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Timestamp: 2019-11-13 04:36:01+00:00
Document Index: 81986522

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 2901', 'art 2901', 'art 524', 'art 2900', 'art 2901', 'sentenza ', 'art 551', 'art 551', 'art 2901']

Rinuncia all azione di riduzione | Atto di acquiescenza | Art 2901 cc | APF
Con sentenza non definitiva, decisa in Camera di Consiglio il 9.4.2018 e pubblicata il 30.6.18, il Tribunale di Rimini ha affermato l’esperibilità dell’azione revocatoria ex art 2901 cc. da parte del creditore nei riguardi dell’atto di rinuncia dall’azione di riduzione posto in essere dal debitore ed altresì l’esperibilità dell’azione surrogatoria, esperita cumulativamente.
La società Alfa ha convenuto quindi in giudizio Tizio e gli eredi affinché fosse dichiarata l’inefficacia ex art 2901 cc dell’atto di rinunzia all’azione di riduzione e dell’atto di acquiescenza alle disposizioni testamentarie. Conseguenzialmente, la società Alfa ha esercitato, in via surrogatoria, l’azione di riduzione, chiedendo l’accertamento della lesione della quota di legittima spettante a Tizio e, per l’effetto, la reintegrazione della predetta quota.
Il debitore Tizio, convenuto principale, non si era costituito. Degli altri coeredi si era costituito solo il fratello Sempronio, il quale aveva eccepito che la creditrice Alfa avrebbe dovuto proporre azione ex art 524 cc (impugnazione all’eredità da parte dei creditori) ed altresì l’inammissibilità dell’azione proposta, in quanto nel caso non era configurabile l’inerzia del debitore, ex art 2900 cc, avendo Tizio compiuto un atto, quale la rinunzia all’azione di riduzione.
Il Collegio, prima di decidere sulle istanze istruttorie della società creditrice (che aveva chiesto una consulenza tecnica per accertare la consistenza dell’asse ereditario), tratteneva la causa in decisione sulla questione preliminare in diritto, relativa all’inammissibilità o meno dell’azione revocatoria ex art 2901 cc nei riguardi di un atto abdicativo quale la rinunzia all’azione di riduzione, nonché della collegata, ulteriore questione relativa all’ammissibilità dell’azione surrogatoria in presenza di un comportamento ‘attivo’ del debitore.
In tal senso si è espressa la sentenza della Corte di Cassazione n. 1996/16, ma - ha osservato il Tribunale - nella fattispecie all’esame della Corte tuttavia il debitore aveva ricevuto un legato in sostituzione di legittima ed il Giudice d’appello aveva ritenuto che il creditore non potesse sostituirsi ad esso nell’esercizio della facoltà di rinuncia ai sensi dell’art 551, primo co., cc.
“mentre, quindi, nell’ipotesi del legittimario pretermesso, l’assenza di iniziativa dell’erede debitore può assumere rilievo di inerzia, tale da fondare l’esperimento dell’azione surrogatoria, nella fattispecie di cui all’art 551 cc le conseguenze giuridiche del mancato esercizio del potere di rinuncia spettante all’istituto sono espressamente previste dalla legge e non implicano alcuna trascuratezza nell’esercizio dei suoi diritti, quanto un atto volitivo gestorio del rapporto successorio e quindi del proprio patrimonio, tale da escludere l’ammissibilità dell’azione surrogatoria”.
A tal proposito è necessario verificare se tale rinuncia integri un atto di disposizione del patrimonio ai sensi dell’art 2901 cc.