Source: http://www.auto-assicurazione.it/177-dellesercizio-dellassicurazione
Timestamp: 2018-02-17 23:31:57+00:00
Document Index: 25279574

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 42', 'art. 11', 'art. 40', 'art. 60', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 128']

DELL'ESERCIZIO DELL'ASSICURAZIONE | Preventivo assicurazione auto
DELL’ESERCIZIO DELL’ASSICURAZIONE
Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti Capo II
L’assicurazione obbligatoria può essere stipulata con qualsiasi impresa autorizzata all’esercizio dell’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli, a norma del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449.
Ogni impresa deve sottoporre alla preventiva approvazione del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato le tariffe dei premi e le condizioni generali di polizza relative all’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli, per ogni tipo di rischio da essa derivante.
Le tariffe devono essere formate in base alla valutazione dei rischi e dei necessari caricamenti, secondo le modalità e con i criteri che saranno stabiliti dal regolamento. Nello stesso regolamento saranno indicati i criteri in base ai quali le imprese potranno prevedere variazioni dei premi stabiliti nelle tariffe in caso di aggravamento o diminuzione dei rischi nonché le procedure e le modalità per l’assicurazione dei rischi non contemplati nelle tariffe approvate o che rivestano, per qualsiasi causa, sia soggettiva che oggettiva, carattere di particolarità o di eccezionalità.
Le tariffe e le condizioni generali di polizza, nonché le successive modifiche, sono approvate con decreto del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, nel caso che le tariffe non possano essere approvate per difetto dei prescritti requisiti tecnici, stabilisce, con proprio decreto, altre tariffe che l’impresa di assicurazione è tenuta ad adottare per un periodo non inferiore ad un anno.
Lo stesso Ministro può chiedere alle imprese di modificare, entro un termine da esso fissato e comunque non inferiore a 30 giorni, le tariffe approvate qualora, posteriormente alla loro approvazione, si siano verificate sensibili variazioni dei rischi cui si riferisce l’obbligo di assicurazione previsto dalla presente legge. Qualora l’impresa interessata non ottemperi alla richiesta, il Ministro provvede con decreto a stabilire la nuova tariffa che l’impresa stessa dovrà applicare.
Le tariffe stabilite ai sensi del quarto e quinto comma del presente articolo sono inserite di diritto nei contratti di assicurazione con decorrenza della prima scadenza di premio successiva alla data di pubblicazione del relativo decreto nella Gazzetta Ufficiale e comunque dal 365° giorno successivo alla pubblicazione stessa.
Le imprese sono tenute ad accettare, secondo le condizioni generali di polizza e le tariffe approvate o stabilite dal Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, le proposte per l’assicurazione obbligatoria che siano loro presentate in conformità della presente legge. All’atto della stipulazione della polizza di assicurazione, l’assicurando dovrà dichiarare all’assicuratore il numero dei sinistri nei quali sia stato coinvolto nel biennio precedente e indicare l’impresa presso la quale era precedentemente assicurato.
L’art. 60 del testo unico delle leggi sull’esercizio delle assicurazioni private, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449, è sostituito dal seguente:
“Riserva premi e riserva sinistri.-Le imprese di assicurazione e di riassicurazione nazionali ed estere hanno l’obbligo di costituire la riserva dei premi per i rischi diversi da quelli sulla vita che sono in corso alla fine di ogni esercizio, iscrivendo nel bilancio l’importo delle frazioni di premio di competenza degli esercizi successivi e quello delle annualità dei premi pagati anticipatamente per gli anni futuri.
Le stesse imprese debbono inoltre costituire alla fine di ogni esercizio la riserva sinistri, iscrivendo nel bilancio l’ammontare complessivo delle somme che, in base a una prudente valutazione tecnica, risultino necessarie per far fronte al pagamento dei sinistri avvenuti nell’esercizio stesso o in quelli precedenti e non ancora liquidati.
E’ data facoltà di calcolare il riporto dei premi, quando esso non venga stabilito per ogni contratto secondo le rispettive scadenze, in misura media non inferiore al 35 per cento dei premi lordi relativi ai rischi assunti nell’esercizio. Tale aliquota è elevata alla misura minima del 40 per cento per i rischi della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli ed è ridotta alla misura minima del 15 per cento per i rischi di breve durata da determinarsi secondo i criteri stabiliti dal regolamento.
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato può stabilire, con proprio decreto da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, modalità particolari per la determinazione della riserva dei premi per i rischi in corso quando questa non sia calcolata per ogni contratto.
Il bilancio della gestione italiana deve recare iscritte, fra gli elementi dell’attivo, disponibilità patrimoniali, di natura reale o di sicuro e pronto realizzo, per un ammontare non inferiore all’importo della riserva premi per i rischi in corso e della riserva sinistri. Possono essere comprese fra le predette disponibilità anche le attività vincolate a cauzione ai sensi dell’art. 42″.
Il regolamento di esecuzione potrà stabilire criteri per il controllo della congruità della riserva per sinistri avvenuti e non ancora liquidati alla fine dell’esercizio, che le imprese debbono costituire per le assicurazioni della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli.
Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede alla valutazione e approvazione delle tariffe premi presentate dalle imprese, o alla formazione di altre tariffe nei casi previsti dall’art. 11, sulla base delle risultanze della rilevazione statistica annuale dei rischi assunti dalle imprese, dei sinistri verificatisi e di ogni altro elemento utile alla conoscenza dell’andamento dell’assicurazione della responsabilità civile per danni causati dalla circolazione dei veicoli.
Ai fini di tale rilevazione, una quota pari al 2 per cento di tutti i rischi assunti dalle imprese per l’assicurazione predetta viene immessa in un conto consortile, da tenersi dall’Istituto nazionale delle assicurazioni per conto comune delle imprese stesse, secondo i criteri e con gli effetti che saranno stabiliti dal regolamento di esecuzione. L’istituto nazionale delle assicurazioni, al termine di ogni esercizio, comunica al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato tutti i dati desumibili dalla gestione del conto consortile, che possono essere utilizzati per gli scopi di cui al primo comma.
Per l’esercizio dell’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli, la cauzione stabilita dall’art. 40 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449, è ragguagliata, alla fine di ogni esercizio, al 50 per cento dei premi lordi dell’esercizio scaduto inerenti ai contratti stipulati nell’esercizio stesso o anteriormente, escluse le imposte a carico degli assicurati.
L’autorizzazione a esercitare l’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli può essere revocata quando le imprese:
non provvedano a costituire, vincolare o integrare la cauzione dovuta ai sensi degli articoli 15 e 35 della presente legge o a costituire le riserve tecniche di cui all’art. 60 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449, modificato con l’art. 12 della presente legge;
non presentino per la prescritta approvazione ministeriale le tariffe e le condizioni generali di polizza ovvero concludano contratti di assicurazione in base a tariffe e condizioni generali diverse da quelle approvate, o stabilite dal Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato;
rifiutino proposte per l’assicurazione obbligatoria che siano loro presentate in conformità della presente legge;
non osservino l’obbligo di cui all’art. 14, comma secondo, o facciano al riguardo comunicazioni difformi dal vero;
omettano o ritardino ingiustificatamente l’adempimento di quanto prescritto negli articoli 30 e 31. La revoca dell’autorizzazione è disposta con decreto del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, sentita la commissione consultiva per le assicurazioni private ed esaminate le controdeduzioni della compagnia interessata. Dalla data della pubblicazione del decreto, l’impresa deve limitare la sua attività alla gestione dei contratti in corso e non può stipulare nuovi contratti nè rinnovare quelli esistenti. é fatta salva l’applicazione di tutte le altre sanzioni previste dal testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449.
In caso di trasferimento volontario del portafoglio afferente l’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli, l’impresa cedente deve sottoporre all’approvazione del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, le relative deliberazioni e convenzioni.
L’approvazione è data con decreto del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Sino alla pubblicazione del decreto, i danneggiati per sinistri possono agire, ai sensi dell’art. 18, comma primo, nei confronti dell’impresa assicuratrice cedente, mentre questa è tenuta, se richiesta, a curare per conto dell’impresa subentrante la rinnovazione dei contratti di assicurazione che giungano a scadenza. Il trasferimento del portafoglio non è causa di risoluzione dei contratti di assicurazione.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche in caso di fusione o di concentrazione di azienda mediante apporto in altra impresa dell’intero portafoglio.
La fusione o la concentrazione non possono essere approvate se non ricorrano le condizioni di cui all’art. 128 del regolamento approvato con regio decreto 4 gennaio 1925, n. 63.
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