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Timestamp: 2020-08-08 09:32:38+00:00
Document Index: 179723267

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 106', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 162', 'art. 8', 'art. 20', 'art. 20']

Informativa 38/2020 - Proroga versamenti per i contribuenti che svolgono attività per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) - Pubblicazione del DPCM 27.6.2020 - Studio di Umberto Bono & Partners
By contabile@bcommstudio.com 6 Luglio 2020 Circolare
Con il DPCM 27.6.2020, pubblicato sulla G.U. 29.6.2020 n. 162, è stata disposta la proroga dei ter­­mini per i versamenti derivanti dai modelli REDDITI 2020 e IRAP 2020:
dal 30.6.2020 al 20.7.2020, senza maggiorazione;
dal 30.7.2020 al 20.8.2020, con la maggiorazione dello 0,4%;
Il rinvio dei termini di versamento è stato deciso per tener conto dell’impatto dell’emergenza da COVID-19 sull’operatività dei contribuenti di minori dimen­sio­ni e, conseguentemente, sull’opera­ti­vi­­­tà dei loro intermediari.
Il testo del DPCM 27.6.2020 risolve gli aspetti dubbi che potevano emergere dal sintetico conte­nu­to del suddetto comunicato stampa.
Per quanto riguarda i contribuenti interessati, il DPCM 27.6.2020 stabilisce che, analogamente allo scorso anno (cfr. art. 12-quinquies co. 3 del DL 34/2019), la proroga si applica ai soggetti che ri­spet­tano entrambe le seguenti condizioni:
esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fi­scale (ISA), di cui all’art. 9-bis del DL 50/2017;
Nei confronti dei suddetti soggetti che possono beneficiare della proroga, i versamenti devono es­se­­re eseguiti:
entro il 20.7.2020, invece che entro il 30.6.2020, senza maggiorazione;
oppure dal 21.7.2020 al 8.2020, invece che entro il 30.7.2020, con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo, aspetto che non era considerato dal precedente comu­nicato stampa.
2.1 contribuenti per i quali ricorrono cause di esclusione o di inapplicabilità de­­gli isa
Il DPCM 27.6.2020 prevede espressamente che possono beneficiare della proroga anche i con­tri­buenti che:
applicano il regime forfettario di cui all’art. 1 co. 54 – 89 della L. 190/2014, come già indicato nel precedente comunicato stampa;
applicano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’ 27 co. 1 del DL 98/2011 (c.d. “contribuenti minimi”);
presentano altre cause di esclusione o di inapplicabilità degli ISA (es. inizio o cessazione at­ti­vi­­tà, non normale svolgimento dell’attività, deter­minazione forfet­ta­ria del reddito, ecc.).
Sono invece esclusi dalla proroga i contribuenti che svolgono attività agricole e che sono titolari so­­lo di redditi agrari ai sensi degli artt. 32 ss. del TUIR (cfr. risposta a interpello Agenzia delle En­tra­te 2.8.2019 n. 330).
Analogamente allo scorso anno (cfr. art. 12-quinquies co. 4 del DL 34/2019), il DPCM 27.6.2020 stabilisce che la proroga in esame interessa anche i soggetti che:
Pertanto, possono beneficiare dei più ampi termini di versamento anche:
2.3 Soggetti che hanno optato per il consolidato fiscale
In caso di opzione per il consolidato fiscale, in mancanza di chiarimenti ufficiali, sembra doversi ri­te­­­­­­­­ne­re che, in relazione al versamento dell’IRES del consolidato, la proroga in esame sia ap­pli­ca­bile nel caso in cui la società controllante abbia i previsti requisiti, anche qualora qualche società con­trollata non li possieda (non sembra infatti possibile suddi­vi­dere il versamento dell’IRES in re­la­­zione alle società controllate che possono o meno rientrare nella proroga, applicando termini di­versi).
Dovrà invece essere chiarito se, in relazione al versamento dell’IRES del consolidato, la proroga pos­sa estendersi al caso in cui la società controllante non abbia i previsti requisiti, che sono in­vece posseduti da almeno una società controllata.
In relazione ai versamenti non rientranti nel consolidato (es. IRAP, ove dovuta), per l’applicazione della pro­ro­ga dovrebbero invece valere i criteri ordinari, quindi a seconda che la società interes­sa­ta (con­trol­lante o ciascuna controllata) abbia o meno i previsti requisiti.
2.4 Soggetti IRES con termini di versamento successivi al 30.6.2020
La proroga in esame non riguarda invece i soggetti IRES che hanno termini ordinari di versa­mento succes­sivi al 30.6.2020 per effetto:
della data di approvazione del bilancio o rendiconto (es. società di capitali “solari” che appro­­vano il bilancio 2019 entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, anche per effetto dell’appo­sita previsione introdotta dall’art. 106 del DL 17.3.2020 n. 18, c.d. “Cura Italia”);
della data di chiusura del periodo d’imposta (es. società di capitali con esercizio 1.7.2019 – 30.6.2020).
Ad esempio, considerando una società di capitali con esercizio sociale coincidente con l’anno so­lare chiuso il 31.12.2019 e approvazione del bilancio il 22.6.2020, i termini di versamento del saldo rela­ti­vo al 2019 e del primo acconto del 2020 scadono:
Per i soggetti che non possono rientrare nella proroga dei versamenti, riman­gono quindi fermi i ter­­mini ordinari:
dei contribuenti che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo per le quali sono stati ap­­­pro­vati gli ISA, ma che dichiarano ricavi o compensi superiori al previsto limite di 5.164.569,00 euro;
Come stabilito dal DPCM 27.6.2020, rientrano nella proroga i versamenti derivanti dalle dichiara­zio­ni dei redditi e IRAP.
il saldo 2019 e l’eventuale primo acconto 2020 dell’IRPEF;
il saldo 2019 e l’eventuale primo acconto 2020 dell’IRES;
il saldo 2019 dell’addizionale regionale IRPEF;
il saldo 2019 e l’eventuale acconto 2020 dell’addizionale comunale IRPEF;
il saldo 2019 e l’eventuale primo acconto 2020 della “cedolare secca sulle locazioni”;
il saldo 2019 e l’even­tuale primo ac­conto 2020 dell’imposta so­­­sti­tutiva (15% o 5%) dovuta dai lavoratori autonomi e dagli im­pren­ditori individuali rientranti nel regime fiscale forfettario ex
il saldo 2019 e l’eventuale primo acconto 2020 dell’imposta sostitutiva del 5% dovuta dai la­vo­ratori autonomi e dagli im­pren­ditori individuali che adottano il regime dei c.d. “contribuenti mi­nimi” (art. 27 del DL 98/2011);
le altre imposte sostitutive (es. per la rivalutazione dei beni d’impresa) o addizionali (es. la c.d. “tassa etica”) che seguono gli stessi termini previsti per le imposte sui redditi;
il saldo 2019 e l’eventuale primo acconto 2020 delle imposte patrimoniali dovute da parte delle persone fisiche residenti che possiedono immobili e/o at­ti­vità finanziarie all’estero (IVIE e/o IVAFE).
Non rientrano invece nella proroga in esame i versamenti riguardanti l’intero ammontare, ovvero la prima rata, dell’imposta sostitutiva dell’11% dovuta per l’affran­ca­mento dei terreni e delle parteci­pa­­­­zioni non quotate, posseduti all’1.1.2020, al di fuori del­l’am­bito d’impresa, la cui scaden­za è quin­di confermata al 30.6.2020.
Analogamente, è confermata la scadenza del 30.6.2020 per il versamento:
della seconda rata dell’imposta sostitutiva dovuta per l’affran­ca­mento dei terreni e delle parte­cipazioni non quotate, posseduti all’1.1.2019;
della terza e ultima rata dell’imposta sostitutiva dovuta per l’affran­ca­mento dei terreni e delle partecipazioni non quotate, posseduti all’1.1.2018.
L’art. 24 del DL 19.5.2020 n. 34 (c.d. “Rilancio”) ha stabilito che i contribuenti con ricavi o com­pensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 19.5.2020 (2019 per i contribuenti “solari”), sono esclusi dall’obbligo di versamento:
del saldo IRAP relativo al periodo d’imposta in corso al 31.12.2019 (2019, per i soggetti “so­la­ri”);
della prima rata dell’acconto IRAP relativo al periodo d’imposta successivo (2020, per i sog­get­­ti “solari”).
gli intermediari finanziari (es. banche) e le società di partecipazione finanziaria e non finan­zia­ria (“vecchie” holding industriali), come definiti dall’art. 162-bis del TUIR;
A differenza del comunicato stampa 22.6.2020 n. 147, in cui non veniva citata l’IRAP, il DPCM 27.6.2020 prevede l’estensione della proroga, alle previste condizioni, anche ai versamenti derivanti dalle dichiarazioni IRAP, qualora non si possa beneficiare dell’esclusione dal pagamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 disposta dal suddetto DL “Rilancio”.
3.2 Versamento dell’IVA per l’adeguamento agli ISA
Il DPCM 27.6.2020 prevede espressamente che la proroga si applica anche al versamento dell’IVA dovuta sui maggiori ricavi o compensi dichiarati per migliorare il proprio profilo di affida­bi­lità in base agli ISA.
3.3 Versamento del saldo IVA 2019
I termini prorogati ai fini delle imposte sui redditi devono ritenersi estensibili anche al versamento del saldo IVA relativo al 2019 (derivante dalla dichiarazione modello IVA 2020), con le previste mag­­­giorazioni.
se non rientra nella suddetta sospensione, era già stato prorogato per tutti, in un primo mo­mento, al 20.3.2020 e, successivamente, al 16.4.2020.
Pertanto, qualora il versamento del saldo IVA 2019 non sia ancora stato effettuato e non rientri nel differimento al 16.9.2020, potrà essere effettuato entro il 20.7.2020 invece che entro il 30.6.2020, con applicazione della maggiorazione dello 0,4% di interessi per ogni mese o frazione di mese suc­­cessivo al termine ordinario e fino al 30.6.2020.
Al riguardo, non è però chiaro se la maggiorazione dello 0,4% per ogni mese o frazione debba es­sere calcolata, fino al 30.6.2020:
dal 20.3.2020, determinando quindi una maggiorazione dovuta dell’1,6% (0,4% × 4);
oppure dal 16.4.2020, determinando quindi una maggiorazione dovuta dell’1,2% (0,4% × 3).
In caso di versamento entro il 20.8.2020, sull’importo del saldo IVA già incrementato della sud­det­ta maggiorazione maturata al 30.6.2020 è dovuta l’ulteriore maggiorazione dello 0,4%.
3.4 Versamento dei contributi INPS di artigiani, commercianti e professionisti
In relazione ai contribuenti che possono beneficiare della proroga in esame, i suddetti termini del 20.7.2020 e del 20.8.2020 (con la maggiorazione dello 0,4%) si applicano anche al versamento del saldo per il 2019 e del primo acconto per il 2020 dei contributi dovuti da artigiani, commer­cianti e professionisti iscritti alle relative Ge­stio­ni separate dell’INPS.
Analogamente a quanto era stato chiarito dalla ris. Agenzia delle Entrate 16.7.2007 n. 173 in re­la­zione ad una pregressa proroga riguardante i soggetti interessati dagli studi di settore, il differi­mento dovrebbe applicarsi anche in relazione ai contributi INPS dovuti dai soci di srl, artigiane o commerciali:
Infatti, poiché tali soci determinano l’ammontare dei contributi dovuti su un reddito “figurativo” pro­por­­­zionale alla loro quota di partecipazione nella società, potranno procedere al versamento dei con­tributi solo successivamente alla scelta operata dalla società stessa in ordine all’adeguamento alle risultanze degli ISA.
Tuttavia, in base a quanto era stato chiarito dalla ris. Agenzia delle Entrate 25.9.2013 n. 59 sem­pre con riferimento agli studi di settore, il differimento è limitato al versamento dei suddetti con­tri­buti INPS, mentre le imposte dovute (es. IRPEF e relative addizionali, cedolare secca) ri­man­go­no “ancorate” alle ordinarie scadenze, in quanto non dipendono direttamente dal reddito di­chia­rato dalla società partecipata.
Ai sensi dell’art. 8 del DM 11.5.2001 n. 359, il diritto annuale per l’iscrizione o l’an­no­­tazione nel Re­gistro delle imprese deve essere versato entro il ter­mi­ne previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.
Pertanto, deve ritenersi che anche tale versamento possa beneficiare della proroga, ricorrendone le condizioni.
Qualora si intenda optare per la rateiz­­zazio­ne degli importi a saldo o in acconto di imposte e con­tributi, ai sensi dell’art. 20 del DLgs. 241/97:
poiché il termine di versamento della prima rata coincide con il termine di versamento del sal­do o dell’acconto, esso deve intendersi differito alla nuova scadenza del 20.7.2020 o del 20.8.2020 (con la maggiorazione dello 0,4%);
per quanto riguarda i termini di versamento delle rate successive alla prima, rimane invece in­va­riato il termine previsto dall’art. 20 co. 4 del DLgs. 241/97:
giorno 16 di ciascun mese di scadenza, per i contribuenti titolari di partita IVA;
fine di ciascun mese di scadenza, per i contribuenti non titolari di partita IVA.
Pertanto, un contribuente che può beneficiare della proroga e che versa la prima rata entro il 20.7.2020:
se è titolare di partita IVA, deve versare la seconda rata entro il 20.8.2020 (in considerazione del differimento per il periodo feriale);
se non è titolare di partita IVA, deve invece versare la seconda rata entro il 31.7.2020.
Se, invece, un contribuente che può beneficiare della proroga versa la prima rata entro il 20.8.2020:
se è titolare di partita IVA, deve versare la seconda rata entro il 16.9.2020;
se non è titolare di partita IVA, deve invece versare la seconda rata entro il 31.8.2020.