Source: https://www.forumconsumatori.it/discussioni/generale/bancoposta/b-f-p-cointestati-con-defunti/
Timestamp: 2018-02-24 16:14:18+00:00
Document Index: 3351336

Matched Legal Cases: ['art. 1219', 'art. 1219', 'art.12', 'art. 1219', 'sentenza ', 'sentenza ']

b.f.p.cointestati con defunti | Forum Consumatori
b.f.p.cointestati con defunti
Iniziata: oltre un anno fa Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa Visite: 36741
01/03/2014, ore 15:14
salve a tutti.mia mamma,ha un buono fruttifero postale di euro 5000.cointestato con mio padre che è morto qualche anno fa.adesso lo vuole riscuotere ma il direttore dell'ufficio postale dice che ci vuole la successione x poter riscuotere questo bfp.e me sembra strana questa cosa visto che mia madre è viva e vegeta.qualcuno gentilmente può darmi qualche consiglio come poter fare? grazie.
01/03/2014, ore 17:06
se bpf. è cointestato con pari facoltà di rimborso può essere immediatamente rimborsato. l'impiegato delle poste fa un abuso e non deve ingagare se le persone sono vive o morte.
02/03/2014, ore 00:45
Quello che ha chiesto il direttore delle poste non è la succesione (in poste italiane la chiamano così, la vera dichiarazione di successione avrebbe già dovuto farla all'Agenzia delle entrate) perchè per legge i BFP non entrano in successione, però le Poste Italiane vogliono sapere se il diritto a riscuotere del "de cuius" è stato ereditato da qualcuno, in pratica basta portare un atto notorio per successione in cui si indicano gli eredi (che nel suo caso se non c'è stato testamento è sia sua madre che lei stessa) e riempire un altro documento delle Poste stesse in cui si elencano i BFP ed tutti gli altri rapporti con Poste Italiane. Due documenti, 17 euro di spesa, una mattinata da perdere ed un mesetto da aspettare.
Molti affermano che non bisogna mai dire alle poste che un intestatario è deceduto così il buono viene incassato e tutto finisce lì.
03/03/2014, ore 12:24
anch'io sono intestatario di un Buono Fruttifero Postale del valore di £. 500.000 con clausola "P.F.R." emesso nel 1979 ed anch'io ho avuto problemi al momento della riscossione poichè il direttore dell'ufficio Postale di emissione, venuto a conoscenza del decesso dell'altro cointestatario del BFP, mi ha chiesto di aprire la pratica di successione per poter effettuare il rimborso del suddetto buono (che oggi ha un valore poco inferiore ai € 5.000,00).
Voglio aggiungere che fino a pochi giorni prima che mi recassi all'ufficio postale, lo stesso direttore aveva già rimborsato numerosi BFP, tra l'altro di valore molto più elevato del mio, ad altri miei parenti che si trovavano nella medasima situazione poichè il cointestatario deceduto è lo stesso del mio buono fruttifero.
Il Direttore però sostiene che quando sono andati i miei parenti ad effettuare il rimborso egli non sapesse ancora del decesso di mia zia (che è la cointestataria di tutti questi BFP), per cui ritiene di aver operato in piena legittimità, ma che una volta venuto a conoscenza della morte di quest'ultima non poteva più effettuare i rimborsi per i restanti Buoni Fruttiferi Postali, ovvero quello mio e quello di mia nonna (sorella superstite della deceduta), entrambi con clausola "PFR".
Ora mi chiedo cosa hanno a che vedere le poste con eventuali - ma a mio avviso del tutto inesistenti - problemi legati alla successione quando il titolo emesso dalla Cassa Depositi e Prestiti consente ad entrambi gli intestatari di poter compiere l'operazione di rimborso anche separatamente?
E se invece di un piccolo paese della Calabria quel BFP fosse stato emesso dalle Poste di Roma o di un'altra grande città, quali strumenti avrebbe avuto il direttore di quell'ipotetico ufficio postale per verificare che entrambi i cointitolari fossero vivi per poi poterlo rimborsare?
Avrebbe forse dovuto chiamare l'ufficio anagrafe del comune di Roma per avere questa informazione prima di cambiare il Buono Fruttifero???
E se così fosse (ma quando mai!!!), perchè il Direttore ha rimborsato gli altri BFP dei miei parenti senza il previo accertamento che entrambi gli intestatari fossero ancora vivi?
E' quindi del tutto evidente che Poste Italiane Spa, nel momento in cui si verificano situazioni di questo tipo, mette in moto dei meccanismi che impediscono, o meglio ritardano il pagamento dei suddetti Titoli.
Ecco perchè io, a seguito di una ricerca fatta in rete, ho deciso di scrivere al Direttore di quell'ufficio di Poste Italiane Spa la seguente lettera di messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’ex art. 1219 e ss. c.c.:
"- AL DIRETTORE
UFFICIO POSTE ITALIANE S.p.A
CAP *****
****************, ******************
OGGETTO: Messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’ex art. 1219 e ss. c.c.
Il sottoscritto ___________nato a ________, il ________ e residente a ____________, in via ___________, con riferimento a quanto in oggetto epigrafato, Le significa quanto segue.
- Che in data ***************, il sottoscritto in compagnia di ***************, si recava presso l’ufficio delle Poste Italiane Spa in ********************, per effettuare il cambio di un Buono Fruttifero Postale con clausola “PFR” Serie “*” n°*******, emesso dalla Cassa Depositi e Presiti dello Stato per conto delle Poste Italiane (oggi Poste Italiane S.p.a.), intestato a favore del sottoscritto dalle Poste Italiane (oggi S.p.a.) in data ************;
- Che l’impiegato dello sportello stava regolarmente effettuando il suddetto cambio (tant’è che egli aveva finanche trascritto i dati del buono fruttifero sugli appositi registri postali), finché non si è verificato un problema tecnico-informatico, in seguito al quale si è recato dal Direttore per chiedergli lumi circa la successiva procedura da seguire;
- Che non appena il Direttore (del quale il sottoscritto disconosce le generalità) ha visionato il suddetto buono fruttifero postale (successivamente denominato “B.F.P.”), ha bloccato l’operazione di cambio e ha convocato il sottoscritto nella sua stanza, unitamente a******************, sostenendo che non avrebbe consentito al dipendente dello sportello di ultimare tale operazione, in quanto nel suddetto B.F.P. (che si allega in copia) risultava un secondo beneficiario deceduto e che, di conseguenza, per riscuotere le somme, il sottoscritto avrebbe dovuto aprire una pratica di successione;
- Che nonostante il sottoscritto abbia fornito al Direttore tutta la documentazione di cui era in possesso per rassicurarlo sulla regolarità legale del cambio del B.F.P.(tra cui opinioni in merito a questa problematica di esperti giuristi in materia, sentenze di tribunale e addirittura della Corte di Cassazione, di seguito specificate, che hanno già condannato Poste Italiane S.p.a. persino al risarcimento del danno cagionato in circostanze analoghe), egli si è trincerato dietro un garbato quanto fermo diniego all’espletamento dell’operazione di cambio;
- Che il Direttore, su esplicita richiesta, non abbia fornito al sottoscritto alcun atto, regolamento, circolare interna o normativa di legge che giustificasse la sua alquanto discutibile tesi circa l’indispensabile apertura della pratica di successione per poter effettuare il cambio;
- Che il sottoscritto, qualche settimana prima di recarsi all’ufficio postale di ********, aveva già tentato di effettuare il cambio nel più vicino ufficio postale di ********** dal quale era stato inviato un fax all’ufficio di ************* per chiedere l’autorizzazione al cambio del B.F.P., quindi nel pieno rispetto della procedura (che prevede un tempo massimo di 6 giorni lavorativi per concedere l’eventuale autorizzazione), ma che, a tutt’oggi, tale richiesta pare non essere stata evasa dal Direttore dell’Ufficio Poste Italiane di *************;
- Che la disciplina sui buoni postali fruttiferi era contenuta nel libro III, capo VI del d.p.r. 29.3.1973 n. 156 (T.U. in materia postale) poi sostituito dal D.M. 19.12.2000, attualmente in vigore.
- Che la pretesa del Direttore di richiedere, in tal caso, l'espletamento delle pratiche successorie appare in realtà del tutto destituita di fondamento posto che gli eredi subentrano nella posizione del de cujus senza per questo che tale successione possa impedire od escludere i diritti dei terzi, ovvero del contitolare superstite.
- Che alla lettera I, dell'articolo 12 del testo unico sulle successioni (Decreto Legislativo 31 ottobre 1990 n. 346) che elenca, appunto, i beni non compresi nell'attivo ereditario il legislatore afferma che i titoli garantiti dallo Stato, come i buoni fruttiferi postali che hanno la garanzia della Cassa depositi e prestiti, non sono compresi nell'attivo ereditario, quindi non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione. (D.L. 31/10/1990 n°346, art.12, Lettera I: “gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati, nonché ogni altro bene o diritto, dichiarati esenti dall'imposta da norme di legge”).
- Che nonostante quanto esposto in premessa, il Signor Direttore dell’Ufficio Poste Italiane con sede in *********, in via ***********, ad oggi non ha ancora adempiuto al pagamento del succitato Buono Fruttifero Postale;
con la presente, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1219 del Codice Civile, il sottoscritto, formalmente,
LA INTIMA E LA DIFFIDA
a volere provvedere, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della presente al pagamento delle somme dovute, previa comunicazione scritta attraverso la quale venga indicata la data in cui il sottoscritto potrà nuovamente recarsi presso codesto o altro ufficio postale per effettuare il cambio del titolo e quindi riscuotere le somme spettanti.
In mancanza e senza alcun ulteriore avviso il sottoscritto sarà costretto ad adire le Autorità Giudiziarie competenti per vedere riconosciute le proprie ragioni con aggravio di spese a Suo totale carico, nonché per verificare l’eventuale rilevanza penale derivante dai fatti sopra esposti.
La presente vale quale interruzione dei termini di prescrizione previsti dalle normative vigenti.
______________, __________"
Tra qualche giorno ne conoscerò l'esito e vi terrò informati....
Ma intanto mi rivolgo a questo forum, chiedendo a chi ne sa più di me, se ho agito correttamente e quindi posso essere fiducioso in un ripensamento delle Poste o meno.
Erny_RC
03/03/2014, ore 18:09
c'è altra sentenza un pò più datata della corte di cassazione, sez. I civile, del 29.10.2002, n. 15231.
Titolo: la morte di uno dei due cointestatari di un libretto di risparmio a firma disgiunta non preclude all'altro di ottenere la liquidazione del saldo, con conseguente liberazione della banca nei confronti degli eredi del contitolare deceduto.
ometto lo svolgimento del processo dicendo che il giudice di merito, molto forbito, ha depurato tutti quei futili cavilli della difesa della banca.
parte finale: la corte rigetta il primo motivo, accoglie il secondo; cassa la sentenza impugnata e, provvedendo nel merito, condanna il banco di sicilia al pagamento in favore di xxxxxxxxxxx della intera somma portata dal libretto di deposito e dal buonoo fruttifero, con gli interessi legali. fine.
c'è da dire che nonostante questi provvedimenti le banche e Poste continuano a vessare il cittadino. ma non solo questi, anche gli esperti di importanti quotidiani finanziari italiani insistono che occorre eseguire la successione. Credo che bisogna dare più pubblicità alle sentenze esemplari per smorzare la poca conoscenza del problema.
chi ha degli interessi sui beni del defunto può difendersi con l'opposizione al rimborso ovviamente deve avere la legittimità ad agire.
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