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Timestamp: 2019-11-18 19:45:18+00:00
Document Index: 40355155

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 81', 'art. 119', 'art. 14', 'art. 2']

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Pronunciamento della Corte costituzionale sul Federalismo fiscale municipale - sentenza n. 64 del 2012
La Regione Sicilia ha promosso distinte questioni di legittimità costituzionale in merito agli articoli 2 (commi da 1 a 4) e 14 (comma 2), del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 recante "Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale", nonchè "delle ulteriori disposizioni del medesimo decreto ad essi correlate che possono pregiudicare l'autonomia finanziaria della Regione".
La Regione Sicilia, con il presente giudizio, dubita di alcune norme contenute nel d.lgs. attuativo c.d. "municipale". In particolare, le disposizione censurate sono: i commi da 1 a 4, dell'art. 2, che dispongono sia devoluto ai Comuni siciliani, e non alla Regione, il gettito derivante da alcuni tributi specificatamente elencati dal decreto attuativo ed il comma 2, dell'art. 14, che prevede l'applicazione del decreto anche alle Regioni a statuto speciale;
Dunque, la normativa oggetto di impugnativa violerebbe:
a) gli artt. 36 e 37 dello statuto speciale e le correlative norme di attuazione, in quanto sottrae alla Regione alcune entrate tributarie che, invece, le competerebbero in base alla normativa vigente;
b) l'art. 81 Cost., perchè sottrae alla Regione Sicilia "un cospicuo gettito finanziario senza stabilire con quali risorse finanziarie esso possa essere sostituito";
c) l'art. 119, quarto comma, Cost., nonchè l'autonomia finanziaria dei Comuni, perchè determina "una contrazione delle entrate della Regione e dei Comuni".
La Corte, dopo aver esaminato i profili critici avanzati dalla Regione Sicilia, ha ritenuto di giudicare la questione "non fondata". La Corte, infatti, ha sostenuto che, in base alla clausola di "salvaguardia" degli statuti speciali, prevista dal comma 2, dell'art. 14, del d.lgs. n. 23 del 2011, il decreto in oggetto "si applica nei confronti delle regioni a statuto speciale" solo nel "rispetto dei rispettivi statuti". Dunque, si giunge all'inapplicabilità alla Regione ricorrente (Regione a statuto speciale) , dei censurati commi dell'art. 2, in quanto "non rispettosi" dello statuto d'autonomia.