Source: http://mariagabriellaleonardi.blogspot.com/2012/11/
Timestamp: 2017-11-21 05:59:47+00:00
Document Index: 159939570

Matched Legal Cases: ['art.191', 'art.191', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2054', 'sentenza ']

Tardi la sera, presto la mattina: novembre 2012
La protesta dei residenti di via Emilia
Dibattito sulle aliquote Imu
Fa discutere la seduta di Consiglio comunale di Ognissanti in cui sono state approvate le aliquote Imu: 4,8x1000 per la prima casa e 10,6x1000, cioè il massimo, per la seconda casa.
Presenti alla seduta solo 8 consiglieri, elogiati dal sindaco Sodano che ha detto: «La votazione della delibera con le nuove aliquote Imu è stato un grande atto di responsabilità degli otto consiglieri presenti. Senza questa delibera di sicuro il bilancio non si poteva chiudere». Disappunto, invece, per i tanti assenti: «si tratta – ha detto il sindaco - di un dato politico che va valutato da parte mia, non è ammissibile che ci siano consiglieri che affermano di essere di maggioranza e che non sono presenti in un momento importante come questo. Di questo ne terrò conto e trarrò le mie valutazioni».
I presenti sono stati Gaetano Cavallaro, Salvo Agatino Zappalà, Orazio Pagano, Angelo Spina, Diego Bonaccorso, Carmelo Strazzeri, Giannunzio Musumeci e Mario Marano.
Secondo Gaetano Cavallaro, capogruppo Mpa, votare la delibera era una scelta obbligata: «Il dirigente finanziario ci ha spiegato che un punto percentuale in meno sulla prima casa costa al Comune circa 400mila euro: in due mesi con il taglio delle spese, delle indennità e la reintroduzione dell’art.191 questa minore entrata è sostenibile. L’ufficio finanziario voleva portare l’aliquota per la prima casa al 6, noi abbiamo ottenuto di portarla al 4,8, cioè 1,2 punti in meno pari a circa 500mila euro. Per la seconda casa invece 1 punto percentuale equivale a 800mila euro: non si poteva lasciare per la seconda casa l’aliquota precedente: si sarebbe squilibrato il bilancio e insediato il commissario che avrebbe portato tutte le aliquote al massimo». A chi obietta che si poteva intervenire nei mesi scorsi, Cavallaro risponde che solo qualche giorno fa si sono saputi gli importi esatti dei minori trasferimenti dalla Regione: un eventuale intervento sulle aliquote Imu nei mesi scorsi, forse, avrebbe potuto ridurre l'aliquota per la seconda casa al massimo di un punto.
Tra gli assenti, il presidente del Civico consesso, Raffaele Musumeci: «Il Cdr, il mio gruppo – dice – non è organico nella maggioranza: sin dall’inizio abbiamo detto che, di volta in volta, avremmo valutato gli atti e votato quelli a favore dei cittadini e questo non pare esserlo».
Assente anche Maurizio Arena che dice: «I cittadini sono vessati dalle tasse che il Governo ha messo, questa era l’occasione per farli risparmiare. L’amministrazione e il dirigente finanziario nei mesi scorsi non lo sapevano che ci sarebbero stati trasferimenti in meno? Se il Comune fosse rimasto nel regime di spesa limitata avrebbe risparmiato moltissimo e ora avremmo evitato di gravare sui cittadini. Essere di maggioranza non significa essere degli “Yes Man”: il mio obiettivo è tutelare l’interesse dei giarresi».
Consiglio approva le aliquote Imu
A dicembre, quando dovremo pagare l'Imu, a Giarre per la prima casa l'aliquota sarà del 4,8x1000, per la seconda casa l'aliquota sarà quella massima, 10,60x1000. E'quanto ha approvato, ieri sera, il Consiglio comunale. Otto consiglieri su venti in aula, sufficienti per avere il numero legale visto che l'altro ieri la seduta era stata rinviata. La proposta è passata con sei voti favorevoli e due astenuti. Il capogruppo dell'Mpa, Gaetano Cavallaro, spiega: "Abbiamo approvato per la prima casa un'aliquota inferiore a quella chiesta dall'ufficio finanziario per tutelare le famiglie e i meno abbienti. Per la seconda casa non c'erano spazi di manovra. Se non avessimo votato ieri sera avremmo avuto enormi problemi: avremmo dissestato il bilancio, il Consiglio sarebbe stato sciolto ma, soprattutto, si sarebbe insediato il commissario che avrebbe portato le aliquote al massimo e avremmo rischiato anche che il Comune non arrivasse a pagare gli stipendi di novembre e dicembre. Abbiamo chiesto che da domani (oggi ndc) si ritorni al regime dell'art.191 (cioè di spesa limitata), che vengano effettuati solo i pagamenti necessari e che sia decurtata la nostra indennità e quelle della giunta".
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Le aliquote Imu della discordia
L'abbeveratoio di Macchia "Manufatto di rilevante interesse etnoantropologico"
L’abbeveratoio con delfini di via Principe di Piemonte a Macchia, sotto l’ufficio postale, è stato dichiarato “manufatto di rilevante interesse etnoantropologico” dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’identità siciliana. Si tratta di bel risultato che fa seguito a un’istruttoria della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania trasmessa all’Assessorato regionale ai Beni Culturali. La dott. Carmela Cappa della Sovrintendenza, che insieme alla dott.Irene Leonardi ha seguito l’iter spiega il valore della cosiddetta “abbiviratura di Macchia”: «Questo manufatto testimonia un sistema viario e di aggregazione urbana nel territorio e la competenza dei lapicidi del territorio jonico-etneo. A seguito di questo decreto sarà impossibile rimuoverlo dovrà, viceversa, essere tutelato dagli enti preposti. E’necessario un restauro e dei cartelli esplicativi per la fruizione. La tutela e valorizzazione di questo manufatto rientra nel progetto “Il racconto dell’acqua – Sistemi di fruizione delle risorse idriche nel territorio jonico-etneo”, promosso dalla Sovrintendenza e dalle associazioni Wwf e “Un’altra storia”». Come spiega la relazione della Sovrintendenza: «Manufatti come l’abbeveratoio di Macchia, costituiscono testimonianza del lavoro e della vita collettiva, e spesso nella loro semplicità sono le costituenti del multiforme tessuto storico, artistico, culturale e paesaggistico».
Grande la soddisfazione degli assessori alla Cultura, Leo Cantarella, e ai Lavori pubblici, Orazio Scuderi. «Già dal 2008 mi sono interessato per l’ottenimento di questo importante riconoscimento – ha dichiarato in una nota l’assessore Cantarella – attraverso un costante contatto con la prof.ssa Carmela Cappa». L’assessore ai Lavori pubblici, Orazio Scuderi, ha annunciato l’intenzione di predisporre un progetto, in sede di approvazione del Bilancio, per l’esecuzione di un restauro conservativo del manufatto «affinchè nella frazione di Macchia restino i ricordi delle sue origini».
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L'ex sede del Tribunale di corso Sicilia ospiterà il Soat, il Giudice di Pace e l'Archivio Notarile
Ospiterà in una sezione gli uffici del Giudice di Pace e l’Archivio notarile e in un’altra sezione gli uffici del Soat, Sezione operativa di assistenza tecnica dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari. . E’ questo il futuro l’immobile di corso Sicilia che per tanti anni è stato sede prima della Pretura, poi del Tribunale e, sino allo scorso anno scolastico, invece, sede di alcune classi del Liceo “Amari”, prima dell’inaugurazione di palazzo Granata a Riposto.
Il Genio civile ha emanato un bando per appaltare i lavori di manutenzione straordinaria di parte di questo immobile, di sua proprietà, per adeguarlo a sede Soat. L’importo stanziato per questi lavori è di euro 235mila714,04 compresi gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso (euro 4.139, 33). I lavori dovranno durare centoventi giorni e le offerte dovranno essere presentate entro le ore 13 del 7 novembre. Il bando integrale e il disciplinare di gara, insieme ai modelli da presentare a corredo dell’offerta, si possono scaricare dal sito internet dell’Ufficio del Genio Civile di Catania e dal sito internet dell’Ufficio speciale dell’Osservatorio regionale per i contratti pubblici dei lavori, servizi e forniture.
Il sindaco Teresa Sodano, in una nota, ci ha spiegato: «La gara viene eseguita dal Genio civile in quanto trattasi di un immobile di proprietà della Regione. Gli interventi di manutenzione straordinaria interessano una sezione del predetto immobile che sarà destinata quale sede della Soat. Al Comune, cosi come da accordi intercorsi con la Regione, rimarranno circa 10 stanze, di cui 5 precedentemente utilizzate come aule scolastiche e altrettante, invece, ancora da sistemare. In questi locali riservati al Comune saranno allocati gli uffici del Giudice di Pace e l’Archivio notarile».
Attualmente l’Archivio notarile ha sede in via Teatro, nello stesso edificio dove prima si trovavano anche alcuni uffici comunali. Il Giudice di Pace al momento, invece, ha sede in via Veneto. A seguito dei tagli disposti dal Governo che volti al ridimensionamento degli uffici giudiziari, la sede del Giudice di Pace è a rischio e da mesi si sa che per salvarlo è necessario che il Comune, o un consorzio di Comuni, si facciano carico di tutte le spese, incluse quelle del personale.
Cosa ne pensano i docenti giarresi dell'aumento delle ore di lezione frontale
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Gli scout per un mondo migliore
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Wwf denuncia che si caccia dentro il parco comunale Chico Mendez
Cacciatori anche dentro il parco comunale Chico Mendez! Lo denunciano gli attivisti del Wwf jonico-etneo, presieduto da Vita Raiti. Proprio un'attivista dell’associazione, residente nelle case vicine al parco, testimonia che sabato scorso, di prima mattina, si udiva l'abbaiare dei cani e gli spari ravvicinati. La socia del Wwf, pur mantenendo una distanza di sicurezza, ha potuto personalmente constatare la presenza dei cacciatori dentro il parco, nascosti dalla folta vegetazione. Come ricordano dal l'associazione ambientalista, il parco non si vede dall’ingresso nella sua interezza, ma si addentra verso il torrente Macchia, arrivando a lambire il greto del torrente stesso. Uno schermo di alberi e cespugli oscura il panorama fino al torrente.
Sabato sia i Carabinieri che la Forestale sono stati avvertiti. Dal Wwf segnalano pure che, nei giorni ancora precedenti, è stato trovato nella zona di via Silvio Pellico un gatto ferito da un colpo di arma da fuoco e gli è stata amputata una zampa.
La presidente del Wwf jonico-etneo, Vita Raiti, ricorda: «La legge 157/92, che regolamenta la caccia, vieta cacciare nei parchi o giardini pubblici e nel raggio di 100 metri da fabbricati, strade e ferrovie e in ogni caso sparare a meno di 150 metri da immobili, fabbricati strade e ferrovie». Dal Wwf fanno presente che, attraverso le foto satellitari, è possibile constatare che il limite dei 100 metri di rispetto da tenere nei confronti dell'abitato ricade all'incirca dentro la perimetrazione del parco, mentre il limite dei 150 oltrepassa il greto del torrente.
Purtroppo, sabato la Forestale ha comunicato di non avere personale da inviare a verificare i Carabinieri, impegnati in un altro intervento, sono arrivati quando già i cacciatori si erano allontanati. Non è stato, quindi, possibile coglierli sul fatto, ma l’inquietudine resta molta e i soci del Wwf si chiedono se, come è consuetudine in Italia, si aspetta che arrivi la tragedia per gridare allo scandalo.
La Regione ha nominato i commissari che dovranno recuperare le somme che i Comuni devono dare all'Ato
La Regione ha nominato i commissari incaricati di recuperare le somme di cui i Comuni appartenenti all’Ato Joniambiente sono debitori verso lo stesso Ato sino alla data del 30 agosto 2012. La nomina è avvenuta lo scorso 12 ottobre con il decreto n°2023 dell’11 ottobre 2012 dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità. La notizia la abbiamo appresa dall’Ato Joniambiente. I Comuni debitori sono la maggior parte, nove su quattordici: Calatabiano, Castiglione, Giarre, Linguaglossa, Maniace, Mascali, Piedimonte Etneo, Randazzo e Riposto. Per quanto riguarda il Comune di Giarre, alla data del 30 agosto 2012 il debito con l’Ato – secondo quanto riferiscono dall’Ato - ammonta a euro 2milioni433mila905,25.
Inevitabilmente anche il debito ha ripercussioni sul servizio. Il dirigente tecnico dell’Ato, Giulio Nido, ci spiega che l’ultimo pagamento che l’Ato ha effettuato a favore della ditta appaltatrice Aimeri risale al mese di aprile e in questi sei mesi l’azienda ha anticipato stipendi e servizi senza avere intascato una lira. Ogni mese l’Ato deve corrispondere all’Aimeri 1milione185mila euro circa, quindi ad oggi l’Ato verso l’azienda Aimeri ha un debito che si aggira intorno ai 7milioni di euro. Tutto ciò sta causando difficoltà con i pagamenti dei fornitori e problemi anche con il rifornimento del carburante nei mezzi, soprattutto nei comuni pedemontani. Il presidente del collegio dei liquidatori dell’Ato, Francesco Rubbino, spiega: «Nel capitolato di appalto è previsto che l’Aimeri debba anticipare sei mesi di stipendi dei dipendenti. I sei mesi scadranno il 31 ottobre. Con l’1 novembre l’Aimeri potrebbe non effettuare più il servizio se i Comuni dovessero continuare a non pagare», e questo accadrebbe se, ad esempio, i commissari non dovessero trovare soldi nelle casse dei Comuni. «Mi auguro – continua Rubbino - che i Comuni abbiano l’opportunità di pagare affinché questo pericolo venga scongiurato».
Frattanto, ogni giorno i dirigente dell’Ato stanno effettuando dei sopralluoghi, l’altro ieri la ricognizione è stata effettuata nel territorio di Giarre ed è stato constatato qualche piccolo miglioramento e tanti servizi che non erano stati completati. Ieri, girando per Giarre si potevano vedere rifiuti non ritirati in numerose strade. L’altro ieri sono arrivati altri quattro dei veicoli attesi: due Porter e due gasoloni ma, come ci spiega l’ing.Nido, l’Ato ha formalmente chiesto all’Aimeri di potere ufficialmente visionare il parco mezzi. Anche se da qualche ci sono dei mezzi in più in circolazione per i funzionari dell’Ato è comprensibile che sia necessario qualche giorno perché il servizio sia messo a punto. Staremo a vedere quanto tempo sarà poi realmente necessario.
Allo studio interventi di manutenzione delle strade
Versano in uno stato pietoso numerose strade giarresi su cui ormai da tempo non vengono eseguiti interventi di manutenzione. Chi arriva a Giarre dall’autostrada se ne rende subito conto, percorrendo la strada di ingresso alla città: la via Luminaria, ridotta in condizioni pietose dal notevole flusso di automobili e camion che ogni giorno la percorrono e dal notevole tempo trascorso dall’ultima manutenzione.
Ma girando per Giarre sono numerose le arterie dissestate, pure la minuscola via Gentile che passa proprio sotto l’ufficio tecnico comunale e che dà il suo piccolo contributo a decongestionare la via Callipoli.
Le condizioni delle strade sono un problema molto sentito. Negli ultimi anni il Comune è stato in regime di spesa limitata e ciò non ha permesso interventi significativi di ripristino ma solo i piccoli “rattoppi”: è finalmente giunto il momento di sistemare come si deve le arterie giarresi?
Abbiamo posto la questione all’assessore ai Lavori pubblici, Orazio Scuderi, che in una nota ha dichiarato: «Per via Luminaria è stato approntato un progetto per la bitumazione di un tratto di strada (preventivata una spesa di circa 40 mila euro). L’ufficio sta valutando le modalità per l’attuazione degli interventi che potrebbero essere avviati a breve». Quanto alla manutenzione di altre strade (via Gentile e company) l’assessore Scuderi attende di partecipare ad una seduta congiunta delle commissioni III e V per preventivare delle somme da inserire in un apposito capitolo nel bilancio di prossima approvazione. L’arch. Venerando Russo, dirigente della IV Area, aggiunge che, comunque, sono disponibili delle risorse per le manutenzioni e con queste si provvederà ad eseguire in tempi celeri alla bitumazione di quei tratti di strada in cui si rende necessario ripristinare con urgenza le condizioni di sicurezza.
L’elenco delle strade che versano in pessime condizioni è lungo. Nelle scorse settimane il gruppo consiliare del Cdr, formato da Raffaele Musumeci e Santo Vitale, ne aveva stilato un elenco. «Abbiamo presentato – spiegano i componenti del Cdr - la richiesta di finanziamento tramite mutuo e fondi di bilancio per la sistemazione di venticinque strade. Abbiamo richiesto per ogni strada tutti i progetti preliminari all’ufficio tecnico e li abbiamo inviati alle commissioni III e V. Abbiamo formulato questa proposta per evitare che l’anno prossimo con l’introduzione della nuova tassa comunale sui rifiuti e servizi questi costi diventino imposta per i cittadini». Il presidente del Consiglio comunale Raffaele Musumeci convocherà la riunione congiunta delle commissioni III e V per giovedì 25 ottobre alle ore 10.
Sopralluogo commissione consiliare in ospedale: non ancora riattivata l'otorinolaringoiatria
Ancora nessuna traccia, nell’ospedale di Giarre, dell’unità operativa complessa di otorinolaringoiatria che dovrebbe essere ripristinata per dare seguito ad una sentenza emessa dal Giudice del Lavoro. Lo ha constatato ieri la commissione consiliare straordinaria sull’ospedale, presieduta da Fabio Di Maria, che ha effettuato un sopralluogo per accertare la situazione dei reparti e dell'ospedale nel suo complesso. Ad accoglierli, però, non c’era nessuno: «Oltre a non trovare alcun miglioramento nei servizi offerti dal presidio – commenta Di Maria - abbiamo trovato un tangibile clima di smarrimento e l'assoluta assenza di organi preposti a dare risposte ai nostri interrogativi». La commissione consiliare aveva inviato alla direzione dell’ospedale, con un messo comunale, una comunicazione in cui avvisava del sopralluogo. Ma al loro arrivo i consiglieri non hanno trovato qualcuno che li accogliesse: il direttore sanitario è assente per malattia e nessuno è stato delegato a ricevere la commissione. «Questo atteggiamento – dice Di Maria - rende manifesto, ancora una volta, la superficialità e il disinteresse dei vertici aziendali nei confronti dell'ospedale di Giarre, lasciato in balia di un destino già deciso da chi invece avrebbe il compito di tutelare la salute pubblica. Viene il sospetto - continua il consigliere - che i soggetti che oggi avrebbero dovuto ricevere la commissione siano impegnati in altre attività, data l'imminente tornata elettorale e visto che la sanità siciliana è diventata un giocattolo nelle mani della politica, che può utilizzarlo a piacere suo, quando gli conviene e ne ha voglia. L'errore più grosso è stato quello di assegnare incarichi per designazione politica».
Di Maria annuncia che la commissione consiliare chiederà un incontro con il commissario dell’Asp Gaetano Sirna per sollecitare «l'ineludibile» rispetto della sentenza del Giudice del lavoro che ha riassegnato l’unità operativa complessa di otorinolaringoiatria, e il suo primario, all’ospedale di Giarre
Una voce del bilancio comunale sarà destinata allo sviluppo economico
Una voce del bilancio comunale sarà destinata allo sviluppo economico. Lo ha annunciato, giovedì sera, l’assessore alle attività produttive, Leo Cantarella, nel corso di un incontro con gli artigiani dell’Ula/Claai tenutosi nella sede dell’associazione. Cantarella ha la delega alle attività produttive solo da qualche mese e la riunione è stata l’occasione per parlare con l’assessore del progetto Minerva: oltre ad a fare conoscere e sperimentare alle giovani generazioni il lavoro artigiani il progetto mira anche a un obiettivo culturale: restituire al lavoro artigiano la considerazione che merita perché non sia più reputato un lavoro di serie B. Come ha anche ricordato il presidente dell’Ula, Diego Bonaccorso, nei secoli passati ben altra era la considerazione che si aveva degli artigiani e grandi artisti come Michelangelo provenivano dalle botteghe. La responsabile del dipartimento “Ricerca, sviluppo e formazione” dell’Unione liberi artigiani, dott.ssa Rosita Di Mauro, in proposito afferma: «Vogliamo un cambiamento di mentalità che porti oggi più che mai a rivalutare il lavoro artigiano come sbocco lavorativo».
Il progetto Minerva intanto è cresciuto al punto che quest’anno si pensa di coinvolgere altri artigiani affinchè facciano conoscere il loro lavoro e la loro maestria alle scolaresche.
L’assessore Cantarella ha incoraggiato l’Ula a proseguire nel lavoro con le scuole e si è impegnato ad inserire nel bilancio di previsione, che dovrà essere approvato entro il 31 ottobre, una voce che riguardi lo sviluppo economico. Entro l’anno ha poi auspicato la realizzazione di un’iniziativa pubblica per valorizzare e diffondere la cultura del lavoro artigianale: «Chiederò – ha concluso Cantarella - un incontro con la IIª commissione consiliare, presieduta da Diego Bonaccorso, per fare il punto della situazione».
Consiglio approva piano triennale turismo e cultura: il riordino dell'archivio storico ancora può attendere
Mercoledì sera il Consiglio comunale ha approvato il Piano triennale per il turismo ed i beni culturali per gli anni 2012/2014. Nel presentarlo, l’assessore alla cultura Leo Cantarella ha ripercorso le principali iniziative realizzate dal suo assessorato, dalla settimana della cultura all’apertura della biblioteca di San Giovanni Montebello; poi ha annunciato un incontro con gli scrittori che si terrà la prossima settimana. Cantarella ha anche spiegato che il riordino dell’archivio storico non è stato avviato quest’anno perché il Comune aveva raggiunto il tetto massimo di incarichi a esperti ma a gennaio si conta di iniziarlo. L’assessore allo sport e spettacolo Giuseppe Cavallaro ha presentato le numerose iniziative, spettacoli, rassegne, concerti, trofei organizzati dal suo assessorato per vivacizzare la città e creare attrattive e che hanno anche permesso di valorizzare la piazza antistante il convento e piazza De Andrè. Non è, invece, stato ancora possibile presentare progetti per ottenere finanziamenti attraverso il distretto turistico “Mare dell’Etna”.
Ma dall’opposizione Tania Spitaerli ha contestato come il riordino dell’archivio storico era stato venduto dall’amminsitrazione come fatto e ha deplorato l’uscita del Comune di Giarre dal distretto turistico “Taormina Etna” visto che l’adesione al distretto “Mare dell’Etna” non ha ancora prodotto risultati. Josè Sorbello ha contestato che i due piani sono stati predisposti da funzionari senza che sia stata coinvolta la cittadinanza, né sentite le consulte comunali. Bocciato un emendamento presentato da Santo Vitale del Cdr per vincolare per il triennio 2012-2014 10mila euro per la Meari e 5mila euro per la rassegna “Lidi in passerella”.
Il Consiglio ha anche approvato un brevissimo regolamento per l’applicazione dell’Imu.
Scompariranno i dirigenti di movimento nelle stazioni di Giarre-Riposto, Acireale, Alcantara e Taormina
I pendolari del treno dal 21 dicembre alla stazione di Giarre-Riposto non troveranno più un capostazione a cui chiedere informazioni, che li rimprovererà se attraversano i binari e dall’altoparlante non ci sarà più la sua voce che annuncerà l’arrivo del treno ma, forse, una voce elettronica. Dal 20 dicembre, infatti, Rfi, Rete ferroviaria italiana, sopprimerà la figura del dirigente di movimento nelle stazioni di Giarre, Acireale, Taormina e Alcantara e tutto sarà telecomandato da Palermo. Per i viaggiatori non cambierà molto; chi, invece, attualmente ricopre questo incarico nelle quattro stazioni (una dozzina circa di lavoratori) sarà trasferito ad altro incarico, e, di fatto, si tratta della scomparsa di questa figura occupazionale, posti di lavoro che vengono meno soppiantati dalla tecnologia. E poi la stazione di Giarre non sarà più “presenziata”. A denunciare tutto ciò è la Cisl di Giarre con la Federazione italiana trasporti (Fit) che aderisce alla Cisl. «Come sindacato – spiega il responsabile zonale della Cisl di Giarre, Mario Cocuccio – denunciamo la soppressione di questa figura lavorativa, l’impresenziamento e l’abbandono della stazione ferroviaria di Giarre che ogni giorno è frequentata da circa 500-600 pendolari e l’incustodia della stessa che potrà essere preda del vandalismo».
La tecnologia, insomma, soppianta il lavoro dell’uomo, in un periodo di dura crisi economica e occupazionale; il posto del capostazione viene adesso preso dal Sistema comando controllo il sistema di regolazione della circolazione ferroviaria un sistema in cui Rfi ha investito.
Ma non tutto può essere sostituito dalla tecnologia: come spiegano dal sindacato la stazione di Giarre ha l’ingresso e il sottopassaggio tra loro distanti e spesso vi sono viaggiatori che, pericolosamente, attraversano i binari: uno dei compiti che svolgono attualmente i dirigenti di movimento è quello di accertarsi che il binario sia libero prima di fare entrare i treni. Attualmente la stazione è presienziata 24 ore su 24 da quattro persone che si danno il turno, da dicembre sarà tutto telecomandato. Forse, nella stazione resterà un addetto che vigilerà sul corretto funzionamento dell’ascensore che, dopo vent’anni, dovrebbe essere messo in funzione. «Rfi – affermano dal sindacato – continua l’opera di desertificazione delle stazioni adesso sopprimendo la figura del dirigente di movimento che garantiva alla clientela servizi di informazione, vigilanza e sicurezza».
Un migliaio di aspiranti scrutatori
Sono state circa un migliaio le istanze di iscrizione nell'elenco delle persone idonee all'Ufficio di scrutatore per le prossime elezioni regionali del 28 ottobre, la cifra esatta si saprà nei prossimi giorni. Scadeva, infatti, ieri il termine per presentare al Comune l’apposita istanza. Del migliaio di aspiranti solo 159 saranno gli scrutatori il prossimo 28 ottobre: in ogni sezione, infatti, sono previsti cinque scrutatori, le sezioni a Giarre in tutto sono trentuno, più due sezioni speciali all’ospedale e nella casa circondariale. Quanto sarà corrisposto ad ogni scrutatori per questo incarico deve ancora essere comunicato ai comuni dalla Prefettura, ma l’onorario dovrebbe aggirarsi sui 150 euro per il presidente e sui 126 euro per ciascun scrutatore e il segretario. Per i seggi speciali l’onorario dovrebbe essere la metà.
L’iter che dovrà ora essere seguito è indicato dalla circolare n°17 del Servizio 5°/Ufficio elettorale del Dipartimento alle autonomie locali dell’Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica. L’organo competente alla nomina degli scrutatori è la commissione elettorale comunale. Gli scrutatori sono nominati, per ciascuna sezione del Comune, mediante estrazione a sorte. Entro il sedicesimo giorno precedente le votazioni, cioè entro venerdì 12 ottobre, presso la Commissione elettorale comunale si provvederà a compilare un elenco in ordine alfabetico di coloro che hanno chiesto l’iscrizione, assegnando un numero progressivo. La commissione procederà alla nomina degli scrutatori tra il quindicesimo e l’ottavo giorno precedente l’elezione, cioè tra sabato 13 ottobre e sabato 20 ottobre. Alla nomina si procederà mediante estrazione a sorte tra i numeri assegnati agli iscritti all’elenco. L’avviso dell’avvenuta nomina deve essere notificato agli interessati al massimo entro il sesto giorno precedente la data stabilita per le votazioni, cioè entro il 22 ottobre.
Molti si chiedono come mai gli scrutatori sono sempre gli stessi: ebbene perché mentre per le elezioni Amministrative (Regionali, Provinciali e Comunali) la nomina degli scrutatori deve avvenire per sorteggio pubblico per le elezioni Nazionali, Europee e Referendarie la nomina degli scrutatori viene effettuata invece direttamente dalla Commissione elettorale comunale.
Un guardrail pericoloso
Un guardrail pericoloso. E’ quello che precede il passaggio a livello della Circumetnea nel caotico corso Messina. Il punto critico della barriera di contenimento è la sua parte iniziale, quella che si trova davanti chi percorre il corso Messina venendo da Santa Maria la Strada e procedendo verso piazza Carmine. Proprio la parte iniziale del guardrail è completamente deformata; la precede un paletto, completamente piegato, che una volta reggeva il segnale stradale che indica la corsia in cui immettersi.
Le condizioni di questo guardrail non sono da sottovalutare, tant’è che un cittadino, Michele Panebianco, lo scorso maggio aveva inviato una lettera al Comune per segnalare le pessime condizioni, già allora, di questa barriera. Secondo Panebianco questo guardrail, già di suo pericoloso per la posizione che occupa, lo è ancor di più perché è stato gravemente deformato dall’urto di qualche veicolo. Inoltre, è privo di qualsiasi segnaletica che ne evidenzi la presenza. Basta guardare lo stesso guardrail, dal lato opposto, e si vede che invece è preceduto da un segnale stradale blu che indica la direzione in cui immettersi, sopra un catarifrangente giallo. «La struttura – afferma Panebianco - versa in tale stato già da anni e l’ho segnalato più volte ai vigili urbani».
Panebianco aveva visto bene la pericolosità di questo dispositivo stradale, dato che qualche settimana fa, con ogni probabilità a seguito di qualche altro incidente, la deformazione del guardrail, sempre dal lato di Santa Maria la Strada, è ulteriormente peggiorata. Da qui l’appello a prevenire ulteriori incidenti eseguendo gli opportuni interventi.
Sulla questione, il dirigente comunale della IV area, arch.Venerando Russo, in una nota ci ha annunciato che: «sono previsti degli interventi di manutenzione con il ripristino, in tempi brevi, del guardrail e dell’eventuale segnaletica verticale».
Finite nel dimenticatoio le Consulte comunali
Sono finite nel dimenticatoio le Consulte comunali. C’era voluto un lungo iter per istituirle ma poi, per vicende varie, eccetto la consulta della cultura, le altre non sono state mai nemmeno convocate: ma allora a cosa è servito istituirle? Tra l’altro, all’indomani della loro istituzione, era stato annunciato dal Comune un incontro con tutti i membri delle consulte da tenersi al Teatro Rex, incontro che non è mai avvenuto.
Abbiamo in proposito interpellato l’assessore alla Cultura e coordinatore delle Consulte Leo Cantarella, che, in una nota, ci ha risposto: «Già nei mesi scorsi, quale coordinatore delle Consulte, mi sono subito attivato inviando ad assessori e dirigenti che si occupano delle varie deleghe la nota con la quale si sollecitava la messa in funzione delle rispettive consulte; ad oggi, invero, non vi è stato riscontro. Ciò è da imputare, comunque, ad una serie di contingenze verificatesi nell’ultimo periodo e che hanno determinato la lievitazione dei tempi: la crisi politica con l’azzeramento delle deleghe, l’emergenza rifiuti e il periodo estivo. Ovvio che se non vi fosse stata l’attivazione delle varie Consulte: non c’erano le condizioni per programmare un incontro al teatro Rex. E’ auspicabile che i colleghi assessori, che tornerò a sollecitare, si mobilitino per accelerare i tempi con l’attivazione delle rispettive Consulte. Sottolineo che la Consulta della Cultura è pienamente operativa e si appresta ad organizzare a breve iniziative di aggregazione sociale in occasione del prossimo Natale».
Giarre non è una città per disabili
Ha suscitato molto clamore, in tutta Italia, il caso di un automobilista di Lecco che, dopo avere parcheggiato la sua Jaguar in uno stallo riservato ai disabili, ha bucato le ruote di un disabile che aveva chiamato i vigili urbani per fargli spostare l’auto. Purtroppo il malcostume di posteggiare l’auto negli stalli gialli, riservati ai portatori di handicap, è diffuso ovunque e neanche Giarre fa eccezione. Nunziatina Trovato, presidente della sezione giarrese dell’Aniep, Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali degli handicappati, testimonia: «Sia a Giarre che a Riposto gli stalli riservati ai disabili sono quasi sempre occupati abusivamente da auto senza il contrassegno speciale per i veicoli a servizio di persone diversamente abili. A Riposto in uno stallo che si trova dinanzi al Nautico c’è pure una bancarella. Nei centri commerciali, dato che ci sono molti stalli riservati, la metà sono occupati da veicoli senza contrassegno. Abbiamo anche realizzato dei fogli che lasciamo sulle auto per complimentarci con gli automobilisti che hanno parcheggiato negli spazi riservati ai disabili! Spesso sono gli stessi parenti dei disabili che, mentre il loro familiare disabile è a casa, escono con la macchina usando il talloncino personalizzato per trovare subito parcheggio. La legge prevede delle multe. Ci vorrebbero maggiori controlli e sanzioni per fare rispettare gli stalli riservati e il contrassegno speciale: altrimenti che senso hanno se poi vengono ignorati?».
In Sicilia l’Aniep ha la sua unica sede a Giarre, nei locali messi a disposizione dal centro Cusmano; l’associazione, da quasi vent’anni, opera per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nel prossimo fine settimana, i soci saranno in piazza nell’ambito della manifestazione “Città dei bambini”. «Il malcostume di non rispettare gli stalli riservati ai disabili è uguale dappertutto – conclude Nunzia Trovato – ma questa non è per noi una consolazione».
Vera Contarino, responsabile distrettuale dell’Unione italiana ciechi, conferma: «I parcheggi sono sempre occupati per non parlare di quando si cammina a piedi, anche i marciapiedi sono occupati dalle auto, più volte mi è capitato di sbatterci: manca una cultura del rispetto della disabilità». Oltre che con barriere architettoniche i disabili devono superare barriere mentali, degli altri: «Il rispetto verso la disabilità - continua la Contarino - non esiste neanche presso le istituzioni e nel mondo del lavoro. Per il prossimo 3 dicembre, in occasione della giornata della disabilità, stiamo predisponendo un progetto in cui svilupperemo i temi "lavoro e disabilità" e “cultura senza ostacoli”. Cercheremo di coinvolgere le scuole perché si deve educare dal basso per arrivare all’alto».
Conto alla rovescia verso il 15 ottobre
E’ iniziato il conto alla rovescia verso lunedì 15 ottobre, la data in cui l’Aimeri Ambiente, l’azienda appaltatrice che gestisce la raccolta rifiuti nei 14 comuni dell’Ato Joniambiente, ha comunicato che rimpiazzerà del tutto i mezzi andati distrutti nel rogo verificatosi a maggio nel deposito di Macchia. La carenza dei veicoli è la causa principale dei disservizi che si continuano a verificare soprattutto a Giarre, Riposto e Mascali, i tre comuni che per ultimi hanno visto l’avvio della raccolta integrata dei rifiuti. Già alcuni compattatori e delle vasche sono giunte nei giorni scorsi, gli altri dovrebbero giungere entro la fatidica data. Tra i mezzi mancanti vi sono le spazzatrici, e la mancanza è evidente: le strade non vengono spazzate, i volantini pubblicitari imperversano ovunque e quando arriveranno le piogge intense i rifiuti che invadono le strade intaseranno ulteriormente le caditoie stradali.
Su questa attesa data del 15 ottobre abbiamo sentito il coordinatore a livello locale dei servizi di Aimeri, Nello Mortellaro, che ci ha sottolineato: «L’Aimeri non si è mai fermata, neanche dopo l’incendio di maggio». Mortellaro ci riferisce che, malgrado la situazione difficile di questi mesi, la raccolta differenziata a Giarre dal 2% che era è passata al 12%.
In genere sono i cittadini che si lamentano dei disservizi, ma anche gli operatori devono fare i conti con l’inciviltà diffusa e numerose difficoltà: una di queste sono i bidoni condominiali esposti perennemente sui marciapiedi che vengono riempiti di rifiuti di ogni tipo, rovinando il materiale differenziato che pure contengono. Per questo, come ci spiega Mortellaro, a Giarre urgono maggiori controlli e l’emanazione dell’ordinanza sindacale che disciplini le modalità e gli orari di conferimento dei rifiuti e di esposizione dei contenitori. «Abbiamo pulito più volte la città – testimonia il coordinatore – ma poi torna subito sporca». E poi ci sono i crediti vantati dall’azienda nei confronti dell’Ato, 6 milioni di euro, cinque mesi di arretrati, l’ultimo pagamento ricevuto ha coperto gli stipendi degli operai del mese di aprile: l’azienda continua ad anticipare le altre mensilità, ma il coordinatore ci chiede: cosa sarebbe accaduto se l’azienda non avesse potuto anticipare queste somme?
Scelti i siti ove collocare i cestini gettacarte
L’assenza dei cestini gettacarte è da sempre lamentata soprattutto nelle vie del centro storico di Giarre, ma forse finalmente è giunta una svolta. Sulla questione abbiamo interpellato l’Ato Joniambiente e il Comune di Giarre. Per il primo, il dirigente tecnico, Nino Germanà, ci ha riferito che, nell’ambito del piano di gestione, i cestini gettacarte vengono forniti dalla ditta Aimeri Ambiente e nella maggior parte dei 14 comuni dell’Ato sono stati già piazzati. Per quanto riguarda Giarre, lo scorso 20 marzo 2012 l’Ato ha inviato una nota al Comune delle sette torri, chiedendo di indicare i siti, via e civico, ove collocare i 98 cestini ma dal Comune non è giunta alcuna risposta.
Abbiamo, quindi, chiesto al Comune di Giarre come mai non ha risposto all’Ato.
Il dirigente della IV Area arch.Venerando Russo, in una nota ci ha dichiarato che «la comunicazione dell’Ato non è mai pervenuta a questo ufficio, e pertanto non potevamo sapere quali fossero le intenzioni dell’Ato. Tuttavia, oggi, dopo avere preso contatti con l’ing. Giulio Nido di Joniambiente ho anticipato l’invio di un fax con la mappatura completa dei luoghi ove installare i cestini. Queste le zone prescelte: corso Italia, via Callipoli, via Pirandello, via Garibaldi, viale Libertà e piazza Mazzini. I cestini dovranno essere collocati ad una distanza di 50 mt l’uno dall’altro».
Nel 2012 sinora 60 autovetture senza assicurazione individuate dalla polizia municipale
A causa della crisi economica e della disoccupazione, tanti automobilisti non riescono più a pagare l’assicurazione dell’auto. Ma la macchina che non è assicurata non può essere parcheggiata in strada. La Legge del 24/12/1969, n. 990 prevede, infatti, che: «I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti, secondo le disposizioni della presente legge, dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’art. 2054 c.c.». Per l’articolo 2 del D.p.r. 24 novembre 1970, n. 973 «Sono considerati in circolazione anche i veicoli in sosta su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate».
Per quanto riguarda la situazione giarrese, il comandante della Polizia Locale, Maurizio Cannavò, in una nota, ci ha spiegato che «Dall’inizio dell’anno sono state segnalate circa 60 autovetture in sosta prive di tagliandi assicurativi. Nella maggior parte dei casi si è proceduto con la diffida all’utente individuato a regolarizzare la propria posizione assicurativa e a rimuovere autonomamente le auto. Ad oggi sono circa 5 le auto rimosse coattivamente a seguito del mancato riscontro alla predetta diffida».
Per evitare, quindi, di incorrere in questo tipo di interventi, se l’auto non ha la copertura assicurativa va tenuta dentro un box o un garage privato o in una strada privata chiusa alla circolazione del pubblico.Se non si rispetta questo divieto si va incontro a sanzioni e qualsiasi danno che l’auto può arrecare ad altri veicoli, cose e persone sono tutte a carico del proprietario.
Al Teatro Rex poltrone rotte da sostituire
Ha bisogno di un intervento urgente di manutenzione il Teatro comunale Rex, luogo molto amato e frequentato da pubblici di tutte le età: dalle scolaresche che qui vengono a tenervi della manifestazioni, ai più adulti che assistono alle rappresentazioni teatrali organizzate da compagnie locali. Anche gli anziani di altri comuni vengono al Rex per assistere alle rappresentazioni teatrali. Anche durante lo scorso fine settimana, il teatro è stato attivo e ha ospitato alcune lezioni musicali curate da esperti e seguite da tanti giovani.
Ma l’assidua frequenza di un luogo ne comporta inevitabilmente una veloce usura. Uno degli inconvenienti sono le poltrone rotte: le compagnie teatrali che vendono gli abbonamenti alle loro stagioni teatrali perdono dei posti a sedere e gli spettatori che non sanno che le poltrone sono rotte si illudono di aver trovato posto.
La questione era stata sollevata, nelle scorse settimane, anche in Consiglio comunale dal consigliere Fabio Cavallaro che in un’attività ispettiva ha segnalato: «I camerini e le quinte versano in condizioni di degrado, i bagni spesso sono inagibili, i muri della sala anneriti, l’impianto elettrico è carente e il sipario non funziona».
Sulla necessità di un intervento di manutenzione al Teatro Rex, soprattutto per quanto riguarda la sostituzione delle poltrone rotte, abbiamo interpellato il dirigente della IV Area, arch.Venerando Russo, che in una nota ci ha risposto: «A breve verrà effettuato un sopralluogo al fine di predisporre un preventivo di spesa. Resta inteso che per le opere manutentive di piccola entità si procederà in tempi rapidi, per le altre manutenzioni, come ad esempio la sostituzione delle poltrone, occorre prima effettuare le opportune valutazioni».
L'Ula incontra la Crias
E'necessario che la Regione rimpingui il fondo della Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (Crias) che altrimenti non riesce a concedere finanziamenti alle imprese artigiane. E'quanto è emerso ieri sera nel corso di un incontro organizzato dall'Unione liberi artigiani, nella propria sede, tra i propri quadri dirigenti e un funzionario della Crias di Catania, Gianluca Guida. L'incontro di ieri mirava a fornire ragguagli agli artigiani sul funzionamento della Crias e le modalità di erogazione dei prestiti. Il presidente dell'Ula, Diego Bonaccorso ha sostenuto:"La Regione siciliana deve rendersi conto dell'importanza di rimpinguare i fondi di rotazione della Crias per permettere alla stessa di finanziare le esigenze di sviluppo della categoria". Gianluca Guida ha spiegato le tipologie di finanziamenti erogati dalla cassa: a medio termine, per l'acquisto di scorte di materiale per il ciclo, per il finanziamento di esercizio. Quest'ultima modalità è un prestito concesso agli artigiani per sopperire alle esigenze di liquidità aziendale e registra i tempi più lunghi di attesa, non sostenibili dalle imprese. Santo Grasso, tipografo, testimonia: "Ho atteso 15 mesi per un finanziamento di esercizio, una volta arrivavano dopo 2/3 mesi". Lucio Bonaccorso, pasticciere, ha chiesto di recente un finanziamento ma non ha idea di quando lo riceverà.
Il funzionario della Crias ha testimonianto che le pratiche sono istruite velocemente, il problema è la carenza fondi. La Cassa degli artigiani eroga anche contributi per il ripianamento dell'esposizione debitoria e un finanziamento per gli autotrasportatori di merci per conto terzo. "La Regione siciliana - ha aggiunto Bonaccorso - deve darsi delle priorità e il settore artigiano rientra fra queste per il ruolo, economico, occupazionale e sociale che ricopre. L'Ula sarà sempre a fianco degli artigiani per rappresentare le loro esigenze presso tutte le istituzioni. Dinanzi alla attuale grave situazione economica e lavorativa generale, se non vedremo spuntare l'alba ci vedremo costretti a programmare delle manifestazioni per reclamare i diritti degli artigiani e quello delle decine di migliaia di famiglie che vivono grazie a questo settore".
Impossibile ridurre la Tarsu
Le parole pronunciate in Consiglio comunale dal dirigente finanziario
dell’Ente, Letterio Lipari, in merito all’attuale impossibilità di
ridurre la Tassa sui rifiuti del 25%, come chiesto da una mozione
consiliare hanno suscitato tante reazioni, a partire da quella del
consigliere di opposizione Josè Sorbello che ha di definito la mozione
“inutile” e offensiva verso i cittadini. Tania Spitaleri del Pd ha
aggiunto che la maggioranza dovrebbe scusarsi con i cittadini.
La mozione era stata approvata lo scorso 10 settembre dalla
maggioranza dei consiglieri: inizialmente era stato Maurizio Arena
(Mpa, il partito del sindaco) a presentare una mozione, sottoscritta anche da Angelo Turrisi e
Salvo Zappalà, per ridurre la Tarsu del 20%. Di seguito, il capogruppo
dell’Mpa, Gaetano Cavallaro, aveva proposto di portare la riduzione al
25%, precisando che era volontà dell’amministrazione ridurre la Tarsu.
L’assessore al bilancio Nicola Gangemi ha replicato che la mozione ha
rappresentato una sensibilità che esiste tra i consiglieri e
soprattutto nella persona del sindaco. Il presidente del Civico
consesso, Raffaele Musumeci, ha quindi ribadito che un’analoga mozione
per ridurre la Tarsu del 4% era stata presentata dal suo gruppo, il
Cdr, ad aprile; secondo Musumeci allora la riduzione era fattibile, ma
la proposta fu bocciata. Per Fabio Cavallaro la mozione ha avuto il
merito di smuovere il Consiglio dal torpore, mentre Gaetano Cavallaro
ha sottolineato di avere esercitato un diritto, quello di invitare
l'amministrazione ad abbassare la Tarsu del 25%. «Non potevamo tirarci
indietro dinanzi a quella fuga in avanti – ha ammesso Orazio Pagano -
abbiamo votato consapevoli di andare a giocare al rilancio e di avere
espresso un sogno». Alla fine il sindaco Teresa Sodano ha rimarcato:
«Tutti siamo consapevoli che la riduzione della Tarsu è certamente un
obiettivo dell’Amministrazione che, però, deve fare i conti con la
realtà contabile dell’Ente». Anche se per garantire l’equilibrio
contabile non si potrà toccare un euro, il sindaco ha detto che, se in
seguito vi saranno le condizioni, l’amministrazione non esiterà ad
operare qualche piccola manovra.
Sempre in tema di Tarsu, ieri alla presenza del sindaco, del dirigente
Lipari e della dott. Lauretta Barbagallo funzionario di “Grandi
imprese pubblica amministrazione sud, Poste Italiane”, è stato siglato
un protocollo d’intesa per l’implementazione di alcuni servizi che si
aggiungono a quelli già gestiti da Poste Italiane dopo l’introduzione
della riscossione diretta dei tributi da parte del Comune. E’ il primo
protocollo del genere in Sicilia. A breve, negli uffici Tributi di
viale Federico di Svevia, sarà attivato un sistema elettronico di
incasso e un terminale “pos” che permetterà ai cittadini che sono
incorsi in violazione delle norme in materia Tarsu di accertare la
propria posizione debitoria e di pagare subito il tributo.
Proliferano gli impianti pubblicitari abusivi
Se vi capita di percorrere il viale Federico II di Svevia, o il ponte
di Santa Maria la Strada o la nazionale all’altezza di Conforama
potreste avere la sensazione di trovare nella vostra visuale qualcosa
che appena il giorno prima non c’era: qualche impianto pubblicitario
Si avvicinano le elezioni del 28 ottobre e si moltiplicano i manifesti
elettorali dei vari candidati all’assemblea regionale. La pletora di
candidati che ambisce uno scranno a palazzo dei Normanni ha bisogno di
sempre più spazi ove esporre i propri mega-manifesti, per questo
cresce l’esigenza di nuove superfici espositive. Si stanno
moltiplicando, per questo, i mega cartelloni pubblicitari, sei metri
per tre, che spuntano, da un giorno all’altro, come funghi. Sono tutti
rigorosamente abusivi e stanno ulteriormente danneggiando il paesaggio
urbano. Più si avvicinerà la data del 28 ottobre e più è prevedibile
che la situazione vada a peggiorare con manifesti non autorizzati che
invaderanno tutti gli spazi possibili e anche quelli impossibili. Un
toccasana per le agenzie pubblicitarie che durante le elezioni
potranno rimpinguare i loro guadagni, ma anche un ulteriore sfregio al
decoro cittadino, che già, a causa della spazzatura non brilla.
Il dirigente comunale della IV area, arch. Venerando Russo, conferma
la comparsa di nuovi impianti pubblicitari abusivi: «Sono in corso -
ci ha dichiarato - dei sopralluoghi e a breve saranno emesse le
relative ordinanze di rimozione con relativa denuncia anche per chi
espone».
Per mettere adeguatamente ordine nella jungla dell’impiantistica
pubblicitaria sarebbe necessario un apposito regolamento di cui il
comune di Giarre sinora non si è voluto dotare. Difficile sperare che
si inizi a provvedere adesso, un anno prima delle elezioni comunali.
A Giarre NO Muos
Anche Giarre dice no al MUOS, il sistema di telecomunicazione
satellitare ad altissima frequenza della marina militare statunitense
che si sta realizzando a Niscemi. Di questo sistema spaventano le onde
elettromagnetiche e i possibili danni alla salute. Altri impianti
analoghi sono stati realizzati dagli Usa in zone desertiche, quello di
Niscemi sta sorgendo in una zona di interesse naturalistico.
L’argomento è stato affrontato ieri, nel Teatro Verde di Macchia di
Giarre, nell’ambito della kermesse “No Muos: fra festa e protesta”.
Durante la manifestazione, sulla questione, tra vari interventi, sono
intervenuti anche alcuni sindaci, tra questi il sindaco di Giarre,
Teresa Sodano che ha affermato: «Giarre è disponibile a sostenere
questa battaglia, non sappiamo se anche noi potremo avere danni alla
salute, o se avrà problemi l’aviazione, la questione merita attenzione
anche dai comuni più lontani». Il sindaco di Niscemi, Francesco La
Rosa ha evidenziato che tutti i governi hanno avallato questo progetto
che prevede anche la realizzazione di opere pubbliche: strade, un
elisoccorso, anche posti di lavoro ma «quale compensazione si può dare
in cambio della salute o di una vita umana?» ha affermato la Rosa. Il
vicesindaco di Vittoria, Filippo Cavallaro, ha sottolineato come il
Muos non sia solo un radar per le comunicazioni ma sia mosso da una
politica bellica. L’assessore all’ambiente di Modica, Giovanni Spadaro
ha auspicato che tutti i comuni della Sicilia attenzionino il
problema: «Questa decisione – ha detto – non può passare sopra di
Primario vince causa contro Asp che dovrà, di conseguenza, riaprire reparto nell'ospedale
Il primario otorinolaringoiatra dott. Giovanni Gentile è stato reintegrato alla direzione dell’omonimo reparto di Giarre e l’Azienda sanitaria provinciale di Catania è stata condannata alle spese processuali e in più dovrà riaprire, nell’ospedale di Giarre, l’unità operativa complessa di otorinolaringoiatria che aveva chiuso.
Quest'ultima è la conseguenza del verdetto della camera di consiglio del Tribunale civile di Catania, sezione lavoro, del 30 agosto, già depositato e reso noto.
La vicenda nasce da una delibera di pensionamento anticipato emanata dall’Asp nei confronti del dott. Gentile, all’insaputa dello stesso medico, e senza il preavviso di sei mesi. Il dott. Gentile aveva quindi presentato, attraverso l’avv. Salvatore Buscemi, un ricorso d’urgenza presso il giudice del lavoro ottenendo, già a maggio, una prima ordinanza - disposta dal magistrato dott. Cristiana Delfa - che intimava all’Asp la riassegnazione del dott. Gentile a capo dell’unità operativa complessa di otorinolaringoiatria di Giarre e il pagamento delle spese processuali. L’Asp aveva quindi opposto reclamo, ma è stato rigettato dai giudici di appello con la sentenza n. 6828/2012.
A poco più di due mesi dalla prima ordinanza, lo stesso tribunale, in composizione collegiale (presidente dott. Adriana Puglisi, relatore dott. Rosario Cupri, componente dott. Antonella Balsamo), a seguito del ricorso presentato dall’Asp, ha decretato la nullità della delibera di pensionamento anticipato del primario, infliggendo e raddoppiando anche le spese di giudizio a carico dell’Azienda sanitaria.
Non si tratta solo di una controversia legale tra un’azienda pubblica e un dipendente: la sentenza, infatti, obbligherà l’Asp a riaprire l’unità operativa di otorinolaringoiatria nell’ospedale di Giarre che era stata chiusa dal giugno scorso subito dopo l’illegittimo pensionamento anticipato del primario. Oltre alla riassunzione del
dott. Gentile, questo comporterà anche la riassegnazione a Giarre del personale medico - che era stato dirottato ed accorpato all’omologo reparto nell’ospedale di Acireale - ed infermieristico, assegnato ad
La divisione di otorinolaringoiatria dell’ospedale di Giarre è stata sempre molto apprezzata dall’utenza a cui è parso incomprensibile privare il territorio di questo servizio e di queste risorse umane.
Una volta tanto, attraverso una sentenza, l’ospedale di Giarre potrà recuperare uno dei servizi di cui è stato depauperato.
La caldaia dell'ospedale è guasta, manca l'acqua calda in tutto il presidio
Dai rubinetti dell’ospedale “Sant’Isidoro e san Giovanni di Dio” di
Giarre esce solo acqua fredda, ed è inutile girare e rigirare la
manopola perché di acqua calda non ce n’è. Si tratta di un
inconveniente che va avanti già da qualche mese nel nosocomio di via
Forlanini, ma che, magari, con il caldo estivo, è stato più o meno
tollerato. Ma, appena è entrato il mese di settembre, si sono
abbassate le temperature e ci si avvia rapidamente alla stagione
autunnale, l’assenza dell’acqua calda è diventata più difficile da
A patire di più questo disagio sono i pazienti del nosocomio più
avanti negli anni, quelli che hanno bisogno di più cautela. Anche se
si parla spesso del depotenziamento dell’ospedale di Giarre, ai
pazienti sembra paradossale che nel nosocomio arrivi ormai a mancare
persino un servizio elementare come l’acqua calda. Tra l’altro,
qualche complicazione in più c’è anche per la sterilizzazione degli
strumenti chirurgici che non si può effettuare a Giarre e viene
effettuata ad Acireale. Ma almeno questo non comporta inconvenienti
per l’utenza come avviene, invece, per l’assenza dell’acqua calda.
Sulla questione abbiamo interpellato l’Azienda sanitaria provinciale
n°3 di Catania. L’Azienda ci ha spiegato che l’assenza dell’acqua
calda dipende da un guasto alla caldaia del presidio ospedaliero.
L’Azienda fa sapere di avere provveduto tempestivamente ad autorizzare
un intervento di riparazione ed è già stato ordinato un componente
nuovo da sostituire nella caldaia a quello che si è guastato. Si
tratta di componenti non immediatamente disponibili e che bisogna
mandare a ritirare e vi sono tempi tecnici di consegna. A questo si
deve aggiungere l’iter burocratico che in una pubblica amministrazione
si deve seguire per un intervento di manutenzione e per questo i tempi
della riparazione sono più lunghi rispetto ai normali tempi che
occorrono ad un privato per far riparare un guasto a una caldaia.
L’azienda sanitaria si scusa con l’utenza per il disagio e assicura
che la situazione sarà risolta al più presto.
Ato incontra ditte che sostituiranno l'Aimeri
Si aspettava un miglioramento nella raccolta dei rifiuti
differenziati, con l’arrivo dei nuovi mezzi, ma così non è stato e i
disservizi restano. Vi sono ancora molte strade piene di rifiuti,
altre dove non si effettuano ritiri da giorni e anche strade dove
invece il servizio funziona. Neanche all’Ato Joniambiente sanno
spiegare il permanere di questi disservizi dopo l’arrivo dei nuovi
veicoli industriali, ma non si resta con le mani in mano. Ieri il
dirigente dell’Ato Giulio Nido ha incontrato tre ditte che potrebbero
eseguire i servizi che l’Aimeri non effettua o non completa. Ogni
giorno l’Aimeri dovrebbe, infatti, completare la raccolta entro le 12,
se dopo quell’ora restano strade dove gli operatori non sono passati,
toccherà alle altre ditte completare il servizio. L’ing. Nido spiega:
«Ho incontrato le ditte che si sono dette disponibili ad effettuare i
servizi richiesti dall’Ato Joniambiente. Ai rappresentanti di queste
ditte ho esposto le nostre esigenze ed entro 48 ore faranno pervenire
all’Ato i preventivi stilati».
Sono sei le ditte che hanno manifestato all’Ato disponibilità a
svolgere questo servizio sostitutivo: tre hanno incontrato il
dirigente dell’Ato ieri e due lo incontreranno oggi. Delle tre di
ieri, una potrebbe effettuare solo lo spazzamento le altre due anche
la raccolta dei rifiuti differenziati mettendo a disposizione mezzi e
operai. La speranza è che i preventivi rendano economica questa
Sempre ieri l’Ato ha effettuato diversi sopralluoghi nel territorio.
«Abbiamo appurato - afferma l’ing.Nido - come, in diverse aree
comunali, i previsti servizi non sono stati ultimati e ho diffidato la
ditta Aimeri a voler completare entro 48 ore. In caso contrario
procederemo con interventi sostituiti e con oneri a carico dell’Aimeri
Vedendo la situazione in cui versano parecchie strade viene da
chiedersi se davvero i rifiuti differenziati vengono poi realmente
conferiti nei vari siti di stoccaggio o se, invece, finisce poi tutto
il discarica. «Nei quindici giorni di luglio di avvio del servizio –
risponde l’ing. Nido – abbiamo registrato un aumento del 7% dei
rifiuti differenziati e una diminuzione di 300 tonnellate di rifiuti
in discarica. Prima la differenziata era al 2%».
Il 7% in quindici giorni proiettato sull’intero mese è il 14% di
differenziata. Certo, si attendevano numero più alti ma almeno
sappiamo che non è del tutto vano lo sforzo dei cittadini e bisogna
quindi continuare a differenziare.
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