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Timestamp: 2018-09-20 18:33:23+00:00
Document Index: 184186073

Matched Legal Cases: ['§ 1', 'arte 1', '§1', '§2', '§3', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4']

ATTENZIONE la veggente Vassula Ryden NON è riconosciuta ne dalla Chiesa Cattolica ne da quella ortodossa - DIFENDERE LA VERA FEDE
ATTENZIONE la veggente Vassula Ryden NON è riconosciuta ne dalla Chiesa Cattolica ne da quella ortodossa
attenzione non chiesa
Ultimo Aggiornamento: 22/04/2017 23.56
22/04/2017 23.25
ATTENZIONE gira in rete il programma della presunta veggente Vassula Ryden.... in Italia - NON ADERITE, NON ADERITE, ci fu una condanna DI GIOVANNI PAOLO II E L'ALLORA CARDINALE RATZINGER alle presunte visioni
FATE CONOSCERE PER FAVORE.
QUESTI SONO I DOCUMENTI AI QUALI IL CATTOLICO DEVE OBBEDIENZA!!
Comunicato Stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede *
I. Sono pervenute alla Congregazione per la Dottrina della Fede diverse domande relative al valore e all’autorevolezza della Notificazione della stessa Congregazione del 6 ottobre 1995 pubblicata neL’Osservatore Romano di lunedì/martedì 23/24 ottobre 1995, pagina 2, riguardante gli scritti e i messaggi della signora Vassula Ryden attribuiti a presunte rivelazioni e diffusi in ambienti cattolici di tutto il mondo.
A questo proposito la Congregazione intende precisare:
1) La Notificazione rivolta ai Pastori e ai fedeli della Chiesa cattolica mantiene tutto il suo vigore. È stata approvata dalle competenti autorità e sarà pubblicata nell’organo ufficiale della Santa Sede Acta Apostolicae Sedis, con la firma del Prefetto e del Segretario della Congregazione.
2) In merito alle notizie che alcuni organi di stampa hanno diffuso circa una interpretazione restrittiva di tale Notificazione, fatta da sua eminenza il cardinale Prefetto in una conversazione privata con un gruppo di persone alle quali ha voluto concedere un’udienza, svoltasi a Guadalajara in Messico il 10 maggio 1996, lo stesso Cardinale Prefetto tiene a precisare che:
a) come egli ha affermato, i fedeli non devono ritenere i messaggi di Vassula Ryden come rivelazioni divine, ma soltanto come sue meditazioni personali;
b) in tali meditazioni, come già precisava la Notificazione, accanto ad aspetti positivi, si trovano elementi negativi alla luce della dottrina cattolica;
c) pertanto, Pastori e fedeli sono invitati in merito a un serio discernimento spirituale e a conservare la purezza della fede, dei costumi e della vita spirituale non appoggiandosi su presunte rivelazioni, ma seguendo la Parola di Dio rivelata e le direttive del Magistero della Chiesa.
II. In merito poi alla diffusione di testi di presunte rivelazioni private, la Congregazione precisa:
1) Non è assolutamente valida l’interpretazione data da alcuni di una Decisione approvata da Paolo VI il 14 ottobre 1966 e promulgata il 15 novembre dello stesso anno, in virtù della quale potrebbero essere liberamente diffusi nella Chiesa scritti e messaggi provenienti da presunte rivelazioni. Dette decisione si riferiva in realtà all’“Abolizione dell’Indice dei libri Proibiti”, e stabiliva che – tolte le censure relative – rimaneva tuttavia l’obbligo di non diffondere e leggere quegli scritti che mettono in pericolo la fede e i costumi.
2) Si richiama però che per la diffusione di testi di presunte rivelazioni private, rimane valida la norma del Codice vigente, can. 823 § 1, che dà diritto ai Pastori di “esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi”.
3) Le presunte rivelazioni soprannaturali e gli scritti che le riguardano sono in prima istanza soggetti al giudizio del Vescovo diocesano e, in casi particolari, a quello della Conferenza episcopale e della Congregazione per la Dottrina della Fede.
* AAS LXXXVIII, n. 12 (1996), 956-957.
* CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI NOTIFICATIO DE SCRIPTIS ET OPERIBUSDOMINAE VASSULAE RYDÉN
Molti Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, si rivolgono a questa Congregazione per avere un giudizio autorevole sull'attività della signora Vassula Rydén, greco-ortodossa, residente in Svizzera, che va diffondendo negli ambienti cattolici di tutto il mondo, con la sua parola e con i suoi scritti, messaggi attribuiti a presunte rivelazioni celesti.
Un esame attento e sereno dell'intera questione compiuto da questa Congregazione e proteso a « mettere alla prova le ispirazioni per saggiare se provengono veramente da Dio » (cf. 1 Gv 4,1), ha rilevato – accanto ad aspetti positivi – un insieme di elementi fondamentali che devono essere considerati negativi alla luce della dottrina cattolica.
Oltre ad evidenziare il carattere sospetto delle modalità con cui avvengono tali presunte rivelazioni, è doveroso sottolineare alcuni errori dottrinali in esse contenute.
Si parla fra l'altro con un linguaggio ambiguo delle Persone della Santissima Trinità, fino a confondere gli specifici nomi e funzioni delle Persone Divine.
Si preannuncia in tali presunte rivelazioni un imminente periodo di predominio dell'Anticristo in seno alla Chiesa.
Si profetizza in chiave millenaristica un intervento risolutivo e glorioso di Dio, che starebbe per instaurare sulla terra, prima ancora della definitiva venuta di Cristo, un'era di pace e di benessere universale.
Si prospetta inoltre l'avvenire prossimo di una Chiesa che sarebbe una specie di comunità pan-cristiana, in contrasto con la dottrina cattolica.
Il fatto che negli scritti posteriori della Rydén i sopraddetti errori non appaiano più, è segno che i presunti « messaggi celesti » sono solo frutto di meditazioni private.
Inoltre, la signora Rydén, partecipando abitualmente ai sacramenti della Chiesa cattolica, pur essendo greco-ortodossa, suscita in diversi ambienti della Chiesa cattolica non poca meraviglia, sembra porsi al disopra di ogni giurisdizione ecclesiastica e di ogni regola canonica e crea di fatto un disordine ecumenico che irrita non poche autorità, ministri e fedeli della sua propria Chiesa, mettendosi fuori della disciplina ecclesiastica della medesima.
Atteso che, nonostante alcuni aspetti positivi, l'effetto delle attività svolte da Vassula Rydén è negativo, questa Congregazione sollecita l'intervento dei Vescovi affinché informino adeguatamente i loro fedeli, e non venga concesso alcuno spazio nell'ambito delle proprie diocesi alla diffusione delle sue idee. Invita infine tutti i fedeli a non considerare come soprannaturali gli scritti e gli interventi della signora Vassula Rydén e a conservare la purezza della fede che il Signore ha affidato alla Chiesa.
Dalla Città del Vaticano, 6 ottobre 1995.
Arciv. em. di Vercelli,
Non è proprio quella ma .... Oasi Forum 19/12/2016 18.46 by Fatascalza
**** Ennesima TRUFFA Toninelli85 - Attenzione!***** CARPMERCATINO attenzione 14/09/2018 10.35 by v.cavagliano
Esperti evoluzionisti al palo: non sanno fornire prove di cambiamenti di genere Testimoni di Geova Online... non 20/09/2018 13.03 by I-gua
22/04/2017 23.28
Vassula Rydén: le ragioni della Chiesa
François-Marie Dermine O.P.
Aggiunto il 23 gennaio 2008
L'autore: François-Marie Dermine, sacerdote domenicano di origine canadese, professore di teologia morale alla FTER (Facoltà di Teologia dell’Emilia-Romagna), Presidente nazionale del GRIS (Gruppo di Ricerca e di Informazione socio-religiosa) a disposizione della Conferenza episcopale italiana per le questioni di religiosità alternativa, con-direttore della rivista Religioni e Sette nel mondo, esorcista ufficialedella propria diocesi. Autore di numerosi articoli sulla religiosità alternativa e dei seguenti testi, di particolare importanza per l’argomento oggetto della presente indagine: Vassula Rydén – Indagine critica (Elle di Ci, 1995) e Mistici, veggenti e medium – Esperienze dell’aldilà a confronto (Libreria editrice vaticana, 2002). Co-autore diL’estasi, Libreria editrice vaticana, 2003.
L'articolo: L’obiettivo dell’articolo è di spiegare alcune delle numerose ragioni per le quali l’autenticità dei messaggi della Vera Vita in Dio non è stata riconosciuta. L’autore smitizza gli argomenti più frequenti presentati a favore della protagonista e prende in considerazione gli eventi recenti. Presenta anche per la prima volta su Internet, le prove della censura e modificazione dei messaggi originali. Troverete nel capitolo Scomparsa, cancellazione, censura e alterazione dei messagi delle fotocopie dei messaggi originali con le correzioni fatte dalla “veggente” stessa. Questi documenti fanno parte delle famose fotocopie diffuse dal Padre Pavich negli anni novanta, e dove si possono vedere le numerose censure e alterazioni dei messaggi. Troverete anche un fax scritto dal pugno di Vassula nel quale rivela di possedere due serie di quaderni ed addirittura giustifica le modificazioni portate ai messaggi.
Nota: Per facilitarne la lettura in linea, questo sito ha aggiunto sottotitoli all’articolo originale, e evidenziato in colore marrone alcune parole e frasi.
Documento Word: dermine_it.doc
Documento PDF: dermine_it.pdf
O leggete il libro in linea:
Cronistoria delle reazioni ufficiali
Scomparsa, cancellazione, censura e alterazione dei messagi
Il ricorso alla scrittura automatica
L'attegiamento ambiguo della Signora Rydén verso la Chiesa
Il Vassula-centrismo dei messagi
Gli errori teologici
(Parte 1 di 4)
Vassula Rydén, nata in Egitto nel 1942 da genitori greci, sposata nel 1966 con un funzionario della F.A.O. dal quale ha avuto due figli, è di religione greco-ortodossa. Dal novembre del 1985, asserisce di ricevere rivelazioni private dettate da un’entità da lei identificata con Gesù e il cui contenuto riguarda essenzialmente il movimento ecumenico, i Cuori di Gesù e di Maria, la conversione dell’umanità e della Chiesa. Tale fenomeno ha avuto una vastissima risonanza e, anche grazie all’appoggio aperto di qualche grande teologo di fama mondiale come René Laurentin, ha fatto breccia presso innumerevoli laici e sacerdoti nonché alcuni vescovi e cardinali.
I messaggi, disponibili nei 10-12 volumi (a seconda delle circa 40 lingue in cui sono stati pubblicati), presentano dei contenuti capaci di far vibrare certe corde sensibili del cuore: denunciano infatti il processo di apostasia in corso nel mondo cristiano e il razionalismo che non poco ha contribuito a rendere la nostra fede noiosa, fredda e insignificante, riaffermano l’esistenza del demonio, dell’inferno e il carattere drammatico della lotta tra il bene e il male; condannano l'aborto, il New Age, la reincarnazione, predicano un messaggio di radicale conversione, la fedeltà al Papa, la necessità di accostarsi ai sacramenti e l’opportunità del digiuno; diffondono la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, la pratica del Rosario anche tra gli Ortodossi, favoriscono l’ecumenismo, proclamano apertamente agli ortodossi la necessità di unirsi a Roma. E, last but not least, si parla di “frutti”, ossia di migliaia di conversioni e persino di qualche miracolo (anche se non scientificamente documentato).
Eppure questi innegabili aspetti positivi non bastano per convincere la Chiesa, e viene spontaneo chiederci il perché. La mia pretesa, del tutto personale, è di offrire qui elementi di risposta, data la propensione di un certo numero di cattolici disinformati a credere nei suddetti messaggi.
In un primo tempo (1), si farà la cronistoria sia delle reazioni ufficiali, sostanzialmente negative, della Chiesa nei confronti del fenomeno, sia dei vani tentativi della Signora Rydén e di alcuni suoi sostenitori per modificarle a loro favore.
In un secondo tempo (2), si passeranno in rassegna le principali ragioni per le quali, sempre a mio avviso, la Chiesa cattolica (ma anche quella ortodossa) si rifiuta di attribuire uno spessore soprannaturale ai suddetti messaggi. Queste ragioni si possono ridurre alle seguenti:
(2a) La scomparsa dei messaggi dei primi dieci mesi nonché la cancellazione, censura o alterazione di non pochi di essi. Tale fatto è forse l’elemento che, nella maniera più determinante ed eclatante, contribuisce a screditare il fenomeno.
(2b) Il «carattere sospetto delle modalità con cui avvengono tali presunte rivelazioni» (sono parole della Notificazione del 1995), ossia il ricorso alla scrittura automatica.
(2c) L’atteggiamento ambiguo della protagonista verso la Chiesa.
(2d) Il Vassula-centrismo dei messaggi.
(2e) Gli errori teologici.
Preciso che le mie indagini si fermano ai primi sei volumi dell’edizione italiana de La Vera Vita in Dio, più che sufficienti per farsi un’idea del fenomeno. Qualcuno potrà obiettare che, da allora, molte cose sono cambiate: i messaggi, si dice, hanno acquistato un tono più pacato, la terminologia si è evoluta e purificata da ciò che poteva prestare a confusione, ecc. Ma tali elementi convincono poco, perché i messaggi di questi volumi sono anch’essi attribuiti a Dio e, per di più, nulla vieta di pensare che i cambiamenti risultino da una specie di auto-censura.
(1) I rapporti tra la Chiesa e Vassula Rydén oscillano tra il giudizio ufficiale della prima, sostanzialmente negativo e ribadito fino ai nostri giorni, e tra le numerose iniziative della seconda (o di chi per lei) tese a ribaltare tale giudizio.
La prima reazione ufficiale della Chiesa cattolica avviene attraverso la Notificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede sugli scritti della signora Vassula Rydén (6.10.1995). Eccone il testo integrale:
«Molti Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, si rivolgono a questa Congregazione per avere un giudizio autorevole sull’attività della signora Vassula Rydén, greco-ortodossa, residente in Svizzera, che va diffondendo negli ambienti cattolici di tutto il mondo con la sua parola e con i suoi scritti, messaggi attribuiti a presunte rivelazioni celesti.
Un esame attento e sereno dell’intera questione compiuto da questa Congregazione e proteso a “mettere a prova le ispirazioni per saggiare se provengono veramente da Dio” (Cfr. 1 Gv 4,1), ha rilevato - accanto ad aspetti positivi - un insieme di elementi fondamentali che devono essere considerati negativi alla luce della dottrina cattolica.
Si parla fra l’altro con un linguaggio ambiguo delle Persone della Santissima Trinità, fino a confondere gli specifici nomi e funzioni delle Persone Divine. Si preannuncia in tali presunte rivelazioni un imminente periodo di predominio dell’Anticristo in seno alla Chiesa. Si profetizza in chiave millenaristica un intervento risolutivo e glorioso di Dio, che starebbe per instaurare sulla terra, prima ancora della definitiva venuta di Cristo, un’era di pace e di benessere universale. Si prospetta inoltre l’avvenire prossimo di una Chiesa che sarebbe una specie di comunità pan-cristiana, in contrasto con la dottrina cattolica.
Il fatto che negli scritti posteriori della Rydén i sopraddetti errori non appaiono più, è segno che i presunti “messaggi celesti” sono solo frutto di meditazioni private.
Inoltre la signora Rydén, partecipando abitualmente ai sacramenti della Chiesa cattolica, pur essendo greco-ortodossa, suscita in diversi ambienti della Chiesa cattolica non poca meraviglia, sembra quasi al disopra di ogni giurisdizione ecclesiastica e di ogni regola canonica e crea di fatto un disordine ecumenico che irrita non poche autorità, ministri e fedeli della sua propria Chiesa, mettendosi fuori della disciplina ecclesiastica della medesima.
Atteso che, nonostante alcuni aspetti positivi, l’effetto delle attività svolte da Vassula Rydén è negativo, questa Congregazione sollecita l’intervento dei Vescovi affinché informino adeguatamente i loro fedeli, e non venga concesso alcuno spazio, nell’ambito delle proprie diocesi alla diffusione delle sue idee. Invita infine tutti i fedeli a non considerare come soprannaturali gli scritti e gli interventi della signora Vassula Rydén e a conservare la purezza della fede che il Signore ha affidato alla Chiesa
Città del Vaticano, 6 ottobre 1995».
Come vediamo, il duplice riferimento ad «alcuni aspetti positivi» non toglie nulla a «un insieme di elementi fondamentali che devono essere considerati negativi», al fatto che «l’effetto delle attività svolte da Vassula Rydén è negativo». Gli aspetti sottolineati riguardano essenzialmente le modalità di trasmissione dei messaggi, gli errori dottrinali, i problemi disciplinari.
Subito i sostenitori della Signora Rydén contestarono la validità della Notificazione, soprattutto perché pubblicata senza la firma del Prefetto della Congregazione. Qualcuno la disse addirittura scritta all’insaputa del card. Ratzinger o senza il suo permesso.
Una conferma a tali illazioni poterono sembrare le parole rivolte dal cardinale a un gruppo di sostenitori messicani il 10 maggio 1996: «Sulla base di ciò che voi mi avete esposto nella vostra lettera sulle testimonianze e conversioni, questo è molto buono. Vogliamo solo che voi procediate con discernimento, - senza prendere come parola di Dio ciò che è considerato, per il momento, solo umano e personale. Ciò che noi abbiamo detto è che lei non deve dare testimonianza nelle chiese (all’interno delle chiese) perché è un’ortodossa e il suo stato matrimoniale non è ancora chiaro, essendo divorziata, - e che noi stiamo studiando il caso. Potete continuare a promuovere i suoi scritti, ma sempre con discernimento».
Ma tali parole non tolgono nulla alla validità della Notificazione, resa palese dal tono autorevole del testo e dalla sua pubblicazione sull’Osservatore Romano, il mezzo ufficiale e usuale di diffusione dei documenti ecclesiali. Per tagliare corto alle discussioni e alle interpretazioni, la Congregazione dovette intervenire il 29 novembre 1996 con un comunicato stampa di cui si fornisce ancora una volta il testo integrale:
«I. Sono pervenute alla Congregazione per la Dottrina della Fede diverse domande relative al valore e all’autorevolezza della Notificazione della stessa Congregazione del 6 ottobre 1995 pubblicata ne L’Osservatore Romano di lunedì/martedì 23/24 ottobre 1995, pagina 2, riguardante gli scritti e i messaggi della signora Vassula Rydén attribuiti a presunte rivelazioni e diffusi in ambienti cattolici di tutto il mondo.
1) La Notificazione rivolta ai Pastori e ai fedeli della Chiesa cattolica mantiene tutto il suo vigore. È stata approvata dalle competenti autorità e sarà pubblicata nell’organo ufficiale della Santa Sede Acta Apostolicae Saedis, con la firma del Prefetto e del Segretario della Congregazione.
a) come egli ha affermato, i fedeli non devono ritenere i messaggi di Vassula Rydén come rivelazioni divine, ma soltanto come sue meditazioni personali;
2) Si richiama però che per la diffusione di testi di presunte rivelazioni private, rimane valida la norma del Codice vigente, can 823 §1, che dà diritto ai Pastori di “esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi”.
3) Le presunte rivelazioni soprannaturali e gli scritti che le riguardano sono in prima istanza soggetti al giudizio del Vescovo diocesano e, in casi particolari, a quello della Conferenza episcopale e della Congregazione per la Dottrina della Fede».
Le conclusioni da trarre da questo comunicato stampa non lasciano spazio a dubbi: la Notificazione è valida e, per di più, convalidata dal Prefetto. I messaggi di Vassula Rydén continuano ad essere considerati «soltanto come sue meditazioni personali» e rimane l’obbligo morale di non diffonderli e di non leggerli.
Nel 1998 il cardinale Ratzinger dichiara in un’intervista: «…la Notificazione è un avvertimento, non una condanna. Da un punto di vista procedurale, nessuna persona potrebbe essere condannata senza processo e senza essere stata prima sentita. Ciò che viene detto è che molte cose sono ancora da chiarire. Vi sono elementi apocalittici che suscitano problemi e aspetti ecclesiologici ancora poco chiari. I suoi scritti contengono molte cose buone, ma il grano buono è misto al loglio. E’ per questo che abbiamo invitato i cristiani cattolici ad osservare il tutto con prudenza e misurarlo con il metro della fede trasmessa dalla Chiesa» (30 Giorni).
Benché la presenza di punti oscuri e, persino, di “loglio” in un fenomeno descritto come soprannaturale non abbia nulla di rassicurante, la Chiesa si astiene da qualsiasi condanna: la Signora Rydén non è stata sentita direttamente dalla Congregazione e, in quanto greco-ortodossa, non rientra sotto la sua giurisdizione.
Avendo tuttavia Vassula Rydén espresso il desiderio di stabilire un rapporto diretto con la Congregazione, un consultore di quest’ultima, il p. Prospero Grech O.S.A., le ha sottoposto cinque domande relative alle riserve della Notificatio. Le risposte fornite, scritte in maniera abile e teologicamente elaborata (anche con citazioni del card. Ratzinger) coprono una trentina di facciate. L’iniziativa viene sottolineata in una lettera della Congregazione (10 luglio 2004), che riportiamo per esteso, indirizzata
«Ai presidenti delle conferenze episcopali di Francia, Svizzera, Uruguay, Filippine, Canada.
Come ella sa, nel 1995 questa Congregazione ha pubblicato una Notificazione sugli scritti della Sig.ra Vassula Rydén. Successivamente, a seguito di una richiesta della medesima, vi è stato un dialogo approfondito, a conclusione del quale la suddetta Vassula Rydén, con lettera del 4 aprile 2002, poi pubblicata sull’ultimo volume de “La Vera Vita in Dio”, ha fornito utili chiarificazioni circa la sua situazione matrimoniale, nonché circa alcune difficoltà che, nella citata Notificazione, erano avanzate nei confronti dei suoi scritti e della sua partecipazione ai sacramenti.
Dal momento che in codesto paese vi è stata una certa diffusione degli scritti in oggetto, questo Dicastero ha ritenuto utile informarLa di quanto sopra. Allo stesso tempo occorrerà richiamare i fedeli cattolici, per quanto riguarda la partecipazione ai gruppi di preghiera di carattere ecumenico organizzati dalla medesima Sig.ra Rydén, ad attenersi alle disposizioni dei Vescovi diocesani».
Questa lettera non si sbilancia più di tanto: fa menzione di alcune chiarificazioni su alcune difficoltà, con esplicito riferimento a quelle d’ordine disciplinare e, in particolare, alla situazione matrimoniale della protagonista, sposata nel 1966 nella Chiesa ortodossa, divorziata, risposata il 13 giugno 1981 e, infine, messa in regola nella sua Chiesa cinque anni dopo l’inizio del fenomeno, ossia il 31 ottobre 1990. Tali chiarificazioni sono qualificate come “utili”, però senza lasciare intendere che siano sufficienti per “sdoganare” il fenomeno. Poi, anche se la cosa non risulta in maniera del tutto ovvia, sembra che si conceda ai singoli vescovi diocesani una maggiore autonomia nel gestire eventuali manifestazioni promosse a favore della protagonista.
Ma, allora, possiamo davvero dedurre con i sostenitori che la situazione sia ormai modificata (espressione attribuita al card. Ratzinger), al punto da indurre il Vaticano a ritirare laNotificazione dal suo sito?
Riguardo a quest’ultimo particolare, bisogna precisare che il testo non può essere stato rimosso dal sito per il semplice motivo che non c’è mai comparso: la stessa sorte è toccata alla metà dei circa 60 documenti della Congregazione elencati in esso e quasi tutti scritti prima della creazione del sito, quando il formato elettronico dei testi non esisteva ancora.
E che la Notificazione rimanga tuttora il punto di riferimento della Congregazione nei confronti della signora Rydén, lo si può desumere da due fatti avvenuti in seguito.
L’uno risale al gennaio 2006, quando Mons. Kevin Kostelnik, pastore della cattedrale di Los Angeles, ritirò, con l’appoggio dell’arcivescovo della città il cardinale Roger M. Mahony, l’autorizzazione di accogliere una conferenza sull’unità dei cristiani posta sotto gli auspici dell’organizzazione di Vassula Rydén “True Life in God”. Mons. Kostelnik scrisse che le affermazioni degli organizzatori, secondo le quali il Vaticano aveva ormai dato il via libera agli scritti della signora Rydén, costituivano «una seria distorsione del punto di vista attuale del Vaticano circa i discorsi e gli scritti della Signora Rydén» e che gli ammonimenti del 1995 e del 1996 mantenevano «tutto il loro vigore».
L’altro fatto risale al 25 gennaio del 2007 e assume una rilevanza universale per la Chiesa cattolica, trattandosi di una lettera del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede indirizzata a tutti i presidenti delle conferenze episcopali e riportata qui per esteso (trad. nostra):
«Eminenza / Eccellenza,
Richieste di chiarificazioni sugli scritti e sull’attività della Signora Vassula Rydén continuano a giungere alla Congregazione per la Dottrina della Fede, in particolare circa il valore della Notificazione del 6 ottobre 1995 e i criteri da seguire per definire le disposizioni delle Chiese locali riguardo all’opportunità di diffondere gli scritti della Signora Vassula Rydén.
A tal proposito, la Congregazione intende precisare quanto segue:
1) La Notificazione del 1995 resta valida per quanto concerne il giudizio dottrinale sugli scritti esaminati (cfr. Annesso 1).
2) In seguito al dialogo che ebbe luogo con la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Signora Vassula Rydén ha tuttavia fornito chiarificazioni circa alcuni aspetti problematici che comparivano nei suoi scritti e pure sulla natura di questi messaggi, che non si presentano come rivelazioni divine ma piuttosto come meditazioni personali (cfr. Annesso 2: Lettera del 4 aprile 2002, pubblicata in True Life in God, volume 10). Dal punto di vista normativo, quindi, dopo le chiarificazioni summenzionate, conviene effettuare una valutazione prudenziale, caso per caso, tenendo conto delle possibilità concrete che possono avere i fedeli di leggere questi scritti nel quadro di tali chiarificazioni.
3) Ci si ricorderà infine che non sembra opportuno che dei cattolici partecipino ai gruppi di preghiera organizzati dalla Signora Vassula Rydén. Per quanto riguarda eventuali incontri ecumenici, i fedeli si atterranno alle disposizioni date dal Direttorio ecumenico, dal Codice di Diritto canonico (can. 215 ; 223 §2, 383 §3) e dagli Ordinari diocesani.
Nel trasmettervi questi elementi, vi assicuro della mia preghiera nel Signore».
Cardinale William LEVADA
Si tocca qui con mano che, dopo più di dieci anni di tiramòlla e di trattative, nulla di sostanziale è cambiato per la Congregazione:essa persiste nel non attribuire un valore soprannaturale ai messaggi di Vassula Rydén e, pur lasciando alle singole diocesi una maggiore autonomia, sconsiglia la partecipazione dei cattolici ai suoi gruppi di preghiera e ribadisce il valore universale delle disposizioni del diritto canonico riguardanti gli incontri ecumenici.
In altre parole, le suddette chiarificazioni, come già sottolineato, non erano in grado di sciogliere le riserve circa l’«insieme di elementi fondamentali che devono essere considerati negativi alla luce della dottrina cattolica» (Notificazione del 1995), e ancora meno potevano portare a un riconoscimento, nonostante tutta la buona volontà messaci dall’allora Prefetto.
Ciò significa pure che sulle dichiarazioni ufficiose di quest’ultimo, rivolte a giornalisti o a poche persone e sottoposte ad interpretazioni piuttosto frettolose, hanno prevalso le dichiarazioni ufficiali della Congregazione per la Dottrina della Fede regolarmente sottoscritte dal suo Prefetto, precedente o attuale.
E se la medesima Congregazione continua ad astenersi da una condanna esplicita, è per il motivo menzionato prima: la protagonista, greco-ortodossa, non rientra sotto la giurisdizione della Chiesa; c’è da pensare inoltre che si cerca di non inasprire o scandalizzare i cattolici ancora coinvolti e ignari delle ragioni effettive del mancato riconoscimento.
In una lettera dell’agosto 2007, la Signora Rydén insorge contro la presa di posizione del cardinale Levada, che non terrebbe conto del bilancio apparentemente positivo del suddetto dialogo. Inoltre nega di aver mai detto che i suoi messaggi «non si presentano come rivelazioni divine ma piuttosto come meditazioni personali»; ora, anche se bisogna riconoscere una qualche ambiguità nella formulazione della lettera al riguardo, essa non fa comunque altro che riprendere quanto scritto nella Notificazione del 1995 e nel comunicato stampa del 1996.
E che, come scrive il padre Prospero Grech alla protagonista, «le Sue più recenti opere sembrano aver messo da parte alcune espressioni ambigue contenute nei Suoi primi libri» (21 marzo 2003), non cambia nulla in quanto la Notificazione lo aveva già rilevato ma traendone le debite conseguenze: «Il fatto che negli scritti posteriori della Rydén i sopraddetti errori non appaiono più, è segno che i presunti “messaggi celesti” sono solo frutto di meditazioni private» (mentre la protagonista le considera, per ovvi motivi, rivelazioni vere e proprie).
22/04/2017 23.34
Vassula Rydén: le ragioni della Chiesa, François-Marie Dermine O.P.
(continuazione - Parte 2 di 4)
(2)Prendo ora in esame alcune delle ragioni che, sempre a mio avviso del tutto personale, hanno potuto indurre la Chiesa a mantenere il suo giudizio sostanzialmente negativo: lo faccio nella maniera più sintetica possibile ma con la speranza che contribuisca a illuminare coloro ai quali l’attrattiva del meraviglioso impedisce tuttora di aprire gli occhi.
(2a) Le pagine che seguono, tratte in buona parte da un mio articolo scritto sulla rivista Jesus dell’ottobre 1996 e intitolato Quando Dio si fa correggere, affrontano una ragione non menzionata nella Notificazione ma la cui gravità oggettiva è più che sufficiente, a mio avviso, per togliere al fenomeno qualsiasi credibilità; alludo infatti al trattamento riservato dalla signora Rydén ai suoi messaggi: distruzioni, cancellature e correzioni.
1.Prima di tutto le distruzioni.
Mancano infatti i messaggi dei primi dieci mesi: una lacuna tremenda se si considera che le prime rivelazioni rappresentano sempre le premesse e le primizie di un fenomeno soprannaturale straordinario. La signora Rydén spiega: «generalmente li bruciavo perché ne avevo veramente moltissimi» scritti su dei fogli volanti e non ancora sui quaderni; un trattamento, questo, poco riverente nei confronti di messaggi da lei considerati come rivelazioni divine… René Laurentin, pur di difendere la sua protetta, non esita a contraddirla: «Secondo l’accusatore, Vassula avrebbe distrutto i messaggi ricevuti nei primi mesi con l’unica determinazione di nascondere gli errori grossolani che contenevano. In verità Vassula non ha distrutto nulla! Questi primi messaggi non li ha pubblicati, ma ha in progetto di farlo». Queste spiegazioni del tutto contrastanti non predispongono alla fiducia, tanto più che, a dieci anni di distanza, la pubblicazione preannunciata deve ancora avvenire.
2. Ci sono poi i messaggi omessi o cancellati.
Confrontando infatti le fotocopie dei manoscritti che, all’inizio, la protagonista faceva circolare liberamente e le edizioni stampate dei facsìmile, si scorgono dei tagli evidenziati (per quelli che risultano troppo vistosi) con la scritta: «Su richiesta di Vassula porzioni di pagina x sono state cancellate».
Il merito di questa scoperta è da attribuire al padre Philip Pavich O.F.M., un americano di origine croata che - nel settembre del ‘91 a Medjugorje, dove esercitò, per cinque anni, il ministero della riconciliazione - ricevette una copia originale dei messaggi corretti dalla stessa “veggente” con l’aiuto del suo collaboratore Erwin Schlacher, dove sono visibili le numerose cancellature e sostituzioni di parole; il francescano denunciò il fatto, divulgando le fotocopie dei messaggi non espurgati e mettendole a confronto con l’edizione stampata censurata dei facsìmile.
In un fax del 14 ottobre 1993 spedito ad Elena Carvalho, la traduttrice brasiliana delle sue opere in portoghese che, sconcertata, chiedeva spiegazioni su queste fotocopie, la signora Rydén si giustificava affermando che le cancellature erano dei «brani eliminati sotto la guida di Dio», il quale «mi dà dei messaggi privati ed altri molto simbolici. All’inizio li fotocopiavo tutti. Più tardi, quando si trattò di stampare l’opera di Dio, Dio mi fece capire che i messaggi privati e quelli molto simbolici -che la gente poteva non capire- non dovevano essere stampati». In altre parole, «ho due quaderni; uno che chiamo il quaderno privato. […] Poi ho ciò che chiamo il quaderno “ufficiale”, quello che dovrebbe essere stampato. Dio toglie dal quaderno privato tutto ciò che dovrebbe essere diffuso e trascrive di nuovo il messaggio nel quaderno ufficiale. […] All’inizio avevo divulgato tutto e Dio non lo voleva. Ecco tutto». Alla fine del fax (di cui presentiamo una pagina nella fotocopia n.1), preannunciava una risposta dettagliata di René Laurentin alle “calunnie”, una risposta che non è mai arrivata e della quale dovette incaricarsi lei stessa, ricorrendo ad argomenti che, a nostro avviso, complicano ulteriormente la sua già precaria situazione e che cozzano contro dei fatti inoppugnabili.
Fotocopia n. 1 - Estratto del fax inviato da Vassula Rydén ad Elena Carvalho, nel quale giustifica i brani eliminati e indica di avere due serie di quaderni nei quali scrive i messagi.
Infatti, l’esame attento delle fotocopie integrali, riportate qui con il numero e le pagine dei quaderni della percipiente, fa toccare con mano che le parti eliminate nell’edizione stampata corrispondono abitualmente a qualche profezia non avverata o a qualche fatto risultato deludente per la protagonista. Nella fotocopia n.2, per esempio, presentiamo la versione integrale del messaggio del 14 aprile 1988 nel quale viene chiesto a Vassula e al suo entourage di contattare per scritto don Stefano Gobbi del Movimento Sacerdotale Mariano mentre nella fotocopia n.3 appaiono chiaramente i tagli; lo stesso procedimento viene inflitto al messaggio del 10 giugno 1988 (fotocopie nn.4 e 5), dove la Madonna, intenta a operare un saldatura tra i suoi messaggi a don Gobbi e quelli di Gesù a Vassula Rydén, annuncia di aver predisposto un incontro tra i due; tale iniziativa, per le reticenze di don Gobbi, non ebbe l’esito previsto e desiderato. Il procedimento del taglio è stato applicato anche a una parte del messaggio del 29 luglio 1988 che accennava all’incontro avvenuto in Svizzera con il P.Schwitzer S.J., verso il quale la Madonna aveva indirizzato la sua “prediletta” per una direzione spirituale: nel frattempo, il sacerdote non aveva voluto assumersi tale responsabilità, attribuendo i messaggi ad uno «spirito di origine dubbia».
Fotocopie nn. 2 e 3 - Fotocopia del messaggio originale del 14/04/1988 con la parte referente al Padre Gobbi cancellata da Vassula Rydén in vista della pubblicazione (fotocopia n. 2). La fotocopia n. 3 mostra come il messaggio é stato pubblicato nell'edizione dei facsimili.
Fotocopie nn. 4 e 5 - Fotocopia del messaggio originale del 10/06/1988 con la parte su Padre Gobbi cancellata da Vassula Rydén in vista della pubblicazione (fotocopia n. 4). La fotocopia n. 5 mostra come il messaggio é stato pubblicato nell'edizione dei facsimili.
Sono state pure eliminate le parti o la totalità di altri messaggi (cfr. 8-18 novembre 1987, 6-12-28-31 dicembre 1987, 7-10-18-31 gennaio 1988, 3-26 febbraio 1988, 4 maggio 1988, ecc) che ordinano a Vassula Rydén ed ai suoi due «testimoni» di chiedere un’udienza privata al Papa e di andare scalzi da lui per lavargli i piedi, fare la Via Crucis assieme a lui e presentargli le rivelazioni celesti che egli starebbe già aspettando. Le fotocopie nn.6, 7 e 8 documentano le richieste dell’entità in tal senso; le righe barrate sono quelle cancellate nella versione stampata.
Tale avvenimento, che verrebbe a compiere certe profezie di papa Giovanni XXIII come si legge nella fotocopia n.9 con le solite cancellature, non trovò mai compimento. La protagonista riuscì tutt’al più, nel corso di due udienze pubbliche (3 agosto 1988 e 6 novembre 1993), a farsi strada nella ressa per infilare una lettera nella cintura del Papa e per consegnargli delle pubblicazioni.
Fotocopie nn.6, 7, 8 e 9: Porzioni di diversi messaggi cancellati nei quali "Gesú" chiede a Vassula Rydén e ai suoi due "testimoni" James [Fannan] e David, di chiedere un'udienza al Papa Giovanni Paolo II per presentargli i messaggi e fare la Via Crucis. Tale avvenimento, che verrebbe a compiere certe profezie di papa Giovanni XXIII come si legge nella fotocopia n.9 con le solite cancellature, non trovò mai compimento.
In un secondo tempo, essa ha tentato di attribuire un valore meramente simbolico a questi messaggi, contraddicendone però la lettera e lo spirito. Più volte infatti l’interlocutore “celeste” aveva chiaramente esplicitamente chiesto di adoperarsi per ottenere una udienza privata. E anche la richiesta di andare scalza va intesa in senso letterale; si aggancia infatti ai messaggi (cancellati) del 14 e 15 ottobre 1987, del 18 novembre 1987, del 26 febbraio e del 7 maggio 1988 (fotocopie nn.10, 11, 12 e 13), dove “Gesù” impegna la sua beneamata al voto di camminare scalza nel tempo opportuno; la chiama perciò ripetutamente la «mia messaggera scalza». Negli spezzoni (anch’essi cancellati) dei messaggi del 15-16 ottobre 1987 (sempre la fotocopia n.12), si leggono le seguenti parole di “Gesù”: «sarò Io a ricordarti di togliere le tue scarpe»; a scanso di equivoci l’entità sottolinea il carattere concretamente penitenziale della richiesta aggiungendo: «Non cercherai nessun conforto; sia che tu camminerai nella neve o sulle sabbie roventi, ti toglierai le scarpe. Sei disposta a fare questo?». L’entità, nel messaggio del 8 novembre 1987, ordina esplicitamente alla percipiente impaurita: «non mi rifiutare questo. Lo voglio! Voglio che tu lo faccia» (fotocopia n.14, cancellata); la esorta a non temere (fotocopia n.15, cancellata). Viene assicurato che Giovanni Paolo II riconoscerà la messaggera quando lei si presenterà al suo cospetto (fotocopia n.16, cancellata). Non ci sono dubbi, dunque: ci troviamo di fronte a delle profezie vere e proprie, da prendere alla lettera, e che non si sono mai avverate.
Fotocopie n. 10 a n. 16: Alcuni messaggi cancellati nei quali “Gesù” impegna Vassula al voto di camminare scalza nel tempo opportuno e di andare dal Papa a lavargli i piedi.
3. I messagi modificati
Infine, dopo le distruzioni e le cancellature, c’è il caso ancora più compromettente e grave dei messaggi apertamente modificati. Ecco due esempi significativi. Nella fotocopia n.17, risulta chiaro l’astuto e rudimentale trattamento inflitto al messaggio del 18 aprile 1988. In alto si legge la frase come era originariamente: «Oh vieni Pietro, prendi la Mia Mano, Satana ti ha allontanato dalla Verità! Prendi la Mia Mano e ti guiderò…». In mezzo, le frecce indicano lo spostamento delle parole mentre, in basso, appare l’edizione definitivamente modificata: «Satana ha allontanato molti di voi dalla Verità! prendi la Mia Mano, Pietro, e ti guiderò». L’essere sviato da Satana non si riferisce più al Papa, bensì ad altri.
Fotocopia n. 17 - Esempio di alterazione di un messaggio per modificarne il senso: In alto, il messagio originale - In mezzo, le frecce indicano le correzioni da fare e le parole da aggiungere . In basso, il messaggio come é stato pubblicato.
Da parte sua, la fotocopia n.18 riporta la versione originaria del messaggio del 10 ottobre 1987, dove è scritto a due riprese di adorare (“worship”) la Vergine Maria: «piegherò le loro ginocchia ed essi adoreranno (“worship”) e onoreranno Mia Madre»; la fotocopia n.19 presenta invece la stessa pagina nella versione corretta, con «venerate» (“venereranno”) al posto di “worship”: le due correzioni sono fatte l’una con la grafia di Vassula e l’altra con quella “ieratica”. Non si adora infatti la Madonna, ma la si venera: si trattava di una correzione teologicamente obbligatoria, come quella riguardante il Papa…
Fotocopie nn. 18 e 19 - Nel messaggio originale (fotocopia n. 18) "Gesú" chiede di "adorare" - "worship" in inglese - la Vergine. Il messaggio pubblicato (fotocopia n. 19) é stato corretto per indicare "venerare", una correzione teologicamente obbligatoria.
Ma allora, ci chiediamo, è la seconda Persona della Santissima Trinità che avrebbe usato un linguaggio così improprio o addirittura sbagliato? Per di più, il lettore avrà notato che le correzioni e le aggiunte sono state effettuate con la scrittura che i simpatizzanti della protagonista chiamano “ieratica” ossia santa, divina; in altre parole, Dio si sarebbe corretto con la sua stessa scrittura…
In una lunga nota pubblicata a Belfast nel 1994 (A Note from Vassula Rydén), la veggente tenta di rispondere ad alcune obiezioni riguardanti le suddette modifiche, riconducendole ad un preoccupantissimo messaggio del 12 ottobre 1986 in cui l’“Eterno Padre” dice testualmente: «La Pace sia con te. Ogni parola che senti (feel) non essere giusta e che ti turba, sentiti libera di correggerla. Io, Dio, ti do il sentimento (feeling). Vassula, sei contenta?»… Tale messaggio (e anche un altro del 5 marzo 1987) manifesta un “Eterno Padre” soggetto a eventuali imprecisioni, errori o ripensamenti e consegna praticamente le rivelazioni ai “sentimenti” e all’arbitrarietà della veggente. Per di più si oppone ad un altro suo messaggio del 14 luglio 1992: «Ripeti solo le parole che Io stesso ti ho dato; non aggiungere né togliere nulla; siiMi fedele».
Da quanto è stato detto, quindi, la spiegazione delle alterazioni risulta ormai semplice: i messaggi de La Vera Vita in Dio, soprattutto nella fase iniziale, contenevano effettivamente delle profezie non avverate e degli errori grossolani, anche teologici. E tali errori, che tradiscono la presenza di uno spirito tutt’altro che divino, vennero corretti o eliminati non sulla base di un feeling soprannaturale bensì grazie all’intervento di qualche persona interpellata per revisionare i messaggi assieme alla percipiente. A sostegno di una simile interpretazione o ipotesi, si può tornare per esempio alla fotocopia n.18 dove, sopra la parola “worship” barrata, si legge la parola “venerate” scritta con una grafia che non è né quella della signora Rydén né quella “ieratica”…
22/04/2017 23.37
(continuazione - Parte 3 di 4)
(2b) Un’altra ragione per cui il fenomeno resta inaccettabile è il «carattere sospetto delle modalità con cui avvengono tali presunte rivelazioni» (Notificazione). Qui mi accontento di riassumere quanto scritto nel mio libro sull’argomento.
Come si svolge la trasmissione dei messaggi ?
L’inizio del fenomeno viene descritto dalla stessa protagonista nella videocassetta che riporta un suo incontro avvenuto in Svizzera nel 1991 con un gruppo di pellegrini canadesi:
«Stavo facendo una lista di spese per un nuovo cocktail, la sera stessa. In quel momento avevo questo foglio e stavo scrivendo ciò che dovevo comprare per il pomeriggio. Mentre posavo la mia mano con la matita sul foglio, tutto ad un tratto sentii in tutto il mio corpo come dell’elettricità che mi usciva dalle dita e soprattutto dalla mia mano destra; tutto ciò che avevo era come se fosse incollato. La matita non si staccava più dalle dita; anche se volevo sbarazzarmene non potevo più alzarla, non potevo più aprire la mano. E il foglio è diventato come una calamita di nuovo. Come se la mia mano fosse incollata, non potevo più alzarla; come se la mia mano avesse pesato cento chili, non potevo più alzarla. Tutto ad un tratto una forza invisibile ha spinto la mia mano. Non ho avuto paura, non so perché. E ho rilassato la mia mano per vedere che cosa succedesse, e sono venute delle parole, non era più la mia scrittura, e dicevano: “sono il tuo angelo […]. Mi chiamo Dan (Daniel)”», il quale venne presto sostituito da Gesù Cristo, dal Padre, dalla Madonna o da altri santi.
Poi sarebbe subentrata la fase in cui, al fenomeno della mano che scrive da sola senza il concorso dell’intelligenza e - a volte - nemmeno della volontà, si aggiunge quello della locuzione interiore ossia della voce che dice alla percipiente ciò che la sua mano sta comunque continuando a scrivere abitualmente (ma non sempre) per conto proprio.
Fenomeno medianico o mistico ?
Queste modalità di trasmissione dei messaggi sono e restano tipiche delle forme di medianità (del medium) presenti sia negli ambienti spiritici, spesso camuffati da “gruppi di preghiera” che vantano comunicazioni con l’aldilà, sia negli ambienti neospiritici del New Age dove si parla di channeling o comunicazioni con spiriti “superiori”.
I sostenitori della Signora Rydén parlano di scrittura “ieratica”, “ispirata”, “guidata”, e lo stesso “Gesù” sembrerebbe essersi scomodato per rassicurare la sua profetessa dicendole e mostrandole « che questa scrittura non è automatica » (R.LAURENTIN, Quando Dio si manifesta, ed. Dehoniane, Roma, 1993, p.51).
Ma queste modalità di trasmissione dei messaggi corrisponde proprio alla definizione di scrittura automatica offerta da un esponente del New Age: scrittura che si realizza «senza controllo cosciente, la cui fonte apparentemente non è la persona che scrive» (J.KLIMO, CHANNELING - Investigations on Receiving Information from Paranormal Sources, 1987; qui nel Glossario).
Che il fenomeno avvenga con o senza la locuzione interiore, che la percipiente dia il suo assenso e che rimanga cosciente durante il dettato non cambia nulla al fatto che, nella fase iniziale, fu costretta a scrivere da una forza superiore, e che, in ogni modo, la mano si muove da sola, con una grafia totalmente diversa da quella della scrittrice.
Lei stessa ammette a più riprese: «Tuttavia so molto bene che io non posso controllare la mia mano e che perdo ogni potere quando Dio me la prende» (Da L’Informateur Catholique del 9/4/92). Altrove dice: «Egli mi ha detto di provare ancora a controllare la mia mano. Avevo in mente di scrivere le mie cose controllando io stessa la mia mano. Ho lottato per scrivere da me stessa, ma non lo potevo. Allora Egli ha detto: “Scrivi” ed Egli ha costretto la mia mano a scrivere quattro volte “Amore” mentre lottavo per fermare la mia mano» (4/9/87); «per ricordarti la Mia presenza, ti tolgo la capacità di controllare la tua mano» (19/12/89).
Per giustificare e spiegare il fenomeno, Vassula Rydén e alcuni teologi a lei vicini lo vogliono ricondurre alla cosiddetta legatura delle potenze tipica dell’estasi, dove la persona perde effettivamente il controllo delle sue facoltà inferiori e delle sue membra. Nella risposta alla prima domanda del P.Grech, la protagonista dichiara: «noti mistici come santa Teresa d’Avila hanno sperimentato rapimenti del loro corpo e a volte anche solo di una parte del loro corpo. Io penso che questo sia una forma leggera di rapimento della mia mano e credo che il Signore abbia i suoi fini in questo».
Atto spontaneo o atto violento ?
L’accostamento, senz’altro seducente, denota tuttavia una enorme confusione e superficialità in quanto non sa distinguere tra l’atto vitale o spontaneo (e quindi umano e libero) e l’atto violento.
L’atto vitale richiama ovviamente l’idea di vita la quale, a sua volta, si riferisce al movimento spontaneo, immanente e proprio di un essere « al quale compete, secondo la sua natura, muoversi spontaneamente, o comunque determinarsi all’operazione » (TOMMASO D’AQUINO, Somma teologica, Ia, q.18, a.2).
Più la natura di un essere è dotata di conoscenza, più esso è in grado di muoversi da solo: la pianta occupa il gradino più basso degli esseri viventi perché, priva di qualsiasi facoltà conoscitiva, ha dei movimenti del tutto prestabiliti e in buona parte determinati dalle condizioni esterne. A un livello superiore l’animale, dotato di conoscenza sensibile, è capace di individuare e, quindi, di perseguire certi obiettivi con una maggiore autonomia nei movimenti.
Gli esseri umani, invece, hanno il vantaggio di una vita cosciente nettamente superiore derivante dalla loro conoscenza spirituale, che consente loro di scegliere il fine da raggiungere e i mezzi opportuni con una “indifferenza” o libertà assente negli animali, il cui istinto obbedisce unicamente agli stimoli particolari individuati dalla conoscenza sensibile.
In ogni modo, ognuno di questi esseri viventi dispone di una capacità di movimento proporzionata alla propria natura e che ha il suo principio nel soggetto stesso che si muove: nella pianta il movimento si riduce a processi bio-chimici prestabiliti, nell’animale è risposta istintiva allo stimolo individuato dalla conoscenza sensibile, nell’essere umano è espressione di una scelta libera mediata e orientata dalla ragione e dalla volontà.
Il movimento violento o in qualche modo meccanico ha invece il suo principio al di fuori del soggetto che si muove e, nel caso dell’essere umano, non scaturisce dalla ragione e dalla volontà che vengono appunto scavalcate. Ed è esattamente ciò che avviene alla Signora Rydén, non solo all’inizio del fenomeno quando la violenza fu evidente, ma pure in seguito, tutte le volte che la mano, accompagnata o meno dalla locuzione interiore, si muove comunque non in virtù di un principio interno, ossia di un impulso proveniente dalla mente, bensì in virtù di un movimento meccanico proveniente dall’esterno.
Ma - qualcuno potrebbe obiettare - tutto ciò è irrilevante e per di più comprensibile, dato che la nostra protagonista è diventata strumento di Dio, al quale -dopo le violenze iniziali- ha ceduto liberamente e quindi spontaneamente la guida della propria mano…
Ora, per constatare l’inconsistenza e l’infondatezza dell’obiezione, basta ricordare che quando si serve di una sua creatura, il Creatore non rinnega mai se stesso: sceglie sempre uno strumento adatto, ne rispetta la natura intima e - nel caso dell’essere umano - la vitalità o la capacità di auto-determinarsi al movimento. Come dice giustamente Karol Wojtila:
« non è mai permesso trattare la persona come un mezzo. Questo principio ha una portata assolutamente universale. Nessuno ha il diritto di servirsi di una persona, di usarne come di un mezzo, neppure Dio suo creatore. Da parte di Dio questo è d’altra parte assolutamente impossibile, perché dotando la persona di una natura ragionevole e libera, Egli le ha conferito il potere di assegnarsi da sola i fini della sua azione, escludendo con ciò ogni possibilità di ridurla a non essere altro che uno strumento cieco al servizio dei fini altrui » («Amore e responsabilità» in Metafisica della persona – Tutte le opere filosofiche e saggi integrativi, Bompiani, Milano 2003, p.478).
Bisogna precisare che sarebbe proprio contraddittorio da parte di Dio lo scavalcare la ragione di un essere umano proprio nel momento in cui Egli sta comunicando con lui. Nel caso che ci interessa, la protagonista non è la “segretaria di Dio”, come si autodefinisce, in quanto non si trova a trascrivere un dettato colto dalla mente; tutt’al più, è la sua macchina da scrivere o telescrivente attivata dal di fuori.
Per quanto riguarda il soprammenzionato riferimento alla legatura o rapimento delle potenze nei santi mistici, esso non ha nulla da spartire con il fenomeno della scrittura di Vassula Rydén; non si tratta di una violenza o di una paralisi imposta dal di fuori alle facoltà o membra, in quanto la sospensione delle facoltà deriva qui da un assorbimento intensissimo della coscienza o della mente nelle cose divine. È proprio l’iper-attivazione delle facoltà spirituali a provocare l’ipo-attivazione di quelle inferiori. Un po’ come avviene nel distratto che si ferma incantato e le cui membra agiscono in modo sconnesso perché la mente è assorta altrove… Ancora una volta, siamo di fronte a degli atti vitali, che hanno la loro origine nel principio intrinseco del movimento spontaneo delle membra che è la mente; le parole di santa Teresa d’Avila non lasciano spazio a dubbi: « Mentre l’anima sta così cercando il suo Dio, si sente come svenire per la forza di un soavissimo godimento: il respiro le manca, le forze corporali svaniscono, tanto che senza un grande sforzo non può muovere neppure le mani, ecc… » («La vita», c.18, n.10, in Opere, Roma 1977, Postulazione generale O.C.D.).
Vassula: un’altra Caterina da Siena ?
Contrariamente a quanto si vuole fare credere, le modalità di trasmissione dei messaggi qui presi in considerazione non hanno precedenti nella storia della spiritualità e della mistica. Non ci sono affinità né con Teresa di Avila né con altri santi mistici. È per di più fuori posto il tentativo di identificare la scrittura di Vassula Rydén con quella di Caterina da Siena la quale, pur essendo analfabeta, avrebbe scritto alcune lettere di suo pugno: in ambedue i casi, stando ai seguaci della protagonista, avremmo la scrittura “guidata” di una mano che si muoverebbe da sola… Nulla di più errato, in quanto la santa (come avvenne pure a Rosa da Lima) si è messa a scrivere e a leggere come se avesse sempre saputo farlo, in un istante, senza che la sua mano avesse poi avuto bisogno di essere continuamente “guidata” da un movimento esterno. Come lo storpio guarito da Gesù che si è messo a camminare con le sue gambe, dirigendole da solo come se avesse sempre camminato: non venne trasformato in una marionetta che cammina in virtù dell’azione estrinseca di chi tira gli spaghi…
Concludendo, a me pare che il fenomeno qui preso in esame abbia molto da spartire con la medianità nella sua versione New Age del channeling; come diceva Allan Kardec (1804-1869), l’ottocentesco teorico e divulgatore dello spiritismo e della medianità in Occidente: « il medium […] è lo strumento di un’intelligenza estranea; egli è passivo, e ciò che dice non viene da lui » (Le livre des médiums, p. 2, c. 14, par. 172). Non dubito minimamente che la nostra protagonista riceva i suoi messaggi da una « intelligenza estranea »; come pure non nutro dubbi sull’identità di quest’ultima, confortato dalle ammissioni della Signora Rydén che riconosce al demonio la capacità di subentrare nel fenomeno, usando della medesima scrittura detta “ieratica” ossia santa, divina, ispirata, per far passare degli errori o aggiungere delle parole sconvenienti (cfr. messaggi del 8/1/87, 19/2/87, 6/3/87, 17/4/87, 22/7/87, 9/9/87 di cui è acclusa la fotocopia n.20 a titolo di esempio).
Ammissioni, queste, molto inquietanti e disarmanti: come si può infatti chiamare santa e divina una scrittura che può essere indistintamente usata da Dio e dal demonio?
Fotocopia n. 20 - Esempio di messaggio nel quale il demonio interviene utilizzando la scrittura "ieratica" attribuita a Dio (a partire da: "Aha its her again...")
[Modificato da Caterina63 22/04/2017 23.37]
22/04/2017 23.55
(2c) Un’altra ragione che potrebbe spiegare l’atteggiamento sostanzialmente negativo della Congregazione deriva proprio dal fatto che la protagonista sembra aleggiare al di sopra delle Chiese sia greco-ortodossa che cattolica.
La Chiesa greco-ortodossa
Infatti, riguardo alla prima, citiamo per esempio la dichiarazione del Metropolita di Glastonbury, sua Eminenza Abbà Seraphim, tratta da un memorandum dell’agosto 2005 rivolto al clero ortodosso del Regno Unito:
« Nel ricevere i sacramenti ad altari diversi da quelli della Chiesa ortodossa (appellandosi al Decreto Orientalium Ecclesiarum del Vaticano II), la Sig.ra Rydén trascura la disciplina canonica ortodossa che lo vieta. Inoltre la Sig.ra Rydén dovrebbe sollecitare il permesso e la benedizione della gerarchia ortodossa locale che esercita la giurisdizione in ogni luogo, prima di parlare in assemblee pubbliche invece di agire in maniera contraria alla loro opposizione e critica talvolta espresse » (cfr. http://britishorthodox.org/glastonbury-review-archive/glastonbury-review-archive-issue-113/3/).
Ciò significa che lei non sottosta alle regole della sua Chiesa.
Addirittura, il Comitato per le eresie del Sinodo della Chiesa greco-ortodossa conclude nel 2001 che la pseudo-veggente si è allontanata (o è stata espulsa?) dalla Chiesa ortodossa, anche se lei continua ufficialmente a farne parte. E lei, dopo aver denunciato per diffamazione il Segretario del Comitato per le eresie, il Rev.do Kyriakos Tsouros, ha deciso di rinunciare all’azione giudiziaria.
Sempre riguardo alla sua partecipazione ai sacramenti nelle chiese cattoliche, è opportuno precisare quanto sia forzato il ricorso ai documenti ecclesiali (decreto Orientalium Ecclesiarum del Vaticano II, enciclica Ut Unum Sint di Giovanni Paolo II del 1995, il n.1399 del Catechismo della Chiesa Cattolica) per legittimarla: essi insistono infatti sul carattere del tutto eccezionale e per nulla abituale o normale di tale partecipazione. Questo orientamento è stato ribadito dallo stesso Benedetto XVI nella sua esortazione apostolica Sacramentum Caritatis del 22 febbraio del 2007.
Perciò la seguente dichiarazione della Notificazione del 1995 non fa altro che ribadire l’insegnamento consolidato della Chiesa:
«la signora Rydén, partecipando abitualmente ai sacramenti della Chiesa cattolica, pur essendo greco-ortodossa, suscita in diversi ambienti della Chiesa cattolica non poca meraviglia, sembra quasi al disopra di ogni giurisdizione ecclesiastica e di ogni regola canonica e crea di fatto un disordine ecumenico che irrita non poche autorità, ministri e fedeli della sua propria Chiesa, mettendosi fuori della disciplina ecclesiastica della medesima».
Dichiarazione, inutile dirlo, che dimostra verso la Chiesa ortodossa un rispetto e una sensibilità che ci piacerebbe riscontrare nella protagonista stessa.
Per quanto concerne la Chiesa cattolica, né le parole né il comportamento di Vassula sono rassicuranti, nonostante l’effettivo incitamento a riconoscere il primato del Vescovo di Roma.
1. Prima di tutto perché lei non si esprime affatto sulla natura di tale primato: « Benché il messaggio confermi il primato di Pietro, il Vescovo di Roma, conosciuto tanto nella tradizione Ortodossa, quanto in quella cattolica, non parla di questioni di giurisdizione. Credo di non essere stata chiamata a parlare di questo problema e quindi mi astengo dal farlo in alcun modo » (lettera di risposta al P.Grech). Siamo quindi da capo, in quanto questa posizione ricalca quella delle Chiese ortodosse, pronte a riconoscere al Vescovo di Roma un primato non di giurisdizione ma soltanto di onore.
2. Poi, occorre ricordare che la Chiesa prospettata dai messaggi viene come spogliata della sua dimensione istituzionale: « Sarete nutriti direttamente da Me » (29/8/89); « Sì, in verità, il Mio Spirito di grazia si riverserà su tutta l’umanità e la vostra generazione sarà nutrita direttamente da Me. Sarete istruiti e guidati da Me, ed anche i Miei santi ed i Miei angeli dall’alto vi verranno incontro ad ogni angolo di strada» (6/12/89, in alcune edizioni linguistiche questo messaggio é datato del 4-12-89). È come se l’autorità umana fosse superata: « Ti ho scelta per mostrare al mondo che Io non ho bisogno né d’autorità né di santità » (21/2/87). « Ogni autorità verrà da Me » (5/2/87) (e prima, viene da chiedere, da chi proveniva l’autorità?). Si lascia persino intendere che la Chiesa, finora, non fosse nelle mani di Dio: « La Mia vigna è curata dalle Mie stesse mani, ora » (22/8/89)… I convertiti « saranno chiamati sacerdoti del Dio vivente, i preti dell’Amen e, con questo clero, ricostruirò la mia Chiesa » (29/10/91).
3. Inoltre, la figura del Papa non è affatto intesa come quel punto di riferimento sicuro e incrollabile voluto da Cristo e tipico della tradizione cattolica. E qui non alludo principalmente al messaggio del 18 aprile 1988, poi corretto, in cui veniva detto: « Pietro, prendi la Mia Mano, Satana ti ha allontanato dalla Verità! ». Penso piuttosto a tutte le volte in cui vengono espressi dei dubbi circa la lealtà del Papa Giovanni Paolo II, lealtà, lo si legge tra le righe, legata alla sua apertura o meno ai messaggi della Signora Rydén: « Benamato, Io, il Signore, sono alla tua porta e busso. Mi sentirai? Mi aprirai? » (27/10/87); « Pietro, sii la Mia Eco! Nutri i Miei agnelli, Pietro. Non Mi rinnegare di nuovo, benamato » (1/12/87). « Riconsegnerò interamente il Seggio a Pietro. […] Di’ a Pietro queste parole: Io, il Signore […] sono alla tua porta e busso. Mi aprirai? » (7/5/88).
4. Infine, non pochi messaggi dello stesso periodo parlavano della morte imminente del Papa: « Pietro è intrappolato e impotente in mezzo a loro. […] La fine di Pietro è vicina » (26/7/88). Come se ciò non bastasse, circolano negli ambienti vicini al nostro personaggio testi e voci circa l’esistenza di una cospirazione ad opera dell’entourage vaticano e di prelati legati alla massoneria mirante a neutralizzare il Papa e i suoi più stretti collaboratori.
E sarebbe tale cospirazione ad aver contrastato le aperture di Giovanni Paolo II e del cardinale Ratzinger, diventato poi Papa, nei confronti di Vassula, con i documenti ecclesiali a lei ostili e a loro imposti. Un articolo abbastanza diffuso negli stessi ambienti ha al riguardo un titolo molto emblematico: Perché il Vaticano ha paura di questa donna? Cosa rivela questa donna che spaventa certi burocrati vaticani al punto di sfidare il Papa per metterla a tacere?
La tesi viene porta avanti a colpi di interrogativi: « C’è forse qualcosa ne La Vera Vita in Dio riguardante il Vaticano, che sia Papa Giovanni Paolo II sia il cardinale Ratzinger sono desiderosi di sottoscrivere e appoggiare, sperando pure che altri lo scoprano, ma che non oserebbero menzionare pubblicamente loro stessi? ». Responsabili di queste trame, « non sono gli stessi uomini all’interno del Vaticano che hanno cercato di occultare gli abusi sessuali criminali, immorali e davvero malvagi di gente innocente commessi nel mondo intero e per molti anni da membri del loro clero? ». Questi uomini agirebbero con l’inganno e in aperta disubbidienza al Papa.
Come già accennato, sarebbero loro gli autori della Notificazione del 1995, e pure del comunicato stampa del 1996 al quale si riferiscono le seguenti affermazioni: « O per la paura di perdere il loro controllo della situazione o semplicemente per salvare la faccia, quelli dietro la prima Notificazione contro Vassula e La Vera Vita in Dio passarono di nuovo all’attacco pubblicando una seconda Notificazione [sic!], tesa a rinforzare la validità della prima », facendo cioè credere che lo stesso cardinale Ratzinger la sottoscriveva pienamente e la faceva pubblicare nell’organo ufficiale della Santa Sede Acta Apostolicae Saedis, con la firma sua e quella del Segretario della Congregazione. Circa la lettera della Congregazione del gennaio 2007 viene detto che « non solo il cardinale Levada sfida ciò che il cardinale Ratzinger ha detto e fatto in tale situazione; il nuovo Prefetto della Congregazione sfida e contraddice pure Giovanni Paolo II ».
Come si constata, gli autori di questa teoria attribuiscono ai cospiratori vaticani un potere gigantesco, tale da imbavagliare il Papa e il Prefetto e da inventare o produrre dei documenti ufficiali firmati al loro posto. Ma i medesimi autori cadono in contraddizione quando attribuiscono al cardinale Ratzinger la paternità della lettera del 2004 da loro considerata come un riconoscimento in grado di annullare la famigerata Notificazione del 1995. E per quanto riguarda il cardinale Levada, essi dimenticano quanto egli sia una “creatura” dell’attuale Papa che, spiazzando tutti, lo ha voluto personalmente alla testa della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Queste teorie, onnipresenti negli ambienti vicini alla Signora Rydén e tese a demonizzare i suoi avversari non nascono per caso e dal nulla,ma trovano il loro fondamento nel comportamento della protagonista stessa e nei messaggi de La Vera Vita in Dio, dei quali costituiscono uno dei “frutti” più evidenti.
Tale demonizzazione viene applicata prima di tutto a qualsiasi contestazione proveniente dall’interno delle organizzazioni della Vera Vita in Dio ; in questo caso, la protagonista o i sacerdoti da lei incaricati accusano i dissidenti di appartenere al “clan di Caino” oppure di essere strumenti dello “spirito di Gezabele”, legata all’idolatria, o dello “spirito di Acab” che, a detta loro, sarebbe uno spirito di vigliaccheria e di confusione. Il rimedio prescritto a questi contestatori trascinati da Satana verso le porte dell’inferno consiste in preghiere di liberazione o di guarigione compiute per un anno intero da almeno due o tre sacerdoti.
Gli avversari esterni non subiscono una sorte più invidiabile. La minima critica viene considerata come « priva di qualsiasi carità cristiana »; così dice il P.O’Carroll, principale teologo difensore di Vassula con René Laurentin, al P.Mitch Pacwa, gesuita americano al quale la veggente si era rivolta per ottenere una valutazione teologica delle sue rivelazioni e che aveva espresso un giudizio negativo sulla rivista Catholic Twin Circe dell’agosto 1993.
Ma il più delle volte, l’azione degli oppositori viene ricondotta direttamente al demonio, magari attraverso la mediazione della massoneria. Nella fotocopia n.1, leggiamo che « [Satana] si serve del padre Philip Pavitch [sic] che ha collaborato con il P.Pacwa » e che è reo di aver diffuso la versione originale dei messaggi con tutte le alterazioni. Va pure detto che il P.O’Carroll si sentì in dovere di spedire una lettera al Ministro Generale dei frati minori perché prendesse dei provvedimenti nei confronti del Padre Pavich e lo facesse tacere.
Fotocopia n. 1 - Estratto del fax inviato da Vassula Rydén ad Elena Carvalho, nel quale dice che il demonio si serve del Padre Pavich (reo di aver diffuso la versione originale dei messaggi con la prova di tutte le alterazioni) e giustifica i brani eliminati. Vedere anche il capitolo "Scomparsa, cancellazione, censura e alterazione dei messagi".
Un’affollatissima messa di riparazione venne celebrata in una chiesa di Milano dopo la pubblicazione di un mio intervento critico sulla rivista italiana Il Sabato del 24 ottobre 1992.
Il “Sacro Cuore” in persona si scomodò per scagliare ancora una volta i suoi strali contro gli accusatori della sua “segretaria”, in un minaccioso messaggio del 2 marzo 1993: « La Mia giustizia si leverà al suo massimo grado contro questi mercanti poiché essi davvero sono i mercanti che hanno portato la Mia Chiesa all’apostasia ».
La nota n.3 della signora Ryden che accompagna il messaggio spiega: « Mercanti: i miei accusatori canadesi […] i persecutori dello Spirito Santo […] simbolicamente gli sciacalli che lavorano di notte […] può rappresentare la seconda bestia dell’Apocalisse (Ap 13) che significa la frammassoneria della Chiesa […] lo spirito razionalistico apostata e corrotto ».
Chi sono questi “mercanti” di apocalittica dimensione e fomentatori di apostasia? Forse don Signori, nel passato professore al seminario maggiore di Montréal e allora generoso pastore di una parrocchia della stessa città? Oppure Marie-France James, autrice di opere volte a smascherare gli inganni dell’esotero-occultismo, del New Age e della massoneria, per non pochi anni apprezzata collaboratrice dello stesso Informateur catholique, vittima di un autentico linciaggio giornalistico dopo le sue prese di posizione critiche e, soprattutto, dopo la pubblicazione del suo libro Le phénomène Vassula (Nouvelles Editions Latines, Paris 1992)?
Oppure la signora Daria Klanac, madre di famiglia, animatrice della comunità croata di Montréal e responsabile della Corporation des Messages pour la Paix allora incaricata della diffusione dei messaggi di Medjugorje in Canada, anche lei vittima di una campagna di terra bruciata dopo i coraggiosi interventi sul nostro personaggio? Infine, considerando la mia nazionalità e la stessa data del messaggio, rilasciato appena cinque giorni dopo il mio intervento all’emittente italiana Radio-Maria, penso di rientrare anche io nel famigerato club dei “mercanti canadesi” fomentatori di apostasia.
Ma, ovviamente, la vittima è una sola, ossia la signora Vassula Rydén, alla quale “Dio” stesso conferisce l’aureola della profetessa martirizzata: « C’è stato forse un solo profeta che non sia stato perseguitato, minacciato o attaccato? » (30/6/90). “Gesù” dichiara persino: « Se ti perseguitano, Mi perseguitano, se ti deridono, Mi deridono » (13/9/87); « In realtà, i tuoi accusatori sono i Miei accusatori, i tuoi censori sono i Miei censori, i tuoi persecutori sono i Miei persecutori » (13/9/89). Infatti, ci vuole ben poco per meritare il titolo di persecutore; basta un’obiezione: « Così se qualcuno solleva un’obiezione, non si oppone a te, ma a Me, Io che ti ho donato il Santo Spirito di verità » (24/10/91).
Tutto ciò è davvero ridicolo, soprattutto se si va a leggere in qualsiasi dizionario la definizione della parola “persecuzione”: « trattamento ingiusto e crudele inflitto con accanimento »… Non è perciò priva di fondamento l’ironica risposta del giornalista de Il Sabato in seguito alle proteste di un sostenitore della protagonista: « Ci racconti, si spieghi pubblicamente: Vassula è stata incarcerata? Torturata? Esiliata? Deportata? E’ braccata dai servizi segreti? Le sole notizie che conosciamo ci dicono che vive tranquillamente in Svizzera, moglie di un funzionario della FAO, i suoi libri sono pubblicati da importanti editori cattolici, gira per il mondo, accolta e venerata come una santa da ecclesiastici (anche vescovi) entusiasti e folle di appassionati » (A. SOCCI, in Il Sabato del 5 dicembre 1992).
Non avendo mai lavorato presso una Congregazione romana, nessuno dei critici summenzionati può appartenere alla deprecata “massoneria vaticana”. Si può dire senza paura di sbagliare che l’opposizione a Vassula è nata da semplici religiosi e credenti, quindi dalla base e non dal vertice della Chiesa, e che non ha aspettato la Notificazionedel 1995 per mettersi in moto. Il sensus fidelium esiste davvero!
Ma i messaggi insistono nel dare alla percipiente degli avversari più “nobili”, più altolocati. « La Mia chiesa è piena di Caino che da sé si sono seduti in trono nel Mio santuario » (13/5/89); « Alla fine dei Tempi il Nemico si siederà sul trono nel Mio Santuario » (24/1/91).
Sembra che questi nemici altolocati siano da collegare con qualche setta satanica o massonica: « Per potere del dragone, questi idoli occupano posti altolocati. Poi, per occupare posti di alto rango, hanno insignito sacerdoti che sono dei loro e che celebrano nel cuore del Mio Santuario. Ed essi non Mi adorano, fingono di farlo. Escono travestiti da grande sacerdote, adorando e servendo la bestia stessa » (agosto 1990); in nota, la percipiente commenta: « Potere ottenuto per la potenza delle messe nere; qui Gesù si rivolge al falso profeta mascherato da angelo (Ap 13,11; 16,13) ».
Al di sopra di tutti emerge un personaggio particolarmente importante all’interno della Chiesa:
« Oh, Caino! Ti sei mascherato e travestito come un Alto Sacerdote. Ti sei vestito con i Miei abiti d’oro e d’argento, per nascondere i tuoi indumenti scuri che ti ha dato la Bestia nera. […] Egli ingannerà molti e la gente sarà accecata, accecata per via degli abiti dell’impostore. […] Con il suo glorioso travestimento egli porterà una Grande Apostasia in tutta la Mia Chiesa, porterà desolazione, ma ogni cosa sarà camuffata con miracoli, grandiosi portenti e segni nel cielo » (30/1/89).
Che non si tratti, neanche qui, di un linguaggio simbolico, lo desumiamo direttamente dai messaggi: «Adesso, quel ribelle, con il suo seguito, prospera nascosto sotto le vesti del grande prete, dissimulato sotto l’aspetto di un agnello, mascherato sotto l’apparenza della verità, per poter ingannare una moltitudine e condurre tutti alla morte. Io non sto parlando in parabola, ma con parole chiare. I tempi sono giunti, quei tempi preannunciati dalla Scrittura, in cui i Miei nemici daranno di Me una immagine che non è Mia e che non sono Io » (12/9/90). Ma, allora, chi è quel ribelle mascherato da Alto Sacerdote? Si tratta senz’altro di un vescovo, dal momento che « è stato ordinato prete e ne ha ordinati altri » (agosto 1990).
In una intervista pubblicata su Il Segno del Soprannaturale del novembre 1994 a p.32, il giornalista, certo Dante Scolari, dichiara:
« Vassula ci fa capire che il mondo è ormai governato dalla massoneria, la quale ha ormai intessuto forti legami anche con molte alte personalità della Chiesa. Io le dico che, per quel che ho sentito in un ambiente di preghiera legato a un veggente che conosco, nel Vaticano ci sarebbero già una trentina di cardinali iscritti alla massoneria. “Oh non, bien plus!” (“no, molto di più”) è la sua risposta, pacata ma decisa ».
Sulla medesima rivista del gennaio 1995 arriva la smentita che la stessa signora Rydén ha voluto pubblicare; dopo aver attribuito l’equivoco al fatto che « sia io che i miei interlocutori ci esprimevamo in una lingua straniera », lei asserisce, tra le altre cose, che
« il Signore non mi ha mai fornito numeri né nomi, a proposito della grave situazione in cui versa la Chiesa attuale. Perciò non posso aver parlato di “bien plus” di trenta cardinali iscritti alla massoneria, né tanto meno il Signore mi ha mai fornito dati atti a identificare “le alte personalità della Chiesa” legate alla massoneria, né ha mai specificato se tali personalità vivano e lavorino in Vaticano o altrove ».
Questa smentita, del resto parziale in quanto non riguarda tutti i contenuti dell’intervista, non è attendibile. Innanzitutto perché lo scoglio linguistico non esisteva; sia la signora Rydén -da anni residente nella Svizzera Romanda - che lo Scolari - per la sua lunghissima permanenza a Lausanne- conoscono benissimo il francese (lingua usata durante la conversazione). E soprattutto perché alcune affermazioni (« il Signore non mi ha mai fornito… nomi, …dati atti a identificare “le alte personalità della Chiesa” legate alla Massoneria ») sono in aperta contraddizione con la nota numero 3 dell’appena citato messaggio del 5-29 agosto 1990 nella quale si legge testualmente: «Dio mi ha rivelato il loro nome». [In alcune edizioni dei messaggi, la nota appare con il numero 5.] Anche se qui la protagonista non usa apertamente il termine “cardinali”, è ovvio che si riferisca ad essi, trattandosi di « Alti Sacerdoti », « seduti in trono », che occupano « posti altolocati », e così lo capiscono i suoi seguaci. A questo punto, diventa impossibile reprimere la spontanea reazione della mente che passa sospettosamente in rassegna la lista dei cardinali...
Sempre dalla già citata intervista, apprendiamo che « alla morte o scomparsa di questo Papa, l’Anticristo inizierà a regnare ». A quasi tredici anni di distanza da tale profezia, qualcuno potrebbe sentirsi in dovere di chiedersi se l’Anticristo non sia lo stesso Papa Ratzinger…
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(continuazione - Parte 4 di 4)
(2d) In questa vicenda, è davvero la percipiente a occupare il posto centrale; a una Chiesa “debole” o, comunque, indebolita, quasi alla deriva, con un Papa disorientato, isolato, neutralizzato e incapace di governare, i messaggi contrappongono una Vassula Rydén forte e protagonista.
1. Dei poteri straordinari le sono conferiti: «Ogni azione sarà compiuta da Me attraverso di lei. Parlerò attraverso di lei e agirò attraverso di lei» (10/11/87); «Quando espongo la tua anima in Purgatorio, molte anime guariscono. Ti ho insegnato ad amarMi, il tuo amore per Me le guarisce. Utilizzo il tuo amore come rimedio per guarirle. Guariscile, Vassula, guariscile. Tu porti la Mia Croce con Me» (10/2/87).
2. Viene investita di una missione anch’essa straordinaria, unica, di importanza vitale per la Chiesa e per il mondo. È promossa al rango degli apostoli, quasi ereditandone la successione: «Pescatrice di uomini, estendi la Mia Rete di Pace e d’Amore ovunque nel mondo. […] Quando ero sulla terra, ho insegnato a un piccolo gruppo di uomini a divenire pescatori di uomini. Li ho lasciati nel mondo perché diffondessero la Mia Parola a tutta l’umanità. Io, il Signore Gesù, ti istruirò e ti mostrerò come questo lavoro è stato eseguito» (26/4/87); è pure sacerdotessa: «Mio sacerdote, poiché tu sei il Mio sacerdote, tu camminerai con Me, Io non ti abbandonerò mai» (17/3/87).
3. Sia i messaggi che gli atteggiamenti consolidano una certa posizione di superiorità di fronte alla Chiesa e alle autorità ecclesiali: «Ma Vassula, evidentemente tu non appartieni a loro, tu appartieni a Me. Io sono il tuo Creatore e il tuo Padre Santo, tu dipendi dalla Mia Autorità. […] Di’ alla Mia Santa Sede che sono Io che ti invio ad essi. AscoltaMi, se ti chiedono a quale comunità tu appartieni, tu dirai loro che appartieni a Me e che sei sotto la Mia Autorità» (27/10/87). Oppure: «Alzati, figlia Mia! La Chiesa ha bisogno di te» (29/3/88) (è la Chiesa che ha bisogno di lei, e non il contrario). E altrove: «Vassula, abbellisci la Mia Chiesa. […] Cammina con Me. Ecclesia rivivrà e nella Casa di tuo Padre tu li riunirai e li benedirai » (3/3/88). Lei è la coscienza profetica delle Chiese di cui denuncia gli orrori e gli errori, è il perno attorno al quale si svolgerà l’unificazione delle Chiese (soprattutto delle Chiese cattolica e greco-ortodossa): « Vassula, per il Mio Amore, unirai la Mia Chiesa?» (3/7/87).
E quale segno di credibilità, quale sigillo di garanzia offre “Gesù” per autenticare la missione della sua messaggera? Niente di meno e niente di più che la messaggera stessa: «Vassula, tanti Mi chiederanno un segno che provi che questo messaggio viene proprio da Me, ma il segno che darò sei tu» (30/1/87); «Tutto ciò che darò loro sei tu stessa, Mia fanciulla» (1/9/87).
Chi si accontenta gode. Ma è davvero troppo poco perché lei si possa permettere di interpellare i suoi avversari alla maniera di Gesù Cristo...
4. Ancora più sintomatica di questa posizione di superiorità è la recente lettera (agosto 2007) scritta in risposta a quella del cardinale Levada nella quale, tra le altre cose, Vassula Rydén chiede astutamente come si possano mai dissuadere i fedeli dal partecipare a riunioni di preghiera, cosa (dice lei) «francamente contraria alla volontà di Dio». In realtà, il cardinale Levada non ha ovviamente nulla in contrario alla preghiera in se stessa, ma alla partecipazione «ai gruppi di preghiera organizzati dalla Signora Vassula Rydén», dove il punto di riferimento costante rimangono i messaggi e gli scritti della pseudo-veggente.
Ma la parte più interessante è la seguente:
«Con la conclusione nuova della lettera del Cardinale Levada, egli rigetta perciò lo studio e il dialogo che l’allora Cardinale Ratzinger (ora Papa), e il Cardinale Bertone (ora Segretario di Stato) hanno avuto con me durante un periodo di due anni e mezzo, durante i quali molti ispettori, teologi, vescovi e cardinali, furono chiamati a dare la loro opinione finale e che, come sapete tutti, fu positiva. […] Allora, cari amici, lascio a voi di decidere: potete seguire sia il risultato positivo dopo il dialogo con l’allora Cardinale Ratzinger, che ci diede la libertà di continuare a leggere TLIG (True Life in God) e di evangelizzare con amore per l’amore, riconducendo il popolo di Dio alla sua chiesa e all’unione all’interno della chiesa, oppure potete seguire le disposizioni della lettera firmata dal Cardinale Levada che non dice né sì né no e, nella migliore delle ipotesi, crea confusione». (Lettera di Vassula di agosto 2007.)
Questa lettera denota una volta di più una profonda ignoranza circa il funzionamento della Chiesa, come se il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede possa aver scritto quel che ha scritto senza l’assenso del Sommo Pontefice; ci sembra di ritornare dodici anni indietro, quando si cercò di insinuare che la Notificazione pubblicata su L’Osservatore Romano con tutti i crismi dell’ufficialità fosse stata scritta senza l’assenso del Prefetto di allora, il cardinale Ratzinger. In fondo, si mira a far apparire divise le persone alla guida della Chiesa: il Papa, il Segretario di Stato, il Prefetto della Congregazione e i vescovi sembrano andare ciascuno per conto loro.
La risposta di Vassula Rydén, che non ha nulla di precipitoso e di impulsivo avvenendo diversi mesi dopo la lettera del cardinale Levada, comporta una innegabile gravità e tradisce lo spiritello nascosto dietro il fenomeno. Appellandosi infatti alla propria autorità e ascendenza, lei mette di fatto i suoi seguaci con le spalle al muro: o seguire le precedenti disposizioni da lei giudicate (arbitrariamente) come un mezzo-riconoscimento, o seguire la lettera del cardinale Levada « che non dice né sì né no » (ma che in realtà dice “no”, precisiamo noi). Un tale comportamento non mancherà di compromettere seriamente o definitivamente i rapporti della percipiente con la Congregazione la quale, nella Chiesa cattolica, gode di un’autorità superiore a quella di qualsiasi veggente o carismatico.
(2e) L’altra ragione per cui la Chiesa non dà il via libera ai messaggi de La Vera Vita in Dio è senz’altro il loro contenuto.
Banalità e sdolcinature
Non penso che sia trascurabile, oltre al suaccennato Vassula-centrismo dei messaggi, il loro tenore banale e talvolta vicino al “romanzo rosa” e alle sdolcinature. A proposito di banalità:
«Improvvisamente ho visto, con gli occhi dell’anima, il Signore seduto a tavola con me che mi guardava mangiare.
-È buono?
-Sì, Signore. Ti ringrazio, Signore» (25/5/88).
Ci sono degli episodi in cui la “veggente” dimostra addirittura di annoiarsi o di pensare alle faccende domestiche mentre “Gesù” è visibilmente alla sua presenza:
«-Gesù, credo che bisogna andare!
-Giù, per controllare il forno che è acceso!» (16/5/87).
«L’ora è un rivale per Me, quando guardi l’orologio mentre Io sono con te. (L’avevo offeso perché avevo guardato l’orologio)» (25/5/87); «A questo punto mi sono distratta. Gesù si è interrotto dicendomi: “Fiore, domina la tua apatia”» (3/6/89 o 1/6/89 in alcune edizioni linguistiche); «Improvvisamente mi sono ricordata dei lavori di casa» (8/7/89; durante un dialogo con “Gesù”).
E a proposito di sdolcinature:
«-Sai quanto ti amo?
-Sì, lo so, Gesù.
-Allora, perché rifiuti il Mio Bacio? (…) Vassula, non ti ho già detto che tu non devi rifiutarMi niente? Cosa Mi hai risposto?
-Che non Ti rifiuterò mai niente.
-Sì. Allora perché rifiuti il Mio Bacio? Vassula, non rifiutarMi mai quanto ti chiedo. Se ti chiedo una cosa, è per Amore. PermettiMi di baciarti, permettiMi di farlo! Vieni verso di Me e senti il Mio Bacio, un Bacio divino sulla tua fronte. Sei pronta?
Gesù mi ha baciata sulla fronte, lasciandomi completamente… come potrei esprimermi? Mi ha lasciato uno straordinario sentimento di pace nell’anima. La mia respirazione sembrava attraversare i polmoni ed invadere interamente il mio corpo, dandomi l’impressione di essere aria pura» (19/3/87).
Oppure altrove:
«-E tu hai le fossette quando sorridi
-Signore, Ti amo» (12/10/87).
Gli errori dottrinali
Ma, sempre a proposito del contenuto dei messaggi, rimane più rilevante lo scoglio degli errori dottrinali, apertamente menzionati nella Notificazione. Per motivi di spazio, non intendo soffermarmi a lungo sulla questione, ormai quasi superflua dopo tutto quanto è stato già detto. Risulterebbe per di più impossibile non inoltrarci sul terreno scivolosissimo e inestricabile non del testo dei messaggi in se stesso, bensì delle loro interpretazioni: nella lettera di risposta alle domande del P.Grech, la Signora Rydén mette infatti le mani avanti trincerandosi dietro lo stile della «lingua poetica e mistica», il «linguaggio simbolico per immagini, come pure poetico», dichiarando quindi di voler «chiarire e far luce su certe espressioni che potrebbero apparire non chiare, essendo scritte in linguaggio figurato, o poetico, o simbolico» da non prendere alla lettera. Viene assicurato che «gradualmente ogni terminologia non ufficiale, si è cristallizzata con il tempo, così, se qualche cosa può apparire confusa, si chiarirà in seguito».
Non so fino a quale punto queste parole e chiarificazioni riescano a convincere la Congregazione e a fare rientrare i pesanti giudizi della Notificazione del 1995.
A titolo di esempio accenniamo al millenarismo menzionato in quest’ultima. La percipiente nega la presenza di tale errore nei suoi messaggi, appellandosi sempre allo stile simbolico e poetico in cui vengono espressi e interpretandoli in chiave del tutto spirituale e non temporale: sì, ci sarà una Nuova Pentecoste (come diceva Giovanni XXIII), oppure qualcosa di simile al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, ma tutto ciò avverrà a livello personale e interiore. Nulla a che fare, dunque, sostiene la messaggera, con il millenarismo, eresia condannata sin dall’inizio dell’era cristiana perché proiettata verso l’avvento di un regno di benessere e di pace universali, di una specie di paradiso terrestre, magari con una venuta intermedia e gloriosa di Gesù Cristo qui sulla terra, e ciò prima della fine del mondo.
Ora i messaggi sembrano spingersi molto oltre: «E’ venuta l’ora di scegliere e di estirpare tutti quelli che non sono Miei: di separare da quelli che Mi hanno riconosciuto, tutti coloro che non hanno voluto sottomettersi alla Mia legge; di separare quelli che hanno accolto il Mio Santo Spirito […] da tutti coloro che si sono ribellati nella loro apostasia contro di Me; di separare, da quelli che sono segnati sulla fronte col sigillo dell’agnello, tutti coloro che portano il nome della bestia o il numero 666» (20/7/92). Questa separazione della zizzania e del buon grano, che Gesù Cristo non collocava qui sulla terra e prima della fine del mondo, sarà seguita da uno sconvolgimento cosmico e introdurrà l’umanità in un regno di pace universale: «Una pace universale si avvicina, la pace è in procinto di nascere» (24/12/89). Il male scomparirà: «Quando il Mio Giorno verrà, ritirerò tutto il male e lo metterò sotto chiave. Io, il Signore d’Amore, farò che questa Nuova Terra germogli con i semi d’Amore. […] L’Amore regnerà in ogni cuore e la Virtù verrà portata come una corona da tutto il Mio popolo della Mia Nuova Terra» (10/11/88).
Non risulta che queste descrizioni intendano essere una mera raffigurazione simbolica del futuro regno dei cieli, in quanto gli avvenimenti profetizzati non preannunciano la fine del mondo sic et simpliciter, bensì la fine di un mondo, quello attuale di peccato e di morte: «Questi segni devono essere osservati, sono i segni della fine dei tempi. Non sono i segni della fine del mondo, sono i segni della fine di un’era» (31/1/90). In una conferenza pronunciata a Ottawa il 9 luglio 1994, la protagonista ha parlato della «fine di questi tempi oscuri».
Va fatto notare che l’interpretazione terrena e, quindi, per nulla simbolica, non è così peregrina in quanto si trova condivisa, per esempio, da due tra i difensori e frequentatori più in vista di Vassula Rydén, ambedue autori di opere dal titolo sintomatico e cosparse di citazioni dei messaggi: mi riferisco all’ormai defunto Mons. Aldo Gregori, autore di La venuta intermedia di Gesù e a Paul Bouchard (il direttore de L’Informateur catholique di Montréal, determinante nel lancio della protagonista), che ha scritto Le règne de Dieu sur la terre: utopie ou réalité?.
Se la Signora Rydén è stata “fraintesa” dai suoi più stretti sostenitori e collaboratori, allora come possono evitare il tranello del millenarismo i semplici lettori de La Vera Vita in Dio?
In poche parole, i messaggi presentano dei contenuti come minimo ambigui, che la Chiesa non può non guardare con diffidenza. Tanto più che mentre la stessa Rivelazione (il Nuovo Testamento) spiega in chiave “celeste” i testi “ambigui” dell’Antico Testamento circa un regno terreno di pace e di benessere universali, qui, invece, c’è bisogno di ricorrere a spiegazioni e a rassicurazioni teologiche che non emergono dai messaggi stessi.
I casi di persone che sostengono di parlare con Dio, Gesù o la Madonna si contano letteralmente a migliaia sulla faccia della terra, anche se poche raggiungono la notorietà mondiale di Vassula Rydén. Va tuttavia precisato che questa notorietà, non può costituire, da sola, un criterio di autenticità divina.
A tale successo hanno palesemente contribuito, molto più dei contenuti dei messaggi de La Vera Vita in Dio (che sono comuni ad altre “rivelazioni” analoghe e poco note), le insolite modalità della loro trasmissione: qui non siamo soltanto di fronte al meraviglioso o straordinario (locuzioni, visioni) bensì soprattutto di fronte al medianico e al paranormale (una mano che si muove da sola) al quale si ha voluto, a mio avviso con superficialità, conferire uno statuto soprannaturale (“ieratico”, “santo”, ecc.).
Aggiungiamo a questi elementi una opportuna constatazione di Marie-France James: «nella scia stessa del movimento del New Age, il fenomeno Vassula mira a riattualizzare l’eresia/utopia di un “Terzo Regno” o “Regno dello Spirito”; una visione dell’avvenire, un apogeo del processo storico non si può più vago e ingannevole, ma in grado di galvanizzare le folle e l’immaginario collettivo. Tale fermentazione ne risale a ieri. Già nel II secolo, l’idea si faceva strada attraverso l’eresia montanista. Dal XII secolo in poi, la germinazione di questa zizzania ha ripreso respiro e vigore sotto l’impulso di Gioacchino da Fiore» (Le Phénomène Vassula, p.84).
Ma, non lo si ripeterà mai abbastanza, ancora più determinante è stato l’appoggio esplicito dato al fenomeno da alcuni grandi teologi di fama internazionale, tra i quali spicca René Laurentin.
Ad ogni buon conto, l’argomento dei “frutti” non ha assolutamente nulla di impressionante: basta pensare che i Testimoni di Geova vi fanno ricorso, parlando delle tante persone che hanno effettivamente cambiato vita seguendo i loro insegnamenti.
Un discernimento valido richiede invece un insieme di elementi necessariamente positivi: la conformità alla dottrina e ai costumi insegnati dalla Chiesa, la credibilità della veggente (precedenti, sincerità, disinteresse, umiltà e sottomissione all’autorità ecclesiale, salute fisica e equilibrio mentale, sobrietà, trasparenza e linearità nell’esposizione dei fatti o dei messaggi, profondità, coerenza, ecc.), l’adempimento delle profezie e i segni che accompagnano le rivelazioni (guarigioni fisiche, psichiche e spirituali, ecc).
Spero che le pagine precedenti siano state sufficienti per documentare l’assenza nel fenomeno Vassula Rydén di non pochi tra questi elementi positivi.