Source: https://www.processociviletelematico.it/2018/04/03/cass-sez-vi-ord-22-dicembre-2017-n-30766-pres-schiro-rel-curzio/
Timestamp: 2019-05-23 02:48:24+00:00
Document Index: 104316258

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 149', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 45', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 360']

Cass., sez. VI, ord. 22 dicembre 2017 n. 30766 (Pres. Schirò, rel. Curzio) - ProcessoCivileTelematico.it
Dott. PIETRO CURZIO – Rel. Pres. di sez.-
Dott. ADELAIDE AMENDOLA – Pres. di sez. –
Dott. MARCELLO IACOBELLIS – Pres. di sez.-
S. M. SPA, in persona del legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, ***, presso lo studio dell’avvocato E. V., che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato A. G.;
D. F. F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ***, presso lo studio dell’avvocato L. S., rappresentato e difeso dall’avvocato M. S.;
avverso la sentenza n. 1031/2015 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA, depositata il 15/10/2015;
1. La S. M. SPA ha proposto ricorso per cassazione per ottenere l’annullamento della sentenza della Corte d’appello di L’Aquila che ha respinto il suo appello nei confronti della decisione del Tribunale di Vasto, che aveva condannato la società al pagamento in favore di F. D. F. della somma di 8.083,40 euro, a titolo di risarcimento dei danni per la mancata costituzione del rapporto di lavoro ordinata dal giudice con provvedimento cautelare.
7. La prima integrazione è stata operata nel 2012, dall’art. 1, comma 19, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che, per il tramite dell’art. 16-quater del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha aggiunto l’art. 3-bis alla legge 53/94.
9. Il suo terzo comma si occupa del problema del perfezionamento” della notifica, stabilendo quando una notifica telematica deve intendersi perfezionata.
10.La previsione normativa, tenendo conto delle indicazioni della Corte costituzionale (Corte cost., 477/2002), della riscrittura dell’art. 149 c.p.c. operata dalla 1. 28 dicembre 2005, n. 263 e delle successive precisazioni in sede nomofilattica (Cass., sez. un., 9 dicembre 2015, n. 24822), distingue la posizione di chi effettua la notifica e di chi la riceve.
11.La disposizione così recita: “La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione prevista dall’art. 6, comma i, del d.p.r. 11 febbraio 2005, n. 68 e per il destinatati°, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall’art. 6, comma 2”, del medesimo d.p.r.
14.La ratio di questa “scissione” del momento di perfezionamento della notifica è costituita dal fatto che non devono ricadere sul soggetto che effettua la notifica ritardi derivanti da meccanismi che egli non governa e sui quali non ha possibilità di incidere. Quindi, per il notificante ciò che rileva è il momento in cui egli ha richiesto la notifica (attestato dalla ricevuta di accettazione), non quello in cui la notifica viene consegnata al destinatario (attestato dalla ricevuta di avvenuta consegna), momento diverso che rileva solo per il destinatario.
18.Alcuni ritenevano che anche alle notifiche telematiche si applicasse la regola fissata in tale norma. Altri ritenevano che invece l’art. 147 non si applicasse alle notifiche telematiche e che quindi queste potessero essere fatte anche tra le 21 e le 7 della mattina dopo.
19.Sicuramente un accesso dell’ufficiale giudiziario tra le 21 e le 7 comporta dei problemi per il diritto delle persone al riposo che una notifica telematica, pervenendo e giacendo nella casella p.e.c. del destinatario non comporta. Tuttavia, se la delimitazione temporale dettata dall’art. 147 c.p.c. non si applicasse alle notifiche telematiche, la notifica mediante p.e.c. effettuata tra le 21 e mezzanotte comporterebbe per il destinatario una perdita di tempo utile nella difesa e quindi la necessità di controllare continuamente lo stato delle notifiche anche in orari da destinare al riposo.
20.La soluzione prescelta dal legislatore è stata quella formulata nell’art. 45-bis, comma 2, lett. b), introdotto in sede di conversione nella legge 11 agosto 2014, n. 114 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90. Tale norma ha aggiunto l’art. 16-septies al testo del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221.
21.L’art. 16-septies è intitolato “Tempo delle notificazioni” e così recita: “La disposizione dell’art. 147 del codice di procedura civile si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo”.
22.É quindi prevalsa la linea che sosteneva l’applicabilità dei limiti temporali fissati dalla norma del codice per le notificazioni tradizionali anche alle notificazioni telematiche.
23.La previsione consta di due parti. La prima estende anche alle notificazioni telematiche la regola dettata dall’art. 147 c.p.c. per cui le notificazioni non possono farsi prima delle 7 e dopo le 21. La seconda precisa che, in caso di notifiche telematiche, se la notificazione è eseguita dopo le 21 “si considera perfezionata” alle 7 del giorno dopo.
24Il legislatore pertanto 1) estende la delimitazioni di orario dettate per le notificazioni effettuate tramite ufficiale giudiziario anche alle notificazioni telematiche (prima parte); 2) trasforma quello che nell’art. 147 è un divieto di compiere materialmente l’atto in un meccanismo per cui la notificazione se viene comunque eseguita, “si considera perfezionata” solo alle 7 del giorno dopo.
28.Il legislatore avrebbe potuto distinguere le posizioni del notificante e del destinatario anche a questo fine, disponendo che la notifica si considera perfezionata alle 7 del giorno dopo “solo per il destinatario della notifica”, ma non lo ha fatto.
29.La disposizione è chiara anche sotto questo profilo e l’interprete non può introdurre un’aggiunta che ne modifichi il contenuto, creando una norma nuova. La giurisdizione entrerebbe nel campo riservato alla legislazione.
31.Nel presente giudizio non sono stati offerti elementi, secondo quanto previsto dall’art. 360-bis, n. 1, per mutare la “giurisprudenza” della Corte.
32.Le parti del giudizio non hanno sollecitato la rilevazione di questioni di legittimità costituzionale, che la Corte, consapevole che la questione è stata sollevata dalla Corte d’appello di Milano, non ritiene di sollevare d’ufficio.
34.Deve essere quindi fissato il seguente principio di diritto: “Ai sensi dell’art. /6-septies del dl. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, qualora la notifica con modalità telematiche venga richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione, dopo le ore 21.00, si perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo. È pertanto inammissibile, perché non tempestivo, il ricorso per cassazione la cui notificazione sia stata richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per l’impugnazione”.
35.Nel caso in esame il ricorso deve essere dichiarato inammissibile perché la ricevuta di accettazione della richiesta di notifica telematica reca un orario successivo alle ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per l’impugnazione.
36.Le spese del giudizio di legittimità vanno poste a carico della società soccombente, che dovrà anche versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.