Source: http://www.newsmercati.com/Article?ida=2409&idl=1296&idi=7&idu=33160
Timestamp: 2020-01-29 01:26:22+00:00
Document Index: 88417865

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1326', 'art. 1325', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 4']

Newsmercati: Il sistema contrattuale in Romania e Bulgaria
I sistemi contrattuali romeno, bulgaro e italiano hanno alcune importanti differenze. Proponiamo un’analisi comparata e alcuni consigli utili all’imprenditore italiano che ha relazioni commerciali con Romania e Bulgaria.
Principio di ricezione
Sia in Romania che in Bulgaria un contratto si conclude, cioè nasce, quando l’accettazione (conferma d’ordine) giunge nella sede di colui che aveva formulato la proposta (ordine).
È quindi sufficiente il dato oggettivo della ricezione (principio di ricezione: artt. 969 e seguenti Codice Civile Romeno e art. 13 della Normativa Bulgara sulle obbligazioni ed i contratti).
Può essere utile, come prova, conservare la conferma di risposta che ogni apparecchiatura fax rilascia in automatico o la modalità dell’avvenuta lettura che è possibile attivare se la proposta è stata spedita tramite e-mail.
Con tale principio il proponente:
non può provare di essersi trovato, senza sua colpa, nell’impossibilità di conoscere l’accettazione pervenuta al suo indirizzo
ma ha la possibilità di provare che l’accettazione è giunta al suo indirizzo ad esempio a un’ora in cui la posta non arriva, cioè egli può provare che la posta sia arrivata in un momento anormale.
Tale principio ripartisce in modo più corretto il rischio riferito alla conclusione del contratto tra persone assenti (inteso questo concetto non come assenza di luogo, ma come assenza nella manifestazione diretta della volontà).
Da ciò deriva che, in una prima fase, il rischio della trasmissione dell’accettazione ricade sull’accettante, quindi se l’accettazione giunge in ritardo o non giunge per nulla il contratto non si conclude pur avendone emessa l’accettazione.
L’accettante ha inoltre meno tempo per provvedere alla revoca della sua accettazione. Infatti, sia nel sistema romeno che in quello bulgaro, l’accettazione può essere revocata se colui il quale ha emesso la proposta riceve la revoca prima della dichiarazione di accettazione o contemporaneamente con questa.
In Italia, invece, vige il principio della cognizione. Nel nostro Paese affinché un contratto si possa considerare concluso è necessario che il proponente sia venuto a conoscenza dell’accettazione (art. 1326, I comma c.c. sia pure temperato dalla presunzione di conoscenza dell’art. 1325 c.c.).
La causa, requisito essenziale
Come nel sistema italiano, anche in Romania e in Bulgaria tra i requisiti essenziali del contratto troviamo la causa (in altri paesi, come ad esempio in Germania vige invece il sistema dell’astrattezza e la causa non rientra tra i requisiti essenziali).
Consideriamo il caso di una compravendita nulla - perché manca in toto o in parte la determinazione del prezzo - seguita dalla consegna di una cosa mobile determinata, fatta con l’intento reciproco di trasferire la proprietà.
In Romania e in Bulgaria - dove vige il principio causalistico - l’accordo, anche se accompagnato dalla consegna, in presenza di una causa di nullità non perfeziona il trasferimento della proprietà.
In Germania, invece, anche in presenza di una nullità contrattuale, la consegna è un atto svincolato dal precedente momento dell’accordo e quindi la proprietà si trasferisce ugualmente.
Trasferimento mobiliare
Sia in Romania (artt. 1312 e seguenti del Codice Civile) che in Bulgaria (art. 8 e seguenti della Normativa sulle obbligazioni ed i contratti) per il trasferimento mobiliare per atto tra vivi sono necessari tre requisiti:
In Italia ne sono sufficienti solo due: il consenso e la causa.
Il momento di trasferimento della proprietà è un elemento importantissimo da definire in quanto, da quel momento, si definisce il soggetto su cui grava il rischio di perimento del bene.
In base al principio di autonomia contrattuale le parti possono scindere il collegamento inserendo nel contratto un adeguato Incoterms che, specificando il termine di resa della merce, individua il soggetto responsabile nel caso il bene perisca indipendentemente dal fatto che questo soggetto sia o meno il proprietario.
Sia in Romania che in Bulgaria il venditore di un bene non ancora consegnato, essendone ancora il proprietario, può vendere tale bene a un terzo che ne diviene proprietario. Ovviamente il venditore dovrà risarcire l’eventuale danno al primo acquirente.
Quindi non appena si acquista un bene sia in Romania che in Bulgaria è molto importante che la consegna avvenga nel più breve tempo possibile.
Per il trasferimento immobiliare, per esempio un capannone o un terreno, al posto dell’elemento della consegna - utilizzabile, ovviamente, solo per i beni mobili - vige il principio (tipicamente previsto nel diritto austriaco) della c.d. intavolazione.
Con tale principio s’intende che la proprietà di un bene immobile si attua solamente quando, utilizzando una terminologia tipicamente italiana, alla “conservatoria dei registri immobiliari”, per esempio di Timisoara, il passaggio di proprietà è trascritto sui registri.
Non a caso, in questi sistemi si dice che la trascrizione è costitutiva del diritto di proprietà (e non semplicemente dichiarativa come avviene, invece, in Italia).
Convenzione di Vienna e legislazione competente
Entrambi gli Stati che stiamo esaminando hanno sottoscritto la Convenzione di Vienna del 1980 sulla vendita internazionale di beni mobili corporali.
Tale Convenzione (sottoscritta dall’Italia nel 1988) si applica automaticamente, se le parti, che devono essere entrambe imprese, hanno la “propria sede di affari in Stati differenti entrambi sottoscrittori della Convenzione” (art. 1).
Quindi nei rapporti commerciali tra il nostro Paese e la Romania o la Bulgaria l’applicazione della Convenzione di Vienna è automatica anche se non richiamata espressamente dal contratto e anche se le parti ne abbiano ignorato l’esistenza.
Ciò non significa che nel contratto non si debba inserire la clausola della legislazione a cui il contratto medesimo è sottoposto, perché la Convenzione di Vienna non regolamenta tutte le problematiche giuridiche che potrebbero sorgere tra le parti. Per esempio (art. 4 della Convenzione) non regolamenta:
i casi di invalidità del contratto
il momento in cui si trasferisce la proprietà (in quest’ultima ipotesi si notano sostanziali differenze - sopra evidenziate - tra il sistema romeno e bulgaro e quello italiano).
Quindi è indispensabile inserire nel contratto la clausola della legislazione competente così da supplire alle manchevolezze della Convenzione tramite l’integrazione del diritto nazionale.
E l’operatore italiano avrà tutto l’interesse a stabilire che la legge che governa il contratto sia quella italiana.
Docente di Diritto del Commercio Internazionale - Università di Macerata
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