Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/426
Timestamp: 2020-04-08 22:31:09+00:00
Document Index: 22591681

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 426', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 439', 'art. 426']

Norme per le controversie in materia di lavoro
Delle controversie individuali di lavoro
Del procedimento
Del procedimento di primo grado
Passaggio dal rito ordinario al rito speciale (1)
I. Il giudice, quando rileva che una causa promossa nelle forme ordinarie riguarda uno dei rapporti previsti dall'articolo 409, fissa con ordinanza l'udienza di cui all'articolo 420 e il termine perentorio entro il quale le parti dovranno provvedere all'eventuale integrazione degli atti introduttivi mediante deposito di memorie e documenti in cancelleria.
II. Nell'udienza come sopra fissata provvede a norma degli articoli che precedono.
(1) La Corte cost., con sentenza 14 gennaio 1977, n. 14 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 426 c.p.c., come modificato dall'art. 1 l. 11 agosto 1973, n. 533 e dell'art. 20 della legge medesima, nella parte in cui, con riguardo alle cause pendenti al momento dell'entrata in vigore della legge, non è prevista la comunicazione anche alla parte contumace dell'ordinanza che fissa l'udienza di discussione e il termine perentorio per l'integrazione degli atti.
Codice della strada - Mutamento del rito in appello - Omessa assegnazione termine per integrazione degli atti e notifica a contumace - Necessità - Esclusione - Fondamento.
Nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di violazioni di norme del codice della strada, instaurato successivamente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2011 e soggetto, perciò, ove non diversamente stabilito dal medesimo d.lgs., al rito del lavoro, il giudice dell'appello, allorché provveda al mutamento del rito, non è tenuto alla fissazione del termine perentorio ex art. 4 del d.lgs. citato per consentire l'eventuale integrazione degli atti introduttivi, né a fare notificare la relativa ordinanza alla parte contumace. A questa conclusione deve giungersi sia perché, ai sensi dell'art. 2 del menzionato d.lgs., trovano applicazione le disposizioni del codice di procedura civile concernenti la disciplina dell'appello ad eccezione, fra gli altri, dell'art. 439, che regola proprio il cambiamento del rito in appello, sia in quanto, in tale grado, sono già intervenute le decadenze a carico delle parti, costituite o contumaci, sicché non è ravvisabile la stessa "ratio" sottesa alle prescrizioni di cui all'art. 426 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Ottobre 2018, n. 27340. Segue...
Domanda di risoluzione di contratto di comodato di immobile urbano proposta con ricorso ex articolo 702 bis c.p.c. anziché con ricorso ex articolo 447 bis c.p.c. - Inammissibilità - Esclusione - Ordinanza di mutamento del rito ex articolo 426 c.p.c. - Necessità..
Qualora la domanda di risoluzione di contratto di comodato di immobile urbano e conseguente restituzione dello stesso venga proposta con rito sommario ex articolo 702 bis c.p.c. anziché con il rito speciale del lavoro, il giudice dovrà disporre il mutamento di rito ai sensi dell'articolo 426 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Giugno 2012. Segue...
Locazione di immobili - Obbligo di registrazione del contratto - Violazione - Nullità - Rilevabilità d'ufficio - Sanatoria mediante registrazione tardiva del contratto - Esclusione.
Locazione di immobili - Procedimento pretorile - Unicità del giudizio - Prosecuzione avanti lo stesso giudice della convalida - Proposizione di domande nuove - Inammissibilità - Rilevabilità d'ufficio - Sanatoria mediante accettazione del contraddittorio - Esclusione..
Il contratto di locazione non registrato nel termine di 30 giorni previsto dalla legge è nullo, così come stabilito dall'articolo 1, comma 346, legge 30 dicembre 2004, n. 311 e la nullità, rilevabile d'ufficio, non è sanabile neppure con la registrazione tardiva del contratto. (Roberto Bartolini) (riproduzione riservata)
Nel nuovo rito delle locazioni che ne ha attribuito la competenza per materia al pretore ed ha disciplinato il procedimento secondo il rito speciale del lavoro, sulla base del combinato disposto degli articoli 667 e 426 c.p.c., una volta che il pretore abbia pronunciato (o negato) i provvedimenti previsti dagli articoli 665 e 666 c.p.c., il giudizio, che è unico ed inizia con l'esercizio da parte del locatore di un'azione di condanna nella forma speciale della citazione per convalida, prosegue dinanzi al pretore con facoltà per le parti di depositare memorie integrative, che non possono contenere domande nuove, a pena di inammissibilità, rilevabile anche d'ufficio dal giudice, non sanata neppure dall'accettazione del contraddittorio sul punto, col solo limite della formazione del giudicato. Tribunale Roma, 30 Settembre 2010. Segue...