Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7999-del-28-03-2017
Timestamp: 2020-08-13 06:31:53+00:00
Document Index: 94913837

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 360', 'art. 12', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 7999 del 28/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7999 del 28/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/03/2017, (ud. 21/02/2017, dep.28/03/2017), n. 7999
sul ricorso 2091-2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 1112/26/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del VENETO, depositata il 26/06/2015;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di V.G. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto n. 112/26/2015, depositata in data 26/06/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di avviso di accertamento emesso, a seguito di esame della documentazione contabile trasmessa su invito dell’Ufficio, per IRPEF, IVA ed IRAP dovute in relazione all’anno d’imposta 2008 – è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame del contribuente, hanno sostenuto che l’atto impositivo doveva essere annullato per violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7 stante la violazione del contraddittorio endoprocedimentale.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, della L. n. 212 del 2000, art. 12 avendo la C.T.R. ritenuta violata la norma citata, pur essendo pacifico che nessun accesso, ispezione o verifica erano stati effettuati.
Le Sezioni Unite di questa Corte hanno invero affermato (Cass. 24823/2015) il seguente principio di diritto:
“Differentemente dal diritto dell’Unione europea, il diritto nazionale, allo stato della legislazione, non pone in capo all’Amministrazione fiscale che si accinga ad adottare un provvedimento lesivo dei diritti del contribuente, in assenza di specifica prescrizione, un generalizzato obbligo di contraddittorio endoprocedimentale, comportante, in caso di violazione, l’invalidità dell’atto. Ne consegue che, in tema di tributi “non armonizzati”, l’obbligo dell’Amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, pena l’invalidità dell’atto, sussiste esclusivamente in relazione alle ipotesi, per le quali siffatto obbligo risulti specificamente sancito; mentre in tema di tributi “armonizzati”, avendo luogo la diretta applicazione del diritto dell’Unione, la violazione dell’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale da parte dell’Amministrazione comporta in ogni caso, anche in campo tributario, l’invalidità dell’atto, purchè, in giudizio, il contribuente assolva l’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere, qualora li contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato, e che l’opposizione dì dette ragioni (valutate con riferimento al momento del mancato contraddittorio), si riveli non puramente pretestuosa e tale da configurare, in relazione al canone generale di correttezza e buona fede ed al principio di lealtà processuale, sviamento dello strumento difensivo rispetto alla finalità di corretta tutela dell’interesse sostanziale, per le quali è stato predisposto”. Le Sezioni Unite hanno quindi precisato le garanzie fissate nella L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, trovano applicazione esclusivamente “in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente”.
Nella specie, non è contestato che si verteva in ipotesi di controllo fiscale eseguito, per l’anno 2008, a seguito di acquisizione documentale e di controllo di scritture contabili.
La sentenza della C.T.R. non è pertanto pienamente in linea con i principi di diritto sopra richiamati, in quanto, soltanto con riguardo all’IVA, tributo armonizzato, occorreva verificare se, a fronte del mancato rispetto del principio del contraddittorio endo-procedimentale, effettivamente “in mancanza di tale irregolarità, tale procedimento avrebbe potuto comportare un risultato diverso”.
3. Per tutto quanto sopra esposto in accoglimento dei ricorso, va cassata la sentenza impugnata, con rinvio alla C.T.R. dei Veneto, in diversa composizione; il giudice del rinvio provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata; rinvia alla C.T.R. del Veneto, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese dei presente giudizio di legittimità.