Source: https://avvocatoblog.it/page/42/
Timestamp: 2020-05-27 22:00:53+00:00
Document Index: 169929767

Matched Legal Cases: ['art. 1575', 'art. 1609', 'art. 1490', 'art. 1495', 'art. 9', 'art. 1602']

Avvocatoblog | Pagina 42 di 44 | l'avvocato a portato di click
16/04/2008 da Simone Falusi 5 commenti
La riparazione della lavatrice compete all’inquilino o al locatore?
mio padre ha locato un alloggio completamente arredato compreso lavatrice e frigorifero (non ad uso foresteria). L’inquilino ha avvisato che la lavatrice si è guastata ed ha chiesto a noi di ripararla. La lavatrice non è nuova, ha circa 10 anni, è stata utilizzata in precedenza da me e poi installata nell’alloggio locato prima dell’ingresso dell’inquilino, nonostante questo era in perfette condizioni. Vorrei sapere se la riparazione è a carico dell’inquilino oppure nostra?
15/4/2008 – Alessandro (via email)
Risposta: con riguardo alla locazione di immobile ad uso abitativo che sia dotato di elettrodomestici, la sostituzione o riparazione di tali accessori, che si renda necessaria non in conseguenza di un’utilizzazione inadeguata o anomala da parte del conduttore, ma in esito a normale processo di deterioramento nel tempo, dopo un uso normale, è a carico del locatore, ai sensi del combinato disposto degli art. 1575 n. 2, 1576 e 1609 c.c., cosi ha sentenziato la Corte di Cassazione in una decisione del 1982.
Occorre aggiungere che solitamente le spese di gestione e manutenzione ordinaria dell’immobile locato competono al conduttore. Mentre le spese di manutenzione straordinaria spettano al locatore. Quest’ultimo è tenuto a consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione e a mantenerla in stato da servire all’uso convenuto.
Il locatore inoltre deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore. L’art. 1609 c.c. ci offre poi una indicazione (alquanto generica) di quelle che sono considerate riparazione di piccola manutenzione, ovvero quelle dipendenti da deterioramenti prodotti dall’uso, e non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito.
Archiviato in:Locazioni Contrassegnato con:elettrodomestici, lavatrice, locatore conduttore, locazione, riparazione
15/04/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
Quando il box auto è inaccessibile…
nel dicembre dello scorso anno ho acquistato una villetta in un parco chiuso. Il rogito notarile è stato fatto nello stesso dicembre. Pochi giorni fa a completamento di alcuni lavori ci siamo accorti che alcune pareti sono state imbiancate in una maniera assurda e risultano addirittura storte. Alcune mattonelle dell’ingresso presentano delle macchie che risultano indelebili e sia la porta di ingresso che le finestre risultano graffiate in diverse parti. Ma la cosa piu’ grave che il costruttore ha fatto un box auto inaccessibile, ovvero vi è una piccola discesa che accede al box. Ho provato ad entrare ma la mia autovettura tocca a terra rendendo impossibile l’accesso. Come dovrei comportarmi con il costruttore? Sono lavori a cui deve provvedere lui?
11/4/2008 – Cosimo
Risposta: mi pare evidente che, quantomeno in merito all’impossibilità di accedere al box auto, si sia in presenza di un indubbio vizio dell’immobile di cui il venditore deve rispondere ai sensi degli art. 1490 c.c. e ss. In base a tali norme il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. E mi pare proprio che l’impossibilità di accedere al box auto con l’autovettura renda questa porzione dell’immobile inidonea all’uso cui è destinata. La garanzia non è però dovuta se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa oppure se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo, in questo caso, che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi.
In generale, con riguardo alla responsabilità del venditore per vizi, l’acquirente del bene può chiedere in alternativa ovvero in cumulo con le azioni tese all’adempimento del contratto in via specifica ed alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, che gli venga risarcito il danno costituito dalle spese necessarie per eliminare i vizi del bene a lui fornito. Nel caso di specie, considerata la natura dei vizi, Lei potrebbe chiedere al costruttore una riduzione del prezzo di acquisto, l’eliminazione dei difetti a spese e cura del venditore e/o il risarcimento del danno.
Occorre ricordare, infine, che in base all’art. 1495 c.c. il compratore decade dal diritto alla garanzia, se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge. La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o l’ha occultato. L’azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna.
Archiviato in:Risarcimento danni Contrassegnato con:auto, box, garage, inaccessibile
Assistenza legale a distanza
anche io, come molti frequentatori del suo utilissimo blog, ho problemi di umidità che trasuda dalle pareti del mio appartamento. Non le chiedo di ritornare nuovamente sul tema che e’ stato già trattato, ma volevo sapere se lei poteva eventualmente assistermi in una azione legale anche se io abito in una città diversa da dove lei opera ed i costi della sua assistenza. La ringrazio per l’attenzione.
26/3/2008 – Marina
Risposta: gentile signora, la ringrazio innanzi tutto per l’apprezzamento. Solitamente non ci sono problemi nel fornire assistenza legale (sia in ambito stragiudiziale che giudiziale) a distanza, ovvero a clienti che si abitano in altre città o regioni, senza peraltro che ciò comporti un costo ulteriore dovuto alla distanza dell’avvocato dal cliente. Quanto ai costi del servizio questi possono essere quantificati solo dopo avere esaminato il caso. Lei può, comunque, richiedere un preventivo gratuito andando nell’apposita sezione del sito www.falusi.it
Archiviato in:Avvocati Contrassegnato con:assistenza legale, Avvocato, consulenza legale, consulenza on line
Archiviato in:Contratti, Proprietà e Condominio, Risarcimento danni Contrassegnato con:Danni, garanzia costruttore, garanzia immobile, responsabilità, Vizi e difetti
17/03/2008 da Simone Falusi 1 commento
Il locatore che non rilascia ricevute, né mostra i documenti di spesa
sono in affitto in un appartamento che dopo pochi mesi dalla stipulazione del contratto d’affitto ha presentato subito segni di umidità di muffa e
di appannamento e acqua sui vetri. Inoltre i mobili sono marciti dietro e l’umidità è davvero molto presente, in più adesso scorre propio acqua
dal soffitto perchè sopra vi è una mansarda grezza senza pavimenti e senza finestre. Per completare la situazione il proprietario ad ogni mio
pagamento di 430 euro mensili non mi fornisce alcuna ricevuta inoltre quando arriva la bolletta del gas mi dice l’importo da pagare ma non mi
mostra la bolletta stessa è legale tutto ciò a cosa vado incontro senza alcuna ricevuta di pagamento?grazie.
13/3/2008 – Maria
Risposta: Cara Maria,
spero almeno che il pagamento dei canoni di locazione non avvenga in contanti, altrimenti avrebbe qualche “difficoltà” a dimostrare l’adempimento della sua obbligazione qualora questa venisse messa in discussione dal locatore. Insiste per avere sempre la ricevuta dei pagamenti fatti, a meno che Lei non paghi i canoni con bonifico bancario, in questo caso può essere sufficiente conservare le contabili della banca quali attestazione di pagamento.
Quanto alle bollette del gas perché mai Lei dovrebbe fidarsi di quanto richiesto dal locatore? Pretenda che il locatore Le mostri sempre la bolletta di cui le chiede il pagamento, così come di ogni altra spesa. Il conduttore, infatti, prima di effettuare il pagamento ha diritto di prendere visione dei documenti giustificativi delle spese effettuate (art. 9 L. 392/78).
Per quanto concerne la questione dell’umidità non posso che rimandarLa alla lettura dei post che hanno già tratto l’argomento, ribadendo che il locatore è obbligato a mantenere l’immobile in buono stato; se non lo fa, viene meno ai suoi obblighi. In questo caso lei può esercitare le azioni esposte nei precedenti post.
Archiviato in:Contratti, Locazioni Contrassegnato con:affitto, canoni, conduttore, inquilino, locatore, locazione, pagamento, ricevuta
14/03/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
Ancora sull’appartamento affittato, invaso dall’umidità
A marzo dello scorso anno ho preso in affitto un appartamento posto al piano terra per andarvi a vivere con mio marito, il mio bimbo di 2 anni e un bimbo in arrivo. La casa era stata appena imbiancata, risultava essere un pò umida ma mi hanno spiegato che era stata vuota tutto l’ inverno e questa era la causa dell’ umidità.
In autunno con i primi freddi e quando si è reso necessario accendere i riscaldamenti è cominciata ad affiorare la muffa dai muri, la nostra camera da letto ha due pareti completamente ricoperte di muffa come anche la cucina e una parete della sala.
I proprietari ci hanno consigliato di acquistare un deumidificatore che abbiamo subito preso e resta acceso giorno e notte a rotazione in tutte le stanze dell’ appartamento senza risultati apprezzabili.
Non posso lavare i pavimenti perchè non si asciugano e i miei bimbi cono perennemente raffreddati e malaticci (appena andiamo dai nonni per un paio di giorni migliorano per peggiorare nuovamente come mettiamo piede in questa casa).
Abbiamo dato la disdetta e a maggio potremo andarcene ma mi chiedo se posso chiedere il risarcimento dei danni provocati alla salute dei miei 2 bambini.
So che l’ argomento è già stato trattato ma volevo sapere come devo agire, chi devo chiamare per far vedere qual’ è la situazione e far accertare che l’ appartamento è davvero malsano???
11/3/2008 – Elisa
Risposta: in effetti l’argomento è stato già trattato e non posso che rinviare ai relativi post. Posso aggiungere che, anziché recedere dal contratto (disdetta), avrebbe dovuto chiederne la risoluzione per inadempimento del locatore. A questo punto non posso che invitarla a rivolgersi ad un legale per fargli esaminare il contenuto della sua “disdetta” e farsi consigliare sulle eventuali azioni da intraprendere.
Archiviato in:Locazioni Contrassegnato con:casa, garanzie, muffa, Umidità
Archiviato in:Risarcimento danni Contrassegnato con:Immobili, Vizi e difetti
07/03/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
Vendita dell’immobile locato e deposito cauzionale
gentile avv,
nel dicembre 2006 ho venduto un appartamento locato.
Oggi a distanza di un anno, la nuova proprietaria mi chiede di versargli il deposito cauzionale ricevuto dall’inquilino a dicembre 2001 (700 euro) E possibile questa richiesta?
Risposta: credo proprio che Lei debba consegnare alla nuova proprietaria dell’immobile il deposito cauzionale ricevuto dall’inquilino all’inzio della locazione. Il deposito cauzionale è considerato solitamente come un pegno irregolare in relazione alla sua funzione di garanzia ed alla fungbilità dei beni che ne formano oggetto (denaro). Da questa sua natura deriva non solo l’accessorietà con le obbligazioni che intende garantire ma anche il diritto di seguito; il che significa che il trasferimento dell’immobile comporta automaticamente quello del deposito cauzionale. L’acquirente dell’immobile locato subentra nei diritti e nelle obbligazioni derivanti dal contratto di locazione (art. 1602 Codice Civile) e cosi’ anche nell’obbligazione accessoria di restituire il deposito cauzionale versato dall’inquilino.
Archiviato in:Locazioni Contrassegnato con:Deposito cauzionale, Locazioni, restituzione, vendita immobile locato
29/02/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
Furto del cane “a pensione”
Nell’ipotesi che un cane viene affidato in una pensione a conduzione familiare e venga rubato quali sono le problematiche in cui si va incontro? GRAZIE.
RISPOSTA: il soggetto a cui l’animale è stato affidato potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni (perdita del cane) subiti dal proprietario di quest’ultimo; per sottrarsi a questa responsabilità derivante dalla mancata restituzione al proprietario dell’animale in seguito a furto, il soggetto a cui è stato affidato il cane è tenuto a dimostrare la prova dell’inevitabilità dell’evento (furto) malgrado l’uso della diligenza del buon padre di famiglio. Soltanto in tale ipotesi il furto, assurgendo a causa di forza maggiore, libero l’affidatario del cane dalla responsabilità.
Archiviato in:Contratti, Risarcimento danni Contrassegnato con:Animali, Furto, pensione, responsabilità
1.494.380 click