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Timestamp: 2020-03-31 10:28:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1815', 'art. 644', 'art. 1815', 'art.739', 'art.170', 'art.739', 'art. 15', 'art.170', 'art.34', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.117', 'art. 117', 'art. 186', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 82', 'art. 133', 'art. 133', 'art.644']

Al conto corrente ipotecario avente le caratteristiche del mutuo si applica il tasso soglia previsto per il mutuo.
Applicazione dell’art. 1815 II° comma c.c. – Inquadramento di un contratto nella categoria a fini di individuazione del tasso soglia – Contratto di conto corrente ipotecario con le caratteristiche del mutuo – Applicazione del tasso soglia per la categoria dei mutui ipotecari.
Il contratto di apertura di credito con tali caratteristiche dovrà quindi essere inquadrato, ai fini dell’applicazione della legge 108/1996, dell’art. 644 c.p., e dell’art. 1815 II° comma c.c. nella categoria “contratti di mutuo a tasso fisso” facendosi valere l’operazione voluta dalle parti ed effettivamente posta in essere rispetto al titolo formale del contratto stipulato. (Enzo Vichi) (Renato Corti) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 15 January 2019.
Concordato preventivo, mancata esecuzione del programma di cessione e sospensione del provvedimento di nomina del liquidatore.
Concordato preventivo – Esecuzione del concordato – Mancata esecuzione del programma di cessione – Provvedimento di nomina del liquidatore – Sospensione.
L’efficacia esecutiva del provvedimento di nomina del liquidatore da parte del tribunale a seguito della mancata liquidazione dei beni nel termine originariamente proposto è da sospendere provvisoriamente in sede di reclamo essendo valutabile in senso dubitativo la possibilità di procedere alla nomina del liquidatore dopo l’intervenuto passaggio in giudicato del decreto di omologa che tale nomina non ha effettuato. (Giustino Di Cecco) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 30 November 2018.
Conto affidato (anche di fatto) e prova della natura solutoria delle rimesse.
Conto corrente bancario - Affidamento - Eccezione di prescrizione - Prova della natura solutoria delle rimesse.
Una volta accertato che il conto corrente bancario è affidato (anche di fatto) compete alla banca dimostrare il limite del fido nel caso in cui eccepisca la prescrizione di determinate poste, diversamente le rimesse devono considerarsi tutte di natura ripristinatoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 29 November 2018.
Impugnazione del decreto di liquidazione del compenso del curatore dell’eredità giacente.
Procedimento di impugnazione del decreto di liquidazione del compenso del curatore dell’eredità giacente – Reclamo secondo il rito camerale ex art.739 c.c. – Inammissibilità – Procedimento di impugnazione dei provvedimenti di liquidazione dei compensi degli ausiliari di giustizia (art.170 D.P.R. n.115/2002 modificato dal D.Lgs. n.150/2011) – Applicabilità.
È inammissibile il reclamo proposto ex art.739 c.c. avverso il decreto del giudice della successione del che liquida i compensi del curatore dell’eredità giacente, poiché nel caso in cui si debba procedere a opposizione avverso il decreto suddetto il relativo procedimento è quello previsto in genere per gli ausiliari di giustizia ex art. 15 D.Lgs. n.150/2011, ex art.170 D.P.R. n. 115/2002, come modificato dall’art.34, co. 17, lett. a) D. Lgs. n. 150/2011. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 20 November 2018.
Protezione internazionale: non è retroattiva la disposizione del D.L. 113/2018 che elimina la clausola generale di salvaguardia relativa ai 'seri motivi' di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali.
Protezione internazionale – Protezione umanitaria – Decreto legge n. 113/2018, art. 1 comma 1, lett. b n. 2 – Entrata in vigore – Fattispecie sostanziali verificatesi anteriormente al 5 ottobre 2018 – Applicazione – Esclusione.
La norma dell’art. 1, comma 1, lett. b), n. 2 d.l. n. 113/2018, che elimina dalla regolamentazione della protezione umanitaria di cui all’art. 5 comma 6 d. lgs. n. 286/1998 la clausola generale di salvaguardia relativa ai «seri motivi» di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato, si applica solo alle fattispecie sostanziali che si sono verificate dopo la sua entrata la sua entrata in vigore.
Tale conclusione discende diretta dal principio di irretroattività stabilito dall’art. 11 disp. prel. cod. civ., che esclude che la norma sopravvenuta possa applicarsi ad atti, fatti, eventi e situazioni sostanziali verificatisi prima della sua entrata in vigore. Tale principio non risulta derogato da alcuna norma contenuta nel decreto legge n. 113/2018.
Nella specie, la norma sopravvenuta ha senz’altro carattere sostanziale, incidendo direttamente sul «diritto di asilo», sancito dall’art. 10 comma 3 Cost. e fino ad oggi regolato attraverso la previsione di tre istituti di diritto sostanziale, come costituito dallo status di rifugiato, dalla c.d. protezione sussidiaria, nonché dal diritto al rilascio del permesso umanitario di cui alla norma dell’art. 5, comma 6 d.lgs. n. 286/1998. Si tratta inoltre di status e diritti che preesistono alle decisioni dell’Autorità, la cui attività – come rilevato anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione - è diretta solo all’accertamento e dichiarazione della loro esistenza, senza possedere alcuna valenza costitutiva.
(*) Come ricorda la stessa pronuncia ora pubblicata, la soluzione della irretroattività (anche) sostanziale del decreto legge n. 113/2018 – qui supportata da una motivazione particolarmente chiara ed efficace – risulta già particolarmente diffusa in giurisprudenza. Cfr., tra gli altri, gli interventi di Trib. Firenze, 18 ottobre 2018 (RG 967/2018; est. Carvisiglia); Trib. Palermo 8 ottobre 2018 (RG 599/2016; est. Fiorani); Trib. Firenze, 17 ottobre 2018 (RG 1004/2016; est. Tassone); Trib. Trento, 19 ottobre 2018 (RG 1086/2018; est. Alinari); Trib. Firenze, 16 ottobre 2018 (RG 2514/2017; est. Condò); Trib. Firenze, 14 ottobre 2018 (RG 1866/2016; est. Anselmo); Trib. Firenze, 24 ottobre 2018 (est. Minniti). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 05 November 2018.
Fideiussione bancaria: nullità per violazione di normativa Antitrust e sospensione della esecutività della sentenza di primo grado.
L’eccezione di nullità, sollevata per la prima volta nel corso del giudizio di appello, ad oggetto un negozio di fideiussione stipulato conformemente alle norme bancarie uniformi predisposte dall'ABI nel 2002 (e sanzionate da Banca d’Italia con provvedimento 55/2005, in quanto aventi l'effetto di restringere, impedire o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale, e perciò atte ad escludere il diritto del cliente ad una scelta tra prodotti in concorrenza), costituisce, alla luce della recente giurisprudenza di legittimità di cui alla sentenza della Cassazione n. 29810/2017, circostanza idonea per l’accoglimento della richiesta di sospensione della esecutività della sentenza di primo grado. (Matteo Nerbi) (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18 July 2018.
Concordato preventivo e mutamento dell’attestatore.
Concordato preventivo – Attestazione – Integrazione e modifica – Mutamento dell’attestatore.
L’imprenditore che propone istanza di concordato preventivo non può integrare la relazione dell’attestatore con quella di altro professionista o mutare la persona dell’attestatore quando non vi siano modifiche sostanziali della proposta o del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 March 2018.
TEG usurario del leasing pattuito in caso di eventuale risoluzione e indicazione di un tasso leasing difforme dalle Istruzioni sulla Trasparenza della Banca d’Italia.
Usura pattizia del contratto di leasing per il TEG promesso in caso di eventuale risoluzione – Ricalcolo di tutti gli interessi pagati maggiorati degli interessi legali dalla data di pagamento di ogni rata – Indicazione nel contratto di un tasso leasing non conforme a quello prescritto dalle Istruzioni sulla Trasparenza – Applicazione dei tassi BOT in luogo del tasso convenzionale – Calcolo delle eccedenze pagate a titolo di interessi maggiorate degli interessi legali dalla data di pagamento di ogni rata – Quesiti al CTU.
In caso di accertata divergenza, il CTU deve effettuare il ricalcolo del piano di ammortamento e dei canoni con evidenziazione delle quote interessi e capitale in esse contenuto, applicando come Tasso Leasing in luogo del tasso convenzionale quello sostitutivo previsto dalle medesime Istruzioni sulla Trasparenza e dall’art.117 Testo Unico Bancario, quantificando l’eccedenza degli interessi pagati dall’utilizzatore e calcolando gli interessi legali da ciascun pagamento eccedente sino alla data del ricorso introduttivo. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 February 2018.
Leasing immobiliare: CTU su determinatezza o determinabilità del tasso e superamento del tasso soglia.
Leasing - Immobiliare - CTU - Verifica della determinatezza o determinabilità del tasso - Del superamento del tasso soglia - Interessi corrispettivi e moratori - Commissioni, spese e delle provvigioni.
In caso di contestazione dei tassi e delle condizioni relative ad un leasing immobiliare, deve procedersi a CTU contabile onde verificare la determinatezza/determinabilità del tasso, con eventuale ricalcolo ex art. 117 TUB, nonchè l'eventuale superamento del tasso soglia, tenendo all'uopo conto degli interessi corrispettivi e moratori (senza operare alcuna sommatoria), di tutte le commissioni, di tutte le spese e delle provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedano una remunerazione in favore del finanziatore. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 13 February 2018.
Liquidazione assistita nella continuità finalizzata alla cessione.
Concordato preventivo – Continuità aziendale – Requisiti – Azienda ormai esangue, incapace di funzionare e tenuta in vita solo per essere ceduta – Applicazione della disciplina e dei benefici della continuità – Esclusione.
Ciò si desume dalla previsione dell’art. 186 bis l.fall., la quale consente (e impone) sempre la revoca del concordato “in continuità” in caso di manifesto danno arrecato alle ragioni della massa creditoria: un concordato in continuità dannoso, molto semplicemente non è un concordato in continuità, ma, al più, liquidatorio e ciò può anche non essere separato da un breve tentativo di prosecuzione dell’attività aziendale volta a proteggere, proprio in un’ottica di miglior dismissione ma non di continuità e valorizzazione, certi specifici assets aziendali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 12 February 2018.
Sovraindebitamento: beni oggetto della liquidazione e beni esclusi.
È corretto che il liquidatore della procedura di sovraindebitamento abbia inserito nel programma di liquidazione anche la vendita dell’autoveicolo della signora atteso che le disposizioni normative stabiliscono che la liquidazione ha riguardo a tutti i beni immobili e mobili del debitore fatta eccezione per i beni e crediti di cui all’art. 14-ter, comma 6, tra cui non può essere fatta rientrare l’autovettura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 January 2018.
Leasing immobiliare e CTU contabile.
Leasing immobiliare - Usura - Verifica del tassa di attualizzazione - Confronto con il TEG del piano di ammortamento.
Nella verifica della legittimità delle pattuizioni contrattuali e della eventuale usurarietà delle condizioni, occorre preliminarmente verificare la corrispondenza tra il tasso di attualizzazione previsto e quello effettivo nonchè tra il tasso rilevabile dal contratto ed il TEG determinato sulla base del piano di ammortamento in concreto applicato. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 12 December 2017.
Reiezione della domanda di protezione internazionale, opposizione e condanna del Ministero dell'Interno alla rifusione delle spese di lite.
Protezione internazionale - Reiezione della domanda di protezione - Opposizione - Accoglimento - Soggetto ammesso al gratuito patrocinio - Condanna del Ministero dell'Interno alla rifusione delle spese di lite .
"…Non può condividersi, al riguardo, quanto affermato da Corte di cassazione con la sentenza n. 18583 del 2012 (richiamata da diverse pronunce di merito), quando afferma che, in ogni caso in cui la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'articolo 133 del Decreto del Presidente della Repubblica «osti alla pronuncia di una sentenza di condanna al pagamento delle spese, dovendo la liquidazione degli onorari e delle spese in favore del difensore della parte ammessa, avvenire seguendo il procedimento di cui all'articolo 82, e quindi con istanza di liquidazione al giudice del procedimento».
Infatti, le modalità di liquidazione ex art. 82 cit. non implicano affatto che non si debba provvedere alla condanna alle spese ex art. 133 cit.
Nella stessa sentenza la SC afferma anche che non avrebbe senso condannare un'amministrazione dello Stato a rifondere le spese ad un'altra amministrazione dello stato e trae argomento dal " rilievo che, per quanto riguarda il procedimento tributario, nel quale per definizione una parte e' rappresentata da una pubblica amministrazione, è stabilita una regola diversa. L'articolo 141 dispone infatti che "l'onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidati ai sensi dell'articolo 82; per gli iscritti agli elenchi di cui al Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, articolo 12, comma 2, e successive modificazioni, si applica la tariffa vigente per i ragionieri ed il parere e' richiesto al relativo consiglio dell'ordine; gli importi sono ridotti della metà'.
L'art. 141 in verità fa solo riferimento alle modalità di liquidazione dell'onorario e delle spese del difensore stabilendo che «1. L'onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidati dall'autorità giudiziaria con decreto di pagamento, osservando la tariffa professionale in modo che, in ogni caso, non risultino superiori ai valori medi delle tariffe professionali vigenti relative ad onorari, diritti ed indennità, tenuto conto della natura dell'impegno professionale, in relazione all'incidenza degli atti assunti rispetto alla posizione processuale della persona difesa. ( 1 ) 2. Nel caso in cui il difensore nominato dall'interessato sia iscritto in un elenco degli avvocati di un distretto di corte d'appello diverso da quello in cui ha sede il magistrato competente a conoscere del merito o il magistrato davanti al quale pende il processo, non sono dovute le spese e le indennità di trasferta previste dalla tariffa professionale. 3. Il decreto di pagamento è comunicato al difensore e alle parti, compreso il pubblico ministero.> >.
Non si vede come dall'art. 141 e dall'art. 82 già citati si possa desumere che l'amministrazione soccombente sia esente dall'applicazione dell'art. 133 cit.
Il quadro normativo non autorizza affatto tale conclusione.
Nemmeno può condividersi il ragionamento secondo cui un'amministrazione impersona lo Stato e quindi sarebbe privo di senso condannare lo Stato a rifondere le spese a se stesso.
E' vero infatti che lo Stato ha personalità unitaria. Tuttavia, occorre tener conto della complessità dello Stato medesimo, articolato in amministrazioni diverse, aventi un proprio autonomo bilancio, che entrano in relazione tra di loro rispetto a specifici rapporti di dare e avere.
In questo senso si veda anche Consiglio di Stato, 6.3.2015, n. 1137 (` 'Ai sensi dell'art. 133 del DPR n. 115/2002 è previsto il pagamento in favore dello Stato delle spese processuali liquidate in favore della parte ammessa al gratuito patrocinio (cfr Cons. Stato Sez. V 12/6/2009 n. 3776) per cui l'Amministrazione della Giustizia Amministrativa, dotata di autonomo bilancio economico-finanziaria ben può essere destinataria di un provvedimento giurisdizionale che disponga nei suoi confronti la rifusione di spese processuali a suo tempo anticipate in favore del difensore del ricorrente vittorioso nel giudizio di primo grado, già ammesso, appunto, al gratuito patrocinio".
In definitiva, non si ravvisa alcun motivo per non applicare le regole ordinarie Le spese sono liquidate come in dispositivo…" (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 06 December 2017.
Contratti bancari – Commissione di Massimo Scoperto – Applicazione alle somme non utilizzate dal cliente – Nullità – Sussiste – Computabilità per la determinazione del TEG – Affermazione.
Non può neppure obiettarsi che non essendo stata la CMS compresa nel calcolo del TEGM sino al 2009 si raffronterebbero categorie non omogenee, posto che l’art.644 co.5 c.p. ha carattere di onnicomprensività e nega, quindi, i principi di omogeneità e simmetria del TEGM e del TEG. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 November 2017.
Diniego del gradimento al trasferimento della partecipazione di maggioranza e diritto di recesso del socio.
Nel caso in cui lo statuto di società a responsabilità limitata subordini al gradimento degli altri soci il trasferimento della partecipazione di maggioranza, il diritto di recesso dei detentori della stessa può essere esercitato solo nell’ipotesi in cui il gradimento venga in concreto negato e non per il solo fatto della vigenza della clausola statutaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 12 September 2017.
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