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Timestamp: 2016-10-23 18:08:31+00:00
Document Index: 128861627

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 90', 'art. 78', 'art. 80', 'art. 100', 'art. 46', 'art. 42', 'sentenza ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 106', 'art. 90', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 64', 'art. 66', 'art. 65']

Nella seconda met� del mese di luglio 2001, al rientro da un periodo di vacanza trascorso con la madre a Z.________, B.A.________ - all'epoca un bambino di cinque anni - ha manifestato un comportamento che � parso al padre D.________ e alla sua compagna E.________ anomalo, toccando a pi� riprese i genitali dei due. In occasione di uno di questi episodi, interrogato da E.________ sui motivi del suo agire, B.A.________ le ha risposto che cos� faceva pure lo zio materno C.________, ci� che ha poi ripetuto la sera stessa anche al padre. Rivoltosi per un consulto al dott. F.________, questi ha prospettato a D.________ tre possibilit� per risolvere il problema: lasciar correre, procedere immediatamente con una denuncia oppure avvertire la madre affinch� impedisse al piccolo di incontrare lo zio materno. Optando per quest'ultima alternativa, il giorno successivo, ossia il 28 luglio 2001, D.________ ha incontrato la moglie G.________ - dalla quale viveva separato da qualche tempo e a cui inizialmente era stata affidata la custodia dei figli A.A.________ e B.A.________ - e chiesto che tenesse C.________ lontano dai bambini. G.________ non ha creduto alla colpevolezza del fratello, tant'� che anche in seguito ha continuato ad affidare i figli a C.________ quando si assentava da casa.
Un giorno B.A.________ ha raccontato a E.________ che ogni tanto, in assenza della madre, lui e il fratello venivano curati dallo zio C.________. Informato dalla compagna e accertato che ci� era vero, D.________ si � allora rivolto alla Commissione Tutoria regionale (CTR) che lo ha indirizzato al centro X.________ consigliandogli di prendere contatto con la dott. H.________, membro della stessa CTR e specialista in materia di abusi sessuali su minori. Il 26 ottobre 2001, D.________ ha quindi incontrato la dott. H.________. Il 29 ottobre 2001 ella ha inviato una e-mail al presidente della CTR, segnalando che dall'incontro avuto con il padre erano emersi chiari indicatori di abuso e che la madre non sembrava essere in grado di garantire un contesto di protezione fisica e psicologica, ha altres� prospettato di affidare temporaneamente al padre la custodia del minore, rispettivamente di collocarlo in una struttura di protezione.
Il 31 ottobre 2001, al termine del primo incontro davanti al presidente della CTR, i genitori di A.A.________ e B.A.________ si erano impegnati a recarsi entrambi dalla pedagogista H.________ in modo da permetterle di approfondire la questione del sospetto abuso di natura sessuale. A G.________ � stato inoltre imposto l'obbligo di impedire qualsiasi tipo di contatto tra il fratello C.________ e i figli. Ciononostante, certa dell'innocenza del fratello, la donna ha continuato di tanto in tanto ad affidare a C.________ la cura dei minori.
B.A.________ � stato sentito una seconda volta dalla dott. H.________ il 5 dicembre 2001. Il bambino le avrebbe riferito che le cose di cui aveva parlato la prima volta sarebbero successe pure al fratello A.A.________. Il 22 gennaio 2002, G.________ ha contattato telefonicamente la pedagogista clinica comunicandole che B.A.________ aveva ritrattato le accuse nei confronti dello zio. Nell'incontro del giorno successivo, il bambino ha dichiarato alla specialista di aver ritrattato perch� invitato dalla madre, altrimenti lo zio sarebbe finito in prigione.
Successivamente, il 31 gennaio e il 7 febbraio 2002, anche A.A.________ � stato sentito dalla dott. H.________, con modalit� analoghe, ossia senza registrare gli incontri. Il piccolo, all'epoca di 8 anni, avrebbe riferito di aver subito abusi dallo zio.
Con decisione dell'11 febbraio 2002, la CTR ha disposto il collocamento coatto di A.A.________ e B.A.________ al centro Y.________, privando provvisoriamente i genitori della custodia parentale. Il collocamento � stato eseguito il 18 febbraio successivo.
Il 14 febbraio 2002, A.A.________ � stato sentito dall'allora Magistrata dei minorenni. L'incontro, a cui ha partecipato pure la dott. H.________ quale persona di fiducia ai sensi della LAV, non � stato videoregistrato. Il 27 febbraio 2002 anche B.A.________ � stato sentito dalla Magistrata che ha, questa volta, videoregistrato il colloquio. In quest'occasione per� il minore non ha parlato degli abusi. Sempre il 27 febbraio 2002, la Magistrata dei minorenni ha sentito per la seconda volta A.A.________ e videoregistrato l'incontro.
La dott. H.________ ha sentito nuovamente A.A.________ il 18 aprile 2002, il 2 e il 23 maggio 2002 nonch� il fratello B.A.________ il 25 aprile 2002 e il 17 maggio 2002. La CTR ha trasmesso al Ministero pubblico, in data 27 maggio 2002, la sintesi relativa all'incontro del 18 aprile 2002 tra la pedagogista e A.A.________. La sintesi degli altri incontri gli � stata trasmessa solo il 19 giugno 2002.
Arrestato il 15 febbraio 2002, C.________ � rimasto in carcere preventivo fino al 4 aprile 2002, quando � stato scarcerato in accoglimento di un'istanza di libert� provvisoria da lui presentata.
Il 26 aprile 2005, il Procuratore pubblico ha posto C.________ in stato di accusa davanti alla Corte delle assise criminali in Lugano per ripetuti atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere nonch� per atti sessuali con fanciulli.
Adita dal Procuratore pubblico nonch� da A.A.________ e B.A.________, con sentenza del 4 luglio 2007, la Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (CCRP) ha respinto, nella misura in cui era ammissibile, il ricorso del Procuratore pubblico e dichiarato inammissibile il ricorso di A.A.________ e B.A.________.
A.A.________ e B.A.________ insorgono al Tribunale federale mediante ricorso in materia penale contro la sentenza dell'ultima istanza cantonale. Postulano, in via principale, la riforma della decisione impugnata e il riconoscimento di colpevolezza di C.________ per i reati imputatigli, nonch� la sua condanna al risarcimento del danno materiale delle vittime quantificato in fr. 116'242.20 e al versamento a titolo di risarcimento per torto morale di fr. 50'000.-- a A.A.________ e fr. 40'000.-- a B.A.________. In via subordinata, essi chiedono l'annullamento delle sentenze della CCRP e della Corte delle assise criminali nonch� il rinvio della causa a una nuova Corte delle assise criminali. In via ancor pi� subordinata, postulano l'annullamento della decisione dell'ultima istanza cantonale e il rinvio degli atti alla CCRP per nuovo giudizio. Essi formulano altres� istanza di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio.
Presentato dalle vittime, le cui pretese civili sono influenzate dalla decisione impugnata (art. 81 cpv. 1 lett. a e lett. b n. 5 LTF), e diretto contro una decisione finale (art. 90 LTF) resa in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF) da un'autorit� cantonale di ultima istanza (art. 80 cpv. 1 LTF), il ricorso � di massima ammissibile, poich� interposto nei termini legali (art. 100 cpv. 1 LTF richiamati gli art. 46 cpv. 1 lett. b e 45 cpv. 1 LTF) e nelle forme richieste (art. 42 LTF).
2.1 La CCRP ha dichiarato inammissibili le censure di arbitrio sollevate dai ricorrenti contro la sentenza di primo grado, in quanto non ritenute adeguatamente motivate e sostanziate come invece richiesto dalla procedura cantonale. Nessuna delle critiche di arbitrio nell'accertamento dei fatti soddisfaceva i requisiti di ammissibilit�, per la CCRP infatti gli insorgenti si limitavano a contrapporre la propria opinione al giudizio della prima Corte con considerazioni meramente appellatorie. Ci� sarebbe in particolare il caso per le censure riferite alla valutazione delle dichiarazioni dei bambini e della loro suggestionabilit�, all'intervento e ruolo della pedagogista, all'attendibilit� delle perizie nonch� alla personalit� dell'accusato e della sua famiglia. L'ultima istanza cantonale ha poi ricordato che un ricorso fondato sull'arbitrio non pu� esaurirsi nel cercare di convincere l'autorit� superiore che si possono valutare diversamente le risultanze processuali con motivazioni sostanzialmente parallele a quelle della Corte di merito. Occorre invece dimostrare che le conclusioni della Corte delle assise criminali sono arbitrarie non perch� � possibile prospettare una diversa soluzione, ma perch� sono manifestamente insostenibili.
2.2 Secondo la giurisprudenza, ove l'ultima autorit� cantonale dichiara un ricorso inammissibile per ragioni formali e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve addurre perch� l'autorit� avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali (DTF 118 Ib 26 consid. 2b; sentenza 1P.639/2006 dell'11 maggio 2007 consid. 3.2). Se il ricorrente non dimostra ci�, ma ripropone le argomentazioni di carattere materiale fatte valere davanti all'ultima istanza cantonale, il gravame si rivela inammissibile. Giova inoltre rilevare che, giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura. In quest'ambito, la motivazione richiesta corrisponde a quanto valeva per il ricorso di diritto pubblico sotto l'imperio dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 133 IV 286 consid. 1.4).
2.3 In questa sede, i ricorrenti sostengono che l'autorit� cantonale sia incorsa in arbitrio dichiarando il loro ricorso per cassazione cantonale inammissibile, senza nemmeno soffermarsi sugli argomenti ivi contenuti, n� fornire una motivazione a giustificazione della non entrata in materia. A torto. La CCRP ha spiegato perch� il gravame degli insorgenti fosse inammissibile ed � proprio perch� non erano adempiute le condizioni di ricevibilit� del ricorso che essa non ha potuto trattare nel merito le censure sollevate. Orbene, nell'impugnativa in esame gli insorgenti si contentano di contestare la conclusione della CCRP, ma non spiegano come e perch� sia incorsa in arbitrio. Ripropongono le medesime censure gi� sollevate davanti alla CCRP, quando invece avrebbero dovuto indicare perch� le loro censure sostanziavano arbitrio e non si limitavano a fornire una motivazione parallela a quella della Corte di merito n� a contrapporre la propria interpretazione delle risultanze processuali. � necessario ricordare che per sostanziare la censura di arbitrio non � sufficiente criticare la decisione impugnata come si farebbe di fronte a una corte di appello con completa cognizione in fatto e in diritto, atteso che una sentenza non � arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bens� occorre mostrare e spiegare perch� il contestato giudizio sia manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta, oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equit� (DTF 130 I 258 consid. 1.3). In casu, come detto, i ricorrenti riproducono stralci del loro ricorso per cassazione cantonale criticando la CCRP per averli qualificati di appellatori, ma non dimostrano il contrario. A prescindere dal fatto che la natura appellatoria degli argomenti sollevati � palese, con il loro ricorso non riescono a sostanziare l'arbitrio della CCRP. Anche in questa sede si deve pertanto dichiarare l'inammissibilit� del gravame.
Da quanto precede discende che il ricorso si rivela inammissibile. La domanda di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio � da respingere poich� il gravame appariva sin dall'inizio privo di possibilit� di esito favorevole (art. 64 LTF). Le spese giudiziarie sono pertanto poste a carico dei ricorrenti soccombenti in solido (art. 66 cpv. 1 e 5 LTF), si tiene tuttavia conto della loro situazione finanziaria nel fissarne l'importo (art. 65 cpv. 1 LTF).