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Timestamp: 2019-11-15 04:50:10+00:00
Document Index: 15025139

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ESAME DI AVVOCATO: GLI AUTORI DEL BEST SELLER I CODICI CIVILE E PENALE PER L’ESAME DI AVVOCATO COMMENTANO LE SENTENZE DELLA CASSAZIONE | La Tribuna
Oggi Fabrizio Colli, Fabrizio Ferri e Stefano Gennari ci propongono il loro commento alla significativa sentenza Cass. Civ. n. 4695/2017
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Oggi Fabrizio Colli, Fabrizio Ferri e Stefano Gennari, autori del best seller I codici civile e penale per l’esame di avvocato, e dei nuovissimi Codice civile commentato per articolo con le soluzioni della giurisprudenza e Codice penale commentato per articolo con le soluzioni della giurisprudenza, ci propongono il loro commento alla significativa sentenza Cass. Civ. n. 4695/2017.
CONSISTENZA DELL’ASSE EREDITARIO E ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ
La Corte di Cassazione civile, sez. II, con sentenza 23 febbraio 2017, n. 4695, ha stabilito che:
In tema di successioni "mortis causa", non influisce sulla decorrenza del termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità, di cui all’art. 480 c.c., la sopravvenienza di beni nell'asse ereditario, atteso che tale circostanza, pur potendo incidere sull’interesse concreto del chiamato a subentrare nella posizione giuridica del defunto, non esclude la giuridica possibilità di accettare l’eredità, stante il carattere universale del fenomeno successorio, che comprende non solo i rapporti attivi, ma anche quelli passivi facenti capo al “de cuius”, e rende, pertanto, irrilevante, ai fini dell’applicabilità del comma 2 della detta norma, la mera ignoranza circa l'effettiva consistenza dell’asse relitto.
La sentenza afferma l’irrilevanza della consistenza dell’asse ereditario ai fini della sussistenza del diritto di accettare l’eredità dal momento dell’apertura della successione. Il ragionamento si fonda sull’interpretazione dell’art. 480 c.c., che fa decorrere il diritto di accettare l’eredità dall’apertura della successione.
Come noto, la nozione di patrimonio ereditario ha carattere universale, concernendo tutte le posizioni giuridiche facenti capo al de cuius, e si presta quindi a ricomprendere non solo i rapporti attivi, ma anche quelli passivi, non potendosi escludere anche l'esistenza di una successione che sia caratterizzata solo dalla esistenza di debiti facenti capo al de cuius.
Poichè lo scopo della successione universale è appunto quello di assicurare la trasmissione della generalità dei rapporti giuridici dal de cuius all'erede, la stessa è destinata a verificarsi anche quando la trasmissione si limiti ai soli rapporti passivi, non configurandosi quindi coessenziale al fenomeno successorio il subentro anche nella titolarità di situazioni attive.
Quindi, anche se all’apertura della successione non vi sono beni ed il chiamato non ha interesse concreto ad accettarla, cionondimeno decorre comunque il termine di prescrizione perché è da quel momento che l’erede ha la possibilità giuridica di accettare (o meno) l’universalità dei rapporti facenti capo al de cuius
Infatti, non va confuso l'interesse in concreto (convenienza) ad accettare l'eredità da parte del chiamato (interesse che potrebbe anche non sussistere in caso di asse incapiente) con la giuridica possibilità di adire l'eredità ben potendosi (per ipotesi) ammettere che per le ragioni più disparate il chiamato voglia in ogni caso accettare l'eredità passiva, onde far fronte ai debiti del de cuius.