Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-2012/del-11-04-2012/
Timestamp: 2020-01-18 18:25:51+00:00
Document Index: 73715715

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 117', 'art. 19', 'art. 24']

Regioni.it - n. 2012 del 11-04-2012 - Regioni.it
n. 2012 - mercoledì 11 aprile 2012
- Il 12 Conferenza delle Regioni
- Sanità e normativa antincendio: serve piano finanziario nazionale
- Corte Costituzionale boccia Codice Turismo
- Caldoro: piano di rientro anche per il trasporto pubblico locale
- Rossi: sviluppo infrastrutture e mobilità in Toscana
- Istat: tra i giovani cresce il consumo di alcol
Prosegue il dibattito sul nuovo patto Salute
Il 12 Conferenza delle Regioni
(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 12 aprile 2012 alle ore 10.00 (Via Parigi, 11 a Roma).
All’ordine del giorno (cfr. anche "Regioni.it" n. 2011) la prosecuzione del dibattito sul nuovo Patto per la Salute 2013-2015.
( red / 11.04.12 )
il documento è stato trasmesso al ministro Gnudi affinché il tema sia trattato in Conferenza Stato-Regioni
Sanità e normativa antincendio: serve piano finanziario nazionale
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni chiede al Governo di aggiornare la normativa antincendio con riferimento alla sua applicazione nelle strutture sanitarie e lo fa con un documento approvato nella riunione del 4 aprile. Il testo è stato poi inviato al Ministro per gli affari regionali Piero Gnudi. La proposta delinea un nuovo percorso che porti alla definizione di un “piano straordinario di adeguamento” da realizzare salvaguardando gli adempimenti stabiliti dalla normativa vigente in materia ed è stata trasmessa al Ministro affinché la questione possa essere esaminata in una delle prossime riunioni della Conferenza Stato-Regioni.. Il documento è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=248853&field=allegato&module=news
Proposta di aggiornamento della normativa antincendio inerente le strutture sanitarie
Nell’ambito delle attività istituzionali del Ministero dell’Interno concernenti la competenza esclusiva in materia di prevenzione incendi, con decreto ministeriale, in data 18 settembre 2002, sono state adottate le regole tecniche di sicurezza antincendio per le nuove strutture sanitarie pubbliche e private ed è stato fissato un termine di cinque anni per l’adeguamento delle strutture già esistenti. In ragione del mancato adeguamento a tale normativa di gran parte delle strutture sanitarie, nonostante il predetto termine sia già scaduto nel dicembre 2007, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano ha rappresentato l’esigenza di individuare soluzioni concrete per completare la messa in sicurezza di un settore così delicato per la collettività. A tal fine, esclusa la possibilità di una mera proroga del termine per l’adeguamento previsto dal citato D M, si ritiene opportuno delineare un percorso che porti alla definizione di un “piano straordinario di adeguamento”, da realizzare salvaguardando gli adempimenti stabiliti dalla normativa vigente in materia.
Presupposti indispensabili del nuovo percorso sono costituiti dalla scelta di condizionarne l’attivazione alla effettiva realizzazione degli interventi, attraverso la disponibilità di apposite risorse finanziarie e con un programma di interventi da definire in un arco temporale realistico. In breve, i passaggi, attraverso i quali occorre attivare il predetto percorso, possono essere i seguenti:
1) definizione di uno strumento legislativo che consenta il completamento dei lavori di adeguamento alla normativa di prevenzione incendi vigente solo alle strutture che, esistenti alla data di entrata in vigore del D.M. in parola (26 dicembre 2002), avevano ottenuto l’approvazione del progetto antincendio da parte del competente Comando provinciale dei vigili del fuoco entro la data di scadenza del termine previsto dal medesimo decreto (27 dicembre 2007). Lo strumento normativo dovrà ricondurre le nuove procedure nell’ambito dell’alveo delineato dal procedimento di cui al D.P.R. n. 37/1998 (rilascio del CPI). In concreto si tratta di mettere in sicurezza le predette strutture, sulla base di un programma di adeguamento, da realizzarsi entro un determinato periodo temporale dalla entrata di entrata in vigore dello stesso, diversificando la tempistica in funzione della complessità delle varie strutture;
2) previsione di un piano finanziario nazionale (eventualmente contenuto nello strumento legislativo di cui al punto precedente) che consenta la graduale realizzazione degli interventi di completo adeguamento alle misure di sicurezza antincendio di cui al D.M. 18 settembre 2002 nonché la formazione del personale, necessaria per l’attuazione del programma di adeguamento, anche eventualmente con l’aggiornamento del decreto del Ministro dell’Interno del 10 marzo 1998. Le relative risorse sono da individuare all’interno di quelle già previste nella programmazione di cui all’articolo 20 della legge n. 67/1988, nonché con gli apporti di risorse proprie delle Regioni e delle aziende nell’ambito dei programmi triennali di investimenti di cui al decreto legislativo n. 163/2006;
3) definizione dello strumento tecnico-normativo di attuazione del provvedimento legislativo di cui al punto 1, che individui sia i contenuti tecnici che la speciale procedura per l’attuazione del piano di adeguamento, da realizzarsi in più fasi temporali, nonché le priorità tecniche da assicurare per ciascuna delle suddette fasi, che rendano vincolante anche la prosecuzione dell’esercizio dell’attività.
4) La revisione della regola tecnica antincendio del 2002; infatti l’applicazione integrale del D.P.R.151/2011, che prevede la certificazione di adeguamento antincendio per l’intero immobile, in molti casi di edifici esistenti e datati, risulta impossibile per la tempistica prevista, per gli alti costi da sostenere ma anche per la non reperibilità delle certificazioni su materiali ed installazioni da acquisire, ora per allora, indispensabili per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi. Diviene pertanto indispensabile, entro un anno dalla pubblicazione del D.P.R. n. 151/2011, promulgare un Decreto da parte del Ministero dell’Interno, sentita la Conferenza Stato-Regioni, in grado di fornire nuove indicazioni sugli standard di sicurezza delle strutture con fasi attuative per un progressivo incremento della di sicurezza, secondo i principi dettati dalle norme e la salute nei luoghi di lavoro di cui al DLgs n. 81/2008.(analisi del rischio).
I nuovi procedimenti previsti dal D.P.R.151/2011 relativi alla certificazione SCIA di strutture sanitarie esistenti di superficie maggiore di 500 metri quadrati (precedentemente non soggette a CPI) risultano burocraticamente onerosi (in sostanza bisogna “rifare” i progetti degli impianti esistenti)e non di facile applicazione;i risultati che si otterrebbero non aumentano il grado di sicurezza già stabilito dal DLgs 81/2008.
1) Fatti salvi gli adempimenti stabiliti nella vigente legislazione tecnica in materia di sicurezza per le strutture sanitarie esistenti al 31.12.2002, classificate nel DPR 14.01.1997, tenuto conto altresì delle disposizioni di cui al DPR 01.08.2011 n. 151, il termine di adeguamento di cui all'art. 6 del decreto Ministero degli Interni del 18.09.2002 è stabilito dal programma di adeguamento e dalla documentazione tecnica da allegare all’istanza di ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi, di cui al comma 2 dall’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006 n.139.
2) La rimodulazione della scadenza di cui all’articolo 6 del decreto Ministero degli Interni del 18.09.2002 ha effetto immediato per i soggetti esercenti l'attività che confermeranno l'avvio del procedimento entro 30 giorni, dall'entrata in vigore della presente, e contestualmente si impegneranno a presentare la documentazione necessaria entro 90 giorni dalla pubblicazione della norma tecnica di cui al successivo comma 5.
3) Il competente comando dei Vigili del Fuoco, verificata la rispondenza della documentazione tecnica e del programma di adeguamento alla norma tecnica di cui al comma 5 ed acquisita altresì l’autocertificazione sottoscritta dal legale rappresentante della struttura sanitaria che conferma la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie all’attuazione del programma, emetterà un Certificato di Prevenzione Incendi provvisorio da comunicarsi, oltre che al soggetto esercente, anche alla Regione e al Sindaco nell'ambito dei procedimenti di autorizzazione all'attività.
4) Il Certificato di Prevenzione Incendi provvisorio assumerà carattere definitivo alla data di ultimazione degli interventi previsti nel programma di adeguamento. In caso di immotivato protrarsi dei tempi previsti nel programma di adeguamento il Certificato di Prevenzione Incendi provvisorio sarà rimodulato dal competente comando dei vigili del fuoco ed in mancanza delle garanzie sulla sua effettiva attuazione ritirato e quindi l’attività dovrà essere sospesa.
5) La documentazione tecnica ed i contenuti essenziali della medesima saranno oggetto di successiva norma tecnica di attuazione da emettersi entro 90 giorni dalla pubblicazione della presente.
6) Entro un anno dalla data di pubblicazione del presente provvedimento, il Ministero dell’Interno, acquisito il parere della Conferenza Stato Regioni, provvederà ad adeguare la regola tecnica per la prevenzione incendi nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per l’applicazione dei procedimenti previsti dal D.P.R. n. 151/2011; fino a tale data ne resta sospesa l’attuazione.
Corte Costituzionale boccia Codice Turismo
Sentenza numero 80 del 2012
(regioni.it) Il turismo è competenza delle Regioni. La Sentenza numero 80 della Corte Costituzionale del 2 aprile ha dichiarato illegittimo l'articolo 1 – ma non solo quello - del decreto legislativo n.79 del 23 maggio 2011. Gli articoli bocciati sono contenuti nel "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo".
Codice che incide sui rapporti tra Stato e Regioni in materia turistica e fuoriesce – afferma la Consulta - dai limiti della delega.
In particolare sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale 19 articoli del Codice del Turismo varato dal precedente Governo.
Con questa sentenza la Consulta ha accolto in parte il ricorso di Umbria, Toscana, Puglia e Veneto contro quello che era stato definito il “Codice del Turismo”. Si tratta del decreto legislativo del maggio 2011 che, nelle parti impugnate - ha riconosciuto la Consulta - interviene in materie di competenza regionale.
Ad esempio l’art. 2 di questo provvedimento contiene i «princìpi sulla produzione del diritto in materia turistica» e pone le condizioni per l’intervento legislativo dello Stato nella stessa materia, “riprendendo alcune affermazioni contenute nella sentenza di questa Corte n. 76 del 2009”.
Si tratta di disposizione del tutto nuova, che, pur nell’intenzione di adeguare la normativa ai princìpi stabiliti nella giurisprudenza costituzionale, per sua stessa natura incide sui rapporti tra Stato e Regioni in materia turistica e fuoriesce pertanto dai limiti della delega. Il seguito legislativo delle sentenze di questa Corte richiede, comunque, una manifestazione di volontà, pur generale e di principio, del legislatore delegante. In caso contrario, sarebbe il potere esecutivo delegato ad inserire nuove norme nell’ordinamento, in diretta attuazione di orientamenti giurisprudenziali di questa Corte, superando il potere legislativo del Parlamento delegante.
“Per quanto sopra detto – afferma la Consulta - la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011 è ammissibile e fondata, per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, in relazione all’art. 117, quarto comma, Cost. “.
La Consulta ha in parte rigettato il ricorso della Regioni che chiedevano di censurare l'intero provvedimento, ma ha accolto le contestazioni relative ai singoli articoli e alle singole norme, perchè alcune di esse "disciplinano ex novo i rapporti tra Stato e Regioni".
In particolare la Sentenza della Consulta dichiara:
1) l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio), nella parte in cui dispone l’approvazione dell’art. 1, limitatamente alle parole «necessarie all’esercizio unitario delle funzioni amministrative» e «ed altre norme in materia», nonché degli artt. 2, 3, 8, 9, 10, 11, comma 1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, comma 2, 21, 23, commi 1 e 2, 30, comma 1, 68 e 69 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011;
2) inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 79 del 2011, in relazione all’art. 4, commi 1 e 2, dell’allegato 1 del medesimo decreto legislativo, promossa dalla Regione Umbria per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, della Costituzione;
3) inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 79 del 2011, in relazione all’art. 19 dell’allegato 1 del medesimo decreto legislativo, promossa dalla Regione Veneto per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, Cost.;
4) inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 79 del 2011, in relazione all’art. 24 dell’allegato 1 del medesimo decreto legislativo, promossa dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto per violazione degli artt. 76 e 77, primo comma, Cost.;
5) non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, commi 1 e 2, dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011, promossa dalla Regione Umbria per violazione dell’art. 117, quarto comma, Cost.;
6) non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 19 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011, promossa dalla Regione Veneto per violazione degli artt. 117, quarto comma, 118 e 120 Cost.;
7) non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 24 dell’allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011, promossa dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto per violazione degli artt. 117, terzo e quarto comma, 118, primo comma, e 120 Cost., e del principio di leale collaborazione.
[Sardegna] TURISMO: BOCCIATURA CODICE, CRISPONI: PREROGATIVE REGIONI DA SALVAGUARDARE
TURISMO: CORTE COSTITUZIONALE, COMPETENZA ESCLUSIVA REGIONI
[Veneto] TURISMO. CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA IL CODICE DEL GOVERNO. ASSESSORE VENETO
[Umbria] turismo: consulta accoglie ricorso regioni contro “codice turismo”
[Toscana] Scaletti: “Sul turismo la Consulta ribadisce: è competenza delle Regioni”
( gs / 11.04.12 )
Caldoro: piano di rientro anche per il trasporto pubblico locale
(regioni.it) Il presidente Campania, Stefano Caldoro, propone un piano di rientro per il trasporto pubblico locale "simile a quello previsto per la sanità con il Patto per la salute".
"Ne ho parlato con il presidente del Consiglio Mario Monti - afferma Caldoro in occasione della presentazione del programma straordinario di investimento per il trasporto pubblico regionale - tra le questioni poste sul tappeto, ne abbiamo parlato anche con Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna e occorre fare il punto in Conferenza delle Regioni per affrontare il nodo del trasporto pubblico locale, questione generale di interesse nazionale".
"Il piano di ristrutturazione per il Tpl dovrebbe essere accompagnato da un piano simile al patto per la salute - spiega Caldoro - nella logica della riorganizzazione del sistema".
Anche per il trasporto, a suo avviso, "potrebbe calzare un percorso, che deve comunque avere il suo tempo, che preveda un'azione di accompagnamento al risanamento". Un patto che "oggi non c'è, non è previsto, ma credo che sarà motivo di discussione in sede nazionale".
Caldoro ha ricordato inoltre che quando il Governo stabilì tagli al trasporto pubblico locale, le Regioni "hanno fatto il gesto simbolico di rimettere nelle mani dello Stato i contratti di servizio per la contrazione delle risorse".
[Campania] GIUNTA REGIONALE, I PROVVEDIMENTI VIA AL 3° TRONCO GRANDE PROGETTO STATALE 268 VESUVIO
[Campania] VIA LIBERA AL PIANO STRAORDINARIO DELLA CIRCUMVESUVIANA PER LE FESTIVITA' PASQUALI. SULLA NAPOLI-SORRENTO PREVISTE ANCHE CORSE AGGIUNTIVE VIA MARE
[Campania] RIUNIONE IN PREFETTURA A NAPOLI SUI COLLEGAMENTI MARITTIMI NEL GOLFO. VETRELLA: INCONTRO MOLTO POSITIVO
Rossi: sviluppo infrastrutture e mobilità in Toscana
Audizione presso la VIII Commissione del Senato
(regioni.it) Il Presidente della Toscana, Enrico Rossi, nel corso di una audizione presso la VIII Commissione del Senato è intervenuto sul tema delle prospettive di sviluppo delle infrastrutture e della mobilita' in Toscana.
''E' fondamentale che la E78 tra i due mari sia riconosciuta tra quelle di primaria importanza a livello europeo. Nel prossimo mese di maggio si avvia la discussione sulle reti Ten-T in sede di Parlamento europeo. Auspichiamo che gia' nella programmazione europea 2014-2020 sia trovato spazio per il progetto, che comunque sara' necessario completare entro il 2030. E' quindi essenziale che il governo, attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, sostenga la proposta di riconoscere tale infrastruttura come parte del core-network europeo".
"Il tema delle infrastrutture - aggiunge Rossi - rappresenta un punto nodale per il Paese in generale, ma a maggior ragione per lo sviluppo dell'''Italia di mezzo'' in funzione delle sue peculiari caratteristiche territoriali ed economiche".
"La vivacita' delle economie regionali - ribadisce Rossi - dipende sempre piu' da una buona dotazione infrastrutturale e dal grado di connettivita' delle reti locali alle grandi reti transnazionali di trasporto. In sistemi con una forte vocazione all'estero (l'export toscano nel 2011 ha segnato +11% e le regioni limitrofe sono sopra la media nazionale), l'incidenza dei costi logistici sulle attivita' economiche rende necessaria l'adozionedi politiche che favoriscano l'efficienza complessiva della rete, e quindi una coerenza logistica tra porti, trasporti ferroviari, aeroporti, sistemi stradali ed autostradali".
La rinnovata centralita' del mediterraneo rappresenta inoltre un'opportunita' per la proiezione del sistema europeo verso le economie in fase di sviluppo del nord Africa e dell'Europa dell'est''.
Rossi propone la realizzazione di un nuovo sub-corridoio europeo in grado di connettere la penisola balcanica con quella iberica attraverso la piattaforma logistica dell'Italia centrale, ovvero un'area compresa tra i porti di La Spezia e Livorno, da una parte, e Ancona dall'altra.
Il presidente Rossi ha consegnato alla commissione una nota tecnica che illustra i tracciati, lo stato della progettazione e le risorse necessarie per completare il collegamento della E78 fra i due mari, circa 4 miliardi di euro di cui 1 miliardo e 400 milioni circa in Toscana. Il progetto, ha sottolineato il presidente, e' sostenuto anche dalle regioni Umbria e Marche e ha gia' ricevuto apprezzamenti in sede europea, e dalle regioni della Catalogna, dell'Istria e della Murcia.
Infine “Sicurezza in mare e sviluppo del trasporto passeggeri” è il tema del seminario europeo che si svolgerà all'Isola del Giglio giovedì e venerdì.
Dopo il naufragio della Costa Concordia la Regione Toscana, in collaborazione con la Regione Bretagna, la Crpm (la Conferenza delle regione periferiche marittime d'Europa), il Comune del Giglio, la Provincia di Grosseto e con il sostegno del Programma Operativo Italia- Francia Marittimo 2007-2013, organizza questo appuntamento centrato sui temi della prevenzione e della gestione degli incidenti delle navi passeggeri.
[Toscana] Tirrenica, Rossi: “Senza sgravi fiscali saremo contrari alla realizzazione”
[Toscana] Due Mari, Rossi: “Il governo la sostenga come scelta strategica europea”
Istat: tra i giovani cresce il consumo di alcol
(regioni.it) Da un’ultima indagine dell’Istat risulta che tra i giovani cresce il consumo di alcol, e ciò avviene soprattutto fuori casa in discoteche e concerti.
Quindi aumenta il consumo di alcol fuori pasto dei giovanissimi.
L'Istat rileva nel report sull'uso e abuso di alcol in Italia che la quota di 14-17/enni che consuma fuori pasto passa dal 15,5% del 2001 al 18,8% del 2011.
Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche, i comportamenti di consumo a rischio sono piu' diffusi (31,9%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (7,8%).
Uso e abuso di alcol .
Comunicato stampa, mercoledì 11 aprile 2012.