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Timestamp: 2019-02-18 06:11:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 7']

Circolari CITES nn. 09/05, 18/03, 38/02 e 35/02
Nuovi allegati al Regolamento CEE sul commercio internazionale di animali e piante
Adempimenti per il pubblico
Nota Informativa CITES n. 09/05
Sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 19 agosto 2005 n. 215/1 è stato pubblicato il Regolamento (Ce) 1332/2005 della Commissione del 9 Agosto 2005, entrato in vigore il 22 agosto, a tutti gli effetti, salvo quelli della denuncia di detenzione di cui al comma 4 dell’articolo 5bis della legge 7 febbraio 1992, n. 150, di cui si tratterrà in seguito.
Questo regolamento modifica gli allegati del Regolamento CEE 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996 a seguito delle decisioni assunte nella 13a sessione della conferenza delle parti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), svoltasi a Bangkok (Thailandia) nell’ottobre 2004.
La seguente specie è stata cancellata dall’Appendice II della Convenzione e conseguentemente dagli Allegati del Regolamento CE 338/97.
Agapornis roscicollis
Pertanto, a detta specie non si applicano più le disposizioni della Convenzione e dei Regolamenti Comunitari.
Le seguenti specie sono trasferite dall’Appendice II all’Appendice I della Convenzione e conseguente nell’Allegato A del Regolamento CEE 338/97.
PSATTACIFORMES
I detentori di dette specie ai sensi del comma 4 dell’articolo 5bis della legge 7 febbraio 1992 n. 150 devono farne denuncia al Servizio CITES territorialmente competente del Corpo forestale dello Stato entro e non oltre il novantesimo giorno dalla pubblicazione del regolamento CE 1332/2005 sulla 2° serie speciale – Comunità Europee – della Gazzetta Ufficiale, avvenuta il giorno 17 ottobre sul numero 78. Pertanto i termini della denuncia di cui sopra scadranno il 17 gennaio 2006 ed è bene altresì chiarire che non risulta necessario uno specifico fine commerciale perché si possa parlare di detenzione.
Inoltre coloro che detengono specimen di specie sopra menzionate per i fini indicati dall’articolo 2 del Decreto del Ministro dell’Ambiente 8 gennaio 2002 concernente l’istituzione del registro di detenzione delle specie animali e vegetali dovranno registrare le suddette specie sul registro di detenzione di cui al DM 8 gennaio 2002 (entro 15 gg. dalla loro acquisizione).
Le seguenti specie sono state incluse nell’Appendice II della Convenzione e conseguentemente nell’Allegato B del Regolamento CEE:
Chelodina accordi
Hoodia spp.#9
E’ stata anche inserita la seguente nuova annotazione:
#9 Serve a designare tute le parti ed i prodotti derivati con l’eccezione di quelli che hanno la seguente etichettatura “Prodotti da materiale di Hoodia spp. Ottenuto dalla raccolta e produzione controllata in collaborazione con le Autorità di gestione CITES di Botswana/Namibia/Sud Africa in base all’accordo N. BW/NA/Za xxxxx”.
Taxus chinensis e taxa infraspecifici di questa specie .#10
Taxus cuspidata e taxa infraspecifici di questa specie .#10
Taxus fuana e taxa infraspecifici di questa specie .#10
Taxus sumatrana e taxa infraspecifici di questa specie .#10
.#10 Serve a designare tute le parti ed i prodotti derivati eccetto:
a) semi e polline e
b) prodotti farmaceutici finiti;
Aquilaria spp. .#1
Gonystylus spp. # 1
Gyrinops spp..# 1
Per le specie sopramenzionate sarà sempre necessaria ai fini della loro importazione una licenza di importazione rilasciata dal Ministero delle Attività Produttive con le modalità di cui ai regolamenti CEE 338/97 e 1808/2001 e successive modificazioni e attuazioni.
I detentori delle specie sopra menzionate che le detengono a fini commerciali o per i fini indicati dall’articolo 2 del Decreto del Ministro dell’Ambiente 8 gennaio 2002 concernente l’istituzione del registro di detenzione delle specie animali e vegetali dovranno registrare le suddette specie sul registro di cui al DM sopraccitato.
Inoltre molte specie sono state inserite nell’appendice III della CITES e negli Allegati C e D del Regolamento CEE, specie per le quali come è noto è necessaria la presentazione all’atto dell’importazione di una notifica di importazione.
Giova ricordare come, ad esempio, il legname importato come tutti i prodotti derivati del genere Gonystylus spp. (Ramino) siano ora soggetti alla preventiva emissione di una licenza di importazione da parte del Ministero delle Attività Produttive ai sensi dell’articolo 4.2 del Regolamento CEE 338/97.
Si ricorda che le sanzioni amministrative per l'omessa denuncia di cui all'articolo 5bis della legge 7 febbraio 1992 n.150 vanno da un minimo di 3098 Euro ad un massimo di 9296 Euro.
Si ricorda inoltre che la mancata o erronea tenuta del registro comporta la sanzione amministrativa da un minimo di 3098 Euro ad un massimo di 9296 Euro.
I registri sono reperibili presso tutti i servizi CITES del Corpo Forestale dello Stato.
CITES. Chiarimenti sulle disposizioni normative ed amministrative relative al controllo del commercio delle specie animali e vegetali incluse negli Allegati A e B del Reg. (CE) 338/97
Circolare CITES n. 18/03
Pervengono al Servizio CITES Centrale della Divisione II^ di questa Direzione Generale, sempre più spesso, notizie contraddittorie sull'esatta interpretazione delle norme relative alla detenzione, allo spostamento e al commercio di esemplari appartenenti a specie animali e vegetali tutelate dal Regolamento (CE) 338/97, e successive modifiche ed integrazioni, in attuazione della Convenzione di Washington - CITES. In alcuni casi, tali interpretazioni derivano anche dalle informazioni assunte da cittadini, allevatori od operatori commerciali presso gli uffici del Corpo Forestale dello Stato, probabilmente non sempre coerenti con le disposizioni legislative e amministrative.
Non vi è dubbio che le recenti modifiche ed integrazioni apportate alle procedure di accertamento delle nascite in cattività e delle riproduzioni artificiali, concordate con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e con la Commissione Scientifica CITES, hanno determinato, per i progressivi cambiamenti concettuali, alcune difficoltà nella gestione delle istruttorie che pervengono agli uffici del Servizio Certificazione CITES.
Resta, tuttavia, la necessità che le disposizioni in materia di commercio e tutela delle specie incluse negli Allegati del Regolamento (CE) 338/97, siano condivise e seguite da tutto il personale preposto allo svolgimento delle relative attività di certificazione e controllo.
Premesso quanto sopra, si ritiene opportuno richiamare alcune disposizioni che sono alla base della normativa nazionale e comunitaria in materia diprotezione delle specie di Flora e Fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio, di cui alla Legge 150/92 e al Regolamento (CE) 338/97.
E' noto che le fattispecie regolamentate dalla disciplina comunitaria sono le seguenti:
le introduzioni, le esportazioni e le riesportazioni nella o dalla Comunità (artt. 4 e 5 - Reg. (CE) 338/97);
le attività commerciali, quali l'acquisto, l'offerta di acquisto, l'acquisizione in qualunque forma a fini commerciali, l'esposizione in pubblico per fini commerciali, l'uso 'a scopo di lucro e l'alienazione (intendendo, in tale definizione, anche la locazione, la permuta e lo scambio, in quanto attività assimilabili all'uso commerciale), nonché la detenzione, l'offerta o il trasporto a fini di alienazione (art. 8 - Reg. (CE) 338/97);
lo spostamento degli esemplari vivi (art. 9 - Reg. (CE) 338/97).
La Legge 150 /92, con le modifiche ed integrazioni apportate dalla Legge 59/93, dalla Legge 426/98, nonché dal Decreto leg.vo 275/2001, oltre ad indicare le sanzioni per le violazioni alle disposizioni comunitarie riguardanti le fattispecie sopra richiamate, prevede specifici obblighi, quali:
la denuncia di detenzione, di morte, di variazione del luogo di custodia, degli esemplari selvatici appartenenti a specie incluse nell'Allegato A del Reg. (CE) 338/97 (artt. 5 e 5bis - Legge 150/92);
la denuncia delle nascite in cattività degli esemplari appartenenti a specie incluse negli Allegati A e B del Reg. (CE) 338/97 (art. 8bis - Legge 150/92);
l'iscrizione al registro di detenzione delle specie animali e vegetali incluse negli Allegati A e B del Reg. (CE) 338/97, istituito con il Decreto 8 gennaio 2002 del Ministro dell'Ambiente (art. 5 - Legge 150/92).
Non si è ritenuto di dover richiamare in tale sede, tra gli obblighi imposti dalla Legge 150/92, quelli relativi agli animali pericolosi per la salute e la pubblica incolumità, in quanto non afferenti alla materia CITES.
Da quanto sopra richiamato, possono essere facilmente individuabili gli obblighi derivanti dalla detenzione, dal commercio e dallo spostamento nel territorio dell'Unione Europea di un esemplare appartenente ad una specie inclusa nell'Allegato A del Reg. (CE) 338/97. Tuttavia, stante la modifica apportata recentemente al documento allegato alla Circolare CITES nr. 38/2002 sulle procedure per l'accertamento delle nascite in cattività e delle riproduzioni artificiali, è necessario, invece, soffermarsi sul disposto degli artt. 8 e 9 del Reg. (CE) 338/97, precisando che le precedenti indicazioni fornite nel merito dell'obbligo della denuncia di detenzione, di morte e di variazione del luogo di custodia, dell'iscrizione al registro di detenzione, delle introduzioni, esportazioni e riesportazioni nella o dalla Comunità Europea degli esemplari in questione, restano inalterate.
Preso atto che le attività commerciali, richiamate dall'art. 8, comma 1, del Reg. (CE) 338/97, possono essere svolte solo in presenza del certificato comunitario previsto dal comma 3 dello stesso art. 8, lo spostamento all'interno del territorio comunitario di esemplari vivi appartenenti a specie incluse nell'Allegato A, per i quali è stata rilasciata una licenza di importazione o un certificato comunitario (indicante gli indirizzi autorizzati presso i quali devono essere custoditi i medesimi), è soggetto al preventivo rilascio di una autorizzazione ai sensi dell'art. 9, commi 1 e 2, dello stesso regolamento. Per effetto delle deroghe previste dall'art. 7, comma 1, del Reg. (CE) 338/9, sono esclusi da tale autorizzazione gli esemplari vivi che risultano essere nati e allevati in cattività o riprodotti artificialmente (in conformità degli artt. 24 e 26 del Reg. (CE) 1808/200 1) e, pertanto, scortati da certificati rilasciati ai sensi dell'art. 8, comma 3, lett. d).
Gli esemplari vivi detenuti, non utilizzati per attività commerciali, per i quali la certificazione prevista dall'art. 8, comma 3, del Reg. (CE) 338/97 non è richiesta, per essere spostati all'interno del territorio comunitario non devono ottenere alcuna autorizzazione preventiva, dovendo il detentore, in tal caso, dimostrare solo la prova dell'origine legale dei medesimi. Se gli esemplari sono nati in cattività, la denuncia di nascita effettuata dal detentore in conformità dell'art. 8bis della Legge 150/92, può essere ritenuta prova sufficiente dell'origine legale dell'esemplare, sempre che non siano state rilevate irregolarità dal competente ufficio del Servizio Certificazione CITES, che, come è noto, ha la facoltà e non l'obbligo di effettuare le relative verifiche. E' ovvio che, in qualsiasi momento, il personale del Corpo Forestale dello Stato può effettuare verifiche per accertare l'effettiva nascita in cattività degli esemplari denunciati.
I detentori di esemplari selvatici o per i quali la nascita in cattività non è dimostrata, devono poter fornire la prova dell'origine legale dei medesimi. A tale riguardo, si devono richiamare gli obblighi imposti dalla Legge 150/92, quali l'effettuazione della denuncia di detenzione ai sensi dell'art. 5 della stessa legge e la presentazione dell'autorizzazione all'importazione ricevuta. Si deve, a tal fine, rammentare che la normativa vigente prevede una differente disciplina per gli esemplari del genere Testudo spp.. Per tali esemplari, infatti, non è richiesta la verifica della regolarità dell'importazione a suo tempo avvenuta se la loro detenzione è stata denunciata ai sensi del Decreto-Legge 23 dicembre 1995, nr. 546, che ha fissato al 31 dicembre 1995 il termine di scadenza di presentazione di tali denunce.
Si vogliono, infine, fornire maggiori chiarimenti nei riguardi dell'alienazione, termine utilizzato dal Reg. (CE) 338/97 per identificare le cessioni a titolo oneroso. E' necessario, a tale riguardo, ribadire che la perdita di possesso per donazione o, più in generale, senza beneficio economico del donante, non rientra tra le fattispecie regolamentate dal Reg. (CE) 338/97. E', tuttavia, richiesta, ai sensi dell'art. 9, comma 1, del suddetto regolamento, la prova dell'origine legale degli esemplari ceduti, in quanto è sotteso nel caso di cessione lo spostamento dei medesimi. Senza tale prova, la cessione è sanzionabile ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. R della Legge 150/92.
Anche il Portale delle Tartarughe aderisce alla raccolta di firme contro la recente normativa (qui di seguito riportata) che non agevola certo la riproduzione in cattività a fini non lucrativi!
Se siete d'accordo con noi, compilate con i vostri dati questa lettera e inviatela a:
Tarta Club Italia c/o Azzurra
Via Campone Sala, 494
CIRCOLARE CITES nr. 38/02
OGGETTO: CITES – Procedure per l’accertamento della nascita in cattività e la riproduzione artificiale di esemplari di specie animali e vegetali incluse negli Allegati A e B del Regolamento (CE) 338/97.
Si fa seguito alla Circolare CITES nr. 35/2002 del 12 settembre 2002 (prot. nr. C.2002.06311), di pari oggetto, per comunicare quanto segue...
Circolare CITES esplicativa ai fini dell’applicazione del Decreto 8 gennaio 2002
Circolare CITES n. 35/02 del 12 settembre 2002
la seguente circolare esplicativa ai fini dell’applicazione del Decreto 8 gennaio 2002, del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali concernente l’istituzione del registro di detenzione degli esemplari di specie animali e vegetali. (G.U. N. 15 del 18 gennaio 2002)
Gli Allegati sono stati inoltre integrati al punto 10, con il "codice F=altro".
le parti di animali e piante, non sottoposte a processi di lavorazione che determinino la realizzazione di un prodotto, devono essere registrate. Le parti di piante essiccate, al contrario di quelle triturate, non possono, pertanto, essere ritenute prodotti derivati e sono sottoposte ad obbligo di registrazione.
le modalità di compilazione, riportate su ogni registro, sono integrate, nella voce "Causa uscita", dal codice "F=altro", come previsto dall’art. 7, comma 1, del decreto in questione;