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Timestamp: 2017-02-21 12:18:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 69', 'sentenza ']

Nessun compenso aggiuntivo per le festività coincidenti con la domenica
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Pubblico impiego - Dipendenti pubblici - Trattamento economico - Retribuzione e stipendio - Festività civili nazionali ricadenti di domenica - Mancato riconoscimento del compenso aggiuntivo per i lavoratori pubblici - Questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 224, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) - Non fondatezza
È legittima la norma che esclude l’applicabilità ai lavoratori pubblici della disposizione recante la previsione del diritto ad una retribuzione aggiuntiva nel caso in cui le festività ricorrano di domenica. L’art. 1, comma 224, della legge n. 266 del 2005 è in linea con il principio della onnicomprensività della retribuzione e del divieto di ulteriori corresponsioni, diverse da quelle contrattualmente stabilite. Pertanto non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 224, della legge n. 266 in esame, sollevata, in riferimento all’art. 117, comma 1, della Costituzione, in relazione all’art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, dalla sezione Lavoro della Corte di cassazione. L’intervento interpretativo del legislatore infatti non solo non contrasta con il principio di ragionevolezza ma neppure determina una lesione dell’affidamento. Né si ravvisa una lesione delle attribuzioni del potere giudiziario. Corte costituzionale, sentenza 14 luglio 2015, n. 150
Impiego pubblico contrattualizzato - Comparto Regioni-autonomie locali - Dipendenti comunali - Festività nazionali non lavorate coincidenti con la domenica - Lavoratori retribuiti in misura fissa - Ulteriore retribuzione - Spettanza
In applicazione dell’art. 5, comma 3, della legge n. 260/1949, come sostituito dall’art. 1 della legge n. 90/1954, ai lavoratori salariati retribuiti in misura fissa che non svolgano attività di lavoro nei giorni di festività nazionali coincidenti con la domenica, in aggiunta alla normale retribuzione giornaliera, spetta un’ulteriore retribuzione corrispondente all’aliquota fissa giornaliera. In ordine all’individuazione dei soggetti destinatari, la norma de qua, tenuto conto della sua formulazione, non esclude dal riconoscimento dell’ulteriore retribuzione corrispondente all’aliquota giornaliera i lavoratori dipendenti non assimilabili ai "salariati".
Impiego pubblico contrattualizzato - Comparto Regioni-autonomie locali - Dipendenti comunali - Festività religiose non lavorate coincidenti con la domenica - Lavoratori retribuiti in misura fissa - Ulteriore retribuzione - Esclusione
Ai lavoratori salariati retribuiti in misura fissa che non svolgano attività di lavoro nei giorni di festività religiose coincidenti con la domenica, in aggiunta alla normale retribuzione giornaliera non spetta un’ulteriore retribuzione corrispondente all’aliquota fissa giornaliera. In ordine all’individuazione dei soggetti destinatari, la normativa de qua, tenuto conto della sua formulazione, esclude dal riconoscimento dell’ulteriore retribuzione corrispondente all’aliquota giornaliera i lavoratori dipendenti non assimilabili ai "salariati".
Trib. Milano, sez. Lavoro, sentenza 28 febbraio 2005, n. 742
Lavoro - Lavoro subordinato - Retribuzione - Lavoro straordinario, notturno, festivo e nel periodo feriale - Compenso aggiuntivo per le festività del venticinque aprile e del primo maggio coincidenti con la domenica - Spettanza al lavoratore retribuito in misura fissa in tali giorni in riposo - Fondamento
In tema di compenso per le festività nazionali infrasettimanali, l’art. 5, comma 3, ultima parte, della legge 27 maggio 1949, n. 260, come modificato dalla legge 31 marzo 1954, n. 90, prevede che la retribuzione aggiuntiva (corrispondente all’aliquota giornaliera), prevista per il caso in cui le festività del venticinque aprile e del primo maggio coincidano con la domenica, spetta al lavoratore remunerato in misura fissa che, in quei giorni, riposi; tale compenso, infatti, trova giustificazione nel fatto che, ove le suddette festività non coincidessero con la domenica, il dipendente fruirebbe di un giorno di riposo in più ed è espressamente previsto dall’art. 2 della citata legge n. 90 del 1954 nel caso, tra l’altro, di sospensione del lavoro dovuta a coincidenza della festività con la domenica.
Lavoro - Lavoro subordinato - Periodo di riposo - Festività - Soppressione ex art. 1 della legge n. 54 del 1977 - Disciplina economico normativa - Devoluzione alla contrattazione collettiva di settore - Fattispecie relativa a contratto collettivo includente le festività civili del 2 giugno e del 4 novembre fra quelle non soppresse
L’art. 1 della legge n. 54/1977 - il quale ha disposto, al comma 1, che cessano di essere considerati festivi agli effetti civili i giorni delle cinque festività religiose ivi indicate e, al comma 2, che cessano di essere considerati festivi i giorni 2 giugno e 4 novembre - ha un’efficacia abrogativa generale, nel senso della pura e semplice soppressione di dette festività, comprese quelle civili sopra indicate, essendo in contrario irrilevante che di queste la stessa norma abbia conservato (ma, rispettivamente, alla prima domenica di giugno e di novembre) la celebrazione. Pertanto, essendo tutti i giorni succitati divenuti lavorativi, deve escludersi la possibilità di richiamare la normativa dettata dalle leggi n. 260 del 1949 e n. 90 del 1954, e la loro disciplina economico-normativa è riservata alla contrattazione collettiva di settore (nella specie, la Suprema corte ha evidenziato che i fatti di causa erano precedenti all’entrata in vigore della legge 20 novembre 2000, n. 336, la quale ha ripristinato la festività nazionale del 2 giugno).
Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 29 agosto 2011, n. 17724
Rapporto di lavoro - Trattamento economico e normativo - Festività coincidenti con la domenica - Doppia retribuzione giornaliera per i dipendenti delle PA - Non spetta anche prima dell’entrata in vigore della legge 23 dicembre 2005, n. 266 - Natura interpretativa dello jus superveniens - Illegittimità costituzionale - Non sussiste
L’art. 5, comma 3, della legge n. 260/1949, nella parte in cui prevede che, in caso di coincidenza delle festività nazionali con la domenica, il datore di lavoro debba corrispondere al dipendente la doppia retribuzione giornaliera, non è applicabile ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni in ragione dell’espresso divieto disposto dall’art. 2 del Dlgs n. 165/2001 e della mancata previsione dei successivi contratti collettivi di lavoro dell’erogabilità di tale emolumento. Divieto peraltro consacrato anche dal legislatore con la legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 224, che, avendo superato il vaglio di legittimità costituzionale ed avendo natura di interpretazione autentica, ha portata retroattiva così da applicarsi sin dall’entrata in vigore del cosiddetto Testo unico sul pubblico impiego, nei termini previsti dall’art. 2, comma 2.
Corte appello Napoli, sez. Lavoro, sentenza 19 gennaio 2009, n. 6693
Pubblico impiego - Pubblico impiego privatizzato - Retribuzione - Compenso aggiuntivo per le festività civili coincidenti con la domenica - Spettanza - Esclusione - "Ratio"
In tema di pubblico impiego privatizzato, il diritto al compenso aggiuntivo per le festività civili coincidenti con la domenica, attribuito dall’art. 5, comma 3, della legge 27 maggio 1949, n. 260, come modificato dall’art. 1 della legge 31 marzo 1954, n. 90, è stato escluso dall’art. 3, comma 224, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che, con norma di interpretazione autentica (resa palese dalla specifica salvaguardia delle situazioni coperte da giudicato formatosi anteriormente alla sua entrata in vigore), ha espressamente compreso la citata disposizione tra quelle riconosciute inapplicabili dall’art. 69, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 a seguito della seconda tornata di contratti collettivi in materia di lavoro con la pubblica amministrazione. Ne consegue che per le giornate del venticinque aprile 1999, due giugno 2002 e venticinque aprile 2004, tutte ricadenti di domenica, non sussiste il diritto dei dipendenti all’attribuzione, oltre alla normale retribuzione, di un’ulteriore aliquota giornaliera.
Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 17 giugno 2009, n. 14048