Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/06/la-questione-tassabilita-indennita-risarcitorie.html
Timestamp: 2018-11-14 13:50:59+00:00
Document Index: 28284351

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 67', 'art. 6']

La tassabilità delle indennità risarcitorie - CommercialistaTelematico.com
Le indennità ed i risarcimenti percepiti per il cosiddetto lucro cessante sono da assoggettare ad imposizione ai fini dell’imposta sul reddito, mentre le indennità ed i risarcimenti diretti a reintegrare il danno emergente non sono imponibili. Il risarcimento in denaro, a seguito di accordo transattivo, del danno consistente nella perdita di chance lavorative è considerato danno emergente non tassabile e non è classificabile nell’ambito dei redditi derivanti da obblighi di fare, non fare o permettere.
La Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, con la sentenza n. 458/1/18 del 15.5.2018, ha chiarito alcuni rilevanti aspetti in tema di tassabilità o meno delle indennità risarcitorie.
Nel caso di specie il contribuente si opponeva al silenzio rifiuto formatosi in relazione all’istanza di rimborso presentata, ex art. 38, DPR n. 602/1973, all’Agenzia delle Entrate, quanto alle imposte pagate, per l’anno 2012, in relazione all’ incasso di somme a seguito di una definizione transattiva di una controversia.
La vicenda riguardava, in particolare, l’imponibilità o meno, ai fini IRPEF, della somma percepita dal ricorrente a seguito della conclusione di una transazione con gli aggiudicatari di licenze taxi per effetto di un pubblico concorso, di cui il ricorrente aveva contestato la regolarità, per la formazione di una graduatoria finalizzata ad assegnare nuove licenze per l’esercizio di servizio pubblico di linea taxi.
Il ricorrente, che, all’esito delle operazioni, era risultato collocato in posizione non utile alla graduatoria, aveva contestato l’operato della Commissione Giudicatrice, impugnando davanti al TAR della Toscana i provvedimenti con i quali il Comune aveva approvato il bando pubblico per l’assegnazione delle nuove licenze.
Il ricorso veniva accolto dal TAR, con sentenza poi impugnata dagli assegnatari delle licenze, oltre che dal Comune. Veniva quindi instaurato il giudizio di secondo grado, nelle more del quale le parti private pervenivano ad un accordo extragiudiziale, mediante il quale gli appellanti principali si impegnavano a risarcire economicamente al ricorrente il danno da perdita di chance di conseguire una licenza taxi, nonchè a rinunciare agli appelli proposti, mentre egli si impegnava a rinunciare ai ricorsi originari e a tutti gli effetti, diretti ed indiretti, di cui alla sentenza di primo grado.
Nello specifico, detto risarcimento veniva determinato nella misura di € 90.000,00.
Per il ricorrente quindi, per effetto della suddetta transazione, avendo egli incassato € 90.000,00 a titolo di risarcimento del danno da perdita di chance, tale introito monetario non era assoggettabile a tassazione, ai sensi dell’art. 6, co. 2 del TUIR, in quanto volto al risarcimento di un danno tipicamente areddituale e pertanto chiedeva il rimborso di quanto indebitamente versato ai fini IRPEF.
Per l’Ufficio finanziario, invece, si trattava di una somma di denaro riconducibile alla disposizione di cui all’art. 67, comma 1, n.1) del TUIR, secondo cui vanno assoggettati a tassazione i redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere, che concorrono come reddito diverso alla formazione del reddito complessivo nell’anno in cui sono stati percepiti.
Il ricorso, secondo la CTP, era fondato.
I giudici di merito evidenziano infatti che l’art. 6, co. 2, citato stabilisce che “i proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni conseguenti alla perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti”, il che equivale a sostenere che le indennità ed i risarcimenti percepiti per il cosiddetto “lucro cessante” sono da assoggettare ad imposizione ai fini dell’imposta sul reddito, mentre le indennità ed i risarcimenti diretti a…