Source: https://www.asgi.it/notizie/accesso-alla-procedura-di-asilo-e-poteri-di-fatto-delle-questure/
Timestamp: 2020-08-08 12:37:03+00:00
Document Index: 113576566

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 29', 'art. 40', 'art. 117', 'art. 41', '§ 1', 'art. 40', '§ 5', 'art. 29', 'art. 40', 'art. 29', 'art. 117']

Accesso alla procedura di asilo e poteri “di fatto” delle Questure - Asgi
29/05/2019 Asilo / Protezione internazionale,Notizie Rubrica-Diritti-Senza-Confini
Il cd. “Foglio notizie” delle Questure
Corte di cassazione, n. 11309/2019
Tribunale di Trento, ordinanza RG n. 988/2019
Tribunale di Brescia, decreto RG n. 18307/2018
Tribunale di Roma, decreto RG n. 20808/2019
La circolare del Ministero dell’interno, 18 gennaio 2019
Nota della Commissione nazionale asilo, 2 gennaio 2019
Il modello comunicazione predisposto dalle Questure (inammissibilità protezione internazionale)
Tuttavia, prima ancora di dare atto di recenti orientamenti giurisprudenziali, è utile esaminare il cd. “foglio notizie” − nelle specie della Questura di Bolzano, ma verosimilmente simile a quello in uso in tutte le sedi − che costituisce il «modulo (tradotto nella lingua madre o nella lingua scelta) nel quale vengono riportate le dichiarazioni rese dallo straniero circa i suoi dati anagrafici, le modalità di ingresso in Italia e le notizie relative alla sua attuale posizione sul territorio nazionale». Si tratta di una intervista amministrativa, cui vengono sottoposti i migranti all’atto del loro rintraccio, che costituisce la prima base su cui l’Amministrazione orienta le sorti del dichiarante. Poiché sono dichiarazioni rese innanzi ad un pubblico ufficiale − debitamente sottoscritte − pare evidente la natura di atto pubblico fidefacente, per cui quelle dichiarazioni fanno fede sino a querela di falso e sono idonee ad inficiare la credibilità di successive allegazioni di segno contrario.
Il che può essere foriero di gravi violazioni dei diritti fondamentali e dare adito a provvedimenti giurisdizionali illegittimi come nel caso esaminato dalla Corte di cassazione con l’ordinanza 11309/2019, depositata lo scorso 26 aprile.
Un altro caso di illegittimo intralcio all’accesso alla procedura di asilo da parte della Questura è stato recentemente oggetto di valutazione da parte del Tribunale di Trento.
Il Tribunale di Brescia è stato chiamato a decidere, ex art. 35, d.lgs 25/2008, il ricorso di un richiedente che impugnava il provvedimento con cui la locale Questura, in data 21 novembre 2018, aveva dichiarato inammissibile una domanda di protezione reiterata presentata il 13 novembre 2018, chiedendo che ne fosse disposta la sospensione e, nel merito, il riconoscimento della protezione sussidiaria ovvero, in subordine, che fosse sollevata questione di illegittimità costituzionale dell’art. 29-bis, d.lgs 25/2008 , nella parte in cui non prevede l’esame preliminare in merito all’ammissibilità della domanda reiterata, per violazione dell’art. 40 della Direttiva 2013/32/UE, con riferimento all’art. 117, comma 1, Cost.
Decisamente più complesse le questioni affrontate dal Tribunale di Roma perché la dichiarazione d’inammissibilità de plano è stata adottata nei confronti di una donna che aveva effettuato la reiterazione della domanda di protezione in pendenza di trattenimento pre-espulsivo presso il locale CPR direttamente dalla Questura.
Soccorre, in proposito, la circolare del Ministero dell’interno-Dipartimento della Pubblica sicurezza-Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere diramata il 18 gennaio in cui si impartiscono a tutte le Questure disposizioni applicative delle nuove norme introdotte con il cd. “decreto sicurezza” entrato in vigore lo scorso ottobre.
Alla pagina 10 di tale circolare sono indicate le “indicazioni operative” cui debbono attenersi le Questure a proposito delle domande reiterate. Dopo aver precisato il significato da attribuirsi alla “domanda reiterata” chiarendone il perimetro di operatività, si legge espressamente che «si ritiene che la volontà legislativa, con una presunzione legale riguardante una prima domanda reiterata, sia diretta a contrastare il ricorso strumentale alla domanda di protezione e a non permettere l’interruzione del procedimento espulsivo»; ad avviso del Ministero ciò costituirebbe attuazione dell’art. 41, § 1, lett. a) della Direttiva 2013/32/UE a mente della quale «gli Stati membri possono ammettere una deroga al diritto a rimanere sul territorio qualora una persona, che non è ulteriormente esaminata ai sensi dell’art. 40 § 5, al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione di una decisione che ne comporterebbe l’imminente allontanamento dallo Stato membro in questione…». Di seguito viene richiamato il contenuto della nota diramata dalla Commissione nazionale asilo il 2 gennaio scorso, a firma della Presidente Sandra Sarti, in cui si esplicita − a proposito del nuovo art. 29-bis − che «opera iuris et de iure una presunzione di strumentalità correlata alla concomitanza di due condizioni riferite una alla preesistenza di una decisione definitiva di una domanda precedente e l’altra alla circostanza che sia iniziata l’esecuzione del provvedimento espulsivo. La sussistenza di tali presupposti esclude, pertanto, l’esame della domanda. In tali casi, come concordato con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, la Questura competente comunicherà all’interessato l’inammissibilità della domanda sancita ex legge».
Le istruzioni operative diramate con la Circolare del 18 gennaio scorso si concludono allegando copia dello «specifico modello di comunicazione, appositamente predisposto, che deve essere compilato da Codeste Questure, e, quindi, appositamente trasmesso e acquisito dalla Commissione territoriale competente per l’inserimento nel sistema Vestanet, con il quale l’interessato viene informato dell’operare dell’inammissibilità prevista dalla legge» .
Ed allora: o si interpreta la nuova disposizione conformemente all’art. 40 cit. e, quindi la decisione sull’inammissibilità è compiuta dalle CT, cui il questore trasmette subito la domanda reiterata, senza che a lui residui alcun potere discrezionale, oppure l’art. 29-bis, d.lgs 25/2008 è sospetto d’incostituzionalità al lume dell’art. 117 Cost per contrasto con la norma eurounitaria nella parte in cui la norma interna prevede che la domanda reiterata, per il solo fatto di essere stata presentata in pendenza di procedura espulsiva, debba essere dichiarata automaticamente inammissibile, senza effettuare quella valutazione preliminare richiesta dalla norma comunitaria che permetterebbe di valutare adeguatamente, nel pieno rispetto del diritto della persona, se effettivamente la prima domanda reiterata sia stata presentata con il solo scopo di eludere o ostacolare l’esecuzione dell’espulsione, oppure se dalla reiterata siano emersi elementi o risultanze nuove rilevanti per l’esame di una eventuale qualifica di beneficiario di protezione internazionale.
[1] Si rimanda agli articoli pubblicati in questa Rivista on-line: D. Consoli e N. Zorzella, L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi territoriali dei richiedenti asilo ai tempi del salvinismo, 8 gennaio 2019; G. Serra, L’iscrizione anagrafica e i richiedenti asilo dopo il dl 113/2018, 25 marzo 2019.
Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: Inammissibile il reclamo del Ministero dell’Interno contro l’ordinanza