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Timestamp: 2018-05-25 06:04:41+00:00
Document Index: 30221699

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art.2', 'art. 204', 'art. 2', 'art. 207', 'art. 204']

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE - PDF
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Teresa Rossa
1 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Delibera n. 156/2011/SRCPIE/PRSE La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati: Dott. sa Enrica LATERZA Presidente Dott. Mario PISCHEDDA Consigliere Dott. Gianfranco BATTELLI Consigliere Dott. Giancarlo ASTEGIANO Consigliere Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA Primo referendario Relatore Dott. Walter BERRUTI Referendario Nella adunanza del 9 novembre 2011 Visto l art. 100, comma 2, della Costituzione; Vista la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; Vista la Legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l adeguamento dell Ordinamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con Regio Decreto 12 luglio 1934, n. 1214; Vista la Legge 21 marzo 1953, n. 161, contenente modificazioni al predetto testo unico; Visto il Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267, recante: Testo unico delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali ; Vista la Legge 14 gennaio 1994, n. 20; 1
2 Vista la Legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, commi 166 e seguenti; Vista la deliberazione n. 14/2000 e s.m.i. delle Sezioni riunite della Corte dei conti, adottata nell adunanza del 16 giugno 2000, concernente il regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, come modificato, da ultimo, con deliberazione del Consiglio di Presidenza n. 229 del 19 giugno 2008; Vista la delibera n. 2/AUT/2011 del 29 aprile 2011 della Sezione delle Autonomie, inerente le linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell art. 1, commi 166 e 167, della Legge 23 dicembre 2005 n. 266 (Legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico finanziaria degli enti locali nella predisposizione della relazione sul bilancio di previsione 2011 e questionari allegati; Vista la deliberazione n. 97 del 17 dicembre 2010, con la quale è stata programmata l attività di controllo per l anno 2011; Vista la relazione sul bilancio di previsione 2011 redatta dall Organo di revisione del Comune di Piobesi Torinese, ai sensi del citato art. 1, commi 166 e seguenti, della Legge n. 266/2005; Vista la richiesta di deferimento del Magistrato Istruttore; Vista l ordinanza n. 28/2011 del Presidente della Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, con la quale si stabilisce di procedere alla deliberazione della presente pronuncia in Camera di Consiglio convocata in data odierna; Udito il Primo Referendario Relatore Dott. Giuseppe Maria Mezzapesa; PREMESSO La legge n. 266 del 2005, all art. 1, commi 166 e 167, prevede che le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, adottino specifica pronuncia qualora accertino comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria o il mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, così come l inosservanza del vincolo previsto in materia di indebitamento dall articolo 119, ultimo comma, della Costituzione ovvero ogni atra grave irregolarità contabile e finanziaria. Da ultimo l art. 6, comma 2, del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 149 ha valorizzato questo controllo reso dalla Corte dei conti, prescrivendo che, qualora dalle pronunce delle Sezioni regionali di controllo emergano comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, 2
3 violazioni degli obiettivi della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario e lo stesso ente non abbia adottato le necessarie misure correttive, la stessa Sezione regionale competente, accertato l'inadempimento, è tenuta a trasmettere gli atti al Prefetto e alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. Trattasi in ogni caso di un controllo di tipo collaborativo (cfr. Corte Costituzionale, sentenze n. 179/2007 e n. 37/2011), le cui caratteristiche suggeriscono di segnalare agli enti, specie in sede di analisi delle relazioni dei revisori sui bilanci preventivi, anche irregolarità contabili non gravi o meri sintomi di precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da irregolarità a queste connesse ovvero da sintomi di criticità o difficoltà gestionale, ferma restando la gravità di tutte le irregolarità che costituiscono un serio rischio per gli equilibri di bilancio. Tanto l adozione di specifiche pronunce di grave irregolarità contabile, quanto la segnalazione di irregolarità non gravi ovvero di sintomi di criticità, hanno lo scopo di riferire all organo elettivo e di dare impulso alle opportune misure correttive, la cui congruità potrà essere valutata dalla Sezione nell ambito del controllo sull intero ciclo di bilancio. In ogni caso, si precisa che, se le caratteristiche di questo controllo consentono alla Sezione di ravvisare, sulla base delle relazioni degli organi di revisione e del contraddittorio svolto, irregolarità contabili o criticità gestionali, l Ente è chiamato comunque a valutare le segnalazioni effettuate, avuto riguardo alle proprie specifiche condizioni, nonché alla possibilità che eventuali irregolarità o criticità siano già state superate a seguito, ad esempio, di specifiche misure già adottate. CONSIDERATO Dall esame della relazione redatta, ai sensi dell art. 1, commi 166 e segg., della Legge 23 dicembre 2005, n. 266, dall Organo di revisione del Comune di Piobesi Torinese (TO), considerato quanto emerso dal contraddittorio svolto con l Ente e dalle risultanze dell attività istruttoria, il Magistrato Istruttore ha ritenuto sussistenti i presupposti per l attivazione della procedura prevista dall art. 1, comma 168 della sopracitata Legge n. 266/2005, per le ragioni di seguito evidenziate. 3
4 1. Si è rilevata una differenza di parte corrente negativa ( euro) ripianata con mezzi straordinari, pari ad un valore che supera la percentuale del 5% del valore della spesa corrente (percentuale di riferimento desunta, quale parametro, facendo riferimento al DM 24 settembre 2009 individuazione degli enti locali strutturalmente deficitari sulla base di appositi parametri obiettivi per il triennio ). Al riguardo si ritiene che già in fase di previsione debba evitarsi, oltre certi limiti, la destinazione a spesa corrente di entrate di carattere eccezionale che denota uno squilibrio strutturale ripianato con mezzi straordinari non reiterabile nel tempo. Nel caso di specie la copertura è stata effettuata interamente con contributi per permesso di costruire, la cui previsione, riportata in un primo tempo nel questionario trasmesso dal revisore, è stata rettificata in sede istruttoria (erroneamente si era indicato un importo pari a euro interamente destinato a spesa corrente; tale importo è stato corretto con una previsione pari a euro, con una destinazione percentuale al finanziamento della spesa corrente del 21,81%). La previsione corretta appare non in linea con il trend degli accertamenti effettuati negli esercizi precedenti. Al riguardo preme ricordare che l art. 2, comma 8, della legge 244/07 - con previsioni prorogate per gli anni 2011 e 2012 dall art.2. comma 41, del decreto legge n. 225 del 29/12/2010, convertito nella legge 26/2/2011 n.10 - ha fissato la percentuale massima del 50% dei proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste nel testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (dpr 380/2001), al finanziamento di spese correnti e un ulteriore percentuale massima del 25% per le spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale. Il mancato rispetto del limite massimo di utilizzo fissato dal legislatore costituisce grave irregolarità, comportando violazione delle regole di equilibrio poste a salvaguardia della stabilità dei conti, così come deve reputarsi irregolare il rispetto apparente del limite, ottenuto attraverso un incremento artificioso dello stanziamento complessivo preventivato. Tanto viene segnalato all Ente affinché verifichi, alla luce di quanto precisato, la correttezza delle previsioni effettuate. Si segnala inoltre una rilevante differenza fra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo che andrebbe calcolata tenendo anche conto, almeno in parte, dei contributi per 4
5 permesso di costruire, nella parte destinata a spese correnti (anche avuto riguardo a quanto sopra rilevato in merito all attendibilità delle previsioni) e, ricorrendone i presupposti, dei proventi per sanzioni al codice della strada. Tale differenza non risulta destinata a spese per investimenti, evidenziandosi pertanto un importo rilevante di entrate di natura straordinaria destinate a spesa corrente ordinaria, sintomo di precarietà per l equilibrio economico dell Ente. Possono infatti così determinarsi situazioni di rischio per i futuri equilibri di bilancio, derivanti dal finanziamento di spese consolidate attraverso entrate non ripetitive. Sul punto, nel contraddittorio svolto con l Ente, è emersa la volontà di quest ultimo di procedere, per i prossimi esercizi, alla riduzione del finanziamento delle spese correnti con entrate di carattere eccezionale. Alle considerazioni sin qui svolte si unisce il rilievo di un risultato fortemente negativo della gestione di competenza 2010 ( ,42 euro), che impone una particolare riflessione in ordine alla capacità di programmazione e di realizzazione delle previsioni da parte dell Ente. Il Comune ha osservato che tale risultato negativo è stato già oggetto di esame da parte dell Esecutivo e che sarà tenuto in debita considerazione in occasione del prossimo bilancio di previsione. 2. In sede di programmazione, il ricorso all indebitamento non rispetta, per l anno 2013 (8,610 %), i limiti previsti dall art. 204 del D.Lgs. n. 267/2000, come modificato dall art. 2 comma 39 del D.L. n. 225/2010, convertito in L. n. 10/2011. Al riguardo appare significativo rilevare lo stanziamento di nuovi prestiti nel 2011 e nel 2013, pari rispettivamente a euro ed a euro. In sede istruttoria, l Organo di revisione ha attestato di aver invitato l Amministrazione a rivedere il piano degli investimenti con specifico riferimento all anno 2012; in particolare ha indicato che occorre rifinanziare il mutuo di euro , con ammortamento venticinquennale, in un mutuo di con ammortamento quinquennale. Preme ricordare che la disciplina appena richiamata ha previsto che gli Enti locali possano assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento, solo se l importo annuale degli interessi riferiti ai nuovi mutui sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell art. 207 del TUEL, al netto dei 5
6 contributi statali e regionali in conto interessi, non superi il 12 % per l anno 2011, il 10% per l anno 2012 e l 8% a decorrere dall anno 2013 delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente a quello in cui viene prevista l assunzione dei mutui. L Ente pertanto può contrarre nuovi mutui solo se risultano rispettati i limiti di legge, non solo nell anno in cui viene stipulato il nuovo mutuo, ma anche negli anni successivi. L Ente dovrebbe dunque porre in essere provvedimenti correttivi sugli investimenti programmati nel triennio , atti a rispettare il limite di indebitamento anche nel Il Comune in sede di contraddittorio ha reso nota la volontà dell Amministrazione di provvedere, nel corrente esercizio finanziario, ad eliminare dalle previsioni del bilancio pluriennale il mutuo previsto per l esercizio 2013, nonché a ridurre da euro a euro il mutuo programmato per il 2011, ritenendo così di rispettare i limiti di legge. Preme infine segnalare che la legge di stabilità per il 2012, nel testo approvato da ultimo dal Parlamento ed in corso di pubblicazione, ha reso ancora più stringenti i limiti all indebitamento degli enti locali, modificando l art. 204 del TUEL sopra richiamato: da un lato si sono portate le percentuali previste per gli esercizi 2012 e 2013, rispettivamente all 8% ed al 6%, dall altro si è prevista una percentuale del 4 % per il Di queste previsioni l Ente dovrà anche tener conto nelle determinazioni che vorrà assumere. P.Q.M. La Corte dei conti, Sezione Regionale di controllo per la Regione Piemonte, invita l Ente: - ad adottare misure gestionali utili a prevenire qualsiasi compromissione dell equilibrio della situazione corrente e del pareggio finanziario complessivo, nonché ad assicurare un equilibrio strutturale, senza rischi per i futuri equilibri di bilancio; - ad assumere le dovute cautele nella gestione dell indebitamento, peraltro preannunciate in sede di contraddittorio, nel rispetto dei limiti previsti dalla legge, nonché del principio di sana gestione finanziaria. 6
7 Dispone che la presente deliberazione sia comunicata al Consiglio comunale, al Sindaco, nonché all Organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Piobesi Torinese (TO). Così deliberato in Torino nella adunanza del 9 novembre Il Primo Referendario Relatore F.to Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA Il Presidente F.to Dott.ssa Enrica LATERZA Depositato in Segreteria il 14 novembre 2011 Il Funzionario Preposto F.to Dott. Federico SOLA 7
Delibera n. 443/2013/SRCPIE/PRSS Corte dei conti Sezione Regionale di controllo per il Piemonte La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati: Presidente Enrica LATERZA Consigliere
Delibera n. 445/2013/SRCPIE/PRSS Corte dei conti Sezione Regionale di controllo per il Piemonte La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati: Presidente Enrica LATERZA Consigliere