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Timestamp: 2017-11-17 19:16:00+00:00
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Moldavia: Donna sterile a causa di un errore medicoDiritti Europa
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Posted by: Dora Tucci in Categorie Violazioni CEDU, Diritto alla vita, I diritti in Europa, In evidenza, Libertà e sicurezza 29 dicembre 2012
Diritto al rispetto della vita: Sentenza G.B. e R.B. v. Republic of Moldava, 18 dicembre 2012
È successo nella Repubblica di Moldova: un tragico errore di negligenza medica ha cambiato la vita di una donna. Un danno irreparabile che ha segnato per sempre 2 vite, quella di una signora e di suo marito. Una coppia che convive tutt’oggi con un grande trauma causato da un giovane medico. Il risarcimento economico non potrà mai colmare il vuoto lasciato dall’impossibilità di poter dare alla luce un figlio.
IL CASO – Il 4 maggio 2000, mentre la sig.ra GB stava dando alla luce il suo bambino, il suo medico, il dott. B, fu costretto ad intervenire con un taglio cesareo. Durante l’operazione però, il dott. B. asportò le ovaie e le tube di falloppio della paziente, senza alcun tipo di permesso da parte di lei. Inoltre, il medico informò la donna e suo marito solo 10 giorni dopo l’accaduto.
L’anno successivo la ricorrente a causa di quest’operazione dovette sottoporsi ad un trattamento medico per contrastare la menopausa precoce. In seguito da un rapporto di neurologia le venne diagnosticato una sindrome depressiva e l’osteoporosi, e nel 2002 gli venne diagnosticato anche una nevrosi astenica. Più tardi una commissione medica stabilì che il taglio cesareo era stato inutile, e che questo provocò la sterilità della donna. La ricorrente, anche negli anni successivi, mostrò sintomi di disturbo post-traumatico da stress.
Il Dott. B. venne condannato per negligenza medica dalla corte distrettuale a sei mesi di reclusione; questa sentenza venne poi annullata dalla Corte Suprema di Giustizia.
I ricorrenti avviarono anche un procedimento civile nel 2007, contro l’ospedale e il medico, chiedendo il risarcimento dei danni (patrimoniali e non) sia per la donna che per suo marito. Nel ricorso le parti chiedevano inoltre di rendere gratuiti i trattamenti sanitari a cui la sig. ra GB avrebbe dovuto sottoporsi in futuro. La corte distrettuale accolse in parte queste richieste, obbligando l’ospedale a fornire le cure necessarie alla ricorrente gratuitamente fino al 2020, e stabilì anche un indennizzo in denaro alle parti, a titolo di risarcimento. Ma l’entità del risarcimento fu comunque irrisorio rispetto al danno subito e da quanto richiesto.
In seguito nel 2008 la Corte d’Appello di Chişinău ha modificato questa sentenza aumentando i risarcimenti spettanti: € 607 alla sig.ra GB e € 75 per le spese e € 69 a titoli di danno patrimoniale e € 61 al marito della donna, che restarono invariati.
I ricorrenti decisero allora di presentare un ricorso alla Corte di Cassazione, in cui contestavano la sentenza, sostenendo che non era stato riconosciuto un adeguato risarcimento per la violazione dei loro diritti. La suprema Corte confermò la sentenza precedente.
Nel 2009 i ricorrenti depositarono un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani, lamentando la violazione dell’art. 8 CEDU. E nel ricorso la sig.ra GB e suo marito RB hanno chiesto inoltre un risarcimento rispettivamente di € 60.000 e € 6.000 e di € 2.800 per spese processuali.
Il GOVERNO – obietta che la violazione era già stata riconosciuta dai processi precedenti, e che i ricorrenti erano già stati risarciti adeguatamente per il danno morale subito.
LA CORTE – La Corte di Strasburgo, con sentenza del 2012 dichiara che vi è stata violazione dell’art. 8 della CEDU e soprattutto si occupa di stabilire un equo risarcimento per le parti, in quanto questo tipo di violazione, in casi precedenti, ha dato luogo a risarcimenti maggiori rispetto a quelli assegnati alle parti di questo caso.
Pertanto la Corte EDU ha condannato lo stato della Moldavia al pagamento di € 12.000 per danno non patrimoniale ai 2 richiedenti e di € 2.000 per le spese sostenute dalle parti.
Ciò che prova una donna incinta è un sentimento che solo lei può capire; dal momento della prima ecografia, fino alla nascita, e ancora per tutta la vita di suo figlio, dall’infanzia, l’adolescenza, la maturità, fino a quando diventerà adulto, con una famiglia sua. C’è un legame profondo tra una mamma e suo figlio, qualcosa di indistruttibile, che li legherà per sempre. Ogni donna, ad un certo punto della sua vita, sentirà il bisogno di dare alla luce un bambino, il suo bambino. La sig.ra GB è stata privata di questa possibilità per un fatidico errore. L’errore di un giovane medico, inesperto. Un errore che poteva essere evitato, forse se ci fosse stato un altro medico … Non possiamo sapere ciò che successe in sala parto quel giorno. Questo ci fa riflettere moltissimo. Se quel medico fosse stato più attento, se avesse avuto più esperienza, se ci fosse stato un medico più esperto lì con lui: le cose sarebbero potute andare diversamente.
La sentenza è reperibile qui: sentenza G.B e R.B vs Repubblica della Moldavia, 18 dicembre 2012
Art 8 CEDU Josep Casadevall Moldavia Terza Sezione	2012-12-29
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