Source: http://www.studiolegalecarbone.it/patrocinioaspesedellostato.html
Timestamp: 2016-02-08 22:57:04+00:00
Document Index: 67556260

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 299', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 92']

Studio Legale Carbone_Patrocinio a spese dello stato
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COSA SI INTENDE PER “PATROCINIO A SPESE DELLO STATO”?
Il Patrocinio a spese dello Stato è un istituto che consiste nel riconoscimento dell'assistenza legale gratuita, ovvero a carico dello Stato, ai non abbienti che intendano promuovere un giudizio o che debbano difendersi davanti al giudice.
QUAL È LA RILEVANZA COSTITUZIONALE DEL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO? Nel nostro ordinamento, il diritto al patrocinio a spese dello Stato viene riconosciuto tanto come diritto fondamentale della persona quanto come diritto sociale il cui esercizio garantisce la partecipazione effettiva all’organizzazione politica, economica e sociale dello Stato, in osservanza dell’art. 3, comma 2, Cost. La garanzia di un’effettiva assistenza legale per i non abbienti rappresenta, perciò, uno degli obblighi dello Stato diretti a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Disciplinato dalla legge ordinaria, il patrocinio a spese dello Stato ha, dunque, le sue radici nella Carta fondamentale, che nell’ 24 definisce il diritto alla difesa come diritto inviolabile dell’individuo ed afferma che “sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”.
Il diritto al patrocinio a spese dello Stato, come diritto fondamentale dell’individuo, è inoltre riconosciuto ed affermato da numerose norme internazionali: l’art. 6, comma 3, lett. c) della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Roma, 4 novembre 1950), il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici di New York del 19 dicembre 1966, art. 14, 3 comma, lett. d). Il patrocinio a spese dello Stato è stato istituito dapprima in ambito penale e civile limitatamente al risarcimento del danno da reato, con la legge 217 del 1990, e successivamente in ambito civile, amministrativo e tributario con la legge 134 del 2001. CHI PUÒ RICHIEDERLO?
Tre sono le condizioni richieste per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato:
Reddito: il patrocinio a spese dello Stato è riservato ai cittadini ed agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia che, in base all’ultima dichiarazione dei redditi, risultino titolari di un reddito annuo imponibile (2011) non superiore a euro 10.628,16. Il limite di reddito viene aggiornato ogni due anni.In caso di convivenza il limite di reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente del nucleo stabilmente convivente. A tale regola fanno eccezione i casi in cui la causa ha ad oggetto diritti della personalità, ovvero le ipotesi in cui gli interessi del richiedente appaiano in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo stesso. In queste ultime due eventualità, infatti, stante la natura del bene oggetto di conflitto, si tiene conto del solo reddito dell’interessato.
Tipo di controversia: può esser richiesto per i giudizi penali, civili, amministrativi ed affari di volontaria giurisdizione. Sono escluse le cause per cessione di crediti e ragioni altrui, salvo che la cessione appaia indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti (art. 15-bis, comma 3, L.217/90).
Ragioni non manifestamente infondate: le ragioni di colui che chiede l’ammissione devono risultare non manifestamente infondate.
QUAL È LA DIFFERENZA TRA GRATUITO PATROCINIO E DIFESA D’UFFICIO?
Pur avendo lo stesso fondamento costituzionale (art. 24), difesa d’ufficio e gratuito patrocinio sono due istituti differenti. La difesa d’ufficio è quella garantita a ciascun soggetto, a prescindere dal suo reddito, che non abbia provveduto a nominare un proprio difensore di fiducia o ne sia rimasto privo. Il difensore d'ufficio è nominato dal giudice o dal pubblico ministero sulla base di un elenco di difensori predisposto dal Consiglio dell'Ordine forense, d'intesa con il Presidente del Tribunale ed ha l'obbligo di prestare il suo patrocinio e può essere sostituito solo per giustificato motivo. Le spese della difesa di ufficio sono a carico dell'imputato salvo che sussistano i requisiti per l’ammissione al gratuito patrocinio. Diverso è anche il settore in cui opera: la difesa d’ufficio viene riconosciuta nei procedimenti penali mentre in quelli civili solo nei procedimenti davanti al Tribunale dei minorenni.
Legge n. 134 del 2001e gli artt. dal 74 al 141 del D.P.R. n. 115 del 2002 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) QUAL È L’ AMBITO DI APPLICAZIONE E LA DISCIPLINA NORMATIVA NEI GIUDIZI CIVILI E AMMINISTRATIVI?
Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso nell'ambito dei giudizi civili, amministrativi, contabili o tributari già pendenti ed anche nelle controversie civili, amministrative, contabili o tributarie per le quali si intende agire in giudizio. Già previsto per il processo penale e del lavoro nonché per il processo di impugnazione del decreto di espulsione di stranieri e per i ricorsi al Garante per la protezione dei dati personali, il gratuito patrocinio è stato esteso ai giudizi civili ed amministrativi nonché alle procedure di volontaria giurisdizione dalla legge n. 134 del 2001che ha riformato la L. 217 del 1990 (poi abrogata dall’art. 299 del D.P.R. n. 115 del 2002). L’art. 15-bis della L. 217 del 1990, introdotto dalla legge del 2001, disciplinava l’ambito e i presupposti dell’istituzione del patrocinio a spese dello Stato. L’articolo citato prevede che sia assicurato il patrocinio a spese dello Stato nei giudizi civili o amministrativi, nonché negli affari di volontaria giurisdizione quando le ragioni del non abbiente risultino non manifestamente infondate. Con la legge del 2001 di riforma dell’istituto del gratuito patrocinio e l’istituzione del patrocinio a spese dello stato, si abbandona, finalmente, il criterio che imponeva l’obbligo all’avvocato di prestare gratuitamente la propria opera e si garantisce alla parte bisognosa la libertà di scelta del difensore e del consulente tecnico di cui avvalersi. Difatti, con il gratuito patrocinio, il legale, nominato da una commissione all’uopo, veniva remunerato solamente in caso di soccombenza della controparte al pagamento delle spese legale, mentre l’istituto del patrocinio a spese dello stato, oltre a garantire al non abbiente il diritto di scegliere il legale, prevede comunque la sua remunerazione anche in caso di soccombenza. CHI PUÒ RICHIEDERE L'AMMISSIONE IN AMBITO CIVILE? Purché le loro pretese non risultino manifestatamene infondate possono richiederlo:
QUANDO SI PUÒ CHIEDERE E QUALI SONO LE SPESE A CARICO DELLO STATO?
L'ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio. Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione. A carico dello Stato sono tutte le spese legali (avvocati, consulenti). Rimangono tuttavia a carico del non abbiente le spese legali della controparte in caso di soccombenza con condanna alle spese di giudizio.
DOVE SI PRESENTA LA DOMANDA DI AMMISSIONE IN AMBITO CIVILE?
QUAL È LA MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA AL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI?
La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice compilando i moduli disponibili presso le stesse Segreterie del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e deve indicare:
la richiesta di ammissione al patrocinio e l’indicazione del processo cui si riferisce se già pendente;
Se l’istante è straniero, l’istanza deve essere accompagnata da una certificazione dell’autorità consolare competente che attesti la veridicità di quanto in essa indicato.
La domanda può essere presentata personalmente dall'interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda.
QUALI SONO I PROVVEDIMENTI DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE DOPO IL DEPOSITO DELLA DOMANDA?
entro 10 giorni emette uno dei seguenti provvedimenti:
e trasmette copia del provvedimento all'interessato, al giudice competente e all'Ufficio delle Entrate per la verifica dei redditi dichiarati.
COSA SI DEVE FARE DOPO IL PROVVEDIMENTO DI AMMISSIONE? L'interessato può nominare un difensore, scegliendo il nominativo dall'Elenco degli Avvocati abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato appositamente approntati dai Consigli degli Ordini degli Avvocati del distretto della competente Corte di Appello.
L’istante può anche nominare un consulente tecnico, ove ciò sia previsto come facoltà di legge. Lo Stato si fa carico di ogni spesa, diritto ed onere che sia relativo alla causa, nonché dell’onorario e delle indennità dovute al difensore, al consulente tecnico ed ai pubblici ufficiali, ad esempio il notaio.
COS’È L’ELENCO DEGLI AVVOCATI ABILITATI AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO?
Contiene i nominativi degli avvocati che presentano la relativa domanda e sono in possesso dei seguenti requisiti:
QUALI SONO I CASI DI ESCLUSIONE DAL PATROCINIO IN AMBITO CIVILE?
COS’È IL SERVIZIO DI INFORMAZIONE E CONSULENZA PER L’ACCESSO AL GRATUITO PATROCINIO ED ALLA DIFESA D’UFFICIO?
L’art. 20 della L. 134/2001 prevede l’istituzione, presso ogni Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, di un servizio di informazione e consulenza per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato e per la difesa d’ufficio. Obiettivo del servizio è quello di fornire al pubblico i dati necessari per conoscere i requisiti e le modalità per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il servizio informa anche sui presupposti, le modalità e gli obblighi da osservare per la nomina del difensore d’ufficio. Inoltre, sempre su richiesta dell’interessato, il servizio fornisce la necessaria informazione in ordine al problema giuridico prospettato; ciò al fine di consentire al richiedente una valutazione dell’opportunità dell’instaurazione, o della prosecuzione, di un giudizio o, ad esempio, della sperimentazione di un metodo di risoluzione alternativa del conflitto
QUAL È L’AMBITO DI APPLICAZIONE E DISCIPLINA NORMATIVA IN MATERIA PENALE?
Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante. Nel solo ambito dei procedimenti penali, la regola che impone la somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è contemperata dalla previsione di un aumento del limite di reddito che, a norma dell'art. 92 del T.U., è elevato ad euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.
CHI PUÒ RICHIEDERE L'AMMISSIONE IN AMBITO PENALE?
QUANDO SI PUÒ CHIEDERE? L'ammissione può essere richiesta per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure derivante ed incidentali, comunque connesse, salvo nella fase dell'esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all'applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di Sorveglianza (in questi casi occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio).
DOVE SI PRESENTA LA DOMANDA DI AMMISSIONE IN AMBITO PENALE?
IN CHE MODO SI PRESENTA LA DOMANDA PRESSO GLI UFFICI GIUDIZIARI?
QUALI SONO I PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE COMPETENTE DOPO LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA?
QUALI SONO GLI EFFETTI DELL'ACCOGLIMENTO DELL'ISTANZA?
COSA SI PUÒ FARE SE LA DOMANDA VIENE RIGETTATA?
QUALI SONO I CASI DI ESCLUSIONE DAL PATROCINIO IN AMBITO PENALE?
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