Source: https://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-165-del-03122013.html
Timestamp: 2017-09-24 15:51:52+00:00
Document Index: 90101677

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 5']

Circolare INPS n. 165 del 03.12.2013 - Regolamentazione comunitaria: Trattato di adesione...
3. Disposizioni in materia di legislazione applicabile: 3.1 Distacco dei lavoratori dipendenti. 3.2 Distacco dei lavoratori autonomi. 3.3 Regime transitorio in materia di distacchi. 3.4 Personale viaggiante delle imprese di trasporto aereo, su strada e per ferrovia. 3.5 Esercizio di un'attività in due o più Stati
4. Disposizioni comunitarie di sicurezza sociale non ancora applicabili alla data di entrata in vigore del Trattato di adesione della Croazia all'UE. 4.1 Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE). 4.2 Accordo tra la Comunità europea, i suoi Stati membri e la Confederazione svizzera
L'Italia ha ratificato con legge n. 17 del 29 febbraio 2012 (Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2012, Supplemento Ordinario n. 42) il Trattato di adesione della Croazia all'Unione Europea.
Il Trattato, stipulato il 9 dicembre 2011 a Bruxelles e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 24 aprile 2012, n. L112, è in vigore dal 1° luglio 2013.
Pertanto, da tale data, la Repubblica di Croazia è diventata Stato membro dell'Unione europea.
I trattati e gli atti adottati dalle istituzioni dell'Unione europea prima del 1° luglio 2013 sono vincolanti per la Croazia e si applicano alle condizioni previste dall'Atto di adesione, che costituisce parte integrante del Trattato.
Inoltre, il regolamento (UE) n. 517/2013 del 13 maggio 2013, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n. L 158 del 10 giugno 2013 e in vigore dal 1° luglio 2013, ha adeguato taluni regolamenti, tra cui il regolamento (CE) n. 883/2004, in relazione al Trattato di adesione.
Pertanto, il regolamento (CE) n. 883/2004 e il relativo regolamento di applicazione (CE) n. 987/2009 e successive modifiche si applicano, a decorrere dalla data del 1° luglio 2013, anche alla Croazia e sostituiscono la Convenzione di sicurezza sociale tra Italia e Croazia del 27 giugno 1997 ed il relativo Accordo amministrativo del 12 settembre 2002, in vigore dal 1° novembre 2003.
In base al Trattato sopracitato, dal 1° luglio 2013, anche il regolamento (UE) n. 1231/2010 vincola la Croazia.
Inoltre, a decorrere da tale data, le decisioni e le raccomandazioni adottate dalla Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, nonché le disposizioni trasmesse dall'Istituto, in relazione all'applicazione dei regolamenti comunitari tra gli Stati membri, sono applicabili alla Croazia.
Dal 1 luglio 2013, nei rapporti con la Croazia l'ambito di applicazione soggettivo è determinato in base all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 883/2004 (circolare n. 82 del 1° luglio 2010).
Inoltre, come indicato in premessa, anche il regolamento (UE) n. 1231/2010, che estende il campo di applicazione personale dei regolamenti (CE) nn. 883/2004 e 987/2009 ai cittadini di Paesi terzi legalmente residenti in uno Stato membro, vincola la Croazia dal 1° luglio 2013.
Infine, si evidenzia che, a differenza dell'accordo bilaterale previgente - limitato alle legislazioni di sicurezza sociale per i lavoratori del settore privato, cittadini italiani o croati - i regolamenti dell'Unione europea si applicano anche ai dipendenti pubblici.
Per la disciplina di settore relativa ai dipendenti pubblici si fa rinvio a quanto disposto con la nota operativa n. 43 del 25 agosto 2010 dell'ex -– Inpdap, relativa al coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale.
3. Determinazione della legislazione applicabile.
Ai sensi dell'articolo 6 lettera a) della Convenzione italo croata il lavoratore, dipendente da un'impresa con sede in uno degli Stati contraenti che fosse inviato nel territorio dell'altro Stato contraente per un periodo di tempo limitato, poteva rimanere soggetto alla legislazione del primo Stato, per un periodo massimo di 48 mesi con possibilità di una eventuale proroga di ulteriori 48 mesi.
A decorrere dal 1 luglio 2013 in materia di distacco si applicano le disposizioni previste dalla regolamentazione comunitaria.
In base all'articolo 12 del regolamento CE n. 883/2004, la persona che svolge un'attività subordinata in uno Stato membro alle dipendenze di un datore di lavoro che esercita abitualmente le sue attività in detto Stato, può essere inviata in un altro Stato membro e rimanere soggetta alla legislazione dello Stato di invio per un periodo non superiore a 24 mesi.
In base all'articolo 6 lettera b) della Convenzione italo croata, le persone che esercitavano abitualmente un'attività autonoma nel territorio di uno dei due Stati contraenti, che si recassero ad esercitare tale attività nel territorio dell'altro Stato per un limitato periodo di tempo, potevano rimanere assoggettate alla legislazione del primo Stato, per un periodo massimo di 12 mesi con possibilità di una eventuale proroga di ulteriori 12 mesi.
Come per i lavoratori dipendenti anche per i lavoratori autonomi, a decorrere dal 1 luglio 2013, trovano applicazione le norme comunitarie.
Ai sensi dell'articolo 12 del regolamento CE n.883/2004, la persona che svolge un'attività autonoma o ad essa assimilata, che si reca a lavorare in un altro Stato membro, può rimanere soggetta alla legislazione dello Stato membro in cui abitualmente svolge tale attività per un periodo massimo di ventiquattro mesi.
In applicazione, per analogia, del principio riportato nella Decisione A3 della Commissione Amministrativa, del 17 dicembre 2009, (circolare n. 99 del 2010), tutti i periodi di distacco, autorizzati ai sensi della Convenzione italo croata, devono essere considerati per il calcolo del periodo di distacco ininterrotto, conformemente all'applicazione dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 883/2004, cosicché la durata complessiva del distacco ininterrotto, maturato in base alla Convenzione bilaterale e alla regolamentazione comunitaria, non possa superare il limite di ventiquattro mesi.
Distacchi autorizzati ai sensi della Convenzione Italo -– Croata e in corso di esecuzione al 1° luglio 2013 . Accordo tra le Autorità competenti
I distacchi e le eventuali proroghe richiesti anteriormente al 1 luglio 2013 e in corso di esecuzione alla predetta data, si portano a termine in applicazione dell'accordo bilaterale preesistente .
le nuove proroghe richieste dopo il 1 luglio 2013 potranno essere concesse solo in applicazione e alle condizioni previste dall'art. 16 del Reg. (CE) n. 883/2004
gli accordi stipulati anteriormente al 1 luglio 2013 dalle Autorità competenti, in deroga alle disposizioni generali previste dall'accordo bilaterale preesistente (art. 8), restano validi fino a naturale scadenza
al termine dei periodi di distacco, autorizzati in applicazione della Convenzione bilaterale, che eccedono i limiti temporali previsti dall'articolo 16 del regolamento 883/2004, sarà possibile autorizzare un nuovo distacco solo dopo un interruzione di almeno due mesi.
Relativamente agli accordi ai sensi dell'art. 16 del Reg. 883/2004, si rammenta che il periodo massimo di cinque anni di distacco totale, generalmente ammesso in ambito europeo, deve comprendere anche i periodi di distacco eventualmente effettuato ai sensi della previgente normativa convenzionale.
a) Formulario di distacco emesso per il periodo dal 1° luglio 2011 al 30 giugno 2013, autorizzato conformemente all'articolo 6 della Convenzione bilaterale previgente, nessuna estensione del distacco possibile, in base all'articolo 12 del regolamento 883/2004, (durata massima del distacco raggiunta). In questo caso l'eventuale proroga potrà essere richiesta ai sensi e alle condizioni previste dall'articolo 16 del citato regolamento.
c) Formulario di distacco emesso per il periodo dal 1° luglio 2012 al 30 giugno 2016, tale certificazione rimane valida fino al termine del periodo di distacco autorizzato conformemente all'articolo 6 della Convenzione bilaterale previgente. Al termine di tale periodo, tenuto conto che generalmente in ambito comunitario il distacco è ammesso per un limite massimo di cinque anni, potrà essere richiesta una proroga per un ulteriore anno, ai sensi e alle condizioni previste dall'articolo 16 del regolamento CE n. 883/2004.
b) Formulario di proroga del distacco emesso per il periodo dal 1° luglio 2012 al 30 giugno 2013, nessuna estensione del distacco possibile, conformemente all'articolo 12 del regolamento 883/2004, (durata massima del distacco raggiunta). In questo caso l'eventuale proroga potrà essere richiesta ai sensi e alle condizioni previste dall'articolo 16 del citato regolamento.
3.3 Personale viaggiante delle imprese di trasporto aereo, su strada e per ferrovia.
In base all'articolo 6, lettera c) della Convenzione italo croata, il personale viaggiante delle imprese di trasporto era soggetto alla legislazione dello Stato in cui aveva sede l'impresa da cui dipendevano.
A decorrere dal 1° luglio 2013 anche per tali lavoratori la legislazione da applicare sarà determinata in base alle disposizioni comunitarie. In particolare:
a) I dipendenti dei trasporti internazionali su strada sono soggetti alla legislazione determinata ai sensi dell'articolo 13 del regolamento 883/2004, come modificato dal regolamento 465/2012.
3.4 Esercizio di un'attività in due o più Stati.
La Convenzione italo croata non conteneva disposizioni in materia di legislazione applicabile per le situazioni di esercizio di un'attività in due o più Stati, pertanto, dal 1° luglio 2013, tali situazioni sono disciplinate in base alla normativa comunitaria (art. 13 del Reg. CE n. 883/2004).
Ne consegue che, da tale data si applicano, anche nei confronti della Croazia, le istruzioni contenute nelle circolari emanate dall'Istituto in materia e riportate nell'elenco allegato alla presente circolare.
L'articolo 6 par. 5 del Trattato di adesione del 9 dicembre 2011 prevede che la Croazia si impegna ad aderire all'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE).
Ne consegue che la disciplina prevista dall'accordo in esame, in materia di determinazione della legislazione applicabile, non si applica ai cittadini degli Stati SEE nel caso in cui questi ultimi siano distaccati in Croazia, o svolgano un'attività in più Stati tra cui la Croazia né, analogamente, al cittadino croato che si trovi in una delle predette situazioni (distacco in uno Stato SEE o esercizio di attività in più Stati tra cui uno Stato SEE).
Dall'esame dell'art. 6 par. 3 del suindicato Trattato risulta che la Croazia non applica le disposizioni dell'Accordo tra la Comunità europea, ciascuno dei suoi Stati membri e la Confederazione Svizzera.
Con particolare riferimento alla materia della legislazione applicabile si precisa che per quanto riguarda la Svizzera trova applicazione il protocollo finale, allegato alla Convenzione di sicurezza sociale tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera del 14 dicembre 1962.
Detto protocollo al punto 4) dispone che "la regolamentazione dell'art. 5 della Convenzione si applica a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro cittadinanza, ad eccezione della lettera f) del citato articolo"
Come già precisato al punto 2 della circolare n. 107 del 13 agosto 2012 la predetta disposizione convenzionale deve ritenersi in vigore anche successivamente all'estensione dei nuovi regolamenti alla Svizzera.
Ne consegue che le disposizioni riguardanti la legislazione applicabile, contenute nei regolamenti comunitari, devono ritenersi applicabili anche nei confronti dei cittadini dei Paesi terzi.