Source: https://www.miaconsulenza.it/diritto-civile/diritto-civile/6-targa-clonata-che-fare
Timestamp: 2020-07-09 05:39:30+00:00
Document Index: 119105820

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Targa clonata: che fare?
Venerdì, 30 Giugno 2017 18:10
La falsificazione di una targa
La falsificazione di una targa può far scattare un illecito amministrativo o un reato.
Accade sempre più frequentemente che un cittadino si veda recapitare verbali di contestazione ad infrazioni alle norme del Codice della Strada o, ancor più gravemente, che venga fatto oggetto di richieste di risarcimento da compagnie assicurative, senza essere mai stato -effettivamente- in un determinato luogo o essere incorso in un fantomatico sinistro stradale.
Il sig. Rossi riceve una lettera raccomandata proveniente dal centro di rilevazioni infrazioni di una determinata zona a traffico limitato, ove risulta che l’autovettura targata XY a lui intestata ha effettuato un transito non autorizzato, in un determinato momento e giorno.
Il Sig. Rossi, che non è mai stato alla guida dell’autovettura in questione nella località indicata nel verbale di contestazione, si rende conto che qualcuno sta utilizzando abusivamente la targa della sua autovettura.
E’ bene sapere che il Codice della Strada, oltre a prevedere sanzioni amministrative, si estende anche alla sfera penale in questa delicata materia.
Nello specifico, l’art. 100 del nuovo Codice della Strada decreto Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni sancisce:
chiunque circola con un veicolo munito di targa non propria o contraffatta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.988 ad euro 7.953.
chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del codice penale.
Ma allora: cosa fare?
L’utente della strada che si trovi in una situazione simile deve, senza indugio, effettuare i primi accertamenti a lui possibili.
1) acquisire il fotogramma acquisito dal sistema automatico di rilevazione delle infrazioni, al fine di constatare l’effettiva alterazione della targa,
2) denunciare prontamente l’accaduto ad un ufficio di polizia che attiverà le indagini del caso,
3) sulla scorta della denuncia sporta, redigere il ricorso per l’annullamento della sanzione irrogata.
Qui sotto la norma per esteso.
Art. 100. Targhe di immatricolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi
Art. 100. Targhe di immatricolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi.
3-bis. Le targhe di cui ai commi 1, 2 e 3 sono personali, non possono essere abbinate contemporaneamente a più di un veicolo e sono trattenute dal titolare in caso di trasferimento di proprietà, costituzione di usufrutto, stipulazione di locazione con facoltà di acquisto, esportazione all'estero e cessazione o sospensione dalla circolazione. (5)
4. I carrelli appendice, quando sono agganciati ad una motrice, devono essere muniti posteriormente di una targa ripetitrice dei dati di immatricolazione della motrice stessa. (6) (7).
6. Abrogato (1)
7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri di definizione delle targhe di immatricolazione, ripetitrici e di riconoscimento.(1)
8. Ferma restando la sequenza alfanumerica fissata dal regolamento, l'intestatario della carta di circolazione può chiedere, per le targhe di cui ai commi 1 e 2, ai costi fissati con il decreto di cui all'articolo 101, comma 1, e con le modalità stabilite dal Dipartimento per i trasporti terrestri, una specifica combinazione alfanumerica. Il competente Ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, dopo avere verificato che la combinazione richiesta non sia stata già utilizzata, immatricola il veicolo e rilascia la carta di circolazione. Alla consegna delle targhe provvede direttamente l'Istituto Poligrafico dello Stato nel termine di trenta giorni dal rilascio della carta di circolazione. Durante tale periodo è consentita la circolazione ai sensi dell'articolo 102, comma 3. (2)
11. Chiunque viola le disposizioni dei commi commi 1, 2, 3, 4 e 9, lett. b) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 ad euro 335. (3)
12. Chiunque circola con un veicolo munito di targa non propria o contraffatta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.988 ad euro 7.953 (4).
13. Chiunque viola le disposizioni dei commi 5 e 10 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 ad euro 99. (4)
15. Dalle violazioni di cui ai commi precedenti deriva la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della targa non rispondente ai requisiti indicati. Alle violazioni di cui al commi 11 e 12 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. La durata del fermo amministrativo è di tre mesi, salvo nei casi in cui tale sanzione accessoria è applicata a seguito del ritiro della targa. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. (4) (6)
(1) Così modificato dall'art. 4, D.P.R. 24 nov. 2001 n.474
(2) Comma sostituito dall'art. 4 del d. legisl. 15 gennaio 2002 n.9.
(3) Comma modificato dall'art. 4 del d. legisl. 15 gennaio 2002 n. 9.
(4) Così modificato dall'art. 21, D. Legisl. 30 dic. 1999 n. 507.
(5) Comma introdotto dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.). La norma sarà operativa dopo sei mesi dall'adozione del Regolamento attuativo, da emanare entro 12 mesi dalla entrata in vigore della legge cit.
(6) Comma modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).
(7) Art. 11 comma 7 e 8 legge 29 luglio 2010, n. 120:" Il Governo, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a modificare il regolamento nel senso di prevedere la disciplina di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 100 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato dal comma 2, lettera b), del presente articolo, con particolare riferimento alla definizione delle caratteristiche costruttive, dimensionali, fotometriche, cromatiche e di leggibilità delle targhe dei rimorchi degli autoveicoli, tali da renderle conformi a quelle delle targhe di immatricolazione posteriori degli autoveicoli.
8. Le disposizioni del comma 4 dell'articolo 100 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato dal comma 2, lettera b), del presente articolo, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore delle modifiche del regolamento di cui al comma 7, e comunque ai soli rimorchi immatricolati dopo tale data. E' fatta salva la possibilità di immatricolare nuovamente i rimorchi immessi in circolazione prima della data di cui al periodo precedente.
Qui una sentenza della Cassazione sul tema
Corte di Cassazione, Sezione 5 penale
Sentenza 18 giugno 2015, n. 25766 Con la sentenza in epigrafe la Corte d'appello di Milano ha confermato la sentenza emessa in data 19 settembre 2013 dal Tribunale di Corno, appellata da (OMISSIS), dichiarato responsabile del delitto di falsificazione in certificazione amministrativa, per aver modificato con segni neri la targa della propria autovettura in modo tale da far apparire al posto dei numeri 5, che si ripetevano nel documento, i numeri 6, cosi' che il numero di targa originale non poteva esser rilevato dagli apparati automatici per il controllo di velocita' in autostrada, fatto commesso intorno al (OMISSIS). Propone ricorso per cassazione l'imputato, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione sul ricorrere di falsificazione penalmente rilevante, atteso che sarebbe stata realizzata una temporanea e rimovibile modificazione dei dati della targa originale, non ritenuta passibile di sanzione penale dalla giurisprudenza di questa Corte. In ogni caso si tratterebbe di falso grossolano. Osserva il Collegio che il ricorso non puo' essere accolto. La Corte di merito ha adeguatamente inquadrato la situazione con idonea motivazione in fatto e diritto.
Correttamente e' stata esclusa la grossolanita' del falso, perche’ come ben ha osservato la Corte territoriale. l'alterazione della targa ha reso necessari piu’ accertamenti della Polizia Stradale e non sarebbe stata riscontrabile da chiunque ad un esame superficiale. E' lo stesso imputato che afferma in ricorso che avrebbe realizzato la falsificazione mediante l'apposizione di strisce di nastro adesivo nero per trasformare i "5" in "6" nella targa del suo veicolo al fine di non consentire l'individuazione dell'autovettura da parte degli apparati di controllo della velocita' in autostrada nel corso del lungo viaggio che aveva intrapreso per recarsi in Calabria in vacanza. La targa quindi non sarebbe stata imbrattata o in altro modo temporaneamente coperta, ma volontariamente alterata per ricondurre il veicolo ad un diverso numero di immatricolazione.
Al proposito la giurisprudenza della Corte, alla quale il Collegio ritiene di dover aderire, ha rilevato che le ipotesi previste dall'articolo 100 del Codice della strada ai commi 12 e 14 si distinguono in quanto la prima disposizione sanziona in via amministrativa (Sez. V, n. 9424 del 3/2/2012, Saponette) l'atto di circolazione con veicolo munito di targa non propria o contraffatta, laddove non sia contestata all'agente la contraffazione, mentre la seconda, con il riferimento alle disposizioni del codice penale, articoli 477 e 482 c.p., come contestato nella specie, sanziona la contraffazione della targa quale certificazione amministrativa dei dati di immatricolazione del veicolo.
Nel caso di specie, come visto, e' pacifico che lo (OMISSIS) aveva provveduto alla modificazione della sequenza numerica della targa della sua autovettura al fine specifico di porla in circolazione con i dati di identificazione alterati (cfr. Sez. 5, n. 46326 del 6/11/2007, Cappello), ne' rileva, a concedere che l'alterazione fosse avvenuta come sostenuto dal ricorrente, che con ulteriore intervento dell'agente si sarebbe potuto ripristinare l'originaria apparenza del documento, laddove quel che rileva e' la formazione di una durevole, quand'anche non definitiva, falsa realta' documentale utilizzata per la messa in circolazione del veicolo senza possibilita' di puntuale identificazione. Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.
P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Letto 4505 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 19:13
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