Source: https://renatodisa.com/2014/01/28/corte-di-cassazione-sezione-vi-ordinanza-22-gennaio-2014-n-1305-operaio-muore-elettrofolgorato-per-lutilizzo-di-una-idropulitrice-condannato-ex-art-2051-il-proprietario-della-lancia-idropuli/
Timestamp: 2017-12-15 04:19:47+00:00
Document Index: 33241395

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'sentenza ', 'art. 205', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 444', 'art. 2051']

ordinanza 22 gennaio 2014, n. 1305
Tutti i motivi dedotti dall’odierno ricorrente – che possono essere trattati congiuntamente data l’intima connessione, essendo relativi alla ricostruzione dell’evento lesivo – implicano accertamenti di fatto e valutazioni di merito. Ripropongono, in realtà, un’inammissibile “diversa lettura” delle risultanze probatorie, senza tenere presente il consolidato orientamento di questa S.C., secondo cui, in tema di responsabilità civile per i danni cagionati da cose in custodia, la fattispecie di cui all’art. 2051 cod. civ. individua un’ipotesi di responsabilità oggettiva, essendo sufficiente per l’applicazione della stessa la sussistenza del rapporto di custodia tra il responsabile e la cosa che ha dato luogo all’evento lesivo. Pertanto non assume rilievo in sé la violazione dell’obbligo di custodire la cosa da parte del custode, la cui responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito, fattore che attiene non ad un comportamento del responsabile, ma al profilo causale dell’evento, riconducibile in tal caso non alla cosa che ne è fonte immediata ma ad un elemento esterno. Ne consegue l’inversione dell’onere della prova in ordine al nesso causale, incombendo sull’attore la prova del nesso eziologico tra la cosa e l’evento lesivo e sul convenuto la prova del caso fortuito. Sia l’accertamento in ordine alla sussistenza della responsabilità oggettiva che quello in ordine all’intervento del caso fortuito che lo esclude involgono valutazioni riservate al giudice del merito, il cui apprezzamento è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici (Cass. n. 6753/2004; n. 376/2005; n. 4279/2008).
La sentenza impugnata, invece, ha congruamente spiegato le ragioni della propria decisione ritenendo, da un lato, mancante il caso fortuito, consistente, nel caso in esame, nella condotta della vittima che si limitò a prendere in mano la lancia idropulitrice e, dall’altro, errata l’affermazione del giudice di primo grado, che aveva attribuito rilievo, in termini di interruzione del nesso di causalità psicologica, al dissenso del D.F.. La Corte d’Appello, inoltre, circa l’esclusione del concorso del fatto colposo della vittima, che al momento del decesso era in stato di intossicazione etilica e per abuso di droghe, motiva evidenziando come, ai fini dell’art. 205 1 c.c., non rilevano, gli stati soggettivi e i requisiti psicologici imputabili sia al danneggiante che al danneggiato.
Inoltre, legittimamente si è tratto ulteriore riscontro ed indizio della responsabilità dell’appellato per l’illecito dedotto, dalla sentenza di patteggiamento ex art. 444 c.p.p. di condanna del D.F. per omicidio colposo, in conformità all’orientamento di questa S.C. secondo cui il giudice civile, ai fini del proprio convincimento, può autonomamente valutare, nel contraddittorio tra le parti, ogni elemento dotato di efficacia probatoria e, dunque, anche le prove raccolte in un processo penale e le dichiarazioni verbalizzate dagli organi di polizia giudiziaria in sede di sommarie informazioni testimoniali, anche se sia mancato il vaglio critico del dibattimento ove il procedimento penale sia stato definito ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., potendo la parte, del resto, contestare, nell’ambito del giudizio civile, i fatti così acquisiti in sede penale (Cass. n. 22020/2007; n. 132/2008).
Con tag:custodia,omicidio colposo,responsabilità ex art. 2051 c.c.,risarcimento danni