Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/06/14/omesso-versamento-delle-ritenute-previdenziali-la-cassazione-conferma-lapplicabilita-della-causa-di-non-punibilita-per-particolare-tenuita-del-fatto-quando-gli-importi-non-versati-superino-d/
Timestamp: 2019-12-11 20:34:19+00:00
Document Index: 40625491

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Omesso versamento delle ritenute previdenziali: la Cassazione conferma l’applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto quando gli importi non versati superino di poco la soglia di punibilità fissata per legge. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog la sentenza n. 25533/2019 – depositata il 10.06.2019, con la quale è stata accolta la tesi difensiva dell’erronea esclusione della causa di non punibilità di cui all’art 131-bis c.p.p. per il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali ascritto all’imputato.
L’imputazione e lo svolgimento del giudizio di merito.
La Corte di appello di Torino riformava limitatamente al trattamento sanzionatorio la sentenza di condanna emessa dal tribunale in danno dell’imputato tratto a giudizio per l’omesso versamento all’INPS delle ritenute assistenziali e previdenziali p. e p. dall’art 2, comma 1-bis d.l. 463/83, modificato dall’art. 3 comma 6 del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8.
Avverso la sentenza emessa dalla Corte distrettuale torinese interponeva ricorso per cassazione l’imputato censurando il provvedimento de quo con un unico motivo di doglianza, con il quale deduceva vizio di legge e di motivazione per l’inosservanza e/o l’erronea applicazione dell’art 131-bis cod. pen.
Il Supremo Collegio ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata limitatamente all’applicabilità dell’art 131-bis c.p. con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Torino per nuovo esame.
Di seguito si riportano i più significati passaggi della motivazione della sentenza n. 25537/2019.
Sulle condotte omissive e l’erronea esclusione della causa di non punibilità di cui all’art 131-bis c.p:
“Tanto premesso, la Corte di appello di Torino ha negato al ricorrente questa causa di non punibilità sul presupposto della “reiterazione della condotta criminosa che induce a sottovalutare la contenuta entità del superamento della soglia di legge”, ritenendo operante la preclusione di cui all’art. 131- bis comma 3 cod. pen. attinente ai reati aventi ad oggetto “condotte plurime e reiterate”.
“(…) Questa Corte, chiamata a pronunciarsi all’indomani della modifica legislativa di cui all’art. 3 comma 6 del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, che ha introdotto la soglia di punibilità per il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, ha affermato che il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali si configura oggi come una fattispecie connotata da una progressione criminosa nel cui ambito, superato il limite di legge, le ulteriori omissioni consumate nel corso del medesimo anno si atteggiano a momenti esecutivi di un reato unitario a consumazione prolungata, la cui definitiva cessazione coincide con la scadenza del termine previsto per il versamento dell’ultima mensilità, ovvero, con la data del 16 gennaio dell’anno successivo (Sez. 3, n. 649 del 20/10/2016, Messina, Rv. 268813; Sez. 3, n. 37232 dell’11/5/2016, Lanzoni, Rv. 268308). Dunque, è superata la configurazione del reato quale reato omissivo che si consuma alle singole scadenze di versamento (il giorno 16 del mese successivo), essendo ora reato unico che si consuma al superamento della soglia di C 10.000,00 (soglia introdotta dall’art. 3, comma 6, d. Igs. 15 gennaio 2016, n. 8). Parimenti non è configurabile la reiterazione del reato per ogni singolo omesso versamento nell’anno di riferimento che, sotto il vigore della legge ante modifica, integrava l’unicità del disegno criminoso ai fini dell’art. 81 comma 2 cod. pen.
Dall’altro lato, l’art. 131-bis cod.pen. nel collegare l’abitualità del comportamento alla pluralità o reiterazione di condotte, si riferisce, all’evidenza, soltanto a quelle che già di per sé costituiscono reato, anche isolatamente valutate, sì da evidenziare – volta per volta – una nuova e ripetuta lesione del bene giuridico tutelato dalla norma penale, sicchè il mero riferimento alla reiterazione dell’omissione del versamento dei contributi assistenziali e previdenziali non appare corretto per escludere l’applicabilità della causa di non punibilità. A ciò deve aggiungersi che la causa di non punibilità della “particolare tenuità del fatto” è applicabile, in presenza delle condizioni ivi previste a tutte le tipologie di reato, non essendo previste esclusioni specifiche, ed è certamente applicabile anche ai reati per i quali il legislatore ha previsto una soglia di punibilità, dunque, anche ai reati di omissione di versamenti contributivi, per i quali il legislatore ha fissato la soglia di punibilità di € 10.000,00. In tale ambito, tuttavia, la causa di non punibilità potrà essere applicata solo se gli importi omessi superano di poco l’ammontare di tale soglia, in considerazione del fatto che il grado di offensività che integra il reato è già stato valutato dal legislatore nella determinazione della soglia di rilevanza penale (Sez. 3, n. 3292 del 3/10/2017, Spera, non massimata; in termini analoghi, seppure con riferimento agli omessi versamenti tributari, Sez. 3, n. 13218 del 20/11/2015, Reggiani Viani, Rv. 266570).”
“In conclusione, sulla scorta dei principi qui enunciati, deve essere censurata la motivazione della Corte d’appello di Torino, che ha ancorato il diniego della causa di non punibilità alla mera pluralità delle mensilità interessate, esplicitamente affermando l’irrilevanza della contenuta entità del superamento della soglia. Motivazione che non si pone in linea con i principi qui affermati. La sentenza va, pertanto, annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d’appello di Torino. Il giudice del rinvio, in applicazione dei principi sopra richiamati dovrà accertare il momento in cui si è verificato il superamento della soglia di punibilità e, soprattutto, l’entità dello stesso.”
Quadro normativo di rilevanza in materia di omesso versamento delle ritenute assistenziali e previdenziali:
Art. 2 Decreto-legge 12/09/1983, omesso versamento ritenute previdenziali e assistenziali:
1-ter. La denuncia di reato é presentata o trasmessa senza ritardo dopo il versamento di cui al comma 1- bis ovvero decorso inutilmente il termine ivi previsto. Alla denuncia é allegata l’attestazione delle somme eventualmente versate.
Art. 131 bis – Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto:
[I]. Nei reati per i quali é prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità é esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’articolo 133, primo comma, l’offesa é di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.
[II]. L’offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, ai sensi del primo comma, quando l’autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all’età della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona.
[III]. Il comportamento é abituale nel caso in cui l’autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.
[IV]. Ai fini della determinazione della pena detentiva prevista nel primo comma non si tiene conto delle circostanze, ad eccezione di quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale. In quest’ultimo caso ai fini dell’applicazione del primo comma non si tiene conto del giudizio di bilanciamento delle circostanze di cui all’articolo 69.
[V]. La disposizione del primo comma si applica anche quando la legge prevede la particolare tenuità del danno o del pericolo come circostanza attenuante.
Rassegna giurisprudenziale di rilevanza in materia di omesso versamento dei contributi assistenziali e previdenziali di cui all’art. 3 comma 6 del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8:
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