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Timestamp: 2018-01-20 14:56:00+00:00
Document Index: 99876377

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 173', 'art. 612', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

1. Con sentenza deliberata il 19/11/2014, la Corte di appello di L'Aquila ha confermato la sentenza con la quale il Tribunale di Chieti aveva dichiarato V.U. colpevole dei reato di minaccia grave, perché, mediante un messaggio inviato sul profilo facebook, minacciava a M.M. un male ingiusto, pronunciando, tra l'altro nei suoi confronti espressioni quali "se mi tolgono il bambino, vi ammazzo"; l'imputato veniva condannato alla pena di mesi 3 di reclusione e al risarcimento dei danni in favore della parte civile.
2. Avverso l'indicata sentenza della Corte di appello di L'Aquila ha proposto ricorso per cassazione V.U., attraverso il difensore avv. G. Polleggioni, articolando quattro motivi di seguito enunciati nei limiti di cui all'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Il primo motivo denuncia vizi di motivazione in ordine al mancato riconoscimento dell'ipotesi di cui al primo comma dell'art. 612 cod. pen. La Corte di appello ha acriticamente escluso la rilevanza della modalità "a distanza" della minaccia, in quanto inviata attraverso un social network, sia la rilevanza dei tenore, scevro dall'intento effettivo di incutere timore, richiamando, in modo illogico e contraddittorio, l'attinenza dei male minacciato alla sfera familiare e il racconto, del tutto indimostrato, della parte civile.
Il secondo motivo denuncia vizi di motivazione in ordine al mancato riconoscimento della circostanza attenuante della provocazione, la cui sussistenza risulta dimostrata dallo stesso messaggio ("avete rotto a parlare di me ... mi dovete lasciare in pace"), mentre il generico riferimento alle dichiarazioni della persona offesa circa il contesto nel quale è maturato l'episodio integra il vizio motivazionale denunciato.
Il terzo e il quarto motivo denunciano violazione ed erronea applicazione degli artt. 163 e 164 cod. pen., per omessa concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena e omessa motivazione in riferimento alla richiesta formulata nell'atto di appello e non esaminata dalla sentenza impugnata.
Il secondo motivo è inammissibile, in quanto articolato in termini del tutto carenti in ordine alla deduzione del presupposto dell'invocata circostanza attenuante e, segnatamente, dell'ingiustizia del fatto causativo della reazione, tanto più che le sentenze di merito delineano un contesto - anche pregresso - dal quale non emergono indicazioni nel senso invocato dal ricorrente.
Le censure relative alla mancata applicazione della sospensione condizionale della pena meritano, invece, accoglimento, nei termini di seguito indicati. E' assorbente, al riguardo, il rilievo che l'atto di appello articolava uno specifico motivo sul punto, motivo non esaminato dalla sentenza impugnata, che si limita ad evidenziare come a carico dell'imputato sussista un precedente specifico.
Di conseguenza, la sentenza impugnata deve essere annullata limitatamente al punto relativo all'applicazione della sospensione condizionale della pena, con rinvio per nuovo esame alla competente Corte di appello di Perugia, mentre, nel resto, il ricorso deve essere rigettato. Secondo l'insegnamento delle Sezioni unite di questa Corte, il parziale accoglimento dell'impugnazione dell'imputato non elimina la condanna, sicché - pur impedita la sua condanna al pagamento delle spese processuali - è consentita la condanna dello stesso alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile nel giudizio di impugnazione, in base alla decisiva circostanza della mancata esclusione del diritto della parte civile (Sez. U, n. 6402 del 30/04/1997 - dep. 02/07/1997, Dessimone e altri, Rv. 207946): pertanto, il ricorrente deve essere condannato alla spese sostenute dalla parte civile, liquidate come da dispositivo. L'inerenza della vicenda a rapporti familiari impone, in caso di diffusione della presente sentenza, l'omissione delle generalità e degli altri dati identificativi.
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22 dic 2013 0 1036