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Timestamp: 2020-04-07 14:07:58+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 2744 del 02/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2744 del 02/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 02/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.02/02/2017), n. 2744
sul ricorso 20607/2015 proposto da:
HDI ASSICURAZIONI SPA, in persona del Dirigente e legale
rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CARLO POMA 4,
presso lo studio dell’avvocato PAOLO GELLI, che la rappresenta e
V.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ASIAGO 8,
avverso la sentenza n. 2800/2015 del TRIBUNALE di ROMA del
26/01/2015, depositata il 06/02/2015;
udito l’Avvocato Guido Alfonsi difensore del ricorrente che insiste
“1. V.M. convenne in giudizio, davanti al Giudice di pace di Roma, la HDI Assicurazioni s.p.a. chiedendo il risarcimento dei danni patiti in un sinistro stradale nel quale egli, alla guida della propria moto, si era scontrato con la vettura condotta da S.L., assicurata dalla società convenuta, a causa del mancato rispetto dell’obbligo di dare la precedenza.
Il Giudice di pace rigettò la domanda, condannando l’attore al pagamento delle spese di lite.
2. La pronuncia è stata impugnata dal V. e il Tribunale di Roma, con sentenza del 6 febbraio 2015, in parziale accoglimento dell’appello, ha dichiarato la pari responsabilità dei conducenti in applicazione della presunzione di cui all’art. 2054 c.c., comma 2, ed ha condannato la società FIDI al pagamento della somma di Euro 3.217,99, con interessi e rivalutazione, nonchè delle spese dei due gradi di giudizio.
3. Contro la sentenza d’appello ricorre l’HDI Assicurazioni s.p.a. con atto affidato ad un motivo.
Resiste V.M. con controricorso.
5. Con il primo ed unico motivo di ricorso si lamenta, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti.
5.1. Il motivo, quando non inammissibile, è privo di fondamento.
5.2. Nel caso specifico il Tribunale ha ricostruito la dinamica dell’incidente ed è giunto alla conclusione che il confronto tra le due deposizioni testimoniali, fra loro inconciliabili, non consentiva di ritenere superata la presunzione di pari responsabilità di cui all’art. 2054 c.c., comma 2, tanto più che il verbale redatto dalla Polizia municipale non si presentava chiaro.
A fronte di tale motivazione, la censura contenuta nel ricorso si risolve nella pretesa necessità di una valutazione di inattendibilità del teste Vitale, assunto dietro richiesta del V., che per una serie di ragioni doveva essere considerato un teste “di comodo”, in quanto asseritamente non presente sul posto nel momento dell’incidente. Nel porre tale censura, però, il ricorso non considera che quest’ultima deposizione è stata tenuta presente dal Tribunale e ritenuta (evidentemente) attendibile, non risultando dal ricorso che la società HDI si sia in alcun modo opposta all’assunzione della testimonianza contestata.
Trattandosi di sentenza pubblicata dopo l’11 settembre 2012, deve essere applicato il nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), nel testo introdotto dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modifiche, nella L. 7 agosto 2012, n. 134, secondo cui è configurabile il vizio di omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti (v. la sentenza 7 aprile 2014, n. 8053, delle Sezioni Unite di questa Corte). Nella specie, al contrario, non c’è un’effettiva omissione e quello che si chiede a questa Corte è di procedere ad una nuova e non consentita valutazione del merito attraverso un giudizio di attendibilità del testimone (v. pure la sentenza 3 luglio 2014, n. 15205).
1. Il controricorrente ha depositato una memoria alla trascritta relazione, insistendo per il rigetto del ricorso.
A tale esito segue la condanna della società ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate ai sensi del D.M. 10 marzo 2014, n. 55, da distrarre in favore del difensore antistatario.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la società ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 2.900, di cui Euro 200 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge, da distrarre in favore dell’Avv. Guido Alfonsi che si è dichiarato antistatario.