Source: https://www.studiopanato.it/2018/07/
Timestamp: 2019-05-20 20:54:29+00:00
Document Index: 160843302

Matched Legal Cases: ['art. 2343', 'art. 2465', 'art. 2501', 'art. 2465', 'art. 2428', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2428']

Luglio 2018 - Commercialista Milano | Studio Panato
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La scissione negativa: massime notarili e profili civilistici e contabili
23 Luglio 2018 /in Perizie di Stima, Societario /da Andrea Arrigo Panato
La legittimità della scissione negativa rappresenta da tempo una questione molto dibattuta da parte della dottrina e della prassi notarile, mentre non è stata oggetto di particolare attenzione da parte della giurisprudenza.
Un importante orientamento ammette la legittimità di un’operazione di scissione negativa anche favore di una beneficiaria costituita ex novo e in funzione dell’operazione, purché l’operazione sia corredata da una relazione di stima del patrimonio della scissa da assegnare alla neo costituita società beneficiaria, prevista dall’art. 2343 c.c. (per le spa) e dall’art. 2465 c.c. (per le srl), redatta da un esperto in possesso dei requisiti di professionalità sanciti nell’art. 2501-sexies c.c. Da tale attestazione deve, pertanto, risultare l’esistenza di un valore a copertura del netto patrimoniale negativo assegnato alla beneficiaria.
Consiglio Notarile di Roma
Nel caso in cui il patrimonio assegnato ha valore contabile negativo, ma valore reale positivo il Consiglio Notarile di Roma, in linea con l’orientamento prevalente, ritiene ammissibile la scissione negativa qualora ricorra almeno una delle seguenti condizioni:
che sia intervenuta una rivalutazione del netto assegnato, ai valori correnti, sulla base di una periziaredatta ai sensi degli artt. 2343 o 2343 ter comma 2 b) cod. civ. (ovvero ai sensi dell’art. 2465 cod. civ. nel caso di S.r.l). In questo caso, la società beneficiaria potrebbe essere anche una Newco;
che l’assegnazione sia fatta a favore di una beneficiaria preesistenteil cui patrimonio netto presenti un saldo positivo idoneo ad assorbire il netto negativo assegnatole, senza dar luogo ad una delle situazioni di cui agli artt. 2447 o 2482 cod. civ.;
che la scissione abbia scopo meramente liquidativoe sia posta in essere a favore di una società preesistente in stato di liquidazione, prevedendosi che la società beneficiaria rimanga in stato di liquidazione.
Consiglio Notarile di Firenze
E’ ammissibile la scissione, anche non proporzionale, mediante assegnazione ad una o più beneficiarie di un insieme di elementi patrimoniali attivi il cui valore contabile sia inferiore a quello dell’insieme degli elementi passivi (cosiddetta “scissione negativa”), sempreché il valore economico/reale di quanto complessivamente assegnato sia positivo.
In tal caso si ritiene che la beneficiaria della “scissione negativa” debba essere preesistente e l’operazione debba alternativamente attuarsi:
mediante riduzione delle riserve della beneficiaria (ovvero, in carenza di riserve capienti, del capitale) in misura tale da assorbire il netto contabile trasferito;
mediante rilevazione della minusvalenza.
Documento di ricerca della Fondazione dei Commercialisti.
Il documento di ricerca “La scissione negativa: ammissibilità civilistica e profili contabili” approfondisce il tema della legittimità della scissione c.d. negativa.
il documento si sofferma sull’esame della scissione c.d. negativa, illustrando preliminarmente i tratti caratterizzanti dell’operazione, la natura e le finalità della stessa per poi offrire una ricognizione dei principali orientamenti sviluppatisi in merito all’ammissibilità civilistica.
Il documento di ricerca “La scissione negativa: ammissibilità civilistica e profili contabili”
https://www.studiopanato.it/wp-content/uploads/scissione-negativa.jpg 309 640 Andrea Arrigo Panato https://www.studiopanato.it/wp-content/uploads/Studio-Panato-Commercialista-Milano11.png Andrea Arrigo Panato2018-07-23 13:47:442018-07-23 13:49:16La scissione negativa: massime notarili e profili civilistici e contabili
La relazione sulla gestione ed il corporate reporting
2 Luglio 2018 /in Fisco e Società, Societario /da Fisco e societa
La Relazione sulla gestione costituisce, dal punto di vista normativo, un allegato di bilancio da redigere nel rispetto dei contenuti minimi prescritti dall’art. 2428, c.c. La predisposizione della Relazione è obbligatoria per la generalità delle società di capitali, con esclusione di:
società di minori dimensioni che redigono il bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis, comma 7, c.c.) 1 ,
micro-imprese (art. 2435-ter, comma 2, c.c.2 ).
Tali soggetti sono esonerati dalla predisposizione del documento in esame a condizione che forniscano apposite informazioni in Nota integrativa, ovvero, nel caso delle micro-imprese, in calce allo stato patrimoniale.
La normativa vigente attribuisce alla Relazione sulla gestione, il compito di fornire un’informazione completa sulla situazione reale e potenziale della società, nonché sull’andamento della gestione, dalla sua lettura il destinatario del bilancio dovrebbe poter meglio comprendere i contenuti del bilancio stesso o trarre informazioni che non possano emergere dalla lettura dello stesso documento.
L’art. 2428, c.c., infatti, recita:
“[..] un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società, dell’andamento e del risultato della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti [..]”.
L’evoluzione della comunicazione finanziaria
L’evoluzione della comunicazione finanziaria è un tema di ampio dibattito a livello nazionale e internazionale. È indubbio che i bilanci costituiscano l’ossatura dell’informativa finanziaria nonché un elemento imprescindibile per la gestione societaria e, ancor più in seguito all’introduzione del principio della derivazione rafforzata anche per i soggetti OIC adopter, per la determinazione della base imponibile.
Modelli di corporate reporting
I legislatori nazionali ambiscono sempre più a prevedere modelli di corporate reporting ampi che, oltre a riportare dati finanziari, informino gli stakeholder su temi non-finanziari come, senza volontà di esaustività, l’utilizzo delle risorse, l’attenzione all’ambiente e al personale, il comportamento deontologico, il modello di business e gli orientamenti strategici.
Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e Confindustria hanno, quindi, deciso di esaminare la normativa esistente in materia di relazione sulla gestione, documento allegato al bilancio, che ad oggi appare il più adatto a soddisfare i citati bisogni informativi.
Il contributo aspira, in linea con il passato, a supportare professionisti e imprese nell’ adempimento dei propri compiti giuscontabili, fornendo soluzioni pratiche ed esemplificative inerenti le principali tematiche esaminate.
https://www.studiopanato.it/wp-content/uploads/4-2.jpg 426 640 Fisco e societa https://www.studiopanato.it/wp-content/uploads/Studio-Panato-Commercialista-Milano11.png Fisco e societa2018-07-02 07:40:332018-06-30 11:22:04La relazione sulla gestione ed il corporate reporting