Source: http://federicobrausi.it/news.html
Timestamp: 2018-12-16 05:58:10+00:00
Document Index: 66746755

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 322', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 2621', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 409', 'art. 335', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 216', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 34', 'art- 131', 'sentenza ', 'sentenza ']

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News, Articoli & Commenti
Diritto, Impresa & Commercio
La tutela dell'ambiente prevale sul segreto industriale, ma il diritto di accesso è limitato
Il cittadino, che ai sensi dell’art. 3, comma 1, d.lgs. n. 195/05 chieda informazioni ambientali, ha diritto ad accedere ed a prendere visione (in generale non è consentito il diritto di estrarne copia) della sola documentazione tecnico-amministrativa, ivi compreso il progetto, che non presenti profili attinenti al segreto industriale opposto dal controinteressato.
(TAR Veneto, sez. III, sentenza n. 1335/16; depositata il 17 dicembre)
Investimento troppo rischioso per un cliente non professionale: la segnalazione di inadeguatezza non basta
É configurabile la responsabilità dell’intermediario finanziario che abbia dato corso ad un ordine, ancorché vincolante, ricevuto da un cliente non professionale, concernente un investimento particolarmente rischioso, dal momento che la professionalità del primo, su cui il secondo abbia ragionevolmente fatto affidamento in considerazione dello speciale rapporto contrattuale tra essi intercorrente, gli impone di valutare comunque l’adeguatezza di quell’operazione rispetto ai parametri di gestioni concordati, con facoltà di recedere dall’incarico per giusta causa, ai sensi degli artt. 1722, comma 1, n. 3, 1727, comma 1, c.c. e 24, comma 1, lett. d) del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (nel testo applicabile ratione temporis), qualora non ravvisi tale adeguatezza.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 1376/16; depositata il 26 gennaio)
Il pm non ha l'obbligo di produrre gli atti integrali
Complesso o d'insieme? Per il marchio una distinzione fondamentale
Sotto la soglia di rilevanza penale il fatto non sussiste
Vi è interesse ad impugnare una sentenza di assoluzione pronunciata con la formula perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, in ragione dei possibili pregiudizi extrapenali cui va incontro l’imputato. La soglia di punibilità penale dell’omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto va qualificata come elemento costitutivo del reato e non rappresenta una condizione obiettiva di punibilità.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 3098/16; depositata il 25 gennaio)
La Cassazione scarica le acque miste, prevalentemente urbane, dalla responsabilità penale
Gli scarichi del depuratore hanno la stessa natura dei reflui convogliati in esso, se questi sono qualificati come reflui misti, prevalentemente urbani e solo in parte industriali, non si applicano le disposizioni penali valevoli per gli scarichi industriali.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 1870/16; depositata il 19 gennaio)
Committente: quali responsabilità?
La designazione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori non esonera il committente dalle responsabilità connesse alla verifica dell’adempimento degli obblighi posti in capo al primo.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 16/16; depositata il 5 gennaio)
La Cassazione ancora sulla confisca per equivalente
La ratio della confisca per equivalente giace nell’impossibilità di porre in essere una confisca diretta della cosa che mostri un legame di derivazione qualificata con l’illecito contestato. La misura di cui all’art. 322 – ter c.p. ha natura sanzionatoria e tale caratteristica determina la sua obbligatorietà, anche nei casi di applicazione della pena su richiesta delle parti, ex art. 444 c.p.p., ed anche ove non sia stata oggetto dell’accordo.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 891/16; depositata il 13 gennaio)
Per la Cassazione tornano le valutazioni nel falso in bilancio
Nell’attuale formulazione dell’art. 2621 c.c., il riferimento ai “fatti materiali” oggetto di falsa rappresentazione non esclude la rilevanza penale degli enunciati valutativi, anch’essi idonei ad assolvere una funzione informativa laddove intervengano in contesti che implichino l’accettazione di parametri di valutazione normativamente determinati o tecnicamente indiscussi.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 890/16; depositata il 12 gennaio)
Niente soglia di punibilità per la dichiarazione fraudolenta realizzata con documenti per operazioni inesistenti
La fattispecie di cui all’art. 2 del d. lgs. n. 74/2000, ovvero l’ipotesi di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, non prevede alcuna soglia di punibilità.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 819/16; depositata il 12 gennaio)
Ancora sulla scriminante della crisi di liquidità ... rilevanza degli accordi di ristrutturazione del debito e del concordato preventivo
Non può essere ascrivibile a forza maggiore la mancanza della provvista per effetto di una scelta di politica imprenditoriale, come quella di ricorrere ad un piano di risanamento dell’impresa di cui all’articolo 67, comma 3, lettera d), l. fall., perché l’istituto non rientra in un procedimento giudiziale o soggetto ad omologa, da parte del giudice, come invece avviene per il concordato preventivo, ma si risolve in un atto stragiudiziale non soggetto al controllo del giudice né nella fase di preparazione, né nella fase di esecuzione, consistendo in un atto unilaterale dell’imprenditore e quindi risolvendosi in una operazione strettamente ed interamente privatistica.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 1623/16; depositata il 18 gennaio)
L'omessa autorizzazione sismica configura un reato permanente
In tema di reati edilizi-urbanistici e di legislazione antisismica, le violazioni di omessa denuncia dei lavori e presentazione dei progetti e di inizio dei lavori, senza preventiva autorizzazione scritta dell'ufficio competente, hanno natura di reati permanenti, la cui consumazione si protrae sino a quando il responsabile non presenta la relativa denuncia con l'allegato progetto ovvero non termina l'intervento edilizio.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 1145/16; depositata il 14 gennaio)
Carta bianca al giudice che respinge la richiesta di archiviazione
Può diversamente qualificare il fatto ex art. 409 c.p.p., purché non riguarda altri fatti di reato non già oggetto d’indagine o persone non già iscritte nel registro ex art. 335 c.p.p..
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 3095/16; depositata il 22 gennaio)
Unica persona offesa dal reato di rilevazione di segreti d'ufficio è la PA
Quando l'assegno con data in bianco ... dissimula lo stato di insolvenza
In tema di insolvenza fraudolenta, la prova del preordinato proposito di non adempiere alla prestazione dovuta sin dalla stipula del contratto, può essere desunta anche dal pagamento effettuato con un assegno privo di data, ove si accerti che, già al momento della consegna del titolo, l’agente era insolvente e che aveva dissimulato tale stato al venditore.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 3012/16; depositata il 22 gennaio)
Al giudice cautelare non occorre più dell'accertamento induttivo
La sommarietà del cautelare consente un maggior margine di tolleranza al giudice penale: sono sufficienti gli accertamenti presuntivi per sequestrare. Non scampa al sequestro il socio “dedotto” amministratore di fatto, anche in assenza di atti di “confisca diretta” del patrimonio sociale della società che ha evaso le imposte.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 3547/16; depositata il 27 gennaio)
Dolo specifico o dolo generico? Per la bancarotta fraudolenta, è questo il problema
La fattispecie prevista dall’art. 216 della l. fall., ha natura duplice, in relazione all’elemento soggettivo; esso è, infatti, specifico per quanto riguarda le condotte di sottrazione delle scritture contabili, mentre è generico, con riferimento alla tenuta irregolare delle medesime.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 3558/16; depositata il 27 gennaio)BANCAROTTA
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 3558/16; depositata il 27 gennaio)
Cass. Pen., Sez.VI, 17.07.15, n.31365/15 - Diritto & Giustizia
Più titolari di una posizione di garanzia? Rispondono tutti per omessa prevenzione
Cass. Pen., Sez.IV, 10.07.15, n.29798 - Diritto & Giustizia
Lo scudo fiscale opera anche per le società se il dominus ha attuato la procedura di emersione
Cass. Pen., Sez.III, 07.07.15, n.28775 - Diritto & Giustizia
Gli effetti dello “scudo fiscale” possono riguardare, con riferimento alle società di persone o di capitali, anche i casi di ricorso a tale istituto da parte del dominus dell’ente stesso.
Libri contabili appositamente confusionari: è bancarotta documentale
Cass. Pen., Sez.V, 18.06.15, n.25746 - Diritto & Giustizia
Le Sezioni unite sulla confisca del prezzo del reato nel caso di intervenuta prescrizione e sulla nozione di confisca “diretta” relativamente a somme di denaro
Cass. Pen., Sez. Un., 26.06.15 - www.penalecontemporaneo.it - (informazione provvisoria)
1) Se, ed eventualmente con quali limiti, possa essere ordinata, ai sensi degli artt. 240, comma secondo, n. 1, e/o 322-ter cod. pen., la confisca diretta del prezzo o del profitto del reato nel caso in cui il processo si concluda con una sentenza dichiarativa di estinzione del reato per prescrizione;
1) Affermativa, se vi è stata una precedente pronuncia di condanna;
Cassazione Penale - www.penalecontemporaneo.it - Luigi Bagarella
A questo punto la Cassazione rinvia da venerdì a ieri, e in serata esce con un verdetto che annulla senza rinvio, cioè definitivamente, i segmenti di bancarotta di Crespi riconducibili ai falsi in bilancio per valutazioni, mostrando con ciò di ritenere appunto che la nuova legge non le ricomprenda più nel perimetro di reato (e che dunque l’imputato non possa essere condannato né riprocessato per qualcosa che oggi non è più reato). Via i 6 anni e 9 mesi di Luigi Crespi, i 4 del fratello Ambrogio e i 3 della moglie Natascia. Passa in giudicato solo la piccola porzione di pena (da rideterminare in un nuovo Appello) che si regge su una residua imputazione di falso in bilancio per fatti materiali.La Cassazione e la nuova legge:
il falso in bilancio più debole
In tema di sequestro preventivo per equivalente di beni conferiti in trust
Cass. Pen., Sez. II, 16.04.15, n.15804 - www.giurisprudenzapenale.com
E’ legittimo il sequestro preventivo per equivalente di beni conferiti in trust dal disponente (nella specie indagato per reati di associazione a delinquere, per reati tributari, per bancarotta fraudolenta e riciclaggio), nell’ipotesi in cui emergano diversi elementi fattuali che rendano evidente la volontà meramente frodatoria (sotto il profilo della simulazione) di sottrarre i beni alla pretesa ablatoria dello Stato.
Anticorruzione e' legge: sì definitivo della Camera al DDL
News - www.ansa.it
Approvato definitivamente dal Senato il ddl che introduce nuovi delitti contro l'ambiente (DDL n. 1345-B)
News - www.penalecontemporaneo.it
Tenuità del fatto, il giudice acquisisce d'ufficio il fascicolo del Pm
Tribunale di Bari, Sez. II, 20 aprile 2015 - www.diritto24.ilsole24ore.com
Con una interessante sentenza il tribunale di Bari cerca di riparare, in via interpretativa, a quella che ritiene una vera e propria lacuna legislativa nella nuova disciplina relativa alla non punibilità per la «particolare tenuità del fatto»
Ambiente in genere.Il fatto di particolare tenuità e i reati ambientali
Dottrina 05 Maggio 2015 - Luigi Leghissa
La causa di non punibilità trova applicazione con riferimento a gran parte dei reati ambientali, riguardando, indifferentemente, i delitti e, considerato il limite di pena, tutte le contravvenzioni, cosicché pochissime ipotesi di reato restano escluse.
La causa di non punibilità troverà così applicazione anche alle contravvenzioni ambientali, normalmente integranti reati di pericolo astratto o presunto, ai fini di una tutela anticipata dell’interesse protetto dalla norma incriminatrice, come già precisato dalla Corte di Cassazione con riferimento, all’istituto previsto dall’art. 34 del D.lvo n. 274 del 2000 1.
In via generale, ripetendo quanto osservato da RAMACCI (in LEXAMBIENTE.it) si può escludere che una condotta meramente formale, quale l'avvio di un'attività senza autorizzazione, possa, per ciò solo, determinare un danno o un pericolo qualificabile come esiguo, quando, sempre a titolo di esempio, l'effettuazione di uno scarico o la gestione di rifiuti non avrebbe potuto essere autorizzata, ovvero quando questa abbia comunque determinato una compromissione non irrilevante del potere di controllo dell'amministrazione competente sulle attività potenzialmente inquinanti.
Analoghe conclusioni dovrebbero trarsi con riferimento all'inosservanza delle prescrizioni di un'autorizzazione quando, sempre per esempio, il mancato rispetto delle prescrizioni vanifichi anch'esso il controllo amministrativo da parte della pubblica amministrazione su aspetti significativi dell'attività medesima, quali la sicurezza, la salute, etc. Del resto, l'indicazione di specifiche prescrizioni nei titoli abilitativi, per attività quali la gestione dei rifiuti, lo scarico di reflui o le emissioni in atmosfera, consentono una più puntuale e specifica regolamentazione e sono il risultato di una valutazione complessiva e coordinata dell'impatto ambientale di un insediamento, finalizzata anche ad evitare le conseguenze del rilascio di agenti inquinanti.
Va poi osservato che dovrà anche tenersi presente come la esiguità del danno o del pericolo debba essere valutata sulla base di elementi oggettivamente apprezzabili e non anche attraverso una stima meramente soggettiva, considerando, in particolare, che la norma si riferisce a comportamenti tali da poter essere ritenuti penalmente rilevanti e, quindi, certamente collocabili tra quelli non inoffensivi, ma che però devono aver prodotto conseguenze minime, non degne di essere ulteriormente apprezzate in sede penale, perché, in definitiva, ciò che rileva è un fatto che si presenti come «oggettivamente e soggettivamente assai modesto», come affermato dalla Cassazione con riferimento all'art. 34 d.lgs. n. 274\2000.
E’ quindi necessaria una approfondita indagine e valutazione del singolo caso senza affrettate valutazione per lo “smaltimento” del fascicolo.2
L’applicazione della causa di non punibilità è esclusa quando si rileva la “abitualità” della condotta che sussiste anche nella ipotesi in cui l’autore abbia commesso più reati della stessa indole o condotte plurime o reiterate.
Così con riferimento ai reati ambientali opereranno le situazioni ostative di cui al terzo comma dell’art- 131 bis c.p., quando, ad esempio, all'interno di un insediamento industriale si accertino più violazioni che configurino reati della stessa indole - che non devono necessariamente riguardare violazioni della medesima disposizione di legge, ben potendo assumere rilevo anche condotte oggettivamente o soggettivamente omogenee (Cfr., tra le più recenti, Sez. 1, n. 44255 del 17/9/2014 (dep. 23/10/2014), Durdev, Rv. 260800; Sez. 1, n. 27906 del 15/4/2014 (dep. 26/6/2014), Stocco, Rv. 260500) – quali, ad esempio, più violazioni della disciplina dei rifiuti, violazioni di norme sull'inquinamento idrico e delle norme sui rischi da incidente rilevante etc.).
Analogamente, potranno essere apprezzate, quali condotte plurime o reiterate, la effettuazione di più attività di gestione illecita di rifiuti, ripetuti episodi di abbandono di rifiuti etc.
La liquidazione del danno morale prescinde da quella del danno biologico
Cass 811/2015 - www.diritto24.ilsole24ore.com
La liquidazione del danno morale, da intendersi come turbamento dell'animo e sofferenza subita da un individuo per le lesioni fisiche riportate in un sinistro, è stata oggetto di una recentissima pronuncia della Suprema Corte di Cassazione la quale, con la sentenza n. 811/2015, ha definitivamente cristallizzato un principio innovativo secondo cui la liquidazione del danno morale prescinde da quella del danno biologico.
Cassazione, utilizzabile la lista 'Falciani'
News - www.diritto24.ilsole24ore.com
La cosiddetta lista 'Falciani' - dal nome di Hervè Falciani, il dipendente 'infedele della banca svizzera Hsbc che trafugò la lista dei clienti dell'istituto bancario per venderla al fisco francese - è utilizzabile nei processi fiscali contro i contribuenti italiani sospettati di aver evaso il fisco. Lo ha deciso la Cassazione, ordinanze 8605 e 8606 del 28 aprile 2015, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro la commissione tributaria di Milano che aveva deciso per il 'no' all'utilizzo della lista 'Falciani'.
Finora i giudici tributari avevano considerato l'elenco dei correntisti della filiale ginevrina della Hsbc, tra i quali ci sarebbero stati circa 7500 italiani, inutilizzabile perché trafugato illegalmente da Hervè Falciani. Invece, in base a quanto stabilito dalle ordinanze della Sesta sezione civile della Cassazione, "l'Amministrazione finanziaria, nella sua attività di accertamento della evasione fiscale può, in linea di principio, avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una diposizione di legge o dal fatto di essere stati acquisiti dalla Amministrazione in violazione di un diritto del contribuente".
"Sono perciò utilizzabili - prosegue la massima di diritto pronunciata dalla Cassazione - nel contraddittorio con il contribuente, i dati bancari acquisiti dal dipendente infedele di un istituto bancario, senza che assuma rilievo l'eventuale reato commesso dal dipendente stesso e la violazione del diritto alla riservatezza dei dati bancari (che non gode di tutela nei confronti del fisco)". "Spetterà quindi al giudice di merito - conclude la massima stilata dalla Sezione tributaria della Suprema Corte - in caso di contestazioni fiscali mosse al contribuente, valutare se i dati in questione siano attendibili, anche attraverso il riscontro con le difese del contribuente".
P.S.: La lista 'Falciani' risale al periodo 2006-2007.
Sul ruolo del direttore dei lavori e del CSE in materia di SSL
Cass. Pen., Sez.Iv, n.4611, 30 gennaio 2015 - Puntosicuro.it
Il direttore dei lavori non assume automaticamente la responsabilità per la sicurezza sul lavoro e non può essere chiamato a rispondere dell'osservanza di norme antinfortunistiche se non è accertata una sua ingerenza nell'organizzazione.
Prende l’occasione la Corte di Cassazione con questa sentenza emanata a seguito di un ricorso avanzato dall’amministrazione unico nonché direttore dei lavori di una società committente di alcuni lavori relativi alla costruzione di un edificio da destinare alla produzione di componenti ed arredi, condannato per un infortunio occorso ad un lavoratore di una ditta appaltatrice, per fornire degli utili chiarimenti sia sul ruolo e sulle responsabilità del direttore dei lavori che sulle mansioni assegnate al coordinatore per la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.
Per quanto riguarda in particolare la figura del direttore dei lavori la suprema Corte, come già dalla stessa sostenuto in passato, ha affermato che la qualifica di direttore dei lavori non comporta automaticamente la responsabilità per la sicurezza sul lavoro, ben potendo l'incarico di direttore limitarsi alla sorveglianza tecnica attinente alla esecuzione del progetto. La stessa Corte ha inoltre chiarito che destinatari delle norme antinfortunistiche sono i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti, mentre il direttore dei lavori per conto del committente è tenuto alla vigilanza dell'esecuzione fedele del capitolato di appalto nell'interesse del committente e non può essere chiamato a rispondere dell'osservanza di norme antinfortunistiche ove non sia accertata una sua ingerenza nell'organizzazione del cantiere. Ne consegue, quindi, ha proseguito la suprema Corte, che una diversa e più ampia estensione dei compiti del direttore dei lavori, comprensiva anche degli obblighi di prevenzione degli infortuni, deve essere rigorosamente provata, attraverso l'individuazione di comportamenti che possano testimoniare in modo inequivoco l'ingerenza nell'organizzazione del cantiere o l'esercizio di tali funzioni.