Source: http://www.pozzoleone.org/regolamento-barbiere.htm
Timestamp: 2019-03-22 22:20:57+00:00
Document Index: 85575803

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 19', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 22']

Comune di Pozzoleone - Regolamento barbiere parrucchiere estetista tatuaggio piercing
PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ DI BARBIERE, ACCONCIATORE, ESTETISTA, TATUAGGIO E PIERCING
Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 19 del 23 giugno 2010
Disciplina dell’attività di estetista
n. 40, art. 10, comma 2
Misure urgenti per la tutela dei consumatori,
la promozione della concorrenza, lo sviluppo
di attività economiche e la nascita di nuove
Circolare del
Linee-guida del Ministero della Sanità in tema
di tatuaggio e piercing. Adempimenti da
seguire in ambito regionale riguardanti misure
preventive di tutela della salute in connessione
alle attività di tatuaggio e piercing.
Articolo 2 Esercizio dell’attività
Articolo 3 Condizioni per lo svolgimento dell’attività
Articolo 4 Tipologie di attività
Articolo 5 Attività di tatuaggio e di piercing
Articolo 6 Attività svolte presso l'abitazione
Articolo 7 Attività didattiche
Norme per l'esercizio delle attività.
Articolo 9 Obbligo di esposizione della D.I.A. e di conservazione della documentazione
Articolo 10 Modifiche degli esercizi esistenti
Articolo 11 Sospensione e divieto di prosecuzione dell’attività.
Articolo 12 Cessazione dell'attività o modificazione della titolarità dell'impresa
Articolo 13 Trasferimento della sede
CAPO TERZO..
Norme igienico sanitarie.
Articolo 14 Accertamenti igienico – sanitari
Articolo 15 Requisiti dei locali
Aticolo 16 Requisiti minimi igienico – sanitari dei locali
Articolo 17 Requisiti igienico - sanitari delle attrezzature e delle dotazioni tecniche
Articolo 18 Norme igieniche per l'esercizio delle attività
Articolo 19 Prodotti utilizzati nell’attività
CAPO QUARTO..
Articolo 20 Orari e tariffe
CAPO QUINTO..
Articolo 21 Vigilanza e Controlli
Articolo 22 Sanzioni amministrative pecuniarie
Articolo 23 Chiusura dell’esercizio
Articolo 24 Disapplicazioni di norme precedenti
Articolo 25 Entrata in vigore del presente regolamento.
1. Le attività di barbiere, di acconciatore e di estetista, siano esse esercitate da imprese individuali o in forma di società di persone o di capitale, svolte in luogo pubblico o privato, anche a titolo gratuito, con accesso a chiunque ne faccia richiesta oppure riservato a cerchie determinate di persone, sono disciplinate in tutto il territorio comunale dalla legge 17 agosto 2005, n. 174;dalla legge regionale 23 ottobre 2009, n. 28; dalla legge 4 gennaio 1990, n. 1; dalla legge regionale 27 novembre 1991, n. 29 e s.m.i., nonché dalle disposizioni del presente regolamento.
2. Ai sensi dell’articolo 6, comma 7 della L. n. 174/05, l’attività di barbiere può continuare ad essere svolta esclusivamente da coloro che alla data del 17 settembre 2005 erano in possesso di entrambi i seguenti requisiti:
3. Quando le attività di cui al comma 1 sono esercitate in palestre, clubs, circoli privati, luoghi di cura o di riabilitazione, ospedali, luoghi di detenzione, caserme, ricoveri per anziani, strutture ricettive o in qualsiasi altro luogo, anche a titolo di prestazione gratuita a favore dei soci o per la promozione di qualche prodotto, devono sottostare alle disposizioni del presente regolamento e gli addetti all’esercizio dell’attività devono essere in possesso dei prescritti requisiti professionali.
b) le attività nelle quali si compiono atti propri delle professioni sanitarie o delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie previste dal testo unico delle leggi sanitarie, approvato con R. D. 27 luglio 1934, n. 1265 e s.m.i.
1. L’esercizio delle attività di barbiere, di acconciatore e di estetista, nell'ambito del territorio comunale, è subordinato a previa presentazione di apposita dichiarazione di inizio attività (di seguito “D.I.A.”) ai sensi dell’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i.
3. In caso di manifestazioni legate allo sport, alla moda e allo spettacolo, le attività di barbiere, di acconciatore e di estetista possono essere svolte a titolo dimostrativo, previa comunicazione al Comune territorialmente competente da presentarsi almeno 10 giorni prima dell’inizio della manifestazione, da personale in possesso dei prescritti requisiti professionali e nel rispetto delle norme igienico sanitarie previste dagli articoli 16, comma 8 e 17, comma 7.
4. Il titolare di un’impresa che svolge attività di estetista o di acconciatore, previa apposita comunicazione al comune nel cui territorio è ubicata la sede legale della propria impresa, può, in via non esclusiva, esercitare l’attività presso i locali di altre imprese di estetista o di acconciatura.
Condizioni per lo svolgimento dell’attività
1. La D.I.A. è valida per l'intestatario e per i locali di esercizio dell’attività in essa indicati.
2. La D.I.A. può essere presentata anche per l'esercizio congiunto delle attività di barbiere, di acconciatore e di estetista nella stessa sede, purché per ogni specifica attività il titolare o il responsabile tecnico sia in possesso dei rispettivi requisiti professionali.
4. Per ogni sede dell’impresa deve essere designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dell’impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso dell’abilitazione professionale, che dovrà garantire un’effettiva presenza nei locali di esercizio dell’attività.
5. Il responsabile tecnico in possesso dei prescritti requisiti professionali deve essere effettivamente presente, nei locali e negli orari di esercizio dell’attività, durante l’esecuzione delle prestazioni e dei trattamenti indicati all’articolo 4 per ciascuna tipologia di attività.
6. Per ciascuna tipologia di attività di cui all’articolo 4, nel caso di variazione dell’unico responsabile tecnico designato, l’attività deve essere sospesa e può essere ripresa soltanto dopo la comunicazione del nuovo nominativo al Comune e alla Camera di commercio per la registrazione della relativa modifica al Registro delle imprese o all’Albo delle Imprese Artigiane.
1. La D.I.A. di cui agli articoli 2 e 3 può essere presentata per una o più delle seguenti tipologie di attività:
b) ACCONCIATORE: trattasi di attività comprendente tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l'aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implichino prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonché il taglio e il trattamento estetico della barba e ogni altro servizio inerente o complementare, oltre a prestazioni semplici di manicure e pedicure estetica;
c) ESTETISTA: trattasi di attività, esercitabile indifferentemente su uomo o donna, comprendente tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l'aspetto estetico, modificandolo attraverso l'eliminazione o l'attenuazione degli inestetismi presenti, ivi compresi i centri abbronzatura o “solarium”, anche se funzionanti a gettone (che comunque devono essere inseriti all’interno dell’attività di estetista), la sauna (con esclusione di quella riservata all’uso esclusivo dell’ospite della singola camera in strutture ricettive), la ginnastica estetica, il massaggio estetico*, con esclusione del massaggio terapeutico, l’attività di onicotecnico, il disegno epidermico e il trucco semipermanente. In particolare, il trucco semipermanente è soggetto ai medesimi requisiti soggettivi ed oggettivi previsti per l’attività di tatuaggio dalla circolare del Presidente della Regione Veneto n. 9 del 2001.
L’attività di estetista e l'uso dei prodotti cosmetici (come definiti dalla legge 11 ottobre 1986, n. 713) e delle apparecchiature in essa consentite, sono regolamentati dalla L. n. 1/90 e dalla l.r. n. 29/91 e s.m.i.
Attività di tatuaggio e di piercing
1. Nelle more dell’approvazione di una disciplina generale della materia, l’esercizio delle attività di tatuaggio e piercing è subordinato alla preventiva presentazione di apposita D.I.A.
b) l’attività di piercing consiste in un trattamento cruento finalizzato all’inserimento di anelli
e metalli di diversa forma e fattura in varie zone del corpo.
3. Le attività di cui al comma 2 sono esercitate nel rispetto dei requisiti di idoneità soggettiva ed igienico sanitari dei locali e delle attrezzature previsti dalla circolare del Presidente della Regione Veneto n. 9 del 2001 approvata con provvedimento della Giunta Regionale n. 1245 del 17.05.2001 e s.m.i., integrata dalle prescrizioni contenute nelle “linee guida del Ministero della Sanità”.
4. Alle attività di tatuaggio e piercing si applicano in quanto compatibili le disposizioni di cui agli articoli 8; 9, comma 1; 10, comma 1; 11, commi 1, 2, 4 e 5; 12, commi 1, 2, 3 e 4 (esclusa la possibilità di nomina del responsabile tecnico); 13; 14; 19; 20; 21; 22, commi 1, 5, 7, 8, 9, 10 e 11; e 23 del presente regolamento
Attività svolte presso l'abitazione
1. Le attività di barbiere, di acconciatore e di estetista possono essere svolte presso il domicilio dell'esercente a condizione che i locali siano distinti e separati da quelli di civile abitazione e con loro non direttamente comunicanti, abbiano un ingresso autonomo e una destinazione d’uso compatibile con gli strumenti urbanistici comunali. In tali locali devono, altresì, essere consentiti i controlli e rispettate tutte le disposizioni previste dalla legge e dal presente regolamento con particolare riguardo al capo terzo.
1. Le attività di barbiere, di acconciatore e di estetista esercitate a fini didattici sono soggette a
b) idoneità igienico - sanitaria dei locali dove sono svolte le esercitazioni.
Norme per l'esercizio delle attività
1. La D.I.A. per l’esercizio delle attività di cui al presente regolamento è presentata in carta semplice o su apposita modulistica predisposta dal Comune e deve contenere, a pena di inammissibilità, i seguenti dati essenziali:
c) ubicazione del locale ove si intende esercitare l'attività;
d) estremi dell’abilitazione professionale di cui si è in possesso;
e) cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza e codice fiscale di ciascun responsabile tecnico dell'azienda;
f) la rispondenza dei locali alle vigenti norme e prescrizioni in materia edilizia ed urbanistica, con particolare riferimento a quelle sulla destinazione d’uso, nonché, qualora applicabili, a quelle in materia ambientale, di prevenzione e di sicurezza;
g) la conformità dei locali alle vigenti disposizioni igienico sanitarie, come da specifico certificato di conformità igienico - sanitaria.
La D.I.A. deve essere sottoscritta dal richiedente, a pena di nullità; la sottoscrizione non è soggetta ad autenticazione ove sia apposta in presenza del dipendente addetto, ovvero nel caso in cui la dichiarazione medesima sia presentata unitamente a copia fotostatica di un valido documento di identità del sottoscrittore.
2. A pena di inammissibilità, la D.I.A. dovrà essere corredata della seguente documentazione:
a) attestato di riconoscimento dell’abilitazione professionale del titolare o del/i responsabile/i tecnico/i;
b) certificato di conformità igienico sanitaria rilasciato dall’ULSS n. 6 di Vicenza.
Nei casi di incompletezza della documentazione presentata, il responsabile del procedimento, entro 10 giorni dal ricevimento, ne chiede l’integrazione precisando che, nel caso di mancata
integrazione entro il termine stabilito, la dichiarazione risulterà inammissibile.
3. Salvo il caso di D.I.A. inammissibile, l'attività oggetto della dichiarazione può essere iniziata dalla data di presentazione della dichiarazione stessa. Il responsabile del procedimento, in caso di accertata carenza di condizioni, modalità e fatti legittimanti all’esercizio dell’attività in parola, nel termine di trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione dei suoi effetti, salvo che – ove ciò sia possibile – l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro il termine fissato che, in ogni caso, non può essere inferiore a trenta giorni. È fatto comunque salvo il potere dell’amministrazione comunale di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della L. n. 241/90 e s.m.i.
4. La sussistenza del titolo per l’esercizio dell’attività è comprovata da copia della dichiarazione di inizio attività da cui risulti la data della sua presentazione al Comune ovvero della sua regolarizzazione o completamento, corredata di tutta la documentazione di cui al comma 2.
Obbligo di esposizione della D.I.A. e di conservazione della documentazione
1. La D.I.A., con l’indicazione del nominativo del/i responsabile/i tecnico/i designato/i per ciascuna sede dell’impresa, deve essere esposta, in modo ben visibile al pubblico, all’interno del locale destinato all’attività.
3. Coloro che, nei casi previsti dall’art. 2, commi 2 e 4, esercitano l'attività al di fuori dei locali indicati nella D.I.A. devono recare con sé copia della D.I.A. ed esibirla ad ogni richiesta degli organi di vigilanza.
Modifiche degli esercizi esistenti
1. Ogni modifica sostanziale dei locali rispetto a quanto dichiarato e risultante dalla certificazione sanitaria agli atti, comporta la necessità di acquisire un nuovo certificato di conformità igienico - sanitaria.
Sospensione e divieto di prosecuzione dell’attività
1. Il Comune dispone la sospensione dell’attività per il tempo necessario all’esecuzione dei lavori di adeguamento dei locali alle prescrizioni dell’ULSS n. 6 di Vicenza.
2. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 22, comma 12, il titolare non può sospendere l’attività per un periodo superiore a 180 giorni consecutivi.
3. Il periodo massimo di sospensione di cui al comma 2 si applica anche nel caso di assenza o di variazione dell’unico responsabile tecnico designato ai sensi dell’articolo 3, comma 6.
4. La sospensione dell’attività per periodi superiori al mese è comunicata al Comune.
5. Il periodo di sospensione dell’attività è reso noto al pubblico mediante apposito cartello o
altri idonei mezzi di informazione.
Cessazione dell'attività o modificazione della titolarità dell'impresa
1. Entro trenta giorni dalla cessazione dell'attività il titolare o il rappresentante legale dell’impresa che cessa o il suo avente causa a qualsiasi titolo (nel caso di trasferimento d’azienda) devono darne notizia al competente ufficio comunale.
2. Il trasferimento in gestione o in proprietà dell’esercizio, per atto tra vivi o a causa di morte, comporta di diritto il trasferimento della titolarità a chi subentra nello svolgimento dell'attività, sempreché sia provato l'effettivo trasferimento dell'esercizio.
3. Il subentrante già in possesso dell’abilitazione professionale, anche per il tramite del responsabile tecnico, alla data dell'atto di trasferimento dell'esercizio o, in caso di morte, alla data di acquisto del titolo, può iniziare l'attività solo dopo aver presentato apposita comunicazione contenente gli elementi di cui all’articolo 8, comma 1, lettere da a) ad e), corredata della documentazione comprovante il possesso dei requisiti professionali nonché di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che nulla è cambiato per quanto riguarda la disposizione dei locali e le attrezzature assicurando, comunque, la disponibilità minima di un servizio igienico attrezzato esclusivamente con lavabo, rubinetteria a comando non manuale, sapone liquido ed asciugamani a perdere.
4. Il subentrante per atto tra vivi o a causa di morte, privo dell’abilitazione professionale alla data dell'atto di trasferimento dell'esercizio, può iniziare l'attività solo dopo aver ottenuto l’abilitazione professionale o nominato un responsabile tecnico e aver presentato la comunicazione e la dichiarazione di cui al comma 3.
5. In caso di invalidità, di morte, di intervenuta sentenza che dichiari l'interdizione o l'inabilitazione del titolare, gli aventi diritto, indicati dall'articolo 5, comma 3, della L. 8 agosto 1985, n. 443, possono continuare l'esercizio dell'impresa per un periodo massimo di cinque anni, o fino al compimento della maggiore età dei figli minorenni, anche in mancanza del requisito dell’abilitazione professionale, purché l'attività sia svolta da personale in possesso dei requisiti professionali, il cui nominativo sia previamente comunicato al Comune.
1. Coloro che intendono trasferire la sede dell'attività devono presentare apposita D.I.A. al Comune secondo le modalità previste all’art. 8.
Accertamenti igienico – sanitari
1. L'accertamento dei requisiti igienico - sanitari dei locali, delle suppellettili, delle attrezzature e delle dotazioni tecniche destinate allo svolgimento delle attività di cui al presente regolamento,nonché della corrispondenza delle apparecchiature in uso nell’attività di estetista a quelle di cui all’elenco allegato alla L. n. 1/90, spetta al Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS territorialmente competente, che rilascia apposito nulla osta igienico-sanitario.
2. I procedimenti tecnici utilizzati devono essere conformi alla normativa comunitaria e le relative schede tecniche devono essere tradotte in lingua italiana.
2. Nel caso di esercizio congiunto dell’attività di estetista con quella di barbiere o acconciatore, i locali adibiti all'attività di estetista devono essere separati, anche se direttamente comunicanti, da quelli destinati all'attività di barbiere o di acconciatore.
3. Salvo il possesso dei requisiti igienico – sanitari di cui all’articolo 16, i locali devono avere le caratteristiche di agibilità prescritte dalle norme e dai regolamenti edilizi. Devono, altresì, essere realizzati in conformità alle vigenti norme statali e regionali in materia di igiene, prevenzione antincendio e sicurezza nei luoghi di lavoro ed essere dotati di impianti rispondenti alle norme vigenti in materia.
Aticolo 16
Requisiti minimi igienico – sanitari dei locali
1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, gli immobili in cui vengono avviate nuove attività di estetista, di acconciatore e di barbiere devono presentare i seguenti requisiti minimi igienico - sanitari:
a) un numero di locali adeguato ai volumi di attività e di superficie conforme a quanto stabilito dai regolamenti edilizi comunali; ciascun locale di lavoro non deve comunque avere una superficie inferiore a 9 metri quadrati. La superficie complessiva dell’area di lavoro, in rapporto al numero dei lavoratori, non potrà essere inferiore a 9 metri quadrati per il primo lavoratore e ad ulteriori 5 metri quadrati per ogni lavoratore successivo;
- un locale o spazio destinato all’attesa della clientela, aerato ed illuminato naturalmente o, qualora non sia tecnicamente possibile, provvisto di aerazione artificiale;
- un bagno aerato naturalmente o artificialmente, con pareti lavabili fino a metri 2, dotato di locale antibagno, con porta a chiusura automatica, con apertura verso l’esterno, attrezzato esclusivamente con lavabo, rubinetteria a comando non manuale, sapone liquido ed asciugamani a perdere;
- un locale o spazio (non identificabile con l’antibagno o il servizio igienico) adibito ad uso spogliatoio, attrezzato con armadietti a doppio scomparto, in numero equivalente al numero degli operatori;
- un locale adibito a ripostiglio per il deposito di materiali in uso nell’esercizio, compresi i prodotti e le attrezzature per la pulizia nonché i contenitori per i rifiuti e per la biancheria sporca. Nel ripostiglio possono essere poste le macchine per il lavaggio e l’asciugatura della biancheria nonché un lavello dotato di acqua calda e fredda per il lavaggio degli stracci;
- un locale o spazio (non identificabile con l’antibagno o il servizio igienico) dedicato in modo esclusivo al lavaggio e al trattamento delle attrezzature e degli utensili utilizzati nell’attività, attrezzato con acqua calda e fredda, piano di lavoro, armadietti o ripiani per il deposito del materiale pulito, dotato di lavandino e rubinetteria a leva lunga;
- avere un’altezza non inferiore a 2,70 metri, salvo diverse altezze previste dalle norme regolamentari locali. Quando i regolamenti edilizi comunali consentono altezze inferiori, la superficie di ciascuna locale di lavoro e dei box di cui alla lettera d) deve essere proporzionalmente più ampia in modo da garantire la stessa cubatura. Se nell’attività sono impiegati più di 5 addetti, compresi i soci e i titolari, i locali devono avere un’altezza minima di 3 metri;
- essere dotati di una superficie illuminante minima pari ad 1/10 della superficie in pianta del locale;
- avere una quota apribile pari ad 1/20 della superficie del pavimento ed uniformemente distribuita in modo da favorire il ricambio dell’aria (di norma la porta d’ingresso non è considerata). Qualora tale rapporto non sia tecnicamente realizzabile, sarà possibile, per non più del 50%, integrare l’aerazione naturale con una ventilazione meccanica che garantisca un ricambio d’aria di 3 vol/h;
- avere i pavimenti ed i rivestimenti delle pareti, fino a metri 2,00 di altezza, impermeabili e perfettamente lavabili nonché realizzati con materiali resistenti ai disinfettanti di comune impiego;
d) nel caso di struttura organizzata in aree o settori operativi separati, la superficie minima calpestabile di ciascun box non dovrà essere inferiore a metri quadrati 6,00. La superficie minima calpestabile potrà essere di metri quadrati 4 nei box adibiti esclusivamente ai trattamenti di: manicure e pedicure estetico; pulizia, trucco e altri trattamenti del viso; solarium viso; solarium integrale ad assetto verticale detto doccia. Le pareti divisorie dei box non potranno essere indicativamente di altezza superiore a metri 2,20; lo spazio libero tra il soffitto e le pareti divisorie non potrà comunque risultare inferiore a metri 0,50. Lo spazio dedicato alla preparazione delle tinture deve essere collocato in prossimità di finestre apribili verso l’esterno;
2. Gli immobili di cui al comma 1, nonché quelli risultanti da ristrutturazioni ed ampliamenti di immobili in cui, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono già in esercizio attività di estetista, di acconciatore o di barbiere, devono essere dotati di almeno due servizi igienici con le caratteristiche di cui al comma 1, lettera b), secondo alinea nei seguenti casi:
4. I locali o box in cui sono effettuati trattamenti manuali al corpo o al viso, ad esclusione dei box solarium, devono essere dotati di: lavandino con acqua corrente calda e fredda; distributore di sapone liquido; distributore di salviette a perdere o di asciugamani monouso.
5. E’ obbligatoria l’installazione di un box doccia nel caso in cui nell’esercizio si effettuino trattamenti al corpo manuali o con apparecchiature, quali massaggi, applicazioni di fanghi o di calore, solarium integrale ad assetto orizzontale o verticale, bagno turco, bagno di vapore e sauna.
L’accesso al box doccia non può avvenire direttamente dal servizio igienico, qualora sia l’unico presente nell’esercizio e, in ogni caso, deve avvenire senza transito per la sala/spazio d’attesa.
7. Quando congiuntamente all’attività di acconciatore e/o di estetista sia esercitata quella di tatuaggio e piercing o di trucco semipermanente si osservano le disposizioni di cui alla circolare del Presidente della Regione Veneto n. 9 del 2001 e s.m.i. Possono, comunque, essere in comune tra le suddette attività la sala d’attesa, lo spogliatoio e il ripostiglio.
8. In occasione di manifestazioni pubbliche di carattere temporaneo l’attività di acconciatore e/o di estetista può essere esercitata quando sono predisposte apposite aree attrezzate destinate a titolo esclusivo all’esercizio dell’attività, separate e delimitate mediante pareti facilmente lavabili e disinfettabili, con la presenza di contenitori appositi per i rifiuti da smaltire secondo le norme vigenti in materia.
b) per i sedili provvisti di poggiacapo si deve provvedere, di volta in volta, alla sostituzione della carta o del telo da utilizzare una sola volta per ogni cliente; in tutti i tipi di esercizi devono essere altresì cambiati di volta in volta, per ogni cliente, gli asciugamani e gli accappatoi, mentre negli esercizi di estetica devono essere cambiate volta per volta le coperture dei lettini di lavoro;
c) la strumentazione e i materiali utilizzati devono essere preferibilmente di tipo monouso e, dopo l’utilizzo, devono essere raccolti e smaltiti secondo le modalità previste dall’art. 16, comma 6. In particolare, le attrezzature esclusivamente monouso, come le lame per rasoio, a qualunque uso siano dirette, devono essere eliminate dopo ogni prestazione;
d) gli strumenti acuminati o taglienti, se non monouso, devono essere sostituiti dopo ogni prestazione e, prima della successiva utilizzazione, devono essere lavati, spazzolati, disinfettati e sterilizzati;
e) ogni parte di tutte le apparecchiature ed attrezzature che hanno diretto contatto con l’utente devono essere rimuovibili in modo da essere sostituite dopo ogni prestazione e preliminarmente alla successiva, qualora non siano monouso, sottoposte a trattamenti di pulizia, disinfezione o sterilizzazione, in rapporto al tipo di materiale in cui sono realizzate;
f) gli strumenti che non sono monouso e non sono sterilizzabili o non possono essere sottoposti alla relativa procedura, dopo ogni prestazione e preliminarmente alla successiva, devono essere sostituiti nonché lavati, spazzolati e disinfettati;
g) la sterilizzazione si ottiene con l’applicazione di calore mediante l’impiego dei seguenti apparecchi, da utilizzare secondo le indicazioni del costruttore:
- autoclave produttiva di calore umido sotto forma di vapore d’acqua in pressione mediante lo schema operativo tipo di vapore d’acqua a 126 gradi centigradi per 10 minuti;
- stufa a secco produttiva di calore secco mediante schema operativo di temperatura a 180 gradi centigradi per un’ora o a 160 gradi centigradi per due ore;
h) Gli strumenti che non possono essere sottoposti a sterilizzazione devono essere sottoposti alla disinfezione ad alto livello rispettando i tempi e le concentrazioni previsti dalla scheda tecnica.
5. In caso di ferite accidentali dei clienti devono essere utilizzati esclusivamente creme o gel emostatici confezionati in tubo.
6. È vietato l'uso del piumacciolo per cospargere la cipria sulla pelle rasata. A tal fine devono essere usati polverizzatori a secco o batuffoli di cotone da smaltire dopo l'uso.
7. Qualora in occasione di manifestazioni pubbliche di carattere temporaneo sia esercitata l’attività di acconciatore e/o di estetista, la sterilizzazione può avvenire in luoghi diversi da quello in cui si svolge la manifestazione pubblica, a condizione che il trasporto avvenga con l’utilizzo di idonei contenitori dedicati alle attrezzature.
4. Ogni capo di biancheria utilizzato è sostituito dopo ciascuna prestazione. La biancheria lavata presso la ditta deve essere effettuata alla temperatura di 90 gradi centigradi o, comunque, con temperature non inferiori a 60 gradi centigradi, preferibilmente usando un disinfettante, compresa la candeggina, prima dell’ultimo risciacquo.
7. È fatto obbligo l’uso di guanti specifici per coloro che adoperano tinture o altro materiale di cui all’art. 7 del R.D. 30/10/24, n. 1938 e che, per il sistema di permanente “a freddo”, maneggiano preparati a base di acido tioglicolico e tioglicolati. Per le estetiste è preferibile proteggere le mani con guanti monouso in materiale non allergizzante quando eseguono trattamenti prolungati con esteso e ripetuto contatto con la pelle del cliente, nonché quando utilizzano prodotti aggressivi o allergizzanti.
8. Nell’esercizio dell’attività devono essere esclusivamente impiegati prodotti cosmetici regolarmente autorizzati, con particolare riferimento a quelli contenenti acido tioglicolico. È fatto divieto di impiegare qualsiasi preparazione cosmetica estemporanea, al di fuori delle sostanze e con l’osservanza delle modalità previste dalla L. n. 713/1986
Prodotti utilizzati nell’attività
1. Le tinture, i fissanti, i coloranti e i prodotti cosmetici impiegati devono rispondere ai requisiti prescritti dalle norme vigenti in materia ed, in particolare, dalla L. n. 713/1986. I componenti dei pigmenti usati per l’esecuzione dei tatuaggi, del disegno epidermico e del trucco semipermanente devono essere conformi a quanto previsto dalla Risoluzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa AP(2008)1del 20 febbraio 2008 (Resolution on tattoos and permanent make-up).
1. Gli orari di apertura e di chiusura al pubblico delle attività di cui al presente regolamento sono rimessi alla libera determinazione degli esercenti nel rispetto delle disposizioni del presente articolo e dei limiti fissati con ordinanza del Sindaco, sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative.
2. Salvo quanto previsto al comma 3, gli esercizi possono restare aperti al pubblico in tutti i giorni della settimana dalle ore sette alle ore ventidue non superando comunque il limite delle tredici ore giornaliere.
3. Gli esercizi osservano la chiusura domenicale e festiva salve le giornate di deroga concesse dal comune secondo le modalità di cui al comma 1.
6. È concessa la prosecuzione dell'attività a porte chiuse per l'ultimazione delle prestazioni in corso oltre i limiti di orario.
7. Il titolare dell'attività deve esporre le tariffe in maniera ben visibile all'attenzione della
1. Il Comune esercita le funzioni di vigilanza e controllo in ordine al rispetto dei requisiti per l’esercizio delle attività disciplinate dal presente regolamento, fatte salve le competenze dell’Azienda ULSS in materia di accertamenti di igiene sanitaria. A tal fine gli incaricati alla vigilanza e al controllo possono accedere nei locali in cui è esercitata l’attività-
1. Le trasgressioni alle norme del presente Regolamento sono accertate e punite secondo le procedure previste dalla L. 24 novembre 1981, n. 689 e s.m.i.
2. L’esercizio dell'attività di acconciatore in assenza dell’abilitazione professionale o senza aver previamente presentato la D.I.A. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 ad euro 5.000,00 come previsto dall'art. 7, comma 1 della l. r. n. 28/09.
3. L’esercizio dell’attività di estetista in assenza dell’abilitazione professionale è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516,45 ad euro 2.582,28 come previsto dall'art. 12, comma 1 della L. n. 1/90.
4. L’esercizio dell’attività di estetista senza aver previamente presentato la D.I.A. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516,45 ad euro 1.032,91 come previsto dall’art. 12, comma 2 della L. n. 1/90.
5. L’esercizio dell'attività di tatuaggio e piercing in assenza dei requisiti di idoneità soggettiva
previsti dalla circolare del Presidente della Regione Veneto n. 9 del 2001 o senza aver previamente presentato la D.I.A. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250,00 ad euro 500,00.
6. Ai sensi dell’art. 7, comma 2 della l.r. n. 28/09, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 ad euro 1.000,00:
- chi esercita l’attività di acconciatore in forma ambulante o di posteggio;
- chi, nell’esercizio dell’attività di acconciatore, non osserva gli orari e l’obbligo di chiusura domenicale e festiva di cui all’art. 20.
- chi esercita l’attività di estetista o di tatuaggio e piercing in forma ambulante o di posteggio;
- chi, nell’esercizio dell’attività di estetista o di tatuaggio e piercing, non osserva gli orari e l’obbligo di chiusura domenicale e festiva di cui all’art. 20.
8. E’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100,00 ad euro 500,00 chi, nell’esercizio dell’attività di acconciatore o di estetista o di tatuaggio e piercing, omette di:
- esporre copia della D.I.A. nel locale destinato all’attività;
- esporre le tariffe professionali e il cartello degli orari secondo le modalità indicate all’art. 20, commi 5 e 7.
9. Salvo quanto previsto ai commi da 2 a 8, le ulteriori violazioni alle disposizioni del presente regolamento sono punite con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro
250,00 ad euro 500,00.
10. Nel caso di particolare gravità della violazione o di recidiva il Comune, previa diffida, può disporre la sospensione dell’attività. Qualora l’interessato non ottemperi alle prescrizioni contenute nella diffida entro il termine di 180 giorni dalla notifica della sospensione, il Comune ordina la chiusura dell’attività.
11. Il Comune ordina la chiusura dell’esercizio quando il titolare sospende l’attività per un periodo superiore a 180 giorni consecutivi, fatta eccezione per i seguenti casi:
d) lavori di ristrutturazione dei locali anche su richiesta dell’Azienda ULSS n. 6 –Vicenza.
1. Salvo quanto previsto all’art. 22, il Comune ordina l’immediata cessazione dell'attività esercitata disponendo altresì la chiusura dell'esercizio nei seguenti casi:
a) mancata presentazione della D.I.A. nel casi previsti dagli articoli 5, 7 e 8;
b) assenza dei requisiti professionali prescritti dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività di barbiere, di acconciatore e di estetista o dell’idoneità soggettiva prevista dalla circolare del Presidente della Regione Veneto n. 9 del 2001 per l’esercizio dell’attività di tatuaggio e piercing;
c) mancato adeguamento dei locali alle prescrizioni dell’ULSS decorso il periodo di
sospensione di cui al comma 1 dell’articolo 11.
2. Quando l'ordine non è eseguito, il Comune dispone l'esecuzione forzata a spese dell'interessato.
Disapplicazioni di norme precedenti
1. Cessano di avere applicazione tutte le precedenti disposizioni comunali riguardanti la materia ed, in modo particolare, quelle contenute nel Regolamento adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 29 del 24.05.2001.
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