Source: https://indiscreto2000.wordpress.com/2009/01/12/a-qualcuno-rispondeva/
Timestamp: 2017-09-25 13:30:20+00:00
Document Index: 186184335

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

A qualcuno rispondeva | Indiscreto
A qualcuno rispondeva
Luciano Moggi, cosa pensa della sentenza che l’ha condannata a un anno e sei mesi per violenza priva­ta, ma l’ha prosciolta dal­l’accusa di associazione a delinquere?
«Io me lo aspettavo. Mi aspet­tavo questa sentenza. Mi di­spiace soltanto per mio figlio Alessandro che c’è rimasto male. Ma è una sentenza pa­radossola e per me è stata pre­sa per dare un contentino al pm Palamara. D’altra parte dopo l’entità delle richieste, non potevano smontare tutto. E’ caduto il masso, ma almeno un mattone doveva rimanere. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da farsi una grande risata…» Qual è l’aspetto così diver­tente?«Parliamo delle motivazioni. Io sono stato condannato per violenza privata nei confronti di due giocatori: Amoruso e Blasi. Vogliamo parlare di Blasi?»
«Arriva alla Juventus dopo 8 mesi di squalifica e ai primi di luglio inizia ad allenarsi. A fi­ne luglio mi chiama il suo pro­curatore Antonelli a chieder­mi un prolungamento del con­tratto e un aumento. A parte il fatto che non sapevo neppure che Antonelli fosse diventato il suo agente, perché nei docu­menti della società era stato scritto diversamente, ma la cosa non mi va giù. Vado da Blasi e gli dico: non farmi chia­mare dal tuo procuratore per chiedere l’aumento, meritate­lo sul campo e vedrai che ti verrà dato. E infatti, dopo 27 presenze, pochissime partite saltate e una buona stagione, il contratto di Blasi fu ritocca­to e allungato. Ma il fatto di avergli detto: meritati l’au­mento e non farmi chiamare dal tuo procuratore è conside­rato violenza privata. Ve ne rendete conto? Allora nessuno può più fare il dirigente in Ita­lia. Qualcunque dirigente che fa l’interesse della sua società risponderebbe come me, ora stia attento! Rischia un anno e sei mesi».
E la questione legata ad Amoruso?
«Ancelotti viene da me e mi di­ce: cediamo Amoruso, non mi serve. Allora io convoco Amo­ruso, che per inciso dalla Ju­ventus ha incassato 14 miliar­di di lire, e gli spiego la situa­zione. Lui non vuole lasciare la Juventus, anche perché qui poteva prendere i premi per la Champions, lo scudetto o altri successi, allora gli dico: guar­da che se rimani te ne vai in tribuna. E così mi becco la con­danna per violenza privata. Capito l’assurdità? Allora di­cano pure che un dirigente de­ve sperperare i soldi della sua società. O dicano che i calcia­tori sono gli unici che possono comandare. Praticamente la sentenza stabilisce questo. Stiano attenti gli altri dirigen­ti! Anche all’estero, perché mi sembra che Benitez si sia comportato allo stesso modo con Pennant. Magari condan­nano pure lui…».
«Queste accuse non reggeran­no in appello. Il processo di se­condo grado non saranno i tempi supplementari di que­sta vicenda. Lì andiamo al gol­den gol. Ma dopo questa sen­tenza mi aspetto che direttori sportivi e società di calcio in­sorgano perché tutti potrebbe­ro essere accusati di violenza privata. Se la Lega e le società non fan­no sentire la loro voce può es­sere la fine di un modo di am­ministrare le società di calcio. Spero che nessuno sottovalu­ti la portata di queste senten­za ».
(Fonte: intervista di Guido Vaciago a Luciano Moggi, Tuttosport di venerdì 9 gennaio 2009)
L’AUTOREVOLE COMMENTO DI INDISCRETO: se il procuratore di Blasi all’epoca della richiesta di aumento fosse stato Davide Lippi o Zavaglia o direttamente Alessandro Moggi, Luciano Moggi gli avrebbe risposto ed anche con un certo trasporto. Senza alcun interesse personale, ovvio, lo stipendio della Juventus gli bastava e avanzava….Quanto ad Amoruso, tutti i calciatori e a maggior ragione i quasi ex, ambiscono a rimanere nel giro: anche in questo caso l’omertà non si può giustificare, ma almeno spiegare sì. Ultima cosa: non si hanno notizie dell’esistenza di Davide Benitez…
14 gennaio 2009 at 18:50
Spesso si sentono in televisione i “minimizzatori” che dicono: “queste cose a livello penale sono una pagliacciata!”. Però se gli illeciti sportivi fossero provati, sarebbero tutt’altro che risibili: pensiamo ad esempio alle scommesse, flussi enormi di denaro che prendono una direzione piuttosto che un’altra e parecchia gente che a tutt’oggi potrebbe reclamare dei risarcimenti. Ma è solo un banale esempio.
14 gennaio 2009 at 18:44
@mario: beh, Borrelli aveva poca libertà d’azione, all’epoca; le sanzioni decise da Ruperto erano comunque già più congrue, rispetto a quelle definitive. Se pensi che a Carraro (Carraro!!!) hanno perfino tolto l’ammenda…
14 gennaio 2009 at 14:32
@Dane: I reati ipotizzati in sede penale non erano cose di poco conto. Associazione a delinquere finalizzata all’illecita concorrenza (a Roma) e alla frode sportiva (a Napoli).Sportivamente possiamo discutere quanto vuoi sull’etica che dovrebbe regolare il calcio, e siamo perfettamente d’accordo che gente come Moggi non dovrebbe nemmeno poter chiedere il tesseramento, ma evidentemente prima che scoppiasse il bubbone, i suoi servigi erano molto ambiti anche da chi sbamdiera codici etici a destra e a manca.A livello penale pero’ dobbiamo avere un altro punto di vista, a meno che non vogliamo asserire che sia riuscito a corrompere anche il Giudice del tribunale di Roma. E credo che dal processo di Napoli avremo una visione complessiva del mondo calcio che qualcuno non aveva interesse a far venir fuori in quell’estate del 2006.@Hytok: Di gente come sandulli non mi stupisco. E che non comprendo come Borrelli e Ruperto si siano fatti coinvolgere un una tale operazione
13 gennaio 2009 at 23:23
@mario: è noto a tutti che Sandulli è stato l’infiltrato dei poteri forti che, per ragioni politiche e paramafiose, ha smorzato le sentenze di moggiopoli.
13 gennaio 2009 at 21:31
@Mario: esattamente come nel 2009 non esiste il reato di “monopolio del mercato calcistico” ed esattamente come negli anni di Agricola certe sostanze non erano nella lista del doping. In sostanza: penalmente non li si può toccare, sportivamente andrebbero cancellati dalla storia.Se il Direttore stabilisce che per scrivere su questo forum bisogna controfirmare un regolamento interno che vieta i complimenti a Moggi e tu vieni qua a dire che Moggi è una gran brava persona, penalmente non sei perseguibile ma il Direttore se vuole può bannarti dal forum a vita.
@Hytok. cosa intendi?
13 gennaio 2009 at 21:02
@Dane. C’e’ un piccolo particolare. Nel 1980 la frode sportiva non era reato penale.
12 gennaio 2009 at 23:28
Tanto per farsi due risate: stasera Antenna 3 organizzava una serata dibattimentale sulla sentenza Gea: Sandulli vs. D’Onofrio. Sì, come se uno fosse contro l’altro, ROTFL!
12 gennaio 2009 at 20:25
Sento alle mie spalle (dalla Tv eh non ho poteri paranormali) che Tuttosport continua con la sua battaglia contro Ranieri. Ribattezzatelo in OdioSport.
12 gennaio 2009 at 19:44
Franco, credo che il “ritaglio” del giornalista sia determinante: i fondo Sandulli ha ripetuto una cosa che io dico da il primo giorno della pubblicazione delle intercettazioni (anzi no, prima ancora: il Nestiforum è testimone di come io abbia spifferato tutto settimane prima dell’esordio mediatico…) e cioè che Lazio e Milan nell’80 furono assolti penalmente ma la serie B se la fecero e silenzio…
12 gennaio 2009 at 18:00
Ecco il link:http://www.tuttosport.com/calcio/2009/01/10-14505/Sandulli:+«La+sentenza+Gea+ha+smontato+l’accusa»“In fondo anche noi, nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudi­ni, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. E’ stata una condanna etica.””Non so se è penalmente rilevante quel ti­po di frequentazione di Moggi, ma è viola­zione dell’articolo 1. E l’illecito associativo che non esisteva, era una falla nel sistema giuridico, è stato da noi introdotto. Ai tifosi ripeto che per me la giustizia penale e quel­la sportivo sono cose diverse”Per me dichiarazioni di questo tipo sono agghiaccianti. Innanzitutto cita solamente l’articolo 1 e non il famigerato art. 5. In secondo luogo il termine “condanna Etica” non sta ne in cielo ne in terra. CATTIVE ABITUDINI, NON ILLECITI CLASSICI!!Cioè mandi una squadra in B per una cattiva abitudine che non comporta un illecito “classico” (cioè un illecito da codice sportivo, immagino si possa intendere così..). Non voglio entrare nel merito di calciopoli su cui ognuno mantiene le proprie opinioni. Però mi sembra che in questa intervista (magari ritagliata ad arte dal magnifico giornalista di tuttosporc), il buon Sandulli l’abbia fatta ampiamente fuori dal vaso..Con riflessioni di questo tipo dai largamente adito agli striscioni di domenica al Delle Alpi (28 e 29) alle dichiarazioni di Del Piero e a quelle di Cobolli Gigli..
12 gennaio 2009 at 16:31
Spike, pensa a quanta gente andrebbe radiata. Pensa che Moggi non è stato radiato! Cioè uno che ha distrutto quel che restava dell’immagine del calcio italiano, teoricamente potrebbe rientrarci dalla porta principale senza chiedere nemmeno permesso. Pensi ci sia un limite?
12 gennaio 2009 at 16:20
mi riferivo allo sconto di pena del processo sportivo, non al processo GEA. Ok i giudici sportivi sono quelli dei “pizzini” al processo Genoa-Preziosi, e della sentenza calciopoli comunicata prima ai giornali e poi diffusa ufficialmente, ma a tutto c’è un limite
Spike, attenzione: in veste di giudice sportivo. Un po piu assurda (ma la sapevamo) la differenza tra illecito sportivo e reato penale: lo stesso comportamento da un lato è alla stregua di un pantaloncino blu a Wimbledon dall’altro può significare la galera. Mah.
12 gennaio 2009 at 15:31
beh ha praticamente detto che lo sconto di pena è stato “politico” e non giudiziario. Detto da un giudice…
12 gennaio 2009 at 14:38
Letto. Mi sembra un’intervista ad uso e consumo del lettore medio del Tuttosport, dove sono veri professionisti ad aizzare la folla. Non ci vedo nulla di eclatante, francamente.
Io l’intervista l’ho letta, ma non capisco quale sarebbero le “bombe”…
12 gennaio 2009 at 14:32
eh no jeremy, sottoponiti anche tu al supplizio 🙂
12 gennaio 2009 at 14:11
Spike, franco: mi state costringendo ad andare sul sito del Tuttosport(ahhhhhhhhhhhhhh…)???? Un suntino non potete farlo voi???
12 gennaio 2009 at 14:07
trovata e letta l’intervista di sandulli. Ha ragione Franco ci sono spunti davvero interessanti, un paio sono davvero delle bombe
jeremy, il paradigma di tutti questi processi è il processo Andreotti con la sua sentenza fatta col bilancino e la grancassa mediatica sull'”assoluzione”.P.s.: Franco che dice l’intervista?
12 gennaio 2009 at 13:23
eh eh..cazzeggio in internet ed oplà..Non compro più la gazza, figurati se spendo un eurino per tuttosport..cmq secondo me Sandulli dice cose moooolto strane..e mi piacerebbe che il direttore commentasse..
12 gennaio 2009 at 12:56
Franco, io mi chiedo una cosa a volte: cosa porta una persona sana di mente (diciamo che il Diretto lo fa di mestiere e quindi è esentato da analisi psichiatriche),come puoi essere tu, a leggere Tuttosport? A meno che tu non lo faccia per passare una mezz’ora di puro divertimento, come quando si guarda il TG4!
Direi che la vera notizia del giorno è l’intervista di Sandulli su tuttosport..Direttore ci commenti anche quella!Capisco che la fonte sia estremamente “di parte” ma ho trovato delle bombe notevoli che non si possono far passare sotto silenzio…
12 gennaio 2009 at 12:33
Ecco, fantastico esempio spike. Torniamo a discorsi vecchi, come dici tu. Il problema è che se in udienza porto una montagna che poi in dibattimento (spesso per ritrattazioni degli accusatori in corso d’opera, stile processo a Michael Corleone)diventa un dissuasore di velocità, qualcuno mi deve spiegare come si possa togliere l’aura di impunità a certa gente e come l’opinione pubblica non prenda ad esempio positivo il malfattore.
12 gennaio 2009 at 12:20
jeremy cosa ne penso di queste condanne ai potenti in italia l’ho già scritto in passato. Il discorso è che sono sempre condanne, non assoluzioni. Mi viene in mente Cuffaro e i suoi Cannoli…
12 gennaio 2009 at 12:00
Spike, una condanna cosi è davvero una pagliacciata. E volendo ha “ragione” Moggi: hanno dato il contentino al PM, come spesso si fa. Magari si faceva affidamento sulle testimonianze dei calciatori per arrivare alla piena condanna, cosa che non c’è stata. Certo la versione moggiana degli inviti a maggiore professionalità verso i giocatori (giocatori che si farebbero rompere un ginocchio pur di restare in un giro che bene o male li fa ricchi e famosi) fa ridere i polli. In un panorama giudiziario dove tra un po solo l’omicidio (forse…) non sarà materia per indulti e amnistie, una condanna cosi diventa una vittoria. E infatti da condannato, esulta!
12 gennaio 2009 at 11:49
la cosa che più infastidisce di questa vicenda, oltre all’omertà dei calciatori che nemmeno per la mafia raggiunge queste vette, è il totale zerbinamento di molti media per uno che alla fine è stato condannato.
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