Source: https://www.studiocataldi.it/guide-diritto-penale/maltrattamento-animali.asp
Timestamp: 2020-07-08 05:59:13+00:00
Document Index: 82006110

Matched Legal Cases: ['art. 544', 'art. 544', 'art. 727', 'art. 544', 'art. 544', 'art. 544', 'art. 582', 'art. 638', 'art. 638', 'art. 544', 'art. 544', 'art. 544', 'art. 582']

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Il reato di maltrattamento di animali è previsto dall'art. 544-ter c.p. che punisce "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche" con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro
La giurisprudenza sul maltrattamento di animali
Approfondimenti su maltrattamento animali
Introdotto dalla l. n. 189/2004 nell'ambito del nuovo Titolo IX Bis, rubricato "Dei delitti contro il sentimento per gli animali" e oggetto di modifiche ad opera della successiva l. n. 201/2010 che ne ha inasprite le pene, il reato ex art. 544-ter c.p. si occupa dello stesso delitto precedentemente disciplinato dall'art. 727 c.p. (oggi abbandono di animali), uscendo però dall'ambito della mera contravvenzione per assurgere a vero e proprio reato, nell'ottica di un riconoscimento sempre più accentuato, in armonia con la ratio della legislazione del 2004 e di quella successiva, di una soggettività dell'animale e della necessità della sua tutela.
Aldilà del requisito della crudeltà, richiesto per il dolo specifico, riferibile agli atti concreti che infliggono gravi sofferenze fisiche senza giustificati motivi ma dietro la spinta di motivazioni futili o abbiette (Cass. n. 9668/1999; Cass. n. 601/1996), per integrare il reato di maltrattamento è sufficiente anche il dolo generico ricavabile dal secondo requisito soggettivo, ovvero la mancanza di necessità.
Per cui, ai fini del reato di cui all'art. 544-ter c.p. può bastare la coscienza e la volontà di causare sofferenze agli animali e l'accettazione di esse (Trib. Pen. Torino 25.10.2006).
La pena prevista è la reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro.
Risulta chiaro come la morte dell'animale debba essere colposa e non dolosa: una conseguenza non voluta del maltrattamento da parte del soggetto agente; in caso contrario, si configurerebbe il reato di uccisione di animali ex art. 544-bis c.
La giurisprudenza sul maltrattamento animali
Ecco di seguito una serie di massime della Cassazione sul reato di maltrattamento di animali che denotano l'evoluzione, negli anni, di una giurisprudenza sempre più attenta alla tutela e al benessere degli animali:
Cassazione penale n. 22579/2019
Configura la lesione rilevante per il delitto di maltrattamento di animali, art. 544-ter, in relazione all'art. 582 c.p., l'omessa cura di una malattia che determina il protrarsi della patologia con un significativo aggravamento fonte di sofferenze e di un'apprezzabile compromissione dell'integrità dell'animale.
Cassazione penale n. 16755/2019
In tema di delitti contro il sentimento per gli animali, le nuove fattispecie di uccisione e maltrattamento di animali degli artt. 544 bis e 544 ter c.p., si differenziano dalla fattispecie di uccisione o danneggiamento di animali altrui di cui all'art. 638 c.p., sia per la diversità del bene oggetto di tutela penale (proprietà privata nell'art. 638 c.p., e sentimento per gli animali nelle nuove fattispecie), sia per la diversità dell'elemento soggettivo.
Cassazione penale n. 3674/2018
In tema di delitti contro il sentimento per gli animali, ai fini della configurabilità dei reati di uccisione (art. 544-bis c.p.) e di maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.) non è necessaria la compiuta identificazione dell'animale offeso.
Cassazione penale n. 5235/2017
E' ravvisabile il reato di maltrattamento di animali, previsto dall'art. 544-ter, secondo comma, c.p., nella somministrazione di sostanze medicamentose ad un cavallo, senza prescrizione medica e con l'unica finalità di superare quella che altrimenti sarebbe stata l'impossibilità della sua partecipazione ad una gara.
Cassazione penale n. 32837/2013
Nel reato di maltrattamento di animali, la nozione di lesione, sebbene non risulti perfettamente sovrapponibile a quella prevista dall'art. 582 c.p., implica comunque la sussistenza di un'apprezzabile diminuzione dell'originaria integrità dell'animale che, pur non risolvendosi in un vero e proprio processo patologico e non determinando una menomazione funzionale, sia comunque diretta conseguenza di una condotta volontaria commissiva o omissiva.
Ecco di seguito una serie di articoli e approfondimenti sul reato di maltrattamento di animali:
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