Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-18819-del-28-07-2017
Timestamp: 2020-05-26 00:17:06+00:00
Document Index: 95235070

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 7', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2309', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 92']

Sentenza Cassazione Civile n. 18819 del 28/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18819 del 28/07/2017
Cassazione civile, sez. trib., 28/07/2017, (ud. 03/04/2017, dep.28/07/2017), n. 18819
sul ricorso n. 26997/13, proposto da:
Neptunus s.p.a. – incorporante la 2M 73 s.r.l. – in persona del
legale rappres. p.t., elett.te domic. in Roma, alla via Monte
Gilberto n. 47, presso l’avv. Alessia Bernardi, rappres. e difesa
dall’avv. Salvatore Lorenzo Campo, con procura speciale a margine
avverso la sentenza n. 56/18/2013 della Commissione tributaria
regionale della Lombardia, depositata in data 28/5/2013;
sentito il difensore della parte controricorrente, avv. Campo;
udita la relazione del consigliere, dott. Rosario Caiazzo;
sentito il Pubblico Ministero, Dott. DE AUGUSTINIS Umberto.
La 2M 73 s.r.l. (ora Neptunus spa, a seguito di fusione per incorporazione in quest’ultima società) impugnò un avviso di rettifica parziale della propria dichiarazione iva per il 1985.
Resiste la Neptunus s.p.a., con controricorso, eccependo l’infondatezza del ricorso e proponendo ricorso incidentale.
Con il primo motivo, l’Agenzia delle entrate ha denunziato la nullità della sentenza impugnata per violazione dell’art. 112 c.p.c., e del D.Lgs. n. 546 del 2012, art. 7, (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4) poichè il giudizio fu riassunto nei confronti di un soggetto non legittimato, diverso da quello competente alla gestione del rapporto tributario.
Il motivo è inammissibile perchè non autosufficiente, non avendo la ricorrente indicato il soggetto nei cui confronti il giudizio avrebbe dovuto essere riassunto; inoltre, dalla sentenza si evince che il giudizio fu riassunto dalla Neptunus s.p.a. quale società che incorporò la società che propose ricorso, per cui sulla questione vi è stata una pronuncia implicita.
Con il secondo motivo, parte ricorrente ha denunciato la nullità della sentenza per inosservanza dell’art. 384 c.p.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4), in quanto la Ctr non si era uniformata ai principi di diritto fissati dalla sentenza che cassò la precedente sentenza d’appello, adducendo che i motivi del ricorso in cassazione non riguardarono la questione della tempestiva proposizione dell’appello.
Con il terzo motivo, parte ricorrente ha denunciato la nullità della sentenza per inosservanza degli artt. 324 e 329 c.p.c., e art. 2309 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in quanto si era formato un giudicato implicito sulla questione della tempestiva proposizione dell’appello che avrebbe dovuto precludere il rilievo della tardività dell’impugnazione da parte del giudice d’appello, a seguito della sentenza di cassazione con rinvio.
Con il quarto motivo, è stata lamentata la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e 2699 c.c., nonchè del D.P.R. n. 636 del 1972, artt. 13 e 13 bis, artt. 123 e 124 delle disp. att. c.p.c., in ordine all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il quinto motivo, parte ricorrente ha addotto l’omesso esame di un fatto decisivo che aveva formato oggetto di discussione tra le parti, ed ha altresì lamentato l’omessa motivazione su tale fatto, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, ravvisando tale fatto nella data indicata per la proposizione dell’appello. Con il sesto motivo, la ricorrente ha denunciato la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., nonchè del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, e D.P.R. n. 636 del 1972, art. 22, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, avendo la Ctr ritenuto che l’ufficio fosse onerato di produrre l’atto di appello, dichiarando l’inammissibilità dell’impugnazione senza acquisire il fascicolo d’ufficio.
I motivi dal secondo al sesto vanno esaminati congiuntamente data la stretta connessione tra loro, riguardando, seppure sotto diverse angolazioni, la medesima questione della tempestiva proposizione del giudizio d’appello; essi sono tutti inammissibili.
Il secondo motivo è inammissibile, in quanto parte ricorrente non ha colto la ratio decidendi, poichè la tardività dell’appello costituiva vizio rilevabile d’ufficio, per cui non veniva in rilievo l’obbligo del giudice di merito di uniformarsi alla sentenza di cassazione.
La censura non si sottrae all’inammissibilità, poichè essa è diretta al mero riesame del merito della causa, essendo incentrata sulla contestazione della ricostruzione dei fatti effettuata dalla Ctr in ordine alla determinazione della data del deposito dell’atto d’appello.
I motivi quinto e sesto sono del pari inammissibili, in quanto la Ctr ha esaminato il motivo d’appello riguardante l’inammissibilità del gravame e la specifica questione sollevata in ordine all’asserito contrasto circa la data dell’appello, emergente tra l’attestazione apposta sulla sentenza di primo grado e quanto indicato nell’intestazione della sentenza poi annullata dalla Cassazione, applicando correttamente i principi processuali sull’onere della prova della tempestività dell’appello.
La Neptunus s.p.a ha chiesto la riforma parziale della sentenza impugnata, nella parte relativa alla compensazione integrale delle spese di lite, argomentando che il giudice d’appello non aveva applicato della nuova formulazione l’art. 92 c.p.c..
La Corte dichiara inammissibile il ricorso principale e il ricorso incidentale, compensando le spese tra le parti.