Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=205
Timestamp: 2020-02-25 15:48:00+00:00
Document Index: 148011881

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 86', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 15', 'art. 118', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 118', 'art. 15', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 117']

Sentenza 205/2011 (ECLI:IT:COST:2011:205)
Norme impugnate: Decreto legge 31/05/2010, n. 78, convertito con modificazioni in legge 30/07/2010, n. 122; discussione limitata all'art. 15, c. 6° ter, lett. b) e d), e 6° quater.
Massime: 35723 35724 35725 35726 35727
Atti decisi: ric. 102 e 106/2010
Massima n. 35723 Massima successiva
Ricorso delle Regioni Liguria ed Emilia-Romagna - Impugnazione di numerose disposizioni del d.l. n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010 - Trattazione delle sole questioni concernenti l'art. 15, commi 6- ter , lett. b ) e d ), e 6- quater - Decisione sulle altre questioni riservata a separate pronunce.
decreto legge 31/05/2010 n. 78 art. 15 co. 6
decreto legislativo 31/03/1998 n. false art. 86 e ss.
decreto del Presidente consiglio ministri 12/10/2000
Massima n. 35724 Massima successiva Massima precedente
Energia - Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica - Proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico - Applicabilità della disciplina statale fino all'adozione di diverse disposizioni legislative regionali - Ricorso delle Regioni Liguria ed Emilia-Romagna - Eccepita tardività delle impugnazioni proposte - Reiezione.
Nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 15, commi 6-ter, lett. b) e d), e 6-quater, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, censurato dalle Regioni Liguria ed Emilia-Romagna, in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 118 Cost., in quanto prevede, con norme applicabili fino all'adozione di diverse disposizioni legislative regionali, la proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico, va disattesa l'eccezione sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri in ordine alla tardività delle impugnazioni, siccome proposte solo dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge nei confronti di disposizioni non modificate da quest'ultima. Infatti, per costante giurisprudenza costituzionale, é tempestiva l'impugnazione dei decreti-legge successivamente alla loro conversione in legge, la quale rende permanente e definitiva la normativa solo provvisoriamente da questi dettata.
Sull'ammissibilità di questioni aventi ad oggetto disposizioni di un decreto-legge, proposte solo successivamente alla conversione in legge, v., ex multis, la citata sentenza n. 383/2005.
Massima n. 35725 Massima successiva Massima precedente
Energia - Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica - Proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico - Previsione, da parte del legislatore statale, di norme di dettaglio lesive della competenza legislativa concorrente delle Regioni in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia - Incoerenza rispetto ai principi generali di temporaneità delle concessioni e di apertura alla concorrenza - Illegittimità costituzionale - Assorbimento dell'ulteriore censura.
E' costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., l'art. 15, comma 6-ter, lett. b) e d), del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in quanto, prevedendo, con un precetto specifico e puntuale, la proroga automatica delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico, pone norme di dettaglio nella materia «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia», attribuita alla competenza legislativa concorrente. Inoltre, le censurate disposizioni sono incoerenti rispetto ai principi generali, stabiliti dalla legislazione statale, della temporaneità delle concessioni e dell'apertura alla concorrenza e contrastano con i principi comunitari in materia poiché, seppure per un periodo temporalmente limitato, impediscono l'accesso di altri potenziali operatori economici al mercato, ponendo barriere all'ingresso tali da alterare la concorrenza tra imprenditori. (E' assorbita l'ulteriore censura di violazione dell'art. 118 Cost. prospettata dalla Regione Liguria).
Per la declaratoria di illegittimità costituzionale di disposizioni analoghe, per ambito materiale e carattere dettagliato, all'impugnato art. 15, comma 6-ter, lett. b) e d), del d.l. n. 78 del 2010, v. la citata sentenza n. 1/2008.
Per la declaratoria di illegittimità costituzionale di disposizioni regionali contrastanti con i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario in tema di libertà di stabilimento e di tutela della concorrenza, v. le citate sentenze n. 340/2010, n. 233/2010 e n. 180/2010.
Massima n. 35726 Massima successiva Massima precedente
Energia - Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica - Applicabilità delle norme concernenti la proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico fino all'adozione di diverse disposizioni legislative regionali - Previsione, da parte del legislatore statale, di norme di dettaglio lesive della competenza legislativa concorrente delle Regioni in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia - Incoerenza rispetto ai principi generali di temporaneità delle concessioni e di apertura alla concorrenza - Insussistenza dell'addotto presupposto giustificativo dell'emanazione delle censurate disposizioni - Illegittimità costituzionale in parte qua - Assorbimento dell'ulteriore censura.
E' costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., l'art. 15, comma 6-quater, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nella parte in cui prevede che le disposizioni del comma 6-ter, lett. b) e d), concernenti la proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico, si applicano fino all'adozione di diverse disposizioni legislative da parte delle Regioni, per quanto di loro competenza. Tali disposizioni di proroga si configurano, infatti, quali norme di dettaglio ascrivibili alla materia «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia», attribuita alla competenza legislativa concorrente, e sono incoerenti rispetto ai principi generali, stabiliti dalla legislazione statale, della temporaneità delle concessioni e dell'apertura alla concorrenza, contrastando con i principi comunitari di riferimento. Né conduce a differenti conclusioni la previsione, nell'impugnato comma 6-quater, della cosiddetta clausola di cedevolezza delle norme statali, considerato che il presupposto addotto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri a giustificazione dell'emanazione di dette norme (vale a dire l'esigenza di colmare, per il tempo necessario all'emanazione della disciplina regionale, un vuoto legislativo nell'applicazione di fondamentali principi statali) in concreto non sussiste. In particolare, la finalità di assicurare il graduale espletamento delle procedure di evidenza pubblica imposte dal diritto comunitario per evitare uno iato temporale nell'erogazione del servizio è perseguita dal comma 6-ter, lett. e), che permette al concessionario uscente di proseguire la gestione fino al subentro dell'aggiudicatario della gara, se alla data di scadenza della concessione non sia ancora concluso il procedimento per l'individuazione del nuovo gestore. Quanto all'ulteriore finalità di garantire ai concessionari il recupero degli investimenti effettuati, viene in rilievo l'esigenza di evitare di esporre lo Stato a richieste di indennizzi da parte dei concessionari medesimi, in armonia con il contenimento della spesa pubblica perseguito dalla complessiva manovra economica. Questo intento del contenimento della spesa emerge anche con maggiore evidenza dal comma 6-quinques, il quale prevede che le somme versate dai concessionari, antecedentemente alla sentenza costituzionale n. 1 del 2008, siano definitivamente trattenute dai Comuni e dallo Stato. (E' assorbita l'ulteriore censura di violazione dell'art. 118 Cost. prospettata dalla Regione Liguria).
Massima n. 35727 Massima precedente
Energia - Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica - Applicabilità delle norme concernenti la proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico fino all'adozione di diverse disposizioni legislative regionali - Ricorso della Regione Emilia-Romagna - Denunciata violazione della competenza legislativa concorrente della Regione - Carenza di interesse - Inammissibilità della questione.
E' inammissibile, per carenza di interesse, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 15, comma 6-quater, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, impugnato dalla Regione Emilia-Romagna, in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., in quanto prevede che le disposizioni concernenti la proroga delle concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico si applicano fino all'adozione di diverse disposizioni legislative da parte delle Regioni, per quanto di loro competenza. Premesso che la Regione ha impugnato unicamente il comma 6-quater contenente la cosiddetta clausola di cedevolezza, la caducatoria solo di detta disposizione e non anche di quelle asseritamente lesive del riparto delle competenze potrebbe rendere quest'ultime operanti anche nel caso della sopravvenienza di una normativa regionale. Né potrebbe essere accolta la prospettiva, indicata dalla ricorrente, per la quale l'impugnativa esplicitamente deliberata dalla Giunta regionale solo con riguardo al comma 6-quater dovrebbe intendersi come implicitamente riferita anche alle disposizioni da esso richiamate, avuto riguardo alla necessaria corrispondenza tra la deliberazione con cui l'ente si determina all'impugnazione ed il contenuto del ricorso, attesa la natura politica dell'atto di impugnazione.
Per il consolidato orientamento della Corte che considera inammissibili le questioni sollevate su disposizioni non espressamente indicate nella delibera della Giunta, v., da ultimo, la citata sentenza n. 278/2010.
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 15, comma 6-ter, lettere b) e d), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 15, comma 6-quater, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010, nella parte in cui prevede che le disposizioni del comma 6-ter, lettere b) e d), si applicano fino all’adozione di diverse disposizioni legislative da parte delle Regioni, per quanto di loro competenza;
dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 15, comma 6-quater, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010, promossa, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, dalla Regione Emilia-Romagna con il ricorso indicato in epigrafe.