Source: http://ilgiuslavorista.it/rubriche/casi-e-sentenze-di-merito?page=7
Timestamp: 2019-04-26 14:19:09+00:00
Document Index: 17188963

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 12', 'art. 32', 'art. 24', 'art. 1676', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 2110']

Si deve convenire con il giudice di primo grado, quando afferma che i diritti d'indizione dell'assemblea e di affissione non necessariamente devono essere esercitati dalla RSU collegialmente. Tuttavia, non ogni componente della RSU può avvalersi di questo diritto, bensì – come si desume sia dalla pronuncia delle Sezioni unite...
17 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa
15 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa
In tema di videosorveglianza, nonostante la novella portata all'art. 4, l. n. 300 del 1970 (st. lav.) resta condivisibile quanto affermato dalla Corte di cassazione, secondo cui i programmi informatici che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi internet sono necessariamente apparecchiature di controllo nel momento in cui, in ragione delle loro caratteristiche, consentono al datore di lavoro di controllare a distanza e in via continuativa durante la prestazione, l'attività lavorativa e se la stessa sia svolta in termini di diligenza e di corretto adempimento.
In tema di congedo parentale, il t.u. a sostegno della maternità e paternità (d.lgs. n. 151 del 2001) fissa il trattamento minimo inderogabile a favore del lavoratore, mentre quella convenzionale può ampliare in senso migliorativo le soglie di tutela oppure disciplinare le materie riservate alla competenza della contrattazione collettiva o quelle che il legislatore ha deciso di non regolare (nel caso di specie, la normativa sul congedo parentale è integrata dal CCNL del comparto scuola il cui art. 12 prevede che nell'ambito del periodo di astensione dal lavoro di cui all'art. 32, comma 1, t.u. cit., per le lavoratrici madri, o in alternativa per i lavoratori padri, i primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell'anzianità di servizio e sono retribuiti per l'intero).
Le OO.SS. contraenti hanno operato quindi con lo strumento dell'autolimitazione, imponendosi di scegliere congiuntamente tra elezione di RSU e costituzione di RSA; stante la dichiarata impossibilità di coesistenza tra i due sistemi di rappresentanza, e la equivalenza della partecipazione alla procedura di elezione delle RSU alla rinuncia formale ed espressa a costituire la RSA (con automatica decadenza della RSA eventualmente già costituita), qualora una organizzazione sindacale firmataria non partecipi alle elezioni indette per la nomina delle RSU (facoltà espressamente prevista dal CCNL all’art. 24) essa rimane titolare del proprio diritto a mantenere in azienda la propria RSA.
05 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa
L’azione ex art. 1676, c.c., costituisce uno strumento di tutela diretta (da azionarsi direttamente nei confronti del committente) a favore dei dipendenti dell’appaltatrice e, pertanto, l’apertura del procedimento fallimentare a carico della predetta appaltatrice non può spiegare alcun effetto sulle ragioni vantate dai lavoratori, non valendo ad alcunché invocare gli art. 51 e 52, l. fall., in ordine al divieto di azioni esecutive ed alla tutela della par condicio creditorum. .
Dalla lettura dell’art. 10, CCNL Scuola del 29 novembre 2007, si evince che la mobilità professionale ha come finalità non solo quella di superare o prevenire il soprannumero, ma anche quella di “valorizzare le esperienze acquisite dal personale”. Tant’è che la norma specificamente dispone che la mobilità professionale è finalizzata in primo luogo a “promuovere il reimpiego e la valorizzazione delle professionalità esistenti”, ed in secondo luogo, a riassorbire il personale in esubero, ove tale situazione si verifichi...
02 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa
Le regole dettate dall'art. 2110 c.c. per le ipotesi di assenze determinate da malattia del lavoratore prevalgono, in quanto speciali, sia sulla disciplina dei licenziamenti individuali (di cui alle l. nn. 604/1966, 300/1970 e 108/1990) che su quella degli artt. 1256 e 1464 c.c., e si sostanziano nell'impedire al datore di lavoro di porre fine unilateralmente al rapporto finché perduri lo stato patologico, e comunque sino al superamento del limite di tollerabilità dell'assenza (cosiddetto comporto) predeterminato dalla legge, dalle parti o, in via equitativa, dal giudice...