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Timestamp: 2018-02-20 11:41:47+00:00
Document Index: 139479636

Matched Legal Cases: ['art. 162', 'art. 179', 'art.181', 'art.191', 'art. 193', 'sentenza ', 'art.143', 'art.148', 'art. 179']

Art. 159 cod. civ. Riformato dalla L. 151/75: "... il regime patrimoniale legale della famiglia, in mancanza di diversa convenzione stipulata a norma dell'art. 162 cod. civ., è costituito dalla comunione dei beni".
E’ opportuno fin da ora precisare che la comunione legale non è comunione universale, cioè non ricade su tutto quanto appartiene a ciascun coniuge.
Sono esclusi i "beni personali" di ciascun coniuge (art. 179 c.c.):
In caso in cui uno dei coniugi rifiuti il consenso (art.181 c.c.), l'altro può rivolgersi al Giudice per ottenere l'autorizzazione, nel caso in cui la stipulazione dell'atto sia necessaria nell'interesse della famiglia o dell'azienda gestita da entrambi i coniugi e costituita dopo il matrimonio.
Atti compiuti da un coniuge senza il necessario consenso:
ogg: beni immobili o mobili registrati => Annullabili;
ogg: beni mobili => il coniuge è obbligato a ricostituire la comunione ovvero, qualora non sia possibile, a pagare alla comunione l'equivalente.
Art.186 c.c.: Obblighi gravanti sui beni della comunione. 1 beni della comunione rispondono:
1) Di tutti i pesi ed oneri gravanti su di essi al momento dell'acquisto;
2) Di tutti i carichi dell'amministrazione;
3) Delle spese per il mantenimento della famiglia, dell'istruzione, di ogni obbligazione contratta dai coniugi separatamente nell'interesse della famiglia;
4) Di ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi.
I creditori particolari dei coniugi non possono soddisfarsi sui beni della comunione se non in quanto i beni personali del loro debitore non siano capienti: in tal caso possono soddisfarsi sui beni della comunione solo limitatamente al valore della quota del loro debitore, ossia alla metà, purché non vengano in conflitto con i creditori della comunione, i quali sono ad essi sempre preferiti.
Scioglimento della comunione (art.191 c.c.)
1) Morte di uno dei coniugi;
2) Sentenza di divorzio;
3) Fallimento di uno dei coniugi;
4) Convenzione di abbandono del regime di comunione;
5) Separazione giudiziale dei beni;
L'art. 193 c.c. stabilisce che tale separazione può essere pronunciata dal Tribunale a richiesta di uno dei coniugi, quando ricorre una delle seguenti cause:
interdizione di uno dei coniugi;
inabilitazione;
cattiva amministrazione della comunione;
disordine degli affari personali del coniuge, tale da mettere in pericolo gli interessi dell'altro / comunione / famiglia;
condotta tenuta da uno dei coniugi nell'amministrazione della comunione, tale da creare una situazione di pericolo;
mancata / insufficiente contribuzione da parte di uno dei coniugi al soddisfacimento dei bisogni familiari. La sentenza retroagisce al giorno in cui è stata proposta la domanda. Si procederà, quindi, alla divisione dei beni comuni da effettuare sempre in parti eguali.
6) Dichiarazione di assenza, morte presunta;
7) Annullamento matrimonio (N.B. efficacia ex nunc);
8) Separazione personale legale dei coniugi (N.B. non basta la separazione di fatto);
2) SEPARAZIONE DEI BENI
Art. 215 cod. civ. riformato: " ... convenire che ciascuno di essi (coniuge) conservi la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio".
In sostanza, è il regime in forza del quale ciascun coniuge rimane esclusivo titolare dei beni di sua pertinenza e di ogni acquisto che abbia ad effettuare, con diritto ad amministrare il suo patrimonio senza ingerenze dell'altro coniuge.
t necessario un accordo stipulato con atto pubblico o anche mediante una semplice dichiarazione inserita nell'atto di celebrazione del matrimonio.
Rimane fermo quanto stabilito dall'art.143,3' comma, c.c. e cioè: "Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in base alle proprie sostanze ed alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai . bisogni della famiglia (si veda anche l'art.148)
4) COMUNIONE CONVENZIONALE
Si tratta di una convenzione diretta non ad escludere il regime di comunione, bensì a disciplinarlo diversamente, dando luogo ad una comunione, per l'appunto, convenzionale.
In concreto, la stipulazione di un'apposita convenzione mira a ricomprendere nella comunione anche i beni personali ad eccezione di quelli ex art. 179, lett. C,d ed e c.c. ovvero a ricomprendere tutti i redditi di pertinenza individuale di ciascun coniuge.
5) FONDO PATRIMONIALE
Raramente applicato. Si tratta di uno speciale regime per far fronte ai bisogni della famiglia. La proprietà dei beni che costituiscono il fondo, salva diversa disposizione nell'atto costitutivo, spetta ad entrambi i coniugi. L'amministrazione del fondo è regolata dalle stesse norme che disciplinano l'amministrazione della comunione. Costituzione: atto pubblico ovvero, se il costituente è un terzo, anche mediante testamento. Oggetto: beni immobili, mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito. N.B. 1 frutti dei beni del fondo non possono essere utilizzati che per i bisogni della famiglia.
A cura della Dott.ssa Silvia Villa