Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/opposizione-agli-atti-esecutivi-esperibile-solo-nei-confronti-degli-atti-del-giudice-dellesecuzione
Timestamp: 2020-07-16 04:22:09+00:00
Document Index: 58236143

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'art. 60', 'art. 617', 'art. 60', 'e contrario', 'art. 60', 'art. 617']

OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI: esperibile solo nei confronti degli atti del Giudice dell’Esecuzione - Ex Parte Creditoris
E’ inammissibile l’impugnazione avverso gli atti degli ausiliari
Sentenza | Corte di Cassazione, Sez. III, Pres. Amendola – Rel. Cricenti | 23.04.2020 | n.8150
L’opposizione agli atti esecutivi è esperibile esclusivamente nei confronti di atti riferibili al giudice dell’esecuzione, che è l’unico titolare del potere di impulso e controllo del processo esecutivo, sicchè, ove l’atto che si assume contrario a diritto sia riferibile solo ad un ausiliario del giudice, ivi compreso l’ufficiale, esso è sottoponibile al controllo del giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 60 c.p.c. o nelle forme desumibili dalla disciplina del procedimento esecutivo azionato, e solamente dopo che questi si sia pronunciato sull’istanza dell’interessato diviene possibile impugnare il relativo provvedimento giudiziale con le modalità di cui all’art. 617 c.p.c.
Questo è il principio espresso dalla Corte di Cassazione, Sez. III, Pres. Amendola – Rel. Cricenti, con l’ordinanza n. 8150 del 23 aprile 2020.
Art. 60 cpc
La vicenda ha riguardato un soggetto che ha proposto opposizione agli atti deducendo che sia l’Ufficiale Giudiziario che la custode avessero proceduto all’esecuzione per il rilascio dell’immobile senza curarsi della sua presenza, pur avendo egli chiesto un termine per comparire; il ricorrente ha proposto opposizione agli atti esecutivi davanti al Tribunale di Enna.
Il Giudice dell’esecuzione ha dichiarato l’azione inammissibile, per difetto di un atto validamente impugnabile e, avverso tale pronuncia, l’esecutato ha proposto ricorso per cassazione fondato su quattro motivi, denunciando, tra le altre cose, la violazione dell’art. 60 c.p.c., e degli artt. 608 e 617 c.p.c.. Il ricorrente ha ritenuto infondata la regola secondo cui l’esecutato debba provocare una decisione del giudice sulle condotte illegittime dell’Ufficiale Giudiziario, o comunque degli ausiliari, non potendo impugnare direttamente quest’ultime. E lo fa assumendo che la norma si riferisce solo alle condotte omissive dell’ausiliario e non a quelle attive.
Nessuno degli intimati si è costituito ed il ricorrente ha depositato memorie.
La Suprema Corte, nell’affrontare il thema decidendum, ha rappresentato che l’opposizione agli atti esecutivi è stata proposta non avverso un provvedimento del giudice dell’esecuzione bensì per dolersi di comportamenti illegittimi dei suoi ausiliari, ossia dell’ufficiale giudiziario e della custode.
Orbene, la Corte ha sottolineato che l’opposizione agli atti esecutivi è esperibile esclusivamente nei confronti di atti riferibili al giudice dell’esecuzione, che è l’unico titolare del potere di impulso e controllo del processo esecutivo, sicché, ove l’atto che si assume contrario a diritto sia riferibile solo ad un ausiliario del giudice, ivi compreso l’ufficiale giudiziario esso è sottoponibile al controllo del giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 60 c.p.c. o nelle forme desumibili dalla disciplina del procedimento esecutivo azionato, e solamente dopo che questi si sia pronunciato sull’istanza dell’interessato diviene possibile impugnare il relativo provvedimento giudiziale con le modalità di cui all’art. 617 c.p.c..
Per il Collegio, dunque, il Giudice di prime cure ha correttamente ritenuto che “gli atti dell’ufficiale giudiziario non sono impugnabili con l’opposizione, e se si ravvisa che essi siano illegittimi, occorre prima provocare una decisione, su di essi, del giudice dell’esecuzione, indi impugnare quest’ultima”.
In sostanza, nel caso di specie, il ricorrente ha proposto opposizione avverso un atto dell’Ufficiale Giudiziario, di cui ha pure chiesto preventivamente la sospensione, e non avverso un atto del giudice, quest’ultimo solo suscettibile di opposizione.
Alla luce delle suesposte argomentazioni, gli ermellini hanno rigettato il ricorso.
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