Source: https://www.fitesc.it/servizi/patronato.html
Timestamp: 2020-01-24 06:09:12+00:00
Document Index: 172450443

Matched Legal Cases: ['art. 2120', 'art. 74', 'art. 52', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 1']

F.I.TE.S.C. - Federazione Italiana Terzo settore - Foggia - Patronato
ASSEGNO DI MATERNITA' DI STATO
ASSEGNO NUCLEO FAMIGLIARE COMUNALE
Assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dai Comuni.
- i nuclei familiari composti almeno da un genitore e tre figli minori (appartenenti alla stessa famiglia anagrafica), che siano figli del richiedente medesimo o del coniuge o da essi ricevuti in affidamento preadottivo. Il requisito della composizione del nucleo non si considera soddisfatto se uno dei tre figli minori, quantunque risultante nella famiglia anagrafica del richiedente, sia in affidamento presso terzi;
- nuclei familiari con risorse reddituali e patrimoniali non superiori a quelle previste dall’indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) valido per l’assegno.
Dal 1° gennaio 2013, al fine di garantire la prosecuzione del programma “carta acquisti”, è utilizzato lo stanziamento deliberato da Eni S.p.A. e Eni Foundation (Decreto interministeriale n. 100152 del 19 dicembre 2012, del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali).
La certificazione unica è un documento fiscale comprovante la percezione di un reddito da parte di un contribuente (lavoratore dipendente e pensionato).
La certificazione unica viene emessa e inviata dal soggetto che ha effettuato il pagamento, ossia il datore di lavoro (sostituto d’imposta) nel caso dei lavoratori dipendenti ed INPS nel caso di pensionati.
La certificazione unica assume particolare importanza poiché i relativi dati sono fondamentali per la compilazione del modello 730 precompilato.
In altre parole, la certificazione unica consente all’Agenzia delle Entrate di disporre dei dati relativi ai redditi da lavoro dipendente e pensione, che verranno inseriti nel modello 730 precompilato.
I pensionati, per richiedere la certificazione unica C.U., devono esibire un documento di identità in corso di validità e il codice fiscale.
- ​inviare il nuovo modulo autonomamente tramite il sito del Ministero del Lavoro. In questo caso è necessario munirsi del Pin INPS Dispositivo,accedendo al portale dell'Istituto o recandosi in una delle sue sedi. Si potrà così accedere al form online che permetterà di recuperare le informazioni relative al rapporto di lavoro da cui si intende recedere dal sistema delle Comunicazioni Obbligatorie. Per i rapporti instaurati precedentemente al 2008, invece, il lavoratore dovrà indicare la data di inizio del rapporto di lavoro, la tipologia contrattuale e i dati del datore, in particolare l'indirizzo email o PEC. Nell'ultima fase dovranno essere inseriti i dati relativi alle dimissioni o alla risoluzione consensuale o alla loro revoca.
- ​rivolgersi ad un soggetto abilitato (patronato, organizzazione sindacale, ente bilaterale, commissioni di certificazione, consulenti del lavoro, sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro) che avrà il compito di compilare i dati e inviarli al Ministero del Lavoro.
- piccoli coloni;
- compartecipanti familiari;
- piccoli coltivatori diretti che integrano fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi mediante versamenti volontari;
- operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell'anno.
ESTRATTO CONTRIBUTIVO ED ESTRATTO CERTIFICATIVO
E' la somma che spetta a tutti i lavoratori subordinati che abbiano cessato un rapporto di lavoro per una qualunque causa. E' disciplinato dall'art. 2120 del Codice Civile, e si calcola sommando, per ogni anno, una quota pari alla retribuzione annuale diviso per 13,5 alla quale va aggiunta a montante la rivalutazione dell'importo accantonato l'anno precedente.
Dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro i lavoratori possono chiedere al datore di lavoro un'anticipazione fino al 70% del TFR maturato alla data della richiesta. La domanda deve essere giustificata da uno dei seguenti motivi:
- spese sanitarie di carattere straordinario;
- acquisto della prima casa di abitazione (per il richiedente o per i figli);
Il TFR viene pagato al momento della cessazione del rapporto di lavoro dal datore di lavoro.
In caso di insolvenza di quest'ultimo, e in seguito all'apertura di una procedura concorsuale o esecuzione individuale, il trattamento di fine rapporto, debitamente accertato e determinato a seconda delle suddette procedure,viene erogato ai lavoratori dal FONDO DI GARANZIA (L.29 maggio 1982 n. 297) tramite l'Inps.
Nel certificato di pensione sono riportati i dati anagrafici del pensionato, la Sede Inps di competenza, la categoria, il numero di certificato e l’eventuale tutore o rappresentante legale.
All'nizio di ogni anno, l'Inps mette a disposizione del pensionato il modello Obis/M dove sono riepilogate tutte le informazioni relative alle pensioni Inps che sono in pagamento:
- l'aumento che viene calcolato ad ogni inizio d'anno (perequazione automatica);
- gli importi mensili lordi delle rate di gennaio e di tredicesima, se dovuta;
- gli importi mensili netti;
- le ritenute erariali, comprese le addizionali regionali e comunali, se dovute;
- le detrazioni di imposta applicate;
- la trattenuta per incumulabilità con l'attività lavorativa;
- il contributo di solidarietà.
La documentazione da esibire per richiederlo, è il documento in corso di validità e il codice fiscale.
Cos’è la pensione? Si tratta, in sostanza, di un salario differito.
Il lavoratore, durante la sua vita attiva, rinuncia ad una quota della retribuzione per garantirsi una rendita per quando non sarà più in grado di lavorare.
Le prestazioni previdenziali, o pensioni, sono determinate sulla base di rapporti assicurativi e sono finanziate con il prelievo contributivo: ogni lavoratore, sia dipendente sia autonomo, pubblico o privato, deve essere obbligatoriamente iscritto al rispettivo ente previdenziale, al quale vengono versati periodicamente i contributi previdenziali.
I contributi versati nel corso della vita lavorativa determinano, alla fine di questa, una rendita mensile il cui importo dipende dal numero e dall’entità dei contributi.
Esistono diversi tipi di pensioni. Quella più frequentemente nota è la pensione di vecchiaia, che spetta al compimento della cosiddetta età pensionabile, a condizione che sia stato versato un numero minimo di contributi.
C’è poi la pensione di anzianità, una forma di pensionamento anticipato per chi raggiunge un numero di anni di contribuzione più elevato. Per chi interrompe prima del tempo l’attività lavorativa per motivi di salute, sono previsti l’assegno di invalidità e la pensione di inabilità, a seconda della gravità della sua condizione di salute.
Tutte queste prestazioni spettano in parte anche ai familiari del pensionato in caso di morte: si parla allora di pensione ai superstiti.
Se l’importo della pensione calcolato sulla base dei contributi versati è inferiore ad un determinato importo minimo, interviene lo Stato che, per mezzo dell’Inps, integra in parte la pensione di chi non ha altri redditi. Esistono, poi, altre forme di prestazioni, che vengono definite assistenziali, per coloro che non hanno altri mezzi di sostentamento.
Tali prestazioni, che vengono riconosciute anche se non sono stati versati contributi, sono costituite ad esempio dall’assegno sociale e dalle prestazioni di invalidità civile.
- Pensioni di invalidità civile
- Pensioni di inabilità lavorativa
- Ricostituzione pensione
Il diritto alla pensione di anzianità, entro il 31 dicembre 2011, si perfeziona al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi.
Per i lavoratori dipendenti e iscritti ai fondi pensione sostitutivi ed integrativi, a partire dal 1° gennaio 2011, è necessario raggiungere quota 96 con almeno 60 anni di età:
- quota 96 (60 anni di età + 36 di contributi oppure 61 anni di età + 35 di contributi)
- quota 97 (61 anni + 36 di contributi oppure 62 anni + 35 di contributi)
- raggiunto l’età stabilita dalla legge;
- perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta.
PENSIONE DI INVALIDITA' CIVILE - INDENNITA' DI FREQUENZA
- gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro e gli invalidi per servizio, che vengono riconosciuti tali a seguito di cause specifiche derivanti dalla guerra, dalla prestazione lavorativa (per i lavoratori privati) o di un servizio (per i dipendenti pubblici e le categorie assimilate);
- i ciechi e i sordomuti, per i quali provvedono altre leggi.
I soggetti riconosciuti invalidi per servizio (art. 74 l. 469/1961) possono accedere al beneficio dell'indennità di accompagnamento qualora risultino in possesso dei requisiti sanitari previsti per la relativa concessione e non abbiano beneficiato, per il medesimo evento invalidante, di altri trattamenti pensionistici per invalidità di servizio o di altra indennità di accompagnamento (comma aggiunto con l'art. 52 l. 144/1999).
- riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100%; dal 18° al 65° anno di età, 65 anni e tre mesi a decorrere dal 1° gennaio 2013, come stabilito dall’art. 18 comma 4 Legge n. 111 del 15 luglio 2011, (adeguamento alla speranza di vita, ex art. 12 del D.L. 78/2010 convertito in Legge n. 122 del 30 luglio 2010);
- spetta in misura intera se l'invalido non supera determinati limiti di reddito personali (per l'anno 2013: limite di reddito Euro 16.127,30);
- spetta in misura intera anche se l'invalido è ricoverato in istituto pubblico che provvede al suo sostentamento (l. 33/1980, art. 14 septies);
- cittadinanza italiana e residenza sul territorio nazionale;
- cittadini stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza (Dlgs n. 30/2007);
- cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato.
Dal'1.1.2002 i soggetti di età pari o superiore a 60 anni, in condizioni particolari di reddito, possono avere l'integrazione dell'importo mensile fino a € 631,87.
La pensione è compatibile con le prestazioni dirette concesse a titolo di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, nonché con gli altri trattamenti pensionistici diretti concessi per invalidità (assegni ordinari dìinvalidità, pensioni di inabilità, ecc.) ed è compatibile anche con l'eventuale attività lavorativa.
L';art. 3 della l. 407/1990 aveva dichiarato l'incompatibilità della pensione con qualsiasi altro trattamento pensionistico diretto concesso a titolo di invalidità (Inps, causa di guerra, di servizio e di lavoro). Detta incompatibilità è stata abrogata dall'art. 12 della l. 412/1991.
L'indennità di accompagnamento è stata istituita con la l.18/1980 e modificata, per un'esigenza di chiarimento largamente diffusa, dall'art. 1 della l. 508/1988.
- non è dovuto in caso di ricovero in istituti di cura o di assistenza a carico della pubblica amministrazione;
- non è compatibile con l'assegno mensile dovuto dal'INAIL agli invalidi a titolo di assistenza personale continuativa;
- viene concesso in misura ridotta, a coloro che fruiscono di analoga prestazione erogata da altre forme di previdenza obbligatoria e di assistenza sociale, in misura corrispondente all'importo della prestazione stessa;
- non è reversibile ai superstiti.