Source: https://www.dcgsrl.com/wp/amianto/la-valutazione-del-rischio/
Timestamp: 2020-07-14 02:51:12+00:00
Document Index: 70179911

Matched Legal Cases: ['art. 249', 'art. 250', 'art. 251', 'art. 259', 'art. 260', 'art. 250', 'art. 259', 'art. 260', 'art. 250']

La valutazione del rischio | DCG
Al fine di garantire il rispetto del valore massimo di esposizione dei lavoratori all’amianto è necessario che si valuti periodicamente il rischio dovuto alla polvere proveniente dall’amianto e dai materiali contenenti amianto, ad esclusione dei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) evidenziati dalla valutazione dei rischi ed elencati nel comma 2 dell’art. 249 del D. Lgs. 81/2008.
La Commissione consultativa permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro ha pubblicato con Lettera Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 25/01/2011 degli orientamenti pratici circa la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità di amianto.
per esposizioni sporadiche si devono intendere quelle che comportano non più di 60 ore di lavoro, nell’arco dell’anno; è necessario che non siano effettuati più di 2 interventi al mese per non più di 4 ore ad intervento. Inoltre, il numero massimo di addetti operanti contemporaneamente non deve essere mai superiore al 3. Di conseguenza, le aziende che operano continuamente nell’ambito della bonifica, com’è il caso della Dieffe Costruzioni Generali Srl, non possono collocarsi tra quelle che hanno esposizioni sporadiche;
per esposizioni di debole intensità si devono intendere quelle con limitata dispersione di fibre nell’aria valutate in 10 fibre al litro ponderate nelle 8 ore lavorative.
In caso di esposizione sporadiche e di debole intensità, non è necessario:
effettuare la notifica preliminare (art. 250)
applicare le misure di prevenzione e protezione (art. 251)
attivare la sorveglianza sanitaria (art. 259)
istituire il registro degli esposti (art. 260).
Per i lavori diversi da esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI)eche riguardano quindi la manutenzione, la rimozione dell’amianto o dei materiali che lo contengono, lo smaltimento e il trattamento dei relativi rifiuti e la bonifica delle aree interessate,il datore di lavoro ha l’obbligo di:
notificare i lavori all’organo di vigilanza (art. 250)
attivare la sorveglianza sanitaria nei confronti dei lavoratori (art. 259)
tenere, a mezzo del medico competente, la cartella sanitaria nei confronti dei lavoratori (art. 260).
Nel caso in cui si tratta di lavori di demolizione e rimozione dell’amianto è necessario redigere un PIANO DI LAVORO (P.D.L.) da inviare all’organo di vigilanza almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori; i lavori possono iniziare se entro tale periodo l’organo di vigilanza non rilascia prescrizione operativa e non richiede integrazione o modifiche al piano di lavoro. L’obbligo di preavviso di 30 giorni prima dell’inizio dei lavori non si applica nei casi di urgenza. L’urgenza deve essere motivata e documentata all’interno del Piano di lavoro che dovrà essere accompagnato da una richiesta speciale di valutazione in regime d’urgenza del Piano e di rilascio del parere ai fini di poter eseguire i lavori prima della scadenza del termine di 30 giorni previsto dalla legge.
L’invio del piano di lavoro sostituisce l’obbligo di notifica preliminare prevista al punto a) dell’art. 250 del D. Lgs. 81/2008.
La redazione di tale documento è a cura del datore di lavoro dell’impresa incaricata e non del committente, come sbagliato si pensa a volte.
Aver eseguito un accurato sopralluogo preventivo, completo di rilievi fotografici, ci pone nella condizione di avere pressoché tutti gli elementi specifici riferiti al cantiere che devono essere riportati sul PDL.
Il P.D.L. deve contenere indicazioni in merito a:
a) soggetto committente dei lavori;
b) ditta incaricata dei lavori ed eventuali ditte in subappalto;
c) area/struttura da bonificare;
d) tipologia di amianto da bonificare;
d) descrizione particolareggiata delle opere provvisionali previste;
e) descrizione delle fasi operative;
f) idoneità sanitaria e formazione degli operatori;
g) DPI utilizzati;
h) decontaminazione delle aree;
i) trattamento dei rifiuti e modalità di smaltimento.
Il Piano di lavoro deve essere portato a conoscenza degli addetti alla bonifica, che saranno poi tenuti a rispettare esattamente il contenuto di codesto durante l’esecuzione stessa.
I lavori di demolizione o rimozione dell’amianto possono essere effettuati solo da imprese specializzate iscritte all’albo nazionale gestori ambientali. Gli addetti ai lavori di cui sopra devono frequentare i corsi di formazione professionale con rilascio di titoli di abilitazione.
La valutazione del rischio, che deve essere effettuata in collaborazione con il medico competente e con la consultazione preventiva del RLS, è necessaria anche al fine di stabilire la natura ed il grado dell’esposizione e le misure preventive e protettive da attuare.