Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/rifiuti_e_discariche.html
Timestamp: 2019-05-26 19:27:14+00:00
Document Index: 166436980

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 15', 'art. 184', 'sentenza ', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 15', 'art. 237', 'art. 41', 'art. 17', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 7', 'art. 26', 'art. 4', 'art. 1']

tema 8 gennaio 2019
Studi Camera - Ambiente Ambiente e gestione del territorio Rifiuti e discariche
Dopo l'approvazione della legge di bilancio 2019, che contiene diverse disposizioni in materia di rifiuti, le principali questioni aperte sono rappresentate dal recepimento delle nuove direttive su rifiuti e discariche (la relativa delega è contenuta nel disegno di legge di delegazione europea 2018), dalla soppressione del SISTRI (contenuta nell'art. 6 del D.L. 135/2018, in corso di conversione) e dalle disposizioni in materia di RAEE e sfalci e potature contenute nel disegno di legge europea 2018.
Il recepimento delle nuove direttive su rifiuti e discariche
Come illustrato nel comunicato stampa del 22 maggio 2018, il pacchetto europeo di misure sull'economia circolare (approvato in via definitiva il 22 maggio 2018) modifica sei direttive in materia di rifiuti e discariche: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive "speciali" in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). Le modifiche sono entrate in vigore decorsi 20 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE, avvenuta nella G.U. dell'UE del 14 giugno 2018.
- il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);
- la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;
- il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
- la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).
La delega per il recepimento delle citate direttive e i relativi principi e criteri direttivi sono contenuti negli articoli 13, 14 e 15 del ddl di delegazione europea 2018 (A.S. 944).
Aspetti gestionali, tracciabilità e dati sulla gestione dei rifiuti
Norme approvate nella legislatura in corso
Si ricorda che l'art. 1, comma 2-bis, del D.L. 91/2018, ha prorogato al 30 giugno 2019 i termini entro i quali diventa obbligatoria la gestione in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni (fino a 5.000 abitanti ovvero fino a 3.000 abitanti se appartengono o sono appartenuti a comunità montane) e quindi, in particolare, della raccolta, avvio, smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e della riscossione dei relativi tributi, essendo questa una delle funzioni fondamentali contemplate dalla normativa (art. 14, comma 27, D.L. 78/2010).
Con la legge 7 agosto 2018, n. 100, è stata istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.
Da segnalare la soppressione, prevista dall'art. 6 del D.L. 135/2018 (in corso di conversione) del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) a decorrere dal 1° gennaio 2019. La stessa disposizione prevede, fino alla definizione ed alla piena operatività di un nuovo sistema di tracciabilità organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell'ambiente, l'applicazione dei meccanismi di tracciabilità tradizionali (registri di carico e scarico, formulari di trasporto e MUD).
Nella seduta del 23 ottobre 2018, l'Assemblea della Camera ha approvato la mozione 1-00065 che prevede una serie di impegni al Governo, tra cui quello di adottare le iniziative di competenza per migliorare la gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, potenziando i sistemi di raccolta differenziata e di riutilizzazione dei materiali e di chiusura del ciclo dei rifiuti.
Nella seduta del 14 novembre 2018, l'Assemblea della Camera ha approvato le mozioni 1-00057, 1-00073 e 1-00077 che prevedono una serie di impegni al Governo, principalmente finalizzati: all'introduzione di un criterio nazionale che consenta alle regioni di inserire nel proprio ordinamento il «fattore di pressione» per le discariche quale criterio obbligatorio per l'indicazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, delegando il Ministro dell'ambiente all'adozione di un decreto interministeriale che ne definisca principi e metodologia di calcolo; nonché a valutare l'opportunità di porre in essere ogni iniziativa, anche normativa, per garantire la gerarchia nella gestione dei rifiuti in osservanza degli obblighi comunitari, per conseguire l'obiettivo di ridurre la quantità di rifiuto destinata alla discarica e all'incenerimento, anche valutando di modificare l'art. 35 del decreto-legge 133/2014 al fine di contenere il trattamento dei rifiuti urbani in impianti di recupero energetico.
Sono in corso d'esame, presso le Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive), le proposte di legge abbinate C. 56, C. 978 e C. 1065 che dettano disposizioni per il riordino e la promozione delle attività nel settore dei beni usati e del riuso dei prodotti. Gli articoli 7 e 12 delle proposte n. 978 e 1065 (che corrisponde all'art. 15 dell'A.C. 56) dettano disposizioni relative al riutilizzo e alla preparazione per il riutilizzo, nonché norme per la raccolta dei rifiuti.
Nel corso del 2018 l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha diffuso l'aggiornamento annuale dei seguenti rapporti, che forniscono una visione di dettaglio dei dati relativi alla gestione dei rifiuti sul territorio nazionale:
il rapporto rifiuti urbani 2018, che fornisce dati relativi a produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani e loro successiva gestione, nonché alla gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e al sistema tariffario;
il rapporto rifiuti speciali 2018, che fornisce dati relativi alla produzione e alla gestione di tali rifiuti.
Utili informazioni sono altresì contenute nella Relazione recante l'aggiornamento del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti (aggiornata al 31 dicembre 2017), trasmessa al Parlamento nell'agosto 2018 (Doc. CCXXIV, n. 1).
La cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste) è disciplinata, in termini generali, dall'art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 ove si prevede, tra l'altro, che i criteri di end of waste "sono adottati in conformità a quanto stabilito dalla disciplina comunitaria ovvero, in mancanza di criteri comunitari, caso per caso per specifiche tipologie di rifiuto attraverso uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare".
In attuazione di tale disposizione sono stati emanati due soli regolamenti end of waste : il D.M. 14 febbraio 2013, n. 22 (che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari - CSS) e il D.M. 28 marzo 2018, n. 69 (che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso).
Con la sentenza n. 1229 del 28 febbraio 2018, il Consiglio di Stato ha precisato che il potere di individuare i casi in cui un rifiuto cessa di essere tale è concesso (in base al disposto della direttiva rifiuti e del richiamato art. 184-ter) solamente allo Stato e non anche alle regioni. Visto il tenore della sentenza, la Conferenza delle Regioni ha approvato un ordine del giorno, nella seduta del 19 aprile 2018, per chiedere al Governo una modifica del citato art. 184-ter al fine di consentire alle regioni di disciplinare il "caso per caso" nelle more dell'emanazione dei decreti ministeriali.
L'opportunità di tale modifica è stata ribadita dal Governo sia in data 19 luglio 2018, in risposta all'interrogazione 5/00187, sia in data 13 dicembre 2018, in risposta all'interrogazione 3/00337.
La definizione di "criteri generali al fine di armonizzare nel territorio nazionale la cessazione della qualifica di rifiuto, caso per caso" rappresenta uno dei criteri di delega previsti dall'art. 15 del ddl di delegazione europea 2018 (A.S. 944), che prevede la delega al Governo per il recepimento delle nuove direttive su rifiuti e imballaggi (direttive 2018/851/UE e 2018/852/UE).
Imballaggi e relativi consorzi
La necessità di garantire l'apertura del mercato degli imballaggi, già sottolineata nel corso della scorsa legislatura, è stata ribadita dall'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato con la segnalazione AS 1538 del 27 luglio 2018, con la quale l'Authority da un lato ha espresso una valutazione positiva per il riconoscimento provvisorio di un nuovo sistema autonomo nel settore degli imballaggi primari (effettuato, dal Ministero dell'ambiente, con il decreto direttoriale 24 aprile 2018, che ha riconosciuto il sistema autonomo consortile "CoRiPET" per la gestione diretta degli imballaggi in PET per liquidi alimentari), dall'altro ha dato alcune indicazioni all'Associazione dei Comuni italiani (ANCI) per garantire il completamento del processo di apertura del mercato e garantire il definitivo ingresso sul mercato del nuovo operatore.
Al fine di garantire la piena applicazione del principio della libera concorrenza, quale criterio direttivo dell'azione consortile di settore (espressamente sancito dall'art. 237 del D.Lgs. 152/2006) e permettere l'ingresso di nuovi operatori nell'attuale sistema, il Ministero dell'ambiente ha emanato apposite linee guida per i sistemi autonomi, per fornire indicazioni puntuali per la presentazione di nuovi sistemi autonomi finalizzati ad operare nei mercati di riferimento.
Nelle citate linee guida viene ricordato che i consorzi autonomi attualmente riconosciuti dal Ministero dell'ambiente sono cinque: P.A.R.I., per la gestione di imballaggi in PE-LD (Film); due consorzi per la plastica, uno per la gestione di casse in plastica e l'altro per la gestione dei pallet in plastica; REN.OILS, per la gestione degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti; CORIPET, per la gestione diretta degli imballaggi in PET per liquidi alimentari.
Nella seduta del 21 novembre 2018, l'VIII Commissione (Ambiente) della Camera ha deliberato lo svolgimento di un'indagine conoscitiva sui rapporti convenzionali tra il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) e l'ANCI, alla luce della nuova normativa in materia di raccolta e gestione dei rifiuti da imballaggio, nell'ambito della quale le audizioni sono iniziate nella seduta del 16 gennaio 2019.
Fanghi, sfalci e potature
In seguito alle modifiche operate dall'art. 41 della legge n. 154/2016 (che ha escluso dal novero dei rifiuti anche gli sfalci e le potature provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali, nonché sfalci e potature derivanti da attività agricole e agro-industriali), la Commissione europea ha aperto la procedura EU Pilot 9180/2017/ENVI. Successivamente, con la nota del 15 marzo 2018, il Ministero dell'ambiente ha riconosciuto la non compatibilità della normativa nazionale con la disciplina europea e manifestato l'intenzione di introdurre nel disegno di legge europea 2018 le necessarie disposizioni abrogative. L'opportunità di una tale abrogazione è stata ribadita dall'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato con la segnalazione n. 1512 del 22 maggio 2018.
Le auspicate disposizioni correttive sono contenute nell'art. 17 del ddl europea 2018 all'esame della Camera (A.C. 1432).
L'art. 41 del D.L. 109/2018, al fine di superare situazioni di criticità nella gestione dei fanghi di depurazione e nelle more di una revisione organica della normativa di settore (attualmente in fase avanzata, secondo quanto affermato dal rappresentante del Governo, in data 28 settembre 2018, in risposta all'interpellanza 2/00102), ha fissato i valori limite per una serie di sostanze che devono essere rispettati ai fini dell'utilizzo in agricoltura dei fanghi.
Nel dettaglio, la norma ha stabilito precisi limiti di emissione per gli idrocarburi (C10-C40), per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), per le policlorodibenzodiossine e i policlorodibenzofurani (PCDD/PCDF), per i policlorobifenili (PCB), per Toluene, Selenio, Berillio, Arsenico, Cromo totale e Cromo VI.
Per alcune sostanze sono state altresì disciplinate le modalità di controllo e le condizioni al verificarsi delle quali si intendono comunque rispettati i citati limiti.
Nel contesto del piano d'azione per l'economia circolare, il 16 gennaio 2018 la Commissione europea ha adottato la Comunicazione "Strategia europea per la Plastica nell'economia circolare" (in relazione alla quale il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in data 13 settembre 2018).
Le principali azioni proposte includono misure per:
- rendere riciclabili tutti gli imballaggi di plastica nell'UE entro il 2030;
- affrontare la questione delle microplastiche e delle oxo-plastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti (cosmetici, vernici, detergenti, etc.);
- frenare il consumo di plastica monouso e il marine litter (attraverso una proposta legislativa).
Tale ultima proposta è stata adottata il 28 maggio 2018 dalla Commissione europea: si tratta della proposta di direttiva sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente (COM(2018) 340 final).
Nella relazione del Governo in merito alla proposta di direttiva sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente, trasmessa al Parlamento nel giugno 2018, viene sottolineato come le materie plastiche siano tra le componenti principali dei rifiuti marini, stimate a rappresentare fino all'85% dei rifiuti marini trovati lungo le coste ( beach litter), sulla superficie del mare e sul fondo dell'oceano ( marine litter). Nella stessa relazione viene evidenziato che si stima che vengano prodotte annualmente, a livello mondiale, 300 milioni di tonnellate di materie plastiche, di cui almeno 8 milioni di tonnellate si perdono in mare ogni anno.
Le misure adottate e in corso nella presente legislatura
Nella legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) si rinvengono le seguenti disposizioni che hanno la finalità di contribuire alla riduzione dei rifiuti di plastica e, conseguentemente, ad una riduzione della loro presenza nell'ambiente marino:
- i commi da 73 a 77 dell'art. 1 riconoscono un credito d'imposta nella misura del 36% delle spese sostenute dalle imprese per l'acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nonché per l'acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell'alluminio;
Tale misura è sostitutiva dell'agevolazione introdotta, per finalità analoghe, dai commi 96-99 della legge di bilancio 2018. Per questo motivo viene conseguentemente abrogata la relativa autorizzazione di spesa (contenuta nel comma 97 della medesima legge).
- il comma 802 dell'art. 1 detta disposizioni (che vengono inserite nel nuovo articolo 226-quater del D.Lgs. 152/2006) finalizzate alla prevenzione della produzione di rifiuti derivanti da prodotti di plastica monouso e a favorirne la raccolta e il riciclaggio. A tal fine vengono invitati i produttori, su base volontaria e in via sperimentale dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2023, ad adottare una serie di iniziative (modelli di raccolta e riciclo, utilizzo di biopolimeri, elaborazione di standard qualitativi dei prodotti, sviluppo di tecnologie innovative, attività di informazione, ecc.). Lo stesso comma prevede l'istituzione, presso il Ministero dell'ambiente, di un fondo (con una dotazione di 100.000 euro, a decorrere dal 2019) destinato a finanziare attività di studio e verifica tecnica e monitoraggio da parte dei competenti istituti di ricerca.
Tra le iniziative legislative in corso si ricordano le disposizioni finalizzate alla prevenzione della produzione di rifiuti, in particolare di imballaggio, contenute negli articoli 18 e 19 della proposta di legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine, lagunari e lacustri (A.C. 1285), nonché la proposta di legge recante "Disposizioni concernenti l'impiego di unità da pesca per la raccolta dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la tutela dell'ambiente marino" (A.C. 907).
Si ricorda altresì che tra i criteri di delega previsti dall'art. 15 del ddl di delegazione europea 2018 (A.S. 944), che prevede la delega al Governo per il recepimento delle nuove direttive su rifiuti e imballaggi (direttive 2018/851/UE e 2018/852/UE), vi è quello di disciplinare "la modalità di raccolta dei rifiuti dispersi nell'ambiente marino e lacuale e la gestione degli stessi dopo il loro trasporto a terra".
Emergenze rifiuti, incendi negli impianti e discariche abusive
Di seguito sono illustrate le disposizioni normative emanate e l'attività parlamentare svolta, nel corso della presente legislatura, relativamente alle regioni per le quali è in corso lo stato di emergenza per la gestione dei rifiuti o, dopo la chiusura dello stesso, permangono ancora situazioni di criticità.
Viene inoltre dato conto delle altre principali criticità esistenti sul territorio nazionale, che sono rappresentate dalla presenza di discariche abusive e dai recenti incendi avvenuti in diversi impianti di gestione dei rifiuti.
L'art. 2, commi 1 e 2, del D.L. 86/2018 ha attribuito al Ministero dell'ambiente le funzioni esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in materia di coordinamento e monitoraggio degli interventi per garantire la sicurezza agroalimentare in Campania, di cui all'art. 1 del D.L. 136/2013 (c.d. decreto-legge "terra dei fuochi"), e delle azioni e degli interventi di monitoraggio, anche di tipo sanitario, nei territori della regione Campania (oltre che nei comuni di Taranto e Statte), di cui all'art. 2 del medesimo D.L. 136/2013.
Ulteriori norme relative alla Campania riguardano l'affitto del termovalorizzatore di Acerra.
In particolare, i commi da 799 a 801 dell'art. 1 della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) sopprimono l'autorizzazione di spesa recante l'onere per l'affitto del termovalorizzatore di Acerra, pari a 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010 per quindici anni e destinano le relative risorse (per un importo di 20,2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024) all'incremento del "Fondo bonifiche" istituito dall'articolo 1, comma 476, della legge di stabilità per il 2016. Tali somme aggiuntive sono finalizzate alla realizzazione di interventi ambientali nel territorio della regione Campania, nonché al finanziamento di un programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale adottato dal Ministero dell'ambiente. La dotazione del fondo è ulteriormente incrementata con le risorse disponibili iscritte nell'esercizio finanziario 2018 nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente in relazione al citato canone di affitto.
Si fa notare che l'art. 26 del D.L. 119/2018 (recante "Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria"), ha utilizzato, quale fonte di copertura, per un importo di 20 milioni di euro per l'anno 2018, le somme destinate (dall'art. 7, comma 6, del D.L. 195/2009), all'affitto del termovalorizzatore in questione.
Sulla necessità o meno di costruire ulteriori termovalorizzatori in Campania si è espresso il Ministro dell'ambiente, nella seduta del 5 dicembre 2018, in risposta all'interrogazione 3-00368.
Gestione dei rifiuti nel Lazio
In risposta alle interrogazioni 5-00730 e 5-00380, il Governo ha sottolineato che, dopo la chiusura della discarica di Malagrotta, non è stata ancora fornita una soluzione impiantistica adeguata alle esigenze dell'intera Regione e, in particolare, della Capitale e che, per questo motivo, il Ministero dell'ambiente, in accordo con l'amministrazione di Roma Capitale, ha varato una cabina di regia atta a trovare soluzioni in attesa che venga quanto prima realizzato un nuovo Piano regionale dei rifiuti.
Lo stato di emergenza in relazione alla situazione di criticità in atto nel territorio della Regione Siciliana nel settore dei rifiuti urbani è stato dichiarato (per la durata di 12 mesi), alla fine della scorsa legislatura, con la delibera del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 2018, a cui ha fatto seguito l'ordinanza di protezione civile 8 marzo 2018, n. 513, che ha disciplinato i primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza della dichiarazione dello stato di emergenza.
Incendi negli impianti di gestione dei rifiuti
In risposta all'interrogazione 3/00388, il rappresentante del Governo ha ricordato (nella seduta del 22 novembre 2018) che il problema dei frequenti episodi di incendi in impianti di trattamento di rifiuti era stato già oggetto di attenzione nella scorsa legislatura (nel corso della quale erano state emanate, dal Ministero dell'ambiente, le linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi) ed ha fornito informazioni relative alle iniziative in atto nella Regione Campania. L'argomento è stato altresì oggetto delle interrogazioni 4-00614 e 4-00848.
Con l'art. 26-bis del D.L. 113/2018 è stata inoltre introdotta una norma che prevede l'obbligo per i gestori di impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti di dotarsi di un piano di emergenza interna al fine, tra l'altro, di controllare e circoscrivere gli incidenti e provvedere al ripristino dell'ambiente; la norma prevede altresì che, al fine di limitare gli effetti dannosi di incidenti rilevanti, il prefetto predispone un piano di emergenza esterna e ne coordina l'attuazione.
Nelle conclusioni della relazione trasmessa alle Camere nell'ottobre 2018 (Doc. CCXXXV, n. 1), predisposta dal Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all'adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale, si legge che "in tre anni di mandato del Commissario entro il 2020, (si ritiene che) possano essere espunti e posti in sicurezza ambientale un totale di 55 siti sugli 80 complessivi affidati al Commissario. I 25 siti residuali, con problematiche più marcate rispetto ai precedenti, si ritiene che possano essere risolti nei due anni successivi".
Relativamente ai siti ancora oggetto di infrazione, alla data del 2 giugno 2018 risultano essere in numero di 55, come risulta dal prospetto "Punto di situazione sintetico dei siti bonificati o messi in sicurezza" pubblicato sul sito web del Commissario. Tale dato è stato confermato nella risposta, fornita dal Governo nella seduta del 5 dicembre 2018, all'interrogazione 5/00336.
L'articolo 16 del disegno di legge europea 2018 (attualmente in corso d'esame presso la Camera, A.C. 1432) apporta alcune modifiche al decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 (di recepimento della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche - RAEE) al fine di superare le contestazioni sollevate dalla Commissione europea nell'ambito del Caso EU Pilot 8718/16/ENVI, e quindi garantire la corretta attuazione della citata direttiva.
Sui tempi di emanazione dei decreti ministeriali relativi allo smaltimento dei RAEE, utili elementi di informazione sono stati forniti, nella seduta del 18 settembre 2018, in risposta all'interrogazione 5-00208.
Al fine di approfondire l'attuale situazione della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale, la 10a Commissione (Industria, commercio, turismo) del Senato ha svolto, a partire dal settembre 2018, un ciclo di audizioni nell'ambito dell'affare assegnato n. 60.
Si ricorda che, nonostante l'emanazione di diversi provvedimenti legislativi approvati nel corso delle legislature precedenti, finalizzati al recepimento delle direttive Euratom e alla localizzazione di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi (si vedano in particolare i decreti legislativi nn. 45/2014 e 31/2010), ad oggi non si è ancora pervenuti alla presentazione del Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi e nemmeno alla localizzazione del sito di deposito.
La mancata trasmissione del citato programma all'UE ha comportato l'avvio della procedura d'infrazione n. 2016/2027, a cui ha fatto seguito, nel maggio 2018, l'apertura di una nuova procedura d'infrazione (n. 2018/2021) per la mancata attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.
Occorre inoltre ricordare che anche nel corso della XVII legislatura è proseguita l'emanazione (prevista dall'art. 4, comma 1-bis, del D.L. 314/2003) dei decreti di riparto annuale dei contributi a favore dei siti che ospitano centrali nucleari ed impianti del ciclo del combustibile nucleare (le quote relative al 2016 sono state ripartite con la delibera CIPE 25 ottobre 2018, n. 57).
Le norme in materia di rifiuti e discariche contenute nella legge di bilancio 2019
Nella legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) sono previste numerose disposizioni in materia di rifiuti. Si tratta, in sintesi, delle seguenti norme:
- i commi da 73 a 77 riconoscono un credito d'imposta nella misura del 36% delle spese sostenute dalle imprese per l'acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nonché per l'acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell'alluminio. Sono altresì disciplinati i limiti di fruizione (pari a 20.000 euro per ciascun beneficiario e, complessivamente, a 1 milione di euro annui per gli anni 2020 e 2021) e le modalità di applicazione del credito d'imposta, rinviandone la disciplina ad un apposito decreto ministeriale, che deve definire anche i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura ecosostenibile dei prodotti e degli imballaggi ai fini della fruizione del credito medesimo.
- il comma 564 rifinanzia per un importo di 200 mila euro per l'anno 2019 il fondo per la realizzazione della piattaforma italiana del fosforo, istituito dalla legge di bilancio per il 2018 nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente;
- i commi 751 e 752 incrementano la quota di pneumatici fuori uso (PFU) che deve essere obbligatoriamente gestita, ogni anno, da produttori e importatori di pneumatici, singolarmente o in forma associata (elevando da 90 a 95 tonnellate la quota di PFU da gestire per ogni 100 tonnellate di pneumatici immessi sul mercato). Viene altresì previsto l'obbligo - in capo a produttori e importatori di pneumatici o loro eventuali forme associate - di utilizzare gli avanzi di gestione derivanti dal contributo ambientale, nei due esercizi successivi, per la riduzione del contributo stesso o per la gestione di PFU;
- i commi da 799 a 801, come accennato in precedenza, prevedono la soppressione dell'autorizzazione di spesa per l'affitto del termovalorizzatore di Acerra, pari a 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010 per quindici anni e destinano le relative risorse (per un importo di 20,2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024) all'incremento del "Fondo bonifiche" istituito dall'art. 1, comma 476, della legge di stabilità per il 2016. Tali somme aggiuntive sono finalizzate alla realizzazione di interventi ambientali nel territorio della regione Campania, nonché al finanziamento di un programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale adottato dal Ministero dell'ambiente. La dotazione del fondo è ulteriormente incrementata con le risorse disponibili iscritte nell'esercizio finanziario 2018 nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente in relazione al citato canone di affitto;
- il comma 802, come già sottolineato, detta disposizioni finalizzate alla prevenzione della produzione di rifiuti derivanti da prodotti di plastica monouso e a favorirne la raccolta e il riciclaggio. A tal fine vengono invitati i produttori, su base volontaria e in via sperimentale dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2023, ad adottare una serie di iniziative (modelli di raccolta e riciclo, utilizzo di biopolimeri, elaborazione di standard qualitativi dei prodotti, sviluppo di tecnologie innovative, attività di informazione, ecc.). Lo stesso comma prevede l'istituzione, presso il Ministero dell'ambiente, di un fondo (con una dotazione di 100.000 euro a decorrere dal 2019) destinato a finanziare attività di studio e verifica tecnica e monitoraggio da parte dei competenti istituti di ricerca.