Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202011/circ253.htm
Timestamp: 2017-11-19 10:11:22+00:00
Document Index: 66262637

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.2', 'art.10', 'art.10', 'art.11', 'art.11', 'art.12', 'art.13', 'art.14', 'art.15', 'art.16', 'art.18', 'art.19', 'art. 24', 'art.28', 'art. 37', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'in fine']

Circolare n. 253/2011
Oggetto: Tributi – Previdenza – Manovra del Governo Monti – D.L. 6.12.2011, n. 201, su S.O. alla G.U. n. 284 del 6.12.2011.
Si evidenziano le principali misure del decreto salva Italia, con riserva di un commento più approfondito successivamente alla sua conversione in legge.
Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese - ACE (art.1) – Nell’ambito delle misure sullo sviluppo è stato introdotto un regime denominato “ACE – Aiuto alla crescita economica” destinato a società di capitali, cooperative, enti commerciali e stabili organizzazioni di società straniere che, già con effetto dall’anno d’imposta 2011, possono dedurre dal reddito d’impresa il 3% del capitale proprio apportato nella società in aumento rispetto a quello esistente al 31.12.2010.
Deducibilità dell’IRAP (art.2) – A decorrere dal periodo d’imposta 2012 l’importo dell’IRAP determinata sul costo del personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni spettanti, è deducibile dal reddito d’impresa. Sono state inoltre introdotte deduzioni maggiori per le imprese che occupano personale femminile e giovani fino a 35 anni, nonché per le imprese residenti in Sicilia e Sardegna.
Nuovo regime fiscale per attività artistiche e professionali (art.10) – E’ stato introdotto un nuovo regime fiscale agevolato per le imprese individuali e per i professionisti al fine di favorirne la regolarità; i soggetti interessati potranno inviare telematicamente all’Amministrazione finanziaria i loro dati contabili e sarà l’Amministrazione stessa ad eseguire tutti gli adempimenti fiscali e contributivi. Chi si avvarrà del nuovo regime avrà diritto ad una serie di agevolazioni (es. rimborso anticipato dell’Iva a credito). Le disposizioni di attuazione del nuovo regime dovranno essere stabilite con successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Studi di settore (art.10 commi 9-11) – I contribuenti che si adegueranno agli studi di settore saranno esclusi dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all’articolo 39 del DPR 600/73 e articolo 54 del DPR 633/72, avranno ridotti di un anno i termini di decadenza per l’accertamento e nei loro confronti la determinazione sintetica del reddito sarà ammessa solo qualora il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato. Queste facilitazioni si applicheranno a condizione che i contribuenti abbiano comunicato fedelmente i dati rilevanti ai fini degli studi di settore; inoltre i contribuenti, oltreché congrui anche per effetto di adeguamento, dovranno risultare coerenti con gli specifici indicatori previsti dagli studi stessi. Nei confronti dei soggetti non congrui l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza opereranno specifici controlli. La misura si applica già con riferimento alle dichiarazioni relative al 2011.
Sanzioni per false comunicazioni fiscali (art.11 commi 1-5) – E’ stata prevista l’applicazione di sanzioni penali per le false autocertificazioni rilasciate dai contribuenti agli uffici fiscali e alla Guardia di Finanza. E’ stato inoltre ampliato l’ambito delle informazioni che le banche e gli altri operatori finanziari devono comunicare all’anagrafe tributaria; i dati potranno essere utilizzati dall’Agenzia delle Entrate anche per l’individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione.
Verifiche in azienda (art.11 comma 7) – E’ stato abolito il divieto di reiterazione nel semestre degli accessi in azienda da parte di qualsiasi autorità competente.
Tracciabilità del denaro contante (art.12 comma 1) – E’ stato limitato a 1.000 euro (in precedenza 2.500 euro) il limite per le transazioni in contanti e l’uso di titoli al portatore.
IMU, imposta municipale sugli immobili (art.13) – E’ stata anticipata al 2012 l’entrata in vigore dell’imposta municipale sugli immobili che sostituisce l’Ici. L’imposta graverà anche sull’abitazione principale e le sue pertinenze. La base imponibile sarà costituita dalla rendita catastale, già rivalutata del 5%, moltiplicata per coefficienti diversificati a seconda della categoria dell’immobile (es. 60 per gli immobili classificati nella categoria D; 80 per gli uffici categoria A/10). L’aliquota base è dello 0,76% (variabile in più e in meno dello 0,3% a discrezione dei Comuni).
Tributo Comunale sui rifiuti e sui servizi (art.14) – Dal 2013 entrerà in vigore il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che raggrupperà la precedente tassa rifiuti e un nuovo tributo sui servizi comunali.
Aumento delle accise (art.15) – E’ stata elevata la misura delle aliquote accise dei carburanti; le imprese di autotrasporto potranno chiedere a rimborso i maggiori oneri limitatamente ai consumi di gasolio dei veicoli pari e superiori a 7,5 tonnellate.
Tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei (art.16) – Dal 2012 l’addizionale erariale sugli autoveicoli di maggiore potenza viene inasprita; inoltre e’ stata introdotta una tassa di stazionamento per le barche da diporto maggiori di 10 metri e una tassa sugli aeromobili privati diversificata in base al peso del velivolo.
Aumento dell’aliquota Iva (art.18) – A decorrere dall’ottobre 2012, se non entreranno in vigore provvedimenti di natura fiscale e previdenziale che consentano il recupero di 4 miliardi di euro nel 2012, 16 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi di euro nel 2014, le aliquote IVA del 10 e 21 per cento saranno incrementate di 2 punti percentuali. Dal 2014 inoltre subiranno un ulteriore aumento di 0,5 punti percentuali.
Imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari (art.19 c.1) – Dal 2012 l’imposta di bollo sui titoli e strumenti e prodotti finanziari, verrà calcolata in percentuale sul loro valore di mercato o nominale.
Pensioni (art. 24) – E’ stata prevista una riforma organica del sistema pensionistico basata sui principi di equità, di flessibilità nell’accesso ai trattamenti e di semplificazione. Questi nel dettaglio gli interventi più rilevanti:
· dal 2012 l’anzianità contributiva per aver diritto alla pensione anticipata (ex pensione di anzianità) sarà pari a 42 anni e 1 mese per gli uomini e a 41 anni e 1 mese per le donne, con penalizzazioni per chi andrà in pensione con meno di 62 anni e soppressione delle cosiddette finestre di uscita in base alle quali attualmente la decorrenza della pensione è differita di 12 o 18 mesi rispetto alla maturazione dei requisiti;
· dal 2012 l’età per la pensione di vecchiaia, ferma restando anche per essa la soppressione delle finestre, passerà a 66 anni per gli uomini e a 62 anni per le donne; l’età pensionabile delle donne continuerà a crescere progressivamente negli anni successivi per raggiungere la soglia dei 66 anni nel 2018; dal 2021 l’età pensionabile sarà pari per tutti i lavoratori (uomini e donne) a 67 anni; i nuovi limiti di età rappresentano requisiti minimi in quanto il lavoratore potrà scegliere di rimanere in servizio fino a 70 anni con diritto alla conservazione del posto di lavoro; a tutti i suddetti requisiti anagrafici si applicheranno dal 2013 gli adeguamenti legati agli incrementi della speranza di vita come previsto dall’attuale ordinamento (legge n. 122/2010);
· sempre dal 2012 il sistema di calcolo contributivo (basato cioè sull’ammontare dei contributi versati) delle pensioni sarà esteso pro rata anche ai lavoratori che alla fine del 1995 avevano maturato 18 anni di contributi ed in base alla precedente riforma Dini potevano continuare a beneficiare del sistema più favorevole di calcolo retributivo (basato cioè sull’ammontare delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di attività);
· blocco per il biennio 2012 e 2013 dell’indicizzazione al costo della vita per le pensioni di importo superiore a 935 euro mensili (pari a due volte il trattamento minimo INPS).
Aumento dell’addizionale regionale Irpef (art.28) – Già a decorrere dal corrente periodo d’imposta l’aliquota base dell’addizionale regionale Irpef è stata innalzata all’1,23% (in precedenza 0,9%); le Regioni potranno applicare un’ulteriore aumento dello 0,5%. I datori di lavoro in qualità di sostituti d’imposta dovranno trattenere i maggiori importi relativi al 2011 in occasione del relativo conguaglio fiscale che com’è noto può essere effettuato fino a febbraio 2012.
Liberalizzazione nei trasporti (art. 37) – Attraverso uno o più regolamenti del Governo da emanarsi entro 6 mesi sarà realizzata una compiuta liberalizzazione nel settore ferroviario, aereo e marittimo. Tali regolamenti dovranno individuare un’Autorità indipendente tra quelle già esistenti con il compito, tra gli altri, di garantire condizioni di accesso eque alle infrastrutture e alle reti ferroviarie, aeroportuali e portuali.
M-D/d
S.O. alla G.U. n.284 del 6.12.2011 (fonte Guritel)
1. In considerazione della esigenza di rilanciare lo sviluppo
economico del Paese e fornire un aiuto alla crescita mediante una
riduzione della imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento
con capitale di rischio, nonche' per ridurre lo squilibrio del
trattamento fiscale tra imprese che si finanziano con debito ed
la struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo
italiano, ai fini della determinazione del reddito complessivo netto
dichiarato dalle societa' e dagli enti indicati nell'articolo 73,
1986, n. 917, e' ammesso in deduzione un importo corrispondente al
rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, secondo le
disposizioni dei commi da 2 a 8. Per le societa' e gli enti
commerciali di cui all'articolo 73, comma 1, lettera d), del citato
testo unico le disposizioni del presente articolo si applicano
relativamente alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.
2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e' valutato
mediante applicazione dell'aliquota percentuale individuata con il
provvedimento di cui al comma 3 alla variazione in aumento del
capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura
dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010.
3. Dal quarto periodo di imposta l'aliquota percentuale per il
calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e'
determinata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da
emanare entro il 31 gennaio di ogni anno, tenendo conto dei
rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici,
aumentabili di ulteriori tre punti percentuali a titolo di
compensazione del maggior rischio.In via transitoria, per il primo
triennio di applicazione, l'aliquota e' fissata al 3 per cento.
4. La parte del rendimento nozionale che supera il reddito
complessivo netto dichiarato e' computata in aumento dell'importo
deducibile dal reddito dei periodi d'imposta successivi.
5. Il capitale proprio esistente alla chiusura dell'esercizio in
corso nel primo anno di applicazione della disposizione e' costituito
dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tener
conto dell'utile del medesimo esercizio. Rilevano come variazioni in
aumento i conferimenti in denaro nonche' gli utili accantonati a
riserva ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili;
come variazioni in diminuzione: a) le riduzioni del patrimonio netto
con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b) gli
acquisti di partecipazioni in societa' controllate; c) gli acquisti
6. Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a
partire dalla data del versamento; quelli derivanti
dall'accantonamento di utili a partire dall'inizio dell'esercizio in
dall'inizio dell'esercizio in cui si sono verificati. Per le aziende
e le societa' di nuova costituzione si considera incremento tutto il
7. Il presente articolo si applica anche al reddito d'impresa di
persone fisiche, societa' in nome collettivo e in accomandita
semplice in regime di contabilita' ordinaria, con le modalita'
stabilite con il decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze
di cui al comma 8 in modo da assicurare un beneficio conforme a
con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze entro 30
presente decreto. Con lo stesso provvedimento possono essere
stabilite disposizioni aventi finalita' antielusiva specifica.
9. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere
dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2011.
Agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro
nonche' per donne e giovani
1. A decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2012 e'
ammesso in deduzione ai sensi dell'articolo 99, comma 1, del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del
modificazioni, un importo pari all'imposta regionale sulle attivita'
produttive determinata ai sensi degli articoli 5, 5-bis, 6, 7 e 8 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, relativa alla quota
imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al
netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell'articolo 11, commi 1,
lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n.
446 del 1997.
2. All'articolo 11, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al numero 2), dopo le parole "periodo di imposta" sono
aggiunte le seguenti: ", aumentato a 10.600 euro per i lavoratori di
sesso femminile nonche' per quelli di eta' inferiore ai 35 anni";
b) al numero 3), dopo le parole "Sardegna e Sicilia" sono
aggiunte le seguenti: ", aumentato a 15.200 euro per i lavoratori di
sesso femminile nonche' per quelli di eta' inferiore ai 35 anni".
3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011.
Programmi regionali cofinanziati dai fondi strutturali e
internazionale e della conseguente necessita' della riprogrammazione
nell'utilizzo delle risorse disponibili, al fine di accelerare la
spesa dei programmi regionali cofinanziati dai fondi strutturali
negli anni 2012, 2013 e 2014, all'articolo 32, comma 4, della legge
12 novembre 2011, n. 183, dopo la lett. n), e' aggiunta la seguente:
"o) per gli anni 2012, 2013 e 2014, delle spese effettuate a valere
sulle risorse dei cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali
comunitari. Per le Regioni ricomprese nell'Obiettivo Convergenza e
nel regime di phasing in nell'Obiettivo Competitivita', di cui al
Regolamento del Consiglio (CE) n. 1083/2006, tale esclusione e'
subordinata all'Accordo sull'attuazione del Piano di Azione Coesione
del 15 novembre 2011. L'esclusione opera nei limiti complessivi di
1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014.".
L'esclusione delle spese di cui al periodo precedente opera per
ciascuna regione nei limiti definiti con i criteri di cui al comma 2.
2. Per compensare gli effetti in termini di fabbisogno e di
indebitamento netto di cui al comma 1, e' istituito nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze con una
dotazione, in termini di sola cassa, di 1.000 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 un "Fondo di compensazione per
gli interventi volti a favorire lo sviluppo", ripartito tra le
singole Regioni sulla base della chiave di riparto dei fondi
strutturali 2007-2013, tra programmi operativi regionali, cosi' come
stabilita dal Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, adottato con
Decisione CE C (2007) n. 3329 del 13/7/2007. All'utilizzo del Fondo
si provvede, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
su proposta del Ministro per la coesione territoriale, da comunicare
al Parlamento e alla Corte dei conti, su richiesta
dell'Amministrazione interessata, sulla base dell'ordine cronologico
delle richieste e entro i limiti della dotazione assegnata ad ogni
singola Regione.
3. Alla copertura degli oneri derivanti dalla costituzione del
predetto fondo si provvede con corrispondente utilizzo delle maggiori
entrate e delle minori spese recate dal presente provvedimento.
4. La dotazione del Fondo di garanzia a favore delle piccole e medie
imprese di cui all'articolo 2, comma 100, lett. a), della legge 23
dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni ed integrazioni, e'
incrementata di 400 milioni di euro annui per ciascuno degli anni
5. Per assicurare il sostegno alle esportazioni, la somma di 300
31 marzo 1988, n. 143, e successive modifiche e integrazioni, e'
versata all'entrata del bilancio statale nella misura di 150 milioni
nel 2012 e 150 milioni nel 2013, a cura del titolare del medesimo
conto, per essere riassegnata al fondo di cui all'articolo 3 della
legge 28 maggio 1973, n. 295, per le finalita' connesse alle
attivita' di credito all'esportazione. All'onere derivante dal
presente comma in termini di fabbisogno e indebitamento netto si
provvede con corrispondente utilizzo delle maggiori entrate e delle
minori spese recate dal presente decreto.
Detrazioni per interventi di ristrutturazione,
di efficientamento energetico e
per spese conseguenti a calamita' naturali
a) nell'articolo 11, comma 3, le parole: "15 e 16", sono
sostituite dalle seguenti: "15, 16 e 16-bis)";
b) nell'articolo 12, comma 3, le parole: "15 e 16", sono
c) dopo l'articolo 16, e' aggiunto il seguente: "Art. 16-bis
(Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio
edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici)
1. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento
delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle
stesse non superiore a 48.000 euro per unita' immobiliare, sostenute
ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o
detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono
a) di cui alle lett. a) b), c) e d) dell'articolo 3 del decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati
sulle parti comuni di edificio residenziale di cui all'articolo 1117,
n. 1), del codice civile;
b) di cui alle lettere b), c) e d) dell'articolo 3 del decreto
sulle singole unita' immobiliari residenziali di qualsiasi categoria
catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze;
c) necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile
danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorche' non rientranti
nelle categorie di cui alle lettere a) e b) del presente comma,
sempreche' sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
d) relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto
pertinenziali anche a proprieta' comune;
e) finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche,
aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di
ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni
altro mezzo di tecnologia piu' avanzata, sia adatto a favorire la
mobilita' interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici
di handicap in situazioni di gravita', ai sensi dell'articolo 3,
comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
f) relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il
rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
g) relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla
cablatura degli edifici, al contenimento dell'inquinamento acustico;
h) relativi alla realizzazione di opere finalizzate al
conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo
all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti
rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate
anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo
idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi
energetici in applicazione della normativa vigente in materia;
i) relativi all'adozione di misure antisismiche con particolare
riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica,
in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della
documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica
del patrimonio edilizio, nonche' per la realizzazione degli
interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gli
interventi relativi all'adozione di misure antisismiche e
all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono
essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi
di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e,
ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di
progetti unitari e non su singole unita' immobiliari;
l) di bonifica dall'amianto e di esecuzione di opere volte ad
2. Tra le spese sostenute di cui al comma 1 sono comprese quelle di
progettazione e per prestazioni professionali connesse all'esecuzione
delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici ai sensi
3. La detrazione di cui al comma 1 spetta anche nel caso di
interventi di restauro e risanamento conservativo e di
ristrutturazione edilizia di cui di cui alle lett. c) e d)
dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di
costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie,
che provvedano entro sei mesi dalla data di termine dei lavori alla
successiva alienazione o assegnazione dell'immobile. La detrazione
spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unita'
immobiliari, in ragione di un'aliquota del 36 per cento del valore
degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25 per
cento del prezzo dell'unita' immobiliare risultante nell'atto
pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro
l'importo massimo di 48.000 euro.
4. Nel caso in cui gli interventi di cui al comma 1 realizzati in
ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di interventi
iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del limite massimo
delle spese ammesse a fruire della detrazione si tiene conto anche
delle spese sostenute negli stessi anni.
5. Se gli interventi di cui al comma 1 sono realizzati su unita'
immobiliari residenziali adibite promiscuamente all'esercizio
dell'arte o della professione, ovvero all'esercizio dell'attivita'
commerciale, la detrazione spettante e' ridotta al 50 per cento.
6. La detrazione e' cumulabile con le agevolazioni gia' previste
sugli immobili oggetto di vincolo ai sensi del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, ridotte nella misura del 50 per cento.
7. La detrazione e' ripartita in dieci quote annuali costanti e di
pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli
8. In caso di vendita dell'unita' immobiliare sulla quale sono stati
realizzati gli interventi di cui al comma 1 la detrazione non
utilizzata in tutto o in parte e' trasferita per i rimanenti periodi
di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona
fisica dell'unita' immobiliare. In caso di decesso dell'avente
diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero,
esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e
9. Si applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro delle
finanze di concerto con il Ministro dei lavori pubblici 18 febbraio
1998, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 marzo 1998, n.
60, con il quale e' stato adottato il "Regolamento recante norme di
attuazione e procedure di controllo di cui all'articolo 1 della L. 27
dicembre 1997, n. 449, in materia di detrazioni per le spese di
ristrutturazione edilizia".
10. Con successivo decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze possono essere stabilite ulteriori modalita' di attuazione
delle disposizioni di cui al presente articolo.";
d) nell'articolo 24, comma 3 dopo le parole: "e i)", sono
aggiunte le seguenti: ", e dell'articolo 16-bis)".
2. All'articolo 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
a) all'alinea, le parole: «2010, 2011 e 2012 » sono sostituite
dalle seguenti: «2010 e 2011»;
b) alla lettera a), le parole: «dicembre 2012» sono sostituite
dalle seguenti: «dicembre 2011»;
c) alla lettera b), le parole: «dicembre 2012» sono sostituite
dalle seguenti: «dicembre 2011» e le parole: «giugno 2013» sono
sostituite dalle seguenti: «giugno 2012».
3. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 25 del
nella legge 30 luglio 2010, n. 122.
4. Nell'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220,
le parole "31 dicembre 2011" sono sostituite dalle seguenti: "31
dicembre 2012". La detrazione prevista dall'articolo 16-bis comma 1,
lettera h), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
come modificato dal presente articolo, si applica alle spese
effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013.
5. Le disposizioni del presente articolo entrano in vigore il 1°
Introduzione dell'ISEE per la concessione
di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali,
con destinazione dei relativi risparmi a favore delle famiglie
1. Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del
Consiglio dei ministri, da emanare previo parere delle commissioni
parlamentari competenti entro il 31 maggio 2012, sono riviste le
modalita' di determinazione dell'ISEE (Indicatore della situazione
economica equivalente) al fine di rafforzare la rilevanza degli
elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia, nonche' della
percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale. Con il
medesimo decreto sono individuate le agevolazioni fiscali e
tariffarie, nonche' le provvidenze di natura assistenziale che, a
decorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere piu' riconosciute
ai soggetti in possesso di un Isee superiore alla soglia individuata
con il decreto stesso. Restano, comunque, fermi anche i requisiti
reddituali gia' previsti dalla normativa vigente. I risparmi a favore
del bilancio dello Stato e degli enti nazionali di previdenza e di
assistenza derivanti dall'applicazione del presente comma sono
al fondo per le politiche sociali per essere destinati ad interventi
in favore delle famiglie numerose, delle donne e dei giovani.
1. Ferma la tutela derivante dall'assicurazione obbligatoria contro
gli infortuni e le malattie professionali, sono abrogati gli istituti
dell'accertamento della dipendenza dell'infermita' da causa di
servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio,
dell'equo indennizzo e della pensione privilegiata. La disposizione
di cui al primo periodo del presente comma non si applica nei
confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e
soccorso pubblico. La disposizione di cui al primo periodo del
presente comma non si applica, inoltre, ai procedimenti in corso alla
data di entrata in vigore del presente decreto, nonche' ai
procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora scaduto
il termine di presentazione della domanda, nonche' ai procedimenti
instaurabili d'ufficio per eventi occorsi prima della predetta data.
1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato ad accettare gli
emendamenti all'Accordo istitutivo della Banca Europea per la
Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), adottati dal Consiglio dei
Governatori della Banca medesima con le risoluzioni n. 137 e n. 138
del 30 settembre 2011. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze e'
incaricato dell'esecuzione della presente disposizione e dei rapporti
da mantenere con l'amministrazione della Banca Europea per la
Ricostruzione e lo Sviluppo, conseguenti ai predetti emendamenti.
Piena ed intera esecuzione e' data agli emendamenti di cui al
presente comma a decorrere dalla sua entrata in vigore, in
conformita' a quanto disposto dall'articolo 56 dell'Accordo
istitutivo della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo,
ratificato ai sensi della legge 11 febbraio 1991, n. 53 e successive
2. Al fine di adempiere agli impegni dello Stato italiano derivanti
dalla partecipazione a Banche e Fondi internazionali e' autorizzata
la spesa di 87,642 milioni di euro nell'anno 2012, di 125,061 milioni
di euro nel 2013 e di 121,726 milioni di euro nel 2014. Ai relativi
oneri si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni
2012, 2013 e 2014 dello stanziamento del fondo speciale di conto
capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014,
3. Per finanziare la partecipazione italiana agli aumenti di
capitale nelle Banche Multilaterali di Sviluppo, la somma di 226
Tesoreria di cui all'art. 7, comma 2 bis, del D.Lgs. 31 marzo 1998,
n. 143, e successive modifiche e integrazioni, e' versata all'entrata
del bilancio statale nella misura di 26 milioni di euro nel 2012, 45
milioni di euro nel 2013, 2014 e 2015, 35,5 milioni di euro nel 2016
e 29,5 milioni di euro nel 2017, per essere riassegnata nella
pertinente missione e programma dello stato di previsione della spesa
Misure per la stabilita' del sistema creditizio
1. Ai sensi della Comunicazione della Commissione europea
C(2011)8744 concernente l'applicazione delle norme in materia di
aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della
crisi finanziaria, il Ministro dell'economia e delle finanze, fino al
30 giugno 2012, e' autorizzato a concedere la garanzia dello Stato
sulle passivita' delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino
a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le
obbligazioni bancarie garantite di cui all'art. 7-bis della legge 30
aprile 1999, n. 130, e di emissione successiva alla data di entrata
in vigore del presente decreto. Con decreti del Presidente del
delle finanze, si procede all'eventuale proroga del predetto termine
in conformita' alla normativa europea in materia.
2. La concessione della garanzia di cui al comma 1 e' effettuata
sulla base della valutazione da parte della Banca d'Italia
della sua capacita' di fare fronte alle obbligazioni assunte.
3. La garanzia dello Stato di cui al comma 1 e' incondizionata,
irrevocabile e a prima richiesta.
4. La garanzia dello Stato di cui al comma 1 sara' elencata
196. Per tale finalita' e' autorizzata la spesa di 200 milioni di
euro annui per il periodo 2012-2016. I predetti importi sono
annualmente versati su apposita contabilita' speciale, per essere
destinati alla copertura dell'eventuale escussione delle suddette
garanzie. Ad eventuali ulteriori oneri, si provvede ai sensi
dell'articolo 26, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con
imputazione nell'ambito dell'unita' di voto parlamentare 25.2 dello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
5. Ai fini del presente articolo, per banche italiane si intendono
le banche aventi sede legale in Italia.
6. L'ammontare delle garanzie concesse ai sensi del comma 1 e'
limitata a quanto strettamente necessario per ripristinare la
capacita' di finanziamento a medio-lungo termine delle banche
beneficiarie. L'insieme delle operazioni e i loro effetti
sull'economia sono oggetto di monitoraggio semestrale da parte del
Ministero dell'economia e delle finanze, con il supporto della Banca
d'Italia, anche al fine di verificare la necessita' di mantenere in
vigore l'operativita' di cui al comma 1 e l'esigenza di eventuali
modifiche operative. I risultati delle verifiche sono comunicati alla
Commissione europea; le eventuali necessita' di prolungare la vigenza
delle operazioni oltre i sei mesi dall'entrata in vigore del presente
decreto e le eventuali modifiche operative ritenute necessarie sono
notificate alla Commissione europea. Il Ministero dell'Economia e
delle Finanze, sulla base degli elementi forniti dalla Banca
d'Italia, presenta entro il 15 aprile 2012 un rapporto sintetico sul
funzionamento dello schema di garanzia di cui al comma 1 e sulle
emissioni garantite e non garantite delle banche.
7. Le banche che ricorrono agli interventi previsti dal presente
articolo devono svolgere la propria attivita' in modo da non abusare
del sostegno ricevuto e conseguire indebiti vantaggi per il tramite
dello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali rivolte
8. In caso di mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 7,
il Ministero dell'economia e delle finanze, su segnalazione della
Banca d'Italia, puo' escludere la banca interessata dall'ammissione
alla garanzia di cui al comma 1, fatte salve le operazioni gia' in
essere. Di tale esclusione e' data comunicazione alla Commissione
9. Per singola banca, l'ammontare massimo complessivo delle
operazioni di cui al presente articolo non puo' eccedere, di norma,
il patrimonio di vigilanza, ivi incluso il patrimonio di terzo
livello. La Banca d'Italia effettua un monitoraggio del rispetto dei
suddetti limiti e ne comunica tempestivamente gli esiti al
Dipartimento del Tesoro. Il Dipartimento del Tesoro comunica alla
Commissione europea i risultati del monitoraggio.
10. La garanzia dello Stato puo' essere concessa su strumenti
finanziari di debito emessi da banche che presentino congiuntamente
a) sono emessi successivamente all'entrata in vigore del
presente decreto, anche nell'ambito di programmi di emissione
preesistenti, e hanno durata residua non inferiore a tre mesi e non
superiore a cinque anni, a partire dal 1° gennaio 2012, a sette anni
per le obbligazioni bancarie garantite di cui all'art. 7-bis della
legge 30 aprile 1999, n. 130;
b) prevedono il rimborso del capitale in un'unica soluzione a
e) rappresentano un debito non subordinato nel rimborso del
capitale e nel pagamento degli interessi;
f) non sono titoli strutturati o prodotti complessi ne'
incorporano una componente derivata. A tal fine si fa riferimento
alle definizioni contenute nelle Istruzioni di Vigilanza per le
banche (Circolare della Banca d'Italia n. 229 del 21 aprile 1999,
Titolo X, Capitolo 1, Sezione I.);
11. La garanzia di cui al precedente comma copre il capitale e gli
12. Non possono in alcun caso essere assistite da garanzia dello
Stato le passivita' computabili nel patrimonio di vigilanza, come
individuate dalle Nuove disposizioni di Vigilanza prudenziale per le
banche (Circolare della Banca d'Italia n. 263 del 27 dicembre 2006,
Titolo I, Capitolo 2).
13. Il volume complessivo di strumenti finanziari di cui al comma 10
emessi dalle banche con durata superiore ai 3 anni sui quali puo'
essere prestata la garanzia di cui al comma 1, non puo' eccedere un
terzo del valore nominale totale dei debiti garantiti dallo Stato
emessi dalla banca stessa e garantiti dallo Stato ai sensi del comma
14. Gli oneri economici a carico delle banche beneficiarie della
garanzia di cui al comma 1 effettuate a partire dal 1° gennaio 2012,
sono cosi' determinati:
a) per passivita' con durata originaria di almeno 12 mesi, e'
applicata una commissione pari alla somma dei seguenti elementi:
(ii) una commissione basata sul rischio eguale al prodotto di
0,40 punti percentuali per una metrica di rischio composta come
segue: la meta' del rapporto fra la mediana degli spread sui
contratti di Credit Default Swap (CDS) senior a 5 anni relativi alla
banca o alla capogruppo nei tre anni che terminano il mese precedente
la data di emissione della garanzia e la mediana dell'indice iTraxx
Europe Senior Financial a 5 anni nello stesso periodo di tre anni,
piu' la meta' del rapporto fra la mediana degli spread sui contratti
CDS senior a 5 anni di tutti gli Stati Membri dell'Unione Europea e
la mediana degli spread sui contratti CDS senior a 5 anni dell'Italia
nel medesimo periodo di tre anni.
b) per le obbligazioni bancarie garantite di cui all'art. 7-bis
della legge 30 aprile 1999, n. 130, la commissione, di cui al punto
(ii) della lettera a), e' computata per la meta';
c) per passivita' con durata originaria inferiore a 12 mesi, e'
(ii) una commissione basata sul rischio eguale a 0,20 punti
percentuali nel caso di banche aventi un rating del debito senior
unsecured di A+ o A ed equivalenti, a 0,30 punti percentuali nel caso
di banche aventi un rating di A- o equivalente, a 0,40 punti
percentuali per banche aventi un rating inferiore a A- o prive di
15. Per le banche per le quali non sono negoziati contratti di CDS o
comunque non sono disponibili dati rappresentativi, la mediana degli
spread di cui al punto ii) della lettera a) del comma 14 e' calcolata
a) per banche che abbiano un rating rilasciato da ECAI
riconosciute: la mediana degli spread sui contratti di CDS a cinque
anni nei tre anni che terminano il mese precedente la data di
emissione della garanzia registrati per un campione di grandi banche,
definito dalla Commissione europea, insediate in paesi dell'area euro
appartenenti alla medesima classe di rating del debito senior
b) per banche prive di rating: la mediana degli spread sui
contratti CDS registrati nel medesimo periodo per un campione di
grandi banche, definito dalla Commissione europea, insediate in paesi
dell'area dell'euro e appartenenti alla piu' bassa categoria di
rating disponibile.
16. In caso di difformita' delle valutazioni di rating, il rating
rilevante per il calcolo della commissione e' quello piu' elevato.
17. I rating di cui al presente articolo sono quelli assegnati al
momento della concessione della garanzia.
18. Nel caso in cui la garanzia dello Stato di cui al comma 1 sia
concessa sulle passivita' emesse nel periodo intercorrente tra
l'entrata in vigore del presente decreto e il 31 dicembre 2011, le
commissioni sono determinate secondo quanto previsto dalle
Raccomandazioni della Banca Centrale Europea del 20 ottobre 2008,
come aggiornate dalla Commissione europea a far data dal 1 luglio
19. La commissione e' applicata in ragione d'anno all'ammontare
nominale dei titoli emessi dalla banca. Le commissioni dovute dalle
banche interessate sono versate, in rate trimestrali posticipate, ad
riassegnate al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Le
relative quietanze sono trasmesse dalla banca interessata al
Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento del Tesoro.
20. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca
d'Italia, puo' variare i criteri di calcolo e la misura delle
commissioni del presente articolo in conformita' delle Comunicazioni
della Commissione Europea, tenuto conto delle condizioni di mercato.
Le variazioni non hanno effetto sulle operazioni gia' in essere.
21. Le richieste di ammissione alla garanzia di cui al comma 1 sono
presentate dalle banche interessate nel medesimo giorno alla Banca
d'Italia e al Dipartimento del Tesoro con modalita' che assicurano la
rapidita' e la riservatezza della comunicazione.
22. La richiesta e' presentata secondo un modello uniforme
predisposto dalla Banca d'Italia e dal Dipartimento del Tesoro che
deve indicare, tra l'altro, il fabbisogno di liquidita', anche
prospettico, della banca, le operazioni di garanzia a cui la banca
chiede di essere ammessa e quelle alle quali eventualmente sia gia'
stata ammessa o per le quali abbia gia' fatto richiesta di
23. Ai fini dell'ammissione alle operazioni, la Banca d'Italia
valuta l'adeguatezza patrimoniale e la capacita' di fare fronte alle
obbligazioni assunte in particolare sulla base dei seguenti criteri:
a) i coefficienti patrimoniali alla data dell'ultima
segnalazione di vigilanza disponibile non siano inferiori a quelli
b) la capacita' reddituale della banca sia adeguata per far
fronte agli oneri delle passivita' garantite.
24. La Banca d'Italia comunica tempestivamente al Dipartimento del
Tesoro, di norma entro 3 giorni dalla presentazione della richiesta,
le valutazioni di cui al comma 23. Nel caso di valutazione positiva
la Banca d'Italia comunica inoltre:
a) la valutazione della congruita' delle condizioni e dei volumi
dell'intervento di liquidita' richiesto, alla luce delle dimensioni
della banca e della sua patrimonializzazione;
b) l'ammontare del patrimonio di vigilanza, incluso il
patrimonio di terzo livello;
c) l'ammontare della garanzia;
d) la misura della commissione dovuta secondo quanto previsto al
25. Sulla base degli elementi comunicati dalla Banca d'Italia, il
Dipartimento del Tesoro provvede tempestivamente e di norma entro
cinque giorni dalla ricezione della comunicazione della Banca
d'Italia, in merito alla richiesta presentata della banca. A tal fine
tiene conto del complesso delle richieste provenienti dal sistema,
dell'andamento del mercato finanziario e delle esigenze di
stabilizzazione dello stesso, della rilevanza dell'operazione,
nonche' dell'insieme delle operazioni attivate dal singolo operatore.
Il Dipartimento del Tesoro comunica la decisione alla banca
richiedente e alla Banca d'Italia, con modalita' che assicurano la
26. La banca che non sia in grado di adempiere all'obbligazione
garantita presenta richiesta motivata d'intervento della garanzia al
Dipartimento del Tesoro e alla Banca d'Italia, allegando la relativa
documentazione e indicando gli strumenti finanziari o le obbligazioni
contrattuali per i quali richiede l'intervento e i relativi importi
dovuti. La richiesta e' presentata, di norma, almeno 30 giorni prima
della scadenza della passivita' garantita, salvo casi di motivata
27. Il Dipartimento del Tesoro accertata, sulla base delle
valutazioni della Banca d'Italia, l'ammissibilita' della richiesta,
autorizza l'intervento della garanzia entro il giorno antecedente la
scadenza dell'operazione. Qualora non sia possibile disporre il
pagamento con procedure ordinarie, sulla base della predetta
autorizzazione, la Banca d'Italia effettua il pagamento a favore dei
creditori mediante contabilizzazione in conto sospeso collettivo. Il
pagamento e' regolarizzato entro i successivi novanta giorni.
28. A seguito dell'intervento della garanzia dello Stato, la banca
e' tenuta a rimborsare all'erario le somme pagate dallo Stato
maggiorate degli interessi al tasso legale fino al giorno del
rimborso. La banca e' altresi' tenuta a presentare un piano di
ristrutturazione, come previsto dalla Comunicazione della Commissione
europea del 25 ottobre 2008 e successive modificazioni e
integrazioni. Tale piano viene trasmesso alla Commissione europea
entro e non oltre sei mesi.
29. Ove uno dei provvedimenti di cui al Titolo IV del Testo unico
bancario, sia stato adottato in conseguenza della escussione della
garanzia ai sensi del presente articolo, il provvedimento e'
trasmesso alla Commissione Europea entro 6 mesi.
30. Qualora, al fine di soddisfare anche in modo indiretto esigenze
di liquidita', la Banca d'Italia effettui operazioni di finanziamento
o di altra natura che siano garantite mediante pegno o cessione di
credito, la garanzia ha effetto nei confronti del debitore e dei
terzi all'atto della sua prestazione, ai sensi degli articoli 1,
comma 1, lettera q), e 2, comma 1, lettera b) del decreto legislativo
21 maggio 2004, n. 170 ed in deroga agli articoli 1264, 1265 e 2800
del codice civile e all'articolo 3, comma 1-bis del decreto
legislativo 21 maggio 2004, n.170. In caso di garanzia costituita da
crediti ipotecari, non e' richiesta l'annotazione prevista
dall'articolo 2843 del codice civile. Alle medesime operazioni si
applica l'articolo 67, quarto comma, del regio decreto 16 marzo 1942,
n. 267. La disciplina derogatoria si applica ai contratti di garanzia
finanziaria a favore della Banca d'Italia stipulati entro la data del
31. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sulla base degli
elementi forniti dalla Banca d'Italia, presenta alla Commissione
europea una relazione (viability review) per ciascuna banca
beneficiaria della garanzia di cui al comma 1 nel caso in cui il
totale delle passivita' garantite ecceda sia il 5 per cento delle
passivita' totali della banca sia l'ammontare di 500 milioni di euro.
Il rapporto ha ad oggetto la solidita' e la capacita' di raccolta
della banca interessata, e' redatto in conformita' dei criteri
stabiliti dalla Commissione nella Comunicazione del 19 agosto 2009 ed
e' comunicato alla Commissione europea entro 3 mesi dal rilascio
32. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sulla base degli
elementi forniti dalla Banca d'Italia, comunica alla Commissione
europea, entro tre mesi successivi a ciascuna emissione di strumenti
garantiti ai sensi del comma 1, l'ammontare della commissione
effettivamente applicata con riferimento a ciascuna emissione.
33. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, possono
essere stabiliti eventuali ulteriori criteri, condizioni e modalita'
34. Nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di
Stato, il Ministro dell'Economia e delle Finanze puo' rilasciare,
fino al 30 giugno 2012, la garanzia statale su finanziamenti erogati
discrezionalmente dalla Banca d'Italia alle banche italiane e alle
succursali di banche estere in Italia per fronteggiare gravi crisi di
liquidita' (emergency liquidity assistance). Agli eventuali oneri si
provvede nell'ambito delle risorse e con le modalita' di cui al comma
4 del presente articolo.
1. All'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2011, n. 10,
1) dopo le parole "dei soci" sono aggiunte le seguenti: "- o dei
diversi organi competenti per legge -";
2) dopo l'ultimo periodo e' aggiunto il seguente: "Con decorrenza
dal periodo d'imposta in corso alla data di approvazione del
bilancio, non sono deducibili i componenti negativi corrispondenti
alle attivita' per imposte anticipate trasformate in credito
d'imposta ai sensi del presente comma;"
"56-bis. La quota delle attivita' per imposte anticipate iscritte in
bilancio relative alle perdite di cui all'articolo 84 del testo unico
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e derivante dalla deduzione dei
componenti negativi di reddito di cui al comma 55, e' trasformata per
intero in crediti d'imposta. La trasformazione decorre dalla data di
presentazione della dichiarazione dei redditi in cui viene rilevata
la perdita di cui al presente comma. La perdita del periodo d'imposta
rilevata nella dichiarazione dei redditi di cui al periodo precedente
e' computata in diminuzione del reddito dei periodi d'imposta
successivi per un ammontare pari alla perdita del periodo d'imposta
ridotta dei componenti negativi di reddito che hanno dato luogo alla
quota di attivita' per imposte anticipate trasformata in crediti
d'imposta ai sensi del presente comma.
56-ter. La disciplina di cui ai commi 55, 56 e 56-bis si applica
anche ai bilanci di liquidazione volontaria ovvero relativi a
societa' sottoposte a procedure concorsuali o di gestione delle
crisi, ivi inclusi quelli riferiti all'amministrazione straordinaria
e alla liquidazione coatta amministrativa di banche e altri
intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia. Qualora il
bilancio finale per cessazione di attivita', dovuta a liquidazione
volontaria, fallimento o liquidazione coatta amministrativa, evidenzi
un patrimonio netto positivo, e' trasformato in crediti d'imposta
l'intero ammontare di attivita' per imposte anticipate di cui ai
commi 55 e 56. Alle operazioni di liquidazione volontaria di cui al
presente comma si applicano le disposizioni previste dall'articolo
37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600."
1) nel primo periodo, le parole "al comma 55" sono sostituite dalle
parole "ai commi 55, 56, 56-bis e 56-ter" e le parole "rimborsabile
ne'" sono soppresse;
2) nel secondo periodo, le parole "puo' essere ceduto ovvero" sono
3) nel secondo periodo, dopo le parole "n. 241" sono aggiunte le
seguenti: ", ovvero puo' essere ceduto al valore nominale secondo
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.";
4) dopo il terzo periodo, e' aggiunto il seguente: "L'eventuale
credito che residua dopo aver effettuato le compensazioni di cui al
secondo periodo del presente comma e' rimborsabile.";
5) l'ultimo periodo e' soppresso.
d) nel comma 58 dopo le parole "modalita' di attuazione" sono
aggiunte le parole "dei commi 55, 56, 56-bis, 56-ter e 57".
1. Al fine di promuovere la trasparenza e l'emersione di base
imponibile, a decorrere dal 1° gennaio 2013, ai soggetti che svolgono
attivita' artistica o professionale ovvero attivita' di impresa in
forma individuale o con le forme associative di cui all'articolo 5
del TUIR sono riconosciuti, alle condizioni indicate nel comma 2, i
b) assistenza negli adempimenti amministrativi da parte
dell'Amministrazione finanziaria;
c) accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti
d) per i contribuenti non soggetti al regime di accertamento
basato sugli studi di settore, ai sensi dell'articolo 10 della legge
8 maggio 1998, n. 146, esclusione dagli accertamenti basati sulle
presunzioni semplici di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d),
secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e all'articolo 54, secondo comma, ultimo
n. 633;
e) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l'attivita'
di accertamento previsti dall'articolo 43, primo comma, del decreto
dall'articolo 57, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1972, n. 633; la disposizione non si applica
in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi
previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74.
2. I benefici di cui al comma 1 sono riconosciuti a condizione che
a) provveda all'invio telematico all'amministrazione finanziaria
dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze
degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura;
b) istituisca un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari
relativi all'attivita' artistica, professionale o di impresa
3. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, sono
individuati i benefici di cui al comma 1, lettere a), b) e c) con
particolare riferimento agli obblighi concernenti l'imposta sul
valore aggiunto e gli adempimenti dei sostituti d'imposta. In
particolare, col provvedimento potra' essere previsto:
a) predisposizione automatica da parte dell'Agenzia delle
entrate delle liquidazioni periodiche IVA, dei modelli di versamento
e della dichiarazione IVA, eventualmente previo invio telematico da
parte del contribuente di ulteriori informazioni necessarie;
b) predisposizione automatica da parte dell'Agenzia delle
entrate del modello 770 semplificato, del modello CUD e dei modelli
di versamento periodico delle ritenute, nonche' gestione degli esiti
dell'assistenza fiscale, eventualmente previo invio telematico da
parte del sostituto o del contribuente delle ulteriori informazioni
c) soppressione dell'obbligo di certificazione dei corrispettivi
mediante scontrino o ricevuta fiscale;
d) anticipazione del termine di compensazione del credito IVA,
abolizione del visto di conformita' per compensazioni superiori a
15.000 euro ed esonero dalla prestazione della garanzia per i
4. Ai soggetti di cui al comma 1, che non sono in regime di
contabilita' ordinaria e che rispettano le condizioni di cui al comma
2, lettera a) e b), sono riconosciuti altresi' i seguenti benefici:
a) determinazione del reddito IRPEF secondo il criterio di cassa
e predisposizione in forma automatica da parte dell'Agenzia delle
entrate delle dichiarazioni IRPEF ed IRAP;
b) esonero dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai
fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP e dalla tenuta del
c) esonero dalle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal
versamento dell'acconto ai fini IVA.
5. Con uno o piu' provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle
entrate, da emanare entro 180 giorni dall'entrata in vigore del
presente decreto, sono dettate le relative disposizioni di
6. Le disposizioni di cui ai commi precedenti operano previa opzione
da esercitare nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo
d'imposta precedente a quello di applicazione delle medesime.
7. Il contribuente puo' adempiere agli obblighi previsti dal comma 2
o direttamente o per il tramite di un intermediario abilitato ai
sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della
8. I soggetti che non adempiono agli obblighi di cui al precedente
comma 2 nonche' a quelli di cui al decreto legislativo n. 231 del
2007 perdono il diritto di avvalersi dei benefici previsti dai commi
precedenti e sono soggetti all'applicazione di una sanzione
amministrativa da euro 1.500 a euro 4.000. I soggetti che adempiono
agli obblighi di cui al comma 2, lettera a) con un ritardo non
superiore a 90 giorni non decadono dai benefici medesimi, ferma
restando l'applicazione della sanzione di cui al primo periodo, per
la quale e' possibile avvalersi dell'istituto del ravvedimento
operoso di cui all'articolo 13 del decreto legislativo. 18 dicembre
9. Nei confronti dei contribuenti soggetti al regime di accertamento
basato sugli studi di settore, ai sensi dell'articolo 10, della legge
8 maggio 1998, n. 146, che dichiarano, anche per effetto
dell'adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli
risultanti dell'applicazione degli studi medesimi:
a) sono preclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni
semplici di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d), secondo
1973, n. 600, e all'articolo 54, secondo comma, ultimo periodo, del
b) sono ridotti di un anno i termini di decadenza per
l'attivita' di accertamento previsti dall'articolo 43, primo comma,
600, e dall'articolo 57, primo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1972, n. 633; la disposizione non si
applica in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai
sensi dell'articolo 331 del codice di procedura penale per uno dei
reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74;
c) la determinazione sintetica del reddito complessivo di cui
all'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e' ammessa a condizione che il reddito
a) il contribuente abbia regolarmente assolto gli obblighi di
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli
studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;
b) sulla base dei dati di cui alla precedente lettera a), la
posizione del contribuente risulti coerente con gli specifici
indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di
11. Con riguardo ai contribuenti soggetti al regime di accertamento
8 maggio 1998, n. 146, per i quali non si rende applicabile la
disposizione di cui al comma 9, l'Agenzia delle entrate e la Guardia
di Finanza destinano parte della capacita' operativa alla
effettuazione di specifici piani di controllo, articolati su tutto il
territorio in modo proporzionato alla numerosita' dei contribuenti
interessati e basati su specifiche analisi del rischio di evasione
che tengano anche conto delle informazioni presenti nella apposita
sezione dell'anagrafe tributaria di cui all'articolo 7, sesto comma,
605. Nei confronti dei contribuenti che dichiarano ricavi o compensi
inferiori a quelli risultanti dall'applicazione degli studi di
settore e per i quali non ricorra la condizione di cui alla lettera
b) del precedente comma 10, i controlli sono svolti prioritariamente
con l'utilizzo dei poteri istruttori di cui ai numeri 6-bis e 7 del
primo comma dell'articolo 32 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 settembre 1973, n. 600, e ai numeri 6-bis e 7 del
secondo comma dell'articolo 51 del decreto del Presidente della
12. Il comma 4-bis dell'articolo 10 e l'articolo 10-ter della legge
8 maggio 1998, n. 146, sono abrogati. Con provvedimento del Direttore
dell'Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoria,
possono essere differenziati i termini di accesso alla disciplina di
cui al presente articolo tenuto conto del tipo di attivita' svolta
dal contribuente. Con lo stesso provvedimento sono dettate le
13. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 9 e 10 si applicano
con riferimento alle dichiarazioni relative all'annualita' 2011 ed a
quelle successive. Per le attivita' di accertamento effettuate in
relazione alle annualita' antecedenti il 2011 continua ad applicarsi
quanto previsto dal previgente comma 4-bis dell'articolo 10 e
dall'articolo 10-ter della legge 8 maggio 1998, n. 146.
1. Chiunque, a seguito delle richieste effettuate nell'esercizio dei
poteri di cui agli articoli 32 e 33 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e agli articoli 51 e 52 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1972, n. 633,
esibisce o trasmette atti o documenti falsi in tutto o in parte
ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero e' punito ai
sensi dell'articolo 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28
2. A far corso dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari sono
obbligati a comunicare periodicamente all'anagrafe tributaria le
movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all'articolo
7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 605, ed ogni informazione relativa ai predetti
rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonche' l'importo
delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione.
3. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate,
sentite le associazioni di categoria degli operatori finanziari, sono
stabilite le modalita' della comunicazione di cui al precedente
periodo, estendendo l'obbligo di comunicazione anche ad ulteriori
informazioni relative ai rapporti necessarie ai fini dei controlli
4. Oltre che ai fini previsti dall'articolo 7, undicesimo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le
informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 7, sesto comma, del
predetto decreto e del precedente comma 2 sono utilizzate
dall'Agenzia delle entrate per la individuazione dei contribuenti a
5. All'articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni,dalla legge 14 settembre 2011 n. 148,
il comma 36-undevicies e' abrogato.
6. Nell'ambito dello scambio informativo previsto dall'articolo 83,
comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, l'Istituto Nazionale della previdenza
sociale fornisce all'Agenzia delle entrate ed alla Guardia di finanza
i dati relativi alle posizioni di soggetti destinatari di prestazioni
socio-assistenziali affinche' vengano considerati ai fini della
effettuazione di controlli sulla fedelta' dei redditi dichiarati,
basati su specifiche analisi del rischio di evasione.
7. All'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
a) al comma 1, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: " a)
esclusi i casi straordinari di controlli per salute, giustizia ed
emergenza, il controllo amministrativo in forma d'accesso da parte di
qualsiasi autorita' competente deve essere oggetto di programmazione
da parte degli enti competenti e di coordinamento tra i vari soggetti
interessati al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni
nell'attivita' di controllo. Codificando la prassi, la Guardia di
Finanza, negli accessi di propria competenza presso le imprese,
opera, per quanto possibile, in borghese;"
8. All'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al secondo comma le parole "e dei consigli tributari" e le
parole "nonche' ai relativi consigli tributari" sono soppresse, nel
terzo comma le parole ", o il consorzio al quale lo stesso partecipa,
ed il consiglio tributario" sono soppresse, la parola "segnalano" e'
sostituita dalla seguente: "segnala", e le parole "Ufficio delle
imposte dirette" sono sostituite dalle seguenti:"Agenzia delle
entrate";
b) al quarto comma, le parole:", ed il consiglio tributario"
sono soppresse, la parola: " comunicano" e' sostituita dalla
seguente:"comunica";
c) all'ottavo comma le parole: "ed il consiglio tributario
possono" sono sostituite dalla seguente: "puo'";
d) al nono comma, secondo periodo, le parole: "e dei consigli
tributari" sono soppresse.
9. All'articolo 18 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
commi 2, 2-bis e 3 sono abrogati.
10. L'articolo 1, comma 12-quater del decreto-legge 13 agosto 2011,
1. Le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, di
cui all'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo
21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all'importo di euro mille:
"30 settembre 2011" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre
dopo il comma 4-bis, e' inserito il seguente:
"4-ter. Al fine di favorire la modernizzazione e l'efficienza degli
derivanti dalla gestione del denaro contante:
d) per incrementare i livelli di sicurezza fisica e tutelare i
soggetti che percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e
pensioni sociali, i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sono
esenti in modo assoluto dall'imposta di bollo. Per tali rapporti,
alle banche e agli altri intermediari finanziari e' fatto divieto di
addebitare alcun costo;
e) per consentire ai soggetti di cui alla lettera a) di
riscuotere le entrate di propria competenza con strumenti diversi dal
contante, fatte salve le attivita' di riscossione dei tributi
regolate da specifiche normative, il Ministero dell'economia e delle
finanze promuove la stipula di una o piu' convenzioni con gli
intermediari finanziari, per il tramite delle associazioni di
categoria, affinche' i soggetti in questione possano dotarsi di POS
(Point of Sale) a condizioni agevolate, che tengano conto delle
economie realizzate dagli intermediari per effetto delle norme
introdotte dal presente articolo. Relativamente ai Comuni, alla
stipula della Convenzione provvede l'ANCI. Analoghe Convenzioni
possono essere stipulate con le Regioni. Resta in ogni caso ferma la
possibilita' per gli intermediari di offrire condizioni migliorative
di quelle stabilite con le convenzioni.".
3. Il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Associazione
bancaria italiana definiscono con apposita convenzione, da stipulare
entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, le
caratteristiche di un conto corrente di base.
4. Le banche sono tenute ad offrire il conto corrente di cui al
5. La convenzione individua le caratteristiche del conto avendo
riguardo ai seguenti criteri:
a) inclusione nell'offerta di un numero adeguato di servizi ed
operazioni, compresa la disponibilita' di una carta di debito;
b) struttura dei costi semplice, trasparente, facilmente
c) livello dei costi coerente con finalita' di inclusione
finanziaria e conforme a quanto stabilito dalla sezione IV della
Raccomandazione della Commissione europea del 18 luglio 2011
sull'accesso al conto corrente di base;
d) le fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali il
conto corrente e' offerto senza spese.
6. Il rapporto di conto corrente individuato ai sensi del comma 3 e'
esente dall'imposta di bollo nei casi di cui al comma 5, lettera d).
7. Se la convenzione prevista dal comma 3 non e' stipulata entro tre
mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, le caratteristiche
del conto corrente sono individuate con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia.
8. Rimane ferma l'applicazione di quanto previsto per i contratti di
conto corrente ai sensi del Titolo VI del decreto legislativo 1°
9. L'Associazione Bancaria Italiana e le associazioni delle imprese
rappresentative a livello nazionale definiscono, entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, le regole generali
per assicurare una equilibrata riduzione delle commissioni a carico
dei beneficiari delle transazioni effettuate mediante carte di
10. Entro i sei mesi successivi il Ministero dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze, verifica l'efficacia delle misure definite dalle
rappresentanze di impresa. In caso di esito positivo, a decorrere dal
primo giorno del mese successivo, le regole cosi' definite si
applicano anche alle transazioni di cui al comma 7 dell'articolo 34
11. All'articolo 51, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre
2007, n. 231, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e per la
immediata comunicazione della infrazione anche alla Agenzia delle
entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale".
1. L'istituzione dell'imposta municipale propria e' anticipata, in
via sperimentale, a decorrere dall'anno 2012, ed e' applicata in
tutti i comuni del territorio nazionale fino al 2014 in base agli
articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, in
quanto compatibili, ed alle disposizioni che seguono.
Conseguentemente l'applicazione a regime dell'imposta municipale
propria e' fissata al 2015.
2. L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di
immobili di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, ivi compresa l'abitazione principale e le pertinenze
della stessa. Per abitazione principale si intende l'immobile,
iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unita'
immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede
anagraficamente. Per pertinenze dell'abitazione principale si
intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie
catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unita'
pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche
se iscritte in catasto unitamente all'unita' ad uso abitativo.
3. La base imponibile dell'imposta municipale propria e' costituita
dal valore dell'immobile determinato ai sensi dell'articolo 5, commi
commi 4 e 5 del presente articolo.
4. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore e' costituito da
quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in
catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutate
del 5 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 48, della legge 23
a. 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e
nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della
b. 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e
nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
c. 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale
e. 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale
5. Per i terreni agricoli, il valore e' costituito da quello
ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante
in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione,
rivalutato del 25 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 51, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 120.
6. L'aliquota di base dell'imposta e' pari allo 0,76 per cento. I
comuni con deliberazione del consiglio comunale, adottata ai sensi
dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
possono modificare, in aumento o in diminuzione, l'aliquota di base
7. L'aliquota e' ridotta allo 0,4 per cento per l'abitazione
principale e per le relative pertinenze. I comuni possono modificare,
in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti
8. L'aliquota e' ridotta allo 0,2 per cento per i fabbricati rurali
ad uso strumentale di cui all'articolo 9, comma 3-bis, del
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. I comuni possono
ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1 per cento.
9. I comuni possono ridurre l'aliquota di base fino allo 0,4 per
cento nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario ai
sensi dell'articolo 43 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, ovvero nel caso di
immobili posseduti dai soggetti passivi dell'imposta sul reddito
delle societa', ovvero nel caso di immobili locati.
10. Dall'imposta dovuta per l'unita' immobiliare adibita ad
abitazione principale del soggetto passivo e per le relative
pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro
200 rapportate al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale
destinazione; se l'unita' immobiliare e' adibita ad abitazione
principale da piu' soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno
di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione
medesima si verifica. I comuni possono stabilire che l'importo di
euro 200 puo' essere elevato, fino a concorrenza dell'imposta dovuta,
nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. In tal caso il comune che
ha adottato detta deliberazione non puo' stabilire un'aliquota
superiore a quella ordinaria per le unita' immobiliari tenute a
disposizione. La suddetta detrazione si applica alle unita'
immobiliari di cui all'articolo 8, comma 4, del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 504. L'aliquota ridotta per l'abitazione
principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano
anche alle fattispecie di cui all'articolo 6, comma 3-bis, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 e i comuni possono
prevedere che queste si applichino anche ai soggetti di cui
all'articolo 3, comma 56, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
11. E' riservata allo Stato la quota di imposta pari alla meta'
dell'importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli
immobili, ad eccezione dell'abitazione principale e delle relative
pertinenze di cui al comma 7, nonche' dei fabbricati rurali ad uso
strumentale di cui al comma 8, l'aliquota di base di cui al comma 6,
primo periodo. La quota di imposta risultante e' versata allo Stato
contestualmente all'imposta municipale propria. Le detrazioni
previste dal presente articolo, nonche' le detrazioni e le riduzioni
di aliquota deliberate dai comuni non si applicano alla quota di
imposta riservata allo Stato di cui al periodo precedente. Per
l'accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli
12. Il versamento dell'imposta, in deroga all'articolo 52 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e' effettuato secondo
le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, con le modalita' stabilite con provvedimento del
13. Restano ferme le disposizioni dell'articolo 9 e dell'articolo
14, commi 1 e 6 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.
All'articolo 14, comma 9, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.
23, le parole: "dal 1° gennaio 2014", sono sostituite dalle seguenti:
"dal 1° gennaio 2012". Al comma 4 dell'articolo 14 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ai commi 3 degli articoli 23,
53 e 76 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 e al comma
31 dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, le parole
"ad un quarto" sono sostituite dalle seguenti "alla misura stabilita
dagli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
472". Ai fini del quarto comma dell'articolo 2752 del codice civile
il riferimento alla "legge per la finanza locale" si intende
effettuato a tutte disposizioni che disciplinano i singoli tributi
comunali e provinciali. La riduzione dei trasferimenti erariali di
cui ai commi 39 e 46 dell'articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre
2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2006, n. 286, e successive modificazioni, e' consolidata, a decorrere
dall'anno 2011, all'importo risultante dalle certificazioni di cui al
decreto 7 aprile 2010 del Ministero dell'economia e delle finanze
emanato, di concerto con il Ministero dell'interno, in attuazione
dell'articolo 2, comma 24, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
a. l'articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93,
convertito con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126;
b. il comma 3, dell'articolo 58 e le lettere d), e) ed h) del
comma 1, dell'articolo 59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446;
c. l'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 8 e il comma 4
dell'articolo 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23;
d. il comma 1-bis dell'articolo 23 del decreto-legge 30 dicembre
15. A decorrere dall'anno d'imposta 2012, tutte le deliberazioni
regolamentari e tariffarie relative alle entrate tributarie degli
enti locali devono essere inviate al Ministero dell'economia e delle
finanze, Dipartimento delle finanze, entro il termine di cui
all'articolo 52, comma 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997, e
comunque entro trenta giorni dalla data di scadenza del termine
previsto per l'approvazione del bilancio di previsione. Il mancato
invio delle predette deliberazioni nei termini previsti dal primo
periodo e' sanzionato, previa diffida da parte del Ministero
dell'interno, con il blocco, sino all'adempimento dell'obbligo
dell'invio, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti
inadempienti. Con decreto del Ministero dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, di natura non
regolamentare sono stabilite le modalita' di attuazione, anche
graduale, delle disposizioni di cui ai primi due periodi del presente
comma. Il Ministero dell'economia e delle finanze pubblica, sul
proprio sito informatico, le deliberazioni inviate dai comuni. Tale
pubblicazione sostituisce l'avviso in Gazzetta Ufficiale previsto
dall'articolo 52, comma 2, terzo periodo, del decreto legislativo n.
16. All'articolo 1, comma 4, ultimo periodo del decreto legislativo
28 settembre 1998, n. 360, le parole "31 dicembre" sono sostituite
dalle parole:"20 dicembre". All'articolo 1, comma 11, del decreto
legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, le parole da "differenziate" a "legge statale" sono
sostituite dalle seguenti: "utilizzando esclusivamente gli stessi
scaglioni di reddito stabiliti, ai fini dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche, dalla legge statale, nel rispetto del
principio di progressivita'". L'Agenzia delle Entrate provvede
all'erogazione dei rimborsi dell'addizionale comunale all'imposta sul
reddito delle persone fisiche gia' richiesti con dichiarazioni o con
istanze presentate entro la data di entrata in vigore del presente
decreto, senza far valere l'eventuale prescrizione decennale del
diritto dei contribuenti.
17. Il fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi
dell'articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e il
fondo perequativo, come determinato ai sensi dell'articolo 13 del
medesimo decreto legislativo n. 23 del 2011, ed i trasferimenti
erariali dovuti ai comuni della Regione Siciliana e della Regione
Sardegna sono ridotti in misura corrispondente al maggior gettito ad
aliquota di base attribuito ai comuni dalle disposizioni recate dal
presente articolo. In caso di incapienza ciascun comune versa
all'entrata del bilancio dello Stato le somme residue. Con le
procedure previste dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42,
le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta, nonche' le Province
autonome di Trento e di Bolzano, assicurano il recupero al bilancio
statale del predetto maggior gettito dei comuni ricadenti nel proprio
territorio. Fino all'emanazione delle norme di attuazione di cui allo
stesso articolo 27, a valere sulle quote di compartecipazione ai
tributi erariali, e' accantonato un importo pari al maggior gettito
di cui al precedente periodo.
18. All'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2011,
n. 23 dopo le parole: "gettito di cui ai commi 1 e 2", sono aggiunte
le seguenti: "nonche', per gli anni 2012, 2013 e 2014, dalla
compartecipazione di cui al comma 4";
19. Per gli anni 2012, 2013 e 2014, non trovano applicazione le
disposizioni recate dall'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 2,
nonche' dal comma 10 dell'articolo 14 del decreto legislativo 14
20. La dotazione del fondo di solidarieta' per i mutui per
l'acquisto della prima casa e' incrementata di 10 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2012 e 2013.
21. All'articolo 7 del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70,
a) al comma 2-bis, secondo periodo, le parole "30 settembre
2011", sono sostituite dalle seguenti: "31 marzo 2012";
b) al comma 2-ter, primo periodo, le parole: "20 novembre 2011",
sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2012";
c) al comma 2-ter, terzo periodo, le parole: "20 novembre 2012",
sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2013".
Restano salve le domande presentate e gli effetti che si sono
prodotti dopo la scadenza dei termini originariamente posti
dall'articolo 7 del decreto legge n. 70 del 2011.
1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e' istituito in tutti i comuni
del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui
servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei
rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento,
svolto in regime di privativa dai comuni, e dei costi relativi ai
servizi indivisibili dei comuni.
2. Soggetto attivo dell'obbligazione tributaria e' il comune nel cui
territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie
degli immobili assoggettabili al tributo.
3. Il tributo e' dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a
4. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o
accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali di cui
all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate
5. Il tributo e' dovuto da coloro che occupano o detengono i locali
o le aree scoperte di cui ai commi 3 e 4 con vincolo di solidarieta'
tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in
comune i locali o le aree stesse.
6. In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi
nel corso dello stesso anno solare, il tributo e' dovuto soltanto dal
possessore dei locali e delle aree a titolo di proprieta', usufrutto,
uso, abitazione, superficie.
7. Nel caso di locali in multiproprieta' e di centri commerciali
integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni e' responsabile
del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di
uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai
singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi
ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto
tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.
8. Il tributo e' corrisposto in base a tariffa commisurata ad anno
solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.
9. La tariffa e' commisurata alle quantita' e qualita' medie
ordinarie di rifiuti prodotti per unita' di superficie, in relazione
agli usi e alla tipologia di attivita' svolte, sulla base dei criteri
determinati con il regolamento di cui al comma 12. Per le unita'
catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile al tributo e'
pari all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo
i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138. Per gli immobili gia'
denunciati, i comuni modificano d'ufficio, dandone comunicazione agli
interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta
percentuale a seguito di incrocio dei dati comunali, comprensivi
della toponomastica, con quelli dell'Agenzia del territorio, secondo
modalita' di interscambio stabilite con provvedimento del Direttore
della predetta Agenzia, sentita la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli
elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie
catastale, gli intestatari catastali provvedono, a richiesta del
comune, a presentare all'ufficio provinciale dell'Agenzia del
territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le
modalita' stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro
delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per l'eventuale conseguente
modifica, presso il comune, della consistenza di riferimento. Per le
altre unita' immobiliari la superficie assoggettabile al tributo e'
costituita da quella calpestabile.
10. Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo
non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola
rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri
l'avvenuto trattamento in conformita' alla normativa vigente.
11. La tariffa e' composta da una quota determinata in relazione
alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei
rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai
relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantita' di
rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entita' dei costi di
gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi
di investimento e di esercizio. La tariffa e' determinata
ricomprendendo anche i costi di cui all'articolo 15 del decreto
12. Con regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2012, ai sensi
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, sono stabiliti i criteri
per l'individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e
per la determinazione della tariffa. Il regolamento emanato ai sensi
del primo periodo del presente comma si applica a decorrere dall'anno
successivo alla data della sua entrata in vigore. Si applicano
comunque in via transitoria, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino
alla data da cui decorre l'applicazione del regolamento di cui al
primo periodo del presente comma, le disposizioni di cui al decreto
13. Alla tariffa determinata in base alle disposizioni di cui ai
commi da 8 a 12, si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per
metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi
indivisibili dei comuni, i quali possono, con deliberazione del
consiglio comunale, modificare in aumento la misura della
maggiorazione fino a 0,40 euro, anche graduandola in ragione della
tipologia dell'immobile e della zona ove e' ubicato.
13-bis. A decorrere dall'anno 2013 il fondo sperimentale di
riequilibrio, come determinato ai sensi dell'articolo 2 del decreto
legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e il fondo perequativo, come
determinato ai sensi dell'articolo 13 del medesimo decreto
legislativo n. 23 del 2011, ed i trasferimenti erariali dovuti ai
comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna sono ridotti
in misura corrispondente al gettito derivante dalla maggiorazione
standard di cui al comma 13 del presente articolo. In caso di
incapienza ciascun comune versa all'entrata del bilancio dello Stato
le somme residue. Con le procedure previste dall'articolo 27 della
legge 5 maggio 2009, n. 42, le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle
d'Aosta, nonche' le Province autonome di Trento e di Bolzano,
assicurano il recupero al bilancio statale del predetto maggior
gettito dei comuni ricadenti nel proprio territorio. Fino
all'emanazione delle norme di attuazione di cui allo stesso articolo
27, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, e'
accantonato un importo pari al maggior gettito di cui al precedente
14. Resta ferma la disciplina del tributo dovuto per il servizio di
gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche, di cui
all'articolo 33-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31. Il
costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni
scolastiche e' sottratto dal costo che deve essere coperto con il
15. Il comune con regolamento puo' prevedere riduzioni tariffarie,
nella misura massima del trenta per cento, nel caso di:
b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro
uso limitato e discontinuo;
c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad
uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la
dimora, per piu' di sei mesi all'anno, all'estero;
16. Nelle zone in cui non e' effettuata la raccolta, il tributo e'
dovuto in misura non superiore al quaranta per cento della tariffa da
determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza
dal piu' vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o
di fatto servita.
17. Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la
18. Alla tariffa e' applicato un coefficiente di riduzione
proporzionale alle quantita' di rifiuti assimilati che il produttore
dimostri di aver avviato al recupero.
19. Il consiglio comunale puo' deliberare ulteriori riduzioni ed
esenzioni. Tali agevolazioni sono iscritte in bilancio come
autorizzazioni di spesa e la relativa copertura e' assicurata da
risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell'esercizio
al quale si riferisce l'iscrizione stessa.
20. Il tributo e' dovuto nella misura massima del 20 per cento della
tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei
rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione
della disciplina di riferimento, nonche' di interruzione del servizio
per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi
che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorita'
sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente.
21. Le agevolazioni di cui ai commi da 15 a 20 si applicano anche
alla maggiorazione di cui al comma 13.
22. Con regolamento da adottarsi ai sensi dell'articolo 52 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il consiglio comunale
determina la disciplina per l'applicazione del tributo, concernente
a) la classificazione delle categorie di attivita' con omogenea
potenzialita' di produzione di rifiuti;
d) l'individuazione di categorie di attivita' produttive di
rifiuti speciali alle quali applicare, nell'obiettiva difficolta' di
delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di
riduzione rispetto all'intera superficie su cui l'attivita' viene
e) i termini di presentazione della dichiarazione e di
versamento del tributo.
23. Il consiglio comunale deve approvare le tariffe del tributo
entro il termine fissato da norme statali per l'approvazione del
bilancio di previsione, in conformita' al piano finanziario del
servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che
svolge il servizio stesso ed approvato dall'autorita' competente.
24. Per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti da
soggetti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza
autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico, i comuni
stabiliscono con il regolamento le modalita' di applicazione del
tributo, in base a tariffa giornaliera. L'occupazione o detenzione e'
temporanea quando si protrae per periodi inferiori a 183 giorni nel
corso dello stesso anno solare.
25. La misura tariffaria e' determinata in base alla tariffa annuale
del tributo, rapportata a giorno, maggiorata di un importo
percentuale non superiore al 100 per cento.
26. L'obbligo di presentazione della dichiarazione e' assolto con il
pagamento del tributo da effettuarsi con le modalita' e nei termini
previsti per la tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree
pubbliche ovvero per l'imposta municipale secondaria di cui
all'articolo 11 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, a
partire dalla data di entrata in vigore della stessa.
27. Per tutto quanto non previsto dai commi da 24 a 26, si applicano
in quanto compatibili le disposizioni relative al tributo annuale,
compresa la maggiorazione di cui al comma 13.
28. E' fatta salva l'applicazione del tributo provinciale per
l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene
dell'ambiente di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 504. Il tributo provinciale, commisurato alla
superficie dei locali ed aree assoggettabili a tributo, e' applicato
nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull'importo del
tributo, esclusa la maggiorazione di cui al comma 13.
29. I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale
della quantita' di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono,
con regolamento, prevedere l'applicazione di una tariffa avente
natura corrispettiva, in luogo del tributo.
30. Il costo del servizio e' determinato sulla base dei criteri
stabiliti nel regolamento previsto dal comma 12.
31. La tariffa e' applicata e riscossa dal soggetto affidatario del
servizio di gestione dei rifiuti urbani.
32. I comuni di cui al comma 29 applicano il tributo comunale sui
rifiuti e sui servizi limitatamente alla componente diretta alla
copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni
determinato ai sensi del comma 13.
33. I soggetti passivi del tributo presentano la dichiarazione entro
il termine stabilito dal comune nel regolamento, fissato in relazione
alla data di inizio del possesso, dell'occupazione o della detenzione
dei locali e delle aree assoggettabili a tributo. Nel caso di
occupazione in comune di un fabbricato, la dichiarazione puo' essere
presentata anche da uno solo degli occupanti.
34. La dichiarazione, redatta su modello messo a disposizione dal
comune, ha effetto anche per gli anni successivi sempreche' non si
verifichino modificazioni dei dati dichiarati cui consegua a un
diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va
presentata entro il termine stabilito dal comune nel regolamento.
35. Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, in deroga
all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e'
versato esclusivamente al comune. Il versamento del tributo comunale
per l'anno di riferimento e' effettuato, in mancanza di diversa
deliberazione comunale, in quattro rate trimestrali, scadenti nei
mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, mediante bollettino di
conto corrente postale ovvero modello di pagamento unificato. E'
consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di
36. Il comune designa il funzionario responsabile a cui sono
attribuiti tutti i poteri per l'esercizio di ogni attivita'
organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i
provvedimenti afferenti a tali attivita', nonche' la rappresentanza
in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.
37. Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli obblighi
tributari, il funzionario responsabile puo' inviare questionari al
contribuente, richiedere dati e notizie a uffici pubblici ovvero a
enti di gestione di servizi pubblici, in esenzione da spese e
diritti, e disporre l'accesso ai locali ed aree assoggettabili a
tributo, mediante personale debitamente autorizzato e con preavviso
di almeno sette giorni.
38. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro
impedimento alla diretta rilevazione, l'accertamento puo' essere
effettuato in base a presunzioni semplici di cui all'articolo 2729
39. In caso di omesso o insufficiente versamento del tributo
risultante dalla dichiarazione, si applica l'articolo 13 del decreto
40. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si applica
la sanzione dal 100 per cento al 200 per cento del tributo non
versato, con un minimo di 50 euro.
41. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50
per cento al 100 per cento del tributo non versato, con un minimo di
42. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al
questionario di cui al comma 37, entro il termine di sessanta giorni
dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione da euro 100 a
43. Le sanzioni di cui ai commi 40 e 41 sono ridotte ad un terzo se,
entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene
acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto,
della sanzione e degli interessi.
44. Resta salva la facolta' del comune di deliberare con il
regolamento circostanze attenuanti o esimenti nel rispetto dei
principi stabiliti dalla normativa statale.
45. Per tutto quanto non previsto dalle disposizioni del presente
articolo concernenti il tributo comunale rifiuti e servizi, si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 161 a 170,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Resta ferma l'applicazione
dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
46. A decorrere dal 1° gennaio 2013 sono soppressi tutti i vigenti
prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura
patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l'addizionale per
l'integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza.
All'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, sono abrogate le parole da "Ai rifiuti
assimilati" fino a "la predetta tariffazione".
47. L'articolo 14, comma 7, del decreto legislativo 14 marzo 2011,
n. 23, e' abrogato, con efficacia a decorrere dalla data di cui al
comma 46 del presente articolo.
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
le seguenti aliquote di accisa di cui all'Allegato I del testo unico
delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla
approvato con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e
successive modificazioni, sono fissate nelle misure sottoindicate:
c) gas di petrolio liquefatti usati come carburante: euro 267,77
2. A decorrere dal 1° gennaio 2013, l'aliquota di accisa sulla
benzina e sulla benzina con piombo nonche' l'aliquota di accisa sul
gasolio usato come carburante, di cui all'allegato I del testo unico
richiamato nel comma 1, sono fissate, rispettivamente, ad euro 704,70
per mille litri e ad euro 593,70 per mille litri.
3. Agli aumenti di accisa sulle benzine, disposti dai commi 1,
lettera a), e 2, non si applica l'articolo 1, comma 154, secondo
periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
4. Il maggior onere conseguente agli aumenti dell'aliquota di accisa
sul gasolio usato come carburante, disposti dai commi 1, lettera b),
e 2, e' rimborsato, con le modalita' previste dall'articolo 6, comma
2, primo e secondo periodo, del decreto legislativo 2 febbraio 2007,
n. 26, nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 5, comma 1,
limitatamente agli esercenti le attivita' di trasporto merci con
veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5
tonnellate, e comma 2, del decreto legge 28 dicembre 2001, n. 452,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16.
Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed
1. Al comma 21 dell'articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
111, dopo il primo periodo e' inserito il seguente: "A partire
cui al primo periodo e' fissata in euro 20 per ogni chilowatt di
2. Dal 1° maggio 2012 le unita' da diporto che stazionino in porti
marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche,
anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della
tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione
di esso, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 5 per le unita' con scafo di lunghezza da 10,01 metri a
12 metri;
b) euro 8 per le unita' con scafo di lunghezza da 12,01 metri a
14 metri;
c) euro 10 per le unita' con scafo di lunghezza da 14,01 a 17
d) euro 30 per le unita' con scafo di lunghezza da 17,01 a 24
e) euro 90 per le unita' con scafo di lunghezza da 24,01 a 34
f) euro 207 per le unita' con scafo di lunghezza da 34,01 a 44
g) euro 372 per le unita' con scafo di lunghezza da 44,01 a 54
h) euro 521 per le unita' con scafo di lunghezza da 54,01 a 64
i) euro 703 per le unita' con scafo di lunghezza superiore a 64
3. La tassa e' ridotta alla meta' per le unita' con scafo di
lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari
residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni
ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonche' per le
unita' di cui al comma 2 a vela con motore ausiliario.
4. La tassa non si applica alle unita' di proprieta' o in uso allo
Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio,
ai battelli di servizio, purche' questi rechino l'indicazione
dell'unita' da diporto al cui servizio sono posti, nonche' alle
unita' di cui al comma 2 che si trovino in un'area di rimessaggio e
per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio.
5. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 2 le unita' da diporto
possedute ed utilizzate da enti ed associazioni di volontariato
esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso.
6. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e
3 la lunghezza e' misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS
8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.
7. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i
dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria. Con
provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite
le modalita' ed i termini di pagamento della tassa, di comunicazione
dei dati identificativi dell'unita' da diporto e delle informazioni
necessarie all'attivita' di controllo. I pagamenti sono eseguiti
anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello
Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce all'entrata
8. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa di cui
al comma 2 e' esibita dal comandante dell'unita' da diporto
all'Agenzia delle dogane ovvero all'impianto di distribuzione di
carburante, per l'annotazione nei registri di carico-scarico ed i
controlli a posteriori, al fine di ottenere l'uso agevolato del
carburante per lo stazionamento o la navigazione.
9. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della
sicurezza e alla vigilanza in mare, nonche' le altre forze preposte
alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e
tributaria vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi
derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da 2 a 7 del presente
articolo ed elevano, in caso di violazione, apposito processo verbale
di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale
dell'Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al
luogo della commissione della violazione, per l'accertamento delle
stesse. Per l'accertamento, la riscossione e il contenzioso si
l'irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione
ivi prevista. Le violazioni possono essere definite entro sessanta
giorni dalla elevazione del processo verbale di constatazione
mediante il pagamento dell'imposta e della sanzione minima ridotta al
cinquanta per cento. Le controversie concernenti l'imposta di cui al
comma 2 sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie
ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
10. Per l'omesso, ritardato o parziale versamento dell'imposta si
applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per
cento dell'importo non versato, oltre all'importo della tassa dovuta.
11. E' istituita l'imposta erariale sugli aeromobili privati, di cui
b) elicotteri: l'imposta dovuta e' pari al doppio di quella
12. L'imposta e' dovuta da chi risulta dai pubblici registri essere
dell'aeromobile, ed e' corrisposta all'atto della richiesta di
aeronavigabilita' in relazione all'intero periodo di validita' del
certificato stesso. Nel caso in cui il certificato abbia validita'
inferiore ad un anno l'imposta e' dovuta nella misura di un
dodicesimo degli importi di cui al comma 11 per ciascun mese di
aeronavigabilita' in corso di validita' alla data di entrata in
vigore del presente decreto l'imposta e' versata, entro novanta
predetta data sino al mese in cui scade la validita' del predetto
certificato di revisione della aeronavigabilita' avviene nel periodo
compreso fra la data di entrata in vigore del presente decreto ed il
Stato e quelli ad essi equiparati; gli aeromobili di proprieta' o in
nonche' del lavoro aereo, di cui al codice della navigazione, parte
proprieta' o in esercenza delle Organizzazioni Registrate (OR), delle
Training Organisation); gli aeromobili di proprieta' o in esercenza
15. L'imposta di cui al comma 11 e' versata secondo modalita'
da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente
1. Le imprese e le societa', ai sensi di quanto previsto dal decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nella
relativa dichiarazione dei redditi, devono indicare il numero di
abbonamento speciale alla radio o alla televisione la categoria di
appartenenza ai fini dell'applicazione della tariffa di abbonamento
radiotelevisivo speciale, nonche' gli altri elementi che saranno
eventualmente indicati nel provvedimento di approvazione del modello
per la dichiarazione dei redditi, ai fini della verifica del
pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale.
1. All'articolo 40 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono
"1-ter. A decorrere dal 1° ottobre 2012 fino al 31 dicembre 2012 le
aliquote Iva del 10 e del 21 per cento sono incrementate di 2 punti
percentuali. A decorrere dal 1° gennaio 2013 continua ad applicarsi
il predetto aumento. A decorrere dal 1° gennaio 2014 le predette
aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali.".
b) al comma 1-quater, dopo le parole: "comma 1-ter" sono inserite le
seguenti: ", secondo e terzo periodo"; nel medesimo comma la parola:
" adottati" e' sostituita dalle seguenti: "entrati in vigore"; nel
medesimo comma le parole: "4.000 milioni di euro per l'anno 2012,
nonche' a 16.000 milioni di euro per l'anno 2013 ed a 20.000 milioni
di euro annui a decorrere dall'anno 2014" sono sostitute dalle
seguenti: "13.119 milioni di euro per l'anno 2013 ed a 16.400 milioni
di euro annui a decorrere dall'anno 2014".
Disposizioni in materia di imposta di bollo su titoli,
strumenti e prodotti finanziari nonche' su valori "scudati"
1. A decorrere dal 1° gennaio 2012, all'articolo 13 della Tariffa,
parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, il comma 2-ter e' sostituito dal seguente:
Articolo | Indicazione degli atti | Imposte | Imposte dovute
della | soggetti all'imposta | dovute | proporzionali
Tariffa | | fisse |
---------|--------------------------|---------|----------------------
13 | 2-ter. Le comunicazioni | | 0,1 per cento annuo
| relative ai prodotti e | | per il 2012
| agli strumenti finan- | | 0,15 per cento a
| ziari, anche non soggetti| | decorrere dal 2013
| ad obbligo di deposito, | |
| ad esclusione dei fondi | |
| pensione e dei fondi | |
| sanitari. | |
| Per ogni esemplare, sul | |
| complessivo valore di | |
| mercato o, in mancanza, | |
| sul valore nominale o | |
| di rimborso. | |
2. Nella Nota 3-ter all'articolo 13 della Tariffa allegata al
a) il secondo periodo e' sostituito dal seguente: "L'estratto
conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti ed ai
prodotti finanziari, anche non soggetti all'obbligo di deposito, si
considera in ogni caso inviato almeno una volta nel corso dell'anno
nonche' alla chiusura del rapporto, anche nel caso in cui non
sussista un obbligo di invio. Se le comunicazioni sono inviate
periodicamente nel corso dell'anno, l'imposta di bollo dovuta e'
rapportata al periodo rendicontato";
b) l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: "Per le
comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari,
l'imposta e' dovuta nella misura minima di euro 34,20 e nella misura
massima di euro 1.200,00.".
3. Per le comunicazioni di cui al comma 2-ter dell'articolo 13
della Tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, la percentuale della somma da
versare entro il 30 novembre 2012 ai sensi dell'articolo 15-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e'
ridotta al 50 per cento.
4. Le attivita' oggetto di rimpatrio o di regolarizzazione ai
sensi dell'articolo 13-bis del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78,
successive modificazioni e integrazioni, e degli articoli 12 e 15 del
decreto legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, e successive
modificazioni e integrazioni, e ancora segretate, sono soggette a
un'imposta straordinaria dell'1,5 per cento.
5. Gli intermediari di cui all'articolo 11, comma 1, lettera b),
del decreto legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, provvedono a
trattenere l'imposta dalle attivita' rimpatriate o regolarizzate,
ovvero ricevono provvista dallo stesso contribuente. I medesimi
intermediari effettuano il relativo versamento in due rate di pari
importo entro il 16 febbraio 2012 ed entro il 16 febbraio 2013,
secondo le disposizioni contenute nel Capo III del decreto
6. Gli intermediari di cui al comma precedente segnalano
all'Agenzia delle Entrate i contribuenti nei confronti dei quali non
e' stata applicata e versata l'imposta a causa dell'intervenuta
cessazione del rapporto di deposito, amministrazione o gestione delle
attivita' rimpatriate o regolarizzate o, comunque, per non aver
ricevuto la provvista di cui al comma precedente. Nei confronti dei
contribuenti l'imposta e' riscossa mediante iscrizione a ruolo ai
sensi dell'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29
7. Per l'omesso versamento si applica una sanzione pari
all'importo non versato.
8. Per l'accertamento e la riscossione dell'imposta, nonche' per
il relativo contenzioso si applicano le disposizioni in materia di
9. L'imposta di cui al comma 4 e' dovuta anche per le attivita'
oggetto di emersione che, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di
deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della
10. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate
sono stabilite le disposizioni di attuazione dei commi da 4 a 9.
1. La disposizione del comma 12 dell'articolo 23 del decreto legge 6
luglio 2011, n. 111, si applica anche alle operazioni effettuate nel
periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2011. Il versamento
dell'imposta sostitutiva e' dovuto in tre rate di pari importo da
a) la prima, entro il termine di scadenza dei versamenti del
saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d'imposta 2012;
b) la seconda e la terza entro il termine di scadenza dei
versamenti, rispettivamente, della prima e della seconda o unica rata
di acconto delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta
2. Gli effetti del riallineamento di cui al comma 1 decorrono dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014.
3. Si applicano, ove compatibili, le modalita' di attuazione dei