Source: http://comitat-friul.blogspot.it/2017/02/
Timestamp: 2017-08-22 03:19:32+00:00
Document Index: 7041081

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 114', 'art. 5', 'art. 1']

Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl: febbraio 2017
LA GRAN PARTE DEI COMUNI REGIONALI? "ATTACCATI ALLA CANNA DEL GAS"!
Regione FRIULI-VG
DEI COMUNI REGIONALI?
"ATTACCATI ALLA CANNA DEL GAS" !
Foto scattata dal "Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli".
21 febbraio 2017 - Municipio del Comune di Lestizza
Di seguito pubblichiamo il documento sottoscritto mercoledì sera 21 febbraio 2017, al termine della conferenza stampa organizzata da quasi 50 sindaci provenienti dalle tre provincie friulane di Pordenone, Udine e Gorizia (mancava solo una rappresentanza dei sindaci della provincia di Trieste!) nella sede del Municipio del Comune di Lestizza (provincia di Udine).
Conferenza stampa avente lo scopo di denunciare il perdurare delle gravi difficoltà in cui si dibattono da troppo tempo i Comuni regionali, dentro e fuori le Uti. Difficoltà già INVANO denunciate all'amministrazione regionale.
La Redazione del Blog ringrazia il sindaco di Lestizza Geremia Gomboso per averle concesso la pubblicazione del documento e nel contempo desidera manifestare a lui e ai tanti Sindaci che si trovano nella sua stessa pesante situazione, la solidarietà del "Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli.
Alla Presidente della Regione Autonoma Friuli V.G.
All'Assessore alle Autonomie Locali della Regione Autonoma Friuli V.G.
Al Signor Prefetto della Provincia di
Al Signor Presidente della Corte dei Conti
Sezione di controllo per la Regione Friuli Venezia Giulia
Al Signor Presidente dell'A.N.C.I. Friuli Venezia Giulia
I sottoscritti Sindaci, riscontrato il perdurare delle gravi difficoltà nel poter esercitare le funzioni pubbliche assegnate per legge ai Comuni da noi amministrati, causa il perdurare della mancanza di personale e della mancanza di norme che permettano la soluzione di tale grave problema, si sono spontaneamente ritrovati in Lestizza per affermare l'impossibilità nell'esercitare il proprio dovere di Sindaci eletti dai cittadini,
riscontrato che l'Amministrazione Regionale è già stata coinvolta nella primavera e nell'autunno del 2016 e che a tutt'oggi non è stata data una soluzione;
la convocazione immediata di un incontro, anche pubblico, affinché la Regione presenti le soluzioni ai problemi già manifestati.
Comune di VALVASONE ARZENE
Comune di TRAMONTI DI SOTTO
Comune di PULFERO
Comune di SAN PIETRO AL NATISONE
Comune di GRIMACCO
Comune di SAVOGNA - UD
Comune di STREGNA - UD
Comune di VITO D'ASIO
Comune di COLLOREDO MONTE ALBANO
Lestizza, 21 febbraio 2017
RELATIVAMENTE AI COMUNI FIRMATARI DEL DOCUMENTO, LA REDAZIONE DEL BLOG E' STATA INFORMATA CHE ANCHE ALTRI SINDACI STANNO DANDO LA LORO ADESIONE.
Che ne pensa l'ANCI regionale?
Di seguito alcune importanti dichiarazioni pubbliche del Presidente dell'Anci Fvg, Mario Pezzetta, presente alla Conferenza stampa a Lestizza, mercoledì 21 febbraio 2017 e riportate successivamente anche dalla stampa locale.
(....) il presidente dell'Anci Fvg Mario Pezzetta presente in sala. "Tutti i Comuni stanno attraversando una situazione di grande difficoltà - ha detto - in cui si pensa di risolvere i problemi con l'accentramento quando invece esiste un principio di sussidiarietà istituzionale che va rispettato. Questa regione è formata da 216 Comuni, di cui 150 sotto i 5 mila abitanti, che vanno messi in sicurezza e nelle condizioni di camminare con le proprie gambe, altrimenti il meccanismo si inceppa". Da qui a parlare delle riforme - in primis quella delle Uti - il passo è breve.
Questa la risposta dell'Assessore regionale Panontin - che non era presente alla conferenza stampa del 21 febbraio - riportata dalla stampa locale:
articolo a firma di
Silvia De Michielis
(...) Durante il 2015 e il 2016 la Giunta non ha potuto mettere mano a questa impasse perché vincolata da norme statali. "A fine 2016 - spiega l'assessore regionale - abbiamo approvato la legge regionale 18 sul comparto unico. La norma ha finalmente permesso di riaprire il ricambio all'interno delle pubbliche amministrazioni, consentendo l'assunzione del 100 per cento delle risorse cessate nell'anno precedente. La legge permette inoltre di recuperare quote assunzionali 'residue' delle annualità precedenti ma non utilizzate. Questo principio vale tanto per la Regione quanto per i Comuni che partecipano alle Unioni. Le amministrazioni che invece hanno scelto di restare fuori dalle Uti possono attivare il turnover nella misura del 50 per cento e non del 25 per cento come invece è stato affermato". (...)
http://www.ilfriuli.it/articolo/Politica/Comuni-points-_presto_lo_sblocco_alle_assunzioni/3/163588
Commento della redazione del Blog alla risposta di Panontin riportata dalla stampa locale:
facciamo notare come continuino i ricatti della Giunta regionale nei confronti dei Comuni ancora fuori delle Uti, i quali Comuni possono attivare il turnover nella misura del solo 50%, mentre chi ha ceduto alla pressione coercitiva regionale ed è entrato nell'Uti "assegnatagli dall'alto" dalla Regione stessa, può assumere fino al 100% delle risorse cessate nell'anno precedente...
COMMENTO DELLA
In Regione è rispettato il dettato costituzionale, articoli 1, 5 e 97 della nostra Carta Costituente?
Assemblea nazionale Pd, Matteo Renzi: "No ai ricatti":
perfettamente d'accordo con Renzi, ma chi lo dice all'assessore Panontin e alla Presidente Serracchiani i quali "continuano" con i ricatti e le pesanti imposizioni "calate dall'alto" ai Comuni regionali? ﻿
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Etichette: Anci Friuli-VG, Debora Serracchiani, Friuli, Paolo Panontin, riforma enti locali, UTI Unioni territoriali intercomunali
CARA PRESIDENTESSA SERRACCHIANI....
potrebbe cominciare così una doverosa lettera alla nostra governatrice per segnalare che il Friuli – Venezia Giulia (ci perdoni il trattino, ma così stà scritto nello Statuto e in Costituzione – art. 131) adesso ha bisogno di Lei.
La Regione ha bisogno di Lei, e del fatto che Lei debba rivedere almeno una delle Sue convinzioni, perchè i nostri giovani scappano all'estero o, peggio, rinunciano a vivere, i nostri bambini e i nostri vecchi subiscono i tagli al sistema sanitario, troppe industrie chiudono e i dati delle Camere di Commercio sono impietosi e non ci può consolare il fatto che i tatuatori sono in crescita del 300%, il rapporto nascite/morti dei friulani è preoccupante, e la Regione non ha sufficienti risorse per agire.
Credo di sintetizzare correttamente il Suo pensiero dicendo che era Sua convinzione che la nostra Regione avesse diritto a mantenere l'autonomia speciale per la capacità di amministrarsi bene e correttamente, partecipando al risanamento del Paese, mentre gli altri argomenti, storici, linguistici ed economici che l'avevano fatta nascere, sarebbero ormai sorpassati.
E con questo principio di responsabilità, encomiabile e molto “friulano” ha accettato i tagli alle risorse che lo Stato versa al Friuli – Venezia Giulia, ma cinque miliardi in meno di risorse dallo Stato al nostro territorio significano molto e ce ne stiamo rendendo conto.
Lei aveva ragione, o meglio, avrebbe avuto ragione se anche le altre articolazioni di questo incredibile Paese, avessero agito conseguentemente e tutti avessero contribuito a risanarlo, ma così non sta avvenendo.
Ora Lei occupa anche un ruolo fondamentale nel quadro politico nazionale, come vicesegretaria del PD, ed ha certamente un quadro preciso di quanto sta avvenendo e che potrei riassumere in soli due casi, tra i moltissimi: una Regione a statuto speciale, con amministrazione di centrosinistra, politicamente incapace di riscuotere 50 miliardi (miliardi) di tasse evase e per la quale nessuno propone di cancellare la specialità e la scelta del Ministro della difesa di proseguire nella politica di crescita irrefrenabile della spesa per cacciabombardieri d'attacco e portaerei (anche qui miliardi, mentre forse bisognerebbe pensare a un moderno servizio di leva).
Allora Lei dovrebbe rivedere la Sua convinzione in coerenza con quanto continua a fare il resto del Paese e pretendere che si recuperi quanto tagliato in questi anni, non solo con i doverosi ricorsi alla Corte Costituzionale, ma con una precisa e forte azione politica. Ha i dati economici per pretenderlo, ha le motivazioni giuridiche (pensi solo al tema della difesa delle lingue minoritarie garantita dall'Europa e che Lei certamente ben conosce) ha gli argomenti e il potere per mettere il tema sul tavolo del partito.
per il Comitato per l'Autonomia
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 16:01 1 commento:
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LEGGE ELETTORALE - BASTA DISCRIMINAZIONI TRA MINORANZE LINGUISTICHE!!
Basta discriminazioni
tra minoranze linguistiche!!
Assemblee de Comunitât Linguistiche Furlane
Li dal Comun di Cjarlins - Place S. Roc, 24 – 33050 Cjarlins / presso il Comune di Carlino P. S. Rocco, 24 - 33050 Carlino
Estratto dalla deliberazione n. 5 del 04.02.2017
OGGETTO: “Rappresentanza politica in parlamento della minoranza linguistiche friulana -
L’ASSEMBLEA DELLA COMUNITA’ LINGUISTICA FRIULANA
(Organismo istituzionale previsto dalla l.r. 26/2014 e costituita da n. 102 Comuni)
Vista la legge 6 maggio 2015, n. 52, “Italicum”, relativa alla normativa elettorale;
Verificato che il c.d. Italicum prevede soglie di sbarramento del 20% per le liste rappresentative di comunità linguistiche su base circoscrizionale;
· che tale regime è derogato per Trentino Alto-Adige/Südtirol e Valle D’Aosta/Vallee d'Aoste, dove risulta in vigore un regime elettorale speciale in cui sarà utilizzato il sistema dei collegi uninominali al fine di tutelare la minoranza linguistica;
· che in particolare per la Valle d’Aosta/Vallee d'Aoste, viene istituito un singolo collegio maggioritario uninominale a turno unico;
· che per il Trentino-Alto Adige/Südtirol è previsto un sistema misto particolare basato sull’attribuzione complessiva di un totale di 11 seggi conformati tendenzialmente sulla omogeneità territoriale e linguistica;
Ricordate la sentenza n.215/13 e la sentenza n.159/09 della Corte Costituzionale con cui si riconosce la necessaria tutela delle minoranze linguistiche quale principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale e si censurano le discriminazioni tra le 12 minoranze riconosciute dalla legge 482/1999;
Ritenuta pertanto incostituzionale l’attuale normativa elettorale per irragionevole ostacolo alla rappresentanza politica e istituzionale delle minoranze linguistiche legalmente riconosciute;
Evidenziata palese violazione dei criteri di territorialità con la violazione dei criteri direttivi di cui alla lett. c) dell’art. 4 L. 52/15, che prevedevano, nella delimitazione dei collegi, il rispetto delle
aree di tutte le comunità linguistiche autoctone riconosciute dalla legge, anche in deroga agli ordinari criteri demografici;
Evidenziato inoltre che, mediante la creazione nella nostra Regione di due collegi il cui confine sottrae amplissime aree friulanofone per inglobarle nel debordante collegio triestino, verrà diluita, senza possibilità di rappresentanza, la minoranza friulana e anche la più ridotta minoranza slovena;
Ritenuto necessario modificare l’attuale normativa affinché le minoranze linguistiche territoriali possano vedersi riconosciuta adeguata ed effettiva rappresentanza all’interno del parlamento
Visto il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana
Con voti UNANIMI espressi per alzata di mano
1. Di chiedere al Parlamento della Repubblica Italiana che, nell’ambito della revisione della legge elettorale, sia garantita la rappresentanza politica della minoranza linguistica friulana all’interno del Parlamento stesso.
2. Di inviare copia della presente mozione ai parlamentari del Friuli-Venezia Giulia e ai Capigruppo del Consiglio Regionale della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.
La Redazione del blog ringrazia Diego Navarria, Presidente della "Assemblee de Comunitât Linguistiche Furlane", per averle concesso la pubblicazione dell'estratto dalla deliberazione nr. 5 del 4 febbraio 2017.
1) dal settimanale ilFRIULI.it
Il ‘parlamento’ friulano
di Hubert Londero
http://www.ilfriuli.it/articolo/Politica/Il_%80%98parlamento%80%99_friulano_alza_la_testa/3/162933
2) dal sito del mensile
EDITORIÂL di Dree Venier
Zenâr-Fevrâr 2017
Leç eletorâl taliane gnove:
al coventarès un...Furlanellum
(...) Par prionte, no rispiete la minorance furlane. Cun la determinazion dai coleçs eletorâi dal Italicum il Friûl al è stât spacât in doi cuntune part sot Triest. Chei che a votaran in chê, a coventaran dome a mandâ su candidâts triestins. Nol sucêt cussì in Trentin e Sud Tirôl, li che i coleçs a son plui piçui, fats daûr de presince des minorancis sul teritori.
La gnove leç e je stade judicade de Cort Costituzionâl e in part mandade indaûr, duncje si ‘nd à di fâ une gnove. Al è di tignî prisint che la Consulte no à tocjât il cantin des circoscrizions eletorâls parcè che il tribunâl di Triest – che al à di trasmeti ae Cort lis cuistions – al à pensât ben di no mandâlu indevant. No parcè che nol podès vê mani, ben si intint: dome parcè che no lu à judicât rilevant.
Di sigûr la discussion par vê une gnove leç eletorâl e sarà lungje, ancje parcè che e je dute une part dal Parlament che e à l’interès di puartâ indevant la legjislature il plui pussibil, ancje par facendis di tacuin.
In chest mismàs al sarès spazi par un intervent di bande de nestre Regjon. L’imprest si clame voto alle Camere: in pratiche une mozion che, fate buine dal Consei Regjonâl, e ven presentade al Parlament li che si invide a tignî presinte une cuistion. Chest voto al pues jessi ancje une leç fate e finide. (...)
Lei dut l'editoriâl:
http://www.lapatriedalfriul.org/?p=18230
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Etichette: Assemblea Comunità linguistica friulana, Diego Navarria, Friuli, Lingua friulana
UDINE 17/19 FEBBRAIO 2017 - COPPA DEL MONDO U20 DI SPADA E FIORETTO
UDINE 17/19 febbraio 2017
COPPA DEL MONDO U20 DI
SPADA E FIORETTO
Udine – Il PalaIndoor “Ovidio Bernes” di via del Maglio 6 a Udine (ingresso gratuito), ospiterà ancora una volta i più grandi talenti della scherma mondiale Under 20 in occasione dell’ultima tappa stagionale della Coppa del Mondo.
Grazie alla collaborazione tra la Federazione Italiana Scherma e il Comitato Regionale del FVG, lo splendido impianto di Paderno vedrà impegnati da venerdì 17 a domenica 19 febbraio oltre 400 atleti provenienti da tutto il mondo; Udine è la gara che precede i Campionati Europei e Mondiali giovanili di Plovdiv (fine marzo e inizio aprile) ed è quindi l’ultima occasione per mettersi in mostra e strappare un pass per le rassegne continentali e mondiali.
Fioretto e Spada saranno le due armi che il pubblico potrà ammirare al PalaIndoor; ad aprire il programma, venerdì 17 febbraio, ci saranno le spadiste e i fiorettisti alle 9 del mattino con i gironi di qualificazione, cui seguirà il tabellone di eliminazione diretta che porterà i migliori quattro a giocarsi la vittoria alle ore 17, mentre sabato 18 febbraio, sempre alle 9, sarà la volta di spadisti e fiorettiste che concluderanno la gara alle 18.30, infine la mattinata della domenica sarà dedicata alle gare a squadre che si concluderanno alle ore 15. (...)
http://www.schermafvg.it/public/ita/?p=15226
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Etichette: coppa del mondo U20 di spada e fioretto, Friuli
REGIONE FRIULI - LA FALLIMENTARE RIFORMA SANITARIA VA RIVISTA!
LA FALLIMENTARE
VA RIVISTA!!
dal quotidiano il Gazzettino
(Udine e Pordenone)
(…) I primi cittadini dell’Uti Riviera Bassa Friulana ritengono a questo punto di formalizzare alla Regione una richiesta precisa e inderogabile di riapertura immediata dell’attività h24 del reparto pediatrico, ostetrico ginecologico e del punto nascita, dell’Orl e della terapia del dolore senza ulteriori rinvii.
Chiedono, inoltre, l'immediata sostituzione del direttore generale dell’Aas2, e la revisione dell’Aas2 in modo da accorpare la Bassa Friulana Occidentale al suo ospedale di riferimento, costituito dall’ospedale ad alta specializzazione di Udine.
a firma di Paola Treppo
http://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/fronte_compatto_sindaci_torni_subito_pediatria_h24_area_nascita-2252881.html
E questo l'articolo sul settimanale
Tutti gli 11 Sindaci dell’UTI Riviera Bassa Friulana (Carlino, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Ronchis, San Giorgio di Nogaro) si sono riuniti presso l’Ospedale di Latisana per una conferenza stampa relativa alla situazione del tavolo tecnico-politico intrapreso con la Regione FVG. (…)
Con la recente riforma sanitaria regionale che ha visto forzatamente messi assieme due territori come quello della Bassa Friulana, con ospedale di riferimento Udine con una storica gestione ottimale dei servizi e risorse, e dell’isontino con ospedale di riferimento Trieste con problematiche croniche di disavanzo della spesa dovuti a processi incompiuti di riforma, si è istituzionalizzato l’ospedale unico Latisana-Palmanova che ha immediatamente provocato la chiusura del reparto di Otorinolaringoiatria, storico punto di riferimento regionale per la bassa friulana, e fatte venir meno le dotazioni dei pediatri della pediatria di Latisana a favore della sede di Palmanova. (…)
I Sindaci dell’Uti Riviera Bassa Friulana ritengono a questo punto di formalizzare alla Regione una richiesta precisa ed inderogabile di riapertura immediata dell’attività H24 del reparto pediatrico, ostetrico ginecologico e del punto nascita, dell’ORL, della terapia del dolore senza ulteriori rinvii.
Chiede inoltre la immediata sostituzione del Direttore Generale dell’AAS 2, la revisione dell’AAS2 in modo da accorpare la bassa friulana occidentale al suo ospedale di riferimento costituito dall’Ospedale ad alta specializzazione di Udine.
http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/L-quote-Uti_Rivera_Bassa_Friulana_chiede_di_riaprire_il_punto_nascita_a_Latisana/2/163219
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 17:24 5 commenti:
Etichette: Debora Serracchiani, Friuli, Riforma sanitaria
NON ERA CERTAMENTE QUESTA LA REGIONE FRIULI CHE L'ON. TIZIANO TESSITORI VOLEVA........
Non era certamente questa
la Regione Friuli
che il senatore
Tiziano Tessitori voleva...
La famigerata
"riforma spezzatino"
UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI
AI SINDACI FRIULANI
Perchè ci sono sindaci friulani che - pur essendo molto critici e spesso del tutto contrari alla riforma regionale degli enti locali - hanno ugualmente aderito alle UTI "cedendo così ai ricatti" della Giunta regionale Serracchiani e svendendo la loro Comunità, invece di opporsi con forza a questa "famigerata riforma spezzatino"?
O forse i sindaci friulani non si sono ancora resi conto che il futuro del Friuli (province di Udine, Pordenone e Gorizia) è ora nelle loro mani e nella loro capacità di unirsi nell'interesse di un Friuli sempre più privo di autonomia, destrutturato, frantumato ( in 17 Uti!) da una politica regionale sempre più triestinocentrica e centralista?
Dal settimanale Ilfriuli.it
http://www.ilfriuli.it/articolo/Politica/Uti-points-_Cividale_approva_l%E2%80%99atto_costitutivo/3/153311
"(...) E’ stata una decisione sofferta – spiega il sindaco Stefano Balloch – perché ci siamo trovati ad un bivio: o entrare nell’Uti oppure vedersi tagliare dalla Regione una grossa fetta di trasferimenti che avrebbero reso impossibile garantire ai cittadini anche solo i servizi essenziali”.
"Approvare Statuto e Regolamento dell’Uti è stato un gesto di grande responsabilità che certamente non fa venir meno la profonda contrarietà già più volte ribadita nei confronti della riforma degli enti locali voluta dalla Regione. La mancata approvazione dello Statuto dell’UTI entro il 15 aprile avrebbe comportato il venir meno di una parte dei trasferimenti di fondi al Comune di Cividale del Friuli per quasi 3.000.000 di euro nel triennio 2016/2018” conclude il sindaco. (...)"
E così ha dichiarato recentemente, sempre il sindaco di Cividale, Stefano Balloch, in una intervista pubblicata sul quindicinale DOM - stampa degli sloveni della Provincia di Udine - il 31 gennaio 2017 a pagina 7. L'intervista a Balloch è a firma di Ezio Gosgnach:
Domanda (del giornalista): Il desiderio era di un'ente specifico per le Valli
Risposta (del Sindaco Balloch): "Pure il comune di Cividale aveva fatto delle richieste, ma abbiamo dovuto prendere atto della legge. (...) Anch'io mi sono sempre espresso in maniera contraria a questa legge e a come ci si è arrivati. Ma fin quando non viene abrogata sono tenuto a ottenere il massimo del vantaggio per i miei cittadini. Per Cividale l'ho fatto. (...)
Domanda (del giornalista): Certo che i sindaci dei Comuni di Drenchia, Grimacco, Pulfero, San Leonardo e san Pietro al Natisone hanno vissuto l'ingresso nell'UTI come un'imposizione pesante....
Risposta (del Sindaco Balloch): "Hanno fatto una battaglia forte. L'accoglimento della loro richiesta di autonomia avrebbe garantito di essere l'unica Uti con meno di diecimila abitanti in tutto il Friuli Venezia Giulia. E' ovvio che avrebbe avuto dei vantaggi nell'essere un territorio più ristretto e magari degli svantaggi per quanto riguarda i meccanismi di trasferimento dei fondi e della creazione di un sistema più ampio. Ma noi non abbiamo podestà legislativa. Siamo degli esecutori"
della Redazione del Blog
Diversamente dal sindaco Stefano Balloch, noi riteniamo che il ruolo del sindaco non sia quello di "essere degli esecutori", ma piuttosto quello di "essere il difensore della comunità che lo ha eletto", iniziando dal respingere i ricatti dell'ente regione che penalizzano il Comune.
Ricatti che - nel caso della riforma regionale e più precisamente delle Uti - hanno sempre avuto come fine ultimo quello di obbligare il sindaco e tutti i consiglieri comunali ad accettare lo svuotamento della rappresentatività e la perdita dell'autonomia decisionale del Consiglio comunale a favore dell'UTI, un ente quest'ultimo che non risulta previsto dalla nostra Costituzione, al contrario dei Comuni che costituiscono invece la Repubblica italiana assieme alle Province, Citta metropolitane, Regioni e Stato, art. 114 della Costituzione italiana.
E poco importa se l'art. 5 della Costituzione italiana così recita:
"La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento."
E con quale programma politico potrà presentarsi alle elezioni comunali un futuro candidato sindaco di un Comune inserito in un'Uti sapendo già in anticipo che non potrà decidere autonomamente nulla a beneficio del suo Comune perché grazie al voto ponderale - previsto dalla legge regionale sulle Uti - deciderà tutto il Comune più popoloso?
Un esempio di sindaco che tutela la sua Comunità? Il sindaco di Paularo, Daniele Gleria, a cui va tutto il nostro appoggio e che così ha pubblicamente dichiarato:
(...) non posso e non voglio essere ricordato dalla mia comunità come il Sindaco che ha svenduto il suo paese, non voglio che il ruolo e la rappresentatività del consiglio comunale venga svilito e con esso il voto espresso dai cittadini.
Daniele Di Gleria - Sindaco del Comune di Paularo (Ud)
http://comitat-friul.blogspot.it/2017/01/daniele-gleria-sindaco-di-paularo.html
al sindaco di Cividale,
1) Chi è che dovrebbe, secondo lei, abrogare la legge regionale sulla riforma degli enti locali che da sue dichiarazioni riportate dalla stampa locale risulta non piacerle?
Forse chi l'ha imposta a forza di ricatti inseriti nella legge stessa (il commissariamento risulta poi essere stato abolito dal TAR di Trieste...), ossia la Giunta regionale di Debora Serracchiani? Suvvia, sa benissimo che non lo faranno mai poiché la considerano il trofeo da presentare durante la prossima propaganda elettorale, elezioni regionali del 2018, propagandandola come "la riforma più bella del mondo"
Le ricordo che il 4 di dicembre 2016 i friulani e i triestini hanno votato in massa contro le modifiche della Costituzione italiana imposte al Parlamento dal Governo Renzi. Modifiche che violentavano gli art. 1 e 5 della Costituzione italiana.....
O piuttosto sono i Comuni che devono condurre una battaglia politica e legale per la sua abrogazione, ritenendo questa legge regionale una pessima legge che peggiora i servizi ai cittadini, aumenta i costi amministrativi e svuota i Comuni minori di rappresentatività e autonomia?
2) Accettando i ricatti della Giunta regionale non pare anche a lei sindaco Balloch che si avvalla il metodo del ricatto con cui è stata imposta questa legge regionale e l'arroganza politica di chi non ha voluto confrontarsi a priori con il territorio ma, al contrario, ha calato dall'alto "una legge elaborata nelle segrete stanze degli uffici regionali da burocrati che non conoscevano il territorio regionale"?
Come lei certamente ben sa è già stata presentata - previa la raccolta di firme prevista per legge - la richiesta per indire un referendum popolare abrogativo di questa legge... ma chi l'ha imposta con i ricatti ha vietato anche il referendum popolare!
Evidentemente aveva paura della "sovranità popolare"! Sia mai che si ripeta un nuovo 4 dicembre 2016: meglio evitare il rischio di una seconda batosta!
Una domanda a tutti i friulani
E' DEMOCRATICO, ETICO
E COSTITUZIONALE
RICATTARE I COMUNI?
A noi pare di no...
http://comitat-friul.blogspot.it/2017/01/e-democratico-etico-e-costituzionale.html
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 20:30 5 commenti:
Etichette: Debora Serracchiani, Friuli, Paolo Panontin, riforma enti locali, Stefano Balloch, UTI Unioni territoriali intercomunali
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