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Timestamp: 2013-05-23 08:29:55+00:00
Document Index: 332362

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 27', 'art. 34', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.6', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 8', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art 2', 'sentenza ', 'art.3', 'art 6', 'sentenza\n', 'sentenza ']

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Corte Europea dei diritti dell'uomo editExtracted from Wikipedia, the Free Encyclopedia - Original source - History
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La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Corte EDU) è stata istituita nel 1959[1] dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) del 1950, per assicurarne il rispetto. Vi aderiscono quindi tutti i 47 membri del Consiglio d'Europa.
1.1 Funzione contenziosa
1.2 Funzione consultiva
2 Componenti e organi
3 Rapporti con l'Unione europea
4 Giurisprudenza sull'Italia
4.1 Equo processo (art. 6)
4.1.1 Diritto di accesso ad un giudice
4.1.2 Durata ragionevole del processo
4.1.2.1 Legge Pinto
4.1.3 Diritti della difesa
4.2 Diritto a libertà e sicurezza (art. 5)
4.3 Rispetto della vita privata (art. 8)
5 Giudici
Funzione contenziosa modifica
Stanza della Corte
Funzione consultiva modifica
Componenti e organi modifica
La Corte è formata da tanti giudici quanti sono gli Stati Parte della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, eletti dall'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa tra i tre candidati proposti da ogni Stato per un mandato di 9 anni. I giudici eleggono tra loro un Presidente e due Vicepresidenti, con mandato triennale e rieleggibili.
La Corte si divide in cinque sezioni, composte tenendo conto dell'equilibrio geografico e dei sistemi giuridici degli Stati componenti. All'interno di ogni sezione sono formati, per un periodo di dodici mesi, dei comitati formati da tre giudici, che hanno il compito di esaminare in via preliminare le questioni sottoposte alla Corte. Con l'introduzione del protocollo n. 14, art. 27 viene istituita la figura di un "giudice unico", il quale può dichiarare irricevibile e cancellare dal ruolo un ricorso in base all'art. 34 della CEDU (ricorsi individuali) quando la decisione può essere adottata senza ulteriore esame; la decisione del Giudice unico è definitiva. La modifica introdotta con questo articolo ha lo scopo di snellire le procedure (in precedenza anche un ricorso manifestamente infondato doveva essere sottoposto al Comitato dei tre giudici, il solo a poter decidere sulla ricevibilità). Se il giudice unico non ritiene di respingere il ricorso, lo trasmette al comitato.
Rapporti con l'Unione europea modifica
Tutti gli stati che compongono l'UE sono anche membri del Consiglio d'Europa e hanno sottoscritto la Convenzione, ma la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) è un organo distinto dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Per questo, le sentenze dei due organi a priori potrebbero essere contraddittorie; per evitare ciò, la Corte di giustizia fa riferimento alle sentenze della Corte dei diritti dell'uomo e tratta la Convenzione sui diritti dell'uomo come se fosse parte del sistema giuridico dell'UE. Finora, anche se tutti i suoi membri hanno aderito alla Convenzione, l'UE di per sé non l'ha fatto perché non aveva competenza per farlo. Tuttavia, l'articolo 6 del trattato di Maastricht impone a tutte le istituzioni dell'UE di rispettare la Convenzione. In seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona (1º dicembre 2009) si prevede che l'UE sottoscriverà la Convenzione. In questo modo la Corte di giustizia sarebbe tenuta al rispetto delle sentenze della Corte dei diritti dell'uomo, e sarebbe risolto il problema del possibile conflitto fra le due corti.
Giurisprudenza sull'Italia modifica
Equo processo (art. 6) modifica
Diritto di accesso ad un giudice modifica
Secondo la giurisprudenza della Corte, l'equo processo prevede un processo di fronte ad un giudice indipendente ed imparziale, costituito per legge.
non è prevista per la vittima la garanzia sullo svolgimento d'ufficio dell'azione penale, solo il diritto dell'imputato ad un equo processo
caso Labita (1998): non ci sono prove degli avvenuti maltrattamenti in carcere, ma le autorità italiane non lo hanno verificato con indagini efficaci (violazione procedurale)
Durata ragionevole del processo modifica
Legge Pinto modifica
La sentenza 'Brusco della CEDU ha infine statuito che tutti i casi pendenti a Strasburgo dal 2001 (sui quali non sia ancora stato dato un giudizio di ricevibilità da parte della Corte) debbano tornare in Italia per l'appello interno secondo la legge Pinto. La sentenza Brusco è stata criticata per gli alti costi processuali presenti nella procedura interna italiana, ed inesistenti a Strasburgo.
Diritti della difesa modifica
Processo in assenza: caso Sejdovic
La corte di Strasburgo in tale sentenza rileva una palese violazione dell'art.6 della convenzione e nel dispositivo della sentenza afferma come "la violazione derivava da un problema strutturale connesso al mal funzionamento della normativa italiana poiché mancava un meccanismo effettivo che permettesse di assicurare al cittadino condannato in sua assenza di ottenere un nuovo processo sul merito delle accuse elevate a suo carico".
Difesa d'ufficio: caso Artico; lo Stato deve vigilare sul mancato assolvimenti dei doveri difensivi da parte dell'avvocato d'ufficio
Testimoni: la Corte attacca la nozione di testimone in senso largo, che include chiunque sia interrogato dalle autorità giudiziarie per accertare un fatto rilevante, incluse le vittime, i correi, i consulenti tecnici. In base al principio di parità delle armi, difesa ed accusa devano avere la stessa posizione di fronte ai testimoni, come minima garanzia giudiziaria.
Diritto a libertà e sicurezza (art. 5) modifica
Rispetto della vita privata (art. 8) modifica
Divieto della tortura(art.3) Nella giurisprudenza della Corte europea vengono in rilievo alcune sentenze volte a tutelare l'art.3:la sentenza"Soering"e la sentenza"Saadi" Nel caso "Soering" il richiamo all'art.3 sembra un escamotage della corte per evitare al condannato la pena capitale. Soering doveva essere estradato dal Regno Unito agli Stati Uniti. Il rischio che questi correva nell'essere condannato alla pena capitale era alto, legittimato dal fatto che il Regno Unito non era vincolato dalla proibizione di tale pena, non essendo ancora entrato in vigore il protocollo numero sei che permetteva una riserva di legittimità dell'art 2. La corte per scongiurare l'estradizione pose l'accento sulla grande sofferenza che il soggetto avrebbe potuto patire nella prigione, per un periodo indeterminato, prima della esecuzione (la cd. "sindrome da braccio della morte"). Un caso più recente che riguarda l'Italia è quello affermato nella sentenza Saadi dove la corte dichiara che se fosse avvenuta l'estradizione dall'Italia alla Tunisia si sarebbe violato l'art.3. Queste sentenze vengono definite sentenze inibitorie perché la corte prescinde ogni giudizio su un eventuale violazione dell'art 6(il procedimento) sicura come afferma nel caso "Saadi" che il Governo si adegui alla sentenza
Giudici modifica
Lista dei giudici in ordine di precedenza, aggiornata al 1º novembre 2012.[2]
Dean Spielmann, presidente
Josep Casadevall, vicepresidente
Guido Raimondi, vicepresidente
Isabella Berro-Lefèvre, presidente di sezione
Cristina Pardalos
^ Per la precisione il 21 gennaio 1959 furono eletti i componenti, il 23 febbraio 1959 si tenne la prima seduta che si protrasse per 5 giorni, mentre il 20 aprile 1959 si tenne il discorso inaugurale. La prima sentenza fu emessa il 14 novembre 1960 nel caso Lawless contro Irlanda. Il primo presidente fu lord McNair. Si calcola che fino al 2000 la Corte ha ricevuto oltre 10.000 ricorsi, mentre i ricorsi ricevuti dalla istituzione e sino al 2008 sono stati circa 49900. [1]
^ (EN) Composition of the Court. European Court of Human Rights. URL consultato in data 29-4-2009.
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Giurisprudenza tradotta in italiano sul sito dell'Osservatorio della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo
Banca dati ragionata, in italiano, sulla giurisprudenza CEDU in Diritti Umani in Italia, Rivista giuridica online.
Osservatorio della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti Umani
Corte europea dei diritti dell'uomo • Corte internazionale di giustizia • Corte permanente di giustizia internazionale • Corte penale internazionale • Tribunale penale internazionale (Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia • Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda) • Corte permanente di arbitrato • Corte di conciliazione e arbitrato • Tribunale Internazionale del Diritto del Mare