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Timestamp: 2020-07-15 12:54:08+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 11996 del 16/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11996 del 16/05/2017
Cassazione civile, sez. III, 16/05/2017, (ud. 21/10/2016, dep.16/05/2017), n. 11996
sul ricorso 1902/2014 proposto da:
PATTY BAR SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore
sig.ra D.R.P., elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA NOMENTANA 76, presso lo studio dell’avvocato MARCO SELVAGGI,
rappresentata e difesa dall’avvocato SERGIO BALLARINI, giusta
AUTOSCUOLA NAPOLEONE DI B.E. & C SAS, in persona del
legale rappresentante sig. B.E., considerata domiciliata
rappresentata e difesa dall’avvocato LUIGI PASETTO unitamente agli
avvocati ARIANNA FIOCCO, LEONARDO PASETTO, giusta procura a margine
avverso la sentenza n. 287/2013 del TRIBUNALE di VERONA, depositata
il 13/02/2013;
udito l’Avvocato MARCO SELVAGGI per delega;
udito l’Avvocato ARIANNA FIOCCO;
SERVELLO Gianfranco, che ha concluso per l’accoglimento del 2^
motivo; rigetto nel resto.
Il Tribunale di Verona, in accoglimento della domanda di risarcimento danni formulata dall’odierna ricorrente, che aveva lamentato infiltrazioni d’acqua nel locale da essa condotto in locazione, causate dalla rottura di una tubatura al piano soprastante, di proprietà della Autoscuole Napoleone, ritenne il thema disputandum circoscritto alla determinazione delle spese del procedimento di ATP svoltosi dinanzi al Giudice di pace, delle quali la Patty bar aveva invocato il rimborso unitamente quelle legali e di CTU, poichè, nelle more del giudizio, il danno lamentato dall’attrice, pari ad euro 3350, le era stato già liquidato dalla società debitrice.
La società convenuta venne pertanto condannata al pagamento di Euro 1692, di cui mille per onorari.
La Corte di appello di Venezia dichiarò inammissibile il gravame dell’attrice in prime cure.
Avverso la sentenza del giudice veronese la Patty bar ha proposto ricorso per cassazione sulla base di 4 motivi di censura.
Resiste con controricorso l’Autoscuole Napoleone.
Il ricorso è fondato quanto al suo secondo e terzo motivo, in tale accoglimento dovendo ritenersi assorbito il primo motivo.
Con il secondo motivo, si denuncia error in procedendo di cui all’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, per omessa pronuncia sulla domanda di interessi e rivalutazione sul danno accertato nel corso del procedimento per consulenza tecnica preventiva da parte del Tribunale di Verona.
Il Tribunale di Verona, riconoscendo all’attrice la sola somma di Euro 3350, corrispostale dalla danneggiante, ha espressamente ricondotto il relativo importo al concorrente titolo del danno emergente e del lucro cessante, omettendo ogni statuizione in tema di rivalutazione ed interessi, che devono, per converso, essere riconosciuti come dovuti all’odierna ricorrente.
Con il terzo motivo, si denuncia error in procedendo di cui all’art. 112 c.p.c, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, per omessa liquidazione delle spese/esborsi sostenuti nel corso del procedimento per consulenza tecnica preventiva avanti al Giudice di pace di Verona.
La censura è fondata, risultando per tabulas l’omissione lamentata, mentre deve essere rigettato il quarto motivo di censura, relativo alle spese di lite, rientrando il governo delle stesse nel potere discrezionale – nella specie, correttamente esercitato – riservato al giudice di merito.
Il ricorso è pertanto accolto quanto al secondo e terzo motivo di censura: la causa, non apparendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, può essere decisa nel merito, con condanna della parte resistente al pagamento degli interessi e della rivalutazione sulla somma di Euro 3350 dalla data della ATP al soddisfo, nonchè degli esborsi sostenuti e non liquidati (pari ad Euro 162).
Le spese del presente giudizio possono essere interamente compensate, per le medesime ragioni addotte dal giudice di appello.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, condanna la resistente s.a.s. Autoscuola Napoleone al pagamento, in favore della s.r.l. Patty Bar, degli interessi e della rivalutazione sulla somma di Euro 3350 dalla data della ATP al soddisfo, nonchè alla rifusione degli esborsi sostenuti (pari ad Euro 162).
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la (sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del controricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari alla somma già dovuta, a norma del predetto art. 13 , comma 1 bis.