Source: https://www.univr.it/it/i-nostri-servizi/concorsi/assegni-di-ricerca
Timestamp: 2020-07-02 15:43:15+00:00
Document Index: 77937772

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 74', 'art. 5', 'art. 1']

Servizi - Assegni di Ricerca
Gestione delle procedure concorsuali per l’attribuzione degli assegni di ricerca, predisposizione degli atti deliberativi, stipula dei contratti per il conferimento degli assegni ai vincitori delle selezioni.
Giovanni Baietta, Elena Cordioli
assegni.ricerca@ateneo.univr.it
045 802 8204 - 8608 - 8609
Disposizioni nazionali, ministeriali e di Ateneo che disciplinano gli assegni di ricerca
Legge 11/2015 - titolarità assegni di ricerca fino a 6 anni
Legge che sancisce l'innalzamento del periodo per cui si può essere titolari di assegni di ricerca da 4 a 6 anni.
IT | 20Kb | 14/02/2018
Regolamento Assegni di Ricerca - emanato con Decreto rettorale n. 595 del 21.03.2011
Regolamento di Ateneo per l'attribuzione di assegni per la collaborazione ad attività di ricerca, ai sensi dell’art. 22, legge 240/10
IT | 40Kb | 03/10/2018
Legge n. 240 del 30 dicembre 2010, art. 22
Disposizioni legislative per il conferimento degli assegni per la collaborazione ad attività di ricerca.
IT | 202Kb | 16/06/2014
Decreto Ministeriale n. 102 del 9 marzo 2011
Disposizioni ministeriali di determinazione dell'importo minimo annuale degli assegni di ricerca conferiti ai sensi dell'art. 22, legge 240 del 30 dicembre 2010.
IT | 89Kb | 16/06/2014
Circolare disposizioni procedurali assegni di ricerca
Circolare interna relativa alle tempistiche di attivazione e di rinnovo degli assegni di ricerca.
IT | 107Kb | 16/06/2014
Procedure concorsuali per l’attribuzione degli assegni di ricerca
Concorsi per Assegnisti di ricerca
Link alla sezione Concorsi dedicata alle procedure per l’attribuzione degli assegni di ricerca
Informazioni e modulistica per gli assegnisti
Descrizione a cura dell'unità
Modulistica per gli Assegnisti
Descrizione a cura dell'Unità.
Autodichiarazione incompatibilità
Autodichiarazione relativa alle posizioni la cui titolarità è incompatibile che la titolarità di un assegno di ricerca
IT | 196Kb | 14/02/2018
Modulo comunicazione variazione IBAN
Modulo da utilizzare per la comunicazione della variazione delle coordinate bancarie su cui l'Università effettua l'accredito delle mensilità dell'assegno
IT | 9Kb | 14/02/2018
Modulo comunicazione variazione residenza o domicilio
Modulo da utilizzare per la comunicazione della variazione della residenza o del domicilio dell'assegnista
IT | 8Kb | 14/02/2018
Modulo DAF 2018
Autodichiarazione relativa agli adempimenti contributivi da espletare da parte degli assegnisti
IT | 317Kb | 14/02/2018
Modulo rinuncia assegno di ricerca
Modulo da utilizzare per la comunicazione di rinuncia alla titolarità dell'assegno di ricerca
Modulo rinuncia attribuzione assegno di ricerca
Modulo da utilizzare per la comunicazione della rinuncia all'attribuzione dell'assegno di ricerca (prima che l'assegno di ricerca abbia inizio)
Diritti e doveri degli Assegnisti
Informazioni e modulistica per i Responsabili Scientifici
Come attivare un assegno di ricerca
Scheda per l'attivazione delle procedure concorsuali per l'attribuzione di assegni di ricerca
Scheda che deve essere compilata da parte del Responsabile Scientifico dell'attività di ricerca e che deve essere inviata all'U.O. Assegni di Ricerca, corredata da un breve sunto del progetto di ricerca che verrà sviluppato e da una lettera accompagnatoria a firma del Direttore del Dipartimento di afferenza del Responsabile Scientifico.
IT | 55Kb | 16/06/2014
Come rinnovare un assegno di ricerca
F.A.Q. Assegni di Ricerca
Si, il recesso dal contratto può essere esercitato sia dal titolare dell’assegno che dall’Università.
In tal caso, la parte recedente è tenuta a darne comunicazione all’altra con un preavviso di almeno 30 giorni
E’ prevista la decadenza dal contratto?
Si, decadono dal diritto all’assegno coloro che, entro il termine fissato, non si presentino e non diano luogo alla stipula del contratto o non inizino l’attività nel termine stabilito. Possono essere giustificati soltanto i ritardi dovuti a gravi motivi di salute o a casi di forza maggiore, debitamente comprovati.
Un assegno di ricerca in campo medico prevede la possibilità di svolgere le attività di ricerca in strutture ospedaliere?
Si, gli assegni di ricerca di tipo clinico possono prevedere lo svolgimento attività presso strutture dell’A.O.U.I. o altre Aziende Ospedaliere. In tal caso è necessario dare preventiva comunicazione al Direttore Generale dell’Azienda, ai fini dell’accesso alle strutture, che avviene con responsabilità condivise, per le specifiche competenze di ambito assistenziale, con la Direzione dell’Unità Operativa Complessa sede della ricerca clinica.
L’assegno di ricerca è compatibile con l’espletamento di attività didattica?
I titolari di assegni di ricerca, se disponibili e con il consenso del responsabile scientifico dell’assegno, possono svolgere attività didattica modulare (corrispondente a CFU) solo se retribuita su appositi capitoli di spesa da parte dell’Università.
E’ previsto un termine entro il quale la Commissione deve concludere i lavori di selezione?
La Commissione esaminatrice deve concludere i propri lavori entro 60 giorni dalla loro nomina, formulando un’apposita graduatoria sulla base della somma dei punteggi riportati da ogni candidato.
Un lavoratore dipendente pubblico può partecipare alle selezioni e se vincitore percepire un assegno di ricerca?
Il lavoratore dipendente presso pubbliche amministrazioni può partecipare alle selezioni per il conferimento di assegni di ricerca, ma all’atto della stipula del contratto non deve avere in corso rapporti di lavoro subordinato, anche a tempo determinato. In tali casi non si procede alla stipula del contratto, salvo che, entro il termine stabilito dall’Università, l’interessato non venga collocato in aspettativa senza assegni.
I titolari di assegni possono svolgere parte dell’attività d ricerca all’estero?
Sì, i titolari degli assegni possono svolgere parte dell’attività di ricerca all’estero se sono beneficiari di borsa di studio concessa da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare con soggiorni all’estero l’attività di ricerca, oppure se l’attività di ricerca all’estero è coerente con il programma di ricerca al quale stanno collaborando, previa autorizzazione del Dipartimento/Centro di ricerca, su motivata proposta del responsabile scientifico e in tal caso può essere anche determinato un eventuale contributo a titolo di rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.
E’ possibile percepire un assegno di ricerca e frequentare un corso di studio?
La titolarità dell’assegno non è compatibile con la partecipazione a corsi di Laurea, Laurea specialistica o magistrale, Dottorato di ricerca con borsa, Specializzazione medica o Master universitari in Italia o all’estero, e comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso amministrazioni pubbliche.
Quali sono i compiti di un assegnista?
I titolari degli assegni collaborano, nell’ambito delle competenze definite dai rispettivi bandi e senza orario di lavoro predeterminato, alle attività di ricerca previste in conformità con la tipologia di assegno attribuito, sotto la supervisione del responsabile scientifico
Come e a chi presentare la domanda di partecipazione al concorso?
Le domande di partecipazione alle selezioni, redatte in carta libera secondo il fac-simile allegato ad ogni singolo bando, e corredate della documentazione espressamente richiesta, devono essere indirizzate al Rettore e devono essere presentate o fatte pervenire presso l’Università entro il 20° giorno successivo alla data di pubblicazione del bando.
Quali sono gli obblighi dell'assegnista?
I titolari degli assegni di ricerca, prima della scadenza del contratto, sono tenuti a presentare al Dipartimento/Centro di ricerca, una particolareggiata relazione scritta sull’attività di ricerca svolta che verrà valutata da un’apposita Commissione, nominata dal Dipartimento/Centro di ricerca, che esprimerà il proprio parere positivo per un eventuale rinnovo. Le relazioni presentate per il rinnovo dovranno essere rese pubbliche sulle pagine web dei Dipartimenti.
Per partecipare al concorso è richiesto il possesso del titolo di Dottore di Ricerca?
Il titolo di Dottore di Ricerca, costituisce requisito minimo obbligatorio per la candidatura alle selezioni, solo se espressamente previsto dai singoli bandi.
Com’è costituita la Commissione esaminatrice per gli assegni a progetto?
La Commissione esaminatrice è nominata con Decreto Rettorale, su proposta del Consiglio di Dipartimento/Centro di ricerca, ed è suddivisa in tante sottocommissioni quanto sono gli ambiti disciplinari definiti dal bando. Ciascuna sottocommissione è costituita da almeno tre componenti. Per ciascun giudizio la Commissione potrà avvalersi, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, di esperti revisori di elevata qualificazione italiani o stranieri esterni all’Università. Alla Commissione esaminatrice possono essere aggregati componenti aggiuntivi per gli esami di lingua straniera.
Che cos'è un assegno di ricerca?
L'assegno di ricerca è uno strumento volto a finanziare un contratto di collaborazione per attività di ricerca stipulato tra un’Università o ente di ricerca e uno studioso in possesso di curriculum scientifico-professionale idoneo allo svolgimento di attività di ricerca, individuato attraverso una procedura di selezione pubblica sulla base di uno specifico bando.
L’inosservanza delle disposizioni relative alle incompatibilità previste dal regolamento, cosa comporta?
L’inosservanza delle disposizioni di cui all’art. 9 del Regolamento di Ateneo costituisce causa di risoluzione del contratto.
Qual è la durata minima e massima degli assegni di ricerca? Sono rinnovabili?
La durata complessiva dei rapporti instaurati con i titolari di assegni di ricerca, compresi gli eventuali rinnovi, non può superare i sei anni. Nel novero sei 6 anni non vengono conteggiati periodi in cui si è stati titolari di assegni di ricerca in concomitanza con l'iscrizione ad un corso di dottorato di ricerca, nel limite massimo della durata legale del relativo corso.
Gli assegni di ricerca possono avere una durata iniziale compresa tra uno e tre anni (tra 12 e 36 mesi) e sono rinnovabili.
L’eventuale rinnovo è subordinato alla disponibilità finanziaria da parte della struttura di afferenza dell’assegno.
Qual è l'importo di un assegno di ricerca? Come viene accreditato?
L'importo minimo annuale di un assegno di ricerca non può essere inferiore ad € 19.367,00 al lordo degli oneri a carico dell'assegnista. Il pagamento viene erogato in rate mensili posticipate, su conto corrente bancario.
Chi può partecipare alle selezioni per il conferimento di assegni di ricerca?
Possono concorrere per il conferimento di assegni di ricerca tutti coloro che siano in possesso, entro la data di scadenza del termine utile per la presentazione delle domande di ammissione alle singole selezioni, dei requisiti previsti dai singoli bandi. In assenza di diverse disposizioni nei bandi, deve considerarsi, quale titolo minimo di candidatura alle selezioni, il diploma di laurea (corso di studi di durata non inferiore a 4 anni, previsto dagli ordinamenti didattici previgenti al D.M. 3 novembre 1999, n. 509), la laurea specialistica (art. 3, comma 1, lettera b), D.M. 3 novembre 2009, n. 509), la laurea magistrale (art. 3, comma 1, lettera b), D.M. 22 ottobre 2004, n. 270). L’Università può stabilire che il dottorato di ricerca o titolo equivalente conseguito all’estero ovvero, per i settori interessati, il titolo di specializzazione di area medica corredato di adeguata produzione scientifica, costituisca requisito minimo obbligatorio per l’ammissione ai bandi; in assenza di tale disposizione, i suddetti titoli costituiscono titolo preferenziale ai fini dell’attribuzione degli assegni.
I titolari di assegni, nello svolgimento delle loro attività di ricerca, sono coperti da assicurazioni?
Sì, l’Università provvede, con oneri a carico dell’assegnista, alla copertura assicurativa per infortuni e con oneri a carico dell’Università alla copertura per responsabilità civile verso terzi.
Il contratto può essere risolto?
Si, il contratto può essere risolto in caso di gravi inadempienze con provvedimento del Rettore, su proposta motivata del responsabile scientifico ed approvata dal Consiglio del Dipartimento/Centro di ricerca, valutate le giustificazioni addotte dal titolare dell’assegno
In caso di contratto pluriennale, la relazione sull’attività svolta va presentata allo scadere del contatto?
No, in caso di contratto di durata pluriennale l’assegnista è tenuto a presentare annualmente, al responsabile scientifico affinché la possa valutare, una relazione sull’attività svolta e sullo stato di avanzamento del progetto stesso. La valutazione negativa sarà causa di risoluzione del contratto senza obbligo di preavviso da parte dell’Università.
Dove posso trovare il bando di concorso?
Il bando di concorso è pubblicato all’Albo ufficiale dell’Università e per via telematica sul sito dell’Università. Su richiesta dei Dipartimenti/Centri di ricerca, i bandi potranno essere pubblicati sui siti del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e dell’Unione Europea.
Quante tipologie di assegni ci sono?
Ci sono due tipologie di assegni: assegni a progetto e assegni finalizzati.
Quanto tempo c’è per la presentazione delle candidature?
Dal giorno successivo alla data di pubblicazione dei bandi, decorrono 20 giorni per la presentazione delle domande di partecipazione alle selezioni.
Quali sono le caratteristiche degli assegni a progetto?
Si tratta di assegni a carico dei fondi del bilancio dei Dipartimenti/Centri e/o a carico di specifici finanziamenti nell’ambito di progetti di ricerca anche di Ateneo, con selezione, oltre che sulla base della valutazione dei titoli e di un colloquio, anche sulla base della valutazione di un progetto di ricerca presentato dal singolo candidato, nell’ambito scientifico individuato dal bando. Il punteggio massimo complessivo è di 100 punti così distribuiti: progetto di ricerca fino ad un massimo di 30 punti, titoli fino ad un massimo di 50 punti e per la discussione del progetto fino ad un massimo di 20 punti. Vengono ammessi al colloquio solo coloro che abbiano ottenuto un punteggio complessivo maggiore o uguale a 55 punti su 80 nella valutazione del progetto e dei titoli e il colloquio si intende superato se viene raggiunto il punteggio di almeno 12 punti su 20.
Quali sono le caratteristiche degli assegni finalizzati?
Gli assegni finalizzati sono assegni a carico dei fondi del bilancio dei Dipartimenti/Centri di ricerca e/o a carico di specifici finanziamenti nell’ambito di progetti di ricerca, attivati sulla base di progetti presentati dai Dipartimenti/Centri di ricerca, con selezione sulla base della valutazione dei titoli presentati dai candidati e di un colloquio. Il punteggio massimo complessivo è di 100 punti così distribuiti: valutazione dei titoli fino ad un massimo di 60 punti; colloquio fino ad un massimo di 40 punti. L’ammissione al colloquio è riservata a coloro che avranno ottenuto un punteggio maggiore o uguale a 35 punti nella valutazione dei titoli e il colloquio si intende superato se viene raggiunto il punteggio di almeno 25 punti.
L’assegno di ricerca è compatibile con lo svolgimento di attività professionali o lavoro autonomo?
I titolari di assegni di ricerca, se disponibili e con il consenso del responsabile scientifico dell’assegno, possono svolgere una limitata attività didattica modulare (corrispondente a CFU) solo se retribuita su appositi capitoli di spesa da parte dell’Università. Le ore affidate a ciascun assegnista non possono essere più di 36 per anno accademico. E’ fatta salva la possibilità che vengano concesse, previa approvazione da parte del competente organo di Ateneo, specifiche deroghe, nel limite massimo di 60 ore per anno accademico, in casi eccezionali (vedi “Regolamento per il conferimento degli incarichi di insegnamento ad esperti e studiosi esterni…”).
Se una persona è lavoratore dipendente può percepire anche un assegno di ricerca?
L’assegno di ricerca non può essere attribuito a personale di ruolo presso le università, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e l’Agenzia spaziale italiana (ASI), nonché le istituzioni il cui diploma di perfezionamento scientifico è stato riconosciuto equipollente al titolo di dottore di ricerca ai sensi dell’art. 74, quarto comma, del DPR 11 luglio 1980, n. 382, e la sua titolarità comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso amministrazioni pubbliche.
Come vengono conferiti?
Gli assegni vengono conferiti attraverso procedure di selezione pubblica sulla base di specifici bandi, che portano alla stipula fra l’Università e gli assegnatari di contratti di diritto privato, i quali non configurano in alcun modo un rapporto di lavoro subordinato e non danno luogo a diritti in ordine all’accesso ai ruoli del personale universitario.
Gli assegni di ricerca possono essere cumulati con borse di studio?
Gli assegni non possono essere cumulati con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all’estero, l’attività di ricerca svolta dai titolari degli stessi.
In quali casi è prevista la sospensione dell’assegno?
- la sospensione del contratto per astensione obbligatoria per maternità, in applicazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2007. Nel periodo di astensione obbligatoria, nel caso di indennità corrisposta dall’INPS ai sensi dell’art. 5 del suddetto decreto 12 luglio 2007, la stessa viene integrata dall’Università fino a concorrenza dell’intero importo dell’assegno di ricerca;
- il congedo per malattia in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.
La titolarità di un assegno di ricerca è compatibile con la frequenza di un corso di dottorato di ricerca?
Sì, il titolare di assegni di ricerca può frequentare corsi di dottorato di ricerca senza borsa nei settori disciplinari affini alle attività di ricerca connesse all’assegno, fermo restando il superamento delle prove di ammissione per il dottorato. L’Università non è tenuta ad assicurare alcun finanziamento per il proseguimento dei corsi di dottorato oltre il periodo di godimento degli assegni.
A chi rivolgersi per le autorizzate spese di rimborso di viaggio e di soggiorno?
I fondi per la coperture delle eventuali ed autorizzate spese di viaggio e di soggiorno sono messe a disposizione dal responsabile scientifico della ricerca o dal Dipartimento/Centro di ricerca ospitante, secondo le modalità previste dal Regolamento di Ateneo per le missioni.