Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-123-del-27062000.html
Timestamp: 2017-01-18 20:29:59+00:00
Document Index: 52384813

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 16', 'art.\n2', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 5', 'art.\n1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 9']

Circolare INPS n. 123 del 27.06.2000
SOMMARIO: Nuove disposizioni in materia di lavoro
a tempo parziale dettate dal D. Lgs. 25 febbraio 2000, n. 61
Lgs. 20 febbraio 2000, n. 61, pubblicato nella G.U. n. 66 del 20 marzo 2000
(allegato 1), in attuazione della direttiva Ue 97/81/CE del 15 dicembre 1997,
detta nuove disposizioni in materia di lavoro a tempo parziale abrogando alcune
delle norme che precedentemente regolavano la materia.
Il provvedimento, in attuazione della delega contenuta
nella legge 5 febbraio 1999, n. 25, recepisce le due linee guida della direttiva
Ue 97/81/CE:
- il principio di non discriminazione. Al
lavoratore part time sono riconosciuti gli stessi diritti di un lavoratore a
tempo pieno comparabile. E' sancito il principio della parità di trattamento
per quanto riguarda l'importo della retribuzione oraria, la durata del periodo
di prova, le ferie, la maternità, la malattia, la formazione professionale;
-il principio della volontarietà del lavoratore
interessato. Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il rapporto di
lavoro da tempo pieno a part time, e viceversa, non costituisce giusta causa per
definisce part time, il contratto individuale che fissa un orario di lavoro
ridotto rispetto a quello indicato all�'art. 13 della legge 24 giugno 1997, n.
196, (normale orario di lavoro settimanale fissato in 40 ore settimanali) ovvero
quello del contratto collettivo nazionale.
- orizzontale (riduzione giornaliera dell�'orario).
Attività prestata in tutte le giornate lavorative con
orario giornaliero ridotto.
- verticale (attività a tempo pieno limitatamente a
periodi determinati, settimana, mese o anno).
I Ccnl possono prevedere combinazioni tra le due
2. La compatibilità con altri
Il part time è
da ritenersi compatibile, fra l'altro, con:
E�' da ritenersi compatibile anche con la qualifica di
dirigente (vedasi al riguardo la circolare n. 65 del 11/3/1991), nonché con lo
"status" di lavoratore socio di cooperativa.
part time va stipulato per iscritto e comunicato entro 30 giorni alla Direzione
La mancata o tardiva comunicazione alla suddetta
Direzione provinciale del lavoro è soggetta a una sanzione amministrativa pari
a lire 30.000, per ciascun lavoratore interessato e per ogni giorno di ritardo.
Gli importi vanno versati all�'INPS, a favore del
Fondo per la disoccupazione.
Anche la trasformazione del contratto da tempo pieno a
part time deve risultare da atto scritto, redatto su richiesta del lavoratore
con l�'assistenza di un componente della Rsa; in mancanza deve essere
convalidato presso la Direzione provinciale del lavoro.
Il rifiuto del lavoratore di trasformare il contratto
da tempo pieno a part time e viceversa non costituisce giustificato motivo di
Il contratto part time deve contenere la durata e la
collocazione temporale dell�'orario di lavoro, con riferimento al giorno, alla
settimana, al mese e all�'anno.
Qualora manchi la forma scritta, è ammessa la prova
testimoniale. In difetto il lavoratore, può richiedere la trasformazione del
contratto in rapporto di lavoro a tempo pieno dalla data in cui la mancanza
della scrittura sia giuridicamente accertata. Resta fermo il diritto alle
retribuzioni dovute per le prestazioni effettivamente rese antecedentemente alla
Per la determinazione dell�'imponibile contributivo
deve farsi riferimento alla ordinaria disciplina in materia di retribuzione
minima imponibile (art. 1, c. 1, del D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, convertito
dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389) e di minimali di retribuzione giornaliera
(DL 29 luglio 1981, n. 402, convertito dalla legge 26 settembre 1981, n. 537).
La mancata o indeterminata indicazione della durata
della prestazione lavorativa e della collocazione temporale non comporta
nullità del contratto e il lavoratore può, se l�'omissione riguarda la
durata, richiedere che il contratto si trasformi a tempo pieno. Se l�'inosservanza
riguarda la collocazione temporale della prestazione, questa è determinata dal
giudice e fino all�'emanazione della sentenza il lavoratore ha diritto a un
precedente, salvo specifiche esigenze organizzative espressamente indicate nei
contratti collettivi, era vietato chiedere al part-timer lavoro supplementare
rispetto all'orario stabilito.
Ora, fermo restando il principio europeo del consenso
del lavoratore, tale possibilità è consentita.
E' demandato alla contrattazione collettiva stabilirne
le modalità anche quantitative.
Nell�'attesa dei contratti collettivi, il
provvedimento ammette il lavoro supplementare nel part time entro il limite del
10% dell'orario mensile e da utilizzare nell'arco di più di una settimana.
Le ore di lavoro supplementare svolte oltre il limite
del 10% sono retribuite con una maggiorazione del 50%.
Le ore di lavoro supplementare sono retribuite come ore
ordinarie, salva la facoltà per i CCNL stipulati dai sindacati comparativamente
più rappresentativi, applicati dal datore di lavoro interessato, di determinare
una percentuale di maggiorazione sull�'importo della retribuzione oraria
globale di fatto, dovuta in relazione al lavoro supplementare.
Le clausole dei contratti collettivi in materia di
lavoro supplementare nei rapporti di lavoro a tempo parziale, vigenti alla data
di entrata in vigore del decreto, continuano ad avere efficacia sino alla
scadenza prevista e, comunque, per un periodo non superiore ad un anno.
lavoro a tempo parziale di tipo verticale è consentito lo svolgimento di
lavoro straordinario in relazione alle giornate di attività lavorativa.
A tali prestazioni si applica la disciplina legale e
contrattuale vigente in materia di lavoro straordinario nei rapporti a tempo
Salva diversa previsione dei contratti collettivi, i
limiti trimestrale ed annuale (80/250 ore) stabiliti dalla legge n. 409/1998, s�'intendono
riproporzionati in relazione alla durata della prestazione lavorativa a tempo
5.1. Il contributo sul lavoro
La legge 28 dicembre 1995, n. 549, recante "Misure
di razionalizzazione della finanza pubblica", entrata in vigore il
1/1/1996, all�'art. 2, commi 18, 19, 20 e 21, assoggetta ad onere contributivo
come straordinario, a carico dell'impresa ed a favore del Fondo per la
disoccupazione gestito dall�'INPS, le ore eccedenti le 40 ore settimanali.
La norma parla di regime di orario settimanale che
eccede le quaranta ore settimanali.
Conseguentemente, è preso in considerazione ai fini
dell'ulteriore contributo, che si aggiunge ovviamente all�'ordinaria
contribuzione previdenziale ed assistenziale, il solo orario eccedente le
quaranta ore settimanali, qualunque sia la qualificazione contrattuale di esso.
Rimane esclusa la flessibilità individuale,
disciplinata dalla contrattazione collettiva e la ripartizione dell'orario
normale in vari mesi dell'anno effettuata in attuazione di specifiche previsioni
Stante la formulazione della norma è escluso che il
limite delle quaranta ore possa essere riproporzionato in relazione alla durata
della prestazione lavorativa a tempo parziale.
6. Il conteggio dei lavoratori
L�'art. 6 del
decreto stabilisce che, in tutte le ipotesi in cui la legge o il Ccnl renda
necessario l�'accertamento della consistenza della forza occupazionale, i
lavoratori part time si computano sempre in proporzione all�'orario svolto, con
esclusione delle disposizioni riportate al titolo III (attività sindacale)
La norma ampliando la portata della precedente
disposizione di cui all�'art. 5 della legge n. 863/1984, prima limitata
all'accesso a benefici di carattere finanziario e creditizio previsti dalle
leggi ed alla disciplina delle assunzioni obbligatorie della legge 2 aprile
1968, n. 482, definisce in modo univoco le modalità di computo dei lavoratori
A titolo di esempio, la disposizione ha rilevanza ai
fini della determinazione del requisito occupazionale per:
- contributo in misura ridotta per Cig ordinaria
(1,90%) dovuto dalle aziende industriali fino a 50 dipendenti (art. 12 della
legge 20/5/1975, n. 164);
- contributo Cigs (art. 1, c. 1 della legge n.
- contributo di mobilità (art. 16 della legge n.
- contributo aggiuntivo per lavoro straordinario (art.
2 della legge n. 549/1995).
7. L�'incentivazione del part
riprende la norma sugli incentivi al part time contenute nell'art. 7, c. 1,
lett. a), del DL 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla
legge 19 luglio 1994, n. 451 (riduzione dell�'aliquota Ivs).
Il D.Lgs n. 61/2000 rimanda la determinazione dei
benefici ad un apposito decreto interministeriale.
Tale decreto (12/4/2000) è stato pubblicato sulla G.U.
del 3/6/2000 ed è entrato in vigore lo stesso giorno.
I benefici contributivi, in favore dei datori di lavoro
privati imprenditori e non imprenditori e degli enti pubblici economici,
riguardano, nella prima fase, solo le nuove assunzioni, a tempo indeterminato e
parziale, in soprannumero alla forza media dei 12 mesi precedenti, effettuate a
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed entro il 30
Successivamente al 30 giugno 2000 e sino al 31 dicembre
2000, il beneficio sarà riconosciuto subordinatamente all�'autorizzazione
Sull�'argomento, mentre si trasmette in allegato un
facsimile di domanda per la richiesta dei benefici (allegato 2), si fa riserva
di ulteriori istruzioni non appena sarà emesso il Decreto Ministeriale di
ripartizione delle risorse. Nelle more si precisa che le eventuali domande di
concessione pervenute antecedentemente all'entrata in vigore del Decreto
interministeriale 12 aprile 2000, dovranno essere considerate come presentate in
data 3 giugno 2000 (data di pubblicazione del Decreto).
L�'art. 9 del
decreto conferma sostanzialmente le precedenti disposizioni in materia
prevede un minimale orario retributivo per il calcolo dei contributi
previdenziali e assistenziali determinato rapportando alle giornate di lavoro
settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all�'articolo 7
del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge
11 novembre 1983, n. 638, e dividendo l�'importo così ottenuto per il numero
delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo
nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.
Si richiama in proposito quanto contenuto nella
circolare n. 17 del 28/1/2000.
Per i lavoratori a tempo parziale soci di cooperative
si rinvia ai criteri illustrati nella circolare INPS n. 247 del 29/11/1997, con
gli opportuni aggiornamenti contenuti nella circolare n. 20 del 1/2/2000.
La disciplina del minimo di retribuzione
giornaliera per i lavoratori soci di società cooperative.
Per quanto attiene alla disciplina del minimo di
retribuzione giornaliera per i lavoratori soci di società cooperative,
conseguente all�'espressa abrogazione dell�'art. 5, c. 19, della legge n.
863/1984 operata dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, si rimanda
alla circolare n. 100 del 22/5/2000.
Con riferimento a quest'ultima circolare si precisa che
le cooperative sociali operanti con il sistema dei salari convenzionali, fatte
salve le determinazioni di miglior favore adottate con decreto ministeriale,
dovranno regolarizzare, sia per i rapporti part time sia per i rapporti full
time, le differenze contributive scaturenti dall'elevazione del minimale
giornaliero a L. 38.070 (E. 19,66), importo previsto dall�'art. 1, c. 3, del
D.L. n. 402/1981.
circolare, ai sensi della deliberazione n. 5 del Consiglio di amministrazione
dell'Istituto del 26/3/1993, approvata con D.M. 7/10/1993 (cfr. circolare n. 292
del 23/12/1993, punto 1).
- calcoleranno la differenza fra le retribuzioni
convenzionali determinate nella misura stabilita dall'abrogato art. 5 della
legge n. 863/1984 e quelle come scaturite in forza del disposto di cui all�'art.
1, c. 3 del D.L. n. 402/1981, convertito in legge n. 537/1981;
- sommeranno l'importo ottenuto alla retribuzione del
mese in cui avviene la regolarizzazione e l'assoggetteranno a contribuzione
secondo le aliquote vigenti in base al diverso settore di attività.
Le differenze contributive dovranno essere maggiorate
degli interessi al tasso legale del 2,5% (decreto del Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica emanato il 10/12/1998 e pubblicato
sulla G.U., serie generale, n. 299 del 11/12/1998) computati dal 16/5/2000 e
8.1.1 Il limite per l'accredito
dei contributi obbligatori e figurativi.
di retribuzione settimanale per l�'accredito dei contributi obbligatori e
figurativi previsto dall�'art. 7, c. 1 della legge 11 novembre 1983, n. 638,
come modificato dall�'art. 1, c. 2 della legge n. 389/1989, è fissato nella
misura del 40% dell�'importo mensile delle pensioni a carico del Fondo pensioni
lavoratori dipendenti, in vigore al 1 gennaio dell�'anno considerato. Vedi al
riguardo la circolare n. 17 del 28/1/2000.
8.2. Il computo dell�'anzianità.
che ai fini del diritto a pensione il requisito contributivo deve essere
accertato secondo i principi generali dell�'assicurazione obbligatoria I.V.S.
(art. 7, c. 1 e 5, della legge n. 638/1983, come modificato dall�'art. 1, c. 2,
della legge n. 389/1989), ai fini della determinazione dell�'ammontare della
pensione, si computa per intero l�'anzianità relativa ai periodi di lavoro a
tempo pieno e, proporzionalmente all�'orario svolto, l�'anzianità riferita ai
periodi part time.
La disposizione riprende la precedente contenuta nell�'abrogato
art. 5 della legge n. 863/1984.
La Corte di Cassazione aveva già ritenuto applicabile
con sentenza n. 11.482/1997 la disciplina della legge n. 863/1984 anche ai
rapporti di lavoro part time sorti come tali dall�'inizio.
Con sentenza n. 202 del 24-28 maggio 1999, pubblicata
sulla Gazzetta Ufficiale, I Serie Speciale, n.22 del 2 giugno 1999, anche la
Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità
costituzionale della disposizione precedente con riferimento agli articoli 3 e
38, comma 2, della Costituzione.
Ciò nella considerazione che tale normativa va
riferita non solo al caso di trasformazione del rapporto di lavoro ma anche ai
rapporti di lavoro a tempo parziale sorti come tali dall�'inizio.
L�'art. 11 del
D. Lgs. 20 febbraio 2000, n. 61 ha abrogato espressamente, l�'art. 5 del D.L.
1984, n. 863.
L�'abrogato art. 5, oltre a regolare il lavoro part
time, prevedeva (commi 16 e 17) una particolare forma di occupazione ad orario
di lavoro a tempo parziale per le seguenti attività:
- istruzione e educazione scolare e prescolare non
- assistenza sociale svolta da istituzioni sociali
assistenziali ivi comprese quelle pubbliche di beneficenza e assistenza;
- attività di culto, formazione religiosa e attività
- proprietari di fabbricati, per il solo personale
addetto alla pulizia negli stabili adibiti a uso di abitazione o altro uso;
- personale giornalistico con qualifica di
professionista ovvero pubblicista, titolare del rapporto di lavoro subordinato
come collaboratore o come corrispondente instaurato ai sensi del contratto collettivo
nazionale di categoria, la cui attività lavorativa è svolta con orario
inferiore alle 4 ore giornaliere.
Il comma 16 fissava un particolare limite minimo di
retribuzione giornaliera ("minimo dei minimi"), su cui
calcolare i contributi, pari al 4% dell�'importo del trattamento minimo mensile
di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1
gennaio di ciascun anno.
Ora, questa particolare forma di occupazione e il
relativo limite minimo di retribuzione giornaliera non sono più previsti.
Cessano, pertanto, di avere validità i codici
autorizzazione "2V" e "4H".
I datori di lavoro che operano nei settori sopra citati
devono formalizzare il part time e versare i contributi sul minimale
contributivo calcolato con le stesse regole previste per gli altri lavoratori a
tempo parziale (vedi punto 8.1).
Tale regolarizzazione, ai sensi della deliberazione n.
5 del Consiglio di amministrazione dell'Istituto del 26/3/1993, approvata con
D.M. 7/10/1993 (cfr. circolare n. 292 del 23/12/1993, punto 1) dovrà essere
effettuata entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di emanazione
A tal fine i datori di lavoro, fermo restando il
rispetto della ordinaria disciplina in materia di retribuzione minima imponibile
(art. 1, c. 1, del D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, convertito dalla legge 7
dicembre 1989, n. 389), si atterranno, nelle ipotesi di retribuzioni inferiori
al minimale, alle modalità di seguito riportate.
- calcoleranno la differenza fra l'abrogato "minimo
dei minimi" e il minimale orario calcolato ai sensi dell'art. 9 del
decreto n. 61/2000;
secondo le aliquote vigenti in base al diverso settore di attività;
dei minimi" e il minimale di retribuzione giornaliera;
ALLEGATO 1 (D.Lgs.
25.02.2000, n. 61) in T&L
BENEFICI DI CUI ALL'ART. 5 DEL D.Lgs. N. 61/2000
ALLA DATA DELL�'ASSUNZIONE
media ula dei 12 mesi precedenti
SIGLA AUTOMOBILISTICA DELLA PROVINCIA SEDE DI LAVORO
l'impiegato INPS
Si dichiara corrispondente
al vero tutto quanto esposto sulla presente domanda
timbro dell�'Agenzia INPS
rappresentante dell�'azienda