Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4277:chimici-gomma-e-plastica-industria-ccnl-14-luglio-1980&catid=56&Itemid=139
Timestamp: 2019-10-22 03:57:54+00:00
Document Index: 163994350

Matched Legal Cases: ['art. 62', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 46', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 23']

Chimici - Gomma e plastica, Industria: CCNL, 14 luglio 1980
Data firma: 14 luglio 1980
Validità: 01.07.1980 - 30.06.1983
Parti: Assogomma, Airp, Intersind e Fulc (Filcea-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilcid-Uil) e Cisnal Chimici e Failc-Confail e Unionplast
Art. 8 - Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o mansioni di semplice attesa o custodia
Art. 10 - Turnisti a ciclo continuo
Art. 12 - Giorni festivi
Art. 14 - Trattamento economico minimo
Art. 16 - Divisore orario
Art. 17 - Elementi della retribuzione
Art. 19 - Reclami sulla retribuzione
Art. 22 - Compenso sostitutivo del cottimo e di altri incentivi
Art. 23 - Premio di produzione
Art. 25 - Computo delle maggiorazioni per il lavoro a turni
Art. 26 - Mantenimento delle maggiorazioni per lavoro a turni
Art. 27 - Indennità speciali
Art. 28 - Trattenute per risarcimento danni
Art. 31 - Interruzione del lavoro e recupero delle ore di lavoro perdute
Art. 32 - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro
Art. 33 - Permessi di entrata e di uscita
Art. 36 - Servizio militare Art. 37 - Infortunio e malattie professionali
Art. 38 - Trattamento in caso di malattia o infortunio
Art. 39 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 40 - Ambiente di lavoro
Art. 41 - Lavoro a domicilio
Art. 42 - Appalti
Art. 43 - Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali
Art. 44 - Diritto allo studio e facilitazioni particolari per lavoratori studenti
Art. 45 - Abiti da lavoro
Art. 46 - Lavoro delle donne e dei minori
Art. 48 - Inizio e fine del lavoro
Art. 49 - Consegna e conservazione utensili e materiali
Art. 50 - Visita di inventario e di controllo
Art. 52 - Rapporti in azienda
Art. 55 - Licenziamento per mancanze
Art. 56 - Restituzione documenti di lavoro - Certificato di lavoro
Art. 58 - Indennità di anzianità
Art. 60 - Indennità in caso di morte
Art. 61 - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda
Art. 63 - Assemblee
Art. 65 - Permessi per cariche sindacali
Art. 66 - Aspettativa per cariche pubbliche e sindacali
Art. 67 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 68 - Abrogazione dei precedenti contratti-opzione
Art. 69 - Condizioni di miglior favore
Art. 70 - Piccole aziende
Art. 71 - Distribuzione del contratto ed esclusiva di stampa
Art. 72 - Decorrenza e durata
Addì 14 luglio 1980, in Roma tra l’Associazione nazionale fra le industrie della gomma, cavi elettrici ed affini "Assogomma", l’Associazione italiana ricostruttori pneumatici "Airp", con l’assistenza della Confederazione generale della industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind e la Federazione unitaria lavoratori chimici - Fulc (Filcea-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilcid- Uil), con la partecipazione di una Delegazione composta dalle strutture regionali, provinciali, territoriali della Fulc e dei Consigli di fabbrica dei settori interessati, con l’assistenza della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil, si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’Associazione nazionale fra le industrie della gomma, cavi elettrici ed affini, all’Associazione italiana ricostruttori pneumatici ed all’Associazione sindacale Intersind.
Addì 14 luglio 1980, in Roma tra l’Associazione nazionale fra le industrie della gomma, cavi elettrici ed affini "Assogomma", l’Associazione italiana ricostruttori pneumatici "Airp", con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind e la Federazione nazionale Cisnal chimici ed affini, con la partecipazione delle Segreterie provinciali e delle rappresentanze sindacali aziendali del settore, si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’Associazione nazionale fra le industrie della gomma, cavi elettrici ed affini, all’Associazione italiana ricostruttori pneumatici ed all’Associazione sindacale Intersind.
Addì 14 luglio 1980, in Roma tra l’Associazione nazionale fra le industrie della gomma, cavi elettrici ed affini "Assogomma", l’Associazione italiana ricostruttori pneumatici "Airp", con l’assistenza della Confederazione generale della industria italiana; l’Associazione sindacale Intersind e la Federazione autonoma italiana lavoratori chimici (Failc-Confail), con l’assistenza della Confederazione autonoma italiana del lavoro (Confail), si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’Associazione nazionale fra le industrie della gomma, cavi elettrici ed affini, all’Associazione italiana ricostruttori pneumatici ed all’Associazione sindacale Intersind.
N.B.: Ogni qualvolta negli articoli del presente contratto venga richiamato il "Consiglio di fabbrica", per le Organizzazioni dei lavoratori Cisnal e Failc-Confail, si intende richiamata la "RSA".
In luogo di quanto previsto dall’art. 62 del contratto, per l’Organizzazione dei lavoratori firmataria, ferma restando la validità di quanto stabilito dalla legge 300 del 20-5-1970 per le Rappresentanze sindacali aziendali, si è convenuto il seguente testo:
Al fine di migliorare le condizioni di agibilità dei dirigenti delle Rappresentanze sindacali aziendali delle Organizzazioni firmatarie - costituite ai sensi della legge 20-5-1970, n. 300 e che sono riconosciute agenti della contrattazione nelle materie proprie del livello aziendale - viene consentito, nell’ambito di ciascuna di tali rappresentanze, il cumulo su base annua dei permessi retribuiti singolarmente spettanti a norma dell’art. 23 della legge suddetta.
I suddetti permessi non assorbono quelli già concordati in sede aziendale per i membri di Commissione interna dell’organizzazione sindacale firmataria.
Addì 14 luglio 1980, in Roma tra l’Unione nazionale industrie materie plastiche "Unionplast", con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind e la Federazione unitaria lavoratori chimici - Fulc (Filcea-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilcid- Uil), con la partecipazione di una Delegazione composta dalle strutture regionali, provinciali, territoriali della Fulc e dei Consigli di fabbrica dei settori interessati, con l’assistenza della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil, si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’Unione nazionale industrie materie plastiche ed all’Associazione sindacale Intersind.
Addì 14 luglio 1980, in Roma tra l’Unione nazionale industrie materie plastiche "Unionplast", con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind
e la Federazione nazionale Cisnal lavoratori chimici ed affini, con la partecipazione delle Segreterie provinciali e delle Rappresentanze sindacali aziendali del settore, si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’Unione nazionale industrie materie plastiche ed all’Associazione sindacale Intersind.
Addì 14 luglio 1980, in Roma tra l’Unione nazionale industrie materie plastiche "Unionplast", con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind e la Federazione autonoma italiana lavoratori chimici (Failc-Confail), con l’assistenza della Confederazione autonoma italiana del lavoro (Confail), si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’Unione nazionale industrie materie plastiche ed all’Associazione sindacale Intersind.
Al fine di migliorare le condizioni di agibilità dei dirigenti delle Rappresentanze sindacali aziendali delle Organizzazioni firmatarie - costituite ai sensi della legge 20-5-1970, n. 300 che sono riconosciute agenti della contrattazione nelle materie proprie del livello aziendale - viene consentito, nell’ambito di ciascuna di tali rappresentanze, il cumulo su base annua dei permessi retribuiti singolarmente spettanti a norma dell’art. 23 della legge suddetta.
A - Le parti, ferme restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le prerogative proprie degli imprenditori e quelle delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, convengono di porre in atto procedure così articolate:
1) annualmente, in uno specifico incontro le Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie forniranno alla Fulc nazionale dati in ordine:
a) alle prospettive degli investimenti complessivi, articolati per singoli comparti produttivi;
c) alla spesa globale di ricerca realizzata e prevista nonché indicazioni sulle principali finalizzazioni della stessa.
Nel corso dell’incontro le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti di cui al punto a) relativamente all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche e ambientali.
A richiesta della Fulc, si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, per verificare le realizzazioni, nell’area nazionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed agli effetti di cui al precedente comma;
2) annualmente, a livello regionale, le Associazioni degli industriali firmatarie forniranno ai Sindacati dei lavoratori dati in ordine:
b) alla entità globale dei contributi a fondo perduto o dei finanziamenti a tasso agevolato erogati, per investimenti, dallo Stato e dalla Regione nel quadro di apposite leggi;
c) all’occupazione del settore, distinta per sesso e fasce d’età, nonché informazioni complessive sul ricorso alla legge 285/1977;
d) alla spesa globale di ricerca realizzata e prevista nonché indicazioni sulle principali finalizzazioni della stessa.
Tali informazioni saranno fornite per aree sub-regionali, previa individuazione delle aree stesse, laddove si riscontri una concentrazione di aziende che esercitino produzioni sostanzialmente omogenee.
Nel corso degli incontri (livello regionale - livello sub-regionale) le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti di cui al punto a), relativamente all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali.
A richiesta delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, si darà luogo ad un incontro, a livello regionale, tra le Organizzazioni sindacali stesse e le Associazioni degli industriali firmatarie per verificare le realizzazioni, nell’area regionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed agli effetti di cui al precedente comma;
3) annualmente, in occasione di uno specifico incontro promosso dalle Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie, i gruppi industriali, individuabili nei complessi produttivi con più stabilimenti situati nel territorio nazionale ed aventi rilevante influenza nel settore, porteranno a conoscenza della Fulc:
a) i dati previsionali di investimenti per nuovi insediamenti produttivi, potenziamenti o trasformazioni di quelli esistenti;
b) in riferimento agli investimenti complessivi, l’entità globale dei contributi a fondo perduto o dei finanziamenti a tasso agevolato erogati dallo Stato e/o dalle regioni nel quadro di apposite leggi;
d) la spesa globale di ricerca realizzata e prevista, nonché indicazioni sui principali indirizzi della stessa.
Nel corso dell’incontro le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti relativamente all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali, assicurando la necessaria riservatezza.
A richiesta della Fulc, si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, tra il gruppo e la Fulc, presso le Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie, per verificare le realizzazioni, nel contesto nazionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed agli effetti di cui al comma precedente. La verifica nell’ambito delle realtà di fabbrica avverrà con la medesima procedura, in appositi incontri tra le parti, con l’intervento della Direzione aziendale e del Consiglio di fabbrica;
4) annualmente, le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con più di 275 dipendenti porteranno a conoscenza dei Sindacati locali dei lavoratori:
b) il numero degli addetti distinti per sesso e fasce d’età;
c) la spesa globale di ricerca realizzata e prevista.
L’informativa e la verifica avverranno con la medesima procedura di cui al punto 2), in un apposito incontro tra le parti, con l’intervento del Consiglio di fabbrica.
Per le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con un numero di dipendenti compreso tra 275 e 150, le competenti Associazioni degli industriali forniranno annualmente per iscritto alla Fulc e, per conoscenza, ai Consigli di fabbrica le informazioni di cui al precedente punto b).
B - Problemi dell’occupazione femminile formeranno oggetto di esame in occasione degli incontri di cui ai punti precedenti. Ove tali problemi assumano notevole rilevanza, si terrà conto al fine di concorrere alla loro soluzione delle possibilità tecniche e legali di adibire le donne a lavorazioni tradizionalmente affidate a uomini, compatibilmente con le esigenze organizzative e con le possibilità di formazione professionale.
Dati aggregati relativi alla formazione professionale del personale femminile verranno forniti in occasione degli incontri di cui al punto A-2).
Le aziende con più di 150 dipendenti informeranno preventivamente i Consigli di fabbrica su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo e ciò per consentire alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio.
Le Organizzazioni imprenditoriali firmatarie, in occasione degli incontri di cui al punto A-2) del titolo I "Investimenti e occupazione", forniranno informazioni sulle dimensioni occupazionali del fenomeno e sulla sua natura.
Le parti convengono nel riconoscere all’addestramento ampio rilievo ai fini della crescita professionale dei lavoratori e del miglioramento della produttività.
In questo quadro si colloca l’impegno all’esame dei programmi aziendali di addestramento dei lavoratori nei casi di riqualificazione.
A livello regionale, in occasione dell’incontro di cui al punto A-2), primo comma, del titolo I "Investimenti e occupazione", verranno fornite informazioni sull’utilizzo dei fondi pubblici per i programmi di formazione.
Ai livelli di cui al punto A-2) del titolo I "Investimenti e occupazione", saranno fornite informazioni aggregate sui programmi di formazione professionale.
Le parti dichiarano che lo sviluppo della produttività tecnico-economica costituisce un obiettivo il cui raggiungimento è condizione per lo sviluppo della competitività sui mercati internazionali.
Tale obiettivo va perseguito anche attraverso un miglior uso di tutte le risorse tecniche ed umane, un più razionale utilizzo degli impianti e la valorizzazione professionale dei lavoratori interessati. Esso può essere realizzato mediante la ricerca e l’introduzione di nuove forme organizzative del ciclo produttivo, che possono prevedere l’accorpamento di più mansioni - senza peraltro escluderne le singole effettuazioni - e mediante fasi di lavoro di gruppo.
I sistemi di rotazione eventualmente adottati in tale ambito dovranno comprendere mansioni appartenenti a non più di due livelli contigui.
Le nuove forme di organizzazione del lavoro sulla base degli indirizzi sopra indicati avranno carattere sperimentale e reversibile.
L’esame di tutte le questioni connesse verrà effettuato con il Consiglio di fabbrica, fermi restando tutti i diritti di contrattazione sulle condizioni di lavoro definiti dal presente contratto; la consultazione dovrà esaurirsi entro il termine massimo di 2 mesi, ridotti alla metà per le aziende minori di 150 dipendenti.
Nel corso delle fasi sperimentali potranno essere individuate nuove figure professionali che, in caso di esito positivo delle sperimentazioni medesime e della definitiva adozione delle nuove formule organizzative, saranno inquadrate nella scala classificatoria sulla base delle declaratorie contrattuali e utilizzando per analogia i profili esistenti.
L’azienda adotterà definitivamente il sistema sperimentato, compresa l’eventuale rotazione, dopo un esame dei risultati con il Consiglio di fabbrica, eventualmente assistito da delegati dei lavoratori direttamente interessati.
In relazione a quanto stabilito al punto B) del titolo I "Investimenti e occupazione" ed alla "Dichiarazione a verbale" all’art. 46 e nel rispetto della legge n. 903/1977, le parti convengono sulla opportunità di utilizzare anche la ricerca di nuove forme di organizzazione del lavoro, al fine di superare le divisioni professionali fra lavori tradizionalmente maschili e lavori tradizionalmente femminili.
A) In relazione all’esigenza di una rigorosa attuazione dell’orario contrattuale di lavoro, le parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, tenendo conto altresì dell’assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
B) a) Il ricorso al lavoro supplementare e straordinario deve avere carattere eccezionale. Esso deve trovare obiettiva giustificazione in necessità imprescindibili, indifferibili, di durata temporanea e tali da non ammettere correlativi dimensionamenti di organico.
b) Al di là dei casi previsti dal punto precedente, eventuali ipotesi di lavoro supplementare e straordinario saranno contrattate preventivamente tra la Direzione aziendale ed il Consiglio di fabbrica.
In tal caso - ferma restando la corresponsione delle maggiorazioni contrattualmente stabilite - le prestazioni straordinarie saranno compensate da corrispondenti riposi, possibilmente collegati con quelli settimanali o infrasettimanali, mentre l’eventuale recupero, mediante riposi, delle ore supplementari formerà oggetto della contrattazione con il Consiglio di fabbrica.
c) La Direzione aziendale comunicherà mensilmente al Consiglio di fabbrica i dati a consuntivo concernenti le prestazioni supplementari e straordinarie per servizio o reparto.
Fermo restando quanto previsto dalla lettera B) del presente articolo per quanto attiene al lavoro supplementare e straordinario, in considerazione del comune obiettivo di perseguire una maggior livello di produttività dell’azienda, le parti riconoscono la possibilità che in sede aziendale venga concordata una continuativa utilizzazione degli impianti, per un periodo indefinito, con il passaggio da cinque a sei giorni e ciò mediante una idonea articolazione dell’orario normale, anche su cicli plurisettimanali. Tale articolazione di realizzerà con la concessione di riduzione di orario di lavoro per il personale interessato, la cui entità sarà concordata a livello aziendale.
Per le lavorazioni a ciclo continuo, l’orario settimanale di 40 ore potrà essere realizzato anche attraverso turni plurisettimanali con riposi compensativi.
Nei turni regolari periodici il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima aver avuto la sostituzione del lavoratore del turno montante, fermo restando il diritto alle maggiorazioni stabilite per il lavoro supplementare o straordinario.
A decorrere dal 1-1-1981, i lavoratori operanti sui tre turni avvicendati, compresi quelli addetti al ciclo continuo di cui all’art. 10 del contratto, avranno diritto a godere di ulteriori 18 ore annue di riposo aggiuntivo e così di ulteriori 18 ore a partire dal 1-1-1982.
I riposi di cui ai commi precedenti assorbono quanto a titolo di riduzione di orario già concesso o concordato a livello aziendale.
E) Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica contratteranno, con riferimento all’arco annuale ed in ogni caso con le opportune verifiche periodiche in relazione con le necessità tecniche e produttive, i criteri da seguire per consentire l’effettuazione delle giornate di riposo dei lavoratori. Le parti si danno atto che il godimento dei riposi non può ridurre l’utilizzazione degli impianti, come avverrebbe se la fabbrica fosse a tal fine chiusa o costretta a lavorare con organici ridotti in modo da comprometterne la funzionalità. In tale ambito si esamineranno, conciliandole con la maggiore utilizzazione degli impianti e delle risorse produttive:
- le eventuali ferie collettive e la loro collocazione;
- l’effettuazione dei riposi aggiuntivi di cui alle lettere C) e D);
- la razionalizzazione del calendario lavorativo.
F) In occasione delle verifiche di cui al punto E), e comunque quando se ne presenti la necessità, si esaminerà la possibilità di soddisfare anche attraverso il ricorso al lavoro supplementare e straordinario esigenze derivanti da:
- eccezionali termini di consegna;
- eccezionali ordinativi in esportazione;
- esigenze di carattere stagionale;
- momentanee difficoltà di produzione determinate da innovazioni tecniche in corso;
e se ne definirà la conseguente misura del ricorso.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale deve essere preavvertito non più tardi del quarto giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; in caso contrario, il lavoro disposto in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo o straordinario festivo.
H) Fermo restando quanto stabilito ai precedenti punti b) e c) della lettera B), il lavoratore può esimersi dall’effettuare il lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo soltanto per giustificati motivi individuali di impedimento. Il lavoro supplementare e straordinario, nonché il lavoro festivo dovranno essere disposti ed autorizzati dalla Direzione aziendale.
Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia, l’orario normale di lavoro non può superare le 10 ore giornaliere o le 60 ore settimanali previste dai vigenti accordi interconfederali in materia, salvo le eccezioni di cui agli accordi medesimi.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate, la mezz’ora di riposo prevista dalle vigenti disposizioni di legge dovrà essere retribuita, ma in tal caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni diurni dal punto 8) del presente articolo.
Come previsto dalla relativa legge 22-2-1934, n. 370, e fatto salvo quanto disposto per i minori, il riposo settimanale cadrà normalmente in domenica, potendosi far godere il riposo in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla legge stessa.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie, ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con un’indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione di fatto dovuta per le giornate di ferie non godute, calcolata nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione (indennità di contingenza compresa).
3) La tabella di cottimo (o tariffa), da affiggere nei luoghi di lavoro o consegnare ai lavoratori, dovrà contenere le seguenti indicazioni:
L’analisi della lavorazione nelle singole operazioni e l’elaborazione completa della tabella (o tariffa), compresi i tempi parziali o gli elementi equivalenti, sarà a disposizione dei delegati del Consiglio di fabbrica di cui al successivo punto 4) che ne potranno prendere visione, fermo restando l’obbligo di riservatezza sulle informazioni acquisite.
Nei casi di emissione e di revisione di tabella (o tariffa) l’azienda ne darà preventiva comunicazione ai lavoratori interessati ed ai delegati del Consiglio di fabbrica di cui al primo comma del successivo punto 4).
4) Presso ogni stabilimento, il Consiglio di fabbrica nomina propri delegati in materia di cottimi, nel numero di 3 per gli stabilimenti fino a 3.000 dipendenti, 6 per gli stabilimenti con oltre 3.000 dipendenti e fino a 9.000 dipendenti e 9 per oltre 9.000 dipendenti. Questi delegati rappresenteranno i lavoratori nelle controversie relative alle tabelle (o tariffe di cottimo).
Delegati dei lavoratori direttamente interessati alla singola tabella (o tariffa) controversa e da essi designati di volta in volta nel proprio ambito, il numero proporzionale alla loro consistenza e comunque non superiore a 6, parteciperanno alle discussioni unitamente ai delegati del Consiglio di fabbrica di cui al precedente comma.
Nell’espletamento del loro compito, i delegati del Consiglio di fabbrica di cui al primo comma del presente punto 4) potranno effettuare tutti gli accertamenti che riterranno necessari.
Essi svolgeranno i loro compiti durante l’orario di lavoro, con il riconoscimento della retribuzione di fatto.
Identiche condizioni verranno adottate per i lavoratori di cui al secondo comma, limitatamente al periodo di discussione delle loro tabelle.
Qualora esista divergenza sulla stessa esistenza di modifiche nelle condizioni di esecuzione del lavoro, i delegati del Consiglio di fabbrica, di cui al primo comma del precedente punto 4), potranno instaurare regolare controversia.
È ammesso, per tutti i lavoratori, il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per cause di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche di categoria, purché esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno, e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
I predetti limiti giornalieri del recupero non si riferiscono alle protrazioni di orario relative alla concentrazione dell’orario settimanale in meno di sei giorni.
Art. 37 - Infortunio e malattie professionali
Qualora, durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all’azione nociva delle sostanze adoperate o prodotte nell’ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertirne il proprio superiore diretto perché questi ne informi la Direzione per i provvedimenti del caso.
2) Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione di vapori, sostanze tossiche, nocive o pericolose superi i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle della "American conference of governmental industrial hygienists" secondo i criteri di applicazione indicati dalle tabelle stesse (premesse e appendici comprese). Tali tabelle sono allegate al presente contratto e verranno aggiornate in relazione ai mutamenti ad esse apportati dal predetto Ente, in modo da disporre sempre delle più aggiornate conoscenze scientifiche acquisite in materia di tutela della salute dei lavoratori.
Nel caso che dal Servizio sanitario nazionale o dal Ministero competente venissero emanate con efficacia cogente nuove specifiche tabelle, le stesse saranno recepite contrattualmente in sostituzione di quelle dell’ACGIH attuali. Nel caso di tabelle raccomandate dalla CEE, le parti stipulanti si incontreranno per concordare il recepimento, sempre in sostituzione di quelle dell’ACGIH.
Con riferimento a quanto previsto dall’art. 20 lettera d) della legge 23-12-1978, n. 833, le aziende comunicheranno al Consiglio di fabbrica l’elenco qualitativo e le caratteristiche delle sostanze, anche non comprese nelle tabelle MAC, che possano venire a contatto dei lavoratori sotto forma di gas, vapori e polveri e che presentino rischi specifici desunti dalla normativa in vigore e dalle conoscenze scientifiche ufficiali. Tale elenco sarà aggiornato annualmente.
Le aziende porteranno a conoscenza del Consiglio di fabbrica eventuali sostanze contenute nei residui di lavorazione, che abbiano determinato inquinamento negli scarichi, accertato dai competenti organi di controllo, ciò in relazione a necessità di fermata di impianti per adeguamento alle norme di legge.
Il Consiglio di fabbrica ricerca altresì e contratta con la Direzione aziendale le misure da adottare per migliorare le condizioni ambientali nocive e particolarmente gravose, e che comportino pericolo per l’integrità psico-fisica dei lavoratori.
Delegati dei lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione, e da essi designati di volta in volta nel proprio ambito, in numero proporzionale alla consistenza del gruppo stesso e comunque non superiore a sei, partecipano alla discussione in uno con il Consiglio di fabbrica, con il riconoscimento della retribuzione di fatto, in quanto la discussione medesima si svolga in orario di lavoro.
Il Consiglio di fabbrica, partecipa al costante aggiornamento dei registri dei dati ambientali e biostatistici e dei libretti di rischio di cui al successivo punto 5).
3) Qualora l’adozione di sostanziali modifiche agli impianti al fine di migliorare l’ambiente di lavoro e la sicurezza imponesse la fermata totale o parziale degli stessi, l’azienda provvederà ad utilizzare i lavoratori interessati in altre attività all’interno dello stabilimento e, ove ciò non fosse possibile, a esaminare con il Consiglio di fabbrica soluzioni alternative.
4) Le aziende ed il Consiglio di fabbrica potranno concordare, ogni qual volta se ne ravvisi congiuntamente l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi in relazione a quanto previsto dall’art. 20 ultimo comma della legge 833/1978 ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità sanitarie locali o, in alternativa, ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo.
I medici e tecnici di cui sopra sono tenuti al segreto sulle tecnologie e tecniche di produzione di cui vengono a conoscenza.
Gli oneri per il complesso degli interventi effettuati dagli Enti di cui al primo comma del presente punto, poiché congiuntamente designati, e quelli per la tenuta delle registrazioni, sono a carico dell’azienda.
Delle discussioni intervenute tra la Direzione aziendale ed il Consiglio di fabbrica sui risultati delle rilevazioni di cui sopra, nonché di quelle relative agli incontri di cui al precedente punto 2), a richiesta di una delle parti, sarà redatto un verbale che riporterà le rispettive opinioni espresse in proposito da entrambe le parti e le conclusioni raggiunte. Copia del verbale potrà essere affissa nei reparti interessati.
5) Vengono istituiti:
c) il libretto personale di rischio, in cui saranno trascritte, a cura dell’azienda, le risultanze del registro di cui alla lettera a) relative agli ambienti in cui ciascun lavoratore abbia svolto la sua attività e che sarà consegnato al lavoratore medesimo;
d) il libretto sanitario personale, tenuto ed aggiornato a cura dei servizi sanitari di fabbrica, con vincolo di segreto professionale. In tale libretto saranno annotati i risultati delle visite mediche di assunzione e periodiche e degli eventuali esami clinici, nonché i dati relativi agli infortuni ed alle malattie professionali.
Il libretto sanitario personale, per quanto riguarda il personale femminile, sarà integrato da tutti i dati relativi al concepimento, aborto, gravidanza, sterilità, fertilità, parto o salute del bambino, equilibrio ormonale, patologia dell’apparato genitale e del seno. Tali dati saranno forniti e aggiornati sulla base di certificazioni prodotte dalla lavoratrice e rilasciate dalle Unità sanitarie locali o dai consultori o dal medico curante.
Il lavoratore, o il medico curante da lui autorizzato, possono prendere visione e chiedere in ogni momento estratti o copia del libretto sanitario, rivolgendosi a chi lo detiene.
e) scheda di sicurezza, da realizzare entro un anno dalla data di decorrenza del contratto, per gli impianti sottoposti a particolari rischi di esplosione, alta infiammabilità, scoppio e di emissione eccezionale di sostanze pericolose di cui al DM 17-12-1977 e successive modifiche. La scheda dovrà contenere i seguenti dati:
- classificazione di pericolosità ai sensi del DM 17-12-1977 e successive modifiche.
6) Le parti si impegnano a ricercare, in sede di attuazione della Riforma sanitaria, in quanto tendente, tra l’altro, al potenziamento della medicina preventiva, gli strumenti idonei ad assecondare, sul piano aziendale, le finalità della Riforma stessa.
Le parti si danno atto altresì che quanto previsto nel presente articolo attua il disposto dall’art. 9 della legge 20-5-1970, n. 300.
7) In occasione dell’installazione di nuovi complessi industriali le relative caratteristiche, per quanto riguarda l’ambiente di lavoro, saranno previamente esaminate con le Organizzazioni sindacali, nel pieno rispetto del segreto industriale.
Le disposizioni degli accordi riportati in calce - con gli importi unificati e stabiliti in cifra fissa - riguardanti le lavorazioni nocive o svolgentisi in condizioni ambientali particolarmente gravose, resteranno in vigore dove non siano state ancora definite le intese aziendali per la realizzazione dell’articolo di cui sopra ed in quanto permangono in atto le condizioni ambientali che ne avevano determinato la corresponsione (salvo, comunque l’art. 3 degli accordi medesimi).
L’importo delle indennità ancora in atto previste dai medesimi accordi, al momento del venir meno delle condizioni richieste per il loro riconoscimento, sarà conservato ad personam, a ciascun lavoratore interessato, nella misura media effettivamente percepita nell’arco delle ore retribuite dell’ultimo anno. Tale importo sarà conguagliabile con eventuali emolumenti comunque denominati - non generalizzati all’intera categoria contrattuale cui appartiene la mansione svolta - che gli interessati vengano a percepire nei posti di lavoro che ricoprono o vadano a ricoprire.
Accordi aggiuntivi per le lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose
A) Categoria: gomma, cavi elettrici, linoleum
Art. 1 - Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sia da Parte delle aziende sia da Parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie dell’industria della gomma, cavi elettrici ed affini, ed agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovraintendano direttamente, con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività e particolare gravosità ambientale di lavoro.
Art. 2 - Ai fini di cui sopra i lavoratori interessati alle disposizioni del presente accordo vengono ripartiti nei seguenti gruppi:
3) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore e di sostanze meno irritanti, allorché nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi, o delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Casi eccezionali di concorso di più elementi sfavorevoli di nocività possono essere esaminati al fine di spostare al grado superiore la misura dell’indennità.
Per gli impiegati appartenenti alle qualifiche speciali, l’assegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con l’assegnazione effettuata agli stessi fini degli operai addetti alle medesime lavorazioni, bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni dei singoli lavoratori di cui trattasi.
Le indennità da corrispondere dal 1-7-1980 ai lavoratori aventi diritto sono le seguenti:
I Gruppo L. 350 orarie
II Gruppo L. 205 orarie
III Gruppo L. 145 orarie
Art. 3 - Per gli operai addetti a lavorazioni molto sporchevoli e per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali che nello svolgimento delle loro mansioni sono soggetti a notevole insudiciamento, ferme restando le disposizioni concordate per la fornitura degli abiti da lavoro, le aziende sono tenute a fornire mezzi detersivi idonei e sufficienti.
Art. 4 - Le indennità di cui all’art. 2 verranno corrisposte per le ore intere di effettiva prestazione del lavoratore nelle particolari condizioni sopra considerate ed opereranno, agli effetti contrattuali, nei soli limiti previsti dal successivo art. 9.
Art. 5 - Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali l’indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressione dell’indennità.
Art. 6 - Le indennità di cui al presente accordo devono essere corrisposte anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti ecc.) comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto all’indennità, purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque le indennità devono essere corrisposte solo per le ore di effettiva permanenza al reparto.
Art. 7 - L’incasellamento dei lavoratori nei gruppi sopra considerati sarà fatto mediante accordo diretto fra le parti.
Art. 8 - Per i lavoratori delle aziende presso le quali, attraverso fissazione dei trattamenti economici, anche collettivi, sia già stato tenuto conto delle particolari condizioni di lavoro oggetto del presente accordo, le parti o le Organizzazioni interessate, concorderanno l’adeguamento di detto trattamento effettuando, se del caso, il relativo conguaglio.
Art. 9 - In relazione al precedente art. 4, viene stabilito quanto segue:
a) Ferie - Per i lavoratori che al momento dell’invio in ferie siano stati addetti, continuativamente da almeno tre mesi, alle lavorazioni di cui al presente accordo, la competente indennità sarà computata nella retribuzione da corrispondere per il periodo feriale.
b) Festività infrasettimanali e nazionali - In tali ricorrenze la competente indennità sarà corrisposta allorché il lavoratore ne abbia goduto da almeno una settimana;
c) Gratifica natalizia o tredicesima mensilità - Agli effetti di tali istituti l’indennità competente a norma del presente accordo sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno, o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi.
Per quanto concerne gli operai, le aziende hanno facoltà di liquidare la quota di gratifica afferente all’indennità in parola o per ciascun periodo di paga mediante addizionale dell’8% sull’indennità corrisposta per il periodo stesso, o mensilmente, od a periodi più lunghi o a fine d’anno.
d) Per i lavoratori fruenti da almeno tre mesi dell’indennità del primo gruppo di cui all’art. 2, i quali siano trasferiti a reparti di lavorazioni meno nocive, l’indennità stessa sarà mantenuta nella misura prevista per il primo gruppo durante le prime quattro settimane di permanenza nella nuova destinazione.
Art. 10 - Per i lavoratori ausiliari di cui all’art. 6 (operanti saltuariamente negli ambienti nocivi) le indennità da computarsi per ogni giorno di ferie e di festività infrasettimanali e nazionali, si intendono ragguagliate alla durata media di presenza calcolata si sensi del predetto articolo.
Art. 11 - Il presente accordo fa Parte integrale del Contratto collettivo nazionale di lavoro cui è allegato.
B) Categoria: materie plastiche
Art. 1 - Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, mentre si conferma la necessità che nulla sia omesso, sia da Parte delle aziende, sia da Parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie dell’industria delle materie plastiche, ed agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente o sovraintendano direttamente, con carattere di continuità, alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività e particolare gravosità ambientale di lavoro.
Art. 2 - Ai fini di cui sopra, i lavoratori interessati alle disposizioni del presente accordo vengono ripartiti nei seguenti gruppi:
3) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore o di sostanze meno irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi o delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali l’assegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con l’assegnazione effettuata agli stessi fini degli operai addetti alle medesime lavorazioni, bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni da singoli lavoratori di cui trattasi.
Art. 3 - Per gli operai addetti a lavorazioni molto sporchevoli o per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali che nello svolgimento delle loro mansioni sono soggetti a notevole insudiciamento, le Aziende sono tenute a fornire mezzi detersivi idonei e sufficienti.
Art. 4 - Le indennità di cui all’art. 2 verranno corrisposte per le ore intere di effettiva prestazione del lavoratore nelle particolari condizioni sopra considerate ed opereranno agli effetti contrattuali nei soli limiti previsti dal successivo art. 9. Le suddette indennità non sono cumulabili, intendendosi che la maggiore assorbe la minore.
Art. 5 - Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali l’indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo tra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressione dell’indennità.
Art. 6 - Le indennità di cui al presente accordo devono essere corrisposte anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti ecc.) comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto all’indennità, purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque, le indennità devono essere corrisposte solo per le ore di effettiva permanenza nel reparto.
Per i lavoratori in genere che, pur non essendo strettamente legati al processo produttivo, operano saltuariamente negli ambienti considerati, sarà determinata di comune accordo, una durata media di presenza per il computo dell’indennità.
Art. 7 - Gli incasellamenti dei lavoratori nei gruppi sopra considerati saranno fatti mediante accordo tra le parti.
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali, le Aziende hanno la facoltà di forfetizzare in misura giornaliera o mensile, d’intesa con gli interessati, le indennità ad esse spettanti a norma delle disposizioni sopracitate.
Art. 8 - Per i lavoratori delle Aziende presso le quali siano già riconosciuti trattamenti economici per le particolari condizioni di lavoro, oggetto del presente accordo, verrà concordato, tra le Aziende ed i rappresentanti dei lavoratori, l’adeguamento di detto trattamento con quello derivante per lo stesso titolo dalle disposizioni del presente accordo, effettuando, se del caso, il relativo conguaglio.
Art. 9 - In relazione al precedente art. 4 viene stabilito quanto segue:
a) Ferie - Per i lavoratori che al momento dell’invio in ferie siano stati addetti continuativamente da almeno 3 mesi alle lavorazioni di cui al presente accordo, la competente indennità sarà computata nella retribuzione da corrispondere per il periodo feriale.
c) Gratifica natalizia o tredicesima mensilità - Agli effetti di tali istituti l’indennità competente a norma del presente accordo sarà calcolata nella retribuzione ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi. Per quanto concerne gli operai, le Aziende hanno facoltà di liquidare la quota di gratifica afferente all’indennità in parola o per ciascun periodo di paga mediante addizionale dell’8% sull’indennità corrisposta per il periodo stesso, o mensilmente, od a periodi più lunghi o a fine anno.
d) Indennità di licenziamento - Per il lavoratore addetto, normalmente, alle lavorazioni di cui ai precedenti articoli, la relativa indennità sarà calcolata nell’indennità di licenziamento, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nelle lavorazioni di cui si tratta, negli ultimi 12 mesi o nel minor periodo di servizio prestato.
e) Per i lavoratori fruenti da almeno tre mesi dell’indennità del primo gruppo di cui all’art. 2, i quali siano trasferiti a reparti di lavorazioni meno nocive o non nocive, l’indennità stessa sarà mantenuta nella misura prevista per il primo gruppo durante le prime quattro settimane di permanenza nella nuova destinazione.
Art. 10 - Per i lavoratori di cui all’art. 6 (operanti saltuariamente negli ambienti nocivi) le indennità, da computarsi per ogni giorno di ferie o di festività infrasettimanali e nazionali, si intendono ragguagliate alla durata media di presenza calcolata ai sensi del predetto articolo.
Art. 11 - Il presente accordo è Parte integrante del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Le aziende informeranno annualmente, a richiesta, il Consiglio di fabbrica su eventuali casi di ricorso al lavoro a domicilio, con specificazione del numero dei lavoratori interessati. Ciò per consentire alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio, fermo restando il disposto della legge 18-12-1973, n. 877.
Dati aggregati sul ricorso al lavoro a domicilio, con specificazione del numero medio dei lavoratori interessati, verranno forniti dalle Associazioni imprenditoriali firmatarie in occasione degli incontri di cui al punto A-2) del titolo "Investimenti e occupazione" della Parte prima.
Sono esclusi dagli appalti i lavori svolti in azienda direttamente pertinenti le attività di trasformazione proprie dell’azienda stessa, nonché quelli di manutenzione ordinaria continuativa, riferite alla attività produttiva, ad eccezione di quelle che necessariamente debbono essere svolte al di fuori dei normali turni di lavoro.
Le aziende appaltanti devono esigere dalle aziende appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartengono le aziende appaltatrici stesse, e di tutte le norme previdenziali ed antinfortunistiche.
I lavoratori di aziende appaltatrici operanti in azienda possono fruire, con opportune intese tra azienda appaltante e azienda appaltatrice, dei servizi di mensa, degli spogliatoi e dei servizi sanitari di emergenza.
Le disposizioni di cui ai precedenti commi non si applicano nei confronti delle aziende fino a 60 operai.
Dati aggregati sulla natura delle attività conferite in appalto verranno forniti alle Organizzazioni sindacali in occasione degli incontri di cui al punto A-2) del titolo "Investimenti e occupazione" della Parte prima.
I gruppi industriali e le imposte, di cui rispettivamente ai punti A-3) e A-4), primo comma, del titolo "Investimenti e occupazione" della Parte prima, forniranno annualmente, a consuntivo, il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all’interno delle unità produttive.
1) può sottoporre il lavoratore a visita medica al momento dell’assunzione, al fine di accertarne preventivamente l’idoneità alla mansione che gli viene affidata o successivamente quando lo ritenga opportuno;
3) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l’azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell’esercizio delle sue mansioni. Tali mezzi protettivi di uso personale, come: zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma ecc. sono forniti a cura e carico dell’azienda, sono assegnati in dotazione per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in istato di efficienza;
4) deve disporre che i lavoratori addetti a reparti ove si svolgono lavorazioni di sostanze nocive, consumino i pasti fuori dai reparti stessi, in locale adatto.
Ove motivi di igiene lo esigano, le aziende provvederanno all’istituzione di bagni a doccia di cui i lavoratori possano usufruire al termine del lavoro.
Ai lavoratori di nuova assunzione di cui ai Gruppi 2) e 3) dell’art. 3, le aziende forniranno gratuitamente, in uso, un abito da lavoro all’atto della conferma in servizio, provvedendo pure gratuitamente di anno in anno alla sostituzione dello stesso.
Per quanto concerne i lavoratori di cui al Gruppo 1) dell’art. 3 l’abito da lavoro verrà fornito ai soli tecnici di stabilimento o laboratorio.
Per i lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario, o che ne richiedano uno speciale, l’azienda provvederà a quanto sopra fornendo uno o più abiti all’anno nella misura resa necessaria dal grado di usura determinato dalle lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l’efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza e dell’igiene sul lavoro.
A titolo indicativo rientrano nel trattamento di cui sopra i lavoratori addetti alla produzione o manipolazione o impiego di solventi e di sostanze corrosive o caustiche (quali ad es.: solfuro di carbonio, soda caustica, acidi, sali di piombo ecc.) oppure i lavoratori addetti a lavorazioni molto sporchevoli o di rapida usura degli abiti, quali ad esempio: preparazione e manipolazione di soluzioni di gomma, sterlingatura, catramatura, bitumatura, verniciatura, paraffinatura a caldo, cernita cascami ecc. oppure gli addetti alle presse o ai mescolatori, sempreché tali lavorazioni risultino effettivamente sporchevoli, oppure per i lavoratori il cui vestiario sia soggetto ad usura per contatto o per proiezione di sostanze ad elevate temperature, come avviene, ad esempio, per i lavoratori addetti ai forni di fusione metalli, alle caldaie generatrici di vapore a carbone o nafta ecc., per i saldatori, oppure per i lavoratori addetti al carico e scarico a spalla, o al carico e trasporto di sostanze sporchevoli come nerofumo e carbone ecc.
Le parti, in conformità con quanto stabilito al quarto comma dell’art. 1 della legge 9-12-1977, n. 903 che prevede eventuali deroghe alle disposizioni contenute nell’articolo stesso per mansioni di lavoro particolarmente pesanti per il personale femminile, convengono, in relazione alla eterogeneità dei settori ed al fatto che i fattori di pesantezza sono legati alle attuali concrete situazioni aziendali, di carattere tecnico-organizzativo, di rinviare l’individuazione delle mansioni stesse a livello aziendale o anche territoriale purché per situazioni omogenee.
I reclami dei lavoratori potranno essere presentati dagli interessati o direttamente, o attraverso il Consiglio di fabbrica. L’esame delle controversie verrà effettuato in azienda con il Consiglio di fabbrica.
In caso di mancato accordo fra le parti, il reclamo o la controversia saranno sottoposti all’esame delle competenti Associazioni sindacali, per il tentativo di conciliazione.
Le controversie collettive per l’interpretazione o l’applicazione del presente contratto saranno deferite, a seconda della loro natura, all’esame delle competenti Organizzazioni sindacali.
L’azienda avrà cura di mettere i lavoratori a conoscenza dell’organizzazione tecnica e disciplinare di fabbrica e di reparto, in modo da evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, ciascun lavoratore è tenuto ad obbedire ed a rivolgersi in caso di necessità.
b) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell’art. 54, sempreché l’infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
m) recidiva nella mancanza di cui al punto f) dell’art. 54;
n) trascuratezza dell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 54;
Per i rapporti con la Direzione aziendale, il Consiglio di fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 30 per le unità maggiori - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica, tramite le Organizzazioni sindacali provinciali.
Per l’espletamento dei propri compiti e funzioni di cui al punto a) il Consiglio di fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di due ore per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti della Rappresentanza sindacale aziendale a norma dell’art. 23 della legge n. 300 nonché quelli sinora concessi, per consuetudine, alla Commissione interna.
Per le imprese da 5 a 40 dipendenti sono confermate le norme previste dall’Accordo interconfederale 18-4-1966 inerenti il delegato d’impresa, i suoi compiti e la relativa tutela.