Source: https://www.studioassociatoghiglione.it/circolari/2017/2017-13.html
Timestamp: 2020-01-28 04:34:57+00:00
Document Index: 106960214

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3']

CIRCOLARE N° 13 DEL 27 – 7 – 2017
Oggetto: decreto legge 50⁄2017: Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo
Per il testo del decreto clicchi qui.
Il provvedimento in esame introduce ed integra numerose disposizioni, nel seguito ve ne forniamo un rapido sunto.
Art. 1 – disposizioni per il contrasto all’evasione fiscale
L’articolo 1 contiene svariate disposizioni che occorre esaminare analiticamente:
i commi da 1 a 4 ter riguardano lo split payment che subisce numerose modifiche
il comma 4 quater riguarda l’interpretazione dell’art. 12 del DPR 633⁄72 relativo al regime IVA applicabile alle prestazioni accessorie di altre prestazioni. In particolare le prestazioni di trasporto di veicoli al seguito di passeggeri sono qualificate come accessorie rispetto alle prestazioni principali di trasporto di persone e, quindi, assoggettate alle aliquote ridotte del 5% o del 10% in base alla tipologia del trasporto eseguito;
Con decorrenza dalle fatture che verranno emesse a partire dal 1° luglio 2017 il campo di applicazione dello split paymen si allarga notevolmente in quanto tutte le fatture che avranno come destinatari i seguenti soggetti:
tutte le Pubbliche amministrazioni che sono inserite nel conto economico consolidato dello Stato pubblicato dall’ISTAT. Per queste amministrazioni bisogna far riferimento all’elenco redatto dall’ISTAT pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30⁄9⁄2016. Ogni anno questo elenco deve essere pubblicato entro il 30⁄9. Per visualizzarlo clicchi QUI
società controllate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per visualizzarlo clicchi QUI
società controllate dagli enti territoriali Per visualizzarlo clicchi QUI
società quotate in Borsa Per visualizzarlo clicchi QUI
dovranno sottostare allo split payment. Per una volta la norma è chiara e non si offre a fraintendimenti: fatture emesse dal 1° luglio 2017 (anche se relative ad operazioni iniziate⁄completate precedentemente).
Il regime viene allargato anche alle fatture emesse dai professionisti che effettuano prestazioni di servizi nei confronti dei suddetti enti e società.
In sede di conversione del decreto legge sono state aggiunte le seguenti disposizioni:
i fornitori di beni e servizi possono chiedere ai propri clienti un documento che attesti la loro riconducibilità ai soggetti cui si applicano le norme sullo split payment;
vengono esclusi dall’applicazione delle norme sullo split payment gli enti pubblici gestori di demanio collettivo, limitatamente alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico;
a partire dal 1° gennaio 2018 si accelerano i rimborsi per i soggetti titolari di conto fiscale.
Art. 1 bis – procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata
Le società non residenti che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi superiori a 1 miliardo di euro e che effettuano cessioni e prestazioni di servizi in Italia per un ammontare superiore a 50 milioni medianti società residenti o stabili organizzazioni possono avvalersi di una procedura di cooperazione rafforzata per la definizione dei debiti tributari.
Art. 1 ter – modifiche alla disciplina della voluntary disclosure
Vengono apportate alcune modifiche alla disciplina della vluntary disclosure bis relativamente a:
redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo conseguiti all’estero. È ammessa la possibilità di richiedere il riconoscimento del credito d’imposta per le imposte pagate all’estero relativamente ai redditi di lavoro dipendente ed autonomo conseguiti all’estero e non dichiarati in Italia;
i contribuenti che aderiscono alla voluntary disclosure bis sono esonerati (per gli anni 2016 e 2017) dagli obblighi di compilazione dei quadri relativi all’IVIE e all’IVAFE;
viene modificato il regime sanzionatorio con riferimento alle ipotesi di mancato o insufficiente versamento
Art. 1 quater – disposizioni in materia di rilascio del certificato di regolarità fiscale e di erogazione dei rimborsi
Con riferimento ai soggetti che hanno aderito alla rottamazione dei ruoli, i certificati di regolarità fiscale vengono rilasciati a seguito della presentazione della dichiarazione di adesione alla rottamazione, limitatamente ai carichi ivi indicati.
Art. 2 – modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione IVA
Abbastanza rilevanti le modifiche alla normativa IVA in materia di esercizio del diritto alla detrazione.
La detrazione può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto A questo proposito si ricorda che il diritto alla detrazione sorge nel momento in cui l’imposta diventa esigibile secondo le regole generali. Si ricorda che, a partire dalle dichiarazioni relative al 2017, la dichiarazione IVA autonoma (non più in Unico) dovrà essere inviata telematicamente entro il mese di aprile dell’anno successivo. In tal modo i tempi per usufruire della detrazione vengono notevolmente accorciati.
Le modifiche appena viste si applicano alle fatture emesse dal 1° gennaio 2017.
Art. 2 bis – interpretazione autentica in materia di regime dell’imposta sul valore aggiunto per i servizi di vitto e di alloggio in favore degli studenti universitari
Con una norma di interpretazione autentica viene chiarito che sono esenti da IVA i servizi di vitto e alloggio in favore degli studenti universitari da parte degli istituti o enti regionali per il diritto allo studio universitario.
Art. 3 – disposizioni in materia di contrasto alle indebite compensazioni
(Vedasi la nostra circolare 10⁄2017)
Art. 4 – regime fiscale delle locazioni brevi
Per “locazioni brevi” si intendono i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo della durata massima di 30 giorni stipulati da persone fisiche direttamente o tramite intermediari anche on line. Sono considerate locazioni brevi anche quelle che includono alcuni servizi quali la fornitura di biancheria e di pulizie.
Il proprietario, il sublocatore ed il comodatario dei beni immobili possono optare per la cedolare secca con l’aliquota del 21%. L’applicazione della cedolare secca è esclusa qualora la locazione venga esercitata come attività d’impresa, a tal fine, con apposito provvedimento del Ministro dell’economia, dovranno essere definiti i parametri per considerare l’attività come d’impresa, avuto riguarda anche al numero delle unità immobiliari locate ed alla durata delle locazioni. Qualora non venga esercitata l’opzione per la cedolare secca o comunque quest’ultima non sia applicabile per effetto dell’attrazione dei corrispettivi della locazione al reddito d’impresa, l’intermediario deve comunque effettuare una ritenuta del 21% e certificarla al titolare del reddito (con la CU) che potrà scomputarla nella dichiarazione come ritenuta d’acconto.
Alcune disposizioni particolari riguardano gli intermediari ed i gestori di portali on line:
entro il 30 giugno di ogni anno debbono comunicare all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai contratti stipulati nell’esercizio precedente
gli intermediari ed i titolari dei portali telematici, qualora intervengano nella riscossione del canone, debbono operare una ritenuta del 21% nel momento in cui riversano al proprietario il corrispettivo della locazione. Qualora i gestori di portali on line siano soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia devono nominare un rappresentante fiscale. È da escludere la possibilità di identificazione diretta che è prevista esclusivamente ai fini IVA.
gli intermediari ed i gestori di portali on line sono altresì tenuti al pagamento dell’imposta di soggiorno (di cui all’art. 4 del D. Lgs. 23⁄2011) e del contributo di soggiorno (di cui all’art. 14, comma 16, lett a) del D.L. 78⁄2010)
La pratica attuazione delle disposizioni appena viste è rimessa ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge (quindi entro il 23⁄7⁄17).
Il comma 7 prevede che, in deroga alle norme della Legge di stabilità 2016 (art. 1, comma 26 della Legge 208⁄15) che sospendono per gli anni 2016 e 2017 gli aumenti dei tributi e delle addizionali, sia possibile istituire o aumentare da parte dei Comuni l’imposta di soggiorno ed il contributo di soggiorno.
Il comma 7 bis riguarda i c.d. lavoratori rimpatriati. Viene ora previsto che per utilizzare i benefici fiscali previsti dalla legge 238⁄2010, oltre ad essersi trasferiti in Italia entro il 31⁄12⁄2015 debbano mantenere la residenza in Italia per almeno 2 anni.
Art. 4 bis – modifiche alla disciplina in materia di cessione delle detrazioni spettanti per interventi di incremento dell’efficienza energetica nei condomini
Per i soggetti che si trovano nella no tax area viene estesa fino a 31⁄12⁄2021 la possibilità di cedere la detrazione fiscale loro spettante ai fornitori che hanno effettuato i lavori condominiali per l’incremento dell’efficienza energetica.
Art. 5 – disposizioni in materia di accise sui tabacchi
Art. 6 – disposizioni in materia di giochi
Art. 6 bis – riduzione degli apparecchi da divertimento
Art. 7 – rideterminazione delle aliquote ACE
Ancora modifiche alla disciplina ACE (Aiuto alla Crescita Economica). L’agevolazione ACE (istituita nel 2011) consiste in una deduzione dal reddito complessivo dell’importo corrispondente al rendimento nozionale della variazione in aumento del capitale proprio calcolato al termine di ogni esercizio rispetto a quello esistente al 31⁄12⁄2010. Si tratta di una misure tendente ad incentivare la capitalizzazione con mezzi propri delle imprese. Viene ora disposto che:
viene eliminato il c.d. “criterio incrementale su base mobile”
vengono nuovamente modificate le aliquote per il calcolo del rendimento nozionale che ora sono le seguenti:
per il 2016: 4,75%
per il 2017: 1,6%
per gli anni successivi: 1,5%
Art. 8 – disposizioni in materia di pignoramenti immobiliari
Art. 9 bis – indici sintetici di affidabilità fiscale
In conseguenza delle molteplici criticità connesse all’utilizzo degli studi di settore il legislatore ha deciso di abbandonare tale strumento e di istituirne uno nuovo denominato “indici sintetici di affidabilità fiscale” la cui definizione e regolamentazione è interamente delegata al Ministero dell’economia e delle finanze che dovrà emanate uno o più appositi provvedimenti.
Gli indici si concretizzano in un voto (da 1 a 10) che verrà determinato sulla base di molteplici elementi quali i dati contenuti nelle dichiarazioni fiscali, dall’anagrafe tributaria, dalle Agenzie fiscali, dall’INPS, dall’Ispettorato nazionale del lavoro, dalla Guardia di Finanza ed altri non ancora identificati.
I nuovi indici di affidabilità fiscale non si applicano:
nell’esercizio di inizio o di cessazione dell’attività
quando il contribuente non si trova in condizioni di normale svolgimento dell’attività
dichiara ricavi d’importo superiore ad una certa soglia che verrà stabilità con il decreto di approvazione degli indici
Viene previsto un sistema premiale in relazione ai vari livelli di affidabilità fiscale che prevede:
l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per le compensazioni dei crediti fiscali e per i rimborsi
l’esclusione dall’applicazione della normativa sulle società non operative
l’esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici
l’accorciamento dei termini per l’effettuazione degli accertamenti
l’esclusione dagli accertamenti sintetici
Art. 9 ter – misure urgenti per il personale dell’amministrazione finanziaria
Art. 9 quater – compensazione di somme iscritte a ruolo
Viene estesa a tutto il 2017 la possibilità di compensare le cartelle esattoriali utilizzando i crediti che le imprese ed i professionisti hanno nei confronti della Pubblica amministrazione ((D.L. 145⁄2013, art. 12, comma 7 bis).
Art. 10 – reclamo e mediazione
La procedura di reclamo e mediazione in campo tributario è stata introdotta nell’ordinamento italiano nel 2011 ed è stata modificata alcune volte, da ultimo con la legge in esame che ha disposto l’innalzamento del valore di riferimento per accedervi da Euro 20.000 ad Euro 50.000 con riferimento agli atti notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018.
Art. 11 – definizione agevolata delle controversie tributarie
L’articolo 11 introduce una nuova definizione agevolata delle controversie tributarie, analoga a quella già prevista dalla legge 289⁄2002 (art. 16).
L’attuale normativa riguarda tutte le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria, ovvero impugnate presso le Commissioni tributarie, pendenti in ogni stato e grado del giudizio. Al proposito, differentemente rispetto alla precedente versione della definizione agevolata del 2002, si ritiene che possano formare oggetto di definizione anche le procedure di liquidazione e controllo formale della dichiarazione
La possibilità di prevedere la definizione agevolata delle controversie è ora prevista anche per i contenziosi con gli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni) che, se lo ritengono, possono adottare un atto a contenuto normativo (per i Comuni si tratta di un regolamento adottato con delibera consiliare entro il 31⁄8⁄17).
Per aderire occorre presentare apposita istanza ed effettuare il pagamento di tutti gli importi per maggiori imposte e tasse di cui all’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, sono escluse le sanzioni e gli interessi di mora. La previsione normativa che occorra pagare tutte le maggiori imposte determinate nell’atto di accertamento è fortemente discriminatoria nei confronti di chi, avendo già affrontato vittoriosamente uno o più gradi del processo, non riesce ad ottenere alcuna graduazione in relazione ai risultati ottenuti.
Possono formare oggetto della definizione tutte le controversie il cui ricorso sia stato notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore del DL 50 (24⁄4⁄2017). Sono incluse nella definizione anche le controversie d’importo non superiore ad Euro 20.000 per le quali, ai sensi dell’art. 17 bis D. Lgs. 546⁄92 (come modificato dal D. Lgs. 156⁄2015) è necessario proporre ricorso⁄reclamo. Si precisa che in caso di presentazione del ricorso⁄reclamo, la presentazione dell’istanza di definizione non sospende il termine di costituzione in giudizio che, quindi, deve essere effettuata entro trenta giorni dal deposito del ricorso⁄reclamo presso la controparte.
L’istanza di definizione deve essere presentata entro il 30⁄9⁄17, entro la medesima data bisogna effettuare il versamento di quanto dovuto, la rateizzazione può essere effettuata solo per importi superiori ad Euro 2.000,00 alle seguenti scadenze:
30⁄9: rata pari al 40% del dovuto
30⁄11: rata pari al 40% del dovuto
30⁄6⁄2018 per il restante 20%.
Nel caso vengano definite più vertenze, bisogna presentare domanda di definizione agevolata per ciascuna controversia ed effettuare versamenti separati.
Dagli importi dovuti si scomputano quelli già versati in sede di riscossione frazionata nonché quelli dovuti per la definizione agevolata ex art. 6 decreto legge 193⁄2016 (rottamazione delle cartelle). Qualora gli importi già versati siano eccedenti rispetto a quelli dovuti per la definizione, non si fa luogo a rimborso.
La presentazione della domanda di definizione agevolata non sospende i termini per la riscossione. Per effetto della contemporanea operatività della riscossione frazionata e della non rimborsabilità delle somme eventualmente versate in eccesso (rispetto a quanto dovuto per la definizione agevolata), può succedere cha la definizione non risulti conveniente. A fronte di questa eventualità possono essere messe in atto alcune misure:
domanda di rateizzazione all’Agente della riscossione
istanza di sospensione giudiziale dell’esecutività degli atti
istanza di sospensione amministrativa all’Ente impositore.
Relativamente alle controversie già instaurate i termini processuali non sono sospesi salvo che il contribuente presenti apposita domanda al giudice competente, in tal caso il processo è sospeso, in un primo momento, fino al 10⁄10⁄2017, successivamente, se entro tale data il contribuente avrà depositato copia della domanda e del versamento, si avrà un prolungamento della sospensione fino al 31⁄12⁄2018.
Per le controversie definibili i termini d’impugnazione scadenti dalla data di entrata in vigore della norma fino al 30⁄9⁄2017 sono sospesi per sei mesi.
L’eventuale diniego alla definizione deve essere notificato entro il 31⁄7⁄2018 ed è impugnabile.
In caso di controversia che vede più coobbligati, la definizione ad opera di uno di essi libera anche gli altri
Art. 11 bis – disposizioni in materia di magistratura contabile
Art. 11 ter – mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali
Art. 12 – rimodulazione delle risorse
Art. 12 bis – rimodulazione del credito d’imposta per le imprese alberghiere
Art. 13 – riduzione dotazioni missioni e programmi di spesa dei Ministeri
Art. 13 bis – modifica all’art. 7 del decreto legislativo 12 maggio 2016 n° 90
Art. 13 ter – disposizioni in materia di controllo della spesa per la gestione dell’accoglienza
Art. 13 quater – sospensione del conio di monete da 1 e 2 centesimi
Art. 14 – riparto del Fondo di solidarietà comunale
Art. 14 bis – acquisto di immobili pubblici
Art. 14 ter – norme in materia di sanzioni per mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilità interno per l’anno 2012
Art. 15 – contributo a favore delle province della regione Sardegna e della città metropolitana di Cagliari
Art. 16 – riparto del concorso alla finanza pubblica da parte di province e città metropolitane
Art. 17 – riparto del contributo a favore delle Province e delle Città metropolitane delle regioni a statuto ordinario
Art. 18 – disposizioni sui bilanci di Province e Città metropolitane
Art. 19 – termine per l’invio delle certificazioni relative agli obiettivi di saldo finanziario da parte degli enti locali in dissesto
Art. 20 – contributo a favore delle province delle regioni a statuto ordinario
Art. 21 – disposizioni in favore delle fusioni di comuni
Art. 21 bis – semplificazioni
Art. 21 ter – contributi per la sperimentazione di nuove funzioni della banca dati SIOPE
Art. 22 – disposizioni sul personale e sulla cultura
Art. 22 bis – statizzazione e razionalizzazione delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica non statali
Art. 22 ter – organici di fatto
Art. 23 – consolidamento dei trasferimenti erariali alle province delle regioni Sardegna e Sicilia
Art. 24 – fabbisogni standard e capacità fiscali per Regioni
Art. 25 – attribuzione quota investimenti in favore delle regioni, province e città metropolitane
Art. 26 – iscrizione dell’avanzo in bilancio e prospetto di verifica del rispetto del pareggio
Art. 26 bis – disposizione concernente l’impiego dell’avanzo destinato a investimenti degli enti locali per estinzione anticipata di prestiti
Art. 27 – misure sul trasporto pubblico locale
Art. 28 – diverse modalità di conseguimento degli obiettivi regionali di finanza pubblica
Art. 29 – flussi informativi delle prestazioni farmaceutiche
Art. 30 – altre disposizioni in materia di farmaci
Art. 30 bis – disposizioni in materia di livelli essenziali di assistenza
Art. 31 – edilizia sanitaria
Art. 32 – trasferimento competenze in materia sanitaria per stranieri
Art. 33 – spazi finanziari per investimenti in favore delle Regioni
Art. 33 bis – modifica della disciplina per le cessioni di beni mobili a titolo gratuito da parte del Ministero della difesa
Art. 34 – disposizioni sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale
Art. 34 bis – programma operativo straordinario della Regione Molise
Art. 35 – misure urgenti in tema di riscossione
Art. 36 – procedura di riequilibrio finanziario e di dissesto e piano di rientro
Art. 37 – modifiche all’art. 1, comma 467, legge 11 dicembre 2016 n 232
Art. 38 – disposizioni in materia di enti previdenziali e di gestione degli immobili pubblici
Art. 39 – trasferimenti regionali a province e città metropolitane per funzioni conferite
Art. 40 – eliminazione delle sanzioni per le province e le città metropolitane
Art. 40 bis – interventi per l’integrazione dei cittadini stranieri
Art. 41 – fondo da ripartire per l’accelerazione delle attività di ricostruzione a seguito di eventi sismici
Art. 41 bis – fondo per la progettazione definitiva ed esecutiva nelle zone a rischio sismico
Art. 42 – fondo per la ricostruzione delle aree terremotate di cui all’art. 4, comma 1, del decreto legge 189 del 2016, Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti, di cui all’art. 4 del decreto legge n 113 del 2016, e contributi per interventi di ripristino o ricostruzione
Art. 43 – ulteriore proroga sospensione e rateizzazione tributi sospesi
Art. 43 bis – assegnazione di spazi finanziari
Art. 43 ter – finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione
Art. 43 quater – semplificazione degli obblighi di dichiarazione dei redditi per i contribuenti coinvolti nehli eventi sismici registrati a partire dal 24 agosto 20216
Art. 44 – proroga incentivi
Art. 45 – compensazione perdita gettito TARI
Art. 45 bis – erogazione ai comuni terremotati del 90 per cento del Fondo di solidarietà comunale 2017
Art. 46 – Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia
Art. 46 bis – interventi in favore delle imprese agricole danneggiate dagli eventi calamitosi verificatisi tra il 2013 e il 2015
Art. 46 ter – calcolo del valore della raccolta differenziata dei rifiuti per i comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017
Art. 46 quater – incentivi per l’acquisto di case antisismiche
Art. 46 quinquies – personale degli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere
Art. 46 sexies – proroga delle agevolazioni per le zone franche urbane nei territori colpiti dagli eventi sismici deò 20 e 29 maggio 2012
Art. 46 septies – modifiche ai commi 530, 531 e 532 dell’articolo 1 della legge 11 febbraio 2016 n° 232
Art 46 octies – modifiche all’art. 20 ter del decreto legge 9 febbraio 2017 n° 8, convertito con modificazioni dalla legge 7 aprile 2017 n° 45
Art. 46 novies – incremento del contingente di personale delle Forze armate da destinare alle esigenze di sicurezza del vertice dei Paesi del G7
Art. 47 – interventi per il trasporto ferroviario
Art. 47 bis – disposizioni in materia di trasporto su strada
Art. 48 – misure urgenti per la promozione della concorrenza e la lotta all’evasione tariffaria nel trasporto pubblico locale
Art. 49 – disposizioni urgenti in materia di riordino di società
Art. 50 – misure urgenti per assicurare la continuità del servizio svolto dall’Alitalia Spa
Art. 51 – contenimento dei costi del trasporto aereo
Art. 52 – sviluppo sistema nazionale di ciclovie turistiche
Art. 52 bis – misure urgenti per la promozione della concorrenza nel trasporto a trazione elettrica su gomma
Art. 52 ter – modifiche al codice dei contratti pubblici
Art. 52 quater – organizzazione dell’ANAC
Art. 52 quinquies – sicurezza antisismica delle autostrade A24 e A25
Art. 53 – APE
Art. 53 bis – ristrutturazione o riorganizzazione di imprese editoriali per crisi aziendale
Art. 53 ter – trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complesse
Art. 54 – Documento Unico di Regolarità Contributiva
I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle hanno diritto al rilascio del DURC, tuttavia in caso di omessi pagamenti delle rate, i DURC già rilasciati vengono annullati.
Art. 54 bis – disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale
La normativa in esame sostituisce quella relativa ai voucher e, essendo stata inserita in sede di conversione, entra in vigore il 24⁄6⁄2017.
Vengono introdotti due nuovi istituti:
il “libretto di famiglia” per le prestazioni occasionali rese ai privati;
il contratto di Prestazione occasionale per le imprese ed i professionisti.
La regolamentazione è uniforme per entrambi e si basa sulle seguenti regole generali:
ogni lavoratore non può superare la soglia di Euro 5.000 annui (cumulando tutte le prestazioni a chiunque rese)
ogni utilizzatore (imprese, famiglie e professionisti) non può superare la soglia di Euro 5.000 di compensi erogati
ogni utilizzatore non può corrispondere ad ogni singolo prestatore più di 2.500 Euro
Ai fini del conteggio di cui sopra alcune prestazioni sono conteggiate al 75%, si tratta delle prestazioni erogate da:
titolari di pensione e di invalidità
giovani con meno di 25 anni purché regolarmente iscritti presto un istituto scolastico o università
percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno del reddito
In ogni caso non può essere superato il limite di 280 ore lavorate nell’anno.
Gli operatori privati dovranno acquistare presso la piattaforma telematica dell’INPS i libretti nominativi prepagati che contengono titoli di pagamento del valore unitario di 10 Euro che potranno essere utilizzati per:
piccoli lavori domestici tipo pulizie, giardinaggio …
assistenza domiciliare ai bambini ed agli anziani
insegnamento privato supplementare (ripetizioni)
Ad ogni titolo di pagamento del valore di 10 euro corrisponde una prestazione lavorativa di un’ora, i relativi oneri contributivi (pari ad Euro 1,65 di contributi IVS e 0,25 di assicurazione contro gli infortuni) sono a carico dell’utilizzatore. Tuttavia, data la diversa formulazione della norma rispetto ai voucher, non è chiaro se detti importi debbano essere versati dall’utilizzatore all’INPS in aggiunta al costo di 10 Euro o se, invece, il prestatore percepirà il netto di Euro 8,10.
Sempre attraverso la piattaforma telematica dell’INPS il datore di lavoro, entro il giorno 3 di ogni mese, dovrà comunicare, con riferimento al mese precedente, i dati identificativi del prestatore, il compenso, il luogo di svolgimento della prestazione e la relativa durata,
Gli operatori professionali (imprese e professionisti) potranno retribuire prestazioni di lavoro occasionale o saltuarie utilizzando il contratto di prestazione occasionale “PrestO” che, però, è vietato nei seguenti casi:
soggetti che stanno già collaborando col medesimo datore di lavoro o che hanno collaborato da meno di sei mesi
utilizzatori con più di cinque dipendenti a tempo indeterminato
imprese del settore dell’edilizia e affini
imprese che esercitano l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo
Ogni ora di lavoro deve essere retribuita con un importo minimo di 9 euro cui si aggiungono i contributi alla gestione separata INPS nella misura del 33% ed il premio di assicurazione contro gli infortuni del 3,5%.
Il compenso viene corrisposto al lavoratore direttamente dall’INPS e sono esenti da tassazione, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
L’utilizzatore deve trasmettere, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, le seguenti informazioni:
i dati anagrafici del prestatore
la data e l’ora di inizio e di termine.
Come visto sopra le imprese agricole non possono utilizzare il contratto di lavoro occasionale. Tuttavia esistono alcune eccezioni a favore di:
titolari di pensione di vecchiaia o invalidità
percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito d’inclusione o di altre prestazioni di sostegno del reddito
Il compenso orario delle prestazioni rese nel settore agricolo non è predeterminato bensì si fa riferimento alle retribuzioni del contratto collettivo di lavoro.
Anche le amministrazioni pubbliche possono utilizzare il contratto di lavoro occasionale, indipendentemente dal numero di lavoratori impiegati, ma solo per le seguenti occasioni:
nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, disabilità, detenzione, tossicodipendenza o che fruiscono degli ammortizzatori sociali
per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità naturali
per attività di solidarietà in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato
Rientrano tra le amministrazioni pubbliche tutte le amministrazioni dello Stato comprese le scuole, le aziende ad ordinamento autonomo, gli enti pubblici locali, le Comunità montane, le Università, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, le Aziende sanitarie locali, il CONI.
Art. 55 – premi di produttività
I contratti collettivi di lavoro stipulati a partire dal 25⁄4⁄2017 ed aventi per oggetto il premio di risultato consentono una parziale decontribuzione a favore del datore di lavoro e del lavoratore su un importo massimo di 800 euro annui.
Art. 55 bis – fondo per il diritto al lavoro dei disabili
Art. 55 ter – disposizione interpretativa dell’art. 12 del decreto legislativo 10 ettembre 2003 n. 276 in materia di interventi per la formazione e l’integrazione del reddito
Art. 55 quater – modifica all’art. 44 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 148 in materia di trattamenti di integrazione salariale in deroga
Art. 55 quinquies – disposizioni in materia di contributi previdenziali dei lavoratori transfrontalieri
Art. 56 – Patent box
Il regime del Patent Box introdotto dalla legge 190⁄2014 (art. 1 commi da 37 a 45) prevede la parziale detassazione del reddito prodotto da determinate tipologie di beni immateriali.
Al fine di adeguare la normativa italiana alla prassi internazionale (linee guida dell’OCSE Conutering …2015 Final Report), l’articolo in esame ha modificato l’ambito oggettivo di applicazione del regime del Patent Box escludendo i marchi d’impresa
La decorrenza della nuova norma non è semplicissima:
per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare: per i periodi d’imposta per i quali le opzioni per il Patent Box siano esercitate successivamente al 31⁄12⁄16
per i soggetti con esercizio non coincidente: a decorrere da terzo periodo d’imposta successivo a quello al 31⁄12⁄2014 relativamente alle opzioni esercitate successivamente al 31⁄12⁄16.
A prescindere dalla complessità della norma, è importante rilevare che le nuove disposizioni non hanno effetto per le opzioni presentate nei primi due periodi d’imposta di applicazione della disciplina per i quali si può continuare a beneficiare del regime previgente per tutto il quinquennio di validità dell’opzione.
Art. 56 bis – fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo–saccarifera
Art. 57 – attrazione per gli investimenti
L’articolo 57 contiene una miscellanea di disposizioni che modificano altre disposizioni già in vigore:
il comma 1 modifica la normativa relativa alle start up innovative che ora riguarda tutte le PMI (piccole e medie imprese)
il comma 2 apporta alcune modifiche alla normativa relativa ai PIR (piani individuali di risparmio) che riguardano esclusivamente gli intermediari finanziari;
il comma 3 allunga da 4 a 5 anni il regime agevolativo per le start up innovative.
Art. 57 bis – incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodi e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione
Viene prevista l’attribuzione di un credito d’imposta, a decorrere dal 2018, in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuino investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali il cui valore superi gli investimenti dell’esercizio precedente di almeno l’1%.
Il credito d’imposta, utilizzabile solo in compensazione previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, è pari al 75% degli investimenti incrementali ed è innalzato al 90% nel caso di PMI, microimprese e start up innovative.
Art. 57 ter – modifica all’art. 1, comma 151, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, in materia di incentivi per gli esercenti impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili
Art. 57 quater – salvaguardia della produzione di energia da impianti fotovoltaici ed eolici
Art. 58 – modifiche alla disciplina dell’imposta sul reddito delle imprese: disciplina del trattamento delle riserve imposta sul reddito d’impresa presenti al momento della fuoriuscita dal regime
La legge 232⁄2016 ha introdotto nel TUIR il nuovo articolo 55 bis che disciplina un regime opzionale destinato alle imprese assoggettate ad IRPEF che siano in contabilità ordinaria (per natura o per opzione). L’articolo citato prevede che le distribuzioni di utili ai soci siano portati in diminuzione del reddito d’impresa (come costi) e che gli utili residui siano tassati in capo alla medesima con l’aliquota IRI (Imposta sul Reddito delle Imprese) del 24% (dal 2017).
L’articolo in esame risolve una questione che si era proposta recentemente ovvero quale sia il regime di tassazione degli utili non distribuiti (e quindi tassati con l’aliquota IRI) dopo che l’impresa fosse fuoriuscita dal regime opzionale. Orbene la soluzione scelta è la seguente: gli utili distribuiti ai soci (dopo la fuoriuscita dal regime opzionale) sono tassati in capo ai medesimi con la propria aliquota IRPEF ed è riconosciuto un credito d’imposta pari all’IRI pagata dalla società.
Gli utili accantonati a riserva prima dell’opzione per il regime IRI, invece, sono già stati tassati in base al regime della trasparenza e, quindi, in caso di distribuzione non scontano più alcuna tassazione.
Art. 59 – transfer pricing
Art. 60 – proventi da partecipazioni a società, enti o OICR di dipendenti e amministratori
Art. 60 bis – disposizioni relative al Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti
Art. 60 ter – disposizioni di semplificazione per progetti di social innovation
Art. 60 quater – misure per assicurare la celerità di procedure assunzionali dell’Amministrazione della giustizia
Art. 60 quinquies – esclusione delle forme di previdenza complementare dal bail–in
Art. 60 sexies – cartolarizzazione di crediti
Art. 61 – eventi sportivi di sci alpino
Art. 62 – costruzione di impianti sportivi
Art. 63 – misure per la Ryder Cup 2022
Art. 64 – servizi nelle scuole
Art. 64 bis – misure per l’innovazione del sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica
Art. 65 – autorità nazionale di regolazione del settore postale
Art. 65 bis – modifica all’art. 3 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380
Art. 65 ter – clausola di salvaguardia
Art. 66 – disposizioni finanziarie
Il decreto entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale