Source: http://www.avvocatoferri.it/circolare-i-n-p-s-del-10-luglio-2001-n-138/
Timestamp: 2018-09-19 03:57:37+00:00
Document Index: 172472251

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 33', 'art.80', 'art.42', 'art.2', 'art.80', 'art.80', 'art.80', 'art.42', 'art.4', 'art.33', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 47']

Circolare I.N.P.S. del 10 Luglio 2001, n.138 genitori
Circolare I.N.P.S. del 10 Luglio 2001, n.138 “Provvidenze a favore di genitori di disabili gravi.”
OGGETTO: Provvidenze a favore di genitori di disabili gravi.
SOMMARIO: Secondo l’art. 42 del D. lgs. N. 151/2001, i riposi ai sensi dell’art. 33 della legge 104/1992 e il congedo straordinario dell’art.80, comma 2, della legge n.338/2000 possono spettare ai genitori di handicappati gravi maggiorenni conviventi anche se l’altro genitore non lavora. Per i non conviventi va dimostrata la continuità e di esclusività dell’assistenza.
In particolare, l’art.42, ultimo comma, del suindicato testo unico, entrato in vigore il 27.4.2001, tratta dei permessi ai genitori (1), ai sensi dei commi 2 e 3 della legge 104/92 e del congedo straordinario di 2 anni illustrato con circolare n.64/2001. L’articolo suddetto chiarisce che i riposi, i permessi e i congedi, ivi previsti, spettano al genitore lavoratore anche quando l’altro genitore non ne abbia diritto, con la conseguenza che il genitore lavoratore ha titolo alle agevolazioni previste, anche quando l’altro genitore non svolge attività lavorativa, e cio’ a prescindere dalla minore o dalla maggiore età (con diversa disciplina, di seguito illustrata, per quanto attiene ai figli maggiorenni non conviventi con il richiedente) del figlio portatore di handicap grave.
Da cio’ discende che agli affidatari spettano, secondo le istruzioni che seguono, sia i giorni di permesso di cui alla legge 104/92 come già previsto, sia il congedo retribuito di due anni di cui alla legge 388/2000.
l’affidamento puo’ riguardare soltanto soggetti minorenni (art.2, legge 149/2001);
gli “affidatari” sono individuabili esclusivamente nei soggetti indicati nel provvedimento di affidamento, da produrre a cura degli interessati alla Sede INPS competente.
Cio’ premesso, agli affidatari spettano, non solo, come già detto, i giorni di permesso di cui alla legge 104/92 – con l’applicazione delle disposizioni dettate in materia, in particolare quelle attinenti ai soggetti disabili minorenni – ma, dalla data del 27.4.2001, anche il congedo straordinario retribuito di 2 anni ex art.80, comma 2 della legge 388/2000.
Il congedo di cui trattasi, spettante secondo i criteri di cui alla circ. n.64/2001, è fruibile non oltre la scadenza del periodo dell’affidamento (che puo’ essere, come suddetto, pari o inferiore ai due anni). Se trattasi di un affidamento contemporaneo a due persone della stessa famiglia, il congedo sarà ovviamente fruibile solo alternativamente e spetterà tra tutti e due gli affidatari un periodo complessivo di congedo non superiore alla durata del periodo dell’affidamento ed entro il limite massimo tra i due, di due anni. Ove il congedo “straordinario” sia stato fruito per un periodo inferiore, il periodo restante potrà essere fruito da eventuale altro affidatario, che subentri ai precedenti affidatari, sempre nei limiti della durata dell’affidamento e del massimo di due anni.
Con l’occasione, si fa presente che in caso di modifica dei periodi richiesti o comunque di altri dati della domanda, mod. hand 4 o hand 5, (circ.64/2001 punto 5), sulla nuova domanda, diretta a rettificare la precedente, deve essere evidenziata la dicitura “La presente domanda annulla la precedente presentata il” o altra analoga.
Circ. n.64 del 21.3.2001. Congedo straordinario legge 388/2000, art.80Con circ. n. 64 del 15.3.2001, è stato fatto presente che per poter beneficiare del congedo di due anni retribuito, di cui all’art.80 della legge 388/2000 (ora art.42, comma 5, del più volte citato T.U.), è necessario che l’handicap in situazione di gravità sia stato accertato da almeno cinque anni decorrenti dalla data del rilascio del relativo attestato da parte della Commissione medica della competente ASL, salvo che nello stesso sia indicata una diversa decorrenza. In proposito, si chiarisce che tale diversa decorrenza, rispetto alla data di rilascio del suindicato attestato, puo’ essere individuata soltanto nella data della domanda di riconoscimento della gravità dell’handicap. In sostanza non sono ammissibili – anche secondo orientamenti ministeriali – dichiarazioni di preesistenza delle condizioni di gravità dell’handicap, rispetto alla domanda.Inoltre, si conferma che l’accertamento della gravità dell’handicap puo’ essere effettuato soltanto dall’apposita Commissione, di cui all’art.4 comma 1 della legge 104/92, la cui composizione ha caratteristiche ben individuate dal comma stesso. Pertanto, successive dichiarazioni rilasciate dalle ASL attestanti che l’accertamento suddetto è stato effettuato a suo tempo (in genere si tratta di accertamenti di invalidità civile, sia pure con il riconoscimento del diritto all’indennità “di accompagnamento”) non possono essere, parimenti, prese in considerazione.
Circ. n.133 del 17.7.2000: legge 104/92 art.33. (Congedi ordinari per handicappati)Al punto 2.5 della circolare in oggetto è stato fatto presente che il mancato possesso di patente da parte di un familiare, non lavoratore, convivente con il soggetto handicappato, puo’ essere uno dei motivi per la concessione dei permessi di cui alla legge104/92 a favore di familiare lavoratore convivente. In proposito si chiarisce che il possesso di patente da parte di un familiare convivente non lavoratore, non è di per sé motivo sufficiente per escludere dalla fruizione dei permessi stessi un altro familiare lavoratore non convivente con il soggetto handicappato se il familiare non lavoratore convivente è impossibilitato a prestare assistenza per una delle motivazioni indicate al punto2.5. della suindicata circ.133/2000.D’altra parte il mancato possesso di patente, da parte del familiare non lavoratore convivente con il soggetto handicappato, neppure è, di per sé, motivo sufficiente per la concessione costante e duratura dei permessi in questione a favore di altro familiare lavoratore, convivente o meno, in possesso di patente di guida, essendo la concessione dei permessi stessi legata, in tale caso, alla mancanza in loco di servizi di trasporto riservati ai disabili, messi a disposizione da pubbliche strutture (circostanza che deve essere comprovata mediante dichiarazione di responsabilità), sia alla dimostrazione, documentata, della necessità di trasportare il disabile in determinati giorni, per motivi di cura, in particolari strutture. In altri termini la concessione dei permessi è riconoscibile, solo se per il disabile stesso non è disponibile altro servizio di trasporto, garantito in genere dalle ASL o dai servizi assistenziali comunali, e soltanto per i giorni in cui è rilevabile la necessità stessa, che ovviamente puo’ essere anche ricorrente e fissata in date prestabilite.
I permessi ai parenti ed affini non sono disciplinati dal T.U.; si continuano pertanto ad applicare le disposizioni già impartite in proposito.
La compatibilità è ammissibile anche in caso di malattia del figlio di età superiore ai tre anni; infatti l’art. 3, comma 4 della legge n. 53/2000 (che ha sostituito l’art. 15 della legge 1204/71, ora sostituito a sua volta dall’art. 47, comma 2, del T.U. sulla maternità) prevede la possibilità di assenze – non retribuite – dal lavoro (entro un massimo di 5 gg. annui) anche per i figli di età compresa tra i tre e gli otto anni.
La circolare, oltre a presentare utili chiarimenti in ordine alle provvidenze per i genitori di disabili gravi, fornisce la modulisica di cui agli allegati 1) e 2) (in fondo al testo della circolare).
Si tratta di file compressi in formato zip: essi vanno scaricati nell’hard disk e quindi decompressi.
Essi contengono i modelli per le richieste dei congedi, aggiornati alla normativa vigente alla data di emissione della circolare in esame.
Con la presente circolare l’Inps precisa che il diritto di usufruire dei permessi, riposi e periodi di congedo viene riconosciuto al lavoratore dipendente genitore di disabili gravi, indipendentemente dalla situazione lavorativa dell’altro genitore (quindi anche se quest’ultimo non svolge attività lavorativa) ed a prescindere anche dal requisito dell’età.
Pero’, se il figlio è maggiorenne, rileva il fattore della convivenza (non importa comunque che nella famiglia vi siano o meno altre persone in grado di prestare assistenza al disabile).
Se il figlio disabile, maggiorenne, non convive con il lavoratore richiedente, è richiesto l’ulteriore requisito della continuativa ed esclusività dell’assistenza.
2001_07_10_circINPS138_Alleg_1
2001_07_10_circINPS138_Alleg_2