Source: http://concordati.ilcaso.it/sezioni/concordati/ultime_pubblicate/79
Timestamp: 2020-06-03 00:05:13+00:00
Document Index: 82091441

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 108', 'art. 586', 'art. 178', 'art. 1988', 'art. 161', 'art. 171', 'art. 184', 'art. 55', 'art. 169', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 116', 'art. 111', 'art. 116', 'art 1901', 'art 166', 'art 88', 'art.78']

Al giudice delegato al concordato con cessione di beni, il quale provveda, in virtù di attribuzioni di potere contenute nella sentenza di omologazione oppure su richiesta del liquidatore, alla vendita di un bene, compete il potere di disporre la sospensione della stessa, ai sensi dell'art. 108, terzo comma, della legge fallimentare, anche dopo l'aggiudicazione e fino a quando non venga emesso il decreto di trasferimento di cui all'art. 586 cod. proc. civ. ed ancorché l'aggiudicatario abbia effettuato il versamento del prezzo, allorché, sulla base di una offerta in aumento, anche inferiore al sesto, o di altre circostanze, si convinca che il prezzo offerto è notevolmente inferiore a quello giusto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 July 1994, n. 6560.
Effetti della mancata partecipazione all'adunanza dei creditori nel concordato preventivo.
Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Adesioni alla proposta - In genere - Elenco predisposto dal commissario giudiziale - Creditore indicato come chirografario per l'intero credito - Adesione successiva alla proposta di concordato - Limitazione del voto alla parte di credito ritenuta dal creditore chirografario - Inammissibilità.
Nella procedura di concordato preventivo, ai creditori che non hanno partecipato all'adunanza prevista dagli artt. 174 e segg. legge fall. per la deliberazione sulla proposta di concordato è consentita l'adesione successiva (art. 178, comma quarto, legge fall.) soltanto in relazione al credito risultante dalla delibazione sommaria effettuata dal giudice delegato nella stessa adunanza ai fini dell'ammissione provvisoria, mentre è preclusa un'ammissione parziale. Pertanto, qualora il creditore indicato come chirografario per l'intero credito nell'elenco predisposto dal commissario giudiziale dichiari di limitare il proprio voto alla parte di credito da lui ritenuto chirografario, escludendo la parte ritenuta privilegiata, l'adesione va considerata per l'intero ammontare del credito provvisoriamente ammesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, 12 November 1993, n. 11192.
Possessore di titoli di credito e interesse all’accertamento del credito indipendentemente dal diritto di voto.
Il possesso di titoli di credito, astrattamente riconducibili alla categoria delle promesse unilaterali, ma privi di valore cambiario, dispensa il prenditore dall'onere della prova del rapporto fondamentale ai sensi dell'art. 1988 cod. civ., ma lascia impregiudicata ogni questione relativa a tale rapporto e non priva, di conseguenza il prenditore dell'interesse a promuovere un giudizio ordinario di cognizione o un procedimento monitorio, per conseguire l'accertamento del proprio credito insoddisfatto e la condanna del debitore, ancorché questi abbia chiesto l'ammissione ad una procedura di concordato preventivo senza contestare il credito ex adverso vantato, il cui titolare risulti, in effetti, ricompreso nell'elenco compilato dal debitore stesso ai sensi dell'art. 161 L.F. e verificato dal commissario giudiziale ai sensi dell'art. 171 della stessa legge, in quanto tale verifica ha carattere meramente amministrativo, in funzione della identificazione dei creditori aventi diritto al voto, così da lasciare impregiudicate le questioni relative all'esistenza ed alla natura dei crediti considerati, ed in quanto la pendenza di detta procedura è di ostacolo soltanto ad azioni esecutive, per la tutela della "par condicio", non anche a quelle di cognizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 April 1993, n. 4446.
Procedura di concordato preventivo e contratto di somministrazione.
In tema di procedure concorsuali, il debito contratto dall'imprenditore, sia anteriormente che nel corso della procedura di concordato preventivo, per forniture derivanti dal contratto di somministrazione, previsto dagli artt. 1559 e segg. cod. civ., nel quale il curatore, autorizzato nel seguito fallimento all'esercizio provvisorio, sia subentrato, deve essere soddisfatto in prededuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 February 1993, n. 1397.
Efficacia del concordato nei confronti dei soci illimitatamente responsabili che abbiano prestato fideiussione.
L'art. 184 secondo comma della legge fallimentare, ai sensi del quale il concordato della società, salvo patto contrario (da stipularsi con tutti i creditori e coevamente al concordato stesso), ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, relativamente ai debiti sociali, opera anche quando, per tali debiti, i soci abbiano prestato fideiussione, considerato che il primo comma di detto articolo, nello stabilire che i creditori, soggetti alla obbligatorietà del concordato, conservano impregiudicati i diritti contro i fideiussori (nonché i coobbligati e gli obbligati in via di regresso), si riferisce ai terzi diversi dai soci, trovando titolo la responsabilità di questi ultimi, nel concordato come nel fallimento, proprio nella loro qualità di soci, in via assorbente rispetto ad eventuali diverse fonti di responsabilità per i medesimi debiti sociali. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 August 1989, n. 3749.
Con riguardo a controversia promossa per sentire accertare un credito pecuniario e condannare il convenuto al suo pagamento, nonché per ottenere la convalida dell'ottenuto sequestro conservativo, l'ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni e l'omologazione del medesimo comportano, ove la pretesa attrice sia riconosciuta in Sede concordataria con gli accessori maturati fino alla data della richiesta di concordato, il venir meno della proponibilità della domanda, considerato che il concordato non consente l'attribuzione di interessi oltre i limiti fissati dall'art. 55 della legge fallimentare (richiamato dal successivo art. 169), estingue le posizioni debitorie attraverso la liquidazione dei beni ceduti (od il pagamento della prevista percentuale) ed inoltre renderebbe "inutiliter data" la pronuncia di convalida del sequestro, stante la sua non convertibilità in pignoramento su beni destinati ad essere consegnati al liquidatore liberi da vincoli posteriori a detta istanza. Cassazione civile, sez. I, 27 February 1989, n. 1050.
Concordato preventivo, accertamento dei crediti e legittimazione del debitore o del commissario liquidatore.
Legittimato passivo in ordine all'accertamento dei crediti vantati nei confronti del debitore ammesso al concordato preventivo è tale debitore e non il commissario giudiziale, o il liquidatore qualora si tratti di concordato con cessione dei beni, e la sentenza emessa nei confronti del detto debitore è destinata a far stato ai fini della liquidazione concordataria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 03 March 1987, n. 2234.
Concordato preventivo e liquidazione del compenso del commissario giudiziale.
Ha carattere decisorio e definitivo, ed è pertanto impugnabile per Cassazione a norma dell'art. 111 cost. il decreto del tribunale fallimentare che, senza provvedere sul merito dell'istanza di determinazione del compenso spettante al Commissario giudiziale e al liquidatore del concordato preventivo , imponga un determinato iter procedimentale per pervenire alla liquidazione del compenso stesso, stabilendo che questa debba essere preceduta dalla approvazione del rendiconto della gestione da effettuare secondo le formalità di cui all'art. 116 l. fall., trattandosi di un provvedimento - non altrimenti impugnabile - che comporta il differimento della realizzazione del diritto al compenso, rendendola notevolmente più difficoltosa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 November 1981, n. 6187.
Natura decisoria e definitiva del provvedimento di liquidazione del compenso del commissario giudiziale.
Ha carattere decisorio e definitivo, ed è pertanto impugnabile per cassazione a norma dell'art. 111 cost. Il decreto del tribunale fallimentare che, senza provvedere sul merito dell'istanza di determinazione del compenso spettante al commissario giudiziale e al liquidatore del concordato preventivo, imponga un determinato iter procedimentale per pervenire alla liquidazione del compenso stesso, stabilendo che questa debba essere preceduta dalla approvazione del rendiconto della gestione da effettuare secondo le formalità di cui all'art. 116 l. fall., trattandosi di un provvedimento - non altrimenti impugnabile - che comporta il differimento della realizzazione del diritto al compenso, rendendola notevolmente più difficoltosa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 November 1981, n. 6187.
L'ammissione dell'assicurato al concordato preventivo non spiega alcuna influenza sul rapporto assicurativo in corso.
Fallimento - Ammissione dell'assicurato al concordato preventivo.
L'ammissione dell'assicurato al concordato preventivo non spiega alcuna influenza sul rapporto assicurativo in corso e pertanto il credito dell'assicuratore avente a oggetto i ratei di premio da pagarsi anticipatamente, scaduti prima dell'inizio della procedura, deve essere soddisfatto integralmente senza essere soggetto alla falcidia concordataria, salva restando, nell'ipotesi di mancato pagamento, la facolta riconosciuta all'assicuratore dal terzo comma dell'art 1901 cod civ di agire per la riscossione del premio entro sei mesi dalla scadenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 July 1980, n. 4538.
Terzo garante a titolo personale del concordato e annotazione sui beni immobili.
L'art 166 legge fallimentare - il quale stabilisce, attraverso il richiamo all'art 88 legge fallimentare, l'annotazione nei pubblici registri del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo nel caso in cui il debitore possieda beni immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione - non si estende ai beni del terzo garante, a meno che la proposta di concordato non sia stata accompagnata anche dalla cessione dei beni di un terzo, oltre che dei beni del debitore: ne consegue che, quando la proposta di concordato sia stata formulata con la prestazione di garanzie reali e personali da parte del debitore e l'obbligazione assunta dal terzo si configuri come garanzia personale del debitore, nessun vincolo si instaura sui suoi beni e su essi i creditori personali del terzo possono legittimamente agire in via esecutiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 March 1979, n. 1474.
Scioglimento del contratto di conto corrente in concordato preventivo.
La disposizione dell'art.78 della legge fallimentare - secondo la quale il contratto di conto corrente si scioglie per effetto del fallimento di una delle parti - non e applicabile al concordato preventivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 December 1968, n. 3868.
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