Source: https://www.curaviva.ch/Informazioni-specialistiche/Entrata-nellistituzione-e-soggiorno/Diritto/PvVGB/?lang=it
Timestamp: 2018-11-18 14:55:41+00:00
Document Index: 23745191

Matched Legal Cases: ['art. 383', 'art. 377', 'art. 433', 'art. 383', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 360', 'art. 370', 'art. 374', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 382', 'art. 426', 'art. 390', 'art. 360', 'art. 370', 'art. 360', 'art. 370', 'art. 360', 'art. 370']

CURAVIVA Schweiz - Informazioni specialistiche - Entrata nell’istituzione e soggiorno - Diritto
Nell’istituzione vi sono misure restrittive della libertà di movimento, e chi le stabilisce?
Sì, nelle strutture socio-sanitarie le e i residenti possono essere limitate/i nella loro libertà di movimento. Il diritto di protezione degli adulti parla di misure restrittive della ...
Sì, nelle strutture socio-sanitarie le e i residenti possono essere limitate/i nella loro libertà di movimento. Il diritto di protezione degli adulti parla di misure restrittive della libertà di movimento. Le misure possibili sono di vario tipo:
Misure elettroniche: p. es. uscite chiuse a chiave o messe in sicurezza con dei codici, con funzione d’allarme generale o individuale (anche porte del reparto, della camera e dell’ascensore), radiolocalizzazione con GPS delle e dei residenti, stuoini con sensori come scendiletto o direttamente nel letto, relè fotoelettrico / segnalatore di movimento, monitoraggio elettronico dello spazio.
Misure limitative degli spazi disponibili: chiusura delle porte di una stanza o di un settore, p. es. in un reparto per pazienti affetti da demenza, complicati meccanismi di chiusura sulle porte, applicazione di barriere, manopole e pomelli posizionati in posizione elevata o complicati, ascensori messi in sicurezza.
Misure fisiche: montaggio di sponde per letto (su un lato o su entrambi i lati), fissaggio con cinture al letto / alla sedia, coperta Zewi, bloccaggio nella sedia o nella sedia a rotelle mediante un tavolo, bloccaggio dell’articolazione della mano o del piede.
Misure medicamentose: i medicinali (p. es. neurolettici) sono una misura restrittiva della libertà di movimento, specialmente quando vengono prescritti per tranquillizzare o sedare.
I possibili motivi che giustificano l’adozione di una misura nella struttura socio-sanitaria (a prescindere da situazioni d’emergenza):
protezione da possibili incidenti e infortuni (p. es. evitare cadute mentre il paziente girovaga senza uno specifico controllo);
protezione da possibili tentativi di autolesioni (p. es. graffi, strappo dei capelli);
protezione contro tentativi di ostacolare misure mediche/terapeutiche (p. es. impedire la rimozione di cateteri, sonde, infusioni, bendaggi);
protezione di terzi da possibili aggressioni mirate o non mirate (p. es. percosse, lancio di oggetti, torsione di un braccio);
protezione di terzi da molestie (p. es. rumore eccessivo, denudamento, irruzioni nella sfera privata).
La procedura per l’impiego di misure restrittive della libertà di movimento è rigorosamente regolata nel Codice civile svizzero (art. 383 B e segg.). La misura va prima discussa con tutte le persone coinvolte nel team che si occupa dei trattamenti. L’istituzione deve protocollare la misura adottata e verificare regolarmente se è efficace o non più necessaria. Regolamentata separatamente è la restrizione della libertà di movimento mediante medicinali sedativi (art. 377 e segg. in caso di incapacità di discernimento, art. 433 e segg. in caso di turbe psichiche).
Restrizione della libertà di movimento, art. 383 B e segg. Codice civile svizzero
CURAVIVA Suisse. (2017). Droit de la protection de l’adulte: les mesures de contention. (Solamente in tedesca e francese)
CURAVIVA Suisse. (2010). Bases pour une attitude responsable dans les homes et institutions. (Solamente in tedesca e francese)
Quali diritti ho nel contesto dell’autodeterminazione e dell’autoresponsabilità durante il soggiorno nell’istituzione?
I diritti fondamentali formulati nella Costituzione federale sono validi naturalmente anche per le persone anziane che risiedono in una struttura socio-sanitaria: uguaglianza giuridica tra ...
I diritti fondamentali formulati nella Costituzione federale sono validi naturalmente anche per le persone anziane che risiedono in una struttura socio-sanitaria: uguaglianza giuridica tra l’altro per persone anziane e disabili (art. 8), diritto alla libertà personale, p. es. alla libertà di movimento (art. 10), diritto all’aiuto in situazioni di bisogno (chi «non è in grado di provvedere a se stesso» art. 12). CURAVIVA Svizzera ha concretizzato il diritto all’autodeterminazione 2010 nelle «Basi per un’azione responsabile negli istituti sociali e di cura» ed ha tra l’altro formulato i seguenti principi base:
le e i residenti, se del caso le persone responsabili dell’educazione, congiunti o curatori e collaboratori parteciperanno alle decisioni che li riguardano;
le e i residenti saranno incoraggiati a continuare a utilizzare le risorse accumulate nel mondo della loro vita precedente e a mantenere le loro abitudini di vita;
le e i residenti maggiorenni hanno il diritto di rifiutare prestazioni di servizio, trattamenti e medicazioni dopo essere stati informati sulle possibili conseguenze;
il diritto all’autodeterminazione può significare anche la rinuncia a tutte le misure di prolungamento a ogni costo della vita (accanimento terapeutico), ma confidare in una morte quanto più possibile assistita, senza paure e senza dolori;
il diritto all’autodeterminazione cessa là dove il diritto alla libertà di altre persone nell’istituzione o al di fuori dell’istituzione è stato limitato.
Le limitazioni all’autodeterminazione sono regolate dal diritto di protezione degli adulti, una parte del Codice civile svizzero. Mediante mandato precauzionale (art. 360 A e segg. del CCS) o direttive anticipate del paziente (art. 370 e segg. del CCS) può essere disposto chi deve decidere in merito a misure mediche e infermieristiche, se la persona stessa non è capace di discernimento. La legge stabilisce inoltre chi può rappresentare la persona incapace di discernimento se non si dispone né del mandato precauzionale né delle direttive anticipate del paziente (art. 374 del CCS).
Nelle cure e nell’assistenza di persone molto in là con gli anni affette da due o più malattie croniche (p. es. demenza con alterazioni del comportamento, inquietudine e confusione), il personale esperto deve sempre ponderare i pro e i contro tra libertà (autodeterminazione della persona colpita) e sicurezza (protezione della persona). Il diritto di protezione degli adulti regola le condizioni in base alle quali le residenze medicalizzate possono limitare la libertà di movimento delle e dei residenti (vedi la domanda «Nell’istituzione vi sono misure restrittive della libertà di movimento, e chi le stabilisce?»).
Diritti fondamentali, art. 7 e segg. delle Costituzione federale della Confederazione Svizzera
Diritto della protezione degli adulti, art. 360 A e segg. Codice civile svizzero
A quale ufficio posso rivolgermi in caso di questioni giuridiche e assicurative?
In caso di questioni giuridiche direttamente connesse con la degenza, il primo consultorio per le e i residenti dovrebbe essere la struttura socio-sanitaria. Se si tratta di questioni inerenti alle ...
In caso di questioni giuridiche direttamente connesse con la degenza, il primo consultorio per le e i residenti dovrebbe essere la struttura socio-sanitaria.
Se si tratta di questioni inerenti alle assicurazioni stipulate, è raccomandabile mettersi direttamente in contatto con la società d’assicurazione. È utile in questo contesto avere a portata di mano la polizza con il numero d’assicurazione.
E per concludere, anche la degenza nell’istituzione può avere delle ricadute sulle imposte che si devono pagare. In linea di massima, anche per le e i residenti in un’istituzione vige un obbligo fiscale. L’autorità fiscale dell’amministrazione comunale è la giusta interlocutrice in caso di domande sulle ricadute che una degenza in un’istituzione può avere sul carico fiscale personale (deduzioni, prestazioni complementari, etc.).
Qual è il quadro giuridico di una struttura per anziani?
Le strutture socio-sanitarie che forniscono prestazioni di cura sono in linea di massima assoggettate alla legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e alle sue ordinanze. A ...
Le strutture socio-sanitarie che forniscono prestazioni di cura sono in linea di massima assoggettate alla legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e alle sue ordinanze.
A complemento della legislazione nazionale, i Cantoni hanno emanato proprie leggi e ordinanze. Queste riguardano l’ammissione, le direttive per la qualità, le dotazioni di personale, la vigilanza dell’istituzione, il finanziamento residuo, etc.
I consultori a cui rivolgere eventuali domande concernenti le questioni cantonali sono le associazioni cantonali di CURAVIVA Svizzera oppure le competenti autorità sanitarie del Cantone.
Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e ordinanze
Repubblica e Cantone Ticino, Dipartimento della sanità e della socialità
Per un mio congiunto affetto da demenza, posso decidere io sulla sua entrata in un’istituzione?
Questa domanda se la pongono i congiunti che assistono una persona affetta da demenza quando il carico emotivo e fisico ha superato il livello di sopportazione. Quest’onere aumenta con il ...
Questa domanda se la pongono i congiunti che assistono una persona affetta da demenza quando il carico emotivo e fisico ha superato il livello di sopportazione. Quest’onere aumenta con il progredire della malattia. È perciò importante chiedere aiuto, prima di non essere più in grado di adempiere questo gravoso compito. Per alleggerire il carico che grava sui parenti vi sono diverse offerte di sostegno, per esempio quelle delle sezioni cantonali dell’Associazione Alzheimer Svizzera e dei servizi Spitex pubblici e privati.
Il momento in cui la decisione di entrare in un’istituzione deve essere presa dipende in definitiva dalla situazione individuale. L’Associazione Alzheimer lo raccomanda quando l’assistenza a domicilio non è più possibile perché, per esempio, dovrebbe essere garantita 24 ore su 24, o quando la persona assistita mette a rischio la sua incolumità o quella di altre persone. Nell’opuscolo «Preparare l’entrata in casa di cura» sono riportati altri criteri.
Dal punto di vista giuridico, le persone affette da demenza perdono durante il decorso della malattia la loro capacità di discernimento. In conformità a quanto previsto dalla legge, le persone aventi diritto di rappresentanza, che tutelano gli interessi della persona incapace di discernimento nell’ambito medico-infermieristico, possono stipulare con un’istituzione un contratto di accoglienza. In questo contratto sono stabilite le prestazioni dell’istituzione e il relativo compenso. Ma cosa fare se poi la persona affetta da demenza si rifiuta di entrare nell’istituzione? In questo caso diventa effettivo il ricovero a scopo di assistenza quale provvedimento dell’autorità. Questo provvedimento può essere intimato dall’Autorità di protezione degli adulti APMA, nella misura in cui non è possibile il trattamento o l’assistenza in altro modo. Questo è, per esempio, il caso in cui la persona mette seriamente in pericolo se stessa o quando le offerte di sostegno quali Spitex o il Servizio pasti non sono più sufficienti.
Nel caso di incapacità di discernimento, presupposto essenziale è prevedere in tempo utile cosa fare. Le persone affette da demenza dovrebbero considerare in anticipo, cioè quando possiedono ancora la capacità di discernimento, insieme ai loro congiunti come regolare le loro faccende personali e finanziarie e chi più tardi potrà decidere e agire per loro nel momento in cui dovesse subentrare una incapacità di discernimento. Il diritto di protezione degli adulti prevede ora il mandato precauzionale e le direttive del paziente quali strumenti grazie ai quali è possibile dar voce alla propria volontà (vedi anche la domanda «Qual è la differenza tra procura, mandato precauzionale, direttive del paziente e testamento?»). Anche i congiunti che si prendono cura della persona affetta da demenza dovrebbero esprimere abbastanza presto i loro desideri e bisogni in caso di malattia, affinché resti sufficiente tempo ed energia per trovare una soluzione quanto più possibile appropriata per tutti gli interessati. Un importante motivo per prevedere in anticipo è inoltre il fatto che un’entrata in un’istituzione può essere condizionata dai tempi di attesa. E un trasferimento in un’istituzione potrebbe rendersi improvvisamente necessario proprio dopo una degenza ospedaliera.
Offerte di aiuto esterno e presa a carico dell’Associazione Alzheimer Svizzera
Servizio di sostegno di Pro Infirmis
Contratto di assistenza, art. 382 A Codice civile svizzero
Ricovero a scopo di assistenza, art. 426 A e ssgg. Codice civile svizzero
Alzheimer svizzera. (2010). Preparare lʼentrata in casa di cura.
Cosa mi occorre per poter prendere delle decisioni per un mio congiunto in una struttura socio-sanitaria?
Affinché una persona possa prendere delle decisioni in vece di qualcun altro, le deve essere stata conferita una relativa procura oppure deve essere presente un’incapacità di ...
Affinché una persona possa prendere delle decisioni in vece di qualcun altro, le deve essere stata conferita una relativa procura oppure deve essere presente un’incapacità di discernimento come pure un diritto di rappresentanza. La rappresentanza è disciplinata in conformità a quanto previsto dalle direttive personali, dalla legge o da una decisione delle autorità. All’atto dell’entrata nella struttura socio-sanitaria, gli effettivi rapporti di rappresentanza vengono attentamente accertati e documentati.
Con una procura viene già designata, prima dell’esordio di un’eventuale incapacità di discernimento, una persona avente diritto di rappresentanza che può evadere determinate pratiche. È tuttora controversa la questione se la procura continua a restare valida anche dopo l’esordio dell’incapacità di discernimento. In ogni caso è giuridicamente meno vincolante di un mandato precauzionale o delle direttive del paziente. La procura lascia infatti, in caso di un’incapacità di discernimento, una maggiore libertà all’Autorità di protezione degli adulti (APMA) di interpellare altre persone vicine alla o al paziente o di designarle quali rappresentanti. Anche il personale di cura è più libero, di quanto lo sia quando sono disponibili le direttive del paziente o un mandato precauzionale, di interpellare altre persone, diverse da quella che ha ricevuto la procura, sulla presunta volontà della persona incapace di discernimento.
In presenza di un’incapacità di discernimento, sono innanzitutto quelle persone aventi diritto di rappresentanza che tramite un mandato precauzionale o le direttive del paziente (queste ultime riguardano misure mediche) sono previste per la rappresentanza in determinate pratiche. Il mandato precauzionale può disciplinare la rappresentanza in diversi ambiti della vita – patrimoni, relazioni giuridiche, cura della persona. Se subentra l’incapacità di discernimento, l’autorità di protezione degli adulti controlla la validità del mandato precauzionale e allestisce un corrispettivo mansionario per la/il avente diritto di rappresentanza. Sia il mandato precauzionale sia le direttive del paziente possono stabilire chi sarà l’avente diritto di rappresentanza specificatamente per le questioni medico-infermieristiche. Le direttive del paziente possono inoltre stabilire i desideri effettivi della/del paziente in merito ai trattamenti e alle cure (vedi anche la domanda «Cosa contengono le direttive del paziente?»).
In mancanza di disposizioni personali, la legge prevede quest’ordine di rappresentanza:
nelle questioni medicoinfermieristiche è innanzitutto la/il coniuge o la/il partner registrato che vive in comunione domestica con la persona incapace di discernimento o le presta di persona regolare assistenza ad avere diritto di rappresentanza. Seguono nell’ordine: la persona che vive in comunione domestica con la persona incapace di discernimento; i suoi discendenti, i genitori, i fratelli e le sorelle – solo tuttavia se questi prestano di persona regolare assistenza alla persona incapace di discernimento;
nelle questioni quotidiane, per l’amministrazione del patrimonio e dei redditi come pure per l’apertura e l’evasione della corrispondenza ha diritto di rappresentanza – senza procura o mandato precauzionale o curatela – solo e unicamente la/il coniuge, rispettivamente la/il partner registrato. Anche in questo caso il diritto vale soltanto se lei/lui vive in comunione domestica con la persona incapace di discernimento o le presta di persona regolare assistenza.
E infine vi è anche la situazione in cui mancano totalmente le disposizioni personali e anche le persone che potrebbero assumersi la rappresentanza secondo l’ordine di successione legale. In questo caso l’APMA istituisce una cosiddetta curatela (vedi anche la domanda «Che ruolo svolge l’APMA?»).
CURAVIVA Svizzera. (2012). Droit de la protection de l’adulte. Compétences décisionnelles relatives aux mesures médicales et de soins. (Solamente in tedesco e francese)
ASB/COPMA. (2013). Recommandations relatives à la gestion du patrimoine conformément au droit de la protection des mineurs et des adultes. (Solamente in tedesco e francese)
Chi mi aiuta nel caso in cui non avessi più alcun congiunto e alcuna persona di fiducia?
Per le persone anziane, la dichiarazione delle imposte, i conteggi con la cassa malati, gli acquisti o l’organizzazione del tempo libero costano fatica. Spesso dipendono per questo da aiuti ...
Per le persone anziane, la dichiarazione delle imposte, i conteggi con la cassa malati, gli acquisti o l’organizzazione del tempo libero costano fatica. Spesso dipendono per questo da aiuti esterni. Ma cosa si fa se uno dei due coniugi muore e non vi sono più né parenti né amici che possono dare un aiuto? Le persone bisognose di assistenza non sono sole: oltre alle prestazioni di servizio di sostegno per le cure ambulatoriali (Spitex pubblico e privato), vi sono organizzazioni come, per esempio, Pro Senectute Svizzera, la Croce Rossa Svizzera o la Caritas che offrono una serie di aiuti per la gestione delle attività quotidiane. Il Comune di domicilio può dare informazioni sulle diverse offerte di sostegno disponibili.
Talvolta, però, queste «mani tese» non sono più sufficienti – per esempio quando non si è più in grado di occuparsi in modo adeguato dei propri affari a causa di un grave stato di debolezza (come accade quando intervengono malattie quali demenza, assuefazioni o dipendenze) e/o una scemata capacità di discernimento. Se in questi casi il necessario sostegno non può essere assicurato da congiunti od organizzazioni e se non è stata designata, mediante procura o mandato precauzionale, alcuna persona avente diritto di rappresentanza, è possibile costituire una cosiddetta curatela (vedi anche la domanda «Cosa mi occorre per poter prendere delle decisioni per un mio congiunto in una struttura socio-sanitaria?»). Si tratta di un provvedimento che viene imposto dalla competente Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) – anche su richiesta della persona colpita (vedi anche la domanda «Che ruolo svolge lʼAPMA?»). Quest’ultima può proporre o escludere determinate persone indicate per assumere l’incarico di curatrice o curatore: l’Autorità cercherà di esaudire il desiderio nella misura del possibile. Alla curatrice o al curatore sono attribuite tante competenze quante strettamente necessarie a mantenere il più possibile l’autodeterminazione della persona bisognosa d’aiuto. Nel caso più semplice, la curatrice o il curatore darà il suo sostegno per il disbrigo di un determinato affare solo con il consenso della persona interessata (amministrazione di sostegno). Chi non è più in grado di sbrigare da solo determinate faccende ottiene una curatela di rappresentanza; chi per la propria protezione deve richiedere per determinate azioni il consenso della curatrice o del curatore otterrà una curatela di cooperazione. Questi tre tipi di curatela possono essere combinati tra loro al fine di definire il grado di sostegno rispondente quanto più possibile alle esigenze della persona interessata. La forma più estrema è la curatela generale, che diventa effettiva in caso di un’incapacità di discernimento permanente.
Il Centro di ascolto e assistenza del minore e dell’adulto KESCHA, indipendente, fornisce informazioni sul tema della curatela. Il suo sito web offre alle persone interessate informazioni sul diritto di protezione dei minori e degli adulti e un formulario per il contatto online per domande scritte. Consulenza telefonica al 044 273 96 96.
Caritas Suisse (solamente in tedesco e francese)
Centro di ascolto e assistenza del minore e dell’adulto KESCHA
Curatele, art. 390 A e ssgg. Codice civile svizzero
CURAVIVA Suisse. (2011). Questions fréquemment posées (FAQs) à propos du Droit de la protection de l’adulte. (Solamente in tedesco e francese)
CURAVIVA Suisse. (2013). Vivre en EMS. Une information pour les résidents et leurs proches à propos du nouveau droit de la protection de l’adulte. (Solamente in tedesco e francese)
K-Tipp Online. (2017). 10 Fragen zur Beistandschaft. (Solamente in tedesco)
In una residenza medicalizzata posso, per esempio con Exit, accomiatarmi volontariamente dalla vita?
Per questa controversa questione, che ha sollevato molte discussioni, non c’è una risposta univoca. Alcune istituzioni consentono che nei loro locali abbiano luogo suicidi accompagnati ...
Per questa controversa questione, che ha sollevato molte discussioni, non c’è una risposta univoca. Alcune istituzioni consentono che nei loro locali abbiano luogo suicidi accompagnati da parte di organizzazioni di aiuto al suicidio, altre che non lo consentono. In questi casi si parla di suicidio assistito: alla o al paziente viene cioè resa disponibile una sostanza letale, che la persona che ha deciso di porre fine alla sua vita assume personalmente, normalmente per via orale, senza l’assistenza di terzi. Oppure la stessa sostanza letale viene utilizzata sotto forma di infusione e sarà sempre la stessa persona a determinare il momento in cui aprirà la valvola per permettere alla sostanza di fluire nelle vene. La sostanza può essere fornita da un’organizzazione di aiuto al suicidio come Exit.
In determinati Cantoni e città, come Zurigo e Lucerna, sono stati emanati negli scorsi anni dei regolamenti per le strutture socio-sanitarie. Nei Cantoni di Neuchâtel e Vaud le case per anziani devono, per legge, consentire il suicidio accompagnato nei loro locali, sempre che siano soddisfatte le seguenti condizioni: la persona che intende porre fine alla sua esistenza deve essere capace di discernimento, essere affetta da una malattia grave, incurabile, e la sua volontà di porre fine alla sua esistenza deve essere duratura. Nel 2012, la popolazione del Cantone di Vaud ha votato la prima legge a livello svizzero sull’eutanasia, ma accettando il controprogetto invece dell’iniziativa ha rifiutato un aumento incontrollato dei suicidi assistiti.
L’Associazione CURAVIVA Svizzera ha formulato la sua posizione di base sul suicidio assistito in un documento programmatico, nel quale viene stabilito che il diritto fondamentale all’autodeterminazione va in linea di massima rispettato anche in età avanzata. Dall’altro lato CURAVIVA si oppone a un’approvazione senza riserve del suicidio in tutte le situazioni della vita. Ciò significa che le collaboratrici e i collaboratori delle strutture socio-sanitarie si impegnano, come riportato nel documento programmatico «fino all’ultimo affinché le residenti e i residenti delle strutture possano condurre a termine la loro esistenza con la massima qualità di vita possibile». Hanno perciò un ruolo diverso rispetto a quello dei rappresentanti delle organizzazioni di aiuto al suicidio che sostengono coloro che intendono porre termine alla propria esistenza con la preparazione e l’attuazione di un suicidio. La separazione dei ruoli è così ampia che i rappresentanti delle istituzioni sono tenuti a fare di tutto affinché un’eventuale volontà di suicidio possa essere superata. Devono perciò porsi, per esempio, l’interrogativo se i sintomi che opprimono queste persone, quali dolori, inquietudine, malessere, vomito, paura, disturbi respiratori, etc. possono essere contrastati facendo ricorso agli attuali standard delle cure palliative.
CURAVIVA Svizzera. (2013). Assistenza al suicidio nelle case per anziani e negli istituti per adulti disabili. Documento di riferimento.
CURAVIVA dossier tematico, Suicidio assistito organizzato negli istituti di cura
Canal 9, emission C’est vous qui voyez sur «Peut-on choisir sa mort en EMS?», 16 juin 2016 (solemente in francese)
Che ruolo svolge l’APMA?
Con il nuovo diritto di protezione degli adulti, in vigore dal 2013, si intende rafforzare l’autodeterminazione delle persone incapaci di discernimento e regolamentare meglio la rappresentanza: ...
Con il nuovo diritto di protezione degli adulti, in vigore dal 2013, si intende rafforzare l’autodeterminazione delle persone incapaci di discernimento e regolamentare meglio la rappresentanza: nel mandato precauzionale possiamo stabilire chi dovrà occuparsi dei nostri affari qualora noi stessi perdessimo la capacità di discernimento. Con le direttive del paziente possiamo esprimere la nostra volontà in materia di provvedimenti nell’ambito medico-infermieristico. Se al momento dell’esordio di una incapacità di discernimento mancano le persone aventi diritto di rappresentanza (vedi anche la domanda «Cosa mi occorre per poter prendere delle decisioni per un mio congiunto in una struttura socio-sanitaria?»), si può costituire una curatela adattata in base alle concrete esigenze del caso. Per l’attuazione del diritto di protezione degli adulti è competente l’Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) recentemente costituita. L’APMA prende le decisioni più importanti, dispone le misure da adottare e vigila sulla loro applicazione. Contrariamente alle precedenti autorità tutorie, l’APMA impiega specialisti provenienti da diversi rami di competenza (p.es. diritto, servizio sociale, psicologia, pediatria).
All’APMA è attribuita una serie di compiti. In particolare controlla la validità e l’applicabilità del mandato precauzionale, la sua stesura e completezza e l’idoneità delle persone incaricate. In caso di eventuali dubbi interviene per accertare le competenze di rappresentanza, come pure nel caso in cui si ritiene che sia messa in pericolo la rappresentanza degli interessi nel quadro normativo del mandato precauzionale e delle direttive del paziente. L’APMA è inoltre responsabile dell’ingiunzione e della revoca di una curatela. Stabilisce gli effettivi compiti e i poteri di rappresentanza delle curatrici e dei curatori, partecipa alla gestione della curatela e vigila sulla tutela dei compiti loro affidati. L’APMA può inoltre disporre e revocare i ricoveri a scopo di assistenza: può disporre il collocamento di una persona in una idonea istituzione anche contro la volontà dello stesso interessato qualora sia presente un disturbo psichico, una disabilità mentale e/o un grave stato di abbandono e il trattamento o l’assistenza non possono essere garantiti in altro modo. Un’ulteriore area dei suoi compiti riguarda l’impiego di misure restrittive della libertà personale di residenti incapaci di discernimento in strutture socio-sanitarie: la competenza della decisione per una misura restrittiva della libertà di movimento spetta all’istituzione, anche se le misure possono essere impugnate presso l’APMA, in caso di disaccordo, da ogni persona vicina al paziente. L’APMA può modificare o revocare le misure se queste risultassero non conformi alla legge.
Diritto di protezione degli adulti, art. 360 A e ssgg. Codice civile svizzero
CURAVIVA Suisse. (2012). Le nouveau droit de la protection de l’adulte. Informations générales, outils de travail et modèles de documents pour les EMS et les homes médicalisés. (Solamente in tedesco e francese)
Cosa contengono le direttive del paziente?
Sia il mandato precauzionale sia le direttive del paziente sono strumenti del nuovo diritto di protezione degli adulti in vigore dal 2013. Con questi documenti possiamo designare in modo vincolante ...
Sia il mandato precauzionale sia le direttive del paziente sono strumenti del nuovo diritto di protezione degli adulti in vigore dal 2013. Con questi documenti possiamo designare in modo vincolante chi ci rappresenterà qualora dovessimo essere considerati incapaci di discernimento. Il mandato precauzionale può riferirsi ad ambiti della vita totalmente diversi e, se desiderato, può anche indicare una persona di fiducia per le questioni di ordine medico-infermieristico. Per esprimere i desideri concreti concernenti i trattamenti e le cure, dovrebbero essere redatte anche le direttive del paziente, poiché queste hanno immediata validità a decorrere dalla data della loro stesura (vedi la domanda: «Qual è la differenza tra procura, mandato precauzionale, direttive del paziente e testamento?»).
Le direttive del paziente servono innanzitutto quale strumento di difesa da misure di trattamento che una paziente o un paziente non desidera. Si può, per esempio, stabilire che non si desidera né essere rianimati né alimentati artificialmente e neppure essere sottoposti a respirazione artificiale. D’altra parte si possono richiedere trattamenti quanto più possibile estesi quali quelli previsti, per esempio, nell’ambito delle cure palliative. Ma anche l’accompagnamento spirituale e i rituali praticati al momento del decesso o successivamente possono far parte del contenuto delle direttive del paziente. Oltre ai desideri concreti è raccomandabile inserire nelle direttive del paziente delle spiegazioni di carattere generale concernenti i valori personali sul senso e la qualità della vita. Nella documentazione di CURAVIVA «Direttive del paziente nella Svizzera di lingua tedesca» trovate una raccolta degli aspetti contenutistici che vengono spesso tematizzati nell’ambito delle direttive del paziente.
Oggi è disponibile un’intera serie di formulari e modelli che possono essere d’aiuto nella compilazione delle direttive del paziente, come, per esempio, il formulario della Croce Rossa Svizzera (CRS), di Pro Senectute o le Disposizioni del/della paziente dell’Associazione dei medici FMH. Le direttive possono, però, essere allestite anche senza l’utilizzo di modelli.
Affinché le direttive del paziente siano valide, bisogna tenere in considerazione diversi punti: le direttive devono essere redatte in forma scritta. Questo può essere fatto anche con il computer – solo la firma deve essere obbligatoriamente olografa. Le direttive non devono essere autenticate da un notaio. L’identità della redattrice o del redattore deve risultare chiaramente nelle direttive e il documento deve essere datato e firmato con firma olografa dalla redattrice o dal redattore. La CRS aggiunge a questo un’altra nota: le direttive del paziente dovrebbero contenere cognome, nome, data di nascita, luogo di domicilio e numero dell’assicurazione sociale AVS. Le direttive dovrebbero inoltre essere chiaramente leggibili. Affinché le direttive del paziente siano valide, la redattrice o il redattore deve essere, all’atto della stesura del documento, capace di discernimento e la stesura deve essere stata fatta volontariamente.
Il timore che le istruzioni contenute nelle direttive del paziente non vengano rispettate è infondato. Le direttive del paziente hanno un carattere vincolante sia sotto il profilo etico sia sotto il profilo giuridico. Nella legge viene espressamente indicato che i medici devono agire in conformità a quanto espresso nelle direttive del paziente.
Non è mai troppo presto per redigere le direttive del paziente – purtroppo, però, talvolta è troppo tardi. Pensateci: ai vostri congiunti e anche ai medici viene tolto un grosso peso se conoscono le vostre volontà nel caso in cui doveste ammalarvi gravemente o restare vittime di un incidente. Le direttive del paziente facilitano a tutti gli interessati il delicatissimo compito di prendere delle decisioni molto difficili.
CURAVIVA Schweiz. (2014). Patientenverfügungen in der deutschsprachigen Schweiz. (solamente in tedesco)
Croce Rossa Svizzera, direttive anticipate CRS.
Direttive del paziente – cosa dovete sapere, portale d’informazione ch.ch (con motore di ricerca per i modelli)
Direttive del paziente, art. 370 A e ssgg. Codice civile svizzero
Droit de la protection de lʼadulte, catalogue FAQ des enjeux-clés de CURAVIVA Suisse (solamente in tedesco e francese)
Quali sono i poteri degli aventi diritto di rappresentanza?
Una cosiddetta persona avente diritto di rappresentanza tutela gli interessi di un’altra persona. Questo è possibile in due casi: quando quest’altra persona demanda determinati ...
Una cosiddetta persona avente diritto di rappresentanza tutela gli interessi di un’altra persona. Questo è possibile in due casi: quando quest’altra persona demanda determinati compiti o decisioni, o quando è incapace di discernimento e non è più in grado di decidere autonomamente. I diritti di rappresentanza possono riguardare diversi ambiti: specificamente la cura della persona, la cura degli interessi patrimoniali e le relazioni giuridiche. Quali sono singolarmente i poteri conferiti dipende da quali ambiti e per quali compiti viene designata una persona avente diritto di rappresentanza.
Da un lato sussiste la possibilità di designare motuproprio le persone aventi diritto di rappresentanza e di assegnare loro determinati compiti. A tale scopo sono disponibili, quali strumenti giuridici, la procura, il mandato precauzionale, le direttive del paziente e il testamento (per le differenze vedi la domanda «Qual è la differenza tra procura, mandato precauzionale, direttive del paziente e testamento?»).
Dall’altro lato possono essere incaricati degli aventi diritto di rappresentanza non scelti motuproprio ma istituiti mediante un provvedimento delle autorità. Questo tipo di rappresentanza riguarda la cosiddetta curatela. Una curatela viene decisa quando è subentrata un’incapacità di discernimento e non era stata prevista, né tramite un mandato precauzionale né tramite le direttive del paziente, una persona (adeguata) avente diritto di rappresentanza e mancano altre/i rappresentanti previsti dalla legge (vedi anche la domanda «Cosa mi occorre per poter prendere delle decisioni per un mio congiunto in una struttura socio-sanitaria?»). Vi sono diversi tipi di curatele, che prevedono un accompagnamento completo o solo parziale. La curatela può riguardare diversi ambiti – la cura della persona, la cura delle finanze, le relazioni giuridiche (vedi anche la domanda «Chi mi aiuta nel caso in cui non avessi più alcun congiunto e alcuna persona di fiducia?»).
CURAVIVA Suisse. (2012). Droit de la protection de l’adulte. Compétences décisionnelles relatives aux mesures médicales et de soins. (Solamente in tedesco e francese)
Qual è la differenza tra procura, mandato precauzionale, direttive del paziente e testamento?
Un aspetto è comune alla procura, al mandato precauzionale, alle direttive del paziente e al testamento: tutti sono dei cosiddetti atti dispositivi e possono designare delle persone aventi ...
Un aspetto è comune alla procura, al mandato precauzionale, alle direttive del paziente e al testamento: tutti sono dei cosiddetti atti dispositivi e possono designare delle persone aventi diritti di rappresentanza, che possono a loro volta prendere delle decisioni in vece di chi ha redatto l’atto e/o il documento. Per quali ambiti della vita possono essere prese decisioni e quando esattamente entra in vigore il diritto di rappresentanza varia in funzione della forma dell’atto dispositivo.
Con la procura si può istituire una persona avente diritto di rappresentanza che potrà operare finché la persona che ha conferito la procura rimarrà capace di discernimento. Questo significa che la persona che ha conferito la procura può «controllare» le decisioni, rispettivamente le azioni, della persona a cui ha conferito il diritto di rappresentanza. Il contenuto e l’ampiezza della procura, e con essa i poteri del mandatario, possono essere stabiliti liberamente. Per esempio è possibile conferire una procura solo per determinati compiti o in generale per tutte le attività e negoziazioni e per tutti gli atti giuridici. È vero che è possibile prevedere la continuità della procura anche quando dovesse subentrare un’incapacità di discernimento della persona che l’ha conferita. In effetti, però, la continuità della validità della procura in questo caso è materia tuttora controversa. In ogni caso, la procura è, sotto il profilo giuridico, meno vincolante di un mandato precauzionale o delle direttive del paziente (vedi anche la domanda «Cosa mi occorre per poter prendere delle decisioni per un mio congiunto in una struttura socio-sanitaria?»).
Anche nel mandato precauzionale possono essere nominate delle persone aventi diritto di rappresentanza (vedi art. 360 e ssgg. del CCS). Il mandato precauzionale, a differenza della procura, entra, però, in vigore solo quando è già subentrata una incapacità di discernimento. Il mandato precauzionale può disciplinare la rappresentanza in diversi ambiti della vita – patrimoni, relazioni giuridiche, cura della persona. Contenuto e ampiezza della rappresentanza possono essere stabiliti liberamente. Possono essere stabiliti anche degli aventi diritti decisionali per provvedimenti in ambito medico-infermieristico ed eventualmente perfino per specifici desideri in merito a trattamenti medico-infermieristici. Se si vuole, però, entrare più in dettaglio in quest’ambito, si raccomanda di ricorrere alle direttive del paziente. Nel caso in cui subentrasse un’incapacità di discernimento, la competente Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) controlla la validità del mandato precauzionale (vedi anche la domanda «Che ruolo svolge lʼAPMA?»). Affinché il mandato precauzionale sia valido deve essere scritto per intero di proprio pugno (olografo) e riportare data e firma – oppure deve esser stato autenticato in forma pubblica. Il mandato precauzionale si estingue con il decesso.
Chi sarà l’avente diritto di rappresentanza specificatamente per le questioni medico-infermieristiche e quali provvedimenti medico-infermieristici sono desiderati e quali no, può essere stabilito e regolamentato dalle direttive del paziente (vedi art. 370 e ssgg. del CCS). A differenza del mandato precauzionale, le direttive del paziente sono valide immediatamente dopo la firma e anche in caso di sostanziale capacità di discernimento. Verranno consultate nei casi in cui la redattrice o il redattore del documento non può decidere (per esempio durante uno stato di incoscienza). Le direttive del paziente, analogamente al testamento, possono contenere disposizioni anche per il periodo successivo al decesso quali, per esempio, determinati rituali praticati al momento del decesso o anche successivamente. Le direttive del paziente devono essere redatte per iscritto e datate. La firma, però, deve essere solo olografa. L’identità della redattrice o del redattore del documento deve inoltre risultare chiaramente dalla disposizione e deve essere datata (vedi anche la domanda «Cosa contengono le direttive del paziente?»).
Testamento: la manifestazione di volontà riportata in un testamento diventa effettiva solo dopo il decesso. Con il testamento si regolano le modalità con cui verrà attuata la destinazione della massa ereditaria. Può essere anche istituito un esecutore testamentario o un’esecutrice testamentaria per l’amministrazione, la liquidazione e la ripartizione della massa ereditaria: in questo contesto l’esecutore o l’esecutrice è vincolato/a dalle direttive contenute nel testamento. Anche il testamento – analogamente alle direttive del paziente – può prevedere delle disposizioni concernenti il tipo di inumazione desiderato. Le disposizioni di forma per il testamento variano a seconda del tipo di testamento.
Mandato precauzionale, art. 360 e ssgg. del Codice civile svizzero
Direttive del paziente, art. 370 e ssgg. del Codice civile svizzero
Disposizioni di forma per la stesura di un testamento, Cantone di Zurigo (solamente in tedesco)
Le guide di Pro Senectute: Il vostro mandato precauzionale