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Timestamp: 2020-08-05 01:09:52+00:00
Document Index: 65036352

Matched Legal Cases: ['art 1127', 'art. 1127', 'art. 1120', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1127']

Aspetto architettonico della costruzione e sopraelevazione ex art 1127 cc (Proprietà e diritti reali) - GuideLegali.it
Cass. civ. Sez. II, 24-04-2013, n. 10048
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La nozione di aspetto architettonico della costruzione sopra l'ultimo piano dell'edificio, di cui all'art. 1127 c.c. non coincide affatto con quella più restrittiva di decoro contemplata dall'art. 1120 c.c. L'intervento edificatorio, affinché possa ritenersi ammissibile, deve essere, pertanto, decoroso rispetto allo stile dell'edificio e non deve rappresentare una rilevante disarmonia rispetto al preesistente complesso, tale da pregiudicarne le originarie linee architettoniche, alterandone la fisionomia e la peculiarità impressa dal progettista. In tal senso si rivela incongrua la pronuncia del Giudice del merito che dopo aver affermato che la costruzione sopra l'ultimo piano ha alterato il decoro architettonico dell'edificio, ha poi incoerentemente ritenuto il manufatto compatibile con l'aspetto architettonico della costruzione.
Il tribunale di Udine con sentenza n. 968/2004, in accoglimento della domanda posposta dal Condominio (OMISSIS), condannava il convenuto, il condomino C.A., alla demolizione del corpo di fabbrica che egli aveva realizzato sulla terrazza del proprio appartamento sito all'ultimo piano dell'edificio condominiale, nonchè al risarcimenti dei danni.
La sentenza veniva appellata dal C. che ne chiedeva la riforma deducendo che l'opera in questione, era stata autorizzata dall'assemblea del condominio e che inoltre essa non aveva comportato alcun pregiudizio all'equilibrio estetico e geometrico - come ritenuto dal tribunale - dell'edificio condominiale. Resisteva il Condominio e l'adita Corte d'Appello di Trieste con sentenza n. 101/06 depositata in data 27.02.2006, accoglieva il proposto gravame del C. rigettando, per l'effetto, la domanda formulata dal condominio. Riteneva la corte che la domanda da prendere in esame era solo quella relativa all'asserita modifica dell'aspetto architettonico dell'edificio e non anche quella riguardante il preteso depauperamento - in danno degli altri condomini - della residua cubatura afferente l'intero edificio condominiale, trattandosi di domanda in precedenza mai ritualmente formulata. Dopo aver distinto l'aspetto architettonico dal decoro arcitettonico, riteneva poi che la nuova struttura realizzata dal C. sulla sua terrazza, pur se aveva comportato una inevitabile alterazione delle linee e della struttura caratterizzanti l'insieme dell'edificio, ne aveva però senz'altro rispettato lo stile arcitettonico per cui il nuovo manufatto "non costituiva una stonatura" rispetto all'unitarietà dell'edificio stesso. Per la cassazione della suddetta decisione ha proposto ricorso il Condominio (OMISSIS) sulla base di 2 mezzi; l'intimato C. non ha svolto difese, ma ha nominato un difensore.
Con il primo motivo del ricorso il Condominio "(OMISSIS)" denuncia violazione e falsa applicazione dell'art. 1127 c.c.. Osserva che la corte territoriale ha distinto il concetto di aspetto architettonico da quella di decoro architettonico dell'edificio condominiale. Il primo sarebbe costituito dallo "stile architettonico dell'edificio", mentre il decoro consisterebbe nell'estetica data dall'insieme delle linee e delle strutture dell'edificio che ne formano una determinata armonica fisionomia. Nel caso di specie, il giudice distrettuale ha ritenuto che l'opera realizzata dal C., pur alterando il decorso architettonico, avesse comunque rispettato lo stile architettonico dell'edificio, per cui la stessa doveva ritenersi consentita. Il ricorrente sottolinea a questo riguardo l'evidente illogicità del ragionamento del giudicante:... "in base a questo il singolo condominio potrebbe realizzare qualunque opera costituente anche vera e propria bruttura dal punto di vista estetico, violando e svilendo l'armonia dell'edificio, alla sola condizione che tale bruttura sia realizzata seguendo il medesimo stile architettonico che è stato utilizzato nella realizzazione dell'edificio".
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