Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/05/il-domicilio-indicato-in-dichiarazione-determina-lufficio-competente.html
Timestamp: 2019-08-22 05:15:22+00:00
Document Index: 151973330

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 36', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 58', 'art. 31', 'sentenza ']

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, il domicilio indicato dal contribuente nella propria dichiarazione fiscale è rilevante ai fini delle notificazioni e determina ex art. 31 del DPR n. 600 del 1973 la competenza territoriale dell’Ufficio accertatore.
Questi i principi fissati dalla Suprema Corte nell’ ordinanza n. 8747 del 2018.
L’ordinanza n. 8747 del 10 aprile 2018
Avverso una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo formale della dichiarazione ex art. 36 bis DPR n. 600/1973 e art. 54bis n. 633/1972 un contribuente ricorreva ai giudici i primi cure, opponendo l’incompetenza territoriale dell’Ufficio emittente.
Contro la sentenza di appello che aveva condiviso la tesi dei giudici provinciali favorevole al contribuente, proponeva ricorso per Cassazione l’Agenzia delle Entrate, deducendo la violazione e la falsa applicazione dell’art. 58 DPR n. 600/1973, dal momento che era stato lo stesso contribuente ad indicare nella propria dichiarazione dei redditi, ancorché tardivamente presentata, il domicilio fiscale in un comune ricadente proprio nella competenza territoriale dell’Ufficio emittente.
La Suprema Corte – nel ritenere fondato il ricorso dell’Ufficio – ha, dapprima, evidenziato a tutti gli operatori che la variazione del domicilio, così come comunicata nella dichiarazione annuale dei redditi, costituisce “atto idoneo a rendere noto all’Amministrazione il nuovo domicilio non solo ai fini delle notificazioni, ma anche ai fini della legittimazione a procedere, che spetta all’ufficio nella cui circoscrizione il contribuente ha indicato il nuovo domicilio”.
Una volta fissato tale principio, i giudici di legittimità non hanno potuto fare a meno di osservare che il diritto del contribuente di variare il proprio domicilio (c.d. “ius variandi”) deve – comunque – essere sempre esercitato “in buona fede, nel rispetto del principio dell’affidamento”; di conseguenza, il contribuente che sfrutti tale possibilità, indicando “nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un luogo diverso da quello precedente, non può invocare detta difformità, sfruttando a suo vantaggio anche un eventuale errore, al fine di eccepire, sotto il profilo dell’incompetenza per territorio, l’invalidità dell’atto di accertamento compiuto dall’ufficio finanziario del domicilio da lui stesso dichiarato””.
E visto che i giudici regionali non si erano attenuti a tali principi, “accordando prevalenza alla residenza anagrafica della contribuente”, la Corte ha cassato la sentenza impugnata, rinviando alla Commissione regionale di competenza.
In generale la notificazione degli atti tributari deve essere effettuata – salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie – nel domicilio fiscale del destinatario (art. 60, co. 1 lett. c, D.P.R. 600/1973).
A tal riguardo l’art. 58 del DPR n. 600/1973 dispone al comma 2, primo periodo che “Le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritte”.
La disciplina della notifica degli atti tributari si fonda, quindi, sul criterio del domicilio fiscale[1] e sull’onere del cittadino di informare costantemente l’Ufficio delle variazioni di indirizzo intervenute[2], anche perché una tale variazione comporta una modificazione dell’Ufficio competente.
Infatti l’art. 31, comma 2, del D.P.R. n. 600/1973 prevede che “La competenza spetta all’Ufficio distrettuale nella cui giurisdizione è il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione alla data in cui questa è stata o avrebbe dovuto essere presentata” [3].
Con riferimento alla fattispecie odierna, la Suprema Corte ha confermato il proprio orientamento espresso in questi anni.
Già nel 2006, con la sentenza n. 5358, la Suprema Corte aveva chiarito che “la variazione dell’indirizzo comunicata con la dichiarazione annuale dei redditi è atto…