Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-126-del-05062007.html
Timestamp: 2016-12-07 10:41:33+00:00
Document Index: 102952331

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 23', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 23']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 126 del 05.06.2007
Istanza di interpello. Provincia di ..... -
Erogazione "ticket trasporto" di importo annuo pari a euro 258,23.
Art. 51, comma 3, del DPR n. 917/1986
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 51, comma 3, del TUIR è stato
La Provincia di ...... intende incentivare,
nell'ambito della cosiddetta mobilità sostenibile, l'utilizzo dei mezzi
pubblici da parte del proprio personale dipendente in alternativa all'auto
In particolare, l'ente istante ha intenzione di
stipulare una convenzione con le aziende di trasporto pubblico locale al fine di
offrire alla generalità dei propri dipendenti un "ticket trasporto".
Il "ticket trasporto" che l'ente istante
distribuirà ai propri dipendenti ha un valore annuo non superiore a euro 258,23
ed è totalmente a carico della Provincia.
A seguito dell'erogazione del ticket il dipendente è
legittimato ad acquistare l'abbonamento ordinario alla rete del trasporto
pubblico locale mediante il pagamento di un corrispettivo pari alla differenza
tra il prezzo dell'abbonamento e il valore facciale del buono stesso.
L'abbonamento così acquistato potrà essere utilizzato
anche per percorsi estranei al tragitto casa-lavoro ed anche nei giorni non
Tale iniziativa nel primo anno avrebbe carattere
esclusivamente sperimentale, mentre negli anni successivi al primo dovrebbe
rientrare nella contrattazione decentrata aziendale.
Tanto premesso, l'ente istante chiede di conoscere
quale sia il corretto trattamento fiscale cui assoggettare il suddetto
"ticket trasporto", ed in particolare se lo stesso concorra a formare
L'ente istante ritiene che il valore del
"ticket trasporto" non concorra a formare il reddito di lavoro
dipendente, ai sensi dell'art. 51, comma 3, del TUIR, oppure, in subordine, ai
sensi dell'art. 51, comma 2,
lettera d), del TUIR, e che, quindi, non debba essere assoggettato a ritenuta a
sensi dell'art. 23 del D.P.R. n.
Ai sensi dell'articolo 51, comma 1, del TUIR, il reddito
di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori (dei beni e
servizi) in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche
sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.
In altri termini, la richiamata disposizione sancisce
il principio di onnicomprensività del concetto di reddito di lavoro dipendente
fiscalmente rilevante e, quindi, la totale imponibilità di tutto ciò che il
dipendente riceve in relazione al rapporto di lavoro dipendente, salve le
tassative deroghe contenute nei successivi commi del medesimo art. 51.
In particolare, ai sensi del comma 2, lettera d), non
concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente "le prestazioni di
servizi di trasporto collettivo alla generalità o a categorie di dipendenti,
anche se affidate a terzi ivi compresi gli esercenti servizi pubblici".
Al riguardo, la Circolare n. 326 del 1997, al paragrafo
2.2.4, ha precisato che la disposizione da ultimo citata sancisce l'irrilevanza
ai fini reddituali per il dipendente delle prestazioni di servizi di trasporto
collettivo per lo spostamento dal luogo di abitazione o da un apposito centro di
raccolta alla sede di lavoro e viceversa.
Per quanto riguarda la possibilità per il datore di
lavoro di affidare a terzi la gestione del servizio di trasporto, la Circolare
ha chiarito che ciò può avvenire sulla base di apposita convenzione o accordo
stipulato dallo stesso datore di lavoro, purché il dipendente resti del tutto
estraneo al rapporto con il vettore.
Infatti, non rileva la circostanza che il servizio sia
prestato direttamente dal datore di lavoro, attraverso l'utilizzo di mezzi
aziendali, ovvero sia fornito da soggetti terzi sulla base di apposita
convenzione stipulata dallo stesso datore di lavoro, purché il dipendente resti
del tutto estraneo al rapporto con il vettore.
Inoltre, eventuali indennità sostitutive del servizio
di trasporto sono da assoggettare interamente a tassazione, così come è
interamente assoggettato a tassazione l'eventuale rimborso al lavoratore di
biglietti o di tessere di abbonamento per il trasporto. In entrambi i casi
manca, infatti, il requisito indispensabile dell'affidamento a terzi del
servizio di trasporto da parte del datore di lavoro.
Tanto premesso, si osserva che relativamente al
"ticket trasporto" in esame manca il suddetto requisito
dell'affidamento a terzi del servizio di trasporto collettivo, condizione
necessaria al fine di garantire che il dipendente rimanga del tutto estraneo al
rapporto negoziale intercorrente con il vettore, in quanto il dipendente stesso
utilizza il ticket stesso per ottenere una riduzione del costo dell'abbonamento
ordinario alla rete del trasporto pubblico locale.
E' opportuno rilevare, inoltre, che con l'acquisto
dell'abbonamento "scontato", il personale della Provincia potrà
usufruire del trasporto pubblico locale "anche per percorsi estranei al
tragitto casa-lavoro e in giorni non lavorativi".
Pertanto, atteso che il dipendente, nel caso di specie,
non fruisce di un servizio di trasporto per la tratta casa-sede di lavoro, ma
piuttosto beneficia di un valore economico corrisposto dal datore di lavoro pari
a euro 258,23.
Per tali motivi la scrivente ritiene che il caso
prospettato non rientri nell'ambito applicativo dell'art. 51, comma 2, lettera d) del TUIR.
La fattispecie sottoposta all'esame della scrivente va
invero ricondotta nell'ambito di applicazione dell'art. 51, comma 3, ultimo periodo, del
TUIR, ai sensi del quale "Non concorre a formare il reddito il valore dei
beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore
nel periodo d'imposta a euro 258,23; se il predetto valore è superiore al
citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito".
Al riguardo, si fa presente che la circolare n. 326 del
1997, p. 2.3., riferendosi specificamente ai fringe benefits, ha precisato che
il comma 3 dell'art. 51 del DPR 917/1986 impone di valorizzare i beni ceduti e i servizi
prestati al dipendente secondo il criterio del valore normale, di cui all'art. 9 dello stesso TUIR, e chiarisce
che tale criterio sostituisce il precedente che stabiliva, invece, la
valutazione di detti beni e servizi sulla base del costo specifico sostenuto dal
La circolare sopra citata ha, inoltre, precisato che
- la verifica che il valore sia non
superiore complessivamente nel periodo d'imposta a euro 258,23 va effettuata con
riferimento agli importi tassabili in capo al percettore del reddito e, quindi,
al netto di quanto il dipendente ha corrisposto per tutti i beni o servizi di
cui ha fruito nello stesso periodo d'imposta, tenendo conto di tutti i redditi
percepiti, anche se derivanti da altri rapporti di lavoro eventualmente
intrattenuti nel corso dello stesso periodo d'imposta;
- ai fini del calcolo del limite in
questione, non devono essere considerate le erogazioni liberali di importo
complessivamente non superiore nel periodo di imposta a euro 258,23 concesse in
occasione di festività o ricorrenze;
- in sede di tassazione alla fonte del
reddito di lavoro dipendente, il sostituto d'imposta deve applicare la ritenuta
nel periodo di paga in cui viene superata la predetta soglia di euro 258,23 e
che se risulta chiaro che il valore, tenuto conto dell'intero periodo d'imposta,
sarà complessivamente superiore al suddetto importo, deve effettuare la
ritenuta fin dal primo periodo di paga.
Nel caso di specie, quindi, non è sufficiente che il
valore annuo del "ticket trasporto", che la provincia di ......
intende erogare ai propri dipendenti, non superi di per sé l'importo di euro
258,23, poiché la norma richiede che tale soglia non venga superata con
riferimento all'insieme di tutti i beni e servizi di cui il lavoratore ha fruito
a titolo di fringe benefit nello stesso periodo d'imposta, tenuto conto di tutti
i redditi percepiti.
Infatti, qualora il valore dei fringe benefits,
complessivamente erogati nel periodo d'imposta, superi il citato limite, lo
stesso concorre interamente a formare il reddito.
Tanto premesso, la scrivente ritiene che il valore del
"ticket trasporto", di importo pari a euro 258,23, non concorra a
formare il reddito di lavoro dipendente, ai sensi dell'art. 51, comma 3, ultimo periodo, del TUIR, a condizione, però,
che nel periodo d'imposta siano rispettate le condizioni sopra precisate. In tal
caso, così come prospettato dall'ente istante, il valore del "ticket
trasporto" non deve essere assoggettato a ritenuta, ai sensi dell'art. 23 del D.P.R. n. 600 del 1973.