Source: http://www.elettricomagazine.it/2017/02/15/specifica-tecnica-cei-64-21-persone-disabilita-specifica-necessita/
Timestamp: 2018-07-16 06:44:50+00:00
Document Index: 43370180

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11']

Specifica Tecnica CEI 64-21 per persone con disabilità o specifica necessità - ElettricoMagazine
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Rubrica di approfondimento tecnico-normativo realizzata dai tecnici di Unae Emilia Romagna. Oggi si parla della Specifica Tecnica CEI 64-21
Nel dicembre scorso il CEI ha pubblicato la Specifica Tecnica CEI 64-21 – “Ambienti residenziali: impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifica necessità” con lo scopo di fornire prescrizioni da applicare agli impianti elettrici di unità immobiliari a uso residenziale utilizzati da persone con disabilità o con necessità specifiche” (denominate nel seguito PNA) nei casi in cui vengano espressamente richieste dal committente (nota 1).
Pur non essendo una norma vera e propria, anche se ne conserva la numerazione CEI, la Specifica Tecnica CEI 64-21 rappresenta un valido indirizzo, anche se non obbligatorio, per installatori e progettisti incaricati della realizzazione di un impianto elettrico in unità abitative utilizzate da persone con disabilità o con specifiche necessità.
In pratica, se il committente richiede un impianto elettrico con dotazioni impiantistiche adatte a determinate disabilità, la Specifica Tecnica fornisce utili indicazioni per una realizzazione impiantistica adatta alle esigenze delle persone disabili che usufruiranno dell’impianto elettrico (nota 2).
Punto di consegna, con particolare attenzione alla protezione dal rischio di incendio e alla selettività fra le protezioni (art. 4).
Quadro dell’unità abitativa (art. 5).
Nella Specifica Tecnica si consiglia di effettuare la protezione contro le sovracorrenti e contro i contatti indiretti rispettivamente con interruttori magnetotermici e con interruttori magnetotermici differenziali ad aumentata resistenza agli scatti intempestivi o dotati di dispositivo di richiusura automatica (ARD).
Si consiglia inoltre di installare, su ogni linea, degli interruttori del tipo magnetotermico-differenziali e di separare il circuito di alimentazione di eventuali apparecchi elettromedicali.
Nel caso di persona PNA con difficoltà cognitive (D9) il quadro dovrà essere dotato di chiusura e apertura esclusivamente con chiave.
Gestione degli accessi interni ed esterni al fine di ridurre l’impatto delle barriere architettoniche (cap. 6);
Numerose sono le prescrizioni per la gestione degli accessi che riguardano:
art. 6.1 – il citofono o il videocitofono, che dovrà essere posizionato tra 110 cm e 130 cm rispetto il piano di calpestio oppure essere dotato di un sistema di risposta alle chiamate tramite dispositivi portatili (nota 3).
art. 6.2 – dispositivi di comando (luci, tapparelle, ecc.) che dovranno essere posizionati, come il quadro, ad altezza compresa tra 0,75 m e 1,40 m, o azionabili a distanza tramite telecomando o automatizzati.
artt. 6.3, 6.4 e 6.5 – relativi rispettivamente alle porte di ingresso dell’unità abitativa, alle porte interne e alle finestre che dovranno essere dotate di particolari dispositivi automatici di apertura e chiusura;
art. 6.6 – sistemi di oscuramento (tendaggi delle finestre o vetrate) che dovranno essere gestibili a distanza o in modo automatico;
art. 6.7 – scale o gradinate non provviste di rampe o ascensori, che dovranno essere dotate di dispositivi motorizzati atti a consentire il superamento dei dislivelli.
Gestione dell’illuminazione (art. 7);
Le prescrizioni per la gestione dell’illuminazione riguardano:
art. 7.1 – l’accensione, lo spegnimento e la regolazione dell’illuminazione; tali funzioni potranno essere automatiche (sensori di presenza, di luminosità, ecc.) o eseguibili tramite comandi a distanza:
art. 7.2 – l’illuminazione notturna, come ad esempio i segna-passo indicanti percorsi particolari (“dal letto al bagno” o simili);
art. 7.3 – l’illuminazione di emergenza, da realizzare con apparecchi in grado di garantire un illuminamento adeguato negli ambienti frequentati dalla persona PNA (nota 4);
Gestione termica per la regolazione della temperatura degli ambienti, che deve preferibilmente essere dotata di un sistema automatico (art. 8);
Gestione degli allarmi (art. 9);
art. 9.1 – rivelatori di gas con elettrovalvola di chiusura, rivelatori di CO con attivazione di un sistema di estrazione (ventole), rivelatori di allagamento con elettrovalvola di chiusura della condotta dell’acqua;
art. 9.2 – rubinetti di erogazione dell’acqua con sensori (è necessario predisporre tubi, cassette e scatole in prossimità dei lavelli);
art. 9.3 – segnalazioni di apertura di porte, finestre e di varchi di accesso dall’esterno;
art. 9.4 – allarmi che consentano la rivelazione di comportamenti anomali imprevisti della persona PNA, da inviare alle persone di supporto (ad esempio eccessiva presenza in bagno, uscita all’esterno o su balconi, permanenza a letto oltre un certo orario);
artt. 9.5 e 9.6 – sistema di antintrusione e di segnalazione degli allarmi che ne garantisca la percezione da parte della persona PNA (ad esempio in caso di sordità totale si dovrà prevedere un allarme visivo, mentre in caso di cecità occorrerà un allarme sonoro).
Gestione dell’assistenza (art. 10);
artt. 10.1, 10.2, e 10.3 – chiamate di soccorso verso l’esterno (con eventuale apertura contemporanea della porta di ingresso per l’accesso dei soccorritori), chiamate di aiuto verso l’interno (ad esempio da bagni, docce ecc.), impianto di videocontrollo (occorre valutare l’aspetto riguardante la privacy).
Continuità di servizio e del controllo carichi (art. 11)
La definizione della continuità del servizio elettrico è riconducibile a:
art. 11.1 – continuità dell’energia, ove occorre valutare la necessità di dotare l’impianto di una sorgente di sicurezza (ad esempio UPS) per l’alimentazione di servizi particolari (come gli apparecchi medicali) e/o di ascensori o montascale (l’alimentazione di emergenza dovrà consentire di raggiungere almeno un piano di sbarco);
art. 11.2 – controllo dei carichi con l’identificazione dei carichi prioritari, sempre allo scopo di garantire la continuità di servizio.
Nella figura qui sotto viene evidenziato in particolare che il quadro di appartamento deve essere posizionato a una altezza compresa tra 0,75 m e 1,4 m dal piano di calpestio.
A fronte di ognuna delle tipologie di disabilità (D) di cui sopra la Specifica Tecnica nella norma vengono indicate le dotazioni impiantistiche minime previste.
Nota 1: Ai fini della Specifica Tecnica CEI 64-21 si intende “persona disabile o con specifiche necessità” (PNA) una persona con ridotte o impedite capacità motorie e/o sensoriali, menomazioni, malattie o con età avanzata, non in grado di utilizzare l’unità immobiliare e l’impianto elettrico in autonomia e sicurezza.
Nota 2: La Specifica Tecnica CEI 64-21 si applica a nuovi impianti o a rifacimenti in unità abitative singole, mono o plurifamiliari (ville), o in condominio. Non è applicabile alle unità abitative in edifici dichiarati pregevoli per arte e storia, soggetti al DL 42/2004.
Nota 3: Prescrizioni particolari sono previste per persone PNA non udenti (il videocitofono dovrà avere la segnalazione di chiamata con dispositivo acustico-luminoso e dovrà consentire l’accoppiamento di protesi acustiche). Per PNA non vedenti la postazione citofonica dovrà essere dotata di pittogrammi in rilievo.
Nota 4: Nella Specifica Tecnica CEI 64-21 non sono forniti specifici valori di illuminamento né di autonomia dell’illuminazione di emergenza.