Source: https://www.camacoes.it/category/notizie-legali-2/
Timestamp: 2020-08-08 01:09:32+00:00
Document Index: 9122678

Matched Legal Cases: ['art. 452', 'art. 337', 'art. 1294', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 54']

News Legali archivos - Camera di Commercio di Spagna in Italia
CAMACOES2020-03-17T13:08:34+01:00
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CAMACOES2020-03-17T13:19:00+01:00
Un’altra iniziativa di notevole rilevanza adottata dal Governo, allo scopo di contrastare l’emergenza sanitaria in atto in Italia, riguarda il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, rivolto a tutti i cittadini e in particolare ai residenti delle ‘aree a contenimento rafforzato’, così come individuate dal medesimo provvedimento.
Lo stesso DPCM prevede che il mancato rispetto delle misure di contenimento del contagio ivi indicate è espressamente punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, salvo che il fatto costituisca più grave reato.
L’articolo 650 del codice penale punisce con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 Euro, “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene”.
Trattandosi di una contravvenzione, il fatto risulta punibile sia per dolo, sia per colpa, ma l’autore della violazione potrà essere ammesso all’oblazione (cioè al pagamento della metà del massimo della sanzione penale prevista), che estingue il reato, a condizione che:
il giudice non valuti il fatto commesso come di “particolare gravità”.
Con riferimento alle altre più gravi fattispecie di reato che potrebbero configurarsi, si segnala che, poche ore fa, è stato pubblicato sul sito internet del Ministero dell’Interno il comunicato stampa relativo alla “Direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle ‘aree a contenimento rafforzato’”, in cui si precisa che: “la sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale […] salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)”.
In particolare, una delle condotte punite dall’art. 452 del codice penale consiste nell’aver cagionato – seppur colposamente – “un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni”. Il Ministero dell’Interno ritiene pertanto che, qualora a seguito della violazione delle prescrizioni contenute nel decreto, il contravventore cagioni (o aggravi) l’epidemia, possa essere chiamato a rispondere di tale più grave reato.
Allo stesso modo potrebbe trovare applicazione, ad esempio, il delitto di “resistenza pubblico ufficiale” di cui all’art. 337 del codice penale, che punisce “chiunque usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico, mentre compie un atto di ufficio o di servizio”.
Tra le misure previste dal decreto, ad esempio, vi è quella di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo […], nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”.
In particolare, che cosa rientri esattamente nel perimetro della definizione di “comprovate esigenze lavorative” ha già destato non pochi interrogativi.
La formulazione definitiva di tale misura, peraltro, si discosta significativamente da quella indicata nella bozza di decreto circolata nelle ore immediatamente precedenti al Consiglio dei Ministri, che faceva invece riferimento ad “indifferibili esigenze lavorative”.
La sostituzione del termine “indifferibili” con “comprovate” sembrerebbe dunque far propendere per una interpretazione volta a garantire la continuità di tutte le attività lavorative, fermo restando l’obbligo dei datori di lavoro di attuare le misure di prevenzione e cautela previste dal decreto.
Quanto poi alle modalità con cui le esigenze lavorative dovrebbero essere “comprovate”, nel comunicato stampa relativo alla “Direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle ‘aree a contenimento rafforzato’” del Ministro dell’Interno si precisa che: “gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia”.
In sostanza, quindi, in caso di controlli dell’Autorità, i lavoratori dovranno compilare sul posto una “autodichiarazione” fornita dalle Forze dell’Ordine, in cui attestano la sussistenza delle “esigenze lavorative”.
Lo stesso Ministero dell’Interno ha infine precisato che “la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli”.
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CAMACOES2020-03-17T14:58:39+01:00
avv. Enzo Pisa e dott.ssa Elena Bissoli
Infatti, mentre il collegamento economico-funzionale tra imprese d’un medesimo gruppo “non determina ex se l’estensione degli obblighi inerenti al rapporto di lavoro con una di esse alle altre dello stesso gruppo […] la codatorialità nell’impresa di gruppo presuppone l’inserimento del lavoratore nell’organizzazione economica complessiva a cui appartiene il datore di lavoro formale nonché la condivisione della prestazione del medesimo, al fine di soddisfare l’interesse di gruppo, da parte delle diverse società, che esercitano i tipici poteri datoriali e diventano datori sostanziali, anche ai fini dell’applicazione delle disposizioni in tema di licenziamento collettivo” (Cass. n. 267/2019) ed individuale.
Si configura, quindi, una situazione di codatorialità “qualora uno stesso lavoratore presti contemporanea-mente servizio per due datori di lavoro e la sua opera sia tale che in essa non possa distinguersi quale parte sia svolta nell’interesse di un datore di lavoro e quale nell’interesse dell’altro, con la conseguenza che entrambi i fruitori di siffatta attività devono essere considerati solidalmente responsabili delle obbligazioni che scaturiscono da quel rapporto, ai sensi dell’art. 1294 c.c., che stabilisce una presunzione di solidarietà in caso di obbligazione con pluralità di debitori, ove dalla legge o dal titolo non risulti diversamente” (Cass. n. 7704/2018), “ben potendo esistere un rapporto di lavoro che vede nella posizione del lavoratore un’unica persona e nella posizione di datore di lavoro più persone rendendo così solidale l’obbligazione del datore” (Cass. n. 17775/2016).
In particolare, nel caso sottoposto al vaglio della Suprema Corte nella causa decisa con sentenza n. 3899/2019, è stata ritenuta corretta l’impugnata pronuncia della Corte d’appello di Roma, che, una volta accertata la riferibilità del rapporto di lavoro a tutte le imprese convenute in giudizio, ed incontestato l’avvenuto licenziamento per cessazione dell’attività, da parte dell’impresa formale datrice di lavoro, d’una lavoratrice durante il periodo di divieto legale per maternità, aveva dichiarato nullo il licenziamento per violazione dell’art. 54 cit., ritenendo che “le convenute fossero solidalmente responsabili delle obbligazioni connesse e conseguenti al rapporto di lavoro” ed escludendo “che trovasse applicazione la deroga alla nullità del licenziamento prevista dal D.lgs. n. 151 del 2001, art. 54, c. 1, n. 3, lett. B), essendo pacifico tra le parti che la cessazione dell’attività dell’impresa era riferibile solo e soltanto alla formale datrice di lavoro e non anche alle altre società che […] erano risultate parimenti datrici di lavoro”.
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CAMACOES2020-03-06T17:38:12+01:00
Check-list para el departamento de Recursos Humanos para afrontar la emergencia Coronavirus
di Uberto Percivalle
Además del brote de la epidemia de coronavirus (Covid-2019) en Italia, hemos preparado una check-list para permitir a las compañías de gestionar los asuntos relacionados con el trabajo de la mejor manera posible, en línea con la información disponible y la legislación vigente a partir de hoy:
1. Trate la emergencia evaluando los riesgos específicos para la empresa, de acuerdo con las disposiciones de las Leyes de Salud y Seguridad, y involucre las funciones relevantes (la persona responsable del servicio preventivo y de protección, denominado RSPP; el médico de la compañía y el representante de los trabajadores para la seguridad en el lugar de trabajo, llamado RLS) y introducir una función de la compañía para monitorear constantemente las actualizaciones relacionadas con el coronavirus, visitando el sitio web WHO website, los sitios web de las regiones involucradas y las preguntas frecuentes del Ministerio de Salud FAQs of the Ministry of Health.
2. Retirar inmediatamente del trabajo a los empleados que residen en la llamada «zona roja» (segun la lista de municipios afectados por las medidas urgentes para contener la propagación del coronavirus, se puede encontrar en el Anexo 1 del Decreto del Presidente de Consejo de Ministros de fecha 23 de Febrero de 2020, mencionado en el siguiente punto).
3. Hacer que los empleados trabajen de forma remota, si es posible, utilizando smart working oportunidades. De acuerdo con el Decreto del Presidente del Consejo de Ministros de fecha 23 de Febrero de 2020, el smart working es aplicable sin la necesidad de un acuerdo para todas las relaciones laborales en las áreas consideradas en riesgo (en ausencia de más detalles, creemos que son razonables motivos para indicar que esto puede aplicarse a toda la Región de Lombardía, que es el tema de la Ordenanza del Ministerio de Salud / Región de Lombardía de fecha 23 de Febrero de 2020).
4. Proporcione a los empleados material informativo sobre los síntomas más comunes (fiebre, tos seca, dolor de garganta y dificultades para respirar) y medidas de precaución destinadas a limitar el riesgo de propagación del coronavirus, como lavarse las manos con frecuencia, prestando atención a la higiene de la superficie, evitando el contacto con personas con síntomas de gripe y controlando la temperatura en el hogar. El siguiente enlace es sobre un papel preparado por el Ministerio de Salud que contiene más información (actualizada constantemente):
http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_5.jsp?lingua=italiano&anno=2020&btnCerca=
5. Considere la posibilidad de controlar la temperatura corporal de los empleados cuando vienen a trabajar, si continúa la propagación del coronavirus. Esta medida está sujeta a la autorización del médico de la empresa, quien puede solicitar la adopción de medidas especiales para garantizar la privacidad de datos de los empleados.
6. Fomente un diálogo constante con los empleados, solicite información que pueda ser útil para identificar cualquier riesgo, y bríndeles todas las instrucciones necesarias para reducir la exposición a los riesgos. Por ejemplo, es posible preguntar a los empleados sobre sus viajes recientes y los de sus familiares, equilibrando las necesidades de privacidad con los de la protección de la salud.
7. Después de consultar con el médico de la compañía, proporcione a los empleados PPE (Equipo de protección personal), además de cualquier equipo que usualmente usen por razones de seguridad (por ejemplo, máscaras para usar o limpiadores de manos adicionales para usar).
8. Posponga las reuniones de los empleados (en toda la Región de Lombardía, se han suspendido las reuniones) y los viajes que no sean urgentes y adopte soluciones alternativas, como organizar videoconferencias o llamadas en conferencia y seminarios web.
9. Recuerde a todos los empleados su obligación de informar a la autoridad de salud sobre cualquier tránsito o escala en los municipios de la llamada «zona roja». Creemos que las compañías también pueden solicitar a los empleados que informen lo anterior, en un esfuerzo por contener los riesgos.
10. Si un empleado está ausente porque él / ella ha sido infectado por el coronavirus, se aplican las reglas que rigen la licencia por enfermedad. Si un empleado no está enfermo pero está en cuarentena como resultado de una orden de las autoridades públicas (por ejemplo, en la llamada «zona roja»), esto se considera imposibilidad de ejecución o fuerza mayor. En consecuencia, tanto el empleado como la compañía están libres de sus respectivas obligaciones: el empleado de realizar actividades laborales y la compañía de la obligación de pagar una remuneración. En ausencia de reglas estatutarias específicas, se pueden aplicar las disposiciones de los convenios colectivos que prevén la posibilidad de que el empleado use la licencia pagada vinculada a la ocurrencia de eventos poco comunes. En otros casos, el empleador puede hacer que los empleados usen vacaciones o acuerden con ellos un período de licencia no remunerada.
11. Medidas de amortiguación social: de conformidad con lo declarado recientemente por el Ministro de Trabajo, en caso de suspensión de la actividad comercial, la compañía puede solicitar el llamado «CIG», una medida especial financiada por el Gobierno nacional que reembolsa el salario de los empleados (hasta una cierta cantidad) en ciertas condiciones de crisis. También pueden estar disponibles otras medidas, como: (i) CIGO (es decir, fondo de despido ordinario) si la empresa es elegible; (ii) FIS (es decir, fondo de integración salarial) si la empresa tiene más de 15 empleados; o (iii) CIGD (es decir, fondo de redundancia especial) provisto por leyes especiales que se promulgarán (y se financiarán específicamente).
La información anterior puede cambiar y requerir actualización según la evolución de la emergencia y las nuevas disposiciones emitidas por las autoridades públicas.
Tel: +39 02 76231321
Fax: +39 02 76231630
milan.info@bakermckenzie.com
Tel: +39 06 440631
Fax: +39 06 44063306
rome.info@bakermckenzie.com
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CAMACOES2020-02-10T14:31:37+01:00
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CAMACOES2020-02-10T16:01:46+01:00
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CAMACOES2020-02-10T13:22:12+01:00
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