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Timestamp: 2019-01-21 14:00:26+00:00
Document Index: 182896474

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 26', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 31', 'art. 46', 'art. 93', 'art. 95', 'art. 157', 'art. 93', 'art. 59', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 46']

N° 30136 - 29/05/2016 _ stampa - -
Trattao da Biblus-net
Il primo compito del Rup è stabilire chi può partecipare alla gara d’appalto verificando laregolarità della documentazione amministrativa delle imprese.
Il responsabile unico del procedimento inoltre stabilisce criteri, contenuti e momenti diverifica tecnica dei vari livelli di progettazione (art. 23 comma 9).
La verifica ha luogo prima dell’inizio delle procedure di affidamento (art. 26 comma 2) e in contraddittorio con il progettista.
N° 30115 - 27/05/2016 _ stampa - -
«Premio» a imprese e professionisti che comprano beni nuovi
Un aiuto alle imprese e ai liberi professionisti che acquistano beni strumentali nuovi. Con la circolare 23/E del 26 maggio 2016 l’agenzia delle Entrate ha fornito tutte le indicazioni per ottenere il cosiddetto “super ammortamento”, l’agevolazione introdotta dalla legge di Stabilità 2016 che prevede un incremento del 40% del costo fiscale di beni materiali acquistati nel periodo dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 e che comporta quindi un più alto “sconto” fiscale. Il maggior costo, che viene riconosciuto solo per le imposte sui redditi e non ai fini Irap, può essere infatti portato a deduzione del reddito attraverso le quote di ammortamento o i canoni di locazione finanziaria indicati in dichiarazione.
La circolare delle Entrate sul super-ammortamento
Rientrano nell’agevolazione tutti gli acquisti di beni materiali nuovi che siano strumentali all’attività d’impresa o professionale. La circolare delle Entrate illustra le modalità di calcolo del maggior ammortamento deducibile e chiarisce alcuni casi particolari, ad esempio come trattare i beni acquisiti con contratto di leasing e quelli realizzati in economia. La maggiorazione del 40% riguarda anche i veicoli a motore: sia i mezzi esclusivamente strumentali o adibiti a uso pubblico, sia quelli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta, sia, infine, quelli utilizzati per scopi diversi (con deducibilità limitata e limite massimo alla rilevanza del costo di acquisizione)
Possono usufruire del super ammortamento tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano, e i lavoratori autonomi che svolgono arti o professioni anche in forma associata. Agevolazione aperta anche ai contribuenti minimi e a coloro che rientrano nel “regime di vantaggio” per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti e gli enti non commerciali per quanto riguarda l'attività commerciale eventualmente esercitata.
Chi non può accedere al beneficio
Per determinare l’incentivo introdotto dai commi 91 e seguenti della legge 208/2015 occorre prestare attenzione alla data in cui l’investimento si considera effettuato, ricordando che il costo viene maggiorato del 40% solo se fiscalmente sostenuto tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016. Se si tratta di acquisti (cioè di ordinari contratti di compravendita di beni mobili, posto che gli immobili sono esclusi dal maxi ammortamento), rileva il momento in cui il fornitore consegna o avvia la spedizione del bene; questa data risulterà di solito dai Ddt o comunque dai documenti emessi ai fini del trasporto del bene. Se la data in cui si verifica il trasferimento della proprietà è successiva rispetto a quella di consegna o spedizione, si prenderà invece in considerazione la data di passaggio della proprietà. Per eventuali prestazioni connesse con l'investimento (trasporto, montaggio, installazione, eccetera), che non siano già comprese nel costo del bene, va presa in esame la data di ultimazione (circolare 44/E/2009 riferita all’agevolazione Tremonti ter).
L’entrata in funzione del bene
Il diritto all’incentivo non è condizionato all’entrata in funzione del bene strumentale nel periodo agevolato. Poiché però il bonus è costituito dalla maggiorazione degli ammortamenti, per usufruirne effettivamente è necessario che il bene agevolato sia anche entrato in funzione entro la fine dell’esercizio. Ad esempio: un bene strumentale acquistato a dicembre 2015, ma entrato in funzione nel successivo mese di gennaio 2016, consentirà la deduzione maggiorata solo dal 2016 (Unico 2017). Altrettanto un investimento realizzato entro il 31 dicembre 2016, con entrata in funzione nel 2017, sarà comunque incentivato (costo sostenuto entro la data limite), ma la deduzione partirà solo dal modello Unico 2018.
L’esclusione dall’Irap
La maggiorazione del costo del 40% ai fini di ammortamenti e canoni per i beni acquisti nel periodo agevolato non ha alcun effetto ai fini Irap, anche per i soggetti che calcolano questo tributo applicando ai componenti positivi e negativi le regole di determinazione proprie dell’imposta personale sul reddito. È questa la risposta che l’agenzia delle Entrate ha fornito durante Telefisco 2016, prendendo probabilmente atto che la relazione tecnica alla legge di Stabilità non ha previsto alcun effetto, ai fini di questa imposta, per il bilancio erariale.
La vendita del bene agevolato
Quali effetti può avere la cessione del bene agevolato prima del termine del processo di ammortamento? Poiché la legge di Stabilità 2016 precisa che la maggiorazione del costo di acquisizione del bene ha effetto «con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria», ne consegue che al momento della cessione l’impresa (o il lavoratore autonomo) calcola le plus/minusvalenze sulla base del solo ammortamento effettuato in contabilità, senza che abbia alcun rilievo il «maxi ammortamento» dedotto in dichiarazione. Questo significa due cose: da un lato, non viene meno il beneficio già fruito, e quindi non occorre restituire i maggiori ammortamenti anche nell’ipotesi in cui il bene sia ceduto prima del termine del piano di ammortamento; dall’altro lato, non viene corretta (almeno per questo motivo) la plus/minusvalenza contabile, evitando, così, il venir meno dell’agevolazione già fruita. Pertanto, la cessione del bene (o la sua eliminazione dal processo produttivo) prima del termine dell’ammortamento non determina alcuna variazione da operare nel modello Unico
N° 30100 - 19/05/2016 _ stampa - -
Nuovo Codice dei contratti: dalla pretesa semplificazione al caos (e siamo solo al primo atto della commedia)
Popolo di operatori nel mondo degli appalti pubblici, reagisci! Avv.Vittorio Miniero – toto@appaltiamo.it
Stiamo assistendo in questi giorni a qualche cosa che non si era mai visto prima nel mondo degli appalti pubblici.
Premetto che questo intervento non vuole essere in nessun modo avverso ad alcuna parte politica. Sia il centro sinistra che il centro destra, quando sono stati rispettivamente al Governo, hanno combinato grossi guai nel nostro povero, ma importantissimo ambito.
Il mio intervento è legato alla passione ed amore che ho per quanti conosco lavorare da anni in questo settore ed alla frustrazione che sento dentro in questi giorni per ciò che sta per avvenire.
Dal 18 aprile 2014 la vigenza della Direttiva Comunitaria 2014/24 impone al nostro Paese il recepimento entro la scadenza del 18 aprile 2016.
La procedura normativa di recepimento si è avviata tempestivamente, ma ad andatura troppo lenta per arrivare in tempo.
Solo il 3 marzo scorso il Governo è riuscito ad approvare una prima bozza del nuovo Codice degli Appalti e tra pareri e firma del Capo dello Stato siamo arrivati alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale solo il 19 aprile 2016. Il decreto prevede la vigenza decorrente dal giorno stesso della pubblicazione. Ecco ritengo questo modo di fare vigliacco ed oltraggioso.
Il legislatore ha avuto due anni per recepire le nuove direttive comunitarie e non ha offerto nessun periodo di vacatio legis agli operatori del diritto degli appalti pubblici per studiare i 220 articoli pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
Non mi pare un comportamento corretto. La vigenza del nuovo Codice abroga le disposizioni previgenti (è integralmente abrogato il D.Lgs 163/2006) e comporta la vigenza di 220 articoli nuovi in materia di appalti.
E questa vigenza, per volontà del nostro legislatore, è immediata, senza che venga lasciato a chi deve applicare queste norme alcun periodo per studiarle, elaborarle e comprenderle. 2 Difficile non lasciarsi andare ad epiteti poco degni della nostra professionalità.
La settimana scorsa, durante un convegno, ho ascoltato l’intervento di un Senatore della Repubblica che magnificava l’operato del nostro legislatore, specificando che il nuovo Codice diverrà strumento importante nella lotta contro la corruzione.
Ecco, voglio ricordare a tutti che la “Corruption” di cui di parla Trasparency da anni non è solo legata alle mazzette ed agli inciuci, ma anche alla scarsa qualità normativa del legislatore. La certezza del diritto è uno strumento fondamentale per operare nel modo migliore.
Un Paese che alla data di scadenza del termine per recepire una direttiva importante come quella degli appalti pubblici non sa ancora quando avverrà il recepimento è un paese corrotto e non per colpa dei funzionari pubblici.
Un Paese che alla data di scadenza del termine di recepimento pubblica un codice degli appalti con vigenza il giorno stesso, manda allo sbando gli operatori, rendendo terreno fertile alla corruzione. Un Paese che crea costante disordine legislativo (ricordo, ad esempio, che noi abbiamo un codice antimafia e norme che disciplinano l’antimafia al di fuori del codice medesimo) è un paese che crea corruzione e non per responsabilità di coloro che operano nel mondo degli appalti pubblici.
Sono stufo di sentire il nostro legislatore attaccare chi opera negli appalti pubblici come fosse l’unico responsabile della situazione attuale italiana: il legislatore è il primo responsabile assoluto di questa situazione e ciò che sta avvenendo in Italia per recepire la direttiva comunitaria 2014/24 ne è testimonianza esplicita.
Occorre che il legislatore si faccia un serio esame di coscienza e comprenda una cosa importante: non è la data di vigenza di una norma che rende il settore stabile, ma la data di comprensione e corretta applicazione della stessa.
Ed allora sarebbe stato molto meglio che il legislatore si fosse preso un lasso temporale maggiore per rendere migliore il testo del Codice (che ha subito numerosissime critiche e richieste di modifiche dal parere del Consiglio di Stato), piuttosto che, rispettando in extremis il termine per il recepimento, darci un testo sconosciuto da applicare, non si sa bene come, immediatamente e che certamente conterrà numerose 3 imperfezioni che daranno vita agli usuali innumerevoli interventi novativi sul testo approvato.
N° 30099 - 19/05/2016 _ stampa - -
N° 30033 - 09/05/2016 _ stampa - -
La commissione di gara: ecco come funziona e come viene scelta Tratto da edilone.com
Come noto, ogniqualvolta l’amministrazione opti per il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione tecnica e qualitativa è affidata ad unacommissione di gara costituita da un numero dispari di componenti che varia da tre a cinque.
N° 30023 - 04/05/2016 _ stampa - -
di Paola Mammarella04/05/2016
Sono previsti casi di esonero dall’obbligo di aggiornamento professionale in caso di maternità o paternità, malattia cronica grave, assistenza a persone con malattia cronica grave e lavoro all’estero. Le istanze devono essere presentate entro il 31 gennaio dell’anno solare successivo a quello di inizio del periodo di esonero
N° 30006 - 30/04/2016 _ stampa - -
Nuovo Codice appalti: Linee guida ANAC “Servizi di ingegneria e architettura”
Tratto da www.lavoripubblici.it
Una delle 7 consultazioni predisposte dall’ANAC in riferimento al Nuovo Codice degli appalti di cui al D.lgs. n. 50/2016 è relativa all’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria. Il documento sottoposto a consultazione e sul quale potranno essere inviate osservazioni ed ulteriori elementi che si ritiene opportuno approfondire, in pratica rivisita la Determinazione n. 4 del 25 febbraio 2015 recante “Linee guida per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria” che aveva fornito, in riferimento al previgente d.lgs. n. 163/2006, indicazioni sui predetti servizi.
Il documento, dopo la premessa, è suddiviso nei seguenti paragrafi:
Affidamento di incarichi di importo inferiore a 100.000
Il nuovo documento nasce dall’esigenza di fornire indicazioni agli operatori del mercato e alle stazioni appaltanti che siano coerenti con il nuovo quadro normativo successivo all’entrata in vigore deld.lgs. n. 50/2016 e, in taluni casi, suppliscono al vuoto che si è venuto a determinare con la precisazione che i concorsi di progettazione non sono trattati nel documento e per gli stessi si rinvia alla dettagliata disciplina del Nuovo Codice, che dedica alla materia gli artt. 152 e ss.
Il d.lgs. n. 50/2016 contiene, sparse nel testo, una serie di disposizioni che costituiscono, nell’insieme il complesso della disciplina di riferimento per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria nel dettaglio gli articoli cui fare riferimento per i citati servizi sono:
l’art. 23, commi 2 e 12 - Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi;
l’art. 24, commi 4 e 8 - Progettazione interna e esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici;
l’art. 31, comma 8 - Ruolo e funzioni del responsabile del procedimento negli appalti e nelle concessioni;
l’art. 46 - Operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria;
l’art. 93, comma 10 - Garanzie per la partecipazione alla procedura;
l’art. 95, comma 3, lett. b) - Criteri di aggiudicazione dell’appalto;
l’art. 157 - Altri incarichi di progettazione.
Ai paragrafi 3.4 e 3.5 del provvedimento è precisato che la stazione appaltante, così come disposto all’art. 93 comma 10 del d.lgs. n. 50/2016, agli incaricati della redazione del piano di sicurezza e coordinamento e dei compiti di supporto al RUP può chiedere soltanto la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile e professionale, per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di competenza ma non anche la cosiddettacauzione provvisoria ma, anche, che così come disposto all’art. 59, comma 1, secondo periodo, gli appalti relativi ai lavori sono affidatiponendo a base di gara il progetto esecutivo, il cui contenuto garantisce la rispondenza dell'opera ai requisiti di qualità predeterminati e il rispetto dei tempi e dei costi previsti.
E’, anche, previsto il divieto di ricorrere all'affidamento congiunto della progettazione e dell'esecuzione di lavori ad esclusione dei casi di affidamento a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato pubblico privato, contratto di disponibilità.
Per quanto concerne, poi, la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara, al paragrafo 4 relativo alle “Indicazioni operative” è precisato che fino a quando il Ministro della giustizia non avrà approvato le nuove tabelle dei corrispettivi al fine di determinare l’importo del corrispettivo da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura, occorre fare riferimento ai criteri fissati dal D.M. n. 143/2013 con la precisazione che, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 9, ultimo periodo, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, il corrispettivo non deve determinare un importo a base di gara superiore a quello derivante dall’applicazione delle tariffe professionali previgenti.
Viene, poi, aggiunto che nella documentazione di gara deve essere riportato il procedimento adottato per il calcolo dei compensi posti a base di gara per permettere ai potenziali concorrenti di verificare la congruità dell’importo fissato, l’assenza di eventuali errori di impostazione o calcolo, permettendo al contempo di accertare che il procedimento non produca tariffe superiori a quelle derivanti dal sistema precedente.
Nulla viene detto, in questo paragrafo sulla obbligatorietà per le stazioni di determinare i corrispettivi per i servizi di ingegneria e architettura applicando rigorosamente le tabelle in vigore ma, successivamente, al paragrafo “Classi, categorie e tariffe professionali” viene precisato che “Infine, si ricorda, alla luce delle disposizioni intervenute, l’obbligo per le stazioni appaltanti di determinare i corrispettivi per i servizi di ingegneria e architettura applicando rigorosamente le aliquote di cui al d.m. 143/2013; tale determinazione deve risultare da un quadro analitico delle prestazioni da affidare e dei corrispettivi da porre a base di gara.
Ciò, oltre che per evidenti motivi di consentire la formulazione di offerte congrue ed adeguatamente valutate da parte dei concorrenti, anche per evitare che una sottostima dell’importo dei servizi da affidare sia elusiva delle soglie di importo previste dal Codice e dal Regolamento per il ricorso procedure più rigorose imposte dalla corretta determinazione dell’importo da porre a base di gara”.
Forse sarebbe stato meglio inserire l’obbligatorietà dell’utilizzazione delle tariffe vigenti al paragrafo 4 relativo alle “indicazioni operative” precisando che le tariffe devono essere applicate così come sono senza determinare importi a base di gara inferiori a quelli derivanti dall’applicazione delle tariffe professionali in vigore.
Altri punti abbastanza importanti trattati ai paragrafi 6.1 e 6.2 sono quello dei giovani professionisti e quello della qualificazione per le gare sopra la soglia comunitaria. Per quanto concerne i giovani professionisti, al paragrafo 6.1 relativo agli affidamenti pari o superiori a 100.000 e fino alla soglia comunitaria è precisato che, nel caso di utilizzo della procedura ristretta, per la scelta dei soggetti da invitare dovrà essere previsto un incremento convenzionale premiante del punteggio attribuito, basato sulla presenza di uno o più giovani professionisti nei gruppi concorrenti.
Per quanto concerne, poi, l’affidamento di incarichi di importo superiore alla soglia di rilevanza comunitaria, nel documento predisposto dall’ANAC è precisato che il fatturato globale per servizi di ingegneria e di architettura espletati negli ultimi tre esercizi antecedenti la pubblicazione del bando deve essere al "massimo pari al doppio dell'importo a base di gara".
Con il previgente d.lgs. n. 163/2006 il riferimento era agli ultimi cinque anni ed occorreva attestarsi tra due e quattro volte l'importo a base di gara. Adesso, in funzione delle decisioni delle stazioni appaltanti, ci si dovrebbe attestare al massimo al doppio.
N° 29990 - 25/04/2016 _ stampa - -
È sempre obbligatorio indicare i costi della sicurezza nelle offerte per le gare d’appalto: la sentenza del Consiglio di Stato. Francesca Pietroforte
Nelle gare d’appalto i costi relativi alla sicurezza sul lavoro devono essere obbligatoriamente indicati nell’offerta economica, pena l’esclusione dalla gara stessa. IlConsiglio di Stato ha messo nero su bianco questa normativa con la sentenza n. 3 del 20 marzo 2015, esprimendosi in merito al ricorso di una società esclusa da una gara in sede di apertura delle offerte proprio a causa dell’assenza degli oneri della sicurezza interni o aziendali:«Ai sensi e per gli effetti degli artt. 86 e 87, comma 4 del Codice dei Contratti e dell’art. 26, comma 6 del d.lgs. n.81/2008, viene riconosciuta ai costi per la sicurezza da rischio specifico la valenza di elemento essenziale dell’offerta, a norma dell’art. 46, comma 1-bis, del Codice dei Contratti, la cui mancanza rende la stessa incompleta e, come tale, suscettibile di esclusione (CdS, sez. III, Sentenza n. 4622/2012)».
la violazione di tale prescrizione legislativa giustifica l’irrogazione della doverosasanzione espulsiva.
Rispondendo all’appello rivolto al Consiglio di Stato, i giudici hanno chiarito inoltre che trattandosi di una questione di interesse pubblico è necessario applicare quanto previsto dagli artt. 35 ss. della Costituzione che assicura i diritti fondamentali dei lavoratori: i costi riferiti alla sicurezza sul lavoro per interferenze e i costi di sicurezza interni devono essere subito indicati nell’offerta economica e devono essere chiari per la stazione appaltante che deve verificarli. Vai alla fonte