Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2014/11/16/11/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-19 15:32:34+00:00
Document Index: 158306010

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

﻿XI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - domenica 16 novembre 2014
Domenica 16 novembre 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Teresa Bellanova.
C. 2660, approvato dal Senato.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 14 novembre 2014.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che rispetto alle valutazioni di ammissibilità delle proposte emendative comunicate nella seduta del 14 novembre 2014 sono state presentate cinquanta richieste di riesame. In proposito, comunica che a seguito del nuovo esame, possono ritenersi ammissibili le seguenti proposte emendative:
Rostellato 1.372, nel presupposto che si intenda riferito ai contributi per le prestazioni di cui al comma 2 dell'articolo 1;
Rostellato 1.381, in quanto alla disposizione può riconoscersi una finalità di semplificazione delle procedure, in linea con le finalità della delega di cui al comma 6;
Rostellato 1.389, 1.394, 1.395, 1.396, 1.397, Chimienti 1.416 e 1.430, Rizzetto 1.442 e Rostellato 1.461, che intervengono sulla disciplina del lavoro autonomo, in quanto le proposte emendative sono volte ad estendere anche ai lavoratori autonomi forme di tutela disciplinate nell'ambito delle disposizioni del provvedimento, con particolare riferimento alle misure di sostegno al reddito e alle tutele in caso di malattia e maternità.
Fa presente che, per effetto di tale revisione della valutazione, debbono altresì ritenersi ammissibili gli emendamenti Pag. 3Gribaudo 1.166, Gribaudo 1.168, Gribaudo 1.169, Rostellato 1.361 e Ciprini 1.476.
Con riferimento alle altre richieste, ritiene, invece, che, sulla base dei criteri di ammissibilità già illustrati nella seduta del 14 novembre, debbano essere confermate le valutazioni di inammissibilità già formulate con riferimento alle proposte emendative Placido 1.58, Airaudo 1.84, 1.100 (limitatamente alla lettera c-ter)), e 1.136, Prataviera 1.171, 1.204 e 1.205, Giorgia Meloni 1.213, Polverini 1.241, Cominardi 1.252, 1.253, 1.257, 1.258 e 1.259, 1.260, Spessotto 1.273, Ciprini 1.316, Baldassarre 1.318, Ciprini 1.330, Rizzetto 1.332, Rostellato 1.385, 1.390, 1.391, 1.392, 1.393 e 1.398, Rizzetto 1.437, 1.438 e 1.453, Ciprini 1.466, 1.469, 1.484, 1.485 e 1.486, Rostellato 1.494 e 1.521, Cominardi 1.522, Airaudo 1.01 e 1.03.
Claudio COMINARDI (M5S) chiede alla presidenza i criteri con cui ha giudicato i ricorsi sull'ammissibilità, ritenendo che siano state compiute valutazioni contraddittorie e discriminatorie. Chiede, in particolare, come mai siano state considerate attinenti all'oggetto del provvedimento talune materie, come quella previdenziale, mentre si siano riviste le valutazioni in ordine alle proposte emendative relative ai lavoratori autonomi.
Giorgio AIRAUDO (SEL), associandosi alle considerazioni testé svolte, chiede di conoscere i criteri utilizzati nella valutazione dell'ammissibilità.
Cesare DAMIANO, presidente, fa notare che, nella valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti, si è attenuto alle disposizioni regolamentari, che prevedono, con riferimento ai disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, l'inammissibilità delle proposte estranee al loro oggetto, come definito nei documenti di programmazione economica e finanziaria, come risultanti a seguito dell'approvazione della relativa risoluzione da parte dell'Assemblea della Camera, ovvero che contrastano con i criteri per l'introduzione di nuove o maggiori spese o minori entrate, come definiti dalla legislazione vigente sul bilancio e sulla contabilità dello Stato. Fa altresì notare che talune materie – come quella connessa al lavoro autonomo – sono state giudicate inerenti all'oggetto del provvedimento nella parte in cui presentano una forte connessione con le tematiche affrontate nel provvedimento, come, ad esempio, in caso dell'estensione delle misure di sostegno al reddito e delle tutele in caso di malattia e maternità.
Claudio COMINARDI (M5S) ritiene insufficienti i chiarimenti forniti dalla presidenza, sottolineando l'illogicità delle sue scelte. Cita a riferimento l'emendamento 1.260, a sua prima firma, in materia di limiti ai salari più elevati in relazione ai salari minimi, che è stata, a suo avviso ingiustamente, ritenuta inammissibile, nonostante il provvedimento intervenga esplicitamente su tale ultima materia.
Cesare DAMIANO, presidente, fa notare che il provvedimento fa riferimento al salario minimo non a quello massimo, a cui si riferisce invece l'emendamento 1.260, volto a introdurre limiti ai trattamenti economici annui per gli amministratori di società. Fa notare che, nella valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti, si è attenuto ai criteri previsti dal Regolamento, senza eccessivi formalismi.
Walter RIZZETTO (M5S) chiede chiarimenti in ordine agli emendamenti Baldassarre 1.318 e Rizzetto 1.332, ritenendo ingiustificata la loro inammissibilità, considerando che tali proposte affrontano materie oggetto delle disposizioni del provvedimento in esame.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che la valutazione di inammissibilità per la proposta emendativa Baldassarre 1.318 è stata confermata in quanto tale emendamento è suscettibile di recare maggiori oneri per la finanza pubblica senza prevedere un'adeguata compensazione finanziaria. Quanto all'emendamento Rizzetto 1.332, osserva che esso attiene alla materia della compensazione tra crediti e Pag. 4debiti nei confronti della pubblica amministrazione e incide, pertanto, su una materia estranea all'oggetto del provvedimento, intervenendo su un ambito materiale proprio dei provvedimenti di carattere finanziario.
Ricorda che a partire dalla seduta odierna avranno inizio le votazioni delle proposte emendative presentate e che il voto sul conferimento al mandato al relatore dovrebbe svolgersi entro la giornata di giovedì 20 novembre. Come già segnalato nella riunione dell'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi del 14 novembre 2014, qualora si rendesse necessario al fine di rispettare tale ultimo termine, si riserva di chiedere ai rappresentanti dei gruppi di segnalare le proposte emendative da porre comunque in votazione.
Passando all'esame degli emendamenti, avverte che, d'intesa con il rappresentante del Governo, nella seduta di oggi si esprimeranno i pareri sugli emendamenti riferiti ai commi 1 e 2 dell'articolo 1. Chiede se qualcuno intenda intervenire per l'illustrazione del complesso degli emendamenti.
Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo sull'ordine dei lavori, alla luce delle informazioni rese note dagli organi di stampa, si chiede se vi siano margini per una discussione reale sul presente provvedimento o se, al contrario, il Governo abbia già deciso di presentare proprie proposte emendative, con il rischio di rendere vano il lavoro della Commissione.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, fa notare che, allo stato, non risulta alcuna proposta emendativa presentata dal Governo. Ritiene, piuttosto, che vi sia la possibilità che il rappresentante del Governo proponga la riformulazione di taluni specifici emendamenti di iniziativa parlamentare.
Claudio COMINARDI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, si associa alla preoccupazione testé manifestata dal deputato Airaudo. Quanto alle concrete modalità di svolgimento dell'esame, si chiede se sia possibile che la Commissione svolga i propri lavori in una sede più idonea, considerato l'elevato numero di deputati presenti nell'aula. Tornando sulla questione dell'ammissibilità degli emendamenti, invita la presidenza a ispirare il proprio operato a criteri di maggiore equità, sottolineando come in particolare il suo emendamento 1.260 meritasse di essere giudicato ammissibile, trattando di rapporto salariale e non di salario massimo.
Simone BALDELLI (FI-PdL), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa notare, anzitutto, che il Governo ha impresso una illogica accelerazione dell’iter di esame del provvedimento, sulla base di una discutibile e tardiva operazione di collegamento alla manovra di finanza pubblica, attraverso la quale intende imporre, nella seduta dell'Assemblea di domani, la conclusione dell’iter entro un termine prefissato, peraltro con il rischio di una pericolosa coincidenza con l'esame in Commissione bilancio del disegno di legge di stabilità. Ritiene dunque scorretto l'atteggiamento del Governo che ha sottoposto il Parlamento a una forte pressione, rischiando di ingolfarne i lavori, al solo scopo di raggiungere un equilibrio all'interno del suo partito di maggioranza, tenuto conto che il provvedimento in esame non ha i requisiti della necessità e dell'urgenza e che, generalmente, i provvedimenti collegati alla manovra finanziaria vengono esaminati in tempi non così ristretti, come testimonia la recente approvazione in prima lettura da parte della Camera di un disegno di legge collegato alla manovra di bilancio dello scorso anno. Nel far notare che ciò ha peraltro determinato una sovrapposizione dei lavori delle diverse commissioni, ritiene, tuttavia, che i tempi dell’iter di esame, allo stato, non possano essere ancora definiti con certezza, poiché l'Assemblea non si è ancora pronunciata sulla questione procedurale della definizione dei tempi di conclusione dell’iter. Si chiede, pertanto, se fosse realmente opportuno Pag. 5anticipare a tal punto i lavori della Commissione.
Davide TRIPIEDI (M5S) auspica che il Governo non entri a «gamba tesa» sull’iter di esame del provvedimento, con la presentazione di un proprio maxiemendamento, ma rispetti il lavoro della Commissione, a differenza di quanto accaduto in più occasioni negli scorsi mesi.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, fa presente di aver ritenuto opportuna una anticipazione dell'esame alla giornata odierna al fine di garantire un ampio svolgimento della discussione, facendo notare che, altrimenti, vi sarebbe stato il rischio di una compressione dei tempi nei giorni centrali della prossima settimana. Nel ritenere, pertanto, di aver agito con prudenza al fine di organizzare in modo razionale i tempi di esame, rileva che proprio per consentire lo svolgimento di un vero dibattito, nell'ambito dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si è scelto di non ricorrere, ai fini delle votazioni, all'applicazione di principi di economia procedurale, ai quali, in ogni caso, si riserva di ricorrere qualora ve ne sia la necessità. Quanto alla richiesta di far svolgere i lavori in un'altra sede, fa presente che vi sono le condizioni per svolgere la seduta nell'aula della Commissione, ricordando che in questi giorni l'Aula del Mappamondo è utilizzata per i lavori della Commissione bilancio.
Claudio COMINARDI (M5S) intervenendo sull'ordine dei lavori, preso atto della indisponibilità della Sala del Mappamondo, propone in ogni caso di trasferire i lavori in un'aula di un'altra Commissione più spaziosa.
Davide BARUFFI (PD) ringraziando il Presidente per l'ampio tempo che ha voluto garantire per i lavori della Commissione, auspica che vi possa essere in tempi rapidi l'illustrazione dei pareri da parte del relatore e del rappresentante del Governo.
Simone BALDELLI (FI-PdL) intervenendo sul complesso degli emendamenti, sottolinea come da articoli apparsi sulla stampa risulta esservi stata una trattativa politica che comporterebbe, secondo le parole del capogruppo del Partito Democratico Speranza, una «sterzata a sinistra» rispetto al provvedimento in esame. Ricorda la tendenza in atto nelle ultime legislature a porre la fiducia sul testo approvato nelle singole Commissioni, solitamente emendato sulla base di proposte formalmente provenienti dal relatore e non dal Governo. In conclusione, si dichiara curioso di verificare come questa presunta «sterzata a sinistra» possa essere accolta dai colleghi del gruppo del Nuovo Centro Destra e quale possa essere l'esito di un'eventuale terza lettura del provvedimento al Senato.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) intervenendo anche in qualità di membro del Comitato per la legislazione, ricorda che il Comitato stesso ha approvato un parere che pone in risalto alcuni elementi critici del provvedimento in esame. Invita, pertanto, il relatore e il rappresentante del Governo a tenerne conto per eventuali proposte emendative.
Davide TRIPIEDI (M5S) osserva che eventuali proposte emendative del Governo su un testo che conferisce allo stesso la delega a emanare provvedimenti legislativi svuoterebbero ulteriormente il ruolo del Parlamento.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, ricorda al collega Tripiedi che ogni eventuale emendamento del Governo dovrà in ogni caso essere approvato dalle Camere. Rispondendo al collega Sannicandro dichiara che si avrà cura di tenere conto del parere del Comitato per la legislazione per possibili proposte emendative.
Illustra, poi, i pareri sulle proposte emendative riferite ai commi 1 e 2 dell'articolo 1. Invita al ritiro dei seguenti emendamenti, esprimendo altrimenti parere contrario: gli identici Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170, Airaudo 1.49, Placido Pag. 61.50 e 1.51, Airaudo 1.64, Prataviera 1.174, limitatamente alla parte ammissibile, e 1.173, limitatamente alla parte ammissibile, Placido 1.65, Prataviera 1.172, limitatamente alla parte ammissibile, Airaudo 1.63 e 1.66, Ciprini 1.467, Chimienti 1.277, Tripiedi 1.275, Prataviera 1.175, gli identici Mucci 1.274 e Airaudo 1.55, Airaudo 1.140, Dell'Aringa 1.11, Gnecchi 1.541, Ciprini 1.475, Placido 1.67, Ciprini 1.477, Rizzetto 1.452, nonché Rostellato 1.365 e 1.368. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Gregori 1.215 e Placido 1.141. Invita, poi, al ritiro degli emendamenti Prataviera 1.176 e 1.177, limitatamente alla parte ammissibile, ed esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Gregori 1.216 e Airaudo 1.142 se riformulati sostituendo la parola: «benefici» con: «trattamenti».
Invita al ritiro dei seguenti emendamenti, esprimendo altrimenti parere contrario: Prataviera 1.178, limitatamente alla parte ammissibile, gli identici Mucci 1.498 e Chimienti 1.278, Airaudo 1.68, Polverini 1.234, gli identici Gregori 1.217, Placido 1.143 e Di Salvo 1.33, Mucci 1.499, Cominardi 1.280, Prataviera 1.179, Placido 1.69, Chimienti 1.279, Rizzetto 1.281, Rostellato 1.282, Prataviera 1.180, Tripiedi 1.276, Airaudo 1.70, Cominardi 1.287, Prataviera 1.181 e 1.182, limitatamente alla parte ammissibile, Rostellato 1.366, Placido 1.71, Airaudo 1.72, Chimienti 1.283 e 1.284, Ciprini 1.286, Chimienti 1.285, Rostellato 1.367 e Placido 1.73.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Ciprini 1.478 e invita al ritiro dei seguenti emendamenti, esprimendo altrimenti parere contrario: Ciprini 1.480 e 1.479, Formisano 1.5, Rizzetto 1.451, Airaudo 1.74, Placido 1.75, Rostellato 1.369, Burtone 1.28, Polverini 1.235 e Rizzetto 1.288.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Gnecchi 1.540, qualora riformulato nei seguenti termini: Al comma 2, lettera b), numero 3, dopo le parole: coordinata e continuativa aggiungere le seguenti:, fino al suo superamento,.
Invita, quindi, al ritiro dei seguenti emendamenti, esprimendo altrimenti parere contrario: Placido 1.77, Airaudo 1.76, Ciprini 1.470 e 1.471, Prataviera 1.183, limitatamente alla parte ammissibile, Airaudo 1.78, Rostellato 1.289, Placido 1.158, Tripiedi 1.290, Chimienti 1.291 e 1.292, Rostellato 1.370, Ciprini 1.481, Rizzetto 1.444, Polverini 1.236, Placido 1.79, Ciprini 1.474, Placido 1.92, gli identici Gregori 1.218, Airaudo 1.144 e Di Salvo 1.34, Chimienti 1.293, Ciprini 1.294, Airaudo 1.80 e 1.155, Prataviera 1.184 e 1.185, Cominardi 1.295, Gribaudo 1.168, Ciprini 1.476, Placido 1.81, Rostellato 1.372 e 1.373.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Dell'Aringa 1.12 ed invita al ritiro dei seguenti emendamenti, esprimendo altrimenti parere contrario: Ciprini 1.472, Airaudo 1.82, Rizzetto 1.440, Placido 1.154, Prataviera 1.186, Airaudo 1.153 e 1.160, Dell'Aringa 1.13, Placido 1.83, Cominardi 1.245, Gribaudo 1.535 e 1.536, Rizzetto 1.333, Rostellato 1.371 e Airaudo 1.163.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA, esprime parere conforme a quello del relatore.
Marialuisa GNECCHI (PD) preannuncia l'intenzione di accogliere l'invito al ritiro formulato dal relatore, anticipando che anche gli altri colleghi del suo gruppo intendono accogliere gli analoghi inviti formulati dal relatore e dal rappresentante del Governo. Preannuncia altresì l'intenzione di accettare la riformulazione proposta dal relatore per l'emendamento a sua prima firma 1.540.
Cesare DAMIANO, presidente, dà quindi conto delle sostituzioni.
Titti DI SALVO (Misto-LED) accetta gli inviti al ritiro formulati dal relatore.
Davide TRIPIEDI (M5S), illustra l'emendamento 1.360 a sua prima firma finalizzato ad abrogare la delega al Governo, raccomandandone l'approvazione. Rileva che le ragioni che spingono in questa direzione sono molteplici: innanzitutto, Pag. 7anche in questa Commissione, come al Senato dove è stata posta la questione di fiducia, non è stata avviata una discussione aperta; inoltre vi sono fondati motivi per ritenere la stessa delega, eccessivamente vaga e generica, incostituzionale. Fa presente che avrebbe voluto poter lavorare per migliorare il provvedimento e discutere insieme in questa Commissione di misure che interessano il futuro dei nostri figli e del nostro Paese, ma deve purtroppo costatare che su molti emendamenti di buon senso non è stato espresso un parere favorevole. Esprime, quindi, amarezza per il poco rispetto della Commissione.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) dichiara, a sua volta, di condividere la necessità di sopprimere nel suo complesso le deleghe al Governo contenute nell'articolo 1. Osserva, peraltro, che vi è una forte contraddizione con riguardo alla terminologia utilizzata, giacché il titolo del provvedimento in più casi fa riferimento alla revisione di alcuni istituti, mentre nelle singole disposizioni si cita il riordino dei medesimi istituti. In proposito, rileva che la parola «riordino», come evidenziato anche dal Comitato per la legislazione, dovrebbe essere più correttamente riferita a provvedimenti che non presentano carattere innovativo, come invece nel caso di specie.
Emanuele PRATAVIERA (LNA), intervenendo sull'emendamento 1.170, a sua prima firma, identico all'emendamento Tripiedi 1.360, preannuncia il proprio voto favorevole, anche in considerazione della mancanza di risposte da parte del Governo in sede di discussione generale. Giudica in modo fortemente critico l'atteggiamento con il quale il Governo è intervenuto in questo provvedimento e il clima collaborativo instaurato dall'Esecutivo con il solo Partito democratico. Auspica, infine, che, anche qualora il suo emendamento fosse respinto, sia comunque possibile apportare le necessarie modifiche alla legge delega.
Claudio COMINARDI (M5S) ritiene che l'emendamento in discussione sia il più importante poiché mette in discussione tutto l'impianto del provvedimento. Invita, quindi, i colleghi a riflettere sul fatto che si potrebbe dare una svolta alla politica del nostro Paese dando ascolto alle opinioni dei qualificati esperti auditi dalla Commissione che hanno evidenziato le criticità anche a livello costituzionale del provvedimento che, personalmente, reputa vergognoso. Esprime, quindi, disappunto per il fatto che le sedute della Commissione non possano essere trasmette in streaming, mentre con il provvedimento in esame si avalla la decisione di estendere la videosorveglianza sul lavoro. Inoltre ritiene criticabile che i membri della Commissione non siano informati degli interventi relativi al contratto a tutele crescenti, quando fuori dall'aula le voci circolano con grandissima facilità. Si domanda, quindi, per quale ragione i colleghi del Partito democratico non abbiano il coraggio di mostrare i loro attributi...
Cesare DAMIANO, presidente, invita il collega Cominardi a usare un linguaggio più consono.
Claudio COMINARDI (M5S), scusandosi con la presidenza, precisa che intendeva riferirsi agli «attributi comportamentali». Conclude, quindi, sottolineando l'importanza di non approvare il provvedimento con un impianto così strutturato, le cui conseguenze peseranno sulla coscienza di chi oggi lo sostiene.
Tiziana CIPRINI (M5S) rivolge un invito a votare l'emendamento Tripiedi 1.360 facendo presente che in tal modo si scongiura il rischio di votare una delega in bianco. Ritiene, infatti, che lo strumento utilizzato non sia adatto per fare una riforma in un settore, come quello del lavoro, che dovrebbe invece registrare un'ampia partecipazione di tutte le parti interessate. Manifesta, quindi, preoccupazione per le voci di un probabile emendamento del Governo che assorbirebbe tutto il provvedimento e ritiene che si tratterebbe di un esito procedurale paradossale. Pag. 8Invita, quindi, a votare l'emendamento 1.360.
Giorgio AIRAUDO (SEL) preannuncia un voto favorevole sugli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170, sottolineando come il proprio gruppo presenterà una pregiudiziale di costituzionalità in Assemblea ritenendo che la delega conferita al Governo non sia conforme alla Costituzione. Evidenzia quindi la contraddizione tra quanto dichiarato dai membri del Governo, che sostengono la volontà dell'Esecutivo di assicurare la certezza del diritto, e l'incremento del contenzioso che produrrà l'approvazione del provvedimento, facendo sì che a lavorare di più saranno gli studi legali. È convinto che si stia rendendo un pessimo servizio non solo ai lavoratori, ma anche alle imprese proprio in considerazione dell'utilizzo di uno strumento troppo generico.
Manifesta, quindi, la propria preoccupazione per il fatto che con tale delega non solo venga segnata la fine dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma vengano destrutturati i più importanti articoli di quella legge, con interventi sulle mansioni e i controlli a distanza. Ribadisce che la soluzione migliore sarebbe quella di sopprimere la delega ed evidenzia come sarebbe utile e possibile seguire altre vie per le quali il suo gruppo ha messo in campo il massimo sforzo.
Renata POLVERINI (FI-PdL) preannuncia, a nome del proprio gruppo, il voto favorevole sugli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170 per ragioni di coerenza. Manifesta, infatti, l'intenzione di presentare in Assemblea una questione pregiudiziale di costituzionalità avendo la delega un carattere eccessivamente generico, che non consente di orientare in maniera sufficiente i contenuti dei decreti legislativi.
Davide TRIPIEDI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, si dichiara stupito per la reazione alle parole del collega Cominardi. Ritiene che i componenti della Commissione dovrebbero sentirsi offesi dall'atteggiamento del Governo che ha svuotato completamente le prerogative parlamentari. Reputa che sia le dichiarazioni, sia quanto sta succedendo nell'esame del provvedimento siano una grande presa in giro e che si stia mettendo a rischio il lavoro nel nostro Paese. Evidenzia, infatti, come si parli di modifiche che vanno incontro alle posizioni della sinistra, mentre l'impianto del provvedimento va in tutt'altra direzione.
Silvia CHIMIENTI (M5S) lamenta lo scarso rispetto nei confronti dei colleghi che intervengono per esprimere la loro opinione, osservando come vi sia un costante brusio di sottofondo.
Cesare DAMIANO, presidente, assicura la deputata Ciprini di aver sempre garantito a ogni parlamentare la possibilità di esprimere il proprio pensiero.
Monica GREGORI (PD) ritiene che già in questi primi pareri vi sia il segno di un miglioramento del testo in discussione, osservando, ad esempio, come con il parere espresso sull'emendamento Gnecchi 1.540 ci si muova nel senso del disboscamento delle forme contrattuali e del superamento dei contratti di collaborazione.
Walter RIZZETTO (M5S) si associa alle considerazioni svolte dai propri colleghi sui contenuti della legge delega. Preannuncia, quindi, un voto favorevole sugli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170, sottolineando come sarebbe stato preferibile che il provvedimento avesse avuto un iter più approfondito in entrambi i rami del Parlamento. Nel lamentare, infatti, il ricorso alla posizione della questione di fiducia presso il Senato, sottolinea come non siano chiari aspetti essenziali per l'attuazione della delega, a partire dal contenuto del contratto a tutele crescenti. Condivide anche le osservazioni circa il rischio di incostituzionalità del provvedimento, in considerazione della possibilità lasciata al legislatore delegato di muoversi liberamente all'interno di criteri direttivi troppo ampi e generici. Pag. 9Esprime, inoltre, disappunto per il fatto che le disposizioni relative al contratto a tutele crescenti siano di fatto dipendenti da quanto previsto nel disegno di legge di stabilità, dichiarandosi preoccupato per le voci secondo le quali si vorrebbero comprimere i tempi per l'esame in Commissione attraverso le presentazioni di un maxiemendamento del Governo. Osserva, conclusivamente, come il sindacato che ora si muove con la proclamazione di scioperi contro la riforma, in passato non ha mostrato altrettanto vigore.
Simone BALDELLI (FI-PdL) condivide, pur senza fare ricorso a parole altisonanti, le considerazioni sulla genericità della delega. Aggiunge una considerazione politica circa le evidenti difficoltà che si manifestano nel tenere insieme due componenti della maggioranza, osservando come tali difficoltà si traducano nell'esigenza di ricercare continuamente soluzioni di mediazione sul testo del provvedimento. A suo avviso, ne risulta, quindi, un testo che costituisce un contenitore vuoto. Ripercorre, quindi, la vicenda del contratto a tutele crescenti ricordando come esso fosse stato proposto anni addietro dal senatore Ichino in una sede congressuale del Partito Democratico e fosse stato respinto dallo stesso partito che ora lo sostiene. In un certo senso, ritiene, quindi, che nel provvedimento non vi siano rilevanti novità, ma che si tratti – come si è detto – della solita zuppa, e che via sia un tentativo di dimostrare che si sta facendo qualcosa con un dibattito vecchio, come quello sull'articolo 18. Ribadisce, dunque, il voto favorevole a sugli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170, anche se gli emendamenti non sono stati presentati dal proprio gruppo, sottolineando come questo primo voto possa contribuire a identificare in modo chiaro chi è a favore e chi è contro a questa cosiddetta riforma.
Sergio PIZZOLANTE (NCD), intervenendo anch'egli sugli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170, ritiene che il collega Baldelli non debba porsi domande su quale sia il livello della mediazione del testo in esame, prendendo invece atto che, con il provvedimento oggi in discussione, si è dato vita ad un cambiamento epocale con la riforma dell'articolo 18 e, in generale, dello Statuto dei lavoratori. Precisa, quindi, che il disegno di legge oggi in discussione, per la sua innovatività, va incontro alle tesi più riformiste del Governo e della maggioranza parlamentare che lo sostiene, in particolare introducendo il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, a fronte del quale la legge di stabilità prevede la decontribuzione per l'assunzione di nuovi lavoratori. Reputa quindi che ci si dovrebbe chiedere, invero, il perché, in circa dieci anni di Governo, l'Esecutivo Berlusconi non abbia realizzato questo genere di riforme.
Titti DI SALVO (Misto-LED) annuncia il proprio voto contrario contro gli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170. Precisa quindi di non ritenere che il cambiamento delle regole del mercato del lavoro, di per sé, aumenti l'occupazione, ma che vi siano comunque aspetti rilevanti da correggere in tale materia. Sottolinea quindi che il primo aspetto da modificare sono le tipologie di accesso al mondo del lavoro, le quali, come noto, sono ben quarantasei, ricordando che la contrarietà alla legge 14 febbraio 2003, n. 30, fa parte della sua storia politica. Evidenzia, quindi, che, in base all'attuale disciplina, anche nel pubblico impiego, lavoratori che svolgono le medesime mansioni hanno diritti e retribuzioni diverse. Aggiunge che un ulteriore problema da affrontare è quello concernente l'uscita dal mondo del lavoro, in quanto l'attuale disciplina lascia «scoperte» moltissime persone sotto il punto di vista della protezione sociale. Reputa quindi essenziale dare risposte alle problematiche ora indicate.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, ribadisce che non risulta che il Governo abbia l'intenzione di presentare un maxiemendamento Pag. 10sul testo in esame e che pertanto non sembra vi sia alcuna lesione delle prerogative e del ruolo del Parlamento. Prima di porre in votazione gli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170, dà quindi conto delle sostituzioni.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Tripiedi 1.360 e Prataviera 1.170.
Davide TRIPIEDI (M5S) chiede la verifica degli esiti della votazione.
Cesare DAMIANO, presidente, procede, con l'ausilio dei deputati segretari, alla verifica della votazione testé effettuata, confermandone l'esito.
Giorgio AIRAUDO (SEL) interviene sull'emendamento 1.49, a sua prima firma, illustrandolo e raccomandandone l'approvazione. Ricorda che questa proposta emendativa realizza un progetto alternativo e solidaristico degli ammortizzatori sociali. Con riferimento a quanto in precedenza osservato dal collega Rizzetto, fa presente che risponde a verità che sulla cosiddetta riforma pensionistica «Fornero» e sulla modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, non fu, ai tempi, indetto uno sciopero generale da parte delle organizzazioni sindacali, pur essendo state svolti scioperi e manifestazioni.
Davide TRIPIEDI (M5S) annuncia il voto favorevole – da parte del suo gruppo – sull'emendamento Airaudo 1.49.
La Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.49.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento 1.50, di cui è primo firmatario, raccomandandone l'approvazione.
Tiziana CIPRINI (M5S), nell'annunciare il proprio voto favorevole sull'emendamento Placido 1.50, fa presente che il proprio gruppo non ha presentato proposte emendative relative al reddito di cittadinanza, sostenuto con forza dal MoVimento 5 Stelle, temendo un suo stravolgimento in caso di inserimento tra i criteri di delega.
Claudio COMINARDI (M5S) chiede le motivazioni per le quali il Governo ha espresso parere contrario sull'emendamento Placido 1.50, ritenendo che, ove sussistessero problemi di copertura finanziaria, il suo gruppo potrà indicare le necessarie soluzioni.
La Commissione respinge l'emendamento Placido 1.50.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) chiede al Governo le motivazioni del suo avviso contrario in merito alla proposta emendativa Placido 1.51, della quale è cofirmatario. Rileva preliminarmente che l'emendamento intende specificare che il comma 1 dell'articolo 1 è teso a dare attuazione agli articoli 36 e 38 della Costituzione, ricordando, in particolare, che il primo dei predetti articoli riconosce il diritto che ciascun lavoratore, con la sua famiglia, possa, per così dire, mangiare ogni giorno. Rileva inoltre che il riferimento, nel suddetto articolo 1, comma 1, al «riordino» della normativa in materia di ammortizzatori sociali, potrebbe non essere corretto e invita i colleghi a ragionare su una eventuale riformulazione di tale termine, in quanto non si è in presenza di una delega al Governo per la redazione di un testo unico della disciplina legislativa vigente in materia.
Cesare DAMIANO, presidente, chiarisce che nessuno vuole abolire la Costituzione, o alcuni suoi articoli, rilevando che non è consueto richiamare, di continuo, nei testi legislativi la necessità di una sua attuazione, in quanto le disposizioni costituzionali dispiegano i propri effetti indipendentemente da un loro eventuale espresso richiamo. Ritiene inoltre che si possa ragionare se sostituire il termine «riordino», richiamato dal collega Sannicandro, con Pag. 11un altro più opportuno, che potrebbe, ad esempio, essere «revisione».
La Commissione respinge l'emendamento Placido 1.51.
Giorgio AIRAUDO (SEL), nell'illustrare la sua proposta emendativa 1.64, fa notare che essa mira a modificare il comma 1 dell'articolo 1, che così come formulato, appare discriminatorio nei confronti di chi resta privo di reddito. Giudica sbagliato introdurre criteri assicurativi in materia di strumenti di sostegno al reddito, che, a suo avviso, dovrebbero, al contrario, avere carattere solidaristico.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.64.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra il suo emendamento 1.174, chiedendosi il motivo del parere contrario del relatore e del Governo, tenuto conto che tale proposta emendativa mira a migliorare la condizione del lavoratore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Prataviera 1.174, limitatamente alla parte ammissibile.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra il suo emendamento 1.173.
Davide TRIPIEDI (M5S) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento Prataviera 1.173, che giudica di buon senso.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Prataviera 1.173, limitatamente alla parte ammissibile.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) illustra l'emendamento Placido 1.65, di cui è cofirmatario, facendo notare che esso mira a limitare la discrezionalità del Governo nell'esercizio della funzione legislativa delegata.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Placido 1.65 e Prataviera 1.172, limitatamente alla parte ammissibile.
Giorgio AIRAUDO (SEL) illustrando i suoi emendamenti 1.63 e 1.66, fa notare che essi mirano ad evitare conflitti di natura istituzionale e a far sì che il Governo eserciti la sua funzione legislativa con maggiore consapevolezza, coinvolgendo sia le Regioni che le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.63.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) illustrando l'emendamento Airaudo 1.66, di cui è cofirmatario, osserva che esso mira a coinvolgere le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative – peraltro prevedendone una mera consultazione – il cui contributo giudica essenziale ai fini della determinazione della peculiarità dei diversi settori produttivi.
Davide TRIPIEDI (M5S) preannuncia l'astensione del suo gruppo sull'emendamento Airaudo 1.66, dal momento che prevede il coinvolgimento delle sole organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Auspica, piuttosto, il coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali, comprese quelle di base, che risultano, allo stato, escluse da ogni trattativa.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.66.
Tiziana CIPRINI (M5S) illustrando il suo emendamento Airaudo 1.467, fa notare che esso mira a promuovere la consultazione delle regioni nel processo di adozione del decreto di cui al comma 1 dell'articolo 1.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge, con distinte votazioni, Pag. 12gli emendamenti Ciprini 1.467, Chimienti 1.277 e Tripiedi 1.275.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra il suo emendamento 1.175, osservando che esso mira a evitare che le scelte sbagliate delle imprese ricadano sui lavoratori.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Prataviera 1.175, limitatamente alla parte ammissibile.
Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo sugli identici emendamenti Mucci 1.274 e Airaudo 1.55, giudica sbagliato rendere impossibile l'erogazione delle prestazioni di sostegno in caso di cessazione dell'attività dell'impresa o di un ramo di essa, dal momento che in questo modo si ostacola qualsiasi opportunità di ripresa aziendale e si lasciano i lavoratori privi di copertura.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL), intervenendo sugli identici emendamenti Mucci 1.274 e Airaudo 1.55, ne auspica l'approvazione, facendo notare che la disposizione che si prevede di sopprimere è oggetto di valutazioni critiche del Comitato per la legislazione.
Davide BARUFFI (PD), pur giudicando condivisibile il principio sotteso al comma 1, lettera a), numero 1, ritiene necessario che il Governo, in sede di esercizio della delega, individui strumenti adeguati per garantire un sostegno ai lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali.
Claudio COMINARDI (M5S) fa notare che la norma in oggetto potrebbe avere un senso solo se garantisse un adeguato paracadute sociale in favore dei lavoratori coinvolti. Auspica, pertanto, l'approvazione degli identici emendamenti Mucci 1.274 e Airaudo 1.55, che ne prevedono la soppressione.
Carlo DELL'ARINGA (PD) ritiene che l'argomento in oggetto sia delicato e meriti un adeguato approfondimento. Giudica anzitutto condivisibile l'intento del Governo di realizzare un nuovo sistema di ammortizzatori sociali di carattere universale, che preveda, peraltro, principi di attivazione dei soggetti coinvolti. Ritiene corretto, quindi, andare nella direzione del superamento di un Welfare di tipo risarcitorio, pur riconoscendo l'opportunità che il Governo, nell'esercizio delle delega, individui strumenti adeguati di sostegno per i lavoratori nell'attuale fase transitoria.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, ritiene che i deputati intervenuti abbiano posto all'attenzione della Commissione questioni sensibili e rilevanti, sulle quali ritiene opportuno che il Governo esprima il suo punto di vista.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA osserva che il provvedimento in esame, da un lato, si pone nell'ottica di affrontare l'emergenza, dall'altro, mira a realizzare le condizioni per un nuovo sistema. Fatto presente, quindi, che appare necessario riorganizzare gli ammortizzatori sociali su basi diverse, più rispondenti alla loro natura, dichiara che il Governo è in ogni caso ben consapevole della necessità di prevedere, in sede di esercizio della delega, adeguati strumenti di sostegno a favore dei lavoratori, considerato l'attuale contesto di crisi, prevedendo eventualmente un temperamento del principio enunciato dal numero 1 della lettera a). Ritiene, in ogni caso, che la Cassa interazione guadagni debba essere finalizzata a favorire il mantenimento dell'occupazione dei lavoratori in presenza di prospettive per una ripresa dell'attività produttiva, non certo a prolungare in tempo indefinito una situazione di agonia, che rischia, a suo avviso, di deresponsabilizzare le stesse imprese, scoraggiandole nella ricerca di uno sbocco positivo per la crisi.
Giorgio AIRAUDO (SEL) fa notare che, così come attualmente formulato, il testo, facendo riferimento all'impossibilità di autorizzare le integrazioni salariali in caso di cessazione dell'attività, rischia di render vano qualsiasi intervento riparatore del Pag. 13Governo in sede di attuazione della delega. Evidenzia, inoltre, che l'attuale contesto di ristrutturazione industriale del Paese, caratterizzato, peraltro, da continui processi di acquisizione di aziende da parte di multinazionali straniere, richiede la messa in campo di adeguati strumenti di sostegno al reddito per i sempre più numerosi lavoratori coinvolti nelle crisi.
Davide TRIPIEDI (M5S) ribadisce la necessità di una riformulazione del numero 1 della lettera a) del comma 2, sostituendo, in particolare, l'espressione «impossibilità». Chiede, pertanto, un accantonamento degli identici emendamenti Mucci 1.274 e Airaudo 1.55 affinché ci possa essere un'opportuna riflessione da parte del Governo.
Giorgio AIRAUDO (SEL) si associa alla richiesta di accantonamento del proprio emendamento 1.55 e dell'identico emendamento Mucci 1.274 avanzata dal collega Tripiedi.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, anche sulla base delle considerazioni appena svolte dal sottosegretario Bellanova ritiene che non vi siano le condizioni per un accantonamento o una riformulazione degli identici emendamenti Mucci 1.274 e Airaudo 1.55.
Nessun altro chiedendo di intervenire la Commissione respinge gli identici emendamenti Mucci 1.274 e Airaudo 1.55.
La seduta, sospesa alle 19, riprende alle 19.10.
Antonio PLACIDO (SEL) illustrando l'emendamento Airaudo 1.140 in qualità di cofirmatario, in continuità con la discussione svolta in relazione agli emendamenti appena respinti, precisa che esso si pone lo scopo di perimetrare l'ampiezza della delega consentendo l'utilizzo dello strumento della cassa integrazione straordinaria nel caso di concreta prospettiva di ripresa delle attività produttive.
Giorgio AIRAUDO (SEL) pur non condividendo le obiezioni sollevate in relazione al suo precedente emendamento, osserva che le finalità del suo emendamento 1.140 appaiono in linea con lo quanto osservato dal sottosegretario Bellanova, in quanto si intende offrire, in ben determinate situazioni, uno strumento di tutela per i lavoratori e le imprese, utile anche a contrastare attività speculative. Paventa il rischio che non vi siano gli strumenti per una gestione delle diverse crisi occupazionali in caso di cessazione dell'attività.
Monica GREGORI (PD) invita ad accantonare l'emendamento Airaudo 1.140, preannunciando altrimenti il suo voto di astensione.
Davide TRIPIEDI (M5S) dichiara a nome del suo gruppo il voto favorevole sull'emendamento Airaudo 1.140, invitando il relatore ed il Governo a rivedere il loro parere.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) nel dichiararsi consapevole della serietà dei problemi connessi ad alcune crisi occupazionali, sottolinea l'importanza della questione di principio di un'innovazione rispetto al passato. Ribadisce, quindi, la necessità di investire risorse sulla occupabilità dei lavoratori e non sulle imprese prive di prospettiva di ripresa produttiva.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA, preso atto degli esiti del dibattito, chiede che gli emendamenti Airaudo 1.140, Dell'Aringa 1.11, Gnecchi 1.541, Ciprini 1.475, Placido 1.67, Ciprini 1.477 e Rostellato 1.365 siano accantonati.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, preso atto degli orientamenti della Commissione, comunica che gli emendamenti Airaudo 1.140, Dell'Aringa 1.11, Gnecchi 1.541, Ciprini 1.475, Placido 1.67, Ciprini 1.477, e Rostellato 1.365 si intendono accantonati.
Walter RIZZETTO (M5S) illustra l'emendamento 1.452, di cui è primo firmatario.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA chiede chiarimenti al deputato Rizzetto sulle finalità del suo emendamento.
Walter RIZZETTO (M5S) precisa che l'emendamento si pone l'obiettivo di generalizzare i trattamenti di cassa integrazione, con particolare riferimento alla loro estensione alle imprese con meno di quindici addetti.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, osserva che la cassa integrazione ordinaria già si applica alle imprese con meno di quindici dipendenti.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA ribadisce il parere contrario sull'emendamento Rizzetto 1.452, osservando che la cassa integrazione ordinaria non viene messa in discussione dal provvedimento in esame. Sottolinea che la cassa integrazione straordinaria viene erogata su base assicurativa e che pertanto, se fosse estesa anche alle imprese sotto i quindici addetti, queste ultime dovrebbero essere soggette a contribuzione.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, nel sottolineare l'esigenza di superare l'anomalia costituita dagli ammortizzatori in deroga, posti a carico dell'Erario, ricorda che la cassa integrazione rappresenta uno strumento di mutualità basato su contributi versati da imprese e lavoratori, diversamente dalle indennità di disoccupazione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Rizzetto 1.452.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l'emendamento 1.368, a sua prima firma, volto a introdurre maggiori controlli sul ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende.
Cesare DAMIANO, presidente, evidenzia come il tema del doppio lavoro sia noto e, personalmente, non si dichiara contrario a un maggior controllo. Sottolinea, tuttavia, come sulla questione il provvedimento intervenga con la costituzione, nell'ambito della delega di cui al comma 7, di una Agenzia unica per le ispezioni del lavoro.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Rostellato 1.368 ed approva gli identici emendamenti Gregori 1.215 e Placido 1.141 (vedi allegato).
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra l'emendamento 1.176, a sua prima firma, sottolineando come esso miri a ripristinare l'istituto dell'anticipo del trattamento di integrazione salariale al fine di evitare che il lavoratore rimanga senza sostegno economico durante il periodo di attesa dell'erogazione del sussidio.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Prataviera 1.176 e 1.177, limitatamente alla parte ammissibile.
Monica GREGORI (PD) e Giorgio AIRAUDO (SEL) accettano la riformulazione degli identici emendamenti Gregori 1.216 e Airaudo 1.142 proposta dal relatore.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti Gregori 1.216 e Airaudo 1.42 così come riformulati (vedi allegato) e respinge l'emendamento Prataviera 1.178 e gli identici emendamenti Mucci 1.498 e Chimienti 1.278.
Antonio PLACIDO (SEL), intervenendo sull'emendamento Airaudo 1.68, di cui è cofirmatario, ritiene incomprensibili le motivazioni alla base del parere contrario del relatore e del Governo.
La Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.68.
Renata POLVERINI (FI-PdL) sostiene il proprio emendamento 1.234, sottolineando come sia del tutto logico assicurare tempi Pag. 15certi nell'erogazione del sostegno ai lavoratori ed evitare inaccettabili disagi alle loro famiglie.
Davide TRIPIEDI (M5S) preannuncia il voto favorevole del M5S sull'emendamento Polverini 1.234, che giudica di assoluto buon senso.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) rileva che la stragrande maggioranza dei processi civili interessa gli enti previdenziali ed è dovuto ai ritardi e alle inadempienze connessi all'erogazione delle prestazioni. Tale situazione è senza dubbio riconducibile al fatto che non sono previste sanzioni, eccetto gli interessi moratori.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA condivide la serietà dell'argomento affrontato dall'emendamento Polverini 1.234, osservando che un sistema sano dovrebbe farsi carico delle anticipazioni. Sottolinea, tuttavia, di non essere al momento in grado di poter assicurare tempi massimi di trenta giorni e, pertanto, invita la presentatrice a ritirare l'emendamento impegnandosi sin d'ora ad accettare un ordine del giorno in Assemblea che dia tempi certi.
Renata POLVERINI (FI-PdL) apprezza lo sforzo e l'impegno del rappresentante del Governo. Mantiene tuttavia il proprio emendamento, riservandosi in futuro ulteriori riflessioni.
La Commissione respinge l'emendamento Polverini 1.234.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che gli identici emendamenti Gregori 1.217 e Di Salvo 1.33 sono stati ritirati dai presentatori.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento 1.143, a sua prima firma, volto a meglio specificare la portata del numero 3) della lettera a) del comma 2, in linea con quanto richiesto anche da molte organizzazioni sindacali. Non comprende, quindi, le ragioni di un parere contrario.
Giorgio AIRAUDO (SEL) condivide le argomentazioni del collega Placido e aggiunge che le misure di flessibilità suggerite consentirebbero il mantenimento del posto di lavoro, mentre la cassa integrazione dovrebbe essere prevista solo in un secondo momento.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che tale concetto è già contenuto nel criterio di delega di cui al comma 2, lettera a), numero 3).
Emanuele PRATAVIERA (LNA), condividendo la finalità dell'emendamento Placido 1.143, osserva che sarebbe comunque opportuno specificare meglio nella delega il criterio relativo all'esaurimento delle possibilità di riduzione dell'orario di lavoro.
Claudio COMINARDI (M5S) auspica che sull'emendamento Placido 1.143 si possa realizzare un unanime voto favorevole della Commissione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Placido 1.143, Mucci 1.499 e Cominardi 1.280.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra l'emendamento 1.179, a sua prima firma, il cui scopo è quello di garantire certezza alla destinazione di maggiori risorse ai contratti di solidarietà.
La Commissione respinge l'emendamento Prataviera 1.179.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento 1.69, a sua prima firma, che si differenza dall'emendamento Prataviera 1.179 per il fatto di prevedere risorse aggiuntive per i contratti di solidarietà.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Placido 1.69 e Chimienti 1.279.
Walter RIZZETTO (M5S) sottolinea come l'emendamento 1.281, a sua prima Pag. 16firma, soffermandosi sulla parte consequenziale. Nel sottolineare come sia difficile operare una rivoluzione nel mercato del lavoro senza spendere ulteriori risorse, evidenzia come il suo emendamento sopprima la clausola di neutralità finanziaria, assicurando in ogni caso che, qualora la delega comportasse nuovi oneri, i decreti attuativi vengano emanati solo dopo aver individuato le necessarie risorse finanziarie.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rizzetto 1.281, Rostellato 1.282, Prataviera 1.180 e Tripiedi 1.276.
Antonio PLACIDO (SEL) osserva che l'emendamento Airaudo 1.70, di cui è cofirmatario, è assolutamente ragionevole e tende ad evitare che si operino scelte discriminatorie tra gruppi di lavoratori.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Airaudo 1.70, Cominardi 1.287 e Prataviera 1.181, limitatamente alla parte ammissibile.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra l'emendamento 1.182, a sua prima firma, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge l'emendamento Prataviera 1.182, limitatamente alla parte ammissibile.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l'emendamento 1.366, a sua prima firma, volto ad estendere la Cassa integrazione a settori attualmente non coperti da tale istituto prevedendo che la contribuzione da parte delle imprese possa essere compensata attraverso una riduzione dei pagamenti dovuti all'INAIL.
La Commissione respinge l'emendamento Rostellato 1.366.
Antonio PLACIDO (SEL) interviene sull'emendamento, a sua prima firma, 1.71, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge l'emendamento Placido 1.71.
Giorgio AIRAUDO (SEL) illustra la ratio del suo emendamento 1.72, invitando i colleghi alla sua approvazione.
La Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.72. Respinge altresì, con distinte votazioni, gli emendamenti Chimienti 1.283 e 1.284, Ciprini 1.286, Chimienti 1.285 e Rostellato 1.367.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra l'emendamento, a sua prima firma, 1.73, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge l'emendamento Placido 1.73. Approva, quindi, l'emendamento Ciprini 1.478 (vedi allegato). Respinge altresì, con distinte votazioni, gli emendamenti Ciprini 1.480 e 1.479.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che l'emendamento Formisano 1.5 deve intendersi respinto al fine di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Rizzetto 1.451 e Airaudo 1.74.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra la ratio della sua proposta emendativa 1.75.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Placido 1.75 e Rostellato 1.369.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che l'emendamento Burtone 1.28 deve intendersi respinto al fine di consentirne l'eventuale ripresentazione in Assemblea.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Polverini 1.235 e Rizzetto 1.288.
Marialuisa GNECCHI (PD) accoglie la proposta di riformulazione del suo emendamento 1.540, raccomandandone l'approvazione.
Davide TRIPIEDI (M5S), intervenendo sull'emendamento Gnecchi 1.540, così come riformulato, dopo aver ricordato che il suo gruppo voterà a favore dello stesso, ritiene comunque singolare che esso faccia riferimento a un futuro momento in cui vi sarà il superamento degli attuali contratti di collaborazione, i quali hanno rovinato moltissimi giovani. Ritiene comunque positivo che in esso si faccia riferimento al superamento di tali contratti, anche se con una formulazione che considera ancora vaga.
Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che, in passato, si sono verificati gravi problemi per la mancanza di gradualità nei processi di riforma, con particolare riferimento a quanto avvenuto a seguito della riforma pensionistica realizzata dal decreto-legge n. 201 del 2011.
La Commissione approva l'emendamento Gnecchi 1.540, così come riformulato (vedi allegato).
Antonio PLACIDO (SEL) illustra la sua proposta emendativa 1.77, invitando la Commissione alla sua approvazione.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Placido 1.77 e Airaudo 1.76.
Tiziana CIPRINI (M5S) illustra il suo emendamento 1.470, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ciprini 1.470 e 1.471.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra la proposta emendativa, a sua prima firma, 1.183, invitando i colleghi alla sua approvazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Prataviera 1.183, limitatamente alla parte ammissibile, Airaudo 1.78, Rostellato 1.289, Placido 1.158 e Tripiedi 1.290.
Davide TRIPIEDI (M5S) illustra, in qualità di cofirmatario, l'emendamento Chimienti 1.291, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Chimienti 1.291 e 1.292, Rostellato 1.370 e Ciprini 1.481.
Davide TRIPIEDI (M5S) illustra, in qualità di cofirmatario, l'emendamento Rizzetto 1.444, sottolineando l'esigenza di specificare meglio la portata del principio di automaticità delle prestazioni.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Rizzetto 1.444, rilevando come il numero 3-bis) del comma 2, lettera b) dell'articolo 1, ivi introdotto, trovi già una corrispondenza nel testo. Non essendo stato ritirato il predetto emendamento, lo pone in votazione.
La Commissione respinge l'emendamento Rizzetto 1.444.
Renata POLVERINI (FI-PdL) illustra il suo emendamento 1.236, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge l'emendamento Polverini 1.236.
Antonio PLACIDO (SEL) illustra la ratio della sua proposta emendativa 1.79, invitando i colleghi alla sua approvazione.
Marialuisa GNECCHI (PD) interviene sull'emendamento Placido 1.79, ritenendo non opportuno introdurre eccessive specificazioni nel testo in esame, in quanto l'interpretazione, in tale evenienza, potrebbe dar luogo all'esclusione dei casi non espressamente menzionati. Chiede Pag. 18quindi al Governo di prestare attenzione al settore dell'apprendistato e alla trasformazione in uno strumento universale dell'ASpI. Rileva quindi che le donne subiscono una forte penalizzazione relativamente alla contribuzione figurativa, in quanto, in particolare, non possono riscattare i sei mesi di astensione facoltativa a seguito della maternità, oltre ai cinque mesi di astensione obbligatoria dovuta a tale condizione.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Placido 1.79 e Ciprini 1.474.
Antonio PLACIDO (SEL) illustrando la sua proposta emendativa 1.92, ritiene che la parola «eventuale» riferita all'introduzione, dopo la fruizione dell'ASpI, della prestazione specificata al comma 2, lettera b) numero 5, attribuisca eccessiva discrezionalità al Governo nell'attuazione della delega.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL), condividendo quanto testé affermato dal collega Placido, ritiene che la norma incisa dall'emendamento Placido 1.92 sia un evidente caso di «delega in bianco» attribuita al Governo, concernente i diritti dei lavoratori.
La Commissione respinge l'emendamento Placido 1.92.
Cesare DAMIANO, presidente, comunica il ritiro degli emendamenti identici Gregori 1.218 e Di Salvo 1.34.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Airaudo 1.144, Chimienti 1.293, Ciprini 1.294, Airaudo 1.80 e 1.155, Prataviera 1.184 e 1.185 e Cominardi 1.295.
Cesare DAMIANO, presidente, comunica il ritiro dell'emendamento Gribaudo 1.68.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ciprini 1.476.
Giorgio AIRAUDO (SEL) interviene, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Placido 1.81, il quale introduce il «reddito di cittadinanza», quale strumento di supporto al reddito sostenuto dal gruppo Sinistra Ecologia Libertà.
Claudio COMINARDI (M5S) annuncia il voto favorevole del Movimento 5 Stelle sull'emendamento Placido 1.81, in quanto, come noto, il suo gruppo è a favore dell'introduzione del reddito di cittadinanza.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Placido 1.81, Rostellato 1.372 e 1.373.
Davide TRIPIEDI (M5S) chiede che i presentatori dell'emendamento Dell'Aringa 1.12 spieghino il contenuto della loro proposta emendativa.
Carlo DELL'ARINGA (PD) fa presente che il suo emendamento 1.12 mira a prevedere il coinvolgimento del soggetto beneficiario del trattamento, oltre che nell'ambito delle comunità locali, anche per altre attività in diversi contesti.
Claudio COMINARDI (M5S) chiede al deputato Dell'Aringa di chiarire a che tipo di attività faccia riferimento, facendo qualche esempio.
Carlo DELL'ARINGA (PD), in risposta al deputato Cominardi, fa riferimento, a titolo di esempio, alla possibilità che i lavoratori siano impiegati anche in aziende private.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva l'emendamento Dell'Aringa 1.12.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l'emendamento Ciprini 1.472 s'intende assorbito dall'approvazione dell'emendamento Dell'Aringa 1.12.
Antonio PLACIDO (SEL), nell'illustrare l'emendamento Airaudo 1.82, di cui è Pag. 19cofirmatario, osserva che esso mira a evitare che i lavoratori siano sottoposti a meccanismi mortificanti, considerate le loro pregresse carriere lavorative.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.82.
Walter RIZZETTO (M5S), illustra il suo emendamento 1.440, raccomandandone l'approvazione. Chiede, quindi, al rappresentante del Governo di chiarire se la disciplina sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti sarà interamente sostitutiva rispetto a quella vigente per questa tipologia contrattuale, rendendo quindi impossibile la stipula di un contratto a tempo indeterminato diverso da quello a tutele crescenti.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, fa notare che il contratto a tutele crescenti nel provvedimento è definito come contratto a tempo indeterminato.
Il sottosegretario Teresa BELLANOVA osserva che l'obiettivo del Governo è quello di promuovere, per le nuove assunzioni, il contratto a tutele crescenti come forma privilegiata di contratto di lavoro, precisando che tale contratto sarà, per sua definizione, a tempo indeterminato. Fa presente, inoltre, che, proprio al fine favorire l'instaurarsi di rapporti più stabili, nel disegno di legge delega si attribuisce al Governo il compito di «disboscare» le fattispecie contrattuali attualmente vigenti. Osserva, inoltre, che la disciplina relativa ad eventuali agevolazioni sarà declinata dalle regioni, nell'ambito della loro autonomia costituzionale.
Walter RIZZETTO (M5S), alla luce delle delucidazioni offerte dal Governo, prende atto che il contratto a tempo indeterminato così come attualmente disciplinato, è stato abrogato, sottolineando, ad esempio, come i datori di lavoro non potranno più applicare ai nuovi assunti la disciplina vigente in materia di periodo di prova.
Claudio COMINARDI (M5S) fa notare che è la stessa maggioranza ad aver ammesso, nella seduta odierna, che la disciplina del contratto a tutele crescenti, così come definita dal testo in esame, appare lacunosa e generica, tanto da richiedere un aggiustamento nell'ambito del disegno di legge di stabilità.
Sergio PIZZOLANTE (NCD), osservato che la lettera della disposizione sul contratto a tutele crescenti non sembra ammettere interpretazioni contrastanti, ritiene indubbio che, per le nuove assunzioni, il contratto a tempo indeterminato sarà il contratto a tutele crescenti, la cui disciplina sostituirà quella attualmente vigente per questo tipo di contratto. Fa altresì notare che al Governo è attribuito il compito di valutare interventi di semplificazione delle fattispecie contrattuali esistenti.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) ritiene che alla base dell'odierna discussione vi sia un equivoco ideologico di fondo, che nasce dalla pretesa di a confondere la natura del contratto con le tutele che sono per esso previste a livello normativo. Osserva che l'intento del Governo sembra essere quello di eliminare l'attuale sistema di tutele, a vantaggio di nuovi strumenti di vaga natura. Osserva che il contratto a tempi indeterminato, come attualmente disciplinato, dovrebbe essere preferito, oltre che dai lavoratori, dagli stessi imprenditori, dal momento che offre un quadro di tutele certo e definito.
Davide BARUFFI (PD) si chiede come sia possibile nutrire ancora dubbi circa la portata del contratto a tutele crescenti, dal momento che ogni incertezza interpretativa sulla sua natura sostitutiva e non aggiuntiva rispetto al contratto a tempo indeterminato, così come attualmente disciplinato, è stata definitivamente superata al Senato, attraverso un Pag. 20articolato processo di miglioramento del testo. Fa notare, altresì, che il provvedimento mira a fare del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti la forma privilegiata di contratto di lavoro, conferendo al Governo il compito di valutare interventi di semplificazione delle fattispecie contrattuali attualmente vigenti. Osserva, inoltre, che l'obiettivo di favorire l'instaurazione di rapporti stabili è rafforzato dal fatto di aver previsto nel disegno di legge di stabilità forme di sgravio e di incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato.
Walter RIZZETTO (M5S), intervenendo per una ulteriore precisazione, prende atto che, con il presente intervento normativo, il Governo abroga di fatto le disposizioni recate dal decreto-legge n. 34 del 2014 in materia di contratto a termine, sottolineando, quindi, che sarà inevitabile reintrodurre l'obbligo di causalità per tale tipologia contrattuale.
Cesare DAMIANO, presidente e relatore, fa presente che il comma 7 dell'articolo 1 non si presta ad interpretazioni discordanti, dal momento che indica chiaramente che il contratto a tutele crescenti sarà il contratto a tempo indeterminato applicato alle nuove assunzioni, per le quali, peraltro, sarà possibile beneficiare delle misure di agevolazione fiscale previste dal Governo nel disegno di legge di stabilità per l'anno 2015. Fa altresì notare che la nuova disciplina non inciderà in alcun modo sul sistema di tutele previsto per i contratti a tempo indeterminato già in essere, rispetto ai quali i datori di lavoro non godranno di alcun beneficio fiscale, fatta eccezione per la possibilità di dedurre integralmente l'IRAP.
Nessun altro chiedendo di intervenire la Commissione respinge l'emendamento Rizzetto 1.440.
Antonio PLACIDO (SEL) nell'illustrare il suo emendamento 1.154, precisa che esso mira ad assicurare il principio della corresponsione mensile senza ritardi di indennità ed integrazioni salariali.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.154.
Emanuele PRATAVIERA (LNA) illustra il suo emendamento 1.186, sottolineando che con la sua approvazione si potrebbe fornire un apporto di forza lavoro ai comuni, assicurare dignità a coloro che non possono esercitare un'attività lavorativa e contrastare il lavoro nero.
Nessun altro chiedendo di intervenire la Commissione respinge l'emendamento Prataviera 1.186.
Arcangelo SANNICANDRO (SEL) illustra, in qualità di cofirmatario, l'emendamento Airaudo 1.153.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Airaudo 1.153 e 1.160.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l'emendamento Dell'Aringa 1.13 è stato ritirato dal presentatore.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Placido 1.83.
Claudio COMINARDI (M5S) illustra il suo emendamento 1.245, richiamando in proposito la necessità di attuare l'articolo 4 della Costituzione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Cominardi 1.245.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che gli emendamenti Gribaudo 1.535 e 1.536 sono stati ritirati dalla presentatrice.
Nessuno chiedendo di intervenire la Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Rizzetto 1.333 e Rostellato 1.371.
Giorgio AIRAUDO (SEL) illustrando il suo emendamento 1.163, chiarisce che la prospettata sospensione della norma della «legge Fornero» ha lo scopo di prevenire l'uscita dal mercato del lavoro dei soggetti che attualmente si trovano in una situazione di incertezza circa la possibile durata degli ammortizzatori sociali per la loro situazione occupazionale.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Airaudo 1.163.
Cesare DAMIANO, presidente, avendo la Commissione terminato l'esame degli emendamenti riferiti ai primi due commi dell'articolo 1 del provvedimento, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento alla seduta già convocata nella mattinata di domani, avvertendo che essa avrà inizio alle ore 11.