Source: http://www.adusbef.veneto.it/regolamenti-e-provvedimenti/tutelare-i-risparmi/consob-provvedimenti-e-comunicazioni/delibere-consob/consob-delibera-n-17634
Timestamp: 2019-06-16 02:52:40+00:00
Document Index: 175289066

Matched Legal Cases: ['art. 99', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 99', 'art. 99']

Consob, Delibera n. 17634 - Adusbef Veneto
Consob, Delibera n. 17634
Delibera n. 17634
Divieto, ai sensi dell'art. 99, comma 1, lett. d), del d.lgs. n. 58/1998, dell'offerta al pubblico avente ad oggetto un programma ad Alto Reddito ("High Yield Program")
VISTA la legge n. 216 del 7 giugno 1974 e le successive modificazioni ed integrazioni;
RILEVATO che, sulla base delle evidenze raccolte dalla Consob, risultava essere in corso di promozione, presso soggetti residenti in Italia, l'adesione ad un "Programma ad alto reddito" ("High Yield Program");
RILEVATO che detta attività si attuava con l'inoltro di messaggi promozionali - recanti in calce la firma del Sig. Mario Rosati - per il tramite delle seguenti caselle di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.., i cui IP di registrazione risultavano riconducibili al Sig. Andrea Rosati ed alla Sig.ra Danila Rosati (rispettivamente figlio e sorella del Sig. Mario Rosati);
RILEVATO che, sulla base di quanto esposto nei primi messaggi trasmessi ai potenziali clienti, veniva dichiarato che tali "Programmi ad Alto Reddito": (i) "non richiedono nessuna spesa o investimento da parte dei clienti quindi nessun acquisto di strumenti finanziari o cessione di capitali a terzi"; (ii) necessitano soltanto "della disponibilità di liquidità su un conto corrente ... che rimane bloccato per tutta la durata del programma", (iii) "consentono profitti netti pari a 5 volte" l'ammontare del capitale messo a disposizione "e con il secondo programma si ottengono somme pari a 25 volte il capitale di base e di 125 volte con un terzo programma";
RILEVATO che, qualora fossero state richieste maggiori precisazioni, venivano trasmessi ulteriori messaggi in cui si delineava, più in dettaglio, la struttura complessiva dell'operazione e si inoltravano i documenti necessari al relativo perfezionamento;
RILEVATO che, sulla base della documentazione successivamente trasmessa al potenziale investitore, il meccanismo dell'operazione sarebbe stato il seguente:
- il "Programma ad alto reddito" avrebbe avuto ad oggetto non meglio identificati "strumenti finanziari" o - come anche definiti - "prodotti finanziari" e sembrava prevedere "l'emissione e vendita" di tali "strumenti" o "prodotti" da collocarsi presso un "cliente finale" previa apposita prenotazione;
- ai fini dell'emissione e del successivo collocamento ("Private placement") di detti "strumenti" o "prodotti" finanziari sul mercato venivano "reperiti investitori o aziende in grado di mettere in evidenza" l'esistenza di un capitale;
- l'emissione sarebbe stata preceduta dall'apposizione di un vincolo, della durata di un anno, sulla liquidità messa a disposizione dai "clienti investitori";
- tutte le fasi del "Programma" sarebbero state eseguite da una non meglio identificata: "banca trading" che avrebbe utilizzato il capitale del cliente "come semplice evidenza di fondi" ed avrebbe emesso "lo strumento" o "prodotto" finanziario per poi collocarlo presso un "cliente finale";
- a fronte della predetta evidenza di fondi il "cliente investitore", anche se "il programma richiesto richiede il blocco dei fondi per un anno ... dopo 15 giorni" avrebbe ricevuto "il 300% di profitti lordi" pari "al 150% netto";
RILEVATO che la partecipazione al "Programma ad alto reddito" prevedeva la sottoscrizione, da parte dell'investitore, di una serie di moduli redatti su carta bianca - ad esso trasmessi tramite posta elettronica recante la firma del Sig. Mario Rosati - dall'esame dei quali lo svolgimento dell'operazione sembrava articolato nelle seguenti fasi principali:
1 - firma dell'investitore di una "richiesta di partecipazione al programma" finalizzata alla verifica del possesso dei requisiti richiesti per l'adesione;
2 - sottoscrizione da parte dell'investitore dei documenti, appresso specificati, redatti in lingua inglese i quali avrebbero potuto "essere modificati anche di volta in volta nella forma ma non nei concetti principali":
- un "Contratto di programma" con una non meglio identificata "banca trading" in forza del quale il sottoscrittore non sarebbe stato tenuto a trasferire capitali a terzi, ma esclusivamente a garantire "l'evidenza" di tali capitali, ovvero la disponibilità sul proprio conto corrente di una certa somma di denaro - anche minima - che, in seguito, la stessa "banca trading" avrebbe provveduto ad accorpare con altri investimenti per raggiungere il "taglio minimo di 10 milioni di dollari" richiesto per partecipare al suddetto "Programma ad alto reddito";
- una "Letter of intent & request for assistence" con la quale il potenziale cliente si impegnava ad aderire ad una "privately placed investment opportunity" ed indicava la relativa provvista;
- un "Sworn statement & history of assets/funds" con il quale il cliente dichiarava la piena, esclusiva e lecita disponibilità della suddetta provvista;
- un "Client profile information sheet" per l'identificazione del cliente, l'indicazione dei suoi estremi bancari e dell'importo disponibile per il compimento dell'operazione;
- un "Non solicitation statement and request for information" con cui il cliente dichiarava di aver richiesto di propria iniziativa di partecipare all'operazione, in assenza di sollecitazione, offerta o garanzia della controparte o di terzi;
- una "Letter of authorization to verify and authenticate" per l'autorizzazione alla verifica della disponibilità dei fondi presso l'istituto bancario ove è depositata la provvista;
- una delega alla conclusione del contratto diretta ai clienti aventi personalità giuridica;
3 - invio da parte dell'investitore, tramite posta elettronica, della documentazione indicata sub punto (2) ad un non meglio identificato soggetto, che sembrava essere il destinatario ultimo della documentazione in questione, definito come "Program Director/Licensed Trader";
4 - emissione e successivo collocamento, da parte della "banca trading", dei predetti "strumenti" o "prodotti" finanziari presso il "cliente finale";
RILEVATO che detta iniziativa era rivolta a soggetti residenti in Italia;
RILEVATO che detti messaggi contenevano espresse esortazioni "a procedere senza indugio" all'adesione poiché il "Programma", secondo quanto ivi dichiarato testualmente, rappresentava "una modalità unica sul mercato finanziario per ottenere ... elevati importi netti esentasse";
CONSIDERATO che, secondo la definizione fornita dall'art. 1, comma 1, lettera t), del Tuf, per "offerta al pubblico di prodotti finanziari" deve intendersi "ogni comunicazione rivolta a persone, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, che presenti sufficienti informazioni sulle condizioni dell'offerta e dei prodotti finanziari così da mettere un investitore in grado di decidere di acquistare o di sottoscrivere tali prodotti finanziari, incluso il collocamento tramite soggetti abilitati";
CONSIDERATO che gli elementi costitutivi dell'offerta al pubblico rilevante ai fini della suddetta disposizione possono sintetizzarsi come segue:
a) la circostanza che l'attività abbia ad oggetto "prodotti finanziari", categoria che comprende - ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lett. u), del Tuf - sia le figure "tipizzate" degli "strumenti finanziari" sia "ogni altra forma di investimento di natura finanziaria";
b) la sussistenza di una comunicazione volta a far acquistare o sottoscrivere prodotti finanziari;
c) la rappresentazione dell'offerta in termini uniformi con la conseguente impossibilità, per il singolo investitore, di intervenire nella formazione dell'accordo contrattuale e sull'utilizzo del denaro versato;
d) il fatto che l'offerta sia rivolta al pubblico residente in Italia;
CONSIDERATO che la nozione di "investimento di natura finanziaria" implica la compresenza dei seguenti tre elementi: (i) impiego di capitale; (ii) aspettativa di rendimento di natura finanziaria; (iii) assunzione di un rischio connesso all'impiego di capitale;
RITENUTO che i risparmiatori che decidevano di aderire al "Programma ad alto reddito" disponevano del loro capitale nell'intento di percepire un rendimento di notevole entità, come sopra evidenziato, con la connessa assunzione dei rischi tipici di un investimento in prodotti finanziari in quanto l'adesione alla proposta de qua sembrava comportare non già, come inizialmente prospettato, la mera apposizione di un vincolo sul capitale ma un impegno alla successiva sottoscrizione in sede di "Private placement" di non meglio identificati "strumenti" o "prodotti" finanziari con la conseguente assunzione del rischio correlato ai medesimi nonché al particolare meccanismo finanziario dell'operazione;
RITENUTO pertanto che il "Programma" in questione, date le caratteristiche strutturali sopra descritte - ed in assenza di diverse specifiche e precise qualificazioni - sembrava possedere le caratteristiche di un "investimento di natura finanziaria";
RILEVATO altresì che i messaggi, recanti la firma del Sig. Mario Rosati, inviati tramite posta elettronica si sostanziavano in una comunicazione che - sia pure in termini che volutamente difettavano di chiarezza - conteneva: la descrizione delle caratteristiche essenziali dell'offerta; l'indicazione delle modalità operative finalizzate al perfezionamento dell'operazione con particolare riferimento al capitale investibile nonché alla redditività scaturente dalla relativa adesione calcolata con riferimento a diversi periodi temporali;
RITENUTO sussistente anche il requisito di cui alla lettera b) in quanto il complesso delle informazioni fornite era idoneo ad indurre i risparmiatori ad aderire al "Programma ad alto reddito";
RILEVATO che i documenti e i moduli trasmessi al cliente per la partecipazione al "Programma ad alto reddito" presentavano caratteristiche di standardizzazione recando unicamente lo spazio ove inserire i dati anagrafici dell'investitore, l'evidenza della cifra destinata all'investimento e la relativa firma;
RILEVATO, pertanto, che al cliente veniva proposta l'adesione a soluzioni predefinite di investimento le quali non sembravano consentire al cliente medesimo di contribuire né alla definizione dei contenuti del contratto posto in essere né al successivo utilizzo del denaro impiegato;
RITENUTO, quindi, sussistente anche il requisito di cui alla lettera c), ovvero la caratterizzazione dell'offerta in termini uniformi e standardizzati;
RITENUTO sussistente anche il requisito di cui alla lettera d) essendo l'offerta rivolta, come è risultato dalla documentazione acquisita agli atti, al pubblico residente in Italia;
RITENUTO, pertanto, che l'attività volta alla promozione dei "Programmi ad alto reddito" presentava tutti gli elementi per poter essere configurata quale offerta al pubblico di prodotti finanziari secondo la definizione fornita dal citato art. 1, comma 1, lettera t), del Tuf;
RITENUTO che detta offerta, in considerazione della asserita assenza di qualsiasi elemento di rischio correlata alla rappresentazione di rendimenti particolarmente elevati presentava, altresì, forti elementi di criticità;
RILEVATO che l'offerta al pubblico dei prodotti finanziari in argomento risultava in corso di svolgimento e di promozione;
CONSIDERATO che l'art. 94 del Tuf, al comma 1, stabilisce che: "Coloro che intendono effettuare un'offerta al pubblico pubblicano preventivamente un prospetto. A tal fine, per le offerte aventi ad oggetto strumenti finanziari comunitari nelle quali l'Italia è Stato membro d'origine e per le offerte aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari, ne danno preventiva comunicazione alla Consob allegando il prospetto destinato alla pubblicazione. Il prospetto non può essere pubblicato finché non è approvato dalla Consob";
RILEVATO che, in relazione alla descritta attività promozionale, non risultava essere stata effettuata la preventiva comunicazione alla Consob, né risultava essere stato trasmesso il prospetto informativo destinato alla pubblicazione ai sensi dell'art. 94, comma 1, del Tuf;
CONSIDERATO che, per tutto quanto sopra esposto, la Commissione ha ritenuto sussistere il fondato sospetto che la promozione della predetta offerta al pubblico di prodotti finanziari fosse effettuata in violazione della richiamata normativa;
VISTA la delibera n. 17547 del 3 novembre 2010, con la quale la Consob, ai sensi dell'art. 99, comma 1, lett. b), del Tuf, ha pertanto provveduto a sospendere in via cautelare, per un periodo di novanta giorni, l'offerta avente ad oggetto la suddetta promozione di un "Programma ad alto reddito";
VISTO che nelle note di trasmissione del provvedimento di sospensione si indicava la facoltà degli interessati di presentare le proprie deduzioni nel termine di trenta giorni dalla notifica della delibera medesima;
VISTA le note, pervenute in data 8 e 11 novembre 2010, con le quali la Sig.ra Danila Rosati, sorella del Sig. Mario Rosati "in qualità di tutore giudiziale" di quest'ultimo - come comprovato da idonea documentazione trasmessa a supporto - ha, tra l'altro:
- negato "ogni responsabilità" in capo a se stessa ed al Sig. Rosati Mario ipotizzando l'esistenza di soggetti terzi, a lei ignoti, che potrebbero aver "indotto" il Sig. Rosati Mario a porre in essere l'attività contestata;
- dichiarato di: (i) non essere a conoscenza, in ogni caso, dell'attività descritta nel provvedimento di sospensione; (ii) non aver mai dato alcun assenso all'utilizzo di tale strumento né di aver apposto la propria firma "per quanto può essere accaduto o sta accadendo"; (iii) non essere a conoscenza di attivazioni a suo nome di caselle di posta elettronica;
RITENUTO che le argomentazioni difensive formulate dalla Sig.ra Danila Rosati, sopra riepilogate, non sono atte a confutare quanto descritto nel citato provvedimento di sospensione cautelare in quanto la deducente:
a) pur avendo ribadito più volte di non essere a conoscenza dell'attività promozionale avente ad oggetto il suddetto "Programma ad alto reddito" non ha - tuttavia - fornito alcuna prova atta a dimostrare che tale attività non sia stata effettuata tramite gli indirizzi e-mail indicati nel provvedimento di sospensione;
b) non ha prodotto alcun documento per smentire (come invece risulta dalle evidenze agli atti) che detti indirizzi di posta elettronica sono riconducibili ai soggetti in questione che ne risultavano gli effettivi titolari;
c) non ha, in buona sostanza, comprovato che l'attività in argomento sia stata posta in essere - nella forma come nei contenuti - con modalità diverse rispetto a quelle descritte nel richiamato provvedimento di sospensione cautelare;
RITENUTO, in conclusione, che le argomentazioni svolte dalla Sig.ra Rosati Danila non possano superare quanto rappresentato nel richiamato provvedimento di sospensione cautelare;
CONSIDERATO che, per tutto quanto sopra esposto, risulta accertata la promozione presso soggetti residenti in Italia di un "Programma ad alto reddito" ("High Yield Program") svolta, tramite caselle di posta elettronica, in assenza delle prescritte autorizzazioni;
VISTO l'art. 99, comma 1, lett. d), del Tuf, in base al quale la Consob può "vietare l'offerta in caso di accertata violazione delle disposizioni o delle norme indicate nelle lettere a) o b)".
E' vietata l'attività di offerta al pubblico residente in Italia avente ad oggetto l'adesione ad un "Programma ad alto reddito" ("High Yield Program"), da chiunque effettuata, posta in essere sia attraverso l'utilizzo di caselle di posta elettronica sia in qualunque altra forma.
Milano, 1° febbraio 2011