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Timestamp: 2019-06-19 23:49:46+00:00
Document Index: 138901703

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 32', 'art. 20', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 4']

L’esistenza del vincolo cimiteriale nell’area nella quale è stato realizzato un manufatto abusivo, comportando l’inedificabilità assoluta, impedisce il rilascio della concessione in sanatoria ai sensi dell’art. 33, l. n. 47 del 1985, senza necessità di compiere valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell’opera con i valori tutelati dal vincolo.
L'applicabilità del c.d. terzo condono esclude che nelle zone vincolate possano essere assentiti interventi rientranti nella tipologia 1 dell’Allegato 1 al d.l. n. 269/2003, ovverosia interventi di nuova costruzione o ampliamento di manufatti preesistenti con creazione di nuova volumetria conseguente a nuova superficie.
Le opere edilizie non autorizzate, realizzate su immobili soggetti a vincoli istituiti prima dell'esecuzione di dette opere, non sono suscettibili di sanatoria laddove tali interventi non siano conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, e le due condizioni possono operare disgiuntamente.
Il condono edilizio rappresenta una modalità di regolarizzazione, in via straordinaria, di abusi edilizi già stabilizzati, in ordine ai quali lo Stato trasforma la potestà di repressione ordinaria di tipo ripristinatorio per le costruzioni effettuate senza titolo, in una penalizzazione di natura esclusivamente economica (oblazione), con ulteriore corresponsione al Comune del contributo di concessione.
Il diniego di sanatoria delle opere abusive per incompatibilità ambientale è notoriamente frutto di una valutazione tecnica ampiamente discrezionale, tipica manifestazione del potere autoritativo dell’amministrazione che, come tale, si sottrae al sindacato di legittimità, tranne le ipotesi di manifesta abnormità ovvero macroscopico travisamento dei fatti.
La natura eccezionale dell'istituto del condono edilizio e la sua incidenza sugli illeciti amministrativi
Le norme che disciplinano profili paesistici e profili edilizi del condono sotto l’aspetto amministrativo e quello penale non possono essere interpretate alla luce delle norme paesistiche, posto che le une e le altre sono norme eccezionali insuscettibili di interpretazione estensiva o analogica.
Il provvedimento di diniego di condono deve rendere intellegibili all’interessato le ragioni del ritenuto contrasto dell’opera con il paesaggio circostante, anche al fine di consentire, se possibile, eventuali accorgimenti volti al recupero della compatibilità paesaggistica ed ambientale.
In materia di condono edilizio: le Leggi regionali italiane e la rilevanza della C.E.D.U.
Nell’ipotesi di mancata adozione della carta dell’uso agricolo del suolo e delle attività colturali, la domanda di condono relativa ad un immobile dell'area Sorrentino-Amalfitana non può essere favorevolmente valutata alla stregua della norma derogatoria posta dall’articolo 5, comma 3, lettera d), della legge regionale Campania n. 35/1987.
Condonabilità di immobili vincolati: la distinzione fra immobile ed area
Ai fini della condonabilità di immobili vincolati, la distinzione fra “immobile” ed “area” è inconsistente, in quanto il carattere vincolato di un edificio si rapporta necessariamente alla vincolatezza del sito ove è stato edificato, sicché, dettando la norma generale ex art. 32, c. 27 lett. d) l. 326/2003, il legislatore ha disciplinato l’ipotesi di tutte le costruzioni effettuate in siti vincolati e come tali riflettenti la disciplina vincolistica della zona su cui insistono.
Impugnazione del condono ed interventi successivi
Ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione, da parte di terzi, di provvedimenti di concessione in sanatoria di manufatti abusivi, occorre avere esclusivo riguardo alla data di scadenza della pubblicazione del provvedimento a sanatoria – da effettuarsi in forza dell'art. 20 del D.P.R. n. 380 del 2001, in quanto è compiutamente nota la lesione materiale subita, che peraltro continua a costituire, anch'essa, necessitato presupposto per l'impugnativa.
Sanatoria per abusivo mutamento della destinazione d'uso
La sanatoria del mutamento di destinazione d’uso senza opere è ammissibile solo quando sia possibile dimostrare l’uso effettivo dell’immobile diverso da quello assentito.
L'oblazione per sanatoria edilizia ex art. 35 L. n. 47/1985: condizioni e quantificazione
Diritti ed oneri per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria
La previsione dei casi in cui è dovuto il contributo per il condono edilizio rientra nella materia del governo del territorio, la cui disciplina di principio è riservata allo Stato.
Oneri di concessione dovuti in caso di condono: le scelte del legislatore regionale
La legge regionale può demandare ai Comuni il potere di disporre l'incremento degli oneri di concessione da versare per il rilascio della sanatoria edilizia ai sensi dell'art. 32, co. 27, d.l. 269/2003.
Anteriorità della costruzione rispetto alla data richiesta dalla normativa in materia di sanatoria edilizia
Costituisce onere del ricorrente che intenda contestare quanto rilevato dal Comune in ordine alla data di ultimazione di opere edilizie che renda le stesse suscettibili di essere sanate in occasione della emanazione di un condono edilizio, addurre elementi di certo e sicuro valore probatorio atto a smentire le risultanze cui è pervenuto lo stesso Comune che ha invece ritenuto rientrare la esecuzione delle opere abusive entro i termini previsti della stessa legge di condono.
Presupposti per ottenere il condono dell'opera edilizia abusiva
L'opera che sia stata autorizzata con un titolo edilizio avente natura temporanea e che sia stata mantenuta in loco dopo la scadenza imposta dalla P.A. può essere condonata ai sensi del d.l. 269/2003 soltanto qualora la stessa, alla data del 31 marzo 2003, sia stata ultimata e possegga già il requisito dell'abusività.
Condono di abusi edilizi: procedimento amministrativo e procedure esecutive immobiliari
La dettagliata relazione contenente la qualificazione tecnico-giuridica dell’intervento richiesto e la valutazione del responsabile del procedimento sulla conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie di cui all'art. 4 d.l. 398/1993 non è necessaria nel procedimento di condono.
Competenza di Regioni e Province nel rilascio del condono per opere edilizie abusive
La Regione non ha il potere di stabilire i casi di onerosità del condono edilizio.
Il silenzio-assenso della P.A. nelle questioni relative al condono edilizio: condizioni e termini di decorrenza
Il silenzio significativo formatosi sull'istanza di condono può essere rimosso unicamente mediante l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio da parte del Comune, misura di autotutela che consente di contemperare il ripristino della legalità con l’esigenza, parimenti avvertita dal Legislatore, di rendere effettivamente praticabile l’istituto del silenzio accoglimento.
Soggetti legittimati a chiedere la sanatoria di un'opera edilizia abusiva
E’ ammissibile la presentazione di una domanda di condono da parte del soggetto titolare di un diritto personale di godimento, ancorché la medesima posizione giuridica soggettiva non consenta di per sé il rilascio del conseguente permesso in sanatoria, che presuppone il consenso, quantomeno implicito, del legittimo proprietario del bene interessato dalle opere edilizie.
Presupposto fattuale indispensabile per l’accoglimento della domanda di condono è la perdurante esistenza del manufatto abusivo, non solo al momento della domanda di condono ma anche al momento del rilascio della concessione, con la conseguenza che, nel caso in cui sia venuta meno la stessa opera cui si riferiva la richiesta, consegue l’archiviazione del procedimento.
L'onere della prova nelle controversie relative alla concessione del condono per l'abuso edilizio
L’onere di provare che l’opera è stata completata entro la data utile per beneficiare della sanatoria grava sul richiedente ed ove non sia assolta determina il diniego di condono.
Nel procedimento di condono di opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo il parere dell’organo preposto a tutela del vincolo ha natura obbligatoria e vincolante anche per l’autorità comunale.
L’obbligo di pronuncia da parte dell’autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione alla esistenza del vincolo al momento in cui deve essere valutata la domanda di sanatoria, a prescindere dall’epoca d’introduzione del vincolo: tale valutazione corrisponde alla esigenza di vagliare l’attuale compatibilità con il vincolo dei manufatti realizzati abusivamente.
Subordinazione del rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria al parere favorevole della P.A.
L’affermazione della condivisibilità di quanto affermato in sede di conferenza di servizi costituisce una motivazione adeguata per il diniego di condono in area vincolata; un obbligo più pregnante di motivazione è invece necessario nel caso di mancata condivisione delle precedenti valutazioni.
Diniego di condono edilizio: i pareri della Commissione Edilizia Comunale e della Commissione Edilizia Integrata
Il non trascurabile lasso di tempo intercorso tra la presentazione di un’istanza di sanatoria e l’impugnazione del diniego non attribuisce una posizione giuridicamente tutelata in capo al privato, tenuto conto che per le aree vincolate (in assenza del nulla osta della Soprintendenza) non può trovare cittadinanza l’istituto del silenzio.
La novità del c.d. «terzo condono»
La sanatoria è ammessa dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 solo per le nuove costruzioni di tipo residenziale.
Il condono di interventi edilizi abusivi (Corte Costituzionale n.196/2004)
Il condono è un provvedimento di legge tramite cui i soggetti che vi aderiscono possono ottenere l’annullamento, totale o parziale, di una pena o di una sanzione che potrebbe essere contestata loro per comportamenti pregressi. Il condono edilizio, in particolare, è un procedimento che consente la regolarizzazione amministrativa degli illeciti edilizi, e l’estinzione dei reati connessi a tale attività. La nozione in esame raggruppa le normative emanate con le leggi 47/85, 724/94, e 326/2003.