Source: http://www.sindacatofsi.it/2016/09/03/ammortizzatori-sociali-in-costanza-di-rapporto-di-lavoro-i-chiarimenti-dellinps-inps-circolare-12022016-n-30/
Timestamp: 2018-08-16 11:57:31+00:00
Document Index: 22415219

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 29', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 30', 'art. 26']

Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: i chiarimenti dell’Inps INPS, circolare 12/02/2016 n° 30 | Sindacato FSI
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Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: i chiarimenti dell’Inps INPS, circolare 12/02/2016 n° 30
Inps, Circolare 12 febbraio 2016, n. 30
SOMMARIO: Sommario: con la presente circolare s’illustrano le principali novità introdotte dal D.lgs.148/2015 in materia di fondi di solidarietà bilaterali, in attuazione dei principi e criteri di cui all’art. 1, c. 2, lett. a), punto 7, della legge 183/2014.
In attuazione dei criteri delega di cui al citato art. 1, in data 23 settembre 2015 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23-9-2015 – Suppl. Ordinario n. 53, il D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148. Il decreto, che a norma dell’art. 44, c. 1 è entrato in vigore il 24 settembre 2015, ha riordinato in un testo unico le tutele di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, abrogando contestualmente ogni disposizione contraria o incompatibile con le disposizioni contenute nel decreto stesso.
istituzione del Fondo di integrazione salariale (art. 29) che sussume in sé la stessa funzione del Fondo residuale vigente nel precedente sistema legislativo, di cui ne prosegue la gestione, costituendo l’extrema ratio dell’impianto normativo. In esso, infatti, confluiscono tutti i datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, appartenenti a settori per i quali non siano stati stipulati accordi volti all’attivazione di un Fondo di solidarietà di cui all’art. 26, ovvero a un Fondo di solidarietà bilaterale alternativo di cui all’art. 27 e che non rientrano nell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria;
Stante la finalità perseguita dai fondi di solidarietà bilaterali alternativi, di realizzazione ovvero integrazione, in chiave universalistica, del sistema di tutele a sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro ovvero di cessazione dello stesso, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le parti sociali istitutive dei fondi bilaterali, sono dettate disposizioni per determinare i criteri volti a garantire la sostenibilità finanziaria dei fondi, i requisiti per la contabilità degli stessi, i requisiti di professionalità e onorabilità dei membri del comitato amministratore, nonché le modalità per rafforzare la funzione di controllo sulla loro corretta gestione e di monitoraggio sull’andamento delle prestazioni.
A norma dell’art. 28, c. 2 i fondi di solidarietà bilaterali costituiti a seguito dell’opting out, devono garantire l’assegno ordinario di cui all’art. 30, o comunque le prestazioni di cui all’art. 26, e prevedere un’aliquota di finanziamento almeno pari a quella stabilita per il fondo di integrazione salariale di cui all’articolo 29, in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente fino a quindici dipendenti e quindi di importo non inferiore allo 0,45 per cento della retribuzione imponibile previdenziale.
A decorrere dal 1° gennaio 2016, l’aliquota di finanziamento del fondo di integrazione salariale è fissata ai sensi del decreto legislativo n. 148/2015:
Il decreto legislativo n. 148/2015 stabilisce per il Fondo di integrazione salariale una contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro connessa all’utilizzo delle prestazioni di assegno ordinario e di assegno di solidarietà pari al 4 per cento della retribuzione persa.