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Timestamp: 2019-02-20 14:18:40+00:00
Document Index: 91024181

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2389', 'sentenza ', 'art. 75', 'sentenza ', 'sentenza ']

I limiti alla deducibilità dei compensi amministratori | Commercialista Telematico
I limiti alla deducibilità dei compensi amministratori
La Corte di Cassazione, con la sentenza 18 giugno 2014, n. 13844, ritorna sulla vexata questio relativa ai compensi agli amministratori, fissando dei limiti
In ordine alle spese per emolumenti corrisposti all’amministratore non inerenti, la sentenza motivava “nel senso che l’entità degli emolumenti all’amministratore, se pur non preventivamente deliberati, poteva essere determinata in sede di approvazione di bilancio, essendo quanto previsto dall’art. 2389 c.c. dettato a tutela dei soci, e non essendo applicabile in sede fiscale”.
Nella sentenza impugnata si afferma che il compenso dell’amministratore, pur se non preventivamente deliberato, può venire approvato in sede di approvazione del bilancio. Detta tesi è censurata dal ricorrente “non invocando il principio di diritto secondo cui qualora la misura del compenso degli amministratori di società di capitali non sia stabilita nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio (Cass. s. u. 29 agosto 2008, n. 21933; conformi le pronunce di questa sezione, Cass. 4 settembre 2013, n. 20265; 19 luglio 2013, n. 17673), ma con la diversa affermazione per la quale non è deducibile ai sensi dell’art. 75 TUIR il compenso dell’amministratore se sia carente la delibera assembleare e, mancando la chiara evidenziazione del compenso in una specifica posta del conto economico, se non risulti la ratifica in sede di approvazione del bilancio”. Per la Corte, “ formulata in tal modo la censura, a parte la questione della conformità al principio di diritto sopra richiamato, involge, anche sotto il profilo del denunciato vizio motivazionale, un’inammissibile accertamento di fatto in quanto, per il suo accoglimento, richiede che si accerti se, in fatto, non risultasse la chiara evidenziazione del compenso in una specifica posta del conto economico, che è circostanza il cui accertamento è precluso nella presente sede”.
Successivamente, con la sentenza della Corte di Cassazione n. 5349 del 7 marzo 2014(ud. del 27 novembre 2013) la Corte di Cassazione ha confermato l’indeducibilità dei compensi agli amministratori, in assenza di delibera. Anche in questo caso, la Corte fa proprio il pensiero espresso a SS.UU. (sentenza n. 21933 del 29/08/2008) secondo cui “con riferimento alla determinazione della misura del…