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Timestamp: 2019-04-25 20:06:04+00:00
Document Index: 137540040

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 159', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 159', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 12']

Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 4348, del 2 settembre 2013 Beni ambientali. Parcheggio interrato in contrasto con Piano paesistico
Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 4348, del 2 settembre 2013
Beni ambientali. Parcheggio interrato in contrasto con Piano paesistico
La realizzazione di un parcheggio interrato, con opere comunque necessariamente esterne, quali la rampa di accesso, gli ascensori, i vialetti pavimentati, le griglie di aerazione e la risistemazione a verde attrezzato, determina un’inevitabile alterazione non irrilevante dello stato dei luoghi e delle relative prospettive, non consentita se in contrasto, come è nella specie, con le esigenze di tutela paesistica di un sito particolarmente protetto, contrasto non superabile nemmeno con opere di mitigazione dell’impatto e la trasformazione, ad opera completata, di un’area incolta “in un giardino tipico dell’area mediterranea”, metamorfosi anch’essa non consentita dalle previsioni di tutela.
D'Albora Domenico, rappresentato e difeso dagli avvocati Guido D'Angelo ed Antonio D'Angelo, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Leonardo Salvatori, in Roma, via Sicilia, 50;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Napoli.
Relatore, nell'udienza pubblica del giorno 2 luglio 2013, il Consigliere di Stato Aldo SCOLA ed uditi, per le parti, gli avvocati Iazeolla, per delega di Guido D'Angelo, e Gabriele Pafundi, per delega di Giacomo Pizza.
Risulta dagli atti che l’originario ricorrente e odierno appellante D'Albora Domenico, procuratore generale di Paudice Renato, aveva presentato un’istanza al Comune di Napoli per essere autorizzato a realizzare un parcheggio pertinenziale sotterraneo su quattro livelli, per n. 72 posti auto, in un’area sita in via Discesa Marechiaro – Via Salvatore di Giacomo, comune di Napoli, in Zona Protezione Integrale (P.I.) del Piano territoriale paesistico (P.T.P.) di Posillipo.
A) Con un primo ricorso (n. 1377 del 2008) egli impugnava il decreto in data 27 dicembre 2007, con il quale il Soprintendente per i beni architettonici, il paesaggio ed il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico di Napoli e provincia – ritenuto il contrasto con l’art. 11, comma 4 e comma 5, del P.T.P. - aveva annullato il provvedimento n. 481 del 30 ottobre 2007, con cui il Comune di Napoli aveva rilasciato l’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione del parcheggio pertinenziale interrato.
Il D'Albora, dopo aver ricordato di aver già ottenuto dalla Soprintendenza, con nota n. 28241 del 15 novembre 2002, parere favorevole alla realizzazione delle opere previste dal progetto, sosteneva, depositando perizia agronomica della dr.ssa Claudia Loffredo in data 24 luglio 2006, con integrazione in data 13 marzo 2007, l’illegittimità per diversi profili degli atti impugnati e ne chiedeva l’annullamento.
La Soprintendenza, nel decreto impugnato, aveva preliminarmente rilevato come il progetto presentato dal ricorrente prevedesse la realizzazione di un parcheggio privato pertinenziale, sviluppato su quattro piani sotterranei, con una capienza totale di n. 72 posti auto <di Posillipo, specificatamente in Zona P.I.>>.
La Soprintendenza aveva, quindi, sostenuto che la costruzione del parcheggio sarebbe risultata <>.
Inoltre le progettazioni, per la Soprintendenza, <
>. Dopo aver evidenziato che <> e che la relazione paesaggistica semplificata (che non può ritenersi ancora ammessa, in mancanza dell’accordo fra Regione e Ministero, che individui i casi suscettibili di valutazione paesistica in forma semplificata) si limita a definire il contesto paesaggistico quale <>, la Soprintendenza il 27 dicembre 2007 ha quindi annullato l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Napoli, ai sensi dell’art. 159 del d.lgs. 2 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), per la realizzazione del parcheggio, in quanto illegittima per le motivazioni esposte.
F) La sentenza di rigetto n. 832/2009 del Tribunale amministrativo di Napoli (con oneri processuali in parte liquidati come da soccombenza ed in parte compensati) veniva poi impugnata dal soccombente D’Albora, che sostanzialmente riprospettava le doglianze dedotte in prima istanza, oltre all’errore di giudizio del primo giudice.
Per il primo giudice la censura non era fondata, poiché il Comune, con nota n. 3073 del 31 ottobre 2007, aveva effettivamente inoltrato alla Soprintendenza e al D’Albora l’autorizzazione per la realizzazione del parcheggio interrato, con l’espressa indicazione che la medesima, completa degli allegati, sarebbe stata trasmessa alla Soprintendenza <
> e che la stessa nota costituiva <
Attraverso tale comunicazione, che aveva messo in grado l’interessato di conoscere che era stata avviata la seconda fase del procedimento per l’autorizzazione paesaggistica, l’onere di preavviso era da considerarsi assolto, in rapporto all'art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come ribadito per i procedimenti di annullamento ministeriale dei nulla-osta paesaggistici rilasciati dai soggetti delegati (o sub-delegati) dall'art. 4, comma 1, d.m. 13 giugno 1994, n. 495, poi eliminato dal successivo d.m. 19 giugno 2002, n. 165, e quindi ripristinato dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), il quale agli artt. 146 e 159 ha ribadito l'obbligo di comunicare all'interessato l'avvio del procedimento di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica, pur se con la speciale forma della comunicazione agli interessati della trasmissione dell'autorizzazione rilasciata dall'autorità preposta alla tutela del vincolo, con l’avviso dell’avvio della successiva fase del controllo ministeriale. Dunque, solo per il periodo anteriore al d.m. 19 giugno 2002, n. 165 (modificante il d.m. 13 giugno 1994, n. 495), era necessaria una distinta comunicazione di avvio del procedimento finalizzato all'annullamento ministeriale (cfr. Cons. Stato, VI, 17 luglio 2008, n. 3581), mentre poi era sufficiente la comunicazione dell’autorità delegata (o sub-delegata) nei termini indicati; fermo restava poi che l'art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241 del 1990 sancisce ormai l'irrilevanza in termini di annullabilità di uno specifico vizio procedurale, ove risulti che il contenuto e, quindi, l'esito delle valutazioni compiute dalla p.a. non avrebbe potuto essere diverso da quello poi esplicitato.
Il potere di annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche attribuito agli organi del Ministero, e disciplinato in via transitoria dall’art. 159, non comporta poi un riesame complessivo delle valutazioni tecnico-discrezionali compiute dalla regione (o dall’ente locale sub-delegato), tale da consentire la sovrapposizione o la sostituzione di una propria valutazione di merito a quella compiuta con il rilascio dell'autorizzazione, ma si estrinseca in un controllo di legittimità sull’operato dell'amministrazione delegata (o sub-delegata) autorizzante, anche se riferibile a tutti i possibili vizi di legittimità, incluso l'eccesso di potere nelle sue diverse forme.
IV) In proposito – riteneva la sentenza qui impugnata - il P.T.P. di Posillipo, approvato con d.m. 14 dicembre 1995, sottopone a disposizioni di tutela particolarmente rigorose una delle aree di maggiore rilevanza (in termini naturalistici, ambientali e paesaggistici) di Napoli, per cui sia nelle aree di protezione integrale (come quella in esame) che in quelle di recupero urbanistico-edilizio e di restauro paesistico-ambientale, sono possibili limitatissimi interventi di natura edilizia: oltre a quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di bonifica e ripristino ambientale del sistema vegetale, previsti in generale dall’art. 9 del P.T.P., sono permessi solo interventi vòlti alla conservazione e al miglioramento del verde, di prevenzione degli incendi “con esclusione di strade tagliafuoco”, di risanamento e restauro ambientale per l’eliminazione di strutture in contrasto con l’ambiente, nonché interventi di sistemazione della viabilità pedonale e carrabile (art. 11, comma 3).
V) In tale zona – sempre per la sentenza impugnata – è comunque vietato <>.
Sono inoltre vietati <>, fatta salva la sostituzione delle essenze malate e di quelle estranee al contesto paesistico, previa apposita programmazione, nonché i tagli e gli espianti strettamente necessari per scavi e restauri di monumenti antichi (art. 11, comma 4).
Nei complessi vegetazionali naturali devono essere, inoltre, effettuati <> (art. 11, comma 5).
Sicché costituisce opera a questi fini considerabile come aumento di volume anche la realizzazione di un garage interrato, con accesso dall’esterno tramite rampa in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, in quanto <>.
Poiché nella specie risulta la detta comunicazione all’interessato del rilascio dell’autorizzazione e del contestuale invio della medesima alla Soprintendenza, la doglianza è del tutto infondata. È privo di pregio opporre il precedente di cui a Cons. Stato, VI, 29 marzo 2007, n. 1473, il quale si riferisce ad un annullamento disposto in data 23 novembre 1999, cioè in epoca addirittura precedente l’entrata in vigore del d.lgs. 29 ottobre 1999, n. 490.
X) Nel merito, rileva qui il Collegio che il progetto presentato dal sig. Domenico D’Albora prevede la realizzazione di un parcheggio interrato delle dimensioni sopra precisate, con struttura in cemento armato su quattro livelli ed accesso da rampa carrabile, la realizzazione di scale e di ascensori e la sistemazione del soprassuolo con la piantumazione di essenze arboree e la realizzazione di aiuole, percorsi pedonali ed aree pavimentate . In effetti, però, il P.T.P. di Posillipo sottopone a disposizioni di tutela particolarmente rigorose una delle zone di maggiore rilevanza paesaggistica della città di Napoli: anche nelle aree di recupero urbanistico-edilizio e di restauro paesistico-ambientale, in cui è collocato il sito in questione, sono consentiti, oltre agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di bonifica e ripristino ambientale del sistema vegetale, previsti in generale dall’art. 9, solo interventi vòlti alla conservazione del verde agricolo residuale, per la ricostituzione del verde, per la riqualificazione di strade, piazze e marciapiedi, nonché interventi di ristrutturazione edilizia che non comportino incrementi dei volumi edilizi esistenti e nei limiti dettati dal precedente art. 7 (art. 12).
In tale zona risulta comunque vietato <> (art. 12, comma 3).
Corretto è per il il resto quanto rilevato e considerato dal primo giudice. In questi termini la Sezione si è del resto già pronunciata con precedenti specifici, dai quali non vi qui è ragione di discostarsi (cfr. Cons. Stato, VI, 29 novembre 2005, n. 6756, e 11 maggio 2005 n. 2388; 28 marzo 2011, n. 1879, tutte riguardanti fattispecie analoghe, riferite alla medesima zona di Posillipo).
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 2 luglio 2013, con l'intervento giudici: