Source: https://studiobugamelli.it/circolari-tributarie/2016/circolare-numero-7
Timestamp: 2019-02-20 11:24:50+00:00
Document Index: 135578843

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 10', 'art. 2621', 'art. 9', 'art. 45']

Studio Bugamelli | Circolare Tributaria numero 7 del 2016
Favor rei:
Si segnala la Circolare A.E. n. 4/E/2016 sul tema dell&apos;applicazione del favor rei ai provvedimenti sanzionatori già emessi, nei riflessi con la recente riforma delle sanzioni amministrative tributarie.
Il perfezionamento del ravvedimento operoso preclude al contribuente la ripetizione di quanto versato, salvo il caso di errori formali, essenziali e riconoscibili (Cass. civ., sez. trib., 30/03/2016 n. 6108).
Tassa sul permesso di soggiorno:
Il TAR Lazio, nel dare corso alle sentenza della Corte di Giustizia (CGE sent. 26/04/2012 n. 508 e sent. 02/09/2015 causa C-309/14) le quali si sono richiate al principio europeo di proporzionalità, ha disapplicato la normativa italiana di cui agli artt. 5, co. 2-ter, e 14-bis, co. 2-ter, D.Lgs. 286/98, per contrasto con la normativa comunitaria laddove impongono ai cittadini di paesi terzi che chiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno di pagare un contributo di importo variabile tra 80 e 200 euro. Il TAR ha contestualmente annullato il D.M. 06/10/2011 nelle parti in cui disciplina il medesimo contributo (TAR Lazio, sent. n. 6095 dep. 24/05/2016).
Nuove gare per concessioni giochi d&apos;azzardo:
La Corte di Giustizia fornisce due indicazioni sul tema.
In primo luogo la normativa europea (artt. 49 e 56 TFUE) non osta a una disciplina nazionale in materia di giochi d&apos;azzardo che preveda l&apos;indizione di una nuova gara per il rilascio di concessioni aventi durata inferiore rispetto a quelle rilasciate in passato, in ragione di un riordino del sistema attraverso un allineamento temporale delle scadenze delle concessioni.
Diversamente, è illegittima una disposizione nazionale restrittiva, la quale imponga al concessionario di giochi d&apos;azzardo di cedere a titolo non oneroso, all&apos;atto della cessazione dell&apos;attività per scadenza del termine della concessione, l&apos;uso dei beni materiali e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco, qualora detta restrizione ecceda quanto è necessario al conseguimento agli obiettivi perseguiti dalla disposizione (CGE sent. 07/04/2016, causa C-65/15).
Decadenza azione accertatrice Stato estero:
Con il decorso del termine quinquennale lo Stato comunitario estero decade dal potere di riscuotere in Italia il proprio credito tributario nei confronti del contribuente italiano senza che possa rintracciarsi una deroga in forza della collaborazione amministrativa tra Stati prevista dalla Direttiva 76/3087CE; le cartelle emesse dall&apos;agente per la riscossione italiano per debiti fiscali esteri è quindi illegittima se la richiesta di collaborazione perviene una volta spirato il suddetto termine (C.T.R. Piemonte, sent. 101/34/16).
Iva su immobili acquistati da persone fisiche:
La detrazione Irpef del 50&percnt; dell&apos;Iva pagata nel 2016 per l&apos;acquisto di abitazioni di classe energetica A e B, da parte di persone fisiche fuori dall&apos;esercizio di attività di impresa o professionale (art. 1, co. 56, L. 208/15), va interpretata nel senso di ammettere tale agevolazione anche per gli acquisti di abitazioni non nuove da imprese che hanno effettuato interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, ancorché la norma parli solo di cessione “dalle imprese costruttrici” (Circolare A.E. n. 20/E/2016 punto 10).
Niente Irap con un dipendente:
Con riguardo al presupposto dell&apos;Irap, il requisito dell&apos;autonoma organizzazione ricorre quando, tra l&apos;altro, il contribuente si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell&apos;impiego di un collaboratore; non sussiste autonoma organizzazione nel caso di un unico dipendente o collaboratore, il quale esplichi mansioni di segreteria o meramente esecutive (Cass. civ., SS.UU., 10/05/2016 n. 9451).
Per salvaguardare la detrazione Iva, il contribuente deve dimostrare che, oltre ad avere constatato la regolarità formale dell&apos;operazione, ha adempiuto all&apos;onere di verificare secondo gli ordinari canoni di diligenza professionale, l&apos;attendibilità dell&apos;altro contraente sul piano commerciale e la correttezza dei suoi comportamenti fiscali (Cass. civ., sez. trib., 21 giugno 2016 n. 12764).
Imposta registro sulla divisione:
Data la natura dichiarativa del contratto di divisione (Cass. civ., sent. 25/10/2005 n. 20645), l&apos;imposta di registro va applicata con aliquota all&apos;1&percnt;.
Tuttavia, nel caso venga versato un conguaglio, l&apos;art. 34, co. 1, D.P.R. 131/86 stabilisce che “La divisione, con la quale ad un condividente sono assegnati beni per un valore complessivo eccedente quello a lui spettante sulla massa comune, è considerata vendita per la parte eccedente”; qualora poi il conguaglio superi il 5&percnt; della quota di diritto spettante al condividente, è soggetto all&apos;imposta proporzionale dovuta per gli atti traslativi indipendentemente dal suo concreto versamento (queste e altre indicazioni sulla Circolare A.E. n. 18/E/2013).
Sequestro su pegno irregolare:
La banca è legittimata ad impugnare il sequestro delle somme depositate sul conto corrente bancario intestato al soggetto indagato per violazione dell&apos;art. 10-ter, D.Lgs. 74/2000, allorquando tali somme sono state costituite in pegno irregolare a garanzia dell&apos;Istituto.
Infatti la caratteristica principale del pegno irregolare è che il creditore consegue la titolarità della cosa data a pegno e, secondo la previsione di cui all&apos;articolo 1851 c.c., espressamente disciplinante il pegno irregolare concesso a garanzia di un&apos;anticipazione bancaria, l&apos;istituto di credito dovrà restituire solamente la somma ovvero la parte di merci o di titoli dati in pegno, nella misura in cui ecceda l&apos;ammontare dei crediti garantiti, potendo direttamente soddisfarsi sul valore dei beni dati in pegno, avendone conseguito non il mero possesso ma la piena titolarità dominicale (Cass. pen., sez. III, 11/05/2016 n. 19500).
Falso in bilancio valutativo:
Anche dopo le modifiche apportate all&apos;art. 2621 c.c. dall&apos;art. 9, co. 1, L. 69/2015, sussiste il delitto di false comunicazioni sociali, con riguardo alla esposizione od omissione di fatti oggetto di "valutazione", se, in presenza di criteri di valutazione normativamente fissati o di criteri tecnici generalmente accettati, l&apos;agente si discosti da essi consapevolmente e senza darne adeguata informazione giustificativa, in modo concretamente idoneo ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni (cfr. Cass. pen., SS.UU., 31/03/2016 n. 22474).
La circostanza di non poter disporre di liquidità, come pure l&apos;appartenenza ad un gruppo societario e quindi la soggezione al potere di direzione e controllo della capogruppo, non integrano la causa di forza maggiore di cui all&apos;art. 45 c.p. e il legale rappresentante risponde per l&apos;omesso versamento delle ritenute previdenziali, dovendo cercare di fronteggiare la situazione di illiquidità anche con i propri averi (Cass. pen., sez. III, 10/03/2016 n. 17429).