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Timestamp: 2018-02-21 19:23:58+00:00
Document Index: 46116978

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 6', 'art.4', 'art. 70', 'art. 53', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 69', 'art. 118']

﻿CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 maggio 2017, n. 12370 - Contratti a termine per Supplente scolastica -Domanda per riconoscimento aumenti periodici per ogni biennio di servizio precedente all'immissione in ruolo - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 maggio 2017, n. 12370 – Contratti a termine per Supplente scolastica -Domanda per riconoscimento aumenti periodici per ogni biennio di servizio precedente all’immissione in ruolo
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 maggio 2017, n. 12370
Lavoro – Contratti a termine – Supplente scolastica – Aumenti periodici per ogni biennio di servizio precedente all’immissione in ruolo – Domanda
Che con sentenza in data 31/05/2012 la Corte di Appello di L’Aquila, in parziale conferma della sentenza del Tribunale di Vasto n. 281/2011, ha accolto la domanda di S.F., supplente scolastica con considerevole anzianità derivante da una successione di contratti a termine, riconoscendo il suo diritto a percepire gli aumenti periodici per ogni biennio di servizio precedente all’immissione in ruolo;
Che secondo la Corte territoriale, la Direttiva europea sulla parità di trattamento tra personale a termine e a tempo indeterminato, avrebbe abrogato la legge interna (art. 53 I. n. 312/1980) che esclude i supplenti della scuola dal godimento di questa indennità;
Che la domanda è stata accolta dal giudice d’Appello in base all’applicazione della clausola 4, punto 1, dell’Accordo Quadro sul rapporto di lavoro a tempo determinato (e della Direttiva 1999/70/CE recepita in Italia dall’art. 6 d.lgs. n. 368/2001), la quale dispone che, per quanto riguarda le condizioni d’impiego i lavoratori a tempo determinato “…non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o un lavoro a tempo determinato, salvo che non sussistano ragioni oggettive”;
Che il Ministero ricorrente ha appuntato le sue censure sulla circostanza per la quale, la specialità della normativa sui rapporti di lavoro nel settore scolastico (artt. 389 ss. e 520-523 del d.lgs. n. 297/1994, modificati dall’art.4 I. n.124/1999, nonché dall’art. 70, comma 8, d.lgs. n.165/2001 che richiama il Testo Unico n. 297/1994 quanto alle procedure di reclutamento del personale, art. 53 I. n. 312/1980) consentirebbe di stipulare contratti a termine per il personale non di ruolo per far fronte a esigenze contingenti, e che pertanto l’esclusione della progressione economica legata all’anzianità di servizio sarebbe sorretta da ragioni oggettive che escludono qualsiasi profilo di disparità di trattamento con i lavoratori a tempo indeterminato dello stesso comparto;
Che codesta Corte, con sentenza n.22558 del 7/11/2016 ha riconosciuto che nel settore scolastico, la clausola dell’Accordo Quadro sul rapporto a tempo determinato recepito nella Direttiva n.1999/70/CE di diretta applicazione “…impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicché vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”;
Che a dette conclusioni, codesta Corte è giunta valorizzando la giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia Europea sulla clausola 4 dell’Accordo Quadro, la quale afferma l’illegittimità di qualsiasi disparità di trattamento con riguardo alle condizioni d’impiego in base alla mera natura temporanea di un rapporto di lavoro e pone in capo agli Stati membri l’obbligo di assicurare al lavoratore a tempo determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, prescindendo dal termine apposto al contratto (Corte di Giustizia 13/09/2007 C-307/5 Del Cerro; Corte di Giustizia 22/12/2010 C- 444/09 Gavieiro);
Che nella stessa sentenza n. 22558/2016, codesta Corte ha altresì espresso l’orientamento in base al quale, in tema di retribuzione del personale scolastico, l’art. 53 della I. n. 312/1980 che prevedeva scatti biennali di anzianità per il personale non di ruolo, non è applicabile ai contratti a tempo determinato del personale del comparto scuola ed è stato richiamato, ex art. 69, comma 1, e 71 del d.lgs. n.165 del 2001, dal c.c.n.l. 4 agosto 1995 e dai contratti collettivi successivi, per affermarne la perdurante vigenza ai soli insegnanti di religione;
Che non si ravvisano motivi tali da indurre questa Corte a disattendere tale suo orientamento, al quale va data continuità, poiché le ragioni indicate a fondamento del principio affermato, da intendersi qui richiamate ai sensi dell’art. 118 disp. att. cod. proc. civ., sono integralmente condivise dal Collegio;