Source: https://www.corriereirpinia.it/concia-via-libera-alla-piattaforma-del-rinnovo-contrattuale/
Timestamp: 2020-07-10 00:08:10+00:00
Document Index: 16609558

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 63', 'art. 9', 'art. 24', 'art.12', 'art. 42']

Concia, via libera alla piattaforma del rinnovo contrattuale | Corriere dell'Irpinia
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Concia, via libera alla piattaforma del rinnovo contrattuale
￼￼￼PIATTAFORMA
PER IL RINNOVO CONTRATTUALE PER GLI ADDETTI DELL’ INDUSTRIA CONCIARIA 2016-2019
Nonostante una lunga crisi che ha coinvolto l’intero sistema manifatturiero nazionale, il settore della concia continua a mantenere una sua posizione di leadership internazionale. Si tratta infatti di una delle realtà produttive che ha meglio e più rapidamente interpretato un mutamento di scenario che imponeva un radicale rinnovamento dell’assetto strategico organizzativo delle sue imprese. Grazie a questa capacità di reazione, oggi il sistema produttivo può contare su 1900 imprese, oltre 22 mila addetti per un fatturato di 6,5 miliardi.
Sono tre i fattori strategici che hanno contribuito in modo determinante al successo competitivo del settore, che in una prospettiva di un consolidamento dello sviluppo dovranno diventare patrimonio di tutto il sistema produttivo:
• la dimensione internazionale, oggi il 57% del fatturato è realizzato all’estero e sempre di più la capacità di presidiare le opportunità dei mercati esteri è la via maestra su cui generare sviluppo e nuova occupazione.
• investimenti sulla qualità ed innovazione tecnologica. Come noto, l’allargamento del mercato ha ridotto gli spazi di competitività sui prodotti a basso valore aggiunto, che è diventa un’area della domanda fortemente presidiata dai paesi in via di sviluppo.
• natura distrettuale di questo settore, che ha generato un rafforzamento dell’identità territoriale del prodotto non solo nella dimensione tecnica ma anche in quella culturale, elementi questi che hanno restituito un vantaggio di identificazione della nostra concia con il MADE IN ITALY.
• Un tema che rappresenta uno spartiacque per le prospettive di sviluppo di un territorio e delle sue imprese è quello del rispetto sia delle norme sul lavoro che delle norme ambientali. Oggi ancora più di quanto accadesse nel passato, per costruire una prospettiva di sviluppo di un territorio le condizioni di sicurezza sono il presupposto da cui si deve necessariamente partire.
• La realtà imprenditoriale come quella conciaria, che trova il suo baricentro sulle micro e piccole imprese, opera all’interno di un quadro globale che si caratterizza per crescente pressione competitiva di paesi in via di sviluppo, che sempre di più si stanno attrezzando per dare risposte non solo al segmento basso del mercato giocando sul vantaggio di costo ma anche risposte a quel segmento di mercato più alto che impone un know how tecnologico, produttivo e culturale su cui ad oggi difende la sua leadership l’Italia.
• Per questo motivo diviene importante il tema della dimensione d’impresa che rischia di trasformare questa estesa costellazione di micro e piccole aziende da opportunità di sviluppo a problema di frazionamento operativo e quindi di ostacolo alla crescita. E’ indubbio quindi che è sempre più improrogabile anche un intervento che avvicini tutte le imprese ad un nuovo modello di networking che non si esaurisca nella transazione commerciale tra imprese o nello scambio di natura prevalentemente informale tra operatori che vivono una condizione di prossimità geografica ma che contempli in modo
strutturale una pratica di collaborazione e condivisine tale da superare quei vincoli dimensionali di risorse e know how che stanno spingendo molte micro e piccole realtà verso un isolamento ed emarginazione dal mercato.
• Un altro tema di straordinario rilievo per il settore è quello della concorrenza globale. Ancora oggi siamo in presenza di una liberalizzazione incompiuta che presenta distorsioni sul piano della reciprocità, che nel concreto si traducono in ostacoli all’accesso ad importanti mercati dei paesi di nuova industrializzazione sia nella vendita che negli acquisti di materie prime, ed ostacoli sul piano della concorrenza attraverso vero e proprio dumping sociale praticato con l’evasione delle norme sulla sicurezza del lavoro, del consumatore e dell’ambiente. In questo ambito, come ripetutamente denunciato dalle parti sociali e dallo stesso Osservatorio Nazionale Concia sta diventando un problema sempre più discriminante per la costruzione del futuro di questo comparto il superamento delle barriere di accessibilità alla pelle che come noto rappresenta anche la principale materia prima su cui fonda le sue basi il settore.
• Ultimo punto che dovrà essere necessariamente affrontato per sfruttare pienamente le potenzialità di sviluppo del settore è quello della sostenibilità socio-ambientale. Si tratta di un tema di primaria importanza non solo per le caratteristiche del processo produttivo all’interno del comparto che come noto richiede una particolare attenzione in termini di riduzione dell’impatto ambientale ma anche di un tema che sempre di più restituisce un vantaggio competitivo per quelle imprese che hanno colto l’opportunità, il vincolo, di operare sul segmento più avanzato del mercato. Il consumatore finale e quindi il committente intermedio hanno maturato un comportamento di acquisto che non prescinde dalla capacità di accertare che siamo in presenza di un prodotto che segue la traiettoria dello sviluppo sostenibile. Su questo presupposto, ed in una prospettiva che vedrà maturare sempre di più il valore competitivo di queste scelte, il futuro dell’industria della concia passa necessariamente anche attraverso una crescente capacità del territorio e delle sue imprese di dare risposte sempre più convincenti sul tema dello sviluppo sostenibile.
E’ evidente che la fotografia sin qui scattata e gli scenari disegnati trovano nel sistema delle relazioni industriali un pilastro fondamentale per generare quel processo virtuoso sia di rafforzamento dei vantaggi competitivi che di superamento delle criticità descritte. Il rinnovo del Contratto Nazionale diventa l’occasione per affrontare alcune di queste tematiche.
Al fine di migliorare le Relazioni Industriali e la partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa si chiede:
a) La calendarizzazione semestrale degli incontri dell’Osservatorio Nazionale e la calendarizzazione trimestrale/quadrimestrale delle sezione specifiche in esso contenute;
b) Si ritiene utile inserire all’interno dell’osservatorio una sezione specifica sull’organizzazione del lavoro, degli orari e della loro articolazione, anche territorialmente, attraverso un apposito monitoraggio da effettuarsi almeno semestralmente.
c) Inserimento nella specifica sezione sui gruppi industriali, i temi della filiera e la sua mappatura, da effettuarsi almeno due volte all’anno.
d) L’estensione, all’interno dell’Osservatorio Nazionale, di piani formativi con carattere di continuità, anche attraverso l’utilizzo delle risorse di Fondoimpresa e rivolti non solo alla singola azienda ma anche su progetti che coinvolgano più aziende o di distretto.
f) L’ abbassamento della attuale soglia del numero dei dipendenti da 50 a 30 al paragrafo “e – STABILIMENTI”.
g) Laddove in ogni parte del CCNL vi è il richiamo alle RSU inserire anche la dicitura “e/o OOSS”.
Il CCNL deve dotare il settore di strumenti che affrontino il tema della legalità al fine di salvaguardare le buone pratiche, il rispetto delle normative di legge e dei rapporti tra committente /appaltatore, committente/terzista e della filiera produttiva in generale. È necessario contrastare i fenomeni di concorrenza sleale praticati con il mancato rispetto delle norme ambientali e della sicurezza, dell’utilizzo del lavoro non regolare e/o eticamente non corretto, che portano il settore ad un dumping interno, attraverso:
• Individuazione azioni positive congiunte per la diffusione del Codice Etico
• Introduzione di Linee Guida sulla Responsabilità Sociale d’Impresa
• Accordo per la legalità
• Appalti: si richiede confronto preventivo e applicazione della clausola sociale per le attività che vengono esternalizzate con il passaggio senza soluzione di continuità delle maestranze e cassazione del punto 6 del capitolo “Appalti”.
Al fine di favorire, migliorare e sviluppare anche in termini qualitativi della contrattazione di secondo livello si richiede:
• Contrattazione preventiva in caso di riorganizzazione, ristrutturazione e di nuova organizzazione del lavoro anche a fronte dell’introduzione di nuove tecnologie.
• Applicazione della Legge 223/91 in caso di procedure di mobilità dei lavoratori prevedendo l’integrale rispetto delle norme in essa contenute.
• Esigibilità a tutti gli effetti della contrattazione distrettuale.
• Riscrittura dell’art. 16 e dell’ art. 63.
• Introduzione di Linee Guida sulla Contrattazione di secondo livello
Prevedere la sperimentazioni di nuove figure professionali attraverso la contrattazione aziendale, distrettuale o territoriale.
• Apprendistato professionalizzante: armonizzazione con la legge e con l’accordo interconfederale, compresa la tabella.
• Esclusione della possibilità di accedere al lavoro accessorio per tutte le mansioni disciplinate dal presente CCNL.
• Disciplina dei contratti a termine, in somministrazione e staff leasing : stabilire una percentuale di utilizzo vincolata alle assunzioni.
• Alla luce della diffusa multietnicità per rispondere alle esigenze di vita ridefinire l’art. 9 in tema di pause e l’istituto della banca ore.
Bilateralità e Welfare Aziendale
• Avvio della procedura di trasformazione dell’Osservatorio Nazionale in Ente Bilaterale.
• Avvio definitivo della Previdenza Complementare attraverso la confluenza di questo settore in un fondo previdenza complementare di categoria già esistente.
• Avvio dell’Assistenza Sanitaria integrativa anche attraverso la confluenza in fondi di categoria già esistenti.
Al fine di migliorare i diritti dei lavoratori e renderli coerenti con le esigenze sociali e personali si richiede:
• Malattia:
• Scorporo del periodo di comporto ad un massimo di 60 giorni di ricovero ospedaliero,
indipendentemente dal numero di giorni del ricovero stesso.
• della conservazione del posto di lavoro anche per le malattie professionali riconosciute in quanto assimilabili ad infortunio a tutti gli effetti;
• Riconoscimento del 100% della retribuzione di fatto per il periodo di allungamento del comporto per le malattie oncologiche, per le patologie cronico degenerative di difficile trattamento;
• Incidenza a tutti gli effetti sugli istituti contrattuali delle malattie professionali e degli infortuni, senza essere ricomprese nel limite massimo del comporto spettante per le malattie e gli infortuni non lavorativi;
• Così come previsto dalle normative di legge, prevedere per i malati di TBC la neutralizzazione del periodo di conservazione del posto di lavoro durante le assenze per l’inerente patologia.
• Congedi Parentali:
Elevare a 10 giorni l’anno, cinque dei quali retribuiti, il congedo per malattia del figlio di età
compresa tra i 3 e i 12 anni;
Come previsto dalla Legge in tema di Congedi parentali, si richiede che la fruizione degli stessi sia su base oraria, adeguando il suo utilizzo fino ai 12 anni di età del minore;
Adeguamento alla Legge dei tempi di richiesta dei permessi, portando a 5 giorni il congedo giornaliero e a 48 ore per quello orario;
Soppressione del limite massimo di assenza di 15 mesi per maternità al fine del riconoscimento dell’integrazione del 100% della maternità per i primi 5 mesi.
• Congedo matrimoniale:
Riconoscimento del congedo matrimoniale retribuito per le coppie di genere che
contraggono matrimonio all’estero.
• Adozioni Internazionali:
Aspettativa non retribuita complessiva di 30 giorni suddivisa in due blocchi, i primi 15 giorni per l’incontro all’estero del minore e i secondi 15 giorni per adempiere alle procedure necessarie all’ingresso del minore in famiglia.
• Lavoratori diversamente abili:
Prevedere la frazionabilità oraria dei permessi di cui alla legge 104 Recepimento
dell’utilizzo del congedo triennale per i figli portatori di handicap fino ai 12 anni del minore.
• Congedi per le donne vittime di violenza di genere:
Così come previsto dal Dlgs 15 giugno 2015 n. 80, all’art. 24, prevedere la frazionabilità dello stesso.
• Provvedimenti disciplinari:
Riconferma del sistema di tutele previste dal CCNL in materia di progressività e
proporzionalità delle sanzioni.
• Ferie:
Calendarizzazione anticipata ferie collettive/individuali (art.12)
• Anticipo TFR :
definire meglio normativa contrattuale per la seconda anticipazione del TFR
Recepimento del Testo Unico sulla Rappresentanza (10 gennaio 2014).
Al fine di rendere l’impegno per la sicurezza e la tutela dell’ambiente nei luoghi di lavoro sempre più stringente si richiede:
• Di prevedere ulteriori 8 ore di formazione annua per aggiornamento del RLS al fine di creare le competenze necessarie allo svolgimento della sua funzione.
• Istituzione reale della banca dati sugli infortuni e sulle malattie professionali.
• Si richiede 1 ora di assemblea annua retribuita, aggiuntiva a quelle già previste, per trattare i temi legati alla sicurezza e alle sue problematiche.
• Aggiornamento dell’art. 42 anche rispetto al Testo Unico sulla salute e sicurezza e modalità di elezione RLSSA
• Predisposizione delle linee di indirizzo dei Sistemi di Gestione Salute Sicurezza e Ambiente.
L’aumento economico deve garantire la difesa del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori attraverso l’incremento dei minimi salariali e tenuto conto degli andamenti economici del Paese, per questo si richiede:
• Incremento economico
Aumento medio di 105 euro mensili
• Da “Premio per obiettivi” a “Elemento perequativo”
Per le imprese che non effettuino la contrattazione collettiva aziendale di secondo livello, si chiede l’innalzamento degli attuali 4 euro mensili da riconoscere in una unica soluzione di 250 euro su base annuale.
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