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Timestamp: 2020-08-08 19:54:29+00:00
Document Index: 118899032

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 22', 'art. 74', 'art. 47', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 17']

NUOVI LIMITI A UTILIZZO CONTANTE - CREDITO IMPOSTA SU COMMISSIONI BANCARIE - Cadeddu tax&legal
Cadeddu tax&legal
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Pubblicato il Giugno 29, 2020 Giugno 29, 2020 di Alessandro Cadeddu
nel richiamare la CIRCOLARE numero 37 di eutekne.info, che analizza le nuove limitazioni all’utilizzo del contante, di seguito riepiloghiamo la nuova disciplina alla luce dei nuovi limiti imposti dalla normativa. Al termine del presente lavoro, inoltre, verrà esposto il funzionamento del credito d’imposta spettante sulle commissioni bancarie che gli esercenti sosterranno a partire dal 01 luglio 2020.
2 LIMITI ALL’UTILIZZO DEL DENARO CONTANTE
Il limite all’utilizzo del denaro contante, quale che ne sia la causa o il titolo, vale anche quando il tra­sferimento sia effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono “artificiosamente frazionati”.
Per tali trasferimenti è necessario ricorrere a banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elet­tronica e istituti di pagamento.
2.1 SOGGETTI DIVERSI
Secondo la FAQ Dipartimento del Tesoro 3.10.2017 n. 8, con le parole “soggetti diversi” il legisla­to­re intende riferirsi ad entità giuridiche distinte.
Si pensi, a titolo esemplificativo, ai trasferimenti che intercorrono tra:
· due società;
· il socio e la società di cui questi fa parte;
· società controllata e società controllante;
· legale rappresentante e socio;
· due società aventi lo stesso amministratore;
· una ditta individuale ed una società, nelle quali le figure del titolare e del rappresentante le­ga­le coincidono.
Il tutto per acquisti o vendite, per prestazioni di servizi, per acquisti a titolo di conferimento di capi­tale, o per il pagamento dei dividendi.
2.2 OPERAZIONE FRAZIONATA
Per operazione frazionata si intende un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pa­ri o superiore ai limiti, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti li­mi­ti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in 7 giorni, ferma re­stando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale.
3 CONSEGUENZE SANZIONATORIE
Dal punto di vista sanzionatorio, si ricorda che, fatta salva l’efficacia degli atti, alle violazioni della di­­sciplina in questione si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000,00 a 50.000,00 euro.
Per esigenze di coerenza sistematica, peraltro, è stato previsto che per le violazioni commesse e contestate dall’1.7.2020 al 31.12.2021, il minimo edittale sarà pari a 2.000,00 euro. Per le viola­zio­ni commesse e contestate a decorrere dall’1.1.2022, invece, il predetto minimo edittale sarà ulte­rior­­men­te abbassato a 1.000,00 euro.
Per le violazioni che riguardano importi superiori a 250.000,00 euro, invece, la sanzione è quintu­plicata nel minimo e nel massimo edittali.
Oblazione e pagamento in misura ridotta
Alla violazione relativa al limite all’utilizzo del denaro contante è applicabile l’istituto dell’oblazione, che ammette il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di 60 giorni “dalla contestazione immediata” o, se questa non vi è stata, dalla notifica­zio­ne degli estremi della violazione. Tale facoltà non è esercitabile da chi se ne sia già avvalso per altra analoga violazione il cui atto di contestazione sia stato ricevuto dall’interessato nei 365 giorni pre­cedenti la ricezione dell’atto di contestazione concernente l’illecito per cui si procede.
Peraltro, prima della scadenza del “termine previsto per l’impugnazione” del decreto che irroga la san­zione, il destinatario del decreto sanzionatorio può chiedere al Ministero dell’Economia e delle Fi­nanze procedente il pagamento della sanzione in misura ridotta. La riduzione ammessa è pari a un terzo dell’entità della sanzione irrogata. L’applicazione della sanzione in misura ridotta non è am­­messa qualora il destinatario del decreto sanzionatorio si sia già avvalso, nei 5 anni precedenti, della stessa facoltà.
4 POSIZIONE DEI PROFESSIONISTI
I limiti all’utilizzo del denaro contante presentano rilevanti conseguenze per i professionisti. Innan­zi­tutto, le parcelle di importo pari o superiore ai nuovi limiti non potranno essere incassate, in con­tan­ti, in un’unica soluzione. Si ricorda, peraltro, come la FAQ Dipartimento del Tesoro 3.12.2017 n. 12 abbia precisato che, a fronte di una fattura unica il cui importo sia superiore al limite, è pos­si­bile accettare il versamento di denaro contante a titolo di caparra, purché il trasferimento in con­tan­­­ti sia inferiore alla soglia oltre la quale è obbligatorio l’utilizzo di strumenti di pagamento traccia­bili.
Comunicazione delle infrazioni alla Ragioneria territoriale dello Stato
I professionisti, inoltre, sono obbligati a comunicare alle competenti Ragionerie territoriali dello Sta­­to (RTS) le infrazioni alle violazioni dei limiti di utilizzo del denaro contante delle quali acquisi­scano notizia nello svolgimento della propria attività.
La comunicazione non va effettuata quando oggetto dell’infrazione è un’operazione di trasferi­men­to segnalata come operazione sospetta di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Ad ogni modo, a fronte dell’abbassamento della sanzione minima edittale per chi, dall’1.7.2020, com­­metterà l’illecito in questione, nessuna riduzione è prevista per i destinatari degli obblighi anti­ri­ciclaggio che omettano di comunicare l’infrazione. Per essi, infatti, la sanzione minima rimane pa­ri a 3.000,00 euro.
5 TABELLA RIEPILOGATIVA DEI LIMITI ALL’UTILIZZO DEL DENARO CON­TAN­TE
Dal 9.5.91 al 25.12.2002 20.000.000 di lire
Dal 26.12.2002 al 29.4.2008 12.500,00 euro
Dal 6.12.2011 al 31.12.2015 1.000,00 euro
Dall’1.1.2016 al 30.6.2020 3.000,00 euro
Dall’1.7.2020 al 31.12.2021 2.000,00 euro
Dall’1.1.2022 1.000,00 euro
6 ASSEGNI BANCARI, POSTALI E CIRCOLARI
Le novità ricordate tendono ad allineare la disciplina relativa all’utilizzo del contante a quella previ­sta per gli assegni bancari, postali e circolari.
È, infatti, fissato a 1.000,00 euro l’importo a partire dal quale gli assegni bancari e postali e gli as­segni circolari ed i vaglia postali e cambiari devono recare l’indicazione del nome o della ragione so­ciale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.
7 OPERAZIONI EFFETTUATE NEI CONFRONTI DI TURISTI STRANIERI
I turisti stranieri possono effettuare acquisti in contanti entro il limite di 15.000,00 euro.
L’art. 3 co. 1 – 2-bis del DL 2.3.2012 n. 16, conv. L. 26.4.2012 n. 44, prevede infatti la deroga al di­vieto di trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori al limite generale e fino all’im­­porto di 15.000,00 euro, per l’acquisto di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo, ef­fet­tuati:
· da persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana;
· presso i commercianti al minuto e soggetti equiparati (di cui all’art. 22 del DPR 633/72) e le agenzie di viaggio e turismo (di cui all’art. 74-ter del DPR 633/72).
La deroga in questione si applica anche ai cittadini di Stati appartenenti all’Unione europea (UE) o allo Spazio economico europeo (SEE).
7.1 CONDIZIONI PER LA DEROGA
Per fruire della suddetta deroga, prevista per agevolare il turismo straniero, è necessario che il ce­dente del bene o il prestatore del servizio provveda ai seguenti adempimenti:
· invii all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione preventiva di adesione alla disciplina in esame, nella quale occorre indicare il conto corrente intrattenuto presso un operatore fi­nan­­­ziario, intestato allo stesso cedente o prestatore, che si intende utilizzare per il ver­sa­men­­to del denaro contante;
· identifichi il cliente straniero (fotocopiando il passaporto);
· acquisisca da quest’ultimo un’autocertificazione, ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, at­te­sta­nte il fatto di non essere cittadino italiano, nonché il possesso della residenza fuori del ter­ritorio dello Stato italiano;
· nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione, versi il denaro con­tante incassato sul conto corrente indicato (consegnando all’operatore finanziario copia della ricevuta della comunicazione preventiva effettuata all’Agenzia delle Entrate).
La deroga in esame, nel rispetto dei suddetti adempimenti, è quindi applicabile:
· fino al 30.6.2020, per operazioni di importo pari o superiore a 3.000,00 euro e fino a 15.000,00 euro;
· dall’1.7.2020 e fino al 31.12.2021, per operazioni di importo pari o superiore a 2.000,00 eu­ro e fino a 15.000,00 euro.
7.2 COMUNICAZIONE DELLE OPERAZIONI DI IMPORTO PARI O SUPERIORE AL LIMITE GENERALE
· pari o superiore a 3.000,00 euro e fino a 15.000,00 euro, effettuate dall’1.1.2020 al 30.6.2020;
· pari o superiore a 2.000,00 euro e fino a 15.000,00 euro, effettuate dall’1.7.2020 al 31.12.2020.
· entro il 10.4.2021, da parte dei soggetti che effettuano le liquidazioni periodiche IVA su base mensile, ovvero entro il 20.4.2021, da parte degli altri soggetti;
· mediante il modello di comunicazione polivalente, approvato ai sensi del provv. Agenzia del­le Entrate 2.8.2013 n. 94908.
8 OBBLIGO DI POS
I soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche profes­sio­nali, sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso “carte di pagamento”; tale obbligo non tro­va applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica (sono in ogni caso fatte salve le di­spo­sizioni antiriciclaggio del DLgs. 231/2007).
L’art. 23 del DL 26.10.2019 n. 124 (c.d. “collegato alla legge di bilancio 2020”) aveva previsto che, a decorrere dall’1.7.2020, la “mancata accettazione” di pagamenti tramite carte di pagamento, di qual­siasi importo, da parte di soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sarebbe stata punita con la sanzione amministrativa di 30,00 euro, aumentati del 4% del valore della transazione per la quale fosse stata rifiutata l’accettazione del pagamento.
Tale previsione è stata infatti soppressa in sede di conversione in legge.
9 CREDITO D’IMPOSTA AGLI ESERCENTI PER LE COMMISSIONI APPLI­CA­­TE SUI PAGAMENTI ELETTRONICI
· carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione di cui all’art. 7 co. 6 del DPR 605/73;
· altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.
L’agevolazione si applica, comunque, nel rispetto delle condizioni e dei limiti del regime “de minimis”.
9.1 DECORRENZA
Ai fini del credito d’imposta in esame, rilevano le commissioni addebitate agli esercenti in rela­zione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali a partire dall’1.7.2020.
9.2 COMUNICAZIONE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE DA PARTE DEGLI OPERATORI FI­NANZIARI
Ai fini della spettanza all’esercente del credito d’imposta in esame, gli operatori dei sistemi di pa­ga­mento elettronici tracciabili devono effettuare un’apposita comunicazione telematica mensile all’Agen­zia delle Entrate, contenente:
· il codice fiscale dell’esercente;
· il mese e l’anno di addebito delle commissioni;
· il numero totale delle operazioni di pagamento effettuate nel periodo di riferimento;
· il numero totale delle operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali nel periodo di riferimento;
· l’importo delle commissioni addebitate per le operazioni di pagamento riconducibili a consu­ma­tori finali;
· l’ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione.
9.3 COMUNICAZIONE AGLI ESERCENTI DA PARTE DEGLI OPERATORI FINANZIARI
· in modalità telematica (es. tramite PEC o pubblicazione nell’on line banking dell’esercente);
· entro il ventesimo giorno del mese successivo a ciascun periodo di riferimento.
9.4 UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 (ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97), a decorrere dal mese successivo a quello di sosteni­mento della spesa.
9.5 INDICAZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA
· nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione;
· nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.
9.6 CONSERVAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DA PARTE DEGLI ESERCENTIGli esercenti utilizzatori del credito d’imposta in esame sono tenuti a conservare, per 10 anni dall’an­no in cui il credito d’imposta è stato utilizzato, la documentazione relativa alle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con strumenti elettronici di pagamento.
Lo studio, come di consueto, rimane a disposizione per qualsiasi esigenza
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