Source: https://www.opibz.it/norme-e-codici-opi-bolazano/cenno-storico/
Timestamp: 2020-08-06 07:36:49+00:00
Document Index: 17785482

Matched Legal Cases: ['art)\n2', 'art)\n3', 'art)\n4', 'art)\n5', 'art)\n6', 'art)\n7']

Cenno storico – OPI Bolzano – Bozen
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Cenno storicodd4u2020-01-07T22:58:44+00:00
Con il Regio Decreto del 16 agosto 1909 N. 615 “Regolamento istituzione dei manicomi” abbiamo il primo riconoscimento giuridico dell’infermiere con la nascita dell’Infermiere Psichiatrico. Esso doveva saper leggere e scrivere, avere buona costituzione fisica, maggiore età e condotta morale ineccepibile. “………. Gli infermieri sia dei manicomi pubblici che privati devono essere dotati di sana co6tuzione ﬁsica, riconosciuta con apposita visita medica, aver serbato buona condotta penale e civile, sapere leggere e scrivere ed aver compiuto 18 anni…”
A partire poi dal 1925 con il Regio Decreto del 15 agosto N. 1832 “Nascono le scuole convitto”. Vi era la facoltà di istituire le Scuole Convitto Professionali ……. Il convitto è obbligatorio (ad eccezione per le religiose). Il Corso aveva una durata biennale, con un ulteriore anno di corso si poteva ottenere l’ abilitazione alle funzioni direttive nell’assistenza infermieristica. Le lezioni erano tenute da medici, in minima parte dalle direttrici ( il direttore della scuola era a tutti gli eﬀetti il direttore Sanitario) semplice trasmissione del sapere medico. Ferrea disciplina ed educazione morale delle allieve, si mirava all’obbedienza e alla mera esecuzione di ordini medici. All’Art: 7 viene delineata la responsabilità dell’insegnamento teorico pratico viene data a medici di riconosciuto valore dalla direttrice, alla direttrice e alle caposala. il requisito della Direttrice er il diploma di IP (Infermiera Professionale), certiﬁcato di abilitazione alle funzioni direttive e due anni di servizio direttivo e lodevole di reparto. Nell’Art 9 si prevedeva presso delle Scuole un terzo anno di corso per l’Abilitazione alle Funzioni Direttive.
Nel 21 novembre del 1929 del Regio Decreto N.2330 “Nuovi requisiti di ammissioni”, per poter accedere alle Scuole convitto veniva richiesta la licenza di scuola media inferiore che sostituiva la precedente licenza elementare.
A partire dal 27 luglio 1934 Regio Decreto N.1265 “Testo unico delle leggi sanitarie” viene definito per la prima volta il ruolo dell’infermiere come “professione sanitaria ausiliaria”, priva di autonomia decisionale, ma dipendente dal medico.
Nel Regio Decreto 2 maggio 1940 N. 1310 “Attribuzione delle mansioni delle infermiere professionali e degli infermieri generici” vengono attribuite le mansioni amministrative organizzative e disciplinari in ambito ospedaliero. Inoltre venivano attribuite le mansioni assistenziali dirette ed indirette proprie dell’infermiera professionale. Su ordine medico, l’infermiera professionale può eseguire manovre o interventi. L’attività degli infermieri generici dev’essere limitata alle seguenti mansioni, per prescrizione del medico e, nell’ambito ospedaliero, sotto la responsabilità dell’infermiera professionale. L’assistenza completa dell’infermo alle dirette dipendenze dei sanitari e della professionale preposta al reparto, la somministrazione dei medicinali ordinati, sotto la responsabilità della professionale preposta al reparto e la somministrazione delle diete, secondo le istruzioni dell’infermiera professionale
Con la Legge 29 ottobre 1954 N. 1046 viene istituito il corso annuale per infermiere e infermieri generici.
Invece con Legge 29 ottobre 1954 N. 1049 vi è l’istituzione dei Collegi delle Infermiere Professionali, delle Assistenti Sanitarie e delle Vigilatrici d’Infanzia (IPASVI) in ambito provinciale. Da questa data in poi i Collegi avranno un continuo sviluppo registrando tutte le tappe della crescita e dei cambiamenti della professione infermieristica.
1960 Primo CODICE DEONTOLOGICO DELLE INFERMIERE ITALIANE
L’esercizio della professione sanitaria ausiliaria è al servizio della persona umana e si ispira ai principi del diri9o e della morale naturale, costituito da 11 articoli.
Art 1 L’infermiere professionale, l’assistente sanitaria visitatrice e la vigilatrice d’infanzia dedicano la loro opera all’assistenza dell’ammalato, al sollievo della soﬀerenza, alla difesa della vita, alla tutela della salute individuale e collettiva.
Art 9 ….omissis sia loro cura aggiornarsi e perfezionarsi continuamente e abbiano un esemplare comportamento nella vita privata.
Art 10 Esse debbono tener presente che la divisa portata è distintivo ed è espressione di personalità equilibrata che ispira rispetto e ﬁducia.
Il CAMBIAMENTO (dal 1960 al 1977)
Legge 15 novembre 1973 n 795 (ratiﬁca dell’accordo europeo sull’istruzione e formazione delle infermiere adottato a Strasburgo il 25 ottobre 1967). Capitolo 2 ….omissis, per poter accedere alla Scuola per infermiere l’aspirante deve dimostrare (titolo scolastico) deve aver frequentato con successo almeno 10 anni scolastici.
DPR 14 Marzo 1974 n 225 modiﬁche al RD 1940 sulle mansioni degli infermieri professionali e infermieri generici. Gli infermieri professionali sono tenuti a partecipare alle riunioni periodiche e alle ricerche sulle tecniche e sui tempi di assistenza, promuovere tutte le iniziative di competenza per soddisfare le esigenze psicologiche del malato e per mantenere di buone relazioni umane con i pazienti e con le loro famiglie
DPR 31 o9obre 1974, n 878 (Modiﬁcazione allo statuto dell’Università degli Studi di Milano. Art 367 ….omissis Un’infermiera altamente qualiﬁcata viene nominata Vice Direttrice dal Consiglio di Facoltà, su proposta del Direttore della Scuola (nominato dal Rettore); tale infermiera deve essere in possesso del titolo conferito da analoga scuola italiana o estera. Prima legge italiana che prevede che un’Infermiera altamente qualiﬁcata venga nominata Vice-Direttrice (Marisa Cantarelli)
DPR 13 oDobre 1975 n. 867 Modiﬁcazione all’ordinamento delle Scuole per infermieri professionali ai relativi programmi di insegnamento (la durata della formazione sale a tre anni) 16 anni d’età per l’accesso. L’accordo Europeo prevedeva 17-19 anni, lingua straniera.
CODICE DEONTOLOGICO del 1977
Premessa. L’infermiere svolge una professione al servizio della salute e della vita. È chiamato non solo ad assicurare un’adeguata assistenza infermieristica, ma anche a dare risposte professionali nuove, per favorire con la collaborazione di tutto il personale sanitario il progresso della salute nel paese. La professione dell’infermiere nella sua dimensione umana, sociale e tecnica, potrà essere meglio interpretata e vissuta, se costantemente ispirata ad alcune precise norme comuni. Era composto di 11 rticoli e si suddivideva in 3 capitoli:
Capitolo A: La dimensione Umana
Capitolo B: I rapporti sociali
Capitolo C: L’impegno tecnico operativo.
A la dimensione umana
1. l’infermiere è al servizio della vita dell’uomo; lo aiuta ad amare la vita, a superare la malattia ad aﬀrontare l’dea della morte
4. l’infermiere promuove la salute del singolo e della collettività operando contemporaneamente per la prevenzione la cura e la riabilitazione
B I rapporti sociali
6. L’infermiere nella sua autonoma responsabilità e nel rispetto delle diverse competenze collabora attivamente con i medici ed altri operatori socio sanitari per migliore tutela della salute dei cittadini sia nella programmazione e nel funzionamento delle strutture, sia nella gestione democratica dei servizi, tenendo sempre presente i bisogni reali della popolazione nell’ambito del territorio
C L’impegno tecnico operativo
11. l’infermiere aﬀerma e difende il suo diritto all’obiezione di coscienza di fronte a particolari interventi contrastanti i contenuti etici della sua professione (legge n 194 22 maggio 1978 Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza).
CODICE DEONTOLOGICO del 1999
Si compone di 47 articoli, diviso in sette capitoli
1 Presentazione (4 art)
2 Principi e6ci della professione ( 7 art)
3 Norme generali (6 art)
4 rapporti con la persona assistita (18 art)
5 Rapporti professionali con i colleghi e altri operatori (6 art)
6 Rapporti con le istituzioni (6 art)
7 Disposizioni ﬁnali (1 art)
Art 1.1 L’infermiere è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma abilitante e dell’iscrizione all’Albo professionale è responsabile dell’assistenza infermieristica
Art 1.3 la responsabilità dell’infermiere consiste nel curare e prendersi cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo.
Art 2.5 Nel caso di conﬂitti determinante le profonde diversità etiche, l’infermiere si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. In presenza di volontà profondamente in contrasto con i principi etici della professione e con la coscienza personale, si avvale del diritto all’obiezione di coscienza.
Art 4.4 L’infermiere ha il dovere di essere informato sul progetto diagnostico terapeutico per l’inﬂuenza che questo ha sul piano di assistenza e la relazione con la persona.
4.11 L’infermiere si adopera aﬃnché sia presa in considerazione l’opinione del minore rispetto alle scelte terapeutiche, in relazione all’età e al suo grado di maturità.
Art 6.2 L’infermiere compensa le carenze della struttura attraverso un comportamento ispirato alla cooperazione, nell’interesse dei cittadini e dell’istituzione. L’infermiere ha il dovere di opporsi alla compensazione quando vengono a mancare i caratteri dell’eccezionalità o venga pregiudicato il suo prioritario mandato istituzionale
La legge ribadisce per quanto riguarda proprio l’infermiere che lo speciﬁco codice deontologico è alla base, con il proﬁlo professionale dell’espletamento in autonomia delle funzioni professionali proprie dell’infermiere. Il valore del codice è rappresentato dalla necessità di disciplinare l’esercizio professionale
Composto da 51 articoli
CODICE DEONTOLOGICO del 2019