Source: http://www.scip2pregio.it/Comunicato%2010.06.2009.htm
Timestamp: 2019-01-24 03:33:41+00:00
Document Index: 46576101

Matched Legal Cases: ['art.43', 'art. 3', 'art. 43', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 27', 'art.43']

e-mail: segreteria.ministro@tesoro.it
Dopo più di 15 anni dall’avvio della dismissione immobiliare degli Enti Previdenziali pubblici in base al D.Lgs. 104/1996, gli Enti continuano a registrare ingenti perdite derivanti dalla gestione dei beni rimasti invenduti alla chiusura delle operazioni di cartolarizzazione del 18/12/2001 e 21/11/2002, decisa dal Parlamento con la messa in liquidazione dei due patrimoni separati (SCIP 1 e SCIP 2) della SCIP S.r.l. (art.43 bis L.14/2009).
Si tratta, se prendiamo i dati contenuti nell'ultima relazione al Parlamento, di 27.122 unità immobiliari tra principali e secondarie (prevalentemente residenziali) per un valore complessivo di 2,4 miliardi di euro, ritrasferite in data 28 febbraio 2009 agli Enti originariamente proprietari.
Mentre il forte incremento dei tassi sui titoli di Stato italiani pone gravi problemi, lo stallo delle vendite causa un gravissimo danno per la pubblica finanza; ad esempio, l’INPS che attualmente vanta il patrimonio più rilevante (avendo assorbito gli immobili dell'INPDAI), ha presentato la gestione 2010 del suo patrimonio immobiliare con una perdita complessiva pari a 55 milioni di euro.
In questo quadro si inserisce appunto l'ultimo appello fatto al Governo da centinaia di inquilini degli immobili degli enti previdenziali pubblici (per lo più anziani e ex dipendenti degli stessi enti), appello che questo coordinamento nazionale porta ormai avanti da quasi un anno e ha rivolto anche a Lei quando era Viceministro (vedi lettera del 29.11.2001) e anche recentemente (18.07.2012) quando Le ha inviato un promemoria aggiornato.
In sostanza, abbiamo notificato ai Ministeri Vigilanti (Economia e Lavoro) una proposta avente ad oggetto l'accelerazione della dismissione degli immobili residenziali degli Enti Previdenziali pubblici (D.Lgs. 104/1996 - L. 410/2001 - Art. 43 bis L. 14/2009 - Art.27 L.214/2011) e la definizione del contenzioso dei "cosiddetti" immobili di pregio.
Un’esclusione che si è aggiunta all’irragionevolezza dell’eccettuazione fatta per gli immobili di pregio nell’art. 3 comma 8 della Legge 410/2001, ove è stabilito che il prezzo di vendita delle unità ad uso residenziale è pari al prezzo di mercato delle unità immobiliari libere diminuito del 30 per cento (riduzione applicata in tutte le dismissioni pubbliche per le unità occupate) e che per i medesimi immobili viene praticato un ulteriore abbattimento di prezzo a favore dei conduttori che acquistano a mezzo di mandato collettivo se rappresentano almeno l'80 per cento delle unità residenziali complessive dell'immobile.
Interventi normativi, questi, che hanno generato notevolissime e intollerabili disparità di trattamento tra gli inquilini interessati dallo stesso processo di dismissione immobiliare degli enti previdenziali in corso oramai da circa 20 anni.
Lo sviluppo del contenzioso, se non fronteggiato con una soluzione normativa di carattere generale come quella proposta, è destinato prevedibilmente ad arrivare in Cassazione.
Nel frattempo si auspica quantomeno l’interessamento dei Ministeri vigilanti (Economia e Lavoro) sull’applicazione della direttiva interministeriale del 10.02.2011 pubblicata sulla G.U.R.I. n. 135 del 13.06.2011.
E' altrettanto indubitabile che gli Enti previdenziali pubblici non sono dei buoni gestori, ma si trovano in difficoltà oggettive, continuando a produrre perdite anno dopo anno che gravano sui rispettivi bilanci.
È importante quindi che Lei, Signor Ministro, si faccia promotore di adeguare il quadro normativo e regolamentare per consentire e accelerare le dismissioni del pacchetto di immobili residenziali rimasti invenduti dopo la chiusura delle SCIP, ascoltando le proposte degli inquilini e dimostrando così di avere quella credibilità necessaria per portare avanti il piano delle dismissioni per ridurre il debito pubblico del 20% in 5 anni e per confermare l’obiettivo ambizioso di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013.
In attesa di poterLa incontrare, come richiestole in data 18 luglio, le invio cordiali saluti.
Napoli 18 luglio 2012
con la presente Le chiedo un incontro per discutere della dismissione degli immobili residenziali degli Enti Previdenziali pubblici (D.Lgs. 104/1996 - L. 410/2001 - Art. 43 bis L. 14/2009 - Direttiva interministeriale del 10.02.2012) di cui allego promemoria.
Restando in attesa di un Suo cortese riscontro, invio cordiali saluti.
All'ill.mo
Napoli 05 aprile 2012
Illustre Presidente Monti, centinaia di famiglie italiane, attendono che il Governo ponga attenzione alla questione del contenzioso degli immobili classificati di pregio.
Gli interventi normativi, che si sono susseguiti in questi ultimi 20 anni, hanno generato notevolissime e intollerabili disparità di trattamento tra gli inquilini interessati dallo stesso processo di dismissione degli immobili degli enti previdenziali pubblici.
La classificazione di pregio di alcuni immobili, ha infatti causato evidenti disparità di trattamento soprattutto nei confronti degli inquilini più deboli ed anziani continuando a pesare sull’economia delle stesse famiglie che da anni pagano regolarmente l'affitto in attesa che vengano vendute le case.
Queste famiglie sono un'esigua minoranza rispetto alle oltre centomila famiglie italiane che negli anni passati hanno acquistato la casa dell'ente avvalendosi delle agevolazioni previste dalla L. 410 del 2001 (prezzo di mercato del 2001 - 30% di sconto - ulteriore 10-15% di sconto se si acquistava in blocco) che, in un modo o in un altro, non sono state etichettate di pregio.
Per motivi noti, già illustrati nelle lettere che le sono state inviate in questi mesi, che sarebbe lungo ricordare, derivanti dall'inerzia della pubblica amministrazione, queste famiglie sono rimaste escluse dalle procedure di acquisto, non sanno che fine faranno, sono sempre più sfiduciate per i tempi lunghi della giustizia e stanno vivendo con angoscia e preoccupazione questa situazione.
Dopo l'approvazione del decreto "Salva Italia", il maggior ente previdenziale - l'INPS - ha totalmente bloccato le operazioni di alienazione e aspetta le decisioni che assumerà il Governo!
Per questo, illustre Presidente, occorrerebbe una iniziativa autorevole, che, perseguendo contemporaneamente il "rigore nei conti pubblici" chiuda definitivamente il rilevante contenzioso immobiliare, che tanto sta pesando sull’economia di centinaia di famiglie e che tanto grava sullo stesso Erario.
La mia profonda convinzione è che la soluzione prospettatale nelle richiamate lettere potrebbe ridurre in massimo grado le vertenze in atto, poichè contiene elementi di contemperamento tra gli interessi privati e le esigenze di finanza pubblica.
Lo sviluppo del contenzioso, se non fronteggiato con una soluzione normativa di carattere generale come quella proposta, è destinato prevedibilmente a durare ancora a lungo generando ulteriore contenzioso.
Centinaia di famiglie auspicano che il suo equilibrio e la sua sensibilità sappiano muoversi presto in questa direzione.
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti e in attesa di un Suo cortese riscontro, invio cordiali saluti.
Oggetto: accelerazione della dismissione degli immobili residenziali degli Enti Previdenziali pubblici (D.Lg. 104/1996 - L. 410/2001 - Art 43 bis L. 14/2009 - Art.27 L.214/2011) - Definizione del contenzioso dei "cosiddetti" immobili di pregio.
Illustre Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia Prof. Mario Monti, Gentile Ministro del Lavoro Prof.ssa Elsa Fornero, richiamo le precedenti mie lettere del 23 novembre 2011 e del 20 marzo 2012, a Voi personalmente indirizzate, per esplicitare meglio la proposta inoltrata circa la possibile definizione del rilevante contenzioso immobiliare, che tanto sta pesando sull’economia di centinaia di famiglie e che tanto gravita sullo stesso Erario.
La mia profonda convinzione è che la soluzione prospettata potrebbe ridurre in massimo grado le vertenze in atto, sia quelle per i ricorsi collettivi presentati in via amministrativa contro i decreti ministeriali individuativi del pregio succedutisi nel corso degli anni sia quelle riguardanti i giudizi richiesti alla Magistratura Ordinaria circa la determinazione del prezzo di vendita delle singole unità immobiliari.
La soluzione ha in sé, infatti, elementi di contemperamento tra gli interessi privati e le esigenze di finanza pubblica, non solo, ma sostanzialmente assorbe l’intento specifico del Legislatore della Legge 14/2009, art. 43 bis, per la parte in cui invita gli Enti a trovare soluzioni transattive per il contenzioso giudiziario, intento legislativo disatteso anche per la difficoltà da parte degli enti di valutare caso per caso, vertenze per vertenze nei vari stadi raggiunti, la convenienza della Pubblica Amministrazione di una transazione, di dichiararla e di dimostrarla per stare al riparo dei possibili interventi della Corte dei conti sui comportamenti dei funzionari responsabili.
Segnalo che anche tra gli inquilini degli immobili, qualificati di pregio con le decretazioni ministeriali, è diffusissima la persuasione che le condizioni prefigurate possano consentire a loro l’adesione alla mia iniziativa, tanto che molti hanno iniziato a spedire lettere di sollecito ai Ministeri per l’esame della questione richiamando letteralmente la proposta: "per le unità residenziali di pregio per le quali pende ricorso dinanzi all'autorità giudiziaria competente avverso la qualificazione di pregio del cespite, ovvero anche la determinazione del prezzo di vendita delle singole unità, l'alienazione da parte degli Enti proprietari ha luogo applicando al prezzo a suo tempo definito dall'Agenzia del Territorio, i coefficienti aggregati di abbattimento, previsti dalla L. 104/2004 e contenuti nell'ultima tabella pubblicata sulla G.U. Serie Generale n. 181 del 5 agosto 2006, a condizione che vengano abbandonati i giudizi in corso, a spese compensate e che vengano riconosciuti come acconto prezzo i canoni corrisposti nelle more del giudizio dai conduttori che risultino in regola con il pagamento degli oneri accessori".
Al fine di chiarire meglio il dettaglio della proposta, il seguente prospetto quantifica l’abbattimento in termini percentuali, distinto per alcune città italiane, risultante dall’ applicazione al prezzo a suo tempo stabilito dall’Agenzia del territorio secondo quanto stabilito dalla Legge n. 104 del 2004 applicando i coefficienti di riparametrazione pubblicati sulla G.U. n. 181 del 5 agosto 2006.
Desidero aggiungere, a tale riguardo, che il criterio di determinazione del prezzo di vendita mediante i coefficienti di abbattimento applicati al prezzo a suo tempo definito dall’Agenzia del Territorio, con la riparametrazione ai valori di mercato del mese di ottobre 2001, è stato ripreso dal decreto-legge 23 febbraio 2004 n. 41 e che soltanto nella Legge di conversione 24 aprile 2004 n. 104, al comma 1, apparve l’aggiunta, fatta poche ore prima del varo della legge, delle due parole “nelle ipotesi” che hanno determinato l’esclusione - con il rinvio all’art. 20 della L. 410/2001 - degli immobili qualificati di pregio dall’applicazione di quanto giustamente è stato stabilito nel suddetto decreto-legge.
Un’esclusione che si è aggiunta all’irragionevolezza dell’eccettuazione fatta per gli immobili di pregio nell’art. 3 comma 8 della Legge 410/2001, ove è stabilito che il prezzo di vendita delle unità ad uso residenziale è pari al prezzo di mercato delle unità immobiliari libere diminuito del 30 per cento (riduzione applicata in tutte le dismissioni pubbliche per le unità occupate) e che per i medesimi immobili viene praticato un ulteriore abbattimento di prezzo per i conduttori che acquistano a mezzo di mandato collettivo se rappresentano almeno l'80 per cento delle unità residenziali complessive dell'immobile.
Lo sviluppo del contenzioso, se non fronteggiato con una soluzione normativa di carattere generale come quella proposta, è destinato prevedibilmente a transitare per i due livelli di giurisdizione di merito per approdare a quello del giudice della legittimità, a parte il fatto che la sottrazione degli immobili di pregio dalle ordinarie condizioni di vendita, stigmatizzata da autorevoli cultori di diritto per i forti profili di illegittimità costituzionale, viene tuttora esaminata per le possibili iniziative.
Per una seconda questione, strettamente connessa al contenzioso immobiliare e alle aspettative degli inquilini, questo Coordinamento Nazionale auspica l’interessamento del Presidente e del Ministro del Lavoro: l’applicazione della direttiva interministeriale del 10.02.2011 pubblicata sulla G.U.R.I. n. 135 del 13.06.2011 che, stante l’inerzia degli Enti ad operare per definire transattivamente il contenzioso in base all’art. 43 bis, c. 12, della Legge 14/2009, persegue intanto l’obbiettivo di sboccare le vendite degli immobili oggetto di contenzioso giudiziario, consentendo agli inquilini di acquistare gli immobili, anche in corso di vertenza, ad una quota parte del prezzo a suo tempo stabilito dall'Agenzia del territorio e lasciando legato il pagamento della eventuale differenza all’esito del giudizio.
Costituisce dunque un punto d’incontro tra le esigenze di finanza pubblica e gli interessi privati degli inquilini interessati a quelle particolari condizioni, ma anche questa disposizione, come l’art. 43 bis della Legge 14/2009, è rimasta lettera morta.
E’ necessario quindi che l'ente si metta sul binario risolutamente tracciato dalle leggi ordinarie dello Stato (L. 335/1995, D.Lgs. 104/1996, L. 410/2001, L.14/2009) e ribadito, in ultimo, dalla direttiva interministeriale del 10.2.2011 che è quello della dismissione degli immobili, senza farsi prendere dalla tentazione infruttuosa di uscire dalla gestione deficitaria del patrimonio rivalutando i canoni di locazione, mantenendo le strutture burocratiche interne e i servizi in convenzione esterni impegnati nell’amministrazione ordinaria degli appartamenti piuttosto che negli adempimenti relativi alla vendita da affrontare decisamente.
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti e in attesa di un Vostro cortese riscontro, invio cordiali saluti.
Illustre Presidente del Consiglio nonchè Ministro dell'Economia, gentile Ministro del Lavoro,
faccio seguito alla corrispondenza intercosa per rappresentare quanto segue:
Considerato che nessun tipo di soluzione transattiva è stata promossa dagli enti previdenziali pubblici per tentare di risolvere bonariamente il contenzioso giudiziario relativo ai "cosiddetti" immobili di pregio così come prevede la legge 27 febbraio 2009, n. 14 nè tantomeno è stata adottata la direttiva interministeriale del 10.02.2011 (G.U. 135 del 13.06.2011) che, in ogni caso, prevede una parziale soluzione conciliativa;
Considerato che alcuni enti, in particolare l'INPS, hanno sollevato molti dubbi interpretativi delle richiamate norme e direttive che ancora oggi risultano irrisolti rallentando l'efficacia e l'efficienza dell'azione amministrativa posta in essere per la gestione degli immobili;
Visto l'art. 27 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 che prevede la gestione e l'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico di proprietà degli enti vigilati dallo Stato attraverso la promozione da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze di iniziative idonee alla costituzione di società o fondi immobiliari;
Ravvisata la necessità di un intervento normativo con il quale armonizzare le norme in vigore in materia di patrimonio immobiliare ed eliminare gli attuali dubbi interpretativi nonchè individuare una linea univoca per tutti gli enti pubblici impegnati nella gestione del patrimonio immobiliare per risolvere il contenzioso sui "cosiddetti" immobili di pregio, Vi chiedo di intervenire personalmente per arrivare in tempi rapidi ad una soluzione condivisa della vertenza adottando tutte quelle misure che permettano il raggiungimento degli obbiettivi di semplificazione, di razionalizzazione e di risparmio in linea con quelli perseguiti dall'attività di Governo del Paese.
Risponderebbe allo scopo una norma in cui si stabilisca che: "per le unità residenziali di pregio per le quali pende ricorso dinanzi all'autorità giudiziaria competente avverso la qualificazione di pregio del cespite, ovvero anche la determinazione del prezzo di vendita delle singole unità, l'alienazione da parte degli Enti proprietari ha luogo applicando al prezzo a suo tempo definito dall'Agenzia del Territorio, i coefficienti aggregati di abbattimento, previsti dalla L. 104/2004 e contenuti nell'ultima tabella pubblicata sulla G.U. Serie Generale n. 181 del 5 agosto 2006, a condizione che vengano abbandonati i giudizi in corso, a spese compensate e che vengano riconosciuti come acconto prezzo i canoni corrisposti nelle more del giudizio dai conduttori che risultino in regola con il pagamento degli oneri accessori";
Mi auguro che venga al più presto avviato un confronto costruttivo per arrivare finalmente alla chiusura di quest'annosa vicenda.
Nel restare a disposizione si porgono cordiali saluti.
Presidente del Consiglio dei Ministri e
Alla Prof.ssa Elsa Fornero
e p/c. Prof. Vincenzo Fortunato
e-mail: segreteria.capogabinetto@tesoro.it
// Prof. Francesco Tomasone
Oggetto: accelerazione della dismissione degli immobili residenziali degli Enti Previdenziali pubblici (D.Lg. 104/1996 - L. 410/2001 - Art 43 bis L. 14/2009).
Dopo oltre 15 anni dall’avvio della dismissione immobiliare degli Enti Previdenziali pubblici in base al D.Lgs. 104/1996, gli Enti continuano a registrare ingenti perdite derivanti dalla gestione dei beni rimasti invenduti alla chiusura delle operazioni di cartolarizzazione del 18/12/2001 e 21/11/2002, decisa dal Parlamento con la messa in liquidazione dei due patrimoni separati (SCIP 1 e SCIP 2) della SCIP S.r.l. (art.43 bis L.14/2009).
Si tratta, se prendiamo per veritieri i dati contenuti nell'ultima relazione al Parlamento, di 27.122 unità immobiliari tra principali e secondarie (prevalentemente residenziali) per un valore complessivo di 2,4 miliardi di euro, ritrasferite in data 28 febbraio 2009 agli Enti originariamente proprietari.
Soluzioni ambedue simili, tra l’altro, ai provvedimenti governativi mirati alla riduzione del contenzioso giudiziario, circolati durante la recente preparazione del maxiemendamento alla Legge di stabilità e non più esaminati per il ritiro di tutti gli emendamenti.
Nel ringraziarLa per qualsiasi iniziativa vorrà prendere, desidero dichiarare la mia disponibilità ad illustrare personalmente aspetti della vicenda e/o approfondimenti, con la speranza di avere comunque un cenno di riscontro nel merito, mi è gradito inviare i migliori auguri di buon lavoro.