Source: https://www.laleggepertutti.it/173540_ordine-di-acquisto-del-comune-nullo-se-non-ce-un-contratto-scritto
Timestamp: 2019-02-23 10:10:06+00:00
Document Index: 68889179

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 378', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 360']

Ordine di acquisto del Comune: nullo se non c'è un contratto scritto
Ordine di acquisto del Comune: nullo se non c’è un contratto scritto
Tutti i contratti con la pubblica amministrazione o con gli enti locali devono essere redatti per iscritto a pena di nullità.
Attenzione ai contratti stipulati con i Comuni e, più in generale, con la pubblica amministrazione: in assenza di un documento scritto, il pagamento non è dovuto. È questo il principio chiarito di recente dalla Cassazione dal Tribunale di Cassino [1] che, invero, ricalca un orientamento ormai stabile all’interno della giurisprudenza.
Il Comune vuole acquistare, dalla tua azienda, una serie di computer e software da ufficio e ha inoltrato un ordine tramite fax, ricevendo il relativo preventivo. Oppure un dirigente dell’ufficio tecnico ha chiesto alla tua ditta alcuni lavori di ristrutturazione ed alcuni interventi su una strada. O, ancora, in occasione di una fiera, ti ha incaricato di eseguire degli spettacoli di intrattenimento musicale. È però arrivato il momento di riscuotere il prezzo del tuo lavoro e presentare la fattura. Come sempre, all’atto del pagamento, qualcosa va storto e il bonifico tarda ad arrivare. Chiedi chiarimenti e arrivi sino al sindaco, il quale ti riceve e, tuttavia, ti dice che, non essendo al corrente di tale spesa né lui, né la Giunta, non puoi essere pagato. Possibile? C’è di fatto che l’amministrazione ha sicuramente ricevuto un’utilità dal tuo lavoro, con o senza un formale accordo siglato mediante contratto. Chi ha ragione?
Purtroppo per te, il sindaco ha ragione. Il Comune – così come ogni altra pubblica amministrazione – è obbligato a pagare il prezzo di prestazioni ricevute solo se c’è un contratto scritto. Ordini e preventivi con accordi orali non hanno alcun valore. Anche se c’è la stretta di mano e anche se tutta l’amministrazione è al corrente o ha usufruito della tua attività.
In particolare, secondo la giurisprudenza, la pubblica amministrazione può assumere impegni o concludere contratti solo in forma scritta, pena la nullità. La forma scritta è strumento di garanzia del regolare svolgimento dell’attività amministrativa, verso i cittadini e la stessa pubblica amministrazione. Insomma, solo con un documento scritto – che può anche essere redatto in forma di scrittura privata, non essendo necessaria la presenza di un notaio – si può assicurare la trasparenza delle spese. Diversamente ogni Comune potrebbe accordare i benefici che vuole a singoli cittadini con cui abbia rapporti privilegiati, pagando compensi anche lauti.
Ma allora, se non paga il Comune, chi paga la fornitura? Il dipendente che l’ha materialmente eseguita. Bisognerà quindi fare causa a quest’ultimo e non all’ente pubblico. Con tutte le conseguenze in termini di difficoltà nel recupero del credito.
Sul punto si è espressa di recente anche la Cassazione [2] secondo cui i contratti con la pubblica amministrazione devono essere redatti, a pena di nullità, in forma scritta con la sottoscrizione di un unico documento, salva la deroga prevista dalla legge [3] per i contratti con le imprese commerciali, che possono essere conclusi attraverso atti non contestuali, a mezzo di corrispondenza “secondo l’uso del commercio”, non essendo comunque sufficiente che da atti scritti risultino comportamenti attuativi di un accordo solo verbale.
[1] Trib. Cassino sent. n. 509/2917 del 19.04.2017.
[2] Art. 17 del R.d. n. 2440/1923.
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 25 maggio – 17 giugno 2016, n. 12540
La Cooperativa Il Panda S.c.r.l. agì in giudizio nei confronti dell’INPDAP, nonché della B.S.M. S.r.l. e della ELLENOVE S.c.r.l. (società appaltatrici della gestione del patrimonio dell’istituto) per ottenere la dichiarazione di nullità, o in subordine l’annullamento o la risoluzione per inadempimento, del contratto di locazione stipulato con l’istituto tramite la B.S.M. S.r.l., avente ad oggetto un immobile adibito ad autorimessa sito in (…).
Nelle more del giudizio l’INPDAP intimò sfratto per morosità alla cooperativa conduttrice, che si oppose alla convalida.
Riuniti i due giudizi, il Tribunale di Taranto dichiarò la nullità del contratto di locazione, rilevando di ufficio difetto di consenso manifestato in forma scritta.
La Corte di Appello di Lecce – Sezione distaccata di Taranto, ha confermato la decisione di primo grado, respingendo il gravame proposto in via principale dall’INPDAP e quelli proposti in via incidentale dalla cooperativa Il Panda e dalla ELLENOVE S.c.r.l..
Ricorre l’INPS (frattanto succeduto all’INPDAP), sulla base di due motivi.
Resiste la cooperativa Il Panda S.c.r.l. con controricorso contenente ricorso incidentale fondato su unico motivo, ed illustrato con memoria depositata ai sensi dell’art. 378 c.p.c..
Non hanno svolto attività difensiva in questa sede le altre società intimate.
1. Con il primo motivo del ricorso principale si denunzia “violazione e/o falsa applicazione degli artt. 16 e 17 R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, degli artt. 62 e 77 D.P.R. 696/79, nonché degli artt. 1350 e 1418 cc, in relazione all’art. 360, n. 3, c.p.c.”.
Con il secondo motivo del ricorso principale si denunzia “motivazione contraddittoria in relazione alla possibilità che i contratti della P.A. possano essere sottoscritti dalle parti anche in via successiva o debbano invece essere sottoscritti, a pena di nullità, da tutte le parti nel medesimo contesto temporale, in relazione all’art. 360, n. 5, C.P.C.”.
i contratti conclusi dalla pubblica amministrazione richiedono la forma scritta “ad substantiam” e devono inoltre di regola essere consacrati in un unico documento, ad eccezione dell’ipotesi eccezionale di contratti conclusi con ditte commerciali, prevista dall’art. 17 del r.d. n. 2240 del 1923, in cui è ammessa la conclusione a distanza, a mezzo di corrispondenza, nella forma di scambio di proposta e accettazione tra assenti: tale requisito di forma è dunque soddisfatto in caso di cd. elaborazione comune del testo contrattuale, e cioè mediante la sottoscrizione di un unico documento contrattuale il cui contenuto sia stato concordato dalle parti, anche laddove la sottoscrizione di tale unico documento non sia contemporanea ma avvenga in tempi e luoghi diversi.
2. Con l’unico motivo del ricorso incidentale si denunzia “nullità della sentenza per omessa pronuncia su una domanda delle parti, in violazione dell’art. 112 cpc, in relazione all’art. 360, n. 4, c.p.c.“.