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Timestamp: 2019-11-20 02:04:07+00:00
Document Index: 36529330

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 186', 'art. 187', 'art. 187']

Cassazione penale, sez. feriale, 30 agosto 2013, n. 35783
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In breve, mentre per affermare la sussistenza della guida in stato di ebbrezza alcolica è sufficiente che vi sia una prova sintomatica dell’ebbrezza o che il conducente del veicolo abbia superato uno dei tassi alcolemici indicati nell’art. 186 C.d.S., comma 2, per affermare la sussistenza della contravvenzione di cui all’art. 187 C.d.S. devono ritenersi indispensabili, tanto il concreto ricorso di circostanze idonee a comprovare l’effettiva condizione di alterazione psico-fisica del soggetto, quanto l’esecuzione di un accertamento di carattere tecnico-biologico necessario ad attestare l’effettiva assunzione di sostanze stupefacenti (v. Cass., Sez. 4, n. 48004/2009).
Con particolare riguardo a tale ultima indagine, vale evidenziare come la stessa chieda d’essere eseguita in via esclusiva secondo le forme e i modi previsti dall’art. 187 C.d.S., comma 2 (ossia attraverso un esame tecnico su campioni di liquidi biologici), non potendo desumersi da elementi sintomatici esterni (come invece è ammesso per l’ipotesi di guida sotto l’influenza dell’alcool), richiedendo, detto accertamento, l’esplicazione di conoscenze tecniche specialistiche finalizzate all’individuazione e alla quantificazione delle ridette sostanze (cfr. Cass., Sez. 4, n. 14803/06).
In tale ottica, la differenza di disciplina tra l’art. 186 C.d.S. e l’art. 187 C.d.S. trova una sua giustificazione razionale in assonanza con le argomentazioni svolte dalla Corte Costituzionale, che, affrontando il tema della legittimità dell’art. 187 C.d.S., ha affermato trovarsi in presenza di una fattispecie che risulta integrata dalla concorrenza di due elementi, l’uno obiettivamente rilevabile dagli agenti di polizia giudiziaria (lo stato di alterazione), e per il quale possono valere indici sintomatici, l’altro consistente nell’accertamento della presenza, nei liquidi fisiologici del conducente, di tracce di sostanze stupefacenti o psicotrope, a prescindere dalla quantità delle stesse, essendo rilevante non il dato quantitativo, ma gli effetti che l’assunzione di quelle sostanze può provocare in concreto nei singoli soggetti (Corte Cost., ord. n. 277/2004) (v. Cass., Sez. 4, n. 48004/2009, cit.).
Nel caso di specie, i giudici del merito, pur avendo fornito una congrua motivazione sulla pregressa assunzione di sostanze stupefacenti (marijuana) da parte della A., hanno omesso di supportare tale accertamento con il rilievo di evidenze obiettive (eventualmente confermate dal riscontro di dati sintomatici dotati di significativa pregnanza: cfr., da ultimo, Cass., Sez. 4, n. 6995/2013, Rv. 254402) idonee a fornire adeguate indicazioni circa il riflesso, sulle condizioni psico-fisiche dell’imputata, dell’assunzione della sostanza stupefacente accertata, e in particolare in ordine alla circostanza che detta assunzione avesse indotto un’effettiva alterazione dello stato psicofisico della A., ben essendo possibile che, nella specie, la sostanza assunta disponesse di modesta efficacia drogante, come tale inidonea a determinare alcuna alterazione penalmente rilevante.