Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/26900-in-vigore-il-reato-di-tortura-fino-a-10-anni-di-carcere.asp
Timestamp: 2018-11-20 16:12:00+00:00
Document Index: 157934795

Matched Legal Cases: ['art. 613', 'art. 613', 'art. 613', 'art. 613', 'art. 191', 'art. 3', 'art. 4']

In vigore il reato di tortura: fino a 10 anni di carcere
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore la legge n. 110/2017 che introduce nel codice penale il nuovo reato di tortura. Tutte le novità e il testo
di Marina Crisafi - È in vigore il delitto di tortura nell'ordinamento italiano. La legge n. 110/2017 (sotto allegata), approvata lo scorso 5 luglio in via definitiva, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale per diventare vigente dal 18 luglio 2017.
Il provvedimento, nello specifico, introduce nel codice penale due reati: quello di tortura ex art. 613-bis, e quello di istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, ex art. 613-ter.
Leggi: "Il reato di tortura è legge: tutte le novità e il testo"
Ecco le novità introdotte nel codice penale:
Il nuovo art. 613-bis del codice penale punisce "chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa" con la pena della reclusione da 4 a 10 anni di carcere. Sempre che il fatto sia commesso "mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona".
Fino a 12 anni per i pubblici ufficiali che commettono tortura
Se a macchiarsi del delitto di tortura è un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio, "con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio", la pena sale da cinque a dodici anni.
Tuttavia, l'aggravante non scatta "nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti".
Lesioni personali e morte: pene più gravi
Inoltre, se dalla tortura perpetrata, deriva una lesione personale le pene sono notevolmente aumentate. In particolare, salgono di 1/3 se la lesione è grave e della metà se è gravissima. In caso di morte, invece, quale conseguenza non voluta della tortura, la pena è della reclusione di anni trenta; se la morte è cagionata volontariamente la pena è dell'ergastolo.
Il reato di istigazione del p.u. a commettere tortura
La nuova legge introduce anche la fattispecie autonoma del reato di "istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura", ex art. 613-ter c.p. In particolare, si prevede che il p.u. (o l'incaricato di un pubblico servizio) che, nell'esercizio delle funzioni (o del servizio), "istiga in modo concretamente idoneo altro pubblico ufficiale o altro incaricato di un pubblico servizio a commettere il delitto di tortura, se l'istigazione non è accolta ovvero se l'istigazione è accolta ma il delitto non è commesso, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni".
Dichiarazioni sotto tortura non utilizzabili
Il testo modifica altresì l'art. 191 del codice di procedura penale, aggiungendo il comma 2-bis in base al quale, "le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale".
Migranti, no all'espulsione per chi va in un paese a rischio tortura
L'art. 3 della nuova legge modifica inoltre il testo unico sull'immigrazione sancendo che "non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura". Nella valutazione dei motivi si tiene conto anche dell'esistenza, nello Stato di destinazione, "di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani".
Niente immunità per gli stranieri condannati per tortura
L'art. 4 infine esclude qualsiasi forma di immunità agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale.
Legge 110/2017