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Timestamp: 2019-02-16 04:15:56+00:00
Document Index: 81787787

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 7']

Contabilità, Altre Funzioni e Utilità
Chiusure / Aperture di Contabili
Da Contabilità à Chiusure
La funzione di chiusura deve essere eseguita solo dopo avere registrato tutte le scritture di rettifica e dopo avere fatto la stampa del bilancio.
Con questa operazione si chiudono i conti patrimoniali per un utile o una perdita d’esercizio, mentre i conti patrimoniali saranno girati sul conto profitti e perdite. La riapertura al periodo successivo riaprirà i conti patrimoniali mentre i conti economici saranno inizializzati a zero.
In termini tecnici la chiusura non fa altro che registrare nuove scritture in data fine periodo (31/12) e inizio periodo (1/1) che spostano i valori di saldo dei conti, su conti tecnici di chiusura.
Ne consegue che la riapertura di un esercizio, da eseguirsi in caso di errore, non è affatto problematica e può essere eseguita senza un intervento tecnico. Tuttavia questo non esenta l’utente dal fare copie di salvataggio prima della chiusura.
La chiusura di contabilità implica che non possono essere modificati movimenti di scrittura contabile in data precedente alla data di chiusura salvo rare eccezioni :
Il movimento può essere salvato ugualmente impostando ‘Salta Controlli di validazione’
Possono essere registrati nuovi movimenti inserendo fatture attive o passive e pagamenti. Per disabilitare questa opzione è possibile impostare in ‘Configurazione’ un numero di giorni massimo per l’emissione o la modifica di documenti.
Con l’articolo 37, commi 8 e 9, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 è stato reintrodotto l’obbligo di presentare l’elenco clienti e fornitore. L’elenco da presentare deve essere in formato elettronico pertanto il fisco ha reso disponibile il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline). Gea.Net genera un flusso che successivamente deve essere importato e spedito con i sistemi indicati.
Il sistema di importazione dell’Agenzia delle Entrate è piuttosto rigido e determina lo scarto dell’intero flusso in diverse situazioni. Di seguito alcune delle condizioni che potrebbero essere causa di scarto.
Se non indicato il codice fiscale dell’intermediario o il mittente non è registrato all’Agenzia delle Entrate come soggetto che può inviare flussi ECF
Se la ragione sociale dell’azienda, i codici fiscali o altri campi sono scritti con lettere minuscole
L’elenco clienti e fornitori è stato abbandonato un paio di anni dopo e sostituito dalla trasmissione dell’elenco di operazioni maggiori di 3000 Euro.
Elenco Operazioni superiori di 3000 Euro (Ver. 4.1 e successive)
Il D.l. n. 78/2010 ha previsto l’obbligo di invio delle comunicazioni telematiche per le prestazioni rilevanti ai fini Iva di importo superiore a 3.000 Euro. La relazione tecnica al decreto ha precisato che l’obbligo riguarda tutte le cessioni e le prestazioni di servizio di importo unitario non inferiore a 3.000 Euro, ciò significa che le operazioni dovranno essere considerate unitariamente, a nulla rilevando eventuali frazionamenti in più parti aventi lo scopo di eludere tale adempimento.
L’Agenzia delle Entrate, con Provvedimento del 22 dicembre 2010, ha fornito le indicazioni per l’attuazione degli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 21 del D.L. 78/2010, convertito con modificazioni dalla legge 122/2010, da parte di tutti i soggetti passivi ai fini IVA che effettuano operazioni rilevanti di importo non inferiore a 3mila euro.
Solo per il periodo d’imposta 2010 l’importo previsto è elevato a 25.000 euro ed è limitata ai casi in cui è obbligatoria la fatturazione.
I soggetti obbligati effettuano la comunicazione entro il 30 aprile dell’anno
Di seguito un estratto del provvedimento della Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2010, Prot. n. 2010/184182
2.1 Oggetto della comunicazione sono le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute dai soggetti passivi di cui al punto 1, per le quali i corrispettivi dovuti, secondo le condizioni contrattuali, sono di importo pari o superiore a euro tremila al netto dell’imposta sul valore aggiunto. Per le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura il predetto limite è elevato a euro tremilaseicento al lordo dell’imposta sul valore aggiunto applicata. Qualora siano stipulati più contratti tra loro collegati, ai fini del calcolo del limite, si considera l’ammontare complessivo dei corrispettivi previsti per tutti i predetti contratti.
2.2 Per i contratti di appalto, di fornitura, di somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, l’operazione è da comunicare qualora i corrispettivi dovuti in un anno solare siano complessivamente di importo pari o superiore a euro tremila.
2.3 Per il periodo d’imposta 2010 l’importo previsto dai precedenti punti 2.1 e 2.2 è elevato ad euro venticinquemila e la comunicazione è limitata alle sole operazioni soggette all’obbligo di fatturazione.
2.4 Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le seguenti operazioni:
- le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list di cui al decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 107 del 10 maggio
1999 e al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 273 del 23 novembre 2001;
2.5 Sono altresì escluse, in fase di prima applicazione, le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura, effettuate fino al 30 aprile 2011.
Con il presente provvedimento si attua l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di importo non inferiore a euro tremila , introdotto dall’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, dettandone le modalità tecniche, le
procedure ed i termini. L’onere si estende a tutti i soggetti passivi relativamente alle cessioni di beni e le prestazioni
di servizi rese e ricevute, per le quali, nel corso del periodo d’imposta, i corrispettivi dovuti dal cessionario o committente, o al cedente o prestatore, secondo le condizioni contrattuali, hanno superato la soglia dei tremila euro, al netto dell’imposta applicata. La soglia viene elevata a Euro 3.600, comprensiva dell’imposta sul valore aggiunto, per le operazioni non soggette all’obbligo di fatturazione.
Al fine di limitare la platea dei soggetti obbligati alla comunicazione in argomento ed in considerazione del divieto fissato dall’articolo 6 dello Statuto del contribuente, sono escluse dall’obbligo comunicativo le operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria. In particolare, non vanno comunicate le importazioni e le operazioni relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate o ricevute, registrate o soggette a registrazione,
riguardanti operatori economici aventi sede, domicilio o residenza nei cosiddetti Paesi black list.
Analogamente, non devono essere comunicate le operazioni che hanno costituito già oggetto di comunicazione all'Anagrafe tributaria, ai sensi dell’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, nonché le operazioni non soggette all’obbligo di fatturazione effettuate fino al 30 aprile 2011.
Allo scopo di semplificare gli adempimenti richiesti, le informazioni da comunicare, oltre al codice fiscale – o, in alternativa, per i soggetti non residenti nel territorio dello Stato, privi di codice fiscale, i dati di cui all’articolo 4, primo comma, lettera a) e b), del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 –, sono quelle indispensabili per l’individuazione dei soggetti e delle operazioni.
La comunicazione telematica deve essere effettuata, aggregata per anno, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le operazioni.Al fine di garantire la graduale introduzione dell’obbligo comunicativo in parola ed
assicurare, al tempo stesso, sin dalla prima attuazione della disposizione, la disponibilità dei dati necessari a contrastare i fenomeni evasivi e di frode di maggiore rilevanza anche dal punto di vista economico, per il periodo d’imposta 2010 è previsto sia l’innalzamento della soglia a 25.000 euro che l’ampliamento del termine entro cui deve essere effettuata la
comunicazione - limitata, peraltro, alle sole operazioni soggette all’obbligo di fatturazione - fino al 31 ottobre 2011.
La trasmissione deve avvenire tramite il servizio telematico Entratel ovvero Internet (Fisconline); il contribuente ha facoltà di avvalersi degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. I dati si considerano trasmessi soltanto al momento in cui è completata la procedura di ricezione; a tal fine l'Agenzia delle entrate attesta l'avvenuta trasmissione dei dati mediante apposite ricevute, rese disponibili entro cinque giorni lavorativi successivi a quello di invio, salvo cause di forza maggiore.
Le specifiche tecniche allegate al provvedimento individuano altresì i motivi che possono dar luogo allo scarto del file contenente i dati. Nel caso in cui si verifichi una delle circostanze che danno luogo allo scarto le stesse saranno comunicate, sempre per via telematica, al soggetto che ha effettuato la trasmissione del file, il quale è tenuto a
riproporne la corretta trasmissione entro cinque giorni lavorativi successivi dalla comunicazione di scarto.
Qualora il soggetto trasmittente intenda sostituire una comunicazione in precedenza inviata, la sostituzione è consentita purché essa si riferisca al medesimo anno ed avvenga, previo annullamento della comunicazione precedentemente inviata, non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine previsto per la trasmissione dei dati.
Statuto dell'Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio
2001, (art. 5, comma 1; art. 6, comma 1);
Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2001 (art. 2, comma 1).
Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010 n. 122 (art. 21).
Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (Artt. 1, 2, 3, 6, 8, 10, 23,
24 e 25)
Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 [Art. 4, primo comma,
lettere a) e b) e art. 7].
La pubblicazione del presente provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate
tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Ne consegue che tra le operazioni di chiusura contabili dell’anno fiscale deve essere annoverato anche la comunicazione di tutte le operazioni che superano i 3000 Euro. Tra queste devono essere riportate anche fatture di importo inferiore ma con riferimento ad un contratto il cui importo complessivo supera i 3000 Euro.
La comunicazione deve avvenire tramite il servizio telematico Entratel ovvero Internet (Fisconline). Gea.Net si limita a generare il flusso che successivamente sarà importato in Entratel.
Essendo un file formattato la cui lettura risulta complicata ad operatore, Gea.Net genera anche un file in formato Microsoft Excel (leggibile anche da altri fogli di calcolo) con l’elenco delle operazioni riportate.
Il flusso potrebbe essere scartato dal sistema Entratel se i dati non sono correttamente compilati, pertanto si deve verificare l’anagrafica di tutti i soggetti sia inserita correttamente e riporti i dati fiscali.
Occorre anche prestare attenzione ad una serie di semplici regole :
Se ci si avvale di un intermediario per l’invio della comunicazione, verificare che il codice fiscale sia inserito correttamente in maiuscolo e senza spazi iniziali o intermedi
I dati fiscali devono essere presenti sulla scheda anagrafica del cliente e devono essere riportati i maiuscolo
Il comune del contribuente deve essere inserito sulla scheda delle impostazioni esattamente come è riconosciuto dalla Agenzia delle Entrate. Esempio se viene digitato “MI-LANO” questo comporterebbe lo scarto dell’intero flusso.
Da Contabilità à Crea Tracciato Elenco Operazioni > 3000 E.
Le operazioni che devono essere riportate sono tutte le operazioni che superano il valore di 3000 Euro pertanto saranno incluse in automatico tutte le fatture emesse e ricevute per un valore superiore. Tuttavia occorre indicare anche le fatture relative ad un contratto il cui valore totale supera questa cifra e qui occorre intervenire in modo che il sistema possa riconoscere cosa occorre riportare.
La soluzione è quella di segnare esplicitamente il movimento contabile come operazione da riportare. In questo caso l’operatore è libero di indicare qualunque documento quand’anche questi non fossero agganciati da alcun legame.
Da Contabilità à Movimenti di Prima Nota
Allo stesso modo è possibile escludere alcune fatture anche se superiori come importo, se si invece delle singole fatture si vuole inserire in elenco una sola riga relativa alla stipula del contratto.
Il contratto (che Gea.Net identifica come progetto) deve essere indicato come documento di origine da riportare in elenco.
Da Archivi di Base à Gestione Tabelle à Progetti
e tutte le fatture attive e/o passive dovranno avere indicato il progetto di appartenenza.