Source: http://architetticampagna.blogspot.com/2015/10/cila-ed-agibilita.html
Timestamp: 2017-05-23 10:48:15+00:00
Document Index: 41053267

Matched Legal Cases: ['art.25', 'art. 30', 'art. 25', 'art 6', 'art. 3', 'art. 64', 'art. 24']

Simona Proietti10 ottobre 2015 14:45Buongiorno Architetto,un confronto in merito alla condizione di richiesta agibilità nel caso 'variazione dei vani': io la interpreto come aumento o diminuzione della consistenza, ossia della SUL, spostare la distribuzione interna dei locali non modifica il numero dei vani. Sappiamo che -in termini catastali- un vano non corrisponde ad una stanza propriamente detta, se unisco una cucina con un soggiorno non riduco il numero dei vani, effettuo solo una 'variazione spazi interni'. Idem per la realizzazione 2° bagno. Se ogni cila -presentata per vsi e/o integrazione tecnologica- dovesse esitare in una modifica o richiesta di agibilità credo oltrepasseremmo il limite del delirio cui siamo arrivati. Anche perché, parecchi edifici plurifamiliari, hanno ottenuto agibilità complessive, come dovrebbe avvenire una modifica 'parziale' di questi certificati? Per noi tecnici sarebbe un lavoro olimpico!! Una caccia a dichiarazioni di conformità inesistenti per le parti comuni (con impianti spesso antecedenti al 1990), collaudi statici sepolti chissà dove, tempi per l’ottenimento infiniti, pratiche che non si chiudono mai! Non voglio nemmeno pensarci! Grazie 1000 per questo utile blog.simona proiettiRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna10 ottobre 2015 21:58La stessa domanda l'ho rivolta al dirigente della unità dipartimentale che si occupa dell'agibilità, e, per loro, la variazione del numero di vani corrisponde anche alla realizzazione di un semplice secondo bagno in un appartamento che prima ne aveva uno solo: questo perché nel certificato di agibilità compaiono appunto il numero dei vani, calcolati con criteri ancora diversi da quelli catastali od urbanistici. Concordo sul delirio, ma purtroppo le leggi se applicate pedissequamente portano a risultati controversi, e preoccupanti. Sarei dell'idea di unire la procedura di agibilità all'interno delle stesse istanze urbanistiche di CILA SCIA et simila, ovviamente, semplificando le procedure.EliminaRispondiAlessia_I11 novembre 2015 12:24Gentile architetto Campagna, con la legge 164/2014 art.25 il certificato di agibilità potrebbe essere sostituito dall'asseverazione di un tecnico della stessa, evitando la richiesta al comune?"Art. 25 comma 5-bis. Ove l'interessato non proponga domanda ai sensi del comma 1, fermo restando l'obbligo di presentazione della documentazione di cui al comma 3, lettere a), b) e d), del presente articolo, e all'articolo 5, comma 3, lettera a), presenta la dichiarazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato, con la quale si attesta la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità, corredata dalla seguente documentazione:(comma aggiunto dall'art. 30, comma 1, lettera h), legge n. 98 del 2013)a) richiesta di accatastamento dell'edificio che lo sportello unico provvede a trasmettere alcatasto;b) dichiarazione dell'impresa installatrice che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico valutate secondo la normativa vigente."Lo chiedo per una compravendita di una u.i. antecedente al 1939 sul territorio di Roma, su cui fu redatta una DIA per diversa distribuzione interna, ma il certificato di agibilità risulta mancante. Può essere un problema? Il notaio dice di no, io come architetto ho i miei dubbi, ma lavorando a Roma in edifici storici noto che l'agibilità non è mai un problema nell'elaborazione delle pratiche (nonostante la legge la imponga...)Grazie e buona giornata.AlessiaRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna11 novembre 2015 15:37Questo commento è stato eliminato dall'autore.Eliminaarch. Marco Campagna11 novembre 2015 15:40quell'articolo è l'attuale comma 5 bis del DPR 380/01: in effetti darebbe tale possibilità, ma a Roma non ci sono indicazioni procedurali in tal senso.Eliminasot14 aprile 2016 18:48a questo link ci sono le istruzioni per la compilazione della GUIDA AL DEPOSITO DELL’ATTESTAZIONE DI AGIBILITÀhttp://www.urbanistica.comune.roma.it/images/agibilita/guida-deposito-attestazione-agibilita-2015.pdfai sensi dell’art. 25 c. 5 bis del D.P.R. 380/01 e s.m.i.Eliminaarch. Marco Campagna15 aprile 2016 08:58si, poco dopo aver postato questo commento il comune ha pubblicato la procedura per l'attestazione di agibilità, su cui vorrei scrivere un post ma non trovo il tempo. comunque non differisce gran chè dalla procedura "ordinaria" solo che a differenza di questa la responsabilità è tutta del tecnico che dichiara.EliminaRispondiStefano25 febbraio 2016 11:30Salve Architetto, volevo sottoporle un quesito. A breve devo stipulare un preliminare per l'acquisto di un immobile con una veranda di 3 mq per la quale è stato presentata domanda di concessione in sanatoria nel 2003. Dopo l'intervento del notaio il venditore si è convinto a seguire la pratica di condono a propria cura e spesa ma vuole che rimanga a mio carico la conseguente richiesta dell'agibilità una volta che il condono sarà concesso. Il venditore insiste sul fatto che dovendo io fare i lavori per certificare i nuovi impianti elettrici, l'onere di richiedere l'agibilità dovrebbe spettare a me. Secondo il suo parere è lecita questa richiesta? Cordiali saluti. StefanoRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna25 febbraio 2016 13:31l'onere dell'agibilità spetterebbe sempre al venditore, perché la legge impone di vendere immobili completi di agibilità. Che poi lei a seguito di eventuali futuri lavori debba aggiornarla, questo poi sarà eventualmente un suo problema che non deve riguardare il venditore, che deve fornirle un immobile legittimo. Comunque questo aspetto può essere oggetto di trattativa, quindi valuti lei.EliminaRispondiPaolo trussi29 aprile 2016 16:03Gent.Le Architetto, avrei un consiglio da chiederle: ho appena terminato di ristrutturare il mio appartamento. Da contratto stipulato, l'architetto che ha seguito i lavori, si sarebbe dovuto occupare di fare il "fine lavori" e la variazione catastale. Ora, facendogli presente questa ulteriore pratica obbligatoria di cui parla il suo articolo, mi chiede un ulteriore compenso. E' lecita come richiesta oppure questa "agibilità" puo' essere considerata come un servizio implicito nel "fine lavori" di cui parla chiaramente il nostro contratto? grazie infinite se vorrà rispondermi. PaoloRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna30 aprile 2016 11:06dipende dagli accordi che avete stipulato: comunque la domanda o certificazione di agibilità e fine lavori sono due procedure da ritenersi distinte e quindi da fornire in incarico specifico. Si può invece discutere se nell'incarico della CILA si intenda comunque ricompreso il fine lavori e l'accatastamento, essendo sempre obbligatori, ma anche qui dipende dall'incarico nello specifico. Per non creare di questi problemi, nei miei preventivi specifico sempre che nella CILA ricomprendo sempre fine lavori e accatastamento ma non l'agibilità.EliminaRispondiNATURAL LIVING Andrea SORCI24 maggio 2016 12:05Buongiorno, sto preparando una CILA per lavori di ristrutturazione-accorpamento di due locali commerciali che saranno la sede del mio studio, ora quello che mi chiedevo, siccome questi lavori li dovrò rendicontare, la CILA posso presentarla io come progettista e come comodatario ad uso gratuito del locale o posso farla presentare anche al proprietario del locale?la regolarizzazione urbanistica è data dalla concessione edilizia in sanatoria che è in fase istruttoria per il rilascio, posso comunque presentare la CILA? sono in città da ristrutturare.RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna24 maggio 2016 16:04la figura del tecnico non è incompatibile con quella di titolare dell'istanza. Si può procedere anche con un condono pendente, ma in tal caso occorre allegare alla CILA un atto d'obbligo NOTARILE con cui si rinuncia al plusvalore e ci si impegna al ripristino dello stato dei luoghi in caso di rigetto del condono.EliminaRispondigiuseppe3291 luglio 2016 18:01Buongiorno Architetto, volevo un suo parere in merito a quali interventi possono essere realizzati con CILA, in base al dpr 380/01, indipendentemente dal comune e dalle varie scuole di pensiero. Secondo lei è possibile realizzare con cila il rifacimento di una recinzione di confine, attualmente in paletti e rete metallica, realizzandola successivamente in muratura in blocchetti con H<1,00mt su cui sarà installata ringhiera metallica? Secondo il mio parere tali lavori rientrano in manutenzione straordinaria, (come anche da guida AdE sulle detrazioni 50%)ed in base all'art 6 comma 4, che riporta all'art. 3 comma 1 lett.b del dpr 380/01, si potrebbero fare con cila.lei cosa ne pensa?Grazie in anticipoRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna1 luglio 2016 18:11gli interventi di rilevanza esterna e di alterazione dello stato dei luoghi secondo me sono più correttamente autorizzabili in SCIA o DIA. Solo eventuali recinzioni, intese proprio solo come reti metalliche, potrebbero essere realizzate in attività libera. sempre comunque vedendo eventuale normativa specifica del comune.EliminaRispondigiuseppe3291 luglio 2016 18:04Per quanto riguarda la nomina del direttore dei lavori nella cila secondo lei è obbligatoria?tenendo presente l'art. 64-65 del dpr 380/01?RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna1 luglio 2016 18:12secondo me non è obbliagoria. alcuni comuni potrebbero comunque richiederla in virtù di specifica normativa locale, comunque di base ormai si tratta di una mera comunicazione e non più della richiesta di un titolo. Se comunque viene nominato, a discrezione del committente, è anche obbligatorio il fine lavori.EliminaRispondimarcy7 luglio 2016 12:19salve marco, volevo chiederle che rischi corro acquistando all'asta un'immobile costruito ante 1967 abusivo, condonato nel 1985 ma senza agibiità?RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna7 luglio 2016 13:27se c'è la concessione i rischi non sono enormi, a meno che non ci siano ulteriori difformità post-condono o difformità non sanate dal condono (il caondono sana quello che uno chiede, ma non sana tutto quello che potrebbe esserci e non viene esplicitato). conviene comunque verificare se l'immobile ha i requisiti per poter ottenere l'agibilità.EliminaRispondiSalvatore19 agosto 2016 07:23Gentile architetto. Sono proprietario di un immobile nel comune di Trevignano Romano, comprato nel 2009, costruito in data non conosciuta. Al momento del rogito nessuno ha verificato la rispondenza della planimetria (risalente al 1941) allo stato di fatto ed in effetti c'erano delle diversità: in particolare la planimetria riportava un'entrata su altra strada (anche se a detta dei paesani l'entrata è sempre stata dove è adesso) e non erano riportate due finestre (che sempre a detta dei paesani ci sono sempre state). Nei due rogiti precedenti i proprietari avevano dichiarato di non aver mai eseguito lavori che necessitavano di pratiche urbanistiche. Volendo vendere l'immobile ho chiesto un parere all'architetto del comune il quale mi ha notiziato del fatto che l'ufficio tecnico comunale è stato istituito negli anni 50 per cui non esistevano pratiche precedenti alla planimetria di cui sopra. Mi sono quindi rivolto ad un tecnico il quale mi ha convinto a presentare una DIA in sanatoria (però senza inizio e fine lavori) che attestava lo stato di fatto, regolarmente presentata al comune un anno fa senza aver mai ricevuto comunicazioni. Adesso però mi dicono che ancora non sono a posto in quanto un eventuale compratore potrebbe fare problemi per la mancanza del certificato di agibilità. Al riguardo ho sentito una varietà di teorie che riassumo:Secondo la prima per gli immobili costruiti prima del 1967 (e per i quali non siano mai stati fatti lavori che richiedevano pratiche urbanistiche) in fase di rogito basterebbe una autodichiarazione di non aver effettuato tali lavori per essere in regola.Secondo altra teoria per le singole unità immobiliari facenti parte di immobili ante 67 e mai oggetto di lavori richiedenti pratiche urbanistiche sarebbe abbastanza facile ottenere l'agibilità, basterebbe l'autodichiarazione di cui sopra e qualche documento catastale.Secondo ancora altra teoria per ottenere il certificato di agibilità anche di una singola unità immobiliare facente parte di un immobile la cui costruzione sia terminata dopo l'emanazione della legge del 1934 che ha istituito l'abitabilità (ora agibilità) occorre una serie di requisiti: impianti a norma, altezza nei limiti di legge, rapporto tra finestre e locali nei limiti di legge, certificato di allacciamento in fogna, certificato di idoneità statica etc.Io le sarei molto grato se volesse darmi un suo parere circa tali teorie. Il mio problema è valutare se vale la pena richiedere l'agibilità (costi e tempi) oppure tanto vale concedere uno sconto all'eventuale acquirente contrattualizzando la sua presa in carico di tale richiesta. In questo secondo caso quanto posso spingermi nel garantirgli che non ci sono problematiche tali da escluderne l'ottenimento ? Il tecnico ha rilevato che l'altezza dei soffitti è regolare, il rapporto finestre/superficie anche, l'attacco in fogna c'è anche se non ho il certificato, gli impianti non sono certificati ma nel caso questo problema contrattualmente trasla sull'acquirente. Circa l'idoneità statica etc. non ne so nulla so solo che l'immobile non ha la struttura portante e comunque non in cemento. La ringrazio in ogni caso e la saluto.RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna20 agosto 2016 10:01la legge sull'agibilità risale al 1934 ed è quindi precedente alla costruzione del suo edificio, e per questo motivo secondo me l agibilità sarebbe comunque da richiedere, se assente- tuttavia la stessa legge non è del tutto chiara quando descrive come operare su edifici esistenti, quindi ogni comune si è fatto più o meno le sue regole- va anche detto che la stessa legge è ambigua quando appunto riguarda immobili che non erano soggetti ad autorizzazioneEliminaRispondiClaudio Izzo5 settembre 2016 19:57Gentile Architettoho letto con molto piacere i suoi post constatando l'estrema preparazione che manca ai più. Le vorrei porre il mio quesito sperando che possa fare luce sui miei dubbi.Io e la mia compagna stiamo per acquistare un appartamento a Roma nella zona Prenestino-Casilino, precisamente in via Minturno, zona costituita da villini degli anni 20.La zona non è servita da sistema fognario e gli edifici non hanno neanche un sistema alternativo; non si possono avere i permessi per scavare per via della fragilità del sottosuolo fatto di cunicoli e cavità e in cui ora affluiscono i vari scarichi. Il comune sta cercando di risolvere ma la vedo ardua e lunga. La vicenda è abbastanza nota e si possono trovare diverse documentazioni al riguardo su web: c’è un’associazione attiva proprio nel cercare di risolvere questo problema (Associazione Civica “Villini Santa Maria”).Gli edifici sono assolutamente legittimi ma c’è questa problematica che mi sta tormentando:1 - Abbiamo documentazione che attesta l’antecedenza del ’34 del fabbricato e quindi, se ho capito bene, non è necessaria l’agibilità.2 - Se volessi fare lavori di ristrutturazione con spostamento di tramezzi, rifacimento impianti etc sarei obbligato a chiedere il certificato di agibilità anche se l’edificio risale a prima del ’34?3 - Se si viene da se che non lo potrei mai ottenere per via della mancanza dell’allaccio alle fogne?4 - Sempre per l’agibilità il collaudo statico degli edifici in muratura così vecchi pure sono necessari?Grazie mille per il tempo dedicatomi, saluti.Claudio IzzoRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna6 settembre 2016 13:161. si, se l'immobile è ancora nelle esatte forme della originaria licenza e/o del catastale 1939;2. si3. sarebbe un problema in effetti4. purtroppo siEliminaRispondiivana23 settembre 2016 23:49Buonasera Marco,devo presentare una CILA per lavori di manutenzione straordinaria all'interno di un appartamento (spostamenti di alcuni tramezzi) ma vorrei abbinare alla stessa CILA anche la demolizione totale ed il rifacimento con stessa sagoma e forma e posizione, di una veranda posta sul terrazzo che risulta essere fatiscente e pericolante. Impiegherei materiali che rispetteranno certamente gli standard energetici e miglioreranno sia l'estetica che il comfort termoigrometrico.Posso trattare tale intervento all'interno della stessa pratica di cila come manutenzione straordinaria o devo selezionare altro articolo di riferimento o addirittura fare una DIA/SCIA? ti ringrazio in anticipo per il tuo riscontro.SalutiRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna24 settembre 2016 15:39secondo me è un intervento da attuare in scia, se non in dia se c'è modifica di prospetto.EliminaRispondiStefano geometra13 ottobre 2016 19:15buona sera a tutti stavo leggendo con passione tutti i vs post che avete pubblicato. Sono un tecnico abilitato alle prese con la richiesta/attestazione di agibilità di un appartamento sito al centro storico del paese!il problema che mi si pone è l'autorizzazione allo scarico in fogna ante '76 che l'ACEA rilascia con una semplice attestazione ai sensi della Legge Bassanini. Il Comune poco tempo fa faceva valida anche la semplice richiesta (inoltrata via fax) senza aspettare la risposta dell'Acea, in quanto c'è da aspettare un bel po di tempo prima del rilascio.Ora le cose sono cambiate ! senza autorizzazione non si rilascia l'agibilità!!!! Premettendo che il centro storico è stato oggetto di un recente intervento di riqualificazione con il rifacimento di tutti i sottoservizi ... Io mi domando come è possibile che per un immobile di quasi 500 anni o forse anche di piu, facente parte del tessuto storico del paese, il Comune non sa se scarica in pubblica fognatura !!?? o meglio lo deve attestare il proprietario che magari ha acquistato di recente l'appartamento e magari lo ha rimesso a nuovo????? ed aspettare l'attestato dell'ACEA ??????? Evviva lo snellimento delle procedure...............RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna14 ottobre 2016 12:28l'ACEA generalmente evade le richieste in una trentina di giorni. ritieniti fortunato che nel tuo comune non chiedono il collaudo statico anche di edifici di secoli fa, come fanno a Roma.EliminaRispondiArcha20009 novembre 2016 20:14Buonasera Marco, ti scrivo per esporti brevemente il mio cruccio. Sto curando la manutenzione straordinaria di un piccolo manufatto su strada, solo piano terra, c/1. l'immobile è ante 1934, legittimato da catasto del '39, ampliamento con licenza degli anni '50 e condono ex L.47/85 per il piccolo magazzino retrostante aggiunto successivamente. Per aprire l'attività commerciale necessito dell'agibilità, che essendo fabbricato ante '34 non è mai esistita. Ma essendo intervenuti con manutenzione straordinaria dobbiamo richiedere, se ho ben capito. Il cruccio nasce dal fatto che mi è stato comunicato che essendo il piccolo manufatto interessato da condono la agibilità deve essere richiesta all'UCE. Ti prego di correggermi se sbaglio, lo spererei, visto che la modulistica e la documentazione da consegnare all'UCE sono incredibilmente spropositate. Potrei procedere presso il municipio con la modulistica ivi prevista che è molto più snella? posso tentare la strada dell'autocertificazione presso l'UCE? Ti ringrazio anticipatamente per l'attenzione che mi dedichi e per la tua instancabile opera di aggiornamento e divulgazione. Un caro saluto. RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna10 novembre 2016 12:22ti confermo che devi fare la pratica all'UCE. Ma non mi risultano esistere pratiche di agibilità fattibili presso il municipio: solo il Dipartimento è competente, e la quantità di documentazione richiesta è analoga. hai forse visto una procedura che mi sfugge?EliminaLù14 novembre 2016 19:11Ho scaricato dal sito dell'uce il modulo domanda ed il modulo perizia tecnica , la guida alla compilazione ed il modello commentato per la perizia. La procedura è chiara, non una autocertificazione ahimè, documenti su documenti da allegare , attendevo con ansia la Segnalazione Certificata di Agibilità, ma ancora nulla... Eliminaarch. Marco Campagna15 novembre 2016 12:43non sperateci troppo nella segnalazione certificata di agibilità: secondo me non cambierà davvero nulla, se non il nome.EliminaRispondiWillis6811 novembre 2016 21:08Buonasera Architetto,in una compravendita viene fornita una abitabilità di un fabbricato che però non trova corrispondenza nel n. civico. L'amministratore sostiene che il certificato gli è stato dato "per buono" da chi l'ha preceduto e che i civici non corrispondono per variazioni toponomastiche avvenute negli anni.E' possibile fare una verifica in tal senso? RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna12 novembre 2016 09:28si, andando all'ufficio toponomastica.EliminaRispondiAlessandro24 novembre 2016 09:15Buongiorno, sono alle prese con una perizia tecnico giurata per il rilascio di un mutuo ipotecario di un appartamento sito a Roma in zona Portuense. Lo stabile realizzato nel 1961 è provvisto del certificato di abitabilità. Per l'appartamento in questione è stata rilasciata una concessione in sanatoria (legge 47/85)per la chiusura di una balcone di 4 mq e la trasformazione in veranda con relativo riaccatastamento. La mia domanda è la seguente: dovendo attestare la presenza del certificato di agibilità dell'immobile, è ancora valido il certificato di abitabilità del 1961 o è necessario richiedere un nuovo certificato di agibilità a seguito della chiusura del balcone di 4 mq con degli infissi in vetro e alluminio?Grazie del suo cortese riscontro. RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna24 novembre 2016 13:25è necessario chiedere una nuova agibilità all'ufficio condono, che riguardi specificatamente l'immobile.EliminaRispondiFrancesco Leone25 novembre 2016 18:04salve, sono interessato ad un immobile ante 67 che ha usufruito (per una copertura di una parte di terrazzo) di condono e concessione in sanatoria per questo abuso. A seguito non è stato richiesto il certificato di agibilità (che tra l'altro non era presente neanche prima perchè ante 67). Il notaio mi ha detto che l'immobile è rogitabile, ma a suo avviso posso avere problemi con la banca per l'ottenimento del mutuo? p.s. ovviamente è presente i certificato di agibilità dell'intera palazzina. GrazieRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna25 novembre 2016 18:29secondo una giurisprudenza ormai consolidata, gli immobili privi di agibilità sono comunque rogitabili, anche se la questione non è mai stata del tutto chiarita. comunque potreste chiedere che i proprietari attuali almeno procedano al deposito della domanda di agibilità, per tutela vostra e loro. Inutile attendere il responso dell'ufficio: attualmente stanno lavorando le domande del 2014.EliminaFrancesco Leone25 novembre 2016 18:33sulla rogitabilità il mio notaio mi ha tranquillizzato, mi chiedevo se il perito della banca poteva crearmi problemi per avere il mutuo per la sua esperienza in merito. GrazieEliminaarch. Marco Campagna25 novembre 2016 18:42sinceramente non ho molte esperienze dirette recenti con i tecnici delle banche, so solo che ultimamente gli viene chiesto di essere il più approfonditi possibile.EliminaFrancesco Leone25 novembre 2016 19:30Lei pensa sia ottenibile un certificato di agibilità oggi per un immobile con impianti e ristrutturazione degli anni 80? Eliminaarch. Marco Campagna25 novembre 2016 19:35se gli impianti hanno i requisiti per ottenere una dichiarazione di rispondenza, e se non ci sono problemi particolari eventualmente da verificare, non vedo perché no.EliminaFrancesco Leone25 novembre 2016 19:37Intanto la ringrazio, può avere forse senso dato che dovrò ristrutturare l'appartamento chiederlo dopo con tutte le certificazioni degli impianti?Eliminaarch. Marco Campagna26 novembre 2016 10:28la questione è poco chiara a livello legislativo, comunque si, da un punto di vista esclusivamente tecnico - tralasciando i diritti civilistici della compravendita - può essere preferibile attendere la nuova ristrutturazione per fare la domanda di agibilità. Per mero scrupolo, può far visionare la domanda di condono ad un tecnico di sua fiducia perché alcune opere che possono essere oggetto di concessione in sanatoria poi non possono invece essere soggette ad agibilità, ma sono casi limite.EliminaRispondiCS9 dicembre 2016 22:36buonasera architetto, sono prossimo ad effettuare dei lavori con procedura CILA che prevedono, tra gli altri, la demolizione di un tramezzo e la creazione di un secondo bagno cieco. L'appartamento (posto all'interno di un condominio) è ante 34, e posseggo una perizia giurata e una foto aerea da SARA NISTRI attestante tale requisito. Mi chiedo: è necessario richiedere una nuova agibilità dopo questi lavori?(sono previsti anche interventi su impianti elettrici e termici).Potrò essere "esentato" dalla documentazione relativa al collaudo statico, che ovviamente non posseggo, visto che riesco a dimostrare la preesistenza al 34?(seppur con perizia giurata e foto aerea).Grazie per la solita gentilezzaSalutiRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna12 dicembre 2016 12:35come scritto nel post, l'agibilità è necessaria se c'è variazione del numero complessivo dei vani dell'immobile. attualmente, il fatto di essere ante 34 non esime dal dover produrre il collaudo statico.EliminaArch.rm16 aprile 2017 08:30Gentile architettoIn merito a tale questione, ho letto che lei come me nell' offerta per la cila include il fine lavori e variazione catastale ma non la richiesta di nuova agibilità... Mi domando è un obbligo della proprietà richiederla ( e quindi può essere esentata dall'offerta) o essendo necessaria bisognerebbe includerla nell' offerta come la variazione catastale obbligatoria?Quale potrebbe essere la responsabilità del tecnico in tal senso?GrazieEliminaarch. Marco Campagna17 aprile 2017 19:43la responsabilità in tal senso per come la vedo io è del committente.EliminaArch.rm17 aprile 2017 22:01La penso come lei, la ringrazio sempre per la sua disponibilità EliminaRispondiAlessia_I15 dicembre 2016 22:38Gentile Architetto Campagna, torno a chiederLe un parere. Ho terminato un cantiere oggetto di DIA per apertura finestra in un villino e diversa distribuzione interna. Sto redigendo accatastamento e fine lavori comunale, con tutti gli allegati del caso: dichiarazione conformità impianti, formulario rifiuti, ma non avevo considerato una eventuale agibilità e leggendo il suo post mi sorge un dubbio.L'art. 24 c.2 parla di obbligo di presentazione per interventi di:a) nuove costruzioni; b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali; c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1.Nel mio caso non sono cambiate le tipologie impiantistiche, nè toccate le strutture, nè variate le condizioni igienico sanitarie (Allaccio in fogna)..Posso avere un suo parere? La ringrazio molto per il tempo che dedica a questo blog, è davvero di grande aiuto.Buona serata.AlessiaRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna16 dicembre 2016 17:35come scritto nel post, se la diversa distribuzione interna ha prodotto un diverso numero di vani interni allora è necessario aggiornare l'agibilità.EliminaRispondimara ma16 gennaio 2017 13:13Buongiorno Marco,avrei bisogno del tuo aiuto per capire come procedere nella/e richiesta/e di agibilità per un intero stabile.L'edificio si trova in centro, è composto da u.i. in parte legittimate da concessione in sanatoria ed in parte no.In questo caso, volendo ottenere l'agibilità dell'intero stabile, a chi dovrò inoltrate la richiesta? UCE o Dipartimento? un saluto e grazie ancora del tuo utilissimo blog!RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna16 gennaio 2017 16:02al dipartimento per la totalità delle unità non oggetto di condono (fatta salva la possibilità di chiedere tante singole agibilità parziali); all'ufficio condono e singolarmente per quelle oggetto di sanatoria.EliminaRispondiLaura Motta17 febbraio 2017 14:17Buonasera Architetto, ho bisogno del suo aiuto, mi hanno chiesto di stilare una asseverazione per una SCIA commerciale, per un immobile posto al centro di Roma a fianco di una chiesa costruita nel 1500.La questione è la seguente: l'immobile suppongo è costruito prima del 1939, la questione è che nel 2000 viene rilasciata una concessione edilizia in sanatoria a fronte di un condono presentato nel 1987, di cui non so l'oggetto della sanatoria e neanche la proprietà, e non viene richiesta l'agibilità, da quanto ho capito requisito fondamentale per un'attività commerciale.Secondo lei cosa conviene fare?Devo fare prima un accesso agli atti per capire perchè è stata fatta la sanatoria e poi provare a chiedere l'agibilità,che però può essere un iter abbastanza lungo e come al solito la committenza ha fretta!!!RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna17 febbraio 2017 15:54anzitutto bisogna chiedere la copia del fascicolo e vedere per cosa fu chiesto il condono. successivamente, presentare subito la domanda di agibilità. Da quel che so io (non mi occupo direttamente di SCIA commerciali) la SCIA può essere depositata anche solo con la richiesta di agibilità protocollata. Certo poi se venisse respinta sarebbero guai.EliminaRispondiFiorentino Venanzio22 febbraio 2017 18:59Buonasera Architetto vorrei sapere a se in un immobile con destinazione d'uso ufficio si può presentare una cila per opere di manutenzione e straordinaria ed a chiusura lavori effettuata si può presentare una scia per cambio di destinazione d'uso ed a quale normativa fare riferimento.L'immobile ricade all'interno del xii municipio.La ringrazio anticipatamenteRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna22 febbraio 2017 19:07è possibile presentare prima un titolo e poi un altro ma a che pro? il costo di costruzione si calcola sempre solo sulle opere strettamente necessarie alla trasformazione e non a tutta la diversa distribuzione degli spazi interni.EliminaRispondiresy5 marzo 2017 21:31Buonasera per effettuare la cila è indispensabile comunicare all'architetto numero e data di concessione edilizia del fabbricato? Sul mio contratto di compra vendita non risultano vi è solo scritto che il palazzo è stato edificato prima del 1 settembre 1967.RispondiEliminaRisposteresy5 marzo 2017 21:33Ho comprato un appartamento e devo togliere un muro tra la cucina e il salone. L'architetto può risalire a questi dati effettuando una ricerca presso l'ufficio catastale del comune?Eliminaarch. Marco Campagna6 marzo 2017 14:50bisogna chiedere al comune l'accesso al fascicolo di progetto originario.EliminaRispondiSimo5914 marzo 2017 00:01Buonasera Architetto. Un quesito riguardo la mia situazione: Ho preso un locale commerciale in affitto, su due piani; e' stato oggetto di condono nel 2004 per un cambio destinazione d'uso il sottonegozio l'hanno condonato a C1. Ora a distanza di due anni, facendo delle verifiche mi sono accorta che il negozio non ha il certificato di agibilita' se non quello iniziale del 1966 ( stiamo in un condominio). Oltretutto nel 2014 c e stato un frazionamento in quanto il negozio era il doppio.Ora? Come devo comportarmi? Perche nessuno, quando ho presentato la scia per l'apertura si e' accorto di questo? Cosa mi comporta tutto questo? Grazie mille! RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna14 marzo 2017 10:13se esiste la concessione in sanatoria, l'agibilità si presenta all'ufficio condono. Senza vedere la documentazione non si può dire nulla e non posso darle consigli.EliminaSimo5914 marzo 2017 10:17La concessione in sanatoria esiste! Ma nessuno ha mai richiesto nuova agibilità.. EliminaSimo5914 marzo 2017 10:19Oltretutto dopo rilascio concessione in sanatoria per condono il negozio e' stato oggetto di frazionamento ed anche li nessuna richiesta di nuova agibilità Eliminaarch. Marco Campagna14 marzo 2017 11:20se così è, avrebbe dovuto essere depositata una nuova procedura di agibilità.EliminaSimo5914 marzo 2017 11:52Essendo io l'affittuaria del locale, hanno potuto locarmi un negozio in questa situazione?Eliminaarch. Marco Campagna14 marzo 2017 12:55dipende dai termini del contratto: se lo ritiene, deve contattare un legale per valutare se i suoi diritti sono stati mantenuti integri oppure no. Il legale a sua volta valuterà se rivolgersi ad un tecnico per effettuare una verifica della legittimità della situazione. EliminaSimo5914 marzo 2017 14:11Grazie gentilissimoEliminaSimo5914 marzo 2017 14:16Il mio legale dice che abbiamo tutte le carte per poter recedere al contratto oppure chiedere una diminuzione dell affitto. Perche al momento dell accettazione del contratto noi non sapevamo di questoEliminaRispondiUnknown3 aprile 2017 09:30Buongiorno architetto, ho da porle un quesito:sono stata incaricata di redigere un progetto (CILA) per un'unità commerciale in uno stabile con agibilità datata 2014. L'unità dove sono intervenuta era stata stralciata dalla pratica madre per assenza di impianti. Per motivi di tempistiche, insieme al committente abbiamo scelto di presentare un'agibilità autocertificata.Nella compilazione della pratica dovendo fare riferimento alla pratica madre per collaudo strutture ecc... (avendo noi fatto solo opere interne) ho dovuto pagare la sanzione per essere andata oltre i termini.Io ho presentato entro i 160 giorni dalla cila ma oltre i termini della pratica madre.In questo momento il committente mi imputa di aver commesso l'errore di aver dichiarato il superamento dei termini.Vorrei sapere cosa ne pensa.La ringraziosalutiRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna3 aprile 2017 19:39la domanda è depositata dal committente, dunque al tecnico possono essere imputati costi solo nel caso in cui sia stata negligenza di questo il fatto che siano trascorsi i termini.EliminaRispondiGrace20 aprile 2017 10:29Buongiorno ArchitettoHo bisogno di una indicazione da parte Sua.Roma Centro. Tessuto T2. Due corpi di fabbrica adiacenti, continui (li chiameremo edificio A e B) ma con autonomia funzionale (quindi ingressi separati, ognuno col suo corpo scala etc..). Dovrei fare una fusione tra due particelle contigue (in senso orizzontale). Una facente parte del corpo A e una del corpo B.E' possibile fare fusioni nel tessuto T2?Ed è possibile farla tra due unità che appartengono a corpi di fabbrica diversi ed autonomi (aprendo un passaggio interno tra le due particelle e chiudendo l'accesso dal pianerottolo)?Va fatto l'aggiornamento dell'agibilità?Grazie per la collaborazione!! Buon lavoro!RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna20 aprile 2017 14:43nelle NTA del PRG, non ricordo esattamente dove, è specificato che le fusioni possono avvenire solo all'interno del medesimo edificio. dunque se le particelle sono dello stesso edificio, allora si può fare, altrimenti se sono edifici/fabbricati distinti non si può fare. Nel caso, andrebbe aggiornata l'agibilità.EliminaRispondiArch. Massimo Tiberi20 aprile 2017 19:47Buonasera Architetto, le volevo chiedere, ma a seguito di una banalissima manutenzione straordinaria di un appartamento svolta con Cila e a seguito della quale sono stati spostati tramezzi e rifatti gli impianti, ovvero una tipica ristrutturazione di un apoartamento con opere esclusivamente interne e non strutturali, possibile che sia necessaria la richiesta del certificato di agibilità? Molte grazieRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna20 aprile 2017 19:53se c'è modifica nel numero totale dei vani tra ante e post-operam, per come lo interpreta il comune di Roma, sì.EliminaArch. Massimo Tiberi20 aprile 2017 20:00Non ci sono modifiche e il mio cliente che ha presentato le certificazioni degli impianti si è sentito rispondere che si consegnano contestualmente alla richiesta di agibilità (comune di Ariccia). È normale?Eliminaarch. Marco Campagna21 aprile 2017 12:15bisogna sentire allora quel comune come interpreta l'assoggettabilità ad aggiornamento dell'agibilità: purtroppo la normativa a livello nazionale è fumosa e a livello regionale praticamente assente. Il DM 37/08 impone che le certificazioni vadano depositate in comune a prescindere dall'agibilità, ma molte amministrazioni non lo sanno. A meno che ad Ariccia non ritengano che l'agibilità vada aggiornata anche solo dopo un semplice adeguamento impiantistico (il che sarebbe assurdo ma non in contrasto con il dettame della norma nazionale laddove dice che l'agibilità va aggiornata ogni qualvolta vengano mutate le situazioni di "igiene, salubrità, sicurezza, risparmio energetico", cioè praticamente tutto, anche la semplice pittura di un muro che ha la muffa).EliminaRispondiico3 maggio 2017 16:36Salve Marco, dovrei richiedere una agibilità parziale per una unità immobiliare sita negli ex lavatoi di un condominio, condonata con relativa concessione in sanatoria ad abitazione.Tale condominio è dotato di abitabilità (1962), credi sia necessario comunque richiedere tutta la documentazione (collaudo statico, allaccio in fogna etc.) o si può citare semplicemente il certificato di abitabilità del condominio?GrazieEnricoRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna3 maggio 2017 17:48se c'è l'agibilità del condominio, basta quella, a meno che non si sono riscontrate delle alterazioni significative nel fabbricato che avrebbero richiesto un adeguamento del certificato.EliminaRispondiAlessio Albano11 maggio 2017 20:50Buonasera architetto, ho fatto il compromesso per un appartamento costruito nel 1967 in un palazzo composta da 4 piani tra cui tre di natura abitativa e l'ultimo adibito a locali generici. Il tutto e' stato accatastato e spunta da planimetria originale . Nel 1990 il locale dell'ultimo piano sono stati divisi ad ogni singola unità abitativa e all'agenzia dell'entrata spunta una annotazione come " frazionamento, fusione e ampliamento per sopraelevazione" ma in verità non è stato fatto niente di tutto questo in quanto, già nel 1967 i locali erano stati già catastali e frazionati ma nel progetto spuntavano come un unico locale . La banca mi chiede il cila e relativi progetti per andare avanti con il mutuo, ma in realtà il cila non era necessario perché il frazionamento anche se non era presente in progetto al catasto era già stato effettuato, quindi non sono stati resi necessari lavori di frazionamento. Come mi devo comportare? RispondiEliminaRisposteAlessio Albano11 maggio 2017 20:51Appartamento costruito in Catania, presente agibilità...Eliminaarch. Marco Campagna12 maggio 2017 13:03quello che chiede la banca è una sanatoria delle avvenute trasformazioni: deve contattare un tecnico di zona che valuti la situazione per operare al fine di rilevare eventuali difformità rispetto al progetto e sanarle.EliminaAlessio Albano14 maggio 2017 01:09Secondo lei con il cila in sanatoria il venditore può sistemare tutto? Ovviamente presentato da un tecnico con grafici ante e post modifiche? GrazieEliminaarch. Marco Campagna15 maggio 2017 13:26non so se la regione sicilia si è adeguata alla normativa sulla CILA: in caso lo abbia fatto, sì, dovrebbe essere sufficiente una CILA.EliminaRispondiAlessio Albano14 maggio 2017 01:09Questo commento è stato eliminato dall'autore.RispondiEliminaìr21 maggio 2017 17:59Buongiorno architetto, grazie per il sito utilissimo.In caso di frazionamento in due di un appartamento con regolare certificato di agibilità prodotto, bisogna presentare due richieste di modifica certificato agibilità o uno soltanto?In sintesi: le pratiche saranno due o una che darà vita a due certificati differenti?Grazie mille per il supporto preziosissimoRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna22 maggio 2017 07:32se si chiede l'aggiornamento del certifcicato precedente, si fa una sola richiesta; se si chiede invece l'agibilià per il singolo immobile possono anche essere due pratiche distinte, ma mi pare la modulistica consenta anche di fare una domanda solo per i due immobili con un unica procedura.EliminaRispondiAggiungi commentoCarica altro...