Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-civile/art-359-cod-proc-civile-rinvio-alle-norme-relative-al-procedimento-davanti-al-tribunale
Timestamp: 2019-03-20 02:18:28+00:00
Document Index: 166252988

Matched Legal Cases: ['art. 190', 'art. 360', 'art. 359', 'art. 182', 'art. 359', 'art. 359', 'art. 163', 'art. 2', 'art. 164']

Art. 359 cod. proc. civile: Rinvio alle norme relative al procedimento davanti al tribunale | La Legge per tutti
Nei procedimenti d’appello davanti alla corte o al tribunale si osservano, in quanto applicabili, le norme dettate per il procedimento di primo grado davanti al tribunale, se non sono incompatibili con le disposizioni del presente capo (1).
(1) Risultano applicabili al giudizio d’appello le norme che regolano l’attività di trattazione in tribunale senza richiamare il riferimento al collegio (es. artt. 356, 350, 345); sono invece incompatibili tutte quelle norme che si riferiscono alla nomina e all’attività svolta nel precedente sistema dal giudice istruttore.
Norme compatibili
La comparsa conclusionale di cui all’art. 190 c.p.c. ha la sola funzione di illustrare le domande e le eccezioni già ritualmente proposte, sicché, ove sia prospettata per la prima volta una questione nuova con tale atto nel procedimento di appello, il giudice non può e non deve pronunciarsi al riguardo. Ne consegue che qualora il giudice dell’appello si sia astenuto dalla pronuncia, il motivo di ricorso per cassazione con cui ci si dolga di tale mancata pronuncia dev’essere dichiarato inammissibile (fattispecie concernente giudizio soggetto al rito processuale anteriore alla L. n. 353 del 1990 e deduzione come motivo di ricorso in cassazione della violazione del n. 5 dell’art. 360 c.p.c.).
Cass. 5 agosto 2005, n. 16582.
La nullità della notificazione dell’impugnazione effettuata a soggetto minorenne non conduce all’inammissibilità della stessa, ma il giudice, valutando la ricorrenza di un potenziale conflitto di interessi tra le parti, deve disporre la rinnovazione dell’atto nei confronti del rappresentante legale, soggetto diverso dal genitore che ha introdotto il gravame, atteso che sono applicabili anche al giudizio di appello (ex art. 359 c.p.c.) gli artt. 163 n. 2 e 164 c.p.c., sulla nullità della citazione introduttiva del giudizio di cognizione ordinaria, nonché l’art. 182 c.p.c.
Cass. 4 aprile 2011, n. 7619.
Nel giudizio d’appello contro le sentenze in materia di sanzioni amministrative vanno osservate, in quanto applicabili, le norme ordinarie che disciplinano lo svolgimento del giudizio di primo grado davanti al tribunale, come dispone l’art. 359 c.p.c. C
ass., Sez. Un., 22 novembre 2010, n. 23594.
In virtù del rinvio operato dall’art. 359 c.p.c. alle disposizioni del procedimento di primo grado, l’art. 163-bis c.p.c. (nella formulazione anteriore alla modifica di cui all’art. 2, comma 1, lett. g), della legge 28 dicembre 2005, n. 263, applicabile “ratione temporis”), secondo il quale tra il giorno della notifica della citazione e quello dell’udienza di comparizione devono intercorrere termini liberi non minori di giorni sessanta, se il luogo della notifica si trova in Italia, si applica anche al giudizio di appello. Ne consegue che, se tra la notifica dell’atto di appello e l’udienza di comparizione intercorre un termine inferiore a quello indicato, l’atto di citazione é nullo ai sensi del primo comma dell’art. 164 c.p.c., e deve applicarsi il secondo comma di tale norma, secondo cui, in caso di mancata costituzione del convenuto, il giudice, rilevata la nullità della citazione, ne dispone la rinnovazione entro un termine perentorio.
Cass. 28 maggio 2010, n. 13128.
Cass. 20 aprile 2010, n. 9322.