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Timestamp: 2019-02-21 08:10:04+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'art. 80', 'sentenza ', 'art. 43', 'art.43', 'art.43', 'art.43']

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Tutte le novità sul Nuovo Codice Appalti, sul Correttivo e sulle Linee guida Anac
Il Correttivo Appalti è stato pubblicato sulla Gazzetta n.103 del 5 maggio 2017, supplemento ordinario n. 22. Clicca qui per il testo del Correttivo pubblicato in Gazzetta. È il Decreto Legislativo n. 56 del 19 aprile 2017 “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”. Il Correttivo è in vigore dal 20 maggio 2017.
Nel Correttivo del D.lgs n. 50/2016 è interessante l’introduzione dell’obbligo del riferimento al decreto parametri per calcolare i compensi dei professionisti: le tabelle di calcolo degli importi a base delle gare di progettazione dovranno essere utilizzate dalle stazioni appaltanti nella definizione dei compensi a base di gara. Inoltre, è previsto l’obbligo di rendere sistemiche sin dalla fase del progetto di fattibilità e in ogni momento successivo le indagini relative al comportamento energetico dell’opera, in particolare il contenimento dei consumi energetici.
Linee Guida n. 2: calcolo dell’offerta economicamente più vantaggiosa
Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale anche le Linee Guida n. 2 dell’ANAC, di natura prevalentemente tecnico-matematica, preparate con il fine di facilitare le stazioni appaltanti e gli operatori economici. Queste linee guida sono finalizzate a fornire indicazioni operative per il calcolo dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV), soprattutto per quanto riguarda la scelta del criterio di attribuzione dei punteggi per i diversi elementi qualitativi e quantitativi che compongono l’offerta, e la successiva aggregazione dei punteggi.
L’ANAC raccomanda alle stazioni appaltanti di definire in maniera chiara il criterio di aggiudicazione e i criteri di valutazione, le formule per l’attribuzione dei punteggi e il metodo per la formazione della graduatoria. Devono quindi essere evitate formulazioni oscure o ambigue, assicurando la trasparenza dell’attività e la consapevolezza della partecipazione.
Linee Guida n. 6: Nuovi reati che escludono dalla gara
Ecco il nuovo elenco di reati che, anche per una condanna in primo grado, hanno come conseguenza l’esclusione dalle procedure di gara: è la novità principale del pacchetto di linee guida dell’Anac pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 260 del 7 novembre 2017 che aggiornano le linee guida n. 3 sul responsabile unico del procedimento e la 6 sugli illeciti professionali. In entrambi questi, le novità sono entrate in vigore il 22 novembre.
Esercizio abusivo della professione, bancarotta semplice e fraudolenta, ricorso abusivo al credito, reati tributari, reati societari, delitti contro l’industria e il commercio, reati urbanistici e reati collegati alla libertà degli incanti: dal 22 novembre tutte le condanne non definitive per una di questi reati porteranno all’esclusione automatica dalla procedura di affidamento di tutti gli appalti pubblici. Scarica la linea guida n. 6 aggiornata.
RUP: nuovi requisiti
L’Anac diminuisce i requisiti per i responsabili unici nei piccoli lavori. Nelle procedure sotto la soglia di 150mila euro sarà sufficiente avere tre anni di esperienza e un diploma. Questo significa aprire le porte a una nuova classe di RUP poco più che ventenni. Scarica la linea guida Anac n. 3.
Illecito professionale: nuova sentenza
L’art. 80 del nuovo Codice degli Appalti non consente l’esclusione automatica del concorrente: è necessaria la valutazione della stazione appaltante sulla rilevanza dell’inadempimento contrattuale pregresso rispetto al rapporto di fiducia. Lo ricorda il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4192 del 5 settembre 2017. Leggi tutto l’articolo.
Subappalto: la guida dell’ANCE
L’ANCE ha messo a punto la Guida “Il subappalto nel D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56”. La puoi scaricare qui ed è suddivisa nei seguenti temi:
Analisi del Correttivo
Leggi l’analisi del testo del Correttivo Appalti confrontato con il Codice Appalti (decreto 50/2016), di Laura Porporato.
Oppure: ecco l’ebook di approfondimento aggiornato al Correttivo pubblicato in Gazzetta:
Decreto Correttivo: le principali novità
Le novità principali introdotte dal Correttivo Codice Appalti sono: 1) Obbligo di parametri per i compensi dei progettisti: le stazioni appaltanti dovranno usare specifici parametri per calcolare i compensi dei professionisti; 2) Paletti meno rigidi per l’urbanizzazione; 3) Progetti: basta un nuovo ok per i pareri scaduti; 4) Incentivi per i servizi e i pagamenti ai tecnici della PA: ci saranno norme più stringenti per i pagamenti alle imprese dalla PA; 5) Gare “snelle” e più veloci per sbloccare i piccoli investimenti pubblici; 6) Qualificazione più leggera per le PA; 7) Non esiste più il collegio consultivo tecnico; 8) Più trasparenza: obbligo per le stazioni appaltanti di nominare il presidente di commissione tra esperti segnalati dall’Autorità Anticorruzione.
“Gli articoli da 21 a 27 contengono disposizioni in materia di pianificazione, programmazione e progettazione di un’opera pubblica. All’interno di questo corpo normativo ci si aspetterebbe una puntuale descrizione dell’iter realizzativo di un’opera pubblica che, partendo dalla programmazione che tenga conto della definizione delle esigenze, individuazione delle risorse necessarie, inserimento in un piano pluriennale di intervento, definisca i livelli della progettazione, l’individuazione delle figure preposte a svolgere i vari compiti, interne o esterne alla Pubblica Amministrazione, individui e stabilisca la migliore procedura di gara per l’affidamento delle opere, selezioni la migliore impresa realizzatrice e controlli e governi l’intero processo sino al collaudo dell’opera ed alla consegna della stessa per l’uso a cui è stata destinata.
Il tutto non è così chiaro e lineare e per molte parti ci si deve riferire a linee guida o decreti attuativi che definiscano nello specifico le azioni da compiere per la completa efficacia del Codice. Articolo importante di nuovo inserimento, potrebbe essere, se ben usato, il 22 (Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico) dove, attraverso la consultazione dei vari attori e cittadini presenti sul territorio, si potrebbero iniziare a porre in atto tutte quelle azioni di coinvolgimento, sensibilizzazione ed accompagnamento delle scelte che potrebbero guidare l’Amministrazione nella messa in atto di un iter condiviso” (estratto dall’ebook di Laura Porporato).
Attraverso un confronto tra “vecchia” versione del Nuovo Codice e versione modificata dal Correttivo, abbiamo infatti tirato fuori gli elementi di maggior interesse introdotti dal Correttivo su appalto integrato, corrispettivi, manutenzioni, subappalto e tutto il resto:
Altre novità del Codice Appalti
Decreto BIM obbligatorio
A proposito di Appalti, nel Decreto che ha permesso al Governo di evitare il referendum sul voucher era stata ripristinata integralmente la responsabilità solidale del committente e dell’appaltatore, responsabilità che deve essere “nei limiti in cui il secondo fa accedere il primo a tutta la documentazione relativa alle prestazioni lavorative consentendogli di esercitare il potere di controllo indicato da un decreto ministeriale”.
Linee Guida ANAC in Gazzetta
Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida ANAC per l’offerta economicamente più vantaggiosa. La determinazione di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa è la n. 1005 del 21 settembre 2016 recante “Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti Offerta economicamente più vantaggiosa”. Quelle per i servizi di ingegneria e architettura era andate in Gazzetta il 29 settembre (con delibera del 14 settembre). Clicca qui invece per quelle relative ai servizi di ingegneria e architettura.
Incarichi di progettazione: le soglie
A metà luglio 2016 sono state apportate 173 modifiche al testo del decreto 50/2016. Per saperne di più leggi Nuovo Codice Appalti, incarichi di progettazione: modificate le soglie
DPCM sulla Cabina di Regia in Gazzetta
Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha definito la composizione della Cabina di Regia (articolo 212 comma 5 del nuovo Codice Appalti: è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 293 del 31 agosto 2016 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 2016 recante “Composizione e modalità di funzionamento della Cabina di regia”. I compiti della cabina di regia sono definiti nel comma 1 del citato articolo 212. Clicca qui per leggere il decreto. Clicca per leggere la composizione della Cabina di Regia e i suoi compiti.
Linee guida per procedure sottosoglia
– composizione trasparente degli elenchi di imprese qualificate
– principio di rotazione negli inviti, per appalti da 40mila euro a un milione
– confronto di almeno due preventivi, per assicurare un minimo di concorrenza, sotto i 40mila euro
– obbligo di motivare in maniera articolata la scelta di utilizzare la procedura negoziata (la ex trattativa privata) per importi sopra il limite di 500mila euro
SCARICA QUI LE LINEE GUIDA PER LE PROCEDURE SOTTOSOGLIA
Requisiti di di progettazione: fondamentale dichiararli
Se non dichiari il possesso dei requisiti di progettazione in un appalto integrato è considerata come una carenza essenziale dell’offerta e può essere sanata solo con il soccorso istruttorio. Il prezzo di pagare la sanzione prevista dal bando di gara. Questo principio è stabilito dall’Anac con la delibera n. 617 dell’8 giugno. Conta molto di più la forma con cui arriva la segnalazione dei requisiti di progettazione.
SCARICA LA DELIBERA DELL’ANAC
L’ANAC rilascia da anni parere di precontenzioso su istanza di imprese e stazioni appltanti ma il nuovo codice appalti Dlgs 50/2016, all’articolo 211, comma 1, dice che se le parti acconsentono prima, questi pareri diventano vincolanti per operatori e Pa, che devono adeguarsi alle scelte dell’Autorità.
Nuovo Codice Appalti ripubblicato completamente in Gazzetta
Entro una settimana si concluderà il lavoro dei tecnici per correggere gli errori nel Dlgs 50/2016.
Le modifiche sono molte e riguardano i refusi del testo, ma anche riferimenti sbagliati agli articoli. Il testo del Nuovo Codice Appalti subirà un secondo passaggio in Gazzetta Ufficiale. Ad andare in Gazzetta non saranno singole correzioni ma un testo rivisto e corretto completamente: il Nuovo Codice Appalti in vigore dal 19 aprile verrà completamente ripubblicato.
Una scelta che almeno all’inizio potrebbe anche generare nuovi problemi tra gli i professionisti tecnici. Senza un’indicazione precisa delle correzioni, non sarà facile trovare le modifiche che in caso di revisione dei riferimenti interni potrebbero essere sostanziali.
Criticità del Nuovo Codice Appalti secondo l’UNITEL
Nuovo Codice Appalti: tutti i dubbi degli operatori di settore sono stati evidenziati nel corso del Congresso nazionale dell’UNITEL (Unione nazionale italiana dei tecnici degli enti locali) tenutosi lo scorso venerdì a Roma. Le implicazioni per gli uffici tecnici degli enti locali, ma anche i limiti al subappalto e i requisiti per partecipare alle gare: cosa ne pensano gli operatori del nuovo testo che disciplina la materia degli appalti nel nostro Paese (d.lgs. 50/2016)?
Il Presidente dell’UNITEL, Bernardino Primiani, ha in apertura di evento sottolineato che la complessità della nuova normativa implica una sfida soprattutto per le piccole realtà locali, che spesso non hanno né il personale tecnico sufficiente né il supporto legale e amministrativo su cui possono invece contare le grandi stazioni appaltanti.
Dal canto suo il vice Presidente ANCE, Edoardo Bianchi, intervenuto alla giornata, ha ribadito la contrarietà dell’Associazione dei costruttori edili ai limiti al subappalto fissati dal Nuovo Codice Appalti. “Il codice – spiega Bianchi – presenta molte ombre e qualche luce, ma contiamo molto sulle linee guida dell’ANAC che speriamo diano indicazioni chiare su come applicare le nuove norme. In particolare bisogna intervenire sul subappalto per evitare che con le nuove disposizioni venga distorto il mercato dei lavori pubblici andando contro la disciplina europea”.
In base al Codice degli Appalti, il subappalto non può superare la quota del 30% dell’importo complessivo del contratto di lavori. Il vincitore di una gara può ricorrere al subappalto solo se la Stazione Appaltante ha previsto questa chance nel bando. Ma non soltanto, perché negli appalti di importo superiore alla soglia comunitaria (5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni governative, 209.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle altre amministrazioni) il Codice stabilisce che il partecipanti indichi, al momento della presentazione dell’offerta, una terna di subappaltatori. A parere del vicepresidente Bianchi in alcune aree e per certe lavorazioni non ci sono abbastanza operatori da invitare, quindi il rispetto della norma risulterebbe piuttosto difficoltoso.
E le implicazioni della nuova disciplina sugli uffici tecnici degli enti locali? Per evidenziare le criticità in questo senso l’UNITEL ha inviato una lettera al presidente dell’Autorità anticorruzione (ANAC), Raffaele Cantone e al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.
La lettera contiene le osservazioni dell’associazione sulle linee guida attuative del Nuovo Codice degli Appalti poste in consultazione dall’ANAC, e in particolare sulla nomina, sul ruolo e sui compiti del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) per l’affidamento di appalti e concessioni.
29 aprile 2016: sette linee guida ANAC
Sono arrivate le prime indicazioni dell’Anac. Sette i documenti sottoposti a consultazione in totale. I sette documenti sono stati approvati dal Consiglio dell’Autorità e saranno posti subito in consultazione, per consentire a imprese e pubbliche amministrazioni di valutarne l’impatto sul codice, prima della pubblicazione delle linee guida stesse.
Ecco le linee guida ANAC per il Nuovo Codice Appalti sottoposte a consultazione.
1. Sottosoglia
2. Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalto e concessioni
3. Affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria
4. Linee guida in materia di offerta economicamente più vantaggiosa
5. Il Direttore dei Lavori: modalità di svolgimento delle funzioni di direzione e controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione del contratto
6. Il Direttore dell’esecuzione: modalità di svolgimento delle funzioni di coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto
7. Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici
Altre linee guida arriveranno nelle prossime settimane. Alcuni saranno recepiti con decreto del ministero delle Infrastrutture, altri diventeranno determinazioni dell’Anticorruzione. In alcuni punti l’Anac tenta di fare luce su diversi passaggi che, se applicati in maniera scorretta, rischiano di far mancare gli obiettivi della riforma. Le linee guida dovrebbero anche ammorbidire le difficoltà create da una fase transitoria brusca.
Linee Guida ANAC: Servizi di progettazione
Il Decreto parametri fissa gli importi da porre a base delle gare. Le linee guida vanno in direzione opposta e ribadiscono “l’obbligo per le stazioni appaltanti di determinare i corrispettivi per i servizi di ingegneria e architettura applicando rigorosamente le aliquote di cui al Dm 143/2013”. Vengono così accolte le richieste degli ordini professionali e viene confermato l’orientamento già espresso dall’Authority in altre occasioni.
Ammorbiditi i requisiti quantitativi. Con il nuovo Codice Appalti, in base a quello che decidono le stazioni appaltanti, ci si potrà su un livello più basso del doppio. Con il vecchio sistema bisognava attestarsi tra due e quattro volte l’importo a base di gara.
Appalti sotto soglia europea
Per quelli di importo inferiore al milione anche il Nuovo Codice Appalti ha confermato la possibilità di assegnazioni senza una gara formale, anche per quelli sotto i 40mila euro. Si può affidare l’innarico a ditte di fiducia dell’amministrazione, ma le linee guida chiedono di passare all’esame due preventivi e di dare motivazione pubblica delle scelta.
Per gli appalti oltre i 40 mila e fino a un milione arrivano paletti su:
– contenuto degli avvisi da pubblicare per almeno 15 giorni sul sito dell’amministrazione,
Il nuovo Codice Appalti: link utili
La novità più grossa del nuovo Codice Appalti riguarda il massimo ribasso, “che resterà solo per casi assolutamente marginali e ben normati”. Gli appalti verranno assegnati in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’attenzione sarà rivolta alla qualità e non più al prezzo più basso. Il rischio operativo sarà in capo al soggetto privato e lo Stato non sarà obbligato a ripianare perdite su rischi assunti dai privati.
Il Consiglio nazionale degli Architetti si è contraddetto sul Nuovo Codice Appalti: in pochi giorni ha espresso due opinioni contrastanti. Leggi Sul Nuovo Codice Appalti gli Architetti si contraddicono.
Altre due novità: nuove regole sulla qualificazione, Bim (Building information modeling). Leggi Le novità del Nuovo Codice Appalti: cosa cambia sul BIM. Per quanto riguarda le novità per i progettisti, leggi l’intervista a Oliveri su BIM, progettazione e Direzione Lavori.
giorgio zerboni 4 marzo 2016 at 20:09
Spero proprio che l’epoca del massimo ribasso sia giunta al termine. Questo criterio, assieme all’abuso delle varianti, è uno dei responsabili dei problemi legati agli appalti pubblici in Italia. Inoltre, se il contratto si basa su di un progetto definitivo, perché non assegnarlo a lump -sum ( o forfait, come preferite…) ?
Stefano 15 gennaio 2018 at 23:03
Egr. Sig. zerboni,
Gran parte dei progetti pubblici che vengono messi a base di gara sono progetti preliminari (il vecchio progetto di massima) su cui l’impresa dovrà sviluppare sia il progetto definitivo che quello esecutivo. Inoltre sono anche a conoscenza che il grado del progetto posto a base di gara dipende dal tipo di appalto che la stazione appaltante decida di mettere in atto.
Ad ogni modo per eliminare il rischio varianti, il progetto posto a base di gara dal “Cliente” o stazione appaltante deve essere il più possibile dettagliato (quindi:progetto esecutivo) e con un contratto e capitolato d’appalto ben fatto. A questo punto lo si può anche appaltare con la formula lump-sum (chiavi in mano) come si fa nei contratti internazionali nell’ambito oil & gas.
Mario 1 aprile 2016 at 19:33
Mi pare si prevede rating per imprese e PA. A mio avviso sarebbe opportuno si prevedesse anche rating per progettisti sia interni che esterni a PA. Inoltre l’eliminazione dell’incentivo alla progettazione non è sensata; esistono progettisti validi sia interni che esterni alla PA; con la progettazione interna si riesce a volte a finalizzare interventi con finanziamenti esigui.
Fernando 16 aprile 2016 at 9:21
Non capisco tutto questo entusiasmo. La procedura del prezzo più vantaggioso per l’amministrazione è in assoluto quello che si presta a maggiori manipolazioni.Inoltre se prima i ribassi erano del 50% già adesso sono diventati del 70%. Perchè oltre alle migliorie rimangono fortissimi ribassi.Magari si potrebbe incominciare col fare progetti esecutivi degni di questo nome con direttori dei lavori competenti. In ultimo le perizie.Ma com’è che si continuano a fare perizie ben oltre 1/20(ben mascherate ovviamente con affidamenti diretti o altre).
Renzo Tramannoni 18 aprile 2016 at 12:42
concordo perfettamente con Fernando, quando si deciderà la P.A. a emanare progetti esecutivi di qualità e metterli sul mercato al massimo ribasso? diversamente mi sembra, ancora una volta, un provvedimento pro-lobby.
Roberto Maida 16 giugno 2016 at 19:18
Segnalo una inadempienza generalizzata, con il DLGS 163 e nondimeno lo sarà con il DL.50/16 , alquanto macroscopica che genera scarsa capacità di controllo e gestione dei Lavori Pubblici con danno quasi certo per l’Amministrazione e l’inserimento altrettanto dannoso della Corruzione.
Mi riferisco all’art. 43 comma 4 del Regolamento DL 207.
Ai sensi dell’art.43 comma 4 del DL. 207/10,
(…omissis 4. Nel caso di interventi complessi di cui all’articolo 3, comma 1, lettera l), il capitolato contiene, altresì, l’obbligo per l’esecutore di redigere un documento (piano di qualità di costruzione e di installazione), da sottoporre alla approvazione della direzione dei lavori, che prevede, pianifica e programma le condizioni, sequenze, modalità, strumentazioni, mezzi d’opera e fasi delle attività di controllo da svolgersi nella fase esecutiva. Il piano definisce i criteri di valutazione dei fornitori e dei materiali ed i criteri di valutazione e risoluzione delle non conformità.)
Questo articolato che dovrebbe essere in verità applicato sempre ,anche nel DL.50, essendo IMPLICITA la richiesta di Appalti in Qualità secondo la Norma UNI EN ISO 9001 quale “Regola Tecnica” cogente ed obbligatoria ( rimando alla nozione comunitaria di Regola Tecnica _ PROCEDURA DI NOTIFICA 98/34*DOCUMENTO DI LAVORO*GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA E PRASSI DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE) Di fatto questo articolato e questa cogenza non viene ottemperata minimamente.
Tutto ciò, comunque ed ancora vigente l’art.43 del Regolamento 207 fra le parti non decadute, viene relegato in prescrizione Capitolare subordinata a particolari opere speciali ( ..in verità sarebbe ugualmente altissima la presenza e ricorrenza dell’obbligo anche senza la distinzione di opere speciali).
Il capitolato rende quindi obbligatoria la predisposizione del Piano della Qualità di Costruzione ed Istallazione con il grado di dettaglio definito, ad esempio in un Allegato prescrittivo, e secondo la definizione e le richieste della Direzione lavori, a cui è demandato il Controllo e l’Approvazione del
documento stesso. ( Naturalmente sarebbe necessario che la DL abbia i requisiti di qualificazione per tale adempimento: vedasi le figure definite dalle Norme sulla Qualità).Segnalo che questo non avviene quasi mai o viene sminuito nella sua portata a mera prescrizione
documentale senza effettiva applicazione. La Verifica e Validazione della Progettazione (obbligo di legge e assolutamente non chiara oggi nel DL 50), sia interna o esterna che sia all’amm.ne, quasi mai mette in risalto tale carenza.E’ di tutta evidenza che l’applicazione concreta del disposto legislativo metterebbe in primo piano la capacità di controllo e di verifica dei lavori e della gestione dell’Appalto.
Nei fatti questo non avviene per una serie di interessi fra loro contrapposti ma solidali :
a) Quasi mai i RUP, responsabili Unici del Procedimento, sono coscienti o a conoscenza del Requisito Normativo, non conoscono la portata e l’influenza del processo certificativo (ISO 9001) obbligatorio nell’Appalto.
b) Si demanda alla Direzione Lavori tutti i problemi di Cantiere.Si controllano l’andamento temporale e le
scadenze/adempimenti.Non si prevedono quasi mai Direttori Operativi alla Qualità come supporto alla DL.
Non si conoscono le qualifiche e i requisiti del personale abilitato a tali incombenze, spesso incorrendo nella Culpa in Eligendo.
c) Il controllo della gestione del Cantiere demandato al RUP si concentra sugli esiti ed i controlli economici ed amministrativi. Non ci sono mai soldi per compensare tali funzioni che appaiono agli occhi degli amministratori validi risparmi.
d) Anche quando la stazione Appaltante è in Regime di Certificazione di Qualità ISO 9001 (…quasi mai nel codice EA28 costruzioni) le cose non cambiano molto per la accondiscendenza e la sottovalutazione degli Enti di Certificazione Accreditati.
a) Non hanno interesse a Produrre e Gestire il Cantiere in Regime di Qualità poiché i Piani della Qualità metterebbero a nudo tutte le sequenze ed i processi lavorativi,il loro controllo e la loro congruenza.
b) La certificazione ISO 9001,che ricevono da enti accreditati, viene considerata solamente un requisito o veicolo per le Gare di Appalto.
E’ scarsa la conoscenza e confidenza di dettaglio con questa prescrizione di legge e con lo stesso Requisito normativo.
c) Non hanno interesse a gestire in Qualità il Cantiere poiché eliminerebbe gran parte delle contestazioni, riserve, contenziosi gestendo le Non Conformità ed i Reclami ( lo scopo normativo stesso dei Sistemi Qualità lo prevede).
d) Non è sufficiente, in genere, la preparazione del personale addetto a tali incombenze.Raramente il personale risulta qualificato secondo i Requisiti della norma di riferimento. Tutto viene ritenuto solo un appesantimento burocratico.
e) Ritengono che la certificazione sia “un fatto interno” e che tale riconoscimento gli consenta operatività riconosciuta indipendentemente da controlli e verifiche di parti seconda e sopratutto dal cliente.
f) Non si comprende come nel caso di Committenti di valenza Pubblica come Ferrovie ed Enel (…non già ANAS,almeno mi risulta) applicano con estrema attenzione queste disposizioni legislative ed il rimanente della Pubblica Amministrazione ed imprese ne è costantemente all’oscuro.
La Direzione lavori e l’Ufficio di Direzione
a) Quasi mai la DL ,Direzione lavori,è cosciente o a conoscenza del Requisito Normativo, non conosce la portata e l’influenza del processo certificativo (ISO 9001) nell’Appalto.Non viene quasi mai insediato l’Ufficio di Direzione con funzione specifica per il controllo della conformità della Commessa come recita l’art.43 del 207 ,ancora in vigore.
b) Pochissime Direzioni lavori sono qualificate direttamente a esercitare le funzioni di Auditor di parte seconda come richiederebbe la funzione e la normativa al riguardo ( UNI EN ISO 19011:2012).Non si conoscono le regole ed i requisiti da richiedere e da controllare alle imprese ed in particolar
modo ai sub-appaltatori ed al loro controllo.
c) Anche quando la Direzione Lavori è in Regime di Certificazione di Qualità ISO 9001, le cose non cambiano molto per la accondiscendenza e la sottovalutazione degli Enti di Certificazione Accreditati.
a) Hanno interesse a mantenere attivi i Certificati in quanto costituiscono reddito, con molta accondiscendenza verso le imprese che premono per avere anche solo formalmente la certificazione.
b) Molto spesso utilizzano personale interno qualificato per molti settori,i più disparati fra di loro,ma scarsamente specifici per il settore EA 28 Costruzioni, come del resto prevede ACCREDIA nei suoi regolamenti di accreditamento RT05.
c) Non sempre risulta accurato l’audit in campo per quanto riguarda il Cantiere,mentre tempi e modalità sono spesso insufficienti a valutare la conformità dell’ operare dell’impresa e dei direttori lavori da certificare.
d) Non intervengono con sufficiente tempestività e con atti conseguenti in molti casi di Reclamo del Cliente.
a) Ha emesso numerose e dettagliate disposizioni per l’attuazione di certificazioni il più possibili omogenee per valutazione e giudizio,in particolare per il settore costruzioni, ma la numerosità degli Organismi accreditati non consente un controllo operativo agevole.
b) Non riesce ad intervenire con sufficiente celerità ed autorità nei numerosi casi di infrazioni alle regole e disposizioni emanate.Scarse le evidenze di ritiri o sospensioni degli accreditamenti.E’ un organismo che merita incentivazione ed appoggio.
c) Non appare ( almeno a mia conoscenza) mai risolutivo e comunicato correttamente il risultato degli interventi in caso di Reclamo o inadempienza.
d) Il meccanismo di sostentamento economico dipende dagli organismi di certificazione accreditati anche nel caso in cui la legislazione assegna importanti compiti di vigilanza che sarebbero decisamente più autorevoli se direttamente finanziati dallo Stato. Non intendo con questa elencazione fare accuse generiche ma semplicemente riportare uno stato di fatto difficile da smentire.E’ di tutta evidenza, tuttavia, che per porre parzialmente rimedio non occorrono
modifiche legislative ma semplici atti amministrativi e richiami alle parti in causa. Per ovviare a queste situazioni necessiterà anche formazione ed informazione per i soggetti in causa e molta buona volontà.Spero di aver contribuito ad un piccolo passo di conoscenza reale dei problemi sul campo.