Source: http://avvocatolavoro-d.blogautore.repubblica.it/2013/01/10/prosecuzione-di-fatto-del-rapporto-oltre-la-scadenza-del-termine/
Timestamp: 2018-09-20 17:26:58+00:00
Document Index: 9944116

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1419', 'art. 1419', 'art. 1']

Prosecuzione di fatto del rapporto oltre la scadenza del termine - Avvocato del lavoro - Blog - Repubblica.it
io ho avuto un contratto con l'azienda per cui lavoro, a partire dal 01.03.12 al 03.08.12 con scritto: facciamo seguito agli accordi verbali intercorsi per confermarle, con la presente, la sua assunzione a tempo determinato, ai sensi del decreto legisl 6-9-2001 n.368. L'apposizione del termine è determinata da ragioni di carattere tecnico-produttivo derivanti dal picco produttivo delle commesse.
A fine pagina c'è un nota che mi hanno anche fatto firmare che riporta: in relazione a quanto sopra, le parti si danno espressamente atto che, ove la clausola che disciplina il termine venga dichiarata nulla, le stesse non intendono comunque porre in essere un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
A fine luglio mi hanno fatto una proroga con decorrenza dal 04.08.12 al 14.12.12
E alla scadenza di quest'ultima,mi è stata fatta un'ulteriore proroga..
oggetto: prosecuzione del contratto. Con la presente le comunichiamo che il suo contratto a termine con la nostra società,avente scadenza il 14.12.12 proseguirà ai sensi di quanto previsto dall'artico 5, comma1, del d.lgs n. 368/2001,sino alla data del 21.12.12.
Avendo avuto 2 proroghe,vorrei sapere se ho i presupposti per agire legalmente?
Risposta: Cara Camilla,
l'illegittimità del contratto non risiede nell'aspetto su cui ti eri soffermata, ma su un altro che emerge dal tuo racconto, e che dovrebbe poi essere valutato alla luce anche di quanto scritto nella proroga.
Per essere chiari: non si tratta di due proroghe.
La seconda non è una proroga, bensì una prosecuzione di fatto del rapporto. La norma citata infatti è l'art. 5, comma 1, d. lgs. n. 368 del 2001, che disciplina l'ipotesi del rapporto di lavoro che continui dopo la scadenza del termine originario o prorogato.
La proroga è contenuta nell'art. 4.
Ciò significa che il tuo datore di lavoro sapeva perfettamente di non poterti prorogare ancora una volta ("la proroga è ammessa una sola volta" ex art. 4), ed ha optato per la prosecuzione oltre termine.
La conseguenza è che tu Camilla hai diritto ad una maggiorazione retributiva per giorni lavorati oltre la scadenza della proroga pari al 10% della retribuzione stessa.
Non hai però diritto a vederti riconosciuto il contratto a tempo indeterminato per tale motivo. Solo qualora il rapporto fosse proseguito oltre il trentesimo giorno dalla scadenza della proroga, si sarebbe applicato il comma 2 dell'art. 5 ("il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini").
Il presupposto per un'azione legale lo vedrei piuttosto nella causale così come apposta al contratto originario, che, se dichiarata illegittima travolgerebbe anche la proroga.
La causale così come scritta, alla luce dell'orientamento della giurisprudenza e della migliore dottrina, appare generica ed individua come ragione giustificatrice un'esigenza aziendale non intrinsecamente temporanea e perciò non legittimante la stipulazione di un contratto a termine in luogo di uno a tempo indeterminato.
Di scarso pregio poi la clausola contrattuale sulla pretesa volontà delle parti di non volere un contratto a tempo indeterminato.
E' un tentativo di alcuni datori di lavoro di applicare per quella via l'art. 1419, comma 1 c.c. che prevede la nullità dell'intero contratto se viene dichiarata la nullità di singole clausole se risulta che i contraenti non avrebbero voluto l'intero contratto senza quella clausola.
Innanzitutto l'indagine del Giudice circa una pretesa intenzione anche del lavoratore di non volere tutto il contratto andrebbe accertata in concreto e non sulla base di una risultanza meramente documentale (sulla quale ovviamente il lavoratore non ha alcuna influenza, cd prendere o lasciare).
In realtà poi, ciò che trova applicazione è il comma 2 dell'art. 1419 c.c. che fa salvo il sottostante rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in ossequio al comma "manifesto", il comma 01 dell'art. 1, d. lgs. n. 368 del 2001, secondo cui "il contrattodi lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro".
Perciò, tolta di mezzo l'illegittima clausola a termine, rimane il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Andrebbero valutati anche, ma sul punto Camilla non mi hai dato adeguati riscontri, i presupposti di legittimità della proroga apposta all'originario contratto (ragioni oggettive, stessa attività lavorativa etc.).
Consiglierei perciò in ogni caso un passaggio radente presso un legale (ricordo i soliti termini di decadenza di 60 gg. per l'impugnazione del contratto a tempo determinato decorrenti dalla scadenza dell'ultimo contratto).