Source: https://www.exeo.it/Articoli/11138/opera-pubblica-occupazione-illegittima-acquisizione-sanante-restituzione-del-bene.aspx
Timestamp: 2019-08-23 08:09:31+00:00
Document Index: 76249474

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42']

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Qualora ci sia stata una deviazione patologica dello schema legale, ove sul bene del privato sia stata realizzata un’opera pubblica e le parti non abbiano concluso un accordo traslativo, l’adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto può essere disposta con l’esercizio del potere previsto dall’art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001 e dunque mediante l’adozione di un provvedimento – non avente efficacia retroattiva – di acquisizione al patrimonio indisponibile del bene privato utilizzato per la realizzazione dell’opera pubblica. In assenza dell’esercizio del potere previsto dall’art. 42 bis, la illegittima occupazione di un bene privato, sia pure preordinata alla realizzazione di un’opera pubblica, determina l’obbligo di restituzione nei confronti del proprietario.
La realizzazione dell’opera pubblica non rappresenta un impedimento alla possibilità di restituire l’area illegittimamente appresa. Nondimeno, in ipotesi di tal genere, l’ordinamento vigente consente all’ente espropriante di procedere in via postuma all’acquisto della proprietà del bene, attraverso la procedura di cui all’art. 42-bis del T.U. 8 giugno 2001 n. 327
In linea con la natura eccezionale dell’istituto dell'acquisizione sanante, il ricorso allo stesso deve emergere necessariamente da un percorso motivazionale – rafforzato, stringente e assistito da garanzie partecipativo rigorose – basato sull’emersione di ragioni attuali ed eccezionali che dimostrino in modo chiaro che l’apprensione coattiva si pone come extrema ratio, perché non sono ragionevolmente praticabili soluzioni alternative e che tale assenza di alternative non può mai consistere nella generica "eccessiva difficoltà ed onerosità dell’alternativa a disposizione dell’amministrazione”.
Con riferimento alla parte di terreno illegittimamente occupata, ma ricompresa nella dichiarazione di p.u. (poi scaduta), è fondata la domanda dei proprietari volta ad ottenere la sua restituzione, previa riduzione in pristino, salvo che l'ente occupante intimato – nell’ambito dell’esercizio del suo esclusivo potere discrezionale - non ritenga di attivare il procedimento di acquisizione regolato dall’art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001.
In caso di occupazione illegittima di aree private per scopi pubblici, è fondata la domanda volta ad ottenere la restituzione del terreno, previa la sua riduzione in pristino, salvo che il soggetto occupante – nell’ambito dell’esercizio del suo esclusivo potere discrezionale - non... _OMISSIS_ ...imento di acquisizione regolato dall’art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001.
L’alternativa provvedimentale che si pone per l’Amministrazione che occupa illegittimamente un bene privato, allorquando essa proceda alla preliminare valutazione degli interessi in conflitto, non è esattamente quella fra acquisizione autoritativa e concreta restituzione dell’immobile, ma piuttosto quella fra acquisizione e non acquisizione del bene, in quanto la concreta restituzione rappresenta un semplice obbligo civilistico - cioè una mera conseguenza legale della decisione di non acquisire l’immobile assunta dall’Amministrazione in sede procedimentale - ed essa non costituisce, né può costituire, espressione di una specifica volontà provvedimentale dell’autorità (atteso che, nell’adempiere gli obblighi di diritto comune, l’Amministrazione opera alla stregua di qualsiasi altro soggetto dell’ordinamento e non agisce “iure auctoritatis”).
Nelle ipotesi contemplate dal menzionato art. 42-bis, primo e secondo comma, d.p.r. n. 327/2001, l’Amministrazione non ha semplicemente l’obbligo “civilistico” di procedere alla restituzione dell’immobile in favore del proprietario, previa riduzione in pristino, dovendosi tenere conto della più complessa situazione normativa che disciplina tali fattispecie. Se è vero, infatti, che l’Amministrazione ha l’obbligo, in base al diritto civile, di procedere alla restituzione del bene e di risarcire il danno, è anche vero che la stessa, ai sensi dell’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001, dispone del potere, in base al diritto amministrativo, di procedere all’acquisizione del bene immobile utilizzato per scopi di interesse pubblico, previa valutazione degli interessi in conflitto.
La restituzione dell’immobile e la corresponsione di quanto dovuto a titolo risarcitorio secondo la disciplina civilistica può intervenire solo qualora l’Amministrazione, valutati gli interessi in conflitto, abbia ritenuto che l’esercizio della potestà autoritativa di acquisizione dell’immobile ai sensi dell’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001 non costituisca uno strumento di migliore soddisfazione dell’interesse pubblico nella sua doverosa composizione con gli ulteriori interessi concorrenti.
L'Amministrazione occupante ha sempre la possibilità di paralizzare ogni iniziativa tesa alla restituzione esercitando il potere di cui all'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, con il pagamento dell'indennità per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, nei modi indicati nella norma.
La Pubblica Amministrazione può sempre acquisire un terreno occupato e trasformato attraverso le forme dettate dall'art. 42 bis fino a che non si... _OMISSIS_ ...io restitutorio.
In alternativa alla restituzione e al risarcimento per l’illegittima occupazione, l’Amministrazione dovrà attivarsi perché il possesso illegittimo si converta in possesso legittimo a seguito di un valido titolo di acquisto, che, in primo luogo, potrà essere quello previsto dall’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001.
In caso di occupazione originariamente o, successivamente, divenuta sine titulo, all’amministrazione rimangono le seguenti alternative: 1) acquisire l’area ricorrendo alla stipula di fattispecie negoziali civilistiche; 2) restituire l’area, previa remissione in pristino stato e corresponsione del risarcimento per il periodo di occupazione illegittima protrattasi sino alla restituzione; 3) adottare un eventuale provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001, corrispondendo al privato il valore venale del bene, il risarcimento per il periodo di occupazione illegittima protrattasi sino alla emissione del provvedimento e le ulteriori poste risarcitorie contenute nella disposizione da ultimo citata.
In ipotesi di occupazione senza titolo è obbligo della p.a. far cessare la situazione di illiceità, restituendo il bene al suo legittimo proprietario, previa riduzione in pristino, ovvero acquisendolo al suo patrimonio, con l’esperimento del procedimento ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001, sussistendone i presupposti; fatta salva la possibilità che le parti giungano concordemente alla stipula di un atto di compravendita.
In ipotesi di occupazione senza titolo, è fondata la domanda proposta da parte del proprietario ricorrente volta ad ottenere la restituzione del terreno per cui è causa, previa la sua riduzione in pristino, salvo che l'Amministrazione – nell’ambito dell’esercizio del suo esclusivo potere discrezionale - non ritenga di attivare il procedimento di acquisizione regolato dall’art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001.
In ipotesi di occupazione senza titolo, è fondata la domanda proposta da parte del proprietario ricorrente volta ad ottenere la restituzione del terreno per cui è causa, previa la sua riduzione in pristino, salvo che l'Amministrazione – nell’ambito dell’esercizio del suo esclusivo potere discrezionale - non ritenga di attivare il procedimento di acquisi... _OMISSIS_ ... 42 bis del D.P.R. n. 327/2001.
L'Amministrazione è tenuta a restituire le aree illegittimamente occupate, previa riduzione nel pristino stato, fatta salva la possibilità di procedere, ricorrendone i presupposti, all’acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.
L'occupazione illegittima (per mancata tempestiva emissione del decreto di esproprio), obbliga all'adozione di immediate iniziative volte a fare cessare detto stato (di regola, acquistando il fondo e/o comunque addivenendo all'acquisizione del medesimo attraverso il ricorso a strumenti negoziali privatistici, restituendolo previa remissione in pristino, ovvero adottando il provvedimento ex art. 42 bis del TU espropriazione).
Stante la ormai acquisita inidoneità dell'irreversibile trasformazione dell’immobile per fini pubblici a rappresentare un fatto giuridico capace di determinare l&rs... _OMISSIS_ ...