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Timestamp: 2019-06-24 16:31:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 62', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 230', 'art. 230', 'art. 2222', 'art. 2083', 'art. 26', 'art. 47']

Novità fiscali dell'11 marzo 2008: annotazione separata ai fini degli studi di settore; sicurezza sul lavoro anche per imprese familiari e lavoratori autonomi; detrazione IRPEF per gli abbonamenti ai mezzi pubblici | Commercialista Telematico
Novità fiscali dell'11 marzo 2008: annotazione separata ai fini degli studi di settore; sicurezza sul lavoro anche per imprese familiari e lavoratori autonomi; detrazione IRPEF per gli abbonamenti ai mezzi pubblici
1) Detrazione IRPEF per gli abbonamenti ai mezzi pubblici: Bonus di € 47,50 euro per le spese sostenute nel 2008
2) Videoconferenza per le novità sull’invio telematico dei dati contabili del 730/2008
3) Semplificati gli obblighi di annotazione separata dei componenti di reddito rilevanti ai fini degli studi di settore
4) Presentazione dei modelli di dichiarazione IVA 2008 e 770 Semplicato 2008
5) Sicurezza sul lavoro: Le nuove misure riguardano anche le imprese familiari e i lavoratori autonomi
6) Agevolazioni prima casa: Per disconoscerle il fisco deve dimostrare la mancanza della volontà di abitare l’immobile
La detrazione IRPEF fino ad un massimo di € 47,50 per gli abbonamenti a treni, autobus e metropolitane acquistati nel 2008 spetta anche se i titoli di viaggio scadono nel 2009. L’Agenzia delle Entrate con la circolare 19/E/2008 del 7/3/2008 ha fornito chiarimenti sulle regole da rispettare per potere usufruire del bonus introdotto con la finanziaria 2008.
Viene ricordato di conservare le relative ricevute ai fini dei controlli fiscali, mentre sono escluse dalla detrazione le spese per trasporti già deducibili dal reddito di lavoro autonomo o d’impresa.
Possono usufruire della detrazione, pari al 19% dei costi sostenuti per gli abbonamenti ai servizi pubblici fino ad una spesa massima di € 250,00, solo i titoli di viaggio che implicano un uso non episodico del mezzo pubblico, consentendo di effettuare un numero illimitato di spostamenti, per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato.
Restano, invece, esclusi dall’agevolazione i titoli di trasporto che hanno una durata oraria, anche se superiore a quella giornaliera, come ad esempio i biglietti a tempo che scadono dopo 72 ore dalla convalida e le carte turistiche integrate che includono altri servizi oltre a quelli di trasporto, come l’ingresso a musei o spettacoli.
La circolare ribadisce che il tetto massimo di detrazione di € 250,00 fissato dalla Finanziaria é riferito cumulativamente alle somme pagate dal contribuente per il proprio abbonamento e per quello dei familiari a carico.
Inoltre la detrazione é possibile entro i limiti di capienza delle imposte dovute.
Per fruire della detrazione il contribuente deve conservare i titoli di viaggio, che devono obbligatoriamente contenere l’indicazione dell’impresa che li ha emessi, delle caratteristiche del trasporto, il prezzo, il numero progressivo e la data di emissione.
Se il contribuente non dispone della documentazione necessaria per dimostrare che il pagamento é stato effettuato nel 2008, farà fede la data di inizio della validità dell’abbonamento.
Infine, se il biglietto non é nominativo, la detrazione é comunque possibile a condizione che il contribuente autocertifica che il titolo é stato acquistato per proprio uso o per un familiare a carico.
(Agenzia delle Entrate, circolare 19/E/2008 del 7/3/2008 e comunicato stampa del 8/3/2008)
Le novità dell’assistenza fiscale ai lavoratori dipendenti e ai pensionati per il 2008 saranno al centro di una videoconferenza che si terrà il 18/3/2008.
L’incontro, aperto ad associazioni, rappresentanti di categoria e Caf, sarà organizzato nelle direzioni regionali dell’agenzia delle Entrate e negli uffici locali delle diciotto province coinvolte nella prima fase di sperimentazione delle nuove modalità di trasmissione dei dati contabili delle dichiarazioni 730.
Entro la fine di questo mese infatti, come stabilisce un provvedimento del direttore dell’Agenzia, i sostituti d’imposta con domicilio fiscale al 31 dicembre 2007 nelle province campione dovranno comunicare l’utenza telematica nella quale l’amministrazione finanziaria renderà disponibili i risultati dei modelli 730-4 trasmessi dai Caf-dipendenti.
Da quest’anno spetta ai Caf-dipendenti trasmettere telematicamente i risultati finali delle dichiarazioni 730-4 alle Entrate, che li renderanno a loro volta disponibili ai sostituti.
Una procedura necessaria per effettuare i conguagli con vantaggi evidenti sia in termini economici che di sicurezza.
In questa prima fase di attuazione l’iniziativa viene rivolta principalmente ai sostituti che operano nelle province campione di Agrigento, Ascoli Piceno, Biella, Cosenza, Isernia, L’Aquila, Lecco, Livorno, Matera, Pordenone, Reggio Emilia, Rieti, Salerno, Sassari, Savona, Taranto, Terni e Verona.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 8/3/2008)
E’ stato pubblica nella G.U. n. 56 del 06/03/2008 il Decreto del 11/02/2008 con il quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inteso semplificare gli obblighi di annotazione separata dei componenti di reddito rilevanti ai fini degli studi di settore.
Criteri di applicazione degli studi di settore per le imprese multiattività (art. 1)
Ai sensi dell’art. 1 di tale Decreto, in vigore dal 06/03/2008, i contribuenti che esercitano due o più attività di impresa, per almeno una delle quali risultano approvati gli studi di settore, devono annotare separatamente i ricavi relativi alle diverse attività esercitate, nonché quelli derivanti dall’attività di vendita di generi soggetti ad aggio o a ricavo fisso.
Gli studi di settore si applicano ai contribuenti che svolgono in maniera prevalente le attività indicate nei decreti di approvazione degli studi medesimi.
In caso di esercizio di più attività d’impresa, per attività prevalente, con riferimento alla quale si applicano gli studi di settore, si intende quella da cui deriva nel periodo d’imposta la maggiore entità dei ricavi.
Utilizzo dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore per le imprese multiattività (art. 2)
Nei confronti dei soggetti che esercitano due o più attività di impresa, non rientranti nel medesimo studio di settore, i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore non possono essere utilizzati per l’azione di accertamento qualora l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore relativo all’attività prevalente superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.
Nei confronti dei suddetti soggetti i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore vengono utilizzati esclusivamente per la selezione delle posizioni soggettive da sottoporre a controllo con le ordinarie metodologie.
Le disposizioni sull’utilizzo dei risultati per le imprese multiattività entrano in vigore a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 31/12/2008.
Disposizioni transitorie per il periodo d’imposta 2007 (art. 3)
Per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2007, valgono i criteri di applicazione degli studi di settore per le imprese multiattività (contenuti nel citato art. 1) ed i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore (art. 62-bis del D.L. n. 331/1993) non possono essere utilizzati per l’attività di accertamento (art. 10 della Legge n. 146/1998), nei confronti dei soggetti che svolgono l’esercizio di due o più attività di impresa, non rientranti nel medesimo studio di settore, qualora l’importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore relativo all’attività prevalente supera il 20% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.
Per il suddetto periodo d’imposta (2007), nei confronti dei predetti soggetti, i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore sono utilizzabili esclusivamente per la selezione delle posizioni soggettive da sottoporre a controllo con le ordinarie metodologie.
Abrogazione delle disposizioni che riguardano l’annotazione separata nei confronti dei contribuenti multipunto e multiattività (art. 4)
A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 31/12/2007 viene abrogato il Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze del 25/3/2002 riguardante i precedenti criteri di applicazione degli studi a imprese multipunto e multiattività.
Sono stati pure abrogati i provvedimenti del direttore generale del Dipartimento delle Entrate del 24/12/1999, recante “Modalità di annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore” e del direttore dell’Agenzia delle entrate del 15/6/2001 recante “Modifiche concernenti le modalità di annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore”.
Infine, a decorrere dallo stesso periodo d’imposta sono state abrogate tutte le disposizioni previste nei singoli decreti di approvazione degli studi di settore in contrasto con quanto disposto nel presente decreto, nonché quelle riguardanti le cause di inapplicabilità relative all’esercizio di due o più attività di impresa, o all’esercizio dell’attività d’impresa svolto attraverso l’utilizzo di più unità locali.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto del 11/02/2008 in G.U. del 06/03/2008, n. 56)
Dal 8/3/2008 è possibile trasmettere i file contenenti le dichiarazioni IVA 2008 e 770 Semplificato 2008.
Il software di compilazione di tali documenti è disponibile nella sezione software del sito “www.agenziaentrate.gov.it”.
Nella sezione “Software” del sito di Entratel, invece, alla voce “Controllo modelli di dichiarazione e studi di settore”, è disponibile, sia per l’ambiente MAC che per l’ambiente Windows, il pacchetto “Moduli Controllo 2008” versione 1.0.0 del 7/3/2008 contenente i moduli di controllo relativi ai seguenti documenti:
– Modello IVA 2008 versione 1.0.0 del 7/3/2008
– Modello 770 Semplificato 2008 versione 1.0.0 del 7/3/2008
A tal proposito nella sezione “Software” è stata resa disponibile, per l’ambiente Windows e per l’ambiente MAC, la nuova versione dell’applicazione (Entratel/File Internet) che consente la gestione di tali documenti.
(Nota Entratel del 7/3/2008)
Nella bozza del Testo Unico approvata dal Consiglio dei Ministri, sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nell’art. 21, sono contenute anche delle disposizioni relative ai componenti dell’impresa familiare di cui all’art. 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi
Viene stabilito che i componenti dell’impresa familiare di cui all’art. 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’art. 2222 del codice civile, i piccoli imprenditori di cui all’art. 2083 del codice civile e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo devono:
a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni della nuova normativa (Titolo III del neo Testo Unico)
b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alla normativa (disposizioni di cui al Titolo III).
I predetti soggetti, per i rischi propri delle attività svolte, hanno la facoltà di:
b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte.
Inoltre, l’art. 26 del medesimo T.U. si occupa degli obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione.
Si dispone che il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima:
a) verifica l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione.
Occorre l’emanazione di un decreto, in attesa di ciò la verifica deve essere eseguita con le seguenti modalità:
2) acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’art. 47 del DPR del 28 dicembre 2000, n. 445;
I datori di lavoro, compresi i subappaltatori:
Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze.
Tale documento va allegato al contratto di appalto o di opera.
Ai contratti stipulati anteriormente al 25/8/2007 ed ancora in corso alla data del 31/12/2008, il medesimo documento va allegato entro tale ultima data.
Infine, tali disposizioni non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.
(Sicurezza sul lavoro – bozza del Testo Unico approvata dal Consiglio dei Ministri)
Il mancato trasferimento dell’abitazione nel nuovo immobile non determina di per sé il venir meno delle agevolazioni per la prima casa. L’Amministrazione finanziaria non può limitarsi ad invocare la mancata utilizzazione abitativa dell’immobile per giustificare il disconoscimento delle agevolazioni, ma deve dimostrare – facendo riferimento a parametri di ragionevolezza e buona fede e tenendo conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso concreto – che non sussistevano elementi tali da giustificare il mancato trasferimento e che, in definitiva, questo non aveva avuto luogo perché in capo all’acquirente mancava la reale volontà di abitare l’immobile.
(Commissione tributaria provinciale Milano, Sentenza, Sez. VIII, 07/02/2008, n. 6, in Notiziario Ipsoa del 10/3/2008)
– L’INPS con il Messaggio n. 5859 del 7 marzo 2008, ha fornito chiarimenti in relazione all’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR nonché sulle misure compensative introdotte conseguentemente ai versamenti del TFR in Tesoreria o a FONDIPS.
Nel messaggio l’Istituto ha precisato che sarà l’INPS stesso a sostenere il costo della rivalutazione delle quote trasferite, fermo restando l’onere a carico del datore di versare l’imposta sostitutiva, che verrà poi compensata dall’azienda recuperandola a mezzo DM10 con il codice “PF30”.
(Notiziario Seac del 10/3/2008)
– San Marino tenta l’uscita dai paradisi
La Repubblica di San Marino è riuscita ad uscire dall’elenco dei c.d. Paradisi fiscali dell’Ocse. Inoltre, non fa più parte della lista nera italiana per le persone giuridiche. A questo punto, il prossimo passaggio è quello di riuscire a entrare nelle c.d. white lists (Stati non a rischio) previste dall’ultima Finanziaria. La trattativa tra l’Amministrazione Finanziaria sammarinese e quella italiana sono iniziate e durano ormai da 20 mesi.
(Isabella Bufacchi in Il Sole 24 Ore del 9 marzo 2008)
– Iva trimestrale: Presentazione delle istanze di rimborso o di compensazione
La Legge Finanziaria 2008 ha stabilito che è obbligatoria la presentazione in via telematica dell’istanza di rimborso o di compensazione dell’eccedenza dell’IVA detraibile per ciascuno dei primi tre trimestri solari dell’anno.
Le istanze di rimborso o di compensazione dell’eccedenza dell’IVA rimborsabile o compensabile per ciascuno dei primi tre trimestri solari dell’anno si trasmettono obbligatoriamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate utilizzando un apposito modello approvato con provvedimento dell’Agenzia, a partire dal trimestre solare successivo a quello della pubblicazione nella G.U. del D.M. 3 marzo 2008.
(D.M. Ministero economia e finanze 03/03/2008, in corso di pubblicazione G.U.)
– Istituita la Commissione di studio sulla fiscalità immobiliare
La Legge n. 244/2008 (Finanziaria per il 2008) ha previsto l’istituzione di una Commissione di studio per proporre semplificazioni degli adempimenti a carico delle imprese immobiliari e possibili agevolazioni dirette a favorire lo sviluppo dell’edilizia abitativa.
Il decreto del 20 febbraio 2008 ha istituto la Commissione, composta da esperti dell’Amministrazione finanziaria.
In particolare è stabilito che, nel corso dei lavori, la Commissione potrà acquisire, anche attraverso audizioni, i contributi tecnici e le analisi economiche provenienti dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei soggetti operanti nel settore immobiliare, nonché avvalersi del contributo di esperti appartenenti al mondo professionale e accademico su specifici aspetti e problematiche.
(D.M. Ministero economia e finanze 20/02/2008)
– Credito “misurato” per la tassazione estera forfetaria
La detrazione può essere riconosciuta per la sola parte del prelievo riferibile all’imposta sulle società.
È possibile applicare le regole previste dall’articolo 165 del Tuir all’imposta omnicomprensiva assolta all’estero anche qualora il presupposto del pagamento trae origine da un accordo stipulato tra il soggetto italiano e lo Stato estero. Tuttavia, l’imposta estera è ammessa al calcolo soltanto:
– per la quota parte di essa riferibile all’imposta sul reddito
– nel limite dell’imposta “teorica” che il soggetto italiano avrebbe dovuto pagare se fosse stato assoggettato a imposizione secondo l’ordinario regime di tassazione esistente nello Stato estero.
In sostanza, nella prima fase del calcolo del credito d’imposta in Italia, occorre determinare l’imposta che l’impresa italiana avrebbe dovuto pagare per il reddito prodotto in Tunisia. L’imposta così calcolata rappresenta l’imposta “teorica” massima utilizzabile per il credito di cui all’articolo 165 del Tuir.
La seconda fase consiste nella determinazione della quota parte di imposta sul reddito compresa nell’imposta sostitutiva effettivamente pagata. Ciò significa che bisogna individuare l’incidenza percentuale dell’Impôt sur les sociétés compresa nel Prélèvament fiscal global forfaitaire. Tale quota parte potrà essere utilizzata nel calcolo del credito d’imposta fino a concorrenza dell’imposta “teorica” determinata nella prima fase.
Pertanto, nella certificazione rilasciata dalle Autorità tunisine devono essere individuate la base imponibile del reddito prodotto in Tunisia, l’imposta ordinaria a quest’ultima riferibile nonché l’imposta effettivamente pagata.
Per quanto riguarda la definitività dell’imposta assolta all’estero, la risoluzione ribadisce che l’imposta, per poter essere utilizzata nel calcolo del credito d’imposta, deve essere pagata a titolo definitivo, ossia non rimborsabile.
(Risoluzione n. 83/E del 7 marzo 2008, in Notiziario telematico Agenzia delle Entrate del 10/3/2008)