Source: https://www.homstate.it/faqs/1/Aspetti
Timestamp: 2019-07-19 10:13:31+00:00
Document Index: 67703934

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2657', 'sentenza ']

Il preliminare deve essere registrato?
Il preliminare deve essere registrato presso un qualsiasi sportello dell'Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla firma. Se il preliminare è stato redatto da un notaio, se ne occuperà direttamente il notaio stesso. Il costo della registrazione è di circa 170 euro. In aggiunta è obbligatorio il versamento di una imposta di registro in ragione del 3% sugli acconti di prezzo e dello 0,5% sulla caparra. Questi ultimi importi sono detraibili dalle imposte versate in sede di registrazione del rogito finale.
Se il rogito definitivo sarà soggetto a IVA, il preliminare deve essere registrato pagando la medesima imposta di cui sopra e, invece, unicamente lo 0,5 % sulla caparra. Quest'ultimo importo non sarà però detratto in occasione della registrazione del rogito definitivo.
È importante sottolineare che solo se il contratto preliminare viene redatto dal notaio e quindi trascritto nei registri immobiliari, allora il compratore può essere tranquillo che da quel momento il bene da lui scelto non può essere venduto ad altri né può essere soggetto a gravami di altra natura.
Quali sono le agevolazioni fiscali sulla prima casa?
Chi compra una prima casa (quindi non possiede altri immobili a uso residenziale) ha diritto alle agevolazioni fiscali sia sull’acquisto sia sul riacquisto.
Le agevolazioni sull’acquisto sono l’imposta di Registro calcolata al 3%, quelle ipotecaria e catastale in misura fissa a 168 euro cadauna.
Le agevolazioni sul riacquisto si hanno se un privato vende la sua prima casa. In questo caso si ha il diritto a un credito di imposta sull’imposta di Registro, nel caso si acquisti una nuova casa entro un anno dalla vendita della vecchia.
Cosa accade se rivendo una casa acquistata con le agevolazioni “prima casa” entro i 5 anni dall’acquisto?
L'Agenzia delle Entrate richiederà la differenza d’imposta da prima a seconda casa, una soprattassa del 30% e gli interessi di mora a meno che, entro un anno dalla vendita dell’immobile, non si ricompri un altro immobile da adibire a prima casa. Passati invece 5 anni si è liberi di vendere senza alcun vincolo.
Cosa si intende per prezzo-valore?
La norma sul prezzo-valore consente la tassazione del trasferimento degli immobili sulla base del loro valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo pattuito indicato nell'atto.
Il prezzo-valore si applica in caso di cessioni soggette a imposta di registro nei confronti di persone fisiche che non agiscano nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali. La norma riguarda i beni immobili a uso abitativo e le relative pertinenze e vale anche per gli acquisti di abitazioni che non godono delle agevolazioni "prima casa".
La superficie solitamente indicata negli annunci immobiliari esprime i metri quadrati netti o lordi?
Gli annunci di vendita, a meno che non sia specificato, riportano sempre i metri quadrati lordi. Ciò significa che la superficie è comprensiva dei muri perimetrali esterni, delle tramezzature interne, metà dei balconi o terrazzi e un terzo delle cantine.
Che cos'è il credito di imposta?
Il credito d’imposta è un bonus assegnato al venditore di un immobile per cui ha già usufruito delle agevolazioni “prima casa”, se entro un anno dalla data della vendita acquista un’altra abitazione (non di lusso) destinata come prima casa. In questo scenario, il venditore recupera l’imposta di registro e/o la IVA pagate. Il credito ammonta alla minore tra le due imposte pagate sugli atti di acquisto.
Il credito d’imposta può essere utilizzato ai fini della diminuzione dell’imposta di registro dovuta sul nuovo acquisto e della diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Cos'è il pignoramento?
Dopo aver richiesto un finanziamento presso un qualsiasi Istituto di credito o società Finanziaria, se il richiedente non riesce a pagare le rate di rimborso o a proporre un piano di rientro o il saldo, l’Istituto di credito può adottare diverse modalità per recuperare il denaro prestato, fino ad arrivare alla azione legale che spesso culmina in un pignoramento presso terzi.
I passaggi con cui gli Istituti di credito o le banche possono recuperare il denaro prestato sono generalmente attraverso il decreto ingiuntivo, il precetto e, appunto, il pignoramento.
Il pignoramento è una a tutti gli effetti una azione giudiziaria che consente a un creditore di acquisire beni del debitore. Nel caso del pignoramento immobiliare è possibile pignorare e vendere all'asta il bene immobiliare per soddisfare il creditore.
Cos'è l'ipoteca giudiziale?
L’ipoteca giudiziale possa essere iscritta in base a una sentenza che preveda la condanna al pagamento di una somma di denaro o all’adempimento di un’obbligazione o al risarcimento dei danni a carico di un soggetto debitore. Una sentenza può costituire titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale se è una sentenza di condanna; non è sufficiente una sentenza di semplice accertamento di un diritto o solo costitutiva.
La cancellazione dell’ipoteca giudiziale viene eseguita sulla base di un atto di consenso del creditore reso nelle forme previste dall’art. 2657 del Codice Civile o sulla base di sentenza o provvedimento passato in giudicato nel quale il giudice ordina la cancellazione dell’ipoteca.