Source: https://www.quotidianolegale.it/la-storica-riforma-delle-province-della-sicilia/
Timestamp: 2019-07-17 02:58:24+00:00
Document Index: 107324071

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 114', 'art. 15']

La “storica riforma” delle Province della Sicilia - Quotidiano Legale
Inserito da Carlo Rapicavoli | Mar 21, 2013 | Dottrina, Enti Locali e P.A., Normativa, Notizie, Regionale
Quanto mi piacerebbe poter affermare che la decisione dell’Assemblea Regionale Siciliana sulle Province possa essere un modello per l’Italia, che sia una bella testimonianza di buona politica o l’attuazione concreta dell’autonomia speciale.
– L’art. 15 dello statuto, espressamente richiamato, prevede “ L‘ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria”.
– L’art. 3 della Legge Regionale 6 marzo 1986 n. 9 prevede: “L’amministrazione locale territoriale nella Regione siciliana è articolata, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto regionale, in Comuni ed in liberi consorzi di Comuni denominati “Province regionali”.
E ciò malgrado con grande enfasi lo stesso Presidente Crocetta aveva annunciato la sua ferma volontà di rinnovare gli organi delle Province, in quanto “luoghi di democrazia e di rappresentanza dei cittadini”. E non solo annunciato, ma tradotto in atti con la deliberazione della Giunta Regionale n. 31 del 31 gennaio 2013 che aveva fissato le date per la convocazione dei comizi elettorali per le elezioni amministrative i presidenti ed i consigli provinciali delle nove Province dell’isola, in aperta e dichiarata controtendenza rispetto alla scelta nazionale di commissariare le Province in attesa del riordino.
Nell’annunciare la grande riforma, è stato enfatizzato il principio autonomistico; dalle dichiarazioni espresse in assemblea regionale dallo stesso Presidente si legge: “Il nostro Statuto ha ipotizzato una Regione completamente diversa rispetto a quella delle Province, cioè ha rifiutato l’idea dello Stato che era venuto dall’Unità d’Italia, e mi meraviglia che gli autonomisti non colgano neppure una vicenda storica e culturale che ha diviso per anni questa Regione, rispetto anche all’impostazione nazionale basata sui prefetti, sulle province, un meccanismo che, sostanzialmente, è autoritario, perché non è che le province sono espressione della democrazia, sono elementi di sovrapposizione intermedia rispetto all’esercizio della democrazia che il nostro Legislatore costituente – in questo caso, diciamo l’Assemblea regionale siciliana – ha inteso affidare ai comuni e lo prevede”
Ma abbiamo visto che l’art. 15 dello Statuto prevede ben altro: tre articolazioni – Regione, liberi consorzi di Comuni e Comuni – tutti ugualmente e paritariamente “dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria”, esattamente come prevede l’art. 114 della Costituzione: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione”.
5) Quali saranno gli effetti sul patto di stabilità, posto che la Regione – malgrado il regime di autonomia speciale – non ha alcuna competenza in materia?
6) In che rapporto si porranno i nuovi liberi consorzi con l’organizzazione periferica dello stato _ Prefetture, Questure, Comandi Provinciali delle Forze dell’Ordine – oggi organizzati su base provinciale?
7) Come si concilia l’istituzione delle città metropolitane con l’art. 15 dello Statuto, quali funzioni avranno, come si porranno rispetto ai Comuni?
Con la soppressione delle Province si cerca di trovare accordi di Governo, consenso mediatico ed elettorale…
Con la soppressione delle Province si salverà l’Italia!
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