Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/20204
Timestamp: 2020-03-29 16:18:42+00:00
Document Index: 185025037

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 13']

Numero 4 24 gennaio 2020
Immobili, locazione, riscossione, Iva e Imu
Il microcredito imprenditoriale è uno strumento finanziario assistito rivolto ai lavoratori autonomi e alle imprese che necessitano di piccoli finanziamenti per l’avvio o l’implementazione delle attività professionali o economiche. In genere vengono concesse risorse fino a euro 35.000 . Di norma, le banche e gli istituti finanziari quando concedono dei finanziamenti lo fanno in cambio del rilascio da parte dei richiedenti di garanzie reali (pegno o ipoteca). Questo significa che in caso di inadempimento il creditore-banca può agire per il recupero del proprio credito sul bene oggetto della garanzia reale, anche se il bene viene alienato ad altri soggetti (cd. diritto di sequela ). Al contrario, con lo strumento del microcredito imprenditoriale, le valutazioni per la concessione delle agevolazioni economiche si basano su un processo diretto a verificare la professionalità dei richiedenti, la validità e coerenza del progetto imprenditoriale unita ad un attento esame della validità finanziaria dello stesso. Con il microcredito, dunque si valuta l’affidabilità personale (che significa sostenibilità ed efficacia del progetto) invece delle garanzie reali.
Auto aziendali e fringe benefit
Con riferimento ai contratti stipulati dall’1.7.2020, l’art. 1, co. 632-633, L. 27.12.2019, n. 160 (cd. Legge di Bilancio 2020) dispone una stretta del Fisco sui veicoli più inquinanti ai fini delle imposte sui redditi. Infatti, da tale data, per le auto aziendali concesse in utilizzo promiscuo ai dipendenti e agli amministratori caratterizzate da valori di emissione di anidride carbonica non superiori a 60 grammi per chilometro (g/Km di CO 2 ), il fringe benefit scenderà al 25% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato in base alle tabelle nazionali ACI , al netto degli importi eventualmente trattenuti al dipendente a titolo di noleggio del veicolo. Rimangono invariate le percentuali di deducibilità dei costi sostenuti per i veicoli aziendali. L’Agenzia delle Entrate, con il comunicato pubblicato nel S.O. n. 47 alla G.U. 31.12.2019, n. 305, così come previsto dall’art. 3, co. 1, D.Lgs. 2.9.1997, n. 314, ha fissato le tariffe ACI nazionali valide per l’ anno d’imposta 2020 . Da ultimo, si segnala che, con la Decisione di esecuzione (Ue) 2019/2138 del Consiglio 5.12.2019, il Consiglio dell’Ue ha autorizzato l’Italia a mantenere fino al 31.12.2022 il limite del 40% per la detrazione dell’Iva nel caso di spese relative a veicoli stradali a motore non utilizzati esclusivamente per scopi professionali.
Abrogazione della mini-Ires e reintroduzione dell'Ace
La Legge di Bilancio per il 2020 ( L. 27.12.2019, n. 160 ) ripropone, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, l’ Aiuto alla crescita economica (Ace) e, al contempo, abroga la mini-Ires che, di fatto, non è mai entrata in vigore. Pertanto, le imprese che avevano programmato delle operazioni, finalizzate ad ottenere il vantaggio fiscale collegato alla mini-Ires, non potranno più ottenere il bonus . Si ricordano di seguito i principi fondamentali dell’Ace.
Enti locali: riforma della riscossione
Dal 1° gennaio 2020, gli avvisi di accertamento emessi dagli enti locali e relativi ai tributi , quali Imu e Tasi, ed entrate patrimoniali , quali le rette dell’asilo e gli oneri di urbanizzazione, sono esecutivi , proprio come quanto già avviene, in base al D.L. 78/2010, per gli accertamenti relativi alle imposte dirette, Irap e Iva. Pertanto, anche per gli accertamenti emessi d’ora in poi dall’ente locale, ove non si proceda al pagamento entro il termine per l’impugnazione, non seguirà alcuna cartella esattoriale o ingiunzione fiscale, ma direttamente l’emissione del provvedimento cautelare o esecutivo . Inoltre, sempre dal 1° gennaio 2020, in assenza di delibere locali, è previsto che l’ente impositore o il soggetto affidatario del servizio di riscossione concedano la dilazione delle somme dovute a condizione che il debitore, che ne faccia richiesta, versi in una situazione di temporanea e obiettiva difficoltà , con una graduazione che va da un minimo di 4 rate mensili (per le somme non superiori a 500 euro) ad un massimo di 72 rate mensili (per le somme superiori a 20.000 euro). Sono queste solo alcune delle principali novità stabilite dai co. 792-804 dell’art. 1 della L. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), in attuazione della riforma della riscossione dei tributi locali.
Il Decreto fiscale 2020 (D.L. 26.10.2019, n. 124) , nella versione definitiva (convertito dalla L. 19.12.2019, n. 157) , introduce disposizioni finalizzate a modificare il regime di utilizzo del contante, stabilendo che il valore soglia, pari a 3.000 euro nella legislazione previgente, oltre il quale si applica il divieto al trasferimento del contante fra soggetti diversi, venga ridotto a 2.000 euro a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, per ridursi ulteriormente a 1.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022. È prevista la possibilità di utilizzare la piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati anche per la certificazione fiscale tra soggetti privati, tra cui la fatturazione elettronica e gli adempimenti connessi ai corrispettivi giornalieri (cd. scontrini elettronici). Durante la conversione in legge è stato, inoltre, abrogato l’art. 23 del D.L. che disciplinava le sanzioni per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e credito.
Con la Risposta all’Interpello del 30.10.2019, n. 452 l’Agenzia delle Entrate fornisce alcuni chiarimenti sul quadro normativo di riferimento attualmente vigente ed applicabile in merito ad una questione posta da una società sportiva dilettantistica (Ssd). La richiesta di chiarimento ruota sull’individuazione dei corretti criteri interpretativi da utilizzare per la fissazione del compenso all’organo amministrativo in modo che sia con i limiti stabiliti dal Legislatore per tale tipo modello societario. In particolare la finalità dell’interpellante è quello di verificare che le proprie scelte non possano essere configurabile distribuzione indiretta degli utili . La società istante ritiene di poter già applicare le nuove disposizioni contenute nell’art. 8, co. 3, lett. a), D.Lgs. 117/2018 (cd. Codice del Terzo settore, Cts). L’Agenzia delle Entrate è invece del parere che, tenuto conto della presenza di condizioni sospensive per l’effettiva entrata in vigore della nuova regolazione, almeno per il momento, occorre far sempre riferimento a quanto contenuto nell’art. 10, co. 6, D.Lgs. 460/1997 dedicato alla distribuzione diretta o in indiretta di utili.
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, D.Lgs. 12.1.2019, n. 14 , reca alcune disposizioni che incidono sugli assetti organizzativi dell’impresa e società e sulla responsabilità degli organi amministrativi e di controllo . Disciplina, inoltre, gli strumenti di allerta finalizzati all’emersione tempestiva della crisi dell’impresa. Il Cndcec , sulla base dell’incarico previsto dall’ art. 13, co. 2, D.Lgs. 14/2019, ha elaborato gli indici del sistema dell’allerta che fanno ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa. Tali indici sono ora all’esame del Mise che tramite D.M. gli approverà definitivamente.