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Timestamp: 2020-01-26 09:33:51+00:00
Document Index: 111762379

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 281', 'art. 281', 'art. 280', 'art. 274', 'art. 281', 'art. 2', 'art. 307', 'art. 276', 'art. 407', 'art. 307', 'art. 2', 'art. 407', 'art. 281']

Art. 281 cod. proc. penale: Divieto di espatrio | La Legge per tutti
La Corte Costituzionale con sentenza 23 – 31 marzo 1994, n. 109 (in G.U. 1a s.s. 06/04/1994, n. 15) ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 281, comma 2-bis, del codice di procedura penale.”
La misura coercitiva del divieto di espatrio (art. 281 c.p.p.) può essere applicata, nelle ipotesi in cui si procede per uno dei delitti previsti dall'art. 280 c.p.p., quando dagli atti emerga un concreto e attuale pericolo che l'imputato si dia alla fuga all'estero, e non per il soddisfacimento delle esigenze cautelari di cui all'art. 274, lett. c), c.p.p. Annulla senza rinvio, Trib. lib. Roma, 17/07/2013
Cassazione penale sez. VI 08 gennaio 2014 n. 3503
In tema di misure cautelari personali, è preclusa, in tutti i casi in cui non sia espressamente consentita dalle norme processuali, l'applicazione congiunta di misure coercitive che pure siano tra loro astrattamente compatibili, quali il divieto di espatrio, l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ed il divieto od obbligo di dimora, di cui agli art. 281, 282 e 283 c.p.p. (In motivazione la Corte ha rilevato come l'art. 2 comma 6 d.l. 24 novembre 2000 n. 341, conv. con modificazioni nella l. 19 gennaio 2001 n. 4, attraverso l'introduzione dell'art. 307 comma 1 bis c.p.p., abbia affiancato all'unica previsione autorizzativa preesistente - l'art. 276 c.p.p. in materia di violazione delle prescrizioni concernenti una misura cautelare - il caso delle misure non detentive applicate dopo la decorrenza del termine massimo di custodia, per la sola eventualità che si proceda con riguardo ai gravi delitti elencati all'art. 407 comma 2 lett. a) c.p.p., e come proprio tale specifica delimitazione dei casi di applicazione congiunta escluda che possa prospettarsi una regola generale di possibile coesistenza delle misure cautelari non detentive).
Cassazione penale sez. II 29 novembre 2001 n. 641
In tema di misure cautelari, al di fuori della espressa previsione di cui all'art. 307 comma 1 bis (introdotto dall'art. 2 comma 6 d.l. 24 novembre 2000 n. 341, conv. con modificazioni in l. 19 gennaio 2001 n. 4), ove è stabilito che nei confronti dell'imputato scarcerato per decorrenza termini, quando si proceda per taluno dei delitti previsti dall'art. 407 comma 2 lett. a), c.p.p., possano applicarsi congiuntamente le misure cautelari di cui agli art. 281, 282 e 283 (rispettivamente costituite dal divieto di espatrio, dall'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e dal divieto o obbligo di dimora), l'applicazione congiunta di misure coercitive, ancorché teoricamente compatibili tra loro, è da ritenere vietata. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha censurato il provvedimento con il quale il tribunale del riesame aveva sostituito la misura degli arresti domiciliari, originariamente applicata all'imputato, con quelle dell'obbligo di dimora e presentazione quotidiana all'autorità di pubblica sicurezza).
In tema di espiazione della sanzione sostitutiva della libertà controllata, mentre è scomputabile dalla sua durata il periodo trascorso in custodia cautelare, non lo è quello in cui l'indagato od imputato è stato sottoposto alle misure coercitive di cui agli artt. 282 e 283 c.p.p., in quanto queste misure non sono equiparate legislativamente alla custodia in carcere.
Cassazione penale sez. I 05 giugno 1995 n. 3372