Source: http://www.ancmoncalieri.it/sede_nazionale/statuto.htm
Timestamp: 2018-12-18 11:37:02+00:00
Document Index: 162979176

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.2', 'art.6', 'art.15', 'art.20', 'art.20']

(Approvato con decreto Presidenziale n.1286 del 25 Luglio1956)
Decreto del Presidente della Repubblica 25 Luglio 1956, n 1286, col quale sulla proposta
del Ministro per la difesa, la "Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo" assume
la denominazione di "Associazione Nazionale Carabinieri"; e, tra l'altro, ne viene approvato
il nuovo statuto organico.
(Direzione generale personale civile e affari. Gazzetta Ufficiale n.298, del 24 Novembre 1956)
Visto il regio decreto 16 Febbraio 1982, n.461, col quale fu eretta in ente morale la "Federazione Nazionale
del Carabiniere Reale" e ne fu approvato lo statuto organico.
Visti i regi decreti 25 Agosto 1932, n.1214, e 9 Aprile 1935, n.815, con i quali furono approvati due nuovi
statuti organici della predetta Federazione, la quale, con l'occasione, assunse la denominazione,
rispettivamente di "Federazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo" e di "Associazione Nazionale
del Carabiniere Reale in Congedo"
Visto lo statuto - regolamento approvato dall'ex segretario del disciolto partito Nazionale fascista
e pubblicato nel foglio di disposizioni dello stesso partito n.1193-bis, in data 21 novembre 1938,
statuto - regolamento con quale all'ente in parola fu anche imposta la denominazione di "Legione
Carabinieri d'Italia"
Visto l'Art. 5 del regio decreto-legge 2 agosto 1943, n704 con il quale i reparti d'arma e di specialità
(Associazioni d'arma) dell'Esercito, furono posti sotto la vigilanza dell'ex Ministero della guerra, ora
della difesa (Servizi per l'Esercito).
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 Febbraio 1950, n.162 con quale la predetta Legione
assunse la denominazione di "Associazione Nazionale del Carabiniere in congedo" e ne fu approvato
Visto il foglio n-040/b del 21 febbraio 1955, con il quale la presidenza dell'Associazione in parola
proposto per l'Ente la nuova denominazione di "Associazione Nazionale Carabinieri" e l'approvazione
di uno schema di nuovo statuto organico sul quale si sono già pronunciate favorevolmente a larghissima
maggioranza, le dipendenti assemblee Sezionali.
Vista la disposizione finale-transitoria di esso schema di nuovo statuto organico, secondo cui il Presidente
Nazionale, sentito il Comitato Centrale, avrebbe potuto procedere alle integrazioni o varianti che si fossero
rese necessarie nel corso della sua approvazione.
Viste le deliberazioni adottate, in data 10 maggio 1955 e 26 marzo 1956, del comitato Centrale dell'Associazione
in base alla sopraspecificata disposizione finale-transitoria.
Riconosciuto che l'approvazione di tale schema di nuovo statuto organico tende ad agevolare il
funzionamento dell'Associazione di cui trattasi, mediante, essenzialmente, una modifica alle norme regolanti
la nomina degli Ispettori regionali ed interregionali, nonché dei consiglieri nazionali non di diritto
Al Ministero per la difesa e devoluta l'alta sorveglianza sull' "Associazione Nazionale Carabinieri" al fine di assicurare che la sua attività e il suo indirizzo siano conformi alle direttive generali del Governo. Il Ministro per la difesa qualora ritenga che l’attività e gli indirizzi seguiti dalla predetta Associazione non rispondano
ai criteri di cui al precedente comma o comunque, siano in contrasto con gli scopi dell'Associazione quali risultino dello statuto di cui al successivo art.3, può scegliere il Consiglio Nazionale e nominare un Commissario straordinario. Alla fine dell’esercizio finanziario previsto dal citato statuto, l'Associazione è tenuta a rendere conto al ministero della difesa (Servizi per l'Esercito) dell'impiego fatto degli eventuali contributi da questo concessi a qualsiasi titolo, nel corso dell'esercizio medesimo.
E' approvato l'accluso nuovo statuto organico della predetta Associazione Nazionale, formato da n.46 articoli, firmato dal Ministro proponente. Il presente decreto, munito del sigillo dello stato, sarà inserito
nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana.
Registrato alla Corte dei conti, addì 20 novembre 1956.
Atti del Governo, registro n. 102, foglio n.50 - Carlomagno
L'Associazione Nazionale Carabinieri, eretta in ente morale con regio decreto 16 febbraio 1928, n.461,
allorché denominavasi "Federazione Nazionale del Carabiniere Reale" ha sede centrale in Roma. Presidente onorario è il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri.
a) promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di solidarietà fra i militari in congedo e quelli in
servizio dell'Arma, e fra essi e gli appartenenti alle altre forze armate ed alle rispettive associazioni.
L'Associazione, le Sezioni e le SottoSezioni sono autorizzate ad usare la Bandiera Nazionale e la fiamma conformi ai modelli di cui, rispettivamente, agli allegati n1 e 2 dello statuto approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950, n.162. L'Associazione è, altresì autorizzata ad usare il
medagliere fregiato dei distintivi di tutte le ricompense dell'ordine Militare d'Italia e medaglie d'Oro al Valor militare, Civile, di Marina e d'Aeronautica, concesse all'Arma ed ai suoi appartenenti fin dalla fondazione.
La bandiera ed il medaglione intervengono alle cerimonie ufficiali con scorte d'onore.
La scorta alla Bandiera e la scorta al Medagliere sono costituite, rispettivamente, da due componenti dell'Associazione.
Nelle manifestazioni ufficiali alle quali partecipino in corpo, con Bandiera o Fiamma, è consentito ai soci
l'uso del copricapo e del sopracolletto di panno nero con alamari, della foggia che sarà prescritta dal regolamento al presente statuto. I soci sono autorizzati ad usare in ogni occasione il distintivo sociale,
quale risulta dal disegno di cui all'allegato n.3 del già menzionato decreto del Presidente della Repubblica
2 febbraio 1950, n.162
Sono soci d'onore gli ufficiali generali già comandanti dell'Arma ed il vice Comandante generale dell'Arma
in carica. Possono, inoltre essere nominati soci d'onore, per determinazione del Comitato Centrale, gli appartenenti all'Arma, sia in congedo che in servizio, decorati dell'ordine militare d'Italia, di medaglia d'Oro
al Valor Militare, Civile, di Marina e d'aeronautica, od il loro legittimi rappresentanti qualora i titolari siano deceduti,
i grandi mutilati od i grandi invalidi dell'Arma per ferite, o infermità contratte in guerra od in servizio d'Istituto, i già vice Comandanti generali dell'Arma, nonché personalità militari e civili che abbiano titolo di particolare benemerenza verso l'Associazione. Con analogo provvedimento, e anche su proposta dei dirigenti periferici possono essere nominati soci benemeriti persone, enti, o soci di altre categorie, che abbiano procurato all'Associazione considerevoli benefici o vantaggi. Possono essere soci effettivi coloro che abbiano prestato o prestino servizio nell'Arma, anche se ufficiali di altre armi, copri o servizi, ovvero cappellani. Possono essere soci collettivi i comandi dell'Arma che costituiscono comandi di corpo o reparto autonomo, nonché i circoli e le sale convegno sottufficiali e quelle appuntati e carabinieri dei vari reparti dell'arma. Possono essere soci simpatizzanti, colore che abbiano prestato servizio nell'Arma come
carabinieri ausiliari senza vincolo di ferma, gli aggiunti ed i carabinieri effettivi ed ausiliari con vincolo di ferma che per malattie mentali non siano stati trasferiti nei ruoli di altre armi. I famigliari maggiorenni,
di ambo i sessi, dei militari in congedo o in servizio nell'Arma o che siano discendenti o congiunti di già appartenenti all'Arma.
L'iscrizione dei soci viene fatta presso le Sezioni, peraltro, qualora particolari situazioni lo consiglino, il Presidente Nazionale può autorizzare l'iscrizione direttamente presso la Sede centrale dell'Associazione.
Alla stessa Sede centrale sono, poi, iscritti tutti i soci effettivi in attività di servizio. Non possono far parte dell'Associazione coloro che: a) siano stati radiati dai ruoli dell'Arma o siano stati riformati per malattia mentale. b) abbiano riportato condanne per delitto colposo. Gli ufficiali sospesi dal grado ed i militari di qualsiasi grado sottoposti a procedimento penale per delitto doloso sono sospesi dalla qualità di socio.
Tutti i soci hanno il dovere di cooperare al potenziamento morale e materiale dell'Associazione, evitando, in particolare manifestazioni ed atteggiamenti contrari ai principi dell'Arma, manifestazioni od atteggiamenti
che implicheranno sicuramente il ritiro della tessera dell'Associazione.
I soci effettivi in attività di servizio ed i soci simpatizzanti non possono ricoprire cariche in seno all'Associazione, ne prendere parte, votando, alle adunanze riguardanti il funzionamento interno dell'Associazione e delle Sezioni. Ogni socio effettivo, in attività di servizio o non, ha diritto ad iscriversi
alla "cassa di previdenza" dell'Associazione e se residente a Roma, può esserne nominato consigliere o sindaco.
A carico dei soci che, in questa loro veste, con parole o atti compromettano l'apoliticità dell'Associazione stabilita dall'art2 o contravvengano alle finalità stabilite dallo steso art.2 possono essere adottati i seguenti provvedimenti:
(a) richiamo per infrazione di lieve entità (
b) sospensione da 3 a 6 mesi, per comportamento contrario alle norme disciplinari e ai doveri morali dell'Associazione
(c) espulsione, per infrazioni di particolare gravità o per atteggiamento contrario ai principi dell'Arma,
ovvero per recidividità nelle infrazioni previste dalle precedenti lettere A e B. Nelle ipotesi contemplate nelle lettere A e B dell'art.6 del presente statuto, si procede senz'altro alla radiazione.
Per i soci iscritti alla Sede Centrale dell'Associazione, i provvedimenti disciplinari vengono adottati dal Presidente, sentito, per la sospensione e per l'espulsione, il comitato centrale. Il socio colpito da procedimento disciplinare adottato dal Presidente della Sezione o dall’ispettore regionale (o interregionale) può presentare reclamo al Presidente Nazionale, il quale, sentito il Comitato centrale, decide insindacabilmente. I reclami dei soci scritti alla Sede centrale dell’Associazione vengono decisi dallo stesso Presidente Nazionale, su conforme parere del comitato centrale, qualora si tratti di richiamo, o dal Consiglio Nazionale, qualora si tratti di sospensione ed espulsione. I reclami collettivi e quelli redatti in forma irriguardosa ed astiosamente polemica non saranno presi in considerazione costituendo per se palese mancanza disciplinare. Il giudizio relativo a tal
irrecivibilità spetta, insindacabilmente al Comitato centrale, od al Consiglio Nazionale, rispettivamente nei casi in cui i reclami siano prodotti da iscritti alle Sezioni oppure alla Sede centrale.
I soci possono cessare di far parte dell'Associazione per volontaria rinuncia, che deve essere notificata per iscritto, non oltre il 30 settembre di ciascun anno, al Presidente della Sezione o al Presidente dell'Associazione per gli iscritti alla sede centrale. Il socio moroso, rinunciatario, sospeso, espulso o radiato perde il diritto all'uso della tessera e del distintivo sociale e al godimento di ogni beneficio morale, assistenziale, mutuale ed economico dell'Associazione. E' considerato moroso il socio che, invitato a rinnovare la tessera per l'anno in corso ed a pagare la quota associativa, non vi provveda entro un termine
5) dal segretario Nazionale che è nominato dal Presidente Nazionale fra i soci effettivi residenti a Roma,
senza diritto a voto.
b) decide preventivamente sulle iniziative che importino modifiche al bilancio o implichino impegni morali
Il Consiglio Nazionale e convocato dal Presidente Nazionale, ogni qualvolta lo ritenga necessario, e in ogni caso all'approvazione dei bilanci.
Deve essere altresì convocato quando ne faccia richiesta un terzo dei suoi componenti. I componenti e
il Consiglio Nazionale residenti fuori Roma potranno comunicare per iscritto il proprio avviso sulle
questioni all'ordine del giorno. Per la validità delle riunioni del Consiglio Nazionale e necessaria l'adesione
di almeno la metà dei consiglieri.
Il segretario Nazionale: a) amministra i beni della sede centrale dell'Associazione b) coadiuva il Presidente Nazionale c) provvede alle varie incombenze amministrative d) compila i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, che sono poi presentati al Consiglio Nazionale per l'approvazione, non oltre il mese di maggio
di ciascun anno, dal Presidente Nazionale, sentito il comitato centrale.
Il collegio sindacale e costituito da tre membri nominati dal Comitato centrale fra i soci residenti a Roma.
Il collegio elegge nel suo seno il Presidente. Detto collegio controlla almeno ogni sei mesi i registri ed i documenti contabili, nonché i bilanci dell'Associazione redigendo una relazione da rimettere al Comitato centrale, che ne darà comunicazione al Consiglio Nazionale per la prescritta autorizzazione ai sensi del precedente art.15.
f) informano di ogni situazione degna di rilievo il Presidente Nazionale. In caso di indisponibilità dell'ispettore competente il Presidente Nazionale
può affidare incarichi ispettivi a soci particolarmente qualificati.
Le Sezioni sono costituite in quelle sedi dove sia stato raccolto fra gli appartenenti all'Arma in congedo un numero di adesioni non inferiore a quindici. La loro costituzione deve essere preventivamente autorizzata
dal Presidente Nazionale, il quale, alla prima riunione ne informa il comitato centrale.
Le Sezioni, i cui iscritti superino il numero di cinquanta, possono eleggere un Vice Presidente, il quale coadiuva il Presidente, lo sostituisce in caso di assenza ed assolve gli incarichi che di volta in volta gli vengono da lui affidati. Per le Sezioni che non hanno il Vice Presidente, il consigliere più elevato in grado
od anziano nel grado, sostituisce in caso di assenza, il Presidente. Il Presidente ed il Vice Presidente della Sezione sono eletti dal Consiglio di Sezione nel proprio seno.
Il Consiglio di Sezione, presieduto dal Presidente di questa, e costituito, in base al numero dei soci e secondo le norme che saranno stabilite dal regolamento, da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri, compreso il Presidente, eletti dall'assemblea dei soci, a maggioranza assoluta.
L'assemblea elettorale e valida, in prima convocazione, se e presente almeno la metà del soci della Sezione, compresi quelli delle sottosezioni, in regola con il pagamento della quota annuale di Associazione, in seconda convocazione e valida qualunque sia il numero dei soci presenti. Tra la prima e la seconda convocazione debbono intercorrere almeno due ore. I soci delle sottosezioni possono partecipare personalmente alle assemblee Sezionali o farsi rappresentare , mediante delega scritta, da un'altro socio. Qualunque socio elettore può presentare una lista o scheda. purché la presentazione sia fatta al Presidente della Sezione, contro ricevuta, prima che si addivenga alla nomina del Presidente dell'Assemblea elettorale e degli scrutatori. Qualora nessuna lista o scheda venisse presentata prima della nomina del Presidente dell'assemblea elettorale, questa nominerà una commissione di sei membri per la compilazione di una lista unica.
Il Consiglio inoltre, deve essere convocato dal Presidente quando ne facciano richiesta almeno la metà dei consiglieri. Alle sedute del Consiglio, partecipa, con funzioni di Segretario, senza diritto al voto,
il segretario della Sezione. Per la validità delle riunioni del Consiglio di Sezione e necessaria la presenza di almeno la metà dei consiglieri.
Nelle località dove non sia possibile raccogliere il numero di adesioni, stabilito dall'art.20 per la costituzione della Sezione, può costituirsi la Sottosezione, con un minimo, però, di cinque iscritti, che dipende dalla Sezione viciniore. Essa e retta da un fiduciario, che è nominato dal Presidente della Sezione, e che fa parte,
di diritto, del Consiglio di Sezione
Presso ogni Sezione e costituita una Commissione di disciplina, composta di tre membri tratti
dai componenti il Consiglio della Sezione stessa. I componenti di detta Commissione sono nominati ogni anno dal Presidente della Sezione e possono essere confermati
Le cariche sociali non sono retribuite. Al Segretario Nazionale e ai segretari delle Sezioni che contino
i cento iscritti, potranno essere concesse, tuttavia, in base alla disponibilità dei fondi, gratifiche che i rispettivi consigli riterranno di stabilire, anno per anno, all'atto dell'approvazione del bilancio preventivo.
In tale circostanza, il Consiglio Nazionale determina anche l'ammontare delle diarie da corrispondersi al Presidente ed ai Presidenti nazionali, agli ispettori regionali o interregionali, ed eventualmente ad altri soci, qualora si dovessero loro dare incarichi fuori sede, nonché l'ammontare dell'indennità
di rappresentanza per il Presidente Nazionale.
Se il numero dei soci di una Sezione diminuisce si da essere al disotto del numero minimo stabilito
dall'art.20, il Presidente regionale può deliberare lo scioglimento della Sezione stessa, oppure la sua trasformazione in Sottosezione.
L'Amministrazione centrale dell'Associazione e quelle delle Sezioni sono autonome. L'anno finanziario coincide con l'anno solare. La sede centrale dell'Associazione deve compilare il bilancio preventivo
dell'anno in corso e quello consuntivo dell'anno precedente non oltre il mese di aprile di ogni anno e sottoporli all'approvazione del consiglio nazionale entro il mese di maggio. Il Presidente nazionale deve trasmettere, per conoscenza, non oltre il mese di maggio, al Comandante generale dell'Arma, copia del bilancio consuntivo dell'Associazione. Le Sezioni devono inviare i propri bilanci alla Sede centrale dell'Associazione, per la definitiva approvazione, non oltre il mese di marzo di ogni anno.
Ogni sezione deve convocarsi in assemblea ordinaria almeno una volta l'anno, non oltre il mese di marzo,
per l'approvazione del bilanci consuntivo dell'anno precedente e preventivo dell'anno in corso, nonché per l'esame di tutte le questioni interessanti la vita e lo sviluppo della Sezione.
b) dai contributi suppletivi dei soci, eventualmente determinati, anno per anno, in aggiunta alle quote
mensili dei soci simpatizzanti.
Gli art. da 39 a 45 sono omessi in quanto la CASSA è stata soppressa, e sostituita da un'assicurazione
estesa a tutti i soci (vds. vantaggi iscrizione).