Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2536-codice-civile-responsabilita-del-socio-uscente-e-dei-suoi-eredi
Timestamp: 2018-11-17 20:27:54+00:00
Document Index: 172948045

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 16', 'art. 2536', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 2536', 'art. 2536']

Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto associativo si manifesta l’insolvenza della società, il socio uscente e’ obbligato verso questa nei limiti di quanto ricevuto per la liquidazione della quota o per il rimborso delle azioni.
Conferimenti: [v. 2464]; Insolvenza: [v. 2462]; Eredi: [v. 457].
La norma, con riferimento alla responsabilità verso la società, prevede un termine di prescrizione [v. 2934] per la riscossione di un credito della società verso il socio uscito. A seguito della riforma, tale termine risulta ridotto ad un anno dal giorno del recesso, dell’esclusione o della cessione della quota. Se la società si trova in stato di insolvenza entro un anno dal pagamento al socio della quota di liquidazione, l’ex socio deve restituire alla società (o agli organi della procedura di insolvenza) l’importo ricevuto a titolo di liquidazione della quota. La ratio giustificatrice della presente norma sta nella presunzione che il pagamento sia avvenuto quando già la società non era in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
In tema di agevolazioni tributarie in favore delle società cooperative, l'attribuzione dei benefici presuppone necessariamente il concorso sia del dato formale, costituito dall'esistenza di previsioni statutarie relative alla devoluzione a fondi mutualistici di quote degli utili netti e del patrimonio residuato alla liquidazione, sia del dato fattuale che le medesime previsioni siano state concretamente osservate, atteso quanto espressamente previsto dall'art. 3, comma 2, l. 18 febbraio 1999 n. 28, anche nel testo sostituito per effetto dell'art. 16 d.lg. 2 agosto 2002 n. 220.
Cassazione civile sez. trib. 13 aprile 2012 n. 5848
In tema di società cooperative, la corresponsione di una quota degli utili netti annuali ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, prevista dall'art. 2536 c.c. e ribadita dall'art. 11, comma 4, della legge n. 59 del 1992 (che ha fissato nel tre per cento la suddetta quota annuale) costituisce un obbligo per tutte le società cooperative, senza che la previsione del comma 1 del citato art. 11 (secondo il quale le cooperative inottemperanti decadono dai benefici fiscali e d'altra natura) valga a trasformare il suddetto obbligo generalizzato in un obbligo rivolto solo alle cooperative "beneficiate", o, addirittura, in un onere da assolvere per poter fruire di benefici, posto che la suddetta previsione di decadenza è solo un modo per rafforzare l'obbligo generalizzato di cui sopra e non è intesa ad attribuire ad esso una portata riduttiva.
Cassazione civile sez. lav. 15 marzo 2005 n. 5599
Nelle società cooperative l'accantonamento in favore di una speciale riserva, costituita in esenzione di imposta in base a quanto disposto dall'art. 12 l. 16 dicembre 1977 n. 904, può essere effettuato solo dopo che sia stato operato l'accantonamento a riserva legale della quinta parte degli utili netti annuali, così come previsto dall'art. 2536 c.c.
Tribunale Milano 26 settembre 1985
Non può essere omologata la deliberazione dell'assemblea straordinaria di una società cooperativa nella quale si preveda il voto segreto dell'assemblea dei soci e del consiglio di amministrazione e l'attribuzione di una quota degli utili netti al consiglio di amministrazione in deroga all'art. 2536 c.c. Non è soggetta ad omologazione la deliberazione dell'assemblea dei soci di una cooperativa la quale disponga l'aumento del capitale sociale.
Tribunale Vicenza 19 giugno 1984