Source: http://www.orizzontedocenti.it/2017/08/12/contratto-part-time-guida-docenti-neo-immessi-ruolo-incarico-tempo-determinato/
Timestamp: 2018-10-15 16:49:53+00:00
Document Index: 25505668

Matched Legal Cases: ['art.73', 'art. 25', 'art. 39', 'art. 25', 'art. 39', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 42', 'art. 33']

Contratto part time: Guida per docenti neo immessi in ruolo e con incarico a tempo determinato - Orizzonte Docenti
I docenti neoimmessi in ruolo per l’a.s. 2017-18 ed i docenti supplenti con nomina annuale (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) possono richiedere di svolgere l’orario di servizio in regime di part time. L’assunzione a tempo determinato e a tempo indeterminato può infatti avvenire sia con rapporto di lavoro a tempo pieno o a tempo parziale. In quest’ultimo caso, il contratto individuale deve indicare anche l’articolazione dell’orario di lavoro. Ma come e quando va richiesto il part time se si è docenti neoimmessi in ruolo o docenti con incarico di supplenza ?
Nella guida di PSN tutti i chiarimenti per poter accedere al regime di orario part time
Il riferimento normativo è contenuto nell’allegato per le “ISTRUZIONI OPERATIVE FINALIZZATE ALLE NOMINE IN RUOLO” emesse ogni anno in cui è possibile leggere il seguente punto (A.15): “E’ possibile stipulare, avendone i requisiti e le condizioni, contratti in regime di part-time, ai sensi dell’art.73 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008“
Per i docenti di ruolo la durata del rapporto a tempo parziale è di due anni, trascorsi i quali, si può chiedere il ritorno al tempo normale per l’anno scolastico successivo, presentando domanda di revoca del part time entro il 15 marzo all’Ambito Territoriale della sede di titolarità.
art. 25 comma 6: ” L’assunzione tempo determinato e a tempo indeterminato può avvenire con rapporto di lavoro a tempo pieno o a tempo parziale. In quest’ultimo caso, il contratto individuale di cui al comma 4 indica anche l’articolazione dell’orario di lavoro.”
art. 39 comma 3: “Ai fini della costituzione di rapporti di lavoro a tempo parziale si deve, inoltre, tener conto delle particolari esigenze di ciascun grado di istruzione, anche in relazione alle singole classi di concorso a cattedre o posti, ed assicurare l’unicità del docente, per ciascun insegnamento e in ciascuna classe o sezioni di scuola dell’infanzia, nei casi previsti dagli ordinamenti didattici, prevedendo a tal fine le ore di insegnamento che costituiscono la cattedra a tempo parziale.”
Part time per i docenti supplenti a tempo determinato
Il riferimento normativo è contenuto annualmente nelle Istruzioni operative per il conferimento delle supplenze diramate dal Miur in cui è scritto: “Il C.C.N.L. 2006-2009 ha previsto la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato con rapporto di lavoro a tempo parziale. Si richiamano a tale proposito l’art. 25, c. 6, e l’art. 39, con particolare riguardo al c. 3. Alle suddette disposizioni si dà luogo tenuto conto di quanto stabilito dall’art. 73 della .L. n. 133/2008.”
E’ certo che le presenti disposizioni saranno confermate anche nelle Istruzioni operative dell’imminente nuovo anno scolastico, non ancora pubblicate.
Gli artt. 39 e 58, rispettivamente per il personale docente ed ATA, stabiliscono, poi, che l’Amministrazione scolastica costituisce rapporti di lavoro a tempo parziale sia all’atto dell’assunzione sia mediante trasformazione di rapporti a tempo pieno su richiesta dei dipendenti interessati, nei limiti massimi del 25%della dotazione organica complessiva di personale a tempo pieno di ciascuna classe di concorso a cattedre o posti o di ciascun ruolo e, comunque, entro i limiti di spesa massima annua previsti per la dotazione organica medesima.
A chi e quando va presentata la richiesta di part-time ?
Sia per i docenti neoimmessi in ruolo che per i docenti con incarico di supplenza la richiesta va formulata al Dirigente Scolastico. infatti l’Ufficio Scolastico o il Dirigente della scuola polo preposti al conferimento delle nomine propongono la nomina in ruolo o un’offerta di supplenza, ma il contratto viene perfezionato dopo la presa di servizio con il dirigente scolastico della scuola assegnata. In ogni caso, ai docenti a tempo determinato è sempre consigliabile comunicare all’Ufficio Scolastico, all’atto di accettazione del ruolo o della proposta di supplenza, l’intenzione di richiedere il part time.
Chi decide se attribuire il part time? Il DS o l’Ufficio Scolastico territoriale?
E’ il DS a decidere, acquisiti tutti i dati necessari per una corretta valutazione del caso. Questo perchè il contratto viene stipulato con il DS.
Il Dirigente Scolastico può negare la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno a tempo parziale? Quali sono le novità introdotte dalla Circolare della Funzione Pubblica n. 9 del 30 giugno 2011?
Normativa di riferimento e procedure generali per la richiesta di part-time
Oltre quanto detto in precedenza a proposito delle norme contenute nel CCNL, la procedura di trasformazione dei rapporti di lavoro del personale scolastico a tempo indeterminato in regime di part time, è disciplinata anche dall’O.M. 446/97, dall’O.M. 55/98, dal D.L.vo 61/2000, come modificato dal DL.vo 100/2001. Successivamente sono state, poi, apportate delle innovazioni in materia di part–time introdotte con l’art. 73 del d.l. n. 112/2008 e con l’art. 16 della l. n. 183/2010.
Con tali ultime disposizioni, è stato modificato il regime giuridico relativo alla trasformazione del rapporto da tempo pieno a part–time, con una novella all’art. 1, comma 58, della l. n. 662/1996. Inoltre è stato modificato il comma 59 del citato articolo, incidendo sulla destinazione finanziaria dei risparmi derivanti dalla trasformazione dei rapporti.
Per quanto riguarda le situazioni di possibile conflitto di interesse, la relativa valutazione va svolta al momento della trasformazione e, successivamente, durante tutto il corso del rapporto. Nel merito, si rammenta che il comma 58 bis dell’art. 1 della menzionata l. n. 662 del 1996, perseguendo la trasparenza e l’imparzialità, pone un principio di predeterminazione delle situazioni di incompatibilità, stabilendo che le amministrazioni provvedono ad indicare le attività che, in ragione della interferenza con i compiti istituzionali, sono comunque non consentite ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno. Per le Amministrazioni centrali tale predeterminazione avviene con decreto del Ministro competente, di concerto con il Ministro della funzione pubblica. Inoltre, si richiama per analogia e senza valore di esaustività la disciplina contenuta nel comma 5 dell’art. 23 bis del d.lgs. n. 165/2001, che pone una preclusione legale alla concessione dell’aspettativa per lo svolgimento di attività o incarichi presso soggetti privati o pubblici quando:
Esiste annualmente una data di scadenza per la presentazione delle domande di part time fissata al 15 marzo. Le domande devono essere presentate, per il tramite del Dirigente scolastico della scuola di servizio, all’Ufficio Scolastico Provinciale (USP) nel citato termine.
tipologia di part–time;
i neo immessi in ruolo dal 1° settembre 2017 (potranno presentare istanza di part time alla stipula del contratto).
Per i docenti dell’istruzione secondaria di primo e secondo grado, titolari su classi di concorso comprendenti più discipline, la fruizione del part–time deve essere funzionalmente raccordata alla scindibilità del monte orario di ciascun insegnamento della classe di concorso stessa. Allo scopo di consentire la maggiore fruizione possibile dei rapporti di lavoro a tempo parziale, i dirigenti scolastici provvedono ad individuare, sentito il collegio dei docenti, le modalità più opportune di assegnazione su cattedre e posti compatibili con la riduzione di orario.
Nel caso di titolarità di un diritto di precedenza, la domanda dell’interessato deve essere valutata con priorità rispetto a quella degli altri dipendenti concorrenti. In considerazione delle limitazioni alla trasformazione del rapporto di lavoro derivanti dal contingente percentuale e al fine di assicurare al part–time la funzione, oltre che di flessibilità, di strumento di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, si raccomanda di inserire nell’ambito dei contratti individuali una clausola con cui si stabilisce che le parti si impegnano, trascorso un certo periodo di tempo (da individuare di volta in volta a seconda delle circostanze) ad incontrarsi, per rivalutare la situazione, in considerazione delle esigenze di funzionamento dell’amministrazione, delle esigenze personali del lavoratore in part–time e di quelle degli altri lavoratori, che nel frattempo possono essere mutate. Questo per consentire al maggior numero possibile di dipendenti la possibilità di richiedere la trasformazione del proprio rapporto di lavoro in presenza di obiettive esigenze legate ai primi anni di vita dei figli ovvero per la cura di genitori e/o altri familiari.
In tale clausola si prevede che al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale si applicano appunto gli istituti normativi previsti dal medesimo contratto, in quanto compatibili, spettanti al personale con rapporto di lavoro a tempo pieno, tenendo conto della ridotta durata della prestazione. Il comma 11 del citato art. 23 stabilisce che le ferie, le festività soppresse e le altre assenze previste dalla legge e dal contratto nel caso di part–time verticale spettano in numero proporzionato alle giornate di lavoro prestate nel corso dell’anno, individuando specifiche deroghe. Tra queste deroghe non è menzionato il caso del congedo di cui all’art. 42, commi 5 ss., del d.lgs. n. 151 del 2001 (congedo biennale retribuito) e, pertanto, ad avviso del DFP, in caso di part–time verticale la sua durata deve essere riproporzionata in osservanza della regola generale espressa nella clausola, precisandosi che tale modalità applicativa continua a verificarsi sin quando perdura la situazione che l’ha originata, ossia sino a quando il dipendente fruisce del part–time verticale. Tale calcolo andrà effettuato sulla base delle giornate lavorative del dipendente per tutto il periodo in cui il lavoratore presta la sua opera in regime di part time, la cui durata è fissata in precedenza.
Per quanto riguarda la rilevanza dei periodi non lavorativi (ossia dei periodi durante i quali, in virtù dell’articolazione del part–time verticale la prestazione non deve essere resa), considerato che in generale i congedi possono essere fruiti in corrispondenza dei periodi in cui è dovuta la prestazione, sempre ad avviso del DFP, il conteggio dovrebbe comprendere solo i mesi o le giornate coincidenti con quelli lavorativi. Le festività, le domeniche e le giornate del sabato (nel caso di articolazione dell’orario su 5 giorni alla settimana) ricadenti nel periodo non lavorativo dovrebbero essere escluse dal conteggio, con eccezione di quelle immediatamente antecedenti e seguenti il periodo se al termine del periodo stesso non si verifica la ripresa del servizio ovvero se il dipendente ha chiesto la fruizione del congedo in maniera continuativa.
Permessi a favore di persone con disabilità grave di cui all’art. 33 della legge 104/92: ai dipendenti in regime di tempo parziale, i permessi in argomento, se fruiti nella modalità oraria, spettano in misura corrispondente alla percentuale di riduzione dell’orario di lavoro nel caso di part–time orizzontale, mentre nel caso di part–time verticale spettano per intero (18 ore mensili).
Il personale beneficiario del part–time ha diritto al mantenimento in servizio presso la sede di ultima titolarità, salvo il caso in cui non risulti in soprannumero rispetto alla dotazione organica dell’istituzione scolastica.
Nell’ipotesi di soprannumerarietà relativa sia all’organico di diritto che alla determinazione della situazione di fatto, si procede, per l’assegnazione della sede nei confronti dei soprannumerari in parttime con le stesse modalità previste per il personale a tempo pieno.
La legge 23.12.1996 n. 662 (comma 56 e comma 56 bis della legge 140/97) stabilisce che i dipendenti delle pubbliche amministrazioni con rapporto di lavoro in part time non superiore al 50% dell’orario obbligatorio settimanale può iscriversi negli albi professionali ed esercitare attività professionali e cumulare un rapporto di lavoro in part time in una scuola statale (o altra pubblica amministrazione), con un contratto di lavoro con datore privato (anche in full time).
Fontehttps://www.professionistiscuola.it/contratto/2939-contratto-part-time-guida-per-docenti-neo-immessi-in-ruolo-e-con-incarico-a-tempo-determinato.html