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Timestamp: 2018-01-16 07:19:18+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8']

RSPP e ASPP - Accordo Stato-Regioni e Province autonome il 26 gennaio 2006, relativo all'individuazione dei requisiti minimi dei corsi di formazione per responsabili e addetti al servizio di prevenzio
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006 l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome, attuativo dell’art. 2, commi 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195, che ha integrato il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
Come anticipato con le nostre comunicazioni, l’Accordo, é stato definito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza Stato-Regioni e concerne i requisiti minimi dei corsi di formazione per addetti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione, nonché i criteri per l’individuazione dei soggetti formatori.
Come si ricorderà, il decreto legislativo n. 195/2003 ha avuto origine dalla delega conferita dal Parlamento al Governo nella legge comunitaria 2001 (legge n. 39/2002) per ottemperare alle disposizioni di una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea che aveva condannato il nostro Paese per non aver individuato, nel D.Lgs. n. 626/1994, di attuazione della dir. 391/89/CEE sulla protezione dei lavoratori, i requisiti professionali e le capacità degli addetti e dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione, come previsto dalla direttiva stessa.
L’Accordo ha dunque avuto una gestazione lunghissima e, rispetto all’impianto iniziale, ha subito notevoli modifiche migliorative sollecitate da Confindustria e mirate in particolare
- al riconoscimento di crediti formativi e professionali per i soggetti che già svolgevano, prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 195, l’attività di responsabili e addetti al servizio di prevenzione e protezione;
- alla riconduzione delle ore di formazione a livelli di ragionevole agibilità.
Il provvedimento, tuttavia, contiene ancora notevoli criticità che formeranno oggetto di nostre ulteriori azioni mirate alla loro eliminazione o significativo ridimensionamento.
Riportiamo di seguito primi commenti al testo dell’Accordo.
TERMINE PER L’ATTIVAZIONE DEI CORSI
Il termine previsto dall’Accordo per l’attivazione dei percorsi formativi - in considerazione della necessità di disporre di tempi congrui per la messa a punto del nuovo sistema - è di un anno a partire dalla data di pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale e cioè il 14 febbraio 2007.
Si deduce, pertanto, che i termini ultimi per l’effettuazione della formazione dovrebbero essere individuati a partire da tale data; in altre parole, per la conclusione del processo formativo, sarebbe a disposizione un periodo di tempo senz’altro superiore ad un anno dalla data di entrata in vigore dell’Accordo.
D’altra parte, considerato il numero elevatissimo di soggetti da formare, sembra plausibile ritenere che le Istituzioni firmatarie dell’Accordo abbiano voluto prevedere un periodo di tempo compatibile con tale circostanza, anche se la formulazione del testo suscita perplessità interpretative.
In proposito provvederemo a richiedere il parere delle Istituzioni competenti in materia.
I percorsi formativi sono individuati da tre moduli: A, B e C
Il modulo A - modulo di base - è comune ai responsabili e agli addetti e si articola in 28 ore di corso.
Il contenuto delle attività formative individuate dal modulo - conforme nelle sue linee direttrici a quello definito dall’art. 3 del D.M. 16 gennaio 1997 del Ministero del Lavoro, relativo alla formazione dei datori di lavoro che svolgono i compiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione - integra, rispetto a quest’ultimo, il numero delle ore (si ricorda che il citato decreto prevedeva 16 ore di formazione per il datore di lavoro).
Il modulo B – modulo di specializzazione relativo alla natura dei rischi propri dell’attività aziendale di riferimento - è anch’esso comune ai responsabili e agli addetti e si sviluppa in un numero di ore variabile da 12 a 68 in relazione ai macrosettori di riferimento, costruiti tenendo conto dell’analogia dei rischi presenti nei vari comparti in base alla classificazione dei settori ATECO (classificazione ISTAT delle Attività Economiche).
Il modulo C – modulo di specializzazione per soli RSPP (v. art. 2 comma 4 del D.Lgs n. 195/2003) - si articola in 24 ore di corso e concerne la protezione dai rischi, anche di natura ergonomica e psicosociale, nonché l’organizzazione delle attività tecnico-amministrative, le tecniche di comunicazione in azienda e le relazioni sindacali (v. art. 2 comma 4 del D.Lgs. n. 195/2003).
In definitiva la durata complessiva dei corsi varia da 64 a 120 ore
Al termine del percorso formativo individuato dal modulo A, i partecipanti sono sottoposti ad un test di accertamento delle conoscenze acquisite, condotto dal gruppo docenti supportato dal tutor del corso.
A seguito del superamento del test viene rilasciato un attestato di idoneità al proseguimento dei successivi moduli del corso.
Per quanto attiene alla valutazione della formazione prevista al modulo B, si procede per verifiche intermedie e verifiche finali condotte, anche in questo caso, dal gruppo docenti supportato dal tutor del corso.
Al termine delle verifiche con esito positivo, viene rilasciato al partecipante un attestato di frequenza, con verifica d’apprendimento, che riporta il macrosettore di riferimento di appartenenza dell’azienda nella quale il soggetto è abilitato a svolgere la sua attività di addetto o responsabile S.P.P..
Anche per la formazione di cui al modulo C, la valutazione dell’apprendimento si attua attraverso verifiche intermedie e verifiche finali.
L’esito positivo delle verifiche consente il rilascio dell’attestato di frequenza con verifica d’apprendimento.
Ancorché non espressamente indicato dall’Accordo, anche in questo caso le verifiche verrebbero condotte dal gruppo docenti e dal tutor.
Una Commissione di docenti interni effettua l’accertamento dell’apprendimento, formula il proprio giudizio in termini di valutazione globale e redige il relativo verbale da trasmettere alle Regioni e alle Province autonome competenti per territorio.
I soggetti organizzatori dei corsi individuati dall’art. 2, comma 3 del D.Lgs. n. 195/2003 e quelli di cui al punto 4.1 dell’Accordo (questi ultimi limitatamente ai corsi formativi che gli stessi possono organizzare e cioè i soli corsi diretti al proprio personale o ai propri iscritti), rilasciano direttamente gli attestati di frequenza, con verifica d’apprendimento.
Gli attestati di frequenza, con verifica d’apprendimento relativi ai corsi organizzati dagli “altri soggetti formatori” previsti al punto 4.2 dell’Accordo stesso vengono, invece, rilasciati dalla Regione o Provincia autonoma territorialmente competente.
Tutti gli attestati di frequenza con verifica d’apprendimento, conseguiti da addetti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione, potranno essere inseriti nella sez. III (Elenco delle certificazioni e delle attestazioni) del libretto formativo così come individuato all’art. 2 comma 1 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n.276.
In attesa della definizione del sistema nazionale di certificazione delle competenze e riconoscimento dei crediti, è previsto il riconoscimento reciproco, da parte delle Regioni e Province autonome, degli attestati di cui sopra.
RICONOSCIMENTO DEI CREDITI PROFESSIONALI E FORMATIVI PREGRESSI
Mentre la rubrica lascia intendere che sia stato attuato un riconoscimento sia dei crediti professionali che di quelli formativi, relativi alla pregressa attività, in realtà i soli crediti previsti nel provvedimento, tra l’altro in modo non del tutto soddisfacente e, in qualche caso, con palesi contraddizioni, sono, come detto in premessa, solo quelli professionali.
Le tabelle A4 e A5 riportano tali crediti rispettivamente per i responsabili e per gli addetti al servizio di prevenzione e protezione.
Le date a cui si fa riferimento per il computo dell’esperienza lavorativa ai fini del credito (prima colonna delle due tabelle) sono rispettivamente il 14/8/2003 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 195 più volte citato) e il 13/2/2003 (data individuata dallo stesso decreto ai fini della considerazione di esperienze lavorative superiori a sei mesi prima dell’entrata in vigore del decreto stesso).
Gli esoneri dalla frequenza dei moduli formativi, nonché dal possesso del titolo di studio previsto dal D. Lgs. n. 195/2003, sono chiaramente indicati nelle stesse tabelle .
C’è da rilevare che nella colonna delle esperienze lavorative comprese tra 6 mesi e tre anni (le indicazioni temporali non possono che essere riferite alla data di entrata in vigore dell’Accordo) è indicato che tali soggetti devono essere stati designati prima del 14/2/2003 ed attivi al 13/8/2003.
A tal proposito va segnalato che la previsione di cui sopra non si riferisce a coloro che svolgono l’attività con carattere di continuità da prima del 14/2/2003 (infatti, in questo caso, si ricadrebbe nella fattispecie delle esperienze lavorative superiori ai tre anni).
Evidentemente l’indicazione vale per quei soggetti che abbiano svolto attività lavorative discontinue, in qualità di addetti o responsabili e non può che riferirsi alla somma dei periodi di tempo durante i quali tali esperienze sono state maturate.
Penalizzante e contraddittoria risulta l’indicazione relativa all’esonero dalla frequenza del mod. B a condizione che i soggetti interessati frequentino “immediatamente” il corso di aggiornamento previsto per il macrosettore ATECO di riferimento ed “entro il termine di cui al punto 1.1 dell’Accordo” (un anno dalla data di pubblicazione dello stesso Accordo nella G.U.).
La penalizzazione consiste nel fatto che poiché la durata dei corsi di aggiornamento (quinquennali) per i responsabili del servizio di prevenzione e protezione varia, in relazione ai macrosettori ATECO, da 40 a 60 ore (v. successivo punto 3), con la conseguenza che per moltissimi soggetti operanti in attività che ricadono nelle classificazioni ATECO a basso numero di ore di formazione risulta più conveniente frequentare il corso relativo al mod. B che il corso di aggiornamento.
Tale previsione rende, pertanto, del tutto inefficace l’azione di riconoscimento dei crediti professionali.
Quanto, poi, alla indicata contraddizione, è appena il caso di rilevare che l’obbligo della “frequenza immediata” é palesemente inconciliabile con quello di “frequenza entro un anno dalla data di entrata in vigore dell’Accordo”.
Solleciteremo al riguardo i necessari chiarimenti da parte delle Istituzioni competenti.
Punto 2.7
In considerazione delle rilevanti novità introdotte dall’Accordo, sia per quanto attiene alla durata e alla specializzazione dei percorsi formativi, sia per quanto riguarda i requisiti e l’organizzazione richiesta ai soggetti formatori e, riteniamo, anche per quanto riguarda gli indirizzi adottati per la definizione dei crediti formativi, si è convenuto che, in sede di prima applicazione del provvedimento, il coordinamento delle Regioni avvierà una sperimentazione allo scopo di valutare l’idoneità dell’impianto formativo proposto e che sarà eventualmente attivata la Conferenza Stato-Regioni qualora dal monitoraggio emerga la necessità di apportare modifiche all’Accordo che ne agevolino la concreta applicazione.
Sono previsti, in ottemperanza a quanto disposto dal D.Lgs. n. 195/2003 (v. comma 5 dell’art. 8 bis del D. Lgs. n. 626/1994), corsi di aggiornamento quinquennali per responsabili e addetti al servizio di protezione e prevenzione.
I corsi, la cui durata differisce in relazione ai soggetti cui i corsi stessi sono diretti, hanno la seguente articolazione:
· 60 ore per i macrosettori di attività ATECO nn. 3, 4, 5, 7 (v. prospetti)
· 40 ore per i macrosettori di attività ATECO nn. 1, 2, 6, 8, 9 (v. prospetti)
Corsi per A.S.P.P.
· 28 ore per tutti i macrosettori ATECO (v. prospetti)
L’aggiornamento potrà essere attuato attraverso formazione a distanza e dovrà, naturalmente, fare riferimento alle materie dei rispettivi moduli.
Nell'ambito dei corsi sarà riservata una particolare attenzione alle novità normative e ad eventuali innovazioni in genere nel settore delle misure di sicurezza.