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Timestamp: 2020-07-13 20:52:05+00:00
Document Index: 163948947

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 246']

Corte costituzionale 106 del 2010: il praticante avvocato non può essere difensore d'ufficio
Con sentenza n. 106/2010, depositata il 17 marzo 2010, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale -in relazione all'art. 24, secondo comma, della Costituzione- dell'art. 8, secondo comma, secondo periodo, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578 (Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore), nella parte in cui prevede che i praticanti avvocati possono essere nominati difensori d'ufficio....
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva sollevato questione di legittimità costituzionale - in relazione agli artt. 3, 24, secondo e terzo comma, nonché 97 Cost. - della detta disposizione di legge nella parte in cui stabilisce che, dopo un anno dalla iscrizione al registro speciale tenuto dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati e dei procuratori presso il tribunale nel cui circondario hanno la residenza, i praticanti procuratori «…sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l’ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di attuazione della legge 16 luglio 1997, n. 254 (Delega al Governo per l’istituzione del giudice unico di primo grado), rientravano nelle competenze del pretore». «Davanti ai medesimi tribunali e negli stessi limiti, in sede penale, essi [i praticanti avvocati] possono essere nominati difensori d’ufficio, esercitare le funzioni di pubblico ministero e proporre dichiarazione di impugnazione sia come difensori sia come rappresentanti del pubblico ministero».
La questione, sollevata in riferimento all’art. 24, secondo comma, Cost., è stata dichiarata fondata. Srive la Corte: "Va premesso che essa non può dirsi risolta dalla sentenza n. 5 del 1999. Con tale pronuncia questa Corte ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale della prima parte del secondo comma dell’art. 8, ritenendo che la libera facoltà di affidare al praticante il patrocinio, nell’ambito delle materie di sua competenza, si fondi sulla consapevolezza, da parte del mandante, della qualifica di praticante del suo patrocinatore. L’accettazione della stessa esclude la violazione dell’art. 24, secondo comma, Cost.
Né potrebbe costituire argomento contrario la possibilità, per il praticante avvocato, di essere nominato difensore di fiducia: un conto è che tali limiti di competenza professionale e di capacità processuale siano liberamente accettati dall’imputato, altro è che essi siano imposti in sede di nomina del difensore d’ufficio".
Sentenza 106/2010
Camera di Consiglio del 10/02/2010 Decisione del 10/03/2010
Deposito del 17/03/2010 Pubblicazione in G. U.
Norme impugnate: Art. 8, c. 2°, secondo periodo, del regio decreto legge 27/11/1933, n. 1578, convertito con modificazioni in legge 22/01/1934, n. 36, come modificato dall'art. 1 della legge 24/07/1985, n. 406, dall'art. 10 della legge 27/06/1988, n. 242, e dall'art. 246 del decreto legislativo 19/02/1998, n. 51.
Atti decisi: ord. 259/2009
Non è saggio trovare simboli in tutto ciò che un uomo vede. Il simbolo fa la vita piena di errori (O. Wilde)