Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2479-codice-civile-decisioni-dei-soci
Timestamp: 2018-03-18 00:14:43+00:00
Document Index: 98617331

Matched Legal Cases: ['art. 2475', 'art. 2463', 'art. 2479', 'art. 2479', 'art. 2479', 'art. 115', 'art. 2479']

Codice civile Art. 2479 codice civile: Decisioni dei soci
In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci (1):
3) la nomina nei casi previsti dall’articolo 2477 dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti (2);
L’atto costitutivo può prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso dai documenti sottoscritti dai soci devono risultare con chiarezza l’argomento oggetto della decisione ed il consenso alla stessa (3).
Qualora nell’atto costitutivo non vi sia la previsione di cui al terzo comma e comunque con riferimento alle materie indicate nei numeri 4) e 5) del secondo comma del presente articolo nonché nel caso previsto dal quarto comma dell’articolo 2482-bis oppure quando lo richiedono uno o più amministratori o un numero di soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale, le decisioni dei soci debbono essere adottate mediante deliberazione assembleare ai sensi dell’articolo 2479-bis (4).
Ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni previste dal presente articolo ed il suo voto vale in misura proporzionale alla sua partecipazione (5).
Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, le decisioni dei soci sono prese con il voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale (6).
Soci: [v. 2465]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Amministratori: [v. 2621]; Capitale sociale: [v. 2250]; Bilancio: [v. 2478bis]; Utili: [v. 2247]; Sindaci: [v. 2621]; Collegio sindacale: [v. 2335]; Oggetto sociale: [v. 2253]; Consultazione scritta: [v. 2475]; Consenso espresso per iscritto: [v. 2475]; (Quota di) partecipazione: [v. 2468].
Maggioranza: regola per l’assunzione delle decisioni, generalmente adottata in tutte le strutture democratiche assembleari (a cui partecipa una pluralità di persone). In base al principio maggioritario prevale sempre la volontà della (—) dei partecipanti.
(1) In coerenza con la struttura personalistica della s.r.l. il principio fondamentale è che spetta all’atto costitutivo distribuire le competenze tra soci ed amministratori; è previsto però che alcune materie, data la loro particolare rilevanza, non possano essere sottratte alla competenza dei soci, così come, parallelamente, l’art. 2475, c. 5, riserva specifiche materie alla competenza esclusiva degli amministratori. Di converso, su espressa richiesta degli amministratori o di un numero qualificato dei soci, qualsiasi materia può essere sottoposta alla valutazione dei soci stessi.
(2) Il precedente riferimento al revisore è stato sostituito da quello al soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti.
(3) Il metodo assembleare [v. 2479bis] non rappresenta, l’unica modalità di decisione consentita, in quanto sono state introdotte le due modalità della consultazione scritta e del consenso espresso per iscritto, previste anche per le decisioni del consiglio di amministrazione [v. 2475, c. 4]. Anche con riferimento alle ipotesi di competenza inderogabile dei soci, è rimessa all’autonomia contrattuale, con le eccezioni previste dal comma 4, la scelta fra le diverse tecniche con le quali la deliberazione deve essere assunta; l’unico limite in proposito, inderogabile per evidenti ragioni di certezza, è rappresentato dall’esigenza che siffatte decisioni risultino da atto scritto e che l’argomento oggetto della decisione sia indicato con chiarezza.
(4) Il comma disciplina i casi in cui è obbligatorio il ricorso al metodo assembleare [v. 2479bis]. Oltre che, come ovvio, nel caso in cui l’atto costitutivo non disponga diversamente, le altre ipotesi sono riconducibili a particolari materie oppure a specifica richiesta del metodo assembleare da parte degli organi sociali. Nei casi di materie particolari si osserva che, in precedenza, la loro trattazione era riservata all’assemblea straordinaria che ora risulta abolita.
(5) La titolarità della quota attribuisce al socio il diritto di partecipare decisioni indipendentemente dal metodo (assembleare o di consultazione scritta) utilizzato per l’adozione delle stesse. Ulteriormente spetta al socio il diritto di voto che viene valutato in misura proporzionale alla quota di partecipazione (la cui entità è, di regola, determinata in proporzione al conferimento [v. 2468 c. 2]): si tratta, secondo taluni interpreti, di una regola dispositiva e, quindi, derogabile dall’atto costitutivo, pur in mancanza di una di una norma che espressamente lo preveda (come, ad. es., per le start-up innovative costituite in forma di s.r.l. [v. art. 2463] dove è stabilito dalla legge che l’atto costitutivo possa creare categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione ovvero limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative, anche in deroga alle disposizioni dell’art. 2479 c. 5 (l’atto costitutivo può altresì prevedere, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479bis). Quanto alla partecipazione all’assemblea, la verifica della legittimazione degli intervenuti spetta unicamente agli amministratori, come affermato dalla giurisprudenza.
(6) Il legislatore della riforma ha riformulato il computo della maggioranza richiedendo, il voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale; resta salva la possibilità di disporre diversamente nell’atto costitutivo.
Tale modifica interessa le decisioni dei soci in cui non si utilizza il metodo assembleare, per il quale le maggioranze sono disciplinate dall’art. 2479bis.
La norma in esame riserva uno spazio ampio all’autonomia in quanto, come per l’amministrazione della società [v. 2475] rimette all’atto costitutivo le determinazioni relative all’individuazione delle materie di competenza dei soci. Inoltre, accogliendo una prassi consolidata e giustificata dalla struttura della s.r.l. (ridotte dimensioni, prevalente composizione familiare), che solo in particolari ipotesi determina la necessità di convocazione dell’assemblea, sono state previste modalità alternative di adozione delle decisioni da parte dei soci.
Modi di convocazione dell'assemblea
È valida la deliberazione adottata dall'assemblea di società a responsabilità limitata direttamente convocata dai soci di minoranza.
In tema di società di capitali, il riconoscimento alla società della legittimazione attiva “ad causam” comporta quale necessario corollario che l’azione debba essere preceduta dalla delibera dei soci (in sede assembleare o secondo le forme di consultazione eventualmente ammesse dallo statuto), non parendo significativo che l’art. 2479 c.c. non contempli la competenza assembleare sul punto in quanto da un lato il sistema normativo (a differenza della società azionaria) non prevede espressamente detta azione, e dall’altro proprio l’espressa previsione della possibilità di transazione e rinuncia all’azione da parte della società rimanda necessariamente alla competenza assembleare; ritenuto pertanto che, configurata anche nelle s.r.l. l’esistenza di una decisione dei soci (assembleare o meno) di promuovimento dell’azione sociale di responsabilità quale necessaria condizione speciale dell’azione, la sua eventuale carenza anche al momento della decisione -cui nella specie non può supplire il principio di non contestazione di cui all’art. 115 comma 1 ultima parte c.p.c. in difetto di allegazione (e di correlativa produzione) da parte della società attrice- può e deve essere rilevata ex officio dal giudice.
Tribunale Milano 10 aprile 2014
Tribunale Milano 16 ottobre 2013 n. 12827
L'adozione del modello dualistico nell'ambito della società a responsabilità limitata non è di per sé incompatibile col principio del numero chiuso dei tipi societari, occorrendo verificare la liceità delle singole clausole introdotte per adeguare ad esso lo statuto della società, di guisa che, mentre sono da reputare legittime le clausole con le quali, rispettivamente, si affida al Consiglio di sorveglianza la nomina dei componenti del Consiglio di gestione, chiamati ad amministrare la società, si attribuisce al medesimo Consiglio il potere di promuovere l'azione di responsabilità verso i componenti dell'organo gestorio e si prevede la sopravvivenza del collegio sindacale, è da ritenere nulla, per contrasto con l'art. 2479, n. 1, c.c., la clausola che attribuisce al consiglio di sorveglianza il potere di approvazione del bilancio, con la conseguente sospensione, "in parte qua", della delibera che l'abbia approvata.