Source: https://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/archivio/Pages/Legge%20provinciale%2015%20maggio%202002,%20n.%207_7775.aspx?zid=b1825bfa-3f1a-434c-8000-4d6b6f1bd285
Timestamp: 2018-07-22 22:26:59+00:00
Document Index: 11574517

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 23', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 155', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 42', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 29', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 71', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 69', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 33', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 72', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 37', 'art. 12', 'art. 30', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 81', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 49', 'art. 39', 'art. 37', 'art. 48', 'art. 34']

Home > Leggi e archivi > Codice Provinciale > ArchivioLegge provinciale 15 maggio 2002, n. 7
Disposizioni intruse: 4.1. - Urbanistica: art. 48
Originato da: Disegno di legge n. 25/XII di iniziativa consiliare
Art. 1 - Finalità della disciplina
Capo I - Disciplina della ricettività alberghiera
Art. 2 - Definizione dell'attività alberghiera
Art. 3 - Gestione unitaria
Art. 4 - Dipendenze dell'esercizio alberghiero
Capo II - Tipologie
Art. 5 - Tipologie degli esercizi alberghieri
Art. 6 - Pertinenze degli esercizi alberghieri
Capo III - Classifica
Art. 7 - Classifica alberghiera
Art. 8 - Requisiti minimi
Art. 9 - Parametri per la classifica
Art. 10 - Procedimento per la classifica
Art. 11 - Diminuzioni temporanee dell'offerta ricettiva
Art. 12 - Denominazioni
Art. 13 - Visto di corrispondenza
Art. 13 bis - Disposizioni in materia di realizzazione di villaggi alberghieri e di residenze turistico alberghiere
Titolo III - Marchio di qualità e marchi di prodotto
Art. 14 - Generalità
Art. 15 - Caratteristiche del marchio di qualità
Art. 16 - Creazione, modificazione, approvazione e sostegno del marchio di qualità
Art. 18 - Riconoscimento dei marchi di prodotto turistico
Titolo V - Sanzioni amministrative
Art. 24 - Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la classifica alberghiera
Art. 25 - Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti i marchi
Art. 26 - Sanzioni inerenti i prezzi
Art. 27 - Recidiva e rivalutazione
Art. 29 - Disciplina applicabile alle sanzioni amministrative
Titolo VI - Ricettività extra-alberghiera
Capo I - Tipologie
Art. 30 - Tipologie degli esercizi extra-alberghieri
Capo II - Definizioni e caratteristiche
Art. 31 - Esercizi di affittacamere
Art. 32 - Esercizi rurali
Art. 33 - Bed and breakfast
Art. 34 - Case e appartamenti per vacanze
Art. 34 bis - Interpretazione autentica dell'articolo 34
Art. 35 - Ostelli per la gioventù
Art. 36 - Case per ferie
Art. 36 bis - Alberghi diffusi
Art. 37 - Utilizzo di immobili diversi
Art. 37 bis - Alloggi per uso turistico
Art. 38 - Adempimenti amministrativi
Art. 39 - Rilevazioni statistiche
Art. 40 - Requisiti minimi
Capo V - Sanzioni e vigilanza
Art. 43 - Sanzioni
Art. 44 - Vigilanza
Art. 45 - Disciplina applicabile alle sanzioni amministrative
Titolo VI bis - Disposizioni per l'ospitalità diffusa
Art. 45 bis - Ospitalità diffusa
Titolo VII - Disposizioni varie
Art. 47 - Diminuzione del numero di stelle degli esercizi alberghieri
Art. 48 - Deroghe urbanistiche
Art. 48 bis - Accompagnamento degli ospiti sul territorio
Titolo VIII - Disposizioni finali, transitorie e finanziarie
Art. 49 - Regolamento di esecuzione
Art. 50 - Disciplina transitoria
Art. 50 bis - Esercizi alberghieri non classificati
In base all'art. 9 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 questa legge può essere citata usando solo il titolo breve "legge provinciale sulla ricettività turistica", individuato dall'allegato A della l.p. n. 16 del 2008.
3. La prestazione del servizio di alloggio e di quello di prima colazione nonché, se previsti, dei servizi di somministrazione di alimenti e bevande deve essere fornita all'interno dell'unico immobile costituente l'esercizio alberghiero, salvo quanto disposto per le dipendenze dall'articolo 4 e per i villaggi alberghieri dall'articolo 5, comma 5.
3 bis. La prestazione dei servizi previsti al comma 3 può essere inoltre fornita negli alloggi a uso turistico posti in prossimità dell'esercizio alberghiero nel rispetto delle seguenti condizioni:
c) la distanza massima degli alloggi a uso turistico dall'unico immobile costituente l'esercizio alberghiero o dalla "casa madre" non deve superare i 750 metri calcolati misurando il percorso pedonale che collega i rispettivi ingressi principali. Il comune territorialmente competente può autorizzare una distanza maggiore, comunque non superiore a 1.500 metri, nei casi e nel rispetto delle condizioni stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale;
c bis) il numero dei posti letto collocati negli alloggi a uso turistico non può superare il 30 per cento dei posti letto collocati nelle unità abitative dell'esercizio alberghiero;
d) gli alloggi a uso turistico devono possedere i requisiti e i parametri previsti da questa legge e dal regolamento di esecuzione per gli appartamenti con servizio autonomo di cucina previsti al comma 2, lettera c);
e) gli alloggi ad uso turistico o l'immobile nel quale sono collocati devono essere dotati di idoneo sistema di sorveglianza;
f) la superficie delle sale comuni dell'esercizio alberghiero, riferita al numero dei posti letto collocati negli alloggi a uso turistico, è calcolata nella misura del 20 per cento rispetto a quella richiesta per gli appartamenti con servizio autonomo di cucina previsti dal comma 2, lettera c);
g) l'esercizio alberghiero deve essere classificato ad almeno tre stelle ottenute nel rispetto dei parametri previsti dall'articolo 9 di questa legge;
g bis) la prestazione del servizio di prima colazione va resa direttamente presso l'alloggio a uso turistico, se richiesta dall'ospite;
3 ter. La prestazione dei servizi previsti dal comma 3 negli alloggi a uso turistico, ai sensi del comma 3 bis, è subordinata alla presentazione da parte del gestore dell'esercizio alberghiero della dichiarazione di autoclassifica prevista dall'articolo 10, comma 1; nella dichiarazione dev'essere indicato il periodo annuale di disponibilità di ciascun alloggio. Nei periodi di disponibilità dell'alloggio da parte del gestore dell'albergo si applica l'articolo 5, comma 6.
3 quater. L'utilizzo degli alloggi ad uso turistico ai sensi del comma 3 bis non ne comporta il cambio d'uso. Per tali alloggi rimane fermo il rispetto delle disposizioni previste dall'articolo 57 della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica provinciale 2008).
Articolo così modificato dall'art. 1 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20, dall'art. 21 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 19 e dall'art. 19 della l.p. 29 dicembre 2017, n. 17.
Articolo così modificato dall'art. 18 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3 e dall'art. 2 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 (per alcune disposizioni transitorie connesse a queste ultime modificazioni vedi l'art. 41, commi 2 e 3 della l.p. n. 20 del 2007).
2. Il regolamento di esecuzione stabilisce la distanza massima tra l'esercizio alberghiero e le pertinenze nonché le modalità per la sua misurazione.
Articolo così sostituito dall'art. 3 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20; per una disposizione transitoria connessa alla sostituzione vedi l'art. 41, comma 6 della l.p. n. 20 del 2007.
4. Gli esercizi classificati con tre e quattro stelle possono assumere la dizione aggiuntiva "superior" quando sono in possesso di specifici parametri qualitativi indicati nel regolamento di esecuzione. La dizione aggiuntiva "superior" è identificata con il segno distintivo "S" posto dopo il numero di stelle attribuito all'esercizio alberghiero.
4 bis. Gli esercizi classificati con cinque stelle possono assumere la dizione aggiuntiva "lusso" quando sono in possesso degli standard tipici degli esercizi di classe internazionale nonché in presenza di spazi, servizi e management orientati all'esclusività e all'eccellenza dell'offerta secondo i parametri individuati con deliberazione della Giunta provinciale. La dizione aggiuntiva "lusso" è identificata con il segno distintivo "L" posto dopo il numero di stelle attribuito all'esercizio alberghiero.
Articolo così modificato dall'art. 23 del d.p.p. 20 ottobre 2008, n. 46-153/Leg - ai sensi dell'art. 42 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 -, dall'art. 4 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 (per alcune disposizioni transitorie connesse a questa modificazione vedi l'art. 41, commi 4 e 5 della l.p. n. 20 del 2007) e dall'art. 16 della l.p. 4 aprile 2011, n. 6.
Articolo così modificato dall'art. 5 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
2. Per favorire l'integrazione tra gli esercizi alberghieri limitrofi, ai fini della classifica dell'esercizio alberghiero sono considerati anche i servizi accessori comuni secondo i criteri stabiliti dal regolamento di esecuzione. Nella classifica alberghiera non rileva l'utilizzo di servizi accessori di un esercizio alberghiero adiacente, ancorché messi a disposizione della clientela attraverso accesso diretto.
Il comma 2 è stato così sostituito dall'art. 6 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
3. La dichiarazione di autoclassifica diviene efficace trascorsi trenta giorni dalla data di presentazione ovvero prima di detto termine a seguito di apposita comunicazione in senso favorevole da parte del servizio provinciale competente in materia di turismo, salvo che il dirigente del medesimo servizio, sentiti gli interessati, entro il predetto termine, avendo riscontrato incoerenza fra i requisiti denunciati e quelli risultanti dalla documentazione allegata o in atti od anche fra requisiti denunciati e livello e tipologia autoattribuiti, non provveda direttamente a classificare l'esercizio, rideterminando il livello o ridefinendo la tipologia autoattribuita ovvero non emani provvedimento di diniego della classifica in caso di mancanza dei requisiti minimi prescritti. Nel caso di riduzione del livello di classifica previsto dall'articolo 8, la dichiarazione di autoclassifica deve indicare l'adeguamento ai livelli qualitativi minimi dell'offerta alberghiera segnalati.
Il comma 3 è stato così modificato dall'art. 7 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
2. Nel rispetto della procedura prevista dal regolamento di esecuzione, il visto di corrispondenza è rilasciato dalla Provincia ovvero da tecnici, aventi i requisiti stabiliti dal regolamento medesimo. I tecnici che rilasciano il visto ne trasmettono copia alla Provincia.
Il comma 2 è stato così sostituito dall'art. 8 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
1. Nel caso di realizzazione di villaggi alberghieri e di residenze turistico alberghiere previste dalle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 5, la proprietà di tali strutture non può essere frazionata per tutto il periodo di permanenza del vincolo urbanistico di destinazione alberghiera dell'area interessata. Il vincolo di non frazionabilità è annotato nel libro fondiario a cura del comune e a spese del concessionario, secondo quanto previsto dal regolamento di esecuzione.
1 ter. Il valore venale del bene al quale è commisurata la sanzione pecuniaria è quello risultante dalla valutazione dello stesso quale unità immobiliare autonoma considerata finita ed agibile. La determinazione del valore venale è effettuata dall'agenzia del territorio su richiesta del servizio provinciale competente in materia di turismo. La stima dell'agenzia e le spese per la valutazione sono comunicate ai destinatari della sanzione in allegato al provvedimento d'irrogazione della sanzione medesima; i responsabili dell'abuso provvedono direttamente al pagamento delle spese all'agenzia del territorio.
1 quater. Al fine di promuovere la riqualificazione, anche energetica, e il miglioramento qualitativo del patrimonio alberghiero, il vincolo di non frazionabilità previsto dal comma 1 e il divieto di divisione stabilito dal comma 1 bis possono essere limitati nel caso di interventi di ristrutturazione o di demolizione e ricostruzione degli esercizi alberghieri di cui all'articolo 5, nel rispetto delle seguenti condizioni:
c) l'eventuale cambio d'uso assicurato alla porzione dell'edificio di cui alla lettera b) garantisca il rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 57 della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica provinciale) con riferimento alle unità immobiliari configurabili come alloggio, fermo restando che il cambio d'uso di volumi esistenti alla data di entrata in vigore di questo comma è ammesso prescindendo dalla disciplina di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 57 della legge urbanistica provinciale;
d) siano rispettate le disposizioni previste con deliberazione della Giunta provinciale per la gestione funzionalmente integrata dell'esercizio alberghiero con la porzione dell'edificio di cui alla lettera b). La deliberazione individua anche le tipologie di utilizzo cui può essere destinata la porzione dell'edificio di cui alla lettera b). Nel caso di utilizzo abitativo della porzione di cui alla lettera b), la gestione integrata prevede obbligatoriamente la sua messa a disposizione all'esercizio alberghiero per i periodi individuati dalla predetta deliberazione. La deliberazione è adottata previo parere delle competenti commissioni consiliari. Per il vincolo del rispetto delle disposizioni previste da questa lettera si applica quanto previsto dall'articolo 62, comma 6, della legge urbanistica provinciale.
1 sexies. Gli interventi previsti dai commi 1 quater e 1 quinquies sono compatibili con la destinazione alberghiera prevista dagli strumenti urbanistici; il visto di corrispondenza previsto dall'articolo 13 attesta anche la conformità alle disposizioni adottate ai sensi del comma 1 quater, lettera d). Nel caso di violazione delle prescrizioni sulla gestione funzionalmente integrata, il gestore dell'esercizio alberghiero e il proprietario della porzione dell'edificio di cui alla lettera b) del comma 1 quater corrispondono una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 7.000 euro ciascuno, ove responsabili della violazione. In caso di cambio d'uso realizzato in violazione delle condizioni e dei limiti di cui alla lettera c) del comma 1 quater resta ferma l'applicazione, in quanto compatibile, delle sanzioni previste dai commi 9 e 10 dell'articolo 57 e dal capo III del titolo VI della legge urbanistica provinciale.
Articolo aggiunto dall'art. 18 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3, così modificato dall'art. 9 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20, dall'art. 155 della l.p. 4 marzo 2008, n. 1 e dall'art. 16 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9.
1. Il marchio di qualità costituisce lo strumento per la valutazione della qualità dell'offerta, con riferimento agli aspetti gestionali relativi alla conduzione, all'ospitalità e alla professionalità degli imprenditori e dei collaboratori, nonché agli altri elementi di valorizzazione dell'offerta ricettiva.
Il comma 1 è stato così modificato dall'art. 10 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
Articolo così modificato dall'art. 11 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
Articolo abrogato dall'art. 23 del d.p.p. 20 ottobre 2008, n. 46-153/Leg, ai sensi dell'art. 42 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
a) marchi provinciali o subprovinciali che associano esercizi alberghieri o extra-alberghieri operanti nel territorio provinciale in numero idoneo a rappresentare la specifica tipologia di offerta, secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione;
La lettera a) del comma 1 è stata così sostituita dall'art. 18 della l.p. 17 giugno 2010, n. 14.
Titolo abrogato dall'art. 12 della l.p. 23 ottobre 2014, n. 11.
5. Soggiace alla sanzione prevista dal comma 4 il gestore dell'esercizio alberghiero che offra servizio di alloggio in misura maggiore a quanto autorizzato, fatte salve le possibilità di letto aggiunto previste dal regolamento di esecuzione , o che non presenti la dichiarazione di autoclassifica nei casi previsti dall'articolo 2, comma 3 bis.
6. Il gestore dell'esercizio alberghiero che ometta la comunicazione di variazioni peggiorative dei requisiti previsti per la classifica ovvero di variazioni della convenzione per la gestione unitaria di cui all'articolo 3, qualora tali variazioni non siano determinanti ai fini del mantenimento della classifica o della tipologia, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50,00 euro a 500,00 euro. Alla stessa sanzione è soggetto il gestore che non comunica la variazione del numero degli alloggi a uso turistico di cui ha la disponibilità ai sensi dell'articolo 2, comma 3 bis.
Articolo così modificato dall'art. 19 della l.p. 29 dicembre 2017, n. 17.
1 bis. La vigilanza sul rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 2, comma 3 bis, lettere a), d), e) e g bis), è svolta, ai sensi dell'articolo 28, limitatamente ai periodi di disponibilità dell'alloggio da parte del gestore dell'albergo.
Il comma 1 bis è stato aggiunto dall'art. 19 della l.p. 29 dicembre 2017, n. 17.
2. Fatto salvo quanto previsto dal titolo III e dagli articoli 25 e 48 bis, la presente legge non si applica alle strutture ricettive all'aria aperta e ai rifugi alpini ed escursionistici che rimangono disciplinati dalla specifica normativa provinciale che li riguarda.
Articolo così modificato dall'art. 12 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 e dall'art. 12 della l.p. 23 ottobre 2014, n. 11.
Il comma 1 bis è stato aggiunto dall'art. 13 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
1. Si definisce "bed and breakfast" l'ospitalità turistica offerta con carattere saltuario da coloro che, avvalendosi della sola organizzazione familiare, utilizzano parte dell'edificio in cui risiedono, fino ad un massimo di quattro camere, fornendo servizio di alloggio e di prima colazione. Il regolamento di esecuzione definisce i casi nei quali l'ospitalità "bed and breakfast" è consentita nell'edificio in cui è stato eletto domicilio.
Articolo così modificato dall'art. 14 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 e dall'art. 12 della l.p. 23 ottobre 2014, n. 11.
1. Sono case e appartamenti per vacanze le unità abitative arredate e dotate di angolo cottura o di servizio autonomo di cucina gestite, in numero superiore a tre, da chi ne ha la disponibilità a qualsiasi titolo e le offre in locazione ai turisti, assicurando loro i servizi essenziali previsti dal regolamento di esecuzione.
2. La disciplina delle case e appartamenti per vacanze si applica anche a coloro che hanno in disponibilità fino a tre unità abitative se gestite in forma imprenditoriale. Si applica inoltre al gestore che, per la locazione delle unità abitative indicate nel comma 1, si avvale di soggetti che svolgono attività di mediazione immobiliare nel rispetto della normativa statale vigente in materia.
3. Nelle case e appartamenti per vacanze non è consentita l'offerta di prestazioni di tipo alberghiero, né la somministrazione di alimenti e bevande.
Articolo così sostituito dall'art. 15 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20, modificato dall'art. 16 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9, dall'art. 29 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16 e dall'art. 19 della l.p. 29 dicembre 2017, n. 17.
Interpretazione autentica dell'articolo 34
1. Per disponibilità delle unità abitative ai sensi dell'articolo 34, comma 1, si intende la possibilità di disporre delle stesse per esercitarvi l'attività di case e appartamenti per vacanze; il contratto di mandato non è un titolo idoneo per l'acquisizione della predetta disponibilità.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 16 giugno 2014, n. 5.
2. Il regolamento di esecuzione determina le modalità attraverso le quali gli ostelli assicurano ospitalità prioritariamente ai giovani, i requisiti strutturali e di servizio in linea con gli ostelli europei, nonché i periodi di permanenza massima degli ospiti.
Articolo così sostituito dall'art. 16 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
2. Nelle case per ferie sono ospitate prevalentemente le categorie di persone indicate nella denuncia di inizio attività di cui all'articolo 38 e che risultano dipendenti di amministrazioni o aziende pubbliche o private ovvero soci di enti, associazioni o altre organizzazioni operanti per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive.
Il comma 2 è stato così modificato dall'art. 71 della l.p. 16 giugno 2017, n. 3.
5. Il regolamento di esecuzione stabilisce la distanza massima tra le unità abitative e i servizi centralizzati, le modalità per la misurazione nonché i requisiti strutturali minimi.
Articolo aggiunto dall'art. 17 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
2. Per i fini di cui al comma 1, chi offre in locazione ai turisti case o appartamenti di cui ha la disponibilità a qualsiasi titolo deve presentare al comune competente per territorio un'apposita comunicazione e deve provvedere ai relativi aggiornamenti; i contenuti della comunicazione e i casi di aggiornamento sono previsti dal regolamento di esecuzione. Il comune trasmette alla Provincia le comunicazioni pervenute e i relativi aggiornamenti. L'omessa o incompleta presentazione della comunicazione o degli aggiornamenti entro i termini previsti ai sensi del comma 3 comporta l'applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200 a 600 euro per ciascuna casa o appartamento.
3. Il regolamento di cui al comma 2 stabilisce altresì i termini e le modalità di presentazione della comunicazione.
Articolo aggiunto dall'art. 18 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 e così modificato dall'art. 69 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14.
1. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento degli esercizi extra-alberghieri di cui all'articolo 30, comma 1, lettere a), c), d), e), f) ed f bis), sono consentiti previa presentazione al comune competente per territorio di una denuncia di inizio attività ai sensi dell'articolo 23 della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all'azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo), come sostituito dall'articolo 14 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13.
7 bis. Salvo che non sia diversamente previsto con deliberazione della Giunta provinciale, i comuni trasmettono al servizio provinciale competente in materia di turismo la documentazione relativa all'apertura, all'ampliamento, al trasferimento e a ogni variazione degli esercizi extra-alberghieri previsti dall'articolo 30, per consentire l'aggiornamento del sistema informativo turistico.
Articolo così modificato dall'art. 19 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 e dall'art. 12 della l.p. 23 ottobre 2014, n. 11.
1. I gestori degli esercizi extra-alberghieri sono tenuti a comunicare agli enti preposti alla rilevazione statistica, i dati riguardanti le presenze turistiche negli esercizi extra-alberghieri disciplinati dal presente titolo.
Articolo così modificato dall'art. 33 della l.p. 2 agosto 2017, n. 9.
Capo abrogato dall'art. 12 della l.p. 23 ottobre 2014, n. 11.
4. Il gestore di un esercizio extra-alberghiero che offre servizio di alloggio in locali diversi da quelli autorizzati, ovvero in misura maggiore a quanto consentito è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro e 1.500,00 euro. Alla stessa sanzione è soggetto il gestore dell'esercizio extra-alberghiero previsto dall'articolo 36 in caso di violazione del comma 2 del medesimo articolo.
Articolo così modificato dall'art. 12 della l.p. 23 ottobre 2014, n. 11 e dall'art. 72 della l.p. 16 giugno 2017, n. 3.
Disposizioni per l'ospitalità diffusa
Titolo aggiunto dall'art. 19 della l.p. 29 dicembre 2017, n. 17.
1. Al fine di favorire la messa in rete e la promozione congiunta dell'offerta ricettiva, la Provincia riconosce la denominazione aggiuntiva di "ospitalità diffusa" alle strutture destinate alla ricettività e alla somministrazione di alimenti e bevande proposte al pubblico in forma aggregata all'interno di una specifica area territoriale.
2. L'ospitalità diffusa è caratterizzata dalla presenza di un centro di ricevimento che può essere collocato anche all'interno di una delle strutture aggregate ai sensi del comma 3. Nel centro di ricevimento sono forniti in modo unitario i servizi di accoglienza e di informazione e può essere assicurato il servizio di prenotazione delle strutture aggregate.
3. L'utilizzo della denominazione aggiuntiva è consentito agli operatori riuniti in forma consortile o associativa o aderenti a un contratto di rete o a forme equivalenti di aggregazione che assicurino l'autonomia giuridica e gestionale dei singoli partecipanti. La denominazione aggiuntiva può essere utilizzata per gli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri previsti dagli articoli 5 e 30 della presente legge, le strutture ricettive all'aperto previste dagli articoli 3 e 23 della legge provinciale 4 ottobre 2012, n. 19 (legge provinciale sui campeggi 2012), gli esercizi di agriturismo previsti dall'articolo 2 della legge provinciale 19 dicembre 2001, n. 10 (legge provinciale sull'agriturismo 2001), i rifugi escursionistici previsti dall'articolo 23 della legge provinciale 15 marzo 1993, n. 8 (legge provinciale sui rifugi e sui sentieri alpini 1993), gli alloggi per uso turistico previsti dall'articolo 37 bis della presente legge e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande previsti dall'articolo 4 della legge provinciale n. 9 del 2000.
4. Le strutture aggregate rimangono disciplinate dalla normativa provinciale vigente e ciascun operatore è responsabile delle prestazioni rese e degli adempimenti assunti nei confronti degli ospiti.
5. Il regolamento di esecuzione prevede le modalità per il riconoscimento e la revoca della denominazione aggiuntiva, i requisiti minimi, le caratteristiche delle aree territoriali interessate dall'ospitalità diffusa e ogni altra disposizione necessaria per l'attuazione di questo articolo.
5 bis. Alle strutture che ottengono il riconoscimento della denominazione aggiuntiva la Provincia può riconoscere delle premialità nell'attribuzione delle agevolazioni previste dalla legge provinciale sugli incentivi alle imprese 1999 e dalle leggi provinciali di settore.
Articolo aggiunto dall'art. 19 della l.p. 29 dicembre 2017, n. 17 e così modificato dall'art. 37 della l.p. 29 dicembre 2017, n. 18.
Articolo modificativo degli articoli 3 e 30 della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9.
Accompagnamento degli ospiti sul territorio
1. I gestori degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri al fine di promuovere e incoraggiare i propri clienti a frequentare, ammirare e meglio apprezzare il patrimonio ambientale e naturalistico locale, possono organizzare percorsi di accompagnamento sul territorio.
2. L'attività di accompagnamento prevista dal comma 1 può essere svolta dai gestori o dai familiari che operano nella struttura ricettiva, esclusivamente per i propri clienti, purchè sia garantita una copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi per lo svolgimento dell'attività. Sono comunque escluse le escursioni che comportano difficoltà richiedenti l'uso di tecniche e materiali alpinistici.
Articolo aggiunto dall'art. 12 della l.p. 23 ottobre 2014, n. 11.
Per il regolamento d'esecuzione vedi il d.p.p. 25 settembre 2003, n. 28-149/Leg.
2. I gestori degli esercizi alberghieri classificati ai sensi della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 (Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell'ospitalità turistica familiare), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 22 marzo 2001, n. 3, presentano la dichiarazione di autoclassifica di cui all'articolo 10, comma 1, entro diciotto mesi dalla data di applicazione della presente legge, tenendo conto delle deroghe ai criteri di classifica stabilite ai commi 3, 4, 5, 6 e 7. In presenza di giustificati motivi il dirigente del servizio provinciale competente può consentire al gestore dell'esercizio alberghiero di presentare la dichiarazione di autoclassifica anche oltre la predetta scadenza, purché entro il 31 dicembre 2005. In tutti i casi predetti, il termine per l'efficacia della dichiarazione di autoclassifica, nonché per la relativa attività del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo di cui all'articolo 10, comma 3, è fissato in centottanta giorni. Nel frattempo resta efficace per i predetti esercizi la classifica posseduta. La mancata presentazione ai sensi del presente comma della dichiarazione di autoclassifica da parte del gestore dell'esercizio alberghiero comporta, sentito l'interessato, la classificazione d'ufficio dell'esercizio medesimo a locanda, purché sia dotato dei requisiti minimi di cui all'articolo 8.
12. Gli esercizi di affittacamere classificati come tali ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 e dotati di più di sei camere alla data di applicazione della presente legge, possono essere classificati mediante l'attribuzione della corrispondente tipologia, seguita dalla dizione "non classificato" purché dispongano dei requisiti minimi di cui all'articolo 8. Per finalità diverse da quelle della presente legge, tali esercizi sono equiparati agli esercizi ad una stella.
Articolo così modificato dall'art. 30 della l.p. 10 febbraio 2005, n. 1 e dall'art. 20 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
1. Per favorire il permanere dell'utilizzo alberghiero delle strutture ricettive, gli esercizi alberghieri già classificati villaggio-albergo ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 possono classificarsi come villaggio alberghiero, anche con riferimento alla tipologia prevista dall'articolo 5, comma 4, e secondo il corrispondente livello di classifica.
2. Se gli esercizi alberghieri previsti dal comma 1 dispongono dei soli requisiti minimi indicati nell'articolo 8 e nel regolamento di esecuzione e dei parametri strutturali per la classificazione a una stella, possono classificarsi e operare con la dizione "non classificato". Ai fini della classificazione di questi esercizi, nelle unità abitative previste dall'articolo 2, comma 2, lettera c), lo spazio adibito a cucina, di superficie non inferiore a due metri quadrati, può essere ricavato all'interno della camera. Per finalità diverse da quelle di questa legge questi esercizi sono equiparati agli esercizi a una stella.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 2 dicembre 2010, n. 25, così modificato dall'art. 29 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16 e dall'art. 21 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 19.
Articolo abrogativo delle leggi provinciali 16 novembre 1981, n. 23, 27 dicembre 1982, n. 31, 10 dicembre 1984, n. 12 e - limitatamente alla provincia di Trento - della l.r. 5 maggio 1958, n. 10, abrogativo dell'art. 10 della l.p. 15 marzo 1983, n. 6, dell'art. 81 della l.p. 22 dicembre 1983, n. 46, dell'art. 25 della l.p. 3 febbraio 1997, n. 2, dell'art. 20 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3 e modificativo dell'art. 19 della l.p. 19 gennaio 1988, n. 4, dell'art. 36 della l.p. 15 marzo 1993, n. 8, dell'art. 49 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1.
modificato l'art. 39
modificati gli articoli 36 e 43
modificati gli articoli 2 e 50 bis
modificato l'art. 37 bis
abrogati il titolo IV e il capo IV del titolo VI; modificati gli articoli 30, 33, 38 e 43; aggiunto l'art. 48 bis
testo aggiornato al 2 luglio 2014
aggiunto l'art. 34 bis
modificati gli articoli 34 e 50 bis
modificati gli articoli 13 bis e 34
testo aggiornato al 20 aprile 2011
testo aggiornato al 4 dicembre 2010
testo aggiornato al 21 novembre 2007
testo aggiornato al 12 giugno 2002