Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/300
Timestamp: 2018-10-21 01:38:56+00:00
Document Index: 70245678

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 58', 'art. 300', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 300', 'art.300', 'art. 300']

Morte o perdita della capacità della parte costituita o del contumace
I. Se alcuno degli eventi previsti nell'articolo precedente si avvera nei riguardi della parte che si è costituita a mezzo di procuratore, questi lo dichiara in udienza o lo notifica alle altre parti.
II. Dal momento di tale dichiarazione o notificazione il processo è interrotto, salvo che avvenga la costituzione volontaria o la riassunzione a norma dell'articolo precedente.
III. Se la parte è costituita personalmente, il processo è interrotto al momento dell'evento.
IV. Se l'evento riguarda la parte dichiarata contumace, il processo è interrotto dal momento in cui il fatto interruttivo è documentato dall’altra parte, o è notificato ovvero è certificato dall’ufficiale giudiziario nella relazione di notificazione di uno dei provvedimenti di cui all’articolo 292. (1)
V. Se alcuno degli eventi previsti nell'articolo precedente si avvera o è notificato dopo la chiusura della discussione davanti al collegio, esso non produce effetto se non nel caso di riapertura dell'istruzione.
(1) Comma sostituito dall’art. 46, comma 13, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
Concordato fallimentare - Omologazione - Conseguenze sull'azione revocatoria promossa dal curatore - Improseguibilità - Condizioni.
L'omologazione del concordato fallimentare produce l'improponibilità o l'improseguibilità delle azioni revocatorie promosse dalla curatela ai sensi degli artt. 64 e 67 l.fall., a condizione che il presupposto dell'impedimento all'esercizio o prosecuzione delle stesse sia dichiarato nel processo e reso operativo attraverso lo strumento processuale dell'interruzione ex art. 300 c.p.c., ovvero attraverso la produzione in giudizio dei documenti attestanti l'intervenuta omologazione del concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Giugno 2018, n. 15012. Segue...
Equitalia Riscossione s.p.a. – Soppressione dell’ente ai sensi dell’art. 1 del d.l. 193/2016 – Effetti sul processo in corso – Contumacia dell’ente soppresso – Interruzione del giudizio – Necessità.
Benchè l’art. 1 del D.L. 193/2016 disponga che l’Agenzia delle entrate-Riscossione subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia, in caso di contumacia dell’ente soppresso trova applicazione la disciplina generale di cui all’art. 300, comma 4, c.p.c. sicché, ove la controparte, nel corso del giudizio, documenti l’avvenuta soppressione dell’ente, il processo deve essere interrotto. Tribunale Mantova, 26 Gennaio 2018. Segue...
Interruzione del processo – Riassunzione del giudizio – Decorrenza del termine per la riassunzione.
In caso di messa in liquidazione coatta amministrativa di una delle parti, il termine per la riassunzione del processo decorre dalla data della conoscenza legale derivante dalla dichiarazione dell’evento interruttivo in udienza. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 25 Gennaio 2018. Segue...
Amministrazione di sostegno – Capacità processuale del beneficiario – Valutazione – Interruzione del processo.
Ove all’amministratore di sostegno sia stato conferito un potere rappresentativo generale, ne conseguirà la perdita della capacità processuale in capo al beneficiario, con la necessaria applicazione dell’art.300 c.p.c. e l’interruzione del processo.
Dal legislatore non è stata regolata la posizione processuale del soggetto sottoposto ad amministrazione di sostegno, sicché occorre verificare di volta in volta se, per l’oggettiva estensione dei poteri rappresentativi attribuiti all’amministratore, l’adozione della misura imponga al giudice di interrompere il processo nel momento in cui tale circostanza sia comunicata in udienza o notificata alle altre parti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24 Ottobre 2016. Segue...
Fallimento – Sopravvenuto fallimento di una delle parti in causa – Interruzione automatica – Rilevabilità d’ufficio dell’evento interruttivo – Conoscibilità d’ufficio – Ammissibilità..
Poiché l’intervenuta interruzione del giudizio può essere rilevata d'ufficio dal giudice, allo stesso modo può essere acquisito d'ufficio la notizia della dichiarazione di fallimento di una delle parti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 21 Febbraio 2011. Segue...
Processo civile – Interruzione del processo – Termine per la dichiarazione dell’evento interruttivo – Discussione della causa – Nozione – Dichiarazione dell’interruzione alla scadenza del termine per le repliche – Ammissibilità. .
In tema di interruzione del processo, il riferimento dell’art. 300 del codice di procedura civile alla “chiusura della discussione avanti al collegio” deve essere ricondotto alla discussione orale della causa che abbia avuto effettivamente luogo in seguito ad istanza delle parti o di disposizione del giudice, non potendo l’udienza di precisazione delle conclusioni considerarsi di per sé udienza di discussione. In mancanza della discussione del senso testè precisato, l’evento interruttivo potrà pertanto essere dal difensore dichiarato fino alla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino-Chivasso, 24 Marzo 2009. Segue...
La chiusura del fallimento, senza che sia stata dichiarata l’interruzione del processo pendente, determina l’inutilità dell’accertamento del diritto al concorso nei confronti della inesistente massa dei creditori e la dichiarazione di improcedibilità della relativa domanda per cessazione della materia del contendere. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 02 Marzo 2009. Segue...
Processo civile – Cancellazione di una parte dal registro delle imprese – Interruzione del giudizio – Esclusione – Necessario esaurimento dei rapporti giuridici facenti capo alla società – Necessità..
La sola cancellazione dell’impresa dal registro delle imprese non è causa di interruzione del giudizio nel quale l’impresa medesima sia parte, posto che l’atto formale di cancellazione della società dal registro delle imprese ha solo funzione di pubblicità, ma non ne determina l’estinzione, ove non siano ancora esauriti tutti i rapporti giuridici facenti capo alla società stessa a seguito della procedura di liquidazione, con la conseguenza che, fino a tale momento, permane la legittimazione processuale in capo alla società che la esercita a mezzo del legale rappresentante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 11 Giugno 2008. Segue...
Sequestro – Conversione in pignoramento – Esecuzione forzata – Prevista dalla procura ad litem – Morte della parte costituita nella fase di cognizione – Omessa dichiarazione del procuratore – Ultrattività della procura ai fini dell’esecuzione forzata – Sussistenza (artt. 300, 686 c.p.c.)..
La fase dell’esecuzione, che non è interessata da eventi interruttivi, ed è il necessario completamento della fase di cognizione, ove il procuratore costituito non abbia fatto in udienza nella fase di cognizione la dichiarazione dell’evento interruttivo, può essere legittimamente iniziata dal medesimo procuratore, nel caso in cui il mandato ad litem rilasciato dalla parte defunta sia esteso anche alla fase esecutiva. (gl) Tribunale Vicenza, 16 Febbraio 2007, n. 0. Segue...