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Timestamp: 2020-08-10 11:22:53+00:00
Document Index: 57842159

Matched Legal Cases: ['art. 490', 'art. 82', 'art. 576', 'art. 587', 'art. 490', 'art. 617', 'art. 490', 'art. 617', 'art. 576', 'art. 490', 'art. 617', 'art. 2929', 'art. 2929', 'art. 2929', 'sentenza ', 'art. 591', 'art. 586', 'art. 586', 'art. 618', 'art. 586', 'art. 2929', 'art. 576', 'art. 2929']

Art. 576 cod. proc. civile: Contenuto del provvedimento che dispone la vendita | La Legge per tutti
Art. 576 cod. proc. civile: Contenuto del provvedimento che dispone la vendita
Il giudice dell’esecuzione, quando ordina l’incanto, stabilisce, sentito quando occorre un esperto:
1) se la vendita si deve fare in uno o più lotti (1);
2) il prezzo base dell’incanto determinato a norma dell’articolo 568 (2);
4) il termine che deve decorrere tra il compimento delle forme di pubblicità e l’incanto, nonché le eventuali forme di pubblicità straordinaria a norma dell’articolo 490 ultimo comma (3);
L’ordinanza è pubblicata a cura del cancelliere (4).
Giudice dell’esecuzione: [v. 484]; Cancelliere: [v. 57]. Incanto: particolare modalità di attuazione della vendita consistente in una pubblica gara ad offerte successive in aumento (cd. vendita all’asta) finalizzata alla scelta dell’aggiudicatario. Cauzione: è una garanzia imposta dal giudice quale misura cautelare, avente ad oggetto denaro o titoli pubblici [v. 119].
(1) La divisione in lotti non può essere effettuata se l’immobile costituisce un’unità colturale [v. 577] e qualora il frazionamento precluda una razionale coltivazione [v. 577]. Il frazionamento in più lotti si risolve in tante vendite quanti sono i lotti.
(2) Per stabilire il prezzo base (avente valore meramente indicativo) il giudice può richiedere una stima dell’immobile e altre nozioni tecniche ad un esperto [v. 568].
(3) Tale termine è considerato ordinatorio, pertanto potrà essere abbreviato o prorogato anche d’ufficio dandone comunicazione attraverso forme di pubblicità straordinarie.
(4) L’ordinanza è pubblicata per esteso mediante affissione per tre giorni continui nell’albo dell’ufficio giudiziario davanti al quale si svolge il procedimento esecutivo e inserita in appositi siti Internet almeno 45 giorni prima del termine per la presentazione delle offerte o della data dell’incanto, secondo quanto previsto dal novellato art. 490, c. 2 [v. 490].
Contenuto dell’ordinanza; 1.1. Prezzo base; 1.2. Giorno e ora dell’incanto; 1.3. Termine tra il compimento della pubblicità e l’incanto; 1.4. Termine per il versamento della cauzione; 1.5. Termine per il deposito del prezzo di aggiudicazione; 1.6. Pubblicità straordinaria; 1.7. Modificabilità dell’ordinanza; 2. Rimedi contro i vizi del procedimento.
1.1. Prezzo base.
Sulla validità dell’ordinanza di vendita all’incanto dell’immobile pignorato non incide la circostanza che il prezzo base sia fissato con riferimento ad una stima effettuata da esperto alcuni anni prima, e, quindi, verosimilmente inferiore al valore attuale di mercato, atteso che trattasi di dato indicativo, che non pregiudica l’esito della vendita e la realizzazione del giusto prezzo in esito alla gara fra gli offerenti. Cass. 26 marzo 1981, n. 1766.
Non importano l’invalidità dell’ordinanza di vendita all’incanto dell’immobile pignorato né la mancata nomina di un esperto per la determinazione del prezzo base, né il fatto che tale prezzo risulti fissato in misura inferiore al valore di mercato del bene alla data del provvedimento. Infatti, mentre la nomina di un esperto costituisce una mera facoltà del giudice dell’esecuzione, il prezzo d’incanto fissato nell’ordinanza ha un valore puramente indicativo e non può, in alcun caso pregiudicare l’effetto della vendita, poiché la gara fra gli offerenti rappresenta la migliore garanzia che i beni siano venduti al giusto prezzo. Cass. 19 aprile 1974, n. 1092.
Cassazione civile sez. I 13 luglio 2012 n. 12004
1.2. Giorno e ora dell’incanto.
I termini processuali, anche quando si svolgono a ritroso, non debbono tener conto dei giorni festivi di scadenza; pertanto qualora il giorno fissato per la vendita all’incanto sia un lunedì e per la presentazione delle offerte sia stabilito quale termine il giorno precedente la vendita, detto termine scade nel giorno di sabato precedente la vendita. Cass. 20 novembre 2002, n. 16343.
La disposizione di cui all’art. 82, comma 2, disp. att. c.p.c. (a norma della quale se, nel giorno fissato per l’udienza, questa non può svolgersi, la causa si intende rinviata di ufficio alla prima udienza di istruzione immediatamente successiva, senza necessità di avviso alle parti) deve ritenersi inapplicabile alla ipotesi in cui, fissata l’udienza per un incanto immobiliare, questo non possa aver luogo in quella data, attesa la differenza, lessicale e morfologica, tra i momenti processuali dell’«udienza» (luogo dell’incanto) e dell’«incanto» (complesso di operazioni volte alla individuazione dell’aggiudicatario sulla base delle condizioni stabilite nell’ordinanza di vendita), differenza tale da escludere che le norme dettate per lo svolgimento della prima possano meccanicamente applicarsi alle operazioni richieste per il secondo, travalicando le esigenze di pubblicità connesse a tali operazioni l’ambito dei soggetti che devono essere considerati parti del processo esecutivo, ed investendo, invece, tutti i soggetti che, comunque, possono essere interessati a parteciparvi (con la conseguenza che i provvedimenti successivi, con i quali venga fissato l’incanto per la vendita dei beni immobili devono contenere, necessariamente, un richiamo all’originaria ordinanza di vendita). Cass. 6 agosto 1997, n. 7281.
1.3. Termine tra il compimento della pubblicità e l’incanto.
Nell’espropriazione forzata, il termine che a norma dell’art. 576 n. 4 c.p.c., deve decorrere tra il compimento delle forme di pubblicità e l’incanto ha carattere ordinatorio, con la conseguenza che la sua inosservanza non influisce sulla validità della vendita che abbia avuto luogo nel giorno fissato dal giudice dell’esecuzione. Cass. 3 dicembre 1984, n. 6297.
1.4. Termine per il versamento della cauzione.
Il termine per la prestazione della cauzione da parte degli offerenti, che il giudice dell’esecuzione fissa nell’ordinanza con la quale dispone l’incanto nell’espropriazione immobiliare, ha natura perentoria. Cass., Sez. Un., 12 gennaio 2010, n. 262.
Nell’ambito dell’espropriazione immobiliare, il termine per il versamento della cauzione, in caso di vendita con incanto, è ordinatorio e può essere prorogato dal giudice dell’esecuzione esplicitamente o implicitamente finché l’incanto non abbia avuto inizio. Cass. 15 aprile 1993, n. 4470.
1.5. Termine per il deposito del prezzo di aggiudicazione.
La rimessione in termini - quando il mancato rispetto del termine dipenda da caso fortuito - è applicabile anche nel processo esecutivo, nell’ipotesi di decadenza dell’aggiudicatario senza sua colpa dal termine impostogli per il versamento del residuo prezzo ai sensi dell’art. 587 c.p.c. in tema di vendita forzata. Trib. Terni, 19 maggio 2005.
1.6. Pubblicità straordinaria.
Nell’espropriazione forzata mobiliare, la nullità derivante dall’omessa pubblicità straordinaria disposta dal giudice dell’esecuzione ai sensi dell’art. 490 c.p.c. con l’ordinanza che dispone l’incanto, idonea a riverberarsi, con effetti anche per l’acquirente, sull’atto di aggiudicazione, viziato per difetto di un atto precedente, deve essere fatta valere con opposizione agli atti esecutivi, ex art. 617 c.p.c., a pena di inammissibilità entro il termine di decadenza di cinque giorni al compimento dell’atto, che coincide con il momento in cui l’esistenza dell’atto è resa palese alle parti del processo esecutivo, avendo l’interessato avuto legale conoscenza di esso o di un atto successivo che necessariamente lo presuppone, senza che rilevi l’incompletezza della notizia quanto al prezzo di aggiudicazione. Cass. 31 ottobre 2005, n. 21106.
Nell’espropriazione forzata immobiliare, la nullità derivante dalla omessa pubblicità straordinaria disposta dal giudice dell’esecuzione ai sensi dell’art. 490 c.p.c. con l’ordinanza che dispone l’incanto, idonea a riverberarsi, con effetti anche per l’acquirente, sull’atto di aggiudicazione, deve essere fatta valere con opposizione agli atti esecutivi, ex art. 617 c.p.c., a pena di inammissibilità entro il termine di decadenza di cinque giorni dall’atto di aggiudicazione (che chiude la fase dell’incanto) se emesso in presenza della parte ovvero dalla sua comunicazione. Cass. 18 aprile 2005, n. 8006; conforme Cass. 11 dicembre 1995, n. 12653.
Nell’esecuzione per espropriazione forzata immobiliare, qualora, con l’ordinanza che dispone l’incanto a norma dell’art. 576 c.p.c., venga prescritta una forma di pubblicità straordinaria, secondo la previsione dell’art. 490, ultimo comma, c.p.c., la mancanza od irregolarità di tale pubblicità, riguardando un atto strutturale di una fase del processo esecutivo che si chiude con l’ordinanza di aggiudicazione, determina la nullità di quest’ultimo provvedimento, e, ove fatta tempestivamente valere dall’interessato con opposizione ai sensi dell’art. 617 c.p.c., prima della pronuncia del decreto di trasferimento, avverso tale aggiudicazione, comporta di conseguenza anche la nullità del decreto stesso, con effetti anche nei confronti dell’acquirente (non ricorrendo l’ipotesi di cui all’art. 2929 c.c.). Cass. 23 novembre 1985, n. 5826.
1.7. Modificabilità dell’ordinanza.
Rimedi contro i vizi del procedimento.
In tema di esecuzione forzata immobiliare, la norma di cui all’art. 2929 c.c., nel tutelare senza riserve l’aggiudicatario non colluso, pone un principio parallelo a quello del giudicato del processo di cognizione, così da precludere l’ammissibilità dell’opposizione agli atti esecutivi proposta dopo l’effettuazione della vendita o dell’assegnazione del bene e con la quale si denunzi un vizio formale verificatosi in precedenza. Cass. 6 agosto 2010, n. 18346.
La regola contenuta nell’art. 2929 c.c., secondo il quale la nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita e l’assegnazione non ha effetto riguardo all’acquirente o all’assegnatario, non trova applicazione quando la nullità riguardi proprio la vendita o l’assegnazione, sia che si tratti di vizi che direttamente la concernano, sia che si tratti di vizi che rappresentino il riflesso della tempestiva e fondata impugnazione di atti del procedimento esecutivo anteriori ma ad essi obbligatoriamente prodromici. (Nella specie, la nullità dell’aggiudicazione e del conseguente decreto di trasferimento sono state dichiarate, in sede di Cassazione con rinvio della sentenza di rigetto dell’opposizione agli atti esecutivi, perché l’udienza di vendita, rifissata dopo un rinvio disposto d’ufficio, non era stata preceduta dalle formalità obbligatorie di pubblicità). Cass. 9 giugno 2010, n. 13824.
In materia di vendita con incanto delegata dal giudice dell’esecuzione al notaio, ai sensi dell’art. 591-bis c.p.c., l’omessa notifica dell’avviso di vendita può essere fatta valere soltanto con l’opposizione contro l’ordinanza di delega al predetto professionista, spettando al giudice e non al delegato inserire nel provvedimento le indicazioni relative alla data dell’incanto; ne consegue che il reclamo al giudice dell’esecuzione avverso gli atti del notaio dev’essere dichiarato inammissibile. Cass. 28 ottobre 2009, n. 22794.
In tema di opposizione agli atti esecutivi, qualora sia dedotta l’omessa comunicazione della vendita e la nullità del successivo svolgimento del processo esecutivo, postulandosi, di conseguenza, la sospensione della vendita ai sensi dell’art. 586 c.p.c. per le ragioni da tale norma supposte e non la mera necessità di rinnovazione delle operazioni funzionali alla vendita a far tempo dall’ordinanza dispositiva della stessa, il giudice dell’esecuzione, se ritenga insussistenti le nullità prospettate ovvero reputi inammissibile l’opposizione in relazione ad esse, può considerarsi investito immediatamente della questione della sospensione in virtù del citato art. 586 e, quindi, dopo aver adottato i provvedimenti previsti dall’art. 618, secondo comma, c.p.c., tra i quali si ricomprende la stessa sospensione di cui al menzionato art. 586 in via provvisoria, può, poi, esaminare, nella fase a cognizione piena, la fondatezza delle deduzioni giustificative della relativa istanza. Cass. 17 marzo 2010, n. 6487.
Va dichiarata inammissibile, senza necessità di un esame sul merito, l’opposizione agli atti esecutivi con cui il debitore denunzi un vizio formale verificatosi prima della vendita - nella specie, per essere stata disposta la delega delle operazioni ad un notaio senza la preventiva audizione del debitore esecutato - proposta dopo che la vendita è già stata compiuta, tenuto conto che la disposizione di cui all’art. 2929 c.c., secondo cui la nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita non ha effetto riguardo all’acquirente o all’assegnatario, salvo il caso di loro collusione con il creditore procedente, trova applicazione in tutti i casi di nullità formali anteriori alla vendita o all’assegnazione. Cass. 9 marzo 2006, n. 5111.
Le disposizioni date dal giudice dell’esecuzio-ne, a norma dell’art. 576 c.p.c., con il provvedimento che stabilisce procedersi alla gara, vanno osservate a pena di nullità; ne consegue che, qualora il giudice, nonostante le irregolarità del provvedimento suddetto, proceda oltre nell’esecuzione ed emetta ordinanza di aggiudicazione, è ammissibile la successiva formale opposizione al detto atto, traducendosi i vizi del procedimento in vizi della vendita. Ciò comporta l’inapplicabilità della disposizione contenuta nell’art. 2929 c.c., dato che la preclusione delle eccezioni di nullità del processo esecutivo, stabilita in detta norma, opera solo quando la vendita, come atto finale del processo esecutivo, sia esente da vizi formali, sia che si tratti di vizi che direttamente la concernano, sia che si tratti di vizi che rappresentino il riflesso della tempestiva e fondata impugnazione di atti anteriori, che della vendita costituiscano il presupposto. Cass. 12 aprile 1980, n. 2339.