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Timestamp: 2017-10-19 07:06:21+00:00
Document Index: 180993576

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 12', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 650']

ORDINANZA DI SICUREZZA BALNEARE N° 11/2007
Il Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Licata:
Ravvisata la necessità di aggiornare e disciplinare gli aspetti relativi alla sicurezza della navigazione, dei bagnanti nonché degli utenti in genere posti in capo a questa Autorità marittima in quanto direttamente connessi all’utilizzazione del demanio marittimo lungo il litorale del Circondario Marittimo di Licata, che comprende il territorio dei Comuni di Licata e Palma di Montechiaro e che si estende dal torrente di Canticaglione alla foce del fiume Naro;
VISTO il D.P.R. 28 settembre 1994, n.662 “Regolamento di attuazione della Legge 03 aprile 1979, n° 147 concernente l’adesione alla Convenzione sulla ricerca ed il salvataggio in mare (SAR 79) adottata ad Amburgo il 27 aprile 1979 e relativo allegato;
VISTO l’articolo 6 comma 7 della Legge n° 172 del 08/07/2003 che assegna, con decorrenza 01/07/2004, all’Amministrazione Regionale Siciliana l’esercizio delle attribuzioni relative ai beni del demanio marittimo già trasferite ai sensi del D.P.R. 1° Luglio 1977 n° 78;
VISTA la Legge Regionale 01.09.1998 n. 17 che impone, oltre ai concessionari esercenti stabilimenti balneari, alle Amministrazioni dei Comuni costieri di assicurare, nell’ambito dei tratti del litorale di rispettiva giurisdizione devoluti alla pubblica balneazione, apposito servizio di salvamento, conforme alle disposizioni di dettaglio impartite dall’Autorità Marittima;
VISTO il regolamento per l’esecuzione della Legge 14 luglio 1965, n. 963, sulla disciplina della pesca marittima, approvato con D.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639, e successive modifiche;
VISTO il Decreto dell’Assessorato Regionale alla Pesca della Regione Sicilia in data 26 Gennaio 1991 che regolamenta l’esercizio della pesca sportiva nei Compartimenti Marittimi della Sicilia e successive modificazioni e integrazioni;
VISTA la Legge 11 febbraio 1971, n. 50, “Norme sulla navigazione da diporto” e successive
VISTO il D.M. 5 ottobre 1999, n. 478, “Regolamento recante norme di sicurezza per la navigazione da diporto” ;
VISTA la Legge 8 luglio 2003, n. 172, “Disposizioni per il riordino ed il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico”;
VISTO il Decreto Legislativo n. 171 del 19 luglio 2005 Codice delle Navigazione da Diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE a norma dell’art. 6 della legge 8 luglio 2003 n. 172;
VISTI i Decreti Ministeriali 26 gennaio 1960 e 15 luglio 1974, relativi alla disciplina dello sci nautico;
VISTA l’Ordinanza n. 15/06 in data 04 maggio 2006 del Capo del Compartimento Marittimo di Porto Empedocle che disciplina i limiti di navigazione delle unità da diporto rispetto alla costa;
VISTO il dispaccio prot. nr. 02.01.04/34660 in data 07 aprile 2006 del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto avente per argomento “ Ordinanza balneare – Riparto delle competenze tra le Autorità Marittime e gli Enti territoriali locali in materia di disciplina delle attività balneari – Prescrizioni concernenti la regolamentazione degli aspetti di sicurezza e del servizio di salvamento”;
VISTO il decreto D.D.G. n 780 in data 28.06.2006 dell’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana relativo alla “Disciplina delle attività balneari nella Regione Siciliana”;
VISTE le proprie Ordinanze n° 11/97 del 30.06.1997, n° 21/97 del 06.11.1997, 23/2000 del 07.09.2000, 19/2005 del 12.09.2005, 09/2006 del 31.05.2006, l’Ordinanza Sindacale n° 176/54 del 24.05.2001 relative ai divieti di balneazione, transito, pesca ed ancoraggio, l’Ordinanza Sindacale n° 44 del 05.04.2006 relativa ai divieti di balneazione del Comune di Licata e l’Ordinanza Sindacale n° 18 in data 19.04.2007 del Comune di Palma di Montechiaro;
VISTI gli articoli 17, 28, 30, 68, 81, 1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione e gli articoli 27, 28, 59 e 524 del relativo regolamento di esecuzione, parte marittima;
La stagione balneare decorre dal 1° maggio al 30 settembre di ogni anno, salva diversa determinazione da parte della Regione Siciliana.
Le zone di costa destinate alla balneazione sono quelle con strutture e/o stabilimenti balneari o individuate come “spiagge libere” nei piani spiaggia redatti dai Comuni territorialmente competenti.
DETERMINAZIONI DEI LIVELLI ESSENZIALI PER LA SICUREZZA DELLA BALNEAZIONE
1. Durante la stagione balneare i concessionari di strutture balneari, negli orari di apertura al pubblico, ed i Comuni rivieraschi, per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere, devono attivare un efficiente servizio di salvamento a mezzo di assistenti bagnanti brevettati, predisponendo tutte quelle dotazioni appresso indicate nonché le altre che verranno eventualmente individuate dall’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana sia a mezzo apposita disciplina generale sia con le eventuali specifiche prescrizioni inserite nelle singole concessioni demaniali marittime.
1.1 I concessionari di strutture balneari ed i Comuni rivieraschi, per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere, hanno l’obbligo di segnalare il limite della zona destinata alla balneazione per una distanza di 300 metri dalla battigia con il posizionamento lungo tutto il fronte della concessione o della spiaggia libera di almeno tre gavitelli di colore rosso saldamente ancorati al fondo e comunque posti a distanza di 15 metri l’uno dall’altro parallelamente alla linea di costa. Il gavitello centrale deve essere di dimensioni idonee a contenere/sorreggere la denominazione dello stabilimento.
Ove la configurazione litoranea o altri motivi non consentano il posizionamento a detta distanza, i gavitelli possono essere posizionati, previa specifica richiesta, ad una distanza ritenuta idonea dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Licata.
1.2 Qualora i Comuni non provvedano al sistema di segnalazione precedentemente specificato (para 1.1), devono apporre sulle relative spiagge un’adeguata segnaletica redatta in più lingue, ben visibile agli utenti, con la seguente dicitura : “ATTENZIONE - LIMITE ACQUE INTERDETTE ALLA NAVIGAZIONE NON SEGNALATO”.
1.3 I concessionari di strutture balneari e i Comuni rivieraschi, per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere, devono segnalare il limite delle acque sicure (non oltre 1,60 metri di profondità) entro il quale possono effettuare la balneazione i non esperti nel nuoto. Il limite delle acque sicure deve essere segnalato mediante l’apposizione di gavitelli di colore bianco posti a distanza non superiore a 5 metri collegati da una cima le cui estremità siano ancorate al fondo. Ove ciò non sia possibile deve essere apposta sulle relative spiagge la seguente segnaletica redatta in più lingue, ben visibile agli utenti, “ATTENZIONE - LIMITE ACQUE SICURE (1,60 metri) NON SEGNALATO”.
1.4 I gavitelli ed i relativi corpi morti devono essere rimossi definitivamente al termine della stagione balneare e comunque non oltre il 1° ottobre da parte dei concessionari di strutture balneari e dei Comuni per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere.
2. Nella zona di mare destinata alla balneazione, tra le ore 08.30 e le 19.00, È VIETATO il transito, la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi unità, kite surf compresi, salve le eccezioni e le seguenti deroghe:
2.1 natanti da diporto con esclusiva propulsione a remi/pale di tipo jole, canoe, pattini, mosconi, lance, nonché pedalò e simili;
2.2 mezzi della Pubblica Amministrazione in servizio d’istituto nonché i mezzi che effettuano i campionamenti delle acque ai fini della loro balneabilità che devono essere eseguiti in aderenza al Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470 e successive modifiche. Tali mezzi, qualora non appartenenti a Corpi dello Stato, devono essere riconoscibili a mezzo di dicitura “Servizio campionamento”, chiaramente leggibile, e adottare ogni cautela nell’avvicinarsi alla costa. I bagnanti devono tenersi ad almeno 10 metri dai mezzi impegnati nelle operazioni di campionamento;
2.3 le unità a motore, a vela od a vela con motore ausiliario, se non condotte a remi, devono raggiungere la riva utilizzando esclusivamente gli appositi corridoi di lancio le cui caratteristiche sono indicate al successivo art. 12;
2.4 nel caso in cui non vi siano bagnanti in mare è consentito lasciare o raggiungere gli scali e i moletti di approdo esistenti lungo il litorale navigando con rotta perpendicolare alla costa, con velocità ridotta al minimo regime di giri, comunque non superiore a tre nodi, e con scafo in dislocamento;
2.5 durante il periodo della stagione balneare valgono i limiti di navigazione rispetto alla costa delle unità da diporto previsti dall’ordinanza del Capo del Compartimento Marittimo di Porto Empedocle n. 15/06 del 04.05.2006 che di seguito si riporta:
Compartimento Marittimo di Porto Empedocle, Circondario Marittimo di Licata:
“La zona di mare per una distanza di 300 metri dalla battigia e di 200 metri dalle coste cadenti a picco sul mare è riservata, se non diversamente disposto, alla balneazione.
Nella zona di mare riservata alla balneazione nelle ore comprese tra ore 08:30 e le 19:00 è vietato:
L’ormeggio di qualsiasi imbarcazione o natante, salvi i casi regolarmente autorizzati con apposita concessione demaniale marittima;
Navigazione fino a 300 metri dalla costa:
i natanti denominati comunemente jole, pattini, mosconi e simili, non provvisti di motore, devono navigare fino a 300 metri dalla costa in ore diurne con condizioni meteomarine favorevoli.
Navigazione da oltre 300 metri dalla costa e 200 metri dalle coste cadenti a picco sul mare fino a 1000 metri dalla costa:
le tavole a vela, i natanti a remi, i natanti a vela di superficie complessivamente in opera non superiore a 4 metri quadrati ed i piccoli gommoni trainanti banane boat, ciambelle e simili devono navigare esclusivamente in ore diurne e con condizioni meteomarine favorevoli oltre 300 metri dalla costa (nei tratti antistanti le spiagge) e 200 metri dalle zone cadenti a picco sul mare e non possono allontanarsi più di 1000 metri dalla costa.
Navigazione da oltre 300 metri dalla costa e 200 metri dalle coste cadenti a picco sul mare fino a 1 miglio dalla costa:
Le moto d’acqua e mezzi similari devono navigare esclusivamente in ore diurne e con condizioni meteomarine favorevoli oltre 300 metri dalla costa (nei tratti antistanti le spiagge) o 200 metri dalla costa (nelle zone cadenti a picco sul mare) e non possono allontanarsi più di 1 miglio dalla costa.
Compartimento Marittimo di Porto Empedocle:
Fatta salva l’applicazione di norme specifiche, nelle acque del Compartimento Marittimo di Porto Empedocle, entro una distanza di 500 metri dalle coste rocciose a picco sul mare e 1000 metri dalle spiagge, la navigazione di tutte le unità da diporto dovrà svolgersi ad una velocità non superiore ai 10 nodi e con gli scafi in dislocamento.
3. I concessionari di strutture balneari, fermo restando quanto previsto dalle norme regionali che regolamentano tale materia, devono:
a) esporre in luoghi ben visibili agli utenti copia della presente Ordinanza di sicurezza;
b) attivare un efficiente servizio di soccorso e salvataggio; in particolare durante l’orario di apertura i concessionari singoli o associati devono organizzare e garantire il servizio di soccorso ed assistenza ai bagnanti con almeno un assistente abilitato al salvataggio dalla società Nazionale Salvamento o dalla Federazione Italiana Nuoto ogni 80 metri di fronte mare o frazione; il numero degli assistenti deve comunque essere tale da assicurare il servizio in relazione allo stato di pericolo della zona interessata, all’affollamento della stessa ed alle condizioni meteo-marine. Ove non risulti assicurato il servizio di salvataggio si procederà alla chiusura d’autorità dello stabilimento o della struttura balneare fino all’accertamento del ripristino del servizio oltre, ovviamente, all’applicazione della sanzione amministrativa dovuta. Detto assistente deve indossare una maglietta di colore bianco/rosso con la scritta “SALVATAGGIO”, essere dotato di fischietto e non può essere impegnato in altre attività o comunque destinato ad altro servizio, salvi i casi di forza maggiore e previa sostituzione con altro operatore abilitato. L’assistente deve stazionare, a seconda delle esigenze imposte dalle specifiche situazioni e in relazione ad un più pronto ed efficace intervento, o sulla sedia di avvistamento (torretta) o in mare sull’imbarcazione di servizio o in prossimità della battigia.
d) presso ogni postazione di salvataggio - da ubicare in una posizione che consenta la più ampia visuale possibile – devono essere permanentemente disponibili:
– un binocolo;
– una unità, posizionata sulla battigia, idonea a disimpegnare il servizio di salvataggio recante la scritta “SALVATAGGIO”, dotata di un salvagente anulare munito di una sagola galleggiante lunga almeno 25 metri, di un mezzo marinaio o gaffa e di un’ancora con una cima di almeno 25 metri. Tale imbarcazione non deve essere in alcun caso destinata ad altri usi;
– una mascherina per respirazione bocca a bocca ed apribocca a vite;
– un pallone ambu o altra apparecchiatura ritenuta equipollente dalle competenti Autorità Sanitarie;
– una sedia di avvistamento;
– un paio di pinne idonee ed una maschera subacquea con relativo boccaglio;
e) qualora a giudizio del concessionario le condizioni meteo-marine o qualsivoglia altro motivo, comportino situazioni di rischio per la balneazione, dovrà essere issata, su apposito pennone ben visibile, una bandiera rossa indicante il Divieto di balneazione . Per la più meticolosa informazione dell’utenza sugli stati di potenziale pericolo per la balneazione, ciascun concessionario deve esporre all’ingresso del proprio stabilimento, in luogo ben visibile, una legenda in lingua Italiana e Inglese indicante il significato della segnalazione come sopra specificato. È fatto infine divieto di alzare sulla spiaggia bandiere diverse da quella segnalanti pericolo per la balneazione tranne che agli ingressi degli stabilimenti balneari e sulle cabine di bagnino.
f) tutte le strutture balneari devono essere dotati di almeno 200 metri di fune di salvataggio di tipo galleggiante, con cintura e bretelle, su rullo e prontamente reperibile presso la postazione di salvataggio nonché di 2 salvagenti anulari dipinti di rosso muniti di sagola galleggiante di mt. 25 sistemati lungo la battigia per ogni 25 metri di fronte a mare in modo da poter essere rapidamente lanciati verso eventuali persone in difficoltà;
g) a cura della direzione dello stabilimento deve essere esercitata efficace e continua sorveglianza in modo da prevenire incidenti alle persone o alle imbarcazioni. Nelle zone pericolose devono essere apposti dei cartelli indicanti il pericolo;
h) ogni complesso balneare deve avere un cartello ben visibile con indicato il numero telefonico dell’Ufficio Marittimo più vicino, del pronto soccorso e dell’Ospedale più vicino munito di ambulanza, del Comando Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza nonché dei Vigili del Fuoco;
i) ogni concessionario di stabilimento balneare deve adibire un locale ad “infermeria”, opportunamente segnalato a mezzo di cartelli, nel quale dovrà ubicare il seguente materiale di soccorso da immettere nell’immediata disponibilità degli operatori del servizio di soccorso:
1) un lettino da ambulatorio con fondo rigido;
2) n° 2 bombole di ossigeno portatili da 2,5 di litri con relativo riduttore di pressione e flussometro;
3) vent-mask per adulti e pediatrica per la somministrazione di ossigeno;
4) pocket mask per respirazione bocca naso bocca;
5) un pallone ambu o altra apparecchiatura riconosciuta equipollente dalle competenti Autorità Sanitarie;
6) n° 1 cassetta di pronto soccorso, anche di tipo portatile, contenente le dotazioni prescritte dalla normativa vigente;
7) almeno tre cannule oro-faringee di cui una pediatrica;
8) aspiratore portatile;
le chiavi per l’accesso nel locale adibito ad “infermeria” devono essere sempre disponibili ed ubicate in un luogo facilmente raggiungibile;
j) nelle zone litoranee ove il fondale, nei limiti delle acque sicure (mt. 1,60 di profondità), presenti pericoli per buche, fango, dislivelli improvvisi, ostacoli sommersi, ecc., gli stessi devono essere segnalati a cura e spese dei concessionari degli stabilimenti balneari, durante la stagione balneare, a mezzo di cartelli bifacciali infissi sul fondo marino. Tali cartelli devono avere forma triangolare delle stesse dimensioni e caratteristiche di quelli indicanti “PERICOLO GENERICO” per il codice stradale e recare al centro la figura di un bagnante con le braccia alzate in segno di invocazione di aiuto;
Fermo restando eventuali e ulteriori divieti di balneazione negli specchi acquei interdetti con appositi Decreti dell’Assessorato Regionale alla Sanità della Regione Sicilia per motivi di carattere sanitario, individuati con idonea segnaletica da apporre a cura delle Amministrazioni Civiche, nelle acque comprese nel Circondario Marittimo di Licata E’ VIETATA LA BALNEAZIONE:
Nel Porto di Licata (darsena centrale, darsena di Marianello, darsena di Levante, imboccatura ecc.) comprese le aree esterne circostanti;
Nel raggio di metri 100 dalle imboccature e dalle strutture portuali;
In prossimità di navi alla fonda;
Nelle foci dei fiumi e nei canali navigabili;
In prossimità di zone di mare in cui vi siano lavori in corso;
In prossimità di pontili o passerelle di attracco di navi o imbarcazioni per un raggio di metri 200;
All’interno dei corridoi di lancio opportunamente segnalati;
Negli specchi acquei interdetti a causa di pericolo di frane e/o smottamenti o comunque pericolosi in quanto interessati da fenomeni di erosione/frane/smottamenti;
Si riporta di seguito un elenco non esaustivo delle zone interessate da divieto di balneazione imposto da ordinanze dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Licata o da ordinanze dei Sindaci di Licata e Palma di Montechiaro:
I – COMUNE DI LICATA:
area portuale e zone limitrofe (vedi Ordinanza Sindacale nr.44 del 05.04.2006);
tratto di costa esteso per 800 metri circa, antistante la stazione di pompaggio della ferrovia in località Pisciotto;
tratto di costa compreso tra il punto posto a 350 metri a levante di Torre di Gaffe sino a 250 metri a ponente della foce Gallina;
tratto di costa compreso tra il punto situato a 150 metri a levante della foce Gallina che si estende verso est per una lunghezza di 250 metri, fino a 400 metri a levante della foce Gallina;
tratto di costa compreso tra la scaletta antistante l’isolotto dei Conigli (località Pisciotto), verso ovest per una lunghezza di circa 150 metri.
II - COMUNE DI PALMA:
tratto di costa compreso tra la foce vallone Monte Grande sino a 400 metri a ponente del molo di Marina di Palma;
tratto di costa compreso tra il punto posto a 400 metri a levante di Torre San Carlo fino a 800 metri a ponente di punta Ciotta;
tratto di costa di ml 50.00 circa, sottostante Via Torre S. Carlo. E’ altresì vietato il transito, la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi imbarcazione a motore, a vela e a remi nello specchio acqueo antistante i tratti di costa interessati ai punti a), b) e c), sino ad una distanza di 50 metri dalla battigia;
tratto di litorale di ml. 450, compreso tra 250 metri a destra e 200 metri a sinistra della foce del fiume Palma.
ATTIVITA’ DI PESCA IN RAPPORTO CON L’UTILIZZAZIONE “BALNEARE” DEL LITORALE
1 Nel corso della stagione balneare, tra le ore 08.30 e le 19.00, E’ VIETATO l’esercizio di qualsiasi tipo di pesca, anche subacquea, nella fascia di mare riservata alla balneazione.
1.2 La pesca subacquea è disciplinata dagli articoli 128, 128 bis, 129, 130 e 131 del regolamento per l’esecuzione della Legge 14 luglio 1965, n. 963, sulla disciplina della pesca marittima, approvato con D.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639, e successive modificazioni ed integrazioni, le cui norme di seguito si riassumono:
1.2.1 la pesca subacquea a carattere sportivo è consentita soltanto in apnea senza l’uso di apparecchi ausiliari di respirazione.
1.2.2 l’esercizio della pesca subacquea è vietato:
- nell’ambito del porto di Licata e in prossimità delle opere foranee;
- a distanza inferiore a 100 metri dagli impianti fissi da pesca e dalle reti da posta;
- dal tramonto al sorgere del sole;
- il pescatore sportivo ha l’obbligo di segnalarsi nei modi indicati dalla normativa vigente (vedi comma 1 della presente ordinanza);
1.2.3 E’ VIETATO attraversare le zone frequentate dai bagnanti con un’arma subacquea carica.
1.3 Le gare sportive e manifestazioni di pesca in genere saranno disciplinate con apposita ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Licata.
ATTIVITA’ SUBACQUEE IN RAPPORTO CON L’UTILIZZAZIONE “BALNEARE” DEL LITORALE
1. Il subacqueo in immersione ha l’obbligo di segnalarsi con un galleggiante recante una bandiera rossa con striscia diagonale bianca visibile ad una distanza non inferiore a 300 metri; se il subacqueo è accompagnato da un mezzo nautico di appoggio la bandiera deve essere issata su di esso e a bordo dello stesso deve essere obbligatoriamente presente almeno una persona esperta nel nuoto pronta ad intervenire. Il subacqueo deve operare entro un raggio di 50 metri dalla verticale della predetta segnalazione. Se vi sono più subacquei è sufficiente un solo segnale qualora operino tutti entro il raggio di 50 metri dalla verticale del segnale.
1.1. Nel caso di immersioni subacquee notturne autorizzate il segnale è costituito da una luce lampeggiante gialla visibile a giro d’orizzonte presente sull’unità di appoggio o, qualora quest’ultima sia assente, fissata sull’asta del segnale galleggiante.
1.1.2. E’’ fatto obbligo ai conduttori di qualsiasi unità di moderare la velocità e di mantenersi ad una distanza non inferiore a 100 metri dal segnale indicante la presenza del subacqueo.
2. L’attività subacquea effettuata con mezzi di respirazione per motivi ludici o didattici diversi dalla pesca è vietata:
- a distanza inferiore di 100 metri dagli impianti fissi di pesca e dalle reti da pesca;
- nelle zone di mare interdette alla balneazione.
CIRCOLAZIONE DEGLI ACQUASCOOTERS (MOTO D'ACQUA)
1. Limitazioni e divieti - La navigazione con acquascooters (moto d’acqua) nel Circondario Marittimo di Licata è vietata:
a) nelle zone di mare destinate alla balneazione entro i 300 metri dalla costa (spiaggia) e 200 metri dalle coste cadenti a picco sul mare;
b) oltre 1 miglio dalla costa;
c) in ore notturne ed in condizioni meteomarine non favorevoli;
d) negli specchi acquei interdetti alla navigazione;
2. Condizioni per l’esercizio - L’utilizzo degli acquascooters (moto d’acqua) nel Circondario Marittimo di Licata è subordinata all’osservanza delle condizioni sotto prescritte:
a) nella fascia di mare compresa tra i 300 ed i 500 metri dalla costa gli acquascooters devono mantenere una velocità non superiore a 10 nodi e navigare in dislocamento;
b) ai sensi dell’art. 39 comma 1 lettera a) del D.Lgs. 18.07.2005 n° 171, la conduzione degli acquascooters è consentita esclusivamente a coloro che abbiano conseguito la patente nautica, secondo quanto previsto dal regolamento di cui al D.P.R. 09 ottobre 1997, n° 431, qualunque sia la potenza del motore imbarcato;
c) in navigazione all’interno del porto di Licata, in ragione della maggiore capacità di manovra, gli acquascooter, oltre a mantenere la dritta e navigare alla minima velocità consentita (comunque non superiore a 3 nodi), dovranno dare la precedenza a tutte le altre unità in transito;
d) durante la navigazione i conduttori e le persone imbarcate devono obbligatoriamente indossare una cintura di salvataggio indipendentemente dalla distanza dalla costa e un idoneo casco protettivo;
e) gli acquascooters devono essere obbligatoriamente provvisti di acceleratore a ritorno automatico nonché di un dispositivo sul circuito di accensione assicurante l’arresto del motore in caso di caduta del conduttore. Sono esenti da tale accorgimento le unità dotate di self-circling (blocca-sterzo con ritorno automatico). A bordo, inoltre, devono essere presenti le dotazioni di sicurezza previste dal vigente Regolamento di Sicurezza per la navigazione da diporto;
f) durante la navigazione il pilota e gli eventuali passeggeri devono evitare di compromettere la stabilità del mezzo con qualsiasi comportamento, evitando altresì di assumere non corrette posizioni di guida;
g) il numero di persone da imbarcare, compreso il conduttore, non potrà superare quello stabilito dal relativo certificato di omologazione che deve essere tenuto a bordo in originale o in copia autentica;
h) l’acquascooter deve essere dotato di polizza assicurativa obbligatoria per la responsabilità civile;
i) il varo, l’alaggio, la partenza e l'arrivo in costa degli acquascooters, durante la stagione balneare, nelle zone frequentate dai bagnanti, deve avvenire solo attraverso gli appositi corridoi di lancio e con le modalità contenute nel successivo articolo 12;
l) i locatori di acquascooters e natanti similari devono dotare i natanti stessi di apposito congegno di spegnimento a distanza da utilizzare in caso di condotta non regolamentare dei mezzi.
ATTIVITA’ DELLO SCI NAUTICO
1 Limitazioni e divieti -. Lo sci nautico nel Circondario Marittimo di Porto Empedocle è vietato:
a) in ore notturne ed in condizioni meteomarine non favorevoli;
b) ad una distanza inferiore ai 1000 metri dalle spiagge frequentate da bagnanti ed a 500 metri dalle coste cadenti a picco sul mare frequentate da bagnanti;
c) nelle aree vietate alla balneazione;
d) nel porto di Licata, in prossimità delle opere foranee del porto stesso e comunque entro un raggio di 500 metri dall’imboccatura;
2. Condizioni per l’esercizio - L’esercizio dello sci nautico, disciplinato dal D.M. 26.01.1960 e successive modifiche ed integrazioni, è subordinato, oltre alle prescrizioni del presente articolo, anche a quanto previsto dalle vigenti norme in materia di navigazione da diporto.
Si riportano di seguito le principali norme previste:
a) il conduttore dell’unità utilizzata per lo sci nautico deve essere munito di patente nautica secondo quanto previsto dal regolamento di cui al D.P.R. 09 ottobre 1997, n° 431, qualunque sia la potenza del motore imbarcato;
b) il conduttore deve essere sempre assistito da una persona esperta nel nuoto;
c) lo sciatore deve avere almeno 14 anni compiuti e deve indossare una cintura di salvataggio (giubbotto di salvataggio) di tipo conforme alla vigente normativa;
d) l’unità deve essere munita di idoneo sistema di aggancio e rimorchio, di un ampio specchio retrovisore convesso, di un dispositivo per l’inversione della marcia e la messa in “folle” del motore;
e) durante le varie fasi dell’esercizio la distanza tra il mezzo nautico e lo sciatore non deve essere mai inferiore ai 12 metri; la distanza laterale di sicurezza tra il battello trainante uno sciatore e le altre unità deve essere superiore a quella del cavo di traino;
f) la partenza ed il recupero dello sciatore nautico devono avvenire soltanto nelle acque libere da bagnanti e da unità e comunque oltre i 1000 metri dalle spiagge;
g) è vietato a qualsiasi unità da diporto seguire nella scia o a distanza inferiore a quella di sicurezza altre unità trainanti sciatori nautici e così pure attraversare la scia in velocità ed a distanza tale da poter investire, in caso di caduta, gli sciatori;
h) ciascuna unità può trainare soltanto una persona per volta e non può contemporaneamente svolgere altre attività, come ad esempio paracadutismo ascensionale, pesca ecc.;
i) il mezzo nautico deve, inoltre, essere munito di tutte le dotazioni di sicurezza previste dal Regolamento di sicurezza (D.M. n° 478 del 5 ottobre 1999) e, indipendentemente dalla distanza dalla costa, di una gaffa, di una cassetta di pronto soccorso provvista di idonea dotazione e di un salvagente anulare pronto all’uso e munito di una sagola galleggiante di lunghezza non inferiore ai 20 metri;
l) per la partenza e l’arrivo in costa durante la stagione balneare devono essere utilizzati appositi corridoi di atterraggio/lancio opportunamente predisposti dai concessionari demaniali marittimi con le modalità contenute nel successivo articolo 12.
ESERCIZIO DEL PARACADUTISMO ASCENSIONALE
1. Limitazioni e divieti - L’esercizio del paracadutismo ascensionale nel Circondario Marittimo di Licata è vietato:
b) ad una distanza inferiore ai 1000 metri dalle spiagge frequentate da bagnanti e 500 metri dalle coste cadenti a picco sul mare frequentate da bagnanti;
c) negli specchi acquei destinati alla balneazione;
d) nel porto di Licata e in prossimità delle opere foranee del porto stesso e comunque entro un raggio di 500 metri dall’imboccatura;
2. Condizioni per l’esercizio - La pratica del paracadutismo ascensionale nel Circondario Marittimo di Licata può essere effettuato alle seguenti condizioni:
a) il conduttore delle unità trainanti deve essere in possesso di patente nautica indipendentemente dalla potenza del motore installato a bordo dell'unità; lo stesso dovrà essere sempre assistito da una persona esperta nel nuoto;
b) la persona trainata dovrà avere almeno 14 anni compiuti e deve indossare una cintura di salvataggio (giubbotto di salvataggio) del tipo conforme alla normativa in vigore;
c) l'unità deve essere munita di idoneo sistema di aggancio e rimorchio nonché di ampio specchio retrovisore convesso; il mezzo nautico deve essere inoltre munito di dispositivo per l’inversione della marcia e la messa in "folle" del motore;
d) durante l'esercizio del paracadutismo è vietato il sorvolo di qualsiasi tipo di unità nonché il lancio di oggetti di qualsiasi genere;
e) durante le varie fasi dell'esercizio la distanza tra l'unità trainante ed il paracadutista non deve essere mai inferiore ai 12 metri, salvo che nelle fasi del decollo e ammaraggio durante le quali deve essere posta la massima cautela affinché il paracadutista non cada in acqua in prossimità della poppa dell'unità trainante;
f) le fasi di decollo e di ammaraggio devono avvenire navigando con la prua rivolta verso la direzione di provenienza del vento, in acque libere dai bagnanti e da unità, e comunque oltre i 1000 metri dalla spiaggia o 500 metri dalle coste cadenti a picco sul mare frequentate da bagnanti;
g) la distanza laterale di sicurezza tra il battello trainante e le altre unità eventualmente presenti in zona deve essere superiore alle dimensioni lineari rappresentate dall'elemento cavo-paracadute trainato, e comunque non inferiore a metri 50 (cinquanta);
h) il paracadute ascensionale non deve mai superare la quota di 120 piedi (36.3.mt);
i) è vietato a qualsiasi unità da diporto seguire, nella scia o a distanza inferiore a quella di sicurezza, altra unità intenta nell'attività in questione e cosi pure attraversare la scia in velocità ed a distanza tali da poter investire il paracadutista in caso di caduta di quest'ultimo;
l) l'unità può trainare soltanto una persona per volta munita di paracadute e non può contemporaneamente svolgere altre attività, come ad esempio sci nautico, pesca ecc.;
m) il mezzo nautico trainante deve inoltre essere munito di tutte le dotazioni di sicurezza previste dal Regolamento di Sicurezza (D.M. n° 478 del 15.10.1999) e, indipendentemente dalla distanza dalla costa, di una gaffa, di una adeguata cassetta di pronto soccorso e di un salvagente anulare pronto all'uso munito di una sagola galleggiante di lunghezza non inferiore ai 20 metri;
CIRCOLAZIONE DELLE TAVOLE A VELA (WINDSURF)
1. Limitazioni e divieti - L’uso della tavola a vela (windsurf) nel Circondario Marittimo di Licata è vietato:
a) nel Porto di Licata e in prossimità delle opere foranee del porto stesso e comunque entro un raggio di 500 metri dall’imboccatura;
b) negli specchi acquei destinati alla balneazione entro i 300 metri dalle spiagge o 200 metri dalle zone cadenti a picco sul mare;
c) oltre i 1000 metri dalla costa;
d) in ore notturne ed in condizioni meteomarine non favorevoli;
2. Condizioni per l’esercizio - L’ uso delle tavole a vela (windsurf) nel Circondario Marittimo di Licata è subordinato all’osservanza delle condizioni sotto prescritte:
a) l'età minima per la conduzione delle tavole a vela (windsurf) è di 14 anni compiuti se la superficie velica è superiore a quattro metri quadrati o di 8 anni se assistiti da istruttori federali di scuole vela;
b) coloro che esercitano l'attività di "windsurf” devono indossare un mezzo di salvataggio individuale, del tipo conforme alla normativa in vigore, indipendentemente dalla distanza dalla costa in cui la navigazione è svolta. Detta disposizione si applica anche alle persone trasportate;
c) durante la stagione balneare per la partenza e l'arrivo in costa devono essere utilizzati appositi corridoi di atterraggio/lancio opportunamente predisposti dai concessionari demaniali marittimi con le modalità contenute nel successivo articolo 12; qualora non installati i suddetti corridoi di lancio, i conduttori devono attraversare la zona riservata alla balneazione con rotta perpendicolare alla battigia senza usufruire della vela fino al limite di 60 metri dalla battigia e comunque fin dove non siano presenti bagnanti entro il raggio di 50 metri.
CIRCOLAZIONE DELLE TAVOLE CON AQUILONE (KITESURF)
1. Limitazioni e divieti - L’uso del kitesurf nel Circondario Marittimo di Licata è vietato:
b) nell’ambito del porto di Licata e in un raggio di 500 metri dall’imboccatura del porto;
c) negli specchi acquei destinati alla balneazione entro i 400 metri dalle spiagge o 300 metri dalle zone cadenti a picco sul mare;
2. Condizioni per l’esercizio - L'uso delle tavole con aquilone (di seguito denominate Kitesurf) nel Circondario Marittimo di Licata è consentito alle seguenti condizioni e modalità:
a) indossare una cintura di salvataggio (giubbotto di salvataggio) del tipo conforme alla normativa in vigore; è obbligatorio l’uso del casco protettivo per coloro che svolgono attività di kite surf nell’ambito di corsi di avviamento a tale disciplina;
b) è proibito in prossimità di strade e/o ostacoli fissi presenti sottovento lasciare l’attrezzo incustodito senza avere scollegato almeno un lato dell'ala e riavvolto completamente i cavi sul boma;
c) è fatto obbligo di dotare il kitesurf di un dispositivo di sicurezza che permetta l'apertura dell'ala e il conseguente sventamento, mantenendola comunque vincolata alla persona. A titolo esemplificativo, per il kitesurf con barra di controllo a due linee il dispositivo di sicurezza può essere costituito da un meccanismo di sgancio rapido tipo sci nautico su una delle due linee; sull'altra deve esserci una ritenuta di sicurezza vincolata alla persona di lunghezza tale da consentire lo sventamento dell'ala. Per il Kitesurf con barra di controllo a quattro linee il dispositivo di sicurezza può essere costituito da sgancio rapido tipo sci nautico sul depower (ritenuta di sicurezza vincolata alla persona di lunghezza tale da consentire lo sventamento dell'ala);
d) durante la stagione balneare la pratica del kitesurf è consentita esclusivamente nello specchio acqueo compreso tra i 400 metri dalla battigia frequentata da bagnanti e i 1.000 metri dalla stessa. Per la partenza e l'arrivo in costa durante la stagione balneare devono essere utilizzati appositi corridoi di atterraggio/lancio opportunamente predisposti dai concessionari demaniali marittimi con le modalità contenute nel successivo articolo 12.
LOCAZIONE E NOLEGGIO DI PICCOLI NATANTI DA DIPORTO
1. La locazione ed il noleggio di natanti da diporto sono disciplinate dall’ordinanza n. 07/2005 in data 11 maggio 2005.
Per il noleggio e locazione di navi e imbarcazioni da diporto si rimanda alle disposizioni di cui all’art. 2, commi 1 lett. a) e 2, del citato D.Lvo nr. 171/05.
2. Chi intende esercitare l’attività di locazione e di noleggio dei piccoli natanti destinati al diporto dei bagnanti, a remi o a pedali, comunemente denominati jole, canoe, pattini, sandolini, mosconi e pedalò, delle tavole a vela e dei piccoli natanti a vela con velatura in opera non superiore a mq. 4, deve presentare apposita dichiarazione all’Ufficio Circondariale Marittimo di Licata.
Detta attività è disciplinata dalle seguenti norme:
2.1 i piccoli natanti a remi o a pedali non possono allontanarsi più di 300 metri dalla costa con un numero massimo di persone a bordo nel rispetto dei limiti previsti dall’art. 13 del D.M. 478/99;
2.2 le tavole a vela e le piccole unità a vela non possono allontanarsi più di 1000 metri dalla costa;
2.3 ogni natante impiegato nell’attività di locazione/noleggio deve essere contrassegnato da un numero progressivo seguito dall’indicazione della ditta e il numero massimo delle persone trasportabili;
2.4 il locatore/noleggiatore deve tenere un apposito registro, che deve essere disponibile per ogni controllo da parte dei competenti organi di polizia, sul quale deve essere specificato il numero del natante ceduto, il giorno, l’ora di inizio e termine della cessione e le generalità complete del locatario/noleggiante, con il recapito e il numero di telefono cellulare eventualmente in possesso di una delle persone imbarcate;
2.5 il locatore/noleggiatore deve consegnare il natante in perfetta efficienza, navigabilità e completo di tutte le dotazioni di sicurezza previste dal D.M. 478/1999 prescritte per il tipo di navigazione consentita all’unità locata/noleggiata;
2.6 il locatore è tenuto a far visionare al locatario le vigenti norme di sicurezza e le principali ordinanze del Circondario Marittimo riguardanti divieti di pesca, aree protette e le zone vietate alla navigazione da diporto;
2.7 l’attività può essere effettuata dalle 08.30 alle 19.00 di ogni giorno con condizioni meteomarine assicurate. In caso di previsioni negative la stessa deve essere sospesa. Qualora in corso di navigazione dovessero mutare le condimeteo è fatto obbligo al locatore/noleggiatore di far rientrare l’unità;
2.8 i piccoli natanti da diporto a remi o a pedali comunemente denominati jole, canoe, pattini, sandolini, mosconi e pedalò, le tavole a vela ed i piccoli natanti a vela con velatura in opera non superiore a mq. 4 devono essere locati ai maggiori degli anni 14;
2.9 il locatore/noleggiatore deve sempre tenere approntata un’unità dotata di salvagente anulare e cavo di rimorchio per gli interventi di emergenza da utilizzare anche in caso di necessità di rientro di urgenza per avverse condimeteo. Detta unità non è necessaria quando il locatore è anche concessionario di struttura balneare che loca unicamente mezzi da spiaggia, a remi od a pedali, abilitati a navigare entro 300 metri dalla costa, in quanto ha l’obbligo di attivare un servizio di salvamento.
2.10 coloro che esercitano l’attività di locazione/noleggio non devono occupare specchi acquei e/o suolo demaniale marittimo non in concessione per il deposito delle unità o di attrezzature utilizzate per l’espletamento della propria attività.
CARATTERISTICHE DEI CORRIDOI DI LANCIO
1. I concessionari di aree per l’esercizio di attività nautiche e noleggio di natanti sono tenuti a delimitare lo specchio acqueo antistante la concessione al fine di realizzare “corridoi di lancio” per l’atterraggio e la partenza delle unità da diporto a motore, a vela, a vela con motore ausiliario, tavole a vela e moto d’acqua.
1.1 I predetti corridoi devono avere le seguenti caratteristiche:
1.1.1 larghezza 20 metri. Tale misura che, in ogni caso, non potrà essere inferiore a 10 metri, potrà essere ridotta qualora il fronte a mare della concessione sia pari od inferiore al limite di 20 metri;
1.1.2 profondità (lunghezza) equivalente alla zona di mare riservata ai bagnanti nella zona interessata;
1.1.3 delimitazione costituita ai lati da due sagole portanti tarozzi galleggianti rossi distanti tra loro non più di 10 metri e sostenute da gavitelli di colore giallo o arancione distanziati ad intervalli di 50 metri, di cui i primi, verso terra, ancorati a 5 metri dalla battigia e gli ultimi, verso mare, fino al limite della zona di mare destinata alla balneazione;
1.1.4 individuazione dell’imboccatura a mare mediante posizionamento di bandierine bianche sui gavitelli esterni di delimitazione;
1.1.5 all’inizio del corridoio, lato terra, deve essere posizionato un cartello ben visibile (redatto in più lingue ) indicante “CORRIDOIO DI ATTERRAGGIO – DIVIETO DI BALNEAZIONE”.
2. Qualora i concessionari di stabilimenti balneari intendano operare il noleggio di natanti di cui al precedente para 1, nell’ambito della concessione, devono realizzare i corridoi di lancio di cui al precedente para 1.1; i corridoi devono essere posizionati in uno dei limiti laterali della concessione stessa in modo che tale attività non contrasti con l’attività di balneazione;
3. l’avvenuto posizionamento del corridoio di lancio, preventivamente autorizzato dalla Regione Autonoma Sicilia, deve essere immediatamente comunicato per iscritto all’Ufficio Circondariale Marittimo di Licata.
4. Norme di comportamento:
4.1 Le unità a vela, comprese le tavole a vela, devono attraversare i corridoi ad andatura ridotta al minimo;
4.2 le unità a motore, comprese le moto d’acqua, devono attraversare i corridoi a lento moto e, comunque, a velocità non superiore a tre nodi in modo da evitare emissioni di scarico ed acustiche di disturbo per i bagnanti.
4.3 E’ vietato ormeggiarsi all’interno dei corridoi di lancio.
4.4 È vietata la balneazione all’interno dei corridoi di lancio.
1. E’ fatto obbligo a chiunque di osservare la presente Ordinanza ai sensi degli articoli 1164 e 1174 del Codice della Navigazione.
2. Gli Ufficiali e gli Agenti di Polizia Giudiziaria sono incaricati di far osservare la presente Ordinanza.
3. I trasgressori alla presente Ordinanza saranno puniti ai sensi della normativa vigente ed in particolare:
- degli articoli 1161, 1164, 1174, 1231 del Codice della Navigazione;
- della Legge nr. 50/71;
- della Legge nr. 172/2003;
- degli articoli 53 e 55 del D.Lgs. 18 luglio 2005 n. 171;
- della Legge nr. 963/ 1965 e successive modifiche ed integrazioni ed in particolare della Legge nr. 381/1988;
- dell’art. 650 del Codice Penale.
4. La presente Ordinanza sostituisce ed abroga quella n. 10/2006 in data 05 giugno 2006 ed ogni altra disposizione di altre proprie Ordinanze che dovessero essere eventualmente in contrasto con quelle contenute nella presente.
5. La presente Ordinanza sarà pubblicata all’albo d’ufficio ed agli albi dei Comuni rivieraschi, sul sito internet www.guardiacostiera.it/licata/ordinanze.cfm e deve essere esposta a cura dei concessionari di stabilimenti balneari in luogo visibile per tutta la durata della stagione balneare.
Licata, 23.05.2007
Fabio CITROLO