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Timestamp: 2020-08-03 21:48:00+00:00
Document Index: 181692989

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 11', 'art. 2119', 'art. 40', 'art. 42', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 131', 'art. 133', 'art. 131', 'art. 133', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 131', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 140', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 45', 'art. 385', 'art. 399', 'art. 3', 'art. 3']

Commercio - Turismo, Confesercenti: CCNL, 18 febbraio 1987
Data firma: 18 febbraio 1987
Parti: Assoturismo, Fiepet, Assoviaggi e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil
2) Delegato aziendale
3) Delegato interaziendale
4) Garanzie di attività
Art. 143 ter
Art. 143 quinquies
Art. 143 sexies
Titolo XXXVIII Classificazione del personale
Art. 209 Capo XII Paga base nazionale degli apprendisti
Capo XX Pulizia dei locali
Capo XIV Funzionamento Commissione paritetiche
Capo IX Paga-base nazionale degli apprendisti
Allegato H - Statuto dell’Associazione EBT "Ente Bilaterale Turismo" comparti: pubblici esercizi, agenzie di viaggi, campeggi, aziende alberghiere, alberghi diurni, stabilimenti balneari
Allegato 3 - Artt. 8-282 Classificazione del personale del CNL 19 ottobre 1973, nota all’art. 3, per i dipendenti dai pubblici esercizi ai fini dei trattamenti contrattuali differenziati per impiegati ed operai
Allegato 4 - Artt. 8-323 - Classificazione del personale del CNL 26 giugno 1974, nota all’art. 3, per dipendenti da stabilimenti balneari ai fini dei trattamenti contrattuali differenziati per impiegati ed operai
Allegato 5 - Artt. 8 - 323 Classificazione del personale di cui all’allegato A del CNL 10 aprile 1979, nota all’art. 3, per i dipendenti da alberghi diurni ai fini dei trattamenti contrattuali differenziati per impiegati ed operai
Allegato 6 - Artt.- 8-400 Classificazione del personale del CNL 1° luglio 1971 per i dipendenti da imprese viaggi e turismo ai fini dei trattamenti contrattuali differenziati per impiegati ed operai
Assoturismo, Fiepet, Assoviaggi da una parte e Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil dall’altra, rilevato che, successivamente alla stipula del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore turismo - avvenuta tra le stesse parti il 18 febbraio 1987 - è sopravvenuta la legge n. 56/87 che ha introdotto, tra l’altro, modifiche ed innovazioni alla normativa riguardante l’apprendistato il contratto a termine, concordano sulla necessità di armonizzare le specifiche discipline già contrattualmente previste dal richiamato Contratto collettivo nazionale di lavoro con quanto stabilito dalla suddetta legge n. 56/87 ed a tal fine si impegnano a provvedere in merito entro il 31 dicembre 1987.
In data 29 ottobre 1987 l’Assoturismo, la Fiepet e l’Assoviaggi da una parte e la Filcams, la Fisascat e la Uiltucs dall’altra, al fine di consentire lo sviluppo di positive relazioni sindacali ed una miglior tutela degli interessi dei lavoratori dipendenti, hanno stipulato quanto segue:
Vengono riconosciute a tutti i lavoratori del settore, a titolo di diritto di assemblea, 10 ore annue di permessi retribuiti. L’assemblea si svolge fuori dal locale dell’impresa.
Può svolgersi anche all’interno solo previo accordo tra il datore di lavoro e le strutture sindacali. L’assemblea è convocata dalle strutture sindacali: aziendali, interaziendali e territoriali, aderenti alle OO.SS. firmatarie del presente Accordo.
Nelle aziende con almeno 8 dipendenti occupati anche in più unità produttive purché con sedi nello stesso comune, le Organizzazioni sindacali dei lavoratori possono nominare congiuntamente, previa elezione, un delegato sindacale.
Nelle aziende che occupano meno di 8 dipendenti potrà essere designato congiuntamente delle Organizzazioni sindacali, dopo apposita consultazione dei lavoratori, un delegato interaziendale con modalità definite a livello territoriale tra Assoturismo, Fiepet, Assoviaggi e le OO.SS. dei lavoratori.
Il delegato di azienda ed il delegato interaziendale di cui ai precedenti articoli, per l’espletamento delle loro attività, sono garantiti dalle norme contenute nella legge n. 300/70, specificatamente ai titoli III e IV, escluso quanto diversamente disposto dal successivo comma del presente articolo.
Le conseguenze economiche di tale attività non sono a carico delle singole imprese da cui risultano dipendenti il delegato di azienda o il delegato interaziendale, ma sono regolate dalle norme dei successivi articoli.
Per la partecipazione ad organismi sindacali sono previsti permessi non retribuiti fino ad un massimo di 80 ore annue.
5) Per garantire l’esercizio dei diritti di cui sopra da parte di tutte le aziende ed a carico delle stesse verranno versate, annualmente, 2 ore lavorative per dipendente da calcolarsi sul monte salario complessivo lordo (costo del lavoro) in un apposito "fondo nazionale" gestito dalle OO.SS. stipulanti (Uiltucs, Filcams, Fisascat) e finalizzato alla realizzazione degli articoli precedenti.
6) L’Assoturismo, la Fiepet e l’Assoviaggi da una parte e la Filcams, la Fisascat, la Uiltucs dall’altra individueranno gli strumenti tecnici per la riscossione delle quote annuali di cui al precedente art. 5).
L’anno 1987, addì 18 del mese di febbraio, presso la Confesercenti (Confederazione italiana esercenti attività commerciali e turistiche), tra l’Associazione italiana albergatori e operatori del turismo (Assoturismo), la Federazione italiana esercenti pubblici e turistici (Fiepet) e l’Associazione delle imprese viaggi e turismo (AssoviaggI), con la partecipazione della Confederazione italiana esercenti attività commerciali e turistiche (Confesercenti) da una parte e dall’altra la Filcams-Cgil (Federazione italiana lavoratori commercio, turismo e servizi), la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo (Fisascat/Cisl), l’Unione italiana lavoratori turismo commercio e servizi (Uiltucs), si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da aziende alberghiere, campeggi, pubblici esercizi, stabilimenti balneari, alberghi diurni, imprese di viaggi e turismo, di cui all’art. 1, composto da 43 titoli, 411 articoli e 27 allegati (A/L - 1/17) letti, approvati e sottoscritti dai rappresentanti di tutte le Organizzazioni stipulanti.
1. Il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro disciplina i rapporti di lavoro tra le aziende sotto indicate ed il relativo personale dipendente:
2. Le norme dell’Accordo 27 marzo 1979 con il quale è stata convenuta l’applicazione del presente Contratto al settore campeggi hanno trovato inserimento generale e specifico nei rispettivi istituti ed articoli del presente testo a stampa.
VI) Imprese di viaggi e turismo - imprese di viaggi e turismo, intendendosi per tali, indipendentemente dalla definizione compresa nella ragione sociale o indicata nella licenza di esercizio, e dalla denominazione delle eventuali dipendenze (agenzie, uffici, sedi, filiali, succursali ecc.) le imprese che svolgono in tutto o in parte le attività di cui all’art. 9 della legge 17 maggio 1983, n. 217;
1. Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il termine "alberghi" ci si è intesi riferire alle "aziende alberghiere" di cui al punto I dell’art. 1.
2. Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il termine "pubblici esercizi" ci si è intesi riferire alle "aziende pubblici esercizi" di cui al punto III dell’art. 1.
3. Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il termine "agenzie di viaggio" ci si è intesi riferire alle "imprese di viaggi e turismo" di cui al punto VI dell’art. 1.
1. Il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro che disciplina in maniera unitaria per tutto il territorio della Repubblica i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, e, in quanto compatibili con le disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato, deve essere considerato un complesso normativo unitario ed inscindibile e costituisce in ogni sua norma trattamento minimo inderogabile per i lavoratori dipendenti dalle aziende di cui al precedente art. 1 anche ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 4 della legge 5 agosto 1978, n. 502 e successive modificazioni.
2. Esso sostituisce ed assorbe ad ogni effetto le norme di tutti i precedenti Contratti collettivi e Accordi speciali del settore turistico, nonché le norme e le consuetudini locali, in quanto da esso disciplinate, riferentisi alle medesime aziende elencate nel precedente articolo.
3. Per quanto non previsto dal presente Contratto valgono le disposizioni di legge vigenti in materia.
4. Restano salve le condizioni di miglior favore.
1. Laddove si riscontri la sussistenza di servizi organizzativi in comune da più unità aziendali aventi o meno un unico titolare od una unica ragione sociale, il personale ivi adibito è regolamentato da tutte le norme del presente Contratto.
2. In tutti i casi deve trattarsi di servizi organizzati esclusivamente per gli usi delle unità aziendali interessate e con esclusione di servizi verso terzi.
1. Le parti, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le prerogative proprie dell’imprenditore e quelle delle Organizzazioni sindacali, tenuto conto delle caratteristiche in cui si articola l’attività turistica in generale, convengono sulla necessità di promuovere una politica turistica da attuarsi con lo strumento della programmazione e di una correlativa legge-quadro.
2. In questa ottica convengono altresì quanto segue in materia di politica turistica e del lavoro:
- periodicamente, in successivi incontri, le parti si incontreranno per verificare l’attuazione del programma di politica turistica. In tali incontri le parti potranno adottare nei confronti dei competenti organi istituzionali iniziative tendenti a valorizzare una politica attiva del lavoro, che tenendo conto delle esigenze specifiche del mercato e delle particolari caratteristiche strutturali del settore, possano condurre alla realizzazione delle necessarie riforme della normativa relativa al collocamento ed alla elevazione professionale dei lavoratori al fine di conseguire una maggiore efficienza e funzionalità del servizio e a sostegno dell’occupazione e della sua continuità con riferimento alla migliore utilizzazione degli impianti attraverso il prolungamento della stagione derivante dalla soluzione dei problemi che ne condizionano l’attuazione;
3. In tale contesto le parti effettueranno un esame congiunto dei prevedibili effetti che le prospettive turistiche potranno avere sull’andamento globale dell’occupazione.
5. Le imprese turistiche di particolare importanza nell’ambito del settore, distribuite in più esercizi dislocati in più zone del territorio nazionale o regionale ed aventi rilevante influenza nel settore turistico in cui operano, in quanto strategicamente collegate alle esigenze di sviluppo della economia nazionale e regionale, e le aziende che occupino oltre 100 dipendenti, forniranno a richiesta delle parti, di norma annualmente in un apposito incontro, alle Organizzazioni sindacali competenti, nazionali, regionali o territoriali, informazioni sulle prospettive aziendali e su eventuali programmi che comportino nuovi insediamenti.
6. Nel corso di tale incontro le Organizzazioni sindacali verranno informate delle prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sui criteri della loro localizzazione, sugli eventuali problemi della situazione dei lavoratori, con particolare riguardo all’occupazione e alla mobilità del personale.
7. Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori verranno informate preventivamente delle eventuali modifiche ai piani già esposti e che comportino sostanziali variazioni dei livelli occupazionali.
8. Le parti, anche in relazione a quanto previsto dalla riforma del collocamento ordinario e per gli esperimenti pilota in materia di avviamento al lavoro, si impegnano a ricercare congiuntamente, a livello regionale per settori o per l’intero comparto o per singole aree subregionali, soluzioni capaci di:
9. Sempre a livello regionale anche per aree subregionali omogenee, le parti si impegnano a definire attraverso specifici accordi negoziali:
10. Le parti inoltre, ai diversi livelli di competenza, svolgeranno funzioni di coordinamento tra le iniziative e gli accordi in materia di politica attiva del lavoro con il funzionamento degli enti bilaterali.
11. Le parti convengono di incontrarsi anche con le regioni per verificare gli obiettivi di sviluppo del settore con gli obiettivi programmatici regionali con particolare riferimento ai problemi dell’utilizzazione degli impianti, dell’occupazione, del prolungamento della stagione con la previsione dei relativi periodi di occupazione, della formazione e riqualificazione professionale.
12. Negli incontri di cui sopra le parti valuteranno altresì i problemi derivanti dall’applicazione delle norme del Contratto nazionale di lavoro in tema di orari di lavoro e loro distribuzione, anche in rapporto alla possibilità di modificare le norme che disciplinano gli orari di apertura e chiusura delle attività.
13. Le parti convengono di esaminare anche i problemi che si pongono a livello di area turistica omogenea in rapporto alla possibilità di attuare gli obiettivi programmatici di sviluppo e riorganizzazione del settore, del prolungamento della stagione e dell’occupazione.
1. In rapporto alla peculiarità del settore, le parti concordano sulla opportunità di dotare i diversi comparti di uno strumento nazionale, anche articolato territorialmente, idoneo a favorire processi di formazione e qualificazione professionale, a consentire fenomeni di ristrutturazione e riqualificazione dell’offerta nonché ad adottare interventi di carattere sociale a favore dei lavoratori.
2. In relazione a quanto sopra le parti si impegnano ad attivarsi affinché, a partire possibilmente dal 1 gennaio 1987, previa individuazione concorde dell’ente, preferibilmente pubblico, che possa garantire la corretta gestione dello strumento nazionale, le finalità sopra individuate ed in appresso meglio specificate possano essere adempiute.
3. Lo strumento prescelto sarà alimentato da contributi versati da tutti i lavoratori e da tutte le imprese, in modo paritetico, il cui ammontare complessivo verrà definito in sede di stesura delle procedure tecniche di gestione che, comunque, sarà contenuto tra lo 0,20 per cento e lo 0,40 per cento della paga base e della contingenza.
4. Tale strumento sarà finalizzato:
a) alla formazione professionale;
b) al sostegno temporaneo del reddito dei lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino la cessazione e/o la sospensione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ovvero a finanziare corsi di riqualificazione per il personale interessato a tali provvedimenti;
c) alla adozione di altri interventi di carattere sociale a favore dei lavoratori.
5. Le parti provvederanno inoltre a costituire la Commissione paritetica nazionale di vigilanza, in armonia con lo statuto allegato ed il relativo regolamento.
6. Laddove già esistono strumenti analoghi a quelli sopra previsti, le parti concorderanno le modalità per armonizzarli con la normativa sopra specificata, fermo restando le condizioni di miglior favore.
Le parti confermano che nella valutazione per la definizione del costo del rinnovo contrattuale si è tenuto conto dell’incidenza della contribuzione per il finanziamento degli enti bilaterali.
1. Nei casi in cui l’apprendistato è ammesso dalla legge, possono essere assunti come apprendisti giovani di età non inferiore ai 15 anni e non superiore ai 20 anni, salvo quanto disposto dalla legge (DPR 4 gennaio 1971, n. 36) sull’età minima per l’ammissione al lavoro nelle attività non industriali e per i lavori leggeri.
2. Restano ferme le limitazioni e i divieti della legge sul lavoro per le donne, gli adolescenti e i fanciulli.
3. L’aspirante apprendista deve essere in possesso:
4. Per l’assunzione di apprendisti il datore di lavoro deve ottenere l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro territorialmente competente, cui dovrà precisare le condizioni della prestazione richiesta agli apprendisti, il genere di addestramento al quale saranno adibiti e la qualifica che essi potranno conseguire al termine del rapporto.
1. La durata del periodo di prova per gli apprendisti è fissata in 25 giorni di effettiva presenza al lavoro.
1. Il numero degli apprendisti nelle singole imprese, salvo quanto eventualmente sia stabilito da Accordi territoriali, non potrà superare la proporzione di un apprendista per ogni tre lavoratori non apprendisti, comprendendo in tale numero anche quelli che appartengono a categorie per le quali l’apprendistato non è ammesso.
2. È tuttavia consentita l’assunzione di un apprendista anche nelle imprese che abbiano soltanto uno o due lavoratori alle proprie dipendenze, nonché in quelle nelle quali il lavoro è svolto in via continuativa dall’imprenditore e dai suoi familiari senza l’ausilio di personale subordinato.
1. L’orario di lavoro per gli apprendisti di età superiore a 15 anni non può superare le 8 ore giornaliere e 40 ore settimanali e le 7 ore giornaliere e 35 settimanali per gli apprendisti di età compresa tra i 14 e i 15 anni.
2. È vietato adibire al lavoro gli apprendisti fra le ore 22 e le ore 6.
3. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 10, secondo e terzo comma della legge 19 gennaio1955, n. 25, viene stabilito in 96 ore annue, ripartite in 3 ore settimanali, il numero delle ore destinate all’insegnamento complementare, che sono computabili agli effetti retributivi e dei limiti di orario giornaliero e settimanali precisati nei commi precedenti.
4. L’apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo stesso trattamento normativo previsto dal presente Contratto per i lavoratori della qualifica per la quale egli compie il tirocinio.
1. Il datore di lavoro ha l’obbligo:
a) di impartire o di fare impartire, nella sua impresa, all’apprendista alle sue dipendenze, l’insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità di diventare lavoratore qualificato;
c) di non adibire l’apprendista a lavori di manovalanza o di produzioni in serie e di non sottoporlo comunque a lavori superiori alle sue forze fisiche e che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto;
2. Agli effetti di quanto richiamato alla precedente lettera c), non sono considerati lavori di manovalanza quelli attinenti alle attività nelle quali l’addestramento si effettua in aiuto a un lavoratore qualificato sotto la cui guida l’apprendista è addestrato, quelli di riordino del posto di lavoro, e quelli relativi a mansioni normalmente affidate a fattorino, sempre che lo svolgimento di tale attività non sia prevalente e, in ogni caso rilevante, in rapporto ai compiti affidati all’apprendista.
2. L’apprendista è tenuto a frequentare i corsi di cui alla lettera c) del presente articolo, anche se in possesso del titolo di studio, ove la frequenza stessa sia ritenuta opportuna dal datore di lavoro.
Per i contratti di formazione e lavoro di cui all’art. 3 della legge 19 dicembre 1984, n. 863 si applicano le norme previste dallo specifico Accordo nazionale 18 novembre 1986 che fa parte integrante del presente Contratto (allegato A).
1. La normale durata del lavoro settimanale effettivo è fissato in 40 ore, salvo quanto diversamente stabilito nella parte speciale del presente Contratto per le imprese di viaggi e turismo, gli stabilimenti balneari e i campeggi.
2. I limiti settimanali del normale orario di lavoro previsti dal presente Contratto sono fissati solo ai fini contrattuali.
3. Le suddette limitazioni dell’orario di lavoro non si applicano agli impiegati di cui all’art. 1 del RD 15 marzo 1923, n. 692 in relazione all’art. 3 del RD 10 settembre 1923, n. 1955 e cioè ai capi agenzia, ai direttori tecnici o amministrativi, ai capi ufficio ed ai capi reparto, fatte salve le condizioni di migliore favore.
1. In relazione alle peculiarità del settore turistico e quindi alle particolari esigenze produttive delle aziende, esclusivamente previe intese aziendali, potranno essere adottati sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro per periodi plurisettimanali, intendendosi per tali quei sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro che comportano per una o più settimane prestazioni lavorative di durata superiore a quelle prescritte dal precedente art. 29 e per altre, a compensazione, prestazioni di durata inferiore.
3. Il numero delle settimane per le quali è possibile effettuare prestazioni lavorative di durata superiore a quelle dell’art. 29 non potrà superare le quattro consecutive ed in ogni caso l’orario di lavoro non potrà superare le otto ore giornaliere, fermo restando il diritto al normale godimento del riposo settimanale di legge.
4. Il recupero delle maggiori prestazioni di lavoro verrà effettuato attraverso congedi di conguaglio da godersi entro le successive dieci settimane.
5. Eventuali ulteriori diversi regimi di flessibilità potranno essere definiti attraverso la prestazione di programmi o progetti specifici da parte delle aziende o loro associazioni, la cui attuazione dovrà essere autorizzata da una specifica Commissione paritetica territoriale.
1. L’orario di lavoro dei minori di età inferiore a 15 anni (fanciulli) che abbiano adempiuto agli obblighi scolastici, non può superare le 7 ore giornaliere e le 35 settimanali.
2. L’orario di lavoro dei minori di età compresa fra i 15 anni compiuti ed i 18 anni compiuti (adolescenti) non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali.
1. I minori di cui al precedente articolo hanno diritto ad una interruzione di almeno mezz’ora dell’orario giornaliero di lavoro qualora questo superi la durata di quattro ore e mezza.
2. L’interruzione dell’orario di lavoro per il consumo dei pasti negli alberghi, nei pubblici esercizi e nei campeggi, nonché l’interruzione meridiana di riposo negli stabilimenti balneari non sono cumulabili con le interruzioni previste per i minori dal presente articolo: l’interruzione di maggior durata assorbe quella di minor durata.
3. L’ora e la durata delle interruzioni suddette dovranno essere esposte nella tabella dei turni, di cui all’art. 11.
È demandato ai contratti integrativi provinciali o agli accordi aziendali dei settori: alberghi, pubblici esercizi e campeggi stabilire la durata del tempo per la consumazione dei pasti tra un minimo di mezz’ora ad un massimo di un’ora al giorno.
1. Il lavoro straordinario ha carattere di eccezionalità e non può essere richiesto senza giustificato motivo; si intende per tale, ai soli fini contrattuali, quello eccedente il normale orario contrattuale effettuato ai sensi degli artt. 29 e 31 a seconda che vengano adottati o meno riposi di conguaglio.
2. Il lavoro straordinario è consentito nel limite massimo di 260 ore annuali e nel limite di due ore giornaliere.
3. I lavoratori non potranno esimersi, senza giustificato motivo, dal prestare lavoro straordinario entro i limiti fissati dal secondo comma del presente articolo.
4. Il lavoratore non può compiere lavoro straordinario ove non sia autorizzato dal datore di lavoro o da chi ne fa le veci.
1. Le ore di lavoro straordinario dovranno essere autorizzate dal datore di lavoro e saranno a cura di esso cronologicamente annotate in apposito registro, la cui tenuta è obbligatoria e nel quale ciascun dipendente, che abbia compiuto lavoro straordinario, è tenuto ad apporre il proprio visto ed annotare gli eventuali reclami.
3. Sono esentate dalla tenuta del registro di cui al secondo comma le aziende presso le quali la registrazione delle ore di lavoro svolte è effettuata con mezzi meccanici.
1. Le parti stipulanti si impegnano a favorire l’applicazione della normativa del presente titolo nello spirito informatore della stessa.
2. Le Organizzazioni sindacali territoriali delle parti stipulanti si incontreranno, almeno una volta all’anno, per l’esame della situazione generale, anche in relazione ad eventuali casi di palese e sistematica violazione delle norme contrattuali previste dal presente titolo.
1. Ai sensi di legge, tutto il personale godrà di un riposo settimanale di 24 ore.
2. Si richiamano in maniera particolare le norme di legge riguardanti le attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponde ad esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità, la vigilanza delle imprese, la compilazione dell’intervento e del bilancio annuale.
2. Le ferie sono irrinunciabili e pertanto nessuna indennità è dovuta al lavoratore che spontaneamente si presenti in servizio durante il turno di ferie assegnatogli.
1. Durante lo stato di gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto ad astenersi dal lavoro:
1. Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili, durante la giornata.
Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore.
2. Detti periodi di riposo hanno durata di un’ora ciascuno e comportano il diritto della lavoratrice madre ad uscire dall’azienda; sono di mezz’ora ciascuno e non comportano il diritto ad uscire dall’azienda quando la lavoratrice voglia usufruire della camera di allattamento o dell’asilo nido, ove istituiti dal datore di lavoro nelle dipendenze dei locali di lavoro.
5. Per quanto non previsto dal presente Contratto in materia di gravidanza e puerperio valgono le norme di legge e regolamenti vigenti.
7. Il lavoratore che presti servizio in aziende addette alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari di cui alla legge 30 aprile 1962, n. 283, ha l’obbligo, in caso di malattia di durata superiore a 5 giorni, di presentare al rientro in servizio al datore di lavoro il certificato medico dal quale risulti che il lavoratore non presenta pericolo di contagio dipendente dalla malattia medesima.
8. Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare l’idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.
1. Il datore di lavoro è tenuto ad assicurare presso l’Inail il personale soggetto all’obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro secondo le disposizioni di legge contenute nel Testo unico approvato con DPR 30 giugno 1965, n. 1124 e successive modificazioni e integrazioni.
2. Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore abbia trascurato di ottemperare all’obbligo predetto e il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell’infortunio, e non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all’Inail, resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
1. Per quanto non previsto dal presente Contratto in materia di malattia e infortunio valgono le norme di legge e regolamenti vigenti.
3. Il datore di lavoro dovrà provvedere alla fornitura di idonei indumenti per quei lavoratori le cui mansioni comportino l’uso prolungato di sostanze imbrattanti, liquide o corrosive, quali gli addetti alle pulizie di sala, bar, cucina, office, e relative dotazioni, magazzino e quali gli addetti alla lavanderia.
1. Il lavoratore deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti all’esplicazione della sua attività, ed in particolare:
b) svolgere con assiduità e diligenza i compiti assegnatigli, osservando le norme del presente Contratto, nonché le conseguenti disposizioni impartite dai superiori;
1. Le inadempienze del personale potranno essere sanzionate in rapporto alla relativa gravità con:
4) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a 5 giorni.
7. Incorre nei provvedimenti del rimprovero verbale o del rimprovero scritto o della multa o della sospensione il lavoratore che:
8. Il rimprovero verbale e il rimprovero scritto sono applicati per le mancanze di minor rilievo; la multa e la sospensione per quelle di maggior rilievo. Maggiore o minore rilievo non è dato dall’ordine di elencazione delle mancanze.
9. Normalmente il rimprovero scritto è applicato nei casi di prima mancanza, la sospensione nei casi di recidiva. In casi di maggiore gravità potrà farsi ricorso alla sospensione anche in assenza di recidiva.
1. Ai sensi dell’art. 2119 del Codice civile, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro prima della scadenza del termine se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto (giusta causa).
2. La comunicazione del recesso deve essere effettuata per iscritto a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, contenente l’indicazione dei motivi.
3. In via esemplificativa ricadono sotto il provvedimento del licenziamento per giusta causa le seguenti infrazioni:
f) diverbio litigioso seguito da vie di fatto, gravi offese alla dignità, all’onere o gravi fatti di pregiudizio agli interessi del proprietario, della sua famiglia, dei superiori, della clientela e dei colleghi di lavoro, previo accertamento delle responsabilità sul fatto avvenuto;
4. Non avrà diritto ad alcun preavviso o corrispondente indennità quel datore di lavoro che si fosse reso colpevole di ingiurie od atti lesivi per l’onore e per la dignità del personale; e se per tali fatti il personale ritenesse opportuno risolvere il rapporto, avrà diritto alle indennità stabilite dagli artt. 102 e 103 salvo ogni maggior diritto per il risarcimento di danni morali e materiali.
1. Le prestazioni lavorative straordinarie eccedenti il normale orario di lavoro settimanale potranno dare luogo, per i lavoratori stagionali, anziché al trattamento economico di cui all’art. 40, al godimento di riposi compensativi di pari durata alla scadenza del contratto a termine che in tal caso deve intendersi automaticamente prorogato.
2. I permessi non goduti di cui all’art. 42 concorrono insieme ai riposi compensativi del lavoro straordinario alla proroga del contratto a termine.
3. Conseguentemente il calcolo dei soli ratei di 13a, 14a, e ferie terrà conto dell’intera diversa durata del rapporto e la eventuale frazione di mese darà luogo alla liquidazione di tanti ventiseiesimi di un dodicesimo delle gratifiche e delle ferie suddette per quante sono le giornate risultanti.
4. È comunque escluso da tale criterio di computo il trattamento di fine rapporto.
5. Il dipendente che non intenda avvalersi di quanto previsto dal presente articolo è tenuto a darne comunicazione scritta al datore di lavoro all’atto dell’assunzione.
1. Nelle imprese da 11 e sino a 15 dipendenti, le Organizzazioni sindacali stipulanti possono nominare congiuntamente un solo delegato aziendale, su indicazione dei lavoratori, con compiti di intervento presso il datore di lavoro per l’applicazione del Contratto e delle leggi sul lavoro.
2. Il licenziamento di tale delegato per motivi inerenti all’esercizio delle sue funzioni è nullo ai sensi della legge.
1. Agli effetti di quanto stabilito negli articoli seguenti sono da considerarsi dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte:
b) di Rappresentanze sindacali aziendali costituite ai sensi dell’art. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300 nelle imprese che nell’ambito dello stesso comune occupano più di 15 dipendenti.
2. L’elezione dei lavoratori e dei dirigenti sindacali deve essere comunicata dall’Organizzazione sindacale di appartenenza per iscritto con lettera raccomandata all’impresa e alla rispettiva Organizzazione dei datori di lavoro.
1. È consentito ai Sindacati provinciali di categoria aderenti alle Organizzazioni firmatarie del presente Contratto di far affiggere in apposito albo comunicazioni e firma dei segretari responsabili dei sindacati medesimi in luogo non accessibile alla clientela.
2. Le anzidette comunicazioni dovranno riguardare argomentazioni sindacali attinenti a rapporti di lavoro
3. Le copie delle comunicazioni di cui sopra dovranno essere contemporaneamente consegnate alla direzione dell’esercizio.
1. Nelle unità aziendali ove siano occupati più di 15 dipendenti, i lavoratori hanno diritto di riunirsi fuori dell’orario di lavoro in assemblee indette dalle Organizzazioni sindacali singolarmente o congiuntamente, presso l’unità aziendale in cui prestano la loro opera, in locale messo a disposizione dal datore di lavoro, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro, secondo l’ordine di precedenza delle convocazioni.
3. I lavoratori hanno anche diritto a partecipare alle assemblee durante l’orario di lavoro fino a 10 ore all’anno normalmente retribuite.
5. Le riunioni non potranno superare, singolarmente, le 3 ore di durata.
6. Le ulteriori modalità per lo svolgimento delle assemblee sono concordate in sede aziendale tenendo conto dell’esigenza di garantire in ogni caso la regolare funzionalità alle aziende, in considerazione delle loro finalità ricettive e di pubblica utilità. Va altresì assicurata la sicurezza delle persone, la salvaguardia degli impianti e delle attrezzature e il servizio di vendita al pubblico.
1. Tutte le vertenze individuali relative all’applicazione del presente Contratto nazionale di lavoro e dei relativi eventuali Accordi integrativi provinciali e di altri contratti e accordi riguardanti i rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto dovranno essere demandate, prima dell’azione giudiziaria, all’esame di una Commissione composta da un rappresentante dell’Associazione locale imprenditoriale e da un rappresentante dell’Associazione locale dei lavoratori alla quale il dipendente sia iscritto od abbia conferito mandato.
1. La parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a richiedere il tentativo di conciliazione mediante l’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritta od abbia conferito mandato, la quale deve a sua volta denunciare la controversia all’Organizzazione locale che rappresenta la controparte a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno contenente gli elementi essenziali della controversia stessa.
2. Qualora il tentativo di conciliazione sia richiesto da un datore di lavoro, l’Associazione locale imprenditoriale ne darà comunicazione con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al prestatore di lavoro invitandolo a designare, entro 8 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione, l’Organizzazione sindacale dei lavoratori che dovrà assisterlo.
3. Ricevuta la richiesta o la segnalazione, l’Associazione locale imprenditoriale provvederà a convocare presso la propria sede la Commissione per esperire il tentativo di amichevole componimento, che dovrà esaurirsi entro il termine di 30 giorni e comunque senza pregiudicare i termini di prescrizione previsti dal Codice civile.
4. Dell’esame di ogni vertenza dovrà essere redatto verbale sia nel caso di composizione della stessa, sia nel caso di mancato accordo facendo risultare gli estremi della conciliazione o del mancato accordo.
5. Il verbale sarà redatto in cinque copie, una per ciascuna delle parti in causa e delle rispettive Associazioni sindacali, che dovranno sottoscriverlo.
6. Copia del verbale delle vertenze per i licenziamenti individuali, di cui alla legge 15 luglio 1966, n. 604, dovrà essere inviata all’Ufficio provinciale del lavoro competente per territorio.
7. I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in cinque copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai rappresentanti delle rispettive Associazioni. Copia del verbale sarà inviata dalla locale Associazione imprenditoriale all’Ufficio del lavoro competente per territorio per gli effetti dell’art. 12 della legge 22 luglio 1961, n. 628, e di ogni altra norma relativa alla conciliazione delle vertenze di lavoro da parte dei predetti Uffici. Le altre copie resteranno a disposizione delle parti interessate e delle rispettive Organizzazioni sindacali.
1. Le vertenze che dovessero sorgere in ordine alla interpretazione ed all’applicazione degli eventuali Accordi integrativi provinciali e/o aziendali dovranno essere esaminate da una apposita Commissione paritetica composta da un rappresentante di ciascuna Organizzazione locale dei lavoratori aderente o facente capo alle Organizzazioni nazionali stipulanti e da altrettanti rappresentanti delle Associazioni locali imprenditoriali aderenti alla Assoturismo alla Fiepet ed all’Assoviaggi.
2. La Commissione è convocata dall’Associazione locale imprenditoriale ogni qualvolta ne sia fatta richiesta con lettera raccomandata da una delle parti rappresentate.
3. La richiesta dovrà essere debitamente motivata con la precisa indicazione dell’oggetto di controversia.
4. La Commissione dovrà pronunciarsi entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta, sottoscrivendo apposito verbale in tante copie quante sono le Associazioni locali facenti parte della Commissione, sia in caso di composizione della vertenza, sia in caso di mancato accordo.
1. Le Associazioni locali dei lavoratori e dei datori di lavoro dovranno designare i propri rappresentanti effettivi e supplenti in seno alla Commissione locale per le vertenze individuali di cui all’art. 131 ed alla Commissione territoriale per le vertenze collettive di cui all’art. 133 entro il 30 ottobre 1986.
2. La mancata designazione dei rappresentanti da parte di qualcuna delle Associazioni locali dei lavoratori non costituirà ostacolo alla costituzione della Commissione locale per le vertenze collettive limitando i suoi effetti negativi alla istituzione della Commissione vertenze individuali di cui all’art. 131.
3. È tuttavia consentita la designazione di rappresentanti delle Organizzazioni locali dei lavoratori oltre il termine stabilito nel primo comma del precedente articolo, qualora la mancata osservanza di tale termine sia imputabile a ragioni di carattere organizzativo.
1. Qualora il tentativo di conciliazione previsto nell’art. 133 abbia esito negativo, è prescritto il secondo tentativo presso la Commissione nazionale per le vertenze di lavoro con l’intervento delle Organizzazioni che hanno espletato il primo esperimento.
2. Anche in caso di mancato accordo per il rinnovo o la stipulazione degli integrativi locali dovrà essere esperito un tentativo di conciliazione tramite la Commissione nazionale.
3. Ai fini suddetti le Organizzazioni locali interessate dovranno fare apposita richiesta alla Commissione nazionale vertenze di lavoro corredandola della copia del verbale di mancato accordo, dal quale dovrà chiaramente risultare la posizione delle parti nella vertenza entro e non oltre 10 giorni dalla firma del verbale suddetto.
1. La Commissione nazionale vertenze collettive di lavoro dovrà essere costituita su basi paritetiche da tre rappresentanti di ciascuna delle Organizzazioni dei lavoratori contraenti e da altrettanti rappresentanti dell’Assoturismo e della Fiepet dell’Assoviaggi.
2. La Commissione si articola in quattro sottocommissioni, una per gli alberghi, una per i pubblici esercizi, una per le imprese di viaggi e turismo, ed una per i campeggi, per la soluzione di questioni concernenti esclusivamente i rispettivi settori.
3. La Commissione avrà sede presso una delle federazioni imprenditoriali.
1. Le vertenze di carattere generale concernenti l’applicazione e l’interpretazione del presente Contratto nazionale di lavoro e di altri contratti ed accordi nazionali riguardanti i rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto nazionale di lavoro, dovranno essere demandate, prima di qualsiasi azione, all’esame della Commissione nazionale vertenze collettive di lavoro di cui all’articolo precedente, per il tentativo di amichevole componimento.
2. L’Organizzazione nazionale che ha promosso o intende promuovere vertenze di cui al precedente capoverso, dovrà investirne la Commissione nazionale vertenze di lavoro con lettera raccomandata, fornendo ogni possibile dettaglio in ordine all’oggetto della vertenza.
3. La Commissione sarà convocata dalla Federazione imprenditoriale competente entro 10 giorni dal ricevimento della richiesta e si dovrà pronunciare nel merito entro i successivi 30 giorni.
4. Dovranno essere redatti in sei copie e sottoscritti appositi verbali di conciliazione o di mancato accordo per ciascuna vertenza.
5. Le funzioni di segretario saranno svolte alternativamente, per ogni vertenza, da un rappresentante dei lavoratori e da un rappresentante dei datori di lavoro.
6. In caso di mancato accordo, la Commissione potrà chiedere, per decisione unanime, l’intervento del Ministero del lavoro.
1. Le vertenze collettive concernenti l’applicazione, l’interpretazione, il rinnovo e la prima stipula degli eventuali accordi integrativi territoriali, per le quali debba essere compiuto a richiesta delle Organizzazioni locali interessate dei datori di lavoro e dei lavoratori, il secondo tentativo di conciliazione, dovranno essere esaminate dalla Commissione nazionale vertenze collettive di lavoro di cui all’art. 140 unitamente ai rappresentanti delle predette Associazioni locali.
2. La Commissione nazionale dovrà decidere entro 30 giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta da parte delle Organizzazioni territoriali.
3. Delle decisioni cui perverrà la Commissione nazionale sarà redatto e sottoscritto apposito verbale in sei copie.
4. Copia autentica del verbale dovrà altresì essere notificata alle Organizzazioni locali interessate.
I mezzi necessari al funzionamento della Commissione nazionale di cui all’art. 140 e delle Commissioni provinciali di cui all’art. 131 ed allo svolgimento delle procedure inerenti saranno assicurate dalle Organizzazioni nazionali stipulanti per la parte di propria competenza.
La contrattazione integrativa aziendale è ammessa nelle aziende che occupino più di 15 dipendenti limitatamente per le materie previste per ciascun comparto nella parte speciale del presente Contratto.
L’apprendistato avrà la durata massima di 12 mesi. La durata dell’apprendistato è ridotta a mesi 3 per i giovani che abbiano frequentato con profitto, superando le relative prove di esame, corsi di formazione professionale organizzati da istituti o scuole alberghiere legalmente riconosciute.
Ai sensi dell’art. 2 della legge 19 gennaio1955, n. 25, l’apprendistato è consentito ogni qual volta i giovani debbano acquisire la capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio:
- segretario portiere, chef de rang, barman, 2° governante, operaio specializzato, centralinista; addetto: all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo, al ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo merci e movimento personale, con mansioni d’ordine; cassiere, giardiniere, caffettiere, dispensiere, cantiniere, operaio qualificato ecc.
1. Il lavoro giornaliero si svolge in uno o due turni. Diversi e più funzionali criteri di distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero reclamati dalla peculiare natura dell’attività ricettiva potranno essere negoziati dalle parti a livello aziendale.
2. Salve le condizioni di miglior favore comunque conseguite, il nastro orario è di 14 ore per il personale di sala, ricevimento e portineria, e di 12 ore per il restante personale.
5. Dovrà essere escluso dal lavoro straordinario notturno il personale alberghiero di servizio al mattino seguente.
1. Il trattamento degli stagionali viene uniformato a quello dei lavoratori stabili.
L’indicazione vale come indirizzo generale. Si riconosce tuttavia l’opportunità che, specie in materia di nastro lavorativo, particolari regolamentazioni possano essere definite a livello territoriale.
2. Dette regolamentazioni saranno concordate in sede di contratti integrativi, tenuto conto delle particolari caratteristiche ed esigenze delle aziende stagionali.
1. La contrattazione integrativa aziendale è ammessa nelle aziende che occupino più di 15 dipendenti per le seguenti materie:
2. La contrattazione avverrà tra l’azienda e le strutture sindacali aziendali dei lavoratori con l’intervento delle rappresentanze locali delle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente Contratto.
1. La contrattazione integrativa provinciale è abolita, salvo per le materie ad essa espressamente demandate dal presente Contratto.
2. Restano in vigore gli effetti finora da essa prodotti.
Ai sensi dell’art. 2 della legge 19 gennaio1955, n. 25, l’apprendistato è consentito ogni qual volta i giovani debbano acquisire la capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio: chef de rang, operaio specializzato, centralinista, addetto all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo, al ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo clienti e movimento personale, con mansioni d’ordine, operaio qualificato, cameriere di bar, barista, banconiere di tavola calda, cuoco, cameriere, pizzaiolo ecc.
1. La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in 5 giornate e mezza.
2. La norma di cui al secondo comma dell’art. 31 può essere derogata previa intesa in sede aziendale.
1. Il trattamento degli stagionali viene uniformato a quello dei lavoratori stabili; l’indicazione vale come indirizzo generale. Si riconosce tuttavia l’opportunità che, specie in materia di nastro lavorativo, particolari regolamentazioni possano essere definite a livello territoriale.
1. L’apprendistato non potrà superare la durata di tre anni per i giovani assunti dal 14° anno.
2. L’apprendistato per la qualifica di cuoco capo partita avrà la durata massima di tre anni indipendentemente dall’età di inizio dell’apprendistato stesso.
3. Per i giovani in possesso di diploma rilasciato dalle scuole professionali di categoria legalmente riconosciute il periodo di apprendistato è fissato in sei mesi.
Ai sensi dell’art. 2 della legge 19 gennaio1955, n. 25, l’apprendistato è consentito ogni qual volta i giovani debbano acquisire la capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio: contabile d’ordine, cassiere, magazziniere comune, marchiere, tablotista, cuoco capo partita, cameriere, gelatiere, gastronomo, barista, banconiere tavola calda e fredda, operaio qualificato, terzo pasticcere ecc.
2. Ferma restando la ripartizione dell’orario settimanale in 5 giornate e mezza, diversi criteri di ripartizione potranno essere contrattati a livello aziendale tenendo conto delle esigenze delle aziende e dei lavoratori.
1. Negli esercizi di particolare importanza il personale provvederà normalmente alla pulizia e preparazione del reparto al quale è adibito, esclusa la grossa pulizia (pavimenti e gabinetti).
2. Per gli esercizi minori tale pulizia dovrà essere effettuata dal personale di banco e tavoleggiante, esclusa la pulizia dei pavimenti e gabinetti, quando fra i dipendenti vi sia personale di fatica.
1. Il presente Contratto si applica anche ai ristoranti e buffets delle stazioni ferroviarie fatte salve le norme contenute nei capitolati delle ferrovie.
2. Qualora il concessionario sia obbligato a far eseguire lavoro straordinario per improvvisi ordini dell’Amministrazione ferroviaria o per improvviso cambiamento di orario dei turni, fermo restando il limite massimo annuo di 260 ore di lavoro straordinario, il personale sarà tenuto ad eseguirlo senza alcunalimitazione di orario, eccettuato il caso che l’Ispettorato del lavoro riscontri non sussistere gli estremi di cui all’art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955.
3. Restano congelate le misure delle percentuali dei carrellisti stabilite dagli Accordi integrativi provinciali in vigore.
2. La contrattazione avverrà tra l’azienda e le strutture sindacali aziendali dei lavoratori con l’intervento delle rappresentanze locali delle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente Contratto. Per la contrattazione dei trattamenti integrativi salariali comunque denominati, di cui al precedente n. 3; per i dipendenti da aziende per la ristorazione collettiva (mense aziendali e simili) valgono le norme di cui all’art. 10 dell’Accordo nazionale 9 aprile 1979 per i cambi di gestione delle stesse aziende per la ristorazione collettiva (vedi allegato E).
1. Tutti gli esercizi che vendono caffè o bevande calde hanno l’obbligo di somministrare al personale che presta servizio durante la mattinata almeno una refezione di caffè, latte e pane ed una consumazione analoga nel pomeriggio.
2. La detta refezione non va calcolata a nessun effetto contrattuale.
1. In deroga a quanto previsto dall’art. 29 la durata normale del lavoro settimanale effettivo è fissata in quaranta ore per il personale impiegatizio ed in quarantaquattro ore per il personale non impiegatizio.
2. Nell’orario di lavoro giornaliero non è compresa l’interruzione meridiana da trascorrersi nell’azienda, la cui durata non potrà essere inferiore a due ore.
La distribuzione dell’orario settimanale è fissata in 6 giornate.
1. Nelle aziende che abbiano più di 15 dipendenti è ammessa la contrattazione integrativa per le seguenti materie:
2. La contrattazione avverrà tra l’azienda e le strutture sindacali aziendali dei lavoratori con l’intervento delle rappresentanze locali delle Organizzazioni stipulanti il presente Contratto.
1. Alla contrattazione integrativa provinciale per le rappresentanze locali delle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente Contratto sono demandate esclusivamente le seguenti materie:
- determinazione di una indennità per il personale assunto a tempo determinato da corrispondersi in caso di chiusura dell’azienda per epidemie o altre cause similari;
2. In caso di mancato accordo, le Associazioni locali demanderanno la definizione degli accordi integrativi alla Commissione paritetica nazionale di cui all’art. 140.
1. L’apprendistato non potrà superare la durata di tre anni per i giovani assunti dal 14° al compimento del 17° anno di età e di due anni per quelli assunti dal 17° anno.
2. Per i giovani in possesso di diploma rilasciato dalle scuole professionali di categoria legalmente riconosciute il periodo di apprendistato è fissato in sei mesi.
Ai sensi dell’art. 2 della legge 19 gennaio1955, n. 25, l’apprendistato è consentito ogni qual volta i giovani debbano acquisire la capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio: parrucchiere, visagista, barbiere, manicure, pedicure ecc.
1. La distribuzione dell’orario settimanale è fissata in 5 giornate e mezza.
2. Ferma restando la ripartizione dell’orario settimanale in 5 giornate e mezza, diversi criteri di ripartizione potranno essere contrattati a livello aziendale, tenendo conto delle esigenze delle aziende e dei lavoratori.
1. L’apprendistato è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nel IV e V livello, con le seguenti eccezioni:
2. L’apprendistato è ammesso per i giovani in possesso di diploma di qualifica rilasciato dagli istituti professionali di Stato istituiti con decreti previdenziali in applicazione dell’art. 9 del RDL 21 settembre 1938, n. 2038, convertito nella legge 2 giugno 1939, n. 739, e dagli istituti legalmente riconosciuti (parificati) ai sensi della legge 18 gennaio 1942, n. 86, limitatamente alle mansioni corrispondenti al diploma.
In relazione alle obiettive difficoltà di applicazione dell’istituto dell’apprendistato ed in relazione all’esigenza dell’impresa di disporre di personale con specifiche competenze tecniche ed all’esigenza del lavoratore di acquisire conoscenze professionali specifiche ed approfondite, in via sperimentale e per la durata del presente Contratto, nelle aziende in cui non viene applicato l’istituto dell’apprendistato, si prevede che il lavoratore neoassunto senza precedenti esperienze nelle mansioni affidate, inquadrato per svolgere le attività relative alle qualifiche di "addetto ai servizi di prenotazione o addetto ai servizi turistici e/o alle biglietterie ferroviarie, aeree, marittime ed automobilistiche" e di "impiegato addetto ai servizi operativi, proiettivi e/o ricettivi con mansioni d’ordine e conoscenza di due lingue estere", del IV livello del presente Contratto, abbia un periodo di permanenza nel V livello per un massimo di 18 mesi.
1. In deroga a quanto previsto dall’art. 29, la durata normale del lavoro per il seguente personale addetto a lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia:
5) uscieri e inservienti,
8) ogni altro personale addetto a lavoro discontinuo o di semplice attesa e custodia di cui alla tabella approvata con RD 6 dicembre 1923, n. 2657 e successive modificazioni o aggiunte, è fissata con decorrenza 1 luglio 1974 nella misura di 45 ore settimanali.
2. Il personale telefonista e addetto ai transferts non sarà considerato discontinuo qualora svolga mansioni promiscue.
1. La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata, secondo i turni stabiliti in base ad esigenze aziendali e dei lavoratori, di norma in 5 giornate.
2. La giornata di libertà, oltre quella del riposo settimanale di legge, potrà essere goduta in una intera giornata o in due mezze giornate tenuto conto delle esigenze delle imprese e di quelle dei lavoratori.
3. Quanto sopra salvo deroghe da concordarsi tra le parti per i periodi di alta stagione.
4. Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente Contratto in materia, gli orari di lavoro possono essere fissati dal datore di lavoro tanto per tutti i dipendenti come per taluni di essi, armonizzando le istanze del personale con le esigenze delle imprese.
5. I turni di lavoro devono essere fissati dal datore di lavoro e risultare da apposita tabella collocata in posizione ben visibile a tutto il personale interessato.
6. Gli orari di lavoro praticati nelle imprese devono essere comunicati a cura del datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro.
1. Nelle imprese che - escluso dal computo il personale assunto a termine - abbiano complessivamente 15 dipendenti, anche se dislocati in più agenzie o uffici, potranno essere concordate particolari norme riguardanti:
1) qualifiche specifiche eventualmente esistenti nell’impresa e non equiparabili con quelle comprese nella classificazione generale.
2) tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori nell’ambito delle norme dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
3) premi e indennità speciali nel limite massimo complessivo del 5 per cento della rispettiva paga tabellare.
2. La relativa contrattazione dovrà svolgersi con l’intervento dei competenti organi sindacali.
3. Il premio aziendale e le indennità speciali di cui al punto 3) sono strettamente legati alla effettiva prestazione di lavoro, e possono essere computati soltanto agli effetti dell’art. 45, dell’art. 385 e dell’art. 399 del presente Contratto.
1. I Contratti e Accordi integrativi regionali o provinciali non potranno essere rinnovati, integrati e modificati per tutto il periodo di validità del presente Contratto.
2. Le norme contenute nei suddetti Contratti e Accordi vigenti che non siano in contrasto con le norme del presente Contratto nazionale seguiteranno ad avere efficacia fino alla scadenza del presente Contratto.
I progetti di formazione definiti tra le parti a livello territoriale verranno depositati a cura delle parti analogamente presso gli Uffici provinciali e regionali del lavoro ai fini del rilascio immediato alle aziende associate alla Assoturismo - Fepet e Assoviaggi del nulla-osta da parte degli Uffici del collocamento territorialmente competenti, per le assunzioni nominative in attuazione del disposto dell’art. 3, comma terzo della legge n. 863/84.
Ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro ai sensi del presente Accordo, verranno applicate le normative vigenti di cui al Contratto collettivo nazionale di lavoro settore turismo, salvo quanto esplicitamente e diversamente concordato tre le parti nel presente Accordo.
Resta salva in alternativa per le aziende che intendono assumere giovani con contratti di formazione e lavoro, la possibilità di adire direttamente le CRI, in base alla procedura ex art. 3, legge n. 863/84.