Source: http://www.studiocelentano.it/codici/cc/lItXII.htm
Timestamp: 2016-06-01 03:34:28+00:00
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Titolo XII: Dell'infermit� di mente, dell'interdizione ed dell'inabilitazione
Art. 414 Persone che devono essere interdette
Il maggiore di et� e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermit� di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, devono essere interdetti (417 e seguenti).
Il maggiore di et� infermo di mente, lo stato del quale non � talmente grave da far luogo all'interdizione, pu� essere inabilitato (417 e seguenti, 429).
Possono anche essere inabilitati coloro che, per prodigalit� (776) o per abuso abituale di bevande alcoliche o di stupefacenti, espongono s� e la loro famiglia a gravi pregiudizi economici.
Art. 416 Interdizione e inabilitazione nell'ultimo anno di minore et�
Il minore non emancipato pu� essere interdetto o inabilitato nell'ultimo anno della sua minore et�. L'interdizione o l'inabilitazione ha effetto dal giorno in cui il minore raggiunge l'et� maggiore (421).
Art. 417 Istanza d'interdizione o di inabilitazione
L'interdizione o l'inabilitazione possono essere promosse dal coniuge, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal tutore o curatore ovvero dal pubblico ministero (85; Cod. Proc. Civ. 712).
Se l'interdicendo o l'inabilitando si trova sotto la patria potest� o ha per curatore uno dei genitori, l'interdizione o l'inabilitazione non pu� essere promossa che su istanza del genitore medesimo o del pubblico ministero.
Art. 418 Poteri dell'autorit� giudiziaria
Promosso il giudizio d'interdizione, pu� essere dichiarata anche d'ufficio l'inabilitazione per infermit� di mente.
Se nel corso del giudizio d'inabilitazione si rivela l'esistenza delle condizioni richieste per l'interdizione, il pubblico ministero fa istanza al tribunale di pronunziare l'interdizione, e il tribunale provvede nello stesso giudizio, premessa l'istruttoria necessaria (att. 40).
Non si pu� pronunziare l'interdizione o l'inabilitazione senza che si sia proceduto all'esame dell'interdicendo o dell'inabilitando (Cod. Proc. Civ. 713 e seguenti).
Il giudice pu� in questo esame farsi assistere da un consulente tecnico. Pu� anche d'ufficio disporre i mezzi istruttori utili ai fini del giudizio, interrogare i parenti prossimi dell'interdicendo o inabilitando e assumere le necessarie informazioni.
Dopo l'esame, qualora sia ritenuto opportuno, pu� essere nominato un tutore provvisorio all'interdicendo o un curatore provvisorio all'inabilitando (Cod. Proc. Civ. 714 e seguenti).
Art. 421 Decorrenza degli effetti dell'interdizione e dell'inabilitazione
L'interdizione e l'inabilitazione producono i loro effetti dal giorno della pubblicazione della sentenza, salvo il caso previsto dall'art. 416 (776).
Nella sentenza che rigetta l'istanza d'interdizione o d'inabilitazione, pu� disporsi che il tutore o il curatore provvisorio, rimanga in ufficio fino a che la sentenza non sia passata in giudicato (Cod. Proc. Civ. 324).
Art. 423 Pubblicit�
Il decreto di nomina del tutore o del curatore provvisorio e la sentenza d'interdizione o d'inabilitazione devono essere immediatamente annotati a cura del cancelliere nell'apposito registro e comunicati entro dieci giorni all'ufficiale dello stato civile per le annotazioni in margine all'atto di nascita (att. 42).
Art. 424 Tutela dell'interdetto e curatela dell'inabilitato
Nella scelta del tutore dell'interdetto e del curatore dell'inabilitato il giudice tutelare deve preferire il coniuge maggiore di et� che non sia separato legalmente (150 e seguenti), il padre, la madre, un figlio maggiore di et� o la persona eventualmente designata dal genitore superstite con testamento (587), atto pubblico o scrittura privata autenticata (2699, 2703).
Art. 425 Esercizio dell'impresa commerciale da parte dell'inabilitato
L'inabilitato pu� continuare l'esercizio dell'impresa commerciale soltanto se autorizzato dal tribunale su parere del giudice tutelare (2198; att. 100).
L'autorizzazione pu� essere subordinata alla nomina di un institore (2203 e seguenti)
Art. 426 Durata dell'ufficio
Nessuno � tenuto a continuare nella tutela dell'interdetto o nella curatela dell'inabilitato oltre i dieci anni, ad eccezione del coniuge, degli ascendenti o dei discendenti.
Art. 427 Atti compiuti dall'interdetto e dall'inabilitato
Gli atti compiuti dall'interdetto dopo la sentenza di interdizione possono essere annullati su istanza del tutore, dell'interdetto o dei suoi eredi o aventi causa (1425 e seguenti). Sono del pari annullabili gli atti compiuti dall'interdetto dopo la nomina del tutore provvisorio, qualora alla nomina segua la sentenza d'interdizione.
Possono essere annullati su istanza dell'inabilitato o dei suoi eredi o aventi causa gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione fatti dall'inabilitato, senza l'osservanza delle prescritte formalit�, dopo la sentenza di inabilitazione o dopo la nomina del curatore provvisorio, qualora alla nomina sia seguita l'inabilitazione (776).
Per gli atti compiuti dall'interdetto prima della sentenza d'interdizione o prima della nomina del tutore provvisorio si applicano le disposizioni dell'articolo seguente.
Art. 428 Atti compiuti da persona incapace d'intendere o di volere
Gli atti compiuti da persona che, sebbene non interdetta, si provi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace d'intendere o di volere al momento in cui gli atti sono stati compiuti, possono essere annullati su istanza della persona medesima o dei suoi eredi o aventi causa, se ne risulta un grave pregiudizio all'autore (1425 e seguenti).
L'annullamento dei contratti non pu� essere pronunziato se non quando, per il pregiudizio che sia derivato o possa derivare alla persona incapace d'intendere o di volere o per la qualit� del contratto o altrimenti, risulta la malafede dell'altro contraente (1425).
L'azione si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui l'atto o il contratto � stato compiuto (2953).
Art. 429 Revoca dell'interdizione e dell'inabilitazione
Quando cessa la causa dell'interdizione o dell'inabilitazione, queste possono essere revocate su istanza del coniuge, dei parenti entro il quarto grado o degli affini entro il secondo grado, del tutore dell'interdetto, del curatore dell'inabilitato o su istanza del pubblico ministero (Cod. Proc. Civ. 720).
Il giudice tutelare deve vigilare per riconoscere se la causa dell'interdizione o dell'inabilitazione continui. Se ritiene che sia venuta meno, deve informarne il pubblico ministero.
Art. 430 Pubblicit�
Alla sentenza di rievoca dell'interdizione o dell'inabilitazione si applica l'art. 423.
La sentenza che revoca l'interdizione o l'inabilitazione produce i suoi effetti appena passata in giudicato (Cod. Proc. Civ. 324).
Tuttavia gli atti compiuti dopo la pubblicazione della sentenza di revoca non possono essere impugnati se non quando la revoca � esclusa con sentenza passata in giudicato (Cod. Proc. Civ. 324).
Art. 432 Inabilitazione nel giudizio di revoca dell'interdizione
L'autorit� giudiziaria che pur riconoscendo fondata l'istanza di revoca dell'interdizione, non crede che l'infermo abbia riacquistato la piena capacit�, pu� revocare l'interdizione e dichiarare inabilitato l'infermo medesimo.
Si applica anche in questo caso il primo comma dell'articolo precedente.
Gli atti non eccedenti l'ordinaria amministrazione, compiuti dall'inabilitato dopo la pubblicazione della sentenza che revoca l'interdizione, possono essere impugnati solo quando la revoca � esclusa con sentenza passata in giudicato.