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Timestamp: 2019-11-19 14:59:00+00:00
Document Index: 78445399

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 75']

Danno Biologico: Nel risarcimento del danno tanatologico bisogna computare anche la sofferenza psichica - Cassazione Civile n. 8360 dell'8 aprile 2010 (sentenza)
14.4.2010, diritto-in-rete.com
Il (OMISSIS) è deceduto in (OMISSIS) l'agricoltore T.G., a causa di una scarica elettrica, che lo ha colpito mentre era intento al lavoro su di un albero di noce. Le fronde dell'albero, situato sotto la linea elettrica, erano cresciute, giungendo a toccare i fili dell'alta tensione.
Nel giudizio penale seguito all'infortunio sono stati ritenuti responsabili il proprietario del terreno, P.G., e l'impiegato dell'ENEL, responsabile dell'area sulla quale passa la linea elettrica, S.A..
R.M.P., T.M.F. e T.A., rispettivamente vedova e figlie di Giovanni Todisco, hanno proposto al Tribunale civile di Nocera Inferiore domanda di risarcimento dei danni contro il P., il S. e la s.p.a. ENEL. L'ENEL e il S. si sono costituiti, resistendo alle domande, mentre il P. è rimasto contumace.
Con sentenza n. 1098/2002. Il Tribunale civile di Nocera Inferiore ha accolto le domande attrici, condannando i convenuti, in via fra loro solidale, a pagare Euro 60.456,45 complessivi, a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali (già detratto da tale somma l'importo della rendita costituita dall'INAIL); Euro 100.000,00 complessivi in risarcimento dei danni non patrimoniali (di cui il 50% per la moglie ed il 25% a testa per le due figlie), ed Euro 90.000,00 in risarcimento del danno biologico; oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi ed alle spese processuali.
Proposto appello principale dalla s.p.a. Enel Distribuzione Campania e incidentale da P.V. e P.L., quali eredi di P.G., si sono costituite le danneggiate, le quali hanno eccepito il difetto di legittimazione attiva della s.p.a. Enel Distribuzione, essendo stata citata in primo grado l'Enel s.p.a., chiedendo comunque il rigetto dell'appello.
Si è costituito anche il S., facendo propri i motivi di impugnazione dell'Enel.
Gli eredi P. hanno chiesto, con l'appello incidentale, di essere assolti da ogni domanda, per avere rinunciato all'eredità del padre.
Con atto notificato il 28 aprile 2006 le R. - T. propongono sette motivi di ricorso per cassazione, illustrati da memoria.
Resiste l'Enel Distribuzione con controricorso.
1. - Con il primo e il secondo motivo le ricorrenti denunciano violazione degli artt. 99, 100 e 101 c.p.c., per non avere la Corte di appello rilevato l'inammissibilità dell'appello per difetto di legittimazione attiva e per carenza di interesse ad agire dell'appellante, s.p.a. Enel Distribuzione Campania, essendo stata la causa promossa in primo grado contro la s.p.a. Enel e la sentenza del Tribunale pronunciata nei confronti di quest'ultima società. 2.- I motivi non sono fondati.
Vero è che l'atto di citazione in primo grado è stato notificato alla s.p.a. Enel, con sede in (OMISSIS).
Già in quella sede, tuttavia, la convenuta si è costituita come s.p.a. Enel - Distribuzione Campania, Centro direzionale di Napoli (OMISSIS), settore quest'ultimo che non figurava come società separata ed autonoma rispetto all'Enel s.p.a., ma come un semplice compartimento della stessa.
Nei confronti dell'ente così costituito, in relazione al quale le odierne ricorrenti non hanno sollevato eccezioni, è stata emessa la sentenza di primo grado L'atto di appello è stato proposto ancora dalla s.p.a. Enel - Distribuzione Campania, Centro Direzionale di Napoli, (OMISSIS), che parimenti figurava come mero settore organizzativo dell'ente e non come società autonoma e distinta dalla s.p.a. Enel.
E' da escludere, quindi, che l'atto di appello sia stato proposto da un soggetto diverso dalla società che ha partecipato al giudizio di primo grado. Si trattava solo di stabilire se l'Enel si fosse ritualmente costituita in giudizio tramite il suddetto compartimento, ed in particolare se la procura alle liti fosse stata conferita (per entrambi i gradi del giudizio, non solo per l'appello), da soggetto titolare del potere di rappresentarla.
In ogni caso, rileva la resistente nel controricorso che la procura conferita dal Direttore della Distribuzione Campania è da ritenere valida in virtù dell'art. 14 dello statuto dell'Enel, approvato con D.P.R. 21 dicembre 1965, n. 1720, che attribuisce ai direttori di compartimento, nell'ambito della circoscrizione territoriale e per gli affari di loro competenza, la rappresentanza processuale attiva e passiva dell'ente, anche per quanto concerne la proposizione delle impugnazioni. (Cfr. anche, sul tema, Cass. Civ. Sez. 1^, 19 novembre 1993 n. 11441; Cass. Civ. 20 dicembre 2007 n. 26977).
Nella procura alle liti in calce al controricorso, tuttavia, la società specifica che l'art. 13 cit., ha disposto la sua successione a titolo particolare in tutti i beni e i rapporti giuridici già facenti capo all'Enel, relativi all'attività di distribuzione e vendita dell'energia elettrica nella Regione Campania (analogamente a quanto è stato disposto per gli altri compartimenti di distribuzione).
3.- Parimenti infondato è il terzo motivo, con cui il ricorrente lamenta violazione dell'art. 75 c.p.c., per il fatto che il soggetto indicato come rappresentante dell'Enel Distribuzione in appello, ing. F.V., è diverso da quello indicato in primo grado, ing. I.G., pur avendo l'Enel richiamato nell'atto di appello la procura conferita al difensore con la comparsa di costituzione in primo grado.
Condanna la s.p.a. Enel e S.A., in via fra loro solidale, al pagamento delle spese del giudizio di appello, liquidate complessivamente in Euro 7.500,00, di cui Euro 500,00 per esborsi, Euro 2.000,00 per diritti di procuratore ed Euro 5.000,00 per onorari di avvocato; e al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 6.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi ed Euro 6.000,00 per onorari. In entrambi i casi con l'aggiunta del rimborso delle spese generali e degli accessori previdenziali e fiscali di legge.