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Timestamp: 2020-08-10 02:46:47+00:00
Document Index: 82532814

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 375', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 25239 del 25/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25239 del 25/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/10/2017, (ud. 11/07/2017, dep.25/10/2017), n. 25239
sul ricorso 12541-2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 119/1/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ANCONA, depositata il 13/04/2015;
udita la relazione cella causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 11 /07/ 2017 dal Consigliere Dott. ETTORE CIRILLO.
Il 14 maggio 2016 l’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR-Lazio (sez. Latina) che il 13 aprile 2015 ha ritenuto fondate le domande giudiziali proposte il 28 novembre 2008 dal dott. B.F., medico di base convenzionato col SSN, dirette a ottenere il rimborso dell’IRAP versata negli anni d’imposta 2003-2006. Il contribuente non si difende.
La ricorrente erroneamente censura – per violazione di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3) – la sentenza d’appello Laddove stima l’attività del contribuente priva del requisito dell’autonoma organizzazione. La decisione del giudice regionale, invece, non si discosta da principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U, Sentenza n. 9451 del 10/05/2016, laddove si afferma che, in tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione richiesto dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Dalla lettura combinata della sentenza d’appello e del ricorso per cassazione emerge che nella specie il thema decidendum riguarda oramai solo l’utilizzo lavoratore dipendente non occasionale” e segnatamente “di un dipendente part time”, con esborsi assai modesti di circa cinquemila Euro in ogni anno d’imposta e compatibili con mansioni meramente esecutive. Il che di per se stesso esclude che i suddetti parametri siano superati dall’attività della parte contribuente.
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza di rigetto. Nulla va disposto per le spese del giudizio di legittimità mancando attività difensiva della contribuente.
Rilevato che risulta soccombente una parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 comma 1-quater, (nel caso di prenotazione a debito il contributo non è versato ma prenotato al fine di consentire, in caso di condanna della controparte alla rifusione delle spese in favore del ricorrente, il recupero dello stesso in danno della parte soccombente).