Source: http://www.centrotutelaconsumatori.it/20081017183652/ACQUA_IL_CANONE_DEPURAZIONE_NON_E%E2%80%99_DOVUTO_SE_NON_ESISTE_L%E2%80%99IMPIANTO.html
Timestamp: 2019-03-24 23:16:26+00:00
Document Index: 19982889

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 155', 'sentenza ']

Il Centro Tutela Consumatori di Reggio Calabria esprime la propria soddisfazione per la decisione assunta dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n. 335 del 10 ottobre scorso, nella quale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune norme in materia di tariffe per la depurazione idrica.
La Corte ha riunito i ricorsi di diversi giudici, ai quali si erano rivolti alcuni cittadini chiedendo di dichiarare come non dovuti i costi pagati per servizi idrici inesistenti, ma comunque inseriti nelle bollette. In particolare, i cittadini chiedevano il rimborso della quota pagata a titolo di depurazione a Comuni che non erano dotati degli impianti.
La sentenza ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale" delle normative di legge che disponevano il pagamento del servizio depurazione e fognature anche a quei cittadini che non essendo allacciati alla rete fognaria non usufruiscono del pubblico servizio e quindi della depurazione dei reflui. E' stata dichiarata, infatti, l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Inoltre, sempre la stessa sentenza ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».
La Corte Costituzionale parte da un presupposto semplice: poiché il canone di depurazione è un corrispettivo ad un servizio reso (e non un tributo), se non vi è il servizio, non può essere chiesto il corrispettivo.
Le conseguenze di questa sentenza sono di enorme importanza: innanzitutto, tutti quei cittadini che non abbiano fognature allacciate a impianti di depurazione (ovvero questi impianti siano temporaneamente inattivi) non devono più pagare il canone di depurazione. Ma, ancor più importante, anche le somme versate negli anni passati dovrebbero essere restituite a chi le ha ingiustamente pagate.
A questo punto, i Comuni interessati dovrebbero cessare di richiedere il pagamento del canone di depurazione nel caso in cui manchino gli impianti di depurazione ed anche quando siano temporaneamente inattivi.
Alla luce di tale pronuncia, il Centro Tutela Consumatori chiederà chiarimenti a tutti i Comuni del reggino, in merito al versamento del canone di depurazione. Inoltre, verranno attivati gli strumenti idonei all'eventuale recupero delle somme ingiustamente versate dagli utenti alla voce quota depurazione e fognature, nei Comuni in cui non vi sono i relativi impianti o questi non sono attivi.
A tal fine, il Centro Tutela Consumatori invita i cittadini ad inviare le loro richieste di chiarimento all'indirizzo e-mail: ctcreggiocalabria@gmail.com, oppure a recarsi presso la sede sita in Reggio Calabria, Via S. Anna I Tronco (tel.: 0965.29324).