Source: http://docplayer.it/670521-Tribunale-di-milano-ufficio-del-giudice-per-le-indagini-preliminari-repubblica-italiana-in-nome-del-popolo-italiano.html
Timestamp: 2017-07-28 11:01:15+00:00
Document Index: 70925354

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 415', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 2', 'art.19', 'art. 429', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 2105', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 216', 'art. 216', 'art. 216', 'art. 216']

Tribunale di Milano Ufficio del Giudice per le indagini preliminari. REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano - PDF
Tribunale di Milano Ufficio del Giudice per le indagini preliminari. REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano
Download "Tribunale di Milano Ufficio del Giudice per le indagini preliminari. REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano"
Emma Murgia
1 Tribunale di Milano Ufficio del Giudice per le indagini preliminari REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano Il giudice per le indagini preliminari Dr. Simone Luerti ha pronunciato la seguente sentenza nel procedimento contro GABBANA Stefano Silvio, nato il a Milano, elettivamente domiciliato presso lo studio dell Avv. Massimo DINOIA, in Milano, C.so Venezia 40; contumace difeso di fiducia dall'avv. Massimo DI NOIA del foro di Milano, presente difeso di fiducia dall Avv. Fortunato TAGLIORETTI del foro di Milano, presente. DOLCE Alfonso, nato a Polizzi Generosa (PA) il ,elettivamente domiciliato presso lo studio dell Avv. Massimo DINOIA, in Milano, C.so Venezia 40; contumace difeso di fiducia dall Avv. Massimo DI NOIA del foro di Milano, presente DOLCE Domenico, nato il a Polizzi Generosa (PA), elettivamente domiciliato presso l Avv. Massimo DINOIA, con studio in Milano, C.so Venezia 40; contumace difeso di fiducia dall'avv. Massimo DI NOIA del foro di Milano, presente difeso di fiducia dall Avv. Fortunato TAGLIORETTI del foro di Milano, presente. RUELLA Cristiana, nata a Piombino (LI) il , elettivamente domiciliato presso l Avv. Massimo DINOIA, con studio in Milano, C.so Venezia 40; contumace difeso di fiducia dall'avv. Massimo DI NOIA del foro di Milano, presente MINONI Giuseppe Emanuele Cristiano, nato a Milano il , elettivamente domiciliato presso l Avv. Massimo DINOIA, in Milano, C.so Venezia 40; contumace difeso di fiducia dall'avv. Massimo DI NOIA del foro di Milano, presente PATELLI Luciano, nato a Bergamo il , elettivamente domiciliato presso lo studio dell Avv. Giuseppe Bana, in Milano, via Larga 23, presente difeso di fiducia dall Avv. Giuseppe BANA con studio in Milano, via Larga 23, presente, e dall Avv. Fabio CAGNOLA, presente; ANTOINE Noella, nata in Belgio l , elettivamente domiciliata presso lo studio dell Avv. Andrea FIORELLI, in Milano, Corso Venezia n. 36, contumace difesa di fiducia dall Avv. Andrea FIORELLI del foro di Milano con studio in Milano Corso Venezia n. 36,presente e dall avv. Pietro PACE del foro di Roma con studio in Roma Via Flaminia n. 213, presente Via Serbelloni, MILANO (MI) Telefono: Fax: Direttore Responsabile Francesco Viganò P.IVA Copyright 2010 Diritto Penale Contemporaneo2 imputati TUTTI A)Del reato di cui agli artt. 110, 640 comma 2, 81 cpv, c.p. perché in concorso tra loro, nelle qualità sotto indicate, nel periodo di interesse: DOLCE Alfonso di amministratore della GADO s.r.l. società di diritto lussemburghese titolare dei marchi Dolce & Gabbana e D&G Dolce e Gabbana ; RUELLA Cristiana amministratore pro tempore della GADO s.r.l. - titolare dei marchi - e membro del CdA di Dolce & Gabbana s.r.l. - licenziataria dei marchi; MINONI Giuseppe direttore amministrativo e finanziario di Dolce & Gabbana s.r.l.- licenziataria dei marchi; PATELLI Luciano consulente commercialista/fiscalista del gruppo Dolce & Gabbana; NOELLA Antoine amministratore della società lussemburghese GADO s.r.l.; DOLCE Domenico effettivo titolare dei marchi, amministratore di fatto delle società coinvolte e beneficiario dell operazione GABBANA Stefano effettivo titolare dei marchi, amministratore di fatto delle società coinvolte e beneficiario dell operazione. con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in quanto tutte le condotte e omissioni sono parti di un unica operazione negoziale, Ruella e Minoni gestendo di fatto la società lussemburghese Gado S.à r.l. dall Italia attraverso ordini impartiti via a dipendenti di volta in volta inviati in Lussemburgo e dando disposizioni sulle attività da svolgere e sulla contrattualistica commerciale e societaria; Dolce Alfonso assumendo la veste formale di amministratore della società GADO S.a.r.l; Patelli predisponendo la struttura societaria e dandole formalmente una veste estera nonché svolgendo tutta l attività necessaria con l autorità fiscale lussemburghese diretta ad ottenere un accordo (ruling) per il pagamento di una imposta sul reddito pari al 4%; Dolce Domenico e Gabbana Stefano cedendo formalmente i marchi, di cui erano titolari personalmente, alla società lussemburghese GADO S.a.r.l. ad un prezzo inferiore a quello di mercato ma continuando ad essere i beneficiari effettivi dei marchi stessi - e quindi i percettori delle royalties - attraverso la società D&G s.r.l. che possiede all 80% la Dolce&Gabbana Luxembourg S.a.r.l. proprietaria a sua volta della GADO S.a.r.l. proprietaria dei marchi con artifici e raggiri consistiti, tra l altro: - nel costituire in Lussemburgo il 4 marzo 2004 la società GADO S.à r.l. interamente posseduta dalla Dolce & Gabbana Luxembourg s.a.r.l. anch essa costituita in Lussemburgo nel marzo del 2004 ed interamente posseduta dalla D&G s.r.l.; - nel fare acquistare simulatamente dalla GADO S.à.r.l. il 29 marzo 2004 dai precedenti titolari, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, i marchi di cui è divenuta proprietaria, tra i quali Dolce & Gabbana e D&G Dolce e Gabbana, peraltro al prezzo di euro , notevolmente inferiore a quello di mercato, stimato in ; - nel concludere il un contratto di licenza dei marchi con il quale la GADO S.à r.l. concedeva a Dolce & Gabbana s.r.l. in esclusiva ed a fronte del pagamento di royalties, il 23 diritto allo sfruttamento dei marchi stessi, con facoltà da parte del licenziatario di stipulare appositi contratti di sub licenza; - nel costituire una sede fittizia della società GADO S.à r.l. in Lussemburgo, presso la Alter Domus, società lussemburghese di domiciliazione societaria, ove si avvicendavano dipendenti della società con funzioni di meri segretari; - nel predisporre ed organizzare consigli di amministrazione apparentemente tenutisi in Lussemburgo; - nel frapporre così uno schermo territoriale estero, per impedire l applicazione delle imposte italiane su una manifestazione reddituale in realtà determinatasi nel territorio dello Stato, in quanto la reale titolarità dei marchi, attraverso la catena societaria, risale alle persone fisiche apparentemente cedenti e residenti in Italia. Inducendo così in errore l ente pubblico Amministrazione delle Entrate sulla natura estera del soggetto giuridico titolare dei marchi, e quindi sull insussistenza dell obbligo di corrispondere le imposte allo Stato Italiano si procuravano un ingiusto profitto, con relativo danno per l Amministrazione delle Entrate, perché allocando all estero, attraverso la vendita dei marchi a valori inferiori a quelli di mercato, il flusso di redditi derivante dalla percezione di royalties attive e fruendo in Lussemburgo, relativamente alla tassazione dei ricavi da royalties di un trattamento fiscale concordato (ruling) e pari ad una aliquota di imposta del 4% circa, ottenevano la sottrazione all obbligo del pagamento delle imposte nella misura di: per l anno 2004 a titolo di IVA , a titolo di IRAP , a titolo di IRES per l anno 2005 a titolo di IVA , a titolo di IRAP , a titolo di IRES in relazione alle dichiarazioni della GADO S.a.r.l. per l anno 2004 a titolo di IRE e a titolo di ADD. Regionale in relazione alla dichiarazione dei redditi dei due stilisti persone fisiche In Milano il , il e il DOLCE Domenico B) Del reato di cui all art. 4 D.L.vo 74/00 perché al fine di evadere l imposta sui redditi, nella dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche per il periodo di imposta del 2004 indicava elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo pari a con una imposta IRE evasa pari a , ADD. Regionale pari a ed un attivo dichiarato pari a anziché In Milano il GABBANA Stefano Silvio C) Del reato di cui all art. 4 D.L.vo 74/00 perché al fine di evadere l imposta sui redditi, nella dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche per il periodo di imposta del 2004 indicava elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo pari a con una imposta IRE evasa pari a , ADD. Regionale pari a ed un attivo dichiarato pari a anziché In Milano il4 la parte civile AGENZIA DELLE ENTRATE nella persona del rappresentante pro tempore, assente; difesa dall avv.to Maria Gabriella VANADIA dell Avvocatura dello Stato, presente Conclusioni delle parti: Il PM ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati e per i reati a loro rispettivamente ascritti; La parte civile si è associata alle richieste del PM; Tutti i difensori degli imputati hanno chiesto sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste o, in subordine, per non avere commesso il fatto. MOTIVI DELLA DECISIONE Con provvedimento in data il pubblico ministero esercitava l azione penale a carico di GABBANA Stefano, DOLCE Alfonso, DOLCE Domenico, RUELLA Cristiana, MINONI Giuseppe e PATELLI Luciano per il delitto di truffa in danno dello Stato e per i soli GABBANA Stefano e DOLCE Domenico anche di dichiarazione fiscale infedele, meglio descritti in epigrafe. In data (in un procedimento separato, ma poi riunito al precedente in prima udienza) il pubblico ministero esercitava l azione penale anche nei confronti di ANTOINE Noella per lo stesso delitto di concorso in truffa ai danno dello Stato a carico di tutti gli altri coimputati. Alla prima udienza, fissata per il giorno 31 gennaio 2011, superate con ordinanza inserita a verbale alcune questioni preliminari attinenti le notifiche degli avvisi di conclusione indagini e di fissazione dell udienza agli indagati/imputati, si costituiva la parte civile Agenzia delle Entrate e veniva dichiarata la contumacia di tutti gli imputati, assenti e non impediti a comparire. Il pubblico ministero illustrava quindi le proprie conclusioni e chiedeva il rinvio a giudizio di tutti gli imputati per i reati a loro rispettivamente ascritti. Ugualmente concludeva la parte civile. Alla successiva udienza del 17 febbraio 2011, iniziavano le conclusioni dei difensori degli imputati, che proseguivano all udienza del 25 marzo 2011, giorno in cui si svolgeva anche l interrogatorio dell imputato Luciano PATELLI da lui richiesto. Al termine dell udienza, il pubblico ministero chiedeva breve termine per replicare ed il Giudice lo concedeva fino al 1 aprile All udienza odierna, il pubblico ministero replicava, l imputato PATELLI rendeva brevi dichiarazioni spontanee e alcuni difensori degli imputati prendevano per ultimi la parola. Al termine, il Giudice si ritirava in camera di consiglio per la decisione. L accusa non è fondata e non necessita di un ulteriore vaglio dibattimentale per i motivi che di seguito si espongono. Premessa Un processo di una certa complessità che si conclude in udienza preliminare con sentenza di non luogo a procedere impone un breve richiamo al criterio di giudizio che sovrintende l'esercizio dell'opzione alternativa che compete al giudice dell'udienza preliminare. 45 Dopo la soppressione della parola evidente dal testo dell'articolo 425 c.p.p. ad opera della L. 105/1993 e dopo l'intera riforma dello stesso testo con la legge c.d. Carotti n. 479/1999, il rinvio al dibattimento non è più lo sbocco fatalmente ineludibile di un giudizio preliminare a maglie larghe, poiché la regola di tale giudizio secondo alcuni autori - si è sostanzialmente omologata a quella del procedimento di archiviazione, richiedendo una valutazione prognostica circa i possibili esiti di una eventuale istruzione dibattimentale. Anche nel caso in cui sussistano fonti o elementi di prova insufficienti o contraddittori, si reputa che il corretto epilogo dell'udienza preliminare sia la sentenza di non luogo a procedere quando, secondo un criterio di ragionevole lettura delle emergenze processuali, l'istruttoria dibattimentale appaia incapace di arrecare, in termini di prova a carico, alcun risultato utile per superare tale stato di incertezza; e ciò secondo un giudizio prognostico fondato non su previsioni astrattamente ipotetiche, bensì sul concreto apprezzamento del materiale probatorio sottoposto alla cognizione del giudice. Ciò non vuol dire, tuttavia, che sia mutata la natura schiettamente processuale della decisione, il cui oggetto resta l'accertamento del corretto esercizio dell'azione penale, pur se inevitabilmente compiuto attraverso il parametro dell'infondatezza anche non palese dell'accusa (cfr. Cass. IV n ). La tendenza riscontrata nella prassi, soprattutto per le comprensibili pressioni della difesa, di trasformare l'udienza preliminare in un quarto giudizio di merito si infrange contro il chiaro dettato della Corte Costituzionale, che ha osservato come ad una richiesta in rito non possa non corrispondere, in capo al giudice, una decisione di eguale natura, proprio perché anch'essa calibrata sulla prognosi di non superfluità del sollecitato passaggio alla fase dibattimentale (C. Cost. n. 185/2001). Nel rispetto di tali principi, si ritorna quindi ad affermare la doverosità del vaglio dibattimentale allorquando il materiale probatorio presentato dal pubblico ministero a sostegno delle imputazioni elevate, anche se incompleto o ambivalente, consenta una valutazione prognostica a soluzioni aperte, non essendo consentito al giudice dell'udienza preliminare di optare per una di esse - quella più favorevole all'imputato - per pronunciare sentenza di non luogo a procedere; al contrario, in presenza di una soluzione chiusa, caratterizzata da una infondatezza dell'accusa ovvero da insufficienza e/o contraddittorietà degli elementi di prova, purché insuscettibili di evoluzione in sede dibattimentale, si impone il proscioglimento preliminare dell'imputato. Nel processo in esame, come vedremo dettagliatamente negli sviluppi successivi, il fatto storico è compiutamente accertato e sostanzialmente non controverso tra le parti, trattandosi soprattutto di materia altamente tecnica e prevalentemente documentale. In punto di fatto, non si prevedono pertanto evoluzioni di sorta in sede dibattimentale, nemmeno attraverso l'esame incrociato dei pochi testi che hanno già reso dichiarazioni difficilmente controvertibili e comunque non estremamente rilevanti nell'ambito delle imputazioni. Quanto ai profili di diritto, si vedrà che le soluzioni proposte sono le uniche percorribili e non patiscono confronto alcuno, ragione per cui si impone il proscioglimento in questa sede; mentre altri profili, soprattutto in ambito strettamente tributario, appaiono suscettibili di letture e interpretazioni alternative, ma tutte compatibili con l unica decisione finale. 56 Da ultimo, preme sottolineare sin d'ora che l'impostazione della problematica, l'interpretazione seguita e le soluzioni proposte si collocano su un piano strettamente penalistico, segnando chiari confini con il complesso mondo del diritto e dell'accertamento tributario, il cui importante ingresso nel diritto penale, come sostrato di fattispecie comuni o speciali, non può stravolgere consolidati principi e garanzie anche di rango costituzionale. Il fatto Il presente procedimento trae origine da una stratificazione di comunicazioni di notizia di reato e di informative, sia della Guardia di Finanza, sia dell'agenzia delle Entrate, tutte riguardanti alcune società del Gruppo Dolce&Gabbana e gli stessi due stilisti personalmente, che il pubblico ministero ha convogliato in un unico fascicolo procedimentale, sulla base del quale ha poi elaborato le odierne contestazioni. In particolare, secondo l indicazione del PM, si tratta della - nota GdF nr del nota GdF nr del nota GdF nr del nota GdF nr del nota GdF nr del GdF Processo verbale di costatazione del nei confronti di Dolce Domenico - GdF Processo verbale di costatazione del nei confronti di Gabbana Stefano - Agenzia Entrate Direzione Regionale note del del Agenzia Entrate Milano del del del Agenzia Entrate Ufficio Milano 1 note del del Poiché, come anticipato, i termini essenziali della vicenda non sono controversi tra le parti, in questa sezione ancora introduttiva ci si limiterà ad una estrema sintesi del fatto, finalizzata ad introdurre il lettore alla comprensione dell'analisi più dettagliata che verrà sviluppata nei paragrafi successivi. Fino al mese di marzo 2004, il controllo del Gruppo Dolce&Gabbana si esercitava attraverso la società holding D&G s.r.l., interamente posseduta con quote paritarie dai due stilisti Domenico DOLCE e Stefano Silvio GABBANA. La società deteneva a sua volta il controllo diretto per il 90% della Dolce&Gabbana s.r.l. e, attraverso quest'ultima, il controllo (51%) della Dolce&Gabbana Industria s.p.a., secondo i seguenti ruoli: - D&G s.r.l. holding del gruppo; - Dolce&Gabbana s.r.l. sub-holding e licenziataria dei marchi con facoltà di sub-licenza ai produttori; - Dolce&Gabbana Industria s.p.a. licenziataria dei marchi e unità produttiva principale. La struttura societaria così delineata presentava tuttavia una significativa peculiarità, che si traduceva sostanzialmente in un elemento di debolezza, costituito dal fatto che la proprietà dei marchi era esterna al gruppo e faceva capo ai due stilisti personalmente, i quali come persone fisiche possedevano i marchi in comunione tra loro al 50%. 67 Sul punto, può essere utile dare la parola ad una persona informata sui fatti ed ascoltata in sede di investigazioni difensive dalla difesa PATELLI: si tratta di Roberta ARDIGO, al tempo dei fatti dipendente dello studio associato di professionisti che poi ha lasciato nel All'interno dello studio associato, la professionista faceva parte del gruppo che sotto la responsabilità del dottor PATELLI forniva consulenze in materia di acquisizione e riorganizzazione societaria, transfer pricing e contenzioso tributario. La teste ricorda che nella primavera del 2003 il direttore generale del gruppo Dolce&Gabbana, l'odierna imputata Cristiana RUELLA, comunicava allo studio associato la decisione maturata all'interno del gruppo di procedere ad una ristrutturazione aziendale, con cessione dei marchi ad una società del gruppo, finalizzata essenzialmente a ricollocare i marchi all'interno del gruppo stesso e a di ridefinire la partecipazione societaria della famiglia DOLCE. Fu in quella occasione che il direttore generale riferì che la situazione di contitolarità dei marchi era giudicata un elemento di debolezza dal sistema bancario, che temeva le ripercussioni legate agli eventuali dissidi che sarebbero potuti insorgere tra i due stilisti. Inoltre, il gruppo mirava ad ampliare la propria posizione soprattutto sul mercato estero. Quanto alla decisione di costituire in Lussemburgo una società che avrebbe acquistato i marchi ed il cui capitale sarebbe stato interamente detenuto da un'altra società neo costituita, la Dolce&Gabbana Luxembourg s.a.r.l., a sua volta ovviamente controllata dalla holding italiana, era dettata da due ragioni: la prima risiede nella volontà di collocare i marchi su un mercato finanziario appetibile, in vista dell'eventuale quotazione in borsa di obbligazioni o azioni del gruppo; la seconda risponde all'obiettivo dell'ottimizzazione del posizionamento fiscale, ( ) anche alla luce del principio comunitario della libertà di stabilimento per le imprese che trasferiscono la loro attività in uno stato CE. La stessa motivazione è confermata e precisata dalla stessa imputata Cristiana RUELLA, sentita in data 17/12/2008 dal suo stesso difensore Avv. Dinoia, al quale ha dichiarato, tra l'altro, che la situazione di contitolarità al 50% sia dei marchi, sia delle azioni della holding, aveva destato preoccupazioni sempre crescenti: con il crescere delle dimensioni del gruppo, che oggi conta più di 3500 persone, cresceva anche la preoccupazione che un assetto azionario di tale genere potesse determinare, nel caso fossero insorti dei contrasti tra i due proprietari (come è notorio che effettivamente accadde, n.d.r), una situazione di blocco nell'assumere le decisioni, con inevitabili ricadute nella gestione operativa della società. Per quanto riguarda, invece, i marchi, a questa preoccupazione si aggiungeva il fatto che il sistema economico/bancario (fornitori, licenziatari, banche) non vedevano di buon occhio che l'asset più importante su cui si sviluppava l'intera attività fosse al di fuori dell'azienda, nell'assoluta disponibilità di persone fisiche, tra l'altro anche legate sentimentalmente. Inoltre, l'attività della Dolce&Gabbana s.r.l. a quel tempo si limitava alla parte stilistico/creativa e alla promozione/commercializzazione dei prodotti. L'attività di produzione era invece affidata ad alcuni licenziatari, il più importante dei quali la DOLCE Saverio s.r.l., licenziataria esclusiva dei capi di abbigliamento ed accessori di prima linea, il più alto livello di qualità. Tale società era di proprietà dei genitori e dei fratelli del signor Domenico DOLCE, oltre che dello stesso. Il signor Stefano GABBANA, invece, non deteneva alcuna quota di tale società. Molteplici erano gli aspetti operativi, gestionali, finanziari che conducevano a ritenere opportuna una concentrazione tra le realtà creative, comunicazioni e commerciali (Dolce&Gabbana) e quelle produttive/distributive (DOLCE Saverio). 78 Riservandosi valutazioni più dettagliate nel prosieguo, si deve osservare sin d'ora che tali dichiarazioni, pur provenendo da un imputata e dall'interno del Gruppo (ma in modo conforme alle dichiarazioni della ARDIGO che è persona informata sui fatti), riferiscono dati obiettivi e sono dotate di una verosimiglianza e di una comprensibilità abbastanza elementari, sotto il profilo imprenditoriale, che le rende particolarmente attendibili, soprattutto in considerazione della totale assenza di elementi che le possano confutare come tali. E appena il caso di ricordare che anche l'imputato Giuseppe MINONI ha reso dichiarazioni del tutto conformi in sede di investigazioni difensive. Di conseguenza, in data 4 marzo 2004 venivano costituite le società lussemburghesi Dolce&Gabbana Luxembourg s.a.r.l. e GADO s.a.r.l., interamente partecipata dalla prima. Nello stesso mese, Domenico DOLCE e Stefano GABBANA cedevano la titolarità dei loro marchi alla società GADO s.a.r.l. per il corrispettivo pattuito di 360 milioni di euro. Come si sa, il prezzo di cessione dei marchi veniva stabilito dal gruppo sulla base di una valutazione commissionata alla nota società di consulenza PriceWaterhouseCoopers, che stimava il valore dei marchi cedendi intorno a 355 milioni di euro. Con nuovi contratti i marchi venivano poi concessi in licenza dalla nuova proprietaria licenziante GADO s.a.r.l. in via esclusiva alla Dolce&Gabbana s.r.l., contro la previsione del pagamento di royalties da determinarsi percentualmente sul fatturato nella misura compresa tra il 3 e l'8%, secondo le linee di prodotto. In questo modo, le royalties venivano percepite non più dagli stilisti personalmente, ma dalla società lussemburghese GADO s.a.r.l., che secondo il diritto fiscale di quel Paese aveva stipulato un accordo di negoziazione del livello impositivo (c.d. ruling), grazie al quale la misura delle imposte sui redditi veniva stabilita in modo individuale e fisso nella misura del 4% circa, con un vistoso vantaggio fiscale. La società lussemburghese veniva, infine, domiciliata presso una società specializzata in consulenza e domiciliazione denominata AlterDomus ed in Lussemburgo veniva trasferita Maria Grazia BERGOMI, la dipendente del Gruppo che già si occupava dei marchi quando erano posseduti personalmente dei due stilisti. Assume il pubblico ministero, quasi esclusivamente sulla base di alcune missive trasmesse per posta elettronica ed acquisite agli atti, che la società lussemburghese GADO s.a.r.l. fosse gestita dall'italia, avesse una sede lussemburghese fittizia, dove solo apparentemente si tenevano i consigli di amministrazione; anche la titolarità dei marchi sarebbe stata acquistata solo formalmente o simulatamente, per utilizzare le espressioni delle imputazioni. In tal modo, la società formalmente proprietaria dei marchi e, soprattutto, titolare dei diritti di utilizzazione degli stessi sarebbe solo apparentemente lussemburghese, ma in realtà dovrebbe essere considerata a tutti gli effetti, e soprattutto a quelli fiscali, una società italiana, tenuta a rendere dichiarazioni dei redditi in Italia, secondo il noto meccanismo presuntivo della esterovestizione. Da questi fatti sono scaturite le odierne imputazioni, che procederemo ad esaminare in ordine cronologico, partendo dalla cessione dei marchi, che costituisce il primo passo della più complessa operazione di esterovestizione della società acquirente, che a sua volta avrebbe sottratto alla tassazione italiana i redditi derivanti dalle royalties per lo sfruttamento dei marchi, appartenenti 89 sostanzialmente ad un gruppo imprenditoriale italiano ovvero (se si vuole seguire l'impostazione dell'acquisto simulato) ai due stilisti personalmente. CAPI B) e C) art. 4 D. Lgl. n. 74/ Dichiarazione infedele. Reato di cui all art. 4 D.L.vo 74/00 perché al fine di evadere l imposta sui redditi, nella dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche per il periodo di imposta del 2004 indicava elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo pari a con una imposta IRE evasa pari a , ADD. Regionale pari a ed un attivo dichiarato pari a anziché In Milano il La stringata formula con la quale sono stati contestati due identici delitti di dichiarazione dei redditi infedele, rispettivamente a ciascuno dei due stilisti imputati, nella loro qualità di proprietari al 50% dei beni immateriali costituiti dai marchi Dolce&Gabbana, D&G e altri, impone una breve illustrazione. Come è stato anticipato, nel marzo 2004, in ottemperanza del progetto di ristrutturazione societaria del Gruppo e di collocazione al suo interno dei marchi, i due stilisti stipulavano un contratto di cessione di tali beni immateriali con la società acquirente GADO s.a.r.l., stabilendo come corrispettivo il prezzo di 360 milioni di euro, conformemente alla valutazione di tali marchi resa dalla società internazionale di consulenza PriceWaterhouseCoopers. Il contratto prevedeva anche il pagamento rateale della somma dovuta, spalmata su sette anni ed evidentemente calcolata sulla base della previsione dell'entità del reddito annuo che la società lussemburghese avrebbe percepito per le royalties pagate dalle società licenziatarie. Il prezzo pagato come corrispettivo della cessione (rectius, la rata di quell anno) costituiva naturalmente un elemento attivo da indicare nella dichiarazione dei redditi delle persone fisiche per l'anno 2004 da parte dei due proprietari cedenti, come in effetti è avvenuto in modo indiscutibile e con relativo pagamento delle imposte. Tuttavia, l'agenzia delle Entrate (v. CNR Agenzia delle Entrate in data 3 giugno 2010 ed allegati) ha contestato alle due persone fisiche la congruità del prezzo pattuito e la sua non corrispondenza al valore normale, ricalcolando il reddito che avrebbe dovuto essere dichiarato, al fine di recuperare la tassazione, ed imputandolo per intero al periodo di imposta In estrema sintesi, l'agenzia delle Entrate assume che i marchi avrebbero dovuto essere ceduti per il loro valore (che l Agenzia stessa ha ricalcolato) di Euro ,00; a tale maggior valore deve essere sottratto il dichiarato di Euro e sulla differenza di Euro (che divisa per i due proprietari fa la somma indicata in ciascuna imputazione di Euro ) devono essere calcolate le imposte evase, come indicato in imputazione, per ciascun imputato. Il presupposto dichiarato di tale operazione da parte della Agenzia delle Entrate è costituito dal fatto che la stessa cessione dei marchi configura l ipotesi del c.d. abuso del diritto, inquadrandosi nel più ampio contesto sfociato nella esterovestizione delle società lussemburghesi (holding e acquirente/proprietaria dei marchi); ciò avrebbe determinato la fissazione di un prezzo inferiore a quello che sarebbe stato stabilito in modo fisiologico tra parti indipendenti e in libero mercato e quindi la sottrazione al fisco della reale plusvalenza. Sotto il profilo penale, sarebbe stato quindi 910 dichiarato un elemento attivo di ammontare inferiore a quello effettivo, integrando la contestata fattispecie di cui all art. 4 D. L.vo 74/2000. La suggestione è forte, ma più la si guarda da vicino, da tutte le angolature, e più resta irrimediabilmente tale. Per comprendere ciò occorre: a) stabilire alcuni punti fermi indiscutibili e b) successivamente formulare qualche giudizio altrettanto certo, c) confutando per contro il percorso seguito dall'agenzia delle Entrate e fatto proprio dal pubblico ministero. I punti fermi: Innanzitutto, la cessione dei marchi è qualificabile come contratto di compravendita di beni immateriali da due persone fisiche (pacificamente non imprenditori e qualificate come tali anche da in interpello al Ministero delle Finanze) a una società di un Paese dell'unione Europea. Nessuno sostiene che l'operazione abbia una natura giuridica diversa, tranne la Guardia di Finanza che, solo una volta ed in un passaggio tanto fugace quanto apodittico, parla di contratto misto di cessione e conferimento (che ha come corrispettivo quote di partecipazione societaria). Nemmeno il pubblico ministero e l Agenzia delle Entrate accedono a tale interpretazione, sapendo di non poterla percorrere. In secondo luogo, l'obbligo di pagare il corrispettivo del prezzo pattuito ha avuto un inizio di reale adempimento secondo le scadenze stabilite dall'accordo di rateizzazione. Il corrispondente reddito percepito dalle persone fisiche cedenti è stato dichiarato e quindi le relative imposte sui redditi delle persone fisiche sono state pagate. Le valutazioni: L'operazione di cessione dei marchi è reale, effettiva e non simulata, né in senso proprio secondo le disposizioni di cui agli articoli 1414 e seguenti c.c., né in senso lato, volendo largheggiare sull'utilizzo atecnico degli istituti civili nel diritto penale. La collocazione dei marchi all'interno del gruppo appare in tutta evidenza un'operazione reale, corrispondente ad esigenze legittime e ben individuate, che imponevano l'effettivo passaggio di proprietà realizzato dal contratto in esame. Si richiamano, in proposito, le dichiarazioni dei testimoni e degli imputati sopra riportate, alle quali si aggiungono le conformi dichiarazioni rese dall'imputato PATELLI nell'interrogatorio condotto dal Giudice in udienza preliminare. Il corrispettivo della cessione è stato determinato dal legittimo esercizio della libertà contrattuale delle parti, unico principio regolatore del caso in esame. In proposito, corre l'obbligo di ricordare che il management del gruppo Dolce&Gabbana aveva conferito l'incarico di valutare i marchi da collocare all'interno della società ad una prestigiosa società internazionale di consulenza, la PriceWaterhouseCoopers, che ha stimato il valore di detti marchi in 355 milioni di euro circa. Sul punto si è lungamente discusso in udienza e nelle memorie scritte depositate dai difensori, mentre l'imputato PATELLI ha persino riferito di essersi sentito tranquillizzato e garantito dall'avere stabilito il prezzo di cessione sulla base del dato obiettivo emergente da una consulenza resa dai maggiori esperti del settore, quando poteva essere legittimamente fissato persino in modo arbitrario. In realtà, soprattutto per quello che si dirà più avanti, la complessa problematica è divenuta secondaria, anche se in questa sede giova sottolineare come solo in questo procedimento gli stessi 10 Vedere altro
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 90 25.03.2014 Il reato di omessa dichiarazione Dal 18 settembre 2011 soglia di punibilità più bassa Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Reati Dettagli Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria
Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria Svolgimento del processo - La C.T.P. di Milano, previa riunione, rigettava i ricorsi proposti dalla s.r.l. G.M. avverso avvisi Dettagli Documento di studio e approfondimento.
Documento di studio e approfondimento. Insufficiente versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi; ravvedimento parziale, conseguenze 1. La fattispecie 1.1 Premessa Le disposizioni Dettagli STUDIO LEGALE TRIBUTARIO LEO
STUDIO LEGALE TRIBUTARIO LEO P.zza L. Ariosto, n. 30-73100 LECCE Tel./fax: 0832 455433 www.studiotributarioleo.it e-mail: info@studiotributarioleo.it OPINIONI CONTRASTANTI: IL VALORE DELL AZIENDA RISPETTO Dettagli LA DISCIPLINA FISCALE NEL SETTORE IMMOBILIARE
LA DISCIPLINA FISCALE NEL SETTORE IMMOBILIARE Le procedure di controllo ed accertamento basate sul valore normale degli immobili a cura di avv. Maurangelo Rana Milano, 26 novembre 2008 PREMESSA Il D.L. Dettagli Fiscal News N. 76. Dichiarazione infedele: quando è reato? La circolare di aggiornamento professionale 14.03.2014
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 76 14.03.2014 Dichiarazione infedele: quando è reato? Senza la prova del dolo specifico, la condanna è illegittima Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Dettagli CESSIONE DI QUOTE AL VALORE NOMINALE. di GIUSEPPE REBECCA
CESSIONE DI QUOTE AL VALORE NOMINALE di GIUSEPPE REBECCA Sommario: 1. Premessa 2. Il corrispettivo 3. Persona fisica cedente 4. Il presupposto impositivo 5. Cosa può fare l Agenzia? 6. La norma antielusione Dettagli L accertamento tributario e procedimento penale
L accertamento tributario e procedimento penale a cura di: Rosario Fortino Avvocato Tributarista in Cosenza fortinoepartners@libero.it Riflessione critica sulla utilizzabilità degli atti di polizia tributaria, Dettagli IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE
IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema Dettagli Gli studi di settore dopo le modifiche della manovra Monti
Gli studi di settore dopo le modifiche della manovra Monti Pagina 1 di 8 Numero : -------------2012 Gruppo : STUDI DI SETTORE Oggetto : GLI STUDI DI SETTORE DOPO LA MANOVRA MONTI Norme e prassi : ART. Dettagli ESPOSIZIONE DEL QUESITO
RISOLUZIONE N. 42/E Roma, 12 marzo 2007 OGGETTO: Istanza di interpello Azienda Sanitaria Ospedaliera ALFA Regime IVA sulle consulenze e perizie mediche rese da medici (con rapporto esclusivo con l ASL) Dettagli La decadenza dall agevolazione prima casa: osservatorio sulla giurisprudenza e sulla prassi amministrativa
Focus di pratica professionale di Andrea Bongi La decadenza dall agevolazione prima casa: osservatorio sulla giurisprudenza e sulla prassi amministrativa Premessa Il tema delle c.d. agevolazioni prima Dettagli Cassazione Penale, sez. VI, 07 luglio 2011, n. 26746
Cassazione Penale, sez. VI, 07 luglio 2011, n. 26746 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 1. Con decreto del 27 novembre 2008 il G.i.p. del Tribunale di Roma disponeva il sequestro preventivo delle somme giacenti Dettagli emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di MANTOVA contro:
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO SEZIONE STACCATA DI BRESCIA SESSANTATREESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: Fondrieschi Fausto Dettagli Indagini finanziarie senza limiti
Indagini finanziarie senza limiti Estendibili anche ai privati non titolari di partita IVA I dati e le notizie dei conti correnti bancari intestati al contribuente in proprio possono essere legittimante Dettagli NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE
NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE Il Caso La Procura della Repubblica notificava, ai sensi dell art. 415 bis c.p.p., l avviso di conclusione delle indagini Dettagli Con l interpello specificato in oggetto, concernente l interpretazione dell articolo 109, comma 9, lettera b), del Tuir, è stato esposto il seguente
RISOLUZIONE N. 192/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Interpello. Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Disciplina fiscale applicabile al contratto di associazione in partecipazione Dettagli Indagini finanziarie e vizi dell avviso di accertamento
Indagini finanziarie e vizi dell avviso di accertamento Come Come operano le le presunzioni previste dall art. dall art. 32 32 del del dpr dpr 600 600 e dall art. dall art. 51 51 del del dpr dpr 633? 633? Dettagli vicies semel, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni,
1 Brevi note sulla novella in tema di reati tributari recata dall art. 2, comma 36- vicies semel, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011 n. Dettagli Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del giudice. dott. Michele Ruvolo, della Sezione Distaccata di Bagheria, ha SENTENZA T R A
TRIBUNALE DI PALERMO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del giudice dott. Michele Ruvolo, della Sezione Distaccata di Bagheria, ha pronunciato Dettagli si riferisce a soggetti diversi da quelli effettivi, determina il realizzarsi di un' ipotesi di
LE OPERAZIONI SOGGETTIVAMENTE INESISTENTI L'intestazione fittizia della fattura o del documento, tale da far apparire che l'operazione si riferisce a soggetti diversi da quelli effettivi, determina il Dettagli RISOLUZIONE N. 70/E. Roma, 29 febbraio 2008
RISOLUZIONE N. 70/E. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 29 febbraio 2008 Oggetto: Istanza di interpello - ALFA S.p.a. - Cessione di crediti pro soluto - Deducibilità delle perdite - Articolo Dettagli RISOLUZIONE N. 234/E
RISOLUZIONE N. 234/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 24 agosto 2009 provinciali OGGETTO:Istanza di interpello - trasmissione delazione ereditaria obbligo di presentazione della dichiarazione Dettagli ALCUNE NOTE AI CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SULLA TASSAZIONE DEL CONTRATTO DI GODIMENTO IN FUNZIONE DELLA SUCCESSIVA ALIENAZIONE DI IMMOBILI
Segnalazioni Novità Prassi Interpretative ALCUNE NOTE AI CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SULLA TASSAZIONE DEL CONTRATTO DI GODIMENTO IN FUNZIONE DELLA SUCCESSIVA ALIENAZIONE DI IMMOBILI La circolare Dettagli QUESITO SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
RISOLUZIONE N. 169/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 1 luglio 2009 OGGETTO: Consulenza giuridica - Trattamento IVA applicabile alla gestione del patrimonio immobiliare. Art. 4, primo comma, Dettagli Accertamento immobiliare: la rilevanza del fattore prezzo
Approfondimenti e procedure Accertamento immobiliare: la rilevanza del fattore prezzo di Carlo Motta* e Luca Bilancini** La giurisprudenza più recente ha portato alla luce, ancora una volta, la problematica Dettagli Circolare del 28 Dicembre 2006 a cura dello Studio De Vito e Associati
LEGALE E TRIBUTARIO Circolare del 28 Dicembre 2006 a cura dello Studio De Vito e Associati Partecipazioni ancora in attesa di chiarimenti. Sono intervenuti in questa Circolare: Dr. Gaetano De Vito, Dr. Dettagli INDICE CAPITOLO I IL PROCEDIMENTO TRIBUTARIO E L EVOLUZIONE DEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE ALLA LUCE DELLO STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE
INDICE Prefazione Prefazione alla seconda edizione Prefazione alla prima edizione Presentazione alla prima edizione CAPITOLO I IL PROCEDIMENTO TRIBUTARIO E L EVOLUZIONE DEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE Dettagli I brevetti industriali ed i diritti di utilizzazione delle opere dell ingegno 73
I brevetti industriali ed i diritti di utilizzazione delle opere dell ingegno 73 4. I brevetti: trattamento fiscale Le quote di ammortamento relative al costo sostenuto per acquisizione di marchi di impresa, Dettagli nei confronti di: IMPUTATO tratteneva nel territorio dello Stato,in violazione delle disposizioni dello stesso
SENTENZA N. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO GIUDICE DI PACE DI ROMA I SEZIONE PENALE DIBATTIMENTALE Il Giudice di Pace dott.ssa CHIASSAI Cristina Alla pubblica udienza del 16.06.2011 SENTENZA Dettagli Roma, 25 febbraio 2005
RISOLUZIONE N. 27/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 25 febbraio 2005 Oggetto: Istanza di interpello. X S.r.l. Deducibilità dei canoni derivanti da un contratto di sale and lease back avente Dettagli La circostanza è oggetto di una specifica disposizione, l art.19, D.Lgs. n.74/00, a mente del quale:
Accertamento e Verifiche di Thomas Tassani Il principio di specialità nelle sanzioni tributarie, amministrative e penali il caso dell indebita compensazione dei crediti e dell infedele dichiarazione Rapporti Dettagli IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Udine, dott. Francesco
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Udine, dott. Francesco Venier, ha pronunciato, ai sensi dell art. 429 comma 1 c.p.c., la seguente Dettagli CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 09 settembre 2013, n. 36894
CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 09 settembre 2013, n. 36894 Ritenuto in fatto 1. Con decreto dì sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del 26 ottobre 2012, il GIP presso il Tribunale Dettagli PRESUPPOSTO IMPOSITIVO DELL IMPOSTA DI REGISTRO E DELLE ALTRE IMPOSTE INDIRETTE
1 PRESUPPOSTO IMPOSITIVO DELL IMPOSTA DI REGISTRO E DELLE ALTRE IMPOSTE INDIRETTE DPR 131/86 1 Prassi C.M. 11.7.91 n. 37; Circ. Agenzia delle Entrate 22.1.2008 n. 3 Giurisprudenza Cass. 5.2.90 n. 1963 Dettagli Finanziaria 2006 (l. 23 dicembre 2005, n. 266) (commi 495-498) Plusvalenze sugli immobili e cessioni a titolo oneroso di immobili e terreni
Finanziaria 2006 (l. 23 dicembre 2005, n. 266) (commi 495-498) Plusvalenze sugli immobili e cessioni a titolo oneroso di immobili e terreni In un contesto normativo volto al raggiungimento di una maggiore Dettagli RISOLUZIONE N. 248/E
RISOLUZIONE N. 248/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 17 giugno 2008 OGGETTO: Interpello -ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Prova del valore normale nei trasferimenti immobiliari soggetti Dettagli pag. ABBREVIAZIONI... SINTESI ESPOSITIVA DELLA MATERIA TRATTATA... 1 GIURISPRUDENZA E DOTTRINA... 15 CAPITOLO PRIMO
pag. ABBREVIAZIONI... XIX SINTESI ESPOSITIVA DELLA MATERIA TRATTATA... 1 GIURISPRUDENZA E DOTTRINA......................... 15 CAPITOLO PRIMO I DELITTI IN MATERIA DI DICHIARAZIONE: ELEMENTI COMUNI 1. I Dettagli REPUBBLICA ITALIANA N 1 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI ENNA SEZIONE PRIMA SENT. N. 145 del 2010 REPUBBLICA ITALIANA N 1 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI ENNA SEZIONE PRIMA DEL 29/1/2010 Dettagli SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE
SCHEDA MONOGRAFICA TMG SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE Data aggiornamento scheda 15 novembre 2013 Redattore Ultimi interventi normativi Davide David D.L. 78/2010 (modifica dell art. Dettagli RISOLUZIONE N. 191/E. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso. Roma, 23 luglio 2009
RISOLUZIONE N. 191/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 23 luglio 2009 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n.212. Assegnazione di beni al socio - Trattamento tributario Dettagli Trib. Napoli, VIII sez. pen., 2 dicembre 2011 Pres. ed est. Lomonte, ric. XY TRIBUNALE ORDINARIO DI NAPOLI. Ottava Sezione Penale Collegio F
Trib. Napoli, VIII sez. pen., 2 dicembre 2011 Pres. ed est. Lomonte, ric. XY TRIBUNALE ORDINARIO DI NAPOLI Ottava Sezione Penale Collegio F Il Tribunale di Napoli, composto dai sottoscritti magistrati: Dettagli IL TRIBUNALE DI PALERMO TERZA SEZIONE CIVILE
IL TRIBUNALE DI PALERMO TERZA SEZIONE CIVILE in composizione monocratica, nella persona del giudice Giuseppe Rini, sciogliendo la riserva assunta all udienza del 28 novembre 2013, ha pronunciato la seguente Dettagli CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N.
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N. 28352: reati fiscali e tributari in relazione ad attività di trasporto rifiuti. «Questa Corte ha costantemente affermato, sulla scia Dettagli Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda
Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia Dettagli Milano Roma. News fiscali e societarie
Milano Roma News fiscali e societarie Aprile 2013 FISCALITA DOCUMENTI INTERPRETATIVI Chiarimenti dell Agenzia delle Entrate in merito alla partecipation exemption L Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori Dettagli FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012. Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO
FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012 Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO Quale è il trattamento fiscale delle somme riconosciute Dettagli ORDINANZA N. 203 ANNO 2011 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Paolo MADDALENA Presidente
ORDINANZA N. 203 ANNO 2011 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Paolo MADDALENA Presidente - Alfio FINOCCHIARO Giudice - Alfonso QUARANTA - Franco Dettagli Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO
DETENZIONE PER FINI DI COMMERCIALIZZAZIONE DI SUPPORTI AUDIOVISIVI ABUSIVAMENTE RIPRODOTTI E RICETTAZIONE: LA LEX MITIOR SI APPLICA ANCHE SE SUCCESSIVAMENTE VIENE MODIFICATA IN SENSO PEGGIORATIVO Cassazione Dettagli CIRCOLARE N.39/E. Roma, 19 ottobre 2005. Roma, 15 aprile 2008
Roma, 19 ottobre 2005 CIRCOLARE N.39/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 15 aprile 2008 OGGETTO: Estromissione degli immobili strumentali dall impresa individuale articolo 1, comma 37, della Dettagli Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002
Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 OGGETTO: Imposta di registro - agevolazioni fiscali prima casa - Cass. SS.UU. 6-21 ottobre 2000, n. 1196 - termine di decadenza triennale Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO TRENTATREESIMA SEZIONE
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO TRENTATREESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: Luglio Giuseppe - Presidente Cordola Michele - Relatore Dettagli RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità Dettagli Preliminari di compravendita: occultarli è reato
Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N. 08 07.02.2013 Preliminari di compravendita: occultarli è reato Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Reati tributari In tema di reati tributari, Dettagli RISOLUZIONE N.84/E. OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n.600
RISOLUZIONE N.84/E Roma, 10 agosto 2012 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n.600 Con l interpello specificato in Dettagli FATTO E DIRITTO MOTIVI DELL APPELLO
Commissione tributaria regionale Emilia Romagna, sez. XX, 19 agosto 2011, n. 75 FATTO E DIRITTO L Agenzia delle Entrate di Guastalla appella la sentenza n 55/01/08 con cui la Commissione Tributaria Provinciale Dettagli CREDITO D IMPOSTA PER IL RIACQUISTO DELLA PRIMA CASA: l omessa indicazione in dichiarazione dei redditi.
DOMANDA: Buongiorno, nell anno 2004 ho acquistato un appartamento da costruttore pagando un importo IVA pari ad XXXX (iva 4% agevolazione prima casa), nell anno 2011 ho provveduto a vendere l appartamento Dettagli RISOLUZIONE N. 255/E. Roma, 2 ottobre 2009. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
RISOLUZIONE N. 255/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 2 ottobre 2009 OGGETTO: Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000 n. 212 cessione dello sfruttamento economico del diritto d immagine Dettagli RISOLUZIONE N. 20/E. Roma, 28 marzo 2013
RISOLUZIONE N. 20/E Roma, 28 marzo 2013 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Contratti di finanziamento bancario a medio e lungo termine stipulati all estero profili elusivi e ipotesi di applicabilità Dettagli Fiscal News N. 133. Finanziamento e società in perdita. La circolare di aggiornamento professionale 07.05.2013. Premessa
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 133 07.05.2013 Finanziamento e società in perdita Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Nelle società di piccole dimensioni Dettagli LA FISCALITA DEGLI IMMOBILI E LE NOVITA IN TEMA DI ACCERTAMENTO
ADC ASSOCIAZIONE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI SINDACATO NAZIONALE UNITARIO SEZIONE DI ROMA LA FISCALITA DEGLI IMMOBILI E LE NOVITA IN TEMA DI ACCERTAMENTO Roma, 10 dicembre 2009 Dettagli RISOLUZIONE N. 211/E
RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine Dettagli L internazionalizzazione delle imprese attraverso il consignment stock. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com
L internazionalizzazione delle imprese attraverso il consignment stock. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com Tra i contratti d impresa, il consignment stock agreement, o più semplicemente Dettagli CIRCOLARE n. 3 del 20/1/2013. LA PROVA AI FINI IVA DELLE CESSSIONI INTRACOMUNITARIE I recenti chiarimenti Ufficiali
CIRCOLARE n. 3 del 20/1/2013 LA PROVA AI FINI IVA DELLE CESSSIONI INTRACOMUNITARIE I recenti chiarimenti Ufficiali INDICE 1. LA PROVA DELLA CESSIONE INTRACOMUNITARIA SULLA EFFETTIVA MOVIMENTAZIONE DI BENI Dettagli Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente
Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente L obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro ha come fonte principale la norma contenuta nell art. 2105 c.c. che così recita: il prestatore di lavoro non Dettagli La revisione degli aspetti penali ai sensi dell articolo 8 Legge delega 23/2014
S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO La riforma delle sanzioni tributarie La revisione degli aspetti penali ai sensi dell articolo 8 Legge delega 23/2014 di Sanvito Corrado Milano, Corso Europa, Dettagli Irrilevanza fiscale delle erogazioni ai beneficiari e trust non residenti
Irrilevanza fiscale delle erogazioni ai beneficiari e trust non residenti di Alberto Righini, Raffaello Lupi, Dario Stevanato La mancanza della titolarità della fonte del reddito in capo ai beneficiari Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA MILANO
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA MILANO SEZIONE IV Registro Sentenze: Registro Generale: 2841/2006 ha pronunciato la seguente SENTENZA Dettagli STUDIO LEGALE AVVOCATI C. SO UMBERTO I, 61 Tel e Fax 0825/756566 E-Mail. studio@ pec.studiolegale.net. Ill.mo G.I.P. presso il TRIBUNALE DI
Ill.mo G.I.P. presso il TRIBUNALE DI OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE EX ART. 410 C.P.P. Proc. Pen. N. 21752/08 Mod. 21 c/ Antonio Il sottoscritto Avv. Francesco Ettore, quale difensore di Giuseppina, Dettagli Risoluzione n. 49/E. Roma, 13 marzo 2007
Risoluzione n. 49/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 13 marzo 2007 OGGETTO: Istanza d Interpello -ART.11, legge 27 luglio 2000, n.212. Associazione Alfa Imposta di registro Contratti di Dettagli La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita
1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
11 6 2 5 4 115 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Oggetto Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Sergio Di Amato Presidente IRPEF Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI CALTANISSETTA. Sezione Lavoro SENTENZA
Pubblicata in GIUS 18/2000, p. 2133 e ss. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE CALTANISSETTA Sent. Civ. N. 475/00 Reg. Gen. 1886/99 Cronologico 3133 TRIBUNALE DI CALTANISSETTA Sezione Dettagli INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO
INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO La Corte costituzionale riaffronta il tema delle indagini difensive nel rito abbreviato. Con l ordinanza n. 245 del 2005 la Corte aveva dichiarato manifestamente Dettagli RISOLUZIONE N. 366/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 366/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 12 dicembre 2007 OGGETTO: Trattamento fiscale dei piani di stock option Opzioni esercitate anteriormente alla data del 5 luglio 2006 Dettagli News per i Clienti dello studio
News per i Clienti dello studio N. 71 del 13 Maggio 2015 Ai gentili clienti Loro sedi I reati fiscali tenui potrebbero essere non punibili Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che con Dettagli Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale
Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato DECISIONE
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente N.1909/2007 Reg.Dec. N. 4884 Reg.Ric. ANNO 2002 DECISIONE sul ricorso Dettagli RISOLUZIONE N. 94/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 94/E Direzione Centrale Normativa Roma, 13 dicembre 2013 OGGETTO: Cessione all esportazione - operazione, fin dalla sua origine, concepita in vista del definitivo trasferimento della proprietà Dettagli Circolare N.140 del 10 Ottobre 2012. I controlli del Fisco sui rogiti 2011
Circolare N.140 del 10 Ottobre 2012 I controlli del Fisco sui rogiti 2011 I controlli del Fisco sui rogiti 2011 Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla sui parametri adottati dall Agenzia Dettagli LE NOVITÀ DEL PERIODO (FISCO, BILANCIO E SOCIETÀ) DAL 14 AL 20 FEBBRAIO 2009. Sintesi della legislazione, della prassi e della giurisprudenza
LE NOVITÀ DEL PERIODO (FISCO, BILANCIO E SOCIETÀ) DAL 14 AL 20 FEBBRAIO 2009 Sintesi della legislazione, della prassi e della giurisprudenza PRASSI L Agenzia delle entrate ha emanato la circolare n. 4/E Dettagli RISOLUZIONE N. 226/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 226/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,18 agosto 2009 OGGETTO: Istanza di interpello - Requisito della commercialità per l applicazione della participation exemption - Art. Dettagli UDIENZA 5.11.2008 SENTENZA N. 1153 REG. GENERALE n.22624/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La carta da macero che presenta in modo evidente una rilevante quantità di impurità, superiori alla misura dell'1% prescritto dalla normativa vigente in materia (D.M. 05/02/98 Allegato 1 n. 1) costituisce Dettagli 730, Unico 2013 e Studi di settore Pillole di aggiornamento
730, Unico 2013 e Studi di settore Pillole di aggiornamento N. 28 28.04.2015 Cessione terreni edificabili UNICO PF 2015 Categoria: Dichiarazione Sottocategoria: Unico Persone fisiche Per chi nel 2014 abbia Dettagli Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Dettagli Fisco e beni del fondo patrimoniale - Sentenza 437/2010 Commissione Tributaria Milano
Fisco e beni del fondo patrimoniale La Commissione Tributaria Provinciale di Milano, sezione XXI, con la sentenza n.ro 437 del 20 dicembre 2010, ha statuito che non sono ammesse azioni esecutive e cautelari Dettagli CIRCOLARE N. 31/E. Roma, 7 giugno 2010. OGGETTO: Agevolazioni prima casa chiarimenti. Direzione Centrale Normativa
CIRCOLARE N. 31/E Direzione Centrale Normativa Roma, 7 giugno 2010 OGGETTO: Agevolazioni prima casa chiarimenti 2 INDICE PREMESSA...3 1. TRATTAMENTO FISCALE DELLE PERTINENZE DESTINATE A SERVIZIO DI CASE Dettagli ALL. 2 Fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale (art. 216, comma 1, n. 1) Fatti di bancarotta fraudolenta documentale (art. 216, comma 1, n.
ALL. 2 Fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale (art. 216, comma 1, n. 1): L art. 216, primo comma, n. 1, L. Fall. sanziona l imprenditore, dichiarato fallito, che prima della dichiarazione di fallimento Dettagli OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE
OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Nell ambito del sistema di accertamento nei confronti delle persone fisiche, trovano nuova linfa le disposizioni che definiscono Dettagli IL VALORE FISCALE DEGLI IMMOBILI
Vicenza Palazzo delle Opere Sociali 18 novembre 2008 IL VALORE FISCALE DEGLI IMMOBILI Il valore normale dei fabbricati: la presunzione del Fisco Il quadro normativo e il riferimento ai valori OMI Emanuele Dettagli Indagini bancarie aperte a tutti.
Indagini bancarie aperte a tutti. Ok all uso della presunzione in generale sull attività di accertamento che, pertanto, valgono per la rettifica dei redditi di qualsiasi contribuente autonomo pensionato Dettagli Certi di garantire un sempre puntuale servizio, restiamo a disposizione per ogni eventuale
Alle ditte Clienti Loro sedi Collecchio, 14/04/2014 Oggetto: Informativa n. 3. Novità legislative d immediato interesse ed applicazione. La presente per informarvi in merito a: Sanzioni per lavoro nero Dettagli N 3/2010. Notiziario settimanale di aggiornamento N 3/2010 STUDIOIMPRESA FLASH. pagina 1 di 5
Notiziario settimanale di aggiornamento N 3/2010 STUDIOIMPRESA FLASH pagina 1 di 5 Antiriciclaggio 18.01.2010 Sono cambiati i termini per i professionisti per registrare i dati negli appositi archivi: Dettagli NORMA DI COMPORTAMENTO N. 185
ASSOCIAZIONE ITALIANA DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI SEZIONE DI MILANO COMMISSIONE NORME DI COMPORTAMENTO E DI COMUNE INTERPRETAZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA *** *** *** NORMA DI COMPORTAMENTO Dettagli Roma, 28 gennaio 2009
RISOLUZIONE N. 23/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 28 gennaio 2009 OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 plusvalenza da cessione di immobile allo stato Dettagli Indagini finanziarie: l ambito applicativo
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 83 14.03.2013 Indagini finanziarie: l ambito applicativo Categoria: Accertamento e riscossione Sottocategoria: Indagini finanziarie In tema di Dettagli AVVISO DI ACCERTAMENTO n. (Omissis) IVA + IRPEF + IRAP 2003
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI GENOVA DODICESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: Varalli Domenico - Presidente Teppati Lodovico - Relatore Dettagli Informativa n. 38. La manovra di Ferragosto ( DL 13.8.2011 n. 138 convertito nella L. 14.9.2011 n. 148) - Novità in materia di reati tributari INDICE
Informativa n. 38 del 21 settembre 2011 La manovra di Ferragosto ( DL 13.8.2011 n. 138 convertito nella L. 14.9.2011 n. 148) - Novità in materia di reati tributari INDICE 1 Premessa... 2 2 Operatività Dettagli PROSPETTO DELLE SOCIETÀ DI COMODO. Dott. Enrico ZANETTI
PROSPETTO DELLE SOCIETÀ DI COMODO Dott. Enrico ZANETTI Lavoro autonomo, impresa e altre criticità delle dichiarazioni dei redditi PROFILI INTRODUTTIVI PROSPETTO NEL QUADRO RF 2 AMBITO DI APPLICAZIONE ESCLUSIONE Dettagli La Manovra Estiva e le Novità in materia di Accertamento
ADC ASSOCIAZIONE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI SINDACATO NAZIONALE UNITARIO SEZIONE ROMA La Manovra Estiva e le Novità in materia di Accertamento Roma, 22 ottobre 2009 ACCERTAMENTO Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back