Source: http://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2003/circ090.htm
Timestamp: 2017-11-20 19:03:22+00:00
Document Index: 26368996

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 1737', 'art.9', 'art.1', 'art.1737', 'art.1741', 'art.1737', 'art.7', 'art.1737', 'art. 7', 'art.18', 'art.1737', 'art.1737', 'art.1737', 'art.1737']

Circolare 90/2003
Circolare n. 90/2003
Oggetto: Porti – Rappresentanti Fedespedi nei Comitati e nelle Commissioni portuali – Circolare DEM3/2162 del 31 luglio 2003 del Ministro delle Infrastrutture.
Con la circolare indicata in oggetto la Direzione Generale della Navigazione del Ministro delle Infrastrutture ha fatto chiarezza su un aspetto che sempre più stava dando luogo a equivoci nell’applicazione della riforma portuale di cui alla legge 84 del 1994.
In particolare l’Amministrazione ha precisato che la suddetta legge, laddove indica la categoria degli “spedizionieri” tra quelle chiamate ad essere rappresentate nei Comitati Portuali dell’art. 9 e nelle Commissioni Consultive dell’articolo 15 della legge, intende riferirsi alle imprese di spedizione che svolgono l’attività di cui all’articolo 1737 del codice civile e non agli spedizionieri doganali (doganalisti) la cui professione è disciplinata dalla legge 1612 del 1960 e dalla legge 213 del 2000.
Dalla suddetta precisazione discende la conseguenza, secondo lo stesso Ministero, che l’associazione di gran lunga più titolata a livello nazionale a designare i propri rappresentanti negli organismi suddetti sia la Fedespedi.
A livello locale, peraltro, ciò potrebbe non sempre essere vero; l’Amministrazione, ha quindi dato istruzioni alle Autorità Portuali di verificare nel caso concreto quale sia l’associazione territoriale più rappresentativa degli spedizionieri, raccomandando peraltro che la comparazione della rappresentatività venga eseguita esclusivamente con riferimento alle imprese di spedizione, escludendo i meri doganalisti. Queste istruzioni, ha precisato il Ministero, valgono anche per i Comitati e le Commissioni in carica, la cui composizione andrà eventualmente cambiata ove non rispondente ai suddetti requisiti.
Quest’ultima precisazione dovrebbe esplicare immediata efficacia nei confronti dell’Autorità Portuale di Salerno che nel 2001 ammise nel Comitato un rappresentante del Consiglio Nazionale degli Spedizioni Doganali, mentre lo stesso Ministero ha escluso che quell’ “organo di autogoverno dei doganalisti professionisti” possa in qualche modo vantare una rappresentatività associativa della categoria delle imprese di spedizione.
Si auspica che questa circolare ministeriale, costituisca un punto fermo di non ritorno, anche per altre situazioni diverse dalle questioni portuali, nei rapporti, quasi sempre amichevoli ma a volte conflittuali, tra la Fedespedi e l’Anasped.
Direzione Generale per le Infrastrutture della Navigazione Marittima Interna
Prot. N. DEM3/2162 del 31.7.2003
OGGETTO: Nomina dei rappresentanti degli spedizionieri nel Comitato portuale e nelle Commissioni consultive.
L'articolo 9 della legge 28 gennaio 1994, n.84, prevede quale organo dell'autorità portuale il Comitato portuale.
A far parte di tale organo, che, tra l’altro, svolge funzioni amministrative di rilevantissima importanza (adozione del piano regolatore portuale, approvazione dei bilanci dell'ente, deliberazione in ordine alle concessioni demaniali ultraquadriennali per l'esercizio delle operazioni portuali), la legge chiama, in un raro esempio di "amministrazione partecipata", anche i rappresentanti di alcuni (ma non tutti), dei molti soggetti privati che svolgono nel porto importanti attività, quasi tutte di rilevante contenuto economico.
L'elemento discriminante - ancorché non esplicito - su cui si fonda l’individuazione espressa fatta dalla legge dei soggetti privati (tra quelli operanti in porto) chiamati ad essere rappresentati in comitato portuale, è individuabile nella diretta ed immediata incidenza delle categorie imprenditoriali o del mondo del lavoro di cui all'articolo 9 della legge n.84 del 1994, sullo sviluppo economico e dei traffici del porto e (quindi) di un'intera porzione di territorio.
Ed infatti sono rappresentati in comitato portuale, ad esempio, gli armatori (quali "clienti" diretti del porto), ma non i servizi tecnico-nautici (in quanto incidenti solo in via indiretta, con la qualità ed i costi del servizio reso, sulle dinamiche portuali); sono rappresentate le imprese che compiono operazioni portuali (in quanto vero e proprio "volàno" commerciale del porto), ma non i fornitori dei servizi d'interesse generale (in quanto non direttamente "a contatto" con la merce).
Dette categorie sono chiamate ad essere rappresentate anche nelle commissioni consultive di cui all'articolo 15 della legge n.84 del 1994.
Dubbi sono sorti, in un recente passato, con riferimento alla categoria degli "spedizionieri", indicata al n.4) della lettera i) del comma 1 dell'articolo 9 della legge n.84 del 1994, in quanto sotto tale termine sono state fino ad ora comprese dall'Amministrazione due figure che, ad un’attenta analisi delle rispettive discipline normative, appaiono invece presentare caratteri distinti ancorché, in alcuni casi, sovrapponibili.
L'Amministrazione, con una prassi sufficientemente consolidata, ha finora inteso che la categoria degli "spedizionieri" potesse comprendere sia le imprese di spedizione di cui agli artt.1737 ss. del codice civile, sia gli spedizionieri doganali, la cui professione è disciplinata dalla legge 22 dicembre 1960, n.1612, cui sì è recentemente aggiunta la legge 25 luglio 2000, n.213, per cui le designazioni per i rappresentanti in Comitato portuale e nelle commissioni consultive sono state richieste sia alla Fedespedi (Federazione nazionale delle imprese di spedizione internazionali), che al Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali ed alla Anasped (Federazione nazionale spedizionieri doganali).
Tale interpretazione è stata contestata dalla Fedespedi che ha anche adìto il TAR Campania, avverso la delibera n.38 del 30 maggio 2001 con la quale l'autorità portuale di Salerno ha ritenuto maggiormente rappresentativa della categoria degli spedizionieri in sede locale proprio il Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali (il ricorso è tuttora pendente).
Approfondita la questione sia con riferimento alle norme che disciplinano le due figure, sia con riferimento alla ratio delle citate disposizioni della legge n.84 del 1994, lo Scrivente ritiene che la questione debba essere affrontata da due distinti punti di vista:
1) la categoria degli spedizionieri richiamata dalla legge n.84 del 1994 è o no solo quella disciplinata dagli artt.1737 ss. del codice civile?
2) Se si, la Fedespedi esaurisce la rappresentatività della categoria?
Al primo interrogativo, sia pure modificando l'interpretazione precedentemente seguita, deve darsi risposta affermativa.
Occorre in primo luogo analizzare a fondo le distinte discipline normative delle due figure in esame. Ai sensi dell'art. 1737 c.c., lo spedizioniere è colui che, in forza di un mandato formalizzato nel contratto di spedizione, assume l'obbligo di concludere, in nome e per conto del mandante un contratto di spedizione nonché di compiere le operazioni accessorie, con assunzione di un complesso di diritti, doveri e responsabilità nei confronti del mandante.
Lo spedizioniere entra quindi direttamente nella catena logistica del trasporto, svolgendo una serie di funzioni che altrimenti farebbero direttamente capo al "gestore" del carico: dalla conclusione del contratto di trasporto alle attività di ritiro e custodia del carico, all'espletamento di formalità amministrative. Tale attività è svolta in forma imprenditoriale (non esclusa la possibilità di imprese individuali), ed è quindi per sua natura orientata, porti, all'incremento, attraverso l'organizzazione e la qualità dei servizi resi, dei traffici portuali.
Lo spedizioniere doganale (oggi anche semplicemente "doganalista", v. art.9 della legge n.213 del 2000), ai sensi dell'art.1 della legge 1612 del 1960 è quel professionista qualificato accreditato presso le dogane della Repubblica a compiere adempimenti in materia fiscale, merceologica valutaria e doganale in genere.
Tale soggetto, come si vede, non entra direttamente ed in forma imprenditoriale nella catena logistica del trasporto, non concludendo, per il solo fatto di essere abilitato all’esercizio della professione, contratti di trasporto od operazioni accessorie.
Sostanzialmente, è possibile evidenziare come interlocutori naturali dello spedizioniere ex art.1737 c.c. siano, da un lato, il "gestore" della merce, dall'altro, il vettore, mentre gli interlocutori naturali del doganalista ex legge n.1612 del 1960 siano, da un lato, l'Amministrazione finanziaria, in particolare il ramo doganale, dall’altro il committente delle pratiche doganali, che potrebbe anche essere uno spedizioniere.
Al dato pratico, peraltro, così come uno spedizioniere può essere anche vettore (e ciò è espressamente previsto dall'art.1741 c.c.), un doganalista può ben decidere di esercitare anche l'impresa ex art.1737 c.c. (anzi, questa e quella - connessa - di vettore sono le uniche attività d'impresa consentite al doganalista, v. art.7 della legge n.1612 del 1960).
Così pure, un'impresa di spedizione che voglia offrire una gamma di servizi articolati e completi ai propri clienti, verosimilmente doterà la propria azienda della collaborazione di un doganalista (in pianta stabile o saltuariamente), per il disbrigo degli affari doganali.
Svolgendo le considerazioni sopra esposte avendo a mente la richiamata ratio che ha portato il legislatore ad individuare categorie di soggetti privati quali componenti di un organo di un ente pubblico con rilevanti poteri amministrativi, discende che la categoria di spedizionieri chiamata ad essere rappresentata in comitato portuale ed in commissione consultiva, in quanto direttamente connessa allo sviluppo dei traffici portuali, non può che essere quella delle imprese (anche individuali) di spedizione ex art.1737 c.c., alcune delle quali, peraltro, possono ovviamente essere costituite da doganalisti, ex art. 7 della legge n.1612 del 1960.
L’esame del secondo argomento risulta ora circoscritto (per quanto sopra chiarito) al rapporto tra Fedespedi ed Anasped, essendo evidentemente esclusa ogni rappresentatività della categoria delle imprese di spedizione in capo al Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali che (ai sensi degli articoli 13 e 14 della legge n.1612 del 1960) è invece l'organo nazionale di autogoverno dei doganalisti professionisti.
Nel merito, non è inutile sottolineare, in primo luogo, come sia del tutto pacifica l’ammissibilità della coesistenza di due o più associazioni nazionali rappresentative di una determinata categoria. Per rimanere al mondo portuale, è noto che esistono almeno quattro associazioni della categoria dei terminalisti (intendendo come tali i concessionari ex art.18 della legge n.84 del 1994): Assologistica, Assiterminal, Fise, Antep, ciascuna delle quali con un diverso grado di rappresentatività a livello nazionale cui non sempre segue un corrispondente grado di rappresentatività a livello locale.
La compresenza di Fedespedi ed Anasped comporterebbe quindi un mero problema di rappresentatività se le due associazioni raggruppassero imprese esercenti la medesima attività od attività analoghe (come appunto le imprese portuali ex artt. 16 e 18 della legge n.84 dell’1994).
In realtà, in questo caso, occorre affrontare, preliminarmente, non tanto il tema della rappresentatività di una associazione di categoria, quanto quello della omogeneità degli aderenti all'associazione medesima.
Nel caso in esame, praticamente la totalità degli associati alla Fedespedi è costituita da imprese di spedizione ex art.1737 c.c. (e, reciprocamente, quasi tutte le imprese di spedizione aderiscono a Fedespedi), mentre la quasi totalità degli aderenti alla Anasped è costituita da doganalisti professionisti puri, ex L.n.1612 del 1960, e solo per una percentuale minima da imprese di spedizione (meglio, da doganalisti esercenti impresa di spedizione).
Non c’è quindi dubbio che, a livello nazionale, l'associazione maggiormente rappresentativa degli spedizionieri chiamati ad essere rappresentati in comitato portuale ed in commissione consultiva (e cioè gli esercenti l'attività d'impresa ex art.1737 c.c.), sia la Fedespedi.
Peraltro, il Consiglio di Stato, nella nota decisione n.646 del 26 novembre 1999 (relativa alla costituzione del comitato portuale dell'Autorità di Piombino), ha rimarcato che "il principio che deve orientare la costituzione dei collegi di composizione.......è sempre quello democratico della rappresentatività", aggiungendo che l’espressione della democrazia è tanto più garantita quanto più vicina sia ai soggetti da rappresentare, rendendo quindi necessario un "controllo della misura della rappresentatività pur in sede locale, con l'unica alternativa dell’accordo tra le organizzazioni".
Ne consegue, in sostanza che in sede locale potrebbe risultare maggiormente rappresentativa, sempre limitatamente alle imprese di spedizione ex art.1737 c.c., una associazione aderente all'Anasped. Ai fini di tale verifica sarà quindi necessario che l'autorità locale non si limiti al mero, complessivo conteggio degli associati all'una e all'altra organizzazione, ma operi un'analisi disaggregata del dato numerico, circoscrivendo la comparazione al numero delle sole imprese esercenti l’attività di impresa di spedizione ex art.1737 c.c., e ove possibile, alla rispettiva incidenza sui volumi di traffico.
Le Autorità portuali vorranno sia verificare la rispondenza ai criteri enunciati delle nomine dei rappresentanti degli spedizionieri in seno ai comitati portuali in carica, provvedendo eventualmente alla sostituzione, sia attenersi ai criteri stessi per le costituzioni future di tale organo.
La presente è estesa anche alle Capitanerie di porto, che vorranno curarne la diffusione presso gli uffici gerarchicamente subordinati, affinché si attengano alle indicazioni soprafornite in sede di valutazione, richiesta dallo scrivente in occasione della costituzione delle commissioni consultive locali, sulla maggiore rappresentatività locale dell’una o dell’altra associazione.
La presente circolare supera e sostituisce ogni altra direttiva precedentemente data sull’argomento.
f.to Dott. Massimo Provinciali
S.O. alla G.U. n. 28 del 4.2.1994 (fonte Guritel)
1. La presente legge disciplina l'ordinamento e le attivita'
portuali per adeguarli agli obiettivi del piano generale dei
trasporti, dettando contestualmente principi direttivi in ordine
all'aggiornamento e alla definizione degli strumenti attuativi del
piano stesso, nonche' all'adozione e modifica dei piani regionali dei
2. Il comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge 17 dicembre 1986,
n. 873, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 febbraio 1987,
n. 26, e' abrogato.
(Organizzazioni portuali, autorita' portuali e
autorita' marittime)
a) il Provveditorato al porto di Venezia, di cui al regio decreto-
legge 14 marzo 1929, n. 503, convertito dalla legge 8 luglio 1929, n.
1342, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) il Consorzio autonomo del porto di Genova, di cui al testo
unico approvato con regio decreto 16 gennaio 1936, n. 801, e succes-
sive modificazioni ed integrazioni;
c) l'Ente autonomo del porto di Palermo di cui alla legge 14
novembre 1961, n. 1268;
d) il Consorzio per il porto di Civitavecchia, di cui alla legge 9
febbraio 1963, n. 223;
e) l'Ente autonomo del porto di Trieste, di cui alla legge 9
luglio 1967, n. 589, e successive modificazioni ed integrazioni;
f) l'Ente autonomo del porto di Savona, di cui alla legge 1 marzo
1968, n. 173, e successive modificazioni ed integrazioni;
g) il Consorzio autonomo del porto di Napoli, di cui al decreto-
legge 11 gennaio 1974, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla
legge 11 marzo 1974, n. 46, e successive modificazioni ed
h) le aziende dei mezzi meccanici di cui alla legge 9 ottobre
1967, n. 961, e successive modificazioni ed integrazioni;
i) i consorzi costituitisi nei porti di Bari e di Brindisi. 1
2. Sono autorita' portuali ai sensi della presente legge gli enti
3. Sono autorita' marittime ai sensi della presente legge i
soggetti di cui all'articolo 16 del codice della navigazione.
(Costituzione del comando generale del
Corpo delle capitanerie)
1. L'Ispettorato generale delle capitanerie di porto e' costituito
in comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, senza
aumento di organico ne' di spese complessive, dipende dal Ministero
dei trasporti e della navigazione nei limiti di quanto dispone
l'articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato
31 marzo 1947, n. 396, e svolge le attribuzioni di cui al regio
decreto 19 febbraio 1940, n. 194, e successive modificazioni ed
integrazioni esercita altresi' le competenze in materia di sicurezza
della navigazione attribuite al Ministero dei trasporti e della
navigazione .Il Ministero dell'ambiente si avvale delle capitanerie
(Classificazione dei porti)
1. I porti marittimi nazionali sono ripartiti nelle seguenti
a) categoria I: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati
alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato;
b) categoria II, classe I: porti, o specifiche aree portuali, di
rilevanza economica internazionale;
c) categoria II, classe II: porti, o specifiche aree portuali, di
rilevanza economica nazionale;
d) categoria II, classe III: porti, o specifiche aree portuali, di
rilevanza economica regionale e interregionale.
1-bis. I porti sede di autorita' portuale appartengono comunque ad
una delle prime due classi della categoria II.
2. Il Ministro della difesa, con proprio decreto, emanato di
concerto con i Ministri dei trasporti e della navigazione e dei
lavori pubblici, determina le caratteristiche e procede alla
individuazione dei porti o delle specifiche aree portuali di cui alla
categoria I con lo stesso provvedimento sono disciplinate le
attivita' nei porti di prima categoria e relative baie, rade e
golfi.
3. I porti, o le specifiche aree portuali di cui alla categoria
II, classi I, II e III, hanno le seguenti funzioni:
4. Le caratteristiche dimensionali, tipologiche e funzionali dei
porti di cui alla categoria II, classi I, II e III, e l'appartenenza
di ogni scalo alle classi medesime sono determinate, sentite le
autorita' portuali o, laddove non istituite, le autorita' marittime,
con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, con
particolare riferimento all'attuale e potenziale bacino di utenza
internazionale o nazionale, tenendo conto dei seguenti criteri:
a) entita' del traffico globale e delle rispettive componenti;
b) capacita' operativa degli scali derivante dalle caratteristiche
funzionali e dalle condizioni di sicurezza rispetto ai rischi
ambientali degli impianti e delle attrezzature, sia per l'imbarco e
lo sbarco dei passeggeri sia per il carico, lo scarico, la
manutenzione e il deposito delle merci nonche' delle attrezzature e
dei servizi idonei al rifornimento, alla manutenzione, alla
riparazione ed alla assistenza in genere delle navi e delle
c) livello ed efficienza dei servizi di collegamento con
l'entroterra.
5. Ai fini di cui al comma 4 il Ministro dei trasporti e della
navigazione predispone, entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, uno schema di decreto, che e'
trasmesso alle regioni, le quali esprimono parere entro i successivi
novanta giorni. Decorso inutilmente tale termine si intende che il
parere sia reso in senso favorevole. Lo schema di decreto, con le
eventuali modificazioni apportate a seguito del parere delle regioni,
e' successivamente trasmesso alla Camera dei deputati ed al Senato
della Repubblica per l'espressione del parere, nei termini previsti
dai rispettivi regolamenti, da parte delle Commissioni permanenti
competenti per materia; decorsi i predetti termini il Ministro dei
trasporti e della navigazione adotta il decreto in via definitiva.
6. La revisione delle caratteristiche dimensionali, tipologiche e
funzionali di cui al comma 4, nonche' della classificazione dei
singoli scali, avviene su iniziativa delle autorita' portuali o,
laddove non istituite, delle autorita' marittime, delle regioni o del
Ministro dei trasporti e della navigazione con la procedura di cui al
(Programmazione e realizzazione delle opere
portuali. Piano regolatore portuale)
1. Nei porti di cui alla categoria II, classi I, II e III, con
esclusione di quelli aventi le funzioni di cui all'articolo 4, comma
3, lettera e), l'ambito e l'assetto complessivo del porto, ivi
comprese le aree destinate alla produzione industriale, all'attivita'
cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie, sono
rispettivamente delimitati e disegnati dal piano regolatore portuale
che individua altresi' le caratteristiche e la destinazione
funzionale delle aree interessate.
2. Le previsioni del piano regolatore portuale non possono
contrastare con gli strumenti urbanistici vigenti.
3. Nei porti di cui al comma 1 nei quali e' istituita l'autorita'
portuale, il piano regolatore e' adottato dal comitato portuale, pre-
via intesa con il comune o i comuni interessati. Nei porti di cui al
comma 1 nei quali non e' istituita l'autorita' portuale, il piano
regolatore e' adottato dall'autorita' marittima, previa intesa con il
comune o i comuni interessati. Il piano e' quindi inviato per il
parere al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che si esprime
entro quarantacinque giorni dal ricevimento dell'atto. Decorso
inutilmente tale termine, il parere si intende reso in senso
4. Il piano regolatore relativo a porti di cui alla categoria II,
classi I, II e III, esaurita la procedura di cui al comma 3, e'
sottoposto, ai sensi della normativa vigente in materia, alla
procedura per la valutazione dell'impatto ambientale ed e' quindi
approvato dalla regione.
5. Al piano regolatore portuale dei porti aventi le funzioni di
cui all'articolo 4, comma 3, lettera b), e alle relative varianti, e'
allegato un rapporto sulla sicurezza dell'ambito portuale ai fini
degli adempimenti previsti dal decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, sui rischi di incidenti rilevanti
connessi con determinate attivita' industriali e dal decreto del
Ministro dell'ambiente 20 maggio 1991, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 126 del 31 maggio 1991.
6. All'articolo 88 del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616, il numero 1) e' sostituito dal seguente:
"1) le opere marittime relative ai porti di cui alla categoria I e
alla categoria II, classe I, e le opere di preminente interesse
nazionale per la sicurezza dello Stato e della navigazione nonche'
per la difesa delle coste".
7. Sono di competenza regionale le funzioni amministrative
concernenti le opere marittime relative ai porti di cui alla
categoria II, classi II e III.
8. Spetta allo Stato l'onere per la realizzazione delle opere nei
porti di cui alla categoria I e per la realizzazione delle opere di
grande infrastrutturazione nei porti di cui alla categoria II, classi
I e II. Le regioni, il comune interessato o l'autorita' portuale
possono comunque intervenire con proprie risorse, in concorso o in
sostituzione dello Stato, per la realizzazione delle opere di grande
infrastrutturazione nei porti di cui alla categoria II, classi I e
II. Spetta alla regione o alle regioni interessate l'onere per la
realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione nei porti di
cui alla categoria II, classe III. Le disposizioni di cui al presente
comma si applicano alle regioni a statuto speciale nei limiti dei
rispettivi statuti. Le autorita' portuali, a copertura dei costi
sostenuti per le opere da esse stesse realizzate, possono imporre
soprattasse a carico delle merci imbarcate o sbarcate, oppure
aumentare l'entita' dei canoni di concessione.
9. Sono considerate opere di grande infrastrutturazione le
costruzioni di canali marittimi, di dighe foranee di difesa, di
darsene, di bacini e di banchine attrezzate , nonche'
l'escavazione e l'approfondimento dei fondali. I relativi progetti
sono approvati dal Consiglio superiore dei lavori pubblici.
10. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, sulla base delle
proposte contenute nei piani operativi triennali predisposti dalle
autorita' portuali, ai sensi dell'articolo 9, comma 3, lettera a),
individua annualmente le opere di cui al comma 9 del presente
articolo, da realizzare nei porti di cui alla categoria II, classi I
11. Per gli interventi da attuarsi dalle regioni, in conformita' ai
piani regionali dei trasporti o ai piani di sviluppo economico-
produttivo, il Ministro dei trasporti e della navigazione emana
direttive di coordinamento.
1. Nei porti di Ancona, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania,
Civitavecchia, Genova, La Spezia, Livorno, Marina di Carrara,
Messina, Napoli, Palermo, Ravenna, Savona, Taranto, Trieste e Venezia
e' istituita l'autorita' portuale con i seguenti compiti, in
conformita' agli obiettivi di cui all'articolo 1:
a) indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo
delle operazioni portuali di cui all'articolo 16, comma 1, e delle
altre attivita' commerciali ed industriali esercitate nei porti,
con poteri di regolamentazione e di ordinanza, anche in
riferimento alla sicurezza rispetto a rischi di incidenti connessi
a tali attivita' ed alle condizioni di igiene del lavoro in
attuazione dell'articolo 24;
b) manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni
nell'ambito portuale, ivi compresa quella per il mantenimento dei
fondali, previa convenzione con il Ministero dei lavori pubblici
che preveda l'utilizzazione dei fondi all'uopo disponibili sullo
stato di previsione della medesima amministrazione;
c) affidamento e controllo delle attivita' dirette alla fornitura a
titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse
generale, non coincidenti ne' strettamente connessi alle
operazioni portuali di cui all'articolo 16, comma 1, individuati
con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, da
emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
2. L'autorita' portuale ha personalita' giuridica di diritto
pubblico ed e' dotata di autonomia amministrativa salvo quanto
disposto dall'articolo 12, nonche' di autonomia di bilancio e
finanziaria nei limiti previsti dalla presente legge. Ad essa non si
applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70, e
successive modificazioni, nonche' le disposizioni di cui al decreto
legislativo 3 febbario 1993, n. 29, e successive modificazioni ed
integrazioni, fatta eccezione per quanto specificamente previsto dal
comma 2 dell'articolo 23 della presente legge.
3. La gestione patrimoniale e finanziaria dell'autorita' portuale
e' disciplinata da un regolamento di contabilita' approvato dal
Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il
Ministro del tesoro. Il conto consuntivo delle autorita' portuali e'
allegato allo stato di previsione del Ministero dei trasporti e della
navigazione per l'esercizio successivo a quello nel quale il medesimo
4. Il rendiconto della gestione finanziaria dell'autorita' portuale
e' soggetto al controllo della Corte dei conti.
5. L'esercizio delle attivita' di cui al comma 1, lettere b) e c),
e' affidato in concessione dell'autorita' portuale mediante gara
6. Le autorita' portuali non possono esercitare, ne' direttamente
ne' tramite la partecipazione in societa', operazioni portuali ed
attivita' ad esse strettamente connesse. Le autorita' portuali
possono costituire ovvero partecipare a societa' esercenti attivita'
accessorie o strumentali rispetto ai compiti istituzionali affidati
alle autorita' medesime, anche ai fini della promozione e dello
sviluppo dell'intermedialita', della logistica e delle reti
trasportistiche.
7. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con proprio
decreto, individua entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge i limiti della circoscrizione
territoriale di ciascuna autorita' portuale.
8. Nei limiti delle disponibilita' finanziarie di cui all'articolo
13, decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
Ministro dei trasporti e della navigazione, ai sensi della legge 23
agosto 1988, n. 400, possono essere istituite ulteriori autorita' in
porti di categoria II, classi I e II, non compresi tra quelli di cui
al comma 1, che nell'ultimo trienno abbiano registrato un volume di
traffico di merci non inferiore a tre milioni di tonnellate annue
al netto del 90 per cento delle rinfuse liquide o a 200.000 Twenty
Feet Equivalent Unit (TEU). A decorrere dal 1 gennaio 1995 puo'
essere Disposta l'istituzione, previa verifica dei requisiti, di
autorita' Portuali nei porti di Olbia, Piombino e Salerno.
9. Il Ministro dei trasporti e della navigazione puo' formulare la
proposta di cui al comma 8 anche su richiesta di regioni, comuni o
10. Le autorita' portuali di cui al comma 8 sono soppresse, con la
procedura di cui al medesimo comma, quando, in relazione al mutato
andamento dei traffici, vengano meno i requisiti previsti nel
suddetto comma. Con la medesima procedura, decorsi dieci anni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le
autorita' portuali di cui al comma 1 quando risulti che le stesse non
corrispondono ai requisiti di cui al comma 8.
11. In sede di prima applicazione della presente legge, le
autorita' sprovviste di sede propria possono essere ubicate presso le
sedi delle locali autorita' marittime.
12. E' fatta salva la disciplina vigente per i punti franchi
compresi nella zona del porto franco di Trieste. Il Ministro dei
trasporti e della navigazione, sentita l'autorita' portuale di
Trieste, con proprio decreto stabilisce l'organizzazione
amministrativa per la gestione di detti punti franchi.
(Organi dell'autorita' portuale)
1. Sono organi dell'autorita' portuale:
2. Gli emolumenti del presidente e dei componenti del collegio dei
revisori dei conti, nonche' i gettoni di presenza dei componenti del
comitato portuale, sono a carico del bilancio dell'autorita' e
vengono determinati dal comitato entro i limiti massimi stabiliti,
per ciascuna delle categorie e classi di cui all'articolo 4, con
decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, da adottare
3. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
vengono disposti la revoca del mandato del presidente e lo
scioglimento del comitato portuale qualora:
a) decorso il termine di cui all'articolo 9, comma 3, lettera a),
il piano operativo triennale non sia approvato nel successivo termine
di trenta giorni;
b) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 31 DICEMBRE 1997, N. 457;
4. Con il decreto di cui al comma 3, il Ministro dei trasporti e
della navigazione nomina altresi' un commissario che esercita, per un
periodo massimo di sei mesi, le attribuzioni conferitegli con il
decreto stesso. Nel caso di cui al comma 3, lettera c), il
commissario deve comunque adottare, entro sessanta giorni dalla
nomina, un piano di risanamento. A tal fine il commissario puo'
imporre oneri aggiuntivi a carico delle merci sbarcate e imbarcate
(Presidente dell'autorita' portuale)
1. Il presidente e' nominato, previa intesa con la regione
interessata, con decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione, nell'ambito di una terna di esperti di massima e
comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia dei
trasporti e portuale designati rispettivamente dalla provincia, dai
comuni e dalle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, la cui competenza territoriale coincide, in tutto o in
parte, con la circoscrizione di cui all'articolo 6, comma 7. La terna
e' comunicata al Ministro dei trasporti e della navigazione tre mesi
prima della scadenza del mandato. Il Ministro, con atto motivato,
puo' chiedere di comunicare entro trenta giorni dalla richiesta una
seconda terna di candidati nell'ambito della quale effettuare la
nomina. Qualora non pervenga nei termini alcuna designazione, il
Ministro nomina il presidente, previa intesa con la regione
interessata, comunque tra personalita' che risultano esperte e di
massima e comprovata qualificazione professionale nei settori
dell'economia dei trasporti e portuale.
2. Il presidente ha la rappresentanza dell'autorita' portuale,
resta in carica quattro anni e puo' essere riconfermato una sola
volta. In sede di prima applicazione della presente legge la
terna di cui al comma 1 e' comunicata al Ministro dei trasporti
e della navigazione entro il 31 marzo 1995. Entro tale data le
designazioni gia' pervenute devono essere comunque confermate
qualora gli enti di cui al comma 1 non intendano procedere a nuova
2-bis. I presidenti, nominati ai sensi del comma 2, assumono tutti
i compiti dei commissari di cui all'articolo 20, commi 1, 2 e 3.
3. Il presidente dell'autorita' portuale:
b) sottopone al comitato portuale, per l'approvazione, il piano
operativo triennale;
c) sottopone al comitato portuale, per l'adozione, il piano
regolatore portuale;
d) sottopone al comitato portuale gli schemi di delibere
riguardanti il bilancio preventivo e le relative variazioni, il conto
consuntivo e il trattamento del segretario generale, nonche' il
recepimento degli accordi contrattuali relativi al personale della
segreteria tecnico-operativa;
e) propone al comitato portuale gli schemi di delibere riguardanti
le concessini di cui all'articolo 6, comma 5;
f) provvede al coordinamento delle attivita' svolte nel porto
dalle pubbliche amministrazioni, nonche' al coordinamento e al
controllo delle attivita' soggette ad autorizzazione e concessione, e
dei servizi portuali;
g) LETTERA ABROGATA DAL D.L. N. 535/1996 CONVERTITO IN LEGGE
N. 647/1996
h) amministra le aree e i beni del demanio marittimo compresi
nell'ambito della circoscrizione territoriale di cui all'articolo 6,
comma 7, sulla base delle disposizioni di legge in materia,
esercitando, sentito il comitato portuale, le attribuzioni stabilite
negli articoli da 36 a 55 e 68 del codice della navigazione e
nelle relative norme di attuazione;
i) esercita le competenze attribuite all'autorita' portuale dagli
articoli 16 e 18 e rilascia, sentito il comitato portuale, le
autorizzazioni e le concessioni di cui agli stessi articoli quando
queste abbiano durata non superiore a quattro anni, determinando
l'ammontare dei relativi canoni, nel rispetto delle disposizioni
contenute nei decreti del Ministro dei trasporti e della navigazione
di cui, rispettivamente, all'articolo 16, comma 4, e all'articolo 18,
commi 1 e 3;
l) promuove l'istituzione dell'associazione del lavoro portuale di
cui all'articolo 17;
m) assicura la navigabilita' nell'ambito portuale e provvede,
con l'intervento del servizio escavazione porti di cui all'articolo
26, e, in via subordinata, con le modalita' di cui all'articolo 6,
comma 5, al mantenimento ed approfondimento dei fondali, fermo
restando quanto disposto dall'articolo 5, commi 8 e 9, sulla base di
progetti sottoposti al visto del competente ufficio speciale del
genio civile per le opere marittime, nel rispetto della normativa
sulla tutela ambientale, anche adottando, nei casi indifferibili di
necessita' ed urgenza, provvedimenti di carattere coattivo; nei casi
di interventi urgenti e straordinari di escavazione provvede, anche
ricorrendo a modalita' diverse da quelle di cui all'articolo 6, comma
5. Ai fini degli interventi di escavazione e manutenzione dei fondali
puo' indire, assumendone la presidenza, una conferenza di servizi con
n) esercita i compiti di proposta in materia di delimitazione
delle zone franche, sentite l'autorita' marittima e le
amministrazioni locali interessate.
n-bis) esercita ogni altra competenza che non sia attribuita dalla
presente legge agli altri organi dell'autorita' portuale .
(Comitato portuale)
1. Il comitato portuale e' composto:
a) dal presidente dell'autorita' portuale, che lo presiede;
b) dal comandante del porto sede dell'autorita' portuale, con
funzione di vice presidente;
c) da un dirigente dei servizi doganali della circoscrizione
doganale competente, in rappresentanza del Ministero delle finanze;
d) da un dirigente del competente ufficio speciale del genio
civile per le opere marittime, in rappresentanza del Ministero dei
g) dal sindaco del comune in cui e' ubicato il porto, qualora la
circoscrizione territoriale dell'autorita' portuale comprenda il
territorio di un solo comune, o dai sindaci dei comuni ricompresi
nella circoscrizione medesima, ovvero da loro delegati;
h) dal presidente della camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura competente per territorio o, in sua vece,
da un membro della giunta da lui delegato;
I rappresentanti sono designati ciascuno dalle rispettive
organizzazioni nazionali di categoria, fatta eccezione del
rappresentante di cui al n. 6) che e' designato dal comitato centrale
dell'albo degli autotrasportatori;
l) da sei rappresentanti dei lavoratori, dei quali cinque eletti
dai lavoratori delle imprese che operano nel porto ed uno eletto dai
dipendenti dell'Autorita' portuale, secondo modalita' stabilite con
decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione. In sede di
prima applicazione della presente legge i rappresentanti dei
lavoratori vengono designati dalle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative a livello nazionale e restano in carica
per un quadriennio.
l-bis) un rappresentante delle imprese ferroviarie operanti nei
porti, nominato dal presidente dell'Autorita' portuale.
2. I componenti di cui alle lettere i), l) e l-bis) del comma 1
sono nominati dal presidente e durano in carica per un quadriennio
dalla data di insediamento del comitato portuale, in prima
costituzione o rinnovato. Le loro designazioni devono pervenire al
presidente entro due mesi dalla richiesta, avanzata dallo stesso due
mesi prima della scadenza del mandato dei componenti. La nomina dei
nuovi componenti il comitato portuale spettera' in ogni caso al nuovo
presidente dopo la sua nomina o il suo rinnovo. Decorso inutilmente
il termine per l'invio di tutte le designazioni, il comitato portuale
e' validamente costituito nella composizione risultante dai membri di
diritto e dai membri di nomina del presidente gia' designati e
nominati. I membri nominati e designati nel corso del quadriennio
restano in carica fino al compimento del quadriennio stesso. In sede
di prima applicazione, la designazione dei componenti di cui al
presente comma deve pervenire entro trenta giorni dalla data di
a) approva, entro novanta giorni dal suo insediamento, su proposta
del presidente, il piano operativo triennale, soggetto a revisione
annuale, concernente le strategie di sviluppo delle attivita'
portuali e gli interventi volti a garantire il rispetto degli
c) approva la relazione annuale sull'attivita' promozionale,
organizzativa ed operativa del porto, sulla gestione dei servizi di
interesse generale e sulla manutenzione delle parti comuni
nell'ambito portuale, nonche' sull'amministrazione delle aree e dei
beni del demanio marittimo ricadenti nella circoscrizione
territoriale dell'autorita' portuale, da inviare entro il 30 aprile
dell'anno successivo ai Ministero dei trasporti e della navigazione;
d) approva il bilancio preventivo, obbligatoriamente in pareggio o
in avanzo, le note di variazione e il conto consuntivo;
e) delibera in ordine alle concessioni di cui all'articolo 6,
f) esprime i pareri di cui all'articolo 8, comma 3, lettere h) ed
g) delibera, su proposta del presidente, in ordine alle
autorizzazioni e alle concessioni di cui agli articoli 16 e 18 di
durata superiore ai quattro anni, determinando l'ammontare dei
relativi canoni, nel rispetto delle disposizioni contenute nei
decreti del Ministro dei trasporti e della navigazione di cui,
rispettivamente, all'articolo 16, comma 4, e all'articolo 18, commi 1
h) delibera, su proposta del presidente, la nomina e l'eventuale
revoca del segretario generale;
i) delibera, su proposta del presidente, sentito il segretario
generale, l'organico della segreteria tecnico-operativa di cui
all'articolo 10, allegando una relazione illustrativa delle esigenze
di funzionalita' che lo giustificano;
l) delibera in materia di recepimento degli accordi contrattuali
relativi al personale della segreteria tecnico-operativa di cui
m) delibera in ordine agli accordi sostitutivi di cui all'articolo
18, comma 4;
n) promuove e sovrintende all'attuazione delle norme di cui
all'articolo 23.
n-bis) approva, su proposta del Presidente, il regolamento di
contabilita', da inviare al Ministero dei trasporti e della
n-ter) approva, su proposta del Presidente, la partecipazione delle
autorita' portuali alle societa' di cui all'articolo 6, comma 6 .
4. Il comitato portuale si riunisce, su convocazione del
presidente, di norma una volta al mese, e ogni qualvolta lo richieda
un terzo dei componenti. Per la validita' delle sedute e' richiesta
la presenza della meta' piu' uno dei componenti in prima convocazione
e di un terzo dei medesimi in seconda convocazione. Le deliberazioni
sono assunte a maggioranza dei presenti. Il comitato adotta un
regolamento per disciplinare lo svolgimento delle sue attivita'.
5. Fatto salvo quanto previsto per l'approvazione del piano
regolatore portuale, le deliberazioni del comitato portuale, adottate
con il voto favorevole dei rappresentanti delle amministrazioni
pubbliche competenti, a norma delle vigenti leggi, ad adottare
intese, concerti e pareri nelle materie oggetto delle deliberazioni
medesime, tengono luogo dei predetti atti.
(Segretariato generale)
1. Il segretariato generale e' composto dal segretario generale e
dalla segreteria tecnico-operativa.
2. Il segretario generale e' nominato dal comitato portuale, su
proposta del presidente, tra esperti di comprovata qualificazione
professionale nel settore disciplinato dalla presente legge.
3. Il segretario generale e' assunto con contratto di diritto
privato di durata quadriennale, rinnovabile per una sola volta. Il
segretario generale puo' essere rimosso in qualsiasi momento
dall'incarico su proposta del presidente, con delibera del comitato
a) e' preposto alla segreteria tecnico-operativa;
b) provvede agli adempimenti necessari al funzionamento
dell'autorita' portuale;
c) cura l'istruttoria degli atti di competenza del presidente e
del comitato portuale;
d) cura i rapporti, ai fini del coordinamento delle rispettive
attivita', con le amministrazioni statali, regionali e degli enti
e) cura l'attuazine delle direttive del presidente e del comitato
portuale;
f) elabora il piano regolatore portuale, avvalendosi della
g) riferisce al comitato portuale sullo stato di attuazione dei
piani di intervento e di sviluppo delle strutture portuali e
sull'organizzazione economico-produttiva delle attivita' portuali;
h) provvede alla tenuta dei registri di cui all'articolo 24, comma
5. Per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell'autorita', il
segretario generale si avvale di una segreteria tecnico-operativa,
composta, in sede di prima applicazione della presente legge, da
personale proveniente dalle organizzazioni portuali, in un
contingente e in una composizione qualitativa determinata ai sensi
dell'articolo 9 in relazione alle specifiche esigenze di ciascun
6. Il rapporto di lavoro del personale delle Autorita' portuali
e' di diritto privato ed e' disciplinato dalle disposizioni del
codice civile libro V - titolo I - capi II e III, titolo II - capo I,
e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa. Il
suddetto rapporto e' regolato da contratti collettivi nazionali di
lavoro, sulla base di criteri generali stabiliti con decreto del
Ministro dei trasporti e della navigazione, che dovranno tener conto
anche della compatibilita' con le risorse economiche, finanziarie e
di bilancio; detti contratti sono stipulati dall'associazione
rappresentativa delle Autorita' portuali per la parte datoriale e
dalle organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresentative
del personale delle Autorita' portuali per la parte sindacale.
effettivi e tre supplementi, nominati con decreto del Ministro dei
trasporti e della navigazione, nell'ambito degli iscritti all'albo
dei revisori ufficiali dei conti. Un membro effettivo, con funzioni
di presidente, ed un membro supplente sono nominati su designazione
del Ministro del tesoro. Fino al 31 dicembre 1995,
i revisori di cui al presente articolo sono nominati fra coloro che
sono in possesso dei requisiti prescritti per l'iscrizione e al
registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 88, dietro presentazione di dichiarazione
sostitutiva di atto di notorieta' da parte di ciascun interessato ai
sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15.
a) provvede al riscontro degli atti di gestione, accerta la
regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili ed effettua
trimestralmente le verifiche di cassa;
b) redige una relazione sul conto consuntivo e riferisce
periodicamente al Ministro dei trasporti e della navigazione;
c) assiste alle riunioni del comitato portuale con almeno uno dei
(Vigilanza sull'autorita' portuale)
1. L'autorita' portuale e' sottoposta alla vigilanza del Ministro
dei trasporti e della navigazione.
2. Sono sottoposte all'approvazione dell'autorita' di vigilanza le
delibere del presidente e del comitato portuale relative:
a) all'approvazione del bilancio di previsione, delle eventuali
note di variazione e del conto consuntivo;
b) alla determinazione dell'organico della segreteria tecnico-
c) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 30 DICEMBRE 1997, N. 457 .
3. La vigilanza sulle delibere di cui al comma 2, lettera a), e'
esercitata dal Ministro dei trasporti e della navigazione di concerto
con il Ministro del tesoro.
4. Qualora l'approvazione dell'autorita' di vigilanza non
intervenga entro quarantacinque giorni dalla data di ricevimento
delle delibere, esse sono esecutive.
(Risorse finanziare delle autorita' portuali)
1. Le entrate delle autorita' portuali sono costituite:
a) dai canoni di concessione delle aree demaniali e delle banchine
comprese nell'ambito portuale, di cui all'articolo 18, e delle aree
demaniali comprese nelle circoscrizioni territoriali di cui
all'articolo 6, comma 7, nonche' dai proventi di autorizzazioni per
operazioni portuali di cui all'articolo 16. Le autorita' portuali non
possono determinare canoni di concessione demaniale marittima per
scopi turistico-ricreativi, fatta eccezione per i canoni di
concessione di aree destinate a porti turistici, in misura piu'
elevata di quanto stabilito dalle autorita' marittime per aree
contigue e concesse allo stesso fine;
b) dagli eventuali proventi derivanti dalle cessioni di impianti
di cui all'articolo 18, comma 1, lettere a) e b);
c) salvo quanto previsto all'articolo 28, comma 6, dal gettito
delle tasse sulle merci sbarcate e imbarcate di cui al capo III del
titolo II della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e all'articolo 1 della
legge 5 maggio 1976, n. 355, e successive modificazioni e
d) dai contributi delle regioni, degli enti locali e di altri enti
ed organismi pubblici;
2. Dal 1 gennaio 1995 cessano di essere erogati i contributi
alle organizzazioni portuali previsti dalle rispettive leggi
istitutive, nonche' gli stanziamenti per le spese per l'installazione
e l'acquisto di impianti portuali nei porti di Ancona, Cagliari, La
Spezia, Livorno e Messina.
2-bis. Le Autorita' portuali possono avvalersi, per la riscossione
coattiva dei canoni demaniali e degli altri proventi di loro
competenza, della procedura ingiuntiva di cui al regio decreto 14
aprile 1910, n. 639.
(Competenze dell'autorita' marittima)
1. Ferme restando le competenze attribuite dalla presente legge
alle autorita' portuali e, per i soli compiti di programmazione,
coordinamento e promozione nonche' nell'ambito della pianificazione
delle opere portuali, alla formulazione ed elaborazione di piani
triennali da proporre al Ministro dei trasporti e della navigazione,
alle aziende speciali delle camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, istituite ai sensi dell'articolo 32 del
testo unico approvato con regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011,
spettano all'autorita' marittima le funzioni di polizia e di
sicurezza previste dal codice della navigazione e dalle leggi
speciali, e le rimanenti funzioni amministrative.
1-bis. I servizi tecnico-nautici di pilotaggio, rimorchio,
ormeggio e battellaggio sono servizi di interesse generale atti a
garantire nei porti, ove essi sono istituiti, la sicurezza della
navigazione e dell'approdo. Per il pilotaggio l'obbligatorieta' e'
stabilita con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione.
Per gli altri servizi l'autorita' marittima puo' renderne
obbligatorio l'impiego tenuto conto della localizzazione e delle
strutture impiegate. I criteri e i meccanismi di formazione delle
tariffe dei servizi di pilotaggio, rimorchio, ormeggio e battellaggio
sono stabiliti dal Ministero dei trasporti e della navigazione sulla
base di un'istruttoria condotta congiuntamente dal comando generale
del Corpo delle capitanerie di porto e dalle rappresentanze unitarie
delle Autorita' portuali, dei soggetti erogatori dei servizi e
dell'utenza portuale.
1-ter. Nei porti sede di Autorita' portuale la disciplina e
l'organizzazione dei servizi di cui al comma 1-bis sono stabilite
dall'Autorita' marittima di intesa con l'Autorita' portuale. In
difetto di intesa provvede il Ministro dei trasporti e della
1. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione e'
istituita in ogni porto una commissione consultiva composta da cinque
rappresentanti dei lavoratori delle imprese che operano nel porto, da
un rappresentante dei dipendenti dell'Autorita' portuale o
dell'organizzazione portuale e da sei rappresentanti delle categorie
imprenditoriali, designati secondo le procedure indicate all'articolo
9, comma 1, lettere i) ed l). Nei porti ove non esista Autorita'
portuale i rappresentanti dei lavoratori delle imprese sono in numero
di sei. La commissione e' presieduta dal presidente dell'Autorita'
portuale ovvero, laddove non istituita, dal comandante del porto.
1-bis. La designazione dei rappresentanti dei lavoratori delle
imprese e delle categorie imprenditoriali indicate al comma 1 deve
pervenire al Ministro dei trasporti e della navigazione entro trenta
giorni dalla richiesta; l'inutile decorso del termine non pregiudica
il funzionamento dell'organo.
2. La commissione di cui al comma 1 ha funzioni consultive in
ordine al rilascio, alla sospensione o alla revoca delle
autorizzazioni e delle concessioni di cui rispettivamente agli
articoli 16 e 18, nonche' in ordine all'organizzazione del lavoro in
porto, agli organici delle imprese, all'avviamento della manodopera e
alla formazione professionale dei lavoratori.
3. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione e'
istituita la commissione consultiva centrale, composta dal direttore
generale del lavoro marittimo e portuale del Ministero dei trasporti
e della navigazione, che la presiede; da sei rappresentanti delle
categorie imprenditoriali di cui all'articolo 9, comma 1; da sei
rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori
maggiormente rappresentative a livello nazionale; da tre
rappresentanti delle regioni marittime designati dalla Conferenza
Autonome di Trento e di Bolzano; da un dirigente del Ministero dei
trasporti e della navigazione, da un ufficiale superiore del Comando
generale del corpo di capitaneria di porto, da un dirigente del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, da un dirigente del
Ministero della sanita' e dal presidente dell'Associazione porti
italiani. La commissione di cui al presente comma ha compiti
consultivi sulle questioni attinenti all'organizzazione portuale ed
alla sicurezza e igiene del lavoro ad essa sottoposte dal Ministro
dei trasporti e della navigazione ovvero dalle Autorita' portuali,
dalle autorita' marittime e dalle commissioni consultive locali. La
designazione dei membri deve pervenire entro trenta giorni dalla
richiesta; l'inutile decorso del termine non pregiudica il
funzionamento dell'organo.
(Operazioni portuali)
1. Sono operazioni portuali il carico, lo scarico, il trasbordo, il
deposito, il movimento in genere delle merci e di ogni altro
materiale, svolti nell'ambito portuale. Sono servizi portuali
quelli riferiti a prestazioni specialistiche, complementari e
accessorie al ciclo delle operazioni portuali. I servizi ammessi sono
individuati dalle autorita' portuali, o, laddove non istituite, dalle
autorita' marittime, attraverso una specifica regolamentazione da
emanare in conformita' dei criteri vincolanti
fissati con decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione. (2) 8
2.Le autorita' portuali o, laddove non istituite, le autorita'
marittime disciplinano e vigilano sull'espletamento delle
operazioni portuali e dei servizi portuali , nonche'
sull'applicazione delle tariffe indicate da ciascuna impresa ai
sensi del comma 5 , riferendo periodicamente al Ministro dei
trasporti e della navigazione .
3.L'esercizio delle attivita' di cui al comma 1, espletate per
conto proprio o di terzi, e' soggetto ad autorizzazione
dell'autorita' portuale o, laddove non istituita, dell'autorita'
marittima. Detta autorizzazione riguarda lo svolgimento di
operazioni portuali di cui al comma 1 previa verifica del
possesso da parte del richiedente dei requisiti di cui al comma
4, oppure di uno o piu' servizi portuali di cui al comma 1, da
individuare nell'autorizzazione stessa. Le imprese autorizzate
sono iscritte in appositi registri distinti tenuti
dall'autorita' portuale o, laddove non istituita, dall'autorita'
marittima e sono soggette al pagamento di un canone annuo e alla
prestazione di una cauzione determinati dalle medesime autorita'.
3-bis. Le operazioni ed i servizi portuali di cui al comma 1 non
possono svolgersi in deroga alla legge 23 ottobre 1960, n. 1369,
salvo quanto previsto dall'articolo 17.
4.Ai fini del rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 3 da
parte dell'autorita' competente, il Ministro dei trasporti e
della navigazione, con proprio decreto, da emanarsi entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
a) i requisiti di carattere personale e tecnico-organizzativo, di
capacita' finanziaria, di professionalita' degli operatori e
delle imprese richiedenti, adeguati alle attivita' da espletare,
tra i quali la presentazione di un programma operativo e la
determinazione di un organico di lavoratori alle dirette
dipendenze comprendente anche i quadri dirigenziali;
b) i criteri, le modalita' e i termini in ordine al rilascio, alla
sospensione e alla revoca dell'atto autorizzatorio, nonche' ai
relativi controlli;
c) i parametri per definire i limiti minimi e massimi dei canoni
annui e della cauzione in relazione alla durata ed alla
specificita' dell'autorizzazione, tenuti presenti il volume degli
investimenti e le attivita' da espletare;
d) i criteri inerenti il rilascio di autorizzazioni specifiche per
l'esercizio di operazioni portuali, da effettuarsi all'arrivo o
alla partenza di navi dotate di propri mezzi meccanici e di
proprio personale adeguato alle operazioni da svolgere, nonche'
per la determinazione di un corrispettivo e di idonea cauzione.
Tali autorizzazioni non rientrano nel numero massimo di cui al
5.Le tariffe delle operazioni portuali di cui al comma 1 sono rese
pubbliche. Le imprese autorizzate ai sensi del comma 3 devono
comunicare all'autorita' portuale o, laddove non istituita,
all'autorita' marittima le tariffe che intendono praticare nei
confronti degli utenti, nonche' ogni successiva variazione.
6.L'autorizzazione ha durata rapportata al programma operativo
proposto dall'impresa ovvero, qualora l'impresa autorizzata sia
anche titolare di concessione ai sensi dell'articolo 18, durata
identica a quella della concessione medesima; l'autorizzazione
puo' essere rinnovata in relazione a nuovi programmi operativi o
a seguito del rinnovo della concessione. L'autorita' portuale o,
laddove non istituita, l'autorita' marittima sono tenute a
verificare, con cadenza almeno annuale, il rispetto delle
condizioni previste nel programma operativo.
7.L'autorita' portuale o, laddove non istituita, l'autorita'
marittima, sentita la commissione consultiva locale, determina il
numero massimo di autorizzazioni che possono essere rilasciate ai
sensi del comma 3, in relazione alle esigenze di funzionalita'
del porto e del traffico, assicurando, comunque, il massimo della
7-bis) Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai
depositi e stabilimenti di prodotti petroliferi e chimici allo
stato liquido , nonche' di altri prodotti affini, siti in ambito
7-ter. Le autorita' portuali o, laddove non istituite, le
autorita' marittime, devono pronunciarsi sulle richieste di
autorizzazione di cui al presente articolo entro novanta giorni
dalla richiesta, decorsi i quali, in assenza di diniego motivato,
la richiesta si intende accolta.
(Disciplina della fornitura del lavoro portuale temporaneo).
1. Il presente articolo disciplina la fornitura di lavoro
temporaneo, anche in deroga all'articolo 1 della legge 23 ottobre
1960, n. 1369, alle imprese di cui agli articoli 16 e 18 per
l'esecuzione delle operazioni portuali e dei servizi portuali
autorizzati ai sensi dell'articolo 16, comma 3.
marittime, autorizzano l'erogazione delle prestazioni di cui al
comma 1 da parte di una impresa, la cui attivita' deve essere
esclusivamente rivolta alla fornitura di lavoro temporaneo per
l'esecuzione delle operazioni e dei servizi portuali, da
individuare secondo una procedura accessibile ad imprese italiane
e comunitarie. Detta impresa, che deve essere dotata di adeguato
personale e risorse proprie con specifica caratterizzazione di
professionalita' nell'esecuzione delle operazioni portuali, non
deve esercitare direttamente o indirettamente le attivita' di cui
agli articoli 16 e 18 e le attivita' svolte dalle societa' di cui
all'articolo 21, comma 1, lettera a), ne' deve essere detenuta
direttamente o indirettamente da una o piu' imprese di cui agli
articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), e neppure deve
detenere partecipazioni anche di minoranza in una o piu' imprese
di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a),
impegnandosi, in caso contrario, a dismettere dette attivita' e
partecipazioni prima del rilascio dell'autorizzazione.
3.L'autorizzazione di cui al comma 2 viene rilasciata
marittima entro centoventi giorni dall'individuazione
dell'impresa stessa e, comunque, subordinatamente all'avvenuta
dismissione di ogni eventuale attivita' e partecipazione di cui
al medesimo comma. L'impresa subentrante e' tenuta a
corrispondere il valore di mercato di dette attivita' e
partecipazioni all'impresa che le dismette.
4.L'autorita' portuale o, laddove non istituita, l'autorita'
marittima individua le procedure per garantire la continuita' del
rapporto di lavoro a favore dei soci e dei dipendenti
dell'impresa di cui all'articolo 21, comma 1, lettera b), nei
confronti dell'impresa autorizzata.
5.Qualora non si realizzi quanto previsto dai commi 2 e 3, le
prestazioni di cui al comma 1, vengono erogate da agenzie
promosse dalle autorita' portuali o, laddove non istituite, dalle
autorita' marittime e soggette al controllo delle stesse e la cui
gestione e' affidata ad un organo direttivo composto da
rappresentanti delle imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21,
comma 1, lettera a). Ai fini delle prestazioni di cui al comma 1,
l'agenzia assume i lavoratori impiegati presso le imprese di cui
all'articolo 21, comma 1, lettera b), che cessano la propria
attivita'. Con decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione, di concerto con il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, sono adottate le norme per l'istituzione ed
il funzionamento dell'agenzia.
6.L'impresa di cui al comma 2 e l'agenzia di cui al comma 5,
qualora non abbiano personale sufficiente per far fronte alla
fornitura di lavoro temporaneo prevista al comma 1, possono
rivolgersi, quali imprese utilizzatrici, ai soggetti abilitati
alla fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo previsti
all'articolo 2 della legge 24 giugno 1997, n. 196.
7.Nell'ambito delle trattative per la stipula del contratto
collettivo nazionale dei lavoratori portuali previste al comma 13
le parti sociali individuano:
a) i casi in cui il contratto di fornitura di lavoro temporaneo
puo' essere concluso ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera
a), della legge n. 196 del 1997;
b) le qualifiche professionali alle quali si applica il divieto
previsto dall'articolo 1, comma 4, lettera a), della legge n. 196
c) la percentuale massima dei prestatori di lavoro temporaneo in
rapporto ai lavoratori occupati nell'impresa utilizzatrice,
secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 8, della legge n.
196 del 1997;
d) i casi per i quali puo' essere prevista una proroga dei
contratti di lavoro a tempo determinato ai sensi dell'articolo 3,
comma 4, della legge n. 196 del 1997;
e) le modalita' di retribuzione dei trattamenti aziendali
previsti all'articolo 4, comma 2, della legge n. 196 del 1997.
8.Al fine di favorire la formazione professionale, l'impresa di
cui al comma 2 e l'agenzia di cui al comma 5 realizzano
iniziative rivolte al soddisfacimento delle esigenze di
formazione dei prestatori di lavoro temporaneo. Dette iniziative
possono essere finanziate anche con i contributi previsti
dall'articolo 5 della legge n. 196 del 1997.
9.L'impresa di cui al comma 2 e l'agenzia di cui al comma 5 non
costituiscono imprese incaricate della gestione di servizi di
interesse economico generale o aventi carattere di monopolio
fiscale ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 2, del Trattato che
istituisce la Comunita' europea.
10. Le autorita' portuali o, laddove non istituite, le autorita'
marittime adottano specifici regolamenti volti a controllare le
attivita' effettuate dai soggetti di cui ai commi 2 e 5 anche al
fine di verificare l'osservanza dell'obbligo di parita' di
trattamento nei confronti delle imprese di cui agli articoli 16,
18 e 21, comma 1, lettera a), e della capacita' di prestare le
attivita' secondo livelli quantitativi e qualitativi adeguati.
a) criteri per la determinazione e applicazione delle tariffe da
approvare dall'autorita' portuale o, laddove non istituita,
b) disposizioni per la determinazione qualitativa e quantitativa
degli organici dell'impresa di cui al comma 2 e dell'agenzia di
cui al comma 5 in rapporto alle effettive esigenze delle
attivita' svolte;
c) predisposizione di piani e programmi di formazione
professionale sia ai fini dell'accesso alle attivita' portuali,
sia ai fini dell'aggiornamento e della riqualificazione dei
d) procedure di verifica e di controllo da parte delle autorita'
portuali o, laddove non istituite, delle autorita' marittime
circa l'osservanza delle regolamentazioni adottate;
11. Ferme restando le competenze dell'Autorita' garante della
concorrenza e del mercato, le autorita' portuali o, laddove non
istituite, le autorita' marittime, che hanno rilasciato le
autorizzazioni di cui al comma 2, possono sospenderne l'efficacia
o, nei casi piu' gravi, revocarle allorquando accertino la
violazione degli obblighi nascenti dall'esercizio dell'attivita'
autorizzata. Nel caso in cui la violazione sia commessa da
agenzie di cui al comma 5, le autorita' portuali o, laddove non
istituite, le autorita' marittime possono disporre la
sostituzione dell'organo di gestione dell'agenzia stessa.
12. La violazione delle disposizioni tariffarie, previste dai
regolamenti di cui al comma 10, e' punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria da lire 10 milioni a lire 60 milioni.
13. Le autorita' portuali o, laddove non istituite, le autorita'
marittime inseriscono negli atti di autorizzazione di cui al
presente articolo, nonche' in quelli previsti dall'articolo 16 e
negli atti di concessione di cui all'articolo 18, disposizioni
volte a garantire ai lavoratori e ai soci lavoratori di
cooperative un trattamento normativo e retributivo minimo
inderogabile. Per i predetti fini il Ministero dei trasporti e
della navigazione, di concerto con il Ministero del lavoro e
della previdenza sociale, promuove specifici incontri fra le
rappresentative a livello nazionale, le rappresentanze delle
imprese, dell'utenza portuale e delle imprese di cui all'articolo
21, comma 1, e l'associazione fra le autorita' portuali, volti a
determinare la stipula di un contratto collettivo di lavoro unico
nazionale di riferimento. Fino alla stipula di tale contratto le
predette parti determinano a livello locale i trattamenti
normativi e retributivi di riferimento per l'individuazione del
minimo inderogabile.
14. Le autorita' portuali esercitano le competenze di cui al
presente articolo previa deliberazione del comitato portuale,
sentita la commissione consultiva. Le autorita' marittime
esercitano le competenze di cui al presente articolo sentita la
15. Le parti sociali indicate al comma 13 regolano le modalita' di
retribuzione delle giornate di mancato avviamento al lavoro dei
lavoratori impiegati presso i soggetti di cui ai commi 2 e 5,
sulla base delle disposizioni dell'articolo 2, comma 28, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ove ricorrano le condizioni
dettate dall'articolo 1 del decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale 27 novembre 1997, n. 477, il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
economica, emana i regolamenti previsti dall'articolo 2, comma
28, della citata legge n. 662 del 1996. 8
1. L'Autorita' portuale e, dove non istituita, ovvero prima del suo
insediamento, l'organizzazione portuale o l'autorita' marittima danno
in concessione le aree demaniali e le banchine comprese nell'ambito
portuale alle imprese di cui all'articolo 16, comma 3, per
l'espletamento delle operazioni portuali, fatta salva l'utilizzazione
degli immobili da parte di amministrazioni pubbliche per lo
svolgimento di funzioni attinenti ad attivita' marittime e portuali.
E' altresi' sottoposta a concessione da parte dell'Autorita'
portuale, e laddove non istituita dall'autorita' marittima, la
realizzazione e la gestione di opere attinenti alle attivita'
marittime e portuali collocate a mare nell'ambito degli specchi
acquei esterni alle difese foranee anch'essi da considerarsi a tal
fine ambito portuale, purche' interessati dal traffico portuale e
dalla prestazione dei servizi portuali anche per la realizzazione di
impianti destinati ad operazioni di imbarco e sbarco rispondenti alle
funzioni proprie dello scalo marittimo, come individuati ai sensi
dell'articolo 4, comma 3. Le concessioni sono affidate, previa
determinazione dei relativi canoni, anche commisurati all'entita' dei
traffici portuali ivi svolti, sulla base di idonee forme di
pubblicita', stabilite dal Ministro dei trasporti e della
navigazione, di concerto con il Ministro delle finanze, con proprio
decreto. Con il medesimo decreto sono altresi' indicati:
a) la durata della concessione, i poteri di vigilanza e controllo
delle Autorita' concedenti, le modalita' di rinnovo della
concessione ovvero di cessione degli impianti a nuovo
b) i limiti minimi dei canoni che i concessionari sono tenuti a
1-bis. Sono fatti salvi, fino alla scadenza del titolo concessorio,
i canoni stabiliti dalle autorita' portuali relativi a concessioni
gia' assentite alla data di entrata in vigore del decreto di cui al
2. Con il decreto di cui al comma 1 sono altresi' indicati i
criteri cui devono attenersi le autorita' portuali o marittime nel
rilascio delle concessioni al fine di riservare nell'ambito portuale
spazi operativi allo svolgimento delle operazioni portuali da parte
di altre imprese non concessionarie.
3. Con il decreto di cui al comma 1, il Ministro dei trasporti e
della navigazione adegua la disciplina relativa alle concessioni di
aree e banchine alle normative comunitarie.
4. Per le iniziative di maggiore rilevanza, il presidente
dell'autorita' portuale puo' concludere, previa delibera del comitato
portuale, con le modalita' di cui al comma 1, accordi sostitutivi
della concessione demaniale ai sensi dell'articolo 11 della legge 7
5. Le concessioni o gli accordi sostitutivi di cui al comma 4
possono comprendere anche la realizzazione di opere infrastrutturali.
6. Ai fini del rilascio della concessione di cui al comma 1 e'
richiesto che i destinatari dell'atto concessorio:
a) presentino, all'atto della domanda, un programma di attivita',
assistito da idonee garanzie, anche di tipo fideiussorio, volto
all'incremento dei traffici e alla produttivita' del porto;
b) possiedano adeguate attrezzature tecniche ed organizzative, idonee
anche dal punto di vista della sicurezza a soddisfare le esigenze
di un ciclo produttivo ed operativo a carattere continuativo ed
integrato per conto proprio e di terzi;
c) prevedano un organico di lavoratori rapportato al programma di
attivita' di cui alla lettera a).
7. In ciascun porto l'impresa concessionaria di un'area demaniale
deve esercitare direttamente l'attivita' per la quale ha ottenuto la
concessione, non puo' essere al tempo stesso concessionaria di altra
area demaniale nello stesso porto, a meno che l'attivita' per la
quale richiede una nuova concessione sia differente da quella di cui
alle concessioni gia' esistenti nella stessa area demaniale, e non
puo' svolgere attivita' portuali in spazi diversi da quelli che le
sono stati assegnati in concessione. Su motivata richiesta
dell'impresa concessionaria, l'autorita' concedente puo' autorizzare
l'affidamento ad altre imprese portuali, autorizzate ai sensi
dell'articolo 16, dell'esercizio di alcune attivita' comprese nel
8. L'autorita' portuale o, laddove non istituita, l'autorita'
marittima sono tenute ad effettuare accertamenti con cadenza annuale
al fine di verificare il permanere dei requisiti in possesso al
momento del rilascio della concessione e l'attuazione degli
investimenti previsti nel programma di attivita' di cui al comma 6,
9. In caso di mancata osservanza degli obblighi assunti da parte
del concessionario, nonche' di mancato raggiungimento degli obiettivi
indicati nel programma di attivita', di cui al comma 6, lettera a),
senza giustificato motivo, l'autorita' portuale o, laddove non
istituita, l'autorita' marittima revocano l'atto concessorio.
9-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai
depositi e stabilimenti di prodotti petroliferi e chimici allo stato
liquido, nonche' di altri prodotti affini, siti in ambito portuale.
(Autonomie funzionali)
1. Le imprese industriali dei settori siderurgico e metallurgico
che abbiano ottenuto, alla data di entrata in vigore della presente
legge, l'autorizzazione a svolgere l'attivita' di carico e scarico
delle merci direttamente connesse alla attivita' produttiva con
personale proprio e con tempi e modalita' legati al ciclo produttivo,
possono continuare ad avvalersi, sino alla scadenza delle rispettive
concessioni, per la movimentazione di merci o materiali direttamente
connessi all'attivita' produttiva delle imprese stesse o di imprese
collegate facenti parte dello stesso gruppo, senza alcuna
limitazione, del personale alle proprie dipendenze, sulle banchine e
negli approdi di loro uso esclusivo, nei loro stabilimenti e nelle
aree adiacenti. Alla scadenza delle suddette concessioni, la
prosecuzione della attivita' industriale costituisce titolo di
preferenza per il rinnovo delle stesse.
(Costituzione delle Autorita' portuali e successione
delle societa' alle organizzazioni portuali).
1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, laddove gia' non
esista una gestione commissariale, nomina per ciascuna organizzazione
portuale,commissari scelti fra persone aventi competenza nel settore,
con particolare riguardo alle valenze economiche, sociali e
strategiche delle realta' portuali considerate nonche', ove ritenuto
necessario, commissari aggiunti. I commissari sostituiscono i
presidenti e gli organi deliberanti delle organizzazioni predette,
che all'atto della loro nomina cessano dalle funzioni.I compensi dei
commissari e dei commissari aggiunti sono fissati con i decreti di
nomina e posti a carico dei bilanci delle organizzazioni.
2. I commissari, fino alla nomina del presidente dell'Autorita'
portuale e comunque entro il termine di sei mesi dal loro
insediamento, non prorogabili, dispongono la dismissione delle
attivita' operative delle organizzazioni portuali mediante la
trasformazione delle organizzazioni medesime, in tutto o in parte, in
societa' secondo i tipi previsti nel libro V, titoli V e VI, del
codice civile, ovvero, anche congiuntamente, mediante il rilascio di
concessioni ad imprese che presentino un programma di utilizzazione
del personale e dei beni e delle infrastrutture delle organizzazioni
portuali, per l'esercizio, in condizioni di concorrenza, di attivita'
di impresa nei settori delle operazioni portuali, della manutenzione
e dei servizi, dei servizi portuali nonche' in altri settori del
trasporto o industriali. A tali fini, a seconda dei casi, provvedono:
a) alla collocazione presso terzi, ivi compresi i dipendenti
delle organizzazioni medesime, del capitale della o delle societa'
derivanti dalla trasformazione;
b) all'incorporazione in tali societa' delle societa' costituite
o controllate dalle organizzazioni portuali alla data di entrata in
vigore della presente legge, ovvero la collocazione sul mercato delle
partecipazioni nelle societa' costituite o controllate;
c) alla cessione a titolo oneroso, anche in leasing, ovvero
all'affitto a tali societa' ovvero a imprese autorizzate o
concessionarie ai sensi degli articoli 16 e 18 delle infrastrutture e
dei beni mobili realizzati o comunque posseduti dalle organizzazioni
3. I commissari provvedono con pienezza di poteri alla gestione
delle organizzazioni portuali, nei limiti delle risorse ad esse
affluenti e ai sensi delle disposizioni vigenti, nonche' alla
gestione delle Autorita' ai sensi della presente legge, anche sulla
base di apposite direttive del Ministero dei trasporti e della
navigazione. Fermo restando l'obbligo della presentazione dei bilanci
entro i termini prescritti, i commissari trasmettono al Ministero dei
trasporti e della navigazione ed al Ministero del tesoro, al piu'
presto e comunque non oltre il 31 gennaio 1995, una situazione
patrimoniale, economica e finanziaria delle organizzazioni portuali
riferite al 31 dicembre 1994 corredata dalla relazione del collegio
4. Fino all'entrata in vigore delle norme attuative della presente
legge, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti in
5. Le Autorita' portuali dei porti di cui all'articolo 2, sono
costituite dal 1 gennaio 1995 e da tale data assumono tutti i compiti
di cui all'articolo 6 e ad esse e' trasferita l'amministrazione dei
beni del demanio marittimo compresi nella circoscrizione territoriale
come individuata ai sensi dell'articolo 6. Fino all'insediamento
degli organi previsti dagli articoli 8 e 9, i commissari di cui al
comma 1, nei porti ove esistono le organizzazioni portuali sono
altresi' preposti alla gestione delle Autorita' portuali e ne
esercitano i relativi compiti. Fino alla data della avvenuta
dismissione secondo quanto previsto dal comma 2, le organizzazioni
portuali e le Autorita' portuali sono considerate, anche ai fini
tributari, un unico soggetto; successivamente a tale data, le
Autorita' portuali subentrano alle organizzazioni portuali nella
proprieta' e nel possesso dei beni in precedenza non trasferiti e in
tutti i rapporti in corso.
6. I commissari di cui al comma 1 sono altresi' nominati, con le
stesse modalita', nei porti di Ravenna, Taranto, Catania e Marina di
Carrara. Fino all'insediamento degli organi previsti dagli articoli 8
e 9 e comunque entro sei mesi dalla loro nomina, non prorogabili,
essi sono preposti alla gestione delle Autorita' portuali al fine di
consentirne l'effettivo avvio istituzionale; assicurano in
particolare l'acquisizione delle risorse e provvedono
prioritariamente alla definizione delle strutture e dell'organico
dell'Autorita', per assumere successivamente, e comunque non oltre
tre mesi dalla nomina, tutti gli altri compiti previsti dalla
presente legge. I commissari di cui al presente comma possono
avvalersi, nello svolgimento delle loro funzioni, delle strutture e
del personale delle locali autorita' marittime.
(Trasformazione in societa' delle compagnie e gruppi
portuali).
1. Le compagnie ed i gruppi portuali entro il 18 marzo
1995 debbono trasformarsi in una o piu' societa' di seguito indicate:
a) in una societa' secondo i tipi previsti nel libro quinto,
titoli V e VI, del codice civile, per l'esercizio in condizioni di
concorrenza delle operazioni portuali;
b) in una societa' o una cooperativa secondo i tipi previsti
nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, per la fornitura
di servizi, nonche', fino al 31 dicembre 1996, mere prestazioni di
lavoro in deroga all'articolo 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369;
c) in una societa' secondo i tipi previsti nel libro quinto,
titoli V e VI, del codice civile, avente lo scopo della mera
gestione, sulla base dei beni gia' appartenenti alle compagnie e
gruppi portuali disciolti.
2. Scaduto il termine di cui al comma 1 senza che le compagnie ed
i gruppi portuali abbiano provveduto agli adempimenti di cui al comma
6, le autorizzazioni e le concessioni ad operare in ambito portuale,
comunque rilasciate, decadono.
3. Le societa' e le cooperative di cui al comma 1 hanno l'obbligo
di incorporare tutte le societa' e le cooperative costituite su
iniziativa dei membri delle compagnie o dei gruppi portuali prima
della data di entrata in vigore della presente legge, nonche' di
assumere gli addetti alle compagnie o gruppi alla predetta data. Le
societa' o cooperative di cui al comma 1, devono avere una distinta
organizzazione operativa e separati organi sociali.
4. Le societa' derivanti dalla trasformazione succedono alle
compagnie ed ai gruppi portuali in tutti i rapporti patrimoniali e
5. Ove se ne verificassero le condizioni, ai dipendenti addetti
tecnici ed amministrativi delle compagnie portuali, che non siano
transitati in continuita' di rapporto di lavoro nelle nuove societa'
di cui al comma 1, e' data facolta' di costituirsi in imprese ai
sensi del presente articolo. Alle societa' costituite da addetti si
applica quanto disposto nei commi successivi per le societa'
costituite dai soci delle compagnie.
6. Entro la data di cui al comma 1, le compagnie ed i gruppi
portuali possono procedere, secondo la normativa vigente in materia,
alla fusione con compagnie operanti nei porti viciniori, anche al
fine di costituire nei porti di maggior traffico un organismo
societario in grado di svolgere attivita' di impresa.
7. Le Autorita' portuali nei porti gia' sedi di enti portuali e
l'autorita' marittima nei restanti porti dispongono la messa in
liquidazione delle compagnie e gruppi portuali che entro la data del
18 marzo 1995 non abbiano adottato la delibera di trasformazione
secondo le modalita' di cui al comma 1 ed effettuato il deposito
dell'atto per l'omologazione al competente tribunale. Nei confronti
di tali compagnie non potranno essere attuati gli interventi di cui
all'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto-legge 13 luglio
1995, n. 287, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
1995, n. 343.
8. Continuano ad applicarsi, sino alla data di iscrizione nel
registro delle imprese, nei confronti delle compagnie e gruppi
portuali che abbiano in corso le procedure di trasformazione ai sensi
del comma 6, le disposizioni di cui al comma 8 dell'articolo 27
concernenti il funzionamento degli stessi, nonche' le disposizioni
relative alla vigilanza ed al controllo attribuite all'Autorita'
portuale, nei porti gia' sedi di enti portuali ed all'autorita'
marittima nei restanti porti.
1. Per la trasformazione in societa' e in cooperative delle
compagnie e dei gruppi portuali, nonche' delle organizzazioni
portuali, si applica il disposto dell'articolo 122 del testo unico
2. Le operazioni di cui al comma 1 sono soggette ad imposta
sostitutiva di quelle di registro, ipotecarie e catastali e delle
tasse sulle concessioni governative nella misura fissa di lire
100.000; tali operazioni non costituiscono presupposto per
l'applicazione dell'imposta sull'incremento di valore degli immobili.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche ai
gruppi ormeggiatori e barcaioli che intendano trasformarsi in
societa' e in cooperative secondo i tipi previsti nel libro quinto,
titoli V e VI, del codice civile.
1. I lavoratori portuali, iscritti alla data di entrata in vigore
della presente legge nei registri di cui all'articolo 150 del
(navigazione marittima), approvato con decreto dal Presidente della
Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, e gli addetti a tale data in
servizio presso le compagnie a gruppi portuali, transitano, in
continuita' di rapporto di lavoro, nelle societa' di cui all'articolo
2. Il personale delle organizzazioni portuali e' trasferito alle
dipendenze delle autorita' portuali, in continuita' di rapporto di
lavoro e conservando il trattamento previdenziale e pensionistico in
essere alla data del trasferimento nonche', ad personam, il
trattamento retributivo, mantenendo l'eventuale importo differenziale
fino a riassorbimento. Il personale di cui al presente comma che,
successivamente alla determinazione dell'organico da parte di
ciascuna autorita' portuale, risulti in esubero e' mantenuto alle
dipendenze dell'autorita' stessa in posizione di soprannumero ed e'
assoggettato, con decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione, sentita la commissione consultiva centrale, a mobilita'
secondo le procedure di cui agli articoli 32, 33, 34 e 35 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni e
integrazioni, al fine di colmare le eventuali vacanze in organico che
si possono determinare in altre autorita' portuali.
3. Il personale di cui al comma 2, collocato in posizione di
soprannumero e non impiegato presso altre autorita' portuali, nonche'
i lavoratori e i dipendenti delle compagnie e dei gruppi portuali che
risultino in esubero alle societa' di cui all'articolo 21, sono
impiegati in regime di mobilita' temporanea, di comando o di
distacco, ai sensi del presente articolo, con provvedimento dei
presidenti delle autorita' portuali, sentito il comitato portuale e
le commissioni consultive locali, nell'ambito di criteri indicati da
un apposito decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione,
sentita la commissione consultiva centrale, dalle societa' di cui
all'articolo 20, comma 3, dalle altre imprese di cui agli articoli 16
e 18. Tali societa' ed imprese, qualora debbano procedere
ad assunzioni, sono obbligate fino al 31 dicembre 1996, ad
impiegare con priorita' il personale di cui al presente comma .
4. Il personale, impiegato in mobilita' temporanea ai sensi del
comma 3, conserva, in continuita' di rapporto di lavoro, il
trattamento previdenziale e pensionistico in essere alla data
dell'impiego temporaneo, nonche' ad personam il trattamento
retributivo, mantenendo l'eventuale importo differenziale fino a
riassorbimento. Le societa' e le imprese di cui al comma 3,
provvedono, per il periodo di impiego temporaneo, alla corresponsione
a tali lavoratori della retribuzione e di tutti i trattamenti
accessori. Il trattamento normativo, gli orari e le condizioni di
lavoro del personale di cui al comma 3 sono determinati a seguito di
contrattazione collettiva con le societa' e le imprese che lo
impiegano. Il personale impiegato in regime di mobilita' temporanea,
alla scadenza del termine previsto nel comma 3, puo' optare per
l'assunzione alle dipendenze dell'impresa utilizzatrice, in
alternativa alla reintegrazione presso l'autorita' portuale.
5. . . . le autorita' portuali istituite nei porti in cui
le organizzazioni portuali svolgevano i servizi di interesse
generale di cui all' articolo 6, comma 1,
lettera c), possono continuare a svolgere in tutto o in
parte tali servizi, escluse le operazioni portuali, utilizzando fino
ad esaurimento degli esuberi il personale di cui al comma 2 del
presente articolo, promuovendo anche la costituzione di una o piu'
societa' tra le imprese operanti nel porto, riservandosi una
partecipazione comunque non maggioritaria.
6. Le Autorita' portuali concedono alle societa' e alle
imprese di cui agli articoli 16, 18 e 20 una riduzione degli
oneri di autorizzazione o di concessione, tenendo conto
dell'eventuale differenziale retributivo e degli oneri
previdenziali e pensionistici che si determinano a carico delle
medesime per effetto dell'impiego in mobilita' temporanea,
distacco o comando dei lavoratori dipendenti delle autorita'
(Norme previdenziali, di sicurezza e di igiene del lavoro)
1. E' fatto divieto alle imprese di cui agli articoli 16, 18, 20 e
21 di assumere lavoratori che fruiscono del pensionamento anticipato
ai sensi delle norme vigenti in materia, ovvero gia' posti in
prepensionamento ai sensi delle stesse norme.
2. I lavoratori delle imprese operanti in porto, nonche' i
dipendenti delle associazioni di cui all'articolo 17, sono iscritti
in appositi registri tenuti dall'autorita' portuale o, laddove non
istituita, dall'autorita' marittima. Ad essi si applicano le
disposizioni in materia di sicurezza e di igiene del lavoro di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e
successive modificazioni, ed alla legge 23 dicembre 1978, n. 833, e
successive modificazioni. . . .
2-bis. Ferme restando le attribuzioni delle unita' sanitarie
locali competenti per territorio, nonche' le competenze degli uffici
periferici di sanita' marittima del Ministero della sanita', spettano
alle Autorita' portuali i poteri di vigilanza e controllo in ordine
all'osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza ed igiene
del lavoro ed i connessi poteri di polizia amministrativa.
2-ter. I poteri di cui al comma precedente vengono attivati a far
data dalla comunicazione del presidente al rispettivo comitato
portuale dell'Autorita' portuale e comunque non oltre il 31 dicembre
1997, salvo la possibilita' di proroga da accordarsi con decreto del
Ministro dei trasporti e della navigazione su richiesta motivata dal
presidente dell'Autorita' portuale.
3. Al fine di assicurare l'adempimento degli obblighi derivanti
dalla convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL)
n. 152, ratificata ai sensi della legge 19 novembre 1984, n. 862,
nonche' di dare attuazione alle direttive comunitarie in materia, il
Governo, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, e' autorizzato ad emanare, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dei
trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro del lavoro
e della previdenza sociale ed il Ministro della sanita', un
regolamento contenente le disposizioni in materia di sicurezza e di
igiene del lavoro applicabili alle operazioni portuali ed alle
operazioni di riparazione, trasformazione e manutenzione navale
svolte negli ambiti portuali.
4. Ai lavoratori gia' cancellati dai registri per inidoneita' al
lavoro portuale ai sensi dell'articolo 156, primo comma, n. 2), del
Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, si applica il trattamento di cui
all'articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222.
5. Il beneficio di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 7
novembre 1992, n. 370, convertito, con modificazioni, dalla legge 5
novembre 1992, n. 428, e' differito al 31 dicembre 1993, nel limite
di ulteriori mille unita'. Detto beneficio, qualora non utilizzato
pienamente negli anni 1992 e 1993, e' prorogato fino al 30 giugno
6. Ai lavoratori, soci o dipendenti delle imprese operanti in porto
ai sensi degli articoli 16, 18, 20 e 21, alla scadenza del beneficio
di cui al comma 5 del presente articolo, si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 3, comma 6, del decreto-legge 22 gennaio 1990,
n.6, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1990, n.58.
(Norme assistenziali)
1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione puo', con
decreto da emanare di concerto con i Ministri delle finanze e del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, imporre a
carico degli spedizionieri e ricevitori di merci nonche' delle
imprese autorizzate all'esercizio di operazioni portuali un
contributo in misura non superiore a lire 40 per ogni tonnellata di
merce imbarcata o sbarcata, con parziale attribuzione dell'onere ai
lavoratori da esse dipendenti, nei limiti e con le modalita'
stabiliti dal decreto stesso. Il gettito derivante dall'applicazione
del contributo e' destinato all'assistenza ed alla tutela della
integrita' fisica dei lavoratori delle imprese operanti in porto e
2. Il regio decreto-legge 24 settembre 1931, n. 1277, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 marzo 1932, n. 269, recante "Norme
intese a regolare la gestione amministrativa e contabile degli Uffici
del lavoro portuale e dei fondi relativi" e' abrogato.
3. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di
programmazione economica, sono stabiliti i criteri e le modalita' per
la liquidazione del patrimonio finanziario, immobiliare e mobiliare
della gestione "Bilancio speciale per gli uffici del lavoro
portuale". L'eventuale saldo attivo derivante dalla liquidazione e'
versato all'entrata del bilancio dello Stato.
4. Con proprio decreto il Ministro dei trasporti e della
navigazione provvede alla nomina del liquidatore che potra' avvalersi
del personale in servizio presso il Ministero dei trasporti e della
navigazione. Con lo stesso decreto sono stabiliti i compensi per il
liquidatore e per il personale utilizzato con onere a carico del
"Bilancio speciale per gli uffici del lavoro portuale.
(Trasferimento al Ministero dei trasporti e della navigazione del
servizio per l'escavazione dei porti marittimi nazionali)
1. Dal 1 gennaio dell'anno successivo alla data di entrata in
vigore della presente legge, il servizio per l'escavazione dei porti
marittimi nazionali, istituito con regio decreto 27 febbraio 1927, e
successive modificazioni ed integrazioni, cessa di appartenere al
Ministero dei lavori pubblici ed e' trasferito alle dipendenze del
Ministero dei trasporti e della navigazione.
2. Con decreto dei Ministri dei trasporti e della navigazione e dei
lavori pubblici, da emanarsi, sentito il Ministro del tesoro, entro
saranno stabilite le modalita' ed i criteri per il trasferimento del
personale e dei mezzi, con i relativi cantieri, appartenenti al
servizio di cui al comma 1.
3. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con proprio
decreto, emana le norme per il funzionamento del servizio di cui al
4. Dalla data di cui al comma 1, sono istituiti nello stato di
previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione appositi
capitoli rispettivamente per l'acquisizione, l'ammodernamento e la
manutenzione dei mezzi effossori, nonche' per la gestione del
servizio per l'escavazione dei porti, con contestuale riduzione dei
corrispondenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dei
5. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con proprio
decreto, sentito il Ministro dell'ambiente per le questioni che
attengono alla valutazione dell'impatto ambientale, approva il piano
poliennale di escavazione dei porti e del rinnovo dei mezzi e delle
6. Il piano di cui al comma 5 ha durata quinquennale. In sede di
prima applicazione della presente legge, il decreto del Ministro dei
trasporti e della navigazione deve essere emanato entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della legge stessa.
(Norme transitorie e abrogative)
1. Rimangono in vigore le norme legislative, regolamentari e
statutarie che disciplinano le organizzazioni portuali fino alla loro
trasformazione in societa' ai sensi dell'articolo 20.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con
il Ministro delle finanze, emana un decreto recante modifiche alle
procedure amministrative riguardanti le merci trasportate tra porti
nazionali in modo da uniformarle alle procedure vigenti per il
trasporto terrestre.
3. I piani regolatori portuali vigenti alla data di entrata in
vigore della seguente legge conservano efficacia fino al loro
aggiornamento, da effettuare secondo le disposizioni di cui
4. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
revocate le autorizzazioni per lo svolgimento di operazioni portuali
e le concessioni di aree e banchine portuali in atto qualora
l'impresa autorizzata o il concessionario non abbiano i requisiti di
cui agli articoli 16 e 18, ovvero non svolgano un'attivita' coerente
con le linee di sviluppo portuale determinate dall'autorita' portuale
o, laddove non istituita, dall'autorita' marittima. Gli indennizzi,
eventualmente dovuti a seguito della decadenza delle concessioni di
cui al presente comma, sono, in ogni caso, a carico del soggetto cui
e' affidata in concessione la relativa area ai sensi dell'articolo
5. I contributi delle province e dei comuni chiamati a concorrere
alle spese sostenute dai consorzi autonomi dei porti, secondo le
disposizioni di cui al testo unico approvato con regio decreto 16
gennaio 1936, n. 801, e successive modificazioni, di cui al
regolamento approvato con regio decreto 11 aprile 1926, n. 736,
nonche' di cui al testo unico approvato con regio decreto 2 aprile
1885, n. 3095, non sono piu' erogati a partire da quelli esigibili
dal 1 gennaio 1995 e riguardanti le spese effettuate dai consorzi
negli anni a partire dal 1994 .
6. Ai fini del completamento di opere ed impianti portuali in corso
di realizzazione, le autorita' portuali subentrano alle
organizzazioni portuali nelle convenzioni in atto con i Ministeri e
le regioni competenti.
7. Entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di entrata in
vigore della presente legge, il Governo provvede alla verifica degli
esuberi occupazionali, rispetto ai quali proporre provvedimenti in
materia di mobilita' e di pensionamento anticipato.
8. Sono abrogate le disposizioni del testo unico approvato con
regio decreto 2 aprile 1885, n. 3095, e del relativo regolamento di
attuazione, approvato con regio decreto 26 settembre 1904, n. 713,
che siano incompatibili con le disposizioni della presente legge.
L'articolo 110, ultimo comma, e l'articolo 111, ultimo comma, del
codice della navigazione sono abrogati. Salvo quanto previsto
dall'articolo 20, comma 4, e dall'articolo 21, comma 8, sono altresi'
abrogati, a partire dal 19 marzo 1995, gli articoli 108; 110, primo,
secondo, terzo e quarto comma; 111, primo, secondo e terzo comma;
112; 116, primo comma, n. 2); 1171, n. 1), 1172 del codice della
navigazione, nonche' gli articoli contenuti nel libro I, titolo III,
capo IV, del regolamento per l'esecuzione del codice della
navigazione (navigazione marittima), approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328. Gli articoli
109 e 1279 del codice della navigazione sono abrogati a decorrere dal
1 gennaio 1996.
1. Le rate di ammortamento relative ai mutui contratti dalle
organizzazioni portuali, i debiti a lungo termine verso fornitori
relativi a contratti stipulati dalle medesime organizzazioni portuali
per la costruzione di infrastrutture e/o per la fornitura di impianti
portuali, ancorche' ceduti a titolo oneroso a imprese concessionarie,
risultanti al 31 dicembre 1993 e le somme occorrenti per la copertura
degli ulteriori disavanzi per l'anno 1993, nonche' gli importi
relativi al trattamento di fine rapporto dei dipendenti delle
organizzazioni portuali, maturati alla medesima data, nel limite
complessivo di lire 1.000 miliardi, sono posti a carico dello Stato,
che provvede direttamente al relativo pagamento.
2. All'onere di cui al comma 1, da iscrivere nello stato di
previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione, nel
limite di lire 91.000 milioni annui, a decorrere dall'anno 1994, si
provvede nel limite di lire 62.900 milioni mediante utilizzo di quota
parte delle maggiori entrate derivanti per effetto dei commi 4, 5, 6
e 7 e, quanto a lire 28.100 milioni per effetto del comma 2
dell'articolo 13, mediante utilizzo degli stanziamenti relativi a
contributi e spese erogati a favore delle organizzazioni portuali ai
sensi delle vigenti norme ed iscritti ai capitoli 3952, 3953, 3954,
3955, 3956, 3957 e 8071 dello stato di previsione del Ministero dei
trasporti e della navigazione e al capitolo 4519 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro.
3. Al fine di rendere compatibili l'ammontare della quota annuale
degli oneri di cui al comma 1 con le disponibilita' annue effettive
di cui al comma 2, il Ministro dei trasporti e della navigazione, con
apposito decreto, autorizza le autorita' interessate a rimodulare gli
importi annuali di cui allo stesso comma 1.
4. Il gettito della tassa e dei diritti marittimi di cui al comma 1
dell'articolo 2 del decreto-legge 28 febbraio 1974, n. 47,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 aprile 1974, n. 117, e
successive modificazioni ed integrazioni, e' acquisito a partire dal
1 gennaio 1995 al bilancio dello Stato.
5. Il gettito della tassa do ancoraggio di cui al capo I del titolo
I della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e successive modificazioni ed
integrazioni, e' acquisito a decorrere dal 1 gennaio 1995 al bilancio
6. La tassa sulle merci sbarcate ed imbarcate di cui al capo III
del titolo II della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e all'articolo 1
della legge 5 maggio 1976, n. 355, e successive modificazioni e
integrazioni, viene estesa a tutti i porti a decorrere dal 1 gennaio
1994. Per i porti ove non e' istituita l'autorita' portuale il
gettito della tassa affluisce al bilancio dello Stato. (3)
6-bis. La tassa sulle merci imbarcate e sbarcate, prevista nel capo
III del titolo II della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e nell'articolo
1 della legge 5 maggio 1976, n. 355, e successive modificazioni e
integrazioni, nonche' la tassa erariale istituita dall'articolo 2,
primo comma, del decreto-legge 28 febbraio 1974, n. 47, convertito,
con modificazioni, dalla legge 16 aprile 1974, n. 117, non si
applicano sulle merci trasbordate ai sensi dell'articolo 12 del
regolamento per l'esecuzione della legge doganale, approvato con
regio decreto 13 febbraio 1896, n. 65.
7. Fino all'anno successivo a quello di completamento dei pagamenti
di cui al comma 1, nei porti ove e' istituita l'autorita' portuale il
50 per cento del gettito della tassa di cui al comma 6 affluisce al
8. Su proposta della autorita' portuale, le aliquote della tassa di
cui al comma 6 possono essere ridotte nel limite di un quinto della
misura del 50 per cento spettante all'autorita' per effetto del comma
9. All'onere derivante dall'applicazione dell'articolo 24, comma 5,
valutato in lire 22 miliardi, si provvede, per l'anno 1993, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 6856
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lo stesso
anno, all'uopo utilizzando parzialmente l'accantonamento relativo al
10. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
1. Il commissario liquidatore di cui all'articolo 4 del decreto-
legge 22 gennaio 1990, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 marzo 1990, n. 58, ed il collegio sindacale restano in
carica fino al completamento degli atti di liquidazione e comunque
non oltre il 31 dicembre 1996.
2. Nel rispetto del limite massimo di 800 unita' di personale, tra
i lavoratori ammessi a fruire del beneficio di cui all'articolo 6,
comma 15, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e' ricompreso
anche il personale addetto al servizio di rimorchio nei porti, di cui
all'articolo 101 del codice della navigazione.
3. Al personale in servizio alla data di entrata in vigore della
presente legge presso la gestione del Fondo di cui all'articolo 1,
comma 2, del decreto-legge 22 gennaio 1990, n. 6, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 1990, n. 58, spetta il
trattamento giuridico ed economico in relazione alle posizioni
riconoscibili anche successivamente alla data del 1 settembre 1989.
Data a Roma, addi' 28 gennaio 1994
COSTA, Ministro dei trasporti e