Source: http://brunoaprile.blogspot.com/2010/04/abbattere-il-quorum-dai-referendum.html
Timestamp: 2017-08-17 06:02:40+00:00
Document Index: 106404038

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 8', 'art. 75', 'sentenza ']

Bruno Aprile e la Democrazia Diretta: Perché togliere il Quorum dai Referendum ?
Il Quorum è: IL NUMERO MINIMO DI VOTI (quindi di votanti) CHE RENDE LEGALMENTE VALIDA UNA VOTAZIONE.
Per quanto riguarda il solo Referendum abrogativo, in Italia, è previsto a livello nazionale un Quorum pari al 50% + 1 dei votanti perchè il Referendum sia ritenuto valido (art. 75 comma 4 cost.)
Praticamente su 48.000.000 (ipotesi) di aventi diritto al voto occorrono 24.000.001 voti (persone che votano il referendum) per far sì che il Referendum sia valido.
Il Referendum confermativo di legge costituzionale o di revisione costituzionale previsto all'art. 138 (comma 2) della costituzione invece non ha quorum.
In Italia dal 1974 (data del primo referendum) ad oggi sono stati invalidati 24 referendum per mancato raggiungimento del quorum per un totale di oltre 7.200 miliardi di euro spesi senza avere avuto una decisione popolare (il referendum è quello strumento che permette al POPOLO di decidere).
Escludendo i primi, che non mi interessano minimamente e con i quali ritengo inutile continuare a discutere, mi rivolgo ai secondi per elencare gli aspetti fondamentali che giustificano l'abbattimento del Quorum da qualsiasi genere di Referendum. Di seguito ne elenco alcuni:
2) Confermativo costituzionale (art. 138 Cost.)
5) Revocatorio (non previsto dalla nostra Costituzione)
In merito ai Referendum di cui ai punti 3, 4, e 5 ci sarebbe da discutere facendo riferimento all'Autonomia degli Enti locali (artt. 114 e segg. Cost.), poiché introdurli a livello locale sarebbe solo migliorativo per la democrazia, e non peggiorativo ovvero illegittimo (anti costituzionale) in virtù di una legge ordinaria (Dlgs 267/00 art. 8) e di leggi regionali per le regioni a Statuto speciale. Infatti in alcune Regioni (a Statuto speciale e non) ed in alcuni Comuni sono stati introdotti tanto il Referendum Abrogativo, quanto il Referendum Propositivo, oltre a quello di tipo Consultivo (in alcuni casi senza quorum).
Alcuni hanno delle perplessità nell'abbattimento del Quorum perché vedrebbero in alcune proposte "insensate" (chi ha il diritto di ritenere insensate delle proposte ?), presentate da rappresentanti eletti e/o da cittadini non eletti, dei GRAVI PERICOLI.
1) La Costituzione italiana è sempre la Legge fondamentale che tutti devono rispettare (art. XVIII disp. transitorie e finali), ovvero il solo parametro di riferimento.
2) Esiste un'organo garante della Costituzione italiana (artt. 136 e 134 Cost.) che deve anche valutare la legittimità di ogni richiesta di Referendum (da qualsiasi parte essa provenga), ovvero la Corte Costituzionale. Un Referendum proposto passa al vaglio di un organo preposto che ne dichiara quindi la legittimità ed anche l'ammissibilità (Ufficio Centrale del Referendum istituito presso la Corte di Cassazione - Legge 352/70). Se qualcuno dovesse proporre un Referendum in contrasto con la Costituzione italiana questo verrebbe dichiarato INAMMISSIBILE. Anche a livello comunale, provinciale e regionale esistono apposite Commissioni per il referendum, che hanno il compito di valutarne la legittimità e l'ammissibilità, quindi il problema non sussiste a priori.
3) L'abbattimento del Quorum eliminerebbe il fenomeno dell'astensionismo (da non confondere con l'astensionismo al voto per la scelta dei rappresentanti eletti... che è tutt'altra cosa) fomentato dagli stessi rappresentanti eletti seppure contro la legge. Se la gente sa che il Referendum non sarà "invalidato" per mancato raggiungimento del Quorum... molte più persone andranno a votarlo.
4) Essendo valido il referendum con qualsiasi numero di votanti, tutti hanno interesse a chiarire ed informare la popolazione o la cittadinanza locale sul quesito referendario, per evitare che pochi possano decidere. E sappiamo già che l'informazione è la base della partecipazione ed anche lo stimolo alla partecipazione. Anche chi è contrario (fra i rappresentanti eletti) dovrà informare riguardo al suo punto di vista, anziché limitarsi alla sola campagna astensionistica. Ci sarebbe quindi più informazione e i cittadini andranno a votarlo con più probabilità.
5) Ammesso che la proposta insensata passasse il vaglio dell'organo preposto a dichiararne l'ammissibilità, molte più persone, sapendo che non esiste Quorum, andrebbero a votare il referendum temendo il fatto che possa passare una proposta "insensata" sostenuta da minoranze (minoranze che hanno comunque il diritto di esprimersi e avanzare proposte).
Dove non esiste il Quorum? I referendum non prevedono il quorum in paesi con lunga storia democratica come Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Lichtenstein, Islanda, Spagna, Malta, Lussemburgo, Finlandia, Austria, oltre che ovviamente nella patria dei referendum, la Svizzera.
Negli USA non esiste il referendum a livello federale, ma i 27 stati USA che lo prevedono, è senza quorum. Anche in Nuova Zelanda, altra nazione che ricorre frequentemente alla consultazione referendaria, non è previsto quorum ai referendum.
7) Altre informazioni sulle ragioni per abolire il Quorum dai referendum sono esposte nel Blog di Paolo Michelotto in questo link.
Dal punto di vista opinionistico dico:
Perché devo pagare io, che voglio esercitare parte della mia sovranità con cognizione di causa, per colpa di gente che se ne frega di come gli eletti gestiscono la mia vita, il futuro mio e dei miei figli e nipoti, delle mie energie e delle mie risorse fisiche ed economiche ? ... perché non votano nemmeno i Referendum Popolari? (preferendo lamentarsi sempre dei politici, discutere solo di sport, di calcio o della vita privata dei vip, etc.?).
In sostanza è giusto che le decisioni vengano prese da chi partecipa, da chi si esprime, da chi si informa e si interessa, da chi è attivo e quindi VOTA per decidere.
Chi si astiene è giusto che prenda quello che passa il convento senza lamentarsi. Se ora chi non vota il referendum è da considerarsi persona che lascia che altri (eletti) decidano per lui/loro, eliminando il quorum tali persone manterrebbero la loro posizione, ovvero lasciano che siano altri a decidere ... con la differenza che a decidere non saranno i soliti privilegiati "eletti" (che abbiamo visto come decidono su certe questioni) ma tutti (eletti ed elettori).
Non tutti coloro che si astengono sono favorevoli al No (alla NON abrogazione della legge) poiché c'è gente che non può votare i referendum perché lontana dal proprio comune di residenza, perché impossibilitata per motivi di salute, perché disinteressata alla politica o sfiduciata nei confronti dei politici, perché per ignoranza (dovuta a scarsa e/o mancata informazione) preferisce astenersi pur di fare scelte errate.
Se gli aventi diritto al voto sono 48.000.000 e si recano a votare un referendum 24.000.000 di essi, e fra i 24.000.000 di votanti 23.999.999 votano SI ed 1 solo cittadino vota NO... il referendum è nullo e la legge non verrebbe abrogata pur avendo espresso NO un solo cittadino. Sarebbe democrazia questa? In questo caso vince una ristretta minoranza.
Detta in altra maniera:
E' più democratica la decisione presa da 945 rappresentanti eletti o da 945 + 24.000.000 di elettori ?
Per quanto riguarda inoltre i referendum introdotti negli Statuti degli Enti locali, il quorum previsto all'art. 75 Cost. (50% + 1) non si applica ai referendum con valenza territoriale. Nella foto sottostante un estratto della sentenza della Corte costituzionale n. 372 del 2004
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