Source: https://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/archivio/Pages/Decreto%20del%20presidente%20della%20provincia%204%20luglio%202008,%20n.%2024-131Leg_18319.aspx?zid=
Timestamp: 2018-01-21 10:21:39+00:00
Document Index: 80434310

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 26']

Home > Leggi e archivi > Codice Provinciale > ArchivioDecreto del presidente della provincia 4 luglio 2008, n. 24-131/Leg
Regolamento avente ad oggetto "Sistema dei controlli interni sull'attività amministrativa della Provincia autonoma di Trento"
Materia: 1.6.2. - Organizzazione e personale
Art. 2 - Articolazione del sistema dei controlli interni
Titolo I - Controlli interni di cui all’articolo 20 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7
Capo I - Il controllo di gestione
Art. 3 - Definizione
Art. 5 - Processo
Art. 6 - Strutture competenti
Art. 7 - Addetti al controllo di gestione
Art. 8 - Attivazione del controllo di gestione
Capo II - Controlli ispettivi
Art. 10 - Controllo sulla trasparenza e legalità dell’azione amministrativa
Art. 11 - Controllo sul funzionamento della struttura organizzativa
Art. 12 - Controllo sull’adeguatezza dei comportamenti
Titolo II - Altri controlli interni
Art. 13 - Controllo di regolarità contabile
Art. 14 - Esame di conformità
Art. 15 - Valutazione e controllo strategico
Testo vigente dal 31 marzo 2017
(b.u. 5 agosto 2008, n. 32)
1. Questo regolamento disciplina il sistema dei controlli interni sull’attività amministrativa della Provincia autonoma di Trento (di seguito denominata Provincia), sia attraverso la disciplina dei controlli previsti dall’articolo 20 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (Revisione dell’ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento), sia mediante la ricognizione dei controlli già previsti per legge o regolamento provinciali.
1. Il sistema dei controlli interni è costituito da:
a) controlli di cui all’articolo 20 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7:
- controlli ispettivi;
b) altri controlli già previsti da leggi o regolamenti provinciali:
- controllo di regolarità contabile;
- esame di conformità agli obiettivi ed alle disposizioni in materia di programmazione e di coerenza con le linee della politica finanziaria provinciale;
2. I controlli di regolarità contabile e sulla trasparenza e legalità dell’azione amministrativa sono affidati a una o più strutture non direttamente preposte al controllo sul funzionamento della struttura organizzativa, al controllo strategico e al controllo di gestione.
Controlli interni di cui all’articolo 20 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7
1. Il controllo di gestione è strumento necessario alla dirigenza per il perseguimento dell’efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa.
1. Scopo del controllo di gestione è ottimizzare, mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati dell’azione amministrativa. Tali risultati sono valutati anche con riferimento agli obiettivi assegnati annualmente alla dirigenza con il programma di gestione di cui al d.p.g.p. 26 marzo 1998 n. 6-78/Leg (Regolamento recante “Funzioni della Giunta provinciale e gestione amministrativa dei dirigenti”).
1. Il controllo di gestione è un processo ciclico che prevede la fissazione degli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità, la misurazione dei risultati, l’analisi degli scostamenti, le azioni correttive e la riprogrammazione degli obiettivi.
1. Il controllo di gestione è una funzione propria dei dipartimenti che pertanto sono titolari e responsabili della gestione dei relativi dati.
2. La struttura competente in materia di programmazione provvede a svolgere le seguenti attività:
a) studio e ricerca in materia di controllo di gestione;
b) indirizzo e definizione delle linee guida in materia di controllo di gestione;
c) definizione degli aspetti metodologici di carattere comune per la progettazione del sistema di controllo;
d) supporto alle strutture provinciali per l’utilizzo del controllo di gestione.
3. Per lo svolgimento delle attività di cui al precedente comma 2, lettere b) e c), la struttura si avvale del supporto di un comitato guida presieduto dal direttore generale della Provincia e composto da dirigenti generali e di servizio responsabili di struttura, competenti in materia di programmazione, affari finanziari, organizzazione ed informatica e da docenti universitari esperti in materia di controllo di gestione, di economia pubblica o di organizzazione. Le funzioni di segretario sono svolte da un direttore assegnato alla struttura competente in materia di controllo di gestione. Il numero totale dei membri del comitato non può essere superiore a dieci.
Articolo così modificato dall'art. 1 del d.p.p. 23 gennaio 2012, n. 1-76/Leg e dall'art. 3 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg.
1. Gli addetti al controllo di gestione riferiscono sui risultati dell'attività svolta a fini dell’ ottimizzazione della funzione amministrativa, esclusivamente ai soggetti individuati dalla deliberazione di cui all’articolo 8. In ordine ai fatti così segnalati, e la cui conoscenza consegua dall'esercizio delle relative funzioni di controllo, non si configura l'obbligo di denuncia al quale si riferisce l'articolo 1, comma 3, della legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti).
Attivazione del controllo di gestione
1. La Giunta, compatibilmente con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili, definisce i tempi, le modalità, le fasi di attivazione e messa a regime del controllo di gestione nell’amministrazione anche in relazione alle risultanze di specifici progetti in materia attivati in via sperimentale. Con il medesimo provvedimento sono individuate le risorse umane, professionali e tecnologiche necessarie a tale fine.
2. Con il provvedimento di cui al comma 1 sono inoltre definiti, nel rispetto di quanto stabilito al successivo comma 3, i seguenti elementi:
a) le unità organizzative a livello delle quali si intende misurare efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa;
b) le modalità di rilevazione e ripartizione dei costi tra le unità organizzative e di individuazione degli obiettivi per cui i costi sono sostenuti;
c) gli indicatori specifici per misurare efficacia, efficienza ed economicità;
d) la frequenza di rilevazione delle informazioni;
e) i soggetti cui sono trasmessi i dati e le informazioni rilevate nello svolgimento della funzione di controllo di gestione.
3. Gli elementi di cui al comma 2 sono definiti nel rispetto dei seguenti requisiti:
a) il controllo di gestione è sviluppato secondo il modello teorico della balanced scorecard;
b) gli indicatori del controllo di gestione sono rilevati a livello di dipartimento, di servizio, nonché di incarichi di natura tecnico-professionale per l’elaborazione e conduzione di progetti specifici;
c) gli indicatori potranno essere impostati su due livelli distinti: il primo livello per indicatori di dettaglio destinati al supporto informativo e gestionale del dirigente di servizio, il secondo, rivolto ai dirigenti di dipartimento, con indicatori aventi lo scopo di fornire una lettura globale e di sintesi delle attività dei servizi;
d) le spese sostenute dall’amministrazione sono classificate per natura mediante un piano dei conti;
e) le informazioni sono rilevate con frequenza minima annuale;
f) i dati del controllo di gestione sono comunicati ai soggetti individuati all’articolo 6 e al nucleo di valutazione della dirigenza ai sensi dell’art. 19, comma 4, della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7.
1. Il sistema di controllo di gestione effettua trattamenti di dati anche personali contenuti nelle banche dati del sistema informativo elettronico provinciale.
2. L’amministratore di sistema abilita l'accesso ai dati delle applicazioni di supporto informatico al controllo di gestione con modalità che garantiscono idonei livelli di sicurezza informatica.
3. La Provincia, in qualità di titolare di tutti i trattamenti di dati, provvede ad impartire disposizioni ai responsabili dei trattamenti finalizzate a garantire la compatibilità delle modalità di accesso ai dati del sistema del controllo di gestione con le disposizioni amministrative vigenti in materia di applicazione delle norme sulla protezione dei dati personali.
Controllo sulla trasparenza e legalità dell’azione amministrativa
1. Il controllo ispettivo sulla trasparenza e sulla legalità dell’azione amministrativa, volto a garantire la legittimità, la regolarità e correttezza dell’azione amministrativa, si esplica sia mediante il controllo collaborativo eventuale di cui all’articolo 56, commi 6 e 7 della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Provincia autonoma di Trento) nonché attraverso il controllo sui provvedimenti amministrativi disciplinato dai commi 2, 3 e 4.
2. Il controllo é effettuato a campione sui provvedimenti amministrativi anche se sottoposti al controllo di regolarità contabile di cui all’articolo 56, commi 6 e 7 della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 e verifica la conformità degli stessi alle disposizioni di legge, di regolamento e agli atti amministrativi generali.
3. Nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, la Giunta provinciale stabilisce con deliberazione le modalità organizzative e di svolgimento del controllo previsto da questo articolo, determinando anche l'entità del campione, e la tipologia di provvedimenti da assoggettare a controllo. La medesima deliberazione può demandare alla direzione generale della Provincia e al dipartimento competente in materia di organizzazione la specificazione di singoli aspetti a carattere operativo concernenti lo svolgimento del controllo nonché - se previsto - la precisazione delle ulteriori tipologie di provvedimenti soggetti a controllo. La deliberazione stabilisce la data a decorrere dalla quale trova applicazione questo articolo, determinando anche eventuali fasi sperimentali per il perfezionamento delle procedure di controllo.
4. I risultati del controllo sui provvedimenti amministrativi possono essere utilizzati dal nucleo di valutazione per la validazione della valutazione dei dirigenti effettuata ai sensi dell’art. 19 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7.
Articolo così modificato dall'art. 1 del d.p.p. 24 maggio 2016, n. 7-41/Leg.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi la deliberazione della giunta provinciale 31 marzo 2017, n. 484.
Controllo sul funzionamento della struttura organizzativa
1. Il controllo ispettivo sul funzionamento della struttura organizzativa è realizzato attraverso la valutazione della dirigenza disciplinata dall’articolo 19 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 e dal d.p.g.p. 25 agosto 1998, n. 21-93/Leg (Regolamento recante “Criteri e procedura di valutazione della dirigenza”).
Controllo sull’adeguatezza dei comportamenti
1. Il controllo sull’adeguatezza dei comportamenti dei dipendenti è svolto con riferimento al codice di comportamento e ai doveri dei dipendenti. Lo stesso viene attivato d’ufficio o su richiesta del responsabile di struttura per il tramite della struttura competente in materia di personale.
Altri controlli interni
1. Il controllo di regolarità contabile, disciplinato dagli articoli 43, 56 e 57 della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 e dal d.p.p. 29 settembre 2005, n. 18-48/Leg (Regolamento di contabilità di cui all'articolo 78 ter della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 e s.m. (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Provincia autonoma di Trento)), é volto a verificare gli atti amministrativi concernenti o dai quali possano derivare accertamenti di entrata o impegni di spesa nonché gli atti di liquidazione ed i titoli di spesa.
Articolo così modificato dall'art. 22 del d.p.p. 29 dicembre 2016, n. 19-53/Leg.
Esame di conformità
1. L’esame preventivo di conformità dei disegni di legge, dei progetti, piani, programmi e delle norme regolamentari rispettivamente agli obiettivi ed alle disposizioni in materia di programmazione nonché di coerenza alle linee della politica finanziaria provinciale é disciplinato dall’articolo 24 della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 (Nuova disciplina della programmazione di sviluppo e adeguamento delle norme in materia di contabilità e di zone svantaggiate) e dalle relative deliberazioni attuative.
1. L’attività di valutazione e controllo strategico è finalizzata alla verifica dell’effettiva attuazione, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti, delle scelte definite negli strumenti di programmazione provinciale disciplinati dalla legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4, con particolare riferimento al programma di sviluppo provinciale e al relativo documento di attuazione, e di eventuali altri atti di indirizzo e linee guida concernenti la definizione delle strategie di intervento provinciali. In particolare, l’attività di cui al presente comma, relativa alla valutazione delle politiche, è svolta a sostegno della programmazione per lo sviluppo.
2. L’attività di valutazione e controllo strategico è svolta con il supporto della struttura competente in materia di programmazione, avvalendosi anche del sistema informativo del controllo di gestione, tenuto conto dello stato di attuazione delle politiche d’intervento risultante dal rapporto di gestione di cui all’art. 26 del legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4, delle relazioni sullo stato di avanzamento dell'attività amministrativa di cui all’articolo 18 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7, nonché di specifiche analisi su politiche, piani e programmi effettuate su richiesta della Giunta provinciale.
3. Con deliberazione della Giunta provinciale sono definiti i tempi e le modalità per lo svolgimento dell’attività di valutazione e controllo strategico anche in relazione ai tempi e alle modalità della messa a regime del controllo di gestione.
4. La struttura competente in materia di programmazione presenta periodicamente alla Giunta provinciale, secondo le modalità individuate con la deliberazione di cui al comma 3, relazioni sui risultati delle attività effettuate, con eventuali proposte di miglioramento.
5. All’attività di valutazione e controllo strategico si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7, comma 1, secondo periodo.
1. Gli enti strumentali di cui all’articolo 33, comma 1, lettera a) della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino) adeguano, con proprio atto organizzativo i rispettivi ordinamenti ai principi previsti da questo regolamento.
testo aggiornato al 18 gennaio 2017
testo aggiornato al 15 giugno 2016
testo aggiornato al 15 febbraio 2012
testo aggiornato al 20 agosto 2008