Source: http://docplayer.it/11976737-Alessio-bertagnin-associati-s-a-s-societa-tra-professionisti.html
Timestamp: 2018-06-24 21:47:50+00:00
Document Index: 95636646

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art.5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 24']

1 Padova, 13 luglio 2015 Circolare n 12/2015 Alla Spett.le Clientela IMPORTANTE!!! Oggetto: Jobs Act pubblicato il decreto per la conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro È entrato in vigore il 25 giugno 2015, il Decreto Legislativo recante Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, che integra e modifica la normativa in materia e che qui di seguito Vi sintetizziamo. CONGEDO DI MATERNITÀ E PATERNITÀ Durata del congedo di maternità in caso di parto avvenuto prima della data presunta L articolo 2 del D.Lgs n. 80/2015 introduce modifiche all articolo 16 del D.Lgs n.151/2001 in materia di durata del congedo di maternità per il periodo successivo al parto. Rispetto alla precedente formulazione della norma viene Confermato che, in caso di parto avvenuto prima della data presunta, le giornate non fruite durante i due mesi precedenti la data presunta in ragione del parto avvenuto in data anticipata rispetto la data presunta devono essere godute in coda al periodo di congedo di tre mesi dopo il parto; Previsto che la durata totale del congedo di maternità possa essere anche superiore a 5 mesi, analogamente al caso in cui il parto avvenga in data successiva alla data presunta. Parto prematuro e ricovero del neonato L articolo 2 del D.Lgs n. 80/2015 introduce nel D.Lgs n. 151/2001 il nuovo articolo 16 -bis recante Rinvio e sospensione del congedo di maternità il quale prevede che in caso di ricovero del neonato in una struttura ospedaliera, A richiesta della madre lavoratrice, è possibile fruire del congedo di maternità post partum dalla data di ingresso del neonato nella casa familiare (data dimissioni del neonato dall ospedale); Il diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio; L esercizio del diritto è subordinato alla produzione di certificazione medica che attesti la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell attività lavorativa. La fruizione posticipata del congedo di maternità in caso di ricovero in una struttura sanitaria è estesa anche alle ipotesi di adozione e affidamento. In caso di parto prematuro con ricovero del neonato in ospedale, anche il lavoratore padre può differire l inizio del congedo di paternità alla data di ingresso del neonato in famiglia, a condizione che vi sia stato il decesso della madre, o questa versi in condizioni di grave infermità, o ancora in caso di abbandono del neonato da parte della madre, o infine se il neonato sia stato affidato esclusivamente al padre. Prolungamento del diritto alla corresponsione dell indennità di maternità L articolo 3 del D.Lgs n. 80/2015 introduce modifiche all articolo 24 del D.Lgs n.151/2001 in materia di prolungamento del diritto alla corresponsione dell indennità di maternità viene esteso il pagamento diretto
2 da parte dell INPS dell indennità per congedo di maternità anche nel caso di risoluzione del rapporto per colpa grave della lavoratrice, costituente giusta causa. Pertanto, alla luce della nuova formulazione dell articolo 24 del D.Lgs n.151/2001, l indennità di maternità è corrisposta anche qualora, durante i periodi di congedo di maternità previsti, si verifichino i seguenti casi: Risoluzione del rapporto per colpa grave della lavoratrice, costituente giusta causa; Risoluzione del rapporto di lavoro per cessazione dell attività dell azienda cui la lavoratrice è addetta; Ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta; Risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine. Congedo di paternità Per fruire del congedo di paternità devono sussistere delle precise condizioni ed esattamente: Morte della madre; Grave infermità della madre; Abbandono della figlia o del figlio da parte della madre; Affidamento esclusivo al padre della figlia o del figlio. In generale, ai fini del godimento di questo diritto è irrilevante la situazione lavorativa o meno della madre. Con l introduzione all articolo 28 del nuovo comma 1-bis viene chiarito che il congedo di paternità nei termini sopra evidenziati può essere fruito anche nel caso in cui la madre sia una lavoratrice autonoma avente diritto all indennità di maternità ai sensi dell articolo 66 del D.Lgs n. 151/2001. Il D.Lgs n. 80/2015 prevede l estensione delle tutele previste per la madre lavoratrice autonoma (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali) anche al padre lavoratore autonomo. In particolare, con l introduzione all articolo 28 del nuovo comma 1-ter è previsto che al padre lavoratore autonomo spetti l indennità di cui all articolo 66 del D.Lgs n. 151/2001 (indennità prevista in caso di congedo di maternità per lavoratrici autonome e imprenditrici agricole) per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla madre lavoratrice. Ad ulteriore conferma della predetta previsione, l articolo 15 del D.Lgs n. 80/2015 modifica l articolo 66 del D.Lgs n. 151/2001 in materia di indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole introducendo il nuovo comma 1-bis, il quale prevede che la predetta indennità spetta al padre lavoratore autonomo alle condizioni sopra evidenziate. Congedo non retribuito in caso di adozione internazionale L articolo 6 del D.Lgs n. 80/2015 introduce modifiche all articolo 31 del D.Lgs 151/2001 in materia di congedo paternità in caso di adozione o affidamento. In caso di adozione internazionale l articolo 26, comma 4 del D.Lgs n. 151/2001 riconosce alla lavoratrice che durante il periodo di permanenza all estero, non richieda o richieda solo in parte il congedo di maternità, la possibilità di fruire di un congedo non retribuito, per la durata massima di tre mesi, senza diritto ad indennità. L articolo 31, comma 2 del Testo Unico stabilisce che il predetto congedo non retribuito spetta, alle medesime condizioni, al padre lavoratore. Attraverso la modifica dell art. 31 del D.Lgs n. 151/2001, viene chiarito che il predetto congedo non retribuito spetta al lavoratore dipendente anche qualora la madre non sia lavoratrice. Lavoratrici iscritte alla Gestione Separata Con il nuovo articolo 64-bis del D.Lgs n. 151/2001 viene esteso alle lavoratrici autonome iscritte alla Gestione separata INPS il diritto a percepire l indennità di maternità per i 5 mesi successivi (in precedenza tre mesi) all effettivo ingresso del minore in famiglia in caso di adozione nazionale o internazionale nel
3 rispetto delle condizioni e delle modalità che saranno individuate attraverso un apposito decreto ministeriale. In tal senso viene adeguato anche l articolo 67 e il comma 2 dell articolo 66 del D.Lgs n. 151/2001 in materia di modalità di erogazione del trattamento economico spettante. Con il nuovo articolo 64-bis del D.Lgs n. 151/2001 viene esteso ai lavoratori e alle lavoratrici iscritte alla Gestione separata, relativamente alle prestazioni economiche di maternità, il principio di automaticità delle prestazioni. Pertanto in caso di omissione contributiva da parte del committente alla Gestione separata, i predetti lavoratori hanno comunque diritto a percepire l indennità di maternità. Liberi professionisti Il D.Lgs n. 80/2015 interviene in materia di tutela della maternità/paternità per liberi professionisti, viene estesa al padre libero professionista la possibilità di fruire dell indennità di maternità in presenza di determinate condizioni (morte, grave infermità, abbandono, rinuncia della madre, affidamento esclusivo al padre). Viene estesa al padre libero professionista la possibilità di fruire dell indennità di maternità in presenza di determinate condizioni (morte, grave infermità, abbandono, rinuncia della madre, affidamento esclusivo al padre) anche in caso di adozione e affidamento. CONGEDO PARENTALE Il D.Lgs n. 80/2015 interviene in materia di congedo parentale riguardo al prolungamento dell arco temporale di fruizione del congedo parentale; Con la modifica dell articolo 32, comma 1 del D.Lgs n. 151/2001 viene prolungata, dall ottavo anno al dodicesimo anno, la possibilità di fruizione del congedo parentale fermi restando i precedenti limiti di durata. Pertanto, nei primi dodici anni di vita di ogni bambino (cioè fino al giorno, compreso, del 12 compleanno) ciascun genitore naturale può fruire di un periodo di congedo parentale (continuativo o frazionato), con i seguenti limiti: La madre lavoratrice può astenersi dal lavoro, trascorso il periodo di astensione obbligatoria, per un periodo non superiore a 6 mesi; Il padre lavoratore può usufruire del congedo parentale, dalla nascita del figlio, per un periodo non superiore a 7 mesi; Complessivamente i genitori non possono godere più di 10 mesi di congedo parentale. Il limite complessivo di 10 mesi è elevato a 11 mesi solo nel caso in cui il padre decida di astenersi dal lavoro per un periodo non inferiore a 3 mesi. Riguardo alla fruizione su base oraria del congedo parentale, con l introduzione del nuovo comma 1 - ter dell articolo 32, comma 1 del D.Lgs n. 151/2001, viene prevista la possibilità di fruizione del congedo parentale su base oraria anche in assenza di regolamentazione da parte della contrattazione collettiva (nazionale o aziendale). Al fine di poter consentire la fruizione oraria del congedo parentale anche in mancanza di regolamentazione contrattuale, il legislatore stabilisce alcune regole di massima. In particolare: La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell orario medio giornaliero del periodo di paga quadri settimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale; È esclusa la cumulabilità della fruizione oraria del congedo parentale con permessi o riposi di cui al D.Lgs n. 151/2001 (si ritiene si tratti dei c.d. riposi per allattamento e dei permessi per assistenza a figli con handicap grave di cui alla Legge n. 104/1992).
4 Con l articolo 8, che introduce modifiche all articolo 33, comma 1 del D.Lgs n. 151/2001, è prevista l estensione da 8 anni a 12 anni di vita del bambino dell arco temporale di fruibilità del prolungamento del congedo parentale, ferma restando la durata complessiva del congedo pari a tre anni, in caso di figli minori con handicap in situazione di gravità ex Lege n. 104/1992. Con l articolo 9 vengono introdotte delle modifiche all articolo 34 del D.Lgs n. 151/2001 in materia di trattamento economico spettante per congedo parentale. Viene estesa fino ai 6 anni di vita del bambino (in precedenza 3 anni) la possibilità di fruire dell indennità per congedo parentale pari al 30% indipendentemente dalle condizioni di reddito. Preme evidenziare che: Resta fermo il precedente limite di 8 anni per la fruizione dell indennità subordinata alla presenza delle condizioni reddituale previste; Nulla viene precisato in merito alla spettanza dell indennità in caso di fruizione del congedo parentale tra gli 8 e i 12 anni del figlio: si ritiene che in tale periodo il lavoratore abbia diritto ad astenersi dal lavoro senza la possibilità di percepire indennità anche in presenza di particolari condizioni reddituali. A riguardo si segnala la necessità di attendere le istruzioni operative che l INPS emanerà a seguito delle predette novità. Con l articolo 10 che introduce modifiche all articolo 36 del D.Lgs n. 151/2001 riguardo al prolungamento dell arco temporale di fruizione del congedo parentale in caso di adozione e affidamento: Viene prolungata, dall ottavo anno al dodicesimo anno dall ingresso del minore in famiglia, la possibilità di fruizione del congedo parentale fermi restando i precedenti limiti di durata. Viene estesa fino ai 6 anni di vita del bambino (in precedenza 3 anni) la possibilità di fruire dell indennità pari al 30% indipendentemente dalle condizioni di reddito. Trasformazione del rapporto a tempo parziale in luogo del congedo parentale In materia di tutela della maternità preme ricordare che ai sensi dell articolo 8, comma 7 del D.Lgs n. 81/2015, di riordino delle tipologie contrattuali è prevista la facoltà per il lavoratore di chiedere, in luogo del congedo parentale spettante, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale: Per una sola volta; Per un periodo corrispondente al congedo non fruito; Con una riduzione d orario non superiore al 50 per cento. LAVORO NOTTURNO L articolo 11 del D.Lgs n. 80/2015 introduce la nuova lettera b-bis) al comma 2 dell articolo 53 del D.Lgs n. 151/2001 in materia di lavoro notturno in caso di adozione ed affidamento. Non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa. La predetta tutela è stata estesa anche ai genitori adottivi o affidatari. Pertanto, non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, o, in alternativa, il lavoratore padre adottivo o affidatario convivente con la stessa, nei primi tre anni dall ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il dodicesimo anno di età DIMISSIONI E RISOLUZIONE CONSENSUALE L articolo 12 del D.Lgs n. 80/2015 apporta modifiche all articolo 55 del D.Lgs n. 151/2001 in materia di dimissioni durante il periodo di maternità. Preme evidenziare che non si tratta di un vero e proprio intervento di contenuto sulla disciplina delle dimissioni, bensì di un intervento di carattere formale di
5 riscrittura dell articolo 55 del D.Lgs n. 151/2001 in quanto il comma 1, nella sua nuova formulazione, va a ricomprendere anche quanto precedentemente disciplinato dal comma 5 del medesimo articolo, che di conseguenza risulta abrogato. Pertanto, resta confermato che in caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento (periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino), la lavoratrice o il lavoratore (che ha fruito del congedo di paternità): Non sono tenuti al preavviso; Hanno diritto alle indennità previste dalle disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento. In particolare, è sempre dovuta l indennità sostitutiva del preavviso. TELELAVORO Con l articolo 23 del D.Lgs n. 80/2015, il legislatore interviene in materia di telelavoro al fine di incentivarne il ricorso quale misura volta a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ai datori di lavoro privati che facciano ricorso all istituto del telelavoro per motivi legati ad esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in forza di accordi collettivi (quindi anche contratti collettivi aziendali) stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative, spetta il beneficio dell esclusione dei lavoratori ammessi al telelavoro dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l applicazione di particolari normative e istituti. CONGEDO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE L articolo 24 del D.Lgs n. 80/2015 introduce nella legislazione italiana una nuova tipologia di congedo riservato alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza. Destinatarie Possono usufruire del nuovo congedo le donne lavoratrici dipendenti di datori di lavoro pubblici e privati e le titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che partecipano a percorsi di protezione relativi alla violenza di genere. La partecipazione ai predetti percorsi di protezione relativi alla violenza di genere deve essere debitamente certificata dai servizi sociali del Comune di residenza o dai Centri antiviolenza o dalle Case rifugio di cui all articolo 5-bis del DL n. 93/2013 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 119/2013. Durata e modalità di fruizione del congedo Il congedo può avere una durata massima di 3 mesi. Le lavoratrici dipendenti possono fruire del congedo su base oraria o giornaliera nell arco temporale di tre anni, secondo quanto previsto da successivi accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero, in caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, a scelta della dipendente. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell orario medio giornaliero del periodo di paga quadri settimanale o mensile immediatamente precedente quello nel corso del quale ha inizio il congedo. Per le collaboratrici coordinate e continuative viene riconosciuto il diritto alla sospensione del rapporto contrattuale per un periodo massimo di tre mesi. Trattamento economico e normativo Durante il periodo di congedo, che è coperto da contribuzione figurativa, la lavoratrice dipendente ha diritto ad una indennità a carico dell ente previdenziale competente pari all ultima retribuzione (si ritiene ci si riferisca all ultima retribuzione percepita cioè quella relativa all ultimo mese di lavoro che precede il congedo), con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento.
6 Tale indennità è anticipata dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti di maternità ed è posta a conguaglio con i contributi dovuti all ente previdenziale competente. Il periodo di congedo è computato a tutti gli effetti dell anzianità di servizio, nonché ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto. Per quanto riguarda le collaborazioni coordinate e continuative, fermo restando che la norma non prevede la corresponsione di un indennità, si ritiene comunque che a fronte della sospensione del rapporto e della relativa prestazione, parimenti sia sospeso l obbligo del committente di corrispondere eventuali compensi pattuiti. Modalità di richiesta La lavoratrice, salvo casi di oggettiva impossibilità, è tenuta a: Avvertire il datore di lavoro con un termine di preavviso non inferiore a sette giorni, Indicare la data di inizio e di fine del periodo di congedo; Fornire idonea certificazione. In assenza di precise indicazioni si ritiene che le medesime modalità di richiesta ed i medesimi termini di preavviso siano da rispettare da parte della collaboratrice a progetto nei confronti del proprio committente. Trasformazione del rapporto a part-time La lavoratrice subordinata che versa nelle condizioni previste ai fini della richiesta del congedo ha diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale, verticale od orizzontale. La norma prevede che la lavoratrice ha diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale ove disponibili in organico. Si ritiene che con tale espressione il legislatore voglia in qualche misura condizionare il diritto del lavoratore alla trasformazione del rapporto, alla disponibilità in azienda di posizioni lavorative da potersi svolgere ad orario ridotto rispetto al tempo pieno. A richiesta della lavoratrice il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere nuovamente trasformato in rapporto di lavoro a tempo pieno. ENTRATA IN VIGORE In generale, il D.Lgs n. 80/2015 entra in vigore il 25 giugno Preme evidenziare che ai sensi dell articolo 26 del predetto provvedimento le nuove disposizioni relative a: Durata del congedo di maternità in caso di parto avvenuto prima della data presunta (art. 2); Prolungamento del diritto alla corresponsione dell indennità di maternità in caso di risoluzione del rapporto di lavoro (art. 3); Congedo di paternità per il lavoratore autonomo (art. 5); Congedo parentale (prolungamento dell arco temporale di utilizzo e fruizione su base oraria) (art.5); Prolungamento congedo parentale per figli portatori di handicap (art. 8); Trattamento economico del congedo parentale (art. 9); Congedo parentale nei casi di adozione e affidamento (art. 10); Indennità di maternità per le lavoratrici iscritte alla Gestione separata in caso di adozione e affidamento e automaticità delle prestazioni (art. 13); Indennità di paternità per lavoratori autonomi (art. 14, 15 e 16); Congedo per le donne vittime di violenza di genere (art. 24);
7 Si applicano in via sperimentale per il solo anno 2015 e per le sole giornate di astensione riconosciute nel medesimo anno. Il riconoscimento dei benefici per gli anni successivi al 2015 è subordinato all entrata in vigore di decreti legislativi che individuino adeguata copertura finanziaria. Nel caso in cui non entrino in vigore i predetti provvedimenti, a decorrere dal 1 gennaio 2016 e con riferimento alle giornate di astensione riconosciute a decorrere dall anno 2016, le disposizioni modificate, ad eccezione del congedo riservato alle donne vittime di violenza di genere, si applicano nel testo previgente all entrata in vigore del D.Lgs n. 80/2015. Rimaniamo a Vostra disposizione per fornirvi il supporto che riterrete necessario e porgiamo. Cordiali Saluti Il Cdl Alessio Bertagnin