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Timestamp: 2017-01-24 07:06:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 642', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 9', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 24', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 3', 'art. 420', 'art. 351', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 111', 'art. 648', 'art. 652', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 2232', 'art. 648', 'art. 654', 'art. 617', 'art. 648', 'art. 177', 'sentenza ', 'art. 648', 'art. 186', 'art. 648', 'art. 186', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'sentenza ', 'art. 278', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 648', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 279', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 24', '§ 1']

Art 648 cpc: Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione
HOME Codice proc. civile Articoli Codice proc. civile Agg. il 4 luglio 2015 Codice proc. civile Art. 648 cod. proc. civile: Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione L’AUTORE: Redazione
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Il giudice istruttore, se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, può concedere, provvedendo in prima udienza, con ordinanza non impugnabile, l’esecuzione provvisoria del decreto, qualora non sia già stata concessa a norma dell’art. 642. Il giudice deve concedere l’esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non contestate, salvo che l’opposizione sia proposta per vizi procedurali. (1)
Deve in ogni caso concederla, se la parte che l’ha chiesta offre cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni. (2)
(1) Il D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, ha disposto (con l’art. 11, comma 1) che “Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai contratti conclusi prima dell’8 agosto 2002.” Il Comma è stato modificato dal D.L. 3 maggio 2016, n. 59; (2) La Corte Costituzionale con sentenza 2-4 maggio 1984, n. 137 (in G.U. 1a s.s. 9/5/1984, n. 127) ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 648 comma secondo c.p.c. nella parte in cui dispone che nel giudizio di opposizione il giudice istruttore, se la parte che ha chiesto l’esecuzione provvisoria del decreto d’ingiunzione offre cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni, debba e non già possa concederla sol dopo aver delibato gli elementi probatori di cui all’art. 648 comma primo e la corrispondenza della offerta cauzione all’entità degli oggetti indicati nel comma secondo dello stesso art. 648”.
Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione.
Generalità; 1.1. Condizioni per la concessione; 1.2. Natura sempre discrezionale; 1.3. Competenza; 2. Effetti; 2.1. Provvisorietà degli effetti in funzione cautelare; 2.2. Totale o parziale; 2.2.1. Ante modifica legislativa (ex art. 9, D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231) dell’art. 648; 2.3. Versamento della cauzione; 2.4. Pagamento; 3. Non impugnabilità; 3.1. Non revocabilità e modificabilità; 3.2. Reclamo al Collegio; 3.3. Appello; 3.4. Ricorso per Cassazione e regolamento di giurisdizione e competenza; 4. Profili di costituzionalità.
1.1. Condizioni per la concessione.
Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, non fondata su prova scritta, la concessione della provvisoria esecuzione del decreto, da parte del giudice, deve ovviamente essere esercitata - come in ogni ipotesi di misura avente. (anche) natura cautelare - attraverso la congiunta valutazione del fumus boni iuris e del periculum in mora e non comporta attenuazione di onere probatorio perché, in ogni caso, la valutazione del fumus boni iuris va operata anche nei confronti della prova dedotta dall’istante opposto a base della domanda di decreto ingiuntivo. (Manifesta infondatezza, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. della questione di legittimità costituzionale dell’art. 648 del c.p.c.). Corte cost. 27 maggio 1989, n. 295.
L'esecuzione provvisoria ex art. 648 c.p.c. può essere concessa non solo in presenza di determinati connotati delle eccezioni dell'opponente, ma all'ulteriore condizione che il decreto ingiunto poggi su documenti aventi efficacia di prova anche in giudizio ordinario a cognizione piena.
Tribunale Nola sez. II 24 febbraio 2015
Non è ammissibile la questione che possa essere risolta in sede di interpretazione delle norme denunciate e non involga sospetti d’incostituzionalità. (Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale - in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - del combinato disposto degli artt. 648, comma primo e 216, comma primo, codice procedura civile, nella parte in cui si consente al giudice istruttore di concedere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo anche nel caso in cui l’opposizione sia fondata su prova scritta costituita da scrittura proveniente dal creditore ingiungente che l’abbia disconosciuta). Corte cost. 4 novembre 1987, n. 379.
1.2. Natura sempre discrezionale.
A differenza dell’ipotesi in cui, non essendo l’opposizione fondata su prova scritta o non essendo di pronta soluzione, il giudice ha la facoltà di concedere l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo opposto, nell’ipotesi in cui sia stata offerta cauzione anche per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni, l’esecuzione provvisoria - ai sensi dell’art. 648, secondo comma, c.p.c. deve comunque essere concessa. In tal modo si introduce un meccanismo processuale che, in spregio alle esigenze fondamentali di garantire lo svolgimento di un processo giusto anche attraverso la partecipazione dei legittimati ad agire e contraddire l’esercizio della funzione giurisdizionale, si pone in contrasto con l’art. 24 Cost. oltre che all’art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950, nonché all’art. 14 del Patto internazionale di New York del 19 novembre 1966. È pertanto costituzionalmente illegittimo, per contrasto con l’art. 24 Cost., l’art. 648 comma secondo, c.p.c., «nella parte in cui dispone che, nel giudizio di opposizione, il giudice istruttore, se la parte che ha chiesto l’esecuzione provvisoria del decreto di ingiunzione offre cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni, debba e non già possa concederla sol dopo aver delibato gli elementi probatori di cui all’art. 648 comma primo e la corrispondenza della offerta cauzione alla entità degli oggetti indicati nel comma due dello stesso art. 648. Corte cost. 4 maggio 1984, n. 137.
Le ordinanze con le quali, a norma del primo e del secondo comma dell’art. 648 c.p. c., viene disposta l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo, hanno natura diversa, poiché mentre l’ordinanza prevista dal primo comma della citata norma, presuppone che l’opposizione non sia fondata su prova scritta o sia di pronta soluzione ed ha carattere discrezionale, l’ordinanza prevista dal secondo comma costituisce un atto dovuto e presuppone che la parte che la ha richiesta abbia offerto cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, per le spese e per i danni. da tanto consegue che il rigetto dell’istanza di esecuzione provvisoria proposta senza offerta di cauzione, ai sensi del primo comma dell’art. 648 c.p.c., non preclude alla parte di riproporre l’istanza di sospensione accompagnata da tale offerta. Cass. 24 marzo 1975, n. 11071.
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo al giudice istruttore è attribuito dall’art. 648 c.p.c. il potere di accertare i presupposti ivi indicati per la concessione della provvisoria esecuzione, ma non quello di decidere, neppure incidenter tantum, sull’esistenza dei presupposti di applicabilità del procedimento monitorio, il cui accertamento appartiene esclusivamente alla competenza del Collegio. Il giudice istruttore, pertanto, non è legittimato a sollevare, nel decidere sulla concessione o meno della provvisoria esecuzione, questioni di legittimità costituzionali per la ritenuta non prevista ammissione del procedimento monitorio per i crediti relativi, come nella specie, a prestazioni fatturate di servizi. (Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 3 Cost., degli artt. 634 e 648 c.p.c., in parte qua). Corte cost. 23 luglio 1993, n. 341.
La diversità di trattamento fra l’opposizione a decreto ingiuntivo nelle forme del rito ordinario e quella nelle forme del rito del lavoro, mentre trova ragionevole giustificazione e fondamento nelle peculiarità del rito speciale, finalizzate all’accelerazione del procedimento e alla concentrazione della trattazione nonché all’immediatezza della pronuncia, non esclude che, ricorrendo il secondo caso, possa, anteriormente all’udienza di cui all’art. 420 c.p.c., farsi applicazione analogica del disposto dell’art. 351 c.p.c., al fine di una delibazione anticipata, rispetto all’udienza stessa, delle questioni concernenti la provvisoria esecuzione del decreto opposto, adottandosi le relative decisioni nella forma, in tale ultima norma prevista, dell’ordinanza e, quindi, previa istituzione del contraddittorio fra le parti. (Nella specie, alla stregua di tali principi, la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 415, terzo, quarto e quinto comma, 645, comma secondo, e 649 c.p.c., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui, secondo il giudice remittente, comporterebbero limitazioni di tutela per chi propone opposizione a decreto ingiuntivo nelle forme del rito del lavoro, rispetto a chi si oppone nelle forme ordinarie). Corte cost. 20 agosto 1988, n. 936.
La competenza a concedere o a negare l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo, in pendenza di opposizione, spetta in via esclusiva al giudice istruttore e non al Collegio. Cass., 4 giugno 1969, n. 1962.
2.1. Provvisorietà degli effetti in funzione cautelare.
L’ordinanza con la quale, in pendenza di opposizione a decreto ingiuntivo, venga concessa o negata l’esecuzione provvisoria del decreto stesso non è impugnabile con il ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - anche nel caso in cui, ai fini di tale decisione, il giudice abbia conosciuto di questioni di merito rilevanti per accertare la sussistenza del fumus del diritto in contestazione - trattandosi, comunque, di provvedimento inidoneo ad interferire sulla definizione della causa, e che opera con l’interinalità propria dei provvedimenti di tipo cautelare, sì da produrre effetti destinati ad esaurirsi con la sentenza che pronunzia sull’opposizione. Cass. 26 luglio 2004, n. 14051; conforme Cass. 13 giugno 1996, n. 2109; Cass. 10 luglio 1990, n. 7200; Cass. 2 marzo 1990, n. 1645; Cass. 30 gennaio 1987, n. 880.
Con riguardo all’esecuzione promossa in forza di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, le spese inerenti e conseguenziali al decreto stesso, ivi comprese quelle relative al provvedimento di concessione della provvisoria esecutività, vanno incluse fra le spese il cui pagamento può essere richiesto con l’atto di precetto. Cass. 26 ottobre 1984, n. 5489.
2.2. Totale o parziale.
2.2.1. Ante modifica legislativa (ex art. 9, D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231) dell’art. 648.
L’ordinanza con la quale il giudice concede, ai sensi dell’art. 648 c.p.c. la provvisoria esecuzione soltanto per una parte della somma di cui è ingiunto il pagamento con il decreto, non è ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Costituzione perché tale provvedimento, pur essendo ininfluente sulla decisione per il giudizio ordinario che si è instaurato con l’opposizione al decreto, non è abnorme, in quanto non esorbita del tutto dalla fattispecie normativa. Tuttavia, essendo illegittima perché in tal modo il giudice modifica, in una fase del processo in cui non gli è consentito, il provvedimento monitorio, assume natura di sentenza, con la conseguenza che è soggetta agli ordinari mezzi di impugnazione, e non al ricorso straordinario per Cassazione. Cass. 21 maggio 2001, n. 6901.
In caso di opposizione non fondata su prova scritta o di pronta soluzione, il giudice istruttore può, a norma dell’art. 648 c.p.c., concedere con ordinanza l’esecuzione provvisoria per una somma corrispondente a quella indicata nel decreto ingiuntivo, e non per una somma minore, perché ciò comporterebbe l’esercizio da parte del suddetto giudice, del potere, non attribuitogli, di sostituire o modificare il decreto. Soltanto nell’ipotesi in cui le parti si siano conciliate nel corso del giudizio di opposizione, il giudice istruttore ha il potere, a norma dell’art. 652 c.p.c., di ridurre la somma o la quantità indicata nel decreto nei limiti di quella stabilita dalle parti, fermi restando, anche in tal caso, gli atti esecutivi gia compiuti fino alla concorrenza della somma o della quantità ridotta. Cass. 7 luglio 1976, n. 2549.
2.3. Versamento della cauzione.
L’opposizione con la quale si contesti che il cancelliere abbia apposto la formula esecutiva ad un decreto ingiuntivo, nonostante la mancata prestazione da parte del creditore della cauzione imposta ai sensi del secondo comma dell’art. 648 c.p.c. in sede di concessione della provvisoria esecutività, va qualificata come opposizione all’esecuzione, giacché il debitore fonda la sua contestazione sulla negazione della soddisfazione da parte del creditore procedente della condizione di efficacia perché il decreto possa valere come titolo esecutivo. Cass. 5 giugno 2007, n. 13069.
Nel giudizio di opposizione a precetto che la parte opponente avverso un decreto ingiuntivo instauri, deducendo che l’efficacia esecutiva del decreto ingiuntivo, già concessa dal giudice dell’opposizione al decreto, ai sensi dell’art. 648 c.p.c. e successivamente, con altro provvedimento, subordinata alla prestazione di cauzione, è venuta meno, in dipendenza della mancata prestazione della cauzione da parte del creditore opposto, quest’ultimo non può replicare in modo rilevante, ai fini della decisione sul venir meno del diritto di procedere all’esecuzione forzata, deducendo la pretesa illegittimità del provvedimento impositivo della cauzione, poiché essa avrebbe dovuto essere fatta valere nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, sollecitandosi la revoca del provvedimento impositivo della cauzione da parte del giudice di quella opposizione (nella specie il creditore opposto aveva dedotto, nel giudizio di opposizione all’esecuzione, che la cauzione avrebbe potuto imporsi solo se offerta da lui stesso a norma dell’art. 648, secondo comma, c.p.c. e solo al momento della concessione della provvisoria esecutività al decreto, e che, inoltre, la concessione successiva aveva sostanzialmente modificato l’ordinanza di concessione della provvisoria esecutività, non revocabile e non modificabile dall’istruttore, ai sensi dell’art. 648, primo comma, c.p.c.). Cass. 14 giugno 1999, n. 5875.
La cauzione offerta dalla parte che ha chiesto la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto può anche essere prestata, se il giudice lo dispone, mediante garanzia fideiussoria di un terzo perché, ai sensi degli artt. 119 c.p.c. ed 86 disp. att. c.p.c., fuori dei casi in cui non sia diversamente disposto dalla legge, è sempre il giudice a determinare le concrete modalità dell’oggetto e del tempo della cauzione, che non deve, quindi, necessariamente consistere nel deposito di una somma di denaro. Cass. 2 dicembre 1992, n. 12861.
Il procuratore munito di regolare mandato, che abbia chiesto ed ottenuto dal giudice istruttore, in pendenza di opposizione avverso decreto ingiuntivo, la concessione della provvisoria esecutorietà del decreto medesimo, subordinatamente al versamento di una cauzione, può avvalersi, per l’effettuazione di tale versamento, dell’opera di una propria segretaria, trattandosi non di un atto processuale, ma di un’incombenza materiale affidabile dal professionista ad un ausiliario, secondo la previsione dell’art. 2232 c.c. Cass. 26 ottobre 1984, n. 5492.
Concessa la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo in pendenza d’opposizione, subordinatamente al deposito della cauzione offerta dal richiedente (art. 648 comma 2 c.p.c.), configura opposizione avverso l’esecuzione, intrapresa in forza di tale decreto, solo quella che contesti l’esistenza dell’azione esecutiva, come nel caso in cui si deduca la mancata effettuazione di detto deposito, mentre integra opposizione agli atti esecutivi quella rivolta a far valere il difetto o l’irregolarità di attività successive, al deposito stesso preliminari od attinenti al processo esecutivo. Pertanto, tenendo conto che anche per l’esecuzione di detto decreto trova applicazione l’art. 654, secondo comma, c.p.c., in base al quale non occorre una nuova notificazione del decreto stesso, dovendosi solo fare menzione nel precetto del provvedimento che ha disposto l’esecutorietà e dell’apposizione della formula esecutiva, l’opposizione, che si traduca sostanzialmente nell’affermazione che tale precetto debba contenere pure la menzione dell’avvenuta prestazione della cauzione, ha natura di opposizione agli atti esecutivi, e, quindi, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., deve essere proposta nel termine perentorio di cinque giorni dalla notificazione del precetto medesimo. Cass. 26 ottobre 1984, n. 5489.
L’estinzione dell’obbligazione accessoria degli interessi sia moratori che compensativi presuppone la costituzione in mora del creditore, e perciò non si ha quando il debitore si sia limitato a depositare una cauzione per ottenere la revoca dell’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo. Cass. 17 marzo 1976, n. 972.
2.4. Pagamento.
L’adempimento di un provvedimento esecutivo (nella fattispecie, un decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo) non può essere interpretato come acquiescenza al medesimo, potendo esso essere motivato dalla volontà dell’obbligato di sottrarsi all’esecuzione forzata, senza, per questo, rinunciare alla proposizione di impugnazione o opposizione. Cass., Sez. Un., 21 febbraio 1997, n. 1616.
Non impugnabilità.
3.1. Non revocabilità e modificabilità.
Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 648 del codice di procedura civile, censurato, in relazione agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui non consente, per il combinato disposto di tale norma e dell’art. 177, comma secondo, n. 2, c.p.c., la revoca dell’ordinanza che ha concesso la provvisoria esecutività. La questione, nei medesimi termini, è stata già riconosciuta non fondata con precedente sentenza - ignorata dal giudice rimettente - dalle cui conclusioni non sussistono ragioni di discostarsi, dovendosi, anzi, ribadire la legittimità della scelta discrezionale operata, nella specie, dal legislatore. Corte cost. 18 ottobre 2002, n. 428.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dell’art. 648 c.p.c. nella parte in cui prevede la non impugnabilità, e conseguentemente la non revocabilità e la non modificabilità, dell’ordinanza che concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, a differenza di quanto previsto dall’art. 186-ter c.p.c. per l’ingiunzione di pagamento o di consegna. La lamentata illegittimità costituzionale di una disciplina differenziata per i due provvedimenti riposa su un’asserita, ma insussistente, loro omogeneità. L’ordinanza che concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto non può essere assimilata all’ingiunzione di pagamento o di consegna, richiamata come tertium comparationis, attese le rilevanti differenze di natura e funzione in quanto l’analogia dei presupposti di concessione della provvisoria esecuzione non comporta necessariamente la previsione di un identico regime di stabilità per le due ordinanze in esame, diversi essendo i contesti processuali in cui esse s’inseriscono: l’ordinanza ex art. 648 c.p.c. è infatti emessa, sempre nel contraddittorio effettivo tra le parti, in presenza di un titolo già formatosi nel procedimento monitorio all’esito di una valutazione prognostica pienamente discrezionale circa la presumibile fondatezza delle ragioni dell’opponente, e l’eventualità della concessione della provvisoria esecuzione è posta proprio a presidio della potenziale definitività del decreto concesso ante causam; il nuovo istituto introdotto con l’art. 186-ter c.p.c., che ha funzione tipicamente anticipatoria e può essere emesso anche in contumacia del debitore, appaga invece esigenze deflattive del processo, inserendosi nella logica di potenziamento del giudizio di primo grado. La possibilità per il giudice, nel protrarsi dell’istruttoria ed a seguito di una diversa valutazione degli elementi raccolti, di revocare la provvisoria esecuzione di un titolo che all’istruttoria geneticamente appartiene - vale a dire la precarietà della clausola - è una mera conseguenza della precarietà del titolo stesso. - Piena discrezionalità del giudice in ordine alla concessione della provvisoria esecuzione ex art. 648 c.p.c. Discrezionalità del legislatore nella conformazione degli istituti processuali, col solo limite della non irrazionale predisposizione degli strumenti di tutela. Corte cost. 8 marzo 1996, n. 65.
3.2. Reclamo al Collegio.
Il Collegio difetta del potere di concedere o negare l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo, che sia stata, rispettivamente, negata o concessa dal giudice istruttore; a norma dell’art. 648 c.p.c. ma ciò non significa che sia preclusa ad esso la possibilità di controllare in sede di decisione la legittimità dell’ordinanza pronunciata al riguardo dal giudice istruttore medesimo, non per modificarla ma, nei congrui casi, soltanto per annullarla, ove sia affetta da vizi che ne determinino la nullità, rientrando il controllo sulla legittimità delle ordinanze del giudice istruttore fra i poteri istituzionali del Collegio. Cass., 4 giugno 1969, n. 1962.
Il potere di controllo del Collegio sulle ordinanze del giudice istruttore è limitato alle ordinanze revocabili, tra le quali non rientra l’ordinanza di cui all’art. 648 c.p.c., che è espressamente dichiarata non impugnabile, ed è, quindi, irrevocabile. Cass., 4 giugno 1969, n. 1962.
3.3. Appello.
L’ordinanza con la quale il giudice concede, ai sensi dell’art. 648 c.p.c., la provvisoria esecuzione soltanto per una parte della somma di cui è ingiunto il pagamento con il decreto, non è impugnabile mediante appello, non trattandosi di provvedimento abnorme, in quanto non si pone fuori dal sistema esorbitando del tutto dalla fattispecie normativa. Né detta ordinanza è equiparabile a una sentenza non definitiva pronunziante sull’an debeatur ai sensi dell’art. 278 c. p. c., suscettibile, ove non appellata, di acquistare l’efficacia sostanziale e formale di giudicato, poiché, sul piano degli effetti, resta un’ordinanza interinale, destinata ad esaurirsi con la sentenza sull’opposizione. Inoltre va escluso che, in tal modo, il giudice sostituisca al credito oggetto dell’ingiunzione un nuovo credito del tutto diverso, come si desume, sul piano sistematico, dal disposto dell’art. 9 del D.Lgs. n. 231 del 2002, che impone la concessione della esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo limitatamente alle somme non contestate, salvi i casi di opposizione per motivi procedurali. Cass. 10 febbraio 2006, n. 3012.
3.4. Ricorso per Cassazione e regolamento di giurisdizione e competenza.
L’ordinanza emessa ai sensi dell’art. 648, primo comma, c.p.c., con la quale sia concessa la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, non è impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento non definitivo e non decisorio; ciò vale anche quando il giudice abbia provveduto sulla richiesta di provvisoria esecuzione senza pronunciarsi su eventuali questioni pregiudiziali attinenti alla competenza e alla proponibilità della domanda (nella specie, eccezione di compromesso), potendo il giudice differirne la decisione col merito o dovendo, in alternativa, invitare, anche in prima udienza di comparizione, le parti a precisare le conclusioni. Cass. 20 novembre 2001, n. 14617; conforme Cass., 4 maggio 1982, n. 2743; Cass., 30 dicembre 1994, n. 11342.
Le ordinanze in materia di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo in pendenza di opposizione (come quella del collegio in sede di reclamo avverso l’ordinanza del giudice istruttore) non sono impugnabili per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., trattandosi, non di decisioni sull’appartenenza di un diritto, bensì di provvedimenti cautelari e provvisori, sottoposti al prudente criterio del giudice del merito ed inidonei a menomare i diritti del convenuto, anche nel caso di cui all’art. 648, secondo comma, citato, statuente la prestazione di idonea cauzione pure per gli eventuali danni derivati dall’esecuzione. Cass. 28 gennaio 1984, n. 57.
Il provvedimento di concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, ai sensi dell’art. 648 c.p.c., non ha carattere definitivo e decisorio ed è inidoneo a contenere una statuizione sulla giurisdizione su cui possa formarsi il giudicato; esso pertanto, non preclude la proposizione del regolamento preventivo di giurisdizione. Cass., Sez. Un., 14 maggio 2007, n. 10941; conforme Cass., Sez. Un., 30 dicembre 1998, n. 12901; Cass., Sez. Un., 17 marzo 2010, n. 6407.
Poiché il regolamento di competenza è disciplinato come mezzo di impugnazione ordinario avverso le sentenze che pronunciano sulla competenza, ovvero avverso provvedimenti che, se impugnati, siano suscettibili di rendere incontestabile l’incompetenza dichiarata o la competenza del giudice adito, non è impugnabile con il regolamento di competenza l’ordinanza di concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, data la natura strumentale e provvisoria del provvedimento, che non comporta alcuna decisione definitiva, neppure implicita, sulla competenza. Cass. 15 giugno 2006, n. 13765.
È impugnabile con il regolamento di competenza l’ordinanza con la quale il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo non si sia limitato ad una delibazione sommaria sulla sua competenza come presupposto della decisione sulla sussistenza delle condizioni per la concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, ma abbia proceduto a un’approfondita disamina della questione di competenza, pervenendo a un provvedimento contenente un formale esplicito dispositivo di rigetto della eccezione «siccome infondata», con coeve disposizioni per l’ulteriore corso del processo ai sensi dell’art. 279, comma secondo, n. 4, e comma terzo c.p.c. A tale provvedimento va, infatti, riconosciuta, nonostante la sua forma di ordinanza, natura di sentenza. Cass. 11 marzo 2005, n. 5410.
Non è impugnabile con il regolamento di competenza l’ordinanza con la quale, a norma dell’art. 648 c.p.c., il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo conceda la provvisoria esecutività al decreto ingiuntivo opposto. Cass. 13 dicembre 2004., n. 23191; conforme Cass. 17 marzo 1998, n. 2862; Cass. 9 febbraio 1994, n. 1344.
Il ricorso per regolamento di cui agli artt. 42 ss. c.p.c. non è ammissibile ove manchi una pronuncia affermativa o negativa della competenza, non ravvisabile per implicito, pur in presenza della relativa eccezione di parte, nei provvedimenti meramente ordinatori, comunque modificabili ed in ogni caso non idonei a pregiudicare la decisione definitiva sulla competenza (nella specie, la S.C. ha ritenuto che il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo avesse lasciato impregiudicata la questione di competenza, non rivestendo carattere decisorio in relazione ad essa l’ordinanza con la quale aveva rigettato l’istanza di provvisoria esecuzione e rinviato la causa per un tentativo di conciliazione, limitandosi ad affermare con formule dubitative e condizionali, in ordine alla eccepita incompetenza per territorio, che tra le parti sarebbe intervenuto un accordo derogatorio, senza tuttavia esaminare il documento dal quale esso si sarebbe evinto). Cass. 5 settembre 2002, n. 12949; conforme Cass. 27 novembre 1999, n. 13255; Cass. 14 ottobre 1995, n. 10757; Cass. 9 aprile 1988, n. 2805.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 648, comma secondo, c.p.c. in riferimento all’art. 24 Cost. La difesa della parte debitrice è invero sia formalmente che sostanzialmente assicurata; l’esecuzione provvisoria è concessa «in pendenza di opposizione» quando cioè si è instaurato un normale giudizio di cognizione, si è costituito il contraddittorio e il debitore può esercitare il suo diritto di difesa; la misura e il modo di prestazione della cauzione restano affidati al prudente apprezzamento del magistrato, e le ragioni difensive del debitore esercitano, a tal fine, la loro efficacia ai fini di una giusta ed adeguata determinazione che richiama il creditore ad un meditato apprezzamento del suo diritto e costituisce per il debitore una seria garanzia non solo per le spese e le restituzioni, ma anche per i danni derivanti dall’esecuzione del decreto stesso. Corte cost. 10 giugno 1966, n. 62.
Corte cost. 4 maggio 1984, n. 137 sub § 1.
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