Source: http://www.studiolegalemelella.it/index.php?option=com_content&view=article&id=39:contraffazione-polizza-assicurativa&catid=8&Itemid=486
Timestamp: 2017-09-22 11:37:58+00:00
Document Index: 96473063

Matched Legal Cases: ['art. 493', 'art. 485', 'art. 485', 'art. 485', 'art. 485', 'art. 537', 'art. 529', 'art. 485', 'art. 537']

Home SENTENZE Contraffazione polizza assicurativa
Il Giudice dell'intestata Sezione Distaccata di Tribunate dr.xxxxxxxxxx
all'udienza del_______ /_____ /______ ha pronunziato e resa pubblica, mediante lettura del dispositivo, la seguente
1) xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
2) xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Con decreto di citazione emesso in data **/**/ 2003 dalla Procura della Repubblica in sede gli imputati sopra generalizzati venivano tratti a giudizio di questo giudice per rispondere del reato in rubrica ascritto .
All'odierno dibattimento, assenti gli imputati, veniva aperto il dibattimento con la lettura del capo d'imputazione e la richiesta dei mezzi di prova avanzata dalle parti.
In particolare il P. M. chiedeva 1'audizione dei testi di cui alla lista ritualmente depositata e chiedeva di produrre copia della polizza, del certificato e del contrassegno di cui all' imputazione.
La difesa si riservava il controesame.
Ammesse con ordinanza le prove dedotte, venivano escussi testi xxxxxxxxxxxxxxxxx, Ispettore in servizio presso la Polizia Stradale e xxxxxxxxxxxxxxxx, legale rappresentante della ****** Assicurazioni.
Il P. M. chiedeva di acquisire con il consenso della difesa la nota della Società ********** del 3.10.2002. La difesa prestava il consenso e il giudice ex art. 493, comma 3, c.p.p. ammetteva la produzione documentale.
Dichiarata chiusa 1'istruttoria dibattimentale ed utilizzabili ai fini della decisione tutti gli atti acquisiti al fascicolo per il dibattimentale, le parti concludevano come in epigrafe indicato.
I1 giudice procedeva dunque alla deliberazione all'esito della quale lava lettura del dispositivo riservandosi il deposito dei motivi nei termini.
Ritiene questo giudice che 1'istruttoria dibattimentale abbia accertato compiutamente la falsità della polizza assicurativa in oggetto che veniva utilizzata dall'odierno imputato.
I1 teste escusso, *************, Ispettore in servizio presso la Polizia Stradale della cui attendibilità, anche in ragione dell'attività dallo stesso esercitata non si ha ragione di dubitare, riferiva che nelle circostanze di cui all'imputazione provvedeva ad effettuare un controllo sulla polizza assicurativa esibita dall'odierno imputato nel corso di un controllo di polizia ed allo stesso
sequestrato per sospetta falsità. Contattata la società assicurativa intestataria della suddetta polizza, la stessa confermava che l'assicurazione era falsa non risultando assicurata dalla predetta compagnia alcuna vettura con i riferiti dati identificativi (targa) , ne risultava contraente di alcuna polizza il conducente xxxxxxxxxxx ovvero chi dai documenti esibititi risultava legittimo proprietario del veicolo ossia xxxxxxxxxxxxxxx.
Conferma e riscontro alle predette dichiarazioni emergono dalla escussione del teste xxxxxxxxxxxx e dalla nota del 30 ottobre 2002 della società La **********, acquisita sull'accordo della parti al fascicolo per il dibattimento.
Ma venendo alla qualificazione giuridica dei fatti, si contesta agli imputati la ricettazione della polizza assicurativa: orbene se con questa dicitura s'intende
riferirsi alla polizza gia completata con i dati identificativi della vettura assicurata
e del titolare, il reato non sussiste non potendo configurarsi ricettazione a carico
di chi è concorrente nel reato presupposto e gli odierni imputati, che compilavano o facevano compilare una polizza con le loro generalità e con dati identificativi della vettura, certamente hanno concorso al reato di falso.
Se con la dicitura polizza assicurativa di cui in rubrica s'intende far riferimento
al solo modulo di polizza non completo, analogamente non può ritenersi sussistente alcuna ricettazione mancando il reato presupposto, perchè il mero modello in bianco di un contratto non rappresenta una scrittura privata la cui eventuale falsificazione integra reato.
I fatti ascritti vanno dunque sussunti nella fattispecie di cui all'art. 485 c.p. perchè al fine di trarne profitto gli imputati formavano una documentazione assicurativa falsa, apponendovi o facendovi apporre le proprie generalità ed i dati identificativi della propria autovettura.
Sussiste invero indubbiamerite il reato di falso allorchè al fine di trarne profitto
un soggetto forma o fa formare una documentazione assicurativa falsa, su cui gli
stessi apponevano ovvero facevano apporre le proprie generalità ed i dati identificativi del proprio veicolo.
Nessun dubbio poi che il fatto sia da ricondurre nella fattispecie di cui all'art. 485 c. p. di falsità in scrittura privata: la Cassazione ha invero chiarito che la falsificazione del contrassegno relativo alla assicurazione obbligatoria contro la
responsabilità civile da circolazione dei veicoli costituisce falsità in scrittura
privata e non in atto pubblico; la natura giuridica delle compagnie di assicurazione, infatti, è caratterizzata dall'attivita eminentemente commerciale, sicchè gli atti giuridici posti in essere restano nell'ambito del diritto privato (Cass. pen. 18 giugno 1986), nonchè che la 1. 24 dicembre 1969, n. 990, non ha modificato la natura giuridica delle compagnie di assicurazione, che resta commerciale, anche se ad uno dei rami in cui tale attività si esplica (assicurazione della responsabilità civile connessa alla circolazione dei veicoli a motore) e collegato un interesse di carattere generale, con la conseguenza che il falso commesso sul certificato di assicurazione epunibile ex art. 485 c.p. (cfr. Cass. pen., sez. IV, 14 giugno 1995, n. 7712).
II reato di cui all'art. 485 c.p. e tuttavia reato perseguibile a querela di parte; la; querela non risulta nel caso di specie prodotta, ratificata e confermata dal legale rappresentante della persona offesa.
Deve dunque dichiararsi non doversi procedere nei confronti degli odierni imputati perchè, qualificato il fatto ascritto come concorso in falso in scrittura privata o cornunque in utilizzazione di una scrittura privata falsa l'azione penale non poteva essere esercitata per difetto di querela.
Ai sensi dell'art. 537 c. p.p. va comunque dichiarata la falsità della polizza assicurativa in sequestro e ne va ordinata la relativa cancellazione.
Letto fart. 529 c. p. p. dichiara non doversi procedere nei confronti di xxxxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxxxxx perchè, qualificato il fatto a loro ascritto come violazione dell'art. 485 c. p: 1'azione penale non poteva essere esercitata per difetto di querela.
letto l’art. 537 c. p. dichiara la falsità della polizza, assicurativa in sequestro e ne ordina la relativa cancellazione.
Eboli, 30.6.2004
SEZIONE DISTACCATA DI MONTECORVINO ROVELLA
Il Giudice di MONTECORVINO ROVELLA,dr.************* all'udienza
Pubblica del **/**/**** con l'intervento del P.M. dr.****************
E sulle conclusioni delle parti, riportate nel verbale di dibattimento,ha pronunziato la seguente
xxxxxxxxxxxxxxs n. xxxxxxxxxx xx.xx.xxx res.te M/PUGLIANO
Via G. xxxxxxxxxxxxxx, s.n.c.
LIBERO-GONTUMACE.................................................... dif. fid. Avv. Gioele MELELLA sostituito per delegadall'Avv. ****************** da PONT.NO.-............................................................................................
...................................... IMPUTATO.................................................. reato p.ep. dall,'_art., _ 648 , C.P,,. peraver _ricevuto al,... fine di trarne profitto, un certificato assicurativo con relativo contrassegno dellaCompagnia di Assicurazioni *********************contraddistinto dalla polizza n. ******/****/***** con validità dal 15/0.1/200.2 al 15/07/200.2 e relativo all'autovettura Mercedes Benz. 200 tg. ********** di provenienzaillecita.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxx veniva tratto a giudizio davanti al Tribunale di Salerno – Sezione Distaccata di Montecorvino Rovella - con decreto del PM presso la Procura delta Repubblica in sede per rispondere del reato ascrittogli in epigrafe. All'udienza odierna, svoltasi in contumacia dell'imputato, veniva iniziata l'istruttoria dibattimentale sulla base delle prove richieste dalle parti ed ammesse dal Tribunale (esame dei testi di lista e produzione documentale per il PM e controesame per la difesa), con l'escussione del teste *****************. Sulle conclusioni delle parti come da verbale in atti, il giudice decideva come da dispositivo.
II 3.2.2002 l'imputato veniva fermato in Pontecagnano Faiano da una pattuglia delta Polstrada di ********** mentre era alla guida dell'autovettura Mercedes 200 E targata xxxxxxxxxx, intestate a tal xxxxxxxxxxxxxxxx, che recava un contrassegno della ********** Assicurazioni ed un Certificato di Assicurazione della medesima società palesemente falsi per non esser mai stata sottoscritta – come accertato dalla P.G. presso detto Ente assicurativo alcuna 'polizza di RCA per quel veicolo. Il teste xxxxxxxxxxxxx, escusso in dibattimento, confermava tale circostanza, aggiungendo di non aver effettuato accertamenti sull'eventuale provenienza delittuosa del modulo di contrassegno sequestrato al xxxxxxxxxxxx, ma aggiungendo che esso "prima facie" appariva senza ombra di dubbio falso, per essere stato contraffatto in maniera alquanto grossolana (i caratteri erano stati impressi con macchina da scrivere, mentre in realtà le società di assicurazione da tempo stampano i dati con strumenti informatici).
Alla stregua delle risultanze dibattimentali va affermata la responsabilità dell'imputato in ordine al reato ascrittogli.
Appare certo, per la grossolanità tecnica della falsificazione, che purtuttavia era suscettibile di trarre in inganno gli accertatori ad un esame sommario della documentazione, che il xxxxxxxxxx, autotrasportatore nella cui disponibilità l'auto fu trovata, abbia ricevuto il modulo in bianco del contrassegno e del certificato di assicurazione compilandoli con i dati delta vettura utilizzata. La ricostruzione dei fatti e coerente con tale affermazione, atteso che la società ********* Assicurazioni ha riferito alla P.G. che il numero di polizza risultante sui predetti documenti apparentemente redatti da una agenzia della società in realtà non esisteva affatto. E' allora evidente che il xxxxxxxxxxx, per eludere le spese derivanti dagli obblighi assicurativi, si e reso responsabile del reato di ricettazione dei moduli in bianco (non si e potuto accertare se sottratti in originate o scannerizzati).
L'imputato va, quindi ritenuto responsabile del reato ascrittogli, che risulta integrato nei suoi elementi oggettivo e soggettivo, e condannato alla pena, che stimasi equa in relazione ai gravi
precedenti penali (tra i quali uno di natura specifica), di anni due di reclusione ed € 600,00 di multa. oltre il pagamento delle spese processuali.
Quanto in sequestro va confiscato.
dichiara xxxxxxxxxxxxxx colpevole del reato ascrittogli e lo condanna alla pena di anni due di reclusione ed € 600,00 di multa oltre the al pagamento delle spese processuali. Dispone la confisca di quanto in sequestro.
Montecorvino Rovella 12 giugno 2006.