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Timestamp: 2018-06-21 08:15:22+00:00
Document Index: 140668712

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'art. 37', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 406', 'art. 497', 'art. 52', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 37']

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 16 ottobre 2006
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Gazzetta Ufficiale N. 1 del 2 Gennaio 2007
Recepimento della direttiva n. 2004/103/CE della Commissione del 7 ottobre 2004, concernente i controlli di identita' e fitosanitari su vegetali, prodotti vegetali e altre voci, elencati nell'allegato V, parte B, della direttiva 2000/29/CE del Consiglio, che possono essere svolti in un luogo diverso dal punto di entrata nella Comunita' o in un luogo vicino e che specifica le condizioni relative a tali controlli.
Vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000,
protezione contro l'introduzione e la diffusione di organismi nocivi
ai vegetali o ai prodotti vegetali;
Vista la direttiva n. 2004/103/CE della Commissione, del
7 ottobre 2004, concernente i controlli di identita' e fitosanitari
su vegetali, prodotti vegetali e altre voci elencati nell'allegato V,
svolti in un luogo diverso dal punto di entrata nella Comunita' o in
un luogo vicino e che specifica le condizioni relative a tali
Considerata la necessita' di recepire la direttiva n. 2004/103/CE
della Commissione, del 7 ottobre 2004, ai sensi dell'art. 57 del
decreto legislativo n. 214 anzidetto;
Acquisito il parere del Comitato fitosanitario nazionale espresso
nella seduta del 21 aprile 2006;
Bolzano espresso nella seduta del 12 luglio 2006;
1. Il presente decreto si applica ai vegetali, prodotti vegetali
e altre voci provenienti da paesi terzi, elencati nell'allegato V,
parte B, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, (denominati
in appresso «prodotti in questione»).
2. Nei casi e nelle circostanze definiti dal presente decreto, il
Servizio fitosanitario centrale, sentito il Comitato fitosanitario
nazionale, puo' stabilire che le ispezioni di cui all'art. 37,
paragrafo 2, lettere b) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 214, sui prodotti in questione possono essere svolte in un luogo
diverso dal primo punto di entrata. Nel caso del transito di merci
non comunitarie il controllo d'identita' ed il controllo
fitosanitario possono svolgersi presso la sede dell'organismo
ufficiale di destinazione, o in qualsiasi luogo vicino, nonche' nel
luogo di destinazione, compreso il sito di produzione, se sono
soddisfatte le condizioni di cui all'art. 2.
1. Le condizioni di cui all'art. 1 sono le seguenti:
a) accordo tra il Servizio fitosanitario centrale e gli
Organismi ufficiali responsabili degli Stati membri dei punti di
destinazione, che i controlli d'identita' e fitosanitari (denominati
in appresso «controlli») possono essere svolti in modo piu' accurato
in un luogo diverso dal punto di entrata nella Comunita' o in un
luogo vicino,
b) l'importatore o altro responsabile dei luoghi o delle sedi
in cui si svolgeranno i controlli (denominato in appresso
«richiedente») ha ottenuto l'autorizzazione, in esito alla procedura
di cui all'art. 3, affinche' i controlli su una spedizione costituita
dai prodotti in questione siano svolti presso un «luogo di ispezione
riconosciuto» che puo' essere:
la sede dell'organismo ufficiale di destinazione, oppure
un luogo vicino a tale sede, scelto o riconosciuto dalle
autorita' doganali e dall'organismo ufficiale responsabile, oppure
un luogo di destinazione riconosciuto dall'organismo
ufficiale e dalle autorita' doganali responsabili della zona in cui
e' situato il luogo di destinazione,
c) sono fornite le garanzie specifiche e i documenti richiesti
per il trasporto di una spedizione costituita dai prodotti in
questione (denominata in appresso «spedizione») verso il luogo di
ispezione riconosciuto, nonche', se del caso, sono soddisfatte
condizioni minime relative all'immagazzinamento di tali prodotti nei
luoghi di ispezione in questione.
2. Le garanzie specifiche, i documenti e le condizioni minime di
cui al paragrafo 1, lettera c), sono:
a) l'imballaggio della spedizione o il mezzo di trasporto
utilizzato per tale spedizione sono chiusi e sigillati in modo tale
che i prodotti in questione non possano provocare infestazione o
infezione durante il loro trasporto verso il luogo di ispezione
riconosciuto e sono tali da non modificare l'identita' dei prodotti.
In casi debitamente motivati i Servizi fitosanitari regionali
competenti possono ammettere spedizioni che non sono chiuse o
sigillate, purche' i prodotti in questione non possano provocare
infestazione o infezione durante il loro trasporto verso il luogo di
ispezione riconosciuto;
b) la spedizione e' inviata al luogo di ispezione riconosciuto.
Non sono consentite variazioni del luogo di ispezione, tranne a
seguito di autorizzazione da parte dei competenti organismi ufficiali
del punto di entrata e della destinazione richiesta, nonche' delle
autorita' doganali responsabili della zona in cui e' situato il luogo
di ispezione richiesto;
c) fatti salvi i certificati di cui all'art. 37 del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214, la spedizione e' scortata da un
«documento fitosanitario di circolazione» contenente le informazioni
richieste conformemente al modello che figura all'allegato I del
presente decreto; il documento e' compilato a macchina o a mano in
stampatello leggibile oppure elettronicamente, d'intesa con i
competenti organismi ufficiali del punto di entrata e di
destinazione, ed e' redatto in almeno una delle lingue ufficiali
della Comunita';
d) le pertinenti voci del documento di cui alla lettera c),
sono compilate e firmate dall'importatore della spedizione o da suoi
rappresentanti in dogana e vidimata dal competente organismo
ufficiale del punto di entrata;
e) nei casi di cui al comma 1, lettera b) terzo trattino,
l'immagazzinamento della spedizione nel luogo di ispezione
riconosciuto e' tale da separare la spedizione sia dalle merci
comunitarie sia dalle spedizioni infestate o sospettate di
infestazione da organismi nocivi.
1. L'importatore o altro responsabile dei luoghi o delle sedi in
cui si svolgeranno i controlli, ai sensi dell'art. 2, lettera b),
presenta una domanda al Servizio fitosanitario centrale, tramite il
Servizio fitosanitario regionale competente per il punto di controllo
proposto, per la valutazione e se del caso il riconoscimento
dell'idoneita', sotto il profilo fitosanitario, dei luoghi proposti
all'esecuzione dei controlli come luoghi di ispezione riconosciuti.
2. La domanda comprende un fascicolo tecnico contenente le
informazioni necessarie per valutare l'idoneita' dei luoghi proposti
come luoghi di ispezione riconosciuti, in particolare:
a) informazioni relative ai prodotti in questione che si
intende importare e ai luoghi in cui i prodotti importati in
questione verranno immagazzinati o detenuti in attesa dei risultati
definitivi dei controlli, segnatamente le modalita' di separazione di
cui all'art. 2, comma 2, lettera e); nonche'
b) se del caso, pertinenti elementi di prova qualora i prodotti
in questione siano destinati ad un soggetto cui e' stata riconosciuta
la qualifica di «destinatario autorizzato» e soddisfino le condizioni
di cui all'art. 406 del regolamento (CEE) n. 2454/1993 della
Commissione (1) oppure qualora i luoghi in questione siano soggetti
all'autorizzazione di cui all'art. 497 del medesimo regolamento.
3. Il Servizio fitosanitario centrale iscrive gli estremi della
domanda, di cui al paragrafo 1, in un registro e comunica al
richiedente che la domanda e' stata accolta e che i luoghi in
questione sono designati luoghi di ispezione riconosciuti, oppure che
la domanda non e' stata accolta con decisione motivata, sentito il
Comitato fitosanitario nazionale, di cui all'art. 52 del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214, che esamina le informazioni
contenute nella domanda e valuta l'idoneita' all'esecuzione dei
controlli presso i luoghi di ispezione proposti, i quali devono
soddisfare almeno i requisiti minimi stabiliti al punto 3, lettere b)
e c), dell'allegato della direttiva 98/22/CE della Commissione,
oppure ulteriori requisiti che il Servizio fitosanitario centrale
sentito il Comitato fitosanitario nazionale puo' imporre in modo non
discriminatorio e giustificati dall'esigenza di permettere ispezioni
efficaci, nonche' le procedure a cui attenersi.
4. Il Servizio fitosanitario centrale conserva e, su richiesta,
mette a disposizione della Commissione e degli altri Stati membri
l'elenco aggiornato dei luoghi di ispezione riconosciuti.
1. Fatti salvi gli obblighi gia' stabiliti dagli articoli 19 e 20
del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, l'importatore delle
spedizioni per le quali e' stato deciso che i relativi controlli
possono essere svolti in un luogo di ispezione riconosciuto e'
assoggettato ai seguenti obblighi:
a) notifica l'introduzione dei prodotti in questione con
sufficiente anticipo al competente organismo ufficiale di
destinazione; nella comunicazione figurano in particolare:
i) il nome, l'indirizzo e l'ubicazione del luogo di ispezione
riconosciuto;
ii) la data e l'ora prevista di arrivo dei prodotti in
questione sul luogo di ispezione riconosciuto;
iii) se noto, il numero di serie che contraddistingue il
documento fitosanitario di circolazione di cui all'art. 2, comma 2,
iv) se noti, la data e il luogo di compilazione del documento
fitosanitario di circolazione di cui all'art. 2, comma 2, lettera c);
v) il nome, l'indirizzo e il numero di registrazione
ufficiale dell'importatore;
vi) il numero di riferimento del certificato fitosanitario
e/o del certificato fitosanitario di riesportazione, o qualsiasi
altro documento fitosanitario richiesto;
b) comunica al competente organismo ufficiale di destinazione
eventuali variazioni relative alle informazioni fornite conformemente
1. I Servizi fitosanitari regionali assicurano che i controlli
sui prodotti in questione svolti sul luogo di ispezione riconosciuto
soddisfino almeno le condizioni minime stabilite ai punti 1 e 2 e al
punto 3, lettera a), dell'allegato della direttiva 98/22/CE della
Commissione, oppure ulteriori requisiti che il Servizio fitosanitario
centrale su proposta del Comitato fitosanitario nazionale puo'
imporre in modo non discriminatorio e giustificati dall'esigenza di
consentire ispezioni efficaci.
1. Se del caso, i Servizi fitosanitari regionali assicurano la
cooperazione tra:
a) l'organismo ufficiale del punto di entrata e l'organismo
ufficiale di destinazione; e
b) l'organismo ufficiale del punto di entrata e l'ufficio
doganale del punto di entrata; e
c) l'organismo ufficiale di destinazione e l'ufficio doganale
di destinazione; e
d) l'organismo ufficiale del punto di entrata e l'ufficio
doganale di destinazione mediante lo scambio di pertinenti
informazioni sui vegetali, prodotti vegetali o altre voci destinati
all'importazione, nonche' sugli imballaggi e i mezzi di trasporto,
per iscritto o in via elettronica e utilizzando il documento
fitosanitario di circolazione di cui all'art. 1, paragrafo 3,
2. Se il punto di entrata dei prodotti in questione nella
Comunita' e il luogo di ispezione riconosciuto sono situati in Stati
membri diversi, la spedizione puo' essere inviata e i controlli
possono essere eseguiti in un luogo di ispezione riconosciuto sulla
base di un accordo tra gli organismi ufficiali responsabili degli
Stati membri interessati. L'esistenza di tale accordo e' indicata sul
documento fitosanitario di circolazione.
3. Dopo l'ispezione dei prodotti sul luogo di ispezione
riconosciuto, l'organismo ufficiale di destinazione certifica sul
documento fitosanitario di circolazione, apponendovi il timbro di
servizio e la data, che sono stati svolti i pertinenti controlli di
identita' e fitosanitari di cui all'art. 37, paragrafo 2, lettere b)
e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214. L'esito
definitivo di tali controlli e' indicato nella casella «Decisione».
Tale disposizione si applica, mutatis mutandis, se sono stati inoltre
eseguiti i controlli documentali di cui all'art. 37 del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214.
4. Se l'esito dei controlli di cui al paragrafo 3 e'
«Immissione», la spedizione, corredata del documento fitosanitario di
circolazione, e' presentata alle autorita' doganali responsabili
della zona del «luogo di ispezione riconosciuto», consentendo
l'assoggettamento della spedizione alla pertinente procedura doganale
. Non e' piu' richiesto che il documento fitosanitario di
circolazione scorti la partita; tale documento o una sua copia sono
conservati per almeno un anno dall'organismo ufficiale del luogo di
5. Se l'esito dei controlli di cui al paragrafo 3 determina
l'obbligo di trasportare i prodotti in questione nella Comunita'
verso una destinazione al di fuori della Comunita', questi rimangono
in regime di sorveglianza doganale fino alla loro riesportazione.
Registrato alla Corte dei conti il 9 novembre 2006
registro n. 4, foglio n. 243