Source: https://issuu.com/cftorino/docs/dossier_armichimiche_2020
Timestamp: 2020-02-23 15:14:45+00:00
Document Index: 61151636

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 3', 'art.\n8', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 7', 'art.7', 'art. 34']

Dossier Armi Chimiche 2020 by CISDA - Issuu
DOSSIER ARMI CHIMICHE TURCHE USATE NELLA SIRIA DEL NORD-EST AD OTTOBRE 2019 1. Contenuti e finalità 2. Armi chimiche e fosforo bianco 3. Le prove testimoniali, le prove raccolte dai media, le prove documentali (foto) 4. Appelli all’azione della società civile della Siria del nord-est 5. Diritto internazionale, armi chimiche e crimini di guerra
Oh, where have you been, my blue-eyed son? Oh, where have you been, my darling young one? I've stumbled on the side of twelve misty mountains I've walked and I've crawled on six crooked highways I've stepped in the middle of seven sad forests I've been out in front of a dozen dead oceans I've been ten thousand miles in the mouth of a graveyard And it's a hard, and it's a hard, it's a hard, and it's a hard And it's a hard rain's a-gonna fall1 (Bob Dylan)
1. Contenuti e finalità Da tempo numerosi mezzi di comunicazione hanno documentato dapprima la feroce repressione del regime turco nei confronti dell’opposizione politica, della società civile e delle popolazioni non “turchizzate” e successivamente le modalità con cui lo stesso regime ha invaso porzioni della Siria, in un disegno unico di neo-sultanato, avviato con l’invasione della regione di Afrin nel gennaio 2018. Le guerre più recenti possono essere qualificate come “post - ideologiche” nel senso che, dopo la caduta della cortina di ferro, non hanno più bisogno di giustificazioni politiche, sostituite semmai da una, pretesa, diversa visione religiosa, per perseguire obiettivi di influenza geopolitica generalmente connessi all’uso delle risorse delle popolazioni soggiogate. Inoltre, sembrano avere in comune l’utilizzo di armate mercenarie “regolari” in forma di agenzie di contractors e non regolari, che sono legittimate dallo stato mandatario a diffondere il terrore nei confronti della popolazione colpita. Guerre agite per procura, in cui il paese promotore riduce al massimo le sue perdite umane, grazie all’uso di armi altamente tecnologiche e le milizie sul campo fanno il “lavoro sporco”. L’invasione del nord-est della Siria rientra in questo schema e la Turchia in una prima fase ha utilizzato sofisticate armi tecnologiche importate “legittimamente” dagli USA, Italia, Germania, ecc. che hanno impedito una qualunque reale difesa delle popolazioni locali. L’azione è proseguita con l’utilizzo sul campo delle milizie mercenarie islamiste che notoriamente hanno agito in spregio a qualunque norma o convenzione internazionale, commettendo crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La prima fase si è chiusa con la “dichiarazione della tregua”, intervenuta per puro uso mediatico dopo le proteste di UE, Organismi internazionali e moltissime associazioni, intellettuali, ecc.. Com’è noto, invece, dopo la tregua la guerra è proseguita “con altri mezzi”, è diventata se possibile più “sporca”. Tutto questo nel silenzio dei media e delle stesse istituzioni che per motivi diversi, sia il ricatto sui migranti, l’invio di jadisti e per meri motivi legati al business delle armi e più in generale all’intreccio degli interessi economico-finanziari che legano la Turchia, con l’Italia, la Germania ecc., ora tacciono. E’ stato accettato nei fatti, a prescindere dalle dichiarazioni contrarie di Bruxelles, non solo che un paese NATO abbia avviato una guerra illegale, ma che la stessa prosegua, pur consapevoli che il disegno espansionista della Turchia riguarda anche l’Iraq, la Libia, Cipro e il mediterraneo, la Bosnia e sta penetrando anche in Africa con il finanziamento dei locali gruppi islamisti, come Boko Aram, anche in funzione anti-sciita (quindi si presume anti-iraniana e pro USA). Di fronte a questo cancro che si sta lentamente diffondendo non è più sufficiente che le informazioni arrivino alle strutture e alle reti dei solidali, ne è sufficiente il livello informativo se non produce un impatto sulla situazione: sia questo comunicativo, con una delegittimazione condivisa dall’opinione pubblica 1
Una delle più significative canzoni contro la guerra. B.D. racconta il viaggio immaginario di un adolescente, i cui occhi sono stati colpiti dalle radiazioni nucleari, nel mondo colpito dalla “bomba”. Naturalmente ci sono altre interpretazioni possibili.
europea, sia questa economica, con la messa in crisi del sistema economico e sociale causato dal boicottaggio economico e dall’isolamento culturale, scientifico e persino sportivo. Come riportato nei due appelli contenuti in questo testo, è necessario investire il livello istituzionale, anche interagendo con altre componenti della società civile quali il vasto mondo delle ONG, delle Associazioni per la pace, dei sindacati ecc, per avviare una procedura formale che metta sotto accusa della Corte di giustizia europea la Turchia e il suo presidente-sultano per crimini contro l’umanità, come recentemente accaduto con lo Yemen2. Il solo avvio di una procedura di messa in accusa sarebbe già un “fatto”, in grado di demistificare la “dichiarazione di tregua”, dopo la quale la maggior parte di tali crimini sono stati commessi. Tanto più che l’organismo dell’ONU, così pronta ad avviare le indagini sull’uso di armi chimiche da parte del governo siriano nel 2017, dopo le prima dichiarazioni sull’avvio di questa procedura, senza avviare alcuna missione di ricognizione sul campo, ha dichiarato che “non era sua competenza”. Questo ha sollevato nuovamente, dubbi sulla “neutralità tecnica” di questa struttura fondamentale per l’ONU, tanto più che tale dichiarazione è avvenuta dopo che la stessa OPAC ha preso un contributo dalla Turchia…. il giorno prima della dichiarazione di incompetenza. (vedi testimonianza n. 3.11).3 In questo dossier viene preso in esame in modo specifico l’uso “improprio” del fosforo bianco utilizzato dagli aerei turchi contro la popolazione civile del nord-est della Siria, non solo per i suoi effetti diretti sui soggetti colpiti, vietato dalle convenzioni internazionali, ma anche come “arma di terrore di massa”, che insieme agli altri crimini che hanno colpito i civili, hanno l’obiettivo di cambiare la demografia delle zone colpite in un disegno egemonico “neo-ottomano” che riguarda l’intera Siria ed infatti si contano centinaia di morti, migliaia di civili feriti e 400 mila sfollati. Il dossier è articolato in diverse sezioni: -
nella prima una chimica esperta presenta la classificazione scientifica delle armi chimiche con numerosi e inquietanti dettagli per poi specificare uso bellico, composizione, effetti e possibile trattamento delle persone colpite dal fosforo bianco;
la seconda parte è dedicata alle testimonianze a supporto di una possibile denuncia per crimini di guerra costituite da: a) testimonianze del personale sanitario locale, b) testimonianze dei giornalisti di accreditati quotidiani internazionali come “The Guardian”, “Times”, “Foreign Policy”, “The indipendent”, compreso il recente report di Amnesty International; c) le “prove visive”, riprese da Newsweek che le presentò come provenienti da ambienti del Pentagono e che avrebbero dovuto convincere il presidente USA ad intervenire per fermare la Turchia (previsione evidentemente sbagliata);
la terza parte riporta gli appelli della società civile curda che esplicitamente chiedono l’apertura di un procedimento a carico della Turchia e di Erdogan per crimini di guerra e contro l’umanità;
la quarta parte presenta le norme giuridiche sui crimini di guerra e le convenzioni sulle armi chimiche che la Corte Penale Internazionale è tenuta a seguire, nell’ottica di una prima valutazione che le prove, per altro del tutto concordanti sia che provengano da fonti locali che dai più autorevoli giornali internazionali, siano sufficienti per aprire un procedimento.
Cfr. https://www.amnesty.it/il-tribunale-penale-internazionale-indaghi-sui-dirigenti-delle-aziende-coinvolte-nelle-denunce-suicrimini-di-guerra-in-yemen/ 3
Vedi testimonianza n. 3.11.
E’ responsabilità diretta dei solidali italiani ed europei investire le istituzioni politiche, dell’istruzione, scientifiche, i sindacati, le associazione della società civile perché si assumano la responsabilità di questa colpevole inazione governativa: si blocchi subito la consegna di armi e termini la cooperazione culturale e scientifica con la Turchia dai programmi Erasmus avviati nelle scuole elementari alla collaborazione universitaria e scientifica,. Si fermino le fabbriche della morte: quanti morti innocenti vanno contati per ogni posto di lavoro “salvato”? Anche perché, tutti sanno, che il nostro arguto Ministro degli esteri, che dopo aver dichiarato che avrebbe bloccato la vendita di armi alla Turchia, ha successivamente consentito l’invio di un cannone che “spara 600 colpi al minuto”4 e del consueto carico di bombe (in numero di 400 tipo mk 82) prodotte dalla tedesca RWM, situata a Domusnova in Sardegna5. Né si ha notizia del decreto che blocca nuove licenze di vendita di armi alla Turchia. Forse è vero che i curdi hanno “per amici solo le Montagne”, certo non hanno alleati statuali che possono formalmente ricorrere all’ONU per l’uso di armi proibite, facoltà concessa solo alle parti contraenti, cioè agli stati. Tuttavia, è ormai diffusa la consapevolezza nella società civile europea che il regime turco ha superato da tempo i limiti della decenza in tema di riconoscimento dei diritti umani dei propri cittadini e di modalità aggressiva, menzognera e ricattatoria di imposizione dei propri obiettivi di egemonia. Occorre rispondere agli appelli della società civile del nord est della Siria, che chiedono di necessario investire il livello istituzionale e giuridico, anche interagendo con altre componenti della società civile quali il vasto mondo delle ONG, delle Associazioni per la pace, dei sindacati ecc, per avviare una procedura formale che metta sotto accusa della Corte di giustizia la Turchia e il suo presidente-sultano per crimini contro l’umanità, come recentemente accaduto con lo Yemen6. Con l’augurio che sia un percorso condiviso ed efficace.
“Siamo anche noi quelle Montagne”.
( Torna all’indice)
Ringraziamenti E’ stato possibile comporre questo dossier grazie all’impegno condiviso di molte persone: l’analista chimica che ha curato l’approfondito articolo sulle armi chimiche, le esperte in giurisprudenza che hanno dovuto barcamenarsi fra convenzioni e trattati dai bei principi e loro misera disapplicazione. Grazie anche a tutte le traduttrici e all’unico traduttore senza il cui impegno questo documento non sarebbe così ricco. Ricordiamo che Staffetta sanitaria ha curato, fra l’altro, anche: 1. Le traduzioni di tutti i report di MezzaLuna Rossa Kurda sui civili coinvolti in questa ennesima invasione della Siria (in collaborazione con MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia), 2. Il dossier sull’omicidio della leader del partito siriano “Futuro”, 3. Il documento sulla “Security zone” del Rojava Information Center (in collaborazione con MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia). E’ possibile trovarli su www.staffettasanitaria-rojava.it o riceverli scrivendo una mail a staffettasanitaria@gmail.com .
Vedi il cannone automatico Oerlikon da 25 mm, 600 colpi al minuto, installabile su navi da guerra e carri armati partito da Roma il 15 ottobre 2019. Cfr. 4
https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/10/15/news/turchia_il_cannone_da_600_colpi_al_minuto_in_partenza_da_roma_ve rso_ankara-238645305/ 5
Cfr. https://www.cagliaripad.it/425510/fabbrica-bombe-pili-carico-dalla-sardegna-alla-turchia Cfr. https://www.amnesty.it/il-tribunale-penale-internazionale-indaghi-sui-dirigenti-delle-aziende-coinvolte-nelle-denunce-sui-crimini-di-guerrain-yemen/ 6
SEZIONE 2. Armi chimiche e fosforo bianco
Quando è arrivato questo contributo, l’analistica chimica che l’ha scritto ci ha esplicitamente dato la possibilità di “tagliare” delle parti inutili o ripetitive. Leggendolo abbiamo invece pensato che non ci fosse niente da tagliare: questo contributo fornisce un quadro drammatico ed esplicito del potere nefasto di quello che si chiama “complesso industriale-militare”. Questo assoggetta ed usa la ricerca scientifica e i soldi dei cittadini per produrre mezzi finalizzati a creare il massimo del terrore e del danno agli esseri umani “nemici”, che a piacimento potranno essere chiamati “terroristi” e quindi de-umanizzati preventivamente. Un’enorme spreco di intelligenza, di ricchezza collettiva per produrre oggetti mortiferi che, nel migliore dei casi, andranno distrutti. Eppure…… in questo articolo si evidenzia anche come sia labile il confine fra arma chimica vietata in guerra, ma anche no com’è il caso del fosforo bianco, e non vietata se per uso “civile , cioè contro i civili.
2.1. Le armi chimiche: tipologie, effetti e trattamento La differenza tra armi “convenzionali” e di “distruzione di massa” è stata tracciata dal consiglio delle Nazioni Unite nel 1947. La seconda categoria comprende: “le armi atomiche esplosive, le armi radioattive, le armi chimiche e biologiche letali e qualsiasi altra arma che in futuro dimostrerà di possedere la capacità di produrre effetti distruttivi paragonabili a quelli di una bomba atomica”. La sigla con cui ci si riferisce a queste armi è CBRN (Chemical, Biological, Radiological, Nuclear). Per arma chimica si intende una qualunque sostanza chimica tossica (o un suo precursore) abbinata a un sistema che ne garantisca una diffusione, come una bomba o un vettore aereo, che può causare morte, lesione, temporanea debilitazione, o irritazione sensoriale attraverso la sua azione chimica, agendo indiscriminatamente anche sulla popolazione civile. Gli agenti chimici si possono variamente classificare in funzione di:  caratteristiche chimico-fisiche (gassosi, liquidi, etc.)  uso strategico (aggressivi d'attacco, di difesa, di contenimento, di rappresaglia, etc.)  composizione chimica (alogenati, arsenicali, etc.)  impiego tattico (non persistenti, mediamente persistenti o semi-persistenti e persistenti)  meccanismo d'azione e danni causati (vescicanti, soffocanti, asfissianti, irritanti, sistemici o nervini, lacrimogeni etc), ed è questa la classificazione generalmente più adottata  grado di pericolosità (innocui, irritativi, letali).
In particolare, in base al loro meccanismo d’azione, si identificano le seguenti categorie principali: Irritanti: Sono leggermente tossici e non letali (lacrimogeni, urticanti, starnutatori). L’obiettivo è quello di incapacitare la vittima causando irritazione grave agli occhi, alle vie respiratorie e alla pelle. Il loro uso è attualmente vietato, ma possono essere usati come strumenti antisommossa. Si pensa che agiscano attaccando certe proteine presenti nel nervo responsabile delle sensazioni percepite a livello del volto e del controllo delle funzioni motorie facciali (come la masticazione), il nervo trigemino. Infatti, tali proteine fungono proprio da sensori per le sostanze irritanti. I sintomi dell’esposizione, oltre ovviamente alla forte lacrimazione, includono a livello visivo arrossamento, congiuntivite, offuscamento della vista, dolore agli occhi, blefarospasmo (chiusura persistente e involontaria delle palpebre) e cecità temporanea; a livello respiratorio starnuti, gonfiore del naso, tosse, difficoltà respiratorie, sibilo e spasmi bronchiali. Alcuni agenti lacrimogeni possono anche indurre eritema cutaneo, ipersalivazione, difficoltà a deglutire e vomito. Gli agenti lacrimogeni più comuni includono lo spray al peperoncino (gas OC), lo spray PAVA che contiene nonivamide (un composto molto simile alla capsaicina dei peperoncini), i gas CA, CS (in dotazione alle forze dell’ordine), CR e CN, il bromoacetone (che si trova anche in natura, nell’olio essenziale di alcune alghe rosse), il bromuro di xilile (molto popolare grazie alla facilità di preparazione), la cloropicrina (PS, anche usata come fumigante) e il syn-propanetial-Sossido (estratto dalle cipolle). Esiste poi un miscuglio di sostanze lacrimogene commercializzato col nome di Mace.
Non esiste un antidoto specifico per i lacrimogeni, e l’intervento più efficace consiste nel lasciare l’area inquinata e respirare aria fresca. E’ meglio dirigersi verso l’alto in quanto i lacrimogeni tendono a formare dense nubi nei pressi del suolo. Misure precauzionali includono la rimozione di vestiti e delle lenti a contatto in quanto possono trattenere particelle irritanti. Gli occhi vanno irrigati o spruzzati con abbondante acqua o soluzione salina fisiologica. I comuni analgesici possono alleviare il dolore oculare mentre broncodilatatori e antistaminici per trattare i problemi respiratori. Occorre inoltre procedere a lavare vigorosamente la pelle con acqua e sapone per rimuovere le particelle aderenti alla pelle. La lozione galenica alla calamina, un miscuglio di minerali contenenti zinco, ha mostrato qualche beneficio. 2.
Vescicanti: Si tratta di composti chimici che producono lesioni cutanee simili alle ustioni e possono essere letali. Questi agenti danneggiano gravemente anche gli occhi e, se inalati, possono colpire gli organi respiratori, fino a causare edema polmonare. Ci sono due tipi di agenti vescicanti: alchilanti (mostarde) e arsenicali, detti anche lewisiti, il cui capostipite è la lewisite propriamente detta (2-cloro-vinil-dicloro-arsina, L). Tra gli alchilanti il più importante, chiamato addirittura “il re delle armi chimiche” è l’iprite, detto anche gas mostarda per il suo odore caratteristico. Altri alchilanti includono le azoipriti (mostarde azotate, HN). Chimicamente, il gas mostarda (HD) è un composto dello zolfo, il tioetere di cloroetano. In forma pura è un liquido incolore e inodore, ma è stato inizialmente sintetizzato in forma impura, della quale è noto l’odore caratteristico simile all’aglio, alla cipolla o, appunto, alla mostarda. L’assuefazione a questo odore è rapida e presto non viene più notato. È poco volatile e poco solubile in acqua ma lo è molto di più nel grasso e nei solventi organici, motivo per cui penetra in profondità nella cute anche attraverso la gomma e diversi tipi di tessuto. Il suo uso in guerra è conseguente all’introduzione della maschera antigas, che rendeva inefficaci gli agenti asfissianti come il fosgene. La protezione dagli agenti vescicanti è molto più difficile, a meno di ricorrere a pesanti tute integrali specifiche. Le mostarde producono sulla cute effetti simili a quelli delle radiazioni ionizzanti, colpendo in particolare le cellule che si riproducono velocemente. Dopo aver penetrato la membrana cellulare, l’iprite viene convertita nello ione solfonio che è estremamente reattivo e agisce in modo irreversibile su DNA, RNA e proteine portando alla morte cellulare. In genere, a livello cellulare, il danno chimico comincia entro pochissimi minuti, ma la vittima percepisce dolore solo dopo 4-6 ore e le lesioni possono apparire fino a 48 ore dopo. Queste consistono in eritema che evolve in piaghe e vescicole, le quali si uniscono a formare grosse bolle piene di fluido. L’esposizione al prodotto in forma liquida può addirittura portare alla morte (necrosi) del derma, lo strato sottostante all’epidermide, con altissimo rischio di infezioni e setticemia. Gli effetti sugli occhi vanno da sensibilità alla luce, congiuntivite e blefarospasmo all’opacizzazione, ulcerazione e rottura della cornea con conseguente cecità. Per quanto riguarda l’apparato respiratorio, i danni possono limitarsi al gonfiore di naso, laringe e trachea nei casi meno gravi, arrivando alla necrosi laringea e all’ostruzione respiratoria nel caso di inalazione consistente. Esiste il rischio di infezione batterica nei polmoni conseguente all’esposizione al gas mostarda, che ha spesso portato a broncopolmoniti fatali. Le lewisiti sono assorbite dalla pelle dieci volte più rapidamente dell’iprite e causano dolore e irritazione immediati, causando effetti simili a quelli di un’esposizione a temperature elevate o alle radiazioni. Possono distruggere la mucosa della bocca, dell’esofago e dello stomaco se ingerite, portando in alcuni casi alla morte per emorragia o a tumori conseguenti alla cronicizzazione delle ulcere gastriche. Mostarde e lewisiti possono anche avere un’azione sistemica, specialmente a seguito dell’ingestione di cibi e bevande contaminati. Gli effetti vanno da ipersalivazione, nausea e vomito fino alle anormalità del ritmo cardiaco e al danno al midollo osseo e al sistema linfatico, con conseguente calo di globuli bianchi e minor resistenza alle infezioni. L’arsenico presente nelle lewisiti ha effetti tossici anche su fegato, reni e sistema nervoso centrale. Mentre per le lewisiti è disponibile un antidoto chiamato BAL (British Anti Lewisite, chimicamente il dimercaprolo), non esistono antidoti specifici per iprite e azoipriti; il trattamento è sintomatico e analogo a quello per le ustioni. Gli occhi dovrebbero essere lavati con acqua pura o soluzione fisiologica e si può applicare della gelatina oleosa sterile se le palpebre dovessero essersi attaccate. Per il blefarospasmo si ricorre all’atropina e le infezioni secondarie all’occhio si trattano con colliri antibiotici. Per quanto riguarda la pelle, le aree colpite vanno trattate immediatamente con una miscela di argille speciali (come la bentonite) dette terra da follone, che hanno proprietà sgrassanti e decontaminanti. Alle bolle vanno applicate soluzioni battericide come lo iodio povidone; per il dolore e l’irritazione la terapia è sintomatica e prevede antistaminici e analgesici. Lo stesso si può dire per la tosse e la faringite, alleviabili con medicinali comuni (codeina, gargarismi di bicarbonato di sodio). In caso di gonfiore delle vie respiratorie, si usano farmaci broncodilatatori e preparati al cortisone. Se l’esposizione è bassa, la guarigione è di circa 15 giorni nel caso delle lewisiti, molto più lunga (30-45 giorni) per le ipriti, e con sequele pesanti, anche di decenni.
Soffocanti: Il loro effetto è di impedire la respirazione tramite infiammazione delle vie aeree. Portano a gonfiore delle mucose e ad accumulo di liquido nei polmoni (edema polmonare) con conseguente asfissia. La maggior
parte di queste sostanze, che si presentano allo stato gassoso o come liquidi molto volatili (devono essere inalate per agire), hanno anche effetti irritanti e in alcuni casi vescicanti. I più noti tra questi agenti sono il cloro e il fosgene (CG), ma fanno parte di questa classe anche sostanze come il difosgene (DP) e la cloropicrina (PS). Il fosgene, un composto semplice del cloro, ha il tipico odore quasi impercettibile di fieno ammuffito. L’uso di maschere antigas vanificò in gran parte l’uso di agenti polmonari, per cui si preferì optare per gli agenti vescicanti. L’azione delle sostanze soffocanti a base di cloro non è stata chiarita del tutto, ma si ritiene prevalentemente corrosiva a livello delle mucose e degli alveoli polmonari. Una volta inalato, il cloro si diffonde nel fluido che riveste lo strato superficiale di cellule dell’apparato respiratorio e interagisce con l’acqua trasformandosi in acido cloridrico e ipocloroso. Nelle vie aeree superiori, questo porta a gonfiore, che mima gli effetti dell’asma impedendo fisicamente l’ingresso dell’aria nei polmoni. Negli alveoli polmonari invece l’effetto è di aumentare la permeabilità dei tessuti con conseguente rilascio di liquidi nell’alveolo. Ciò impedisce all’ossigeno di diffondere nel sangue in maniera analoga a un vero e proprio annegamento. La terapia in questo caso è soprattutto palliativa ed è finalizzata a evitare l’edema polmonare: respirazione artificiale e somministrazione di antinfiammatori (es. cortisone) e bicarbonato di sodio per tamponare l’acidità. La tosse peggiora i sintomi e può essere alleviata con codeina. Cloro e fosgene soprattutto sono facili da produrre e indispensabili in numerosi processi industriali, così come per altri agenti asfissianti, questo li rende facilmente reperibili e utilizzabili per attacchi terroristici. 4.
Asfissianti: Queste sostanze ostacolano il consumo di ossigeno da parte dei tessuti. Tra queste troviamo il cloruro di cianogeno e il cianuro d’idrogeno, lo Zyklon-B (usato nelle docce dei campi di sterminio nazisti era a base di cianuro d’idrogeno). Dissociandosi, queste sostanze danno vita allo ione cianuro (CN–), che ha una forte affinità per il ferro degli enzimi coinvolti nella respirazione cellulare. Il cianuro, legandovisi, forma degli aggregati che impediscono l’utilizzo dell’ossigeno nella membrana interna dei mitocondri. La volatilità di questi due composti è uno svantaggio in campo aperto, ma restano efficaci in ambienti chiusi. I sintomi di un’intossicazione grave includono confusione, nausea, senso di soffocamento che si cerca di compensare con una respirazione rapida e convulsa, mancanza di coordinazione nei movimenti, convulsioni e collasso respiratorio che portano al coma e alla morte. A livello sanguigno, si registra acidosi metabolica, ossia una diminuzione del pH del sangue dovuta alla produzione di acido lattico da parte delle cellule. Queste, non potendo usare la normale respirazione, cercano di estrarre energia da processi anaerobici. La diagnosi di intossicazione da cianuro può essere agevolata dalla presenza di un odore di mandorle amare, da un colorito blu delle estremità e delle labbra (cianosi) e in alcuni casi dalla presenza di una colorazione rosso ciliegia delle mucose. Ciò è dovuto all’accumulo di ossigeno non utilizzato nell’emoglobina nel sangue, che gli conferisce un colore molto acceso. Le intossicazioni da cianuro vanno sempre trattate fornendo ossigeno alle vittime tramite respirazione artificiale, dopo aver allontanato il soggetto colpito dall’ambiente contaminato. Gli antidoti (per esempio nitrito di amile o di sodio) hanno lo scopo di dissociare lo ione cianuro dal ferro e ripristinare così la respirazione cellulare. La camera iperbarica accelera il processo di guarigione. Un altro agente asfissiante è l’arsina, un composto di arsenico e idrogeno che si lega con l’emoglobina del sangue portando alla distruzione dei globuli rossi (emolisi) e impedendo quindi il trasporto dell’ossigeno alle cellule.
Veleni sistemici: Sono sempre letali (cianuri e fluoroacetati nella categoria dei tossici enzimatici; sinaptici organofosforici nella categoria dei neurogas, o, gas nervini), agiscono sul sistema nervoso centrale. Sono composti del fosforo, nessuno dei quali si trova in natura. I primi a essere sviluppati furono quelli della serie G: il Tabun (GA), seguito dal Sarin (GB), dal Soman (GD) e dal Ciclosarin (GF). Nella loro forma pura, sono incolori e inodori, tranne il Ciclosarin che ha un odore simile alle pesche; tuttavia, le impurità possono dare loro un colore e un odore caratteristico. Negli anni ’50 furono scoperti, i gas della serie V (VX, VE, VG e VM), più tossici e più persistenti nell’ambiente rispetto ai gas della serie G. In forma pura, sono liquidi oleosi, incolori e inodori, che vengono assorbiti per contatto con la pelle. Tra gli anni ’70 e ’80 l’Unione Sovietica produsse una serie di gas nervini ancora più potenti della serie V, chiamati Novichok. Anche la categoria dei carbamati, insetticidi, mai letali se non a dosaggi elevati, agiscono con lo stesso meccanismo d’azione sul sistema nervoso centrale. L’azione fisiologica degli agenti nervini inibisce l’enzima che degrada l’acetilcolina, un neurotrasmettitore con la funzione primaria di attivare i muscoli e modularne l’attività. L’eccesso di acetilcolina causa contrazione delle pupille (miosi), eccesso di secrezioni corporee (muco, lacrime, saliva, sudore, urina), calo della pressione dovuto a dilatazione dei vasi sanguigni, sintomi gastrointestinali (dolore, nausea e vomito, diarrea), broncospasmo e crampi muscolari. Se non trattata, l’intossicazione da questi gas porta a forti e dolorosi spasmi muscolari generalizzati (tetanismo), convulsioni, aritmia cardiaca, perdita del controllo degli sfinteri e infine al coma. La morte sopraggiunge per paralisi respiratoria o arresto cardiaco. Il trattamento d’emergenza per l’esposizione agli agenti nervini consiste nella somministrazione di atropina e pralidossima per contrastare l’eccesso di acetilcolina e di diazepam come
anticonvulsivante. L'atropina, un competitore per i recettori muscarinici rispetto all'acetilcolina, è in grado di spiazzare il neuromediatore fisiologico (l'acetilcolina) dal recettore cellulare post-sinaptico. L'atropina va iniettata con un autoiniettore (siringa sterile precaricata) nei muscoli retti dell'addome (ai lati dell'ombelico), o nel muscolo quadricipite femorale (nella coscia appena sotto l'inguine). L’altro antidoto d'elezione è la classe delle ossime (PAM o pralidossima mesilato; olidossima cloruro). Come protocollo profilattico-terapeutico ci si avvale della combinazione della pralidossima mesilato associata alla piridostigmina (la piridostigmina possiede il vantaggio di attraversare la barriera funzionale emato-encefalica, così da penetrare nel sistema nervoso centrale, e di essere dotata di un lungo effetto farmacologico). La PAM va iniettata nei muscoli dorsali, ben irrorati dal circolo ematico. 6.
Inabilitanti psichici: Queste sostanze causano modifiche temporanee del pensiero, della percezione e dell’umore senza provocare danni al sistema nervoso autonomo o altre sequele a lungo termine. Somministrati a basse dosi (<10 mg), causano sintomi a livello del sistema nervoso centrale, che mimano quelli delle psicosi: allucinazioni, rigidità, perdita di sensibilità, paralisi transitoria, e via dicendo. Tra questi figurano l’LSD, mescalina, psilocibina, alcuni derivati della marijuana e diversi sali dell’acido glicolico (glicolati). I sintomi comuni sono vari e possono includere agitazione, stordimento, vertigini, confusione, comportamento eccentrico e incapacità di ottemperare alle richieste; risate inappropriate, fobie, facile distraibilità, difficoltà di esprimersi, distorsioni percettive; palpitazioni, tachicardia a riposo, temperatura corporea elevata, arrossamento del volto; offuscamento della vista, dilatazione delle pupille (midriasi), borbottii, biascicamenti, discorsi insensati, comportamenti compulsivi; fino ad arrivare al torpore e al coma. Il trattamento è finalizzato a decontaminare la pelle, i vestiti e qualunque altro oggetto del paziente e a gestire i sintomi. I rischi più grandi sono le lesioni autoinflitte nella fase psicotica. L’agente 15 (BZ) causa inibizione dell'acetilcolina e effetti sul sistema nervoso periferico opposti a quelli degli agenti nervini causando sintomi simili ad un'intossicazione di droghe psicoattive, vivide allucinazioni e confusione, Ipertermia, Atassia, Midriasi, Secchezza delle fauci e della pelle. Citiamo infine:
Eccitanti psichici disinibitori, letali ad elevate concentrazioni, sono utilizzati più sulle proprie truppe che non sui nemici, ad esempio per vincere il senso di paura prima di ordinare un attacco. Questa categoria comprende sostanze di differente origine, natura chimica, tipologia d'azione. Si va dall'alcol alla cocaina, all'anfetamina, all'ecstasy (inventate dai chimici tedeschi nel 1914 appunto contro il "mal di trincea"), al crack, al protossido d'azoto (gas esilarante)
Deprimenti psichici o sedativi, letali ad elevati dosaggi e non di facile somministrazione, anche questa categoria include sostanze diversissime, dalla morfina, ai barbiturici (tra cui il tiopental sodico), ai gas soporiferi. Esistono altri agenti chimici non direttamente classificati come armi chimiche:
Defoglianti, che distruggono la vegetazione ma non sono direttamente tossici per gli esseri umani. Per esempio l'Agente Arancio usato dagli Stati Uniti in Vietnam, che contendo diossina aveva effetti cancerogeni a lungo termine e causava danni genetici che portavano a malformazione nei neonati. Incendiari o esplosivi, come il napalm, i cui effetti distruttivi sono dovuti principalmente al fuoco o alle esplosioni e non all'azione chimica diretta. 2.2. Il Fosforo bianco Discorso a sé, riguarda il Fosforo Bianco. La Convenzione sulle armi chimiche non considera il fosforo bianco un'arma chimica, se utilizzato solamente per spaventare o illuminare le posizioni nemiche, o per creare una cortina fumogena, sfruttata per coprire la ritirata o impedire al nemico di avanzare. Al contrario, se le proprietà tossiche e incendiarie del fosforo vengono utilizzate come ordigno diretto contro obiettivi o in spazi popolati, siamo di fronte ad una vera e propria “arma chimica”, i cui effetti possono essere devastanti. La dispersione nell’ambiente di “gocce incandescenti” provocate dall’esplosione di un ordigno lanciato dall’alto bruciano letteralmente ogni corpo comburente con cui entrano in contatto fino a molti metri di distanza. Il fosforo bianco viene conservato sott'acqua o azoto in quanto a 40 °C, esposto all'aria, brucia. A contatto con l'ossigeno produce anidride fosforica generando un intenso calore (con picchi di temperatura di qualche migliaio di gradi) e una violenta luce bianca. L'anidride fosforica reagisce violentemente con composti contenenti acqua come i tessuti organici e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle. Il risultato è la distruzione completa del tessuto organico.
Il fosforo bianco provoca quindi ustioni di terzo grado estremamente dolorose nel giro di pochi secondi. In caso di contatto con la pelle, l'ustione appare come necrosi (escoriazioni e vesciche) di colore giallastro ed un odore caratteristico, simile all'aglio marcio. Data l'alta solubilità lipidica, penetra rapidamente attraverso la pelle bruciando i tessuti sottostanti, spesso fino alle ossa. Tale reazione continua fino all'esaurimento del fosforo bianco dato che i tessuti organici sono molto ricchi di acqua e, quindi, di ossigeno. Trattamento delle persone colpite In caso di contatto con gli occhi, i danni sono gravissimi e quasi sempre irreversibili. Chi è colpito deve togliersi immediatamente gli indumenti riducendo al minimo ogni contatto con la pelle, oppure deve immergere gli indumenti in acqua per prevenire o estinguere l'incendio e successivamente rimuoverli. Bagnare abbondantemente la ferita con soluzione satura di bicarbonato di sodio in acqua fredda è un antidoto. L'immersione della parte da trattare in una bacinella piena di soluzione è il protocollo medico più efficace. Fondamentale è anche la rimozione di ogni residuo visibile di fosforo utilizzando pinzette o utensili medici adatti. Se le ferite sono molto estese, il rischio può essere fatale. Le bruciature da fosforo bianco sono molto pericolose anche per l'elevato grado di tossicità delle sostanze prodotte dalla combustione o degradazione come la fosfina che possono provocare nel breve termine danni al fegato, cuore e reni.
3. Sezione LE TESTIMONIANZE
In questa sezione vengono riportate le testimonianze dirette del personale sanitario che ha accolto le persone colpite dal fosforo bianco e le testimonianze dirette ed indirette dei giornalisti, molti dei quali presenti sul posto. Si sottolinea come queste siano del tutto concordanti sulla natura “sconosciuta” delle armi utilizzate e che l’ipotesi dell’uso del fosforo bianco è stata unanimemente condivisa.
3.1. La testimonianza diretta del dottor Abbas Mansouran 3.2. Cos'è il fosforo bianco e la Turchia l'ha usato contro i curdi? (Atlanta News) 3.3. La Turchia ha usato il fosforo acquistato dal Regno Unito contro i curdi?
3.4. Inchiesta sull'asserito uso del fosforo bianco in Siria (The Guardian) 3.5. Le truppe alleate della Turchia accusate di aver utilizzato fosforo bianco in Turchia (Foreign Policy) 3.6. La guerra in Siria continua nonostante l'accordo di cessate il fuoco (Foreign Policy) 3.7. Video dimostra l’utilizzo di armi chimiche da parte della Turchia nel Nord della Siria 3.8. La testimonianza diretta del dottor Hemo 3.9. Siria: evidenti prove di crimini di guerra e altre violazioni da parte delle forze turche e dei loro alleati (Amnesty International) 3.10. La Turchia deve affrontare un controllo per presunto uso di fosforo bianco sui bambini della Siria settentrionale (Fonte: The Indipendent)
3.11. Gli ispettori sulle armi chimiche hanno abbandonato le indagini sul presunto uso di fosforo bianco da parte della Turchia sui curdi nella Siria settentrionale, affermando, sabato, che non rientra nelle loro competenze (Fonte: Morning Star)
3.12. TESTIMONIANZE DOCUMENTALI (FOTO)– Fonte: Newsweek
3.1.La testimonianza del dottor Abbas Mansouran Fonte: https://anfenglishmobile.com/
Il dottore iraniano- svedese- Abbas Mansouran, che ha una vasta esperienza sulle armi chimiche, lavora come volontario in Rojava. Ha scritto un rapporto in cui descrive l'uso e gli effetti delle armi chimiche da parte dell'esercito turco nel Rojava. Il rapporto di Mansouran recita come segue: “Sono venuto come medico volontario dalla Svezia per aiutare a curare le persone colpite dalla guerra nel Rojava. Il 13 ottobre 2019 sono entrato a far parte dello staff medico nell'ospedale principale della città siriana di Heseke per aiutare i feriti ed essere a stretto contatto con i pazienti. Durante il mio soggiorno ho incontrato molti pazienti con gravi ustioni che considererei anormali in base alle mie esperienze come fondatore e responsabile del comitato di controllo per le infezioni nosocomiali (HAI CC) presso l'ospedale universitario di Shiraz, nel sud dell'Iran. Le mie esperienze risalgono alla prima metà della guerra Iran-Iraq (anni '80), incluso il lavoro nel reparto ustionati. La forma e l'aspetto delle lesioni da ustioni che ho trattato qui in Rojava sono chiaramente molto diverse dalle ustioni tipiche. Mi è parso subito chiaro che si trattava in particolare di manifestazioni dovute all’uso di armi chimiche. Questo dimostra che le forze armate turche hanno usato munizioni chimiche. Posso ribadire che sia il fosforo bianco come anche altri prodotti chimici sconosciuti come le munizioni agli Esplosivi Densi a Metallo Inerte (DIME)7 sono stati usati ad ottobre in Rojava. Fino ad ora abbiamo ricoverato centinaia di pazienti, per lo più civili tra cui bambini, donne e uomini con gravi ferite a seguito di attacchi da parte della Turchia e delle loro milizie islamiche alle città di Serê Kanî (Ras al-Ain), Girê Spi (Tel Abyad) e ai villaggi circostanti. In totale, circa 30 vittime, per lo più civili, sono state ricoverate nell'ospedale principale di Heseke con queste particolari gravi ustioni e lesioni da fumo al viso, alle orecchie e in altre aree. I tipi di ustioni che ho esaminato qui sono molto diverse da quelle che mi sarei aspettato, queste sono causate da niente altro che da un'arma chimica incendiaria come il fosforo bianco. Dalle mie esperienze credo quindi che le forze armate turche abbiano usato armi chimiche contro donne e bambini nelle aree civili. Le munizioni al fosforo bianco possono aderire agli indumenti e penetrare in profondità nella pelle, causando ustioni gravi e spesso fatali all'osso. Continuano a bruciare anche se privati dell'ossigeno atmosferico e lo fanno fino al completo esaurimento del materiale fosforoso. Questa sostanza chimica può causare danni al cuore, al fegato e ai reni e l'inalazione di fumo di fosforo bianco può causare problemi respiratori fatali. Caratteristiche delle vittime e dei sintomi riscontrati 1. La maggior parte delle vittime che abbiamo ricoverato erano civili.
Esplosivo denso a metallo inerte (Dense Inert Metal Explosive - DIME) è un tipo sperimentale di esplosivo che ha un raggio relativamente ridotto (circa 4 metri), allo scopo di produrre il maggior danno in un minore spazio. Tali armi vengono definite "concentrato di letalità", poiché distruggono con precisione l'obiettivo, provocando un danno minimo all'ambiente circostante. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Esplosivi_densi_a_metallo_inerte 7
2. Tutti i pazienti che ho visitato hanno riferito di essere stati vittime di munizioni sganciate o sparate da droni senza pilota in luoghi diversi e in diversi attacchi. 3. La maggior parte dei pazienti ha riferito di 2 attacchi aerei, con bombe sganciate una dopo l'altra. 4. Le lesioni erano nere in apparenza, profonde, di dimensioni variabili ed erano costituite da numerose macchie. 5. Le vittime erano state soggette a fumo freddo. 6. Pezzi di bombe che hanno aderito alla pelle hanno causato macchie che sembravano vesciche. 7. Alcuni feriti avevano problemi respiratori. 8. Il fumo che si era depositato sui corpi all'apparenza sembrava polvere di carbone. 9. Almeno 6 pazienti hanno avuto ustioni oculari molto gravi. 10. I capelli e le sopracciglia non erano bruciati ma erano considerevoli alcune macchie profonde e di dimensioni diverse . 11. Le ustioni non presentavano segni di corpi estranei. 12. La maggior parte dei pazienti hanno sviluppato infezioni potenzialmente letali derivanti da super batteri multi-resistenti come Pseudomonas spp, E.coli e MRSA. 13.Alcune vittime avevano perso le braccia o le gambe. 14.Tutte le vittime soffrono di una sorta di neuro tossicità che si manifesta nei nervi periferici e sono risultati suscettibili al dolore persino quando ho toccato la pelle non bruciata. 15. Alcune vittime hanno mostrato perdita dell'udito. 16. La maggior parte di loro ha mostrato sintomi simili a quelli ottenuti dalle mine antiuomo, ma non è stata osservata alcuna evidenza di schegge nelle ferite. 17.Per alcuni dei feriti è stata necessaria la laparotomia, il cateterismo polmonare e urinario. 18. Delle centinaia di pazienti che ho visitato, circa 30 di loro presentavano gli effetti sopra menzionati. Le forze armate turche potrebbero aver usato un altro tipo di bombe chimiche simili alle bombe esplosive di metallo inerte denso (DIME). Queste bombe in lega di tungsteno sono costituite da micro schegge di 1-2 mm di metalli pesanti come cobalto, polvere di tungsteno e nichel in una micro fibra. Le caratteristiche degli infortuni dovuti all'uso del DIME sono molto simili alle munizioni al fosforo bianco e spesso risultano fatali. Gli effetti cancerogeni delle leghe di tungsteno di metalli pesanti (HMTA) (insieme all'uranio impoverito [DU]) sono stati studiati dalle forze armate statunitensi almeno dal 2000. Queste leghe furono ritenute responsabili nel causare le trasformazioni neoplastiche delle cellule di osteoblasti umane. Anche il rabdo miosarcoma, un tumore del tessuto, è causato dalle bombe DIME. Nel 2009, un gruppo di scienziati italiani associati al gruppo del New Weapons Research Committee (NWRC) gruppo di controllo ha dichiarato le ferite DIME "non trattabili" perché il tungsteno in polvere che spargono non può essere rimosso chirurgicamente. A causa della gravità e delle situazioni potenzialmente letali di feriti e delle carenza di cure mediche nel Rojava, abbiamo dovuto trasferire la maggior parte dei feriti negli ospedali del Kurdistan iracheno. Questi pazienti devono essere seguiti per eventuali effetti cancerogeni e altre complicanze. I nomi, le date e le posizioni degli attacchi e tutte le dichiarazioni sopra riportate sono documentate e disponibili su richiesta. " 28 ottobre – Fonte: https://anfenglishmobile.com/
3.2: Cos'è il fosforo bianco e la Turchia l'ha usato contro i curdi? Fonte: Debbie Lord, Cox Media Group National Content Desk / Atlanta News)
Gli ispettori delle Nazioni Unite sulle armi chimiche affermano che stanno indagando su affermazioni provenienti da più fonti secondo cui le armi chimiche sono state usate dalle forze turche sui civili curdi a Ras al-Ayn, una città di confine siriana. Si riteneva che le armi, che avevano gravemente bruciato almeno sei persone, compresi i bambini, contenessero una sostanza chimica tossica chiamata fosforo bianco. Se le accuse sull'uso di armi al fosforo bianco contro i civili, come riportato per la prima volta da Foreign Policy (rivista politica estera), risultassero vere, l'azione costituirebbe un crimine di guerra. L'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche (OPCW) ha dichiarato venerdì mattina "L'OPCW è a conoscenza della situazione nel nord della Siria e sta raccogliendo informazioni presso il quartier generale dell'OPCW in merito al presunto uso di armi chimiche. Finora l'OPCW non ha tuttavia determinato la credibilità di queste accuse. " La Mezzaluna rossa curda, un'organizzazione di soccorso simile alla Croce rossa americana, ha affermato che sei pazienti, sia civili che militari, erano in un ospedale di Hasekeh, in Siria, con ustioni da "armi sconosciute" e che l'organizzazione stava lavorando per valutare quale arma aveva causato le ferite. Funzionari turchi hanno negato le accuse di utilizzo di armi chimiche. Hulusi Akar, ministro della difesa turco, ha dichiarato: "È noto a tutti che non ci sono armi chimiche nell'inventario delle forze armate turche". Tre settimane fa, il presidente Donald Trump ha annunciato che avrebbe ritirato le truppe americane dal nord-est della Siria. Poco dopo, la Turchia ha lanciato un attacco contro le forze democratiche siriane, una fazione guidata dai curdi che ha sostenuto il partito dei lavoratori del Kurdistan, che ha combattuto contro il governo turco per quasi 40 anni. La scorsa settimana, il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, insieme al segretario di stato americano Mike Pompeo, ha mediato un cessate il fuoco di 120 ore per consentire alle forze curde di ritirarsi a 20 miglia dal confine di 300 miglia tra Siria e Turchia. Nonostante il cessate il fuoco, ci sono state notizie di continui combattimenti nella regione. Ecco un approfondimento sul fosforo bianco, a cosa serve e perché è stato usato in guerra. Cos'è il fosforo bianco? Il fosforo bianco è una sostanza tossica prodotta da rocce che contengono fosfato. A cosa serve? Il fosforo bianco viene utilizzato nella produzione di fertilizzanti, additivi alimentari e composti detergenti, secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). “È stato usato in passato come pesticida e per i fuochi d'artificio. Viene utilizzato dai militari in vari tipi di munizioni come agente incendiario (perché prende fuoco spontaneamente in aria) e come agente fumante (perché produce nuvole di irritante fumo bianco). Ha un odore acre o simile all'aglio ... ", secondo il CDC. Quanto è pericoloso? Il fosforo bianco si autoinfiamma quando interagisce con l'ossigeno a una temperatura di 86 gradi. Deve essere conservato sott'acqua o sotto la cera per impedirne la combustione spontanea. È tossico e quando viene a contatto con la pelle, sono probabili gravi ustioni. È difficile spegnere un fuoco di fosforo bianco e può riaccendersi facilmente, anche sulla pelle. Una nuvola di fosforo può mescolarsi con l'umidità nell'aria e può formare acido fosforico che può danneggiare o distruggere i polmoni.
Qual è la sua storia in guerra? In primo luogo è stato usato come oscurante perché produce nuvole di fumo bianco, permettendo alle truppe di muoversi senza essere viste dal nemico. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha riconosciuto l'uso di munizioni al fosforo bianco nell'offensiva del novembre 2004 nella città irachena di Falluja. La sostanza è stata usata per rimuovere le forze nemiche dalle aree urbane. La sostanza è spesso chiamata "Whisky Pete" dai militari. Come può essere usato in guerra se si tratta di un'arma chimica? L'uso del fosforo bianco non è vietato ai sensi della convenzione internazionale quando viene usato come oscurante - per creare una cortina fumogena o per illuminare un bersaglio (il fosforo bianco diventa verde quando esposto all'ossigeno). L'uso per le armi incendiarie nelle aree civili è vietato ai sensi della Convenzione di Ginevra. Usarlo per attaccare le aree civili è un crimine di guerra internazionale. Che cosa sembra? Il fosforo bianco è incolore o ha una leggera tinta gialla. È una sostanza simile alla cera che tende ad avere un odore simile all'aglio.
3.3. La Turchia ha usato il fosforo acquistato dal Regno Unito contro i curdi? (Fonte: anfenglish.com)
I curdi che hanno subito gravi ferite e hanno presentato prove convincenti relative ad ustioni al fosforo bianco nel nord-est della Siria la scorsa settimana. Un articolo di Lucy Fisher del Times ha discusso delle preoccupazioni sulle vendite della Gran Bretagna di prodotti al fosforo in Turchia, vendite considerate tra le prove che la sostanza chimica incendiaria è stata usata contro i curdi nel nord-est della Siria. L'articolo, intitolato "Il Regno Unito vende fosforo bianco in Turchia con l'aumentare delle prove di attacchi chimici ai curdi" ha riportato che i ministri hanno rilasciato ad Ankara, negli ultimi due decenni, più di 70 licenze di esportazione di prodotti militari che possono contenere fosforo. Citando un importante esperto chimico britannico, l'articolo afferma che i campioni raccolti dalla scena di sospetti attacchi chimici e le ustioni delle vittime, potrebbero essere analizzati per identificare il paese di origine di qualsiasi fosforo bianco trovato. “I curdi che hanno subito gravi ferite hanno presentato prove convincenti di ustioni al fosforo bianco nel nord-est della Siria la scorsa settimana. Il Times ha visto in prima persona le ustioni di Mohammed Hamid, 13 anni, un curdo siriano che, secondo i testimoni, è stato bruciato durante un attacco da un jet turco a mezzanotte del 16 ottobre. " Il quotidiano britannico ha osservato che un medico in un ospedale da campo a Tal Tamir, la scorsa settimana, ha dichiarato di aver curato almeno 15 persone che hanno mostrato prove di ustioni da armi chimiche incendiarie. L'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche sta ora studiando il possibile uso di armi chimiche e incendiarie durante l'offensiva del presidente Erdogan nella Siria nord-orientale.
“Il fosforo è comunemente usato come componente chiave della cortina fumogena e degli scudi di illuminazione dai militari della NATO, incluso l'esercito britannico. Questo uso della sostanza chimica - in granate, munizioni aeree e proiettili di artiglieria - è consentito dai trattati multilaterali ", ha detto l’autore dell'articolo e ha aggiunto che lo spiegamento del fosforo in un attacco incendiario diretto contro le persone è, tuttavia, vietato dalle Convenzioni di Ginevra e da quella sulle armi chimiche. All'inizio di questo mese Dominic Raab, il segretario agli esteri della Gran Bretagna, ha dichiarato al parlamento che non sarebbero state rilasciate ulteriori licenze di esportazione "per items che potrebbero essere utilizzati in operazioni militari in Siria" fino a quando non fosse stata effettuata una revisione delle licenze (ndt), dopo che il presidente Erdogan ha lanciato la sua offensiva a sorpresa contro l'YPG. Hamish de Bretton Gordon, ex comandante del reggimento chimico, biologico, radiologico e nucleare del Regno Unito, ha affermato che è "quasi certo" che i prodotti al fosforo che la Gran Bretagna ha venduto alla Turchia negli ultimi anni sono della varietà al fosforo bianco. "Se avessimo campioni [delle sostanze chimiche utilizzate negli attacchi ai curdi questo mese], sarebbe probabilmente possibile capire da dove provenisse quel fosforo, cioè che si tratta di scorte dei siriani o della NATO. Sarebbe potenzialmente possibile attribuire all'indietro la provenienza del fosforo [a livello di paese] ", ha affermato. Ed ha aggiunto: “Il fosforo brucia in modo incredibilmente intenso. Sulle persone, brucia ancora più vigorosamente quando è coinvolta l'umidità. " Jamie Stone, portavoce della difesa della Lib Dem (partito GB – Ndt), ha dichiarato che le vendite britanniche di prodotti militari al fosforo in Turchia sono “profondamente preoccupanti” e ha aggiunto: “Ne parlerò alla prima occasione alla Camera dei Comuni lunedì - mediante un intervento o una interrogazione di emergenza”. “È chiaro che il governo ha domande a cui rispondere. Se agitiamo le dita verso altre nazioni, dobbiamo essere perfettamente puliti. " Il portavoce del governo ha dichiarato: “Stiamo monitorando molto attentamente la situazione in Siria quando valutiamo le domande di licenza di esportazione rispetto ai nostri severi criteri di licenza. Manteniamo tutte le nostre esportazioni di difesa sotto un'attenta e continua revisione. "
3.4. Inchiesta sull'asserito uso del fosforo bianco in Siria (Fonte: https://www.theguardian.com/world/2019/oct/18/un-investigates-turkey-alleged-use-of-whitephosphorusin-siria) Mezzaluna rossa curda dice che sei persone, fra cui alcuni civili, sono in ospedale con ustioni misteriose. Gli ispettori internazionali sulle armi chimiche hanno annunciato che stanno raccogliendo informazioni a seguito delle accuse secondo cui il fuoco del fosforo bianco è stato usato dalle forze turche contro i bambini in Siria all'inizio di questa settimana.
L'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche (OPCW) ha detto venerdì mattina che "era a conoscenza della situazione e sta raccogliendo informazioni in merito al possibile uso di armi chimiche". La Mezzaluna Rossa curda ha dichiarato in una dichiarazione che sei pazienti, sia civili che militari, erano in ospedale a Hasakah con ustioni da "armi sconosciute" e stava lavorando per valutare ciò che era stato usato. Ha affermato di non poter confermare l'uso di armi chimiche e di "collaborare con i nostri partner internazionali per indagare su questo argomento". Un esperto britannico di armi chimiche ha inviato le foto di un ex collega di un bambino con un busto gravemente bruciato in un ospedale in prima linea, ha dichiarato di ritenere probabile che abbiano mostrato ustioni chimiche.
Guida veloce al Fosforo bianco Hamish de Bretton-Gordon, ex comandante del reggimento chimico, biologico, radiologico e nucleare del Regno Unito, ha dichiarato: “Il colpevole più probabile è il fosforo bianco. È un'arma orribile, ed è stata usata ripetutamente durante la guerra civile siriana; sfortunatamente il suo uso è diventato sempre più normalizzato. " Il fosforo bianco è regolarmente detenuto dai militari di tutto il mondo e viene usato legalmente in combattimento come cortina fumogena di giorno e come incendiario per illuminare un'area di notte. Ma è illegale usarlo contro i civili, perché provoca ustioni gravi ed eccezionalmente dolorose a contatto con la pelle. Il 7 ottobre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha improvvisamente annunciato che era giunto il momento di ritirare le truppe americane dalla Siria nord-orientale, rimuovendo il cuscinetto che bloccava la Turchia attaccando le forze democratiche siriane a guida curda, che avevano guidato la lotta contro lo Stato islamico. Ne è seguita un'incursione e, nonostante l'annuncio di un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, i combattimenti nel nord della Siria sono proseguiti. La Turchia considera i combattenti curdi come alleati del partito dei lavoratori del Kurdistan, che da 35 anni conduce un'insurrezione contro lo stato turco. Funzionari curdi hanno accusato la Turchia di aver usato giovedì, poche ore prima dell'annuncio del cessate il fuoco, "armi non convenzionali" nel conflitto - e hanno chiamato ispettori internazionali per esaminare i feriti. Venerdì, un membro dell'ufficio diplomatico del Rojava ha dichiarato di aver documentato una serie di casi sospetti e ribadito le richieste di indagine da parte delle organizzazioni internazionali in quanto l’autorità del Rojava sarebbe priva di mezzi. La Turchia ha dichiarato che le accuse erano false. Hulusi Akar, ministro della difesa, ha dichiarato: "È noto a tutti che non ci sono armi chimiche nell'inventario delle forze armate turche". Si presume che l'incidente sia avvenuto nella o vicino alla città di confine di Ras al-Ayn, ma ci sono pochi dettagli confermati su ciò che è accaduto e se i civili sono stati deliberatamente presi di mira. Il fosforo bianco è più comunemente usato per direzionare, illuminandoli, i colpi di artiglieria, il cui fuoco può essere spesso impreciso. L'OPCW ha affermato di "non aver ancora determinato la credibilità di queste accuse" e che l'ispettorato delle armi chimiche avrebbe continuato a monitorare la situazione. Secondo i termini del cessate il fuoco, la SDF si ritirerebbe da (quella che la Turchia ha reclamato come “zona sicura”, profonda 20 miglia (32 km) della Turchia al suo confine. L'incursione e il cessate il fuoco sono stati ampiamente criticati, anche dal presidente del consiglio europeo Donald Tusk, che lo ha descritto venerdì come "una richiesta di capitolazione dei curdi". In una rara dichiarazione congiunta i presidenti delle commissioni per gli affari esteri nel Regno Unito, in Francia, Germania, UE e Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti hanno condannato l'incursione come aggressione militare e violazione del diritto internazionale. La dichiarazione congiunta ha anche affermato
che la decisione di Trump di abbandonare i curdi siriani avrebbe probabilmente portato a una rinascita del terrorismo islamico, "segnando un altro punto di riferimento nel cambiamento della politica estera americana nel Vicino e Medio Oriente". Recep Tayyip Erdoğan, il presidente turco, dovrebbe incontrare martedì il suo omologo russo, Vladimir Putin, a Sochi, dove si prevedono colloqui più concreti sulla dimensione della zona cuscinetto prevista della Turchia. Erdoğan dovrebbe anche incontrare Boris Johnson, Emmanuel Macron e Angela Merkel a Londra nelle prossime settimane. • Questo articolo è stato modificato il 29 ottobre 2019 per chiarire che l'OPCW non è un'agenzia delle Nazioni Unite.
3.5. Le truppe alleate della Turchia accusate di aver utilizzato fosforo bianco in Turchia (Fonte: Lara Seligman - Foreing Policy - 17 ottobre 2019)
Le foto dei bambini mostrano orribili ustioni causate da quello che sembra fosforo bianco. Foreign Policy ha appreso che le forze sostenute dalla Turchia sembrano usare munizioni caricate di fosforo bianco - una sostanza chimica che può mutilare e uccidere quando viene a contatto con la carne umana - nella loro violenta campagna contro i combattenti curdi nel nord della Siria. Se le forze armate appoggiate dalla Turchia usano intenzionalmente munizioni caricate con fosforo bianco per colpire i civili, ciò potrebbe costituire un crimine di guerra. Dopo la pubblicazione di questo articolo, gli investigatori sostenuti dall'ONU hanno affermato di aver esaminato le accuse.Le foto fornite a Foreign Policy da fonti curde e confermate da un alto funzionario dell'amministrazione statunitense mostrano bambini di Ras al-Ain con gravi ustioni chimiche sul loro torso e facce coerenti con le ferite del fosforo bianco, sebbene la sostanza esatta non sia stata ancora confermata da investigatori indipendenti. Nel frattempo, sono emerse notizie durante la notte che la Turchia ha continuato ad attaccare combattenti curdi e insediamenti civili nella città di confine di Ras al-Ain, nonostante un accordo di cessate il fuoco annunciato dal vice presidente degli Stati Uniti Mike Pence. Un convoglio medico curdo e un'organizzazione umanitaria americana che cerca di evacuare civili feriti è stata presa di mira da forze sostenute dalla Turchia, impedendole di entrare nella città. Al 18 ottobre, all'interno dell'ospedale Ras al-Ain c'erano più di 38 feriti che non erano in grado di evacuare, secondo la Mezzaluna curda, un'organizzazione umanitaria senza scopo di lucro che opera sul terreno nel nord della Siria. L'ospedale è stato parzialmente distrutto e alcuni pazienti sono deceduti per mancanza di sangue e altre cure mediche. Un funzionario della Mezzaluna rossa curda ha riferito a Foreign Policy che sei pazienti, tra cui bambini e soldati, sono arrivati all'ospedale nazionale nella città di Hasakah con ustioni di primo e secondo grado a causa di una sostanza sconosciuta dopo un attacco aereo turco a Ras al-Ain. I pazienti hanno dichiarato di aver visto "strane luci" durante l'attacco aereo, ha detto il funzionario, che ha richiesto l'anonimato per motivi di sicurezza.Separatamente, il funzionario ha detto che le vittime di Ras al-Ain sono arrivate in un ospedale di Sulaymaniyah, una città del Kurdistan iracheno, con sintomi simili. Quelle vittime mostrano sintomi più gravi, come difficoltà respiratorie.
Un convoglio della Mezzaluna Rossa curda ha tentato di entrare a Ras al-Ain per raccogliere ulteriori prove, come l'abbigliamento, per scoprire di più sulla sostanza, ma è stato colpito dalle forze sostenute dalla Turchia e ha dovuto ritirarsi, ha detto il funzionario.In una lettera fornita a Foreing Policy da Bassam Saker, il rappresentante del Consiglio democratico siriano (DSC) agli Stati Uniti, i segretari del dipartimento sanitario della DSC, Rapareen Hasn e Manal Mhemed, hanno chiesto con urgenza alla comunità internazionale di evacuare i civili feriti. "La Turchia utilizza tutti i tipi di armi, comprese quelle proibite a livello internazionale, e le nostre squadre mediche non sono in grado di evacuare i civili", secondo la lettera, che è stata confermata anche dall'alto funzionario dell'amministrazione statunitense. Saker ha confermato che si sospetta che le armi proibite menzionate nella lettera siano "bombe insolite" cariche di fosforo bianco.Un ex medico di combattimento dispiegato in Siria nel 2017-2018 ha confermato separatamente a Foreign Policy che le foto sembravano mostrare ustioni chimiche.
3.6. La guerra in Siria continua nonostante l'accordo di cessate il fuoco L'accordo provvisorio negoziato dagli Stati Uniti è stato visto come una grande vittoria per Ankara. Fonte: LARA SELIGMAN, ELIAS GROLL, ROBBIE GRAMER – Foreign Policy
Gli Stati Uniti sono a conoscenza delle affermazioni secondo cui i delegati turchi hanno utilizzato il fosforo bianco e delle possibili prove a sostegno di tale affermazione, ha affermato l'alto funzionario dell'amministrazione statunitense. "La Turchia sarà ritenuta responsabile dalla comunità internazionale per i crimini commessi contro i curdi", ha detto il funzionario. Un portavoce del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rifiutato di commentare. Non è ancora chiaro se i delegati turchi stiano deliberatamente usando il fosforo bianco contro i civili. L'uso del fosforo bianco nelle applicazioni militari non è vietato, ma il suo uso come arma incendiaria nelle aree civili è vietato dal diritto internazionale. La notizia arriva poche ore dopo che Pence ha annunciato che gli Stati Uniti e la Turchia avevano concordato un cessate il fuoco temporaneo nel nord della Siria che sembrava dare ad Ankara una vittoria importante nella sua campagna per rimuovere i combattenti curdi dal suo confine meridionale. Le munizioni caricate con fosforo bianco sono usate principalmente dai militari occidentali per creare cortine fumogene per mascherare il movimento e la posizione delle forze, ma possono anche essere usate come armi incendiarie. Quando una granata esplode, la sostanza chimica interna crea immediatamente una spessa nuvola bianca. Quando la sostanza chimica viene a contatto con la carne, brucia fino all'osso. Si discute se l'uso di munizioni caricate con fosforo bianco costituisca l'uso di un'arma chimica. L'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche definisce un'arma chimica come "una sostanza chimica utilizzata per causare morte intenzionale o danni attraverso le sue proprietà tossiche". L'organizzazione prosegue affermando che: "Munizioni, dispositivi e altre attrezzature appositamente progettate per armare sostanze chimiche tossiche rientrano anche nella definizione di armi chimiche ". È stato riferito che le munizioni caricate con fosforo bianco sono state utilizzate in precedenza in Siria, sia dalle forze governative siriane sia dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatteva contro lo Stato islamico. Aggiornamento, 18 ottobre 2019: questa storia è stata aggiornata con commenti della Mezzaluna rossa curda, riferisce che la Turchia sta violando il cessate il fuoco e informazioni su ciò che costituisce l'uso di armi chimiche
3.7. Video dimostra l’utilizzo di armi chimiche da parte della Turchia nel Nord della Siria (Fonte: https://anfenglishmobile.com/)
Lo Stato turco è stato denunciato per aver usato armi proibite nella sua irruzione per invadere il Nord della Siria.
L’invasione dell’esercito turco e dei suoi alleati mercenari è stata affrontata da un’epica resistenza nella città di Serekaniye (Ras al-Ayn in arabo) durante i nove giorni dell’offensiva militare turca che cerca di invadere il Nord e l’Est della Siria. Incapaci di rompere la resistenza, le forze dell’occupazione hanno condotto violenti attacchi rivolti soprattutto alla popolazione civile. Le autorità nella regione denunciano l’uso di armi proibite da parte dell’esercito turco nei suoi attacchi indiscriminati. Il Rojava tramite la Hawar News Agency (ANHA) ha pubblicato il video proveniente dal Wetenei Hospital della città di Heseke, dove sono in cura civili feriti dagli attacchi di Serekaniye. Il video mostra civili con ferite apparentemente causate da fosforo bianco, fornendo prove dell’uso di armi non convenzionali da parte dell’esercito turco. Nel frattempo, gli ispettori Onu sulle armi chimiche hanno annunciato di raccogliere informazioni, a seguito dell'accusa verso le Forze turche sull'utilizzo del fosforo bianco ustionante sulla popolazione civile della regione. L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha dichiarato venerdì mattina che «si è a conoscenza della situazione e si stanno raccogliendo informazioni riguardo l’utilizzo possibile di armi chimiche». Mezzaluna Rossa Kurdistan (Mlrk) ha dichiarato in un comunicato che erano presenti sei pazienti dell’osopedale di Heseke con ustioni provocate da “armi sconosciute”, e sta lavorando per valutare cosa è stato utilizzato. Hamish de Bretton-Gordon, un ex comandante inglese del reggimento chimico, biologico, radiologico e nucleare ha dichiarato che: «Il responsabile più probabile è il fosforo bianco. É un’arma terrificante, ed è stata utilizzata ripetutamente durante la guerra civile siriana; purtroppo il suo uso è stato progressivamente normalizzato».
3.8. Testimonianza del dottor Hemo: la Turchia usa armi proibite a Serêkaniyê (Fonte: https://anfenglishmobile.com/)
Incapace di rompere la resistenza di Serekaniye, le Forze dello Stato turco hanno attaccato la popolazione con armi proibite.
Il dottor Faris Hemo, medico all’ospedale pubblico di Heseke, ha denunciato l’uso di armi proibite dalle Forze turche nell’attuale offensiva militare che cerca di invadere il Nord e l’Est della Siria. Parlando alla Hawar News Agency (ANHA), il dott. Hemo ha dichiarato che stanno curando decine di civili che hanno subito ferite negli attacchi in corso da una settimana. Ha specificato i civili che si trovavano per strada presentano ferite legate all’esposizione all’uso di uso di armi proibite da parte delle Forze turche. Notando che i civili sono prevalentemente feriti da armi da fuoco che causano ustioni nei loro corpi, Hemo dichiara: «Esaminando i pazienti con le ferite oggi, tuttavia, abbiamo notato che le ustioni sono di diverso tipo. Nonostante non si possa stabilire con esattezza che tipo di arma abbia causato queste ustioni, possiamo affermare che lo Stato turco ha usato armi chimiche.»
3.9. Siria: evidenti prove di crimini di guerra e altre violazioni da parte delle forze turche e dei loro alleati (Fonte: Amnesty International- report 18 Ottobre 20198, 00:01 UTC)
"Le forze militari turche e una coalizione di gruppi armati siriani appoggiati dalla Turchia hanno mostrato di avere un vergognoso disprezzo per la vita dei civili, compiendo gravi violazioni e crimini di guerra, tra cui omicidi sommari e attacchi illegali che hanno ucciso e ferito civili, durante l'offensiva nel nord-est della Siria", ha detto oggi Amnesty International. L'organizzazione ha raccolto testimonianze di attacchi indiscriminati in aree residenziali, tra cui attacchi a una casa, una panetteria e una scuola, effettuati dalla Turchia e gruppi armati siriani alleati. Inoltre, rivela dettagli raccapriccianti di un omicidio sommario a sangue freddo di un'importante donna politica sirianacurda, Hevrin Khalaf, da parte di membri di Ahrar Al-Sharqiya, parte dell'esercito nazionale siriano, una 8
https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/10/syria-damning-evidence-of-war-crimes-and-other-violations-byturkish-forces-and-their-allies/
coalizione di gruppi armati siriani equipaggiati e sostenuti dalla Turchia .“L'offensiva militare turca nel nordest della Siria ha devastato la vita dei civili siriani che ancora una volta sono stati costretti a fuggire dalle loro case e vivono nella paura costante di bombardamenti indiscriminati, rapimenti e uccisioni sommarie. Le forze militari turche e i loro alleati hanno mostrato un totale disinteresse per le vite dei civili, lanciando attacchi mortali illegali nelle aree residenziali dove hanno ucciso e ferito civili ", ha affermato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International. "La Turchia è responsabile per le azioni dei gruppi armati siriani che sostiene, arma e dirige. Finora, la Turchia ha dato a questi gruppi armati la possibilità di commettere gravi violazioni ad Afrin e altrove. Chiediamo nuovamente alla Turchia di porre fine alle violazioni, di accertare le responsabilità degli autori e di proteggere i civili che vivono sotto il loro controllo. La Turchia non può sottrarsi alla responsabilità esternalizzando crimini di guerra a gruppi armati ". L'autorità sanitaria dell'amministrazione a guida curda nel nord-est della Siria ha dichiarato il 17 ottobre che almeno 218 civili sono stati uccisi in Siria, tra cui 18 bambini, dall'inizio dell'offensiva. Secondo le autorità turche, 18 civili sono morti e 150 sono stati feriti in Turchia fino al 15 ottobre, a seguito di attacchi di mortaio che attribuiscono alle forze curde in Siria. Se le forze curde lanciassero armi esplosive imprecise nelle aree civili in Turchia, ciò violerebbe il diritto internazionale umanitario. Dovrebbero fermare immediatamente tali attacchi illegali. Amnesty International ha affermato oggi che le Forze militari turche e una coalizione di gruppi armati siriani appoggiati dalla Turchia hanno mostrato un vergognoso disprezzo per la vita dei civili, compiendo serie violazioni e crimini di guerra, incluse uccisioni sommarie e attacchi illeciti che hanno ucciso e ferito civili, durante l’offensiva nel Nord-Est della Siria. L'organizzazione ha raccolto testimonianze tra il 12 e il 16 ottobre da diciassette persone tra cui operatori sanitari e di soccorso, civili sfollati, giornalisti, operatori umanitari locali e internazionali, nonché analizzando e verificando riprese video e rivedendo rapporti medici e altra documentazione. Le informazioni raccolte forniscono "prove schiaccianti", ha affermato Amnesty, di "attacchi indiscriminati in aree residenziali, inclusi attacchi a una casa, una panetteria e una scuola, condotti dalla Turchia e dai gruppi armati siriani alleati. Rivela anche dettagli raccapriccianti di un’uccisione a sangue freddo di un'importante politica curdo-siriana, Hevrin Khalaf, da membri di Ahrar AlSharqiya, parte dell'Esercito Nazionale Siriano (Ens), una coalizione di gruppi armati siriani equipaggiati e sostenuti dalla Turchia". Attacchi contro civili nel nord-est della Siria In uno degli attacchi più orribili documentati, un lavoratore della Mezzaluna Rossa curda ha descritto come ha strappato corpi dal relitto di auto a seguito di un attacco aereo turco il 12 ottobre intorno alle 7 del mattino, in cui due munizioni esplosero vicino a una scuola a Salhiye, dove i civili sfollati avevano cercato rifugio. “È successo tutto così in fretta. In totale, vi furono sei feriti e quattro uccisi, inclusi due bambini. Non riuscivo a capire se fossero ragazzi o ragazze perché i loro cadaveri erano neri. Sembravano carbone. Le altre due persone uccise erano uomini più anziani, avevano più di 50 anni. Onestamente, sono ancora scioccato ", ha aggiunto, aggiungendo che la prima linea più vicina era a più di 1 km di distanza e che non c'erano combattenti o obiettivi militari nelle vicinanze al momento dell'attacco. Un altro lavoratore della Mezzaluna curda curda ha descritto ad Amnesty International i suoi tentativi di salvare un ragazzo di 11 anni e una bambina di otto anni che sono rimasti feriti quando i mortai spararono mentre giocavano fuori dalla loro casa vicino alla moschea di al-Salah a Qamishli. Disse che Qamishli era stato oggetto di pesanti attacchi indiscriminati dal 10 ottobre e che erano state colpite case residenziali, una panetteria e un ristorante. “Il ragazzo è stato ferito al petto. L'infortunio è stato orribile. Aveva una ferita aperta ... e non
riusciva a respirare. Sembrava che un [frammento di] scheggia gli avesse strappato il petto”, ha detto il lavoratore della Mezzaluna Rossa curda. Il ragazzo in seguito morì per le sue ferite. Sua sorella è stata anche colpita da schegge nell'attacco e i medici sono stati costretti ad amputare una parte della sua gamba sotto il ginocchio. L'operatore di soccorso ha detto che non c'erano basi militari o posti di blocco da nessuna parte nelle vicinanze. In una diversa occasione, il 13 ottobre, secondo osservatori internazionali indipendenti, un attacco aereo turco su un mercato ha colpito un convoglio civile che includeva diversi giornalisti che viaggiavano tra Qamishli e Ras al-Ain. Secondo la Mezzaluna Rossa curda sei civili, tra cui un giornalista, sono stati uccisi nell'incidente e 59 persone sono rimaste ferite. Un giornalista che era presente sulla scena e ha assistito all'attacco lo ha descritto come "un massacro assoluto". Ha detto che il convoglio era composto da circa 400 veicoli civili e che non c'erano presenti combattenti, solo una manciata di guardie armate che proteggevano il convoglio. “Tutte le parti in conflitto devono rispettare il diritto internazionale umanitario, che richiede che vengano prese tutte le precauzioni possibili per evitare, o almeno, minimizzare i danni civili. Colpire un convoglio civile è ingiustificabile ", ha detto Kumi Naidoo. “Non esiste inoltre alcuna giustificazione per bombardare indiscriminatamente le aree civili utilizzando armi imprecise come i mortai. Tali attacchi illeciti devono essere indagati e i responsabili messi sotto indagine. "Tutte le parti in conflitto devono rispettare il diritto internazionale umanitario, che richiede che vengano prese tutte le precauzioni possibili per evitare, o almeno, minimizzare i danni civili". dichiara ancora Kumi Naidoo, Amnesty International" Gli Stati Uniti sono il maggiore esportatore di armi in Turchia. Altri fornitori includono Italia, Germania, Brasile e India. Amnesty International chiede agli Stati di sospendere immediatamente i trasferimenti di armi in Turchia e altre parti del conflitto in Siria, comprese le forze curde, ... ". Omicidi sommari e rapimenti Amnesty International ha anche confermato la testimonianza di un testimone, verificato filmati e rivisto un rapporto medico per far luce su come è stata tesa un'imboscata ad Hevrin Khalaf, una donna politica curda e segretaria generale del partito politico della Siria futura, il 12 ottobre sull'autostrada internazionale che collega Raqqa a Qamishli . Lei è stata trascinata fuori dalla macchina, picchiata e uccisa a sangue freddo dai combattenti di Ahrar al-Sharqiya. Hanno anche ucciso sommariamente la sua guardia del corpo. Lo stesso giorno e luogo in cui sempre i combattenti di Ahrar alSharqiya catturarono e poi uccisero almeno due combattenti curdi e dove anche rapito due civili, entrambi i quali lavorano con un'organizzazione medica locale e trasportavano medicine al momento della cattura. I membri della famiglia hanno confermato ad Amnesty International che non si che fine abbiano fatto. Amnesty International ha verificato l'ora e la data dei video dimostrando che le uccisioni sommarie e il rapimento dei due civili sono stati effettuati nel pomeriggio del 12 ottobre. Uccidere persone indifese a sangue freddo è assolutamente riprovevole ed è un palese crimine di guerra. Una cara amica di Hervin Khalaf disse ad Amnesty International che quando cercava di chiamare il telefono di Hevrin, rispose un uomo che si identificava come un combattente dell'opposizione armata siriana. In arabo, le disse: "Voi curdi siete traditori, tutti voi del partito [PKK] siete degli operativi" e la informò che Hevrin era stata uccisa. Un rapporto medico visto da Amnesty International elenca una serie di ferite inflitte a Hevrin Khalaf, tra cui ferite da arma da fuoco multiple alla testa, al viso e alla schiena, nonché fratture alle gambe, al viso e al cranio, distacco di pelle dal cranio e perdita di capelli a causa del trascinamento dei capelli. “Uccidere persone indifese a sangue freddo è assolutamente riprovevole e un palese crimine di guerra. L'omicidio di Ahrar al-Sharqiya di Hevrin Khalaf e altri deve essere indagato in modo indipendente e gli autori vanno consegnati alla giustizia. La Turchia ha la responsabilità di fermare i crimini di guerra e le violazioni commesse dalle forze sotto il suo controllo. ...”.
3.10. La Turchia deve affrontare un controllo per presunto uso di fosforo bianco sui bambini della Siria settentrionale (Fonte: The Indipendent)
Un Osservatore internazionale sulle armi chimiche (OPCW o OPAC - ndt) afferma che sta "raccogliendo informazioni" su affermazioni che le forze turche hanno usato il fosforo bianco. Le dichiarazioni dei medici curdi secondo cui la Turchia potrebbe aver usato il fosforo bianco nei bambini della Siria nord-orientale sono state valutate in riferimento ad almeno sei civili feriti in attacchi aerei nella città di confine di Ras al-Ayn, dove sono stati curati per gravi ustioni, portando questi fatti all'attenzione dell'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche. L'OPCW ha dichiarato a The Independent di essere stato "resa consapevole della situazione nel nord della Siria" e che stava raccogliendo informazioni sulle accuse. Il ministero degli Esteri turco ha affermato che la Turchia non ha armi chimiche nel suo inventario, respingendo le affermazioni come "calunnie flagranti" in una dichiarazione di venerdì ai media locali. Tuttavia, i medici siriani nella città nord-orientale di Hasakah, dove i sei vengono curati, hanno condiviso foto e rapporti medici con The Independent che mostrano ustioni vescicali su volti, torsi e braccia. I medici affermano di sospettare che i pazienti, il più giovane dei quali ha solo quattro anni, possano essere stati esposti a sostanze come il fosforo bianco a Ras al-Ayn. La città di confine strategica è stata la prima linea dell'incursione di una settimana della Turchia contro le forze curde in Siria in cui sono stati uccisi più di 70 civili e portato ad oltre 300.000 sfollati, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR). Venerdì, le forze democratiche siriane a guida curda hanno accusato la Turchia e i suoi alleati ribelli siriani di bombardare aree civili, in violazione del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti nel nord della Siria. La tregua mira a consentire un immediato accesso umanitario ad alcune delle aree più colpite, dove organizzazioni di difesa di diritti hanno affermato che la Turchia e i suoi alleati hanno commesso crimini di guerra tra cui bombardare aree civili e esecuzioni sommarie. La Turchia ha ripetutamente negato qualsiasi illecito e venerdì il presidente turco Tayyip Erdogan ha respinto le notizie secondo cui le forze turche avevano rotto la tregua o che i combattimenti erano in corso. L'OPCW, nel frattempo, ha dichiarato di essere stato informato delle preoccupazioni in Siria. "L'OPCW è consapevole della situazione nel nord della Siria e sta raccogliendo informazioni presso la sede dell'OPCW in merito al presunto uso di armi chimiche", si legge in una nota rilasciata a The Independent." Finora, l'OPCW non ha ancora determinato la credibilità di queste accuse." I medici in Siria hanno detto che i bambini di quattro, sei e 17 anni erano tra i sei civili che credono possano essere stati esposti al fosforo bianco, una sostanza chimica che può bruciare attraverso la carne fino all'osso. (…) L'OPCW ha affermato che "finora non ha alcuna indicazione sull'uso di sostanze chimiche tossiche specifiche come arma". I referti medici condivisi con The Independent dettagliano ustioni di secondo e terzo grado in varie parti del corpo dei pazienti, inclusi viso, torace, schiena e fianchi. Trump nega con rabbia di aver dato a Erdogan un "via libera" per l'invasione della Siria. Citando due diversi casi di attacchi aerei il 13 e 17 ottobre a Ras al-Ayn, il dott. Sherwan Berry, portavoce della Mezzaluna curda, ha dichiarato: "Stiamo cercando di indagare sul possibile uso di armi chimiche perché ci sono ustioni e altri sintomi come difficoltà respiratorie". Ha aggiunto che c'erano altri casi e che erano stati trasferiti in strutture sanitarie nel nord dell'Iraq. Il dottor Faris Hamo, che faceva parte del team di trattamento dei sei, ha dichiarato di non disporre di apparecchiature in grado di produrre risultati certi: "Tutto è possibile a causa delle ferite ma ci mancano i laboratori per confermare, stiamo aspettando un'analisi", ha detto.
Mercoledì scorso la Turchia ha lanciato una controversa incursione transfrontaliera per costruire una zona cuscinetto profonda 20 miglia contro le forze curde che ritengono terroristi per i loro legami con il PKK fuorilegge in Turchia. Secondo una stima largamente deficitaria, del bilancio delle vittime, la MezzaLuna Rossa Curda, l'autorità sanitaria dell'amministrazione a guida curda nella regione, ha messo il bilancio delle vittime civili a 218, inclusi 21 bambini. Le autorità turche affermano che otto civili sono stati uccisi e 150 feriti dalla loro parte in bombardamenti da parte delle forze curde. Trump riconosce il fallimento del cessate il fuoco in Siria mentre elogia la sua tattica. Ankara ha proseguito nonostante la crescente condanna globale per l'operazione. Gli Stati Uniti hanno definito le sanzioni sul paese e molti stati, tra cui Regno Unito, Germania, Francia e Paesi Bassi, hanno sospeso le vendite di armi in Turchia. I critici hanno accusato il presidente Donald Trump di aver dato il via libera all'offensiva e di aver abbandonato i curdi, che hanno perso migliaia di soldati aiutando gli Stati Uniti a sconfiggere Isis. Il vicepresidente Mike Pence è volato in Turchia giovedì per concordare un accordo di cessate il fuoco con Erdogan, che finora non è riuscito a reggere. Secondo i termini, ci si aspetta che le forze curde si ritirino dal confine, ma i funzionari curdi hanno detto che era impossibile ritirarsi mentre erano ancora sotto tiro. "Nonostante l'accordo per fermare i combattimenti, gli attacchi aerei e di artiglieria continuano a colpire le posizioni di combattenti, insediamenti civili e l'ospedale di Serekaniya / Ras al-Ayn", ha twittato Mustafa Bali, un portavoce delle forze democratiche siriane a guida curda. "La Turchia sta violando l'accordo di cessate il fuoco continuando ad attaccare la città dalla scorsa notte", ha aggiunto. Pochi giorni prima dell'inizio dell'operazione, Trump ha annunciato che le truppe statunitensi si sarebbero ritirate dal nord della Siria e non avrebbero impedito un imminente attacco turco. Venerdì Erdogan ha dichiarato di aver concordato con gli Stati Uniti che la Turchia sarebbe autorizzata a costruire una "zona sicura" lunga 300 miglia e larga 20 miglia all'interno della Siria settentrionale. La Turchia ha ripetutamente negato qualsiasi illecito, affermando in una dichiarazione che "sta conducendo un'operazione estremamente meticolosa senza infliggere il minimo danno ai civili". Ma Amnesty International ha affermato di avere "prove schiaccianti" che la Turchia e i suoi alleati armati siriani hanno effettuato attacchi indiscriminati nelle aree residenziali, tra cui una casa, una panetteria e una scuola. Amnesty ha affermato che potrebbero equivalere a crimini di guerra. Il gruppo per i diritti ha evidenziato diversi casi di possibili violazioni del diritto internazionale, incluso un attacco aereo turco del 12 ottobre vicino a una scuola a Salhiye, dove i civili in fuga dal conflitto avevano cercato rifugio. Il gruppo ha affermato che il fronte era a almeno un miglio di distanza e che erano state uccise quattro persone tra cui due bambini. "Sembravano carbone", ha detto un assistente della scena ad Amnesty. "Le altre due persone uccise erano uomini più anziani, avevano più di 50 anni. Onestamente, sono ancora sotto shock.". Un altro attacco ha visto un attacco aereo colpire un convoglio di circa 400 civili che viaggiavano tra Qamishli e Ras al-Ayn il 13 ottobre. Amnesty disse che un piccolo contingente di combattenti a guardia del convoglio non giustificava l'attacco. L'attacco aereo, che è stato catturato dalla telecamera, ha ucciso sei civili, tra cui un giornalista. Un giornalista sulla scena l'ha descritto come "un massacro assoluto". Amnesty ha anche indagato su un attacco di mortaio in una casa di Qamishli che ha ucciso un ragazzo di 11 anni e strappato la gamba di sua sorella di otto anni. Infine, hanno descritto in dettaglio l '"agguato" e il "macabro omicidio" del 12 ottobre di Hervin Khalaf, un politico curdo, lungo l'autostrada internazionale che collega Raqqa alla città di confine di Qamishli. Secondo i testimoni e le riprese della scena analizzata da Amnesty, è stata trascinata fuori dalla macchina, picchiata
e uccisa "a sangue freddo" dai combattenti di Ahrar al-Sharqiya, parte dell'esercito nazionale siriano, una coalizione di gruppi armati siriani equipaggiati e supportato dalla Turchia. (....) Gli operatori umanitari e i civili delle città coinvolti nei combattimenti hanno tentato di raggiungere il Ras al-Ayn venerdì per recuperare i morti e i feriti, ma sono stati costretti a tornare indietro. La volontaria britannica Dana Ellis, 32 anni di Londra, che era con il convoglio di diverse centinaia di persone, disse di aver camminato per un chilometro prima di fermarsi definitivamente fuori città quando furono avvertiti che forze sostenute dalla Turchia avrebbero sparato contro di loro. Lungo la strada, Ellis ha affermato di essersi imbattuta in un villaggio, che era stato schiacciato nei combattimenti. "Era un villaggio fumante, abbiamo trascorso due ore a estrarre i corpi dalle macerie", ha detto a The Independent, aggiungendo che in totale hanno recuperato dieci cadaveri. "I corpi erano in condizioni terribili e abbiamo dovuto lasciarne due perché non avevamo una macchina pesante per tirarli fuori da sotto le macerie." "Le persone sono stanche, hanno fame ma non hanno perso la loro voglia di restare ", ha aggiunto. Ci sono anche preoccupazioni che l'offensiva vedrà la rinascita dell'Isis, mentre le forze curde reindirizzano le loro truppe a guardia di prigioni e campi in prima linea. I curdi stavano trattenendo almeno 10.000 combattenti dell'Isis e le loro famiglie in campi e prigioni prima che scoppiassero i combattimenti. Oltre 800 affiliati Isis sono riusciti a fuggire dal campo di Ain Issa, dopo che l'SDF ha perso il suo controllo. I funzionari del campo di al-Hol, dove vivono 70.000 persone, molte delle quali sono mogli e vedove dei combattenti dell'Isis, hanno riferito a The Independent che 26 famiglie hanno tentato di liberarsi giovedì notte mentre i combattimenti si stavano avvicinando ma erano stati ripresi. "La situazione è sotto controllo, ma ci sono rivolte, caos e proteste nel campo", ha detto un funzionario del campo.
3.11. Gli ispettori sulle armi chimiche hanno abbandonato le indagini sul presunto uso di fosforo bianco da parte della Turchia sui curdi nella Siria settentrionale, affermando, sabato, che non rientra nelle loro competenze (Fonte:https://morningstaronline.co.uk/article/f/opcw-abandons-turkey-chemical-attackinvestigation, 3 novembre 2019)
Gli ispettori internazionali dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) hanno affermato che non avrebbero esaminato i campioni di tessuto delle vittime dell'attacco del mese scorso perché le lesioni al fosforo bianco sono prodotte da proprietà termiche, piuttosto che chimiche. In una dichiarazione al quotidiano Times, l'organizzazione ha dichiarato: “L'OPCW non ha avviato un'indagine sui recenti sviluppi nel nord della Siria. “Il fosforo bianco è comunemente usato nelle operazioni militari per produrre fumo o fornire illuminazione. Quando il fosforo bianco viene usato come fumo, illuminazione o come arma incendiaria, il suo uso non rientra nell'ambito di applicazione della Convenzione sulle armi chimiche. In tali casi, gli effetti previsti sono dovuti alle proprietà termiche del fosforo bianco, piuttosto che alle sue proprietà chimiche (tossiche)". La mossa è controversa, avvenuta poco dopo una donazione da parte della Turchia di € 30.000
al futuro Centro OPCW di chimica e tecnologia. A quel tempo i critici bollarono l'annuncio del 17 ottobre come "una bustarella" per coprire il micidiale attacco con l'arma chimica del membro della NATO. Ventuno Stati e l'Unione Europea hanno contribuito o si sono impegnati a contribuire finanziariamente al progetto, secondo l'OPCW, che ha affermato che è stata raccolta una somma considerevole. Ma la notizia del contributo della Turchia ha generato un certo scetticismo, avvenendo proprio il giorno seguente alla denuncia da parte delle Forze curde dell’utilizzo del fosforo bianco e del napalm durante un attacco aereo su Serekaniye. L'OPCW non aveva risposto a un elenco di domande quando il Morning Star ha riportato la notizia. L'OPCW è stata accusata di mancanza di imparzialità come organizzazione - istituita nel 1997 per attuare la Convenzione sulle armi chimiche (CWC) - diventando sempre più politicizzata. L'anno scorso all’organismo sono stati conferiti poteri per attribuire la colpa di presunti attacchi, piuttosto che stabilire semplicemente se fossero state usate o meno armi chimiche. Russia, Iran e Siria hanno affermato che l’organismo non era più adatto allo scopo, accusandolo di essere sotto il controllo degli stati occidentali, compresi gli Stati Uniti. E’ stata coinvolta in pesanti polemiche all'inizio di quest'anno, dopo che un rapporto di dissenso tecnico è stato inspiegabilmente escluso dal rapporto OPCW su di un presunto attacco chimico a Douma, che metteva in dubbio la narrazione ufficiale, ovvero che le forze del presidente siriano Bashar al-Assad ne erano responsabili. Il mese scorso un informatore dell'OPCW ha dichiarato che le prove chiave sono state trattenute e il caso è stato deliberatamente manipolato per incastrare il Governo siriano riguardo l'attacco.
3.12. Testimonianze documentali â&#x20AC;&#x201C; Fonte:
SEZIONE 4: Gli appelli
4.1. Il Consiglio Democratico Siriano (MSD) denuncia i crimini di guerra turchi nel Nord della Siria MSD ha affermato che alcuni rapporti medici indicano l'esistenza di casi di ustioni sconosciuti che richiedono un'indagine da parte delle autorità internazionali specializzate in armi proibite a livello internazionale.
I funzionari del Consiglio democratico siriano (MSD o DSC) hanno tenuto una conferenza stampa nella città di Qamishlo (Qamishli, in arabo) sui crimini di guerra commessi dallo stato turco contro i popoli della Siria del Nord e dell’Est. La dichiarazione letta dai membri di MSD ha ricordato che un cessate il fuoco è stato dichiarato il 17 ottobre dagli Stati Uniti, che hanno agito da mediatore tra lo stato turco e la SDF (Forze democratiche siriane) ed è entrato in vigore dalle 22.00 per 120 ore. MSD ha sottolineato che, nonostante l'impegno di SDF in questa decisione e l'interruzione delle operazioni di combattimento sul fronte, lo stato turco non ha fermato i suoi attacchi contro Serêkaniyê (Ras Al-Ain) e Girê Spî (Tal Abyad). Serêkaniyê è rimasta assediata laddove l'occupazione turca ha impedito l'evacuazione dei feriti dall'ospedale e finora ha impedito di lasciare la città a chiunque. Notando che il discorso sulla creazione di una zona sicura, alla luce degli sforzi dell'esercito turco per minare la sicurezza e la pace dei popoli, è stato condannato a livello locale e internazionale, MSD ha affermato che tutti i massacri contro i civili e la minaccia della sicurezza e della stabilità nella regione sono la conferma che lo stato turco cerca di spostare la popolazione locale e cambiare la struttura demografica. MSD ha sottolineato che l'offensiva militare turca, iniziata il 9 ottobre con il pretesto di stabilire una zona sicura nella Siria settentrionale e orientale, ha causato un'enorme distruzione, con la demolizione delle case della popolazione locale, delle infrastrutture mirate, e la distruzione delle stazioni di pompaggio
dell'energia e dell'acqua. MSD ha annunciato che gli attacchi dello Stato turco hanno ucciso 235 civili, tra cui 22 bambini, e ferito altri 677, la maggior parte dei quali gravemente, nel mezzo di continui e pesanti bombardamenti nell'area, che hanno colpito principalmente gli insediamenti civili. MSD ha osservato che alcuni rapporti medici indicano l'esistenza di casi di ustioni sconosciute che richiedono un'indagine da parte delle autorità internazionali specializzate in armi proibite a livello internazionale. “Le forze aeree e l'artiglieria turca hanno attaccato città, paesi e villaggi in maniera casuale, per cui la situazione umanitaria si è aggravata, con oltre 300 mila civili sfollati dalle loro città, paesi e villaggi e che ora stanno attraversando condizioni molto dure e difficili. Le organizzazioni internazionali che si occupano di questioni umanitarie hanno ritirato tutto il loro personale a causa della cattiva situazione in fatto di sicurezza, lasciata dall'aggressione turca, quando, negli anni passati, la regione era stata stabile e sicura, attirando tutte le organizzazioni”. MSD ha osservato che Amnesty International ha confermato nel suo rapporto del 18/10 che ha ottenuto prove e testimonianze per dimostrare che ciò che era stato commesso dall'esercito turco e dalle milizie alleate equivale a crimini di guerra. La dichiarazione afferma che il Comitato Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa Araba, in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Curda, ieri sera sono riusciti a evacuare 37 dei feriti dall'ospedale di Serêkaniyê, insieme a 7 martiri che hanno perso la vita a causa dell'assedio, questo, dopo urgenti richieste per l’apertura di un corridoio umanitario. Tuttavia - ha affermato MSD - questo corridoio umanitario è stato chiuso di nuovo, lasciando decine di civili e di feriti assediati nella città. MSD ha elencato alcuni casi di crimini commessi contro civili come segue;
- Una bambina di nome Sara Hussein, ferita da un proiettile di cannone nel quartiere Qaddour Bakdella città di Qamishlo il 10 ottobre, le è stata amputata una gamba.
- Il fratello di Sara Hussein, Mohammad Yussef Hussein, che è stato anche lui ferito da un proiettiledi cannone nel quartiere Qaddour Bak di Qamishlo il 10 ottobre, ha perso la vita.
- Il 13 ottobre Mohammed Hameed è stato ferito a Serêkaniyê il 15 ottobre, si sospetta un’esposizione a un'arma proibita a livello internazionale.
- Il villaggio di Zarkan a Serêkaniyê è stato bombardato il 16 ottobre. - Il villaggio di Mushrafa a Serêkaniyê è stato preso di mira da attacchi aerei il 18 ottobre. I corpidelle vittime sono stati rimossi da sotto le macerie.
- I bambini hanno subito ustioni il 16 ottobre a Serêkaniyê, dove sono state probabilmente utilizzatearmi proibite.
- Un attacco aereo compiuto vicino ad Ain Issa il 17 ottobre. Appello MSD ha inviato i seguenti appelli alle autorità interessate; Ringraziamo l'opinione pubblica mondiale, la comunità internazionale e tutti coloro che si sono opposti a questa palese aggressione. Facciamo anche appello alla comunità internazionale e alle organizzazioni umanitarie e chiediamo di:
- fare il proprio dovere di fronte a questo disastro umanitario ed esercitare ogni pressione per fermare e porre fine all'occupazione turca.
- inviare osservatori internazionali al fine di consentire di definire e mantenere una dichiarazione di cessate ilfuoco permanente che porti al completo ritiro dell'esercito turco, che, insieme ai suoi militanti alleati islamisti, ha commesso un genocidio contro civili e ha saccheggiato proprietà.
- inviare missioni specializzate per indagare e documentare i crimini menzionati nel rapporto di Amnesty International.
- determinare la responsabilità degli autori dei crimini e dei carnefici del martire Hefrin Khalaf e diun certo numero di civili e attivisti, per chiedere che vengano portati davanti ai tribunali internazionali, specialmente perché sono noti e hanno filmato i loro crimini e trasmessi attraverso media.
- lavorare per aprire un corridoio umanitario permanente nella città di Serêkaniyê. Chiediamo inoltre alle organizzazioni internazionali di inviare nuovamente il proprio personale nella regione e assumersi le proprie responsabilità nei confronti di 300.000 sfollati. In conclusione, salutiamo gli eroi della resistenza sui fronti che sono fermi di fronte all'occupazione e affermiamo la nostra piena solidarietà con la loro decisione di continuare la resistenza fino alla liberazione dell'intero territorio siriano dall'occupazione turca".
4.2. Il Consiglio delle donne della Siria del NE presenta un rapporto sui crimini di guerra turchi, denunciando le convenzioni internazionali infrante e chiede alla Comunità internazionale di perseguire i crimini di guerra (Fonte https://anfenglishmobile.com/)
Le Nazioni Unite dovrebbero istituire una commissione d'inchiesta e indagare sulle violazioni dell'esercito turco e dei suoi membri nella Siria settentrionale e orientale, ha affermato il Consiglio delle donne della Siria settentrionale e orientale. Il Consiglio delle donne della Siria settentrionale e orientale ha presentato una relazione sui crimini di guerra commessi dalla Turchia, membro della NATO e dai suoi alleati islamisti, nella continua invasione della Siria settentrionale in violazione del diritto internazionale. In esso sostengono che l'aggressione commessa è sinonimo di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Di seguito documentiamo l'elenco delle violazioni dei diritti umani da loro menzionate, nonché le loro richieste.
Violazioni delle convenzioni sui diritti umani 1. La Turchia continua ad attaccare le regioni della Siria settentrionale e orientale e commette crimini di aggressione dal 9 ottobre 2019. Pertanto, viola la risoluzione 3314 (XXIX) adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 14 dicembre 1974. 2. Questi attacchi violano la sovranità e l'integrità territoriale della Siria. 3. A Serêkaniyê (Ras al-Ain) e Girê Spî (Tal Abyad), lo stato turco ha violato la Convenzione dell'Aia del 1954 sulla protezione dei beni culturali distruggendo l'intero patrimonio culturale e mettendo la sua bandiera in tutte le istituzioni. 4. La Turchia fa valere il suo diritto all'autodifesa ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite nei suoi attacchi alla Siria settentrionale e orientale, ma viola l'articolo stesso. Non è stato ancora dimostrato un attacco armato della Siria settentrionale e orientale contro la Turchia. 5. I massacri sono stati perpetrati contro curdi, armeni, assiri e siriaci. Questi costituiscono una violazione della Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite adottata nel 1948. 6. L'espulsione di 300.000 persone dalla Siria settentrionale e orientale e l'impedimento del loro ritorno, nonché il cambiamento nella struttura demografica della regione, violano l'articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale e la Convenzione di Ginevra sulla Protezione delle persone civili in tempo di guerra, adottata nel 1949. 7. La distruzione di beni mobili o immobili e l'appropriazione della proprietà personale o comunitaria dei curdi di Serêkaniyê e Girê Spî violano l'articolo 8 dello Statuto di Roma. 8. In caso di violazione dell'articolo 6 dello statuto di Roma, che comprende atti commessi con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale e definito genocidio, è ugualmente presente. Dall'inizio dell'invasione della Siria settentrionale e orientale da parte dello Stato turco, otto bambini sono morti e altri 69 sono rimasti feriti. Secondo Heyva Sor a Kurd (Mezzaluna rossa curda), 70.000 bambini sono stati espulsi da Serêkaniyê e Girê Spi. 9.Il numero di donne (civili) uccise negli attacchi di occupazione in Turchia è 21. Altre 154 donne sono rimaste ferite negli attacchi. Queste sono violazioni dell'articolo 7 della Convenzione di Ginevra. 10. L'esecuzione il 12 ottobre 2019 di Havrin Khalaf (Hevrîn Xelef), segretario generale del "Partito Futuro di Siria" , la profanazione del suo corpo e la documentazione sul suo omicidio sono in contrasto con l'articolo 7 dello Statuto di Roma, che regola i crimini contro umanità. 11. Il maltrattamento del corpo della combattente caduta YPJ Amara Rênas (Azize Celal) da parte delle truppe jihadiste del cosiddetto "Esercito nazionale siriano" (SNA), le degradanti riprese del crimine e la pubblicazione delle registrazioni sui social media violano l'articolo 8 della Convenzione di Ginevra.
12. Il rapimento e l'esecuzione degli operatori sanitari Media Bouzan, Mohamed Bouzan Saidi e Havin Khalil Ibrahim (dipendenti di Heyva Sor a Kurd) violano l'articolo 7 della Convenzione di Ginevra. 13 Esponenti di gruppi armati hanno pubblicato filmati del combattente YPJ Çiçek Kobanê, che è stata ferita e presa prigioniera di guerra e sottoposta a trattamenti inumani. Ciò costituisce un crimine di guerra ai sensi degli articoli 13, 14, 15 e 16 della Convenzione di Ginevra e viola gli articoli 7 e 8 dello Statuto di Roma. 14. Il 13 ottobre 2019, aerei da combattimento dello stato turco di Serêkaniyê hanno bombardato un convoglio civile in viaggio verso la città con l'uso di sostanze chimiche e vietate. 18 persone sono morte nell'attacco e più di 70 sono rimasti feriti. Questi sono anche crimini di guerra fuorilegge a livello internazionale. In questo contesto, l'organizzazione per i diritti umani Amnesty International accusa anche la Turchia di crimini di guerra, omicidi di massa e attacchi illegali o arbitrari. Il tredicenne Mihemed Hemid (Mohammed Hamid), che ha subito gravi ustioni durante gli attacchi a Serêkaniyê, è ancora in cura in un ospedale in Francia. 15. Un bombardamento del deposito di acqua potabile di Eluk / Amûdê ha interrotto la fornitura d'acqua a circa 500.000 persone. Anche le linee elettriche e i sistemi di distribuzione sono stati presi di mira, aprendo la porta a disastri umanitari. Tali atti violano l'articolo 54 del protocollo aggiuntivo I dell'8 giugno 1977 alle convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 sulla protezione della ViTali atti violano l'articolo 54 del protocollo aggiuntivo I dell'8 giugno 1977 alle convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 sulla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali, che regola la protezione degli oggetti essenziali per la vita dei civili e proibisce l'attacco, distruzione, rimozione e le azioni che rendono inutilizzabili alimenti, aree agricole di produzione alimentare, raccolti e bestiame, impianti e forniture di acqua potabile e sistemi di irrigazione. 16. Il 2 novembre 2019, un veicolo appartenente ai Free Burma Rangers è stato attaccato a Til Temir. Il medico Zau Seng (37 anni) è morto nell'attacco, un altro membro della squadra è rimasto ferito. Anche un'ambulanza dell'organizzazione di aiuto tedesca CADUS e l'ospedale di Serêkaniyê sono state attaccate. Queste sono violazioni degli articoli 8 e 13 della Convenzione di Ginevra. 17. Non sono state create zone umanitarie, zone di sicurezza e corridoi di sicurezza per feriti, caduti e civili in fuga dal bombardamento. Ciò è in contrasto con gli articoli 14, 15, 16, 17 e 18 della Convenzione di Ginevra. 18. Lo stato turco ha bombardato siti antichi protetti e tumuli storici nella Siria settentrionale e orientale. Ciò costituisce una violazione della risoluzione 2347 del Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla protezione dei beni culturali. 19. Nell'attacco a un convoglio civile, il 13 ottobre 2019, il giornalista e corrispondente dell'ANHA Seed Ehmed (Saad al-Ahmad) è stato ucciso. Il 12 novembre 2019, l'esercito turco ha aperto il fuoco su una folla che protestava a Kobanê, ferendo i giornalisti e le giornaliste Zozan Remedan Berkel (JinTV) e Dilyar Cizirî (Ronahî TV). Questi atti violano l'articolo 79 del Protocollo aggiuntivo I alla Convenzione di Ginevra sulla protezione delle vittime di conflitti armati internazionali. I giornalisti che svolgono incarichi professionali pericolosi in aree di conflitto armato sono considerati civili e devono essere protetti in quanto tali. 20. Tutte le chiese di Serêkaniyê e la chiesa armena di Girê Spî sono state attaccate e saccheggiate. Lo statuto romano identifica gli attacchi deliberati agli edifici religiosi come crimini di guerra. I beni culturali religiosi sono inoltre protetti da distruzione, danno, furto e saccheggio dalla Convenzione dell'Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.
Elenco delle richieste alla comunità internazionale 1. Tutti i punti dell'accordo sul cessate il fuoco nella Siria settentrionale e orientale devono essere soddisfatti. Inoltre, tutti gli attori non siriani devono ritirarsi dal paese. 2. Per proteggere la popolazione civile, è necessario stabilire una zona di non volo sulla Siria settentrionale e orientale. 3. Al fine di evitare che lo stato turco cambi la demografia della regione, deve essere consentito il ritorno dei civili sfollati nelle loro a Serêkaniyê e Girê Spî, sotto la garanzia e la supervisione internazionale. 4. Forze di pace delle Nazioni Unite e altre forze di pace riconosciute a livello internazionale dovrebbero essere inviate nella Siria settentrionale e orientale per fermare gli attacchi dello stato turco. 5. Le Nazioni Unite dovrebbero istituire una commissione d'inchiesta e indagare sulle violazioni dell'esercito turco e dei suoi membri nella Siria settentrionale e orientale . 6. L'esecuzione della politica Havrin Khalaf e della combattente Amara Rênas, i maltrattamenti dei loro cadaveri e la tortura della combattente Çiçek Kobanê devono essere perseguiti. 7. La NATO deve essere chiamata a prendere posizione sugli attacchi della Turchia alla Siria settentrionale e orientale con l'uso di armi della NATO. 8. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e i suoi gruppi subordinati dovrebbero essere incriminati dai tribunali penali internazionali per l'uso di armi proibite e la commissione di crimini compresi nei crimini di guerra di cui sopra. Erdogan ha dichiarato apertamente che "vuole seppellire i kurdi sottoterra". Questa odiosa testimonianza illustra l'intento di perseguire crimini di guerra contro il popolo curdo. Fonte: https://anfenglishmobile.com/ - 21 novembre 2019
SEZIONE 5 - Diritto Internazionale Umanitario La situazione in Siria è molto complicata. A questo punto, risulta necessario discutere quale sia il quadro normativo di riferimento applicabile al caso in concreto. Dal 2011 al 2020, le discrasie relative al rispetto del diritto internazionale umanitario sono state evidenti. Questo sicuramente dovrebbe far riflettere e ci mette dinanzi alla questione dell’efficacia di un sistema giuridico normativo le cui patologie e limiti risultano non più adeguati, né all’altezza dei tempi e/o dei conflitti. Gli attori in campo sono diversi, sia locali, che regionali ed internazionali; così come sono diverse le responsabilità che ne discendono. A marzo 2011 iniziava quella che veniva definita la “primavera araba siriana”, trasformatasi poi tragicamente in una lunga e sanguinosa guerra. A marzo 2018 la Coalizione Internazionale a trazione USA, dichiarava la sconfitta definitiva dello Stato Islamico (ISIS o Daesh) iniziando il ritiro delle proprie forze armate dall’area. Le prime ingerenze e pretese da parte della Turchia iniziarono a palesarsi a gennaio 2018, quando Erdogan decise di occupare il cantone di Afrin, nel nord-ovest della Siria. Il 9 ottobre 2019 la Turchia continuava la propria avanzata nel territorio siriano, dando il via ad una vera e propria occupazione nei territori circostanti. Dal punto di vista internazionale siamo dinanzi alla violazione dei più basilari principi del diritto internazionale umanitario. Un Paese della Nato, adducendo pretestuosi motivi e ragioni di sicurezza e di pericolo per i propri confini e per la Repubblica turca, invade un Paese confinante. Bisogna considerare infatti, che questa operazione militare ha portato alla morte centinaia di civili in violazione del diritto umanitario internazionale ed in particolare della quarta Convenzione di Ginevra. L’assassinio di Hevrin Khalaf (segretaria generale del Partito Futuro Siriano) e del suo autista, avvenuto il 12 ottobre 2019 per mano delle forze appoggiate dalla Turchia, ed i crimini che l’esercito turco ha commesso (scuole ed ospedali sono stati presi di mira da bombardamenti aerei, si sono verificati attacchi indiscriminati nei confronti dei civili e del personale sanitario in loco) e le segnalazioni precedentemente riportate in merito all’utilizzo di armi chimiche al fosforo, rientrano tra i crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Il diritto Internazionale ed il diritto consuetudinario delineano un perimetro normativo molto chiaro, individuando i principi di diritto inviolabili cui ogni Stato Membro, che ha ratificato i trattati e le convenzioni internazionali, deve rispettare. Entrando nel merito, per meglio inquadrare l’attacco della Turchia nel territorio siriano, bisogna fare riferimento alla seguente normativa vigente:
l’art. 2 della Carta delle Nazioni Unite, nella parte in cui afferma che “ … I Membri devono risolvere le loro controversie internazionali con mezzi pacifici, in maniera che la pace e la sicurezza internazionale, e la giustizia, non siano messe in pericolo,” sottolineando inoltre che “i Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”;
la Convenzione di Ginevra relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra (quarta Convenzione di Ginevra), del 12 agosto 1949, ratificata dalla Turchia nel 1954, la quale ha come oggetto le persone che non partecipano direttamente alle ostilità, compresi i membri di forze armate che abbiano deposto le armi e le persone messe fuori combattimento, garantendo agli stessi dei diritti;
la Convenzione del 1993 sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione (Convenzione sulle armi chimiche o CWC), in particolare l'articolo 1, paragrafo 1, lettera b)
il Trattato Nord Atlantico del 1949, in particolare l'articolo 1.
Alla luce di quanto detto, possiamo affermare che le azioni della Turchia nel nord-est della Siria violano il diritto internazionale umanitario e costituiscono una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale.
5.1. La Convenzione sull’utilizzo di Armi Chimiche (Chemical Weapons Convention - CWC) La definitiva messa al bando dell’impiego di armi chimiche è dovuta alla Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi (d’ora in poi CAC) – Chemical Weapons Convention (CWC), entrata in vigore il 29 aprile 1997. Inizialmente, essa contava 87 stati membri ma attualmente le nazioni aderenti sono 193, rappresentanti circa il 98% della popolazione mondiale9. Il Preambolo della Convenzione, il divieto d’utilizzo di armi chimiche è ricondotto al perseguimento del bene di tutta l’umanità (“for the sake of all mankind”). Gli Stati Parte, con la ratifica della Convenzione, si sono impegnati a distruggere tutte le armi chimiche esistenti nei loro territori, a non detenere o fabbricare altre armi chimiche ed a non farvi ricorso per nessun motivo, anche dopo aver subito un attacco diretto con tali armi. Nello specifico, l’art. 1 della Convenzione obbliga gli Stati Parte a non usare in nessuna circostanza (“never under any circumstances”) le armi chimiche, proibendo qualsiasi attività rivolta a sviluppo, produzione, acquisizione, detenzione, conservazione, trasferimento e uso di armi chimiche e dei materiali ad esse collegati. A tal fine, introduce uno specifico sistema di verifiche sotto controllo internazionale che, oltre alla distruzione delle suddette armi esistenti negli Stati Parte, si prefigge di tenere sotto controllo la produzione e l'impiego di determinate sostanze chimiche di largo consumo civile, ma che potrebbero essere potenzialmente utilizzabili per costruire armi chimiche. Con la ratifica della Convenzione, gli Stati Parte si sono inoltre impegnati a non effettuare preparativi militari per realizzare armi chimiche e a non incoraggiare altri Paesi ad intraprendere attività proibite. Gli Stati Parte si sono, altresì, impegnati ad adottare sanzioni contro chiunque commetta violazioni alla Convenzione sul territorio nazionale. La Convenzione ha stabilito, inoltre, un sistema di controllo internazionale basato sull’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) che si basa principalmente su dichiarazioni e ispezioni. Nel caso di attacco con impiego di armi chimiche, l’OPAC può essere chiamata a fornire o a coordinare misure di assistenza tecnica, nonché a fornire mezzi di protezione, decontaminazione ed assistenza sanitaria. La Convenzione, inoltre, vieta le esportazioni, verso Stati non Parte, di alcune tecnologie e prodotti chimici, anche di largo consumo, che potrebbero essere impiegati per fini non pacifici. L’obiettivo dell’universalizzazione della Convenzione non è ancora completo: Israele, pur firmataria, non l’ha ancora ratificata; Corea del Nord, Egitto, Somalia e Sud-Sudan non risultano firmatari. La Siria, invece, pur non avendola né firmata né ratificata, vi ha acceduto come parte di un accordo per la distruzione delle armi chimiche nel paese, adottato con la risoluzione 2118 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU del 27 settembre 2013. Tuttavia, le buone intenzioni che hanno portato alla stesura della Convenzione non hanno garantito la distruzione integrale di questo genere di armi di distruzione di massa. Ancora oggi, rapporti dell’ONU riportano l’uso di armamenti chimici nelle zone di guerra, utilizzate, nella maggior parte dei casi, contro civili. Non ultima, la Siria: secondo il recente Report of the Independent International Commission of Inquiry on the Syrian Arab Republic stilato dallo Human Rights Council delle Nazioni Unite dopo un periodo di osservazione compreso tra il 1 marzo e il 7 luglio 2017, ben 25 attacchi chimici. Se uno Stato membro della Convenzione ritiene che siano state usate armi chimiche o che sia minacciato da azioni vietate dalla Convenzione intraprese da un altro paese, può chiedere assistenza all’OPAC. Inoltre, se è dimostrato che vi sono vittime a causa dell’uso di armi chimiche e si richiede un’azione immediata, il 9
Dati aggiornati (16 giugno 2018) su firme e ratifiche della Convenzione sono rinvenibili sul sito dell’ Opac (Organizzazione dell'Aja per la Proibizione delle Armi Chimiche): https://www.opcw.org/evolution-status-participation-convention
direttore generale è autorizzato ad adottare misure di emergenza per fornire assistenza. Un importante strumento di controllo è costituito dalle indagini sull’uso presunto delle armi chimiche: la Convenzione prevede che le indagini formali vengano svolte dal Segretariato in caso di accuse sull’uso di armi chimiche; tali indagini sono di natura tecnica e sono progettate per stabilire se siano state usate o meno armi chimiche, non per identificare chi le ha usate. Una volta attivata una IAU, il Direttore Generale dell’OPAC incarica una squadra che dovrebbe avere il diritto di accedere a tutte le aree che potrebbero essere state colpite da armi chimiche e anche ad altre aree, come ospedali e campi profughi. I membri del team possono prelevare campioni chimici, ambientali e biomedici per analisi in loco o fuori sede presso un laboratorio designato dall’OPAC, intervistare vittime, testimoni oculari e personale medico e partecipare alle autopsie. L’OPAC pone in essere le iniziative di indagine anche in caso di presunto uso di armi chimiche che coinvolge paesi terzi o che si svolge in territorio non controllato dagli Stati parte. In tali circostanze, l’Organizzazione deve cooperare strettamente con il Segretario Generale delle Nazioni Unite e rendere disponibili le risorse dell’Organizzazione. Tale situazione si è verificata nel 2013 quando l’OPAC ha partecipato alle indagini delle Nazioni Unite sull’uso di armi chimiche nella Repubblica Araba Siriana, che non era allora uno Stato parte della Convenzione. Gli investigatori hanno intervistato i sopravvissuti e altri testimoni, identificato le munizioni utilizzate, raccolto campioni biomedici e ambientali e inviato i campioni ai laboratori designati dall'OPAC per le analisi e l’OPAC ha concluso che erano state utilizzate armi chimiche. L’utilizzo di armi chimiche costituisce inoltre una violazione del diritto internazionale umanitario, ed è indubbio che esistano norme consuetudinarie che proibiscono l’utilizzo delle armi chimiche nonché norme non scritte di diritto umanitario che vietano l’uccisione indiscriminata di civili nel contesto di conflitti armati non-internazionali10. Inoltre, la CAC sarebbe prossima ad aver assunto uno status di norma riproduttiva del diritto consuetudinario (avente quindi valore giuridico anche per gli Stati non contraenti). Inoltre, Lo Statuto di Roma istitutivo della Corte Penale Internazionale (CPI) del 1998 vieta l’uso di armi chimiche – considerato come “crimine di guerra” – sia nel contesto di conflitti armati internazionali che non-internazionali (art. 8, par. 2, lett. b, xviii)11. L’emendamento alla CPI adottato a Kampala (“First Review Conference of the Rome Statute”, 31 maggio-11 giugno 2010) ha esteso la giurisdizione della Corte sui crimini di guerra previsti all’art. 8, par. 2, lett. b), xvii, xviii, xix (divieto di uso di gas asfissianti, tossici o gas simili e liquidi, materiali e strumenti analoghi, o proiettili esplosivi) anche nel contesto di conflitti armati interni.
5.2. Diritto Internazionale La Corte Penale Internazionale (Corte dell’Aja) è la prima giurisdizione internazionale permanente competente a giudicare gli individui responsabili dei più gravi crimini di rilevanza internazionale. La Corte è competente a giudicare il crimine di genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra, in base a quanto previsto dallo Statuto di Roma. Al fine di poter adire la Corte Penale Internazionale però, è necessario che lo Stato oggetto delle investigazioni, abbia firmato e ratificato il medesimo Statuto. Considerando che molte delle violazioni e dei gravi abusi commessi in Siria possono costituire crimini di guerra e crimini contro l’umanità (compreso il riferimento all’utilizzo di armi chimiche), è importante provare a capire se esistono e quali siano gli strumenti legali perseguibili. Per quanto concerne l’esperibilità dei rimedi del diritto interno, il protrarsi del conflitto rende difficilmente praticabile l’operare della giustizia. In proposito, si sottolinea che il Presidente Siriano è a capo del Consiglio
La Camera di Appello del Tribunale per l’ex Jugoslavia, nel noto caso Tadić (sentenza del 2 ottobre 1995), ha affermato che non solo i principi umanitari contenuti nell’art. 3 comune alle Convenzioni di Ginevra (dedicato ai conflitti armati non-internazionali), ma anche quelli del II Protocollo addizionale costituiscono norme inderogabili del diritto internazionale generale. 11L’art.
8 par. 2, lett. b), xviii, recita: «For the purpose of this Statute, war crimes means […] other serious violations of the laws and customs applicable in international armed conflict, within the established framework of international law, namely, any of the following acts: […] employing poison or poisoned weapons». La frase «employing […]» deriva direttamente dalla terminologia utilizzata nel Protocollo di Ginevra, che trae origine, a sua volta, dalla Dichiarazione (IV) dell’Aja sui gas asfissianti del 1899.
della Suprema Corte, che ha l’autorità di nominare e trasferire i giudici, ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione Siriana, adottata nel 2012. Sul piano internazionale invece, deve essere preliminarmente verificata la possibilità di un intervento della Corte Penale Internazionale (International Criminal Court) o di un Tribunale Internazionale ad hoc per perseguire i principali responsabili delle atrocità compiute. La giurisdizione della Corte Penale Internazionale può essere attivata attraverso tre percorsi: -
innanzitutto, l’ipotesi del rinvio di un caso al Procuratore ad opera di uno Stato Parte;
in secondo luogo nel caso in cui il rinvio al Procuratore sia effettuato da parte del Consiglio di Sicurezza – purché agisca in forza del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite (mantenimento della pace e della sicurezza internazionale);
infine, tramite l’attività indipendente del Procuratore, il quale ha la facoltà di aprire delle indagini proprio motu.
Tuttavia, la Siria non ha firmato lo Statuto di Roma e le possibilità di intervento sono ridotte. La CPI ha però la possibilità di estendere la propria giurisdizione anche in relazione a crimini commessi nel territorio di Paesi (come la Siria e la Turchia) che non hanno ratificato il suo trattato istitutivo in due ipotesi: -
a seguito della segnalazione (referral) del Consiglio di Sicurezza, ai sensi dell’art. 13 dello Statuto
a seguito dell’accettazione della sua giurisdizione da parte dello Stato non membro coinvolto, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 12 e 13 dello Statuto.
Nel maggio 2014, Cina e Russia hanno usato il proprio potere di veto contro la risoluzione che avrebbe segnalato la situazione in Siria alla Corte Penale Internazionale e, da allora, il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a superare questa situazione di stallo, in quanto i Paesi dotati di potere di veto sulle sue iniziative sono in varia misura implicati nel conflitto. In una tale prospettiva deve essere valutata la possibilità che uno Stato diverso dalla Siria o dalla Turchia (quindi anche uno Stato UE) possa perseguire i crimini ivi commessi sulla base del principio della “giurisdizione universale”. La giurisdizione universale consente agli Stati o alle organizzazioni internazionali di rivendicare la giurisdizione penale su una persona accusata indipendentemente da dove il presunto crimine è stato commesso, e indipendentemente dalla nazionalità dell’imputato, dal paese di residenza o da qualsiasi altra relazione con l’ente che procede. I crimini perseguiti sotto la giurisdizione universale sono considerati crimini contro tutti, troppo gravi per tollerare l’arbitrato giurisdizionale. Il concetto di giurisdizione universale è quindi strettamente legato all’idea che alcune norme internazionali sono erga omnes, o dovute all’intera comunità mondiale, così come al concetto di jus cogens – che certi obblighi di legge internazionale sono vincolanti per tutti gli Stati. Generalmente, gli Stati riconoscono che essa sia consentita dal diritto internazionale consuetudinario a fronte della commissione dei crimini internazionali di genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e tortura. Rispetto ai crimini commessi al di là dei confini nazionali, non esistono regole nel diritto internazionale consuetudinario che prevedano un obbligo di intervento; tuttavia esistono obblighi pattizi per gli Stati firmatari di taluni trattati ed in particolare, per le violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e del Protocollo Addizionale I del 1977 (che, in parte, integrano crimini contro di guerra ai sensi dell’art. 8 dello Statuto di Roma), così come per gli atti di tortura di cui alla Convenzione sulla Tortura e per i crimini di terrorismo. La giurisdizione universale costituisce una facoltà per gli Stati e non un dovere legale: al momento infatti, gli stati sono tenuti a perseguire i gravi crimini commessi contro la vita, l’integrità fisica e la libertà della persona, solo ove sussista un criterio idoneo a fondare la giurisdizione, quali ad esempio: - la presenza sul territorio dello Stato procedente delle vittime “dirette” o “indirette”, intese quali soggetti danneggiati che avrebbero la possibilità di costituirsi parte civile nel processo penale;
- la presenza del responsabile, così come peraltro generalmente avviene nella pratica giudiziaria; - la cittadinanza anche indiretta 12 dei ricorrenti.
Per quanto concerne il diritto penale interno, riveste una notevole importanza la disposizione all'art. 7 del codice penale. La norma prevede che vi siano dei reati punibili incondizionatamente anche se commessi all'estero. Il comma n. 5 dell'art.7 c.p., in particolare, prevede che siano punibili i reati per i quali speciali disposizioni di legge o convenzioni internazionali stabiliscono l'applicabilità della legge penale italiana (principio di universalità). Questa disposizione deve essere interpretata alla luce dei principi del diritto internazionale. Per la maggior parte dei crimini internazionali quindi, qualsiasi Stato può esercitare la propria giurisdizione sul reo, in deroga ai normali criteri della territorialità e della nazionalità del reo o della vittima. Fra i crimini più gravi soggetti alla giurisdizione universale figurano le gravi violazioni del diritto e degli usi di guerra, i crimini contro l'umanità, nonché alcuni crimini previsti da apposite convenzioni, come ad esempio la tortura. 5.3 Il Diritto Europeo Nel quadro del diritto internazionale, una specifica disciplina è prevista dal diritto comunitario, il quale, tramite la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, istituita nel 1959 dalla Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) del 1950, afferma che i diritti fondamentali della Convenzione devono essere garantiti “a ogni persona” sottoposta alla giurisdizione degli Stati contraenti. La Corte è quindi competente a giudicare laddove si lamenti la violazione di una delle disposizioni della Convenzione o dei suoi protocolli addizionali da parte degli Stati firmatari: la Siria non è tra i firmatari ma lo è la Turchia. La Convenzione Europea per la Salvaguardia dei diritti dell’uomo tutela il diritto alla vita, stabilisce il divieto di tortura, tutela la libertà e la sicurezza, la tutela della vita familiare, della libertà d’espressione, il divieto di discriminazione, il diritto ad un equo processo. L’art. 34 della CEDU stabilisce inoltre che “la Corte può essere investita di un ricorso da parte di una persona fisica, un’organizzazione non governativa o un gruppo di privati che sostenga di essere vittima di una violazione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti riconosciuti nella Convenzione o nei suoi Protocolli. Inoltre, le Alte Parti contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura l’esercizio effettivo di tale diritto”. L’intervento della Corte assolve, secondo quanto prevede la stessa convenzione, ad una funzione sussidiaria rispetto agli organi giudiziari nazionali in quanto le domande sono ammissibili solo una volta esaurite le vie di ricorso interne (regola del previo esaurimento dei ricorsi interni). Ulteriore elemento sul quale soffermarsi, inoltre, è il divieto, stabilito dalla legislazione europea, di vendere armi; per cui non possono essere forniti armamenti a Stati che esercitano la repressione interna o commettono una serie di violazioni del diritto internazionale umanitario o delle leggi sui diritti umani. Sarebbe interessante infatti, capire quali tipi di relazioni esistano tra le imprese italiane produttrici di armi e/o composti chimici con le armi utilizzate nel corso di questo conflitto armato e se vi sia una connessione.
Si veda il caso dei generali argentini condannati nel 2000 dalla II Corte di Assise di Roma, a fronte della mancata azioni di altre Corti europee, Internazionali e argentine. Giustizia italiana https://www.repubblica.it/online/cronaca/militari/ergastolo/ergastolo.html
Dossier Armi Chimiche 2020
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