Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterisp20021030b.html
Timestamp: 2018-11-13 00:55:05+00:00
Document Index: 143584495

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 29', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 37', 'art. 20', 'art. 8', 'art. 20']

Vincenzo D'Aulisa;
Il ricorrente espone di non aver ricevuto idoneo riscontro ad un'istanza formulata ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996 con la quale, nel contestare l'invio di un messaggio di posta elettronica concernente l'invito ad inserirsi in un meccanismo per l'invio sistematico di e-mail al fine di conseguire benefici economici, aveva chiesto, in particolare, di conoscere l'origine dei dati che lo riguardano (con specifico riferimento al proprio indirizzo di posta elettronica) e gli estremi identificativi del "responsabile legale del trattamento", nonché l'interruzione del loro trattamento.
Nel ricorso proposto ai sensi dell'art. 29 della legge n. 675/1996 l'interessato ha ribadito le proprie richieste chiedendo di porre a carico della controparte le spese sostenute per il procedimento.
A seguito dell'invito ad aderire formulato da questa Autorità il 10 ottobre 2002 ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 501/1998, il resistente, con nota del 15 ottobre 2002, ha sostenuto:
- di ignorare l'origine dei dati relativi al ricorrente e di essere venuto a conoscenza degli stessi solo dopo aver ricevuto l'istanza di cui all'art. 13 della legge n. 675/1996;
- che "non vi è nessun responsabile legale del trattamento dei dati ";
- che il proprio computer sarebbe stato "infettato" da un virus che potrebbe aver "ritrasmesso le e-mail trovate ad altri indirizzi";
- di non detenere alcun dato personale relativo all'interessato.
Con fax in data 17 ottobre 2002 il ricorrente ha manifestato la propria insoddisfazione rispetto ad alcuni dei riscontri pervenuti, in particolare per ciò che riguarda l'asserito virus.
La disponibilità in Internet degli indirizzi di posta elettronica resi conoscibili dagli interessati attraverso siti web o newsgroup va rapportata alle finalità per cui essi vi sono stati pubblicati. I dati personali resi in tal modo conoscibili in relazione a finalità ed eventi delimitati non sono infatti liberamente utilizzabili per l'invio generalizzato di e-mail aventi finalità differenti (cfr. Provv. 11 gennaio 2001, in Bollettino n. 16, p. 39).
Dalla documentazione in atti è emerso che il resistente, prima e dopo la presentazione del ricorso, ha fornito riscontro alle istanze dell'interessato anche per quanto riguarda la richiesta di conoscere l'origine dei dati, di interrompere il loro trattamento, dichiarando altresì di non detenere più alcun dato personale dell'interessato e fornendo indicazioni sulle modalità del trattamento svolto.
In relazione a tali dichiarazioni, della cui veridicità la parte resistente risponde ai sensi dell'art. 37-bis della legge n. 675/1996 ("Falsità nelle dichiarazioni e nelle notificazioni al Garante"), va dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 20, comma 2, del d.P.R. n. 501/1998.
Con riferimento alla non meglio precisata richiesta di conoscere gli estremi identificativi del "responsabile legale del trattamento", premesso che la stessa è qualificabile come richiesta volta a conoscere l'eventuale "responsabile" del trattamento formalmente designato ai sensi dell'art. 8 della legge n. 675/1996, va analogamente dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi del citato art. 20, comma 2, del d.P.R. n. 501/1998, avendo il resistente fornito soddisfacente riscontro all'interessato.
Sussistono infine giusti motivi per compensare le spese fra le parti in ragione del contenuto dei riscontri inviati prima e dopo la presentazione del ricorso.