Source: https://maps3.ldpgis.it/siena/?q=indice_normativa_ru&normativa=_ru&sottoalbero=63&id_variante=12
Timestamp: 2019-10-16 05:04:23+00:00
Document Index: 138502403

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 40', 'art. 19', 'art. 82', 'art. 83', 'art. 85', 'art. 33', 'art. 19', 'art. 30']

Capo I Modalità organizzative dei sottosistemi funzionali
Capo II Sottosistema funzionale del Centro storico
Capo III La disciplina del Sottosistema Funzionale delle Propaggini del Centro Storico
1. Il sottosistema funzionale delle Propaggini è rappresentato dai primi insediamenti che, a partire dalla fine dell'800 e fino agli anni '50, hanno previsto l'espansione della città all'esterno delle mura lungo gli assi che si dipartivano dalle porte. La funzione è principalmente residenziale, con accorpamento di servizi che nel tempo hanno perso la loro connotazione e vitalità anche a causa dell'evoluzione avuta dal sistema commerciale.
2. Nel sottosistema funzionale delle Propaggini del Centro storico sono consentiti interventi sino alla RI, salvo indicazioni più restrittive contenute negli artt. 56, 57 e 59.
3. La SUL media degli alloggi risultanti da frazionamento non deve essere inferiore a 60 mq.
4. Il Sottosistema funzionale delle Propaggini del Centro storico è articolato in quattro Tessuti descritti e disciplinati dai successivi articoli.
5. Nelle aree appartenenti al sottosistema funzionale delle Propaggini sono consentiti, compatibilmente alle caratteristiche tipologiche e strutturali dell'edificio, le destinazioni d'uso per servizi culturali (Se), sociali e ricreativi (Sf) e servizi per l'assistenza sanitaria (Si).
1. Sono insediamenti di impianto otto - novecentesco di elevato valore architettonico, spesso dovuto alla unitarietà degli interventi; si tratta in prevalenza di tessuti a densità piuttosto bassa, con presenza della tipologia a villa/villini, quasi esclusivamente residenziali, che in alcuni casi danno luogo a quartieri veri e propri.
- R, Tc1, Tb1.
4. Nel caso di tipologie edilizie "ville" o "villini" costruiti prima del 1942 il frazionamento dovrà essere soggetto a specifico progetto unitario.
5. In caso di cambiamenti di destinazione d'uso e/o di frazionamento il reperimento degli standard a parcheggio mancanti non può comportare la riduzione dei giardini di pertinenza; è ammessa la monetizzazione degli standard mancanti.
1. Sono insediamenti piuttosto rarefatti costituiti per la maggior parte da abitazioni isolate o case coloniche, generalmente con caratteri dell'edilizia rurale storica; la destinazione prevalente è la residenza.
3. Sono ammessi i soli cambi di destinazione d'uso in residenza.
4. Nel caso di tipologie edilizie "ville" o "villini" il frazionamento non può portare alla creazione di unità immobiliari che suddividano in verticale l'organismo edilizio.
5. La dotazione minima dei parcheggi di cui all'art. 40 può essere monetizzata.
Capo IV La disciplina del sottosistema funzionale dell'Urbanizzato compatto
1. L'urbanizzato compatto comprende gli insediamenti sorti nel dopoguerra intorno alla città consolidata, nonché le principali frazioni che, a partire dagli anni '50, hanno registrato uno sviluppo incrementale delle aree urbanizzate e della popolazione. In massima parte rappresentano le zone residenziali dove, in relazione alla cospicua presenza di abitanti, sono presenti attività commerciali e servizi con caratteristiche di quartiere.
2. Nelle aree appartenenti al sottosistema funzionale dell'Urbanizzato Compatto sono consentiti interventi fino alla RI.
4. Il Sottosistema funzionale dell'Urbanizzato compatto è articolato in quattro Tessuti descritti e disciplinati dai successivi articoli.
5. Nelle aree appartenenti al sottosistema funzionale dell'Urbanizzato Compatto sono consentiti, compatibilmente alle caratteristiche tipologiche e strutturali dell'edificio, le destinazioni d'uso per servizi culturali (Se), sociali e ricreativi (Sf) e servizi per l'assistenza sanitaria (Si).
6. La dotazione minima dei parcheggi di cui all'art. 40 può essere monetizzata ad eccezione della destinazione Tc.
1. Sono ambiti connotati da molteplici funzioni, con significativa presenza di attività commerciali e di servizio, tali da assicurare una certa attrattività; spesso è dovuto dalla posizione lungo strade percorse da flussi di traffico principali, dove si riconoscono anche insediamenti di impianto storico caratterizzati dalla stretta relazione con la strada stessa; in altri casi si tratta di contesti puntuali dove si concentrano più funzioni, sempre con un carattere di centralità.
- R, IS (con esclusione dei piani superiori), Tc1 e Tc2, Tb1, Tb2.
1. Sono ambiti a destinazione quasi esclusivamente residenziale con tipologie tendenzialmente a bassa densità - ville e villini o schiere - anche se non sempre si riscontra un basso rapporto tra edificato e lotto di pertinenza.
1. Si tratta di complessi a destinazione quasi esclusivamente residenziale ma connotati da unitarietà dei manufatti e degli spazi aperti, da mantenere evitando modifiche puntuali non coordinate che possano compromettere un'immagine che fa parte dell'identità del luogo.
2. Negli edifici appartenenti a questo tessuto sono ammessi interventi fino al RIa.
- R, IS (con esclusione dei piani superiori), Tc1, Tb1, Tb2 (quest'ultimo con esclusione dei piani superiori).
4. In caso di frazionamenti oppure di fusione di unità immobiliari non sono consentite modifiche esterne dei prospetti non compatibili con l'ordito compositivo dei complessi edilizi.
Capo V La disciplina del sottosistema funzionale dell'Urbanizzato di confine
1. L'Urbanizzato di confine comprende insediamenti di limitata estensione la cui principale caratteristica risiede nella localizzazione periferica rispetto al territorio comunale. Spesso sono insediamenti lineari lungo importanti strade di confine dove il carico insediativo si concentra prevalentemente nel territorio dei Comuni contermini. La funzione preminente è quella residenziale, con alcune attività episodiche di tipo artigianale o industriale.
4. Sono ammessi i cambi di destinazione d'uso in:
- R, IS, Tc1, Tb1.
Capo VI La disciplina del sottosistema funzionale dei Filamenti urbani
Capo VII La disciplina del sottosistema funzionale delle Aree miste
Capo VIII La disciplina del sottosistema funzionale dei Filamenti del territorio aperto
1. I Filamenti del territorio aperto in ambito rurale sono insediamenti nati prevalentemente lungo le strade di crinale che attraversano il territorio, costituiti da edifici realizzati in epoca recente che hanno contribuito all'ispessimento dell'edificato lungo queste direttici in origine costituite esclusivamente da ville e case coloniche.
2. Sono ammissibili cambi di destinazione d'uso ai fini della residenza (R) di edifici, o parti di essi, con SUL maggiore di 60 mq. o ai fini di attività agricole (AG).
3. Per gli edifici ricadenti in questa tipologia di filamenti sono ammesse le seguenti categorie di intervento:
- per edifici con destinazione residenziale (R): sono ammessi interventi fino alla RA;
- per edifici con destinazione non residenziale: sono ammessi interventi fino alla RI. È altresì ammessa la demolizione con trasferimento della SUL di cui all'art. 19 delle presenti NTA;
- per gli edifici rurali ad uso abitativo (AG): sono ammessi interventi di cui all'art. 82 delle presenti NTA;
- per gli annessi destinati alla produzione agricola (AG): sono ammessi interventi di cui all'art. 83 delle presenti NTA.
4. Nei resede degli edifici appartenenti ai Filamenti del territorio aperto in ambito rurale (FA2) sono ammessi gli interventi di cui all'art. 85 commi 5 e 6.
Capo IX La disciplina del sottosistema funzionale dell'Insediamento diffuso
1. Negli edifici con destinazione d'uso residenziale (R), sono ammessi interventi di ristrutturazione edilizia una tantum con addizione funzionale (RA), con le modalità di cui all'art. 33.
2. I volumi aggiuntivi devono essere realizzati rispettando gli assi ordinatori dei prospetti, la forma e le dimensioni delle finestre, e utilizzando materiali costruttivi coerenti.
3. Negli edifici con destinazione d'uso diversa da quella residenziale sono ammessi interventi di ristrutturazione edilizia di tipo a (RIa) senza cambio di destinazione o la demolizione con trasferimento della SUL nei casi previsti dall'art. 19 delle presenti NTA.
1. Negli edifici rurali ad uso abitativo (AG) sono consentiti interventi di cui alla normativa regionale in materia di governo del territorio con specifico riferimento al territorio rurale, ad esclusione di quelli ubicati all'interno di perimetrazioni di BSA dove sono ammessi gli interventi previsti nelle schede normative di riferimento.
2. L'addizione funzionale è consentita esclusivamente per gli edifici rurali ad uso abitativo che non siano già stati oggetto di trasferimenti di volumetria o ampliamenti una tantum in applicazione della ex L.R. 64/1995.
3. I volumi aggiuntivi devono essere realizzati rispettando gli assi ordinatori dei prospetti, la forma e le dimensioni delle finestre, e utilizzando materiali costruttivi coerenti.
Capo X Disciplina aggiuntiva per gli edifici censiti nelle schede BSA
1. La disciplina di cui al presente Titolo IV si applica agli edifici e spazi scoperti censiti nella "Schedatura dei beni storico architettonici del territorio aperto" contenuta nel QC del PS nonché nella "Schede di rilievo in ambito urbano o integrative rispetto a quelle del Piano Strutturale" (RUqc1) contenuta nel QC del RU; le due schedature sono di seguito per brevità denominate "Schede BSA", e gli edifici compresi al loro interno "edifici censiti" sono suddivisi in edifici d'interesse storico e edifici recenti e precari. La normativa è modulata in funzione dei giudizi di valore architettonico espressi per ciascun edificio censito. I perimetri delle aree oggetto delle schedature sono riportati con apposito segno grafico nelle tavole RU2 ed RU3.
2. Le specifiche tipologie d'intervento ammissibili, per gli edifici censiti, sono riportate nelle schede normative di riferimento, salvo prescrizioni particolari indicate nelle tavole RU2 ed RU3. In caso di comprovata instabilità e pericolosità statica o in caso di crollo, purché sia si possibile accertarne la preesistente consistenza, degli edifici, per i quali è previsto il RRC o la RIa è consentita la demolizione con fedele ricostruzione (DF) di cui all'art. 30, previa preventivo Progetto di Restauro di cui all'articolo 18 delle NTA, da approvarsi nelle forme del piano attuativo.
3. Le unità abitative risultanti dai frazionamenti degli edifici censiti dovranno avere una superficie media non inferiore a 80 mq. di SUL, con esclusione della SUL dei locali ricovero attrezzi per la cura degli spazi aperti.
4. Negli edifici censiti come BSA ricadenti in ambito urbano, sono ammessi i cambi di destinazione d'uso verso la residenza (R), l'artigianato di servizio (IS, solo al piano terra), il commercio di vicinato (Tc1, solo al piano terra), uffici privati e studi professionali (Tb1), Servizi (S), salvo prescrizioni particolari indicate nelle tavole RU2.
5. Negli edifici censiti come BSA ricadenti in territorio rurale sono sempre consentiti cambi d'uso verso la destinazione agricola (AG). Sono consentiti inoltre:
- cambio d'uso da residenza agricola (AG) a residenza (R);
- cambio da altri usi a residenza (R) alle seguenti condizioni:
a) che sia finalizzato all'ampliamento di unità abitative esistenti o alla realizzazione di alloggi con dimensione media di 80 mq. di SUL, con esclusione della SUL dei locali ricovero attrezzi per la cura degli spazi aperti;
b) l'edificio non sia censito come "recente" o " precario";
c) che non si tratti di manufatti specialistici quali, parate, carraie, tettoie, castri, legnaie e forni.
6. Nei casi di frazionamento o di deruralizzazione di edifici dovranno essere previsti, all'interno dell'immobile oppure negli annessi esistenti posti in prossimità, idonei locali, anche comuni, di ampiezza pari a 1/10 della SUL di ogni unità immobiliare, per il ricovero di attrezzi per la cura degli spazi aperti.