Source: http://www.tlas.eu/2011/04/antiriciclaggio-obblighi-di.html
Timestamp: 2018-07-19 15:32:55+00:00
Document Index: 50167531

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 52', 'art. 648', 'art. 2409']

Antiriciclaggio - obblighi di identificazione e di verifica della clientela - Studio di consulenza legale e fiscale
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Antiriciclaggio - obblighi di identificazione e di verifica della clientela
Facciamo seguito alla Vostra cortese richiesta per esporVi alcune considerazioni in merito agli obblighi di identificazione e di verifica della clientela in relazione ai rapporti ed alle operazioni inerenti lo svolgimento delle attività professionali al fine di prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose così come stabilito dalla direttiva 2005/60/CE introdotta in Italia dal D. Lgs. n. 231 del 2007 (per brevità nel prosieguo il “Decreto” o “Testo Unico antiriciclaggio”).
In primo luogo, Vi significhiamo che Guber S.p.A. essendo un intermediario finanziario iscritto nell'elenco generale previsto dall'articolo 106 del TUB è soggetta - ex art. 15 del Decreto - agli obblighi introdotti dal Testo Unico antiriciclaggio riguardanti l’identificazione e la verifica della clientela quando si instauri con la stessa (i) un rapporto di tipo continuativo, (ii) un rapporto che possa dar luogo ad operazioni di versamento, prelevamento o trasferimento di mezzi di pagamento non esauribile in un’unica operazione, ovvero (iii) indipendentemente dal fatto che si possa esaurire un’unica operazione quando riguardi importi pari o superiori a 15.000 euro.
L’adempimento di tale obbligo - che si applica senza dubbio ai nuovi clienti e preferibilmente, dopo aver valutato il livello di rischio delle operazioni connesse, anche alla vecchia clientela - si concretizza ex art. 18 del Decreto, non solo nella semplice identificazione del cliente, ma anche attraverso l’obbligo di verificarne direttamente l’identità dello stesso.
Tale verifica, può essere espletata ex art. 19 del Decreto, nel caso di persone fisiche, attraverso l’acquisizione di un documento di identità, prima dell'instaurazione del rapporto continuativo o al momento in cui è conferito l'incarico.
Nel qual caso, invece, sia necessario verificare l’identità di una persona giuridica, bisogna accertare l'effettiva esistenza del potere di rappresentanza e successivamente procedere quindi alla verifica dell'identità dei relativi rappresentanti delegati alla firma per l'operazione da svolgere.
In questo caso, la verifica dell'identità del titolare effettivo[1] deve essere, come sancisce la norma, effettuata contestualmente all'identificazione del cliente[2] e impone, per le persone giuridiche, i trust e soggetti giuridici analoghi, l'adozione di misure adeguate e commisurate alla situazione di rischio al fine di comprendere la struttura di proprietà e di controllo del cliente.
Il Decreto, prevede, inoltre, che al fine d’identificare e verificare l'identità del titolare effettivo, i soggetti destinatari di tale obbligo, possono ottenere informazioni con qualsiasi modalità che ritengano adeguata purché non contraria alla legge (come ad es. analizzando a pubblici registri, elenchi, atti ecc.).
Per completezza, facciamo presente, che il nuovo D. Lgs. 231/2007 all’art. 52, al fine di assicurare che venga svolta un’adeguata e regolare verifica prevede non solo un profilo di responsabilità degli organi societari deputati alla vigilanza - collegio sindacale, consiglio di sorveglianza, comitato di gestione e organismo di vigilanza – ma allo stesso tempo prevede anche uno specifico obbligo di controllo sul rigoroso adempimento delle disposizioni contenute nel nuovo Decreto.
Ciò, trova implicitamente fondamento nell’indispensabile adozione da parte degli intermediari finanziari di strumenti organizzativi di controllo e di sorveglianza in grado di attenuare il rischio di riciclaggio e salvaguardare la persona giuridica dal pericolo di incorrere nel profilo di responsabilità disciplinata dal D. Lgs. n. 231/2001.
D’altronde, l’introduzione degli artt. 52 del Decreto e 25 octies del D. Lgs. n. 231/2001, costituisce uno strumento incentivante, per gli enti soggetti agli obblighi definiti dalla normativa antiriciclaggio, a dotarsi e dare attuazione a modelli di organizzazione e gestione adeguati ed idonei a prevenire la consumazione del reato di riciclaggio ex art. 648 bis c.p.
Alla luce di tutto quanto precede, suggeriamo di prestare la massima attenzione e cautela riguardo alla fattispecie esaminata e restiamo a Vostra disposizione per fornirVi ogni assistenza e supporto in materia.
[1] «titolare effettivo»: la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano il cliente nonché la persona fisica per conto della quale e' realizzata un'operazione o un'attività, individuate sulla base dei criteri di cui all'allegato tecnico al presente decreto.
[2] «cliente»: il soggetto che instaura rapporti continuativi o compie operazioni con i destinatari indicati agli articoli 11 e 14, ovvero il soggetto al quale i destinatari indicati agli articoli 12 e 13 rendono una prestazione professionale in seguito al conferimento di un incarico.
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