Source: https://it.scribd.com/document/179625943/Scambiincompensazione-pdf
Timestamp: 2019-11-18 09:47:15+00:00
Document Index: 169890741

Matched Legal Cases: ['art. 1552', 'art. 1773', 'art. 57', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

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di Marcello Malavasi (*)
Il termine scambi in compensazione indica tutti quegli schemi contrattuali che si caratterizzano in quanto le parti si forniscono reciprocamente beni e/o servizi, relegando il pagamento di una somma di denaro ad un ruolo solo eventuale e secondario. In detti rapporti contrattuali, pertanto, il corrispettivo di una fornitura di beni e/o servizi sostanzialmente rappresentato da una contro-fornitura di altri beni e/o servizi.
Tale concetto viene anche espresso con il termine inglese countertrade che letteralmente significa contro-commercio, indicando, appunto, un commercio che si differenzia dal classico scambio di merce verso il pagamento di un determinato prezzo (1). Questo tipo di operazioni consente di concludere scambi commerciali internazionali che, altrimenti, sarebbero preclusi dalla mancanza di disponibilit finanziaria da parte dellimpresa acquirente. Si tratta, dunque, di interscambi che si realizzano essenzialmente fra imprese di paesi industrializzati ed imprese di paesi in via di sviluppo (2). Per tali ragioni, il countertrade ha assunto un ruolo sempre pi rilevante negli scambi transnazionali, tanto che la United Nations Commission on International Trade Law (Uncitral), il 12 maggio 1992, ha approvato la Legal Guide on International Countertrade Transactions che persegue lobiettivo di aiutare le parti nella conclusione di scambi in compensazione nellambito di operazioni internazionali, esaminando le relative questioni giuridiche e le possibili soluzioni contrattuali. Proprio per il loro carattere transnazionale, le operazioni di countertrade richiedono spesso lintervento di una Trading Company, societ esterna rispetto alle parti contraenti, che svolge unattivit di intermediazione al fine di agevolare la vendita sui mercati internazionali dei beni ricevuti in contro-fornitura. Nella pratica del commercio internazionale sono ravvisaCommercio internazionale n. 11/2007
bili i seguenti tipi di scambi in compensazione: il barter, la commercial compensation, il counterpurchase, il buy-back e loffset. In relazione al carattere di tali negozi, pare condivisibile lorientamento dottrinale (3) che riconduce gli stessi ad una classe di contratti atipici. In effetti, la nostra disciplina codicistica non contempla tipi contrattuali ai quali siano riconducibili gli scambi in compensazione. Infatti, fra i contratti disciplinati dal Codice civile, lunico che assume rilievo in tal senso la permuta, definita dallart. 1552 C.c. come quel contratto avente per oggetto il reciproco trasferimento della propriet di cose, o di altri diritti, da un contraente allaltro. Comunque, se vero che la permuta presenta alcuni degli elementi caratterizzanti i diversi negozi di countertrade, altrettanto vero che nella sua nozione
(*) Avvocato, consulente in diritto commerciale e internazionale. (1) Cfr., Vigone, Contratti atipici. Nuovi strumenti commerciali e finanziari, Milano, 1993, p. 113, che, analizzando il termine countertrade, parla di transazioni parallele alla compravendita posta alla base del rapporto tra esportatore e importatore estero. (2) Per una disamina sulle origini e gli sviluppi del countertrade, Coaccioli, I nuovi contratti nella prassi civile e commerciale, Utet, Torino, 2004, p. 488. (3) Al Najjari, Gli scambi in compensazione, in Pmi, n. 9/06, p. 22. Contra, Coaccioli, cit., p. 488, secondo il quale il countertrade individua unampia categoria di strumenti contrattuali tipici, seppure non esclusivi, degli interscambi commerciali transnazionali.
non possono certo essere ricomprese tutte le operazioni internazionali di scambi in compensazione che qui di seguito vengono esaminate. per non mutare la natura del barter, che quella del classico scambio di merce contro altra merce, leventuale conguaglio in denaro deve essere di ammontare ridotto. Nelle operazioni di barter, di solito, vi una simultaneit degli scambi fra le parti dellaccordo. Nel caso in cui lo scambio non sia simultaneo (10) previsto, in genere, uno strumento di garanzia a favore di colui che adempie per primo, in modo che sia tutelato relativamente alla corretta esecuzione della controprestazione. In particolare, il primo esportatore potr tutelarsi ottenendo il rilascio, da parte del contraente che per ultimo consegner la merce, di una garanzia bancaria nella forma della lettera di credito stand by o di una performance bond (11). In ogni caso, qualora lo scambio di beni non sia contestuale, potrebbe presentarsi leventualit di una fluttuazione dei prezzi tale da alterare liniziale equilibrio economico del contratto. Il barter, pertanto, pur rappresentando un utile strumento in caso di difficolt economica del cliente estero, viene scarsamente utilizzato nella pratica del commercio internazionale, alle cui esigenze meglio rispondono gli altri tipi di scambi in compensazione.
il contratto di countertrade che, consistendo in uno scambio reciproco di beni o servizi (4) con la possibilit solo eventuale di un ridotto conNella pratica del commercio interguaglio in denaro nazionale sono ravvisabili i se(5), maggiormente guenti tipi di scambi in compensasi avvicina allo zione: il barter, la commercial schema della percompensation, il counterpurchase, muta. La permuta, infatti, ravvisabile il buy-back e loffset. anche qualora le parti abbiano previsto una circolazione di denaro, purch la somma corrisposta non superi il valore della cosa data in permuta (6), e anche qualora oggetto dello scambio sia una cosa futura (7). Nel caso, poi, di compimento di servizi, sono inoltre ravvisabili elementi propri della natura giuridica dellappalto. Loperazione di barter viene regolata da un unico contratto, concluso fra il fornitore e lacquirente estero, con cui si determinano le modalit e le condizioni dello scambio e si individuano, qualitativamente e quantitativamente, le merci che ne formano loggetto. I beni oggetto dello scambio sono considerati di valore equivalente e solitamente non ricevono una valutazione monetaria, a differenza di quanto si dir pi avanti relativamente alla commercial compensation. Tali beni, inoltre, appartengono a settori merceologici differenti, altrimenti non si spiegherebbe lutilit dello scambio. Al riguardo, una parte della dottrina (8) distingue due differenti forme di barter: la prima si presenta come scambio di bene contro bene a prescindere dal valore economico, la seconda si caratterizza in quanto tiene conto del valore monetario dei beni scambiati consentendo, cos, un eventuale conguaglio in denaro della differenza che, comunque, deve essere di modesta entit (9). Tale tesi merita di essere condivisa dal momento che i beni oggetto dello scambio non potranno essere considerati sempre di valore equivalente e si render, cos, necessario un piccolo conguaglio della differenza. In ogni caso,
La commercial compensation
uno schema di countertrade che, apparentemente, sembra molto simile al barter, ma, in realt, se ne differenzia in maniera sostanziale.
(4) Si evidenzia che la Legal Guide on International Countertrade Transactions, definendo il barter come a contract involving a two-way exchange of specified goods, sembra escludere da tale contratto la prestazione di servizi. Tuttavia, dal momento che la prestazione di servizi non si pone in contrasto con la natura del barter, pare corretto ritenere che anche i servizi possano entrare in questo tipo di scambi. Cfr., al riguardo, Miishkin, Countertrade and Barter: the basic legal structure, in International Business Lawyer, 1986, February, p. 11; Al Najjari, cit., p. 22. (5) Cfr., Coaccioli, cit., p. 492. (6) Arg. ex Cass., 16 luglio 1975, n. 2811. (7) Cfr., Cass., 15 aprile 1991, n. 4000. (8) Frignani, Countertrade, in Dig. Com., 1989, IV, p. 200. (9) Cfr., Coaccioli, cit., p. 492. (10) Lo scambio dovr comunque realizzarsi in tempi brevi. In tal senso, Palmisani, Guida agli scambi in compensazione, in Gvci, 1984, 13, p. 902. (11) Cfr., Al Najjari, cit., p. 22.
Commercio internazionale n. 11/2007
Anche nota come compensation deal o contrat de compensation, la commercial compensation rappresenta un tipo di scambio in compensazione pi complesso rispetto al barter. La somiglianza al barter si ravvisa in quanto, anche nella commercial compensation, sussiste uno scambio reciproco di beni e/o servizi, i beni trasferiti non hanno affinit merceologica e la regolamentazione del rapporto avviene in base ad un unico contratto, che per presenta una durata pi lunga rispetto al negozio di barter (12). Inoltre la commercial compensation, come il barter, viene scarsamente utilizzata nella pratica del commercio internazionale. Il suo impiego ridotto determinato, essenzialmente, dalla necessit, insita nello schema della commercial compensation, di attendere il pagamento effettivo che avverr solo a seguito della vendita dei prodotti controforniti da parte del cliente estero (13). Le differenze rispetto al barter sono determinate principalmente dal fatto che, nella commercial compensation, i beni scambiati non sono necessariamente di valore equivalente e ricevono sempre una valutazione monetaria con un possibile conguaglio in denaro ad integrazione della differenza di valore. In particolare, a seconda che la contro-fornitura sia accompagnata o meno da una rimessa di denaro, si distingue la partial compensation dalla full compensation. La prassi del commercio internazionale consente di individuare uno schema della partial compensation che prevede: a) la stipulazione di un accordo quadro. Con laccordo quadro, in genere concluso fra Stati o multinazionali, le parti si impegnano ad acquisti reciproci di beni o a scambi di servizi in una certa quantit e in un determinato periodo di tempo (14); b) un successivo accordo interbancario (banking arrangement), concluso fra le banche centrali dei paesi di appartenenza dei soggetti che hanno partecipato allaccordo quadro. Tale accordo stabilisce le modalit di pagamento dei beni acquistati e, pertanto, le parti sono vincolate al suo contenuto in sede di esecuzione dei singoli contratti di vendita (15); c) i singoli contratti di compravendita o di scambio, conclusi fra i firmatari dellaccordo quadro. I singoli contratti vengono stipulati durante larco temporale previsto dallaccordo quadro e consentono di dare unattuazione specifica e concreta alle previsioni generali contenute in tale accordo. I pagamenti delle varie forniture avvengono tramite le Banche centrali, in base alCommercio internazionale n. 11/2007
le previsioni del banking arrangement; d) il saldo finale, che viene effettuato in denaro o con ulteriore fornitura di beni. Durante lintero periodo di durata dellaccordo quadro, infatti, le banche centrali segnano su appositi conti correnti i movimenti, in dare o in avere, a seconda del soggetto che effettua la fornitura e sulla base di ununica moneta concordata. Alla fine verr fatto il conto fra le varie ragioni di credito e debito con conseguente determinazione del saldo finale. Proprio la previsione di una rimessa di denaro accanto alla contro-fornitura consente di ricondurre la partial compensation allo schema di un contratto misto di permuta e vendita, risultante, quindi, dalla sintesi delle figure negoziali di questi due contratti e soggetto alla regola della causa prevalente. Pertanto, si applicher la disciplina unitaria del contratto i cui elementi costitutivi devono considerarsi prevalenti (16). Loperazione internazionale della full compensation ha luogo in base al seguente schema: a) la stipulazione di un accordo quadro analogamente a quanto avviene nella partial compensation; b) i singoli contratti, in cui la contro-fornitura rappresentata solo da merci e/o servizi; c) attuazione di un clearing account o evidence account presso una banca, in cui indicare le partite di acquisto e di vendita concluse fra i soggetti di una determinata operazione. Tale conto di evidenza fornisce allesportatore e allimportatore una visione del valore dei beni scambiati, con rilevamento periodico sullandamento delle forniture, e consente di avere il saldo finale di tutte le operazioni concluse; d) il saldo finale, effettuato in denaro o con ulteriore fornitura di beni e derivante dalla risultanza delle varie posizioni di credito e di debito indicate nel conto. Se loperazione di full compensation presenta uno scambio reciproco di soli beni, la normativa di riferimento
(12) In tal senso, Coaccioli, cit., p. 494. (13) Cfr., Bernardini, Il countertrade: da strumento di politica commerciale a nuova tecnica del commercio internazionale, in Dir. Comm. Internaz., 1987, p. 103. (14) Come si desume da Coaccioli, cit., p. 495 e 496, che, in relazione al periodo di tempo concordato, indica una durata che pu oscillare dai 12 ai 36 mesi. (15) Cfr., Fadda, Il countertrade. Aspetti economico-aziendali, Milano, 1988, p. 13; Coaccioli, cit., p. 496. (16) Cfr., Cass., 2 dicembre 1997, n. 12199.
quella della permuta. Se, invece, lo scambio prevede anche una prestazione di servizi ravvisabile un contratto misto, costituito con elementi del contratto di permuta e del contratto di appalto. In questo caso occorre seguire il criterio della prevalenza fra le prestazioni ed il negozio sar, cos, soggetto alla disciplina delluno o dellaltro contratto, in base alla prevalenza degli elementi che concorrono a costituirla (17). Nella full compensation gli scambi devono, comunque, protrarsi nel tempo, altrimenti sarebbe difficile individuare differenze apprezzabili rispetto al barter. senziali dellaccordo (in particolare individuazione dei beni e determinazione dei prezzi) presentano una certa genericit, comunque opportuno delineare tutti gli elementi fondamentali con sufficiente chiarezza al fine di evitare eccezioni in ordine alla validit del contratto stesso. Inoltre, conviene che le parti dellaccordo si tutelino adeguatamente inserendo clausole di esonero da responsabilit in caso di inadempimento dovuto a circostanze estranee alla loro sfera di controllo, clausole penali per linadempimento o il ritardo nelladempimento dal parte dellesportatore primario rispetto ai suoi obblighi di contro-acquisto e clausole che consentano di estendere gli effetti delle vicende (essenzialmente invalidit o risoluzione) che riguardano uno dei 2 contratti anche allaltro. Nel caso del counterpurchase, del resto, sono ravvisabili negozi collegati dal momento che, oltre lobiettivo perseguito da ciascuno dei singoli contratti conclusi, sussiste anche una finalit complessiva, consistente in un assetto economico globale e inscindibile che le parti hanno voluto e che va, quindi, rispettato in ossequio al loro potere di autonomia (20). , dunque, ravvisabile un collegamento contrattuale quando pi contratti, ciascuno dotato di una propria causa, concorrono a realizzare ununica operazione economica. Pertanto, tali negozi collegati sono caratterizzati da una pluralit di cause distinte, ma fra loro funzionalmente connesse, in modo che la validit, lefficacia e la persistenza del vincolo di ciascuno di tali negozi influenzano la validit, lefficacia e la persistenza degli altri (21). In particolare, nelle operazioni di counterpurchase, sussistendo obblighi reciproci di acquisto, ravvisabile lo schema di 2 contratti di compravendita fra loro collegati (22).
(17) Cfr., Ghidini e Girino, Countertrade: profili giuridici della tecnica contrattuale, in FI, 1988, II, p. 84. (18) Nel caso in cui sia limprenditore di un paese occidentale a chiedere ad unimpresa di un paese in via di sviluppo di effettuare successivi acquisti dei suoi prodotti, a seguito di importazioni ricevute da quel paese in via di sviluppo, si parla di contro-acquisto inverso (reverse counterpurchase). Cfr., al riguardo, Agnetta, Come gestire il countertrade, in Gvci, 1986, 9, p. 584. (19) Cfr., Coaccioli, cit., p. 500. (20) V., Cass., 27 gennaio 1997, n. 827. (21) V., Cass., 18 febbraio 1977, n. 751; Cass., 27 aprile 1995, n. 4645. (22) Cfr., Al Najjari, cit., p. 25; Vigone, cit., p. 114.
Il counterpurchase
Rappresenta lo schema classico (17) e pi diffuso di scambio in compensazione nella pratica del commercio internazionale. Il counterpurchase si caratterizza in quanto lesportatore primario, appartenente ad un paese industrializzato, vende beni o fornisce servizi al cliente estero e, a sua volta, si impegna ad acquistare merci o ricevere servizi da questultimo (18). Lo schema del counterpurchase prevede, cos, la stipulazione di due contratti distinti (parallel contracts), seppur volti a perseguire lo stesso obiettivo economico. Un contratto di vendita regola lesportazione primaria di prodotti o servizi e laltro disciplina il contro-acquisto (appunto il counterpurchase) dal cliente estero, entro un certo periodo di tempo e per un corrispettivo pari ad una percentuale del valore delle merci esportate o dei servizi forniti (19). Nella pratica degli affari, la consegna da parte dellesportatore primario ed il suo ritiro delle merci provenienti dal cliente estero non avvengono quasi mai contestualmente. Laspetto importante , infatti, che entrambi i contraenti assumano obblighi reciproci di acquistare dalla propria controparte. I 2 contratti di vendita e di contro-acquisto sono, cos, stipulati contestualmente o, in altri casi, sono legati fra loro da un protocol agreement, una sorta di accordo quadro in cui le parti specificano i termini generali dellintera operazione impegnandosi ad acquisti reciproci. Il protocol agreement, poi, rinvia ai contratti di vendita e di contro-acquisto per stabilire nel dettaglio i termini delle 2 operazioni. Anche se, nella prassi internazionale, soprattutto con riferimento al contratto di contro-acquisto, molti requisiti es-
Occorre, comunque, tener presente che, nel commercio internazionale, le imprese dei paesi industrializzati avvertono spesso lesigenza di avere una garanzia del pagamento dei propri beni esportati o dei servizi resi nei paesi in via di sviluppo. Per tale ragione, loperazione di counterpurchase pu presentare uno schema in base al quale limpresa con sede nel paese in via di sviluppo anticipa (advance purchase) la consegna dei beni a favore dellimpresa del paese occidentale prima che questa proceda alla spedizione dei propri. In tal caso indispensabile che le imprese, parti dei 2 contratti di vendita e di contro-acquisto, stipulino anche un banking agreement con un istituto bancario, presso il quale viene acceso un conto intestato allimpresa del paese in via di sviluppo e vincolato per un certo periodo di tempo (escrow account). Su tale conto sono versate le somme che limpresa occidentale deve allimpresa del paese in via di sviluppo come prezzo dei beni ricevuti. Le somme cos confluite sul conto vincolato producono interessi, ma sono sottratte alla libera disponibilit dellintestatario, che potr utilizzarle solo per pagare i prodotti a sua volta forniti dallimpresa occidentale (23). Secondo la dottrina (24), la figura dellescrow account riconducibile allo schema dellart. 1773 C.c. Tale norma ammette il deposito a favore di un terzo e prevede che, se questi vi ha aderito, il depositario non pu restituire la cosa al depositante senza il consenso del terzo. Tale dottrina, inoltre, ritiene che il banking agreement comporti unalienazione fiduciaria, a favore della banca depositaria, delle somme versate, che avranno come unica destinazione limpresa occidentale. Questo comporta una rilevante conseguenza pratica: i creditori dellimpresa depositante non potranno agire in via esecutiva sulle somme presenti nellescrow account. Inoltre, limpresa esportatrice viene garantita contro eventuali disposizioni, date dal cliente alla banca, volte a sottrarre le somme depositate dalla loro destinazione. La ricostruzione giuridica offerta dalla citata dottrina pare senzaltro condivisibile, altrimenti non si riuscirebbe, comunque, a spiegare la sottrazione delle somme depositate sul conto alla libera disponibilit dellintestatario. paese in via di sviluppo e riceve in compensazione, totale o parziale, parte dei beni fabbricati con le stesse tecnologie esportate. Loperazione di buy-back a medio o lungo termine e tiene conto del valore monetario dei beni scambiati in quanto, nella prassi internazionale, il prezzo delle tecnologie fornite pu essere pagato con i prodotti derivanti dallimpiego di quelle tecnologie, oppure in parte con i prodotti ottenuti ed in parte in valuta. Dal punto di vista strutturale ravvisabile la stipulazione di un accordo quadro o protocol agreement che detta i termini dellintera operazione a linee generali, che poi vengono specificate in 2 contratti distinti, dei quali uno relativo allesportazione delle tecnologie (contratto di cessione) e laltro riguarda il trasferimento in compensazione dei beni fabbricati (contratto di retrocessione). I 2 contratti di cessione e retrocessione sono fra loro collegati dal momento che, pur dotati di una propria causa e di una propria individualit (25), concorrono ciascuno alla realizzazione di ununica e pi complessa operazione economica (loperazione di buy-back). A seconda della volont delle parti, risultante dal contratto di cessione e dal contratto di retrocessione, potranno individuarsi diversi tipi di collegamento. In particolare, sar ravvisabile un collegamento fra 2 contratti di compravendita se limpresa esportatrice vende tecnologie produttive allimpresa di un paese estero, a sua volta impegnandosi ad acquistare per un determinato periodo di tempo i beni prodotti con quelle stesse tecnologie. Si potr, piuttosto, individuare un collegamento fra un contratto di appalto e uno di vendita se limpresa occidentale, invece di vendere, si impegna a realizzare limpianto produttivo (26) e limpresa del paese in via di sviluppo a ricevere lopera.
(23) Cfr., Pedretti, Gli escrow accounts nelle operazioni di countertrade, in Riv. Dir. Comm. Internaz., 1988, p. 442. (24) Cfr., Pedretti, cit., p. 449 ss. (25) Cfr., Vigone, cit., p. 114, il quale, in relazione alloperazione di buy-back, parla di 2 distinti contratti di compravendita. (26) Cfr., Vigone, cit., p. 114, il quale, pur riconducendo loperazione di buy-back a 2 distinti contratti di compravendita, poi specifica che tale operazione trova applicazioni nei casi di costruzione di fabbriche o altri impianti industriali ad opera di societ di industrial engineering che si impegnano a realizzare lopera .
Il buy-back
il contratto in forza del quale un imprenditore occidentale fornisce impianti o macchinari ad unimpresa di un
, comunque, possibile stipulare un unico accordo che disciplini sia la cessione delle tecnologie sia la retrocessione dei prodotti compensatori. In tal caso, potr individuarsi una fattispecie riconducibile alla permuta o un negozio misto di permuta e di appalto se limpresa occidentale interviene nella realizzazione dellopera. Le operazioni di countertrade Come nel caso del possono essere sicuramente dicounterpurchase, anche nellambito di sciplinate dalla legge liberamente questa operazione scelta dalle parti, qualora i rispet necessario che i 2 tivi ordinamenti giuridici contemcontratti (di cessioplino tale facolt. ne e retrocessione) contemplino tutti gli elementi indispensabili (inerenti alle tecnologie esportate, ai beni compensativi, alla valutazione monetaria, ai termini di adempimento) al fine di garantirne la validit e la regolare esecuzione. Cos come opportuno introdurre clausole con cui il contraente si tuteli in caso di inadempimento della controparte o in caso di mancata esecuzione della prestazione a causa di circostanze estranee alla sua sfera di controllo. , inoltre, interesse dellimprenditore occidentale inserire nel contratto di cessione la clausola con cui limportatore si impegna a non applicare ai prodotti esportati prezzi pi alti di quelli che praticherebbe ai propri migliori clienti a pari condizioni. Lo schema del buy-back prevede anche che le parti stipulino, con una banca fiduciaria, un banking agreement che comporta laccensione di un conto di evidenza o un conto vincolato dove annotare le diverse fasi contabili - compensative dellintera operazione (27). Il buy-back trova applicazione soprattutto nel caso di costruzione di impianti industriali che vengono realizzati da societ specializzate e consegnati chiavi in mano allimpresa del paese estero con conseguente vantaggio tanto per lesportatore, che ricever prodotti a basso costo, quanto per limportatore, che potr acquisire il knowhow delle tecnologie fornite e la possibilit di commercializzare prodotti con la qualit richiesta dai potenziali acquirenti occidentali. internazionali aventi ad oggetto la realizzazione di opere di ingegneria e sistemi difensivi e la cessione di knowhow tecnologici o di tecniche aziendali (28). Lo schema delloffset prevede, nellambito di una cooperazione industriale (29), una fornitura di impianti tecnologici cui seguono forme di compensazione rappresentate tanto dalla partecipazione del paese importatore alla realizzazione dellopera mediante fornitura di materia prima, manodopera locale, o prodotti locali, quanto dalla esportazione di prodotti realizzati con le tecnologie importate. In tal caso, si parla di offset diretto, in quanto la cooperazione fornita mediante attivit collegate alloggetto del contratto principale. Lo schema delloffset prevede anche la possibilit che, a seguito della fornitura di tecnologie, lesportatore acquisti beni del compratore privi di un collegamento merceologico con quanto consegnato. In tal caso, si parla di offset indiretto, per indicare una cooperazione realizzata con attivit non direttamente connesse alloggetto del contratto principale. La struttura di queste forme di cooperazione tender, quindi, ad avvicinarsi allo schema del buy-back nel caso delloffset diretto ed allo schema del counterpurchase nel caso delloffset indiretto. Si rinvia, pertanto, a quanto osservato in relazione a tali schemi negoziali per quanto attiene alla loro qualificazione giuridica.
La legge applicabile alle operazioni di countertrade
Le operazioni di countertrade possono essere sicuramente disciplinate dalla legge liberamente scelta dalle parti, qualora i rispettivi ordinamenti giuridici contemplino tale facolt. Se le parti non designano la legge che deve regolare il contratto, occorre individuare i criteri che consentono di stabilite quale legge sia applicabile al caso concreto. I criteri per individuare la legge applicabile sono quelli dettati dal diritto internazionale privato che, nel nostro ordinamento giuridico, trova la propria disciplina nella legge
(27) Coaccioli, cit., p. 505. (28) Nel senso della cessione di know-how, v., Vigone, cit., p. 115. (29) Coaccioli, cit., p. 509.
la forma di countertrade pi utilizzata nelle operazioni
218/95. Dal punto di vista del nostro ordinamento, occorre, quindi, riferirsi allart. 57 della legge 218/95, in forza del quale le obbligazioni contrattuali sono regolate dalla convenzione di Roma del 19 giugno 1980. Pertanto, linterprete deve determinare i criteri dettati dalla convenzione di Roma che assumono rilevanza in relazione alle singole operazioni di countertrade. A tal fine, occorre procedere ad una corretta qualificazione giuridica delle diverse figure negoziali con cui ogni operazione viene attuata. Se loperazione di countertrade qualificabile come permuta (il che, come si visto, ricorre soprattutto nel caso del barter e della commercial compensation), risulta applicabile la legge del paese col quale il contratto presenta il collegamento pi stretto in forza di quanto disposto dalla prima parte dellart. 4, paragrafo 1, della convenzione. Tuttavia non pare applicabile il criterio presuntivo dellart. 4, paragrafo 2, della convenzione in forza del quale si presume che il contratto presenti il collegamento pi stretto col paese della parte che deve fornire la prestazione pi caratteristica. Linapplicabilit del criterio presuntivo dovuta allimpossibilit di stabilire quale sia la prestazione caratteristica in caso di operazione di countertrade che sia qualificabile come permuta, dal momento che le prestazioni delle due parti sono praticamente equivalenti. Pertanto, la prestazione caratteristica non pu essere determinata con conseguente esclusione della possibilit di applicare il criterio presuntivo, in base a quanto disposto dallart. 4, paragrafo 5, della convenzione. Qualora loperazione di countertrade sia riconducibile ad un contratto misto di permuta e appalto o di permuta e vendita (ravvisabile, in base a quanto specificato trattando le singole figure, nel caso del barter, della commercial compensation e del buy-back se stipulato un unico accordo), risulta pi agevole individuare una prestazione caratteristica. In tal caso trover applicazione il criterio presuntivo dellart. 4, paragrafo 2, della convenzione. Se, poi, loperazione di countertrade riconducibile ad un collegamento negoziale fra due contratti di compravendita o fra un contratto di appalto e uno di compravendita (come si verifica nel caso del counterpurchase e del buyback) ravvisabile lapplicabilit della legge del contratto principale (di esportazione), alla quale sottoposto il contratto accessorio (30). Deve, comunque, tenersi presente che, in base alla seconda parte dellart. 4, paragrafo 1, della convenzione, se una parte del contratto separabile dal resto e presenta un collegamento pi stretto con un altro paese, a tale parte si potr applicare la legge di questo paese, giungendo cos ad un frazionamento del contratto. Inoltre, nel caso in cui siano ravvisabili 2 contratti di compravendita collegati, non deve escludersi la possibilit di riferirsi alla disciplina della vendita internazionale di beni mobili di cui alla convenzione di Vienna dell11 aprile 1980.
(30) In tal senso, Coaccioli, cit., p. 533, secondo il quale sembra orientato in tale direzione il lodo n. 48 reso il 30 dicembre 1993 dalla Camera arbitrale di Bucarest.
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