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Timestamp: 2018-11-21 20:17:01+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 3', 'art 3', 'sentenza ', 'art. 4', 'art 3', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'art.4']

LEGGE 104 ACQUISTO AUTO - Pagina 56 - Forum Enti.it
Iscritto il: 07/05/2018, 14:33
Messaggioda GabrieleC » 07/05/2018, 15:02
Sono il papà di un bimbo purtroppo giudicato art.3 c.3 della L.104 per ritardo psico motorio a cui è stata assegnata invalidità civile L 18/80 (MINORE INVALIDO con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita(L.18/80) - indennità di accompagnamento).
Sui certificati della CML non v'è nessun riferimento normativo aggiuntivo.
L'anno scorso abbiamo acquistato un'auto con IVA agevolata (in fattura hanno riportato "operazione effettuata ai sensi della L.97/86, 449/97, 342/00 e 388/00"). Al concessionario abbiamo consegnato i verbali CML (omissis) e autocertificazione che tali documenti siano conformi agli originali. Vendita conclusa con condizione sine-qua-non di applicazione agevolazione (altrimenti non avremmo acquistato quel modello).
In ultima analisi, di recente è stato scoperto che soffre di una malattia genetica rara, la sindrome di Coffin/&/Siris che sarà vagliata in sede di revisione, quest'anno a settembre.
Ora siamo in procinto di 730 per cui le mie domande, se vorrà rispondermi, sarebbero:
- Ho letto la nuova circolare 7/2018 dell'agenzia che previsiona:
"Le persone con handicap psichico o mentale per fruire delle agevolazioni fiscali devono essere titolari dell’indennità di accompagnamento. In tali casi, lo stato di handicap grave di cui all’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, può essere attestato dal certificato rilasciato dalla commissione medica pubblica preposta all’accertamento dello stato di invalidità purché lo stesso evidenzi in modo esplicito la gravità della patologia e la natura psichica o mentale della stessa. Non è idonea la certificazione che attesti genericamente che il soggetto è invalido “con totale e permanente inabilità lavorativa e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di svolgere i normali atti quotidiani della vita”. Tale certificazione, infatti, ancorché rilasciata da una commissione medica pubblica non consente di riscontrare la presenza della specifica disabilità richiesta dalla normativa fiscale (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 5.1"
e non parrebbe possibile detrarre il coso dell'auto anche se il CAF parrebbe orientato a farlo.
Il modo "esplicito della gravità" (della Circolare) potrebbe essere il riferimento alla Sindrome CSS (che essendo genetico sarebbe retroattivo) nella prossima revisione?
Nel caso non si potesse (e non si poteva perfezionare l'acquisto ai tempi) chi andrebbe di mezzo? noi o il concessionario , per la differenza d'iva omessa?
Messaggioda Prof. Maurizio » 07/05/2018, 21:36
Da quanto lei riporta non posso stabilire se il suo caso possa rientrare in diritto di acquisto con agevolazione fiscale e pertanto anche di successiva detrazione.
Non specifica ad esempio per quale condizione è stata riconosciuta l'indennità di accompagnamento, ecc. ecc.
Il versamento dell'iva all'acquisto spetta al concessionario, anche se pagata in fattura dall'acquirente, pertanto l'A,d.E. o la Tributaria si rivolge in prima fase al concessionario per tale recupero in caso di non diritto. Ovviamente il concessionario si rivale subito sul cliente per il pagamento delle differenze degli sconti non dovuti.
Iscritto il: 09/05/2018, 00:57
Messaggioda francesco82 » 09/05/2018, 19:53
buonasera a tutti, avrei un quesito da porre al prof Maurizio o cmq a chiunque mi sappia dare una risposta. A mia nonna è stata riconosciuta da verbale inps codice icd9 2904 demenza senile marcata con handicap in situazione di gravità art 3 comma 3 100% senza indennità di accompagnamento in seguito a successiva richiesta di aggravamento e da successivi verbali sono state riconosciute oltre a quella precedente altre patologie sempre senza indennità, riconosciuta poi con omologa del giudice divenuta definitiva e già in liquidazione con anche i precedenti arretrati. Dovrei acquistare un auto usufruendo dell'iva agevolata ma la concessionaria a cui mi sono rivolto dopo avergli consegnato omologa del giudice, perizia ctu e liquidazione dell'indennità oltre ai precedenti verbali mi chiede un'integrazione da richiedere all'inps in virtù della legge n.5 del decreto-legge 9 febbraio 2012 ai fini delle agevolazioni fiscali integrazione che la stessa inps non può rilasciarmi non perchè non ne abbia diritto ma perchè l'indennità è stata riconosciuta sulla demenza senile da sentenza emessa da organo superiore quale tribunale del lavoro che sostituisce in toto i verbali. Ho richiesto chiarimenti alla agenzia delle entrate che mi ha dato esito positivo in quanto sono presenti entrambi i requisiti e nulla sui verbali è citato con motivi o diciture ostative in merito alla legge su menzionata ai fini delle agevolazioni fiscali, come devo comportarmi nei confronti della concessionaria che si dimostra titubante nonostante presumo di aver diritto all'iva agevolata senza adattamenti alla vettura? grazie
Messaggioda Prof. Maurizio » 11/05/2018, 17:30
Per quale condizione è stata riconosciuta dal giudice l'indennità di accompagnamento? (impedimento ad effettuare gli atti quotidiani della vita?) Cosa è specificato in Omologa o Sentenza?
Come mai, oltre alla mancata indennità di accompagnamento, non è stata rivendicata in tribunale la condizione di non rientro nelle agevolazioni fiscali da parte dell'Inps nel verbale? (Suppngo manchi il riferimento all'art. 4 del D.L. 9 febbraio2012 n.5).
Messaggioda francesco82 » 14/05/2018, 11:54
Salve Prof Maurizio, la ringrazio per la risposta cmq l'indennità di accompagnamento è stata riconosciuta sulla base della demenza senile grave codice icd9 1003 il riferimento alla agevolazioni fiscali non è menzionato come le ho già detto ne in positivo ne in negativo cioè non è presente, cmq per completezza le dico che nel frattempo ho sottoposto tutta la documentazione alla agenzia delle entrate che mi ha dato parere favorevole aspetto però visto la sua competenza una sua risposta
Messaggioda Prof. Maurizio » 14/05/2018, 12:30
Anche se l'A.d.E da parere favorevole rimane l'eventuale controllo della Tributaria che è l'organismo di controllo superiore.
Dovrebbe riportare l'esatta dicitura che il giudice ha disposto in merito alla motivazione del riconoscimento dell'indennità di accompagnamento: "Impedimento a compiere gli atti quotidiani della vita?", "Impedimento a deambulare?". Anche se è chiaramente correlata all'aspetto senile occorre che ci sia l'esatta dicitura secondo legge (cfr. Circ. 23 aprile 2010, n. 21/E).
Quello che ribadisco sempre è che si procede al ricorso quasi sempre per l'indennità di accompagnamento in quanto non concessa dall'INPS e ci si dimentica sempre di chiedere al giudice contestualmente anche il rientro nelle leggi 449/97 o 388/2000 (agevolazioni fiscali auto). Poi ci si ricorda in seguito della possibilità di acquistare l'auto con un verbale in cui l'INPS non ha concesso le agevolazioni fiscali auto e si cercano strade non sempre attuabili.
In sostanza lei rientra se il disabile ha un verbale INPS con il riconoscimento di handicap grave per "disabilità mentale" con invalidità totale e riconoscimento "anche in omologa" di indennità di accompagnamento con la specifica di "Impedimento a compiere gli atti quotidiani della vita" (Circolare Ministeriale _ Agenzia delle entrate – Direzione Centrale Normativa, 23 aprile 2010, n. 21/E: "......non potrà essere ritenuta idonea la certificazione che attesti genericamente che il soggetto è invalido “con totale e permanente inabilità lavorativa e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di svolgere i normali atti quotidiani della vita”.)
Messaggioda francesco82 » 14/05/2018, 12:40
allora nella omologa è riportata il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento in base alle legge 18/1980 come risultanza probatoria della perizia della ctu che riporta testualmente la ricorrente invalida al 100% con diritto all'accompagnamento valutando il codice 1003 demenza senile graven in condizioni di gravità art 3 comma 3
Messaggioda Prof. Maurizio » 14/05/2018, 17:30
La legge 18/80 distingue due diverse condizioni per le quali è riconosciuta l'indennità di accompagnamento (La cassazione nel 2004 aggiunge anche la chemioterapia).
La circolare dell'Agenzia delle Entrate chiarisce in modo chiaro che dalla certificazione e documentazione deve essere rilevabile l'indicazione testuale del incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita.
Ovviamente lei o chi per il disabile ha promosso il ricorso lo ha fatto solo nell'intento di ottenere l'indennità economica quindi il giudice si è limitato a riconoscere o meno l'indennità di accompagnamento, non accorgendosi che la C.M. Inps oltre all'indennità economica di accompagnamento non aveva concesso nemmeno le agevolazioni fiscali (secondo il riferimento all'art. 4 del D.L. 9 febbraio2012 n.5) .
Diverso sarebbe stato se il verbale i NPS fosse stato impugnato per l'indennità di accompagnamento e contestualmente per le agevolazioni fiscali auto che non sono state concesse nel verbale i NPS.
In tal caso il giudice non solo avrebbe riportato in omologa quanto occorreva secondo la legge 388/2000 e la circolare dell'A.d.E., ma disponeva direttamente la concessione delle agevolazioni fiscali.
È un problema ripetuto purtroppo: i legali promuovono il ricorso esclusivamente per il fattore economico dell'indennità di accompagnamento dimenticandosi di tutti gli altri diritti che possono essere rivendicati in quello stesso procedimento giuridico che prima o dopo l'assistito potrebbe averne bisogno come infatti si è verificato nel suo caso. Chiedendo il riconoscimento dei diritti fiscali nel ricorso, il CTU avrebbe scritto la perizia anche in tale eventuale rientro e il giudice avrebbe imposto: 1) all'INPS il pagamento dell'indennità di accompagnamento e 2) all'ente regionale di riferimento (A.C.I. - A.d.E.) l'esonero dalle tasse tipo APIET, I.E. e l'abbassamento dell'IVA nonchè il diritto a non pagare la tassa di proprietà detta bollo auto.
Nelle sentenze o nelle omologhe ciò che ha efficacia è quanto riconosce dispone il giudice nella parte finale (pqm) e non quanto il CTU scrive in perizia. Anche perché il giudice può riconoscere solo una parte di quanto il CTU risponde. Quindi lei non può fare riferimento diretto a quanto il CTU ha scritto In perizia, ma solo su quanto il giudice ha disposto nella parte finale dell'omologa.
Quindi ripeto che lei rientra in diritto se nella documentazione (e pertanto nella fattispecie in sentenza o omologa) è riportato che l'indennità di accompagnamento (secondo la legge 18/80) è riconosciuta per "incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita".
Ma probabilmente il giudice sollecitato limitatamente a decidere se avere o meno l'indennità, non ha ritenuto utile specificare o riportare la motivazione per la quale è stata riconosciuta ( motivazione probabilmente rilevabile solo dalla perizia CTU).
Non affermo che il suo caso non rientra in diritto, ma che in mancanza della certificazione di "impedimento a compiere gli atti quotidiani della vita" (nel caso di handicap grave x disabilità mentale) formalmente è in difetto, secondo anche la suddetta Circ. dell'A.d.E.
Messaggioda Robby84 » 21/05/2018, 22:57
Buongiorno Prof. Maurizio, Le faccio i complimenti per la preparazione. Ho letto l'intera discussione riuscendo a risolvere diversi dubbi in merito. Tuttavia, Le ho mandato un messaggio privato per per sottoporLe un quesito specifico.
Grazie infinite per il tempo che vorrà dedicarmi
Iscritto il: 28/05/2018, 14:09
Messaggioda Domenico68 » 30/05/2018, 12:26
innanzitutto la ringrazio per il meritorio lavoro di consulenza che svolge.
Sono il papà di un minore invalido.
Nell'acquistare un autoveicolo, il concessionario mi informa che la AdE nega l'IVA agevolata al 4%.
Di seguito le riporto i verbali giuntimi dall'INPS (dicembre 2017):
Verbale Commissione Medica Handicap:
-Diagnosi: ritardo globale dello sviluppo psicomotorio in soggetto con esiti di intervento per … ed anomalia cromosomica
-Diagnosi ICD9: codice 318.1
-Giudizio conclusivo: grado Invalidità, portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, L. 5.2.1992, n104
-Revisione: NO
-L’interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5
Verbale Commissione Medica Invalidità Civile:
-Minore Invalido con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (L. 18/80) – Indennità di Accompagnamento
-Disabilità rilevate: Intervento chirurgico mutilante; Mentale
Mi viene suggerito di richiedere una certificazione alla commisssione medica della ASL per "integrare lo status".
Secondo Lei quali vie o modalità dovrei o potrei perseguire?
Messaggioda Prof. Maurizio » 31/05/2018, 00:36
Gent.ssimo, la C.M. ASL/INPS con la scritta nei verbali: "....L’interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5..." le ha negato di fatto il rientro nelle agevolazioni fiscali auto.
Quindi ha ragione l'A.d.E. a non riconoscerle tale diritto.
Non esiste alcuna certificazione per integrare status. Avverso il verbale ASL/INPS può solo fare ricorso in tribunale entro 6 mesi dalla notifica.
Messaggioda Domenico68 » 31/05/2018, 16:59
La ringrazio. Mi attiverò subito.
Secondo Lei, alla luce dei giudizi diagnostici di handicap ed invalidità riportate nei verbali, quali sono le possibilità di esito positivo del ricorso?
Messaggioda Prof. Maurizio » 01/06/2018, 11:29
Riprendo la mia risposta precedente per essere più chiari: Non ho risposto che forse lei ha ragione e la C.M. asl/inps ha torto o viceversa. Ho solo risposto che in base a quanto da lei riportato, la C.M. ha imposto nel verbale che il soggetto in esame non ha alcun requisito tra quelli che possono dare luogo al rientro nelle agevolazioni fiscali del settore auto.
Questa mia premessa è fondamentale perchè prima di attivarsi lei deve prima di tutto verificare che ci sia stata una valutazione errata o sottostimata dalla C.M. in sede di visita collegiale.
Questo perchè il ricorso avverso un verbale è una vera e propria causa civile presso il Tribunale sez. lavoro.
Occorre un legale, un medico C.T.P., certificazione medica, perizie.
Come lei ben sa le cause sono anche lunghe e costose.
Solitamente un verbale di handicap/invalidità viene impugnato in tribunale quando si pensa che sia stato negato un diritto legato alla valutazione collegiale relativamente ad una percentuale di invalidità o ad uno stato di handicap o ancora più frequentemente ad un mancato riconoscimento dell'indennità economica di accompagnamento.
Raramente si ricorre per il solo rientro mancato nelle agevolazioni fiscali.
Questo perchè, (ammesso che lei ne abbia diritto), l'eventuale sentenza a suo favore sarebbe emessa dal giudice nei casi più favorevoli dopo parecchi mesi (o anche oltre un anno). Inoltre l'INPS potrebbe anche appellarsi in secondo grado. Ma ancora da considerare il fatto che le spese per ottenere il diritto agli sconti fiscali del settore auto potrebbero essere paragonabili alle spese da sostenere dal procedimento giudiziario.
Katanza76
Iscritto il: 24/06/2018, 21:49
Messaggioda Katanza76 » 24/06/2018, 23:17
Mia madre ha avuto il riconoscimento di handicap grave per le seguenti patologie:
Grave decadimento cognitivo in depressione maggiore e comizialità.
Inoltre ha ottenuto indennità di accompagnamento per necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.
Ha diritto alle agevolazioni per acquisto auto?
Messaggioda Prof. Maurizio » 25/06/2018, 04:38
Suppongo da quanto lei ha trascritto che a sua madre sono stati notificati due verbali: uno di handicap che attesta il riconoscimento dell'articolo 3 comma 3 della legge 104 e l'altro verbale di invalidità che riconosce una indennità di accompagnamento per incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita.
Pertanto se la principale Disabilita riconosciuta nel primo verbale di handicap è quella mentale e indennità di accompagnamento del secondo verbale è stata riconosciuta unicamente per problemi mentali psichici in tal caso la risposta è affermativa.
In ogni caso da un paio d'anni a questa parte nel verbale di handicap dovrebbe esserci direttamente attestato da parte della commissione medica i NPS il rientro o meno nelle agevolazioni fiscali.
Dovrebbe esserci riportata la parte: "Requisiti di cui all'art.4 del D.L. 9 febbraio 2012 n.5..." dopo questo riferimento legislativo la commissione dovrebbe certificare il rientro o meno in diritto, cioè la tipologia di agevolazione fiscale o relativa al rilascio contrassegno.
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