Source: https://www.laleggepertutti.it/157929_se-per-evitare-unauto-finisco-in-una-buca-sulla-strada-chi-paga
Timestamp: 2018-09-23 20:55:36+00:00
Document Index: 175656165

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2051']

Se per evitare un'auto finisco in una buca sulla strada chi paga?
Se per evitare un’auto finisco in una buca sulla strada chi paga?
Quando la caduta nella buca è determinata dalla necessità di evitare un’auto che stava tagliando la strada, il risarcimento va pagato dall’assicurazione di quest’ultima.
L’automobilista che sterza all’improvviso per evitare lo scontro con un’altra auto e, per questo, finisce su una grossa buca sul manto stradale non può chiedere il risarcimento al Comune per la cattiva manutenzione dell’asfalto. La causa del danno è infatti l’altra auto, alla cui assicurazione va presentata la domanda di indennizzo. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].
Per comprendere meglio il principio fissato dalla Corte facciamo un esempio. Immaginiamo di percorrere la strada e che, ad un tratto, un’auto invada il nostro lato della carreggiata. Per evitare lo scontro frontale con quest’ultima, siamo costretti a sterzare all’improvviso a destra con una manovra tanto repentina quanto poco calibrata; ma nel fare questo una delle ruote della nostra auto finisce in una grossa buca aperta sulla strada e piena d’acqua. Di certo, avremmo evitato la fossa se l’altro veicolo non ci avesse imposto la manovra d’emergenza, anche perché la dimensione della buca era particolarmente grande e, quindi, l’ostacolo risultava visibile. A chi dobbiamo presentare la richiesta di risarcimento?
La risposta della Cassazione è lapidaria ed efficace: poiché la caduta nella buca stradale non si sarebbe mai verificata se l’altra auto non avesse invaso la nostra carreggiata, è solo la condotta di quest’ultima la causa del danno da noi subito. Ed è quindi la sua assicurazione a doverci pagare. Insomma, il vero elemento che ha determinato la rottura del nostro pneumatico è solo la condotta imprudente e imperita dell’altro conducente. Se poi non siamo riusciti a prendere la targa di quest’ultimo perché questa è scappato via, abbiamo la possibilità di rivalerci nei confronti del Fondo di garanzia Vittime della strada, detraendo dall’indennizzo che ci spetta una franchigia di 500 euro. E se il danno è inferiore a tale importo purtroppo non potremo ottenere i soldi che ci spettano.
[1] Cass. sent. n. 3039/17 del 6.02.2017.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, sentenza 6 dicembre 2016 – 3 febbraio 2017, n. 3039
“1 S. B. e V. C. convennero in giudizio, davanti al Tribunale di Roma, il Comune di Roma e le altre due società di cui in epigrafe, chiedendo il risarcimento dei danni fisici e materiali conseguenti ad un sinistro stradale nel quale la moto condotta dal B., per evitare lo scontro con un altro veicolo, era finita in una grande buca piena d’acqua.
Si costituirono i convenuti, chiedendo il rigetto della domanda. Il Tribunale rigettò la domanda, compensando le spese tra gli attori ed il Comune e condannando gli stessi al pagamento delle spese di giudizio nei confronti delle altre due società.
2.Avverso la sentenza è stato proposto appello da parte degli attori soccombenti e la Corte d’appello di Roma, con sentenza del 24 aprile 2015, ha rigettato il gravame, confermando l’impugnata pronuncia e condannando gli appellanti alla rifusione delle ulteriori spese del grado.
3.Contro la sentenza d’appello ricorrono S. B. e V. C. con atto affidato a due motivi.
4.Osserva il relatore che il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375, 376 e 380-bis cod. proc. civ., in quanto appare destinato ad essere rigettato.
5.Con il primo motivo di ricorso si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 153 e 294 cod. proc. civ., degli artt. 24 e 111 Cost. e dei principi del contraddittorio e del giusto processo.
6.Con il secondo motivo di ricorso si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1227 e 2051 cod. civ., contestando che la Corte d’appello abbia ritenuto nella specie esistente il caso fortuito incidentale.
Occorre ribadire che anche nella fattispecie di cui all’art. 2051 cod. civ. resta a carico del danneggiato l’onere della prova della sussistenza del nesso di causalità tra la cosa e l’evento dannoso. Nella specie, la Corte di merito ha escluso che tale prova sia stata fornita; e comunque, è lo stesso ricorso ad insistere sul fatto che la caduta sarebbe stata determinata dalla necessità di evitare un veicolo che stava tagliando la strada alla moto, sicché la stessa prospettazione dei ricorrenti appare perplessa circa l’effettiva riconducibilità della caduta alla buca esistente sul manto stradale.
7.Si ritiene, pertanto, che il ricorso vada trattato in camera di consiglio per essere rigettato”.
1.Non sono state depositate memorie alla trascritta relazione.
2.Il ricorso, pertanto, è rigettato.