Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-agenzia-entrate-n-23-del-16052005.html
Timestamp: 2017-01-18 12:15:37+00:00
Document Index: 75380177

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1', 'art. 1', 'art.\n3', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 37']

Circolare Agenzia Entrate n. 23 del 16.05.2005
Interpello e attività di interpretazione
La presente circolare fornisce ulteriori direttive e chiarimenti in
merito alla gestione dell'interpello ed, in generale, dell'attività
interpretativa, sulla scorta delle considerazioni svolte in occasione
dell'incontro del 14 dicembre 2004 con i rappresentanti delle Direzioni
regionali dell'Agenzia delle entrate.
1. Interpello ed attività di interpretazione
Le istanze di interpello di cui all'articolo 11 della legge 27 luglio
2000, n. 212 (di seguito Statuto), redatte in carta libera, non richiedono
l'adozione di forme o formulazioni solenni. Non è necessario, in particolare, che il contribuente dichiari espressamente l'intento di
avvalersi dell'interpello: rileva esclusivamente la volontà di "inoltrare per iscritto ... istanze... concernenti l'interpretazione delle disposizioni
tributarie ...".
La naturale configurazione quale interpello ex articolo 11 della legge
n. 212 del 2000 delle richieste di parere in genere presentate dai
contribuenti risponde direttamente alla ratio dello Statuto, che attraverso detto istituto ha inteso attuare in modo
più efficace i principi di
trasparenza, affidamento e tutela degli interessi del contribuente.
Indipendentemente dalla produzione degli effetti "tipici"
dell'interpello deve ritenersi, peraltro, che le richieste di parere
generano comunque nel contribuente aspettative giuridicamente tutelate.
2. Interpello ed attività di informazione e assistenza al contribuente
L'applicazione delle disposizioni procedurali dettate in materia di
interpello è funzionale all'esigenza di gestire in modo trasparente ed
efficace, in conformità ai principi dettati dallo Statuto, l'attività di
interpretazione della normativa tributaria. Non sono ammesse, pertanto,
procedure gestionali diverse da quella indicata dal legislatore nella legge
n. 212 del 2000 e nel D.M. 26 aprile 2001, n. 209 (in seguito decreto
ministeriale).
Non sono ammissibili, in via di principio, eventuali iniziative volte
ad attribuire a strutture operative istituite ad altri fini (quali ad
esempio: call center, contact center, sportelli fiscali; servizi di risposta
a quesiti anche via sms, ecc.) anche la competenza a rendere pareri che
implichino una interpretazione della normativa tributaria.
L'interpretazione è connotata da una attività di analisi
approfondita e meditata delle questioni sollevate dai contribuenti che
normalmente presuppone una attenta ricognizione della giurisprudenza e dei
precedenti di prassi amministrativa e che mal si concilia con la
organizzazione e la professionalità tipiche dei call center, contact
center, sportelli fiscali, servizi di risposta a quesiti anche via sms,
istituiti allo scopo di corrispondere, in tempo reale, con celerità ed
immediatezza, alle domande di informazione e assistenza in senso stretto dei
Per enucleare correttamente la differenza che intercorre tra
l'attività interpretativa ed i servizi di informazione e assistenza, si
riporta di seguito quanto a tal fine è stato chiarito dalla circolare 18
maggio 2000, n. 99:
- l'attività di informazione persegue un "... intento divulgativo..."
consistente nella " ...diffusione del patrimonio conoscitivo
dell'amministrazione, costituito da dati normalmente consolidati ...".
Le strutture addette all'informazione al contribuente devono
limitarsi, pertanto, a trattare questioni per le quali
l'interpretazione dell'Agenzia delle entrate sia già stata
ufficializzata tramite inserimento del documento di prassi
amministrativa che se ne occupa nel "Servizio di documentazione
economica e tributaria";
- l'attività di assistenza in senso stretto attiene invece " ... al
profilo applicativo ed è caratterizzata dal supporto personalizzato
fornito al contribuente in occasione del concreto adempimento di
obblighi tributari".
In quest'ultimo caso gli uffici si limiteranno a porre in essere meri
comportamenti fattuali (ad esempio, compilazione delle dichiarazioni o
di modelli), che non implicano alcuna valutazione sulla portata e
sull'ambito applicativo delle norme.
Ne deriva che, qualora il quesito presentato ad un ufficio o servizio
addetto all'informazione o all'assistenza dei contribuenti (ad esempio: call
center, contact center, sportelli fiscali, servizi di risposta a quesiti
anche via sms, ecc.) presupponga un'attività di interpretazione della norma
tributaria applicabile alla fattispecie concretamente rappresentata -
circostanza questa che ricorre, tra l'altro, nei casi in cui a proporre il
quesito sia un professionista che si occupa del tributario -, la relativa
istanza dovrà necessariamente essere qualificata e trattata come istanza di
interpello ai sensi dell'articolo 11 dello Statuto e trasmessa
tempestivamente alla Direzione regionale in base al disposto dell'articolo 2
del decreto ministeriale, dandone nel contempo notizia al contribuente.
In tale comunicazione va precisato che il termine di centoventi
giorni, entro il quale - ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto
ministeriale - deve essere notificata al contribuente la risposta scritta
dell'Agenzia delle entrate, "inizia a decorrere dalla data di ricezione
dell'istanza da parte dell'ufficio competente".
La direttiva appena impartita è a presidio irrinunziabile della
correttezza e dell'uniformità degli indirizzi interpretativi assunti
3. Inserimento nella procedura dell'interpello di tutte le istanze
riguardanti l'interpretazione delle norme tributarie
La scrivente ha più volte precisato che "Nella procedura telematica
per il trattamento delle istanze di interpello vanno inserite tutte le
istanze presentate alla Direzione centrale normativa e contenzioso e alle
Direzioni regionali, prescindendo dalla circostanza che sia fatto esplicito
richiamo dell'art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, ovvero che siano
configurabili eventuali cause di inammissibilità .... L'inserimento nella
procedura telematica deve riguardare, pertanto, tutte le istanze che
innescano qualsiasi attività interpretativa o di consulenza giuridica in
materia tributaria resa dalla Direzione centrale e dalle Direzioni
regionali,...".
Non rientrano, invece, nella procedura gestionale dell'interpello le
seguenti istanze per le quali vige comunque l'obbligo della rendicontazione
negli appositi registri istituiti con nota del 20 maggio 2004, n. 59185
della Direzione centrale normativa e contenzioso:
- istanze presentate dalle Associazioni di categoria e dagli Ordini
professionali a rilevanza regionale;
- consulenza giuridica fornita ad enti esterni a seguito della
stipula di apposite Convenzioni;
- consulenza giuridica fornita ai dipendenti Uffici locali e alla
In sintesi, rientrano nell'"attività di interpretazione" i pareri
resi a seguito di:
- istanze di interpello di cui all'articolo 11 della legge n. 212 del 2000;
- istanze di interpello dichiarate inammissibili per violazione
delle disposizioni dettate dal decreto ministeriale. A tali istanze
l'Agenzia delle entrate fornisce comunque una consulenza giuridica,
fatta eccezione per le fattispecie di inammissibilità "assoluta"
(quali le istanze di interpello presentate da un professionista
privo di procura, le istanze presentate da un professionista in
relazione a questioni prospettate in via generale ed astratta, le
reiterazioni di istanze di interpello già esaminate, le istanze
prive del requisito della preventività in quanto concernenti
rilievi già formalizzati dagli Uffici dell'Agenzia delle entrate o
dalla Guardia di Finanza a seguito di attività di controllo
sostanziale o formale);
- richieste di consulenza giuridica avanzate dalle Associazioni di
categoria e dagli Ordini professionali a rilevanza regionale;
- richieste di consulenza giuridica inoltrate da enti esterni a
seguito della stipula di apposite Convenzioni;
- richieste di consulenza giuridica inoltrate dai dipendenti Uffici
locali e dalla Guardia di Finanza.
4. Pubblicazione sui siti internet ed intranet dei pareri e delle
risposte fornite dalle Direzioni regionali alle istanze di interpello
In numerose occasioni è stata rappresentata la
necessità di evitare
la pubblicazione sui siti internet ed intranet dei pareri resi dalle
Direzioni regionali a seguito di presentazione di istanze di interpello e,
più in generale, di quesiti che involgono un'attività di interpretazione
Tale direttiva è più che mai attuale in quanto è
dall'esigenza di impedire che interpretazioni riguardanti norme di recente
emanazione o per le quali non sia stato ancora definito l'indirizzo
interpretativo possano trovare ampia divulgazione con il rischio di indurre
in errore un gran numero di contribuenti (o altre Direzioni regionali) che
vi si affidino in modo acritico.
A tal fine, si rinnova l'invito alle Direzioni regionali che non vi
abbiano ancora ottemperato, di provvedere senza ulteriore indugio alla
rimozione dai siti internet ed intranet dei pareri resi.
Nel caso in cui dette Direzioni ritengano opportuno dare ampia
diffusione ai propri pareri particolarmente significativi, si rinnova
l'invito a proporne l'inserimento nella banca dati "Servizio di
documentazione economica e tributaria" che costituisce l'univoco patrimonio
interpretativo cui gli Uffici e, in particolare, i servizi di informazione e di assistenza al contribuente devono fare riferimento.
5. Gestione delle istanze di interpello ordinario inammissibili
5.1. Individuazione dei profili di inammissibilità
In presenza di eventuali profili di inammissibilità non assoluta
delle istanze di interpello che, come è noto, non esimono l'Agenzia
dall'esaminare comunque la questione prospettata, le Direzioni regionali dovranno evitare una rigida interpretazione formalistica delle disposizioni
recate dal decreto ministeriale, che porti ad utilizzare la declaratoria di
inammissibilità come una "clausola di stile" dell'interpello.
5.2. Esame di merito delle istanze inammissibili
Con riferimento, invece, alle istanze di interpello che presentano
evidenti e significativi profili di inammissibilità, le Direzioni
procederanno all'esame di merito delle stesse, specificando i motivi che
hanno determinato l'inammissibilità dell'interpello e fornendo comunque
l'interpretazione richiesta.
Al riguardo, si fa presente che anche per l'anno 2005 la Convenzione
tra il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Agenzia delle entrate
assegna l'obiettivo di fornire il parere almeno per l'80% delle istanze di interpello inammissibili ad eccezione di quelle che presentano profili di
inammissibilità assoluta (quali le istanze di interpello presentate da un
professionista privo di procura, le istanze presentate da un professionista
in relazione a questioni prospettate in via generale ed astratta, le
reiterazioni di istanze di interpello già esaminate, le istanze prive del
requisito della preventività in quanto concernenti rilievi già
formalizzati dagli Uffici dell'Agenzia delle entrate o dalla Guardia di Finanza a seguito di
attività di controllo sostanziale o formale).
5.3. Istanze di interpello non preventive
L'art. 1, comma 2, del decreto ministeriale prevede che l'istanza
possa essere presentata dal contribuente "...prima di porre in essere il
comportamento o di dare attuazione alla norma oggetto di interpello" in
quanto l'istituto dell'interpello è stato concepito in funzione
dell'interesse dei contribuenti a conoscere preventivamente
l'interpretazione dell'Amministrazione finanziaria e, quindi, a prevenire
Come più volte ribadito, le Direzioni regionali si asterranno
dall'esame di merito delle istanze nei casi in cui il parere richiesto dal
contribuente verte sulla legittimità dei rilievi già formalizzati in atti
emessi dagli Uffici dell'Agenzia delle entrate o dalla Guardia di Finanza a
seguito di attività di controllo sostanziale o formale.
Per rilevare la eventuale presenza di siffatti profili di
inammissibilità codeste Direzioni consulteranno le risultanze del sistema
dell'Anagrafe Tributaria assumendo ogni altra iniziativa utile al riguardo.
Nel caso che il contribuente abbia posto in essere il comportamento o
abbia dato attuazione alla norma oggetto di interpello con riferimento,
però, a fattispecie destinate a riproporsi nel futuro, l'istanza deve
essere considerata ammissibile perché fornita del carattere della
preventività ai sensi dell'art. 1, comma 2, del decreto ministeriale.
5.4. Istanze di interpello e di consulenza presentate da
In conformità alle disposizioni impartite in precedenza si ribadisce
che le istanze di interpello e di consulenza giuridica presentate da
professionisti non muniti di procura dovranno essere dichiarate inammissibili, senza procedere all'esame di merito delle medesime.
Al fine di consentire comunque agli stessi professionisti di conoscere
il punto di vista dell'Amministrazione, le Direzioni regionali, nell'ambito
dei rapporti di collaborazione con le associazioni professionali di
appartenenza, definiranno apposite intese affinché dette richieste di
parere siano convogliate presso gli organi di rappresentanza delle relative
Associazioni di categoria e degli Ordini professionali e, da questi,
eventualmente riproposte alle Direzioni regionali. In tale ambito occorrerà
invitare le Associazioni e gli Ordini stessi a sensibilizzare i propri
iscritti affinché indirizzino le proprie richieste direttamente
all'Associazione o all'Ordine di appartenenza.
5.5. Reiterazione delle istanze di interpello per le quali l'Agenzia
ha già espresso il proprio parere
In merito alla reiterazione delle istanze di interpello finalizzate al
riesame di risposte precedentemente fornite si confermano le disposizioni
già impartite secondo cui le stesse, ancorché inserite nella procedura telematica dell'interpello, configurano ipotesi di
inammissibilità assoluta.
Al contribuente istante verrà fornita una comunicazione di risposta
evidenziante il motivo dell'inammissibilità, senza procedere all'esame di
merito della questione in quanto non ricorrono le obiettive condizioni di
incertezza sulla interpretazione della norma tributaria previste dall'art.
3, comma 1, lettera b) del decreto ministeriale.
6. Istanze di interpello ordinario presentate da soggetti non residenti
Con circolare n. 9 del 13 febbraio 2003 sono stati forniti chiarimenti
in merito alle modalità che i soggetti non residenti devono osservare per
la presentazione di istanze di interpello ai sensi dell'art. 11 della legge
n. 212 del 2000. Al riguardo la predetta circolare stabilisce che tali
soggetti possono presentare l'istanza di interpello direttamente alla Direzione centrale normativa e contenzioso, per il tramite di propri
rappresentanti o incaricati, presso cui gli stessi eleggono domicilio per la
ricezione dell'atto di risposta.
Tuttavia, nel caso che detti contribuenti presentino l'interpello
presso la Direzione regionale competente in ragione del domicilio fiscale
del proprio incaricato, la Direzione stessa potrà trattare autonomamente l'interpello e fornire risposta ai sensi dell'art. 4, comma 1, del decreto
7. Istanze di interpello ordinario riguardanti l'IRAP
Le istanze di interpello in materia di IRAP devono essere inserite
nella procedura telematica dell'interpello ed inoltrate "per richiesta di
intervento" alla Direzione centrale normativa e contenzioso. Ciò al fine di
aderire in modo ancor più stringente all'esigenza di garantire
l'uniformità degli indirizzi interpretativi, con riferimento ad un tributo
il cui gettito è destinato alle singole Regioni interessate.
In deroga alla predetta disposizione, le Direzioni regionali
tratteranno autonomamente gli interpelli - IRAP in presenza di questioni per
le quali sia già stata ufficializzata la posizione dell'Agenzia.
Le Direzioni regionali si atterranno alla predetta direttiva, che
afferisce all'attività interpretativa intesa nella sua unitarietà,
qualunque sia la struttura interna (Ufficio fiscalità o Ufficio enti
esterni) preposta alla gestione delle istanze in esame, anche in presenza di
convenzione tra l'Agenzia delle entrate e la Regione interessata.
8. Istanze interpello ordinario presentate via e-mail
Con riferimento alle istanze di interpello presentate dai contribuenti
via e-mail si precisa che ai sensi dell'art. 3, comma 4, del decreto
ministeriale "la mancata sottoscrizione è sanata se il contribuente
provvede alla regolarizzazione dell'istanza entro trenta giorni dal
ricevimento dell'invito da parte dell'ufficio". L'istanza di interpello
verrà considerata regolarmente presentata alla data di sottoscrizione della
stessa da parte del contribuente e da tale data, ai sensi dell'art. 4, comma
1, del decreto ministeriale, decorrerà il termine entro il quale l'Agenzia
dovrà fornire la risposta.
9. Richieste pervenute da parte della Guardia di Finanza
Come anticipato al paragrafo n. 3, le richieste di parere inviate
all'Agenzia delle entrate da parte della Guardia di Finanza al fine di
corrispondere ad esigenze direttamente connesse con la propria attività
istituzionale dovranno essere rendicontate nel Registro n. 3 relativo alla
"Consulenza giuridica fornita ai dipendenti Uffici locali" previsto al punto
1.4. della nota del 20 maggio 2004, n. 59185 della Direzione centrale
Si fa presente, altresì, che le competenti Direzioni regionali
potranno senz'altro ottemperare alle richieste della Guardia di Finanza che,
nell'ambito dell'attività di verifica, intenda acquisire copia del parere
reso in sede di interpello.
10. Istanze di interpello ordinario riguardanti le tasse automobilistiche
La competenza a gestire gli interpelli riguardanti le tasse
automobilistiche dovute dai soggetti residenti nelle Regioni a statuto
speciale nonché quelle dovute per i veicoli in temporanea importazione di
cui all'art. 23, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, è demandata
all'Agenzia delle entrate la quale si atterrà alla procedura prevista per
gli interpelli di cui all'art. 11 della legge n. 212 del 2000.
Con riferimento, invece, alle istanze di interpello presentate in
materia di tasse automobilistiche dai soggetti residenti nelle regioni a
statuto ordinario, le stesse non rientrano nella competenza dell'Agenzia delle entrate ad eccezione dei casi in cui sia stata stipulata con detta
Regione un'apposita Convenzione. In tale ultima ipotesi, le Direzioni
regionali invieranno alla Direzione centrale normativa e contenzioso una
copia della Convenzione.
11. Monitoraggio dei pareri resi dalle Direzioni regionali alle istanze
Sulla base di quanto stabilito dalla circolare n. 50 del 31 maggio
2001, la Direzione centrale normativa e contenzioso esamina
"sistematicamente le pronunce rese dalle Direzioni regionali in sede di
interpello", avvalendosi dell'apposita procedura telematica, al fine di
evitare "orientamenti difformi e possibile dispendio di risorse dovuto alla
reiterazione degli interventi presso le diverse sedi".
Nell'ambito dell'attività di monitoraggio dei pareri resi dalle
Direzioni regionali alle istanze di interpello, la Direzione centrale
normativa e contenzioso evidenzierà eventuali aspetti non condivisibili
dell'interpretazione fornita. In tal caso, formulerà proposta di rettifica
alla competente Direzione regionale con invito a notificare tempestivamente
al contribuente una nuova risposta sostitutiva di quella a suo tempo fornita.
Al fine di incrementare il patrimonio interpretativo dell'Agenzia, la
scrivente, dopo aver validato le risposte in sede di monitoraggio, provvede
ad "inserire le .... pronunce ... più significative delle Direzioni
regionali nella banca dati di "documentazione economica e tributaria"".
12. Indicazione nell'istanza di interpello ordinario del recapito di
posta elettronica o di telefax
Si ricorda che al fine di facilitare la comunicazione delle risposte
ai contribuenti ai sensi dell'art. 4, comma 2, del decreto ministeriale, in
numerose occasioni la scrivente ha invitato le Direzioni regionali a
richiedere ai contribuenti, possibilmente in sede di presentazione delle
istanze, il numero di telefax e/o il recapito di posta elettronica.
I predetti recapiti dovranno essere necessariamente acquisiti nel
caso in cui l'istanza venga inoltrata "per richiesta di intervento" alla
Direzione centrale normativa e contenzioso.
13. Predisposizione della stampa della risposta da notificare al
Per stampare la risposta da notificare al contribuente
utilizzato esclusivamente il modello di stampa prodotto dalla procedura
telematica dell'interpello, il quale prevede come destinatario della
risposta soltanto il contribuente istante.
14. Procedura telematica dell'interpello ordinario - Nuove
Nel corso dell'anno 2005 verranno realizzate nell'ambito della
procedura telematica dell'interpello ordinario le seguenti nuove
funzionalità al fine di rendere maggiormente efficace l'utilizzo della stessa da parte degli utenti finali:
- all'atto di inserire una istanza di interpello, il sistema
indicherà all'utente l'eventuale presenza nella banca dati di
altri interpelli presentati dallo stesso contribuente;
- sempre nella fase di inserimento di una istanza, il sistema
consentirà di visualizzare la posizione fiscale del contribuente, mostrando le risultanze dell'Anagrafe Tributaria;
- il sistema produrrà in automatico l'indicazione dell'ufficio
locale competente in relazione al domicilio fiscale del
contribuente istante;
- in caso di istanza di interpello non sottoscritta dal
contribuente sarà possibile accedere ad una nuova funzione che
consentirà di inserire gli estremi dell'invito dell'Ufficio e,
successivamente, quelli della regolarizzazione dell'istanza al
fine di calcolare correttamente il termine entro il quale
l'Agenzia dovrà fornire la risposta;
- in presenza di istanze di reiterazione
verrà consentito
all'utente di poter visualizzare un elenco separato delle stesse
che le renda immediatamente individuabili;
- sarà possibile produrre un apposito elenco che visualizzi le
istanze per le quali è interrotto il termine a seguito della
richiesta la documentazione integrativa;
- ciascuna Direzione regionale - in relazione agli interpelli di
propria competenza - potrà visualizzare l'esito dell'attività di
monitoraggio svolta dalla Direzione centrale normativa e
- saranno previste nuove funzionalità che consentano un
collegamento tra l'interpello revocato e la revoca.
15. Istanze di interpello C.F.C. presentate ai sensi dell'articolo 167
del TUIR - Informazioni relative alla società controllante
La circolare n. 18 del 12 febbraio 2002 al punto 3.8. stabilisce che
"Nel caso in cui un soggetto residente consegue il controllo di una
partecipazione estera per la quale sia stato già ottenuto l'assenso dell'Agenzia alla disapplicazione, il nuovo controllante, per poter
beneficiare del parere favorevole, dovrà notificare tale circostanza all'Agenzia delle entrate, indicando gli estremi identificativi della
controllata estera e del soggetto residente che aveva precedentemente
presentato l'istanza di interpello".
In tale circostanza, qualora il nuovo controllante presenti tale
documentazione presso la Direzione regionale, la stessa avrà cura di
trasmetterla tempestivamente alla scrivente.
Nell'ambito della procedura telematica per la gestione delle istanze
di interpello CFC verrà realizzata nel corso dell'anno 2005 un'apposita
funzionalità che consentirà di indicare i dati identificativi del nuovo
soggetto controllante che beneficerà della disapplicazione.
16. Istanze di disapplicazione presentate ai sensi dell'art. 37 bis,
comma 8, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 - Richieste di parere
Con riferimento alle istanze di disapplicazione delle norme
antielusive presentate ai sensi dell'art. 37 bis, comma 8, del D.P.R. n. 600
del 1973, si confermano le direttive impartite con circolare n. 99 del 18 maggio 2000, ribadendo in particolare la
necessità di acquisire il
preventivo parere della scrivente per le questioni di maggiore complessità
e delicatezza e, in ogni caso, ai fini della concreta individuazione delle
norme suscettibili in astratto di disapplicazione.
La predetta circolare prevede, altresì, che una copia delle decisioni
adottate dai Direttori regionali venga tempestivamente trasmessa alla
Al riguardo, si fa presente che nel corso dell'anno 2005
realizzata una apposita procedura telematica per la gestione delle istanze
di disapplicazione nella quale ciascuna Direzione regionale inserirà le
istanze pervenute riportando gli estremi delle stesse, la descrizione della
fattispecie concreta prospettata dal contribuente ed il provvedimento del
Le Direzioni in indirizzo vorranno attenersi scrupolosamente alle
- Nizza Monferrato, 1 ora e 13 minuti fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Narni , 1 ora e 25 minuti fa	Modello di ricorso contro cartella di pagamento impugnata per vizi propri
- Gela, 1 ora e 51 minuti fa	Richiesta dati per la Dichiarazione IVA 2017 (periodo d'imposta 2016)
- Solbiate Olona, 5 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.