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Timestamp: 2016-10-22 19:46:29+00:00
Document Index: 156524320

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 52', 'art. 52', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 261', 'art. 265', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 82', 'art. 81', 'DTF ', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 16', 'art. 52', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 458', 'DTF ', 'art. 52', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 134', 'e contrario']

H 115/00 (08.03.2001)
Cassa di compensazione della Societ� svizzera degli impresari-costruttori,
A.- La societ� S.________ SA (gi� E.________ SA), con sede ad A.________, � stata costituita nel 1971. Il consiglio di amministrazione era composto di P.________ e
F.________, direttore, con firma collettiva a due, dal 20 marzo 1986. Con pronunciato 5 dicembre 1996 �stata revocata la moratoria concordataria concessa alla
S.________ SA il 10 luglio 1996. Una seconda moratoria per concordato con abbandono dell'attivo � poi stata accordata in data 6 marzo 1997 e prorogata fino al 6 marzo 1998. Il 20 aprile 1998 � stato pronunciato il fallimento della societ�.
Con distinte decisioni del 18 novembre 1997 la Cassa di compensazione della Societ� svizzera degli impresari-costruttori, constatato di aver subito un danno di fr.
577'892. 85, con vincolo di solidariet�.
C.________ si � pure determinata, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha rinunciato a prendere posizione.
b) C.________, tramite l'avv. F.________, �pure insorta al Tribunale federale delle assicurazioni con ricorso di diritto amministrativo. Chiede l'annullamento del giudizio cantonale, non ritenendosi responsabile dei danni subiti dalla Cassa.
Commentaire de la loi f�d�rale d'organisation judiciaire, vol. I, pag. 343 seg.).
b) Oggetto della lite � il risarcimento di danni per il mancato pagamento di contributi AVS/AI/IPG/AD e AF. Ora, quest'ultima categoria di contributi � di diritto cantonale, per cui sfugge al controllo giudiziale del Tribunale federale delle assicurazioni (DTF 119 V 68 consid. 2a, 80 consid. 1b e riferimenti). Nella misura in cui concernono danni addebitabili al non avvenuto versamento di simili contributi, i ricorsi di diritto amministrativo sono quindi irricevibili.
3.- Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha gi� correttamente ricordato che i presupposti a fondamento dell'obbligo di risarcimento ai sensi dell'art. 52 LAVS sono, oltre all'esistenza di un danno, la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici da parte del datore di lavoro e l'intenzionalit� o la negligenza grave di quest'ultimo. In sostanza, l'obbligo di conteggiare e versare icontributi da parte del datore di lavoro - nella cui nozione sono compresi pure gli organi di una societ� anonima - � un compito prescritto dal diritto pubblico. A questo riguardo il Tribunale federale delle assicurazioni ha pi� volte rilevato che il venir meno a detto compito costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a e sentenze ivi citate).
Occorre per� esaminare se speciali circostanze legittimassero il datore di lavoro a non versare i contributi o potessero scusarlo dal procedervi (DTF 108 V 186 consid. 1b e 193 consid. 2b; cfr. pure DTF 121 V 244 consid. 4b).
L'obbligo del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla cassa sar� negato, edi conseguenza decadr�, se questi sostengono e provano motivi di giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b).
S.________ SA � fallita solo il 20 aprile 1998.
b) Per la giurisprudenza, la cassa ha conoscenza del pregiudizio nel momento in cui, facendo uso dell'attenzione da essa esigibile, accerta che la situazione di fatto pi� non permette l'esazione dei contributi e consente di fondare l'azione di risarcimento (DTF 121 III 388 consid. 3b, 119 V 92 consid. 3, 118 V 195 consid. 3a con riferimenti).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha gi� stabilito che, in caso di fallimento del datore di lavoro, il momento della conoscenza del danno non � da situare solo quando alla cassa � noto lo stato di ripartizione (art. 261
LEF) - o ancora pi� tardi al momento della ricezione dell'attestato di carenza di beni (art. 265 LEF) - ma in linea di principio gi� quando l'inventario e la graduatoria consentono di determinare se il credito insinuato rimarr� anche solo parzialmente scoperto (DTF 121 III 388 consid. 3b con riferimenti).
Inoltre ha avuto modo di evidenziare che per la conoscenza del danno � sufficiente l'ipotesi di una perdita anche solo parziale, ritenuto che - ove il concordato proposto dal debitore non sia stato omologato dal giudice per carenza dei presupposti - la cassa deve sollecitamente attivarsi, esaminando gli atti del concordato (DTF 121 V242 consid. 3c/bb).
c) Dalla documentazione agli atti risulta che con decreto 10 luglio 1996 fu concessa la prima moratoria concordataria alla S.________ SA, revocata il 5 dicembre 1996. La seconda moratoria, questa volta per concordato con abbandono dell'attivo, venne accordata il 6 marzo 1997 ein seguito prorogata fino al 6 marzo 1998. Orbene, la citata giurisprudenza prevede che la cassa deve attivarsi quando pu� raggiungere il convincimento che la situazione di fatto sia gi� tale da farle ritenere che subir� un pregiudizio patrimoniale, anche se non ancora quantificabile in termini precisi e definitivi.
In concreto la Cassa ha per certo avuto ragionevoli dubbi sulla possibilit� che il credito di fr. 577'892. 85, insinuato nuovamente il 24 marzo 1997, venisse tacitato.
Infatti, avendo pure partecipato alla prima moratoria concordataria, gi� sapeva che il 21 novembre 1996 la vendita ai pubblici incanti dell'immobile sito aR.________, valutato in oltre 4 milioni di franchi, aveva determinato la sua aggiudicazione alla creditrice dell'ipoteca di primo rango per l'importo di 1 milione di franchi, con conseguente perdita di substrato finanziario tale da far richiedere la revoca della prima moratoria concordataria.
Inoltre, essa era a conoscenza della grave situazione sia patrimoniale che debitoria della S.________ SA, ancor prima che si materializzasse l'ingente perdita sulla vendita del fondo di R.________. Ad una cassa operante nel settore dell'edilizia non poteva sfuggire, per scienza propria, la precariet� della situazione finanziaria di taluni debitori della fallita, attivi nel campo immobiliare ed esposti per importi ingenti. Dubbi che peraltro aveva espresso lo stesso commissario del concordato della S.________ SA in occasione della presentazione ai creditori della situazione patrimoniale della societ� in moratoria (relazione del 22 dicembre 1997).
Ma neppure va dimenticato che la Cassa si era gi� dovuta attivare ben prima, sia pure per importi minori. Infatti, con atti 11 aprile 1996 e 21 maggio 1997 essa aveva inoltrato una denuncia penale contro P.________ e
Non si pu� pertanto rimproverare alla Cassa di aver precorso i tempi. Essa ha infatti operato con la necessaria diligenza entro il termine di perenzione di un anno dell'art. 82 OAVS, atteso che il 5 dicembre 1996 (revoca della prima moratoria concordataria) le era noto che il credito insinuato sarebbe rimasto scoperto, anche solo parzialmente, perch� il 21 novembre 1996 la vendita ai pubblici incanti del fondo di R.________, valutato in oltre 4milioni di franchi, era stato aggiudicato per un solo milione, con conseguente certezza che vi sarebbe stata comunque per l'amministrazione una grave perdita.
F.________ (1� dicembre 1997), da C.________ (1� dicembre 1997) e da P.________ (16 dicembre 1997).
Se la cassa di compensazione conferma la sua decisione di risarcimento dei danni, essa deve promuovere, con istanza scritta, sotto pena di perenzione, un'azione davanti all'autorit� di ricorso del Cantone in cui il datore di lavoro � domiciliato, entro trenta giorni da che ha avuto conoscenza dell'opposizione (art. 81 cpv. 3 prima frase OAVS).
5.- a) C.________ ha fatto parte del consiglio di amministrazione della S.________ SA dal 15 maggio 1991, con firma collettiva a due. Essa contesta le conclusioni dei giudici cantonali nella misura in cui l'hanno ritenuta responsabile del danno cagionato alla Cassa. Rileva che, anche se membro del consiglio di amministrazione della fallita, non si � mai occupata in prima persona dell'amministrazione e in particolare della gestione della societ�, avendo delegato tali compiti ai due colleghi, P.________ e
F.________, che definisce esperti e nei quali riponeva piena fiducia. Riferisce pure di essersi sempre adoperata per risolvere i problemi e per salvare la S.________ SA dal tracollo, per quanto fosse oggettivamente possibile, vista la sua lontananza geografica dalla sede della ditta. La ricorrente asserisce di essere stata informata sempre solo in modo sommario della situazione finanziaria della fallita e di non essere stata messa in grado di controllare la ditta, in quanto i bilanci che le venivano inviati non illustravano a suo dire la reale situazione economica della stessa, essendo la valutazione degli attivi (debitori) troppo ottimistica. Precisa infatti che le era impossibile valutare - a causa della distanza e della non conoscenza delle persone e dei luoghi - la qualit� dei crediti di alcuni debitori, dimostratisi poi tutti senza alcuna possibilit� di recupero. Argomenta infine che il 24 febbraio 1995 era venuta a conoscenza che potevano esserci azioni di responsabilit�, anche penale, verso i membri del consiglio di amministrazione per il mancato pagamento dei contributi sociali. Ammette pure che se si fosse accorta con tempestivit� della reale situazione finanziaria della societ�, avrebbe per certo dato le proprie dimissioni o chiesto il fallimento della ditta ben prima del 1997 per liberarsi della propria responsabilit�.
b) Gli argomenti addotti dalla ricorrente per il mancato pagamento dei contributi sociali non sono sufficienti quale motivo di giustificazione e di discolpa nel senso della giurisprudenza. � evidente che si tratta di circostanze non invocabili quali esimenti dal momento che, accettando a partire dal 15 maggio 1991 di subentrare al padre nel consiglio di amministrazione quale membro della
S.________ SA (con il padre peraltro azionista maggioritario), C.________ si � assunta anche gli oneri che tale carica comporta. Al riguardo, questa Corte ha gi� avuto modo di affermare che gli organi di una societ� anonima devono prestare particolare attenzione alla scelta delle persone alle quali si affida la gestione degli affari importanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che vengono date (cura in instruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). Segnatamente � loro preciso dovere, per quanto qui di rilievo, vigilare affinch� icontributi alle assicurazioni sociali vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a).
Svizzera, era sempre stata a conoscenza delle difficolt� di liquidit� in cui versava la fallita. Anche la ricorrente lo sapeva o quantomeno lo doveva sapere nella sua qualit� di membro del consiglio di amministrazione della societ� a partire dal 1991, a prescindere dai rapporti di natura personale con l'azionista maggioritario. Sia come sia, a partire dalla sua nomina nel consiglio di amministrazione, essa era o doveva essere in possesso dei bilanci della societ� - o comunque ne poteva avere agevole accesso -dai quali risultava che nel 1993 vi era stata una perdita d'esercizio di fr. 18'356. 45 che, aggiunta alle precedenti, aveva portato la perdita complessiva a fr. 449'619. 36.
Questo aspetto d'ordine finanziario � tanto pi� preoccupante, ove si consideri che all'attivo risultavano debitori per fr. 3'631'935. 90, tra cui oltre 2,5 milioni di franchi di improbabile incasso. Al passivo erano indicati creditori per fr. 2'417'001. 81 e banche per fr.
La ricorrente ha sempre preso parte alle riunioni annuali del consiglio di amministrazione - convocate prima dell'assemblea generale dei soci - ed era pertanto aconoscenza almeno a partire dal 1994 della mancanza totale di liquidit� causata dalle difficolt� d'incasso dei vecchi crediti, tant'� vero che in occasione della seduta del 15 giugno 1994 ebbe a confermare la determinazione degli azionisti a sostenere la societ�. Il 24 febbraio 1995
C.________, dopo aver partecipato - con F.________ ed il legale della societ� - all'incontro con un direttore dell'Istituto bancario X.________ di B.________ in vista di un eventuale finanziamento della ditta, aveva la certezza dei gravi problemi finanziari in cui versava la S.________
SA. Per questo motivo essa aveva precisato, allora, che non c'era possibilit� per un intervento diretto da parte degli azionisti, che mettevano comunque a disposizione della ditta la loro propriet� immobiliare di L.________. Detto altrimenti, non potendo far capo al finanziamento bancario per tentare di risanare la societ� e in mancanza di liquidit� da parte dell'azionista di maggioranza, venne ventilata la possibilit� di vendere una propriet� immobiliare di L.________ intestata a R.________ nata
F.________. Orbene, siffatto intento � rimasto allo stadio di mera aspettativa perch� non supportato dal necessario consenso di chi era destinato a sacrificare attivi propri:
S.________ SA di far firmare da R.________ la procura per la vendita del suo fondo di L.________ non � mai stato dato seguito.
C.________ ha confermato altres� nella seduta del consiglio di amministrazione del 24 febbraio 1995 la disponibilit� degli azionisti a cedere il pacchetto azionario. F.________ e P.________ erano autorizzati a intraprendere le iniziative che ritenevano opportune per vendere le azioni. Dal 1995 l'interessata era pure al corrente della responsabilit� che i membri del consiglio di amministrazione avevano nei confronti dell'AVS edelle altre assicurazioni sociali per i contributi impagati della societ�.
c) Nel caso di specie, quand'anche C.________ avesse potuto erroneamente ritenere che la societ� soffrisse unicamente di una carenza cronica di liquidit� -in concomitanza con la depressione del mercato dell'edilizia instauratasi nel periodo entrante in linea di conto -, a partire almeno dal 24 febbraio 1995 era per certo aconoscenza che la situazione finanziaria della S.________ SA si era aggravata in termini significativi, atteso che l'istituto bancario di riferimento aveva negato il finanziamento richiesto. Il progressivo peggioramento ha poi determinato una perdita d'esercizio nel 1995 di fr.
F.________ in conformit� dell'art. 21 degli statuti sociali della S.________ SA � ben lungi dal costituire esimente.
Infatti, non vi � agli atti l'art. 21 nel senso inteso dalla ricorrente, il passo citato disciplinando la ripartizione degli utili. Per contro l'unica norma che fa riferimento alla gestione della societ� in deroga all'assetto legale � l'art. 16, secondo cui il consiglio di amministrazione provvede alla condotta degli affari sociali, rappresenta la societ� verso i terzi e provvede ai lavori che non siano stati deferiti in virt� della legge o degli statuti ad altro organo della societ�.
L'interessata sembra misconoscere la portata dell'art. 52 LAVS. In sostanza, � dell'avviso che costituisca esimente sia il fatto di aver delegato a persone competenti edi sua fiducia i compiti gestionali e amministrativi, sia la circostanza che alle riunioni annuali presenziava di regola anche il legale della societ�, sia ancora il fatto di non aver potuto controllare l'andamento societario in quanto i bilanci a sua disposizione non illustravano la reale situazione economica della ditta, essendo la valutazione dei debitori troppo ottimistica. Va per� detto che nulla impediva ad C.________ di richiedere, qualora avesse avuto dubbi sulla chiarezza dei bilanci a lei sottoposti, qualsivoglia informazione o documentazione tale da consentirle di far fronte ai doveri richiesti ad un membro del consiglio di amministrazione. Non va infatti dimenticato che alla ricorrente era ben noto che sussistevano problemi finanziari, tanto pi� che per sua stessa ammissione si era prodigata pi� volte per trovare delle soluzioni per migliorare la liquidit� della societ�, dopo che P.________ aveva fatto presente che quest'ultima presentava un bilancio positivo pur essendoci difficolt� d'incasso dei vecchi crediti. Va poi rilevato che essa poteva chiedere, qualora le fossero sorti dubbi in merito all'incasso dei crediti, qualsiasi chiarimento sia all'avvocato che tutelava la societ� in Svizzera che a quello italiano, il quale era al corrente dei problemi finanziari della fallita.
La ricorrente ha omesso di compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze riconducibili alla funzione di membro del consiglio di amministrazione di una societ�, tanto pi� che la famiglia R.________ era l'azionista di riferimento della fallita e che la ricorrente gi� dal 24 febbraio 1995 sapeva della grave situazione finanziaria della S.________
SA e della possibilit� di essere ritenuta personalmente responsabile del mancato pagamento dei contributi sociali.
Ne consegue che C.________ dovr� risarcire il danno subito dalla Cassa in fr. 577'892. 85.
b) Gli interessati sostengono per contro che il mancato pagamento dei contributi sociali � riconducibile alle perdite subite a seguito di fallimenti e concordati di debitori della S.________ SA per un importo complessivo di fr. 1'758'647. 40.
Inoltre precisano che fino al 21 novembre 1996 vi era una ragionevole speranza di poter ottenere la liquidit� necessaria per far fronte al pagamento degli oneri sociali e ci� con riferimento all'immobile di R.________. Asseriscono che l'arretrato nei confronti della Cassa non era dovuto a cattiva amministrazione, ma esclusivamente all'esito del tutto imprevedibile dell'incanto pubblico, rispettivamente della mora di alcuni debitori, uno dei quali "solvibilissimo". Inoltre speravano nel sostegno finanziario dell'azionista di maggioranza, il quale nel passato era sempre intervenuto. Concludono affermando di aver rinunciato ai loro crediti quali dipendenti e di aver immesso beni propri. Contestano poi ai primi giudici la non assunzione dell'audizione di testi, in particolare di
A.________ e dell'avv. G.________, i quali avrebbero potuto confermare con dovizia di particolari lo stato di necessit� in cui si erano venuti a trovare i due ricorrenti.
Se per� gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, � superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; K�lz/H�ner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122
Va pure ricordato che nell'ambito dell'accertamento dei fatti e della valutazione delle prove il giudice di merito dispone di un ampio potere di apprezzamento. Per censurare un asserito accertamento arbitrario dei fatti o un'asserita valutazione arbitraria delle prove non �sufficiente che il ricorrente critichi semplicemente la decisione impugnata o che contrapponga a quest'ultima un proprio accertamento o una propria valutazione, per quanto essi siano sostenibili o addirittura preferibili. Egli deve bens� dimostrare perch� l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove da lui criticati sarebbero manifestamente insostenibili, si trovino in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondino su una svista manifesta ocontraddicano in modo urtante il sentimento della giustizia edell'equit� (DTF 125 II 15 consid. 3a, 124 IV 88 consid. 2a, 123 I5 consid. 4a, 122 I 66 consid. 3a, 121 I 114 consid. 3a).
G.________, legale della societ�, sarebbero rilevanti per meglio precisare lo stato di necessit� in cui essi si erano trovati.
Occorre rilevare che P.________ e F.________ sapevano, sin dai primi anni novanta, che la societ� aveva carenze di liquidit�, sempre superate con l'immissione di nuovi capitali da parte di R.________, azionista maggioritario della S.________ SA. A partire dal 1994, con la morte di
R.________, i problemi finanziari e di liquidit� della societ� si acuirono in modo sensibile e progressivo. Va infatti evidenziato che dal 1993 al 1995 la societ� aveva registrato una perdita d'esercizio per complessivi fr.
1'030'119. 92 (fr. 18'356. 45 nel 1993 + fr. 132'986. 44 nel 1994 + fr. 878'777. 03 nel 1995) che, sommata alle perdite pregresse, aveva determinato una perdita riportata complessiva di fr. 1'461'382. 83 e che, per ammissione stessa degli interessati, essi sapevano della precaria situazione di alcuni debitori della societ� e non potevano pertanto fare affidamento di sorta sui corrispondenti pagamenti.
Non si vede pertanto il motivo per cui si debba sentire il revisore e il legale della fallita, i quali non farebbero che confermare il grave stato di carenza di liquidit� e i gravi problemi finanziari in cui era venuta atrovarsi la S.________ SA, quando agli atti tutto ci� gi� risulta con sufficiente chiarezza. I ricorrenti hanno peraltro omesso di sostanziare elementi fattuali precisi e rilevanti nei termini richiesti dalla giurisprudenza.
Va qui precisato che secondo la giurisprudenza, organi di una persona giuridica sono in primo luogo le persone iscritte come tali a registro di commercio, quali il consiglio di amministrazione e gli organi di controllo. Adeterminate condizioni possono assumere la qualit� di organo anche il direttore, il procuratore ex art. 458 CO ol'amministratore di fatto (DTF 119 II 255, 117 II 441 consid. 2b, 571 consid. 3 e riferimenti; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant que parties � une proc�dure de r�paration d'un dommage selon l'art. 52 LAVS, in RCC 1991 pag. 402 seg.).
Decisivo per la qualifica di organo d'una societ� per persone che non fanno parte del consiglio di amministrazione � la circostanza che esse esercitino effettivamente la funzione medesima, prendendo decisioni che competono agli organi o assumendo la gestione della ditta ed influenzandone cos� in modo determinante la formazione della volont� (DTF 114 V 79 consid. 3; Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel,
Schweizerisches Aktienrecht, Berna 1996, � 37 n. 17). Nell'ambito di azioni di responsabilit� sono infatti di rilievo le mansioni concretamente svolte da una persona in seno alla societ�. Diversamente, la persona interessata dovrebbe essere considerata responsabile anche per idanni di cui, per difetto di competenza, non avrebbe potuto impedire il verificarsi (DTF 111 V 178 consid. 5a).
b) I ricorrenti argomentano nel loro gravame -dopo aver precisato di non contestare n� la loro posizione, n� le loro mansioni nella fallita, n� il danno subito dalla
Dai bilanci agli atti, riferiti al periodo dal 1993 al 1995, si evince che la societ� aveva debitori importanti, quali ad esempio:
I ricorrenti dovevano per certo essere coscienti della precaria situazione finanziaria della S.________ SA, anche se fino al decesso dell'azionista "unico" non se ne erano particolarmente preoccupati in quanto questi aveva di continuo provveduto ad immettere liquidit� nella societ�, si era sempre interessato all'andamento della stessa ed era presente quando si doveva trattare con debitori importanti.
Dopo la morte di R.________, avvenuta nel 1994, la situazione finanziaria della societ� � precipitata. Ai gi� noti debitori vennero ad aggiungersi gli stessi F.________ e P.________ per un importo complessivo di fr. 1'127'215.- nel 1994, ridotto a fr. 877'215.- nel 1995 (cfr. sopra).
A P.________ - che per sua stessa ammissione si riteneva l'amministratore della societ� e non un suo dipendente tenuto ad occuparsi dell'amministrazione della ditta e dei suoi pagamenti - e a F.________ - direttore della fallita e da sempre uomo di fiducia dell'azionista maggioritario, che in pratica amministrava e gestiva la ditta - non poteva e non doveva pertanto sfuggire, ove solo avessero fatto uso della diligenza loro richiesta nelle rispettive funzioni, la precaria situazione finanziaria della societ�, ormai fuori da qualsiasi controllo. Il modus operandi dei due interessati non � stato di particolare ausilio alla S.________ SA quando si pensi che, pur sapendo della difficile situazione congiunturale in cui versava l'edilizia ticinese negli anni novanta, oltre ad aver personalmente caricato alla fallita, tra il 1994 ed il 1995, un ulteriore debito di oltre un milione di franchi, hanno differito la prima domanda di moratoria concordataria fino al luglio 1996, pur avendo registrato sia nel 1994 che nel 1995 forti perdite d'esercizio, che aggiunte alle precedenti hanno portato a fine 1995 ad una perdita complessiva di fr. 1'461'382. 83. N� va dimenticato che i debitori di difficile incasso erano passati da fr.
P.________ e F.________, non poteva sfuggire che la situazione finanziaria della ditta era tale da compromettere il versamento dei contributi sociali, non essendovi circostanze particolari tali da legittimarne un differimento temporaneo (cfr. consid. 3). Infatti, il mancato pagamento di tali oneri si � protratto troppo a lungo (dal 1994 al 1996) e a partire dal 1� gennaio 1995 l'omissione degli importi dovuti alla Cassa si � cronicizzata, costringendo quest'ultima a promuovere procedure esecutive per l'incasso dei contributi. In sostanza si pu� affermare che non � affatto accertato, con l'alto grado di verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza, che la scelta di differire il pagamento dei contributi paritetici fosse, secondo una valutazione ragionevole, obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della societ�; e nemmeno �assodato che il datore di lavoro potesse oggettivamente presumere di soddisfare entro breve termine la Cassa riguardo ad ogni suo credito (DTF 108 V 188; RCC 1992 pag. 261 consid. 4b; cfr. pure DTF 116 II 541 consid. 5a). Si pu� per contro asseverare che la perdita subita dalla S.________ SA riferita alla vendita all'incanto dell'immobile di R.________ �s� stata incisiva, ma essa, viste le circostanze sopra descritte, quali il forte aumento della posta debitori dal 1993 al 1995 e le perdite d'esercizio, costituisce il frutto di una situazione cronica di disagi economici e finanziari rilevanti, durati nel tempo, che non poteva lasciare indifferenti i responsabili della societ�. Non � infatti ragionevolmente ipotizzabile che persone del ramo continuassero a ritenere possibile un risanamento a corto o a breve termine. La descrizione della situazione finanziaria della fallita operata dal commissario del concordato, il quale asser� che vi erano grandi rischi sia nell'incasso delle posizioni debitorie che nella realizzazione degli attivi e degli immobili di propriet� della S.________ SA, ne � la conferma.
9.- Non trattandosi in concreto di una lite avente per oggetto l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, la procedura non � gratuita (art. 134 OG e contrario).
III. Non si assegnano indennit� per ripetibili.