Source: http://lisug.it/spip.php?rubrique24
Timestamp: 2019-11-18 07:26:10+00:00
Document Index: 106240189

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 97', 'art. 32', 'art. 117', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 16']

Lisug, Libero Sindacato Ufficiali Giudiziari - AMMINISTRATIVO
Retribuzione dei magistrati
Pubblico impiego – Magistrati – Trattamento economico – Adeguamento triennale – Mancato incremento – Questione di legittimità costituzionale – In relazione agli artt. 3, 36, 38, 101, 104 e 108 Cost. – Va sollevata.
Concorso pubblico anche per le progressioni verticali
Alla stregua della giurisprudenza costituzionale (1), deve ritenersi che il concorso pubblico costituisca la modalità ordinaria di accesso nei ruoli delle pubbliche amministrazioni, in coerenza con i principi costituzioni di uguaglianza (art. 3) ed i canoni di imparzialità e di buon andamento (art. 97) e che pertanto i concorsi interni sono da considerare come eccezione al principio dell’ammissione in servizio per il tramite del pubblico concorso. In tal senso anche la facoltà del legislatore (...)
In caso di ravvisato contrasto fra una norma della CEDU e una norma interna.
Il giudice non può procedere alla diretta disapplicazione di quest’ultima. Ciò in quanto le norme della CEDU - nel significato loro attribuito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, specificamente istituita per dare a esse interpretazione e applicazione (art. 32, par. 1, della Convenzione) - integrano, quali “norme interposte”, il parametro costituzionale espresso dall’art. 117, comma 1, Cost., nella parte in cui stabilisce l’obbligo per la legislazione interna di rispettare i vincoli derivanti (...)
Potere del G.A. di disporre l’integrazione del contraddittorio nel caso in cui il ricorso non sia stato ritualmente e tempestivamente notificato al controinteressato
Nel processo amministrativo la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse può essere pronunciata al verificarsi di una situazione di fatto o di diritto del tutto nuova e sostitutiva rispetto a quella esistente al momento della proposizione del ricorso, tale da rendere certa e definitiva l’inutilità della sentenza, per avere fatto venire meno per il ricorrente qualsiasi (anche soltanto strumentale o morale o comunque residua) utilità della pronuncia del (...)
Il ricorso giurisdizionale proposto avverso il silenzio-rifiuto della pubblica amministrazione è diretto ad accertare la violazione dell’obbligo di provvedere su una istanza del privato tendente a sollecitare l’esercizio di un pubblico potere. Esso risulta pertanto esperibile qualora si sia in presenza di un obbligo di provvedere da parte dell’Amministrazione che sia stato violato mediante un comportamento inerte, ciò che presuppone correlativamente che la P.A. rimasta inerte sia titolare del (...)
Riposo settimanale. Onere.
Nell’ipotesi in cui il dipendente pubblico chieda in giudizio il risarcimento per danno da usura psicofisica, deducendo che tale danno sia stato provocato dal frequente mancato godimento del riposo settimanale, reiterato nell’arco di un notevole periodo complessivo di tempo, senza che egli abbia fruito di riposo compensativo ed ancorché abbia percepito le previste maggiorazioni retributive per lo svolgimento di attività lavorativa in giorno festivo, deve ritenersi soddisfatto dal ricorrente (...)
Decadenza dal servizio - Per reiterate assenze dovute a motivi di salute.
E’ legittimo il provvedimento con il quale un ente locale ha dichiarato la decadenza dal servizio di un proprio dipendente, che sia motivato con riferimento alle reiterate assenze del dipendente stesso dal posto di lavoro per motivi di salute e con riguardo alla circostanza che il dipendente medesimo si è più volte reso irreperibile agli accertamenti sul suo stato di salute disposti dall’Amministrazione. E’ infatti dovere del pubblico impiegato presentarsi a tutti gli accertamenti sanitari (...)
Pubblico impiego - Dipendenti civili dello Stato - Trattenimento in servizio oltre i limiti di età - Ex 16 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 - A seguito delle modifiche introdotte con l’art. 72, comma 11, d.l. n. 112 del 2008 - Non costituisce più un diritto soggettivo del dipendente - Applicabilità solo in presenza dei presupposti ormai previsti.
A seguito dell’entrata in vigore dell’art. 72, comma 11, d.l. n. 112 del 2008, conv. nella legge n. 133 del 2008, che ha novellato la precedente disciplina prevista dall’art. 16 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 per l’istituto del trattenimento in servizio dei dipendenti civili dello Stato (anche in regime di diritto pubblico), deve ritenersi che la vigente normativa non riconosca più un diritto soggettivo alla permanenza in servizio del pubblico dipendente, ma preveda che l’istanza, che egli (...)