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Timestamp: 2019-02-20 06:52:54+00:00
Document Index: 80961341

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 131', 'art. 4', 'art. 625', 'art. 635', 'sentenza ']

Cassazione penale, 15/01/2019, (ud. 15/01/2019, dep.01/02/2019), n. 5251
Dott. GALLO     Domenico        -  Presidente   -
Dott. VERGA     Giovanna        -  Consigliere  -
Dott. PARDO     Ignazio    -  rel. Consigliere  -
Dott. PAZIENZA  Vittorio        -  Consigliere  -
Dott. TUTINELLI Vincenzo        -  Consigliere  -
B.B., nato a (OMISSIS);
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. IGNAZIO PARDO;
MARINELLI Felicetta che ha concluso chiedendo l'annullamento senza
rinvio della sentenza impugnata per sussistenza dei presupposti
dell'art. 131 bis cod. pen..
E tale particolare situazione è stata proprio oggetto della recente riforma della disciplina del danneggiamento introdotta con il citato D.Lgs. n. 7 del 2016 che ha voluto limitare la punibilità delle condotte di aggressione al patrimonio mobiliare ed immobiliare altrui, escludendo dalla rilevanza penale quelle che avvengano nei confronti di beni nella diretta custodia e nel possesso del loro proprietario; in tali casi, infatti, non sussistendo l'esposizione alla pubblica fede e potendo direttamente il proprietario esercitare la protezione degli stessi si è ritenuto non esservi ragione per il mantenimento della sanzione penale ed, operata la depenalizzazione, per tali condotte si è previsto il ricorso alle diverse sanzioni pecuniarie civili da Euro 100 ad Euro 8.000 secondo la disciplina dettata dal citato D.Lgs. n. 7 del 2016, art. 4, comma 1, lett. c).
Ne consegue affermare che in caso di danneggiamento di parti di autovettura compiuto alla presenza del proprietario del mezzo che eserciti la custodia dello stesso l'aggravante di cui all'art. 625 c.p., n. 7 non può essere configurata ed il delitto di danneggiamento non risulta punibile ex art. 635 cod. pen. nuova formulazione.
L'applicazione dei sopra esposti principi al caso in esame comporta l'annullamento senza rinvio della impugnata sentenza poichè dalla ricostruzione dei fatti, conformemente compiuta dai giudici di primo e secondo grado, risulta che il ricorrente si era scagliato contro la vettura del G. alla presenza dello stesso dopo avere fermato la marcia del mezzo a bordo della quale la vittima si trovava ed avere avuto un alterco con la medesima persona offesa. Sicchè la presenza della vittima al momento dell'aggressione al bene all'interno della vettura e l'esercizio concreto della potestà di custodia da parte del possessore, esclude la sussistenza della aggravante e determina la non punibilità della condotta contestata; l'imputato deve essere conseguentemente assolto perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato.