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Timestamp: 2020-02-28 09:27:07+00:00
Document Index: 165078183

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 3']

0.142.111.279
tra il Consiglio federale della Confederazione Svizzera e il Governo della Repubblica Algerina Democratica e Popolare sulla circolazione delle persone
Concluso il 3 giugno 2006
Entrato in vigore con scambio di note il 26 novembre 2007
(Stato 26 novembre 2007)
Il Consiglio federale della Confederazione Svizzera e il Governo della Repubblica Algerina Democratica e Popolare,
qui di seguito denominati «le Parti»,
desiderosi di sviluppare e rafforzare le relazioni esistenti tra i due Paesi,
desiderosi di migliorare le condizioni di circolazione delle persone in situazione irregolare tra i due Paesi, nel rispetto dei diritti e delle garanzie previsti nelle loro legislazioni nazionali e nelle convenzioni internazionali che le due Parti hanno sottoscritto,
1. Ciascuna Parte riammette senza formalità i propri cittadini in situazione irregolare sul territorio dell’altra, anche se questi non sono in possesso di un passaporto o di una carta d’identità validi, purché sia provato o dimostrato in modo credibile che dette persone posseggono la cittadinanza della Parte richiesta al momento di lasciare il territorio della Parte richiedente.
2. Il possesso della cittadinanza è provato mediante una carta nazionale d’identità e/o un passaporto validi o scaduti.
3. Nel caso in cui non possano essere presentati i documenti menzionati nel paragrafo 2 del presente articolo, le rappresentanze consolari della Parte richiesta rilasciano un lasciapassare alle persone per le quali il possesso della cittadinanza può essere stabilito mediante presentazione di:
una fotocopia del passaporto o della carta nazionale d’identità;
un lasciapassare scaduto o di una sua fotocopia;
un libretto militare o di una sua fotocopia.
4. Dopo verifica da parte delle autorità competenti della Parte richiesta, può essere rilasciato un lasciapassare:
se sono presentati documenti di altra natura da cui si presume la cittadinanza oppure qualsiasi altro documento ufficiale rilasciato dalle autorità della Parte richiesta, dal quale è possibile identificare la cittadinanza, fra cui segnatamente:
una copia integrale di un estratto dell’atto di nascita rilasciato dalla Parte richiesta;
una licenza di condurre della Parte richiesta o una sua fotocopia;
un certificato di cittadinanza;
sul fondamento delle dichiarazioni registrate, rilasciate dalla persona interessata alle autorità della Parte richiedente, della scheda segnaletica registrata e di qualsiasi altro elemento d’informazione dal quale è possibile identificare la cittadinanza della persona interessata, confermati da un documento di queste autorità.
1. Se la cittadinanza non può essere provata o dimostrata in modo credibile con l’ausilio dei documenti presentati, le rappresentanze consolari della Parte richiesta procedono all’audizione della persona la cui cittadinanza è presunta nei penitenziari, nei centri di detenzione o di trattenimento oppure in un altro posto idoneo accettato dalle due Parti.
2. Qualora, in seguito all’audizione della persona interessata da parte delle rappresentanze consolari della Parte richiesta, si stabilisca la sua cittadinanza, queste le rilasciano un lasciapassare.
3. Qualora, in seguito all’audizione della persona interessata da parte delle rappresentanze consolari della Parte richiesta, si concluda per una forte presunzione della cittadinanza, di principio le è rilasciato un lasciapassare, dopo consultazione delle autorità centrali competenti.
4. Se è in possesso di altri mezzi probatori per stabilire o presumere la cittadinanza, la Parte richiedente li trasmette, senza indugio, alla Parte richiesta. Se ritiene di non poter accettare questi mezzi probatori o di presunzione, quest’ultima informa le autorità competenti della Parte richiedente, senza indugio e indicandone i motivi.
1. La domanda d’allestimento di un documento di viaggio, presentata sotto forma di modulo alla rappresentanza consolare della Parte richiesta, deve contenere le indicazioni o i documenti seguenti:
stato civile della persona che deve essere rinviata come anche ultimo domicilio conosciuto sul territorio della Parte richiesta e il domicilio dei genitori, se disponibile, e qualsiasi altro riferimento che consenta di identificare la persona;
enunciato dei mezzi probatori relativi alla cittadinanza menzionati nell’articolo 1;
conformemente alle esigenze legali nazionali della Parte richiedente, un attestato indicante la data della decisione finale in relazione con il rimpatrio della persona interessata come anche l’autorità amministrativa o giudiziaria che ha preso la decisione;
in caso di interesse preponderante in materia di salute pubblica e tenendo conto degli interessi della persona interessata, l’indicazione delle malattie e di eventuali cure;
due fotografie d’identità della persona che deve essere rinviata.
In mancanza di talune indicazioni, la rappresentanza consolare della Parte richiesta può, per completare il modulo, procedere a un’audizione della persona interessata.
2. Un lasciapassare della validità di un (1) mese, allestito dalla rappresentanza consolare, è rilasciato entro un termine ragionevole alla Parte richiedente.
3. Dopo il rilascio del lasciapassare, il rinvio deve essere annunciato alla rappresentanza della Parte richiesta entro un termine ragionevole prima della data prevista per il rimpatrio.
4. Se la validità del lasciapassare scade prima del rimpatrio della persona, è rilasciato al più presto e senza altre formalità un altro documento della medesima durata di validità dopo la restituzione del lasciapassare scaduto.
1. In occasione del rinvio, la Parte richiedente presenta alla Parte richiesta un verbale del rinvio della persona alla frontiera nel quale sono indicati i cognomi, i nomi, la filiazione, la data e il luogo di nascita, le malattie e le eventuali cure ai sensi dell’articolo 3 paragrafo 1 qui sopra, nonché i mezzi probatori dell’identificazione constatata.
2. Il rinvio avviene per via aerea e per un numero di persone compatibile con le norme di sicurezza definite in funzione delle circostanze e delle persone da rimpatriare.
3. Il rinvio avviene per via aerea, su voli di linea.
4. Ogni volta che la sicurezza lo esige, le persone rinviate sono accompagnate da personale specializzato.
5. Tutti i costi cagionati dalle riammissioni, fino ai confini della Parte richiesta, sono a carico della Parte richiedente.
6. Le modalità tecniche dell’esecuzione del presente articolo, come anche di eventuali adeguamenti in funzione delle circostanze, sono ordinate dai servizi competenti delle due Parti.
Se all’arrivo della persona rinviata conformemente al presente Accordo l’esame della situazione da parte delle autorità competenti della Parte richiesta non ne conferma la cittadinanza, la Parte richiedente riammette sul suo territorio questa persona senza formalità e senza indugio.
Le modalità pratiche sono ordinate dai servizi competenti delle due Parti.
Le spese di riammissione sono a carico della Parte che ha richiesto il lasciapassare.
La Parte che ritiene che l’esecuzione dell’articolo 5 concernente la riammissione in caso di errore non sia conforme allo spirito e alla lettera di questa disposizione può sospendere provvisoriamente la procedura di riammissione prevista nell’articolo 1 paragrafo 4 e nell’articolo 2 e chiedere che si riunisca il comitato, di cui all’articolo 7, incaricato di seguire i lavori.
È istituito un comitato incaricato di seguire i lavori. Gli è affidata l’attuazione del presente Accordo. Si riunisce ogni volta che vi sia la necessità, su domanda di una delle due Parti.
Le due Parti si consultano:
quando una delle due Parti ritiene elevato il numero di persone riammesse la cui cittadinanza non è confermata;
quando una delle due Parti ritiene troppo lungo il termine di riammissione delle persone la cui cittadinanza non è confermata;
quando una delle due Parti ritiene che i termini per il rilascio dei documenti di viaggio non consenta di raggiungere gli obiettivi fissati;
in tutti gli altri casi in cui lo ritengano necessario.
1. I dati personali necessari per l’esecuzione del presente Accordo sono trattati e protetti conformemente alle legislazioni sulla protezione dei dati vigenti in ciascuna Parte.
2. In quest’ambito, i dati personali da comunicare concernono esclusivamente i dati di cui all’articolo 3 del presente Accordo.
3. I dati personali possono essere trattati soltanto dalle autorità competenti per l’esecuzione del presente Accordo e ai fini da esso previsti. La Parte che trasmette i dati deve accertarsi dell’esattezza come anche della necessità e della proporzionalità rispetto allo scopo perseguito con la comunicazione. Se risulta che sono stati trasmessi dati inesatti o che la trasmissione era illecita, la Parte destinataria deve essere immediatamente avvertita. Essa procede alla loro rettifica o distruzione. I dati personali trasmessi sono conservati soltanto fino a quando lo esige lo scopo per cui essi sono stati trasmessi.
4. Ciascuna Parte, su richiesta, informa l’altra in merito all’uso dei dati personali trasmessi e dei risultati così ottenuti. La persona interessata che ne faccia richiesta va informata sui dati personali esistenti al suo riguardo e sull’uso previsto, fatte salve le restrizioni giustificate da considerazioni di ordine pubblico.
5. Le due Parti si impegnano a iscrivere nei loro incartamenti la trasmissione e la ricezione dei dati personali e a proteggerli in modo efficace.
1. Le autorità competenti in materia di rilascio di lasciapassare sono:
i posti consolari della Repubblica Algerina Democratica e Popolare in Svizzera;
i posti consolari della Confederazione Svizzera in Algeria.
2. Le domande di riammissione di persone che hanno ottenuto ingiustamente i documenti di viaggio sono indirizzate:
ai posti consolari della Repubblica Algerina Democratica e Popolare in Svizzera;
al Dipartimento federale di giustizia e polizia della Confederazione Svizzera.
3. Le autorità competenti si scambiano per via diplomatica e prima dell’entrata in vigore del presente Accordo gli elenchi:
delle autorità centrali o locali competenti per istruire le domande di riammissione;
degli aeroporti che possono essere utilizzati per la riammissione delle persone interessate.
Qualsiasi modifica di questi ultimi può essere effettuata liberamente da ciascuna Parte con riserva di una notifica preventiva all’altra Parte per la medesima via.
Il presente Accordo non pregiudica gli obblighi delle Parti derivanti dalle convenzioni internazionali che hanno sottoscritto.
1. Il presente Accordo è ratificato conformemente alle disposizioni costituzionali in ciascuno dei due Stati.
Entra in vigore trenta (30) giorni dopo la data della ricezione della seconda nota che constata l’espletamento di queste disposizioni da una parte e dall’altra.
2. Il presente Accordo ha una durata di validità di tre (3) anni, rinnovabili tacitamente per un periodo identico.
3. Ciascuna Parte lo può denunciare per via diplomatica. La denuncia ha effetto tre (3) mesi dopo la data della notifica all’altra Parte.
4. Ciascuna Parte si riserva il diritto di sospendere l’applicazione del presente Accordo per motivi attinenti all’ordine pubblico, alla sicurezza e alla salute. La sospensione produce effetto trenta (30) giorni dopo la ricezione della notifica per via diplomatica.
5. Le due Parti si informano per la medesima via circa la fine della sospensione del presente Accordo e la sua nuova applicabilità.
In fede di che, i rappresentanti delle due Parti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Accordo.
Fatto ad Algeri il 3 giugno 2006 in due esemplari originali in lingua araba e francese, i due testi facenti parimente fede.
Per il Governo della Repubblica
Algerina Democratica e Popolare:
RU 2007 6911; FF 2006 7147
1 Il testo originale francese è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.2RU 2007 6909
zwischen dem Bundesrat der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Regierung der Demokratischen Volksrepublik Algerien über den Personenverkehr
Abgeschlossen am 3. Juni 2006
In Kraft getreten durch Notenaustausch am 26. November 2007
(Stand am 26. November 2007)
Der Bundesrat der Schweizerischen Eidgenossenschaft, und die Regierung der Demokratischen Volksrepublik Algerien
im Wunsch, die Beziehungen zwischen den beiden Ländern auszubauen und zu stärken,
im Wunsch, die Bedingungen für den Verkehr von Personen mit unbefugtem Aufenthalt zwischen den beiden Ländern zu verbessern und dabei die Rechte und Garantien, welche in ihrer nationalen Gesetzgebung und den von den beiden Parteien unterzeichneten internationalen Übereinkommen vorgesehen sind, zu wahren,
1. Jede Partei übernimmt ohne Formalitäten ihre Staatsangehörigen, die sich unbefugt im Hoheitsgebiet der anderen Partei aufhalten, auch wenn diese über keinen gültigen Reisepass und keine gültige Identitätskarte verfügen, sofern nachgewiesen oder glaubhaft gemacht wird, dass diese Personen zum Zeitpunkt der Ausreise aus dem Hoheitsgebiet der ersuchenden Partei die Staatsangehörigkeit der ersuchten Partei besitzen.
2. Die Staatsangehörigkeit wird mit einer gültigen oder abgelaufenen nationalen Identitätskarte und/oder einem gültigen oder abgelaufenen Reisepass nachgewiesen.
3. Kann keines der in Absatz 2 genannten Dokumente vorgelegt werden, stellen die konsularischen Vertretungen der ersuchten Partei für die Personen ein Passersatzpapier (Laissez-passer) aus, deren Staatsangehörigkeit sich durch Vorlage eines der folgenden Dokumente nachweisen lässt:
eine Fotokopie des Reisepasses oder der nationalen Identitätskarte;
ein abgelaufenes Passersatzpapier oder eine Fotokopie davon;
ein Militärdienstbüchlein oder eine Fotokopie davon.
4. Nach der Überprüfung durch die zuständigen Behörden der ersuchten Partei kann ein Passersatzpapier ausgestellt werden:
wenn andere Dokumente, welche die Staatsangehörigkeit glaubhaft machen, oder ein anderes von den Behörden der ersuchten Partei ausgestelltes amtliches Dokument, mit dem sich die Staatsangehörigkeit feststellen lässt, vorgelegt werden, wobei insbesondere folgende Dokumente in Betracht kommen:
eine vollständige Kopie eines von der ersuchten Partei ausgestellten Auszugs aus dem Geburtsregister;
ein von der ersuchten Partei ausgestellter Führerschein oder eine Fotokopie davon;
ein Staatsangehörigkeitsausweis.
aufgrund von protokollierten Aussagen, welche die betroffene Person gegenüber den Behörden der ersuchenden Partei gemacht hat, des ausgefüllten Datenblatts und anderer Informationen, mit denen sich die Staatsangehörigkeit der betroffenen Person feststellen lässt, sofern ein von diesen Behörden ausgefertigtes Dokument diese Angaben bestätigt.
1. Lässt sich die Staatsangehörigkeit mit den vorgelegten Dokumenten nicht nachweisen oder glaubhaft machen, führen die konsularischen Vertretungen der ersuchten Partei in Strafanstalten, Haft- oder Gewahrsamseinrichtungen oder an einem anderen geeigneten und von beiden Parteien zugelassenen Ort eine Anhörung der betroffenen Person durch.
2. Wird die Staatsangehörigkeit der betroffenen Person bei der Anhörung durch die konsularischen Vertretungen der ersuchten Partei nachgewiesen, stellen diese ein Passersatzpapier aus.
3. Wird die Staatsangehörigkeit der betroffenen Person bei der Anhörung durch die konsularischen Vertretungen der ersuchten Partei glaubhaft gemacht, wird nach Absprache mit den zuständigen zentralen Behörden grundsätzlich ein Passersatzpapier ausgestellt.
4. Verfügt die ersuchende Partei über andere Mittel zum Nachweis oder zur Glaubhaftmachung der Staatsangehörigkeit, stellt sie diese der ersuchten Partei unverzüglich zu. Hält die ersuchte Partei diese Mittel zum Nachweis oder zur Glaubhaftmachung für unannehmbar, teilt sie dies den zuständigen Behörden der ersuchenden Partei unter Angabe der Gründe unverzüglich mit.
1. Das Gesuch um Ausstellung eines Reisepapiers, das mit einem Formular bei der konsularischen Vertretung der ersuchten Partei eingereicht wird, muss folgende Angaben und Dokumente enthalten:
Zivilstand der zurückzuführenden Person, deren letzte bekannte Wohnadresse im Hoheitsgebiet der ersuchten Partei und, wenn bekannt, Wohnadresse der Eltern sowie jede andere Angabe, welche die Identifikation der Person ermöglicht;
Darlegung der Beweismittel, die zur Feststellung der in Artikel 1 genannten Staatsangehörigkeit dienen;
den nationalen gesetzlichen Erfordernissen entsprechende Bescheinigung, in welcher der rechtskräftige Entscheid zur Rückführung der betroffenen Person sowie die Verwaltungs- oder Gerichtsbehörde, die den Entscheid gefällt hat, angegeben sind;
im Falle eines überwiegenden Interesses aus Gründen der öffentlichen Gesundheit Angabe allfälliger Krankheiten und Behandlungen, wobei die Interessen der betroffenen Person zu berücksichtigen sind;
zwei Passbilder der zurückzuführenden Person beizufügen.
Wenn Angaben fehlen, kann die konsularische Vertretung der ersuchten Partei eine Anhörung der betroffenen Person durchführen, um das Gesuchsformular vollständig ausfüllen zu können.
2. Ein von der konsularischen Vertretung ausgestelltes Passersatzpapier mit einer Gültigkeitsdauer von einem (1) Monat wird der ersuchenden Partei innerhalb angemessener Frist zugestellt.
3. Nach Ausstellung des Passersatzpapiers wird die Rückführung innerhalb angemessener Frist vor dem dafür vorgesehenen Datum der Vertretung der ersuchten Partei angekündigt.
4. Verliert das Passersatzpapier vor der Rückführung der betroffenen Person seine Gültigkeit, wird nach Rückgabe des abgelaufenen Passersatzpapiers unverzüglich und ohne weitere Formalitäten ein anderes Dokument mit gleich langer Gültigkeitsdauer ausgestellt.
1. Bei der Rückführung legt die ersuchende Partei der ersuchten Partei ein Protokoll zur Rückführung der Person bis zur Grenze vor, worin Namen, Vornamen, Abstammung, Geburtsdatum und -ort, allfällige Krankheiten und Behandlungen nach Artikel 3 Absatz 1 sowie die Beweismittel für die festgestellte Identität angegeben sind.
2. Die Rückführung erfolgt auf dem Luftweg, und die Zahl der einbezogenen Personen muss mit den Sicherheitsvorschriften vereinbar sein, die je nach den Umständen und den zurückzuführenden Personen festgelegt werden.
3. Die Rückführung auf dem Luftweg erfolgt mit Linienflügen.
4. Wann immer dies aus Sicherheitsgründen erforderlich ist, werden die zurückgeführten Personen von Fachpersonal begleitet.
5. Sämtliche durch Rückübernahmen entstehenden Kosten bis zur Grenze der ersuchten Partei trägt die ersuchende Partei.
6. Die operativen Modalitäten der Umsetzung dieses Artikels sowie allfällige den Umständen entsprechende Anpassungen werden von den zuständigen Stellen der beiden Parteien festgelegt.
Wenn die Überprüfung, welche die zuständigen Behörden der ersuchten Partei nach der Ankunft der betroffenen Person vornehmen, die Staatsangehörigkeit der gemäss diesem Abkommen zurückgeführten Person nicht bestätigt, nimmt die ersuchende Partei diese Person ohne Formalitäten und unverzüglich wieder in ihr Hoheitsgebiet zurück.
Die praktischen Modalitäten werden von den zuständigen Stellen der beiden Parteien festgelegt.
Die Kosten für die Rückübernahme trägt die Partei, die um Ausstellung des Passersatzpapiers ersucht hat.
Ist eine der beiden Parteien der Ansicht, die Umsetzung von Artikel 5, der die Rückübernahme im Falle eines Irrtums regelt, entspreche nicht dem Geist und Buchstaben dieser Bestimmung, kann sie das in Artikel 1 Absatz 4 und in Artikel 2 vorgesehene Rückübernahmeverfahren vorübergehend suspendieren und beantragen, dass der in Artikel 7 vorgesehene Begleitausschuss zusammentritt.
Es wird ein Begleitausschuss eingesetzt, der mit der Umsetzung dieses Abkommens betraut wird. Er tritt nach Bedarf und auf Antrag einer der beiden Parteien zusammen.
Die beiden Parteien konsultieren sich:
wenn eine der beiden Parteien die Zahl der zurückgeführten Personen, deren Staatsangehörigkeit nicht bestätigt wurde, als zu hoch erachtet;
wenn eine der beiden Parteien die Fristen für die Rückübernahme der Personen, deren Staatsangehörigkeit nicht bestätigt wurde, als zu lang erachtet;
wenn eine der beiden Parteien der Ansicht ist, die Fristen für die Ausstellung der Reisepapiere erlaubten es nicht, die festgesetzten Ziele zu erreichen;
in allen anderen Fällen, in denen sie dies für notwendig erachten.
1. Die für die Durchführung dieses Abkommens erforderlichen Personendaten werden gemäss der Datenschutzgesetzgebung der Parteien bearbeitet und geschützt.
2. In diesem Rahmen dürfen die zu übermittelnden Personendaten ausschliesslich die in Artikel 3 dieses Abkommens aufgeführten Angaben betreffen.
3. Personendaten dürfen nur von den für die Durchführung dieses Abkommens zuständigen Behörden und ausschliesslich für die Zwecke dieses Abkommens bearbeitet werden. Die übermittelnde Partei muss sich vergewissern, dass die Daten richtig, für den mit der Übermittlung verbundenen Zweck erforderlich und diesem angemessen sind. Stellt sich heraus, dass unrichtige Daten übermittelt worden sind oder dass deren Übermittlung widerrechtlich war, muss die empfangende Partei unverzüglich benachrichtigt werden; sie muss die betreffenden Daten entweder berichtigen oder vernichten. Die übermittelten Personendaten dürfen nur so lange aufbewahrt werden, wie es der Zweck, zu dem sie übermittelt wurden, erfordert.
4. Jede Partei unterrichtet die andere Vertragspartei auf Antrag über die Verwendung der übermittelten Personendaten und die dadurch erzielten Ergebnisse. Die Betroffenen erhalten auf Antrag Auskunft über die übermittelten Daten zu ihrer Person und über den vorgesehenen Verwendungszweck, wobei Einschränkungen aus Gründen der öffentlichen Ordnung vorbehalten bleiben.
5. Beide Parteien sind verpflichtet, die Übermittlung und den Erhalt von Personendaten aktenkundig zu machen und die Daten wirksam zu schützen.
1. Die für die Ausstellung von Passersatzpapieren zuständigen Behörden sind:
die konsularischen Posten der Demokratischen Volksrepublik Algerien in der Schweiz;
die konsularischen Posten der Schweizerischen Eidgenossenschaft in Algerien.
2. Gesuche um Rückübernahme von Personen, die irrtümlicherweise Reisepapiere erhalten haben, sind zu richten an:
das Justiz- und Polizeidepartement der Schweizerischen Eidgenossenschaft.
3. Die zuständigen Behörden tauschen auf diplomatischem Weg vor Inkrafttreten dieses Abkommens Listen mit folgenden Angaben aus:
die für die Bearbeitung von Rückübernahmegesuchen zuständigen zentralen oder örtlichen Behörden;
die Flughäfen, die für die Rückübernahme der betroffenen Personen benutzt werden können.
Jede Partei kann diese Listen nach freiem Ermessen ändern, muss jedoch die andere Partei vorgängig auf demselben Weg darüber unterrichten.
Von diesem Abkommen unberührt bleiben die Verpflichtungen der Parteien, die sich aus den von ihnen unterzeichneten internationalen Übereinkommen ergeben.
1. Dieses Abkommen wird gemäss den Verfassungsbestimmungen jedes der beiden Staaten ratifiziert.
Es tritt dreissig (30) Tage nach Eingang der zweiten Notifikation, mit der bekannt gegeben wird, dass diese Bestimmungen erfüllt sind, in Kraft.
2. Dieses Abkommen gilt für drei (3) Jahre und kann stillschweigend für einen gleich langen Zeitraum verlängert werden.
3. Jede Partei kann das Abkommen auf diplomatischem Weg kündigen. Die Kündigung wird drei (3) Monate nach dem Datum der Notifikation an die andere Partei wirksam.
4. Jede der beiden Parteien behält sich das Recht vor, dieses Abkommen aus Gründen der öffentlichen Ordnung, Sicherheit oder Gesundheit zu suspendieren. Die Suspendierung tritt dreissig (30) Tage nach Eingang der Notifikation auf diplomatischem Weg in Kraft.
5. Die beiden Parteien benachrichtigen einander über die Aufhebung der Suspendierung dieses Abkommens und dessen erneute Anwendung.
Zu Urkund dessen haben die hierzu gehörig Bevollmächtigten der beiden Parteien dieses Abkommen unterzeichnet.
Geschehen zu Algier am 3. Juni 2006 in je zwei Urschriften in französischer und arabischer Sprache; beide Texte sind gleichermassen authentisch.
Für den Bundesrat der
Demokratischen Volksrepublik Algerien:
AS 2007 6911; BBl 2006 7797
1 Der französische Originaltext findet sich unter der gleichen Nummer in der entsprechenden Ausgabe dieser Sammlung.2AS 2007 6909
Accord entre le Conseil fédéral de la Confédération suisse et le Gouvernement de la République algérienne démocratique et populaire sur la circulation des personnes
Conclu le 3 juin 2006
Entré en vigueur par échange de notes le 26 novembre 2007
(Etat le 26 novembre 2007)
Le Conseil fédéral de la Confédération suisse, d’une part, et le Gouvernement de la République algérienne démocratique et populaire, d’autre part,
désireux de développer et de renforcer les relations qui existent entre les deux pays;
désireux d’améliorer les conditions de circulation des personnes en situation irrégulière entre les deux pays, dans le cadre du respect des droits et garanties prévus dans leurs législations nationales et dans les conventions internationales auxquelles les deux Parties ont souscrit,
1. Chacune des deux Parties réadmet sans formalités ses ressortissants en situation irrégulière sur le territoire de l’autre, même lorsque ceux-ci ne sont pas en possession d’un passeport ou d’une carte d’identité valide, à condition qu’il soit prouvé ou démontré de manière crédible que lesdites personnes possèdent la nationalité de la Partie requise, au moment de leur sortie du territoire de la Partie requérante.
2. La possession de la nationalité est prouvée par une carte nationale d’identité et/ou un passeport valides ou périmés.
3. Au cas où aucun des documents mentionnés au par. 2 du présent article ne peut être présenté, les représentations consulaires de la Partie requise délivrent un laissez-passer aux personnes pour lesquelles la possession de la nationalité peut être établie par la présentation:
d’une photocopie du passeport ou de la carte nationale d’identité;
d’un laissez-passer périmé, ou sa photocopie;
d’un livret militaire ou sa photocopie.
4. Après vérification par les autorités compétentes de la Partie requise, un laissez-passer peut être délivré:
lorsque sont présentés des documents d’une autre nature qui présument de la nationalité, ou tout autre document officiel délivré par les autorités de la Partie requise, susceptible de permettre l’identification de la nationalité dont notamment:
une copie intégrale d’un extrait d’acte de naissance délivré par la Partie requise;
un permis de conduire de la Partie requise ou sa photocopie;
sur la base des déclarations enregistrées faites par la personne concernée aux autorités de la Partie requérante, de la fiche signalétique renseignée et de tout autre élément d’information susceptible de permettre l’identification de la nationalité de la personne concernée, confirmés par un document de ces autorités.
1. Si la nationalité ne peut être prouvée ou démontrée de manière crédible à l’aide des documents présentés, les représentations consulaires de la Partie requise procèdent à une audition du présumé dans les établissements pénitentiaires, les centres de détention ou de rétention ou dans tout autre endroit approprié agréé par les deux Parties.
2. Lorsque l’audition de la personne concernée, par les représentations consulaires de la Partie requise, établit sa nationalité, celles-ci délivrent un laissez-passer.
3. Lorsque l’audition de la personne concernée, par les représentations consulaires de la Partie requise, conclut à une forte présomption de la nationalité, un laissez-passer est en principe délivré, après consultation des autorités centrales compétentes.
4. Si la Partie requérante se trouve en possession d’autres moyens de preuve d’établissement de la nationalité ou de sa présomption, elle les fait parvenir, sans délai, à la Partie requise. Si cette dernière ne se voit pas en mesure d’accepter ces moyens de preuve ou de présomption, elle en informe, sans délai et en indiquant les motifs, les autorités compétentes de la Partie requérante.
1. La demande d’établissement d’un document de voyage, présentée sous forme d’un formulaire à la représentation consulaire de la Partie requise, doit contenir les indications ou documents suivants:
état civil de la personne devant faire l’objet de la reconduite ainsi que le dernier domicile connu sur le territoire de la Partie requise et le domicile des parents si disponible et de toute autre référence permettant d’identifier la personne;
énoncé des moyens de preuve relatifs à la nationalité mentionnés à l’art. 1;
conformément aux exigences légales nationales de la Partie requérante, une attestation indiquant la date de la décision finale en relation avec le rapatriement de la personne concernée ainsi que l’autorité administrative ou judiciaire ayant rendu la décision;
en cas d’intérêt prépondérant en matière de santé publique et en tenant compte des intérêts de la personne concernée, l’indication des maladies et traitements éventuels;
deux photographies d’identité de la personne devant faire l’objet de la reconduite.
A défaut de certaines indications, la représentation consulaire de la Partie requise peut procéder à une audition de la personne concernée pour compléter ce formulaire.
2. Un laissez-passer d’une validité d’un (1) mois, établi par la représentation consulaire, est délivré dans un délai raisonnable, à la Partie requérante.
3. Après la délivrance du laissez-passer, la reconduite doit être annoncée à la représentation de la Partie requise dans un délai raisonnable avant la date prévue pour le rapatriement.
4. Si la validité du laissez-passer arrive à expiration avant le rapatriement de la personne, un autre document de même durée de validité est délivré aussitôt et sans autres formalités après la restitution du laissez-passer périmé.
1. Lors de la reconduite, la Partie requérante présente à la Partie requise un procès-verbal de reconduite à la frontière de la personne, mentionnant les noms, prénoms, la filiation, la date et le lieu de naissance, l’indication des maladies et traitements éventuels au sens de l’art. 3, al. 1 ci-dessus, l’indication des moyens de preuve de l’identification constatée.
2. La reconduite s’effectue par voie aérienne et pour un nombre de personnes compatible avec les règles de sécurité définies en fonction des circonstances et des personnes à rapatrier.
3. La reconduite par voie aérienne s’effectue sur des vols réguliers.
4. A chaque fois que la sécurité l’exige, les personnes reconduites sont accompagnées par un personnel spécialisé.
5. L’ensemble des coûts occasionnés par les réadmissions est pris en charge jusqu’aux frontières de la Partie requise, par la Partie requérante.
6. Les modalités techniques de mise en oeuvre du présent article, ainsi que d’éventuelles adaptations en fonction des circonstances, seront arrêtées par les services compétents des deux Parties.
Lorsqu’à son arrivée, l’examen de situation par les autorités compétentes de la Partie requise ne confirme pas la nationalité de la personne reconduite conformément au présent Accord, la Partie requérante réadmet sur son territoire cette personne sans formalités et sans délai.
Les modalités pratiques seront arrêtées par les services compétents des deux Parties.
Les frais de reprise sont alors pris en charge par la Partie requérante du laissez-passer.
Si l’une des deux Parties considère que la mise en oeuvre de l’art. 5 visant la reprise en cas d’erreur n’est pas conforme à l’esprit et à la lettre de cette disposition, elle peut suspendre provisoirement la procédure de réadmission prévue à l’art. 1, par. 4 et à l’art. 2 et demander la réunion du comité de suivi prévu à l’art. 7.
Un comité de suivi est mis en place. Il est chargé de la mise en oeuvre du présent Accord. Il se réunit à chaque fois que de besoin, à la demande de l’une ou l’autre Partie.
Les deux Parties se consultent:
lorsque l’une des deux Parties estime que le nombre de personnes réadmises dont la nationalité n’a pas été confirmée, est élevé;
lorsque l’une des deux Parties estime que les délais de réadmission des personnes dont la nationalité n’a pas été confirmée, sont longs;
lorsque l’une des deux Parties estime que les délais pour la délivrance des documents de voyage ne permettent pas d’atteindre les objectifs fixés;
dans tous les autres cas où elles l’estiment nécessaire.
1. Les données personnelles nécessaires pour l’exécution du présent Accord sont traitées et protégées conformément aux législations sur la protection des données en vigueur dans chacune des Parties.
2. Dans ce cadre, les données personnelles à communiquer concerneront exclusivement les données figurant à l’art. 3 du présent Accord.
3. Les données personnelles ne peuvent être traitées que par les autorités compétentes pour l’exécution du présent Accord et aux fins prévues par celui-ci. La Partie qui transmet les données est tenue de s’assurer de leur exactitude ainsi que de la nécessité et de l’adéquation au but poursuivi par la communication. S’il s’avère que des données inexactes ont été transmises ou que la transmission était illicite, la Partie qui reçoit les données doit en être avisée immédiatement. Elle procède alors à la rectification ou à la destruction des données en cause. Les données personnelles transmises ne seront conservées qu’aussi longtemps que l’exige le but pour lequel elles ont été communiquées.
4. Chacune des Parties informe l’autre Partie, à sa demande, de l’utilisation des données personnelles transmises et des résultats ainsi obtenus. A sa demande, la personne concernée sera renseignée sur les informations existant à son sujet et sur le mode d’utilisation prévu, sous réserve de restrictions justifiées par des considérations d’ordre public.
5. Les deux Parties s’engagent à inscrire dans leurs dossiers la transmission et la réception des données personnelles et à les protéger efficacement.
1. Les autorités compétentes en matière de délivrance de laissez-passer sont:
les postes consulaires de la République algérienne démocratique et populaire en Suisse;
les postes consulaires de la Confédération suisse en Algérie.
2. Les demandes de réadmission de personnes ayant obtenu à tort des documents de voyage, sont adressées:
aux postes consulaires de la République algérienne démocratique et populaire en Suisse;
au Département fédéral de justice et police de la Confédération suisse.
3. Les autorités compétentes s’échangent par voie diplomatique et avant l’entrée en vigueur du présent Accord, les listes:
des autorités centrales ou locales compétentes pour instruire les demandes de réadmission;
des aéroports qui peuvent être utilisés pour la réadmission des personnes concernées.
Toute modification de ces dernières peut être effectuée librement par chaque Partie sous réserve d’une notification préalable à l’autre Partie par la même voie.
Le présent Accord n’affecte pas les obligations des Parties découlant des conventions internationales auxquelles elles ont souscrit.
1. Le présent Accord sera ratifié conformément aux dispositions constitutionnelles dans chacun des deux Etats.
Il entrera en vigueur trente (30) jours après la date de la réception de la seconde des notes constatant qu’il a été satisfait à ces dispositions de part et d’autre.
2. Le présent Accord a une durée de validité de trois (3) ans, renouvelable pour une période identique par tacite reconduction.
3. Chacune des deux Parties peut le dénoncer par voie diplomatique. La dénonciation prend effet trois (3) mois après la date de la notification à l’autre Partie.
4. Chacune des deux Parties se réserve le droit de suspendre l’application de cet Accord pour des raisons d’ordre public, de sécurité ou de santé publique. La suspension prend effet trente (30) jours après la réception de sa notification par voie diplomatique.
5. Les deux Parties s’informeront par la même voie de la levée de la suspension du présent Accord et de sa nouvelle mise en application.
En foi de quoi, les représentants des deux Parties dûment autorisés ont signé le présent Accord.
Etabli à Alger, le 3 juin 2006, en double exemplaire, en langues française et arabe. Les deux textes faisant également foi.
Pour le Conseil fédéral de la Confédération suisse:
RO 2007 6911; FF 2006 7389
1RO 2007 6909