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Timestamp: 2018-10-17 06:15:51+00:00
Document Index: 24907364

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art.11', 'art. 20', 'art.10', 'art. 20', 'art. 1']

﻿Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e gli edifici scolastici: nota esplicativa ANCI
Matteo Peppucci - INGENIO 28/03/2018 5171
In tema di nuove NTC 2018, si segnala l'interessante nota di lettura Anci al decreto del MIT del 17 gennaio 2018 relativo al "Testo aggiornato delle norme tecniche per le costruzioni", pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 febbraio.
Nello specifico, la nota approfondisce le novità di rilievo per quel che riguarda gli edifici scolastici, partendo dal presupposto che per quanto attiene il periodo transitorio, per le opere in corso di esecuzione al 21 marzo 2018, così come per i progetti definitivi o esecutivi già affidati alla stessa data, sarà possibile continuare ad applicare la normativa con la quale sono state progettate, a condizione che la consegna dei lavori avvenga entro il 22 marzo 2023 (5 anni dalla data di entrata in vigore). In tutte le altre fattispecie sarà necessario fare riferimento alle nuove norme.
Rispetto alle Norme Tecniche del 2008 il testo è stato parzialmente rivisto, integrato ed aggiornato nei contenuti specifici, sia in relazione all'evoluzione tecnico-scientifica del settore delle costruzioni sia a seguito dell'aggiornamento della normativa comunitaria in materia di prodotti da costruzione, nonché nella prospettiva di una sempre maggiore integrazione delle norme nazionali con i documenti normativi europei, fra cui gli Eurocodici.
La sicurezza strutturale degli edifici, e quindi la pubblica incolumità, è uno dei temi cardine su cui sarà posta altissima attenzione nelle nuove costruzioni, con regole in generale molto stringenti, ma più flessibili negli edifici esistenti. Il grosso nodo rimane, infatti, il "costruito" poiché sono urgenti le richieste di riqualificazione in chiave antisismica dell'edificato; richieste coerenti con il concetto di "consumo di suolo zero" e con il "recupero di aree degradate" per innalzarne il livello di vivibilità.
Fascicolo del fabbricato: novità
Nel corso dell'istruttoria del provvedimento in Conferenza Unificata si è discusso circa l'introduzione del vincolo del fascicolo di fabbricato, tra gli strumenti primari di monitoraggio dei territori, prospettando la necessità di sviluppare una proposta nell’ambito della revisione, in via di attuazione, del T.U. sull'edilizia (DPR 380/2001 e ss.mm.ii.) per il quale è stato costituito un tavolo tecnico.
L'introduzione del vincolo del Fascicolo di Fabbricato - che dovrà essere discussa all’interno del tavolo sulla riforma del T.U. sull'edilizia - dovrà essere anticipata da una propedeutica analisi dettagliata degli oneri finanziari e gestionali connessi che impatteranno sui Comuni, nonché dall'ipotesi di introduzione di una misura quale l'obbligo dell'attestazione di classificazione sismica per tutti gli edifici pubblici e privati, sul modello sisma-bonus.
Circolare applicativa e appendice agli Eurocodici
In sostituzione della precedente circolare 2 febbraio 2009, n. 617 (diffusa a seguito delle NTC 2008), dovrà essere emanata a breve la circolare applicativa delle NTC 2018. Ad ulteriore completamento del quadro normativo dovranno essere pubblicate, infine, le "Appendici nazionali agli Eurocodici strutturali" che potranno quindi essere utilizzati a livello nazionale, secondo quanto stabilito dalla Raccomandazione UE 11/12/2003, dando così piena attuazione alle nuove NTC 2018. La circolare applicativa potrà, tra l'altro, essere occasione per affrontare in modo risolutivo questioni problematiche riconducibili a pronunce della dottrina e giurisprudenza contrastanti.
Nello specifico, di recente è stata pubblicata una sentenza che ha proposto alcuni principi che appaiono in contrasto con le Norme Tecniche per le Costruzioni, invocando una generica "non prevedibilità dei terremoti" a supporto della necessità immediata di adeguamento (o miglioramento) senza accettare la logica della "programmazione per priorità" risultante dall'apparato normativo vigente, dal quale risulta che in caso di inadeguatezza per "azioni non controllabili dall'uomo" (tra cui il sisma) non c’è l'obbligatorietà dell'intervento e che "le decisioni dovranno essere calibrate in relazione alla gravità dell'inadeguatezza, alle conseguenze, alle disponibilità economiche e alla classe d'uso" (Circolare Ministero Infrastrutture 2 febbraio 2009, n.617).
Tra le novità delle NTC 2018, l'esatta individuazione degli indici minimi di vulnerabilità sismica che dovranno essere raggiunti in caso di "miglioramento" (riservato agli immobili storici) o di “adeguamento” degli edifici scolastici esistenti, pari rispettivamente ai valori di 0,6 e 0,8. Come noto, la O.P.C.M 20 marzo 2003, n. 3274, ha introdotto (art. 2, comma 3) "l'obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei proprietari" delle opere di particolare rilevanza (scuole, ospedali, ecc.), esentando da tale vincolo "le opere progettate secondo le norme vigenti successivamente al 1984", sempreché la classificazione sismica del territorio sia rimasta quella definita all'epoca della costruzione (Art. 2, comma 5).
Da tempo la Protezione Civile (circolare 4 novembre 2010, n. DPC/SISM/0083283) ha fornito chiarimenti sulla gestione degli esiti delle verifiche di vulnerabilità sismica specificando che, per legge, la verifica è obbligatoria ma non lo è l'intervento e che "la necessità di adeguamento sismico degli edifici e delle opere … sarà tenuta in considerazione nella redazione dei piani triennali ed annuali … nonché ai fini della predisposizione del piano straordinario di messa in sicurezza antisismica…". È stato anche chiarito che "il termine adeguamento è usato in senso generico e può comprendere anche le fattispecie del miglioramento e della riparazione locale".
Nelle NTC 2018 (punto 8.4.3) sono definiti gli interventi in presenza dei quali l'adeguamento sismico è obbligatorio:
c) apportare variazioni di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali verticali in fondazione superiori al 10%...;
d) effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un sistema strutturale diverso dal precedente…;
In assenza di tali interventi, l'adeguamento sismico non è obbligatorio.
Edifici scolastici delle zone a rischio 1 e 2
Il decreto-legge 8/2017 (poi integrato dall'art.11-ter. comma 3, del decreto-legge 91/2017) all'art. 20-bis ha stanziato le risorse (euro 105.112.190,27) per l'effettuazione delle verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici nelle zone classificate a rischio sismico 1 e 2 nonché per la progettazione degli eventuali interventi che risulteranno necessari a seguito delle verifiche.
Le risorse per gli interventi di adeguamento/miglioramento o sostituzione, saranno, invece, assegnate a decorrere dall'anno 2018, nell'ambito della programmazione nazionale unica degli interventi in edilizia scolastica predisposta in attuazione dell'art.10 del decreto-legge 104/2013. Il comma 4 dello stesso art. 20-bis del citato decreto legge 8/2017 stabilisce che "entro il 31 agosto 2018 ogni immobile adibito ad uso scolastico situato nelle zone a rischio sismico classificate 1 e 2, con priorità per quelli situati nei comuni compresi negli allegati 1 e 2 al decreto-legge n. 189 del 2016, deve essere sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica".
Edifici scolastici delle zone a rischio 3 e 4
Gli enti locali dovranno recuperare nel proprio bilancio le risorse per le verifiche degli edifici ricadenti nelle zone 3 e 4 oppure potranno, in parte, inserire le verifiche all'interno dei progetti che candideranno al finanziamento del fondo per la progettazione istituito e finanziato dall'art. 1, cc. 1079 e seguenti, della legge 205/2017, in relazione al quale è stata definita intesa in Conferenza Unificata in data 8 marzo 2018 sul testo di un decreto che sarà pubblicato nelle prossime settimane.
Nota di lettura Anci integrale