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Timestamp: 2017-12-13 20:50:08+00:00
Document Index: 22568184

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 13']

BENI AI SOCI E FINANZIAMENTI 2014: entro il 30/10/2015 la comunicazione | Mignolo & Partners
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BENI AI SOCI E FINANZIAMENTI 2014: entro il 30/10/2015 la comunicazione
L’art. 2 co. 36-terdecies - 36-duodevicies del DL 13.8.2011 n. 138, conv. L. 14.9.2011 n. 148, ha previsto alcuni interventi in materia di regime fiscale riguardante i beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore, applicabili a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17.9.2011, data di entrata in vigore della suddetta L. 148/2011 (pertanto, a partire dal 2012 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare), in particolare:
Inoltre, l’art. 2 co. 36-septiesdecies del suddetto DL 138/2011 prevede che l’Agenzia delle Entrate, oltre a procedere al controllo sistematico della posizione delle persone fisiche che utilizzano i beni concessi in godimento dall’impresa, deve tenere conto, ai fini della ricostruzione sintetica del reddito, anche di qualsiasi forma di finanziamento o di capitalizzazione effettuata nei confronti dell’impresa.
Con i provv. 2.8.2013 n. 94902 e 94904, l’Agenzia delle Entrate ha emanato le disposizioni attuative degli obblighi di comunicazione in esame, in sostituzione del precedente provv. 16.11.2011 n. 166485:
ai beni dell’impresa che sono stati concessi in godimento ai soci o ai familiari dell’imprenditore;
ai finanziamenti e alle capitalizzazioni concessi all’impresa dai soci o familiari dell’imprenditore;
Tale termine ha lo scopo di agevolare l’adempimento, prevedendo una tempistica successiva alla presentazione della dichiarazione annuale dei redditi e consentendo, quindi, di poter utilizzare i dati emergenti dalla dichiarazione stessa e dai bilanci relativi all’esercizio di riferimento. La presente Circolare intende riepilogare i tratti essenziali degli obblighi di comunicazione in esame, alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate.
Soggetti obbligati e soggetti esclusi dalla Comunicazione
Le comunicazioni in esame devono essere effettuate da tutti i soggetti rientranti nell'ambito:
delle imprese individuali;
delle società di persone commerciali (snc e sas);
delle società di capitali (srl, spa e sapa);
delle società cooperative;
delle stabili organizzazioni in Italia di società non residenti;
degli enti privati di tipo associativo, limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
in caso di contribuenti in regime per le nuove iniziative produttive (art. 13 della L. 388/2000, c.d. “forfettini”), in regime dei c.d. “nuovi minimi” (art. 27 co. 1 - 2 del DL 98/2011) o in regime contabile agevolato degli “ex minimi” (art. 27 co. 3 del DL 98/2011), sussiste solo in presenza di un conto corrente dedicato all’attività d’impresa.
un determinato bene sia dato in godimento ai soci ovvero ai familiari dell’imprenditore;
sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento (tassabile quale reddito diverso); non vanno quindi comunicati i beni per i quali l’utilizzatore remunera il relativo godimento a valori di mercato;
per i beni dati in godimento da società di persone e di capitali trasparenti, sussista una differenza positiva tra il valore normale del diritto di godimento del bene ed il corrispettivo pattuito, aumentato, quest’ultimo, della quota di reddito imputabile al socio per trasparenza, corrispondente all’ammontare dei costi non ammessi in deduzione.
Cosa sono in beni in godimento
Le comunicazioni riguardano i dati dei soci (comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente) e dei familiari che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa.
Non rientrano invece nell'oggetto della comunicazione secondo il provv. Agenzia delle Entrate 2.8.2013 n. 94902:
i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge (ad esempio, i taxi);
per le persone fisiche: codice fiscale, dati anagrafici e Stato estero per i soggetti non residenti in Italia;
per i soggetti diversi dalle persone fisiche: codice fiscale, denominazione e Comune del domicilio fiscale o Stato estero di residenza;
La comunicazione di Finanziamenti e Capitalizzazioni
da persone fisiche, soci o familiari dell’imprenditore; non rilevano, quindi, i versamenti eseguiti da soci soggetti collettivi (società o enti) e dai familiari dei soci;
per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600,00 euro; detto limite è riferito, distintamente, ai finanziamenti annui ed alle capitalizzazioni annue (ad esempio, un finanziamento soci di 3.000,00 euro e un versamento in conto capitale di 2.500,00 euro non vanno comunicati); il suddetto limite di 3.600,00 euro va verificato con riguardo alla posizione del singolo socio o familiare dell’imprenditore che effettua il versamento.
qualsiasi apporto già conosciuto dall’Amministrazione finanziaria (ad esempio, i finanziamenti effettuati per atto pubblico o scrittura privata autenticata).
L’Agenzia delle Entrate ha inoltre stabilito che non devono essere oggetto di comunicazione i finanziamenti ricevuti dai soci o familiari dell’imprenditore.
Non deve essere comunicata la rinuncia ai finanziamenti, sempre che non vi sia un esborso di denaro ad altro titolo (es. apporto).
La comunicazione 2015
Entro il 30.10.2015 devono quindi essere presentate le comunicazioni relative all’anno 2014, riguardanti:
i beni in godimento nel 2014 (beni concessi in godimento nel 2014 e beni concessi nei periodi d’imposta precedenti qualora l’utilizzo permanga nel 2014);
i finanziamenti e le capitalizzazioni ricevuti dall’impresa nell’anno 2014.
L’art. 2 co. 36-sexiesdecies del DL 138/2011 sanziona l’omessa comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore, ovvero la trasmissione della stessa con dati non veritieri o incompleti.
pari al 30% della differenza tra il valore di mercato del diritto di godimento e il corrispettivo effettivamente pagato dal socio o familiare;
Se, però, il costo del bene non è stato dedotto dall’impresa e la suddetta differenza tra valore di mercato e corrispettivo ha concorso a formare il reddito del socio o familiare, in quanto reddito diverso, si applica, in solido, la sanzione da 258,00 a 2.065,00 euro, di cui all’art. 11 co. 1 lett. a) del DLgs. 471/97.
In relazione alla comunicazione dei finanziamenti o delle capitalizzazioni ricevuti dall’impresa, manca invece una specifica previsione sanzionatoria da parte del DL 138/2011. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che, trattandosi di comunicazioni all’Anagrafe tributaria, si applica la sanzione prevista dall’art. 13 co. 2 del DPR 605/73, in base al quale chi omette le comunicazioni è punito con la sanzione amministrativa da 206,00 a 5.164,00 euro; la sanzione è ridotta alla metà in caso di comunicazioni incomplete o inesatte.
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