Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/74/cassazione
Timestamp: 2020-02-19 15:52:14+00:00
Document Index: 169091067

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 72', 'art. 1458', 'art 1458', 'art 74', 'art. 72']

Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Contratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica - Crediti sorti dopo la cessazione dell'esercizio provvisorio - Applicazione dell'articolo 74 L.F. - Pagamento in prededuzione delle prestazioni ante fallimento.
Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Disciplina dei crediti prededucibili.
Contratti di somministrazione - Esecuzione durante il concordato - Successiva dichiarazione di fallimento - Pagamento in prededuzione dei crediti derivanti dal predetto contratto - Condizioni
Subentro del commissario nel contratto di somministrazione pendente - Necessità di apposita autorizzazione - Esclusione - Scelta se subentrare o meno nel predetto contratto - Potere del commissario - Sussistenza - Effetti
Il subentro del commissario nel contratto di energia elettrica pendente non richiede specifica autorizzazione nella procedura di amministrazione straordinaria, essendo la stessa implicita nell'autorizzazione all'esercizio dell'impresa, in virtù del carattere di essenzialità di detti contratti per la continuata gestione dell'impresa; tuttavia, la scelta se subentrare, o non, nel contratto, ed a quali condizioni (scelta che può essere fatta anche per fatti concludenti, quali l'utilizzazione in concreto dell'energia elettrica), costituisce pur sempre una potestà che compete al commissario, avvalendosi della disposizione dell'art. 74 legge fallimentare., nonché della sospensione del rapporto concessa dall'art. 72 legge fallimentare., interpretato come principio generale applicabile a tutti i rapporti di scambio nel fallimento e nelle procedure cui detta disciplina è estesa dalla legge con specifici richiami. Ne consegue che l'eventuale utilizzazione di energia elettrica, senza la preventiva manifestazione della volontà di variazione, costituisce atto di subentro nell'unico contratto pendente, mentre l'utilizzazione dopo la manifestazione della volontà di variazione deve imputarsi al nuovo contratto che verrà stipulato ed alla cui conclusione il soggetto che agisce in regime di monopolio non potrà sottrarsi. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Maggio 1996, n. 4715. Segue...
Impegno di potenza - Natura - Conseguenze - Risoluzione del contratto per sopravvenuto fallimento dell'utente - Effetti - Credito del somministrante per il periodo compreso tra la risoluzione e la scadenza naturale del contratto - Insussistenza
Nel contratto di somministrazione di energia elettrica il cosiddetto impegno di potenza, che si sostanzia nell'Obbligo del somministrante di predisporre e mantenere l'impianto in guisa di tenere a disposizione dell'utente una determinata quantità di energia, configura, al pari di quello inerente alla somministrazione di energia, una prestazione ad esecuzione non istantanea anteriore alla esecuzione del contratto, ma una prestazione continuata, accessoria e strumentale a quella principale di somministrare l'energia cui corrisponde un corrispettivo fisso da pagarsi periodicamente, maturando coevamente al consumo dell'energia, tanto nel caso di rapporto a tempo indeterminato quanto nel caso di rapporto a tempo determinato con previsione di rinnovazione tacita. Pertanto la risoluzione del contratto per sopravvenuto fallimento dell'utente travolge il suddetto impegno e i correlativi obblighi dell'utente medesimo, facendo salve soltanto le prestazioni già eseguite, con l'ulteriore conseguenza che nel periodo della risoluzione alla naturale scadenza del contratto non è configurabile un credito, del somministrante in dipendenza di quell'impegno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Febbraio 1988, n. 1259. Segue...
Nel contratto di somministrazione di energia elettrica, il cosiddetto "impegno di potenza", cioè il dovere del somministrante di tenere a disposizione dell'utente una determinata quantità di energia, configura, al pari di quello inerente all'erogazione della energia medesima, una prestazione ad esecuzione non istantanea, ma continuata, tanto nel caso di rapporto a tempo indeterminato, quanto nel caso di rapporto a tempo determinato, con previsione di rinnovazione tacita. Pertanto, la risoluzione del contratto per sopravvenuto fallimento dell'utente travolge il suddetto impegno ed i correlativi obblighi dell'utente medesimo facendo salve solo le prestazioni già eseguite (art. 1458 cod. (civ.), con l'ulteriore conseguenza che, per il periodo dalla risoluzione alla naturale scadenza del contratto, non è configurabile un credito del somministrante in dipendenza di quell'impegno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Marzo 1985, n. 2069. Segue...
Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Somministrazione
Nel contratto di somministrazione di energia elettrica la prestazione relativa all'impegno di potenza - consistente nell'Obbligo di tenere a disposizione dell'utente una determinata quantita di energia elettrica - e da qualificare come prestazione di durata, ad esecuzione continuata, e non gia come prestazione istantanea, poiche il somministrante non realizza un iniziale accumulo di energia, da erogare volta per volta, secondo la richiesta, per tutta la durata del contratto, ma garantisce semplicemente all'utente la possibilita di assorbire, in un'unita di tempo, una determinata quantita di energia, obbligandosi ad una prestazione che non puo essere disgiunta dal concreto assorbimento dell'energia stessa. Ne consegue che, corrispondendo alla prestazione continuativa del somministrante una prestazione periodica dell'utente, la risoluzione del contratto, determinata dal fallimento dell'utente, opera secondo il principio affermato dall'art 1458 cod civ,in forza del quale anche la clausola relativa all'impegno di potenza resta travolta dagli effetti retroattivi della risoluzione, con la sola eccezione delle prestazioni gia effettuate, senza che possa, percio, ipotizzarsi alcun credito da insinuarsi nel passivo fallimentare in dipendenza di detta clausola relativamente al periodo tra la dichiarazione di fallimento e la naturale scadenza del contratto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 1980, n. 1824. Segue...
Dichiarazione del curatore di subentrare nel contratto o di sciogliersene - Mancanza di dichiarazioni del curatore - Conseguenze
Ai sensi dell'art 74 della legge fallimentare, e del richiamo in esso contenuto al secondo e terzo comma del precedente art. 72, la dichiarazione di fallimento del somministrato, intervenuta in corso di esecuzione del contratto di somministrazione, determina ipso iure la sospensione del rapporto, fino a quando il curatore, con l'autorizzazione del giudice delegato, dichiari in modo inequivoco, ancorche senza particolari formalita, di subentrare nel contratto, ovvero di sciogliersi dal medesimo. Quando il curatore non faccia alcuna dichiarazione, il somministrante puo fargli assegnare un termine dal giudice delegato, decorso il quale il contratto si intende sciolto. Dal sistema di dette norme si evince che, mentre il subingresso del curatore nel contratto di somministrazione postula una sua dichiarazione affermativa, l'ipotesi inversa non richiede la prova di un dissenso del curatore stesso, si che ogni altra sua risposta, non contenente un'inequivoca volonta nel senso del subentro, deve considerarsi come risposta negativa, o, comunque, mancata risposta, sufficiente a determinare lo scioglimento del contratto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Ottobre 1978, n. 4570. Segue...