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Timestamp: 2018-07-18 06:54:15+00:00
Document Index: 79698405

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 1']

MINISTERO FINANZE - Decreto ministeriale 12 settembre 2013 - sviluppo di risorse energetiche e minerarie - Studio Cerbone
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 12 settembre 2013 – sviluppo di risorse energetiche e minerarie
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MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 12 settembre 2013
1. Una quota dell’imposta sul reddito delle società (IRES) di cui al titolo II del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), versata dai soggetti di nuova costituzione che hanno sede legale nelle regioni a statuto ordinario e svolgono nelle stesse regioni, in base a concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, le attività di coltivazione relative a progetti di sviluppo presentati a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, individuate dalla codifica ATECO B06, relativamente alla attività prevalente, è iscritta in apposito Fondo dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, denominato di seguito “Fondo”. La quota è determinata applicando all’imposta complessivamente versata dai soggetti di cui al comma 1, nettizzata come indicato al comma 2 dell’art. 2, l’aliquota del 30 per cento, fino ad un ammontare non superiore a euro 130.000.000, e l’aliquota del 15 per cento sull’eccedenza. I soggetti di cui al primo periodo non possono esercitare le opzioni di cui agli articoli 115 e 117 del TUIR.
2. Il Fondo di cui al comma 1 è destinato a finanziare interventi per lo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescita dei territori di insediamento degli impianti produttivi e dei territori limitrofi, relativi agli Accordi di sviluppo di cui all’art. 3.
3. L’intervento del Fondo è finalizzato al finanziamento di progetti strategici, sia di carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale, di rilievo regionale, provinciale o locale, aventi natura di grandi progetti o di investimenti articolati in singoli interventi di consistenza progettuale ovvero realizzativa tra loro funzionalmente connessi, in relazione a obiettivi e risultati quantificabili e misurabili, anche per quanto attiene al profilo temporale.
4. La quota di cui al comma 1 è riferita all’imposta sul reddito delle società relativa ai nuovi progetti di sviluppo, di cui al medesimo comma 1, coerenti con la strategia energetica nazionale e realizzati nell’ambito di concessioni di coltivazione di idrocarburi in terraferma.
2. Annualmente, una quota corrispondente alla misura di cui all’art. 1, comma 1, delle somme affluite nell’esercizio precedente agli appositi articoli di cui al comma 1, nettizzate dei crediti IRES utilizzati in compensazione in sede di versamento unitario con il modello F24 ovvero rimborsati dall’Agenzia delle entrate è iscritta – comunque per un importo complessivo non superiore a 50 milioni di euro annui – sul Fondo, per essere destinata al finanziamento degli interventi indicati ai commi 2 e 3 dell’art. 1. Fermo restando il limite massimo di iscrizione di 50 milioni di euro, nel caso in cui la predetta quota superi l’importo di 50 milioni di euro, ai fini della ripartizione delle risorse del fondo tra i territori di insediamento dei nuovi impianti produttivi che hanno generato il maggior gettito, si adotterà il criterio proporzionale.
4. Entro il mese di marzo di ciascun anno, l’Agenzia delle entrate comunica ai Ministeri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico l’ammontare dei versamenti IRES e delle compensazioni di crediti IRES effettuati, nell’anno precedente, dai soggetti di cui all’art. 1, attraverso il sistema dei versamenti unitari di cui all’art. 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, distinti per soggetto passivo, nonché l’importo dei rimborsi di crediti IRES erogati, nello stesso periodo, in favore dei medesimi soggetti. Ai fini di cui al periodo precedente, il Ministero dello sviluppo economico comunica all’Agenzia delle entrate, entro il mese di febbraio, l’elenco dei soggetti, con i relativi codici fiscali, per i quali occorre fornire le informazioni.
3. La progettazione, l’approvazione e la realizzazione degli interventi individuati nell’accordo istituzionale di sviluppo è disciplinata dalle norme di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Per i medesimi interventi, si applicano le vigenti disposizioni in materia di prevenzione e repressione della criminalità organizzata e dei tentativi di infiltrazione mafiosa, ivi comprese quelle concernenti le comunicazioni e informazioni antimafia.
4. Le risorse del Fondo, ripartite a favore degli interventi o programmi individuati ai sensi dell’art. 2, comma 5, sono trasferite ai soggetti assegnatari, in relazione allo stato di avanzamento della spesa. I soggetti assegnatari, al fine di garantire la piena tracciabilità delle risorse attribuite, iscrivono nei relativi bilanci fondi a destinazione vincolata attribuendo loro una autonoma evidenza contabile e specificando, nella relativa denominazione, che gli stessi sono costituiti da risorse derivanti dal Fondo,.
5. L’attuazione degli interventi è coordinata e vigilata dal Ministero dello sviluppo economico che controlla, monitora e valuta gli obiettivi raggiunti anche mediante forme di cooperazione con le amministrazioni statali, centrali e periferiche, regionali e locali assicurando, altresì, il necessario supporto tecnico e operativo senza nuovi o maggiori oneri nell’ambito delle competenze istituzionali. Ai fini del monitoraggio dell’intervento, i dati relativi agli interventi finanziati confluiscono nella banca dati di cui all’art. 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle società costituite a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, che realizzano nuovi progetti di cui all’art. 1, comma 4 .