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Timestamp: 2018-12-16 20:04:33+00:00
Document Index: 90471637

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 49', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 15']

Antincendio, SCIA senza imposta di bollo
16/12/2018 21:04
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Giovedì 13 Giugno 2013 08:29
Con la ris. n. 24/E dell'8 aprile scorso, l'Agenzia delle entrate fa chiarezza in merito al corretto trattamento ai fini dell'imposta di bollo di taluni atti prescritti dalla normativa antincendio.
La SCIA non deve essere assoggettata a imposta di bollo se a seguito della sua presentazione non è previsto, da parte dell'Amministrazione ricevente, il rilascio di un provvedimento o di una certificazione.
Al riguardo l'Agenzia delle entrate ritiene applicabili le considerazioni svolte con riferimento alla dichiarazione di inizio attività (poi sostituita, appunto, dalla SCIA, prevista dall'art. 19 della legge 241 del 7 agosto 1990, successivamente modificato dall'art. 49, comma 4-bis, della legge 122 del 30 luglio 2010).
In particolare, l'analisi offertaci dal Fisco prende le mosse dall'art. 3 della Tariffa allegata al D.P.R. 642 del 26 ottobre 1972 che, in materia di imposta di bollo, sottopone al tributo anche le istanze dirette agli uffici e agli organi dell'Amministrazione dello Stato, tendenti a ottenere l'emanazione di un provvedimento amministrativo o il rilascio di certificati, estratti e copie.
Sulla base di tale assunto, le Entrate hanno chiarito che le istanze in commento «(...) non sono da assimilare alle istanze volte a ottenere l'emanazione di un provvedimento che peraltro non è previsto (...)».
Inoltre «non essendo prevista l'emanazione di un provvedimento autorizzativo (...) non è possibile far rientrare tra le istanze (...)» di cui al richiamato art. 3 della Tariffa le denunce di inizio attività che «sono infatti da considerare come semplici comunicazioni e pertanto non soggette a imposta di bollo (...)» (Ag. entrate, ris. n. 109 del 5 luglio 2001). Si ricorda che in materia l'applicabilità della SCIA è stata prevista dal D.P.R. 151 del 1° agosto 2011.
Il D.P.R. 151/2011 - contenente il regolamento dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi - ha recepito quanto disposto dalla legge 122 del 30.7.2010, in materia di snellimento dell'attività amministrativa.
Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio
Si tratta dell'attestato che gli enti pubblici e i soggetti privati sono tenuti a presentare al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco per l'esercizio di attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi, e con il quale si comunica l'assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio.
Al riguardo, le Entrate precisano che sul predetto attestato non deve essere applicata l'imposta di bollo poiché l'atto non rappresenta un'istanza finalizzata al rilascio di un provvedimento amministrativo o di una certificazione. Ai sensi dell'art. 5 del richiamato D.P.R. 151/2011, infatti, «la richiesta di rinnovo periodico di conformità antincendio che, ogni 5 anni, il titolare delle attività di cui all'Allegato I del presente regolamento è tenuto a inviare al Comando, è effettuata tramite una dichiarazione attestante l'assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio corredata dalla documentazione prevista dal decreto di cui all'art. 2, comma 7».
Richieste di verifiche in corso d'opera
In tale ambito sono comprese le istanze finalizzate ad attestare (anche nel corso della loro realizzazione) la rispondenza delle opere alla normativa antincendio; possono essere avanzate al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco - ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. 151/2011 - da enti pubblici e soggetti privati.
Sul punto, le Entrate hanno chiarito che se a seguito di tali visite, l'Amministrazione emani un atto amministrativo, sia l'istanza presentata dall'ente o dal privato che il relativo atto rilasciato devono essere assoggettati a imposta di bollo, ai sensi degli artt. 3 e 4 della Tariffa del richiamato D.P.R. 642/1972.
Nulla osta di fattibilità Si tratta di un atto redatto successivamente all'esame preliminare di fattibilità dei progetti di particolare complessità, e può essere chiesto in via preventiva al Comando provinciale Vigili del Fuoco dai titolari di attività soggette al controllo di tale ente.
Ai fini dell'imposta di bollo, esso deve essere assoggettato al tributo nella misura di € 14,62 per ciascun foglio, in quanto è compreso tra gli atti e provvedimenti di cui all'art. 4 della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972, «(...) rilasciati (...) a coloro che ne abbiano fatto richiesta». Non solo: la risoluzione in commento afferma altresì che l'imposta si applica, nella stessa misura, anche alle istanze di nulla osta.
Strutture ricettive Sempre in materia di obblighi imposti dalla normativa antincendio, si segnala che sulla Gazzetta Uf.ciale 86 del 12.4.2013 scorso è stato pubblicato il D.M. interno 29.3.2013, che modi.ca la disciplina relativa alla formazione e all'aggiornamento degli addetti al servizio antincendi in strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, al .ne di conseguire l'attestato di idoneità tecnica di cui all'art. 3 della legge 609 del 28.12.1996.
In particolare, la norma sancisce l'obbligo di frequenza dei corsi di cui all'allegato IX del D.M. 10.3.1998, rispettivamente di tipo B per le strutture di categoria A e B dell'allegato I del D.P.R. 151 del 1.8.2011, e del tipo C, per le strutture di categoria C del medesimo allegato.
Inoltre, per le attività di cui all'allegato X del citato D.M. 10.3.1998, è necessario il conseguimento dell'attestato di idoneità tecnica previsto dall'art. 3 della legge 609 del 28.12.1996: così dispone l'art. 5, comma 6, del D.M. 16.3.2012, attuativo dell'art. 15, commi 7 e 8, del D.L. 216 del 29.12.2011, convertito con modi.che dalla legge 14 del 24.2.2012.