Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8447-del-31-03-2017
Timestamp: 2020-06-04 21:21:33+00:00
Document Index: 15712794

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 291', 'art. 325', 'art. 291']

Sentenza Cassazione Civile n. 8447 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8447 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 08/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8447
sul ricorso 1981-2016 proposto da:
unitamente e disgiuntamente dagli avvocati LIDIA CARCAVALLO, SERGIO
PREDEN, ANTONELLA PATIERI e LUIGI CALIULO giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 289/2015 della CORTE D’APPELLO di
CALTANISSETTA, depositata il 13/07/2015;
che, con sentenza del 13 luglio 2015, la Corte di Appello di Caltanissetta, per quello che rileva in questa sede, in parziale riforma della decisione del Tribunale di Gela dichiarava il diritto di G.P. al beneficio di cui alla L. 27 marzo 1992, n. 257, art. 13, comma 8, della maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto nell’espletamento dell’attività lavorativa presso la Raffineria di (OMISSIS) nel periodo dal 23.2.1962 al 30.9.1975;
che per la cassazione di tale sentenza propone ricorso l’INPS affidato ad un unico motivo;
che il G. è rimasto intimato;
che è stata depositata la proposta del relatore – ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio – di accoglimento del ricorso previa verifica del perfezionamento della notifica dello stesso;
che l’INPS ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c. in cui evidenzia che la notifica del ricorso al difensore domiciliatario non era andata a buon fine nonostante l’indirizzo al quale era stato in inviato il ricorso – (OMISSIS) – era quello risultante dal sito internet ufficiale del Consiglio Nazionale Forense e confermato anche dal certificato del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Gela (allegato alla memoria) ragion per cui la notifica tentata presso il predetto indirizzo doveva ritenersi valida e regolare; in subordine, l’istituto chiede termine per il rinnovo della notifica ex art. 291 c.p.c.;
che il ricorso va dichiarato inammissibile alla luce del principio affermato da questa Corte secondo cui in caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 c.p.c., salvo circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa (Cass. n. 14594 del 15/07/2016); orbene, nel caso in esame dopo la notifica non andata a buon fine l’INPS non risulta che si sia in alcun modo attivato per procedere alla rinotifica del ricorso nè il fatto che il difensore domiciliatario non fosse più all’indirizzo risultante dall’Albo degli Avvocati può essere considerata una circostanza eccezionale idonea o a giustificare l’inerzia tenuta dalla parte o a costituire presupposto per la concessione di un nuovo termine per la notifica ex art. 291 c.p.c.;
che, per quanto esposto, il ricorso va dichiarato inammissibile non essendo stato notificato a controparte;
che non si provvede in ordine alle spese del presente giudizio essendo il G. rimasto intimato;