Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/07/01/proposta-di-legge-regionale-veneto-n-143-divide-et-impera/
Timestamp: 2017-05-26 03:35:48+00:00
Document Index: 99407972

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 16', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

proposta di legge regionale Veneto n. 143: divide et impera. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
> "altri" animali, acqua, biodiversità, difesa del territorio, paesaggio, parchi naturali, società, sostenibilità ambientale	> proposta di legge regionale Veneto n. 143: divide et impera.	proposta di legge regionale Veneto n. 143: divide et impera.
L’Avvocato leghista Cristiano Corazzari[1], Assessore al territorio, cultura e sicurezza e promotore del disegno di legge[2], sta portando avanti con gran fretta il DDL: se ne prevede l’approvazione entro l’estate.
Con la Deliberazione della Giunta regionale n. 687 del 17 maggio 2016 è stato commissariato anche il Parco Naturale Regionale dei Colli Euganei[3], l’ultimo baluardo (per così dire) dopo il decadimento degli altri parchi regionali: Fiume Sile, Lessinia, Delta Po, Dolomiti d’Ampezzo (quest’ultimo gestito da un soggetto privato secondo la convenzione che la Regione del Veneto ha stipulato all’atto di costituzione del Parco)[4].
Montegaldella, Fiume Bacchiglione dopo gli interventi di “regolazione” e snaturamento dell’alveo fluviale (2015)
Il progetto di legge a firma Corazzari e Giunta regionale parte subito in quarta con modifiche e abrogazioni (art. 41 PDL 143) di norme preesistenti: non si limita a sostituire la Legge regionale 16 agosto 1984, n. 40 “Norme per la istituzione di parchi e riserve naturali regionali” (art. 41 c. 2 lett. a) PDL 143) ma va ad abrogare (art. 41 c. 2 lett. b) c) d) e) f) PDL 143) una sfilza di articoli delle singole leggi istitutive di ciascun parco naturale regionale, eliminando i vigenti piani ambientali dei parchi:
Parco Regionale dei Colli Euganei, L.R. n. 38 del 10.10.1989;
Parco Naturale Regionale della Lessinia, L.R. n. 12 del 30.01.1990;
Parco Naturale Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, L.R. n. 21 del 22.03.1990;
Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, L.R. n. 8 del 28.01.1991;
Parco Naturale Regionale del Delta del Po, L.R. n. 36 del 08.09.1997.
Sono proprio i piani ambientali che, concretamente, guidano l’attività di conservazione della natura all’interno dei parchi e, come fatto presente dal Prof. Gianni Sandon[5], nel caso dei Colli Euganei: «Il Piano Ambientale è impostato su uno studio rigoroso del paesaggio (basti ricordare che è basato sull’analisi delle 27 “unità di paesaggio” in cui il territorio è articolato). Abbandonare questo patrimonio di lavoro e di esperienza e affidarsi al Piano Paesaggistico regionale vuol dire puntare a un vero e proprio suicidio sia sul piano pratico che quello culturale vista, tra l’altro, la scandalosa gestione, nei tempi e nel merito, di tale Piano da parte della Regione (lo si sta aspettando dal 1985!!!).»
L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei
Insomma chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia, e non sa quel che trova.
Tuttavia le intenzioni della Giunta regionale veneta, più che portare ad un salto nel buio, sembrano condurre in una precisa direzione: «[…] Il nostro obiettivo è rendere pienamente compatibile, in queste aree di pregio, la presenza e le attività umane con l’ambiente stesso, facendo in modo che gli Enti chiamati a gestire e a valorizzare i parchi, contemplino anche la salvaguardia della qualità della vita degli abitanti»[6].
Ecco quindi spuntare l’art. 16 c. 3 del DDL 143: “Nelle aree ricadenti all’interno del perimetro dei parchi e delle riserve regionali, le funzioni amministrative di cui all’articolo 45 bis, comma 2, della legge regionale n. 11 del 2004 sono esercitate dai Comuni…”
E l’art. 45 bis c. 2 della Legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 (“Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”) parla proprio di “rilascio dell’autorizzazione paesaggistica” (lett. a)), “accertamento della compatibilità paesaggistica” (lett. b)) e “adozione dei provvedimenti cautelari e sanzionatori… in assenza o in difformità dalla prescritta autorizzazione” (lett. c)).
Tombola (!): la gestione delle autorizzazioni paesaggistiche passerebbe dunque dal parco (organo sovracomunale di area vasta) ai singoli comuni. Ecco dove si vuole andare a parare.
Commenta così Gianni Sandon: «La gestione delle autorizzazioni paesaggistiche che finora è stata svolta unitariamente dal Parco (pur con molti limiti e contraddizioni) ha consentito, sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario, un salto di qualità nel livello degli interventi sul territorio. Stroncare questa esperienza invece che migliorarla è un altro vero e proprio delitto culturale-politico. Con devastanti conseguenze anche sul piano della maturazione da parte della comunità del Parco di una coscienza condivisa sui problemi di una autentica “protezione”. »
Cioè la Giunta regionale veneta, continuando ad affidare l’amministrazione dei parchi ai sindaci dei comuni ricadenti all’interno del perimetro degli stessi (artt. 25, 26 e 27 PDL 143), non solo non elimina uno dei più gravi motivi d’insuccesso dei parchi (la gestione affidata a sindaci per l’appunto, espressione dei peggiori appetiti e pruriti territoriali intolleranti a qualsiasi vincolo di tutela) ma pensa bene di ingrandire il potere dei singoli comuni a discapito di una visione d’insieme del parco, dei suoi problemi e delle possibili soluzioni, in dispregio della finalità stessa del parco: la protezione dell’ambiente.
Non si dimentichi, ad esempio, che i “benemeriti” Luca Claudio e Massimo Bordin, ex sindaci rispettivamente di Abano Terme e Montegrotto Terme, Comuni dei Colli Euganei[7], avevano il loro posto riservato nel Consiglio dell’ Ente Parco Colli Euganei. E così il Sindaco di Teolo, Moreno Valdisolo, con il quale Luca Claudio ha condiviso tante iniziative[8].
Il risultato è la demolizione, passo dopo passo, degli stessi parchi, che vengono progressivamente esautorati delle loro funzioni di tutela e svuotati di significato, in favore di interessi particolari.
Come fa notare Gianni Sandon: «La proposta di legge è imperniata sul concetto che “natura-ambiente-paesaggio-territorio” devono restare distinti tra loro nella gestione, e che i Parchi devono occuparsi solo di “natura”» . Dividi e comanda dunque, in una confusione di enti e competenze che lascia spazio a tutti quelli che, con poco scrupolo e più o meno illecitamente, ne traggono profitti personali.
Ma soprattutto è ora di finirla con le parole vuote di senso, con i discorsi retorici e i titoloni come “Disciplina e valorizzazione della rete ecologica regionale e delle aree naturali protette”, salvo poi scoprire un attimo dopo (art. 2 c. 2 DDL 143) che la presente legge non si applica a:
“le zone speciali di conservazione, i siti di importanza comunitaria e le zone di protezione speciale, facenti parte della rete Natura 2000 (art. 2 c. 1 lett. b) DDL 143);
i corridoi ecologici e le altre strutture di collegamento e funzionamento della rete, così come individuate negli strumenti di pianificazione territoriale (art. 2 c. 1 lett. d) DDL 143);
le aree naturali che rientrano nel patrimonio dell’Umanità e Riserva di Biosfera MAB secondo le definizioni dell’UNESCO (art. 2 c. 1 lett. e) DDL 143);”
Ma di cosa stiamo parlando allora?! La rete ecologica regionale è una cosa molto concreta che va curata diffusamente su tutto il territorio ed è certamente composta da istituti di tutela sparsi, ma che devono essere immersi in una matrice di siepi campestri, coltivazioni “a perdere”, radure ed aree boscate, corsi d’acqua, piante acquatiche e riparie, lanche, ecosistemi-filtro, cave recuperate, fasce vegetali a fianco di infrastrutture lineari, passaggi per la fauna terrestre e anfibia e per l’ittiofauna, ecc.
Le cose di ogni giorno raccontano segreti, a chi le sa guardare ed ascoltare…
Petizione per il Parco Naturale Regionale dei Colli Euganei https://www.change.org/p/regione-veneto-appello-per-salvare-il-parco-dei-colli-euganei
[1] http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?p=5&n=5&c=1&e=12&t=0&key=959
[2] https://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3012214
[3] http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=323446
[4] https://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3026330
[5] http://www.parcocollieuganei.com/doc/trasparenza_amministrativa/consiglieri/CURRICULUM_SANDON.pdf
[6] https://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3012214
[7] http://www.collieuganei.it/comuni/
[8] http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/08/11/news/claudio-e-valdisolo-in-piazza-per-dire-no-1.11920419
(foto da Google Earth, Crisitana Verazza, M.F., archivio GrIG)
Categorie:"altri" animali, acqua, biodiversità, difesa del territorio, paesaggio, parchi naturali, società, sostenibilità ambientale
Tag:ambiente, biodiversità, difesa del territorio, Gruppo d'Intervento Giuridico, legge regionale, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, proposta di legge regionale, società, sostenibilità ambientale, Veneto
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