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Timestamp: 2018-02-19 04:46:53+00:00
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LE SCOMMESSE SPORTIVE: PROBLEMATICHE ATTUALI E PROSPETTIVE FUTURE - PDF
LE SCOMMESSE SPORTIVE: PROBLEMATICHE ATTUALI E PROSPETTIVE FUTURE
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1 Facoltà di giurisprudenza Cattedra di Diritto dello sport LE SCOMMESSE SPORTIVE: PROBLEMATICHE ATTUALI E PROSPETTIVE FUTURE Relatore: Chiar.mo Prof. ENRICO LUBRANO Candidato: Francesco Taricone Matricola: Correlatore: Anno accademico: Chiar.mo Prof. ANGELO CARMONA
2 A zia Elisabetta 2
3 INDICE INTRODUZIONE 7 CAPITOLO I IL CONTRATTO DI GIOCO E DI SCOMMESSA 1. Il gioco e la scommessa 1.1 La rilevanza giuridica del fatto ludico La distinzione tra gioco e scommessa La natura contrattuale della scommessa I requisiti del contratto di scommessa 3.1 La causa L oggetto La forma L accordo La tripartizione delle scommesse L alea del contratto di scommessa e le differenze con i contratti aleatori tradizionali Il differente regime tra le scommesse sportive e quelle non sportive Scommesse occasionali e scommesse organizzate Conseguenze del ritiro o del recesso nei contratti di gioco e scommessa 28 CAPITOLO II LE FATTISPECIE PENALI IN MATERIA DI SCOMMESSE 1. La disciplina del gioco d azzardo 1.1 Il gioco d azzardo nel Codice Penale 32 3
4 1.2 La distinzione tra giochi d azzardo e giochi non d azzardo Il gioco d azzardo autorizzato La legge 401/ La genesi storica della legge 401/ L emanazione della legge 401/ La Corte di Giustizia segna la fine della rilevanza penale in materia di raccolta delle scommesse 3.1 Le problematiche legate all articolo 4 comma 4bis della legge 401/ La sentenza Gambelli La difesa della normativa italiana da parte della Corte di Cassazione La sentenza Placanica Il revirement della Corte di Cassazione La Corte Costituzionale si pronuncia sull argomento La rilevanza storica del calcio-scommesse ed il suo impatto sui campionati di calcio italiani Problematiche in materia di gioco automatico: dalla finanziaria 2006 alla sentenza 215/2008 della Corte Costituzionale 5.1 La disciplina normativa in materia di gioco automatico La depenalizzazione delle violazioni in materia di gioco automatico e l intervento della Corte Costituzionale La normativa anti-riciclaggio 68 CAPITOLO III. LA DISCIPLINA DELLE SCOMMESSE SPORTIVE IN ITALIA E NEL MONDO 4
5 1. La gestione delle scommesse sportive in Italia 1.1 Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato (AAMS) Sisal Sogei Il cardine del sistema italiano: l affidamento in concessione 2.1 Storia del sistema concessorio italiano Analisi dello schema di convenzione di concessione per la commercializzazione delle scommesse a quota fissa su eventi sportivi, diversi dalle corse dei cavalli, ed eventi non sportivi Commenti all attuale sistema concessorio La Corte di Giustizia europea e il sistema concessorio italiano 3.1 La sentenza Zenatti La sentenza Gambelli La sentenza Placanica La sentenza Stanleybet in materia di rinnovo delle concessioni La risposta della commissione europea ad una interrogazione parlamentare sul sistema italiano La giurisprudenza amministrativa tra l'europeismo dei Tar e il nazionalismo del Consiglio di Stato 4.1 Le prime sentenze dei giudici amministrativi L'apertura dei Tar ai principi sanciti dalla sentenza Gambelli e l'immediato blocco del Consiglio di Stato L'attuale situazione giurisprudenziale e le nuove problematiche in divenire La disciplina tributaria delle scommesse Le scommesse sportive in Europa e nel mondo 5
6 6.1 Panoramica sulla situazione europea Francia Regno Unito Germania Stati Uniti Altri Stati 123 CAPITOLO IV. NUOVE PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE FUTURE 1. Le scommesse sportive on-line in Italia 1.1 La storia delle scommesse sportive on-line in Italia Il sistema attuale in Italia L aggiramento del blocco sui siti di scommesse esteri La liberalizzazione del palinsesto Problematiche relative ai risultati ottenuti grazie al gioco di squadra Problematiche relative ai risultati causati da frode sportiva Problematiche relative al pagamento anticipato di eventi non ancora terminati L enorme diffusione delle aste al ribasso: gioco di abilità o gioco d azzardo? Gli skill games 148 CONCLUSIONI 152 BIBLIOGRAFIA 159 6
7 INTRODUZIONE Come definire il settore delle scommesse sportive? Siamo di fronte ad un campo a dir poco confusionario. Nel corso degli anni si sono alternate normative tra di loro opposte e confliggenti, alcune sostenute, altre condannate dall operato dei giudici, i quali a loro volta si sono posti in contrasto a seconda della loro nazionalità o del loro grado. Questo caos normativo e giurisprudenziale ha dovuto fare i conti con i dati economici del settore, che parlano di una crescita inarrestabile e vorticosa, di una diffusione sempre maggiore dell attività di raccolta delle scommesse, dello sviluppo di nuove metodologie sfruttando le potenzialità di internet, di un ingresso in larga scala degli operatori stranieri nel mercato italiano, con conseguente richiesta di regole certe che garantiscano i bookmakers ed i clienti. Se Atene piange, Sparta non ride. La situazione nel resto d Europa, infatti, è anch essa ai limiti del paradossale, alternandosi sistemi protezionisti, sistemi liberali e sistemi ambigui, il tutto condito da contrasti giurisprudenziali con una crescita abnorme del contenzioso sia a livello dei singoli Stati, sia all interno della Comunità europea, con la Corte di Giustizia che oramai ha preso estrema familiarità col tema a causa dell altissimo numero di cause inerenti il settore delle scommesse. Guardando fuori Europa, poi, la situazione di sicuro non appare migliore, se si pensa che la normativa statunitense in materia è finita addirittura oggetto di una condanna da parte del WTO, anche a causa del crescente fenomeno di piccoli Stati che, per attirare investitori esteri, propongono una normativa molto favorevole in materia di 7
8 tassazione sulle scommesse, predisponendo un sistema equivalente a quello dei paradisi fiscali. Ci si scontra, quindi, con un duplice problema: da un lato, la crescita economica del settore, che oramai ha raggiunto i livelli di veri e propri colossi, impone sistemazione organica e chiarezza normativa; dall altro, le regole sembrano confuse ed ambigue, mal bilanciandosi le aperture della Unione Europea in nome delle libertà sancite dal Trattato e le esigenze degli Stati che, in un periodo di crisi economica molto acuta, non intendono rinunciare ai vantaggi di un monopolio in tema di giochi e scommesse. Nelle pagine successive, quindi, verrà analizzato il settore delle scommesse sportive, partendo dalle basi della materia fino ad arrivare alle problematiche attuali, vedendo come la situazione si sia evoluta nel corso degli anni in modo da tracciare, nelle conclusioni, delle ipotesi di sistemazione della materia In particolare si vedrà se il sistema italiano, il quale si basa su una concessione da parte dello Stato, possa definirsi compatibile con i principi comunitari, sia alla luce delle sentenze della Corte di Giustizia, sia in virtù delle innegabili aperture operate dal decreto legge n. 223/2006 (noto come Decreto Bersani), sottolineando come molto si sia fatto (ad esempio è venuta meno la rilevanza penale in materia di raccolta delle scommesse sancita dall articolo 4, comma 4bis, della legge n. 401/1989), ma tantissimo sia ancora da fare. Un analisi comparatistica dei sistemi esteri permetterà di analizzare i relativi pregi e difetti, cercando quindi di prendere da ognuno quei tratti positivi che consentano di costruire un settore in linea con i principi comunitari, ma rispettoso delle prerogative italiane e che non comprometta gli ingenti introiti statali, decisivi per le aride casse dello Stato italiano. Un accenno, infine, verrà fatto su alcune nuove tipologie di giochi e scommesse, e su alcune problematiche relative a tale attività 8
9 che meritano attenzione, come il poker on-line e le aste al ribasso, oltre ad alcune patologie che vanno ad inficiare lo svolgimento dell evento sportivo che è alla base delle scommesse, in modo da analizzare quali problematiche ne possano derivare e quale possa essere un analisi appropriata di tali fenomeni, con le relative conseguenze. 9
10 CAPITOLO PRIMO IL CONTRATTO DI GIOCO E SCOMMESSA 1. Il gioco e la scommessa 1.1 La rilevanza giuridica del fatto ludico Il gioco attira l interesse. Affascina, cioè incanta. È ricco delle due qualità piú nobili che l uomo possa riconoscere nelle cose ed esprimere egli stesso: ritmo e armonia. (1). Con queste affascinanti parole si può riassumere la tendenza dell uomo verso l attività ludica, uno dei motori delle passioni e degli accadimenti umani. In ogni epoca storica l essere umano ha sempre cercato di ritagliarsi dei momenti da dedicare al gioco, restandone affascinato, quasi stregato (2). Collegata al gioco si è sviluppata, nei secoli, la scommessa (3), intesa come contesa o sfida sulla verità di un fatto o di un affermazione (4). 1 J. HUIZINGA, Homo ludens, Torino, 1949, pag 13. Nella stessa opera viene sottolineato come la civiltà umana sorge e si sviluppa nel gioco, come gioco. Dello stesso parere è C. MANENTI, Del giuoco e della scommessa, in appendice alla traduzione del Commentario alle Pandette di Federico Gluck, 1903, p. 803, il quale evidenzia come nessun fenomeno può dirsi più universalmente umano del gioco. 2 Dal bambino alla scoperta della vita fino al campione del mondo di scacchi, la passione per il divertimento è un fattore che accomuna tutti, diventando quindi un fenomeno sociale verso il quale il diritto non poteva dimostrarsi indifferente 3 Tralasciando le testimonianze bibliche, è indubbio come la messa in palio di una posta collegata ad un evento sia un fenomeno diffuso da secoli, tanto da poter parlare di una vera e propria febbre del gioco. 10
11 Per decenni la stessa disciplina positiva è rimasta nel limbo tra l irrilevanza giuridica del fatto di giuoco e la sua rilevanza sociale, dando adito ad un dibattito dottrinale che va da posizioni che affermano l intrinseca, totale incompatibilità del gioco con il mondo del diritto (5) (qualificando come contratto la sola scommessa) ad autori che invece sostengono come il gioco sia fonte di obbligazioni giuridiche (6). Nel mezzo va segnalata corposa dottrina ( 7 ) che, pur riconoscendo che non è la sola scommessa ad essere rilevante per il diritto, si ostina a negare che all attività di gioco possa riconnettersi un qualsiasi effetto di tipo contrattuale (8). Tutto ciò risente indubbiamente della storica diffidenza nei confronti del gioco, che risale all epoca del diritto romano, proseguita nel corso dei secoli con l affermarsi dell idea che il gioco induca all ozio e possa essere fonte di disordini individuali e sociali. La posizione radicale considera il gioco come fatto ludico del tutto estraneo al diritto, riducendolo a mero presupposto esterno del contratto di scommessa. 4 M. PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, Milano, 2003, p.2 5 Primo fautore dell irrilevanza giuridica del gioco va considerato C.FURNO, Note critiche in tema di giochi, scommesse e arbitraggi sportivi, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1952, 619 ss., impostazione poi accolta da E. VALSECCHI, Giuoco e scommessa. La transazione, in Trattato di diritto civile e commerciale, 1986, 8 ss. 6 Una prima apertura è venuta da L. BUTTARO, Del giuoco e della scommessa, in Commentario al codice civile, 1959, p.18, nel quale si afferma che se il giuoco serve all esercizio ed abilità del corpo ( ), esso è pienamente tutelato, e cioè è fonte di obbligazioni giuridiche (art. 1934). Nel prosieguo tale impostazione è divenuta pacifica in dottrina, come attesta M.PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, cit, p.4. 7 Si vedano su tutti G.OPPO, Adempimento e liberalità, Milano, 1947, p.15 e C.A. FUNAIOLI, Il giuoco e la scommessa, in Trattato Vassalli, Torino, Tale impostazione si riduce nel designare come gioco la fattispecie in cui le parti concorrano a determinare l esito della competizione e come scommessa il contratto aleatorio che colleghi il pagamento di una posta ad un evento di pura sorte. 11
12 Tale impostazione, pur se sostenuta da autorevoli studiosi (9), è rimasta isolata, poiché è estremamente difficile negare la rilevanza giuridica del fatto di gioco alla luce sia della sua dimensione sociale sia di tutti gli eventi connessi alla preparazione dell attività ludica, i quali molto spesso assumono una loro ben definita rilevanza. Come giustamente è stato rilevato, inoltre, tale impostazione ha il difetto di confondere iocus e ludus (10), accomunando lo scherzo alla gara. Bisogna quindi aderire alla posizione, oramai data per pacifica in dottrina, che riconosce rilevanza giuridica al gioco. 1.2 La distinzione tra gioco e scommessa A questo punto occorre trovare una distinzione tra il gioco e la scommessa, al fine di meglio analizzare tali fattispecie. Non è qui il caso di soffermarsi sulle dispute storiche in materia che hanno interessato l epoca romana arrivando fino all età dei lumi. Basti qui citare uno dei primi studiosi dell argomento, Luca Buttaro (11), il quale riconduce le argomentazioni dottrinali in materia a tre diverse teorie. La prima teoria fa capo allo scopo, al motivo che induce le parti a porre in essere il rapporto, facendo leva sul fatto che venga perseguito uno scopo di divertimento o di guadagno o che si voglia rafforzare un dissenso di opinioni (12). 9 Vedi nota 3 10 M. PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, cit, p L. BUTTARO, Del giuoco e della scommessa, cit., pp. 22ss. 12 Come giustamente faceva notare Buttaro tale tesi muove dall errato presupposto che criterio distintivo siano i motivi individuali dei giocatori e degli scommettitori, i quali di regola sono irrilevanti per il diritto e non può essere basata su di essi una classificazione giuridica. 12
13 Altra teoria si basa, come criterio distintivo, sulla natura dell evento posto in condizione, ovverosia dall esservi o meno gioco in senso tecnico (13). Ben più interessante a livello giuridico e convincente a livello logico appare la terza teoria, che distingue il gioco dalla scommessa a seconda che le parti del rapporto a contenuto patrimoniale partecipino o meno alla realizzazione dell evento cui è subordinata l esecuzione della prestazione, ossia a seconda che il verificarsi dell evento posto in condizione dipenda dalla volontà e dall attività delle parti contraenti ovvero sia un fatto naturale o ad opera di terzi. In base a questa teoria (14) quando sono le stesse parti che, scendendo in campo e sedendosi intorno a un tavolo di gioco, creano la possibilità di una vincita o di una perdita e che subordinano all esito della gara o della partita l esecuzione di una prestazione, si è di fronte ad un gioco. Si ha invece scommessa ogni qual volta ricorre solo la seconda circostanza, e cioè l artificiale creazione del rischio consiste unicamente nell avere subordinato l esecuzione della prestazione pattuita ad un evento naturale ed umano, che non è di per sé destinato 13 Sicuramente va sottolineato come questa impostazione comporti un passo avanti rispetto alla precedente, in quanto la natura dell evento può essere controllata facilmente a differenza dei motivi individuali, i quali sono difficilmente dimostrabili (oltre che, come si è sottolineato, di regola irrilevanti per il diritto). Questa teoria però, a ben vedere, si risolverebbe in una mera contrapposizione terminologica, definendo giochi o scommesse eventi che poco o nulla hanno di differente, come una puntata sulla vittoria della Juventus o una puntata sulla vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche. Nel primo caso, essendovi ludus in senso tecnico, si parlerà di gioco, nel secondo di scommessa, ma balza subito all occhio come, nella pratica, non vi sia alcuna differenza tra le due puntate. 14 Questa teoria è la più consona a meglio definire una sorta di distinzione tra gioco e scommessa, apparendo oramai chiaro come una netta e pacifica distinzione sia ardua da individuare. I pregi di questa terza ipotesi vanno tuttavia rimarcati, venendo qui meno sia fattori extragiuridici (i motivi della prima teoria), sia distinzioni di lana caprina (come il ludus in senso tecnico della seconda teoria), basandosi quindi su fatti chiari ed oggettivi di cui troppo spesso il diritto fa a meno, creando confusione ed ambiguità. 13
14 ad incidere direttamente sul loro patrimonio e che viene considerato solo come il termine di riferimento per determinare il vincitore (15). Riassumendo quindi si avrà gioco quando due o più persone si impegnano tra loro in un attività di tipo competitivo, puntando una somma di denaro o altro bene che andrà al vincitore; viceversa, si avrà scommessa quando le parti mettono in palio una posta patrimoniale sulla correttezza delle loro previsioni in merito ad un evento del quale non sono parti in causa (16). Il codice civile (artt ss.) distingue i due contratti in base alla nozione comune, disciplinando però solo quelli (non importa se di gioco o scommessa) nei quali sia prevista una posta patrimoniale. Come qualificare quindi il gioco nel quale non vi sia alcuna messa in palio di una posta? Alla luce di quanto finora esaminato sembra pacifico ritenere giuridicamente rilevante anche il gioco senza posta in palio ( 17 ), dovendosi ritenere tutti i contratti di gioco e scommessa come figura contrattuale unitaria, all interno della quale il contratto di gioco (18) e il contratto di scommessa si configurano come sottotipi o figure di specie di un unico genus (19), il contratto di gioco e scommessa, nel 15 L. BUTTARO, Del gioco e della scommessa, cit., pagg La differenza sarà, dunque, la partecipazione all evento da parte dei contraenti, i quali potranno ben determinare l esito del gioco ma non riusciranno mai ad incidere sull esito della scommessa. 17 Come giustamente fa notare M.PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, cit., p. 47, è ormai un dato acquisito l indipendenza dell estremo della giuridicità da quello della patrimonialità delle prestazioni. 18 Parte della dottrina ha ricollocato, all interno del contratto di gioco o scommessa, anche la figura finanziaria del contratto di swap, muovendo dal fatto che la speculazione altererebbe la causa dello swap trasformandola in ludica, rendendo quindi tale contratto non meritevole di autonoma tutela. Anche la giurisprudenza ha mostrato di accogliere tale impostazione, applicando in questi casi la disciplina del gioco. Si veda al riguardo G. CAPALDO, Profili civilistici del rischio finanziario e contratto di swap, Roma, 1999, pp. 107 ss. 19 M. PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, cit., p
15 quale sono coinvolti interessi, anche patrimoniali, che prescindono dalla messa in palio di una posta. 2. La natura contrattuale della scommessa Alla luce di quanto esaminato nel paragrafo precedente si può quindi definire il contratto di scommessa come quel sottotipo del contratto di gioco e scommessa nel quale le parti si sfidano pronosticando l esito finale di una competizione alla quale esse non prendono parte e sulla quale non sono in grado di influire, collegando all esito finale l obbligo del perdente di effettuare una prestazione patrimoniale al vincitore. La vecchia impostazione ( 20 ), che riconduceva la scommessa all interno della categoria delle obbligazioni naturali, negava la natura contrattuale della stessa poiché sfornita della tutela che l ordinamento riserva a tale figura (21). In seguito, parte della dottrina, che pure continuava a negare il fatto che la scommessa producesse propriamente un effetto contrattuale, inizia a ritenere come produttiva di effetti vincolanti la scommessa collegata ai giochi sportivi, i quali sono indirettamente 20 Ampio è stato il dibattito, in passato, sulla natura giuridica della scommessa. Già R. DE RUGGIERO, Istituzioni di diritto civile, Messina, 1935, p.459, riteneva come la scommessa non generasse un rapporto contrattuale ma solo un obbligazione naturale. Tale teoria è stata ripresa e sviluppata soprattutto da E. VALSECCHI, Il giuoco e la scommessa. La transazione., cit., pagg 26 ss. Rilevante è sicuramente l opera di E. MOSCATI, Le obbligazioni naturali, in Fonti legali e fonti private delle obbligazioni, Padova, Di conseguenza per le scommesse limitatamente tutelate sarebbe sorto solo un obbligo morale di adempiere, prevedendo la legge esclusivamente la soluti retentio. A detta di tali autori, la scommessa non potrebbe considerarsi un contratto perché sfornita della tutela che l ordinamento riserva a questa particolare figura giuridica. Sul punto si veda E. VALSECCHI, Il giuoco e la scommessa. La transazione., cit., p
16 favoriti dalla legge per il loro valore sociale e in quanto contribuiscono alla sanità della stirpe (22). Al di là di tali motivazioni sembra oramai superata tale disputa sulla natura contrattuale della scommessa, la quale va riconosciuta a tutti gli effetti (23). 3. I requisiti del contratto di scommessa Appurata la natura contrattuale della scommessa bisogna dunque analizzare a fondo tale contratto per individuare quali siano, in esso, i requisiti previsti dall art c.c La causa Innanzitutto si ponga l attenzione sulla causa, intesa come funzione economico-sociale. Anche qui esiste un profondo disaccordo nella dottrina previgente, essendosi individuata tale funzione nella artificiale creazione del rischio ( 24 ), nel conseguimento di un vantaggio aleatorio (25), o nella assunzione reciproca di rischi contrapposti (26). 22 C.A. FUNAIOLI, Debiti di giuoco o di scommessa: in particolare obbligazioni naturali da scommessa e rilevanza dei vizi della volontà, in Studi in onore di Francesco Messineo, Milano, 1959, p La natura contrattuale della scommessa va riconosciuta sia per la diffusione di tale fenomeno nella dimensione sociale (che renderebbe perlomeno tale contratto meritevole di tutela ), sia per la crescita e lo sviluppo di un vero e proprio impero economico alla base delle scommesse, sportive e non, il quale rende opportuno inquadrare tale fenomeno all interno dello schema contrattuale assegnando alla scommessa tutte le tutele tipicamente contrattuali. 24 C. A. FUNAIOLI, Il giuoco e la scommessa, cit., p. 22, ma anche L. BUTTARO, Giuoco e scommessa, cit., p L. BUTTARO, Giuoco e scommessa, cit., p.66 (in apparente contrasto con quanto sostenuto in altra parte della sua opera, vedi nota precedente). 26 E. VALSECCHI, Giuoco e scommessa, cit., p
17 Tali teorie, come si può evincere, si fondano sul concetto di rischio, inteso come elemento essenziale e determinante del contratto di scommessa. Questa impostazione desta qualche perplessità: giustamente è stato fatto notare come la creazione del rischio non rappresenta certo il risultato finale, lo scopo cui tendono le parti, ( ) al più può vedersi come un mezzo o strumento per il conseguimento del fine (27). Va dunque cercata una nuova ragione pratica del contratto di scommessa, che può essere individuata nella compresenza della competizione e dello scopo di lucro: causa ludendi e causa lucrandi (28). La causa ludendi si realizza in ogni contratto di gioco o scommessa, anche se in misura diversa: di certo è la causa principale nei giochi con poste in palio irrisorie o sproporzionate rispetto al tempo e all impegno sostenuto nella parte ludica; ma a volte è la posta patrimoniale ad assumere un peso maggiore (tipico è il caso delle estrazioni a sorte), anche in tali casi, però, non è del tutto assente il fine ludico (29). 27 M. PARADISO, Il contratto di gioco e scommessa, cit., p Questi due elementi non sono di introduzione recente. Già Buttaro e Valsecchi individuarono la loro presenza, considerandoli però elementi causali contrapposti e distinti, e non compresenti all interno dello stesso contratto: nello specifico la causa ludendi sarebbe propria del contratto di gioco, mentre la causa lucrandi si troverebbe all interno del contratto di scommessa. Si deve al genio giuridico di Carnelutti la prima intuizione del fatto che la scommessa consiste nella creazione, per divertimento, di un rischio, rientrando quindi nella sfera più ampia del gioco, fondendosi gli elementi del divertimento e del lucro. Sul punto si veda F. CARNELUTTI, Riv. dir. proc., 1951, I, pp. 101 e 1953, tesi ripresa e sostenuta da C. A. FUNAIOLI, Debiti di giuoco e di scommessa, cit., p Non serve obiettare come oramai, nelle scommesse organizzate, uno dei contraenti sia un gestore professionale, poiché il fine del contratto è sempre lo svolgimento della competizione, che include in sé l elemento ludico, essendo del tutto irrilevante se il contraente lo faccia occasionalmente per divertimento o professionalmente per lavoro (anche qui si entrerebbe nel campo dei motivi, di regola irrilevanti per il diritto). Inoltre la causa ludendi serve a distinguere i contratti di scommessa dai concorsi a premio, nei quali è preminente il fine di pubblicità o di spettacolo, tanto che la 17
18 La causa lucrandi è anche essa essenziale nel contratto di scommessa, tanto da poter essere identificata col concetto di premio, presente fin dall antichità in ogni competizione ludico-sportiva (30). Il fine di lucro è uno degli elementi differenziali delle sottocategorie contratto di gioco e contratto di scommessa, essendo nella scommessa decisamente più marcato rispetto al gioco. Causa ludendi e causa lucrandi sono quindi fini essenziali ed inscindibili nel contratto di scommessa, che si influenzano tra loro in maniera rilevante. Il contenuto del contratto si specifica in un attività agonistica o ludica e nella messa in palio di una posta economica (31). Per quanto riguarda l attività agonistica assumono notevole rilevanza le cosiddette regole del gioco (32), le quali dovranno essere ritenute, latu sensu, contrattuali (33), con tutte le conseguenze del caso. dottrina li ha correttamente inquadrati nella figura giuridica della promessa al pubblico gratuita. Sul punto si veda M. PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, cit., p A nulla vale rilevare come in alcuni casi la posta in palio sia del tutto irrisoria o simbolica (il classico ci giochiamo un caffè ), poiché nell individuazione della causa nessun senso ha sindacare l ammontare di un elemento, ma bisogna semplicemente limitarsi alla constatazione della sua presenza. 31 M. PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, cit. p La dottrina a lungo ne ha escluso la natura normativa, relegandole a mero presupposto di fatto per l applicazione delle norme giuridiche; tale impostazione sicuramente risente della vecchia tendenza che faceva rientrare la scommessa all interno della categoria delle obbligazioni naturali. Avendo già esaminato come invece la si debba ricondurre all interno del fenomeno contrattuale non si può qui non rilevare come, essendo l attività agonistica contenuto del contratto, anche le relative regole saranno ivi contenute e ad esse si farà riferimento nell esecuzione del contratto. 33 Tale conclusione è stata felicemente intuita da M. PARADISO, I contratti di gioco e scommessa, cit., p
19 3.2 L oggetto Come si può ricavare da quanto finora analizzato, l oggetto del contratto di scommessa consiste nel pagamento di una somma di denaro o nella consegna di un altro bene (34). Tale oggetto può essere determinato fin dal momento della conclusione del contratto, o è facilmente determinabile in quelle scommesse in cui la vincita dipende dall entità del montepremi (es. totocalcio) o dalle somme man mano versate nel corso della partita (es. poker). 3.3 La forma In via generale, per le scommesse private, non sono previsti particolari requisiti di forma, salvo non vi sia un obbligo derivante dalla posta in gioco (ad esempio nel caso ci si giochi un bene immobile). Non può però sfuggire come nelle forme di scommessa più diffuse siano previste determinate forme a pena di nullità, ad esempio la schedina del vecchio totocalcio o la bolletta delle nuove scommesse sportive, che vanno compilate per iscritto e su appositi moduli. Tutto ciò è dovuto ad esigenze di prova e trasparenza. 3.4 L accordo Per quanto riguarda l accordo, la dottrina è unanime nel distinguere tra contratti bilaterali e plurilaterali, tenendo conto del numero di parti in causa nel contratto. Sono considerati plurilaterali i contratti nei quali le poste dei giocatori formano un unico montepremi, e la vincita dipende dal suo ammontare complessivo e dal numero dei vincitori (35). 34 Il punto, introdotto da L. BUTTARO, Giuoco e scommessa, cit., p.66, non è stato mai messo in dubbio dalla susseguente dottrina. 35 M. PARADISO, Il contratto di gioco e scommessa, cit., p
20 Essendo lo scopo di tali contratti la formazione del montepremi da dividere, da essi rimarrebbe fuori il gestore del gioco, il quale si limiterebbe a gestire le operazioni in virtù di un contratto di mandato o di locazione d opera (36). Sono considerati invece bilaterali i contratti nei quali l ammontare della vincita è prefissato, non dipendendo dal numero di giocate e dalle somme investite dagli altri, come avviene nelle scommesse sportive professionali tenute dai bookmakers (37). 4. La tripartizione delle scommesse Le scommesse vengono classificate, a seconda dei loro effetti, in tre diverse categorie, secondo una divisione ritenuta oramai pacifica in dottrina (38), la quale prende spunto dal codice civile. La prima categoria è quella delle scommesse tutelate, che presentano come fase ludica una competizione sportiva, che abbiamo visto l ordinamento riconosce pienamente meritevole di tutela. Tale categoria si basa sull art c.c., il quale riconosce azione in giudizio per il pagamento della posta promessa (39). 36 Tale impostazione, introdotta da T. ASCARELLI, Il contratto plurilaterale. Saggi giuridici., Milano, 1949, pp. 259 ss., è stata accolta da C.A. FUNAIOLI, Il giuoco e la scommessa, cit., pp. 80 ss., E. VALSECCHI, Giuoco e scommessa, cit., p. 45, e M. PARADISO, Il contratto di gioco e scommessa, cit, p E qui evidente la differenza con i contratti plurilaterali, essendo il gestore parte integrante del contratto, sul quale grava l alea. 38 Si noti come sul punto concordino in pieno studiosi con posizioni di base divergenti come E. VALSECCHI, Il giuoco e la scommessa. La transazione., cit., p.76; E. MOSCATI, Le obbligazioni naturali, cit., p.97; M. PARADISO, Il contratto di gioco e scommessa, cit., p Questa categoria è sicuramente quella meglio chiarita a livello concettuale e che presenta il minor numero di problemi, essendoci una piena tutela riconosciuta a livello normativo che rende il contratto di scommessa esente dalle problematiche riscontrabili nelle altre categorie. Per questo motivo si riconducono a tale ipotesi le scommesse sportive organizzate da bookmakers professionistici, i giochi a pronostici gestiti dalla Sisal e anche eventi non sportivi, come il gioco del lotto e le lotterie organizzate. Si va sviluppando in dottrina una corrente che ritiene che lotterie e concorsi a pronostici facciano parte di una nuova categoria, quella dei giochi autorizzati. 20