Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-21818-del-20-09-2017
Timestamp: 2020-08-15 19:41:44+00:00
Document Index: 113445156

Matched Legal Cases: ['art. 132', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 39', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 39', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 21818 del 20/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21818 del 20/09/2017
Cassazione civile, sez. trib., 20/09/2017, (ud. 11/09/2017, dep.20/09/2017), n. 21818
sul ricorso iscritto al n. 6807/2012 R.G. proposto da:
sez. staccata di Latina n. 833/40/11, depositata il 29 dicembre
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 11 settembre
– l’Agenzia delle entrate impugna per cassazione la decisione della CTR del Lazio che, in riforma della decisione di primo grado, aveva ritenuto infondato l’accertamento del maggior reddito, ai fini Iva, Irpef ed Irap per il 2004, nei confronti di C.S., per mancanza di prove;
– assume, con due motivi, la violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, comma 2, e art. 36, comma 2, n. 4, risultando la motivazione del tutto carente, nonchè la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d, D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54,artt. 2697 e 2729 c.c. per aver ritenuto l’ufficio onerato della prova piena, disconoscendo il valore presuntivo dell’accertamento operato e della conseguente inversione dell’onere probatorio sul contribuente.
– la motivazione della sentenza impugnata è del seguente tenore, sotto l’intestazione “motivi della decisione”, “Il Collegio nel merito ritiene di condividere le argomentazioni addotte a sostegno dell’appello da parte del Contribuente. L’Ufficio non ha fornito prova certa di quanto sostenuto, nè ha fornito valida documentazione a sostegno, tenuto conto che la contabilità non è stata eseguita dal contribuente. La Commissione rileva che, in ordine alla congruità valutativa, non è stata data prova in maniera esaustiva da parte dell’Ufficio in ordine ai rilievi contestati, per cui gli stessi costituiscono semplici presunzioni non supportate da validi elementi probatori”;
– la CTR, dunque, ha inteso assolvere all’obbligo di motivazione, enunciando che l’accertamento si basava su semplici elementi presuntivi, in termini del tutto astratti ed irrelati: dalla sentenza, infatti, non emerge nè in cosa sia consistito l’accertamento, nè quali siano le argomentazioni del contribuente appellante, nè le ragioni in base alle quali il giudice abbia ritenuto di condividere le stesse, risolvendosi l’intera motivazione in una anapodittica ed acritica adesione alla tesi dell’appellante;
– il secondo motivo resta assorbito, fermo restando che, in caso di accertamento correttamente e legittimamente eseguito ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 39, comma 1, lett. d, spetta al contribuente fornire la prova contraria;
– la sentenza va pertanto cassata con rinvio, anche per le spese, alla CTR competente in diversa composizione, perchè provveda all’ulteriore giudizio.
Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 11 settembre 2017.