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Timestamp: 2020-02-22 19:51:55+00:00
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PAT - giurisprudenza | 22 Gennaio 2016
Appello via PEC nel processo amministrativo: è una modalità di notifica utilizzabile?
La tendenza del processo amministrativo a trasformarsi in processo telematico, rappresenta allo stato un mero orientamento, che deve comunque tradursi in regole tecnico-operative concrete, demandate allo strumento regolamentare, in assenza delle quali il giudice amministrativo non può certo sostituirsi al legislatore statuendo l’ordinaria applicabilità di una forma di notifica allo stato ancora non tipizzata.
(Consiglio di Stato, sez. III, sentenza n. 189/16; depositata il 20 gennaio)
PAT - giurisprudenza | 22 Ottobre 2015
La notifica via PEC nel PAD è rinnovabile per un errore scusabile, dovuto alla prassi ed al diritto incerti
Il TAR Veneto aveva già elaborato una terza tesi sulla sanabilità della notifica via PEC (n. 369/15) con la costituzione delle parti e con la pronuncia in commento chiarisce ulteriormente il concetto, riconoscendo che l’incertezza delle regole e della prassi giurisprudenziale in materia origina un errore scusabile che giustifica una remissione in termini, per rinnovarla nelle forme ordinarie, entro un termine perentorio.
(TAR Veneto, sez. III, ordinanza n. 1016/15; depositata l’8 ottobre)
PAT - giurisprudenza | 13 Luglio 2015
Quando il processo amministrativo è validamente instaurato se il ricorso è notificato via PEC e per posta?
La sentenza annotata ha il pregio di fare un sunto approfondito del già denunciato contrasto sulla validità del ricorso amministrativo via PEC, chiarendo come conteggiare il termine per ritenere il processo validamente instaurato. Nella fattispecie, il TAR Campania, smentendo la sua precedente giurisprudenza costante, aderisce alla tesi secondo cui l’atto notificato via PEC è «tamquam non esset» e perciò il termine di 15 giorni, ex artt.119 e 120 c.p.a., per il deposito del ricorso e la valida instaurazione del giudizio, si conteggerà non dalla data dell’ultima notifica via PEC, bensì da quella dell’ultima via posta e/o raccomandata a/r.
(TAR Campania, sez. VI, sentenza n. 3467/15; depositata il 1° luglio)
PAT - giurisprudenza | 05 Giugno 2015
Il ricorso amministrativo viaggia in rete
Se con riguardo al processo amministrativo telematico, lo strumento normativo che contiene le regole tecnico – operative resta il d.P.C.M. al quale fa riferimento l’art. 13 dell’allegato al c.p.a., ciò non esclude l’immediata applicabilità delle norme di legge vigenti sulla notifica del ricorso a mezzo PEC.
(Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 2682/15; depositata il 28 maggio)
PAT - giurisprudenza | 10 Aprile 2015
Ricorso amministrativo notificato via PEC: valido, nullo o sanabile?
La sentenza annotata s’inserisce, acuendolo, nel contrasto giurisprudenziale su questo argomento, dettando una terza tesi intermedia secondo cui la costituzione delle parti convenute in giudizio sana la nullità del ricorso introduttivo notificato via PEC. Seguendo, poi, la più recente giurisprudenza sulla liquidabilità delle astreintes nel giudizio di ottemperanza nega questa sanzione per l’eccessivo ritardo nell’introduzione del giudizio e per non aggravare ulteriormente l’esorbitante debito pubblico.
(Tar Veneto, sez. III, sentenza n. 369/15; depositata il 27 marzo)
PAT - giurisprudenza | 31 Marzo 2015
PEC valida anche senza firma elettronica: basta la ricevuta completa di avvenuta consegna
La sentenza annotata sancisce che l’invio mediante PEC di istanze e dichiarazioni a un’amministrazione è da considerarsi valido ad ogni effetto di legge, anche in assenza della firma digitale, qualora le relative credenziali di accesso siano state rilasciate, previa identificazione del titolare e ciò sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato. Ciò avviene ogni qualvolta che il gestore della PEC rilascia una ricevuta che attesti la corretta trasmissione del documento (ricevuta completa di avvenuta consegna): ciò sostituisce a tutti gli effetti la firma elettronica della PEC, rectius del documento.
(Tar Campania, sez. III, sentenza n. 1450/15; depositata il 10 marzo)
PAT - giurisprudenza | 16 Marzo 2015
“La legge è uguale per tutti!”. La PA non consulta la PEC: atto nullo per eccesso di potere
La legge, nel prescrivere la digitalizzazione della PA e dei processi, ha imposto precisi doveri violati dalla stessa PA nella fattispecie annotata: come ogni cittadino era tenuta a consultare la PEC.
(TAR Lazio, sez. III, sentenza n. 3943/15; depositata il 10 marzo)
PAT - giurisprudenza | 12 Febbraio 2015
Semaforo verde dal Tar di Napoli al ricorso notificato via PEC
La decisione annotata contrasta con la giurisprudenza sinora maggioritaria che ammette la validità delle comunicazioni di segreteria via PEC, ma non anche la notifica dei ricorsi in assenza dell’autorizzazione ex art. 52 comma II c.p.a. (CdS, Ass. Plen. N. 33/14, Tar Lazio m. 396/15 e Pescara n. 49/15). Sinora non sono state adottate le regole tecniche per esportare la disciplina del PCT nel processo amministrativo.
(TAR Campania, sez. VII, sentenza n. 923/15; depositata il 6 febbraio)
PAT - giurisprudenza | 24 Novembre 2014
Ignorantia non excusat: le comunicazioni vai PEC sono valide se effettuate al difensore anziché al domiciliatario, tanto più che nella procura alle liti sono state indicate entrambe le PEC (per il Tar Lazio allora era consentito) cui ricevere le comunicazioni di legge. Il difensore, che ha omesso di controllare la mail, non può pretendere che l’ordinanza, con cui si ingiungeva un’integrazione del contraddittorio, fosse spedita al solo domiciliatario e, quindi, di essere rimesso in termini: ricorso inammissibile. Si ricordi che all’epoca dei fatti non vigeva la L. n. 114/14, ma il difensore era comunque soggetto agli oneri del d.l. n. 90/14.
(TAR Lazio, sez. III bis, sentenza n. 11534/14; depositata il 18 novembre)
PAT - giurisprudenza | 13 Maggio 2013
Il TAR Campania, con la sentenza n. 1756 del 3 aprile 2013, dichiara un ricorso inammissibile in quanto la sua notifica, avvenuta via PEC, è nulla per inosservanza delle normative tecniche applicabili.
(TAR Campania, sez. VI, sentenza n. 1756/13; depositata il 3 aprile)