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Timestamp: 2018-01-17 06:43:45+00:00
Document Index: 91358234

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 95', 'art. 50', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1117', 'art. 354', 'art. 48']

Indici tematici normativa e prassi regionale | Banca Dati Normativa | Bollettino di Legislazione Tecnica
Indice tematico dei più importanti provvedimenti normativi e di prassi emanati da Autorità regionali e pubblicati nei Bollettini Ufficiali delle Regioni e delle Province autonome, sui siti Internet degli emittenti o comunque resi noti.
L’Indice si pubblica entro il giorno 10 di ciascun mese solare, con riferimento ai provvedimenti del mese precedente.
Indice normativa regionale n. 1/2018
Indice normativa regionale n. 12/2017
Indice normativa regionale n. 11/2017
Indice normativa regionale n. 10/2017
Indice normativa regionale n. 9/2017
Indice normativa regionale n. 7-8/2017
Indice normativa regionale n. 6/2017
Indice normativa regionale n. 5/2017
Indice normativa regionale n. 4/2017
Indice normativa regionale n. 3/2017
Indice normativa regionale n. 2/2017
Indice normativa regionale n. 1/2017
Indice normativa regionale n. 12/2016
Indice normativa regionale n. 11/2016
Indice normativa regionale n. 10/2016
Indice normativa regionale n. 9/2016
Indice normativa regionale n. 7-8/2016
Indice normativa regionale n. 6/2016
Esclusione di limitazioni al diritto di avvalimento
FAST FIND : GP16042
1. Appalti e contratti pubblici - Scelta del criterio di aggiudicazione - Discrezionalità della Stazione appaltante - Sussistenza - Procedura di aggiudicazione al prezzo più basso - Definizione di tutti gli aspetti e le condizioni della prestazione da parte della Stazione appaltante - Ammissibilità - Fattispecie. 2. Appalti e contratti pubblici - Assenza nella lex specialis di una clausola sociale - Esplicito riferimento all’art. 50, D. Leg.vo 50/2016 - Sufficienza. 3. Clausole sociali - Ambito di incidenza.
1. La scelta del criterio più idoneo per l'aggiudicazione di un appalto costituisce espressione tipica della discrezionalità della stazione appaltante, incidente sul merito dell'azione amministrativa e sindacabile nei soli limiti della manifesta illogicità, arbitrarietà, irragionevolezza o macroscopico travisamento del fatto. Peraltro l’utilizzo del criterio del prezzo più basso ai sensi dell’art. 95, D. Leg.vo 50/2016 (comma 4, lett. b)), è ammesso, secondo precedenti giurisprudenziali, quando le caratteristiche della prestazione da eseguire sono già ben definite dalla stazione appaltante e, ciò, nell’ipotesi in cui sono previsti tutti gli aspetti e le condizioni della prestazione, con la conseguenza che il concorrente deve solo offrire un prezzo. (Nel caso di specie è stato respinto il ricorso per l’annullamento della procedura di gara al prezzo più basso in luogo dell’offerta economicamente più vantaggiosa nella quale la stazione appaltante aveva ben individuato nel capitolato l’oggetto della gara senza lasciare agli operatori margini di definizione dell’offerta. L’oggetto dell’affidamento riguardava, infatti, lo svolgimento dei servizi di trasporto, nell’ambito del quale il capitolato prevedeva i percorsi da realizzare, i luoghi di ritiro e consegna, i mezzi da utilizzare, i materiali da trasportare e più, in generale, tutte le modalità con le quali il trasporto avrebbe dovuto essere effettuato).
2. Il rinvio espresso all’applicazione dell’art. 50, D. Leg.vo 50/2016, pur non avendo esplicitato negli atti di gara una determinata clausola sociale, sancisce espressamente la volontà della Stazione appaltante di garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato.
3. Quanto all’ambito di incidenza delle clausole sociali va evidenziato che: a) la clausola sociale deve conformarsi ai principi nazionali e comunitari; b) conseguentemente, l'obbligo di riassorbimento dei lavoratori alle dipendenze dell'appaltatore uscente, nello stesso posto di lavoro e nel contesto dello stesso appalto, deve essere armonizzato e reso compatibile con l'organizzazione di impresa prescelta dall'imprenditore subentrante; c) la clausola non comporta invece alcun obbligo per l'impresa aggiudicataria di un appalto pubblico di assumere a tempo indeterminato ed in forma automatica e generalizzata il personale già utilizzato dalla precedente impresa o società affidataria.
Sui limiti di contenuto della clausola sociale nei bandi di gara, vedi T.A.R. Toscana, sez. III, 13 febbraio 2017, n. 231.
Obbligo di sopralluogo in caso di ATI
1. Appalti e contratti pubblici - Prescrizione dell’obbligo di sopralluogo nella legge di gara a pena di esclusione - Ammissibilità anche nel caso di appalti di servizi. 2. Appalti e contratti pubblici - ATI - Obbligo di sopralluogo previsto dalla legge di gara - Sussistenza in capo a tutte le imprese dell'ATI costituenda.
Vedi anche Cons. Stato, sez. IV, sent. 17/02/2014, n. 744.
FAST FIND : GP16040
Edilizia e immobili - Condominio - Balconi - Parti comuni - Esclusione - Parapetti decorativi dei balconi - Costituiscono parti comuni ai sensi dell’art. 1117, Cod. civ. - Fattispecie.
I balconi di un edificio condominiale non rientrano tra le parti comuni, ai sensi dell' art. 1117, Cod. civ., non essendo necessari per l'esistenza del fabbricato, nè essendo destinati all'uso o al servizio di esso. Viceversa il rivestimento del parapetto e della soletta devono essere considerati beni comuni se svolgono una prevalente funzione estetica per l'edificio, divenendo così elementi decorativi ed ornamentali essenziali della facciata e contribuendo a renderlo esteticamente gradevole. Ne deriva che l'azione di un condomino diretta alla demolizione, al ripristino, o comunque al mutamento dello stato di fatto degli elementi decorativi del balcone di un edificio in condominio (nella specie, relativi ai frontali ed ai parapetti), costituenti, come tali, parti comuni ai sensi dell'art. 1117, n. 3, Cod. civ., va proposta nei confronti di tutti i partecipanti del condominio, quali litisconsorti necessari, essendo altrimenti la sentenza inutiliter data. (Nel caso di specie la Corte ha rigettato il ricorso contro l’annullamento della sentenza di primo grado per difetto di litisconsorzio necessario, che condannava il proprietario di un immobile all’eliminazione delle cause della caduta d’acqua dal suo balcone su quello sottostante. La Corte d'Appello infatti accertava, che i parapetti aggettanti dei balconi dell'edificio, per loro forma, materiali e colore, avessero funzione di accrescere la gradevolezza estetica del fabbricato, e perciò rientrassero tra le parti comuni ex art. 1117, Cod. civ., di proprietà di tutti i condomini, con conseguente difetto del necessario contraddittorio e rimessione della causa al primo giudice ai sensi dell'art. 354, comma 1, Cod. proc. civ.).
FAST FIND : GP16039
- Sulla materia del principio dell'affidamento e della necessità di evitare situazioni giuridiche di incertezza, si veda anche C. Stato 18/07/2016, n. 3191.
- Sulla valenza del cartello di cantiere ai fini della conoscenza delle caratteristiche dell'intervento edilizio e della conseguente decorrenza del termine per la proposizione dell'impugnativa si veda C. Stato 18/10/2017, n. 4830.
- Sulla legittimazione ad agire per la tutela del diritto dei terzi ed in particolare sulla decorrenza del termine per l'impugnazione del permesso di costruire si vedano: C. Stato 04/12/2017, n. 5675; C. Stato 05/05/2017, n. 2063; C. Stato 25/05/2017, n. 2453.
1. Il principio di rotazione - che per espressa previsione normativa deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da consultare e da invitare a presentare le offerte - trova fondamento nella esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato. Pertanto, anche al fine di ostacolare le pratiche di affidamenti senza gara ripetuti nel tempo che ostacolino l’ingresso delle piccole e medie imprese e di favorire, per contro, la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei, il principio in questione comporta, in linea generale, che l’invito all’affidatario uscente riveste carattere eccezionale. Per l’effetto, ove la stazione appaltante intenda comunque procedere all’invito di quest’ultimo, dovrà puntualmente motivare tale decisione, facendo in particolare riferimento al numero (eventualmente) ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento. Di converso, per effetto del principio, di rotazione l’impresa che in precedenza abbia svolto un determinato servizio non ha più alcuna possibilità di vantare una legittima pretesa ad essere invitata ad una nuova procedura di gara per l’affidamento di un contratto pubblico di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, né di risultare aggiudicataria del relativo affidamento.
2. La possibilità di restringere la cerchia degli operatori economici da invitarsi ad una procedura ad evidenza pubblica in base alla territorialità degli operatori stessi va risolta caso per caso, alla luce delle concrete caratteristiche della prestazione oggetto di gara. Pertanto, qualora ad esempio si tratti di prestazioni incontestabilmente riferite ad un ben preciso territorio e/o sussistano motivate esigenze che le prestazioni vengano fornite entro un arco temporale ristretto e circoscritto, con conseguente esigenza che gli operatori incaricati abbiano avessero la propria sede in un’area geografica non troppo distante dalla sede di esecuzione dell’appalto, non appare contestabile la scelta dell’amministrazione aggiudicatrice.
- In merito al carattere di eccezionalità della possibilità di invitare ad una procedura il precedente aggiudicatario, si veda anche C. Stato 31/08/2017, n. 4125.
FAST FIND : GP16036
Sent. C. Giustizia UE 26/10/2017, n. C-347/16
Rinvio pregiudiziale - Articoli 101 e 102 TFUE - Direttiva 2009/72/CE - Articoli 9, 10, 13 e 14 - Regolamento (CE) n. 714/2009 - Articolo 3 - Regolamento (UE) n. 1227/2011 - Articolo 2, punto 3 - Regolamento (UE) 2015/1222 - Articolo 1, paragrafo 3 - Certificazione e designazione di un gestore di sistemi di trasmissione indipendente - Limitazione del numero dei titolari di licenze di trasmissione di energia elettrica sul territorio nazionale.
G.U.U.E. C 18/12/2017, n. 437
Gli articoli 9, 10, 13 e 14 della direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva 2003/54/CE, l’articolo 3 del regolamento CE n. 714/ 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica e che abroga il regolamento CE n. 1228/2003, l’articolo 2, punto 3, del regolamento UE n. 1227/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, concernente l’integrità e la trasparenza del mercato dell’energia all’ingrosso, letto in combinato disposto con il considerando 3 di quest’ultimo, e l’articolo 1, paragrafo 3, del regolamento UE 1222/2015 della Commissione, del 24 luglio 2015, che stabilisce orientamenti in materia di allocazione della capacità e di gestione della congestione, non ostano, in circostanze come quelle del procedimento principale, a una normativa nazionale che limita il numero di titolari di licenze di trasmissione di energia elettrica per un territorio determinato.
FAST FIND : GP16034
Distinzione RTI orizzontali e verticali
1. Appalti e contratti pubblici - Gara - Requisiti di partecipazione - RTI orizzontali e verticali - Caratteri distintivi - Contenuto delle competenze - Raggruppamento di tipo verticale - Individuazione delle prestazioni principali e secondarie da parte della Stazione appaltante negli atti di gara - Necessità. 2. Appalti e contratti pubblici - Lavori di bonifica ambientale - Iscrizione Albo nazionale dei gestori ambientali - Requisiti di partecipazione alla gara - Orientamenti ANAC - Fattispecie.
1. La distinzione tra raggruppamenti verticali ed orizzontali non è puramente nominalistica, ma discende dalle concrete e specifiche attribuzioni delle imprese associate: trova infatti applicazione, al riguardo, il principio enunciato dall’Adunanza plenaria (sent. 13/06/2012, n. 22), secondo il quale la distinzione tra ATI orizzontali e ATI verticali poggia sul contenuto delle competenze portate da ciascuna impresa raggruppata ai fini della qualificazione a una determinata gara: in linea generale, l’ATI orizzontale è caratterizzata dal fatto che le imprese associate (o associande) sono portatrici delle medesime competenze per l’esecuzione delle prestazioni costituenti l’oggetto dell’appalto, mentre l’ATI verticale è connotata dalla circostanza che l’impresa mandataria apporta competenze incentrate sulla prestazione prevalente, diverse da quelle delle mandanti, le quali possono avere competenze differenziate anche tra di loro, sicché nell’ATI di tipo verticale un’impresa, ordinariamente capace per la prestazione prevalente, si associa ad altre imprese provviste della capacità per le prestazioni secondarie scorporabili. Ne consegue che sussiste la possibilità di dar vita a raggruppamenti di tipo verticale (o, più correttamente, di ammetterli ad una gara) solo laddove la Stazione appaltante abbia preventivamente individuato negli atti di gara, con chiarezza, le prestazioni “principali” e quelle “secondarie”, essendo precluso al partecipante alla gara procedere di sua iniziativa alla scomposizione del contenuto della prestazione, distinguendo fra prestazioni principali e secondarie, onde ripartirle all’interno di un raggruppamento di tipo verticale. Tale divieto si giustifica altresì in ragione della disciplina legale della responsabilità delle imprese riunite in associazione temporanea, ai sensi dell’art. 48, comma 5, del D. Leg.vo n. 50 del 2016, posto che “per i raggruppamenti verticali, […] la responsabilità dei concorrenti che si fanno carico delle parti secondarie del servizio è circoscritta all’esecuzione delle prestazioni di rispettiva competenza, talché non pare possibile rimettere alla loro libera scelta l’individuazione delle prestazioni principali e di quelle secondarie (attraverso l’indicazione della parte del servizio di competenza di ciascuno) e la conseguente elusione della norma in materia di responsabilità solidale, in assenza di apposita previsione del bando di gara”.
2. I bandi di gara aventi ad oggetto lavori di bonifica ambientale implicano l’esistenza dell’iscrizione all'Albo dei gestori ambientali per adeguata categoria e classe quale requisito di partecipazione, sul presupposto che è solo l’ordinamento delle pubbliche commesse a specificare di suo quali debbano essere i requisiti soggettivi pertinenti per la partecipazione a gara. Anche l’ANAC, modificando il suo precedente orientamento, ha ritenuto che il requisito di iscrizione all’Albo dei gestori ambientali richiesto nelle gare di affidamento dei contratti pubblici sia un requisito di partecipazione e non di esecuzione. (Nel caso di specie è stato respinto il ricorso proposto dalle imprese di un costituendo RTI verticale escluso da una procedura di gara - non ammesso in quanto né il bando, né il disciplinare contenevano una suddivisione e/o qualificazione delle prestazioni oggetto di gara tra “principali” e “secondarie” - in cui una delle partecipanti non risultava iscritta all’Albo dei gestori ambientali).
- Vedi Cons. Stato, Ad. plenaria, sent. 13/06/2012, n. 22.
- Sullo stesso tema vedi anche Cons. Stato sent. 08/09/2011, n. 5051.