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Timestamp: 2018-05-23 22:14:46+00:00
Document Index: 106683579

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Abbandono di persone minori o incapaci:è sufficiente il dolo generico per integrare la fattispecie criminosa (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 23 aprile – 5 agosto 2015, n. 34194). – Noi Radiomobile™ //cdn.iubenda.com/cookie_solution/safemode/iubenda_cs.js
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Abbandono di persone minori o incapaci:è sufficiente il dolo generico per integrare la fattispecie criminosa (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 23 aprile – 5 agosto 2015, n. 34194).
Osserva il Collegio, come sottolineato dal ricorrente, che la valutazione del comportamento di V.A. si sarebbe dovuta centrare, non tanto sull’esame delle possibilità per il pre­venuto di controllare i movimenti del congiunto, quanto sulle iniziative adottate da chi aveva, nella sua veste formale, obblighi di cura dell’incapace ed aveva avuto l’informazione che quello se ne era andato di casa, considerando che ai fini del ricorrere del delitto di cui all’art. 591 cod. pen., il necessario “abbandono” è integrato da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia) che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo, sicché ne risponde colui che, [pur non allontanandosi dal soggetto passivo,] ometta di far intervenire persone idonee ad evitare il pericolo stesso. (Sez. 2, n. 10994 del 06/12/2012, T. e altro, Rv. 255172).
Secondo la giurisprudenza, il dolo del delitto di cui all’art. 591 cod. pen. è generico e consiste nella coscienza di abbandonare a sé stesso il soggetto passivo, che non abbia la capacità di provvedere alle proprie esigenze, in una situazione di pericolo per la sua integrità fisica di cui si abbia l’esatta percezione, senza che occorra la sussistenza di un particolare malanimo da parte del reo (Sez. 2, n. 10994 del 06/12/2012, T. e altro, Rv. 255173).
Nel caso di specie non pare in linea con i principi fissati in materia una valutazione dell’atteggiamento soggettivo che prescinda da un compiuto esame della situazione dell’incapace, sostanzialmente disperso per la mancanza dei documenti, quale era nota al prevenuto, nonché, correlativamente, delle iniziative da quello prese per ritrovare il fratello, avendosi allo stato degli atti, la sola notizia di un’informale notizia data ad un amico u.p.g. e, campo meritevole di indagine, senza altro fare fin al momento in cui un ignoto, ricoverato dalla polizia in un ospedale abruzzese, era stato identificato nell’incapace in stato di abbandono.
La richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero per il delitto contestato dovrà quindi essere riesaminata dal Giudice dell’Udienza preliminare del Tribunale di Macerata con una completa valutazione di tutti gli elementi a disposizione, come non è avvenuto da parte della sentenza impugnata.
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Next → Next post: L’elemento psicologico della diffamazione consiste non solo nella consapevolezza di pronunziare o scrivere una frase lesiva dell’altrui reputazione, ma anche nella volontà che la frase denigratoria venga a conoscenza di più persone, pertanto è necessario sia che l’autore della diffamazione comunichi con almeno due persone (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 10 febbraio – 5 agosto 2015, n. 34178).