Source: http://comitat-friul.blogspot.com/2015/12/regione-uti-la-costituzione-italiana.html
Timestamp: 2017-10-20 21:38:15+00:00
Document Index: 101821804

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 118', 'art. 118', 'art.118', 'art. 5', 'art. 114', 'art. 5', 'art. 114', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 5', 'art.114', 'art. 118', 'art. 11', 'art.11', 'art. 11', 'art. 138']

Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl: REGIONE - UTI - LA COSTITUZIONE ITALIANA NON E' IL GIORNALINO "TOPOLINO"!
REGIONE - UTI - LA COSTITUZIONE ITALIANA NON E' IL GIORNALINO "TOPOLINO"!
NON E' IL GIORNALINO
"TOPOLINO"!!
(art. 1 – 12)
L.r. 26/2014
COSI' LA REGIONE
MOTIVA E GIUSTIFICA
LO SVUOTAMENTO DEI COMUNI
A FAVORE DELL'UTI
(Unioni Territoriali Intercomunali):
per la Giunta regionale del Friuli-Vg, i Comuni regionali (TUTTI!!) in applicazione del principio della adeguatezza e della differenziazione (art. 118) sono INADEGUATI (sic!!) a svolgere le funzioni comunali loro spettanti ai sensi dell'art. 118 della Costituzione italiana, primo e seconda comma.
Meglio SOSTITUIRLI con le Unioni Territoriali Intercomunali assegnando a queste Unioni di secondo livello - non elencate e dunque "non costituzionalizzate" negli articoli 114 e 118, e neppure elette dal popolo - le competenze dei Comuni svuotando così un ente che costituisce la Repubblica italiana e a cui la Costituzione affida "di norma" le funzioni amministrative in quanto è l'ente più vicino al cittadino!
Udine, 28 novembre 2014
"LE RIFORME PARALLELE"
Direttore del Servizio affari istituzionali e locali, polizia locale e sicurezza. Direzione centrale funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme.
http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/export/sites/default/AALL/Riforma_enti_locali/Allegati/Slides.pdf
DELL’ASSOCIAZIONISMO LOCALE
•Principi fondamentali del progetto di riforma dell’associazionismo locale sono quelli di adeguatezza (art.118 Cost.) ai sensi del quale l’ente titolare di una potestà amministrativa deve essere strutturalmente idoneo a garantirne l’esercizio efficace ed efficiente e di differenziazione, per cui non tutti gli enti locali dispongono delle stesse prerogative
1) All'art. 5, tra i "principi fondamentali" della Costituzione italiana troviamo "le esigenze dell’autonomia e del decentramento."
Questo importante articolo eleva il "principio autonomistico" a principio fondamentale dell'ordinamento costituzionale italiano.
Principio autonomistico evidentemente "pochissimo amato" e "totalmente disatteso" sia a Roma che a Trieste, considerata l'accelerazione che sta subendo l'asfissiante centralismo sia regionale (Friuli - Vg) che del Governo di Matteo Renzi....
2) Non casualmente all'art. 114 della Costituzione italiana viene nuovamente ribadito e riconfermato il fondamentale principio autonomistico (art. 5).
All'art. 114 viene infatti ribadita l'autonomia degli enti che costituiscono la Repubblica italiana: e tra questi enti costitutivi, ci sono anche i COMUNI!
3) ART. 118 - In questo articolo si afferma che di norma "Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni".
Le funzioni amministrative, ai sensi dell'art. 118 della Costituzione italiana, devono dunque essere assolte - di norma - dall'entità territoriale amministrativa più vicina ai cittadini, ossia dai Comuni.
Le funzioni amministrative - "salvo che" recita l'art. 118 - sono trasferite a livelli amministrativi territoriali superiori solo se i Comuni si dimostrano "inadeguati" sul piano organizzativo e il servizio può essere svolto in maniera più efficace ed efficiente da "Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza."
Per quanto riguarda il "principio della adeguatezza", che risulta essere il CARDINE della riforma degli enti locali nella regione Friuli-vg (L.r.26/2014), è tutto da verificare e da dimostrare che i Comuni regionali (216 in tutto!) siano - improvvisamente - INIDONEI sul piano organizzativo a svolgere le funzioni comunali fino ad oggi loro attribuite. Fermo restando che è possibile creare - e molti Comuni regionali lo hanno già fatto - libere associazioni di Comuni per la gestione associata di funzioni comunali.
Talmente INIDONEI per l'attuale Giunta Regionale Serracchiani, che tutte le più importanti funzioni comunali per legge saranno ora gestite dall'UTI svuotando i Comuni delle loro funzioni.
In Friuli anche i piccoli Comuni seppero dimostrarsi IDONEI a superare i molteplici problemi organizzativi durante la ricostruzione del Friuli distrutto dal sisma nel 1976 e di cui il prossimo anno si ricorderà il 40 esimo:
"(…) Fu l´allora presidente del Friuli Venezia Giulia, Antonio Comelli, ad intuire che per ricostruire "com´era e dov´era "bisognava avere la collaborazione dei sindaci. E fu questa impostazione che alla fine vinse, con la collaborazione del Commissario straordinario Giuseppe Zamberletti e del governo guidato da Aldo Moro.
Ai Comuni infatti vennero concessi i contributi stanziati dalla leggi nazionali e furono i sindaci a "gestire" la ricostruzione che venne ultimata in poco più di 15 anni.
Non ci fu un solo caso di corruzione o malversazione e ancora oggi l´associazione che raggruppa gli ex sindaci del terremoto va fiera di quella scelta. "E´ nel 1976 che l´Italia scoprì il federalismo - sostiene il presidente, Franceschino Barazzutti ed è grazie a quella scelta che si poté ricostruire".(...)"
http://www.metropolisweb.it/Notizie/Campania/Cronaca/terremoto_modelli_friuli_irpinia_e_umbria_ricostruzione.aspx
A differenza della legge statale (che limita l'obbligo di associazione ai Comuni fino a 5.000 o 3.000 abitanti, perché i Comuni con un numero di abitanti maggiore sono ritenuti dal Parlamento italiano evidentemente "ADEGUATI" a svolgere le "funzioni loro delegate" e comunque offre l'alternativa della stipula di una "CONVENZIONE TRA COMUNI"...) la legge regionale nr. 26/2014 OBBLIGA tutti i Comuni (grandi e piccoli) ad associarsi in un'UTI decisa dalla regione stessa, pena il commissariamento del Comune.
4) E' vero che il diritto costituzionale è materia spesso complessa e ostica, che si studia solo all'Università e in pochi corsi di laurea, ma ci si aspetterebbe che la classe politica regionale chiamata ad approvare le leggi regionali avesse le idee chiare in materia e sapesse che la Costituzione italiana non è il giornalino Topolino....
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 10:17
Etichette: Autonomia, Costituzione italiana, Friuli, riforma enti locali
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl 31 dicembre 2015 17:14
L'impressione finale che si ricava dalla lettura del progetto regionale di riforma degli enti locali (Friuli-vg l.r. 26/2014) è quella di trovarsi davanti ad un progetto del tutto teorico e burocratico, costruito a tavolino da "qualcuno" e che non tiene MINIMAMENTE conto né della Costituzione italiana, né della realtà territoriale a cui tale progetto si ha poi l'arroganza politica di voler IMPORRE dall'alto a forza di commissariamenti.
Un progetto con queste caratteristiche di astrattezza e con aspetti palesemente incostituzionali (la legge non rispetta né l'art. 5, né l'art.114, né l'art. 118 della Costituzione italiana), non poteva che avere un esito fallimentare ed infatti ora è IMPANTANATO e senza alcuna possibilità di trovare una via d'uscita.
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl 1 gennaio 2016 14:50
L'ente regione, senza farlo sapere ai CITTADINI, sta procedendo in Parlamento a STRAVOLGERE l'attuale art. 11 dello Statuto di autonomia speciale del Friuli-vg.
Questo il nuovo testo dell'art.11:
– 1. I Comuni, anche nella forma di Città metropolitane, sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
Il punto 2) del nuovo testo dell'art. 11, è chiaramente funzionale ad imporre la legge regionale 26/2014 anche se presenta pesanti violazioni costituzionali...
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl 2 gennaio 2016 19:10
ART. 5 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA: PRINCIPIO AUTONOMISTICO:
“L’articolo 5 introduce, in via di principio, la garanzia di un’ampia libertà conferita alle diverse collettività territoriali nel perseguimento e nella gestione di interessi locali, mediante il riconoscimento di una posizione di autonomia in favore dei rispettivi enti esponenziali. Con l’articolo 5 Il principio autonomistico da modello organizzativo è elevato a principio fondamentale dell’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE. “
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl 2 gennaio 2016 19:30
http://www.decesare.info/Principi%20fondamentali.pdf
"Le disposizioni sui principi fondamentali, o almeno quelle degli artt.1-5, secondo un orientamento dottrinale maggioritario che trova conferma nella giurisprudenza costituzionale (sent n. 1146/1988, nonché, in via implicita, sent. n. 2/2004), sono sottratte alla possibilità di revisione costituzionale prevista all'art. 138 Cost. La loro modifica o soppressione, infatti, stravolgerebbe l'identità stessa della Costituzione, in quanto metterebbe in discussione la forma di Stato democratico-pluralista da essa prevista. (...)
Autonomie territoriali e democrazia:
Gli enti territoriali, rappresentativi delle rispettive collettività, danno vita ad un modello di gestione della cosa pubblica più vicina e rispondente alle istanze dei cittadini rispetto al modello centralistico. Peraltro, come sancito dalla già citata Corte cost. n. 106/2002, essi costituiscono espressione dei principio di sovranità popolare e, in definitiva, del principio democratico. (...)
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl 3 gennaio 2016 09:06
Art.118, primo comma, della costituzione italiana:
"Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza."
Incredibile la estrapolazione e l'interpretazione che la Giunta regionale ha dato del PRINCIPIO DI ADEGUATEZZA!!!
In questo articolo in base al PRINCIPIO DI ADEGUATEZZA, le funzioni amministrative sono distribuite tra:
COMUNI - PROVINCE - REGIONI - STATO
ossia i quattro enti che compongono la REPUBBLICA ITALIANA!!!!!!!
I Comuni hanno il diritto in PIENA AUTONOMIA, di gestire in maniera ASSOCIATA le funzioni amministrative che ritengono di condividere con altri Comuni. E la condivisione di servizi comunali è ormai una prassi diffusa tra i Comuni e senza alcuna pressione coercitiva da parte di altri enti territoriali.
La "FICTION TELEVISIVA" delle Comunità montane, COMMISSARIATE in regione dal 2011, perchè considerate dalla politica regionale dell'epoca enti INUTILI e MAL FUNZIONANTI,non ha insegnato nulla alla Giunta regionale di Debora Serracchiani?
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