Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P010296.HTM
Timestamp: 2020-07-11 19:00:00+00:00
Document Index: 152520894

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.95', 'art.95', 'art.6', 'art.6', 'art.5', 'art.10', 'art.95', 'art.95', 'art.6']

Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana - Parere 296 del 2001
Pos. 2 Prot. N. 296.11.2001
Oggetto: Strutture commerciali per la vendita di prodotti agricoli (art.6 L.r. 34/78) - Spese di vigilanza ex art.95 R.D. 215/33.
1. Con la nota in riferimento codesto Assessorato rivolge allo scrivente Ufficio un quesito posto dall'Ufficio del Genio civile di XXXX in ordine alla possibilità di utilizzare le somme per spese di vigilanza - di cui all'art.95 del R.D. 13 febbraio 1933, n.215 - per il pagamento delle indennità relative a missioni svolte da propri dipendenti, presso vari comuni della provincia di XXXX, al fine di vigilare e sorvegliare i lavori di costruzione di strutture commerciali destinate - ai sensi dell'art.6, 1° comma, della L.r. 10 agosto 1978, n.34 - alla vendita di prodotti agricoli. L'esecuzione di dette strutture è affidata in concessione ai comuni interessati secondo la previsione del 2° comma del citato art.6.
2. In merito alla problematica posta si osserva, preliminarmente, che all'art.5, punto b) dei decreti assessoriali di finanziamento delle strutture de quibus è fatto obbligo ai comuni concessionari di "osservare strettamente le istruzioni che saranno impartite dall'Ing. Capo dell'Ufficio del Genio Civile di XXXX cui viene demandata l'alta sorveglianza sui lavori". Al successivo art.10 è stabilito che l'impegno di spesa è sempre determinato al lordo dello 0,30% per spese di vigilanza che l'art.95 del regio decreto in premessa citato pone a carico del concessionario.
Si ritiene che con il termine, pur approssimativo, di "alta sorveglianza" si demandi all'Ufficio del Genio civile di adempiere ad una funzione pubblica, la vigilanza appunto, che nella sua accezione più rigorosa la dottrina definisce come l'esercizio di una particolare funzione di controllo generale e globale che si concretizza in una supervisione, in una "investigazione" o intromissione nella sfera di attività dei soggetti vigilati e ciò per verificare la corrispondenza dell'attività da essi svolta a parametri di legittimità (non solo formale ma anche sostanziale) e in taluni casi - come quello in oggetto - anche a definiti parametri tecnici. Le funzioni di vigilanza sono pur sempre ascrivibili ai rapporti di controllo e quindi ad un giudizio di conformità a regole da parte di una figura soggettiva nei confronti dell'operato di un'altra figura soggettiva, in vista della salvaguardia di quegli interessi per i quali l'ordinamento dispone che si svolga il sindacato. Il giudizio scaturente può essere di conformità o di difformità o di parziale conformità - difformità.
Discende da tutto ciò che la genericità del termine "alta sorveglianza" lascia ampia discrezionalità al titolare della funzione - nella fattispecie il Genio civile - sull'uso degli strumenti da approntare per vigilare l'attività dell'ente concessionario e, parallelamente, assoggettata rigorosamente l'ente vigilato ad osservare strettamente le istruzioni impartite dall'Organo tecnico vigilante. E poiché la ratio dell'art.95 del R.D. 215/33 è da rinvenire sicuramente nel dispendio di risorse e nei costi da sostenere per garantire l'esatto adempimento dell'interesse pubblico da parte del concessionario di opere, non può che concordarsi con codesto Assessorato per la positiva utilizzazione di tali somme anche per il pagamento delle spese scaturenti dalle missioni effettuate dai dipendenti del Genio per vigilare e sorvegliare l'esatta esecuzione dei lavori svolti in concessione dai comuni ai sensi dell'art.6 L.r. 34/78.