Source: http://www.adeat-onlus.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3&Itemid=109
Timestamp: 2020-04-08 02:38:07+00:00
Document Index: 167088796

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 2382', 'art. 2382', 'art. 21', 'art. 2382', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3']

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Finalità Soci Esercizio sociale Assemblee Cons. Diretivo Sindaci
Probiviri Entrate Rendiconti Attività Durata organizzazione Norme residuali
Art. 1 - L' ONLUS - ADEAT, più avanti chiamata per brevità l' organizzazione, costituita ai sensi della Legge 266/1991 ha come finalità quella di diffondere lo spirito ed il carisma di San Giovanni De Matha, fondatore dell' Ordine Trinitario teso alle opere di solidarietà a favore degli emarginati a causa delle schiavitù fisiche e morali e della povertà, per questo si propone di:
organizzare e favorire incontri tra gli associati, per rinsaldare e sviluppare rapporti interpersonali e sociali, con iniziative d'ordine spirituale, culturale, caritativo e formativo;
inserirsi ed animare la vita della chiesa locale condividendone i progetti;
collaborare alla realizzazione delle opere dell'Ordine Trinitario;
scrivere e pubblicare libri, collaborare con riviste specializzate, promuovere incontri e dibattiti riferiti allo scopo e alle finalità dell' organizzazione;
impegnarsi nel campo scolastico e sanitario nelle realtà geografiche soggette a situazione di disagio e povertà, nelle quali opera l'Ordine Trinitario; costruendo, ristrutturando, ecc. edifici scolastici e strutture sanitarie; creando e/o migliorando strutture sportive e ricreative. Fornendo materiale didattico, sanitario, sportivo e tutto ciò che può essere attinente alle attività caritative svolte dall' organizzazione in questo ambito;
organizzare e/o sovvenzionare corsi di formazione professionale gratuiti atti al miglioramento socio, economico e culturale della popolazione locale delle suddette realtà geografiche;
promuovere iniziative per favorire le adozioni a distanza;
sovvenzionare il proseguimento degli studi di alunni capaci, in condizioni di povertà.
Art. 2 - L'organizzazione è apolitica ed apartitica e si atterrà ai seguenti principi: assenza del fine di lucro (quindi divieto assoluto a speculazioni di qualsiasi tipo nonchè divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, fondi, riserve e capitale), esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle a esse direttamente connesse, democraticità della struttura, esclusione di soci temporanei, elettività, gratuità delle cariche associative, gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti (salvo il rimborso delle spese anticipate dal socio in nome e per conto dell' organizazione, debitamente autorizzate dal Consiglio Direttivo o, ove ne ricorrano i presupposti, dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice-Presidente del Consiglio direttivo), sovranità dell'Assemblea, divieto di svolgere attività diverse da quelle istituzionali di cui all'art. 1, ad eccezione di quelle a esse direttamente connesse.
Ai sensi della suddetta democraticità della struttura, tutti gli Organi sociali (Consiglio Direttivo, Collegio sindacale e Collegio dei Probiviri) vengono eletti esclusivamente e liberamente dall'Assemblea ordinaria dei soci; le cariche all'interno dei suddetti Organi sociali (Presidente, Vice- Presidente, Segretario, Tesoriere, Membro effettivo, Membro supplente, ecc.) vengono attribuite dal rispettivo Organo, eccezion fatta per il primo mandato in assoluto in cui le nomine vengono fatte direttamente dai soci Fondatori in sede di costituzione dell'organizzazione. Tutti i membri di organi sociali devono essere soci.
Art. 3 - L'ADEAT-ONLUS è un'organizzazione con personalità autonoma, che agisce nell'ambito dei canoni 298-299 del Codice di Diritto Canonico. Ha avuto il riconoscimento giuridico dell'autorità ecclesiastica competente, a norma dei canoni 321-326 del Codice di Diritto Canonico, in data 18 ottobre 1994. Mantiene i rapporti con l'Ordine Trinitario tramite un assistente religioso delegato dallo stesso Ordine.
Art. 4 - L'organizzazione ha sede a Roma, in Piazza Sonnino n. 44 presso la Curia Provinciale dei Padri Trinitari.
Tutte le riunioni delle Assemblee, del Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale nonchè del Collegio dei Probiviri potranno avvenire sia presso la Sede sociale che altrove previa delibera dell'assemblea dei soci.
Art. 5 - I soci sono coloro che si iscrivono all'organizzazione per partecipare alle sue finalità.
Art. 6 - All'aspirante socio devono essere consegnate copie aggiornate dello Statuto e dei Regolamenti.
L'aspirante socio deve presentare domanda di iscrizione su apposito modulo predisposto dall' organizzazione.
Possono far parte dell'organizzazione tutti gli ex allievi delle scuole dei PP. Trinitari, i loro famigliari e qualsiasi persona che voglia partecipare e condividere il Carisma Trinitario.
La qualifica di socio è subordinata all'accoglimento da parte del Consiglio Direttivo della domanda di iscrizione.
I motivi dell'eventuale diniego all'ammissione devono risultare chiaramente dalla scheda di richiesta.
La delibera sull'accoglimento o il rigetto è inappellabile e deve essere comunicato per iscritto all'interessato entro trenta giorni lavorativi, senza la necessità di indicarne i motivi.
La domanda può essere ripresentata dopo un anno.
Quando tutto quanto sopra è andato a buon fine, l'aspirante socio deve versare entro l'anno solare dal ricevimento, anche verbale, della comunicazione dell'ammissibilità, la quota annuale.
Art. 7 - Solo quando la posizione dell'aspirante socio sia stata regolarizzata, questi diventa socio a tutti gli effetti.
Art. 8 - Sono previsti i seguenti tipi di soci:
Soci fondatori: sono quelle persone che hanno fondato l'organizzazione, sottoscrivendo l'Atto costitutivo;
Soci onorari: sono quelle persone alle quali l'organizzazione deve particolare riconoscenza e vengono nominati dall'Assemblea ordinaria dei soci su proposta del Consiglio direttivo.
I soci onorari sono esentati dal pagamento della quota annua, pur avendo tutti i diritti degli altri tipi di soci.
Soci ordinari: sono quelle persone che condividono le finalità dell'organizzazione pur non appartenendo a nessuno dei tipi suddetti.
Art. 9 - Tutti i soci che non siano nel periodo di sospensione, hanno sia diritto al voto in seno all'Assemblea dei soci, tanto ordinaria che straordinaria, che di essere eletti alle cariche sociali.
Art. 10 - La richiesta di ammissione a socio comporta automaticamente l'accettazione dello Statuto, dei Regolamenti e di tutte le disposizioni vigenti nell'organizzazione. Inoltre il socio non potrà intraprendere alcun tipo di azione legale contro l'organizzazione, nè contro i suoi Organi sociali, nè contro altri soci.
Art. 11 -Il Consiglio Direttivo può radiare il socio moroso dopo tre anni consecutivi di mancato pagamento delle quote annue.
Nel caso d'indisciplina o condotta scorretta ripetute da parte dei Soci, il Collegio dei Probiviri, su richiesta di intervento da parte del Consiglio Direttivo, applica nei loro riguardi la sospensione temporanea o la radiazione senza rimborso delle quote sociali.
Nel caso in cui un socio radiato rivesta una carica sociale, decade immediatamente ed automaticamente da tale carica.
I soci radiati possono ricorrere contro la decisione nella prima Assemblea utile, sia essa ordinaria che straordinaria.
Art. 12 - Le quote Sociali sono intrasferibili sia per atto fra vivi sia per eredità.
In caso di dimissioni, radiazione o morte di un socio, la sua quota sociale rimane di proprietà dell' organizzazione e non è rivalutabile.
Art. 13 - L'esercizio inizia il 1 gennaio e termina il 31 dicembre successivo, tranne il primo che inizia in data 15 gennaio 2007.
Art. 14 - Il Consiglio direttivo deve convocare l'Assemblea ordinaria dei soci almeno una volta l'anno, entro il 30 Aprile. Inoltre può convocare, quando crede necessario, altre Assemblee ordinarie o straordinarie.
Le Assemblee, sia ordinarie che straordinarie, sono convocate, mediante invio di lettera non raccomandata o attraverso tutti gli altri sistemi informatici a tutti i soci, anche se sospesi o radiati in attesa di giudizio sul ricorso all'Assemblea, almeno quindici giorni prima (di calendario) dal Consiglio Direttivo, o da almeno due dei suoi membri, dal Collegio Sindacale, o da almeno due dei suoi membri, oppure da tanti soci che rappresentino almeno i due terzi dei soci aventi diritto di voto.
L' avviso di convocazione deve contenere i seguenti dati:
giorno, ora e sede della prima convocazione;
giorno, ora e sede dell'eventuale seconda convocazione;
elenco dei soci radiati per un qualsiasi motivo;
un modulo per l'eventuale delega ai soci aventi diritto di voto;
nel caso in cui l'Assemblea debba occuparsi della nomina di cariche Sociali, all'avviso di convocazione deve venire allegato un prospetto contenente la lista degli aspiranti alle cariche;
il primo punto dell'Ordine del Giorno deve riguardare la trattazione d'eventuali ricorsi da parte di soci radiati, onde permettere ai soci, che riescono ad essere riammessi, di poter partecipare con il proprio voto agli altri punti di discussione, con conseguente variazione del numero dei soci avente diritto di voto, dei soci presenti, quindi del numero legale. La trattazione di un eventuale ricorso, anche se fatta all'inizio di un'Assemblea Straordinaria, è considerata al livello di Assemblea ordinaria ai fini sia della composizione che delle maggioranze necessarie.
Art.15 - Le Assemblee ordinarie sono valide in prima convocazione quando siano presenti almeno la metà più uno dei soci con diritto al voto; in seconda convocazione saranno sempre valide qualunque sia il numero dei soci presenti aventi diritto al voto. Le Assemblee straordinarie sono valide in prima convocazione quando sono presenti almeno 2/3 dei soci con diritto al voto, in seconda qualunque sia il numero dei soci con diritto di voto. Le Assemblee straordinarie relative ad eventuale scioglimento dell'organizzazione sono valide in prima convocazione quando sono presenti almeno 2/3 dei soci con diritto al voto, in seconda convocazione quando siano presenti almeno la metà più uno dei soci con diritto al voto, in terza convocazione qualunque sia il numero dei soci con diritto di voto. Per la validità delle Assemblee successive a quella che ha deliberato lo scioglimento, è valida la presenza di qualunque numero di soci aventi diritto al voto. Tutte le decisioni sono prese per alzata di mano o per scrutinio segreto. I soci presenti eleggono il Presidente ed il Segretario dell'assemblea.
Art. 16 - Nelle Assemblee sia ordinaria che straordinaria sono approvate le proposte che raccolgono la maggioranza semplice dei voti dei presenti, anche per delega, degli aventi diritto al voto sia in prima che in seconda convocazione, fanno eccezione le Assemblee relative allo scioglimento dell'organizzazione per le quali sono necessarie le seguenti maggioranze favorevoli: in prima convocazione almeno i 2/3 dei soci presenti aventi diritto al voto, dalla seconda convocazione in poi la maggioranza semplice dei voti dei presenti. Per le Assemblee successive a quella che ha deliberato lo scioglimento, è valido il voto favorevole della maggioranza semplice dei voti dei presenti.
Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori ed i sindaci non hanno diritto al voto. Non hanno diritto di voto nemmeno i Probiviri quando l'Assemblea debba giudicare su un ricorso ad una sentenza dagli stessi emanata.
Art. 17 - L'Assemblea ordinaria delibera su qualsiasi proposta venga presentata alla sua attenzione (anche se di pertinenza esclusiva di qualche Organo sociale o di qualche Membro di organo sociale) che non sia però di pertinenza dell'Assemblea straordinaria.
approvazione (o rigetto) dei Rendiconti Preventivi e Consuntivi, delle Relazioni annuali del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale;
redazione/modifica/revoca di Regolamenti interni; il primo Regolamento può essere redatto dall'Assemblea costituente; il Consiglio Direttivo, nell'ambito delle proprie prerogative può redigere/modificare/revocare propri Regolamenti interni;
deliberazione su un ricorso presentato da un socio che è stato radiato; la deliberazione dell'Assemblea è inappellabile;
nomina di "soci onorari" su proposta del Consiglio Direttivo;
nomina di un primo Preposto nel caso di svolgimento di eventuali attività marginali.
Art. 18 - Le variazioni dello Statuto devono essere approvate da un'Assemblea straordinaria; invece la redazione/modifica/revoca dei Regolamenti (ivi compreso quello Generale che è stato approvato dall'Assemblea costituente) vengono approvate dall'Assemblea ordinaria.
Art. 19 - Le decisioni prese dall'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, impegnano tutti i soci sia dissenzienti che assenti.
Art. 20 - Il Consiglio Direttivo è formato da cinque membri.
Il Consiglio Direttivo dura in carica per un triennio e può venire rieletto per non più di tre volte consecutive.
La carica di membro del Consiglio Direttivo è incompatibile con quella di Sindaco e/o di Probiviro. All'atto dell'accettazione della carica, i membri del Consiglio Direttivo devono dichiarare, sotto la propria personale responsabilità, che non sussistono a loro carico cause di ineleggibilità e/o di decadenza di cui all'art. 2382 C.C.
Art.21-Compiti del Consiglio Direttivo:
di pertinenza del Consiglio Direttivo tutto quanto non sia per legge o per Statuto di pertinenza esclusiva dell'Assemblea dei soci o di altri Organi e comunque sia di ordinaria amministrazione, con le eccezioni di straordinaria elencate qui appresso.
ammissione di nuovi soci; però tale incombenza può essere assolta direttamente dal Presidente o dal Vice-Presidente che deliberano con firma singola. Nel prendere detta delibera deve rispettare i criteri appositamente previsti dallo Statuto;
convocazione delle Assemblee;
osservare e far osservare tutte le delibere delle Assemblee;
attribuzione delle cariche ai suoi membri, ed eventuali mandati particolari;
redazione del Rendiconto annuale consuntivo per l'esercizio da poco trascorso;
redazione della Relazione annuale; a tal fine la Relazione dovrà contenere il perchè degli eventuali sfondamenti superiori al 10% (dieci per cento) del totale annuo delle spese, come più sotto ammesso; alla Relazione dovrà essere allegato il Rendiconto preventivo per l'esercizio da poco trascorso, giù approvato dall'Assemblea precedente;
redazione del Rendiconto annuale preventivo per l'esercizio in corso;
emanazione/modifica/revoca, nell'ambito delle proprie competenze, di Regolamenti (escluso il Regolamento generale poichè di pertinenza dell'Assemblea), disposizioni, ecc.;
radiazione dal Consiglio Direttivo di quei suoi membri che abbiano fatto più di tre assenze ingiustificate alle riunioni dello stesso;
deferimento al Collegio dei Probiviri dei soci in caso di loro indisciplina o condotta scorretta;
radiazione dei soci inattivi negli ultimi tre anni precedenti la convocazione di un'Assemblea, sia essa ordinaria che straordinaria;
assunzione, determinazione dei compensi nonchè eventuale licenziamento del personale dipendente dell?organizzazione; però tali incombenze possono essere assolte direttamente dal Presidente o dal Vice-Presidente che deliberano con firma singola;
decisione sulla sistemazione dei locali adibiti all'uopo; però tali incombenze possono essere assolte direttamente dal Presidente o dal Vice-Presidente che deliberano singolarmente;
vigilanza sul buon funzionamento di tutte le attività sociali e coordinamento delle stesse;
deliberazione di spese in nome e per conto dell'organizzazione, al di fuori di quanto stabilito dall'Assemblea, per un importo annuo previsto inizialmente dall'Atto costitutivo e poi periodicamente aggiornato dall'Assemblea ordinaria, in ogni caso per un totale complessivo per esercizio non superiore al 10% (dieci per cento) del totale complessivo delle spese previste nel Rendiconto preventivo; nel caso di necessità e/o urgenza e/o pericolo, tali limiti massimi possono essere superati, in tal caso, però è necessario il parere vincolante del Collegio Sindacale che accerti: che ricorrano i requisiti di necessità e/o urgenza e/o pericolo, la legittimità dell'operazione (che è il suo normale compito) ed il merito della stessa.
nomina e revoca di un Preposto nel caso di svolgimento di eventuali attività marginali; il primo preposto viene però nominato direttamente dall'Assemblea ordinaria;
Presidente /vice-presidente del consiglio direttivo
Art. 22 - I compiti principali del Presidente (che in caso di sua assenza o impedimento sono assolti dal Vice-Presidente):
rappresentare l'organizzazione di fronte ai terzi e stare in giudizio per conto della stessa;
deliberare spese in nome e per conto dell'organizzazione, al di fuori di quanto stabilito dall'Assemblea e dal Consiglio Direttivo, per un importo masso annuo previsto inizialmente dall'Atto costitutivo e poi periodicamente aggiornato dall'Assemblea ordinaria;
con firma congiunta con il Vice-Presidente, prendere in caso di urgenza e/o di pericolo, delle decisioni che spettano al Consiglio Direttivo, salvo convocare al più presto un Consiglio Direttivo per far verificare lo stato di urgenza e/o di pericolo;
deliberare sull'ammissione di nuovi Soci, nel rispetto dei criteri appositamente previsti dallo Statuto;
deliberare sulla sistemazione dei locali adibiti all'uopo;
essere il massimo superiore degli eventuali lavoratori dipendenti; avere il potere di fissare mansioni e compensi, comminare agli stessi provvedimenti sanzionatori e/o di licenziamento, sia per motivi disciplinari che non disciplinari, senza possibilità per i lavoratori di ricorso al Consiglio Direttivo o ad altro Organo sociale (salvo ben inteso il diritto di ricorso previsto dalla Legge ai sindacati nonchè agli Organi statali competenti);
deliberare, entro i limiti suddetti, su tutte le questioni che per legge o per Statuto non siano di competenza dell'Assemblea dei soci o del Consiglio Direttivo o di altro Organo della Organizzazione.
Art. 23 - I Sindaci sono eletti dall'Assemblea in un numero di tre effettivi più un supplente, durano in carica un triennio e sono rieleggibili per non più di tre mandati consecutivi.
La carica di Sindaco è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo e/o del Collegio dei Probiviri. All'atto dell' accettazione della carica i membri del Collegio dei Sindaci devono dichiarare, sotto la propria personale responsabilità, che non sussistono a loro carico cause di ineleggibilità e/o di decadenza di cui agli art. 2382- 2399 C.C.
Art. 24 -Compiti del Collegio dei Sindaci:
partecipazione alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza per potere di voto;
verifica della legittimità delle operazioni del Consiglio Direttivo e dei suoi membri;
nei casi di necessità e/o urgenza e/o pericolo di cui all'art. 21, dare il proprio parere vincolante ed accertare: che ricorrano i requisiti di necessità e/o urgenza e/o pericolo, la legittimità dell' operazione ed il merito della stessa;
verifica periodica della cassa, dei documenti e delle registrazioni contabili con conseguente redazione del verbale;
verifica dei Rendiconti consuntivo e preventivo annuali prima della loro presentazione all'Assemblea;
redazione della Relazione annuale al Rendiconto consuntivo e sua presentazione all'Assemblea;
convocazione, in caso di necessità, di un'Assemblea qualora il Consiglio Direttivo non possa o non voglia farlo o in caso di dimissioni del Presidente del Consiglio Direttivo.
Art. 25 - I Probiviri sono eletti dall'Assemblea in un numero di tre effettivi più un supplente, durano in carica un triennio e sono rieleggibili per non più di tre mandati consecutivi.
La carica di Probiviro è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo e/o di Sindaco. All'atto dell'accettazione della carica i Probiviri devono dichiarare, sotto la propria personale responsabilità, che non sussistono a loro carico cause di ineleggibilità e/o di decadenza di cui agli art. 2382- 2399 C.C.
Art. 26 -Compiti del Collegio dei Probiviri:
decisione, senza formalità di rito, entro trenta giorni dal ricevimento del ricorso da parte di qualche socio, per controversie interne all'organizzazione; la loro sentenza arbitrale è inappellabile;
decisione urgente sulla radiazione dei soci che sono stati deferiti dal Consiglio Direttivo a causa di gravi mancanze nei confronti dell' organizzazione; la loro sentenza è appellabile alla prima Assemblea utile, anche in concomitanza di un'Assemblea straordinaria; nel frattempo il socio è sospeso da tutti i diritti nonchè dalle attività sociali.
Art. 27 - Le entrate dell'organizzazione sono costituite da:
1) beni immobili e mobili;
2) donazioni, lasciti o successioni.
Art. 28 - Il Consiglio Direttivo presenta annualmente entro il 30 aprile all'Assemblea la Relazione nonchè il Rendiconto Consuntivo dell'esercizio trascorso, quello preventivo per l'esercizio appena trascorso (per una verifica tra quello che è stato previsto e quello che è stato fatto) nonchè quello preventivo per l'anno in corso. Il Collegio dei Sindaci presenta annualmente all'Assemblea una propria Relazione.
Art. 29 - L'organizzazione potrà, esclusivamente per scopo di autofinanziamento e senza alcun fine di lucro, esercitare le seguenti attività direttamente connesse:
1.manifestazioni quali mostre, spettacoli teatrali, canori o similari;
2.organizzare lotterie, pesche o attività della stessa natura;
3.attività commerciali come la vendita di prodotti, manufatti, ed altro provenienti dalle realtà geografiche nelle quali si opera;
4.vendita di libri e altre pubblicazioni;
5.attività commerciali come la somministrazione di cibi e/o bevande, bazar e altre attività affini.
Art. 30 - E' compito del Consiglio Direttivo nominare un eventuale Preposto; solo il primo Preposto viene nominato direttamente dall'Assemblea ordinaria.
Durata e sicoglimento dell'organizzazione
Art. 31 - La durata dell'organizzazione è illimitata.
Art. 32 - L'organizzazione non potrà sciogliersi che per decisione di un'Assemblea straordinaria appositamente convocata dal Consiglio Direttivo.
Art. 33 - In caso di scioglimento per qualunque causa tutto il patrimonio dell'ADEAT-ONLUS, esistente all'atto dello scioglimento stesso, dovrà essere devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, organismo istituito con D.P.C.M. del 26 settembre 2000 (in G.U. n. 229 del 30 settembre 2000), salvo diversa destinazione imposta dalla legge, come impone la lettera f) della norma citata.
Art. 34 - Il presente Statuto deve essere osservato come atto fondamentale dell'organizzazione; inoltre potrà essere modificato solo dall'Assemblea straordinaria dei soci, quando questa lo riterrà opportuno.
Art. 35 - I Regolamenti interni, le Disposizioni, ecc. emessi dagli Organi competenti, nell'ambito delle proprie mansioni, hanno valore legale all'interno dell'organizzazione ed impegnano tutti, soci e/o personale dipendente, anche se dissenzienti.
Art. 36 - Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, dai Regolamenti interni, dalle Disposizioni e degli altri atti di cui all'articolo precedente, si fa riferimento alle norme di Legge in materia di organizzazioni non lucrative nonchè a quelle previste per i singoli casi specifici dall'ente ecclesiastico preposto. Nel caso in cui per uno stesso argomento siano previste più soluzioni, sarà il Consiglio Direttivo a stabilire quale applicare.