Source: http://www.nonnodondolo.it/content/modus-operandi
Timestamp: 2019-04-24 13:18:57+00:00
Document Index: 37847836

Matched Legal Cases: ['art. 650', 'art. 161', 'art. 97', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 97', 'art. 21', 'art. 651', 'art. 65', 'art. 13', 'art. 65', 'art. 64', 'art. 357', 'art. 373']

L’atto non può essere compiuto nei confronti dell’arrestato in flagranza o del fermato (l’indagato deve giungere in Ufficio libero);
L’atto deve essere ritenuto utile ai fini delle investigazioni;
L’indagato può essere convocato senza particolari formalità (ad esempio, contattandolo telefonicamente per comunicazioni urgenti e procedendo, prima dell’assunzione delle informazioni, agli avvisi obbligatori – al difensore, sulla facoltà di non rispondere….).
La persona invitata a comparire ha l’obbligo di presentarsi pur se non può esserne disposto l’accompagnamento. Se non si presenta senza giustificato motivo, è responsabile del reato-contravvenzione di cui all’art. 650 c.p..
Invito all’indagato, a nominare un difensore di fiducia e a dichiarare o eleggere domicilo (art. 161 c.p.p.).
In difetto di nomina del difensore di fiducia, designazione di un difensore di ufficio da parte dell’Organo di Polizia procedente, con le modalità previste dall’art. 97 c.p.p. (=individuazione “automatica” a opera dell’ufficio centralizzato istituto presso il Consiglio dell’Ordine forense del capoluogo di ciascun distretto di Corte d’appello).
Pur se ciò non gli è imposto a pena di nullità degli atti successivi, l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria può fornire all’indagato le informazioni sul diritto alla difesa tecnica di cui all’art. 369-bis c.p.p..
L’Ufficiale di Polizia Giudiziaria può, a seguito della comunicazione prevista all’art. 369-bis c.p.p., informare l’indagato della obbligatorietà della difesa tecnica e, in caso di designazione del difensore di ufficio, fornirgliene indirizzo e recapito telefonico precisando che ha l’obbligo di retribuirlo salvo che si trovi nelle condizioni economiche – da elencare – per ottenere il patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti.
Il difensore di fiducia (o, in difetto di nomina, quello designato di ufficio) deve essere tempestivamente avvisato e presenziare all’atto.
Se il difensore di fiducia nominato dall’indagato o quello di ufficio designato dall’Ufficiale di Polizia Giudiziaria non compare o non viene reperito, l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria può designare direttamente come sostituto altro difensore immediatamente reperibile (art. 97 c.p.p.) rivolgendosi, per l’individuazione, all’ufficio centralizzato istituto presso il Consiglio dell’Ordine forense.
Prima di assumere le informazioni (c.d. interrogatorio sul merito), l’Ufficiale di polizia giudiziaria verifica la identità personale dell’indagato.
L’Ufficiale di polizia giudiziaria invita l’indagato a dichiarare le proprie generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, domicilo…ecc.) e le altre notizie che possono valere a identificarlo (come la paternità e lo stato – coniugato, celibe…ecc.) e le infornmazioni specificate nell’art. 21 att..
La persona indagata viene "ammonita" delle conseguenze cui si espone chi si rifiuta di dare le proprie generalità (art. 651 c.p.) o le dà false (artt. 495 e 496 c.p.).
Esaurite tali formalità e sempre prima di assumere sommarie informazioni, l’Organo procedente avverte l’indagato, dandone atto nel verbale che:
ha facoltà di non rispondere alle domande (salvo che con riferimento alle richieste concernenti la sua identita) sulla “responsabilità propria” (c. d. diritto al silenzio), ma, se anche non risponde, il procedimento seguirà il suo corso;
se l’indagato dichiara di voler rispondere sulla responsabilità di altri, l’Ufficiale di polizia giudiziaria può inserire le relative dichiarazioni nello stesso verbale oppure può concludere l’atto e assumere, in separato Verbale, le dichiarazioni del soggetto divenuto, per questa parte, un potenziale “testimone assistito”;
Nel merito, a differenza dell’interrogatorio (art. 65 c.p.p.), l’assunzione di sommarie informazioni non prevede la contestazione all’indagato del fatto che gli è attribuito e le indicazioni degli elementi di prova esistenti a suo carico (con la ulteriore ed eventuale comunicazione delle fonti di prova).
Nel procedimento davanti al «Giudice di Pace» (art. 13 D.lgs. 28/08/200,n. 274), la Polizia Giudiziaria se autorizzata dal Pubblcio Ministero, può procedere anche all’interrogatorio in senso tecnico (art. 65 c.p.p.). Peraltro nell’interrogatorio delegato dal P.M. alla Polizia Giudiziaria, la presenza del difensore è facoltativa.
Neppure con il consenso dell’indagato, possono essere utilizzati metodi e tecniche (=ipnosi, siero della verità, narcoanalisi…) idonei a influire sulla sua libertà di autodeterminazione oppure ad alterare la capacità di ricordare e valutare i fatti (art. 64 comma 2 c.p.p.).
La redazione del Verbale deve essere contestuale al compimento dell’atto, salvo che non ricorrano insuperabili circostanze che la impediscono e che vanno indicate specificamente (art. 357 comma 3 in relazione art. 373 comma 4 c.p.p.).
L’atto è documentato mediante "Verbale integrale" o "Verbale riassuntivo complesso" (=con riproduzione fonografica) salvo che non si verifichi una contingente indisponibilità degli strumenti di riproduzione…, nel qual caso è documentato mediante Verbale riassuntivo semplice, che viene trasmesso entro il terzo giorno dal compimento dell’atto al P.M. competente per il deposito nella Segreteria
Se sussistono gravi motivi, il deposito dell’atto può essere differio non oltre 30 giorni
I Verbali delle sommarie informazioni hanno utilizzabilità fuori del dibattimento e anche nel dibattimento (=sia per le contestazioni o nei casi di irripetibilità sopravvenuta per forza maggiore)
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