Source: http://difesatributaria.it/page.php?42
Timestamp: 2019-05-24 01:17:18+00:00
Document Index: 1541139

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 111', 'art. 134', 'art. 7', 'art. 116', 'art. 6', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 48']

La Costituzione della Repubblica Italiana - Difesa Tributaria - Dott. Commercialista Giuseppe MARINO Specialista in contenzioso tributario
Costituzione 27-12-1947
(G.U. n. 298 del 27-12-1947. )
L' Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell' uomo, sia come singolo sia nelle formazioni
sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l' adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di
razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, e che, limitando di fatto la
libertà e l' eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l' effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all' organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un' attività o una
funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono
dallo Stato più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle
esigenze dell' autonomia e del decentramento.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l' ordinamento giuridico italiano.
L' ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei Trattati
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l' effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d' asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l' estradizione dello straniero per reati politici.
L' Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell' Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l' Autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all' Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell' Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obbligi di legge.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz' armi.
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d' una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell' Autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l' indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell' Autorità
giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di Polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all' Autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s' intende revocato e privo d' ogni effetto.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni
L' estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle
L' imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla
rieducazione del condannato.
Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell' unità familiare.
E' dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'
adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l' infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell' individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
L' arte e la scienza sono libere e libero ne è l' insegnamento.
E' prescritto un esame di Stato per l' ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l' abilitazione all' esercizio professionale.
L' istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
La Repubbica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Cura la formazione e l' elevazione professionale dei lavoratori.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell' interesse generale, e tutela il lavoro italiano all' estero.
Le condizioni di lavoro devono consentire l' adempimento della sua essenziale funzione familiare e
assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all' assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso in infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all' educazione e all' avviamento professionale.
L' assistenza privata è libera.
L' organizzazione sindacale è libera.
Il diritto di sciopero si esercita nell' ambito delle leggi che lo regolano.
L' iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l' utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l' attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d' interesse generale.
Ai fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo
indennizzo, allo Stato, ad Enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l' incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell' artigianato.
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l' esercizio
Favorisce l' accesso del risparmio popolare alla proprietà dell' abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e
al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge
(comma aggiunto dall'art. 1, legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1 ) .
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale
irrevocabile e nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
Testo in vigore dal 27 giugno 2003
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 1, legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1
Tutti i cittadini dell' uno o dell' altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini .
La legge può, per l' ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l' esercizio dei diritti politici.
L' ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore,
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla
Costituzione. Art. 56
Testo in vigore dall'8 febbraio 2001
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 1, legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero (comma così sostituito dall'art. 1, comma 1, legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1) .
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni , fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti (articolo così sostituito dall' art. 1, legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2) . Art. 57
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 2, legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero
(comma così sostituito dall'art. 2, comma 1, legge 23 gennaio 2001, n. 1) .
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero (comma così
sostituito dall'art. 2, comma 2, legge 23 gennaio 2001, n. 1) .
Nessuna regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d' Aosta uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, quale risulta dall' ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. (articolo così sostituito dall' art. 2, legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3) .
La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra (articolo così sostituito dall' art. 3, legge costituzionale 9-2-1963, n. 2) .
Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del
Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.
Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l' altra.
Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l' Ufficio di presidenza.
Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l' Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati.
La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l' ufficio di deputato e di senatore.
Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di
ineleggibilità e di incompatibilità.
I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell' esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale; né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell' atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l' ordine di cattura.
L' iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l' iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che lo approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per disegni di legge dei quali è dichiarata l' urgenza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l' esame e l' approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari.
Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall' approvazione.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l' urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno
successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
La legge determina le modalità d' attuazione del referendum.
L' esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge
Quando, in casi straordinari di necessità e d' urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità,
provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall' inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
L' amnistia e l' indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
La legge che concede l' amnistia o l' indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.
In ogni caso l' amnistia e l' indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla
presentazione del disegno di legge (articolo così sostituito dall' art. 1, legge costituzionale del 6-3-1992, n. 1)
L' esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Ciascuna Camera può disporre inchieste su materia di pubblico interesse.
A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la
proporzione dei vari gruppi. La commissione d' inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell' autorità giudiziaria.
All' elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia
assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d' Aosta ha un solo delegato.
L' elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell' assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d' età e goda dei diritti civili e politici.
L' ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.
L' assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l' unità nazionale.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i Trattati internazionali, previa, quando occorra, la autorizzazione delle Camere.
Il Presidente della Repubblica, può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura (comma così sostituito dall' art. 1, legge costituzionale 4-11- 1991, n. 1) .
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell' esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla
Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono
Il voto contrario di una o d' entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l' unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l' attività dei Ministri.
La legge provvede all' ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l' organizzazione dei Ministeri.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell' esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale (articolo così sostituito dall' art. 1, legge costituzionale 16-1-1989, n. 1).
I pubblici Uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon
andamento e l' imparzialità dell' Amministrazione.
Nell' ordinamento degli Uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.
Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d' iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all' estero.
Il Consiglio nazionale della economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
Ha l' iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'
amministrazione. La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.
La legge assicura l' indipendenza dei due istituti e dei loro componenti di fronte al Governo.
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull' ordinamento giudiziario.
La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all' amministrazione della giustizia.
Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica Amministrazione degli interessi legittimi, e in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
Spettano al Consiglio Superiore della Magistratura, secondo le norme dell' ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
La legge sull' ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.
Su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura possono essere chiamati all' ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni di esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio Superiore della Magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall' ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l' azione disciplinare.
Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull' ordinamento giudiziario.
Le norme sull' ordinamento giudiziario e su ogni Magistratura sono stabilite con legge.
La legge assicura l' indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del Pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all' amministrazione della giustizia.
L' Autorità giudiziaria dispone direttamente della Polizia giudiziaria.
Ferme le competenze del Consiglio Superiore della Magistratura, spettano al Ministro della giustizia l' organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 1, legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge (comma aggiunto dall'art. 1, legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2) .
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata (comma aggiunto dall'art. 1, legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2) .
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo
possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo (comma aggiunto dall'art. 1, legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2) .
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore (comma aggiunto dall'art. 1, legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2) .
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso
dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita (comma aggiunto dall'art. 1, legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2) .
Il pubblico ministero ha l' obbligo di esercitare l' azione penale.
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 1, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento. (articolo così sostituito dall'art. 1, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3).
Art. 115 ( abrogato dall'art. 9, comma 2, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3)
Le regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 2, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/S³dtirol e la Valle d'Aosta/Vallèe d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale. La Regione Trentino-Alto Adige/S³dtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata (articolo così sostituito dall'art. 2, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3).
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 3, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.ù
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento
della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città
metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato (articolo così sostituito dall'art. 3, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3).
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 4, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà (articolo così sostituito dall'art. 4, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3).
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 5, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza
pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti. (articolo così sostituito dall'art. 5, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3). Art. 120
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 6, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione. (articolo così sostituito dall'art. 6, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3).
Testo in vigore dal 6 gennaio 2000
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 1, comma 1, legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere (comma così modificato dall'art. 1, comma 1, lettera a), legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1) .
La Giunta regionale è l' organo esecutivo delle regioni.
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile;
promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica (comma così sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera b), legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 2, comma 1, legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1
Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta (articolo così sostituito dall'art. 2, comma 1, legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 7, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali. (comma aggiunto dall'art. 7, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3). (Articolo così sostituito dall'art. 3, comma 1, legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1) .
( abrogato dall'art. 9, comma 2, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3)
Un commissario del Governo, residente nel capoluogo della regione, sopraintende alle funzioni
amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle esercitate dalla regione. Art. 125
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 9, comma 2, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Primo comma: abrogato dall'art. 9, comma 2, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3).
Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l' ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della regione.
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 4, comma 1, legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1
L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio
universale e diretto, nonché la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio (articolo così sostituito dall'art. 4, comma 1, legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 8, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un'altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge. (articolo così sostituito dall'art. 8, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3).
( abrogato dall'art. 9, comma 2, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.)
Le province e i comuni sono enti autonomi nell' ambito dei principi fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni.
Le circoscrizioni provinciali possono essere suddivise in circondari con funzioni esclusivamente
amministrative per un ulteriore decentramento.
Piemonte; Valle d' Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia- Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzi; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna (articolo così modificato dall' art. 1, legge costituzionale 27-12-1963, n. 3) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 9, legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di regioni esistenti o la creazione di nuove regioni con un minimo di un milione d' abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che province e comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una regione ed aggregati ad un' altra.
Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove province nell' ambito di una regione sono stabiliti con legge della Repubblica, su iniziative dei comuni, sentita la stessa regione.
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione (articolo così modificato dall' art. 2, primo comma, legge costituzionale 16-1-1989, n. 1) .
I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d' esercizio.
Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall' esercizio delle funzioni.
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall' ufficio di giudice. L' ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l' esercizio della professione d' avvocato, e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi d' accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l' eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari (comma così modificato dall' art. 2, secondo comma, legge costituzionale 16-1-1989, n. 1) . (Articolo così sostituito dall' art. 1, legge costituzionale 22-11-1967, n. 2) .
Quando la Corte dichiara la illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
Revisione della Costituzione - Leggi costituzionali
[1] Con l'entrata in vigore della Costituzione, il capo provvisorio dello Stato esercita le attribuzioni di
Presidente della Repubblica e ne assume il titolo.
[1] Se alla data della elezione del Presidente della Repubblica non sono costituiti tutti i consigli regionali, partecipano alla elezione soltanto i componenti delle due Camere.
[1] Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto del
Presidente della Repubblica, i deputati dell'assemblea costituente che posseggono i requisiti di legge per essere senatori e che: sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative; hanno fatto parte del disciolto Senato; hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all'assemblea costituente; sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926; hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni, in seguito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato.
[2] Sono nominati altresì senatori con decreto del Presidente della Repubblica i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della consulta nazionale.
[3] Al diritto di essere nominati senatori si può rinunciare prima della firma del decreto di nomina.
[1] Per la prima elezione del Senato il Molise è considerato come regione a sé stante, con il numero dei senatori che gli compete in base alla sua popolazione.
[1] La disposizione dell'articolo 80 della Costituzione, per quanto concerne i trattati internazionali che importano oneri alle finanze o modificazioni di legge, ha effetto dalla data di convocazione delle Camere.
[1] Entro cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e dei tribunali militari.
[2] Entro un anno dalla stessa data si provvede con legge al riordinamento del tribunale supremo militare in relazione all'art. 111.
[1] Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull'ordinamento giudiziario in conformità con la
Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell'ordinamento vigente.
[2] Fino a quando non entri in funzione la Corte Costituzionale, la decisione delle controversie indicate nell'art. 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti all'entrata in vigore della Costituzione.
[3] (Comma abrogato dall' art. 7, L. cost. 22 novembre 1967, n. 2).
[1] Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle amministrazioni provinciali sono indette entro
un anno dall'entrata in vigore della Costituzione.
[2] Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle regioni. Fino a quando non si sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle unzioni amministrative fra gli enti locali, restano alle province ed ai comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le regioni deleghino loro l'esercizio.
[3] Leggi della Repubblica regolano il passaggio alle regioni di funzionari e dipendenti dello Stato, anche delle amministrazioni centrali, che sia reso necessario dal nuovo ordinamento. Per la formazione dei loro uffici le regioni devono, tranne che in casi di necessità, trarre il proprio personale da quello dello Stato e degli enti locali.
[1] La Repubblica, entro tre anni dall'entrata in vigore della Costituzione, adegua le sue leggi alle esigenze delle autonomie locali e alla competenza legislativa attribuita alle regioni.
[1] Alla regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all'art. 116, si applicano provvisoriamente le norme generali del titolo V della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformità con l'art. 6.
[1] Fino a cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre regioni, a modificazione dell'elenco di cui all' art. 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell'art. 132, fermo rimanendo tuttavia l'obbligo di sentire le popolazioni interessate.
[1] E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
[2] In deroga all' art. 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
[1] I membri e i discendenti di casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici nè cariche elettive.
[2] Agli ex re di casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale.
[3] I beni esistenti nel territorio nazionale degli ex re di casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.
[1] I titoli nobiliari non sono riconosciuti.
[2] I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome.
[3] L'ente mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge.
[4] La legge regola la soppressione della Consulta araldica.
[1] Con l'entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo
luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull'ordinamento provvisorio dello Stato.
[1] Entro un anno dall'entrata in vigore della Costituzione, si procede alla revisione e al coordinamento con essa delle precedenti leggi costituzionali che non siano state finora esplicitamente o implicitamente abrogate.
[1] L'assemblea costituente sarà convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per l'elezione del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa.
[2] Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l'assemblea costituente può essere riconvocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli artt. 2, primo e secondo comma, e 3 comma primo e secondo del D.L. 16 marzo 1946, n. 98.
[3] In tale periodo le commissioni permanenti restano in funzione. Quelle legislative rinviano al governo i disegni di legge, ad esse trasmessi, con eventuali osservazioni e proposte di emendamenti.
[4] I deputati possono presentare al governo interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
[5] L'assemblea costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente articolo, è convocata dal suo Presidente su richiesta motivata del governo o di almeno duecento deputati.
[1] La presente Costituzione è promulgata dal capo provvisorio dello Stato entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell'assemblea costituente, ed entra in vigore il 1° gennaio 1948.
[2] Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per rimanervi esposto, durante tutto l'anno 1948, affinché ogni cittadino possa prenderne cognizione.
[3] La Costituzione, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica.
[4] La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.