Source: https://www.professionegiustizia.it/documenti/notizia/2013/dipendenti_pubblici_approvato_il_nuovo_codice_di_comportamento
Timestamp: 2019-08-25 19:08:45+00:00
Document Index: 116409393

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 16']

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici emanato in attuazione della legge anti-corruzione 190/2012 che, in conformitÃ alle raccomandazioni Ocse in materia di integritÃ ed etica pubblica, indica i doveri di comportamento per i dipendenti della pubblica amministrazione.
Il suddetto codice individua i doveri minimi di diligenza, lealtÃ , imparzialitÃ e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare e la cui violazione Ã¨ fonte di responsabilitÃ disciplinare.
Tra le principali novitÃ si segnalano le seguenti:
- in materia di conflitto di interessi l'art. 6 pone l'obbligo in capo al dipendente pubblico di informare i dirigenti di Â«tutti i rapporti diretti o indiretti di collaborazione con soggetti privati in qualunque modo retribuiti che lo stesso abbia o abbia avuto negli ultimi tre anniÂ», precisando inoltre se egli, o suoi parenti o affini entro il secondo grado, il coniuge o il convivente more uxorio, abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di collaborazione.
Ugualmente, il dipendente pubblico Ã¨ tenuto ad astenersi dal prendere decisioni o svolgere attivitÃ inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto di interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dallÂ’intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici.
Inoltre, ai sensi dell'art. 5 il dipendente Ã¨ tenuto a comunicare la propria adesione o appartenenza ad associazioni e organizzazioni (esclusi partici politici e sindacati) i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento delle attivitÃ dellÂ’ufficio.
Sempre nella prospettiva di evitare conflitti di interessi si pone l'art. 13 il quale, nel dettare disposizioni particolari per i dirigenti, richiede che l'assunzione di funzioni dirigenziali sia preceduta dalla comunicazione all'amministrazione delle eventuali partecipazioni azionarie e degli interessi finanziari che possono porre il dirigente in conflitto di interessi con la funzione pubblica, dichiarando altresÃ¬ Â«se il coniuge, o il convivente, o un parente od affine entro il secondo grado esercita attivitÃ politiche, professionali o economiche che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che dovrÃ dirigere o che siano coinvolti nelle decisioni o nelle attivitÃ inerenti all'ufficioÂ».
- Nel cercare di contrastare il pericolo di corruzione l'art. 4 pone il divieto in capo al dipendente pubblico di chiedere o sollecitare per sÃ© o per altri, regali o altre utilitÃ , nonchÃ© il divieto di accettare per sÃ© o altri, regali o utilitÃ , salvo quelli d'uso di modico valore (di valore non superiore a 150 euro). I regali e le altre utilitÃ comunque ricevuti sono immediatamente messi a disposizione dellÂ’Amministrazione per essere devoluti a fini istituzionali.
- Per contrastare, invece, lo spreco di risorse l'art. 11 prescrive che il dipendente utilizzi il materiale o le attrezzature di cui il dispone per ragioni di ufficio, inclusi i servizi telematici e le linee telefoniche, nel rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione. Parimenti, il dipendente puÃ² utilizzare i mezzi di trasporto a sua disposizione solo per lo svolgimento di compiti d'ufficio.
- La violazione del Codice di comportamento Ã¨ fonte di responsabilitÃ disciplinare. Le sanzioni sono comminate tenendo conto della gravitÃ del comportamento e del pregiudizio (anche morale) cagionato Â«al decoro o al prestigio dellÂ’amministrazioneÂ». Si legge all'art. 16 che Â«la violazione degli obblighi previsti dal presente Codice integra comportamenti contrari ai doveri dÂ’ufficio. [Â…] Essa Ã¨ fonte di responsabilitÃ disciplinare accertata allÂ’esito del procedimento disciplinare, nel rispetto dei principi di colpevolezza, gradualitÃ e proporzionalitÃ delle sanzioniÂ». Le sanzioni applicabili sono quelle previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi e nei casi piÃ¹ gravi o in caso di recidiva si puÃ² arrivare alla sanzione del licenziamento senza preavviso.