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Timestamp: 2019-01-24 11:00:54+00:00
Document Index: 69113594

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 29', 'art. 1676', 'art. 1676', 'art. 1676']

Sulla base delle decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, il giudice della fase di opposizione ha errato nel ritenere che la violazione del termine perentorio fissato per la rinnovazione della notificazione del ricorso nella fase sommaria del primo grado di giudizio del c. d. rito Fornero gli imponesse di dichiarare la estinzione del giudizio, estinzione che non era stata dichiarata nella precedente fase. Solo la fase sommaria si sarebbe dovuta estinguere e, qualora la estinzione fosse stata tempestivamente rilevata dal giudice della stessa, ciò non avrebbe comunque precluso l’accesso alla fase successiva, determinando solo la impossibilità per il ricorrente di beneficiare della rapidità dell’intervento giudiziario propria della fase sommaria stessa. Ciò in quanto la fase di opposizione non costituisce un giudizio di impugnazione.
Rito c.d. Fornero - violazione del termine per la notifica del ricorso - estinzione dell'intero giudizio - esclusione
Il lavoratore a domicilio non è computabile ai fini dell'identificazione dei presupposti dell'operare dell'art. 18 St. lav.
La considerazione dell'organico aziendale nei due mesi antecedenti al licenziamento è sufficiente ai fini dell'identificazione dei presupposti dell'operare dell'art. 18 St. lav., qualora non vi sia neppure l'allegazione da parte delprestatore di opere di un comportamento strumentale del datore di lavoro, volto alla riduzione del numero dei prestatori di opere
Licenziamento - limiti numerici per l'applicazione dell'art. 18 St. lav. - non computabilità dei lavoratori a domicilio
Appello di Bologna 9 marzo 2016 (licenziamento per giustificato motivo oggettivo)
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la suddivisione dei compiti fra vari lavoratori e l’allegazione in tema di ripescaggio
Il sussistere di una modificazione organizzativa tale da comportare il giustificato motivo oggettivo di licenziamento non è escluso dal fatto che le mansioni siano ripartite fra altri lavoratori.
Qualora decada l'obbligo di ripescaggio del datore di lavoro, il prestatore di opere deve indicare le altre posizioni alle quali sarebbe stato da adibire.
Licenziamento per g.m.o. - ripartizione delle mansioni - sussitenza di una modificazione organizzativa
L’art. 29, secondo comma, del decreto legislativo n. 276 del 2003 non è applicabile qualora il committente sia una pubblica amministrazione. Per esercitare il diritto riconosciuto dall’art. 1676 cod. civ., il lavoratore deve allegare e provare il sussistere di un credito dell’appaltatore nei confronti del committente. E’ irrilevante il fatto che il committente corrisponda una somma all’appaltatore, in adempimento del suo debito, senza ottenere la trasmissione del documento unico di regolarità contributiva, qualora ciò accada prima dell’esercizio del diritto del lavoratore ai sensi dell’art. 1676 cod. civ., anche in via stragiudiziale
Appalto - esercizio dell'azione ex art. 1676 c.c. - prova del lavoratore dell'esistenza di un credito dell'appaltatore nei confronti del committente - necessità
Tribunale di Modena, 31 agosto 2015 (assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e pensione di reversibilità)
Corte d'appello di Bologna, 28 gennaio 2016 (procedimento disciplinare)
Appello di Catanzaro 19 settembre 2013 (mobbing e malattia professionale)