Source: https://www.studioassociatoborselli.it/it/coronavirus-e-sfratto-per-morosita-gli-effetti-del-dl-cura-italia-su-ogni-termine/
Timestamp: 2020-04-08 15:29:38+00:00
Document Index: 83958356

Matched Legal Cases: ['art.83', 'art.660', 'art.83', 'art.660', 'art.2', 'art.103', 'art.103']

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E’ dunque importante analizzare in che misura il decreto-legge n.18 del 17 marzo 2020 (cd. “Cura Italia”) di recente approvazione abbia sospeso i termini per le procedure in corso anche al fine di valutare se è possibile essere sfrattati in tempo di Coronavirus.
Abbiamo semplicemente schematizzato la procedura per la convalida dello sfratto e la sua esecuzione al fine di valutare l’incidenza del d.L. “Cura Italia” su ogni singolo termine ad essa appartenente. Il decreto-legge n.18 del 16 marzo 2020 recante le “misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” . Per quello che ci interessa il Decreto ha disposto il rinvio di tutte le udienze a data successiva al 15 aprile e la sospensione, in genere, di tutti i termini procedurali ( per il testo integrale del Dl Cura Italia si clicchi “D.L. del 17 marzo 2020 n. 18”)
Iniziamo da una precisazione, la sospensione contenuta nel decreto-legge opera per tutte le materie, salvo alcune eccezioni. Tra queste non rientrano i procedimenti per la convalida di sfratto motivo per il quale bisognerà attendere il 15 aprile, o l’ ulteriore data prorogata, per iniziare un nuovo procedimento. Ad oggi, infatti, risulterebbe difficile sia il deposito dell’atto notificato, che la notifica in sé.
In questo caso, l’udienza del 20 marzo 2020 sarà differita a data successiva al 15 aprile 2020 in virtù della previsione del primo comma dell’art.83 del D.l. 18/2020 senza che si renda necessario alcun altro accorgimento.
Purtuttavia, potrebbe verificarsi una diversa situazione. Supponiamo che il locatore abbia notificato l’atto di intimazione in data 1 marzo, invitando il conduttore a comparire in udienza in data 20 aprile. Considerando che la sospensione è intervenuta in data 9 marzo e terminerà in data 15 aprile, non saranno passati i 20 giorni liberi intercorrenti!
Infatti dal 1 marzo (data notifica) al 9 marzo (data sospensione) sono passati 8 giorni e dal 15 aprile (data finale sospensione) al 20 aprile ( data udienza) ne saranno passati 5. Tutto ciò posto, il nostro locatore avrà fissato una data d’udienza in spregio alla previsione dell’art.660 c.p.c. non essendo trascorsi 20 giorni liberi tra la data della notifica e la data dell’udienza ma solo 13!
Pertanto si ritiene che il termine a comparire, essendo un termine “procedurale” goda della sospensione prevista dall’art.83 comma secondo, motivo per il quale l’eventuale sua pendenza nel periodo cuscinetto gli impedirebbe di realizzare la condizione prevista dall’art.660 c.p.c.
Quindi benché astrattamente il termine di grazia possa non rientrare nella sospensione dei termini e quindi terminare effettivamente il 1 giugno (non godendo di un’estensione dovuta alla sospensione), come nell’esempio riportato, è fuori dubbio che un ragionamento orientato alla sua funzionalità e al principio della buona fede processuale imporrebbe un suo ripristino in tempi più sereni. C’è da dire, ad ogni modo, che se l’udienza tesa alla verifica della persistenza dello stato di insolvenza del conduttore, successiva alla concessione del termine di grazia, ricada nel periodo “cuscinetto” questa sarà rinviata, risolvendo nei fatti il problema prospettato.
In primo luogo, l’art.2 del decreto-legge che disciplina la sospensione espressamente sospende gli atti introduttivi dei “procedimenti esecutivi”. Con ciò significando che il precetto eventualmente notificato è sospeso, e qualora notificato prima della sospensione, saranno sospesi anche i 90 giorni entro cui iniziare l’esecuzione a pena d’inefficacia (nonché i 10 giorni a disposizione del conduttore per adempiere spontaneamente). Inoltre qualora la procedura sia avanzata prima della sospensione, l’art.103 comma sesto fa divieto, ad ogni modo, di eseguire i provvedimenti di rilascio fino alla data del 30.06.2020, motivo per il quale l’esecuzione del titolo, seppur anteriormente iniziata, non potrà avere in alcun modo corso durante questi mesi.
In conclusione, i termini per i procedimenti di convalida dello sfratto per morosità sono sospesi fino al 15 aprile 2020, non essendo prevista dalla sospensione recentemente introdotta un meccanismo derogatorio che li comprenda (come invece accade per la sospensione feriale). Per quanto riguarda invece l’esecuzione del titolo anch’esso deve ritenersi sospeso, per espresso divieto dell’art.103 co.6, in conseguenza del quale ”l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020”.