Source: http://www.cazzulo.it/a_71_News.htm
Timestamp: 2018-10-15 12:58:38+00:00
Document Index: 83579871

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art.8', 'art.12', 'art.13', 'art.13', 'art.7', 'art.2', 'art.74', 'art.7', 'art.17', 'art.17', 'art.5']

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Precisazioni sull’ammortamento dei beni nuovi di costo unitario inferiore a 516,46 euro
Nel caso in cui l’impresa decida di ammortizzare secondo i coefficienti previsti dal D.M. 31/12/1988 ovvero anche in un periodo più lungo i beni strumentali di valore unitario non superiore a 516,46 euro, la deduzione del superammortamento del 40% si allinea ai coefficienti di ammortamento previsti per quel singolo bene dal D.M. 31/12/1988. Pertanto, la scelta di non avvalersi della deduzione integrale nell’esercizio di sostenimento della spesa di acquisizione del bene impedisce di fruire nello stesso esercizio dell’integrale maggiorazione del 40%.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 145, 24/11/2017)
Confronto tra i dati fatture del primo semestre 2017 e le liquidazioni periodiche Iva
L’Agenzia delle entrate sta spedendo le lettere di compliance ai contribuenti per i quali risulta non pervenuta la comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva per il primo o il secondo trimestre 2017, a seguito del confronto tra i dati comunicati dal contribuente e dai suoi clienti soggetti passivi Iva relativi al primo semestre 2017 (mediante l’invio della comunicazione dati fatture scaduta il 16 ottobre 2017). Le comunicazioni sono inviate all’indirizzo pec dei contribuenti interessati e il mancato invio della comunicazione della liquidazione periodica Iva potrà essere regolarizzato mediante il ravvedimento operoso.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n.275294, 28/11/2017)
ANOMALIE 2015
Anomalie riscontrate tra il volume d’affari e lo spesometro relativi al periodo di imposta 2015
L’Agenzia delle entrate sta spedendo le lettere di compliance ai contribuenti per i quali risulta non coincidere l’importo degli acquisti dichiarato dai clienti soggetti passivi Iva e il volume d’affari dichiarato nella dichiarazione Iva 2016. Le comunicazioni sono inviate all’indirizzo pec dei contribuenti interessati: possono essere fornite giustificazioni all’Agenzia delle entrate alle anomalie segnalate ovvero possono essere regolarizzati gli errori/violazioni mediante il ravvedimento operoso.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 251544, 08/11/2017)
Limite di spesa agevolabile in presenza di varie tipologie di interventi sullo stesso edificio
Nel caso di effettuazione sullo stesso edificio di interventi antisismici, di interventi di manutenzione straordinaria e di interventi di riqualificazione energetica la soglia di spesa agevolabile pari a 96.000 euro è unica in quanto riferita allo stesso immobile. Nel predetto limite di spesa, invece, non sono compresi gli interventi di riqualificazione energetica dell’edificio (detrazione 65%), per i quali sono specificamente previste soglie di spesa autonome agevolabili dalle normative di riferimento.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 147, 29/11/2017)
Pubblicate le informazioni statistiche fino al periodo di imposta 2016
L’Agenzia delle entrate ha pubblicato le statistiche relative a tutti gli studi di settore dal 2011 al 2016: selezionando il dato aggregato di tutti gli studi oppure di un determinato macrosettore è possibile visualizzare i ricavi o compensi dichiarati, la percentuale di congrui e coerenti rispetto alla platea, il numero di posizioni congrue e non per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica. E’ possibile raffinare la ricerca anche sulla base del singolo modello di studio di settore presentato: il link per accedere è
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Dichiarazioni/StudiSettore/Statistiche+studi+settore/?page=studisettoreimp
(Agenzia delle entrate, Comunicato stampa, 23/11/2017)
Credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura
L’articolo 1, D.L. 83/2014 prevede il riconoscimento di un credito di imposta in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. La risoluzione in commento chiarisce che "gli istituti della cultura aventi personalità giuridica di diritto privato, ad esempio perché costituiti in forma di fondazione, hanno in realtà natura sostanzialmente pubblicistica e possono perciò ricevere erogazioni liberali, per il sostegno delle loro attività, che beneficiano del credito di imposta (ferma restando la condizione dell'appartenenza pubblica delle collezioni)". L’istante è una fondazione di diritto privato: le erogazioni effettuate a sostegno dell’omonimo museo possono pertanto fruire dell’art bonus a favore del donante.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 136, 07/11/2017)
Credito d’imposta per le pubblicità sui giornali e sulle emittenti radiotelevisive locali
Ai sensi del D.L. 50/2017 sugli investimenti pubblicitari incrementali programmati ed effettuati sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale è concesso un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati rispetto all’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative. Gli investimenti che danno diritto al credito d’imposta sono quelli che consistono nell’acquisto di spazi pubblicitari e di inserzioni: l'effettività del sostenimento delle spese deve poi risultare da apposita attestazione rilasciata dai soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali, ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti. In sede di prima attuazione, il beneficio è applicabile agli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017. Per l’istanza di accesso all’agevolazione, verrà messa a disposizione un’apposita piattaforma dell’Agenzia delle entrate attraverso la quale presentare una prenotazione telematica in una finestra temporale che potrebbe andare dal 1° al 31 marzo di ogni anno. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24, ai sensi dell’articolo 17, D.Lgs. 241/1997.
(Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Chiarimenti, 24/11/2017)
Maggiorazione del 150% del costo dei beni strumentali nuovi prorogato fino al 30 settembre 2018
La Legge di Stabilità per il 2017 ha introdotto la maggiorazione del 150% del costo di acquisto dei beni strumentali nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica/digitale, se l’acquisto viene effettuato entro il 31 dicembre 2017. La maggiorazione del 150% è ammessa anche se viene pagato un acconto almeno pari al 20% dell’ordine già firmato entro il 31 dicembre 2017, con il successivo acquisto del bene strumentale che deve essere posto in essere entro il 30 giugno 2018. La L. 123/2017 ha ampliato la possibilità di fruire della maggiorazione del 150% per gli stessi beni già identificati dalla Legge di Stabilità, nel caso in cui venga pagato un acconto di almeno pari al 20% dell’ordine già firmato entro il 31 dicembre 2017 ed il successivo acquisto del bene strumentale nuovo avvenga entro il termine ultimo del 30 settembre 2018.
(Legge 123 del 03/08/2017 di conversione del D.L. 91 del 20/06/2017, G.U. n. 188 del 12/08/2017)
Ripubblicati gli elenchi definitivi dei soggetti tenuti all’applicazione dello split payment
Sono stati ripubblicati gli elenchi definitivi delle società controllate o quotate soggette alla disciplina dello split payment. Alla luce delle ulteriori segnalazioni pervenute successivamente alla pubblicazione del 26 luglio 2017, relativa agli elenchi definitivi dei soggetti tenuti nell’anno 2017 all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti, il Dipartimento delle Finanze ha provveduto a escludere dai medesimi elenchi 7 società per le quali è stato accertato, sulla base della documentazione pervenuta, la mancanza dei requisiti per l’applicazione della normativa sulla scissione dei pagamenti e ad includere 12 società per le quali è stata invece accertata la sussistenza di detti requisiti. Gli elenchi definitivi rettificati sono disponibili al link
http://www.finanze.gov.it/opencms/it/fiscalita-nazionale/Manovra-di-Bilancio-2017/Scissione-dei-Pagamenti-d.l.-n.-50_2017-Rettifica-elenchi-definitivi-/.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Comunicato, 04/08/2017)
Estensione dei termini per il completamento degli investimenti materiali in tecnologie digitali
Il Mise ha apportato integrazioni alla circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017 recante i termini e le modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi e dei finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese (c.d. agevolazione “Sabatini-ter”). Le integrazioni si riferiscono ai termini per il sostenimento delle spese di “interconnessione” ed “integrazione”, nel caso di richieste di contributo a fronte degli investimenti materiali in tecnologie digitali elencati nella prima sezione “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” dell’allegato 6/A alla suddetta circolare n. 14036.
(Ministero dello sviluppo economico, circolare n. 95925, 31/07/2017)
Prevalenza della sostanza sulla forma per i soggetti che redigono il bilancio in base agli Oic
Il decreto del 3 agosto 2017 (con la relazione illustrativa) ha disposto l’applicazione ai soggetti che adottano i principi contabili nazionali (diversi dalle micro-imprese) della norma contenuta nell’articolo 2, comma 1 del decreto del 1° aprile 2009 riferita ai soggetti che adottano i principi contabili internazionali. Tale disposizione stabilisce che ai fini della determinazione del reddito di impresa imponibile assumono rilevanza gli elementi reddituali e patrimoniali rappresentati in bilancio secondo il criterio della prevalenza della sostanza sulla forma. Con riferimento ai periodi di imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto del 3 agosto 2017 sono fatti salvi i comportamenti non coerenti eventualmente tenuti. Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
(Ministero dell’economia e delle finanze, decreto, 03/08/2017)
La documentazione per fruire delle detrazioni del 70%/75% può essere spedita all’Enea dal 15/09/2017
La detrazione Irpef per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici spetta per le parti comuni degli edifici condominiali nella misura del 70% se i lavori interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e nella misura del 75% se gli interventi sono finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e conseguono almeno la qualità media definita dal Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 26 giugno 2015. L’Enea ha pubblicato un Vademecum che spiega quali sono i requisiti generali e tecnici specifici per fruire della detrazione ed elenca la documentazione che va trasmessa e quella che va conservata. È possibile inviare ad Enea la relativa documentazione (allegati A ed E) tramite il portale http://finanziaria2017.enea.it a partire dal 15 settembre 2017.
(Enea, Comunicato, 24/07/2017)
Entro il 2 ottobre 2017 possibile inviare l’istanza per definire le liti fiscali pendenti
Entro il 2 ottobre 2017 i contribuenti interessati possono trasmettere la domanda per la definizione delle liti fiscali pendenti e pagare l’intero importo agevolato (o la prima rata in caso di rateazione per importi superiori ai 2.000 euro). La definizione agevolata è possibile solo per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio - compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio - nelle quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 aprile 2017, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. Restano escluse le liti di valore indeterminabile e quelle senza importi da versare, come, ad esempio, quelle relative al rifiuto alla restituzione di tributi. Per inviare la domanda è sufficiente accedere alla propria area riservata dei canali Entratel o Fisconline e, all’interno della sezione “Servizi per > Richiedere”, utilizzare la funzione “Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti (articolo 11, D.L. 50/2017)” per la compilazione e la trasmissione.
(Agenzia delle entrate, comunicato, 09/08/2017)
L’aiuto alla crescita economica è stato introdotto nel nostro ordinamento con l’obiettivo di incentivare la capitalizzazione delle imprese mediante la riduzione dell’imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio. La revisione della disciplina ACE si è resa necessaria alla luce delle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità 2017 al meccanismo applicativo per le persone fisiche e le società di persone esercenti attività d’impresa in contabilità ordinaria. Ai fini del calcolo dell’incremento di capitale proprio rilevano gli effetti derivanti dalla nuova modalità di contabilizzazione dei costi di ricerca e pubblicità. Le disposizioni del nuovo decreto sostituiscono quelle del D.M. 14 marzo 2012. È prevista una clausola di salvaguardia che fa salvi i comportamenti adottati dalle imprese nei periodi di imposta 2016 e precedenti.
La verifica della messa a terra degli impianti elettrici è inquadrabile come collaudo e non come manutenzione
I datori di lavoro hanno l’obbligo di effettuare verifiche periodiche degli impianti elettrici di messa a terra della propria attività da parte di un organismo di ispezione abilitato (indipendente da qualsiasi vincolo con gli installatori, progettisti, manutentori e consulenti di impiantistica). Nel caso in cui l’attività di collaudo programmato si limiti a certificare la corrispondenza degli impianti elettrici alla normativa di settore e prescinda da qualsiasi intervento di manutenzione degli impianti stessi, ai fini Iva non trova applicazione il meccanismo dell’inversione contabile di cui all’articolo 17, comma 6, lettera a-ter), D.P.R. 633/1972 ma il metodo ordinario di adempimento dell’imposta.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 111, 11/08/2017)
Nuova sezione sul sito dell’Agenzia delle entrate per promuovere l’adempimento spontaneo
L’Agenzia delle entrate ha pubblicato sul proprio sito web due nuove sezioni, una dedicata ai contribuenti persone fisiche e l’altra dedicata ai contribuenti titolari di partita Iva al fine di promuovere l’adempimento spontaneo. La nuova sezione è raggiungibile dal sito www.agenziaentrate.gov.it seguendo questo percorso: Cosa devi fare > Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi > Attività per la promozione della compliance. Nella lettera indirizzata alle persone fisiche viene riportata l’anomalia riscontrata con i redditi che, dalle informazioni presenti nelle banche dati dell’Agenzia, non risultano dichiarati e una tabella di dettaglio delle categorie cui i redditi si riferiscono (per esempio, redditi derivanti da locazione, di lavoro dipendente, assegni periodici, etc). Nelle lettere indirizzate alle imprese e ai lavoratori autonomi viene riportata l’anomalia riscontrata, l’eventuale imponibile contestabile in sede di controllo e la fonte da cui sono stati attinti i dati per il confronto con i dati indicati dal contribuente in dichiarazione. All’interno della nuova sezione, sono inoltre disponibili i fac-simile delle lettere e la guida fiscale “L’agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori”, un manuale in pdf che contiene tutte le informazioni utili sulle comunicazioni per la compliance.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 30/05/2017)
In arrivo gli avvisi bonari per i fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto Edilizio Urbano
L’Agenzia delle entrate prosegue l’attività di accertamento dei fabbricati rurali che risultano censiti ancora al Catasto Terreni, avviando una campagna di sensibilizzazione per permettere agli intestatari catastali di questi immobili di regolarizzare la propria posizione. Per promuovere la regolarizzazione spontanea delle singole posizioni l’Agenzia delle entrate ha inviato tramite il servizio postale avvisi bonari ai proprietari dei circa 800.000 fabbricati rurali, o loro porzioni, censiti al Catasto Terreni e da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano. L’avviso bonario consentirà a ciascun soggetto di conoscere la propria posizione e verificare quali immobili sono soggetti all’obbligo di dichiarazione. In assenza della dichiarazione di aggiornamento catastale, le Direzioni Provinciali/Uffici Provinciali - Territorio dell’Agenzia delle entrate procederanno all’irrogazione delle sanzioni e all’accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 24/05/2017)
Individuati gli studi di settore per i quali è consentito l’accesso al regime premiale per il 2016
L’Agenzia delle entrate ha reso noto che l’accesso ai benefici previsti dall’articolo 10, comma 9, D.L. 201/2011 è consentito per i contribuenti (congrui, coerenti e normali) che applicano uno dei 155 modelli degli studi di settore per i quali è stato concesso l’accesso al regime premiale. I modelli degli studi di settore approvati per il periodo di imposta 2016 sono 193. Il regime premiale consiste nella preclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici, nella riduzione di 1 anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento e nella possibilità da parte dell’Agenzia delle entrate di determinare sinteticamente il reddito solo qualora il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno 1/3 quello dichiarato.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 99553, 23/05/2017)
Dal 22 giugno 2017 atto costitutivo e statuto modificabili online con firma digitale
È stato pubblicato il decreto direttoriale che consente alle start up innovative che sono state costituite online con firma digitale di modificare il proprio atto costitutivo e statuto utilizzando la stessa procedura semplificata. Già erano state definite le modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata in possesso dei requisiti di startup innovativa di cui all’articolo 25, D.L. 179/2012 e le modalità digitali per apportare modifiche all’atto costitutivo e allo statuto. Il decreto 4 maggio 2017 approva le specifiche tecniche al fine di consentire alle software house di adeguare i propri programmi alle disposizioni del decreto. Le disposizioni in esso contenute acquistano efficacia a partire dal 22 giugno 2017.
(Ministero dello sviluppo economico, decreto, 04/05/2017)
Aggiornate le faq che individuano l’elenco dei beni strumentali agevolabili
La Legge 232/2016 ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 il termine per la concessione alle micro, piccole e medie imprese di finanziamenti agevolati per l’effettuazione di investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Il Ministero dello sviluppo economico ha aggiornato sul proprio sito web le faq ed in particolare ha individuato l’elenco dei beni strumentali e delle spese che non possono essere oggetto della richiesta del finanziamento agevolato e del contributo in conto interessi (c.d. agevolazione Sabatini-ter).
(Ministero dello sviluppo economico, faq Nuova Sabatini, 12/05/2017)
Aggiornato l’elenco delle banche e degli intermediari finanziari aderenti all’Accordo per il credito 2015
Alla data del 31 marzo 2017 sono state accolte 16.224 domande di sospensione del pagamento delle rate (quote capitale) dei finanziamenti e 5.320 domande di allungamento del piano di ammortamento dei finanziamenti (per fruire della sospensione o dell’allungamento i contratti devono essere stati stipulati dalle pmi prima del 31 marzo 2015). L’Abi ha aggiornato l’elenco presente delle banche e degli intermediari finanziari aderenti sull’Accordo per il Credito 2015. Le piccole e medie imprese che intendono attivare una delle iniziative presente nell’Accordo “Imprese in Ripresa” hanno tempo fino al 31 dicembre 2017 per presentare le domande all’istituto di credito o alla società di leasing con il quale hanno stipulato un contratto di finanziamento o di locazione finanziaria.
(Associazione Bancaria Italiana, Elenco delle banche aderenti, 23/05/2017)
È utilizzabile la nuova modulistica 6.9 che sarà obbligatoria dal 1° settembre 2017
È stato pubblicato il decreto direttoriale che integra le specifiche tecniche per la trasmissione delle pratiche al Registro Imprese e al Rea, che acquistano efficacia dall’8 giugno 2017. A partire dal 1° settembre 2017 non potranno più essere utilizzati programmi realizzati sulla base delle specifiche tecniche approvate con precedenti decreti ministeriali.
(Ministero dello sviluppo economico, decreto, 12/05/2017)
Fornite le indicazioni sul nuovo regime di cassa in vigore dal 1° gennaio 2017
L’Agenzia delle entrate ha fornito i primi chiarimenti sulle nuove regole di determinazione della base imponibile Irpef e Irap per le imprese minori in contabilità semplificata, introdotte dall’articolo 1, commi 17-23, L. 232/2016. L’Agenzia delle entrate specifica che il regime introdotto dal 1° gennaio 2017 non è un regime di cassa puro, ma un regime misto cassa/competenza, chiarendo le principali problematiche inerenti le regole per il cambio di regime evitando salti o duplicazioni di imposta, le regole per la gestione delle rimanenze, le modalità per la determinazione della base imponibile Irap ed i nuovi adempimenti contabili (registri da tenere).
Si segnala alla gentile Clientela che entro la fine di maggio uscirà uno “Speciale” sulle imprese minori.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 11, 13/04/2017)
Approvato il nuovo modello di comunicazione per la fruizione del credito di imposta
L’articolo 1, commi 98-108, L. 208/2015 ha previsto l’attribuzione di un credito di imposta a favore delle imprese che effettuano investimenti al Sud dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019 mediante l’acquisizione di particolari beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Dal 1° marzo 2017 la disciplina in materia è stata oggetto di una modifica normativa ad opera del D.L. 243/2016, convertito dalla L. 18/2017, commentata dalla circolare n. 12/E/2017 dell’Agenzia delle entrate. È stato approvato conseguentemente il nuovo modello per la trasmissione telematica della comunicazione, da effettuarsi utilizzando il software “CIM17” disponibile dallo scorso 27 aprile 2017. Il modello per la richiesta di attribuzione del credito d’imposta è composto dal quadro A contenente i dati relativi al progetto d’investimento e al credito d’imposta, dal quadro B contenente i dati della struttura produttiva, dal quadro C contenente l’elenco dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia e dal quadro D contenente l’elenco delle altre agevolazioni concesse o richieste, compresi gli aiuti de minimis.
(Agenzia delle entrate, circolare 12- 13/04/2017 - provvedimento n. 76099, 14/04/2017)
Comunicazioni via pec in caso di omessa dichiarazione Iva per il periodo di imposta 2016
In relazione alle dichiarazioni Iva 2017 per il periodo di imposta 2016, la cui scadenza per l’invio telematico era il 28 febbraio 2017, l’Agenzia delle entrate avverte i contribuenti via pec in caso di omessa presentazione della stessa (o presentazione con il solo quadro VA), sollecitando la presentazione della dichiarazione Iva entro il termine di 90 giorni dalla scadenza originaria mediante il ravvedimento operoso (quindi, entro il 29 maggio 2017). La comunicazione inviata via pec ai contribuenti è visualizzabile anche all’interno del Cassetto fiscale.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 85373, 03/05/2017)
Nuovi chiarimenti sulle novità introdotte a decorrere dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2017
L’Agenzia delle entrate, d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico, ha fornito nuovi chiarimenti sul credito di imposta per le spese sostenute in attività di ricerca e sviluppo dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2020. Si tratta di una corposa circolare di 81 pagine nella quale vengono approfonditi: le novità sulle tipologie di spese agevolabili, le modalità di calcolo, le modalità di utilizzo nel modello F24 del credito di imposta e gli adempimenti dichiarativi.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 13, 27/04/2017)
Scomputo delle perdite fiscali in caso di accertamento solo su istanza del contribuente
L’Agenzia delle entrate ha fornito indicazioni sulle modalità di scomputo delle perdite fiscali d’impresa in caso di accertamento (sia ordinario sia con adesione). Le perdite del periodo oggetto di rettifica vengono automaticamente computate in diminuzione dei maggiori imponibili accertati dall’ufficio competente all’emanazione dell’avviso di accertamento o dell’atto di adesione. Le perdite pregresse possono essere scomputate dal maggior reddito accertato esclusivamente su istanza del contribuente mediante la presentazione del modello Ipea e solo qualora residuino maggiori imponibili dopo l’eventuale scomputo delle perdite di periodo posto in essere dall’ufficio. La circolare offre anche alcune precisazioni in relazione al computo in diminuzione delle perdite in accertamento per i soggetti aderenti al consolidato nazionale.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 15, 28/04/2017)
Dal 15 maggio 2017 ridotto il tasso degli interessi di mora per le somme iscritte a ruolo
L’articolo 30, D.P.R. 602/1973 prevede che decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, sulle somme iscritte a ruolo si applichino a partire dalla data della notifica stessa gli interessi di mora ad un tasso di interesse determinato annualmente. Con provvedimento del 27 aprile 2016 l’Agenzia delle entrate aveva determinato il tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo al 4,13% su base annuale. Il presente provvedimento fissa, con effetto dal 15 maggio 2017, al 3,50% su base annuale la misura del tasso di interesse da applicare ai sensi dell’articolo 30, D.P.R. 602/1973.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 66826, 04/04/2017)
È possibile rettificare la dichiarazione rilasciata nel rogito per fruire dei benefici fiscali
L’Agenzia delle entrate ha analizzato il caso di un contribuente che ha chiesto l’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa in quanto ha dichiarato di svolgere la propria attività prevalente nel Comune in cui è situata l’abitazione. Il contribuente ha chiesto se può conservare i benefici integrando la dichiarazione resa nell’atto di acquisto e impegnandosi a fissare la residenza nel comune in cui è ubicato l’immobile. La risoluzione afferma che nel caso in cui il termine normativamente previsto di 18 mesi dalla data di acquisto sia ancora pendente il contribuente può dichiarare con le medesime formalità giuridiche dell’atto originario (e registrando il nuovo atto presso lo stesso ufficio) di volere beneficiare dell’agevolazione assumendo l’impegno a trasferire la propria residenza entro 18 mesi dall’acquisto.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 53, 27/04/2017)
L’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito al prolungamento del super ammortamento del 40% e all’introduzione dell’iper ammortamento del 150% per i beni materiali “Industria 4.0” e della maggiorazione del 40% per i beni immateriali. Circa i beni oggetto di investimento, la proroga concessa dal 1° gennaio 2017 non riguarda i veicoli i cui costi sono deducibili in misura limitata (20% per le autovetture aziendali ovvero 80% per gli agenti e i rappresentanti di commercio) e quelli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta (con deducibilità limitata al 70%).
Pertanto, per i veicoli acquistati a partire dal 1° gennaio 2017, il super ammortamento spetta solo in riferimento a quelli i cui costi sono integralmente deducibili, ossia i veicoli adibiti ad uso pubblico (taxi), e quelli utilizzati esclusivamente come beni strumentali all’attività d’impresa (autocarri). I beni agevolabili con l’iper ammortamento del 150% sono raggruppabili in beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti; sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità e dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro. Beneficiari della maggiorazione del 40% per alcuni beni immateriali sono, invece, i titolari di reddito d’impresa già fruitori della maggiorazione del 150%.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 4, 30/03/2017)
L’entrata in vigore della L. 19/2017 che ha ripristinato l’obbligo per il 2017 di comunicazione degli elenchi acquisti di beni e servizi mensili e trimestrali, oltre ai dati statistici per i contribuenti mensili, ha portato l’Agenzia delle entrate a segnalare con un comunicato stampa che non saranno sanzionati eventuali ritardi nella trasmissione degli elenchi mensili relativi a febbraio rispetto alla scadenza ordinaria del 27 marzo 2017. Agenzia delle entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed Istat stanno lavorando alla predisposizione di un provvedimento di semplificazione al fine di ridurre la platea dei soggetti obbligati alla trasmissione degli elenchi Intrastat.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 16/03/2017)
L’Agenzia delle entrate ha trattato in una corposa circolare di 324 pagine le disposizioni riguardanti ritenute, oneri deducibili, oneri detraibili e crediti di imposta da dichiarare per le persone fisiche. La circolare richiama i documenti di prassi da ritenersi ancora attuali e fornisce nuovi chiarimenti in merito alle modifiche normative intervenute, rilevanti per la dichiarazione dei redditi del periodo di imposta 2016.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 7, 04/04/2017)
L’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito alle cause di revoca previste dalla disciplina istitutiva del credito di imposta denominato “Tremonti-quater” (articolo 18, D.L. 91/2014). La società istante ha acquistato nel 2014 un carrello elevatore dotato di apposita attrezzatura magnetica ed è ora intenzionata ad alienare il solo carrello elevatore (l’attrezzatura magnetica rimane di proprietà). Tenuto conto che la cessione del carrello avviene entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento agevolato (quindi, entro il 2019), tale cessione costituisce causa di revoca del credito di imposta relativamente all’acquisizione del carrello elevatore. L’Agenzia delle entrate chiarisce poi che, nel caso in cui la quota di credito di imposta relativa al carrello elevatore alienato fosse stata già utilizzata, vi sarebbe l’obbligo di restituire il credito indebitamente utilizzato, maggiorato degli interessi calcolati al tasso legale.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 29, 10/03/2017)
Sul sito web dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è disponibile il software aggiornato per la compilazione e la stampa della dichiarazione necessaria alla fruizione dei benefici fiscali, che dovrà essere presentata per i consumi di gasolio per uso autotrazione utilizzato nel settore del trasporto entro il prossimo 2 maggio 2017 (per il primo trimestre). Tenuto conto dei rimborsi riconosciuti in ragione dei precedenti aumenti dell’aliquota di accisa sul gasolio, la misura del beneficio è pari a 214,18 euro per mille litri di prodotto. Il rimborso è fruibile dall’autotrasportatore o mediante restituzione in denaro o mediante compensazione nel modello F24, utilizzando il codice tributo 6740 secondo le istruzioni fornite dalla Nota n. 57015 del 14/05/2015.
(Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nota n. 38666, 30/03/2017)
L’Agenzia delle entrate ha specificato che l’entrata in vigore dal 1° aprile 2017 della memorizzazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate non riguarda i dispositivi che non dispongono di una “porta di comunicazione”, attiva o attivabile, che consenta di trasferire digitalmente i dati ad un dispositivo atto a trasmettere gli stessi al sistema dell’Agenzia delle entrate. Per tali dispositivi sono approvate le specifiche tecniche allegate al provvedimento n. 61936 e l’entrata in vigore dell’obbligo previsto dall’articolo 2, comma 2, D.Lgs. 127/2015 è fissata dal 1° gennaio 2018. Restano esclusi dal perimetro di regolamentazione i distributori automatici di carburante in relazione ai quali un successivo provvedimento disciplinerà termini e regole tecniche di avvio dell’adempimento.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 61936, 30/03/2017)
Dopo che la Commissione degli esperti ha espresso esito positivo alla metodologia utilizzata per elaborare i correttivi contro la crisi, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato sul proprio sito web i software Gerico 2017 e Parametri 2017.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 04/04/2017)
L’Agenzia delle entrate ha definito la quota percentuale del credito d’imposta spettante in relazione alle spese sostenute nel 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali. Il credito d’imposta è pari al 100% dell’importo richiesto con le istanze presentate entro il 20 marzo 2017. I beneficiari possono utilizzare il credito d'imposta maturato solo in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline, utilizzando il codice tributo 6874 istituito dalla risoluzione n. 42 del 30/03/2017.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n.62015, 30/03/2017)
L’Agenzia delle entrate ha esaminato una ipotesi specifica di applicazione del credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo, concesso per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo incrementali rispetto alla media del triennio 2012-2013-2014, sostenuti fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020. Con riferimento alla fattispecie oggetto dell’interpello il Ministero dello sviluppo economico, interpellato dall’Agenzia delle entrate, ha chiarito che se il progetto di ricerca è conforme all’articolo 3, D.L. 145/2013 è possibile fruire del credito di imposta, non rilevando le modalità contrattuali utilizzate per commissionare l’attività di ricerca.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 32, 10/03/2017)
Proroga al 7 marzo 2017 per l’invio dei dati relativi al 2016 degli interventi sulle parti comuni detraibili
Proroga della scadenza dal 28 febbraio 2017 al 7 marzo 2017 per l’invio delle spese detraibili sostenute nel 2016 sulle parti comuni di edifici condominiali. Avendo gli amministratori di condominio segnalato negli scorsi giorni difficoltà nello svolgimento di tutte le operazioni necessarie per questo adempimento (relativo alla comunicazione dei dati delle spese sostenute per le detrazioni del 50% e del 65%), solamente per quest’anno l’Agenzia delle entrate ha concesso una proroga di 7 giorni per l’effettuazione dell’invio telematico. Sono state, inoltre, aggiornate le FAQ disponibili sul sito web dell’Agenzia delle entrate.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 21/02/2017)
Istanza entro il 20 marzo 2017 per il credito di imposta sulla videosorveglianza
La L. 208/2015 ha previsto il riconoscimento di un credito di imposta utilizzabile in compensazione nel modello F24 per le persone fisiche (non nell’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo) che hanno sostenuto nel 2016 spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza o spese relative a contratti stipulati con istituti di vigilanza. Per fruire del credito di imposta i beneficiari devono presentare una istanza telematica utilizzando il software “Creditovideosorveglianza” entro il termine ultimo del 20 marzo 2017. La misura del credito di imposta spettante a ciascun beneficiario sarà definita dal rapporto tra le risorse stanziate e il credito complessivamente richiesto e comunicata entro il 31 marzo 2017.
(Agenzia delle entrate, provvedimento, 14/02/2017)
PIATTAFORMA PCC
Operativa la compensazione per gli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato
Il Ministero dell’economia e delle finanze – Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato un avviso per segnalare agli avvocati che intendano compensare i crediti spettanti per il gratuito patrocinio con i propri debiti fiscali che la funzionalità sulla piattaforma PCC è operativa fino al 30 aprile 2017.
(Piattaforma dei Crediti Commerciali, notizia, 24/02/2017)
Durc rilasciato solo al pagamento della prima rata nei casi di rottamazione delle cartelle
L’Inps ha chiarito che la presentazione del modello DA1 utile per accedere alla definizione agevolata non è considerata come atto idoneo a consentire il rilascio del Durc. Pertanto, il contribuente che volesse definire in via agevolata debiti Inps ai sensi del D.L. 193/2016 (“rottamazione delle cartelle”) avrà il Durc negativo fino al versamento integrale delle somme dovute o fino al versamento della prima rata, previsto entro il 31 luglio 2017.
(Inps, messaggio n. 824, 24/02/2017)
Applicazione del contratto di rent to buy alle aziende commerciali
È stato reso disponibile uno studio promosso dalla Fondazione Italiana del Notariato avente l’obiettivo di proporre il modello contrattuale del rent to buy anche al trasferimento di azienda. Il rent to buy di azienda consentirebbe attraverso il collegamento tra due contratti (in genere affitto di azienda e preliminare di cessione di azienda) di entrare subito nel godimento dei beni dell’azienda, inizialmente in affitto con pagamento di un canone periodico (fase “rent”), e successivamente diventarne proprietari (fase “buy”) in un periodo di tempo prefissato attraverso l’acquisto vero e proprio e il pagamento del relativo prezzo, dal quale vengono scomputati, in tutto o in parte, i canoni pagati in precedenza.
(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato stampa, 22/02/2017)
Nuovo modello per la dichiarazione sostitutiva relativa al canone Rai
È stato approvato un nuovo provvedimento che ha cambiato il modello della dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento Rai per uso privato. Le novità riguardano l’ipotesi in cui il canone di abbonamento alla televisione non debba essere addebitato in alcuna delle utenze intestate al dichiarante, in quanto lo stesso è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della famiglia anagrafica, di cui il dichiarante comunica il codice fiscale. È introdotta, inoltre, anche la possibilità di indicare nel modulo la data a decorrere dalla quale sussiste il presupposto contenuto nella dichiarazione al fine della cessazione del pagamento del canone ed è previsto un nuovo quadro separato per comunicare la variazione dei presupposti di una dichiarazione resa precedentemente.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 39345, 24/02/2017)
Pubblicata la nota dell’Osservatorio sul mercato immobiliare per l’ultimo trimestre 2016
Con la pubblicazione da parte dell'Omi della quarta nota trimestrale 2016 si è completato il quadro relativo alle dinamiche delle compravendite desunte dalle note di trascrizione degli atti di compravendita per l’anno 2016. Il principale elemento che emerge, a consuntivo, è l'assenza di segni "meno" in tutti e quattro i trimestri in tutti i segmenti di mercato, tanto nell'ambito residenziale quanto in quello non residenziale.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 01/03/2017)
Il Dipartimento delle Finanze ha reso disponibili le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche relative al periodo di imposta 2015.
(Ministero dell’economia e delle finanze, nota esplicativa, 28/02/2017)
L’Agenzia delle entrate ha riconosciuto dal 1° gennaio 2016 la possibilità a tutti i contribuenti che rientrano nella “no tax area” di cedere ai fornitori la detrazione Irpef del 65% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni di edifici condominiali, previo consenso dei fornitori stessi. Il condominio è tenuto a trasmettere mediante apposita comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate: il totale della spesa sostenuta nel 2016 per lavori di riqualificazione energetica su parti comuni, l’elenco dei bonifici effettuati per il pagamento di dette spese, il codice fiscale dei condomini che hanno ceduto il credito e l’importo del credito ceduto da ciascuno, il codice fiscale dei fornitori cessionari del credito e l’importo totale del credito ceduto a ciascuno di essi. La comunicazione deve essere inviata direttamente dal condominio o per il tramite di intermediari abilitati entro il 31 marzo 2017.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 31/01/2017)
L’Agenzia delle entrate ricorda che gli “istituti di pagamento” sono imprese, iscritte in un apposito albo, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento, nei quali rientra anche l’esecuzione dei bonifici. La possibilità per il contribuente che dispone il bonifico dal conto di un istituto di pagamento di usufruire delle detrazioni del 50% per il recupero edilizio e del 65% per la riqualificazione energetica è subordinata alla preventiva adesione dell’istituto di pagamento alla Rete nazionale interbancaria, di modo che sia assicurata la corretta effettuazione della ritenuta di acconto dell’8% all’atto di accredito del bonifico stesso al beneficiario. Il bonifico eseguito su un conto aperto presso un istituto di pagamento può beneficiare delle detrazioni di imposta a condizione che vengano rispettati tutti gli adempimenti previsti in merito all’effettuazione della ritenuta, alla dichiarazione dell’avvenuto versamento all’erario della ritenuta e alla successiva dichiarazione da parte dell’istituto di credito ai sensi dell’articolo 3, D.M. 41/1998.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 9, 20/01/2017)
Un gruppo estero ha rappresentato la volontà di effettuare un investimento in Italia chiedendo chiarimenti in ordine alla configurabilità quale stabile organizzazione dell’hub logistico, utilizzando per la prima volta lo strumento dell’interpello sui nuovi investimenti introdotto dall’articolo 2, D.Lgs. 147/2015. L’Agenzia delle entrate ha chiarito che stabile organizzazione è una sede fissa di affari utilizzata per l’esercizio dell’attività industriale o commerciale dell’impresa. Un centro di immagazzinamento o deposito situato in Italia configura una sede fissa di affari nel caso in cui essa venga utilizzata per l’esercizio dell’attività d’impresa. La disciplina Ocse prevede che l’esercizio in una sede fissa di affari solo di attività aventi carattere esclusivamente preparatorio e ausiliario ovvero di attività che non costituiscono di per sé una parte essenziale e significativa dell’attività dell’impresa esclude la configurabilità di una stabile organizzazione.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 4, 17/01/2017)
Sono stati approvati, unitamente alle relative istruzioni, i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2016, relativi a tutte le attività economiche. In particolare, le istruzioni alla compilazione sono suddivise tra una parte generale, comune a tutti gli studi di settore, una parte specifica per ciascuno studio e delle parti relative ai quadri A, F, G, T, X, V comuni agli studi di settore che ne prevedono il richiamo nelle relative istruzioni specifiche.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 22485, 31/01/2017)
Dal 9 gennaio 2017 è operativo il nuovo strumento per risolvere le controversie con gli intermediari
Dal 9 gennaio 2017 i risparmiatori hanno a disposizione un nuovo strumento per risolvere in tempi rapidi le controversie fino ad un importo richiesto di 500.000 euro relative alla violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza cui sono tenuti gli intermediari nella prestazione dei servizi di investimento e di gestione collettiva del risparmio. L'ACF (Arbitro Controversie Finanziarie) è a disposizione dei piccoli investitori che si trovano ad avere un contenzioso con il proprio intermediario (Istituto di credito, Sim, Sgr) per lamentele che riguardino la violazione di norme in materia di correttezza dei comportamenti e di trasparenza delle informazioni. Possono ricorrere all'ACF i risparmiatori che hanno già presentato reclamo presso l'intermediario senza aver ottenuto risposta nei due mesi successivi ovvero qualora la risposta sia stata insoddisfacente.
(Consob, comunicato stampa, 09/01/2017)
Il sistema sarà non disponibile dal 4 febbraio 2017 al 20 febbraio 2017
Il Ministero dell’economia e delle finanze – ragioneria generale dello Stato ha pubblicato un avviso per segnalare che vi sarà un rinnovamento grafico e funzionale dal 20 febbraio 2017 della piattaforma per la certificazione dei crediti vantati verso gli enti della pubblica amministrazione. Per consentire le attività di aggiornamento del portale, il sistema non sarà disponibile fino al 20 febbraio 2017.
(Ministero dell’economia e delle finanze, News, 18/01/2017)
Comunicato il saggio degli interessi di mora da applicare nelle transazioni commerciali
Il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato il saggio degli interessi legali di mora, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, D.Lgs. 231/2002, da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali per il periodo 1° gennaio 2017 – 30 giugno 2017: il saggio d'interesse è pari a zero. Il tasso effettivo da applicare è, dunque, pari all’8,00%. Si ricorda che la decorrenza automatica degli interessi moratori è prevista dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, senza che sia necessaria la costituzione in mora; in mancanza di termine di pagamento si fa riferimento al termine legale di 30 giorni.
(Ministero dell’economia e delle finanze, comunicato stampa, G.U. n. 18 del 23/01/2017)
Nuove comunicazioni per i rimborsi delle spese universitarie e le spese detraibili sulle parti comuni
Sono stati introdotti con decorrenza già dall’anno 2016 due nuovi obblighi comunicativi finalizzati ad implementare i dati che confluiscono nelle dichiarazioni precompilate, in relazione agli oneri detraibili delle persone fisiche. Il termine per la comunicazione all’Agenzia delle entrate è stato fissato al 28 febbraio 2017. In relazione alle spese universitarie, i soggetti che erogano rimborsi relativi a tali spese devono trasmettere con riferimento a ciascuno studente i dati dei rimborsi erogati nell’anno precedente e l’indicazione dell’anno nel quale è stata sostenuta la spesa rimborsata. In relazione alle spese sostenute su parti comuni di edifici condominiali per fruire delle detrazioni del 50%/65% per il recupero edilizio o la riqualificazione energetica, il nuovo obbligo riguarda gli amministratori di condominio, che devono comunicare le quote di spesa riconducibili ai singoli condomini. Le modalità tecniche per la trasmissione dei dati saranno stabilite con successivi provvedimenti dell’Agenzia delle entrate.
(Ministero dell’economia e delle finanze, decreto 01/12/2016, G.U. n. 296 del 20/12/2016)
Pronto il software per gestire le dichiarazioni di successione e le volture catastali online
È stato approvato il nuovo modello per la dichiarazione di successione e le domande di voltura catastale, utilizzabile facoltativamente a decorrere dal 23 gennaio 2017: fino a fine anno 2017 la precedente modulistica potrà comunque essere utilizzata per la presentazione delle dichiarazioni di successione presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate mentre dal 1° gennaio 2018 sarà obbligatorio utilizzare il software SuccessioniOnline e spedire telematicamente da parte dei contribuenti o di intermediari abilitati la dichiarazione di successione. Con il nuovo modello è possibile rendere le dichiarazioni sostitutive di atto notorio mediante la compilazione di specifici quadri ed effettuare il calcolo automatico delle somme da versare in autoliquidazione dovute per le formalità ipocatastali.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 231243, 27/12/2016)
Formato FatturaPA adeguato anche per la fatturazione tra privati
A partire dal 9 gennaio 2017, il Sistema di Interscambio (http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/index.htm) accetta esclusivamente fatture elettroniche nel nuovo formato (1.2), utile sia per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione sia per la fatturazione elettronica tra privati. Anche il servizio di generazione e trasmissione delle fatture elettroniche rilasciato dall’Agenzia delle entrate (https://assistenza.agenziaentrate.gov.it/ServiziIva/KanaFattElettr.asp?New,Kb=FattElettr,t=startup.tem,Company={71E92F05-76CB-4B1E-BE84-4276234401C5}) permette dal 9 gennaio 2017 di generare e trasmettere le fatture elettroniche sia verso la P.A. sia tra privati nel nuovo formato 1.2.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 02/12/2016)
Domanda per il credito di imposta sui costi sostenuti nel 2016 dal 9 gennaio 2017 al 27 gennaio 2017
Le imprese alberghiere esistenti al 1° gennaio 2012 che hanno sostenuto spese per la riqualificazione delle strutture ricettive nel 2016 possono accedere ad un credito di imposta del 30% dei costi agevolabili sostenuti, nel limite massimo di spesa di 666.667 euro. La procedura di accesso alla agevolazione si distingue in una fase di preparazione, in cui si procede alla registrazione al portale e alla compilazione della istanza, e in una successiva di presentazione delle domande. La compilazione dell’istanza deve avvenire inderogabilmente dal 9 gennaio 2017 alle ore 16:00 del 27 gennaio 2017. La presentazione dell’istanza è prevista dalle ore 10:00 del 2 febbraio 2017 alle ore 16:00 del 3 febbraio 2017.
(Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo, avviso sito web www.beniculturali.it, 30/12/2016)
RENDITE E USUFRUTTI
Rideterminati moltiplicatori e coefficienti per calcolare i valori delle rendite e dell’usufrutto
In conseguenza della variazione del saggio di interesse legale allo 0,10% sono stati rideterminati i moltiplicatori e i coefficienti per calcolare il valore delle rendite e dell’usufrutto ai fini delle disposizioni in materia di imposte di registro e sulle successioni e donazioni. I nuovi valori si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni aperte e alle donazioni fatte a partire dal 1° gennaio 2017.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 23/12/2016, G.U. n.305 del 31/12/2016)
Confermata la riduzione al 50% degli importi dovuti per il 2017
Il Ministero dello sviluppo economico, nel confermare la riduzione al 50% degli importi dovuti per il pagamento del diritto alle Camere di Commercio, ha messo a disposizione di tutte le imprese un sito web di informazione e di calcolo del diritto annuale (http://dirittoannuale.camcom.it) attraverso il quale è possibile consultare i servizi erogati dalle Camere di Commercio.
(Ministero dello sviluppo economico, nota n. 359584, 15/11/2016)
Codice tributo per il credito di imposta derivante dalle erogazioni liberali alle scuole
Lo school bonus è un credito di imposta riconosciuto per le erogazioni effettuate nei confronti degli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, per la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e il sostegno a interventi per il miglioramento dell’occupabilità degli studenti. Il credito di imposta spetta a persone fisiche, enti non commerciali e imprese nella misura del 65% per le erogazioni effettuate nel 2016 e nel 2017 e nella misura del 50% per le erogazioni che saranno disposte nel 2018 (vedasi il sito web http://www.schoolbonus.gov.it per le modalità operative). La risoluzione n. 115 ha istituito il codice tributo 6873 utilizzabile dai soggetti titolari di reddito di impresa a decorrere dal 1° gennaio 2017 nel modello F24 (il credito di imposta va obbligatoriamente suddiviso in 3 quote annuali di pari importo).
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 115, 19/12/2016)
TRASMISSIONE TELEMATICA CORRISPETTIVI E FATTURE
Proroga del termine al 31 marzo 2017 per esercitare l’opzione
L’Agenzia delle entrate con i provvedimenti n. 182017 e n. 182070 del 28 ottobre 2016 ha stabilito le regole per esercitare l’opzione per il periodo di imposta 2017 al fine di:
- operare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi;
- effettuare la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute.
Entrambi i provvedimenti prevedono che l’opzione sia effettuata in via telematica mediante l’apposita funzionalità presente sul sito web dell’Agenzia delle entrate, direttamente da parte del contribuente o di un suo delegato. La scelta ha efficacia obbligatoria per 5 anni. Il provvedimento n. 212804 posticipa la data ultima per aderire alla nuova disciplina per il quinquennio 2017-2021 dal 31 dicembre 2016 al 31 marzo 2017, al fine di consentire ai contribuenti e agli intermediari un approfondimento delle specifiche tecniche e una conseguente accurata valutazione in merito all’opportunità di esercitare le opzioni.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 212804, 01/12/2016)
Versione definitiva per la nuova tassonomia XBRL
Pubblicata il 21 novembre 2016 la nuova versione aggiornata e definitiva della Tassonomia XBRL denominata PCI2016-11-14, rivolta alle imprese di capitali che redigono i bilanci secondo le disposizioni codicistiche. Ci sono tre importanti novità: l’introduzione del bilancio per le micro-imprese con relativi schemi quantitativi e commento testuale in calce; il rendiconto finanziario diventa prospetto quantitativo a sè stante e non più tabella di Nota integrativa come nella precedente versione tassonomica; il bilancio consolidato rimane confinato ai soli schemi quantitativi (senza Nota integrativa strutturata in XBRL). In particolare, sono stati pubblicati: il documento descrittivo della nuova Tassonomia (prospetti e Nota integrativa); il formato XBRL della Tassonomia scaricabile; il documento realizzato per orientare gli operatori e mantenere traccia delle modifiche via via effettuate rispetto alle precedenti versioni di tassonomia; lo schema che evidenzia lo sviluppo complessivo della tassonomia, per avere una panoramica della struttura della tassonomia nelle diverse fattispecie di bilanci (micro, abbreviato, ordinario e consolidato). I documenti proposti hanno ottenuto il parere favorevole a cura dell’Oic (Organismo italiano di contabilità). La nuova tassonomia si applicherà obbligatoriamente ai bilanci chiusi il 31 dicembre 2016 o successivamente.
(Associazione XBRL Italia, Tassonomia XBRL Principi contabili italiani, 21/11/2016)
Disponibile il software “Segnalazioni 2016”
È stato pubblicato sul sito web dell’Agenzia delle entrate il software “Segnalazioni 2016” con cui il contribuente può segnalare all’Amministrazione finanziaria informazioni o elementi giustificativi relativi a situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza risultanti dall’applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2015, nonché precisazioni relative all’indicazione in dichiarazione di cause di inapplicabilità o di esclusione. Sono, inoltre, pubblicate anche le statistiche dei dati degli studi di settore dichiarati dai contribuenti: le interrogazioni possono essere effettuate per anno, macrosettore e tipologia di dichiarazione presentata o per singolo studio di settore.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 30/11/2016)
Formato fattura Pa adeguato anche per la fatturazione tra privati
Il formato utile per l’emissione delle fatture elettroniche verso la P.A. è stato adeguato per permettere anche la fatturazione tra privati, a partire dal 1° gennaio 2017, come previsto dal D.Lgs. 127/2015. Il nuovo formato fattura Pa prevede un unico tracciato XML: i fornitori della P.A. e tutti i soggetti che intendono utilizzare il Sistema di Interscambio per la fatturazione elettronica tra privati devono configurare i propri sistemi informatici per utilizzare esclusivamente il nuovo tracciato XML ed il relativo schema XSD per tutte le trasmissioni di fatturazione.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa, 11/11/2016)
Obbligo di indicazione nella nota integrativa del requisito delle spese di ricerca e sviluppo
A partire dall’esercizio 2016 le micro-imprese possono depositare un bilancio d’esercizio presso le CCIAA competenti costituito solamente da Stato patrimoniale e Conto economico. Siccome molte start up innovative ricadono nei parametri delle micro-imprese, il Ministero dello sviluppo economico ha chiarito che la soluzione preferibile per le start up che intendono avvalersi del requisito delle spese di ricerca e sviluppo è quella di redigere ugualmente in maniera completa la nota integrativa al bilancio d’esercizio. Pertanto, l’obbligo di indicazione delle spese di ricerca e sviluppo nella nota integrativa permane anche dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 139/2015.
(Ministero dello sviluppo economico, parere n.361851, 17/11/2016)
Ricezione via pec di inviti a regolarizzare i redditi del periodo di imposta 2012
Sono in corso di spedizione nei primi giorni di dicembre le comunicazioni riguardanti possibili anomalie presenti nelle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori autonomi per il periodo di imposta 2012. In particolare, l’Agenzia delle entrate ha confrontato i redditi dichiarati con le dichiarazioni presentate dai sostituti di imposta modello 770 con causale A o con causale M. L’invio della comunicazione, che consente di regolarizzare la propria posizione mediante il ravvedimento operoso, avviene all’indirizzo pec presente negli archivi del Ministero dello sviluppo economico (Ini-pec) per i professionisti obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata, ovvero per posta ordinaria negli altri casi. Nel provvedimento sono altresì indicate le modalità con cui i contribuenti possono richiedere informazioni all’Agenzia delle entrate.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 209279, 28/11/2016)
Via libera all’assegnazione agevolata per le società nella fase precedente alla liquidazione
L’Agenzia delle entrate, affrontando la norma agevolativa dell’assegnazione dei beni ai soci, fornisce per la prima volta chiarimenti anche sulla nuova disciplina dell’abuso del diritto. La situazione sottoposta all’attenzione dell’Agenzia riguarda una società immobiliare intenzionata a cessare l’attività imprenditoriale che ha ricevuto una proposta di acquisto degli immobili ed intenderebbe fruire dell’agevolazione finalizzata all’estromissione agevolata. La norma richiede però che gli immobili non siano strumentali per destinazione. Questa situazione non si verifica per la società istante, che li ha sin qui utilizzati come beni strumentali, ma, essendo la società in procinto di liquidare l’attività, sarebbe intenzionata a non considerarli più come tali, attesa la differente prospettiva. Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 10-bis, L. 212/2000, l’Agenzia chiarisce che l’operazione non si configura abusiva. È sufficiente, infatti, che non si verifichi anche uno soltanto dei tre presupposti dell’abuso del diritto affinché l’operazione debba essere considerata legittima: la realizzazione di un vantaggio fiscale “indebito”, costituito da “benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario”; l’assenza di “sostanza economica” dell’operazione o delle operazioni poste in essere consistenti in “fatti, atti e contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali”; l’essenzialità del conseguimento di un “vantaggio fiscale”. Nel caso in esame, non si pone il problema del cambiamento di destinazione degli immobili, atteso che nella fase liquidatoria gli immobili di proprietà possono beneficiare del regime agevolativo. La successiva cessione degli immobili effettuata dai soci non inficia l’operazione, atteso che la norma agevolativa non l’ha preclusa, e conseguentemente non può far configurare come sindacabile la legittimità del risparmio di imposta realizzato.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 93, 17/10/2016)
Pubblicata la nuova tassonomia delle imprese di capitali non quotate
È stata pubblicata la nuova Tassonomia delle imprese di capitali non quotate. La Tassonomia è stata sviluppata per consentire di depositare in formato XBRL i bilanci redatti secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. 139/2015 e si applicherà obbligatoriamente ai bilanci chiusi il 31 dicembre 2016. Considerate le profonde modifiche normative introdotte la nuova Tassonomia è caratterizzata strutturalmente da diverse novità, le principali in sintesi sono:
il rendiconto finanziario diventa prospetto quantitativo a sè stante e non più tabella di nota integrativa come nella precedente versione tassonomica;
il bilancio consolidato, invece, come nelle versioni precedenti, rimane confinato ai soli schemi quantitativi (senza nota integrativa strutturata in XBRL).
La tassonomia è ancora in forma non definitiva ed è resa disponibile a tutti gli operatori per i primi test in attesa di completare l’iter di approvazione definitivo che prevede ora la pubblicazione sul sito ufficiale dell’Agenzia dell’Italia Digitale a seguito dell’approvazione formale del Consiglio Direttivo XBRL Italia e la comunicazione del Mise in Gazzetta Ufficiale. Parallelamente sarà richiesto, come prassi usuale, il parere all’Organismo Italiano di Contabilità.
(Associazione XBRL Italia, Tassonomia PCI2016-10-24, 24/10/2016)
Omesso versamento di un debito Iva periodico mediante compensazione con un credito Iva successivo
È stato chiesto di chiarire se un omesso versamento Iva periodico possa essere ravveduto mediante compensazione con il credito Iva emergente dalle liquidazioni periodiche successive. Al riguardo, l’Agenzia delle entrate osserva che l'omesso versamento dell'Iva a debito risultante dalla liquidazione periodica rappresenta una violazione ravvedibile entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno di commissione della violazione, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b), D.Lgs. 472/1997. La compensazione del debito Iva periodico, e il conseguente ravvedimento delle sanzioni, può essere anticipata utilizzando il credito Iva maturato in un trimestre successivo a quello violato. In tale evenienza è, tuttavia, necessario che detto credito sia rimborsabile ai sensi degli articoli 30 e 38-bis, D.P.R. 633/1972 e preventivamente destinato alla compensazione mediante presentazione del modello Iva TR. In assenza dei requisiti per poter utilizzare le eccedenze di credito trimestrale, il ravvedimento dell'omesso versamento periodico può essere effettuato utilizzando in compensazione il credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale. In tale evenienza, il credito può essere compensato con un debito Iva pregresso a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello della maturazione.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 42, 11/10/2016)
Invio telematico della dichiarazione Imu/Tasi per le persone fisiche e gli enti commerciali
A partire dallo scorso 17 ottobre 2016, per le dichiarazioni Imu del 2016 la cui presentazione scade il 30 giugno 2017, le persone fisiche e gli enti commerciali hanno la possibilità di inviare le dichiarazioni Imu/Tasi in modalità telematica, alternativa rispetto alla presentazione cartacea o via PEC agli uffici tributi dei comuni in cui sono situati gli immobili. Nella nota, il Mef ha anche ricordato che la scadenza per l’invio delle dichiarazioni Imu/Tasi per il 2016 è fissata al 30 giugno 2017, mentre il modulo di controllo per la trasmissione dei dati della dichiarazione Imu Tasi EC/PF tramite i canali Entratel e Fisconline è stato messo a disposizione dal 17 ottobre 2016. Il Mef ha, infine, precisato che la nuova modalità telematica di trasmissione delle dichiarazioni Imu e Tasi non sostituisce in alcun modo l'attuale modalità di presentazione del modello cartaceo, approvato con D.M. del 30 ottobre 2012: viene in tal modo offerta una ulteriore possibilità a discrezione dei contribuenti.
(Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento delle finanze, comunicato, 05/10/2016)
Approvato il nuovo modello per l’istanza di computo in diminuzione delle perdite pregresse
L’articolo 25, D.Lgs. 158/2015 ha introdotto l’articolo 42, comma 4, D.P.R. 600/1973 e l’articolo 7, comma 1-ter, D.Lgs. 218/1997, ove sono disciplinate le modalità e i termini di computo in diminuzione delle perdite nell’ambito del procedimento di accertamento ordinario e per adesione. In tale ambito, si prevede che le perdite pregresse possano essere scomputate dal maggior imponibile accertato solo a seguito di apposita istanza presentata dal contribuente. Il provvedimento n. 164492 individua l’ambito di applicazione, i contenuti, le modalità e i termini di presentazione dell’istanza di computo in diminuzione delle perdite da parte del contribuente ed approva il relativo Modello denominato Ipea, già disponibile sul sito web, da trasmettere all’Agenzia delle entrate esclusivamente in via telematica.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 164492, 12/10/2016)
Nella tabella che segue si schematizza il contenuto del provvedimento, fornendo maggiore dettaglio delle previsioni che riguardano gli adempimenti operativi di imprese e professionisti.
L’articolo 1 dispone - a decorrere dal 1° luglio 2017 - lo scioglimento di Equitalia e l’istituzione dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, ente pubblico economico sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Mef. Il personale è trasferito al nuovo ente.
Entro il 30 aprile 2017, l’Amministratore delegato di Equitalia è nominato commissario straordinario per l’adozione dello statuto e la gestione della fase transitoria.
L’articolo 2 proroga dal 31 dicembre 2016 al 1° giugno 2017 il termine di operatività delle vigenti disposizioni in materia di riscossione delle entrate locali, superando la precedente scadenza a decorrere dalla quale la società Equitalia e le società per azioni dalla stessa partecipata avrebbero dovuto cessare di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate dei comuni e delle società da questi ultimi partecipate.
Si consente agli enti locali di continuare ad avvalersi del soggetto preposto alla riscossione nazionale. In ogni caso, entro il 30 settembre di ogni anno, gli enti locali possono deliberare l'affidamento della riscossione al soggetto preposto alla riscossione nazionale.
L’articolo 3 consente all’Agenzia delle entrate:
· di utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere anche ai fini dell'esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale;
· di acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell'Inps, per l’attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.
Si consente al nuovo ente Agenzia delle entrate-Riscossione di accedere alle medesime informazioni per le attività di riscossione.
L’articolo 4 stabilisce, a decorrere dal 1° gennaio 2017, per i soggetti passivi Iva l’abrogazione della comunicazione dell’elenco clienti e fornitori (spesometro) e l’introduzione di 2 nuovi adempimenti da effettuare telematicamente ogni 3 mesi:
1. la comunicazione analitica dei dati delle fatture emesse e ricevute;
2. la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva.
L’Agenzia delle entrate successivamente elabora e incrocia i dati e, dopo un mese, mette a disposizione dei contribuenti le informazioni relative ai dati comunicati, segnalando eventuali incoerenze anche con riferimento ai versamenti effettuati.
Con la modifica dell’articolo 21, D.L. 78/2010 si prevede che i soggetti passivi Iva trasmettano telematicamente all’Agenzia delle entrate, ogni 3 mesi (scadenze: 31 maggio, 31 agosto, 30 novembre e 28 febbraio), i dati di tutte le fatture emesse e ricevute nel trimestre di riferimento, incluse le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni.
La comunicazione, che deve essere effettuata in forma analitica secondo modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, deve comprendere almeno i seguenti dati:
b) la data e il numero della fattura;
Per tali operazioni gli obblighi di conservazione (previsti dall’articolo 3, D.M. del 17 giugno 2014) si intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche nonché per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il sistema di interscambio.
Si ricorda che la Legge Finanziaria 2008 ha introdotto l'obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione con l'invio online delle fatture destinate alla PA mediante il c.d. Sistema di interscambio (SdI).
Il D.Lgs. 127/2015 ha previsto la possibilità di utilizzare il Sistema di interscambio anche per la trasmissione all’Agenzia delle entrate delle fatture emesse e ricevute nei confronti di privati; a tale riguardo, l’Agenzia delle entrate ha emanato appositi provvedimenti per la trasmissione opzionale delle fatture e dei corrispettivi (provvedimenti n. 182070 e n. 182017 del 28 ottobre 2016).
Il nuovo articolo 21-bis, D.L. 78/2010 stabilisce che, con gli stessi termini e le stesse modalità previste dall’articolo 21, devono essere comunicati i dati delle liquidazioni periodiche Iva. Sono inoltre richiamate le norme che disciplinano le modalità per il calcolo e il versamento dell’imposta. Rimangono fermi i termini ordinari di versamento dell’Iva dovuta in base alle liquidazioni periodiche effettuate.
In particolare sono richiamate le norme che disciplinano le dichiarazioni Iva e i versamenti periodici, compresi quelli dei contribuenti minori (articolo 1, commi 1 e 1-bis, D.P.R. 100/1998), quelli relativi alle somministrazioni di acqua, gas, energia elettrica e simili e all'esercizio di impianti di lampade votive (articolo 73, comma 1, lettera e), D.P.R. 633/1972) e quelli eseguiti dagli enti e dalle imprese che prestano servizi al pubblico con caratteri di uniformità, frequenza e diffusione tali da comportare l'addebito dei corrispettivi per periodi superiori al mese, nonché dagli esercenti impianti di distribuzione di carburante per uso di autotrazione e dagli autotrasportatori di cose per conto terzi (articolo 74, comma 4, D.P.R. 633/1972).
Le modalità e le informazioni da trasmettere con la comunicazione in esame saranno definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Tale comunicazione dovrà essere presentata anche nell’ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito. Sono invece esonerati dall’adempimento i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, a meno che nel corso dell’anno le condizioni di esonero vengano meno.
Ciascun soggetto passivo presenta un’unica comunicazione per periodo, anche in caso di determinazione separata dell’imposta in presenza di più attività.
Il controllo incrociato dei dati e gli effetti
L’Agenzia delle entrate deve mettere a disposizione del contribuente, ovvero del suo intermediario:
· gli esiti derivanti dall’esame dei dati trasmessi relativi alle fatture (controllo incrociato con le corrispondenti fatture registrate dai rispettivi clienti e fornitori);
· la coerenza tra i dati delle fatture e le corrispettive liquidazioni calcolate e comunicate;
· la coerenza dei versamenti dell’imposta rispetto a quanto indicato nella comunicazione.
Sono messi a disposizione anche gli elementi e le informazioni utili per una valutazione in ordine ai ricavi, compensi, redditi, volume d’affari, valore della produzione e stima dei medesimi. Le modalità di attuazione di tali norme sono state disciplinate da diversi provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate.
A questo punto il contribuente può:
· fornire i chiarimenti necessari;
· segnalare eventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente;
· versare quanto dovuto avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso, il quale consente la riduzione delle sanzioni.
Si prevede infine l’applicazione della norma che consente all’Agenzia delle entrate di verificare l’effettivo versamento dell’Iva anche prima della presentazione della dichiarazione annuale, indipendentemente dalla condizione dell’esistenza del pericolo per la riscossione.
Credito di imposta di 100 euro
Il nuovo articolo 21-ter, D.L. 78/2010 attribuisce a favore dei soggetti in attività nel 2017 un credito d’imposta per il sostenimento dei costi dovuti all’adeguamento tecnologico finalizzato all’effettuazione delle comunicazioni dei dati delle fatture e delle comunicazioni Iva periodiche, previste dagli articoli 21 e 21-bis.
· è pari a 100 euro;
· è riconosciuto ai soggetti che nell’anno precedente a quello in cui il costo per l’adeguamento tecnologico è stato sostenuto, hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 50.000 euro;
· non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Irap;
· è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal 1° gennaio 2018;
· deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato sostenuto il costo per l’adeguamento tecnologico e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.
Ulteriore credito di imposta di 50 euro
Per i soggetti che inviano i dati delle fatture secondo le modalità di cui all’articolo 21, nonché, sussistendone i presupposti, hanno esercitato l’opzione per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri (articolo 2, comma 1, D.Lgs. 127/2015) è attribuito un ulteriore credito d’imposta di 50 euro.
Il comma contiene la disciplina sanzionatoria applicabile in caso di violazione di quanto stabilito nei sopra descritti articoli 21 e 21-bis, D.L. 78/2010, mediante l’aggiunta di due commi all’articolo 11, D.Lgs. 471/1997, il quale contiene la disciplina delle sanzioni tributarie non penali.
Violazioni su trasmissione fatture
Per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura, prevista dall’articolo 21, si applica la sanzione di 25 euro, con un massimo di 25.000 euro. Non si applica la disciplina prevista dall’articolo 12, D.Lgs. 472/1997, in caso di concorso e continuazione della violazione di norme tributarie: pertanto le sanzioni per le singole fatture omesse o errate si devono sommare singolarmente.
Violazioni su trasmissioni liquidazioni Iva
Per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione prevista dall’articolo 21-bis, si applica una sanzione da 5.000 a 50.000 euro.
Abrogazione di altre comunicazioni (spesometro, intrastat, black list) e termine per la dichiarazione annuale Iva
Il comma 4 stabilisce la decorrenza dal 1° gennaio 2017 della disciplina sopra descritta. Dalla medesima data sono eliminati i seguenti adempimenti:
· comunicazione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing (articolo 7, comma 12, D.P.R. 605/1973);
· presentazione all’Agenzia delle dogane e dei monopoli degli elenchi riepilogativi degli acquisti e dei servizi intracomunitari ricevuti da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro (articolo 50, comma 6, D.L. 331/1993);
· comunicazione delle operazioni intercorse con operatori economici situati in Paesi c.d. black list (articolo 1, commi da 1 a 3, D.L. 40/2010). Tale adempimento è soppresso a decorrere dalle comunicazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 (comma 5).
Termine per l’invio della dichiarazione annuale Iva
In tema di termine per la trasmissione della dichiarazione Iva annuale (articolo 8, D.P.R. 322/1998) si prevede che:
· la dichiarazione del 2016 dovrà essere trasmessa antro il mese di febbraio 2017;
· la dichiarazione degli anni dal 2017 in avanti dovrà essere trasmessa entro il mese di aprile.
Il comma 6 interviene a modificare il D.Lgs. 127/2015, in tema di trasmissione telematica dei corrispettivi.
· la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi obbligatorie, a decorrere dal 1° gennaio 2017, per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni tramite distributori automatici sono estese anche ai soggetti passivi che effettuano prestazioni di servizi tramite distributori automatici;
· con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate possono essere stabiliti termini differiti, rispetto al 1° aprile 2017, di entrata in vigore dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, in relazione alle specifiche variabili tecniche di peculiari distributori automatici (articolo 2, comma 2, D.Lgs. 127/2015);
· è prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2017, la disciplina relativa alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri per le imprese che operano nel settore della grande distribuzione, a favore delle imprese che abbiano esercitato l’opzione entro il 31 dicembre 2016.
Il comma 7, con modifiche che decorrono dal 1° aprile 2017:
· amplia le fattispecie di introduzione nel deposito Iva che possono essere effettuate senza il pagamento dell’imposta;
· interviene sulle modalità di assolvimento dell’Iva all’atto dell’estrazione dei beni diversi da quelli introdotti in forza di un acquisto intracomunitario, compresi quelli di provenienza extracomunitaria.
In particolare, sono eliminate le distinzioni attualmente previste in relazione alle operazioni che possono essere effettuate senza il pagamento dell’imposta e ai soggetti che possono effettuare tali operazioni. In tal modo si realizza la detassazione di tutte le operazioni di introduzione dei beni nei depositi Iva, incluse quelle realizzate da cedenti nazionali, rafforzando la finalità propria del deposito di differire il presupposto impositivo.
Con riferimento ai beni diversi da quelli introdotti in forza di un acquisto intracomunitario, la nuova formulazione che riguarda anche i beni introdotti in virtù di una cessione realizzata da cedenti nazionali, dispone che l’imposta dovuta all’atto dell’estrazione dal deposito Iva, ai fini della loro utilizzazione o in esecuzione di atti di commercializzazione nello Stato, sia assolta mediante versamento diretto, senza possibilità di compensazione.
La relazione governativa afferma che in tal modo il passaggio di un deposito Iva di beni di provenienza comunitaria non comporta più una modalità di assolvimento dell’imposta sostanzialmente differente rispetto a quella prevista per i beni oggetto di importazione senza l’introduzione di un deposito Iva, nel rispetto della reale finalità del regime sospensivo accordato a tale istituto.
Il soggetto responsabile dell’imposta dovuta all’atto dell’estrazione del deposito Iva di un bene di provenienza extracomunitaria è individuato nel gestore del deposito – un soggetto che in virtù delle procedure autorizzatorie attualmente previste presenta caratteri di affidabilità – il quale dovrà effettuare il relativo versamento in nome e per conto del soggetto estrattore. Quest’ultimo recupera l’imposta con le ordinarie modalità legate all’esercizio del diritto alla detrazione. Per effetto di tali modifiche si punta a contrastare più efficacemente i fenomeni di frode legati ad un utilizzo indebito dei depositi Iva.
Sono previsti obblighi di comunicazione da parte del gestore del deposito al momento dell’estrazione.
Viene previsto, infine, che la violazione da parte del gestore del deposito Iva degli obblighi di versamento e comunicazione sia valutata ai fini della revoca dell’autorizzazione.
L’articolo 5 estende la possibilità per il contribuente di presentare la dichiarazione integrativa a favore (Irpef, Irap, sostituti d’imposta e Iva) anche oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, con uno speciale meccanismo di compensazione.
Dichiarazione entro il termine per l’accertamento
Il comma 1 modifica il D.P.R. 322/1998 agli articoli 2 (dichiarazione Irpef e Irap) e 8 (dichiarazione Iva) estendendo la possibilità di presentare la dichiarazione integrativa a favore anche oltre l’anno.
In particolare, con riferimento all’articolo 2, la norma:
· da un lato conferma che se il credito o il maggior credito emerge da una dichiarazione integrativa presentata entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, lo stesso può essere utilizzato in compensazione (comma 8);
· dall’altro, dispone che se il credito emerge da una dichiarazione integrativa presentata oltre detto termine può essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa. Si prevede inoltre che nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene presentata la dichiarazione integrativa devono essere indicati il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa, nonché l’ammontare eventualmente già utilizzato in compensazione, al fine di consentire il controllo dell’effettivo utilizzo (comma 8-bis).
Proroga dei termini per l’accertamento
La normativa vigente (articolo 1, comma 640, Legge di Stabilità 2015) prevede che ove sia presentata una dichiarazione integrativa (ai sensi dell’articolo 2, comma 8 del richiamato D.P.R. 322/1998) e in tutti i casi di regolarizzazione dell’omissione o dell’errore, i termini per l’accertamento e per la notifica delle cartelle di pagamento relativi, rispettivamente, all’attività di liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni e di controllo formale delle dichiarazioni, decorrono dalla presentazione di tali dichiarazioni.
La norma in esame:
· aggiunge il riferimento al nuovo comma 6-bis dell’art. 8 (integrazione della dichiarazione Iva);
· interviene al fine di meglio precisare che la riapertura dei termini di accertamento opera limitatamente ai “soli” elementi oggetto dell’integrazione, dovendosi per tali ultimi intendere unicamente gli specifici elementi non contenuti o indicati in maniera scorretta nella dichiarazione originariamente presentata dal contribuente e aggiunti o rettificati in sede di dichiarazione integrativa.
L’articolo 6 consente la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni compresi tra il 2000 e il 2015.
In particolare, con le disposizioni in esame il debitore estingue tali debiti pagando solo le somme iscritte nel ruolo a titolo di capitale e gli interessi legali, nonché le somme dovute a titolo di remunerazione del servizio di riscossione.
Per accedere all’agevolazione si deve provvedere al pagamento integrale, anche dilazionato entro il limite massimo di quattro rate, sulle quali sono dovuti gli interessi nella misura di cui all’articolo 21, comma 1, D.P.R. 602/1973.
Si riaprono i termini per esperire la procedura di voluntary disclosure in una finestra temporale che va dal 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del D.L.) al 31 luglio 2017.
Essa trova applicazione, sia per l’emersione di attività estere, sia per le violazioni dichiarative relative a imposte erariali interne.
FINANZIAMENTO DEL FONDO OCCUPAZIONE
Si dispone l'incremento, per l'anno 2016, del Fondo sociale per occupazione e formazione nella misura di 592,6 milioni di euro, anche ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all'articolo 2, commi 64, 65 e 66, L. 92/2012, e successive modificazioni.
Si autorizza, fino al 31 dicembre 2016, la spesa di una somma di circa 17 milioni di euro per la partecipazione di personale militare all’operazione di supporto sanitario in Libia (operazione “Ippocrate”).
Si autorizza la spesa di 320 milioni per l'anno 2016 e 400 milioni per il 2018 quale contributo al Contratto di programma con la società Rete Ferroviaria Italiana (RFI Spa).
Si attribuisce un contributo straordinario, nel limite di 600 milioni di euro per l'anno 2016, alla Regione Campania per far fronte ai propri debiti nei confronti della società di trasporto regionale ferroviario Ente Autonomo Volturno - EAV Srl.
La società EAV è chiamata a definire un piano di accordo generale per la definizione delle partite debitorie.
É inoltre assegnato un contributo straordinario di 90 milioni per il 2016 alla Regione Molise a copertura dei debiti del servizio di trasporto pubblico regionale nei confronti di Trenitalia Spa. Sono infine dettate le disposizioni per la copertura degli oneri.
L'articolo 12 dispone misure finanziarie a favore dei Comuni coinvolti in materia di accoglienza di stranieri.
RIFINANZIAMENTO FONDO PMI
Si dispone l’incremento della dotazione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), L. 662/1996, nella misura di 895 milioni di euro per l’anno 2016.
Il comma prevede, inoltre, che ulteriori 100 milioni di euro potranno essere individuati a valere sugli stanziamenti del programma operativo nazionale “Imprese e competitività 2014-2010”, a titolarità del Mise.
MISURE PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELL’AGROALIMENTARE
I commi intervengono in materia di accesso al credito delle imprese agricole, prevedendo:
· (comma 2) che le garanzie a prima richiesta concesse da Ismea potranno essere fornite a titolo gratuito, nel limite di ciascun intervento pari a 15.000 euro, soglia entro la quale può essere configurato un aiuto de minimis nel settore agricolo. A tal fine è autorizzata la spesa di 30 milioni per l’anno 2016;
· (comma 3) che Ismea possa operare finanziariamente anche a favore delle imprese di produzione dei prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura; al momento l’ambito di intervento è limitato alle sole imprese di trasformazione e commercializzazione degli stessi prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura;
· (comma 4) di consentire ad Ismea di utilizzare le risorse residue derivanti dall’attuazione del regime di aiuti per facilitare l'accesso al mercato dei capitali da parte delle imprese agricole e agroalimentari per l’attuazione degli interventi finanziari richiamati dal comma 3.
L’articolo 14 incrementa di 30 milioni per l’anno 2016 l’importo, attualmente pari a 140 milioni di euro, stabilito come limite massimo di spesa per il credito di imposta a favore delle imprese di produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico previsto dalla Legge Finanziaria per il 2008.
Il comma 1, articolo 15 incrementa il Fondo per interventi strutturati di politica economica (F.I.S.P.E.), come indicato in tabella:
L’articolo 16 dispone in ordine alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame fissandola al giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il 24 ottobre 2016.
Accertamento Iva definito dal cedente/prestatore può essere addebitato in via di rivalsa
L’Iva relativa a un accertamento definito da un contribuente, a seguito dell'avvenuto pagamento delle somme dovute, può essere addebitata in via di rivalsa, anche nei confronti di soggetti per i quali ordinariamente trovano applicazione le regole della scissione dei pagamenti. L’istanza su cui si è pronunciata l’Agenzia mirava a stabilire quale fosse la corretta modalità per applicare il diritto alla rivalsa nei confronti di una pubblica amministrazione, operante in regime di scissione dei pagamenti.
Il meccanismo dello split payment prevede il trasferimento del pagamento del debito Iva dal relativo fornitore in capo ai clienti enti pubblici, senza traslazione della soggettività passiva.
In caso di adesione a un processo verbale di constatazione con cui viene contestata l’applicazione dell'aliquota Iva ridotta, con pagamento di quanto imputato, l’emissione di una fattura di rivalsa in regime di scissione dei pagamenti renderebbe di fatto impossibile per il soggetto accertato incassare effettivamente quanto addebitato, con conseguente doppio pagamento dell'imposta. In base alla regola generale, pertanto, l’Iva resterebbe a carico di chi è accertato, in violazione del principio di neutralità dell'imposta. L’orientamento espresso con la risoluzione n. 75/E/2016 mira, invece, a consentire al contribuente di esercitare il diritto alla rivalsa, anche se a condizione di aver effettivamente pagato l'imposta accertata, le sanzioni e gli interessi. Conseguentemente, l'Iva relativa ad un accertamento definito, a seguito dell'avvenuto pagamento delle somme dovute, in deroga alle ordinarie disposizioni in materia di split payment, potrà essere addebitata in via di rivalsa, anche in presenza di soggetti per i quali ordinariamente trovano applicazione le regole della scissione dei pagamenti.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n.75, 14/09/2016)
Circa 60.000 soggetti titolari di partita Iva che non hanno presentato elenchi riepilogativi a partire dal primo trimestre 2015 e che mostrano caratteristiche di apparente inattività riceveranno, nei prossimi giorni, una lettera con cui l’Agenzia delle Entrate li informerà che saranno cancellati dall’archivio Vies. Il Vies (Vat Information Exchange System) è un sistema di scambi automatici tra le amministrazioni finanziarie degli Stati membri dell'Unione Europea: attraverso questo sistema gli Stati membri dell'Unione Europea possono scambiarsi le informazioni relative alle operazioni intracomunitarie intervenute tra operatori commerciali titolari di un numero identificativo Iva. Le comunicazioni in arrivo sono il frutto di una prima fase di controlli sulla banca dati degli operatori autorizzati a compiere operazioni intracomunitarie. I controlli sui soggetti Iva iscritti nell’archivio Vies avvengono a iscrizione già avvenuta, non essendo più propedeutici all’avvio delle operazioni intracomunitarie: l’Agenzia verifica la regolare presentazione degli elenchi riepilogativi e cancella dalla banca dati coloro che non ne hanno presentato neanche uno per quattro trimestri consecutivi. L’analisi ha permesso di individuare i contribuenti che si trovano in questa condizione e che riceveranno la lettera di esclusione. L’eventuale esclusione non pregiudica, inoltre, la possibilità di chiedere un nuovo inserimento in banca dati, direttamente in via telematica tramite Fisconline o Entratel o attraverso soggetti incaricati. I controlli sull’archivio Vies proseguiranno anche nei prossimi mesi.
Esenti le spese del car sharing per i dipendenti in trasferta nel territorio comunale
Il rimborso delle spese per il car sharing a favore dei dipendenti in trasferta nel territorio comunale, se documentate, non è assoggettato a imposta sui redditi. È, quindi, possibile equiparare le fatture emesse dalle società del settore ai documenti che attestano il sostenimento delle spese di trasporto, come ad esempio le spese del taxi o dei mezzi di trasporto pubblico. Qualora la fattura emessa dalla società di car sharing nei confronti del dipendente individui il destinatario della prestazione, il percorso effettuato, con indicazione del luogo di partenza e di arrivo, la distanza percorsa nonché la durata e l’importo dovuto, tali informazioni risultano idonee ad attestare l’effettivo spostamento dalla sede di lavoro e l’utilizzo del servizio da parte del dipendente. Conseguentemente, i rimborsi delle spese di car sharing in favore dei dipendenti in trasferta nel territorio comunale possono essere equiparati ai rimborsi delle spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore ed essere ricondotti nella medesima disciplina esentativa prevista dall’articolo 51, comma 5, D.P.R. 917/1986.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 83, 28/09/2016)
Verifica dell’autonoma organizzazione va fatta attraverso un esame fattuale e non mediante interpello
La documentazione prodotta in sede di interpello ai sensi dell’articolo 11 della L. 212/2000 non è idonea a dimostrare la sussistenza o meno di una autonoma organizzazione, essendo necessario appurare attraverso un accertamento di fatto, le concrete modalità di esercizio dell’attività svolta. Infatti, il contribuente può richiedere il parere dell’amministrazione finanziaria su un caso concreto e personale con riferimento all’applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza: la sussistenza (o meno) della autonoma organizzazione, con conseguente assoggettamento ad Irap, non è verificabile in sede di interpello, ma solo in fase di accertamento.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 82, 28/09/2016)
I ragazzi che hanno compiuto 18 anni possono accedere al “Bonus cultura”
Parte la prima fase di “18app.it”. È disponibile in versione beta www.18app.it, il sito attraverso cui il Governo assegna ai ragazzi del 1998 residenti in Italia 500 euro da spendere in cultura a partire da ottobre. In questa fase iniziale del progetto, gli esercenti (sia “fisici” che online) e gli enti culturali interessati potranno iniziare a registrarsi e coloro che hanno già compiuto 18 anni nel 2016 potranno richiedere l’identità digitale SPID. SPID è necessario per ottenere il “Bonus cultura” che potrà essere utilizzato per cinema, concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti, parchi naturali, aree archeologiche, teatro e danza. Il bonus sarà ottenibile e spendibile a partire dal prossimo mese fino al 31 dicembre 2017. Gli esercenti per registrarsi al portale dovranno essere in possesso delle credenziali Entratel o Fisconline.
(Presidenza del Consiglio dei Ministri, Comunicato stampa, 15/09/2016)
Risposte a quesiti sulle Zone Franche Urbane dell’Emilia Romagna
L’articolo 12, D.L. 78/2015 ha istituito nella Regione Emilia Romagna una zona franca urbana nell’intero territorio colpito dagli eventi alluvionali del gennaio 2014 e nei comuni con zone rosse nei centri storici colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012. Le istanze per l’accesso ai benefici sono state presentate entro il termine ultimo del 31 marzo 2016. Nella fase applicativa della disciplina sono emerse alcune problematiche relative all’obbligo in capo ai beneficiari di tenuta di contabilità separata, ai requisiti di accesso alle agevolazioni e alla determinazione del loro ammontare, nonché al coordinamento con le disposizioni disciplinanti altri regimi agevolati. L’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti in ordine alle problematiche interpretative rappresentate.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 78, 22/09/2016)
Annullamento dei biglietti prestampati invenduti alla fine della stagione di apertura
Il documento di prassi ricorda, in via preliminare, quali sono le condizioni per la distribuzione tramite terzi dei biglietti prestampati e riporta le modalità di annullamento disciplinate dall’articolo 7, comma 1, D.M. 13 luglio 2000, secondo cui “il titolo di accesso può essere annullato, tramite idonea registrazione, anche della causale, nel sistema automatizzato che ha permesso l’emissione del titolo stesso, da effettuarsi entro il quinto giorno lavorativo successivo a quello dell’evento”. L’Agenzia delle entrate ha precisato che, nel caso sottoposto alla sua attenzione, i titoli vanno qualificati come titoli di accesso a data libera (titoli “open”) se consentono allo spettatore di scegliere il giorno di accesso al parco nell’arco della stagione di apertura del parco stesso (o quantomeno all’interno di un determinato periodo di fruibilità del titolo). Con riferimento alla rendicontazione dei titoli “open”, il momento impositivo si realizza all’atto del pagamento del corrispettivo per l’acquisizione del titolo di accesso. Se i titoli invenduti non sono annullati nei termini normativi previsti, il parco di divertimenti che li ha emessi è comunque tenuto al versamento della relativa Iva.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 86, 30/09/2016)
Comunicazioni di anomalia disponibili sul cassetto fiscale nei dati del triennio 2012/2013/2014
In questi giorni l’Agenzia delle entrate sta provvedendo ad inviare ai contribuenti apposite comunicazioni di anomalia nella compilazione degli studi di settore per i periodi di imposta 2012/2013/2014. In merito alle modalità con cui l’Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente, ovvero del suo intermediario, gli elementi e le informazioni possono verificarsi tre casi:
1. contribuente che abbia delegato in sede dichiarativa l’intermediario a ricevere i propri avvisi da parte dell’Agenzia, le comunicazioni arriveranno a questi attraverso il canale Entratel;
2. contribuente che non abbia delegato l’intermediario a ricevere informazioni da parte dell’Agenzia, le comunicazioni arriveranno al cliente tramite pec;
3. contribuente abilitato ai servizi Entratel o Fisconline, la comunicazione della anomalia verrà resa disponibile sul proprio cassetto fiscale previo invio di apposito sms o mail.
Il provvedimento definisce 62 diverse tipologie di anomalie riscontrate: grazie a questa nuova forma di comunicazione con il Fisco, i contribuenti possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi, secondo le modalità previste dall’istituto del ravvedimento operoso, beneficiando così della riduzione delle sanzioni, graduata in ragione della tempestività delle correzioni. I contribuenti, anche tramite intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, potranno fornire chiarimenti e precisazioni tramite il software gratuito “Comunicazioni 2016”, già disponibile sul sito www.agenziaentrate.it nella sezione dedicata agli studi di settore.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 85525, 01/06/2016)
Priorità nell’esecuzione dei rimborsi Iva anche per le prestazioni di servizi di cui alla lettera a-ter
È stata estesa ai contribuenti che esercitano prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di complemento relative ad edifici la modalità di rimborso Iva in via prioritaria (entro 3 mesi dalla richiesta) ai sensi dell’articolo 38-bis, D.P.R. 633/1972. Tale previsione consentirà di limitare il danno finanziario derivante dall’estensione del reverse charge a tali prestazioni di servizi, disciplina che è in vigore dal 1° gennaio 2015: il D.M. 29/04/2016 ricomprende nel perimetro dell’agevolazione anche i soggetti che effettuano in modo prevalente le prestazioni di cui all’articolo 17, comma 6, lettera a-ter) del D.P.R. 633/1972 (servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di complemento relative a edifici). Per quel che riguarda il comparto delle costruzioni tale nuova fattispecie si aggiunge al rimborso Iva prioritario già riconosciuto dal 2007 per le prestazioni di servizi, o di manodopera, rese in dipendenza di contratti di subappalto nel settore edile (articolo 17, comma 6, lettera a), D.P.R. 633/1972). L’erogazione prioritaria dei rimborsi dell’eccedenza d’imposta detraibile si applicherà a partire dalla richiesta relativa al secondo trimestre dell’anno d’imposta 2016 (scadenza modello TR entro il 01/08/2016), ma varrà anche in sede di compilazione dei successivi modelli TR e dichiarazioni Iva annuale.
(Ministero dell’economia e delle finanze, Decreto 29/04/2016, G.U. n. 111 del 13/05/2016)
Pubblicata la guida per la compilazione della domanda per la Sabatini-ter
A partire dal 2 maggio 2016 le imprese possono presentare le domande per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi in conto interessi per l’acquisto di beni strumentali nuovi mediante stipula di contratti di finanziamento o di leasing, a valere sulla nuova disciplina (c.d. Sabatini-ter), alle banche e agli intermediari finanziari aderenti all’Addendum alla convenzione tra Ministero dello sviluppo economico, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Associazione Bancaria Italiana (ABI). L’impresa dovrà scaricare e compilare in formato elettronico l’Allegato 1 - Modulo di domanda e sottoscriverlo con firma digitale, avendo cura di utilizzare l’ultima release pubblicata e di procedere alle operazioni di verifica e chiusura dello stesso, secondo le modalità riportate nella Guida alla compilazione del modulo di domanda. Tra i documenti utili è consultabile l’elenco delle banche e degli intermediari finanziari che ad oggi hanno aderito all’Addendum alla convenzione Mise-ABI-CDP. L’eventuale chiusura dello sportello verrà comunicata con apposito decreto ministeriale a seguito dell’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
(Ministero dello sviluppo economico, Guida alla compilazione della domanda di agevolazione, 02/05/2016)
regime del moss
Chiarimenti sull’ambito applicativo della disciplina in vigore dal 1° gennaio 2015
L’Agenzia delle entrate illustra con un documento piuttosto corposo la nuova disciplina Iva delle prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici nei rapporti B2C (business to consumer) entrata in vigore il 1° gennaio 2015, sia con riferimento al piano sostanziale, per quanto riguarda il luogo di tassazione, sia negli aspetti procedurali, caratterizzati dall’apposito regime speciale facoltativo del mini sportello unico (Moss). In particolare viene ribadito il principio per cui le prestazioni con le caratteristiche in precedenza descritte sono soggette ad Iva nel Paese in cui è stabilito il cliente/consumatore e con la possibilità da parte del prestatore di tali servizi di optare per il regime del citato sportello unico al fine di evitare di doversi identificare nei vari Paesi nei quali i clienti sono stabiliti. Uno degli aspetti toccati dal documento di prassi è quello dei rimborsi per gli acquisti effettuati in Italia da parte dei soggetti esteri che si avvalgono del regime del Moss in relazione alla richiamate prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici. Per tali soggetti, infatti, l’imposta è rimborsabile anche in difetto delle condizioni ordinariamente previste per i rimborsi a non residenti e quindi anche in assenza di operazioni attive in Italia o, per i soggetti extra UE, di un accordo di reciprocità.
(Agenzia delle entrate, circolare n.22, 26/05/2016)
Pubblicato il nuovo regolamento sul Sistri che abroga il D.M. 52/2011
L’8 giugno 2016 entrerà in vigore il nuovo regolamento recante disposizioni relative all’ottimizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti: si dovrà, però, attendere la pubblicazione di più decreti del Ministero dell’ambiente affinché vengano definite le procedure operative necessarie per l’accesso al Sistri e per l’inserimento e la trasmissione dei dati nonché la definizione dell’entità dei contributi a carico dei soggetti che aderiscono al Sistri su base volontaria. Fino all'approvazione delle procedure operative con i decreti previsti, continueranno ad applicarsi le procedure indicate nei manuali e nelle guide rese disponibili nel sito web www.sistri.it.
(Ministero dell’ambiente, Decreto n. 78 del 30/03/2016, G.U. n. 120 del 24/05/2016)
La sostituzione della caldaia dà diritto alla detrazione Irpef del 50% per il recupero edilizio degli edifici
L’Agenzia delle entrate ha chiarito varie questione interpretative in materia di imposte sui redditi riguardanti gli oneri deducibili e detraibili. Gli argomenti di più comune interesse sono senz’altro quelli relativi alle agevolazioni legate agli immobili. Al riguardo, una delle questioni ancora non chiarite era se potevano dare diritto al beneficio fiscale per l’acquisto dell’arredo (c.d. bonus mobili) anche le spese sostenute per le sostituzioni delle caldaie effettuate nell’ambito di lavori di ristrutturazione agevolati dalla detrazione Irpef del 50%. Sul punto, l’ufficio ricorda che gli interventi di manutenzione straordinaria su immobili abitativi, di cui all’articolo 16-bis, D.P.R. 917/1986, costituiscono anche il presupposto per l’accesso al bonus mobili. Sono interventi di manutenzione straordinaria quelli eseguiti sugli impianti tecnologici “diretti a sostituirne componenti essenziali con altri che consentono di ottenere risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente”. Atteso che la sostituzione della caldaia costituisce un intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento, essa si qualifica come una manutenzione straordinaria; pertanto, i contribuenti che la effettuano avranno il requisito per fruire della detrazione Irpef del 50% dei mobili e arredi acquistati per la stessa unità abitativa.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 3, 02/03/2016)
Nuovo modello della cartella di pagamento relativa ai ruoli dell’Agenzia delle entrate
Per i ruoli consegnati dall’Agenzia delle entrate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2016 è stata approvata la nuova versione della cartella di pagamento: nello specifico i maggiori ritocchi hanno riguardato le avvertenze. Dopo la revisione della disciplina dell’istituto del reclamo-mediazione, la sezione “Presentazione del reclamo-mediazione e del ricorso” è diventata “Presentazione del ricorso”. È stato eliminato, quindi, ogni riferimento alle norme precedenti che imponevano al contribuente di presentare, in via preliminare, un’istanza di reclamo-mediazione. Ora, per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, la presentazione del ricorso giurisdizionale produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa (articolo 17-bis, D.Lgs. 546/1992). Nel restyling trova anche posto il nuovo limite di valore della controversia entro il quale il contribuente può agire in giudizio senza l’assistenza tecnica di un difensore. Tale limite, infatti, è passato da 2.582,28 a 3.000 euro.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 27036, 19/02/2016)
Pronte le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti
Sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e dei parametri, relativi al periodo d’imposta 2015, e dei controlli tra Unico 2016 e Gerico. Nel dettaglio, il provvedimento licenzia:
· nell’allegato 1, le specifiche tecniche per l’invio telematico dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, che devono essere utilizzate sia dagli esercenti attività d’impresa o arti e professioni che provvedono in prima persona alla trasmissione sia dagli intermediari abilitati;
· nell’allegato 2, le specifiche tecniche per l’invio telematico dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri da parte degli esercenti arti e professioni che provvedono direttamente alla trasmissione o degli intermediari abilitati;
· nell’allegato 3, le specifiche tecniche per l’invio telematico dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri da parte degli esercenti attività d’impresa che provvedono direttamente alla trasmissione o degli intermediari abilitati;
· nell’allegato 4, i controlli tra Unico 2016 e i modelli degli studi di settore.
Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate ha approvato le specifiche tecniche con quattro mesi di anticipo rispetto a quanto era accaduto per il periodo di imposta 2014 (Unico 2015).
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 24675, 15/02/2016)
Aggiornato il coefficiente per la determinazione del valore dei fabbricati D senza rendita
Agli effetti dell’applicazione dell’Imu e della Tasi per il periodo di imposta 2016 sono stati pubblicati i coefficienti di aggiornamento per la determinazione del valore dei fabbricati D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e che sono contabilizzati separatamente nel bilancio delle stesse.
(Ministero dell’economia e delle finanze, decreto 29/02/2016)
Chiarimenti sulla richiesta di rimborso/compensazione del gasolio per autotrazione
L’Agenzia delle dogane ha preso atto che rispetto alle imprese di autotrasporto merci per conto di terzi le forme di disponibilità del veicolo contenute nell’articolo 3, comma 6, D.P.R. 277/2000 sono meno numerose di quelle previste da altre normative. Tant’è che non contemplano l’usufrutto, l’acquisto con patto di riservato dominio e il comodato senza conducente. In particolare, la circolare chiarisce che la normativa va letta come una richiesta obbligatoria per l’esercente di un titolo di possesso dei mezzi che hanno impiegato il gasolio per cui si chiede rimborso/compensazione. Rimborso che, quindi, può essere richiesto anche per forme di disponibilità non presenti nel D.P.R. 277/2000, sempre che chi ne fa richiesta sia il legittimo possessore del veicolo. Tra queste forme vanno anche incluse il leasing finanziario e il noleggio con conducente. Rispetto, invece, al comodato e alla locazione senza conducente, la nota chiarisce che il riconoscimento dell’agevolazione presuppone la forma scritta del contratto, mentre rispetto al comodato, aggiunge che il contratto va registrato e il richiedente deve documentare la disponibilità del veicolo, esibendo la copia vistata della dichiarazione sostitutiva resa all’Ufficio della motorizzazione civile. Nei casi dei noli a freddo a cui si ricorre per fronteggiare picchi di mercato, l’effettivo utilizzatore del veicolo che ne ha il possesso esclusivo può chiedere il rimborso delle accise, purché il contratto sia stato registrato. Non è consentita, invece, la cessione di autoveicoli a titolo di sublocazione o subcomodato. Rispetto all’autotrasporto in conto proprio, invece, la circolare esclude in tale settore la locazione e il comodato.
(Agenzia delle dogane, circolare n. 4, 23/02/2016)
super-ammortamenti
La disciplina dei super-ammortamenti introdotta dalla Legge 208/2015 (commentata nel Supplemento Speciale Legge di Stabilità) è finalizzata ad incentivare gli investimenti, anche in locazione finanziaria, in beni materiali strumentali nuovi mediante una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente risconosciuto prevedendo un incremento del 40% del valore ammesso in deduzione dalla base imponibile Irpef/Ires (non Irap). Assilea precisa che gli autoveicoli immatricolati dai rivenditori e rivendibili a “km 0” potevano beneficiare della c.d. norma agevolativa Tremonti-bis. In quei casi, nella fattura d’acquisto il concessionario doveva inserire una dicitura che richiamasse da un lato che si trattava di auto nuova e che, dall’altro, sulla stessa non si fosse mai beneficiato di agevolazioni fiscali. È ragionevole ritenere applicabile il super-ammortamento alle predette condizioni anche agli autoveicoli immatricolati dai rivenditori e rivendibili a “km 0”.
(Assilea, circolare n.2, 26/01/2016)
Istituito il codice tributo del credito per le spese di riqualificazione e di accessibilità degli alberghi
Il credito di imposta del 30% delle spese sostenute per la ristrutturazione e riqualificazione delle strutture alberghiere (articolo 10, D.L. 83/2014), già richiesto dai soggetti beneficiari tramite il Portale https://procedimenti.beniculturali.gov.it nell’ottobre scorso, deve essere ripartito in 3 quote annuali di pari importo e va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta per il quale è concesso. L’Agenzia delle entrate ha chiarito che il credito di imposta deve transitare in un modello F24 che deve essere presentato esclusivamente per i canali telematici Entratel o Fisconline (non remote banking), pena il rifiuto dell’operazione di versamento. A tal fine è stato istituito il codice tributo 6850, denominato “Credito d’imposta per la riqualificazione delle imprese alberghiere - D.M. 7 maggio 2015”.
(Agenzia delle entrate, provvedimento e risoluzione n. 5, 14/01/2016 e 20/01/2016)
Pubblicati i 204 modelli da utilizzare per la dichiarazione dei redditi del periodo di imposta 2015
In anticipo di quattro mesi rispetto allo scorso anno arrivano sul sito dell’Agenzia, dopo la fase di test, i 204 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, da utilizzare per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2015. Aggiornati con le informazioni relative ai correttivi anticrisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti lo scorso 2 dicembre 2015, serviranno ai contribuenti che nel periodo d’imposta 2015 hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio per le quali risultano approvati gli studi. I modelli, in particolare, riguardano:
51 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture, 60 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi, 24 studi relativi ad attività professionali e 69 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.
(Agenzia delle entrate, provvedimento, 29/01/2016)
Determinazione della rendita catastale degli immobili di categoria D ed E
La Legge 208/2015 ha apportato una rilevante novità in materia di determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare (categorie D ed E): nella stima diretta devono essere presi in considerazione il suolo, le costruzioni e gli elementi strutturalmente connessi al suolo o alle costruzioni che ne accrescono la qualità e l’utilità, mentre restano fuori le componenti impiantistiche, di varia natura, funzionali solo ad uno specifico processo produttivo. L’Agenzia delle entrate ha adeguato la procedura Docfa (Documenti catasto fabbricati) per la dichiarazione delle unità immobiliari urbane al Catasto edilizio urbano. La nuova versione 4.00.3, disponibile online insieme alle relative istruzioni operative, ha recepito le modifiche connesse alle nuove disposizioni di legge ed è utilizzabile per predisporre gli atti di aggiornamento. In particolare, è stata predisposta una nuova tipologia di dichiarazione di variazione catastale, svincolata dalla realizzazione di interventi edilizi e finalizzata a ottenere una nuova rendita catastale a seguito dello scorporo delle componenti impiantistiche, non più oggetto di stima diretta. Docfa 4.00.3 deve essere usata da subito per le variazioni relative agli immobili già censiti, tenendo presente che si potrà riceverne una positiva ricaduta fiscale con riferimento all’Imu: infatti, se l’aggiornamento viene richiesto entro il 15 giugno 2016, gli effetti della variazione catastale sono anticipati al 1° gennaio 2016; in pratica, il tributo municipale andrà calcolato sulla base della nuova stima, depurata del valore degli “imbullonati”.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 2, 01/02/2016)
Il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato il saggio degli interessi legali di mora, ai sensi dell’articolo 5, comma 2 D.Lgs. 231/2002, da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali per il periodo 1° gennaio 2016 – 30 giugno 2016. Il saggio d'interesse, al netto della maggiorazione di otto punti percentuali, è pari allo 0,05%. Il tasso effettivo da applicare è, dunque, pari all’8,05%. Si ricorda che la decorrenza automatica degli interessi moratori è prevista dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, senza che sia necessaria la costituzione in mora; in mancanza di termine di pagamento si fa riferimento al termine legale di 30 giorni. Nella tabella che segue sono individuati i tassi applicabili dal 2014 ad oggi.
0,25% + 8% = 8,25%
0,15% + 8% = 8,15%
0,05% + 8% = 8,05%
(Ministero dell’economia e delle finanze, comunicato stampa, G.U. n. 19 del 25/01/2016)
tabelle chilometriche aci
Rettifica delle Tabelle nazionali dei costi chilometrici di autovetture e motocicli elaborate dall'Aci
Nel Supplemento Ordinario n. 66 alla G.U. n. 291 del 15 dicembre 2015 sono state pubblicate le Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’Aci. L’Agenzia delle entrate comunica che sono stati riscontrati errori nell'attribuzione del fringe benefit 2016 relativo ad alcuni autoveicoli alimentati a benzina - GPL fuori produzione: per questo motivo la tabella in oggetto è stata ripubblicata.
(Agenzia delle entrate, comunicato, G.U. n.27 del 03/02/2016)
Fondo di garanzia pmi nella misura massima dell’80% dell’ammontare del finanziamento
Lo strumento agevolativo definito "Nuova Sabatini", istituito dall’articolo 2, D.L. 69/2013 è finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (pmi) per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Nel dettaglio, la misura prevede il seguente funzionamento:
il Mise concede un contributo in favore delle pmi, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari, in relazione agli investimenti realizzati. Tale contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per 5 anni.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto in commento, il fondo di garanzia per le pmi potrà garantire fino all’80% dell’ammontare dei finanziamenti "Nuova Sabatini". La valutazione economico-finanziaria e del merito creditizio ai fini dell’accesso alla garanzia del fondo viene effettuata direttamente dall’istituto di credito a cui è stata presentata via pec la domanda per la richiesta del finanziamento e del contributo.
(Ministero dello Sviluppo Economico, Decreto 29/09/2015, G.U. n.288 dell’11/12/2015)
Detassazione dei proventi derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali
Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa possono godere della parziale detassazione dei proventi derivanti dallo sfruttamento dei beni immateriali, sul modello di altri Stati europei e in coerenza con standard internazionali condivisi. Nello specifico, sono agevolabili i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi di impresa, disegni e modelli giuridicamente tutelabili, informazioni aziendali ed esperienze tecnico industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete giuridicamente tutelabili. Il patent box non può prescindere, quindi, da un accordo preventivo tra Amministrazione finanziaria e società sulle regole da seguire per la quantificazione del contributo economico e del reddito agevolabile. Nel provvedimento del 1° dicembre 2015 sono state stabilite le modalità di accesso alla procedura che apre la strada al regime di favore opzionale introdotto con lo scopo di incentivare gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 154278 e circolare n.36, 01/12/2015)
imprese musicali
Il credito d’imposta di cui all’articolo 7, D.L. 91/2013 concesso a favore delle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali e delle imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo, esistenti almeno dal 1° gennaio 2012, è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate (Entratel o Fisconline), pena il rifiuto dell’operazione di versamento, ai sensi del decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del 2 dicembre 2014.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 164098, 23/12/2015)
Approvato il modello unico di dichiarazione ambientale per il 2016
È stato pubblicato il decreto con cui viene fissato l’obbligo di presentazione del Mud (Modello Unico per la dichiarazione ambientale) entro il 30 aprile 2016. Oltre a confermare la modulistica utilizzata nel 2015 anche per i Mud che dovranno essere presentati entro il 30 aprile 2016 con riferimento ai rifiuti gestiti nel 2015, il decreto stabilisce che tale modello sarà utilizzato fino alla piena operatività del sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri).
(D.P.C.M. del 21/12/2015, G.U. n.300 del 28/12/2015)
Misura del diritto dovuto alle Camere di Commercio per l’anno 2016
L'articolo 28, comma 1, D.L. 90/2014 ha stabilito che "Nelle more del riordino del sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, l'importo del diritto annuale di cui all'articolo 18 L. 580/1993 e successive modificazioni, come determinato per l'anno 2014, è ridotto, per l'anno 2015, del 35 per cento, per l'anno 2016, del 40% e, a decorrere dall'anno 2017, del 50%". Il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che entro il 15 maggio 2016 verrà inviata tramite pec a tutti i soggetti obbligati al versamento del diritto annuale un’informativa dalla Camera di Commercio territorialmente competente con l’indicazione dell’ammontare del diritto dovuto per il 2016.
(Ministero dello Sviluppo Economico, Nota n.279880, 22/12/2015)
In conseguenza della variazione del saggio di interesse legale sono stati rideterminati i moltiplicatori e i coefficienti per calcolare il valore delle rendite e dell’usufrutto ai fini delle disposizioni in materia di imposte di registro e sulle successioni e donazioni. I nuovi valori si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni aperte e alle donazioni fatte a partire dal 1° gennaio 2016.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 21/12/2015, G.U. n.302 del 30/12/2015)
Pubblicati i moduli per fruire delle esenzioni per le microimprese situate in Emilia Romagna
L’articolo 12 del D.L. 78/2015 ha concesso per i periodi di imposta 2015 e 2016 una esenzione:
da imposte sui redditi (Irpef/Ires) del reddito derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella Zfu nel limite di 100.000 euro per ciascun periodo di imposta;
da Irap del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella Zfu nel limite di 300.000 euro per ciascun periodo di imposta;
da Imu per gli immobili siti nella ZFU posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica.
I territori interessati sono quelli dei Comuni dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 e colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Possono accedere alle agevolazioni solamente le microimprese
con meno di 6 addetti che hanno un reddito lordo nel 2014 inferiore a 80.000 euro operanti nei settori di attività individuati dai codici ATECO2007 45, 47, 55, 56, 79, 93, 95 e 96. I moduli per la presentazione delle istanze sono allegati alla circolare in commento e possono essere presentati dal 21 dicembre 2015 al 31 marzo 2016.
(Ministero dello sviluppo economico, circolare n.90178, 24/11/2015)
Sulle nuove visura catastali disponibile la metratura della superficie
Per le unità immobiliari censite nelle categorie dei Gruppi A, B e C l’Agenzia delle entrate rende disponibile anche la superficie catastale. Oltre ai dati identificativi dell’immobile (Comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno), e ai dati di classamento (zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale, calcolata come stabilito dal D.P.R. n.138/1998. Per gli stessi immobili sarà, inoltre, riportata la superficie ai fini Tari che, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa, 09/11/2015)
Disponibile la versione aggiornata del software per gestire gli adempimenti Intrastat
È on line la versione aggiornata di Intr@web 2015, il prodotto informatico che consente di gestire gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni e/o servizi. Il database dell’applicazione informatica è stand-alone, cioè utilizzabile solo sul computer sul quale è stata installata.
Il nuovo software è disponibile esclusivamente come installazione completa, pertanto, l’utente che lo carica per la prima volta non deve seguire particolari istruzioni. Un pò più articolato è il percorso di chi già si serviva dell’applicazione precedente: se questa è ancora funzionante, il contribuente deve necessariamente procedere al backup dei dati tramite l’apposita funzione di intr@web "utilità/manutenzione archivi/backup/totale". Una volta terminata l’installazione dell’ultima versione, potrà recuperare le informazioni attraverso la quasi speculare funzione "utilità/manutenzione archivi/restore/totale". Intr@Web 2015 è al servizio sia di coloro che scelgono di presentare direttamente le proprie dichiarazioni sia di commercialisti, doganalisti e altri soggetti incaricati di predisporre e inviare gli Intrastat per conto dei clienti. Il software recepisce le semplificazioni introdotte con la determinazione n. 18978 del 19 febbraio 2015.
(Agenzia delle Dogane, software Intr@web 2015 versione 16.0.0.1, 26/11/2015)
Pubblicato il software "Segnalazioni 2015"
I contribuenti possono comunicare all’Amministrazione finanziaria informazioni o elementi giustificativi relativi a situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza risultanti dall’applicazione degli studi di settore per il periodo d'imposta 2014, nonché segnalare informazioni o precisazioni relative all’indicazione in dichiarazione di cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi. Con l’utilizzo del software si semplifica la fase di comunicazione e di confronto tra il contribuente e l’Amministrazione finanziaria: la preventiva analisi delle informazioni pervenute permetterà agli uffici di escludere l’attivazione di controlli per tali soggetti. Per accedere al servizio occorre essere registrati all’area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Il software Segnalazioni 2015 è raggiungibile dalla sezione Servizi - Fisconline - Servizi per – Comunicare - Segnalazioni Studi di Settore/Unico 2015. Il software consente di predisporre e inviare una segnalazione all’Agenzia delle entrate: i contribuenti hanno anche a disposizione una Guida per la compilazione delle segnalazioni per un corretto e facile utilizzo dell'applicazione.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa, 27/11/2015)
Credito di imposta per assunzioni di detenuti o internati
L'Agenzia delle entrate ha indicato modalità e termini di fruizione del credito d’imposta a favore delle imprese che assumono, per un periodo non inferiore a 30 giorni, detenuti o internati, anche quelli ammessi al lavoro esterno o detenuti semiliberi provenienti dalla detenzione, o che svolgono attività formative nei loro confronti. I crediti d’imposta maturati fino al 31 dicembre 2015, non ancora interamente utilizzati in compensazione un F24, sono fruiti dalle imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2016, nei limiti dell’importo residuo risultante dalla differenza tra i crediti comunicati all’Agenzia delle entrate dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia e l’ammontare dei crediti fruiti in compensazione utilizzando il codice tributo 6741. Al fine di consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta, l'Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo 6858, denominato "Credito d’imposta – Agevolazione concessa alle imprese che assumono detenuti o svolgono attività formative nei confronti dei detenuti – D.I. 148/2014". Le disposizioni contenute nel provvedimento in argomento decorrono dal 1° gennaio 2016, data a partire dalla quale è soppresso il codice tributo 6741.
(Agenzia delle Entrate, provvedimento n. 153321 e risoluzione n. 102, 27/11/2015 - 30/11/2015)
Dal 1° gennaio 2016 le imprese possono utilizzare in compensazione nel modello F24 il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo previsto dall’articolo 3, D.L. 145/2013 così come modificato dalla Legge di Stabilità per il 2015 (L. 190/2014). Il credito d’imposta è attribuito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. La risoluzione n. 97 ha approvato il nuovo codice tributo 6857, "Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – articolo 3, D.L. 145/2013".
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 97, 25/11/2015)
Chiarimenti sul credito di imposta per le erogazioni liberali a sostegno di cultura e spettacolo
L’articolo 1, D.L. n.83/2014 ha introdotto un credito di imposta del 65% delle erogazioni effettuate nel 2014 e nel 2015 e del 50% delle erogazioni effettuate nel 2016 in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. Anche le fondazioni bancarie potranno fruire del bonus fiscale in relazione agli oneri che sostengono per l’esecuzione di progetti di restauro e di valorizzazione di un bene pubblico, sottoposto alla tutela della locale soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio storico ed etnoantropologico. L’Agenzia delle entrate ha inoltre precisato, come il beneficio fiscale spetti anche nel caso in cui le fondazioni non eroghino le somme necessarie per la realizzazione dell’intervento sul bene, ma si obblighino di dare esecuzione ai progetti di restauro e valorizzazione del bene pubblico, facendosi carico, in via esclusiva, dei relativi oneri finanziari e organizzativi.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n.87, 15/10/2015)
Operativo il credito di imposta per esercizi ricettivi, agenzie di viaggio e tour operator
Il credito di imposta del 30% fino ad un importo massimo di spesa pari a 12.500 euro per la digitalizzazione turistica a favore degli esercizi ricettivi, delle agenzie di viaggio e dei tour operator è ora utilizzabile in compensazione nel modello F24 a fronte della istituzione del codice tributo 6855. In particolare, i contribuenti che hanno visto la loro domanda ammessa sul portale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, per le spese sostenute nel 2014, possono utilizzare sin da subito in compensazione nel modello F24 il credito di imposta, purché l’F24 sia presentato mediante i canali Entratel/Fisconline (non remote banking). Si ricorda che l’ammontare spettante del credito va ripartito in 3 quote annuali di pari importo. Qualora non già fruito, il credito di imposta del 30% per la digitalizzazione è concesso fino alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2016.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento e Risoluzione n.85, 14/10/2015)
consulenze d’ufficio
Il medico dipendente non deve emettere fattura per la consulenza occasionale
In assenza di abitualità, i compensi erogati da una Pubblica Amministrazione ai dipendenti pubblici che rendono consulenze tecniche d’ufficio, non costituiscono oggetto di fatturazione elettronica. Qualora l’attività di consulenza sia prestata in maniera occasionale, i relativi onorari saranno qualificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera l), del Tuir. Pertanto, le operazioni sono escluse dal campo di applicazione dell’Iva per carenza del presupposto soggettivo previsto dall’articolo 5, D.P.R. 633/1972. Il medico dipendente, in rapporto esclusivo, dell’Azienda sanitaria, allorché effettui solo in via occasionale prestazioni medico-legali non è obbligato ad aprire la partita Iva né a emettere fattura elettronica.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n.88, 19/10/2015)
In arrivo PEC che allertano su violazioni legate alla dichiarazione Iva 2015 (anno 2014)
In questi giorni l’Agenzia delle entrate ha inviato 65.000 comunicazioni con cui ha avvisato in anticipo mediante l’invio di lettere agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) i contribuenti che non hanno ancora presentato la dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2014 e quelli che hanno presentato la dichiarazione Iva con la compilazione del solo quadro VA. Peraltro, oltre alle mail certificate, le comunicazioni viaggiano per posta ordinaria, in modo da raggiungere anche chi non ha un indirizzo Pec attivo, oppure non registrato nei pubblici elenchi (https://www.inipec.gov.it/). In particolare, i contribuenti che non hanno ancora presentato la dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2014 possono regolarizzare la propria posizione presentando la dichiarazione entro 90 giorni a partire dal 30 settembre 2015, pagando le sanzioni in misura ridotta. Invece, coloro che hanno presentato la dichiarazione Iva con la compilazione del solo quadro VA possono regolarizzare già da ora gli errori eventualmente commessi e beneficiare così delle sanzioni in misura ridotta in ragione del tempo trascorso, grazie all’istituto del ravvedimento operoso.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento n.137937, 29/10/2015)
La distanza chilometrica per determinare il rimborso del dipendente va calcolata dal posto di lavoro
L’indennità chilometrica, per le missioni fuori comune, è totalmente esente per il tragitto sede/luogo di missione, sempreché, naturalmente, i rimborsi siano in linea con le tabelle Aci che tengono conto del tipo di auto utilizzata e della distanza percorsa. L’eccedenza di rimborso per il tragitto casa/missione, più lungo rispetto a quello sede/missione, concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente imponibile. L’Agenzia delle entrate ha ribadito quanto già affermato in numerosi precedenti documenti di prassi, non ritenendo sostenibile la tesi dei lavoratori della compagnia assicuratrice, riportata dall’interpellante. Secondo i dipendenti, infatti, ai fini della disciplina fiscale, andrebbe considerato che il vantaggio del dipendente è "accessorio e fortuito" e occupa un posto di secondo piano rispetto all’interesse prevalente dell’azienda per la trasferta effettuata.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n.92, 30/10/2015)
Codice deontologico per il trattamento di dati personali ai fini commerciali
Entrerà in vigore il 1° ottobre 2016 il codice deontologico per i soggetti operanti nelle attività di informazione commerciale. Le disposizioni del Codice deontologico si applicano alle sole informazioni commerciali riferite a persone fisiche ed, in particolare, al trattamento dei dati personali provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque o pubblicamente accessibili da chiunque (c.d. fonti pubbliche), nonchè al trattamento avente ad oggetto i dati personali forniti direttamente dagli interessati, effettuato dai soggetti che prestano a terzi servizi, per finalità di informazione commerciale, nel rispetto dei limiti e delle modalità che le normative vigenti stabiliscono per la conoscibilità, utilizzabilità e pubblicità di tali dati. È escluso dall'ambito di applicazione del Codice deontologico il trattamento avente ad oggetto i dati personali raccolti presso soggetti privati diversi dall'interessato.
(Garante Privacy, Deliberazione n.479 del 17/09/2015, G.U. n.238 del 13/10/2015)
Comunicazione del luogo di conservazione dei documenti rilevanti ai fini tributari
L’Agenzia delle Entrate è intervenuta in risposta ad un interpello specificando che nel caso di conservazione in modalità elettronica delle fatture, il contribuente non è tenuto a comunicare mediante il modello AA7/10 o AA9/12 all’Agenzia delle Entrate il nominativo del conservatore, qualora soggetto diverso dal depositario delle scritture contabili, purché in caso di accesso i verificatori siano messi nelle condizioni di visionare presso la sede del contribuente ovvero del depositario la documentazione fiscale che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture elettroniche. Gli estremi identificativi del soggetto che si occupa della conservazione decennale sono già presenti nel manuale della conservazione. È, pertanto, sufficiente in tali casi la comunicazione mediante il modello Unico con la compilazione del rigo RS140, codice 1.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n.81, 25/09/2015)
Il termine per l’adesione alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei patrimoni detenuti all’estero è stato prorogato dal 30 settembre 2015 al 30 novembre 2015. Il Decreto Legge, varato a poche ore dalla chiusura dei termini previsti dalla Legge 186/2014 ha allungato al 31 dicembre 2016 il tempo riservato all’Agenzia delle Entrate per scrutinare le pratiche, con l’obbligo di dovere trattare unitariamente le istanze e di liquidarle contestualmente (evitando, pertanto, che siano liquidate separatamente singole annualità per i contribuenti in momenti diversi). Viene, inoltre, nuovamente chiarito che le norme sulla collaborazione volontaria non hanno alcun impatto sull’applicazione dei presidi previsti dal D.Lgs. 231/2007, in materia di contrasto al riciclaggio.
(Consiglio dei Ministri, Decreto Legge, 29/09/2015)
Aggiornati gli indici di capacità contributiva per la ricostruzione sintetica del reddito
Come previsto dall’articolo 38 del D.P.R. 600/1973 i beni e i servizi individuati che determinano la capacità di spesa dei contribuenti sono aggiornati con periodicità biennale da un decreto del Mef. In particolare, il decreto del 16 settembre 2015 individua le regole applicative dello strumento accertativo per i periodi di imposta 2011 e 2012. Il decreto del 24 dicembre 2012 aveva delineato il modus operandi per gli accertamenti relativi ai periodi di imposta 2009 e 2010. Tra le novità più importanti figura il tramonto definitivo delle spese Istat: a dichiarare l’illegittimità dell’utilizzo delle spese Istat era stato il Garante della Privacy che, con il parere del 21 novembre 2013 sul nuovo strumento di accertamento, aveva vietato all’Agenzia delle Entrate di utilizzare le medie Istat nella ricostruzione del reddito dei contribuenti.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 16/09/2015, G.U. n.223 del 25/09/2015)
Aggiornato il software per la richiesta del bonus caro petrolio del terzo trimestre 2015
Sul sito dell’Agenzia delle Dogane è stato pubblicato il pacchetto informatico aggiornato per compilare e stampare la dichiarazione relativa ai consumi di gasolio effettuati tra il 1° luglio 2015 e il 30 settembre 2015. La quota rimborsabile è pari a 214,18609 euro per mille litri di prodotto. Il modulo può essere presentato on line, servendosi del Servizio telematico Edi delle Dogane oppure in formato cartaceo. Per chi non si avvale del Servizio Edi, è previsto che il contenuto della dichiarazione vada riprodotto anche su supporto informatico (cd, dvd o pen drive), da consegnare insieme al modello cartaceo. Per la presentazione, le imprese nazionali e quelle comunitarie obbligate alla dichiarazione dei redditi in Italia, dovranno rivolgersi allo sportello delle Dogane territorialmente competente, mentre le imprese comunitarie non obbligate alla dichiarazione dei redditi nel nostro Paese dovranno consegnare modulo e supporto digitale all’ufficio delle Dogane di Roma I. Il bonus è rimborsabile o fruibile in compensazione mediante il modello F24 (codice tributo 6740). La scadenza per la presentazione dell’istanza è il 31 ottobre 2015.
(Agenzia delle Dogane, Nota n.104552/RU, 23/09/2015)
Esclusi dall’agevolazione bed and breakfast, villaggi turistici e affittacamere
Il credito di imposta del 30% delle spese sostenute per la ristrutturazione e riqualificazione delle strutture alberghiere dall’articolo 10 del D.L. 83/2014 è concesso alle sole strutture così come definite dal D.M. 07 maggio 2015. Pertanto, non possono partecipare al riconoscimento del credito di imposta i campeggi, i villaggi turistici, i parchi vacanza, i bed and breakfast, gli affittacamere e le case per vacanze. Inoltre, il credito di imposta può essere richiesto solamente dal soggetto identificabile come impresa alberghiera e, pertanto, in caso di affitto di azienda, l’agevolazione non può essere fruita dall’impresa concedente. Si ricorda che le istanze possono essere presentate tramite il Portale https://procedimenti.beniculturali.gov.it, dal 12 ottobre 2015 e fino al 15 ottobre 2015 (vedasi Informativa sulla Circolare di settembre 2015).
(Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, faq, 24/09/2015)
Pubblicate le Linee Guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie
È disponibile in questi giorni sul sito web dell’Associazione Bancaria Italiana la bozza di aggiornamento delle linee guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie. Redatte dall’ABI e dai Consigli Nazionali delle principali professioni tecniche e associazioni di categoria, le linee guida sono state condivise tra gli ordini professionali dei periti e le principali società di valutazione immobiliare, all’interno di un protocollo di intesa stabilito nel novembre del 2010.
(Associazione Bancaria Italiana, Comunicato stampa, 19/09/2015)
Informative e news
conversione decreto legge enti locali
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge di conversione del D.L. n.78/2015
La Legge n.125 del 6 agosto 2015 ha convertito, con alcune integrazioni, le disposizioni introdotte dal D.L. n.78 del 19 giugno 2015. Le principali disposizioni di carattere fiscale sono le seguenti:
l’art.8 co.13-bis proroga alla scadenza del 30 ottobre 2015 il termine di versamento dell’acconto Imu 2015 sui terreni agricoli;
l’art.12 conferma le esenzioni Irpef/Ires, Irap e Imu entro determinati limiti per le imprese individuate dai codici Ateco-45, 47, 55, 56, 79, 93, 95, 96 localizzate nei territori colpiti dal sisma del 20-29 maggio 2012 e dall’alluvione del 17 gennaio 2014 (vedasi Circolare mensile n.07/15);
l’art.13 allunga il termine di scadenza dello stato di emergenza conseguente agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 al 31 dicembre 2016;
l’art.13-bis istituisce una zona franca nei comuni della regione Sardegna colpiti dall’alluvione del 18-19 novembre 2013. La definizione della perimetrazione della zona franca sarà stabilita con decreto da emanare entro 90 giorni.
(Legge n.125 del 06/08/2015 di conversione del D.L. n.78/2015, G.U. n.188 S.O. n.49 del 14/08/2015)
Obbligo di richiesta del codice fiscale del condominio anche con meno di 9 condòmini
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione del 50% per il recupero del patrimonio edilizio in merito alle spese sostenute sulle parti comuni di un edificio condominiale composto da tre comproprietari è consentita solo qualora il condominio abbia acquisito il codice fiscale entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale le spese sono state sostenute. Nel caso in questione, infatti, i bonifici per la spesa sostenuta sulle parti comuni sono stati suddivisi ed effettuati da parte dei singoli comproprietari. Non viene perso il diritto alla detrazione Irpef del 50% purché venga pagata una sanzione di 103,29 euro per la ritardata richiesta del codice fiscale e venga inviata una comunicazione all’Agenzia delle Entrate in cui dettagliare le generalità e il codice fiscale dei singoli condòmini, i dati catastali delle rispettive unità immobiliari, i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi e le fatture emesse nei confronti dei singoli condòmini, da intendersi riferite al condominio.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n.74, 27/08/2015)
Plusvalenza derivante dalla cessione irrilevante per i collaboratori della impresa familiare
L'Agenzia delle Entrate fa luce sulle modalità di tassazione della plusvalenza derivante dalla cessione dell'impresa familiare, chiarendo che la stessa deve essere tassata interamente in capo al titolare dell'impresa ed è, quindi, fiscalmente irrilevante per i collaboratori familiari. Appurato che la plusvalenza derivante dalla cessione dell'impresa familiare ha rilevanza fiscale interamente in capo all’imprenditore, l'Agenzia precisa che la stessa è da ricondurre nell'alveo dei redditi di impresa e non nella categoria dei redditi diversi. Infatti, le plusvalenze maturate in regime d'impresa sono tassabili come redditi diversi nel caso in cui gli eredi o i donatari non continuino l'attività d'impresa. Circostanza quest'ultima che si è, invece, verificata, nel caso in esame.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n.78, 31/08/2015)
Cumulabile il finanziamento-contributo "Nuova Sabatini" con il credito di imposta "Tremonti-quater"
Sono state aggiornate le faq sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico e, in particolare, è stato precisato che il finanziamento con il contributo "Nuova Sabatini" è cumulabile con il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi di cui al D.L. n.91/14 (c.d. "Tremonti-quater"). La "Tremonti-quater" non concorre a formare il cumulo di cui all’art.7 del D.M. 27 novembre 2013 relativamente ai beni agevolati a valere sulla misura "Nuova Sabatini". Lo strumento agevolativo definito "Beni strumentali – Nuova Sabatini", istituito dall’art.2 del D.L. n.69/13 per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature ha alla data del 31 agosto 2015 un plafond residuo di risorse pari a circa 2,8 miliardi di euro, prenotabili dalle Pmi che intendono investire in beni strumentali nuovi fino al termine ultimo del 31 dicembre 2016.
(Ministero dello Sviluppo economico, Faq, 06/08/2015)
I contribuenti minimi entrano nel Moss
Il contribuente minimo che effettua una prestazione di commercio elettronico diretto (c.d. servizi di e-commerce) a un privato consumatore comunitario (c.d. B2C) deve assolvere l’Iva relativa all’operazione identificandosi nello Stato membro in cui il cliente è stabilito oppure, in alternativa, avvalendosi del regime Moss. Si ricorda che a decorrere dal 1° gennaio 2015 le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici rese nei confronti di privati consumatori sono soggette ad Iva nel paese ove il committente è stabilito ovvero ha il domicilio o la residenza, con conseguente rilievo dell’operazione nel paese di destinazione della stessa. Pertanto, qualora un operatore nazionale presti un servizio di e-commerce diretto nei confronti di un committente non soggetto passivo d’imposta comunitario, egli tenuto ad assolvere l’Iva relativa all’operazione resa nello Stato membro del cliente. È possibile adempiere a tale onere identificandosi nel Paese Ue oppure, in alternativa, avvalendosi del regime Moss (MINI ONE STOP SHOP), come previsto dall’art.74-sexies del D.P.R. n.633/72.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n.75, 28/08/2015)
Aggiornato l’elenco delle banche aderenti all’Accordo per il Credito 2015
L’Abi ha aggiornato sulla base delle adesioni ricevute dalle banche e dagli intermediari finanziari l’elenco degli istituti aderenti all’Accordo per il Credito 2015, che sarà in vigore fino al 31 dicembre 2017. L’elenco degli istituti aderenti è disponibile al link https://www.abi.it/Pagine/Mercati/Crediti/Credito-alle-imprese/Accordi-per-il-credito/Accordo-per-il-credito-2015.aspx?LinkFrom=Imprese.
(Associazione Bancaria Italiana, Elenco Banche aderenti, 07/08/2015)
PROROGA: 30/07/2015 - prorogato Mod. 770 al 21/08/2015
Chiarimenti sulla disciplina Iva in merito a Expo Milano 2015
Si approfondiscono alcune risposte relative agli aspetti Iva, rimandando al documento per l’approfondimento in merito a quelle relative, ad esempio, alla costituzione di una SPV, alla disciplina relativa all’esercizio di un’attività commerciale da parte dei partecipanti, a quella dei partecipanti, nonché alla rivendita dei biglietti per l’esposizione. In tema di Iva, il documento ricorda come sulla base del cosiddetto accordo BIE stipulato l’11 luglio 2012 tra il Governo italiano e il Bureau international des expositions (BIE appunto), i Commissariati Generali di Sezione possono usufruire del regime di non imponibilità Iva per la realizzazione del proprio padiglione espositivo. La Circolare chiarisce che ciò vale per gli acquisti di beni e servizi e per le importazioni di beni relativi alla costruzione dell’intero padiglione, inclusa la parte adibita alle attività commerciali (ad esempio, ristorante, bar, negozio), poiché la struttura è riferibile nella sua interezza all’attività istituzionale dei Commissariati. Diversamente, non rientrano nel regime di non imponibilità le operazioni connesse al rifornimento, vettovagliamento e arredo degli spazi adibiti allo svolgimento delle attività commerciali, nonché le importazioni di articoli oggetto di vendita in loco. Rientra nel regime di non imponibilità Iva anche la locazione di appartamenti, da parte di un partecipante ufficiale, al fine esclusivo di consentire la partecipazione del proprio personale a Expo. In caso di applicazione dell’imposta, la stessa può essere recuperata attraverso l’emissione da parte del locatore italiano di una nota di credito entro un anno dall’effettuazione dell’operazione. Il medesimo regime di non imponibilità si applica anche con riferimento ai servizi di somministrazione di gas, elettricità e altre utenze, ma solo a condizione che i relativi contratti siano intestati al Commissariato Generale di Sezione. Non godono della non imponibilità Iva gli acquisti di beni e/o servizi per lo svolgimento di un’attività commerciale, a prescindere dal soggetto che li effettua (partecipante ufficiale o non ufficiale). Pertanto, gli acquisti da parte di un Commissariato Generale di Sezione, da un’impresa italiana, di prodotti alimentari destinati a essere rivenduti al pubblico presso il punto ristoro del suo padiglione non possono fruire del regime di non imponibilità Iva. In merito agli obblighi contabili o dichiarativi ai fini fiscali a carico del Commissariato Generale di Sezione, quando non svolge alcuna attività commerciale in Italia non è tenuto ad osservare particolari adempimenti, tuttavia, ha comunque l’obbligo di conservare i moduli che compila e consegna ai fornitori per usufruire del regime di non imponibilità Iva con le stesse modalità previste per i documenti ufficiali emessi, unitamente alla documentazione dei relativi pagamenti. Per quanto riguarda gli aspetti Iva legati alle imprese italiane, il documento di prassi evidenzia che le prestazioni di servizi relative alla costruzione di uno stand fieristico presso Expo Milano 2015 fornite ad un soggetto passivo Iva con sede in un Paese a fiscalità privilegiata, ancorché trattasi di operazioni fuori campo Iva, in quanto non territorialmente rilevanti in Italia ai sensi dell’art.7-ter d.P.R. n.633/72, soggiacciono comunque all’obbligo di comunicazione black list secondo le regole e le scadenze ordinarie. Inoltre, qualora un’impresa italiana stipula un contratto di appalto con un general contractor estero per la realizzazione di un padiglione espositivo e, a tal fine, affida poi in subappalto a società italiane parte degli interventi, l’Iva relativa alle prestazioni di servizi rese da queste all’appaltatore deve essere assolta secondo il meccanismo dell’inversione contabile; ovviamente, ciò vale a condizione che siano verificate tutte le condizioni richieste dallart.17, co.6, lett.a) d.P.R. n.633/72.
(Agenzia delle Entrate, Circolare n.25, 07/07/2015)
Attribuita la percentuale del credito di imposta per imprese e lavoratori autonomi
L’articolo 67-octies del D.L. n.83/12 ha istituito un credito d’imposta a favore dei soggetti che alla data del 20 maggio 2012 avevano sede legale od operativa e svolgevano attività d’impresa o di lavoro autonomo in uno dei comuni interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 e che per effetto del sisma hanno subìto la distruzione o l’inagibilità dell’azienda, dello studio professionale, oppure la distruzione di attrezzature o di macchinari utilizzati per la loro attività. Con il Provvedimento n.91825 è resa nota la misura percentuale pari a 43,0133 del credito d’imposta spettante relativa al credito richiesto nel 2015 per i costi agevolabili sostenuti nel 2014 e per quelli non indicati nelle eventuali richieste presentate in precedenza. Il credito d’imposta è utilizzabile ai sensi dell'art.17 D.Lgs. n.241/97, presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell'operazione di versamento.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento n.91825, 07/07/2015)
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato il saggio degli interessi legali di mora, ai sensi dell’art.5, co.2 D.Lgs. n.231/02, da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali per il periodo 1° luglio 2015 – 31 dicembre 2015. Il saggio d'interesse, al netto della maggiorazione di otto punti percentuali, è pari allo 0,05%. Il tasso effettivo da applicare è, dunque, pari all’8,05%. Si ricorda che la decorrenza automatica