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Timestamp: 2019-02-17 14:10:59+00:00
Document Index: 34957281

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.2389', 'art. 2630', 'art. 1', 'art.2364', 'art. 2393', 'art. 2389']

La deducibilità del COMPENSO ALL'AMMINISTRATORE: dalla delibera alla congruità del compenso | Commercialista Telematico
La deducibilità del COMPENSO ALL'AMMINISTRATORE: dalla delibera alla congruità del compenso
Con l’avvicinarsi di Unico 2015, fra le analisi da effettuare, vi è sicuramente la problematica legata ai compensi agli amministratori, sotto tre triplici aspetti: necessità o meno della delibera del Consiglio di Amministrazione; sindacabilità o meno della congruità dei compensi; deducibilità o meno del compenso all’amministratore unico.
Vediamo, quindi, di fornire agli addetti ai lavori le risultanze delle principali sentenze della Corte di Cassazione, che possono essere da guida, nella redazione dei bilanci.
Con la sentenza n. 17673 del 19 luglio 2013 (ud. 13 marzo 2013), la Corte di Cassazione ha negato la deducibilità del compenso agli amministratori, in assenza di delibera dei soci, o di specifica indicazione statutaria, richiamando sempre il pronunciamento emesso a SS.UU. (sentenza n.21933/2008), con i cui i massimi giudici hanno ritenuto necessario necessaria l’esplicita delibera assembleare di determinazione dei compensi, negando che tale delibera possa considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio.
Successivamente, con la sentenza n. 5349 del 7 marzo 2014 (ud. del 27 novembre 2013) la Corte di Cassazione ha confermato l’indeducibilità dei compensi agli amministratori, in assenza di delibera. Anche in questo caso, la Corte fa proprio il pensiero espresso a SS.UU. (sentenza n. 21933 del 29/08/2008) secondo cui “con riferimento alla determinazione della misura del compenso degli amministratori di società di capitali, ai sensi dell’art.2389 c.c., comma 1, (nel testo vigente prima delle modifiche, non decisive sul punto, di cui al D.Lgs. n. 6 del 2003), qualora non sia stabilita nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio, attesa: la natura imperativa e inderogabile della previsione normativa, discendente dall’essere la disciplina del funzionamento delle società dettata, anche, nell’interesse pubblico al regolare svolgimento dell’attività economica, oltre che dalla previsione come delitto della percezione di compensi non previamente deliberati dall’assemblea (art. 2630 c.c., comma 2, abrogato dal D.Lgs. n. 61 del 2002, art. 1); la distinta previsione delle delibera di approvazione del bilancio e di quella di determinazione dei compensi (art.2364 c.c., nn. 1 e 3); la mancata liberazione degli amministratori dalla responsabilità di gestione, nel caso di approvazione del bilancio (art .2434 c.c.); il diretto contrasto delle delibere tacite ed implicite con le regole di formazione della volontà della società (art. 2393 c.c., comma 2). Conseguentemente, l’approvazione del bilancio contenente la posta relativa ai compensi degli amministratori non è idonea a configurare la specifica delibera richiesta dall’art. 2389 cit., salvo che un’assemblea convocata solo per l’approvazione del bilancio, essendo totalitaria, non abbia espressamente discusso e approvato la proposta di…