Source: http://divorzio.ch/caso_150
Timestamp: 2017-08-20 17:22:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 209', 'art. 209', 'art. 209', 'sentenza ', 'art. 207', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 209', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 209', 'art. 206', 'art. 209', 'DTF ', 'art. 209', 'art. 209', 'sentenza ', 'art. 209', 'art. 209', 'DTF ', 'in fine', 'DTF ']

Regime matrimoniale - attribuzione di un bene ad una massa - calcolo del compenso variabile ex art. 209 cpv. 3 CC | divorzio.ch
Regime matrimoniale - attribuzione di un bene ad una massa - calcolo del compenso variabile ex art. 209 cpv. 3 CC
Caso 150, 29 maggio 2006 << caso precedente | caso successivo >>
Come avviene l'attribuzione ai beni propri o agli acquisti di un bene finanziato da un coniuge? Come si calcola il diritto al compenso variabile in favore dell'altra massa secondo l'art. 209 cpv. 3 CC?
In una sentenza del 2 febbraio 2006* il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Un bene dev'essere attribuito alla massa che ha finanziato il suo acquisto anche quando si tratta di un terreno non costruito e che viene successivamente edificato con mezzi finanziari provenienti dagli acquisti del marito e il valore della costruzione eccede di molto quello del suolo.
terreno acquistato durante il matrimonio dal marito e finanziato con un anticipo ereditario da lui ricevuto dalla propria madre di CHF 39'250.00;
in seguito, sempre durante il matrimonio, è stata costruita sul medesimo terreno una villa, finanziata in parte dai risparmi da lavoro del marito pari a CHF 118'000.00 e in parte con l'accensione di un debito ipotecario di CHF 230'000.00 (per un totale dunque di CHF 348'000.00);
Al momento del divorzio la situazione, stimata per i primi due valori da un perito, era la seguente:
il valore del solo terreno era di CHF 126'000.00;
il valore della villa era di CHF 396'000.00;
l'ipoteca risultava essere stata ridotta a CHF 184'244.00.
Secondo l'art. 207 cpv. 1 CC gli acquisti e i beni propri di ogni coniuge sono disgiunti secondo il loro stato al momento dello scioglimento del regime dei beni; Tutti i beni della famiglia devono dunque essere qualificati beni propri o acquisti (DTF 125 III 1, consid. 3; DTF 121 III 152, consid. 3a). Ciascun bene fa parte esclusivamente a una sola massa (cfr. referenze a pag. 149, consid. 2.2.1 della sentenza oggetto del presente commento).
Se l'acquisto di un bene è finanziato dai beni propri e dagli acquisti del medesimo coniuge, il bene è considerato integrato alla massa che ha partecipato in maniera maggiore; l'altra massa beneficerà allora di un compenso variabile ai sensi dell'art. 209 cpv. 3 CC (cfr. DTF 131 III 559, consid 2.3 e riferimenti citati).
Se in un secondo tempo, successivamente all'acquisto, con dei beni appartenenti ad un'altra massa sono effettuati investimenti per il miglioramento o alla conservazione del bene, la qualifica di bene proprio o di acquisto di tale bene non cambia, anche se questi investimenti hanno un valore maggiore rispetto al bene medesimo: in effetti l'appartenenza di un bene ad una massa non muta ed è determinato al momento in cui tale bene viene a far parte dei beni del coniuge che ne é divenuto proprietario (cfr. referenze a pag. 149, consid. 2.2.3 della sentenza oggetto del presente commento).
Nel caso concreto il terreno non edificato era un bene proprio al momento del suo acquisto e tale è rimasto anche dopo la costruzione della villa, qualsiasi sia il valore di quest'ultima, per cui anche, come nel caso concreto, la medesima ha un valore notevolmente superiore a quello del terreno.
Il calcolo del compenso variabile viene effettuato in base all'art. 209 cpv. 3 CC se le due masse (beni priori e acquisti) che hanno finanziato il fondo (terreno e in seguito la villa) appartengono al medesimo coniuge; altrimenti, in caso di masse appartenenti l'una ad un coniuge e l'altra all'altro il calcolo verrebbe effettuato in base all'art. 206 cpv. 1 CC.
Per quanto concerne l'ipoteca, essendo la medesima un debito, grava la massa a cui è attribuito il fondo, conformemente all'art. 209 cpv. 2 CC (cfr. DTF 123 III 152, consid. 6b/bb).
Nel caso concreto gli acquisti del marito hanno contribuito al miglioramento o la conservazione del bene in due modi: con il finanziamento di parte della villa (CHF 118'000.00) e con la riduzione del debito ipotecario mediante ammortamenti di complessivi CHF 45'756.00 (CHF 230'000.00 - CHF 184'244.00). Infatti l'ammortamento, equivalendo ad un rimborso parziale del debito ipotecario, dà diritto alla massa che ha contribuito a tale pagamento (acquisti marito) ad un compenso variabile nei confronti della massa a cui appartiene in fondo (beni propri marito) ai sensi dell'art. 209 cpv. 3 CC.
Per il calcolo del plusvalore (o deprezzamento, in caso di applicazione, come nel caso concreto, dell'art. 209 cpv. 3 CC) non si deve distinguere tra il valore del terreno e della villa, siccome il fondo costituisce un tutto (cfr. referenze a pag. 151, consid. 2.2.4 della sentenza oggetto del presente commento).
Nel caso concerto il plusvalore è di CHF 134'750.00 (vale a dire CHF 522'000.00 [CHF 126'000.00 + CHF 396'000.00] - CHF 387'250.00 [CHF 39'250.00 + CHF 348'000.00]).
Tale plusvalore va ripartito tra beni propri e acquisti come segue:
occorre tener conto che la costruzione della villa è stata sostanzialmente finanziata da terzi nella misura di CHF 184'244.00 (debito ipotecario al momento del divorzio), mentre i beni propri e gli acquisti del marito hanno da parte loro contribuito con un finanziamento netto pari a CHF 203'006.00 (CHF 387'250.00 relativi al valore del terreno e della villa rispettivamente al momento dell'acquisto del terreno e dell'edificazione della villa, dedotta l'ipoteca al momento del divorzio di CHF 184'244.00);
tale importo (CHF 203'006.00) va ripartito tra le masse: CHF 39'250.00, ossia il 19,33% (CHF 39'250.00: CHF 203'006.00) per i beni propri del marito e CHF 163'756.00 (CHF 118'000.00 + CHF 45'756.00), ossia l'80,67% (CHF 163'756.00 : CHF 203'006.00) per gli acquisti del marito;
il plusvalore del fondo, che ammonta a CHF 134'750.00, deve dunque essere ripartito tra i beni propri e gli acquisti del marito nella misura di CHF 26'047.00 (il 19,33%) a favore dei beni propri e CHF 108'703.00 (80.67%) a favore degli acquisti;
gli acquisti del marito hanno dunque nei confronti dei beni propri del medesimo, tenuto conto della partecipazione al plusvalore secondo l'art. 209 cpv. 3 CC, un credito (variabile) di CHF 272'459.00 (CHF 163'756.00 + CHF 108'703.00).
Il risultato sarebbe il medesimo se il calcolo del credito variabile fosse stato effettuato secondo l'art. 209 cpv. 3 CC partendo dal valore netto del fondo, vale a dire dopo deduzione dell'onere ipotecario (DTF 123 III 152, consid. 6b/bb in fine).
* Sentenza pubblicata in DTF 132 III 145.
Data creazione: 29 maggio 2006