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Timestamp: 2020-03-31 06:07:39+00:00
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Anief batte Gelmini 35 a 2
Decine di quotidiani riportano con soddisfazione (o almeno con attenzione) la sentenza della Consulta; Libero e La Padania la riportano stizziti.
L’ Anief ha poco più di un anno di vita, non ha distacchi sindacali, non ha il riconoscimento nazionale (sono stati tutti d’accordo, governo e sindacati, nel prorogare la scadenza delle rappresentanze sindacali, evitando le elezioni con le quali possibilmente l’Anief avrebbe ottenuto il quorum nazionale). E allora che cos’ha l’ANIEF ? Ha la giovinezza dei suoi iscritti, e la loro intransigenza, e la loro intraprendenza, e la grinta che viene dal vedersi eterni precari, discriminati contro ogni legge e contro ogni logica. Segnaliamo, infine, che l’Anief, più o meno intenzionalmente, sta scrivendo una delle pochissime pagine di politica meridionalistica, nella storia nazionale. Ora, la stampa…..
Con grande rilievo 27 quotidiani riportano oggi (10 febbraio) il pronunciamento della Consulta, favorevole all’inserimento “a pettine” nelle GaE: una guerra che l’ANIEF combatte da 2 anni, presso la magistratura amministrativa, vincendo battaglia dopo battaglia e facendo commissariare gli UUSSPP e condannare alle spese di giudizio.
Diamo la breve rassegna stampa degli articoli più accurati (altre 10 testate si sono limitate a pubblicare un trafiletto, e tra queste Liberazione, Il fatto quotidiano ed Europa), e valutiamo la sensibilità di ognuna verso il precariato e verso l’Anief stesso.
1. Corriere della sera “Precari, graduatorie da rifare. Bocciata la norma della Lega”
Si riporta parte della motivazione: la norma vigente “è irragionevole” e viola l’art.3 Cost. Al Miur ci si preparerebbe, con un emendamento al Milleproroghe, a congelare nuovamente tutto. Secondo ANIEF, 15 mila precari potrebbero chiedere l’immissione in ruolo: “…. le liste bocciate dalla Consulta sono state già utilizzate non solo per assegnare le supplenze ma anche per decidere le immissioni in ruolo. Si apre la strada quindi ad una serie di ricorsi che potrebbero creare un caos. Secondo ANIEF, il sindacato che aveva sollevato per primo la questione dinanzi al Tar, sono almeno 15mila i precari che potranno chiedere la sospirata immissione in ruolo. Il ministro Gelmini, dice il presidente nazionale Marcello Pacifico dovrebbe sanare la posizione dei ricorrenti senza nulla togliere ai docenti già individuati dai contratti, come da prassi corrente”.
2. la Repubblica “Graduatorie vietate ai supplenti del Sud, stop dalla Consulta”
Si commenta favorevolmente che la Consulta abbia stabilità che le graduatorie GaE
vadano compilate con riferimento esclusivo al “merito”; è una dichiarazione di principio che potrebbe ostacolare il piano della regionalizzazione del reclutamento.
L’Alta corte dichiara illegittimo il comma 4 ter del d.l. 134/2009, perché in violazione del principio di uguaglianza dei cittadini. Si cita ANIEF ma senza riportarne le parole.
3.I l Sole 24Ore “Nulle le graduatorie della scuola”.
Si commenta sulla gravità delle conseguenze della sentenza n.41/2011 depositata il 9 febbrario (“indispensabile un provvedimento per salvare le assunzioni”). E’ incostituzionale la norma che ha disposto la collocazione “in coda” degli aspiranti a supplenza che hanno richiesto province aggiuntive a quella di titolarità. Nel PD si chiedono le dimissioni del ministro, per i danni incalcolabili procurati; ma il giornalista scrive: ”Gli ingredienti del pasticcio ci sono tutti, ma sono bipartisan. Tutto nasce da una valanga di ricorsi (15mila, secondo ANIEF, il sindacato che li ha promossi) da parte di insegnanti che si erano visti dare ragione nella richiesta di annullamento di inserimento in coda alle graduatorie, e si erano rivolti di nuovo ai giudici amministrativi per chiedere l’esecuzione della sentenza precedente. Piccolo particolare: il decreto che prevedeva l’inserimento “in coda” è del 16 marzo 2007, quando al Miur sedeva Giuseppe Fioroni e a Palazzo Chigi Romano Prodi… Il Salvaprecari del 2009 ha introdotto una norma di interpretazione autentica, con valore retroattivo…. Nelle graduatorie 2009/2011 chi si sposta viene inserito in coda, in quelle successive gli inserimenti avvengono A Pettine”. Nell’articolo l’Anief è citata, come si vede, per inciso, quasi c’entrasse di straforo; di Pacifico neanche l’ombra. In compenso, un’intera colonna dell’articolo è dedicata a intervistare Scrima della Cisl e Pantaleo della Cgil; questi si che non ci sono proprio entrati.
4. La Stampa “Scuola, alt al federalismo delle graduatorie”
Con un lungo articolo, si commenta sulla presa di posizione della Consulta: i titoli del precario che si trasferisce da una regione all’altra hanno lo stesso valore in tutto il territorio nazionale; il non riconoscere il punteggio (i.e. il “merito”) come criterio per l’inserimento viola l’art.3Cost. “Dopo due anni di battaglie dell’Anief, un’associazione di categoria dei precari della scuola, è arrivata la vittoria definitiva”.
Si cita, poi, Tonino Russo (PD) che effettivamente si è battuto in Parlamento in difesa della linea dell’ANIEF, e se ne riporta una dichiarazione. Segue la dichiarazione di Pacifico: ”Il ministro Gelmini dovrebbe prendere atto di non essere stata capace di gestire le graduatorie del personale docente, dovrebbe prendere atto di aver provocato un grave danno erariale alle casse dello Stato e sanare la posizione dei ricorrenti aventi diritto…. Il prossimo obiettivo dell’Anief sarà la stabilizzazione dei supplenti, docenti e Ata, che hanno conseguito tre anni di servizio…”.
5. Il Giornale “La Consulta riscrive l’elenco precari. Una leggina per uscire dal caos”
Accenna alla tesi dei Giudici di Palazzo Spada (incostituzionalità con riferimento all’art.3 Cost), e si sofferma sulle intenzioni del Miur: rifarà le graduatorie, “tenendo conto della sentenza”, e poi congelerà il meccanismo. Articolo di una colonna, con cenno incidentale all’Anief, ma niente sulle dichiarazioni di Pacifico.
6. Il Messaggero “Scuola, la Consulta boccia la norma. Da rifare le graduatorie”
Articolo esauriente di Alessandra Migliozzi, corredato di una nota sulla storia delle GaE (graduatorie provinciali che il governo Prodi ha trasformato in graduatorie “a esaurimento” prospettando l’assunzione di tutti i precari). Invano la Gelmini ha tentato di rendere difficoltoso il trasferimento di provincia dei precari, particolarmente sgradito alla Lega Nord (“un eccesso di campanilismo, ora punito”).
Ampio spazio alle dichiarazioni del presidente nazionale Marcello Pacifico.
6bis. Il Mattino “Graduatorie prof. La Consulta boccia la Gelmini”
La Migliozzi, riproponendo in parte l’articolo su citato, fornisce un’informazione puntuale corredandola di dati di fonte ministeriale: 220mila sono i precari iscritti nelle GaE, verrebbero assunti nell’arco di otto anni, con il turn over dei pensionamenti (21mila all’anno). Si riporta un passo della dichiarazione di Pacifico.
6. Avvenire “La Consulta boccia le graduatorie con la coda”.
Si spiega che i docenti collocati in coda, illegittimamente a quanto ora risulta, sarebbero circa 15mila (il numero va riferito a quelli che hanno fatto ricorso). Maria Rita Saulle, il giudice costituzionale relatrice del provvedimento ha bocciato non solo “la introduzione di una disciplina eccentrica rispetto alla regola dell’inserimento A Pettine” ma, colmo dei colmi, la “irragionevolezza” della misura con cui il Miur aveva tentato di salvare capre e cavoli: il criterio a pettine sarebbe stato reintrodotto con le graduatorie per il 2011-2013; il doppio criterio non convince la giudice (e l’Alta Corte) “non può superare il vaglio di costituzionalità che spetta a questa Corte, con riguardo al carattere non irragionevole che le disposizioni primarie debbono rivestire”. Enrico Lenzi riporta poi un breve passo della dichiarazione di Pacifico e giustappone quella di Rino Di Meglio (Gilda), senza evidenziare la difformità delle posizioni assunte dai due sindacati.
6. Libero “Torna l’invasione dei prof del Sud”
Titolo risibile. Arturo Bandini non nasconde il disappunto della Lega; per noi è interessante un passaggio della dichiarazione di Giovanni Biondi (Capodipartimento MIur) che il giornalista riporta testualmente (“…le graduatorie chiuse, che contiamo di esaurire con la progressiva entrata in ruolo degli insegnanti”), prima di riportare un passaggio delle dichiarazioni di Marcello Pacifico.
7. QN “Scuola, la Consulta: graduatorie da rifare”
Disconosce del tutto l’esistenza di Anief, ma chiarisce bene il senso della bocciatura inflitta dalla Consulta al Miur, e le conseguenze sul piano del contenzioso possibile.
8. ItaliaOggi “La Lega fa la guerra ai prof del Sud”
Alessandra Ricciardi ipotizza la contromossa della Lega: “Il congelamento delle graduatorie è divenuto di assoluta priorità dopo il pronunciamento della Corte costituzionale”. La normativa con la quale il ministro Gelmini ha scoraggiato la mobilità dei docenti è irragionevole perché “comporta il totale sacrificio del principio del merito”. Nessun cenno all’Anief e niente sulle dichiarazioni di Pacifico. Strano, perché il quotidiano è probabilmente il più qualificato in materia di Scuola.
9. l’Unità “La Consulta boccia Gelmini: illegittime le liste del Nord”.
Marzio Cencioni fornisce un’informazione completa; ma il titolo è approssimativo.
Le dichiarazione di Pacifico sono riportate in modo completo, con la postilla non riportata da altri quotidiani: ”La sentenza spazza via ogni dubbio anche a chi ha proposto la proroga delle graduatorie in emendamenti specifici al MIlleproroghe in discussione al Senato: è evidente, infatti che un blocco delle stesse graduatorie violerebbe il principi richiamati dal Giudice delle leggi”. Si riportano altresì le dichiarazioni dell’On.Russo e dell’On.Puglisi, entrambi del PD.
Articoli che riprendono passaggi del precedente sono: Secolo d’Italia “Scuola: salta la norma salva precari della Gelmini”; Il Secolo XIX “Graduatorie dei supplenti, dalla Consulta stop alla Gelmini”; Libertà “Precari scuola, la Consulta boccia norme: graduatorie da rifare in base ai meriti”; La Gazzetta del Mezzogiorno “Scuola, per i precari del Sud, una boccata d’ossigeno: le graduatorie vanno rifatte”; l’Adige “Docenti precari, illegittimo metterli in coda”; Leggo: “Supplenti, tutto da rifare”; IL GAZZETTINO “Graduatorie in coda bocciate dalla Consulta”.
10. La Nuova Sardegna “Supplenti, schiaffo alla Gelmini”
In aggiunta ai precedenti, Michela Scacchioli introduce in quest’articolo la querellesulla ricorrenza del 17 marzo, e riporta più ampiamente le dichiarazioni di Pacifico.
Con lo stesso titolo, Michela Scacchioli è presente su Il Centro e su la Provincia
11. Il Manifesto “Gelmini battuta sulle Code. E cade un pezzo di Collegato”
Le graduatorie andranno rifatto, dichiara il Miur, nel rispetto della sentenza; e si accenna a un’altra “piccola vittoria contro il Collegato Lavoro…. Ieri un emendamento al Milleproroghe ha soppresso, almeno in parte, la … norma secondo cui, alla scadenza di un contratt. a termine, il lavoratore ha solo 60 giorni per presentare ricorso”. Da qui in poi un peana alla battaglia della Sinistra sindacale e politica contro il collegato. Nulla più circa le code.
12. GIORNALE DI SICILIA “Scuola, da rifare le graduatori per 15mila prof supplenti”
Un articoletto in cui si cita doverosamente l’On.Russo ed i legali Fabio Ganci e Walter Miceli (che hanno patrocinato i ricorsi).