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Timestamp: 2019-11-20 01:05:30+00:00
Document Index: 117817757

Matched Legal Cases: ['art. 408', 'art 409', 'art. 127', 'art. 408', 'art. 409', 'art. 50', 'art. 111', 'art. 409']

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Archive for the ‘scilipoti’ Category
Troppo breve il termine, per la persona offesa, per opporsi alla richiesta di archiviazione.Urge l’esame e approvazione del disegno di legge da 2 anni in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
Posted by Roberto Di Napoli su 27 giugno 2012
Due anni fa, parlando con amici -colleghi professionisti ed imprenditori che, da anni, come me, si occupano di difesa dall’usura e dagli abusi bancari- di alcune anomalie o lacune normative concordammo su alcune auspicabili modifiche che potrebbero scongiurare o alleviare i danni causati da decreti ingiuntivi ottenuti da banche per crediti che, all’esito dell’eventuale giudizio di accertamento, si rivelano inferiori a quanto vantato (se non proprio insussistenti) o da ingiuste segnalazioni alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.
Ricordai, inoltre, le difficoltà che le persone offese o i loro difensori, in ogni procedimento penale per qualsivoglia reato, incontrano nel momento in cui ritengano di opporsi all’eventuale richiesta di archiviazione formulata dal P.M. .
1: la norma di cui all’art. 408 cod. proc. pen. prevede che nel termine di 10 giorni dalla notifica della richiesta di archiviazione, la persona offesa ha facoltà di prendere visione degli atti e presentare opposizione al GIP; tale disposizione, però, a differenza dell’art 409, secondo comma, c.p.p. che dispone che, fino all’udienza camerale davanti al GIP (dunque, una volta che questa sia fissata in seguito a rituale opposizione) gli atti sono depositati presso la cancelleria con facoltà anche di estrarre copia (“Fino al giorno dell’udienza gli atti restano depositati in cancelleria con facoltà del difensore di estrarne copia“), per una possibile lacuna del legislatore del 1988 (?), disporrebbe, nella sua formulazione letterale, solo che si può prendere visione e non anche estrarre copia. E’ evidente, tuttavia, che al fine di un’efficiente difesa, nella maggior parte dei casi, non è possibile limitarsi a prendere visione in una scomoda (se non anche chiassosa) segreteria del P.M. ma sarebbe necessario estrarre copia degli atti al fine di esaminarli. In varie Procure della Repubblica, a dire il vero, è consentita la richiesta di copie; in altre, invece, è negata.
2: il termine di dieci giorni, a maggior ragione se si considera la suddetta, incomprensibile impossibilità di avere copia degli atti, è, di certo, troppo breve per consentire un’efficiente e serena difesa. Entro tale termine, tra l’altro, la persona offesa dovrebbe (oltre che trovare un difensore nel caso in cui voglia avvalersene): esaminare o far visionare gli atti (in Procura, ovviamente, se non si è consentito avere copia); redigere (o far redigere) l’atto di opposizione con indicazione specifica dei motivi di opposizione e delle ulteriori indagini che si richiedono nonchè, ovviamente, depositare l’atto.
3: l’ordinanza con la quale, in seguito alla discussione nell’eventuale udienza camerale, si dispone l’archiviazione è ricorribile in Cassazione solo nei casi di nullità di cui all’art. 127, quinto comma, cod. proc. pen.
Esposte ad un deputato (On. Scilipoti) le opportune modifiche e apprezzata la sua sensibilità, coordinai un gruppo di lavoro e, dopo qualche giorno, presentammo una bozza di proposta. Il disegno di legge avrebbe previsto, in caso di notifica di richiesta di archiviazione, l’aggiunta della facoltà di estrarre copie da parte della persona offesa; la modifica dell’art. 408 c.p.p. e del termine per potere presentare opposizione alla richiesta di archiviazione con conseguente innalzamento degli attuali 10 giorni a 30; la modifica dell’art. 409, ultimo comma, con conseguente possibilità di proporre ricorso in Cassazione avverso l’eventuale ordinanza di archiviazione.
I disegni di legge, firmati da vari deputati (primo firmatario: Scilipoti), furono presentati ed assegnati alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ma, dal 3 Giugno 2010 ad ora, mai sono stati esaminati o discussi (cliccare qui per leggere il testo del pdl 3523 per la modifica dell’art. 50 Testo Unico Bancario e qui per leggere il testo della proposta n. 3526 in materia di modifiche alle norme in materia di opposizione alla richiesta di archiviazione).
Credo si tratti di modifiche necessarie ed opportune al fine di salvaguardare ogni diritto ed interesse delle persone offese da qualsivoglia reato che, nel ristretto termine di 10 giorni, con grandissime difficoltà riescono a proporre un’effettiva difesa al fine di opporsi alla richiesta di archiviazione, tanto più se non possono nemmeno avere copia degli atti a causa di una disposizione, secondo me, irragionevole, incompatibile col principio del giusto processo di cui all’art. 111 Cost, oltre che contraddittoria dal momento che l’art. 409, secondo comma, già consentirebbe di estrarre copia degli atti prima dell’udienza dinanzi al GIP.
Spero, quindi, che tutti gli altri parlamentari -di ogni schieramento- comprendano l’opportunità delle suddette modifiche e accelerino l’iter in Commissione Giustizia al fine di giungere ad una rapida approvazione.
Riporto il link del post relativo ad alcune importanti modifiche proposte e fatte approvare dall’efficiente on. Rita Bernardini in seguito ad alcuni miei suggerimenti e confluite nella legge 3/2012 (cliccare qui)
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Al lago di Piediluco (Terni) un interessante incontro sull’usura bancaria e sul ruolo dello Stato (a tutela del cittadino?)
Posted by Roberto Di Napoli su 1 giugno 2011
Sono stato lieto di essere stato invitato, quale relatore, ad un interessante convegno sull'usura bancaria organizzato sabato scorso 28 Maggio nella splendida cornice del paesaggio umbro del Lago di Piediluco (Terni).
Molto approfondita l'analisi di Gianni Correggiari, vice segretario Nazionale di Forza Nuova, che ha esposto le problematiche legate alla sovranità monetaria, e del collega avv. Antonio Pimpini che ha parlato del signoraggio e delle conseguenze sull'indebitamento pubblico ricordando anche alcune sentenze in materia. Nel corso del mio intervento, ringraziando, tra l'altro, gli organizzatori per avere anche "ospitato" in sala la III edizione del mio libro "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", Maggioli, 2010, ho cercato di ricordare a chi non ne avesse mai sentito parlare gli effetti nefasti per l'imprenditore, consumatore ma, in generale, per l'economia del Paese, dei vizi bancari; quali siano su un'apertura di credito gli effetti della capitalizzazione degli interessi; i paradossi delle azioni giudiziarie od esecutive volte alla pretesa di somme non dovute; gli strumenti per difendersi e le difficoltà pratiche dovute, spesso, sia ai conflitti di interesse che a provvedimenti normativi "ideati", come avvenuto recentemente, da una classe politica che non sempre si è rivelata, in materia di abusi bancari, rispettosa di quanto stabilito dai giudici in oltre un decennio nè, tantomeno, sensibile alle esigenze dei più deboli e, in generale, dei cittadini.
Particolarmente interessanti, poi, le testimonianze di Manuela Tenti, Presidente dell'associazione Ci.co.ar, che ha ricordato le sofferenze e, perfino, i suicidi di persone disperate a causa dell'usura bancaria, di Martino Morsello, imprenditore di Marsala e padre di Antonella -che ha introdotto il convegno- che ha raccontato la storia e l'odissea giudiziaria di cui ha raccontato essere stata vittima la sua impresa e di Andrea Rossi, imprenditore. L'incontro, che è stato integralmente registrato da Radio Radicale dal cui sito può essere ascoltato integralmente, si è concluso nel pomeriggio dopo avere dato spazio a domande e interventi dei partecipanti.
La notizia del convegno è stata riportata anche su Il Giornale del 27 Maggio 2011 (pg. 10) e su Il corriere dell'Umbria del 1° Giugno 2011.
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