Source: https://it.scribd.com/document/205662062/38055
Timestamp: 2019-08-20 11:45:49+00:00
Document Index: 165959362

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 30', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6']

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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n.
1410 del 19 maggio 2010
PRINCIPI FONDAMENTALI DEGLI STATUTI DELLE FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI, DELLE DISCIPLINE SPORTIVE ASSOCIATE Edizione 5/2010
1. Principio comunitario 2. Principio di legalit 3. Principio di separazione dei poteri 4. Principio di democrazia interna a base collettiva 5. Principio di democrazia interna a base personale 6. Principio assembleare 7. Principio delleleggibilit alle cariche federali 8. Principio di decadenza degli organi federali 9. Principio di territorialit 10. Principio di tutela degli interessi collettivi delle societ e delle associazioni sportive 11. Principio di trasparenza 12. Principio di libera prestazione delle attivit sportive 13. Principio di distinzione tra attivit professionistiche e attivit non professionistiche 14. Principio di tutela sportiva delle atlete in maternit 15. Principio di giustizia sportiva 16. Principio di etica sportiva
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010
1. Principio comunitario 1. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate devono prevedere espressamente il rapporto federativo esistente con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (dora in poi C.O.N.I.), quale organo rappresentativo della comunit sportiva nazionale. 2. I principi enunciati negli articoli successivi trovano applicazione negli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate. 3. I principi enunciati negli articoli successivi trovano applicazione, in quanto compatibili, agli statuti delle Associazioni Benemerite. 4. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali aventi natura di Ente Pubblico continuano ad essere disciplinati dai rispettivi ordinamenti di settore.
2. Principio di legalit 1. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate: a) devono recepire i principi enunciati negli artt. 5, comma 2 lett. b), 15 e 16 del D.Lgs. 8 gennaio 2004, n. 15, senza prevedere alcuna limitazione al principio di democrazia interna, in armonia con lordinamento sportivo nazionale ed internazionale, in particolare per quanto riguarda le procedure e le regole di voto delle assemblee elettive; b) devono essere redatti conformemente alle norme contenute nello Statuto del C.O.N.I., con particolare riguardo agli articoli 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 36bis; c) devono indicare lorganismo internazionale Internazionale) al quale aderiscono; (C.I.O., Federazione
d) devono espressamente prevedere ladesione incondizionata alle Norme Sportive Antidoping del C.O.N.I. 2. Gli statuti delle Associazioni Benemerite riconosciute dal C.O.N.I. ai sensi dellart. 5, comma 2 lett. b) e lett. c), del D.Lgs. 8 gennaio 2004, n. 15, devono uniformare i propri contenuti a quelli dello Statuto del C.O.N.I., con particolare riguardo allart. 30 ed ai Principi Fondamentali emanati dal C.O.N.I. stesso. 3. Principio di separazione dei poteri
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 1. Sono organi primari delle Federazioni e delle Discipline Sportive Associate: a) lAssemblea; b) il Consiglio federale; c) il Presidente federale; d) il Collegio dei revisori dei conti. 2. Le Federazioni e le Discipline Sportive Associate, in relazione alla complessit della propria organizzazione, possono prevedere organi ulteriori. 3. Gli Statuti devono prevedere: a) Almeno 4 riunioni allanno del Consiglio federale; b) Le funzioni che competono al Presidente, al Consiglio federale, al Consiglio di presidenza e a tutti gli altri organi. c) Le funzioni esclusive dei suddetti organi previste dagli statuti non sono delegabili. Gli eventuali provvedimenti adottati in casi di urgenza dal Presidente federale e/o dai Consigli di presidenza in luogo del Consiglio federale dovranno essere sottoposti a ratifica del Consiglio federale nella prima riunione utile. 4. Gli statuti delle Federazioni e delle Discipline Sportive Associate pluridisciplinari possono prevedere la nomina o lelezione di Consigli di settore, aventi funzioni consultive e tecnico-organizzative rispetto al Consiglio federale. 5. Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate possono prevedere la costituzione di Consulte con la partecipazione dei Consiglieri federali e dei rappresentanti dellorganizzazione territoriale, presiedute dal Presidente federale. 6. Gli statuti devono prevedere la distinzione ed elencazione degli organi federali ed indicare la separazione tra i poteri di gestione sportiva e di gestione della giustizia federale. 7. La decadenza per qualsiasi causa del Consiglio federale non deve estendersi agli organi non connessi allo stesso sotto il profilo funzionale (in particolare organi di giustizia e Collegio dei revisori dei conti). 4. Principio di democrazia interna a base collettiva 4.1. Voto di base 1. Hanno diritto ad un voto le associazioni e le societ che abbiano maturato unanzianit di affiliazione di 12 mesi precedenti la data di celebrazione dellAssemblea, a condizione che, in ciascuna delle stagioni sportive concluse, comprese nel suddetto periodo di anzianit di affiliazione, abbiano svolto, con carattere continuativo, effettiva attivit sportiva stabilita dai programmi federali ed a condizione che alla data di convocazione dellAssemblea partecipino allattivit sportiva ufficiale della Federazione. 2. Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate, ai fini della definizione del carattere di continuit dellattivit svolta, dovranno stabilire
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 i requisiti minimi di partecipazione per il riconoscimento del diritto di voto. A tal fine da considerarsi attivit sportiva quella a carattere agonistico, amatoriale e promozionale svolta nellambito di programmi federali. 4.2. Voti plurimi 1. In aggiunta al voto di base, alle associazioni e societ possono essere attribuiti voti plurimi, diretti a differenziare le societ che abbiano svolto lattivit agonistica stabilita nei calendari federali che, per importanza e risultati, sia qualitativamente superiore e sia determinata in base a classifiche e graduatorie di rilevanza nazionale. 2. Sono esclusi voti plurimi legati al numero dei tesserati, anche se agonisti, alla sola partecipazione a gare e/o campionati, al solo numero delle gare organizzate, al possesso di attrezzature, di licenze, di patenti, ecc. 3. Il calcolo dei voti, da effettuarsi nel rispetto di quanto previsto nel primo comma del presente articolo, dovr risultare ben definito e non dovr dare luogo a maggioranze precostituite. 4. Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate dovranno prevedere dei correttivi allassegnazione dei voti plurimi al fine di eliminare la possibilit di precostituire maggioranze assembleari. 5. I voti plurimi verranno attribuiti a condizione che le gare e i campionati ai quali essi sono riferiti abbiano avuto regolare svolgimento; leventuale annullamento delle competizioni, o rinuncia alle medesime, sia pure a causa di forza maggiore, non dar diritto al conseguimento dei relativi voti. 4.3. Voti plurimi per lorganizzazione delle gare 1. Qualora lorganizzazione di gare nazionali ed internazionali rivesta particolare importanza nellambito di una Federazione o di una Disciplina Sportiva Associata, alle societ ed alle associazioni che della detta organizzazione si occupano, purch le stesse svolgano anche attivit agonistica, possono essere riconosciuti voti plurimi in numero complessivamente non superiore al 20% del totale dei voti di base spettanti a tutte le societ aventi diritto a voto per la partecipazione allattivit sportiva stabilita dai programmi federali. 2. Eventuali casi particolari in ordine allapplicazione del principio enunciato al presente punto saranno esaminati dal Consiglio Nazionale del C.O.N.I. 5. Principio di democrazia interna a base personale 5.1. Attribuzione del diritto di voto ad atleti, tecnici e ufficiali di gara per lelezione dei propri rappresentanti negli organi direttivi nazionali 1. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate devono garantire la presenza di atleti e tecnici nei Consigli federali, in
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 misura non inferiore al 30% del totale dei Consiglieri componenti il Consiglio stesso. La ripartizione della percentuale suddetta deve essere in misura proporzionale alla rappresentanza di entrambe le categorie nellambito del Consiglio Nazionale del C.O.N.I. 2. In assenza della figura del tecnico, la percentuale del 30% riservata integralmente agli atleti. 3. Devono essere, altres, assicurate forme di equa rappresentanza di atlete e di atleti. 4. Gli atleti ed i tecnici maggiorenni, regolarmente tesserati ed in attivit hanno diritto a voto nelle assemblee di categoria. In tale occasione e nellambito di ciascuna categoria possono essere rilasciate deleghe in misura non superiore a tre. 5. Gli statuti possono prevedere la presenza dei rappresentanti degli ufficiali di gara nei Consigli federali. 6. La quota percentuale agli stessi riservata esula dal 30% assegnato ad atleti e tecnici. 5.2. Elezione dei rappresentanti degli atleti nei consigli federali I rappresentanti eletti da tutti gli atleti maggiorenni in attivit, sia dilettanti sia professionisti, tesserati tramite le societ e le associazioni affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali e alle Discipline Sportive Associate, eleggeranno i rispettivi rappresentanti nel Consiglio federale secondo le modalit fissate nello statuto. 5.3. Elezione dei rappresentanti dei tecnici nei consigli federali I rappresentanti eletti da tutti i tecnici maggiorenni in attivit, sia dilettanti che professionisti, tesserati per le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate, eleggeranno i rispettivi rappresentanti nel Consiglio federale secondo le modalit fissate nello statuto. 5.4. Elezione facoltativa dei rappresentanti degli ufficiali di gara nei consigli federali Gli ufficiali di gara maggiorenni eleggeranno i rispettivi rappresentanti nel Consiglio federale, ove previsto negli statuti federali, secondo le modalit stabilite negli statuti stessi. 5.5. Attribuzione del diritto di voto ad atleti, tecnici ed ufficiali di gara per lelezione di organi direttivi diversi dal consiglio federale
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 Gli statuti stabiliscono criteri e modalit della partecipazione dei rappresentanti di tutti gli atleti e tecnici maggiorenni in attivit, sia dilettanti che professionisti, tesserati per le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate ed, eventualmente, degli ufficiali di gara, alle assemblee per lelezione del Presidente federale e degli altri organi federali. 5.6. Espressione del voto 1. Ai rappresentanti delle societ ed associazioni sportive affiliate, degli atleti, dei tecnici (e, ove previsti, degli ufficiali di gara) riconosciuto esclusivamente il diritto di voto spettante ad una delle categorie per le quali risulta tesserato. 2. I rappresentanti degli atleti e dei tecnici e, ove previsti, degli ufficiali di gara eletti nelle rispettive assemblee territoriali di categoria, diverse da quelle societarie, devono partecipare direttamente alle assemblee nazionali e non possono ricevere n rilasciare deleghe. 6. Principio assembleare 6.1. Assemblea ordinaria elettiva 1. Entro il 31 marzo dellanno successivo alla celebrazione dei Giochi Olimpici Estivi devono essere svolte le Assemblee ordinarie elettive delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate; le Federazioni che partecipano ai Giochi Olimpici Invernali provvedono alla convocazione ed allo svolgimento dellAssemblea elettiva entro tre mesi dalla chiusura dei Giochi. 2. Qualora lAssemblea di primo grado comporti unelevata partecipazione di affiliati e tesserati con conseguenti gravosi oneri finanziari e/o palesi difficolt organizzative, gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate, ai sensi dellart. 22, comma 4 dello Statuto del C.O.N.I., possono prevedere assemblee di secondo grado formate da delegati eletti a livello territoriale, ovvero, ove esistenti, da assemblee di settore o di Lega. 3. In tale ipotesi si deve provvedere allelezione sia dei delegati allAssemblea nazionale, sia degli eventuali supplenti. Il computo dellanzianit di affiliazione deve fare riferimento alle assemblee ove vengono eletti i delegati medesimi. 4. Nelle sole Assemblee elettive, qualunque sia il sistema di voto prescelto (singolo o plurimo), gli statuti devono prevedere un quorum costitutivo in seconda convocazione tale, comunque, da garantire lampia partecipazione degli aventi diritto a voto.
6.2. Assemblee straordinarie
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 1. LAssemblea straordinaria deve essere convocata e celebrata entro 90 giorni se richiesta: a) dalla met pi uno delle associazioni e societ aventi diritto a voto che detengano almeno 1/3 del totale dei voti sul territorio nazionale, se il sistema quello del voto plurimo; b) dalla met pi uno delle associazioni e societ aventi diritto a voto, se il sistema quello del voto singolo. 2. Le Federazioni e le Discipline Sportive Associate strutturate in settori o leghe possono prevedere che, per la validit della richiesta, sia necessaria una specifica istanza in tal senso: da parte di un numero minimo di societ appartenenti ad ognuno di detti settori o leghe; dalla met pi uno dei componenti il Consiglio federale; dalla met pi uno degli atleti o dei tecnici maggiorenni societari aventi diritto a voto nelle assemblee di categoria.
6.3 Cause di esclusione dalla partecipazione assembleare 1. La morosit derivante dal mancato pagamento delle quote di affiliazione, di riaffiliazione e di tesseramento preclude il diritto di partecipare alle Assemblee. 2. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate devono espressamente indicare le sanzioni di squalifica o inibizione che escludono la partecipazione alle Assemblee. 6.4. Deleghe tra societ ed associazioni 1. In attuazione del principio della massima rappresentativit, al fine di garantire la pi ampia partecipazione diretta ai lavori delle Assemblee nazionali di 1 grado, le deleghe possono essere rilasciate ai Presidenti di associazioni e societ aventi diritto a voto ed appartenenti alla stessa Regione o alla medesima Lega o Settore o, in caso di impedimento dei Presidenti medesimi, ai Dirigenti in carica che li sostituiscono, in numero di: 1 delega, se all'Assemblea hanno diritto di partecipare fino a 100 associazioni e societ votanti; 2, fino a 200 associazioni e societ votanti; 3, fino a 500 associazioni e societ votanti; 4, fino a 1000 associazioni e societ votanti; 5, fino a 1500 associazioni e societ votanti; 6, fino a 2000 associazioni e societ votanti; 7, fino a 3000 associazioni e societ votanti;
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 8, fino a 4000 associazioni e societ votanti; 10, fino a 5000 associazioni e societ votanti; 20, fino a 10.000 associazioni e societ votanti; 40, oltre 10.000 associazioni e societ votanti.
2. I membri del Consiglio federale ed i candidati alle cariche elettive in occasione delle Assemblee nazionali non possono rappresentare associazioni e societ n direttamente, n per delega. 3. Nelle Assemblee regionali sono ammesse le deleghe nelle seguenti proporzioni: 1, oltre le 20 associazioni e societ votanti; 2, oltre le 50 associazioni e societ votanti; 3, oltre le 100 associazioni e societ votanti; 4, oltre le 200 associazioni e societ votanti; 5, oltre le 400 associazioni e societ votanti; 6, oltre le 800 associazioni e societ votanti.
4. I Presidenti ed i Consiglieri regionali ed i candidati alle cariche elettive in occasione delle Assemblee regionali non possono rappresentare associazioni e societ n direttamente, n per delega. 5. Nelle Assemblee provinciali, in presenza di almeno 10 affiliati con diritto di voto, consentito il rilascio di una sola delega. 6. I Presidenti dei Comitati provinciali ed i candidati alle cariche elettive in occasione delle Assemblee provinciali non possono rappresentare associazioni e societ n direttamente, n per delega. 6.5. Commissione verifica poteri e Commissione scrutinio nelle assemblee Nelle Assemblee elettive i componenti della Commissione verifica poteri ed i componenti della Commissione scrutinio non possono essere scelti tra i candidati alle cariche federali.
7. Principio delleleggibilit alle cariche federali 7.1. Elettivit delle cariche 1. Il Presidente, il Consiglio federale, il Collegio dei revisori dei conti ed i Consigli regionali e provinciali, ove costituiti, devono essere sempre elettivi.
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 2. I requisiti relativi allelettorato passivo dei componenti degli organi elettivi e di nomina devono corrispondere a quanto contemplato nel successivo art. 7.4. 3. Gli statuti federali non possono stabilire limiti o riserve di voti volte a limitare leleggibilit alla carica federale del candidato in possesso dei requisiti previsti secondo le indicazioni di cui allart. 7.4. 4. Per leleggibilit alle cariche federali devono essere presentate candidature individuali. Per ciascuna Assemblea non potr essere presentata pi di una candidatura a cariche diverse. 5. Ad eccezione di quanto previsto con riferimento allelezione del Presidente federale, risulteranno eletti i candidati che conseguiranno il maggior numero dei voti come stabilito nei singoli statuti. 6. Le Federazioni e le Discipline Sportive Associate possono prevedere nello statuto la sottoscrizione delle candidature da parte di un numero minimo di associazioni e societ affiliate con diritto di voto.
7.2. Elezione del Presidente federale 1. Il Presidente federale, anche in caso di ballottaggio, eletto con la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. 2. Nellipotesi prevista dallart. 16, comma 4, del D.Lgs. n. 15/2004, qualora il Presidente uscente non raggiunga alla prima votazione il quorum del cinquantacinque per cento dei voti validamente espressi, ed in presenza di almeno altri due candidati, verr effettuata contestualmente una nuova votazione, alla quale il Presidente uscente non potr concorrere, salvo il caso in cui abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. 3. In caso diverso, si dovr celebrare una nuova Assemblea a cui il Presidente uscente non potr candidarsi.
7.3. Necessit della conoscenza anticipata delle candidature rispetto alla data stabilita per lAssemblea Gli statuti devono prevedere che, per concorrere a cariche elettive, dovr essere posta formale candidatura nei termini stabiliti dalla Federazione e dalla Disciplina Sportiva Associata, con congruo anticipo rispetto alla data di effettuazione dellAssemblea. 7.4. Requisiti per rivestire cariche
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 1. I componenti degli organi federali elettivi e di nomina devono possedere i requisiti generali di cui allart. 5, commi 3 e 4, dello statuto del C.O.N.I., e devono essere in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura. 2. Gli statuti stabiliscono i requisiti specifici per leleggibilit degli atleti, dei tecnici ed eventualmente degli ufficiali di gara nel rispetto di quanto previsto dalla vigente legislazione in materia. 3. Negli organi direttivi nazionali possono essere eletti gli atleti che abbiano preso parte, nellarco di due anni nellultimo decennio, secondo quanto indicato dallart. 16 del D.Lgs. 8 gennaio 2004, n. 15, a competizioni di livello nazionale o almeno regionale, da individuarsi specificatamente nei singoli statuti a cura delle rispettive Federazioni e Discipline Sportive Associate. 4. I componenti degli organi di giustizia sportiva devono essere in possesso della laurea in materie giuridiche o comunque di adeguata professionalit e possono essere scelti anche tra soggetti non tesserati alla Federazione e alla Disciplina Sportiva Associata. 5. I componenti del Collegio dei revisori dei conti, elettivi e di nomina, devono essere iscritti allAlbo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili o al Registro dei Revisori Contabili e possono essere scelti anche tra soggetti non tesserati alla Federazione e alla Disciplina Sportiva Associata. 6. Sono ineleggibili tutti coloro che abbiano come fonte primaria o prevalente di reddito unattivit commerciale direttamente collegata alla gestione della Federazione o della Disciplina Sportiva Associata nellambito della quale viene presentata la candidatura. 7. Sono, altres, ineleggibili quanti abbiano in essere controversie giudiziarie contro il C.O.N.I., le Federazioni, le Discipline Sportive Associate o contro altri organismi riconosciuti dal C.O.N.I. stesso.
7.5. Gratuit delle cariche 1. Tutte le cariche federali sono svolte a titolo gratuito. 2. Gli statuti federali possono prevedere indennit in favore del Presidente federale e di altri componenti di organi direttivi nazionali investiti di particolari cariche. Lentit delle indennit sar determinata dal Consiglio federale, in conformit a criteri e parametri stabiliti dalla Giunta Nazionale del C.O.N.I.. 7.6. Incompatibilit tra le cariche 1. La carica di componente degli organi centrali incompatibile con qualsiasi altra carica federale elettiva centrale e territoriale della stessa Federazione e Disciplina Sportiva Associata.
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 2. Le cariche di Presidente federale, di componente del Collegio dei revisori dei conti, di membro degli organi di giustizia sono incompatibili con qualsiasi altra carica federale e sociale, sempre nellambito della stessa Federazione e Disciplina Sportiva Associata. 3. Le cariche di Presidente e di Consigliere a livello nazionale sono, altres, incompatibili con qualsiasi altra carica elettiva sportiva nazionale in organismi riconosciuti dal C.O.N.I. 4. Le Federazioni e le Discipline Sportive Associate possono prevedere nei propri statuti ulteriori incompatibilit e, in particolare, quella fra arbitro e tecnico. 5. Nel caso di incompatibilit tra cariche gli statuti devono prevedere un limitato termine per lopzione o la conseguente decadenza dallultima carica assunta.
8. Principio di decadenza degli organi federali 1. Gli statuti devono contemplare tutti i possibili casi di decadenza degli organi e le modalit per procedere al rinnovo delle cariche. 2. Sono, altres, considerati incompatibili con la carica che rivestono e devono essere dichiarati decaduti coloro che vengono a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi, per ragioni economiche, con lorgano nel quale sono stati eletti o nominati. 3. Qualora il conflitto dinteressi sia limitato a singole deliberazioni o atti, il soggetto interessato non deve prendere parte alle une o agli altri. 4. Le dimissioni che originano la decadenza degli organi sono da considerarsi irrevocabili. 5. La prorogatio va limitata nel tempo. In ogni caso, entro il termine massimo di 90 giorni dall'evento che ha determinato la decadenza, dovr essere celebrata un'Assemblea straordinaria. Nel termine anzidetto, da considerarsi perentorio, devono essere ricostituiti gli organi decaduti. Il principio generale della prorogatio volto a garantire un sia pur minimo funzionamento degli organi nel periodo intercorrente tra la decadenza degli stessi e l'immissione dei nuovi, ragione per la quale in regime di prorogatio la competenza limitata agli atti conservativi o indifferibili o di ordinaria amministrazione. 6. Le seguenti fattispecie devono essere disciplinate come per ciascuna specificato: a) impedimento temporaneo o definitivo del Presidente: impedimento temporaneo: esercizio della funzione da parte del Vice Presidente, cos come individuato dai singoli statuti; impedimento definitivo: decadenza immediata del Consiglio federale ed il Vice Presidente provvede alla convocazione dellAssemblea straordinaria;
b) dimissioni del Presidente: decadenza immediata del Presidente e del Consiglio federale. Questultimo rester in prorogatio per lordinaria
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 amministrazione, da espletarsi unitamente al Presidente o, in caso di dichiarata impossibilit da parte di questultimo, unitamente al Vice Presidente; c) dimissioni contemporanee, in quanto presentate in un arco temporale inferiore a sette giorni, della met pi uno dei Consiglieri: decadenza immediata del Consiglio e del Presidente cui spetter lordinaria amministrazione sino alla celebrazione dellAssemblea straordinaria. In caso di dimissioni o di decadenza di membri di organi elettivi in numero tale da non dar luogo a decadenza dellintero organo, gli statuti possono prevedere lintegrazione dellorgano stesso chiamando a farne parte i primi dei non eletti, purch questi ultimi abbiano riportato almeno la met dei voti conseguiti dallultimo eletto. Nel caso in cui questultima ipotesi non possa realizzarsi, deve essere prevista la copertura dei posti rimasti vacanti con nuove elezioni che, ove non sia compromessa la funzionalit dellorgano, potranno effettuarsi in occasione della prima Assemblea utile che verr tenuta dalla Federazione dopo levento che ha causato la vacanza medesima. Nellipotesi in cui sia, invece, compromessa la regolare funzionalit dellorgano, dovr essere obbligatoriamente celebrata unAssemblea straordinaria entro 90 giorni dallevento che ha compromesso detta funzionalit.
9. Principio di territorialit 1. In ogni Regione vengono istituiti i Comitati regionali in presenza di almeno dieci associazioni e societ affiliate con diritto di voto presenti nella Regione stessa; tale numero individuato nei singoli statuti in base alle realt territoriali di ciascuna Federazione e Disciplina Sportiva Associata. 2. Qualora in una Regione, per insufficienza di affiliati con diritto di voto, non sia possibile addivenire alla costituzione del Comitato, il Consiglio federale provvede alla nomina del Delegato. 3. I Comitati provinciali possono essere istituiti ove tali strutture siano ritenute necessarie ai fini di una migliore ripartizione di competenze sul territorio. 4. In alternativa ai Comitati provinciali possono essere istituiti, se previsti negli statuti, i Delegati provinciali nominati dal Consiglio federale o dal Consiglio regionale. 5. Nelle province autonome di Trento e di Bolzano e nella Valle dAosta vengono istituiti organi o strutture provinciali con funzioni analoghe a quelle attribuite, nelle altre Regioni, agli organi o strutture periferiche a livello regionale. 6. I Consigli direttivi dei Comitati territoriali devono essere costituiti da almeno cinque componenti. 7. I Comitati possono avere autonomia amministrativa e contabile, nei limiti e con le modalit stabilite dagli statuti. In ogni caso sono sottoposti alla vigilanza delle
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 Federazioni e delle Discipline Sportive Associate, che ne approvano gli eventuali bilanci e possono intervenire anche con controlli sostitutivi in caso di gravi inadempienze o di mancato funzionamento. Gli statuti possono prevedere la nomina di un Revisore contabile territoriale.
10. Principio di tutela degli interessi collettivi delle societ e delle associazioni sportive 1. Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate possono riconoscere, ai fini sportivi, nel rispetto del principio della centralit della Federazione, associazioni costituite fra le societ e le associazioni sportive affiliate denominate Leghe ed aventi lo scopo di tutelare gli interessi collettivi delle societ o associazioni sportive che vi aderiscono. 2. Le Leghe devono avere statuti e regolamenti, approvati dal Consiglio federale, nel rispetto delle norme del C.O.N.I. e della Federazione Sportiva che provvede al riconoscimento. 3. Le societ professionistiche e le societ dilettantistiche devono costituire associazioni separate; possono essere costituite Leghe diverse per ogni categoria di campionato. 4. Gli statuti delle Leghe devono garantire il principio della democrazia interna per lelezione di tutti gli organi da parte dellAssemblea. 5. La carica di Presidente, di Consigliere, di Revisore di una Lega incompatibile con qualsiasi carica federale eletta dalle Assemblee nazionali e territoriali, fatti salvi gli eventuali componenti di diritto; tali cariche sono incompatibili con qualsiasi carica elettiva centrale e territoriale del C.O.N.I. 6. Le Leghe, in quanto enti riconosciuti ed affiliati alla Federazione che procede al riconoscimento, sono soggetti alla giustizia sportiva federale. 7. La definizione degli ambiti operativi della Lega, rilevanti per lordinamento federale, e dei rapporti con la Federazione pu essere rimessa ad apposita convenzione, stipulata tra la Lega e la Federazione, in conformit ai regolamenti ed alle direttive federali. 8. La determinazione delle regole relative allorganizzazione dei campionati, ivi compresi i meccanismi di promozione e retrocessione, di competenza del Consiglio federale. 9. Le Federazioni possono affidare alle Leghe lorganizzazione di singoli campionati nazionali, sulla base delle direttive della Federazione stessa, ferma restando la competenza federale per le affiliazioni delle societ, per il tesseramento degli/delle atleti/e, per la determinazione delle societ aventi diritto al campionato, per le regole di promozione e retrocessione, per lapprovazione della classifica finale, per lassegnazione del Titolo di Campione dItalia, per le formule di campionato.
11. Principio di trasparenza
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 1. Gli statuti devono prevedere che il bilancio di previsione ed il bilancio consuntivo, da sottoporre allapprovazione della Giunta Nazionale del C.O.N.I., siano redatti nel rispetto dei principi contabili economico patrimoniali. 2. Il bilancio consuntivo annuale e le relazioni illustrative, dopo lapprovazione del C.O.N.I., devono essere trasmessi a tutte le societ ed associazioni aventi diritto a voto, oppure pubblicizzati per il tramite del sito federale. 3. Ove le Federazioni e le Discipline sportive associate costituiscano societ strumentali allo svolgimento dei propri compiti, il loro bilancio deve essere pubblicato e allegato al bilancio federale anche ai fini dellapprovazione di questultimo da parte del C.O.N.I. 4. Gli statuti federali devono prevedere la costituzione di un Collegio dei revisori dei conti composto dal Presidente, da due membri effettivi e due supplenti, eletti dallAssemblea. In aggiunta ai membri suddetti il C.O.N.I. nomina due componenti effettivi ed un supplente. 5. Il Presidente del Collegio dei revisori dei conti nella sua qualit eletto direttamente dallAssemblea. 6. I membri effettivi del Collegio devono obbligatoriamente essere invitati a tutte le assemblee e riunioni degli organi federali. 7. Il Collegio dei revisori dei conti esercita anche il controllo contabile.
12. Principio di libera prestazione delle attivit sportive 1. Gli statuti devono riconoscere il diritto alla libera prestazione delle attivit sportive. 2. Il vincolo sportivo a tempo determinato. Gli statuti dovranno prevederne la congrua e ragionevole durata. Le condizioni e le modalit di svincolo sono disciplinate nei Regolamenti organici, in relazione alle peculiarit delle singole discipline sportive. 3. E sancito il divieto di far parte dellordinamento sportivo per un periodo di 10 (dieci) anni per quanti si siano sottratti volontariamente con dimissioni o mancato rinnovo del tesseramento alle sanzioni irrogate nei loro confronti. A tal fine da parte della Segreteria federale sar emessa apposita attestazione a far data dalla quale decorre il periodo su indicato. Il tesseramento dei soggetti di cui al comma precedente comunque subordinato alla esecuzione della sanzione irrogata.
Principio di distinzione tra attivit professionistiche e attivit non professionistiche
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 1. Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Associate devono elencare nei rispettivi statuti le discipline sportive praticate. Lintroduzione di nuove attivit sportive che non siano in alcun modo riconducibili a quelle gi praticate, previste dalle Federazioni Internazionali, comporta una modificazione allo statuto, da sottoporre allesame della Giunta Nazionale del C.O.N.I. ai fini del riconoscimento previsto dallart. 5, comma 2 lett. c), del D.Lgs. n.15/04. 2. In considerazione delle specifiche esigenze delle singole discipline afferenti alle Federazioni e alle Discipline Sportive Associate, anche connesse alle normative delle Federazioni Internazionali, i criteri per la distinzione tra attivit professionistica e non professionistica sono rimessi alla autonomia statutaria nel rispetto dei principi posti dalla Legge 23/3/1981, n. 91 e successive modificazioni. 3. Listituzione del settore professionistico da parte di una Federazione Sportiva Nazionale possibile, mediante specifica previsione statutaria, in presenza di una notevole rilevanza economica del fenomeno e a condizione che lattivit in questione sia ammessa dalla rispettiva Federazione Internazionale. 4. Per rendere possibili i controlli ed i conseguenti provvedimenti, successivamente alladozione da parte del Consiglio Nazionale del C.O.N.I. di deliberazioni relative ai criteri ed alle modalit dei controlli sulle societ professionistiche di cui allart. 5, lett. e) bis, del D.Lgs. n. 15/04 ed allart. 6 dello Statuto del C.O.N.I., le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Associate sono tenute ad inviare, oltre agli atti alla cui trasmissione sono obbligate per legge, tutti i documenti e le informazioni di cui il C.O.N.I. e gli organi dallo stesso preposti al controllo facciano richiesta, sempre che non esista uno specifico divieto di legge. 14. Principio di tutela sportiva delle atlete in maternit 1. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate devono garantire la tutela della posizione sportiva delle atlete madri in attivit per tutto il periodo della maternit fino al loro rientro allattivit agonistica. 2. Le atlete in maternit che esercitano, anche in modo non esclusivo, attivit sportiva dilettantistica anche a fronte di rimborsi o indennit corrisposti ai sensi della vigente normativa, hanno diritto al mantenimento del tesseramento, nonch alla salvaguardia del merito sportivo acquisito, con la conservazione del punteggio maturato nelle classifiche federali, compatibilmente con le relative disposizioni di carattere internazionale e con la specificit della disciplina sportiva praticata. 15. Principio di giustizia sportiva 1. Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate devono adeguare gli statuti ed i regolamenti ai Principi di Giustizia emanati dalla Giunta
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Consiglio Nazionale CONI Deliberazione n. 1410 del 19 maggio 2010 Nazionale del C.O.N.I. e, per quanto non espressamente previsto, ai principi del diritto processuale civile, penale e amministrativo. 2. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate dovranno prevedere un rinvio automatico alle Norme Sportive Antidoping emanate dalla Giunta Nazionale del C.O.N.I., in attuazione del Codice della World Anti-Doping Agency W.A.D.A.. 16. Principio di etica sportiva 1. Gli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate dovranno prevedere un rinvio automatico al Codice di comportamento etico-sportivo emanato dal C.O.N.I.. 2. fatto divieto ai tesserati del settore professionistico ovvero dei pi elevati livelli dei settori dilettantistici di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, aventi ad oggetto risultati relativi ad incontri organizzati nellambito delle rispettive Federazioni Sportive Nazionali o Discipline Sportive Associate. I Regolamenti organici ed i Regolamenti di giustizia ne dovranno indicare le modalit e gli ambiti di attuazione, nonch le relative sanzioni per i casi di violazione.
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