Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/normativa-C-65/-articolo-19-n.-5/2015-jobs-act-AR-15534/
Timestamp: 2016-10-23 09:34:15+00:00
Document Index: 110614511

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.20', 'art.21', 'art.31', 'art.34', 'art. 20', 'art.\n22', 'art. 2']

“Articolo 19” n. 5/2015: Jobs Act
13 gennaio 2016 - Cat: Normativa
Disponibile online il numero di novembre/dicembre 2015 di "Articolo 19", bollettino di informazione e comunicazione per la rete di RLS, che presenta una panoramica dei principali provvedimenti del Jobs Act. Pubblicità
Bologna, 13 Gen - Pubblichiamo un articolo tratto
da “ Articolo 19” n. 05/2015, bollettino di informazione e
comunicazione per la rete di RLS delle aziende della Provincia di Bologna
realizzato dal SIRS (Servizio
Datore di Lavoro RSPP - Datore di Lavoro RSPP (Rischio Basso) - Aggiornamento 6 oreCorso online di aggiornamento per Datori di Lavoro RSPP (DLSPP) nelle aziende a Rischio Basso
Jobs Act: una panoramica dei
principali provvedimenti di Stefano Franceschelli In attuazione della Legge Delega 183/2014 il
Governo ha emesso otto decreti attuativi che hanno così completato il percorso
di ap­provazione della riforma del lavoro nota come Jobs Act, una serie di
provvedimenti di portata estremamente vasta che non mancano di toc­care nel
vivo anche le tematiche riguardanti la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Volendo svolgere una panoramica dei prin­cipali
provvedimenti, in maniera per forza di cose semplificata, innanzi tutto non
vanno trascurate le disposizioni contenute in uno dei decreti attuativi della
riforma già appro­vati in estate, il Decreto legislativo 81/2015 “Disciplina
organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansio­ni”,
che hanno senza dubbio riflessi di natura prevenzionale se letti alla luce del
tema Salu­te e Sicurezza. È sufficiente infatti citare la nuova disciplina della
mansioni, con la possibilità di mutare le mansioni del lavoratore in caso di
modifica degli assetti organizzativi aziendali, e la nuo­va disciplina lavoro a
orario ridotto e flessibile che agevola il ricorso al lavoro supplementare e
straordinario per i lavoratori part time e la possibilità di trasformazione del
rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dei lavoratori affetti da
patologie oncologiche o da gravi patologie cronico-degenerative. Di impatto ancora più significativo la previ­sione con
cui nello stesso decreto si abroga il comma 5 dell’art. 3 del Dlgs 81/08, elimi­nando
così l’obbligo in capo all’utilizzatore degli adempimenti riguardanti la preven­zione
e la protezione dei lavoratori sommi­nistrati. Una disposizione importante che
comunque non potrà trascurare quanto pre­visto in tema di formazione per i
lavoratori somministrati dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 e la
definizione di lavoratore offerta dal Dlgs 81/08, laddove si individua come
destinatario delle tutele la più ampia platea di soggetti che “indipendentemente
dalla tipologia contrattuale svolge un’attività lavorativa” presso un
datore di lavoro. Pur contenendo interventi di portata inferio­re
rispetto a quanto annunciato e a quanto contenuto nel titolo dello schema di
decreto (il 176 del giugno 2015) è però sicuramente il Decreto legislativo 151/2015 “Disposizio­ni di razionalizzazione e semplificazione
delle procedure e degli adempimenti a carico di cit­tadini e imprese e altre
disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”, ap­provato
ad inizio settembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23/09/2015, quello
che maggiormente interviene in tema di salute e sicurezza sul lavoro andando a
modificare all’art.20 alcuni punti spe­cifici del Dlgs 81/08. - Tre regimi per il lavoro
Accessorio. Ai lavoratori oc­cupati presso un committente imprenditore o profes­sionista
saranno applicate tutte le disposizioni previste dal d.lgs.81/08 s.m., con
tutti i diritti di natura preven­zionale, per i lavoratori occupati in tutti
gli “altri casi” sono assicurate le sole disposizioni dettate all’art.21 del
d.lgs.81/08 (nel quale per le disposizioni inerenti sorve­glianza sanitaria e
formazione sono le facoltà, anziché gli obblighi, a trovare regolazione). Viene
poi confermata l’esclusione dall’applicazione delle disposizioni in materia di
salute e sicurezza sul lavoro per i prestatori di lavoro di accessorio che
svolgono piccoli lavori domestici a ca­rattere straordinario, compreso
l’insegnamento privato e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani,
agli am­malati e ai disabili. - Commissione permanente. Si
assiste ad una ricompo­sizione della Commissione
consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro con un
ridimensionamento dei numeri delle tre compagini istituzioni (Ministeri e
Regioni), parte datoriale e parte sindacale e introducendo la “rappresentanza”
di “esperti in medicina del lavoro, igie­ne industriale e impiantistica
industriale”, nel numero di tre e del “rappresentante dell’ANMIL”,
nel numero di uno. La novità introdotte nella composizione della Commis­sione,
oltre a superare l’elemento del tripartitismo per­fetto (principio cardine
delle disposizioni dettate anche dal livello europeo), apre una domanda su
quali siano le professionalità tecniche che troveranno collocazione in un
organismo di carattere politico in considerazione del fatto che i quattro voti
corrispondenti a tali nuovi soggetti introdotti nella Commissione, acquisiscono
un peso numerico superiore a quanto singolarmente rap­presentato dalle tre
compagini costitutive (istituzioni e parti sociali), fino ad oggi perfettamente
equilibrate nei numeri. - Valutazione dei rischi. La
modifica introdotta riguar­da la formalizzazione del contributo tecnico
dell’Inail, in collaborazione con le aziende sanitarie locali, verso i datori
di lavoro ai fini dell’elaborazione della valutazio­ne dei
rischi (secondo modalità operative che dovranno essere definite) e la
possibilità di utilizzare strumenti in­formatizzati secondo il prototipo
europeo OIRA per le aziende di piccole dimensioni (da attuare previo parere
della Commissione consultiva permanente e previo de­creto del Ministero del
Lavoro). - Servizio di prevenzione e
protezione. La possibilità da parte del datore di lavoro di
svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione
dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione in­cendi e di evacuazione.
Eliminata la soglia numerica del “fino a cinque lavoratori”, oggi in tutte le
imprese o unità produttive (salvo ancora i casi previsti all’art.31, com­ma 6)
il datore di lavoro che rientra nei termini dettati dall’art.34, è libero di
svolgere direttamente i compiti di primo
soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, oltre a quelli del
- Attrezzature di lavoro. Su
questo tema viene effettuata una esplicitazione importante in quanto, con
riferimento all’articolo 69 comma e) del Dlgs 81/08, si indica anche il datore
di lavoro al pari del lavoratore nella definizione di “operatore” come
incaricato dell’utilizzo delle attrez­zature e dei Dpi. - Formazione. Si
introduce un obbligo di formazione specifica per gli operatori destinati alla
conduzione di generatori di vapore e,
con riferimento ai cantieri tem­poranei o mobili, si modificano i requisiti
professionali necessari per le figure di Coordinatore per la progettazio­ne
(CSP) e Coordinatore per l’esecuzione (CSE), anche attraverso la modalità
e-learning, i cui contenuti dovran­no essere ratificati in sede di Conferenza
Stato-Regioni come per i precedenti provvedimenti inerenti gli obbli­ghi formativi
Corposo e di impatto significativo le modi­fiche apportate sul tema in
particolare dalla lettera i) del comma 1 del già richiamato art. 20 e dell’art.
22 comma 4 lettera c). - Si inaspriscono notevolmente le sanzioni a carico
del datore di lavoro in caso di violazione riferita alla man­cata formazione
dei lavoratori, degli addetti alle emer­genze, dei preposti, dei dirigenti e
dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nonché del mancato ri­spetto
dell’obbligo a carico del datore di lavoro e/o dei dirigenti di inviare i
lavoratori a visita medica. Nello specifico le sanzioni sono raddoppiate se
coinvolgono più di cinque lavoratori e triplicate se la violazione ri­guarda
più di dieci lavoratori. - Sono altresì raddoppiate le sanzioni a carico del
datore di lavoro che non abbia protetto in maniera sufficiente il lavoratore
degli effetti derivanti dal rischio elettrico e che non sia in grado di
dimostrare all’organo di vigilan­za di aver cercato in tutti i modi di ridurre
le probabilità di accadimento del danno a carico del lavoratore che utilizza
attrezzature di lavoro. - Su questo fronte, in considerazione del fatto che
le sanzioni vengono comminate dagli organi di vigilanza solo a seguito di
controlli effettuati in azienda, assume ancora maggiore rilievo l’attività di
monitoraggio degli RLS/RLST.
Infine, non certo per ordine di importanza, occorre consi­derare quanto
previsto nel D. lgs. 149/2015 “Disposizioni per la razionalizzazione e la
semplificazione dell’attività ispet­tiva in materia di lavoro e legislazione
sociale” con il quale si istituisce il “famoso” Ispettorato nazionale del
lavoro volu­to dal legislatore per razionalizzare e semplificare l’attività di
vigilanza in materia di lavoro e evitare la sovrapposizione di interventi
ispettivi. È l’art. 2 in particolare a descrivere l’operatività del nuovo
Ispettorato nazionale del lavoro come un’agenzia unica per le ispezioni del
lavoro che inte­gra i ruoli e le funzioni ispettivi oggi svolte ad opera rispet­tivamente
del Ministero del lavoro, dell’Inps e dell’Inail oltre che fornire pareri su
interpelli e a svolgere un coordi­namento dell’attività formativa. È esclusa
dal decreto in questione, contrariamente alle prime versioni circolate,
un’adozione anche dell’attività ispettiva oggi svolta dalle asl attraverso i
SPAL territoriali. Il Decreto è in vigore dalla data successiva alla
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (av­venuta come per il precedente 151/2015
il 23/09/2015) ma occorrerà attendere quarantacinque giorni successivi a tale
data per l’adozione tramite Decreto interministeriale dello statuto dell’Ispettorato unico.
Decreto legislativo 15 giugno 2015, n.
81 - Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in
tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre
2014, n. 183. (15G00095)
Decreto Legislativo 14 settembre 2015,
n. 149 - Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione
dell'attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in
attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00161)
n. 151 - Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e
degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in
materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10
dicembre 2014, n. 183. (15G00164)
19” n. 5/2015 (formato pdf)
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