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Timestamp: 2020-01-27 04:25:37+00:00
Document Index: 126018027

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 30', 'sentenza ']

Ed. Giuffrè - Milano - 1985 - pp. X 136.
La presente pubblicazione si inserisce nell'ambito degli studi relativi all'attuazione del potere amministrativo ed all'affermazione dei principi di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione. La relativa indagine che costituisce l'oggetto di questo volume, si occupa della tematica relativa al settore del procedimento amministrativo con lo scopo di verificare, sul piano del diritto positivo la reale incidenza, nella disciplina dell'azione amministrativa, degli accennati criteri di imparzialità e buon andamento relativamente al rapporto tra pubblica amministrazione e privati. Scopo ulteriore del lavoro, peraltro di particolare importanza, e quello di evidenziare le implicazioni che il principio del "giusto procedimento" possa avere, quale principio vincolante, nei confronti del legislatore regionale.
Appare giusto rilevare, infine, che le linee dell'indagine in oggetto stanno a fornire un apporto essenziale, sia in sede di ricostruzione di principi cui l'ordinamento italiano complessivamente si ispira, sia in sede di formulazione di proposte, volte a determinare il superamento dell'attuale, e ancora insoddisfacente, normativa subcostituzionale.
Prospettiva strutturale e prospettiva funzionale nella ricostruzione del procedimento amministrativo: - Le ragioni di una indagine diretta a verificare la misura in cui i valori di "partecipazione" ed "efficienza", sempre più sovente enunciati dal legislatore, trovano effettiva attuazione nella disciplina del procedimento amministrativo - Il procedimento amministrativo e la relazione legge-amministrazione nell'ordinamento regionale; l'inflazione legislativa, la diminuita capacità della legge di governare gli interessi sociali e la nuova valenza dell'amministrazione. La tendenza della legge a determinare i modi piuttosto che i contenuti dell'azione amministrativa, la legalità come conformità ai modi di svolgimento dell'azione e come compatibilità con i contenuti. La coerenza della costruzione del procedimento amministrativo dal punto di vista dell'atto con la correlazione posta nello stato liberale tra legge e amministrazione; la necessità di una rimeditazione della problematica del procedimento - L'isolamento della figura giuridica del "potere", presupposto per un ripensamento della funzione del procedimento; le implicazioni di un approccio al fenomeno amministrativo nella prospettiva, dinamica, dell'attuazione del potere per il raggiungimento dei fini ad esso posti - La rilevanza giuridica della relazione amministrazione-interesse da perseguire: verifica; efficacia giuridica e rilevanza giuridica; la prospettiva teleologica della rilevanza giuridica; la giustificazione della prospettiva funzionale nell'analisi del procedimento amministrativo - La proposta di utilizzo del concetto di funzione: ambivalenza di tale concetto; la concezione della funzione come qualificazione di un'attività - La nuova attenzione per l'attività amministrativa. La rilevanza giuridica dell'attività per la produzione dell'atto e quale insieme di atti e procedimenti orientati a uno scopo - Riflessi dei risultati acquisiti sulla problematica del procedimento; l'analisi strutturale del procedimento amministrativo; la teorizzazione del procedimento quale forma della funzione; la relatività della distinzione di forma e contenuto; i tentativi di una sintesi tra momento sostanziale e momento formale nella ricostruzione del procedimento; il procedimento come connotazione sostanziale del potere nel suo divenire. Verifica della tesi: rilevanza giuridica ed effetti dell'attivazione del procedimento nell'autotutela, nell'irrogazione di sanzioni disciplinari, nelle fattispecie di silenzio-diniego, nelle fattispecie di silenzio-assenso - L'analisi funzionale del procedimento amministrativo; il procedimento quale momento di organizzazione degli interessi; l'indicazione degli interessi rilevanti quale elemento di conformazione del potere stesso. Verifica della tesi: rilevanza giuridica ed effetti della evidenziazione degli interessi nel procedimento; introduzione degli interessi nel procedimento e contenuto della motivazione, l'orientamento della giurisprudenza, critica; selezione degli interessi e obbligo del rispetto della sequenza procedimentale: evidenziazione degli interessi nel procedimento e individuazione dei soggetti legittimati alla impugnazione, l'orientamento della giurisprudenza, critica; partecipazione all'azione amministrativa e legittimazione al ricorso. - La disciplina dell'attuazione del potere: i principi costituzionali: - L'individuazione delle norme costituzionali da cui possono desumersi regole per l'azione amministrativa; l'art. 97, 1° comma; il dibattito della dottrina; la riferibilità dei principi di imparzialità e buon andamento all'azione amministrativa; i tentativi di attribuire un contenuto precettivo sostanziale ai due canoni; i tentativi di valorizzarne il significato sul piano dell'organizzazione; la stretta connessione tra aspetti strutturali e aspetti sostanziali dell'amministrazione pubblica: la riferibilità di imparzialità e buon andamento alla organizzazione in senso dinamico, all'attuazione del potere; imparzialità e buon andamento come modi e non solo fini dell'azione amministrativa. Esigenza di verifica nel diritto positivo - Il tentativo della dottrina di derivare regole dell'azione amministrativa dal principio di imparzialità, la riduzione dell'imparzialità all'eguaglianza, critiche; la parità di trattamento, regola per l'attuazione del potere amministrativo; i tentativi di valorizzare in termini obiettivi, non solo correlativi, l'imparzialità; la tendenza a derivare dal principio di imparzialità regole che garantiscano l'oggettivazione dei processi di attuazione del potere. Esigenza di verifica nel diritto positivo - Il tentativo della dottrina di derivare regole dell'azione amministrativa dal principio di buon andamento; buon andamento ed efficienza; il buon andamento e il problema di attribuire valore giuridico alle norme di buona amministrazione; la configurazione del buon andamento come oggetto di un dovere funzionale, critiche; buon andamento e merito; la tendenza a derivare dal buon andamento regole per assicurare l'ottimale attuazione del potere. Esigenze di verifica nel diritto positivo - La verifica degli assunti nella giurisprudenza della Corte costituzionale; l'applicabilità dei principi posti dall'art. 97, 1° comma, a tutta l'amministrazione pubblica intesa sia in senso soggettivo che oggettivo. La difficoltà di rintracciare nelle pronunce della Corte indicazioni per l'azione amministrativa; la cautela della Corte in materia di azione amministrativa, le critiche della dottrina; imparzialità e buon andamento di alcune recenti pronunce. La tendenza della Corte a desumere regole per l'azione amministrativa da principi generali dell'ordinamento piuttosto che da norme costituzionali - La verifica degli assunti nella giurisprudenza amministrativa; la consapevolezza nel giudice del nesso tra regole dell'organizzazione e dell'azione; la tendenza a consolidare ed estendere orientamenti giurisprudenziali in parte già formulati. Regole del funzionamento degli organi amministrati e delle azioni amministrative ritenute funzionali all'imparzialità e buon andamento: la prorogatio imperii, l'astensione; la parità di trattamento, la predeterminazione dei criteri di decisione. Le tendenze a derivare le medesime regole sia dal principio costituzionale sia da principi generali dell'ordinamento e relative implicazioni. Necessità di estendere l'indagine alle regole dell'azione amministrativa desumibili dai principi dell'ordinamento.
In questo volume viene approfondito l'esame del Trattato di Roma, istitutivo della Cee, con riferimento alla disciplina della libera circolazione nell'ambito degli Stati membri sia delle persone che delle merci; sono state poste in evidenza le necessarie restrizioni e deroghe a tutela dei singoli ordinamenti statali. Si sono, in tal modo, rilevate le varie "esigenze imperative", con particolare riguardo sia alla "connessione economica" che ne è scaturita, sia agli interessi di ciascuno Stato membro. L'indagine, offre, altresì, i risultati di uno studio del diritto comunitario in materia di scambi, attraverso l'elaborazione dottrinale e giurisprudenziale della Corte di giustizia.
Carattere fondamentale del principio della libera circolazione delle merci nel sistema giuridico comunitario - Disciplina della libera circolazione delle merci nel Trattato Cee - Divieto di misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative, sua attuazione ed interpretazione - Concetto di "merce"nel Trattato Cee - Influenza della natura del prodotto ai fini dell'applicazione della normativa sulla libera circolazione delle merci - Rilevanza dell'origine delle merci per l'applicazione del divieto di misure di effetto equivalente - Destinazione delle merci e l'applicazione del divieto - Fase del ciclo economico rilevante ai fini del divieto - Divieto di misure di effetto equivalente nei rapporti con gli Stati terzi - Limiti alla sfera di applicazione del divieto derivanti da altre norme comunitarie - La posizione degli stati membri - Le conseguenze del divieto per le Istituzioni comunitarie - La posizione degli individui - Comportamenti degli stati qualificabili come "misure" - Effetto restrittivo degli scambi: la tesi della rilevanza di tale effetto solo nel caso di discriminazioni a danno di prodotti stranieri - La sentenza Dassonville - Riconduzione all'art. 30 di misure restrittive degli scambi, anche se concernenti allo stesso modo i prodotti nazionali e stranieri - Elementi che consentono di includere una misura tra quelle vietate dall'art. 30: natura attuale o potenziale della restrizione degli scambi; il problema delle restrizioni "trascurabili"; incidenza diretta o indiretta delle misure restrittive - Il problema della mancanza di regolamentazione comune; analisi della giurisprudenza relativa a misure limitative degli scambi che riguardano materie disciplinate a livello comunitario - Condizioni di ammissibilità delle misure statali miranti a disciplinare il commercio interno: scopo di tutela di "esigenze imperative"; ragionevolezza delle misure; carattere non discriminatorio delle medesime - La giurisprudenza inaugurata con la sentenza Groenveld ed i suoi motivi ispiratori - Contenuto e limite delle deroghe al divieto, condizioni di applicazione e singole ipotesi previste; ordine pubblico; pubblica sicurezza; moralità pubblica; tutela della salute e della vita delle persone e degli animali - Preservazione dei vegetali; protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale; tutela della proprietà industriale e commerciale.
Il volume raccoglie gli atti del Convegno di Pavia, dell'ottobre 1983, tenutosi per iniziativa del Centro in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia, il Collegio Ghislieri, la Commissione delle Comunità Europee, la Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Pavia, la Banca del Monte di Pavia, nell'ambito di un rapporto convenzionale con il Consiglio nazionale delle ricerche. Perseguendo il proprio obiettivo di attirare l'attenzione dei giuristi e degli operatori italiani sulle interferenze, in numerose diverse materie, della normativa di matrice comunitaria nell'ambito della regolamentazione del legislatore nazionale, la Commissione per il diritto delle Comunità europee del Centro ha ritenuto di dover studiare con particolare approfondimento il nuovo strumento internazionale costituito dalla Convenzione giudiziaria" di Bruxelles del 1968, alla luce anche della presentazione al parlamento italiano del disegno di legge delega per la riforma del codice di procedura penale, che deve essere ispirato alle norme delle Convenzioni internazionali in materia. Con detta Convenzione, infatti, la questione della competenza giurisdizionale e quella dell'efficacia delle sentenze provenienti dagli Stati membri delle Comunità sono state congiuntamente regolate ex novo sia nella materia civile che in quella commerciale; si è, in sostanza, notevolmente ridotta la sfera di applicazione delle norme codificate del nostro diritto processuale civile internazionale.
I temi oggetto delle relazioni al Convegno sono stati, in particolare: i problemi di giurisdizione, il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze, il contributo della Corte di giustizia all'interpretazione della Convenzione, le prospettive di riforma del diritto processuale civile internazionale.
Prefazione (F. Capotorti) - Relazioni: - La Convenzione di Bruxelles del 1968 e la riforma delle norme italiane sulla giurisdizione e sul riconoscimento delle sentenze straniere (G. Gaja) - Le norme della Convenzione di Bruxelles del 1968 relative alla giurisdizione e la loro incidenza sulla riforma del processo civile italiano (V. Starace) - Le norme della Convenzione di Bruxelles del 1968 relative al riconoscimento e all'esecuzione delle sentenze (F. Pocar) - L'interpretazione uniforme della Convenzione di Bruxelles del 1968 nella giurisprudenza della Corte di giustizia comunitaria (F. Capotorti) - Proposte di riforma della Convenzione di Bruxelles del 1968 (G. Franchi). - Comunicazioni: - Fallimento e Convenzione di Bruxelles del 1968 (L. Daniele) - L'influence de la loi applicable sur la compétence judiciaire d'après la Convention de Bruxelles (C. Kohler) - La nozione di mezzo ordinario di impugnazione ai sensi degli artt. 30 e 38 della Convenzione di Bruxelles del 1968 (N. Boschiero) - Traduzione di atti stranieri notificati in Italia e prospettive di riforma (R. Cafari Panico) - La teoria della prospettazione della domanda e le regole della Convenzione di Bruxelles del 1968 (E. Perillo) - In tema di materie escluse dall'applicazione della Convenzione di Bruxelles del 1968 (I. Telchini) - Interventi - Appendice di documenti.
Come evidenziato nell'introduzione, questo libro contiene quattordici saggi presentati quasi tutti nella sessione "Analisi sociologica del diritto e delle istituzioni", tenutasi nel corso del Convegno internazionale su "Legittimazione e società", che ha avuto luogo a Roma il 2-5 novembre 1983. Si tratta di lavori su argomenti diversi, che sono stati scritti in gran parte da specialisti della sociologia del diritto, e che, nel loro insieme, apportano un contributo interessante allo studio di un settore di questa materia che coincide sostanzialmente col settore analogo della sociologia della politica e che deve essere invece distinto dal settore analogo della filosofia del diritto.
Introduzione (R. Treves) - Legittimazione e potere. Elementi per una riflessione analitica (S. Castignone) - Legittimazione e teoria dei sistemi (A. Febbrajo) - Brevi osservazioni su funzionalismo e legittimazione (V. Ferrari) - Stili cognitivi della legittimazione (E. Resta) - Istituzioni e governabilità: alcune critiche a una proposta di Luhmann (A. Carbonaro) - Legittimazione e scambio politico (V. Tomeo) - Legitimidad democratica: libertad y criterio de los mayorias (E. Diaz) - Il pensiero politico di Weber e Luhmann: un'analisi comparativa (S. Segre) - Diritto privato e legittimazione nella sociologia weberiana (G. Rebuffa) - Certezza del diritto e legittimazione (M. Corsale) - La categoria della "legittimazione" tra la sociologia della conoscenza e la sociologia del diritto (P. De Nardis) - Diritto, tempo e legittimazione (M.R. Ferrarese) - Partecipazione ed istituzioni in Italia. Uno scambio di legittimazione (E.U. Savona) - Effettività ed efficacia del diritto nella prospettiva della legittimazione (R. Bettini).
Il volume contiene gli atti del Colloquio, svoltosi a Bellagio fra il 25 e il 29 aprile 1984, e organizzato dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale in collaborazione con il ministero di Grazia e Giustizia, la Regione Lombardia e la Provincia di Milano. Esso ha portato l'attenzione delle quattro Associazioni, dotate di statuto consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, sul punto 4) del VII Congresso Mondiale delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine e la Giustizia penale, relativo a "I giovani, la criminalità, la giustizia". Durante i lavori è stata esaminata, in particolare, la bozza di Regole minime standard predisposta in merito alla problematica della criminalità giovanile e della politica sociale con cui farvi fronte; sono stati inoltre approfonditi temi quali il concetto e la definizione di giovane, nonché fattori di devianza minorile, (individuati, ad esempio, nella tossicodipendenza, nella crisi della famiglia tradizionale, nella marginalità sociale, nell'influenza dei mass-media) e così via.
È stato puntualizzato altresì il ruolo culturale ed operativo del nuovo concetto di "diritto all'educazione" quale vero e proprio diritto del minore su cui incentrare un'azione giudiziaria e di reinserimento sociale non più esclusivamente ispirata ai concetti di pena e di espiazione. Le relazioni presentate dalle quattro Associazioni hanno rappresentato un significativo contributo dal punto di vista scientifico ed accademico per la preparazione del Settimo Congresso Mondiale, in accoglimento delle raccomandazioni dell'Assemblea Generale e del Consiglio economico e sociale di intensificare la cooperazione internazionale nel campo della prevenzione del crimine e della giustizia penale. Le Relazioni Generali sono state oggetto di approfonditi dibattiti, sintetizzati in un rapporto generale che costituisce il contributo scientifico congiunto delle quattro Associazioni al citato VII Congresso dell'ONU.
Allocutions inaugurales (V. Rognoni, M. Ancel, M. Shikita, E. Harremoes) - Rapports généraux (SIC, D. McClintock; AIDP, H. Schüler-Springorum, SIDS, Y. de Thevenard; FIPP, J. Pradel) - Rapports de synthèse (A. Beria di Argentine) - Allocutions de clôture (M. Martinazzoli, E. Harremoes, M. Shikita, H. Jescheck, D. Szabo, H. Röstad, M. Ancel).
I rappresentanti delle quattro Associazioni a statuto consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite si sono riuniti, fra l'8 e il 10 aprile 1985, nel Convegno internazionale di Saint-Vincent, organizzato dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale in collaborazione con il ministero di Grazia e Giustizia, per trattare il tema 1) del VII Congresso Mondiale delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine e la giustizia penale, relativo a "Nuove dimensioni della criminalità e della prevenzione del crimine nel contesto dello sviluppo: cambiamenti per il futuro". Il presente volume ne contiene gli atti. L'attenzione si è concentrata sulla vastità del fenomeno criminale attuale, sulla necessità di una nuova organizzazione e di nuove risposte all'espansione dello stesso, sulle crescenti connessioni del crimine con i meccanismi del potere reale, sulle relazioni tra l'incremento del fenomeno e lo sviluppo economico. Dal punto di vista quantitativo, la distinzione tra legalità ed illegalità non è più definita come un tempo, per il proliferare dei comportamenti illeciti e per i confini sempre meno circoscritti della criminalità vera e propria. Dal punto di vista qualitativo, l'analisi si sposta su manifestazioni quali la droga, i reati finanziari, i collegamenti internazionali della delinquenza, i reati contro la salute e la vita privata, il traffico di armi, il terrorismo, lo spionaggio industriale e cosi via. Individuare e punire simili comportamenti, molti dei quali tuttora non sanzionati penalmente e spesso neppure socialmente, appare assai arduo, soprattutto in un campo, quello del diritto, i cui operatori debbono necessariamente lavorare nella certezza e nella legalità. Il crimine organizzato ha reso sempre più inadeguati gli strumenti penali tradizionali e richiede la formulazione di una teoria generale dell'organizzazione illecita, idonea a comprendere e colpire adeguatamente tali fenomeni, per non cedere a tentazioni repressive che pongano in serio pericolo le basi dei nostri sistemi democratici.
Introduction (A. Beria di Argentine) - Introductory Address (E. Mueller Rappard) - Introductory Report (P. David) - General Reports (AIDP, O.W., Mueller; SIC, G. Kellens; SIDS, P. Arlacchi; FIPP, A. Heijder) - U.N. Guiding Principles for Crime Prevention and Criminal Justice in the Context of Development and a New International Economic Order: a Commentary (C. Bassiouni) - Italian Research Works: - Research on "The Organized Crime in the Milanese Area": Laundering of lllegal Funds (G. Colombo) - Some Features of the Wholesale Trade in Heroin and Cocaine in the Milanese Area (L. Campiglio) - Organized Crime and Kidnappings (V. Grevi) - Mass-media and the Organized Crime (N. Dalla Chiesa, L. Grossi, F. Rositi) - Research on "Business Rackets in Lombardy" (R. Mannheimer) - The Italian Law on Crime Prevention (L. Scotti) - Economic Reflections: - Economic Equilibrium and Social Order: an Interrupted Debate (L. Campiglio) - An Economists' Thoughts on Modeling Criminality (J. Heineke) - Round Table on "The Economic, Social and Cultural Interrelations between Organized Crime and Development": - Reflections from the Banking, Business and Cultural Sectors (G.M. Flick) - Contributions (G. Agnelli, G. Benvenuto, G. Carli, N. Colajanni, G. De Rita, C. Ferrari) - Summary Report (V. Rognoni) - Closing Address (M. Martinazzoli).
Il punto 3) dell'ordine del giorno del VII Congresso delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine e la giustizia penale, dedicato alle vittime del crimine, è stato trattato da uno speciale gruppo di lavoro riunitosi a Roma, presso la Direzione degli Affari Penali del ministero di Grazia e Giustizia (1983/1984). Questo volume raccoglie i risultati delle indagini e ricerche effettuate. Il primo contributo illustra i vari esempi di protezione offerta alle vittime del crimine dal sistema penale italiano. Il secondo analizza criticamente i principi sottesi alla filosofia di tale sistema di protezione. Successivamente, viene svolto un esame dettagliato sulla casistica di vittime dei reati di estorsione e omicidio, e viene trattato il tema della protezione delle vittime del crimine nell'ambito familiare. L'ultimo contributo, infine, focalizza l'attenzione sul tema "vittimizzazione e progresso tecnologico" e inserisce le vittime dei crimini contro l'ambiente e di quelli commessi tramite computers nel più vasto contesto della vittimizzazione collettiva, sottolineando la crescente importanza di questo tema e la necessità di un sistema migliore di prevenzione e difesa, sia a livello tecnico, sia a livello istituzionale.
Introduction (P. Callà) - Observations générales sur la protection de la victime dans le système pénal italien (M. Pisani) - Le "point de vue de la victime": Modèles et profils difficiles - La faiblesse de la "victimologie" - Protection des victimes et des systèmes pénaux: modèles d'expérimentation - Protection des victimes et nouvelles "valeurs" d'importance pénale (E. Resta) - Les victimes des crimes d'extorsion et d'enlèvement de personne: - Victimes des extorsions et formes collectives de protection - Les victimes des enlèvements de personne: problèmes et perspectives - La prévention des "vengeances transversales" (P. Marconi) - Les victimes dans le cadre de la famille: - Délits contre l'assistance familiale - Le "traitement" en tant que mesure alternative de protection - Structures de droit privé et autres modes de protection (G. Gulotta) - Progrès technologique et victimisation: - Criminalité écologique et victimisation collective - Figures et formes de contrôle social des processus de production - La jurisprudence italienne et la protection des intérêts collectifs ou diffus - Vers une notion plus ample de "legitimatio ad causam" - Nouvelles formes de victimisation collective: la criminalité informatique - Une capacité croissante de victimisation - La situation italienne: problèmes et perspectives (C. Sarzana).
Il volume contiene il rapporto, peraltro assai significativo, di un gruppo di lavoro di specialisti in materia, quale contributo al Settimo Congresso delle Nazioni Unite sul tema "Prevenzione del crimine e giustizia penale". La ricerca è stata effettuata nell'ambito di una indagine relativa alla formulazione e applicazione delle norme della Organizzazione delle Nazioni Unite in materia di giustizia penale. Sono stati, in particolare, analizzati dati e normative riguardanti l'ordinamento penitenziario italiano relativamente alla problematica di cui sopra.
Il gruppo di lavoro, che ha operato sotto le direttive della Direzione Generale del ministero di Grazia e Giustizia, comprendeva L. Daga, M. Pavarini, V. Grevi, G. Neppi Modona e M. Romano.
Le droit pénal face aux problèmes du développement - L'application effective des normes actuelles - Formulation de nouveaux principes: a) détenus étrangers, principes directeurs concernant l'indépendance des juges, procès équitable; b) pour une norme de désincarcération - La protection du droit à la vie - Le rôle et l'importance de la coopération internationale - Annexe: - Enquête sur l'application de l'ensemble des Règles minima pour le traitement des détenus adoptées par l'Organisation des Nations Unies (1979-1984) - Réponse de l'Italie.
Ed. Franco Angeli - Milano -1986 - pp. 624
Il presente volume contiene gli atti del Congresso promosso ed organizzato dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Milano, dal Centro Studi Investimenti Sociali (Censis) e dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale sul tema "La società italiana in trasformazione al traguardo del duemila", tenutosi a Milano, dall'8 al 10 novembre 1984. I promotori di questo congresso hanno ritenuto opportuno con la loro iniziativa indurre l'opinione pubblica del nostro paese a meditare sulle spinte evolutive sulle pulsioni, sulle sollecitazioni che provengono alla società sia dal proprio interno, sia dal mondo esterno. Il Congresso si è proposto dunque, da un lato, di riflettere su un contrasto fra futuri possibili ed un futuro realisticamente raggiungibile e, dall'altro, di stimolare nella nostra classe dirigente l'impulso a rimuovere alcuni ostacoli che appaiono opporsi al progresso sociale ed economico del paese. I temi fondamentali trattati nei quattro precedenti congressi organizzati dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale, rispettivamente negli anni 1954, 1959, 1963, 1971, - cioè quelli dello sviluppo economico delle aree depresse, dell'influenza della scienza e della tecnologia, sullo sviluppo dei processi formativi dell'amministrazione della Giustizia - sono stati ripresi nel corso dei lavori di questo Congresso in una continuità ideale delle attività svolte, sì da studiare e mettere in luce i legami e le influenze reciproche che i fattori evocati da quei temi eserciteranno verosimilmente sul nostro futuro e lo condizioneranno. Il Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale, attento osservatore, ormai da un quarantennio delle trasformazioni della nostra società, ha così inteso meglio contribuire a comprendere i fenomeni evolutivi in atto, dedicando un momento di riflessione ad un confronto fra quello che era stato anticipato, previsto ed illustrato in precedenti suoi congressi e ricerche, e quello che è dato verificare, in effetti, esaminando l'attualità odierna.
Relazioni: - La consapevolezza del futuro nella coscienza odierna (E. Severino) - Passato e presente delle ricerche sociologiche in Italia (R. Treves) - Lo sviluppo demografico (M. Livi Bacci) - Il problema delle risorse reali (G. Lanzavecchia) - Lo sviluppo tecnologico (B. Lamborghini) - Lo scenario desumibile delle variabili di base (U. Colombo) - Gli ostacoli dello sviluppo (T. Cozzi) - Implicazioni sociali dello sviluppo tecnologico (L. Gallino). - Lavori delle Commissioni: I caratteri dello sviluppo economico italiano quali emergono dal quadro macroeconomico (C. D'Adda) - L'evoluzione delle strutture produttive (I. Musu) - Produttività, tecnologia e domanda di lavoro (P. Ferri) - L'offerta di lavoro: le tendenze e i problemi (C. Dell'Arringa) - Il ruolo della scienza nella società moderna: - La matematica (G. Capriz) - La fisica (T. Arecchi) - La chimica (L. Caglioti) - La biologia e la genetica (A. Falaschi) - Le neuroscienze (L. Maffei); - Problemi della formazione: - Educazione e formazione in prospettiva del duemila (G.M. Bertin) - Obiettivi educativi nel fuoco del dibattito (A. Visalberghi) - La risposta alla domanda educativa nella scuola e nella legislazione scolastica recente (M. Gattullo) - La risposta alla domanda educativa di carattere extra-scolastico (C. Scurati) - La ricerca educativa in prospettiva del duemila (R. Massa) - Problemi delle istituzioni: - Pluralismo, contrattualismo, corporativismo (T. Treu) - Rappresentanze politiche e di interesse (G. Zagrebelsky) - Diritti dei singoli e diritti collettivi (V. Denti) - Amministrazione e società (G. Berti) - Controlli istituzionali (S. Bartole) - Tavola rotonda su "Evoluzione probabile nei prossimi vent'anni del "sistema" italiano e dei principali sotto-sistemi in cui esso si articola" (P. Bassetti - A. Ardigò - F.T. Arecchi - P. Bisogno - M. Di Lullo - F. Grignaschi - C. Marchetti - E. Massacesi - A. Quadrio Curzio - B. Trentin - C. Rizzuto). Relazioni sui lavori delle quattro Commissioni: - Problemi dello sviluppo (S. Lombardini) - Il ruolo della scienza nella società moderna (G. Montalenti) - Problemi della formazione (G.M. Bertin) - Problemi delle istituzioni (M. S. Giannini) - Considerazioni conclusive (G. De Rita).
226. LO STATUTO DELL'IMPRESA
Atti del Congresso svoltosi a Milano, 21-22 giugno 1985
organizzato dal ministero di Grazia e Giustizia e dal CNPDS in collaborazione con la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Milano, I'Unione delle Camere di Commercio, I'Unione Regionale delle Camere di Commercio della Lombardia
n. 11 Collana Convegni di Studio "Problemi attuali di diritto e procedura
civile"
Ed. Giuffrè - Milano 1986 - pp. XX 330
In questo volume sono raccolte le relazioni dell'XI Convegno di studio sui Problemi attuali di diritto e procedura civile dedicato alla materia "Statuto dell'impresa". Come viene posto in evidenza nella premessa, l'indagine è stata suggerita dalla grave crisi economica attraversata dall'Italia negli ultimi anni che ha determinato una serie di interventi legislativi, sovente non coordinati tra loro e in contrasto con i principi espressi dal codice civile, diretti per lo più al risanamento e al riassetto dell'impresa in crisi. Di qui l'idea di elaborare uno "statuto" che fissi i principi che devono presiedere al funzionamento dell'impresa e alla sua attività: idea che ha trovato la sua realizzazione nel documento redatto dalla Commissione ministeriale presieduta dal professor Giuseppe Ferri che è stata oggetto di analisi del convegno.
La indagine sull'argomento è stata condotta specificatamente sui seguenti temi:
a) l'impresa privata e l'impresa pubblica in regimi di concorrenza;
b) i gruppi di imprese;
c) la tutela della libertà di concorrenza;
d) la responsabilità dell'imprenditore;
e) la crisi economica dell'impresa.
Su questi problemi i partecipanti al convegno sono stati chiamati ad intervenire con la certezza che dal confronto di esperienze o di professionalità tra loro diverse non possano non venire indicazioni utili per la definitiva attuazione di un nuovo codice delle attività d'impresa, lungi dal contrapporsi allo Statuto dei lavoratori.
Relazione introduttiva (G. Ferri) - Profili costituzionali (V. Spagnuolo Vigorita) - L'impresa e lo statuto. Gli aspetti giuridici (V. Buonocore) - Gli aspetti economici (A. Provasoli) - Impresa privata ed impresa in generale (M. Casanova) - Impresa pubblica (G. Pastori) - Il finanziamento (M. Casella) - La tutela della libertà di concorrenza nel "Progetto di statuto dell'impresa" (F. Bonelli) - La "responsabilità dell'imprenditore" (P. Trimarchi) - Strumenti di pubblicità delI'impresa e informazione societaria (E. Bocchini) - I gruppi di società nello "statuto dell'impresa" (P. Abbadessa) - La crisi economica dell'impresa (M. Sandulli) - Considerazione sul nuovo testo di proposta di IX direttiva Cee relativa ai gruppi di imprese (G. Marziale) - Considerazioni comparatistiche (P. Verrucoli) - Le statut de l'entreprise dans le cadre du droit des sociétés européennes (Van Hulle) - Lo statuto dell'impresa nella verifica delle esigenze e nelle prospettive di attuazione (G. Baldini, G. Minervini) - Comunicazione su "Perseguimento della responsabilità per danni alla finanza pubblica nell'ambito funzionale degli enti pubblici economici e delle imprese pubbliche" (L. Todaro, A. Martucci di Scarpa) - Interventi (G.M. Flick - C. Ferroni - G. Schiano di Pepe - S. Raimondi - G. Santini - V. Mangini) - Allegato: - Relazione e schema di provvedimento sullo Statuto dell'impresa (Commissione nominata dal ministro di Grazia e Giustizia).
Questo volume raccoglie i risultati di una ricerca affidata dal Consiglio nazionale delle ricerche al CNPDS con lo scopo di studiare la problematica relativa al finanziamento pubblico alle imprese. Tale tema è stato sollecitato dalle esperienze amministrative e legislative dell'ultimo decennio, spesso con caratteristiche non sempre univoche, nonostante alcuni tentativi di tracciare una normativa unificata. Il lavoro di ricerca si è incentrato sulla politica industriale in Italia e sugli strumenti attivati in tale ambito per promuovere l'innovazione tecnologica e produttiva. L'analisi dell'esperienza italiana nel campo studiato è stata effettuata nel quadro evolutivo dell'economia internazionale e nel contesto delle scelte di programmazione e di sviluppo compiute anche negli altri Paesi industrializzati. Nello studio si è evidenziato che, pur nella peculiarità dei problemi e delle opzioni politiche di ciascun Paese, è rilevabile una qualche similitudine di esperienze, certo maggiore di quanto potrebbe apparire basandosi sull'immagine venduta dai mass-media.
Gli esiti delle politiche sono apparsi in ogni caso tra loro differenti e i fattori che hanno condizionato i risultati degli interventi possono essere così sintetizzati: - l'equilibrio che si è riusciti a trovare tra orientamenti innovativi e di razionalizzazione e quelli di tutela dell'esistente. A questo riguardo è indicativa l'esperienza in Italia della legge n. 675 che di fatto si è risolta in una ristrutturazione di alcuni dei settori di base della nostra industria senza stimolare eccessivamente lo sviluppo dei settori orientati alla scienza e alla tecnologia; - i soggetti che sono stati privilegiati dai trasferimenti pubblici: in Italia questi sono stati senza dubbio le grandi imprese, sia perché la proprietà concessa ai settori necessitanti processi di ristrutturazione ha di fatto dirottato sui grandi gruppi molta parte delle risorse, sia per una sorta di "persistenza di immagine" circa il ruolo svolto da esse nel processo di sviluppo; - i criteri e le modalità che presiedono alla gestione degli incentivi da parte dell'Amministrazione pubblica: nel caso italiano obiettivi di notevole portata perseguiti con la legislazione si sono misurati con un assetto precario e con un troppo elevato livello di discrezionalità decisionale delle Amministrazioni che dovevano gestire i relativi strumenti; - le sedi di elaborazione e gestione degli interventi di politica industriale. Alla crescita quantitativa degli interventi nei diversi paesi fa da pendant una dilatazione dei soggetti istituzionali chiamati a svolgere un ruolo nella politica di sviluppo, con una maggiore responsabilizzazione delle istituzioni locali, anche se ciò non può dirsi per il nostro Paese.
La problematica del processo accumulativo e i trasferimenti alle imprese industriali in Italia: - Le caratteristiche del processo accumulativo nell'industria italiana nel decennio scorso - Le determinanti della crisi del processo accumulativo interno alle imprese - La politica dei trasferimenti pubblici alle imprese nell'esperienza degli ultimi anni - La politica industriale in Italia: - Il quadro delle politiche industriali a livello internazionale - La politica industriale tra orientamenti innovativi e scelte di normalizzazione - Gli interlocutori privilegiati della politica industriale: le grandi imprese - La qualità della gestione assicurata agli incentivi e le sedi di espletamento - Gli strumenti di politica industriale utilizzati in Italia - La legislazione per l'incentivazione - Le caratteristiche dei comportamenti innovativi nelle imprese minori: risultati di una indagine diretta sulle aziende: - Caratteri generali delle imprese: - I settori di specializzazione - L'età delle imprese - La forma giuridica - La struttura occupazionale. - Profilo socioculturale degli imprenditori: Età e livello di istruzione: - Titolarità, percorsi ed origini professionali. - Assetto organizzativo e gestionale: - Soggetti e funzioni aziendali; formazione e riqualificazione del fattore umano; - sistemi di gestione e controllo; - caratteristiche degli impianti e prospettive; - le previsioni di investimento - Innovazione e prospettive di sviluppo: - Risorse impegnate nella ricerca tecnologica; utilizzazione e provenienza dei brevetti; fonti di finanziamento per l'innovazione; ostacoli per l'accesso agli incentivi; fonti di informazione tecnologica; innovazioni introdotte e previste. - Prodotti e mercati: - Linee di prodotto e tendenze recenti; tipologie di mercato; mercati di riferimento; la commercializzazione dei prodotti; fonti di informazione commerciale; strategie di prodotto/mercato. - Rapporti con l'esterno.
Si è svolto in Argentina, nel novembre 1986, I'XI Congresso internazionale di difesa sociale, organizzato dalla Société internationale de défense sociale e dal CNPDS in collaborazione con la Segreteria generale regionale per l'America Latina della Société e sotto gli auspici dell'ONU, del ministero per l'Istruzione e la Giustizia argentino, della Facoltà di diritto e scienze sociali dell'Università di Buenos Aires. Il tema del Congresso e stato ampiamente dibattuto, sulla base di rapporti settoriali e dei rapporti generali regionali, da illustri esponenti del mondo culturale, giuridico e politico provenienti dai diversi continenti. I lavori hanno messo in evidenza l'estrema rilevanza dei principi cui il Nuovo movimento di Difesa sociale si ispira nella percezione delle gravi e vaste problematiche del mondo contemporaneo. I problemi analizzati, di natura complessa e spesso drammatica, sono stati affrontati con un lavoro sistematico volto al rinnovamento delle istituzioni della giustizia penale, nella convinzione della sterilità di una visione astratta del reato e della conseguente reazione da parte del sistema giuridico. Si è sottolineata, in particolare, l'estrema pericolosità della nuova criminalità transnazionale e delle sue implicazioni culturali, specie in considerazione del fatto che, attraverso le notevoli ricchezze accumulate, le "multinazionali" del crimine trovano facile accesso all'inquinamento politico e all'esercizio distorto del potere. Di qui la necessità, per il movimento di Difesa sociale di riuscire ad offrire nuove prospettive alla riflessione culturale sul tema. Se la strategia anticrimine non è indipendente, bensì strettamente condizionata dal crimine stesso, occorre non farsi costringere da programmi rigidi, ma elaborare formule che tengano conto della complessità del problema e siano suscettibili di applicazione da parte dell'intera comunità mondiale, tenendo in considerazione il diverso grado di sviluppo dei vari paesi. In questa ottica il rapporto presentato dal Centro e dal ministero di Grazia e Giustizia rappresenta un fondamentale contributo nell'ambito della cooperazione internazionale per la prevenzione del crimine.
Avant-propos (L. Bausi) - Aspects socio-culturels et économiques: - Origines et caractéristiques du phénomène. Aspects socio-culturels (A. Beria di Argentine) - Contribution pour une analyse sociologique (E. Resta) - Pouvoir économique, secteur public et internationalisation de l'économie (L. Campiglio) - Criminalité organisée et criminalité économique dans l'expérience italienne (G.M. Flick) -; Aspects criminologiques: - Criminologie et nouvelles formes de criminalité organisée: aspects cliniques et éthiques (G. Canepa) - Le crime comme phénomène transnational. Considérations criminologiques (T. Bandini) - Criminalité internationale et problème des mineurs (L. Pomodoro, G. La Greca) - Technologie informatique et criminalité. Aspects nationaux et internationaux (C. Sarzana); - Aspects juridiques et judiciaires: - La coopération judiciaire internationale et l'internationalisation de la criminalité (G. Grasso, G. Polimeni) - Limites de l'application de la loi nationale face au problème de la criminalité internationale (T. Padovani) - Mesures de prévention et perspectives d'uniformisation du droit en matière de trafic de stupéfiants (L. Scotti) - L'exécution des peines comme réponse aux problèmes de la criminalité internationale. Limites et perspectives (L. Daga, M. Pavarini) - Observations finales (G. La Greca).
Nei tempi recenti si sono realizzate condizioni specifiche che hanno spinto a ricorrere a normative premiali, oltre ad incentivare determinati comportamenti che si ritengono utili alla repressione di gravi reati. Sulla speciale normativa, che è stata introdotta in relazione alla criminalità organizzata e sulle modifiche apportate alla disciplina del sequestro di persona a scopo di estorsione, vivo è il dibattito, sia in sede scientifica che nell'opinione pubblica, attorno alla compatibilità di tale normativa con i principi fondamentali del diritto e del processo penale. La prassi giudiziaria di applicazione della menzionata normativa è oggetto di discussione con riferimento specialmente alle esigenze proprie del diritto di difesa. ll grado delle utilità ricavate sul piano della repressione di gravissimi fenomeni criminosi, che hanno fortemente inciso sull'ordine pubblico, e esso stesso in discussione. Mentre è difficile negare gli effetti positivi che la legislazione premiale ha avuto nell'accertamento giudiziario delle responsabilità penali nell'ambito dei settori di criminalità sopra citati, ciò che è controverso è il peso avuto da fattori di natura diversa, riconducibili a valutazioni di contenuto politico sulla recente esperienza del terrorismo in Italia. In ogni caso suscita preoccupazione il costo che norme nuove e prassi conseguenti hanno rappresentato in relazione al ruolo proprio della giurisdizione ed alla figura professionale del magistrato. L'insieme di questi argomenti è stato oggetto del Convegno di cui questo volume presenta gli Atti, convegno che il Centro e la presidenza dei Convegni de Nicola hanno voluto dedicare alla memoria di Pietro Nuvolone. Numerose le relazioni sui diversi temi: "Premio e diritto e processo penale", "La premialità nella criminalità organizzata", "Il recesso del reato consumato: profili di diritto penale", "Valutazione delle prove e dichiarazioni degli imputati", "Collaborazione dell'imputato e prassi premiale nel processo di Common Law". Numerosi anche gli interventi predisposti di parlamentari, docenti, avvocati e magistrati. L'iniziativa e la pubblicazione del volume rientrano entrambe nell'ambito di un rapporto convenzionale tra il Centro e il Consiglio nazionale delle ricerche.
Seduta inaugurale (R. Truchet, A. Rollandin, M. Martinazzoli) - Ricordo di Pietro Nuvolone (G. Conso, M. Pisani, C.M. Pratis, R. Riz) - Lavori congressuali: Relazione introduttiva (G. Pisapia) - Relazioni: - "Premio" e "corrispettivo" nella dinamica della punibilità (T. Padovani) - Tecniche premiali fra diritto e processo penale (D. Pulitanò) - Contratto penale e giustizia amministrata nella filosofia del processo (F. Cordero) - La premialità nel diritto penale (E. Musco) - Il recesso del reato consumato: profili di diritto penale comparato (S. Prosdocimi) - La valutazione delle dichiarazioni dei pentiti (O. Dominioni) - La testimonianza del coimputato nell'esperienza di Common Law: modelli premiali, prassi negoziali e collaborazione coatta (E. Amodio) - Interventi (V. Cavallari, M. Cicala, C.M. Pratis, S. Coco, G. Covi, G. Falcone, F. Imposimato, F. Marzachì, G. Neppi Modona, F. Pintus, R. Ricci, R. Riz, A. Spataro, V.M. Siniscalchi, P.L. Vigna, G. Barbaro, G. Barone, M.C. Del Re, G. Fiandaca, N. Franco, G. Pighi) - Considerazioni conclusive (G. Vassalli).
Ed. Giuffrè - Milano - 1987 - pp. XIX 606
Il volume raccoglie la documentazione del Convegno, svoltosi a Roma nell'aprile 1986, a presentazione della ricerca in oggetto, con l'intervento del ministro per la ricerca scientifica e del presidente del CNR, accanto ai lavori della ricerca stessa ivi illustrati. Nell'ambito dell'indagine è risultata prevalente la parte di diritto privato anche in forza del fatto che la normativa ad essa attinente trova le sue fonti non in leggi amministrative, onde è non esposta ai molti riformatori di strutture e di attività pubbliche, che invece, sia in Italia che in Francia, investono gli organi e le attività pubbliche. È accaduto peraltro che in nessuno dei due Paesi riforme e ristrutturazioni siano state portate ad esiti finali. In Francia si è a livello di disegno di legge, in Italia le idee - che pure erano state formulate a livello parlamentare alla fine degli anni '70 - sono rimaste, almeno per ora, alla fase di elaborazione. Così che per le parti relative all'organizzazione pubblica della ricerca scientifica e al finanziamento della stessa, i contributi presentati al convegno si sono dovuti limitare a registrare la situazione. Più in particolare, l'indagine si è soffermata sui temi seguenti. Per i problemi di diritto privato, sono state analizzate le questioni delle obbligazioni dei ricercatori nel contratto di ricerca; dei diritti d'autore e di inventore; della "dipendenza" della ricerca scientifica; della proprietà scientifica e dell'obbligo di comunicazione dei contratti di ricerca scientifica e tecnologica e dei relativi risultati. Per gli aspetti attinenti al finanziamento della ricerca, sono stati trattati gli argomenti dei finanziamenti pubblici e privati e degli incentivi fissati. Infine, in merito all'organizzazione della ricerca scientifica, sono stati esaminati problemi di carattere strutturale e funzionale, si è valutata la politica contrattuale della ricerca, evidenziando argomenti quali lo status giuridico ed economico dei ricercatori e le diverse modalità secondo cui la ricerca si svolge negli ambiti accademici ed imprenditoriali. Una particolare attenzione è stata dedicata alla ricerca in tema di difesa.
Occasione e finalità del Convegno - Seduta inaugurale (L. Rossi Bernardi, L. Granelli, R. Drago, M.S. Giannini) - Problemi di organizzazione della ricerca: Les structures administratives de la recherche scientifique en France (E. Picard) - Les relations entre organismes de recherche et Universités (D. Linotte) - Les relations entre les organismes publics de recherche et les entreprises (M. Lombard) - Une formule nouvelle pour les contrats de recherche: les marchés publics de prestations intellectuelles (C.L. Vier) - Le Statut des personnels de la recherche en France (J.P. Machelon) - La recherche de défense (J. Perget) - Le strutture organizzative della ricerca in Italia (F. Merloni) - Rapporti tra Università ed Enti pubblici di ricerca (D. Sorace) - Il sostegno pubblico alla ricerca industriale (G. Endrici) - La condizione professionale dei ricercatori pubblici in Italia (F. Merloni) - La ricerca e lo sviluppo nel settore militare (M. Nones). - Problemi di finanziamento della ricerca: - Le financement public de la recherche: les relations avec le budget de l'Etat (J.P. Chevalier) - Les problèmes de financement de la recherche (F. Hervouët) - Le financement privé de la recherche privée et de la recherche publique (Y. Chaput); - Il finanziamento pubblico della ricerca scientifica e tecnologica in Italia (A. Silvani, G. Sirilli) - La valutazione dei risultati della ricerca scientifica (P. Bisogno). - Problemi di diritto privato: - Les obligations des chercheurs dans le contrat de recherche en droit privé (J. Azema) - Les droits d'inventeur et d'auteur résultant d'un contrat de recherche (A. Françon) - Les inventions des salariés en droit français (A. Chavanne) - Le problème de la propriété scientifique liée à la recherche (J. Foyer) - La communication des résultats de la recherche contractuelle en droit français (J.M. Mousseron) - Le obbligazioni dei ricercatori nel contratto di ricerca (A. Nuzzo) - I diritti d'autore e di inventore risultanti dal contratto di ricerca (G. Guglielmetti) - La ricerca dipendente (L.C. Ubertazzi) - Il problema della proprietà scientifica legata alla ricerca di base (G. Sena) - Contratto di ricerca scientifica e tecnologica ed obbligo di comunicazione dell'andamento e dei risultati della stessa (R. Franceschelli).
Il volume raccoglie studi e contributi emersi nell'ambito del Convegno tenutosi a Perugia nell'ottobre 1985 e organizzato dall'Istituto di studi sociali della Facoltà di scienze politiche dell'Università di Perugia e dal CNPDS. Come viene chiarito nella prefazione del volume stesso, l'indagine è stata sollecitata dalla necessità di un approfondito esame delle ragioni del deterioramento delle forze istituzionali nonché delle dimensioni ideologiche sulle quali, nella società moderna, si sono basate l'organizzazione politica e la manifestazione del consenso.
Presentazione (R. Treves) - La crisi dello Stato come valore e l'interpretazione funzionalistica (A. Bixio) - La crisi delle istituzioni: potere esecutivo, apparati amministrativi, classe politica (G. Rebuffa) - Argomenti per una giurisprudenza selvaggia (V. Ferrari) - Crisi dello Stato e sociologia del diritto. Aspetti di diritto privato (G. Alpa) - Riflessioni sulla crisi della giustizia civile (V. Denti) - Ordine isonomico e ordine asimmetrico: "Nuova retorica" e teoria del processo (A. Giuliani) - I partiti e le politiche di redistribuzione (P. Marconi) - La ragione decisa (E. Resta) - Sulla crisi del dissenso (G.M. Chiodi) - Regolazione giuridica e autoregolazione sociale (A. Febbrajo) - Scambio politico e governo (G.E. Rusconi) - Trasformazioni culturali e crisi della politica (F. Crespi) - Crisi della sociologia normativa e ideologia del pensiero strategico (F. Rositi) - Para una recuperación de la legitimidad democrática (E. Diaz) - Evoluzione giuridica ed autopoiesi (G. Teubner) - Alcune considerazioni sulla crisi sociale e la sociologia del diritto in Jugoslavia (U. Zvekic) - Chi ama il Welfare State (A. Cottino) - "Homo italicus" e modernizzazione imperfetta. Modelli interpretativi della crisi del diritto in Italia e tipologia delle riforme (R. Bettini) - I conflitti sociali tra scambio politico e deistituzionalizzazione (M.R. Ferrarese) - Sociologia del diritto oggi e crisi dello Stato sociale (R. Treves).
Il regime delle assicurazioni nel quadro del mercato comune è senza dubbio uno dei grandi temi dell'attualità comunitaria. Numerose sono state, infatti, le direttive comunitarie in merito, ed anche la Corte di giustizia si è espressa in proposito sui principi del diritto di stabilimento e della libertà della prestazione dei servizi. La materia è oggetto di dibattito a causa della riluttanza da parte di alcuni Stati membri a riconoscere una piena libertà di prestazione dei servizi assicurativi. Sull'argomento il Centro ha organizzato un Convegno di studio, svoltosi a Milano nell'ottobre 1986, di cui questo volume viene a costituire gli Atti, arricchiti ed integrati dal complesso delle direttive emanate dal Consiglio delle Comunità europee in tema di assicurazioni.
Introduzione (F. Capotorti) - Relazioni e Comunicazioni: - Diritto di stabilimento e libertà di prestazione dei servizi delle imprese assicurative nella Cee (G. Sacerdoti) - La libertà di prestazione dei servizi assicurativi con particolare riferimento alla giurisprudenza della Corte comunitaria (R. Capotosti) - Coordinamento della vigilanza sulle imprese assicurative (D. Marchetti) - Conflitti di leggi e di giurisdizioni in materia di assicurazioni nella Comunità economica europea (F. Pocar) - Il conflitto fra legge italiana in materia assicurativa e direttive Cee: quid della legge 772/86? (L. Forlati Picchio) - La disciplina della libera prestazione nel settore assicurativo e la più recente giurisprudenza comunitaria (L. Sico) - Interventi (M. Zagari, A. Abate, E. Randone, A. Tizzano, A. Giannella, R. Monaco, L. Picca, R. Capotosti, A. Abate, B. Nicosia, L. Daniele, A. Giannella) - Osservazioni conclusive (F. Capotorti) - Giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee - Appendici di documenti.
Ed. Giuffrè, Milano 1988 - pp. VIII 288
Gli anni '80 hanno registrato profonde modificazioni strutturali dell'economia mondiale, con una accelerata tendenza verso la concentrazione economica sul piano industriale, ed una globalizzazione mondiale della scala operativa delle imprese. Il risorgere del ruolo centrale delle grandi imprese, e soprattutto la tendenza alla concentrazione, può avere implicazioni vantaggiose sul piano della tecnologia e dei costi, ma pone anche problemi delicati e in parte nuovi. Il problema della scomparsa dei vantaggi legati alla concorrenza si amplifica per la pervasività dei processi di concentrazione economica in atto. Oggi, in Italia come in Europa, appare ormai maturo il momento per una riflessione, con la fissazione di norme legislative che garantiscano i vantaggi di un ambiente di mercato competitivo. È indubbiamente vero che esiste una competitività di tipo internazionale, ma ciò sembra poter coesistere con situazioni di quasi-monopolio a livello nazionale. Inoltre l'onda di fusioni e scalate tipica della concentrazione economica degli anni '80 ha posto su nuove basi il rapporto fra industria e finanza. Nuovi strumenti finanziari, nuove tecniche e strategie hanno accresciuto notevolmente il grado di sofisticazione e il peso del settore finanziario nell'economia, ed è solo in questo ambito che è stato reso possibile il verificarsi di tali fenomeni sia in Europa che negli Stati Uniti. In questo processo vi sono elementi nuovi di fragilità del sistema economico internazionale che potrebbero comportare gravi conseguenze. Una qualità nuova del processo di concentrazione nel corso degli anni '80 è stato il ruolo dell'informazione in senso ampio. Fra potere economico, ricchezza e informazione sembra essersi instaurato un circuito molto poco virtuoso: in qualche misura potere economico e potere sull'informazione tendono oggi a sovrapporsi. È questo un ulteriore elemento di fragilità del sistema economico, di cui sono segnale i diffusi fenomeni di insider-trading nell'ambito di scalate, del normale funzionamento dei mercati di borsa, nonché della stessa informazione pubblica e dei mass-media. È difficile prevedere che cosa possa scaturire dalla cumulazione di questi nuovi elementi strutturali e dalle fragilità che possono nascondere: eventuali conseguenze negative potrebbero essere tuttavia assorbite da una più chiara conoscenza di questa nuova realtà e da una più esatta definizione, eventualmente normativa, delle regole del gioco economico. Il volume qui presentato, che contiene gli atti di un Convegno in argomento organizzato dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale nel settembre 1987, focalizza tutti gli aspetti sopra evidenziati attraverso l'ampio dibattito garantito dalla partecipazione di qualificati giuristi, economisti, banchieri, imprenditori, sindacalisti, giornalisti politici ed altri specialisti. Esso è articolato in quattro sezioni relative agli aspetti economici, a quelli giuridici, alle problematiche degli operatori del settore, a quelle dei mass-media.
Introduzione (G. Spadolini) - Relazioni ed interventi di economisti (D. Oliver; F. Reviglio; S. Lombardini; L. Campiglio; G. Mazzocchi; M. Howe; T. Cozzi; S. Ricossa; F. Momigliano; P. Sylos Labini; M. Siragusa) - Relazioni ed interventi di giuristi (G. Minervini; P.G. Jaeger; G. Rocca; A. Predieri; F. Grande Stevens; G. Cottino; G.M. Flick; G. Santaniello; V. Uckmar; M. Porzio; G. Corasaniti; M. Siragusa) - Relazioni ed interventi di banchieri, imprenditori e operatori del settore (G. Cantoni, F. Piga, R. Banfi, E. Filippi, N. Nesi, C. Santini, O. Beltrami, W. Galbusera, G. Brignone, S. Patriarca, G. Goisis) - Relazioni ed interventi di giornalisti (G. Locatelli, F.De Bortoli, P. Mazzanti, G. Pansa, M. Salvatorelli, D. Speroni, G.M. Flick, I. Facchinetti, R. Truchet).
Actes du XI Congrès international de défense sociale, Buenos Aires 27 octobre -1 novembre 1986
Il volume raccoglie gli atti dell'XI Congresso internazionale di difesa sociale, svoltosi sotto gli auspici delle Nazioni Unite e organizzato dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale in collaborazione con il ministero dell'Educazione e Giustizia argentino e con la Facoltà di diritto e scienze sociali dell'Università di Buenos Aires. Il tema scelto per il Congresso riflette le preoccupazioni di tutti i responsabili della politica criminale. Perché una tale politica sia efficace essa deve mantenersi "umanista", quali che siano le sfide che oggi impongono l'estrema mobilità degli individui, la più agevole creazione di reti di banditismo, il contagio rapido e sconcertante dei fenomeni della droga, del terrorismo, della grande criminalità uniti all'anonimato delle nostre società (*).
(*) Del rapporto del CNPDS e del Ministero di Grazia e Giustizia si è data notizia nella scheda 228
Le Onzième Congrès international de défense sociale - Commentaire du thème du Congrès - Rapport général introductif (M. Delmas Marty) - Rapports Généraux Regionaux: - pour l'Europe de l'Est (V. Koudriavtsev et E. Melnikova) - for Asia - India (H. Singh) - pour l'Europe Occidentale (L. Bausi, J. Häussling, M. Polaino Navarrete) - for the United States of America (G.O.W. Mueller) - pour l'Asie - Japon (T. Morishita) - for Arab Countries (M.R. Matter) - para América Latina (E.R. Zaffaroni) - for Africa (A.A. Adeyemi) - pour l'Asie - République Populaire de Chine (S. Yu) - Dimensions Criminologiques (Relazioni: B. Beiderman, D. McClintock) - Aspects Socio-Économiques (Relazioni: A. Beria di Argentine, E. Resta, L. Campiglio) - Pratiques Juridiques: législatives (R. Screvens) - judiciaires (H. Röstad) - pénologiques (P. David) - Compte-rendu des débats - Considérations finales (S. Rozès).
Questa pubblicazione promossa dall'Assessorato istruzione e formazione professionale della Regione Lombardia in collaborazione con il Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale, affronta un tema emergente, quello della condizione giovanile, spesso alla ribalta della cronaca e dell'attenzione di coloro che si occupano professionalmente di problemi sociali. Il problema non è di esclusivo interesse di psicologi, sociologi, medici, operatori sociali, ma si estende anche agli enti e alle strutture che hanno compiti educativi altamente intesi. In una realtà di profonde trasformazioni economico-sociali, in cui la risorsa uomo assume una rilevanza strategica, è importante che le istituzioni educative e formative operino per favorire le relazioni con la realtà sociale e con il mondo del lavoro, creando così le condizioni per soddisfare le esigenze di riconoscimento dei giovani. Le cause complesse ed interagenti dei problemi adolescenziali, che abbracciano tutti i campi della vita civile, da quello familiare a quello scolastico, richiedono pertanto la massima attenzione delle istituzioni e del mondo scientifico e culturale, chiamati ad una concreta politica socio-economica che sani situazioni individuali e ambientali anomale, nell'interesse stesso di tutta la comunità.
Introduzione - Parte I: L'impianto categoriale e metodologico - L'elaborazione dell'adolescenza come oggetto pedagogico - Le ipotesi di lavoro e il disegno dell'indagine - Gli ambiti istituzionali privilegiati - Gli strumenti privilegiati: - Il colloquio in profondità e l'intervista aperta; Il questionario strutturato; Il diario semistrutturato; Le griglie di tabulazione - Parte II: I risultati dell'indagine - Il terzo anno della scuola media: Premessa; L'ambito istituzionale; L'immagine; Il trattamento - Il biennio della scuola superiore: Premessa; L'ambito istituzionale; L'immagine; Il trattamento - La formazione professionale: Premessa; L'ambito istituzionale; L'immagine; Il trattamento - Istituti e comunità: Premessa; L'ambito istituzionale; L'immagine; Il trattamento - Centri di tempo libero: Premessa; L'ambito istituzionale; L'immagine; Il trattamento - Oratori e gruppi scout: Premessa; L'ambito istituzionale; L'immagine; Il trattamento - L'affido familiare: Premessa; L'ambito istituzionale; L'immagine; Il trattamento - Modelli di comprensione e dispositivi di elaborazione: analisi d'insieme: Premessa; I modelli di comprensione; La divergenza istituzionale; I dispositivi di elaborazione.
Conclusione - Riferimenti bibliografici.
Rivista Giustizia e Costituzione - n. 3-4 -1988 - pp. 109.
Il volume raccoglie i lavori dei partecipanti alle Dodicesime giornate giuridiche franco-italiane organizzate dalla Société de législation comparée in collaborazione con il Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale, che si sono svolte a Parigi dal 7 al 10 ottobre 1987 sul tema de "Gli effetti delle decisioni delle giurisdizioni costituzionali sulle giurisdizioni ordinarie". I lavori si sono svolti presso la Prima sezione civile della Corte di cassazione l'8 ottobre, per gli aspetti del diritto civile e del diritto penale; mentre gli aspetti del diritto amministrativo sono stati trattati il 9 ottobre, nella Sala dell'Assemblea generale del Consiglio di Stato; infine, il tema dell'autorità delle decisioni costituzionali è stato dibattuto presso il Consiglio costituzionale. Gli incontri si svolgono regolarmente in Francia ed in Italia sin dal 1956. Gli argomenti affrontati sono di grande attualità e di notevole interesse pratico. Il tema del Colloquio sul controllo costituzionale tocca sempre profondamente l'opinione pubblica, sia per i risultati riguardevoli e per i temi sempre più stimolanti, per attualità e importanza, nell'ambito dei due sistemi giuridici. Per quanto concerne la tematica di queste Dodicesime Giornate, esse si propongono di esaminare, sotto diversi aspetti, I'intero ambito della giustizia costituzionale. Benché i due sistemi giuridici considerati presentino alcune differenze dovute alle diverse situazioni politiche, esiste tuttavia un elemento essenziale in comune: il concetto di uomo e di vita politica e sociale. Le differenze formali non possono che rendere il confronto maggiormente utile anche per l'evoluzione ed il progresso della giustizia costituzionale.
Premessa - Sintesi dei lavori - Giurisdizione costituzionale e giurisdizionale civile (N. Lipari, G. Rouhette) - Giurisdizione costituzionale e giurisdizione penale (H. Dontenwille, M. Chiavario) - Giurisdizione costituzionale e giurisdizione amministrativa (A. Pizzorusso, L. Favoreu) - L'autorità della giurisdizione costituzionale (F. Saja).
Il volume qui presentato raccoglie gli atti del Convegno di studio tenutosi a Lecce nel marzo 1988 in coincidenza con la presentazione del nuovo codice di procedura penale alla Commissione parlamentare bicamerale opportunamente costituita e con la fase culminante dei lavori della stessa. Punti salienti toccati dal Convegno sono i diversi momenti del processo di cognizione, con attenzione all'attività investigativa nella fase delle indagini preliminari, alla garanzia dell'intervento giurisdizionale, all'udienza preliminare, al giudizio abbreviato, al patteggiamento, alla libertà personale e alle misure cautelari, e quelli della fase dell'esecuzione con particolare riguardo alla posizione del pubblico ministero nel nuovo processo. Altre relazioni concernono poi il dibattimento, il processo cumulativo, il processo pretorile, la posizione del difensore nel nuovo processo e le necessarie modifiche dell'ordinamento giudiziario. È quindi l'intera "nuova giustizia penale" ad essere presa in considerazione, dando vita ad un dibattito di amplissimo respiro.
Seduta inaugurale (A. Melica, S. Fitto, A. Sebastio, C. Smuraglia, G. Conso, V. Aymone, G.D. Pisapia) - Ricordo di Michele De Pietro (G. Vassalli) - Lavori congressuali: Relazione introduttiva (G.D. Pisapia) - Relazioni: L'attività investigativa nella fase delle indagini preliminari (P.L. Vigna) - La garanzia dell'intervento giurisdizionale nel corso delle indagini preliminari (V. Grevi) - L'udienza preliminare nel nuovo processo penale (E. Amodio) - Giudizio abbreviato e patteggiamento (G. Lattanzi) - Misure cautelari e libertà personale alla luce della seconda legge-delega e del nuovo progetto preliminare di un codice di procedura penale (M. Chiavario) - Il dibattimento (D. Siracusano) - Il processo cumulativo nel nuovo codice di procedura penale (G. Neppi Modona) - Il processo pretorile (O. Dominioni) - Nuovo codice di procedura penale e modifiche di ordinamento giudiziario (V. Zagrebelsky) - Comunicazioni: La posizione del pubblico ministero nel nuovo processo penale (E. Di Nicola) - La posizione del difensore nel nuovo processo penale (G. Frigo) - Interventi: G. Catelani, L. Violante, M. Pisani, E. Bruti Liberati, G. Colombo, L. De Liguori, L. Iossa, A. Caponetto, C. Manco, A. Lombardo Pijola, A. Pennisi, A. Marasco, A. Sodo, L. Caprioli, A. Guarino, G. Pecorella, M. Maddalena, L. Rubini, G. Neppi Modona - Conclusioni (G. Conso).
Ed. Giuffrè - Milano - 1989 - pp. VIII 116.
La Consulta scientifica del Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale aveva in una sua seduta indicato l'opportunità, data l'attuale confusione delle informazioni relative ai fenomeni sociali, di mettere a fuoco le distonie del sistema sanitario - uno dei "ventri molli", come è noto, di un sistema pubblico in genere non immune da critiche - ed aveva ritenuto necessaria, per un confronto pluridisciplinare sul tema, una sede di particolare prestigio individuandola nell'Università degli Studi di Milano. Il volume raccoglie le relazioni di tale incontro, organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza di Milano e dal Centro di prevenzione e difesa sociale. La presenza, accanto a docenti e ricercatori delle varie aree scientifiche e pratiche, di esponenti politici, già impegnati nell'attività parlamentare relativa al settore sanitario, vuole significare, come è nella tradizione dell'Università e del Centro di prevenzione e difesa sociale, l'intenzione che le idee espresse nel Convegno, se utili, possano offrire la base per scelte di politica economica efficaci. E appunto perché gli sforzi degli organizzatori e dei partecipanti al Convegno possano giungere a conoscenza di tutti gli interessati si è provveduto alla pubblicazione degli atti di questo, dai quali emerge, al di là della particolarità di ogni contributo, la volontà di arrivare ad un risultato socialmente utile.
Premessa (A. Dell'Oro, G. Goisis) - Introduzione (P. Mantegazza) - Relazioni: Relazione introduttiva (G. Goisis) - Riforma sanitaria e prevenzione (A. Cavalleri) - Lineamenti per la revisione della legge 833/78 (G. Rotelli) - Formazione del personale sanitario (A. Bompiani) - Come un decennio possa dilatarsi se non coglie i cambiamenti della società (R. Artioli) - Controlli di qualità e diritti di cittadinanza nel servizio sanitario nazionale (L. Benevelli) - Comunicazioni (F. De Fazio, G.M. Fara, M. Goisis, C. Hanau, B. Maggi, V. Pederzoli, A. Scala, S. Sterpi, M.V. Cernigliaro Dini).
Nel 1988 la conferenza annuale del Comitato di ricerca in sociologia del diritto dell'Associazione internazionale di sociologia, tenutasi presso l'Università di Bologna nell'ambito delle manifestazioni per il Nono Centenario dell'Alma Mater, per auspicio di Sociologia del diritto e del Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale, è stata dedicata al tema "le leggi e i diritti". Questo tema, che intendeva attirare l'attenzione soprattutto sui diritti soggettivi, è stato esaminato da vari punti di vista: quello dei rapporti fra teoria, storia e sociologia del diritto, quello del rapporto fra diritto ed economia e, specialmente, quello della sociologia dei diritti dell'uomo. Argomento, quest'ultimo, di particolare significato, sia perché mai specificatamente trattato nell'ambito del Comitato, sia perché attualissimo nel quarantennale della Dichiarazione universale dell'Onu e alla vigilia del duecentesimo anniversario della Rivoluzione francese. Ai diritti umani la conferenza ha dedicato una tavola rotonda, tenutasi il 31 maggio presso il Teatro Rasi di Ravenna e, il 1° giugno, una seduta ad hoc nell'ateneo bolognese. Il tema dei diritti umani è stato anche esaminato in altri settori della conferenza, specialmente nell'ambito del gruppo di lavoro su "sistemi giuridici e sistemi sociali" riunitosi il giorno 2 giugno. Questo volume presenta, in anteprima e in versione italiana, i contributi offerti alla tavola rotonda ravennate, che era stata strutturata con l'obiettivo di aprire il più ampio ventaglio possibile di argomenti.
Diritti umani e sociologia del diritto (R. Treves) - Diritti dell'uomo e società (N. Bobbio) - I diritti umani nell'Unione Sovietica. Le linee di una riforma (S.V. Bobotov) - Diritti umani, stato-nazione e diritto transnazionale (W.M. Evan) - Per una sociologia dei diritti umani nell'età tecnologica (V. Frosini) - Due pensieri su diritto e società (J.F. Glastra Van Loon) - La Convenzione internazionale contro ogni discriminazione verso le donne (D. Kalogeropoulos) - Resurrezione dei diritti in Polonia (J. Kurczeski) - Sul fondamento dei diritti umani: Un problema della morale e del diritto (G. Peces-Barba Martinez) - La durata dei processi penali e i diritti umani: Un problema per l'indagine sociologico-giuridica nell'America latina (R.P. Perdomo) - Verso una sociologia dei diritti dell'uomo (A. Podgorecki) - I diritti delle vittime e la politica della giustizia negli Stati Uniti: riflessioni in occasione del bicentenario della Costituzione americana (E. Viano) - Sociologia dei diritti umani: riflessioni conclusive (V. Ferrari).