Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201847
Timestamp: 2018-12-16 17:52:28+00:00
Document Index: 40220688

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 67', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 6']

Numero 47 14 dicembre 2018
BILANCIO DI ESERCIZIO SCRITTURE DI ASSESTAMENTO DI FINE ANNO
Fatturazione, Iva, Irpef e contenzioso
Fattura elettronica al nodo privacy-Gdpr
Giorni impegnativi per l’Agenzia delle Entrate dopo la decisa « bocciatura » della fattura elettronica da parte del Garante della Privacy , proprio a poco più di un mese dal debutto del prossimo 1° gennaio. Il processo di fatturazione elettronica così come attualmente delineato secondo il Garante presenta numerosi e rilevanti elementi critici sotto il profilo della protezione dei dati personali in ottemperanza al GDPR; inoltre le regole che disciplinano la predisposizione, la trasmissione, la ricezione e la conservazione dei file contenute nel Provv. prot. 89757 del 30.4.2018 , sono state adottate senza la preventiva consultazione del Garante. L’Agenzia delle Entrate è già al lavoro per far conoscere all’Authority le iniziative assunte per rendere i trattamenti dei dati connessi alla fatturazione elettronica conformi alle disposizioni vigenti. Questo è, in estrema sintesi, il contenuto della Comunicazione emanata lo scorso 16 novembre dal Garante della Privacy, che sintetizza il contenuto del Provv. 15.11.2018 dello stesso Garante, con riferimento al ricorso obbligatorio alla e-fattura dal prossimo 1° gennaio. Si tratta della prima volta in cui l’Autorità ha esercitato il proprio « potere correttivo di avvertimento » attribuitole dal Regolamento Ue 2016/679.
Per i contribuenti interessati, qualora sussistano gli specifici requisiti, vi è la possibilità di recuperare il credito Iva trimestrale (o infrannuale) per ciascuno dei primi tre trimestri dell’anno alternativamente presentando la richiesta di rimborso con il Mod. Iva TR del credito Iva trimestrale o usufruendo in compensazione orizzontale il credito trimestrale nel Mod. F24. La richiesta relativa al quarto trimestre, infatti, può essere effettuata solo in sede di dichiarazione Iva annuale. Il modello , da presentare in via telematica, è il Mod. Iva TR approvato, con le relative istruzioni, con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 4.7.2017. Con la R.M. 14.11.2018, n. 82/E , l’Agenzia delle Entrate ha precisato che è possibile integrare/ rettificare un’ istanza di rimborso o utilizzo in compensazione del credito trimestrale entro il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione Iva annuale .
Attestazione antimafia del professionista
Il Legislatore ha introdotto interventi mirati al D.Lgs. 159/2011 (cd. Codice antimafia e delle misure di prevenzione – CAM ), con significative novità in materia di applicazione delle misure di prevenzione , per la gestione dei beni e per la loro destinazione a seguito della confisca definitiva da parte dello Stato . Una novità significativa è rintracciabile nel testo dell’art. 41, CAM, il quale prevede che l'Amministrazione giudiziaria proponga all' Autorità giudiziaria la prosecuzione o la ripresa dell' attività di impresa . In tali casi, il Legislatore della riforma ha introdotto l' obbligo in capo all'amministrazione giudiziaria di avvalersi di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'art. 67, co. 3, lett. d), R.D. 267/1942, cd. Legge fallimentare, chiamato a redigere una relazione che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del programma di prosecuzione o ripresa dell'attività d'impresa. Il CNDCEC e la Fondazione dei Commercialisti hanno elaborato un Documento che illustra le principali novità derivanti dall'applicazione del neo-istituto dell' attestazione di « prevenzione », fornendo uno strumento operativo corredato di una proposta di indice che potrà elevarsi a guida operativa per l’attestazione antimafia.
Cessione del bonus energetico: le risposte dell'Agenzia
L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla cessione del credito corrispondente alla detrazione Irpef/Ires prevista per le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 14, D.L. 63/2013 in occasione della risposta agli interpelli 31.10.2018, n. 56 e 5.11.2018, n. 61 : nel primo interpello ha sostanzialmente previsto che lo stretto rapporto di parentela tra cedente e cessionario non è sufficiente per consentire la cessione del credito tra tali soggetti mentre, in occasione della risposta al secondo interpello , ha precisato che la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di una società di somministrazione di lavoro che fornisce il «personale somministrato» all’impresa appaltatrice dei lavori dai quali deriva la detrazione, nonché verso la società che prende in appalto l’esecuzione degli interventi agevolati tramite un’ associazione temporanea di imprese fornitrici di beni e di servizi .
Beni immateriali da fonti esterne
Il D.L. 87/2018 (cd. Decreto Dignità), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13.7.2018, n. 161 e convertito, con modificazioni, dalla L. 96/2018, è intervenuto, introducendo una specifica disposizione che modifica la disciplina del credito d’ imposta di cui all’art. 3, D.L. 145/2013, prevedendo la non agevolabilità dei costi sostenuti per l’acquisizione di competenze tecniche e privative industriali derivanti da operazioni tra imprese appartenenti al medesimo gruppo . Si considerano appartenenti al medesimo gruppo le imprese controllate , controllanti o controllate da un unico soggetto . Per calcolare l’ agevolazione occorre innanzitutto verificare che sia stato realizzato un volume minimo di investimenti ammissibili, pari almeno a € 30.000 e che la spesa complessiva sostenuta ecceda la media degli investimenti realizzati.
Pvc al fallito e accertamento al curatore
L' art. 42, D.P.R. 600/1973 , ai fini delle imposte dirette, prescrive, a pena di nullità , che gli avvisi di accertamento e rettifica , devono recare, fra l’altro, la motivazione della pretesa e le ragioni giuridiche che li hanno determinati. Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama, salvo che quest’ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale . La funzione di informazione della motivazione viene rispettata anche nel caso di motivazione per relationem , quando questa rinvia ad un precedente p.v.c. , se tale atto è conosciuto/conoscibile dal contribuente ed è idoneo ad illustrare le ragioni della rettifica. Al riguardo si è espressa la Corte di Cassazione con la Sentenza 13.9.2018, n. 22326 .
In attesa della pubblicazione della delega telematica massiva per la fattura elettronica , l'Agenzia delle Entrate è intervenuta con un interpello in materia di delega al Cassetto fiscale presentata dal commercialista. In particolare, con la Risposta Interpello 31.10.2018, n. 57 l’Agenzia ha chiarito che la procura per la presentazione all’Agenzia delle Entrate della delega alla consultazione del Cassetto fiscale dei propri assistiti da parte dell’ associazione sindacale di categoria che presta assistenza fiscale ai propri associati deve essere autenticata dal dipendente dell’ associazione che sia iscritto ad un Albo professionale.
Applicazione di sanzioni tributarie
In caso di incertezza normativa dovuta all’assenza di precedenti giurisprudenziali che hanno fatto chiarezza sulla questione impositiva, non sono dovute le sanzioni . È quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione, Sezione tributaria, in concomitanza dell’ Ordinanza 19.10.2018, n. 26431 . I Giudici di Legittimità contrariamente a quanto disposto dalla Ctr della Lombardia hanno disposto la non debenza delle sanzioni a carico del contribuente allorquando è chiaramente configurabile un’ oggettiva incertezza normativa che non ha il suo fondamento nella reale impossibilità del contribuente di pervenire allo stato di conoscenza della norma giuridica tributaria , anche in considerazione della mancanza di precedenti giurisprudenziali a causa del quale si entra nel vasto mare dell’incertezza normativa. I Supremi Giudici, nel caso di specie, hanno ritenuto possibile la non irrogazione delle sanzioni a carico della società, facendo salve le disposizioni normative di cui all’ art. 6, co. 2 e 4, D.Lgs. 472/1997 giustificando la non punibilità del contribuente in sede sanzionatoria.