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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8']

Università di Urbino Facoltà di Economia sede di Fano A.A. 2013/2014 DIRITTO DEL LAVORO Natalia Paci LEZIONE 7 Il rapporto di lavoro subordinato 6 e ppt scaricare
PubblicatoTommasa Mele
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Università di Urbino Facoltà di Economia sede di Fano A.A. 2013/2014 DIRITTO DEL LAVORO Natalia Paci LEZIONE 7 Il rapporto di lavoro subordinato 6 e 8 maggio 2014 Costituzione e disciplina del rapporto di lavoro 2
ART C.C. PRESTAZIONE DI FATTO CON VIOLAZIONE DI LEGGE: “La nullità o l’annullamento del contratto di lavoro non produce effetto per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione, salvo che la nullità derivi dall’illiceità dell’oggetto o della causa. Se il lavoro è stato prestato con violazione di norme poste a tutela del prestatore di lavoro, questi ha in ogni caso diritto alla retribuzione” Ipotesi: prestazione invito domino contratto per fatti concludenti (volontà datore presunta) Illiceità dell’oggetto o della causa: - solo se contratto contrario a ordine pubblico e no violazione norme poste a tutela del lavoratore; - in tal caso al lavoratore: no retribuzione ma solo ingiustificato arricchimento. Art c.c. non si applica al lavoro autonomo e parasubordinato. 5
LA CAPACITÀ AL LAVORO La capacità di essere parte di un rapporto di lavoro (capacità giuridica speciale) coincide con la c.d. capacità al lavoro che si acquista con l’età minima di ammissione al lavoro indicata dalla legge sulla tutela del lavoro minorile (L. 977/1967, modif. dal D. Lgs. 345/1999): “ al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore ai 15 anni compiuti”. Eccezioni in campo culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo. In difetto della capacità giuridica speciale: NULLITA’ (con applicazione dell’art c.c., secondo comma). Capacità giuridica = capacità d’agire? Capacità d’agire, cioè di stipulare il contratto che si acquista, di solito, con i 18 anni eccetto, per alcuni autori, in caso di stipula di contratto di lavoro. 6
LE MANSIONI Le categorie dei lavoratori Mansioni: tipo di attività oggetto dell’obbligazione lavorativa. Qualifiche: gruppi di mansioni. Categorie: raggruppamenti di qualifiche: operai, impiegati, quadri, dirigenti. Definizione della categoria impiegatizia (e, per difetto, operaia): “ Svolgimento di attività professionale con funzioni di collaborazione, tanto di concetto che di opera, eccettuata ogni prestazione di mera manodopera” (art. 1 RDL 1824/1924, c.d. legge sull’impiego privato) Ma tendenza al superamento della distinzione tra operai e impiegati. Quadri: lavoratori che, pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti, svolgono con carattere continuativo funzioni di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e degli obiettivi dell’impresa. 10
L’inquadramento unico A partire dagli anni ’60: superamento della classica divisione netta tra operai e impiegati e scala di classificazione unica delle varie categorie. Evoluzione del sistema: appiattimento salariale e crisi dell’inquadramento unico. Tentativi di sperimentazione di nuovi modelli di classificazione (a partire dagli anni ’90). 12
OBBLIGHI DEL LAVORATORE Diligenza (art c.c., comma 1) Nozione: criterio di misura della prestazione, il lavoratore è tenuto ad una prestazione diligente. Parametri: Natura della prestazione: qualità del lavoro prestato valutato in base alle qualifiche o ai profili professionali che lo definiscono. Interesse della produzione nazionale: abrogato con la caduta del regime fascista. Interesse dell’impresa: la prestazione va rapportata alle particolari esigenze dell’organizzazione cui il rapporto si inserisce, cioè deve essere utilmente coordinata nell’ambito della complessiva organizzazione aziendale. Obbedienza (art c.c., comma 2) Nozione: osservanza delle disposizioni dell’imprenditore e dei suoi collaboratori da cui il lavoratore dipende. 13
L’OBBLIGO DI FEDELTÀ Art c.c. Nozione: obbligo accessorio all’obbligazione principale di lavorare. Si concreta in due obblighi di non fare: obbligo di riservatezza obbligo di non concorrenza Obbligo di riservatezza, cioè divieto di: divulgare notizie di carattere organizzativo e produttivo conosciute grazie all’inserimento nell’impresa; di fare uso di tali notizie in modo da recare pregiudizio all’impresa. Quali notizie: sia quelle esclusive dell’azienda (es: elenco clienti), sia quelle di per sé neutre (bilancio non pubblicato, organigramma aziendale) la cui conoscenza esterna sia anche solo potenzialmente pericolosa per l’impresa. Durata: l’obbligo persiste anche dopo la cessazione del rapporto 14
Obbligo di non concorrenza Nozione: astensione da ogni atto di concorrenza suscettibile di recare danno all’impresa. Durata: solo in vigenza del rapporto. Per prolungarlo occorre stipulare il patto di non concorrenza. Patto di non concorrenza (art c.c.): Requisiti: forma scritta (ad substantiam); durata limitata (3 anni, 5 anni per i dirigenti); oggetto determinato; luogo delimitato; Compenso economico. 15
POTERI DEL DATORE DI LAVORO Il potere direttivo Il potere di controllo Il potere disciplinare Il potere direttivo Nozione: E’ il potere giuridico fondamentale del datore di lavoro, finalizzato a garantire l’esecuzione e la disciplina del lavoro in funzione degli interessi dell’imprenditore. Limite: divieto di discriminazione (art. 15 Statuto dei lavoratori), cioè dovere di esercitare il proprio potere in modo imparziale, senza gestione discriminatoria del personale. Rientra nel potere direttivo, lo Jus variandi, cioè il potere di modificare le mansioni del lavoratore e il luogo della prestazione di lavoro (c.d. mobilità del lavoratore). 16
16 MOBILITA’ DEL LAVORATORE: JUS VARIANDI DEL DATORE DI LAVORO (art c.c.) Jus variandiOrizzontaleIn peiusIn melius Caratteri assegnazione a mansioni equivalenti assegnazione a mansioni inferiori assegnazione a mansioni superiori Disciplina Equivalenza professionale delle mansioni senza diminuzione della retribuzione Regola: divieto di demansionamento Eccezioni: -Accordi individuali per condizioni del lavoratore -Accordi collettivi per evitare la mobilità Retribuzione superiore Promozione automatica dopo (max) 3 mesi, salvo sostituzione di lavoratore assente ex art e 2111 c.c., ecc. Sanzioni Nullità di ogni patto contrario Nullità di ogni patto contrario Nullità di ogni patto contrario 17
IL TRASFERIMENTO DEL LAVORATORE Art c.c. Il lavoratore “non può essere trasferito da un’unità produttiva all’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative produttive” Divieto assoluto di spostamento per ragioni: discriminatorie; disciplinari (eccetto incompatibilità ambientale). Eccezioni per: dirigenti sindacali (previo nulla osta); dipendenti con cariche pubbliche; lavoratori disabili o con familiari disabili (previo consenso); all’estero (previa autorizzazione e consenso). Sanzione: nullità patti contrari 18
18 ART. 32 L. 183/2010 Le disposizioni di cui all’art. 6 L. n. 604/1966 (termine di impugnazione di 60 giorni a pena di decadenza e deposito del ricorso entro 180 giorni) si applicano anche: al trasferimento ai sensi dell’art c.c., con termine decorrente dalla data di ricezione della comunicazione di trasferimento. 19
19 POTERE DISCIPLINARE Requisiti sostanziali (art c.c.) Requisiti procedimentali (art. 7 St. lav.) -sussistenza ed imputabilità del fatto addebitato (violazione dell’obbligo di diligenza, obbedienza e fedeltà: v. retro) -proporzionalità tra infrazione e sanzione -predeterminazione ed affissione del codice -contestazione dell’addebito -difesa del lavoratore (con eventuale assistenza sindacale) -applicazione della sanzione, che il lavoratore può Impugnare: In via giudiziale In via arbitrale (con sospensione della sanzione) Sanzioni ex art. 7 St. lav. Sanzioni ammesse o vietate dalla giurisprudenza Sanzioni ammesse: rimprovero verbale; rimprovero scritto; multa (max 4 ore); sospensione (max 10 gg.) Sanzioni vietate: mutamenti definitivi del rapporto Sanzioni ammesse: licenziamento disciplinare, trasferimento per incompatibilità ambientale Sanzioni vietate: mutamenti di mansioni; (trasferimento) 20
20 POTERE DI CONTROLLO Contenuti Il datore può vigilare sul patrimonio aziendale e sul lavoro e quindi: -assumere guardie giurate per specifici compiti di tutela del patrimonio aziendale -assumere personale di vigilanza sul lavoro -se indispensabile e previo consenso delle RSA/RSU introdurre strumenti di controllo a distanza, procedere a perquisizioni personali -controllare lo stato di salute del dipendente -Indagare su fatti privati del lavoratore che abbiano riflesso sulla sua attitudine professionale Limiti Il datore non può invadere la privacy del lavoratore, né utilizzare strumenti atti a creare un clima di soggezione dei lavoratori in azienda Art. 2 St. lav.: limiti all’utilizzo di guardie giurate Art. 3 St. lav.: Condizioni di utilizzo del personale di vigilanza Art. 4 St. lav.: limito all’utilizzo di impianti audiovisivi (ma v. art. 8 manovra bis) Art. 5 St. lav.: divieto di medici di fabbrica Art. 6: limiti alle perquisizioni dei lavoratori Art. 8: divieto di indagini sulle opinioni religiose politiche e sindacali del lavoratore, nonché su fatti irrilevanti per la valutazione della sua attitudine professionale L. n. 675/1996: limiti al trattamento dei dati personali del lavoratore v. ora TU di cui al D. Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di privacy) 21
IL DOVERE DI SICUREZZA Scaricare ppt "Università di Urbino Facoltà di Economia sede di Fano A.A. 2013/2014 DIRITTO DEL LAVORO Natalia Paci LEZIONE 7 Il rapporto di lavoro subordinato 6 e 8."
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