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Timestamp: 2018-12-12 23:10:47+00:00
Document Index: 176993127

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 17']

Dir. UE 23/04/2009, n. 28 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NE11
G.U.U.E. L 05/06/2009, n. 140
- Direttiva 2013/18/UE del Consiglio del 13 maggio 2013
- Direttiva (UE) 2015/1513 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 settembre 2015.
DIRETTIVA (UE) 2015/1513 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 9 settembre 2015 che modifica la direttiva 98/70/CE, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel, e la direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.
Articolo 2; Articolo 3; Articolo 5; Articolo 6; Articolo 17; Articolo 18; Articolo 19; Articolo 21; Articolo 22; Articolo 23; Articolo 25; Allegato 25-bis; Allegato V; Allegato VIII; Allegato IX.
Il provvedimento apporta sostanziali modifiche alla Direttiva n. 98/70/CE, relativa agli standard di qualità della benzina e del combustibile diesel, e alla Direttiva n. 2009/28/CE sulla promozione e l’incentivazione dell'uso di energia proveniente da fonti rinnovabili.
L'obiettivo principale della Direttiva n. 2015/1513 è quello di garantire un mercato unico per i carburanti destinati ai trasporti stradali e alle macchine mobili non stradali, nonché di assicurare il rispetto dei livelli minimi di protezione dell'ambiente previsti nell'uso di tali carburanti. Gli Stati membri dovranno adeguarsi alle modifiche introdotte, con atti normativi di recepimento, entro il 10 settembre 2017.
Deliberaz. G.P. Bolzano 29/11/2016, n. 1321
Criteri per la concessione di contributi per l'incentivazione del teleriscaldamento.
La deliberazione, efficace dal 29/11/2016, disciplina ed adegua i criteri per la concessione di contributi per investimenti in sistemi di teleriscaldamento efficienti sotto il profilo energetico ai sensi dell’art. 2 della L.P. 07/07/2010, n. 9. L’adeguamento dei criteri è necessario per tener conto delle nuove disposizioni di natura tecnico-amministrativa nonché delle nuove disposizioni della legislazione europea sugli aiuti di Stato ai sensi dei regolamenti (UE) n. 651/2014 e n. 1407/2013.
I criteri approvati si applicano anche alle domande di contributo già inoltrate e non ancora approvate ed i relativi contributi possono essere concessi fino al 30/06/2021.
Deliberaz. G.P. Bolzano 29/11/2016, n. 1322
Criteri per la concessione di contributi per l'incentivazione degli impianti di biogas.
La deliberazione, efficace dal 29/11/2016, disciplina ed adegua i criteri per la concessione di contributi per investimenti per la costruzione e l’ampliamento di impianti di produzione di biogas, ai sensi dell’art. 2 della L.P. 07/07/2010, n. 9. L’adeguamento dei criteri è necessario per tener conto delle nuove disposizioni di natura tecnico-amministrativa nonché delle nuove disposizioni della legislazione europea sugli aiuti di Stato ai sensi dei regolamenti (UE) n. 651/2014, n. 1407/2013, n. 1408/2013 e n. 717/2014.
REGOLAMENTO (UE) N. 1307/2014 DELLA COMMISSIONE dell'8 dicembre 2014 relativo alla definizione dei criteri e dei limiti geografici dei terreni erbosi ad elevata biodiversità ai fini dell'articolo 7 ter, paragrafo 3, lettera c), della direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e ai fini dell'articolo 17, paragrafo 3, lettera c), della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.
Articolo 17, paragrafo 3, lettera c).
L. R. Veneto 07/11/2013, n. 27
Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione del Veneto derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea. Attuazione della Direttiva 2006/123/CE e della Direttiva 2009/28/CE nonché modifiche alla legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 (legge regionale europea 2013).
L. R. Puglia 24/09/2012, n. 25
Regolazione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.
La legge attua la normativa comunitaria in materia di promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili e detta principi ed indirizzi per la programmazione energetica regionale.
La legge prevede che, entro il 25/03/2013, la Regione Puglia adegui e aggiorni il Piano energetico ambientale regionale (PEAR) nel rispetto delle Linee Guida Nazionali di cui al D. Min. Sviluppo Econ. 10/09/2010.
La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti e delle opere connesse sono soggetti ad Autorizzazione Unica regionale (AU), fatti salvi gli interventi soggetti alla Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) ed al regime della comunicazione.
L’AU sostituisce e incorpora ogni atto di assenso, comunque denominato, e costituisce titolo a costruire ed esercire l’impianto, le opere connesse e le infrastrutture indispensabili in conformità con i progetti approvati e nei termini ivi previsti. Il termine di inizio dei lavori è fissato in 6 mesi dal rilascio dell’AU, mentre il termine per il completamento dell’impianto è di 30 mesi dalla data di inizio dei lavori, salvo i diversi minori termini previsti dalla legislazione nazionale anche in relazione all’accesso ai finanziamenti.
L'art. 6 della legge definisce gli impianti soggetti a Procedura Abilitativa Semplificata o comunicazione. In particolare, la comunicazione relativa alle attività in edilizia libera è estesa agli impianti a fonti rinnovabili fino a 50 kW ed agli impianti fotovoltaici di qualsiasi potenza da realizzare sugli edifici, fatta salva la disciplina in materia di VIA, nonché i vincoli paesaggistici, storici, artistici e ambientali e di tutela delle risorse idriche. Inoltre, gli impianti di potenza nominale sino a 1 MW e le relative opere di connessione ricadenti in due o più Comuni limitrofi sono comunque sottoposti al procedimento di Autorizzazione Unica.
Infine, è previsto l'intervento della Regione per la promozione della realizzazione e dell'installazione sul suolo pubblico e privato di dispositivi di ricarica dei veicoli a trazione elettrica dotati di apparato misuratore elettronico telegestito.
Sent. C. Giustizia UE 04/10/2018, n. C-242/17
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili - Bioliquidi utilizzati per un impianto termoelettrico - Direttiva 2009/28/CE - Articolo 17 - Criteri di sostenibilità per i bioliquidi - Articolo 18 - Sistemi nazionali di certificazione della sostenibilità - Decisione di esecuzione 2011/438/UE - Sistemi volontari di certificazione della sostenibilità dei biocarburanti e dei bioliquidi approvati dalla Commissione europea - Normativa nazionale che prevede l’obbligo per gli operatori intermedi di presentare i certificati di sostenibilità - Articolo 34 TFUE - Libera circolazione delle merci.
Articolo 18, paragrafi 1, 3 e 7
1) L’articolo 18, paragrafo 7, della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, letto in combinato disposto con la decisione di esecuzione 2011/438/UE della Commissione, del 19 luglio 2011, relativa al riconoscimento del sistema ISCC «International Sustainability and Carbon Certification» per la verifica del rispetto dei criteri di sostenibilità di cui alle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2009/28 e 2009/30/CE, deve essere interpretato nel senso che esso non osta ad una normativa nazionale, come quella in discussione nel procedimento principale, la quale imponga agli operatori economici, per la certificazione della sostenibilità dei bioliquidi, oneri specifici, diversi e più ampi rispetto a quelli previsti da un sistema volontario di certificazione della sostenibilità, quale il sistema ISCC, riconosciuto dalla citata decisione di esecuzione, adottata dalla Commissione europea ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 4, della direttiva summenzionata, nella misura in cui tale sistema è stato approvato soltanto per i biocarburanti e gli oneri suddetti riguardano soltanto i bioliquidi.
2) Il diritto dell’Unione, e in particolare l’articolo 34 TFUE e l’articolo 18, paragrafi 1 e 3, della direttiva 2009/28/CE, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che una normativa nazionale, come quella in discussione nel procedimento principale, imponga un sistema nazionale di verifica della sostenibilità dei bioliquidi, il quale stabilisca che tutti gli operatori economici che intervengono nella catena di consegna del prodotto considerato, anche quando si tratti di intermediari che non conseguono alcuna disponibilità fisica delle partite di bioliquidi, sono tenuti a rispettare taluni obblighi di certificazione, di comunicazione e di informazione scaturenti da detto sistema.
Sent. C. Giustizia UE 20/09/2017, n. C-215/16
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Energia elettrica di origine eolica - Direttiva 2009/28/CE - Promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili - Articolo 2, secondo comma, lettera k) - Regime di sostegno - Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, lettera e) - Spese amministrative - Direttiva 2008/118/CE - Regime generale delle accise - Articolo 1, paragrafo 2 - Altre imposte indirette che perseguono finalità specifiche - Direttiva 2003/96/CE - Tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità - Articolo 4 - Tassazione minima dell’energia - Canone gravante sugli aerogeneratori destinati alla produzione di energia elettrica.
Articolo 2, comma 2, lettera k); articolo 13, paragrafo 1, comma 2, lettera e)
1) La direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, in particolare l’articolo 2, secondo comma, lettera k), e l’articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, lettera e), della stessa, deve essere interpretata nel senso che non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che prevede la riscossione di un canone gravante sugli aerogeneratori destinati alla produzione di energia elettrica.
2) L’articolo 4 della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, deve essere interpretato nel senso che non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che prevede la riscossione di un canone gravante sugli aerogeneratori destinati alla produzione di energia elettrica, poiché con tale canone non sono tassati i prodotti energetici o l’elettricità, ai sensi dell’articolo 1 e dell’articolo 2, paragrafi 1 e 2, di tale direttiva, e, pertanto, esso non rientra nell’ambito di applicazione della stessa.
3) L’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE, deve essere interpretato nel senso che non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che prevede la riscossione di un canone gravante sugli aerogeneratori destinati alla produzione di energia elettrica, poiché tale canone non costituisce un’imposta gravante sul consumo di prodotti energetici o di elettricità e, pertanto, non rientra nell’ambito di applicazione di tale direttiva.
Sent. C. Giustizia UE 22/06/2017, n. C-549/15
Rinvio pregiudiziale - Promozione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili - Biocarburanti usati per il trasporto - Direttiva 2009/28/CE - Articolo 18, paragrafo 1 - Sistema di «equilibrio di massa» destinato a garantire che il biogas soddisfi i criteri di sostenibilità prescritti - Validità - Articoli 34 e 114 TFUE - Normativa nazionale che richiede che l’equilibrio di massa venga raggiunto all'interno di un luogo chiaramente delimitato - Prassi dell’autorità nazionale competente che ammette che tale condizione possa essere soddisfatta qualora il biogas sostenibile sia trasportato tramite la rete di gas nazionale - Ingiunzione di detta autorità che esclude che la medesima condizione possa essere soddisfatta in caso di importazioni provenienti da altri Stati membri di biogas sostenibile tramite le reti di gas nazionali interconnesse - Libera circolazione delle merci.
1) L’articolo 18, paragrafo 1, della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, deve essere interpretato nel senso che non mira a creare, a carico degli Stati membri, un obbligo di autorizzare le importazioni, attraverso le loro reti di gas nazionali interconnesse, di biogas che soddisfa i criteri di sostenibilità sanciti all’articolo 17 della direttiva summenzionata ed è destinato ad essere usato come biocarburante.
2) Dall’esame della seconda questione non è emerso alcun elemento atto ad incidere sulla validità dell’articolo 18, paragrafo 1, della direttiva 2009/28.
3) L’articolo 34 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a un’ingiunzione, quale l’ingiunzione in esame nel procedimento principale, con cui un’autorità nazionale intende escludere che un operatore economico possa istituire un sistema di equilibrio di massa, a norma dell’articolo 18, paragrafo 1, della direttiva 2009/28, riguardo al biogas sostenibile trasportato in reti di gas nazionali interconnesse, in forza di una disposizione adottata da tale autorità e secondo cui un siffatto equilibrio di massa deve essere raggiunto «all’interno di un luogo chiaramente delimitato», mentre invece detta autorità ammette, in base alla disposizione citata, che un sistema di equilibrio di massa possa essere istituito riguardo a biogas sostenibile trasportato nella rete di gas nazionale dello Stato membro cui appartiene la stessa autorità.
Sent. C. Giustizia UE 02/03/2017, n. C-4/16
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Direttiva 2009/28/CE - Articolo 2, secondo comma, lettera a) - Energia da fonti rinnovabili - Energia idraulica - Nozione - Energia prodotta in una piccola centrale idroelettrica situata presso il punto di scarico delle acque reflue industriali di un altro impianto.
Articolo 2, comma 2, lettera a)
La nozione di «energia da fonti rinnovabili», di cui all’articolo 2, secondo comma, lettera a), della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, deve essere interpretata nel senso che essa include l’energia prodotta da una piccola centrale idroelettrica, diversa da una centrale di pompaggio ad accumulazione o da una centrale di pompaggio-turbinaggio, situata presso il punto di scarico delle acque reflue industriali di un altro impianto, il quale ha prelevato precedentemente l’acqua per sue proprie finalità.
Fonti rinnovabili: energia idraulica generata da corsi d’acqua artificiali
La Corte di giustizia UE, con la sentenza 02/03/2017, C-4/16, ha incluso nella nozione di energia da fonti rinnovabili di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), della Direttiva 2009/28/CE l’energia idraulica generata utilizzando flussi d’acqua artificiali, specificandone le condizioni.
Promozione dei carburanti da fonti rinnovabili (Direttiva UE 1513/2015)
La Direttiva (UE) n. 2015/1513 - da recepire negli Stati membri entro il 10 settembre 2017 - stabilisce nuovi obiettivi per la promozione dei carburanti provenienti da fonti rinnovabili. Obiettivo principale, garantire un mercato unico per i carburanti destinati ai trasporti stradali e alle macchine mobili non stradali, nonché di assicurare il rispetto dei livelli minimi di protezione dell’ambiente previsti nell’uso di tali carburanti.
Produzione di biocarburanti e i bioliquidi da terreni erbosi
Con il Regolamento n. 1307/2014, la Commissione europea ha definito i criteri e i limiti geografici per la produzione di biocarburanti e bioliquidi da terreni erbosi ad elevata biodiversità, in attuazione dell'art. 7-ter, paragrafo 3, lettera c), della Direttiva n. 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e dell'art. 17, paragrafo 3, lettera c), della Direttiva n. 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili
Energia rinnovabile a pompe di calore: Decisione n. 2013/114/UE
Nuove norme e linee guida per calcolare l’energia rinnovabile prodotta da tecnologie a pompe di calore.
Costa: biogas e biomasse al tramonto degli incentivi da Italia Oggi
Pale eoliche, le torri non concorrono alla rendita catastale da Il Sole 24 Ore