Source: https://www.deannasaccani.it/2017/04/25/presunzioni-su-prelevamenti-da-cc-bancario/
Timestamp: 2020-04-08 02:32:19+00:00
Document Index: 180590007

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ']

Circolare #9: Presunzioni su prelevamenti da CC bancario | Deanna Saccani
Circolare #9: Presunzioni su prelevamenti da CC bancario
OGGETTO: NOVITA’ SULLE PRESUNZIONI DA C/C BANCARIO
Nell’ambito del Decreto c.d. “Collegato alla Finanziaria 2017” sono state modificate le disposizioni in materia di accertamenti bancari.
A seguito di tali novità, la presunzione in base alla quale i prelevamenti dal c/c bancario non giustificati costituiscono importi non dichiarati:
− opera per le imprese soltanto se di importo superiore a € 1.000 giornalieri e, comunque, a € 5.000 mensili;
− non opera per i lavoratori autonomi, a prescindere dal relativo importo. È stato, quindi, accolto l’orientamento della Corte Costituzionale che nel 2014 aveva dichiarato l’incostituzionalità
della presunzione in capo a tali soggetti.
Non sono state apportate modifiche in materia di versamenti e, pertanto, qualora non giustificati, opera la presunzione in base alla quale (a prescindere dall’importo) costituiscono reddito sia
per le imprese che per i lavoratori autonomi.
La volontà del Legislatore di intervenire sulla disciplina delle indagini bancarie era già stata palesata in sede di emanazione del D.Lgs. n. 158/2015 avente ad oggetto la revisione del sistema sanzionatorio.
In tale occasione era stata proposta la modifica del citato art. 32 con l’eliminazione della presunzione riferita ai prelevamenti anche per le imprese (per i lavoratori autonomi la presunzione già non opera, considerata la predetta pronuncia della Corte Costituzionale) e l’introduzione di una sanzione in caso di mancata / inesatta indicazione del soggetto beneficiario delle somme prelevate o mancata dimostrazione che le stesse risultano dalle scritture contabili.
Inoltre, relativamente ai lavoratori autonomi, era stata prospettata l’eliminazione della presunzione riferita agli incassi (versamenti).
In sede di approvazione del testo definitivo del citato Decreto, tuttavia, la proposta di introduzione di una specifica sanzione in luogo dell’operatività della presunzione non è stata accolta con la conseguenza che anche la formulazione dell’art. 32 non è stata modificata.
Ora, come accennato, con il DL n. 193/2016 il Legislatore è intervenuto operando una revisione parziale della disposizione in materia di indagini bancarie.
Relativamente alle imprese è stato introdotto un limite all’operatività della presunzione con
riguardo ai prelevamenti, disponendo che, ai fini dell’accertamento, va tenuto conto esclusivamente
degli importi “superiori a euro 1.000 giornalieri e, comunque, a euro 5.000 mensili”.
L’operatività della nuova disposizione pone le seguenti questioni:
la presunzione è applicabile soltanto alla parte dei prelevamenti eccedenti i predetti limiti, ovvero
se, superato il limite, la stessa opera per l’intero ammontare?
i limiti operano congiuntamente ovvero separatamente?
1.001 nell’arco dello stesso mese, dato il superamento di entrambi i limiti, mentre non opera in
presenza, ad esempio, di 7 prelevamenti da € 900 nello stesso mese, posto il superamento
soltanto del limite di € 5.000 mensili.
Il contribuente, in presenza di prelevamenti superiori ai predetti limiti, può comunque
dimostrare, come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 19.10.2006, n. 32/E,
“la loro coerenza con il tenore di vita rapportabile al volume di affari dichiarato”.
Al fine di adeguare l’art. 32 in esame alla predetta sentenza n. 228 della Corte Costituzionale, il Decreto Collegato alla Finanziaria 2017 ha eliminato il riferimento ai “compensi”.
Dal testo definitivo si rinviene esclusivamente l’abrogazione della presunzione in materia di prelevamenti, mentre permane la presunzione riferita ai versamenti.
Come accennato, il citato Decreto Collegato alla Finanziaria 2017 non ha apportato alcuna modifica relativamente ai versamenti.
Di conseguenza, sia con riguardo alle imprese che ai lavoratori autonomi, continua ad operare la presunzione in base alla quale i versamenti, qualora ingiustificati, costituiscono reddito.
Le nuove disposizioni sopra esaminate sono applicabili a decorrere dal 3.12.2016.
In merito alla possibile applicazione retroattiva delle stesse, va evidenziato che l’Agenzia delle Entrate, nel fornire chiarimenti in merito all’estensione della presunzione sui prelevamenti in capo ai lavoratori autonomi ad opera della Legge n. 311/2004, nella Circolare 19.10.2006, n. 32/E aveva affermato che, avendo la disposizione “natura meramente procedimentale”, risultava applicabile anche per l’accertamento di annualità pregresse rispetto alla relativa entrata in vigore, intervenuta l’1.1.2005.
Infatti la stessa regolamenta(va) “il potere istruttorio dell’amministrazione finanziaria e non direttamente le regole di determinazione e quantificazione del reddito”.
Ora, posto che le novità in esame, analogamente all’intervento precedente, non comportano alcun mutamento sostanziale delle regole di determinazione del reddito, si ritiene che le stesse operino retroattivamente.
Di conseguenza, le imprese saranno tenute a giustificare i prelevamenti effettuati antecedentemente al 3.2.2016 soltanto se superiori alle nuove soglie. Ciò può avere riflessi (positivi) nei contenziosi in corso.
Si rammenta che, ai sensi del comma 1, n. 7 del citato art. 32, la richiesta agli istituti bancari /
finanziari è subordinata all’autorizzazione da parte del Direttore centrale dell’accertamento,
dell’Agenzia delle Entrate o del Direttore regionale della stessa ovvero, per la G.d.F, del
Comandante regionale.
Come recentemente evidenziato dalla CT di II grado di Trento nella sentenza 19.12.2016, n. 127,
confermando il costante orientamento della giurisprudenza, l’accertamento è legittimo anche in mancanza della “materiale allegazione dell’autorizzazione” all’atto impositivo.
In merito si rammenta che la Corte di Cassazione, nella sentenza 4.10.2010, n. 10675, ha affermato che
“affinché l’erario possa utilizzare il risultato di accertamenti bancari effettuati nei confronti del contribuente è necessario che tali accertamenti siano stati debitamente autorizzati, ma non
anche che il provvedimento di autorizzazione … venga esibito al contribuente”.