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Timestamp: 2019-07-17 04:17:14+00:00
Document Index: 55407445

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 6']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 08/01/2013Diritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 08/01/2013
Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 8 gennaio 2013
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 08 gennaio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Qama v.
no. 4604/09
Flamur Qama, cittadino albanese, emigra in Italia per ricongiungersi con la moglie e il figlio. Alla morte della moglie, il figlio è affidato alla sorella di lei e Flamur Qama è espulso verso l’Albania, perché sprovvisto del permesso di soggiorno. Oggi rivendica il diritto
a rivedere il figlio, diritto riconosciutogli dai giudici albanesi in due pronunce.
Nessuna violazione dell’Articolo
8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 –
obblighi positivi) (Albania)
no. 9134/06
Mehmet Efe, dalla doppia
cittadinanza, turca e austriaca, è residente in Austria, dove lavora, mentre i suoi due figli vivono in Turchia. Contesta una decisione della giurisdizione austriaca di negargli gli assegni alimentari per i figli e le agevolazioni economiche connesse alla sua situazione familiare perché i figli
non erano residenti in Austria.
(diritto al rispetto della vita privata e familiare) Articolo 14
14 + P1-1-1 – Divieto di discriminazione (Articolo 1 del
Protocollo n ° 1 – Protezione della proprietà; Articolo 1 cpv. 1 del Protocollo n ° 1 –
pacifico godimento dei beni)
and L. v. Croatia
no. 37956/11
A.K. e L., madre e figlio, entrambi cittadini croati, contestano il provvedimento di adozione con cui L. è stato affidato ad una famiglia adottiva; in particolare, la madre naturale non avrebbe potuto tenere il figlio perché
sprovvista di lavoro, e partecipare al processo, per un lieve deficit
mentale, realizzandosi così l’adozione a sua insaputa.
Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 – Il rispetto della vita
Jashi v.
no. 10799/06
Davit Jashi, cittadino georgiano, condannato per reati di droga durante la detenzione tenta più volte il suicidio. Lamenta di aver ricevuto durante la custodia cautelare cure mediche e psichiatriche inadeguate e l’inosservanza da parte delle forze di polizia dell’ordine del giudice di sottoporlo a seduta psichiatrica.
della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti inumani; Obblighi positivi)
Nessuna violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti inumani; Obblighi positivi) (aspetto sostanziale)
and Others v. Greece
nos. 44077/09, 15369/10 and 41345/10
Panayote Dimitras, Andrea Gilbert, Nikolaos Mylonas, Grigoris Vallianatos, Evangelia Vlami, Antonia Papadopoulou, Nafsika Papanikolatou e Dimitris Tsabrounis, tutti cittadini greci, partecipano a 49 procedimenti penali in qualità di membri dell’organizzazione non governativa attiva nel settore dei diritti umani, Greek Helsinki Monitor. Non aderendo alla confessione cristiano-ortodossa, lamentano l’obbligo di prestare giuramento nei processi con una formula religiosa, la presenza di crocifissi nelle aule di giustizia e l’imparzialità di giudici devoti al cristianesimo.
alla libertà di pensiero, di coscienza e di
Violazione dell’Articolo 9 – Libertà di pensiero, di coscienza e di religione (Articolo 9-1 – La libertà di
nos. 43517/09, 46882/09, 55400/09, 57875/09,
61535/09, 35315/10,
I 7 ricorrenti, alcuni cittadini italiani, altri marocchini, uno albanese e uno ivoriano, sono o sono stati detenuti presso le carceri di Busto Arsizio e Piacenza. Lamentano condizioni di detenzione inumani e degradanti, e in particolare di essere stati reclusi in tre per cella in spazi di 9×2 metri.
della tortura (art. 3 – trattamento degradante Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
no. 25282/07
G. Baltiņš, cittadino lettone, è condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Lamenta di essere stato istigato al reato da un agente di polizia sotto copertura, e che la sola testimonianza dell’agente è valsa a condannarlo.
and Toma v. Romania
I ricorrenti sono Constantin Bucur, Mircea e Sorana Toma, cittadini rumeni. Bucur, come addetto al monitoraggio delle conversazioni telefoniche nell’intelligence
rumeno – il SRI – ha accesso ad alcuni nastri, classificati come top
secret, comprovanti relazioni illecite tra politici e giornalisti: pensa bene di diffondere il contenuto delle conversazioni in una conferenza stampa e per questo sarà condannato dal tribunale militare. Mircea Toma,
giornalista, scopre così che ache lei e sua figlia, Sorana Toma , sono state intercettate dal SIS. Mentre Bocur lamenta Violazione della sua libertà d’espressione e accusa da un lato i tribunali militari di parzialità e dall’altro la normativa processuale di favorire la pubblica accusa, Mircea e Sorana Toma contestano l’illegalità delle intercettazioni a cui sono state
privata e familiare
la vita e la corrispondenza)
Violazione dell’Articolo 38 – Esame del caso e procedura di regolamento amichevole
Violazione dell’Articolo 10 – Libertà di espressione – {Generale} (Articolo 10-1 – Libertà di espressione)
Violazione dell’Articolo 13, 8-1 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso effettivo) (Articolo 8-1 –
Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita
Retunscaia v.
no. 25251/04
Alisa Retunscaia, cittadina moldava, è condannata per alcuni reati di droga ma prosciolta per altri. Lamenta cattive condizioni di detenzione, e in particolare di essere stata trasportata alle udienze in un furgone
sovraffollato e detenuta in una cella in pessime condizioni e poco ventilata; inoltre contesta di aver rilasciato una testimonianza estorta dagli agenti e un tempo insufficiente per preparare le proprie difese processuali.
Art 6 (diritto ad un processo equo)
della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Raisa M. Shipping S.R.L. v. Romania
no. 37576/05
La società ricorrente, S.C. Raisa M. Shipping S.R.L., in persona del socio unico Raisa Mocanu, cittadina rumena, esercita un’impresa di spedizioni. Contesta
l’imposizione fiscale applicata da River Administration of the Lower Danube Galati e il caso è deciso dalla Cassazione rumena, che gli dà torto. Oggi lamenta l’illegittimità del provvedimento fiscale e irregolarità nella notificazione degli atti processuali durante il processo.
Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo 6-1 – l’accesso alla giustizia per i diritti civili)
no. 56027/10
Vitaliy Reshetnyak, cittadino russo, è condannato per rapina aggravata. Nonostante fosse detenuto in una struttura medica in quanto tubercolotico, lo stato
della sua malattia si aggravò fino a renderlo disabile. Oggi lamenta
un’assistenza medica inadeguata e condizioni detentive inumane, soprattutto per il sovraffollamento della struttura di detenzione.
Obiezione preliminare unita al merito
e respinta (art. 35-1 – Esaurimento dei ricorsi interni)
della tortura (art. 3 – trattamento degradante.
no. 30544/06
Il caso riguarda la normativa – del Damage Act – connessa al calcolo delle spese processuali.
Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo 6-1 – accesso alla giustizia)
Tutte le sentenze	2013-01-08
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