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Timestamp: 2016-10-01 03:09:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 615', 'art 624', 'art 624', 'art. 623', 'sentenza ']

Problemi relativi alla valutazione del provvedimento di sospensiva in caso di contemporanea pendenza dei giudizi di opposizione ex art. 615, I e II comma - Spia al Diritto
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08/2013 - PROBLEMI RELATIVI ALLA VALUTAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIVA IN CASO DI CONTEMPORANEA PENDENZA DEI GIUDIZI DI OPPOSIZIONE EX ART. 615, I E II COMMA
di MARIA ANTONELLA NARDONE, AVVOCATO, COMPONENTE COMMISSIONE OSSERVATORIO PER LE SANZIONI PENALI ED AMMINISTRATIVE SUL TERRITORIO
L’art. 615 I co. cpc attribuisce al Giudice dell’opposizione all’esecuzione preventiva il potere di sospendere l’efficacia del titolo esecutivo, ma non regola i rapporti tra l’esercizio di detto potere e l’inizio dell’esecuzione.
La definizione dei rapporti tra potere sospensivo del giudice dell’opposizione preventiva e potere sospensivo del giudice dell’esecuzione costituisce un nodo di difficile soluzione.
Risulta necessario chiedersi se l’avvio del processo esecutivo trasferisca al giudice dell’esecuzione il potere sospensivo riconosciuto al giudice della sospensione al precetto.
Nel sistema previgente non si poneva il problema poiché l’art 624 cpc individuava nel giudice dell’esecuzione l’unico organo giudiziario competente ad assumere i provvedimenti inerenti alla prosecuzione del processo esecutivo e, non si contemplava l’ipotesi di una sospensione preventiva che inibisse l’esercizio dell’azione esecutiva dopo la notifica del precetto, ma prima del pignoramento.
Il problema sorge a seguito della “novella” del 2005 che ha riconosciuto al giudice investito dell’opposizione all’esecuzione preventiva il potere di sospendere l’efficacia del titolo, ma nel contempo ha lasciato sostanzialmente inalterata la formulazione dell’art 624 cpc nella parte in cui stabilisce che il potere di sospendere il processo esecutivo spetta al giudice dell’esecuzione.
Non è chiaro, anche ala luce delle soluzioni suggerite da dottrina e giurisprudenza ampiamente contrastanti, se la concorrenza dei poteri sospensivi spettanti ai due organi giudiziari sia ipotizzabile o sia addirittura da escludersi.
Nonostante le opinioni avverse e la giurisprudenza contrastante va rilevato che la soluzione che porta ad escludere il potere del giudice dell’opposizione al precetto in presenza di un’esecuzione già iniziata violerebbe il principio della perpetuatio iurisditionis, secondo cui la competenza e la giurisdizione si determinano con riguardo alla situazione esistente al momento della proposizione della domanda.
Inoltre, il provvedimento di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo ha portata ben più ampia del provvedimento di sospensione dell’esecuzione poichè non incide sul singolo processo esecutivo ma, ove accolta, preclude l’esercibilità dell’azione esecutiva in ogni possibile direzione.
Sostenere allora, che il pignoramento “consuma” il potere del giudice all’esecuzione al precetto equivale ad affermare che il creditore con il suo comportamento può vanificare, anche se solo parzialmente la tutela invocata dall’opponente.
La tesi contraria, sarebbe senza dubbio più garantista, ma non trova riscontro nel dato normativo che avrebbe dovuto autorizzare espressamente la caducazione del processo esecutivo per effetto della sospensione del titolo, ovvero subordinare l’avvio dell’esecuzione alla decisione dell’istanza cautelare.
Al contrario, stando all’attuale formulazione delle norme, il provvedimento che paralizza l’efficacia del titolo comporta come conseguenza la sospensione ex lege della procedura esecutiva ai sensi dell’art. 623 cpc.
Sarà, il giudice dell’esecuzione, preso atto di tale provvedimento, a dover dichiarare l’intervenuta sospensione anche del processo esecutivo in attesa della sentenza che decide l’opposizione. COD. ISSN: