Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/nota_16_marzo_2005.htm
Timestamp: 2018-12-14 09:56:23+00:00
Document Index: 6348394

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 21', 'art. 673', 'art. 21', 'art. 673', 'art. 3', 'art. 3']

Le controversie relative alla supervalutazione del servizio all'estero del personale scolastico si sono risolte, in sede di giudizi amministrativi, in senso sfavorevole all'amministrazione (cfr. sentenze del Consiglio di Stato n. 7968/03 e n. 4414/04, confermative delle sentenze sfavorevoli dei Tar).
Analoghe controversie vengono ora promosse dinanzi al competente giudice del lavoro. Alcuni Uffici regionali hanno chiesto direttive in merito al comportamento da assumere in presenza di istanze del personale scolastico volte ad ottenere la rideterminazione della propria progressione in carriera, tenendo conto della supervalutazione del servizio svolto all'estero sia dal punto di vista economico che dell'anzianità e dei relativi scatti stipendiali: in particolare, se si debba procedere alla revisione degli atti già emessi (e registrati dagli organi di controllo) ovvero si debba respingere le istanze, ritenendole infondate.
L'alto Consesso, però, con la pronunzia 7968/2003, cui fa riferimento codesta Distrettuale, ha ritenuto che: a) le maggiorazioni disposte dalle norme indicate incidono sulla progressione in carriera e consentono i loro effetti anche in sede di passaggio alla successiva classe stipendiale; b) il d.p.r. 23.8.88 n. 399 ("Norme risultanti dalla disciplina prevista dall' accordo per il triennio 1988-1990 del 9 giugno 1988 relativo al personale del comparto scuola"), nel disporre all'art. 3, comma 4, il riassorbimento "col conseguimento delle posizioni stipendiali successive" non esclude che la valutazione del servizio prestato all' estero incida sulla maggiorazione di anzianità e che sussista quindi il diritto degli interessati alle maggiorazioni di anzianità in relazione ai periodi di servizio prestati all'estero; c) quindi la supervalutazione del servizio prestato all'estero, prevista dall'art. 21 del R.D. 12.2.1940 n. 740 e dall'art. 673 del D.lvo 16.4.94 n. 297, non rappresenta soltanto una accelerazione economica (anticipazione degli scatti convenzionali) ma comporta anche una accelerazione dell' anzianità utile ai fini della carriera.
Sembra alla Scrivente che siffatto orientamento sia andato oltre il significato letterale dell'art. 21 del R.D. 12.2.1940 n. 740 e dell'art. 673 del D.lvo 16.4.94 n. 297, e l'intenzione del Legislatore quale fatta palese dalle espressioni usate dal Legislatore medesimo, e oltre quanto previsto dall'art. 3, comma 4, del d.p.r. 23.8.88 n. 399. Invero, i citati artt. 21 e 673 prevedono che la supervalutazione del servizio prestato all'estero può essere effettuata solo "agli effetti degli aumenti periodici dello stipendio" (come per altro ritenuto dal Consiglio di Stato nella citata decisione n. 192 del 1993), e ai fini del trattamento di quiescenza, e il d.p.r. 23.8.88 n. 399 al comma 4 dell'art. 3 prevede solo il riassorbimento "col conseguimento delle posizioni stipendiali successive" degli aumenti biennali convenzionali "attribuiti per nascita di figli ed altre situazioni previste dalle disposizioni vigenti", e non maggiorazioni di anzianità in relazione ai periodi di servizio prestati all'estero.
Per altro, solo con l'entrata in vigore del CCNL 4 agosto 1995 (applicabile dal 1° gennaio 1996) e la successiva circolare ministeriale n. 595 del 20.9.96 è stato espressamente previsto che la supervalutazione del servizio prestato all'estero si traducesse in vera e propria accelerazione di carriera, in maggiorazione d'anzianità utile per la progressione alla successiva fascia di anzianità.