Source: http://www.studiojobconsulting.it/contenuti/previdenza-assistenza-assicurazione/543-assunzione-in-apprendistato-professionalizzante-i-chiarimenti-inps
Timestamp: 2017-08-16 23:51:07+00:00
Document Index: 29854244

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 47', 'art. 21', 'art. 47', 'art. 8', 'art. 47', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 44', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 47', 'art. 31', 'art. 47', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 8']

Job consulting - Assunzione in apprendistato professionalizzante, i chiarimenti Inps
Assunzione in apprendistato professionalizzante, i chiarimenti Inps
L'INPS fornisce informazioni sul trattamento contributivo per le assunzioni in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità ovvero di un trattamento di disoccupazione.
Inps, Messaggio 31.05.2017, n. 2243
Messaggio 31 maggio 2017, n.2243
Apprendistato professionalizzante - Lavoratori in mobilità - Disoccupati - Assunzione in apprendistato professionalizzante senza limiti di età di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di trattamento di disoccupazione
Come ampiamente illustrato nell’ambito della circolare n. 128 del 2 novembre 2012, l’art. 7, comma 4, dell’abrogato d.lgs. n. 167/2011 prevedeva che "ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato i lavoratori in mobilità", fruendo del "regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223 e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge", con esclusione dell’estensione dei benefici contributivi previsti ordinariamente per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione.[1]
a. l’utilizzo della sola tipologia dell’apprendistato professionalizzante ai fini delle assunzioni in discorso. Nella previgente disciplina potevano essere utilizzate, per le assunzioni di lavoratori in mobilità, tutte le tre forme di apprendistato previste dalla legge;
b. la legificazione della deroga, per le assunzioni di cui si tratta, ai limiti di età previsti in via ordinaria dalle norme sull’apprendistato.[2] Peraltro, nel contesto della previgente disciplina del d.lgs. n. 167/2011, detta prospettiva di applicazione della norma era stata già fornita dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con il riscontro a interpello n. 21 del 1° agosto 2012, di cui si è dato conto con la citata circolare n. 128/2012 (par. 4).
• per effetto dell’applicazione dell’art. 25, comma 9, della legge n. 223/1991, riduzione dell’aliquota contributiva, a carico del datore di lavoro, alla misura prevista per gli apprendisti, per i primi 18 mesi dall’assunzione. Al riguardo, si ricorda che, sulla base delle innovazioni introdotte con l’art. 1, comma 773, della legge n. 296/2006, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il periodo dell’apprendistato è pari al 10% della retribuzione imponibile; non trova applicazione la riduzione dell’aliquota contributiva prevista dall’art. 1, comma 773, legge n. 296/2006, a favore dei datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove. Ciò in quanto il regime contributivo stabilito dall’art. 25, comma 9, della legge n. 223/1991, per i lavoratori beneficiari della prestazione di mobilità, è circoscritto al primo periodo dell’art. 1, comma 773, della legge n. 296/2006, che fissa appunto l’aliquota a carico del datore di lavoro alla misura del 10%;
• in forza dell’art. 2, comma 37, legge n. 92/2012,[3] non trova applicazione la contribuzione di finanziamento della NASpI;
• per le assunzioni in contratto di apprendistato professionalizzane di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, senza limiti di età, non si applicano le agevolazioni introdotte dall’art. 22, comma 1, della legge n. 183/2011, il cui scopo era quello di "…promuovere l’occupazione giovanile…" presso i datori di lavoro con un numero di addetti non superiore a nove unità. Ciò in ragione del fatto che le finalità della citata disposizione legislativa non risulta coerente con l’assetto delle assunzioni operate ai sensi dell’art. 47, comma 4, del citato decreto 81 del 2015;
• per effetto dell’art. 21, della legge n. 41/1986, applicazione dell’aliquota contributiva a carico dell’apprendista nella misura pari alla contribuzione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti prevista dall’assicurazione generale obbligatoria con una riduzione di tre punti (allo stato 5,84%),[4] per tutta la durata del periodo di formazione, che non può eccedere il limite di tre anni, aumentato a cinque per l’artigianato edile e non;
• in forza della limitazione contenuta nell’art. 47, comma 7, del d.lgs. n. 81/2015, esclusione della conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione, tipici dei rapporti di apprendistato;
• trattandosi di assunzione a tempo indeterminato, in applicazione dell’art. 8, comma 4, della legge n. 223/1991, è previsto un incentivo economico, a favore del datore di lavoro, in misura pari al 50% della indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore per il residuo periodo di fruizione. Per la regolazione dell’incentivo, si rinvia alle disposizioni già adottate al riguardo dall’Istituto.
Sulla base dell’evoluzione della normativa in materia di trattamenti di disoccupazione involontaria, con particolare riguardo alla legge n. 92/2012 e al d.lgs. n. 22/2015, che ha portato a sostituire le preesistenti indennità di disoccupazione nonché, a far data dal 1° gennaio 2017, l’indennità di mobilità, l’art. 47 del d.lgs. n. 81/2015 ha previsto l’applicazione del contratto di apprendistato professionalizzante anche nei confronti dei "…lavoratori beneficiari…di un trattamento di disoccupazione", allo scopo di favorirne la "…qualificazione o riqualificazione professionale". Si noti che, in questo caso, le deroghe rispetto alla disciplina dell’apprendistato professionalizzante attengono esclusivamente a:
a. limiti di età (comma 4);
b. disposizioni in materia di licenziamenti individuali (comma 4);
c. estensione dei benefici contributivi a carico del datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato (comma 7).
Come anticipato in premessa, l’orientamento amministrativo adottato dall’Istituto in relazione alle assunzioni in contratto di apprendistato di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità - che presentano forti profili di analogia con quelli qui esaminati -è stata quella di considerare applicabile la disciplina contributiva vigente per gli apprendisti assunti sulla base del regime ordinario, fatta eccezione per le specifiche deroghe espressamente contemplate dalla legge. In tal senso vanno le indicazioni fornite con la circolare n. 128/2012, in base alle quali la misura della contribuzione agevolata, sia quella a carico del datore di lavoro, sia quella a carico del lavoratore, corrisponde all’aliquota ordinaria dei contratti di apprendistato, senonché la fruizione della prima riguarda il periodo che l’abrogato art. 7, comma 4, del d.lgs. n. 167/2011 riduce a 18 mesi dall’assunzione, mentre la fruizione della misura agevolata a carico del lavoratore, in assenza di deroghe, si estende a tutto il periodo massimo di 36 mesi (60 per l’artigianato) previsto dalle norme ordinarie (cfr. circ. n. 128/2012, par. 4).
a) per effetto dell’applicazione delle norme ordinarie in materia di apprendistato professionalizzante, si applica la riduzione dell’aliquota contributiva, a carico del datore di lavoro, alla misura prevista per gli apprendisti per tutta la durata del periodo di formazione, che non può eccedere il limite di tre anni, elevabile a cinque per il settore artigiano edile e non. Anche in questo caso, si ricorda che, sulla base delle innovazioni introdotte con l’art. 1, comma 773, della legge n. 296/2006, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il periodo dell’apprendistato è pari al 10% della retribuzione imponibile; per i datori di lavoro che occupano fino a nove dipendenti, detta aliquota è pari all’1,5% nel primo anno di contratto, al 3,0% nel secondo anno di contratto, per tornare all’ordinaria misura del 10% negli anni successivi al secondo. Per le assunzioni in contratto di apprendistato professionalizzane di lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione, senza limiti di età, non si applicano le agevolazioni introdotte dall’art. 22, comma 1, della legge n. 183/2011, il cui scopo era quello di "…promuovere l’occupazione giovanile…" presso i datori di lavoro con un numero di addetti non superiore a nove unità. Ciò in ragione del fatto che le finalità della citata disposizione legislativa non risulta coerente con l’assetto delle assunzioni operate ai sensi dell’art. 47, comma 4, del citato decreto 81 del 2015;
Infine, si precisa che - diversamente da quanto previsto per le assunzioni in apprendistato professionalizzante di percettori di indennità di mobilità - l’art. 47. co. 4, D. Lgs. n. 81/2015 non ha disposto alcun incentivo di tipo economico in favore dei datori di lavoro che assumano in apprendistato professionalizzante soggetti percettori di indennità di disoccupazione.
Apprendista proveniente dalle liste di mobilità ovvero percettore di indennità di mobilità ex legge 223/1991 per i primi 18 mesi dall’assunzione (aliquota del 10% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)
Apprendista proveniente dalle liste di mobilità ovvero percettore di indennità di mobilità dal 19° mese in poi (aliquota piena a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)
Apprendista occupato in sotterraneo iscritto al Fondo minatori proveniente dalle liste di mobilità ovvero percettore di indennità di mobilità ex legge 223/1991 per i primi 18 mesi dall’assunzione (aliquota del 10% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)
Apprendista occupato in sotterraneo iscritto al Fondo minatori proveniente dalle liste di mobilità ovvero percettore di indennità di mobilità dal 19° mese in poi (aliquota piena a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)
Apprendista con obbligo di versamento dell’aliquota dell’1,5%
Apprendista occupato in sotterraneo iscritto al Fondo minatori con obbligo di versamento dell’aliquota dell’1,5%
A tal fine, si avvarranno della funzionalità "contatti" del cassetto previdenziale aziende, selezionando nel campo "oggetto" la denominazione "apprendisti senza limiti di età da disoccupazione o mobilità". La Sede INPS competente provvederà alla definizione della stessa, accertando i dati utili per determinare il diritto al regime contributivo in questione, nonché all’eventuale ulteriore riconoscimento - per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità - del contributo mensile, pari al cinquanta per cento dell’indennità di mobilità che sarebbe stata eventualmente corrisposta al lavoratore, per il periodo residuo non goduto dallo stesso.
L’avvenuta ammissione al beneficio sarà resa nota attraverso comunicazione inoltrata all’azienda e all’intermediario autorizzato secondo i consueti canali, utilizzando la funzionalità "contatti" del cassetto previdenziale aziende.
[1] Per completezza, si ricorda che il d.lgs. n. 167/2011 disponeva altresì l’applicazione delle disposizioni in materia di licenziamenti individuali di cui alla legge n. 604/1966, previsione anch’essa riproposta dal d.lgs. n. 81/2015, ancorché vada ora opportunamente riferita alla disciplina in tema di licenziamenti individuali risultante a seguito delle innovazioni introdotte dal d.lgs. n. 23/2015.
[2] Si ricorda che, sulla base del regime ordinario, possono essere assunti in apprendistato professionalizzante i lavoratori che, all’atto dell’assunzione, hanno un’età compresa fra i 18 e i 29 anni (art. 44, comma 1, d.lgs. n. 81/2015 e, nel quadro legislativo precedente, art. 4, comma 1, d.lgs. n. 167/2011).
[3] "L’aliquota contributiva … di finanziamento dell’ASpI non ha effetto nei confronti delle disposizioni agevolative che rimandano, per l’identificazione dell’aliquota applicabile, alla contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti".
[4] Si ricorda che, l’aliquota contributiva a carico dell’apprendista non subisce l’incremento dello 0,35%, a carico del lavoratore, introdotto, dal comma 24, dell’art. 3, della legge n. 335/1995 nei confronti dei soli dipendenti tenuti al pagamento dei contributi di cui all’art. 22, della legge n. 67/1988 (contribuzione ex Gescal).
[5] Si ricorda che, l’aliquota contributiva a carico dell’apprendista non subisce l’incremento dello 0,35%, a carico del lavoratore, introdotto, dal comma 24, dell’art. 3, della legge n. 335/1995 nei confronti dei soli dipendenti tenuti al pagamento dei contributi di cui all’art. 22, della legge n. 67/1988 (contribuzione ex Gescal).
Comunicazione per l'applicazione degli incentivi per l'assunzione in apprendistato professionalizzante di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità
(D.Lgs. 81/ 2015 art. 47, co. 4
D.Lgs. 150/2015 art. 31)
Al fine di applicare il regime agevolato per l'assunzione in apprendistato professionalizzante di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità e l'eventuale incentivo economico pari al cinquanta per cento dell'indennità di mobilità residua che sarebbe spettata al lavoratore (D.Lgs. 81/2015 art. 47, co. 4)
<il datore di lavoro ha, in data <GiornoMeseAnno>, assunto in apprendistato professionalizzante,
<Codice fiscale, cognome, nome> beneficiario di indennità di mobilità a partire da <data>;
Dichiaro che ricorrono le condizioni di applicazione dell'agevolazione; in particolare dichiaro, in proprio ovvero in nome e per conto del datore di lavoro, di essere consapevole che:
1. l'assunzione non deve costituire attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva (art. 31, co. 1, lett. a) d.lgs. 150/2015);
2. l'assunzione non deve violare il diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine (art. 31, co. 1, lett. b), d.lgs. 150/2015);
3. presso la stessa unità produttiva non devono essere in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l'assunzione siano finalizzate all'acquisizione di professionalità con livelli di inquadramento diversi da quelli dei lavoratori sospesi (art. 31, co. 1, lett. c) d.lgs. 150/2015);
4. gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo (art. 31, co. 1, lett. d), d.lgs. 150/2015);
5. a carico del datore di lavoro, ai sensi dell'art. 8 del Decreto Ministeriale 30/01/2015, non devono sussistere provvedimenti, amministrativi o giurisdizionali, definitivi in ordine alla commissione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro, indicati nell'allegato A del citato D.M. ovvero deve essere decorso il periodo indicato dallo stesso allegato per ciascun illecito;
copia dei documento di riconoscimento di colui che rende la dichiarazione (datore di lavoro/utilizzatore o chi lo rappresenta)
In conseguenza di quanto dichiarato[1]
- comunico di avere diritto e chiedo l'applicazione della riduzione della contribuzione a carico del datore di lavoro per l'assunzione in apprendistato professionalizzante del lavoratore beneficiario di indennità di mobilità;
- chiedo il riconoscimento del contributo mensile, pari al cinquanta per cento dell'indennità di mobilità che sarebbe stata eventualmente corrisposta al lavoratore, per il periodo residuo non goduto dallo stesso;
[1] Selezionare le ipotesi di interesse.