Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-civile/art-812-cod-proc-civile-incapacita-di-essere-arbitro
Timestamp: 2016-10-28 15:54:36+00:00
Document Index: 135422514

Matched Legal Cases: ['art. 829', 'art. 812', 'art. 829', 'art. 812', 'art. 45', 'art. 829', 'art. 812', 'sentenza ', 'art. 829', 'art. 812']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Non può essere arbitro chi è privo, in tutto o in parte, della capacità legale di agire.
Giurisprudenza annotataIncapacità di essere arbitro.
Difetto di compatibilità; 2. Difetto di condizione pattiziamente prevista.
Difetto di compatibilità.
Poiché l’art. 829 n. 3 c.p.c. commina la nullità del lodo nel caso in cui sia stato pronunciato da chi non poteva essere nominato arbitro a norma dell’art. 812 c.p.c., la cui elencazione non contiene alcun riferimento alle ipotesi di incompatibilità, non è affetto da nullità il lodo pronunciato da un arbitro incompatibile. App. Napoli, 9 settembre 1999.
L’incompatibilità all’esercizio della funzione di arbitro, da parte di chi riveste nella causa un interesse personale, non può essere dedotta ai sensi dell’art. 829, n. 3, c.p.c., che riferendosi a chi non poteva essere nominato arbitro ai sensi dell’art. 812 c.p.c. prevede le sole ipotesi di incapacità degli arbitri. App. Napoli, 22 dicembre 2003.
Negli arbitrati per l’esecuzione di lavori pubblici, cui sia applicabile il d.P.R 16 luglio 1962, n. 1063, la nomina come arbitro da parte del committente di un avvocato del libero foro, invece che di un soggetto appartenente alle categorie individuate dall’art. 45 del D.P.R. citato, non configura l’ipotesi di cui al n. 3 dell’art. 829 c.p.c., la quale riguarda l’incapacità ad essere arbitro di cui all’art. 812 c.p.c., ma quella prevista dal n. 2 della stessa disposizione, per essere la nomina avvenuta in modo difforme da quanto disposto dalla norma al caso applicabile; ne deriva che tale violazione deve essere dedotta nel giudizio arbitrale e non può essere dedotta per la prima volta nel giudizio di impugnazione del lodo. Cass. 14 ottobre 2011, n. 21222.
Difetto di condizione pattiziamente prevista.
L’irregolare composizione del collegio arbitrale per difetto in taluno dei componenti di una condizione pattiziamente prevista (nella specie, secondo il capitolato d’appalto non potevano essere nominati arbitri coloro che in qualsiasi modo avessero espresso un giudizio o un parere sulle controversie) non è idonea a concretizzare il caso di impugnazione per nullità della sentenza arbitrale di cui all’art. 829 n. 3 c.p.c., il quale ricorre nelle sole ipotesi di incapacità ad assumere le funzioni di arbitro, previste in modo tassativo dall’art. 812 c.p.c. Cass. 8 agosto 1989, n. 3637.
Chiudere una società: regole ed effetti su rapporti pendentiAl via i rimborsi sulla bolletta dell’acqua per tutti gli utentiCambio di sesso, l’operazione è detraibileResponsabilità penale per il piccolo imprenditore che non conserva le fattureSe la donna tradisce, i figli vanno a vivere da lei
Dentro il processo penaleLa previdenza facileLa famiglia oltre il conflittoTra moglie e maritoPiatti chiari	UTILIZZO DEI COOKIES