Source: https://www.studiolegalemdellacorte.it/competenze-legali/
Timestamp: 2020-08-08 08:22:39+00:00
Document Index: 94069439

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 710']

Competenze legali - Mariarosaria Della Corte - Avvocato Matrimonialista Roma, Avvocato Divorzista Milano
Mariarosaria Della Corte è avvocato matrimonialista e assiste le coppie, o uno dei due componenti della coppia, durante il processo di separazione. Lo studio legale offre consulenza e assistenza in caso si decidesse di intraprendere la strada della separazione, che sia essa consensuale o giudiziale.
Il divorzio scioglie definitivamente il vincolo matrimoniale e deve essere pronunciato dal Tribunale competente con sentenza.
In caso di matrimonio concordatario (ossia quando il matrimonio è stato celebrato in Chiesa e poi regolarmente trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune), si parla più propriamente di “cessazione degli effetti civili” del matrimonio stesso; per sciogliere gli effetti religiosi di esso occorrerà richiedere l’annullamento al Tribunale Ecclesiastico e poi alla Sacra Rota.
Prima di pronunciare la sentenza di divorzio, il Tribunale deve sempre tentare la riconciliazione tra i coniugi e sincerarsi che la frattura sia definitiva e non possa ricostruirsi in alcun modo la comunione materiale e spirituale tra i coniugi (art.1 Legge 898/1970).
1. i coniugi sono separati legalmente e, al tempo della presentazione della domanda di divorzio, lo stato di separazione dura ininterrottamente da almeno 3 anni (tale termine di 3 anni decorre dal giorno della comparizione delle parti davanti al Presidente del Tribunale nel procedimento di separazione)
2. uno dei coniugi è stato condannato con sentenza definitiva all’ergastolo o a una pena superiore a 15 anni di reclusione, oppure è stato condannato per incesto, delitti contro la libertà sessuale, prostituzione, omicidio volontario o tentato di un figlio, tentato omicidio del coniuge, lesioni aggravate, maltrattamenti, ecc.
3. uno dei coniugi è cittadino straniero e ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del vincolo matrimoniale o ha contratto all’estero un nuovo matrimonio
4. il matrimonio non è stato consumato
5. è stato dichiarato in giudizio il mutamento di sesso di uno dei coniugi
All’esito della prima udienza, il Presidente del Tribunale accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non possa essere ricostituita ed emana un’ordinanza con i provvedimenti temporanei e urgenti necessari per regolamentare gli aspetti patrimoniali e che interessano i figli nella pendenza del procedimento.
Il procedimento prosegue poi come un processo ordinario, con la fissazione di altre udienze.
Se il procedimento comporta una lunga fase istruttoria, vale a dire un lungo periodo di acquisizione delle prove (testimoni, perizie, ecc.), il Tribunale emana una sentenza provvisoria, che intanto consenta ai coniugi di riottenere lo stato libero.
Il divorzio può anche essere chiesto dai due coniugi congiuntamente, i quali tramite i loro difensori avranno raggiunto le condizioni di divorzio che soddisfino entrambi e che riguardino l’eventuale assegno divorzile al coniuge più debole, i provvedimenti in riferimento ai figli, se ancora minorenni, il loro mantenimento e tutti gli altri accordi di natura patrimoniale.
Il procedimento si svolge innanzi al Tribunale in camera di consiglio.
A tale udienza il Tribunale tenta la conciliazione e accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può più essere mantenuta o ricostituita, poi prosegue nella verifica della sussistenza dei presupposti richiesti dalla Legge sul Divorzio ed emette la sentenza di scioglimento del vincolo matrimoniale (o di cessazione degli effetti civili, in caso di matrimonio concordatario).
L’iter del divorzio a domanda congiunta è quindi più veloce e si traduce in una sola udienza dinanzi al Collegio e la sentenza di divorzio che sarà emessa viene trasmessa all’Ufficiale di Stato Civile per l’annotazione nel Registro dello Stato Civile del luogo in cui fu trascritto il matrimonio.
1. lo scioglimento del vincolo civile del matrimonio concordatario
2. la moglie perde il cognome del marito che aveva aggiunto al proprio dopo il matrimonio (ma può mantenerlo se ne fa espressa richiesta e il Giudice riconosce la sussistenza di un interesse della donna o dei figli meritevole di tutela)
3. il coniuge economicamente più debole potrà godere di un assegno divorzile, fin quando non sarà in grado di sostentarsi da solo e di mantenere il tenore di vita goduto durante il matrimonio; detto assegno sarà commisurato alle sostanze economiche dell’altro coniuge ed alla durata del matrimonio
4. viene decisa la destinazione della casa coniugale e degli altri beni di proprietà
5. i figli minorenni vengono affidati a uno dei coniugi, con obbligo per l’altro di versare un assegno di mantenimento della prole, o a entrambi congiuntamente (cd. “affidamento condiviso”), nel rispetto di quanto previsto anche dagli artt. da 337-bis a 337-octies cod. civ. (così come introdotti dal D.Lgs. 154/2013 in materia di filiazione)
6. ciascun coniuge perde i diritti successori nei confronti dell’altro, salva la possibilità di chiedere un assegno alimentare a carico della eredità se ve ne siano i presupposti
7. se la sentenza di divorzio aveva a suo tempo riconosciuto a un coniuge il diritto all’assegno di mantenimento, tale coniuge ha diritto anche alla pensione di riversibilità dell’ex coniuge defunto (o a una sua quota), a condizione che nel frattempo il coniuge superstite non si sia risposato
In ogni caso, se uno dei coniugi matura il diritto al trattamento di fine rapporto, prima che sia pronunciata la sentenza di divorzio, l’altro coniuge ha diritto a una parte di tale importo.
Modifiche alle condizioni della separazione e del divorzio
Vi sono cioè delle situazioni nelle quali la legge consente alle parti di rivolgersi nuovamente al Tribunale ordinario per chiedere con un ricorso ai sensi dell’art 710 c.p.c., la modifica dei provvedimenti resi al momento della separazione o del divorzio.
Nell’ambito del diritto di famiglia, infatti, la legge riconosce che i provvedimenti non sono mai definitivi e che quindi possono essere modificati nel tempo.
Ne sono esempi, il coniuge che va a convivere con un’altra persona ovvero si risposa, il marito o la moglie che perdono il lavoro o, viceversa, che ottengono un lavoro migliore che giustifica la richiesta di una modifica dell’assegno di mantenimento o divorzile a favore dell’altro coniuge.
Può accadere ancora che uno dei due genitori, per motivi di lavoro o per ricostruirsi una nuova vita, debba trasferirsi altrove e quindi modificare la propria residenza e quella dei figli minori.
In questi casi, se non vi è il consenso dell’atro genitore, il genitore collocatario dei figli dovrà rivolgersi al Tribunale affinchè decida nell’interesse morale e materiale dei figli minori quale sia la soluzione preferibile per il minore e che gli arrechi minor pregiudizio.
La legge disciplina i seguenti regimi patrimoniali:
Comunione legale, separazione dei beni, fondo patrimoniale e comunione convenzionale.
La volontà di non contrarre matrimonio è frutto di una scelta personale o indotta da precedenti situazioni personali “istituzionalizzate”, quali il matrimonio.
La “coppia di fatto”, affinché si possa definire tale, deve avere i requisiti della stabilità e della comunanza di vita e di affetti, di conseguenza, ci si chiede se e come si possano tutelare i diritti nascenti da una convivenza di fatto e con quali strumenti.
Attualmente, mancando in Italia una legge che disciplini la convivenza, l’unica forma di tutela si esplica attraverso lo strumento del “contratto di convivenza” con cui possono essere tutelati alcuni dei diritti storicamente negati alle coppie di fatto.
Il “contratto di convivenza” dovrà essere creato avvalendosi della consulenza dell’avvocato specializzato in diritto di famiglia ed offre alla coppia la possibilità di stabilire una serie di diritti tra cui: il diritto di abitazione, il diritto di versare mensilmente al convivente una somma di denaro, di essere assistiti dal convivente in caso di malattia, di conferirgli dei diritti successori per testamento.
Decadenza della potestà - Figli naturali e legittimi
Lo Studio Legale Della Corte, coadiuvato da uno staff di validi professionisti come avvocati associati, psicologi e mediatori è da sempre impegnato in prima linea per difendere e tutelare i diritti fondamentali della persona in caso di abusi o violenze.
Mariarosa Della Corte a Roma offre la consulenza legale di un avvocato per stalking.
Consulenza legale stalking
Nel caso di stalking il bene giuridico tutelato è la persona, la sua libertà morale, la sua salute; che la condotta persecutoria dello stalker mette in pericolo creando panico, terrore e isolamento nella vittima.
Gli elementi costitutivi del reato sono le minacce e molestie reiterate e seriali.
Il nostro team di lavoro, cioè la consulenza specifica di un avvocato per stalking, garantisce un aiuto competente e attivo per arginare legalmente il suddetto reato che in alcuni casi sfocia in atteggiamenti di violenza fisica vera e propria.
Legislazione Italiana sul reato di stalking
In Italia lo stalking è diventato un reato con la legge n. 38 del 2009 che sancisce, finalmente, la pericolosità di questo tipo di atti persecutori e molestie, anche verbali.
Le donne, soprattutto, vengono seguite, pedinate, sommerse da sms e mail, molestate con approcci di ogni genere.
Le vittime di questi atti persecutori non riescono più a lavorare, ad avere una normale vita sociale, giungendo a subire gravi danni materiali, psicologici e anche fisici; e in molti casi, come tristemente documentato dalla cronaca nera, anche la morte.
Per questo lo Studio Legale Mariarosa dalla Corte mette al servizio della sua clientela e di chi ha subito questo reato un valido team di professionisti, compreso di un avvocato specialista per lo stalking.