Source: http://www.sancascianovp.net/andare-a-scuola/item/2406
Timestamp: 2014-04-16 19:53:15+00:00
Document Index: 75379276

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.67', 'art. 16', 'art 74', 'art. 79', 'art.4', 'art. 13', 'art. 71', 'art. 14', 'art. 71', 'art. 5', 'art. 32']

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Scritto da Claudia Pratesi
Avvio attività in esercizio di vicinato
Per esercizi di vicinato, si intendono quegli esercizi aventi superficie di vendita non superiore a 300 m2. Per superficie di vendita si intende l'area destinata alla vendita compresa quella occupata da banchi scaffalature vetrine cabine di prova e simili e le aree di esposizione della merce se accessibili alla clientela; non costituisce superficie di vendita l'area scoperta, adiacente all'esercizio, purché con superficie non superiore al 20% della superficie di vendita, nonché la superficie destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici, servizi e spazi collocati oltre le casse. Per vendita al dettaglio, si intende l'attività svolta da chiunque che, professionalmente, acquista merci in nome e per conto proprio e li rivende, su area privata in sede fissa, direttamente al consumatore finale; l'attività può essere svolta congiuntamente all'attività all'ingrosso (e cioè all'attività di acquisto di merci e di rivendita ad altri commercianti od utilizzatori in grande) ed in tal caso la superficie di vendita deve essere computata tenendo conto sia di quella destinata per l'esercizio dell'attività al dettaglio, sia di quella destinata per l'esercizio dell'attività all'ingrosso.
Che requisiti deve avere
La sede dell'esercizio deve possedere i requisiti previsti dal Regolamento di Polizia Urbana, dal Regolamento d'Igiene, dal Regolamento Edilizio, dalle norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d'uso.Gli Esercizi di Vicinato sono di regola dotati di parcheggi per la sosta di relazione, nella misura minima di mq 1 per ogni mq. di superficie di vendita salvo eventuali ipotesi di riduzione o annullamento stabilite dai singoli Comuni..
- mancanza di condanne non inferiori a tre anni per delitti non colposi, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; - mancanza di condanne per delitti contro l'economia pubblica, l'industria ed il commercio e per i delitti di ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, estorsione, delitti contro la persona commessi con violenza- mancanza di condanne per delitti contro l'igiene e la sanità pubblica- mancanza di due o più condanne nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali- non essere incorsi nelle sanzioni o nelle limitazioni all'esercizio dell'attività previste dalla cd. Normativa Antimafia; -non essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza salvo che non si sia ottenuta la riabilitazione- non essere stati sottoposti ad una delle misure di prevenzione adottate dalla legge nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità.- non essere stati sottoposti all'applicazione di misure di sicurezza.Le condanne di cui sopra devono essere accertate con sentenza di condanna passata in giudicato.Il divieto di esercizio dell'attività commerciale permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora al pena si sia estinta in altro modo il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. Se è stata concessa la sospensione condizionale della pena non si applica il divieto di esercizio dell'attività.Il titolare, il legale rappresentante della società e tutti i soggetti con potere di rappresentanza non devono essere sottoposti ad una delle cause di divieto, decadenza e di sospensione previste, dall'art.67 del D.lgs 06/09/2011 n.159 (Codice delle Leggi Antimafia); tali suddette cause non devono sussistere nei confronti della società/consorzio.In particolare, secondo la norma sopra citata, quando si tratta di associazioni, imprese, società e consorzi, la documentazione attestante il possesso del requisito di moralità deve riferirsi, oltre che all'interessato:a) alle società;b) per le società di capitali anche consortili ai sensi dell'articolo 2615-ter del codice civile, per le società cooperative, di consorzi cooperativi, per i consorzi di cui al libro V, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l'organo di amministrazione, nonché a ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10 per cento, ed ai soci o consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;c) per i consorzi di cui all'articolo 2602 del codice civile, a chi ne ha la rappresentanza e agli imprenditori o società consorziate;d) per le società in nome collettivo, a tutti i soci;e) per le società in accomandita semplice, ai soci accomandatari;f) per le società di cui all'articolo 2506 del codice civile, a coloro che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato. In caso di impresa individuale, i requisiti di cui sopra devono essere posseduti dal titolare dell'impresa, o dall'eventuale preposto.in caso di società, associazioni o organismi collettivi, il possesso dei requisiti e' richiesto con riferimento al legale rappresentante, al preposto all'attività commerciale ed a tutti i soggetti individuati dall' articolo 2, comma 3, del D.P.R.3/6/1998, n. 252 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia).
Come si avvia l'attività: Segnalazione certificata di inizio attività
Avvio esercizio di attività L.R. 28/2005 art. 16
Cosa serve per subentrare nell'esercizio dell'attività
La comunicazione di subingresso è effettuata secondo modalità stabilite dal comune prima dell'effettivo avvio dell'attività da parte del subentrante e comunque :
a- entro 60gg dalla data dell'atto di trasferimento della gestione o della titolarità dell'esercizio;
b- entro un anno dalla morte del titolare
L.R. 28/2005 art 74
scia di subingresso
Cosa serve per cessare l'attività La cessazione è soggetta a comunicazione da effettuarsi entro 60 giorni dalla cessazione definitiva
L.R.28/2005 art. 79
istruzioni pec : http://www.sancascianovp.net/fare-impresa/item/2241-sportello-unico-attività-produttive
A) La presentazione della scia di avvio attività, subingresso, modifica dell’attività è soggetta al pagamento dei diritti di istruttoria comunali pari ad €30,00 da versare sul ccp 121509 intestato alla Tesoreria del Comune di San Casciano V.P., oppure direttamente presso la Tesoreria Comunale, che ha sede presso le filiali della Banca di Credito Cooperativo Chianti Fiorentino di San Casciano V.P., di Cerbaia V.P., o di Mercatale V.P., oppure mediante bonifico alle seguenti coordinate bancarie, codice IBAN IT 79 X 03599 01800 000000132023
In caso di esercizio al commercio al dettaglio di vicinato alimentare occorre presentare la notifica sanitaria:
B) La presentazione della dia/notifica di avvio attività, modifica dell’attività, variazione della ragione sociale, subingresso è inoltre soggetta al pagamento di diritti di istruttoria Azienda U.S.L. pari ad €38,46 da versare sul ccp 27344506 intestato a Azienda U.S.L. 10 Firenze_ Diritti sanitari igiene- servizio tesoreria e con causale “prestazione di igiene pubblica non soggetta ad IVA art.4”.
LR 03.01.05 n. 1
2. Requisiti soggettivi moraliart. 13 LR 07/02/2005 n. 28 e art. 71, comma 1, lett. A) F) dlgs 26/03/2010 n. 59
3. Requisiti soggettivi professionaliart. 14 LR 07/02/2005 n. 28 e art. 71 comma 6 lett. A) C) dlgs 26/03/2010 n. 59
L 06.03.98, n°40, art. 5, comma 6, dlgs 25.07.98, n°286, art. 32, comma 1 bis e 1 ter
Commercio - avvio attività
Commercio - variazioni
Letto 503 volte	Ultima modifica il 27 Set 2013 Tweet
Claudia Pratesi
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