Source: https://rdbcubuniversitasiena.wordpress.com/2011/09/13/salario-accessorio-unisi-chi-paghera/
Timestamp: 2018-06-18 21:21:17+00:00
Document Index: 57834230

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 87', 'art. 90', 'art. 41', 'art. 41', 'art 87', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 2033', 'art.87', 'art. 87']

SALARIO ACCESSORIO UNISI CHI PAGHERA’? | USB Pubblico Impiego Università di Siena
SALARIO ACCESSORIO UNISI CHI PAGHERA’?
LA PROPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE PER LA COSTITUZIONE DEL FONDO ART. 87
L’Amministrazione propone di recuperare i soldi che l’indagine del MEF ha riscontrato essere stati spesi in più in questo modo.
Fondo salario accessorio art. 87 usato dalle categorie B-C-D
Anno 2011 lordo lavoratore: € 1.772.373,68
€ 613.873,33 (riduzione 1/3 MEF ogni anno, somma totale 2011-2013
€ 1.841.619,99)
Fondo art. 87 spendibile € 1.158.500,35
(I dati sopra riportati sono presi da documenti inviati al CdA dall’Amministrazione, seduta del 24 giugno 2011)
Senza sapere come sono stati spesi questi soldi e per cosa, l’Amministrazione propone di decurtare il fondo al momento della sua determinazione. Quello che perdono i lavoratori, B-C-D, sono € 613.873,33/1024(unità t-a t. ind., sono già esclusi dal totale i 30 comandi inps sett. 2011, e i 34 EP che usufruiscono del fondo per salario accessorio art. 90)=
€ 599,48. Se rapportiamo la perdita su tre anni diventano: € 1.798,45
Stiamo parlando di una somma distribuita senza distinzione di stipendio fra:
B – 35 (B1: 4, B2: 11, B3: 15, B4: 2, B5: 3) C – 596 (C1: 234, C2: 118, C3-C6: 244) D – 417 (D1: 214, D2-D6: 203) per ogni categorie vengono colpite in maggior numero le posizioni economiche più basse.
Facciamo l’esempio di un C1 che non ha mai fatto progressioni economiche orizzontali, PEO, e che prendeva come salario accessorio solo l’indennità art. 41 stabile (€ 11,83) e ind. art. 41 temporaneo (€ 80), quindi in totale per anno € 1.101,96. Con la decurtazione dei soldi che percepiva perde oltre la metà: 1.101,96 – 599,48 = 502,48
Considerando poi che il fondo sarà decurtato al momento della sua determinazione comunque non manterrà i 502,48 che percepiva. La perdita quindi in proporzione sarebbe maggiore.
Infatti il fondo art 87 decurtato all’origine vuole dire minore possibilità di distribuzione di risorse al personale.
Nel 2010 sono state distribuite risorse così ripartite:
Ind. resp. D: € 276.397,41 Ind. resp. C: € 140.387,15
Funz. Spec. B-C-D: € 202.757,43 Ind. oneri, rischi, disagi: € 233.618,60
Ind. art. 41 temp.: € 469.061,57 Ind. art. 41 stab.: € 131.650,95
Va chiarito che nessuno potrà avere il livello retributivo di accessorio del 2010. Quale voce verrà tagliata?
LA PROPOSTA DELL’UNIONE SINDACALE dI BASE PER LA COSTITUZIONE DEL FONDO ART. 87
La seconda possibilità che abbiamo è quella di non procedere con la decurtazione come vuole l’Amministrazione, ma applicare l’art. 2033 del Codice Civile che prevede che le somme indebitamente introitate da un lavoratore debbano essere richieste indietro dal datore di lavoro, cioè l’università.
Diciamo subito che vuol dire che, un giorno, forse sei mesi o 5 anni, ognuno di noi dovrà ridare dei soldi che risulteranno indebitamente avuti negli anni. Intanto però l’Amministrazione dovrà dire ad ognuno di noi che cosa abbiamo preso in più e da quando. Poi ogni lavoratore avrà la possibilità di opporsi e contestare la scelta. Alla fine, quando però verrà stabilito quanto ognuno di noi dovrà dare, ogni lavoratore potrà chiedere la restituzione a rate secondo le proprie esigenze, entro un termine che sia compatibile con il proprio stipendio.
Ognuno pagherà quanto ha preso, non un euro in più. La domanda che dobbiamo porci è: “quanto ho contribuito a quel 1.841.619,99 che dovremmo ridare?”
Dalla relazione del MEF (link per la contro analisi di USB: https://rdbcubuniversitasiena.wordpress.com/relazione-mef/), appare evidente, nell’allegato 35-40, che negli anni dal 2005 al 2008, abbiamo pagato, buoni pasto, dirigenti a contratto, indennità di posizione EP. La decurtazione proposta dall’Amministrazione copre questi errori od altri? Non si può sapere perché dopo 11 mesi non sono ancora state presentate le controdeduzioni previste. Cosa aspettano?
Con il recupero individuale secondo il codice civile abbiamo intanto la possibilità di chiedere che il fondo non venga decurtato, ma che sia corrispondente a quanto determinato (€ 1.772.373,68). Questo vuol dire che non avremo lo stesso salario accessorio del 2010 ma che potremo trovare correttivi per farsì che una parte consistente delle risorse sia utilizzato per cercare di mantenere livelli stipendiali un po’ più alti visto che i nostri stipendi sono bloccati fino al 2014, e forse oltre.
Il recupero poi non viene effettuato solo su chi beneficia oggi delle risorse disponibili nel fondo art.87, cioè i 1024 B-C-D, ma anche sugli EP. Ribadiamo c’è sempre poi da discutere su quali siano le somme erogate in più. Facciamo, però, l’esempio delle PEO, tutti, B-C-D-EP, le hanno fatte sul fondo art. 87 se applichiamo la proposta dell’Amministrazione i B-C-D pagano per le PEO degli EP se applichiamo la proposta di RdB/USB tutti pagano per quanto hanno preso.
Liquidare la questione con la scusa che è troppo complicato fare questo genere di calcolo è ipocrita. L’errore è stato dell’Amministrazione è sta a loro fare i calcoli a noi lavoratrici e lavoratori non riguarda quanto ci vorrà.
Le INIZIATIVE che mettiamo in cantiere da subito:
Promuovere un incontro con gli avvocati di ogni sigla per analizzare le due proposte.
Organizzare un incontro al MEF con tutte le sigle d’Ateneo per avere chiarimenti diretti.
“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” Don Milani.
Siena, 11 settembre 2011 RdB/Unione Sindacale di Base Università di Siena
By lorenzocosta, on 13 settembre 2011 at 12:52, under comunicati al personale. Nessun commento
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