Source: http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2015/09/isola-delle-femmine-italcementi-e_16.html
Timestamp: 2017-10-22 11:52:08+00:00
Document Index: 166929992

Matched Legal Cases: ['art 35', 'sentenza ', 'art 29', 'art. 36', 'art. 6', 'art 29', 'art. 29']

Isola delle Femmine LIBERA: Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: LA NOTIZIA "BOMBA" SCOPPIA ALL'HOTEL EUFEMIA ISOL...
Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: LA NOTIZIA "BOMBA" SCOPPIA ALL'HOTEL EUFEMIA ISOL...
Negli intenti degli organizzatori il convegno doveva
trattare discutere disquisire del futuro della Italcementi e il Territorio anche alla luce
dell’iter in corso da ormai NOVE MESI del riesame
dell’autorizzazione integrata ambientale. L’Onorevole Claudio Mannino dopo aver presentato i relatori: il dottor Ingegnere
Pietro Lo Monaco in rappresentanza dell’Assessorato all’Energia, il Dottor
Michele Condò e l’ingegnbere Caldara
dell’Arpa Sicilia, il dottor Ernesto Burgio ricercatore dell’I.S.D.E., ha
riepilogato quanto sinora accertato sia sulle
inadempienze, della Italcementi, per il mancato rispetto delle prescrizioni inserite nel
decreto 693 AIA 2008 (per questo Comitato
Isola Pulita considerato nullo), sia sulle inadempienze degli Organi Istituzionali – Assessorato Ambiente,
Arpa, Comune, Asl…..- per le competenze loro
affidate in materia di Controlli, Ordinanze, Diffide, Repressione, messa in
mora ……., valga per tutto che la centralina rilevatore posizionata a Isola delle Femmine è
completamente ricoperta da alberi (un botanico potrebbe aiutarci a capire se
gli inquinanti se vengono e in che misura
assorbiti dalle foglie degli alberi) . L’intervento del Dottor Condo’ ha
informato la platea che così come PREVEDEVA il decreto in materia di
monitoraggio dell’aria sono state posizionate due centraline una a Capaci non
ancora funzionante in quanto mancante
dell’allacciamento ENEL ed un’altra centralina posizionata a Isola delle Femmine. Ci
informa il Dottor Condo’ che la gestione delle due centraline è AFFIDATA alla
Il colmo dei colmi .Chi eventualmente inquina CONTROLLA
se ha inquinato e in che misura…..
Si continua con l’intervento del Dottor Ernesto Burgio ricercatore dell’I.S.D.E
: “tutti gli opifici che hanno camini da cui fuoriescono inquinanti per me
vanno tutti, come legge dispone, delocalizzati e portati fuori dal centro
abitato. E’ oltretutto inconcepibile che una fabbrica che utilizza il petcoke uno dei
peggiori combustibili per la salute umana. Il dr Burgio passa poi ad illustrare
il pericolo di aumento autismo e
malattie neurodegenerative ... dice che di fronte a chi ancora oggi nutre dubbi
sulla pericolosità sulla nostra salute rappresentata dall’immissioni di quelle
scie di fumi che vengono fuori dai camini : "Controlliamo i cordoni ombelicali se
saranno pieni di metalli pesanti e particolati fini, il gioco è chiaro, non
dobbiamo dire altro" ……. La relazione del Dr. Burgio ha
rappresentato un momento di emozionante partecipazione per tutta la platea.
Proprio in questo
momento di grande tensione emotiva che il Dr. Pietro Lo Monaco ha pensato bene
di lanciare la sua “bomba” che ha praticamente catalizzato in maniera sdegnosa l’intera
platea, facendo dimenticare l’oggetto del convegno. Il Sindaco di Isola delle
Femmine Stefano Bologna è rimasto stupendamente in silenzio, Non era facile
avere alcuna tipo di “controllata” reazione a questa notizia BOMBA:
Il Nostro Dirigente
continua informandoci: “ nella conferenza Stato regione a cui ho partecipato si
è discusso del famoso art 35 “Salva Italia” riguardo alla produzione e allo
smaltimento dei rifiuti. La situazione
presenta delle criticità in particolare al Sud dove la raccolta differenziata è
al livello veramente “penosa” , non dappertutto è così vi sono molte realtà
virtuali in Sicilia che si sono avvicinate a quello che è l’obbiettivo
nazionale del 65%, altre invece sono molto al disotto di questa percentuale.
chiaro che bisogna insistere e creare la cultura della raccolta differenziata. Comunque il problema che anche a regime
avremo il problema di rifiuti che comunque non potendola conferire in discarica
in qualche modo dovremo smaltirla…….
BOMBA: come vi dicevo nella conferenza a cui ho partecipato, come Regione
Sicilia abbiamo avanzato la proposta di costituire SEI (piccoli-medi-grandicelli…) INCENERITORI
invece dei DUE inceneritori di grandi dimensioni proposti dal governo RENZI.
Per abbattere i costi di trasporto gli inceneritori è preferibile averli vicino
alle discariche con impianto TMB. Guarda caso nella discarica di Bellolampo è stato costruito un impianto di TMB costato oltre
i 30 milioni, e a poche decine di kilometri insiste il cementificio della
Italcementi di Isola delle Femmine. Ecco che si chiude il cerchio la BOMBA è
tratta Isola delle Femmine avrà il suo INCENERITORE.
male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Le discariche per il
conferimento dei rifiuti vanno eliminate. Come? Costruiamo sei inceneritori.
Si. Va Bene! Ma le ceneri prodotte dagli inceneritori
che sono rifiuti dove li mettiamo? Forse bisogna costruire delle discariche in
cui conferire le ceneri prodotte dall’inceneritore?
La sala è ormai in subbuglio, si esce dal convegno con l’incubo che tra
qualche mese da quei due camini posti li in fondo usciranno fumi contenenti
inquinanti ancora più pericolosi per la mia salute quella dei miei figli e
delle persone più care. Isola delle
Femmine perderà ogni sua speranza in un futuro di Turismo.
Sono Pino Ciampolillo del
Comitato Cittadino Isola Pulita, Vi ringrazio dell’invito.
Se ho
ben capito l’incontro di oggi ha per tema Il futuro del cementificio della ITALCEMENTI ( o
forse dobbiamo iniziare a chiamarla HEIDELBERGH?) di Isola delle Femmine e la tutela della
salute dei cittadini. Ricordiamolo per inciso l’azienda ITALCEMENTI in quanto
produttore di cemento, IL REGIO DECRETO 1265 del 1934 ARTICOLO 216 E 217 descrive
le caratteristiche delle AZIENDE
INSALUBRI mentre IL DECRETO ATTUATIVO del 1994 CLASSIFICA LA PRODUZIONE DI CEMENTO AZIENDA
INSALUBRE di 1°
classe (con tutto ciò che ne consegue)
Quindi sulla base di queste considerazioni il punto
di partenza non può che essere in ossequio alla legge sulle aziende insalubri la
delocalizzazione dello stabilimento dal centro
abitato.
Ebbene, dicevo, si ha qualche problema a disquisire di futuro del cementificio
avendo noi degli interlocutori INAFFIDABILI POCO RISPETTOSI
DEI REGOLAMENTI E DELLE LEGGI IN MATERIA AMBIENTALE. (PER ANNI HANNO
UTILIZZATO IL MICIDIALE PETCOKE SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE E SENZA FARNE CENNO
AGLI ORGANI COMPETENTI. C’E’ VOLUTA NEL
2005 UNA DENUNCIA DI LIBERI CITTADINI PER COSTRIGENRE AD UN SOPRALLUOGO LE
AUTORITA’ COMPETENTI)
CHE SI SONO DIMOSTRATI inadempienti PERSINO NEL RISPETTO DELLE
PRESCRIZIONI SCRITTE NELLA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DECRETO 693 2008
ISTITUZIONALI Regione, Ministero, ARTA, ASL, COMUNE, Magistratura dimostratisi inadempienti nei loro compiti istituzionali di
CONTROLLO REPRESSIONE ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI (Nel 2013 il Tribunale di Foggia
ha condannato ad un maxi risarcimento la Italcementi ritenendola responsabile
della morte di un suo operaio. Come documentazione
probatoria sono state acquisite le analisi condotte dall’ARPA a Isola delle
Femmine dove si evidenziava una presenza quantitativamente dannosa per la
salute umana di cromo esavalente VI)
Siamo di fronte ad interlocutori che con
la loro azione e con la complicità degli enti istituzionali Comuni Regione e…
HANNO saccheggiato il territorio hanno reso l’aria irrespirabile le nostre
falde acquifere inquinate il livello
della salute dei cittadini ALLARMANTE NON SOLO QUATO: QUESTI SIGNORI hanno
inibito la naturale vocazione del
territorio IL TURISMO LA VALORIZZAZIONE DELLE NOSTRE BELLEZZE NATURALI
Essendo il dubbio l'anticamera della verità, Vi informo che il
Responsabile del Procedimento nell’autorizzazione Integrata ambientale del 2008
ERA l’architetto CANNOVA GIANFRANCO si il funzionario dell’assessorato
sospettato di aver intascato tangenti. Un procedimento è in corso a carico del firmatario del decreto 693
2008 AIA Italcementi, il dottore SALVATORE ANZA’ RESPONSABILE DEL 3° SERVIZIO
IL IL DIRETTORE GENERALE DEL DIPARTIMENTO ERA L’ARCHITETTO
PIETRO TOLOMEO (il P.M. ha richiesto l’imputazione coatta (per Anzà e Tolomeo, nel processo per non aver adottati
provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei cittadini, di questi giorni la sentenza del CGA che
condanna l’assessorato ad un maxi risarcimento alla NEW ENERGY )
QUESTI SONO I FATTI E QUESTI SONO I PERSONAGGI
Con riferimento, alla
pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito
dell’A.R.T.A. dipartimento: “Avviso
pubblico procedura di rinnovo aia per cementeria Italcementi di Isola
delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater, d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “
(vedi allegati 1 e 2 ) il Comitato Cittadino Isola
Pulita di Isola delle Femmine, associato a Legambiente, formula le
seguenti osservazioni:
1. Il Comitato rileva
innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio 2008 in quanto emanato
da soggetto che non ne aveva titolo.
L’ing. Vincenzo Sansone,
firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente responsabile
del Servizio VIA-VAS poichè il decreto del Dirigente Generale pro
tempore che ne approvava il contratto di lavoro fino al 16 dicembre 2008 è
datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè risulta essere stato adottato
5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing. Sansone alla Italcementi.
Nel citato
DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA n. 17818 del
29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone
l’incarico di responsabile del Servizio.
E’ persino
superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un
incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota ma
esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso
di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, essa
può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente
attribuzione, giammai con una nota.
Sarebbe come
concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle emissioni
in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento
A tal proposito,
il Comitato rileva che deve presumersi che sia il dirigente generale arch.
Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero ignorare, per
manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una nomina del
tutto irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di ogni
efficacia amministrativa.
Nella nota n.
17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata richiamando l’art. 36,
comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.
un richiamo del tutto improvvido che contraddice completamente il
suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui
non vi siano modifiche della struttura né motivi che giustifichino
eventuali rotazioni o comunque il mancato rinnovo del contratto, e non vi
sia una valutazione negativa dell’operato del dirigente, allo stesso deve
essere garantitala stipula di un nuovo contratto individuale senza soluzione di continuità
per l’azione amministrativa e gestionale entro e non oltre i successivi
trenta giorni”.
Ne consegue
che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione del CCRL dell’area
della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing. Sansone è
avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte
ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del
DRS n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti
a formalizzare il provvedimento dell’AIA.
2. Stanti i rilievi
di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe anche esimersi
da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta autorizzazione e
l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si prestano a
far eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta evidenza.
a) L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il provvedimento
definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo. Gli
enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le risultanze della
suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare le
condizioni e prescrizioni autorizzative”.
precisava che “L’Autorizzazione Integrata Ambientale viene subordinata
competenti attività intervenute in sede di conferenza dei servizi…che
fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto…”. Nelle
pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di
recupero di rifiuti come materie prime”, i “Limiti alle emissioni”, le
“Prescrizioni relative all’impianto”, le “Prescrizioni relative
ai combustibili utilizzati ed ai consumi energetici “, le “Prescrizioni relative ai
rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni
relative alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)”.
Veniva fatto obbligo all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal
rilascio dell’autorizzazione alla conversione
tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo allineamento alle
Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del cemento…”,
ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente
alle M.T.D. attraverso i seguenti interventi” [quelli sopra specificati].
Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi risulta che
nessuna delle autorità preposte si è premurata di adempiere agli
obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute
nel DRS n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
b) Il
9 giugno del 2011, a distanza di 36 mesi e cioè con un anno di ritardo, il
Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni
e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di
rilascio…”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine
di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso
alla attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento”.
Dalla lettura del
verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara
di operare nel rispetto delle prescrizioni previste
dall’autorizzazione, inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti
alle verifiche si pronuncia nel merito, p.e. sugli interventi strutturali,
limitandosi la discussione solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio
delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli
Quindi, il dato che se ne trae
e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA restavano privi di
ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che avrebbero dovuto
rendere valida e definitiva l’autorizzazione.
Da allora ad oggi, cioè a distanza complessiva di 6 anni dal DRS n. 693,
la situazione, come è noto e come risulta agli atti, è rimasta del
tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la
mancanza di validità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il
rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate
dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione
dell’autorizzazione.
Questo Comitato, pertanto, nel sottolineare l’inspiegabile comportamento
degli enti deputati al controllo di attuazione del DRS n. 693, fa presente
che mancano del tutto i presupposti per procedere al rinnovo di una
autorizzazione da considerarsi, in
primis, di per
sé inesistente e, eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.
Alla luce delle superiori considerazioni, questo Comitato ritiene
inattuabile la procedura di rinnovo essendo, invece, necessaria
Oggetto: VIOLAZIONE
NORMATIVA SUL DIRITTO DI PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA
SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI (TAVOLO TECNICO DEL
20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO 1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO
DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Ciampolillo, coordinatore del Comitato Cittadino Isola
Pulita sezione Legambiente, in riferimento al procedimento per la concessione
il giorno 22 luglio 2014
il Servizio 1 del D.R.A.- ARTA convocava un incontro informativo, definito “avvio del procedimento” riguardante il “rinnovo” A.I.A. - Italcementi sito di Isola delle Femmine – ex art 29 octies del D.Lgs 152/06 e s.m.i., D.R.S. del 18.07.2008; in detta sede questo Comitato, regolarmente invitato, rappresentava una serie di osservazioni sia sul rilascio dell’autorizzazione (ritenuta irregolare perché rilasciata da soggetto che a quella data non ne aveva titolo) che sui successivi adempimenti e controlli da parte degli Organi preposti (ritenuti mancanti nei tempi e nei modi previsti dall’autorizzazione), il tutto meglio specificato nel relativo verbale che si richiama integralmente e che si allega; il Comitato formulava, altresì, la richiesta di esame dei rapporti dei sopralluoghi effettuati dall’ARPA nel periodo 2009-2013;
il giorno 8 agosto 2014
sul sito web dell’ARTA veniva pubblicato l’Avviso pubblico procedura di
rinnovo AIA per Cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.);
il giorno 2 settembre 2014
questo Comitato inviava al Servizio 1 (per conoscenza anche a numerosi altri indirizzi istituzionali, nonché al
Comando CC del NOE ed alla Procura della Repubblica di Palermo) le proprie
osservazioni, corredate da numerosi allegati, cui si rimanda integralmente,
dove ribadiva, con ulteriori dettagli, le problematiche già sollevate
nell’incontro del 22 luglio; da allora nulla veniva più comunicato sul
procedimento a questo Comitato;
il giorno 04/03/2015, a
seguito di richiesta di accesso agli atti del 04/03/2015 presso il Servizio 1, si apprendeva che il 20 novembre 2014 (nota di convocazione n. 52367 del 12 novembre del Servizio 1) si era svolto un Tavolo tecnico nell’ambito del suddetto procedimento, a cui, inspiegabilmente, non era stato invitato questo Comitato e ciò
nonostante che la predetta convocazione facesse esplicito riferimento alle
proprie osservazioni formulate nell’incontro del 22 luglio (“in riscontro alle
richieste formulate nel corso dello stesso incontro dal dott. Gioacchino Genchi
n.q. di consulente tecnico del Comitato Cittadino di Isola Pulita”);
Il Comitato, giusto alla
luce di quanto rappresentato, in primis gli appunti mossi nei
confronti del D.R.S. 693/08 e sugli atti consequenziali connessi, ritiene
che la mancata convocazione al Tavolo tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno
di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della cittadinanza;
Il Comitato, pertanto,
avanza diffida a rendere nulla la riunione tenutasi il 20
novembre ed ogni altro atto sequenziale, chiedendo, al contempo, la sua tempestiva riconvocazione, considerato peraltro che i termini di chiusura del procedimento appaiono già superati.
Il Comitato fa riserva,
ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni dalla presente, di rivolgersi alla Autorità Giudiziaria.
approfittando della presenza di un dirigente dell’arpa nella persona del dr. Condo’
mi corre l’obbligo di porre alcune
semplici domande di cui vorrei gentilmente
1) da quanto tempo ARPA non fa un
controllo senza preavviso a Italcementi su emissioni al camino e diffuse (i
punti indicati nell'autorizzazione); l'assistenza ARPA agli autocontrolli
Italcementi interessano poco o nulla perchè effettuati quando l'azienda opera
ovviamente in perfette condizioni, le quali, altrettanto ovviamente,
possono essere ben differenti sia prima che dopo l'autocontrollo programmato;
2) a quando risale l'ultima
determinazione chimica delle sostanze contenute nella polvere di cemento
depositata o in aria dentro l'azienda e di quella che si deposita sui balconi e
sui davanzali delle abitazioni di Isola o di Capaci;
3) ironicamente, come mai il convegno a
Isola visto che il Comune e l'Italcementi non fanno parte del Piano di
monitoraggio regionale relativo all'agglomerato di Palermo, presentato alcuni
mesi fa all'ARTA;
4) il posizionamento della centralina,
circondata da alberi e vegetazione, è errata secondo i criteri previsti dai
protocolli ufficiali, i dati sfornati da ARPA sono come al solito senza
commento oltre che illegibili, la centralina senza gestione sforna dati di cui
nessuno garantisce la rappresentatività e, in ogni caso, mettere sempre al
centro di tutto le centraline significa distogliere l'attenzione dai veri
problemi dell'impianto;
ricordo che i termini AIA (180 gg) sono scaduti da 9 mesi e nessuno solleva il
problema, escluso Isola Pulita,
a questo punto Il
Comitato Cittadino Isola Pulita lancia una proposta al movimento 5 stelle se vogliono farsi carico
dell'apertura di una commissione regionale d'inchiesta sull'ARTA per la New
Energy, l'AIA Italcementi ed il Piano copiato (CTU 34.2% Veneto e con altre
fonti quasi 90%):
tutto il resto sono
chiacchiere che sentiamo da quasi 10 anni e chissà per quanto tempo ancora
Pubblicato da isolapulita@gmail.com a 04:48:00
In Bangladesh ormai 800.000 rohingya: "Necessario che aumentino i paesi disponibili a fornire aiuto"