Source: http://www.cartellopoli.net/2015_04_01_archive.html
Timestamp: 2017-06-26 17:26:35+00:00
Document Index: 39871026

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 59', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 22', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 62', 'art. 31', 'art. 62', 'art. 31', 'art. 62', 'art. 31', 'art. 62']

CARTELLOPOLI: aprile 2015
Rimossi tutti i cartelloni pubblicitari segnalati da VAS nella riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/rimossi-tutti-i-cartelloni-pubblicitari-segnalati-da-vas-nella-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/ Su questo stesso sito il 15 ottobre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “VAS
segnala i vizi di legittimità degli impianti pubblicitari installati lungo via Antonio Gramsci al confine della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno” che riportava il testo della
segnalazione da me trasmessa a nome di VAS per posta elettronica (anche
certificata) alla Polizia Municipale di Nettuno, all’Assessore alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Nettuno Giulio Verdolino, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo ed alla Provincia di Roma, nonché per conoscenza al Sindaco del Comune d Nettuno ed all’Assessore all’Ambiente e Sanità Giuseppe Combi. (http://www.vasroma.it/vas-segnala-i-vizi-di-legittimita-degli-impianti-pubblicitari-installati-lungo-via-antonio-gramsci-al-confine-della-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/#more-11739).
Il successivo 20 ottobre 2014 è stato pubblicato un altro articolo dal titolo “Sanzionati gli impianti pubblicitari installati nella Riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno”, che dava notizia del messaggio di posta elettronica con cui il Maggiore del Corpo di Polizia Municipale Franco Paolini
aveva comunicato di aver sanzionato tutti i cartelloni pubblicitari installati illecitamente lungo via Gramsci, all’interno del confine della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno, precisando successivamente che “le sanzioni sono state comminate in data 15 ottobre 2014 e notificate il giorno 22 ottobre”. (http://www.vasroma.it/sanzionati-gli-impianti-pubblicitari-installati-nella-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/#more-11890)
Il 21 novembre 2014 ho trasmesso agli stessi indirizzi il seguente messaggio di posta elettronica:
“Dalle notizie che
mi arrivano direttamente da Nettuno risulterebbe che ad un mese esatto ormai di distanza dalla notifica della sanzione avvenuta il 21 ottobre 2014 (che non è dato di sapere se comminata anche agli inserzionisti) gli impianti pubblicitari da me segnalati dentro la riserva provinciale di Villa Borghese di Nettuno non siano stati ancora rimossi né spontaneamente dalla ditta che ne è proprietaria (e che l’avrebbe dovuto
fare entro 10 giorni dalla notifica) né forzatamente d’ufficio da parte
del Comune. Si chiede pertanto di sapere le ragioni di questo ritardo, facendo presente – nell’eventualità che ci sia stato un ricorso al TAR del Lazio – che il Ministero dei Trasporti contro i cartelli abusivi ha espresso il parere numero 4746 del 6 ottobre 2014, affermando che gli
impianti pubblicitari abusivi devono essere rimossi con urgenza anche in caso di ricorso perché godono di una disciplina ad hoc. In attesa di un cortese riscontro scritto, che si richiede ai sensi della Legge n. 241/1990, porgo i miei più distinti saluti. Dott. Arch. Rodolfo Bosi”. Mi ha risposto il successivo 25 novembre il Corpo di Polizia Municipale informandomi “che
l’ufficio preposto sta predisponendo la diffida alle ditte per la rimozione, dopodiche decorsi i termini stabiliti verranno rimossi d’ufficio con l’ausilio di mezzi e personale.”
Il 4 febbraio 2015 mi ha scritto l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Nettuno, Giulio Verdolino,
per precisare di avere appreso solo ora la della segnalazione di VAS e che alla data della sua trasmissione (15.10.2014) si era “già dimesso da circa 20 giorni, per diversità di vedute con il Sindaco” a cui ha dato la seguente motivazione: “non mi sentivo parte integrante delle scelte della Giunta di cui non condividevo per la maggior parte. Ad onor di cronaca giova sottolineare che già dal mese di maggio 2014 avevo chiesto ufficialmente
al Comandante della Polizia Municipale un censimento della cartellonistica sul territorio di Nettuno che ritengo si stata apposta “selvaggiamente”, nella maggior parte dei casi abusando o ignorando completamente la normativa, che, peraltro ritengo obsoleta per il Comune.”
Il successivo 19 febbraio 2015 il Maggiore Franco Paolini
ha voluto che mi mettessi in contatto telefonico con lui per farmi sapere che la ditta proprietaria degli impianti da me segnalati si era opposta alle ordinanze di rimozione facendo ricorso al Giudice di Pace che aveva fissato l’udienza per il 3 marzo 2015: mi ha chiesto di trasmettergli tutte le informazioni utili sulla riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno.
Lo stesso giorno gli ho trasmesso i seguenti riferimenti normativi utili per l’udienza fissata al prossimo 3 marzo davanti al Giudice di Pace.
La Riserva Naturale Provinciale di Villa Borghese di Nettuno è stata istituita con la legge regionale n. 29 del 22 ottobre 1999, che al 1° comma dell’art. 4 dispone testualmente che “fino
alla data di esecutività del piano e del regolamento della riserva, di cui all’articolo 6, si applicano le misure di salvaguardia di cui all’articolo 8 della l.r. 29/1997 e successive modificazioni” (vedi link http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb/leggi_regionali.php?vms=107&vmf=19#.VOXnJkpd6M8).
Far le misure di salvaguardia citate interessa nel nostro caso la lettera o) del 3° comma dell’art. 8, ai sensi della quale è fra l’altro vietata “l’apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e per qualsiasi scopo, fatta eccezione per la segnaletica stradale di cui alla normativa
vigente e per la segnaletica informativa del parco“.
Per la prossima udienza l’Avvocatura comunale, oltre a richiamare la suddetta normativa, deve richiamare il punto 13 della lettera b) (Procedura normale) del 1° comma dell’art. 4 del vigente “Regolamento comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari“.
Non è stata presumibilmente richiesta la suddetta “autorizzazione paesaggistica”, che peraltro non poteva essere rilasciata nella maniera più assoluta, visto l’espresso divieto di affissione.
L’art. 7 della legge regionale n. 29/1999 dispone inoltre che “Il
rilascio dei nulla osta e i poteri dell’organismo di gestione seguono la disciplina di cui all’articolo 28 della l.r. 29/1997 e successive modificazioni“, il cui 1° comma stabilisce che “il
rilascio di concessioni od autorizzazioni, relativo ad … impianti … all’interno dell’area naturale protetta, è sottoposto a preventivo nulla osta dell’ente di gestione“.
Quasi sicuramente il suddetto “nulla osta” che è preventivo ed obbligatorio non è stato mai rilasciato dalla Provincia di Roma e costituisce un motivo in più per riconoscere la natura abusiva di tutti gli impianti installati dentro la riserva naturale.
Ho confermato al Maggiore Paolini la mia intenzione di sollecitare la
Provincia di Roma quale ente gestore della riserva naturale a interrompere la grave inerzia fin lì dimostrata e ad intervenire per ciò
che le complete, invitandola a presentarsi se possibile anche lei davanti al Giudice di Pace, in difesa dell’operato del Comune, che come mi ha fatto sapere per telefono il Maggiore Paolini aveva fin lì provveduto ad emanare un 1° VAV di 422,00 € (ai sensi del comma 11 dell’art. 23 del Codice della Strada), ad invitare e diffidare la ditta a
rimuovere a proprie cure e spese gli impianti entro 10 giorni dalla notifica, ad emanare un 2° VAV di 4.000,00 € circa (ai sensi del comma 12 dell’art. 23 del Codice della Strada) per non aver ottemperato alla rimozione.
Ho confermato al Maggiore Franco Paolini la mia piena disponibilità per una collaborazione sia con il Corpo di Polizia che con l’amministrazione Comunale finalizzata al ripristino della legalità e del decoro che spetta al Comune di Nettuno.
Al Maggiore Franco Paolini che il 20 febbraio 2015 mi ha voluto ringraziare per la tempestività e per la chiarezza, ho fatto presente di
avere contattato nel frattempo per telefono la Provincia di Roma per sollecitarne l’intervento mancato finora ed invitarla a partecipare alla
udienza del prossimo 3 marzo.
Per causa della abolizione delle Province, la gestione della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno da parte della Provincia di Roma è entrata in difficoltà: per telefono sono riuscito a
parlare con la Referente dell’area protetta dott.ssa Patrizia Capecchi che mi ha comunicato di essere anche lei in attesa di sapere chi fosse il direttore subentrato alla dimissionaria arch. Rosanna Cazzella.
Il 3 marzo 2015 il Maggiore Franco Paolini mi ha informato sull’udienza di comparizione presso il Giudice di Pace che ha deciso di rinviare tutto al prossimo 20 ottobre: mi ha scritto per posta elettronica che mi sarebbe stato “grato se la Provincia di Roma emanasse qualche provvedimento per quanto di loro competenza.”
Nei giorni successivi sono venuto a sapere, navigando sul sito http://www.parks.it/riserva.villa.borghese/contatti.php
che come nuovo direttore della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno era stato nel frattempo nominato, anche se sembra per un solo mese, l’arch. Alessio Argentieri a cui per posta elettronica ho sollecitato un intervento nell’ambito delle proprie
competenze, che a tutt’oggi non mi risulta che ci sia stato, malgrado che il 30 marzo 2015 gli avessi testualmente risposto per posta elettronica: “Nello spirito della totale collaborazione da Lei stesso auspicata, rimango pertanto in
attesa di venire informato di quando finalmente l’Ente di gestione della riserva naturale di Villa Borghese di Nettuno assumerà i provvedimenti di repressione dovuti, che avrebbe dovuto emanare a seguito della segnalazione di VAS trasmessa ormai da più di cinque mesi.”
Il 14 aprile 2015 il Maggiore Franco Paolini mi ha comunicato per posta elettronica che “in data odierna sono stati rimossi tutti i cartelli presenti nella riserva naturale di Villa Borghese”:
sono venuto poi a sapere che è stata effettuata una rimozione forzata, riuscendo ad entrare nella proprietà privata della Chiesa grazie all’apertura del cancello d’entrata da parte del prete. Il giorno dopo ho risposto al Maggiore Paolini di prendere atto con viva soddisfazione del risultato che è stato ottenuto grazie soprattutto
al suo operato.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 0
Laurentina killer: dopo le manifestazioni il municipio rimuove i cartelloni abusivi
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/laurentina-killer-dopo-le-manifestazioni-il-municipio-rimuove-i-cartelloni-abusivi/
I lavori di messa in sicurezza di via Laurentina, finanziati dall’ex Provincia di Roma e iniziati nel 2008, debbono essere ancora conclusi ed
hanno provocato 111 incidenti con 10 morti e centinaia di feriti.
Stanchi di contare i morti sulle strade, i cittadini di Santa Serena,
Colle dei Pini, Villaggetto, Strampelli e Selvotta hanno organizzato una serie di manifestazioni di protesta.
In particolare i residenti del comitato delle Cinque Colline, che abitano tra il cimitero Laurentino e Pomezia, hanno deciso di passare all’azione e nel tratto più pericoloso, quello tra il chilometro 15.200 e
15.700, il 19 aprile 2015 hanno sistemato 450 fantocci insanguinati e 75 striscioni per denunciare la pericolosità di nove chilometri della via Laurentina.
La protesta dei cittadini ha portato il Municipio IX a prendere dei provvedimenti per il rispetto della legalità, di cui ci dà notizia il seguente articolo, pubblicato con questo titolo il 25 aprile 2015 sul sito “Roma Today”.
Ventuno già rimossi, altri venti andranno giù nei prossimi giorni. Le
manifestazioni dei giorni scorsi per sensibilizzare le istituzioni sullo stato della Laurentina, hanno smosso il municipio IX che in questi
giorni ha deciso di intervenire sui cartelloni pubblicitari. Negli ultimi 3 giorni sono entrati in funzione i carri attrezzi per rimuovere i cartelloni pubblicitari abusivi. “C’era una situazione di reale pericolo oltre che di illegalità perché molti di questi impianti erano pericolanti o fissati male nel terreno; abbiamo già rimosso 21 cartelloni abusivi in tutte le aree verdi e le rotatorie nel tratto tra via Gutemberg e il cimitero Laurentino e nei prossimi giorni ne abbatteremo altri 20“, fa sapere Andrea Santoro, presidente del Municipio IX. Tratto della via Laurentina tra le due rotatorie
(via Giovanni Gutemberg in alto a sinistra e Cimitero Laurentino in basso a destra) “Nelle scorse settimane, insieme all’assessore Simona Testa,
ho convocato gli uffici dell’ex provincia di Roma, competenti su questo
passo della consolare, per programmare gli interventi in funzione della
sicurezza e del decoro urbano mentre il gruppo IX della polizia locale,
guidato dal comandante Massimo Fanelli, ha sanzionato con circa 500 euro i concessionari abusivi. Impianti pubblicitari installati all’altezza della rotatoria su cui sfocia via Gutemberg
Dopo aver ricevuto la sanzione, 13 operatori pubblicitari hanno rimosso autonomamente i propri impianti illegali, agli altri invece saranno addebitati anche i costi dell’abbattimento“. Andrea Santoro
“Si tratta di un ulteriore azione per tutelare la sicurezza e il decoro urbano in questo tratto di strada dove si sono verificati 111 incidenti con morti e feriti. Impianti pubblicitari installati sulla rotatoria all’altezza del Cimitero Laurentino
Il ripristino della legalità rappresenta un impegno importante: deve essere chiaro che in questo municipio non c’è più spazio per i furbi”, ha concluso Santoro.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 1 commenti | dì la tua
9 municipio,
Dona il 5 per mille a VAS per consentirle di continuare a difendere gli interessi diffusi
L’associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società (VAS) è
nata nel 1991, ma è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con D.M. del 29 marzo 1994: è iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche
del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
È una associazione apartitica e senza fini di lucro che si propone di portare avanti progetti e iniziative di solidarietà sociale, di tutela e valorizzazione della natura e dei beni storico-culturali.
I suoi valori (ecopacifismo, biodiversità, beni comuni) sono stati fatti propri dai gruppi locali organizzati in Circoli Territoriali
che fanno capo a loro vota ai rispettivi Coordinamenti Regionali, laddove costituiti.
L’attività svolta in questo arco di tempo di ormai quasi 25 anni si è diversificata e ha toccato più ambiti e settori.
Per l’impegno fin qui dimostrato sempre al di fuori ed al di sopra delle parti, l’associazione
Verdi Ambiente e Società (VAS) ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo per la sua indipendenza da tutte le istituzioni politiche e da
tutte le pubbliche amministrazioni.
Si trova così costretta a sostenersi per lo più soltanto con gli aiuti economici dei suoi associati, comunque non sufficienti a saldare l’ingente debito accumulato che a seguito di un accordo con gli organismi finanziari competenti è stato spalmato in rate mensili fino al 2018.
Invitiamo pertanto a donare il 5
x mille a favore di VAS per consentirle di continuare ad esistere ed a proseguire le sue battaglie a tutela degli interessi diffusi: l’invito vale per tutti coloro che credono nella democrazia partecipata e nella utilità di garantirla anche attraverso l’azione di questa associazione.
Grazie comunque. Per sostenere VAS puoi donare il 5×1000 (contributo dello Stato senza spese per il singolo contribuente).
Otto foto di 500 metri di via Nomentana per ricordarci come siamo messi
È stata depositata al TAR la memoria ad opponendum dei ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento di Pubblicità
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/e-stata-depositata-al-tar-la-memoria-ad-opponendum-dei-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/
Su questo stesso sito il 1 aprile 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “VAS,
Basta Cartelloni-Francesco Fiori, Cittadinanzattiva Lazio, I.I.C.A. e C.I.L.D. intervengono ad opponendum dei ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento di Pubblicità”, che dava notizia dell’atto di costituzione dell’intervento ad opponendum che il 20 marzo 2015 è stato notificato ai diretti interessati e che il successivo 27 marzo è stato depositato al TAR. (http://www.vasroma.it/vas-basta-cartelloni-francesco-fiori-cittadinanzattiva-lazio-i-i-c-a-e-c-i-l-d-intervengono-ad-opponendum-dei-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/)
Venerdì 17 aprile 2015 gli Avv.ti Giuseppe Mazzarella, Giuseppe Lo Mastro e Romana D’Ambrosio hanno provveduto a depositare al TAR la memoria ad opponendum relativa ai ricorsi presentati dalle ditte S.C.I., FOX ADV, D.& D. OUTDOOR ADVERTISING, WAYAP, A.P.A. e CLEAR CHANNEL AFFITALIA. Scade oggi il termine ultimo per la presentazione anche di memorie aggiuntive da parte sia dei ricorrenti che del Comune di Roma.
L’udienza pubblica è stata fissata al prossimo 20 maggio. Non risulta al momento che la Seconda Sezione del TAR abbia deciso di
unificare anche tutti i rimanenti 10 ricorsi con cui è stata impugnata sempre la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/).
Ci è giunta nel frattempo notizia che sono stati presentati al TAR ben tre altri ricorsi contro la deliberazione della Giunta Capitolina n.
380 del 30.12.2014, con cui è stato dato incarico alla S.p.A. “Aequa Roma” di redigere i 15 Piani di Localizzazione, dettandone i criteri: si
aggiungono al ricorso della CLEAR CHANNEL AFFITALIA di cui è stata rigettata la richiesta di sospensiva (vedi http://www.vasroma.it/il-tar-del-lazio-ha-respinto-il-ricorso-della-clear-channel-affitalia-che-chiedeva-lannullamento-della-delibera-della-giunta-capitolina-di-incarico-ad-aequa-roma-della-redazione-dei-piani-di/) ed al ricorso delle ditte COSMO PUBBLICITÀ, NEW POSTER, G.B.E. ed ARS PUBBLICITÀ di cui è stata ritirata nel frattempo la richiesta di sospensiva e fissata l’udienza di merito al prossimo 20 maggio.
I tre nuovi ricorsi sono stati presentati dall’associazione di categoria A.I.P.E. (Associazione Imprese
Pubblicità Esterna) e dalle ditte WAYAP e S.C.I.: quanto meno il ricorso della SCI è stato qualificato come “Atto di motivi aggiunti nel ricorso n. R.G. 14403/2014 da valere, occorrendo, anche quale ricorso autonomo” per l’annullamento, previa sospensiva, della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014,
oltre che della nota del 27 gennaio 2015 con cui il dott. Francesco Paciello ha portato a conoscenza di tale deliberazione tutte le ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati. Sia l’A.I.P.E. che la WAYAP e la S.C.I. avevano impugnato la deliberazione n. 50/2014 e la WAYAP e la S.C.I. hanno visto accolta parzialmente la loro richiesta di sospensiva riguardo alla scadenza del 31 gennaio 2015 fissata per la rimozione degli impianti di mt. 4 x 3 (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/). Nel ricorso per “motivi aggiunti” la SCI ravvisa la vanificazione della Ordinanza n. 06520 del 18 dicembre 2014 e chiede la sospensiva anche in applicazione dell’art. 59 del processo amministrativo, ai sensi del quale “qualora
i provvedimenti cautelari non siano eseguiti, in tutto o in parte, l’interessato, con istanza motivata e notificata alle altre parti, può chiedere al tribunale amministrativo regionale le opportune misure attuative“.
La SCI chiede anche il risarcimento dei presunti danni subiti che quantifica in non meno di 1.740.000,00 €. Gli Avv.ti Giuseppe Mazzarella, Giuseppe Lo Mastro e Romana
D’Ambrosio hanno chiesto ed ottenuto copia del ricorso della SCI, contro cui presenteranno quanto prima una apposita memoria ad opponendum.
Un caloroso benvenuto al nuovo arrivato in via Ostiense. Se ne sentiva la mancanza
Nella notte tra il 15 e il 16 aprile è comparso un nuovo cartellone con codice identificativo 0066/BG011/P. L'impianto
si trova in via Ostiense quasi all'incrocio con Via del Porto Fluviale,
in prossimità del muro dell'Ex Edificio dell'Aeronautica Militare, oggi
Le ulteriori novità dell’aggiornamento al 3 aprile 2015 dell’elenco delle ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/le-ulteriori-novita-dellaggiornamento-al-3-aprile-2015-dellelenco-delle-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/
L’analisi dell’ Elenco contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 3 aprile 2015 ci
fa sapere anzitutto quali sono gli ulteriori soggetti che entro il 31 gennaio 2015 si sono messi in regola con gli adempimenti amministrativi per l’anno 2015. Sono i seguenti sette:
LIMITI MARIA VITTORIA – codice n. 0011 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 1 impianto senza scheda)
PUBLI MEDIA S.r.l. – codice n. 0018 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 240 impianti senza scheda)
BLANDINO GIOVANNI – codice n. 0059
LAZZARO ANGELO – codice n. 0110 (dichiarato cessato parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 193 impianti senza scheda)
PUBLIECO S.r.l. – codice n. 0118
POSTER DI LUCA PACIFICO E C. S.a.s. – codice n. 0128
MESSAGE – codice n. 0136 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 35 impianti senza scheda).
Si vanno ad aggiungere alle 73 ditte pubblicitarie accertate nel precedente aggiornamento al 10 marzo 2015 (vedi http://www.vasroma.it/le-ulteriori-novita-dellaggiornamento-al-10-marzo-2015-dellelenco-delle-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/#more-17368).
Ma la vera ulteriore novità consiste nel seguente avviso che è stato voluto mettere alla attenzione all’inizio dell’elenco.
Attenzione: Con
la pubblicazione delle presenti informazioni, i privati che intendono affittare/acquistare spazi pubblicitari sono messi in condizione di conoscere le società pubblicitarie
che hanno titolo ad effettuare pubblicità sul territorio nel 2015. Pertanto, in caso di affitto/acquisto di spazi pubblicitari da società qualificate come abusive non è invocabile la buona fede
in sede di accertamento della violazione da parte dell’Amministrazione e
determina il sorgere della responsabilità solidale nella violazione di cui all’art. 6 della Legge n. 689/81. Il soggetto pubblicizzato è responsabile in qualità di obbligato in solido ai sensi dell’art. 6 comma 2 del D.Lgs. 507/1993 e dell’art. 22 comma 1 della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30/7/2014. Pertanto viene attivato nei confronti del pubblicizzato il recupero del Canone di Iniziativa Pubblicitaria ai sensi degli artt. 21 e seguenti del vigente Regolamento di Pubblicità (Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30/7/2014), nonché della sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 31 del Regolamento di Pubblicità e della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 7 del 21/1/2008. Il procedimento di recupero predetto è inviato alla Guardia di Finanza per le attività di contrasto all’evasione fiscale, in aderenza alle disposizioni normative della Legge n. 248 del 2005.
Il richiamato art. 6 della Legge n. 689 del 24 novembre 1981 stabilisce che “il
proprietario della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l’usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà.” Il richiamato 2° comma dell’art. 6 del Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993, dedicato al “soggetto passivo”, dispone testualmente che “è solidalmente
obbligato al pagamento dell’imposta colui che produce o vende la merce o
fornisce i servizi oggetto della pubblicità.” Il vigente comma 12 dell’art. 23 del D.Lgs.n. 285 del 30 aprile 1992,
con cui è stato emanato il Codice della Strada, dispone a sua volta che
“chiunque
non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato.”
Il richiamato 1° comma dell’art. 22 del nuovo Regolamento di Pubblicità stabilisce che “è
solidalmente obbligato al pagamento del canone il soggetto richiedente la pubblicità e il soggetto che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.”
Il suddetto riferimento normativo è improprio perché riguarda
l’eventuale mancato pagamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.) da parte del “soggetto titolare dell’autorizzazione”, mentre per il “caso di installazione di mezzi pubblicitari o di effettuazione di pubblicità abusiva” vale il successivo 2° comma che prescrive che “è
tenuto al pagamento dell’indennità pari al canone oltre alle sanzioni previste dalle vigenti normative, il proprietario del mezzo pubblicitario o colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso” con la precisazione che “è
solidalmente obbligato al pagamento dell’indennità il soggetto richiedente la pubblicità e il soggetto che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.”
La citata Deliberazione del Consiglio Comunale n. 7 del 21 gennaio 2008 concerne la “Determinazione Sanzione Amministrativa Pecuniaria dovuta per installazione di mezzi pubblicitari non autorizzati”
ai sensi dell’art. 31 dell’allora Regolamento di Pubblicità approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 12 aprile 2006: determina “la sanzione amministrativa pecuniaria, di cui all’art. 31 del Regolamento Comunale recante le norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione consiliare n. 100 del 12 aprile 2006, in misura doppia della tariffa pecuniaria per il canone,
in applicazione dell’art. 62 del D.Lgs. n. 446 del 15 dicembre 1997”.
L’art. 31 disponeva che “Nei
casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata, a norma dell’art. 62, comma 2, lett. e), del decreto legislativo n. 446/97, una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore all’importo della relativa tariffa, né superiore al doppio della medesima.”
Con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 37 del 30 marzo 2009 l’art. 31 è stato sostituito dal seguente testo: “Nei
casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata, a norma dell’art. 62, comma 2 lettera e), del Decreto Legislativo n. 446/1997, l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, ne superiore al doppio della medesima”.
Con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 il testo dell’art. 31 è diventato ora il seguente: “Nei
casi di installazione di mezzi non autorizzati, ai sensi dell’art. 62, comma 2, lettera e), del decreto legislativo n. 446 del 1997, si applica
la sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari al doppio del canone dovuto”.
In conclusione il dott. Francesco Paciello ha voluto avvertire il soggetto pubblicizzato del rischio di essere anche lui sanzionato nel caso che si servisse di impianti pubblicitari “senza scheda”.
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VAS sollecita la pianificazione delle ciclostazioni per il bando di gara relativo al sevizio di Bike Sharing
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/vas-sollecita-la-pianificazione-delle-ciclostazioni-per-il-bando-di-gara-relativo-al-sevizio-di-bike-sharing/
Il 6 aprile 2015 ho trasmesso il seguente messaggio di posta elettronica anche certificata, indirizzato all’Assessore ai Trasporti ed
alla Mobilità, Guido Improta, ed al Presidente ed Amministratore Delegato della Agenzia per la Mobilità, Carlo Maria Medaglia.
——— Messaggio inoltrato ——— Da: vas roma circolo.vas.roma@gmail.com
Date: 6 aprile 2015 19:31
Oggetto: Pianificazione delle ciclostazioni per il bando di gara relativo al sevizio di Bike Sharing
A: assessoratomobilita@comune.roma.it, mobilita@comune.roma.it **********************
Come dovrebbe esser noto, con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 sono
stati dettati alla S.p.A. “Aequa Roma” i criteri di redazione dei 15 Piani di Localizzazione, che fra l’altro dispongono che “uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di
Bíke Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio”, con la precisazione che “il
lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà
prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq.”. Il PGTU, al momento all’esame dell’Assemblea Capitolina per la sua definitiva approvazione, al par. 8.8.2, dedicato al “Bike Sharing” (pagg. 134-135), ipotizza di “giungere in prospettiva alla previsione contenuta nel Piano Quadro della Ciclabilità, che prevede una rete di 350 ciclostazioni”,
di cui il Comune di Roma ha la possibilità di assicurarsi la gestione immediata del servizio a titolo gratuito, concedendo l’utilizzo di una superficie espositiva pubblicitaria complessiva pari per l’appunto quanto meno ai suddetti 8.000 mq. come corrispettivo a chi si aggiudicherà la gara. Lo scorso 30 marzo 2015 la S.p.A. “Aequa Roma” ha consegnato i 15 Piani di Localizzazione da lei redatti, che dopo l’adozione da parte della Giunta Capitolina verranno trasmessi ai 15 Municipi per l’espressione del “parere” di competenza dei rispettivi Consigli Municipali: una volta controdedotto ai suddetti “pareri” la Giunta Capitolina approverà definitivamente i 15 Piani di Localizzazione, mettendosi in condizioni di indire i bandi di gara per l’assegnazione della 1° gestione decennale di tutti gli impianti pubblicitari individuati nelle rispettive posizioni sul territorio di Roma dai Piani di Localizzazione.
Per tale data ravvicinata, che dovrebbe
essere comunque prima della prossima estate, l’Assessore ai Trasporti ed alla Mobilità, Guido Improta, ed il Presidente ed Amministratore Delegato della Agenzia per la Mobilità, Carlo Maria Medaglia, dovrebbero
aver pianificato l’individuazione sul territorio di Roma di tutte e 350
le ciclostazioni di Bike Sharing, in modo da poterle inserire nello specifico bando di gara finalizzato ad assicurarsi il suddetto servizio,
di cui non deve quindi ritardare l’espletamento. Dal momento che l’intero servizio di Bike Sharing dovrà essere realizzato anche se non soprattutto per consentire di recarsi al lavoro con tale mezzo alternativo di mobilità, questo sistema viene così ad integrare la pianificazione del trasporto intermodale poiché va a coprire la distanza del viaggio dell’ultimo chilometro ovvero il tragitto dalla fermata di autobus/treno/metro/parcheggio auto sino al luogo di arrivo del viaggiatore, solitamente stimato inferiore ai 5 km. Ne deriva che le 350 ciclostazioni dovrebbero essere pianificate ciascuna come baricentro di circonferenze fra di loro limitrofe tutte di 5 km. di raggio, entro cui raggiungere i posti di lavoro in bicicletta, superando gli eventuali forti dislivelli servendosi di biciclette a pedalata assistita. Per tal fine si rimette in allegato un Articolo redatto dal sottoscritto,
che è stato dedicato al progetto di una stazione per biciclette a pedalata assistita, per gli spunti che se possono trarre pensando ad una
sua possibile futura applicazione nella città di Roma. Si rimane in attesa di un cortese riscontro, che si richiede ai sensi degli artt. 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990. Un cordiale saluto. Dott. Arch. Rodolfo Bosi
Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione ambientalista “Verdi Ambiente e Società” (VAS)
Lo stesso giorno l’Assessore Marta Leonori ha dato seguito al mio messaggio, per ringraziarmi per il documento che vi ho allegato e per farmi sapere che “l’Agenzia sta lavorando per la localizzazione delle stazioni proprio in questi giorni…”.
Il 7 aprile 2015 ho risposto all’Assessore Leonori con il seguente messaggio di posta elettronica:
«In un comunicato del 2 febbraio 2015 l’Agenzia per la Mobilità ha precisato a BiciRoma di aver “portato avanti un lavoro di progettazione che produrrà i suoi frutti nell’anno in corso” e che riguarda fra l’altro il “Bike sharing (220 stazioni e 4mila biciclette su tutti i Municipi) con il posizionamento già condiviso con gli enti territoriali”. Il suddetto comunicato non mi sembra in
sintonia con gli 8.000 mq. di superficie espositiva pubblicitaria da concedere come corrispettivo per un servizio di Bike Sharing quanto meno
di 350 stazioni e non certo di 220 stazioni. Quante sono in tutto le stazioni che l’Agenzia sta localizzando proprio in questi giorni ? Le sta localizzando in funzione soprattutto dei posti di lavoro, entro circonferenze fra di loro limitrofe di 5 km. di raggio ciascuna ?»
Sono in attesa delle riposte che riterranno di dare l’Assessore Guido Improta ed il Presidente Carlo Maria Medaglia. Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 1 commenti | dì la tua
L’Assessorato ai Trasporti ed alla Mobilità di Roma Capitale fa sapere che la gara per l’affidamento di un servizio sperimentale di Bike Sharing a pedalata assistita è andata deserta
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/lassessorato-ai-trasporti-ed-alla-mobilita-di-roma-capitale-fa-sapere-che-la-gara-per-laffidamento-di-un-servizio-sperimentale-di-bike-sharing-a-pedalata-assistita-e-andata-deserta/
Su questo stesso sito il 24 novembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo «L’Agenzia
per la Mobilità non vuol far sapere che il bando di gara per l’affidamento di un servizio sperimentale di Bike Sharing a pedalata assistita è andato deserto» (http://www.vasroma.it/lagenzia-per-la-mobilita-non-vuol-far-sapere-che-il-bando-di-gara-per-laffidamento-di-un-servizio-sperimentale-di-bike-sharing-a-pedalata-assistita-e-andato-deserto/#more-12996):
dava notizia che a distanza di un mese e mezzo dalla data del 6 ottobre
2014 entro cui sarebbero dovute pervenire le offerte sul sito della Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma htpp://agenziamobilita.roma.it figurava coma ancora “attivo” il bando di gara n. 4/2014, che non risultava invece fra gli “Esiti di gara”. bici elettrica
A tutt’oggi sul sito della Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma
il bando n. 4/2014 figura ancora fra i bandi di gara attivi. Ma sul sito ufficiale del Comune di Roma è stata pubblicata nel frattempo la “SINTESI ATTIVITA’ QUARTO TRIMESTRE 2014” dell’Assessorato ai Trasporti e alla Mobilità di Roma Capitale, che riporta il seguente rapporto riguardante il Bike Sharing:
“La gara per l’affidamento di un sistema di implementazione e gestione del servizio bike sharing era stata pubblicata da RSM sulla G.U.R.I il giorno 8 agosto 2014 ed è scaduta il giorno 6 ottobre La gara non ha visto partecipare nessun soggetto e, dunque, è risultata deserta. L’attivazione del servizio è dunque subordinata all’entrata in vigore del nuovo Piano regolatore degli impianti pubblicitari, di competenza dell’Assessorato alle attività produttive.”
L’Assessorato ai Trasporti ed alla Mobilità di Roma Capitale fa sapere che anche il servizio di mobilità a pedalata assistita (con biciclette elettriche) confluirà nel servizio complessivo di Bike Sharing di 350 stazioni che verrà messo a bando di gara subito dopo che la Giunta Capitolina avrà approvato definitivamente i 15 Piani di Localizzazione redatti dalla S.p.A. “Aequa Roma” e consegnati lo scorso 30 marzo 2015.
Cartelloni pirata. Demoliti uno su due prima del Giubileo
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/cartelloni-pirata-demoliti-uno-su-due-prima-del-giubileo/
Piano cartelloni, Leonori: «Entro l’estate si parte con le gare»
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/piano-cartelloni-leonori-entro-lestate-si-parte-con-le-gare/
Sulla cronaca di Roma del “Corriere della Sera” del 7 aprile 2015 è stata pubblicata la seguente intervista di Manuela Pelati all’Assessore per Roma Produttiva Marta Leonori.
ROMA - «Sono stati
consegnati all’amministrazione i 15 piani dei 15 Municipi, quindi abbiamo un primo documento che mappa tutte le strade della città e dove dovranno essere messi gli impianti pubblicitari». L’assessore al Commercio Marta Leonori spiega i tempi del piano regolatore degli impianti pubblicitari (Prip) ai microfoni di Radio Città Futura martedì mattina. Il piano tra le altre cose dovrebbe ridurre le dimensioni dei singoli impianti del 38%: dai 224mila a 138mila mq di esposizione pubblicitaria massima. Inoltre prevede la possibilità di realizzare progetti di arredo urbano. Tra i risultati che si vogliono ottenere con il piano, oltre a una maggiore sicurezza, decoro e servizi c’è anche l’aumento degli entrate economiche: da 76 euro (per metro quadrato) si vuole arrivare a 223,8 euro. (Per tutto il piano: cliccare qui) I tempi di approvazione del piano Dopo la mappatura «Ci sarà una conferenza dei servizi, perché i piani vengono acquisiti anche dalle Soprintendenze, poi si farà un passaggio in giunta e la partecipazione con i Municipi. Infine l’obiettivo massimo, che è quello di fare le gare per le assegnazioni. Speriamo o subito prima o subito dopo l’estate di poter indire la gara». Controlli dai cittadini con le app, dignità delle donne e razzismo Leonori ha spiegato che «l’obiettivo
è di avere delle indicazioni molto puntuali e una gestione veramente efficiente con i controlli che possono anche essere svolti dai cittadini
attraverso delle app». E la collaborazione è anche con l’assessore Cattoi: «Stiamo lavorando con un’istituzione che a livello nazionale faccia questi controlli». Inoltre: «Ci deve essere un ente terzo, che non può essere né il Comune né un assessore, che valuti se una pubblicità, per esempio, lede la dignità delle donne o se è razzista, e quindi possa richiederne la rimozione o comminarne la sanzione». Le gare Infine, l’assessore ha detto che le società che lavorano su Roma «sono tante, poco meno di 300, ma le principali sono tra 50 e 60 e quello che vorremo fare è spingerle a lavorare in Ati , anche perché solo in questo caso riusciranno a tenere la pressione molto forte del mercato. E poi bisogna indire delle gare perché non è possibile che ci siano dei rinnovi taciti delle concessioni, che verranno messe tutte a gara». Le aperture dei negozi La liberalizzazione degli orari dei negozi. «In mancanza di una legge ognuno può fare ciò che ritiene» ha detto Leonori sottolineando come questo danneggi i negozi familiari «Da un altro lato dà possibilità in più a chi, ad esempio in centro, usufruisce delle aperture anche in queste giornate». Ma l’assessore non è d’accordo nel trattare il tema città per citta «in maniera scollegata». E ha spiegato: «O c’è una legge che
stabilisce sei, sette, otto giorni di chiusura all’anno oppure è difficile che singoli comuni riescano ad imporre ai privati di restare chiusi». Tagli ai bilanci Un «caso paradossale» quello delle Città metropolitane che «sono
nate il primo gennaio e rischiano di non chiudere i bilanci perché i tagli sono così forti che, anche in assenza di entrate aggiuntive, rischiano di non permettere di chiudere il bilancio che l’amministrazione deve fare». Marta Leonori a proposito dei tagli ai Comuni previsti nel Def che arriverà martedì pomeriggio in Consiglio dei ministri.
Il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) individuato tanto le aree soggette a vincolo paesaggistico dove vige il divieto tassativo di installazione di cartelloni pubblicitari, che ha destinato a
zona “A”, quanto le aree soggette a vincolo paesaggistico dove invece l’installazione di cartelloni pubblicitari è consentita, ma subordinatamente a particolari condizioni.
Si tratta delle aree urbanizzate che il Piano Territoriale Paesistico
Regionale (PTPR) destina a “Paesaggio degli insediamenti urbani” o a “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione”: per entrambi i cartelloni pubblicitari sono “subordinati a valutazione di compatibilità previo SIP” (Studio di Inserimento Paesistico).
Sul PRIP così come inizialmente adottato dalla Giunta di Alemanno il 3 febbraio 2011 è stato acquisito il “parere” degli “Enti
comunali, regionali e statali preposti alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e del patrimonio storico-artistico, che si sono espressi con parere favorevole nella seduta finale del 18 novembre 2010 (prot. n. 28277/2010)”.
In modo analogo, come fatto sapere dall’Assessore Marta Leonori, occorre ora acquisire il “parere” preventivo ed obbligatorio di tutte le
Soprintendenze competenti per territorio, che sono:
SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA DEL LAZIO E DELL’ETRURIA MERIDIONALE;
SOPRINTENDENZA BELLE ARTI E PAESAGGIO DEL COMUNE DI ROMA.
Ai fini dello snellimento delle procedure, il Dott. Francesco Paciello dovrebbe avere già convocato la Conferenza dei Servizi per acquisire contestualmente tutti i “pareri” necessari, che consentiranno il ”passaggio in Giunta” annunciato dall’Assessore Leonori e consistente nella adozione formale dei 15 Piani di Localizzazione, da trasmettere subito dopo ai 15 Municipi per l’espressione del “parere” di
competenza dei rispettivi Consigli Municipali, i quali però si dovranno
pronunciare solo dopo avere attivato la partecipazione dei cittadini ed
acquisito il cosiddetto “documento della partecipazione”.
La Giunta Capitolina dovrà quindi controdedurre a tutti i “pareri” pervenuti, decidendo se e quali accogliere e quindi recepire nei rispettivi 15 Piani di Localizzazione che eventualmente modificati ed integrati verranno definitivamente approvati.
A questo punto la Giunta Capitolina sarà in condizione di poter indire i bandi di gara per l’assegnazione della gestione di tutti gli impianti pubblicitari individuati nelle rispettive posizioni sul territorio dai 15 Piani di Localizzazione, ma solo e soltanto se nel frattempo avrà definito quanto meno i “criteri” per la concessione degli
impianti di proprietà comunale (SPQR) prioritariamente alle ditte pubblicitarie che hanno partecipato alla procedura del “riordino”, se non anche i “criteri” per il rilascio delle autorizzazioni degli impianti privati su suolo pubblico.
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