Source: https://aivm.it/il-contratto-di-mutuo/
Timestamp: 2019-12-12 00:12:43+00:00
Document Index: 140844649

Matched Legal Cases: ['art. 1813', 'art. 1814', 'art. 1815', 'art. 1815', 'art. 1817', 'art. 1819']

Contratto Di Mutuo: Cos'È, Come È Disciplinato E Le Tipologie | aivm.it
da Redazione | Ago 2, 2019 | Glossario giuridico | 0 commenti
Che cos’è il contratto di mutuo, come è regolato e quali sono le diverse categorie?
Lo spieghiamo nel nostro glossario giuridico.
Che cos’è il contratto di mutuo
Le regole del contratto di mutuo
Il contratto di mutuo è un contratto regolato espressamente dal Codice Civile, nella parte dedicata ai singoli contratti.
La definizione è data dall’art. 1813 c.c.: il mutuo è il contratto con il quale una parte consegna ad un’altra una certa quantità di denaro o cose fungibili che è obbligata poi a restituire.
Le cose fungibili sono beni che possono essere sostituiti con altri della stessa specie (ad esempio il grano, l’olio, il denaro, i beni prodotti in serie).
La parte che consegna la somma di denaro prende il nome di mutuante, quella che lo riceve e dovrà poi restituirlo si chiama mutuatario.
Il mutuo è il principale contratto di prestito utilizzato perché permette alla persona che riceve la somma di denaro di utilizzarla per acquistare ciò di cui ha bisogno.
Quando la parte consegna la somma di denaro (o le cose fungibili) all’altra, queste diventano di proprietà di colui che le riceve, come previsto dall’art. 1814 c.c.
La parte che riceve la somma di denaro ha l’obbligo di restituirla insieme agli interessi, che rappresentano il costo del mutuo. In questi casi si parla di mutuo a titolo oneroso.
La misura degli interessi può essere stabilita dalle parti, per iscritto, all’interno del contratto, ma non possono mai essere stabiliti in misura usuraria (interesse troppo alto).
Se la misura è usuraria, la clausola contrattuale che li prevede è nulla e non sarà dovuto alcun interesse (art. 1815 c.c.).
L’art. 1815 c.c. prevede la possibilità per le parti di escludere il pagamento degli interessi. In questo caso il mutuo è a titolo gratuito.
Le parti devono stabilire un termine di tempo per la restituzione della somma (o delle cose fungibili) data a mutuo. Se non lo fanno, il termine è fissato dal giudice (art. 1817 c.c.).
Le parti possono stabilire che la restituzione della somma di denaro avvenga tramite rate.
In queste ipotesi, se colui che deve restituire la somma non paga anche solo una delle rate previste, la parte che deve ottenere la restituzione può chiedere l’immediata restituzione dell’intera cifra (art. 1819 c.c.).
È possibile distinguere diverse tipologie di mutuo in base alla durata, le finalità e i tassi d’interesse.
I mutui possono essere di media o lunga durata: esistono, infatti , mutui di 5, 10, 15 o 20 anni, ma anche mutui di 25 o 30 anni.
È possibile chiedere mutui per finalità diverse:
per l’acquisto di un immobile o di altri beni (come ad esempio auto o arredamenti);
per la costruzione o ristrutturazione;
per mancanza di liquidità (mancanza di denaro).
Il mutuo immobiliare è quello concesso per l’acquisto di un immobile e copre all’incirca l’80% del costo dell’immobile stesso, tuttavia alcune banche o istituti di credito coprono fino al 100% del valore, chiedendo, però, maggiori garanzie alla parte che riceverà la somma.
Il mutuo per mancanza di liquidità (denaro) è un’operazione molto rischiosa e per questo è concesso molto raramente e solo a soggetti di fiducia.
Un’ulteriore distinzione riguarda la tipologia di tasso di interesse applicato al mutuo.
Il tasso di interesse è espresso in valore percentuale e rappresenta il “prezzo” del denaro prestato.
Si parla di mutuo a tasso fisso quando la percentuale del tasso di interesse è sempre la stessa fino alla fine del contratto di mutuo.
Si parla, invece, di mutuo a tasso variabile quando la percentuale di interessi può variare nel corso della durata del contratto. Tale variazione può avvenire solo in base ad alcuni elementi specificati nel contratto stesso.
Infine, è anche possibile che il tasso applicato al contratto di mutuo sia misto.
In questi casi il tasso può cambiare da fisso a variabile o viceversa, purché nel contratto siano indicate in modo specifico le condizioni e le scadenze.
Si parla di mutuo di scopo quando una parte consegna all’altra una somma di denaro, a condizione che questo sia usato per un determinato e specifico utilizzo, ad esempio la costruzione di un’opera pubblica, oppure un edificio.
La parte che riceve la somma di denaro dovrà quindi impegnarsi ad usare la somma per realizzare lo scopo stabilito, poi dovrà restituire la somma e pagare gli interessi.
Se la parte non realizza lo scopo previsto nel contratto di mutuo sarà considerata inadempiente (non ha rispettato il contratto) e ciò potrà portare addirittura alla risoluzione del contratto.
Per altre nozioni continua a seguire il nostro glossario giuridico.
Casi di Malagiustizia, Rassegna stampa L'Odissea di Ciro Rossi Tra Giudici, Colletti...
Glossario giuridico Appropriazione Indebita: Cos'è e Come Ci Si D...