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Timestamp: 2018-09-21 16:12:11+00:00
Document Index: 22046326

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 5', 'art. 99', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 5']

Novità fiscali del 15 aprile 2009: confermata la deduzione IRAP del 10% con il principio di cassa; detrazione per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici; altre novità fiscali | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 15 aprile 2009: confermata la deduzione IRAP del 10% con il principio di cassa; detrazione per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici; altre novità fiscali
1) Detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici
2) Eventi sismici del 1997 e del 2002: Approvato il modello di comunicazione per la definizione dei versamenti
3) Confermata la deduzione Irap del 10% con il principio di cassa
L’art. 2 del D.L. n. 5/2009 convertito in Legge n. 33 del 09.04.2009 ha introdotto la detrazione IRPEF per le spese documentate sostenute dal 7 febbraio 2009 al 31 dicembre 2009 per l’acquisto di mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, nonché apparecchi televisivi e computer, finalizzati all’arredo dell’immobile in ristrutturazione.
L’agevolazione spetta ai contribuenti che fruiscono della detrazione previste dall’art. 1 della legge 27.12.1997, n. 449, limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio (c.d. ristrutturazioni) effettuati su singole unità immobiliari residenziali che siano iniziati a partire dal 1 luglio 2008.
Tale disposizione esclude gli elettrodomestici ad alta efficienza energetica: si tratta dei frigoriferi, congelatori e loro combinazione.
L’ammontare della detrazione, fino a concorrenza del suo ammontare nel caso di incapienza, è stata fissata nella misura del 20% ed è calcolata su di un importo massimo complessivo di spesa non superiore a 10.000 euro.
La detrazione sarà ripartita, tra gli aventi diritto, in cinque quote annuali di pari
Agevolazione fiscale per l’acquisto di mobili, elettrodomestici, televisori e computer
Tutti i soggetti passivi Irpef, residenti e non residenti, che possiedono o detengono un’unità immobiliare residenziale in corso di ristrutturazione edilizia iniziata a partire dal 1° luglio 2008.
– il proprietario e il nudo proprietario;
– il titolare di un diritto reale di godimento (ad esempio, l’usufruttuario);
– il comodatario e il locatario;
– il socio di cooperative;
– l’imprenditore individuale e il socio di S.s., S.n.c. e S.a.s. (per immobili diversi da quelli strumentali e dai beni merce)
Mobili, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, apparecchi televisivi e computer finalizzati all’arredo dell’immobile in corso di ristrutturazione
Frigoriferi, congelatori e loro combinazione di classe energetica inferiore ad A+
Acquisti di beni da destinare ad un’unità immobiliare in corso di ristrutturazione edilizia iniziata a partire dal 1° luglio 2008
Acquisti effettuati nel periodo compreso tra il 7 febbraio e il 31 dicembre 2009
Detrazione dall’Irpef lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, pari al 20% del costo di acquisto dei beni, da ripartire in quote costanti in 5 anni e da calcolare su un importo massimo di e 10.000 (detrazione massima pari a e 2.000)
Adempimenti a carico del soggetto beneficiario
– Acquisto documentato da fattura (o scontrino parlante)
– Pagamento mediante bonifico bancario o postale
– Indicazione nel Modello Unico 2010 (redditi 2009)
2) Eventi sismici del 1997 e del 2002: Approvato il modello di comunicazione per la definizione dei versamenti e dei carichi iscritti a ruolo sospesi
Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10.04.2009, protocollo n. 55493/2009 ha approvato il modello di comunicazione per la definizione dei versamenti e dei carichi iscritti a ruolo sospesi a seguito degli eventi sismici del settembre 1997 nel territorio delle Regioni Marche ed Umbria e dell’ottobre 2002 nel territorio delle regioni Molise e Puglia.
L’ufficialità di tale conferma (in base a quanto espresso precedentemente nei pareri di dottrina) è avvenuta con una circolare delle Entrate (n. 16/E del 14.04.2009) che ha forniti i relativi chiarimenti, tra cui ha evidenziato che per gli acconti, il termine di decadenza per i rimborsi di 48 mesi decorre dalla data di versamento dell’imposta a saldo.
Criterio di cassa per la deduzione dell’Irap dalle imposte sui redditi
Si tratta di alcuni dei chiarimenti che sono stati forniti dalla citata circolare n. 16/E, che ha illustrato le regole da seguire per dedurre dall’Ires e dall’Irpef la quota di Irap relativa al costo del lavoro e agli oneri per interessi sostenuti dalle imprese e dai professionisti.
In particolare, con tale documento, l’Agenzia delle Entrate si é soffermata sulla possibilità di calcolare la deduzione del 10% considerando l’Irap versata nel periodo d’imposta di riferimento a titolo di saldo del periodo d’imposta precedente e di acconto di quello successivo.
Di tale opportunità, prevista dal D.L. n. 185/2008, in deroga al principio generale di indeducibilità dell’imposta regionale sulle attività produttive dai tributi statali, si possono avvantaggiare anche i contribuenti in perdita che, nel periodo d’imposta di riferimento, hanno prodotto un risultato negativo.
In questo caso, la quota di Ires e Irpef versata in eccedenza può essere chiesta a rimborso, oppure, a seconda dei casi, portata in compensazione.
Inoltre, la deduzione forfetaria dalle imposte sui redditi del 10% dell’Irap versata è possibile anche per le società di persone, per le società di capitali che hanno optato per il regime di trasparenza e per quelle che partecipano al consolidato fiscale nazionale.
I chiarimenti contenuti nella neo circolare in dettaglio:
La deduzione forfetaria può essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2008.
In tal caso al contribuente spetta il rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate con riferimento ai suddetti periodi di imposta per effetto della mancata deduzione dell’Irap nella misura ammessa dalla norma in esame.
– per i periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2008, per i quali sia stata presentata – entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del versamento – istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/73, spetta il rimborso della quota delle imposte dirette corrispondente all’Irap deducibile.
A tal fine si considera validamente presentata l’istanza di rimborso motivata dalla deducibilità dell’IRAP, anche se non specificamente riferita al costo del lavoro e agli interessi passivi.
L’importo del rimborso spettante è determinato ricalcolando la base imponibile delle imposte sui redditi al netto della deduzione del 10% dell’Irap, a condizione che i predetti oneri abbiano concorso alla formazione della base imponibile del tributo regionale.
Inoltre, l’istanza dà diritto al rimborso solo per le annualità d’imposta cui essa si riferisce ed occorre presentare l’apposita istanza di rimborso utilizzando il modello telematico;
– relativamente ai periodi di imposta per i quali alla data di entrata in vigore del D.L. n. 185 del 2008 (29.11.2008) non sia stata presentata istanza di rimborso, il diritto al rimborso spetta – nei suddetti termini – a seguito di presentazione, esclusivamente in via telematica, di apposita istanza all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità da definire con provvedimento del Direttore dell’Agenzia.
– a regime, entro il termine di decadenza di 48 mesi dal momento in cui è stato effettuato il versamento;
La deduzione in misura pari al 10% dell’IRAP dovuta è fruibile sia ai fini dell’Ires sia ai fini dell’Irpef.
Peraltro, con la conversione del D.L. n. 185/2008 in Legge è stato chiarito che detta deduzione spetta sia ai soggetti passivi Ires che Irpef.
La deduzione Irap è fruibile dai seguenti soggetti:
– società di capitali e enti commerciali;
– società di persone e imprese individuali;
– banche e altri enti e società finanziari;
– persone fisiche, società semplici e quelle ad esse equiparate esercenti arti e professioni.
La deduzione forfetaria dell’Irap spetta anche ai soggetti diversi da quelli sopra individuati a condizione che gli stessi determinino la base imponibile IRAP con la disciplina contenuta nell’art. 5 del decreto Irap per opzione (imprenditori agricoli e pubbliche amministrazioni per l’attività commerciale eventualmente esercitata) o per regime naturale (enti privati non commerciali per la sola attività commerciale esercitata).
La deduzione forfetaria, pari al 10% dell’IRAP versata, può essere fatta valere in sede di determinazione del reddito a condizione che alla formazione del valore della produzione imponibile abbiano concorso spese per lavoro dipendente oppure interessi passivi non ammessi in deduzione nella determinazione della base imponibile Irap.
La deduzione spetta alla predetta condizione e prescinde, dunque, dall’ammontare complessivamente sostenuto per oneri del personale o interessi passivi.
Il sostenimento dei costi relativi al personale dipendente o agli interessi passivi deve rispondere a criteri di inerenza, ragionevolezza ed economicità e risultare coerente con gli obiettivi di politica aziendale perseguiti.
In relazione, in particolare, ad operazioni che abbiano dato luogo ad interessi passivi saranno attivati opportuni controlli al fine di verificarne le valide ragioni economiche e l’inerenza all’attività esercitata.
Modalità di fruizione della detrazione: Periodo d’imposta in corso al 31.12.2008 e successivi
Ai fini della determinazione della misura della deduzione spettante in ciascun periodo di imposta, i contribuenti devono calcolare il 10% dell’IRAP versata nello stesso periodo d’imposta.
Per effetto del richiamo fatto dalla norma all’art. 99 del Tuir, l’Irap rilevante per il calcolo della deduzione (anche per gli esercenti e professioni) è quella versata nel periodo di imposta di riferimento a titolo di saldo del periodo di imposta precedente e di acconto di quello successivo, nei limiti, per quanto concerne l’acconto, dell’imposta effettivamente dovuta per il medesimo periodo di imposta.
“In altri termini, l’IRAP versata in acconto potrà partecipare al calcolo dell’importo deducibile, solo se e nei limiti in cui rifletta l’imposta effettivamente dovuta per il periodo di imposta di riferimento.
Invero, tale criterio va integrato per tener conto della circostanza che la quota di acconto versata in eccesso rispetto all’IRAP dovuta quale risulta dalla liquidazione definitiva del debito di periodo, non può essere computata nel calcolo della deduzione, in quanto – non risultando definitivamente dovuta – costituisce credito dell’esercizio medesimo”.
Per semplificare le modalità di determinazione della deduzione dell’IRAP, il riferimento ai costi per interessi passivi ed alle spese per il personale dipendente non va inteso in termini analitici ma forfetari.
Per la determinazione della deduzione non è, quindi, necessario procedere al calcolo analitico della quota di IRAP riferibile a tali componenti.
È necessario, invece, che nei periodi di imposta cui si riferisce il versamento, a saldo o in acconto, i predetti oneri per il personale e per interessi passivi abbiano concorso alla determinazione della base imponibile dell’Irap.
Esempio 1 – Periodo d’imposta 2008
Un contribuente ha versato nel periodo d’imposta 2008 IRAP per un importo complessivo pari a 2.000,00 euro.
Tale importo risulta costituito dal saldo IRAP 2007 di 400,00 euro e degli acconti per il 2008 di 1.600,00 euro.
Nella base imponibile IRAP per il periodo d’imposta 2007 non figurano spese per il personale o oneri finanziari, che sono presenti, invece, nella base imponibile del periodo d’imposta 2008.
In tale esempio, spetta la deduzione forfetaria del 10% solo per gli acconti versati per il periodo d’imposta 2008 (importo deducibile ai fini delle imposte sui redditi: 10% di 1.600,00 = 160,00 euro, con un risparmio d’imposta, per la minore Ires dovuta, calcolata in misura pari al 27,5% di 160, pari a 44,00 euro).
Modalità di fruizione della detrazione: Periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2008
I contribuenti che alla data del 29.11.2008 non hanno presentato istanza di rimborso (ovvero che, pur avendola presentata, intendono chiedere il rimborso per ulteriori annualità), possono farlo inoltrando apposita richiesta in via telematica, secondo le modalità stabilite con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate; detta facoltà può essere tuttavia esercitata solo per i versamenti Ires/Irpef per i quali alla predetta data del 29.11.2008 risultava ancora pendente il termine di 48 mesi, decorrente dalla data del versamento, di cui all’art. 38 del DPR n. 602.
In pratica, viene consentito di ottenere il rimborso delle imposte versate in data non anteriore al 29.11.2004, a condizione che venga presentata l’apposita istanza entro il termine di 48 mesi dalla data del versamento.
“Per i termini di decadenza che ricadono nel periodo intercorrente tra il 29 novembre 2008 ed il 60° giorno successivo alla data di attivazione della predetta procedura telematica l’istanza deve essere presentata, invece, entro 60 giorni dal momento in cui viene attivata la procedura di invio delle istanze.
Per individuare correttamente il giorno dal quale decorre il termine di presentazione dell’istanza di rimborso, si evidenzia che per i versamenti in acconto il termine in questione decorre dal momento del versamento del saldo relativo al medesimo periodo (v. risoluzione n. 459 del 2 dicembre 2008)”.
Ad esempio, per gli acconti relativi al periodo di imposta 2004 – anche se versati prima del 29.11.2004 – il termine iniziale dei 48 mesi decorre dalla data di versamento dell’imposta a saldo (ordinariamente in scadenza nel mese di giugno 2005).
Reddito imponibile Ires 20.000,00 euro
1° acconto Ires 2004 (versato il 20 giugno 2004) 2.613,00 euro
2° acconto Ires 2004 (versato il 30 novembre 2004) 3.921,00 euro
Saldo Ires 2004 (versata il 20 giugno 2005) 66,00 euro
Irap versata nel corso del periodo d’imposta 2004 pari a 1.000,00 euro
Importo dell’Irap deducibile ai fini delle imposte sui redditi 100,00 euro
Reddito imponibile Ires rideterminato per effetto della deduzione 19.900,00 euro
Ires dovuta al netto della deduzione dell’Irap 6.567,00 euro
Ires rimborsabile (6.600 – 6.657) 33,00 euro
La deduzione forfetaria del 10% dell’Irap compete anche nell’ipotesi in cui nel periodo di imposta di riferimento sia emerso un risultato negativo ai fini delle imposte sui redditi.
In tal caso, la rideterminazione del reddito al netto della deduzione in commento, darà luogo ad una maggiore perdita da computare in diminuzione del reddito relativo al primo periodo d’imposta utile successivo, alle condizioni e nei limiti stabiliti dall’articolo 84 del TUIR.
“Al riguardo si precisa che al fine di comunicare all’Agenzia delle entrate le maggiori perdite rideterminate è necessario presentare, comunque, il modello di cui al comma 3 dell’art. 6 del citato D.L. n. 185 del 2008, anche se nello stesso non è evidenziato alcun importo da rimborsare.
Se la perdita del periodo di imposta oggetto di rideterminazione è stata utilizzata in un periodo d’imposta per il quale sia stata già presentata la dichiarazione dei redditi, il contribuente potrà richiedere il rimborso della maggiore IRES o IRPEF versata in tale periodo di imposta mediante la presentazione dell’istanza di rimborso.
Nel caso, invece, in cui la perdita rideterminata per tener conto della deduzione IRAP non sia stata ancora utilizzata e risulti ancora pendente il termine di cinque anni stabilito dall’articolo 84 del TUIR per il riporto, la medesima perdita potrà essere utilizzata in compensazione nel primo esercizio utile”.
Il periodo d’imposta a partire dal quale è possibile rideterminare il risultato negativo è, anche in questo caso, il periodo di imposta 2004 ossia, più precisamente, il periodo di imposta per il quale il termine di versamento del saldo Irpef/Ires sarebbe scaduto in data non anteriore al 29 novembre 2004.
Ciò in analogia con il trattamento – altrimenti più sfavorevole – riservato ai contribuenti che, in presenza di redditi imponibili, possono ottenere a rimborso l’eccedenza Irpef/Ires relativa a periodi d’imposta non anteriori al 2004, stante il limite temporale dell’art. 38 del D.P.R. n. 602/73.
Per i contribuenti che alla data di entrata in vigore del decreto (29 novembre 2008) abbiano già presentato tempestiva istanza ai sensi dell’articolo 38 del D.P.R. n. 600 del 1973 al fine di ottenere a rimborso l’Ires/Irpef versata in più per effetto della mancata deduzione dell’Irap, l’importo rimborsabile – limitatamente ai versamenti d’imposta oggetto dell’istanza – è pari alla differenza tra l’imposta versata e quella derivante dal ricalcolo della base imponibile Ires/Irpef al netto della deduzione forfetaria del 10% dell’Irap.
L’intervenuta presentazione dell’istanza di rimborso rileva ai fini della erogazione dei rimborsi secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, ma non anche ai fini della determinazione delle maggiori imposte versate e da restituire al contribuente sulla base di disposizioni normative non note all’epoca di presentazione della istanza medesima.
Anche i contribuenti che, alla data del 29 novembre 2008, abbiano presentato istanza di rimborso, sono tenuti a presentare l’istanza telematica secondo le modalità stabilite con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate; per consentire l’esame in via prioritaria di dette istanze si rende tuttavia necessario che le stesse vengano presentate entro 60 giorni dalla data di attivazione della procedura telematica che ne consente l’invio.
I rimborsi spettanti sulla base delle istanze inoltrate telematicamente, siano esse precedute o meno da domanda di rimborso presentata entro il 28 novembre 2008, saranno eseguiti dall’Agenzia delle Entrate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze medesime e nel rispetto dei limiti di spesa indicati.
Società di persone e società di capitali “trasparenti”
Per le società di persone e le associazioni di cui all’art. 5 del TUIR, nonché per le società di capitali che hanno optato per il regime di trasparenza ai sensi degli artt. 115 e 116 del TUIR, la deduzione forfetaria dalle imposte sui redditi del 10% dell’IRAP versata è effettuata dalla stessa società/associazione trasparente in sede di determinazione della base imponibile da imputare ai soci/associati.
In particolare, le modalità operative per la fruizione della deduzione, sono le seguenti:
– a regime (ossia per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 e successivi) la deduzione sarà effettuata dalla società/associazione che, conseguentemente, imputerà per trasparenza ai soci/associati un imponibile ai fini delle imposte dirette, ridotto in applicazione della norma in esame;
– per i periodi di imposta precedenti quello in corso al 31 dicembre 2008, sarà ugualmente la società/associazione a rideterminare il proprio reddito al netto del 10% dell’IRAP mediante presentazione del modello, anche se nello stesso non è evidenziato alcun importo da rimborsare e, quindi, a comunicare ai propri soci/associati la quota di rispettiva spettanza, affinché ciascuno di questi, previa rideterminazione della propria base imponibile, possa presentare – ricorrendone i presupposti – l’istanza di rimborso della maggiore imposta assolta.
Soggetti partecipanti al consolidato fiscale nazionale
Nel caso di soggetti partecipanti al regime del consolidato fiscale nazionale di cui agli artt. 117 e ss. del TUIR, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 (e per quelli successivi), la deduzione forfetaria IRAP deve essere calcolata su base individuale da ciascuna società consolidata. Il soggetto consolidante, come di consueto, procederà alla somma algebrica dei redditi delle singole società consolidate, determinati già al netto della deduzione in esame.
– periodi di imposta antecedenti all’avvio del consolidato.
In tal caso ciascuna società (ancorché attualmente aderente al regime del consolidato) è singolarmente legittimata alla presentazione dell’istanza di rimborso della minore Ires dovuta per effetto della deduzione IRAP spettante;
In tal caso, essendo unico ai fini IRES il debito d’imposta della fiscal unit, è legittimato alla presentazione dell’istanza di rimborso il soggetto consolidante, sulla base degli imponibili IRES dei singoli soggetti partecipanti al regime, rideterminati per effetto della deduzione forfetaria dell’Irap
A tal fine, anche le società consolidate dovranno presentare il modello, anche se nello stesso non è evidenziato alcun importo da rimborsare.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 16/E del 14.04.2009)
– Decreto incentivi – in G.U. la legge n. 33/2009
E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 85 del 11.04.2009, la Legge 09.04.2009, n. 33, che ha convertito il D.L. n. 5/2009.
– Terremoto in Abruzzo: sospensione dei versamenti
E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 84 del 10.04.2009 l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3754 del 09.04.2009 contenente “Ulteriori disposizioni urgenti conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito la provincia di l’Aquila ed altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009”.
E’ stata disposta la sospensione, fino al 30.11.2009, del versamento dei contributi e premi ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi, anche del settore agricolo, operanti alla data dell’evento sismico nei comuni e nei territori colpiti dal sisma.
In particolare la sospensione riguarda i versamenti di contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, compresa la quota a carico di dipendenti e co.co.co.
– Terremoto in Abruzzo: sospensione dei tributi
E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 84 del 10.04.2009 il Decreto 09.04.2009 del Ministero dell’Economia e delle Finanze recante la “sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari a favore dei soggetti residenti nel territorio della provincia di l’Aquila, colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009”.
Detto decreto ha stabilito che:
– nei confronti delle persone fisiche, anche in qualità di sostituti d’imposta, nonché dei soggetti diversi dalle persone fisiche che, alla data del 6 aprile 2009, avevano la residenza, la sede legale o la sede operativa nel territorio della provincia di l’Aquila, sono sospesi dalla stessa data del 6 aprile 2009 al 30 novembre 2009, i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, scadenti nel medesimo periodo; non si fa luogo al rimborso di quanto già versato;
– i sostituti d’imposta, indipendentemente dal loro domicilio fiscale, a richiesta dei contribuenti aventi la residenza nel territorio della provincia di l’Aquila, non operano le ritenute alla fonte; le ritenute già operate devono comunque essere versate.
– Per le ritenute Irpef non versate dal datore risponde il lavoratore
Se il Datore di lavoro (sostituto d’imposta) non ha versato le ritenute, l’Erario può richiedere le somme dovute a titolo d’imposta direttamente al contribuente.
(Sentenza Cassazione civile n. 8316 del 07.04.2009.)