Source: https://www.vodret.it/successioni/
Timestamp: 2019-11-21 15:54:53+00:00
Document Index: 140827136

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 48', 'art. 12', 'art. 520', 'art. 177', 'art. 179', 'art. 43', 'art. 30']

Titolo % Titolo - Dr Marco Vodret
La dichiarazione di successione è il documento fiscale che ha la funzione di dichiarare all’agenzia delle entrate l’ammontare e la composizione del patrimonio ereditario con il quale l’agenzia calcola e richiede le imposte di successione, ed il contribuente, nel caso di presenza di immobili calcola e paga le imposte ipotecarie e catastali oltre imposta di bollo e tributi speciali.
La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell’ulitmo domicilio del defunto.
La dichiarazione di successione non funge quale accettazione dell’eredità (sentenza Cass. n.3611/2016) , si tratta di un adempimento fiscale che il chiamato a succedere può compiere in base ai poteri conferiti dalla legge, mentre allo stato attuale c’è ancora incertezza a seguito di sentenza n.10796 del 11/05/2009 della Cassazione in merito alle volture catastali (sentenza che si basa su un presupposto errato, ovvero la rilevanza anche civilistica della voltura catastale), pertanto in caso di dubbio se accettare o meno l’eredità si consiglia di non effettuare le volture.
La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla apertura della successione (con delle eccezioni).
Al padre e alla madre succedono i figli legittimi e naturali in parti uguali;
In mancanza di figli legittimi o naturali, di ascendenti, di fratelli o sorelle, al coniuge si devolve l’intera eredità;
A colui che muore senza lasciare discendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono il padre e la madre in parti uguali, o il genitore che sopravvive;
A colui che muore senza lasciare discendenti, né genitori, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono per una metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra metà gli ascendenti della linea materna; se gli ascendenti, però, non sono di uguale grado, l’eredità si devolve al più vicino senza distinzione di linea.
A colui che muore senza lasciare discendenti, né genitori, né altri ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali; i fratelli e le sorelle unilaterali conseguono però la metà della quota che conseguono i germani.
N.B. La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado.
Al termine “coniuge” equivale il termine “parte dell’unione civile” Legge n.76/2016
TABELLE SUDDIVISIONE BENI IN SUCCESSIONE
SUDDIVISIONE QUOTE IN PRESENZA DEL CONIUGE
CONIUGE FIGLI ASCENDENTI FRATELLI
CONIUGE + 1 FIGLIO 1/2 1/2 – –
CONIUGE + 2 o Più FIGLI 1/3 2/3 – –
CONIUGE + GENITORE (o entrambi e altri Ascendenti) 2/3 – 1/3 –
CONIUGE + 1 o più fratelli 2/3 – – 1/3
CONIUGE + 1 GENITORE (o entrambi o altro ascendente + 1 o più fratelli 8/12 – 3/12 1/12
SUDDIVISIONE QUOTE
GENITORI/ASCENDENTI FRATELLI
1 Genitore + 1 fratello germano 1/2 1/2
1 Genitore + 1 fratello unilaterale 2/3 1/3
1 Genitore + 2 o più fratelli (germani o unilaterali) 1/2 1/2
Entrambi genitori + fratello germani 2/3 1/3
Entrambi genitori + fratello unilaterale 4/5 1/5
Entrambi genitori + 2 fratelli germani 1/2 1/2
Entrambi genitori + 2 fratelli unilaterali 2/3 1/3
Entrambi genitori + fratello germano + 1 fratello unilaterale 4/7 3/7
Entrambi genitori + 3 fratelli unilaterali 4/7 3/7
Entrambi genitori + 3 fratelli (di cui almeno 1 germano) 1/2 1/2
Entrambi genitori + 4 o più fratelli (germani o unilaterali) 1/2 1/2
Ascendente/i + 2 o più fratelli (germani o unilaterali) 1/2 1/2
Ascendente/i + 1 fratello germano 1/2 1/2
Ascendente/i + 1 fratello unilaterale 2/3 1/3
DIRITTI RISERVATI AI LEGGITTIMARI
QUOTE DELLA RISERVA DISPONIBILE
FIGLIO UNICO PIU’ FIGLI CONIUGE ASCENDENTI
Figlio unico 1/2 – – – 1/2
Più figli – 2/3 – – 1/3
Coniuge – – 1/2 – 1/2
Ascendenti – – – 1/3 2/3
Coniuge + 1 figlio 1/3 – 1/3 – 1/3
Coniuge + 2 o più figli – 2/4 1/4 – 1/4
Coniuge + ascendenti – – 2/4 1/4 1/4
Se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari
Su cosa si paga l’imposta di successione?
Su tutti i beni immobili, case, negozi ecc., terreni agricoli (con delle eccezioni) ed edificabili, beni mobili come barche, gioielli, opere d’arti, conti correnti bancari e postali, investimenti quali azioni, obbligazioni (ad eccezione dei titoli di stato), fondi comuni, polizze vita riscattabili, aziende e quote di società (trenne per gli eredi che continuano l’attività senza vendere o chiudere per almeno 5 anni). Sono inoltre esenti il TFR e le altre indennità che spettano per diritto a gli eredi (quote di fondi pensione o assicurazioni pensionistiche, sulle quali il defunto ha versato una perte delle retribuzioni e le quote annuali di maturazione del TFR), sono esenti i crediti di imposta ed i veicoli iscritti al PRA.
Ci sono inoltre delle spese/passività che abbattono la base imponibile dell’imposta come il mutuo, spese funebri, cambiali, debiti bancari, debiti inerenti l’attività, spese mediche del defunto negli ultimi sei mesi di vita, somme dovute al coniuge divorziato e altre
altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado: 6% senza franchigia;tutti gli altri soggetti, 8% senza franchigia.
E’ opportuno ricordare che la successione di beni immobili è comunque soggetta alle imposte ipotecaria e catastale, nella misura rispettiva del 2% e dell’1% imposta di bollo e per ciascuna conservatoria e i tributi speciali, Qualora per gli eredi (anche solo per uno di essi) sussistano tutte le condizioni per usufruire delle agevolazioni relative alla prima casa, le imposte ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa di € 200,00.
l’imposta di successione è liquidata dal competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate in base alla dichiarazione di successione presentata, tenendo conto anche delle eventuali dichiarazioni di successione integrative o modificative già presentate. Pertanto, l’imposta di successione non dovrà essere autoliquidata dagli eredi in sede di presentazione della dichiarazione di successione
I prestiti personali vanno inseriti in dichiarazione di successione?
I prestiti personali NON vanno inseriti in dichiarazione di successione in quanto non sono contratti per l’acquisto di beni o diritti compresi nell’attivo ereditario
Se nell’asse ereditario c’è una cassetta di sicurezza?
Ai sensi dell’art. 48 comma 6, del D.Lgs. n. 346 del 31 ottobre 1990 per la determinazione del valore contenuto nella cassetta di sicurezza è necessario procedere all’apertura della stessa da parte di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate o di un notaio, previa comunicazione da parte del concedente all’ufficio del registro nella cui circoscrizione deve essere redatto l’inventario, del giorno e dell’ora dell’apertura. Se all’interno della cassetta ci sono beni o gioielli di non facile valutazione potrebbe essere richiesto l’intervento di un perito iscritto all’albo.Il verbale di apertura della cassetta deve essere compilato in triplice copia: una per l’istituto di credito, una per gli eredi ed una per il funzionario dell’Agenzia delle Entrate.
Ai nipoti è riservata una quota di eredità?
A favore dei discendenti dei figli che non possono o non vogliono diventare eredi la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli.
L’effetto dell’accettazione con beneficio d’inventario consiste nel tener distinto il patrimonio del defunto da quello dell’erede, nel senso che i debiti dell’eredità potranno essere pagati solo con questa e non anche con il patrimonio personale dell’erede. L’accettazione di eredità con beneficio di inventario deve rivestire la forma solenne. Pertanto occorre, una dichiarazione in tal senso ricevuta da un Notaio o dal Cancelliere del Tribunale del Circondario dove si è aperta la successione (luogo dell’ultimo domicilio del de cuius); l’inserzione di tale dichiarazione nel registro delle successioni presso il Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (per le successioni apertesi in Italia); la trascrizione presso l’Ufficio dei Registri Immobiliari del luogo di apertura della successione. In mancanza della forma solenne l’accettazione si considera pura e semplice.
I Titoli pubblici (BTP,BOT ecc..) vanno inseriti in dichiarazione di successione?
Ai fini dell’imposta di successione i titoli di Stato sono beni che “non concorrono a formare l’attivo ereditario” (art. 12 comma 1, lettere h) e i), D. Lgs. n. 346 del 31 ottobre 1990); sul loro valore pertanto non si applica imposta di successione.I Titoli del debito pubblico sono obbligazioni (titoli di debito) emesse dallo Stato italiano (formalmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) e si racchiudono nelle seguenti categorie sottostanti: N.B.:alcuni Istituti di Credito chiedono che essi vengano comunque inseriti nella dichiarazione di successione del de cuius al fine della liquidazione degli stessi agli eredi, è diventata quindi prassi inserirli sempre nella dichiarazione indicando la loro esenzione.
Come si determina il valore di denaro, gioielli e mobilia dell’asse ereditario?
Ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del D. Lgs. n. 346 del 31 ottobre 1990 si considerano compresi nell’attivo ereditario denaro, gioielli e mobilia (ovvero l’insieme dei beni mobili destinati all’uso e ornamento delle abitazioni) per un importo pari al dieci per cento (10%) del valore globale netto dell’asse ereditario anche se non dichiarati o dichiarati per un importo minore, salvo che da inventario analitico redatto a norma degli articoli 769 e seguenti del Codice di Procedura Civile non ne risulti l’esistenza per un importo diverso.La presunzione del 10% viene calcolata sul totale dell’asse ereditario al netto della franchigia eventualmente applicabile ; su tale importo viene poi calcolata l’imposta di successione in base al grado di parentela.
L’autovettura del de cuis deve essere inserita nella dichiarazione di successione?
No. L’autovettura non deve essere inserita.
Si può rinunciare solo ad alcun dei beni caduti in successione?
Ai sensi dell’art. 520 del Codice Civile la rinuncia all’eredità non può riguardare solo una parte dell’eredità ma è totale, se il rinunciatario ha discendenti legittimi, questi subentreranno di diritto al rinunziante stesso, indipendentemente dalla volontà di quest’ultimo (c.d. rappresentazione), diversamente la sua quota andrà ad accrescere la quota dei coeredi (c.d. accrescimento).
Una persona che non né ancora nata può ereditare?
Bisogna nascere non oltre 300 giorni dalla morte del de cuis.
Il TFR deve essere inserito in dichiarazione di successione?
Il TFR non concorre a formare l’attivo ereditario; tali soggetti acquistano tale indennità iure proprio.
Atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per uso successione?
Generalmente è sufficiente la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (Costo marca comunale da € 0,52 e una marca da bollo da € 16,00. Nei casi di esenzione dal bollo il costo è solo di € 0,26 per diritti di segreteria), ma quando ci sono somme elevate nei conti correnti bancari, molti istituti bancari chiedono l’Atto di notorietà da richiede presso un notaio o al tribunale. (l’atto di notorietà per successione deve essere richiesto da uno degli eredi con due testimoni che non siano né coeredi, né parenti, né affini, ma comunque persone che siano a conoscenza dei fatti. Nel caso in cui esista un testamento, occorre esibirne la copia autentica (ovvero firmata in originale dal notaio) con gli estremi della pubblicazione e della registrazione. Anche nel caso di rinuncia all’eredità da parte di uno o più eredi, occorre indicare gli estremi dell’atto.)
Come inﬂuiscono la comunione legale o la separazione dei beni sui diritti successori ?
Il regime della comunione fra i coniugi è detto “legale”, perché (dal 20 settembre 1975) si applica sempre – a meno che i coniugi non abbiano scelto un regime diverso. Con il regime della comunione legale gli acquisti compiuti dai due coniugi – insieme o separatamente – durante il matrimonio si considerano effettuati da entrambi, ad esclusione degli acquisti relativi ai beni personali (v. art. 177 Cod. Civ.). Ad esempio, l’acquisto di un appartamento da parte di uno dei coniugi in regime di comunione, senza l’intervento dell’altro, si considera effettuato da entrambi. Stesso discorso vale anche per l’acquisto di titoli (azioni, obbligazioni, ecc.). L’art. 179 del Codice Civile elenca i beni che non entrano nella comunione legale. In particolare “non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge: a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento; b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell’atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione; c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori; d) i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione; e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa; f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto. L’acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell’articolo 2683 (iscritti in pubblici registri: es. navi, aeoromobili, autoveicoli), effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lettere c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall’atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l’altro coniuge”. Ad esempio, in caso di acquisto di beni con il ricavato del trasferimento dei beni personali, il bene acquistato è considerato personale di uno dei coniugi (ossia l’acquirente) solo se nel rogito l’altro coniuge dichiari che tale acquisto è avvenuto con il prezzo del trasferimento dei beni personali dell’acquirente. In mancanza di tale dichiarazione dell’altro coniuge, l’acquisto si considera avvenuto a favore della comunione.
Nel caso di un conto corrente la comunione legale esplica un effetto anche oltre la morte del titolare, facendo si che metà venga attribuita al coniuge per la cosiddetta “comunione de residuo” e soltanto l’altra metà cada in successione secondo le regole normali
E’ possibile sapere se una persona ha disposto il testamento?
Si è possibile attraverso la consultazione del registro generale dei testamenti presso il Ministero di giustizia.
Chi paga l’IMU e la TASI se ancora non è stata presentata la dichiarazione di successione?
Indipendentemente dal momento in cui di presenta la dichiarazione di successione, l’erede è soggetto passivo d’imposta dalla data del decesso. L’imposta deve essere versata con F24 a nome del de cuis fino alla data del decesso, inserendo anche il codice fiscale dell’erede (codice 7). Per il restante periodo l’F24 deve essere intestato agli eredi, anche se la dichiarazione di successione non è stata presentata.
Cosa bisogna fare se il de cuis aveva dei contratti di locazione in corso?
Non sussiste l’obbligo di stipulare un nuovo contratto, gli eredi devono limitarsi a comunicare il loro subentro con il Modello RLI entro l’ordinario termine di trenta giorni decorrente dalla data del subentro stesso. Inoltre, poiché, con la morte del locatore, l’eventuale opzione per la cedolare cessa di avere efficacia, i subentranti (eredi) se è loro intenzione, devono esercitare l’opzione per la cedolare nello stesso Modello RLI con cui comunicano il subentro, dandone preventiva comunicazione al conduttore (con raccomandata).
L’erede ha qualche diritto sulle detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio?
Quali sono i termini di presentazione della dichiarazione di successione nel caso di accettazione con beneficio di inventario?
Il termine di 12 mesi per la presentazione della domanda di successione non inizierà a decorrere se non dalla conclusione della redazione dell’inventario, comprensivo delle eventuali proroghe richieste al Tribunale competente con le modalità stabilite dal legislatore, sempreché vi sia stata accettazione dell’eredità, ancorché con beneficio d’inventario, entro l’anno dall’apertura della successione
Accordi stragiudiziali di reintegrazione di legittima
Gli accordi di reintegrazione di leggittima sono disciplinati fiscalmente dall’art. 43 D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 che stabilisce che, nelle successioni testamentarie, la relativa imposta si applica «anche agli eventuali accordi diretti a reintegrare i diritti dei legittimari, risultanti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata»; ed ancora,all’art. 30 lett. d), stesso decreto, che menziona tra gli allegati alla dichiarazione di successione «la copia autentica dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata dai quali risulta l’eventuale accordo delle parti per l’integrazione dei diritti di legittima lesi»
Il valore del patrimonio netto di una società, ai fini successori, deve essere considerato al netto o al lordo della rivalutazione effettuata ai soli effetti civilistici dalla società ex D.L. 185/2009?
Si, considerato che l’importo della rivalutazione deve essere accantonato in un’apposita riserva del Patrimonio Netto ne deriva che, ai fini successori, la base imponibile del bene di cui trattasi deve tenere conto di tale somma.
Le Fidejussione deve essere indicata nella dichiarazione di successione?
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 14991 dell’8 giugno 2018, ha stabilito che i soli debiti ereditari deducibili sono quelli liquidi ed esigibili. Le eventuali fidejussioni prestate dal de cuius, quindi, non lo sono, a meno che al momento dell’apertura della successione sussista l’insolvibilità del debitore garantito o l’impossibilità di esercitare l’azione di regresso, con il conseguente effettivo depauperamento dell’attivo ereditario.
TESTO UNICO 31/10/1990 n. 346, Provvedimenti e Risoluzioni