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Timestamp: 2020-05-31 14:47:02+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25886 del 15/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25886 del 15/12/2016
Cassazione civile, sez. II, 15/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep.15/12/2016), n. 25886
sul ricorso 11449-2013 proposto da:
B.P., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
OVIDIO 26, presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA DE FAZIO, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIOVANNI ANTONIO
PICCIONI in virtù di procura a margine del ricorso;
V.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA BALDUINA
7, presso lo studio dell’avvocato CONCETTA TROVATO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato FABIO FERRONI giusta
avverso la sentenza n. 1439/2012 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,
depositata il 11/12/2012;
SERVELLO Gianfranco, che ha concluso per l’estinzione del ricorso.
Con atto di citazione notificato il 15.11.2004, B.P. conveniva in giudizio la moglie V.E. davanti al Tribunale di Cremona, esponendo:
a) di essere proprietario esclusivo di titoli al portatore (obbligazioni del valore nominale di Euro 103.000) depositati nel dossier titoli n. (OMISSIS), a lui intestato, presso la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, che aveva provveduto a trasferire il 14.6.2001 in altro dossier titoli n. (OMISSIS), presso la medesima filiale, cointestato a sè e alla moglie (in regime patrimoniale di separazione dei beni), esclusivamente per ragioni di praticità;
b) che il 13.11.2002, circa due mesi prima di presentare il ricorso per la separazione giudiziale, la V. aveva prelevato indebitamente le predette obbligazioni per un valore nominale di Euro 72.000 dal dossier titoli n. (OMISSIS), cointestato, trasferendole e trattenendole, senza alcuna intesa o autorizzazione, nel proprio deposito titoli aperto presso la stessa filiale;
c) nonostante i ripetuti solleciti da parte sua, la V. si era rifiutata di restituire le obbligazioni;
tanto dedotto, l’attore chiedeva di condannare la convenuta alla restituzione delle obbligazioni del valore nominale di Euro 72.000,00, in alternativa, al rimborso di tale somma.
Costituitasi in giudizio, V.E. contestava tali pretese, deducendo che le obbligazioni erano state da lei trasferite, avendole il marito revocato il 7.11.2002 la delega a compiere operazioni bancarie sul conto corrente n. (OMISSIS) a lui intestato presso la Banca San Paolo IMI s.p.a., filiale di (OMISSIS), dal quale venivano prelevate le somme di denaro per il mantenimento della famiglia e per il pagamento delle utenze e delle spese.
Deduceva altresì che il marito nel corso degli anni 2000/02 le aveva elargito donazioni indirette (come tali svincolate dagli oneri di forma ex art. 782 c.c.), avendo accreditato somme di denaro sul conto corrente n. (OMISSIS), cointestato e a firma disgiunta, presso la Banca di Piacenza filiale di (OMISSIS) ed avendole cointestato titoli al portatore depositati nel dossier titoli n. (OMISSIS) presso la medesima filiale.
Chiedeva, pertanto, in via principale, di rigettare la domanda di restituzione attorca, perchè la somma era stata utilizzata, nell’accordo tra le parti, nell’interesse della famiglia; in via riconvenzionale, di dichiarare che la stessa era titolare del 50% dei titoli al portatore depositati nel dossier titoli n. (OMISSIS) e del 50% del denaro risultante a credito nel conto corrente n. (OMISSIS) presso la Banca di Piacenza, filiale di (OMISSIS) e, per l’effetto, di condannare B.P. al pagamento della somma di Euro 1.014.998,38, da compensare con la somma di Euro 86.500,03 (concernente il pagamento della quota parte del mutuo erogato da Banca San Paolo IMI S.p.a. per l’acquisto di immobile, in comproprietà dei coniugi, nell’abitato di (OMISSIS)) e, in subordine, anche con la somma di Euro 72.000 per le obbligazioni ritirate il 13.11.2002 dal dossier titoli n. (OMISSIS) presso Cassa di Risparmio di Piacenza e Parma, filiale di Monticelli d’Origina (PC).
Istruita la causa in via documentale, il tribunale, in composizione monocratica, con sentenza n. 69/08 del 12.2.2008 così provvedeva: a) in accoglimento della domanda dell’attore, accertava il diritto di B.P. a ricevere da V.E. la somma di Euro 158.500 per le causali indicate in motivazione (rate di mutuo e ritiro di titoli al portatore, avendo, quanto a questi ultimi, dimostrato l’attore la proprietà esclusiva degli stessi sul deposito n. (OMISSIS) cointestato, poichè provenienti da altro deposito n. (OMISSIS) a sè intestato); b) in parziale accoglimento della domanda riconvenzionale della convenuta, accertava il diritto di V.E. a ricevere da B.P. la somma di Euro 919.813,71 per la causale indicata in motivazione (controvalore del 50% dei titoli al portatore depositati nel dossier titoli n. (OMISSIS)); c) dichiarava estinti per compensazione i contrapposti crediti nella misura corrispondente e, per l’effetto, condannava il B. al pagamento della somma di Euro 761.313,71 (Euro 919.813,71 – Euro 158.500) in favore della V..
B.P. proponeva appello avverso la sentenza con atto di citazione notificato in data 10.3.2008.
Dal canto suo, la V. resisteva al gravame e, con impugnazione incidentale, in parziale riforma della sentenza, chiedeva di ridurre la somma da porre in compensazione da Euro 158.500 ad Euro 122.500 e, per l’effetto, di condannare il B. a pagarle Euro 892.498,38.
La Corte d’Appello di Brescia, con sentenza n. 1439/2012 dell’11.12.2012, ha, in parziale accoglimento dell’appello incidentale, elevato da Euro 919.813,71 ad Euro 1.014.998,38 il credito della V. e, per l’effetto, dichiarato che la compensazione tra tale credito e quello vantato dal B. ammonta ad Euro 856.498,38, sulla base, per quanto nella presente sede ancora rileva, delle seguenti considerazioni:
a) il B., attraverso il conferimento di denaro e titoli in conti cointestati alla moglie, aveva inteso condividere con la stessa le proprie ricchezze, perchè, altrimenti, essendo esclusivo intestatario di un altro deposito titoli e di un altro conto corrente, avrebbe potuto depositare i suoi risparmi sugli stessi;
b) la circostanza che la moglie non approfittasse di quelle cointestazioni non significava che la stessa non avesse inteso lo spirito di liberalità con le quali i predetti conti aumentavano;
c) era stata, invece, vinta, attraverso la prova dell’appartenenza esclusiva, la presunzione che i titoli giacenti sul conto deposito n. (OMISSIS) spettassero in parti uguali a ciascuno dei cointestatari, con la conseguenza che gli stessi andavano riconosciuti in via esclusiva al B..
Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso B.P., sulla base di un unico motivo.
V.E. ha resistito con controricorso.
In data 27 settembre 2016 è stato depositato atto congiunto di rinuncia al ricorso per cassazione ed al controricorso sottoscritto da tutte le parti in causa.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda civile della Corte suprema di Cassazione, il 29 settembre 2016.