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Timestamp: 2019-04-22 18:32:44+00:00
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Revoca credito d'imposta per l'occupazione per inadempienza sulla sicurezza
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Scritto da Redazione il	 5 Novembre 2010 Normativa, Sentenze
ROMA – Il 22 ottobre la Corte di Cassazione ha stabilito, con sentenza n. 21698 che il credito di imposta per l’occupazione può essere revocato se viene accertata inadempienza in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
La sentenza riguarda il caso di una agenzia legale cui sono stati revocati i crediti d’imposta per l’incremento dell’occupazione in quanto, in fase di attività di controllo operata dalla Guardia di Finanza sulla dichiarazione del contribuente, questo non era stato in grado di presentare regolare documentazione riguardo l’osservanza della normativa in materia di SSL.
In particolare lo studio non è stato in grado di produrre l’autocertificazione con cui il datore di lavoro dichiara “ l’avvenuta valutazione dei rischi e l’adempimento degli obblighi ad essa collegati” (art. 4, comma 11, D. Lgs 626/1994).
In questo modo risultava che lo studio legale non rispettasse art. 7, comma 5, L. 388/2000 che recita “Il credito d’imposta[…] spetta […] a condizione che siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19 settembre 1994 , n.626, n. 494, e loro successive modificazioni, nonché dai successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro” e gli era quindi stato inviata ordinanza di revoca del credito. Lo studio legale si era opposto appellandosi al fatto che la mancanza dell’autocertificazione era una mera violazione formale e che alla Guardia di Finanza non competeva l’accertamento delle violazioni in materia di salute sicurezza sul lavoro.
La Cassazione ha respinto il ricorso effettuato dallo studio legale (e già rigettato dalle Commissioni tributarie Provinciali e Regionali) confermando che l’inottemperanza della regolarità in materia di salute e sicurezza sul lavoro costituisce una condizione normativa di revoca del credito d’imposta, anche nel caso della mancata autocertificazione. Ha altresì confermato la regolarità del’operato della Guardia di Finanzia che avendo potere di controllare la dichiarazione dei redditi del contribuente ha anche il potere di controllare l’esistenza delle condizioni che implicano eventuali crediti d’imposta.
Questa sentenza mette in luce ancora una volta come il legislatore abbia messo al primo posto la sicurezza dei lavoratori. Non possono esistere agevolazioni fiscali laddove non siano rispettate in modo rigoroso le normative relative alla salute e sicurezza.
Cassazione, Sentenza n. 21698