Source: http://www.forumiuris.it/concordato-preventivo-ed-aumento-del-capitale-sociale/
Timestamp: 2019-10-22 04:48:22+00:00
Document Index: 133553496

Matched Legal Cases: ['art. 163', 'art.160', 'art. 2346', 'art. 163', 'art. 186', 'art. 182']

Concordato preventivo ed aumento del capitale sociale – Forum Iuris
Home » Diritto Societario » Concordato preventivo ed aumento del capitale sociale
Concordato preventivo ed aumento del capitale sociale
In Diritto Societario, Fallimentare
Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca
Alla proposta di concordato preventivo che preveda un aumento del capitale sociale della proponente con rinuncia al diritto di opzione e dunque l’ingresso di nuovi soci, non è applicabile la procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall., dettata per ipotesi assolutamente differenti dal caso in cui la società debitrice realizzi un’operazione di modificazione degli assetti proprietari a mezzo di una deliberazione di aumento del capitale sociale rispetto alla quale i titolari dei beni oggetto di atto dispositivo (come la rinuncia al diritto di opzione) sono i soci e soltanto i soci.
– dr.Gian Piero Scoppa – Presidente
– dr. Nicola Graziano – Giudice –
dr. Eduardo Savarese – Giudice del. e rel.
Questi i termini principali del finanziamento soci: Importo finanziato: USD 112,5 milioni; Margine: 12.5% annuo; Data di Scadenza: La data cadrà 6 mesi dopo l’ultima data di pagamento prevista dal piano di concordato; Periodo di Interessi: 3 mesi, restando inteso che l’ultimo Periodo di Interessi coinciderà con la Data di Scadenza; Rimborso: “bullet” (i.e. in un’unica soluzione) alla Data di Scadenza con riferimento all’importo in linea capitale. Gli interessi matureranno giornalmente con riferimento a ciascun Periodo di interessi e dovranno essere pagati in un’unica soluzione alla Data di Scadenza (modalità PIK); Rimborso anticipato volontario: permesso in ogni momento senza alcuna penale ma soggetto alla condizione che il Prenditore abbia un livello minimo di cassa almeno pari a USD 4.000.000, oltre al fondo accantonato per “rischi specifici” per un importo pari a USD 0,5 milioni, come di volta in volta eventualmente ridottosi.
Classe III: creditori ipotecari navali degradati. Creditori inclusi e relativo ammontare. L’ammontare dei crediti inclusi nella presente classe è pari a USD 298.584.362,63 alla data del 29 dicembre 2016, corrispondente alla porzione incapiente dei crediti sorti in forza dei finanziamenti ipotecari navali concessi in favore della Società, determinata alla luce delle risultanze della Perizia ex art.160 comma 2 L.F., oltre agli interessi che matureranno ai sensi di legge sui crediti ipotecari navali fino alla data di omologa. I creditori di tale classe si differenziano dagli altri creditori chirografari in ragione della natura del loro crediti (crediti privilegiati oggetto di degrado concordatario) e del trattamento che viene loro offerto nell’ambito della proposta concordataria, come di seguito descritto. Per essi, la proposta prevede la soddisfazione non integrale nei termini che seguono: – complessivi USD 8.000.000, corrisposti ai creditori in misura proporzionale al credito vantato da ciascuno di essi, in quattro rate annuali di pari importo, a decorrere dal 31 dicembre 2019. Quanto all’equivalente in USD di Euro 1.000.000 (al cambio rilevato il giorno precedente l’efficacia della delibera di aumento di capitale) mediante, il piano concordatario contempla l’attribuzione a ciascun creditore, in proporzione all’ammontare del credito residuo, di strumenti finanziari partecipativi emessi dalla Società ai sensi dell’art. 2346, VI comma, cod. civ., il cui regolamento è conforme a quello previsto in allegato numerato quale doc. n. 30 alla proposta di piano, muniti di diritti patrimoniali in relazione ai quali il piano concordatario stima, ma non garantisce in alcun modo, una remunerazione compresa in un range tra 21,9 e 37 milioni USD.
Per espresso patto concordatario, ai creditori ricompresi in questa classe verrà altresì attribuito – secondo un meccanismo di cash sweep e sempre in proporzione al valore di ciascun credito – tutta la cassa che la Società avrà a disposizione alla data di omologa definitiva, eccedente i seguenti importi: (i) USD 4,0 milioni considerata quale soglia di cassa “minima” affinché la Società possa operare in condizioni di sicurezza con una flotta di 15 navi alla data di omologa; (ii) la cassa vincolata per l’effettuazione delle visite speciali di classe (obbligatorie per legge) che verranno completate nell’anno 2017 pari, alla data del 10 luglio 2017, a USD 2.230.739,24; (iii) USD 0,5 milioni quale “fondo procedura rischi specifici” relativo all’esecuzione del concordato; e (iv) USD 0,5 milioni quale fondo rischio cambio Euro/USD relativo all’esecuzione dell’aumento di capitale dell’Investitore all’omologa definitiva del concordato (fondo che verrà liberato, secondo il meccanismo di cash sweep, in favore dei creditori appartenenti a tale classe nell’ipotesi in cui non si verifichino le circostanze in base alle quali esso è stato costituito).
– per la Classe III n. 5 voti favorevoli per complessivi euro 201.754.940, n. 1 voto contrario per complessivi euro 28.268.849, n. 2 voti tacitamente non favorevoli per complessivi euro 51.489.628. La Classe III ha pertanto ottenuto una maggioranza dei voti favorevoli pari al 71,67%;
– per la Classe IV n. 66 voti favorevoli per complessivi euro 2.544.174, di cui 1 voto (euro 36.495) pervenuto in data antecedente a quella fissata per l’adunanza dei creditori; n. 29 voti tacitamente non favorevoli per complessivi euro 301.677. La classe IV ha pertanto ottenuto una maggioranza dei voti favorevoli pari al 89,40%;
– per la Classe V n. 32 voti favorevoli per complessivi euro 4.405.751, di cui n.
L’art. 163-bis L.F. prevede che “quando il piano di concordato di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e), comprende una offerta da parte di un soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo favore, anche prima dell’omologazione, verso un corrispettivo in denaro o comunque a titolo oneroso dell’azienda o di uno o più rami d’azienda o di specifici beni, il tribunale dispone la ricerca di interessati all’acquisto disponendo l’apertura di un procedimento competitivo a norma delle disposizioni previste dal secondo comma del presente articolo. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il debitore ha stipulato un contratto che comunque abbia la finalità del trasferimento non immediato dell’azienda, del ramo d’azienda o di specifici beni”.
A tal fine, egli dovrà innanzitutto considerare che la valutazione che gli viene richiesta dal legislatore deve essere riferita alla specificità della realtà aziendale che si osserva. Lo scopo ultimo della sua relazione è la misurazione del netto ricavo che potrebbe essere recuperato dalla liquidazione di uno specifico bene, il quale è poi destinato alla soddisfazione di un altrettanto specifico creditore prelatizio in una ipotesi di liquidazione. Inoltre, egli non potrà presumere la “prospettiva della continuazione dell’attività” riflessa nel concetto di fair value. La dottrina giuridica è pressoché unanime nel sostenere che per “ricavato in caso di liquidazione” debba inevitabilmente intendersi quello ottenibile a seguito di una liquidazione fallimentare, giacché, si dice, il concordato preventivo, sia che abbia finalità di risanamento in una prospettiva di continuità sia, soprattutto, che abbia natura liquidatoria, è senza dubbio una procedura concorsuale tesa a sottrarre l’impresa al fallimento.
infatti, l’alternativa alla continuità aziendale (nella specie, diretta) sarebbe una vendita atomistica, e non certo una vendita unitaria del complesso aziendale, possibile soltanto in caso di un esercizio provvisorio che, per la specificità dell’oggetto sociale e per l’alta probabilità di aggressione da parte dei singoli creditori contro le navi oggi in navigazione in diverse parti del mondo, sarebbe difficilmente autorizzabile e, soprattutto, condurrebbe con grande difficoltà ad una vendita competitiva dell’intera azienda. L’art. 186-bis L.F. richiede all’attestatore di verificare il requisito del miglior soddisfacimento dei creditori rispetto ad un realistico scenario alternativo: esso, nel caso di specie, consiste nella liquidazione atomistica in sede fallimentare. Condivisibile, a questo proposito, è quanto osservato nella memoria difensiva della società B., la quale giustamente richiama “la logica di fondo del sistema, secondo cui la sede fallimentare è subottimale al fine di preservare i valori aziendali in continuità (in primis, l’avviamento) e, pertanto, il fallimento non deve essere dichiarato sin tanto che sussistano percorribili ipotesi di concordato in continuità aziendale. Detto in altri termini, la legge già assume che il concordato in continuità, se ammissibile, sia soluzione migliore rispetto all’alternativa di una continuità perseguita in sede fallimentare e – non a caso favorisce la continuità concordataria con istituti specifici – sconosciuti alla procedura fallimentare – tra i quali, ad esempio, la possibilità di pagare i creditori anteriori ai sensi dell’art. 182-quinquies L.F.”. Nel caso di specie, il tribunale ha autorizzato in più occasioni questo tipo di pagamenti, sul presupposto che essi fossero essenziali alla continuità aziendale, e ciò rassicura ulteriormente della necessità non evitabile che l’alternativa alla procedura concordataria possa essere nel caso di specie rappresentata soltanto dalla liquidazione atomistica fallimentare.
L’Attestatore, ben consapevole di tale necessità generale del settore e di quella specifica di GBSC (di cui riferisce nell’Attestazione – cfr, ad es., pag. 138), ha dunque ritenuto che lo scenario rispetto al quale dovesse essere valutato il “migliore soddisfacimento dei creditori” fosse la liquidazione atomistica degli asset – se del caso dopo un periodo di esercizio provvisorio.
– Onera la cancelleria di provvedere alla riunione delle due opposizioni ad omologa al fascicolo relativo al ricorso per omologa n. 3062/18, nonché di provvedere al deposito del presente decreto nell’ambito del procedimento di omologa n. 3062/18.
– OMOLOGA il concordato preventivo.
Topics: 163 163bis aumento di capitale classi concordato preventivo diritto di opzione
Previous Post Cartelle esattoriali ed interessi di mora
Next Post SAVE THE DATE: 4cLegal Academy, il primo talent del mercato legale
Lug 8, 2019 2176 0 CommentsBy: Redazione Forum Iuris
Mag 23, 2019 290 0 CommentsBy: Redazione Forum Iuris
Mag 15, 2019 554 0 CommentsBy: Franco Pizzabiocca