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Timestamp: 2020-08-08 10:04:01+00:00
Document Index: 131807870

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Sentenza Cassazione Civile n. 7702 del 24/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7702 del 24/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/03/2017, (ud. 23/02/2017, dep.24/03/2017), n. 7702
sul ricorso iscritto al n. 6687/2016 R.G. proposto da:
S.D., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA EMILIO DE’
CAVALIERI 11, presso lo studio dell’avvocato ANTON GIULIO LANA, che
la rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIOVANNI
MACCARRONE;
UNIPOLSAI ASSICURAZIONI S.P.A. – C.F. (OMISSIS), in persona del
VALADIER 52, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO MANCINI, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANDREA CESARE;
B.L., P.M.;
avverso la sentenza n. 404/2015 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,
S.D. ricorre, affidandosi a cinque motivi, per la cassazione della sentenza del 17.2.15 con cui la corte di appello di Venezia ha rigettato il suo gravame avverso la reiezione della sua domanda di condanna di B.L., P.M. e della SASA Assicurazioni (poi Milano ass.ni) al risarcimento dei danni da lei patiti per un sinistro stradale, proposta al Tribunale di Venezia – s.d. di Portogruaro;
degli intimati, nonostante la notifica del ricorso alla Allianz spa, resiste con controricorso l’assicuratrice UnipoISAI assicurazioni spa, che documenta di essere la succeditrice dell’originaria appellata;
il primo motivo è infondato, perchè correttamente i giudici del merito ammettono le valutazioni da parte del consulente tecnico di ufficio su atti o documenti acquisiti di ufficio o senza il previo contraddittorio delle parti o finanche non riscontrabili o generici, essendo stati i relativi elementi comunque apprezzati e rielaborati dai giudicanti in un più ampio e complessivo contesto ai fini della ricostruzione della dinamica;
i motivi dal secondo al quarto compresi, che possono essere congiuntamente esaminati, sono inammissibili, perchè mirano con tutta evidenza a censurare la ricostruzione del fatto operata dal giudice del merito, oltretutto con un errato richiamo al testo n. 5 dell’art. 360 c.p.c., non più applicabile in ragione del tempo di pubblicazione della sentenza qui gravata;
ma la riconsiderazione del fatto, come ricostruita dai giudici del merito nei pregressi gradi di giudizio, è sempre preclusa in questa sede, a maggior ragione dopo la novella del n. 5 dell’art. 360 c.p.c., che ha ridotto al minimo costituzionale il controllo in sede di legittimità sulla motivazione (Cass. Sez. U. nn. 8053, 8054 e 19881 del 2014), rimanendo comunque gli apprezzamenti di fatto – se scevri, come lo sono nella specie, da quei soli ed evidenti vizi logici o giuridici ammessi dalle or ora richiamate pronunzie delle Sezioni Unite – istituzionalmente riservati al giudice del merito (tanto corrispondendo a consolidato insegnamento, su cui, per tutte, Cass. Sez. U., n. 20412 del 2015, ove ulteriori riferimenti): difetta, in sostanza, la deducibilità della violazione degli artt. 115 c.p.c. e segg. (Cass. 10/06/2016, n. 11892, nel senso che, in tema di ricorso per cassazione, la violazione dell’art. 116 c.p.c. è idonea ad integrare il vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 4, solo quando il giudice di merito disattenda tale principio in assenza di una deroga normativamente prevista, ovvero, all’opposto, valuti secondo prudente apprezzamento una prova o risultanza probatoria soggetta ad un diverso regime; in senso analogo, Cass. Sez. U. 05/08/2016, n. 16598), mentre per le altre norme evocate manca un’esplicita attività assertiva della violazione del loro specifico precetto;
infine, il quinto motivo è infondato, non sussistendo neppure un’omissione di motivazione in ordine alla mancata compensazione delle spese processuali, restando nella piena discrezionalità del giudicante di non disporla e non potendo essere sul punto censurata dal soccombente (Cass. Sez. U. 15/07/2005, n. 14989);
pertanto, il ricorso va rigettato e la ricorrente, soccombente, condannata alle spese del giudizio di legittimità, con dichiarazione della sussistenza dei presupposti per la applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione e per il caso di reiezione integrale di questa.
rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente UnipoISAI Assicurazioni spa, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 5.600,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.