Source: http://www.anpri.it/cnr-la-storia-infinita-degli-aspiranti-al-titolo-primo-ricercatore-ingegneria-ict-tecnologie-lenergia-trasporti/
Timestamp: 2019-11-18 17:56:22+00:00
Document Index: 183862736

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 11']

CNR: la storia infinita degli aspiranti al titolo di Primo Ricercatore in “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti” -
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Correva l’anno di (dis)grazia 2013 e il CNR, con il bando 364.144 in data 20 maggio metteva a disposizione 117 posti per il profilo di Primo Ricercatore ai sensi dell’art. 15 comma 5 del CCNL 2002-2005, da assegnare al personale dipendente del CNR. Le vecchie “progressioni di carriera” dei Ricercatori e Tecnologi.
I requisiti ed i titoli utili alla valutazione del candidato dovevano essere posseduti alla data del 31 dicembre 2009. I posti erano stati suddivisi in 7 Macroaree. Tempo due mesi, e l’11 luglio 2013 i termini per la presentazione delle domande vengono prorogati, per permettere al CNR alcune rettifiche. Altri due mesi e a settembre il bando viene prima sospeso (il 10) e poi definitivamente annullato (il 18) con un’ordinanza del TAR del Lazio. Ma niente di grave, perché il 2 ottobre 2013 ecco che viene emesso il Bando 364.173 che rimette in moto la procedura e, finalmente, il 31 ottobre 2013, alle ore 19, scadono i termini per la presentazione delle domande. Gli aspiranti Primi Ricercatori tirano un bel respiro di sollievo per aver concluso la corsa a tappe e si rimettono al lavoro, in attesa dei risultati. Che non dovrebbero tardare molto, visto che l’art. 4 del bando al comma 7 recita “Ciascuna commissione termina i propri lavori entro centoventi giorni decorrenti dalla data della prima riunione; tale termine potrà essere prorogato dal Dirigente dell’Ufficio Concorsi con proprio provvedimento, per comprovati motivi, per una sola volta e per non più di sessanta giorni; l’inosservanza di tale termine dovrà essere giustificata collegialmente dalla commissione esaminatrice con motivata relazione da inoltrare al Presidente del CNR (art. 11 – D.P.R. 487/94)”.
Peccato che per tutto il 2014 e buona parte del 2015 delle commissioni non si sappia assolutamente nulla. E finalmente, il 23 luglio 2015 viene nominata, tra le altre, la Commissione per la Macro Area Dipartimentale “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti”.
Evviva, dai che ce la facciamo!
Senonché il 19 gennaio 2016 la stessa commissione viene dichiarata decaduta, a causa delle dimissioni collegiali presentate nella seduta del 18 dicembre 2015, dimissioni motivate dalla incompatibilità dei tempi di lavoro richiesti dall’incarico con gli impegni istituzionali ed extra-istituzionali dei commissari stessi. Tempo un mese, ed il 18 febbraio 2016 viene nominata la nuova commissione. E via di nuovo coi centoventi giorni: gli aspiranti Primi Ricercatori si rimettono in attesa.
Ma intanto, l’8 giugno 2016, il Presidente ed un altro membro della nuova commissione vengono sostituiti (con un provvedimento che non viene pubblicato in rete ma della cui esistenza si apprende in un successivo atto).
E passano altri mesi, ne passano tanti da dover concedere, il 6 dicembre scorso, una proroga di 60 giorni (e anche questa volta l’atto relativo non appare in rete). Ne passano così tanti di mesi da quell’ottobre del 2013 che il 17 gennaio 2017 vengono emessi nuovi bandi per Primo Ricercatore. I nuovi bandi, non più riservati al personale interno CNR, riguardano anche le tantissime discipline già comprese nella Macro Area Dipartimentale “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti”, ma questa volta raggruppate in quattro distinte Aree strategiche concorsuali.
Qualche inguaribile ottimista si azzarda a supporre che allora, a breve, verranno dati gli esiti del Bando 364.173 ex art. 15 del 2013. L’ottimismo sarà anche il profumo della vita, come declamava il poeta, ma non al CNR dato che, il 9 febbraio 2017, a quasi un anno dalla nomina della nuova commissione, e scaduta la prima proroga (prima e unica, stando al bando), l’Ente concede una nuova proroga dei termini dei lavori di ben dieci mesi. Fino al 6 dicembre 2017, in palese violazione di quanto prescritto nel bando stesso.
Se, e sottolineiamo se, qualcuno dovesse ancora credere a quanto scritto nei bandi del CNR, potrebbe immaginare il paradosso di veder conclusi prima i lavori dei nuovi bandi emessi il 17 gennaio 2017 e poi quelli ex art. 15 del 2 ottobre 2013, visto che anche nei nuovi bandi, il comma 7 dell’art. 5 recita perentorio “La Commissione conclude la procedura concorsuale entro il termine di quattro mesi dalla data della prima riunione. Il Dirigente dell’Ufficio Concorsi e Borse di studio, con proprio decreto, può prorogare il predetto termine per una sola volta e per non più di due mesi. L’inosservanza del termine massimo di sei mesi dovrà essere giustificata collegialmente dalla Commissione esaminatrice con motivata relazione da inoltrare al Presidente del CNR (art. 11 – D.P.R. 487/94)”. Ma chi ci crede più.
P.S.: Non ce ne vogliano i colleghi della Macro Area “Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale” e gli aspiranti Dirigenti di Ricerca in “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti”, che stanno vivendo analoghe vicissitudini, se qui li abbiamo ignorati ma già solo ricostruire e raccontare la storia del concorso per Primo Ricercatore in “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti” ci ha sfiancati. A loro riserveremo una prossima puntata.
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