Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201733
Timestamp: 2020-01-22 20:15:31+00:00
Document Index: 44962132

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 7', 'art. 118']

Numero 33 6 settembre 2017
Iva, accertamento e Certificazione unica
Split payment e dichiarazioni di intento
Il D.L. 50/2017 ha esteso l’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti a diversi operatori economici i quali, trovandosi sistematicamente a credito di Iva , hanno diritto di effettuare acquisti senza applicazione di imposta, nel limite del plafond disponibile. In dottrina si sta discutendo la prevalenza del diritto di rilasciare la dichiarazione di intento e quello di tutela degli interessi erariali , garantiti – questi ultimi – proprio dal meccanismo di split payment . Un approfondimento mostra che la questione è più accademica che di tipo pratico.
Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 4.7.2017 è stato approvato, con le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica, il nuovo Mod . Iva TR, utilizzabile a partire dal credito maturato nel secondo trimestre 2017 per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione orizzontale del credito Iva dei primi tre trimestri dell’anno. Il nuovo modello, che sostituisce quello approvato con il Provvedimento 21.3.2016, è stato approvato per adeguarne la struttura e il contenuto alle novità introdotte relativamente alla compensazione di crediti per importi oltre € 5.000 annui dal D.L. 24.4.2017, n. 50, conv. con modif. dalla L. 21.6.2017, n. 96 (« Manovra correttiva »). Si veda anche la R.M. 28.7.2017, n. 103/E. Il D.L. 22.10.2016, n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016, n. 225, ha modificato l’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972 [CFF238a] elevando da € 15.000 a € 30.000 il valore dei rimborsi Iva subordinati a prestazione di apposita garanzia da parte del beneficiario.
Dagli studi di settore agli indici di affidabilità
Con l' art. 9-bis, D.L. 50/2017, conv. con modif. dalla L. 96/2017 , gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (o più brevemente Isa) fanno ufficialmente il loro ingresso nel nostro ordinamento per gli esercenti attività d'impresa , arti o professioni . Si attendono ancora molte disposizioni da parte dell'Agenzia delle Entrate ma si possono già fare alcune prime considerazioni: esistono evidenti similitudini con gli studi di settore , dei quali prenderanno il posto, ma non mancano anche alcune importanti differenze . Prima tra tutte, la logica sottostante: si passerà, infatti, da uno strumento accertativo di tipo presuntivo a degli indicatori che avranno lo scopo di valutare l' affidabilità fiscale del contribuente , incentivandolo sempre più a collaborare con l'Amministrazione finanziaria. In secondo luogo, i nuovi Isa dovrebbero essere più semplici , richiedendo al contribuente una minor quantità d’informazioni e vincoli meno stringenti per l'accesso al regime premiale .
L’art. 1-bis, D.L. 24.4.2017, n. 50, conv. con modif. dalla L. 21.6.2017, n. 96, con decorrenza dal 23.6.2017 , introduce nel nostro ordinamento nazionale la procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata (cd. web tax) finalizzata a saldare i debiti dell’eventuale stabile organizzazione operante in Italia. Sono coinvolti gli enti e le società non residenti di grandi dimensioni con ricavi consolidati superiori alla soglia di € 1 miliardo all’ anno e che compiono cessioni di beni e prestazioni di servizi in termini annui in Italia di importo superiore a € 50 miliardi all’ anno . Tali soggetti possono chiedere, con specifica istanza, all’Agenzia delle Entrate, di valutare preventivamente se ricorrono i presupposti della stabile organizzazione , per l’accesso al regime dell’ adempimento collaborativo ex D.Lgs. 128/2015. In caso affermativo, l’Agenzia delle Entrate invita il contribuente a definire mediante l’istituto dell’ accertamento con adesione i debiti tributari (in particolare, imposte sui redditi ed Iva ) della stabile organizzazione presente nel territorio dello Stato con riferimento ai periodi d’imposta per i quali sono decorsi i termini di presentazione delle dichiarazioni . La procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata rimane preclusa in caso di formale conoscenza dell’avvio dell’ attività accertativa o di procedimenti penali relativi all’oggetto dell’istanza. È attesa l’emanazione di un apposito Provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate sulle modalità attuative della web tax e, in particolare, sul modello da utilizzare per presentare la richiesta di riconoscimento dello status di stabile organizzazione .
Contenzioso: nuovi termini processuali di sospensione feriale
Il D.L. 12.9.2014, n. 132, conv. con modif. dalla L. 10.11.2014, n. 162, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile, ha modificato la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale . In particolare, per effetto dell' art. 16, D.L. 132/2014 , che modifica l' art. 1, L. 7.10.1969, n. 742 [CFF4732] , il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie e a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1° al 31 agosto di ciascun anno , e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. In sostanza, se il termine processuale dovesse iniziare a decorrere nel corso del periodo di sospensione feriale (tra il 1° e il 31 agosto) l'inizio è differito al termine del periodo di sospensione , vale a dire al 1° settembre. Anche nel processo tributario debutta la nuova sospensione feriale, in vigore dall’1.1.2015 .
Chiusura del fallimento dopo la riscrittura dell'art. 118, L.F.
Come per la chiusura del fallimento a seguito di riparto dell’attivo, anche in presenza di giudizi pendenti, il curatore dovrà chiedere la cancellazione dal Registro delle Imprese della società e, in tal modo, il «fallito» torna ad essere debitore verso coloro che non sono rimasti soddisfatti dalla procedura fallimentare (fatta salva l’esdebitazione). Tuttavia, se necessario (particolarmente, ai fini fiscali) il Curatore può chiedere al Tribunale di non fare cancellare la società. Lo rileva il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili nel proprio Documento pubblicato il 6.6.2017 e accompagnato dalla nota informativa n. 30/2017, che ha ufficializzato l’avvenuta pubblicazione del lavoro sulla chiusura del fallimento dopo la riscrittura dell’art. 118, R.D. 16.3.1942, n. 267, redatto dal gruppo di lavoro multidisciplinare « Chiusura fallimenti e giudizi pendenti », nel quale vengono esaminate alcune questioni applicative sia in ambito civilistico sia fiscale relative alla chiusura anticipata del fallimento , a seguito della modifica arrecata dall’art. 7, co. 1, lett. a), D.L. 27.6.2015, n. 83, conv. dalla L. 6.8.2015, n. 132 all’art. 118, R.D. 267/1942.