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Timestamp: 2017-02-27 15:56:44+00:00
Document Index: 57445471

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 128', 'art. 129', 'art. 55', 'art. 339', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 1', 'art. 339', 'art. 128', 'art. 1', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 129', 'art. 129', 'art. 60', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 9', 'art. 339', 'art. 32', 'art. 19', 'art. 55']

88 II 51672. Sentenza 6 novembre 1962 della I Corte civile nelle cause Daziani e Fenazzi contro Ferrovie federali e impresa Parachini & Censi.
1. Art. 128ch. 3, 129 LAMA. En cas d'accident survenu, dans l'exploitation du chemin de fer, à des ouvriers d'une entreprise occupée à des travaux de construction de la voie, l'entreprise de chemin de fer ne répond pas en vertu de la loi fédérale sur la responsabilité civile de ces entreprises ni non plus, en ce qui concerne le dommage matériel, en vertu du code des obligations.Elle doit en revanche, de par l'art. 47 CO, réparer le tort moral (consid. 2 et 3). 2. Art. 47 CO. Le responsable du résultat de l'acte qui a causé l'accident ou du comportement des personnes qui l'ont provoqué par leur faute, peut être condamné à réparer le tort moral même s'il n'en a commis aucune (consid. 5). 3. Lorsqu'un accident survient à des ouvriers d'une entreprise occupée à des travaux de construction de la voie, l'entreprise de chemin de fer répond du tort moral si son propre service de signalisation de l'arrivée des trains a mal fonctionné (consid. 4 et 5). Faits à partir de page 517
Le condizioni generali del contratto stabilivano, fra altro, che "l'impresa è in ogni caso civilmente responsabile per i danni derivanti anche dagli atti e dalle negligenze del suo rappresentante e dei suoi impiegati ed operai" (art. 11 cpv. 6). Le relative disposizioni speciali - pure parte integrante del contratto - stabilivano (Ib) che "Per la sorveglianza dei lavori la direzione mette un funzionario di vigilanza alle cui disposizioni si deve assolutamente sottostare. All'avvicinarsi di un treno sul binario che si sta rinnovando questo deve essere tempestivamente sgomberato e abbandonato dagli operai; su linee a doppio binario è vietato passare sull'attiguo binario. Se il binario da rinnovare è messo fuori esercizio in modo durevole, o parzialmente, gli operai possono rimanervi, entro la rotaia interna, durante il passaggio dei treni su quello in esercizio. Per BGE 88 II 516 S. 518la durata dei lavori appaltati l'impresario assume la responsabilità per la stretta osservanza delle prescrizioni e disposizioni stabilite dalla Direzione dei lavori concernenti la sicurezza del personale".
Con sentenza 25 novembre 1955 delle Assise correzionali del distretto di Riviera, Erasmo Fenazzi venne riconosciuto autore di omicidio colposo sulla persona di Abele BGE 88 II 516 S. 519Libera e di lesioni gravi colpose sulla persona di Giuseppe Daziani e condannato a tre mesi di detenzione con il beneficio della sospensione condizionale, mentre Dellamonica venne prosciolto dalle stesse imputazioni.
Secondo l'art. 128 LAMI, la LResp.C è inapplicabile anche agli operai delle imprese private occupati in lavori di costruzione delle ferrovie e, quindi, anche in concreto. L'art. 129 LAMI stabilisce che le norme della suindicata legge sono sostituite da quelle del CO, ma la relativa applicazione nei confronti delle imprese menzionate nel precedente BGE 88 II 516 S. 520articolo vi è limitata ai casi di danni causati intenzionalmente o per colpa grave. Pur non potendosi negare che Fenazzi ha commesso una colpa grave, il comportamento di detto operaio non è, secondo la giurisprudenza, imputabile alle FFS; l'art. 55 CO non è pertanto applicabile. Pure inapplicabile nei confronti delle FFS è l'art. 339 CO, poichè detta norma presuppone un vincolo contrattuale fra le parti, che in concreto non esisteva. D'altronde alla ferrovia non può, nel caso particolare, essere mossa alcuna censura, nè per quanto concerne la scelta delle persone adibite al servizio di sicurezza, nè in punto al controllo delle medesime da parte degli organi di sorveglianza e di direzione. Per la stessa ragione è infine inoperante il richiamo di parte attrice all'art. 41 CO.
a) Le parti attrici affermano di essere state impedite di promuovere l'azione nei confronti di Fenazzi, perchè il Consiglio federale non ha loro concesso la autorizzazione di costituirsi parte civile. Esse non avrebbero pertanto avuto altra possibilità, che quella di rivalersi nei confronti delle FFS e dell'impresa. Contro le FFS sarebbe comunque applicabile la LResp. C. Al riguardo esse affermano sostanzialmente quanto segue. L'art. 1 LResp. C, il quale prescriveva le responsabilità causale della ferrovia per i rischi a cui sono sottoposti gli operai addetti alle imprese di costruzione delle opere ferroviarie, era inteso soltanto a garantire agli operai il risarcimento dei danni anche in caso di insolvibilità del loro datore di lavoro. Agli stessi spettavano pertanto due azioni: l'una diretta contro il proprio datore di lavoro, l'altra contro la ferrovia. La prima è ora sostituita da quella fondata sul CO e limitata ai casi di danni provocati intenzionalmente o per colpa grave, in virtù degli art. 128 e 129 LAMI; la seconda non è invece abrogata da queste disposizioni. È vero che anche il rifacimento di un binario è parificato ai lavori di costruzione della ferrovia ai sensi dell'art. 128 num. 3 LAMI, ma in concreto l'infortunio non è intervenuto per effetto dei lavori di costruzione, bensì a causa dell'esercizio ferroviario, per cui gli infortunati e particolarmente i superstiti loro aventi causa possono chiedere il risarcimento dei danni, non coperti dall'INSAI, alla ferrovia, invocando l'art. 1 LResp. C. Essi dovrebbero poter parimente far valere le loro pretese nei confronti dell'impiegato colpevole dell'incidente. Infine, ad essi spetta BGE 88 II 516 S. 522l'azione nei confronti dell'impresa ai sensi dell'art. 339 CO, riservato per questa il diritto di regresso verso le FFS.
La tesi dei ricorrenti, secondo cui la LAMI avrebbe abrogato la LResp. C nei confronti degli operai addetti all'impresa occupata nei lavori di costruzione solo per gli infortuni dipendenti dai lavori di costruzione (ad esempio la posa dei binari) ma non anche per quelli causati dal passaggio dei treni, si urta contro il testo dell'art. 128 num. 3, per il quale è determinante non la causa dell'infortunio, ma le circostanze che questo sia occorso in servizio e che l'infortunato sia un impiegato o un operaio assicurato obbligatoriamente all'INSAI. L'asserzione delle parti attrici che l'art. 1 LResp. C fosse inizialmente inteso a tutelare gli operai delle imprese private, tanto dai pericoli dipendenti dai lavori di costruzione quanto da quelli inerenti al passaggio dei treni, non consente di indurre che l'art. 128 num. 3 LAMI, sia stato voluto per abrogare solo la responsabilità iniziale dell'impresa di costruzione e non anche quella della ferrovia. Peraltro, come già chiaramente BGE 88 II 516 S. 525statuito nella giurisprudenza a proposito di infortuni occorsi nel traffico ferroviario a funzionari postali, una siffatta interpretazione dell'art. 128 num. 3 LAMI conseguirebbe una inconcepibile situazione di favore degli operai delle imprese di costruzione rispetto a quelli delle imprese ferroviarie (private o pubbliche), che - contrariamente a quanto affermano i ricorrenti - non sarebbe compensata, per i dipendenti delle FFS, neppure dalle particolari prestazioni riconosciute ai pubblici funzionari (cfr. 59 II 471/72).
a) In realtà, l'art. 129 cpv. 2 LAMI si riferisce, in modo esplicito, soltanto al datore di lavoro dell'assicurato, per cui secondo la tesi di parte attrice, per gli infortuni dipendenti dal traffico ferroviario, la limitazione di cui all'art. 129 cpv. 2 LAMI avrebbe effetto soltanto se gli infortunati fossero operai o impiegati della ferrovia e non anche, come in BGE 88 II 516 S. 526concreto, dipendenti di un'altra impresa. Ma, per le ragioni già esposte a proposito dell'inapplicabilità della LResp.C, non v'è motivo di creare una disparità di trattamento fra le due categorie di lavoratori. Un siffatto trattamento urterebbe contro i principi fondamentali della legge, la quale, al contrario, regola gli obblighi e le prestazioni di entrambe le categorie di lavoratori in modo uniforme (vedi ad es. art. 60 cpv. 1, num. 1 e 3, lett. a e d LAMI).
a) La Corte cantonale ha accertato, in modo vincolante per questa sede, che gli operai dell'impresa erano praticamente costretti a circolare anche sul sedime del binario di servizio. Risulta comunque dalle fotografie in atti che l'esecuzione dei lavori accanto al binario in riparazione, occupato dalla macchina rincalzatrice, non era possibile senza invadere la zona pericolosa. La rigorosa e complessa organizzazione di segnalazione dell'arrivo dei treni era appunto condizionata dai relativi pericoli. Il temporaneo deposito di attrezzi anche nella zona pericolosa doveva essere giustificato, oltre che da necessità di spazio, dalla garanzia offerta dal servizio di segnalazione; altrimenti non si comprenderebbe perchè la direzione dei lavori che teneva BGE 88 II 516 S. 527quasi continuamente sul posto un suo rappresentante e che al riguardo non ha fatto alcun addebito all'impresa, abbia tollerato una siffatta situazione. In queste condizioni, l'ordine di ritirare gli attrezzi, impartito in assenza di segnalazione di treni e rivolto dal rappresentante dell'impresa agli operai in vista della sospensione dei lavori, era pertanto - contrariamente a quanto pretendono le FFS - non solo non criticabile, ma giustificato da ragioni di ordine e di sicurezza.
c) Una colpa grave non può essere imputata alle due parti convenute neppure agli effetti dell'art. 339 CO. Infatti, l'impresa non può evidentemente essere considerata gravemente colpevole di trasgressione dei doveri che detta norma le imponeva per la sicurezza degli operai, semplicemente per il fatto di essersi fidata del servizio di segnalazione delle FFS, al riguardo meglio qualificato. D'altra parte un BGE 88 II 516 S. 528addebito così grave non può essere fatto neppure alle FFS, perchè risulta che il servizio in questione era stato normalmente organizzato e controllato.
Secondo l'art. 339 CO, l'obbligo di prendere misure di sicurezza necessarie per evitare i pericoli dell'esercizio aziendale incombe al datore di lavoro che, in concreto, era l'impresa vincolata agli operai da un contratto di lavoro. Tuttavia, nel caso particolare, il servizio di sicurezza non è stato, nè poteva essere, istituito esclusivamente dall'impresa, ma doveva - come effettivamente avvenne - essere organizzato in collaborazione con gli organi ferroviari. Anzi, dovendo temporaneamente invadere la zona, pericolosa per effetto del transito dei treni, l'impresa doveva subordinare il proprio servizio di sicurezza, inteso ad evitare i pericoli meno gravi risultanti dai lavori di costruzione, a quello relativo ai pericoli più gravi del traffico ferroviario, che poteva normalmente essere organizzato solo dalle FFS. Per adempiere i suoi doveri ai sensi dell'art. 339 CO, l'impresa doveva anzi subordinare la stipulazione del contratto BGE 88 II 516 S. 529con le FFS all'istituzione da parte di quest'ultime di un servizio di segnalazione di arrivo dei treni. Questo obbligo è stato peraltro implicitamente assunto dalle FFS, nell'avocare a loro stesse la direzione generale dei lavori e nell'imporre all'impresa la stretta osservanza delle prescrizioni e disposizioni stabilite dalla medesima (art. 9 cpv. 7 delle condizioni generali d'appalto). A torto, quindi, la Corte cantonale ha ravvisato l'esclusiva diretta responsabilità dell'impresa nel fatto di aver "confidato negli organi e nei dipendenti delle Ferrovie federali affidando loro di provvedere debitamente". L'impresa avrebbe violato i doveri impostile secondo l'art. 339 CO proprio se avesse agito in senso opposto, avocando a se anche il servizio di segnalazione dei treni, che avrebbe poi dovuto necessariamente effettuare con mezzi evidentemente meno validi e con personale meno qualificato.
In realtà, le FFS hanno riservato la direzione generale dei lavori e il servizio di segnalazione ai propri organi, in adempimento dei doveri di polizia a loro incombenti secondo l'art. 32 della allora vigente LF 23 dicembre 1872 sull'esercizio e la costruzione delle ferrovie, meglio precisati nella nuova legge sulle ferrovie del 20 dicembre 1957, il cui art. 19 cpv. 1 stabilisce che "l'impresa ferroviaria prende BGE 88 II 516 S. 530tutte le misure per garantire la sicurezza della costruzione e dell'esercizio della ferrovia e per evitare che persone o cose siano esposte a pericolo." La Corte cantonale ha precisato che detto servizio di sicurezza "era stato assunto dalle FFS che, tramite il sostituto capolinea Bigler e il caposquadraPongelli,ne avevano predisposto, conl'approvazione della Direzione circondariale di Lucerna, l'organizzazione personale e materiale con la distribuzione particolareggiata delle singole funzioni". Sennonchè, nella notte dell'infortunio, Fenazzi, dimenticando che doveva sopraggiungere un treno merci in ritardo, aveva abbandonato il suo posto. La presenza vicino alla macchina della seconda guardia, Dellamonica, giustificava nell'impresa e negli operai la sicurezza che il servizio di segnalazione permanesse efficiente, ma non poteva evidentemente supplire, in piena notte e nel rumore assordante della rincalzatrice, alla tempestiva comunicazione telefonica dell'arrivo di un treno alla velocità di 75 km. orari.
Daziani, nato il 3 gennaio 1929 e che era "al momento dell'incidente un giovane vigoroso e valente operaio" è ora un invalido senza possibilità di lavoro e tale resterà per tutta la vita. Libera, pure ammogliato, era nato il 10 febbraio BGE 88 II 516 S. 5311914; lascia la vecchia madre (nata nel 1888), la vedova (1923) e due bambini in tenera età, nati l'uno nel 1947 e l'altro nel 1953.
81 II 518
art. 55 e 47