Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_procedura_civile/303
Timestamp: 2019-04-20 06:23:10+00:00
Document Index: 60123866

Matched Legal Cases: ['art.303', 'art. 43', 'art. 40', 'art. 303', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 303', 'art. 16']

I. Se non avviene la prosecuzione del processo a norma dell'articolo precedente, l'altra parte può chiedere la fissazione dell'udienza, notificando quindi il ricorso e il decreto a coloro che debbono costituirsi per proseguirlo.
II. In caso di morte della parte il ricorso deve contenere gli estremi della domanda, e la notificazione entro un anno dalla morte può essere fatta collettivamente e impersonalmente agli eredi, nell'ultimo domicilio del defunto.
III. Se vi sono altre parti in causa, il decreto è notificato anche ad esse.
IV. Se la parte che ha ricevuto la notificazione non comparisce all'udienza fissata, si procede in sua contumacia.
Processo esecutivo – Decesso del debitore esecutato – Interruzione del processo – Inapplicabilità.
L'intervenuto decesso della parte debitrice dopo l’avvio dell’esecuzione non è causa di interruzione del processo esecutivo, non trovando applicazione la norma del processo di cognizione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Dicembre 2018. Segue...
Processo civile – Subentro di nuova banca all’istituto di credito convenuto a seguito di provvedimento legislativo – Estinzione del convenuto originario: esclusione – Successione a titolo particolare: affermazione.
Il provvedimento del 22 novembre 2015 n.180 con cui la Banca d’Italia ha disposto la cessione di tutti i diritti, le attività e le passività di CARIFE S.p.A. a favore della Nuova Cassa di Risparmio S.p.A. configura un fenomeno di cessione d’azienda che non ha potuto determinare, di per sé solo, l’estinzione della persona giuridica CARIFE S.p.A.
Nel caso della liquidazione coatta amministrativa di un istituto di credito, la cessione ad altra banca di diritti, aziende, attività e passività, rapporti giuridici, pur comportando un trasferimento della titolarità di un insieme di posizioni attive o passive, o anche dell’intera azienda, non fa venir meno la banca cedente. Medesima risoluzione si presenta anche quando sia il legislatore a disporre il subentro di un ente ad un altro.
Appare dunque necessaria la notifica del ricorso di riassunzione del processo ex art.303 c.p.c. nei confronti della parte originaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 28 Aprile 2017. Segue...
Fallimento - Interruzione - Riassunzione - Posizione curatela - Validità ed efficacia attività processuale precedente - Preclusioni.
Tutti gli atti processuali posti in essere prima della pronunzia di fallimento restano validi ed efficaci anche nei confronti del fallimento, pur potendo quest’ultimo costituirsi ed esercitare il proprio diritto di difesa con prove idonee a contrastare i risultati di quelle già espletate, seppure con i limiti legati alla fase processuale in cui si verifica l’effetto interruttivo. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 03 Ottobre 2016. Segue...
Interruzione del giudizio tributario ai sensi dell’art. 43 D.Lgs. 546/1992 ed istanza di riassunzione – Necessità di notifica al successore della parte convenuta, colpita dall’evento interruttivo, della istanza di riassunzione e del provvedimento Presidenziale conseguente.
Nel caso di interruzione del giudizio ex art. 40 D.Lgs. 546/1992 conseguente al venir meno di una delle parti (nel caso di specie, l’estinzione di una società a responsabilità limitata), al fine di una valida e tempestiva riassunzione è necessario che al successore della parte colpita dall’evento interruttivo (soggetto sino ad allora estraneo al giudizio de quo) sia notificata, sia l’istanza di trattazione promossa dalla parte avente interesse, sia il conseguente avviso di trattazione in pubblica udienza.
Trattandosi di individuare la disciplina della riassunzione del giudizio interrotto per le parti non costituite in giudizio in precedenza, si deve ritenere che a tale adempimento sia onerata la parte interessata alla riassunzione, in applicazione dell’art. 303 c.p.c., applicabile al procedimento tributario in virtù del rinvio contenuto nell’art. 1 comma 2 D.Lgs. 546/1992, sicché, qualora tale onere non sia soddisfatto entro il termine di sei mesi previsto dall’art. 43 comma 2 D.Lgs. 546/1992, il giudizio deve essere dichiarato estinto. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Firenze, 30 Giugno 2016. Segue...
Processo civile – Riassunzione del giudizio interrotto a seguito del fallimento di una parte – Deposito del ricorso in riassunzione in formato cartaceo anziché con modalità telematiche – Inammissibilità – Sussistenza.
In caso di riassunzione del giudizio interrotto a seguito dell’intervenuto fallimento di una parte, il ricorso ex art. 303 c.p.c. deve essere dichiarato inammissibile ove sia depositato in cancelleria in formato cartaceo, atteso che, per sua natura, l’atto di riassunzione non è un atto introduttivo, ma riguarda una parte già precedentemente costituita, e deve quindi essere depositato con modalità telematiche, rientrando appunto tra gli atti da depositare esclusivamente con modalità telematiche ai sensi dell’art. 16-bis del D.L. 179/2012. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 04 Marzo 2016. Segue...