Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-956-codice-civile-divieto-di-proprieta-separata-delle-piantagioni
Timestamp: 2019-06-20 12:11:14+00:00
Document Index: 72738294

Matched Legal Cases: ['art. 956', 'art. 41', 'art. 1376', 'art. 1350', 'art. 952', 'art. 956', 'art. 936', 'art. 140']

Art. 956 codice civile: Divieto di proprietà separata delle piantagioni | La Legge per tutti
Tale divieto si spiega per il fatto che, data la separazione delle due proprietà (del suolo e delle piantagioni), ne sarebbe ostacolato il progresso agricolo.
Cassazione civile sez. II 19 febbraio 2008 n. 4072
È manifestamente inammissibile, comportando il sindacato su scelte riservate alla discrezionalità del legislatore, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 956 c.c. in riferimento agli art. 41 e 42 cost., nella parte in cui non prevede, secondo l'interpretazione seguita dalla costante giurisprudenza della Corte di cassazione, il divieto di proprietà separata delle piantagioni anche per i diritti superficiari, preesistenti all'entrata in vigore del c.c., sollevata dal tribunale di Castrovillari con ordinanze emesse il 17 ottobre 1984 (r.o. n. 3, 1985; G.U. m. 119-bis, 1985).
Corte Costituzionale 31 maggio 1988 n. 598
Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di un fondo determinato, gli effetti reali, di cui all'art. 1376 c.c. e che derivano per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato, possono essere impediti, con riferimento ad un locale costruito nel sottosuolo del bene compravenduto, solo qualora le parti abbiano provveduto a costituire, nella prescritta forma "ad substantiam" (art. 1350 n. 2 c.c.), un rapporto di superficie mediante o l'alienazione di una già esistente costruzione separatamente dalla proprietà del suolo (art. 952, comma 2 c.c.) o la concessione del diritto di fare e di mantenere una costruzione al di sotto del suolo (art. 956 c.c.).
Cassazione civile sez. II 06 dicembre 1983 n. 7269
Cassazione civile sez. II 06 marzo 2003 n. 3289
Qualora un ente di sviluppo fondiario, che abbia ottenuto l'espropriazione del fondo privato per la realizzazione di opera idraulica, e ne abbia intimato il rilascio al possessore, venga da quest'ultimo convenuto in giudizio, con domanda principale di rivendicazione del bene, previo accertamento della nullità del decreto di esproprio, e con domanda subordinata rivolta al riconoscimento del diritto di ritenere costruzioni effettuate sul suolo, o, in alternativa, di essere indennizzato per le medesime (art. 936 c.c.), sulla relativa controversia deve essere affermata la competenza del tribunale regionale delle acque pubbliche, ai sensi dell'art. 140 lett. D) e lett. E) del r.d. 11 dicembre 1933 n. 1775, essendo indiscussione l'occupazione ed espropriazione del fondo in conseguenza dell'esecuzione di detta opera idraulica, nonché le pretese patrimoniali ad essa inerenti.
Cassazione civile sez. I 08 novembre 1989 n. 4703