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Timestamp: 2018-02-19 13:58:59+00:00
Document Index: 9968703

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 41']

1) Nuovo Estratto conto online: solo la Sicilia è esclusa
2) Casi in cui è giustificato il ritardato invio telematico del Modello Unico
3) Cedolare secca: Doppio obbligo degli acconti di imposte per i locatori di immobili
4) Va bene la notifica dell’atto alla società con avviso di giacenza al socio
5) Responsabilità degli amministratori di S.r.l. verso i creditori sociali
6) CDL: chiarimenti su taluni aspetti del regolamento sulla formazione continua obbligatoria
7) Elenchi clienti e fornitori: Obbligo di comunicazioni anche per i commercianti al dettaglio
Già da qualche giorno quasi tutti i contribuenti possono entrare negli archivi di Equitalia per conoscere online i dettagli dei propri debiti, infatti, soltanto i siciliani sono esclusi da tale neo opportunità.
È tutto visibile e verificabile collegandosi dal proprio computer al sito www.equitaliaspa.it. Accedendo al servizio Estratto conto il contribuente potrà approfondire i singoli tributi da pagare, con tutte le informazioni sull’importo iniziale e quello attuale, una chiara ripartizione degli interessi e delle altre spese e l’indicazione di eventuali provvedimenti di annullamento o sospensione emessi dall’ente creditore.
Ancona, Avellino, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Benevento, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Fermo, Firenze, Frosinone, Grosseto, Isernia, L’aquila, Latina, Lecce, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Matera, Nuoro, Oristano, Perugia, Pesaro, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Rieti, Roma, Salerno, Sassari, Siena, Terni, Trento, Urbino, Viterbo.
L’Estratto conto, accessibile anche dall’estero, permette quindi di avere uno vero sportello virtuale, sempre più completo, aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Una rivoluzione nel rapporto con i cittadini e le imprese, fatta di semplicità, trasparenza e innovazione, che punta a rispondere alle esigenze dei contribuenti e semplificare loro la vita.
(Equitalia, comunicato di aprile 2011)
Secondo quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con la sentenza n. 7/28/11, la sanzione non si applica per la presentazione in ritardo di Unico, oltre i 90 giorni, qualora ciò sia stato dovuto alla password scaduta.
In tale caso, l’invio tardivo rappresenta un errore non punibile ai sensi dell’art. 6, del D.Lgs. n. 472/1997.
La decisione è scaturita dalla lite tra l’Amministrazione finanziaria ed un contribuente che si é visto consegnare una cartella di pagamento per eccedenza Iva, Irpef e Irap non spettanti.
Il Fisco, dopo avere rettificato il reddito, aveva irrogato sanzioni ed interessi sulla base della ritardata presentazione del modello Unico che non avrebbe potuto fare utilizzare i crediti ivi contenuti.
I giudici, hanno, invece, dato ragione al contribuente sostenendo che il ritardo nell’invio era dovuto alla password scaduta, il quale, peraltro, non aveva neppure ricevuto preventivamente l’avviso bonario con cui avrebbe potuto sanare eventuali errori riscontrati in sede di controllo formale.
(Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sentenza n. 7/28/11)
L’obbligo di pagare l’acconto sulla cedolare secca è previsto anche per l’anno 2011 (primo anno di applicazione della neo disciplina).
Infatti, a parere di Dottrina, il Provvedimento del 7 aprile 2011 ha voluto precisare che per i contratti i cui effetti decorrono dopo la data del 31 maggio 2011 il versamento vada effettuato in una sola rata, a novembre 2011, ma se gli effetti del contratto scattano dal 1 novembre 2011 viene poi concessa la possibilità di non versare l’acconto per il 2011.
Il versamento degli acconti potrebbe, peraltro, nascondere qualche insidia per quei contribuenti che presentano anche altri redditi rispetto a quelli derivanti dalla locazione di un immobile abitativo, o che comunque non hanno esercitato l’opzione in relazione a tutti gli immobili posseduti, situazione in cui si prospetta in definitiva un doppio obbligo di calcolo degli acconti, un primo ai fini della tassazione ordinaria, ed un secondo in relazione ai redditi provenienti dal complesso dei contratti di locazione per i quali è stata esercitata l’opzione.
Per il resto, sul fronte dei versamenti, così come per l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso, si applicano le disposizioni ordinariamente previste per le imposte sui redditi, e ciò ha portato a ritenere, in dottrina, che il primo appuntamento con la cedolare secca, anche se a titolo di acconto, sia fissato già per il prossimo mese di giugno (giugno 2011), e che rimane ad esempio ferma la possibilità di ricorrere alla rateizzazione delle somme dovute a titolo di primo acconto; oltre che quella di posticipare il versamento di un mese (entro il 18luglio), applicando la maggiorazione pari allo 0,40%.
Per l’acconto 2011, in particolare, il versamento non si considera carente se di importo almeno pari all’85% della cedolare secca, calcolata facendo riferimento ai canoni di locazione emergenti dal contratto.
Dal 2012 varrà, invece, la percentuale pari al 95%, rimanendo ferme anche le consuete regole per le quali il versamento può essere realizzato in una sola rata o ripartito in due rate a seconda che l’importo complessivo sia inferiore o superiore alla somma di 257,52 euro.
Ovviamente sul caso si attendono i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Potrebbe, ad es. venire consentito magari pagare nel 2011 solo gli acconti Irpef sul dato storico del modello unico, in tal modo le esigenze di cassa erariali dovrebbero rimanere indenni, considerato che, in molti casi, l’opzione per il regime della cedolare secca potrà avvenire nel 2012 in sede di presentazione del modello unico per l’anno 2011, ed in tale occasione, i contribuenti che avessero versato l’acconto nel 2011 per la cedolare secca, potrebbero poi ripensarci, in tal modo si semplificherebbe la scelta da effettuare da parte del contribuente.
Disciplina della cedolare secca
Dal canto suo, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nella nota del 11.04.2011, ricorda che la norma fissa una tassa secca del 19% per i locatori che applicano il canone concordato, percentuale che sale al 21% per i canoni liberi.
Chi paga la cedolare non dovrà più versare l’imposta di registro (2% sul canone, per metà a carico del proprietario), l’imposta di bollo, l’addizionale comunale e regionale e non dovrà, inoltre, sommare l’introito dell’affitto ai suoi guadagni per il calcolo dell’Irpef, mantenendo così un’aliquota più bassa.
Tuttavia, si deve rinunciare all’adeguamento Istat del canone, comunicandolo con raccomandata a/r all’inquilino.
Un’importante novità, introdotta nel provvedimento ministeriale, é quella delle opzioni multiple.
Nel caso in cui uno stesso immobile appartiene a più proprietari, gli stessi possono effettuare la scelta della cedolare in base alle proprie esigenze.
Su uno stesso immobile, può, quindi, verificarsi che un proprietario applica la cedolare, ed un altro la tassazione ordinaria.
La cedolare secca, secondo quanto rileva la suddetta nota, sarà vantaggiosa per chi ha un reddito imponibile medio-alto: Oltre i 15mila euro per i contratti a canone libero e oltre i 28mila euro per quelli a canone concordato.
Sono, infatti, questi i livelli al di sopra dei quali scattano le aliquote marginali Irpef del 27% e del 38%, che perdono il confronto con la cedolare.
E’ possibile inviare la raccomandata informativa al legale rappresentante della società in nome collettivo: In caso di avviso di giacenza la notifica postale alla S.n.c. è ugualmente valida, in virtù del rapporto organico tra la società e l’amministratore.
E’ quanto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 3342 del 2011 (annotata in Altalex.com del 11.04.2011).
In particolare, la Suprema Corte ha stabilito che in tema di notifica a mezzo posta di atti impositivi ad una società di persone, non si verifica la nullità della notifica, quando, all’esito del mancato recapito di tali atti regolarmente inviati alla società destinataria, l’avviso del relativo deposito (inviato nella sede della società destinataria) venga indirizzato non tanto alla società ma alla persona fisica del socio legale rappresentante della stessa.
Secondo tali giudici di legittimità, quindi, tale circostanza rappresenta una irregolarità meramente formale, la quale non comporta alcuna incertezza riguardo alla identità del soggetto destinatario della notifica degli atti e neppure impeditivi all’avviso di giacenza di svolgere la propria funzione di portare la società a conoscenza del fatto che presso l’ufficio postale erano stati depositati atti ad essa destinati.
In particolare la Corte Suprema ha affermato che “il fatto che – all’esito del mancato recapito di atti impositivi regolarmente inviati per raccomandata postale alla società destinataria – l’avviso del relativo deposito nell’ufficio postale, pur esso regolarmente inviato nella sede della società destinataria, fosse indirizzato non alla società ma alla persona fisica del socio legale rappresentante della stessa costituisce mera irregolarità, che non da luogo a nullità della notifica nè ai sensi dell’art. 156 c.p.c., comma 1, in mancanza di espressa comminatoria di legge, nè ai sensi del secondo comma della stessa disposizione, non trattandosi di carenza di un requisito formale indispensabile per il raggiungimento dello scopo della notifica. La procedura di notifica degli atti impositivi presupposti alla cartella impugnata deve dunque giudicarsi validamente perfezionata”.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 3342 del 2011)
Il curatore fallimentare di una Srl può esperire davanti al Tribunale l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, ciò al pari di quanto prevede il codice civile per le Società per Azioni al fine di tutelare i creditori sociali.
Assonime, con il Caso n. 3 del 2011, ha esaminato il tema della responsabilità degli amministratori di S.r.l. verso i creditori sociali.
La disciplina della Società a responsabilità limitata non prevede una norma che regoli la responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali.
Tale lacuna ha generato incertezza interpretativa e applicativa. Una recente sentenza del Tribunale di Milano rafforza la tesi interpretativa secondo cui alla S.r.l. deve essere applicata in via analogica la disciplina prevista per la responsabilità degli amministratori di società per azioni.
In conseguenza dell’applicazione della disciplina della S.p.A. alla S.r.l. la sentenza stabilisce che in caso di fallimento il curatore di una S.r.l. possa esperire la medesima azione al posto dei creditori sociali.
A seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sulla Formazione Continua, Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 1055 del 08.04.2011, ha fornito chiarimenti su taluni aspetti controversi.
Nel contempo, viene allegato format relativo alla dichiarazione integrativa per il completamento dei crediti, da presentare al proprio Consiglio Provinciale entro il 15 luglio 2011.
Durata, numero crediti e sanzioni
Trascorso il periodo transitorio, dal 01 gennaio 2011 il percorso formativo è biennale e i crediti necessari da conseguire sono 50, dei quali almeno 6 nelle materie di Ordinamento Professionale e Codice Deontologico.
I crediti relativi al biennio non possono essere conseguiti in un solo anno, ma almeno 16 debbono essere svolti ogni anno.
La sanzione prevista per la mancata comunicazione al Consiglio Provinciale di competenza della dichiarazione, che attesta la formazione professionale svolta ai sensi e per gli effetti dell’art. 11 del Regolamento, è la censura.
La sanzione per mancata o insufficiente formazione è, altresì, la censura.
Gli eventi formativi – comunque vengano svolti, compresi quelli con tecnologia e-learning – sono organizzati o accreditati dal Consiglio Provinciale, ai sensi dell’art. 4 del Regolamento.
Tutti gli eventi formativi svolti da soggetti terzi, sussistendone i requisiti, debbono essere accreditati dal Consiglio Provinciale, a prescindere dalle modalità effettive di svolgimento (c.d. metodo classico o attraverso tecnologia e-learning) con la sola precisazione che, nel caso di svolgimento attraverso la tecnologia e-learning, il Consiglio Provinciale è tenuto a verificare, oltre ai requisiti dell’evento stesso, anche quelli relativi alla piattaforma.
L’evento accreditato da un Consiglio Provinciale, compreso quello svolto attraverso la tecnologia elearning, consente l’acquisizione dei crediti a tutti i Consulenti del Lavoro d’Italia che vi partecipano, indipendentemente dal domicilio professionale degli stessi.
Anche le videoconferenze possono essere accreditate per la Formazione Continua.
In questi casi il Consiglio Provinciale oltre a valutarne la conformità del programma, dovrà verificare le modalità di effettiva rilevazione delle presenze all’evento.
I soggetti terzi che fanno istanza di accreditamento di un evento non possono qualificare l’evento come tale finché il Consiglio Provinciale non provveda al formale accreditamento dello stesso.
Il Consiglio Provinciale delibera nei trenta giorni dalla domanda, affinchè il soggetto terzo che organizza e svolge l’evento sia consapevole che il Consiglio Provinciale possa non accreditarlo, a seguito di eventuale non conformità, dell’evento proposto, ai criteri di valutazione di cui all’art. 8 del Regolamento.
Pertanto, nelle more dell’accreditamento non può essere denominato in alcun modo l’evento formativo come accreditato.
Il Consiglio Provinciale deve valutare gli eventi in base alla loro conformità ai criteri oggettivi.
La rilevazione di eventuale non conformità ai predetti criteri deve essere debitamente motivata (ad esempio, i master accreditabili sono soltanto quelli universitari, i quali per legge sono un titolo di studio e non possono essere svolti a scopi commerciali. Qualunque altro corso o evento denominato impropriamente master non può essere accreditato con la qualifica di master).
Il Consiglio Provinciale deve controllare l’evento anche nel suo svolgimento, ponendo particolare attenzione alla conformità tra quanto dichiarato nell’istanza di accreditamento e il materiale svolgimento dello stesso.
Nel caso in cui l’evento non evidenzi l’indicata conformità, il Consiglio Provinciale provvede a ridurre o a revocare i crediti attribuiti all’evento.
Fatti salvi i casi tassativi di cui all’art. 10 del Regolamento, l’esonero per il mancato esercizio della professione si ottiene soltanto a seguito di istanza motivata da presentarsi al Consiglio Provinciale competente, dalla quale si evinca inequivocabilmente il mancato svolgimento, in qualsiasi forma e modalità, della Professione di Consulente del Lavoro, (autonoma, dipendente ecc.).
Dal prossimo 1° maggio, per tutte le operazioni di importo pari o superiore a 3.600, Iva inclusa, gli elenchi clienti-fornitori diventano obbligatori anche per i commercianti al dettaglio.
Il provvedimento attuativo del D.L. n. 78/2010 emanato dalle Entrate il 22 dicembre 2010 escludeva, fino al 30 aprile, dall’obbligo le operazioni che non necessitavano di fattura.
Dal 1° maggio 2011 verranno meno le deroghe con la conseguenza che anche i commercianti al dettaglio si dovranno organizzare adeguando le procedure per la raccolta dei dati necessari alla compilazione degli elenchi.
Per i soggetti non titolari di partita Iva residenti è sufficiente acquisire il codice fiscale.
Tutti i dati raccolti confluiscono nel database utilizzato per l’accertamento sintetico
– Rinnovo convenzione AAMS-Entrate
Riscossione per l’Aams: Rinnovata ed ampliata la convenzione che affida all’Amministrazione finanziaria l’incasso on line.
Confermato, almeno fino al 30 aprile 2014, l’accordo tra Agenzia delle Entrate e Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato per la riscossione, tramite F24, dell’accisa sui tabacchi lavorati, relative indennità di mora e interessi.
Con la nuova intesa, a differenza del passato, incluse anche le somme una tantum e i diritti di scritturazione delle rivendite di generi di monopolio e ricevitorie del lotto.
È quest’ultima, in pratica, l’unica novità della convenzione firmata lo scorso 6 aprile che, per il resto, rinnova l’ok a quanto già stabilito nel “patto” del 7 dicembre 2005, rinnovato l’11 dicembre 2008.
L’intesa affida all’Amministrazione finanziaria l’attività di riscossione, regola il flusso informativo tra le due parti e definisce i compensi per i servizi prestati.
L’Agenzia delle Entrate deve mettere a disposizione dell’Aams, entro 9 giorni dalla riscossione, i dati sugli importi incassati oltre a provvedere, naturalmente, al riversamento delle somme.
Assistere i contribuenti per la compilazione del modello F24 rimane compito dei Monopoli di Stato, così come pure rettificare gli eventuali errori da questi commessi.
(Agenzia delle Entrate, nota del 11 aprile 2011)
– Regime fiscale di attrazione europea: Pubblicata la bozza di decreto attuativo
Regime fiscale di attrazione europea: Sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) è stata pubblicata la bozza di Decreto attuativo dell’art. 41 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Si tratta di una bozza aperta ad ogni proposta di miglioramento e/o di cambiamento.
Le proposte andranno indirizzate all’email contributo@tesoro.it..
Occorre che si tratti di idee e/o proposte compatibili con il D.L. n. 78 citato.
Se le idee e/o proposte sono davvero valide, si può anche pensare di cambiare la legge attualmente vigente.
(Ministero dell’Economia e delle finanze, nota di aprile 2011)