Source: https://www.scribd.com/document/74253527/ORTONA-IMPIANTO-PET-COKE
Timestamp: 2020-01-24 23:54:45+00:00
Document Index: 102756003

Matched Legal Cases: ['arta 1', 'art. 20', 'art. 159', 'art. 80', 'art. 159', 'art. 159', 'art. 159', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 159', 'art. 159', 'art. 8']

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Via del Porto - 66026 ORTONA (CH)
REALIZZAZIONE DEPOSITO A SERVIZIO DELLA ATTIVITA’ PORTUALE PER STOCCAGGIO MATERIALI INERTI, SALE, ARGILLE, COKE DI PETROLIO, CARBONE E PRODOTTI SIDERURGICI
PROCEDURA DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ Art. 20 D.Lgs. 16 Gennaio 2008 n. 4
Ortona, 04 Ottobre 2011
Dott. Ing. MAURIZIO CAVALIERE – Via Santa Eufemia a Maiella n. 43, 65124 Pescara Tel./Fax 0852191283, Cell. 3292237268, e-mail: maurizio_cavaliere@libero.it
MOTIVAZIONE DELLE SCELTE PROGETTUALI
SOLUZIONI PROGETTUALI ALTERNATIVE
3.1 NORMATIVA VIGENTE
3.2 STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE
3.3 CONFORMITA' CON GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE E RISPONDENZA ALLE DISPOSIZIONI VIGENTI
4.1.1 Presentazione della Ditta
4.1.2 Descrizione delle attività
UBICAZIONE DEL DEPOSITO
AUTORIZZAZIONI IN POSSESSO DEL DEPOSITO
4.3.1 Autorizzazioni ottenute per realizzazione primi 2 capannoni
4.3.2 Autorizzazioni ottenute per realizzazione 4 nuovi capannoni
4.3.3 Autorizzazioni da ottenere per realizzazione 4 nuovi capannoni
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL DEPOSITO
4.4.1 Descrizione deposito
4.4.2 Descrizione aree stoccaggio
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4.4.4 Movimentazione prodotti e potenzialità annue
4.4.5 Descrizione condizioni di accettazione dei prodotti
4.4.6 Sistema di raccolta e canalizzazione acque meteoriche e reflue
4.4.7 Criteri generali di gestione del deposito
5 QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE
5.1 DEFINIZIONE DELL’AMBITO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO
5.2 ATMOSFERA
5.2.2 Precipitazioni
5.2.4 Umidità relativa
5.2.5 Vento
5.2.6 Radiazione solare
5.2.7 Qualità dell’aria
5.3 AMBIENTE IDRICO
5.3.1 Qualità delle acque superficiali
5.3.2 Rischio idraulico
5.3.3 Qualità delle acque sotterranee
5.4.1 Inquadramento geomorfologico
5.4.2 Caratteristiche litotecniche
5.4.3 Classificazione sismica del territorio
5.4.4 Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.)
5.5 VEGETAZIONE, FLORA E FAUNA
5.6 SALUTE PUBBLICA
5.7 RUMORE E VIBRAZIONI
5.8 PAESAGGIO
5.9 TESSUTO SOCIO – ECONOMICO
ANALISI E VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DEL DEPOSITO
6.1 ANALISI DEI POTENZIALI IMPATTI
6.2 INTERVENTI DI MITIGAZIONE ADOTTATI
6.3 IDENTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI DEL DEPOSITO
6.4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DEL PROGETTO – FASE DI CHIUSURA
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6.5 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DEL PROGETTO – FASE DI ESERCIZIO
Stralcio Piano Regionale Paesistico
Viabilità su carta provinciale e regionale 1:100.000
Stralcio vincolo paesaggistico e archeologico
Stralcio vincolo idrogeologico
Zone sismiche della regione Abruzzo
Stralcio carta dell’uso del suolo
Stralcio carta geologica
Stralcio carta geomorfologica
Stralcio carta idrogeologica
Stralcio carta della pericolosità del P.A.I.
Stralcio carta pericolosità idraulica (P.S.D.A.)
Planimetria ubicazione impianto 1:5.000
Stralcio Piano Regolatore Generale Comune di Ortona
Carta 1:5.000 con le distanze dalle abitazioni per un raggio di 1 Km
Planimetria generale deposito
Particolari costruttivi capannoni
Carta delle aree protette
Carta della Vulnerabilità degli Acquiferi
Documento di Previsione di Impatto Acustico
Documentazione Fotografica – Situazione prima dell’intervento
Rendering Deposito
Autorizzazioni ottenute per la realizzazione del Deposito
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PREMESSA Il sottoscritto Dott. Ing. Maurizio Cavaliere ha ricevuto dalla Ditta BUONEFRA S.r.l. l’incarico di predisporre la documentazione tecnica necessaria per ottemperare alla procedura di Verifica di Assoggettabilità alla V.I.A. ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs 04/08 e successive modifiche e integrazioni, in quanto l’intervento in questione è riconducibile alla seguente tipologia di progetti elencati nell’Allegato IV alla PARTE SECONDA del suddetto D.Lgs.:
- punto 8, lettera g): “Stoccaggio di petrolio, prodotti petroliferi, petrolchimici e chimici pericolosi, ai sensi della legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive modificazioni, con capacità complessiva superiore a 1.000 m 3 ”
La suddetta tipologia di attività si configura esclusivamente per la presenza all’interno del deposito del coke di petrolio, classificato come prodotto petrolifero in quanto si ricava come sottoprodotto dalla distillazione del petrolio (tant’è che viene definito coke o carbone di petrolio). Nel contempo lo stoccaggio di coke di petrolio (prodotti petroliferi) sarà di gran lunga inferiore ai 40.000 m 3 previsti per la medesima tipologia di attività al punto h) dell’Allegato III alla PARTE SECONDA del D.Lgs 04/08. Oltre detto limite sarebbe stata necessaria la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).
Gli altri prodotti che la Ditta intende stoccare quali materiali inerti, sale, argille, carbone e prodotti siderurgici, non sono menzionati all’interno del D.Lgs 04/08. Pertanto è opportuno chiarire che, nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità alla V.I.A., è in discussione lo stoccaggio del coke di petrolio e non la realizzazione del deposito per lo stoccaggio degli altri prodotti (materiali inerti, sale, argille, carbone e prodotti siderurgici).
Il presente Studio Preliminare Ambientale è suddiviso in quattro sezioni:
- Analisi e valutazione degli impatti.
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programmazione territoriale, ambientale e settoriale per verificarne i rapporti di coerenza. Il Quadro di riferimento progettuale descrive l’impostazione del deposito, la capacità degli stoccaggi, le soluzioni tecniche e gestionali adottate, la natura delle attività svolte, la movimentazione dei prodotti commercializzati. Il Quadro di riferimento ambientale, definito l’ambito territoriale e le componenti ambientali interessate dal progetto, valuta l’entità degli effetti del progetto con riferimento alla situazione ambientale preesistente. L’ Analisi e valutazione degli impatti definisce e valuta gli impatti ambientali del progetto, considerando anche le misure di contenimento e mitigazione adottate per ridurre l’incidenza dell’intervento sull’ambiente circostante.
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INTRODUZIONE La Società Buonefra S.r.l. è una Impresa portuale con sede legale in Ortona (CH) in Via del Porto. La Società opera dal 1974 nel settore della movimentazione di merci di vario tipo in ambito portuale. In particolare si occupa delle operazioni di sbarco/imbarco navi e della movimentazione delle merci in banchina e nelle aree adiacenti, con mezzi e personale propri. Inoltre la Buonefra S.r.l. ha la disponibilità di capannoni, silos e aree doganali in ambito portuale e può svolgere quindi attività di deposito sulla banchina portuale. Le attività della Società si svolgono prevalentemente in ambito portuale ed in particolare nelle banchine operative del porto di Ortona. L’area è ubicata in una posizione strategica in quanto si trova sulla Banchina di Riva Vecchia
a circa 75 metri dall’ormeggio della nave. La distanza dall’imbocco dell’autostrada A14 (Ortona)
è di circa 6,5 Km, percorribili in circa 6 minuti. L’area portuale si trova a ridosso di importanti
arterie di comunicazione quali la Strada Statale Adriatica n. 16. Attualmente fra i clienti si possono annoverare Società di rilevanza internazionale quali Geoservices S.r.l., Siecoservices S.r.l., Iniziative Industriali S.r.l., Molino Alimonti S.p.A., Walter Tosto Serbatoi S.p.A., De Cecco S.p.A. La Buonefra S.r.l. lavora inoltre con varie altre società quali Riveco-Generalsider S.p.A., Lafarge S.p.A., Officine Maccaferri S.p.A., Ceramica Saba S.p.A., Ceramiche Marazzi S.p.A., Micoperi S.p.A., Ortona Navi International S.r.l., Fagioli S.p.A., Kaoline Europe S.r.l., Radarchim S.r.l
La Ditta Buonefra S.r.l. ha inoltre ottenuto fin dal 2002 la certificazione ISO 9001:2000 dalla Certiquality S.p.A. (prossima scadenza 2012).
2.1 MOTIVAZIONE DELLE SCELTE PROGETTUALI Al fine di migliorare la gestione della propria attività la Società Buonefra S.r.l. si propone di realizzare un deposito da adibire a servizio della attività portuale per lo stoccaggio di materiali inerti, sale, argille, coke di petrolio, carbone e prodotti siderurgici, merci movimentate nell’ambito della attività portuale. Il deposito sarà realizzato all’interno del Porto di Ortona sulla banchina di Riva Vecchia, all’interno di un’area demaniale di 5.600 mq complessivi. Di detta area la Società Buonefra S.r.l. dispone della concessione rilasciata dalla Capitaneria di Porto di Pescara, individuabile al registro delle Concessioni demaniali al n. 17 del registro delle concessioni anno 2005 – n. 30633 del
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repertorio del 05 aprile 2005. Inoltre la Capitaneria di Porto di Ortona ha rilasciato una licenza suppletiva individuabile al registro delle Concessioni demaniali al n. 67 del registro delle concessioni anno 2008 - n. 348/08 del repertorio del 08 settembre 2008. Le merci saranno stoccate all’interno di capannoni idonei allo scopo, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti in materia ed evitando così stoccaggi più o meno prolungati sulla banchina del porto, esposta agli agenti atmosferici e potenziale causa di inquinamento ambientale in caso di sversamento accidentale in mare. In seguito alla realizzazione del deposito in questione, le merci saranno trasferite dal porto al deposito, caricando gli automezzi direttamente dalla nave ed evitando accumuli provvisori sulla banchina del porto. Successivamente le merci in deposito saranno avviate al mercato locale.
2.2 SOLUZIONI PROGETTUALI ALTERNATIVE La realizzazione del deposito rappresenta sia un ampliamento della attività della Società Buonefra S.r.l. sia un miglioramento delle condizioni di stoccaggio dei vari prodotti. Le merci saranno stoccate all’interno di capannoni idonei allo scopo, nel rispetto delle norme igienico- sanitarie vigenti in materia ed evitando così lo stoccaggio sulla banchina del porto, esposta agli agenti atmosferici e potenziale causa di inquinamento ambientale in caso di sversamento accidentale in mare.
Attualmente le medesime attività vengono gestite eseguendo degli stoccaggi, più o meno prolungati, direttamente sulla banchina del porto, esposta agli agenti atmosferici e a pochi metri dal mare. Pertanto l’unica soluzione è quella di realizzare dei capannoni all’interno del porto, nelle immediate vicinanze della banchina, riducendo al minimo l’aggravio dei costi aggiuntivi e degli spostamenti dei prodotti e delle merci movimentate.
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A. Normativa in materia ambientale di carattere generale
 D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni “Norme in materia
 D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 04 “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs. 3
aprile 2006 n. 152 recante Norme in materia ambientale”.
Di seguito sono elencati i principali strumenti di pianificazione e programmazione territoriale:
Piano Regionale Paesistico;
Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.);
Piano Stralcio Difesa Alluvioni (P.S.D.A.);
Piano Regolatore Generale del Comune di Ortona;
Vincolo idrogeologico (R.D.L. 3267/1923).
CONFORMITA' CON GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE E RISPONDENZA
ALLE DISPOSIZIONI VIGENTI
Per ciascuno degli strumenti di pianificazione di cui sopra sarà esaminata la conformità delle
caratteristiche del deposito e la rispondenza alle disposizioni previste dalle normative vigenti. Per
comodità nella tabella successiva viene schematizzata una analisi dei requisiti di cui sopra.
1) Caratteristiche generali dal punto di vista fisico e antropico in cui si individua il sito
Il deposito è ubicato sulla banchina del porto di Ortona a 2 m s.l.m. e quindi la zona è soggetta a vincolo paesaggistico. In tal senso la Buonefra S.r.l. ha già ottenuto il nulla-Osta ai sensi dell’art. 159 del D.Lgs. 42/04 della Giunta Regionale – Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia, protocollo n. 6059/10 del 19.10.2010, Provvedimento n. 6502 del 13.04.2010
Il deposito è posizionato sulla banchina del porto di Ortona a ridosso della banchina e quindi si trova all’interno dalla fascia di rispetto del confine interno dal Demanio Marittimo
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2) Usi del suolo
non è soggetta a vincolo
L'area in cui si trova il deposito non è un'area boscata
il deposito non è un'area agricola di
3) Protezione della popolazione dalle molestie
Distanza da nuclei abitati
presenti nuclei abitati in un raggio
Km dal
Distanza da funzioni sensibili
Non sono presenti funzioni sensibili (intese come strutture scolastiche, asili, ospedali, case di riposo) in un raggio di 1 Km dal deposito.
Distanza da case sparse
prossimità del porto di Ortona non ci sono abitazioni civili, al
fuori della abitazione del guardiano del faro.
4) Protezione delle risorse idriche
v. Relazione Geologica e Geotecnica riportata nell’Allegato 21.
Distanza da opere di captazione di acque ad uso potabile
Non sono presenti opere di captazione di acque ad uso potabile
prossimità del deposito.
Distanza da corsi d'acqua e da altri corpi idrici
Non sono presenti corsi d’acqua di una certa rilevanza in un raggio di 1 Km dal deposito. Si è quindi al di fuori della fascia di rispetto prevista nella L.R. 18/83 all'art. 80.
Contaminazione di acque superficiali e sotterranee
La gestione delle acque meteoriche è demandata al Demanio dello Stato – Ramo Marina Mercantile, in qualità di proprietario dell’area su cui insiste il deposito. Tutta la superficie della banchina è impermeabilizzata.
L'area in cui sorge il deposito ricade all'interno di una zona A BASSA VULNERABILITA' (v. Allegato 23 – Carta della Vulnerabilità degli Acquiferi).
5) Tutela da dissesti e calamità
esondabili
(P.S.D.A.
L'area in cui sorge il deposito non rientra nelle zone perimetrate sia all’interno della Carta della Pericolosità Idraulica sia nella Carta del Rischio Idraulico (v. Allegato 13, fogli 1 e 2).
Regione Abruzzo)
L'area in cui sorge il deposito non rientra nelle zone perimetrate nella Carta del Rischio Frana, nella Carta della Pericolosità da Frana né nella Carta Inventario dei Fenomeni Franosi ed Erosivi (v. Allegato 12, fogli 1, 2 e 3).
(P.A.I. Regione Abruzzo)
L'area in cui sorge il deposito rientra in una zona con il rischio sismico classificata come zona 3, ai sensi dell'OPCM 3274 del 20/03/2003) (v. Allegato 7 – Zone sismiche della Regione Abruzzo).
6) Protezione di beni e risorse naturali
L'area in cui sorge il deposito ricade nella zona 7 – Costa
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paesaggistico (Piano Regionale Paesistico)
Teatina, classificata dal Piano Regionale Paesistico come “Trasformazione a regime ordinario – D” (v. Allegato 3 – Stralcio Piano Regionale Paesistico).
L'area in cui sorge il deposito non rientra all'interno di: un'area naturale protetta nazionale, un parco naturale regionale, una riserva, un monumento naturale, un'oasi di protezione faunistica, una zona umida protetta, né in un'area contigua o in una fascia di rispetto di una delle ipotesi di cui sopra (v. Allegato 22 – Carta delle aree protette).
L'area in cui sorge il deposito non rientra all'interno di un Sito di
Protezione Speciale (ZPS), così come classificate nel D.M. 03/04/2000 (v. Allegato 22 – Carta delle aree protette)
L'area in cui sorge il deposito non ricade in una zona con presenza di beni storici, artistici, archeologici e paleontologici.
archeologici e paleontologici
Zone di ripopolamento e cattura faunistica
in cui sorge il deposito
non ricade
una zona di
ripopolamento e cattura faunistica.
7) Aspetti urbanistici
L’area in questione ricade secondo il vigente il Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Ortona nella Zona F2 “Porto Commerciale ed Industriale – Area Industriale ASI Val Pescara” (v. Allegato 16 – Stralcio Piano Regolatore Generale Comune di Ortona).
8) Aspetti strategico-funzionali
L’area è ubicata in una posizione strategica in quanto si trova sulla Banchina di Riva Vecchia a circa 75 metri dall’ormeggio della nave. La distanza dall’imbocco dell’autostrada A14 (Ortona) è di circa 6,5 Km, percorribili in circa 6 minuti. L’area portuale si trova a ridosso di importanti arterie di comunicazione
quali la Strada Statale Adriatica n. 16 (v. Allegato 4 – Viabilità
carta provinciale e regionale 1:100.000).
Vicinanza a distretti industriali
All’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina
Riva Vecchia sono già presenti altri operatori quali AGIP
S.p.A., Ortona Navi International, Micoperi S.p.A., Fiore S.r.l. e la Walter Tosto Serbatoi S.p.A. con depositi, capannoni, rimesse
materiali di vario genere, container, gru e mezzi d’opera vari
per la movimentazione delle merci. In definitiva la banchina si presenta già con una connotazione di approdo industriale e commerciale all’interno della quale si inseriscono bene i nuovi capannoni da realizzare. In prossimità del porto di Ortona sorgono importanti distretti industriali e attività imprenditoriali che necessitano di infrastrutture e servizi efficienti e che possano aiutare a concorrere alla riduzione dei costi industriali.
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Alla luce di tutti gli aspetti di cui sopra, esaminati singolarmente e dettagliatamente, è evidente come il deposito in esame sia rispondente alle caratteristiche richieste dalla normativa vigente e non sia soggetto a vincoli di alcun genere.
In definitiva dall'esame delle prescrizioni impartite da tutti gli strumenti di pianificazione risulta la conformità delle caratteristiche del deposito e la rispondenza a tutte le disposizioni previste dalle normative vigenti.
L’unico vincolo presente nell’area portuale è il vincolo paesaggistico per il quale la Buonefra S.r.l. ha già ottenuto il nulla-Osta ai sensi dell’art. 159 del D.Lgs. 42/04 della Giunta Regionale – Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia, protocollo n. 6059/10 del 19.10.2010, Provvedimento n. 6502 del 13.04.2010.
Si tenga inoltre in considerazione che:
deposito sorgerà all'interno di un porto con funzione di approdo industriale e commerciale;
all’interno del deposito si svolge esclusivamente una attività di tipo commerciale, senza alcun tipo di trasformazione e/o lavorazione di prodotti;
deposito ha lo scopo di migliorare i servizi in ambito portuale e quindi porterà vantaggi a
tutto il sistema dei servizi che opera attorno al porto di Ortona;
deposito è ubicato in un’area all’interno del porto, fornito da un sistema viario che può
tranquillamente tollerare il traffico di automezzi in ingresso ed in uscita;
lo stoccaggio all’interno di capannoni ermeticamente chiusi eviterà gli attuali stoccaggi, più
meno prolungati, direttamente sulla banchina del porto, esposta agli agenti atmosferici e a pochi metri dal mare, con conseguente rischio di inquinamento delle acque.
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4.1 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’ SVOLTE
La Società Buonefra S.r.l. è una Impresa portuale con sede legale in Ortona (CH) in Via del
Porto. La Società opera dal 1974 nel settore della movimentazione di merci di vario tipo in ambito portuale. In particolare si occupa delle operazioni di sbarco/imbarco navi e della movimentazione delle merci in banchina e nelle aree adiacenti, con mezzi e personale specializzato proprio. In particolare i mezzi di cui dispone sono i seguenti:
• AUTOGRU PORTUALI
• AUTOGRU TRALICCIATE
• AUTOGRU TELESCOPICHE
• AUTOGRU MOBILI TELESCOPICHE
• FORK LIFTS (ELEVATORI)
• PALE MECCANICHE
• BOBCAT E SPAZZATRICI
Le attività della Società si svolgono prevalentemente in ambito portuale ed in particolare nelle banchine operative del porto di Ortona che, allo stato attuale, hanno le seguenti caratteristiche :
NUOVA BANCHINA MOLO NORD Lunghezza utile per l’attracco: 450 metri Superficie totale : 50.000 mq (ca) Pescaggio massimo ufficiale : 6,80 metri
MOLO MARTELLO Lunghezza utile per l’attracco: 100 metri Superficie totale : 2.500 mq (ca) Pescaggio massimo ufficiale : 5,70 metri
BANCHINA COMMERCIALE MOLO NORD Lunghezza utile per l’attracco: 500 metri
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Superficie totale : 20.000 mq (ca) Pescaggio massimo ufficiale : 5,70 metri
BANCHINA DI RIVA VECCHIA Lunghezza utile per l’attracco: 250 metri Superficie totale : 25.000 mq (ca) Pescaggio massimo ufficiale : 5,70 metri
BANCHINA DI RIVA NUOVA Lunghezza utile per l’attracco: 250 metri Superficie totale : 20.000 mq (ca) Pescaggio massimo ufficiale : 5,70 metri
BANCHINA MANDRACCHIO Lunghezza utile per l’attracco: 60 metri Superficie totale : 600 mq (ca) Pescaggio massimo ufficiale : 5,70 metri
I principali servizi offerti all’interno del Porto di Ortona sono:
2) OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO E NOLEGGIO AUTOGRU DA 15 A 300 TON
IMBARCO E SBARCO MERCI
IMBARCATE MANOVALANZA PORTUALE - FACCHINAGGIO
Con personale specializzato alle dipendenze della Buonefra S.r.l. OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO E NOLEGGIO CARRELLI ELEVATORI DA 4 A 25 TON
OPERAZIONI IN QUOTA E NOLEGGIO PIATTAFORME AERE FINO A 30 MT
6) OPERAZIONI DI MOVIMENTAZIONE E NOLEGGIO PALE GOMMATE, BOBCAT
E SPAZZATRICI SERVIZIO DI PESATURA PORTUALE CERTIFICATA E VERIFICA CARICHI
DISPONIBILITA’ AREE PER STOCCAGGIO MATERIALI
Disponibilità capannoni e silos in ambito portuale.
Disponibilità aree in ambito portuale per stoccaggio attrezzature e materiali.
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 Disponibilità aree doganali in ambito portuale.
 Servizio di deposito materiale in aree portuali in concessione mq 15.000 (ed anche in regime doganale mq 2.000).
Attualmente fra i clienti si possono annoverare Società di rilevanza internazionale quali Geoservices S.r.l., Siecoservices S.r.l., Iniziative Industriali S.r.l., Molino Alimonti S.p.A., Walter Tosto Serbatoi S.p.A., De Cecco S.p.A. La Buonefra S.r.l. lavora inoltre con varie altre società quali Riveco-Generalsider S.p.A., Lafarge S.p.A., Officine Maccaferri S.p.A., Ceramica Saba S.p.A., Ceramiche Marazzi S.p.A., Micoperi S.p.A., Ortona Navi International S.r.l., Fagioli S.p.A., Kaoline Europe S.r.l., Radarchim S.r.l
4.1.2 DESCRIZIONE DELLA ATTIVITÀ
La Società Buonefra S.r.l. al fine di migliorare la gestione della propria attività e dei servizi offerti in ambito portuale, intende realizzare un deposito di materiali inerti, sale, argille, coke di petrolio, carbone e prodotti siderurgici. Il deposito sarà finalizzato allo stoccaggio delle merci movimentate nell’ambito della attività portuale. Nel dettaglio attualmente sono già stati realizzati sulla banchina di Riva Vecchia n. 2 capannoni di superficie complessiva pari a 1.050 mq. La Buonefra S.r.l. intende costruire altri 4 capannoni, adiacenti a quelli esistenti, di cui n. 2 capannoni con superficie pari a 770 mq (dimensioni 22 x 35 metri), n. 1 con superficie pari a 350 mq (dimensioni 10 x 35 metri) e n. 1 con superficie pari a 560 mq (dimensioni 16 x 35 metri). La superficie complessiva occupata dai nuovi 4 capannoni è pari a 2.450 mq (dimensioni complessive 70 x 35 metri).
Le merci saranno stoccate all’interno di capannoni idonei allo scopo, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti in materia ed evitando così lo stoccaggio sulla banchina del porto, esposta agli agenti atmosferici e potenziale causa di inquinamento ambientale in caso di sversamento accidentale in mare. Lo scarico dalle navi avverrà tramite una gru con benna elettro-idraulica. Il coke di petrolio sarà ricevuto già bagnato 1 e sarà scaricato in una tramoggia direttamente all’interno
1 Il coke di petrolio viene consegnato già umido con un contenuto di acqua di circa il 10-15%.
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dell’automezzo (senza depositarlo sulla banchina). L’automezzo sarà caricato dalla tramoggia tramite un cannocchiale. Completato il carico, l’autista dell’automezzo azionerà tramite un telecomando il motorino del telo di copertura dell’automezzo (copri-scopri tipo elettrico, super ermetico con catena centrale). L’automezzo verrà scaricato direttamente nel deposito senza che quindi il coke di petrolio abbia toccato la banchina portuale. In una fase più avanzata della
gestione del deposito si valuterà l’ipotesi di installare dei nastri trasportatori o altri sistemi alternativi agli automezzi per il trasferimento delle merci dalle navi all’interno del deposito. In tal si cercherà di ridurre ulteriormente la circolazione dei mezzi in ambito portuale. Successivamente le merci in deposito saranno avviate al mercato locale. Le merci saranno stoccate alla rinfusa o in colli e le tipologie movimentate saranno le seguenti:
 sabbia, sale, clinker, argille e altri materiali inerti
 coke di petrolio e carbone
 prodotti siderurgici (coils, vergelle 2 e lamiere)
Tutte le merci di cui sopra saranno stoccate all’interno dei nuovi capannoni che saranno ermeticamente chiusi per evitare qualsiasi contatto del materiale con l’esterno.
2 Barre di acciaio semilavorato.
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4.2 UBICAZIONE DEL DEPOSITO
Il sito all’interno del quale si intende realizzare il deposito è ubicato nel Comune di Ortona (CH), all’interno del Porto di Ortona e precisamente sulla Banchina di Riva Vecchia. Il terreno in questione occupa una superficie complessiva di mq 5.600 ed è di proprietà demaniale. La Società Buonefra S.r.l. ha ottenuto dalla Capitaneria di Porto di Pescara la concessione individuabile al registro delle Concessioni demaniali al n. 17 del registro delle concessioni anno 2005 – n. 30633 del repertorio del 05 aprile 2005; inoltre la Buonefra S.r.l. dispone della licenza suppletiva rilasciata dalla Capitaneria di Porto di ORTONA individuabile al registro delle Concessioni demaniali al n. 67 del registro delle concessioni anno 2008 - n. 348/08 del repertorio del 08 settembre 2008. All’interno di detto terreno sono già stati realizzati n. 2 capannoni per deposito merci sfuse di mq 1050 con annessa area di mq 112,50 di cui al D.M. 1444/68, in base al Permesso di Costruire n. 24 del 14 ottobre 2008 rilasciato dal Comune di Ortona a seguito di Conferenza dei Servizi per variante al piano regolatore portuale. Sulla residua area in concessione di mq 4.437,50 (mq 5.600,00 – mq 1.162,50) la Società Buonefra S.r.l. intende completare ed ampliare il progetto d’insediamento, realizzando ulteriori quattro capannoni per complessivi mq 2.450,00 (ovvero due capannoni da mq 770 cadauno, uno da mq 350 ed un quarto capannone di 560 mq), in modo tale da lasciare come area scoperta disponibile per le operazioni connesse all’attività di impresa portuale una superficie di mq 1.725. L’accesso al Porto è realizzato tramite un cavalcavia alla radice del Molo Sud che lo collega direttamente con la rete stradale (SS 16 Adriatica e A14 BOLOGNA - TARANTO). La distanza del Porto dal casello autostradale della A14 (Ortona) è pari a circa 6,5 km, percorribili in circa 6 minuti.
Le coordinate (georeferenziazione) del sito sono: 42°21'13.65"N – 14°24'33.39"E.
Il terreno in questione è individuabile presso l’Agenzia del Territorio di Chieti al foglio n. 26 particella 4124 (v. Allegato 15 – Planimetria Catastale 1:2.000) che si sviluppa per una superficie complessiva di 80.940 mq, di cui 5.600 mq in concessione alla Società Buonefra S.r.l Il lotto ricade secondo il vigente Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Ortona nella Zona F2 “Porto Commerciale ed Industriale – Area Industriale ASI Val Pescara” (v. Allegato 16 – Stralcio Piano Regolatore Generale Comune di Ortona).
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L’area è ubicata in una posizione strategica in quanto si trova sulla Banchina di Riva Vecchia a circa 75 metri dall’ormeggio della nave. La distanza dall’imbocco dell’autostrada A14 (Ortona) è di circa 6,5 Km. L’area portuale si trova a ridosso di importanti arterie di comunicazione quali la Strada Statale Adriatica n. 16. All’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina di Riva Vecchia sono già presenti altri operatori quali AGIP S.p.A., Ortona Navi International, Micoperi S.r.l., Fiore S.r.l. e la Walter Tosto Serbatoi S.p.A. con depositi, capannoni, rimesse di materiali di vario genere, container, gru e mezzi d’opera vari per la movimentazione delle merci. In definitiva la banchina si presente già con una connotazione di approdo industriale e commerciale all’interno della quale si inseriscono bene i nuovi capannoni da realizzare (v. Allegato 26 – Documentazione Fotografica).
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4.3 AUTORIZZAZIONI IN POSSESSO DEL DEPOSITO
Allo stato attuale sono già stati realizzati n. 2 capannoni per deposito merci sfuse di mq 1.050 con annessa area di mq 112,50 di cui al D.M. 1444/68, in base al Permesso di Costruire n. 24 del 14 ottobre 2008 rilasciato dal Comune di Ortona a seguito di Conferenza dei Servizi per variante
al piano regolatore portuale.
Sulla residua area in concessione di mq 4.437,50 (mq 5.600,00 – mq 1.162,50) la Società Buonefra S.r.l. intende completare ed ampliare il progetto d’insediamento, realizzando ulteriori quattro capannoni per complessivi mq 2.450 (ovvero due capannoni da mq 770 cadauno, uno da
mq 350 ed un quarto capannone di mq 560), tale da lasciare come area scoperta disponibile per le operazioni connesse all’attività di impresa portuale una superficie di mq 1.725. Al fine di costruire gli altri 4 capannoni, sono state richieste tutte le autorizzazioni necessarie agli Enti preposti e nel contempo si è proceduto anche ad ottemperare alla procedura della verifica
di assoggettabilità ambientale relativamente allo stoccaggio del coke di petrolio.
Di seguito sono elencate le autorizzazioni ottenute e quelle in corso di ottenimento per la realizzazione del deposito.
4.3.1 AUTORIZZAZIONI OTTENUTE PER LA REALIZZAZIONE DEI PRIMI 2 CAPANNONI Per la realizzazione dei primi 2 capannoni esistenti sono stati ottenuti i seguenti pareri/nulla
Permesso di Costruire n. 24 del 14 ottobre 2008 rilasciato dal Comune di Ortona;
Ordinanza della Capitaneria di Porto di Ortona n. 92/2008;
Concessione Demaniale, di cui al registro concessioni anno 2005, numero di repertorio 30633 rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Capitaneria di porto di ORTONA, con data al 31.12.2008, rinnovato con Concessione Suppletiva n. 67/08 repertorio n. 348/08 del 08 settembre 2008;
Parere di Conformità del Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara, protocollo n. 471 del 08.02.2007;
Autorizzazione della Agenzia delle Dogane, protocollo n. 3620 del 19.02.2007;
Parere favorevole della Giunta Regionale – Servizio del Genio Civile, protocollo n. 2246 del
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Parere favorevole della Provincia di Chieti – Settore Urbanistica, protocollo n. 56058 del
Nulla-Osta ai sensi dell’art. 159 del D.Lgs. 42/04 della Giunta Regionale – Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia, protocollo n. 19976/07 del 12.11.2007;
Conferma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali rilasciata il 04.12.2007 con protocollo n. 20529 relativamente al nulla-Osta rilasciato ai sensi dell’art. 159 del D.Lgs. 42/04 dalla Giunta Regionale – Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia, protocollo n. 19976/07 del 12.11.2007;
Parere favorevole della A.U.S.L. di Chieti – Presidio di Ortona, protocollo n. 346 del
Parere favorevole della Giunta Regionale – Servizio Opere Marittime e Qualità delle Acque Marine, protocollo n. 993 del 16.01.2008;
Deposito progetto presso il Servizio Attività Tecniche Territoriali della Provincia di Chieti, Protocollo n. 8489 del 04.12.2008 – Protocollo deposito n. 4266 del 10.12.2008;
Parere di Conformità Antincendio favorevole rilasciato dal Comando Provinciale dei VV.F. di Chieti, protocollo n. 9180 del 14.02.2008.
4.3.1.1 EMISSIONI IN ATMOSFERA La Società Buonefra S.r.l. possiede la autorizzazione alle emissioni in atmosfera (ai sensi dell’Art. 269 del D.Lgs. 152/06) per le “attività di trasporto, carico, scarico e stoccaggio materiali polverulenti” nell’ambito della Banchina di Riva Vecchia, n. Registro CH/2011/032 del
4.3.2 AUTORIZZAZIONI OTTENUTE PER LA REALIZZAZIONE DEI 4 NUOVI CAPANNONI Per la realizzazione dei nuovi 4 capannoni è stata attivata la procedura di autorizzazione attraverso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (S.U.A.P.) ai sensi dell’art. 4 comma 5 e art. 5 del D.P.R. 447/98 modificato dal D.P.R. 440/00. Allo stato attuale sono stati ottenuti i seguenti pareri/nulla osta:
o Concessione Demaniale, di cui al registro concessioni anno 2005, numero di repertorio 30633 rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Capitaneria di porto di ORTONA, con data al 31.12.2008, rinnovato con Concessione Suppletiva n. 67/08 repertorio n. 348/08 del 08 settembre 2008;
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Parere di Conformità del Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara, protocollo n. 3461 UT/N del 22.09.2009;
Autorizzazione della Agenzia delle Dogane, protocollo n. 2744 del 09.02.2010;
Nulla-Osta ai sensi dell’art. 159 del D.Lgs. 42/04 della Giunta Regionale – Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia, protocollo n. 6059/10 del 19.10.2010, Provvedimento
6502 del 13.04.2010;
Conferma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali rilasciata il 12.03.2010 con protocollo n. 2584 relativamente al nulla-Osta rilasciato ai sensi dell’art. 159 del D.Lgs. 42/04 dalla Giunta Regionale – Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia, protocollo
Parere di Conformità Antincendio favorevole rilasciato dal Comando Provinciale dei VV.F.
di Chieti, protocollo n. 0011408 del 01.12.2009.
4.3.3 AUTORIZZAZIONE DA OTTENERE PER LA REALIZZAZIONE DEI 4 NUOVI CAPANNONI Gli ultimi pareri/nulla osta che si è in attesa di ricevere (tra l’altro non vincolanti) per la realizzazione dei nuovi 4 capannoni sono invece i seguenti:
Parere della Giunta Regionale – Servizio del Genio Civile;
Parere della Provincia di Chieti – Settore Urbanistica;
Parere della Giunta Regionale – Servizio Opere Marittime e Qualità delle Acque Marine.
Una volta acquisiti i suddetti ultimi pareri si potrà richiedere il provvedimento conclusivo al Comune di Ortona, propedeutico al rilascio del Permesso di Costruire finale.
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4.4 DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL DEPOSITO
4.4.1 DESCRIZIONE DEL DEPOSITO
Il ciclo lavorativo del deposito si svolgerà dal lunedì al venerdì dalle ore 7:30 alle ore 17:00. Saranno impiegate n. 5 unità lavorative 3 , di cui n. 3 addetti alla movimentazione dei materiali e n. 2 addetti amministrativi (pesa automezzi, emissione bolle). Il deposito opererà inizialmente in totale 225-230 giorni all’anno. L’attività della Buonefra S.r.l. si sviluppa all’interno di un’area portuale (v. Allegato 18 - Planimetria Area Deposito). La banchina è accessibile dall’ingresso principale adiacente a Via Cervana. L’accesso all’area portuale è controllato dalla Capitaneria di Porto ed è impedito l’accesso ai non addetti ai lavori:
l’accesso è riservato esclusivamente agli Operatori portuali muniti di regolare permesso. A fianco dei capannoni esistenti è installata una pesa a ponte elettronica, di portata massima pari a 80 tonnellate, per il controllo dei quantitativi di materiali in ingresso ed in uscita. Le dimensioni della pesa sono: lunghezza 18 metri, larghezza 3 metri. La pesa verrà regolarmente e periodicamente tarata da Ditte specializzate del settore secondo la normativa vigente in materia. In prossimità della pesa sono posizionate delle strutture prefabbricate per uffici, officina meccanica, magazzino e spogliatoi Operatori.
4.4.2 DESCRIZIONE AREE STOCCAGGIO Le merci saranno stoccate alla rinfusa o in colli e le tipologie movimentate saranno le
 prodotti siderurgici (coils, vergelle 4 e lamiere)
Tutti i prodotti saranno stoccati all’interno di capannoni ermeticamente chiusi per evitare
qualsiasi contatto del materiale con l’esterno. I due capannoni esistenti hanno le seguenti dimensioni e caratteristiche costruttive:
Dimensioni planimetriche 30 metri x 35 metri ovvero mq 1.050,00 (complessivi);
Altezza utile interna metri 10,00 sotto trave carro ponte;
3 In aggiunta occorre considerare l’indotto che si creerà fra i piccoli trasportatori (padroncini) locali che saranno impiegati per la consegna del materiale dal deposito ai clienti finali. Una ipotesi di incremento occupazionale in tal senso si attesta in n. 10 unità lavorative.
4 Barre di acciaio semilavorato.
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Volume mc. 10.500,00 (mq 1.050,00 x h. 10,00);
Struttura portante di base fondazione in calcestruzzo armato fino a piano di camminamento (ovvero piano banchina);
Parete in cls. da piano di camminamento sino ad un’altezza di metri + 2,00 spessore metri
Parete di chiusura in pannelli prefabbricati in cls agganciata a profili metallici portanti dalla quota di + 2,00 alla quota di + 10,00 (il volume tecnologico è chiuso con parti traslucide per avere all’interno della struttura un’illuminazione ed un’aerazione naturale);
Copertura in lastre tipo sandwich su struttura metallica a capriata agganciata alla struttura in elevazione;
Porte scorrevoli su binari, internamente al capannone poste sulla facciata più corta (ovvero quella fronte banchina di riva ) di dimensioni cadauna 7,50 in larghezza per un’altezza pari a quella del fronte del capannone, sino alla trave orizzontale d’inizio capriata di copertura.
I quattro capannoni da realizzare avranno invece le seguenti dimensioni e caratteristiche costruttive:
N° 2 capannoni di dimensioni planimetriche 22 metri x 35 metri ovvero 770,00 mq cadauno (1.540,00 mq complessivi);
N° 1 capannone di dimensioni planimetriche 10 metri x 35 metri ovvero mq 350,00;
N° 1 capannone di dimensioni planimetriche 16 metri x 35 metri ovvero mq 560,00;
Altezza utile interna mt 11,42; Altezza totale esterna mt 13,72;
Volume netto interno mc. 27.979,00 (mq 2.450,00 x h. 11,42 metri);
Volume lordo totale mc. 33.614,00 (mq 2.450,00 x h. 13,72 metri).
Parete in cls. da piano di camminamento sino ad un’altezza di metri + 0,30 / 0,50;
Parete di chiusura in lamiera metallica agganciata a profili metallici portanti dalla quota di + 0,40 alla quota di + 11,42 metri con parti opache e parti anche traslucide per avere all’interno della struttura un’illuminazione ed un’aerazione naturale;
Copertura in lastre tipo sandwich su struttura metallica a capriata agganciata alla struttura in elevazione.
Porte scorrevoli verticali su binari, poste sulla facciata più corta (ovvero quella frontale alla banchina) per tutta la lunghezza della facciata e per un’altezza di metri 11,72.
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Ciascun capannone sarà compartimentato e fornito di ingresso autonomo.
I suddetti prodotti saranno stoccati in cumuli di altezza e forma geometrica variabile in base
alla tipologia del materiale. In generale il quantitativo massimo che si può stoccare si ricava dall’area massima (lorda) pari 1.050 5 mq + 2.450 6 mq = 3.500 mq x l’altezza massima del cumulo
pari a 8 metri = 28.000 mc.
4.4.3 IGIENE E SICUREZZA DEL LAVORO
I capannoni saranno realizzati in modo tale da risultare ermetici per evitare qualsiasi contatto
con l’esterno. In particolare i lati dei capannoni saranno completamente chiusi, senza finestre né aperture di alcun tipo: l’unico lato aperto sarà quello corto, lato banchina. Ciascuno dei quattro capannoni sarà munito di una apertura autonoma che sarà realizzata tramite porte scorrevoli verticali su binari, per tutta la lunghezza della facciata e per un’altezza di metri 11,72. Tutti i lucernai saranno fissi, di materiale non combustibile (classe di reazione al fuoco B- s1,d0) e garantiranno una superficie illuminante superiore a 1/20 della superficie di pavimento. Infine sarà prestata la massima attenzione durante la gestione del deposito, mantenendo i capannoni costantemente puliti.
All’interno del deposito sarà previsto un numero di Operatori non superiore a 5 unità. E’ già presente un locale servizi igienici con annesso spogliatoio e doccia. Relativamente alla formazione ed informazione dei lavoratori, il livello formativo e la
sensibilizzazione del personale per il rispetto delle norme di sicurezza sarà continuamente incrementato, soprattutto con riferimento alla prove di evacuazione ed alla gestione delle emergenze.
Il deposito è soggetto al controllo dei VV.F. in quanto rientrante fra le attività 46 e 88 di cui al
D.M. 16/02/1982. In tal senso sono già state avviate le procedure per l’ottenimento del Certificato
di Prevenzione Incendi (C.P.I.) ed in tale ambito sono stati progettati tutti i mezzi ed i sistemi necessari per garantire la sicurezza dei lavoratori e la gestione delle emergenze. Infine tutti gli addetti al deposito seguiranno il Corso di Formazione organizzato e tenuto dai VV.F. per Attività a Rischio di Incendio Medio (8 ore).
5 Area complessiva capannoni esistenti.
6 Area complessiva capannoni da realizzare.
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MOVIMENTAZIONE PRODOTTI E POTENZIALITA’ ANNUE
Come già detto in precedenza la capacità di stoccaggio massima è pari a 3.500 mq x 8 metri =
mc. Per quanto riguarda il coke di petrolio la quantità massima in stoccaggio sarà pari a
mc x 0.8 tonn/mc = 22.400 tonnellate.
A fronte dei suddetti stoccaggi si può ipotizzare una movimentazione a regime di 75.000
tonnellate all’anno di coke di petrolio che saranno scaricate utilizzando 8-10 navi di portata pari a 7-8.000 tonnellata cadauna. Lo scarico di ciascuna nave avverrà al massimo entro 2 giorni dall’ormeggio in banchina per evitare di incorrere nel pagamento di penali (controstarlie). Quindi
totale lo scarico delle navi di cui sopra durerà al massimo 15-20 giorni all’anno. Le navi adibite al trasporto del coke di petrolio sono delle navi cargo, adibite esclusivamente
trasporto di detto prodotto e non trasportano contemporaneamente altre merci. Il pescaggio
richiesto dalle navi oscilla fra i 5 e i 6 metri e la loro lunghezza varia tra 100-150 metri (a fronte
di una lunghezza della banchina di 250 metri). Sono provviste tutte di doppio scafo e impianto
Il controllo qualitativo e quantitativo dei vari prodotti verrà eseguito direttamente in fase di scarico dalla nave. Detto controllo viene di norma realizzato tramite varie campionature e avvalendosi di Società specializzate (SGS) che garantiscono che il carico arrivi a destinazione secondo quanto stabilito nel contratto. Ulteriori controlli saranno eseguiti dall’Ufficio delle Dogane di Pescara (ex U.T.F.) qualora il coke di petrolio fosse destinato ad un utilizzo per il quale è previsto il pagamento della accisa.
4.4.6 SISTEMA DI RACCOLTA ACQUE METEORICHE E REFLUE
L’area in esame sarà adibita esclusivamente allo stoccaggio di merci e materiali e sono da escludersi attività e/o lavorazioni di qualsiasi tipo che possano originare acque reflue di tipo
industriale. Saranno quindi da gestire:
 Acque nere (di tipo domestico) provenienti dal locale servizi igienici con annesso spogliatoio e doccia  Acque meteoriche di prima e seconda pioggia provenienti dalla superficie impermeabilizzata (banchina) e acque bianche raccolte dalla copertura dei capannoni Le acque nere sono collegate tramite una linea dedicata alla rete fognante comunale, posizionata lungo Via Cervana.
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Le acque meteoriche di prima e seconda pioggia sono gestite dal Demanio dello Stato – Ramo Marina Mercantile, in qualità di proprietario dell’area su cui insiste il deposito. Pertanto saranno gli Enti proprietari dell’area (banchina) i soggetti a cui fa capo l’adozione di eventuali sistemi per la gestione di dette acque. Nel caso in esame va ribadito che le merci saranno scaricate direttamente nel deposito senza che siano entrate in contatto in alcun modo con la banchina portuale.
Il deposito sarà gestito in modo tale che nel corso delle attività non vengano alterate le condizioni di sicurezza ed in particolare che:
 Lungo le vie di uscita non vengano collocati ostacoli che possano intralciare l’evacuazione delle persone o che costituiscano rischio di propagazione dell’incendio;
 Vengano presi opportuni provvedimenti di sicurezza in occasione di situazioni particolari, quali manutenzione, risistemazioni, etc;
 Vengano mantenuti efficienti i mezzi e gli impianti antincendio, vengano eseguite tempestivamente le eventuali manutenzioni o sostituzioni necessarie e siano condotte periodicamente prove degli stessi con cadenze non superiori a sei mesi;
 Vengano mantenuti costantemente in efficienza gli impianti elettrici;
 Venga mantenuto costantemente in efficienza l’impianto di ventilazione, con controllo periodica del relativo funzionamento con cadenza non superiore ad un anno.
Per quanto riguarda il Personale addetto al deposito, verrà formato ed informato affinché sia in grado di usare correttamente i mezzi disponibili per le operazioni di primo intervento, di azionare il sistema di allarme ed il sistema di chiamata di soccorso e sarà formato sulle misure ed il comportamento da adottare in caso di evacuazione dell’ambiente di lavoro anche tramite periodiche prove. Al fine di conseguire una formazione ottimale per quanto sopra, il Personale addetto al deposito seguirà il Corso di Formazione organizzato e tenuto dai VV.F. per Attività a Rischio di Incendio Medio (8 ore). Infine sarà predisposto un apposito registro dei controlli periodici, dove saranno annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi alla efficienza degli impianti elettrici, di illuminazione, di sicurezza, dei presidi antincendi, dei dispositivi di sicurezza e di controllo delle aree a rischio specifico e della osservanza della limitazione dei carichi di incendio nei vari ambienti della attività, nonché le riunioni di addestramento e le esercitazioni di evacuazione. Detto registro sarà mantenuto
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costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.
Inoltre all’interno dell’intero deposito non sarà consentito:
 Accatastare lungo le vie di fuga materiali di qualsiasi genere e quant’altro possa intralciare l’evacuazione delle persone o costituire rischio di propagazione dell’incendio;
 Fumare;
 Usare fiamme libere;
 Utilizzare apparecchiature a gas o ad incandescenza.
Infine sarà sempre garantita l’accessibilità, la percorribilità e l’accostamento degli automezzi antincendio e di qualsiasi altro mezzo di soccorso.
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ambientale si ottiene valutando
delle singole risorse
ambientali ed antropiche che compongono l'area in cui è ubicato il deposito:
 Atmosfera;
 Ambiente idrico;
 Suolo e sottosuolo;
 Vegetazione, flora e fauna;
 Salute pubblica;
 Rumore e vibrazioni;
 Paesaggio;
 Tessuto socio – economico.
Al fine di analizzare i vari aspetti sopra elencati, si sono passati in rassegna i dati disponibili reperiti da varie fonti, tutte scelte fra quelle istituzionali (Regione Abruzzo, A.R.T.A.) e di
comprovata affidabilità, nonché fra gli enti tecnico-scientifici quali l'E.N.E.A. e l'A.R.S.S.A dettaglio le fonti consultate sono state le seguenti:
 “Piano di Tutela delle Acque” della Regione Abruzzo;
 “Centro Agrometeorologico Regionale” dell'A.R.S.S.A.;
 “Relazione Geologica e Geotecnica”;
 “Rapporto sullo stato dell’ambiente in Abruzzo 2005” dell’ARTA;
 “Classificazione in aree climatiche” dell’ENEA;
 “Dati meteorologici rilevati su Pescara Aeroporto” dall'ENEA;
 “Stima delle emissioni gassose provenienti dalle sorgenti industriali – anno 2005” dell'ARTA della Provincia di Chieti
Il sito all’interno del quale si intende realizzare il deposito è ubicato nel Comune di Ortona (CH), all’interno del Porto di Ortona e precisamente sulla Banchina di Riva Vecchia. Il terreno in questione occupa una superficie complessiva di mq 5.600 ed è di proprietà demaniale. La Società Buonefra S.r.l. ha ottenuto dalla Capitaneria di Porto di Pescara la concessione individuabile al registro delle Concessioni demaniali al n. 17 del registro delle concessioni anno 2005 – n. 30633 del repertorio del 05 aprile 2005; inoltre la Buonefra S.r.l. dispone della licenza suppletiva rilasciata dalla Capitaneria di Porto di ORTONA individuabile al
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registro delle Concessioni demaniali al n. 67 del registro delle concessioni anno 2008 - n. 348/08 del repertorio del 08 settembre 2008. All’interno di detto terreno sono già stati realizzati n. 2 capannoni per deposito merci sfuse di mq 1050 con annessa area di mq 112,50 di cui al D.M. 1444/68, in base al Permesso di Costruire n. 24 del 14 ottobre 2008 rilasciato dal Comune di Ortona a seguito di Conferenza dei Servizi per variante al piano regolatore portuale. Sulla residua area in concessione di mq 4.437,50 (mq 5.600,00 – mq 1.162,50) la Società Buonefra S.r.l. intende completare ed ampliare il progetto d’insediamento, realizzando ulteriori quattro capannoni per complessivi mq 2.450,00 (ovvero due capannoni da mq 770 cadauno, uno da mq 350 ed un quarto capannone di 560 mq), in modo tale da lasciare come area scoperta disponibile per le operazioni connesse all’attività di impresa portuale una superficie di mq 1.725. L’area è ubicata in una posizione strategica in quanto si trova sulla Banchina di Riva Vecchia
a circa 75 metri dall’ormeggio della nave. L’accesso al Porto è realizzato tramite un cavalcavia alla radice del Molo Sud che lo collega direttamente con la rete stradale (SS 16 Adriatica e A14 BOLOGNA - TARANTO). L’area portuale si trova a ridosso di importanti arterie di comunicazione quali la Strada Statale Adriatica n. 16. La distanza del Porto dal casello autostradale della A14 (Ortona) è pari a circa 6,5 km, percorribili in circa 6 minuti. All’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina di Riva Vecchia sono già
presenti altri operatori quali AGIP S.p.A., Ortona Navi International, Micoperi S.p.A., Fiore S.r.l.
e la Walter Tosto Serbatoi S.p.A. con depositi, capannoni, rimesse di materiali di vario genere,
container, gru e mezzi d’opera vari per la movimentazione delle merci. In definitiva la banchina si presenta già con una connotazione di approdo industriale e commerciale all’interno della quale si inseriscono bene i nuovi capannoni da realizzare.
L'elemento “atmosfera” è stato suddiviso in sottogruppi quali il clima, le precipitazioni, la temperatura, l'umidità relativa, il vento, la radiazione solare, la qualità dell'aria.
Molti dati sono stati presi fra quelli rilevati dalla stazione meteorologica gestita dall'Enav all'interno dell'Aeroporto d'Abruzzo.
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Atri dati sono stati attinti dalla Rete di Monitoraggio Climatico del Centro Agrometeorologico Regionale dell'A.R.S.S.A. e dallo studio eseguito dall’A.R.T.A. della Provincia di Chieti ”Stima di emissioni gassose provenienti dalle sorgenti industriali – anno 2005”.
OMISSIS PER RIDUZIONE DIMENSIONI FILE
Rete di monitoraggio climatico del Centro Agrometeorologico Regionale (fonte A.R.S.S.A.)
Il territorio del Comune di Ortona (CH) risulta compreso tra i 0 e i 200 metri sul livello del mare, con un'escursione altimetrica complessiva pari a 200 metri. La collocazione geografica di Ortona a ridosso del mare Adriatico, le conferiscono un clima tipico della fascia costiera di tipo mediterraneo, caratterizzato da una ridotta escursione termica annua e diurna, con inverni ed estati miti (collina litoranea).
Per l’analisi dei dati climatici di Ortona, sono stati presi come riferimento i dati termometrici dell’archivio dell’ENEA rilevati presso l'Aeroporto d'Abruzzo. Detto archivio è stato costruito a partire dal 1983 avvalendosi di dati storici provenienti da reti diverse aventi importanza nazionale.
E’ stato utilizzato un sistema di classificazione delle aree climatiche in base alla suddivisione dei mesi dell’anno in mesi molto freddi (MFRED), mesi freddi (FREDD), mesi confortevoli (COMFO), mesi caldi (CALDO), mesi molto caldi (MCALD), secondo la tabella di seguito riportata.
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In base alla “Classificazione in aree climatiche” dell’ENEA, l'Aeroporto d'Abruzzo rientra all'interno dell’area climatica 4C ed è caratterizzata dal seguente profilo climatico:
I mesi di luglio e agosto sono mesi caldi. I mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre sono confortevoli, mentre aprile e novembre sono mesi già freddi. Tutti gli altri (gennaio, febbraio, marzo, dicembre) sono mesi molto freddi.
Per quanto concerne le precipitazioni sono stati presi i dati dell'ENAV, sempre relativamente all'Aeroporto d'Abruzzo.
Precipitazioni medie rilevate dall'ENAV presso l'aeroporto di Pescara
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Inoltre sono disponibili anche i dati delle precipitazioni rilevate dalla Rete di Monitoraggio Climatico del Centro Agrometeorologico Regionale dell'A.R.S.S.A. nel corso dell'anno 2007.
Bilancio agrometeorologico dell’annata 2007 nella Regione Abruzzo (fonte A.R.S.S.A.)
I dati relativi alle temperature sono sempre ancora relativi all'Aeroporto d'Abruzzo. In base
alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +6,1 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +23 °C; mediamente si verificano 30 giorni di gelo all'anno. Altri dati disponibili sono quelli della Rete di Monitoraggio Climatico del Centro
Agrometeorologico Regionale dell'A.R.S.S.A.
I valori estremi di temperatura registrati nella storia presso la stazione meteorologica di
Pescara sono i +45 °C del 30 agosto 2007 di massima e i -13,3 °C di minima del 4 gennaio 1979.
Temperature rilevate dall'ENAV presso l'aeroporto di Pescara
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Anche in questo caso sono disponibili i dati rilevati presso l'Aeroporto d'Abruzzo.
Dati di umidità rilevati dall'ENAV presso l'aeroporto di Pescara
Altri dati disponibili sono quelli rilevati dall'ENEA:
I dati disponibili per il vento sono i seguenti:
Venti rilevati dall'ENAV presso l'aeroporto di Pescara
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Per quanto concerne i dati relativi alla radiazione solare, sono disponibili i dati rilevati
dall'ENEA presso l'Aeroporto d'Abruzzo:
In ogni caso sono molto diffuse anche le rilevazioni eseguite da Ditte operanti nel settore degli impianti fotovoltaici che forniscono i seguenti dati:
Relativamente alla eliofania sono disponibili i seguenti dati:
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Eliofania assoluata rilevata dall'ENAV presso l'aeroporto di Pescara
Uno studio interessante è stato eseguito dall'ARTA della Provincia di Chieti “Stima delle emissioni gassose provenienti dalle sorgenti industriali – anno 2005” tramite il quale sono stati passati in rassegna le fonti di emissione delle varie zone industriali del territorio provinciale. Di seguito sono riportate le figure che riepilogano lo stato della qualità dell'aria relativamente a:
polveri, ossidi di azoto, ossidi di zolfo:
Mappa di concentrazione delle polveri (Kg/die) (Fonte A.R.T.A. Chieti)
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Mappa di concentrazione degli ossidi di azoto (Kg/die) (Fonte A.R.T.A. Chieti)
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Mappa di concentrazione degli ossidi di zolfo (Kg/die) (Fonte A.R.T.A. Chieti)
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Mappa di concentrazione delle SOV (Kg/die) (Fonte A.R.T.A. Chieti)
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Ne consegue un risultato per così dire “rassicurante” in quanto le attività industriali nel Comune di Ortona originano emissioni in atmosfera modeste, che fanno collocare l'area comunale, all'interno di una classifica delle aree più inquinate, in una posizione media relativamente ai parametri passati in rassegna.
Per sviluppare il presente paragrafo si è fatto riferimento principalmente al “Rapporto sullo stato dell’ambiente in Abruzzo 2005” dell’ARTA della Regione Abruzzo. Il giudizio complessivo è che circa il 52% delle stazioni totali monitorate ha presentato una qualità di livello buono o sufficiente, con uno scadimento della qualità soprattutto in corrispondenza delle zone maggiormente urbanizzate e/o nelle zone industriali e artigianali; tale diminuzione di qualità, inoltre, risulta più marcata nelle zone di valle e soprattutto di foce, che risentono degli apporti trofici e inquinanti ricevuti lungo tutta l’asta. Tali apporti sono spesso concentrati data la scarsità dei flussi di portata. L’analisi del presente paragrafo viene sviluppata riferendosi al fiume Moro che sfocia 2.5 Km circa a sud del porto di Ortona e che rappresenta il corso d’acqua di una certa importanza più vicino al deposito in esame.
Si fa riferimento ad una serie di indicatori che saranno di seguito esaminati singolarmente. Indice I.B.E. L’ I.B.E. (o Indice Biotico Esteso) si basa sull’analisi della struttura della comunità di macroinvertebrati che colonizzano le differenti tipologie fluviali. Il risultato complessivo è riportato nella figura seguente.
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Nell'area in esame l'indice I.B.E. è riconducibile alla classe III secondo la classificazione assunta:
Rappresentazione cartografica delle classi di Indice Biotico Esteso (Fonte ARTA Abruzzo)
Indice S.E.C.A. IL S.E.C.A. (o Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua) esprime l’intera complessità dell’ecosistema acquatico considerando comunque prioritario lo stato degli elementi biotici; per definirlo sono necessari i parametri chimici e fisici di base relativi al bilancio dell’ossigeno ed allo stato trofico (Livello dei Macrodescrittori- LIM) e l’indice biotico esteso (classi IBE). Il risultato complessivo è riportato nella figura seguente.
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Nell'area in esame l'indice S.E.C.A. è riconducibile alla classe 4 secondo la classificazione assunta:
Rappresentazione cartografica delle Classi di stato Ecologico (Fonte ARTA Abruzzo)
Indice S.A.C.A. IL S.A.C.A. (o Stato Ambientale dei Corsi d'Acqua) descrive lo stato ambientale dei corsi d’acqua considerando lo Stato ecologico (Indice SECA) e la presenza di inquinanti chimici (metalli pesanti-Cd, Cr, Cu, Hg, Ni, Pb- Pesticidi clorurati, Solventi clorurati) previsti dalla Tab.1 del D.Lgs 152/99. Il risultato complessivo è riportato nella figura seguente.
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Nell'area in esame l'indice S.A.C.A. è riconducibile nella categoria “scadente” secondo la classificazione assunta:
Rappresentazione cartografica dello Stato Ambientale dei corpi idrici monitorati (Fonte ARTA Abruzzo)
In conclusione la qualità delle acque superficiali (ovvero quelle del fiume Moro) è da considerarsi SCADENTE, sotto tutti i vari aspetti esaminati.
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In definitiva i risultati dello studio dell'ARTA Abruzzo possono essere riepilogati nella tabella seguente in cui sono riportati tutti gli indici sopra esposti (la stazione più prossima all'area in cui è ubicato il deposito è la n. R1311MR1):
Il rischio idraulico può essere valutato facendo riferimento alle cartografie riportate nel P.S.D.A. (v. Allegato 13). L’area portuale al cui interno si intende realizzare il deposito dista circa 2,5 Km dalla foce del fiume Moro e non è nemmeno ricompresa all’interno delle cartografie del P.S.D.A. Per quanto riguarda la carta delle pericolosità del fiume Moro (Elaborato 7.2.11.mo_fe.01) l'area in cui si intende realizzare il deposito non ricade in nessuna area classificata in base alla pericolosità idraulica (molto elevata, elevata, media, moderata). Analogo risultato si ottiene valutando la carta del rischio del fiume Moro (Elaborato 8.4.11.mo_fe.0): l'area in cui si intende realizzare il deposito non ricade in nessuna area di rischio (R1, R2, R3 e R4). Pertanto ne discende che per il deposito in oggetto non esistono vincoli derivanti dal rischio idraulico e, in particolare, non rientra in nessuna delle aree classificate nel P.S.D.A. secondo il livello di pericolosità o il grado di rischio.
Indice S.C.A.S. Per quanto concerne la valutazione della qualità delle acque sotterranee si fa riferimento all'indice S.C.A.S. (o Stato Chimico delle Acque Sotterranee) che realizza una classificazione chimica che utilizza il valore medio, rilevato per ogni parametro di base (conducibilità, nitrati, solfati, cloruri, manganese, ferro, ione ammonio) o addizionale nel periodo di riferimento. La classificazione è determinata dal valore di concentrazione peggiore riscontrato nelle analisi dei diversi parametri di base. Le classi individuate sono le seguenti:
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I dati disponibili più prossimi all’area in cui si intende realizzare il deposito, sono quelli riportati nella seguente tabella:
Le misurazioni eseguite non lasciano dubbi di interpretazione in quanto in quasi tutti i punti esaminati la classe di qualità è scadente.
Concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee
Un altro indice per la valutazione della qualità delle acque sotterranee è rappresentato dalla concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee che rappresenta la concentrazione media del parametro “nitrati” nelle acque sotterranee. Il monitoraggio dell’indicatore permette di determinare le zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati di origine agricola.
Le classi individuate sono le seguenti:
Per questo parametro i risultati sono incoraggianti:
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Per sviluppare il presente paragrafo si sono utilizzati i dati e le informazioni contenuti nella relazione geologica e geotecnica in possesso della Ditta Buonefra S.r.l. (v. Allegato 21 – Relazione Geologica e Geotecnica).
Geomorfologicamente l’area fa parte della fascia immediatamente a ridosso della costa:
essa era caratterizzata, prima delle trasformazioni operate dall’uomo, dalle serie de posizionali tipiche delle zone di costa: sedimenti di spiaggia e formazioni dunose.
Nella zona le prime trasformazioni all’ambiente naturale sono legate alla costruzione del porto con l’alterazione dei cicli de posizionali e/o erosivi, successivamente e a più riprese sono state costruite le varie banchine.
I siti interessati dal progetto sono ubicati sulla banchina di riva, formata essenzialmente, come tutta la banchina limitrofa, da materiali di riporto: la costruzione della banchina è stata effettuata calando in mare dapprima i massi di notevoli dimensioni sui quali è stato riportato materiale ghiaioso a granulometria inferiore e quindi, a colmare i vuoti, materiale sabbioso con limi. Si è quindi provveduto a costipare e rullare i depositi per formare i piazzali a tutt’oggi utilizzati.
Da ricordare l’ingressione di acqua marina all’interno dei materiali di riporto chiaramente permeabili, che si stabilizza al livello dell’acqua all’interno del porto e cioè circa 1-1,5 metri dal piano campagna.
La litologia che avrà interazioni con le fondazioni è quindi costituita da questi materiali di riporto appena descritti.
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Essa è costituita da ciottoli ad elementi di natura diversa (in prevalenza calcarea), costipati, con matrice sabbioso-argillosa in percentuale variabile, con clasti di dimensioni anche notevoli, fino a massi dotati di peso specifico = 2,00-2,10 tonn/mc.
E’inoltre caratterizzata da una compressibilità bassa, da coesione uguale a 0 tonn/mq, da un angolo d’attrito interno stimato superiore a 30° e da una elevata permeabilità primaria per porosità. Questi valori sono stimati in base ad una serie di indagini svolte in aree limitrofe alcune sulla banchina altre direttamente in mare.
I valori che si riportano nella tabella seguente sono desunti da prove penetrometriche pesanti (S.P.T.) eseguite nel corso dei sondaggi effettuati.
La formula di Yukitate (1982) lega il numero dei colpi della prova SPT all’angolo di attrito dei materiali:
In base all'OPCM n. 3274 del 20/03/2003 il Comune di Ortona è classificato nella “Zona 3”, una zona quindi a bassa pericolosità sismica (v. Allegato 7 – Zone sismiche della Regione Abruzzo).
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Relativamente al Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (P.A.I.) l'area in esame non rientra in nessuna delle zone classificate. In particolare:
 non rientra nelle aree classificate (P1, P2, P3) nella Carta delle Pericolosità da Frana (v. Allegato 12, foglio 1);
 non rientra nelle aree classificate (R1, R2, R3, R4) nella Carta del Rischio da Frana (v. Allegato 12, foglio 2);
 non rientra nelle aree classificate all'interno della Carta Inventario dei Fenomeni Franosi ed Erosivi (v. Allegato 12, foglio 3).
L'area in oggetto è ubicata all'interno di una zona portuale: è da escludere la presenza di specie animali e vegetali di particolare pregio naturalistico. L’area circostante risulta fortemente antropizzata, predominando una urbanizzazione di tipo commerciale e industriale. La vegetazione è del tutto assente.
Non risultano allo stato attuale studi specifici in materia.
Ciononostante la qualità dell’ambiente in cui è situato il deposito in relazione alla salute pubblica può considerarsi buona. Non sono presenti nell’area fonti significative d’inquinamento organico, chimico o elettromagnetico. Risultano completamente assenti sorgenti di radiazioni, odori o vibrazioni, ad eccezione di quelle derivanti dal normale traffico di autovetture e dalle attività industriali e commerciali presenti nella zona.
Nel paragrafo 5.2.7 “Qualità dell'aria” la situazione del Comune di Ortona relativamente alle emissioni in atmosfera derivanti da attività industriali, è da considerarsi tutto sommato accettabile. Ne discende che la scarsa popolazione presente nei dintorni non dovrebbe essere esposta ad immissioni inquinanti eccessive.
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Le fonti di rumore e vibrazioni sono principalmente quelle derivanti dal normale traffico veicolare e dalle attività industriali e commerciali presenti nella zona (v. anche Allegato 24 – Documento di Previsione dell’Impatto Acustico).
L'area in oggetto non presenta spunti di particolare interesse paesaggistico in quanto è ubicata all'interno di una zona portuale. Anche le aree limitrofi risultano caratterizzate da una forte antropizzazione di tipo industriale-commerciale.
Il Comune di Ortona appartiene alla provincia di Chieti e dista in linea d’aria circa 20 chilometri da Chieti, capoluogo della omonima provincia. Il comune conta 22.6947 abitanti (chiamati Ortonesi, di cui 10.991 maschi e 11.703 femmine) e ha una superficie di 70,17 chilometri quadrati per una densità abitativa di 323,4 abitanti per chilometro quadrato.
Il comune di Ortona ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 22.601 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 22.694 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una popolazione pressoché costante. Gli abitanti sono distribuiti in 8.095 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,8 componenti.
Risulta dai dati disponibili un Reddito Dichiarato Medio pari a €17.547,00 per l’anno 2005 ed un Indice di Vecchiaia per l’anno 2007 pari a 164,7.
7 Secondo il censimento ISTAT 2001.
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Allo scopo di definire qualitativamente e quantitativamente gli impatti che il progetto esercita sull’ambiente circostante sono stati esaminati gli effetti delle attività sulle singole risorse ambientali ed antropiche che compongono l'area in cui ci si propone di ubicare il deposito:
Nel caso in esame l’analisi degli impatti ambientali è stata effettuata principalmente per la fase di esercizio.
Per quanto riguarda invece un'eventuale fase di chiusura (smantellamento) della attività produttiva del deposito si può prevedere che vengano eseguite le seguenti operazioni per il ripristino delle condizioni del sito:
 Smantellamento dei capannoni 8 , delle strutture prefabbricate, delle apparecchiature antincendio e delle altre componenti installate;
 Pulizia del piazzale e dell’intero sito e avvio a corretto smaltimento del materiale risultante mediante ditte autorizzate;
 Ripristino del piazzale e dell’intero sito in generale mediante ricostruzione e riparazione delle parti eventualmente danneggiate, consumate e deteriorate;
 Ricerca di un reimpiego alternativo del sito per altre finalità (comunque di tipo industriale- commerciale).
Si tratta di attività puntuali e delimitate in un breve lasso di tempo.
8 I capannoni della Buonefra S.r.l. sono realizzati con lastre prefabbricate tipo sandwich che ne rendono agevole lo smontaggio ed una eventuale dismissione.
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Maggiore importanza e criticità riveste invece la fase di esercizio che è stata analizzata nel paragrafo 6.5.
Al fine di minimizzare gli impatti durante la fase di esercizio del deposito (condizioni normali
e anomale/emergenza), saranno adottati degli interventi concreti. Essi riguarderanno sia aspetti di
tipo generale e rivolti alla organizzazione aziendale sia aspetti di tipo tecnico e puntuali mirati alla
gestione del deposito.
 Procedure gestionali
Sono state definite delle procedure gestionali per regolamentare la gestione dei vari prodotti fin dall'ingresso nel deposito, per poi procedere alle attività successive di stoccaggio e
commercializzazione. Ogni fase è stata studiata per assicurare un'elevata protezione dell'ambiente
e della sicurezza e salute dei lavoratori.
 Comportamenti ambientali di appaltatori e fornitori
Per i servizi strettamente connessi alle problematiche ambientali (rifiuti, scarichi, emissioni) la Società Buonefra S.r.l. si rivolge esclusivamente a Fornitori regolarmente autorizzati o comunque adeguatamente qualificati.
 Livello di formazione
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Venga mantenuto costantemente in efficienza l’impianto di ventilazione, con controllo
periodica del relativo funzionamento con cadenza non superiore ad un anno.
Per quanto riguarda il Personale addetto al deposito, verrà formato ed informato affinché sia in
grado di usare correttamente i mezzi disponibili per le operazioni di primo intervento, di azionare il
sistema di allarme ed il sistema di chiamata di soccorso e sarà formato sulle misure ed il
comportamento da adottare in caso di evacuazione dell’ambiente di lavoro anche tramite periodiche
prove. Al fine di conseguire una formazione ottimale per quanto sopra, il Personale addetto al
deposito seguirà il Corso di Formazione organizzato e tenuto dai VV.F. per Attività a Rischio di
Incendio Medio (8 ore).
 Piano per la gestione delle emergenze
La Società Buonefra S.r.l. prevederà per il deposito una adeguata procedura per la gestione delle emergenze nel rispetto delle normative vigenti.
 Organizzazione stoccaggi
Le merci saranno stoccate alla rinfusa o in colli e le tipologie movimentate saranno le
 prodotti siderurgici (coils, vergelle 9 e lamiere)
qualsiasi contatto del materiale con l’esterno.
I due capannoni esistenti hanno le seguenti dimensioni e caratteristiche costruttive:
Porte scorrevoli su binari, internamente al capannone poste sulla facciata più corta (ovvero
quella fronte banchina di riva ) di dimensioni cadauna 7,50 in larghezza per un’altezza pari a
quella del fronte del capannone, sino alla trave orizzontale d’inizio capriata di copertura.
9 Barre di acciaio semilavorato.
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quattro capannoni da realizzare avranno invece le seguenti dimensioni e caratteristiche
alla tipologia del materiale. In generale il quantitativo massimo che si può stoccare si ricava
dall’area massima (lorda) pari 1.050 10 mq + 2.450 11 mq = 3.500 mq x l’altezza massima del cumulo pari a 8 metri = 28.000 mc.
 Misure antincendio
Il deposito è classificato ai sensi del D.M. 16/02/1982 nelle seguenti attività:
A. attività 46 per la presenza del coke di petrolio e del carbone: “Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno, di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella, di sughero e di altri prodotti affini superiore a 1.000 q.li” B. attività 88 per la presenza di tutto il resto: “Locali adibiti a depositi di merci e materiali vari con superficie lorda superiore a 1.000 mq” E’ già stata avviata presso il Comando Provinciale dei VV.F. di Chieti la procedura per l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I.). Tutto il Personale addetto al deposito seguirà il Corso di Formazione organizzato e tenuto dai VV.F. per Attività a Rischio di Incendio Medio (8 ore).
10 Area complessiva capannoni esistenti.
11 Area complessiva capannoni da realizzare.
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 Gestione e Raccolta acque L’area in esame sarà adibita esclusivamente allo stoccaggio di merci e materiali e sono da escludersi attività e/o lavorazioni di qualsiasi tipo che possano originare acque reflue di tipo industriale. Saranno quindi da gestire:
 Acque nere (di tipo domestico) provenienti dal locale servizi igienici con annesso spogliatoio e doccia  Acque meteoriche di prima e seconda pioggia provenienti dalla superficie impermeabilizzata (banchina) e acque bianche raccolte dalla copertura dei capannoni Le acque nere sono collegate tramite una linea dedicata alla rete fognante comunale, posizionata lungo Via Cervana. Le acque meteoriche di prima e seconda pioggia sono gestite dal Demanio dello Stato – Ramo Marina Mercantile, in qualità di proprietario dell’area su cui insiste il deposito. Pertanto saranno gli Enti proprietari dell’area (banchina) i soggetti a cui fa capo l’adozione di eventuali sistemi per la gestione di dette acque. Nel caso in esame va ribadito che le merci saranno scaricate direttamente nel deposito senza che siano entrate in contatto in alcun modo con la banchina portuale.
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IDENTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI DEL DEPOSITO
IDENTIFICAZIONE ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI
La Società Buonefra S.r.l. possiede la autorizzazione alle emissioni in atmosfera (ai sensi
dell’Art. 269 del D.Lgs. 152/06) per le “attività di trasporto, carico, scarico e stoccaggio
materiali polverulenti” nell’ambito della Banchina di Riva Vecchia, n. Registro CH/2011/032 del
L’area in esame sarà adibita esclusivamente allo stoccaggio di merci e materiali e sono da
escludersi attività e/o lavorazioni di qualsiasi tipo che possano originare acque reflue di tipo
 Acque nere (di tipo domestico) provenienti dal locale servizi igienici con annesso
 Acque meteoriche di prima e seconda pioggia provenienti dalla superficie impermeabilizzata
(banchina) e acque bianche raccolte dalla copertura dei capannoni
Lo scarico idrico gestito direttamente dalla Buonefra S.r.l. è quello delle acque nere sono
collegate tramite una linea dedicata alla rete fognante comunale, posizionata lungo Via Cervana.
Lo scarico delle acque meteoriche di prima e seconda pioggia è gestito dal Demanio dello
Stato – Ramo Marina Mercantile, in qualità di proprietario dell’area su cui insiste il deposito.
L'azienda non utilizza imballaggi in quanto il materiale in ingresso ed in uscita viene trasportato
tramite autotreni e movimentato alla rinfusa.
Rifiuti (produzione)
I rifiuti prodotti nel deposito saranno prevalentemente rifiuti “assimilabili agli urbani”. Gli eventuali
formulari di identificazione del rifiuto saranno conservati ed archiviati presso la Ditta. La Società
Buonefra S.r.l. comunicherà annualmente la produzione dei propri rifiuti alla C.C.I.A.A. di Chieti
tramite il Modello Unico di Dichiarazione (MUD) dei rifiuti.
Presenza di Policlorodifenili (PCB)
La Società Buonefra S.r.l. non lavora materiali e/o elementi che possano contenere composti organici policlorurati.
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Uso e contaminazione del terreno I vari prodotti saranno stoccati all’interno di capannoni ermeticamente chiusi verso l’esterno, su una pavimentazione di tipo industriale.
Uso delle risorse naturali e delle materie prime Consumi idrici Nel deposito l’acqua non è un elemento necessario in quanto non viene eseguito alcun tipo di lavorazione. Consumi energetici Le apparecchiature e attrezzature presenti nel deposito saranno alimentate ad energia elettrica. Attualmente non sono disponibili misure dei consumi annui. Consumo di materie prime e di materiali ausiliari All’interno del deposito non si utilizzerà alcuna materia prima e/o materiali ausiliari poiché si svolgerà una attività di tipo commerciale, senza alcun processo di trasformazione.
Rumore esterno La Società Buonefra S.r.l. ha eseguito la valutazione previsionale dell’impatto acustico ambientale (rumore esterno) ai sensi dell’art. 8 della Legge 447/95 e s.m.i. (v. Allegato 24 – Documento di Previsione dell’Impatto Acustico). Il Comune di Ortona (CH) non ha ancora adottato gli strumenti di pianificazione acustica (Classificazione Acustica del Territorio); i limiti da rispettare sono quindi quelli previsti dal DPCM
Le misure del rumore residuo, sono state effettuate sia nel tempo di osservazione “Diurno (6-22)” sia nel tempo di osservazione “Notturno (22-6)”. Dalle valutazioni eseguite discende che l’opera in progetto rispetta in fase previsionale i limiti stabiliti dalla normativa vigente in materia di inquinamento acustico. Per completezza è riportata fra gli allegati (v. Allegato 24 – Documento di Previsione dell’Impatto Acustico) la valutazione previsionale dell’impatto acustico ambientale (rumore esterno) in questione.
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Rumore interno Le rilevazioni del livello di rumorosità nelle postazioni di lavoro saranno eseguite prima dell’inizio
della attività come previsto dal Decreto Legislativo 81/2008 Titolo VIII Capo III per adottare le
misure di sicurezza idonee per la tutela della sicurezza del Personale addetto al deposito.
Vibrazioni Nessun problema particolare si è reso evidente in relazione alle vibrazioni, in quanto non vi sono
macchinari particolari che producono vibrazioni e che potrebbero essere a contatto con il Personale
addetto al deposito.
Amianto aerodisperso Non saranno impiegate coperture in amianto o altri materiali contenenti amianto.
Microclima La Società Buonefra S.r.l. adempierà prima dell’inizio della attività agli obblighi previsti dal D.Lgs.
81/08 rilevando i parametri microclimatici (polveri) ed istituendo eventualmente il registro degli
esposti per registrare i controlli sul personale maggiormente esposto.
Agenti biologici In relazione alle attività svolte nel deposito e ai prodotti utilizzati non appaiono identificabili rischi
biologici per l’uomo e per l’ambiente.
Sorgenti radiogene Non saranno presenti sorgenti radiogene all’interno del deposito.
Odori Le attività della Società Buonefra S.r.l. daranno origine a molestie olfattive minime in quanto lo
stoccaggio dei prodotti sarà realizzato all’interno di capannoni ermeticamente chiusi.
Impatto visivo Il deposito della Società Buonefra S.r.l. è ubicato all’interno dell’area portuale ed in
particolare lungo la banchina di Riva Vecchia dove sono già presenti altri operatori quali AGIP
S.p.A., Ortona Navi International, Micoperi S.r.l., Fiore S.r.l. e la Walter Tosto Serbatoi S.p.A.
con depositi, capannoni, rimesse di materiali di vario genere, container, gru e mezzi d’opera vari
per la movimentazione delle merci. In definitiva la banchina si presente già con una connotazione
di approdo industriale e commerciale all’interno della quale si inseriscono bene i nuovi capannoni
da realizzare (v. Allegato 26 – Documentazione Fotografica).
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Traffico veicolare I prodotti in ingresso ed in uscita dal deposito saranno trasportati esclusivamente su gomma tramite autotreni di portata media pari a 30 tonnellate. L’attività si svolgerà prevalentemente in orario diurno dalle ore 7:30 alle ore 17:00 dal lunedì al venerdì (in totale circa 225-230 giorni lavorativi all’anno). La capacità di stoccaggio massima del deposito è pari a 3.500 mq x 8 metri = 28.000 mc. Per quanto riguarda il coke di petrolio la quantità massima in stoccaggio sarà pari a 28.000 mc x 0.8 tonn/mc = 22.400 tonnellate. A fronte dei suddetti stoccaggi si può ipotizzare una movimentazione a regime di 75.000 tonnellate all’anno di coke di petrolio che saranno scaricate utilizzando 8-10 navi di portata pari a 7-8.000 tonnellata cadauna. Lo scarico di ciascuna nave avverrà al massimo entro 2 giorni dall’ormeggio in banchina per evitare di incorrere nel pagamento di penali (controstarlie). Quindi in totale lo scarico delle navi di cui sopra durerà al massimo 15-20 giorni all’anno. Una volta scaricate le navi le merci saranno depositate all’interno dei capannoni e distribuite ai vari Clienti. Pertanto si può stimare quanti autotreni saranno necessari per trasportare i suddetti quantitativi: 75.000 tonnellate / 30 tonnellate = 2.500 autotreni all’anno (in uscita dal deposito). Quindi ogni anno circoleranno in uscita 2.500 autotreni che diviso il numero di giorni lavorativi (230) ci danno il numero medio giornaliero di autotreni, pari a circa 11. L’aumento di traffico sulle strade locali è dunque tollerabile e il rumore nell’area dovuto al transito dei mezzi è nei limiti. Il percorso che effettueranno i mezzi in uscita dal deposito è riportato nell’Allegato 4 – Tavola 2. I mezzi si dirigeranno verso il casello di Ortona della autostrada A14 seguendo 2 percorsi, di cui il n. 1 è il più probabile ed abituale. E’ stato rilevato che percorrendo il percorso n. 1 la distanza dal porto al casello della A14 di cui sopra è circa di 6,5 Km, percorribili in circa 6 minuti; invece percorrendo il percorso n. 2 (in alternativa al n. 1) la distanza dal porto al casello della A14 è di circa 12 Km, percorribili in circa 13 minuti. I percorsi suddetti tengono conto del fatto che attualmente nel Comune di Ortona è in vigore la Ordinanza Sindacale del 20/11/1998 (riportata di seguito) che da circa 13 anni vieta il transito dei mezzi pesanti di qualsiasi genere all’interno del comprensorio cittadino. Attualmente il percorso che seguirebbero i mezzi con il coke di petrolio riguarda la SS16 e la Strada Provinciale per Tollo, evitando circuiti cittadini. Inoltre è in fase di realizzazione ad opera della Provincia di Chieti, una bretella che collega direttamente il porto di Ortona con l’uscita della autostrada A14 – casello di Ortona. Tale opera sarà completata presumibilmente entro 1-2 anni.
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VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DEL PROGETTO – FASE DI CHIUSURA
Un'eventuale fase di chiusura (smantellamento) dell’attività riguarda le operazioni di messa in sicurezza, chiusura del deposito e ripristino delle condizioni del sito. In base all'esame delle attività svolte dalla Società Buonefra S.r.l. si possono valutare gli impatti ambientali del progetto della fase di chiusura. Tutte le attività sarebbero svolte da Ditte autorizzate e specializzate nel settore, per ripristinare il sito e renderlo idoneo per la destinazione d’uso di tipo commerciale.
 Impatto su Atmosfera
Le emissioni in atmosfera deriverebbero principalmente dal traffico veicolare dei mezzi per la movimentazione dei rifiuti provenienti dallo smontaggio dei capannoni e dei vari componenti presenti e dai mezzi utilizzati per i lavori da eseguire all’interno del deposito.
Sono poco probabili ulteriori emissioni derivanti da incendi o da dispersioni di polveri provenienti dagli stoccaggi in quanto prima di procedere allo smaltimento saranno eseguite le operazioni di messa in sicurezza.
Si può quindi concludere che l'impatto sulla componente “atmosfera” sarebbe minimo e circoscritto in un periodo temporale molto ristretto.
 Impatto su Ambiente idrico
L'impatto sull’ambiente idrico riguarderebbe principalmente un eventuale sversamento di sostanze pericolose. Considerando che l’area in cui si svolgono le operazioni di recupero dei rifiuti è impermeabilizzata, eventuali fuoriuscite accidentali potrebbero essere intercettate con estrema facilità.
In definitiva l'impatto sulla componente “Ambiente Idrico” sarebbe trascurabile.
 Impatto su Suolo e sottosuolo
L'impatto sul Suolo e Sottosuolo sarebbe minimo per le stesse motivazioni riportate nel punto precedente: eventuali fuoriuscite accidentali potrebbero essere intercettate con estrema facilità. Per i motivi sopra descritti sono poco probabili dispersioni originate da incendi o dovute agli stoccaggi.
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 Impatto su Vegetazione, flora e fauna
La Società Buonefra S.r.l. opera all'interno di un'area portuale con una connotazione di approdo industriale e commerciale in cui la vegetazione, la flora e la fauna sono ridotte ai minimi termini.
 Impatto su Salute pubblica
Le emissioni in atmosfera originate nella fase di chiusura del deposito della Società Buonefra S.r.l., sarebbero originate dal traffico veicolare dei mezzi per la movimentazione dei rifiuti provenienti dalla bonifica dei vari componenti presenti e dai mezzi utilizzati per i lavori da eseguire all’interno dell’area portuale. Si tratta di attività di breve durata che non appesantiscono ulteriormente un’area non particolarmente inquinata.
Si è già detto in precedenza che le emissioni derivanti da un incendio o da una dispersione dagli stoccaggi è poco probabile in virtù della tipologia di precauzioni adottate.
Ne consegue che non vi sono elementi per ritenere che la fase di chiusura della Società Buonefra S.r.l. possa avere un impatto significativo sulla “Salute Pubblica”.
 Impatto su Rumore e vibrazioni
Il rumore deriverebbe principalmente dal traffico veicolare dei mezzi per la movimentazione dei rifiuti provenienti dal smontaggio dei vari componenti presenti e dai mezzi utilizzati per i lavori da eseguire all’interno del deposito. Dal momento si tratta di operazioni limitate nel tempo anche in questo caso l'impatto sarebbe trascurabile.
 Impatto su Paesaggio
Il deposito della Società Buonefra S.r.l. è ubicato all’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina di Riva Vecchia dove sono già presenti altri operatori quali AGIP S.p.A., Ortona Navi International, Micoperi S.r.l., Fiore S.r.l. e la Walter Tosto Serbatoi S.p.A. con depositi, capannoni, rimesse di materiali di vario genere, container, gru e mezzi d’opera vari per la movimentazione delle merci. In definitiva la banchina si presente già con una connotazione di approdo industriale e commerciale all’interno della quale si inseriscono bene i nuovi capannoni da realizzare (v. Allegato 26 – Documentazione Fotografica).
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 Impatto su Tessuto socio – economico
L’impatto sul “Tessuto socio-economico” sarebbe significativo considerando soprattutto la perdita del lavoro per il Personale che ammonterà in totale a 5 unità, oltre all’indotto che si creerà fra i piccoli trasportatori (padroncini) locali che saranno impiegati per la consegna del materiale dal deposito ai clienti finali. Una ipotesi di incremento occupazionale in tal senso si attesta in n. 10 unità lavorative.
Pertanto l'impatto della fase di chiusura della Società Buonefra S.r.l. sul “Tessuto socio- economico” sarebbe senz’altro negativo.
 Impatto su Traffico veicolare
L’area in esame è servita da un ottimo sistema di collegamento viario, in quanto è facilmente raggiungibile da importanti arterie di comunicazione quali la Strada Statale Adriatica n. 16 e si trova a circa 6,5 Km dall’imbocco dell’autostrada A14 (Ortona), percorribili in circa 6 minuti. E’ una viabilità che può senz’altro tollerare un leggero aumento del traffico derivante dallo smantellamento del deposito e dal ripristino ambientale delle aree dismesse. Inoltre si tratta di operazioni limitate nel tempo ed anche in questo caso l'impatto sarebbe trascurabile.
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VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DEL PROGETTO – FASE DI ESERCIZIO
In definitiva dall'esame delle attività svolte dalla Società Buonefra S.r.l. si possono valutare gli impatti ambientali del progetto per la fase di esercizio.
Le emissioni in atmosfera che si originano durante le operazioni di carico e scarico sono di tipo “diffuso”, di cui la Buonefra S.r.l. già possiede la autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Chieti con il n. Registro CH/2011/032 del 04/07/2011.
Gli accorgimenti assunti dalla Buonefra S.r.l. per eliminarle riguardano:
 lo stoccaggio, realizzato all’interno di capannoni ermeticamente chiusi, realizzati e gestiti in modo tale da evitare qualsiasi contatto con l’esterno dei prodotti in stoccaggio;
 lo scarico dalla nave, che avverrà tramite una gru con benna elettro-idraulica. Il coke di petrolio sarà ricevuto già bagnato e sarà scaricato in una tramoggia direttamente all’interno dell’automezzo (senza depositarlo sulla banchina). L’automezzo sarà caricato dalla tramoggia tramite un cannocchiale. Completato il carico, l’autista dell’automezzo azionerà tramite un telecomando il motorino del telo di copertura dell’automezzo (copri-scopri tipo elettrico, super ermetico con catena centrale).
Si può desumere che l'impatto del deposito sulla componente “atmosfera” sarà minimo.
L'utilizzo dell'acqua all’interno del deposito sarà minimo in quanto non sono presenti processi produttivi o lavorazioni di alcun genere. Le acque nere sono collegate tramite una linea dedicata alla rete fognante comunale, posizionata lungo Via Cervana. Le acque meteoriche di prima e seconda pioggia sono gestite dal Demanio dello Stato – Ramo Marina Mercantile, in qualità di proprietario dell’area su cui insiste il deposito. Pertanto saranno gli Enti proprietari dell’area (banchina) i soggetti a cui fa capo l’adozione di eventuali sistemi per la gestione di dette acque. Nel caso in esame va ribadito che le merci saranno scaricate direttamente nel deposito senza che siano entrate in contatto in alcun modo con la banchina portuale.
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In definitiva l'impatto del deposito sulla componente “Ambiente Idrico” sarà del tutto trascurabile.
Dall'analisi delle attività della Società Buonefra S.r.l. non emergono rischi per la componente “Suolo e Sottosuolo”. Dal momento che tutta la banchina risulta impermeabilizzata è da escludere una contaminazione del suolo e del sottosuolo.
Non vi sono elementi per ritenere che le attività svolte dalla Ditta Buonefra S.r.l. possano avere un impatto sulla “Salute Pubblica” in quanto:
 Le emissioni in atmosfera sono trascurabili
 Non saranno utilizzati materiali contenenti coperture in amianto per la realizzazione del deposito
 Non appaiono identificabili rischi biologici per l’uomo e per l’ambiente, data la tipologia della attività
 Non sono presenti sorgenti radiogene all'interno del deposito.
Dalle valutazioni eseguite discende che l’opera in progetto rispetta in fase previsionale i limiti stabiliti dalla normativa vigente in materia di inquinamento acustico.
Anche in questo caso l'impatto del deposito sarà trascurabile.
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Il deposito della Società Buonefra S.r.l. è ubicato all’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina di Riva Vecchia. All’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina di Riva Vecchia sono già presenti altri operatori quali AGIP S.p.A., Ortona Navi International, Micoperi S.p.A., Fiore S.r.l. e la Walter Tosto Serbatoi S.p.A. con depositi, capannoni, rimesse di materiali di vario genere, container, gru e mezzi d’opera vari per la movimentazione delle merci. In definitiva la banchina si presenta già con una connotazione di approdo industriale e commerciale all’interno della quale si inseriscono bene i nuovi capannoni da realizzare (v. Allegato 26 – Documentazione Fotografica).
Le attività della Società Buonefra S.r.l. sono importanti per il territorio in quanto, consentono di migliorare i servizi offerti nell’ambito del porto di Ortona, con conseguenti benefici e ricadenti per tutti gli operatori portuali. Inoltre va ricordato che in prossimità del porto di Ortona sorgono importanti distretti industriali e attività imprenditoriali che necessitano di infrastrutture e servizi efficienti e che possano aiutare a concorrere alla riduzione dei costi industriali.
Il tutto senza considerare che il Personale addetto al deposito ammonterà in totale a 5 unità, oltre all’indotto che si creerà fra i piccoli trasportatori (padroncini) locali che saranno impiegati per la consegna del materiale dal deposito ai clienti finali. Una ipotesi di incremento occupazionale in tal senso si attesta in n. 10 unità lavorative.
considerarsi senza ombra di dubbio positivo.
“Tessuto
socio-economico”
L’area portuale è servita da un ottimo sistema di collegamento viario, in quanto è facilmente raggiungibile da importanti arterie di comunicazione quali la Strada Statale Adriatica n. 16 e si trova a circa 6,5 Km dall’imbocco dell’autostrada A14 (Ortona), percorribili in circa 6 minuti. Come già stimato in precedenza gli automezzi in ingresso ed uscita dal deposito sono in media 11 mezzi al giorno. L’aumento di traffico sulle strade locali è tollerabile e il rumore nell’area dovuto al transito dei mezzi è da ritenersi nei limiti. Sono stati individuati i percorsi che seguiranno gli automezzi in uscita dal porto, tenendo conto del fatto che attualmente nel Comune di Ortona è in vigore la Ordinanza Sindacale del
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20/11/1998 che vieta il transito dei mezzi pesanti di qualsiasi genere all’interno del comprensorio cittadino.
Infine il deposito avrà l’effetto di ridurre drasticamente il traffico veicolare e le percorrenze chilometriche del coke di petrolio, se si considera che il coke di petrolio giunge attualmente in Abruzzo proveniente da altre regioni limitrofe e viene trasportato su gomma, seguendo tragitti di molte centinaia di chilometri, in quanto proveniente da altre Regioni dell’Italia (più precisamente da Taranto, Bari, Ravenna, Gaeta). Il deposito invece offre la possibilità di spostare su nave il trasporto su gomma (utilizzando le cosiddette “autostrade del mare”) con evidente diminuzione dei pericoli per l’ambiente, per la sicurezza pubblica e con la conseguente riduzione delle emissioni nocive di gas ad effetto serra: transitando su nave e tramite il deposito in esame, il coke di petrolio giungerebbe a destinazione percorrendo poche decine di chilometri su gomma. In definitiva l’impatto sul traffico veicolare del deposito sarà senz’altro positivo in quanto si ridurranno drasticamente le percorrenze del trasporto su gomma del coke di petrolio che già arriva in Abruzzo. In conclusione nella fase di esercizio ordinario del deposito, è prevedibile un lieve incremento del traffico veicolare locale per la movimentazione dei prodotti in ingresso ed in uscita dal deposito che utilizzeranno un sistema viario che “sopporta” certamente i 11 mezzi al giorno operanti con il deposito.
In definitiva dall'esame delle prescrizioni impartite da tutti gli strumenti di pianificazione risulta la conformità delle caratteristiche del deposito e la rispondenza a tutte le disposizioni previste dalle normative vigenti. In particolare per il deposito in oggetto non esistono vincoli derivanti dal rischio idraulico e, in particolare, non rientra in nessuna delle aree classificate nel P.S.D.A. (Piano Stralcio di Difesa dalle Alluvioni) secondo il livello di pericolosità o il grado di rischio. Per quanto riguarda invece il P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico), anche in questo caso l'area in esame non rientra in nessuna zone classificate nella Carta delle Pericolosità da Frana, nella Carta del Rischio da Frana, nella Carta Inventario dei Fenomeni Franosi ed Erosivi.
Il deposito della Società Buonefra S.r.l. è ubicato all’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina di Riva Vecchia. Il porto di Ortona si presenta con una connotazione di approdo industriale e commerciale. Prova ne sia il fatto che all’interno dell’area portuale ed in particolare lungo la banchina di Riva Vecchia sono già presenti altri operatori quali AGIP S.p.A., Ortona Navi International, Micoperi S.p.A., Fiore S.r.l. e la Walter Tosto Serbatoi S.p.A. con depositi, capannoni, rimesse di materiali di vario genere, container, gru e mezzi d’opera vari per la movimentazione delle merci. In definitiva i nuovi capannoni da realizzare si inseriscono bene all’interno della banchina esistente.
La Società Buonefra S.r.l. ha già ottenuto gran parte delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione e la gestione del deposito: l’iter burocratico è giunto quasi alla fine in quanto si è in attesa di ricevere gli ultimi pareri/nulla osta (tra l’altro non vincolanti).
 il deposito sorgerà all'interno di un porto con funzione di approdo industriale e commerciale;
 all’interno del deposito si svolge esclusivamente una attività di tipo commerciale, senza alcun tipo di trasformazione e/o lavorazione di prodotti;
 il deposito ha lo scopo di migliorare i servizi in ambito portuale e quindi porterà vantaggi a tutto il sistema dei servizi che opera attorno al porto di Ortona;
 il deposito è ubicato in un’area all’interno del porto, fornito da un sistema viario che può tranquillamente tollerare il traffico di automezzi in ingresso ed in uscita;
 lo stoccaggio all’interno di capannoni ermeticamente chiusi eviterà gli attuali stoccaggi, più o meno prolungati, direttamente sulla banchina del porto, esposta agli agenti atmosferici e a pochi metri dal mare, con conseguente rischio di inquinamento delle acque.
 la Società Buonefra S.r.l. ha conseguito la certificazione ISO 9001:2000 fin dal 2002.
Dalla analisi degli impatti ambientali non sono emerse particolari criticità sotto tutti gli aspetti ambientali esaminati.
Il deposito in esame rappresenta un miglioramento delle condizioni di movimentazione delle merci nell’ambito portuale. Si è proposto un sistema innovativo di gestione delle merci nell’ambito portuale, tramite il quale si evitano stoccaggi più o meno prolungati sulla banchina, in condizioni igienico-sanitarie difficili da gestire e da controllare, dove spesso non può essere del tutto eliminato il rischio di inquinamento delle acque. In alternativa si propone la realizzazione di un deposito, all’interno del porto di Ortona ed in prossimità della Banchina di Riva Vecchia, all’interno del quale si possono controllare le condizioni di stoccaggio e garantire livelli di sicurezza più elevati dal punto di vista ambientale e igienico.
Infine il deposito avrà l’effetto di ridurre drasticamente il traffico veicolare e le percorrenze chilometriche del coke di petrolio, se si considera che il prodotto giunge attualmente in Abruzzo e Molise proveniente da altre regioni limitrofe e viene trasportato su gomma, seguendo tragitti di molte centinaia di chilometri, in quanto proveniente da altre Regioni dell’Italia (più precisamente da Taranto, Bari, Ravenna, Gaeta). Il deposito invece offre la possibilità di spostare su nave il trasporto su gomma (utilizzando le cosiddette “autostrade del mare”) con evidente diminuzione dei pericoli per l’ambiente, per la sicurezza pubblica e con la conseguente riduzione delle emissioni nocive di gas ad effetto serra: transitando su nave e tramite il deposito in esame, il coke di petrolio giungerebbe a destinazione percorrendo poche decine di chilometri su gomma (entro un raggio di 70-100 dal porto di Ortona si possono raggiungere le varie destinazioni finali).
DOTT. ING. M. CAVALIERE
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