Source: http://www.noiconciliatori.it/Domande-frequenti.htm
Timestamp: 2018-01-23 17:52:45+00:00
Document Index: 74509417

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 17', 'art.76']

Domande frequenti nell'ambito della Mediazione obbligatoria, facoltativa e nella negoziazione.
A tal fine il mediatore guida la negoziazione e orienta le parti verso la ricerca di accordi reciprocamente soddisfacenti che consentano di evitare l’insorgere della controversia. Se le parti raggiungono una soluzione, esse sottoscrivono un accordo che ha valore di titolo esecutivo. Se, invece, non riescono a comporre il conflitto, esse possono abbandonare il procedimento in qualsiasi momento ed avviare ogni iniziativa, anche in sede giudiziaria, al fine di tutelare i propri interessi.
Quale è la differenza tra mediazione ed arbitrato?
La mediazione è la procedura in cui un terzo neutrale ed imparziale (il mediatore) facilita il dialogo tra le parti con il fine di raggiungere un accordo. Il mediatore quindi non esprime alcuna opinione e non emette nessuna decisione in ordine all´oggetto della disputa. Nell´arbitrato, invece, il terzo imparziale viene chiamato ad emettere una vera e propria decisione (quindi, in definitiva, giudica).
a) La rapidità: mentre la durata media di un giudizio civile ordinario si protrae per anni, il procedimento di mediazione può risolversi in una sola seduta e, in ogni caso, non supera i tre mesi.
b) La “creatività”: l’accordo tra le parti può avere ad oggetto anche beni ed interessi diversi e più ampi di quelli che potrebbero essere oggetto della sentenza del Giudice. Nell’ambito del procedimento di mediazione, infatti, le parti hanno l’opportunità di esprimere la loro posizione e di decidere così la portata del loro accordo e le modalità di composizione delle rispettive posizioni.
c) La riservatezza:nulla di ciò che emerge dalle udienze di mediazione può essere rivelato dal mediatore, dalle parti o da loro eventuali consulenti; di ciò non potrà essere messo a conoscenza nemmeno il Giudice nel caso in cui la mediazione non abbia esito positivo.
d) Il contenimento dei costi: le spese di mediazione (comprensive degli onorari del mediatore) hanno un costo fisso e predeterminato; nulla è dovuto a titolo di tasse giudiziarie o altri costi aggiuntivi.
e) I vantaggi fiscali: alle parti che attiveranno un tentativo di mediazione è riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’indennità pagata fino ad € 500,00. Inoltre il verbale di conciliazione è esente da imposta di registro e di bollo fino ad un valore di € 50.000,00.
In base all´art. 2 del d.lg. 28/2010 chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili.
L’obbligatorietà della mediazione preclude la concessione di provvedimenti d’urgenza?
No, le parti possono, prima dello svolgimento della mediazione, richiedere al Giudice l’emanazione di provvedimenti urgenti e cautelari così come la trascrizione della domanda giudiziale.
Si. Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell´istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le stesse a procedere alla mediazione.
Quale disciplina si applica al processo di mediazione?
Secondo l´art. 3 d.lg. 28/2010, al procedimento di mediazione si applica il regolamento dell´organismo scelto dalle parti. 101Mediatori ha adottato un regolamento in linea con le norme di legge e con le direttive applicabili in materia, garantendo pienamente la riservatezza dell’intero procedimento, nonché modalità di nomina del mediatore che ne garantiscano l´imparzialità e l´idoneità al corretto e sollecito espletamento dell´incarico e la massima rapidità di conclusione.
Come si propone la domanda di mediazione?
Per avviare un procedimento di mediazione con il nostro Organismo è sufficiente compilare il modulo on line reperibile sul sito.
Chi partecipa all´incontro con il mediatore?
È fondamentale che partecipino le parti personalmente, assistite dai loro avvocati. Con il consenso delle parti e del mediatore, possono essere ammesse altri soggetti (come ad esempio i periti, un parente o coniuge, ecc.) la cui presenza sia ritenuta necessaria o opportuna ai fini della risoluzione della questione.
Agli incontri dinanzi al mediatore bisogna obbligatoriamente presentarsi con un avvocato?
Si è obbligatorio. Agli incontri dinanzi al mediatore, la parte deve farsi rappresentare e accompagnare da un avvocato.
Posso delegare un’altra persona a seguire la mediazione?
Ove la parte decida di delegare qualcuno a rappresentarla, è indispensabile che il mediatore e l’organismo sia messo nella situazione di poter verificare se il rappresentante sia investito del potere di rappresentanza e del potere di transigere, fare concessioni o definire in via conciliativa la controversia.
Cosa succede nel caso in cui l´altra parte non aderisca al procedimento di mediazione?
In questo caso la segreteria di Noi Conciliatori consegnerà all’istante il verbale di mancata comparizione; tale verbale dovrà essere allegato all´atto di citazione o al ricorso. Si precisa che dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova a favore della parte.
All´atto del conferimento dell´incarico, l´avvocato è tenuto a informare, chiaramente e per iscritto, l´assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione, delle relative agevolazioni fiscali, dei casi in cui l´esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l´avvocato e l´assistito è annullabile. Il documento che contiene l´informazione è sottoscritto dall´assistito e deve essere allegato all´atto introduttivo dell´eventuale giudizio.
All´atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell´Organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all´altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante. Nella data su comunicata, vi sarà una primo incontro informativo con tutte le parti coinvolte e il Mediatore. Seguiranno, se le parti lo vorranno, degli incontri successivi. Mediamente il primo incontro dura circa 1-2 ore, quindi è suggerito, per il buon esito della mediazione, che le parti coinvolte non prendano ulteriori impegni per l’orario fissato.
Quale è la durata massima del procedimento di mediazione?
Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a tre mesi, prorogabili dalle parti. Il termine di cui sopra decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa; tale termine non è soggetto a sospensione feriale.
Il mediatore, così come stabilito dal D.M. 180/2010, è un soggetto che deve possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale o, in alternativa, deve essere iscritto ad un ordine professionale.
E´ inoltre in possesso di una specifica formazione di almeno 50 ore su materie quali ad esempio la normativa in materia di mediazione e conciliazione, la metodologia delle procedure di negoziazione e le relative tecniche di gestione del conflitto e di interazione comunicativa.
Il mediatore non è né un giudice, né un semplice arbitro, ma deve svolgere il compito di "facilitatore" nel raggiungimento di un accordo tra le parti.
Che differenza c´è tra mediazione e conciliazione?
La Corte Costituzionale aveva dichiarato l´ilegittimità costituzionale del DLGS del 4 marzo 2010 n. 28 nella parte in cui prevedeva il carattere obbligatorio della mediazione (v. articolo pubblicato).
La mediazione è ritornata obbligatoria nel 2013 con il D.L. 21/6/2013 n. 69 nelle materie di cui all´art. 5 che riportiamo di seguito.
- Diritti reali: proprietà, usufrutto, servitù…
- Divisione: comproprietà, comunione tra coniugi…
- Contratti assicurativi, contratti bancari, contratti finanziari
- Comodato (prestito di beni a titolo gratuito)
- Risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria
- Risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo
Se voglio separarmi dal coniuge devo tentare prima la mediazione?
No, la mediazione non deve e non può essere richiesta in caso di separazioni e divorzi e neppure in controversie di lavoro e diritto previdenziale.
La domanda di mediazione si presenta all´organismo di conciliazione del luogo dove si trova il giudice territorialmente competente per le cause di merito.
Nel caso di domande presentate presso due organismi diversi verrà data priorità a quella depositata per prima; in tal caso farà fede la data del deposito dell´istanza.
No, se il procedimento della mediazione è già iniziato non può essere interrotto in qualunque momento ma deve comunque concludersi con un verbale redatto dal mediatore, a prescindere dall´esito della mediazione.
Come avviene il procedimento di mediazione?
L´organismo designa il mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre 30 giorni dal deposito della domanda.
Al primo incontro il mediatore illustra in cosa consiste la mediazione e invita le parti ed esprimersi sulla loro volontà di continuare la mediazione.
In caso negativo redige il verbale di mancato accordo. In questo caso nessun compenso è dovuto né all´organismo di mediazione, né al mediatore.
La mediazione si svolge presso la sede operativa dell´organismo di conciliazione scelto per il procedimento.
Chi sceglie l´organismo di conciliazione?
L´organismo di conciliazione può essere scelto dalle parti di comune accordo oppure, se le parti hanno inoltrato separatamente le istanze a due organismi diversi, viene individuato in base alla priorità di presentazione delle istanze stesse; in altre parole la mediazione si svolgerà presso l´organismo di conciliazione a cui è stata presentata la prima domanda in ordine di tempo.
Come viene scelto il mediatore dall´organismo di conciliazione?
Il mediatore viene scelto dall´organismo di conciliazione secondo criteri stabiliti dal proprio regolamento interno che, nella maggior parte dei casi, sono ispirati dal principio della ´rotazione´ e/o della ´competenza´ per materia.
Si, il mediatore può essere indicato dalle parti ma solo su decisione congiunta. In altre parole le parti possono scegliere un organismo di mediazione e nel contempo indicare uno specifico mediatore operante al suo interno solo di comune accordo; in questo modo viene garantita l´imparzialità del mediatore rispetto alla controversia.
E´ obbligatoria la presenza dell´avvocato alla mediazione?
Si, con le modifiche apportate dal D.L. n. 69/2013, l´assistenza del legale è obbligatoria per tutta la durata della mediazione.
No, la mediazione si svolge in forma strettamente privata ed in più il mediatore, oltre al dovere di imparzialità, ha l´obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese ed alle informazioni acquisite dalle parti durante tutto il procedimento.
Si, ma anche in questo caso vale l´obbligo di riservatezza nel senso che tutto quello che ciascuna parte riferirà al mediatore sarà coperto dal più assoluto riserbo; il mediatore potrà riferire solo ed esclusivamente ciò che ciascuna parte vorrà far sapere all´altra.
E se la controparte non intende partecipare al procedimento di mediazione?
La controparte può non presentarsi al primo incontro, oppure puà aderire ma dichiarare la volontà di non proseguire nella mediazione (senza costi aggiuntivi). L´organismo redigerà in ogni caso il verbale in cui si attesta la mancata partecipazione o la volontà della controparte di non voler proseguire.
Se la mediazione ha esito positivo e le parti raggiungono un accordo, il mediatore forma processo verbale al quale viene allegato il testo dell´accordo, redatto dalle parti stesse dai loro avvocati che lo devono sottoscrivere e devono attestare che esso è conforme alla normativa vigente e all´ordine pubblico.
E se non si arriva ad un accordo?
Se le parti non raggiungono un accordo, il mediatore può (senza alcun obbligo) formulare di sua iniziativa una proposta di mediazione, che viene comunicata alle parti.
In entrambi i casi le parti possono decidere se accettare o meno la proposta del mediatore; in caso di non raggiungimento della conciliazione il mediatore redigerà un verbale di fallita conciliazione, utile per il successivo giudizio.
Oltre alle spese fisse di avvio della mediazione, stabilite in € 40,00 per ciascuna parte, il Ministero ha stabilito una tabella delle indennità in base al valore presunto della controversia; tale indennità può essere aumentata o diminuita in base a particolari situazioni alcune delle quali sono note a priori mentre altre dipendono dall´andamento della mediazione.
Si tenga presente che, se le parti (o anche una sola di esse) decidono di non proseguire con la mediazione, non è dovuto alcun compenso all´organismo e al mediatore ma solo l´indennità.
Per avere un´idea dei costi dell´intero procedimento in base al valore della controversia e sui fattori che comportano un aumento o una riduzione dei costi è disponibile questa utility gratuita
Vi è anzi un caso in cui le spese legali non ´seguono la soccombenza´ come solitamente avviene; questo si verifica quando una delle parti che ha rifiutato la proposta del mediatore intenta la causa (parte attrice) risulta aver ragione e la vince, ma la sentenza ripropone la stessa proposta formulata dal mediatore.
In questo caso la parte attrice non soltanto non ottiene il rimborso delle proprie spese legali, pur avendo vinto, ma deve pagare anche quelle del convenuto che ha perso la causa ed in più il giudice la condanna al versamento di un´ulteriore somma corrispondente al contributo unificato dovuto.
Le spese della mediazione sono detraibili fiscalmente?
Non esiste una vera e propria detraibilità delle spese di mediazione ma, in base all´art. 17, tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall´imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
Inoltre, il verbale di accordo è esente dall´imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro; viceversa l´imposta è dovuta solo per la parte eccedente.
Posso avvalermi della mediazione con il gratuito patrocinio?
Si, ma solo per le materie obbligatorie e, naturalmente, se si hanno i requisiti di reddito per essere ammessi al gratuito patrocinio (in questo caso all´organismo di conciliazione non è dovuta alcuna indennità).
Per richiedere la mediazione con il patrocinio dello Stato la parte che presenta la domanda è tenuta a depositare presso l´Organismo di Conciliazione apposita dichiarazione sostitutiva dell´atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata anche dal mediatore designato.
Il limite di reddito previsto dall´art.76 dell D.P.R. n.115/2002 è di Euro 11.528,41 (reddito imponibile ai fini dell´imposta personale sul reddito, risultante dall´ultima dichiarazione).
Se l´interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia.
Posso farmi assistere da un legale con il gratuito patrocinio?
No, l´attuale legislazione non prevede questa possibilità; le spese coperte dal gratuito patrocinio si limitano all´indennità dovuta all´organismo di conciliazione, mentre l´onorario dell´avvocato che assiste il cliente durante la mediazione dovrà essere corrisposto a parte.