Source: https://www.funerali.org/cimiteri/modalita-di-sepoltura
Timestamp: 2020-08-11 12:39:40+00:00
Document Index: 74727526

Matched Legal Cases: ['art. 340', 'art. 341', 'art. 105', 'art. 341', 'art. 105', 'art. 338', 'art. 28', 'art. 104', 'art. 101', 'art. 104', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 102', 'art. 103', 'art. 94', 'art. 92']

Modalità di sepoltura – funerali.org
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Per un seppellimento occorre seguire specifiche regole.
Di seguito alcuni articoli che trattano la materia:
Premettiamo subito che l’edificazione delle sepolture a tumulazione è soggetta, una volta compiuta, alle operazioni di collaudo. Questo passaggio ineludibile è certificazione della loro corretta esecuzione (salvo non sollevare, in sede giudiziale, querela di falso nei confronti del collaudatore, ma … Continua a leggere →
Nell’esperienza di altri Paesi, dove è parimenti diffusa la tumulazione stagna (https://www.funerali.org/polizia-mortuaria/tumulazionequestioni-aperte-e-problemi-irrisolti-581.html), con tutte le sue questioni irrisolte (appunto: lo “scoppio” delle bare o l’inibizione dei processi di decomposizione per efetto dell’ambiente ermetico) ad essa ancora connesse, non mancano norme … Continua a leggere →
Si può rinviare un’inumazione?
In questi giorni il maltempo, con i suoi improvvisi scrosci di pioggia “fantozziana”, imperversa in diverse regioni d’Italia, rendendo i campi d’inumazione pressoché simili a paludi, a causa del fango. Ai sensi dell’Art. 49 del DPR 285/90 il comune è … Continua a leggere →
Inumazione senza cassa per tutti, ai sensi del paragrafo 8 Circ. Min. 31 luglio 1998 n. 10???
Chiacchierando al telefono con un collega necroforo piuttosto ferrato sulle problematiche medico-legali inerenti alla polizia mortuaria è emersa questa questione. Secondo costui (chissà che un giorno non si laurei davvero) grazie ad un’interpretazione più “spinta” delle norme di polizia mortuaria … Continua a leggere →
inumazione massiva di arti amputati
Cara Redazione Visottopongo stavolta una questione inerente la inumazione di parti anatomiche riconoscibili. Premetto che recentemente l’Amministrazione Comunale della mia città ha deliberato l’adeguamento delle tariffe per le operazioni cimiteriali compreso, quindi, anche l’interro delle parti anatomiche riconoscibili, il cui … Continua a leggere →
Reti contenitive per feretri da inumazione
Posted: 15/12/2007
Chi ha avuto l’amara occasione di assistere all’apertura di una tomba in campo di terra sa benissimo quale disgustoso spettacolo sia vedere gli operatori che, dalla terra smossa, quasi violentata dalla pala dell’escavatore, estraggono i miseri resti, spesso incrostati di … Continua a leggere →
Modalità di sepoltura — 10 commenti
claudio il 24/06/2016 alle 19:36 scrive:
buonasera, un po di tempo fa ho letto dei commenti sulla gestione dei cimiteri, non riesco a ritrovare qui post.
mi servirebbe sapere una cosa, nel comune x mi hanno detto che può partecipare all’appalto del cimitero tutte le ditte che sono a regola ma che non esercitino come onoranze funebri nel comune per poter evitare un conflitto di interesse.
quindi bisogna essere onoranze funebri ma solo di nome e non di fatto.
Redazione il 24/06/2016 alle 22:01 scrive:
x Claudio cosa intende bisogna essere onoranze funebri solo di nome e non di fatto?
Per noi bisogna essere separati sia di fatto che di nome tra onoranze funebri e servizio cimiteriale (come gestione del cimitero)
Questo significa che possono essere anche due distinte società (una che opera come impresa funebre, l’altra che opera come impresa cimiteriale, partecipate/controllate o di proprietà (faccia lei) anche di una stessa persona.
claudio il 28/06/2016 alle 17:20 scrive:
ok. ma è una legge?
da quello che mi ha detto il segretario comunale è legge. però gli ho chiesto una copia e non riesce a trovarla… il che mi sembra molto strano
Redazione il 28/06/2016 alle 17:40 scrive:
claudio il 28/06/2016 alle 17:52 scrive:
Redazione il 29/06/2016 alle 17:23 scrive:
X Claudio. Nel Lazio non c’è ancora per legge regionale l’obbligo di separazione tra attività funebre e gestione cimiteriale. Però in tutta Italia c’è una segnalazione della antitrust inviata ai comuni che indica come pratica corretta quando si fanno gare X affido gestione cimiteri o si regolamenta il settore la incompatibilità tra attività funebre e cimiteriale. Per cui è corretto richiedere la separazione almeno societaria. In alcune regioni si è fatta deroga per piccoli comuni sotto i tremila abitanti e in genere in montagna
claudio il 29/06/2016 alle 18:42 scrive:
se una ditta all’ora di onoranze funebri chiude e si occupa solo della gestione del cimitero, può affittare tutti i mezzi che ha a disposizione al altre ditte che lavorano all’interno della città?
se prendiamo come esempio la città di roma io mi occupo del cimitero, però con tutti i mezzi che ho invece di venderli posso affittarli ad altre ditte che lavorano sempre nella stessa città o è sempre conflitto di interesse?
poi una domanda che mi sembra lecita io lavoro in alcuni comuni dove stanno dando la gestione del cimitero a ditte che si occupano sia dei servizi cimiteriali che della manutenzione delle aree verdi e dei monumenti naturali. questo non è sempre conflitto di interesse? molte persone si sentono obbligate a chiamare queste ditte per la manutenzione dei loro giardini visto che hanno la maggior parte dei appalti comunali.
Redazione il 29/06/2016 alle 23:24 scrive:
Riveda il suo criterio di conflitto di interesse. Per quanto ci riguarda il conflitto esiste nel momento in cui una persona dolente è indotto mentre fa un funerale a servirsi di una ditta compiacente o di una ditta collegata a chi gli sta proponendo il servizio. È la conoscenza per primi di certi fatti che determina il vantaggio competitivo. E questo vale ad es per una impresa di pompe funebri che propone oltre al funerale anche prodotti marmorei ecc.
Carlo il 14/11/2015 alle 12:28 scrive:
X Il Priore (immagino…della Confraternita???)
Spiace sinceramente che la norma di cui all’Art. 80 comma 3 DPR 10 settembre 1990 n. 285, in sé chiara, univoca e categorica sia ancora oggetto di interpretazioni forzate (spesso suggerite da corposi e sottaciuti interessi di parte volti alla costruzione di cimiteri PRIVATI, quindi in contrasto con la demanialità dell’impianto cimiteriale stesso ex Art. 824 comma 2 Cod. Civile) le quali travalicano il limite stesso della portata testuale del dettato legislativo: dopo tutto in claro non est interpretatio, e secondo l’Art. 12 delle Preleggi al Cod. Civile le disposizioni si leggono nel senso proprio, secondo l’ordine logico delle parole e l’intenzione del legislatore.
Ora, l’Art. 80 comma 3 certamente permette, senza dubbio alcuno, la custodia delle urne cinerarie in spazi dati in concessione (si badi bene: in concessione, cioè assegnati secondo il regime giuridico delle sepolture private nei cimiteri di cui al Capo XVIII DPR n. 285/1990) ma tali edifici (per le urne, infatti, è prevista – almeno dalla normativa statale – solo la tumulazione) debbono necessariamente insistere “intra moenia”, ovvero all’interno del recinto e del perimetro cimiteriale.
Ad oggi, l’unica eccezione alla collocazione cimiteriale delle ceneri è rappresentata dalla dispersione delle ceneri (e qui, in diritto, si aprirebbero altri problemi di non facile soluzione) o dalla pratica funebre dell’affido familiare o personale di quest’ultime introdotto, in teoria, dalla Legge n. 130/2001, sbloccato da un ricorso straordinario al Capo dello Stato di cui al DPR 24 febbraio 2004 e di qui declinato in varie forme e modalità, della cui legittimità, in certi casi si potrebbe fortemente dubitare, dalle Leggi Regionali in materia di cremazione e suoi istituti corollario.
È opportuno infine precisare che il Capo XVI del Regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, sancisce che in ciascun cimitero debba essere predisposto un edificio ‘comunale’ (e non solo realizzato da terzi in regime di concessione di sepoltura privata) in grado di accogliere le urne cinerarie. Tale previsione è coerente con il divieto, posto dall’art. 340 del Testo unico leggi sanitarie, approvato con R.D. n. 1265/1934, di sepoltura al di fuori dei cimiteri, con la eccezione, sancita dall’art. 341 del predetto Testo unico (oggi art. 105 D.P.R. n. 285/1990), delle tumulazioni privilegiate, “quando concorrano giustificati motivi di speciali onoranze” e delle tumulazioni in cappelle gentilizie.
Inoltre si rammenta come la circolare Ministero della sanità n. 24 del 14/6/1993 dedicò alla cremazione, allora ancora scarsamente diffusa in Italia, l’intero paragrafo 14, suddiviso in 3 sottoparagrafi. Degna di nota, infine, l’indicazione circa la dimensione minimale di ogni nicchia cineraria destinata ad accogliere l’urna cineraria (ingombro minimo interno di cm. 50x30x30) contenuta nel paragrafo 13.2 della circolare citata.
Nell’anno 2007 In risposta ad un quesito pervenutole, la Direzione Centrale per le Autonomie Locali del Ministero dell’interno, ha sviluppato una disamina articolata sulla regolamentazione della sepoltura fuori dalle aree cimiteriali nell’ordinamento legislativo italiano, anche in considerazione del fatto che il quesito proposto non tendeva ad avere una risposta particolare, quanto un inquadramento della disciplina nel suo complesso.
Nella risposta alla domanda specifica, per altro, in materia di tumulazione privilegiata (art. 341 T.U.LL.SS. ed art. 105 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), non si fa cenno al fatto che oggi, per tali autorizzazioni, la competenza sia stata oggetto di conferimento alle regioni con la puntualizzazione, tra l’altro, per cui alcune regioni a statuto normale abbiano provveduto, con proprie norme legislative, ad attribuirne la competenza ai Sindaci dei comuni.
Nel parere si rileva una contraddizione per quanto riguarda la fascia di rispetto che debba essere assicurata all’eventuale sepolcro privato autorizzato al di fuori dei cimiteri, prevedendo, dapprima, che il relativo raggio possa essere riducibile secondo le norme previste per i cimiteri (art. 338 T.U.LL.SS., come modificato dall’art. 28 L. 1° agosto 2002, n. 166), mentre, di seguito, si afferma che “Proprio per tale valore minimo, la distanza è quella ordinaria prevista normativamente per i cimiteri, non avendo alcun effetto un’eventuale riduzione della distanza che il cimitero sia stato autorizzato ad adottare, atteso che tale riduzione risponde a pubbliche esigenze che sono del tutto ininfluenti quando si parla di sepolcri privati fuori dai cimiteri”, con ciò giungendo all’opposta conclusione che tale area, sottoposta a vincoli di inedificabilità ed inalienabilità, sia esclusa dalle procedure di possibili riduzioni, il ché comporterebbe, oltretutto, la decadenza dalla “concessione” (art. 104, comma 3 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), aspetto per altro richiamato più avanti.
Dal punto di vista della definizione di tali sepolcri autorizzabili al di fuori dei cimiteri, nel parere si esprime l’avviso, fondato sulla rubrica del Capo XXI D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e sul testo del suo art. 101, che l’accezione di “cappelle private” vada intesa sia con riferimento a “cappelle di proprietà di famiglie che quelli di enti e corpi morali, con questa conseguenza: non si potrebbe escludere, in via meramente interpretativa, che possano sussistere cappelle private poste al di fuori dei cimiteri che siano nella titolarità di enti”, indicazione che viene ad essere in contrasto con l’espressa statuizione (all’art. 104, comma 2 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285) per cui l’area circostante il sepolcro debba essere di proprietà delle famiglie che ne chiedono la concessione tra l’altro ripresa dall’Art. 340 TULLSS, il quale parla espressamente di cappelle private e, soprattutto GENTILIZIE, cioè di famiglia.
Va, altresì rilevato, come il riferimento al riconoscimento della personalità giuridica degli enti non possa essere considerato alla luce dell’art. 12 c.c., in quanto norma oggi abrogata (art. 11 D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361).
Di particolare interesse le considerazioni attorno alle funzioni di vigilanza, oltre che di autorizzazione, presenti in capo ai comuni, in particolare con riferimento all’art. 102 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, sull’accertamento della sussistenza del diritto di sepoltura, accertamento che opera, al pari dei sepolcri privati all’interno dei cimiteri, in tutti i casi.
Mancano, invece, cenni in relazione all’art. 103 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, la cui ratio (o, se si voglia, origine) sorgeva dal fatto che, specie in epoca pre-Unitaria, l’utilizzo delle sepolture private, tanto nei cimiteri quanto al di fuori di essi (per quanto poco diffusi ne siano i casi concreti), era collegato ad oneri di manutenzione del cimitero posti a carico ai titolari di sepolcri privati, frequentemente non sulla base di criteri periodici, ma in relazione alle sepolture da effettuarvisi.
Come si evince chiaramente dal tenore delle norme citate, le ceneri – se non custodite dal familiare prescelto in vita dal defunto – devono trovare collocazione nel cimitero, in celletta comunale, in cinerario comune o “in cappelle o templi appartenenti ad enti morali od anche in colombari privati”. È quindi da escludere una collocazione extra-cimiteriale delle urne, qualora il familiare prescelto in vita dal defunto non voglia provvedere, al momento della consegna o anche in seguito, alla custodia dell’urna.  La destinazione dell’urna è a questo punto obbligatoriamente in un cimitero comunale, presso le ubicazioni consentite secondo la decisione che potrebbe venire, a questo punto, da coloro che, civilisticamente, hanno titolarità di disporre sulle spoglie mortali del defunto in assenza/impossibilità di adempiere alle sue volontà: in primis al coniuge, e a seguire i parenti di grado più vicino al d e c uiu s . Inalterata rimane la competenza dell’autorità comunale nell’ambito delle previsioni di cui al Capo XVIII – Sepolture private nei cimiteri – di concedere a enti, fino al completamento della capienza del sepolcro, aree per la realizzazione di cellari per urne, di dimensioni e caratteristiche previste nei regolamenti comunali, da destinare alla sepoltura di persone defunte “contemplate nel relativo ordinamento [dei medesimi enti] e dall’atto di concessione” (art. 94, comma 1), Dette concessioni non debbono essere “oggetto di lucro o speculazione da parte degli enti concessionari” (art. 92, comma 4 DPR n. 285/1990).
Il Priore il 13/11/2015 alle 19:57 scrive:
E’ possibile realizzare un colombario privato per la tumulazione delle ceneri esterno al cimitero?