Source: http://www.architetto.info/normativa/decreto-legislativo-11-aprile-2011-n-54-attuazione-della-direttiva-200948ce-sulla-sicurezza-dei-giocattoli-11g0097-gu-n-96-del-27-4-2011/
Timestamp: 2019-02-17 04:15:12+00:00
Document Index: 29805286

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 17', 'art. 81', 'art. 117', 'art.  117', 'art.  14', 'art. 1', 'art. 9', 'art.  2', 'art. 20', 'art.  2', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 47', 'art. 4', 'art.  47', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n3', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 11', 'art.  117', 'art. 17', 'art.  17']

DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 - Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011 | Architetto.info
<MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 18 febbraio 2011, n. 52 – Regolamento recante istituzione del sistema di controllo della tracciabilita’ dei rifiuti, ai sensi dell’articolo 189 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e dell’articolo 14-bis del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. (11G0096) – (GU n. 95 del 26-4-2011
DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2011, n. 55 – Attuazione della direttiva 2009/30/CE, che modifica la direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio, nonche’ l’introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE. (11G0098) – (GU n. 97 del 28-4-2011>
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 – Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 - Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 12/05/2011
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011 , n. 54
(11G0097)
Vista  la  direttiva  2009/48/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
gli articoli 1, 2, 3, 4 e 36, nonche’ l’allegato B;
Consiglio,  del  9  luglio  2008,  che  pone  norme  in  materia   di
accreditamento  e  vigilanza  del  mercato  per  quanto  riguarda  la
Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa ad un  quadro  comune  per  la
commercializzazione  dei  prodotti  e   che   abroga   la   decisione
Visto il regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici;
all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze  e  delle  miscele
Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente  «la  registrazione,  la
chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per  le  sostanze
chimiche, che modifica  la  direttiva  1999/45/CE  e  che  abroga  il
regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il  regolamento  (CE)  n.
1488/94  della  Commissione,  nonche’  la  direttiva  76/769/CEE  del
Consiglio e le direttive  della  Commissione  91/155/CEE,  93/67/CEE,
93/105/CE e 2000/21/CE»;
Consiglio, del 27 ottobre 2004, riguardante i materiali e gli oggetti
destinati a venire in contatto con i prodotti alimentari e che abroga
Vista la direttiva 76/768/CEE del Consiglio, del  27  luglio  1976,
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli  Stati  membri
relative ai prodotti cosmetici;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n.  52,  recante  disposizioni  per
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 1994,  ed  in  particolare
l’articolo 47 che disciplina gli  aspetti  finanziari  relativi  alle
attivita’ amministrative finalizzate alla marcatura CE;
Visto il decreto legislativo 27 settembre 1991, n.  313,  attuativo
della  direttiva  n.  88/378/CEE  relativa  al  ravvicinamento  delle
legislazioni  degli  Stati  membri  concernenti  la   sicurezza   dei
adottata nella riunione dell’11 gennaio 2011;
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i  Ministri  della
salute, della giustizia, degli affari esteri e dell’economia e  delle
1.  Il  presente  decreto  si  applica  ai  prodotti  progettati  o
destinati, in modo esclusivo o meno, a essere utilizzati per fini  di
gioco da bambini di eta’ inferiore a 14 anni.  Non  sono  considerati
giocattoli i prodotti elencati nell’allegato I.
b) alle macchine da gioco automatiche, a moneta  o  no,  per  uso
d) alle macchine a vapore giocattolo;
La direttiva 2009/48/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 30
giugno 2009, n. L 170.
Il testo degli articoli 1, 2, 3, 4 e 36 e dell’allegato
B della legge 4  giugno  2010,  n.  96,  «Disposizioni  per
2009» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25  giugno  2010,
n. 146, S.O., cosi’ recita:
dell’ art. 14 della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su
all’ art. 17, comma 3, della legge  31  dicembre  2009,  n.
garantire il rispetto dell’ art. 81,  quarto  comma,  della
art. 117, quinto comma, della Costituzione,  nelle  materie
di competenza legislativa delle regioni  e  delle  province
delega legislativa) – 1. Salvi  gli  specifici  principi  e
materie  di  cui  all’  art.  117,  quarto   comma,   della
relativi alle direttive elencate negli allegati  Ae  B,  si
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie)  –
decreti legislativi adottati ai sensi dell’ art.  14  della
informano ai principi e criteri direttivi di cui all’  art.
nei termini previsti dai commi 3 e 8 dell’ art. 1.»
«Art. 4 (Oneri relativi a prestazioni e a controlli)  –
1.In relazione agli oneri per prestazioni e per  controlli,
si applicano le disposizioni dell’ art. 9, commi 2 e 2-bis,
della legge 4 febbraio 2005, n. 11.»
«Art. 36 (Delega  al  Governo  per  l’attuazione  della
direttiva 2009/48/CEsulla sicurezza dei  giocattoli)  –  1.
Nella predisposizione del decreto legislativo di attuazione
della direttiva 2009/48/CE del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del  18  giugno  2009,  sulla   sicurezza   dei
giocattoli, il  Governo  e’  tenuto  a  seguire,  oltre  ai
principi e criteri direttivi  di  cui  all’  art.  2  della
presente legge, in quanto  compatibili,  anche  i  seguenti
a)  prevedere  il  coordinamento   delle   disposizioni
attuative della delega  con  quelle  previste  dal  decreto
legislativo 27 settembre 1991, n. 313,  recante  attuazione
della direttiva 88/378/CEErelativa al ravvicinamento  delle
legislazioni degli Stati membri  concernenti  la  sicurezza
dei giocattoli, prevedendo in particolare che il  Ministero
dello  sviluppo  economico  eserciti   la   vigilanza   sui
controlli sulla sicurezza dei giocattoli;
b)  prevedere,  anche  allo  scopo  di  ottemperare  al
disposto dell’articolo 18,  paragrafo  5,  del  regolamento
(CE) n. 765/2008del Parlamento europeo e del Consiglio, del
9 luglio 2008, che il Ministero dello sviluppo economico si
avvalga, per lo svolgimento delle attivita’ di controllo  e
di  vigilanza,  delle  camere  di   commercio,   industria,
artigianato  e  agricoltura,  nell’ambito  delle   funzioni
attribuite dall’ art. 20 del decreto legislativo  31  marzo
1998, n. 112, nonche’ della collaborazione del Corpo  della
guardia di finanza, conformemente al dettato dell’ art.  2,
comma 2, lettera m), e dell’ art. 3, comma 1,  del  decreto
legislativo 19 marzo 2001, n. 68;
c) prevedere che, con  regolamento  da  adottare  entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del  decreto
legislativo attuativo  della  delega  di  cui  al  presente
economico, vengano  impartite  le  necessarie  disposizioni
atte a garantire il coordinamento tra le funzioni assegnate
in fase di attuazione della delega  al  suddetto  Ministero
dello sviluppo economico e  quelle  attribuite  alle  altre
amministrazioni preposte  alla  vigilanza  del  mercato  in
materia di sicurezza dei giocattoli,  per  gli  aspetti  di
d) prevedere, in sede di attuazione dell’ art. 50 della
direttiva  2009/48/CE,  le  fattispecie   di   divieto   di
immissione sul mercato, nonche’ quelle  di  richiamo  e  di
ritiro del prodotto, per le ipotesi di giocattoli privi  di
documentazione tecnica idonea a provare  la  sicurezza  del
prodotto, nonche’ mancanti di marcatura CE, e  la  relativa
disciplina di notifica immediata  alla  parte  interessata,
con   l’indicazione   dei   mezzi   di   ricorso   previsti
2. All’attuazione della delega di cui  al  comma  1  si
provvede nell’ambito delle  risorse  umane,  finanziarie  e
strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.»
2008/118/CE»
Il regolamento  (CE)  n.765/2008  e’  pubblicato  nella
Il  regolamento  (CEE)  n.339/93  e’  pubblicato  nella
G.U.C.E. 17 febbraio 1993, n. L 40.
La decisione (CE)  n.768/2008/CE  e’  pubblicata  nella
La decisione 93/465/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 30
agosto 1993, n. L 220.
Il regolamento (CE)  n.1223/2009  e’  pubblicato  nella
G.U.U.E. 22 dicembre 2009, n. L 342.
Il regolamento (CE)  n.1272/2008  e’  pubblicato  nella
G.U.U.E. 31 dicembre 2008, n. L 353.
La direttiva 67/548/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 16
agosto 1967, n. 196.
La direttiva 1999/45/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 30
luglio 1999, n. L 200.
Il regolamento (CE)  n.1907/2006  e’  pubblicato  nella
G.U.U.E. 30 dicembre 2006, n. L 396.
Il  regolamento  (CEE)  n.793/93  e’  pubblicata  nella
G.U.C.E. 5 aprile 1993, n. L 84.
Il  regolamento  (CE)  n.1488/94  e’  pubblicato  nella
G.U.C.E. 29 giugno 1994, n. 161.
La direttiva 76/769/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 27
settembre 1976, n. L 262.
La direttiva 91/155/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 22
marzo 1991, n. L 76.
La direttiva 93/67/CEE e’ pubblicata nella  G.U.C.E.  8
settembre 1993, n. L 227.
La direttiva 93/105/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.  30
novembre 1993, n. L 294.
La direttiva 2000/21/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 28
aprile 2000, n. L 103.
Il regolamento (CE)  n.1935/2004  e’  pubblicato  nella
G.U.U.E. 13 novembre 2004, n. L 338.
La direttiva 80/590/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 19
giugno 1980, n. L 151.
La direttiva 89/109/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 11
febbraio 1989, n. 40.
La direttiva 76/768/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 27
Il testo dell’art. 47 della legge del 6  febbraio  1996
n. 52 recante «Disposizioni per l’adempimento  di  obblighi
europee  –  legge  comunitaria  1994»,   pubblicata   nella
Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 1996,  n.  34,  S.O.,  cosi’
«Art. 47 (Procedure di certificazione e/o  attestazione
procedure   di   certificazione   e/o   attestazione    per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla  normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle  procedure  di
riesame delle istanze presentate per le  stesse  finalita’,
sono a carico del  fabbricante  o  del  suo  rappresentante
2.  Le  spese  relative  alle   procedure   finalizzate
all’autorizzazione  degli  organismi   ad   effettuare   le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei  richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli  sugli  organismi
autorizzati  sono  a  carico   di   tutti   gli   organismi
autorizzati per  la  medesima  tipologia  dei  prodotti.  I
controlli  possono  avvenire  anche  mediante   l’esame   a
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al comma
1, se effettuate da organi dell’amministrazione centrale  o
periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui al comma 2,
essere  successivamente  riassegnati,   con   decreto   del
interessati sui capitoli  destinati  al  funzionamento  dei
servizi preposti, per lo svolgimento delle attivita’ di cui
ai  citati  commi  e  per  l’effettuazione  dei   controlli
successivi sul mercato che possono essere effettuati  dalle
autorita’ competenti mediante l’acquisizione  temporanea  a
titolo  gratuito  dei  prodotti  presso  i  produttori,   i
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri  competenti  per
materia, di concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  sono
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e  per  le
attivita’ di  cui  al  comma  1  se  effettuate  da  organi
dell’amministrazione centrale  o  periferica  dello  Stato,
modalita’  di  riscossione  delle  tariffe  stesse  e   dei
proventi a copertura delle spese relative ai  controlli  di
cui al comma  2.  Con  gli  stessi  decreti  sono  altresi’
in   base   alla   vigente    normativa,    al    personale
addetto alle attivita’ di cui ai  medesimi  commi  1  e  2,
la successiva eventuale restituzione dei prodotti  ai  fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle  amministrazioni
vigente. L’effettuazione dei  controlli  dei  prodotti  sul
mercato, come disciplinati dal  presente  comma,  non  deve
comportare ulteriori oneri  a  carico  del  bilancio  dello
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi  del
presente   articolo,   sono   abrogate   le    disposizioni
incompatibili   emanate   in   attuazione   di    direttive
6. I decreti di cui  al  comma  4  sono  emanati  entro
provvedimenti di recepimento delle direttive che  prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso  tale  termine,
si provvede con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri, di concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio   e    della    programmazione    economica;    le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire  i  dati
di rispettiva competenza.»
Il decreto legislativo 27  settembre  1991,  n.313,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5 ottobre 1991, n. 234.
La direttiva 88/378/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 16
luglio 1988, n. L 187.
a)  messa  a  disposizione  sul  mercato:  la  fornitura  di   un
giocattolo per la distribuzione,  il  consumo  o  l’uso  sul  mercato
comunitario nel corso di un’attivita’ commerciale, a titolo oneroso o
b) immissione sul mercato: la prima messa a  disposizione  di  un
giocattolo sul mercato comunitario;
c) fabbricante:  persona  fisica  o  giuridica  che  fabbrica  un
giocattolo, oppure lo fa progettare o fabbricare, e lo commercializza
apponendovi il proprio nome o marchio;
d) rappresentante autorizzato: una  persona  fisica  o  giuridica
stabilita nella Comunita’  che  ha  ricevuto  da  un  fabbricante  un
mandato scritto che la autorizza ad agire per suo conto in  relazione
a determinati compiti;
e) importatore: una persona fisica o  giuridica  stabilita  nella
Comunita’  che  immette  sul  mercato   comunitario   un   giocattolo
proveniente da un Paese terzo;
f) distributore: una persona fisica o giuridica nella  catena  di
fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore,  che  mette  a
disposizione sul mercato un giocattolo;
g)  operatori  economici:  il  fabbricante,   il   rappresentante
autorizzato, l’importatore e il distributore;
h) norma armonizzata: una norma adottata da uno  degli  organismi
europei di normalizzazione indicati nell’allegato I  della  direttiva
i)  normativa  comunitaria  di   armonizzazione:   la   normativa
comunitaria che armonizza le condizioni  di  commercializzazione  dei
l) accreditamento: lo stesso significato di  cui  al  regolamento
(CE) n. 765/2008;
m) valutazione della conformita’: il processo atto  a  dimostrare
se i  requisiti  specifici  relativi  a  un  giocattolo  siano  stati
n) organismo di valutazione della conformita’: un  organismo  che
svolge attivita’ di valutazione della conformita’, fra cui  tarature,
prove, certificazioni e ispezioni;
o)  richiamo:  qualsiasi  provvedimento  volto  ad  ottenere   la
restituzione di un giocattolo che e’ gia’ stato messo a  disposizione
dell’utilizzatore finale;
p) ritiro: qualsiasi provvedimento volto a impedire  la  messa  a
disposizione  sul  mercato  di  un  giocattolo  nella  catena   della
q) vigilanza del mercato: le attivita’ svolte e  i  provvedimenti
adottati dalle autorita’ competenti per garantire  che  i  giocattoli
siano conformi ai requisiti  applicabili  stabiliti  nella  normativa
comunitaria di armonizzazione  e  non  pregiudichino  la  salute,  la
sicurezza o qualsiasi altro aspetto  della  protezione  del  pubblico
r) marcatura CE: una marcatura mediante cui il fabbricante indica
che il giocattolo e’  conforme  ai  requisiti  applicabili  stabiliti
nella  normativa  comunitaria  di  armonizzazione  che   ne   prevede
l’apposizione;
s) prodotto funzionale: un prodotto che svolge la stessa funzione
e viene impiegato nello stesso modo di un prodotto, un apparecchio  o
un impianto destinato ad essere utilizzato  da  adulti,  e  che  puo’
essere un modello in scala di tale prodotto, apparecchio o impianto;
t) giocattolo funzionale: un  giocattolo  che  svolge  la  stessa
funzione e viene impiegato nello  stesso  modo  di  un  prodotto,  un
apparecchio o un impianto destinato ad essere utilizzato da adulti, e
che puo’ essere un modello in scala di tale prodotto,  apparecchio  o
u) giocattolo acquatico: un giocattolo destinato a  essere  usato
in acque poco profonde e che e’ in grado di reggere  o  sostenere  il
bambino sull’acqua;
v) velocita’ di progetto: tipica velocita’  operativa  potenziale
determinata dalla progettazione del giocattolo;
z) gioco di attivita’: un gioco per uso domestico  nel  quale  la
struttura di supporto  resta  ferma  durante  l’attivita’  e  che  e’
destinato a permettere a un bambino di svolgere  una  delle  seguenti
attivita’: arrampicarsi,  saltare,  dondolare,  scivolare,  cullarsi,
avvitarsi, gattonare o strisciare o qualsiasi combinazione di esse;
aa)   giocattolo   chimico:   un   giocattolo   destinato    alla
manipolazione diretta di sostanze  chimiche  e  destinato  ad  essere
utilizzato da bambini di uno specifico gruppo  di  eta’  e  sotto  la
supervisione di un adulto;
bb) gioco olfattivo da tavolo: un  giocattolo  il  cui  scopo  e’
quello di aiutare il bambino ad imparare a riconoscere diversi  odori
o profumi;
cc) kit cosmetico: un  giocattolo  il  cui  scopo  e’  quello  di
aiutare il bambino a imparare a creare prodotti come profumi, saponi,
creme,  shampoo,  bagnoschiuma,  lucidalabbra,  rossetti,   e   altri
trucchi, dentifrici e balsami;
dd)  gioco  gustativo:  un  gioco  il  cui  scopo  e’  quello  di
permettere al bambino di preparare  dolci  o  piatti  che  comportano
l’uso di ingredienti  alimentari,  come  dolci,  liquidi,  polveri  e
ee) danno: le lesioni fisiche o qualsiasi altro danno alla salute
inclusi effetti sulla salute a lungo termine;
ff) pericolo: una fonte potenziale di danno;
gg) rischio: la probabilita’ di insorgenza di un  pericolo  fonte
di danni e la gravita’ dei danni;
hh)  destinato  a  essere  utilizzato  da:  indicazione  atta   a
permettere a un genitore  o  a  un  supervisore  di  valutare  se  il
giocattolo, in base alle sue funzioni, dimensioni e  caratteristiche,
e’ destinato ad essere utilizzato da bambini  della  fascia  di  eta’
La direttiva 98/34/CE del 22 giugno 1998 del Parlamento
europeo e del Consiglio e’  pubblicata  nella  G.U.C.E.  21
Per i riferimenti del regolamento  (CE)  n.765/2008  si
Capo II   Obblighi degli operatori economici
1. All’atto dell’immissione dei  loro  giocattoli  sul  mercato,  i
fabbricanti garantiscono che essi siano stati progettati e fabbricati
conformemente ai requisiti di cui all’articolo 9 e all’allegato II.
2. I fabbricanti preparano  la  documentazione  tecnica  prescritta
dall’articolo 18  ed  eseguono  o  fanno  eseguire  la  procedura  di
valutazione della conformita’ applicabile a norma  dell’articolo  16.
Qualora la conformita’ di un giocattolo alle prescrizioni applicabili
sia stata dimostrata da tale procedura,  i  fabbricanti  redigono,  a
norma dell’articolo  13,  una  dichiarazione  CE  di  conformita’,  e
appongono la marcatura CE di cui all’articolo 14.
3.  I  fabbricanti  conservano  la  documentazione  tecnica  e   la
dichiarazione CE di conformita’ per un periodo di dieci anni dopo che
il giocattolo e’ stato immesso sul mercato.
4. I fabbricanti garantiscono che siano  predisposte  le  procedure
necessarie  affinche’  la  produzione  in  serie  continui  a  essere
conforme.   Tengono   debitamente   conto   delle   modifiche   della
progettazione o delle caratteristiche del giocattolo,  nonche’  delle
modifiche delle norme  armonizzate  con  riferimento  alle  quali  si
dichiara la conformita’ di un giocattolo.
5.  Laddove  ritenuto  necessario  in  considerazione  dei   rischi
presentati da un giocattolo, i fabbricanti eseguono,  per  proteggere
la salute e la  sicurezza  dei  consumatori,  prove  a  campione  dei
giocattoli  commercializzati,  svolgono  indagini  e,  se  del  caso,
tengono un registro dei reclami, dei giocattoli non  conformi  e  dei
richiami  di  giocattoli  e  informano   i   distributori   di   tale
6. I fabbricanti garantiscono che sui loro giocattoli  sia  apposto
un numero di tipo, di lotto, di serie, di  modello  oppure  un  altro
elemento che consenta la loro  identificazione,  oppure,  qualora  le
dimensioni o la natura del  giocattolo  non  lo  consentano,  che  le
informazioni  prescritte  siano  fornite  sull’imballaggio  o  in  un
documento di accompagnamento del giocattolo.
7. I fabbricanti indicano sul giocattolo  il  loro  nome,  la  loro
denominazione commerciale registrata o il loro marchio  registrato  e
l’indirizzo dove possono essere contattati oppure, ove cio’  non  sia
possibile, sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento  del
giocattolo. L’indirizzo indica un unico punto in cui  il  fabbricante
puo’ essere contattato.
8. I fabbricanti garantiscono che il giocattolo sia accompagnato da
istruzioni e informazioni sulla sicurezza fornite  almeno  in  lingua
9. I fabbricanti che ritengono o hanno motivo  di  credere  che  un
giocattolo che hanno  immesso  sul  mercato  non  sia  conforme  alla
pertinente   normativa   comunitaria   di   armonizzazione   prendono
immediatamente le misure correttive necessarie per  rendere  conforme
tale giocattolo, per ritirarlo o richiamarlo,  a  seconda  dei  casi.
Inoltre, qualora il giocattolo presenti un rischio, i fabbricanti  ne
informano  immediatamente  il  Ministero  dello  sviluppo  economico,
indicando in particolare i dettagli relativi alla non  conformita’  e
qualsiasi misura correttiva adottata.
10. I fabbricanti,  a  seguito  di  una  richiesta  motivata  delle
autorita’  competenti  forniscono  tutte   le   informazioni   e   la
documentazione  necessarie  per   dimostrare   la   conformita’   del
giocattolo, in lingua italiana o inglese. Essi collaborano  con  tale
autorita’, ove  richiesto  dalle  medesime,  in  ordine  alle  azioni
intraprese per eliminare i rischi presentati dai giocattoli che  essi
hanno immesso sul mercato, compresi  il  ritiro  e  il  richiamo  dei
giocattoli non conformi.
1. Il fabbricante  puo’  nominare,  mediante  mandato  scritto,  un
2. Gli obblighi di cui all’articolo 3, comma 1, e la stesura  della
documentazione tecnica non rientrano nel mandato  del  rappresentante
3. Il rappresentante autorizzato esegue i compiti  specificati  nel
mandato  ricevuto   dal   fabbricante.   Il   mandato   consente   al
rappresentante autorizzato di eseguire almeno i seguenti compiti:
a)  mantenere  a  disposizione  dell’autorita’  di  vigilanza  la
dichiarazione CE di conformita’ e la documentazione  tecnica  per  un
periodo di dieci anni dopo l’immissione sul mercato del giocattolo;
b) a seguito di una richiesta motivata dell’autorita’ competente,
fornire tutte le informazioni  e  la  documentazione  necessarie  per
dimostrare la conformita’ di un giocattolo;
c) cooperare, su richiesta, con l’autorita’ competente, in ordine
a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi  presentati  dai
giocattoli che rientrano nel loro mandato.
1.  Gli  importatori  immettono  sul   mercato   comunitario   solo
giocattoli conformi.
2. Prima di immettere un giocattolo  sul  mercato  gli  importatori
assicurano che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata  procedura
di valutazione della conformita’. Essi assicurano che il  fabbricante
abbia preparato  la  documentazione  tecnica,  che  la  marcatura  di
conformita’ prescritta sia apposta sul giocattolo, che il  giocattolo
sia accompagnato dai documenti prescritti e che il fabbricante  abbia
rispettato le prescrizioni di cui all’articolo 3, commi 6 e 7.
3. L’importatore,  se  ritiene  o  ha  motivo  di  credere  che  un
giocattolo non sia conforme ai requisiti  di  cui  all’articolo  9  e
all’allegato II, non immette sul mercato il giocattolo fino a  quando
esso non e’  stato  reso  conforme.  Inoltre,  quando  un  giocattolo
presenta un  rischio,  l’importatore  ne  informa  il  fabbricante  e
l’autorita’ di vigilanza del mercato.
4. Gli importatori indicano sul giocattolo il loro  nome,  la  loro
l’indirizzo a cui possono essere contattati oppure, ove cio’ non  sia
5. Gli importatori assicurano che il giocattolo sia accompagnato da
istruzioni e informazioni sulla sicurezza almeno in lingua  italiana.
Sono fatti salvi gli oneri informativi relativi alla conformita’  dei
processi  di  lavorazione  alle  norme  in  materia  di  lavoro,  con
particolare riguardo al lavoro  minorile,  e  in  materia  di  tutela
6. Gli importatori garantiscono che mentre un giocattolo  e’  sotto
la loro responsabilita’,  le  condizioni  di  immagazzinamento  o  di
trasporto non mettano a rischio la conformita’ ai  requisiti  di  cui
all’articolo 9 e all’allegato II.
7. Ove ritenuto opportuno alla luce dei  rischi  presentati  da  un
giocattolo, gli importatori, per proteggere la salute e la  sicurezza
dei  consumatori,  eseguono   prove   a   campione   dei   giocattoli
commercializzati, svolgono  indagini  e,  se  del  caso,  tengono  un
registro dei reclami, nonche’  dei  giocattoli  non  conformi  e  dei
8. Gli importatori che ritengono o hanno motivo di credere  che  un
pertinente   normativa   comunitaria   di   armonizzazione   adottano
Inoltre, qualora il giocattolo presenti un rischio,  gli  importatori
ne informano immediatamente il Ministero  dello  sviluppo  economico,
9. Gli importatori conservano per un periodo  di  dieci  anni  dopo
l’immissione sul  mercato  del  giocattolo  la  dichiarazione  CE  di
conformita’ a disposizione dell’autorita’ di vigilanza  del  mercato;
garantiscono inoltre che, su  richiesta,  la  documentazione  tecnica
possa essere resa disponibile a tale autorita’.
10. Gli importatori, a seguito  di  una  richiesta  motivata  delle
autorita’  competenti,  forniscono  tutte  le   informazioni   e   la
giocattolo, in lingua italiana o inglese. Essi collaborano  con  tali
1. Quando mettono un  giocattolo  a  disposizione  sul  mercato,  i
distributori agiscono con la  dovuta  attenzione  in  relazione  alle
prescrizioni applicabili.
2. Prima di mettere un giocattolo a  disposizione  sul  mercato,  i
distributori verificano che  il  giocattolo  in  questione  rechi  la
marcatura prescritta, che sia accompagnato dai documenti prescritti e
da  istruzioni  e  informazioni  sulla  sicurezza  almeno  in  lingua
italiana, e che il fabbricante e l’importatore  si  siano  conformati
alle  prescrizioni  di  cui  all’articolo  3,  commi  6,  7  e  8,  e
all’articolo 5, commi 3 e 4.
3. Il distributore, se ritiene  o  ha  motivo  di  credere  che  un
all’allegato II, non mette il giocattolo a disposizione  sul  mercato
fino a quando  non  sia  stato  reso  conforme.  Inoltre,  quando  un
giocattolo  presenta  un  rischio,  il  distributore  ne  informa  il
fabbricante o l’importatore,  nonche’  il  Ministero  dello  sviluppo
4. I distributori garantiscono che, mentre un giocattolo  e’  sotto
trasporto non mettano a rischio la conformita’ alle  prescrizioni  di
cui all’articolo 9 e all’allegato II.
5. I distributori che ritengono o hanno motivo di  credere  che  un
giocattolo che  hanno  messo  a  disposizione  sul  mercato  non  sia
conforme alla pertinente normativa comunitaria di  armonizzazione  si
assicurano che siano adottate le  misure  correttive  necessarie  per
rendere conforme tale giocattolo,  per  ritirarlo  o  richiamarlo,  a
seconda dei casi. Inoltre, qualora il giocattolo presenti un rischio,
i  distributori  ne  informano  immediatamente  il  Ministero   dello
sviluppo economico, indicando in particolare i dettagli relativi alla
non conformita’ e qualsiasi misura correttiva adottata.
6. I distributori,  a  seguito  di  una  richiesta  motivata  delle
documentazione necessarie per dimostrare la conformita’ del  prodotto
e collaborano con tali autorita’, ove richiesto  dalle  medesime,  in
ordine alle azioni intraprese per eliminare i rischi  presentati  dai
giocattoli che essi hanno messo a disposizione compresi il  ritiro  e
il richiamo dei giocattoli non conformi.
Casi  in  cui  gli  obblighi  dei  fabbricanti  sono  applicati  agli
importatori e ai distributori
1. Un importatore o distributore e’ ritenuto un fabbricante ai fini
del presente decreto, ed e’ soggetto agli obblighi del fabbricante di
cui all’articolo 3, quando immette sul mercato un giocattolo  con  il
proprio nome, denominazione  commerciale  o  marchio  o  modifica  un
giocattolo gia’ immesso sul mercato, in modo tale che la  conformita’
alle prescrizioni previste  dal  presente  decreto  potrebbe  esserne
1. Gli operatori economici forniscono, su richiesta,  all’autorita’
di vigilanza le informazioni relative agli  operatori  economici  che
abbiano fornito loro un giocattolo e agli operatori economici cui  lo
2. Gli operatori economici conservano le  informazioni  di  cui  al
comma 1 per un periodo di dieci anni dopo  l’immissione  sul  mercato
del giocattolo, nel caso del fabbricante, e per un periodo  di  dieci
anni dopo la fornitura del giocattolo, nel caso  di  altri  operatori
Capo III   Conformita’ dei giocattoli
1. I giocattoli immessi  sul  mercato  devono  essere  conformi  ai
requisiti essenziali di sicurezza prescritti dal comma 2 del presente
articolo,  nonche’  ai  requisiti  specifici  di  sicurezza  di   cui
all’allegato II.
2. I giocattoli, comprese le sostanze chimiche che contengono,  non
devono compromettere la sicurezza o la salute dell’utilizzatore o dei
terzi, quando sono utilizzati conformemente alla loro destinazione  o
quando  ne  e’  fatto  un  uso  prevedibile  in  considerazione   del
comportamento  abituale   dei   bambini.   Si   deve   tenere   conto
dell’abilita’ degli utilizzatori e, se del caso, di chi  effettua  la
sorveglianza, in particolare per quanto  riguarda  i  giocattoli  che
sono destinati ai bambini di eta’ inferiore a  36  mesi  o  ad  altri
gruppi di eta’.
3. Le avvertenze di cui all’articolo 10, nonche’ le istruzioni  per
l’uso di cui i giocattoli  sono  corredati,  richiamano  l’attenzione
degli utilizzatori o di chi effettua la sorveglianza  sui  pertinenti
pericoli e sui rischi di danno che l’uso dei  giocattoli  comporta  e
sul modo di evitare tali rischi e pericoli.
4. I giocattoli immessi  sul  mercato  devono  essere  conformi  ai
requisiti essenziali di sicurezza per  tutta  la  durata  di  impiego
prevedibile e normale dei giocattoli stessi.
1. Laddove cio’ risulti opportuno per  la  sicurezza  dell’uso,  le
avvertenze  indicano,  conformemente   alle   prescrizioni   di   cui
all’articolo 9, comma  2,  le  opportune  restrizioni  relative  agli
utilizzatori, conformemente  all’allegato  V,  parte  A.  Per  quanto
riguarda le categorie di giocattoli di cui all’allegato V,  parte  B,
vanno utilizzate le avvertenze ivi elencate. Le avvertenze di cui  ai
punti da 2 a 10 della parte B dell’allegato V vanno utilizzate  nella
versione ivi figurante.
2. I giocattoli non devono  recare  una  o  piu’  delle  avvertenze
specifiche  di  cui  alla  parte  B  dell’allegato  V,  qualora  esse
contraddicano l’uso  al  quale  e’  destinato  il  giocattolo,  quale
determinato in base alla sua funzione, alle sue dimensioni e alle sue
3. Il fabbricante appone le avvertenze in modo chiaramente visibile
e facilmente leggibile,  facilmente  comprensibile  ed  accurato  sul
giocattolo, su un’etichetta o sull’imballaggio, nonche’, se del caso,
sulle istruzioni per l’uso di cui e’ corredato. Per i  giocattoli  di
piccole  dimensioni  venduti   senza   imballaggio,   le   avvertenze
appropriate sono apposte sul giocattolo stesso.
4. Le avvertenze, che determinano la  decisione  di  acquistare  il
giocattolo, quali quelle che precisano l’eta’ minima e l’eta’ massima
degli  utilizzatori  e  le  altre  avvertenze  applicabili   di   cui
all’allegato  V,  devono  figurare  sull’imballaggio   destinato   al
consumatore o essere altrimenti chiaramente visibili  al  consumatore
prima  dell’acquisto,  anche  nelle  ipotesi  di  acquisto  per   via
5. Le avvertenze e le istruzioni di sicurezza devono essere redatte
almeno in lingua italiana. Le avvertenze sono precedute dalla parola:
«Attenzione» o dalla parola: «Avvertenza» o: «Avvertenze»  a  seconda
1. I giocattoli che sono conformi alle norme armonizzate o a  parti
di esse, i cui  riferimenti  sono  stati  pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale  dell’Unione  europea,  sono  considerati   conformi   alle
prescrizioni di cui all’articolo 9 e all’allegato II  contemplate  da
tali norme o da parte di esse.
Obiezione formale ad una norma armonizzata
1. Il Ministero dello  sviluppo  economico,  qualora  ritenga  che,
anche a seguito  di  segnalazione  di  altri  Ministeri  o  di  parti
interessate,  una  norma  armonizzata  non  soddisfi   pienamente   i
requisiti essenziali  di  sicurezza  di  cui  all’articolo  9  e  dei
requisiti specifici di sicurezza di cui all’allegato II, sottopone la
questione al  comitato  istituito  ai  sensi  dell’articolo  5  della
direttiva 98/34/CE presentando le proprie motivazioni.
Per i riferimenti della direttiva 98/34/CE si vedano le
1. Con la dichiarazione CE di conformita’ il fabbricante si  assume
la responsabilita’ della conformita’ del giocattolo all’articolo 9  e
2. La dichiarazione CE di conformita’ contiene almeno gli  elementi
specificati nell’allegato III del presente decreto e  dei  pertinenti
moduli della decisione 768/2008/CE ed e’ continuamente aggiornata.
3. La dichiarazione CE di conformita’ viene redatta in  italiano  o
in inglese conformemente all’allegato III.
Per i riferimenti della decisione 768/2008/CE si vedano
1. I giocattoli prima di essere immessi sul mercato  devono  recare
la marcatura CE. I giocattoli che recano la marcatura CE si presumono
conformi al presente decreto.
2. La  marcatura  CE  e’  soggetta  ai  principi  generali  di  cui
all’articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008.
3. I giocattoli che non recano la  marcatura  CE  o  che  non  sono
altrimenti conformi al presente decreto possono essere presentati  ed
utilizzati  in   occasione   di   fiere   ed   esposizioni,   purche’
un’indicazione chiara precisi che il giocattolo non  e’  conforme  al
presente decreto e che non saranno messi a disposizione  sul  mercato
comunitario prima di essere resi conformi.
4. La marcatura  CE  e’  apposta  in  modo  visibile,  leggibile  e
indelebile   sul   giocattolo   o   su   un’etichetta    affissa    o
sull’imballaggio. Nel caso di  giocattoli  di  piccole  dimensioni  o
costituiti da piccole parti la marcatura CE puo’  essere  apposta  su
un’etichetta oppure su un foglio informativo.  Qualora  cio’  risulti
tecnicamente  impossibile,  nel  caso  di   giocattoli   venduti   in
espositori e a condizione che  l’espositore  sia  stato  inizialmente
utilizzato come imballaggio per i giocattoli, la  marcatura  CE  deve
essere affissa  sull’espositore  stesso.  Qualora  non  sia  visibile
dall’esterno dell’imballaggio, la  marcatura  CE  va  apposta  almeno
5. La marcatura CE puo’ essere  seguita  da  un  pittogramma  o  da
qualsiasi  altro  marchio  che  indichi  un  rischio  o  un   impiego
Capo IV   Valutazione della conformita’
1. Prima di immettere  un  giocattolo  sul  mercato  i  fabbricanti
effettuano  un’analisi  dei  pericoli  chimici,  fisico-meccanici  ed
elettrici, di infiammabilita’, di igiene e di radioattivita’  che  lo
stesso puo’ presentare, e effettuano una valutazione della potenziale
esposizione a tali pericoli.
1. Prima di immettere un giocattolo  sul  mercato,  allo  scopo  di
dimostrare che il giocattolo  e’  conforme  ai  requisiti  prescritti
dall’articolo 9  e  dall’allegato  II,  i  fabbricanti  applicano  le
procedure di valutazione della conformita’ di cui ai commi 2 e 3.
2. Il fabbricante, qualora abbia applicato le norme  armonizzate  i
cui  riferimenti  sono  stati  pubblicati  nella  Gazzetta  Ufficiale
dell’Unione europea riguardanti tutti i requisiti  di  sicurezza  del
giocattolo, segue la procedura di controllo interno della  produzione
di cui al modulo A dell’allegato II della decisione n. 768/2008/CE.
3. Il giocattolo e’  sottoposto  ad  esame  CE  del  tipo,  di  cui
all’articolo 17, congiuntamente alla procedura di conformita’ al tipo
prevista dal modulo C dell’allegato II della decisione n. 768/2008/CE
a) qualora non esistano  norme  armonizzate,  i  cui  riferimenti
siano stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione  europea,
riguardanti tutti i requisiti di sicurezza del giocattolo;
b) quando esistono le norme armonizzate di cui alla  lettera  a),
ma il fabbricante non le ha applicate  o  le  ha  applicate  solo  in
c) quando una o piu’ norme armonizzate di  cui  alla  lettera  a)
sono state pubblicate con una limitazione;
d) quando il fabbricante ritiene che la natura, la progettazione,
la costruzione o la destinazione del giocattolo richiedono il ricorso
alla verifica  di  parti  terze,  cosi’  come  individuate  ai  sensi
dell’articolo 19, comma 1.
1. La richiesta di esame CE del tipo, l’esecuzione dell’esame e  il
rilascio  dell’attestato  d’esame  CE  del   tipo   sono   effettuati
conformemente alle procedure di cui  al  modulo  B  dell’allegato  II
della decisione n. 768/2008/CE. L’esame CE  del  tipo  e’  effettuato
secondo le modalita’ specificate al paragrafo 2, secondo trattino, di
tale modulo B. In aggiunta  a  tali  disposizioni  sono  applicati  i
requisiti di cui ai commi da 2 a 6.
2. La richiesta di esame CE del tipo include  una  descrizione  del
giocattolo  e  l’indicazione  del  luogo  di  fabbricazione,  incluso
3. Quando un organismo di valutazione della conformita’  notificato
conformemente al capo V del presente decreto effettua l’esame CE  del
tipo valuta, unitamente al fabbricante, l’analisi dei pericoli che il
giocattolo  puo’  presentare  effettuata   dal   fabbricante   stesso
conformemente all’articolo 15.
4. Il certificato d’esame CE del tipo include un  riferimento  alla
direttiva 2009/48/CE, un’immagine a colori e una  descrizione  chiara
del giocattolo comprensiva delle dimensioni, nonche’  l’elenco  delle
prove eseguite con un riferimento ai pertinenti rapporti di prova.
5. Il certificato d’esame CE  del  tipo  e’  rivisto  in  qualsiasi
momento se ne presenti  la  necessita’,  in  particolare  qualora  si
verifichino modifiche nel processo di  fabbricazione,  nelle  materie
prime o nei componenti del giocattolo, e in  ogni  caso  ogni  cinque
anni. Il  certificato  di  esame  CE  del  tipo  e’  revocato  se  il
giocattolo non e’ conforme ai requisiti prescritti dall’articolo 9  e
dall’allegato II.
6. La documentazione tecnica e  la  corrispondenza  riguardanti  le
procedure di esame CE del tipo sono redatti in una  lingua  ufficiale
dello Stato membro in cui e’ stabilito l’organismo  notificato  o  in
una lingua accettata da quest’ultimo.
Per i riferimenti della decisione 768/2008/CE  e  della
direttiva 2009/48/CE si vedano le note alle premesse.
1. La documentazione  tecnica  di  cui  all’articolo  3,  comma  2,
contiene tutti i dati necessari o i dettagli relativi agli  strumenti
utilizzati  dal  fabbricante  per  garantire   la   conformita’   del
giocattolo ai requisiti di cui all’articolo 9 e all’allegato II. Essa
contiene in particolare i documenti elencati nell’allegato IV.
2. Fermo restando quanto disposto dall’articolo  17,  comma  6,  la
documentazione tecnica e’ redatta in una delle lingue ufficiali della
3. In seguito a una richiesta motivata da parte  dell’autorita’  di
vigilanza del mercato, il fabbricante fornisce una  traduzione  delle
parti pertinenti  della  documentazione  tecnica  in  italiano  o  in
inglese. Qualora a un fabbricante  sia  richiesta  la  documentazione
tecnica o la traduzione di parti di essa dall’autorita’ di  vigilanza
del mercato, questa puo’ fissare un termine pari a trenta  giorni,  a
meno che rischi gravi e imminenti non giustifichino una scadenza piu’
4. Nel caso in cui il fabbricante non osservi gli obblighi  di  cui
ai commi 1,  2  e  3,  l’autorita’  di  vigilanza  del  mercato  puo’
richiedere che il fabbricante faccia effettuare a proprie  spese  una
prova, entro  un  termine  determinato,  da  parte  di  un  organismo
notificato per verificare la conformita’ alle norme armonizzate e  ai
Capo V   Notifica degli organismi di valutazione della conformita’
Autorita’ di notifica e Organismo nazionale di accreditamento
1. Il Ministero dello sviluppo economico e’ l’autorita’  competente
per l’autorizzazione e la notifica alla Commissione  europea  e  agli
altri Stati membri degli Organismi autorizzati a svolgere  i  compiti
di valutazione della conformita’ (CE) di cui al presente decreto.
2. La valutazione e la vigilanza  sugli  Organismi  di  valutazione
della conformita’ CE e’ svolta dall’Organismo nazionale  italiano  di
accreditamento ai sensi dell’articolo 4,  comma  2,  della  legge  23
luglio 2009,  n.  99,  e  in  conformita’  del  regolamento  (CE)  n.
765/2008. L’accreditamento da parte dell’Organismo nazionale italiano
costituisce presupposto dell’autorizzazione di cui  al  comma  1.  Il
Ministero dello sviluppo economico  e’  responsabile  per  i  compiti
svolti  dall’Organismo  nazionale  italiano  di  accreditamento   nei
termini e secondo  il  citato  regolamento  (CE)  n.  765/2008  e  le
disposizioni nazionali di attuazione.
3. Entro novanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto le modalita’ di svolgimento dell’attivita’ di cui al
comma 2 da parte dell’Organismo nazionale italiano di  accreditamento
sono regolate per mezzo di apposita convenzione, protocollo di intesa
o altro analogo strumento bilaterale stipulato con il Ministero dello
Il testo dell’art. 4, comma 2, della  legge  23  luglio
2009,   n.99,   (Disposizioni    per    lo    sviluppo    e
2009, n. 176, S.O., cosi’ recita:
«Art. 4. (Attuazione del capo II del  regolamento  (CE)
n. 765/2008del Parlamento europeo e del Consiglio, che pone
norme in materia di accreditamento e vigilanza del  mercato
per la commercializzazione dei prodotti). – (Omissis).
2. Il Ministro dello sviluppo  economico,  di  concerto
con i Ministri interessati, provvede con decreto di  natura
non regolamentare, entro tre mesi dalla  data  di  adozione
organismo italiano  autorizzato  a  svolgere  attivita’  di
accreditamento. Il Ministero dello sviluppo economico,  per
il tramite del competente ufficio, e’  autorita’  nazionale
referente  per  le  attivita’  di   accreditamento,   punto
nazionale di contatto con la Commissione europea ed  assume
assegnate all’organismo nazionale di accreditamento.»
Autorizzazione degli Organismi notificati
1. La valutazione di conformita’ alla  direttiva  2009/48/CE  e  al
presente  decreto  e’  effettuata  dagli  Organismi   a   tale   fine
autorizzati e notificati dall’Ufficio competente del Ministero  dello
sviluppo   economico.   L’autorizzazione   e’    rilasciata    previa
presentazione di apposita domanda corredata della  documentazione  di
2. La domanda di cui al comma 1 e’ accompagnata da una  descrizione
delle attivita’ di valutazione della conformita’, del  modulo  o  dei
moduli di valutazione  della  conformita’  e  del  giocattolo  o  dei
giocattoli per i quali tale organismo dichiara di essere  competente,
nonche’  da  un  certificato  di  accreditamento  che   attesti   che
l’organismo  di  valutazione  della  conformita’  e’  conforme   alle
prescrizioni di cui all’articolo 21.
3.   Alle    spese    concernenti    le    procedure    finalizzate
all’autorizzazione anche provvisoria degli organismi, alla notifica e
ai successivi rinnovi della notifica degli organismi di cui al  comma
1  ed  ai  successivi  controlli  sugli  stessi,  si   applicano   le
disposizioni dell’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52. Con
Ministro dell’economia e delle finanze, da  adottarsi  entro  novanta
giorni dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto,  sono
determinate le tariffe e le relative modalita’ di versamento,  tenuto
conto  del  costo  effettivo  del  servizio   e   senza   determinare
duplicazioni  rispetto  alle  tariffe  da  corrispondersi   ai   fini
dell’accreditamento di cui all’articolo  19,  comma  2.  Le  predette
tariffe sono aggiornate sulla base del costo effettivo del servizio e
con le stesse modalita’, almeno ogni due anni.
Per i riferimenti della direttiva 2009/48/CE si  vedano
L’art.  47  della  legge  6  febbraio   1996,   n.   52
legge  comunitaria   1994),   pubblicata   nella   Gazzetta
Ufficiale 10 febbraio 1996, n. 34, S.O., cosi’ recita:
«47  (Procedure  di  certificazione  e/o   attestazione
1. Ai fini della notifica a norma del presente decreto  l’organismo
di valutazione della conformita’ rispetta le prescrizioni di  cui  al
2. L’organismo di valutazione  della  conformita’  e’  stabilito  a
norma  del  presente  decreto  legislativo  e  ha   la   personalita’
3. L’organismo di valutazione della  conformita’  e’  un  organismo
terzo indipendente dall’organizzazione o dal giocattolo  che  valuta.
Un  organismo  appartenente  a  un’associazione  d’imprese  o  a  una
federazione professionale che  rappresenta  imprese  coinvolte  nella
progettazione,     nella     fabbricazione,     nella      fornitura,
nell’assemblaggio, nell’utilizzo o nella manutenzione  di  giocattoli
che esso valuta puo’ essere  ritenuto  un  organismo  del  genere,  a
condizione che siano dimostrate la sua indipendenza  e  l’assenza  di
qualsiasi conflitto di interesse.
4. L’organismo  di  valutazione  della  conformita’,  i  suoi  alti
dirigenti e il personale addetto alla valutazione  della  conformita’
non sono ne’ il progettista, ne’ il fabbricante,  ne’  il  fornitore,
ne’  l’installatore,  ne’  l’acquirente,  ne’  il  proprietario,  ne’
l’utente  o  il  responsabile  della  manutenzione   dei   giocattoli
sottoposti alla sua valutazione, ne’ il rappresentante autorizzato di
uno di questi  soggetti.  Cio’  non  preclude  l’uso  dei  giocattoli
valutati che sono necessari per il  funzionamento  dell’organismo  di
valutazione della conformita’ o l’uso di tali  giocattoli  per  scopi
privati. L’organismo di valutazione della conformita’,  i  suoi  alti
non   intervengono   direttamente   nella   progettazione   o   nella
fabbricazione,   nella    commercializzazione,    nell’installazione,
nell’utilizzo  o  nella  manutenzione   di   tali   giocattoli,   ne’
rappresentano  i  soggetti   impegnati   in   tali   attivita’.   Non
intraprendono alcuna attivita’ che possa essere in conflitto  con  la
loro indipendenza  di  giudizio  o  la  loro  integrita’  per  quanto
riguarda le attivita’ di valutazione della conformita’ per  cui  sono
notificati. Cio’ vale in particolare per i servizi di consulenza. Gli
organismi  di  valutazione  della  conformita’  garantiscono  che  le
attivita’ delle loro affiliate  o  dei  loro  subappaltatori  non  si
ripercuotano     sulla     riservatezza,     sull’obiettivita’      o
sull’imparzialita’  delle  loro  attivita’   di   valutazione   della
5. Gli  organismi  di  valutazione  della  conformita’  e  il  loro
personale eseguono le operazioni di valutazione della conformita’ con
il massimo dell’integrita’ professionale e della competenza tecnica e
sono liberi da qualsivoglia pressione  e  incentivo,  soprattutto  di
ordine finanziario, che  possa  influenzare  il  loro  giudizio  o  i
risultati delle loro attivita’  di  valutazione,  in  particolare  da
persone  o  gruppi  di  persone  interessati  ai  risultati  di  tali
6. L’organismo di valutazione della  conformita’  e’  in  grado  di
eseguire  tutti  i   compiti   di   valutazione   della   conformita’
assegnatigli in base all’articolo 17 e per cui e’  stato  notificato,
indipendentemente dal fatto che siano eseguiti dall’organismo  stesso
o per suo conto  e  sotto  la  sua  responsabilita’.  L’organismo  di
valutazione  della  conformita’  dispone  dei  mezzi  necessari   per
eseguire i compiti tecnici e amministrativi connessi  alle  attivita’
di valutazione della conformita’ in modo appropriato e ha  accesso  a
tutti gli strumenti o impianti occorrenti. In ogni momento, per  ogni
procedura  di  valutazione  della  conformita’  e  per  ogni  tipo  o
categoria di giocattoli per i quali e’ stato notificato,  l’organismo
di valutazione della conformita’ ha a sua disposizione:
a) personale con conoscenze tecniche ed esperienza sufficiente  e
appropriata per eseguire i compiti di valutazione della conformita’;
b) le necessarie descrizioni delle procedure in conformita’ delle
quali  avviene  la  valutazione  della  conformita’,  garantendo   la
trasparenza  e  la  capacita’  di  riproduzione  di  tali  procedure.
Predispone una politica e procedure  appropriate  che  distinguano  i
compiti che svolge in qualita’ di organismo  notificato  dalle  altre
c) procedure per svolgere le attivita’  che  tengano  debitamente
conto delle dimensioni di un’impresa, del settore in cui opera, della
sua  struttura,  del  grado  di  complessita’  della  tecnologia  del
giocattolo in questione  e  della  natura  seriale  o  di  massa  del
7. Il personale responsabile  dell’esecuzione  delle  attivita’  di
valutazione della conformita’ dispone di:
a) una formazione tecnica  e  professionale  solida  che  includa
tutte le attivita’ di valutazione della conformita’  in  relazione  a
cui l’organismo di valutazione della conformita’ e’ stato notificato;
b) soddisfacenti  conoscenze  delle  prescrizioni  relative  alle
valutazioni che esegue e  un’adeguata  autorita’  per  eseguire  tali
c) una conoscenza e una comprensione adeguate delle  prescrizioni
fondamentali, delle norme armonizzate applicabili e della  pertinente
normativa comunitaria di armonizzazione, nonche’ dei suoi regolamenti
d) la capacita’ di elaborare  certificati,  registri  e  rapporti
atti a dimostrare che le valutazioni sono state eseguite.
8. E’ assicurata l’imparzialita’  degli  organismi  di  valutazione
della conformita’, dei loro alti dirigenti e  del  personale  addetto
alle  valutazioni.  La  remunerazione  degli  alti  dirigenti  e  del
personale addetto alle valutazioni di  un  organismo  di  valutazione
della conformita’ non dipende dal numero di  valutazioni  eseguite  o
dai risultati di tali valutazioni.
9. Gli organismi di valutazione della conformita’ sottoscrivono  un
contratto  di  assicurazione  per  la  responsabilita’   civile.   Le
caratteristiche minime di tale contratto possono essere  disciplinate
da  un  decreto  del  Ministro   dello   sviluppo   economico.   Fino
all’adozione di tale eventuale decreto si applicano  le  disposizioni
al riguardo previste dalla direttiva  del  Ministro  delle  attivita’
produttive in  data  19  dicembre  2002,  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2003.
10. Il personale di un organismo di valutazione  della  conformita’
e’ tenuto al segreto professionale per tutto  cio’  di  cui  viene  a
conoscenza nell’esercizio delle sue funzioni a norma dell’articolo 17
del  presente  decreto,  tranne   nei   confronti   delle   autorita’
competenti. Sono tutelati i diritti di proprieta’.
11. Gli organismi di valutazione della conformita’ partecipano alle
attivita’ di normalizzazione pertinenti e alle attivita’  del  gruppo
di  coordinamento  degli  organismi  notificati,  istituito  a  norma
dell’articolo 38 della direttiva 2009/48/CE, o  garantiscono  che  il
loro personale addetto alle valutazioni ne sia informato, e applicano
come guida  generale  le  decisioni  ed  i  documenti  amministrativi
prodotti da tale gruppo.
Per i rifermenti della direttiva 2009/48/CE  si  vedano
1. Un organismo notificato, qualora  subappalti  compiti  specifici
connessi  alla  valutazione  della  conformita’  oppure   ricorra   a
un’affiliata,  garantisce  che  il   subappaltatore   o   l’affiliata
rispettino le prescrizioni di cui all’articolo 21  e  ne  informa  di
conseguenza l’autorita’ di notifica e l’Organismo nazionale  italiano
2. Gli organismi notificati si assumono la completa responsabilita’
delle mansioni eseguite da subappaltatori o affiliate, ovunque questi
siano stabiliti.
3.  Le  attivita’  possono  essere  subappaltate  o   eseguite   da
un’affiliata solo con il consenso del cliente.
4.   Gli   organismi   notificati   mantengono    a    disposizione
dell’autorita’ di notifica  i  documenti  pertinenti  riguardanti  la
valutazione delle qualifiche del subappaltatore  o  dell’affiliata  e
del lavoro eseguito da questi ultimi a norma dell’articolo 17.
1. Il Ministero dello sviluppo economico notifica gli organismi  di
valutazione della conformita’, anche ai fini dell’assegnazione di  un
numero di identificazione, alla Commissione e agli altri Stati membri
utilizzando lo strumento elettronico di notifica elaborato e  gestito
dalla Commissione europea denominato: «NANDO» (New Approach  Notified
and Designated Organisations).
2. La notifica include tutti i dettagli riguardanti le attivita’ di
valutazione della conformita’, il modulo o i  moduli  di  valutazione
della conformita’, il giocattolo o i giocattoli interessati,  nonche’
la relativa attestazione di competenza.
3. Il Ministero dello sviluppo economico pubblica sul proprio  sito
l’elenco  delle  notifiche  effettuate,  provvedendo  ad  aggiornarlo
4.  L’organismo  interessato  puo’  eseguire  le  attivita’  di  un
organismo notificato solo se non sono sollevate  obiezioni  da  parte
della Commissione o degli altri  Stati  membri  entro  due  settimane
dalla notifica. Solo  tale  organismo  e’  considerato  un  organismo
notificato ai fini del presente decreto.
5.  Eventuali  modifiche  pertinenti  successive   riguardanti   la
notifica sono comunicate dal Ministero dello sviluppo economico  alla
Commissione e agli altri Stati membri.
1. Qualora il Ministero dello sviluppo  economico,  accerti  o  sia
informato che un organismo  notificato  non  e’  piu’  conforme  alle
prescrizioni di cui all’articolo 21 o non adempie ai  suoi  obblighi,
limita, sospende o  ritira  la  notifica,  a  seconda  dei  casi,  in
funzione della gravita’ del mancato rispetto di tali  prescrizioni  o
dell’inadempimento di tali  obblighi.  Il  Ministero  dello  sviluppo
economico informa immediatamente la Commissione  e  gli  altri  Stati
2. Nel caso di limitazione, sospensione o  ritiro  della  notifica,
oppure di cessazione  dell’attivita’  dell’organismo  notificato,  il
Ministero dello sviluppo economico adotta le misure  appropriate  per
garantire che le pratiche di tale organismo siano evase da  un  altro
organismo notificato.
1. Anche nell’ambito delle indagini che la  Commissione  svolge  su
tutti i casi in cui abbia dubbi o vengano portati alla sua attenzione
dubbi sulla competenza di un organismo notificato o sull’ottemperanza
di un organismo notificato alle prescrizioni e responsabilita’ cui e’
sottoposto, il  Ministero  dello  sviluppo  economico  fornisce  alla
Commissione, su richiesta, tutte le informazioni relative  alla  base
della notifica o del mantenimento della competenza dell’organismo  in
2.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico  prende   le   misure
correttive  necessarie,  incluso  all’occorrenza  il   ritiro   della
notifica, qualora la Commissione accerti che un organismo  notificato
non  soddisfa  o  non  soddisfa  piu’  le  prescrizioni  per  la  sua
1.  Gli  organismi  notificati  eseguono   le   valutazioni   della
conformita’  conformemente  alla  procedura  di   valutazione   della
conformita’ di cui all’articolo 17.
2.  Le  valutazioni  della  conformita’  sono  eseguite   in   modo
proporzionale, evitando oneri superflui per gli operatori  economici.
Gli organismi di  valutazione  della  conformita’  svolgono  le  loro
attivita’ tenendo debitamente conto delle dimensioni  di  un’impresa,
del  settore  in  cui  opera,  della  sua  struttura,  del  grado  di
complessita’ della tecnologia del giocattolo  in  questione  e  della
natura seriale o di massa del processo di produzione. Nel  fare  cio’
rispettano tuttavia il grado di rigore e  il  livello  di  protezione
necessari per la conformita’ del giocattolo al presente decreto.
3. Qualora un organismo notificato riscontri che le prescrizioni di
cui all’articolo 9  e  all’allegato  II,  o  alle  norme  armonizzate
corrispondenti non siano state rispettate da un fabbricante, chiede a
tale fabbricante di prendere le misure correttive appropriate  e  non
rilascia l’attestato d’esame CE del tipo di cui all’articolo 17.
4. Un organismo notificato che nel  corso  del  monitoraggio  della
conformita’ successivo al rilascio di un certificato di esame CE  del
tipo riscontri che un giocattolo  non  e’  piu’  conforme  chiede  al
fabbricante  di   prendere   le   misure   correttive   opportune   e
all’occorrenza sospende o ritira il certificato di esame CE del tipo.
5. Qualora non siano prese misure correttive  o  non  producano  il
risultato richiesto, l’organismo notificato limita, sospende o ritira
i certificati di esame CE del tipo, a seconda dei casi.
6. Un organismo notificato non rilascia certificati di esame CE del
tipo in relazione a giocattoli per i  quali  sia  stato  rifiutato  o
ritirato un certificato.
1. Gli organismi notificati informano il Ministero  dello  sviluppo
a) di qualunque rifiuto, limitazione,  sospensione  o  ritiro  di
certificati d’esame CE del tipo;
b) di qualunque circostanza  che  possa  influire  sull’ambito  e
sulle condizioni della notifica;
c) di eventuali richieste di informazioni  che  abbiano  ricevuto
dall’autorita’ di vigilanza del mercato in relazione  alle  attivita’
di valutazione della conformita’;
d) su richiesta, delle attivita’ di valutazione della conformita’
eseguite  nell’ambito  della  loro  notifica  e  di  qualsiasi  altra
attivita’, incluse quelle transfrontaliere e di subappalto.
2.  Gli  organismi  notificati  forniscono  agli  altri   organismi
notificati  a  norma  del  presente  decreto,  le  cui  attivita’  di
valutazione della  conformita’  sono  simili  e  coprono  gli  stessi
giocattoli,  informazioni  pertinenti  sulle  questioni  relative  ai
risultati negativi e, su richiesta, positivi, delle valutazioni della
1. L’autorita’ di  vigilanza  del  mercato  puo’  richiedere  a  un
organismo notificato di fornire informazioni in  merito  a  qualsiasi
attestato d’esame CE  del  tipo  di  cui  esso  abbia  effettuato  il
rilascio o il ritiro, o in merito al rifiuto  del  rilascio  di  tale
attestato,  nonche’  alle  relazioni  relative  alle  prove  e   alla
2. Qualora l’autorita’ di vigilanza del mercato  riscontri  che  un
all’allegato II, essa richiede, se del caso, all’organismo notificato
di  ritirare  l’attestato  d’esame  CE  del  tipo  relativo  a   tale
3. L’autorita’ di  vigilanza  del  mercato,  all’occorrenza,  e  in
particolare nei casi specificati all’articolo 17, comma  5,  richiede
all’organismo notificato di rivedere l’attestato d’esame CE del tipo.
Capo VI   Vigilanza e sanzioni
Autorita’ di vigilanza del mercato e controlli alle frontiere esterne
1. Le funzioni di autorita’ di vigilanza  per  il  controllo  della
conformita’ dei giocattoli alle  disposizioni  del  presente  decreto
legislativo sono svolte dal Ministero  dello  sviluppo  economico  il
quale si avvale, in particolare, della collaborazione delle Camere di
Commercio, ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112, e dell’articolo 2 della legge 29 dicembre 1993, n. 580,
e successive modificazioni, e  della  Guardia  di  finanza  ai  sensi
dell’articolo 2, comma 2, lettera m), e dell’articolo 3, comma 1, del
decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68.
2. Le funzioni di controllo  alle  frontiere  esterne  sono  svolte
dall’Agenzia delle Dogane conformemente agli articoli da 27 a 29  del
3. Il Ministero della salute svolge le  funzioni  di  autorita’  di
vigilanza  anche  attraverso  l’adozione  dei  provvedimenti  di  cui
all’articolo 30, limitatamente agli aspetti di  specifica  competenza
ed in particolare in merito ai  rischi  sulla  salute  connessi  alle
proprieta’ chimiche dei giocattoli di cui all’allegato II, parte III,
e ai  rischi  di  infezione  o  malattia  connessi  a  contaminazione
microbiologica di cui all’allegato II, parte V. A tale fine si avvale
del Comando Carabinieri per la tutela della  salute  e  dell’Istituto
4. Il Ministero della salute da’  immediata  notizia  al  Ministero
dello sviluppo economico dell’adozione di uno  dei  provvedimenti  di
5. Le  modalita’  di  coordinamento  delle  funzioni  di  vigilanza
assegnate al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero  della
salute  e  delle  funzioni   di   controllo   attribuite   ad   altre
amministrazioni pubbliche sono definite in  apposito  regolamento  da
emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 1,  della  legge  23  agosto
1988, n. 400, su proposta del Ministro dello sviluppo economico entro
6. Restano ferme le competenze attribuite al Ministero dell’interno
dall’articolo 14 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300,  in
materia di tutela della sicurezza pubblica, della salvaguardia  della
pubblica incolumita’ e della prevenzione incendi.
Il testo dell’art. 20 del decreto legislativo 31  marzo
1998,  n.112,   (Conferimento   di   funzioni   e   compiti
amministrativi  dello  Stato  alle  regioni  ed  agli  enti
locali, in attuazione del capo I della legge  n.  15  marzo
1997, n. 59), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile
1998, n. 92, S.O., cosi’ recita:
Il testo dell’art. 2  della  legge  29  dicembre  1993,
n.580, (Riordinamento delle camere di commercio, industria,
artigianato  e  agricoltura),  pubblicata  nella   Gazzetta
Ufficiale 11 gennaio 1994, n. 7, S.O., cosi’ recita:
«Art. 2  (Compiti  e  funzioni).  –  1.  Le  camere  di
esercitano le funzioni di cui alle lettera g), h), i) e  l)
territoriale di competenza.»
Il testo dell’art. 2, comma 2, lettera m)  e  dell’art.
3, comma1, del decreto legislativo  19  marzo  2001,  n.68,
finanza, a norma dell’art. 4 della legge n. 31 marzo  2000,
n. 78), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 marzo  2001,
n. 71, S.O.cosi’ recita:
«Art. 2 (Tutela del bilancio). (Omissis).
a) – l) (Omissis);
m) ogni altro interesse economico-finanziario nazionale
o dell’Unione europea.»
«Art. 3 (Collaborazione con organi ed enti  nazionali).
– 1. Il Corpo della Guardia di finanza, in  relazione  alle
proprie competenze  in  materia  economica  e  finanziaria,
collabora  con  gli  organi   costituzionali.   La   stessa
collaborazione, previe intese con il Comando generale, puo’
essere fornita agli organi  istituzionali,  alle  Autorita’
indipendenti e agli  enti  di  pubblico  interesse  che  ne
facciano richiesta.»
Il testo dell’art. 17, comma 1, della legge  23  agosto
1988,  n.400,  (Disciplina  dell’attivita’  di  Governo   e
e) (abrogata)».
Il testo dell’art. 14 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n.300, (Riforma dell’organizzazione  del  Governo,  a
norma dell’art. 11 della legge n. 15 marzo  1997,  n.  59),
«Art. 14 (Attribuzioni). – 1. Al Ministero dell’interno
statali esercitate dagli enti locali, tutela dell’ordine  e
a) garanzia della regolare  costituzione  degli  organi
civile e sull’anagrafe e attivita’  di  collaborazione  con
b) tutela dell’ordine  e  della  sicurezza  pubblica  e
c) amministrazione generale e supporto dei  compiti  di
d) tutela dei diritti civili, ivi compresi quelli delle
confessioni  religiose,  di  cittadinanza,  immigrazione  e
d-bis) organizzazione e funzionamento  delle  strutture
centrali   e    periferiche    dell’amministrazione,    con
dell’amministrazione civile e alla  promozione  e  sviluppo
delle relative attivita’ formative  nonche’  alla  gestione
1981, n. 121.»
1. L’autorita’ di vigilanza del mercato  effettua  la  sorveglianza
sulla sicurezza dei giocattoli conformemente agli articoli da 15 a 29
del regolamento (CE) n. 765/2008 ed in particolare, controlla in modo
appropriato e su scala adeguata  le  caratteristiche  dei  giocattoli
attraverso verifiche documentarie e, se del caso, verifiche fisiche e
di  laboratorio,  sulla  base  di  adeguato  campionamento.  In  tale
attivita’ tengono conto di principi consolidati  di  valutazione  del
rischio, dei reclami e di altre informazioni.
2. L’autorita’ di vigilanza del  mercato,  quando  accerta  che  un
giocattolo rischia di pregiudicare la sicurezza  o  la  salute  delle
persone, ne vieta l’immissione sul  mercato  o  la  circolazione  sul
territorio nazionale e ne ordina il ritiro o il richiamo dal mercato.
3.  L’autorita’  di  vigilanza,  quando  accerta  la  contemporanea
mancanza della marcatura CE e della  documentazione  tecnica  di  cui
all’allegato IV, vieta l’immissione del giocattolo sul mercato  o  la
sua circolazione sul territorio nazionale e ne ordina il ritiro o  il
4. L’autorita’ di vigilanza, quando la  documentazione  tecnica  di
cui all’allegato IV non e’ disponibile o  e’  incompleta,  ordina  al
fabbricante o all’importatore di far cessare  l’infrazione  entro  un
termine perentorio non superiore a trenta giorni, disponendo  se  del
caso il divieto temporaneo di circolazione. Decorso inutilmente  tale
termine, vieta l’immissione del  giocattolo  sul  mercato  o  la  sua
circolazione sul territorio nazionale e ne  ordina  il  ritiro  o  il
5. L’autorita’ di  vigilanza,  quando  accerta  la  mancanza  della
marcatura CE oppure la mancanza o l’incompletezza delle avvertenze di
cui all’articolo 10, ordina al fabbricante o all’importatore  di  far
cessare l’infrazione entro un termine perentorio non superiore  a  30
giorni, disponendo se del caso il divieto temporaneo di circolazione.
Decorso inutilmente tale termine, vieta l’immissione  del  giocattolo
sul mercato o la sua  circolazione  sul  territorio  nazionale  e  ne
ordina il ritiro o il richiamo.
6.  L’autorita’   di   vigilanza,   quando   accerta   l’irregolare
apposizione della marcatura CE, oppure la  mancanza  o  incompletezza
della dichiarazione  CE  di  conformita’,  ordina  al  fabbricante  o
all’importatore  di  conformare  il  giocattolo  entro   un   termine
perentorio non superiore a trenta giorni.  Decorso  inutilmente  tale
circolazione sul territorio nazionale.
7. Le  misure  di  cui  ai  commi  da  2  a  6  sono  adottate  con
provvedimento motivato e notificato all’interessato con l’indicazione
dei mezzi di  impugnativa  e  del  termine  entro  cui  e’  possibile
8. I costi relativi alle misure di cui ai commi da 2  a  6  sono  a
carico dei fabbricanti e degli importatori e, ove  cio’  non  sia  in
tutto o in parte possibile, a carico dei distributori.
1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, il  fabbricante
o l’importatore che immette sul mercato prodotti in violazione  degli
articoli 3, comma 1, e 5, comma 2, e’ punito con l’arresto fino a  un
anno e con l’ammenda da 10.000 a 50.000 euro.
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, il fabbricante,
l’importatore o il distributore che non  ottempera  ai  provvedimenti
emanati ai sensi dell’articolo 30, comma 2, e’ punito  con  l’arresto
da sei mesi a un anno e con l’ammenda da 10.000 a 50.000 euro.
3.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il  fabbricante   o
l’importatore che immette  sul  mercato  un  giocattolo  privo  della
documentazione tecnica  di  cui  all’allegato  IV  e’  soggetto  alla
sanzione amministrativa da 2.500 a 40.000 euro.
4.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il  fabbricante   o
marcatura CE e’ soggetto alla  sanzione  amministrativa  da  2.500  a
5. Salvo che il fatto costituisca reato, la sanzione amministrativa
di cui al comma 4 si applica anche al fabbricante  o  all’importatore
che immette sul mercato un giocattolo privo delle avvertenze  di  cui
6.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il  fabbricante   o
l’importatore che non ottempera al provvedimento di  divieto  emanato
ai sensi  dell’articolo  30,  comma  6,  e’  soggetto  alla  sanzione
amministrativa da 2.500 a 10.000 euro.
7. Salvo che il fatto costituisca reato, il distributore che  mette
a disposizione sul mercato un giocattolo  privo  di  marcatura  CE  o
delle avvertenze di cui all’articolo 10  e’  soggetto  alla  sanzione
amministrativa da 1.500 a 10.000 euro.
8.  Salvo  che  il  fatto  costituisca   reato,   il   fabbricante,
l’importatore o il distributore che non ottempera  agli  obblighi  di
cui all’articolo 8 e’ soggetto alla sanzione amministrativa da  2.500
9. Salvo che il fatto costituisca reato, la sanzione amministrativa
di cui al comma 8 si applica anche al rappresentante autorizzato  che
non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 4, comma 3.
10. Le sanzioni amministrative di cui  al  presente  articolo  sono
irrogate  dalla  Camera  di  commercio,  industria,   artigianato   e
agricoltura territorialmente competente.
1. All’aggiornamento  e  alla  modifica  delle  disposizioni  degli
allegati al presente decreto legislativo derivanti da aggiornamenti e
modifiche della direttiva 2009/48/CE  si  provvede  con  decreto  del
Ministro dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 11, comma 5,
Il testo dell’art. 11, comma 5, della legge 4  febbraio
2005,   n.11,   (Norme   generali   sulla    partecipazione
dell’Italia al processo  normativo  dell’Unione  europea  e
sulle procedure di esecuzione degli  obblighi  comunitari),
37, cosi’ recita:
«Art.   11   (Attuazione   in   via   regolamentare   e
amministrativa). – (Omissis).
5. Nelle materie di cui all’art.  117,  secondo  comma,
della Costituzione,  non  disciplinate  dalla  legge  o  da
regolamento emanato ai sensi dell’art. 17,  commi  1  e  2,
modificazioni, e  non  coperte  da  riserva  di  legge,  le
direttive   possono   essere   attuate   con    regolamento
ministeriale o interministeriale, ai  sensi  dell’art.  17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  o  con  atto
amministrativo  generale  da   parte   del   Ministro   con
competenza prevalente per la materia, di concerto  con  gli
altri Ministri interessati. Con le medesime modalita’  sono
attuate  le  successive  modifiche  e  integrazioni   delle
direttive.»
1. Il decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 313,  e’  abrogato,
ad eccezione dell’articolo 2, comma 1, e dell’allegato II, parte  II,
punto 3, a decorrere dal 20 luglio 2011. L’articolo  2,  comma  1,  e
l’allegato II, parte III, sono abrogati a  decorrere  dal  20  luglio
Per i riferimenti del decreto legislativo 27  settembre
1991, n.313 si vedano le note alle premesse.
1. Per  un  periodo  transitorio  di  sei  mesi  gli  organismi  di
valutazione   della   conformita’   che   presentano    domanda    di
autorizzazione ai sensi dell’articolo 20 e che non sono in  grado  di
fornire un certificato di accreditamento vengono autorizzati  in  via
provvisoria, previo diretto accertamento da parte del Ministero dello
sviluppo economico del possesso dei requisiti di cui all’articolo 21,
con l’obbligo di ottenere l’accreditamento entro 12 mesi  dalla  data
2. Gli organismi di valutazione della conformita’ che alla data  di
entrata in  vigore  del  presente  decreto  siano  gia’  titolari  di
autorizzazione ai sensi del decreto legislativo 27 settembre 1991, n.
313, devono dimostrare, ai fini  dell’autorizzazione  provvisoria  di
cui al comma 1, il possesso dei requisiti di cui all’articolo 21,  ad
esclusione dei requisiti gia’ accertati ai fini  del  rilascio  della
precedente autorizzazione.
Per i riferimenti al decreto legislativo  27  settembre
2.  Le  amministrazioni  pubbliche   competenti   provvedono   agli
adempimenti previsti dal  presente  decreto  con  le  risorse  umane,
DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 – Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011 redazione redazione 2015-05-05T21:36:32+00:00