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Timestamp: 2018-10-15 08:15:59+00:00
Document Index: 45938158

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  25', 'art. 2', 'art.  5', 'art. 2', 'art.  31', 'art. 5']

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 19 gennaio 2012, n. 32 - Nuovo regolamento di gestione dell'Indice nazionale delle anagrafi. (12G0052) (GU n. 76 del 30-3-2012 | Ingegneri.info
MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 19 gennaio 2012, n. 32 – Nuovo regolamento di gestione dell’Indice nazionale delle anagrafi. (12G0052) (GU n. 76 del 30-3-2012
MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 19 gennaio 2012, n. 32 - Nuovo regolamento di gestione dell'Indice nazionale delle anagrafi. (12G0052) (GU n. 76 del 30-3-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 14/04/2012
DECRETO 19 gennaio 2012 , n. 32
Nuovo regolamento di gestione dell’Indice nazionale  delle  anagrafi.
(12G0052)
AMMINISTRAZIONE E LA SEMPLIFICAZIONE
Visto l’articolo 50, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.
78, convertito in legge 30  luglio  2010,  n.  122,  recante  «Misure
economica»,   che   prevede   l’emanazione   di    disposizioni    di
armonizzazione del regolamento  di  gestione  dell’INA,  emanato  con
decreto del Ministro dell’interno 13 ottobre 2005, n. 240;
Vista la legge 24 dicembre  1954,  n.  1228,  recante  «Ordinamento
delle  anagrafi  della  popolazione  residente»,  ed  in  particolare
l’articolo 1, comma 5, come  modificato  dall’articolo  1-novies  del
decreto-legge 31 marzo 2005, n. 44, convertito con  modificazioni  in
legge 31 maggio 2005, n. 88, e l’articolo 1, comma 6, come modificato
dall’articolo 50, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
convertito con la legge 30 luglio 2010, n. 122;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n.
223, recante l’approvazione del nuovo  regolamento  anagrafico  della
popolazione residente;
Visto il decreto legislativo 6  settembre  1989,  n.  322,  recante
«Norme sul Sistema  statistico  nazionale  e  sulla  riorganizzazione
dell’Istituto nazionale  di  statistica»  e  successive  modifiche  e
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241  e  successive  modificazioni,
recante «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo  e  di
Visto il decreto-legge 15 gennaio 1993, n. 6, convertito  in  legge
17 marzo 1993, n. 63, recante «Disposizioni urgenti per  il  recupero
degli  introiti  contributivi  in  materia  previdenziale»,   e,   in
particolare, l’articolo 2 che disciplina  lo  scambio  dei  dati  nei
rapporti tra le  pubbliche  amministrazioni  e  tra  queste  e  altri
soggetti pubblici o privati, sulla  base  del  codice  fiscale  quale
elemento identificativo di ogni soggetto;
Visto l’articolo 2, comma 5, della legge 15 maggio 1997, n.  127  e
successive modificazioni, recante «Misure urgenti per lo  snellimento
dell’attivita’ amministrativa e dei procedimenti di  decisione  e  di
controllo»;
ottobre 1999, n. 437, recante «Regolamento recante caratteristiche  e
modalita’ per il rilascio della carta d’identita’ elettronica  e  del
documento d’identita’ elettronico»;
Visto il decreto del Ministro dell’interno in data 8 novembre  2007
recante «Regole tecniche della carta di identita’ elettronica»;
Visto il decreto del Ministro dell’interno in data 6 ottobre  2000,
recante «Specifiche tecniche per l’allineamento  dei  dati  contenuti
nelle  anagrafi   comunali   con   quelli   contenuti   nell’archivio
dell’Agenzia delle entrate»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3  novembre  2000,
n. 396, recante «Regolamento per la revisione  e  la  semplificazione
dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo  2,  comma
12, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
Visto l’articolo 25 della legge 24 novembre 2000, n.  340,  recante
«Disposizioni  per   la   delegificazione   di   norme   e   per   la
semplificazione   di   procedimenti   amministrativi   –   Legge   di
semplificazione 1999»;
Visto il decreto del Ministro  dell’interno  in  data  18  dicembre
2000, recante  «Modalita’  di  comunicazione  dei  dati  relativi  ai
cittadini stranieri extracomunitari fra  gli  uffici  anagrafici  dei
comuni, gli archivi dei lavoratori extracomunitari e gli archivi  dei
competenti organi centrali e periferici del  Ministero  dell’interno,
nonche’ le modalita’ tecniche ed il termine per l’aggiornamento e  la
verifica delle posizioni anagrafiche  dei  cittadini  stranieri  gia’
iscritti nei registri della popolazione residente;
Visto il decreto del Ministro dell’interno in data 23  aprile  2002
con il quale viene costituito presso il Dipartimento per  gli  Affari
Interni e Territoriali – Direzione Centrale per i Servizi Demografici
il Centro Nazionale per i Servizi Demografici;
Visto il decreto-legge 31 marzo 2003, n. 52, articolo  2  comma  1,
convertito in legge 30 maggio 2003, n. 122, che, per il completamento
dell’informatizzazione   e   l’aggiornamento    dell’AIRE,    prevede
l’utilizzo  dell’infrastruttura  informatica  di   base   dell’Indice
Nazionale delle Anagrafi (INA);
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  recante  «Codice
dell’amministrazione digitale», e successive modificazioni;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 2 agosto  2005,  recante
«Regole tecniche e  di  sicurezza  per  la  redazione  dei  piani  di
sicurezza comunali per la gestione delle postazioni di emissione CIE,
in attuazione del comma 2 dell’articolo 7-viciester  della  legge  31
marzo 2005, n. 43»;
Visto l’articolo 16-bis, del decreto-legge  29  novembre  2008,  n.
185, convertito in legge 28  gennaio  2009,  n.  2,  recante  «Misure
per  ridisegnare  in  funzione   anticrisi   il   quadro   strategico
nazionale»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica  del  7  settembre
2010,  n.  166,  recante  il   «Regolamento   recante   il   riordino
dell’Istituto nazionale di statistica»;
Visto il Regolamento (CE) 763/2008 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 9 luglio 2008 relativo ai censimenti della  popolazione
e delle abitazioni;
Visto il Regolamento (CE) 223/2009 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio dell’11 marzo 2009 relativo alle statistiche europee e  che
abroga il regolamento  (CE,  Euratom)  n.  1101/2008  del  Parlamento
europeo e del  Consiglio,  relativo  alla  trasmissione  all’Istituto
statistico delle Comunita’ europee di dati  statistici  protetti  dal
segreto, il regolamento (CE) n. 322/97 del Consiglio,  relativo  alle
statistiche comunitarie,  e  la  decisione  89/382/CEE,  Euratom  del
Consiglio, che istituisce un comitato del programma statistico  delle
Comunita’ europee;
Sentito l’Istituto Nazionale di Statistica, che si e’ espresso  con
parere n. SP/559.2011 del 20 maggio 2011;
Sentito il DigitPA – Ente nazionale per la  digitalizzazione  della
pubblica amministrazione – che si  e’  espresso  con  parere  del  24
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali, che si  e’
espresso con parere n. 250 del 24 giugno 2011;
Vista la nota del 20 luglio  2011  con  cui  il  Ministero  per  la
pubblica amministrazione  e  l’innovazione  ha  espresso  il  proprio
concerto sullo schema di decreto;
Udito il parere n. 3703/2011 emesso dalla  Sezione  Consultiva  per
gli Atti Normativi del Consiglio di Stato nell’adunanza 27  settembre
1. Ai fini del presente decreto  verranno  utilizzate  le  seguenti
ISTAT: Istituto Nazionale di Statistica;
CNSD: Centro Nazionale per i Servizi Demografici;
INA: Indice Nazionale delle Anagrafi;
Backbone CNSD: Infrastruttura  informatica  di  base  dell’Indice
Nazionale delle Anagrafi;
APR: Anagrafe della popolazione residente;
AIRE: Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.
Si riporta il testo dell’articolo  17  della  legge  23
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre  1988,  n.
214, S.O.:
«Art. 17 (Regolamenti) – 1. Con decreto del  Presidente
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali generali
o sono comunque obsolete .».
Si riporta il testo dell’art. 50 del  decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78, convertito con Legge 30 luglio 2010, n.
122  (Misure  urgenti   in   materia   di   stabilizzazione
finanziaria e di competitivita’ economica) pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 30 luglio 2010, n. 176, S.O.:
«Art. 50(Censimento). – 1. E’ indetto il 15° Censimento
generale della popolazione e delle abitazioni,  di  cui  al
Regolamento (CE) 9 luglio 2008, n.  763/08  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, nonche’ il 9° censimento  generale
dell’industria  e  dei  servizi  ed  il  censimento   delle
istituzioni non-profit. A tal fine e’ autorizzata la  spesa
di 200 milioni di euro per l’anno 2011, di 277 milioni  per
l’anno 2012 e di 150 milioni per l’anno 2013.
2. Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettere  b),  c)
ed e) del decreto legislativo 6  settembre  1989,  n.  322,
l’ISTAT  organizza  le  operazioni  di  ciascun  censimento
attraverso il  Piano  generale  di  censimento  e  apposite
circolari,  nonche’  mediante  specifiche  intese  con   le
Province autonome di Trento e di Bolzano per i territori di
competenza e nel  rispetto  della  normativa  vigente.  Nel
Piano Generale di Censimento vengono definite  la  data  di
riferimento  dei  dati,  gli   obiettivi,   il   campo   di
osservazione, le metodologie di indagine e le modalita’  di
organizzazione ed esecuzione  delle  operazioni  censuarie,
gli adempimenti cui sono tenuti i rispondenti  nonche’  gli
uffici di censimento, singoli o  associati,  preposti  allo
svolgimento delle procedure di cui agli articoli 7 e 11 del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, gli  obblighi
delle amministrazioni pubbliche di fornitura  all’ISTAT  di
basi dati amministrative relative  a  soggetti  costituenti
unita’ di rilevazione  censuaria.  L’ISTAT,  attraverso  il
Piano e apposite circolari, stabilisce altresi’:
a) le  modalita’  di  costituzione  degli  uffici  di
censimento, singoli o associati, preposti allo  svolgimento
delle operazioni censuarie e i criteri di determinazione  e
ripartizione dei contributi agli organi  di  censimento,  i
criteri  per  l’affidamento  di  fasi   della   rilevazione
censuaria a enti e organismi pubblici e  privati,  d’intesa
con  la  Conferenza   Unificata,   sentito   il   Ministero
b) in ragione  delle  peculiarita’  delle  rispettive
tipologie di incarico,  le  modalita’  di  selezione  ed  i
requisiti professionali del personale con contratto a tempo
determinato,   nonche’   le   modalita’   di   conferimento
dell’incarico  di  coordinatore  e  rilevatore,  anche  con
contratti  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa,
limitatamente alla  durata  delle  operazioni  censuarie  e
comunque con scadenza entro il 31 dicembre  2012,  d’intesa
con il Dipartimento della Funzione pubblica e il  Ministero
c) i soggetti  tenuti  all’obbligo  di  risposta,  il
trattamento dei dati e la  tutela  della  riservatezza,  le
modalita’ di  diffusione  dei  dati,  anche  con  frequenza
inferiore alle tre unita’, ad esclusione dei  dati  di  cui
all’articolo 22 del decreto legislativo 30 giugno 2003,  n.
196, e la comunicazione dei  dati  elementari  ai  soggetti
facenti  parte  del  SISTAN,  nel  rispetto   del   decreto
legislativo n. 322/89 e successive modifiche e  del  codice
di deontologia e di buona condotta  per  i  trattamenti  di
dati personali a scopi statistici e di ricerca scientifica,
nonche’ la comunicazione agli organismi di  censimento  dei
dati elementari, privi di identificativi e previa richiesta
all’ISTAT, relativi ai territori di rispettiva competenza e
necessari per lo svolgimento delle funzioni  istituzionali,
nel rispetto di quanto stabilito dal  presente  articolo  e
dalla normativa vigente in materia di trattamento dei  dati
personali a scopi statistici;
d) limitatamente al  15°  Censimento  generale  della
popolazione  e  delle  abitazioni,  le  modalita’  per   il
confronto contestuale alle operazioni  censuarie  tra  dati
rilevati al censimento  e  dati  contenuti  nelle  anagrafi
della  popolazione  residente,  nonche’,  d’intesa  con  il
Ministero dell’interno, le  modalita’  di  aggiornamento  e
revisione delle anagrafi della popolazione residente  sulla
base delle risultanze censuarie.
3. Per gli  enti  territoriali  individuati  dal  Piano
generale di censimento di cui al comma 2 come affidatari di
fasi delle rilevazioni censuarie, le spese derivanti  dalla
progettazione ed esecuzione dei censimenti sono escluse dal
Patto di  stabilita’  interno,  nei  limiti  delle  risorse
trasferite dall’ISTAT. Per  gli  enti  territoriali  per  i
quali il  Patto  di  stabilita’  interno  e’  regolato  con
riferimento al saldo finanziario sono escluse dalle entrate
valide ai  fini  del  Patto  anche  le  risorse  trasferite
dall’ISTAT. Le disposizioni del presente comma si applicano
anche agli enti territoriali individuati dal Piano generale
del 6° censimento dell’agricoltura di cui al  numero  Istat
SP/1275.2009, del 23 dicembre 2009 e di  cui  al  comma  6,
4.  Per  far  fronte  alle   esigenze   temporanee   ed
eccezionali   connesse   all’esecuzione   dei   censimenti,
l’ISTAT, gli enti e gli organismi  pubblici,  indicati  nel
Piano di cui al comma  2,  possono  avvalersi  delle  forme
contrattuali  flessibili,  ivi  compresi  i  contratti   di
somministrazione di lavoro, nell’ambito e nei limiti  delle
risorse finanziarie ad essi assegnate ai sensi del comma  1
limitatamente alla durata  delle  operazioni  censuarie  e,
comunque, non oltre il  2013;  nei  limiti  delle  medesime
risorse, l’ISTAT puo’ avvalersene fino al 31 dicembre 2014,
dando apposita comunicazione dell’avvenuto reclutamento  al
Dipartimento  della  funzione  pubblica  ed  al   Ministero
5.  La  determinazione  della  popolazione  legale   e’
definita con decreto del Presidente della Repubblica  sulla
base dei dati  del  censimento  relativi  alla  popolazione
residente, come definita dal decreto del  Presidente  della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.
Nelle  more  dell’adozione  del   Piano   Generale   di
Censimento  di  cui  al  comma  2,  l’ISTAT  provvede  alle
iniziative necessarie e urgenti preordinate  ad  effettuare
la rilevazione sui numeri civici geocodificati alle sezioni
di censimento nei  comuni  con  popolazione  residente  non
inferiore a 20.000 abitanti e la predisposizione  di  liste
precensuarie di famiglie e convivenze desunte dagli archivi
di anagrafi comunali  attraverso  apposite  circolari.  Con
apposite  circolari  e  nel  rispetto  della  riservatezza,
l’ISTAT stabilisce la tipologia  ed  il  formato  dei  dati
individuali  nominativi  dell’anagrafe  della   popolazione
residente, utili per le operazioni censuarie, che i  Comuni
devono fornire all’ISTAT. Il Ministero dell’interno  vigila
sulla corretta osservanza da  parte  dei  Comuni  dei  loro
obblighi di comunicazione,  anche  ai  fini  dell’eventuale
esercizio dei poteri sostitutivi di cui agli  articoli  14,
comma 2, e 54, commi 3 e 11,  del  decreto  legislativo  18
agosto 2000, n. 267. L’articolo 1, comma 6, della legge  24
dicembre 1954, n. 1228, e’  sostituito  dal  seguente:  «6.
L’INA   promuove   la   circolarita’   delle   informazioni
anagrafiche  essenziali  al   fine   di   consentire   alle
amministrazioni pubbliche centrali e  locali  collegate  la
disponibilita’, in tempo  reale,  dei  dati  relativi  alle
generalita’, alla cittadinanza,  alla  famiglia  anagrafica
nonche’ all’indirizzo anagrafico delle persone residenti in
Italia, certificati dai comuni e, limitatamente  al  codice
fiscale,  dall’Agenzia  delle  Entrate».  Con  decreto,  da
adottare entro tre mesi dalla data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione ai sensi dell’art. 1,  comma  7,
della legge 24 dicembre 1954,  n.  1228,  sono  emanate  le
disposizioni  volte  ad  armonizzare  il   regolamento   di
gestione dell’INA con quanto previsto dal presente comma.
6. Nelle more dell’entrata in vigore del regolamento di
cui all’articolo 17 del decreto-legge 25 settembre 2009, n.
135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre
2009, n. 166, e in  attuazione  del  Protocollo  di  intesa
sottoscritto dall’ISTAT e dalle Regioni e Province Autonome
in data 17 dicembre 2009:
a) l’ISTAT organizza  le  operazioni  censuarie,  nel
rispetto del regolamento (CE) n. 1166/2008  del  Parlamento
europeo e del  Consiglio,  del  19  novembre  2008,  e  del
predetto  Protocollo,  secondo   il   Piano   Generale   di
Censimento di cui  al  numero  ISTAT  SP/1275.2009  del  23
dicembre  2009  e  relative   circolari   applicative   che
individuano  anche  gli  enti  e  gli  organismi   pubblici
impegnati nelle operazioni censuarie;
b) le Regioni organizzano  e  svolgono  le  attivita’
loro affidate secondo i rispettivi Piani  di  censimento  e
attraverso  la  scelta,  prevista  dal  Piano  Generale  di
Censimento, tra il  modello  ad  alta  partecipazione  o  a
partecipazione   integrativa,   alla   quale    corrisponde
l’erogazione di appositi contributi;
c)  l’ISTAT,  gli  enti  e  gli  organismi   pubblici
impegnati nelle operazioni censuarie sono  autorizzati,  ai
sensi del predetto articolo 17, comma 4, ad avvalersi delle
forme contrattuali flessibili  ivi  previste  limitatamente
alla durata delle operazioni censuarie e comunque non oltre
il   2012.   Della   avvenuta   selezione,   assunzione   o
reclutamento  da  parte   dell’ISTAT   e’   data   apposita
comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica ed al
7.  Gli  organi   preposti   allo   svolgimento   delle
operazioni del 6° censimento generale dell’agricoltura sono
autorizzati a conferire, per lo svolgimento dei compiti  di
rilevatore  e  coordinatore,  anche  incarichi  di   natura
autonoma  limitatamente  alla   durata   delle   operazioni
censuarie e comunque non oltre  il  31  dicembre  2011.  Il
reclutamento dei coordinatori intercomunali di censimento e
gli  eventuali  loro  responsabili  avviene,   secondo   le
modalita’ previste dalla normativa e dagli accordi  di  cui
al presente comma e dalle circolari emanate dall’ISTAT, tra
i    dipendenti    dell’amministrazione    o    di    altre
amministrazioni pubbliche territoriali  o  funzionali,  nel
rispetto  delle  norme  regionali  e  locali   ovvero   tra
personale esterno alle pubbliche  amministrazioni.  L’ISTAT
provvede  con  proprie  circolari  alla   definizione   dei
requisiti professionali dei coordinatori  intercomunali  di
censimento e degli eventuali loro responsabili, nonche’ dei
coordinatori comunali e dei  rilevatori  in  ragione  delle
peculiarita’ delle rispettive tipologie di incarico.
8. Al fine di ridurre l’utilizzo di  soggetti  estranei
alla pubblica amministrazione per il perseguimento dei fini
di cui  al  comma  1,  i  ricercatori,  i  tecnologi  e  il
personale tecnico di ruolo dei livelli professionali  IV  –
VI degli enti  di  ricerca  e  di  sperimentazione  di  cui
all’articolo 7  del  presente  decreto,  che  risultino  in
esubero all’esito della soppressione e incorporazione degli
enti di  ricerca  di  cui  al  medesimo  articolo  7,  sono
trasferiti a  domanda  all’ISTAT  in  presenza  di  vacanze
risultanti  anche  a  seguito  di  apposita   rimodulazione
dell’organico e con le modalita’ ivi indicate. Resta  fermo
il limite finanziario dell’80 per cento di cui all’articolo
1, comma  643,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296.
Dall’attuazione del  presente  comma  non  devono  derivare
9. Agli oneri derivanti dai commi  6  e  7,  nonche’  a
quelli derivanti dalle  ulteriori  attivita’  previste  dal
regolamento  di  cui  all’articolo   17,   comma   2,   del
decreto-legge 25 settembre 2009, n.  135,  convertito,  con
modificazioni, in  legge  20  novembre  2009,  n.  166,  si
provvede nei limiti dei complessivi  stanziamenti  previsti
dal citato articolo 17.».
Si riporta il testo vigente dell’art. 1 della Legge  24
dicembre 1954, n. 1228 (Ordinamento  delle  anagrafi  della
popolazione residente), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
12 gennaio 1955, n.  8,  come  modificato  dall’articolo  1
novies del Decreto Legge 31 marzo 2005, n.  44,  convertito
con  modificazioni  dalla  Legge  31  maggio  2005,  n.  88
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  31  maggio  2005,  n.
125)    e    successivamente    ulteriormente    modificato
dall’articolo 50, comma  5,  del  Decreto-Legge  31  maggio
2010, n. 78, convertito con la Legge 30 luglio 2010, n. 122
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  30  luglio  2010,  n.
176, S.O.):
In ogni Comune  deve  essere  tenuta  l’anagrafe  della
popolazione residente.
L’iscrizione e la richiesta  di  variazione  anagrafica
possono dar luogo alla verifica, da  parte  dei  competenti
uffici  comunali,   delle   condizioni   igienico-sanitarie
dell’immobile in cui  il  richiedente  intende  fissare  la
propria residenza, ai sensi delle vigenti norme sanitarie.
Nell’anagrafe   della   popolazione   residente    sono
registrate le posizioni relative alle singole persone, alle
famiglie ed alle convivenze, che hanno fissato  nel  Comune
la residenza, nonche’ le posizioni  relative  alle  persone
senza fissa  dimora  che  hanno  stabilito  nel  Comune  il
proprio  domicilio,  in  conformita’  del  regolamento  per
l’esecuzione della presente legge.
Gli atti anagrafici sono atti pubblici.
Per l’esercizio delle  funzioni  di  vigilanza  di  cui
all’articolo  12,  e’  istituito,   presso   il   Ministero
dell’interno,  l’Indice  nazionale  delle  anagrafi  (INA),
alimentato e costantemente aggiornato, tramite collegamento
informatico, da tutti i comuni..
L’Indice nazionale delle  anagrafi  (INA)  promuove  la
circolarita’ delle informazioni anagrafiche  essenziali  al
fine di consentire alle amministrazioni pubbliche  centrali
e locali collegate la disponibilita’, in tempo  reale,  dei
dati relativi alle  generalita’,  alla  cittadinanza,  alla
famiglia anagrafica, all’indirizzo anagrafico delle persone
residenti in Italia  e  dei  cittadini  italiani  residenti
all’estero   iscritti   nell’Anagrafe   della   popolazione
italiana  residente  all’estero  (AIRE),  certificati   dai
comuni e, limitatamente  al  codice  fiscale,  dall’Agenzia
Con  decreto  del  Ministro  dell’interno,   ai   sensi
dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto  1988,  n.
400, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e
il Ministro per l’innovazione e le tecnologie,  sentiti  il
Centro   nazionale   per   l’informatica   nella   pubblica
amministrazione (CNIPA), il Garante per la  protezione  dei
dati  personali  e  l’Istituto  nazionale   di   statistica
(ISTAT),  e’   adottato   il   regolamento   dell’INA.   Il
regolamento  disciplina  le  modalita’   di   aggiornamento
dell’INA da parte dei comuni e le modalita’  per  l’accesso
da parte delle amministrazioni pubbliche centrali e  locali
al medesimo INA, per assicurarne la piena operativita’.”.
Il Decreto del Presidente della  Repubblica  30  maggio
1989, n. 223 (Approvazione del nuovo regolamento anagrafico
della popolazione  residente)  e’  stato  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 8 giugno 1989, n. 132.
Il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322  (Norme
sul Sistema statistico nazionale e  sulla  riorganizzazione
dell’Istituto nazionale di statistica) e’ stato  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 22 settembre 1989, n. 222.
La Legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in  materia
documenti  amministrativi)  e’   stata   pubblicata   nella
Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192.
Si riporta il testo dell’art. 2  del  decreto-legge  15
gennaio 1993, n. 6, convertito nella Legge 17  marzo  1993,
n. 63 (Disposizioni urgenti per il recupero degli  introiti
contributivi in  materia  previdenziale)  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 18 marzo 1993, n. 64:
«Art. 2. Scambio dati attraverso il  codice  fiscale  e
acquisizione degli indirizzi.
1. I rapporti tra pubbliche  amministrazioni  e  quelli
intercorrenti  tra  queste  e  altri  soggetti  pubblici  o
privati devono essere tenuti sulla base del codice fiscale.
Il codice fiscale, quale elemento  identificativo  di  ogni
soggetto,  deve  essere  pertanto  indicato  in  ogni  atto
relativo  a  rapporti   intercorrenti   con   la   pubblica
amministrazione. L’Amministrazione finanziaria comunica  il
codice fiscale e i dati anagrafici registrati  nel  proprio
sistema   informativo   agli   organismi   legittimati    a
richiederli.
2. Le disposizioni dell’articolo 8 del decreto-legge 11
luglio 1992, n. 333 , convertito, con modificazioni,  dalla
legge 8 agosto  1992,  n.  359,  sono  estese  a  tutte  le
aziende, istituti, enti e societa’ che stipulano  contratti
di somministrazione e di fornitura di servizi,  individuati
con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
cui al comma 6 del presente  articolo.  L’acquisizione  del
codice fiscale alle anagrafi automatizzate  dei  vari  enti
deve essere completata entro il 30 giugno 1993.
3. I comuni che  dispongono  o  si  servono  di  centri
elaborazione dati, ovvero che sono  collegabili  alla  rete
videotel gestita dagli organismi tecnici  dell’Associazione
nazionale comuni italiani, devono consentire  l’attivazione
di collegamenti telematici  con  tutti  gli  organismi  che
esercitano attivita’ di prelievo contributivo e  fiscale  o
che   eroghino   servizi   di   pubblica   utilita’.   Tali
collegamenti dovranno permettere  l’accesso,  da  parte  di
detti organismi, a tutte  le  variazioni  che  intervengono
nelle anagrafi comunali e, da parte  dei  comuni,  ai  dati
informatizzati   degli   organismi    rincipiti,    purche’
funzionali all’assolvimento dei compiti  istituzionali  dei
comuni stessi.
4. I collegamenti devono assicurare  piena  trasparenza
alle anagrafi dello stato civile, nonche’  alle  risultanze
degli archivi  automatizzati  costituiti  per  la  gestione
delle licenze  di  esercizio.  I  comuni  e  le  camere  di
commercio, industria, artigianato e agricoltura che inviano
agli organismi centrali i  dati  per  via  telematica  sono
sollevati dall’onere di inviare  i  medesimi  dati  con  le
modalita’ precedentemente adottate.
5. Qualora i  comuni  non  dispongono  di  collegamenti
automatizzati per la gestione delle licenze di esercizio, i
dati sono resi disponibili agli  altri  enti  indicati  nel
presente articolo dall’Amministrazione finanziaria, che  li
rileva dalle comunicazioni rese dai comuni  stessi  con  le
modalita’ attualmente in vigore.
6.  Le  modalita’  tecniche   per   l’attivazione   dei
collegamenti e la ripartizione delle  spese  connesse  alla
realizzazione  e  uso  dei  collegamenti   medesimi,   sono
stabilite, entro sessanta giorni dalla data di  entrata  in
vigore del presente decreto, con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, sentiti i  Ministri  interessati  e
l’Associazione nazionale comuni italiani.
7. Il mancato scambio delle  informazioni  e  dei  dati
comporta la sospensione dall’incarico, disposta con decreto
del Ministro vigilante, per un periodo  di  sei  mesi,  dei
legali  rappresentanti  degli  enti  di  cui  al  comma   4
dell’articolo 14 della citata legge n. 412 del 1991 ,  come
modificato dal comma 1 dell’articolo  1,  o  dei  dirigenti
specificamente   preposti   al   compimento   degli    atti
necessari.”.
Si riporta il testo dell’art. 2 della Legge  15  maggio
1997,  n.  127   (Misure   urgenti   per   lo   snellimento
dell’attivita’  amministrativa  e   dei   procedimenti   di
decisione  e  di  controllo)  pubblicata   nella   Gazzetta
Ufficiale 17 maggio 1997, n. 113, S.O.:
“Art. 2. Disposizioni in materia di stato civile  e  di
certificazione anagrafica.
5.  I  comuni  favoriscono,  per  mezzo  di  intese   o
convenzioni, la trasmissione di dati o  documenti  tra  gli
archivi anagrafici e dello stato civile, le altre pubbliche
amministrazioni, nonche’ i gestori o esercenti di  pubblici
servizi, garantendo  il  diritto  alla  riservatezza  delle
persone.  La  trasmissione  di  dati  puo’  avvenire  anche
attraverso sistemi informatici e telematici.
8. Le firme e le sottoscrizioni  inerenti  ai  medesimi
atti, e richieste a  piu’  soggetti  dai  pubblici  uffici,
possono essere apposte anche  disgiuntamente,  purche’  nei
11. E’ abrogata la lettera  f)  dell’articolo  3  della
legge 21 novembre 1967, n. 1185 , in  materia  di  rilascio
del passaporto.
11-bis. Il terzo comma dell’articolo 17 della legge  21
novembre 1967, n. 1185 , e’ abrogato.
11-ter. …
12. Entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, con regolamento da adottarsi ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto  1988,  n.
400  ,   previo   parere   delle   competenti   Commissioni
parlamentari, il Governo adotta misure per la  revisione  e
la semplificazione dell’ordinamento dello stato  civile  di
cui al regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sulla base dei
a) riduzione e  semplificazione  dei  registri  dello
b) eliminazione o riduzione delle fasi procedimentali
che si svolgono tra uffici  di  diverse  amministrazioni  o
della medesima amministrazione;
c) eliminazione, riduzione  e  semplificazione  degli
adempimenti richiesti al  cittadino  in  materia  di  stato
d) revisione  delle  competenze  e  dei  procedimenti
degli organi della giurisdizione volontaria in  materia  di
e) riduzione  dei  termini  per  la  conclusione  dei
procedimenti;
f) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
g)   riduzione    del    numero    di    procedimenti
riferiscono alla medesima attivita’, anche riunendo in  una
unica  fonte  regolamentare,  ove  cio’  non  ostacoli   la
conoscibilita’ normativa, disposizioni provenienti da fonti
di  rango  diverso,  ovvero  che   richiedano   particolari
procedure, fermo restando l’obbligo di porre in  essere  le
procedure stesse.
13. Sullo schema di regolamento di cui al comma  12  le
Commissioni parlamentari si esprimono entro  trenta  giorni
dalla data di ricezione. Decorso tale termine il decreto e’
emanato anche in mancanza del parere  ed  entra  in  vigore
novanta giorni dopo la  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta
14.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore  delle  norme
regolamentari  di  cui  al  comma  12  sono   abrogate   le
disposizioni   vigenti,   anche   di   legge,   con    esse
15.  I  comuni  che  non   versino   nelle   situazioni
strutturalmente deficitarie  di  cui  all’articolo  45  del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 , e successive
modificazioni,  possono  prevedere  la   soppressione   dei
diritti di segreteria  da  corrispondere  per  il  rilascio
degli atti amministrativi previsti dall’articolo 10,  comma
10, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8  ,  convertito,
con modificazioni,  dalla  legge  19  marzo  1993,  n.  68,
nonche’ del diritto fisso previsto  dal  comma  12-ter  del
citato  articolo   10.   Possono   inoltre   prevedere   la
soppressione o riduzione di  diritti,  tasse  o  contributi
previsti per il rilascio di certificati, documenti e  altri
atti  amministrativi,  quando  i  relativi  proventi   sono
destinati esclusivamente a vantaggio  dell’ente  locale,  o
limitatamente  alla  quota   destinata   esclusivamente   a
vantaggio dell’ente locale .».
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22
ottobre 1999, n. 437 (Regolamento recante caratteristiche e
modalita’  per  il  rilascio  della  carta   di   identita’
elettronica e del documento  di  identita’  elettronico,  a
norma dell’articolo 2, comma 10, della L. 15  maggio  1997,
n. 127, come modificato dall’articolo 2, comma 4, della  L.
16 giugno 1998, n. 191) e’ stato pubblicato nella  Gazzetta
Ufficiale 25 novembre 1999, n. 277.
Il Decreto del Ministro  dell’interno  del  8  novembre
2007 (Regole tecniche della carta di identita’ elettronica)
e’ stato pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  9  novembre
2007, n. 261, S.O.
Il Decreto del Ministro dell’Interno del 6 ottobre 2000
(Procedura  per  la  comunicazione  ai  comuni  del  codice
fiscale) e’ stato pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  25
ottobre 2000, n. 250.
Il Decreto del Presidente della Repubblica  3  novembre
2000,  n.  396  (Regolamento  per   la   revisione   e   la
semplificazione  dell’ordinamento  dello  stato  civile,  a
norma dell’articolo 2, comma  12,  della  Legge  15  maggio
1997, n. 127) e’ stato pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
30 dicembre 2000, n. 303, S.O.
Si  riporta  il  testo  dell’art.  25  della  Legge  24
novembre 2000, n. 340 (Disposizioni per la  delegificazione
di  norme  e  per  la   semplificazione   di   procedimenti
amministrativi – Legge di semplificazione 1999), pubblicata
nella Gazzetta. Ufficiale 24 novembre 2000, n. 275:
«Art. 25(Accesso alle banche dati pubbliche). –  1.  Le
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29,  che  siano
titolari di programmi applicativi realizzati su  specifiche
indicazioni del committente  pubblico,  hanno  facolta’  di
darli in uso gratuito ad altre  amministrazioni  pubbliche,
che li adattano alle proprie esigenze.
2. Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo  1,
comma 2, del decreto  legislativo  n.  29  del  1993  hanno
accesso gratuito ai dati contenuti  in  pubblici  registri,
elenchi, atti o documenti da chiunque conoscibili.”.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre
2000, 445 (Testo unico  delle  disposizioni  legislative  e
regolamentari in materia di documentazione  amministrativa)
e’ stato pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  20  febbraio
Il decreto del Ministro dell’Interno  del  18  dicembre
2000 (Modalita’  di  comunicazione  dei  dati  relativi  ai
cittadini  stranieri   extracomunitari   fra   gli   uffici
anagrafici  dei  comuni,   gli   archivi   dei   lavoratori
extracomunitari  e  gli  archivi  dei   competenti   organi
centrali e periferici del Ministero  dell’Interno,  nonche’
le modalita’ tecniche ed il termine per  l’aggiornamento  e
la  verifica  delle  posizioni  anagrafiche  dei  cittadini
stranieri gia’  iscritti  nei  registri  della  popolazione
residente) e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  11
gennaio 2001, n. 8.
Si riporta il testo dell’art. 2 del  decreto  legge  31
marzo 2003, n. 52, convertito in Legge 30  maggio  2003  n.
122 (Differimento dei termini relativi alle elezioni per il
rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero), pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 31 maggio 2003, n. 125:
“Art.    2.    –    1.     Per     il     completamento
dell’informatizzazione e per l’aggiornamento  dell’anagrafe
degli italiani residenti all’estero tramite il  sistema  di
accesso e  interscambio  anagrafico  (SAIA),  il  Ministero
dell’interno si avvale della infrastruttura informatica  di
base dell’indice nazionale delle anagrafi  (INA),  previsto
dall’articolo 2-quater del decreto-legge 27 dicembre  2000,
n. 392,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  28
febbraio 2001, n. 26, allocato presso il  centro  nazionale
per i servizi demografici, costituito con  D.M.  23  aprile
2002 del Ministro dell’interno.
2. Il Ministro dell’interno, nel quadro delle direttive
e degli indirizzi del Comitato dei Ministri per la Societa’
dell’informazione, puo’ avvalersi, a decorrere  dalla  data
di entrata in vigore del presente decreto, delle  forme  di
finanziamento previste dalle lettere a), b) e c) del  comma
4 dell’articolo 26 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ai
fini  della  produzione  e   dell’emissione   della   carta
d’identita’ elettronica.».
Il decreto legislativo 7  marzo  2005,  n.  82  (Codice
dell’amministrazione digitale) e’  stato  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112, S.O.
Si riporta il testo dell’articolo16-bis del  decreto  –
legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella  Legge  28
gennaio 2009, n.  2  (Misure  urgenti  per  il  sostegno  a
famiglie, lavoro, occupazione e impresa e  per  ridisegnare
in funzione  anticrisi  il  quadro  strategico  nazionale),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2009, n. 22,
«Art. 16-bis. Misure di semplificazione per le famiglie
e per le imprese.
1. A decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del
decreto di cui al  comma  3  e  secondo  le  modalita’  ivi
previste, i cittadini  comunicano  il  trasferimento  della
propria residenza e gli altri eventi anagrafici e di  stato
civile all’ufficio competente. Entro ventiquattro ore dalla
conclusione  del  procedimento  amministrativo  anagrafico,
l’ufficio di anagrafe trasmette  le  variazioni  all’Indice
nazionale delle anagrafi, di  cui  all’articolo  1,  quarto
comma, della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, e  successive
modificazioni, che provvede  a  renderle  accessibili  alle
altre amministrazioni pubbliche. In caso di  ritardo  nella
trasmissione  all’Indice  nazionale  delle   anagrafi,   il
responsabile  del  procedimento  ne   risponde   a   titolo
disciplinare e, ove ne derivi pregiudizio, anche  a  titolo
di danno erariale.
2. La richiesta al cittadino di produrre  dichiarazioni
o documenti al di fuori di  quelli  indispensabili  per  la
formazione e le annotazioni degli atti di stato civile e di
anagrafe costituisce violazione dei  doveri  d’ufficio,  ai
fini della responsabilita’ disciplinare.
3. Con uno o piu’ decreti del Ministro per la  pubblica
amministrazione   e   l’innovazione    e    del    Ministro
dell’interno,  sentita  la  Conferenza  unificata  di   cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.
281,  e  successive  modificazioni,   sono   stabilite   le
modalita’ per l’attuazione del comma 1.
4. Dall’attuazione del  comma  1  non  devono  derivare
5. Per favorire la  realizzazione  degli  obiettivi  di
massima  diffusione  delle  tecnologie  telematiche   nelle
comunicazioni,  previsti  dal  codice  dell’amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo  2005,  n.
82, ai cittadini che ne fanno richiesta e’  attribuita  una
casella  di  posta  elettronica   certificata   o   analogo
indirizzo di posta elettronica  basato  su  tecnologie  che
certifichino data e ora dell’invio e della ricezione  delle
comunicazioni e l’integrita’ del  contenuto  delle  stesse,
garantendo   l’interoperabilita’   con   analoghi   sistemi
internazionali.   L’utilizzo   della   posta    elettronica
certificata avviene ai sensi degli  articoli  6  e  48  del
citato codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005,
con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione
per mezzo della posta. Le comunicazioni che transitano  per
la predetta casella di posta elettronica  certificata  sono
senza oneri.
6. Per  i  medesimi  fini  di  cui  al  comma  5,  ogni
amministrazione  pubblica  utilizza  la  posta  elettronica
certificata, ai sensi dei citati articoli 6 e 48 del codice
di cui al decreto legislativo n.  82  del  2005  o  analogo
internazionali, con effetto  equivalente,  ove  necessario,
alla  notificazione  per  mezzo   della   posta,   per   le
comunicazioni e le notificazioni  aventi  come  destinatari
dipendenti  della  stessa  o   di   altra   amministrazione
7.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei
ministri,  su  proposta  del  Ministro  per   la   pubblica
amministrazione e l’innovazione, da emanare  entro  novanta
giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, previa intesa in sede  di
Conferenza unificata di  cui  all’articolo  8  del  decreto
modificazioni, sono definite le modalita’ di rilascio e  di
uso  della  casella  di   posta   elettronica   certificata
assegnata ai cittadini ai sensi del comma  5  del  presente
articolo, con particolare riguardo alle categorie a rischio
di esclusione ai sensi dell’articolo 8 del citato codice di
cui al decreto legislativo  n.  82  del  2005,  nonche’  le
modalita’ di attivazione del servizio mediante procedure di
evidenza pubblica, anche utilizzando strumenti  di  finanza
di progetto. Con il  medesimo  decreto  sono  stabilite  le
modalita’ di attuazione di quanto previsto nel comma 6, cui
le amministrazioni pubbliche provvedono  nell’ambito  degli
ordinari stanziamenti di bilancio .
8. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 5  si
provvede  mediante  l’utilizzo  delle  risorse  finanziarie
assegnate, ai sensi dell’articolo 27 della legge 16 gennaio
2003, n. 3, al progetto “Fondo di garanzia per le piccole e
medie imprese” con decreto  dei  Ministri  delle  attivita’
produttive e per l’innovazione e le  tecnologie  15  giugno
2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  150  del  29
giugno 2004, non impegnate alla data di entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto.
9. All’articolo 1, comma 213, della legge  24  dicembre
2007, n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’alinea sono aggiunte,  in  fine,  le  seguenti
parole: “, in conformita’ a quanto previsto dagli  standard
del Sistema pubblico di connettivita’ (SPC)”;
b) dopo la lettera g) e’ aggiunta la seguente:
“g-bis)  le  regole  tecniche  idonee  a  garantire
l’attestazione della data,  l’autenticita’  dell’origine  e
l’integrita’ del contenuto della  fattura  elettronica,  di
cui all’articolo 21, comma 3, del  decreto  del  Presidente
modificazioni, per ogni fine di legge.».
10. In attuazione dei principi stabiliti  dall’articolo
18,  comma  2,  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
successive modificazioni, e dall’articolo 43, comma 5,  del
testo unico delle disposizioni legislative e  regolamentari
in materia di  documentazione  amministrativa,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,
n.  445,  le  stazioni  appaltanti  pubbliche  acquisiscono
d’ufficio,  anche  attraverso  strumenti  informatici,   il
documento unico di regolarita’  contributiva  (DURC)  dagli
istituti o dagli enti abilitati al rilascio in tutti i casi
in cui e’ richiesto dalla legge.
11. In deroga alla normativa vigente, per i  datori  di
lavoro domestico gli obblighi di cui all’articolo 9-bis del
decreto-legge 1° ottobre  1996,  n.  510,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28  novembre  1996,  n.  608,  e
successive  modificazioni,  si  intendono  assolti  con  la
presentazione  all’Istituto  nazionale   della   previdenza
sociale (INPS), attraverso  modalita’  semplificate,  della
comunicazione di assunzione, cessazione,  trasformazione  e
proroga del rapporto di lavoro.
12.  L’INPS   trasmette,   in   via   informatica,   le
comunicazioni semplificate di cui al comma  11  ai  servizi
competenti, al Ministero del lavoro, della salute  e  delle
politiche    sociali,    all’Istituto     nazionale     per
l’assicurazione contro gli infortuni  sul  lavoro  (INAIL),
nonche’ alla prefettura-ufficio territoriale  del  Governo,
nell’ambito del Sistema pubblico di connettivita’  (SPC)  e
nel rispetto delle regole tecniche  di  sicurezza,  di  cui
all’articolo 71, comma 1-bis, del codice di cui al  decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, anche ai  fini  di  quanto
previsto  dall’articolo  4-bis,  comma   6,   del   decreto
legislativo  21  aprile  2000,   n.   181,   e   successive
modificazioni”.
Il  Decreto  del  Presidente  della  Repubblica  del  7
settembre   2010   n.   166   (Regolamento   di    riordino
nella Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2010, n. 235.
Il Regolamento (CE) 763/2008 del Parlamento  Europeo  e
del Consiglio del 9 luglio  2008,  relativo  ai  censimenti
della popolazione e delle abitazioni, e’  stato  pubblicato
nella G.U.U.E. 13 agosto 2008, n. L 218.
Il Regolamento (CE) 223/2009 del Parlamento  Europeo  e
del Consiglio dell’11 marzo 2009, relativo alle statistiche
europee e  che  abroga  il  regolamento  (CE,  Euratom)  n.
1101/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio,  relativo
alla trasmissione all’Istituto statistico  delle  Comunita’
europee  di  dati  statistici  protetti  dal  segreto,   il
regolamento (CE) n. 322/97  del  Consiglio,  relativo  alle
statistiche comunitarie, e la decisione 89/382/CEE, Euratom
del Consiglio, che istituisce  un  comitato  del  programma
statistico delle Comunita’  europee,  e’  stato  pubblicato
nella G.U.U.E. 31 marzo 2009, n. L 87.
1. L’INA e’ il sistema incardinato nell’infrastruttura  tecnologica
e di sicurezza del CNSD, istituito presso  il  Dipartimento  per  gli
Affari Interni e Territoriali, che garantisce la  disponibilita’,  in
tempo reale, tramite i servizi di interscambio e di  cooperazione  di
cui  all’articolo  6,  dei  dati  relativi  alle  generalita’,   alla
cittadinanza, alla famiglia  anagrafica  e  all’indirizzo  anagrafico
delle persone iscritte in APR  e  in  AIRE,  anche  per  un  migliore
esercizio  della  funzione  di  vigilanza  e  di  gestione  dei  dati
anagrafici e di stato civile.
2. L’INA fornisce i servizi di interscambio e  di  cooperazione  di
cui all’articolo 6, anche per assicurare l’allineamento e la coerenza
degli archivi degli enti collegati all’INA con le anagrafi comunali.
3. Per le finalita’ di cui ai precedenti commi 1 e 2, e’ utilizzato
anche  il  codice  fiscale,   che   garantisce   l’univocita’   delle
informazioni  di  cui  al  successivo   articolo   3   del   presente
1. Nell’INA sono contenuti i dati che  consentono  la  corretta  ed
univoca associazione tra cittadino e  comune  di  residenza,  nonche’
l’acquisizione delle seguenti informazioni:
a) Cognome;
c) Luogo e data di nascita;
d) Codice fiscale attribuito dall’Agenzia delle Entrate;
e) Codice ISTAT del Comune di ultima  residenza  e  codice  Istat
della sezione di censimento;
f) Cittadinanza (denominazione dello Stato);
g) Famiglia anagrafica (componenti della famiglia,  relazione  di
parentela o di affinita’);
h) Indirizzo anagrafico (specie  e  denominazione  del  toponimo,
numero civico, data di decorrenza della residenza).
Costituzione e aggiornamento
1. L’INA e’ costituito ed aggiornato sulla base delle  informazioni
contenute nelle anagrafi di tutti i comuni italiani,  con  il  codice
fiscale validato dall’Agenzia delle Entrate.
2. A tal fine, i comuni inviano all’INA i dati di cui  all’articolo
3, attraverso i servizi telematici e di sicurezza del CNSD, entro  24
ore dalla registrazione  del  dato  in  APR,  secondo  le  istruzioni
tecniche adottate dalla Direzione Centrale per i Servizi Demografici.
3. L’Ufficiale d’anagrafe e’ responsabile del corretto e tempestivo
invio delle informazioni anagrafiche all’INA.
4. L’interessato puo’ esercitare il  diritto  di  accesso  ai  dati
personali contenuti nell’INA e gli altri diritti di cui  all’articolo
7 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, tramite  il  comune
di residenza, che riscontra la richiesta.
5. Qualora i dati inviati all’INA siano  errati  o  non  aggiornati
competente ad effettuarne la rettificazione o l’aggiornamento  e’  il
comune di residenza del soggetto a cui i dati si riferiscono.
6. Qualora l’errore non sia  imputabile  al  comune  di  residenza,
quest’ultimo  ne  informa  la  Direzione  Centrale  per   i   Servizi
Demografici per  i  conseguenti  adempimenti  ai  sensi  del  decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Per i riferimenti al citato decreto legislativo n.  196
del 2003, si veda nelle note alle premesse.
Soggetti fornitori e/o fruitori dei servizi
1. Ai servizi di cui all’articolo 6, e  ai  dati  resi  disponibili
dall’INA  accedono,  in  modalita’  telematica,  tramite  il   Centro
Nazionale  per  i  Servizi  Demografici,  secondo   quanto   previsto
nell’allegato tecnico di cui al successivo articolo 8:
a) il Ministero dell’interno – Direzione Centrale per  i  Servizi
Demografici, ai fini del migliore espletamento della vigilanza  sulla
tenuta  delle  anagrafi  comunali  e  del  rilascio  della  carta  di
identita’ elettronica;
b) le Prefetture – Uffici Territoriali del Governo, le Questure e
le  altre   strutture   centrali   e   territoriali   del   Ministero
dell’interno, per l’espletamento dei propri compiti istituzionali;
c)  l’ISTAT  per  la  produzione   dell’informazione   statistica
ufficiale e per la verifica della qualita’  statistica  dei  dati  di
fonte amministrativa, utile anche ai fini della vigilanza anagrafica;
d) l’Agenzia delle Entrate per l’attribuzione, l’aggiornamento  e
la validazione dei codici fiscali e per  la  corretta  individuazione
dei dati anagrafici e di residenza dei cittadini;
e)  il  Ministero  degli  affari  esteri,   per   l’aggiornamento
dell’AIRE e  dell’elenco  unico  aggiornato  dei  cittadini  italiani
residenti all’estero, di cui all’articolo 5, comma 1 della  legge  27
dicembre 2001, n. 459;
f) i Comuni, per il popolamento e l’aggiornamento  dell’INA,  per
verificare la coerenza, a livello nazionale, dei  cittadini  iscritti
nella propria anagrafe, rispetto ai cittadini  iscritti  nelle  altre
anagrafi comunali, fermo restando quanto previsto dalla lettera g);
g) ogni altra amministrazione pubblica in relazione a  specifiche
finalita’ previste da legge o da regolamento;
h)  gli  organismi   che   esercitano   attivita’   di   prelievo
contributivo e fiscale o erogano servizi di pubblica utilita’, di cui
all’articolo 2, comma 3 del decreto-legge  15  gennaio  1993,  n.  6,
convertito nella legge 17 marzo 1993, n. 63, ai fini  della  corretta
individuazione della  residenza  anagrafica  dei  cittadini  e  della
semplificazione del servizio pubblico.
2. L’autorizzazione per l’utilizzo dei servizi  INA  da  parte  dei
soggetti di cui alle lettere b), c), d), e), g),  h)  del  precedente
comma 1, e’ subordinata alle modalita’ concordate  con  il  Ministero
dell’interno –  Direzione  Centrale  per  i  Servizi  Demografici  ed
individuate da un’apposita convenzione, nella quale sono  specificati
i presupposti di legge o di regolamento.
3. L’accesso ai dati contenuti nell’INA e’  gratuito  ai  sensi  di
quanto previsto all’articolo 58 del decreto legislativo 7 marzo 2005,
n. 82, salvo il riconoscimento dei costi  derivanti  da  elaborazioni
4. L’accesso ai servizi resi disponibili dall’INA e’ assicurato, in
collegamento telematico con il  CNSD,  tutti  i  giorni  dell’anno  e
nell’arco dell’intera giornata.
– Si riporta  il  testo  dell’art.  5  della  legge  27
dicembre 2001, n.459 (Norme per l’esercizio del diritto  di
voto  dei   cittadini   italiani   residenti   all’estero),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 5 gennaio 2002, n. 4:
“Art. 5. 1. Il Governo, mediante unificazione dei  dati
dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero  e  degli
schedari  consolari,   provvede   a   realizzare   l’elenco
aggiornato  dei  cittadini  italiani  residenti  all’estero
finalizzato alla predisposizione  delle  liste  elettorali,
distinte secondo le ripartizioni di cui all’articolo 6, per
le votazioni di cui all’articolo 1, comma 1.
2. Sono ammessi ad esprimere il proprio voto in  Italia
solo i cittadini residenti all’estero che hanno  esercitato
l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3.” .
Si riporta il testo dell’ art. 2 del decreto – legge 15
“Art. 2 (Scambio dati attraverso il  codice  fiscale  e
acquisizione  degli  indirizzi).  –  1.  I   rapporti   tra
pubbliche amministrazioni e quelli intercorrenti tra queste
e altri soggetti pubblici o privati  devono  essere  tenuti
sulla base del codice fiscale.  Il  codice  fiscale,  quale
elemento  identificativo  di  ogni  soggetto,  deve  essere
pertanto  indicato  in  ogni  atto  relativo   a   rapporti
intercorrenti    con    la    pubblica     amministrazione.
L’Amministrazione finanziaria comunica il codice fiscale  e
i  dati   anagrafici   registrati   nel   proprio   sistema
informativo agli organismi legittimati a richiederli.
informatizzati   degli   organismi   sopracitati,   purche’
Si riporta il testo dell’articolo 58 del citato decreto
legislativo n. 82 del 2005:
“Art. 58 (Modalita’ della fruibilita’ del  dato). –  1.
Il trasferimento di un dato da un sistema informativo ad un
altro non modifica la titolarita’ del dato.
2. Ai sensi dell’articolo 50, comma 2, nonche’ al  fine
di agevolare l’acquisizione d’ufficio ed il controllo sulle
dichiarazioni sostitutive riguardanti informazioni  e  dati
relativi a stati, qualita’ personali e fatti  di  cui  agli
articoli  46  e  47  del  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 28 dicembre 2000,  n.  445,  le  Amministrazioni
titolari di banche  dati  accessibili  per  via  telematica
predispongono, sulla base  delle  linee  guida  redatte  da
DigitPA, sentito il Garante  per  la  protezione  dei  dati
personali,  apposite  convenzioni  aperte  all’adesione  di
tutte le amministrazioni interessate volte  a  disciplinare
le modalita’ di accesso  ai  dati  da  parte  delle  stesse
amministrazioni procedenti, senza oneri a loro  carico.  Le
convenzioni valgono anche  quale  autorizzazione  ai  sensi
dell’articolo  43,  comma  2,  del   citato   decreto   del
3. DigitPA provvede al monitoraggio dell’attuazione del
presente  articolo,  riferendo  annualmente  con   apposita
relazione al Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e
l’innovazione e alla Commissione  per  la  valutazione,  la
trasparenza e l’integrita’ delle amministrazione  pubbliche
di cui all’articolo 13 del decreto legislativo  27  ottobre
2009, n. 150.
3-bis.  In  caso  di  mancata   predisposizione   delle
convenzioni di cui al comma 2, il Presidente del  Consiglio
dei Ministri  stabilisce  un  termine  entro  il  quale  le
amministrazioni  interessate  devono  provvedere.   Decorso
inutilmente il termine, il  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri puo’ nominare un commissario ad acta incaricato di
predisporre le predette  convenzioni.  Al  Commissario  non
spettano compensi, indennita’ o rimborsi.
3-ter. Resta ferma la speciale  disciplina  dettata  in
materia di dati territoriali.».
Servizi di interscambio e di cooperazione
1. I servizi di  interscambio  e  di  cooperazione  dell’INA  hanno
l’obiettivo di garantire una efficace realizzazione  delle  finalita’
di  cui  all’articolo  2.  La   sicurezza,   e   l’integrita’   delle
informazioni scambiate tra i soggetti fornitori e/o fruitori  di  cui
all’articolo 5 comma 1 sono  assicurate  attraverso  il  Backbone  di
sicurezza del CNSD, che certifica lo scambio e la certezza dei  punti
di  origine  e  di  destinazione  delle  comunicazioni,  secondo   le
modalita’  indicate  nell’allegato  tecnico  di  cui  al   successivo
2. I servizi di interscambio e cooperazione dell’INA riguardano:
a)  i  dati  anagrafici  trasmessi  dall’INA  in  risposta   alle
richieste inoltrate, tramite l’INA, da  parte  dei  soggetti  di  cui
b) le variazioni anagrafiche trasmesse dai comuni  all’INA  e  da
quest’ultimo inviate ai soggetti di cui all’articolo 5, comma 1;
c) i dati contenuti nell’INA e quelli concernenti  le  variazioni
anagrafiche  per  le  rilevazioni   statistiche   sulla   popolazione
residente, notificati dai  comuni  all’ISTAT,  secondo  le  modalita’
stabilite d’intesa con l’ISTAT.
3. Le informazioni anagrafiche inviate dai comuni all’INA,  tramite
l’infrastruttura  Backbone  di  sicurezza  del  CNSD,  hanno   valore
ufficiale e sostituiscono gli  altri  collegamenti  telematici  e  le
altre forme di comunicazione,  anche  di  tipo  tradizionale,  con  i
soggetti di cui al precedente articolo 5, comma  1,  fatte  salve  le
esigenze di completezza e  qualita’  delle  informazioni  statistiche
derivanti dalle normative internazionali, europee e nazionali.
4. Il collegamento e lo scambio  dei  dati  avviene,  nel  rispetto
delle   competenze   e   delle    responsabilita’    delle    singole
Amministrazioni,  come  regolate  dalla  normativa  vigente  e  dalle
Convenzioni di cui all’articolo 5, comma 2 del presente decreto.
Vigilanza sulla tenuta delle anagrafi
1. Ai fini della vigilanza  sulla  regolare  ed  efficiente  tenuta
delle anagrafi di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  30
maggio  1989,  n.  223,  vengono  effettuati,  attraverso  indicatori
derivati dall’INA e mediante l’utilizzo dell’informazione  statistica
ufficiale prodotta dall’Istat, il monitoraggio e la valutazione della
qualita’ dell’informazione amministrativa. I criteri e  le  modalita’
di  esercizio  del  monitoraggio  sono  definiti,  d’intesa  tra   il
Ministero  dell’interno  e  l’ISTAT,  nell’ambito  di   un   Comitato
paritetico costituito con provvedimento del Capo del Dipartimento per
gli Affari  interni  e  territoriali  del  Ministero  dell’interno  e
composto da tre rappresentanti del Ministero dell’interno – Direzione
Centrale  per  i  Servizi  Demografici  e   da   tre   rappresentanti
dell’ISTAT. Il Comitato si riunisce con cadenza semestrale.
1989 n. 223 (Approvazione del nuovo regolamento  anagrafico
Titolare del trattamento e misure di sicurezza
1. Titolare del trattamento  dei  dati  contenuti  nell’INA  e’  il
Ministero  dell’interno,  che   designa,   quale   responsabile   del
trattamento dei dati, il Direttore Centrale dei Servizi Demografici.
2.  Titolare  del  trattamento  dei   dati   anagrafici   contenuti
nell’anagrafe comunale, ivi comprese le comunicazioni all’INA  e’  il
comune. Il Sindaco, o suo delegato, e’  responsabile  dell’attuazione
delle misure di sicurezza.
3. La vigilanza sul tempestivo invio dei dati di cui all’articolo 4
e sull’adozione delle misure di sicurezza da parte dei  Comuni  nella
gestione dell’anagrafe e nelle comunicazioni all’INA,  rientra  nella
funzione generale  di  vigilanza  sulla  tenuta  delle  anagrafi,  di
competenza del Prefetto della provincia.
4. I soggetti  di  cui  all’articolo  5,  comma  1,  individuano  i
responsabili e gli incaricati del  trattamento  dei  dati  anagrafici
scambiati con l’INA, in relazione a quanto previsto  dalla  normativa
vigente e dalle convenzioni di cui all’articolo 5 comma 2.
5. L’INA e’ costituito e gestito in conformita’  alle  disposizioni
di  sicurezza  dettate  dall’articolo  31  e  seguenti  del   decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e relativo allegato B. E’ altresi’
assicurata la conformita’  alle  misure  di  sicurezza  previste  dal
decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82  e  delle  relative  regole
tecniche  nonche’  dalle   direttive   emanate   dal   Ministro   per
l’innovazione  e  le  tecnologie,  in   particolare   e’   assicurata
l’adozione della base minima di sicurezza  prevista  dalla  direttiva
del 16 gennaio 2002 del Presidente del Consiglio dei Ministri  –  DIT
«Sicurezza Informatica  e  delle  Telecomunicazioni  nelle  Pubbliche
Amministrazioni  Statali».  E’  inoltre  realizzato  un  Sistema   di
gestione  della  sicurezza  informativa  secondo  lo   standard   ISO
27001/27002  e  BS7799,  nell’ambito  del  quale   sono   progettate,
mantenute ed adeguate in modo organico le  misure  di  sicurezza,  di
natura tecnica, organizzative e sul  personale.  In  tale  ambito  e’
gestito il piano della sicurezza, con aggiornamento almeno annuale.
6. Le misure di  sicurezza  dell’INA  sono  definite  nell’allegato
tecnico che forma parte integrante del presente decreto.
7. L’allegato tecnico di cui  al  comma  precedente  e’  aggiornato
periodicamente con decreto del Ministro dell’interno di concerto  con
il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione,  sentito
il Garante  per  la  Protezione  dei  dati  personali,  in  relazione
all’evoluzione tecnica e all’esperienza maturata nel settore.
8. Le misure di sicurezza sopraccitate riguardano anche  i  sistemi
del CNSD, le connessioni con i soggetti collegati  al  CNSD,  di  cui
all’articolo  5  comma  1,  ed  i  «sistemi  di   frontiera»   (porta
applicativa Backbone del CNSD o Porta di Dominio con modulo  Backbone
del CNSD presso  i  soggetti  collegati);  l’adozione  di  misure  di
sicurezza relative ai sistemi interni di ciascuno dei soggetti di cui
all’articolo 5 comma 1, sono  di  responsabilita’  dello  stesso,  in
coerenza  con  le  prescrizioni   di   natura   tecnica   specificate
nell’allegato tecnico di cui al  comma  6.  Prescrizioni,  impegni  e
moduli organizzativi e gestionali sono espressamente richiamati nelle
convenzioni di adesione.
Si riporta il testo dell’art.  31  del  citato  decreto
legislativo n. 196 del 2003:
«Art. 31 (Obblighi di sicurezza). – 1. I dati personali
oggetto di trattamento sono custoditi e controllati,  anche
in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso
tecnico,  alla  natura   dei   dati   e   alle   specifiche
caratteristiche del trattamento,  in  modo  da  ridurre  al
minimo, mediante l’adozione di idonee e  preventive  misure
di sicurezza, i rischi  di  distruzione  o  perdita,  anche
accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato  o
di trattamento non consentito o non conforme alle finalita’
della raccolta.».
1. Il presente regolamento si applica nel rispetto della disciplina
rilevante  in  materia  di  protezione  dei  dati  personali,  e,  in
particolare, delle disposizioni del Codice in materia  di  protezione
dei dati personali, approvato con decreto legislativo 30 giugno 2003,
2. A far data  dall’entrata  in  vigore  del  presente  decreto  e’
abrogato il decreto ministeriale 13 ottobre  2005,  n.  240,  recante
«Regolamento di gestione dell’INA».
Registrato alla Corte dei conti il 28 febbraio 2012
Interno, Registro n. 1, foglio n. 395
Il  decreto  ministeriale  13  ottobre  2005,  n.   240
(Regolamento  di  gestione  dell’Indice   Nazionale   delle
Anagrafi  –  INA)  e’  stato  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 23 novembre 2005, n. 273.
Allegato tecnico al D.M. 19 gennaio 2012 recante
«Nuovo regolamento di gestione
dell’Indice Nazionale delle Anagrafi»
ARCHITETTURA DI SICUREZZA DELL’INA
4. Architettura di cooperazione  e  sicurezza  del  CNSD  applicata
all’INA
a. Infrastruttura di cooperazione e sicurezza «Backbone» 3
b. Sistema di  Monitoraggio  dei  servizi:  Allarmi  sicurezza  e
allarmi servizi
5.   Misure   di   sicurezza   garantite   dall’infrastruttura   di
cooperazione e sicurezza Backbone
1. Scopo e campo di applicazione.
Il presente disciplinare tecnico allegato al nuovo  regolamento  di
gestione dell’INA descrive l’architettura di sicurezza  prevista  per
l’accesso ai servizi del CNSD e le relative misure di sicurezza.
2. Glossario.
Le componenti di sicurezza,  descritte  nello  specifico  capitolo,
SAIA: Sistema di Accesso ed Interscambio Anagrafico;
SPC: Sistema Pubblico di Connettivita’
Backbone  CNSD/INA.:  Infrastruttura  di  sicurezza  del  CNSD  e
dell’Indice Nazionale delle Anagrafi,  che  certifica  lo  scambio  e
l’integrita’ del contenuto informativo tra i soggetti  fornitori  e/o
fruitori di cui all’art. 5, comma 1, del Regolamento di  gestione  n.
240/2005;
Modulo Porta di Accesso-Backbone  Ente  (SS_BKPDD  ENTE):  modulo
della  Porta  di  Dominio  dell’Ente;  e’  il  sistema,   all’interno
dell’Ente, abilitante per l’accesso in rete  ai  servizi  applicativi
del CNSD.
Porta di Dominio del CNSD: Porta di Dominio del CNSD, qualificata
DigitPA, comprensiva del «modulo  Porta  di  Accesso  Backbone  CNSD»
(SS_BKPDD CNSD), sistema di sicurezza del CNSD che abilita e gestisce
l’accesso ai domini applicativi del CNSD per gli Enti che  utilizzano
il Sistema Pubblico di Connettivita’;
Porta  di  Dominio  dell’Ente:  Porta   di   Dominio   dell’Ente,
qualificata DigitPA, che si interfaccia da  un  lato  con  il  Modulo
«Porta di Accesso-Backbone CNSD» presso l’Ente (modulo SS_BKPDD ENTE)
per l’invocazione dei servizi applicativi del  CNSD  da  parte  degli
applicativi interni all’Ente e dall’altro con la Porta di Dominio del
CNSD per l’accesso a tali servizi;
Porta di Accesso ai Domini Applicativi del CNSD: e’ il sistema di
sicurezza del  CNSD  che  abilita  e  gestisce  l’accesso  ai  domini
applicativi del CNSD per gli  Enti  che  non  utilizzano  il  Sistema
Pubblico di Connettivita’.
Porta di  Accesso  Comunale:  la  «Porta  di  Accesso  ai  Domini
Applicativi del CNSD» situata presso il Comune; rappresenta  il  solo
sistema, presente presso il Comune, abilitato all’accesso in rete  ai
servizi applicativi del CNSD.
Porta di Accesso Ente: la «Porta di Accesso ai Domini Applicativi
del  CNSD»  situata  presso  l’Ente;  rappresenta  il  solo  sistema,
presente presso l’Ente, abilitato  all’accesso  in  rete  ai  servizi
applicativi del CNSD. Utilizzata dagli Enti che ancora non utilizzano
il Sistema Pubblico di Connettivita’.
Sistema  di  monitoraggio,  tracciatura  e  allarme:  sistema  di
vigilanza  informatica  del  Ministero  dell’interno  in   grado   di
assicurare, per l’intera filiera di comunicazione, il controllo della
sicurezza, la tutela della riservatezza, la gestione degli allarmi  e
la misura della qualita’ dei servizi del CNSD.
3. Premessa.
Presso Il CNSD, Centro nazionale per i Servizi Demografici, operano
i  servizi  anagrafici  del  Dipartimento  degli  Affari  Interni   e
Territoriali del Ministero dell’interno.
I servizi anagrafici del CNSD rappresentano un sistema complesso di
cooperazione a garanzia della  circolarita’  anagrafica  tra  diverse
Amministrazioni il cui fulcro principale e’ l’Indice Nazionale  delle
Anagrafi (INA), realizzato con  strumenti  informatici  nel  rispetto
delle  regole   tecniche   concernenti   il   sistema   pubblico   di
connettivita’.
Il modello organizzativo del CNSD, il modello di cooperazione e  di
circolarita’ anagrafica, nonche’ la sicurezza e tutela della  privacy
si basano sui seguenti presupposti:
Da un punto di vista normativo:
Decreto legislativo  n.  82/2005  e  successive  modificazioni  e
Circolare n. 23/2005 del  20  giugno  2005  e  relativo  allegato
D.M. 2 agosto 2005 sulla sicurezza: Gazzetta Ufficiale n. 218 del
19 settembre 2005 – supplemento ordinario n. 155
Piano di Sicurezza Comunale
Piano di Sicurezza del CNSD
D.M. n. 240/2005
Convenzioni con gli enti centrali per i processi di  circolarita’
Schema di CONVENZIONE tra il MINISTERO DELL’INTERNO e la  REGIONE
… per il collegamento all’INDICE NAZIONALE DELLE ANAGRAFI  (I.N.A.)
approvato dalla Conferenza Unificata nella  seduta  del  10  febbraio
Accordi di servizio, in aggiunta alle Convenzioni, per  gli  enti
che adottano SPC
Architettura di sicurezza della Porta di Accesso e del protocollo
Backbone e relativa regolamentazione tecnica
Architettura  di  sicurezza  per  l’integrazione  del  protocollo
Backbone  nelle  Porte  di  Dominio  degli  enti  che  adottano  SPC,
coerentemente con il modello di sicurezza del SPC
Indicazioni tecniche per la connessione delle Regioni e  Province
Autonome al CNSD  –  allegato  allo  schema  di  CONVENZIONE  tra  il
MINISTERO  DELL’INTERNO  e  la  REGIONE  …  per   il   collegamento
all’INDICE  NAZIONALE  DELLE  ANAGRAFI  (I.N.A.)  –  approvate  dalla
Conferenza Unificata nella seduta del 10 febbraio 2011
Grazie ad una grande flessibilita’ allo stato attuale il CNSD vede,
contemporaneamente,  enti  connessi  su  SPC  con  Porta  di  Dominio
integrata con Modulo Porta di  Accesso-Backbone,  denominato  «modulo
SS_BKPDD», (tipicamente le Regioni e alcuni enti  centrali)  ed  enti
(tipicamente i Comuni e i primi enti  centrali  collegati),  connessi
tramite l’architettura, definita nei regolamenti tecnici  richiamati,
basata su «Porta di Accesso» e protocollo di sicurezza «Backbone».
Per utilizzare il Sistema Pubblico di Connettivita’ e nel  contempo
rispettare gli stringenti requisiti di sicurezza e privacy  del  CNSD
il protocollo Backbone e’  stato  integrato  in  SPC  realizzando  un
«modulo plug-in» della Porta di Dominio denominato SS_BKPDD CNSD (per
la Porta di Dominio del CNSD qualificata  DigitPA)  e  SS_BKPDD  ENTE
(per la Porta di  Dominio  qualificata  DigitPA  degli  enti  che  si
connettono al CNSD per i processi  di  circolarita’  anagrafica).  Il
modulo SS_BKPDD ENTE viene fornito dal Ministero dell’interno a tutti
gli enti dotati di Porta di Dominio che sottoscrivono la  convenzione
e il relativo accordo di servizio  con  il  Ministero  stesso  per  i
processi di circolarita’  anagrafica.  La  relativa  architettura  e’
descritta nell’allegato tecnico allo schema  di  Convenzione  tra  il
Ministero dell’interno e le Regioni per  il  collegamento  all’Indice
Nazionale delle Anagrafi approvato ufficialmente il 10 febbraio  2011
dalla Conferenza Unificata.
A tendere, in relazione al grado di evoluzione e dispiegamento  del
SPC e delle relative regole tecniche e di sicurezza, l’infrastruttura
INA   utilizzera’   pienamente   tale   sistema,   prevedendo   anche
l’interfacciamento del sistema di  sicurezza  INA  CNSD  per  fornire
informazioni di monitoraggio al CERT-SPC.
4. Architettura  di  cooperazione  e  sicurezza  del  CNSD  applicata
all’INA.
L’architettura  di   cooperazione   e   sicurezza   del   Ministero
dell’interno  presso  il  CNSD   si   basa   sull’infrastruttura   di
intermediazione, cooperazione e sicurezza «Backbone» che  provvede  a
garantire la cooperazione applicativa, la  sicurezza,  la  protezione
dei dati e la tutela della privacy, per una molteplicita’ di  servizi
informativi utilizzati da PA centrali, PA locali ed Enti.
Tale coordinamento e composizione dei servizi  erogati  online  dal
CNSD e’ sostenuto, inoltre, dal Sistema di monitoraggio,  tracciatura
e allarme.
Il  Backbone  utilizza  un  protocollo  che  separa  nettamente  la
componente applicativa da quella di autenticazione  e  da  quella  di
gestione  del  trasporto  delle  informazioni  associate  ai  servizi
La figura seguente schematizza  l’architettura  di  cooperazione  e
sicurezza del CNSD.
Nella figura la Regione  rappresenta  un  esempio  tipico  di  ente
connesso al CNSD per i processi di circolarita’ anagrafica. La stessa
architettura viene utilizzata  dagli  enti  centrali  autorizzati  ai
processi  di  circolarita’  anagrafica  in  quanto   la   logica   di
funzionamento rimane identica.
Presso la Porta di  Dominio  dell’ente  connesso  con  il  CNSD  e’
presente il modulo SS_BKPDD ENTE, mentre presso il CNSD  e’  presente
il modulo SS_BKPDD  CNSD  della  Porta  di  Dominio  del  CNSD;  tali
componenti costituiscono l’infrastruttura di sicurezza  Backbone  per
la gestione della sicurezza delle comunicazioni tra Regione e CNSD.
Presso i Comuni e alcuni enti centrali l’architettura di  sicurezza
per l’accesso al CNSD si puo’ basare, invece che su Porta di  Dominio
integrata con modulo SS_BKPDD, anche sulla Porta di Accesso  Comunale
ai domini applicativi del CNSD  (d’ora  in  avanti  anche  «Porta  di
Accesso») e sul canale sicuro Backbone per la comunicazione  su  rete
Internet. In ogni caso la logica di funzionamento rimane  identica  e
le   funzionalita’   e   le   misure    di    sicurezza    assicurate
dall’infrastruttura  di  cooperazione  e  sicurezza  «Backbone»  sono
uguali per cui, nel seguito, non si faranno distinzioni.
a. Infrastruttura di cooperazione e sicurezza «Backbone».
Tutti i servizi applicativi afferenti al CNSD  vengono  incapsulati
in   un   canale   di   autenticazione   e   autorizzazione    basato
sull’infrastruttura  di  cooperazione  e  sicurezza  «Backbone»   che
controlla i permessi di Accesso alle singole  componenti  applicative
del soggetto che  ha  effettuato  l’autenticazione  sulla  postazione
dotata   di   Backbone.   Si    tratta    di    una    autenticazione
all’infrastruttura di sicurezza «Backbone» del CNSD  che  gestisce  i
profili di autorizzazione di tutti i servizi applicativi del  CNSD  e
non  di  una  semplice  autenticazione  al  sistema  operativo  della
postazione. Il Backbone consente  infatti  di  individuare  la  terna
«postazione-utente-servizio» tramite una gestione  delle  credenziali
che assicura la possibilita’ di individuare  quale  utente  da  quale
postazione e’ stato autenticato per  usare  un  determinato  servizio
applicativo.  Anche  la  postazione  viene  autenticata  tramite   un
identificativo univocamente  associato  alla  postazione  stessa.  In
particolare  per  ogni  postazione  viene  creato  un  identificativo
hardware  «Backbone»  che  consente  di  associare  univocamente   la
postazione all’ente cui e’ assegnata. L’identificativo e’  costituito
da  una  chiave   hardware   univoca   creata   nel   momento   della
inizializzazione e abilitazione della postazione.
Utilizzando il Sistema di monitoraggio, tracciatura  e  allarme  e’
possibile associare i flussi applicativi ai profili di autorizzazione
nonche’ verificare la conformita’ del  flusso  rispetto  agli  schemi
applicativi (ad esempio XSD) e relativi tracciati  record.  I  server
applicativi hanno necessita’ di riconoscere  il  tipo  di  flusso  in
funzione del servizio applicativo e  di  un  identificativo  ad  esso
associato.  A  tal  fine  l’identificativo  serve  a  distinguere  la
versione del software utilizzato sulla  postazione  per  erogare  uno
specifico servizio. Ogni  versione  di  software  applicativo  ha  un
identificativo diverso. L’identificativo viene utilizzato dal sistema
di Sistema di monitoraggio, tracciatura e  allarme  per  classificare
univocamente ciascuna transazione.
I servizi di autenticazione  e  autorizzazione  dell’infrastruttura
sono  gestiti  dal  Backbone.  Il  Backbone   incapsula   i   servizi
applicativi nel canale di autenticazione e autorizzazione secondo  il
seguente paradigma di funzionamento:
La componente di Accesso del Backbone («Porta di Accesso» di  front
end oppure la  Porta  di  Dominio  integrata  con  modulo  «Backbone»
SS-BKPDD) verso un punto di cooperazione con un ente  che  accede  ai
servizi del CNSD viene definita sulla base di uno o piu’ procedimenti
amministrativi che determinano  la  necessita’  di  cooperazione  tra
l’organizzazione e il Ministero dell’interno. La Porta di Accesso  (o
modulo SS-BKPDD della Porta di Dominio) consente quindi di assicurare
la corrispondenza selettiva dei profili di autorizzazione  sia  degli
enti, sia degli incaricati, sia dei punti di Accesso  utilizzati  per
usufruire dei servizi applicativi relativi ai  procedimenti.  Infatti
la Porta di Accesso (o modulo SS-BKPDD della  Porta  di  Dominio)  e’
definita attraverso un  servizio  di  autenticazione  che  identifica
l’amministrazione  che  coopera  con   il   Ministero   dell’interno,
determina in modo univoco e  certifica  il  punto  di  origine  della
comunicazione e associa  al  punto  di  origine  le  credenziali  che
definiscono in modo  univoco  il  responsabile  della  sicurezza  del
dispositivo fisico presso il quale e’ situata la componente di  front
end del Backbone della Amministrazione che coopera con  il  Ministero
L’accesso   al   servizio   applicativo   esposto   dal   Ministero
dell’interno-CNSD  prevede  che   la   richiesta   venga   consegnata
all’agente di sicurezza Backbone  presso  il  dispositivo  (Porta  di
Accesso o modulo SS-BKPDD della Porta di Dominio) che risiede  presso
l’unita’  organizzativa  dell’ente  abilitato  a  cooperare  con   il
La  componente  Backbone  verifica  che  il  servizio   applicativo
appartenga ai profili di autorizzazione consentiti per  quella  Porta
di Accesso (o modulo SS-BKPDD della Porta di Dominio). Questi profili
di autorizzazione consentono di discriminare la tipologia di  servizi
applicativi cui l’ente e’ stato abilitato  e  le  caratteristiche  di
utilizzo di tali servizi ad esso riservate.
Una volta consegnata alla Porta di Accesso (o modulo SS-BKPDD della
Porta  di  Dominio),  la  componente  di   richiesta   del   servizio
applicativo e i dati ad  essa  associati  vengono  crittografati  con
algoritmo a standard  RSA  2048  bit  e  incapsulati  dall’agente  di
sicurezza Backbone in una apposita struttura per il servizio di invio
su  rete.  La  struttura,  crittografata  attraverso  un  sistema  di
cifratura asimmetrica con mutua autenticazione dei peer,  basato  sul
profilo dei servizi applicativi e delle credenziali delle postazioni,
viene quindi inviata al  CNSD  su  canale  di  comunicazione  SSL.  I
certificati client e server necessari  per  la  mutua  autenticazione
sono emessi dalla Certification Authority del CNSD.
L’agente di sicurezza Backbone invia  le  comunicazioni  solo  dopo
aver verificato la corretta corrispondenza dell’insieme di regole  di
sicurezza che gli sono assegnate.  Tra  queste  regole  si  hanno  il
dell’identificativo  hardware  «Backbone»  della  postazione   di
della corrispondenza tra username  e  password  e  identificativo
hardware «Backbone» della postazione di lavoro
della corretta attivazione, tramite username  e  password,  della
postazione di lavoro connessa al backbone
dello stato di abilitazione/disabilitazione della  postazione  di
dello stato di abilitazione/disabilitazione dell’utente
dell’abilitazione dell’utente alla transazione in rete richiesta
dell’abilitazione della postazione di lavoro alla transazione  in
rete richiesta
della presenza di specifici attributi nella transazione  in  rete
Il servizio di invio associa alla  struttura  crittografata  alcune
informazioni necessarie a caratterizzare la richiesta come ad esempio
il nome del servizio applicativo incapsulato, gli identificatori  del
punto di Accesso e dell’organizzazione associata.
Nel caso di un Comune abilitato all’accesso  ai  sevizi  anagrafici
del CNSD con 3 postazioni riconosciute e certificate  il  sistema  di
autorizzazione  prevede  di  identificare  l’ente   richiedente   (il
Comune), la postazione da cui e’ stata fatta la richiesta (una  delle
3 postazioni riconosciute) oltre alle credenziali  di  autenticazione
del richiedente. La struttura  crittografata  viene  identificata  al
momento della ricezione presso la corrispondente componente  Backbone
La componente Backbone presso il CNSD quando  riceve  la  struttura
crittografata verifica, sulla base delle credenziali, che il punto di
invio  e  l’utente   fossero   autorizzati   ad   effettuare   quella
comunicazione, verifica l’integrita’ della struttura crittografata  e
quindi la decifra. In  base  al  nome  del  servizio  applicativo  la
componente Backbone  consegna  la  struttura  decifrata  al  servizio
applicativo deputato al trattamento.
Si rimanda alla Circolare del Dipartimento per gli affari interni e
territoriali n. 23/2005 del 20 giugno 2005 e al D.M.  2  agosto  2005
sulla sicurezza (Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19  settembre  2005  –
Supplemento Ordinario n. 155) per i dettagli relativi alle  procedure
di attivazione e di gestione.
L’infrastruttura di cooperazione e  sicurezza  «Backbone»  fornisce
inoltre, per tutti  i  servizi  applicativi  afferenti  al  CNSD,  le
Certificazione  del  punto  di   origine   e   destinazione   delle
comunicazioni tra ente e CNSD:
identificazione univoca del sistema informatico  che  rappresenta
il punto di origine della comunicazione dell’ente verso l’INA
associazione in modo  certo  e  sicuro  del  sistema  informatico
all’ente abilitato
Erogazione dei servizi applicativi ai soli sistemi abilitati:
Identificazione certa dei sistemi informatici dell’ente abilitati
ad accedere ai servizi applicativi del CNSD
Protezione dei flussi informativi scambiati con l’ente
Riservatezza delle informazioni tramite cifratura dei flussi
Certificazione dei flussi applicativi tramite  firma  dei  flussi
con algoritmo di firma digitale  che  utlizza  I  certificati  emessi
dalla Certification Authority del CNSD
L’architettura di sicurezza per  l’accesso  al  CNSD  si  basa  sul
canale sicuro Backbone per la comunicazione su rete, sulla «Porta  di
Accesso», sui moduli SS_BKPDD CNSD e SS_BKPDD ENTE che  si  integrano
rispettivamente nella Porta di Dominio del  CNSD  e  nella  Porta  di
Dominio dell’Ente connesso. L’architettura e’ stata integrata con  il
Sistema Pubblico di Connettivita’ e cooperazione (SPC)  definito  dal
Codice dell’Amministrazione Digitale e dalle  Regole  Tecniche  (cfr.
Decreto legislativo n. 235/10 del 31  dicembre  2010  e  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri  del  1°  aprile  2008),  e,  a
tendere, sara’ previsto l’interfacciamento con il CERT-SPC.
La logica architetturale e’ basata  su  un  sistema  di  agenti  di
natura adattiva. Cio’ vuol dire  che  ogni  agente  e’  in  grado  di
utilizzare regole di  sicurezza  diverse  in  funzione  del  servizio
applicativo. L’infrastruttura di cooperazione e sicurezza Backbone si
avvale  di  agenti  di   sicurezza   che   hanno   funzionalita’   di
configurazione e gestione dei formati di sicurezza  dei  dati  e  dei
relativi flussi, per ciascun servizio  applicativo,  entranti/uscenti
dalle  postazioni  protette  da  Backbone.  Se  il  servizio  e’   di
consultazione  allora  l’agente  controlla  solo  le  credenziali  di
autenticazione. Se il servizio applicativo permette il trattamento di
informazioni  l’agente  costruisce  anche  un  hash  dei  flussi   di
comunicazione per controllare che l’hash dei dati inviati dal  client
corrisponda all’hash dei dati ricevuti dal  server.  Se  il  servizio
riguarda l’aggiornamento del software  applicativo  sulla  postazione
l’agente verifica anche che la versione del servizio  applicativo  in
uso presso la postazione abbia  un  identificativo  corrispondente  a
quello dell’aggiornamento ricevuto  e  che  l’hash  del  software  di
aggiornamento  corrisponda  a  quello  di   uno   dei   software   di
aggiornamento catalogati come autorizzati per accedere ai servizi del
CNSD tramite infrastruttura di cooperazione e  sicurezza  «Backbone».
Inoltre gli agenti di sicurezza, per ogni transazione in  rete  verso
un peer/server, si fanno carico di cifrare i dati e di inviarli verso
il peer/server su un canale di comunicazione SSL secondo le modalita’
sopra specificate.
L’infrastruttura di cooperazione e  sicurezza  Backbone  si  avvale
inoltre  di  agenti  di  cooperazione  distribuiti   che   forniscono
funzionalita’  di  configurazione  e  gestione   di   protocolli   di
cooperazione specifici al fine di garantire modalita’ di cooperazione
omogenei ed uniformi sia su SPC che su Internet.
b. Sistema di Monitoraggio dei servizi: Allarmi sicurezza  e  allarmi
Allarmi sicurezza.
L’infrastruttura di  sicurezza  del  CNSD  include  un  sistema  di
monitoraggio e allarme che consente, relativamente alla sicurezza, di
controllare le seguenti informazioni:
Monitoraggio, documentazione e certificazione delle transazioni:
Monitoraggio,  tracciatura  e  notifica  del  funzionamento   dei
servizi applicativi del CNSD
Monitoraggio, tracciatura e notifica  dei  tentativi  di  Accesso
illeciti ai servizi applicativi del CNSD
Monitoraggio, tracciatura e notifica di tentativi  di  intrusione
e/o modifica dei flussi applicativi su rete
Controllo della disponibilita’ del servizio
Rilevazione e gestione di allarmi:
Verifica della connettivita’ di rete al CNSD
Verifica della conformita’ dei flussi di rete
Verifica dei tentativi di Accesso illeciti
Verifica dei tentativi di intrusione e/o modifica dei flussi
Verifica e gestione della continuita’ di erogazione  dei  servizi
Allarmi servizi.
Il    sistema    di    monitoraggio,    tracciatura    e    allarme
dell’infrastruttura di sicurezza del CNSD consente sia di  monitorare
e  documentare  la  qualita’  dei   servizi   (tempi   di   risposta,
disponibilita’, errori, etc.) sia di rilevare  allarmi  relativamente
all’utilizzo dei servizi ed agli adempimenti che  questi  comportano.
Tali rilevazioni possono  essere  effettuate  dal  sistema  sia  lato
centrale (CNSD) sia  periferico  (Comuni,  Regioni,  prefetture).  E’
inoltre prevista la produzione di report periodici.
Nell’header  di  trasmissione  dei  dati  al  CNSD  attraverso   il
Backbone, viene inglobato un numero di protocollo che  identifica  il
lotto di dati inviato. Per ogni lotto  e’  possibile  riconoscere  il
numero di  comunicazioni  per  ogni  singola  tipologia  di  servizio
classificata.
5. Misure di sicurezza garantite dall’infrastruttura di  cooperazione
e sicurezza Backbone.
Il   presente   paragrafo   illustra   come   l’infrastruttura   di
cooperazione  e  sicurezza  Backbone  del   CNSD,   sia   nella   sua
implementazione Porta di Accesso sia nella sua implementazione  Porta
di Dominio integrata con  modulo  Backbone  SS-BKPDD,  implementa  le
misure di sicurezza sulla base del Codice in  materia  di  protezione
Autenticazione informatica.
1. Gestione autenticazione utenti. Tutti i servizi applicativi  del
CNSD vengono incapsulati in un canale di autenticazione SSL basato su
Backbone che controlla i permessi di Accesso alle singole  componenti
applicative del soggetto che  ha  effettuato  l’autenticazione  sulla
postazione dotata di Backbone. Non si  tratta  di  autenticazione  al
sistema   operativo   della   postazione   ma    di    autenticazione
profili di autorizzazione di tutti i servizi  applicativi  del  CNSD.
L’utilizzo di username e password, sul client, e’ direttamente  sotto
il controllo di un agente di  sicurezza  del  Backbone  che  protegge
adeguatamente la password utente  cifrandola  in  modalita’  tale  da
evitare anche che si crei regolarita’ nella trasmissione di  dati  di
autenticazione cifrati.
2. Le credenziali di autenticazione consistono  in  un  codice  per
l’identificazione dell’incaricato associato  a  una  parola  «chiave»
riservata conosciuta solamente dal medesimo. Sono assegnate per l’uso
della postazione di accesso periferica (abilitata tramite Backbone) e
permettono anche di autorizzare all’incaricato  all’uso  dei  servizi
3. Le credenziali per l’autenticazione della Porta di Accesso  sono
assegnate individualmente all’ente  nella  persona  del  responsabile
della sicurezza Comunale. Il sistema Backbone consente di definire il
numero massimo di utenti autorizzabili. Il responsabile  puo’  quindi
richiedere l’autorizzazione per altri utenti (di norma fino a 3).  E’
prevista un’Interfaccia per la registrazione della postazione  e  una
interfaccia  per  l’abilitazione  di  altri  utenti  (da  notare  che
l’utente  puo’  essere  abilitato   ai   soli   servizi   applicativi
d’interesse).
Nel caso di altro ente, diverso  dal  Comune,  le  credenziali  per
l’autenticazione sono consegnate al responsabile del trattamento  dei
dati nominato dall’ente ai sensi della convenzione stipulata  tra  il
Ministero e l’ente stesso.
4. Il Piano di Sicurezza Comunale,  verificato  e  approvato  dagli
uffici periferici (Prefettura  –  UTG)  del  Ministero  definisce  le
necessarie cautele per  assicurare  la  segretezza  della  componente
riservata della credenziale e la diligente custodia  dei  dispositivi
in possesso ed uso esclusivo dell’incaricato. L’attuazione del  Piano
di sicurezza viene verificata nel contesto dei compiti  di  vigilanza
del Ministero. Per  gli  altri  enti,  diversi  dai  Comuni,  vengono
adottate le specifiche cautele in uso  presso  gli  enti  stessi.  E’
compito del responsabile del trattamento dei dati nominato  dall’ente
consegnare al Ministero la  descrizione  delle  misure  adottate  per
assicurare   la   segretezza   della   componente   riservata   della
credenziale.
5. La parola chiave e’  composta  da  piu’  di  otto  caratteri.  I
caratteri devono essere sia alfabetici che numerici.
6. Il Backbone consente, per alcuni servizi, l’adozione di  sistemi
di  «autenticazione  rafforzata»  (password  a  scadenza   immediata,
tessere smart card dotate di Pin, credenziali digitali  con  scadenza
prefissata o finestra temporale  prefissata  di  validita’  …)  per
ridurre la possibilita’ di usi impropri, cessione o sottrazione delle
credenziali di Accesso. I servizi per cui sono stati adottati sistemi
di «autenticazione rafforzata» riguardano il sistema CIE.  Per  altri
servizi possono essere adottati a richiesta.
7. I codici per l’identificazione non vengono  assegnati  ad  altri
incaricati, neppure in tempi diversi.  I  codici  di  identificazione
delle postazioni sono protetti  da  cifra  e  cambiati  dinamicamente
secondo un protocollo noto solo al centro (CNSD).
8. L’informazione relativa all’ultimo utilizzo della credenziale e’
disponibile presso il CNSD che puo’ decidere opportune  politiche  di
intervento (contatto con l’utente, sollecito all’uso del sistema …)
fino ad  arrivare  alla  disattivazione  della  credenziale  e  della
postazione di Accesso. La funzione di  disattivazione  e’  attivabile
dal CNSD in modo centralizzato con capillarita’ a livello  di  intero
ente o di singola postazione/utente.
9. Nel caso venga nominato un nuovo  responsabile  della  sicurezza
Comunale o un nuovo responsabile del trattamento  dei  dati  per  gli
altri enti (quindi il precedente perde la qualita’ che  gli  consente
l’accesso ai dati) le credenziali del precedente responsabile vengono
disattivate  e  vengono  create  nuove  credenziali.  Le  credenziali
assegnate non possono essere ri-assegnate.
10. Il Piano di Sicurezza Comunale, verificato  e  approvato  dagli
necessarie cautele relativamente  alle  procedure  adottate  per  non
lasciare incustodito e accessibile lo strumento  elettronico  durante
una sessione di trattamento.
Per gli  altri  enti,  diversi  dai  Comuni,  vengono  adottate  le
specifiche cautele in uso presso gli enti stessi.
Il sistema Backbone attualmente permette di tracciare dal centro la
durata  del  fermo  dell’operativita’  delle  postazioni  periferiche
11. In caso di prolungata assenza dell’incaricato le  sue  funzioni
vengono svolte con altre  credenziali  create  dal  responsabile  per
altri soggetti (normalmente fino ad un massimo di 3  postazioni  e  3
soggetti per ente a meno che  non  sia  diversamente  specificato  in
convenzione o esplicitamente richiesto e autorizzato).
12. Le misure di cui ai punti precedenti non si applicano  ai  dati
destinati alla libera diffusione.
13. L’infrastruttura di sicurezza «Backbone» del  CNSD  gestisce  i
profili di autorizzazione per tutti i servizi applicativi del CNSD.
14. L’infrastruttura di sicurezza «Backbone» fornisce un sistema di
autorizzazione che consente di identificare  l’ente  richiedente,  la
postazione da cui e’ stata fatta la richiesta oltre alle  credenziali
di autenticazione del richiedente (normalmente fino ad un massimo  di
3 postazioni e 3 soggetti per ente a meno che  non  sia  diversamente
specificato in convenzione o esplicitamente richiesto e autorizzato).
La configurazione delle postazioni e dei  profili  di  autorizzazione
viene effettuata preventivamente all’autorizzazione  ad  accedere  ai
servizi del CNSD. Vengono configurati i soli  servizi  del  CNSD  cui
l’ente ha diritto di accedere. In tale insieme si puo’ anche limitare
l’autorizzazione di Accesso di una specifica postazione e/o utente ad
un sotto-insieme di servizi.
15. Periodicamente viene rinnovata la convenzione  verificando  che
l’ente mantenga i diritti  di  accedere  ai  servizi.  La  tempestiva
disabilitazione all’accesso del personale adibito ad altre mansioni o
non  piu’  in  servizio  e  l’adeguamento  costante  dei  profili  di
autorizzazione e’ attuata in funzione delle nomine dei  Responsabili.
Nel caso venga nominato un nuovo Responsabile (quindi  il  precedente
perde la qualita’ che gli consente l’accesso ai dati) le  credenziali
del precedente responsabile  vengono  disattivate  e  vengono  create
nuove  credenziali.  Le  credenziali  assegnate  non  possono  essere
ri-assegnate.
Profilatura, monitoraggio, tracciatura e allarme.
16.  Gestione  profilatura  utenti.  Utilizzando  il   Sistema   di
monitoraggio, tracciatura e allarme e’ possibile associare  i  flussi
applicativi  ai  profili  di  autorizzazione  nonche’  verificare  la
conformita’ del flusso rispetto agli schemi applicativi  (ad  esempio
XSD)  e  relativi  tracciati  record.  I  server  applicativi   hanno
necessita’ di riconoscere il tipo di flusso in funzione del  servizio
applicativo e di un identificativo ad  esso  associato.  A  tal  fine
l’identificativo  serve  a  distinguere  la  versione  del   software
utilizzato sulla postazione per erogare uno specifico servizio.  Ogni
versione  di  software  applicativo  ha  un  identificativo  diverso.
L’identificativo  viene  utilizzato  dal  sistema   di   Sistema   di
monitoraggio, tracciatura e  allarme  per  classificare  univocamente
ciascuna transazione.
17. Il Backbone rende  disponibile  un  sistema  di  certificazione
digitale e di censimento delle postazioni terminali dai quali  si  ha
accesso ai dati realizzato tramite il Backbone e il  modulo  SS_BKPDD
delle  Porte  di  Dominio.  Le  postazioni  vengono  censite  tramite
l’identificativo Backbone che consente di associare  univocamente  la
postazione all’ente cui e’ assegnata impedendo accessi da  postazioni
non  dell’ente.  Con   modalita’   analoghe   viene   assicurata   la
certificazione digitale dei server  del  CNSD.  Viene  assicurata  la
certificazione del punto di origine  e  di  destinazione  dei  flussi
relativi  alle   transazioni   (matrice   origine-destinazione).   La
rappresentazione in tempo reale  di  tutti  i  flussi  tra  gli  enti
abilitati e il CNSD viene assicurata da  un  apposito  «Cruscotto  di
tracciatura, monitoraggio e allarme» a disposizione del Ministero. In
caso  di  necessita’  puo’  essere   dispiegata   la   funzione   per
disabilitare  l’intera   postazione   oppure   per   disattivare   un
sotto-insieme di servizi applicativi selezionando  il  servizio  o  i
servizi da disabilitare sulla specifica postazione.
18.  Gli  accessi  contemporanei  con  medesime  credenziali   sono
tracciati.  In  ogni  caso  e’  sempre  conosciuto   l’identificativo
Backbone univoco della postazione origine e  quindi  e’  discriminata
l’identita’ digitale delle postazioni che  accedono  al  sistema.  Se
necessario  e’  possibile  dispiegare  la  funzione   che   impedisce
l’accesso di una postazione se la credenziale che si  sta  usando  e’
gia’ usata da un’altra postazione.
19. Gli accessi non conformi a quanto stabilito nelle convenzioni o
nei regolamenti e disposizioni  del  Ministero  vengono  tracciati  e
rifiutati. E’ possibile disabilitare, manualmente, una postazione  se
si rileva un  eccesso  di  tentativi  di  accesso  non  conformi.  Se
necessario e’  possibile  dispiegare  la  funzione  che  permette  di
disabilitare, in modo automatico, (momentaneamente o permanentemente)
una postazione se i tentativi di Accesso non conformi  si  presentano
con una frequenza che supera una soglia prefissata.
20. Il Backbone e  i  suoi  «agenti  di  sicurezza»  consentono  il
tracciamento degli utenti che accedono via web, via  web  services  e
altri protocolli applicativi. Un apposito Cruscotto di  monitoraggio,
tracciatura e  allarme  consente  di  rappresentare  sia  il  normale
funzionamento del sistema sia le anomalie che si dovessero presentare
rispetto alle normali regole di cooperazione e interscambio dei  dati
definite tra le parti.  Se  necessario  e’  possibile  dispiegare  la
funzione   che   permette   di   limitare    quantitativamente    e/o
qualitativamente gli accessi e le interrogazioni.
21. Il tracciamento degli utenti che accedono ai servizi  del  CNSD
nelle diverse modalita’ e’ assicurato dagli agenti di  sicurezza  del
Backbone.  Informazioni  in  merito  agli  orari  di   Accesso   sono
disponibili a livello di infrastruttura  centrale  del  Backbone.  Se
necessario e’ possibile dispiegare la funzione  che  permette,  sulla
base  delle  informazioni  disponibili,  di  definire   profili   che
prevedano limitazioni orarie per gli accessi di determinate categorie
22. Il Backbone  e  i  suoi  «agenti  di  cooperazione»  consentono
l’esatta associazione tra  la  postazione-utente  e  le  informazioni
accedute  dall’utente  tramite  la  postazione.  E’   conservato   il
dettaglio delle informazioni a cui si e’ avuto accesso o che si  sono
aggiornate  con   una   modalita’   che   consente   di   ricostruire
l’informazione esclusivamente su  specifica  richiesta  dei  soggetti
titolati. Sono dunque conservate  registrazioni  (log)  di  tutte  le
operazioni effettuate, comprese le visualizzazioni con i  riferimenti
ai soggetti che hanno effettuato il trattamento e  con  l’indicazione
della data, dell’orario e dei riferimenti agli interessati i cui dati
sono stati trattati. Tali registrazioni sono rese accessibili solo  a
seguito di documentate motivazioni e solo agli  incaricati  del  CNSD
cui e’ associato il profilo di autorizzazione allo scopo definito. E’
quindi possibile associare in modo esatto l’utente, la  postazione  e
le informazioni trattate per ciascuna transazione. In particolare  e’
possibile  tracciare  quali  informazioni  ha   trattato   (inserito,
aggiornato, consultato)  un  utente,  da  quale  postazione,  in  che
momento e sulla base di quale profilo autorizzativo al  servizio  che
ha utilizzato per trattare le informazioni stesse.
23. E’ previsto  il  tracciamento  delle  operazioni  compiute  con
possibilita’ di identificazione dell’utente (username) che accede  ai
dati, il timestamp, l’indirizzo IP  di  provenienza  dell’utente  e/o
della postazione che rappresenta la «Porta di Accesso»  o  «Porta  di
Dominio»  interconnessa,  l’identificativo  univoco  hardware   della
postazione (origine della comunicazione), l’operazione effettuata e i
dati trattati (tramite tecniche di hash).
24. Sono disponibili, presso il CNSD sul cruscotto di monitoraggio,
tracciatura e  allarme,  informazioni  relative  all’ultima  sessione
effettuata con le stesse credenziali. Se necessario la funzione  puo’
essere  dispiegata  per   renderla   disponibile   sulle   postazioni
periferiche, presentando l’informazione  relativa  alla  data  e  ora
dell’ultimo accesso effettuato per ciascun servizio acceduto.
25. E’  effettuata  la  ricognizione  giornaliera  degli  enti  che
accedono tramite produzione del Report degli  accessi  effettuati  da
parte degli enti. Tale Report e’ visualizzabile tramite il  Cruscotto
di monitoraggio, tracciatura e allarme del  CNSD  anche  al  fine  di
verificare la corretta periodicita’ delle  attivita’  previste  dalla
normativa o dagli accordi  tra  le  parti  nonche’  il  rispetto  dei
livelli di servizio concordati.
26. E’ effettuata la procedura di rilevazione e registrazione degli
accessi logici (access log) ai sistemi di elaborazione e agli archivi
elettronici del CNSD da parte degli amministratori  di  sistema  come
definito dal Garante per la Protezione dei dati personali.
Altre misure di sicurezza.
27. Periodicamente vengono censite le postazioni e  le  utenze  che
non accedono al sistema  da  un  periodo  troppo  lungo  al  fine  di
deciderne la disabilitazione. Per le utenze  di  servizio  presso  il
CNSD sono definite, nel Piano di Sicurezza del CNSD, le regole per il
controllo delle liste degli incaricati per singola  funzione  e  area
del CNSD nonche’ le regole per il  controllo  del  rinnovo  periodico
(almeno ogni 3 mesi) delle parte segreta delle credenziali.
28. I dati personali presso il centro sono  adeguatamente  protetti
dall’infrastruttura Backbone e dalle sue tecniche di cifratura.  Sono
presenti anche apparati di sicurezza di  rete,  sia  perimetrali  che
interni. Con  cadenza  almeno  trimestrale  ne  viene  effettuato  il
controllo e l’aggiornamento.
29. Gli aggiornamenti periodici dei programmi di elaboratore  volti
a  prevenire  la  vulnerabilita’  di  strumenti   elettronici   e   a
correggerne difetti sono effettuati con cadenza almeno trimestrale.
30.  Il  salvataggio  dei  dati  avviene,  in  conformita’  con  le
procedure formalizzate nel Piano di Sicurezza del CNSD,  con  diverse
i. backup incrementale giornaliero
ii. backup completo con cadenza settimanale
iii. e’ prevista la  procedura  per  la  conservazione,  cifrata,
delle registrazioni degli accessi logici (access log) ai  sistemi  di
elaborazione e agli archivi  elettronici  del  CNSD  da  parte  degli
31.  Requisiti  di  idoneita’:  Il  responsabile  della   sicurezza
Comunale e’ il Sindaco o un funzionario  dallo  stesso  nominato  con
atto formale. Per gli altri enti il responsabile del  trattamento  e’
un dipendente nominato dall’ente stesso ai  sensi  della  convenzione
stipulata con il Ministero dell’interno per l’accesso al CNSD.
32. La gestione via  web,  via  web  services  e  altri  protocolli
applicativi dei  flussi  di  dati  avviene  su  canale  di  sicurezza
Backbone che assicura un doppio livello di crittografia:  del  canale
Backbone di comunicazione e del contenuto dei flussi che viaggiano su
tale canale.
33.  Sono  previsti  appositi  accordi  di  servizio  e  stringenti
requisiti di sicurezza per l’impiego di web service esposti  su  rete
SPC al fine di impedire che  i  dati  scambiati  con  il  CNSD  siano
accessibili da altri soggetti oltre a quelli  autorizzati.  Per  tale
motivo e’ stato definito il modulo «Backbone» SS-BKPDD per  la  Porta
di Dominio, modulo che implementa i protocolli di crittografia  e  le
regole di sicurezza adottate dal Ministero dell’interno.  Sono  anche
protette, con gli stessi  protocolli  di  crittografia  e  regole  di
sicurezza, tutte le comunicazioni che avvengono utilizzando  la  rete
MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 19 gennaio 2012, n. 32 – Nuovo regolamento di gestione dell’Indice nazionale delle anagrafi. (12G0052) (GU n. 76 del 30-3-2012 redazione redazione 2015-05-05T23:42:02+00:00