Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_societario/2446
Timestamp: 2019-10-17 00:51:41+00:00
Document Index: 6617782

Matched Legal Cases: ['art. 2447', 'art. 2446', 'sentenza ', 'art. 2446', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2446', 'sentenza ', 'art. 2446', 'art. 2446', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2426', 'art. 2446', 'art. 2446', 'art. 2426', 'art. 2446', 'art. 2447', 'art. 2447']

I. Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori o il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono senza indugio convocare l'assemblea per gli opportuni provvedimenti. All'assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni del collegio sindacale o del comitato per il controllo sulla gestione. La relazione e le osservazioni devono restare depositate in copia nella sede della società durante gli otto giorni che precedono l'assemblea, perché i soci possano prenderne visione. Nell'assemblea gli amministratori devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione.
II. Se entro l'esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglianza che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza gli amministratori e i sindaci o il consiglio di sorveglianza devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio. Il tribunale provvede, sentito il pubblico ministero, con decreto soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle imprese a cura degli amministratori.
III. Nel caso in cui le azioni emesse dalla società siano senza valore nominale, lo statuto, una sua modificazione ovvero una deliberazione adottata con le maggioranze previste per l'assemblea straordinaria possono prevedere che la riduzione del capitale di cui al precedente comma sia deliberata dal consiglio di amministrazione. Si applica in tal caso l'articolo 2436.
Impugnazione lodo arbitrale - Delibere ex artt. 2447 c.c. - Compromettibilità in arbitri - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Non è compromettibile in arbitri la controversia avente ad oggetto l'impugnazione della deliberazione di riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale di cui all'art. 2447 c.c., per violazione delle norme sulla redazione della situazione patrimoniale ex art. 2446 c.c., vertendo tale controversia, al pari dell'impugnativa della delibera di approvazione del bilancio per difetto dei requisiti di verità, chiarezza e precisione, su diritti indisponibili, essendo le regole dettate dagli artt. 2446 e 2447 c.c. strumentali alla tutela non solo dell'interesse dei soci ma anche dei terzi. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza con la quale la Corte di Appello aveva ritenuto che la finalità perseguita dall'art. 2446 c.c. fosse differente rispetto a quella sottesa alle norme sulla redazione del bilancio, mirando unicamente a consentire ai soci di conoscere la situazione finanziaria della società, al fine di deliberare consapevolmente). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14665. Segue...
Società di capitali - Responsabilità dell'amministratore e liquidazione del danno basato sul deficit fallimentare - Confronto tra situazione patrimoniale all'inizio della gestione e al momento del fallimento - Verifica delle conseguenze delle condotte gestionali - Accertamento del nesso di causalità tra le condotte ed il danno - Necessità.
In tema di responsabilità dell'amministratore di società di capitali, non può condividersi il criterio che determini il danno causato mediante il confronto fra la situazione patrimoniale della società all'inizio della gestione dell'amministratore e quella al momento della dichiarazione di fallimento, senza verificare se e per quali ragioni l'insolvenza sarebbe conseguenza delle condotte gestionali del predetto né se e per quali ragioni l'accertamento del nesso di causalità materiale tra tali condotte ed il danno allegato sarebbe precluso dalla insufficienza delle scritture contabili e sociali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015, n. 19733. Segue...
Società in house - Responsabilità di amministratori e sindaci - Rapporto di servizio - Sussistenza - Natura privatistica della società in house - Irrilevanza - Organo indiretto dell'amministrazione pubblica - Giurisdizione contabile - Sussistenza.
È possibile che un rapporto di servizio, inteso nella sua moderna accezione di svolgimento di un'opera per il perseguimento di scopi pubblici e con denaro pubblico, si incardini con un soggetto che svolge attività di gestione di società privata, il cui scopo sociale sia l'erogazione di servizi pubblici, con dotazione di patrimonio da parte dell'ente locale, senza peraltro che questa incida sulla natura di persona giuridica autonoma della società in house, purché tale rapporto sia individuato in concreto senza apodittiche conclusioni circa la partecipazione totale o parziale del soggetto pubblico. In proposito è opportuno precisare che questa impostazione non incide sulla autonomia privatistica della persona giuridica della società in house, la quale altro non costituisce che un organo indiretto dell'amministrazione pubblica che agisce per le finalità proprie di quest'ultima.
In base alle considerazioni che precedono non vi è dubbio che il danno lamentato da un comune al proprio patrimonio nei confronti degli amministratori e sindaci di società in house costituisca danno erariale tradizionalmente devoluto alla giurisdizione contabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 30 Luglio 2015. Segue...
Partecipazioni nelle società controllate o collegate – Perdita di valore e svalutazione – Svalutazione della partecipazione.
Per le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni nelle società controllate o collegate (art. 2426 n. 3) c.c.) la perdita di valore è durevole (con la conseguente necessita di iscrivere un apposito fondo di accantonamento per i rischi) qualora non possano essere rimosse in un breve arco di tempo le ragioni che l’hanno determinata.
La brevità di tale termine deve essere fondata su previsioni non solo ragionevoli, ma basate altresì su elementi obiettivamente riscontrabili, anche in relazione alla plausibilità dei piani e dei programmi predisposti dalla società partecipata in perdita per il recupero economico.
In base al principio di prudenza ed al tenore letterale dell’art. 2426 n. 3) c.c. la svalutazione della partecipazione non può essere ancorata al verificarsi delle situazioni di cui all’art. 2446-2447 c.c. in capo alla partecipata, posto che in tali ultime ipotesi la perdita è ben più che temuta, ma in mancanza di nuove liquidità immesse nella società, diventa definitiva, potendo addirittura comportare il probabile azzeramento del valore della partecipazione. (Raffaella Brogi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 14 Settembre 2012. Segue...
Società - Di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Riduzione del capitale - Per perdite - In genere - Delibera di azzeramento e reintegrazione del capitale sociale - Adozione sulla base di situazione patrimoniale non aggiornata e assunta calcolando le perdite al lordo delle riserve - Nullità della deliberazione - Ragioni e fondamento - Fattispecie. .
In tema di società, le regole dettate dagli artt. 2446 e 2447 cod. civ., prevedenti, ai fini della riduzione del capitale sociale, le modalità con cui le disponibilità della società possono essere intaccate e la necessità del previo deposito della situazione patrimoniale aggiornata, sono strumentali alla tutela, non solo dell'interesse dei soci, ma anche dei terzi; è pertanto nulla la delibera di azzeramento e di reintegrazione del capitale sociale che sia stata adottata in base ad una situazione patrimoniale della società non aggiornata, e assunta sulla base di una determinazione delle perdite al lordo delle riserve. (Enunciando il principio di cui in massima, in un caso nel quale la delibera era stata adottata in base all'ultimo bilancio, redatto un anno prima, senza che risultasse se fosse stata o meno depositata la relazione sulla situazione patrimoniale, la Corte, cassando con rinvio la sentenza impugnata, ha precisato che il grado di aggiornamento della situazione va valutato in relazione a ciascun caso concreto, e che detta situazione patrimoniale può, eventualmente, essere anche surrogata dall'ultimo bilancio di esercizio, purché questo sia riferibile ad una data recente rispetto a quella di convocazione dell'assemblea, sempre che "medio tempore" non siano sopravvenuti fatti significativi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Aprile 2007, n. 8221. Segue...
Società - Di capitali - Società per azion - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Riduzione del capitale - Per perdite - In genere - Riduzione del capitale per perdite in proporzione delle perdite accertate - Necessità - Deroghe - Riporto a nuovo di una piccola percentuale delle perdite - Legittimità - Condizioni.
Società - Di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Riduzione del capitale - Per perdite - In genere - Convocazione dell'assemblea "senza indugio" - Mancanza di uno specifico termine al riguardo - Necessità di disporre di una situazione patrimoniale quanto più possibile aggiornata - Necessità di valutare il grado di aggiornamento in relazione al caso concreto - Compito del giudice di merito e limiti al sindacato del giudice di legittimità.
Società - Di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Conferimenti - In genere - Banco di Napoli - Risanamento e ristrutturazione - Versamenti effettuati dal Ministero del tesoro - Legge n. 218 del 1990 e d.l. n. 163 del 1996 - Utilizzazione esclusiva per aumento del capitale sociale, con corrispondente attribuzione di azioni, e non anche per copertura di perdite - Configurabilità.
Società - Di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Riduzione del capitale - Per perdite - In genere - Redazione della situazione patrimoniale - Criteri di valutazione - Condizioni per l'iscrizione dell'avviamento all'attivo - Art. 2426, numero 6), cod. civ. - Applicabilità. .
Ai sensi dell'art. 2446 cod. civ., l'assemblea è tenuta a deliberare la riduzione del capitale per perdite in proporzione delle perdite accertate: e ciò sia nel senso che non può ritenersi consentita una riduzione che superi l'ammontare di queste, potendosi altrimenti risolvere la riduzione in un'indebita espropriazione dei soci, privati del valore delle azioni corrispondenti al capitale residuo; sia nel senso che la riduzione non può essere commisurata soltanto ad una frazione delle perdite, giacché ciò ne consentirebbe il trascinamento nel tempo ben oltre il limite temporale dell'esercizio successivo, espressamente indicato dalla menzionata disposizione del codice. Tale principio, peraltro, è suscettibile di limitata deroga nel caso in cui, occorrendo anche procedere al raggruppamento o al frazionamento di azioni, l'applicazione rigorosa della regola di riduzione del capitale in proporzione delle perdite farebbe emergere resti non suscettibili di attribuzione. Pertanto, deve ritenersi consentito il riporto a nuovo delle azioni, nei limiti in cui sia imposto dall'esigenza contabile di assicurare la parità di valore nominale delle azioni medesime, e purché sia circoscritto a quanto indispensabile per il soddisfacimento di tale esigenza. (massima ufficiale)
In tema di riduzione del capitale sociale per perdite, la norma dell'art. 2446 cod. civ. - che prevede l'obbligo per gli amministratori di sottoporre senza indugio all'assemblea una relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni del collegio sindacale, nonché il deposito di tali atti nella sede della società per gli otto giorni antecedenti l'assemblea - trova la sua "ratio" nel principio secondo cui l'assemblea, ai fini di una regolare formazione della volontà sociale, in una materia che attiene alla vita stessa della società, deve essere dettagliatamente ed adeguatamente informata sulla reale situazione patrimoniale della società. Discende da ciò che la relazione - in cui va esposta la situazione patrimoniale della società con i crismi di chiarezza, correttezza e veridicità imposti per il bilancio di esercizio dagli artt. 2423 e ss. cod. civ. - deve essere il più possibile aggiornata; e, non avendo il legislatore inteso fissare uno specifico termine al riguardo, il grado di aggiornamento richiesto deve di volta in volta essere valutato in relazione a ciascun caso concreto, tenendo conto almeno di due possibili varianti: la dimensione della società e la conseguente complessità dei rilevamenti contabili che la riguardano, da un lato; l'esistenza di eventuali fatti sopravvenuti idonei a far fondatamente supporre che la situazione patrimoniale, rispetto alla data di riferimento della relazione degli amministratori, possa essere mutata nel frattempo in modo significativo, dall'altro. Siffatte valutazioni sono rimesse al giudice di merito, e sono suscettibili di sindacato in sede di legittimità solo per vizio di motivazione, ai sensi dell'art. 360, primo comma, numero 5), cod. proc. civ.. (massima ufficiale)
Nella disciplina del risanamento e della ristrutturazione del Banco di Napoli, ai sensi del disposto dell'art. 1, comma 6, del d.l. 27 marzo 1996, n. 163 (e del successivo d.l. 27 maggio 1996, n. 293), i versamenti effettuati dal Ministero del tesoro, destinati ad aumenti di capitale, vengono imputati al capitale dopo che si siano realizzate le condizioni di cui all'art. 3, comma 1, lettera a), dello stesso decreto-legge, vale a dire dopo che si sia provveduto all'accertamento, entro il 30 giugno 1996, della situazione patrimoniale del Banco alla data del 31 marzo 1996 ed ai relativi provvedimenti di adeguamento del capitale sociale. A tali fondi, confluiti in apposite riserve, pertanto, il legislatore ha ricollegato un vincolo di destinazione specifica ad aumento di capitale (un vincolo la cui peculiarità si manifesta già nell'esigenza di contrassegnare in contabilità dette riserve con l'esplicito riferimento alla normativa che le ha previste e che, sia pure eccezionalmente, le ha sottratte al regime generale delle riserve di patrimonio), impedendo di adoperarli a copertura di perdite pregresse. (massima ufficiale)
La disposizione, di chiara ispirazione prudenziale, per la quale nella redazione del bilancio di una società per azioni non è consentito iscrivere all'attivo un valore di avviamento se non lo si sia acquistato a titolo oneroso (art. 2426, numero 6, cod. civ.), trova applicazione anche nella redazione della situazione patrimoniale richiesta dall'art. 2446 cod. civ. in tema di riduzione del capitale per perdite. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Novembre 2005, n. 23269. Segue...
Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Riduzione del capitale - Per perdite - Riduzione del capitale per perdite in proporzione delle perdite accertate - Necessità - Deroghe - Riporto a nuovo di una piccola percentuale delle perdite - Legittimità - Condizioni.
Ai sensi dell'art. 2446 cod. civ., l'assemblea è tenuta a deliberare la riduzione del capitale per perdite in proporzione delle perdite accertate: e ciò sia nel senso che non può ritenersi consentita una riduzione che superi l'ammontare di queste, potendosi altrimenti risolvere la riduzione in un'indebita espropriazione dei soci, privati del valore delle azioni corrispondenti al capitale residuo; sia nel senso che la riduzione non può essere commisurata soltanto ad una frazione delle perdite, giacché ciò ne consentirebbe il trascinamento nel tempo ben oltre il limite temporale dell'esercizio successivo, espressamente indicato dalla menzionata disposizione del codice. Tale principio, peraltro, è suscettibile di limitata deroga nel caso in cui, occorrendo anche procedere al raggruppamento o al frazionamento di azioni, l'applicazione rigorosa della regola di riduzione del capitale in proporzione delle perdite farebbe emergere resti non suscettibili di attribuzione. Pertanto, deve ritenersi consentito il riporto a nuovo delle azioni, nei limiti in cui sia imposto dall'esigenza contabile di assicurare la parità di valore nominale delle azioni medesime, e purché sia circoscritto a quanto indispensabile per il soddisfacimento di tale esigenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Novembre 2005. Segue...
Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Riduzione del capitale - Per perdite - Redazione della situazione patrimoniale - Criteri di valutazione - Condizioni per l'iscrizione dell'avviamento all'attivo - Art. 2426, numero 6), cod. civ. - Applicabilità.
La disposizione, di chiara ispirazione prudenziale, per la quale nella redazione del bilancio di una società per azioni non è consentito iscrivere all'attivo un valore di avviamento se non lo si sia acquistato a titolo oneroso (art. 2426, numero 6, cod. civ.), trova applicazione anche nella redazione della situazione patrimoniale richiesta dall'art. 2446 cod. civ. in tema di riduzione del capitale per perdite. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Novembre 2005. Segue...
Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Riduzione del capitale - Per perdite - Riduzione del capitale al di sotto del minimo legale e contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo - Illegittimità della delibera di riduzione per mancanza della lamentata perdita - Conseguenze - Effetto di ricaduta sulla delibera di ricostituzione - Configurabilità
Società per azioni - Situazione patrimoniale infrannuale redatta dagli amministratori per i provvedimenti di cui all'art. 2447 cod. civ. - Eventuali risultanze di segno positivo da essa emergenti ed elidenti le perdite enunciate nel più risalente bilancio - Valutazione - Ai fini della adozione della deliberazione di riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale - Necessità.
L'illegittimità della deliberazione di riduzione del capitale della società, perché adottata in assenza di perdite che la giustificassero, riverbera i suoi effetti anche sulla conseguente deliberazione di ricostituzione del capitale asseritamente perduto. (massima ufficiale)
Ai fini dell'adozione dei provvedimenti richiesti dall'art. 2447 cod. civ. in presenza di perdita di oltre un terzo del capitale sociale e di conseguente riduzione di detto capitale al di sotto del minimo legale, deve tenersi conto dei risultati, anche eventualmente positivi, di gestione enunciati nell'apposita situazione patrimoniale sottoposta dagli amministratori all'assemblea chiamata a provvedere ai sensi del citato articolo, quando tali risultati siano maturati in epoca successiva all'ultimo bilancio d'esercizio nel quale le anzidette perdite erano state registrate. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Marzo 2004, n. 5740. Segue...