Source: http://www.rinascimentoforense.it/2018/01/24/mozione-equo-indennizzo-avv-stefano-maria-abete/
Timestamp: 2019-05-25 00:04:17+00:00
Document Index: 135485139

Matched Legal Cases: ['art 13', 'art. 36', 'sentenza ', 'art 101', 'CGUE ', 'sentenza ', 'art 49', 'art 19', 'art 13', 'art 1', 'art 13', 'art 19', 'art. 19', 'art. 13', 'art 19', 'art 13', 'art. 67', 'art. 67']

Mozione Equo indennizzo (Avv. Stefano Maria Abete) – Rinascimento Forense
Mozione Equo indennizzo (Avv. Stefano Maria Abete)
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Mozione affinché venga introdotta l’inderogabilità delle soglie minime percentuali di riduzione del compenso rispetto ai parametri forensi e modificato il comma 4 bis dell’art 13 bis, introdotto dalla legge di bilancio 2018 n. 205/2017
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, riunito a Napoli il 23 gennaio 2018,
– la Costituzione Italiana all’art. 36 riconosce al lavoratore il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro;
– che il Consiglio di Stato in data 27/12/2017 ha espresso parere favorevole n. 2703/2017 sullo schema di Decreto del Ministro della Giustizia recante modifiche al d.m. n. 55 del 10/03/2014 concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense;
– che, con tale parere, il Consiglio di Stato riteneva non in contrasto con la normativa europea le modifiche al d.m. n. 55 del 2014 che individuavano delle soglie minime percentuali di riduzione del compenso rispetto al valore parametrico ed invitava l’Amministrazione ( Ministro della Giustizia ) ad una riformulazione degli artt. 4, comma 1, 12, comma 1, e 19 comma 1 del d.m. del 2014 dalla quale “ emerga con maggiore chiarezza l’inderogabilità delle soglie minime percentuali di riduzione del compenso “;
– che, nello stesso parere, veniva richiamata la recente sentenza n. 427 del 23/11/2017 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea secondo la quale la inderogabilità dei minimi tariffari relativamente ai compensi degli Avvocati ben poteva essere fissata da una legge nazionale mentre, secondo la stessa CGEU, la inderogabilità dei minimi fissata da un regolamento del Consiglio Superiore dell’Ordine Forense bulgaro, “ non da un organo pubblico “, “ è idonea a restringere il gioco della concorrenza nel mercato interno ai sensi dell’art 101, paragrafo 1 del TFUE “;
– che, già in precedenza, la CGUE con sentenza del 08/12/2016 sulle cause riunite C-532/15 e 538/15 aveva affermato che non vi è violazione della normativa UE nel caso in cui una legge nazionale ( regio decreto spagnolo n. 1373/2003 ) vincoli Giudice nazionale ad applicare la tariffa forense, che solo in casi eccezionali può essere aumentata o diminuita max del 12 %;
– che, a ben guardare, nei maggiori paesi della UE non vige un sistema di completa liberalizzazione dei compensi degli Avvocati : in Germania, art 49 ter della legge federale della professione di avvocato BRAO e artt. 3 bis e 4 ter della legge sulla remunerazione degli avvocati l’onorario pattuito col cliente non può mai essere inferiore a quello stabilito dalla legge; in Spagna, come già detto, il regio decreto n. 1373/2003 impone al Giudice di applicare la tariffa forense; in Francia il compenso è costituito per una parte da spese giuridicamente indispensabili soggetta a tariffazione ( onorari avvocati e procuratori, onorari per la trattazione della causa, diritti ed imposte ecc. ) ed in parte concordati col cliente; in Belgio gli onorari degli avvocati non sono regolamentati, l’avvocato li fissa liberamente e possono essere negoziati tra il cliente e l’avvocato, ma quest’ultimo deve stabilirli nei limiti di una giusta moderazione, l’Ordine degli avvocati può verificare che l’avvocato non ecceda tali limiti; Inghilterra per i Sollicitors gli onorari devono essere equi e ragionevoli, per i Barristers gli onorari sono per lo più negoziati e concordati;
– che con l’art 19 quattordicies della Legge n. 172 del 4 dicembre 2017 di conversione del D.L. n. 148 del 2017 è stato introdotto l’art 13 bis ( equo compenso e clausole vessatorie ) alla Legge n. 247 del 2012 che disciplina l’Ordinamento della professione Forense;
– che con la Legge di bilancio 2018 n. 205/ 2017 all’art 1 capoverso 487 sono state apportate significative modifiche all’art 13 bis su equo compenso, migliorative rispetto al testo licenziato dal Governo con il Decreto Fiscale n. 148/17, prevedendo, tra l’altro, che il compenso dovesse essere “ conforme “ ai parametri previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro della Giustizia, la sussistenza della vessatorietà anche in presenza di trattativa e approvazione, la eliminazione del limite di 24 mesi per far valere la nullità della clausola vessatoria;
– che con la legge di Bilancio n. 205/2017 è stato introdotto all’art 19 quattordicies L. 172/2017 dopo il comma 4, il comma 4 bis , secondo cui le disposizioni del presente articolo non si applicano agli agenti della riscossione, in quanto, secondo i rilievi della Ragioneria generale dello Stato sarebbero derivati maggiori oneri per 150 milioni di Euro;
– che tale previsione di cui all’art. 19 quattordicies appare discriminatorio nei confronti dei legali dell’Agente della Riscossione da momento in cui non è stato previsto nemmeno una possibilità di trattativa con gli organi di rappresentanza Forense nella determinazione dei compensi dei fiduciari;
– la discrezionalità del Giudice nella liquidazione dei compensi “ non può condurre ad una liquidazione che remuneri l’opera del difensore, al netto delle spese vive, con una somma che in termini assoluti risulti praticamente simbolica e, come tale, non consona al decoro professionale ( nota CNF prot. 28992.U del 1/06/2017, Cassaz. Civ. 25804/15, Cons. Stato, sez. VI, n. 238 del 22/01/2015 );
– la libera pattuizione del compenso imponendo una logica di mercato del massimo ribasso ha causato un impoverimento reddituale della classe forense a discapito di una difesa libera ed indipendente;
– appare discriminatorio, nella misura in cui non è prevista una reale trattativa nella determinazione dei compensi per gli avvocati fiduciari, l’art. 13 bis comma 4 bis secondo cui le disposizioni sull’equo compenso non si applicano agli agenti della riscossione;
gli organi di rappresentanza forense a :
1)	sollecitare l’approvazione del D.M. che tenga conto del parere favorevole n. 2703/2017 del Consiglio di Stato e dal quale “ emerga con maggiore chiarezza l’inderogabilità delle soglie minime percentuali di riduzione del compenso “ rispetto ai parametri forensi;
2)	sollecitare il Governo ed il Parlamento affinché siano modificati gli artt. 2233 comma 2 del Codice Civile e 13 comma 2 della legge sull’ordinamento professionale Forense con la previsione che, anche nella pattuizione col cliente, siano previste delle soglie minime percentuali di riduzione del compenso, così come già avviene nei maggiori Paesi dell’Unione Europea;
3)	sollecitare la modifica dell’art 19 quattordicies, L. 172/2017, così come modificato dalla legge di bilancio 2018 n. 205/2017 che ha introdotto il comma 4 bis all’ art 13 bis con la previsione di una reale trattativa nella determinazione dei compensi con gli avvocati fiduciari degli agenti della riscossione o con i loro organi di rappresentanza.
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