Le Regioni  che  adottano  il  modello  ad  alta  partecipazione
indicano  nel  Piano  regionale  di  censimento   la   modalita’   di
registrazione  dei  dati  raccolti  con   i   questionari   censuari,
scegliendo una sola tra le seguenti alternative:
a) a cura  degli  Uffici  regionali  di  censimento  oppure,  ove
costituiti, degli Uffici territoriali di censimento  o  degli  Uffici
comunali di censimento, ovvero in affidamento esterno;
b) a cura dell’ISTAT.
2. L’ISTAT provvede alla registrazione dei  dati  raccolti  per  le
aziende agricole rilevate nelle Regioni che  adottano  il  modello  a
partecipazione integrativa.
1. Gli organi di censimento di cui agli articoli 11  e  12  curano,
per   l’ambito   territoriale   di   competenza,   il    monitoraggio
dell’andamento  complessivo  dell’attivita’  censuaria,  secondo   le
modalita’  stabilite  dal  Piano  generale  di  censimento  e   dalle
circolari emanate dall’ISTAT.
2. Per il  monitoraggio  delle  operazioni  censuarie,  l’ISTAT  si
avvale anche delle Commissioni tecniche regionali e delle Commissioni
tecniche territoriali, ove costituite.
Ruolo dei prefetti e dei sindaci
1. Dietro segnalazione dell’ISTAT, degli  organi  di  censimento  e
delle Commissione tecniche di censimento,  i  prefetti  e  i  sindaci
intervengono per assicurare il regolare svolgimento delle  operazioni
di censimento nei rispettivi  ambiti  di  competenza,  ai  sensi  del
decreto del Presidente della Repubblica 3  aprile  2006,  n.  180,  e
enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
– Il decreto del Presidente della Repubblica  3  aprile
2006 n. 180 (Regolamento recante disposizioni in materia di
Prefetture-Uffici territoriali del Governo,  in  attuazione
dell’art. 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  3,
e successive modificazioni) e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale del 17 maggio 2006, n. 113.
– Si riporta  l’art.  54  del  decreto  legislativo  18
agosto   2000,   n.   267   (Testo   unico   delle    leggi
sull’ordinamento degli enti  locali)  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 28 settembre 2000, n. 227, S.O.:
«Art. 54  (Attribuzioni  del  sindaco  nei  servizi  di
competenza statale). – 1. Il sindaco, quale  ufficiale  del
Governo, sovrintende:
a) all’emanazione degli atti che gli sono  attribuiti
dalla legge e  dai  regolamenti  in  materia  di  ordine  e
b) allo svolgimento delle funzioni affidategli  dalla
legge  in  materia  di  pubblica  sicurezza  e  di  polizia
c) alla vigilanza su tutto quanto  possa  interessare
la   sicurezza   e    l’ordine    pubblico,    informandone
preventivamente il prefetto.
2. Il sindaco, nell’esercizio delle funzioni di cui  al
comma 1, concorre ad assicurare anche la cooperazione della
polizia locale con le Forze di polizia statali, nell’ambito
delle direttive di  coordinamento  impartite  dal  Ministro
dell’interno – Autorita’ nazionale di pubblica sicurezza.
3.   Il   sindaco,   quale   ufficiale   del   Governo,
sovrintende, altresi’, alla tenuta dei  registri  di  stato
civile e di popolazione  e  agli  adempimenti  demandatigli
dalle leggi in materia elettorale, di leva  militare  e  di
4. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta  con
atto motivato provvedimenti, anche contingibili  e  urgenti
nel rispetto dei  principi  generali  dell’ordinamento,  al
fine  di  prevenire  e  di  eliminare  gravi  pericoli  che
minacciano l’incolumita’ pubblica e la sicurezza urbana.  I
provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente
comunicati al prefetto anche ai fini della  predisposizione
degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione.
4-bis.  Con  decreto  del  Ministro   dell’interno   e’
disciplinato l’ambito di applicazione delle disposizioni di
cui ai commi 1 e 4 anche con riferimento  alle  definizioni
relative alla incolumita’ pubblica e alla sicurezza urbana.
5. Qualora i  provvedimenti  adottati  dai  sindaci  ai
sensi dei commi 1 e 4 comportino conseguenze  sull’ordinata
convivenza  delle  popolazioni  dei   comuni   contigui   o
limitrofi, il prefetto indice un’apposita  conferenza  alla
quale prendono parte i sindaci interessati,  il  presidente
della provincia e,  qualora  ritenuto  opportuno,  soggetti
pubblici e  privati  dell’ambito  territoriale  interessato
5-bis. Il sindaco segnala  alle  competenti  autorita’,
giudiziaria  o  di  pubblica   sicurezza,   la   condizione
irregolare dello straniero o del cittadino appartenente  ad
uno Stato membro  dell’Unione  europea,  per  la  eventuale
adozione di provvedimenti di espulsione o di allontanamento
dal territorio dello Stato.
l’inquinamento atmosferico  o  acustico,  ovvero  quando  a
causa   di   circostanze   straordinarie   si   verifichino
particolari  necessita’  dell’utenza  o   per   motivi   di
sicurezza urbana, il  sindaco  puo’  modificare  gli  orari
degli esercizi commerciali, dei  pubblici  esercizi  e  dei
servizi pubblici,  nonche’,  d’intesa  con  i  responsabili
territorialmente    competenti    delle     amministrazioni
interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici
pubblici   localizzati   nel   territorio,   adottando    i
provvedimenti di cui al comma 4.
7. Se l’ordinanza adottata ai  sensi  del  comma  4  e’
rivolta a persone  determinate  e  queste  non  ottemperano
all’ordine impartito, il sindaco puo’ provvedere  d’ufficio
a spese degli interessati,  senza  pregiudizio  dell’azione
penale per i reati in cui siano incorsi.
8.  Chi  sostituisce  il  sindaco  esercita  anche   le
funzioni di cui al presente articolo.
9.  Nell’ambito  delle  funzioni  di  cui  al  presente
articolo, il prefetto puo’ disporre ispezioni per accertare
il regolare svolgimento dei compiti affidati,  nonche’  per
l’acquisizione di dati e notizie interessanti altri servizi
10. Nelle materie previste dai commi  1  e  3,  nonche’
dall’art. 14, il sindaco, previa comunicazione al prefetto,
puo’ delegare l’esercizio delle funzioni  ivi  indicate  al
presidente del consiglio circoscrizionale;  ove  non  siano
costituiti gli organi di decentramento comunale, il sindaco
puo’ conferire la delega  a  un  consigliere  comunale  per
l’esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni.
11. Nelle fattispecie di cui ai commi 1,  3  e  4,  nel
caso  di  inerzia  del   sindaco   o   del   suo   delegato
nell’esercizio delle funzioni previste  dal  comma  10,  il
prefetto puo’ intervenire con proprio provvedimento.
12. Il Ministro  dell’interno  puo’  adottare  atti  di
indirizzo  per  l’esercizio  delle  funzioni  previste  dal
presente articolo da parte del sindaco.».
Titolo IV   PERSONALE ADDETTO AL CENSIMENTO
Modalita’ di selezione del personale
1. Ai sensi dell’articolo 17, commi 2 e  4,  del  decreto-legge  25
novembre 2009, n. 166,  l’ISTAT,  le  Regioni  e  gli  altri  enti  e
organismi pubblici di cui al presente regolamento  possono  assumere,
con tipologie contrattuali di lavoro flessibile e comunque non  oltre
il  2012,  le  professionalita’  necessarie  all’espletamento   delle
diverse attivita’ di censimento.
2. Dell’avvenuta selezione, assunzione o  reclutamento  di  cui  al
comma 1 da  parte  dell’ISTAT,  e’  data  apposita  comunicazione  al
Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero  dell’economia  e
– Per i commi 2 e 4 dell’art. 17 del  decreto-legge  25
settembre 2009,  n.  135,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 20 novembre 2009, n. 166 si rimanda  alla  nota
Conferimento dell’incarico di rilevatore, coordinatore
1. La nomina dei coordinatori, dei loro  eventuali  responsabili  e
dei rilevatori e’ disposta dal competente  organo  di  censimento  in
conformita’ agli indirizzi stabiliti dal Piano generale di censimento
e dai Piani di censimento predisposti da ciascuna Regione.
2. Ai sensi dell’articolo 17 del decreto-legge 25  settembre  2009,
n. 166, i  competenti  organi  censuari  possono  conferire,  per  lo
svolgimento dei compiti di rilevatore e coordinatore, anche incarichi
di  natura  autonoma  limitatamente  alla  durata  delle   operazioni
censuarie e comunque non oltre il 31 dicembre 2011.
3. L’Ufficio regionale di censimento sovrintende alla  selezione  e
al reclutamento dei coordinatori, dei loro eventuali  responsabili  e
dei rilevatori su tutto il territorio di  competenza  in  conformita’
agli indirizzi stabiliti dal Piano generale di censimento.
4. I coordinatori, i loro eventuali responsabili e i rilevatori  si
impegnano espressamente ad operare in qualsiasi zona  del  territorio
di competenza loro assegnata dall’Ufficio di  censimento  che  li  ha
5. All’organo di censimento che li ha nominati spetta il compito di
sollevare dall’incarico i coordinatori, i loro eventuali responsabili
e i rilevatori le cui inadempienze pregiudichino  il  buon  andamento
delle operazioni censuarie.
– Per l’art. 17 del decreto-legge 25 settembre 2009, n.
2009, n. 166 si rinvia alla nota all’art. 2.
1. L’Ufficio regionale di censimento, fatto salvo  quanto  previsto
all’articolo 17, recluta i coordinatori intercomunali di censimento e
gli eventuali loro responsabili mediante una o  piu’  delle  seguenti
a) selezione tra i dipendenti dell’amministrazione;
b) selezione di dipendenti  di  altre  amministrazioni  pubbliche
territoriali o funzionali,  nel  rispetto  delle  norme  regionali  e
c) procedure selettive per il reclutamento di  personale  esterno
alle pubbliche amministrazioni;
d) ricorso ad elenchi preesistenti ed  efficaci  formati  tramite
procedure selettive o altre forme previste dalle norme vigenti.
2. Nel Piano regionale di censimento ovvero nel Piano integrato  di
censimento debbono essere indicate le modalita’ di  reclutamento  che
si intendono applicare.
3. Nelle Regioni che adottano  il  modello  organizzativo  ad  alta
partecipazione, i rilevatori e gli  eventuali  coordinatori  comunali
sono  reclutati  dagli  Uffici  di  censimento  indicati  dal   Piano
regionale di censimento secondo una o piu’ modalita’ di cui al  comma
4.  Nelle  Regioni  che  adottano  il   modello   organizzativo   a
partecipazione integrativa, i rilevatori e gli eventuali coordinatori
comunali sono reclutati dagli Uffici comunali di  censimento  secondo
una o piu’ modalita’ di cui al comma 1.
1. I coordinatori intercomunali di censimento e gli eventuali  loro
responsabili devono essere in possesso di  comprovata  esperienza  in
materia di agricoltura o di zootecnia o in  rilevazioni  statistiche,
maturate in percorsi professionali idoneamente documentati quali:
a)  titolo  di  studio  conseguito  in   discipline   agrarie   o
statistiche (diploma o laurea) o titoli equipollenti;
b) iscrizione agli albi  professionali  dei  dottori  agronomi  e
forestali, dei periti agrari e degli agrotecnici;
c) svolgimento di attivita’ professionale in istituti ed enti  di
istruzione, consulenza e assistenza tecnica, formazione e ricerca nel
2. I coordinatori comunali e i rilevatori devono essere in possesso
del diploma di scuola media superiore o del diploma di  scuola  media
inferiore; in  quest’ultimo  caso  devono  possedere  una  comprovata
esperienza in materia di agricoltura o di zootecnia o in  rilevazioni
statistiche. Costituisce titolo  preferenziale  la  conoscenza  e  la
capacita’ d’uso dei piu’ diffusi strumenti informatici.
Compiti dei coordinatori e dei rilevatori
1. Il Piano generale di censimento stabilisce i compiti dei:
a) coordinatori intercomunali di censimento;
b) eventuali loro responsabili;
c) eventuali coordinatori comunali;
d) rilevatori.
2. I coordinatori, gli eventuali loro responsabili e  i  rilevatori
di cui al comma 1 sono  vincolati  al  segreto  statistico  ai  sensi
dell’articolo 8 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.  322,  e
alla disciplina stabilita dal decreto legislativo 30 giugno 2003,  n.
196. Essi, in quanto incaricati di un pubblico servizio, sono  tenuti
all’osservanza del segreto di ufficio ai sensi all’articolo  326  del
3. E’ fatto divieto ai rilevatori, in occasione delle operazioni di
rilevazione, di  svolgere  nei  confronti  delle  unita’  da  censire
attivita’ diverse da quelle proprie del censimento e  di  raccogliere
informazioni non contenute nei questionari di rilevazione predisposti
da ISTAT o comunque eccedenti l’oggetto dell’indagine.
–  Si  riporta  l’art.  8  del  decreto  legislativo  6
«Art. 8 (Segreto di ufficio degli addetti  agli  uffici
di statistica).  –  1.  Le  norme  in  materia  di  segreto
d’ufficio previste  dal  vigente  ordinamento  dell’impiego
civile dello Stato si applicano a tutti  gli  addetti  agli
uffici di statistica previsti dagli articoli 3, 4 e 5.
2. Resta fermo il disposto dell’art. 15 del decreto del
Presidente della Repubblica 2 novembre 1976, n. 784.».
– Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 «Codice
in materia di protezione dei dati personali» e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2003, n. 174, S.O.
Trattamento economico e copertura assicurativa
1. Il trattamento economico dei coordinatori e  dei  rilevatori  e’
determinato dagli organi di censimento in relazione alla tipologia di
contratto stipulato ed in vigore con ciascuno di essi.
2. Le prestazioni dei rilevatori e dei coordinatori  scelti  tra  i
dipendenti delle pubbliche amministrazioni che svolgono le  attivita’
censuarie fuori dell’orario di lavoro, ovvero reclutati con contratti
di lavoro autonomo,  sono  coperte  da  un’assicurazione  integrativa
stipulata dall’ISTAT contro gli infortuni connessi con le  operazioni
censuarie, dai quali derivi morte o invalidita’ permanente.
Titolo V   TRATTAMENTO DEI DATI E TUTELA  DELLA RISERVATEZZA
1. E’ fatto obbligo alle unita’ di rilevazione di cui  all’articolo
3 di fornire tutti i dati loro richiesti mediante il questionario  di
2. La mancata fornitura  dei  dati,  da  accertarsi  da  parte  dei
competenti Uffici di censimento con le modalita’ di cui agli articoli
7 e 11 del decreto legislativo 6 settembre  1989,  n.  322,  comporta
l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui  all’articolo  11
del medesimo decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
3. Le unita’ di rilevazione di cui all’articolo  3  che  non  siano
state interpellate per  la  compilazione  del  questionario  entro  i
termini  di  raccolta  dei  dati  stabiliti  dall’ISTAT,  secondo  il
calendario delle operazioni di cui all’articolo 16, comma 2,  e  resi
noti al pubblico con le modalita’ di cui all’articolo  31,  comma  1,
devono darne comunicazione entro cinque  giorni  dalla  scadenza  dei
termini suddetti all’Ufficio di censimento competente per territorio,
il quale provvede  tempestivamente  a  censire  le  relative  aziende
agricole e zootecniche.
–  Si  riportano  gli  articoli  7  e  11  del  decreto
legislativo 6 settembre 1989, n.  322  (Norme  sul  Sistema
statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell’Istituto
nazionale di statistica, ai sensi dell’art. 24 della  legge
23 agosto 1988, n. 400):
«Art. 7 (Obbligo di fornire dati statistici). –  1.  E’
fatto obbligo a tutte le amministrazioni, enti e  organismi
pubblici di fornire tutti i dati che vengano loro richiesti
per  le  rilevazioni  previste  dal  programma   statistico
nazionale. Sono sottoposti al medesimo obbligo  i  soggetti
privati  per  le  rilevazioni,  rientranti  nel   programma
stesso, espressamente indicate con delibera  del  Consiglio
dei  Ministri.  Su  proposta  del  presidente   dell’ISTAT,
sentito il comitato di cui all’art. 17,  con  delibera  del
Consiglio  dei  Ministri  e’   annualmente   definita,   in
relazione all’oggetto, ampiezza, finalita’,  destinatari  e
tecnica di indagine  utilizzata  per  ciascuna  rilevazione
statistica, la tipologia di dati la cui mancata  fornitura,
per rilevanza, dimensione o significativita’ ai fini  della
rilevazione statistica, configura  violazione  dell’obbligo
di  cui  al  presente  comma.  I  proventi  delle  sanzioni
amministrative irrogate ai sensi dell’art. 11  confluiscono
in  apposito  capitolo  del  bilancio  dell’ISTAT  e   sono
destinati alla copertura degli  oneri  per  le  rilevazioni
previste dal programma statistico nazionale.
2. Non rientrano nell’obbligo di cui al comma 1 i  dati
personali di cui agli articoli  22  e  24  della  legge  31
3. Coloro che, richiesti di dati e notizie ai sensi del
comma  1,  non  li   forniscano,   ovvero   li   forniscono
scientemente errati o  incompleti,  sono  soggetti  ad  una
sanzione amministrativa pecuniaria,  nella  misura  di  cui
all’art. 11, che e’ applicata secondo il  procedimento  ivi
previsto.».
«Art.  11  (Sanzioni  amministrative).  –  1.  Sanzioni
amministrative  pecuniarie,  di  cui   all’art.   7,   sono
a) nella misura minima  di  lire  quattrocentomila  e
massima di lire quattromilioni per le violazioni  da  parte
di persone fisiche;
b) nella misura minima di lire un milione  e  massima
di lire diecimilioni per le violazioni da parte di  enti  e
2.   L’accertamento   delle   violazioni,    ai    fini
dell’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie,
e’ effettuato dagli uffici di statistica, facenti parte del
Sistema statistico nazionale di cui all’art. 2,  che  siano
venuti a conoscenza della violazione.
3. Il competente ufficio di statistica redige  motivato
rapporto in ordine alla violazione e, previa  contestazione
degli addebiti agli interessati secondo il procedimento  di
cui agli articoli 13 e seguenti  della  legge  24  novembre
1981, n. 689, lo trasmette al prefetto della provincia,  il
quale procede, ai  sensi  dell’art.  18  e  seguenti  della
medesima legge.  Dell’apertura  del  procedimento  e’  data
comunicazione all’ISTAT».
1. Il segreto sui dati raccolti  in  occasione  del  censimento  e’
tutelato ai sensi degli articoli 8 e  9  del  decreto  legislativo  6
2. Le operazioni di censimento che comportano trattamento  di  dati
personali si svolgono nel rispetto  delle  disposizioni  del  decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonche’ del codice di deontologia
e di buona condotta per i  trattamenti  di  dati  personali  a  scopi
statistici  e  di  ricerca  scientifica  effettuati  nell’ambito  del
3. I responsabili degli Uffici di censimento si intendono designati
responsabili  del  trattamento   dei   dati   personali,   ai   sensi
dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
– Per l’art. 8  del  decreto  legislativo  6  settembre
1989, n. 322 (Norme  sul  Sistema  statistico  nazionale  e
sulla   riorganizzazione   dell’Istituto    nazionale    di
statistica, ai sensi dell’art. 24  della  legge  23  agosto
1988, n. 400) si rinvia alla nota all’art. 25.
– Si riporta il testo dell’art. 9  del  citato  decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322:
«Art.  9  (Disposizioni  per  la  tutela  del   segreto
statistico).  –  1.  I   dati   raccolti   nell’ambito   di
rilevazioni statistiche comprese nel  programma  statistico
nazionale da parte degli uffici di statistica  non  possono
essere esternati se non in forma aggregata, in modo che non
se  ne  possa  trarre  alcun  riferimento  relativamente  a
persone identificabili, e possono  essere  utilizzati  solo
per scopi statistici.
2. I  dati  di  cui  al  comma  1  non  possono  essere
comunicati o diffusi se non in forma  aggregata  e  secondo
modalita’ che rendano non identificabili gli interessati ad
alcun soggetto esterno, pubblico o privato,  ne’  ad  alcun
ufficio della pubblica amministrazione.  In  ogni  caso,  i
dati non possono essere utilizzati al fine di  identificare
nuovamente gli interessati.
3.   In   casi   eccezionali,   l’organo   responsabile
dell’amministrazione nella quale e’ inserito lo ufficio  di
statistica puo’, sentito il comitato di  cui  all’art.  17,
chiedere  al  Presidente   del   Consiglio   dei   Ministri
l’autorizzazione ad estendere il segreto statistico anche a
4.  Fatto  salvo  quanto  previsto  dall’art.  8,   non
rientrano tra i dati tutelati dal  segreto  statistico  gli
estremi identificativi di persone o di  beni,  o  gli  atti
certificativi  di   rapporti,   provenienti   da   pubblici
registri,  elenchi,  atti  o   documenti   conoscibili   da
chiunque.».
– Si riporta  l’art.  29  del  decreto  legislativo  30
giugno 2003, n. 196 (Codice in materia  di  protezione  dei
dati personali)  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  29
1. Al fine di promuovere l’utilizzo  dei  dati  censuari  da  parte
delle pubbliche amministrazioni  territoriali,  l’ISTAT  comunica,  a
titolo gratuito, agli Uffici di statistica delle Regioni  e  Province
autonome, delle Province e  dei  Comuni  facenti  parte  del  Sistema
statistico nazionale, i dati personali,  comprensivi  degli  elementi
identificativi diretti, relativi alle unita’ censite che  abbiano  il
centro aziendale o almeno un  terreno  aziendale  nel  territorio  di
rispettiva competenza. Dati ulteriori possono  essere  comunicati  in
conformita’ all’articolo 8 del  codice  di  deontologia  e  di  buona
condotta per i trattamenti di dati personali a scopi statistici e  di
ricerca scientifica effettuati  nell’ambito  del  Sistema  statistico
nazionale e secondo le modalita’ stabilite dalla direttiva 20  aprile
2004,  n.  9,  del  Comitato  di  cui  all’articolo  17  del  decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
2. La comunicazione dei dati ai  soggetti  del  Sistema  statistico
nazionale diversi  da  quelli  indicati  al  comma  1  e’  effettuata
dall’ISTAT ai sensi dell’articolo 8 del codice di  deontologia  e  di
buona condotta per i trattamenti di dati personali a scopi statistici
e  di  ricerca  scientifica  effettuati   nell’ambito   del   Sistema
statistico nazionale e secondo le modalita’ stabilite dalla direttiva
20 aprile 2004, n. 9, del Comitato di cui all’articolo 17 del decreto
3. In relazione alle amministrazioni non facenti parte del  Sistema
statistico nazionale che abbiano costituito l’Ufficio  di  censimento
ai sensi del  presente  regolamento,  l’ISTAT  comunica  al  predetto
ufficio, a titolo gratuito e previa motivata  richiesta  connessa  al
proprio fabbisogno istituzionale informativo, i dati personali, privi
di elementi identificativi diretti, relativi alle unita’ censite  che
abbiano il  centro  aziendale  o  almeno  un  terreno  aziendale  nel
territorio di rispettiva competenza. E’ fatto obbligo agli Uffici  di
censimento delle medesime amministrazioni di procedere al trattamento
dei  dati  nel  rispetto  delle  prescrizioni  di  cui   al   decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e  alle  direttive  e  atti  di
indirizzo del Comitato di cui all’articolo 17  del  medesimo  decreto
legislativo, nonche’ del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.  196,
e delle disposizioni del codice di deontologia e  di  buona  condotta
per il trattamento di dati personali a scopi statistici e di  ricerca
scientifica effettuati nell’ambito del Sistema  statistico  nazionale
di cui all’allegato 3 del  medesimo  decreto  legislativo  30  giugno
2003, n. 196;
4. Gli uffici delle amministrazioni di cui al presente  articolo  e
le amministrazioni di cui al comma 3 sono tenuti, nel rispetto  della
normativa in materia di segreto statistico e di protezione  dei  dati
personali, a utilizzare i dati acquisiti in base al presente articolo
per esclusive finalita’ statistiche, a non comunicarli a  terzi,  ivi
compresi  gli  uffici  dell’amministrazione  di  appartenenza,  e  ad
adottare le misure di sicurezza di cui agli articoli  31  e  seguenti
– Si riporta l’art. 8 del codice di  deontologia  e  di
buona condotta per i trattamenti di dati personali a  scopi
statistici e di ricerca scientifica effettuati  nell’ambito
del Sistema statistico nazionale (Allegato A/3  al  decreto
legislativo n. 196/2003):
«Art.  8  (Comunicazione  dei  dati  tra  soggetti  del
sistema statistico nazionale). –  1.  La  comunicazione  di
dati  personali,  privi  di  dati  identificativi,  tra   i
soggetti del Sistema statistico nazionale e’ consentita per
i  trattamenti  statistici,  strumentali  al  perseguimento
delle finalita’  istituzionali  del  soggetto  richiedente,
espressamente determinati all’atto della  richiesta,  fermo
restando il rispetto dei principi di pertinenza  e  di  non
eccedenza.
2. La comunicazione anche dei  dati  identificativi  di
unita’ statistiche tra i soggetti  del  Sistema  statistico
nazionale e’ consentita, previa motivata richiesta  in  cui
siano esplicitate le  finalita’  perseguite  ai  sensi  del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, ivi  comprese
le finalita’ di ricerca scientifica per  gli  enti  di  cui
all’art. 2 del decreto  legislativo  medesimo,  qualora  il
richiedente  dichiari  che  non  sia  possibile  conseguire
altrimenti il medesimo risultato  statistico  e,  comunque,
nel rispetto  dei  principi  di  pertinenza  e  di  stretta
3. I dati comunicati ai sensi dei commi 1 e  2  possono
essere   trattati   dal   soggetto    richiedente,    anche
successivamente, per le sole finalita’ perseguite ai  sensi
del decreto legislativo  6  settembre  1989,  n.  322,  ivi
comprese le finalita’ di ricerca scientifica per  gli  enti
di cui all’art. 2 del  decreto  legislativo  medesimo,  nei
limiti previsti dal decreto legislativo 30 luglio 1999,  n.
281, e nel rispetto  delle  misure  di  sicurezza  previste
dall’art. 15  della  legge  e  successive  modificazioni  e
integrazioni.».
–  La  direttiva  20  aprile  2004,  n.  9  (Criteri  e
modalita’  per  la   comunicazione   dei   dati   personali
nell’ambito del Sistema statistico nazionale) e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 2004, n. 300.
– Si  riporta  l’art.  17  del  decreto  legislativo  6
«Art.  17  (Comitato  di  indirizzo   e   coordinamento
dell’informazione  statistica).  –  1.  E’  costituito   il
comitato di  indirizzo  e  coordinamento  dell’informazione
statistica  per  l’esercizio   delle   funzioni   direttive
dell’ISTAT  nei  confronti  degli  uffici  di  informazione
statistica costituiti ai sensi dell’art. 3.
2. Il comitato e’ composto:
a) dal presidente dell’Istituto che lo presiede;
b)  da   dieci   membri   in   rappresentanza   delle
amministrazioni statali, di cui tre  delle  amministrazioni
finanziarie,  dotate  dei   piu’   complessi   sistemi   di
informazione  statistica,  indicate  dal   Presidente   del
Consiglio dei Ministri, sentito il presidente dell’ISTAT;
c) da un rappresentante delle regioni designato tra i
propri membri dalla Conferenza permanente  per  i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e le  province  autonome,  di  cui
all’art. 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
d) da un rappresentante dell’UPI;
e) da un rappresentante dell’Unioncamere;
f) da tre rappresentati dell’ANCI;
g) da due rappresentanti di enti pubblici tra  quelli
dotati dei piu’ complessi sistemi d’informazione;
h) dal direttore generale dell’ISTAT;
i) da due esperti scelti tra i professori ordinari di
ruolo di prima fascia in materie statistiche, economiche ed
3. Il comitato puo’ essere integrato, su  proposta  del
presidente,  da  rappresentanti  di  altre  amministrazioni
statali competenti per specifici oggetti di deliberazione.
4. I membri di cui alle lettere b), c), d), e), f) e g)
del comma 2 sono nominati con decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri, su  proposta  del  Ministro  o  del
rappresentante degli organismi interessati; i membri di cui
alla lettera i) sono nominati con  decreto  del  Presidente
del  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del  Ministro
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica.
5. Il comitato dura in  carica  quattro  anni.  I  suoi
membri possono essere confermati per non piu’ di due volte.
6. Il comitato emana direttive vincolanti nei confronti
degli uffici di statistica costituiti ai sensi dell’art. 3,
nonche’ atti di indirizzo nei confronti degli altri  uffici
facenti parte  del  Sistema  statistico  nazionale  di  cui
all’art. 2. Le direttive sono sottoposte all’assenso  della
amministrazione vigilante, che  si  intende  comunque  dato
qualora, entro trenta giorni dalla comunicazione, la stessa
non formula rilievi. Delibera, su proposta del  presidente,
il programma statistico nazionale.
7.  Il  comitato  si  riunisce  su   convocazione   del
presidente ogni volta che questi o le amministrazioni e gli
enti rappresentati ne ravvisino la necessita’.
8. Il  comitato  e’  costituito  con  la  nomina  della
maggioranza assoluta dei propri membri.».
– Si riportano gli articoli, 31, 32, 33, 34,  35  e  36
del decreto legislativo n. 196/2003 (Codice in  materia  di
protezione dei dati personali, in materia di misure  minime
di sicurezza) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio
2003, n. 174, S.O.
«Art. 32 (Particolari titolari). – 1. Il  fornitore  di
un servizio di  comunicazione  elettronica  accessibile  al
pubblico  adotta  ai  sensi  dell’art.  31  idonee   misure
salvaguardare la sicurezza dei suoi  servizi,  l’integrita’
dei  dati  relativi  al   traffico,   dei   dati   relativi
all’ubicazione e delle comunicazioni elettroniche  rispetto
ad ogni forma di utilizzazione o cognizione non consentita.
ad adottare ai sensi dei commi 1 e  2,  tutti  i  possibili
rimedi e i relativi costi presumibili. Analoga  informativa
e’ resa al Garante e all’Autorita’ per  le  garanzie  nelle
comunicazioni.».
«Art. 33 (Misure minime). –  1.  Nel  quadro  dei  piu’
generali obblighi  di  sicurezza  di  cui  all’art.  31,  o
previsti  da  speciali   disposizioni,   i   titolari   del
trattamento sono comunque  tenuti  ad  adottare  le  misure
minime individuate nel presente capo o ai  sensi  dell’art.
58, comma 3, volte  ad  assicurare  un  livello  minimo  di
protezione dei dati personali.».
«Art. 34 (Trattamenti con strumenti elettronici). –  1.
Il trattamento di dati personali effettuato  con  strumenti
elettronici e’ consentito solo se sono adottate,  nei  modi
previsti dal disciplinare tecnico  contenuto  nell’allegato
B), le seguenti misure minime:
b)  adozione   di   procedure   di   gestione   delle
d)   aggiornamento   periodico    dell’individuazione
dell’ambito   del   trattamento   consentito   ai   singoli
incaricati e addetti  alla  gestione  o  alla  manutenzione
degli strumenti elettronici;
e) protezione degli strumenti elettronici e dei  dati
rispetto a trattamenti illeciti di  dati,  ad  accessi  non
consentiti e a determinati programmi informatici;
f) adozione di procedure per la custodia di copie  di
sicurezza, il ripristino della disponibilita’  dei  dati  e
dei sistemi;
g) tenuta di un  aggiornato  documento  programmatico
sulla sicurezza;
h) adozione di tecniche  di  cifratura  o  di  codici
identificativi per determinati trattamenti di dati idonei a
rivelare lo stato di salute o la vita  sessuale  effettuati
da organismi sanitari.
1-bis.  Per  i  soggetti  che  trattano  soltanto  dati
personali non sensibili e  che  trattano  come  unici  dati
sensibili  quelli  costituiti  dallo  stato  di  salute   o
malattia dei propri  dipendenti  e  collaboratori  anche  a
progetto, senza indicazione della relativa diagnosi, ovvero
dall’adesione ad organizzazioni  sindacali  o  a  carattere
sindacale,   la   tenuta   di   un   aggiornato   documento
programmatico sulla sicurezza e’ sostituita dall’obbligo di
autocertificazione, resa dal titolare  del  trattamento  ai
sensi dell’art. 47 del testo unico di cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,  n.  445,  di
trattare soltanto  tali  dati  in  osservanza  delle  altre
misure  di  sicurezza  prescritte.  In  relazione  a   tali
trattamenti, nonche’ a trattamenti comunque effettuati  per
correnti   finalita’   amministrative   e   contabili,   in
particolare  presso  piccole  e   medie   imprese,   liberi
professionisti e artigiani, il Garante, sentito il Ministro
per la semplificazione  normativa,  individua  con  proprio
provvedimento,  da  aggiornare  periodicamente,   modalita’
semplificate di applicazione del  disciplinare  tecnico  di
cui all’allegato B) in  ordine  all’adozione  delle  misure
minime di cui al comma 1.».
«Art. 35  (Trattamenti  senza  l’ausilio  di  strumenti
elettronici).  –  1.  Il  trattamento  di  dati   personali
effettuato senza  l’ausilio  di  strumenti  elettronici  e’
consentito solo se sono adottate,  nei  modi  previsti  dal
disciplinare  tecnico  contenuto   nell’allegato   B),   le
seguenti misure minime:
a)   aggiornamento   periodico    dell’individuazione
incaricati o alle unita’ organizzative;
b) previsione di procedure per un’idonea custodia  di
atti  e  documenti  affidati   agli   incaricati   per   lo
svolgimento dei relativi compiti;
c) previsione di procedure per  la  conservazione  di
determinati  atti  in  archivi  ad  accesso  selezionato  e
disciplina   delle   modalita’   di   accesso   finalizzata
all’identificazione degli incaricati.».
«Art. 36 (Adeguamento). – 1. Il disciplinare tecnico di
cui all’allegato B), relativo alle misure minime di cui  al
presente capo, e’ aggiornato periodicamente con decreto del
Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per le
innovazioni  e  le  tecnologie  e  il   Ministro   per   la
semplificazione  normativa,  in  relazione   all’evoluzione
tecnica e all’esperienza maturata nel settore.».
1. Al fine di diffondere l’informazione statistica ufficiale  sulla
struttura economica e occupazionale del sistema agricolo e zootecnico
del Paese con  un  dettaglio  territoriale  idoneo  a  soddisfare  le
esigenze informative che sono alla base della rilevazione  censuaria,
l’ISTAT  rende  disponibili  i  dati  del  6°   Censimento   generale
dell’agricoltura relativi alla consistenza delle aziende  agricole  e
alle caratteristiche di cui all’articolo 4, comma 4, anche  in  forma
disaggregata, ai sensi  dell’articolo  4,  comma  2,  del  codice  di
deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali a
scopi statistici e di ricerca scientifica effettuati nell’ambito  del
2. Le Regioni e  le  Province  autonome  che  adottano  il  modello
organizzativo  ad   alta   partecipazione   e   che   effettuano   la
registrazione dei dati a cura dell’Ufficio regionale di censimento  o
degli Uffici territoriali di censimento o degli  Uffici  comunali  di
censimento sono autorizzate a diffondere i dati  provvisori,  secondo
modalita’ e tempi concordati con l’ISTAT, in conformita’ al piano  di
diffusione dei dati provvisori stabilito dal medesimo istituto.
–  Si  riporta  l’art.  4,  comma  2,  del  codice   di
deontologia e di buona condotta per i trattamenti  di  dati
personali a  scopi  statistici  e  di  ricerca  scientifica
effettuati nell’ambito  del  Sistema  statistico  nazionale
(Allegato A/3 al decreto legislativo n. 196/2003).
«Art. 4 (Criteri per  la  valutazione  del  rischio  di
identificazione). – 1. (Omissis).
2. Nel programma statistico nazionale sono  individuate
le  variabili  che  possono   essere   diffuse   in   forma
disaggregata, ove cio’ risulti  necessario  per  soddisfare
particolari  esigenze  conoscitive   anche   di   carattere
internazionale o comunitario.».
1.  L’informazione  al  pubblico  relativa  agli  obblighi  e  alle
modalita’ per la raccolta dei dati e’ effettuata  da  ciascun  Comune
mediante  affissione  di   apposito   manifesto   ufficiale   fornito
2. Il manifesto ufficiale, di cui comma 1, e  gli  altri  eventuali
mezzi di informazione e pubblicita’ forniti  dall’ISTAT  sono  esenti
dall’imposta di pubblicita’ e dai diritti  di  affissione,  ai  sensi
degli articoli 17, comma 1, lettere g) ed i), e 21, comma 1,  lettera
f), del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.
3. L’ISTAT promuove, nelle forme ritenute piu’ efficaci, iniziative
di comunicazione integrata volte a garantire il coinvolgimento  e  la
sensibilizzazione dei rispondenti, nonche’ l’utilizzazione  da  parte
della collettivita’ dei dati pubblicati.
4. Gli organi censuari promuovono, anche tramite i propri uffici di
relazione con il pubblico, idonee iniziative a livello  territoriale,
dandone preventiva informazione all’ISTAT al fine  di  assicurare  il
necessario coordinamento con le attivita’ di cui al comma 1.
– Si riportano l’art. 17, comma 1, lettera g)  e  i)  e
l’art. 21, comma 1 lettera f) del  decreto  legislativo  15
novembre  1993,  n.  507   (Revisione   ed   armonizzazione
dell’imposta comunale sulla pubblicita’ e del diritto sulle
pubbliche affissioni,  della  tassa  per  l’occupazione  di
spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonche’
della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani  a
norma dell’art. 4 della legge  23  ottobre  1992,  n.  421,
concernente  il  riordino   della   finanza   territoriale)
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  9  dicembre  1993,  n.
288, S.O.:
«Art. 17 (Esenzioni dall’imposta).  –  1.  Sono  esenti
dall’imposta:
g)  la  pubblicita’  comunque   effettuata   in   via
esclusiva dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali;
h) (omissis);
i) le insegne, le targhe e simili la cui  esposizione
sia obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento
sempre che le  dimensioni  del  mezzo  usato,  qualora  non
espressamente  stabilite,  non  superino  il  mezzo   metro
quadrato di superficie.».
«Art. 21 (Esenzioni dal diritto). – 1. Sono esenti  dal
diritto sulle pubbliche affissioni:
a) – e) (omissis);
f)  ogni  altro  manifesto  la  cui  affissione   sia
obbligatoria per legge;».
Titolo VI   DISPOSIZIONI FINANZIARIE  E DI AMMINISTRAZIONE
Contributi agli Uffici regionali di censimento
1.  Alle  Regioni  e  alle  Province  autonome  e’  corrisposto  un
contributo forfettario commisurato al numero standard di coordinatori
intercomunali  di  censimento  determinato  dal  Piano  generale   di
2. Alle Regioni e alle Province autonome e’ altresi’ corrisposto un
contributo  forfettario  per  un  importo  massimo   complessivo   di
17.500.000 euro, ripartito dall’ISTAT in base al numero di unita’  di
rilevazione previste e al numero di  Comuni  della  Regione  o  della
Provincia autonoma. Nel caso la Regione o Provincia  autonoma  adotti
il modello  ad  alta  partecipazione  il  contributo  viene  ad  essa
corrisposto nella misura del 100 per cento. Nel caso la Regione o  la
Provincia autonoma adotti il modello a partecipazione integrativa  il
contributo forfettario viene ad essa corrisposto nella misura del  10
3.  Alle  Regioni  e  alle  Province  autonome  e’  corrisposto  un
10.000.000 euro, ripartito dall’ISTAT in base al numero di unita’  di
rilevazione previste e  al  numero  di  battute  utili.  Il  predetto
contributo viene corrisposto nella misura del 100 per cento nel  caso
la Regione o la Provincia autonoma scelga di registrare i dati a cura
degli Uffici regionali di censimento o degli Uffici  territoriali  di
censimento o degli Uffici comunali di censimento e nella  misura  del
40 per cento nel caso di affidamento della registrazione a  ditta  da
ciascuna di esse incaricata. Il contributo non spetta alle Regioni  o
alle Province autonome che, ai sensi dell’articolo  18,  scelgano  la
registrazione a cura dell’ISTAT.
Contributo agli Uffici territoriali di censimento
1.  Agli  Uffici  territoriali  di  censimento  e’  corrisposto  un
contributo  forfettario,  onnicomprensivo,  per  un  importo  massimo
complessivo di 1.500.000 euro, ripartito dall’ISTAT in base al numero
di Comuni appartenenti  al  territorio  di  competenza  dell’ufficio.
Qualora nel modello organizzativo ad  alta  partecipazione  il  Piano
regionale di censimento non  preveda  la  costituzione  degli  Uffici
territoriali di censimento,  il  contributo  viene  corrisposto  alla
Regione o Provincia autonoma.
Contributo variabile agli organi di censimento
1. Alle Regioni e alle Province autonome che adottano il modello ad
alta partecipazione, nonche’ ai Comuni delle Regioni e delle Province
autonome che adottano il  modello  a  partecipazione  integrativa  e’
corrisposto un contributo forfettario determinato in base  al  numero
delle unita’ censite.
2. Le Regioni e le Province autonome che  adottano  il  modello  ad
alta partecipazione stabiliscono nel Piano regionale di censimento  i
criteri per la ripartizione dei fondi tra gli Uffici di censimento da
costituire nel territorio regionale o provinciale.
Gestione dei fondi e oneri finanziari
1. L’ISTAT eroga agli organi censuari anticipazioni sui  contributi
previsti dagli articoli 32, 33, e 34,  calcolate  percentualmente  in
relazione alla fase di esecuzione  dei  lavori  e  nei  limiti  dello
stanziamento di cui all’articolo 17, comma 1,  del  decreto-legge  25
novembre 2009, n. 166, secondo parametri definiti dall’ISTAT mediante
apposite  circolari.  Ulteriori  oneri  sostenuti  dagli  organi   di
censimento restano a carico dei loro bilanci.
2. Le amministrazioni destinatarie dei contributi tengono  separata
gestione, secondo le norme vigenti, delle somme loro accreditate  per
le   operazioni   di   censimento,    conservandone    la    relativa
documentazione. Con apposita circolare l’ISTAT definisce le modalita’
di  rendicontazione  delle  spese  censuarie   secondo   criteri   di
contabilita’ analitica.
3. Alla copertura finanziaria delle operazioni censuarie, entro  il
tetto di spesa  pari  ad  euro  128.580.000,  si  provvede  ai  sensi
dell’articolo 17,  del  decreto-legge  25  settembre  2009,  n.  135,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.
E’ fatto obbligo  a  chiunque  spetti  di  osservarlo  e  di  farlo
Dato a Roma, addi’ 23 luglio 2010
Ministeri istituzionali, registro n. 11, foglio n. 280
Note all’art. 35:
135, convertito nella  legge  di  conversione  20  novembre
2009, n. 166  (Disposizioni  urgenti  per  l’attuazione  di
obblighi comunitari e per l’esecuzione  di  sentenze  della
Corte di giustizia delle Comunita’ europee) si rinvia  alla
nota all’art. 2.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 luglio 2010, n. 154 – Regolamento di esecuzione del sesto censimento generale dell’agricoltura, a norma dell’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135. (10G0168) – (GU n. 214 del 13-9-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:20:05+00:00