Source: https://www.foia.gov.it/osservatorio-foia-gennaio_marzo/
Timestamp: 2020-04-01 18:39:18+00:00
Document Index: 9597639

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', '§ 2', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 5', '§ 8']

Osservatorio Foia. La Giurisprudenza dal 10 dicembre al 10 marzo. | FOIA Centro nazionale di competenza
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Nell’ultimo trimestre la giurisprudenza amministrativa in tema di accesso civico generalizzato si è occupata di diverse questioni, in particolare si segnalano pronunce importanti su cinque temi.
1) Distinzione tra le finalità dell’accesso civico generalizzato (c.d. FOIA) e i suoi limiti
Dopo mesi di oscillazioni legate alla confusione tra le finalità che la legge intende perseguire attraverso il FOIA (art. 5, c. 2, d.lgs. 33/2013, “decreto trasparenza”) e l’interesse da perseguire tramite le relative richieste di accesso (interesse che non dovrebbe rilevare, tanto che non vi è obbligo di motivare la richiesta), la giurisprudenza recente sembra prevalentemente orientarsi verso una più rigorosa distinzione tra i due piani. In varie pronunce (Tar Campania, Sez. VI, n. 5837/2019, Tar Lombardia, sez. II, n. 10/2020 e Tar Campania, sez. VI, n. 604/2020), si nega, infatti, che l’amministrazione debba verificare la compatibilità dell’interesse del richiedente con le finalità della disciplina e si chiarisce la piena legittimità anche delle richieste presentate per finalità “egoistiche”, fin tanto che esse non incontrino i limiti stabiliti dall’art. 5-bis CT. Persiste, tuttavia, un orientamento, sempre più minoritario, che impropriamente ammette un sindacato sulle ragioni rinvenibili alla base dell’istanza.
2) Applicazione alle eccezioni c.d. relative della tecnica del bilanciamento
Sebbene in riferimento alle eccezioni c.d. relative l’art. 5-bis del “decreto trasparenza” faccia riferimento al solo criterio del “pregiudizio concreto”, la giurisprudenza tende ad imporre alle amministrazioni di bilanciare tutti gli interessi coinvolti (in tal senso, Tar Campania, sez. VI, n. 604/2020 e Tar Lazio, sez. III-quater, n. 2174/2020). Le amministrazioni devono, quindi, tener conto, nel rispetto dei canoni di proporzionalità e ragionevolezza, non solo dell’interesse protetto dalle eccezioni relative (v. art. 5-bis, c. 1 e 2, decreto trasparenza), ma anche dell’interesse alla divulgazione che fonda la richiesta dell’istante.
3) Convertibilità del titolo giuridico della richiesta
In alcune pronunce (in particolare, Tar Toscana, sez. II, n. 1748/2019) trova conferma la tesi della immutabilità in giudizio del titolo giuridico dell’istanza. Questa tesi non esclude che le pubbliche amministrazioni possano modificare d’ufficio il titolo della richiesta, quando ciò sia nell’interesse del richiedente e consenta all’amministrazione di evitare di processare, dopo il rigetto, una seconda richiesta avanzata in base al “giusto” titolo (sul punto, si veda la Circolare n. 2/2017, § 2.2). In ogni caso, il predetto orientamento ammette che una richiesta vertente sul medesimo oggetto sia formulata in base a più titoli, ad esempio come accesso procedimentale (ex art. 22, l. 241/1990) e come accesso civico generalizzato (ex art. 5, c. 2, CT)
4) Applicabilità del FOIA alla materia degli appalti
In attesa del pronunciamento sul tema dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, le sentenze emanate nel trimestre (in particolare, Tar Campania, sez. VI, n. 5837/2019, Tar Campania, sez. II, n. 270/2020 e Tar Lombardia, sez. I, n. 414/2020) si sono espresse, esplicitamente o implicitamente, in maniera favorevole all’applicazione dell’accesso civico generalizzato anche alla materia degli appalti, così riconoscendo la portata generale della nuova disciplina e l’opponibilità al richiedente dei soli limiti previsti dall’art. 5-bis del decreto trasparenza.
5) Dialogo collaborativo con il richiedente
Nel caso di istanze generiche o manifestamente onerose, recenti pronunce (Tar Lazio, sez. III, n. 2811/2020 e Tar Campania, sez. VI, n. 928/2020) confermano l’opportunità – segnalata anche nella Circolare n. 2/2017, § 8 – che le amministrazioni istaurino un dialogo collaborativo con il richiedente, sia per supportarlo nell’individuazione dei dati o dei documenti che soddisfino il suo interesse conoscitivo, sia per circoscrivere l’oggetto dell’istanza in maniera compatibile con la tutela del buon andamento dell’azione amministrativa.
Nell’area Osservatorio del sito trovate aggiornate al 10 marzo le massime, gli estremi e i link alle principali pronunce emanate dai Tribunali Amministrativi Regionali e dal Consiglio di Stato.