Source: https://docplayer.it/19112584-Attivita-di-consulenza-giuridica-e-interpello-indirizzi-operativi.html
Timestamp: 2019-01-20 15:44:31+00:00
Document Index: 6697713

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 63', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 3']

Attività di consulenza giuridica e interpello. Indirizzi operativi. - PDF
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1 Direzione Regionale dell'emilia Romagna Ufficio Fiscalità generale Attività di consulenza giuridica e interpello. Indirizzi operativi. Prot del 28 aprile 2005 Riferimenti normativi e di prassi Legge 27 luglio 2000, n. 212, articolo 11 Regolamento di attuazione D.M. 26 aprile 2001, n. 209 Circolare n. 50/E del 31 maggio 2001 Circolare n. 99/E del 18 maggio 2000 Generalità L attività di consulenza giuridica, disciplinata dalla circolare n. 99/E del 18 maggio 2000, trova oggi la sua concreta attuazione con il diritto di interpello del contribuente introdotto dall art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del Contribuente). L istituto dell interpello costituisce, infatti, lo strumento principale attraverso il quale si esplica, nei confronti della generalità dei contribuenti, l attività interpretativa o di consulenza giuridica dell Agenzia delle Entrate, volta ad individuare il corretto trattamento tributario delle fattispecie di volta in volta prospettate (cfr. circolare n. 50/E del 31 maggio 2001, par. 1.1). In virtù della funzione ad esso attribuita, la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso ha più volte dato indicazioni alle Direzioni Regionali volte a ricondurre tutta l attività di consulenza nell ambito dell interpello disciplinato dall art. 11 della legge 212/2000, indipendentemente da un richiamo esplicito del contribuente istante a tale specifica disposizione normativa.
2 2 Tale indirizzo operativo comporta che la trattazione dei quesiti nell ambito della consulenza giuridica disciplinata dalla circolare n. 99/2000 è giustificata esclusivamente per quei soggetti che, in virtù delle loro caratteristiche, non sono legittimati ad avvalersi del diritto di interpello. Tali sono i soggetti che esprimono interessi di rilevanza diffusa quali, a titolo esemplificativo, le associazioni di categoria e gli ordini professionali (al riguardo si richiama la circolare n. 50/2001, paragrafo 3.1). Evidentemente, qualora tali soggetti formulino quesiti inerenti una problematica riconducibile alla loro posizione di soggetti passivi di imposta, gli stessi saranno legittimati a proporre interpello. Per quanto detto, attesa la necessità di uniformare e omogeneizzare gli indirizzi interpretativi, tutta l attività di consulenza che si sostanzia nell interpretazione di disposizioni di natura tributaria, sia essa riconducibile o meno all interpello di cui all art. 11 della legge 212/2000, è riservata alla competenza esclusiva della Direzione Regionale o, nei casi più complessi, della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso. Ciò premesso, si forniscono i seguenti indirizzi operativi cui gli Uffici avranno cura di attenersi scrupolosamente. L attività di consulenza degli Uffici locali Tenuto conto della competenza esclusiva della Direzione Regionale nel fornire risposte scritte in materia di interpretazione delle norme, ciò che residua in capo agli Uffici locali è quell attività di consulenza i cui limiti sono fissati nella circolare n. 99/2000, paragrafo 2.1, e che si attua nel dare riscontro a quei quesiti la cui soluzione si presenti agevole in quanto derivante direttamente dal dettato normativo o da un pronunciamento ufficiale dell Amministrazione/Agenzia (circolare o risoluzione degli uffici centrali, direttiva della Direzione regionale). La stessa circolare prevede che copia dei quesiti e delle risposte fornite per iscritto dagli Uffici debbano essere inviate alla Direzione Regionale. Tale livello di attività non si sostanzia, evidentemente, in una attività interpretativa in senso stretto, bensì in una attività di assistenza al contribuente che, nell adempimento dei propri obblighi tributari, non è a conoscenza di una determinata disposizione normativa o non è a conoscenza dell interpretazione che di una determinata disposizione è già stata fornita.
3 3 Al di fuori di tale ipotesi, i quesiti presentati per iscritto agli Uffici dalla generalità dei contribuenti dovranno essere ricondotti nell ambito dell interpello di cui all art. 11 della legge 212/2000, indipendentemente da un richiamo esplicito a tale disposizione e dalla presenza di eventuali cause di inammissibilità. Conseguentemente essi dovranno essere trasmessi senza indugio alla Direzione Regionale, che procederà all esame di merito delle istanze, fornendo la risposta entro 120 giorni. Di ciò dovrà essere data contestuale comunicazione al contribuente il quale sarà informato che il termine dei 120 giorni assegnato per la risposta decorre dalla data di ricezione dell istanza da parte dei competenti uffici della Direzione. L eventuale sussistenza di cause di inammissibilità (mancanza dei dati identificativi del contribuente e del suo domicilio, mancata descrizione del caso concreto e personale sul quale sussistono obiettive condizioni di incertezza, mancanza del requisito della preventività, mancanza della sottoscrizione), che saranno evidenziate nella risposta della Direzione, pur comportando l esclusione degli effetti tipici dell interpello, non impedisce la trattazione e l esame delle istanze pervenute. Qualora, invece, le istanze presentino profili di inammissibilità assoluta, la Direzione si limiterà ad esporre nella risposta il motivo dell inammissibilità senza esaminare il merito della questione. Ciò si verifica quando le richieste di parere, da parte dei contribuenti, vertono sulla legittimità di rilievi mossi dagli stessi Uffici dell Agenzia o dalla Guardia di Finanza a seguito di verifiche, accertamenti, istanze di rimborso o richieste di autotutela e quando l istanza di interpello venga presentata da un professionista al quale non sia stata conferita procura generale o speciale ai sensi e per gli effetti di cui all art. 63 del DPR. n. 600/73. Quesiti presentati dai professionisti I professionisti sono legittimati a presentare richieste di parere, per conto dei loro clienti, solo attraverso l istituto dell interpello. Conseguentemente, le istanze da essi presentate dovranno recare le generalità, il codice fiscale e il domicilio del soggetto nel cui interesse viene richiesto il parere e, a pena di inammissibilità assoluta, dovranno essere corredate dell apposita procura conferita dal cliente. In mancanza di tali elementi, né la Direzione Regionale nè gli Uffici locali potranno fornire risposte scritte al professionista, ai sensi della circolare
4 4 n. 99/2000. L unica eccezione è rappresentata dalla circostanza in cui il professionista presenti all Ufficio un quesito la cui soluzione si presenti agevole. Tale ipotesi è, infatti, riconducibile a quell attività di consulenza consentita agli Uffici ai sensi della medesima circolare n. 99/2000. Anche in tal caso, tuttavia, si segnala la necessità che nell istanza siano indicate le generalità, il codice fiscale e il domicilio del soggetto nel cui interesse il quesito viene proposto in quanto l ufficio che deve fornire la risposta è quello competente in base al domicilio fiscale del soggetto effettivamente interessato (sul punto, circolare 99/2000, paragrafo 2.4). Diversamente, i professionisti potranno proporre le problematiche di carattere generale che attengono all interpretazione di norme tributarie solo attraverso l Ordine professionale di appartenenza: in tal caso, ai sensi della richiamata circolare n. 99/2000, la competenza a fornire il parere è della Direzione Regionale. Quesiti pervenuti attraverso l indirizzo di posta elettronica Alcuni contribuenti, compresi i professionisti, utilizzano, per l inoltro dei quesiti, la posta elettronica senza alcuna indicazione del codice fiscale e del proprio domicilio fiscale. In tal caso, qualora la richiesta di parere riguardi una problematica di agevole soluzione riconducibile, per quanto sopra chiarito, nell attività di consulenza propria degli Uffici, è opportuno che gli stessi Uffici, prima di fornire qualsiasi risposta, al fine della corretta individuazione dell ufficio competente, acquisiscano gli elementi utili per identificare il soggetto richiedente. Ciò è altrettanto necessario nel caso in cui il documento debba essere trasmesso alla Direzione Regionale. Attività di consulenza e interpello della Direzione Regionale: ripartizione della competenza fra gli Uffici Fiscalità Generale e Fiscalità delle Imprese. Per una corretta informazione al contribuente si ricorda che, nell ambito della Direzione Regionale, l attività di consulenza e interpello è ripartita fra gli Uffici Fiscalità Generale e Fiscalità delle Imprese in base alle sotto indicate competenze. Fiscalità Generale Applicazione delle norme tributarie alle persone fisiche, agli enti non commerciali, alle Onlus e ai sostituti d imposta; applicazione delle norme in
5 5 materia di fiscalità internazionale (persone fisiche), di procedure fiscali, di imposta di registro e di tributi minori. Fiscalità delle Imprese Applicazione delle norme in materia di fiscalità delle imprese e di tassazione dei proventi derivanti da attività finanziarie; applicazione delle norme in materia di fiscalità internazionale (imprese). Interpello disapplicativo di cui all art. 37 bis, comma 8, DPR. 600/73: adempimenti degli Uffici locali. In qualche occasione è stata riscontrata una non corretta gestione, da parte degli Uffici, delle istanze tese ad ottenere la disapplicazione delle disposizioni normative di natura antielusiva, di cui all art. 37 bis, comma 8, del DPR. 600/73. Come noto, ai sensi dell art. 1 del Regolamento di cui al Decreto n. 259 del 19 giugno 1998, le predette istanze sono rivolte al Direttore regionale competente per territorio e sono spedite a mezzo del servizio postale, in plico raccomandato con avviso di ricevimento, all Ufficio locale competente per l accertamento in ragione del domicilio fiscale del contribuente. In merito agli adempimenti che la citata disposizione pone a carico degli Uffici, è opportuno ricordare che l Ufficio locale destinatario dell istanza deve trasmettere la stessa al Direttore regionale, unitamente al proprio parere, entro trenta giorni dalla sua ricezione. I Signori Direttori vigileranno sulla diffusione della presente nota al personale interessato e sulla scrupolosa applicazione delle istruzioni operative in essa contenute. Il Direttore Regionale dott. Villiam Rossi Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi art. 3, comma 2, D.Lvo n. 39/1993