Source: https://www.dirittoimmigrazionecittadinanza.it/archivio-fascicoli/fascicolo-2017-n-1
Timestamp: 2019-05-24 02:52:39+00:00
Document Index: 54408598

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 10']

Fascicolo 1, Marzo 2017
«S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Era una soluzione, quella gente».
(K. Kavafis, Aspettando i barbari, 1908)
La “crisi dei rifugiati” come sfida per il sistema giuridico e la legittimità istituzionale , di Daniel Thym
Austrian Asylum Law , di Ulrike Brandl
Droit et pratique de l’asile en France , di Julian Fernandez
L’accoglienza dei richiedenti asilo: sistema unico o mondi paralleli , di Simone Penasa
Le vittime della tratta di persone nel contesto della procedura di riconoscimento della protezione internazionale. Quali misure per un efficace coordinamento tra i sistemi di protezione e di assistenza? , di Francesca Nicodemi
I due Protocolli d’intesa sui “corridoi umanitari” tra alcuni enti di ispirazione religiosa ed il Governo ed il loro possibile impatto sulle politiche di asilo e immigrazione , di Paolo Morozzo della Rocca
Le informazioni sui Paesi di origine nella procedura di asilo: sempre più rilevanti, ancora poco considerate , di Elisa Busetto, Alessandro Fiorini, Elisa Pieroni, Silvia Zarrella
Il dovere di cooperazione del giudice, nell’acquisizione e nella valutazione della prova , di Maria Acierno, Martina Flamini
Implementing the “Hotspot Approach” on the Greek Islands: Legal and Operational Aspects , di Angeliki Papapanagiotou–Leza e Nikolaos Garipidis
Whereas refugees from the Middle East and Africa started entering Greece already since the mid-seventies, at this time, and for many years afterwards, the legal framework of the Greek asylum system was premised on the idea that Greece is only a transit and not a receiving country. Law no. 1971/1991 was probably the first major piece of legislation which reflected a realization that part of this refugee population entered the country with the intention to stay and be intergraded in the society. Since then, the Europeanization of Greek refugee law initiated several legal developments. However, the improvements were marginal and, no doubt, the reception and asylum procedures constantly suffered from systemic flaws. The poor detention conditions, restricted access to the asylum procedures, low quality decisions and interviews, and a very low rate of recognition were only some of these flaws. The main cause of those inefficiencies can be traced back to the fact that the competence of refugee status determination was allocated.....
Art. 3: Divieto di divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti
Nel corso del 2016, l’art. 3 è venuto in considerazione sotto una molteplicità di aspetti.
a) Pericolo di violazione dell’art. 3 in seguito all’allontanamento
Con una prima serie di casi, la Corte ritorna sull’accertamento del pericolo di violazione dell’art. 3 in seguito all’eventuale allontanamento dei richiedenti protezione internazionale...
Nel caso Mirza (CGUE, 17.3.2016, causa C-695/15/PPU) sono stati esplorati alcuni aspetti del potere dello Stato competente ad esaminare una domanda di protezione internazionale di disporre il rimpatrio...
In questa rassegna si cercherà di dar conto, senza pretesa di completezza, degli approdi giurisprudenziali più significativi nella articolata materia degli allontanamenti occorsi nel 2016.
La novità più rilevante, sotto il profilo normativo, è senza dubbio l’entrata in vigore, il 30.9.2015, del d.lgs. 142/2015 di attuazione delle direttive 2013/33/UE (norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale) e 2013/32/UE (procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca della protezione internazionale) che, all’art. 6, ridisegna l’istituto del trattenimento nei Centri di identificazione ed espulsione dei richiedenti asilo. Se, da un lato, una formulazione certo ambigua della norma potrebbe fornire una base giuridica per estendere fino ad un anno il termine massimo del trattenimento nelle more della procedura di riconoscimento della protezione internazionale, dall’altro, lo stesso art. 6 indica ipotesi tassative per il trattenimento dei richiedenti asilo che deve intendersi come misura di carattere eccezionale.
In questo primo numero della Rassegna di giurisprudenza in materia di protezione internazionale si è scelto di evidenziare la giurisprudenza intervenuta nel 2016 relativamente a questioni processuali e agli effetti dell’impugnazione, di regolamentazione, dunque, del processo, e del diritto del richiedente asilo di rimanere sul territorio nazionale in attesa della decisione finale sul ricorso proposto.
Nel corso del 2015-2016 risulta preponderante, come di consueto, il numero delle decisioni in materia di cittadinanza rispetto a quelle in materia di apolidia. Nell’ambito delle prime, oltre a quelle che affrontano il tema degli effetti retroattivi delle pronunce costituzionali relative alla l. 13.6.1912 n. 555, si segnalano quelle relative all’acquisto della cittadinanza italiana c.d. per elezione e ancor di più quelle che toccano vari aspetti attinenti all’acquisto della cittadinanza per matrimonio.
Nel corso del secondo semestre del 2016 sia avanti ai giudici di merito sia alla Corte di Cassazione sono stati affrontati e risolti in senso favorevole ai ricorrenti diverse vertenze in materia di comportamento discriminatorio della Pubblica Amministrazione.
In particolare numerose e sparse su tutto il territorio nazionale sono state le pronunce che hanno ritenuto discriminatorio il comportamento dei Comuni e dell’INPS che,
In questa Rassegna, si cercherà di dare conto delle principali questioni trattate nel corso del 2016 dalla giurisprudenza europea e interna in materia di diritto dell’immigrazione con riguardo alle tematiche dell’unità familiare e dei minori.
In relazione a tali temi, la principale novità normativa è stata l’approvazione della l. 20.5.2016, n. 76, «Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze».
L’anno appena trascorso non ha visto emergere particolari novità nella giurisprudenza in materia di diritto penale dell’immigrazione.
In ordine al reato di ingresso e soggiorno irregolare di cui all’art. 10 bis TU, la questione attualmente più controversa è se debbano considerarsi responsabili di tale reato anche gli stranieri irregolari che sono stati soccorsi in acque internazionali e sono stati condotti in Italia ad opera dei soccorritori:
1. Riforma del sistema comune europeo di asilo. Facendo seguito all’annunciata revisione del sistema comune europeo di asilo (si veda in particolare la comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio, Riformare il sistema europeo comune di asilo e potenziare le vie legali di accesso all'Europa, COM(2016) 197 def.), il 4 maggio 2016 la Commissione ha presentato una prima serie di proposte di riforma, cui ne sono poi seguite altre il 13 luglio.
La legge sulla “cittadinanza sportiva”
La legge 20.1.2016 n. 12 «Disposizioni per favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva» (pubblicata in G.U. Serie generale n. 25 dell’1.2.2016 e in vigore dal 16 febbraio 2016)
A. Antonucci, I. Papanicolopulu, T. Scovazzi, L'immigrazione irregolare via mare nella giurisprudenza italiana e nell'esperienza europea, Torino, Giappichelli, 2016.
Arbogast, La détention des migrants dans l'Union Européenne: un business florissant, Migreurop, luglio 2016 (disponibile in inglese e francese),