Source: https://www.economiapertutti.com/rubriche/cassetto-fiscale/2884/fatture-elettroniche-chiarimenti-agenzia-entrate.html
Timestamp: 2019-08-20 22:57:12+00:00
Document Index: 170021957

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 35', 'art. 12', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 14', 'art. 1']

Fatture elettroniche: chiarimenti Agenzia Entrate - Economia per tutti - news economia ed investimenti
L’art. 11 del Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018, ha modificato l’art. 21 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, stabilendo, per tutte le fatture elettroniche emesse a decorrere dallo scorso 1 luglio 2019:
l’obbligo di indicare nel documento la “data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura”, art. 21, comma 2, lettera g-bis, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972;
la possibilità di emettere le fatture, comprese quelle elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio, entro dieci giorni, poi aumentato a dodici giorni con la conversione in Legge n. 58 del 28 giugno 2019 del Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019, cosiddetto “Decreto Crescita”, dall’effettuazione dell’operazione, individuata ai sensi dell’art. 6, comma 4, primo periodo, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972.
Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019: operazioni rilevanti ai fini IVA
La Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito il chiarimento che i nuovi termini stabiliti per l’emissione della fattura immediata non hanno modificato le norme relative alla fatturazione differita previste dall’art. 21, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972.
In ogni caso, qualora la norma richieda che venga indicato un riferimento certo al momento di esecuzione dell’operazione, come ad esempio nell’ipotesi in cui la consegna o la spedizione dei beni sia risultante da documento di trasporto, è prevista la possibilità di specificare una sola data, ovvero, per le fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio, “la data dell’ultima operazione”.
In relazione al citato art. 21 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, il quale prevede che tra le annotazioni che devono essere riportate nella fattura, sia indispensabile specificare la data di esecuzione dell’operazione, nel caso in cui risulti diversa da quella di emissione, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che la data e l’orario di avvenuta trasmissione di una fattura elettronica siano attestate “inequivocabilmente e trasversalmente” dal Sistema di Interscambio.
Di conseguenza, è possibile consentire che, nel campo “Data” della sezione “Dati generali” del file delle fatture elettroniche, debba essere indicata la data di esecuzione dell’operazione.
Questa data dovrà essere inoltre presa a riferimento per l’annotazione del documento,dal momento che l’art. 23 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972 stabilisce che le fatture emesse vengano annotate “entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione”.
Rispetto alla normativa previgente, a decorrere dallo scorso 1 luglio 2019 non è più previsto che la fattura debba essere emessa in modalità contestuale,ossia entro le ore 24 dello stesso giorno, all’esecuzione dell’operazione, oppure di esigibilità dell’imposta, ma può essere effettuata nei dodici giorni successivi, dandone apposita evidenza.
I chiarimenti della Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, ha anche fornito tutta una serie di chiarimenti in riferimento alle recenti variazioni normative in materia di fattura elettronica, tra le quali quelle apportate dal Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018, dando soluzione, in modo particolare, ai vari dubbi connessi all’obbligo di specificare, nel documento, la data di esecuzione dell’operazione, nel caso in cui fosse diversa da quella di emissione.
L’emissione della fatture elettroniche
In base alla Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 dal momento che “La data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica (…)”, è possibile consentire che la data indicata nel suddetto campo sia sempre e comunque la data di esecuzione dell’operazione, “in considerazione del fatto che per una fattura elettronica veicolata attraverso lo SdI, quest’ultimo ne attesta inequivocabilmente e trasversalmente (all’emittente, al ricevente e all’Amministrazione Finanziaria) la data (e l’orario) di avvenuta “trasmissione”.
Di conseguenza, nel caso in cui l’operatore decidesse di procedere all’emissione della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio non entro le ore 24 del giorno dell’operazione, caso specifico della fattura immediata, ma in uno dei susseguenti dodici giorni previsti dall’art. 21, comma 4, primo periodo, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, la data del documento dovrà in ogni caso coincidere con la data dell’operazione e i dodici giorni indicati potranno essere usufruiti per la trasmissione del file della fattura elettronica al Sistema di Interscambio.
Nella Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 viene esposto l’esempio di una cessione eseguita in data 28 settembre 2019, in riferimento a questa operazione, viene specificato che la fattura “immediata” che comprova la cessione in argomento, potrà, in alternativa:
venire emessa, ovvero generata ed inviata al Sistema di Interscambio, lo stesso giorno, così che “data dell’operazione” e “data di emissione” corrispondano ed il campo “Data” della sezione “Dati Generali” venga redatto con il medesimo valore, 28 settembre 2019;
venire generata il giorno dell’operazione e trasmessa al Sistema di Interscambio entro i dodici giorni susseguenti, in ipotesi il 10 ottobre 2019, con valorizzazione della data della fattura, campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file, coincidente con la data dell’operazione, in ipotesi il 28 settembre 2019;
venire generata ed inviata al Sistema di Interscambio in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra l’operazione, 28 settembre 2019, ed il termine ultimo di emissione, 10 ottobre 2019, con valorizzazione della data della fattura, campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file, coincidente con la data dell’operazione, 28 settembre 2019.
Sicuramente si tratta di una semplificazione molto attesa, che, come evidenziato dall’Amministrazione Finanziaria, permetterà di eliminare “ulteriori costi operativi in termini di revisione dei sistemi gestionali”.
In ogni caso è necessario evidenziare come i suddetti termini non vengano applicati alle fatture cartacee, oppure a quelle elettroniche non trasmesse tramite il Sistema di Interscambio, in relazione alle quali la Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 specifica che il documento che attesta l’operazione deve contenere entrambe le date, la data di esecuzione dell’operazione e la data di emissione della fattura.
Un ulteriore importante chiarimento contenuto nella Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 è quello in base al quale la possibilità di emettere le fatture, comprese quelle elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di Interscambio, entro dodici giorni dall’esecuzione dell’operazione, riguarda soltanto le fatture immediate, dal momento che per quelle differite rimane applicabile la disposizione stabilita dall’art. 21, comma 4, lettera a), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, in base al quale “per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione ed avente le caratteristiche determinate con Decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472, nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime”.
Nella Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 viene presentato l’esempio di un’operazione costituita da tre cessioni documentate da Documenti di trasporto effettuate in data 2 settembre 2019, 10 settembre 2019 e 28 settembre 2019, per le quali si intende procedere all’emissione di un’unica fattura differita.
In questa ipotesi, specifica l’Agenzia delle Entrate, “si potrà generare ed inviare la stessa al Sistema di Interscambio in uno dei qualsiasi giorni intercorrenti tra il 1° ed il 15 ottobre 2019, valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati generali” del file) con la data dell’ultima operazione, 28 settembre 2019”.
Dalla precisazione si evince, perciò, che la data indicata nella fattura elettronica è quella correlata all’ultima operazione eseguita nel mese di riferimento, mentre la data di trasmissione al Sistema di Interscambio deve avvenire nell’intervallo temporale che intercorre tra il 1° ed il 15 del mese susseguente a quello di riferimento.
Oltre a ciò viene evidenziato che niente varia per quanto riguarda i più ampi termini di emissione della fattura previsti da speciali disposizioni, quali, a titolo di esempio, quelli fissati dal Decreto Ministeriale del 18 novembre 1976, nel caso di operazioni eseguite da imprese per il tramite di sedi secondarie o di altre dipendenze, che non procedono direttamente all’emissione dei documenti, ovvero dall’art. 35-bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972 nel caso di eredi di un professionista.
L’annotazione delle fatture elettroniche emesse
L’art. 12 del Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018 ha modificato l’art. 23 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, specificando che, a far data dal 24 ottobre 2018, “il contribuente deve annotare in apposito registro le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni. Le fatture di cui all’articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera b), sono registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione e con riferimento al medesimo mese”.
A tale scopo, l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, ha evidenziato che la numerazione e la registrazione del documento devono sempre permettere di “rinvenire con chiarezza il mese di riferimento (ossia di effettuazione dell’operazione)”, in riferimento al quale verrà effettuata la liquidazione dell’imposta.
Tornando all’esempio approfondito in precedenza, si avrà che la fattura emessa il 10 ottobre 2019, per un’operazione del 28 settembre 2019, potrà essere annotata entro il 15 ottobre 2019 con riferimento al precedente mese di settembre, ed andrà a concorrere alla relativa liquidazione dell’Iva, ad esempio per i soggetti che operano con periodicità mensile, entro il 16 ottobre 2019 con riferimento a settembre 2019.
Questa novità potrebbe, però, implicare alcuni problemi pratici nel caso in cui, per rimanere allo stesso esempio, precedentemente al 10 ottobre 2019, data di trasmissione della fattura inerente ad un’operazione di settembre 2019, ne venissero trasmesse altre, relative ad operazioni susseguenti, ad esempio una fattura del 1 ottobre 2019, attinente ad un’operazione eseguita nella stessa data.
In questa situazione, l’Agenzia delle Entrate suggerisce di impiegare “una specifica codifica” che permetta la corretta attribuzione dell’imposta nel periodo di riferimento, ovvero la messa in uso di registri sezionali, oppure di altri procedimenti ritenuti idonei.
Nella Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, l’Agenzia delle Entrate specifica che il nuovo termine di annotazione delle fatture emesse ha valenza generale, e quindi riguarda anche quelle differite di cui all’art. 21, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, con la sola esclusione delle triangolazioni nazionali, cessioni di beni eseguite dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente, le cui fatture, emesse entro il mese susseguente a quello della consegna o di spedizione dei beni, potranno essere annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione e con riferimento allo stesso mese.
Sempre in relazione all’art. 23 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, nella Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 si sottolinea come la norma prosegua a prevedere che, “per ciascuna fattura devono essere indicati il numero progressivo e la data di emissione”.
In considerazione dello scopo della disposizione, orientata alla corretta liquidazione dell’imposta, la data da riportare nel registro delle fatture emesse è quella indicata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica, avendo la stessa piena coerenza con l’esecuzione dell’operazione e, di conseguenza, con l’esigibilità dell’imposta.
La suddetta indicazione deve intendersi valida anche per quanto riguarda le ipotesi di fattura cartacea oppure di fattura extra Sistema di Interscambio.
L’art. 13 del Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018, ha modificato l’art. 25 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, abolendo l’obbligo previgente di “numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione” : mentre non è stata, invece, apportata alcuna modifica all’ulteriore obbligo stabilito dall’art. 25 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, vale a dire di annotare in un apposito registro le fatture relative a tali acquisti e di assegnare un ordine progressivo alle registrazioni.
In riferimento all’obbligo abolito, ossia quello di “numerare in ordine progressivo le fatture” , la Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 specifica che, nel caso in cui la numerazione delle fatture risulti tuttavia utile all’organizzazione imprenditoriale o professionale, il contribuente potrà proseguire alla numerazione dei documenti riguardanti gli acquisti compiuti, fermo restando l’obbligo di annotare in un apposito registro le fatture corrispondenti a tali acquisti e di assegnare un ordine progressivo alle registrazioni.
L’art. 14 del Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018 ha apportato significanti modificazioni all’art. 1, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 100 del 23 marzo 1998, in materia di detrazione Iva, disponendo che per le fatture ricevute ed annotate entro il giorno 15 del mese seguente a quello di esecuzione dell’operazione, è possibile esercitare il diritto alla detrazione entro il 16 del mese susseguente a quello in cui l’imposta è diventata esigibile.
La suddetta possibilità non è, però, consentita per i documenti di acquisto riguardanti operazioni eseguite nell’anno precedente.
Oltre a ciò, ai fini del regolare esercizio del diritto alla detrazione, è indispensabile che siano soddisfatti i richiamati requisiti, ovverosia la ricezione e l’annotazione della fattura.
A titolo di esempio, per quanto riguarda un’operazione del 28 settembre 2019, documentata mediante fattura emessa il 10 ottobre 2019, ricevuta il 12 ottobre 2019 ed annotata entro il giorno 15 ottobre 2019, il diritto alla detrazione potrà essere esercitato con riferimento al mese di settembre 2019.
Al contrario, nel caso in cui un’operazione eseguita del mese di dicembre 2019 venisse documentata con una fattura ricevuta ed annotata nel mese di febbraio 2020, il diritto alla detrazione potrà essere esercitato con riferimento al mese di effettivo ricevimento e di effettiva annotazione del documento.
Nella Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 viene, ulteriormente, evidenziato che le modificazioni introdotte in tema di detrazione Ivadal Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018 riguardano tutte le fatture emesse, siano esse elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio oppure su altri canali, e si applicano anche ai soggetti che liquidano l’imposta con periodicità trimestrale. A titolo di esempio, per quanto riguarda un’operazione eseguita il 28 settembre 2019, documentata mediante fattura emessa il 10 ottobre 2019, ricevuta il 12 ottobre 2019 ed annotata entro il giorno 15 ottobre 2019, il diritto alla detrazione potrà essere esercitato con riferimento al terzo trimestre 2019.
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