Source: http://www.fabicosenza.it/BANCAINTESA/notizie127.htm
Timestamp: 2020-04-08 20:48:53+00:00
Document Index: 92520901

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art. 99', 'art 2103', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 47', 'art.2103']

LE GUIDE DI FABI NOTIZIE:
NORMATIVA GRUPPO INTESASANPAOLO aggiornata con il protocollo occupazione e produttivita' del 29 ottobre 2012 integrato con le previsioni contrattuali e la regolamentazione aziendale
Il protocollo è un accordo stipulato il 19 ottobre 2012 che regola aspetti fondamentali per i dipendenti del Gruppo Intesasanpaolo: assunzioni, trattamenti economici, orario di lavoro. Si applica a tutte le aziende che adottano il CCNL Credito facenti parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, perimetro Italia. Il cuore del Protocollo che scade il 31 dicembre 2015 è formato da tre capitoli fondamentali
1. COSTI E PRODUTTIVITÀ
b) Ex Festività
c) Lavoro straordinario
d) Riduzione di orario – Sospensione dell’attività
e) Mobilità professionale
2. CONTRATTAZIONE DI GRUPPO
f) Inquadramenti
g) Indennità
h) Elasticità di orario/Spostamento di orario/Intervallo meridiano
h1) Permessi/aspettative
i) Part-time
l) Assegno per familiari portatori di Handicap
m) Mobilità
n) Indennità di pendolarismo
3. OCCUPAZIONE E PRODUTTIVITÀ
o) Orario di sportello
p) Occupazione
1. COSTI E PRODUTTIVITA’
Questo capitolo ricomprende la normativa prevista per favorire “il miglioramento della produttività e il recupero della competitività” muovendosi nell’ambito degli artt. 5 e 18 del CCNL e prevede i seguenti interventi:
a) Ferie: a partire dall’anno in corso (2012) e fino al 2015, le ferie arretrate e di spettanza di ogni anno dovranno essere fruite entro l’anno di competenza. Le eventuali ferie in arretrato dovranno essere pianificate e usufruite entro la fine del 2013.
In relazione a ciò, la pianificazione annuale delle ferie e dei permessi per ex festività dovrà essere effettuata da ciascun collega secondo le disposizioni operative presenti nell’intranet, nel rispetto del termine fissato annualmente dall’Azienda. La fruizione dei permessi ex festività dovrà essere programmata prima della fruizione delle ferie.
Il piano ferie dovrà essere successivamente convalidato da parte del Responsabile dell’Unità Organizzativa a cui, in seguito, viene demandata la verifica costante del puntuale rispetto dei piani da parte di tutti i dipendenti assegnati alla struttura.
Nella predisposizione della pianificazione di ferie e permessi ex festività, nei limiti delle esigenze di servizio, dovrà essere data la precedenza al personale disabile di cui alla Legge n. 68/99; per il restante personale si terrà conto delle richieste degli interessati in rapporto alla loro situazione familiare e alla loro anzianità di servizio.
Qualsiasi eventuale variazione nella fruizione potrà essere apportata solo previa autorizzazione del Responsabile e dovrà essere limitata solo a casi eccezionali e a comprovate ragioni di carattere personale/familiare.
a partire dall’anno in corso e fino al 2015 i permessi ex festività non saranno monetizzabili e andranno fruiti, prima delle ferie, entro l’anno di riferimento. Per l’anno 2012 potranno essere fruiti entro il mese di marzo 2013.
Per finanziare il neo costituito Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito, come stabilito dall’art.12 dell’Accordo di rinnovo 19 gennaio 2012, a far tempo dal 1° gennaio 2012 e per un periodo sperimentale di cinque anni, a ciascun dipendente appartenente alla categoria dei Quadri direttivi e dei Dirigenti ovvero appartenente alle Aree professionali con articolazione di orario di lavoro in 36 ore settimanali, verrà decurtata una giornata di permesso ex festività.
I permessi ex festività possono, oltre che essere fruiti a giornate intere, essere goduti anche a mezze giornate, in questo caso non viene erogato il buono pasto.
Nelle giornate semifestive (14 agosto: vigilia di ferragosto, 24 dicembre: vigilia di Natale, 31 dicembre: ultimo giorno dell’anno, nonché, presso ciascun Comune, la ricorrenza del Santo Patrono, e la vigilia di Pasqua per il personale il cui normale orario di lavoro preveda la prestazione in giornata di sabato), l’utilizzo del permesso ex festività è computato a giornata intera.
Limitazione dello straordinario/prestazione aggiuntiva da effettuarsi solo con “specifica autorizzazione”.
La prestazione aggiuntiva è quella assicurata dal lavoratore in aggiunta alla prestazione giornaliera PREVISTA (non costituiscono, quindi, prestazione aggiuntiva né la prestazione resa prima dell’inizio dell’orario di lavoro, né quella eventualmente resa in luogo dell’intervallo).
La circolare aziendale prevede che tutte le Unità Organizzative eviteranno di richiedere prestazioni oltre il normale orario di lavoro, fatte salve ovviamente le maggiori prestazioni aventi carattere di urgenza e di non differibilità, che dovranno essere preventivamente autorizzate dal Responsabile della Unità Organizzativa e sottoposte dallo stesso, tramite gli strumenti di posta elettronica, all’assenso della funzione Personale competente per ambito organizzativo.
Eventuali prestazioni oltre il normale orario di lavoro riconducibili a piani e/o programmi di sviluppo e realizzazione di specifici progetti dovranno ottenere preventiva autorizzazione da parte della citata funzione Personale.
Pur al ricorrere di dette situazioni, la prestazione aggiuntiva non può, comunque, superare le 2 ore giornaliere e le 10 ore settimanali. A tale riguardo si precisa che l’unità di misura della prestazione aggiuntiva che può essere autorizzata dal Responsabile è pari ad almeno 15 minuti e multipli.
L’autorizzazione della maggior prestazione svolta determina, nell’ordine, le seguenti imputazioni:
- banca delle ore, fino al limite individualmente prescelto,
- prestazioni straordinarie.
In base alle vigenti disposizioni contrattuali:
- le prime 50 ore annue di prestazioni aggiuntive al normale orario di lavoro, pur costituendo maggior prestazione danno diritto esclusivamente al recupero tramite il meccanismo della banca delle ore. Detto quantitativo si riduce a 34 ore e 30 minuti per effetto del versamento in banca delle ore di 15 ore e 30 minuti annue (ex 23 ore – 7,5 ore utilizzate per finanziare il neo costituito Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito) (da riproporzionarsi in caso di assunzione in corso d’anno).
- dalla 51° alla 100° ora di prestazioni aggiuntive al normale orario di lavoro, i colleghi appartenenti alle Aree professionali possono scegliere se imputare tutto o parte delle ore aggiuntive dalla 51° alla 100° in banca delle ore per fruirne in forma specifica o chiederne la liquidazione come prestazione di lavoro straordinario, fermo restando che il mancato esercizio dell’opzione vale come consenso a che tutte le prestazioni lavorative aggiuntive dalla 51° alla 100° ora siano liquidate come lavoro straordinario.
L’ opzione, effettuata all’atto dell’assunzione, si intende confermata di anno in anno salvo nuova comunicazione da effettuarsi entro il 30 novembre dell’anno precedente quello di riferimento, tramite l’apposita applicazione disponibile in INTESAP>Employee-Self Service>Riepilogo.
- dalla 101° ora le prestazioni aggiuntive rese saranno liquidate con il compenso stabilito contrattualmente per il lavoro straordinario.
Il recupero delle prestazioni aggiuntive accumulate nella banca delle ore dovrà avvenire per un minimo di 15 minuti e multipli di 15 minuti.
Salvo diversa indicazione scritta da parte del lavoratore, le prestazioni aggiuntive rese:
- nel giorno di sabato (ovvero nel giorno di lunedì nei casi in cui la settimana lavorativa è distribuita dal martedì al sabato),
- nelle giornate destinate al riposo settimanale (domenica o altro giorno prestabilito),
- nei giorni festivi infrasettimanali,
- nelle giornate semifestive,
- di notte (fra le ore 22 e le ore 6)
per le quali il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro stabilisce una paga oraria con maggiorazione superiore al 25% e/o correlati periodi orari di riposo, saranno automaticamente retribuite e non saranno accreditate in banca delle ore.
Modalità di fruizione della banca delle ore
La fruizione delle ore riversate in banca delle ore deve avvenire per un minimo di 15 minuti e multipli di 15 minuti.
Le ore riversata in banca delle ore:
- di 15 ore e 30 minuti di riduzione orario, devono essere fruite entro 24 mesi dall’accredito. Superato tale termine l’azienda provvederà a cancellare i residui non fruiti.
- a fronte di prestazioni oltre il normale orario di lavoro, devono essere fruite entro 30 mesi dalla fine del mese in cui ciascuna prestazione aggiuntiva è stata fornita.
In ordine ai criteri e alle modalità di fruizione delle ore maturate in banca delle ore precisiamo che:
– nei primi 6 mesi dal loro accredito in banca ore, il recupero deve essere concordato con il Responsabile della Unità;
– dal 7° al 24° mese, il collega potrà usufruirne dando un preavviso di:
ü 1 giorno lavorativo, per il caso di recupero orario;
ü 5 giorni lavorativi, per il caso di recupero di 1 o 2 giorni;
ü 10 giorni lavorativi, per il caso di recupero superiore a 2 giorni.
– nei successivi 6 mesi, l’Azienda fisserà il recupero, previo accordo con il collega, delle ore relative a prestazioni aggiuntive al normale orario di lavoro confluite in banca ore e non fruite. In difetto di accordo, l’Azienda provvederà ad indicare, entro il medesimo termine di 6 mesi, i tempi di fruizione.
Tenuto conto che il recupero delle ore riversate in banca delle ore può avvenire anche tramite una riduzione della prestazione giornaliera previa richiesta e autorizzazione del Responsabile della Unità Organizzativa, al collega può essere concessa la fruizione anticipata di banca delle ore fino ad un limite massimo di 15 ore all’anno.
Il personale interessato potrà costantemente verificare, avvalendosi della procedura il quantitativo di ore mensili confluite in banca delle ore, al netto delle ore fruite e di quelle ancora da recuperare, con indicazione del termine entro cui effettuare il recupero.
PRESTAZIONE DI LAVORO DEL PERSONALE APPARTENENTE ALLA CATEGORIA DEI QUADRI DIRETTIVI
La prestazione lavorativa dei Quadri direttivi va resa, di massima, in correlazione temporale con l’orario normale del personale inquadrato nella 3^ Area professionale della Unità Organizzativa, con le caratteristiche di flessibilità temporale proprie della categoria e i criteri di autogestione individuale che tengano conto delle esigenze operative.
I colleghi a tempo parziale sono tenuti al rispetto dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale contrattualmente definito sul piano individuale.
Nell’accordo 29 ottobre 2012 viene prevista la possibilità di ricorrere all’orario multiperiodale (art. 99 CCNL 8 dicembre 2007), che consente di poter superare in determinati periodi l’orario settimanale (le 37 ore e 30 minuti), e prevede prestazioni ridotte in altri periodi dell’anno La retribuzione rimane invariata e calcolata sull’orario normale. In ogni caso l’orario multiperiodale può essere adottato per un numero di dipendenti non superiore al 2% di tutto il personale dipendente della banca. (Comitato di consultazione) (con limite massimo di 48 ore settimanali e 9,30 giornaliere e minimo di 25 ore settimanali e 5 giornaliere. L’orario di maggior lavoro non può superare i 4 mesi ed esclude il ricorso allo straordinario)
A decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015 a ciascun collega con rapporto di lavoro a tempo indeterminato - compresi gli apprendisti-, sarà applicata una riduzione dell’orario di lavoro, pari complessivamente a:
ü 4 giornate per il personale appartenente alle Aree professionali o al 1°/2° livello retributivo dei Quadri direttivi;
ü 5 giornate per il personale appartenente al 3°/4° livello retributivo dei Quadri direttivi;
ü 6 giornate per il personale appartenente alla categoria dei Dirigenti,
Ferma restando la facoltà di scegliere quando usufruirne nel triennio, ivi compresa la possibilità di utilizzarle interamente nel corso del 2013, dovranno essere comunque garantite almeno 2 giornate di riduzione di orario nell’anno 2013. Per gli anni successivi ove non si sia dato corso alla riduzione integrale negli anni 2013 o 2014, la riduzione dovrà essere programmata e garantita nella misura di almeno:
ü 1 giorno per l’anno 2014 e 1 giorno per l’anno 2015 dai colleghi inquadrati tra le Aree professionali o al 1°/2° livello retributivo dei Quadri direttivi;
ü 2 giorni per l’anno 2014 e 1 giorno per l’anno 2015 dai colleghi appartenenti al 3°/4° livello retributivo alla categoria dei Quadri direttivi;
ü 2 giorni per l’anno 2014 e 2 giorni per l’anno 2015 dai colleghi appartenenti alla categoria dei Dirigenti.
I colleghi assunti ovvero cessati nel periodo 2013-2015 dovranno dar corso alla riduzione di orario per le quantità giornaliere complessivamente previste per l’intero triennio..
Le riduzioni d’orario dovranno essere:
- programmate nel piano ferie;
- fruite a giornata intera.
Nel caso di colleghi a tempo parziale misto la riduzione sarà effettuata per il numero di ore contrattualmente previsto per la giornata in cui vi si darà corso.
Per la determinazione del numero complessivo delle giornate di riduzione di orario dovute sarà preso a riferimento -per l’intero triennio o comunque per il minor periodo di interesse - l’inquadramento del collega alla data del 31 dicembre 2012, per i colleghi assunti successivamente, l’inquadramento all’atto dell’assunzione.
A carico del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale delle aziende di credito, i colleghi potranno fruire del contributo pari al 60% della retribuzione lorda mensile che sarebbe loro spettata per le giornate non lavorate, con versamento altresì della contribuzione correlata utile per il conseguimento del diritto alla pensione.
Si riprende e riconferma qui la normativa dell’accordo 29 luglio 2011 punto 12 che prevede la possibilità di attribuire mansioni inferiori in deroga all’art 2103 del c.c. nei casi di mobilità derivante:
· da chiusura e/o cessazione totale o parziale di attività ovvero significativa riduzione della attività oppure in caso di chiusure e/o accorpamenti di filiali e con l’obiettivo di mantenere i lavoratori coinvolti in servizio negli ambiti territoriali più favorevoli agli stessi.
· Sarà invece possibile procedere al trasferimento, su richiesta del lavoratore, al di fuori di tali ambiti territoriale con lo scopo di garantire le mansioni equivalenti.
In questo capitolo si riprendono e si regolano le norme derivanti dalla trattativa di secondo livello.
I colleghi che al 31/12/11, a condizione di avere valutazione professionale positiva, era inserito in un percorso previsto dall’accordo del 29/1/09 sugli inquadramenti, si vedrà riconosciuto il passaggio (di grado o economico) con un differimento di 18 mesi rispetto alla data prevista.
In particolare, bisogna distinguere due fattispecie:
a) caso delle Aree professionali (ovvero passaggio che non comporta l’inserimento nella categoria dei QD): l’interessato consegue l’inquadramento nel livello in corso di maturazione alla data del 30/6/12.
b) caso dei Quadri Direttivi (ovvero passaggio alla categoria dei QD o inserimento in uno dei livelli della categoria stessa): l’interessato consegue il trattamento economico equivalente all’inquadramento nel livello in corso di maturazione alla data del 30/6/12.
Il trattamento economico equivalente sarà riconosciuto sotto forma di assegno ad personam assorbibile in caso di promozione.
Il motivo principale per i quadri direttivi la promozione è sostituita dall’assegno ad personam sta nel fatto che nel nostro Gruppo, anche per effetto degli accordi sugli inquadramenti stipulati negli anni scorsi, vi è già un numero di QD intorno al 40% dei dipendenti, percentuale sensibilmente più elevata della media di settore.
Va evidenziato però che lo scambio tra inquadramento e trattamento economico equivalente avvantaggia il lavoratore in termini di straordinari non previsti per i QD.
Rimandando alla policy aziendale per le modalità di passaggio nei casi di interruzioni/adibizioni ad altro ruolo, si ritiene opportuno evidenziare quanto segue:
nel caso in cui un lavoratore inserito in un ruolo al 31 dicembre 2011, abbia interrotto il percorso nel periodo 1 gennaio – 30 giugno 2012 per inserimento in altra mansione (normata o non normata con percorso) tornando al medesimo incarico di provenienza entro 5 mesi, verrà interamente riconosciuta l’anzianità maturata nel ruolo di provenienza ai fini dell’inquadramento superiore o del corrispettivo superiore trattamento economico. Nel caso di interruzione del percorso professionale normato, sempre nel periodo 1 gennaio - 30 giugno 2012, e adibizione ad altro ruolo normato dall’accordo 29 gennaio 2009 al dipendente verrà integralmente computato il periodo
svolto nel ruolo di provenienza, ai fini del conseguimento dell’eventuale inquadramento o trattamento economico superiore già previsto dall’accordo per lo step del nuovo percorso;
Si evidenzia inoltre che solo l’interruzione del percorso o l’adibizione temporanea da ruolo normato a ruolo NON normato, effettuati a far tempo dal 1 luglio 2012, determinano l’uscita dal percorso professionale in cui il dipendente è inserito e quindi il mancato riconoscimento dello scatto in maturazione;
In caso di passaggio dopo il 1 luglio 2012 da ruolo normato ad altro ruolo previsto nell’’accordo 29 gennaio 2009 sarà garantito il riconoscimento dell’inquadramento/trattamento economico superiore previsto per lo step del NUOVO percorso.
Per le figure professionali la cui promozione era collegata ai numeri di addetti coordinati (p.es. direttori) non essendo legate al percorso ma ai numeri di dipendenti gestiti, saranno soggette alle sole previsioni CCNL.
In caso di attribuzione dell’incarico di Direttore di Filiale valgono le disposizioni previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vigenti che riconoscono i seguenti gradi minimi:
N. addetti complessivo
Inquadramento del Direttore di Filiale
Quadro direttivo 1° liv. retr.
Quadro direttivo 2° liv. retr.
Quadro direttivo 3° liv. retr.
Quadro direttivo 4° liv. retr.
L’inquadramento superiore nell’ambito della categoria dei Quadri direttivi ha decorrenza ed effetto dal primo giorno del sesto mese successivo alla data di attribuzione dell’incarico medesimo, fermo restando il pagamento dell’indennità di grado superiore per il periodo di 5 mesi.
Ai fine della determinazione dell’inquadramento del Responsabile, il numero complessivo degli addetti assegnati/coordinati è calcolato sulla base dell’organico prevalente nei cinque mesi considerati ai fini della maturazione dell’inquadramento superiore:
- computando:
- il Responsabile stesso,
- il personale assunto con contratto di apprendistato,
- il personale assente per congedo di maternità/paternità o per congedo parentale (anche in caso di adozione/affidamento),
- integralmente il personale con contratto a tempo parziale;
- non computando
- il personale appartenente alla 1^ Area professionale e al 1° livello retributivo della 2^ Area professionale,
- il personale assunto con contratto di lavoro a termine (tempo determinato o di inserimento) e, comunque, il sostituto di lavoratore assente per congedo di maternità/paternità o per congedo parentale (anche in caso di adozione/affidamento).
E’ previsto il riconoscimento dell’inquadramento superiore:
- dal 1° giorno del mese in cui matura il diritto, nel caso in cui la data di maturazione si collochi entro i primi quindici giorni del mese;
- dal 1° giorno del mese successivo a quello nel corso del quale si completa il periodo di maturazione, nel caso in cui la data di maturazione si collochi dopo il giorno quindici del mese.
Resta il riconoscimento del trattamento economico del capufficio, ma posticipato di 4 anni passa da 28 a 32. Ricordiamo che spetta al personale inquadrato nella 3ª area che maturerà, appunto, 32 anni di servizio (a partire dal 3° livello della 2ª area), con giudizio professionale non “negativo” nell’ultimo anno. A questi viene attribuito il trattamento economico CCNL corrispondente al 4° livello della 3ª area (ex capufficio).
Per il prossimo accordo sugli inquadramenti anche alla luce dell’operato della Commissione nazionale di studio sull’inquadramento del personale prevista a livello nazionale, Azienda e OO.SS si incontreranno nel 2° trimestre del 2014 per valutare la nuova disciplina riguardante lo sviluppo professionale.
L’indennità di rischio spetta al collega incaricato del servizio di cassa ed è attribuita, nelle misure mensili stabilite tempo per tempo dal CCNL vigente, per le singole diverse fattispecie:
Ø in misura pari al 50% nel caso di svolgimento di mansioni che ne comportano l’attribuzione fino a sette giorni di effettivo servizio prestato nel mese;
Ø in misura intera nel caso di svolgimento delle mansioni che ne comportano l’attribuzione per più di sette giorni di effettivo servizio prestato nell’ambito del mese.
Ai fini dell’erogazione dell’indennità di rischio tutti i Punti Operativi aziendali sono considerati piazze di 1ª categoria. Al Personale adibito allo sportello con mansioni di introito ed esborso valori presso le Filiali con apertura al pubblico di 6 ore e 30 minuti, fermo restando il diritto alla maggiorazione prevista dall’Allegato 5 al C.C.N.L. 08.12.2007, rinnovato con Accordo 19.01.2012 nella misura del 14% dell’indennità stessa, è riconosciuta una “maggiorazione aziendale indennità di rischio” pari a lordi € 16,00 mensili fissi.
Anche detta voce sarà erogata secondo i criteri sopra esposti.
Come attribuire l’indennità
Le segnalazioni per l’attribuzione dell’indennità di cui sopra devono essere effettuate a cura del personale autorizzato, mediante l’inserimento dei dati previste nella procedura aziendale secondo le istruzioni operative riportate nel manuale.
Tutte le altre indennità (direzione, ruolo chiave, centralino, Monte Pegni) rimangono in vigore.
Sono confermate le indennità di direzione (90 - 100 -170 - 190 euro in base alla dimensione della filiale) che le indennità di ruolo chiave (€ 3.000 per filiali da 21 a 40 addetti; € 6.000 da 41 a 70; € 9.000 oltre 70).
L’integrazione della maternità a rischio al 100% della retribuzione è confermata in via gestionale, anche se non è normata dall’accordo.
h) Elaticità di orario/Spostamento di orario/Intervallo meridiano
Continuerà a trovare applicazione, salvo successiva revoca, a favore di tutti i colleghi appartenenti alle Aree professionali, un’elasticità di orario in entrata, intesa quale possibilità di posticipare l’ingresso, fino a 30 minuti, rispetto all’inizio dell’orario di lavoro fissato per l’unità organizzativa di appartenenza con correlato recupero da parte dell’interessato o alla fine della stessa giornata lavorativa ovvero in altre giornate lavorative dello stesso mese di riferimento (ad es. in caso di orario di lavoro previsto tra le 8.25 e le 16.55 il lavoratore può iniziare la prestazione lavorativa, anche quotidianamente, in una fascia oraria compresa tra le 8.25 e le 8.55, mentre il termine della prestazione giornaliera non potrà essere comunque anticipata rispetto alle ore 16.55).
Ad esclusione dei colleghi con spostamento di orario, il collega può chiedere al Responsabile dell’unità organizzativa di appartenenza l’estensione della predetta elasticità a 45 minuti giornalieri.
L’elasticità di orario viene concessa compatibilmente con le esigenze organizzative e produttive.
L’elasticità di orario non compete ai colleghi:
- in turni,
- con orario al di fuori dell’orario standard.
Laddove occorresse revocare -a fronte di sopraggiunte diverse esigenze tecniche, organizzative e produttive aziendali- la concessione dell’elasticità attribuita in precedenza, il Responsabile della Unità Organizzativa dovrà comunicare all’interessato il relativo provvedimento con un preavviso di almeno 10 giorni lavorativi.
Il collega che ha fruito, in ingresso, del posticipo di orario fino al massimo di 30/45 minuti deve prolungare il termine del suo orario di lavoro o nella stessa giornata lavorativa o in altre giornate dello stesso mese, comunque in modo da non superare 9 ore e 30 minuti giornalieri di lavoro, fermo restando che detto recupero non può essere effettuato contraendo l’orario di intervallo.
Ove l’interessato non effettui, per qualsivoglia ragione, il recupero entro i termini predetti, detta mancata prestazione verrà in via automatica e secondo le modalità previste addebitata a “banca delle ore” o, in caso di mancato credito in banca delle ore, a permesso contrattuale retribuito, o, infine, regolata come permesso non retribuito con le relative trattenute sulle competenze mensili.
Spostamento di orario
Ricordiamo che in base alle vigenti disposizioni della Contrattazione Collettiva Nazionale di Lavoro in tema di flessibilità di orario è possibile lo spostamento di orario:
- in accoglimento di espressa richiesta del lavoratore: compatibilmente con le esigenze di servizio, l’Azienda -tramite il Responsabile della Unità - può accordare al singolo dipendente di anticipare ovvero posticipare, in via non occasionale, l’orario di inizio della prestazione lavorativa (rispetto a quello di inizio previsto per la Unità Organizzativa), con un minimo di 5 minuti -e multipli di 5 minuti- fino ad un massimo di 15 minuti, con correlato spostamento del termine finale dell’orario di lavoro giornaliero.
- in caso di esigenze di servizio: l’Azienda, tramite il Responsabile della Unità, può decidere di posticipare, in via non occasionale, l’orario di inizio della prestazione lavorativa del singolo dipendente (rispetto a quello di inizio previsto per la Unità Organizzativa) con un minimo di 5 minuti -e multipli di 5 minuti- fino ad un massimo di 30 minuti, con correlato spostamento del termine dell’orario di lavoro giornaliero;
Il personale che fruisce dello spostamento dell’orario di lavoro, può fruire altresì, in quanto espressamente autorizzato dal Responsabile, dell’elasticità giornaliera di orario nel limite massimo di 30 minuti.
Lo spostamento di orario non può essere autorizzato nei confronti del personale con orario di lavoro in turni ovvero con orario compreso nel nastro orario extra standard.
Tutti i colleghi a tempo pieno sono tenuti ad effettuare l’intervallo giornaliero di 60 minuti in essere presso l’Unità Organizzativa di appartenenza.
Il collega delle Aree professionali può avanzare formale richiesta scritta al Responsabile della propria Unità volta ad ottenere la concessione di effettuare in via non occasionale un intervallo meridiano della durata di 30 minuti, in deroga a quanto in via generale praticato nell’unità organizzativa di assegnazione.
Il Responsabile potrà concedere la riduzione dell’intervallo nel caso in cui tale riduzione non incida sulle esigenze tecniche, organizzative e produttive della Unità organizzativa (ad es. in termini di sicurezza fisica, di ricadute quali l’incremento della prestazione oltre il normale orario di lavoro).
Ferme restando le disposizioni di legge che prevedono l’obbligo di effettuazione dell’intervallo in caso di prestazione di lavoro superiore alle 6 ore, ogni dipendente part time può chiedere di fruire o meno dell’intervallo all’interno dell’orario di lavoro giornaliero secondo le modalità di seguito definite. Laddove previsto esso dovrà essere formalizzato nel contratto di lavoro a tempo parziale.
La durata dell’intervallo sarà, quindi:
a) per i part time verticali (nonché per le giornate a tempo pieno dei part time misti),
- di 60 minuti, (30 minuti per i casi specificatamente autorizzati);
b) per i part time orizzontali (nonché per le giornate a tempo parziale dei part time misti),
- di 15 o 30 minuti.
In ogni caso, al rientro dall’intervallo, dovrà essere svolta dai predetti lavoratori una prestazione lavorativa significativa pari ad almeno 30 minuti.
L’intervallo continua ad essere attuato fra le ore 13,25 e le ore 14,45, ovvero, con inizio non prima delle ore 12,00 e non dopo le ore 14,40, laddove lo giustifichino le circostanze obiettive connesse alla consumazione del pasto e le esigenze di servizio con particolare riferimento a quelle connesse all’orario di sportello.
L’eventuale ritardato inizio e/o l’anticipato termine dell’intervallo giornaliero non sono considerati prestazione lavorativa.
1 Prestazione lavorativa in giornata semifestiva
Sono contrattualmente considerate giornate semifestive: la vigilia di Ferragosto, la vigilia di Natale, il 31 dicembre nonché, presso ciascun Comune, la ricorrenza del Santo Patrono; per il personale il cui normale orario preveda la prestazione in giornata di sabato, è altresì considerata giornata semifestiva la vigilia di Pasqua.
Nelle giornate semifestive:
- il personale a tempo pieno, fatta eccezione per quello di custodia e guardiania, deve rendere una prestazione lavorativa pari a 5 ore,
- il personale a tempo parziale anticipa l'orario di uscita in modo da rendere la prestazione lavorativa proporzionalmente ridotta rispetto a quella del personale a tempo pieno, fermo restando che la durata della prestazione lavorativa non può eccedere le 5 ore nella giornata.
Si rammenta nella circostanza che la fruizione di ferie, dei permessi ex festività ovvero della riduzione di orario/sospensione dell’attività lavorativa di cui al capitolo 6 in giornata semifestiva si computa a giornata intera.
Festivita’ coincidenti con la domenica
Qualora le festività civili (25 aprile, Anniversario della Liberazione - 1° maggio, Festa del Lavoro - 2 giugno, Festa della Repubblica) coincidano con la domenica, il lavoratore può optare per il compenso aggiuntivo o per una giornata di permesso da fruirsi compatibilmente con le esigenze di servizio.
h1) Permessi Aspettative
Permessi retribuiti per motivi familiari /di carattere personale
1) Al Personale possono essere concessi permessi retribuiti, da giustificarsi al rientro in servizio con idonea documentazione:
a) 3 giorni lavorativi in caso di morte del:
o coniuge anche legalmente separato,
o parente entro il 2° grado, anche non convivente,
o soggetto componente la famiglia anagrafica (cioè iscritto nel proprio stato di famiglia), ovvero parente o affine purché conviventi.
Il suddetto permesso retribuito per lutto è cumulabile con eventuali ulteriori permessi dovuti per lo stesso evento nei confronti di altri soggetti di cui sopra.
Esso, inoltre, può essere cumulato con i 3 giorni di permesso retribuito spettanti al ricorrere delle specifiche condizioni stabilite dall’art. 1 del DPCM n. 278/00 in tema di assistenza dovuta a grave infermità. Tale permesso può essere fruito entro sette giorni a partire dal giorno in cui si è verificato l’evento.
b) 2 giorni lavorativi per la nascita del figlio. Il permesso resta quantitativamente determinato in due giorni a prescindere che il lieto evento riguardi un figlio/a o più figli.
Tale permesso può essere fruito entro sette giorni dal verificarsi dell’evento.
c) 1 giorno in occasione di trasloco documentato (fattura del trasloco, ovvero comunicazione all’Azienda di cambio di residenza e/o domicilio).
d) In caso di trasferimenti disposti d’ufficio che comportino l’effettuazione di trasloco nei termini previsti dalla normativa contrattuale nazionale, al personale interessato competono:
o 1 giorno di permesso retribuito per trasferimenti in località distanti da oltre 100 e fino a 300 km dal luogo di residenza;
o 2 giorni di permesso retribuito per trasferimenti oltre 300 km.
Il Personale che intende fruire di tale tipologia di permesso deve fornire comunicazione al Responsabile dell’unità organizzativa di appartenenza con congruo preavviso.
2) Al personale appartenente alle Aree professionali che abbia superato il periodo di prova ed abbia già esaurito le ferie relative all’anno in corso e agli anni precedenti, i permessi ex festività e l’eventuale credito di banca delle ore spettanti, il Responsabile dell’Unità di appartenenza può concedere permessi orari retribuiti:
a) per comprovati gravi motivi di carattere personale/familiare, purché documentati,
b) per visite mediche specialistiche non effettuabili al di fuori dell’orario di lavoro comprovate da idonea certificazione.
In tale ambito il Responsabile, di concerto con l’Ufficio Risorse Umane competente, valuterà con la massima considerazione, ove segnalata, ai fini della concessione di tali permessi retribuiti, la condizione dei dipendenti affetti da malattie di carattere oncologico, sindrome da immunodeficienza acquisita, TBC e patologie di analoga gravità.
I permessi di cui al presente paragrafo sono sostitutivi delle analoghe previsioni di cui all’art. 4, comma 1, della Legge n. 53/00, e si applicano anche alle famiglie di fatto.
Permessi non retribuiti per motivi familiari /di carattere personale
In linea con i principi di cui alla legge 53/2000 che si intendono qui richiamati:
a ) il dipendente, superato il periodo di prova, può chiedere 5 giorni di permesso non retribuito, per ogni anno solare, per motivi di carattere personale o familiare,
b) il dipendente, superato il periodo di prova, ha comunque diritto ad ulteriori 5 giorni di permesso non retribuito, per ogni anno solare, per assistenza per malattia -comprovata da idonea documentazione medica- di:
- coniuge, figli (anche adottivi/affidati), genitori, fratelli, nipoti “ex filio”,
- ogni altro soggetto purché convivente con l’interessato.
In sostituzione dei permessi sub a), il dipendente, ancorché abbia già fruito dei permessi sub b), ricorrendo nuovamente tale fattispecie, ha diritto di fruire di ulteriori 5 giorni di permesso non retribuito.
I giorni di permesso di cui al punto b) che precede non possono essere collegati a giorni di ferie nel periodo giugno-settembre e nel periodo dal 15 dicembre al 15 gennaio e per i figli (anche adottivi/affidati) di età compresa tra i 3 e gli 8 anni si intendono aggiuntivi a quanto previsto dall’art. 47 D.Lgs. n. 151/01 (cd. “permessi per malattia del figlio”).
Nei casi di cui alla lettera a) la richiesta scritta dell’interessato deve essere inoltrata all’Ufficio Risorse Umane di competenza che, di concerto con il Responsabile dell’Unità, fatte salve le esigenze di carattere tecnico organizzativo, deciderà per il suo accoglimento o per segnalare all’interessato gli elementi ostativi all’accoglimento medesimo.
Nei casi di cui alla lettera b) la richiesta scritta dell’interessato deve essere inoltrata all’Ufficio Risorse Umane di competenza per il tramite del Responsabile dell’Unità.
I permessi di cui al presente paragrafo si applicano anche alle famiglie di fatto.
I lavoratori studenti possono beneficiare di permessi retribuiti per motivi di studio nella misura di seguito indicata, sulla base della presentazione relativa idonea documentazione:
scuole medie inferiori e superiori:
a) permessi retribuiti nelle giornate di prova d’esame più il tempo di viaggio per il raggiungimento della sede di esame;
b) ulteriori 8 giorni di permesso retribuito all’anno, non frazionabili in mezze giornate, per il numero degli anni -più due- di corso legale degli studi;
c) ulteriori 8 giorni di permesso retribuito, frazionabili in due periodi, da fruire nell’intero ciclo di corso di studi.
d) un periodo di aspettativa non retribuita di 30 giorni di calendario, anche frazionabile in non più di due periodi, da fruirsi una sola volta per ciclo di studi di scuola media inferiore o superiore, di cui almeno la metà (15 giorni) in occasione degli esami di licenza o di diploma.
Sulla base della presentazione di tutta la documentazione di rito, i permessi retribuiti di cui alle lettere a), b), c), secondo i limiti annui previsti, vanno richiesti al Responsabile della Unità anche dai lavoratori studenti per gli esami relativi agli anni intermedi sostenuti da privatisti. Il congedo di cui sub d) spetta, superato il periodo di prova, e previa richiesta scritta, per il tramite del Responsabile della Unità, all’Ufficio Risorse Umane competente, con due mesi di preavviso.
a) 3 giorni di permesso retribuito (non frazionabili in mezze giornate), in occasione di ogni singolo esame sostenuto. In caso di esame scritto ed esame orale previsti dal piano di studi come due esami separati, le 3 giornate di permesso retribuito vanno concesse per ciascuna prova; nel caso invece in cui le prove siano parti di unico esame al lavoratore studente vanno riconosciuti complessivamente 3 giorni lavorativi di permesso retribuito;
b) 5 giorni di permesso retribuito in occasione della preparazione dell’esame di laurea più 1 giorno di permesso retribuito coincidente con quello dell’esame di laurea;
c) 3 giorni di permesso retribuito in occasione della preparazione dell’esame di laurea magistrale più 1 giorno di permesso retribuito coincidente con l’esame di laurea magistrale;
d) un periodo di aspettativa non retribuita non superiore a 180 giorni di calendario per il conseguimento della laurea, anche magistrale, frazionabile sino ad un massimo di tre periodi, ognuno dei quali non inferiore a 15 giorni di calendario e da fruirsi una sola volta per ciclo di studi.
I permessi retribuiti di cui alle lettere a), b), c), vanno richiesti al Responsabile della UOG. L’interessato dovrà presentare al rientro la relativa documentazione giustificativa. Il congedo di cui sub d) spetta, superato il periodo di prova, e previa richiesta scritta supportata da idonea documentazione, per il tramite del Responsabile della UOG, all’Ufficio Risorse Umane competente, con due mesi di preavviso.
2 ASPETTATIVE
Aspettativa per motivi di studio, familiari, personali o per volontariato
Superato il periodo di prova, il dipendente può chiedere, per motivi di studio, familiari, personali o per lo svolgimento delle attività di volontariato (L. n. 266/91) un’aspettativa non retribuita della durata massima di un anno, frazionabile in più periodi singolarmente considerati non inferiori ai 5 giorni.
La richiesta scritta di aspettativa che verrà valutata dall’azienda compatibilmente con le esigenze di servizio, supportata dalla documentazione del caso, va trasmessa per il tramite del Responsabile della Unità all’Ufficio Risorse Umane di competenza. Detta Struttura per lo stesso tramite fornirà riscontro all’interessato.
Aspettativa aggiuntiva per malattia
Trascorso il periodo di aspettativa per malattia alle condizioni e nei modi stabiliti dal contratto collettivo nazionale tempo per tempo vigente, il personale che non risulti in grado di riprendere servizio potrà fruire, a richiesta, di un ulteriore periodo di aspettativa non retribuita, della durata massima di un anno, alle stesse condizioni già regolate dalla suddetta aspettativa per malattia (nel senso che la/e richiesta/e dovrà/nno essere supportate da idonea certificazione medica).
Nel caso in cui risulti che la fruizione di detta ulteriore aspettativa di un anno sia effettuata a mese/i o frazione di mese e che detti periodi risultino intervallati da servizio effettivo inferiore a 3 mesi continuativi, ai fini del computo dell’ulteriore anno di aspettativa saranno sommati tutti i mesi e le frazioni di mese.
3 GRAVIDANZA E PUERPERIO
Ferme le disposizioni in materia previste dal D.Lgs. 151/2001 -e successive modifiche e integrazioni- e dal contratto collettivo nazionale tempo per tempo vigente, a far tempo dalla comunicazione dello stato di gravidanza e fino all’ultimo giorno di servizio prima dell’inizio del periodo di assenza obbligatoria previsto dalla legge, la lavoratrice ha diritto:
- a non essere spostata o trasferita dalla Filiale o dalla Direzione Centrale di
- di essere adibita, avanzando apposita richiesta scritta all’ufficio Risorse Umane di competenza, a mansioni diverse da quelle cui è addetta, ove queste comportino una prestazione di lavoro contraddistinta da prevalente posizione ortostatica o comunque da particolare gravosità. Successivamente al terzo mese di gravidanza, l’interessata può richiedere l’esenzione da mansioni che comportino posture fisse in posizione seduta. Le richieste devono essere documentate da idonea certificazione medica.
Al personale assente per il congedo anticipato per maternità con complicazioni patologiche compete il trattamento economico in misura pari alla retribuzione goduta in servizio per l’intera durata di astensione da lavoro determinata dalla competente all’Azienda Sanitaria Locale (con riferimento al luogo di residenza), con le modalità di cui al D.Lgs. 151/01.
Il rientro del dipendente che abbia fruito dei congedi previsti dal D.Lgs. 151/2001 avviene, salvo espressa rinuncia, nella stessa unità organizzativa ove era occupato al momento dell’inizio del congedo ovvero in altra ubicata nello stesso Comune.
Il personale che fruisce dei periodi di riposo giornaliero di cui agli artt. 39, 40, 41 del D.Lgs. 151/01 (c.d. “permessi per allattamento”), può avanzare richiesta scritta all’Ufficio Risorse Umane di competenza, di spostamento dell’intervallo meridiano, comunque con inizio non prima delle ore 12.00 e non dopo le ore 14.40; tale richiesta verrà accolta dal suddetto ufficio fatte salve le esigenze tecnico organizzative del Unità Organizzativa di assegnazione.
Permessi per corsi pre-parto
La dipendente in stato di gravidanza ha diritto a permessi retribuiti per partecipare al corso di preparazione al parto presso strutture pubbliche, o convenzionate con le medesime, per la durata del corso stesso. L’interessata dovrà comunicare al proprio Responsabile, con un preavviso di almeno 5 giorni, le date previste per la partecipazione al suddetto corso che sarà successivamente documentata con apposita attestazione di presenza rilasciata della relativa struttura.
Aspettativa per puerperio
Ferme le previsioni di legge che regolano il congedo parentale, alla lavoratrice madre viene concesso, su richiesta scritta inoltrata all’Ufficio di Risorse Umane di competenza, un periodo di aspettativa non retribuita aggiuntiva di 3 mesi da fruirsi, anche in via frazionata, fino al compimento del 3° anno di età del figlio. In caso di parto gemellare detto periodo di aspettativa non retribuita è raddoppiato.
I benefici di cui sopra possono essere richiesti anche dalla madre adottiva/affidataria del minore di 3 anni e fino al compimento del 3° anno di età dello stesso.
In luogo della lavoratrice madre, il lavoratore padre può utilizzare il suddetto congedo in caso di morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio da parte della madre, affidamento esclusivo del figlio al padre.
i) Per il part-time
Viene confermata quasi tutta la normativa prevista dagli accordi di armonizzazione, con alcune novità:
- durata: i contratti a tempo parziale potranno avere una durata variabile compresa tra 6 mesi a 3 anni (prima era o 6 mesi, o 3 anni);
- limiti numerici: la concessione di part-time può superare il 20% dell’organico di Area (limite prima esistente);
- domande pregresse: tutte le domande in essere al 25/7/12 vengono accolte;
- criteri di accoglimento: (tutti confermati) handicap, assistenza familiari invalidi, figli minori di 3 anni, figli con età compresa tra 3 e 13 anni, assistenza familiari malati, motivi di studio o volontariato;
- elasticità orario in ingresso: 45 minuti, come prima;
- buono pasto solo di 5,16 se viene effettuato l’intervallo il buono pasto di 4 euro non è più previsto. Il part-time che non effettua l’intervallo, può rimodulare il proprio orario di lavoro in modo da prevedere una pausa di 15 o 30 minuti, purché dopo l’intervallo stesso lavori ancora almeno mezz’ora. In tal caso percepirà il ticket pieno pari ad € 5,16.
La modulistica con tutte le informazioni è disponibile nell’intranet aziendale sezione normativa - Regole in materia di prestazione di lavoro a tempo parziale.
Confermata la previsione che prevede l’erogazione di una provvidenza di € 2.300,00 per figli e coniuge portatore di handicap grave
Sulla mobilità ferme restando le norme del CCNL (30 km dalla sede di lavoro per aree prof. con 22 anni di servizio e 45 anni di età; 50 km per QD1 e QD2 con 22 anni di servizio e 47 anni di età).
Per quanto riguarda i limiti chilometrici, quando i trasferimenti sono disposti ad iniziativa dell’azienda, occorre il consenso del lavoratore quando la distanza dalla sua residenza/domicilio sia superiore a:
· 25 km per i part-time
· 70 km per le aree professionali
· 90 km per i QD1 e QD2
sempre che il trasferimento non costituisca avvicinamento alla residenza.
Ovviamente, resta fermo l’obbligo del consenso per trasferimento di personale che fruisce della L. 104/91 e assistenza figli fino a 3 anni.
I limiti suddetti non si applicano in caso di mobilità conseguente a chiusura e/o cessazione totale o parziale di attività ovvero significativa riduzione delle attività ovvero ancora di chiusura/accorpamento di filiale.
Negli stessi casi di cui sopra, per mantenere i colleghi interessati negli ambiti territoriali previsti dalla normativa nazionale sarà invece possibile derogare all’art.2103 del c.c. attribuendo al dipendente mansioni inferiori.
n) L’indennità di pendolarismo viene modificata rispetto alla normativa precedente.
Ai trasferimenti disposti dal 1/7/12 su iniziativa dell’azienda, esclusivamente nel caso di spostamenti superiori a 25 km (50 km A/R) calcolati tra residenza/domicilio e nuova sede di lavoro, sono previsti i seguenti rimborsi per chilometro:
Distanza (A/R in km) da
Contributo (€ lordi)
51 - 75 km
76 - 100 km
101 - 120 km
121 - 140 km
Oltre 140 km
Gli importi (rivalutati rispetto 2007) previsti dalla tabella, funzionano secondo il meccanismo degli scaglioni e saranno riconosciuti per la durata di 6 anni dalla data del trasferimento.
Andranno invece a scadenza (sempre 6 anni) le indennità di pendolarismo erogati secondo le previgenti regole.
Trasferimenti a richiesta confermata la precedente normativa.
Per tutti i dettagli vedi nell’intranet aziendale sezione normativa: Regole in materia di mobilità territoriale.
o) Orario di sportello / Servizio alla clientela
Allo scopo di impiegare al meglio il personale, riassorbire i dipendenti rilasciati dalle filiali accorpate nel Gruppo nonché aumentare la produttività, l’Azienda procederà ad un’estensione dell’orario giornaliero di sportello dal lunedì al venerdì tra le 8 e le 20 ed all’apertura di filiali nella giornata di sabato.
I nuovi orari dovrebbero riguardare, almeno in fase iniziale, circa 600 filiali.
In deroga al CCNL, chi lavora il sabato avrà comunque l’orario settimanale distribuito su 5 giornate, anche non consecutive e di differente durata. Tolte le ore lavorate al sabato, le rimanenti ore saranno ripartire in modo uniforme sulle altre 4 giornate.
Nel caso di orario di lavoro giornaliero superiore alle 6 ore, sarà sempre previsto l’intervallo di un’ora.
L’illustrazione dei piani commerciali relativi alle nuove articolazioni di orario formerà oggetto quanto a filiali interessate, tempi, durata e modalità, di informativa preventiva nell’ambito del Comitato di Consultazione (OO.SS. - azienda).
E’ prevista la possibilità di svolgere attività commerciali “fuori sede” (cioè all’esterno delle filiali).
In tale eventualità sarà necessario attenersi rigorosamente alla normativa in materia, svolgendo una chiara distinzione tra colleghi iscritti all’albo dei promotori finanziari e i non iscritti. I primi possono svolgere nei confronti dei risparmiatori sia attività di promozione che di collocamento di strumenti finanziari e servizi d'investimento in luogo diverso dalle dipendenze della banca. I secondi invece, non in possesso dell’iscrizione, dovranno sottostare a limitazioni molto più restrittive, pena la possibilità di incorrere in sanzioni anche molto gravi. Per questi ultimi l’azienda dovrà fornire una chiara ed esaustiva disciplina, in modo da evitare ogni possibile rischio.
L’accordo contiene l’impegno alla conferma a tempo indeterminato di tutto il personale oggi in servizio con contratto di apprendistato e di inserimento che avverrà con le procedure e le prassi sino ad oggi applicate. Nello specifico ci si riferisce alla continuità del rapporto di lavoro e applicazione del livello economico 3 area 1 livello senza riduzioni economiche anche con per i Contratti d’Inserimento.
I colleghi non confermati nel corso dl mese di ottobre verranno assunti senza soluzione di continuità
A fronte di queste conferme (circa 1300 colleghi) non si procederà alle assunzioni previste dall’accordo del 29 luglio 2011 (in totale circa 1.000).
Ci saranno incontri sull’andamento degli organici al fine di verificare le condizioni per l’assunzione dei Tempi Determinati.