Source: https://www.sinistrainrete.info/politica-italiana/11553-luigi-ficarra-potere-al-popolo-critica-i-limiti-del-patto-per-la-costituzione.html
Timestamp: 2018-04-22 10:53:30+00:00
Document Index: 11581893

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 81', 'art. 41', 'art. 81', 'art. 118', 'art. 11', 'art. 11']

Potere al popolo critica i limiti del Patto per la Costituzione e rilancia la lotta di classe dal basso
Ritengo positiva la risposta data dalla portavoce di Potere al Popolo, Viola Carofalo, ai firmatari del Patto per la Costituzione, Felice Besostri e altri costituzionalisti (*).
La Carofalo evidenzia innanzitutto che le condizioni minime poste nel ‘Patto’ sono “insufficienti ad assicurare davvero a tutti i lavoratori la difesa dei diritti costituzionali alle ferie, al riposo, a un salario decente, alla pace, alla salute, perché essi sono stati sistematicamente negati”.
E negati, dice la Carofalo, non solo con le leggi ordinarie, tipo il Jobs Act ed il decreto Poletti, ma anche con leggi di revisione costituzionale che la classe dominante borghese ha compiuto specie con la modifica degli artt. 81 e 97 cost., per non parlare di quella, anch’essa molto rilevante, dell’art. 118, ultimo comma , cost..
Per cui giustamente dice che in conseguenza delle suddette modifiche molti “principi costituzionali (elencati nel ‘Patto’) sono oggi lettera morta”. Si che quella vigente non è più la Costituzione liberaldemocratica del ’47, ma una costituzione liberale.
Scrive ad esempio la Carofalo che, introdotto l’obbligo del pareggio di bilancio con gli artt. 81 e 97 novellati, “non è (oggi) possibile attuare l’articolo 3 cost . Invero, non potendosi fare spese fuori bilancio, non possono “rimuoversi gli ostacoli di ordine economico e sociale ”di cui in esso si parla. Il secondo comma dell’art. 81 prescrive infatti che “il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali”. Non quindi per motivi sociali e di giustizia.
Anche il principio della programmazione economica a fini sociali, affermato dall’art. 41, terzo comma, cost., è reso anch’esso inoperante dalla nuova formulazione dell’art. 81 ed anche da quella dell’art. 118, ultimo comma, affermante il principio di sussidiarietà, che pone in primo piano l’iniziativa privata e come solo sussidiaria quella pubblica, introducendo in tal modo in Costituzione, come regola, che il mercato è arbitro e regolatore primario dell’attività economica.
Facendo cadere ogni velo ipocrita, la Carofalo scrive poi che “la pace e il ripudio della guerra (di cui all’art. 11 cost.) appaiono vuote parole, fermi restando i vincoli della Nato. L’adesione ad essa ci impedisce infatti la stessa messa al bando delle armi nucleari di cui il nostro territorio è pieno, e ci ha portato a partecipare alle guerre in Iraq, Afghanistan, Kosovo, Libia, etc. Infine l’intervento imperialista e colonialista odierno, coordinato con l’UE, in Niger e nel mare libico, per il controllo anche militare dell’emigrazione, dopo aver costretto con le nostre scelte i dannati della terra nei lager, rende meno di un’ombra il citato art. 11.
Nella sua risposta a Besostri la Carofalo scrive pure che “ci è naturale impegnarci a non modificare la forma parlamentare del nostro modello repubblicano”. Così dicendo non tiene a nostro parere conto che la forma parlamentare voluta dalla Costituzione del ’47 è stata già modificata dalla Costituzione materiale vigente. Invero nell’ultima legislatura - e lo stesso può dirsi almeno per le tre precedenti – col frequente ricorso alla decretazione d’urgenza ed al voto di fiducia nella procedura di formazione delle leggi e col ricorso molto intenso all’emanazione da parte del governo di decreti legislativi sulla base di leggi delega approvate dal parlamento su proposta del governo medesimo, oltre ¾ della funzione legislativa, compresa quella essenziale delle leggi di bilancio ed elettorali, è stata svolta dall’esecutivo e comunque per sua diretta e assorbente iniziativa, non dal Parlamento, ridotto ormai ad un ruolo del tutto marginale.
La Carofalo ritengo abbia voluto dire, esprimendo la posizione avanzata di Potere al Popolo, che dobbiamo essere contrari e opporci ad ogni modifica costituzionale che voglia introdurre (come volevano prima la ‘Commissione Bicamerale’ presieduta da D’Alema e poi le proposte di riforma di Berlusconi e di Renzi, bocciate nei referendum) una Repubblica Presidenziale. E’ infatti una negazione della stessa democrazia borghese, come scriveva Marx ne “Il 18 Brumaio di L. Bonaparte”, concentrare il potere in un solo individuo.
La Carofalo è consapevole, come lo fu Luciano Gallino, che la lotta di classe l’hanno fatta e vinta negli ultimi quaranta anni i padroni e che la questione non si affronta come fosse un mero problema tecnico giuridico di ingegneria costituzionale, ma ritornando a far rivivere al massimo la lotta di classe dal basso. Scrive infatti – ed è il punto chiave e conclusivo della sua risposta - che “continueremo a difendere la Costituzione non tanto firmando appelli ma sostenendo ogni giorno nelle lotte le lavoratrici e i lavoratori, gli studenti, i migranti e tutti i ceti popolari che si stanno battendo nelle piazze, nelle università e nei luoghi di lavoro per difendere e conquistare i diritti costituzionali negati”.
Luigi Ficarra (del Prc e aderente a Potere al Popolo) 31 gennaio 2018
In risposta all’appello di Felice Besostri (**)
La vittoria referendaria del 4 Dicembre e il rifiuto da parte del corpo elettorale, per la seconda volta, di una riforma verticistica, che avrebbe stravolto natura democratica e modello parlamentare della nostra Carta fondamentale , ridotto gli spazi di democrazia e compromesso il primato della sovranità popolare, impongono un impegno stringente a quanti vogliano rispettare le indicazioni del corpo elettorale e farsi garanti delle ulteriori richieste che da quella vittoria sono scaturite: l’attuazione e la messa in sicurezza della Costituzione.
Per questo i sottoscritti si impegnano a contrastare ogni ulteriore proposta di riforma che miri a modificare , palesemente o surrettiziamente, la forma democratica e parlamentare del nostro modello repubblicano , ovvero a costituzionalizzare principi neoliberisti o a limitare la sovranità popolare, i diritti fondamentali delle persone, i diritti politici e la partecipazione politica degli elettori. Altresì, si impegnano a garantire, nell’ambito del programma elettorale e dell’azione politica della propria Lista o della Lista che sosterranno, la piena e completa attuazione dei principi fondamentali della Costituzione e del dettato costituzionale, con particolare riferimento:
Felice BESOSTRI, Anna FALCONE, Vincenzo VITA, Lara TRUCCO, Gianni FERRARA, Emma IMPARATO, Paolo MADDALENA, Giovanni PALOMBARINI, Antonio ESPOSITO, Antonio CAPUTO, Aldo GIANNULI, Pietro ADAMI, Giovanni SCIROCCO, Aldo FERRARA.