Source: http://www.comitatoaeroportotv.it/2012/07/il-tar-rigetta-il-ricorso-ma-e-vittoria.html
Timestamp: 2019-11-15 13:01:52+00:00
Document Index: 181792518

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 29', 'arte 1', 'art. 41', 'art. 29']

COMITATO AEROPORTO TREVISO: Il TAR RIGETTA IL RICORSO MA E' VITTORIA PER IL COMITATO
Oltre che a confermare il giudizio del Consiglio di Stato la sentenza del TAR dice in maniera esplicita:
"Quanto sopra è, tra l’altro, dedotto in modo specifico dalla stessa società di gestione dell’aeroporto con memoria in data 22 Maggio 2012. Il collegio sottolinea che il progetto e la decisione impugnata di non sottoporlo a VIA rispettano il limite numerico dei voli annuo autorizzato, pari a 16.300, come risulta dal Decreto del Ministro dell’Ambiente in data 14 Maggio 2007.”
QUINDI AL MOMENTO AMPLIAMENTO SCONGIURATO E APPENA AER TRE SPA SFORA DIVENTA FUORI LEGGE!! PIU VITTORIA DI COSI'!!!
Anzi possiamo aggiungere che con il ritmo giornaliero scandito da gennaio ad oggi di una media di 60/62 voli al giorno a fine settembre il Canova è già fuori dai limiti! Poi, diciamo noi, se le sentenze devono essere rispettate qualcuno dovrà provvedere a far si che nei mesi successivi non si alzino voli sopra a Quinto e Treviso.
SE NON E' UNA VITTORIA QUESTA!!
Difatti su questo punto anche la sentenza ci dà ragione:
Vogliamo vedere chi d'ora in poi si azzarderà a violare il limite visto che ci sono 2 decreti ministeriali e 2 sentenze di tribunali. Soprattutto vogliamo vedere in campo le autorità che finalmente saranno costrette a controllare che le disposizioni dei tribunali e del Ministero siano eseguite. Un monito speciale lo facciamo al Presidente della Provincia L. Muraro. Visto che in tribunale ha schierato i propri avvocati contro i suoi stessi concittadini, per difendere una attività commerciale che al territorio dà poco o niente. Visto e considerato che dopo aver fatto passare l'aeroporto come struttura strategica per il turismo e l'economia è stato smentito clamorosamente dalle statistiche pubblicate dalla Regione Veneto le quali dimostrano che, con l'aeroporto chiuso, il turismo della Marca “ha volato” molto di più di quanto non facesse a scalo funzionante. Considerato che il Canova viene utilizzato parzialmnte per lo spostamento di lavoratori extra comunitari da e per i loro paesi di origine . Visto che l'aeroporto altrettanto marginalmente viene utilizzazzato dalle aziende trevigiane che hanno delocalizzato le loro attività all'estero. Visto che tutti sanno che l'aeroporto è indispensabile per il turismo da e per Venezia. Visto che la maggior parte degli introiti provenienti da questa attività vanno a SAVE società per azioni del finanziere Enrico Marchi e che a Treviso restano le briciole, che per una volta si schieri a tutela dei cittadini che dovrebbe rappresentare: si impegni a far rispettare il limite dei voli!
In ogni caso la partita, come dice la stessa sentenza, potrebbe ancora non essere chiusa. Questo lo si evince dal punto 4 dove sembra di capire che i Magistrati demandino parte del giudizio alla Commissione Ministeriale per le Valutazioni di Impatto Ambientale che si dovrà esprimere sulla presentazione del SIA, Studio di Impatto Ambientale del Master Plan dell'ampliamento dello scalo A. Canova
“ 4. Aer Tre S.p.A. eccepisce l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse.
Tale eccezione viene motivata con la circostanza che i lavori sono stati eseguiti.
Infatti, qualora sia accertata l’illegittimità del provvedimento negativo di verifica di assoggettabilità a V.I.A. o di annullamento in via giurisdizionale dei provvedimenti adottati l’Autorità dovrà provvedere al ripristino dello stato dei luoghi e della situazione ambientale secondo la disciplina di cui all’art. 29 del D. Lgs. n° 152 del 2006.
In relazione all’eventualità di tali successivi interventi dell’Autorità Amministrativa permane l’interesse di parte ricorrente.”
Questo è quello che dice il provvedimento del TAR. E' vero che la Commissione Ministeriale potrebbe esprimere un parere imparziale visto che è apertamente in conflitto di interessi. Difatti si trova oggi a giudicare un progetto che riguardo a questa parte specifica (cioè i lavori di rifacimento della pista del 2011) ha già sentenziato con una esclusione della VIA ed ora lo si trova a giudicare, non si saperchè, per la seconda volta a lavori già fatti. Inoltre lo stesso Ministero dovrà giudicare tenendo conto anche delle decine di osservazioni al piano di ampliamento dell'aeroporto piovute da tutte le parti. Oltre al Comitato si sono espressi contro l'ampliamento associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio, a vario titolo amministrazioni comunali, imprenditori e privati cittadini pronti a dar battaglia a suon di ricorsi in Tribunale. Sarà dura in questa situazione per il Ministero esprimersi e scagionare definitivamente sé stesso e gli altri soggetti coinvolti e chiudere la partita a favore di coloro che vogliono l'ampliamento.
Nei prossimi giorni daremo analisi maggiormente approfondite sulla sentenza, intanto ci godiamo la vittoria e prepariamo le prossime mosse. La Battaglia è appena incominciata!!!!
QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA
N. 00975/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01528/2011 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1528 del 2011, proposto da:
Italia Nostra Onlus, in persona del legale rappresentante, Giovanni De Luca, Antonella Vazzoler, Maristella Caldato, Stefania Duregon, Giovanni Smali, Floriano Graziati, Francesco Bovo, Giulio Corradetti, Marco Moratto, Dante Faraoni, Comitato per la Riduzione dell'Impatto Ambientale dell'Aeroporto di Treviso, in persona del legale rappresentante, tutti rappresentati e difesi dall'avv. Stefano Mirate, con domicilio eletto presso Gianpaolo Fortunati in Venezia-Mestre, via Einaudi, 15;
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrett. Stato, domiciliata in Venezia, San Marco, 63;
Ente Nazionale Per L'Aviazione Civile – Enac, in persona del legale rappresentante, non costituito in giudizio;
Aer Tre S.p.A., in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dagli avv. Vittorio Domenichelli, Lucia De Salvia, Davide Cester, Franco Zambelli, con domicilio eletto presso Franco Zambelli in Venezia-Mestre, via Cavallotti, 22; Provincia di Treviso Presidente, rappresentato e difeso dagli avv. Franco Botteon, Sebastiano Tonon, con domicilio eletto presso Sebastiano Tonon in Venezia, San Marco, 3901;
del provvedimento della Direzione Generale per le valutazioni ambientali - prot. dva-2011-0010666 del 5/5/2011 – avente ad oggetto l'esclusione della procedura di via del progetto "aeroporto "antonio canova" di treviso. interventi di potenziamento e sviluppo della infrastrutture di volo", pubblicato sulla gazzetta ufficiale 25/5/2011 parte 1 n. 120;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 giugno 2012 il dott. Marco Morgantini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con il provvedimento impugnato è stata disposta l’esclusione dalla procedura di V.I.A. del progetto degli inteventi di potenziamento e sviluppo delle infrastrutture di volo dell’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso a condizione del rispetto di alcune prescrizioni.
1. Deve essere rigettata l’eccezione di tardività del ricorso formulata dal Ministero dell’ambiente.
Infatti il sessantesimo giorno utile per notificare il ricorso era sì il 24 Luglio 2011, ma si trattava di domenica.
Ne consegue che il termine era differito al successivo lunedì 25 Luglio 2011, che è il giorno in cui il ricorso è stato tempestivamente notificato.
2. Il Ministero dell’Ambiente e Aer Tre S.p.A. eccepiscono l’inammissibilità del ricorso per mancata notifica ad Aer Tre S.p.A. medesima del ricorso.
Tale eccezione viene motivata in relazione alla circostanza che Aer Tre S.p.A. è la società concessionaria dello scalo aeroportuale di Treviso nel quale sono realizzati i lavori in questione, è il soggetto che ha predisposto la progettazione sottoposta a valutazione, è l’Amministrazione aggiudicatrice dei lavori ed è il soggetto che ha stipulato il contratto con l’A.T.I. aggiudicataria.
Infatti il secondo comma dell’art. 41 del codice del processo amministrativo stabilisce che il ricorso deve essere notificato, a pena di decadenza, alla Pubblica Amministrazione che ha emesso l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati che sia individuato nell’atto stesso.
Il ricorso è stato ritualmente notificato al Ministero dell’Ambiente, Autorità che ha posto in essere il provvedimento impugnato ed al controinteressato Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, Amministrazione che ha richiesto la verifica di assoggettabilità alla procedura di V.I.A., così come la stessa E.N.A.C. è individuata nel provvedimento impugnato.
Quanto sopra non toglie che Aer Tre S.p.A. possa configurarsi come controinteressato cui il contraddittorio debba essere integrato.
Tuttavia l’intervento in giudizio di Aer Tre S.p.A. ha reso superfluo l’ipotetico ordine di integrare il contraddittorio.
3. Aer Tre S.p.A. eccepisce l’inammissibilità del ricorso per mancanza d’interesse.
Tale eccezione viene motivata con la circostanza che parte ricorrente non ha impugnato i provvedimenti di approvazione del progetto delle opere.
Infatti, come si desume da nota 14 Aprile 2011 prot. n° 47700, E.N.A.C. ha approvato il progetto esecutivo con la specifica prescrizione che l’avvio dei lavori è subordinato al parere del Ministero dell’Ambiente in merito alla verifica di assoggettabilità del progetto alla V.I.A..
Ne consegue che senza il provvedimento impugnato i lavori non possono essere eseguiti e parte ricorrente è appunto titolare dell’interesse a che i lavori non siano eseguiti in presenza di un provvedimento negativo di assoggettabilità a V.I.A., ma illegittimo.
Il perseguimento di tale interesse non richiede l’impugnazione anche dei provvedimenti con cui sono approvati i progetti, perché è possibile semplicemente richiedere, al fine di perseguire la tutela dell’ambiente, che il progetto sia sottoposto ad una legittima procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A..
Quanto sopra è altresì coerente con l’art. 29 del D. Lgs. n° 152 del 2006, da cui si desume proprio che i lavori non possono essere eseguiti senza che sia stata espletata una legittima procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A..
4. Aer Tre S.p.A. eccepisce l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse.
In relazione all’eventualità di tali successivi interventi dell’Autorità Amministrativa permane l’interesse di parte ricorrente.
5. La decisione del ricorso deve tenere conto delle valutazioni espresse dal Consiglio di Stato con l’ordinanza n° 4460/2011 con cui è stata rigettata l’istanza cautelare.
In tale ordinanza è stato osservato che il gravato provvedimento contiene la prescrizione secondo cui il numero totale annuo di movimenti dei veicoli dallo scalo non dovrà subire aumenti rispetto al numero attualmente autorizzato e che non sussistono essenziali variazioni spaziali ed implicazioni territoriali dell’infrastruttura in esame.
Ne consegue che il progetto, per il quale è stato deciso di non procedere a valutazione d’impatto ambientale, non è idoneo a ledere gli interessi ambientali di cui parte ricorrente è portatrice.
Quanto sopra è, tra l’altro, dedotto in modo specifico dalla stessa società di gestione dell’aeroporto con memoria in data 22 Maggio 2012.
Il collegio sottolinea che il progetto e la decisione impugnata di non sottoporlo a VIA rispettano il limite numerico dei voli annuo autorizzato, pari a 16.300, come risulta dal Decreto del Ministro dell’Ambiente in data 14 Maggio 2007.
È evidente che tale limite massimo di voli annuo deve essere rispettato dalla società di gestione dell’aeroporto, anche considerando che la sussistenza di tale limite annuo di voli è riconosciuto dalla stessa società di gestione dell’aeroporto.
Parte ricorrente evidenzia che il numero di movimenti registrato nell’anno 2010 è stato pari a 18.086, dunque superiore al limite autorizzato.
Tuttavia l’avvenuto superamento del limite numerico dei voli autorizzati non è imputabile al provvedimento impugnato, potendo semmai essere il motivo per avviare, da parte di chi ne abbia interesse, le diverse iniziative ritenute necessarie.
La complessità della questione comporta la compensazione delle spese e degli onorari di giudizio.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 27 giugno 2012 con l'intervento dei magistrati: