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Timestamp: 2017-12-12 19:44:30+00:00
Document Index: 82533961

Matched Legal Cases: ['art.2948', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1749', 'art. 2119', 'art. 1751', 'sentenza ', 'art. 1749', 'art. 2119', 'art. 1751', 'art. 1751']

Cassazione: l'indennità di agenzia dovuta alla cessazione del contratto | Outsider News
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Cassazione: l'indennità di agenzia dovuta alla cessazione del contratto
21 novembre 2015 StLegaleDeValeriRoma Aziende e Professionisti, Diritto 0
Il contratto di agenzia regolato dagli artt. 1742 e ss. del codice civile è di ricorrente applicazione tuttavia può dar origine nel corso del rapporto, ad esempio contestazione delle provvigioni, o alla sua conclusione, indennità dovuta all’agente, a controversie giudiziarie a seguito del deterioramento dei rapporti tra il preponente e l’agente.
Come noto l’agente assume stabilmente l’incarico di promuovere per conto del preponente la conclusione di contratti in una zona determinata a fronte di una retribuzione.
Attenzione: il diritto a percepire le provvigioni si prescrive in cinque anni ex art.2948 n.4 c.c. che indica il termine prescrizionale per “…gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”.
La prescrizione decorre anche durante il rapporto, per le indennità di fine rapporto e sostitutiva del preavviso la prescrizione è decennale.
La Cassazione lavoro con la sentenza n. 19300 del 29 settembre 2015 si è nuovamente pronunciata in materia.
Gli assunti della Corte permettono di riflettere e per chi scrive dare suggerimenti a coloro che sono parti del contratto in questione e che talvolta si trovano a dover contrastare le avverse pretese in corso di rapporto e dopo la cessazione del contratto che prevede la forma scritta ad probationem.
La vicenda trae origine dalla sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Salerno che aveva respinto la domanda di accertamento del recesso del proprio agente in via anticipata rispetto ai sessanta mesi pattuiti avanzata da un istituto bancario.
Il giudice di primo grado aveva compensato interamente tra le parti le indennità sostitutive di mancato preavviso, dovute alla banca preponente in virtù della clausola pattizia di divieto di anticipato recesso e all’agente per la ravvisata giusta causa del suo recesso fondata sul rifiuto immotivato della prima di conclusione di due affari con due banche di credito cooperativo, andati a buon fine per il loro rispettivo acquisto di 10 milioni e di 4,1 milioni di euro di valori mobiliari e servizi finanziari offerti dalla banca preponente con evidente ricaduta pregiudizievole dell’immagine professionale dell’agente.
Ricorre l’obbligo della banca preponente nel rapporto di agenzia ex art. 1749 c.c. di agire con correttezza e buona fede nei confronti dell’agente, potendo la violazione di detti obblighi contrattuali configurare, in base alla gravità delle circostanze, una giusta causa di scioglimento del rapporto di agenzia, in applicazione analogica dell’art. 2119 c.c., con il consequenziale diritto dell’agente che recede all’indennità prevista dall’art. 1751 c.c. in caso di cessazione del rapporto.
A differenza del rapporto di lavoro subordinato assistito da un obbligo datoriale di protezione della professionalità del lavoratore dipendente (Cass. 30 novembre 2010, n. 24231) e la cui tutela è prevalente rispetto alle esigenze organizzative del datore di lavoro, sul preponente non grava un obbligo analogo di ‘‘tutela” degli interessi del procacciatore-agente attraverso la imposizione di regole di conservazione dei contratti procurati a garanzia dell’interesse (e dell’immagine) di colui che abbia concorso a procurarli.
La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d’appello di Salerno in diversa composizione.
“Nel rapporto dì agenzia il preponente ha l’obbligo, ai sensi dell’art. 1749 c.c., di agire con correttezza e buona fede nei confronti dell’agente, potendo la violazione di detti obblighi contrattuali configurare, in base alla gravità delle circostanze, giusta causa di scioglimento dello stesso rapporto di agenzia, in applicazione analogica dell‘art. 2119 c.c, con il consequenziale diritto dell’agente recedente all’indennità prevista dall’art. 1751 c.c. in caso di cessazione del rapporto, alla condizione della specifica allegazione e deduzione di una concreta violazione di tale obbligo, senza tuttavia che sul preponente gravi un obbligo di tutela degli interessi dell’agente attraverso l’imposizione di regole di conservazione dei contratti procurati a garanzia dell’interesse (e dell’immagine) di colui che abbia concorso a procurarli; non sussistendo, a differenza che nel rapporto di lavoro subordinato, un suo obbligo, analogo a quello del datore di lavoro, di protezione della professionalità dei lavoratore dipendente”.
indennità. art. 1751 codice civile