Source: http://www.biometec.unict.it/node/5378/
Timestamp: 2019-09-17 10:58:18+00:00
Document Index: 143104616

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 19', 'art.14', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 9', 'art.11', 'art.15', 'art.14']

Regolamento del Dipartimento | Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche
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del Dipartimento di “Scienze Biomediche e Biotecnologiche”
Il presente Regolamento disciplina l’organizzazione e le modalità di funzionamento degli organi del Dipartimento denominato “Scienze biomediche e biotecnologiche”, di qui in avanti “Dipartimento”, istituito con D.R. n. 2885 del 14 luglio 2014 e avente sede in Catania, presso la Scuola “Facoltà di Medicina” – AO Policlinico-Ospedale V. Emanuele, via S. Sofia, 78 - Catania.
1. Ai sensi dell’art. 15 dello Statuto di Ateneo, sono organi del Dipartimento: il Consiglio di Dipartimento, il Direttore e la Giunta.
2. Il Dipartimento di “Scienze biomediche e biotecnologiche” è uno dei Dipartimenti raggruppati nella sicché , ai sensi dell’art. 19 dello Statuto di Ateneo, non ha tra i propri organi la Commissione paritetica dipartimentale.
3. Il Dipartimento può articolarsi in sezioni. Ciascuna sezione nomina un proprio responsabile, tra i docenti di ruolo, con il compito esclusivo di rappresentarne le esigenze in seno agli organi collegiali del dipartimento. Le sezioni non hanno autonomia finanziaria né autonomia gestionale.
b) i ricercatori a tempo determinato e a tempo indeterminato, confermati e non, afferenti al Dipartimento.
Le funzioni del Consiglio di Dipartimento sono definite, oltre che dal presente Regolamento, dall’art.14 dello Statuto di Ateneo e dai Regolamenti di Ateneo.
b) formulare al Consiglio di Amministrazione le proposte di chiamata dei professori e dei ricercatori, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei professori di prima fascia, per la
chiamata di professori di prima fascia; dei professori di prima e seconda fascia, per la chiamata di professori di seconda fascia e dei ricercatori;
c) organizzare e coordinare l’attività didattica dei Corsi di studio e di Dottorato di ricerca, dei Masters, nonché delle Scuole di specializzazione, di competenza del Dipartimento, giusta delibera
del Consiglio di Amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico;
d) nel rispetto dei criteri previsti dalla normativa vigente e dai Regolamenti di Ateneo, provvedere ad assicurare la copertura di tutti gli insegnamenti attivati e a determinare la distribuzione dei
compiti dei professori e dei ricercatori, d’intesa con gli interessati e con i Consigli dei Corsi di studio, avendo cura, tra l’altro, di attuare una equa ripartizione del carico didattico;
e) proporre l’istituzione e l’attivazione dei Corsi di studio, di Dottorato di ricerca e Masters, nonché di Scuole di specializzazione, la modifica e la razionalizzazione dell’offerta didattica,
l’aggiornamento e l’innovazione dei curricula, il miglioramento della qualità dei programmi formativi;
h) proporre la stipula, nell’ambito dei propri fini istituzionali, di contratti con la Pubblica Amministrazione e con Enti pubblici e privati, e fornire prestazioni a favore dei terzi, nel rispetto di quanto
stabilito dal Consiglio di Amministrazione;
j) determinare i criteri generali per lo svolgimento di ricerche e di consulenze per Enti pubblici o privati in ordine alla compatibilità di detta attività con lo svolgimento della funzione scientifica del
k) deliberare la stipula di accordi di collaborazione, convenzioni, contratti, protocolli d’intesa ed atti unilaterali, direttamente connessi ad attività didattiche e di ricerca, che siano di specifico
interesse del Dipartimento, ai sensi dell’art. 28, comma 3, dello Statuto;
m) approvare nei limiti delle risorse proprie, le richieste di finanziamento avanzate dai componenti del Dipartimento per la partecipazione a progetti di ricerca;
n) deliberare in merito all’eventuale costituzione di sezioni, quali articolazioni funzionali del Dipartimento;
o) dettare i criteri per l’utilizzazione dei fondi assegnati al Dipartimento per le sue attività scientifiche di cui art. 2, criteri che dovranno tener conto di eventuali esigenze sopravvenute e di
adattamenti che si rendono indispensabili in corso d’anno;
p) esercitare ogni altro compito che lo Statuto e i Regolamenti di Ateneo espressamente attribuiscono alle strutture dipartimentali.
2. Il Consiglio può delegare alla Giunta le proprie funzioni, ad eccezione delle funzioni di cui alle lettere: a-b-e-g-k-m-n-o-p del precedente comma.
1. La convocazione e la determinazione del relativo ordine del giorno sono disposte dal Direttore del Dipartimento, in via ordinaria, ogni due mesi, e in via straordinaria, tutte le volte che sia necessario, ovvero quando ne faccia richiesta motivata almeno 1/5 dei componenti il Consiglio.
2. Su invito del Direttore possono essere sentite persone esterne al Consiglio su questioni all’ordine del giorno.
3. La convocazione della seduta del Consiglio deve essere comunicata a tutti gli aventi diritto, anche mediante posta elettronica all’indirizzo telematico comunicato, con anticipo di almeno 4 giorni.
4. In caso d’urgenza, la convocazione può essere fatta con preavviso non inferiore a ventiquattro ore, con mezzi adeguati a raggiungere gli interessati.
1. Per la validità delle sedute, in prima convocazione, è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti del Consiglio. In seconda convocazione è sufficiente la partecipazione di almeno 40% dei componenti del Consiglio. Nel computo per determinare la maggioranza non si tiene comunque conto di coloro che hanno giustificato validamente l’assenza, ai sensi del Regolamento di Ateneo, a condizione che sia presente in seduta almeno 1/3 dei componenti.
2. Le sedute del Consiglio sono presiedute dal Direttore o, in caso di assenza o di impedimento del medesimo, dal vicedirettore, di cui al successivo art. 9, comma 2.
5. Nessun componente può prendere parte a sedute o parti di esse in cui sono trattati argomenti per i quali risulti direttamente interessato. Tale impedimento sussiste anche quando sono interessati il coniuge, i parenti o gli affini fino al quarto grado. E’ sempre tenuto fermo il dovere di astensione nei casi previsti dalle norme vigenti.
2. Le proposte sono messe in votazione nel seguente ordine: emendamenti soppressivi, emendamenti modificativi, testo risultante.
3. La questione sospensiva (rinvio della discussione) o pregiudizionale (non pertinenza di un argomento) può essere posta prima dell’inizio della discussione di un argomento e deve subito essere sottoposta a votazione. Per l’accoglimento è richiesta la maggioranza dei presenti.
6. La verbalizzazione delle sedute è curata dal segretario del Consiglio, di cui al successivo art.11.
7. Il verbale deve contenere per ogni singolo argomento la relazione del presidente, i termini essenziali della discussione, la delibera per esteso, con i risultati della relativa votazione.
10. I verbali vengono approvati nella stessa seduta o in quella successiva. Solo in casi motivati i verbali possono essere approvati successivamente e, comunque, entro tre mesi dalla data della seduta a cui si riferiscono.
b) sovrintende al regolare svolgimento di tutte le attività didattiche, di ricerca, e organizzative che fanno capo al Dipartimento, esercitando ogni opportuna funzione di controllo e di vigilanza;
Le funzioni di segretario verbalizzante del Consiglio di Dipartimento sono svolte da un docente designato dal Direttore del Dipartimento tra i componenti del Consiglio. Nel caso di assenza o di impedimento del segretario del Consiglio, il Direttore indicherà di volta in volta chi dovrà assumerne le funzioni.
2. I componenti della Giunta, ai sensi dell’art.15, comma 10, dello Statuto, vengono eletti nel rispetto delle modalità indicate nel Regolamento elettorale di Ateneo.
3. La Giunta si riunisce, in via ordinaria, prima del Consiglio e ogni volta che il Direttore o almeno un terzo dei componenti della Giunta lo ritengono necessario. Alle sedute della Giunta partecipano senza diritto di voto il vicedirettore, il segretario e i responsabili delle sezioni, ove esistenti. Alle sedute della Giunta inoltre possono essere invitati a presenziare altri componenti del Consiglio o anche persone estranee al Consiglio stesso.
Il dipartimento, ai sensi dell’art.14, comma 3, dello Statuto, ha autonomia finanziaria, in conformità a quanto stabilito dal Regolamento per l’amministrazione, la contabilità e la finanza. Ha altresì, autonomia gestionale, nei limiti del budget assegnato annualmente dal Consiglio di Amministrazione.
Ogni eventuale modifica del presente regolamento deve essere proposta dal Consiglio del Dipartimento con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei componenti e approvata a maggioranza assoluta dal Senato accademico, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione.