Source: https://renatodisa.com/2013/12/04/corte-di-cassazione-sezione-vi-ordinanza-2-dicembre-2013-n-27035-nellipotesi-di-cui-allart-2051-c-c-lattore-agisca-per-il-riconoscimento-del-danno-ha-loner/
Timestamp: 2018-06-24 06:42:33+00:00
Document Index: 133709692

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 115', 'art. 360', 'art. 2051', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 2 dicembre 2013, n. 27035. Nell’ipotesi di cui all’art. 2051 c.c., l’attore agisca per il riconoscimento del danno, ha l’onere di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra la cosa e l’evento lesivo, mentre il custode convenuto, per liberarsi dalla sua responsabilità, devo provare l’esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere quel nesso causale. Caso fortuito da intendersi secondo un’accezione ampie, comprensiva dello stesso atto del danneggiato - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 2 dicembre 2013, n. 27035. Nell’ipotesi di cui all’art. 2051 c.c., l’attore agisca per il riconoscimento del danno, ha l’onere di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra la cosa e l’evento lesivo, mentre il custode convenuto, per liberarsi dalla sua responsabilità, devo provare l’esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere quel nesso causale. Caso fortuito da intendersi secondo un’accezione ampie, comprensiva dello stesso atto del danneggiato
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ordinanza 2 dicembre 2013, n. 27035
“1. – La sentenza impugnata (Corte d’appello di Roma 11/06/2012, non notificata), respingendo l’appello delle odierne ricorrenti, escludeva la responsabilità del Comune odierno intimato, con riferimento al sinistro del 29.01.2001 in cui perdeva la vita Addolorata Eramo. Veniva ritenuto non provato il nesso eziologico tra le condizioni della strada e l’evento. Risultava infatti accertato che la E., dopo aver superato il ponticello, incrociava altro veicolo e si spostava sulla destra, perdendo il controllo dell’auto e cadendo con l’auto nel fiume sottostante. Non risultava, né dal sopralluogo dei Carabinieri, né da altra prova, alcuno smottamento o piccola frana della strada. La mancanza di una barriera più resistente della semplice staccionata in legno e di una segnaletica di pericolo non erano ritenute tali da risultare dotate di autonoma efficienza causale rispetto all’incidente. Il sinistro, pertanto, non risultava essere stato cagionato da altro che da una perdita di controllo del mezzo da parte del conducente.
2. – Ricorrono per cassazione M.P.D.C,, S.D.C., A.E., F.E., tutte in proprio e nella qualità di eredi di D.E. e A.E., sulla base di tre motivi di ricorso; resiste con controricorso il Comune di Gallinaro.
3. – Con il primo motivo di ricorso, le parti ricorrenti lamentano “Violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360, comma 1, n. 3 Cod. Proc. Civ in relazione all’art. 115 comma 1 Cod. Proc. Civ., 167 Cod. Proc. Civ. e 2051 Cod. Civ.: falsa applicazione di norme di diritto e vizio di motivazione sul punto”. La Corte territoriale non avrebbe tenuto conto che le odierne ricorrenti avevano dimostrato la sussistenza dei dissesti sulla strada oggetto del sinistro. Assolto tale onere probatorio, incombeva sul Comune dimostrare l’irrilevanza di tale dissesto e l’esistenza di un altro fatto avente efficacia causale nella determinazione del sinistro. – Con il secondo motivo di ricorso lamentano “Violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360, comma 1, n. 3 e 5 Cod. Proc. Civ. in relazione all’art. 2051 Cod. Civ.: violazione e falsa applicazione di norme di diritto; motivazione contraddittoria e apparente su punti decisivi della controversia”. La Corte territoriale non avrebbe tenuto conto che non vi era prova di una manovra azzardata dell’automobilista, come tale idonea ad escludere la responsabilità del Comune. Oltretutto la Corte non avrebbe indagato sugli obblighi manutentivi a carico del Comune, tralasciando di considerare l’efficacia causale della condotta di quest’ultimo nella causazione dell’evento. Difatti, l’adozione di congrue misure a protezione degli utenti della strada, avrebbe consentito di evitare il sinistro di causa. – Con il terzo motivo di ricorso, le ricorrenti offrono parametri per la determinazione dei danni subiti, nell’eventualità in cui la Corte, accogliendo il ricorso, ritenga di poter decidere la causa nel merito.
La sentenza impugnata, ha invece congruamente spiegato le ragioni della propria decisione, facendo corretta applicazione dei principi sopra enunciati. I Giudici di merito, secondo una valutazione rimessa al loro apprezzamento, e incensurabile in questa sede quando, come nella specie, adeguatamente motivata (cfr. Cass. n. 238/200), hanno ritenuto non provato il nesso esistente tra le condizioni della strada e l’incidente subito dalla E.. Pertanto hanno escluso qualsiasi responsabilità del Comune, essendo il sinistro ascrivibile alla perdita di controllo del veicolo da parte della vittima non imputabile alle condizioni della strada.
Rigetta A ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio a favore del Comune di Gallinaro, che liquida in Euro 2700,00, di cui Euro 2500,00per compensi., oltre accessori di legge.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2013-12-06T13:41:30+00:00	4 dicembre 2013|Cassazione civile 2013, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Illecito aquiliano (o extracontrattuale), Sentenze - Ordinanze|0 Commenti