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Timestamp: 2018-01-24 11:49:34+00:00
Document Index: 111533702

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 4']

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 19 giugno 2002, n.165 Regolamento di modifica del decreto ministeriale 13 giugno 1994, n. 495, recante: "Regolamento concernente disposizioni di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241".
DECRETO 19 giugno 2002, n.165
Visti gli articoli 2, comma 2, e 4 della legge 7 agosto 1990, n.
241, che demandano ad un apposito regolamento la determinazione da
parte delle pubbliche amministrazioni del termine entro cui deve
concludersi ciascun tipo di procedimento e del relativo procedimento;
Visto il decreto ministeriale 13 giugno 1994, n. 495, pubblicato
nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 187
dell'11 agosto 1994, recante: "Regolamento concernente disposizioni
riguardanti i termini e i responsabili dei procedimenti"; ed in
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante
"Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni
culturali e ambientali a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre
1997, n. 352";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000,
n. 441, concernente il "Regolamento recante norme di organizzazione
del Ministero per i beni e le attivita' culturali";
Rilevata l'esigenza di modificare le disposizioni contenute negli
articoli 3, 4 e 6 del citato decreto ministeriale n. 495 del 1994, in
coerenza con i principi della legge 7 agosto 1990, n. 241;
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 20 maggio 2002;
effettuata con nota n. 1793 del 31 maggio 2002;
Modifica all'articolo 3 del decreto ministeriale 13 giugno 1994, n.
1. Il comma 3 dell'articolo 3 del decreto del Ministro per i beni
culturali e ambientali 13 giugno 1994, n. 495, e' sostituito dal
"3. All'atto della presentazione della domanda e' rilasciata
all'interessato una ricevuta, contenente, ove possibile, le
indicazioni di cui all'articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Per le domande o istanze inviate a mezzo del servizio postale,
mediante raccomandata con avviso di ricevimento, la ricevuta e'
costituita dall'avviso stesso.".
- Per gli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n.
241, si rimanda alle note alle premesse.
- L'art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, recante: "Disciplina dell'attivita' di Governo e
- L'art. 2, comma 2 e l'art. 4 della legge 7 agosto
1990, n. 241, recante: "Nuove norme in materia di
documenti amministrativi", pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 192 del 18 agosto 1990, dispone:
"Art. 2. - 1. (Omissis).
3. - 4. (Omissis)".
- L'art. 10 del decreto ministeriale 13 giugno 1994, n.
495, recante: "Regolamento concernente disposizioni di
attuazione degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990,
n. 241, riguardanti i termini e i responsabili dei
procedimenti", pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 187 dell'11 agosto 1994, dispone:
"Art. 10 (Integrazioni e modificazioni del presente
saranno disciplinati con apposito regolamento integrativo.
presente regolamento, e successivamente ogni tre anni, il
Ministro per i beni culturali e ambientali verifica lo
stato di attuazione della normativa emanata e apporta,
nelle prescritte forme, le modificazioni ritenute
necessarie.".
- Il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
recante: "Testo unico delle disposizioni legislative in
materia di beni culturali e ambientali a norma dell'art. 1
della legge 8 ottobre 1997, n. 352", e' pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del
27 dicembre 1999.
29 dicembre 2000, n. 441, concernente il "Regolamento
recante norme di organizzazione del Ministero per i beni e
le attivita' culturali", e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 33 del 9 febbraio 2001.
- Per gli articoli 3, 4 e 6 del citato decreto
ministeriale 13 giugno 1994, n. 495, si rimanda alle note
agli articoli 1, 2 e 3.
ministeriale 13 giugno 1994, n. 495, come modificato dal
procedimenti ad iniziativa di parte, il termine iniziale
decorre dalla data di ricevimento della domanda o istanza.
e portati a idonea conoscenza degli amministrati, e deve
essere corredata dalla prevista documentazione, dalla quale
7 agosto 1990, n. 241. Per le domande o istanze inviate a
mezzo del servizio postale, mediante raccomandata con
avviso di ricevimento, la ricevuta e' costituita
dall'avviso stesso.
4. Ove la domanda dell'interessato sia ritenuta
indicando le cause della irregolarita' e della
- L'art. 8 della citata legge 7 agosto 1990, n. 241,
puo' essere fatta solo dal soggetto nel cui interesse la
comunicazione e' prevista.".
Modifica all'articolo 4 del decreto ministeriale 13 giugno 1994, n.
1. All'articolo 4, del decreto del Ministro per i beni culturali e
ambientali 13 giugno 1994, n. 495, dopo il comma 1, e' inserito il
"1-bis. La comunicazione prevista dal comma 1 non e' dovuta per i
procedimenti avviati ad istanza di parte, ed in particolare, per
quelli disciplinati dagli articoli 21, 22, 23, 24, 25, 26, 35, 41,
43, 50, 51, 53, 55, 56, 59, 66, 68, 69, 72, 86, 102, 107, 108, 109,
113, 114, 151, 154 e 157 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.
490, anche quando l'istanza e' stata previamente valutata da una
diversa amministrazione, in applicazione di norme di legge o di
regolamento. E' comunque fatta salva la possibilita' per l'istante di
presentare memorie o documenti.".
"Art. 4 (Comunicazione dell'inizio del procedimento). -
1. Salvo che non sussistano ragioni di impedimento
derivanti da particolari esigenze di celerita', il
responsabile del procedimento da' comunicazione dell'inizio
del procedimento stesso ai soggetti nei confronti dei quali
il provvedimento finale e' destinato a produrre effetti, ai
soggetti la cui partecipazione al procedimento sia prevista
da legge o regolamento nonche' ai soggetti, individuati o
facilmente individuabili, cui dal provvedimento possa
derivare un pregiudizio.
1-bis. La comunicazione prevista dal comma 1 non e'
dovuta per i procedimenti avviati ad istanza di parte, ed
in particolare, per quelli disciplinati dagli articoli 21,
22, 23, 24, 25, 26, 35, 41, 43, 50, 51, 53, 55, 56, 59, 66,
68, 69, 72, 86, 102, 107, 108, 109, 113, 114, 151, 154 e
157 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, anche
quando l'istanza e' stata previamente valutata da una
diversa amministrazione, in applicazione di norme di legge
o di regolamento. E' comunque fatta salva la possibilita'
per l'istante di presentare memorie o documenti.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono resi edotti
personale, contenente, ove gia' non rese note ai sensi
dell'art. 3, comma 3, le indicazioni di cui all'art. 8
della legge 7 agosto 1990, n. 241. Qualora, per il numero
degli aventi titolo, la comunicazione personale risulti,
per tutti o per taluni di essi, impossibile o
particolarmente gravosa nonche' nei casi in cui vi siano
particolari esigenze di celerita', il responsabile del
procedimento procede ai sensi dell'art. 8, comma 3, della
legge 7 agosto 1990, n. 241, mediante forme di pubblicita'
da attuarsi con l'affissione e la pubblicazione di apposito
atto, indicante le ragioni che giustificano la deroga,
rispettivamente nell'albo dell'amministrazione e nel
3. L'omissione, il ritardo o l'incompletezza della
comunicazione puo' essere fatta valere, anche nel corso del
procedimento, solo dai soggetti che abbiano titolo alla
comunicazione medesima, mediante segnalazione scritta al
dirigente preposto all'unita' organizzativa competente, il
quale e' tenuto a fornire gli opportuni chiarimenti o ad
adottare le misure necessarie, anche ai fini dei termini
posti per l'intervento del privato nel procedimento, nel
termine di dieci giorni.
4. Resta fermo quanto stabilito dal precedente art. 3
in ordine alla decorrenza del termine iniziale del
- Gli articoli 21, 22, 23, 24, 25, 26, 35, 41, 43, 50,
51, 53, 55, 56, 59, 66, 68, 69, 72, 86, 102, 107, 108, 109,
113, 114, 151, 154 e 157 del citato decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 490, sono cosi' rubricati:
21. (Obblighi di conservazione).
22. (Collocazione).
23. (Approvazione dei progetti di opere).
24. (Interventi di edilizia).
25. (Conferenza di servizi).
26. (Valutazione di impatto ambientale).
35. (Autorizzazione e approvazione del restauro).
41. (Intervento finanziario dello Stato).
43. (Contributo in conto interessi).
50. (Manifesti e cartelli pubblicitari).
51. (Distacco di beni culturali).
53. (Esercizio del commercio in aree di valore
55. (Alienazioni soggette ad autorizzazione).
56. (Autorizzazione alla permuta).
59. (Diritto di prelazione).
66. (Attestato di libera circolazione).
68. (Acquisto coattivo).
69. (Uscita temporaneaz).
72. (Esportazione di beni culturali dal territorio
dell'Unione europea).
86. (Concessione di ricerca).
102. (Mostre o esposizioni).
107. (Accesso agli archivi di Stato).
108. (Accesso agli archivi storici degli Enti
109. (Accesso agli archivi privati).
113. (Concessione dei servizi).
114. (Uso dei beni culturali).
151. (Alterazione dello stato dei luoghi).
154. (Rimborso spese a seguito della sospensione dei
157. (Cartelli pubblicitari).
Modifiche all'articolo 6 del decreto ministeriale 13 giugno 1994, n.
1. All'articolo 6, del decreto del Ministro per i beni culturali e
ambientali 13 giugno 1994, n. 495, dopo il comma 6, e' inserito il
"6-bis. Qualora, in sede di istruttoria, emerga la necessita' di
ottenere chiarimenti o di acquisire elementi integrativi di giudizio,
ovvero di procedere ad accertamenti di natura tecnica, il
responsabile del procedimento ne da' immediata comunicazione ai
soggetti indicati all'articolo 4, comma 1, nonche', ove opportuno,
all'amministrazione che ha trasmesso la documentazione da integrare.
In tal caso, il termine per la conclusione del procedimento e'
interrotto, per una sola volta e per un periodo non superiore a
trenta giorni, dalla data della comunicazione e riprende a decorrere
dal ricevimento della documentazione o dall'acquisizione delle
risultanze degli accertamenti tecnici.
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 359
"Art. 6 (Termine finale del procedimento). - 1. I
termini per la conclusione dei procedimenti si riferiscono
alla data di adozione del provvedimento, ovvero, nel caso
di provvedimenti recettizi, alla data in cui il
destinatario ne riceve comunicazione.
2. Ove nel corso del procedimento talune fasi, al di
fuori delle ipotesi previste dagli articoli 16 e 17 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, siano di competenza di
amministrazioni diverse dall'amministrazione per i beni
culturali e ambientali il termine finale del procedimento
deve intendersi comprensivo dei periodi di tempo necessari
per l'espletamento delle fasi stesse.
A tale fine le amministrazioni interessate verificano
d'intesa, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del
presente regolamento, la congruita', per eccesso o per
difetto, dei tempi previsti, nell'ambito del termine
finale, per il compimento delle fasi medesime. Ove dalla
verifica risulti la non congruita' del termine finale, il
Ministero per i beni culturali e ambientali provvede, nella
prescritta forma regolamentare, alla variazione del
termine, a meno che lo stesso non sia fissato dalla legge.
3. I termini di cui ai commi 1 e 2 costituiscono
termini massimi e la loro scadenza non esonera
l'amministrazione dall'obbligo di provvedere con ogni
sollecitudine, fatta salva ogni altra conseguenza
dell'inosservanza del termine.
4. Nei casi in cui il controllo sugli atti
dell'amministrazione procedente abbia carattere preventivo,
il periodo di tempo relativo alla fase d'integrazione
dell'efficacia del provvedimento non e' computato ai fini
del termine di conclusione del procedimento. In calce al
provvedimento soggetto a controllo il responsabile del
procedimento indica l'organo competente al controllo
medesimo e i termini, ove previsti, entro cui lo stesso
deve essere esercitato.
5. Ove non sia diversamente disposto, per i
procedimenti di modifica di provvedimenti gia' emanati si
applicano gli stessi termini finali indicati per il
6. Quando la legge preveda che la domanda
dell'interessato si intenda respinta o accolta dopo
l'inutile decorso di un determinato tempo dalla
presentazione della domanda stessa, il termine previsto
dalla legge o dal regolamento per la formazione del
silenzio-rifiuto o del silenzio-assenso costituisce
altresi' il termine entro il quale l'amministrazione deve
adottare la propria determinazione. Quando la legge
stabilisca nuovi casi o nuovi termini di silenzio-assenso o
di silenzio-rifiuto, i termini contenuti nelle tabelle
allegate si intendono integrati o modificati in
"6-bis. Qualora, in sede di istruttoria, emerga la
necessita' di ottenere chiarimenti o di acquisire elementi
integrativi di giudizio, ovvero di procedere ad
accertamenti di natura tecnica, il responsabile del
procedimento ne da' immediata comunicazione ai soggetti
indicati all'art. 4, comma 1, nonche', ove opportuno,
all'amministrazione che ha trasmesso la documentazione da
integrare. In tal caso, il termine per la conclusione del
procedimento e' interrotto, per una sola volta e per un
periodo non superiore a trenta giorni, dalla data della
comunicazione e riprende a decorrere dal ricevimento della
documentazione o dall'acquisizione delle risultanze degli
accertamenti tecnici. ".