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Timestamp: 2020-07-03 19:52:08+00:00
Document Index: 160446384

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 55', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 1']

INTERPELLO N. 15/2016 del 20.05.2016 (art. 9 D. Lgs. 124/2004) D.Lgs. n. 81/2015 – contratto a tempo determinato – attività stagionali. – ILA – Ispettori del Lavoro Associati
15 Ottobre 2018 redazione Anno 2016 News Lavoro, Attività stagionali, Interpelli art. 9 del D. Lgs. n. 124/2004, News Lavoro, Tempo determinato, Vigilanza Ordinaria 0
INTERPELLO N. 15/2016 del 20.05.2016 Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – D.Lgs. n. 81/2015 – contratto a tempo determinato – attività stagionali.
Prot. 37/0010244
Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – D.Lgs. n. 81/2015 – contratto a tempo determinato – attività stagionali.
L’Associazione Nazionale Vettori e Operatori del trasporto aereo ha avanzato istanza di interpello al fine di conoscere il parere di questa Direzione generale in ordine alla corretta interpretazione delle disposizioni di cui agli artt. 19 e ss., D.Lgs. n. 81/2015 concernenti la disciplina del lavoro a tempo determinato.
In particolare, l’istante chiede chiarimenti in ordine all’art. 21, comma 2 nella parte in cui la norma sancisce la non applicazione del regime degli intervalli tra un contratto a tempo determinato e la stipulazione del successivo, nelle ipotesi in cui si tratti “di lavoratori impiegati nelle attività stagionali individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché nelle ipotesi individuate dai contratti collettivi”.
L’interpellante pone, altresì, analoga questione con riferimento alle disposizioni di cui all’art. 19, comma 2 e 23, comma 2, laddove queste ultime stabiliscono rispettivamente la non applicazione del limite dei 36 mesi e dei limiti quantitativi di ricorso al contratto a tempo determinato nelle ipotesi di svolgimento di attività stagionali ex art. 21, comma 2.
Sul punto, l’interpellante pone l’ulteriore quesito inerente la non computabilità dei periodi di lavoro prestati per lo svolgimento delle attività stagionali ai fini della determinazione del limite di durata massima del termine di 36 mesi o dell’eventuale diverso termine già fissato dai contratti collettivi ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 5, comma 4 bis, del D.Lgs. n. 368/2001.
Infine, l’istante chiede se i limiti percentuali per l’attivazione dei contratti a termine ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 368/2001 possano sommarsi ai limiti percentuali previsti dall’art. 19, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015, fino all’abrogazione del citato articolo 2 prevista dall’art. 55 del Decreto n. 81 con decorrenza 1° gennaio 2017.
Occorre premettere, in termini generali, come il D.Lgs. n. 81/2015, in coerenza con i principi della legge delega, ha provveduto a riformulare in un testo organico le discipline delle diverse tipologie contrattuali, confermando sostanzialmente le regole previgenti
Con specifico riferimento alla disciplina del contratto a tempo determinato e al quesito posto va osservato che gli artt. 5, comma 3 e 4 ter, D.Lgs. n. 368, ai fini della individuazione delle attività stagionali, rinviavano al D.P.R. n. 1525/1963 nonché alle previsioni contenute nella contrattazione collettiva.
Si sottolinea altresì che, ai sensi della previgente disciplina di cui all’art. 10, comma 7, lett. b), del D.Lgs. n. 368/2001, risultavano esenti dai limiti quantitativi di utilizzo fissati dalla contrattazione collettiva le assunzioni a tempo determinato effettuate per ragioni di stagionalità, ivi comprese le attività già previste nell’elenco allegato al D.P.R. n. 1525/1963 e successive modificazioni.
In proposito questo Ministero, con circolare n. 18/2014, aveva peraltro chiarito che “…quanto alle ragioni di “stagionalità” che possono determinare l’esclusione dal computo del lavoratore a termine si evidenzia che – ferme restando le ipotesi già elencate nel D.P.R. n. 1525/1963 – ulteriori ipotesi possono essere rintracciate nell’ambito del contratto collettivo applicato, anche aziendale (il Legislatore rinvia infatti al citato D.P.R., ma non in via esclusiva)”.
In risposta al secondo quesito posto, va altresì chiarito che in base alla formulazione letterale dell’art. 19, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2015 appare corretto ritenere che i contratti a termine conclusi per lo svolgimento di attività stagionali costituiscano una eccezione al limite di durata massima stabilito ex lege o, in alternativa, dalla contrattazione collettiva. Ne consegue, quindi, che eventuali periodi di lavoro caratterizzati da stagionalità non concorrono alla determinazione del limite di durata massima di cui all’art. 19, comma 1, che opera invece per i contratti a termine stipulati per lo svolgimento di attività non aventi carattere stagionale
Infine, con riferimento all’ultimo quesito posto, si ritiene che la disciplina contenuta nell’art. 2 del D.Lgs. n. 368/2001 introduca limiti percentuali ulteriori rispetto a quelli previsti in via generale, evidentemente giustificati dalla specificità del settore e dalle esigenze ad esso connesse; del resto in tal senso depone la stessa rubrica della disposizione (“Disciplina aggiuntiva per il trasporto aereo ed i servizi aereoportuali”).
Tale considerazione, va ribadita altresì nel contesto del Decreto 81/2015, laddove proprio la prevista abrogazione “differita” della norma speciale, conferma l’interpretazione secondo cui la stessa disciplina ipotesi aggiuntive rispetto a quelle regolate in via generale dall’art. 23, comma 1 del Decreto.
DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2001, n. 368 Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES. (GU n.235 del 9-10-2001 ) note: Entrata in vigore del decreto: 24-10-2001
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 ottobre 1963, n. 1525 Elenco che determina le attività a carattere stagionale di cui all’art. 1, comma secondo, lettera a), della legge 18 aprile 1962, n. 230, sulla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato. (GU n.307 del 26-11-1963 )