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Timestamp: 2016-10-21 11:30:19+00:00
Document Index: 13408994

Matched Legal Cases: ['art. 86', 'art. 42', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 10', 'art. 10']

4A_581/2011 (26.09.2011)
Con atto consegnato alle Poste italiane il 5 ottobre 2010 A.________ ha presentato alla menzionata Commissione paritetica un "ricorso per nullit� e revisione" contro la predetta convenzione, con cui chiedeva la corresponsione di 20 annualit� di stipendio. Il 18 ottobre 2010 il rimedio � stato dichiarato irricevibile.
Il 22 novembre 2010 A.________ ha attaccato tale decisione innanzi alla Commissione speciale di ricorso in materia di controversie derivanti dall'applicazione del ROC/EOC (in seguito Commissione speciale). Questa ha respinto l'impugnativa con decisione 2 febbraio 2011, rilevando che contrariamente a quanto affermato da A.________, la convenzione conclusa con l'Ospedale era valida anche senza essere stata ratificata dalla Commissione paritetica, non essendo quest'ultima un tribunale arbitrale, ma unicamente un organo interno all'EOC e avendo lo stesso insorgente ritirato il gravame. La Commissione speciale ha aggiunto che il ricorrente, "persona tutt'altro che sprovveduta, dal momento che fungeva nell'ospedale una funzione di responsabilit�", avrebbe semmai dovuto contestare la convenzione, di grande semplicit� e chiarezza, entro un anno prevalendosi di un errore essenziale.
A.________ � insorto al Tribunale federale con "ricorso in materia di diritto del lavoro" del 4 aprile 2011, chiedendo l'annullamento delle decisioni delle predette Commissioni e la condanna dell'Ospedale a versargli "20 annualit� di retribuzione, oltre a ci� che � dovuto per legge e per contratto". Il ricorrente racconta il suo rapporto di lavoro con l'Ospedale e pare denunciare una violazione dei suoi diritti con riferimento al licenziamento in tronco, sostenendo pure di non aver avuto la "capacit� processuale". Lamenta che entrambe le predette Commissioni gli hanno notificato le loro decisioni direttamente per via postale in Italia. Invoca pure la violazione di una serie di norme del Concordato sull'arbitrato accettato dalla Conferenza dei direttori dei Dicasteri cantonali di giustizia il 27 marzo 1969 (CA), affermando che la predetta convenzione pone fine alla controversia, ma non � stata constatata in forma di lodo da un Tribunale arbitrale e da questo depositata presso la competente autorit�. Asserisce inoltre, sempre riferendosi alle disposizioni del menzionato Concordato, che i termini per l'inoltro di un ricorso per nullit� non sarebbero ancora trascorsi, perch� il lodo riferito alla convenzione non gli � mai stato intimato.
Il 28 giugno 2011 e 1� luglio 2011 il Presidente della I Corte di diritto sociale ha invitato l'opponente e la Commissione speciale a determinarsi sul ricorso e in particolare sull'ammissibilit� del gravame dal profilo dell'art. 86 LTF.
Giusta l'art. 42 cpv. 2 LTF nei motivi del ricorso occorre spiegare in modo conciso perch� l'atto impugnato viola il diritto. Ci� significa che il ricorrente deve almeno confrontarsi brevemente con i considerandi della sentenza impugnata, pena l'inammissibilit� del gravame (DTF 134 II 244 consid. 2.1).
Il ricorrente, pur dilungandosi su pretese violazioni del Concordato sull'arbitrato da parte della Commissione paritetica, non spende una parola per contestare la motivazione della decisione impugnata secondo cui tale Commissione non era tenuta ad applicare le norme del citato Concordato perch� non � un Tribunale arbitrale, ma unicamente un organismo interno all'EOC. Non soddisfa nemmeno le suddette esigenze di motivazione con la - lunga - descrizione dei fatti (incluse le pretese violazioni dei suoi diritti) che hanno portato al licenziamento in tronco, atteso che con la convenzione del 14 novembre 2005 questo � stato revocato e tramutato in un licenziamento ordinario. Il ricorrente omette poi di confrontarsi con l'argomento della Commissione speciale secondo cui tale convenzione avrebbe unicamente potuto essere invalidata, qualora egli avesse fatto valere entro il termine di un anno un vizio di volont�. Si rivela infine del tutto pretestuosa e quindi pure inammissibile l'argomentazione con cui pretende di non aver avuto la "capacit� processuale", perch� il Pretore avrebbe ritenuto che egli necessitasse, nella causa di stato che lo opponeva alla moglie, di un patrocinatore. La conduzione di una tale causa non � infatti paragonabile alla sottoscrizione di una convenzione in cui le pattuizioni di immediata comprensione raggiungono a malapena 9 righe.
Giova poi osservare che la Convenzione dell'Aia del 15 novembre 1965 relativa alla notificazione e alla comunicazione all'estero degli atti giudiziari e extragiudiziari in materia civile o commerciale (0.274.131; CLA65) permette esplicitamente una notifica postale diretta agli interessati che si trovano all'estero (art. 10 lett. a CLA65). Ricordato che a differenza della Svizzera, l'Italia non ha formulato una riserva per quanto concerne l'applicazione dell'art. 10 lett. a CLA65 e che essa ha pure dichiarato di non invocare il principio di reciprocit� nei confronti di Stati che hanno invece formulato riserve (Conf�rence de La Haye de droit international priv�, Conclusions et Recommandations de la Commission sp�ciale sur le fonctionnement pratique des Conventions Apostille, Obtention des preuves, Notification, 2003, n. 79), una notifica postale diretta in Italia di decisioni in materia civile emanate in Svizzera � del tutto conforme alla citata Convenzione .
Le spese giudiziarie di fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente, che rifonder� all'opponente fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili per la sede federale.