Source: https://labdf.eu/osservatorio-sul-rispetto-dei-diritti-fondamentali-in-europa-nl-75/
Timestamp: 2020-05-25 08:39:19+00:00
Document Index: 154755700

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'CGUE ', 'sentenza ', 'sentenza ']

OSSERVATORIO SUL RISPETTO DEI DIRITTI FONDAMENTALI IN EUROPA – NL 75 | LDF - Laboratorio Diritti Fondamentali
OSSERVATORIO SUL RISPETTO DEI DIRITTI FONDAMENTALI IN EUROPA – NL 75
Lug 19, 2019 | Altro
Newsletter n. 7515 luglio 2019
Aggiornamento sulla giurisprudenza e sugli atti rilevanti per la protezione dei dirittifondamentali inseriti nel sito www.europeanrights.eu
Quanto agli atti dell’Unione europea abbiamo inserito:
la relazione annuale del Consiglio dell’Unione europea del 13.5.2019 sui diritti umani ela democrazia nel mondo nel 2018 “EU Annual Report on Human Rights and Democracyin the World 2018”;
il Rapporto annuale 2018 della Corte di giustizia dell’1.04.2019.
Per il Consiglio d’Europa segnaliamo le seguenti risoluzioni e raccomandazioni:
dell’Assemblea parlamentare:
la Risoluzione 2299 e la Raccomandazione 2161 del 28.6.2019, “Politiche e pratiche inmateria di respingimenti negli Stati membri del Consiglio d’Europa”;
la Risoluzione 2297 del 27.6.2019, “Fare chiarezza sull’uccisione di Boris Nemtsov”;
la Risoluzione 2295 e la Raccomandazione 2160 del 27.6.2019, “Mettere fine allaviolenza nei confronti dei minori migranti e al loro sfruttamento”;
la Risoluzione 2294 e la Raccomandazione 2159 del 27.6.2019, “Mettere fine allaviolenza nei confronti dei minori: un contributo del Consiglio d’Europa agli Obiettivi dellosviluppo sostenibile”;
la Risoluzione 2293 del 26.6.2019, “L’assassinio di Daphne Caruana Galizia e lo stato didiritto a Malta e altrove: controllare che emerga la verità”;
la Risoluzione 2292 del 26.6.2019, “Contestazione, per ragioni sostanziali, dei poterinon ancora ratificati della delegazione parlamentare della Federazione russa”;
la Risoluzione 2291 e la Raccomandazione 2158 del 26.6.2019, “Mettere fine allacoercizione nell’ambito della salute mentale: necessità di un approccio fondato sui dirittiumani”;
la Risoluzione 2290 e la Raccomandazione 2157 del 26.6.2019, “Verso un’agendapolitica ambiziosa del Consiglio d’Europa per l’uguaglianza di genere”;
la Risoluzione 2289 del 26.6.2019, “La Convenzione d’Istanbul sulla violenza neiconfronti delle donne: realizzazioni e sfide”;
la Risoluzione 2286 del 24.5.2019, “L’inquinamento atmosferico: una sfida per la salutepubblica in Europa”;
la Risoluzione 2285 del 24.5.2019, “Per uno sviluppo urbano sostenibile che promuoval’inclusione sociale”;
la Risoluzione 2284 del 24.5.2019, “Rispondere ai bisogni della salute degli adolescenti in Europa”;
la Risoluzione 2283 del 24.5.2019, “Educazione e cultura: nuovi partenariati perriconoscere lo sviluppo personale e le competenze”.
Il 28 giugno 2019 il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, ha pubblicato il rapporto sulla visita effettuata in Polonia dall’11 al 15 marzo 2019.
Per la Corte di giustizia abbiamo inseritole sentenze:
20.06.2019, C-72/18, Ustariz Aróstegui, sul principio di non discriminazione e la normativa nazionale che concede un’integrazione salariale unicamente agli insegnanti assunti nell’ambito di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed esclude gli insegnanti assunti come impiegati amministrativi a contratto a tempo determinato;
20.06.2019, C-404/18, Hakelbracht e a., sulla parità di trattamento fra uomini e donne e sul rigetto della candidatura a un impiego a causa della gravidanza della candidata;
18.06.2019, C-591/17, Austria c. Germania, sul canone per l’uso delle infrastrutture e sul bollo per gli autoveicoli privati, e sul divieto di discriminazione sulla base della cittadinanza e la libera prestazione di servizi;
13.06.2019, C-22/18, TopFit e Biffi, sulla partecipazione al campionato nazionale di uno Stato membro di un atleta dilettante avente la cittadinanza di un altro Stato membro, sul diverso trattamento in ragione della cittadinanza e sulla restrizione alla libera circolazione;
13.06.2019, C-317/18, Correia Moreira, sui trasferimenti di imprese e il mantenimento dei diritti dei lavoratori;
13.06.2019, C-646/17, Moro, sul diritto all’informazione nei procedimenti penali;
13.06.2019, C-664/17, Ellinika Nafpigeia AE, sul mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di una parte di impresa;
06.06.2019, C-58/18, Schyns, sulla tutela dei consumatori nei contratti di credito;
05.06.2019, C-38/17, GT, sulla tutela dei consumatori in un contratto di prestito espresso in valuta estera;
27.05.2019, cause riunite C-508/18 e C-82/19PPU, OG (Parquet de Lübeck), e causaC-509/18, PF, tutte sul mandato d’arresto europeo e la nozione di “autorità giudiziaria emittente”;
23.05.2019, C-52/18, Fülla, sulla tutela dei consumatori in caso di difetto di conformità del bene consegnato;
23.05.2019, C-720/17, Bilali, sulla revoca dello status di protezione sussidiaria;
21.05.2019, C-235/17, Commissione europea c. Ungheria, sul diritto di proprietà e la normativa nazionale che sopprime, ex lege e senza indennizzo, i diritti di usufrutto sui terreni agricoli e forestali anteriormente acquisiti da persone giuridiche o da persone fisiche che non siano in grado di dimostrare un vincolo di stretta parentela con il proprietario;
14.05.2019, C-55/18, CCOO, sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e sull’obbligo di istituire un sistema che consenta la misurazione della durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore;
14.05.2019, cause riunite C-391/16, C-77/17 e C-78/17, M (Révocation du statut deréfugié), sullo status di rifugiato e sul rifiuto del riconoscimento o revoca dello status di rifugiato in caso di pericolo per la sicurezza o per la comunità dello Stato membro ospitante.
Per la Corte europea dei diritti umani segnaliamo le sentenze:
27.06.2019, Cosmos Maritime Trading and Shipping Agency c. Ucraina (n. 53427/09), sulla mancanza di imparzialità della giurisdizione ucraina e l’eccessiva durata di un processo civile per un credito vantato nei confronti di una società fallita, in relazione alla circostanza per cui sia il Tribunale commerciale che la Corte d’appello avevano sede in un edificio di proprietà della società debitrice;
25.06.2019, sentenza di Grande Camera, Nicolae Virgiliu Tănase c. Romania (n.41720/13), sulla mancanza di un’inchiesta effettiva in relazione ad un incidente, nel quale il ricorrente aveva subito lesioni gravissime, che gli avrebbe impedito di ottenere un risarcimento: la Corte ha ritenuto di dover esaminare la domanda, pur trattandosi di una questione civile, perché era in gioco il diritto alla vita, non valutando, tuttavia, sussistenti violazioni del diritto a un ricorso effettivo e a un giusto processo;
25.06.2019, Aktaş e Aslaniskender c. Turchia (n. 18684/07 e 21101/07), sull’illegittimo rifiuto opposto al cambiamento del nome di famiglia per il solo motivo che il nuovo nome non era un nome turco;
18.06.2019, Chernega e altri c. Ucraina (n. 74768/10), che ha riconosciuto, nei confronti di alcuni ricorrenti, la violazione del diritto a un equo processo, per non aver consentito loro di assistere all’udienza relativa ad infrazioni amministrative, e la violazione del diritto alla libertà di riunione per l’incapacità dello Stato di assicurare il pacifico svolgimento di manifestazioni di protesta, in particolare per l’assenza di regole chiare sulla suddivisione dei compiti e dei poteri fra la polizia e gli agenti di sicurezza di compagnie private;
18.06.2019, Haddad c. Spagna (n. 16572/17), sulla violazione del diritto alla vita privata e familiare per aver consentito l’affidamento preadottivo di un bambino nonostante il padre fosse stato assolto dall’imputazione di violenze domestiche e avesse riacquistato la patria potestà sull’altro figlio;
18.06.2019, Mehmet Reşit Arslan e Orhan Bingöl c. Turchia (n. 47121/06 e altri), sull’impossibilità, per i detenuti, di utilizzare il computer e accedere ad internet al fine di proseguire i loro studi superiori: la Corte ha riconosciuto la violazione del diritto all’istruzione (articolo 2 del Protocollo 1);
13.06.2019, Marcello Viola c. Italia (no. 2) (n.77633/16), che ritiene violato l’articolo 3della Convenzione in relazione alla figura dell’ergastolo ostativo, che non ammette la possibilità di ridurre la pena per reati di criminalità organizzata di tipo mafioso salvo in caso di collaborazione del condannato con l’autorità giudiziaria;
11.06.2019, Ozdil e altri c. Moldova (n. 42305/18), sul trasferimento extra giudiziario di persone verso il loro stato di origine, in violazione del diritto nazionale e internazionale e degli articoli 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza) e 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione;
4.06.2019, Yilmaz c. Turchia (n. 36607/06), sulla violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e del diritto a un giusto processo nel caso della mancata nomina di un insegnante, che aveva vinto il concorso per un posto all’estero, a seguito di indagini di polizia sulla sua vita privata e sull’abbigliamento della moglie, non rispondente al codice islamico;
4.06.2019, Sigurur Einarsson e altri c. Islanda (n. 39757/15), che ritiene legittima la mancata comunicazione alla difesa, da parte della procura, di una grande mole di informazioni – e della sua versione digitale – raccolta in vista della selezione di informazioni pertinenti per le indagini;
4.06.2019, Rola c. Slovenia (n. 12096/14 e 39335/16), sulla violazione dell’articolo 1del Protocollo 1 (tutela della proprietà) nel caso della revoca permanente dell’autorizzazione ad esercitare la professione di liquidatore fallimentare in seguito a una condanna penale (con pena sospesa) per comportamento violento;
29.05.2019, sentenza di Grande Camera, Ilgar Mammadov c. Azerbaigian (n.15172/13), sulla violazione, da parte dell’Azerbaigian, dell’obbligo di uniformarsi a una sentenza definitiva della stessa Corte che imponeva la liberazione di un militante politico;
28.05.2019, Clasens c. Belgio (n. 26564/16), sull’assenza di un servizio minimo garantito per rispondere ai diritti elementari dei detenuti durante lo sciopero degli agenti penitenziari: la Corte ha ritenuto violato il divieto di trattamenti inumani e/o degradanti e il diritto a un ricorso effettivo;
28.05.2019, Chaldayev c. Russia (n. 33172/16), che ha riconosciuto la violazione del diritto alla vita privata e familiare nelle restrizioni apportate alla durata e alle modalità di visita della famiglia di un detenuto in un istituto penitenziario, e la violazione del divieto di discriminazione nella differenza del regime di visite tra le case circondariali egli istituti per detenuti definitivi;
23.05.2019, Sine Tsaggarakis A.E.E. c. Grecia (n. 17257/13), sulla permanentedivergenza di interpretazioni della legge (riguardante i permessi di costruzione di edificidestinati ad abitazione) da parte di due sezioni del Consiglio di Stato, senza che laquestione venisse sottoposta all’udienza plenaria, con l’effetto di non garantire certezzadel diritto e, in definitiva, un giusto processo;
23.05.2019, Doyle c. Irlanda (n. 51979/17), riguardante un interrogatorio di polizia svolto senza la presenza di un avvocato, ritenuto controbilanciato da altre importanti salvaguardie processuali;
21.05.2019, G.K. c. Belgio (n. 58302/10), sulla violazione dell’articolo 3 del Protocollo 1(diritto a libere elezioni) nel processo decisionale di accettazione, da parte del Senato, delle dimissioni di una parlamentare;
16.05.2019, Halabi c. Francia (n. 66554/14), secondo cui costituisce una violazione del diritto al rispetto della vita privata una visita domiciliare di controllo, riguardante norme urbanistiche, compiuta senza l’accordo della persona occupante l’immobile e senza l’autorizzazione di un giudice;
16.05.2019, Tasev c. Macedonia del Nord (n. 9825/13), sul caso di un cittadino, nato e residente nella Macedonia del Nord, a cui non è stato consentito di modificare la sua appartenenza etnica – indicata come bulgara nelle liste elettorali – al fine di partecipare ad un concorso pubblico: la Corte ha ritenuto violato il diritto alla vita privata;
7.05.2019, Mityanin e Leonov c. Russia (n. 11436/06 e 22912/06), secondo cui costituisce una violazione del diritto alla libertà e alla sicurezza una custodia cautelare eseguita in assenza di decisione giudiziaria, mentre non costituisce violazione del diritto alla vita privata e familiare la pubblicazione di un articolo di stampa con la foto del sospettato e la menzione delle accuse;
2.05.2019, Pasquini c. San Marino (n. 50956/16), secondo cui non vi è stata alcuna violazione del diritto a un equo processo e a un giudice imparziale nei procedimenti davanti alla Corte per il trust e i rapporti fiduciari, ancorché composta da due giudici.
In ambito extraeuropeo abbiamo inserito:
la sentenza della Trial Chamber VI della Corte Penale Internazionale dell’8.7.2019,causa The Prosecutor v. Bosco Ntaganda, che ha condannato l’imputato per crimini diguerra e crimini contro l’umanità commessi nella provincia dell’Ituri (RepubblicaDemocratica del Congo) nel 2002-2003;
la sentenza del Supremo Tribunal Federal (Brasile) del 13.6.2019, secondo cui vi èstata, da parte del Parlamento, un’omissione costituzionale per non aver emanato unalegge che criminalizzasse gli atti di omofobia e transfobia: il Tribunale ha quindirichiesto di inquadrare tali atti all’interno delle fattispecie penali definite dalla legge7.716/1989 (Lei do Racismo) fino a che non sia adottato uno specifico provvedimento inmateria;
la sentenza della Corte Constitucional del Ecuador del 12.6.2019, che si pronuncia afavore del riconoscimento, nell’ordinamento interno, del matrimonio tra persone dellostesso sesso, dando piena attuazione al Parere Consultivo OC24/17 “Identidad degénero, e igualdad y no discriminación a parejas del mismo sexo” emesso dalla CorteInteramericana dei Diritti Umani il 24 novembre 2017;
la sentenza della High Court of Botswana dell’11.6.2019, che ha abolito le sezioni164(a), 164(c), 165 del Codice Penale, che prevedevano la criminalizzazione degli attisessuali contrari all’ordine naturale, nonché il reato di atti osceni commessi in privato dicui alla sezione 167, considerandole in contrasto con i diritti alla libertà, dignità, privacye non-discriminazione di cui alla Costituzione dello Stato;
la sentenza della Court of Final Appeal of the Hong Kong Special Administrative Regiondel 6.6.2019, che ha riconosciuto il diritto, nei confronti di una coppia dello stesso sessosposata all’estero, di ottenere i benefici fiscali e lavorativi previsti dalla legge a favoredei coniugi;
la sentenza della High Court of Kenya del 24.5.2019, che ha rigettato il ricorso dicostituzionalità promosso contro le sezioni 162 e 165 del Codice Penale che puniscono,
rispettivamente, gli atti sessuali contrari all’ordine naturale e gli atti osceni commessi inpubblico o privato da due persone di sesso maschile;
l’ordinanza dell’United States District Court Southern District of Mississippi del24.5.2019, che ha sospeso l’esecutività del Senate Bill 2116, legge che proibisce ilricorso all’aborto non appena sia rilevabile il battito cardiaco del feto;
la sentenza dell’United States Court of Appeals for the Second Circuit del 22.5.2019,che ha ribaltato la decisione della Corte distrettuale con cui tale Corte aveva rigettatol’azione legale promossa contro BNP Paribas S.A. per presunta cospirazione e complicitànelle atrocità commesse dal regime sudanese, rinviando nuovamente la questione allaCorte di grado inferiore per una nuova determinazione;
le sentenze della Corte Interamericana dei Diritti Umani del 13.5.2019, causa ArromSuhurt y otros vs. Paraguay, che esclude una responsabilità dello Stato in merito alleaccuse di sparizione forzata e tortura di due leader del movimento politico “PatriaLibre”; e del 10.5.2019, causa Martínez Coronado vs. Guatemala, che ha riconosciuto loStato responsabile per la violazione del diritto alla vita nei confronti di Manuel MartínezCoronado, condannato alla pena di morte applicando il criterio della “particolarepericolosità” di cui all’articolo 132, paragrafo 2, del Codice Penale (paragrafo in seguitoconsiderato contrario alla Convenzione dalla stessa Corte interamericana nella causaFermín Ramírez vs. Guatemala e successivamente abrogato dalla Corte costituzionaledel Guatemala), e del diritto alla tutela giurisdizionale effettiva.
Per quanto riguarda le giurisprudenze nazionali meritanodi essere segnalate
Belgio: le sentenze della Cour constitutionnelle n. 99/2019 del 19.6.2019, che ha annullato l’articolo 3 della legge del 25 giugno 2017 laddove non contemplava la possibilità, per le persone con identità di genere non binario, di modificare la registrazione del proprio sesso nell’atto di nascita al fine di consentire che la nuova menzione corrispondesse all’identità di genere vissuta intimamente; n. 95/2019 del6.6.2019, in materia di filiazione e attribuzione del cognome al figlio, che richiama l’articolo 8 CEDU e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo; n. 94/2019 del6.6.2019, che, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale degli articoli 1 e 2della legge dell’8 giugno 1972 di organizzazione del lavoro portuale, dispone un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia in merito all’interpretazione dell’articolo 49 del TFUE (libertà di stabilimento), letto in congiunzione con gli articoli 56 TFUE (liberaprestazione di servizi) e 15 (libertà professionale e diritto di lavorare) e 16 (libertà d’impresa) della Carta dei diritti fondamentali UE; n. 90/2019 del 28.5.2019, in materia di libertà su cauzione, che sancisce l’illegittimità dell’articolo 20, paragrafi 2, 3 e 4, della legge del 19 dicembre 2003 sul mandato di arresto europeo, richiamando anche la giurisprudenza delle Corti di Strasburgo e Lussemburgo; e n. 67/2019 del 16.5.2019,sui limiti alla capacità del giudice d’appello di sollevare d’ufficio motivi di ordine pubblico, che richiama la giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
Estonia: l’ordinanza della Vabariigi Riigikohus (Corte suprema) del 21.6.2019, che,applicando la giurisprudenza delle Corti di Strasburgo e Lussemburgo e richiamando ladirettiva 2004/38/UE, sancisce l’illegittimità costituzionale dell’Aliens Act laddove nonconsentiva la concessione di permessi di soggiorno temporanei a cittadini stranieri, ai fini del ricongiungimento familiare con cittadini estoni, nell’ipotesi di unione registrata tra persone dello stesso sesso;
Francia: le sentenze della Cour de cassation n. 560/2019 del 13.6.2019, in tema di controllo delle frontiere nello spazio Schengen per ragioni di ordine pubblico, che richiama la normativa UE e la giurisprudenza della Corte di giustizia; n. 526/2019 del5.6.2019, che, in materia di clausole abusive e diritti del consumatore, richiama le direttive UE e la giurisprudenza della Corte di giustizia; e n. 644/2019 del 10.5.2019, in materia di libertà di espressione, che esamina la giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
Germania: l’ordinanza del Bundesverfassungsgericht (Tribunale costituzionale federale) del 23.5.2019,che, in materia finanziaria, cita la direttiva 2010/24/UE; la sentenza dell’Oberverwaltungsgericht NordrheinWestfalen (Tribunale amministrativo di
appello della Renania Settentrionale-Vestfalia) del 13.5.2019, sulla richiesta del diritto di asilo, che richiama la normativa UE ed internazionale; e la sentenza del Verwaltungsgericht Cottbus (Tribunale amministrativo di Cottbus) del 7.5.2019, che, in ordine al trasferimento di un richiedente asilo in Italia, rileva la carenza sistemica della possibilità di usufruire, nel paese, della protezione sussidiaria;
Irlanda: le sentenze della Supreme Court del 31.5.2019, sul diritto di accesso alle motivazioni sottese alla decisione di rifiuto, da parte delle autorità, della richiesta di naturalizzazione del ricorrente, che richiama la Carta dei diritti fondamentali UE e la giurisprudenza della Corte di giustizia; nuovamente del 31.5.2019, che ha rigettato il ricorso promosso da Facebook, nell’ambito del procedimento The Data Protection Commissioner v. Facebook Ireland Limited and Maximillian Schrems, volto a riesaminare le conclusioni che hanno condotto la High Court a promuovere un rinvio pregiudiziale (ancora pendente) alla Corte di giustizia in merito alla validità delle decisioni della Commissione europea inerenti le clausole contrattuali standard per il trasferimento dei dati personali verso Paesi terzi; del 28.5.2019, che ha annullato l’ordinanza della High Court concernente l’incostituzionalità della sezione 9(1)(b) dell’Offences Against the State (Amendment) Act 1998, sull’obbligo di collaborazion econ le autorità in caso di conoscenza di elementi di prova concernente la commissione di un reato grave, richiamando gli articoli 6 e 8 CEDU e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo; e del 27.5.2019, sull’illegittimità della detenzione, in virtù di un ordine di espulsione, di un cittadino pachistano che aveva richiesto un permesso di soggiorno come familiare a carico di cittadino dell’Unione, che richiama la normativa UE rilevante in materia e la giurisprudenza della Corte di giustizia;
Italia: le sentenze della Corte costituzionale n. 141/2019 del 7.6.2019, che, in tema di libertà sessuale e favoreggiamento della prostituzione, offre una ricognizione compativa delle soluzioni adottate in numerosi ordinamenti europei e di altri paesi; n. 114/2019del 20.5.2019, in materia di capacità di donare da parte del disabile in amministrazione di sostegno, che richiama la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e l’articolo 26 della Carta dei diritti UE; n. 112/2019 del 10.5.2019, che, in tema di insider trading e confisca, dichiara illegittime alcune disposizioni interne anche per contrasto con la CEDU e la Carta dei diritti fondamentali UE; e l’ordinanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia n. 117/2019 del 10.5.2019, in ordine al “diritto al silenzio” nei procedimenti della Consob, anche con riferimento alle disposizioni della Carta dei diritti UE; le ordinanze della Corte di cassazione n. 16164/2019 del17.6.2019, che solleva questione di legittimità costituzionale della normativa interna in tema di bonus bebè per contrasto con gli articoli 20, 21, 24 e 34 della Carta dei diritti UE; e n. 12998/2019 del 18.5.2019, che nel caso di amministrazione anticipata di sostegno a persona non in stato di capacità di intendere e di volere, stabilisce che la nomina anticipata da parte del soggetto può anche prevedere il rifiuto di eventuali tipologie di cure, anche alla luce degli articoli 2, 3 e 32 della Carta dei diritti UE; e la sentenza della Corte di appello di Milano del 14.5.2019, che ritiene discriminatori i criteri di assegnazione della prestazione sociale del bonus bebè, richiamando la giurisprudenza della Corte di Strasburgo sull’articolo 14 CEDU;
Lituania: la sentenza della Konstitucinis Teismas (Corte costituzionale) del 15.2.2019,in tema di referendum, che richiama le linee guida della Commissione di Venezia in materia e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
Lussemburgo: la sentenza della Cour administrative del 14.3.2019, che, in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale e scambio di informazioni tra Stati Membri, dispone un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia in merito all’interpretazione degli articoli 7, 8, 47 e 52 della Carta dei diritti fondamentali UE nel contesto dell’attuazione della direttiva 2011/16/UE;
Portogallo: la sentenza del Tribunal Constitucional del 4.6.2019, che ha sancito l’incostituzionalità del Decreto Legge n. 19/2011, come modificato dal Decreto Legge38/2012, laddove prevedeva l’imposizione di una tassa nei confronti degli stabilimenti di macellazione al fine del finanziamento del sistema di raccolta dei cadaveri degli animali morti in aziende (SIRCA) introdotto ai fini di dare esecuzione alle norme sanitarie previste dai Regolamenti (CE) n. 1069/2009 e (UE) n. 142/2011;
Spagna: le sentenze del Tribunal Constitucional del 17.6.2019, sul diritto di accesso del ricorrente alla documentazione relativa all’indagine al fine di poter impugnare ledecisioni di applicazione della custodia cautelare, che richiama le disposizioni delladirettiva 2012/13/UE e della CEDU e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo; del22.5.2019, che sancisce l’illegittimità costituzionale dell’articolo 58 bis della Ley Orgánica 5/1985 per ciò che concerne il trattamento dei dati personali da parte deipartiti politici nell’ambito delle attività elettorali, richiamando la normativa UE rilevante in materia, le disposizioni della Carta dei diritti fondamentali UE e della CEDU e lagiurisprudenza delle Corti di Strasburgo e Lussemburgo; del 9.5.2019, in materia digiurisdizione volontaria e tutela del minore, che richiama l’articolo 24 della Carta deidiritti fondamentali UE e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo; e del 6.5.2019,che, richiamando anche la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, si pronuncia inrelazione a un procedimento per mobbing sul lavoro nell’ambito del pubblico impiegoriconoscendo una violazione del diritto all’integrità morale;
Ungheria: le sentenze della Magyar Köztársaság Alkotmánybírósága (Corte costituzionale) n. 3/2019 del 25.2.2019, che ha rigettato il ricorso promosso contro la Sezione 353/A del Codice Penale, che contempla il reato di agevolazione e sostegno all’immigrazione illegale (“Facilitating, supporting illegal immigration”), richiamando anche la direttiva 2002/90/CE volta a definire il favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali; e n. 2/2019 del 25.2.2019, che, nel contesto dell’invio da parte della Commissione europea di una lettera di costituzione in mora riguardante la compatibilità dell’articolo XIV della Costituzione sull’asilo (come emendato dall’Act VIdel 2018) con le disposizione della direttiva 2011/95/UE (“Direttiva Qualifiche”), si pronuncia, su richiesta del Governo, sulla relazione tra la Costituzione dello Stato e il diritto dell’Unione europea e sul potere di interpretazione delle disposizioni costituzionali.
Quanto ai commenti, abbiamo inserito i seguenti testi:
Roberto Conti “La Corte di cassazione italiana e il ruolo svolto da Guido Raimondi nel dialogo con la Corte Edu”
Intervista a cura di Roberto Conti con Antonio D’Aloia, Giacomo D’Amico e Giorgio Repetto “Quale futuro per il fine vita dopo Corte Cost. n. 2017/2018: La scelta del tema e le risposte”
Sergio Galleano “Ulteriori approfondimenti della CGUE in tema di trasferimento di azienda: le sentenze Plesser e Correria Moreria”
Giuseppe Bronzini “Lottare per l’Europa per potere sperare nell’Europa”
Francesco Buffa, Salvatore Centonze “Conseguenze della condanna penale del rifugiato secondo la sentenza della Cgue del 14 maggio 2019”
Roberto Conti “Il parere preventivo della Corte Edu (post-Prot. 16) in tema di maternità surrogata”Pier Virgilio Dastoli “Per una costituzione democratica europea: un progetto, un metodo,un’agenda”
Mariarosa Guglielmi “Giustizia in Europa”
Franco Ippolito “Per il rilancio del progetto europeo”
Roberto Riverso “Reddito di cittadinanza: assistenza alla povertà o governo penale dei poveri?”
Andrea Venegoni “Commento alla sentenza Bjarni Armannsson contro Islanda sul ne bis inidem della Corte di Strasburgo”
Pubblicazione a cura di MEDEL (Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés)“ Lettere dei magistrati turchi” (in 12 lingue), del 23 maggio 2019
Il XV rapporto dell’associazione Antigone sulle condizioni di detenzione “Il carcere secondo la Costituzione”, del 16 maggio 2019
MEDEL (Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés) “Contribution to the Reporton judicial independence and impartiality in the Council of Europe Member states”, del maggio2019
Nuove forme di filiazione e genitorialità – Principles and praxes in muslim realities