Source: https://www.vasonlus.it/?p=80172
Timestamp: 2019-12-11 22:12:25+00:00
Document Index: 33120418

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 76', 'art. 8', 'art. 18']

CFS, le assurde motivazioni della sentenza – Verdi Ambiente e Societa' (VAS)
Era il 16 aprile quando la Corte costituzionale, riunitasi in camera di consiglio per discutere le questioni sollevate da tre Tribunali amministrativi regionali (Abruzzo, Veneto, Molise) sulla legittimità della riforma che nel 2016 ha soppresso il Corpo forestale dello Stato e ha previsto l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri, fece sapere che al termine della discussione le questioni sono state dichiarate non fondate.
Secondo la Corte, sia la legge delega sia il decreto delegato non presentano vizi di costituzionalità in quanto le relative scelte sono il frutto di un bilanciamento non irragionevole tra le esigenze di riorganizzazione dei servizi di tutela forestale e quelle di salvaguardia delle posizioni del personale forestale: un’anticipazione rispetto alle motivazioni uscite oggi, le quali, pur ritenendo ammissibili le questioni sollevate, hanno chiarito perché per la Corte tutto sia stato ben fatto dal Governo Renzi.
I ricorrenti (tutti appartenenti all’ex Corpo Forestale dello Stato) fondamentalmente avevano mosso al D.Lgs.177/2016 tre censure :
l’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri lederebbe la salvaguardia dell’ambiente in termini di funzionalità, per la dispersione delle competenze;
a tale assorbimento sarebbe collegata la lesione del diritto del personale del Corpo forestale consistente nel pregiudizio alla consolidata professionalità dello stesso;
la riforma avrebbe sacrificato alle esigenze della finanza pubblica il nucleo incomprimibile della tutela ambientale e delle connesse posizioni soggettive dei dipendenti del Corpo forestale.
Argomentazioni che però non hanno convinto i giudizi della Corte, i quali, quanto al preteso pregiudizio recato alla tutela ambientale, hanno precisato che i principi sottesi a tale funzione non consistono nella mera conservazione dell’apparato operativo, ma nella ricerca della migliore utilizzazione delle risorse in una prospettiva di continuità, senza, cioè, disperdere professionalità e assetti territoriali, bensì inquadrandoli in un contesto maggiormente funzionale.
Nè appare fondata la pretesa lesione dei diritti del personale forestale, in quanto la corrispondenza tra funzioni unitariamente attribuite e transito del corrispondente personale, ne avrebbe salvaguardato professionalità e specialità.
L’accorpamento, oltre a consentire economie di scala, non avrebbe indebolito la salvaguardia dei beni protetti rispetto alla situazione preesistente e tenderebbe anzi – nella prospettiva del legislatore – a incrementare l’efficienza e l’efficacia nell’esercizio delle funzioni conseguentemente trasferite.
Il Tar Molise aveva ipotizzato, inoltre, che la disposizione di delega avrebbe investito la materia agricoltura e foreste, di competenza legislativa regionale residuale, interferendo con le relative funzioni che la Regione esercita anche attraverso il Corpo forestale.
La citata interferenza non sarebbe risolvibile mediante il criterio della prevalenza del legislatore statale, per cui, secondo il principio di leale collaborazione, si sarebbe dovuta prevedere l’intesa con le Regioni, al fine di non compromettere le funzioni amministrative regionali e di non costringere tali autonomie territoriali ad attivare onerose alternative in modo autonomo.
L’ufficio legislativo dei Gruppi Ricerca Ecologica Lazio confidava in questa “aggiunta” rispetto alla presunzione di incostituzionalità posta da altri organismi amministrativi regionali, ma la Corte Costituzionale ha sbrigativamente liquidato la faccenda sostenendo che tale impostazione non può essere condivisa poiché la riforma incide su ambiti materiali di esclusiva competenza statale.
In definitiva, per la Corte Costituzionale la struttura complessiva del riordino presenterebbe coerenza interna ed avrebbe realizzato un bilanciamento non implausibile tra l’esigenza di rendere più efficiente la tutela ambientale, quella di salvaguardare le posizioni lavorative del personale proveniente dal disciolto Corpo forestale e quella di migliorare l’utilizzazione delle risorse economiche disponibili.
Bilanciamento che, riconoscono gli stessi Giudici, dovrà trovare coerente attuazione, garantendo l’ottimale prestazione dei servizi inerenti alla tutela ambientale e l’impiego, nel nuovo ambito operativo, del personale proveniente dal precedente assetto amministrativo.
I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, pur rispettando la decisione della Corte Costituzionale e confidando nel ruolo a cui è stata chiamata la gloriosa Arma dei Carabinieri, esprimono forti perplessità sulle motivazioni della sentenza 170/2019 e delusione.
Nel mentre non ci resta che confidare nella via parlamentare quale soluzione per la questione forestale, vi pubblichiamo il testo integrale della sentenza.
Il comma 5 del medesimo art. 8 prevede che i decreti legislativi di cui al precedente comma 1 sono adottati previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato – città ed autonomie locali).
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 9, 32, 76, 77, primo comma, e 81 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale (TAR) per l’Abruzzo, sezione staccata di Pescara, e dal TAR Molise con le ordinanze indicate in epigrafe;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1, lettera a), della legge n. 124 del 2015, sollevata, in riferimento all’art. 76 Cost., dal TAR Veneto con l’ordinanza indicata in epigrafe;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8 della legge n. 124 del 2015, sollevate, in riferimento agli artt. 5, 97, 117, quarto comma, 118 e 120 Cost., dal TAR Molise con l’ordinanza indicata in epigrafe;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli da 7 a 19 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 (Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 76 e 77, primo comma, Cost., dal TAR Abruzzo, sezione staccata di Pescara, e dal TAR Molise con le ordinanze indicate in epigrafe;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli da 7 a 14 e dell’art. 18 del d.lgs. n. 177 del 2016, sollevate, in riferimento agli artt. 2, 4, 76 e 77, primo comma, Cost., dal TAR Veneto con l’ordinanza indicata in epigrafe.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 10 luglio 2019 sul sito del Gruppo di Ricerche Ecologiche nel Lazio)