Source: http://docplayer.it/18631941-Comune-di-lecco-corpo-di-polizia-locale-centrale-videosorveglianza.html
Timestamp: 2018-11-15 09:09:35+00:00
Document Index: 108460187

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 30', 'art. 29', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 169', 'art. 615', 'art. 30', 'art. 29', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 169']

COMUNE DI LECCO. Corpo di Polizia Locale CENTRALE VIDEOSORVEGLIANZA - PDF
Download "COMUNE DI LECCO. Corpo di Polizia Locale CENTRALE VIDEOSORVEGLIANZA"
Luigina Filippi
1 COMUNE DI LECCO Corpo di Polizia Locale CENTRALE VIDEOSORVEGLIANZA MODELLO 1 VISIONE E RIPRODUZIONE DELLE IMMAGINI DELLA VIDEOSORVEGLIANZA DISPOSIZIONE DI SERVIZIO In ottemperanza a quanto previsto dal provvedimento n. del, comunico che, con decorrenza odierna, presso la nostra Centrale Operativa è depositata una borsa all interno della quale in un raccoglitore a fogli trasparente è conservata una busta sigillata recante all esterno la dicitura Sistema di viseosorveglianza ; all interno della stessa busta è contenuta un ulteriore busta con la dicitura accesso immagini ; all interno della busta è conservato un foglio con scritta la password che permette l attivazione della procedura software di visione delle immagini. La procedura da seguire per permettere la visione e/o l asportazione di immagini registrate è tassativamente la seguente, sia per richieste provenienti dall interno del nostro Comando, sia per quelle provenienti da altre Forze di Polizia: 1. inoltro di richiesta scritta (anche via fax) sottoscritta dal responsabile della struttura richiedente e indirizzata allo scrivente, dalla quale deve risultare che le immagini da visionare o da asportare possono essere utili per l accertamento di reati; 2. rilascio di apposita autorizzazione scritta, firmata dallo scrivente o dall ufficiale che ne fa le veci, da trasmettere eventualmente in copia al richiedente e, per conoscenza, alla Centrale Operativa; l originale deve essere consegnata al/alla Signor/a che provvederà a conservarlo in caso di ispezione da parte di delegati del Garante;
2 3. concordare con il richiedente (se vuole, che può assistere alla visione delle immagini) e il personale abilitato della Centrale Operativa il giorno e l ora del sopralluogo; 4. prelevare la borsa dalla Centrale Operativa; 5. aprire la/le buste necessarie per le operazioni da compiere, alla presenza di personale della Centrale Operativa tenuto a verificare i files visionati delle immagini (numero telecamere ed orario delle immagini visionate); 6. al termine delle operazioni, compilare presso la Centrale Operativa l apposito registro degli accessi e delle consultazioni/prelievi immagini; 7. provvedere a re-imbustare nelle buste a disposizione nella tasca della stessa borsa ciò che è stato tolto dalla/e buste aperte avendo cura di controfirmare le buste sigillate sui lembi di chiusura; 8. la signoria Vostra dovrà munirsi di idonee credenziali personali di autentificazione per l accesso al personal computer ed di avvio del sistema, che permettano di effettuare unicamente le operazioni di propria competenza; 9. Le credenziali di autentificazione per l accesso alle immagini dovrà essere cambiata ogni 15 giorni. Per quanto concerne le richieste di accesso presentate da privati cittadini, la procedura prevista è la seguente: il richiedente deve compilare la richiesta di accesso secondo moduli disponibili presso il posto di controllo; nella richiesta bisogna indicare tutti i dati utili ad identificare persone/luoghi/situazioni aventi relazione a fattispecie giuridiche previste come reato dalla vigente normativa penale; tali richieste vanno trasmesse al/alla Signor/a che provvederà a registrarle, catalogarle ed a predisporre, se previsto, apposita autorizzazione da far sottoscrivere allo scrivente e ad incaricare uno degli Ufficiale delegati ad effettuare il sopralluogo presso la Centrale Operativa con le modalità sopra descritte; nel casi si riscontrino registrazioni di un certo interesse, queste verranno salvate su disco e consegnate al/alla Signor/a che provvederà a custodirle fino a che il richiedente non avrà presentato denuncia/querela. Le immagini acquisite verranno trasmesse esclusivamente all Autorità Giudiziaria o al Comando che ha ricevuto la denuncia/querela, dandone comunicazione al privato che ne ha presentato richiesta.,
3 COMUNE DI LECCO Corpo di Polizia Locale CENTRALE VIDEOSORVEGLIANZA MODELLO 2 MODULO PER AUTORIZZAZIONE ALL ACCESSO AI LOCALI E VISUALIZZAZIONE DELLE IMMAGINI IN DIRETTA Oggetto: MISURE DI SICUREZZA DA APPLICARE AI DATI PERSONALI TRATTATI MEDIANTE SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA. INDIVIDUAZIONE SOGGETTI PREPOSTI. Il/la sottoscritto/a nella sua qualità di responsabile del trattamento dati concernente il sistema di videosorveglianza: Visto il provvedimento a carattere generale emanato dal Garante dei Dati Personali pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.99 del 29 aprile 2010; Considerato che i dati raccolti mediante sistemi di videosorveglianza devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza, riducendo al minimo i rischi di distruzione, di perdita, anche accidentale, di accesso non autorizzato, di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini (artt. 31 e ss. del relativo Codice); Accertato che devono quindi essere adottate specifiche misure tecniche ed organizzative che consentano al titolare di verificare l'attività espletata da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa (se soggetto distinto dal titolare medesimo, nel caso in cui questo sia persona fisica);
4 Preso atto che è inevitabile (in considerazione dell'ampio spettro di utilizzazione di sistemi di videosorveglianza, anche in relazione ai soggetti e alle finalità perseguite nonché della varietà dei sistemi tecnologici utilizzati) le misure minime di sicurezza possano variare anche significativamente ed è tuttavia necessario che le stesse siano quanto meno rispettose dei principi che seguono: a) in presenza di differenti competenze specificatamente attribuite ai singoli operatori devono essere configurati diversi livelli di visibilità e trattamento delle immagini. Laddove tecnicamente possibile, in base alle caratteristiche dei sistemi utilizzati, i predetti soggetti, designati incaricati o, eventualmente, responsabili del trattamento, devono essere in possesso di credenziali di autenticazione che permettano di effettuare, a seconda dei compiti attribuiti ad ognuno, unicamente le operazioni di propria competenza; b) laddove i sistemi siano configurati per la registrazione e successiva conservazione delle immagini rilevate, deve essere altresì attentamente limitata la possibilità, per i soggetti abilitati, di visionare non solo in sincronia con la ripresa, ma anche in tempo differito, le immagini registrate e di effettuare sulle medesime operazioni di cancellazione o duplicazione; c) per quanto riguarda il periodo di conservazione delle immagini devono essere predisposte misure tecniche od organizzative per la cancellazione, anche in forma automatica, delle registrazioni, allo scadere del termine previsto; d) nel caso di interventi derivanti da esigenze di manutenzione, occorre adottare specifiche cautele; in particolare, i soggetti preposti alle predette operazioni possono accedere alle immagini solo se ciò si renda indispensabile al fine di effettuare eventuali verifiche tecniche ed in presenza dei soggetti dotati di credenziali di autenticazione abilitanti alla visione delle immagini; e) qualora si utilizzino apparati di ripresa digitali connessi a reti informatiche, gli apparati medesimi devono essere protetti contro i rischi di accesso abusivo di cui all'art. 615-ter del codice penale; f) la trasmissione tramite una rete pubblica di comunicazioni di immagini riprese da apparati di videosorveglianza deve essere effettuata previa applicazione di tecniche crittografiche che ne garantiscano la riservatezza; le stesse cautele sono richieste per la trasmissione di immagini da punti di ripresa dotati di connessioni wireless (tecnologie wifi, wi-max, Gprs). Letto l art del Provvedimento in materia di videosorveglianza pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.99 del 29 aprile 2010 mediante il quale viene stabilito che il titolare o il responsabile devono designare per iscritto tutte le persone fisiche, incaricate del trattamento, autorizzate sia ad accedere ai locali dove sono situate le postazioni di controllo, sia ad utilizzare gli impianti e, nei casi in cui sia indispensabile
5 per gli scopi perseguiti, a visionare le immagini (art. 30 del relativo Codice) e che deve trattarsi di un numero delimitato di soggetti, specie quando il titolare si avvale di collaboratori esterni. Occorre altresì individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore, distinguendo coloro che sono unicamente abilitati a visionare le immagini dai soggetti che possono effettuare, a determinate condizioni, ulteriori operazioni (es. registrare, copiare, cancellare, spostare l'angolo visuale, modificare lo zoom, ecc.).vanno osservate le regole ordinarie anche per ciò che attiene all'eventuale designazione di responsabili del trattamento (art. 29 del relativo Codice); Considerato che il mancato rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall'art. 162, comma 2-ter, del Codice relativo; Appurato che l'omessa adozione delle misure minime di sicurezza comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall'art. 162, comma 2-bis, ed integra la fattispecie di reato prevista dall'art. 169 del relativo Codice: DISPONE Il/la signor/a nella sua qualità di è incaricato ed autorizzato a trattare i dati personali presenti nel sistema di videosorveglianza nel Comune di Lecco nell ambito di svolgimento dell attività di gestione delle immagini; in particolare la signoria Vostra è autorizzata ad accedere ai locali e visualizzare le immagini in diretta., IL RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DATI
6 COMUNE DI LECCO Corpo di Polizia Locale CENTRALE VIDEOSORVEGLIANZA MODELLO 3 MODULO PER AUTORIZZAZIONE ALL ACCESSO AI LOCALI, VISUALIZZAZIONE DELLE IMMAGINI IN DIRETTA E IN TEMPI DIFFERITI, ESEGUIRE REGISTRAZIONI, COPIARE, CANCELLARE, ESTRAPOLARE, SPOSTARE L ANGOLO VISUALE E MODIFICARE LO ZOOM DELLE TELECAMERE Oggetto: MISURE DI SICUREZZA DA APPLICARE AI DATI PERSONALI TRATTATI MEDIANTE SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA. INDIVIDUAZIONE SOGGETTI PREPOSTI. Il/la sottoscritto/a nella sua qualità di responsabile del trattamento dati concernente il sistema di videosorveglianza: Visto il provvedimento a carattere generale emanato dal Garante dei Dati Personali pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.99 del 29 aprile 2010; Considerato che i dati raccolti mediante sistemi di videosorveglianza devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza, riducendo al minimo i rischi di distruzione, di perdita, anche accidentale, di accesso non autorizzato, di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini (artt. 31 e ss. del relativo Codice); Accertato che devono quindi essere adottate specifiche misure tecniche ed organizzative che consentano al titolare di verificare l'attività espletata da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa (se soggetto distinto dal titolare medesimo, nel caso in cui questo sia persona fisica);
7 Preso atto che è inevitabile (in considerazione dell'ampio spettro di utilizzazione di sistemi di videosorveglianza, anche in relazione ai soggetti e alle finalità perseguite nonché della varietà dei sistemi tecnologici utilizzati) le misure minime di sicurezza possano variare anche significativamente ed è tuttavia necessario che le stesse siano quanto meno rispettose dei principi che seguono: a) in presenza di differenti competenze specificatamente attribuite ai singoli operatori devono essere configurati diversi livelli di visibilità e trattamento delle immagini. Laddove tecnicamente possibile, in base alle caratteristiche dei sistemi utilizzati, i predetti soggetti, designati incaricati o, eventualmente, responsabili del trattamento, devono essere in possesso di credenziali di autenticazione che permettano di effettuare, a seconda dei compiti attribuiti ad ognuno, unicamente le operazioni di propria competenza; b) laddove i sistemi siano configurati per la registrazione e successiva conservazione delle immagini rilevate, deve essere altresì attentamente limitata la possibilità, per i soggetti abilitati, di visionare non solo in sincronia con la ripresa, ma anche in tempo differito, le immagini registrate e di effettuare sulle medesime operazioni di cancellazione o duplicazione; c) per quanto riguarda il periodo di conservazione delle immagini devono essere predisposte misure tecniche od organizzative per la cancellazione, anche in forma automatica, delle registrazioni, allo scadere del termine previsto; d) nel caso di interventi derivanti da esigenze di manutenzione, occorre adottare specifiche cautele; in particolare, i soggetti preposti alle predette operazioni possono accedere alle immagini solo se ciò si renda indispensabile al fine di effettuare eventuali verifiche tecniche ed in presenza dei soggetti dotati di credenziali di autenticazione abilitanti alla visione delle immagini; e) qualora si utilizzino apparati di ripresa digitali connessi a reti informatiche, gli apparati medesimi devono essere protetti contro i rischi di accesso abusivo di cui all'art. 615-ter del codice penale; f) la trasmissione tramite una rete pubblica di comunicazioni di immagini riprese da apparati di videosorveglianza deve essere effettuata previa applicazione di tecniche crittografiche che ne garantiscano la riservatezza; le stesse cautele sono richieste per la trasmissione di immagini da punti di ripresa dotati di connessioni wireless (tecnologie wifi, wi-max, Gprs). Letto l art del Provvedimento in materia di videosorveglianza pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.99 del 29 aprile 2010 mediante il quale viene stabilito che il titolare o il responsabile devono designare per iscritto tutte le persone fisiche, incaricate del trattamento, autorizzate sia ad accedere ai locali dove sono situate le postazioni di controllo, sia ad utilizzare gli impianti e, nei casi in cui sia indispensabile
8 per gli scopi perseguiti, a visionare le immagini (art. 30 del relativo Codice) e che deve trattarsi di un numero delimitato di soggetti, specie quando il titolare si avvale di collaboratori esterni. Occorre altresì individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore, distinguendo coloro che sono unicamente abilitati a visionare le immagini dai soggetti che possono effettuare, a determinate condizioni, ulteriori operazioni (es. registrare, copiare, cancellare, spostare l'angolo visuale, modificare lo zoom, ecc.).vanno osservate le regole ordinarie anche per ciò che attiene all'eventuale designazione di responsabili del trattamento (art. 29 del relativo Codice); Considerato che il mancato rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall'art. 162, comma 2-ter, del Codice relativo; Appurato che l'omessa adozione delle misure minime di sicurezza comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall'art. 162, comma 2-bis, ed integra la fattispecie di reato prevista dall'art. 169 del relativo Codice: DISPONE Il/la signor/a nella sua qualità di è incaricato ed autorizzato a trattare i dati personali presenti nel sistema di videosorveglianza nel Comune di Lecco nell ambito di svolgimento dell attività di gestione delle immagini; in particolare la signoria Vostra è autorizzata ad accedere ai locali, visualizzare le immagini in diretta e in tempi differiti, eseguire registrazioni, copiare, cancellare, estrapolare, spostare l angolo visuale e modificare lo zoom delle telecamere., IL RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DATI
9 COMUNE DI LECCO Corpo di Polizia Locale CENTRALE VIDEOSORVEGLIANZA MODELLO 4 MODULO PER AUTORIZZAZIONE ALL ACCESSO AI LOCALI PER MANUTENZIONE ED EVENTUALI VERIFICHE TECNICHE Si autorizza la S.V. nella qualità di ad eseguire interventi derivanti da esigenze e/o manutenzioni dell impianto della videosorveglianza. La S.V. potrà accedere ai locali dove sono situate le postazioni di controllo al solo fine di effettuare opere di manutenzione ed eventuali verifiche tecniche, esclusivamente in presenza dei soggetti dotati di credenziali di autentificazioni abilitati della visioni delle immagini.,
&,77$',25,$ Provincia di Brindisi 5(*2/$0(1723(5/$',6&,3/,1$'(//$ 9,'(26259(*/,$1=$ Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 19 del 15.07.2008 1 ,1',&( &$32,35,1&,3,*(1(5$/, Articolo 1 - Finalità
COMUNE DI LENO PROVINCIA DI BRESCIA COMANDO POLIZIA LOCALE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI LENO (BS)
. COMUNE DI LENO PROVINCIA DI BRESCIA COMANDO POLIZIA LOCALE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI LENO (BS) Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n.5 del 10.02.2011
COMUNE DI CELICO (Provincia di Cosenza) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI CELICO (Provincia di Cosenza) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE (Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 5 del 29/03/2011) INDICE CAPO I -
COMUNE DI LIMONE PIEMONTE PROVINCIA DI CUNEO Via Roma, 32-12015 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI LIMONE PIEMONTE PROVINCIA DI CUNEO Via Roma, 32-12015 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 62 del 8.11.2011 Articolo 1 - Oggetto
Particolarità di alcuni trattamenti: Dott. Daniele Gombi
Particolarità di alcuni trattamenti: Videosorveglianza, Marketing, Mobile Device Dott. Daniele Gombi ALCUNI DATI 20.000.000000 000 smartphone stimati in Italia +52% Rispetto al 2010 77% utenti che li usano
Sistema di videosorveglianza di aree cittadine per finalità di sicurezza urbana - Informativa
Sistema di videosorveglianza di aree cittadine per finalità di sicurezza urbana - Informativa INFORMATIVA SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA DI AREE CITTADINE PER FINALITA DI SICUREZZA URBANA Informativa ai
Corpo di Polizia locale REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato dal Consiglio comunale con deliberazione del 18 aprile 2011, n. 40 1 INDICE CAPO I PRINCIPI GENERALI pag. 3 Articolo
PRIVACY: Le misure di sicurezza Decreto Legislativo 30 Giugno 2003 n. 196 Breve guida per la VIDEO SORVEGLIANZA
PRIVACY: Le misure di sicurezza Decreto Legislativo 30 Giugno 2003 n. 196 Breve guida per la VIDEO SORVEGLIANZA Milano, 2 Novembre 2010 1 LA TUTELA DEI DATI: principi generali Chiunque ha diritto alla
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE (Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n 14 del 30.06.2011) INDICE CAPO I - PRICIPI GENERALI Art. 1 Finalità e
INFORMATIVA SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE Informativa ai sensi del Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo n. 196 del 30/06/2003) Torre de Busi, 31
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI CONCO Provincia di Vicenza UFFICIO DI POLIZIA LOCALE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 34 del 29.11.2011
SANGRITANA - MISURE DI SICUREZZA PRIVACY
SANGRITANA - MISURE DI SICUREZZA PRIVACY M.S.P.01. Misura di sicurezza per una corretta informativa Al fine di garantire una corretta informativa sul sito internet della Ferrovia Adriatico Sangritana Spa