Source: https://www.notai.it/news/00019876-la-nuova-legge-che-tutela-i-figli-delle-vittime-di-crimini-domestici.aspx
Timestamp: 2018-05-26 16:03:23+00:00
Document Index: 67278256

Matched Legal Cases: ['art. 463', 'art. 463', 'sentenza ', 'art. 463', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ']

La nuova legge che tutela i figli delle vittime di crimini domestici | Notai.it
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Da tempo attesa, entra in vigore il 16.02.2018 la legge n. 4 del 11.01.2018, recante “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.26 del 1-2-2018.
OMICIDIO DEL CONIUGE O DEL CONVIVENTE
Si tratta di un provvedimento sollecitato da più parti, in particolare da esponenti di associazioni ed enti del terzo settore che si occupano dell’assistenza e protezione dei figli di vittime di omicidio da parte del coniuge o convivente; le conseguenze di tali efferati reati, infatti, si riversano interamente sui figli, spesso involontari testimoni del delitto commesso ai danni di uno dei genitori e che altrettanto spesso si ritrovano orfani e privi di ogni protezione.
Con la legge n. 4/2018 vengono così introdotte nel nostro ordinamento nuove forme di tutela a favore di questi soggetti, sia in sede civile che penale.
Vediamo in breve quali sono le principali novità.
In primo luogo viene espressamente sancito il diritto al patrocinio a spese dello Stato, senza limiti di reddito, in tutti i procedimenti civili derivanti dal reato, per i figli minori o maggiorenni economicamente non autosufficienti rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza, al patrocinio a spese dello Stato, senza limiti di reddito, in tutti i procedimenti civili derivanti dal reato.
Ciò significa che i figli delle vittime dei reati anzidetti potranno sempre esercitare gratuitamente l’azione per il risarcimento del danno, come ogni altra azione, contro l’autore del reato.
SANZIONI PENALI E NOVITA' NEL CODICE CIVILE
La legge, inoltre, introduce un inasprimento delle pene previste per il reato di omicidio del coniuge, anche legalmente separato, o del convivente anche legato da unione civile; come nelle ipotesi di omicidio dell'ascendente (genitore) o discendente (figlio) la pena prevista è quella dell'ergastolo.
Dal punto di vista civilistico viene introdotto nel codice civile l'art. 463 bis, subito dopo l’art. 463 che riguarda i casi di indegnità a succedere; ricordiamo che quest’ultima fattispecie esclude dalla successione ereditaria il soggetto che si sia reso colpevole di gravi reati, come l’omicidio, nei confronti del de cuius.
La legge n. 4/2018 introduce la fattispecie della “sospensione dalla successione” per il coniuge, anche legalmente separato, nonché la parte dell'unione civile indagati per l'omicidio volontario o tentato nei confronti dell'altro coniuge o dell'altra parte dell'unione civile, fino al decreto di archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento.
Il nuovo art. 463 bis c.c. dispone che, in tale ipotesi, si fa luogo alla nomina di un curatore in attesa della sentenza definitiva; in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti il responsabile è escluso definitivamente dalla successione.
La norma, inoltre, estende la sospensione dalla successione anche ai casi di persona indagata per l'omicidio volontario o tentato nei confronti di uno o entrambi i genitori, del fratello o della sorella.
Per finire, un cenno all’art. 7 della legge n 4/2018, che modifica le norme in materia di pensione di reversibilità, prevedendo che l’erogazione della pensione di reversibilità venga sospesa nei confronti del soggetto che sia stato rinviato a giudizio per il reato di omicidio volontario del coniuge/convivente/parte dell’unione civile, fino alla sentenza definitiva.
La principale novità in materia di pensione di reversibilità è che i figli minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti divengono destinatari, senza obbligo di restituzione e per il solo periodo della sospensione anzidetta, della pensione di reversibilità' o indiretta ovvero dell'indennità una tantum del genitore per il quale è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio.
La stessa norma precisa che, con la richiesta di rinvio a giudizio o di giudizio immediato, il pubblico ministero comunica senza ritardo all'istituto di previdenza l'imputazione, ai fini della sospensione dell'erogazione o del subentro dei figli nella titolarità della pensione.
legge n. 4 del 11.01.2018, crimini domestici, sospensione dalla successione
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