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Timestamp: 2018-05-25 16:29:59+00:00
Document Index: 30030453

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2645', 'art. 15', 'art. 2929', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 2740', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

SKU: 7417154170
9788849534900
L’affermazione del trust come strumento atto a perseguire una pluralità di funzioni, non sempre lecite e meritevoli, porta ad interrogarsi sui limiti del suo riconoscimento nell’ordinamento giuridico italiano. Dottrina e giurisprudenza hanno superato le antiche incomprensioni dell’istituto dovute al numerus clausus dei diritti reali e alla riserva di legge sulle limitazioni della responsabilità patrimoniale, ma devono sempre piú confrontarsi con architetture complesse, caratterizzate da smisurate riserve di poteri in capo al disponente e dall’esautorazione del trustee. Di là dall’azione revocatoria, la categoria di origine anglosassone dello sham è apparsa come un rimedio particolarmente adatto a sanzionare diverse manifestazioni patologiche del trust. L’indagine si propone di analizzare l’evoluzione che il concetto di sham sta subendo negli ordinamenti di origine, ma soprattutto l’impatto sull’ordinamento italiano. Esaminati criticamente gli orientamenti che sovrappongono il trust agli istituti di diritto interno, si suggerisce un inquadramento dell’autonomia internazionalprivatistica nell’ordinamento straniero prescelto, sia pure nel doveroso rispetto delle norme imperative interne, delle norme di applicazione necessaria e dell’ordine pubblico.
Luca Ettore Perriello ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in «I problemi civilistici della persona» presso l’Università degli Studi del Sannio. Ha svolto periodi di ricerca presso la University of Cambridge e il Max-Planck-Institut für ausländisches und internationales Privatrecht. È autore di saggi, commenti alla giurisprudenza e scritti minori.
STRUTTURE E FUNZIONI DEGLI SHAM TRUST
1. Il trust nella civilistica continentale: la categoria concettuale tra varietà di interessi perseguibili e potenziale di evasività.
2. Sham: ambiguità terminologiche tra teoria e prassi.
3. L’autonomia dello sham dalle ordinarie tecniche ermeneutiche del contratto e la sua interpretazione.
4. Il comportamento di disponente e trustee non conforme al programma fiduciario. Inconfigurabilità dello sham sopravveniente e incremento del fondo in trust.
5. La riserva di poteri in capo al disponente. Non necessaria equiparabilità della riserva allo sham: la funzione dell’autonomia decisoria del trustee. L’informalità dell’accordo come indice di rilevanza dello sham.
6. La legittima limitazione dell’esercizio di poteri discrezionali attraverso le lettere di desideri. Il bare trust.
7. L’alter ego trust: controllo di fatto e di diritto sul trust.
8. Potere di revocare il trust ed esonero del trustee dalla responsabilità nei confronti del beneficiario. Trust a favore di enti di beneficenza con ampi poteri di nomina. La professio iuris orientata verso ordinamenti di protezione patrimoniale. Sham e artificiosità dell’operazione.
9. Le tre «certezze»: volontà, contenuto, oggetto. Riserva mentale ed errore unilaterale del disponente. Duplice natura della volontà sham. Frode e sham.
10. Imprescindibilità dell’intesa comune e sue ragioni giustificatrici: tutela della «coscienza» del trustee e limiti all’intervento giudiziale sul regolamento negoziale.
11. Segue: l’accondiscendenza allo sham senza la preoccupazione o la consapevolezza degli effetti del trust.
12. Tesi che ritiene sufficiente la sola volontà del disponente: critica. La natura sostanzialmente contrattuale del trust.
13. Unilateralità del trust autodichiarato e assimilazione funzionale al trust ordinario traslativo. L’approccio «sfumato» dipendente dalla struttura unilaterale o contrattuale del trust: critica.
14. Sham e altri soggetti del trust: nuovi trustee, codisponenti, donee of powers.
15. La dottrina dello sham in Australia e dell’abuso in Sudafrica: verso il superamento di un approccio volontaristico?
16. Economic substance doctrine e codificazione statunitense. I trust fiscalmente elusivi.
17. Sham tra nullità e annullabilità. Sham trust a beneficio del disponente o di terzi: il problema della carenza di forma.
18. Tutela dei terzi in buona fede attraverso l’estoppel: la relatività della nullità.
19. I creditori danneggiati dallo sham: l’azione revocatoria. Gli altri terzi pregiudicati nei procedimenti divorzili, fiscali, successori e di confisca.
20. Effetti dello sham tra le parti. I princípi che governano il contratto illecito: reliance test e dottrina del locus poenitentiae.
21. L’insensibilità dello sham trust rispetto ai tradizionali parametri di illiceità contrattuale.
22. L’incapacità del disponente di recuperare i beni e i diritti dei terzi.
23. Nuovi itinerari giurisprudenziali: Patel v Mirza ed emersione dell’ordine pubblico.
24. L’impatto del revirement sulla teoria dello sham trust.
RILEVANZA DEGLI SHAM TRUST NELL’ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO
25. Origini dello sham in Italia: il sequestro dei beni in trust finalizzato alla confisca per equivalente.
26. Amorfismo del trust convenzionale e nozione di «controllo» ex art. 2 Conv.
27. Irriducibilità del trust alla fiducia civilistica e ruolo dell’affidamento.
28. La legittimità del trust autodichiarato.
29. Trust con riserva di poteri nella giurisprudenza italiana: critica dell’equiparazione allo sham.
30. Sham trust come ipotesi di simulazione: critica. L’attribuzione della definizione degli elementi costitutivi dello sham alla legge regolatrice e non alla lex fori.
31. Il problema del trust «interno». La natura giuridica delle norme della Convenzione de L’Aja.
32. L’autosufficienza della professio iuris e il contrat sans loi: critica. L’assenza del divieto di sottoporre il trust «interno» alla legge straniera. Tesi che individua nell’ordinamento interno la legittimazione del potere di scelta della legge applicabile.
33. Il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. come trust italiano: critica. Le particolarità della separazione (rectius, segregazione) patrimoniale: l’immunità dei beni in trust dalle pretese dei creditori personali del trustee e dei creditori del trust.
34. Trust e contratto di affidamento fiduciario ex l. 22 giugno 2016, n. 112.
35. Il trust (con la «u») di diritto interno: critica.
36. Inquadramento dell’autonomia internazionalprivatistica nell’ordinamento straniero scelto dalle parti. Il perseguimento di interessi meritevoli di tutela e l’osservanza delle norme interne imperative, delle norme di applicazione necessaria e dell’ordine pubblico.
LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA DELLA CONVENZIONE DE L’AJA E LA MERITEVOLEZZA DEGLI INTERESSI PERSEGUIBILI TRAMITE I TRUST
37. Il limite convenzionale delle norme imperative indicate dalla lex fori (art. 15 Conv.).
38. Revocatoria o inefficacia ex lege (art. 2929-bis c.c.) della destinazione patrimoniale pregiudizievole rispetto alle ragioni dei creditori. Tesi dell’automatica inopponibilità dell’autodestinazione: critica.
39. Il filtro delle norme di applicazione necessaria (art. 16 Conv.).
40. Ordine pubblico (art. 18 Conv.) e antiche incomprensioni: il dogma dell’unità e indivisibilità del patrimonio. Valenza meramente descrittiva e processuale della distinzione tra legal e beneficial ownership. Critica allo sdoppiamento della proprietà e alla scissione delle facoltà dominicali.
41. Segue: tracing e posizione giuridica del beneficiario.
42. Il conflitto con la tipicità e la tassatività delle ipotesi limitative della responsabilità patrimoniale (art. 2740 c.c.): critica. Destinazione e separazione patrimoniale.
43. Il diniego di riconoscimento (art. 13 Conv.): lo Stato e i giudici come destinatari.
44. Gli orientamenti che riducono l’art. 13 Conv. al trust in frode alla legge interna o al trust artificialmente delocalizzato, o che legittimano il trust solo se recante un valore aggiunto in termini di residualità: critica.
45. L’art. 13 Conv. come norma di chiusura del sistema atta a sanzionare quei trust che, sia pur non confliggenti con gli artt. 15, 16 e 18 Conv., producono effetti ripugnanti.
46. Meritevolezza dell’interesse in trust. Riconducibilità del controllo di meritevolezza non all’effetto separativo, ma alla causa in concreto del trust. Profili esterni e dinamici del controllo.
47. Rilievi conclusivi: trust al plurale e varietà della disciplina in dipendenza della funzione assolta. L’azione di immeritevolezza.