Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g04-43s1/g04-43s1-p3.htm
Timestamp: 2019-01-19 04:45:51+00:00
Document Index: 143732921

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 153', 'art. 32', 'art. 43', 'art. 17', 'art. 110', 'art. 242']

Statuto del Comune di S. Piero Patti
Lo statuto del Comune di San Piero Patti è stato pubblicato nel supplemento straordinario n. 2 alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 38 del 14 agosto 1993. Successivamente sono state pubblicate alcune modifiche rispettivamente nei supplementi straordinari alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 30 del 3 giugno 1995, n. 4 del 28 gennaio 2000 e n. 29 del 16 giugno 2000.
Si pubblica, di seguito, il nuovo testo dello statuto approvato dal consiglio comunale con delibera n. 48 del 16 agosto 2004.
2. Il Comune promuove e tutela l'equilibrato assetto del territorio e concorre, insieme alle altre istituzioni nazionali e internazionali, alla riduzione dell'inquinamento, assicurando, nell'ambito di un uso sostenibile ed equo delle risorse, i diritti e le necessità delle persone di oggi e delle generazioni future. Tutela la salute dei cittadini e salvaguarda altresì la coesistenza delle diverse specie viventi e delle biodiversità.
a) dare pieno diritto alla effettiva partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla vita organizzativa, politica, amministrativa, economica e sociale del Comune di San Piero Patti; a tal fine sostiene e valorizza l'apporto costruttivo e responsabile del volontariato e delle libere associazioni;
f) tutela della vita umana, della persona, e della famiglia, valorizzazione sociale della maternità e della paternità, assicurando sostegno alla corresponsabilità dei genitori nell'impegno della cura e dell'educazione dei figli, anche tramite i servizi sociali ed educativi; sostegno del diritto allo studio e alla formazione culturale e professionale per tutti in un quadro istituzionale ispirato alla libertà di educazione;
1. Il territorio del Comune si estende per 41,63 Kmq., confina con i Comuni di Librizzi, Montalbano Elicona, Patti, Raccuia e San'Angelo di Brolo.
4. All'interno del territorio del Comune di San Piero Patti non è consentito, per quanto attiene alle attribuzioni del Comune in materia, l'insediamento di centrali nucleari né lo stazionamento o il transito di ordigni bellici nucleari e scorie radioattive.
2. Lo stemma del Comune è come descritto dal decreto del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 1951, la cui blasonatura è: inquadrato: al primo d'oro con due leoni di nero affrontati e combattenti; al secondo di rosso al leone d'argento coronato, rampante contro un monte a tre cime d'oro, movente dall'angolo destro della punta; al terzo d'azzurro con fascio di spighe al naturale sostenuto da due leoni d'oro affrontati e controrampanti; al quarto di rosso ad otto bisanti d'oro due su due.
4. Il sindaco può essere autorizzato all'uso e alla riproduzione dello stemma del Comune per fini non istituzionali soltanto ove sussista un pubblico interesse.
3. Il sindaco è capo e responsabile dell'amministrazione comunale, egli esercita inoltre le funzioni di ufficiale di Governo secondo le leggi dello Stato.
1. Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte, di regola, con votazione palese; sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, o elezioni a cariche, quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull'apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell'azione da questi svolta.
2. L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i responsabili degli uffici; la verbalizzazione delle sedute del consiglio e della giunta è curata dal segretario comunale, secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento per il funzionamento del consiglio.
1. Il consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale ed è organo di indirizzo politico amministrativo.
4. Il consiglio comunale conforma l'azione complessiva dell'ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare l'imparzialità e corretta gestione amministrativa.
1. L'attività del consiglio comunale si svolge in riunioni ordinarie, straordinarie e urgenti.
2. Le riunioni ordinarie si svolgono almeno due volte l'anno.
3. La convocazione del consiglio comunale è disposta dal presidente su determinazione dello stesso o su richiesta del sindaco o di un quinto dei consiglieri in carica.
7. La convocazione del consiglio è disposta con regolare avviso contenente l'indicazione del giorno e dell'ora dell'adunanza e della sede dove la stessa sarà tenuta. Nel caso in cui siano previste sospensioni temporanee dei lavori nel corso della riunione, nell'avviso vanno indicati gli orari di inizio, interruzioni e ripresa della adunanza. Nell'avviso di convocazione va anche indicata l'ora e il giorno della eventuale seduta di prosecuzione.
8. L'avviso di convocazione deve specificare se trattasi di seduta ordinaria o straordinaria o urgente.
10. L'adunanza deve avere luogo entro venti giorni dal ricevimento della richiesta. Il consiglio è convocato d'urgenza quando sussistono motivi, indicati dai richiedenti che rendono necessaria l'adunanza al fine anche di evitare danni per l'ente.
11. Le richieste di convocazione straordinaria del consiglio promosse da un quinto dei consiglieri devono essere finalizzate all'adozione di determinazioni da parte del consiglio e vertere su materie di competenza dell'organo consiliare e si traducano in concrete proposte di deliberazione da adottare.
12. La sussistenza di tali requisiti deve essere accertata dal presidente destinatario della richiesta di convocazione. Almeno uno dei firmatari della richiesta deve predisporre compiutamente la proposta di deliberazione per essere sottoposta, salvi i casi d'urgenza almeno 48 ore prima della data dell'adunanza all'acquisizione del parere degli uffici prevista dalla vigente normativa, fermo restando il termine per la messa a disposizione degli atti ai consiglieri.
13. Unitamente all'avviso di convocazione sarà comunicato ai consiglieri l'o.d.g. comprendente l'elenco degli argomenti, indicati con definizioni sintetiche ma chiare, specifiche e tali da consentire di individuare con certezza l'oggetto degli argomenti da trattare in ciascuna adunanza del consiglio.
14. Gli argomenti vanno iscritti all'o.d.g. secondo l'ordine di presentazione delle proposte con priorità prima alle proposte dell'autorità governativa e di seguito alle comunicazioni del presidente del consiglio, alle richieste della Regione, della Provincia, alle proposte del sindaco, del presidente del consiglio comunale, dai consiglieri comunali, dagli organismi di partecipazione popolare.
15. L'avviso di convocazione con l'ordine del giorno deve essere consegnato al domicilio eletto del consigliere a mezzo di notifica effettuata dal messo comunale, che rimette alla segreteria comunale, per essere conservata a corredo degli atti della relativa adunanza consiliare, le dichiarazioni di avvenuta notifica con le indicazioni del giorno e dell'ora in cui la stessa è avvenuta. Qualora il consigliere non provveda ad eleggere il domicilio per le finalità di cui al presente, la notifica sarà effettuata con le modalità previste dalla legge presso il luogo di domicilio o residenza indicati nella documentazione prodotta all'atto della presentazione della candidatura.
16. I consiglieri che non risiedono nel Comune, entro dieci giorni dalla proclamazione di elezione, possono designare un domiciliatario residente nel comune, indicando con lettera indirizzata al segretario il nominativo e l'indirizzo della persona a cui devono essere notificati gli avvisi di convocazione e ogni altro atto pertinente alla carica, esonerando l'amministrazione da qualsiasi responsabilità nel caso in cui il domiciliatario non provveda a recapitargli tempestivamente tali documenti. Fino a quando non sarà effettuata la designazione, l'avviso sarà affisso all'albo pretorio e in tal modo si considera osservato, ad ogni effetto, l'obbligo di consegna dell'avviso di convocazione.
17. L'avviso di convocazione per le adunanze ordinarie deve essere consegnato ai consiglieri almeno cinque giorni prima della data stabilita per la riunione.
18. Per le adunanze straordinarie la consegna dell'avviso deve avvenire almeno tre giorni prima di quello stabilito per la riunione.
20. Per le adunanze convocate d'urgenza, l'avviso deve essere consegnato almeno 24 ore prima della data stabilita per la riunione.
21. L'eventuale ordine aggiuntivo dovrà essere notificato almeno 24 ore prima della riunione.
22. I motivi dell'urgenza della convocazione e degli ordini del giorno aggiuntivi debbono essere riscontrati dal consiglio, che, a maggioranza dei consiglieri presenti, può stabilire che la loro trattazione venga rinviata al giorno seguente.
23. L'eventuale ritardata o irregolare consegna dell'avviso di convocazione è sanata quando il consigliere interessato partecipa, all'adunanza del consiglio quale era stato invitato.
24. L'elenco degli argomenti da trattare inclusi quelli aggiuntivi nelle sedute ordinarie, straordinarie e urgenti è pubblicato all'albo del Comune nei termini di cui al precedente articolo. Il segretario deve impartire le disposizioni per assicurare la pubblicazione dell'avviso di riunione.
25. Tutti gli atti relativi agli argomenti iscritti all'ordine del giorno devono essere depositati presso la segreteria o in altro ufficio indicato nell'avviso di convocazione almeno tre giorni o 48 ore antecedenti l'adunanza, se trattasi rispettivamente di seduta ordinaria o straordinaria. Gli atti relativi ad argomenti trattati nelle adunanze convocate d'urgenza o quelli che formano oggetto di o.d.g. aggiuntivo sono depositati almeno 24 ore prima della riunione.
26. Nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione del consiglio se non sia stata iscritta all'o.d.g. e munita dei pareri di cui all'art. 53 della legge n. 142/90 così come recepita dalla legge regionale n. 48/91 e successive modifiche, e ove occorre dall'attestazione di cui all'art. 153, 5° comma, del decreto legislativo n. 267/2000, corredata di tutti i documenti necessari per consentirne l'esame. I consiglieri hanno diritto di consultare tutti gli atti richiamati e/o citati nella proposta di deliberazione depositata e i rispettivi allegati.
27. All'inizio dell'adunanza le proposte e i documenti devono essere depositati nella sala dell'adunanza e nel corso di essa ogni consigliere può consultarli. Eventuali irregolarità formali o ritardi si intendono sanati se nessun consigliere avanza formale contestazioni.
1. Il consiglio comunale adotta, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, propri regolamenti per la disciplina e la specificazione del funzionamento del consiglio e delle commissioni, dell'esercizio delle funzioni e prerogative dei consiglieri, per l'esercizio della propria autonomia funzionale e organizzativa, nel rispetto della legge, dello statuto e delle compatibilità economico-finanziarie.
Attività politico-organizzativa
Spetta al consiglio nell'ambito delle proprie attribuzioni individuare ed interpretare gli interessi generali della comunità, esercitando il controllo politico-amministrativo per assicurare che l'azione complessiva del Comune consegua gli obiettivi stabiliti negli atti fondamentali e nei documenti programmatici del consiglio.
Il consiglio comunale definisce ed esprime gli indirizzi politico amministrativi con l'adozione degli atti fondamentali individuati dall'art. 32 della legge 8 giugno 1990, n. 142, così come recepito dalla legge regionale n. 48/91, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dalle altre disposizioni normative di legge, secondo i principi affermati dal presente statuto.
Il consiglio comunale esercita le funzioni di controllo politico amministrativo, con le modalità stabilite dal presente statuto e dai regolamenti, ed anche sulla base della relazione semestrale del sindaco, la relazione del revisore dei conti, l'esame dei conti consuntivi.
Il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire al suo interno commissioni su qualsiasi materia attinente l'amministrazione comunale, compresa l'istituzione di commissioni di indagini.
2. Le funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal consigliere che, nell'elezione a tale carica, ha ottenuto il maggior numero di preferenze individuali. A parità di voti sono esercitate dal più anziano di età.
Il presidente del consiglio comunale, a seguito dell'avvenuta segnalazione, accerta l'assenza maturata da parte del consigliere interessato e provvede con comunicazione scritta, ai sensi della legge regionale n. 10/1991, a comunicargli l'avvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, nonché a fornire al presidente, salvo casi di forza maggiore eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni venti, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest'ultimo termine, il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato.
3. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune nonché dalle aziende, istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili all'espletamento del proprio mandato. Essi, nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento del consiglio comunale, hanno diritto di visionare gli atti e documenti anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell'attività amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
- dovere di adempiere il proprio mandato nell'interesse esclusivo e conformemente alle finalità dell'ente;
- dovere di serbare il segreto d'ufficio;
- dovere di leale collaborazione verso lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune e gli altri organi istituzionali;
- dovere di osservare gli obblighi imposti dalla legge e di evitare turbative dell'ordine pubblico;
2. E' istituita, presso il Comune di San Piero Patti, la conferenza dei capigruppo, finalizzata a rispondere alle finalità generali attinenti il funzionamento del consiglio comunale.
1. Il sindaco è il capo del governo locale, ed in tale veste esercita le funzioni di rappresentanza, di presidenza, di sovrintendenza e di amministrazione, attribuitagli dalle leggi nei modi previsti dalla legge n. 142/90, così come recepita dalla legge regionale n. 48/91 e successive modifiche e dalla normativa regionale vigente.
2. Il sindaco nomina o revoca gli assessori su cui esercita funzioni di indirizzo, di vigilanza e di controllo dell'attività, convoca e presiede la giunta e compie tutti gli atti di amministrazione che, dalla legge e dallo statuto, non siano specificatamente attribuite alla competenza di altri organi del Comune, degli organi di decentramento, dei dirigenti e del segretario comunale.
4. Rappresenta in giudizio il Comune.
5. E' ufficiale di Governo e in tale veste esercita tutte le funzioni attribuitigli dalla legge.
6. Il sindaco è autorità sanitaria locale e per l'esercizio delle proprie funzioni si avvale dei servizi dall'Azienda sanitaria locale.
1. Il vice sindaco è nominato tale dal sindaco lo sostituisce in caso di assenza o impedimento per l'esercizio di tutte le sue funzioni.
2. In caso di assenza o impedimento anche di quest'ultimo, ne svolge le funzioni l'assessore anziano.
3. L'anzianità è determinata dalla data di nomina degli assessori e, in caso di nomina contemporanea dall'età.
2. E' nominata con provvedimento del sindaco, assistito dal segretario comunale, immediatamente esecutivo e comunicato nei termini di legge al consiglio comunale, che può esprimere formalmente in seduta pubblica le proprie valutazioni, alla Prefettura ed all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali.
1. La giunta comunale si riunisce, anche prescindendo da qualsiasi formalità di convocazione, su avviso del sindaco o di chi lo sostituisce, che stabiliscono l'ordine del giorno tenuto conto anche degli argomenti proposti dai singoli assessori. E' presieduta dal sindaco o, in caso di sua assenza o impedimento, dal vice sindaco. Qualora non siano presenti il sindaco e il vice sindaco ne assume la presidenza l'assessore anziano.
6. Il segretario comunale partecipa alle riunioni della giunta comunale e cura la redazione delle deliberazioni che sottoscrive con il presidente e con l'assessore anziano.
2. Esercita potere di proposta al consiglio nelle materie previste dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti. In particolare, nell'attività propositiva e di impulso:
- indica criteri e direttive per l'erogazione di contributi e aiuti anche economici, per l'accesso a servizi o benefici, per lo svolgimento di particolari interventi o attività, specificando, eventualmente, le vigenti disposizioni regolamentari.
- adotta le delibere nelle materie indicate dall'articolo 15 della legge regionale n. 44/91 non attribuite dalla legge alla competenza del consiglio o dallo statuto al segretario o ai funzionari;
- approva e dispone le alienazioni, l'accettazione o il rifiuto di lasciti o donazioni, le servitù di ogni genere e tipo, le sdemanializzazioni e classificazione dei beni patrimoniali;
7. Nei limiti della delega conferita hanno rilevanza interna ed esterna, adottano gli atti di competenza del sindaco, forniscono ai dirigenti direttive e criteri per la predisposizione degli atti di indirizzo, programmazione, impulso da sottoporre agli organi di governo dell'ente, svolgono attività di controllo sull'attuazione degli indirizzi, degli obiettivi, dei programmi affidati ai dirigenti.
9. Gli assessori presentano, almeno semestralmente, al sindaco una relazione sull'andamento degli uffici e dei servizi loro delegati e sullo stato di attuazione degli indirizzi programmatici.
4. Gli atti di cui ai precedenti commi sono adottati con provvedimento del sindaco, sono immediatamente esecutivi e sono comunicati al consiglio comunale, alla Prefettura, al Comitato regionale di controllo ed all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali.
1. Gli assessori debbono astenersi dal partecipare alle deliberazioni che investono interessi propri o di parenti o affini fino al IV grado e dal prendere parte, direttamente o indirettamente, ai servizi o forniture continuative e ad appalti.
2. Hanno il dovere di intervenire alle sedute dell'organo di cui fanno parte.
3. Qualora non intervengono senza giustificato motivo a tre sedute consecutive possono essere revocati dall'incarico, a cura del sindaco.
4 Le dimissioni da assessore sono irrevocabili e definitive, sono presentate al sindaco e comunicate alla segreteria comunale e non necessitano di presa d'atto
2. La partecipazione popolare si esprime attraverso l'incentivazione delle forme associate e di volontariato e il diritto dei singoli cittadini a intervenire nel procedimento amministrativo.
1. Il Comune riconosce e promuove le forme di associazione di cooperazione e di volontariato, privilegiando quelle che non perseguono scopi di lucro e che hanno come finalità la formazione e l'inserimento dei giovani nella vita sociale l'assistenza delle categorie sociali deboli, la diffusione di attività sportive, la salvaguardia e il recupero del patrimonio culturale ed ambientale, il miglioramento della qualità della vita presenti sul proprio territorio.
3. Allo scopo di ottenere la registrazione è necessario che l'associazione depositi in Comune copia dello statuto e dell'atto costitutivo e comunichi la sede e il nominativo del legale rappresentante.
7. Il Comune svolge le sue funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall'autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.
1. Ciascuna associazione registrata ha diritto, per il tramite del legale rappresentante o suo delegato, di accedere agli atti di cui è in possesso l'amministrazione entro i limiti stabiliti dalla legge e dai regolamenti del diritto di accesso ai documenti, ai dati e alle informazioni di cui è in possesso l'amministrazione e può essere consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dell'ente nel settore in cui essa opera.
1. Il Comune può erogare alle associazioni, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo svolgimento dell'attività rientrante nei fini dell'associazione.
1. Il Comune promuove forme di volontariato per un coinvolgimento della popolazione in attività volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile e sociale, in particolare delle fasce deboli e/o in costante rischio di emarginazione, nonché per la tutela dell'ambiente.
2. Il Comune si adopera affinché le prestazioni di attività volontarie e gratuite nell'interesse collettivo e ritenute di importanza generale siano sostenute con mezzi necessari per la loro migliore riuscita e siano tutelate sotto l'aspetto infortunistico.
2. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta annotando gli estremi di un documento e la data di nascita in calce al testo comprendente le richieste che sono rivolte all'amministrazione.
3. La petizione è inoltrata al sindaco il quale, entro 5 giorni, la assegna in esame all'organo competente.
4. Se la petizione è sottoscritta da almeno 200 persone di età non inferiore a 16 anni l'organo competente deve pronunciarsi in merito entro 30 giorni dal ricevimento.
1. Qualora un numero di elettori del Comune non inferiore al 10% al momento della richiesta avanzi al sindaco proposte per l'adozione di atti amministrativi di competenza dell'ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell'atto e il suo contenuto dispositivo, il sindaco, ottenuto il parere dei responsabili dei servizi interessati, trasmette la proposta unitamente ai pareri all'organo competente, entro 15 giorni dal ricevimento.
2. L'organo competente può sentire i rappresentanti dei proponenti e deve adottare le sue determinazioni in via formale entro 30 giorni dal ricevimento della proposta.
1. Ciascun cittadino ha libero accesso alla consultazione degli atti dell'amministrazione comunale e dei soggetti, anche privati, che gestiscono servizi pubblici, secondo quanto stabilito dalla lege regionale n. 10/91 e successive modifiche e integrazioni
4. In caso di diniego devono essere esplicitamente citati i motivi che impediscono l'accesso all'atto richiesto.
5. Il regolamento stabilisce i tempi e le modalità per l'esercizio dei diritti previsti nel presente articolo.
7. Il difensore civico decade dal suo incarico nel caso sopravvenga una condizione che ne osterebbe la nomina o nel caso egli tratti privatamente cause inerenti l'amministrazione comunale.
9. Il difensore civico può essere revocato dal suo incarico qualora nell'espletamento del mandato venga meno ai requisiti di cui al comma 4 del presente articolo con deliberazione assunta mediante le stesse modalità di votazione previste per la nomina.
10. In ipotesi di surroga, per revoca, decadenza o dimissioni, prima che termini la scadenza naturale dell'incarico, sarà il consiglio comunale a provvedere con le modalità di cui al presente articolo.
11. Il difensore civico svolge compiti di garanzia dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale segnalando anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi nei confronti dei cittadini.
13. Il difensore civico deve provvedere affinché la segnalazione venga esaminata e per quanto possibile accolta. Può, inoltre, dare consigli e indicazioni al cittadino affinché lo stesso possa tutelare i propri diritti e interessi nelle forme di legge.
14. Il difensore civico inoltre vigila affinché a tutti i cittadini siano riconosciuti i medesimi diritti.
16. L'ufficio del difensore civico ha sede presso idonei locali messi a disposizione dell'amministrazione comunale, unitamente ai servizi e alle attrezzature necessarie allo svolgimento del suo incarico.
17. Il difensore civico nell'esercizio del suo mandato può consultare gli atti e i documenti in possesso dell'amministrazione comunale e dei concessionari di pubblici servizi.
19. Il difensore civico riferisce entro trenta giorni l'esito del proprio operato, verbalmente o per iscritto, al cittadino che gli ha richiesto l'intervento e segnala agli organi comunali eventuali disfunzioni o ritardi.
20. Il difensore civico presenta ogni anno, entro il mese di marzo, la relazione relativa all'attività svolta nell'anno precedente, illustrando, nel rispetto delle norme sulla privacy, i casi seguiti e i risultati conseguenti.
21. Il difensore civico nella suddetta relazione può altresì formulare proposte rivolte a migliorare il rapporto tra i cittadini e l'ente.
22. La relazione deve essere affissa all'albo pretorio, trasmessa a tutti i consiglieri comunali e discussa in consiglio comunale.
23. Tutte le volte che ne ravvisa l'opportunità, il difensore civico può segnalare singoli casi o questioni al sindaco.
1. Il Comune uniforma la propria attività amministrativa ai principi di sussidiarietà di autonomia normativa, di democrazia, di partecipazione, di trasparenza, di efficienza, di efficacia, di economicità e di semplicità delle procedure. In materia di Ordinamento del Comune e di disciplina dell'esercizio delle funzioni ad esso conferite esplica la sua autonoma attività normativa secondo i principi della Costituzione, dell'Ordinamento generale dello Stato, della Regione siciliana, della emananda Costituzione e delle direttive della Comunità europea, e nei limiti dei principi di inderogabilità se espressamente enunciati dalle relative leggi.
f) a mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di programma, unioni di comuni, forme associative e/o di cooperazione con altri comuni o con la provincia, nonché in ogni altra forma consentita dalla legge.
2. Il Comune stabilisce corrispettivi, tariffe e contributi finanziari a carico degli utenti per i servizi prestati, salvo le riserve di legge,tendenti al raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della gestione per ciascun servizio, tenendo conto della rilevanza sociale del servizio. All'uopo si terranno presenti i costi di gestione, il capitale investito e la correlazione fra costi e ricavi al fine di tendere alla copertura dei costi.
5. Prima dell'approvazione del bilancio saranno individuate le prestazioni non espletate a garanzia dei diritti fondamentali ma rientranti fra quelle a domanda individuale per le quali richiedere un corrispettivo o un contributo all'utente e l'ammontare del contributo richiesto in rapporto al costo della prestazione.
6. Al fine di ridurre i costi o migliorare i servizi, il comune può, stipulare contratti di sponsorizzazione, accordi di collaborazione o convenzioni per consulenze o servizi aggiuntivi con altri soggetti pubblici o privati. A specificazione ed in aggiunta a quanto previsto dall'art. 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è possibile, dietro contributo finanziario e/o prestazioni veicolare l'immagine del soggetto aderente o fare utilizzare/usare il logo e/o lo stemma del Comune.
1. L'amministrazione del Comune si esplica mediante il perseguimento di obiettivi e deve essere improntata ai seguenti principi:
1. Il Comune disciplina con appositi atti la dotazione organica del personale e, in conformità alle norme del presente statuto e delle previste direttive consiliari l'organizzazione degli uffici e dei servizi sulla base del principio della separazione delle competenze, per cui agli organi politici competono funzioni di indirizzo politico-amministrativo di programmazione e di controllo ed ai responsabili della gestione amministrativa competono tutti gli atti: di gestione finanziaria, tecnica, amministrativa, e di gestione del personale assegnato, strumentali e di controllo, compresi quelli che impegnano l'amministrazione verso l'esterno.
3. I servizi e gli uffici operano sulla base della individuazione delle esigenze dei cittadini, adeguando costantemente la propria azione amministrativa e i servizi offerti, verificandone la rispondenza ai reali bisogni ed all'economicità.
1. Il Comune attraverso il regolamento di organizzazione stabilisce le norme generali per l'organizzazione e il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le responsabilità di ciascuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi, il direttore se nominato e gli organi amministrativi.
2. I regolamenti si uniformano al principio secondo cui agli organi di governo è attribuita la funzione politica di indirizzo o di controllo, intesa come potestà di stabilire in piena autonomia obiettivi e finalità dell'azione amministrativa in ciascuna area e di verificarne il conseguimento; al direttore ed ai responsabili di area spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente con i fini istituzionali, le modalità operative e la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di professionalità e responsabilità.
3. L'organizzazione del Comune si articola in aree funzionali che possono comprendere uno o più servizi ed uffici.
1. I dipendenti comunali, inquadrati in ruoli organici e per categoria in conformità alla disciplina generale sullo stato giuridico e il trattamento economico del personale stabilito dalla legge e dagli accordi collettivi nazionali, svolgono la propria attività al servizio dell'ente e nell'interesse dei cittadini.
2. Ogni dipendente comunale è tenuto ad assolvere con correttezza e tempestività agli incarichi attribuiti ai relativi uffici e servizi e, nel rispetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì direttamente responsabile degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nell'esercizio delle proprie funzioni, verso il direttore, il segretario comunale il responsabile dell'area e l'amministrazione.
3. Il regolamento degli uffici determina le condizioni e le modalità con le quali il Comune promuove l'aggiornamento e l'elevazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e l'integrità psicofisica e garantisce pieno ed effettivo esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.
4. L'approvazione dei ruoli dei tributi e dei canoni nonché la stipulazione, in rappresentanza dell'ente, dei contratti già approvati, compete al personale responsabile delle singole aree, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, dal direttore e/o segretario comunale e dagli organi collegiali.
2. Il direttore generale è assunto con contratto a tempo determinato e al di fuori della dotazione organica, sulla base di un rapporto fiduciario con l'amministrazione e dura in carica fino alla scadenza del mandato elettorale del sindaco.
4. L'incarico conferito, stante la natura fiduciaria del rapporto, può essere revocato con motivato provvedimento del sindaco, e con le modalità indicate nella convenzione che istituisce il servizio, nei casi seguenti:
- per fatti e situazioni che possano essere di grave pregiudizio alla funzionalità ed alla efficienza complessiva dell'attività amministrativa.
7. I rapporti tra direttore generale e segretario comunale sono disciplinati dal sindaco all'atto della nomina del primo, fermo restando che è esclusa ogni forma di dipendenza gerarchica dell'uno dall'altro, così come dalla legge ad ognuno dei due soggetti.
1. Il segretario comunale, funzionario pubblico, dipendente dall'apposita agenzia prevista dall'art. 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, e disciplinata dal D.P.R. 4 dicembre 1997, n. 465, è nominato dal sindaco, da cui dipende funzionalmente, con le modalità stabilite dalla legge.
1. Nell'ordinamento degli uffici e dei servizi sono istituite e disciplinate, al fine di razionalizzare l'organizzazione e garantire unicità di gestione, coordinamento e celerità dell'azione amministrativa, le posizioni organizzative previste dalle vigenti norme.
3. I responsabili provvedono ad organizzare gli uffici ed i servizi ad essi assegnati in base alle indicazioni ricevute dal direttore generale se nominato o dal segretario comunale nell'ambito dell'indirizzo politico,e delle direttive dell'amministrazione.
4. Essi nell'ambito delle competenze loro assegnate provvedono a gestire l'attività dell'ente e ad attuare gli indirizzi ed a raggiungere gli obiettivi in esecuzione delle direttive del direttore, se nominato, del sindaco, della giunta comunale o dell'assessore.
5. L'attività di gestione e le competenze dei responsabili sono quelle indicate nel regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi.
2. La giunta comunale nel caso di vacanza del posto o per altri gravi motivi può assegnare, nelle forme e con le modalità previste dal regolamento, la titolarità di uffici e servizi a personale assunto con contratto di diritto pubblico a tempo determinato o incaricato con contratto di diritto privato di lavoro autonomo, ai sensi dell'art. 110 del decreto legislativo n. 267/2000.
4. L'incarico viene conferito con provvedimento motivato dal sindaco.
1. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici può prevedere collaborazioni esterne, ad alto contenuto di professionalità, con rapporto di lavoro autonomo per obiettivi determinati e con convenzioni a termine.
2. Le norme regolamentari per il conferimento degli incarichi di collaborazione a soggetti estranei all'amministrazione devono stabilire la durata, che non potrà essere superiore alla durata del programma, ed i criteri per la determinazione del relativo trattamento economico.
1. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici alle dirette dipendenze del sindaco, della giunta comunale o degli assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente o da collaboratori assunti a tempo determinato purché l'ente non sia dissestato e/o non versi nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'art. 242 e 243 del decreto legislativo n. 267/2000.
d) monitorare e valutare l'attuazione dei piani, programmi e delle determinazioni approvati dall'organo politico e la congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti (valutazione e controllo strategico).
c) siano chiare, anche a livello organizzativo, i criteri di incompatibilità e la distinzione tra attività operative e quelle di supporto ai valutatori;
d) la raccolta dei dati informativo-statistico sia informatizzata in modo da poter essere utilizzata da tutti i soggetti interessati o coinvolti nei processi di monitoraggio, controllo e valutazione;
2. Il segretario comunale, il responsabile del servizio che vengano a conoscenza, direttamente o in seguito a rapporto cui sono tenuti gli organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del primo comma, devono farne denuncia al procuratore della Corte dei conti, indicando tutti gli elementi raccolti per l'accertamento della responsabilità e la determinazione dei danni.
3. La responsabilità personale dell'amministratore, del segretario, del direttore o del dipendente che abbia violato diritti di terzi sussiste sia nel caso di adozione di atti o di compimento di operazioni, che in quello di omissioni o nel ritardo ingiustificato di atti od operazioni al cui compimento l'amministratore o il dipendente siano obbligati per legge o per regolamento.
4. Nell'ambito delle facoltà consentite dalla legge il Comune istituisce, sopprime e regolamenta, con deliberazione consiliare, imposte, tasse e tariffe.
7. Il Comune è dotato dell'inventario dei beni demaniali e patrimoniali da aggiornarsi annualmente e la cui tenuta composizione e aggiornamento sono disciplinati dalle norme vigenti.
9. Le somme provenienti dall'alienazione di beni, da lasciti, dotazioni, riscossioni di crediti o, comunque, da cespiti da investirsi a patrimonio, debbono essere impiegate per l'incremento o il miglioramento del patrimonio, tranne che la legge non consenta l'utilizzo per miglioramento gestionale.
2. La gestione finanziaria del Comune si svolge in base al bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, deliberato dal consiglio comunale entro il termine stabilito dal regolamento, osservando i principi della universalità, unicità, annualità, veridicità pubblica, dell'integrità e del pareggio economico e finanziario.
4. Gli impegni di spesa, per essere efficaci, devono contenere il visto di regolarità contabile attestante la relativa copertura finanziaria da parte del responsabile del servizio finanziario.L'apposizione del visto rende esecutivo l'atto adottato.
2. Il revisore ha diritto di acceso agli atti e documenti dell'ente, dura in carica tre anni, è rieleggibile per una sola volta ed è revocabile per inadempienza nonché quando ricorrono gravi motivi che influiscono negativamente sull'espletamento del mandato.
3. Il revisore/organo di revisione collabora con il consiglio comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell'ente e attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione, che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del bilancio.
b) la riscossione di qualsiasi altra somma spettante di cui il tesoriere è tenuto a dare comunicazione all'ente entro due giorni;
2. Le operazioni eseguite e le loro risultanze sono descritte in un verbale che, insieme con le osservazioni e i rilievi, viene rimesso all'assessore competente che ne riferisce alla giunta per gli eventuali provvedimenti di competenza.
2. Spetta al consiglio comunale l'interpretazione autentica delle norme statutarie e dei regolamentari consiliari.
3. Alla giunta e al sindaco quella relativa agli atti di loro competenza, mentre compete al segretario comunale l'emanazione di circolari o direttive per l'applicazione delle disposizioni statutarie o regolamentari da parte degli uffici.
3. Per tutto ciò che non è previsto nel presente statuto si rinvia alle norme del codice civile, alla legge n. 142/90 così come recepita e modificata dalla Regione siciliana, all'ordinamento finanziario e contabile contenuto nel decreto legislativo n. 267/2000 e alle leggi regionali in materia, nonché alle disposizioni contenute nell'Ordinamento degli enti locali vigenti in Sicilia.
2. E' inserito nella raccolta ufficiale dei regolamenti, deve essere tenuto a disposizione del pubblico, ai sensi dell'articolo 198 del vigente Ordinamento enti locali, e la visione è consentita a qualunque cittadino a semplice richiesta e senza alcuna formalità; può essere rilasciata copia informale previo rimborso del costo di riproduzione.
3. Inoltre copia sarà consegnata ai consiglieri, ai responsabili, all'organo di revisione e agli altri organi del comune, mentre altra copia sarà depositata all'U.R.P. a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
1. Il presente statuto, ad avvenuta esecutività della delibera consiliare di approvazione, entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua pubblicazione all'albo pretorio dell'ente.
(2004.38.2479)