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Timestamp: 2019-01-18 19:56:01+00:00
Document Index: 106144782

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 103', 'art. 33', 'art.31', 'art. 32', 'art. 1485', 'sentenza ', 'art.34', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 36', 'art. 36', 'art.31', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 33', 'art. 33']

Il processo civile complesso, la connessione ed il cumulo - Docsity
Dispense Procedura Civile
sara.iacovino 20 settembre 2018
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Il processo civile complesso, la connessione ed il cumulo, Dispense di Procedura Civile. Università Politecnica delle Marche
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Il processo civile complesso: la connessione ed il cumulo
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IL PROCESSO COMPLESSO
Connessione e cumulo
Quando due o più domande hanno in comune uno o più
elementi identificativi (soggetti, petitum, causa
petendi)
Quando una o più domande hanno in
comune tutti gli elementi identificativi
Sul punto v. Balena
Le conseguenze della connessione
• Opportunità della trattazione simultanea (simultaneus processus)
• Utilità: i) economia processuale; ii) evitare rischio di conflitto di decisioni (e di giudicati)
• Per garantire il processo simultaneo sono tollerabili alcune deroghe alle regole in tema di competenza (competenza per territorio e per valore; anche per materia nel rapporto col giudice di pace)
Connessione soggettiva
Identità dei soggetti
Più rapporti attore > convenuto
Più domande promosse dall’attore senza collegamento
Somma delle domande e individuazione del giudice competente
Rapporti attore > convenuto e
Convenuto > attore
Caso delle domande incrociate prive di
connessione per titolo
Il simultaneus processus nella connessione soggettiva
Sarà attuabile in concreto solo quando uno stesso ufficio giudiziario risulti competente per materia e per territorio per tutte le cause.
Per quanto attiene al valore, invece, il problema non si pone. Infatti, il valore della causa (ai sensi dell’art. 10 co. 2 c.p.c) si determina sommando le più domande proposte dalla stessa parte contro la stessa parte.
Connessione oggettiva (cumulo soggettivo)
Connessione oggettiva
Connessione oggettiva impropria
Connessione oggettiva semplice
Connessione oggettiva per pregiudizialità/dipendenza
Connessione oggettiva impropria: art. 103 c.p.c.
• Diversità di soggetti; pluralità di domande aventi ad oggetto questioni identiche
• Connessione debole: esclusione spostamento di competenza
• Rischio debole: non c’è conflitto di giudicati; ma solo rischio di decisioni logicamente contrastanti
• Identità delle questioni: i) sul fatto; ii) sul diritto. Possibile promiscuità con connessione propria se l’identità di questioni riguarda i fatti costitutivi
Connessione oggettiva propria (o semplice): art. 33 c.p.c.
• Identità dell’oggetto;
• Identità del titolo;
• Identità dell’oggetto e del titolo;
• Realizzazione del simultaneus processus attraverso la deroga ai criteri ordinari della sola competenza territoriale;
• La deroga alla competenza è ammessa solo per i fori generali. (artt. 18 e 19 c.p.c.).
Le fattispecie di connessione propria
1) Connessione per l’oggetto
Equivalenza del petitum mediato
Tale equivalenza caratterizza le ipotesi che si è soliti definire come concorso di azioni, nelle quali più domande mirano ad un risultato coincidente, tant’è che il soddisfacimento del diritto dedotto con l’una estinguerebbe anche il diritto dedotto con l’altra.
Il cumulo viene definito condizionale e, nell’ambito di esso, è possibile distinguere: -Il cumulo alternativo: le più domande incompatibili vengono poste sullo stesso piano e il giudice può indifferentemente accogliere l’una o l’altra - Il cumulo eventuale : l’attore chiede in via immediata l’accoglimento di una sola delle domande, subordinando l’esame dell’altra al rigetto della prima.
2) Connessione per titolo
Identità del rapporto giuridico sostanziale dedotto in giudizio
Es. creditore ereditario agisce per l’adempimento contro più coeredi,
ciascuno dei quali risponde pro quota, evidentemente sulla base dell’unico rapporto obbligatorio.
3) Connessione per oggetto e
Viene dedotto in giudizio un rapporto giuridico che il diritto sostanziale mostra di reputare
unitario, ancorché plurisoggettivo.
Es. diritto reale di cui sono titolari più persone, situazioni di società,
Si inquadra nello schema della pregiudizialità
Pregiudizialità in senso stretto
Pregiudizialità tecnica Pregiudizialità logica
Pregiudizialità in senso lato
La gerarchia tra le domande è
riconducibile alla volontà della parte che
le ha proposte
Connessione oggettiva propria (qualificata)
(segue) Connessione oggettiva propria
(qualificata)
Pregiudizialità tecnica
L’esistenza o l’inesistenza di un diritto o di uno status, dipende
dall’esistenza o inesistenza di un altro diritto o di un altro status.
Pregiudizialità logica
L’esistenza di un diritto dipende dall’esistenza di un rapporto
giuridico complesso da cui esso trae origine.
Il simultaneus processus nella connessione qualificata
• Spostamento di competenza anche per valore e talora per materia;
• Non sono ammesse deroghe alla competenza per territorio inderogabile.
Le ipotesi di connessione qualificata (artt. 31, 32, 34, 35, 36 c.p.c.)
Accessorietà Garanzia Questioni
pregiudiziali Compensazione Riconvenzione
L’accessorietà (art.31)
È accessoria la domanda proposta subordinatamente alla domanda principale ed il cui accoglimento dipende
dall’accoglimento di quest’ultima.
Per assicurare il simultaneus processus, ai fini della
competenza per valore, le due domande si sommano
Ai fini della competenza territoriale, la causa
accessoria è attratta presso il foro della causa principale.
Sul punto v. Verde
La garanzia (art. 32)
Un soggetto, il garante, è obbligato a tenere indenne un altro soggetto, il garantito, delle
conseguenze economiche negative che possono derivare a quest’ultimo dalla soccombenza in
una causa promossa da un terzo nei suoi confronti.
Per favorire il simultaneus processus la domanda di garanzia può proporsi di fronte al
giudice competente per la domanda principale. Se, però, il valore della domanda di garanzia
eccede la competenza del giudice della causa principale, quest’ultimo è tenuto a rimettere
entrambe le cause al giudice superiore, assegnando un termine per la riassunzione.
L’art. 1485 c.c.
Il compratore convenuto in giudizio da un terzo che pretende di avere diritti sulla cosa venduta, ha l’onere di chiamare in causa il venditore, per contrastare la pretesa del terzo. Qualora non assolva a tale onere e venga poi condannato con sentenza passata il giudicato, perde il diritto alla garanzia, se il venditore prova che esistevano ragioni sufficienti per far respingere la domanda.
La chiamata in garanzia -Vincola il garante all’eventuale giudicato sfavorevole del garantito; - Consente di ottenere contestualmente l’eventuale condanna del garantito e del garante.
L’accertamento incidentale (art.34)
Ha ad oggetto le questioni pregiudiziali di merito (concernenti l’esistenza o l’inesistenza di un rapporto giuridico diverso da quello oggetto del giudizio, che però condiziona quest’ultimo),
che devono essere decise con efficacia di giudicato, per legge o per esplicita domanda di
una delle parti Per realizzare il simultaneus processus non si pongono problemi se la causa pregiudiziale appartiene alla competenza per materia o valore dello stesso giudice o di un giudice
inferiore. Se invece esorbita la competenza del giudice
adito, quest’ultimo rimette entrambe le cause al giudice superiore.
N.B. Si ha un accertamento meramente incidentale di una questione
pregiudiziale, allorché essa non venga decisa con efficacia di giudicato, bensì venga risolta dal giudice ai soli fini della decisione sulla domanda, senza che la soluzione ad essa data nella sentenza possa valere ad alcun altro fine o possa vincolare i giudici di altri
processi nei quali la medesima questione dovesse venire in rilievo.
L’accertamento incidenter tantum
La compensazione (art. 35)
- Se il controcredito non è contestato, la questione relativa alla compensazione è risolta incidenter tantum; - Se il controcredito è contestato, sorge una causa pregiudiziale che va a cumularsi con quella originaria.
La questione pregiudiziale ha ad oggetto un controcredito opposto in
Si applica la disciplina prevista dall’art. 34 c.p.c. Tuttavia, se la domanda principale è fondata su un titolo non controverso, o facilmente accertabile, il giudice può decidere su di essa e rimettere al giudice superiore la sola decisione concernente l’esistenza del controcredito, .
La domanda riconvenzionale (art. 36)
Non è espressamente definita dall’art. 36 c.p.c.; la nozione più classica evoca l’idea della controdomanda che il convenuto formula nei confronti dell’attore, facendo valere un diritto diverso da quello oggetto della domanda originaria- principale, ma ad esso connesso. Il concetto di domanda riconvenzionale include, però, anche la cosiddetta reconventio reconventionis.
La relazione tra la domanda principale e quella riconvenzionale
può essere di: -Incompatibilità - Compatibilità
Tali domande possono essere cumulate alla domanda principale e decise nello stesso processo, purché non eccedano la competenza per materia o valore del giudice adito. In caso contrario, si applicano le disposizioni dettate per l’accertamento incidentale e per la compensazione
La gestione del processo complesso
Connessione originaria
Si attua per scelta dell’attore
Connessione sopravvenuta
Si attua attraverso la chiamata in causa o
attraverso l’intervento volontario di un terzo
Dinanzi ad uffici giudiziari diversi
La connessione può essere eccepita da
ciascuna delle parti o rilevata d’ufficio entro
la prima udienza.
Prevale la causa principale (art.31) o quella iniziata per
prima (artt. 32 – 36).
Dinanzi allo stesso ufficio
La fusione delle cause si realizza attraverso
La riunione è facoltativa poiché il giudice può valutare la convenienza del
simultaneus processus
Cause connesse instaurate separatamente
La connessione di cause soggette a riti diversi
Se una delle cause connesse è soggetta al rito ordinario e l’altra
ad un rito speciale (è la causa soggetta al rito speciale non è una
causa di lavoro o previdenziale)
Le cause verranno trattate tutte con rito ordinario.
se una causa è soggetta al rito ordinario e l’altra al rito speciale
(in materia di lavoro o previdenziale)
Tutte le cause verranno trattate con il rito del lavoro.
Se nessuna delle cause è soggetta al rito ordinario o a
quello del lavoro
Troverà applicazione il rito previsto per la causa in
ragione della quale viene determinata la competenza
o, in subordine, quello previsto per la causa di
Sul punto v. Luiso
La connessione di cause soggette a riti diversi (art. 40) (…segue)
N.B. L’art. 40 non riguarda tutti i casi di cumulo, poiché non menziona il cumulo soggettivo
previsto dall’art. 33. Pertanto, se il rito è diverso, le cause connesse ex art. 33 c.p.c.
non possono essere trattate insieme.
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