Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1752:tessili-lavorazioni-varie-industria-ccnl-27-luglio-1995&catid=45:1995&Itemid=61
Timestamp: 2020-08-15 11:37:14+00:00
Document Index: 119344656

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 35', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 33', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 93', 'art. 10', 'art. 56', 'art. 55', 'art. 13', 'art. 56', 'art. 53', 'art. 55', 'art. 53', 'art. 55', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 2094', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 20']

Tessili - Lavorazioni varie, Industria: CCNL 27 luglio 1995
Data firma: 27 luglio 1995
Parti: Federazione italiana industriali dei tessili vari e del cappello e Filta-Cisl, Filtea-Cgil, Uilta-Uil, Failts-Cisal, Cisnal Tessili*
Settori: Tessili, Lavorazioni varie, Industria
Note*: il 28 luglio Failt-Cisal e Cisnal Tessili sottoscrivono il CCNL, ma non tutti i protocolli
Premessa Struttura del contratto collettivo nazionale di lavoro
Art. 2 - Efficacia ed inscindibilità delle disposizioni concordate
• Controversie Individuali
• Controversie interpretative e collettive
Art. 1 - Le relazioni industriali nel settore Tessile - Abbigliamento
Art. 2 - I livelli di contrattazione
Art. 3 - Il contratto collettivo nazionale di lavoro
Art. 4 - La contrattazione aziendale
• 4.1 Soggetti
• 4.2 Requisiti
• 4.3 Finalità e contenuti
• 4.4 Procedure di consultazione e di verifica
• 4.5 Procedure
• Norma transitoria n. 1
• Norma transitoria n. 2
• 5.1 Costituzione e funzionamento della RSU
• 5.2 Componenti e permessi
• 5.3 Elezioni
• 5.4 Elettorato passivo
• 5.5 Compiti e funzioni
• 5.6 Modalità delle votazioni e designazioni
• 5.7 Comunicazione della nomina
• 5.8 Disposizioni varie
Art. 6 - Delegato di impresa
Art. 7 - Ambiente di lavoro - Rappresentanti per la sicurezza
• 1 - Rappresentanti per la sicurezza
• 2 - Procedure per l'elezione o designazione dei rappresentanti per la sicurezza
• 3 - Permessi retribuiti per l'espletamento dell'attività di rappresentante per la sicurezza
• 4 - Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza
• 5 - Formazione dei rappresentanti per la sicurezza
• 6 - Riunioni periodiche
• 7 (Rinvio)
Art. 9 - Immunità sindacale
Art. 10 - Cariche pubbliche e sindacali
Art. 13 - Versamenti dei contributi sindacali
Art. 14 - Struttura del sistema informativo ai vari livelli
• 1.1. Area settoriale
• 1.1.3 Tecnologia, formazione, istruzione tecnico-professionale e riflessi sull'occupazione.
• 1.1.4 Commissione paritetica di coordinamento ed indirizzo
• 1.2 Area di comparto
• 4. Distretti industriali tessili-abbigliamento
• 5. Livello aziendale
• 6. Imprese a dimensione europea
Art. 15 - Lavoro esterno
Art. 16 - Formazione
• 1. A livello nazionale
• 2. A livello di distretto industriale o territoriale
• 3. A livello aziendale
Art. 17 - Contrazione temporanea dell'orario di lavoro
Art. 18 - Mobilità interna della manodopera
Art. 19 - Andamento attività produttiva
Art. 20 - Clausola di salvaguardia
• Qualifiche individuate ai sensi dell'art. 25 della legge 23 luglio 1991,
Art. 2 - Lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti
Art. 5 - Apprendistato, addestramento ed assunzioni di giovani con diploma o attestato di qualifica e con contratto di formazione e lavoro
• B) Periodo di addestramento per mansioni operaie per nuovi assunti di età superiore a vent'anni
• C) Assunzione di giovani con diploma o attestato di qualifica
• D) Contratti di formazione e lavoro
Art. 6 - Lavoratori portatori di handicap e invalidi
• 1. Regime ordinario
• 1.1. Riduzioni dell'orario di lavoro
• Norma particolare per i comparti: cappello, berretto, cappello di paglia, copertoni e tende.
• 2. Regimi particolari di orario
• 2.1 Orario di lavoro per un utilizzo degli impianti su sei giorni settimanali con prestazione lavorativa di cinque giorni (schema 5 x 8 con riposo a scorrimento)
• 2.2 Orario di lavoro per un utilizzo degli impianti su sei giorni settimanali con prestazione lavorativa su sei giorni
• 3. Norme particolari per la torcitura
• 4. Disposizioni applicative
• 5. Orario lavoro settore amiantiero
Art. 8 - Flessibilità dell'orario contrattuale di lavoro
Art. 10 - Lavoro a squadre
Art. 11 - Lavoro notturno, domenicale e festivo
Art. 12 - Regime di orario a tempo parziale
Art. 13 - Definizione ed elementi della retribuzione
Art. 14 - Determinazione della retribuzione oraria
Art. 19 - Trattamento per invenzioni
Art. 20 - Cambiamento e cumulo di mansioni
• 1) Cambiamento di mansioni
• 2) Cumulo di mansioni
Art. 21 - Inquadramento unico dei lavoratori
Art. 22 - Passaggio di qualifica da operaio a intermedio, da operaio a impiegato, da intermedio a impiegato
Art. 23 - Trattenute per risarcimento danni
Art. 24 - Permessi, assenze ed aspettative
Art. 25 - Recuperi
Art. 27 - Conservazione del posto per l'accesso ai programmi di cura e riabilitazione dalla tossicodipendenza
Art. 29 - Infortunio sul lavoro e malattie professionali
Art. 30 - Malattia ed infortunio non sul lavoro
• A - Assenza dal lavoro
• B - Conservazione del posto
• C - Infortunio non sul lavoro per causa di terzi
Art. 31 - Abiti da lavoro
Art. 32 - Mense aziendali Art. 33 - Diritto allo studio
Art. 34 - Facilitazioni particolari per la frequenza ai corsi e per gli esami dei lavoratori studenti
Art. 35 - Indennità scolastiche
Art. 36 - Ambiente di lavoro - Doveri delle aziende e dei lavoratori
• 1 - Doveri delle aziende e dei lavoratori
• 2 - Registro degli infortuni - Cartella sanitaria e di rischio
• 3 - Lavoratori addetti ai videoterminali
• 4 (Rinvio)
Art. 37 - Disciplina del lavoro
Art. 38 - Consegna e conservazione degli utensili e del materiale
Art. 39 - Visite di inventario e di controllo
Art. 42 - Procedura per l'applicazione dei provvedimenti disciplinari
Art. 43 - Norme per il licenziamento
Art. 45 - Certificato di lavoro e restituzione documenti di lavoro
Art. 47 - Trattamento di fine rapporto in caso di morte
Art. 48 - Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 50 - Interruzione del lavoro
Art. 51 - Lavori discontinui
Art. 52 - Turni a scacchi
Art. 53 - Assegnazione del macchinario
Art. 54 - Pulizia del macchinario
Art. 55 - Lavoro a cottimo
Art. 56 - Comitati tecnici paritetici di accertamento
Art. 57 - Definizione di jolly
Art. 58 - Giorni festivi - Riposo settimanale
Art. 59 - Ferie
Art. 61 - Trattamento economico in caso di malattia e di infortunio non sul lavoro
Art. 62 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 63 - Risoluzione del rapporto e preavviso
Art. 64 - Sospensioni e riduzioni di lavoro
Art. 65 - Giorni festivi - Riposo settimanale
Art. 67 - Tredicesima mensilità
Art. 69 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 70 - Permessi
Art. 71 - Risoluzione del rapporto e preavviso
Art. 72 - Laureati e diplomati
Art. 73 - Sospensioni e riduzioni di lavoro
Art. 74 - Giorni festivi - riposo settimanale
Art. 76 - Tredicesima mensilità
Art. 77 - Indennità di cassa per maneggio denaro - Cauzione
Art. 78 - Trattamento economico di malattia
Art. 79 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 80 - Periodi di aspettativa
Art. 81 - Permessi
Art. 82 - Previdenza
Art. 83 - Preavviso
Art. 84 - Norme particolari per lavoratori con funzioni direttive o di capo ufficio
Art. 85 - Norme per i quadri
Art. 86 - Attività formativa
Art. 87 - Indennità di funzione
Capitolo VI Tabelle retributive
• Aumenti contrattuali e relative scadenze
• Decorrenze particolari
Capitolo VII Inquadramento
Definizione di jolly
Capitolo VIII Norme specifiche di comparto
Contrattazione a livello aziendale
Protocollo C del CCNL 17 dicembre 1979 sulla contrattazione aziendale nel comparto cappello, nel comparto trecce e cappelli di paglia, di truciolo e di altre materie affini da intreccio e delle trecce meccaniche
Protocollo n.1 - Osservatorio congiunturale e strutturale tessile - abbigliamento
Protocollo n. 2 - Dichiarazione congiunta sul dialogo sociale
Protocollo n. 3 - Dichiarazione sul commercio internazionale tessile - abbigliamento e sul traffico di perfezionamento passivo
Protocollo n. 4 - Fondo nazionale di previdenza integrativa
Protocollo n. 5 - Protocollo di intesa per iniziative a sostegno delle aree del mezzogiorno
Protocollo n. 6 - Oneri sociali e struttura del costo del lavoro
Protocollo n. 7 - Processi di ristrutturazione e implicazioni occupazionali
Protocollo n. 8 - Accessi ai finanziamenti pubblici agevolati
Protocollo n. 9 - Fondo grandi interventi
Protocollo n. 11 - Protocollo sulle modalità di effettuazione della ritenuta delle quote di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale
• Assicurazione aggiuntiva per infortunio sul lavoro
Allegato C - Verbale di ricognizione e quantificazione RSU
• Norma transitoria n. 1 - Aumenti periodici di anzianità: art. 35 – Parte generale - del CCNL 17/12/1979
• Norma transitoria n. 2 - Calcolo del TFR per gli operai al 31 dicembre 1988
per i lavoratori addetti alle industrie tessili varie (nastri rigidi, nastri e tessuti elastici, maglie e calze elastiche, passamani, trecce e stringhe, tulli, pizzi, veli andalusa, tende, ricami a macchina, pizzi uso tombolo) - accessori per filatura e tessitura - scardassi - amiantieri (compreso gruppo freni) - tappeti - interfodere
per i lavoratori addetti all'industria della juta
per i lavoratori addetti alle aziende fabbricanti tende da campo, tele e copertoni impermeabili - manufatti e indumenti impermeabili ed affini per uso industriale, civile e militare
per i lavoratori addetti alle aziende fabbricanti feltro e cappello di pelo - feltro e cappello di lana - pelo per cappello
per i lavoratori addetti alla produzione di berretti e copricapo diversi (non di paglia né di feltro) e di fodere e marocchini
per gli addetti alla lavorazione delle trecce e dei cappelli di paglia, di truciolo e di altre materie affini da intreccio e delle trecce meccaniche
per i lavoratori addetti all'industria del tessuto non tessuto
per i lavoratori addetti all'industria della spagheria e corderia in fibre naturali soffici e sintetiche, del cocco e delle fibre dure similari e succedanee
Addì 27 luglio 1995 tra la Federazione italiana industriali dei tessili vari e del cappello, […] con la partecipazione della Federtessile, […] con l'assistenza della Confindustria […] e la Federazione italiana dei lavoratori tessili e dell'abbigliamento (Filta), […] con l'assistenza della Confederazione italiana sindacato lavoratori (Cisl); la Federazione italiana lavoratori tessili e abbigliamento (Filtea), […] con l'assistenza della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil); l' Unione italiana lavoratori tessili e abbigliamento (Uilta), […] con l'assistenza dell'Unione italiana del lavoro (Uil); si è stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro che contiene:
* alla Sezione prima il regolamento dei rapporti tra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali e tra le aziende e la RSU;
* alla Sezione seconda la normativa per disciplinare i rapporti di lavoro tra le aziende ed i lavoratori da esse dipendenti nell'industria dei tessili vari e del cappello, nelle aziende che esercitano la lavorazione delle trecce e dei cappelli di paglia, di truciolo e di altre materie affini da intreccio e delle trecce meccaniche, e nell' industria della spagheria e corderia in fibre naturali soffici e sintetiche, del cocco e delle fibre dure similari e succedanee.
Addì 28 luglio 1995 tra la Federazione italiana industriali dei tessili vari e del cappello, […] con la partecipazione della Federtessile, […] con l'assistenza della Confindustria […] e la Federazione autonoma italiana lavoratori tessili (Failts-Cisal), […] con l'assistenza della Confederazione […], la Federazione nazionale lavoratori tessili della Cisnal, […] assistiti da: Segretario Upl Foggia e componente Cdc […], Consigliere Confederale componente Cdc [….]; Segretario Upl. Pescara componente Cdc […]; Segretario Upl Avellino componente Cdc […]; […] Upl Como; Responsabile area politiche sindacali […]; Presidente Cisnal Tessili […]; Dirigente area politiche contrattuali […] si è stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro che contiene:
* alla Sezione seconda la normativa per disciplinare i rapporti di lavoro tra le aziende ed i lavoratori da esse dipendenti nell'industria dei tessili vari e del cappello, nelle aziende che esercitano la lavorazione delle trecce e dei cappelli di paglia, di truciolo e di altre materie affini da intreccio e delle trecce meccaniche, e nell'industria della spagheria e corderia in fibre naturali soffici e sintetiche, del cocco e delle fibre dure similari e succedanee.
La Failts - Cisal e la Cisnal Tessili nel sottoscrivere il 28 luglio 1995 i contratti collettivi nazionali di lavoro per il settore tessile-abbigliamento non firmano i seguenti protocolli:
Protocollo n. 1 - Osservatorio congiunturale e strutturale tessile - abbigliamento
Per la Cisnal Tessili - Cisnal e per la Failts - Cisal le date riportate nei contratti collettivi nazionali di lavoro per il settore tessile-abbigliamento, rispettivamente del 23 luglio 1993 per il protocollo sul costo del lavoro e sulla contrattazione collettiva e del 20 dicembre 1993 per l'accordo interconfederale sulle RSU debbono leggersi:
- 22 dicembre 1994 per entrambi gli atti.
Il presente contratto si applica a tutti i soggetti rappresentati dalle parti contraenti e sostituisce ed abroga tutti i contratti in vigore regolanti la stessa materia.
Le disposizioni del presente contratto, nell'ambito di ciascuna sezione e di ogni istituto, sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con nessuna altra regolamentazione pattizia o legislativa.
- recepisce ed attua le logiche ed i contenuti del "Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno del sistema produttivo" del 23 luglio 1993, sottoscritto da Governo, Confindustria e Confederazioni sindacali, nonché dell'Accordo interconfederale 20 dicembre 1993 sulle rappresentanze sindacali unitarie;
Preso atto di quanto convenuto con il Protocollo 23 luglio l993, le parti hanno inteso disciplinare:
* la contrattazione di primo livello: contratto nazionale di categoria;
* la contrattazione di secondo livello: contratti aziendali.
La contrattazione aziendale viene delegata dalle parti stipulanti da un lato alle aziende ed alle associazioni imprenditoriali e dall'altro alle rappresentanze sindacali unitarie ed ai sindacati territoriali dei lavoratori aderenti alle organizzazioni che hanno stipulato il presente contratto.
La contrattazione aziendale potrà concernere materie delegate dal contratto collettivo nazionale di lavoro, perseguirà le finalità ed assumerà i contenuti di cui al successivo punto 4.3, e pertanto riguarderà materie ed istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli già definiti dal contratto collettivo nazionale di lavoro e da altri livelli di contrattazione. Essa è effettuata in conformità alle condizioni previste dal presente contratto.
4.3 Finalità e contenuti
4.4 Procedure di consultazione e di verifica
Al fine della acquisizione di elementi di conoscenza comune per la definizione degli obiettivi della contrattazione aziendale, da perseguire in funzione delle strategie e del miglioramento della competitività dell'impresa, le parti, a livello aziendale, valuteranno preventivamente. in appositi incontri, la situazione produttiva e le esigenze di sviluppo dell'impresa, i requisiti essenziali di redditività e di efficienza, unitamente alle condizioni di lavoro ed alle prospettive occupazionali.
Durante la vigenza dell'accordo aziendale saranno effettuate verifiche in relazione allo stato di attuazione dei programmi, al raggiungimento degli obiettivi, nonché verifiche tecniche sui parametri di riferimento, in apposite riunioni che potranno essere effettuate anche nell'ambito degli incontri informativi di cui all'art. 13 paragrafo 5, Sezione prima del presente contratto.
A livello aziendale potranno essere stabilite le modalità e gli strumenti per favorire la migliore acquisizione degli elementi di conoscenza comune e la effettuazione delle verifiche.
b) Viene istituita una Commissione consultiva nazionale per effettuare l'analisi delle coerenze, rispetto a quanto stabilito in questo articolo, delle richieste presentate, dell'andamento della contrattazione e dei relativi risultati. La Commissione, in tale ambito, potrà indirizzare, con le iniziative più opportune, la contrattazione aziendale secondo quanto stabilito nel presente articolo e redigerà periodicamente un rapporto di sintesi che sarà sottoposto alla valutazione delle parti stipulanti.
La pratica di informazione, consultazione e verifica a livello aziendale, di cui al paragrafo 4.4, e la costituzione della Commissione consultiva nazionale sono finalizzate al coinvolgimento partecipativo ad ogni livello ed alla evoluzione del sistema di relazioni industriali.
5.1 Costituzione e funzionamento della RSU
5.5 Compiti e funzioni
La RSU subentra alle RSA di cui alla legge 20 maggio l970, n. 300 ed ai loro dirigenti nella titolarità dei poteri e nell'esercizio delle funzioni ad essi spettanti per effetto di disposizioni di legge.
Per le imprese da 5 a 40 dipendenti sono confermate le norme previste dall'Accordo interconfederale del 18 aprile 1966 sulle commissioni interne inerenti il delegato di impresa, i suoi compiti e la relativa tutela.
1 - Rappresentanti per la sicurezza
In applicazione dell'art. 18 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 e dell'Accordo interconfederale 22 giugno 1995, i rappresentanti per la sicurezza sono eletti, di norma, con esclusivo riferimento alle singole unità produttive, in ragione di:
d) unità produttive che occupano da 201 a 1000 dipendenti: 3 rappresentanti per la sicurezza;
e) unità produttive che occupano oltre 1000 dipendenti: 6 rappresentanti per la sicurezza.
Nelle unità produttive di cui alla lettera a), limitatamente a quelle che occupano da 5 a 15 dipendenti, i compiti e le attribuzioni di rappresentante per la sicurezza vengono assunti dal delegato di impresa, di cui all'art. 7, Sezione prima del presente contratto, ove tale carica sindacale risulti attivata.
Nelle unità produttive di cui alle lettere b), c), d) ed e) i rappresentanti per la sicurezza sono individuati tra i soggetti eletti nella rappresentanza sindacale unitaria.
2 - Procedure per l'elezione o designazione dei rappresentanti per la sicurezza
Nelle unità produttive di cui alla lettera a), fatta eccezione per il caso di assunzione della carica da parte del delegato di impresa, il rappresentante per la sicurezza viene eletto direttamente dai lavoratori al loro interno. L'elezione avviene nel corso dell'assemblea prevista dall'art. 10, Sezione prima del vigente CCNL.
Hanno diritto al voto tutti i lavoratori iscritti a libro matricola e possono essere eletti tutti i lavoratori non in prova con contratto a tempo indeterminato che prestano la propria attività nell'unità produttiva.
Nelle unità produttive di cui alle lettere b) c), d) ed e), i rappresentanti per la sicurezza vengono eletti in occasioni della elezione della rappresentanza sindacale unitaria con le modalità previste dal vigente CCNL all'art. 5, Sezione prima.
Entro novanta giorni dall'entrata in vi ore del presente contratto i rappresentanti per la sicurezza sono designati dai componenti della RSU al loro interno.
I rappresentanti per la sicurezza restano in carica per la durata prevista per i componenti della RSU dall'art. 5, Sezione prima del presente contratto.
3 - Permessi retribuiti per l'espletamento dell'attività di rappresentante per la sicurezza
Nelle unità produttive di cui alla lettera a) al rappresentante per la sicurezza spettano, per l'espletamento dei compiti previsti dall'art. 19 del D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, permessi retribuiti pari a 12 ore annue per anno solare limitatamente alle unità che occupano fino a 5 dipendenti, nonché pari a 30 ore annue ne] le rimanenti.
Nelle unità produttive di cui alla lettera c), per l'espletamento dei compiti previsti dall'art. 19 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, i rappresentanti per la sicurezza eletti o designati ai sensi della presente normativa, oltre i permessi già previsti per la RSU, utilizzano un monte ore specifico pari a 70 ore annue complessive.
Nelle unità produttive di cui alle lettere b), d), ed e), per l'espletamento dei compiti previsti dall'art. 19 del D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, i rappresentanti per la sicurezza eletti o designati ai sensi della presente normativa, oltre ai permessi già previsti per la RSU, utilizzano permessi retribuiti pari a 40 ore annue per ogni rappresentante.
In tutte le unità produttive di cui al paragrafo 2, per l'espletamento degli adempimenti previsti dai punti b), c), d), g), i) ed l) dell'articolo 19 del D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, non vengono utilizzate le ore sopra specificate.
4 - Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza
Con riferimento alle attribuzioni del rappresentante per la sicurezza, la cui disciplina legale è contenuta all'art. 19 del D. Lgs. n. 626/94, le parti concordano sulle seguenti indicazioni:
Laddove il D. Lgs. n. 626/94 prevede a carico del datore di lavoro la consultazione del rappresentante per la sicurezza, questa si deve svolgere in modo da garantire la sua effettività e tempestività. Il datore di lavoro, pertanto, consulta il rappresentante per la sicurezza su tutti gli eventi per i quali la disciplina legislativa prevede un intervento consultivo dello stesso.
Il rappresentante per la sicurezza conforma l'avvenuta consultazione, apponendo la propria firma sul verbale della stessa.
In fase di prima applicazione del D. Lgs. n. 626/94, e comunque non oltre il 30 giugno 1996, nelle realtà in cui non sia stato ancora individuata la rappresentanza per la sicurezza, le procedure di consultazione si rivolgono alle rappresentanze sindacali in azienda delle organizzazioni sindacali aderenti alle confederazioni firmatarie.
Il rappresentante per la sicurezza ha diritto di ricevere le informazioni e la documentazione aziendale di cui a]le lettere e) ed f) del comma 1 dell'art. 19 del citato D. Lgs. 626/94.
Lo stesso rappresentante ha diritto di consultare il rapporto di valutazione dei rischi di cui all'art. 4 comma 2 custodito presso l'azienda o lo stabilimento ai sensi dell'art. 4 comma 3 della medesima disposizione di legge.
In caso di divergenza con il responsabile della sicurezza in merito alle misure di prevenzione e protezione dei rischi, i rappresentanti per la sicurezza segnaleranno le proprie osservazioni di norma in forma scritta al datore di lavoro ed in caso di ulteriore divergenza comunicheranno tali osservazioni e deduzioni all'organismo paritetico territoriale competente ex art. 20, comma 10 del D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.
5 - Formazione dei rappresentanti per la sicurezza
Nell'ambito dei lavori della Commissione RITA sulla formazione, le parti si impegnano a produrre congiuntamente contenuti specifici per la formazione dei rappresentanti per la sicurezza del settore tessile-abbigliamento, articolandole in considerazione delle specificità dei diversi comparti. Tali contenuti saranno congiuntamente proposti all'OPN e, attraverso quest'ultimo, agli OPR ed OPT di cui all'Accordo interconfederale 22 giugno 1995.
Il datore di lavoro, ogniqualvolta vengano introdotte innovazioni che abbiano rilevanza ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, prevede una integrazione della formazione. In ogni caso, laddove le parti concordassero sulla necessità di un più elevato ricorso alla formazione rispetto ai programmi base di 32 ore, potranno essere definiti progetti privilegiando l'utilizzo delle 150 ore di diritto allo studio di cui all'art. 33, Sezione seconda, del presente CCNL. Per tale utilizzo è escluso il requisito della durata del corso per un numero di ore doppio rispetto a quello prelevato dal monte ore per il diritto allo studio.
6 - Riunioni periodiche
In applicazione dell'art. 11 del D. Lgs. 626/94 le riunioni periodiche previste dal comma 1, sono convocate con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso e su un ordine del giorno scritto.
7 - Per quanto non espressamente regolamentato dal presente articolo, si fa riferimento al D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 ed all'Accordo interconfederale 22 giugno ]995.
Lo svolgimento delle riunioni durante l'orario di lavoro dovrà aver luogo comunque con modalità che tengano conto delle esigenze di garantire la sicurezza delle persone la salvaguardia degli impianti e della produzione nei cicli continui.
Federtessile ed organizzazioni sindacali stipulanti, nell'ambito delle rispettive competenze statutarie ed articolazioni organizzative al fine di contribuire alla soluzione dei problemi economici e sociali del settore e di orientare l'azione dei propri rappresentati, gestiranno il sistema delle informazioni per l'area settoriale tessile-abbigliamento, comprensive delle informazioni provenienti dai comparti o dai distretti, per le materie di seguito indicate.
1.1.1 Andamento congiunturale, con riferimento ai principali indicatori del settore e dei suoi comparti, per evidenziare il quadro macro-economico ed effettuare la sintesi dei dati settoriali a livello nazionale ed internazionale.
1.1.2 Situazione strutturale del settore, con riferimento ai principali fattori (attività produttiva, occupazione, costo del lavoro, retribuzioni, competitività internazionale, commercio internazionale e quote di mercato, sistema dei prezzi e costi, ecc.).
1.1.3 Tecnologia, formazione, istruzione tecnico-professionale e riflessi sull' occupazione.
A questo scopo opera presso l'Associazione di Ricerca ed Innovazione Tessile-Abbigliamento - RITA - una Commissione consultiva per i problemi della formazione, dell'orientamento professionale e della occupazione composta da sei rappresentanti designati dalla Federtessile e sei rappresentanti designati congiuntamente dalle organizzazioni sindacali.
La Commissione avrà competenza in materia formativa secondo quanto stabilito all'art. 15, Sezione prima - Formazione.
1.1.4 Commissione paritetica di coordinamento ed indirizzo
1.2 Area di comparto
Ferme restando l'elaborazione e le analisi del materiale informativo a livello di settore, annualmente o su richiesta di una delle parti stipulanti, le organizzazioni nazionali di categoria degli imprenditori e dei lavoratori si incontreranno per effettuare un esame congiunto del quadro economico, produttivo ed occupazionale dei singoli comparti (cotone/lino, lana, seta, nobilitazione, tessili vari, torcitori, abbigliamento/magliecalze).
- l'andamento del comparto con particolare riferimento alle prospettive produttive, occupazionali e del commercio internazionale;
- competitività, efficienza e produttività del sistema in rapporto alla evoluzione della congiuntura;
Le modalità operative dell'attività informativa e di consultazione nei distretti industriali individuati saranno definite tra le partì interessate, che ricondurranno a questa dimensione anche il sistema informativo a livello territoriale di cui al precedente paragrafo.
5.1 Il livello aziendale di informazione individua tre tipicità: una, di cui al presente paragrafo, di conoscenza e valutazione dei maggiori indicatori economico/sociali dell'azienda, l'altra correlata alla contrattazione aziendale ed è funzionale ai programmi, obiettivi e parametri di riferimento (vedasi paragrafo 4 dell'art. 4, Sezione prima); infine una terza propria dell'impresa a livello europeo (paragrafo 6 del presente articolo).
5.2 A livello aziendale, di norma annualmente, le aziende con più stabilimenti e le unità produttive con più di cento dipendenti tramite le associazioni territoriali degli imprenditori, porteranno a preventiva conoscenza delle strutture sindacali aziendali e delle organizzazioni sindacali di categoria competenti per territorio, elementi conoscitivi riguardanti:
- le previsioni di ricorso al traffico di perfezionamento passivo ed i dati a consuntivo relativi all'anno precedente.
- allo stato di applicazione delle leggi sull'occupazione giovanile nonché degli accordi interconfederali sui contratti di formazione lavoro.
Per le aziende che hanno più stabilimenti, anche in zone territoriali diverse, o per i complessi industriali del settore aventi un'unica gestione pur riunendo aziende con ragioni sociali diverse, si provvederà a concentrare l'informazione presso l'associazione imprenditoriale con riferimento all'ubicazione della sede centrale o dell'unità avente il maggior numero di addetti. Le informazioni di cui al primo comma saranno estese ad eventuali piani pluriennali.
A tale fine riconoscono che la sua attuazione possa avvenire nelle aziende a dimensione europea in coerenza con le disposizioni della direttiva stessa, demandando a livello aziendale il compito di individuare le modalità idonee.
1) Le aziende committenti lavorazioni a terzi, inseriranno nel contratto di commessa apposita clausola richiedente alle imprese esecutrici, operanti nel territorio nazionale, l'impegno all'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro. Le aziende terziste comunicheranno alle aziende committenti il contratto collettivo di lavoro da loro applicato.
2) Le aziende committenti lavoro a terzi aventi oltre 100 dipendenti e le aziende terziste che danno lavoro all'esterno, informeranno, a richiesta, di norma annualmente, le rappresentanze sindacali unitarie sulle previsioni di ricorso al lavoro esterno per lavorazioni presenti nel ciclo aziendale con riferimento alla quantità e al tipo di lavorazione nonché sui nominativi delle imprese terziste alle quali sia stato commesso lavoro nell'anno precedente in modo sistematico, e sui contratti di lavoro da queste applicati.
- acquisire da parte delle aziende gli elementi conoscitivi necessari alla valutazione del fenomeno.
A tale scopo l'associazione industriale territoriale metterà a disposizione della commissione l'elenco delle aziende che commettono lavoro a terzi e l'elenco delle aziende che lavorano per conto terzi. Per ogni singola azienda committente l'associazione territoriale fornirà alla commissione anche i nominativi delle aziende cui il lavoro è stato commesso nei 12 mesi precedenti. Saranno inoltre fornite indicazioni relative alla localizzazione delle aziende terziste (anche fuori del territorio di competenza), il comparto in cui operano e il tipo di lavorazione effettuato, la loro natura industriale o artigianale;
4) Anche in riferimento ai problemi occupazionali, nei casi in cui le aziende committente a causa di situazioni temporanee di mercato o di crisi economiche settoriali o locali o per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali facciano ricorso a riduzioni o sospensioni di orario di lavoro o riduzioni di personale durante gli incontri previsti, nel corso delle procedure di cui all'art. 5 della legge 20 maggio 1975, n. 164 e agli artt. 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, daranno anche comunicazione, per un esame in materia, dell'eventuale ricorso a lavoro presso terzi presente nel ciclo produttivo delle stesse aziende committenti.
5) A livello nazionale le parti effettueranno periodiche valutazioni del fenomeno e dei risultati raggiunti studiando gli strumenti più opportuni per il contenimento e il superamento delle situazioni irregolari, coordinando altresì quando necessario, i lavori delle commissioni territoriali.
7) Le aziende committenti comunicheranno, tramite la propria associazione territoriale, alle associazioni territoriali nelle aree del Mezzogiorno (si intendono per aree nel Mezzogiorno quelle individuate dalla legge n. 64/86) l'elenco delle aziende terziste situate nei territori di loro competenza, con l'indicazione del contratto collettivo di lavoro che le medesime hanno dichiarato di applicare. Le associazioni industriali territoriali del Mezzogiorno metteranno a disposizione della commissione, di cui fanno parte, l'elenco complessivo delle aziende terziste situate nella provincia di loro competenza, con la annotazione del contratto collettivo che le medesime hanno dichiarato di applicare.
Dichiarazione di intenti […]
Chiarimento a verbale - Con la informativo sul lavoro esterno prevista nel presente articolo le parti hanno inteso far acquisire gli elementi conoscitivi del ricorso strutturale al lavoro esterno. Non sono quindi compresi i rapporti committente/terzista di tipo occasionale.
Dichiarazione a verbale - Le parti si danno atto che la regolamentazione che precede si riferisce al lavoro per conto terzi inerente al ciclo produttivo aziendale delle ditte committenti e che eventuali altri problemi di mancata applicazione di norme di legge e di contratto trovano soluzione nelle usuali procedure di intervento previste dalle norme esistenti.
Le parti, anche con riferimento alle disposizioni contenute negli accordi interconfederali in materia di formazione, ritengono che nell'attuale fase di riorganizzazione industriale, caratterizzata dalla ricerca di più elevati livelli di competitività, dalla esigenza di valorizzare le risorse umane e da una significativa evoluzione del sistema di relazioni industriali, il positivo rapporto scuola-industria e la formazione assumano un ruolo strategico per assecondare la soluzione dei problemi in atto.
1.2 Attraverso la Commissione RITA predisporre studi e ricerche per:
- procedere all'inventario dei fabbisogni formativi dal punto di vista professionale, con particolare riferimento agli aspetti qualitativi e trasferire i risultati emergenti alla commissione centrale bilaterale di cui all'accordo interconfederale sulla formazione professionale del 20 gennaio 1993;
- elaborare linee guida per progetti formativi che le parti potranno utilizzare per presentare agli organismi pubblici competenti proposte per l'adozione delle conseguenti decisioni in materia di formazione professionale che interessino il settore;
- elaborare progetti pilota per far acquisire consapevolezza delle problematiche correlate all'ambiente del lavoro, all'igiene ed alla sicurezza, in armonia con quanto previsto dal D. Lgs. 626/94.
- verificare, in termini quantitativi e qualitativi, le iniziative formative rivolte ai giovani in contratto di formazione lavoro;
- elaborare progetti formativi e/o promuovere la predisposizione in funzione dei programmi definiti a livello nazionale.
2.2 Promuovere la realizzazione di iniziative formative in materia di ambiente di lavoro, igiene e sicurezza, in armonia con quanto previsto dal D.Lgs. 626/94, utilizzando le risorse rese disponibili dalle Regioni.
3.1 Le direzioni aziendali delle imprese segnaleranno alle RSU, con riferimento a ciascuna unità produttiva, le eventuali esigenze formative indotte dai processi di riorganizzazione/ristrutturazione e dallo sviluppo tecnologico ed organizzativo, e forniranno indicazioni sulle con seguenti iniziative formative.
3.2 Le aziende consulteranno i rappresentanti alla sicurezza per la predisposizione di progetti formativi in tema di ambiente, igiene e sicurezza, secondo le previsioni legislative.
3.3 Saranno definiti congiuntamente i programmi formativi la cui attuazione comporti la frequenza a corsi di formazione professionale con l'utilizzo del monte ore di cui all'art. 33, Sezione seconda - Diritto allo studio.
3.4 In occasione di avviamenti di lavoratori portatori di handicap o invalidi effettuati ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia, direzione aziendale e RSU verificheranno le opportunità per agevolare l'integrazione dei soggetti ed utilizzarne al meglio le attitudini lavorative, anche mediante la frequenza di corsi di formazione e riqualificazione professionale promossi o realizzati dalle Regioni.
Le direzioni delle unità produttive con più di 100 dipendenti informeranno preventivamente la rappresentanza sindacale unitaria sugli spostamenti non temporanei nell'ambito dello stabilimento che interessino gruppi di lavoratori. Potrà seguire un esame congiunto da effettuarsi entro 3 giorni dall'avvenuta informazione.
Fatto salvo quanto sopra, gli spostamenti di reparto o di posto di lavoro, in relazione alle esigenze tecnico-produttive, nonché al migliore utilizzo dell'organico. saranno effettuati dalle aziende nel rispetto delle disposizioni legislative e contrattuali.
Chiarimento a verbale - Le parti, in relazione a possibili comportamenti anomali, che violino lo spirito della norma, potranno esaminare il problema a livello territoriale.
Le direzioni aziendali comunicheranno alle RSU, annualmente e/o semestralmente, in relazione all'andamento stagionale dell'attività produttiva e con riferimento alle specifiche esigenze aziendali, i periodi prevedibili di:
- supero e riduzione dell'orario contrattuale per flessibilità e la quantità delle ore necessarie;
- collocazione degli eventuali permessi collettivi per ex festività e per riduzione di orario.
Per i prestatori d'opera di età non superiori ai 18 anni non ammessi ad apprendistato o che abbiano superato il periodo di apprendistato, valgono le disposizioni dì legge in quanto più favorevoli alle norme del presente contratto.
Dichiarazione di intenti - Le parti si attiveranno perché sia riconosciuta la possibilità di assumere a tempo determinato in tempi congrui, per consentire un minimo di sovrapponibilità tra il lavoratore che deve essere sostituito e quello da assumere in sua vece, al fine di consentire l'addestramento sui posto di lavoro ed il passaggio delle consegne.
Sono fatte salve le limitazioni di età previste per i fanciulli e gli adolescenti dal D.P.R. 20.1.1976 n. 432, per talune lavorazioni pericolose, faticose ed insalubri.
Per quanto si riferisce alla assunzione e al divieto di adibire a lavoro straordinario gli apprendisti, valgono le norme di legge; per l'orario di lavoro e per le ferie valgono le norme di legge salvo le condizioni contrattuali di miglior favore; per quanto altro non previsto dal presente articolo valgono le norme contrattuali del presente contratto.
B) Periodo di addestramento per mansioni operaie per nuovi assunti di età superiore a vent'anni.
Si richiamano le norme del decreto legge 30.10.1984 convertito in legge 19.12.1984, n. 863 e successive integrazioni e modificazioni, nonché le disposizioni contenute negli Accordi interconfederali 18 dicembre 1988 e 31 gennaio 1995.
3 - Per tutte le professionalità, ad eccezione di quelle destinate a permanere al primo livello, si potrà applicare il contratto di formazione e lavoro di cui all'art. 16, comma 2, lett. b) della legge 19 luglio 1994, n.451 della durata di 12 mesi con 20 ore di formazione teorica.
Quanto stabilito al presente articolo in materia di contratti di formazione e lavoro costituisce parte integrante della regolamentazione interconfederale contenuta nell'Accordo 31.1.1995, ai fini della verifica di conformità dei progetti ad opera delle commissioni bilaterali regionali.
Le parti stipulanti il presente contratto, sensibili al problema degli invalidi e dei portatori di handicap, nell'intento di facilitare il loro inserimento in posti di lavoro confacenti alle loro attitudini e capacità lavorative, convengono di favorirne la collocazione nelle strutture aziendali, anche con contratto di formazione e lavoro, compatibilmente con le possibilità tecnico-organizzative delle unità produttive.
In occasione di avviamenti di lavoratori portatori di handicap o invalidi effettuati ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia, direzione aziendale e RSU verificheranno le opportunità per agevolare l'integrazione dei soggetti ed utilizzarne al meglio le attitudine lavorative.
A livello territoriale, nell'ambito delle verifiche delle iniziative formative di cui all'art. 13, Sezione prima - punto 3), si studieranno le opportune iniziative perché gli enti preposti alla formazione professionale organizzino corsi specifici di formazione professionale intesi a recuperare al mercato del lavoro soggetti invalidi o portatori di handicap allo scopo di favorirne la utile collocazione in posti di lavoro confacenti alle loro attitudini ed acquisite capacità lavorative, compatibilmente con le esigenze e le possibilità tecnico-organizzative delle unità produttive.
L'orario settimanale di 40 ore verrà normalmente distribuito nei primi 5 giorni della settimana: altre distribuzioni di orario, per singoli reparti o per stabilimenti, nell'ambito della settimana o anche di cicli di più settimane, saranno concordate tra le parti a livello aziendale.
Le parti riconoscono che la qualità della risposta organizzativa nella ricerca di un efficiente ed efficace posizionamento competitivo del sistema impresa si realizza anche attraverso l'individuazione di una adeguata articolazione d'orario.
Pertanto per migliorare la competitività delle imprese e le prospettive occupazionali, per agevolare l'adozione di più elevati livelli di utilizzo delle capacità produttive e per ridurre i costi unitari per unità di prodotto le parti riconoscono idonea l'adozione di diversi specifici schemi di turnazione che saranno definiti congiuntamente tra le parti a livello aziendale.
Seguirà su tale tema un esame congiunto per verificare le problematiche tecnico-produttive ed organizzative dell'azienda al fine di salvaguardare la competitività e migliorare le prospettive occupazionali. Al termine di tale esame le parti potranno concordare l'adozione del nuovo assetto di orario, facendo rinvio per la regolamentazione dei predetti regimi alle disposizioni di seguito riportate.
5. Orario lavoro settore amiantiero
I lavoratori del settore amiantiero che nello svolgimento della propria attività siano esposti a polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto, hanno diritto ad otto ore di riduzione di orario da gestire secondo un esame congiunto da effettuare in azienda.
La riduzione di orario prevista dal presente articolo è assorbita da condizioni aziendali più favorevoli. Nel caso di dismissioni della lavorazione dell'amianto saranno riconosciuti i ratei di riduzione di orario maturati con arrotondamento all'ora intera.
Dichiarazione a verbale n. 1 - Le riduzioni di orario definite con il presente contratto non debbono in alcun modo determinare una riduzione dell'utilizzo degli impianti e verranno assorbite da trattamenti aziendali più favorevoli.
La direzione procederà, di norma annualmente, alla comunicazione programmatica alla RSU ed ai reparti interessati dei periodi previsti di supero e di riduzione dell'orario contrattuale e delle ore necessarie.
Dichiarazione a verbale – […] Le rappresentanze sindacali dei lavoratori ai vari livelli sono impegnate a rimuovere tempestivamente e comunque in tempi utili, per il concreto utilizzo dello strumento, gli ostacoli che si verificassero.
La presente procedura è in particolare finalizzata a soddisfare le esigenze conseguenti a stati di necessità (ad esempio: consegne urgenti, termine di lavorazione in corso, allestimento delle collezioni ed impegni fieristici con gli adempimenti collegati. recupero di ritardi di produzione per cause tecniche, adempimenti collegati a disposizioni di legge fiscali o amministrative, sostituzione di lavoratori in aspettativa con effetto immediato).
L'orario ordinario giornaliero del lavoro a squadre è di 8 ore per turno, ivi compreso il riposo, la cui durata è di mezzora.
La distribuzione dell'orario di lavoro viene stabilita in conformità con le disposizioni di cui all'art. 7, Sezione seconda e comunicata ai lavoratori in apposita tabella da affiggersi all'entra dello stabilimento -
In attuazione a quanto disposto dall'art. 7, Sezione seconda, l'orario ordinario contrattuale sarà ragguagliato a:
- 40 ore, ivi compresa la mezzora giornaliera di riposo.
Nel lavoro a squadre deve essere consentito, per ogni turno, l'intervallo di mezzora di riposo, il cui compenso è già compreso nella retribuzione mensile.
Il riposo della squadra deve essere normalmente fruito fuori dal locale di lavoro o altrimenti a macchine ferme. Il lavoratore ha diritto di uscire dallo stabilimento durante la mezzora di riposo.
Per prestazioni di lavoro giornaliere fino a 6 ore non è previsto l'intervallo di riposo. La mezzora di riposo goduta non concorre al superamento delle sei ore di lavoro richieste. Ai soli fini del diritto alla maturazione della mezzora di riposo, vengono considerate come prestazioni di lavoro le assenze per permessi retribuiti.
Il lavoro a squadre verrà effettuato normalmente in 5 giorni, in relazione alle norme di cui all'art. 7 punto l Sezione seconda.
Per le ore di lavoro a squadre, ivi compresa la mezzora di riposo, verrà corrisposta una maggiorazione […]
Chiarimento a verbale n. 1 - Qualora nella mezzora di riposo effettuata fuori dell'ambiente di lavoro le macchine siano rimaste funzionanti, le controversie sugli eventuali effetti che dovessero derivare ai lavoratori, saranno esaminate prima in sede aziendale e poi, occorrendo, in sede territoriale.
Chiarimento a verbale n. 2 - Per i fanciulli e gli adolescenti la mezzora di riposo intermedio di cui al secondo comma è stata determinata attuando la facoltà prevista dalla legge in materia. Tale normativa non ha carattere innovativo, nel senso che già nei precedenti contratti le parti, fissando in mezzora la durata del riposo, si erano avvalse della facoltà loro concessa dalle disposizioni di legge per i minori.
Si intendono qui richiamate le disposizioni di legge circa il divieto di adibire a lavoro notturno i minori. Per il personale femminile si fa rinvio a quanto previsto all'art. 5 della legge 9 dicembre 1977, n. 903.
Fatta eccezione per le ipotesi di carattere tecnico previste ai due commi precedenti, nei casi in cui la permanenza nella mansione assegnata sia impossibilitata a causa di inidoneità fisica accertata o di necessità di riduzioni di personale e in assenza di soluzioni nell'ambito del medesimo livello, lo spostamento a mansioni di livello inferiore è consentito a tempo indeterminato, al fine di agevolare soluzioni intese a tutelare l'occupazione.
Le eventuali contestazioni saranno deferite all'esame delle competenti organizzazioni territoriali.
3) In presenza di profonde innovazioni tecnologiche o di mutamenti strutturali nei processi produttivi ed organizzativi tali da evidenziare una sostanziale e complessiva inadeguatezza dell'inquadramento nazionale rispetto alla nuova realtà, la direzione aziendale comunicherà alla RSU le caratteristiche della nuova situazione per una verifica congiunta della eventuale necessità di ricorso a nuove figure professionali e/o dell'esistenza di mutamenti tali da determinare un diverso e nuovo contenuto professionale.
Tale nuova specifica situazione sarà valutata con l'intervento, a richiesta di una delle parti delle rispettive organizzazioni nazionali, allo scopo di definire, anche nell'ambito della contrattazione aziendale per obiettivi, ove ritenuto consensualmente opportuno, la collocazione delle nuove posizioni nell'assetto dell'inquadramento aziendalmente in atto, tenuto conto dei criteri fissati dalle declaratorie e sulla scorta dei possibili riferimenti analogici rispetto al sistema nazionale di classificazione.
In tale definizione verranno tenute presenti ove oggettivamente compatibili, le possibilità di arricchire il contenuto professionale, avuto anche riguardo a quei requisiti professionali individuali utili, insieme al criterio delle pari opportunità, a concorrere agli obiettivi sopra richiamati.
Le parti contraenti dichiarano che sia da favorire, ove possibile e se funzionale al miglioramento della produttività e della efficienza delle imprese, l'introduzione di modalità di organizzazione della produzione e del lavoro tendenti a ridurre la parcellizzazione, a consentire una intercambiabilità nelle prestazioni, a ricomporre le operazioni, ad ampliare le mansioni e ad arricchirne il contenuto professionale per adeguare le modalità di svolgimento del lavoro alle accertate sostanziali innovazioni tecnologiche/di processo/organizzative.
A tal fine la direzione aziendale comunicherà alla RSU, preventivamente alla loro introduzione, le nuove modalità di organizzazione del lavoro per verificare le conseguenze di tali mutamenti, che di per sé non implicano riconoscimenti di passaggio di livello, sui contenuti professionali.
Eventuali problematiche relative ai contenuti professionali saranno affrontate con riferimento ai criteri fissati dalle declaratorie e sulla scorta dei riferimenti analogici rispetto al sistema nazionale di classificazione.
In ogni caso saranno verificate le necessità di supporti formativi e di addestramento del personale interessato.
Opereranno. durante la vigenza contrattuale:
- una commissione nazionale settoriale per l'inquadramento composta da sei rappresentanti per le organizzazioni imprenditoriali firmatarie del presente contratto e da sei rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filta, Filtea, Uilta; - sei commissioni di comparto per l'inquadramento ciascuna composta da tre rappresentanti per le organizzazioni imprenditoriali firmatarie del presente contratto e da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filta, Filtea, Uilta.
Le commissioni nazionali di comparto per l'inquadramento svolgono una attività specifica ed una attività permanente.
I - Attività specifica a termine
1) Condurre uno studio analitico, con compiti propositivi, sull'attuale inquadramento in ordine agli aspetti relativi alla congruità tra le declaratorie e le relative mansioni ed esemplificazioni; alla migliore formulazione delle declaratorie e delle mansioni ed esemplificazioni; all'aggiornamento dell'elencazione delle mansioni ed esemplificazioni, con la cancellazione di quelle che risulteranno obsolete.
2) Individuare e procedere all'inquadramento di mansioni obiettivamente nuove nonché di quelle che in seguito ad innovazioni tecnologiche abbiano subito trasformazioni tali da far loro assumere una diversa tipologia.
3) Verificare le problematiche derivanti dalla mobilità verticale ed orizzontale dei lavoratori, al fine di ricercare eventuali soluzioni alla figura del jolly, alla pluralità di mansioni ed alle indennità di mansione.
I lavori delle commissioni di comparto dovranno terminare entro il 30 settembre 1996.
II - Attività permanente
Individuare e procedere all'inquadramento di mansioni obiettivamente nuove nonché di quelle che in seguito ad innovazioni tecnologiche abbiano subito trasformazioni tali da far loro assumere una diversa tipologia che siano segnalate in seguito allo svolgimento della procedura di cui al precedente paragrafo A, punto 2).
La commissione si riunirà a richiesta di una delle parti in presenza di un problema di inquadramento che abbia carattere generale, anche rilevato nel corso della procedura di cui al paragrafo A, punto 2) del presente articolo. Qualora si raggiunga a livello aziendale un accordo tra le parti relativo al deferimento della questione alla commissione paritetica per l'inquadramento, la predetta procedura si sospende.
La commissione, accertata preliminarmente la propria competenza, esaminerà il contenuto professionale della mansione individuata, elaborerà la relativa esemplificazione e procederà all'inquadramento sulla base dei criteri contrattuali, anche con eventuale ricorso ad elementi di valutazione concordemente ritenuti idonei.
Le conclusioni, cui la commissione perverrà di comune accordo, saranno sottoposte alle organizzazioni stipulanti, per la ratifica e una volta che saranno state concordemente accolte integreranno il presente contratto collettivo nazionale di lavoro.
La commissione nazionale settoriale:
1) Coordinerà ed indirizzerà i lavori delle commissioni di comparto e produrrà un rapporto complessivo per le organizzazioni stipulanti entro il 28 febbraio 1997.
A tal fine si avvarrà delle analisi preliminari e relativi rapporti redatti dalle commissioni nazionali di comparto.
2) Effettuerà attività di ricerca e di confronto per verificare motivazioni, criteri di elaborazione e di attuazione nonché effetti pratici di esperienze innovative condotte ai sensi di quanto previsto al precedente punto A) 3. A tal fine le organizzazioni nazionali provvederanno a far pervenire alla commissione nazionale settoriale per l'inquadramento i testi delle intese raggiunte.
I risultati degli studi compiuti saranno portati a conoscenza delle organizzazioni stipulanti entro il 28 febbraio l997.
3) Si raccorderà con la Commissione consultiva di RITA per l'esame del materiale visionato, discusso ed elaborato da tale Commissione per la parte che sia utile e funzionale ai propri lavori.
I risultati degli studi compiuti saranno portati a conoscenza delle organizzazioni stipulanti per le loro valutazioni e determinazioni.
Le commissioni decidono alla unanimità.
Le parti stipulanti il presente contratto si incontreranno, successivamente al 28 febbraio 1997, per una verifica relativa ai risultati dei lavori delle commissioni nazionali di comparto e della commissione nazionale di settore.
Di eventuali oneri conseguenti alla riformulazione delle declaratorie e delle mansioni e della soluzione di eventuali altri problemi verrà tenuto conto in sede di determinazione delle erogazioni economiche relative al successivo biennio di validità del presente contratto.
Le ore perdute per cause indipendenti dalla volontà delle parti possono essere recuperate a regime normale con le seguenti modalità: qualora il recupero sia effettuato oltre il normale orario contrattuale, deve essere contenuto nel limite massimo di un'ora giornaliera, o in caso di orario ridotto, sino alla concorrenza di 8 ore nella giornata; nel caso di giornata feriale non lavorata il recupero stesso potrà essere effettuato trasferendo a tale giornata le ore perdute.
L'azienda fornirà gratuitamente gli abiti da lavoro, nei casi in cui gli stessi si rendano necessari per le condizioni particolari nelle quali si svolga il lavoro, […]
Art. 32 - Mense aziendali
Laddove le mense funzionano, il servizio dovrà essere adeguato al numero dei partecipanti. La rappresentanza sindacale unitaria od i delegati di impresa hanno la facoltà di sorvegliare l'andamento in collaborazione con le direzioni aziendali.
1 - Doveri delle aziende e dei lavoratori
- Il datore di lavoro è tenuto all'osservanza delle misure generali di tutela come previsto dall'art. 3 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; in relazione alla natura dell'attività dell'unità produttiva, deve valutare, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti i gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari.
Il lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione ed alle istruzioni ed ai mezzi forniti dal datore di lavoro. In particolare i lavoratori sono tenuti agli obblighi contemplati dal 20 comma dell'art. 5 del D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 relativamente all'osservanza delle disposizioni ed istruzioni loro impartite dai rispettivi superiori, ai fini della protezione collettiva ed individuale, ed all'utilizzo corretto dei macchinari, delle apparecchiature, degli utensili, delle sostanze e dei preparati pericolosi, dei mezzi di trasporto e delle attrezzature di lavoro, nonché dei dispositivi di sicurezza.
- L'adozione e l'uso appropriato dei mezzi di prevenzione e protezione individuali e collettivi, in quanto derivanti da disposizioni normative o dalla consultazione tra datori di lavoro, dirigenti e preposti con i rappresentanti per la sicurezza, deve essere scrupolosamente osservata dai lavoratori interessati.
- Il lavoratore segnalerà, tempestivamente. al proprio capo diretto le anomalie che dovesse rilevare durante il lavoro nel corretto funzionamento di impianti, macchinari ed attrezzature o nello stato di conservazione e condizioni di utilizzo di sostanze nocive e pericolose, ed ogni altro evento suscettibile di generare situazioni di pericolo.
- Nella valutazione del rischi o si terrà conto della documentazione raccolta dalle aziende nel "Registro dei dati ambientali per unità con caratteristiche omogenee" e del "Registro dei dati biostatistici per unità con caratteristiche omogenee riportati negli allegati dei precedenti CCNL.
2 - Registro degli infortuni - Cartella sanitaria e di rischio
Nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro è tenuto conformemente al modello approvato con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed è conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza.
Verrà istituita la cartella sanitaria e di rischio, come contributo e partecipazione ad una assistenza sanitaria che abbia per oggetto la prevenzione e la cura della salute sui luoghi di lavoro, con riferimento all'art. 27 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 integrato dalle disposizioni del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. La cartella sanitaria e di rischio viene custodita dal datore di lavoro con vincoli di riservatezza; nella cartella vengono anche indicati i dati relativi alla maternità; il lavoratore interessato può prenderne visione, chiederne copia su espressa richiesta del suo medico curante o dello specialista; l'originale deve essere mantenuto presso l'azienda.
3 - Lavoratori addetti ai videoterminali
Si intendono per lavoratori addetti ai videoterminali quelli individuati dall'art. 51, primo comma, lett. c) del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
Il lavoratore addetto ai videoterminali, come definito al comma precedente, ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. Nel caso di lavoratori addetti ai videoterminali adibiti al lavoro a squadre come previsto dall'art. 10, Sezione seconda del presente CCNL, l'effettivo godimento della mezzora di riposo comporta l'assorbimento delle pause contemplate dalla presente normativa, allorché coincidenti, fermo restando il divieto di usufruire delle pause cumulativamente all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro.
4 - Per quanto non espressamente regolamentato dal presente articolo, si fa riferimento al D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 ed all'Accordo interconfederale 22 giugno 1995.
Il lavoratore è responsabile degli utensili che riceve in regolare consegna […].
In ciascuna azienda può essere redatto ed esposto in luogo chiaramente visibile, un regolamento interno. La redazione o gli eventuali aggiornamenti saranno esaminati e discussi tra la direzione aziendale e la rappresentanza sindacale unitaria o il delegato di impresa, preventivamente all'attuazione, a termine dell'art. 3 punto 3 dell'Accordo interconfederale 18.4.1966; il loro contenuto non dovrà comunque essere in contrasto con le norme legislative e con quelle contrattuali disciplinanti il rapporto di lavoro.
I provvedimenti che si indicano in appresso, costituiscono soltanto una obiettiva indicazione nel senso di garantire un rapporto quanto più possibile definito tra sanzione e mancanza. In tema di ambiente di lavoro, igiene e sicurezza, le eventuali sanzioni dell'organo di vigilanza competente comminate ai lavoratori ai sensi dell'art. 93 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 non escludono la possibilità di irrogare provvedimenti disciplinari; l'applicazione di provvedimenti disciplinari, motivati da trasgressioni agli obblighi di rispetto delle norme e prescrizioni in tema di ambiente di lavoro, igiene e sicurezza, è correlata alla corretta applicazione, da parte del datore di lavoro, delle norme riguardanti la sorveglianza sanitaria, l'informazione e la formazione dei lavoratori.
1) L'ammonizione verbale, che potrà avere, a seconda dei casi, carattere di appunto o di rimprovero, interverrà quando nell'osservanza degli orari, nel contegno verso i superiori ed i compagni di lavoro, nella diligenza del lavoratore siano riscontrate lacune non imputabili a deliberata volontà di mancare al proprio dovere. All'ammonizione scritta, che avrà più specifico carattere ammonitorio, si ricorrerà quando le mancanze, anche se lievi, tenderanno a ripetersi e sia quindi necessario preavvisare in forma meno labile del rimprovero verbale, più gravi sanzioni.
h) che contravvenga al divieto di fumare all'interno dello stabilimento, ove tale divieto esista o sia reso noto con appositi cartelli:
c) abbandono del proprio posto di lavoro fatta eccezione nell'ipotesi di pericolo grave ed immediato che non può essere evitato, salvo che lo stesso lavoratore non sia stato debitamente formato e preposto per affrontare lo stato di pericolo al fine di farlo cessare o attenuarlo;
m) insubordinazione nei confronti dell'impresa o degli elementi ad essa delegati, quando non vi siano ragioni largamente attenuanti o l'insubordinazione, per la poca gravità degli atti, non abbia nuociuto alla disciplina della fabbrica;
L'orario normale degli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, di cui alla tabella annessa al R.D. 6 dicembre l923, n. 2657, non può superare le 50 ore settimanali con un massimo di 10 ore giornaliere.
Agli effetti della presente normativa si considerano lavoratori discontinui: i portinai, i guardiani diurni e notturni, gli uscieri ,gli autisti non addetti al trasporto merci.
Ai lavoratori discontinui operanti su turni avvicendati nell'arco delle 24 ore si applica la normativa dell'art. 10, Sezione seconda (lavoro a squadre) ai soli fini della maggiorazione dell' 1,38%.
Ai lavoratori è dovuta la maggiorazione del 1,64% sull'elemento retributivo nazionale.
4) al termine dell'esperimento, la direzione aziendale comunicherà per iscritto o per affissione ai lavoratori interessati e alla rappresentanza sindacale unitaria o al delegato di impresa, le indicazioni del lavoro da eseguire e le relative condizioni riguardanti la nuova assegnazione.
Inoltre, tramite la propria associazione territoriale, darà analoga comunicazione alle Organizzazioni territoriali sindacali dei lavoratori - Qualunque contestazione che non abbia trovato risoluzione nell'ambito aziendale, sarà rimessa all'opportuno esame in sede sindacale territoriale qualora una delle parti ne faccia richiesta;
5) per l'esame delle controversie demandate in sede sindacale territoriale, come previsto al punto 4) del presente articolo, le associazioni industriali e le organizzazioni dei lavoratori competenti potranno farsi assistere da tecnici qualificati della materia e gli eventuali accertamenti tecnici ritenuti necessari dovranno essere eseguiti in sede aziendale tramite il comitato tecnico paritetico di accertamento di cui all'art. 56, Sezione seconda;
6) nel caso di adozione di nuove forme di remunerazione a cottimo o a incentivo o di adeguamento di quelle esistenti in relazione alle diverse assegnazioni di macchinario, dovranno essere comunque applicate le norme previste all'art. 55, Sezione seconda, sulla disciplina del cottimo.
Chiarimento a verbale al punto 2) - Detta comunicazione ha finalità puramente informativa essendo ammesso l'intervento delle associazioni sindacali sull' esperimento in attuazione solo nei casi previsti ai punti 3) e 4) del presente articolo.
Norma transitoria dell'art. 13. Sezione seconda.
Nel caso che le lavorazioni siano organizzate in linee a catena o a flusso continuo, con prestazioni vincolate all'osservanza di un ritmo predeterminato che richieda un rendimento superiore a quello richiesto dal lavoro ad economia, l'operaio dovrà essere retribuito a cottimo, sempreché questo sistema sia praticabile. Qualora non sia possibile praticare tariffe di cottimo, l'azienda dovrà corrispondere agli operai, le cui prestazioni sono vincolate come sopra detto, una percentuale di maggiorazione del loro elemento retributivo nazionale del 4,13%.
d) Prima dell'inizio delle singole lavorazioni, dovranno essere comunicati ai lavoratori interessati mediante affissione o con altro mezzo di comunicazione scritta: 1) le indicazioni del lavoro da eseguire;
f) L'azienda comunicherà alla rappresentanza sindacale unitaria o al delegato di impresa, e, tramite la propria associazione territoriale, ai sindacati provinciali dei lavoratori all'atto di introduzione dei nuovi sistemi di cottimo o di incentivo o nel caso di modifiche ai sistemi in vigore solo i criteri generati applicati.
A questo effetto la dipendenza di un operaio da un altro può essere intesa soltanto come rapporto tecnico e disciplinare nell'ambito della azienda.
Gli eventuali accertamenti tecnici ritenuti necessari dovranno essere eseguiti in sede aziendale tramite il comitato tecnico paritetico di accertamento di cui all'art. 56, Sezione seconda.
o) La procedura sopra prevista non concerne le controversie di interpretazione, né quelle di applicazione non indicate nel punto precedente, per le quali valgono le norme dell'articolo 6 - Premessa.
Nei casi previsti dall'art. 53, punto 5 e dall'art. 55, punto n) - Sezione seconda, potrà essere costituito, di volta in volta, secondo le specifiche competenze, su richiesta dell'una o dell'altra parte, un comitato paritetico per l'accertamento dei dati tecnici necessari ai fini della risoluzione della vertenza, secondo i quesiti di carattere tecnico concordati dalle suddette associazioni.
Dichiarazione a verbale - Avendo riguardo alle peculiari caratteristiche organizzative dei settori tessili, e in modo particolare, alla precedente disciplina contrattuale degli istituti dell'assegnazione del macchinario (art. 53, Sezione seconda) e del cottimo (art. 55, Sezione seconda), che non è condizionata ad alcun limite, le parti non hanno ritenuto possibile subordinare la costituzione dei comitati tecnici paritetici di accertamento di cui al presente artico alla presenza di un numero minimo di dipendenti occupati nelle aziende.
Non sono considerati jolly i lavoratori utilizzati a titolo di mobilità interna per coprire le differenti esigenze delle lavorazioni di reparto o per normali sostituzioni di assenti.
3) Il giorno di riposo settimanale coincide normalmente con la domenica, salvo che la domenica ricada in turni regolari o periodici di lavoro; il riposo compensativo in un altro giorno della settimana, per lavoro domenicale non compreso in turni regolari o periodici, è consentito soltanto nei casi previsti dalla legge.
È vietato adibire al trasporto ed al sollevamento di pesi nonché ai lavori pericolosi, faticosi e insalubri di cui all'art. 5 D.P.R. 25 novembre 1976, n. 1206, le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto. Per tale periodo le lavoratrici saranno addette ad altre mansioni.
Qualora la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, vale il disposto dell'art. 5, lettera c) della legge 30 dicembre 1971 sulla tutela delle lavoratrici madri.
È vietato adibire al trasporto ed al sollevamento di pesi nonché ai lavori pericolosi, faticosi e insalubri di cui all'art. 5 D.P.R. 25-11-1976, n. 1026, le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto. Per tale periodo le lavoratrici saranno addette ad altre mansioni.
Qualora la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, vale il disposto dell'art. 5, lettera c) della legge 30-12-1971, n. 1204 sulla tutela delle lavoratrici madri.
Qualora la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, vale il disposto dell'art. 5, lettera c) della legge 30-12-1971, n. l204 sulla tutela delle lavoratrici madri.
La Federtessile, unitamente alle proprie Associazioni federate e le Organizzazioni sindacali Filta, Filtea, Uilta
- convinte che il sistema informativo debba essere adeguatamente alimentato da una organica produzione di dati statistici ed analisi economiche; - premesso che la prassi di concertazione sarà facilitata dall'accesso a conoscenze comuni fornite da un organismo gestito congiuntamente e pariteticamente decidono di costituire a titolo sperimentale l'Osservatorio congiunto sulla evoluzione dell'industria tessile-abbigliamento.
L'Osservatorio avrà il compito di raccogliere, sistematizzare, analizzare, elaborare dati ed informazioni relativi al settore tessile-abbigliamento ed ai comparti che lo compongono.
L'attività dell'Osservatorio riguarderà tre filoni tematici e si concretizzerà in:
- un rapporto trimestrale sulla congiuntura;
- un rapporto sullo stato e la struttura del settore e del sistema delle imprese (due fascicoli l'anno);
- un monitoraggio delle fonti di informazione finalizzato al miglioramento degli strumenti di analisi disponibili.
Si prevede che la struttura del rapporto congiunturale riguarderà: - l'attività produttiva;
Il rapporto strutturale potrà riguardare:
Prima parte: struttura e risultati annuali a consuntivo per il tessile-abbigliamento ed i suoi comparti con riferimento a: attività produttiva, occupazione, costo del lavoro, retribuzioni, competitività internazionale, commercio internazionale, investimenti, ricerca e formazione.
Seconda parte: la struttura, il comportamento ed i risultati del sistema delle imprese.
L'Osservatorio sarà diretto da un Comitato di indirizzo e di gestione composto pariteticamente da rappresentanti delle organizzazioni promotrici, firmatarie del presente protocollo, mentre un Gruppo di ricerca è incaricato degli aspetti operativi.
- indirizzare l'attività dell'Osservatorio, definendo le priorità ed indicando i temi delle ricerche;
- approvare il budget, la ripartizione degli apporti e dei costi e l'allocazione ed il conferimento delle risorse;
- controllare il carattere descrittivo dei rapporti ed autorizzarne la circolazione;
- nominare i componenti del Gruppo di ricerca;
- approvare i piani di lavoro annuali e quello quadriennale 1995-1999, sulla base di progetti di attività predisposti dal Gruppo di ricerca;
Le decisioni del Comitato vengono prese all'unanimità.
Il Gruppo di ricerca, composto da analisti/economisti consulenti delle organizzazioni promotrici, è l'organismo operativo dell'Osservatorio ed avrà il compito di:
- predisporre il progetto di attività quadriennale da sottoporre alla approvazione del Comitato;
- curare la redazione dei singoli rapporti e sottoscrivere il contenuto;
- definire le modalità di suddivisione interna delle attività di ricerca.
Le decisioni del Gruppo sono prese all'unanimità.
La durata dell'Osservatorio sarà quadriennale e segue la scadenza del contratto del quale il presente Protocollo costituisce parte integrante.
Federtessile con le Associazioni federate e Filta, Filtea, Uilta dichiarano il loro intendimento di proseguire il dialogo sociale settoriale, iniziato dal 1993 con la redazione del comune "Documento di politica industriale, sociale e del commercio internazionale" che rappresenta un contributo significativo delle parti sociali per sviluppare le potenzialità del settore tessile-abbigliamento, migliorare la competitività e salvaguardare l'occupazione.
I presupposti per lo svolgimento del dialogo sociale sono costituiti da una forte affidabilità ed autorevolezza delle parti sociali, attrezzate per fornire risposte tempestive ai problemi che si pongono, da un sistema di rapporti idoneo a prevenire e comporre i conflitti, da una piena autonomia dei soggetti che dialogano con le istituzioni pubbliche, dalla disponibilità di quest'ultime a prestare attenzione alle proposte delle parti sociali per armonizzare gli interessi particolari con l'interesse generale, e da un quadro economico di stabilità.
La Commissione paritetica di coordinamento ed indirizzo, di cui al punto 1.1.4 dell'art. 13, Sezione prima del presente contratto, procederà alla redazione del nuovo documento, da sottoporre per la ratifica alle rispettive organizzazioni.
Le parti sono convinte della utilità che questa esperienza prosegua e si arricchisca, utilizzando a tal fine l'accrescimento di conoscenze che deriva dalla istituzione dell'Osservatorio e dal perfezionamento del sistema informativo e della prassi partecipativa, di consultazione e di concertazione.
In questa nuova tappa le parti sottolineano la loro volontà di dare una grande visibilità alle differenti iniziative del dialogo sociale ed ai relativi risultati.
Consultazioni appropriate dovranno permettere alle parti sociali, qualora lo ritengano opportuno ed utile per entrambe, di far conoscere i loro punti di vista alle autorità, preventivamente alla adozione di provvedimenti che riguardino, in via diretta, i comuni interessi imprenditoriali e dei lavoratori del settore, ferma rimanendo la responsabilità propria delle medesime per l'emanazione dei predetti provvedimenti.
L'adozione di un tale metodo tende a favorire il processo di condivisione, da parte dei soggetti direttamente interessati, delle misure tendenti ad affrontare e risolvere i problemi economici e sociali del settore.
Protocollo 10 - Tutela della dignità personale dei lavoratori
La subordinazione, agli effetti del presente regolamento e a miglioramento di quanto stabilito dall'art. 2094 c.c., ricorre quando il lavoratore a domicilio è tenuto a osservare le direttive dell'imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche e i requisiti del lavoro da eseguire, e il suo lavoro consista nella esecuzione parziale, nel completamento o nell'intera lavorazione di prodotti oggetto dell'attività dell'imprenditore committente.
Il lavoratore a domicilio, oltre al libretto di lavoro di cui alla legge 10 gennaio 1935, n. 112, deve essere munito, a cura dell'imprenditore, di uno speciale libretto di controllo, conforme al modello ministeriale.
A richiesta del committente l'operaio comunicherà al datore di lavoro, quando ne ricorra la circostanza, se e per quali altri datori di lavoro egli presti contemporaneamente la sua opera, nonché, quanto altro previsto dalla vigente legislazione in materia e ciò ai fini degli adempimenti per le assicurazioni sociali.
Le parti stipulanti il presente contratto demandano agli organismi sindacali l'esame dei problemi relativi al lavoro a domicilio nei limiti fissati al punto 1. del presente regolamento al fine di evitare riduzioni di orario ai lavoratori dipendenti e, ove possibile, incrementare l'occupazione aziendale.
Sulla base degli elementi di cui sopra la rappresentanza sindacale unitaria potrà richiedere alle direzioni aziendali un esame dei problemi relativi al lavoro a domicilio al fine di prevenire conseguenze sull'orario di lavoro e sui livelli di occupazione.
Per l'effettuazione di tale esame la rappresentanza sindacale unitaria potrà farsi assistere da un lavoratore a domicilio designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto e scelto tra quelli che esplicano la loro opera continuativamente per l'azienda interessata.
A tali lavoratori a domicilio per gli interventi di cui sopra saranno riconosciute 16 ore annue pro-capite, con possibilità di cumulo qualora la designazione non sia avvenuta da parte di ciascuna organizzazione sindacale, che verranno retribuite convenzionalmente sulla base del minimo tabellare, indennità di contingenza e minimo di cottimo dell'operaio qualificato.
Nota a verbale - A livello nazionale è prevista la costituzione di una Commissione paritetica composta da rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali degli imprenditori e dei lavoratori, con il compito di seguire l'evoluzione del fenomeno e della situazione tariffaria sulla base di idonea documentazione.
Dichiarazione a verbale - Le parti stipulanti dichiarano la loro disponibilità a darsi reciproca comunicazione della composizione delle Commissioni di cui all'art. 5 della legge 18/12/1973 n. 877 e ad adoperarsi congiuntamente per rimuovere le eventuali cause che impediscano la costituzione delle citate Commissioni.
Art. 27 - Conservazione del posto per l'accesso ai programmi di cura e riabilitazione della tossicodipendenza Art. 28 - Congedo matrimoniale
Art. 80 - Periodo di aspettativa
Qualora i Viaggiatori o Piazzisti dipendano dalla sede centrale ed abbiano una propria rappresentanza sindacale ai sensi dell'art. 5, Sezione prima, in considerazione delle peculiari caratteristiche della prestazione lavorativa, le assemblee di cui all'art. 20 della legge 300 potranno svolgersi in due giorni nel corso dell'anno di calendario con decorrenza della retribuzione.
Le anzidette comunicazioni dovranno riguardare argomenti sindacali attinenti al rapporto di lavoro. Le copie delle comunicazioni di cui sopra dovranno essere tempestivamente inoltrate alla direzione aziendale.
1) dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnategli, osservando le disposizioni dei presente contratto, nonché le istruzioni impartite dai superiori;
Oltre che al presente contratto collettivo di lavoro, il Viaggiatore o Piazzista deve uniformarsi a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla direzione dell'azienda, purché non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti al Viaggiatore o Piazzista dal presente contratto e che pertanto rientrano nelle normali attribuzioni del datore di lavoro. Tali norme. in ogni caso, saranno portate a conoscenza del Viaggiatore o Piazzista.