Source: https://www.infermieristicamente.it/articolo/9450/infermiere-per-la-giurisprudenza-resta-sempre-un-esecutore-la-sentenza/
Timestamp: 2019-12-09 15:05:20+00:00
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Infermiere. Per la Giurisprudenza resta sempre un Esecutore. La Sentenza - Infermieristicamente - Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche
Infermiere. Per la Giurisprudenza resta sempre un Esecutore. La Sentenza
Per la giurisprudenza italiana, l’infermiere resta un mero esecutore.
A niente vale il processo evolutivo di questi ultimi vent’anni, l’affermazione della professione infermieristica come intellettuale, autonoma e responsabile, il percorso universitario compiuto.
La figura dell’esecutore sembra essere ancora forte e radicata: è quanto si evince dalla Sentenza del 30 maggio 2018, n. 465 , del Tribunale di Termini Imerese, dove, a proposito della decisione di procedere a un atto sanitario coattivo senza il preventivo consenso, afferma che il medico ha agito come “mandante” e i due infermieri ai quali è stata affidata la trasfusione, gli esecutori.
Riportiamo nella sua interezza, la sentenza ed il relativo commento del giurista Luca Benci.
Non solo per la giurisprudenza, ma anche per il CCNL. L'infermeriere in quanto professionista collabratore inquadrato nel comparto non ha riconosciuta l'autonomia professionale propriamente detta o meglio ha anche l'obbligo di rispondere al Dirigente Medico, Psicologo, Farmacista, etc.
Mi dispiace, l'accaduto dimostra l'ignoranza del personale medico ed infermieristico sulle procedure per un trattamento sanitario obbligatorio (TSO). Gli infermieri in questione, da quello che traspare dall'articolo, si sono comportati come meri esecutori di ordini senza pensare e senza sapere quello che facevano. Se il Dirigente Medico (o altro) prende decisioni evidentemente errate gli infermieri (che sono professionisti e sono dotati di propria volontà) devono contestare l'ordine. Questo, a meno che il Primario non abbia tratto in inganno il personale, come ha tratto in inganno la paziente, dichiarando cose false. Ma il personale sanitario (Medici ed Infermieri) dovrebbe sapere cosa è necessario fare per eseguire un trattamento sanitario contro la volontà di un paziente in modo legale.
Felicia Di Bacco
Da ciò che leggo la responsabilità di essere meri esecutori è proprio dovuta alla considerazione che noi infermieri abbiamo della nostra professione e lo dimostriamo ogni giorno in ogni sede non ultimo nel firmare il contratto, perché sono le tessere dei tanti infermieri che hanno permesso a quelle sigle sindacali di firmare il contratto. Noi siamo il male di noi stessi......e, se pure abbiamo marciato su roma, nelle sedi aziendali ci inchiniamo ai voleri delle sigle maggioritarie. Avevo 18 anni quando ho scelto di fare l'Infermiere e ci credevo nel riscatto di questa professione ora, mi dispiace, non ci credo più
Gabriella Anconelli
24/07/2018 22:16
Finché avremo dei politici attaccati alla poltrona e interessati esclusivamente al proprio tornaconto e a quello dei loro “compatrioti “, assisteremo a questo scempio professionale, per di più alimentato dai soliti ignoranti che invece di inquadrare i veri responsabili, di ostina ad accanirsi contro i propri colleghi.
26/07/2018 16:12
Chi è il responsabile delle azioni degli infermieri in questione se non gli stessi infermieri? Che abbiano agito per ignoranza o per sottomissione al medico, sono responsabili delle loro azioni. L'essere professionisti IMPLICA essere responsabili per le proprie azioni. Se gli infermieri imparassero a dire "NO" motivando adeguatamente il loro rifiuto, magari otterrebbero il rispetto che tanto desiderano e verrebbero ascoltati.
Faccio notare che l'articolo apparso su Qs è a firma di Benci. Mi sembra corretto citarlo
"Riportiamo nella sua interezza, la sentenza ed il relativo commento del giurista Luca Benci" faccio notare che nell'articolo è citato, come pure nell'incipit della condivisione. Noi non abbiamo l'abitudine di non riportare le fonti. Notare la fonte anche a fine articolo. Basterebbe aprire l'articolo e non fermarsi al titolo. Cordialmente
L'involuzione dell'infermiere
La sentenza dice che gli infermieri si sono comportati come meri esecutori degli ordini del mandate (il primario / medico). La sentenza non dice che gli infermieri (come categoria) sono meri esecutori degli ordini del medici (come categoria). La sentenza dice che GLI INFERMIERI IN QUESTIONE si sono comportati come meri esecutori degli ordini del medico in questione. L'involuzione dell'infermiere (o dell'italiano in generale) è anche non essere in grado di leggere correttamente un articolo e/o una sentenza scritta in lingua italiana e comprenderne il significato.
26/07/2018 02:44
Mi pare abbastanza ovvio. I medici hanno bisogno dii personale sanitario che esegua le indicazioni terapeutiche senza star li a discutere. Se gli infermieri non vogliono più farlo perchè avvertono un certo svilimento professionale, dal mio punto di vista diventano poco utili. L anarchia generata da un esercito di soli fenerali di certo non gioca a favore dei pazienti
Mi pare che in questo caso sia stato proprio l’atteggiamento del medico a creare un problema al paziente. (Il primario oltre ad aver preso una decisione errata ha anche mentito) Se gli infermieri avessero operato in autonomia come avviene in altri paesi in cui l’autonomia professionale non crea frustrazione e smarrimento nella classe medica probabilmente non si sarebbe recato danno alla paziente. D’altronde l’Italia da questo punto di vista arranca. Nei paesi anglosassoni la figura del medico non vive il senso di insicurezza nei confronti di altre figure professionali. Si fa ricerca,si fa statistica si valutano costi e benefici e pragmaticamente si decide che una determinata procedura possa essere svolta da altri operatori in autonomia. Solo qui assistiamo da qualche decennio ad una involuzione della preparazione dei medici che sono diventati sempre più dipendenti da esami e accertamenti tecnici, con formazione universitaria sempre più incerta e balbettante. Non si spiega altrimenti il timore di perdere la posizione di prestigio (in realtà già molto in crisi) nei confronti di profili professionali non medici. Il meccanismo di difesa della casta, questo è l’unico vero problema che va a discapito del paziente. Comprendo la frustrazione dei colleghi che dopo anni di studio si trovano a competere con figure tecniche che essendo iper specializzate (e culturalmente formate) sono perfettamente in grado di avere una visione specifica spesso al pari o superiore a quella di un medico, ma il mondo sta cambiando e se non ci si adegua si rischia di essere relegati a meri compilatori di ricette o prescrittori di esami alla ricerca del risultato su cui fare diagnosi. Senza metterci nulla di proprio.
Io leggerei la sentenza non come uno svilimento della categoria, e neppure degli infermieri coinvolti, ma al contrario come il riconoscimento del dato reale, che tutta questa autonomia di fatto l'infermiere non ce l'abbia, e che giustamente ne debba rispondere solo chi ha abusato della propria autorità. Quindi non capisco perché indignarsi se almeno le sentenze giuridiche prendono atto della realtà, cioè che l'infermiere per davvero è un mero esecutore. Certo non in tutte le realtà, ma in molte quali quella delle corsie si. Concordo pienamente con il dott. Manzi quando dichiara che i medici necessitano di personale che esegua senza discutere. Quel personale c'è ,si chiamano OSS. Io infatti toglierei l'infermiere dalle corsie, lo inserirei in tutti quei contesti extra ospedalieri previsti, e all'interno della struttura ospedaliera prevedrei dei team infermieristici differenziati per specialistiche, ai quali i medici della corsia potranno richiedere la consulenza, per tutti quegli ordini che non potrebbero dare agli OSS, meri esecutori, ma dei quali, per il solo averlo ordinato risponderanno dell'esecuzione, senza condivisione di colpa, immagino non sia questo un problema per i medici i quali dotati di un estremo senso di responsabilità mai e poi mai davanti a queste hanno cercato di "scaricarle" che so, su uno a caso, all'infermiere. Francamente io chiuderei il discorso sull'autonomia, la quale è giuridicamente prevista, e focalizzerei l'obbiettivo sui contesti nei quali ne è previsto l'esercizio ma dai quali di fatto siamo fuori, cioè dobbiamo pretendere di occupare tutti quei contesti previsti dalla nostra giurisprudenza. Solo lo sdoganamento dai turni della corsia,( nella quale non si può disconoscere la quasi totale impossibilita di esercitare alcun tipo di autonomia professionale)dove sono sufficienti medici e meri esecutori, potrà dare il giusto valore alla professione infermieristica.
Maria Grazia Bensi
Mi auguro che dove non è arrivato l'atto giuridico sia arrivato il potere sanzionatorio dell'Ordine delle Professioni infermieristiche. Sono molti gli articoli del Codice Deontologico violati in questa vicenda.Ritengo che la severità del giudizio degli organi professionali sia indispensabile.
Mi dispiace andare contro corrente ma non mi sento di condannare i colleghi infermieri che hanno eseguito l’ordine del primario, hanno salvaguardato il fondoschiena, perché in italia non sei tutelato, il primario può fare di te quello che vuole(ed uno che è arrivato a mentire spudoratamente dicendo che era autorizzato dal giudice è capace di qualuque cosa), in certe situazioni bisogna trovarsi prima di parlare, l’arma è sempre la stessa, paura di persecuzioni, mobbing, sospensioni... a questo si va in contro dicendo NO se non sei sicuro al 100%, in quel caso i colleghi avrebbero dovuto chiedere delle prove? Magari un fax che dimostrasse che il primario stesse dicendo il vero? Ma non scherziamo dai!! In quella situazione con la coordinatrice che guardava tutto? Qualcuno ricorda il collega di Ancona che ha preteso il riposo post reperibilità andata male? Sotto processo, sindacati, Luca Benci che ha aiutato, e lui aveva solo chiesto il rispetto di un diritto! Prima di essere professionisti siamo essere umani.
Deludono i colleghi infermieri. Dimostrano come l'evoluzione e la crescita della categoria siano solo sulla carta. Il fatto che non siano rifiutati di eseguire l'emotrasfusione, dimostra solo ignoranza in materia ma anche mancata coscienza del proprio ruolo. E questo è un problema serio soprattutto perché è un fenomeno diffuso. Urgono provvedimenti e cambiamenti. A causa di colleghi non preparati e di quelli che rifiutano la crescita continuando a lavorare come meri esecutori, la nostra professione sta tornando indietro di decenni!!!
Giseppe Cile
Mi dispiace leggere certi commenti dei “colleghi”, davvero non avete capito niente di come funziona in questo paese, sembra che alla fine la colpa di tutta la vicenda la date agli infermieri presenti all’evento incriminato, non ho parole!! Il primo nemico dell’infermiere è l’infermiere stesso.