Source: http://www.siri.it/circolare-2-settembre-2018/
Timestamp: 2019-01-16 16:02:17+00:00
Document Index: 122345573

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 49', 'art. 7', 'art. 58', 'art. 58']

CIRCOLARE 2 SETTEMBRE 2018 – Siri Consulenza e Organizzazione
CIRCOLARE 2 SETTEMBRE 2018
18 Settembre 2018 di Siri
INL: modalità di controllo e verifica sull’erogazione della retribuzione in contanti
INPS: prosecuzione delle misure di sostegno al reddito per i residenti colpiti dal sisma del 2016
INPS: la verifica degli importi spettanti di NASpI
TFR: definito dall’ISTAT il coefficiente di agosto 2018
ANPAL: ulteriori chiarimenti sulla modalità di richiesta dell’assegno di ricollocazione di soggetti in CIGS
In GU le nuove disposizioni sulla privacy
Approvato in CdM il provvedimento sulla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali
Ulteriori chiarimenti dell’Ispettorato Nazionale al Lavoro sulla tracciabilità delle retribuzioni
Modalità operative per conoscere l’importo delle rate della NASpI
Privacy: adeguata la normativa nazionale al regolamento UE
INL, Nota 10 settembre 2018, prot. n. 7369
L’Ispettorato Nazionale del lavoro – con Nota del 10 settembre 2018, prot. n. 7369 – ha fornito alcune indicazioni operative al proprio personale ispettivo in merito alla verifica del pagamento della retribuzione con strumenti tracciabili.
Nello specifico, l’INL ha precisato che è conforme alle norme di legge anche l’ipotesi in cui il pagamento della retribuzione venga effettuato al lavoratore in contanti presso lo sportello bancario ove il datore di lavoro abbia aperto e risulti intestatario di un conto corrente o conto di pagamento ordinario soggetto alle dovute registrazioni.
INPS, Messaggio 5 settembre 2018, n. 3277
L’INPS – con Messaggio del 5 settembre 2018, n. 3277 – ha reso noto che, con esclusivo riferimento all’indennità ex art. 45, comma 1, del D.L. n. 189/2016, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessate dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, possono continuare a decretare anche per periodi di competenza dell’annualità 2018, utilizzando le stesse modalità operative previste dalla Circolare n. 83/2017.
INPS, Comunicato 6 settembre 2018
L’INPS – con comunicato del 6 settembre 2018 – ha informato che per conoscere con precisione l’importo delle rate della NASpI si deve accedere da “Tutti i servizi” a “Nuova Assicurazione sociale per l’impiego (NASpI): consultazione domande”, inserire le proprie credenziali (PIN o SPID) e trovare le informazioni relative all’ultima domanda presentata.
In caso di accoglimento della domanda, cliccando su “Dettagli” si aprirà il prospetto di calcolo, nel quale è indicata la durata dell’indennità con gli importi lordi da liquidare mensilmente.
L’ISTAT – con comunicato del 14 settembre 2018 – ha reso noto che per il calcolo del TFR da corrispondersi ai lavoratori tra il 15 agosto 2018 ed il 14 settembre 2018, la quota di TFR accantonata, deve essere rivalutata utilizzando l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pari a 102,9.
La somma tra il 75% (c) e il tasso fisso (d) è il coefficiente di rivalutazione (pari, nel caso in commento, a 2,335312).
ANPAL, Nota 7 settembre 2018, prot. n. 11122
L’ANPAL – con Nota del 7 settembre 2018, prot. n. 11122 – ha fornito ulteriori indicazioni operative per la presentazione di richiesta di assegno di ricollocazione, ex art. 24-bis, D.Lgs. n. 148/2015, come introdotto dall’art. 1, comma 136, legge n. 205/2017.
Com’è noto, i soggetti coinvolti negli accordi di ricollocazione nelle ipotesi di CIGS da luglio 2018 possono prenotare l’assegno di ricollocazione dal portale ANPAL: tale prenotazione va fatta entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo di ricollocazione.
L’ANPAL, con il provvedimento in specie, chiarisce che nel caso in cui tale scadenza coincida con un giorno festivo, la stessa scadenza è posticipata al primo giorno lavorativo successivo.
In G.U. le nuove disposizioni sulla privacy
Nella Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2018, n. 205 è stato pubblicato il D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101, recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)”.
Il provvedimento in specie – composto da 27 articoli, che entreranno in vigore il 19 settembre p.v. – prevede, all’art. 9, delle novità in tema di rapporto di lavoro.
In data 7 settembre 2018 il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato sul proprio sito istituzionale una versione del regolamento (UE) 2016/679 aggiornata alle rettifiche pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. 127 del 23 maggio 2018.
Consiglio dei Ministri 6 settembre 2018, n. 18
In data 6 settembre 2018, il Consiglio dei Ministri n. 18 ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo in materia di vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali. Il provvedimento arriva in attuazione di della direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2016 relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali.
Al fine di adeguare la normativa nazionale in materia di enti pensionistici professionali aziendali e di attività di vigilanza sugli stessi da parte della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), si prevede, tra l’altro, un esplicito divieto, per degli enti pensionistici aziendali, di svolgere attività ulteriori rispetto a quelle cui sono istituzionalmente preposti.
Viene, poi, richiesto che le forme pensionistiche complementari si dotino di un efficace sistema di governo societario, con una struttura organizzativa trasparente e una informativa completa agli aderenti e beneficiari, relativa ai diritti e obblighi delle parti coinvolte, alla individuazione della migliore forma pensionistica e ad una consapevole assunzione dei rischi di investimento, anche ai fini di facilitare l’attività transfrontaliera.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con Nota prot. n. 7369/2018, ha fornito alcune indicazioni operative in ordine alle modalità di verifica dell’osservanza degli obblighi di tracciabilità delle retribuzioni.
Com’è noto, a decorrere dal 1° luglio 2018, non è più consentito effettuare pagamenti in contanti della retribuzione e di suoi acconti, pena l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria variabile da € 1.000 ad € 5.000.
Come già argomentato in altri provvedimenti dell’INL, il divieto di pagamento in contanti riguarda ciascun elemento della retribuzione ed ogni anticipo della stessa, pertanto l’utilizzo di tali strumenti non è obbligatorio per la corresponsione di somme dovute a diverso titolo, quali ad esempio quelle imputabili a spese che i lavoratori sostengono nell’interesse del datore di lavoro e nell’esecuzione della prestazione (es: anticipi e/o rimborso spese di viaggio, vitto, alloggio), che potranno, quindi, continuare ad essere corrisposte in contanti.
Relativamente al “pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento“, l’INL ha ritenuto tale modalità operativa conforme alla ratio della disposizione, in quanto appare comunque assicurata la finalità antielusiva della norma, tenuto conto che il pagamento è effettuato dalla banca e risulta sempre tracciabile anche ai fini di una possibile verifica da parte degli organi di vigilanza.
In relazione, infine, all’emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato, secondo l’INL il pagamento delle retribuzioni con lo strumento del “vaglia postale” può rientrare in tale ambito, sempreché siano rispettate le condizioni e le modalità ex art. 49, commi 7 e 8, D.Lgs. n. 231/2007 (gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario; inoltre, la clausola di non trasferibilità ed il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari, di importo inferiore a € 1.000 può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità) e vengano esplicitati nella causale i dati essenziali dell’operazione (indicazione del datore di lavoro che effettua il versamento e del lavoratore/beneficiario, data ed importo dell’operazione ed il mese di riferimento della retribuzione).
Con riferimento alle verifiche ispettive, nelle ipotesi in cui il pagamento della retribuzione o di parte di essa avvenga con bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore, l’istanza di verifica deve essere indirizzata alla filiale dell’Istituto di credito ove è acceso il c/c del datore di lavoro, identificato mediante IBAN, dal quale è stato disposto il bonifico.
A tal fine, l’istanza dell’Ufficio dovrà indicare i codici IBAN identificativi dei conti presso i quali i lavoratori (beneficiari del bonifico) hanno richiesto l’accredito degli stipendi. Invece, nel caso in cui, il lavoratore abbia dato, per iscritto, indicazione di accreditare le somme su conto corrente intestato a soggetto diverso, alla banca dovranno essere comunicati i dati (nome e cognome e IBAN) dei titolari dei relativi conti.
In data 6 settembre 2018, l’INPS ha ufficializzato la messa a disposizione dei soggetti registrati di una nuova funzione che consente il calcolo degli esatti importi delle rate di NASPI che l’Istituto erogherà una volta approvata la relativa istanza.
Com’è noto, le rate vengono progressivamente ridotte del 3% a partire dal 4° mese di erogazione dell’indennità, prevista dalla normativa come criterio di calcolo.
Per l’utilizzo della procedura il soggetto destinatario può:
accedere alla sezione “Nuova Assicurazione sociale per l’impiego: consultazione domande” presente nella sezione dei servizi”;
inserire le proprie credenziali (PIN o SPID);
selezionare l’ultima domanda presentata e cliccare su “Dettagli”.
La procedura fornisce un file pdf contenente il prospetto di calcolo nel quale è indicata la durata dell’indennità con gli importi lordi da liquidare mensilmente.
L’interessato, inoltre, potrà verificare online autonomamente l’esito della domanda e gli accrediti della NASpI accedendo alla propria sezione “MyInps” e cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”.
Al riguardo, potrà trovare due tipi di avvisi:
La procedura in commento, oltre al beneficiario della NASpI, potrà essere utile anche ai datori di lavoro interessati agli incentivi occupazionali, ex art. 7, comma 5, lett. b), decreto legge n. 76/2013 (i datori di lavoro che, senza esservi tenuti, assumono a tempo pieno ed indeterminato soggetti percettori di NASpI hanno diritto ad un contributo mensile pari al 20% dell’indennità residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore).
Nella Gazzetta Ufficiale n. 205/2018 è stato pubblicato il D.Lgs. n. 101/2018 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE.
Il Garante della Privacy, in fase di verifica del corretto adempimento degli obblighi, dovrà considerare le difficoltà a cui imprese e professionisti dovranno far fronte per adeguarsi alle nuove disposizioni sulla base di specifici elementi di valutazione.
Esistono due tipologie di sanzioni amministrative:
fino a 10 milioni di euro, o per le imprese, fino al 2% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore;
fino a 20 milioni di euro, o per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.
Pertanto, il Garante potrà – laddove ci siano i presupposti – nei prossimi otto mesi optare per l’applicazione delle misure di cui all’art. 58, paragrafo 2, lettere da a) ad h) e j) del Regolamento, in luogo delle sanzioni amministrative.
Le sanzioni amministrative pecuniarie saranno inflitte dal Garante in funzione delle circostanze di ogni singolo caso, in aggiunta o in luogo, delle seguenti misure di cui al richiamato art. 58:
avvertimenti al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento sul fatto che i trattamenti previsti possano verosimilmente violare le disposizioni del regolamento;
ammonimenti al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento ove i trattamenti abbiano violato le disposizioni del regolamento;
ingiunzione al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento di soddisfare le richieste dell’interessato di esercitare i diritti loro derivanti dal regolamento;
ingiunzione al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento di conformare i trattamenti alle disposizioni del regolamento, se del caso, in una determinata maniera ed entro un determinato termine;
ingiunzione al titolare del trattamento di comunicare all’interessato una violazione dei dati personali;
imposizione di una limitazione provvisoria o definitiva al trattamento, incluso il divieto di trattamento;
ordine di rettifica, cancellazione di dati personali o limitazione del trattamento e notificazione di tali misure ai destinatari cui sono stati comunicati i dati personali;
revoca della certificazione o ingiunzione all’organismo di certificazione di ritirare la certificazione rilasciata, oppure ingiunzione all’organismo di certificazione di non rilasciare la certificazione se i requisiti per la certificazione non sono o non sono più soddisfatti;
ordine di sospendere i flussi di dati verso un destinatario in un paese terzo o un’organizzazione internazionale.
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