Source: http://www.ordinecdlna.it/n-1072020-del-10072020/
Timestamp: 2020-08-08 02:23:13+00:00
Document Index: 168624124

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 9']

N° 107/2020 del 10/07/2020 – Ordine cdlna
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L’INL, con la nota n° 260 del 18 giugno scorso, fornisce chiarimenti sui criteri di calcolo delle sanzioni applicabili per violazione dei tempi di guida e riposo nel settore dell’autotrasporto.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota n. 260 del 18 giugno 2020, su richiesta della ITL di Bergamo, ha espresso il suo parere in merito ai criteri di calcolo delle sanzioni previste per le violazioni dell’art. 5 del D.Lgs. n. 234/2007.
Il citato decreto legislativo, attuativo della direttiva 2002/15/CE relativa all’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone addette ad operazioni mobili di autotrasporto, disciplina, all’art. 5, i riposi intermedi e la loro durata nell’eventualità in cui l’orario di lavoro sia superiore alle sei ore consecutive, disponendo riposi intermedi di almeno 30 minuti quando l’orario di lavoro sia compreso fra sei e nove ore e riposi di almeno 45 minuti quando l’orario di lavoro sia superiore alle nove ore.
Con la nota del 18 giugno, l’INL fornisce indicazioni in merito ai criteri di calcolo delle sanzioni amministrative previste dall’art. 9 comma 2 dello stesso decreto, per l’inosservanza delle disposizioni in materia.
In particolare, viene chiarito, sulla base della lettura congiunta degli artt. 5 e 9 del D. Lgs. n. 234/2007, che la sanzione amministrativa non deve essere moltiplicata per il numero di lavoratori interessati, ma deve essere applicata invece in misura fissa, avendo il legislatore stabilito un importo minimo e massimo senza alcun riferimento al numero di lavoratori coinvolti.
Questa interpretazione sarebbe confermata, a parere dell’Ispettorato, da un’ulteriore circostanza rappresentata dalla formulazione dei commi 1 e 4 dello stesso art. 9, laddove il legislatore ha previsto specificamente per le violazioni delle disposizioni dell’art. 4, relative alla durata massima della settimana lavorativa, e dell’art. 7 relative al lavoro notturno, che la sanzione sia commisurata al numero dei lavoratori coinvolti per ciascun periodo in cui si è verificata l’inosservanza degli obblighi.
Pertanto, è da ritenersi che nei casi previsti dai restanti commi dell’art. 9, non essendo specificato diversamente dal legislatore, non sarà necessaria alcuna operazione di “moltiplicazione” della sanzione per il numero di lavoratori interessati dalla violazione.