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Timestamp: 2019-10-23 03:24:33+00:00
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Giudice di Pace Palermo, sentenza numero 568 del 03/04/2014 – Semaforo verde
La presente sentenza viene redatta secondo le nuove disposizioni degli artt. 132 c.p.c. e 118 Disp. Att. c.p.c., come riformati dalla L. n. 69/2009, e, pertanto, viene omesso lo svolgimento del processo e la motivazione viene esposta in modo conciso.
In via preliminare, per chiarezza di chi legge, si premette che il presente ricorso in opposizione viene proposto dall’odierno ricorrente al fine di sentire annullare l’ordinanza prefettizia prot. n. (OMISSIS)/Area 3^ Quater patenti per l’illegittimità della stessa e carenza dei presupposti di applicabilità dell’art. 187, co. 1, D.lgs. n. 205[285]/1992. Nessuno compariva per l’opposta Prefettura di Palermo che, come suo onere, in data (OMISSIS)/2013 inviava la documentazione richiesta allegata alla costituzione in giudizio nella quale chiedeva il rigetto del ricorso.
Indi, all’udienza di rinvio del (OMISSIS)/2014, la causa veniva posta in decisione con lettura del relativo dispositivo di sentenza a fine udienza.
In via preliminare, si premette che per costante orientamento giurisprudenziale lo stato di alterazione di cui all’art. 187 C.d.S. [non] possa essere desunto da elementi esterni, poiché l’accertamento richiede conoscenze specialistiche ed esami specifici su campioni biologici.
Inoltre si evidenzia che l’attività compiuta dagli agenti accertatori, per lo stato di alterazione per uso di sostanze di droghe è riconducibile agli atti di polizia giudiziaria previsti dal codice di procedura penale.
Nel caso in esame gli agenti non hanno provveduto ad accompagnare l’odierno opponente presso una struttura ospedaliera per gli esami tossicologici, né hanno effettuato analisi in quanto non erano in possesso di strumenti atti ad eseguire esami, così come prevede la normativa vigente nel rispetto della riservatezza.
Pertanto, l’uso di sostanze stupefacenti è stato accertato da elementi esterni che, come già detto, non sono sufficienti essendo necessari esami specialistici.
Alla contestazione dell’art. 187 c. 9, consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.
La sospensione della patente di guida è di competenza del Prefetto, che ricevuti gli atti dall’organo accertatore, dispone in via cautelare la sospensione della patente “fino all’esito della visita medica”.
Attesa la natura cautelare anticipatoria, è necessario avere la certezza o, quantomeno un grado di probabilità accertato, nella valutazione di ogni elemento propedeutico all’adozione del provvedimento.
Nel caso in esame, la sostanza stupefacente è stata rinvenuta all’interno dell’autovettura e, ciò non prova, che il signor A. ne avesse fatto uso, prima di mettersi alla guida dell’autovettura.
In virtù dell’art. 223 C.d.S., è stata applicata una sanzione di natura preventiva per impedire che nell’immediato, il conducente del veicolo su cui grava la responsabilità, possa tenere una condotta che rechi pregiudizi agli altri utenti della strada ed allo stesso.
La disposizione dell’art. 223 ha carattere generale, mentre quella dell’art. 187 ha carattere speciale che prevale sulla prima, con la conseguenza che la sospensione della patente doveva perdurare fino all’esito della visita medica che è stata ordinata dal Prefetto nello stesso provvedimento di sospensione della patente.
La severità della misura delle sanzioni, tanto di natura amministrativa quanto di natura penale, nonché di quella accessoria della sospensione della patente di guida, se pur giustificata dalla gravità e molteplicità dei sinistri in cui sono coinvolti guidatori sotto l’effetto di sostanze stufefacenti, non può esimere dall’applicazione dei principi generali dell’ordinamento nell’adozione dei provvedimenti sanzionatori e, in secondo momento, impone al Giudice che è chiamato a valutare la legittimità, la rigorosa verifica dell’esistenza dei presupposti per l’applicazione, la conformità alle norme e la congruità rispetto al fatto contestato.
Come risulta dalla documentazione prodotta in atti, il ricorrente in data (OMISSIS) 2013 si è sottoposto a visita medica e gli esami effettuati hanno dato esito negativo di cannabinoidi.
In conclusione, l’ordinanza prefettizia opposta va annullata non sussistendo a carico del signor A. ne requisiti oggettivi ne’ soggettivi ed in considerazione del comportamento collaborativo dello stesso.
Si ritiene equo compensare le spese del presente giudizio attesa la complessità e/o tematica dell’argomento trattato.
II Giudice di Pace di Palermo
– Letti gli atti, definitivamente decidendo accoglie l’opposizione proposta dal A. G. con ricorso depositato il 26/03/2013 avverso ordinanza prefettizia Prot. N. (OMISSIS)/Area 3A Quater Patenti del (OMISSIS)/2013 e, per l’effetto, annulla l’atto opposto.
– Compensa, tra le parti, le spese di giudizio.
Fissa il termine di gg. 45 per il deposito della sentenza.
Così deciso in Palermo, lì 17 febbraio 2014.
Depositato in Cancelleria il 3 aprile 2013.
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