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Timestamp: 2017-07-22 16:53:58+00:00
Document Index: 52269708

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 4']

Estratto dal COMUNICATO UFFICIALE N. 12/CDN (2012/2013) della FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO - PDF
Estratto dal COMUNICATO UFFICIALE N. 12/CDN (2012/2013) della FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO
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1 Estratto dal COMUNICATO UFFICIALE N. 12/CDN (2012/2013) della FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO La Commissione disciplinare nazionale, costituita dall Avv. Sergio Artico, Presidente, dal Prof. Avv. Claudio Franchini, Vice Presidente Vicario, dall Avv. Riccardo Andriani, dall Avv. Marcello Frattali Clementi, dall Avv. Andrea Morsillo, Componenti; con l assistenza del Dott. Paolo Fabricatore, Rappresentante AIA; del Sig. Claudio Cresta, Segretario, e dei componenti della Segreteria Paola Anzellotti, Stefano Bordoni, Salvatore Floriddia e Nicola Terra, si è riunita nei giorni 3 e 4 agosto 2012 per il dibattimento. 1) Il deferimento Con provvedimento n. 542/463 pf10-11/sp/mg in data 25/7/2012, pervenuto alla Commissione in data 26/7/2012, il Procuratore federale ha deferito a questa Commissione: 20. SEMERARO Pierandrea, all epoca dei fatti Presidente e legale rappresentante dell U.S. Lecce Spa; 22. VIVES Giuseppe, all epoca dei fatti calciatore tesserato dell U.S. Lecce Spa; 25. la Società U.S. LECCE Spa; per rispondere: GARA BARI LECCE del 15 / 05 / 2011 s.s MASIELLO Andrea, all epoca dei fatti calciatore tesserato della società A.S. BARI SPA, SEMERARO Pierandrea, all epoca dei fatti Presidente e legale rappresentante della società U.S. LECCE SPA, e VIVES Giuseppe, all epoca dei fatti calciatore tesserato della società U.S. LECCE SPA, per violazione dell art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, prima della gara BARI LECCE del 15/05/2011, in concorso fra loro e con altri soggetti non tesserati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta, prendendo contatti ed accordi diretti allo scopo sopra indicato, come specificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento. In particolare, MASIELLO chiedendo a soggetto non tesserato di verificare la disponibilità della società Lecce a corrispondere una somma a dei calciatori del Bari per perdere la gara; offrendo denaro, unitamente a soggetti non tesserati, a BENTIVOGLIO, PARISI e ROSSI al fine di ottenere la loro adesione alla proposta illecita; prestando attivamente il proprio contributo durante la gara per l alterazione della stessa, in particolare segnando volontariamente un autogoal; e, infine, percependo denaro a tal fine; SEMERARO corrispondendo la complessiva somma di ,00, per il tramite di soggetti non tesserati, a MASIELLO e ad altri soggetti non tesserati, per l alterazione della gara in questione al fine di ottenere un vantaggio in classifica; VIVES svolgendo un ruolo di intermediazione per l ottenimento dell assenso definitivo da parte di MASIELLO prima dell inizio della gara; con le aggravanti di cui all art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara, del conseguimento del vantaggio in classifica, nonché, per il solo MASIELLO, della pluralità degli illeciti posti in essere la Società U.S. LECCE SPA: - a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell art. 7, commi 2 e 3, e dell art. 4, comma 1, CGS in ordine agli addebiti contestati al proprio Presidente e legale rappresentate SEMERARO Pierandrea; con l aggravante di cui all art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara e del conseguimento del vantaggio2 in classifica. - a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell art. 7, commi 2 e 4, e dell art. 4, comma 2, CGS in ordine agli addebiti contestati al proprio tesserato VIVES; con l aggravante di cui all art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara e del conseguimento del vantaggio in classifica. - a titolo di responsabilità presunta, ai sensi dell art. 4, comma 5, CGS, per l illecito sportivo commesso a proprio vantaggio da MASIELLO in concorso con altri soggetti non tesserati in occasione della gara BARI LECCE del 15/05/ ) Le memorie difensive - SEMERARO ha chiesto il proscioglimento, escludendo la propria partecipazione all illecito sportivo, a suo dire mai consumato, nonché la mancanza di riscontro fattuale dei fatti addebitati; - VIVES ha chiesto il proscioglimento, affermando di essere estraneo ai fatti, come del resto ritenuto anche dalla Procura della Repubblica, che lo ha ascoltato solamente quale testimone; - la società LECCE ha rilevato la contraddittorietà delle dichiarazioni poste alla base del deferimento, l insussistenza di elementi idonei a fondare l accusa, la non cumulabilità delle diverse ipotesi di responsabilità a suo carico e ha quindi chiesto il rigetto degli addebiti; 3) Il dibattimento 4) Le richieste della Procura Federale e dei deferiti Dopo aver illustrato il deferimento, la Procura federale ha chiesto la dichiarazione di responsabilità dei deferiti e l irrogazione delle seguenti sanzioni: 11. SEMERARO Pierandrea: inibizione di 5 anni + preclusione (come da incolpazione sub 31); 12. VIVES Giuseppe: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3 anni per l illecito sportivo + 6 mesi per l aggravante, come da incolpazione sub 31); 14. Società U.S. LECCE Spa: retrocessione all ultimo posto in classifica, da scontare nel campionato di competenza, da intendersi quello di Serie B 2012/2013 al quale ha acquisito il diritto di partecipare, con conseguente passaggio alla categoria inferiore, non essendo il prossimo campionato ancora iniziato, in applicazione del principio di afflittività; in subordine, esclusione dal campionato di competenza Serie B 2012/2013, con assegnazione da parte del Consiglio federale a uno dei campionati di categoria inferiore; ulteriore penalizzazione di 6 (sei) punti in classifica da scontare nel campionato 2012/2013 (così determinata: retrocessione all ultimo posto in classifica nel campionato di competenza con passaggio alla categoria inferiore o, in subordine, esclusione dal campionato di competenza per la responsabilità diretta, come da incolpazione sub 33; punti quattro, aumentati per le aggravanti contestate, per un totale di cinque punti per ogni responsabilità oggettiva relativa a partite disputate dalla società medesima in ordine alla quale suoi tesserati sono stati dichiarati responsabili di illecito sportivo, come da incolpazione sub 33; punti uno per ogni responsabilità presunta derivante da atti posti in essere in suo vantaggio da soggetti ad essa estranei, come da incolpazione sub 33);3 5) I motivi della decisione La Commissione, esaminati gli atti, rileva quanto segue, in conformità con il principio di sinteticità sancito dall art. 34, comma 2, CGS. [ ] IV.5 - gara BARI - LECCE del 15 / 5 / 2011 La gara in questione è stata oggetto di un tentativo di alterazione posto in essere da MASIELLO Andrea, all epoca dei fatti calciatore del BARI, e da SEMERARO, all epoca dei fatti Presidente del LECCE, e da altri soggetti non tesserati. Tale affermazione trova riscontro nelle dichiarazioni, rese dinnanzi all A.G. di Bari e alla Procura federale, dei tesserati coinvolti. In particolare, durante l interrogatorio reso al PM di Bari in data , Andrea MASIELLO ha affermato: che, prima dell'incontro Bari-Lecce, due soggetti non tesserati CARELLA e GIACOBBE si erano presentati presso l'albergo in cui la squadra del BARI si trovava in ritiro e avevano proposto a lui e ai compagni di squadra PARISI e BENTIVOGLIO di perdere la gara in quanto un amico leccese del CARELLA avrebbe dato loro dei soldi; che il CARELLA aveva mostrato soltanto a MASIELLO un assegno di euro, quale compenso per l 'eventuale sconfitta nel derby; che in quell occasione tutti avevano rifiutato; che durante la partita egli aveva commesso un'autorete poiché turbato dalla vicenda; che alla fine del mese di agosto, su sollecitazione di CARELLA, presso l Hotel Tiziano di Lecce aveva incontrato, insieme a CARELLA, l'amico leccese di quest ultimo; che CARELLA, il quale ancora deteneva l'assegno da euro, aveva fatto credere all'amico leccese di aver manipolato l'esito della partita in favore del LECCE; che l'amico leccese aveva chiamato una persona molto vicina alla società del LECCE, probabilmente un dirigente, il quale aveva reperito una somma di poco superiore ai euro e l'aveva consegnata a lui ed a Gianni CARELLA; che egli stesso aveva intascato euro, mentre CARELLA e GIACOBBE avevano avuto circa euro. Sempre MASIELLO, in sede di interrogatorio innanzi al PM di Bari in data ha affermato: Una settimana prima della gara vi fu un incontro a Poggiofranco tra me ed i predetti CARELLA e GIACOBBE, i quali mi proposero di alterare il risultato della gara Bari- Lecce, in quanto un loro amico leccese era disposto a pagare un'ingente somma di denaro, che al momento non quantificarono. Io non ebbi un atteggiamento di chiusura e li invitai a venirmi a trovare la sera prima della gara all'hotel del ritiro Vittoria Palace di Palese. Non parlai per il momento con nessuno dei miei compagni di squadra. Ci incontrammo all'esterno dell'albergo ed il CARELLA mi mostrò di un assegno da , ma non ebbi il tempo per esaminare chi lo avesse sottoscritto o comunque da chi provenisse. Il CARELLA mi disse soltanto che era necessario che il LECCE si salvasse e quindi avremmo dovuto perdere la partita. Non mi disse nulla circa l'identità o la provenienza del suo amico, anche se, quando poi l'ho incontrato, come tra poco riferirò, aveva un accento leccese. A questo punto andammo tutti assieme nella mia camera (io ero con PARISI) e ci facemmo raggiungere da BENTIVOGLIO. In camera eravamo tre della squadra più GIACOBBE e CARELLA. Per invogliare i miei compagni di squadra CARELLA sventolò una mazzetta di banconote da 500 ciascuna ed affermò che la somma avrebbe potuto rappresentare un anticipo qualora avessimo preventivamente accettato in quell'occasione. PARISI disse subito che non se la sentiva di manipolare il derby. A questo punto io e BENTIVOGLIO decidemmo di defilarci consapevoli che sarebbe stato ben difficile in due ottenere il risultato auspicato. Accadde che uscendo dalla stanza incontrammo causalmente anche Marco ROSSI che venne a sua volta interpellato da me e CARELLA, che mostrò anche a lui la mazzetta. Anche Marco ROSSI rifiutò. Durante la sera ci fu un martellamento da parte di CARELLA e GIACOBBE affinché convincessimo i compagni ad accettare, ma non abbiamo raccolto questo invito. Quando4 ci siamo congedati da CARELLA e GIACOBBE nessun accordo era stato raggiunto. Ciò nonostante i predetti hanno continuato ad insistere la sera stessa e la mattina successiva. Quando ci fu la partita giocammo normalmente, ma perdemmo 2 a 0. Io feci un'autorete non voluta a 10 minuti dal termine, quando il risultato era già 1 a 0 per il Lecce. In sostanza possiamo avere dato l'impressione che noi avevamo di fatto acconsentito a far vincere il Lecce. A fine partita il CARELLA mi disse che era riuscito a convincere il suo amico che noi effettivamente avevamo accettato e c eravamo lasciati corrompere e che l'autorete era una cosa voluta. Devo dire che dopo che casualmente c'era stata l'autorete io ho fatto qualche riflessione sulla possibilità di avvalermi di questa combinazione per ottenere comunque il compenso prospettato. Dopo un lungo intervallo, soltanto a fine agosto mi telefonò CARELLA, rappresentandomi che durante tutto quel periodo aveva continuato ad insistere con quel suo amico affinché rispettasse l'impegno e consegnasse il denaro. CARELLA mi rappresentò anche che aveva minacciato quel suo amico di mettere all'incasso l'assegno nonostante il vero interessato alla cosa non fosse l'intestatario, ma un terzo soggetto. A fine Agosto CARELLA mi disse di scendere a Bari, dove mi recai in aereo e CARELLA mi accompagnò insieme a GIACOBBE all'hotel Tiziano a Lecce, dove ho incontrato quella persona che aveva firmato l'assegno che giunse a bordo di un ML grigio. Poco dopo, a seguito di chiamata telefonica da parte di questa prima persona, arrivò il diretto interessato, il quale volle parlare con me direttamente per verificare, una volta ancora, se avessimo veramente manipolato la partita o se si trattasse di una semplice combinazione. Io gli assicurai che la cosa era voluta e che anche i compagni erano d'accordo e quel tale mi consegnò la valigetta con circa che abbiamo diviso in tre parti anche se io ho percepito qualcosa in meno di CARELLA e GIACOBBE, per la precisione percepii 40/ e nulla fu dato ai miei compagni di squadra ( ). Devo ammettere che in effetti l'autorete di cui alla partita Bari-Lecce l'ho provocata volontariamente per profittare della situazione che mi era stata prospettata da CARELLA e GIACOBBE ( ). La persona che mi consegnò la valigetta con i , per come si presentò, mi diede la sensazione di avere qualche cosa a che fare con la dirigenza del Lecce. Sarei comunque in grado di riconoscerlo. Le ammissioni di MASIELLO hanno poi consentito al Gip di Bari di scrivere nella ordinanza del , con affermazioni da ritenersi assolutamente condivisibili: Trattasi, dunque, di autorete voluta da parte del suo autore in lesione di ogni regola di probità e lealtà sportiva (cfr. le immagini della partita sul dvd allegato alla richiesta del P.M. e le stesse dichiarazioni del calciatore Marco ROSSI che a questo proposito dice "le immagini parlano da sole"). Nel caso in esame, la compromissione del regolare svolgimento dell'incontro di calcio non ha avuto finalità di scommessa, ma è stata richiesta al sodalizio monitorato da persone verosimilmente gravitanti nell'orbita della squadra leccese, che avevano interesse alla vittoria del LECCE per motivi di classifica - la squadra ospite era, infatti, in lotta per evitare la retrocessione ed in seguito a quel successo, giunto nella penultima giornata di campionato conseguiva la matematica "salvezza" - e che per questa ragione avevano corrisposto una importante somma di denaro. Ad ogni buon conto, la vicenda Bari-Lecce può ritenersi emblematica in ordine al modus operandi caratterizzante il "protocollo MASIELLO": la ripartizione dei ruoli associativi si rivelava vincente e permetteva ai membri del sodalizio di guadagnare una cifra considerevole, oscillante tra i ed i euro. Gli esiti investigativi hanno, dunque, dimostrato che CARELLA e GIACOBBE hanno sfruttato il contatto con una persona operante verosimilmente quale emissaria della società di calcio leccese. ( ). Con riferimento alla riscossione del corrispettivo, vi sono poi i riscontri acquisiti durante le indagini che non lasciano alcun dubbio. Infatti, come si specificherà meglio nell'esposizione che segue, i traffici telefonici analizzati relativamente alle utenze di MASIELLO, CARELLA e GIACOBBE consentono di evidenziare la loro sicura presenza a Lecce il 22 agosto 2011, provenendo ognuno da diverse parti d'italia.5 Vieppiù, in sede di interrogatorio in data innanzi al PM di Bari, MASIELLO ha confermato di essere stato contattato, a metà della settimana prima della partita Bari- Lecce, dai suoi amici CARELLA e GIACOBBE, che gli avevano chiesto di raggiungerli al "bar Mozart" di Bari Poggiofranco, ove avevano fissato un appuntamento con un loro amico. Giunto sul posto, "l'amico di CARELLA e GIACOBBE" gli chiedeva di verificare se qualche giocatore del Bari era disposto a far vincere il LECCE in cambio di denaro. Il sabato precedente la gara, CARELLA e GIACOBBE raggiunsero l'hotel Vittoria di Palese, sede del ritiro del BARI e, giunti nella camera dell'albergo che li ospitava, alla presenza dei calciatori PARISI, BENTIVOGLIO e ROSSI, riformularono la richiesta di combinare la gara in favore del LECCE in cambio di denaro. CARELLA, mentre proponeva l'alterazione del risultato, mostrava loro una mazzetta di denaro. Tutti i calciatori declinarono l'invito. Mentre si allontanavano, CARELLA tirò fuori dal portafogli un assegno di euro, ricevuto dal suo amico leccese a titolo di garanzia. La mattina del GIACOBBE, utilizzando la chat WhatsApp, gli comunicava che, prima dell'inizio dell'incontro avrebbe dovuto avvicinarsi a VIVES, calciatore del LECCE, al fine di dargli una pacca sulla spalla: ciò sarebbe stato il segno convenzionale usato per confermare la volontà, da parte dei giocatori del BARI, di perdere quella partita. In effetti, seguendo quelle direttive, al termine della fase di riscaldamento, nel sottopassaggio si avvicinava a VIVES dandogli una pacca sulla spalla. Sul risultato di 1-0 in favore degli ospiti, MASIELLO deviava in rete un tiro, che non era nemmeno diretto nello specchio della porta barese, consentendo il raddoppio degli avversari. Il , giunto da Bergamo, città in cui si era trasferito in estate, accompagnato da CARELLA e GIACOBBE, si era recato a Lecce per riscuotere la cifra che era stata promessa dagli emissari leccesi. Nell'occasione, giunto presso l'hotel Tiziano, trovavano ad attenderli l'amico di CARELLA. Costui, dopo aver chiesto lumi sulla volontarietà dell'autogol, contattava un'altra persona che, presentatosi come l'emissario della famiglia SEMERARO, proprietaria del LECCE, chiedeva, in una zona dell'albergo appartata, conferma della volontarietà dell'autogol. Dopo averlo rassicurato, chiedeva di adempiere a quanto pattuito: "Guarda che l'autorete l'ho fatta apposta, la partita là è finita 2 a 0 vi state salvando, alla fine è giusto anche comunque... ". Dopo una lunga trattativa, riuscivano ad accordarsi per il pagamento di circa euro. I due emissari leccesi venivano riconosciuti in fotografia, dall'ex difensore del Bari, in Carlo QUARTA quale amico di CARELLA e Andrea STARACE quale emissario della famiglia SEMERARO. Dagli accertamenti della Polizia giudiziaria, poi, sono emersi contatti telefonici sospetti, perlomeno sotto il profilo della tempestività, che costituiscono pur sempre gravi indizi di colpevolezza a carico di SEMERARO: alle ore 10:04 del , dopo aver ricevuto dal CARELLA una chiamata senza risposta, è QUARTA che richiama CARELLA e subito dopo QUARTA sull'utenza di Pierandrea SEMERARO, Presidente del LECCE, ragionevolmente per sottoporgli la richiesta avanzatagli da CARELLA. Di seguito QUARTA richiama lo stesso CARELLA. Quanto sopra è confermato dagli accertamenti tecnici svolti dalla PG; in particolare l esame delle celle telefoniche Vodafone agganciate dall'utenza di QUARTA dalle ore 14:11 alle ore 14:18 dello stesso giorno evidenzia che il predetto a quell'ora si trovava proprio in Bari alla via Camillo Rosalba. Nella stessa serata e il giorno successivo CARELLA viene ricontattato da QUARTA, il quale gli fa presente che la somma richiesta era eccessiva e che il LECCE era disposto a versare "solo" 300 mila euro. In effetti, nella stessa serata, QUARTA, dopo aver contattato per ben due volte, Pierandrea SEMERARO, richiama CARELLA per informarlo, ragionevolmente, dell offerta. Anche la mattina del , QUARTA, dopo aver chiamato SEMERARO, richiama CARELLA. Inoltre, dall'analisi dei tabulati telefonici relativi a sabato , è emerso che QUARTA, dopo aver contattato alle ore 12:01 SEMERARO, alle successive ore 12:10 ha6 chiamato l'utenza in uso a CARELLA, prendendo con questi appuntamento nel pomeriggio a Lecce in piazza Mazzini. Alle ore 13:04, quindi, ha richiamato SEMERARO, evidentemente per informarlo dell'appuntamento. Altro riscontro alle dichiarazioni di CARELLA si ricavano dalle celle telefoniche agganciate dall'utenza in uso a SEMERARO, atteso che, alle ore 17:05 del , l'utenza dei quest ultimo agganciava la cella di Lecce, via G. Leopardi, ossia la stessa agganciata, qualche minuto prima, dall'utenza di CARELLA. Tali elementi costituiscono gravi, precisi e concordanti indizi a carico di SEMERARO, di per sé idonei a dimostrarne la responsabilità, soprattutto se messi in relazione con gli accertamenti bancari svolti dalla Polizia giudiziaria, che hanno consentito di dimostrare la piena coerenza delle elargizioni di denaro con l ipotesi accusatoria, atteso che: a) il (data di apertura del conto) QUARTA ha versato sul suo c/c l'assegno nr dell'importo di ,00 euro tratto sul c/c del Monte dei Paschi di Siena - filiale di Lecce, intestato a SEMERARO; nei giorni seguenti e sino al , da quel conto corrente sono stati prelevati in contanti ,00 euro; b) sul c/c acceso presso la filiale 9703 di Lecce, intestato a SEMERARO: - il è stato emesso l'assegno nr dell'importo di euro ,00 in favore di NERVINO Claudia (compagna di SEMERARO) negoziato nello stesso giorno presso la banca Intesa San Paolo di Lecce (già Banco di Napoli); - il è stata prelevata la somma in contanti di euro ,00; - il è stato emesso l'assegno nr dell'importo di euro ,00 in favore di QUARTA; - il è stato emesso l'assegno nr dell'importo di euro ,00 in favore di NERVINO Claudia, negoziato nello stesso giorno presso la banca Intesa San Paolo di Lecce (già Banco di Napoli); - il è stata prelevata la somma in contanti di euro ,00. c) sul c/c, acceso presso la filiale di Lecce 03, intestato a NERVINO Claudia: - il è stato negoziato l'assegno nr dell'importo di euro ,00; - il è stata prelevata la somma in contanti di euro ,00; - il è stato negoziato l'assegno nr dell'importo di euro ,00; - il è stata prelevata la somma in contanti di euro ,00; - il è stata prelevata la somma in contanti di euro ,00. Inoltre, nell informativa dei Carabinieri prot. n del , si segnalano anche i seguenti movimenti d interesse in uscita, sul conto corrente del signor Giovanni SEMERARO, patron del LECCE: - il prelevata la somma in contanti di euro ,00 su MPS; - il prelevata la somma in contanti di euro ,00 su Intesa Sanpaolo; - il prelevata la somma in contanti di euro ,00 su Intesa Sanpaolo. Tali movimentazioni, che peraltro coincidono sostanzialmente con i periodi dei pagamenti cui ha fatto espresso riferimento CARELLA e che hanno ad oggetto cifre rilevanti, le quali vengono riscosse in contanti, costituiscono ulteriori gravi indizi di colpevolezza a carico di SEMERARO. A quanto sopra si aggiunga che, durante la audizione innanzi alla Procura federale del , BENTIVOGLIO ha dichiarato: Quando siamo andati in ritiro pre-partita all Hotel Vittoria di Bari Palese, la sera prima della partita, dopo cena, sono entrato nella camera di PARISI e MASIELLO, approfittando del fatto che era presente il solo PARISI e mi sono messo con lui a guardare la televisione. Dopo un po di tempo è entrato in camera MASIELLO con due suoi amici, che mi ha presentato col nome di Fabio e Gianni e che oggi riconosco essere Fabio GIACOBBE e Gianni CARELLA. MASIELLO chiamò anche ROSSI, che ci raggiunse poco dopo. A questo punto uno dei due amici di MASIELLO disse che c erano delle persone dietro di loro che erano disponibili a versare una somma7 di denaro da dividere tra noi in cambio di una sconfitta del BARI nel derby, anche perché tanto il campionato era oramai perso. A quel punto io PARISI e ROSSI rispondemmo subito di no sottolineando che ci tenevamo a vincere la partita; MASIELLO disse che se non intendevamo aderire non se ne sarebbe fatto niente, ed io e ROSSI ce ne andammo. Con tale dichiarazione BENTIVOGLIO conferma il coinvolgimento nella vicenda del MASIELLO e, perlomeno sotto il profilo della conoscenza dell offerta di combine, suo, di PARISI e di ROSSI. Durante la audizione del innanzi alla Procura federale, PARISI ha confermato l incontro con MASIELLO, BENTIVOGLIO, ROSSI e due amici baresi di MASIELLO uno dei quali disse che: erano lì a nome di una persona molto vicino al fratello del Presidente del Lecce e che questa persona li aveva incaricati di chiederci se eravamo disposti a perdere la gara, visto che eravamo già retrocessi. Aggiunsero che erano disposti a versare una somma di danaro, non quantizzata. Uno dei due, seduto in un divanetto, ci mostrò dei soldi, non mi sembrò si trattasse di una cifra ingente e si capiva che poteva essere un semplice acconto. A quel punto già incazzato anche per quanto era accaduto in precedenza, dissi voi siete tutti impazziti mi sono alzato dal letto e sono uscito dalla stanza. Con tale dichiarazione PARISI conferma il coinvolgimento nella vicenda di MASIELLO e, sotto il profilo della conoscenza dell offerta di combine, suo, di BENTIVOGLIO e di ROSSI. Anche ROSSI conferma la circostanza, affermando alla Procura federale in data : mi si avvicinò MASIELLO che mi disse che c era un milione di euro per noi in caso di sconfitta, ma la cosa mi sembrò assurda e non gli detti peso, mi riporto anche in tal caso a quanto dichiarato davanti al P.M.; in relazione all incontro con i due personaggi presunti emissari del Presidente del Lecce SEMERARO preciso che all interno della camera di PARISI e MASIELLO nell hotel Vittoria a Palese, ove ero stato convocato dopo cena dello stesso MASIELLO, quest ultimo si presentò con due suoi amici che dissero di venire da Lecce come emissari del figlio di SEMERARO con cui dissero di aver parlato per farsi dare la somma di denaro di circa ,00 che mostrarono a me, MASIELLO, PARISI e BENTIVOGLIO; tale somma sarebbe stata solo un acconto e, in caso di nostra sconfitta avremmo avuto un saldo, ma nessuno accettò ( ). Mentre mi trovavo in stanza con i compagni, MASIELLO si allontanò per poi farvi rientro con i suoi due amici, ma non ricordo che qualcuno chiese spiegazioni di sorta. Nella audizione del innanzi alla Procura federale, MASIELLO afferma: ribadisco che Giacobbe mi disse che mi sarei dovuto incontrare con VIVES prima della gara nel tunnel che porta agli spogliatoi; scendendo le scalette, a fine riscaldamento, notai che VIVES puntualmente mi attendeva chiedendomi di scambiare le maglie; interpretai la domanda come un riscontro all accordo, atteso che non avevo alcun rapporto con il medesimo da giustificare uno scambio di maglie che peraltro non avvenne. Nella audizione del innanzi alla Procura federale, CARELLA afferma: il martedì o il mercoledì precedente la gara, Andrea MASIELLO mi chiese, alla presenza di Fabio GIACOBBE, di sondare il terreno su LECCE, per verificare se vi fosse la disponibilità di qualcuno vicino alla Società del LECCE, disposto a garantire per la Società per accordarsi sulla sconfitta del Bari; MASIELLO mi disse che, qualora quelli del LECCE avessero accettato, vi erano di sicuro quattro giocatori del BARI (compreso lui) disposti a giocare a perdere. Tali giocatori erano, oltre MASIELLO Andrea; BENTIVOGLIO, PARISI e ROSSI, così come mi disse in tale circostanza lo stesso MASIELLO. Dissi subito a MASIELLO che avrei contattato un conoscente a Lecce, vicino agli ambienti della Società del LECCE CALCIO; trattavasi di Carlo QUARTA, imprenditore, ma non so di quale8 settore, che conosco da circa sei/sette anni. Pensai subito a QUARTA, in quanto questi è persona molto amica e vicina a Pierandrea SEMERARO, con il quale, per quanto dettomi dal QUARTA, usciva insieme e giocava a calcetto settimanalmente. Lo stesso giorno contattai telefonicamente (dal mio telefonino al suo telefonino) Carlo QUARTA, facendogli intendere il motivo della chiamata, cosa che lui capì immediatamente, tant è che concordammo un appuntamento il mattino seguente a Bari. Infatti, nella tarda mattinata del giorno dopo, Carlo QUARTA venne a Bari con la sua auto (un SUV Mercedes di colore grigio chiaro metallizzato) e ci incontrammo, da soli, nei pressi dell Hotel Sheraton, dove prospettai la proposta, così come riferitami da MASIELLO e, avendo ricevuto da quest ultimo carta bianca sulla trattativa, comunicai a QUARTA che quattro giocatori del BARI erano disposti a perdere la partita a fronte della corresponsione della somma di ,00; credo di avergli fatto subito i nomi dei calciatori di cui ho detto sopra. Carlo QUARTA mi disse subito che la richiesta sembrava esorbitante, ma mi disse che ne avrebbe parlato con i diretti interessati. Il QUARTA mi fece chiaramente intendere che del motivo della sua venuta a Bari era stata informata la dirigenza del LECCE CALCIO ed era pertanto evidente che a questi avrebbe comunicato la mia proposta. L incontro durò circa mezz ora. Naturalmente dell incontro e del contenuto dello stesso, ne parlai con Andrea MASIELLO, con Fabio GIACOBBE e con Marcello DI LORENZO. Non ricordo se la sera stessa o il giorno dopo o il sabato mattina (prima di pranzo), ricevetti sul mio telefonino una telefonata dal QUARTA dal suo telefonino, con la quale mi invitava ad andare a LECCE, per definire l accordo. Mi dice che ci saremmo visti in piazza Mazzini a Lecce, vicino un bar denominato o Centomila o Trecentomila ; ovviamente, commentammo ironicamente sul nome del bar. Con l auto di Marcello DI LORENZO (una Ford Station Vagon di colore grigio chiaro metallizzato) arrivammo sul posto intorno alle / 14.30; il QUARTA arrivò a piedi e da solo dopo cinque/dieci minuti dal nostro arrivo. Io non dissi al QUARTA che sarei andato a Lecce con altre persone. Parcheggiammo l auto sotto gli alberi che circondano la piazza e, appena lo vidi giungere, gli andrai incontro da solo. Una volta faccia a faccia con il QUARTA, ad onor del vero, non ricordo se fu in quell occasione che concordammo esattamente la somma da corrispondere ai calciatori o, se l accordo venne raggiunto nel corso delle diverse telefonate che intercorsero tra me ed il QUARTA tra il primo incontro che avemmo a Bari e l incontro del sabato a Lecce; presumo che, verosimilmente, già nel corso delle predette telefonate, il QUARTA mi aveva anticipato che era intenzione del LECCE corrispondere la metà della somma da me richiesta e, quindi, ,00. Il colloquio si protrasse per circa venti minuti e, definito l accordo per ,00, mi diressi da solo verso i miei amici per comunicare loro l esito della trattativa. Mentre parlavo con GIACOBBE e DI LORENZO mi girai istintivamente verso QUARTA, che era ad una distanza di circa venti metri da noi, e lo vidi in compagnia di Pierandrea SEMERARO, con il quale parlava. Non mi sono accorto né io né i miei amici dell arrivo di Pierandrea SEMERARO, che riconobbi per averlo visto più volte in televisione o sui giornali. SEMERARO, in quell occasione, indossava un pantalone (non ricordo se jeans o di cotone) del quale non ricordo il colore ed una camicia celeste a manica lunga; anche GIACOBBE e DI LORENZO lo riconobbero, tant è che commentammo la sua presenza tra di noi. SEMERARO e QUARTA restarono a colloquio per qualche minuto, dopo di che SEMERARO lo vedemmo andare via a piedi ed io raggiunsi nuovamente il QUARTA, al quale chiesi di darmi qualcosa di tangibile che servisse per dimostrare il raggiungimento dell accordo a MASIELLO ed agli altri tre calciatori; pertanto, gli chiesi di darmi o parte della somma in contanti o un assegno. QUARTA mi disse che contanti non poteva darmeli, ma aggiunse che, invece, sarebbe stato disposto a darmi un suo assegno di conto corrente personale dell importo di ,00. A quel punto, QUARTA mi indicò a gesti la direzione di casa sua (che era alle spalle di piazza Mazzini, in cui ci trovavamo) e così io ed i miei amici ci recammo sotto casa sua e di lì a poco il QUARTA scese e consegnò nelle mie mani un assegno di conto9 corrente (non ricordo la banca trattaria), che era già compilato nella cifra a numeri ed a lettere ( ,00) ed al mio ordine Gianni Carella ed era datato 15 giugno Consegnatomi il suddetto assegno, il QUARTA mi spiegò che il motivo di aver apposto la data del 15 giugno 2011 era dovuto al fatto che, entro tale data, ci avrebbero corrisposto i contanti per l importo suddetto ed io avrei dovuto restituire l assegno. Subito dopo siamo tornati a Bari; tramite il cellulare di Fabio GIACOBBE con WhatsApp abbiamo comunicato a MASIELLO il buon esito dell incontro con il QUARTA. A domanda dell Ufficio, dichiaro che della presenza del SEMERARO Pierandrea all incontro di Lecce informai Andrea MASIELLO. Ricordo che MASIELLO, dopo aver avuto la conferma dell accordo raggiunto con il Quarta, mi disse di raggiungerlo presso il Vittoria Park Hotel i Palese (BA) dove era in ritiro con la squadra, dicendomi di andare con Fabio GIACOBBE a trovarlo nelle sua stanza che divideva con PARISI, indicandomi il percorso che avrei dovuto fare nell hotel per evitare di incontrare i Dirigenti del BARI; in tale occasione mi disse, pure, di non mostrare l assegno e di procurarmi dei contanti, al fine di mostrarli ai suoi compagni con cui avrebbe combinato la partita e, ciò, in quanto, pensava di non riferire ai suoi compagni di squadra l esatto importo dell accordo raggiunto, al fine di dividere l importo corrisposto da QUARTA non in parti uguali, ma corrispondendo a PARISI, BENTIVOGLIO e ROSSI, una cifra pari ad ,00/30.000,00, mentre la restante parte l avremmo divisa io, GIACOBBE, DE LORENZO e MASIELLO stesso. Procuratemi banconote per qualche migliaia di euro, così come richiestomi da MASIELLO, mi recai nella stanza dell Hotel e qui trovai, oltre Andrea MASIELLO, Alessandro PARISI, Marco ROSSI e Simone BENTIVOGLIO. ( ) La domenica mattina, non ricordo se andammo all Hotel o tramite WhatsApp di Fabio GIACOBBE, MASIELLO mi disse di riferire a QUARTA che la partita era stata organizzata, pur se non era riuscito a convincere nessuno dei suoi compagni di squadra; mi suggerì di dire che il solo PARISI non aveva aderito all accordo. In tali termini telefonai al QUARTA, gli dissi che l accordo era fatto, ma che era venuto meno PARISI e che i giocatori erano rimasti i tre; conseguentemente QUARTA mi disse che l importo sarebbe sceso da ,00 ad ,00. Il QUARTA, in quell occasione ci disse di riferire a MASIELLO che, per suggellare l accordo, avrebbe dovuto dare al calciatore del LECCE Giuseppe VIVES una pacca sulla spalla, dicendogli tutto ok? e VIVES avrebbe risposto tutto ok. ( ) Dopo la partita, come sempre, mi sentii telefonicamente con MASIELLO, al quale chiesi se avesse fatto il segno convenzionale con VIVES, lui mi rispose di sì. Nei giorni seguenti ho ovviamente mantenuto i contatti con QUARTA, anche perché pressato da Andrea MASIELLO, in quanto come da accordi QUARTA ci doveva consegnare i contanti in cambio dell assegno. Se mal non ricordo, una settimana dopo il derby, QUARTA venne a Bari e ci incontrammo (come da accordi presi via telefono) in un area di servizio subito dopo Mola di Bari, in direzione Bari, dove vi è annesso un bar. Andai con l auto di DI LORENZO ed eravamo solo io e lui; ricordo che fosse in tarda mattinata. QUARTA mi diede una busta semi rigida, di carta di buona fattura di un negozio di abbigliamento, con all interno ,00, in banconote di vario taglio ( 500,00, 200,00, 100,00, 50,00); le banconote erano racchiuse in fascette con il timbro del Monte dei Paschi di Siena e solo alcune banconote erano racchiuse da elastico. Il QUARTA, riferendosi come sempre ai SEMERARO proprietari del LECCE CALCIO, mi disse che avevano ritenuto opportuno non effettuare il prelevamento in unica soluzione di ,00, perché una simile operazione bancaria avrebbe destato sospetti di vario genere; aggiunse, infine, che mi avrebbe corrisposto la residua somma in tranche da ,00 ogni settimana, sino alla concorrenza della cifra pattuita. Successivamente, anche se non settimanalmente, ho ricevuto sempre dal QUARTA la complessiva somma di ,00 suddivisa in quattro tranche da ,00 ciascuna; le banconote erano sempre racchiuse nella fascette come sopra (con la dicitura Monte dei Paschi di Siena) ed erano del taglio di 50,00. Ogni qual volta ricevevo le predette somme, provvedevo io stesso a suddividerle in quattro parti uguali (per me, MASIELLO, GIACOBBE e DI10 LORENZO) e la parte di MASIELLO la portavo io stesso dal padre che risiede a Viareggio. Nel mese di luglio, ero a Roma con GIACOBBE, MASIELLO, il di lui padre, la moglie, quando ricevetti un sms da QUARTA nel quale, in maniera criptata, mi veniva detto che Pierandrea SEMERARO era infuriato e voleva i soldi indietro e che ne avremmo parlato personalmente alla prima occasione. Devo a questo punto precisare che sia nelle conversazioni telefoniche che negli scambi di sms concordammo di utilizzare alcuni pseudonimi o linguaggi cifrati; in particolare Pierandrea SEMERARO lo chiamavamo LUCIANA, alludendo a storie di donne e di tradimenti. Anche Andrea MASIELLO era a conoscenza di questi messaggi in codice, che anche lui utilizzava sia al telefono che sul social network Facebook, dove sia io, che MASIELLO, che QUARTA avevamo ed abbiamo il nostro profilo. Con QUARTA ci incontrammo a Bari a fine luglio, credo o a Parco Adria dove vive la sua ex compagna o presso l area di servizio Esso di Torre a Mare, direzione Brindisi; egli mi disse che Pierandrea aveva parlato con VIVES, che gli aveva riferito che MASIELLO non era andato da lui prima della partita a fargli il segno convenzionale (pacca sulla spalla e tutto ok? ), ma che era stato VIVES ad avvicinare MASIELLO e che, quindi, era venuto meno l obbligo da parte del LECCE di versare la somma pattuita. Cominciò un tira e molla tra me e QUARTA, nel senso che io pretendevo il versamento della somma pattuita e lui pretendeva la restituzione delle somme consegnatemi; ad ogni colloquio il QUARTA faceva sempre riferimento a Pierandrea SEMERARO a proposito dell intera vicenda ed io, a mia volta, gli facevo presente di avere con me il suo assegno di ,00. In uno dei nostri colloqui in cui si dibatteva in ordine al versamento da me preteso della somma pattuita, il QUARTA mi fece intendere che sia lui che SEMERARO avesse dei dubbi circa il mio ruolo ed il diretto coinvolgimento, mio tramite, di Andrea MASIELLO, adombrando il sospetto che io avessi fatto tutto da solo, senza aver coinvolto alcun giocatore del Bari. Per dipanare ogni dubbio, portai QUARTA all uscita degli spogliatoi del San Nicola, dopo un allenamento di precampionato , prima di essere trasferito a Bergamo all ATALANTA, andai con l auto di QUARTA, facendolo incontrare con MASIELLO, affinché si chiarissero direttamente. Infatti MASIELLO vedendomi, si avvicinò all auto e presentatogli il QUARTA gli disse: noi abbiamo fatto il nostro, ora aspettiamo che finite di fare il nostro. QUARTA, scusandosi con noi per la diffidenza mostrata, continuava a ripetere che da parte sua non vi erano dubbi sul fatto che MASIELLO ed i suoi compagni si erano adoperati per il derby, ma che la diffidenza proveniva da parte di Pierandrea SEMERARO. Nel mese di agosto, QUARTA mi disse che, per risolvere definitivamente la questione economica rimasta in sospeso, era necessaria la presenza di MASIELLO, il quale sarebbe dovuto scendere con me a Lecce; io gli risposi che la cosa era fattibile, purché all incontro fosse stato presente anche Pierandrea SEMERARO. QUARTA mi disse che si sarebbe attivato in tal senso e che ci saremmo risentiti per stabilire la data. Riuscimmo a combinare l incontro, MASIELLO venne a Bari in un giorno di agosto, pranzammo lui ed io Bari e, in seguito, venne a prenderci GIACOBBE con il quale andammo a Lecce. La mattina dello stesso giorno, prima che arrivasse MASIELLO, QUARTA mi comunicò che l appuntamento era fissato nel pomeriggio davanti all Hotel Tiziano di Lecce e che all incontro non sarebbe stato presente Pierandrea SEMERARO, ma che - comunque - al suo posto sarebbe venuto una persona di sua fiducia, di cui non mi disse il nome. Giunti a Lecce, prima di andare all appuntamento, lasciammo GIACOBBE e proseguimmo verso l Hotel Tiziano con la sua auto; parcheggiammo davanti all Hotel e lì aspettammo l arrivo del QUARTA. Lui arrivò da solo e subito dopo arrivò la persona di fiducia di Pierandrea Semeraro; entrammo nell Hotel e l uomo di fiducia di Pierandrea SEMERARO ci disse che voleva parlare da solo e separatamente con MASIELLO; infatti,questa persona condusse MASIELLO in una sala riservata che si trova al piano inferiore rispetto alla hall, che successivamente ho appreso essere stata prenotata dalla persona di cui sopra a suo nome. Dopo circa dieci minuti MASIELLO risalì nella hall in compagnia della predetta11 persona; ci sedemmo MASIELLO ed io su un divanetto e mi disse che il LECCE era disposto a definire l accordo riguardate il derby giocato a maggio, con un pagamento a saldo di ,00. Subito dopo, l uomo di fiducia di SEMERARO ci invitò ad andare tutti nella sala di sotto e fu allora che vidi sulla bacheca che si trova nella hall che la stanza era stata riservata per l avv. STARACE. Ho così dedotto che la persona di fiducia di SEMERARO che stava conducendo la trattativa fosse l avv. STARACE. A tal proposito, preciso che nel corso dell interrogatorio del reso dinanzi al P.M. dott. Ciro Angelillis durante un riconoscimento fotografico ho identificato l avv. Andrea STARACE come la persona presente a quell incontro all Hotel Tiziano, riferitomi dal QUARTA come persona di fiducia di Pierandrea SEMERARO. Arrivati nella stanza,lo STARACE ci disse che la proprietà del Lecce era mutata e che, pertanto, la nuova proprietà non poteva riconoscere a MASIELLO più di ulteriori ,00. Io risposi che da parte nostra gli accordi erano stati rispettati e che, quindi, pretendevamo un saldo di ,00; l incontro finì con un nulla di fatto. Andammo a prendere Fabio GIACOBBE e parlai con MASIELLO dicendogli che, in pratica, l assegno era carta straccia e che dovevamo salvare il salvabile. Richiamai QUARTA e ci siamo rivisti io MASIELLO e QUARTA al Tiziano, rimanendo nel parcheggio; di lì a poco arrivò STARACE e lì ci accordammo nel senso che avremmo limitato le nostre pretese ad ,00; e così 50,000,00 ce li consegnò l avv. STARACE, che aveva con sé una borsa dalla tirò fuori banconote (non ricordo se fascettate o meno), con la promessa che i restanti ,00 sarebbero stati consegnati in occasione della venuta a Lecce di Andrea MASIELO per la gara Lecce- Atalanta. Poiché MASIELLO non acconsentì a tale modalità, propose lui stesso che tale somma fosse consegnata da QUARTA al sottoscritto a fine settembre. Tanto non è più avvenuto anche perché scoppiò il caso dello scandalo scommesse. In sede di audizione innanzi alla Procura federale in data , VIVES afferma che SEMERARO era un Presidente che partecipava poco alla vita dello spogliatoio. Entrava nello spogliatoio a fine gara, ma non nell intervallo; non posso escludere che abbia assistito a delle gare dalla panchina aggiuntiva. Il riferimento della società per ogni problemi era Mario ZANOTTI, il team manager, non avevamo il direttore sportivo. Sulla possibilità che nel corso della settimana precedente la gara fosse stato avvicinato da ZANOTTI che riferiva di un accordo con MASIELLO per la gara precisa: lo escludo. Preciso, inoltre, che per tale gara non ho notato alcuna anomalia. Aggiungo che, a mio parere, anche l autogol di MASIELLO non è stato volontario; solo un fenomeno poteva fare un goal del genere. Sul ritiro pre-gara di Bari-Lecce del aggiunge: non ricordo l Hotel di Bari dove abbiamo alloggiato; in stanza stavo con CORVIA. ZANOTTI era certamente presente come dirigente del LECCE; non ricordo se c erano altri dirigenti. Escludo che il sig. QUARTA sia venuto nel ritiro del Lecce in quell occasione. Voglio precisare di aver visto tale persona solo due/tre volte nel parcheggio dello stadio a fine gara. Ho associato il nome al soggetto solo dopo aver visto la foto in alcuni giornali. Sul possibile colloquio avuto con QUARTA nel luglio 2011 chiarisce: Preciso - come già spontaneamente riferito alla Procura di Bari - di essere stato avvicinato dal sig. QUARTA, al Ristorante Bacaro a Lecce, frequentato anche da altri calciatori. In tale occasione, il 14 luglio 2011, ricordo che, mentre stavo mangiando con due miei amici di Napoli (mi trovavo a Lecce per le visite mediche in vista del ritiro pre-campionato, la mattina dopo dovevo partire per il ritiro), si è avvicinata questa persona- che all epoca non sapevo che si trattasse del sig. QUARTA - e mi ha chiesto se ero amico di MASIELLO. Io gli ho risposto che non lo conoscevo, né avevo mai avuto alcun rapporto con MASIELLO. Il sig. QUARTA si è congedato dal colloquio, durato meno di un minuto, dicendomi che potevo continuare a mangiare. ( ) Confermo quanto già riferito alla Procura della Repubblica di Bari e preciso che QUARTA mi chiese se MASIELLO, con riferimento alla gara Bari-Lecce, mi12 aveva fatto qualche cenno. Ribadisco di aver riferito al sig. QUARTA che non conoscevo MASIELLO. Sulla possibilità che dopo la gara Bari-Lecce qualche altro tesserato del LECCE o persona vicina alla dirigenza del LECCE gli abbia chiesto se aveva parlato con MASIELLO in occasione della predetta gara afferma: Lo escludo. Sul fatto che MASIELLO gli avrebbe dato una pacca sulla spalla nella fase del riscaldamento pre-gara e che lui stesso avrebbe chiesto a MASIELLO di scambiare la maglia dichiara: Escludo che ci sia stato tale incontro e, conseguentemente, escludo di aver ricevuto la pacca sulla spalla da MASIELLO e di avergli chiesto la maglia. A tal riguardo, preciso, così come già riferito spontaneamente nel corso dell interrogatorio presso la Procura di Bari, di cui alla premessa, che la maglietta io la chiesi a BELMONTE a fine gara. La maglietta la diedi a un collega barese di mio fratello. Ci scambiammo le magliette con BELMONTE, non perché lo conoscevo, ma perché è stato il primo calciatore che ho incontrato a fine gara. Sul perché MASIELLO avrebbe dovuto riferire tale episodio specifica: Io non conosco alcun giocatore del Bari e, quindi, neanche MASIELLO e non so darmi una spiegazione al riguardo. Ribadisco che, prima della gara, durante la gara ed al termine della gara, non ho avuto alcun contatto con Andrea MASIELLO. Nella audizione innanzi alla Procura federale in data , SEMERARO ha negato che il QUARTA gli avesse ventilato la possibilità di un accordo con giocatori del BARI, precisando, peraltro, di essere amico da tanti anni con QUARTA, di avere con lui rapporti di lavoro e di giocare insieme a calcetto ogni domenica. SEMERARO non ha escluso di aver incontrato QUARTA il intorno alle 14,30/15,00 in piazza Mazzini a Lecce e ha affermato che capitava spesso che i due si trovassero al Bar Trecentomila per prendere un caffè o per mangiare. Alla richiesta di giustificare i movimenti bancari di Pierandrea SEMERARO, Giovanni SEMERARO, Claudia NERVINO e Carlo QUARTA, il deferito ha risposto: Non so dare giustificazione dei movimenti finanziari relativi alla posizione di Giovanni SEMERARO. Preciso che all epoca mio padre era il proprietario della Società per il tramite della REG Semeraro e in tale qualità era partecipe di tutte le scelte strategiche relative alla Società, come per esempio la scelta dell allenatore e le strategie di mercato. Per quanto riguarda i movimenti bancari di Carlo QUARTA posso riferire che l assegno di ,00 di cui all informativa era relativo ad un prestito che avevo fatto al QUARTA per una operazione immobiliare di quest ultimo nel centro storico di Lecce; preciso che a fine aprile avevo dato al QUARTA un altro assegno di per altra operazione, non andata a buon fine, somma che mi fu restituita in contanti a fine giugno e che ho provveduto a versare sul mio conto corrente. Il prestito di non mi è stato ancora restituito e preciso che visto il mio rapporto con il QUARTA così amichevole, non avevamo convenuto un corrispettivo per interessi; il QUARTA mi aveva promesso la restituzione ma questo non è ancora avvenuto, nonostante le mie richieste, posso immaginare che volesse temporeggiare in attesa della conclusione della compravendita di tre appartamenti del Gruppo societario al calciatore VUCINIC, con il quale lui aveva fatto da intermediario, tale circostanza non si sarebbe potuta verificare in quanto gli appartamenti non erano riconducibili solo a me e pertanto il compenso per provvigione non ritenevo potesse essere destinato solo a me in restituzione dei ,00; non ho più richiesto le somme perché in conseguenza delle note vicende abbiamo diradato sino ad estinguere del tutto i rapporti. Con riferimento all assegno per fatto alla mia convivente Claudia NERVINO il 27 maggio 2011, preciso che la somma era destinata al ristorante Il Giardino di Lecce, di proprietà della medesima e del fratello, a titolo di sostegno finanziario, così come avevo già fatto quattro anni prima con per aiutare il padre, allora comproprietario, e poi due anni fa, quando ho messo nei conti della Società per rilevare, credo con un aumento di capitale, le quote del padre, a favore della mia compagna (oggi maggiore azionista) e del13 fratello. Ho precisato a lei che i soldi da destinare a ripianare al ristorante, cercando di sensibilizzarla sui costi che l attività comportava. Non mi sono mai interessato e non so dire quindi sotto quale forma giuridica sia gestito il ristorante Il Giardino, ho cercato di seguirne le sorti con un mio commercialista di fiducia ma poi, visto che costava troppo, decisero di farne a meno. Preciso che, da quello che mi ha riferito la mia compagna i soldi sono stati destinati alla gestione del ristorante, ma non so in che modo ciò sia avvenuto. Con riferimento all assegno per fatto alla mia convivente Claudia NERVINO il 13 giugno 2011, preciso che la somma era destinata alle sue necessità per garantirle l indipendenza economica. Poi abbiamo fatto un regalo alle mie nipotine che hanno celebrato il battesimo a maggio, ed abbiamo comprato due quadri a Milano, che abbiamo pagato in contanti, ciascuno; il resto dei soldi sta ancora nella cassaforte a casa nostra, so che c è un sacchetto, ma non so quanto ci sia dentro. Sapevo che la mia compagna aveva cambiato in contanti la somma da me erogata, perché non aveva dimestichezza con i rapporti bancari. Con riferimento ai miei prelievi in contanti per complessivi , oltre agli assegni versati al QUARTA ed alla NERVINO, ( Euro ,00- prelievo contanti Unicredit; Euro ,00- prelievo contanti.- MPS Euro ,00- prelievo contanti- MPS; Euro ,00- prelievo contanti- Banca Apulia), preciso che sono sicuramente stati destinati all acquisto dei quadri per il battesimo per il quale ho già riferito, mentre sono stati destinati alle vacanze; il resto è conseguenza del mio normale tenore di vita, come peraltro risulta dai prelievi effettuati negli anni precedenti e come può risulta dal mio estratto conto MPS, che si allega al presente verbale per formarne parte integrante e sostanziale. Orbene non vi è chi non veda che le giustificazioni date da SEMERARO circa le causali dei vari movimenti bancari, suoi e della convivente, non sono credibili, sia perché non confortate da adeguate prove scritte (accordi circa i prestiti a QUARTA, fatture di acquisto dei quadri, scontrini fiscali circa i regali alle nipoti), sia perché i movimenti si sono svolti proprio nel periodo incriminato. Né a smontare tale convincimento può essere ritenuta idonea la documentazione prodotta dalla difesa di SEMERARO, atteso che la dichiarazione del pittore, che afferma di aver venduto alcuni quadri a SEMERARO, risulta del tutto generica e che la documentazione bancaria prodotta in udienza dalla difesa non contrasta minimamente con la ricostruzione fatta dalla Polizia giudiziaria. È assai sospetta, peraltro, la ripetitività di ingenti prelievi di contanti, specialmente al giorno d oggi quando, come notorio, gli spostamenti di considerevoli somme di denaro (che non abbiano finalità illecite) vengono normalmente eseguite con operazioni tracciabili. Nemmeno la circostanza che alcune delle somme prelevate siano state utilizzate per rilanciare il ristorante della convivente e del di lei fratello o quella che le somme prelevate non corrisponderebbero esattamente agli importi pattuiti per il compenso dell illecito possono essere ritenute idonee a escludere la responsabilità di SEMERARO. Del tutto apodittica, poi, deve ritenersi l affermazione di SEMERARO, che sostiene che gran parte dei prelievi in contanti sarebbero serviti per il suo normale tenore di vita. Infine, si consideri che la presenza di SEMERARO (che peraltro ammette espressamente di essere amico di QUARTA) dall altro lato della piazza del bar ove si svolge l incontro tra CARELLA, GIACOBBE, DI LORENZO e QUARTA stesso (il quale, lasciando per breve tempo i predetti, attraversa la piazza per incontrare il SEMERARO) non può essere ritenuta casuale, ma deve essere messa in relazione con la conseguente dazione da parte del QUARTA dell assegno di euro a garanzia della riuscita della combine. Tali circostanze costituiscono indubbiamente indizi gravi, precisi e concordanti, che contribuiscono a comprovare la responsabilità di SEMERARO, così come costituisce ulteriore grave indizio la circostanze che le mazzette di contanti mostrate nella stanza di albergo ai giocatori del BARI fossero contenute in fascette del MPS, banca presso la quale14 SEMERARO intrattiene rapporti di cc. E tali logiche considerazioni, che la documentazione e le argomentazioni difensive non riescono peraltro a contrastare, consentono di ritenere ulteriormente dimostrata la responsabilità di SEMERARO. La responsabilità disciplinare dei deferiti, quindi, risulta pienamente provata dagli argomenti probatori sopra riportati, oltre che da numerosi indizi gravi, precisi e concordanti. Le dichiarazioni rese da MASIELLO, CARELLA e QUARTA sono riscontrate, come sopra precisato, da circostanze oggettive che costituiscono prova certa della responsabilità dei deferiti. È quindi accertato che MASIELLO e SEMERARO, in concorso fra loro e con altri tesserati allo stato non identificati, hanno realizzato atti diretti e idonei ad alterare il regolare svolgimento e il risultato della gara in oggetto al fine di determinare la sconfitta del BARI, risultato effettivamente realizzatosi e che ha concretamente determinato la permanenza in serie A del LECCE all esito della stagione 2010/2011. Le condotte di cui sopra integrano la violazione dell art. 7, comma 1, 2 e 5, con l aggravante di cui al comma 6, per SEMERARO. Per MASIELLO Andrea, PARISI, ROSSI, BENTIVOGLIO e la società BARI è stata disposta l applicazione di sanzioni ai sensi degli artt. 23 e/o 24 CGS. Non vi sono prove, invece, né indizi gravi, precisi e concordanti atti a dimostrare la responsabilità disciplinare di VIVES, che, conseguentemente, deve essere prosciolto dall addebito ascrittogli. Le dichiarazioni rese in proposito da Andrea MASIELLO sono confuse e contraddittorie e appaiono dettate soprattutto dalla volontà di dimostrare a ogni costo il proprio determinante contributo all alterazione del risultato della gara e la propria leale collaborazione in tal senso, al fine precipuo di ottenere la corresponsione del compenso concordato per l illecito. Per altro verso, risulta inspiegabile che il sospetto della mancata effettuazione del segnale convenuto (pacca sulla spalla a VIVES da parte di MASIELLO) abbia preso corpo a distanza di mesi dalla data di svolgimento della gara. Infatti, se VIVES fosse stato partecipe dell illecito o comunque coinvolto a qualunque titolo nella vicenda, avrebbe riferito subito a chi di dovere il mancato contatto da parte di MASIELLO. La responsabilità diretta della società LECCE scaturisce dagli accertati illeciti comportamenti posti in essere dal proprio Presidente e legale rappresentante. La responsabilità oggettiva è esclusa in seguito al proscioglimento del tesserato VIVES, mentre la responsabilità presunta sorge dalla circostanza che l illecito sportivo è stato commesso a vantaggio della Società da persone a essa estranee. Tale responsabilità non può essere esclusa, neppure in termini di ragionevole dubbio, stante la comprovata partecipazione della società alla consumazione dell illecito. 7) La determinazione delle sanzioni In relazione alla determinazione delle sanzioni, va rilevato che, ai sensi dell art. 16, comma 1, CGS, gli Organi della giustizia sportiva stabiliscono la specie e la misura delle sanzioni disciplinari, tenendo conto della natura e della gravità dei fatti commessi e valutate le circostanze aggravanti e attenuanti, nonché l eventuale recidiva. Ai fini della concreta quantificazione delle sanzioni nel caso in questione, la Commissione deve evidenziare in via generale come le modalità stesse dei comportamenti illeciti suscitino un rilevante allarme generale, tanto più a fronte delle implicazioni che il campionato di calcio comporta sul piano sociale, economico e dell ordine pubblico. In particolare, in relazione alle singole posizioni, la Commissione ritiene che, tra l altro,15 assumano specifico rilievo: - quanto a SEMERARO Pierandrea: il ruolo assunto nella realizzazione dell illecito sportivo relativo alla gara Bari-Lecce e la qualifica di presidente della Società; - quanto alla Società U.S. LECCE Spa: la responsabilità diretta relativamente al comportamento del proprio Presidente, nonché per la responsabilità oggettiva e presunta relativamente alla gara Bari-Lecce ma con valutazione complessiva in via equitativa così da attenuare gli effetti del cumulo materiale della sanzioni; per la responsabilità diretta, non potendo trovare applicazione la previsione di cui all art. 18, comma 1, lett. h), CGS, in quanto la Società ha acquisito il diritto di partecipare al campionato di Serie B 2012/2013 che ancora non è iniziato, deve essere comminata la sanzione prevista dall art. 18, comma 1, lett. i), cioè l esclusione dal campionato di competenza di Serie B 2012/2013, con assegnazione da parte del Consiglio federale a uno dei campionato di categoria inferiore. 8) Il dispositivo Per tali motivi, la Commissione: A) proscioglie dagli addebiti contestati: 7. VIVES Giuseppe; C) infligge le seguenti sanzioni: 5. SEMERARO Pierandrea: inibizione di 5 (cinque) anni; 7. Società U.S. LECCE Spa: esclusione dal campionato di competenza di Serie B 2012/2013, con assegnazione da parte del Consiglio federale a uno dei campionati di categoria inferiore, e ammenda di ,00 ( trentamila/00). Pubblicato in Roma il giorno 10 Agosto 2012 Il Presidente della CDN Avv. Sergio Artico Il Segretario Federale Antonio Di Sebastiano Il Presidente Federale Giancarlo Abete Vedere altro
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