Source: http://lexbrowser.provincia.bz.it/doc/it/lp-2000-12/legge_provinciale_29_giugno_2000_n_12.aspx?view=1
Timestamp: 2020-08-11 08:04:16+00:00
Document Index: 57073098

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 37', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 38', 'art, 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 26', 'art. 16']

Normativa provinciale Istruzione Disposizioni varie Legge provinciale 29 giugno 2000, n. 12
(1) Nel rispetto dei principi di cui all'articolo 19 dello Statuto di autonomia, le norme della presente legge si applicano ai circoli delle scuole elementari ed agli istituti di istruzione secondaria ed artistica a carattere statale della provincia, di seguito denominati istituzioni scolastiche o scuole.
(2) Le istituzioni scolastiche parificate, pareggiate e legalmente riconosciute entro il termine di cui all'articolo 2, comma 4, adeguano, in coerenza con le proprie finalità, il loro ordinamento alle disposizioni della presente legge relative alla determinazione dei curricoli, all'autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo e alle iniziative finalizzate all'innovazione.
(3) L'ordinamento delle scuole materne provinciali si orienta in base ai principi dell'autonomia scolastica come definiti dalla presente legge.
(1) Alle istituzioni scolastiche è attribuita la personalità giuridica. Esse sono dotate di autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sviluppo e sperimentazione, nonché amministrativa e finanziaria, ai sensi dalla presente legge.
(2) Le istituzioni scolastiche autonome sono responsabili della definizione e realizzazione dell'offerta formativa. A tal fine interagiscono anche tra loro e con gli enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi fra le esigenze e le potenzialità individuali della persona e gli obiettivi generali del sistema di istruzione.
(3) L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, di formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento.
(4) La personalità giuridica e l'autonomia sono attribuite alle istituzioni scolastiche con decreto del Presidente della giunta provinciale a decorrere dal 1° settembre 2000.
(1) Il raggiungimento delle dimensioni ottimali delle istituzioni scolastiche ha la finalità di garantire alle istituzioni stesse l'efficace esercizio dell'autonomia. Nel quadro di una programmazione volta ad agevolare il diritto all'istruzione attraverso una distribuzione efficace dell'offerta formativa sul territorio, il dimensionamento è finalizzato a dare stabilità nel tempo alle istituzioni scolastiche, ad assicurare ad esse la necessaria capacità di confronto e interazione con la comunità locale, a consentire l'inserimento dei giovani in una comunità educativa culturalmente adeguata e idonea a stimolare la capacità di apprendimento e di socializzazione.
(2) La Giunta provinciale, sentito il Consiglio scolastico provinciale, individua i requisiti dimensionali per l'attribuzione della personalità giuridica e dell'autonomia alle istituzioni scolastiche nonché le deroghe dimensionali necessarie per garantire anche agli alunni e alle alunne in situazioni territoriali con particolari difficoltà geografiche o con particolari peculiarità linguistiche la fruizione del diritto allo studio. La Giunta provinciale determina anche le dimensioni minime dei plessi scolastici e delle sezioni staccate delle scuole di ogni grado.2)
(3) Avuto riguardo ai criteri di cui al comma 2 e sentiti i pareri del Consiglio scolastico provinciale e delle Comunità comprensoriali, la Giunta provinciale approva ed aggiorna, con cadenza quinquennale, il piano di distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche tenendo conto delle condizioni territoriali e socio-economiche, dei programmi specifici di insegnamento, delle strutture scolastiche esistenti ed in particolare della consistenza demografica di ciascun gruppo linguistico con le sue peculiari caratteristiche ed esigenze socio-culturali. Nella definizione del piano è possibile procedere alla costituzione di istituti comprensivi di scuole materne, elementari e secondarie di primo e di secondo grado, a seconda delle necessità riscontrate. Il piano di distribuzione territoriale delle scuole delle località ladine è approvato sentita l'assemblea dei sindaci di tali località, in luogo delle Comunità comprensoriali.
Delibera 31 marzo 2020, n. 225 - Piano di distribuzione territoriale delle Direzioni comprensive delle località ladine per il quinquennio 2020/25
Delibera 31 luglio 2018, n. 757 - Conferimento di incarichi dirigenziali e di presidenza per la copertura delle direzioni delle scuole primarie e secondarie (modificata con delibera n. 293 del 28.04.2020)
Delibera 28 marzo 2017, n. 346 - Piano di distribuzione territoriale delle Direzioni comprensive delle località ladine per il quinquennio 2017/18–2021/22
Delibera 5 maggio 2015, n. 522 - Modifica del piano di distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche in lingua tedesca
Delibera 19 marzo 2012, n. 393 - Piano di distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche in lingua tedesca per il quinquennio 2012/13 - 2016/17 (vedi anche delibera n. 522 del 05.05.2015)
Delibera N. 2673 del 24.07.2006 - Criteri per la definizione dei piani di distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'articolo 3 della legge provinciale n. 12 del 29 giugno 2000
Delibera N. 43 del 13.01.2003 - Criteri per formazione delle classi e la determinazione della pianta organica nella formazione professionale
L'art. 3, comma 2, è stato così sostituito dall'art. 22, comma 3, della L.P. 16 luglio 2008, n. 5.
L'art. 3, comma 4, è stato abrogato dall'art. 26, comma 2, lettera f), della L.P. 16 luglio 2008, n. 5.
(2) Le istituzioni scolastiche determinano nel piano triennale dell'offerta formativa6) il curricolo obbligatorio per i propri alunni e le proprie alunne, integrando le discipline e attività obbligatorie fondamentali con discipline e attività da esse liberamente scelte. Nella determinazione del curricolo le istituzioni scolastiche precisano le scelte di flessibilità previste dal comma 1, lettera e), fermo restando comunque per le scuole delle località ladine la ripartizione paritetica delle materie in lingue d'insegnamento italiano e tedesco.
(3) Nell'ambito del curricolo determinato ai sensi del comma 2, la singola istituzione scolastica può diversificare l'offerta formativa tra corsi, classi e gruppi di alunni, con possibilità di opzione da parte degli alunni e delle alunne e delle famiglie, avvalendosi delle professionalità dei docenti previsti nell'organico funzionale dell'istituzione scolastica stessa.
(4) Il curricolo della singola istituzione scolastica può essere definito anche d'intesa con il sistema della formazione professionale provinciale, come pure attraverso una integrazione con i progetti formativi promossi e finanziati dall'Unione europea nonché da enti in Italia e all'estero.
(5) L'adozione di nuove scelte curricolari o la variazione di scelte già effettuate deve tenere conto delle attese degli alunni e delle alunne e delle famiglie in rapporto alla conclusione del corso di studi prescelto.
L'art. 5, comma 1, è stato abrogato dall'art. 17, comma 4, lettera a), della L.P. 24 settembre 2010, n. 11.
Nell'art. 5, comma 2, il termine "piano dell'offerta formativa" è sostituito dal termine "piano triennale dell'offerta formativa", dall'art. 7, comma 1, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
(1) Le istituzioni scolastiche, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e delle finalità generali del sistema scolastico a norma dell'articolo 5, concretizzano gli obiettivi generali e specifici in percorsi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni e di tutte le alunne, riconoscono e valorizzano le diversità e promuovono la potenzialità di ciascuno, adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo.
(2) L'autonomia didattica si sostanzia nella scelta libera e programmata di metodologie, strumenti, forme organizzative, tempi di insegnamento e in ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, compresa l'offerta di insegnamenti opzionali e facoltativi.
(3) I tempi dell'insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività sono regolati nel modo più adeguato al tipo di studi nonché ai ritmi e stili di apprendimento degli alunni e delle alunne. A tal fine, le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune e tra l'altro:
la definizione di unità di insegnamento non coincidenti con l'unità oraria della lezione e l'utilizzazione, nell'ambito del curricolo obbligatorio di cui all'articolo 5, degli spazi orari residui;
l'attivazione di percorsi didattici individualizzati, nel rispetto del principio generale dell'integrazione degli alunni e delle alunne nella classe e nel gruppo, anche in relazione agli alunni e alle alunne in situazione di handicap;
l'attivazione di percorsi didattici finalizzati a valorizzare gli alunni e le alunne particolarmente dotati;
l'articolazione modulare di gruppi di alunni e alunne provenienti dalla stessa o da diverse classi, anche da diversi anni di corso;
(4) Nell'esercizio dell'autonomia didattica le istituzioni scolastiche assicurano, inoltre, l'offerta di iniziative di recupero e sostegno, come pure iniziative di prevenzione dell'abbandono e della dispersione scolastica.
(5) Le istituzioni scolastiche adottano anche opportune iniziative finalizzate a promuovere la continuità educativa, didattica ed organizzativa nonché di orientamento scolastico e professionale.
(6) Il collegio dei docenti determina le modalità e i criteri di valutazione degli alunni e delle alunne nel rispetto della normativa vigente.
(7) I criteri per il riconoscimento dei crediti e per il recupero dei debiti scolastici riferiti ai percorsi dei singoli alunni e delle singole alunne sono individuati dal collegio dei docenti, avuto riguardo agli obiettivi specifici di apprendimento di cui all'articolo 5, e tenuto conto della necessità di facilitare i passaggi fra diversi tipi di percorsi di studi, di favorire l'integrazione tra sistemi formativi nonché di agevolare le uscite e i rientri tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro.
(8) Sono altresì individuati dal collegio dei docenti i criteri per il riconoscimento dei crediti formativi relativi alle attività realizzate nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa o liberamente effettuate dagli alunni e dalle alunne e debitamente accertate o certificate.
Delibera 28 novembre 2017, n. 1313 - Indicazioni provinciali per le scuole primarie e secondarie di primo grado in lingua tedesca - modifiche
Delibera N. 755 del 16.03.2009 - Indicazioni per lo svolgimento di visite aziendali plurigiornaliere e stages orientativi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado in lingua tedesca e delle località ladine
(1) L'autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità e diversificazione per garantire l'efficienza e l'efficacia del servizio scolastico, il miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, l'introduzione di tecnologie innovative ed il coordinamento con il contesto territoriale.
(2) Le istituzioni scolastiche adottano, anche per quanto riguarda l'impiego dei docenti, ogni modalità organizzativa che, nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi di lavoro, sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio. In ciascuna istituzione scolastica le modalità di impiego dei docenti possono essere diversificate nelle varie classi in funzione delle eventuali differenziazioni nelle scelte metodologiche ed organizzative adottate nel piano triennale dell'offerta formativa. 7)
(3) Gli adattamenti del calendario scolastico sono stabiliti dal consiglio di circolo o di istituto in relazione alle esigenze derivanti dal piano triennale dell’offerta formativa8) e nel rispetto delle disposizioni emanate dalla Giunta provinciale. 9)
(4) L'orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attività sono organizzati in modo flessibile, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermo restando il rispetto del monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie nonché l'articolazione delle lezioni in cinque giorni settimanali, salvo che la Giunta provinciale autorizzi l'articolazione delle lezioni in sei giorni settimanali. 10)
(5) Ogni istituzione scolastica adotta con deliberazione del consiglio di circolo o di istituto il proprio regolamento interno e applica i principi contenuti nella carta dei servizi.
Delibera 23 gennaio 2012, n. 75 - Calendario scolastico (modificata con delibera n. 210 del 13.02.2012)
Delibera N. 1510 del 08.06.2009 - Direttive per lo svolgimento delle iniziative parascolastiche nelle scuole a carattere statale
Nell'art. 7, comma 2, il termine "piano dell'offerta formativa" è sostituito dal termine "piano triennale dell'offerta formativa", dall'art. 7, comma 1, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
Nell'art. 7, comma 3, il termine "piano dell'offerta formativa" è sostituito dal termine "piano triennale dell'offerta formativa", dall'art. 7, comma 1, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
L'art. 7, comma 3, è stato così sostituito dall'art. 18, comma 1, della L.P. 21 dicembre 2011, n. 15.
L'art. 7, comma 4, è stato prima modificato dall'art. 18, comma 2, della L.P. 21 dicembre 2011, n. 15, e poi così sostituito dall'art. 2, comma 1, della L.P. 13 luglio 2012, n. 13.
(1) L'autonomia di ricerca, sviluppo e sperimentazione è esercitata nei limiti della proficua attuazione dell'autonomia didattica e organizzativa ed è volta a sviluppare la qualità dell'offerta formativa attraverso il sostegno dei processi di innovazione e sperimentazione.
(2) Le istituzioni scolastiche, singolarmente o fra loro associate, esercitano l'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, tenendo conto del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, e curano in particolare:
la formazione e l'aggiornamento professionale interno del personale;
la riflessione sulle diverse valenze delle tecnologie, dell'informazione e della comunicazione e sulla loro integrazione nei processi formativi;
gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici.
(3) Ai fini della validità dei titoli di studio, la Giunta provinciale, d'intesa con il Ministero della pubblica istruzione, riconosce i progetti innovativi delle singole istituzioni scolastiche riguardanti le innovazioni degli ordinamenti degli studi quali disciplinati ai sensi dell'articolo 5.
(4) Per le finalità di cui al presente articolo, le istituzioni scolastiche sviluppano e potenziano lo scambio di documentazione e di informazioni attivando sia collegamenti reciproci, sia collegamenti con l'Amministrazione provinciale e gli Istituti pedagogici come pure con il Centro europeo dell'educazione - Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione, l'Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa e le università, assumendosi i relativi oneri; tali collegamenti possono estendersi, inoltre, ad altri soggetti pubblici o privati, anche esteri.
(5) Per promuovere le attività di sviluppo, la Giunta provinciale è autorizzata a concedere contributi o rimborsi una tantum nella misura fino al 40% delle spese effettuate dal personale dirigente o docente delle scuole a carattere statale per l'acquisto di attrezzature informatiche e relativo software; la misura massima per tale agevolazione economica non può superare comunque 520 euro. I criteri e le modalità per la concessione di tali contributi e rimborsi vengono stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale. Le domande per i contributi sono da presentare entro tre anni dall'approvazione dei criteri da parte della Giunta provinciale.11)
Il comma 5 è stato aggiunto dall'art. 4 della L.P. 28 dicembre 2001, n. 19.
(1) Le istituzioni scolastiche possono collegarsi mediante un accordo di rete per il raggiungimento di proprie finalità istituzionali condivise sulla base di progetti concordati.
(2) L'accordo può avere ad oggetto attività didattiche, di ricerca, sviluppo e sperimentazione, di formazione e aggiornamento interno, di amministrazione e contabilità nonché di acquisto di beni e servizi, come pure prevedere lo scambio temporaneo di docenti tra le istituzioni scolastiche con le modalità che saranno stabilite in sede di contrattazione collettiva.
(3) L'accordo è approvato dal consiglio di circolo o di istituto e, se prevede attività didattiche, di ricerca, sviluppo e sperimentazione, di formazione e aggiornamento interno, anche dal collegio dei docenti delle scuole interessate per la parte di propria competenza.
(4) Quando sono istituite reti di scuole, gli organici funzionali di istituto di cui all'articolo 15 possono essere definiti in modo da consentire l'affidamento di compiti organizzativi, di raccordo interistituzionale e di gestione dei laboratori a personale dotato di documentate esperienze e competenze specifiche.
(5) L'accordo tra le scuole collegate in rete individua le competenze dell'organo responsabile della gestione delle risorse e del raggiungimento delle finalità del progetto nonché le risorse professionali e finanziarie messe a disposizione della rete dalle singole istituzioni.
(6) Le scuole, sia singolarmente che collegate in rete, possono stipulare convenzioni con università, con istituzioni, enti, imprese, associazioni o con singoli esperti, che intendono dare il loro apporto alla realizzazione di specifici obiettivi.
(7) Le istituzioni scolastiche possono, altresì, aderire ad accordi e convenzioni per partecipare a progetti formativi a livello locale, nazionale ed internazionale.
(8) Le istituzioni scolastiche possono costituire o aderire a consorzi pubblici e privati per assolvere compiti di carattere formativo coerenti col proprio piano triennale dell'offerta formativa.12)
Delibera 22 luglio 2014, n. 895 - Assunzione del personale docente delle scuole primarie e secondarie – disposizioni integrative
Nell'art. 9, comma 8, il termine "piano dell'offerta formativa" è sostituito dal termine "piano triennale dell'offerta formativa", dall'art. 7, comma 1, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
(1) Le istituzioni scolastiche provvedono a tutti gli adempimenti relativi alla carriera scolastica degli alunni e delle alunne e disciplinano, a norma delle disposizioni vigenti, le iscrizioni, le frequenze, le certificazioni, la valutazione e la disciplina, secondo quanto previsto in materia dallo statuto degli studenti e delle studentesse. Le scuole disciplinano, altresì, il riconoscimento degli studi compiuti in Italia e all'estero ai fini della prosecuzione degli studi medesimi, la valutazione dei crediti e debiti scolastici e formativi e la partecipazione a progetti territoriali e internazionali.
(2) Alle istituzioni scolastiche sono attribuite le funzioni relative all'amministrazione del bilancio e alla gestione del patrimonio e delle strutture. Con regolamento d'esecuzione sono stabilite le modalità di esercizio ed ogni adempimento contabile relativo allo svolgimento dell'attività negoziale, come pure all'effettuazione delle spese in economia.
(3) A decorrere dal 1° settembre 2000 alle istituzioni scolastiche sono attribuite tutte le competenze in materia di stato giuridico e trattamento economico del personale docente con esclusione delle seguenti:
compilazione delle graduatorie per l'assunzione del personale docente;13)
reclutamento del personale docente con rapporto a tempo indeterminato;
autorizzazioni per utilizzazioni ed esoneri per i quali sia previsto un contingente provinciale; comandi, utilizzazioni e collocamenti fuori ruolo;
corresponsione di emolumenti al personale docente e direttivo;
trattamento di previdenza e quiescenza del personale docente e direttivo;
riconoscimento dei servizi e sviluppo della carriera.
(4) Resta ferma la normativa vigente in materia di provvedimenti disciplinari nei confronti del personale docente.
(5) I provvedimenti adottati dalle istituzioni scolastiche, fatte salve le disposizioni in materia di disciplina del personale e degli alunni e delle alunne, divengono definitivi il quindicesimo giorno dalla data della loro pubblicazione all'albo della scuola. Entro tale termine, chiunque abbia interesse può proporre reclamo all'organo che ha adottato il provvedimento, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di trenta giorni, decorso il quale il provvedimento diviene definitivo. I provvedimenti divengono altresì definitivi a seguito della decisione del reclamo.
Delibera 19 dicembre 2017, n. 1421 - Graduatorie provinciali e graduatorie d'istituto per l'assunzione del personale docente delle scuole primarie e secondarie - Revoca deliberazione 136/2017 (modificata con delibera n. 116 del 18.02.2020)
Delibera 17 marzo 2015, n. 302 - Graduatorie di istituto della scuola in lingua italiana - II fascia - attribuzione ulteriori punti
La lettera a) dell'art. 11, comma 3, è stata così sostituita dall'art. 15, comma 1, della L.P. 24 settembre 2010, n. 11.
(1) I servizi connessi con il funzionamento delle scuole, compresi l'arredamento, le spese di gestione e i mezzi strumentali all'attività didattica, già di competenza dei comuni, possono essere assunti, in tutto o in parte, dalla Provincia previo accordo con la rappresentanza unitaria dei comuni ai sensi della normativa provinciale sulla finanza locale.
(2) Nell'accordo di cui al comma 1 sono stabilite le condizioni e le modalità di passaggio del personale e dei servizi relativi nonché i riflessi sulla finanza dei comuni.
(3) Il passaggio del personale comunale alla Provincia avviene nel rispetto della disciplina sulla mobilità tra gli enti prevista nel contratto collettivo intercompartimentale. La Giunta provinciale è autorizzata ad aumentare la dotazione organica del personale provinciale per le corrispondenti unità organiche.
(4) La maggiore spesa connessa con il passaggio del personale comunale e degli altri oneri suddetti a carico della Provincia trova copertura finanziaria nella minore spesa per trasferimenti per la finanza locale ai sensi del comma 1. Le variazioni compensative tra le unità previsionali di base del bilancio riguardanti la finanza locale e i servizi di cui al comma 1 nonché le connesse variazioni del piano di gestione sono disposte dall'assessore provinciale alle finanze e al bilancio.18)
L'art. 12/bis è stato inserito dall'art. 9 della L.P. 28 luglio 2003, n. 12.
(1) Contestualmente all'acquisizione della personalità giuridica e dell'autonomia da parte delle singole istituzioni scolastiche, ai capi d'istituto che abbiano frequentato, ai sensi delle vigenti disposizioni, apposito corso di formazione è conferita la qualifica dirigenziale. La qualifica dirigenziale viene comunque conferita con decorrenza 1 settembre 2000, anche nel caso in cui la personalità giuridica sia attribuita, in applicazione del primo piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, successivamente alla data prevista dal comma 4 dell'articolo 2.19)
(2) Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza ed è titolare delle relazioni sindacali. Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica è il superiore del personale assegnato all'istituzione scolastica autonoma dalla Provincia e dai Comuni.
(3) Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e le migliori condizioni per l'apprendimento nonché la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l'attuazione del diritto all'apprendimento degli alunni e delle alunne, per l'esercizio della libertà d'insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologico-didattica e per l'esercizio della libertà educativa delle famiglie, in quanto diritto primario.
(4) Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico o alla dirigente scolastica autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In conformità al piano triennale dell'offerta formativa20) , alle disposizioni vigenti ed ai principi e criteri stabiliti con contrattazione collettiva il dirigente scolastico o la dirigente scolastica attribuisce al personale della scuola le funzioni da svolgere.
(5) In base ai criteri generali deliberati dal consiglio di circolo o di istituto, il dirigente scolastico o la dirigente scolastica definisce l'orario di servizio della scuola, l'orario di apertura al pubblico e l'articolazione dell'orario contrattuale di lavoro del personale scolastico, in relazione alle esigenze funzionali della scuola e della comunità locale.
(6) Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza ed efficacia formative ed è responsabile dei risultati che sono valutati tenuto conto della specificità delle loro funzioni.
(7) Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica assume le funzioni amministrativo-contabili della Giunta esecutiva di cui all'articolo 8 della legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20, fatte salve le specifiche competenze affidate al responsabile amministrativo o alla responsabile amministrativa in tale materia.
(8) È competenza del dirigente scolastico o della dirigente scolastica l'autorizzazione all'uso dei locali scolastici per le attività extrascolastiche. Contro il provvedimento di diniego dell'utilizzo di edifici e impianti scolastici, per iniziative extrascolastiche è ammesso ricorso per gli immobili di proprietà della provincia al competente assessore provinciale al patrimonio e per gli altri immobili all'ente proprietario, che decide in via definitiva. Per gli immobili di proprietà della Provincia l'assessore provinciale al patrimonio decide in via definitiva, sentiti le assessore o gli assessori competenti.
(9) 21)
(10) 21)
Il comma 1 è stato integrato dall'art. 37 della L.P. 31 gennaio 2001, n. 2.
Nell'art. 13, comma 4, il termine "piano dell'offerta formativa" è sostituito dal termine "piano triennale dell'offerta formativa", dall'art. 7, comma 1, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
I commi 9 e 10 sono stati aggiunti dall'art. 38 della L.P. 31 gennaio 2001, n. 2, e successivamente abrogati dall'art, 13, comma 1, lettera d), della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
(1) La valutazione del lavoro dei dirigenti scolastici e delle dirigenti scolastiche si orienta agli obiettivi e all’attuazione del piano triennale dell’offerta formativa nonché al profilo professionale dei dirigenti scolastici e delle dirigenti scolastiche. Essa comprende la valutazione del servizio in anno di prova, la valutazione del servizio annuale e la valutazione del servizio globale, che viene effettuata un’unica volta nell’arco dell’incarico dirigenziale.
(2) Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione sono da considerare i seguenti ambiti:
competenze gestionali ed organizzative;
competenze nell’ambito della gestione e dello sviluppo del personale;
contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli alunni e delle alunne;
promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica e dei rapporti con il contesto sociale e territoriale;
processi e misure di miglioramento conseguenti alla valutazione interna ed esterna.
(3) L’intendente scolastica o l’intendente scolastico competente provvede alla valutazione del servizio sulla base di una proposta di valutazione elaborata da un’ispettrice scolastica o da un ispettore scolastico ovvero da un team di valutazione. A tal fine trovano applicazione le seguenti disposizioni:
la valutazione del servizio in anno di prova si riferisce al primo anno di lavoro e riguarda tutti gli ambiti di cui al comma 2. La proposta di valutazione viene elaborata da un team di valutazione composto da due ispettrici scolastiche o ispettori scolastici; per le scuole delle località ladine il team di valutazione è composto da un’ispettrice scolastica o un ispettore scolastico e da una o un dirigente dell’Intendenza scolastica ladina;
la valutazione del servizio annuale è una valutazione in itinere; la proposta di valutazione viene elaborata da un’ispettrice scolastica o da un ispettore scolastico;
la valutazione del servizio globale viene effettuata una volta nell’arco dell’incarico dirigenziale e concerne tutti gli ambiti di cui al comma 2. La proposta di valutazione viene elaborata da un team di valutazione composto da due ispettrici scolastiche o da due ispettori scolastici. 22)
[(4) Su richiesta della dirigente scolastica o del dirigente scolastico l’intendente scolastica o l’intendente scolastico competente può approvare anche una forma di valutazione alternativa per la valutazione del servizio annuale e globale.] 23)
(5) Le singole Intendenze scolastiche definiscono, con riferimento alle loro diverse realtà, gli indicatori e i dettagli operativi per la valutazione del servizio.
(6) Con contratto collettivo provinciale vengono definiti l’ammontare del fondo per l’assegnazione della retribuzione di risultato e i criteri di assegnazione. 24) 25)
Corte costituzionale - sentenza 8 maggio 2018, n. 122 - Istruzione – autonomia delle scuole – valutazione del lavoro dei dirigenti scolastici e delle dirigenti scolastiche – parziale non fondatezza
La Corte Costituzionale con sentenza del 8 maggio 2018, n. 122 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 13/bis, comma 3 della legge provinciale 29 giugno 2000, n. 12 nella parte in cui esclude il carattere sempre collegiale della valutazione del personale dirigente scolastico.
La Corte Costituzionale con sentenza del 8 maggio 2018, n. 122 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 13/bis, comma 4 della legge provinciale 29 giugno 2000, n. 12.
L'art. 13/bis è stato così sostituito dall'art. 1, comma 2, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
Vedi anche l'art. 7, comma 4, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
(1) Gli organi collegiali della scuola garantiscono l'efficacia dell'autonomia delle istituzioni scolastiche nel quadro delle norme che ne definiscono competenze e composizione.
(2) Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica esercita le funzioni di cui all'articolo 13 nel rispetto delle competenze degli organi collegiali.
(3) I docenti hanno il compito e la responsabilità della progettazione e della attuazione del processo di insegnamento e di apprendimento.
(4) Il responsabile amministrativo o la responsabile amministrativa assume funzioni di coordinamento dei servizi di segreteria, di contabilità e dei servizi ausiliari, nel quadro dell'unità di conduzione affidata al dirigente scolastico o alla dirigente scolastica.
(5) I profili professionali del personale non docente e le relative qualifiche sono ridisegnati al fine di adeguarli alle esigenze delle scuole autonome. Le istituzioni scolastiche concorrono, anche con iniziative autonome, alla specifica formazione culturale e professionale del relativo personale.
(6) Il personale della scuola, i genitori, gli studenti e le studentesse partecipano al processo di attuazione e sviluppo dell'autonomia nell'ambito delle rispettive responsabilità.
(1) La Giunta provinciale stabilisce con cadenza triennale la dotazione organica complessiva dei ruoli provinciali del personale dirigente, docente, educativo nonché amministrativo ed assistente, sentite le organizzazioni sindacali.
(2) L'organico complessivo del personale docente comprende anche posti da utilizzare per l'integrazione degli alunni e delle alunne in situazione di handicap, per iniziative complementari ed integrative, anche in riferimento all'articolo 6, comma 3, lettera d), per attività di supporto dei processi educativi e formativi, per lo sviluppo dell'innovazione e della sperimentazione, per interventi di prevenzione e recupero della dispersione scolastica.
(3) Entro il limite della dotazione organica complessiva di cui al comma 1 gli intendenti scolastici competenti determinano gli organici funzionali delle singole istituzioni scolastiche in base ai criteri emanati dalla Giunta provinciale.
Delibera 15 aprile 2020, n. 251 - Formazione delle classi e dotazioni organiche nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023
(1) La Giunta provinciale disciplina la definizione degli organici del personale ispettivo, dirigente e docente delle scuole, sulla base di quanto previsto nei commi 2, 3 e 4. Al fine di garantire la continuità didattica del personale docente, la Giunta provinciale prevede la durata pluriennale dei provvedimenti relativi agli esoneri, utilizzi, distacchi e al lavoro a tempo parziale e l’assegnazione definitiva delle sedi. La Giunta provinciale stabilisce anche i termini per la presentazione delle domande per la fruizione di assenze di durata annuale. 26)
(2) Per il sostegno e l'integrazione di alunne e alunni disabili è riconosciuta una dotazione di docenti di sostegno nella misura di un docente ogni 100 alunne e alunni. La Giunta provinciale stabilisce le condizioni e i limiti per le assunzioni con contratto a tempo determinato di docenti di sostegno, anche in deroga al rapporto fra docenti e alunne e alunni previsto dal presente comma, nel caso in cui, nel corso dell'anno scolastico, si verifichi la necessità di sostenere alunne e alunni con bisogni educativi speciali.
(3) La Giunta provinciale definisce le modalità e i criteri volti all'assegnazione di una dotazione di docenti formati per facilitare l'inserimento nei percorsi del sistema formativo e per agevolare l'apprendimento della lingua tedesca, italiana o ladina da parte di alunne e alunni con sfondo migratorio, con particolare riferimento a quelli con necessità di alfabetizzazione.
(4) Nell'ambito degli organici delle istituzioni scolastiche può essere impiegato, oltre al personale con specifica abilitazione all’insegnamento, anche personale docente in possesso di abilitazione all’insegnamento per altri gradi di scuola, purché lo stesso disponga di idonee competenze disciplinari e didattiche per l’insegnamento da impartire. Tale servizio viene riconosciuto ai fini della carriera. Il personale docente a tempo indeterminato mantiene il proprio inquadramento stipendiale. La Giunta provinciale definisce le linee guida per il riconoscimento delle competenze e per l’istituzione di cattedre verticali. Nell’assegnazione del personale docente alle classi della scuola primaria, la dirigente scolastica o il dirigente scolastico, al fine di garantire un approccio formativo globale, mantiene limitato il numero di docenti nel consiglio di classe. 27)
(5) Il personale risultato inidoneo all’insegnamento in seguito ad accertamento medico-legale o della medicina del lavoro viene utilizzato in compiti amministrativi nell’ambito dell’amministrazione scolastica, conformemente al bisogno organizzativo dell’Amministrazione e alle indicazioni di residua idoneità lavorativa. L’utilizzo avviene mediante trasferimento in un apposito contingente separato dalla dotazione organica complessiva della Provincia, da determinarsi con deliberazione della Giunta provinciale. 28)
(6) In aggiunta al personale assegnato, le istituzioni scolastiche provinciali, utilizzando risorse del proprio bilancio, possono stipulare, per periodi determinati, contratti di prestazioni d'opera con esperti in discipline e insegnamenti non obbligatori, in relazione all'introduzione o alla sperimentazione di nuove discipline di studio o di metodologie innovative, all'ampliamento e alla qualificazione dell'offerta formativa o ad esigenze connesse a particolari difficoltà anche attinenti all'inserimento di alunne e alunni appartenenti a famiglie di recente immigrazione, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 17/ter della legge provinciale 31 agosto 1974, n. 7, e successive modifiche.29)
Delibera 18 febbraio 2020, n. 118 - Direttive per la definizione degli organici delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado in lingua tedesca
Delibera 27 gennaio 2015, n. 94 - Modifiche degli organici delle scuole secondarie di primo e secondo grado in lingua tedesca in seguito della riforma del secondo ciclo d'istruzione (modificata con delibera n. 118 del 18.02.2020)
L'art. 15/bis, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 2, comma 1, della L.P. 26 gennaio 2015, n. 1.
L'art. 15/bis, comma 4, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 3, della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
L'art. 15/bis, comma 5, è stato così sostituito dall'art. 9, comma 1, della L.P. 22 dicembre 2016, n. 27.
L'art. 15/bis è stato inserito dall'art. 3, comma 1, della L.P. 14 marzo 2008, n. 2.
Art. 16 (Sistema di valutazione) 30)
L'art. 16 è stato abrogato dall'art. 17, comma 3, della L.P. 24 settembre 2010, n. 11.
Art. 17 (Comitato provinciale di valutazione per la qualità del sistema scolastico) 31)
L'art. 17 è stato abrogato dall'art. 17, comma 3, della L.P. 24 settembre 2010, n. 11.
(1) La Giunta provinciale approva i modelli dei diplomi per le scuole secondarie di primo e secondo grado nonché degli attestati per le scuole secondarie di secondo grado.32)
L'art. 18 è stato sostituito dall'art. 17 della L.P. 20 giugno 2005, n. 3.
L'art. 19 è stato abrogato dall'art. 18, comma 2, della L.P. 21 dicembre 2011, n. 15.
(1) La Giunta provinciale può promuovere progetti volti a esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi, la loro articolazione e durata.
(2) Sui progetti di cui al comma 1 è acquisita l'intesa del Ministero della pubblica istruzione.
(3) È riconosciuta piena validità agli studi compiuti dagli alunni e dalle alunne nell'ambito delle iniziative di cui al comma 1, secondo criteri fissati dalla Giunta provinciale d'intesa con il Ministero della pubblica istruzione.
L'art. 20/ter è stato inserito dall'art. 36, comma 1, della L.P. 9 aprile 2009, n. 1, e successivamente abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera d), della L.P. 20 giugno 2016, n. 14.
(1) Sono abolite tutte le autorizzazioni e le approvazioni concernenti le attività di competenza delle istituzioni scolastiche.
L'art. 22 è stato modificato dall'art. 17 della L.P. 8 aprile 2004, n. 1, e dall'art. 22 della L.P. 23 dicembre 2005, n. 13, ed infine abrogato dall'art. 26, comma 2, lettera f), della L.P. 16 luglio 2008, n. 5.
gli articoli 5, 16 e 17 della legge provinciale 29 aprile 1975, n. 22;
la legge provinciale 17 agosto 1979, n. 13;
l'articolo 15 della legge provinciale 30 giugno 1987, n. 13;
l'articolo 4, i commi 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 5, gli articoli 7, 8, 9, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 della legge provinciale 7 dicembre 1993, n. 25;
l'articolo 15, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9 e 10, l'articolo 16 e l'articolo 24/bis della legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20;
l'articolo 6 della legge provinciale 14 gennaio 1982, n. 2;
la legge provinciale 6 dicembre 1976, n. 49;
il comma 4 dell'articolo 75 della legge provinciale 26 aprile 1980, n. 8;
il primo periodo del comma 2, nonché i commi 4 e 5 dell'articolo 3 della legge provinciale 16 ottobre 1992, n. 37;38)
il comma 5 dell'articolo 21/sexies della legge provinciale 30 giugno 1983, n. 20.
(2) Sono modificate le seguenti disposizioni:
al comma 3 dell'articolo 22 della legge provinciale 7 dicembre 1993, n. 25le parole: "e per l'attuazione di progetti pedagogico-didattici nella scuola" sono soppresse;
al comma 2 dell'articolo 17 della legge provinciale 31 agosto 1974, n. 7, sono soppresse le parole: "ed alle scuole".
La lettera i) è stata modificata dall'art. 16 della L.P. 14 agosto 2001, n. 9.