Source: https://www.giurdanella.it/2000/11/12/ordinanza-7-11-2001-n-360/
Timestamp: 2019-09-19 02:39:34+00:00
Document Index: 52997397

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 97', 'art. 98', 'art. 1', 'art. 70', 'art. 89', 'art. 92']

ordinanza 7.11.2001 n. 360 - Giurdanella.it
Oltre il diritto − 12 Novembre 2000 di Redazione
Ordinanza del 7 novembre 2001 n. 360
Secondo il rimettente, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche sarebbero titolari di un diritto ad ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e l’amministrazione avrebbe la mera facoltà di differirla per un termine massimo di sei mesi, in quanto questa fattispecie sarebbe disciplinata esclusivamente dall’art. 1, commi 57 e 58, della legge n. 662 del 1996, poiché, in parte qua, nessuna modificazione sarebbe stata introdotta dagli artt. 39, comma 27, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e 31, comma 41, della legge 23 dicembre 1998, n. 448;
Ad avviso del giudice a quo, la norma impugnata violerebbe l’art. 97, primo comma, della Costituzione, poiché, soprattutto nel caso di comuni di piccole dimensioni, impedirebbe la razionale ed efficiente organizzazione del servizio pubblico, anche a causa della complessità delle procedure per l’assunzione di nuovo personale e del diritto del dipendente di ottenere il ripristino del rapporto di lavoro a tempo pieno;
La norma censurata si dunque porrebbe in contrasto anche con l’art. 98, primo comma, della Costituzione, in quanto subordinerebbe l’interesse pubblico all’interesse privato del dipendente di espletare una ulteriore attività lavorativa, realizzando altresì una ingiustificata disparità di trattamento in danno della pubblica amministrazione, poiché quest’ultima, nonostante la privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico, non potrebbe impedirne la trasformazione da tempo pieno a tempo parziale, diversamente da quanto è stabilito per il datore di lavoro privato;
Al contrario, ad avviso della difesa erariale, la norma impugnata non violerebbe i parametri costituzionali indicati nell’ordinanza di rimessione, in quanto il divieto della trasformazione del rapporto per i dipendenti che esercitano determinate mansioni, la previsione che il contingente del personale ammesso al part-time non possa superare una determinata percentuale dell’organico complessivo e l’introduzione di procedure dirette a sopperire all’eventuale carenza di personale, costituirebbero efficaci misure in grado di assicurare la continuità e l’efficienza dell’attività delle amministrazioni pubbliche.
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 58, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), promosso con ordinanza emessa il 4 dicembre 2000 dal Tribunale di La Spezia nel procedimento civile vertente tra G. B. e il Comune di Vernazza, iscritta al n. 97 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 7, prima serie speciale, dell’anno 2001.
che, ad avviso della difesa erariale, la norma impugnata non violerebbe i parametri costituzionali indicati nell’ordinanza di rimessione, in quanto il divieto della trasformazione del rapporto per i dipendenti che esercitano determinate mansioni, la previsione che il contingente del personale ammesso al part-time non possa superare una determinata percentuale dell’organico complessivo e l’introduzione di procedure dirette a sopperire all’eventuale carenza di personale, costituirebbero efficaci misure in grado di assicurare la continuità e l’efficienza dell’attività delle amministrazioni pubbliche.
Considerato che, successivamente all’ordinanza di rimessione, è stato emanato il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), il quale, all’art. 70, comma 3, stabilisce che < >;
che il decreto legislativo da ultimo richiamato dispone che la potestà regolamentare degli enti locali ha ad oggetto, tra l’altro, la disciplina < > (art. 89, comma 2, lettera g) e reca altresì una norma che facoltizza specificamente gli stessi enti a definire rapporti di lavoro a tempo parziale, nonché a tempo determinato dei propri dipendenti, anche in riferimento alla necessità di assunzioni eventualmente occorrenti allo scopo di sopperire ad esigenze temporanee di detti enti (art. 92);
(Fernando Santosuosso, Presidente; Piero Alberto Capotosti, Redattore)
Depositata il 7 novembre 2001