Source: http://new.camera.it/292?area=12&Cultura%2C+spettacolo%2C+sport
Timestamp: 2017-04-26 02:14:41+00:00
Document Index: 109946864

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 117', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 64']

PremessaLe politiche in materia di cultura sviluppate nel corso della XVI legislatura – pur indirizzate a perseguire l’azione di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e culturale, al fine di migliorarne la fruizione da parte dei cittadini, anche attraverso l’utilizzo della rete web – si sono sviluppate in un quadro economico caratterizzato dalla perdurante riduzione dei finanziamenti pubblici.In particolare, le riduzioni agli stanziamenti dei Ministeri disposte da vari interventi normativi lungo tutto l’arco della legislatura (dal D.L. 112/2008 al D.L. 95/2012) hanno determinato, per il Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac), una riduzione degli stanziamenti - al netto degli oneri relativi al rimborso del debito pubblico – dai 2.098 milioni di euro risultanti dal Rendiconto 2008, ai 1.512 milioni di euro risultanti dalla Legge di bilancio 2013, con una incidenza percentuale sulla spesa finale del bilancio dello Stato diminuita, nel periodo indicato, dallo 0,4% allo 0,3%.Alle risorse assegnate allo stato di previsione del Mibac si affiancano, tuttavia, ulteriori risorse
(provenienti, fra l’altro, da Fondi Lotto, dalle fondazioni di origine bancaria, e dalle erogazioni liberali).
L’assetto delle competenzeGli attori delle politiche culturali sono lo Stato e le regioni, che agiscono nel quadro di competenze delineato dal nuovo articolo 117 della Costituzione. In particolare, la tutela dei beni culturali è affidata alla competenza esclusiva dello Stato (art. 117, secondo comma, lett. s), Cost.), mentre la valorizzazione dei beni culturali e la promozione e organizzazione di attività culturali – che comprendono lo spettacolo e le attività cinematografiche (Corte Cost., sent. nn. 255/2004
e 285/2005)
– è attribuita alla legislazione concorrente (art. 117, terzo comma, Cost.).La Corte ha, peraltro, evidenziato, già prima della XVI legislatura (sent. nn. 478/2002
e 307/2004),
che lo sviluppo della cultura corrisponde a finalità di interesse generale “il cui perseguimento fa capo alla Repubblica in tutte le sue articolazioni (art. 9 Cost.), anche al di là del riparto di competenze fra Stato e regioni”.La riorganizzazione del MibacNello scenario descritto in premessa, il D.P.R. 91/2009, di riorganizzazione del Mibac,
ha disposto l’istituzione della Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, caratterizzata da competenze trasversali finalizzate, tra l’altro, ad intensificare i rapporti di collaborazione tra Ministero ed enti locali ed a favorire la partnership tra pubblico e privato.I primi risultati positivi sono stati riferiti alla VII Commissione cultura della Camera il 18 febbraio 2010.
In quella sede, il rappresentante del Governo ha evidenziato che i dati 2009 circa il numero di visitatori dei luoghi di cultura e i conseguenti introiti testimoniavano un aumento, rispetto al 2008, dell'8,53% e del 15,55%.Il trend si è confermato: in base agli ultimi dati resi noti dall'ufficio statistica del Mibac,
nel 2011, rispetto al 2010, si è registrato un aumento degli ingressi nei luoghi statali della cultura (musei, monumenti e aree archeologiche), del 7,49%, mentre gli incassi sono aumentati del 5,69%. In termini assoluti, nel 2011 sono stati conteggiati 40.134.446 ingressi (+2.797.485 rispetto al 2010), per un introito, al lordo dell'aggio spettante ai concessionari del servizio di biglietteria, di 110.430.672 euro (+5.946.366 euro rispetto al 2010).I principali interventi normativi in materia di cultura e spettacoloGli interventi normativi
più rilevanti sono stati attuati attraverso decreti-legge e attraverso le leggi di stabilità - ovvero hanno riguardato la ratifica di atti internazionali - e sono, dunque, derivati dall’iniziativa governativa.Interventi per i beni culturaliIn particolare, il D.L. 34/2011 ha previsto un programma straordinario di interventi conservativi da realizzare nell'area archeologica di Pompei, attraverso l’adozione di procedure semplificate per l’affidamento dei lavori e l’autorizzazione all’assunzione di personale, anche in deroga ad alcune norme di blocco delle assunzioni nel pubblico impiego.Ulteriori disposizioni agevolative delle assunzioni presso il Mibac sono state introdotte, al fine di assicurare l'espletamento delle funzioni di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale, con la legge di stabilità 2012 (L. 183/2011) e con il D.L. 201/2011, mentre per Pompei è stato poi avviato, anche sulla base di un finanziamento messo a disposizione dall’UE, Il grande progetto Pompei.
Misure di semplificazione e razionalizzazione sono state poi previste dal D.L. 5/2012 e dal D.L. 95/2012, nonché dalla L. 228/2012 (legge di stabilità 2013), con riferimento, fra l’altro, al sostegno finanziario dello Stato per gli interventi conservativi effettuati dai privati sui beni culturali, alla verifica dell'interesse culturale nell'ambito delle procedure di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, alla messa in liquidazione della Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo - ARCUS Spa dal 1° gennaio 2014 e alla riconduzione delle relative attività al MIBAC.Con L. 45/2009 è stata autorizzata la ratifica del Secondo Protocollo relativo alla Convenzione dell'Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato,
mentre con L. 157/2009 è stata ratificata la Convenzione UNESCO del 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Per iniziativa mista Parlamento-Governo, nell’ultimo scorcio della legislatura è stata approvata la L. 7/2013 (A.C. 5613), che modifica la disciplina transitoria per il conseguimento delle qualifiche di restauratore e di collaboratore restauratore di beni culturali,
mentre non si è concluso l’esame di una proposta di legge (A.C. 1614) che recava disposizioni in materia di esercizio di altre professioni dei beni culturali.Non è, inoltre, giunto a compimento l’iter di numerosi progetti di legge di iniziativa parlamentare, riguardanti, principalmente, interventi di restauro e promozione di monumenti e altri luoghi della cultura. Interventi per lo spettacoloCon riferimento allo spettacolo,
il D.L. 64/2010,
ampiamente modificato durante l'esame parlamentare, ha disposto un primo, urgente, intervento nel settore lirico-sinfonico
, per razionalizzare le spese e al contempo implementare la produttività e i livelli di qualità delle produzioni offerte, prevedendo l’adozione di successivi regolamenti.Tuttavia, mentre è stato adottato il regolamento (D.P.R.117/2011) per il riconoscimento di forme organizzative speciali ad alcune fondazioni lirico-sinfoniche in relazione a peculiarità, assoluta rilevanza internazionale, eccezionali capacità produttive, rilevanti ricavi propri o significativo e continuativo apporto finanziario di privati – che ha poi determinato il riconoscimento previsto per l’Accademia di Santa Cecilia di Roma (DM 23 gennaio 2012)
e per il Teatro La Scala di Milano (DM 16 aprile 2012)
- lo schema del regolamento che disciplina l’ordinamento e l’organizzazione delle fondazioni - a fronte di un termine per l’emanazione fissato al 31 dicembre 2012 dal D.L. 201/2011 - è stato esaminato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2012,
ma non è ancora giunto all’esame delle Camere.Il D.L. 64/2010 ha peraltro determinato un intervento della Corte costituzionale che, con sentenza 153/2011,
ha ribadito la qualificazione in senso pubblicistico degli enti lirici, ancorché da tempo privatizzati a seguito del d.lgs. 367/1996.Nel medesimo ambito, l’argomento più rilevante discusso alla Camera per iniziativa parlamentare ha riguardato lo spettacolo dal vivo: infatti, sin dall’inizio della legislatura, la VII Commissione ha cercato di definire un quadro normativo organico, specificando, tra l’altro, le attribuzioni spettanti ai singoli livelli di governo e riaffrontando il problema del supporto economico al settore, attualmente assicurato principalmente dal Fondo Unico per lo Spettacolo
, la cui dotazione, pari a 513 milioni di euro nel Rendiconto 2008, diminuita a 398,9 milioni di euro nel Rendiconto 2010, poi aumentata – a seguito dell’intervento del D.L. 34/2011 – a 423,4 milioni di euro nel rendiconto 2011 – è ora nuovamente pari, nella legge di bilancio 2013, a 398,1 milioni di euro.L’esame del provvedimento (A.C. 136 e abb.) non si è, però, concluso. Analogamente, non è giunto a conclusione l’iter, avviato dalla XI Commissione, di alcune proposte di legge (A.C. 762 e abb.) in materia di tutela professionale dei lavoratori dello spettacolo.La 7a Commissione del Senato, invece, ha esaminato progetti di legge finalizzati a promuovere le attività cinematografiche e audiovisive (A.S. 87
e abb.), anche in tal caso senza conclusione dell’attività. Per il settore cinematografico, peraltro, sono stati prorogati (art. 2, co. 4-ter, D.L. 98/2011) fino al 31 dicembre 2013 gli incentivi fiscali introdotti dalla L. finanziaria 2008 e sono state ridefinite la natura societaria e le funzioni di Cinecittà Luce Spa, divenuta Istituto Luce-Cinecittà srl (art. 14, co. 6-14, D.L. 98/2011).Lo sportL'ordinamento sportivo rientra tra le materie che la Costituzione affida alla competenza concorrente; esso si caratterizza, peraltro, per una spiccata autonomia organizzativa, in quanto articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionale (art. 1, D.L. 220/2003).Le politiche intraprese nella XVI legislatura - che fanno capo al Dipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri (alla quale sono state trasferite dall'art. 1, co. 19, del D.L. 181/2006) - sono state orientate allo sviluppo di strategie che incentivino l'attivita' fisica e sportiva
fra tutti gli strati della popolazione, anche attraverso l’istituzione di un apposito Fondo (art. 64, D.L. 83/2012 – L. 134/2012) e, da ultimo, l’approvazione, il 26 settembre 2012, del Piano nazionale per la promozione dell’attività sportiva
. In quest'ultimo si evidenzia che lo sport è un settore dinamico, che può contribuire anche al raggiungimento di obiettivi di crescita e di creazione di posti di lavoro e che, per altro verso, i valori veicolati dallo sport e dalla pratica sportiva in generale concorrono a sviluppare la conoscenza, la motivazione, lo spirito di sacrificio, l’osservanza delle regole, il rispetto degli altri, la solidarietà e la disciplina. Si evidenzia, altresì che, come ribadito anche in ambito europeo, lo sport tende ormai a configurarsi come un diritto della cittadinanza che le istituzioni devono garantire, promuovendo un’offerta sportiva qualificata e sana che stimoli l’ampliamento della base dei praticanti.Con particolare riferimento alla pratica sportiva delle giovani generazioni, inoltre, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha emanato, nel 2009, linee guida per la riorganizzazione delle attività di educazione fisica e sportiva nelle scuole secondarie di I e II grado
ed ha avviato un progetto di alfabetizzazione motoria nella scuola primaria,
la cui terza annualità
riguarda l’a.s. 2012/2013. Alla pratica sportiva scolastica viene affidato il compito di educare le giovani generazioni alla competizione come momento di incontro, promuovendo comportamenti di dialogo e non violenza.Il tema più rilevante di cui ha discusso il Parlamento per iniziativa dei suoi membri ha riguardato la costruzione degli impianti sportivi e la ristrutturazione di quelli esistenti. In particolare, la 7a Commissione del Senato, dopo aver svolto una indagine conoscitiva sullo sport di base e dilettantistico,
ha approvato un testo riguardante i grandi impianti, modificato poi dalla Camera (A.C. 2800 e abb.) e rinviato al Senato, dove l’esame non è stato portato a compimento. Sempre al Senato è stato avviato l’iter di altri progetti di legge (A.S. 1813
e abb.) riguardanti gli impianti di minori dimensioni, anch’esso non concluso.Un ulteriore tema affrontato aveva la finalità di garantire alle atlete pari opportunità, aiutandole a conciliare sport e maternità: anche in tal caso, tuttavia, l’iter del testo - di iniziativa parlamentare - approvato dalla Camera (A.C. 4019 e abb.) non si è concluso al Senato (A.S. 2829
L'organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali Tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale Interventi per le fondazioni lirico-sinfoniche Lo spettacolo Le professioni dei beni culturali Promozione dello sport Accedi per Aree tematiche