Source: https://sites.google.com/site/sicurezzaverificheimpianti/legislazione-condomini
Timestamp: 2015-04-21 15:13:20+00:00
Document Index: 57299192

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1129', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 26', 'art.2']

LEGISLAZIONE CONDOMINI - VERIFICHE IMPIANTI DI TERRA . DPR 462/01
VERIFICHE IMPIANTI DI TERRA . DPR 462/01Cerca nel Web COME CONTATTARCIALCUNE REFERENZEALCUNE REFERENZE-----responsabilita' amministratore del condominio----------ASCENSORIASCENSORIATEXCEI 64-14CEI 64-8-1PRINCIPALI NORMATIVE DI RIFERIMENTOCEI 64-8-3CEI 64-8-5CEI 64-8-6CEI 64-8-7CEI 64-8-7_V2CEI 64-8-V1CEI 64CEI 64-8-4-8-2CEI 64CEI 64-8-4-8-2CERTIFICAZIONE E CONTROLLO ATTREZZATUREcertificazione energetica degli edificiCERTIFICAZIONICHI DEVE FARE LE VERIFICHECOME CONTATTARCIDOVE SIAMOCOME CONTATTARCIcome effettuare le verificheCOME FARE LE VERIFICHE DEGLI IMPIANTI DI TERRACOME SI REALIZZA UN IMPIANTO DI TERRACOME SI REALIZZA UN IMPIANTO DI TERRACONVENZIONICOSA FACCIAMODirettiva_atexDOVE SIAMOENTE NOTIFICATO EUROPEOFARMACIEFATTI DI CRONACAIMPIANTI ANTINCENDIOIMPIANTI ANTINCENDIOLEGISLAZIONE CONDOMINILOCALI MEDICILOCALI MEDICILUOGHI DI CULTOLUOGHI PUBBLICILUOGI DI CULTOMisura dell’impedenza dell’anello di guastoMisura dell’impedenza dell’anello di guastoNORMATIVAPEDPERDITA ASSICURAZIONE INAILPIATTAFORME PER DISABILIPREVENIRE E' MEGLIO CHE CURAREPREVENIRE E' MEGLIO CHE....PREVENZIONEPRINCIPALI NORMATIVE DI RIFERIMENTOPUBBLICA ILLUMINAZIONEPUBBLICA ILLUMINAZIONERACCOLTA NORME CEIrichiesta di preventivi---- PERFORMA Srl - 0872 57123 .MOZZAGROGNA (ch) ----------------------CHI DEVE FARE LE VERIFICHECOMPATIBILITA' ELETTROMAGNETICANORMATIVEPREVENIRE E' MEGLIO CHE .....RICHIESTA DI PREVENTIVIsanzioniRICHIESTA DI PREVENTIVIRICHIESTA PREVENTIVIrimozione pericoliSANZIONIsanzioniSANZIONIsanzioniSANZIONI AMMINISTRATIVESICUREZZA DELLE MACCHINESICUREZZA DELLE MACCHINESTUDI PROFESSIONALISTUDI PROFESSIONALITERMOGRAFIA QUADRI ELETTRICITERMOGRAFIA QUADRI ELETTRICITERMOGRAFIA QUADRI ELETTRICITERZIETA'TERZIETA'TRAGICHE NOTIZIE DI CRONACATUTTO SUL DPR 462/01Mappa del sito
LEGISLAZIONE ASCENSORI
ORGANISMO ABILITATO DOVE SIAMO LEGISLAZIONE CONDOMINI
Il DPR 462/01 “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di
installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche
atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e
di impianti elettrici pericolosi” entrato in vigore il 23/01/02,
obbliga tutti i datori di lavoro a far effettuare ad organismi abilitati le verifiche periodiche sugli impianti di terra, sui dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche e sugli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione.Non si tratta di una novità!!!
Il Datore di lavoro si limitava a denunciare gli impianti, senza avere
alcuna responsabilità se gli Organi di controllo pubblici non
effettuavano né l’omologazione, né le verifiche periodiche
Con l’entrata in vigore del D.P.R. 462/01, il datore di lavoro ha
ora l’obbligo giuridico di richiedere agli Organismi Abilitati la
verifica periodica e la responsabilità che questa venga effettuata
secondo le seguenti periodicità:
siti nei locali medici, scuole, nei luoghi a maggior rischio in caso di
incendio, nei cantieri;impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione;per i condomini a rischio incendio medio o alto ai sensi del D.M.10/03/98 ( altezza di gronda superiore a 24m e/o centrale termica non compartimentata )A verifica superata, l’Organismo Abilitato rilascia il relativo
verbale al Datore di lavoro/ Amministratore che deve conservare ed
esibire su richiesta agli Organi di Vigilanza. Nel caso la verifica
dovesse dare esito negativo, si provvederà indicando al committente gli
adeguamenti necessari al fine di mettere in sicurezza l’impianto e
quindi gli stessi lavoratori.
Uno dei punti molto dibattuto nell’interpretazione della legge è se anche condomìni sono obbligati alla verifica dell’impianto di terra.
La risposta è affermativa, in quanto in essi si individuano ambienti di
lavoro ( D.P.R. 462/01 ). Infatti anche qualora non vi fossero rapporti
di lavoro dipendente strictu sensu, (portierato, etc) occorre
comunque garantire l’incolumità di coloro che sono chiamati a vario
titolo a prestare la propria attività lavorativa presso un luogo ove è
installato un impianto elettrico (ditta per la manutenzione degli
impianti, ditta delle pulizie, etc). Ove si verificassero incidenti
riconducibili a malfunzionamenti dell’impianto, non v’è dubbio che ne
risponda il proprietario e /o amministratore.
I tecnici operanti in questo settore hanno l’obbligo morale di
informare gli amministratori, spesso restii, ad ottemperare a tale
obbligo e qualora gli impianti risultassero non rispondenti alla
normativa vigente ad adeguarli.
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OBBLIGATORIE IMPIANTI DI TERRA circolare MAP 10723 del 25 febbraio 2005.La circolare riguarda l’obbligo per un condominio (privo di dipendenti, cioè senza portiere) di far verificare l’impianto di terra ai sensi del DPR 462/01: la risposta del Ministero è la seguente “Per quanto concerne gli impianti di messa a terra di impianti elettrici, è parere dello scrivente Ufficio che detto obbligo debba ritenersi sussistente ogni qual volta sia comunque individuabile un ambiente di lavoro e quindi anche quando non si sia in presenza – al momento – di rapporto di lavoro dipendente strictu sensu potendo tale rapporto essere instaurato successivamente per decisione assembleare.
ratio legis della richiamata normazione deve infatti essere individuata
nella inalienabile esigenza di garantire l’incolumità di tutti coloro che vengono chiamati, a vario titolo, a prestare la propria attività lavorativa presso un luogo ove risulti situato un impianto elettrico. A riprova di tale doverosa interpretazione si consideri che, ove si verifichino incidenti nei confronti di tali soggetti riconducibili a malfunzionamenti dell’impianto, non v’è dubbio che ne risponda il proprietario e/o amministratore salvo dimostri di avere fatto tutto il possibile per evitare l’evento: ebbene la manutenzione e la verifica periodica dell’impianto rendono senza dubbio più concreta la possibilità
di offrire tale prova liberatoria. Pertanto, nella parte in cui il prefato dettato normativo parla di “datore di lavoro” come destinatario dell’obbligo oggetto di quesito, è in tale ambito che devono essere ricondotte anche ipotesi in cui pur mancando, al momento, un rapporto di
lavoro dipendente, sia configurabile come ambiente di lavoro quello in cui vengano esercitate attività lavorative anche saltuarie, da parte di soggetti lavoratori legati a vario titolo al proprietario dell’impianto.
Prioritarie e doverose esigenze di tutela della incolumità delle persone e dei beni non possono che anche giovarsi delle possibilità offerte dal DPR 462/01 in tema di verifiche periodiche o straordinarieIn risposta ad alcuni quesiti ricorrenti, il Ministero del lavoro,
con nota pubblicata nella nuova sezione del sito internet dedicato alla
sicurezza sul lavoro, ha chiarito l'ambito di applicazione della normativa prevenzionale nel condominio ed ha enucleato i principali obblighi di sicurezza gravanti sui soggetti che operano all'interno delle aree condominiali. Il punto di partenza da cui occorre muovere è l'art. 2 del D.Lgs 81/08 che, alla lettera c), individua come azienda "il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato" e, alla lettera t),
indica come unità produttiva lo "stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all'erogazione di servizi, dotati di autonomia
finanziaria e tecnico funzionale". Dalle definizioni sopraindicate emerge, quindi, che la condizione affinchè si configuri un'azienda o un'unità produttiva è che nell'ambito di una struttura o di una organizzazione di un datore di lavoro vi siano dei lavoratori che svolgano una attività lavorativa. Con riferimento al condominio è chiaro che questo sarà equiparato ad un'azienda nel caso in cui adibisca
del personale a svolgere attività lavorativa nel proprio ambito (ad esempio portiere, giardiniere, personale addetto alla pulizia o alla manutenzione, ecc.), e solo allora, assumendo l'amministratore condominiale la veste di datore di lavoro, andranno rispettate le disposizioni di cui al D.Lgs 81/2008 in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Si ricorda, peraltro, che lo stesso Ministero aveva chiarito, successivamente all'emanazione del D.Lgs 626/94, con la circolare 5 marzo 1997, n. 28, che il datore di lavoro nei condomìni, ai fini dell'applicazione degli obblighi di sicurezza, va individuato nella persona dell'amministratore condominiale protempore. Nei condomìni in cui non sia presente l'amministratore, non essendone obbligatoria la nomina per essere i condomini non più di quattro (Cfr. art. 1129 cod. civ.), gli stessi provvederanno a conferire ad un apposito soggetto le responsabilità previste all'art. 2, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 81/08.
Quanto ai soggetti passivi destinatari della tutela, l'art. 3, comma 9, del D.Lgs 81/08 fa riferimento ai lavoratori che "rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari dei fabbricati", e quindi,
oltre ai portieri, anche a tutti i lavoratori subordinati che prestino la loro attività nell'ambito di un condominio, purché con mansioni affini a quelle dei portieri (lavoratori addetti alla vigilanza, custodia, pulizia e mansioni accessorie degli stabili adibiti ad uso di abitazione o ad altri usi, lavoratori addetti alla pulizia e/o alla manutenzione degli immobili, dei relativi impianti ed apparecchiature e/o alla conduzione di impianti sportivi, spazi a verde, in quanto pertinenza di immobili e/o complessi immobiliari adibiti ad uso di abitazione o ad altri usi, lavoratori con funzioni amministrative). Da questi lavoratori vanno esclusi, ovviamente, quanti prestino la loro attività con contratto di lavoro autonomo. Ai sensi dell'art. 3, comma 9, del d.lgs. n. 81/2008, nei confronti dei " lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari dei fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e di formazione di cui agli artt. 36 e 37". Inoltre, sempre secondo la norma appena citata, "ad essi devono essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al Titolo III". Si ritiene inoltre necessario che nel condominio siano adottate tutte le misure idonee affinché i materiali, le apparecchiature e gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratori siano progettati, costruiti, installati, utilizzati e mantenuti in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica. Sul condominio, come luogo di lavoro per il personale delle ditte appaltatrici, la titolarità degli obblighi di sicurezza di cui al D.Lgs 81/2008 dipende dalla qualificabilità o meno del condominio
come datore di lavoro. Infatti, sul condominio, in persona del suo legale rappresentante, gravano:
a) gli obblighi previsti a carico del datore di lavoro nei confronti dei lavoratori subordinati del
c) il coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione dei rischi cui sono esposti i lavoratori, con l'elaborazione di un unico documento di valutazione dei rischi (DUVRI) che indichi le misure adottate per eliminare o ridurre al
minimo il rischio di interferenze, che deve essere allegato al contratto di appalto o di opera. Tutti gli obblighi di sicurezza gravano sui datori di lavoro aventi sede operativa nell'edificio.Diversamente, nel caso in cui il condominio commissioni, nella forma di contratto di appalto, lavori edili o di ingegneria civili ricadenti nel campo di applicazione del Titolo IV del D.Lgs 81/2008 sui cantieri mobili o temporanei, l'amministratore è necessariamente qualificato come committente e, come tale, assoggettato agli obblighi di cui agli artt. 88 e seguenti del medesimo testo normativo. L'art. 26, comma 2, lett. b), prevede poi a carico dei datori di lavoro un obbligo di "informazione reciproca anche al fine di eliminare rischi dovuti ad interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva", mentre, ai sensi del successivo comma 3 dell'articolo citato, le disposizioni riguardanti la redazione del DUVRI non si applicano ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Alla luce di quanto sopra, non è richiesta la produzione integrale della valutazione dei rischi ai fini della redazione del DUVRI da parte del legale rappresentante del condominio. E' chiaro tuttavia, tenuto conto
che il D.Lgs 81/08 si applica solo in
caso di presenza di lavoratori nei luoghi di lavoro, che i condomini che non hanno personale dipendente o ad esso equiparato non sono tenuti ad elaborare il DUVRI. Il condominio, tramite l'amministratore, ha infine l'obbligo di osservare le adeguate misure di sicurezza antincendio, con particolare riferimento all'ottenimento del certificato di prevenzione incendi nel caso in cui siano presenti, fra le parti comuni, attività specifiche che rientrano nell'ambito di applicazione del D.M. 16/02/1982, del DPR 37/1998 e norme collegate (centrale termica, autorimessa condominiale, impianto ascensore, edificio civile con altezza in gronda superiore a mt. 24,00, ecc.). Nel caso in cui nel condominio siano ubicate attività commerciali, produttive o di servizio,
del singolo privato soggette al controllo antincendio, le relative procedure amministrative di controllo e di gestione non sono di pertinenza del condominio.
16/04/2005 ----Sicurezza
elettrica nel Condominio
penali, civili e amministrative
per chi non è in regola con la normativa PARTE I Una guida pubblicata da Prosiel illustra tutti gli adempimenti degli amministratori e dei proprietari di alloggi
Responsabilità penali, civili e amministrativeper chi non è in regola con la normativa
Il testo che segue è tratto da "Guida alla sicurezza elettrica nel condominio", edito da Prosiel (Promozione Sicurezza Elettrica)
In un edificio ci sono gli impianti elettrici delle singole abitazioni e
quello del condominio.
Anche se apparentemente sono distinti e indipendenti, un difetto nell’impianto elettrico di un appartamento può interferire sugli altri impianti, provocando incidenti che sono più frequenti di quanto si creda.
L’amministratore del condominio, pur non avendo la facoltà di intervenire direttamente sulle parti private, deve per questo sollecitare i proprietari ad adeguare gli impianti delle singole abitazioni alle norme di sicurezza, anche con un invito semplicemente formale che sarà messo a verbale alla prima assemblea.
Per l’impianto condominiale, il semplice funzionamento non è di per sé indice di sicurezza, in quanto può nascondere difetti e insidie che si possono evidenziare solo con opportuni controlli.
In genere, gli impianti molto vecchi non possono essere migliorati e costituiscono una potenziale fonte di pericolo. Per questo, vanno fatti esaminare da un esperto progettista o installatore che giudicherà se, e in che termini, debbano essere sostituiti. Quelli realizzati in periodi più recenti possono invece, con gli opportuni interventi, garantire i necessari livelli di sicurezza.
In ogni caso, la legge n. 46/1990 prescrive che i lavori di istallazione, manutenzione, riparazione e ampliamento di qualunque parte
dell’impianto elettrico debbano essere affidati unicamente a imprese od
operatori abilitati.
Il progettista e l’installatore elettrico
Il progettista e l’installatore sono due figure fondamentali, che possono coincidere, per la sicurezza elettrica, sia dal punto di vista della professionalità, sia da quello della responsabilità di fronte ad eventuali incidenti. Se l’amministratore ordina lavori sugli impianti, come rifacimenti, modifiche o adeguamenti che comportino l’obbligo della
stesura di un progetto, è compito del progettista elaborare il progetto
e dell’installatore realizzare un impianto a “regola d’arte”. L’installatore può, al tempo stesso, diventare promotore attivo della sicurezza suggerendo interventi e dando consigli utili per un uso corretto dell’elettricità. Al termine dei lavori l’installatore deve rilasciare la “dichiarazione di conformità”, un documento importante che
attesta l’esecuzione dei lavori secondo la regola dell’arte e che solleva l’amministratore da ogni responsabilità.
L'impianto di terra e la responsabilità dell'amministratore
Spesso nel condominio sono presenti lavoratori dipendenti diretti, come il portiere, o attività professionali o commerciali. In questi casi è obbligatorio la verifica dell’impianto di messa a terra, secondo il DPR n. 462/2001.
L’impianto di terra è costituito da un conduttore che collega le masse ad una serie di dispersori o picchetti, che disperdono nel terreno sottostante l’edificio quella corrente che invece potrebbe provocare anche la folgorazione di chi entrasse in contatto con una massa metallica accidentalmente in tensione. Coordinato con un adeguato interruttore differenziale, l’impianto di terra costituisce una garanzia
di sicurezza perché:
* disperde nel terreno le correnti di guasto dovute a cedimenti dell’isolamento (guasto a terra) di un componente dell’impianto elettrico;
* disperde nel terreno le correnti provenienti dai limitatori di sovratensione (SPD);
* elimina il pericolo di entrare in contatto con masse metalliche in tensione esistenti nell’area condominiale ed il relativo rischio di folgorazione;
* disperde eventualmente nel terreno le correnti dei fulmini in associazione all’impianto parafulmine (LPS).
Secondo la legge n. 46/1990, tutti gli impianti elettrici, e quindi anche l’impianto di terra, devono essere realizzati a “regola d’arte”. Un impianto realizzato secondo le norme CEI è considerato “a regola d’arte” (come stabilito dalla legge 1° marzo 1968, n. 186 all’art.2), tenendo presente che in un condominio possono coesistere unità immobiliari con alimentazioni elettriche in bassa tensione di 230/400 V (sistemi di I categoria) e/o in alta tensione sino a 30 kV (sistemi di II categoria), nel caso di utenze di elevata potenza elettrica.
Le norme CEI prevedono che l’impianto di terra nei condomìni debba essere unico e comprendere i collegamenti equipotenziali principali tra la rete di terra e le tubazioni metalliche che dall’esterno entrano nel condominio (ad esempio, tubi di acqua potabile, del gas, eventuale teleriscaldamento, ecc.).
Nell’edificio può essere già stato realizzato un unico impianto di terra
condominiale e la distribuzione a tutte le unità immobiliari del conduttore di protezione impropriamente denominato “conduttore di terra”.
A tale conduttore, di colore giallo/verde, devono essere collegate tutte
le utenze condominiali e gli impianti delle singole unità immobiliari.
L’efficienza dell’impianto di terra è legata alla sua verifica periodica
come prescritto dal DPR n. 462/2001, che prevede l’obbligo di richiedere la verifica dell’impianto di terra (e dell’impianto di protezione dai fulmini, qualora esistente) in tutti i luoghi di lavoro. Quindi per gli edifici condominiali c’è l’obbligo di verifica quando sono presenti nel condominio attività lavorative alla diretta dipendenza
del condominio, come per esempio il portiere. È l’amministratore che deve farsi carico della manutenzione e delle verifiche dell’impianto di terra in conformità al DPR 462/2001.
Laddove nel condominio siano presenti altre attività professionali (es. studi professionali, attività commerciali, etc.) ogni datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere la verifica dell’impianto di terra relativo alla propria attività, indipendentemente dalla verifica dell’impianto di
terra richiesta per il condominio.
Quindi se viene verificato l’impianto di terra del condominio, rimane comunque l’obbligo per il singolo datore di lavoro di richiedere la verifica per la propria attività.
Nei casi in cui non si applica il DPR 462/2001, perché non vi sono lavoratori dipendenti, è comunque necessario mantenere in efficienza l’impianto di terra condominiale. A tal fine è opportuno prevedere controlli periodici. ČUpdating...
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