Source: http://www.roveremichelis.it/blog/2014/12/03/operazioni-black-list/
Timestamp: 2018-11-21 20:41:08+00:00
Document Index: 39620320

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 156', 'art. 15', 'art. 2778']

Operazioni black list: l'Italia semplifica le formalità.
Una novità positiva, all’insegna della semplificazione, per tutte le imprese che operano con i Paesi inseriti nella cd. “Black List”: il decreto legislativo 21 novembre 2014 n. 175 recante “Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata” modifica la normativa attinente alle comunicazioni delle operazioni effettuate con i Paesi Black List, introducendo, nell’art. 21, due importanti novità.
Il testo normativo recita:
“Art. 21. Comunicazioni delle operazioni con i paesi black list.
2. Le modifiche di cui al comma 1 si applicano alle operazioni indicate all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, poste in essere nell’anno solare in corso alla data di entrata in vigore del presente provvedimento.”
Dalla modifica normativa, e con decorrenza dall’entrata in vigore del decreto (al 13 dicembre 2014), pertanto, il nuovo testo dell’art. 1, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 (Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori), convertito dalla legge 22 maggio 2010, n. 73 sarà il seguente:
«Art. 1. (Disposizioni in materia di contrasto alle frodi fiscali e finanziarie internazionali e nazionali operate, tra l’altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere»)
1. Per contrastare l’evasione fiscale operata nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», anche in applicazione delle nuove regole europee sulla fatturazione elettronica, i soggetti passivi all’imposta sul valore aggiunto comunicano annualmente per via telematica all’Agenzia delle entrate, secondo modalita’ e termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi il cui importo complessivo annuale e’ superiore ad euro 10.000 effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list di cui al decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 107 del 10 maggio 1999 e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 273 del 23 novembre 2001.
3. Per l’omissione delle comunicazioni di cui al comma 1, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica, elevata al doppio, la sanzione di cui all’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. Nella stessa logica non si applica l’art. 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.
4. Ai fini del contrasto degli illeciti fiscali internazionali e ai fini della tutela del diritto di credito dei soggetti residenti, con decorrenza dal 1° maggio 2010, anche la comunicazione relativa alle deliberazioni di modifica degli atti costitutivi per trasferimento all’estero della sede sociale delle societa’ nonche’ tutte le comunicazioni relative alle altre operazioni straordinarie, quali conferimenti d’azienda, fusioni e scissioni societarie, sono obbligatorie, da parte dei soggetti tenuti, mediante la comunicazione unica di cui all’art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, nei confronti degli Uffici del Registro imprese delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell’Agenzia delle entrate, dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
5. Per gli stessi fini di cui ai commi da 1 a 4, le disposizioni contenute negli articoli 15 e 17 della legge 26 luglio 1984, n. 413, e nell’art. 156, comma 9, del codice della navigazione, si applicano anche all’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA) e all’Agenzia delle entrate. Con riferimento a quest’ultima il previo accertamento di cui all’art. 15 della legge 26 luglio 1984, n. 413, deve intendersi riferito all’assenza di carichi pendenti risultanti dall’Anagrafe tributaria concernenti violazioni degli obblighi relativi ai tributi dalla stessa amministrati, ovvero alla prestazione, per l’intero ammontare di detti carichi, di idonea garanzia, mediante fideiussione rilasciata da un’azienda o istituto di credito o polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa di assicurazione, fino alla data in cui le violazioni stesse siano definitivamente accertate. I crediti per i premi dovuti all’IPSEMA di cui all’art. 2778, primo comma, numero 8), del codice civile sono collocati, per l’intero ammontare, tra quelli indicati al numero 1) del primo comma del medesimo articolo.
6-6.quinquies (Omissis).».
Sino ad oggi i soggetti che effettuavano o ricevevano cessioni di beni e prestazioni di servizi con operatori aventi sede, domicilio o residenza in uno dei Paesi a fiscalità privilegiata indicati nel decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999 e nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001 erano tenuti alla comunicazione con cadenza mensile o trimestrale, laddove le operazioni avessero un importo superiore a 500 €.
A seguito di tale riforma, che spiega efficacia dall’anno in corso, i dati delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate o ricevute, intercorse con operatori aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata, andranno pertanto trasmessi:
a) soltanto se l’ammontare complessivo annuale supera il limite di 10mila euro;
b) con cadenza annuale.
Una semplificazione condivisibile, mirata a rendere meno gravosi gli adempimenti fiscali delle “operazioni black list” per imprese e professionisti che si trovano occasionalmente a operare con operatori di tali Paesi i quali, peraltro, sono sempre meno “esotici” e sempre più inseriti nelle principali direttrici del commercio globale: accanto ad una nutrita lista di “paradisi” caraibici e non, infatti, nell’elenco sono annoverati anche gli Emirati Arabi Uniti (e principalmente Dubai, Abu Dhabi, Sharjah e Ras al Khaima), l’Oman ed Hong Kong che sono fra i protagonisti degli scenari finanziari e commerciali fra Europa, Africa e Oriente e che sono destinati, negli anni a venire, a svolgere un ruolo sempre più dominante.
black listdubaieau