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Timestamp: 2020-01-21 06:21:13+00:00
Document Index: 80175002

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 121', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

GLI EFFETTI NEL TEMPO DELLE SENTENZE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO
sull'efficacia meramente conformativa della sentenza di accoglimento dell'azione di annullamento
GLI EFFETTI NEL TEMPO DELLE SENTENZE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO: SULL’EFFICACIA MERAMENTE CONFORMATIVA DELLA SENTENZA DI ACCOGLIMENTO DELL’AZIONE DI ANNULLAMENTO
Con la pronuncia in rassegna il Consiglio di Stato opera un’intelligente nonché puntuale applicazione dell’art. 1 del nuovo Codice del processo amministrativo, nel senso di pervenire alla soluzione che maggiormente assicura il rispetto del fondamentale canone dell’effettività della tutela giurisdizionale, prevedendo eccezionalmente una sospensione degli effetti demolitori del giudicato e disponendo per i soli effetti conformativi. Nel corso della trattazione saranno brevemente esaminate le argomentazioni del collegio con particolare riferimento a quella giurisprudenza comunitaria che si presenta come autorevole “precedente” di tale innovativa decisione del giudice amministrativo nazionale.
Consiglio di Stato, sezione VI, 10 maggio 2011, n. 2755
Pres. Maruotti–Est. Taormina
1. Alla luce dei principi del giusto processo e di effettività della tutela giurisdizionale, nonché dei principi dell’ordinamento comunitario, il giudice può anche non statuire gli effetti di annullamento degli atti impugnati e disporre unicamente gli effetti conformativi ordinando che i medesimi atti conservino i propri effetti sino a che la parte soccombente non li modifichi o sostituisca (fattispecie in tema di piani faunistici regionali).
2. Nel processo amministrativo, la regola dell’annullamento con effetti ex tunc dell’atto impugnato a seconda delle circostanza deve trovare una deroga o con la limitazione parziale della retroattività degli effetti o con la loro decorrenza ex nunc o escludendo del tutto gli effetti dell’annullamento e disponendo esclusivamente gli effetti conformativi. Infatti, da un lato le normative sostanziale e processuale non dispongono la inevitabilità degli effetti dell’annullamento di un atto in sede amministrativa o giurisdizionale; dall’altro dagli art. 121 e 122 c.p.a. emerge che la rilevata fondatezza di un ricorso d’annullamento può comportare l’esercizio di un potere valutativo del giudice sulla determinazione dei concreti effetti della propria sentenza.
3. In materia ambientale, la Valutazione Ambientale strategica va distinta dalla valutazione di incidenza, prevista dal D.P.R. 357/1997 nel sistema previgente all’entrata in vigore del d.lgs. 152/2006, che ha un rilievo meramente settoriale destinato alla particolare protezione dei siti di rilevanza comunitaria. 4. Ai sensi dell’art. 4 commi 2 e 3 e dell’art. 5 comma 1 l. a) e d) del Codice dell’ambiente, i piani faunistici venatori devono essere assoggettati alla Valutazione Ambientale strategica rientrando nei piani e programmi per cui è richiesta una verifica dell’impatto sull’ambiente.
1.L’appello è fondato e deve essere accolto nei limiti che seguono.
Infatti, tali piani provinciali sono privi di effettiva lesività, in quanto atti interni del procedimento che si è concluso con l’approvazione del piano regionale.
Ad avviso dell’appellante associazione ambientalista, la competenza sarebbe spettata alla giunta, poiché per l’art. 55 dello Statuto, approvato con la legge regionale 12 maggio 2004, n. 7, “alla giunta regionale spetta la potestà regolamentare nella forma dei regolamenti esecutivi, di attuazione, d’integrazione nonché dei regolamenti delegati”.
Con il secondo motivo (che ha una rilevanza centrale nel giudizio), l’appellante lamenta la violazione del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per l’omessa acquisizione della valutazione ambientale strategica, antecedentemente alla approvazione del piano venatorio.
SOMMARIO 1.- Brevi cenni introduttivi. 2.- L’innovativa sentenza del Consiglio di Stato, coerenza e principio di effettività della tutela giurisdizionale. 3.- Giudice amministrativo nazionale e giurisprudenza comunitaria. 4.- Conclusioni.
1.- Brevi cenni introduttivi.
Generalmente si afferma che il provvedimento illegittimo viene definitivamente travolto dalla sentenza di annullamento, i cui effetti retroagiscono alla data di emanazione dell’atto impugnato, che verrà annullato nel senso di essere considerato come mai esistito (c.d. efficacia ex tunc della pronuncia).
Anzi, come giustamente posto in risalto la dottrina tradizionale, in ossequio all’originaria concezione del giudizio amministrativo come processo all’atto, ha affermato, fino a poco tempo fa, che gli unici effetti della sentenza amministrativa di annullamento fossero quello demolitorio e quello ripristinatorio: l’atto impugnato veniva eliminato ex tunc, con il conseguente obbligo della Pubblica Amministrazione, all’occorrenza, di provvedere alla reintegrazione dello status quo ante.