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Timestamp: 2020-05-28 01:23:46+00:00
Document Index: 113738992

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 2740', 'art. 2741', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 61', 'art. 184', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 162', 'art. 182', 'art. 162', 'art. 161', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 111', 'art. 111']

Accordi e Crisi d'Impresa - Archivio
Il creditore aderente all’accordo di ristrutturazione dei debiti può chiedere il fallimento del debitore indipendentemente dalla pronuncia di risoluzione.
Accordo di ristrutturazione dei debiti – Facoltà dei creditori aderenti (e non) di chiedere il fallimento – Previa risoluzione dell’accordo – Necessità – Esclusione.
E poiché all’accordo di ristrutturazione dei debiti deve riconoscersi natura concorsuale, il creditore, aderente o non aderente che sia, ha facoltà di chiedere il fallimento del debitore indipendentemente dalla risoluzione dell’accordo, con la precisazione che il credito del creditore aderente sarà quello rimodulato e ridefinito, nel quantum e nel quomodo, dal medesimo accordo omologato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 July 2019.
Il Tribunale di Rimini sul collegamento negoziale tra Accordo ex art. 182 bis l.f. e procedure di sovraindebitamento dei soci illimitatamente responsabili.
Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Ambito del giudizio del Tribunale – Concreta attuabilità dell’accordo – Indagine nel merito del piano – Necessità.
Il potere di controllo del Tribunale in sede di omologazione dell’accordo di ristrutturazione riguarda sia la regolarità formale del procedimento sotto il profilo della completezza della produzione documentale richiesta dall’art. 182 bis l. fall. e dell’esistenza delle condizioni soggettive ed oggettive dell’imprenditore per l’accesso alla procedura; sia la capacità del proponente di soddisfare per l’intero i creditori estranei e di adempiere agli accordi conclusi con gli aderenti; più specificamente, quanto al profilo sostanziale, il Tribunale, con un giudizio prognostico ex ante, deve valutare l’attuabilità dell’accordo, tenuto conto del fatto che il successivo inadempimento del debitore cristallizzerebbe - con l’esenzione da revocatoria prevista dall’art. 67 3° co., lett. e) l. fall. degli atti, dei pagamenti e delle garanzie posti in essere in esecuzione dell’accordo omologato - una situazione non più rimediabile, a scapito dei creditori estranei, pur se privilegiati; in tale prospettiva deve quindi essere valutato il merito del ricorso, con particolare attenzione alla concreta attuabilità del piano, alle concrete prospettive di realizzo prospettate, alla sussistenza di una ragionevole liquidità, tale da consentire il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 June 2019.
Il creditore rimasto estraneo all’accordo di ristrutturazione dei debiti può chiedere il fallimento.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Domanda di fallimento del creditore rimasto estraneo - Ammissibilità.
Nulla osta alla procedibilità di una domanda di fallimento presentata, dopo l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, da un creditore che ad esso sia rimasto estraneo. Diversamente opinando, si finirebbe infatti per privare quest’ultimo - che a quell’accordo ha legittimamente scelto di non aderire - di una fondamentale forma di tutela del proprio credito, da coordinare con gli interessi degli altri creditori aderenti all’accordo, in funzione della garanzia patrimoniale del debitore ex art. 2740 c.c. e del correlato principio della par conditio creditorum di cui all’art. 2741 c.c.. Inoltre, si consentirebbe una compressione dei suoi diritti tanto più inammissibile in quanto l’istituto degli accordi L. Fall., ex art. 182 bis fa perno proprio sul presupposto della loro idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei (fatte salve la dilazione di cui al comma 1 della norma citata e la possibilità della deroga agli artt. 1372 e 1411 c.c. prevista dalla L. Fall., art. 182-septies, cui fanno eco i più ampi "Accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa" introdotti dall’art. 61 CCI), i quali perciò si pongono, rispetto all’accordo, in posizione analoga ai creditori non vincolati dagli effetti obbligatori del concordato omologato L. Fall., ex art. 184. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 May 2019, n. 13850.
Plausibilità e ragionevolezza della garanzia del pagamento integrale dei creditori estranei all'accordo di ristrutturazione dei debiti.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologa - Sindacato del tribunale - Estensione - Controllo formale e di legalità sostanziale.
In sede di omologa dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, il sindacato del tribunale non è limitato ad un controllo formale della documentazione richiesta, ma comporta anche una verifica di legalità sostanziale compresa quella circa l'effettiva esistenza, in termini di plausibilità e ragionevolezza, della garanzia del pagamento integrale dei creditori estranei all'accordo nei tempi previsti per legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 May 2019, n. 12064.
Accordi di ristrutturazione di gruppo: istanze disgiunte e plurime condizioni sospensive.
Procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione - Accordo subordinato a plurime condizioni sospensive - Ammissibilità - Necessità di una forma di pubblicità dell’avveramento delle condizioni.
Le condizioni sospensive a cui può essere subordinato l’accordo di ristrutturazione non sono ostative all’omologazione ma va previsto uno strumento di pubblicità dell’avveramento delle condizioni che può essere identificato nel deposito di scrittura privata di natura ricognitiva, autenticata da notaio sottoscritta dal liquidatore della società, che dia conto dell’avveramento o non avveramento delle condizioni e da pubblicare nel registro delle Imprese nelle stesse forme e modalità previste per la pubblicazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 13 February 2019.
Ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.f.: manifestazione del consenso tramite scambio di PEC.
Accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.f. – Formazione del consenso – Scambio di PEC – Idoneità.
Il consenso dei creditori all’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis l.f. può essere manifestato attraverso scambio di PEC, perché l’autenticità e la sicura provenienza risultano assicurate tramite il ricorso alla posta elettronica certificata (art. 15, l. 59/1997; art. 27, l. 3/2003; D.P.R. 68/2005). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 30 January 2019.
Accordo di ristrutturazione dei debiti in pendenza di trattative e perentorietà del termine per il deposito dell’accordo e della attestazione.
Accordo di ristrutturazione dei debiti in pendenza di trattative con i creditori – Termine per il deposito dell’accordo e della relativa attestazione – Perentorietà del termine – Inammissibilità di proroga.
Nel caso di istanza di ristrutturazione dei debiti in pendenza delle trattative con i creditori ex art. 182 bis, comma 6, legge fall., il termine non superiore a 60 giorni concesso dal tribunale (ai sensi del comma settimo della medesima disposizione) per il deposito dell'accordo e della relativa attestazione, deve intendersi perentorio e non suscettibile di proroga, stante l’eccezionalità degli effetti protettivi anticipati e la loro necessaria limitatezza nel tempo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Trani, 17 July 2018.
Accordi di ristrutturazione: ai finanziamenti compete la prededuzione, senza verifica di funzionalità.
Accordo di ristrutturazione omologato - Credito da finanziamento - Prededucibilità - Condizioni - Tipologia del finanziamento - Fideiussione - Preventiva escussione - Necessità.
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall., sono prededucibili i crediti derivanti dai finanziamenti "in qualsiasi forma effettuati" in esecuzione dell'accordo omologato, ai sensi del comma 1 dell'art. 182 quater l.fall., senza che il tribunale debba svolgere una nuova verifica di funzionalità rispetto all'accordo medesimo e quale che sia la tipologia di finanziamento adottata, comprese le fideiussioni rilasciate in favore del proponente, purché esse siano state già escusse, atteso che prima dell'escussione del garante non sussiste alcun credito verso il debitore principale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 June 2018, n. 16347.
Accordo di ristrutturazione dei debiti e natura cautelare del subprocedimento finalizzato all'ottenimento di misure protettive.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Subprocedimento finalizzato all'ottenimento di misure protettive - Natura cautelare - Decreto emesso dalla corte di appello in sede di reclamo - Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità.
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti, il subprocedimento di cui all'art. 182 bis, commi 6 e 7, l. fall., essendo finalizzato ad ottenere misure protettive, quali la sospensione di eventuali azioni cautelari ed esecutive in funzione dell'esito delle trattative in corso, destinate a culminare nella formalizzazione dell'accordo, ha natura cautelare, sicché è inammissibile il ricorso per cassazione contro la decisione assunta dalla corte di appello in sede di reclamo avverso il provvedimento del tribunale, non essendo in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 June 2018, n. 16161.
L'accordo di ristrutturazione dei debiti è istituto concorsuale e in sede di omologa non può determinarsi alcun giudicato sull'esistenza, entità o rango dei crediti contestati.
L'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'art. 182-bis l.fall. appartiene agli istituti del diritto concorsuale, sicchè in sede di omologa dell'accordo non può determinarsi alcun giudicato sull'esistenza, entità o rango dei crediti contestati, i quali andranno accertati nelle forme contenziose ordinarie, restando al giudice dell'omologa soltanto il compito di verificare la non arbitrarietà della contestazione sollevata, al fine di ricomprendere il credito nella procedura e di valutare l'eventuale manifesta inidoneità del piano a soddisfarlo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 May 2018, n. 12965.
Concessione di termine per integrazione del piano quando l’imprenditore opta per l'accordo di ristrutturazione dei debiti.
Concordato preventivo - Termine ex art. 162, comma 1, l.fall. - Discrezionalità - Accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l. fall. - Applicabilità - Fondamento.
La concessione del termine di cui all'art. 162, comma 1, l.fall., può essere disposta anche in favore del debitore che, sciogliendo la riserva formulata con il ricorso ex art. 161, comma 6, l.fall., alla scadenza del termine opti per il deposito non già della proposta di concordato preventivo, bensì della domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis, comma 1, l.fall., in quanto detta ultima procedura riveste carattere concorsuale e si pone, nell'impianto normativo, in termini di interscambiabilità con il concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 April 2018, n. 9087.
Accordo di ristrutturazione dei debiti in continuità aziendale e verifiche del professionista: worst case e best case.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Accordo in continuità aziendale - Relazione del professionista - Oggetto - Veridicità dei dati aziendali - Attuabilità dell’accordo - Prove di resistenza - Worst case e Best case.
[Nel caso di specie, la relazione del professionista ha accertato la tenuta delle valutazioni economiche fatte lungo tutto l’arco di durata del piano attraverso rigorosi stress test ricondotti alla cd. “situazione base”, considerato sia nell’ottica peggiorativa del cd. “worst case” (volumi di vendita al di sotto di quelli previsti, incremento del prezzo di acquisito delle materie prime, ecc.) , sia nell’ottica migliorativa del cd. “best case” (volumi di vendita superiori rispetto a quelli previsti, contrattazione decisamente favorevole degli acquisti delle materie prime o dei costi per servizi, ecc.). Detti test hanno condotto l’attestatore a ritenere che la società ricorrente potesse ragionevolmente generare un surplus dalla continuità aziendale e quindi attenersi all’impegno di pagamenti proposto per la ristrutturazione del debito nell'arco di cinque esercizi.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 13 March 2018.
Prestazioni poste in essere in esecuzione di un 'Accordo di Ristrutturazione' e prededucibilità nel fallimento consecutivo.
Fallimento – Crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” – Prededucibilità nel fallimento consecutivo – Esclusione.
I crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” non sono collocabili in prededuzione nel fallimento (o nella liquidazione coatta amminitrativa) consecutivi. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 15 February 2018.
Crediti per prestazioni poste in essere in esecuzione di un 'Accordo di Ristrutturazione' e prededucibilità nel fallimento consecutivo.
Fallimento – Crediti derivanti dalla proroga di pretese di natura commerciale – Natura giuridica di “finanziamenti” ai sensi e per gli effetti degli art. 182-quater e 182-quinquies l. fall. – Esclusione – Collocabilità in prededuzione nell’ambito dello “Accordo di Ristrutturazione” ex art. 182-bis l. fall. – Esclusione.
I crediti derivanti dalla proroga di pretese di natura commerciale non hanno natura giuridica di “finanziamenti” ai sensi e per gli effetti degli art. 182-quater e 182-quinquies l. fall., e conseguentemete non sono collocabili in prededuzione nell’ambito dello “Accordo di Ristrutturazione” ex art. 182-bis l. fall. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 February 2018.
Accordi di ristrutturazione, tacita adesione e rinuncia al diritto del creditore.
La rinuncia ad un diritto oltre che espressa può anche essere tacita; in tale ultimo caso può desumersi soltanto da un comportamento concludente del titolare che riveli in modo univoco la sua effettiva e definitiva volontà abdicativa; al di fuori dei casi in cui gravi sul creditore l'onere di rendere una dichiarazione volta a far salvo il suo diritto di credito, il silenzio o l'inerzia non possono essere interpretati quale manifestazione tacita della volontà di rinunciare al diritto di credito, la quale non può mai essere oggetto di presunzioni. (Nella specie, una società aveva aderito ad un accordo di ristrutturazione dei debiti proposto da una società poi fallita, che prevedeva l’alienazione del marchio da parte di quest’ultima; la S.C. ha escluso la configurabilità, in tale comportamento adesivo, di una rinuncia tacita alla penale correlata all’inadempimento dell’obbligazione, in precedenza assunta dalla fallita, di conferire detto marchio in una terza società che entrambe avevano pattuito di costituire). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 05 February 2018, n. 2739.
La natura giuridica dei 'Piani di Risanamento Attestati' e degli 'Accordi di Ristrutturazione'- 2.
Fallimento – Credito (professionale) sorto in funzione della omologazione di un “Accordo di Ristrutturazione" – Prededucibilità nel fallimento consecutivo – Ammissione.
Il credito (professionale) sorto per la prestazione di attività (professionale) in favore della omologazione di un “Accordo di Ristrutturazione" è collocabile in prededuzione nel fallimento consecutivo. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 January 2018, n. 1896.
Natura concorsuale dell'accordo di ristrutturazione dei debiti e prededuzione del credito del professionista.
Fallimento - Prededuzione - Credito del professionista per prestazioni di assistenza per l'accesso a procedura concorsuale - Irrilevanza della concreta utilità della prestazione per la massa dei creditori - Principio di carattere generale - Eccezione al principio della par condicio creditorum.
La norma di cui all'art. 111 l.fall., secondo la quale il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda di concordato preventivo rientra de plano tra i crediti sorti "in funzione" della procedura e, come tale, a norma dell'art. 111, secondo comma, legge fall., va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti (v. Cass. n. 22450-15), detta un precetto di carattere generale che, per favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi d'impresa, ha introdotto un'eccezione al principio della par condicio creditorum (v. Cass. n. 8533-13 e n. 8958-14). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 January 2018, n. 1182.
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