Source: https://www.eziobonanni.com/legislazione-giurisprudenza-amianto/
Timestamp: 2020-04-10 03:12:34+00:00
Document Index: 86711024

Matched Legal Cases: ['art 387', 'art. 13', 'art. 47', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 12']

L'amianto (asbesto sinonimo) è un minerale fibroso le cui fibre provocano malattie (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) e tumori (mesotelioma, tumore al polmone e altri cancri) spesso mortali. L'Avv. Ezio Bonanni è il pioniere della difesa delle vittime e in questa pagina spiega la legislazione e la giurisprudenza in materia di asbesto amianto.
L'Avv. Ezio Bonanni offre assistenza per la prevenzione dei danni asbesto (prevenzione primaria), per la diagnosi precoce, terapia e cura (prevenzione secondaria) e per il riconoscimento dei diritti previdenziali delle vittime: prepensionamento, rendite INAIL e risarcimento danni. La materia dei danni da asbesto è regolata dalla legislazione amianto (amianto giurisprudenza - amianto legislazione).
Assistenza legale gratuita: legislazione e giurisprudenza
L'Avv. Ezio Bonanni, in questa sezione, ha elaborato la sintesi dell'amianto legislazione e giurisprudenza: lo strumento di tutela del cittadino. I cittadini hanno diritto a non essere esposti. Coloro che hanno subito dei danni hanno diritto ai risarcimenti. Nel caso di decesso, sono titolari del diritto gli eredi, che possono chiedere anche i danni sofferti direttamente e la rendita in reversibilità. I lavoratori esposti hanno diritto al prepensionamento. L' Avv. Ezio Bonanni, con il suo team di avvocati online gratis del suo studio legale, è disponibile per rendere chiarimenti, pareri e approfondimenti ed assistere legalmente tutti coloro che ne faranno richiesta attraverso la sezione
Le origine della legislazione sull'asbesto
Già il Regio Decreto 442/1909 vietava a donne e fanciulli di entrare in contatto con le lavorazioni dell’asbesto essendo stata appurata la loro insalubrità (cfr. Cass., IV Sez. pen., n. 49215/2012). Con la L. 455/1943, l’asbestosi fu inserita nella Lista I dell'INAIL delle patologie professionali da asbesto di cui si presume l'origine professionale e che prevedono indennizzo. Contestualmente furono varate le prime norme specifiche per la prevenzione dei danni da asbesto (giurisprudenza amianto). Con il DPR 303/1956 sono state dettate le norme di prevenzione tecnica (artt. 4, 19, 20, 21) e con il DPR 547/1955 le norme di protezione individuale (artt. 377 art 387). L'unanime consenso scientifico sulla cancerogenicità dell'asbesto per l'apparato respiratorio e in particolare per il polmone venne raggiunto con la pubblicazione del lavoro di Richard Doll dal titolo A study of lung cancer mortality in asbestos workers (1955).
Nel 1964, a seguito della conferenza internazionale di New York sugli effetti biologici dell'asbesto presso la Accademia delle Scienze, le tesi del Prof. Irving Selikoff sulla riconducibilità del mesotelioma alle esposizioni ad asbesto furono accolte a livello globale.
Secondo la legislazione amianto / giurisprudenza amianto, i lavoratori che esposti hanno diritto al prepensionamento (misura del 50% del periodo di esposizione se superiore ai 10 anni - art. 13 comma 8 L. 257/1992).
In caso di patologie asbesto correlate riconosciute dall'INAIL non è necessario avere un periodo minimo di esposizione, né trovano applicazione le norme sulla decadenza (art. 47 comma 5 L. 326/2003) e, inoltre, il termine di prescrizione inizia dal riconoscimento della patologia (art. 13 comma 7 L. 257/1992).
In caso di mesotelioma, cancro polmonare o asbestosi, c'è diritto al pensionamento immediato (requisito minimo: 5 anni di anzianità contributiva di cui 3 negli ultimi 5 anni).
Con l'art. 1, comma 250, Legge 232/2016, le vittime di mesotelioma, tumore polmonare e asbestosi hanno diritto al prepensionamento a prescindere dall'età e dalla anzianità contributiva. Per approfondire:
Il bando dell'asbesto
In Italia, l'asbesto è stato messo al bando con la legge 257/1992. L'entrata in vigore della legge 257/92 (legislazione amianto) non è stata risolutiva: fino al 1992, l'Italia è stato il secondo produttore europeo di asbesto (3.748.550 tonnellate) e ancora ad oggi ce ne sono 40 milioni di tonnellate in un milione di micrositi e in 50 mila siti, comprese scuole, ospedali e altri luoghi di vita e di lavoro.
La legislazione sulla bonifica
Solo con un intervento del legislatore e la collaborazione di tutte le associazioni e cittadini si potrà ottenere lo smaltimento dell'Eternit in tempi più ragionevoli rispetto agli 85 previsti dal Prof. Tito Boeri (presidente dell'INPS) e porre fine all'epidemia (legislazione Eternit).
Lo studio legale dell'Avv Ezio Bonanni ha sempre sostenuto che la soluzione più importante da adottare è la bonifica amianto (prevenzione primaria) e la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria) per ottenere diagnosi e cura delle malattie in modo efficace e tempestivo. Solo successivamente si può focalizzare l'attenzione sui risarcimenti danni asbesto, rendite e prepensionamenti (prevenzione terziaria). Per questo è importante che la legislazione amianto e la giurisprudenza amianto siano fruibili e alla portata di tutti, in quanto strumenti fondamentali del cittadino per la tutela dei suoi diritti.
Giurisprudenza sui danni da asbesto
L'asbesto è stato utilizzato in 3.000 applicazioni, in tutti i comparti produttivi, come riportato nello specifico dal II rapporto mesoteliomi dell'ONA Onlus. Le esposizioni ambientali e lavorative causano dei danni irreversibili alla salute, a partire dalle infiammazioni per finire a malattie mortali come cancri e neoplasie. Per approfondire:
Giurisprudenza nazionale ed europea
Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni ha più volte sottolineato che l'atteggiamento di istituzioni, INPS e INAIL, che negano i diritti delle vittime, hanno determinato un grosso contenzioso con una molteplicità di decisioni e sentenze.
I datori di lavoro spesso rifiutano il risarcimento danni amianto alle vittime e famigliari.
Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni offre assistenza legale gratuita in caso di violazione di misure di sicurezza applicando la giurisprudenza amianto.
Il contenzioso è enorme: l'INAIL rifiuta il riconoscimento delle rendite alle vittime e la reversibilità ai famigliari; l'INPS rifiuta la concessione di prepensionamenti per i lavoratori esposti ad amianto asbesto; i datori di lavoro obbligano le vittime a scendere in campo in sede penale e civile per ottenere i risarcimenti; lo Stato nega il riconoscimento delle prestazioni previdenziali dovute al personale civile e militare delle Forze Armate e del comparto sicurezza per l'equiparazione alle vittime del dovere.
L'Avv. Ezio Bonanni ha quindi elaborato una sintesi aggiornata della giurisprudenza (amianto giurisprudenza) consultabile gratuitamente per poter conoscere e tutelare i propri diritti. Per saperne di più:
Decreto del Ministero della Sanità, 6 settembre 1994
Nel Decreto Ministeriale 06 settembre 1994, che ha ad oggetto Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6,comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n.257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto, si fa riferimento alle norme relative agli strumenti necessari ai rilevamenti e alle analisi del rivestimento degli edifici, alla pianificazione e alla programmazione delle attività di rimozione e di fissaggio e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di rimozione, nonché alle normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto.
In particolare, si riporta la tabella relativa ai principali tipi di materiali contenenti asbesto e loro approssimativo potenziale di rilascio delle fibre:
Il cemento-amianto, detto anche fibrocemento o, più comunemente conosciuto con il nome del prodotto commerciale "Eternit" è un materiale compatto realizzato con una miscela di cemento e fibre di asbesto (sopratutto crisotilo) in quantità pari a circa il 15% del peso. Questo materiale è stato ampiamente utilizzato in edilizia e in più di 3000 applicazioni grazie alle sue proprietà di elevata resistenza alla corrosione e al calore.
La presenza di questi manufatti costituisce un rischio per la salute in quanto a causa degli agenti atmosferici, dell'usura e della manipolazione si può verificare l'aerodispersione di fibre nell'aria e/o nel suolo.
La Legge 27 marzo 1992, n. 257 ha vietato la vendita di fibrocemento ed Eternit, ma il suo utilizzo è proseguito sicuramente fino al 1994 (ai fini dello smaltimento delle rimanenze di magazzino) e nella maggior parte dei casi è comunque proseguito fino alla data di bonifica del sito. Fino al 2004, comunque, questi materiali acquistati prima del 1992 potevano essere utilizzati dai relativi proprietari.
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