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Timestamp: 2019-09-18 01:10:07+00:00
Document Index: 133508821

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 69', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 69', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 69', 'art. 2', 'art. 70', 'art. 40']

Il Contratto Quadro sui comparti di contrattazione nazionale - Giurdanella.it
Lavoro − 22 Aprile 2008 di Redazione
Il Contratto Quadro sui comparti di contrattazione nazionale
CCNQ quadriennio 2006-2009
Contratto Collettivo Nazionale Quadro per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2006-2009 dell’11 giugno 2007
Il giorno 11 giugno 2007, alle ore 16.30, ha avuto luogo l’incontro tra l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (A.Ra.N.) e le Confederazioni sindacali nelle persone di:
per l’ARAN, Avv. Massella Ducci Teri (Presidente); per le Confederazioni sindacali, CGIL; CISL; UIL; CISAL; CONFSAL; CGU; RDB CUB; USAE (non Firmato); CONFINTESA (non firmato con riserva).
1. Il presente contratto si applica ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche indicate nell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
1. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 1, sono raggruppati nei seguenti comparti di contrattazione collettiva:
L) Comparto del personale dell’Università.
1. Il comparto di contrattazione collettiva di cui all’art. 2, comma 1, lettera A), comprende il personale dipendente:
– dall’Agenzia delle dogane;
– dall’Agenzia delle entrate;
– dall’Agenzia del territorio;
– dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS).
1. Il comparto di contrattazione collettiva di cui all’art. 2, comma 1, lettera B), comprende il personale dipendente dai sottoindicati Enti (ivi incluso quello di cui all’art. 15 della legge 9 marzo 1989, n. 88, come modificato per effetto dell’art. 69, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165):
– Enti di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70, e successive modificazioni e integrazioni – ivi compreso l’Istituto nazionale per il commercio con l’estero (ICE) – ad eccezione di quelli espressamente indicati nell’art. 6, nonché dagli ulteriori enti pubblici non economici comunque sottoposti a tutela o vigilanza dello Stato;
– Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP) e dall’Istituto di previdenza del settore marittimo (IPSEMA);
– Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA);
– Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Agenzia per le ONLUS), istituita con DPCM 26 settembre 2000.
– dalle Accademie di belle arti;
– dall’Accademia nazionale di danza;
– dall’Accademia nazionale di arte drammatica;
– dagli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA);
– dai Conservatori di musica e dagli Istituti musicali pareggiati.
– dagli Enti scientifici di ricerca e di sperimentazione di cui al punto 6 della tabella allegata alla legge 20 marzo 1975, n. 70 e successive modificazioni ed integrazioni;
– dall’Istituto superiore di sanità (ISS);
– dall’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL);
– dall’Istituto italiano di medicina sociale (IIMS);
– dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT);
– dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA);
– dall’Istituto per le telecomunicazioni e l’elettronica «Giancarlo Vallauri» (MARITELERADAR) di Livorno sino alla data di costituzione del Centro di supporto e sperimentazione navale (CSSN) del Ministero della Difesa ai sensi del DM 20 gennaio 1998, fatte salve le norme di raccordo di cui al successivo art. 13, comma 3, in caso di cambiamento di comparto;
– dal Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste (AREA Science Park);
– dall’Istituto nazionale di astrofisica (INAF);
– dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT);
– dall’Ente italiano montagna (EIM) istituito dall’art. 1, comma 1279, della legge 27 dicembre 2006 n. 296 e dall’Istituto nazionale della montagna (IMONT) ivi confluito, sino alla data della sua soppressione ai sensi dell’art. 1, comma 1280, della medesima legge;
– dall’Istituto di studi ed analisi economica (ISAE);
– dall’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (OGS);
– dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV);
– dal Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale;
– dall’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM);
– dal Museo storico della fisica e centro di studi e ricerche «Enrico Fermi»;
– dall’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA);
– dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI);
– dall’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica istituita dall’art. 1 comma 610 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dall’Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa (INDIRE) cui l’Agenzia subentra, sino alla data della sua soppressione ai sensi dell’art. 1, comma 611, della medesima legge.
1. Il comparto di contrattazione collettiva di cui all’art. 2, comma 1, lettera E), comprende il personale dipendente:
– dai Ministeri (ivi incluso il personale di cui all’art. 69, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165);
– in servizio nella provincia di Bolzano di cui agli artt. 7 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752;
– dalle Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, escluse quelle ricomprese nell’art. 3 ed escluse l’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica e l’APAT ricomprese nell’art. 6;
– dal Centro interforze studi applicazioni militari (CISAM);
– dagli Istituti regionali di ricerca educativa (IRRE), attualmente enti strumentali del Ministero della Pubblica Istruzione, cui subentrerà l’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica ricompresa nell’art. 6, dalla data della loro soppressione ai sensi dell’art. 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
– dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
– dall’Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche – Scuola nazionale della pubblica amministrazione, istituita dall’art. 1 comma 580 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
1. Il comparto di contrattazione collettiva di cui all’art. 2, comma 1, lettera G), comprende il personale dipendente:
– dalle Regioni a statuto ordinario;
– dagli Enti pubblici non economici dipendenti dalle regioni a statuto ordinario;
– dagli ex Istituti autonomi per le case popolari comunque denominati i cui dipendenti siano disciplinati dai contratti collettivi relativi al rapporto di lavoro pubblico del comparto;
– dai Comuni;
– dalle Province;
– dalle Comunità montane;
– dalle Comunità collinari;
– dai Consorzi, associazioni, incluse le Unioni di Comuni, e comprensori tra comuni, province, comunità montane e comunità collinari ed i cui dipendenti siano disciplinati dai contratti collettivi relativi al rapporto di lavoro pubblico del comparto;
– dalle Aziende pubbliche di servizi alla persona (ex IPAB), che svolgono prevalentemente funzioni assistenziali;
– dalle Università agrarie ed associazioni agrarie dipendenti dagli enti locali;
– dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e dalle loro associazioni regionali cui esse partecipano ed i cui dipendenti siano disciplinati dai contratti collettivi relativi al rapporto di lavoro pubblico del comparto;
– dalle Autorità di bacino, ai sensi della legge 21 ottobre 1994, n. 584;
– dall’Agenzia per la gestione dell’albo dei Segretari comunali e provinciali;
– dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione locale (SSPAL).
– dalle Aziende sanitarie ed ospedaliere del Servizio sanitario nazionale;
– dagli Istituti zooprofilattici sperimentali di cui al decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 e successive modificazioni ed integrazioni;
– dagli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288;
– dall’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino;
– dall’Ospedale Galliera di Genova;
– dalle ex Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) che svolgono prevalentemente funzioni sanitarie;
– dalle Residenze sanitarie assistite a prevalenza pubblica (RSA);
– dalle Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA);
– dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali, istituita ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, modificato ed integrato con legge 15 marzo 1997, n. 59 e decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 115.
1. Il comparto di contrattazione collettiva di cui all’art. 2, comma 1, lettera I), comprende il personale dello Stato delle scuole materne, elementari, secondarie ed artistiche, delle istituzioni educative e delle scuole speciali, nonché di ogni altro tipo di scuola statale, escluso quello dei comparti di cui agli artt. 5 e 12.
1. Il comparto di contrattazione collettiva di cui all’art. 2, comma 1, lettera L) comprende – ad eccezione dei professori e ricercatori – il personale dipendente dalle seguenti amministrazioni (ivi incluso quello di cui all’art. 69, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165):
– università, istituzioni universitarie e le aziende ospedaliere universitarie di cui alla lettera a) dell’art. 2 del decreto legislativo del 21 dicembre 1999, n. 517;
– Istituto universitario di scienze motorie (IUSM) di Roma.
In considerazione dell’importanza di snellire ed accelerare il complesso delle procedure di contrattazione pubblica, le parti sottolineano l’opportunità di una riconduzione degli Enti di cui all’art. 70 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 all’interno dei comparti di contrattazione di cui all’art. 40 dello stesso decreto, e ritengono che le obiettive specificità delle
amministrazioni di cui trattasi possano trovare la giusta tutela nei CCNL di comparto e, in particolare, nelle sessioni di contrattazione integrativa.
Le osservazioni nel merito sottoposte all’attenzione del tavolo di contrattazione, che evidenziavano l’assoluta estraneità di tale organismo, sotto il profilo giuridico, formale e sostanziale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri non sono state
considerate, così come non è stata contestata alla scrivente l’ipotesi di inserimento dell’Agenzia nel comparto degli Enti pubblici non economici o altro comparto con cui risultano ben più evidenti elementi di affinità.