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Timestamp: 2019-02-23 10:07:26+00:00
Document Index: 69681507

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DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 195 - Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo a norma dell'articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0241) - (GU n. 273 del 23-11-2011 | Geometra.info
DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 195 – Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo a norma dell’articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0241) – (GU n. 273 del 23-11-2011
DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 195 - Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo a norma dell'articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0241) - (GU n. 273 del 23-11-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 08/12/2011
Disposizioni correttive  ed  integrative  al  decreto  legislativo  2
norma dell’articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009,  n.  69.
(11G0241)
dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009 n. 69;
Visto l’articolo 44, comma 4, ultimo periodo, della legge 18 giugno
2009,  n. 69, il quale prevede che “entro  due  anni  dalla  data  di
Vista la nota in data 8  luglio  2009  con  la  quale  il  Governo,
Visto il progetto del decreto legislativo recante: «  Modifiche  al
codice  del  processo  amministrativo  e  alle  relative   norme   di
attuazione, transitorie, di coordinamento e di abrogazione»,  redatto
da detta commissione speciale e trasmesso al Governo con la nota  del
Presidente del Consiglio di Stato in data 5 luglio 2011;
adottata nella riunione del 3 agosto 2011;
Modifiche al codice del processo amministrativo e alle relative norme
di attuazione, transitorie, di coordinamento e di abrogazione
1. Al codice del processo amministrativo, approvato con  l’allegato
1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n.  104,  sono  apportate  le
a) all’articolo 12, comma 1, dopo le parole:  “arbitrato  rituale
di diritto” sono aggiunte le seguenti: “ai sensi degli articoli 806 e
seguenti del codice di procedura civile”;
b) all’articolo 17, comma 1, e’ aggiunto, in  fine,  il  seguente
periodo: “L’astensione non ha effetto sugli atti anteriori.”;
c) all’articolo  18,  comma  8,  le  parole:  “La  ricusazione  o
l’astensione  non  hanno”,  sono  sostituite  dalle   seguenti:   “La
ricusazione non ha”;
d) all’articolo 20, nella rubrica, le  parole:  “del  consulente”
e) l’articolo 25 e’ sostituito dal seguente:
1. Fermo quanto previsto, con  riferimento  alle  comunicazioni  di
segreteria, dall’articolo 136, comma 1:
a) nei giudizi davanti ai tribunali  amministrativi  regionali,  la
parte,  se  non  elegge  domicilio  nel  comune  sede  del  tribunale
amministrativo regionale o  della  sezione  staccata  dove  pende  il
ricorso,  si  intende  domiciliata,  ad  ogni  effetto,   presso   la
segreteria del tribunale amministrativo  regionale  o  della  sezione
staccata;
b) nei giudizi davanti al Consiglio di  Stato,  la  parte,  se  non
elegge domicilio in Roma, si intende domiciliata,  ad  ogni  effetto,
presso la segreteria del Consiglio di Stato.”;
f) all’articolo 26, il comma 2 e’ sostituito dal seguente: “2. Il
giudice condanna d’ufficio la parte soccombente al pagamento  di  una
sanzione  pecuniaria,  in  misura  non  inferiore  al  doppio  e  non
superiore al quintuplo del contributo unificato dovuto per il ricorso
introduttivo del giudizio, quando la parte  soccombente  ha  agito  o
resistito temerariamente  in  giudizio.  Al  gettito  delle  sanzioni
previste dal presente comma si applica l’articolo 15 delle  norme  di
attuazione.”;
g)  all’articolo  31,  comma  1,  dopo  le  parole  “procedimento
amministrativo” sono  inserite  le  seguenti:  “e  negli  altri  casi
previsti dalla legge”;
h) all’articolo 32, comma 1, le parole: “dai Capi  I  e  II  del”
sono sostituite dalla seguente: “dal”;
i) all’articolo 33, nella rubrica le parole: “del  giudice”  sono
l) all’articolo 44, dopo il comma 4,  e’  aggiunto  il  seguente:
“4-bis. Fermo quanto previsto dall’articolo 39, comma 2, la  nullita’
degli atti e’ rilevabile d’ufficio.”;
m) all’articolo 54, il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. La
presentazione  tardiva   di   memorie   o   documenti   puo’   essere
eccezionalmente autorizzata, su richiesta  di  parte,  dal  collegio,
assicurando comunque il pieno rispetto del diritto delle  controparti
al contraddittorio su tali atti, qualora la produzione nel termine di
legge sia risultata estremamente difficile.”;
n) all’articolo 55, commi 8 e 10,  le  parole:  “di  discussione”
sono sostituite dalle seguenti: “della discussione”;
o) all’articolo 57, comma  1,  le  parole:  “la  sentenza”,  sono
sostituite dalle seguenti:  “il  provvedimento”  e  dopo  le  parole:
“nella sentenza” sono aggiunte le seguenti: “di merito”;
p) all’articolo 67, comma  2,  le  parole:  “e  sono  decise  dal
presidente o dal magistrato delegato  con  decreto  non  impugnabile”
q) all’articolo 73, comma 1,  dopo  la  parola:  “repliche”  sono
inserite le seguenti: “, ai nuovi  documenti  e  alle  nuove  memorie
depositate in vista dell’udienza, “;
r) all’articolo 76, comma 4, il numero: “2” e’ soppresso;
s) all’articolo 87 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, dopo le parole: “dal comma 2” sono aggiunte,  in
fine, le seguenti: “, ma il presidente del collegio puo’ disporre che
si svolgano a porte chiuse, se ricorrono ragioni di  sicurezza  dello
Stato, di ordine pubblico o di buon costume”;
2) al comma 3, dopo le parole: “lettera a)”, sono  inserite  le
seguenti: “e fatto salvo quanto disposto dall’articolo 116, comma  1,
“; e dopo la parola: “tranne”  sono  inserite  le  seguenti:  “,  nei
giudizi di primo grado,”;
t) all’articolo 95, comma  1,  le  parole:  “L’impugnazione  deve
essere notificata, nelle cause inscindibili, “, sono sostituite dalle
seguenti:  “L’impugnazione  della  sentenza  pronunciata   in   causa
inscindibile o in cause tra loro dipendenti e’ notificata”;
u) all’articolo 98, comma 1, la  parola:  “danno”  e’  sostituita
dalla seguente: “pregiudizio”;
v)  all’articolo  99,  comma  5,  le  parole:   “sulla   sentenza
impugnata”,  sono  sostituite  dalle  seguenti:  “sul   provvedimento
impugnato”;
z) all’articolo 101, comma 1, dopo le parole: “se sta in giudizio
personalmente”, sono inserite le seguenti:  “ai  sensi  dell’articolo
22, comma 3, “;
aa) all’articolo 108, comma 1, le  parole:  “,  titolare  di  una
posizione autonoma e incompatibile, ” sono soppresse;
bb) all’articolo 111, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:  “1.
Il  Consiglio  di  Stato,  se  richiesto  con   istanza   previamente
notificata alle altre parti,  in  caso  di  eccezionale  gravita’  ed
urgenza, puo’ sospendere  gli  effetti  della  sentenza  impugnata  e
disporre le altre opportune  misure  cautelari.  Al  procedimento  si
applicano gli articoli 55, commi 2, 5, 6 e 7, e 56,  commi  1,  primo
periodo, 2, 3, 4 e 5.”;
cc) all’articolo 112 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il comma 3 e’  sostituito  dal  seguente:  “3.  Puo’  essere
proposta, anche in unico grado dinanzi al giudice  dell’ottemperanza,
azione di condanna al pagamento di somme a titolo di rivalutazione  e
interessi maturati dopo il passaggio  in  giudicato  della  sentenza,
nonche’ azione di risarcimento dei danni connessi  all’impossibilita’
o comunque alla mancata  esecuzione  in  forma  specifica,  totale  o
parziale, del giudicato o alla sua violazione o elusione.”;
2) il comma 4 e’ soppresso;
dd) all’articolo 114 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: ”  2.  Unitamente  al
ricorso e’ depositato in copia autentica il provvedimento di  cui  si
chiede l’ottemperanza, con l’eventuale prova  del  suo  passaggio  in
giudicato”;
2) il comma 6 e’ sostituito  dal  seguente:  ”  6.  Il  giudice
conosce di tutte le questioni relative all’ottemperanza, nonche’, tra
le parti nei cui confronti si e’  formato  il  giudicato,  di  quelle
inerenti agli atti del commissario ad  acta.  Avverso  gli  atti  del
commissario ad acta le stesse  parti  possono  proporre,  dinanzi  al
giudice  dell’ottemperanza,  reclamo,  che  e’   depositato,   previa
notifica ai controinteressati, nel termine di  sessanta  giorni.  Gli
atti emanati dal giudice dell’ottemperanza o dal suo ausiliario  sono
impugnabili dai terzi estranei al giudicato  ai  sensi  dell’articolo
29, con il rito ordinario.”;
ee)  all’articolo  116,  comma  1,  le  parole:  “agli  eventuali
controinteressati.” sono sostituite dalle  seguenti:  “ad  almeno  un
controinteressato.”; ed e’ aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:
“Il termine per la  proposizione  di  ricorsi  incidentali  o  motivi
aggiunti e’ di trenta giorni.”;
ff) all’articolo 117, dopo il comma 6 e’  aggiunto  il  seguente:
“6-bis. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4  e  6,  si  applicano
anche ai giudizi di impugnazione.”;
gg)  all’articolo  119,  comma  1,  sono  apportate  le  seguenti
1) alla lettera l),  la  parola:  “2003”  e’  sostituita  dalla
seguente: “2002”;
2) dopo la lettera m-bis) sono aggiunte le lettere:  “m-ter)  i
provvedimenti  dell’Agenzia  nazionale  per  la  regolazione   e   la
vigilanza in materia di acqua istituita dall’articolo 10,  comma  11,
del  decreto-legge  13  maggio   2011,   n.   70,   convertito,   con
m-quater)  le  azioni  individuali  e  collettive  avverso   le
discriminazioni   di   genere   in   ambito   lavorativo,    previste
dall’articolo 36 e seguenti del decreto legislativo 25  luglio  2006,
n.  198,  quando  rientrano,  ai  sensi  del  citato  decreto,  nella
giurisdizione del giudice amministrativo;
hh)  all’articolo  120,  comma  5,  sono  apportate  le  seguenti
1) dopo le parole “Il ricorso” sono inserite  le  seguenti   “,
principale o incidentale”;
2) dopo la parola “decorrente” sono inserite  le  seguenti:  “,
per il ricorso principale e per i motivi aggiunti,”;
3) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo  “Per  il  ricorso
incidentale la decorrenza del termine e’  disciplinata  dall’articolo
42.”;
ii) all’articolo 125 il comma 4 e’ cosi’ sostituito:
“4. Le  disposizioni  del  comma  3  si  applicano  anche  alle
controversie relative:
a)  alle  procedure  di  cui  all’articolo  140  del  decreto
b)  alle   procedure   di   progettazione,   approvazione   e
istituzionale di  sviluppo  ai  sensi  dell’articolo  6  del  decreto
legislativo 31 maggio 2011, n. 88;
c)  alle  opere  di  cui  all’articolo  32,  comma  18,   del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98  convertito  in  legge  15  luglio
2011, n. 111”;
ll)  all’articolo  133,  comma  1,  sono  apportate  le  seguenti
1) alla lettera a), il n. 3) e’ sostituito  dal  seguente:  “3)
silenzio di cui all’articolo 31, commi 1,  2  e  3,  e  provvedimenti
espressi adottati in sede di verifica  di  segnalazione  certificata,
denuncia e dichiarazione di inizio attivita’, di cui all’articolo 19,
comma 6-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241”;
2) dopo la lettera a), e’  inserita  la  seguente:  “a-bis)  le
controversie relative all’applicazione dell’articolo 20 della legge 7
agosto 1990, n. 241”;
3) alla lettera l), dopo  le  parole:  “Banca  d’Italia,”  sono
inserite le seguenti: “dagli Organismi di cui agli articoli  112-bis,
113 e 128-duodecies del decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.
385,”;
4) alla lettera m) sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:
“, nonche’ i giudizi  riguardanti  l’assegnazione  di  diritti  d’uso
delle frequenze, la gara e le altre procedure di cui ai commi da 8  a
13 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220,  incluse  le
procedure di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 marzo  2011,  n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge  26  maggio  2011,  n.
5) dopo la lettera z-bis) sono aggiunte le lettere:
“z-ter) le controversie aventi  ad  oggetto  i  provvedimenti
dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza  in  materia
di acqua istituita dall’articolo 10, comma 11, del  decreto-legge  13
luglio 2011, n. 106;”
“z-quater) le controversie aventi ad oggetto i  provvedimenti
adottati ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 149”;
mm) all’articolo 134, comma 1,  lettera  c),  sono  aggiunte,  in
fine, le seguenti parole: “e quelle previste dall’articolo 123; “;
nn) all’articolo 135, al comma  1,  sono  apportate  le  seguenti
“, nonche’ quelle relative ai provvedimenti riguardanti i  magistrati
amministrativi adottati dal Consiglio di Presidenza  della  Giustizia
2) alla lettera d) sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:
delle frequenze, la gara e le altre procedure di cui ai commi da 8 al
13 dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, incluse  le
3)  la  lettera  e)  e’  sostituita  dalla  seguente:  “e)   le
controversie  aventi  ad  oggetto  le  ordinanze  e  i  provvedimenti
commissariali adottati in tutte le situazioni di emergenza dichiarate
ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio  1992,  n.
225; “;
4) la lettera p) e’ sostituita dalla seguente: “le controversie
attribuite alla giurisdizione del  giudice  amministrativo  derivanti
dall’applicazione del Titolo II del Libro III del decreto legislativo
6  settembre  2011,  n.  159,  relative  all’Agenzia  nazionale   per
alla criminalita’ organizzata”;
5) alla lettera q) il segno: ” . ” e’ sostituito dal  seguente:
“; “;
6) dopo la lettera q) sono aggiunte, in fine, le seguenti:
“q-bis) le controversie di cui  all’articolo  133,  comma  1,
lettera z-bis); “;
“q-ter) le controversie di cui  all’articolo  133,  comma  1,
lettera z-ter);”
oo) all’articolo 136, comma 1, il primo periodo e’ sostituito dal
“1. I difensori indicano nel ricorso o nel primo atto difensivo
un indirizzo di posta elettronica certificata e un recapito  di  fax,
che possono essere anche diversi dagli indirizzi del  domiciliatario,
dove intendono ricevere le comunicazioni relative al processo.”.
2. Alle norme di attuazione, di cui all’allegato 2  al  decreto
legislativo 2  luglio  2010,  n.  104,  sono  apportate  le  seguenti
1) al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:
“, la notizia delle impugnazioni proposte avverso i provvedimenti del
giudice e il relativo esito.  La  proposizione  dell’impugnazione  e’
registrata quando la segreteria del  giudice  ne  riceve  notizia  ai
sensi dell’articolo 6, comma 2,  dell’allegato  2,  ovvero  ai  sensi
dell’articolo 369, comma 3, del codice  di  procedura  civile,  o  ai
sensi dell’articolo 123 delle disposizioni di attuazione al codice di
procedura civile. La segreteria del giudice a cui  l’impugnazione  e’
proposta   trasmette   senza   ritardo   copia   del    provvedimento
giurisdizionale che definisce il giudizio di impugnazione.”;
2)  al  comma  3  le  parole:  “segretario  generale”  sono
sostituite dalla seguente: “segretariato”;
3) al comma 4 le parole:  “del  segretario  generale”  sono
sostituite dalle seguenti: ” di un addetto al segretariato generale”.
1) al comma  1,  alla  lettera  g)  il  segno:  ”  .  ”  e’
sostituito dal seguente: “; “;
2) dopo la lettera g) e’ aggiunta, in  fine,  la  seguente:
“g-bis) il registro dei provvedimenti dell’Adunanza plenaria.”;
3) al comma 3 la parola: “trasmissione” e’ sostituita dalla
seguente: “comunicazione”;
c) all’articolo 14, comma  1,  la  parola:  “funzionario”  e’
sostituita dalla seguente: “impiegato”.
3. Alle norme di coordinamento e abrogazioni, di cui all’allegato 4
al decreto legislativo 2 luglio  2010,  n.  104,  sono  apportate  le
a) all’articolo 3 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) dopo  il  comma  5,  e’  inserito  il  seguente:  ”  5-bis.)
All’articolo 145-bis del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.
a) il comma 2 e’  sostituito  dal  seguente:  “2.  La  tutela
giurisdizionale davanti al giudice amministrativo e’ disciplinata dal
codice del processo amministrativo.”;
b) il comma 4 e’ sostituito dal  seguente:  “4.  Copia  della
sentenza del tribunale amministrativo regionale e’ trasmessa, a  cura
delle  parti,  all’Organismo  ai  fini   della   pubblicazione,   per
estratto.”;
2) al comma 9 le parole: “del Presidente della Repubblica” sono
sostituite dalla seguente: “legislativo”;
3)  dopo  il  comma  17  e’  aggiunto  il  seguente:   “17-bis.
«L’articolo 140, comma 11, del decreto legislativo 6 settembre  2005,
n. 206  e’  cosi’  sostituito:  “11.  Resta  ferma  la  giurisdizione
esclusiva del giudice amministrativo in materia di  servizi  pubblici
ai sensi dell’articolo 133,  comma  1,  lettera  c)  del  codice  del
processo amministrativo”»”;
4) al comma 19, alla lettera  a)  le  parole:  “comma  4”  sono
sostituite dalle seguenti: “comma 3”;
5) dopo il comma  19  e’  inserito  il  seguente:  “19-bis.  Al
decreto legislativo  25  luglio  2006,  n.  198,  sono  apportate  le
a) all’articolo 37, comma 4, secondo periodo, le  parole  “Il
giudice adito” sono  sostituite  dalle  seguenti:  “Il  Tribunale  in
funzione di giudice del lavoro adito”;
b) all’articolo 37, comma  4,  sono  aggiunte,  in  fine,  le
seguenti parole: “La tutela  davanti  al  giudice  amministrativo  e’
disciplinata   dall’articolo   119   del    codice    del    processo
amministrativo.”;
c) all’articolo 37, comma 5, le parole “sentenza  di  cui  al
comma 3” sono sostituite dalle seguenti: “sentenza di cui al comma  3
e al comma 4”;
d) all’articolo 38,  comma  1,  le  parole  “o  il  tribunale
amministrativo regionale competente,” sono soppresse;
e) all’articolo 38, il comma 5 e’  sostituito  dal  seguente:
“5. La tutela  davanti  al  giudice  amministrativo  e’  disciplinata
dall’articolo 119 del codice del processo amministrativo.”;
6) al comma 23, le parole: “81,  comma  1”  sono  sostituite  dalle
seguenti: “71, comma 2”;
7) al comma  25,  le  parole:  “16  marzo”  sono  sostituite  dalle
seguenti: “15 marzo”;
8) dopo il comma 25, sono inseriti i seguenti:
“25-bis. Il comma 26-bis del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106  e’
sostituito dal seguente: «26-bis. La tutela avverso  i  provvedimenti
dell’Agenzia   e’    disciplinata    dal    codice    del    processo
amministrativo.»”;
“25-ter. L’articolo 114,  comma  1,  del  decreto  legislativo  6
settembre 2011, n. 159, e’ sostituito dal seguente: “1. Per tutte  le
controversie attribuite alla cognizione  del  giudice  amministrativo
derivanti dall’applicazione del presente  titolo,  la  competenza  e’
determinata ai sensi dell’articolo 135,  comma  1,  lettera  p),  del
“25-quater. All’articolo 3, comma 2, del  decreto  legislativo  6
settembre 2011,  n.  149,  le  parole  “Il  giudizio  sulla  relativa
amministrativo”  sono  sostituite  dalle  seguenti:  “Alle   relative
controversie si  applica  l’articolo  133  del  codice  del  processo
b)  all’articolo  4,  comma  1,  sono   apportate   le   seguenti
1) dopo il numero 6) e’ inserito  il  seguente:  “6-bis)  regio
decreto 21 aprile 1942, n. 444: articoli da 71 a 74; “;
2) al numero 11), dopo  la  parola  “13;  ”  sono  inserite  le
seguenti: “da 23 a 27 compresi; “;
3) dopo il numero 11) sono aggiunti i seguenti:
“11-bis) legge 27 maggio 1975, n. 166: articolo 8;
11-quater) legge 8 agosto 1977, n. 546: articolo 4, comma 11;
4) al numero 13), la  parola  “febbraio”  e’  sostituita  dalla
seguente: “aprile”;
5) al numero 14), dopo le parole: “19, comma 5; ” sono inserite
le seguenti: “20, comma 5-bis; “;
6) al numero 17) sono aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:
“articolo 145-bis, comma 3; “;
7) il numero 18) e’ soppresso;
8) al numero 23), e’ aggiunta, in  fine,  la  seguente  parola:
“16; “;
9) dopo il numero 36, e’ inserito il seguente: “36-bis) decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163: articolo 246-bis;”.
Si riporta il testo dell’articolo 117,  secondo  comma,
“Art. 117. Lo Stato  ha  legislazione  esclusiva  nelle
culturali.”.
2009, n. 140, S.O.
” Art. 44. Delega al Governo  per  il  riassetto  della
disciplina del processo amministrativo
Si riporta l’articolo 14, numero 2) del  regio  decreto
26 giugno 1924, n. 1054 (Approvazione del testo unico delle
leggi sul Consiglio di Stato), pubblicato nella Gazz.  Uff.
7 luglio 1924, n. 158:
Si riporta il testo degli articoli 12, 17, 18, 20,  25,
26, 31, 32, 33, 44, 54, 55, 57, 67, 73,  76,  95,  98,  99,
101, 108, 111, 112, 114, 116, 117, 119, 120, 125, 133, 134,
135 e 136 del codice del processo  amministrativo,  di  cui
2010, come modificati dal presente decreto legislativo:
” Art. 12. Rapporti con l’arbitrato
1.  Le  controversie  concernenti  diritti   soggettivi
devolute  alla  giurisdizione  del  giudice  amministrativo
possono  essere  risolte  mediante  arbitrato  rituale   di
diritto ai sensi degli articoli 806 e seguenti  del  codice
di procedura civile.”
“Art. 17. Astensione
1. Al giudice amministrativo si applicano le cause e le
modalita’ di astensione previste dal  codice  di  procedura
civile. L’astensione non ha effetto sugli atti anteriori.”
“Art. 18. Ricusazione
1. Al giudice amministrativo si applicano le  cause  di
ricusazione previste dal codice di procedura civile.
2. La ricusazione si propone, almeno tre  giorni  prima
dell’udienza designata, con domanda diretta al  presidente,
quando sono noti i magistrati  che  devono  prendere  parte
all’udienza; in caso  contrario,  puo’  proporsi  oralmente
all’udienza medesima prima della discussione.
3. La domanda deve indicare i  motivi  ed  i  mezzi  di
prova ed essere firmata dalla parte o dall’avvocato  munito
di procura speciale.
4. Proposta la ricusazione, il collegio investito della
controversia puo’ disporre la prosecuzione del giudizio, se
ad un sommario  esame  ritiene  l’istanza  inammissibile  o
5. In ogni caso la decisione definitiva sull’istanza e’
adottata, entro trenta giorni dalla sua  proposizione,  dal
collegio previa sostituzione del magistrato  ricusato,  che
deve essere sentito.
6. I componenti del collegio chiamato a decidere  sulla
ricusazione non sono ricusabili.
7.  Il  giudice,  con  l’ordinanza  con  cui   dichiara
inammissibile o respinge l’istanza di ricusazione, provvede
sulle spese e puo’ condannare la parte che l’ha proposta ad
una sanzione pecuniaria non superiore ad euro cinquecento.
8. La ricusazione non ha effetto sugli atti  anteriori.
L’accoglimento dell’istanza di ricusazione rende nulli  gli
atti compiuti ai sensi del comma 4  con  la  partecipazione
del giudice ricusato.”
“Art. 20. Obbligo di assumere l’incarico e ricusazione
1. Il verificatore e il consulente,  se  scelto  tra  i
dipendenti pubblici o tra gli iscritti negli  albi  di  cui
all’articolo 13 delle  disposizioni  per  l’attuazione  del
codice di procedura civile, hanno l’obbligo di prestare  il
loro ufficio, tranne che il giudice  riconosca  l’esistenza
di un giustificato motivo.
2.  Il  consulente,  o  il  verificatore,  puo’  essere
ricusato dalle parti per i motivi indicati nell’articolo 51
del codice di procedura civile. Della  ricusazione  conosce
il giudice che l’ha nominato.”
“Art. 25.Domicilio
1.  Fermo  quanto  previsto,   con   riferimento   alle
comunicazioni di segreteria, dall’articolo 136, comma 1:
a) nei  giudizi  davanti  ai  tribunali  amministrativi
regionali, la parte, se non  elegge  domicilio  nel  comune
sede del tribunale amministrativo regionale o della sezione
staccata dove pende il ricorso, si intende domiciliata,  ad
ogni  effetto,   presso   la   segreteria   del   tribunale
amministrativo regionale o della sezione staccata;
b) nei giudizi davanti al Consiglio di Stato, la parte,
se non elegge domicilio in Roma, si intende domiciliata, ad
ogni effetto, presso la segreteria del Consiglio di Stato.”
92, 93, 94, 96 e 97 del codice di procedura civile.
“Art. 31. Azione avverso il silenzio e declaratoria  di
1.  Decorsi  i   termini   per   la   conclusione   del
procedimento amministrativo e  negli  altri  casi  previsti
dalla  legge,   chi   vi   ha   interesse   puo’   chiedere
l’accertamento   dell’obbligo    dell’amministrazione    di
2. L’azione puo’ essere proposta fintanto  che  perdura
l’inadempimento  e,  comunque,  non  oltre  un  anno  dalla
scadenza del termine di conclusione  del  procedimento.  E’
fatta salva la riproponibilita’ dell’istanza di  avvio  del
procedimento ove ne ricorrano i presupposti.
3. Il giudice puo’ pronunciare sulla  fondatezza  della
pretesa dedotta  in  giudizio  solo  quando  si  tratta  di
attivita’ vincolata o  quando  risulta  che  non  residuano
ulteriori margini di esercizio della discrezionalita’ e non
sono necessari adempimenti istruttori  che  debbano  essere
compiuti dall’amministrazione.
4. La domanda  volta  all’accertamento  delle  nullita’
previste  dalla  legge  si  propone  entro  il  termine  di
decadenza di centottanta giorni. La nullita’ dell’atto puo’
sempre essere  opposta  dalla  parte  resistente  o  essere
rilevata  d’ufficio  dal  giudice.  Le   disposizioni   del
presente comma non si applicano alle nullita’ di  cui  all’
articolo 114, comma 4, lettera b),  per  le  quali  restano
ferme le disposizioni del Titolo I del Libro IV.”
“Art. 32. Pluralita’ delle domande e conversione  delle
1. E’ sempre possibile nello stesso giudizio il  cumulo
di  domande  connesse  proposte   in   via   principale   o
incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi,  si
applica quello ordinario, salvo quanto previsto dal  Titolo
V del Libro IV.
2. Il giudice qualifica l’azione proposta  in  base  ai
suoi elementi sostanziali. Sussistendone i  presupposti  il
giudice puo’ sempre disporre la conversione delle azioni.”
“Art. 33. Provvedimenti
a) sentenza quando definisce in tutto  o  in  parte  il
b)  ordinanza  quando   assume   misure   cautelari   o
interlocutorie, ovvero decide sulla competenza;
3. Le ordinanze e i  decreti,  se  non  pronunciati  in
udienza o in camera di consiglio e  inseriti  nel  relativo
verbale, sono comunicati alle parti  dalla  segreteria  nel
termine di cui all’articolo 89, comma 3.
4. L’ordinanza che dichiara  l’incompetenza  indica  in
ogni caso il giudice competente.”
“Art. 44. Vizi del ricorso e della notificazione
1. Il ricorso e’ nullo:
b) se, per l’inosservanza delle altre norme  prescritte
nell’ articolo 40, vi e’ incertezza assoluta sulle  persone
o sull’oggetto della domanda.
2. Se il ricorso contiene  irregolarita’,  il  collegio
puo’ ordinare che sia rinnovato entro un termine a tal fine
3. La costituzione  degli  intimati  sana  la  nullita’
della notificazione del ricorso, salvi i diritti  acquisiti
anteriormente alla comparizione, nonche’  le  irregolarita’
4. Nei casi in cui sia  nulla  la  notificazione  e  il
destinatario non si costituisca in giudizio, il giudice, se
ritiene che l’esito negativo della notificazione dipenda da
causa non imputabile al notificante, fissa al ricorrente un
termine  perentorio   per   rinnovarla.   La   rinnovazione
impedisce ogni decadenza.
4-bis. Fermo quanto previsto dall’articolo 39, comma 2,
la nullita’ degli atti e’ rilevabile d’ufficio.”
“Art. 54. Deposito tardivo di  memorie  e  documenti  e
1. La presentazione tardiva di memorie o documenti puo’
essere eccezionalmente autorizzata, su richiesta di  parte,
dal collegio, assicurando comunque il  pieno  rispetto  del
diritto delle controparti al contraddittorio su tali  atti,
qualora la produzione nel termine di  legge  sia  risultata
2. I termini processuali sono sospesi dal 1° agosto  al
15 settembre di ciascun anno.
3. La sospensione dei termini prevista dal comma 2  non
si applica al procedimento cautelare.
articolo 15, commi 5 e 6.”
“Art. 57. Spese del procedimento cautelare
1. Con l’ordinanza che decide sulla domanda il  giudice
provvede sulle spese della  fase  cautelare.  La  pronuncia
sulle spese conserva efficacia anche dopo il  provvedimento
che  definisce  il  giudizio,  salvo  diversa   statuizione
espressa nella sentenza di merito.”
“Art. 67. Consulenza tecnica d’ufficio
1.  Con  l’ordinanza  con  cui  dispone  la  consulenza
tecnica  d’ufficio,  il  collegio  nomina  il   consulente,
formula  i  quesiti  e  fissa  il  termine  entro  cui   il
consulente incaricato deve comparire dinanzi al  magistrato
a tal fine delegato  per  assumere  l’incarico  e  prestare
giuramento ai sensi del comma 4. L’ordinanza e’  comunicata
al consulente tecnico a cura della segreteria.
2. Le eventuali istanze di astensione e ricusazione del
consulente sono proposte, a pena  di  decadenza,  entro  il
termine di cui al comma 1.
3. Il collegio, con la stessa ordinanza di cui al comma
1,  assegna  termini  successivi,  prorogabili   ai   sensi
dell’articolo 154 del codice di procedura civile, per:
a)  la  corresponsione  al  consulente  tecnico  di  un
anticipo sul suo compenso;
b) l’eventuale nomina, con dichiarazione  ricevuta  dal
segretario, di consulenti tecnici  delle  parti,  i  quali,
oltre a poter assistere alle operazioni del consulente  del
giudice e a interloquire con  questo,  possono  partecipare
all’udienza e alla camera di consiglio ogni  volta  che  e’
presente il consulente del giudice per chiarire e svolgere,
con l’autorizzazione del presidente, le  loro  osservazioni
sui risultati delle indagini tecniche;
c) la trasmissione, ad  opera  del  consulente  tecnico
d’ufficio, di uno schema della propria relazione alle parti
ovvero, se nominati, ai loro consulenti tecnici;
d) la  trasmissione  al  consulente  tecnico  d’ufficio
delle eventuali osservazioni e conclusioni  dei  consulenti
tecnici di parte;
e) il deposito in segreteria della relazione finale, in
cui il consulente  tecnico  d’ufficio  da’  altresi’  conto
delle osservazioni e delle conclusioni  dei  consulenti  di
parte e prende specificamente posizione su di esse.
4. Il giuramento del  consulente  e’  reso  davanti  al
magistrato  a  tal  fine  delegato,  secondo  le  modalita’
stabilite dall’articolo 193 del codice di procedura civile.
5. Il compenso complessivamente spettante al consulente
d’ufficio e’ liquidato, al  termine  delle  operazioni,  ai
sensi dell’ articolo 66, comma 4, primo e terzo periodo.”
“Art. 73. Udienza di discussione
1. Le parti possono produrre documenti fino a  quaranta
giorni liberi prima dell’udienza,  memorie  fino  a  trenta
giorni liberi e presentare repliche, ai nuovi  documenti  e
alle nuove memorie depositate in vista dell’udienza, fino a
venti giorni liberi.
2.   Nell’udienza   le    parti    possono    discutere
3. Se ritiene di porre a fondamento della sua decisione
una questione rilevata d’ufficio, il giudice la  indica  in
udienza dandone atto a verbale. Se la questione emerge dopo
il passaggio in decisione, il giudice riserva  quest’ultima
e con ordinanza assegna alle parti un termine non superiore
a trenta giorni per il deposito di memorie.”
quinto comma, del codice di procedura civile e gli articoli
114, quarto comma, e 118, quarto comma, delle  disposizioni
per l’attuazione del codice di procedura civile.”
“Art. 87. Udienze pubbliche e procedimenti in camera di
1. Le udienze sono pubbliche a pena di nullita’,  salvo
quanto previsto dal comma 2, ma il presidente del  collegio
puo’ disporre che si svolgano a porte chiuse, se  ricorrono
ragioni di sicurezza dello Stato, di ordine pubblico  o  di
2. Oltre agli altri  casi  espressamente  previsti,  si
trattano in camera di consiglio:
a) i giudizi cautelari e quelli relativi all’esecuzione
delle misure cautelari collegiali;
c) il giudizio  in  materia  di  accesso  ai  documenti
e) i giudizi in opposizione ai decreti che  pronunciano
l’estinzione o l’improcedibilita’ del giudizio.
3. Nei giudizi  di  cui  al  comma  2,  con  esclusione
dell’ipotesi di cui alla lettera a) e  fatto  salvo  quanto
disposto  dall’articolo  116,  comma  1,  tutti  i  termini
processuali sono dimezzati rispetto a quelli  del  processo
ordinario, tranne, nei giudizi di primo grado,quelli per la
incidentale e dei motivi aggiunti. La camera  di  consiglio
e’ fissata d’ufficio alla prima udienza utile successiva al
trentesimo giorno decorrente dalla scadenza del termine  di
costituzione  delle  parti  intimate.   Nella   camera   di
consiglio sono sentiti i difensori che ne fanno richiesta.
4. La trattazione in pubblica udienza  non  costituisce
motivo di nullita’ della decisione.”
“Art. 95. Parti del giudizio di impugnazione
1. L’impugnazione della sentenza pronunciata  in  causa
inscindibile o in cause tra loro dipendenti e’ notificata a
tutte le parti in causa e, negli altri casi, alle parti che
hanno interesse a contraddire.
2. L’impugnazione deve  essere  notificata  a  pena  di
inammissibilita’ nei termini previsti dall’articolo  92  ad
almeno una delle parti interessate a contraddire.
3. Se la sentenza non e’ stata impugnata nei  confronti
di tutte le parti di cui al  comma  1,  il  giudice  ordina
l’integrazione del  contraddittorio,  fissando  il  termine
entro cui la notificazione deve essere eseguita, nonche’ la
successiva udienza di trattazione.
4.  L’impugnazione  e’  dichiarata   improcedibile   se
nessuna   delle   parti   provvede   all’integrazione   del
contraddittorio nel termine fissato dal giudice.
5.  Il   Consiglio   di   Stato,   se   riconosce   che
l’impugnazione     e’     manifestamente      irricevibile,
inammissibile, improcedibile o infondata, puo’ non ordinare
l’integrazione del contraddittorio,  quando  l’impugnazione
di altre parti e’ preclusa o esclusa.
6.  Ai  giudizi  di  impugnazione  non  si  applica  l’
articolo 23, comma 1.”
2. Al procedimento si applicano gli articoli 55,  commi
da 2 a 10, 56 e 57.”
rimettere il ricorso all’esame dell’adunanza plenaria.
“Art. 101. Contenuto del ricorso in appello
1. Il ricorso in appello deve  contenere  l’indicazione
del ricorrente, del difensore, delle  parti  nei  confronti
delle quali e’ proposta l’impugnazione, della sentenza  che
si impugna, nonche’ l’esposizione sommaria  dei  fatti,  le
specifiche censure contro i capi della sentenza gravata, le
conclusioni, la sottoscrizione del  ricorrente  se  sta  in
giudizio personalmente ai  sensi  dell’articolo  22,  comma
3,oppure del difensore con  indicazione,  in  questo  caso,
della procura speciale rilasciata anche unitamente a quella
per il giudizio di primo grado.
2. Si intendono rinunciate le domande  e  le  eccezioni
dichiarate assorbite o  non  esaminate  nella  sentenza  di
primo grado, che non siano state  espressamente  riproposte
nell’atto   di   appello   o,   per   le   parti    diverse
dall’appellante, con memoria depositata a pena di decadenza
entro il termine per la costituzione in giudizio.”
“Art. 108. Casi di opposizione di terzo
1. Un terzo puo’ fare opposizione contro  una  sentenza
del tribunale amministrativo regionale o del  Consiglio  di
Stato pronunciata tra altri soggetti, ancorche’ passata  in
giudicato, quando pregiudica i  suoi  diritti  o  interessi
2. Gli aventi causa e i creditori di  una  delle  parti
possono fare opposizione alla sentenza, quando  questa  sia
effetto di dolo o collusione a loro danno.”
periodo, 2, 3, 4 e 5.”
“Art.  112.  Disposizioni  generali  sul  giudizio   di
1. I provvedimenti del  giudice  amministrativo  devono
essere eseguiti  dalla  pubblica  amministrazione  e  dalle
2. L’azione di ottemperanza puo’  essere  proposta  per
conseguire l’attuazione:
a) delle sentenze del giudice amministrativo passate in
b) delle sentenze esecutive e degli altri provvedimenti
esecutivi del giudice amministrativo;
c) delle sentenze passate in giudicato  e  degli  altri
provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario,  al
fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della  pubblica
amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso
deciso, al giudicato;
d) delle sentenze passate in giudicato  e  degli  altri
provvedimenti ad  esse  equiparati  per  i  quali  non  sia
previsto il rimedio dell’ottemperanza, al fine di  ottenere
l’adempimento dell’obbligo della  pubblica  amministrazione
di conformarsi alla decisione;
e) dei lodi arbitrali esecutivi divenuti  inoppugnabili
al  fine  di  ottenere  l’adempimento  dell’obbligo   della
pubblica  amministrazione  di   conformarsi,   per   quanto
riguarda il caso deciso, al giudicato.
3. Puo’ essere proposta, anche in unico  grado  dinanzi
al  giudice  dell’ottemperanza,  azione  di   condanna   al
pagamento di somme a titolo di  rivalutazione  e  interessi
maturati dopo il passaggio  in  giudicato  della  sentenza,
nonche’  azione  di   risarcimento   dei   danni   connessi
all’impossibilita’ o comunque alla  mancata  esecuzione  in
forma specifica, totale o parziale, del  giudicato  o  alla
sua violazione o elusione.
5. Il ricorso di cui al presente articolo  puo’  essere
proposto anche al fine di ottenere  chiarimenti  in  ordine
alle modalita’ di ottemperanza.”
“Art. 114. Procedimento
1. L’azione si propone, anche senza previa diffida, con
ricorso notificato alla pubblica amministrazione e a  tutte
le altre parti del giudizio definito dalla sentenza  o  dal
lodo  della  cui  ottemperanza  si  tratta;   l’azione   si
prescrive con il decorso di dieci  anni  dal  passaggio  in
giudicato della sentenza.
2.  Unitamente  al  ricorso  e’  depositato  in   copia
autentica il provvedimento di cui si chiede l’ottemperanza,
con l’eventuale prova del suo passaggio in giudicato.
3.  Il   giudice   decide   con   sentenza   in   forma
a)  ordina  l’ottemperanza,  prescrivendo  le  relative
modalita’, anche mediante la determinazione  del  contenuto
del  provvedimento  amministrativo  o  l’emanazione   dello
stesso in luogo dell’amministrazione;
b) dichiara nulli gli eventuali atti  in  violazione  o
elusione del giudicato;
c) nel caso di ottemperanza di sentenze non passate  in
giudicato o di altri provvedimenti, determina le  modalita’
esecutive,  considerando  inefficaci  gli  atti  emessi  in
violazione o elusione e provvede  di  conseguenza,  tenendo
conto degli effetti che ne derivano;
e) salvo che cio’ sia manifestamente iniquo, e  se  non
sussistono altre ragioni ostative, fissa, su  richiesta  di
parte, la somma di denaro dovuta dal  resistente  per  ogni
violazione  o  inosservanza  successiva,  ovvero  per  ogni
ritardo nell’esecuzione  del  giudicato;  tale  statuizione
5.  Se  e’  chiesta  l’esecuzione  di  un’ordinanza  il
giudice provvede con ordinanza.
6. Il giudice conosce di tutte  le  questioni  relative
all’ottemperanza, nonche’, tra le parti nei  cui  confronti
si e’ formato il giudicato, di quelle  inerenti  agli  atti
del commissario ad acta. Avverso gli atti  del  commissario
ad acta  le  stesse  parti  possono  proporre,  dinanzi  al
giudice  dell’ottemperanza,  reclamo,  che  e’  depositato,
previa  notifica  ai  controinteressati,  nel  termine   di
sessanta   giorni.   Gli   atti   emanati    dal    giudice
dell’ottemperanza o dal suo ausiliario sono impugnabili dai
terzi estranei al giudicato ai sensi dell’articolo 29,  con
il rito ordinario.
7.  Nel  caso  di  ricorso  ai  sensi   del   comma   5
dell’articolo  112,  il  giudice  fornisce  chiarimenti  in
ordine alle modalita’ di ottemperanza, anche  su  richiesta
8.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente  Titolo  si
applicano anche alle impugnazioni avverso  i  provvedimenti
giurisdizionali adottati dal giudice dell’ottemperanza.
9. I termini per  la  proposizione  delle  impugnazioni
sono quelli previsti nel Libro III.”
“Art. 116. Rito in  materia  di  accesso  ai  documenti
1. Contro le determinazioni e contro il silenzio  sulle
istanze di accesso ai documenti amministrativi  il  ricorso
e’ proposto entro  trenta  giorni  dalla  conoscenza  della
determinazione impugnata o dalla formazione  del  silenzio,
mediante notificazione all’amministrazione e ad  almeno  un
controinteressato. Si applica l’ articolo  49.  Il  termine
per  la  proposizione  di  ricorsi  incidentali  o   motivi
aggiunti e’ di trenta giorni.
2. In pendenza di  un  giudizio  cui  la  richiesta  di
accesso e’ connessa, il ricorso di  cui  al  comma  1  puo’
essere proposto con istanza depositata presso la segreteria
della sezione  cui  e’  assegnato  il  ricorso  principale,
previa notificazione all’amministrazione e  agli  eventuali
controinteressati.  L’istanza  e’  decisa   con   ordinanza
separatamente  dal  giudizio  principale,  ovvero  con   la
sentenza che definisce il giudizio.
3. L’amministrazione puo’ essere rappresentata e difesa
da un proprio dipendente a cio’ autorizzato.
4.  Il   giudice   decide   con   sentenza   in   forma
semplificata;   sussistendone   i    presupposti,    ordina
l’esibizione dei documenti richiesti, entro un termine  non
superiore,  di  norma,  a  trenta  giorni,  dettando,   ove
occorra, le relative modalita’.
5. Le disposizioni  di  cui  al  presente  articolo  si
applicano anche ai giudizi di impugnazione.”
“Art. 117. Ricorsi avverso il silenzio
1. Il ricorso avverso il silenzio  e’  proposto,  anche
senza    previa    diffida,     con     atto     notificato
all’amministrazione e ad almeno  un  controinteressato  nel
termine di cui all’ articolo 31, comma 2.
2.  Il  ricorso  e’  deciso  con  sentenza   in   forma
semplificata e in caso di totale o parziale accoglimento il
giudice ordina all’amministrazione di provvedere  entro  un
termine non superiore, di norma, a trenta giorni.
3. Il giudice nomina, ove occorra,  un  commissario  ad
acta con la  sentenza  con  cui  definisce  il  giudizio  o
successivamente su istanza della parte interessata.
4. Il giudice conosce di tutte  le  questioni  relative
all’esatta  adozione  del  provvedimento   richiesto,   ivi
comprese quelle inerenti agli atti del commissario.
5.  Se  nel   corso   del   giudizio   sopravviene   il
provvedimento espresso, o un atto  connesso  con  l’oggetto
della controversia, questo puo’ essere impugnato anche  con
motivi aggiunti, nei termini e con il rito previsto per  il
nuovo provvedimento, e l’intero giudizio prosegue con  tale
6. Se l’azione  di  risarcimento  del  danno  ai  sensi
dell’articolo 30, comma 4,  e’  proposta  congiuntamente  a
quella  di  cui  al  presente  articolo,  il  giudice  puo’
definire con il rito camerale l’azione avverso il  silenzio
e trattare con il rito ordinario la domanda risarcitoria.
6-bis. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 6,  si
e) i provvedimenti di scioglimento  di  enti  locali  e
quelli   connessi   concernenti   la   formazione   e    il
dall’articolo 10, comma 11, del  decreto  legge  13  maggio
dall’articolo 36 e  seguenti  del  decreto  legislativo  25
luglio 2006, n. 198, quando rientrano, ai sensi del  citato
“Art. 120. Disposizioni specifiche ai  giudizi  di  cui
all’ articolo 119, comma 1, lettera a)
1.  Gli  atti  delle  procedure  di  affidamento,   ivi
comprese  le  procedure  di  affidamento  di  incarichi   e
concorsi    di     progettazione     e     di     attivita’
tecnico-amministrative  ad  esse   connesse,   relativi   a
pubblici lavori, servizi o forniture,  nonche’  i  connessi
provvedimenti dell’Autorita’ per la vigilanza sui contratti
pubblici di lavori, servizi e forniture,  sono  impugnabili
decorsi trenta giorni decorrenti dal giorno successivo alla
data  di  pubblicazione   dell’avviso   di   aggiudicazione
definitiva di cui all’ articolo 65 e all’ articolo 225  del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  a  condizione
che tale avviso contenga la motivazione dell’atto  con  cui
la stazione appaltante ha deciso di affidare  il  contratto
dal  giorno  successivo  alla  data  di  stipulazione   del
3. Salvo quanto previsto dal presente  articolo  e  dai
successivi, si applica l’articolo 119.
4. Quando e’ impugnata l’aggiudicazione definitiva,  se
la   stazione    appaltante    fruisce    del    patrocinio
5. Per l’impugnazione degli atti  di  cui  al  presente
articolo il ricorso, principale o incidentale  e  i  motivi
aggiunti,  anche  avverso  atti  diversi  da  quelli   gia’
impugnati, devono essere proposti  nel  termine  di  trenta
giorni, decorrente, per  il  ricorso  principale  e  per  i
motivi aggiunti, dalla ricezione della comunicazione di cui
all’ articolo 79 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, o, per i bandi e gli avvisi  con  cui  si  indice  una
gara, autonomamente lesivi, dalla pubblicazione di cui all’
articolo 66, comma 8, dello stesso decreto; ovvero, in ogni
altro caso, dalla  conoscenza  dell’atto.  Per  il  ricorso
incidentale  la  decorrenza  del  termine  e’  disciplinata
dall’articolo 42.
6. Quando il giudizio non e’ immediatamente definito ai
sensi dell’ articolo  60,  l’udienza  di  merito,  ove  non
indicata dal collegio ai sensi dell’ articolo 119, comma 3,
e’ immediatamente fissata d’ufficio con assoluta priorita’.
7. I nuovi atti attinenti la medesima procedura di gara
8.  Il  giudice  decide  interinalmente  sulla  domanda
cautelare, anc
Coordinamento dell’articolo 17, comma 26, legge 15  maggio  1997,  n.
1. All’articolo 17, comma 26, della legge 15 maggio 1997,  n.  127,
e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Resta fermo il  combinato
disposto dell’articolo 2, comma 3, della legge  23  agosto  1988,  n.
400, e dell’articolo 33 del testo unico delle leggi sul Consiglio  di
Stato, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054”.
Si riporta il testo dell’articolo 17, comma  26,  della
procedimenti di decisione e di controllo), pubblicata nella
Gazz. Uff. 17 maggio 1997, n. 113,  S.O.,  come  modificato
“Art.  17.  Ulteriori  disposizioni   in   materia   di
semplificazione   dell’attivita’   amministrativa   e    di
snellimento dei procedimenti di decisione e di controllo
26. E’ abrogata ogni diversa disposizione di legge  che
preveda  il  parere  del  Consiglio   di   Stato   in   via
obbligatoria.   Resta   fermo   il    combinato    disposto
dell’articolo 2, comma 3, della legge 23  agosto  1988,  n.
400, e dell’articolo 33 del testo  unico  delle  leggi  sul
Consiglio di Stato, approvato con regio decreto  26  giugno
1924, n. 1054.”.
DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 195 – Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo a norma dell’articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0241) – (GU n. 273 del 23-11-2011 redazione redazione 2015-05-05T22:52:42+00:00