Source: http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2006/04/recupero-gestione-fascia-costiera-e.html
Timestamp: 2017-06-23 22:14:39+00:00
Document Index: 121356040

Matched Legal Cases: ['art 671', 'art 31', 'art 13', 'art 13', 'art 13', 'art 15', 'art.1', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 51', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 3', 'art. 51']

la-rinascita-a-isola-delle-femmine: RECUPERO GESTIONE FASCIA COSTIERA E SALVAGUARDIA TERRITORIO PENSARE PROGETTARE PIANIFICARE ATTUARE
IO SONO B E R L U S C O N I MARINA MILITARE EX CASERMA NATO DA DESTINARE AD OSTELLO DELLA GIOVENTU’SOMMARIO: 1) RICHIESTA DEL SINDACO PORTOBELLO PROT 1423 27.1.06 .UTILIZZO DELL’EX CASERMA NATO : ENTE MARISICILIA MESSINA2) OSTELLO DELLA GIOVENTU’ NELLA EX CASERMA NATO DICHIARA ZIONE DEL SINDACO PORTOBELLO 19.4.063) DICHIARAZIONE DEL GRUPPO NUOVA TORRE RESA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4.4.03 DA INSERIRE A VERBALE4) DELIBERA DI CONSIGLIO N 33 DEL 30.04.03"RICHIESTA AL MINISTERO DELLA DIFESA DI RICONVERSIONE AD USO CIVILE DELL'AREA DELL'EX BASE NATO"5) EX CASERMA NATO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 4.05706 12.3.03 RISPOSTA 26.4.056) ITAS FINALMENTE DEMOLITA ISOLA DELLE FEMMINE 19.04.20067) DELIBERA CONSIGLIO 62 28.11.03 DELIBERA DI CONSIGLIO 62 DEL 28.11.038) DELIBERA GIUNTA 50 6.4.069) PER SAPERNE DI PIU’:9a) ECOMOSTRO ALL’ISOLA DI DINO IN CALABRIA9b) ECOMOSTRO FUENTI UN ESEMPIO DI RIQUALIFICAZIONE9c) ECOMOSTRI ABBATTUTI A PINETAMARE E A MONDRAGONE9d) ECOMOSTRI ALIMURI LO SCEMPIO10) PER SAPERNE DI PIU’ LEGGI E FINANZIAMENTI AI COMUNI PER DEMOLIRE:10a) DA “IL NOTIZIARIO” DEMOLIRE E CONFISCARE LA LEGGE C’E’10b) ABUSI EDILIZI FINANZIAMENTI AI COMUNI PER DEMOLIRE10c) ABUSI EDILIZI SENTENZA TAR INGIUNZIONE A DEMOLIRE1) RICHIESTA DEL SINDACO PORTOBELLO PROT 1423 27.1.06 .UTILIZZO DELL’EX CASERMA NATO ENTE MARISICILIA MESSINAIsola 27.1.06Spett.le MARISICILIA MESSINAOggetto: Richiesta utilizzo temporaneo locali demaniali siti in questo Comune.Quest’amministrazione è venuta nella determinazione di ampliare la propria offerta turistica mediante la creazione di una struttura ricettiva destinata a un turismo giovanile impegnato nel sociale e nella tutela dell’ambiente. A tal fine si chiede a codesto Ente, proprietario degli immobili già sede della ex base NATO ancora classificati come tali ed in corso di sdemanializzazione, la concessione in via temporanea della parte degli stessi in passato adibiti a caserma che è intendimento destinare ad ostello giovanile. Si precisa che detto immobile, qualora concesso a quest’amministrazione, verrà utilizzato in modo da non costituire ostacolo all’utilizzo dei restanti immobili od aree da aprte di codesto Ente o di ulteriori concessionari, quali ad esempio l’ENAV. Si resta in attesa di conoscere le determinazioni che codesto Ente vorrà assumere. Il Sindaco Prof Gaspare Portobello.2) OSTELLO DELLA GIOVENTU’ NELLA EX CASERMA NATO DICHIARAZIONE SINDACO PORTOBELLO 19.4.06E’ stata avviata da parte dell’amministrazione Comunale, la procedura perla riutilizzazione dell’ex caserma base NATO, con lo scopo di adibirlo ad unostello della gioventù. Il sindaco Prof Portobello ha dichiarato:“…… mi batterò con tutte le mie forze per restituire ai cittadini diIsola per poterne fare un’ostello della gioventù, luogo di incontro dicultura e di rilancio turistico….”.19.04.2006http://www.terrelibere.org/counter.php?riga=1683)DICHIARAZIONE DEL GRUPPO NUOVA TORRE RESA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4.4.03 DA INSERIRE A VERBALEPREMESSO:-CHE DI RECENTE IL Sindaco ha richiesto, per la trasparenza, ed ottenuto dal Ministero della Difesa l’immediata visita della dimessa caserma della Marina Militare;-che questo Comune ha aderito al Progetto per la legalità, predisposto da altri Comuni della Provincia e sponsorizzato dal Ministero dell’Interno;-che sulla scia della conclamata trasparenza e legalità della civica Amministrazione, in relazione all’approvazione dello schema di massima del PRG è doveroso conoscere quanti e quali trasferimenti di terreni si sono verificati nel periodo intercorrente dalla restituzione del PRG da parte dell’A.R.T.A. al Comune e fino ai nostri giorni,con la presente dichiarazionei sottoscritti Consiglieri Comunali invitano il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale, prima di trattare la nuova pianificazione del territorio locale in termini di zonizzazione. Di mettere a disposizione del Consiglio medesimo:1)gli atti di vendita dei terreni stipulati dall’1.1.2000 al 31.3.2003, (che per legge i Notai sono obbligati a notificare al Comune dove è ubicato il bene ceduto, ai fini della fiscalità locale);2)le richieste pervenute all’UTC del Comune in ordine a certificazioni di destinazione urbanistica dal 1.1.2000 al 31.3.2003 e copia delle certificazioni rilasciate da detto UTC nello stesso periodo.La presente, affinché il Consiglio Comunale sia messo nelle condizioni di proporre ed approntare scelte ponderate e non essere coinvolto in cambi di destinazione urbanistica di tipo speculativo, presumibilmente posti in essere nel periodo: 1.1.2000- 31.3.2003Isola 4.4.03 Firmato Gradino Ferrante Dionisi Billeci4) DELIBERA DI CONSIGLIO N 33 DEL 30.04.03"RICHIESTA AL MINISTERO DELLA DIFESA DI RICONVERSIONE AD USO CIVILE DELL'AREA DELL'EX BASE NATO"delibera di Consiglio n 33 del 30.04.03Il presidente propone l'adozione della seguente deliberazione:"Richiesta al Ministero della Difesa di riconversione ad uso civile dell'area dell'ex base NATO"Il consiglio comunalePremesso che sul territorio di questo comune insiste un ex deposito munizioni marina Militare;Vista la nota del Ministero della difesa- Gabinetto del Ministro- Servizio Pubblica informazione, del 20.3.2003. prot n 7/13987/12.17.75/03, con la quale, in risposta a specifica richiesta del Consigliere Giuseppe Ferrante, si comunica:Che con decreto Ministeriale del 20.12.1998, su richiesta dello stato maggiore della Marina, è stata disposta la definitiva soppressione dell'Ente deposito munizioni della Marina Militare, sito in Isola delle Femmine;Che, a seguito di quanto disposto, si è proceduto all'effettuazione dei lavori di messa in sicurezza del manufatto e l'infrastruttura è stata cancellata dall'inventario della NATO;che è incorso di perfezionamento il decreto di dismissione del bene per la sua restituzione all'agenzia del Demanio e che, in assenza di richiesta da parte di organi dello Stato, è prevista la cessione di detto bene alla Regione Sicilia;DeliberaPrendere atto che, sulla base di quanto dichiarato dal Ministero della Difesa, l'utilizzazione dell'infrastruttura di che trattasi per fini militari è da ritenersi priva di qualsiasi fondamento e che, pertanto, la stessa dovrà essere riconvertita ad usi civili.Riservarsi di richiedere all'ente cui perverrà la proprietà del bene di concordare la destinazione ultima del bene stesso.Il consiglio Comunale Vista la superiore proposta di deliberazioneRitenutola meritevole di approvazioneCon voti unanimi, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati da presidentedeliberaApprovare la superiore proposta di deliberazione3) EX CASERMA NATO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 4.05706 12.3.03 RISPOSTA 26.4.05Rifondazione Comunista Interrogazioni Presidenza del Consiglio Interrogazione a risposta scritta 4.05706 del 12 marzo 2003 e risposta pubblicata il 26 aprile 2005 Torna ad elenco Interrogazione a risposta scritta 4.05706 del 12 marzo 2003 e risposta pubblicata il 26 aprile 2005RUSSO SPENA, DEIANA e CENTOAl Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesaPer sapere - premesso che: in località Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, sorge una base militare NATO ove sono stoccati munizionamenti ed armamenti di cui non è nota né l'esatta tipologia né la consistenza quantitativa; essendo la località di Isola delle Femmine in prossimità del grande centro abitato del comune di Palermo, è di vitale importanza che siano adottate tutte le precauzioni onde scongiurare eventi accidentali che potrebbero procurare drammatiche conseguenze per la popolazione civile -: quale sia la natura degli armamenti e dei munizionamenti stoccati presso la base militare sita nel territorio del comune di Isola delle Femmine (PA); se tale base sia o sia stata classificata quale «deposito generale munizioni Nato»; quali e quante siano le altre basi classificate con la stessa classificazione; quale sia la natura del tipo di armamento contenuto nelle basi denominate «deposito generale munizioni Nato»; se in tali basi siano presenti magazzini di materiali di difesa NBC (Nucleare, batteriologica, chimica); quali siano i piani di emergenza previsti per la popolazione civile delle aree circostanti tali basi; se siano stati valutati i rischi connessi alla vicinanza ad Isola delle Femmine dell'area metropolitana della città di Palermo; quali siano gli intendimenti del Governo per la futura operatività di tale base; se in relazione all'adozione del principio di cautela non ritenga opportuno il suo smantellamento. (4-05706)Risposta. - Occorre in premessa precisare che in Italia non esistono depositi di munizioni costruiti, gestiti ed impiegati dalla NATO nei termini indicati con l'atto in questione. In particolare, alcuni depositi attualmente in uso, presentano internamente delle strutture costruite e/o ampliate con fondi NATO - e, pertanto, inserite nell'inventario NATO - ma, di fatto, sono gestiti ed impiegati per le esigenze delle nostre Forze armate. Ciò posto il deposito munizioni della Marina militare, sito nel territorio del comune di Isola delle Femmine (Palermo), è stato soppresso a far data dal 30 giugno 1998, in attuazione delle disposizioni di cui al decreto ministeriale 20 dicembre 1998 e, alla fine dello stesso anno, sono state completate le operazioni di trasferimento del munizionamento presente a quella data all'interno dei relativi locali. Al riguardo, il sindaco del suddetto comune, a seguito di un sopralluogo effettuato nel marzo 2003 per verificare la presenza o meno di armi nell'area in argomento, ha confermato che la base non viene più utilizzata quale deposito di munizioni. In particolare, il citato Deposito è stato ufficialmente cancellato dall'inventario NATO il 29 febbraio 2000 e chiuso il successivo 1o aprile, con conseguente completamento dei lavori di messa in sicurezza dell'infrastruttura mediante chiusura definitiva delle gallerie con elementi strutturali. Stante la carenza d'interesse al mantenimento della disponibilità del bene, per le finalità istituzionali della Forza armata, ne è stata determinata la dismissione. Il relativo iter procedimentale è, allo stato, in corso di definizione. A tal proposito, l'Ufficio territoriale del Governo di Palermo ha reso noto che l'amministrazione comunale interessata ha già intrapreso iniziative volte ad ottenere l'affidamento dell'intera area in parola per includerla nella locale riserva naturale. Quanto alla disponibilità di altri depositi classificati con la stessa denominazione «NATO», sono attualmente in uso tre depositi, nei quali viene custodito munizionamento navale di tipo convenzionale e, in particolare, in due di essi è presente materiale di proprietà nazionale destinato esclusivamente alla protezione individuale e al rilevamento NBC che non comporta, quindi, alcun pericolo per le aree abitate limitrofe. Con riferimento, in ultimo, ai piani d'emergenza per la popolazione civile si precisa che la predisposizione degli stessi è demandata alle prefetture territorialmente competenti con l'eventuale concorso della Difesa. Peraltro, si sottolinea che la scelta dei siti su cui dislocare i depositi e le misure di sicurezza in atto escludono eventuali pericoli per le aree abitate. Il Ministro della difesa: Antonio Martino.[ comunicati stampa ] [ rassegna stampa ] [ interventi in aula ] [ attività parlamentare ] [ dossier ] [ chi siamo ] [ home page ] http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed604/btris.htmhttp://robertocantoni.splinder.com/archive/2005-116)ITAS FINALMENTE DEMOLITA Isola delle Femmine 19.04.2006Nell’ambito del risanamento della fascia costiera e grazie alla collaborazionecon un corpo specializzato dell’esercito, è stata finalmente demolita unafatiscente struttura, che da oltre 30 anni ha deturpato l’intero lungomaredi Isola delle Femmine. Finita la demolizione è iniziata un’opera di bonificadell’area, che permetterà in un prossimo futuro collegare, con una nuovastrada, la zona delle ville di via Giovanni Bosco con la spiaggia di Viale Marino.19.04.2006 11-04-2006 E' iniziata ieri la demolizione di una grossa struttura edilizia abusiva sul lungomare di Isola delle Femmine a pochi chilometri da Palermo. All'opera uomini e mezzi del IV reggimento del Genio Militare, di stanza nella caserma "Ciro Scianna" di Palermo al comando del colonnello Luigi Masiello. Il reparto dell'esercito ha avviato l'abbattimento dell'edificio nell'ambito di un'attivita' addestrativa in convenzione con il Comune di Isola delle Femmine, che ha messo a disposizione un'area di sua proprieta'.La demolizione eliminera' dal litorale alcune strutture fatiscenti per complessivi 4 mila metri cubi di cemento, di un vecchio stabilimento balneare realizzato nei primi anni '70.[AGI] vedi anche: http://www.agi.it/7) Delibera Consiglio 62 28.11.03 DELIBERA DI CONSIGLIO 62 DEL 28.11.03Dichiarazione di insussitenza di interesse pubblico e conseguente demolizione di un immobile ricadente all'interno della fascia di inedificabilità di ml 150 dalla battigia acquisita al patrimonio comunale viale marino identificato al nct foglio 1 part 671 672 443 301 21 71 e70Il responsabile del iii settore ach Monica Giambruno, sottopone all'approvazione del C.C. la seguente proposta di deliberazione.PremessoChe con determinazione del sindaco 25 del 2.2.02 è stato conferito l'incarico di responsabile del III settore tecnico all'arch Monica Giambruno;che la ditta I.T.A.S. s.r.l. ha realizzato un immobile costituito dalla sola struttura intelaiata in c.a., la cui costruzione è stata autorizzata con licenza edilizia 74 del 26.1.79 per la realizzazione di un complesso balneare e successiva variante prot 3580 del 27.9.79 per intervenute varianti al progetto originariamente approvato;Accertato che la ditta non ha provveduto a realizzare i muri di tompagnamento esterno atti a far ritenere l'immobile volumetricamente ultimato così come definito dall'art 31 della L 47/85;Vista la nota prot 3896 3.4.97 con la quale l'ufficio tecnico relazionò al Sindacocirca la situazione edilizio-urbanistica del complesso in argomento, evidenziando l'avvenuta scadenza dei titoli e quindi l'illeggittinità delle opere realizzate dall'ITAS;Vista l'ordinanza sindacale 16 7.4.97 con la quale veniva ingiunto alla ditta ITAS nella persona del liquidatore Sig Montalbano Giangiuseppe, il ripristino dello stato dei luoghi mediante demolizione delle strutture esistenti e ricostituzione dei piani di campagna originari;Visti i verbali di inottemperanza all'ordinanza sindacale 16 7.4.97 prot 34/97PG del 2.8.97 e 13148/CC 12.11.97;Vista l'istanza di concessione edilizia in sanatoria avanzata ai sensi dell'art 13 L 47/85, in data 11.8.97 prot 9539, dal Sig Montalbano Giangiuseppe, rappresentante pro-tempore dell'ITAS S.r.l. tendente ad ottenere il mantenimento ed il completamento delle opere edili realative allo stabilimento balneare "ARACNE" sito nel Comune di Isola delle Femmine viale Marino sull'area identificata al N.C.T. al foglio di mappa 1 particelle 672 671 443 301 21 71e 70 estesa complessivamente mq 15.093;vista la nota prot 11407 7.10.97 con la quale l'ufficio tecnico relazionò in merito evidenziando che non risultavano soddisfatte le condizioni di cui all'art 13 L 47/85 per il rilascio della concessione richiesta;Visto il PARERE CONTRARIO espresso dalla C.E.C. della seduta del 9.10.97Considerato che trascorsi 60giorni dalla richiesta di concessione edilizia, senza che il Sindaco si sia pronunciato, la stessa è da ritenersi RESPINTA secondo quanto disposto dall'art 13 L 47/85Considerato che in data 18.8.97 è pervenuto ricorso al T.A.R. presentato dalla ditta I.T.A.S. s.r.l. avverso l'ordinanza sindacale 16/97:Vista l'ordinanza 2155/97 del giorno 8.10.97 del Tribunale Amministrativo Regionale delle Sicilia sede di Palermo Sezione Prima con la quale è stata respinta la domanda di sospensione dell'esecuzione dell'ordinanza sindacale 16/97Visto l'accertamento di inottemperanza all'ordinanza sindacale 16/97 emesso dal Sindaco 20.5.98 prot 6140;Considerato che in data 18.8.98 è pervenuto ricorso al T.A.R. della Sicilia sede di palermo Sezione Prima con la quale è stata accolta la sospensione dell'esecuzione del provvedimento sindacale prot 6140 20.5.98 impugnato dall'ITAS in via giurisdizionale con ricorso 2694/98/1° con la seguente motivazione "... nell'assorbente considerazione che andava in forma sanzionatoria, reiterata la diffida a demolire";Vista l'ordinanza di rispristino dello stato dei luoghi 61/R.O. 11.12.02 a carico dell'ITAS nella persona del liquidatore Dr Giancarlo Ciacciofera relativo all'immobile sito nel comune di Isola delle Femmine viale marino identificato al N.C.T. al foglio di mappa 1 particelle 672 671 443 301 21 71 e 70;Visto il verbale di inadempienza all'ordinanza 61 11.12.02 redatto dal comando dei vigili urbani dekl comune di isola delle Femmine il 2.5.03 prot 65/03/PG;Vista la nota di trascrizione della Conservatoria dei RR.II di Palermo 31.10.03 44302/31873, avente per oggetto il "Provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio del comune di Isola delle Femmine" dell'immobile di che trattasi;Vista la consistenza dell'immobile, la posizione, la soluzione architettonica, lo sviluppo planimetrico;Viste le prescrizioni di cui alla lettera a) dell'art 15 L.R. 78 del 1976 che così recita "le costruzioni devono arretrarsi di ml 150 dalla battigia, entro detta fascia sono consentite opere ed impianti destinati alla diretta-fruizione del mare, nonchè la ristrutturazione degli edifici esistenti senza alterazione dei volumi già realizzati"ProponeDi dichiarare insussitenti gli interessi pubblici per la conservazione dell'opera alla sua natura e consitenza e conseguentemente di demolire l'immobile indicato al catasto con il foglio 1 particelle 672 671 443 301 21 71 e 70 viale marino, acquisito al patrimonio comunale con nota di trascrizione della conservatoria dei registri immobiliari di palermo del 31.10.03 44302/31873Il Sindaco preventivamente illustra tutto l'iter passato che si concluderebbe con l'atto in questione;Arch D'Arpa illustrando la proposta dell'ufficio afferma che l'ubicazione dell'immobile entro i 150 m dalla costa non consente altra soluzione che la demolizione;Il cons Spanò parlando a nome del gruppo Forza Italia esprime il parere favorevole all'accoglimento della proposta dell'ufficio tecnico ritenendo la demolizione l'unica soluzione possibile, anche in conseguenza della vetustà della struttura e del conseguente deterioramento della stessa. Afferma, inoltre, che in tal modo verrebbe eliminato uno sconcio non indifferente;Il cons Favaloro a nome del gruppo Isola per Tutti stante il negativo impatto ambientale e l'impossibilità di un recupero preannuncia il voto favorevole del gruppo di apparteneza alla demolizione dell'immobile di che trattasi.Il consiglio ComunaleVista la superiore proposta di deliberazionePreso atto degli interventi come sopra riportatiCon voti unanimi espressi per alzata di manoaccertati e proclamati dal presidente con l'assistenza degli scrutatorideliberaApprovare la superiore proposta di deliberazione8) DELIBERA DI GIUNTA 50 6.4.06Il Sindaco sottopone all’approvazione della Giunta la seguente proposta di deliberazione: “Adempimenti connessi all’abbattimento della struttura in c.a. ex ITAS”LA GIUNTA COMUNALEPremesso che a seguito di apposito accordo con il genio militare è stato stabilito di attuare in questo territorio comunale un corso addestrativo nel cui ambito personale militare utilizzando macchine ed attrezzature proprie procedesse alla demolizione di un immobile acquisito al patrimonio del comune in quanto realizzato in assenza di concessione;Ritenuto che detto intervento, oltre a essere importante per l’esercito, risulta estremamente utile per quest’Amministrazione che si vede sollevata da un notevole impegno economico inerente alla demolizione di detto immobile;Considerato che l’intervento viene effettuato a titolo gratuito, restando a carico del Comune i costi derivanti dallo smaltimento degli sfabbricidi da effettuarsi presso apposita discarica autorizzata, nonché gli ulteriori interventi richiesti nel corso dell’esecuzione dell’opera dal responsabile militare del corso;Ritenuto che il costo dello smaltimento del materiale risultante dalla demolizione così come calcolato presuntivamente da questo ufficio tecnico comunale può essere quantizzato in € 3.000,00;Ritenuto, altresì, che si reputa opportuno assicurare il necessario vitto al personale militare partecipante al corso, e che a tal fine è possibile autorizzare detto personale ad utilizzare i buoni pasto forniti dal comune al proprio personale, per un importo presunto di € 500,00;Ritenuto che onde far fronte alle esigenze che verranno prospettate in corso d’opera dai responsabili militari si reputa opportuno impegnare la spesa presuntiva di € 1000,00 dando mandato all’economo comunale di provvedere in ordine alle esigenze che dovessero prospettate dal genio militare;Vista la legge 8.6.1990, n.142, recepita con modifiche dall’art.1 della L.R.11.12.1991, n.48 e successive modifiche ed inegrazioni;Visto il vigente O.A.EE.LL. in Sicilia;DELIBERA1. Di prendere atto che a seguito dell’accordo intervenuto con l’esercito italiano, il genio militare provvederà a esperire nel territorio di questo Comune un corso di addestramento, riservato al personale militare addetto all’utilizzo di macchine pesanti, nel corso del quale si provvederà all’abbattimento della struttura in cemento armato ex ITAS acquisita al patrimonio di questo Comune in quanto realizzata senza la necessaria concessione edilizia;2. Impegnare per le motivazioni di cui in premessa la complessiva somma di € 4500 per far fronte alle spese di smaltimento in discarica del materiale da costruzione oggetto della demolizione, nonché per il soddisfacimento delle esigenze che dovessero essere prospettate in corso d’opera dai responsabili militari del corso;3. Imputare la superiore spesa al cap. 3102 del bilancio di previsione 2006 in corso di formazione alla voce “Patrimonio del Comune” che presenta la necessaria disponibilità, dando atto che trattasi di spesa obbligatoria non ripartibile in dodicesimi.4. Autorizzare l’erogazione di buoni pasto a favore del personale militare partecipante a qualsiasi titolo al corso, nonché autorizzare l’economo comunale a farsi carico di tutti gli adempimenti richiesti dal genio militare necessari alla buona riuscita della demolizione.PARERI AI SENSI DEGLI ART.53 E 55 DELLA LEGGE 8.6.1990, N.142, RECEPITA CON L'ART.1 DELLA L.R. 11.12.1991, N.48.Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica sulla superiore proposta di deliberazione. IL RESPONSABILE AMMINISTRATIVO Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità contabile sulla superiore proposta di deliberazione.IL RESPONSABILE ECONOMICOLA GIUNTA COMUNALEvista la superiore proposta di deliberazione;Con voti unanimi, espressi per alzata di mano;DELIBERA Approvare la superiore proposta di deliberazione.Indi, con separata votazione unanime espressa per alzata di mano dichiara il presente atto IMMEDIATAMENTE ESECUTIVO9) PER SAPERNE DI PIU’9a)ECOMOSTRO ALL’ISOLA DI DINO IN CALABRIALa protesta / Consiglieri comunali e ambientalisti A cura di Roberto De Santo . A parlare è Giacomo Bella, consigliere comunale d'opposizione del gruppo praiese "Nuovi Orizzonti". . Per i consiglieri comunali di minoranza di Praia a Mare, . Si tratta, secondo il consigliere comunale, di un fatto unico in Calabria che permette l'assalto incontrastato all'intera costa praiese. Ma i margini per fermare i lavori di costruzione dell'ecomostro di Fiuzzi, per l'esponente politico praiese, ci sarebbero. . Infine il consigliere d'opposizione denuncia illegittimità della condotta adottata dall'amministrazione comunale che ha rifiutato di trasmettere, nonostante la richiesta formale da parte del gruppo consiliare d'opposizione, tutti gli atti che riguardano la realizzazione dell'albergo in località Fiuzzi. . Un giudizio condiviso dagli ambientalisti che giudicano la costruzione del mega albergo davanti all'isola di Dino . .Assalto alle coste - Manifestazioni di piazza e interrogazioni parlamentari non fermano i lavori alla struttura da 52mila metri cubi Un ecomostro accanto all'ombrellone A Praia a Mare un albergo alto 14 metri sorgerà sul litorale sottoposto a vincolo paesaggistico - Già costruiti quattro piani dell'edificio - Saranno spesi 21 milioni - Il cantiere avviato nel 2003 A cura di Roberto De SantoParte oggi con il servizio su Praia a Mare il viaggio del Sole 24Ore-Sud tra le brutture urbanistiche (e ambientali) del Mezzogiorno. Nelle prossime settimane pubblicheremo altri servizi su quanto è avvenuto in Campania, in Sicilia, in Puglia e in Basilicata. Un vincolo paesaggistico aggirato, una società nata qualche giorno prima della gara, un'altra impresa in contenzioso con il Comune e infine un terreno demaniale dato in concessione con la previsione di un definitivo passaggio di proprietà. Sono le tappe salienti che hanno permesso alla Mediterranea, una società edile cosentina di avviare i lavori per la costruzione di un mega albergo a pochi metri dall'isola di Dino. Una zona considerata da sempre uno dei paradisi naturalistici dell'intera costa calabrese. Una località che rischia ora di essere compromessa per la realizzazione di un nuovo "Fuenti". L'albergo in costruzione, una volta completato, sarà alto 14 metri, avrà 670 posti letto e occuperà una superficie del demanio comunale di oltre 25mila metri quadrati in località Fiuzzi, praticamente a pochi passi dalla spiaggia di Praia a Mare in provincia di Cosenza. Al termine dei lavori saranno riversati sul litorale di Praia 52mila metri cubi di cemento. La madre di tutte le delibere. Una storia, quella del mega albergo di Praia a Mare, cominciata quattro anni fa: il 10 maggio del 2000 il consiglio comunale vara la delibera n. 9 con la quale si dà il via libera all'iter per la realizzazione della mega struttura turistica. In particolare con questa delibera, votata a maggioranza (10 consiglieri su 14 presenti), il consiglio comunale approva il progetto voluto dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Praticò: dare in concessione onerosa a terzi l'area di contrada Fiuzzi e recuperare così i fondi per la costruzione di nuovi impianti sportivi. Disegno che in Consiglio comunale ottiene il no della minoranza, che giudica il progetto di costruzione dell'albergo incoerente con il piano regolatore generale e l'area inadeguata a sostenere il peso della struttura. Per l'opposizione è incomprensibile l'obiettivo di costruire un nuovo impianto sportivo (campo di calcio e pista di atletica leggera) visto che proprio con la costruzione dell'albergo si andava a distruggere un altro impianto sportivo perfettamente funzionante, realizzato negli anni Ottanta con i fondi del Coni e costato 800 milioni di lire (oltre 400mila euro). La gara d'appalto. Qualche mese dopo l'approvazione della delibera consiliare, il 30 novembre del 2000, la giunta comunale di Praia indice una gara con il sistema della licitazione privata con la quale punta ad affidare la concessione del diritto di superficie del terreno di proprietà comunale finalizzato alla costruzione dell'albergo e i lavori per la realizzazione dello stadio di calcio e della pista di atletica leggera in località Santo Stefano. Alla gara vengono invitate sette imprese: tra queste la So.Co.Me. srl di Napoli e la Mediterranea srl di Rende. La prima già conosciuta per essersi aggiudicata i lavori per la costruzione di un campo di golf in località Zaparia di Praia: lavori interrotti da oltre tre anni per i quali la società ha già un contenzioso con il Comune di Praia. L'altra società, la Mediterranea, nata pochi giorni prima della gara al momento dell'invito a partecipare risulta addirittura inattiva. Saranno proprio queste due società a vincere la gara: la So.Co.Me. per la realizzazione dell'impianto sportivo in località Santo Stefano (costo previsto: oltre un miliardo e 219 milioni di lire, quasi 600mila euro) mentre la Mediterranea ottiene la concessione del diritto di superficie finalizzata alla costruzione di un albergo in località Fiuzzi con un investimento previsto di oltre 42 miliardi di lire (poco più di 21 milioni di euro). La società rendese si impegna a pagare due miliardi e 501 milioni di lire (oltre un milione e 290mila euro) per il diritto di superficie e un canone annuo di un milione di lire (quasi 500 euro) per i 99 anni di concessione prevista dalla gara. L'osservazione sparita. Qualche mese dopo, nel corso dell'estate del 2001 il Comune di Praia a Mare indice una conferenza di servizi per l'acquisizione di tutti i pareri e nulla osta e dare il via libera definitivo alla costruzione dell'albergo lungo il litorale praiese. Un passaggio delicato nel corso del quale si verificano alcuni episodi poco chiari. Nella seduta del 30 luglio 2001 la Regione Calabria presenta alcune osservazioni al progetto. Una delle osservazioni però non si trova nel verbale del provvedimento conclusivo della conferenza di servizi redatto l'8 agosto. Intanto la sovrintendenza di Cosenza dà il via libera alla costruzione della struttura senza tenere conto del vincolo paesaggistico vigente sull'area stabilito dal decreto ministeriale del 16 febbraio 1970. L'avvio dei lavori. Acquisiti i pareri e incassata nel 2002 anche la variante al Prg comunale che trasforma l'area data in concessione alla Mediterranea in zona dove è ammessa la realizzazione di strutture ricettive alberghiere, il Comune di Praia a Mare stipula un contratto con la Mediterranea srl. Il contratto prevede anche l'allungamento del periodo di concessione e l'inserimento della clausola della rinnovabilità ma soprattutto la possibilità da parte del Comune di Praia di cedere il terreno alla ditta costruttrice trascorsi dieci anni dall'ultimazione dei lavori e dunque il definitivo passaggio del demanio ai privati. I lavori per la realizzazione dell'albergo sono stati avviati nel 2003 e oggi la struttura ha già raggiunto il quarto piano. I lavori per la costruzione dell'impianto sportivo in località Santo Stefano, dopo opere di sbancamento, vanno a passo di lumaca. Antonio Praticò non è più sindaco: è diventato presidente del consiglio comunale e consigliere provinciale. Il sindaco è Biagio Praticò, fratello di Antonio. Le proteste. L'intera vicenda ha sollevato una serie di proteste da parte degli ambientalisti e delle forze politiche d'opposizione. Inoltre proprio per chiarire i passaggi burocratici che hanno portato alla realizzazione della struttura alberghiera sono state presentate interrogazioni oltre che in Consiglio comunale da parte del gruppo d'opposizione "Nuovi Orizzonti" anche in Consiglio regionale da parte del consigliere d'opposizione e capogruppo dei Verdi, Diego Tommasi.9b)ECOMOSTRO FUENTI UN ESEMPIO DI RIQUALIFICAZIONEMostro di Fuenti: prossimo appuntamento il 9 febbraio Ancora dubbi sulla realizzazione del Parco di 05/02/2004 – Il caso Fuenti non giunge ancora a capolinea. Nonostante la decisione di abbattere l’albergo “mostro” non sia delle più recenti, la parola definitiva sul piano di intervento per il recupero dell’area non è stata ancora pronunciata. Un aggiornamento è ora atteso per il 9 febbraio, giorno in cui l'assessore regionale all'Urbanistica Marco di Lello ha fissato la prossima Conferenza di servizi.Alla vigilia dell’ultima riunione istituzionale (13 gennaio) sembrava che mancasse poco al traguardo finale, ma si sono resi necessari ulteriori approfondimenti.Ricordiamo che il piano di intervento per il recupero dell’area è stato presentato dalla famiglia Mazzitelli, proprietaria del sito. Attraverso la Turismo Internazionale Srl, i Mazzitelli sarebbero disposti ad investire circa 3 milioni di euro per realizzare un parco turistico ricettivo, che includa stabilimenti balneari, un centro di benessere e la realizzazione di un giardino mediterraneo che consentirebbe, secondo la Turismo Internazionale, il “restauro paesaggistico” dell’area.Cesare Marciano, sindaco del comune di Vietri (dove si trova l’albergo), ritiene che il problema abbia avuto origine nella mancata scelta di un progetto di riqualificazione prima che si procedesse con l’abbattimento della struttura; e sottolinea l’importanza che adesso qualsiasi progetto di questo tipo si riveli conforme al Put. A questo proposito sembrerebbe che il progetto del Parco turistico per il recupero dell’area in questione sia in linea con il Put. Lo avrebbe annunciato verbalmente il professore Gaetano Scoca, ordinario di Diritto Amministrativo presso l'università La Sapienza di Roma, a Marciano prima della comunicazione ufficiale attesa per il 9 febbraio.Non sono, tuttavia, di questo parere gli ambientalisti, i quali non accettano l’idea di un recupero della zona attraverso imponenti strutture di cemento armato ed interventi considerevoli nella prospettiva di un ricostruzione da “set cinematografico”.Fuenti: un polo turistico al posto dell’albergo abusivo Al via riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area.03/06/2005 – Al via la riqualificazione e la valorizzazione paesaggistica dell’area del Fuenti nel territorio del Comune di Vietri Sul Mare, dove un tempo sorgeva abusivamente l’Amalfitana Hotel. Dopo il parere favorevole di compatibilità ambientale espresso lo scorso 11 febbraio dalla Commissione di Valutazione di Impatto ambientale, il progetto proposto dalla società Turisamo Internazionale s.r.l. – Gruppo Mazzitelli – di Bari riceve il sì anche dalla regione. Mentre il Comune di Vietri Sul Mare ha rilasciato il permesso per la realizzazione di opere di cantierizzazione, pulizia e messa in sicurezza.Il suddetto progetto prevede la realizzazione, al posto del vecchio mega albergo abusivo, di un parco turistico con una nuova struttura alberghiera. Si procederà subito al recupero della piena fruibilità della spiaggia.Dove un tempo sorgeva l’Amalfitana Hotel si realizzerà un terrazzamento del terreno su tre livelli per la coltivazione di vigneti autoctoni.Nell’area dell’ex parcheggio sorgeranno locali per la sosta delle auto e la strada di collegamento alla statale.Per il restauro paesaggistico si prevede la realizzazione del giardino mediterraneo, che sarà caratterizzato da agglomerati di roccia e vegetazione spontanea arborea.Puglia, fondi per recuperare aree degradate da abusivismi Le risorse dalle sanzioni inflitte ai responsabili di opere abusive.28/03/2006 - È stato approvato dalla Giunta regionale della Puglia un disegno di legge che prevede l’impiego dei fondi provenienti dalle sanzioni pecuniarie inflitte ai responsabili di opere abusive realizzate in aree soggette a tutela paesaggistica, per interventi di recupero delle aree degradate da abusivismi e sottoposte a vincolo.In una dichiarazione, l’assessore all’assetto del territorio, Angela Barbanente, ha ricordato che il fondo ammonta a 1.973.271,72 euro che possono essere utilizzati esclusivamente per il recupero dei territori sottoposti a vincolo paesaggistico compromessi dalla presenza di edificazione abusiva.Gli interventi finanziabili sono:- progetti finalizzati al risanamento, al recupero ed alla riqualificazione di situazioni paesistico-ambientali compromesse da processi abusivi in aree sottoposte a tutela paesaggistica;- anticipazione delle spese per la demolizione delle opere abusive con relativo ripristino dello stato dei luoghi e ricomposizione degli elementi paesistico-ambientali.Sarà data priorità ai progetti situati in aree di maggiore valore paesistico-ambientale; che prevedano maggiori misure di compensazione e mitigazione degli impatti causati dagli abusi e che siano cofinanziati dai proponenti. 9c)ECOMOSTRI ABBATTUTI A PINETAMARE E A MONDRAGONE"Altri due ecomostri che vanno giù - ha spiegato Legambiente in un comunicato - un successo per la nostra associazione, che ha fatto della lotta all’abusivismo una priorità per il nostro paese. L’abbattimento di questi altri ecomostri è soprattutto un successo per la legalità, un chiaro segnale a quell’industri dell’abusivismo che ogni giorno continua a tirar su 77 case completamente fuorilegge."Saranno abbattuti venerdì gli ecomostri di Pinetamare e MondragoneCASTELVOLTURNO - Il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino e l' assessore all'Urbanistica, Marco Di Lello assisteranno venerdi' prossimo alla demolizione del pontile sul lungomare di Mondragone e, successivamente, anche all' abbattimento di due torri del Villaggio Coppola.Il pontile di Mondragone (definito dalle associazioni ambientaliste ''ecomostro'') fu stato realizzato alla fine degli anni settanta ma mai ultimato e reso fruibile per la nautica da diporto. Nella stessa giornata di venerdi' e' previsto un altro importante appuntamento. Infatti, dopo l' abbattimento di una prima torre avvenuto nel maggio 2001, saranno demolite altre due torri del Villaggio Coppola Pinetamare."Altri due ecomostri che vanno giù - ha spiegato Legambiente in un comunicato - un successo per la nostra associazione, che ha fatto della lotta all’abusivismo una priorità per il nostro paese. L’abbattimento di questi altri ecomostri è soprattutto un successo per la legalità, un chiaro segnale a quell’industri dell’abusivismo che ogni giorno continua a tirar su 77 case completamente fuorilegge." Sono trascorsi diversi anni dalle prime denunce sul Fuenti- commenta Legambiente- Da allora abbiamo iniziato una battaglia difficile, lunga , impegnativa. Ma l’abbiamo vinta. Come abbiamo vinto ad Eboli per le villette della camorra, nel Parco del Cilento per gli scheletri di Punta Licosa. Venerdì cadranno giù altri due tasselli- prosegue Legambiente- da tempo inseriti nella nostra lista degli ecomostri. Una decisione che attendevamo da tempo, un atto dovuto per dire che l'abusivismo non paga più e che il futuro anche turistico della litorale-domizio flegreo- conclude Legambiente- è sempre più legato inestricabilmente alla valorizzazione dell'ambiente ed alla difesa della legalità".Villaggio CoppolaUn milione e mezzo di metri cubi realizzati, tre milioni di metri cubi di aree demaniali abusivamente occupate, il Villaggio Coppola è senza dubbio il più pesante e devastante intervento edilizio lungo quel mostruoso unicum urbanistico che è la costa domiziana- flegrea. L'insediamento- commenta Legambiente- nasce nei primi anni '60, realizzato dalla Società immobiliare Fontana Bleu. Alberghi di lusso, appartamenti, centro congressi, il silos parcheggi, otto torri di 12 piani, 15.000 abitanti previsti, 165 procedimenti penali in corso. Il tutto per un valore di circa 100 miliardi, una vera e propria città abusiva costruita su spiaggia e pineta demaniale. Il 90% delle case, si calcola, è stato costruito abusivamente ed il 60% di queste su terreni demaniali. . Nel 1995 scattano i sequestri disposti dal sostituto procuratore Donato Ceglie, inizio di una lunga vicenda giudiziaria che non ha ancora visto la parola fine. Nel frattempo le ruspe (pagate da chi aveva costruito abusivamente) hanno terminato d’abbattere la sopraelevata del Parco Saraceno, 800 metri di asfalto abusivo che collegavano la darsena con le strade principali, mentre nel maggio del 2001 va giù la prima torre. Ma il progetto di recupero del Villaggio Coppola non si deve fermare- denuncia Legambiente- occorre demolire le altre sette torri abusive e dare corso al progetto di riqualificazione dell’intera area. Gli interventi per il ripristino della legalità in una zona già tanto danneggiata, passa necessariamente attraverso il rigoroso rispetto della legge sull’abusivismo e il divieto assoluto di nuove concessioni.Il “moncone in cemento armato” a MondragoneLungo il lungomare di Mondragone- spiega Legambiente- continua a fare bella mostra di se da oltre vent’anni un moncone di cemento armato mai ultimato, un pontile d’attracco che parte dalla terra ferma, attraversa l’intero arenile e si protrae per qualche decina di metri nel mare. Il progetto originario risalente al 1971, prefigurava un pontile di attracco per piccole imbarcazioni, che si sarebbe dovuto addentrare per oltre 256 metri nel mare e consentire così, anche, una gradevole passeggiata panoramica. I lavori partiti agli inizi degli anni ’80 non sono mai stati ultimati, non solo per lungaggini tecnico-burocratiche, ma soprattutto per lo stop decretato il 20 settembre 1990 dall’allora Ministro dei Beni Culturali e Ambientali che ritenne l’opera incompatibile con la vocazione turistico-balneare dell’area. Una colata di cemento senza futuro che continua a sfregiare e deturpare il litorale.9d)ECOMOSTRI ALIMURI LO SCEMPIOGli scheletri dell'ecomostro di Alimuri, uno schiaffo all'immagine e al paesaggio naturalistico della penisola sorrentina, dal 1971 presidia maestoso una delle conche più belle del golfo di Napoli.Nel 1964 viene rilasciata la licenza per costruire, sulla spiaggia della conca di Alimuri, un albergo di 100 vani. Nel 1967 la licenza viene rinno vata per la costruzione di 50 vani più accessori per un altezza massima di 5 piani. Nel 1971 la Soprintendenza ordina la sospensione dei lavori ma il ministero della Pubblica Istruzione accoglie il ricorso proposto dal titolare della licenza.Nel 1976 la Regione Campania annulla le licenze rilasciate dal Comune perché in contrasto con il Programma di Fabbricazione, ma il Tar Campania nel 1979 ed il Consiglio di Stato nel 1982 annullano gli atti adottati dalla Regione. Nel 1986 i lavori sono sospesi dal Comune di Vico Equense perché si rendono necessari lavori di consolidamento del costone roccioso retrostante.Completare l'ecomostro di Alimuri avrebbe un duplice “effetto”: dare corso all'ennesimo assalto al patrimonio ambientale della penisola sorrentina e rendersi responsabili di un’opera a rischio, costruita alle pendici di un costone roccioso fragile, inserito nella zona rossa, quella a maggior rischio, dell'ultimo piano d’intervento per il dissesto idrogeologico realizzato dall'Autorità di Bacino del Sarno. Basti pensare che i solai del complesso di Alimuri risultano attualmente sfondati da numerosi "fori" del diametro anche superiore al metro provocati da ripetuti crolli di blocchi lapidei staccatisi dal costone.L'amministrazione comunale di Vico Equense ha fatto rientrare l'area tra quelle di maggior pericolosità, censite nel nuovo Piano di Protezione Civile Comunale. Il 23 aprile 2003 viene stipulato un singolare accordo tra il Comune di Meta e quello di Vico Equense che di fatto si sarebbe “spogliato” delle proprie competenze istituzionali in merito alla tutela e salvaguardia del territorio delegandole a quello contiguo di Meta. L’accordo stabiliva esplicitamente: “che il Comune di Vico Equense si impegna a rilasciare la concessione di demolizione del manufatto (ndr del complesso di Alimuri) al Comune di Meta nel caso di esito positivo di acquisto dell’area”. Ma l’acquisto non è mai avvenuto poiché i proprietari non hanno mai dato il via libera.A questo punto la Regione Campania resta in attesa di proposte da parte dei proprietari e l’ecomostro continua a dominare la conca della penisola sorrentina.10) PER SAPERNE DI PIU’ LEGGI E FINANZIAMENTI10a) DA “IL NOTIZIARIO” DEMOLIRE E CONFISCARE LA LEGGE C’E’Spronare gli amministratori a rimboccarsi le maniche, agire da buoni padri di famiglia e ram-mentare il programma elettorale, senza piangere addosso, per le manovre che il governo e la regione mette in atto per ridurre sempre più le uscite e diminuendo nel contempo i trasferimenti. Vo-gliamo parlare dell’abuso edilizio cronico, elevato a sistema? Quante costruzioni illecite sono state registrate e che dimostrano l’i-nerzia dell’amministrazione inge-nerando così un legittimo affi-damento sulla liceità dell’operato di cittadini disonesti. La legge sui suoli stabilisce che, per ottenere il diritto di edificare, modificare, demolire un immobile, il cittadino ha l’obbligo di chiedere all’au-torità comunale la licenza edilizia, versare un contributo per le spese di urbanizzazione e una quota cal-colata sui costi di costruzione dell’opera. Senza la licenza edi-lizia, il Sindaco, con ordinanza, ingiunge la demolizione della co-struzione, confisca l’area occupata e la acquisisce al patrimonio del Comune. Considerato che la legge c’è, attribuisce ai Comuni le com-petenze nel campo dell’edilizia e offre gli strumenti atti a reprimere gli abusi, non si direbbe che nei comportamenti omissivi degli am-ministratori sia configurabile il reato di omissione di atti d’ufficio, che consiste nella violazione dell’obbligo giuridico di compiere un certo atto imposto dalla legge? Sulla casa gravano tante imposte inoltre la pressione fiscale è enormemente aumentata negli ultimi anni. Perché dunque il cittadino onesto deve assistere e tollerare il fenomeno generalizzato dell’abuso edilizio causato da inerti e colpevoli pubbliche istituzioni?Pino Ciampolillo Maggio200510b)ABUSI EDILIZI FINANZIAMENTI AI COMUNI PER DEMOLIREAl via il Fondo per demolizioni opere abusive50 milioni di euro per i Comuni che abbatteranno gli abusi edilizi23/03/2006 - Con la Circolare n. 1264 del 2 febbraio 2006, la Cassa Depositi e Prestiti ha reso noti i criteri per la ripartizione del Fondo per le demolizioni delle opere abusive.L’articolo 32, comma 12, della legge 326/2003 sul condono edilizio, prevede che la Cassa Depositi e Prestiti metta a disposizione 50 milioni di euro per la costituzione di un Fondo di rotazione a beneficio dei Comuni, per sostenere l’abbattimento delle opere costruite abusivamente.Il finanziamento è concesso ai Comuni in forma di anticipazioni, senza interessi, sui costi relativi agli interventi di demolizione delle opere abusive anche disposti dall'autorità giudiziaria e per le spese giudiziarie, tecniche e amministrative connesse. I Comuni devono restituire le anticipazioni, comprensive della relativa quota delle spese di gestione del Fondo, in un periodo massimo di cinque anni, utilizzando le somme riscosse a carico degli esecutori degli abusi.Le modalità di restituzione sono fissate da un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, emanato il 23 luglio 2004, che prevede un termine di 60 giorni dalla data di riscossione dei costi di demolizione.Anche se il Comune non ottiene il pagamento delle spese di demolizione da parte dei responsabili degli abusi, deve comunque restituire la somma alla Cassa ddpp entro cinque anni.La Cassa Depositi e Prestiti ha, inoltre, predisposto un Contratto di Anticipazione e il modello per la delega di pagamento.Contratto di AnticipazioneDelega di pagamentohttp://www.cassaddpp.it/10c)ABUSI EDILIZI SENTENZA TAR INGIUNZIONE A DEMOLIRESENTENZE AMMINISTRATIVE TOSCANE________________a cura di Francesco Massimo Pozzi5) TAR TOSCANA - III Sezione - sentenza n. 7 – 17 gennaio 2000 – Pres. Borea, Est. Migliozzi – Soc. M. P. E. S.p.A. (avv.ti Narese e Chiti) c. Comune di Empoli (avv. Farnetani) – ric. n. 1379/98.1. – Edilizia – Sanzioni – Ingiunzione a demolire – Competenza – Ante D.Lgs. n. 80 del 1998 – Sindaco – Dopo art. 45 D.Lgs. n. 80 cit. – Dirigente.1. – Il principio sancito dal comma 2 dell’art. 51 della legge 142/90 in merito alla distinzione di competenze tra organi di Governo e Dirigenti è stato reso concretamente operativo solo dall’art. 45 comma primo del D.Lgs. 80/98. Deve pertanto considerarsi legittima l’ordinanza sindacale di ingiunzione a demolire adottata prima della sua entrata in vigore.DIRITTO - Omissis... (pagg. 33 e 34). Non sussiste, infine, il vizio di incompetenza dedotto sul presupposto che l’ordinanza n. 120/98 (ingiunzione a demolire) avrebbe dovuto essere adottata dal Dirigente della competente struttura comunale anziché (come avvenuto) dal Sindaco.La legge n. 142/90 e il d.lgs. n. 29/93 hanno indubitalmente sancito il principio della separazione tra i poteri di indirizzo e quelli di gestione di guisa che i primi sono riservati agli organi politici dell’Ente locale, mentre i secondi ai dirigenti e comunque responsabili delle competenti strutture burocratiche.La legge n. 127/97 (c.d. Bassanini) si è data quindi carico di dare concreta attuazione al suindicato principio ma l’erosione delle competenze dell’organo politico è stata graduale e progressiva concludendosi, in particolare, solo con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 80 del 31 marzo 1998, lì dove con tale normativa si è stabilito (art. 45 comma 1) che le disposizioni previgenti che fanno riferimento a organi di governo per l’adozione di atti aventi contenuto gestionale-amministrativo sono da intendersi nel senso che la competenza spetta ai dirigenti.Con tale ultima norma si è voluto dare concretezza operativa alla distinzione contenuta nell’art. 3 del medesimo decreto e già enucleata nel principio sancito dal comma 2 dell’art. 51 della legge 142/90, in base alla quale gli organi di governo definiscono gli obiettivi e i programmi da attuare in relazione alle funzioni di indirizzo politico-amministrativo e verificano la rispondenza dei risultati della gestione alle direttive impartite, mentre ai dirigenti spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l’adozione di atti e provvedimenti amministrativi, ivi inclusi quelli che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo.Deve dedursi quindi, per effetto di tale disposizione che tutti gli atti di carattere gestionale adottati dagli organi dei Comuni e delle Provincie (Consiglio, Giunta, Sindaco / Presidente) sono viziati da incompetenza.A tale regola però sfugge, l’ordinanza n. 120/98 qui impugnata che risulta adottata il 26 marzo 1998 e cioè prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 80/98, provvedimento in relazione al quale non può, perciò affermarsi l’avvenuta devoluzione della competenza in capo al funzionario dirigente la competente struttura comunale.Omissis.torna a Prima Paginawww.sentenzetoscane.it