Source: http://www.studiomelchionna.it/bil/a9.asp
Timestamp: 2018-07-20 18:24:41+00:00
Document Index: 150736772

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 74', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 74', 'art. 2135', 'art. 10']

AGRICOLTURA: ANIMALI E PIANTE STRUMENTALI
ANIMALI STRUMENTALI: La C.M. n. 98 del 17.5.00 conferma quanto già indicato con C.M. 11 del 10.4.91: animali e piantagioni sono da considerarsi oneri ad utilità pluriennale (art. 74.3 ora 108.3) "deducibili nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio". Per le imprese di nuova costituzione l'imputazione avrà inizio a partire dall'esercizio in cui sono conseguiti i primi ricavi (art. 74.4 ora 108.4).
C.C. : Dovrebbero considerarsi immobilizzazioni materiali ammortizzabili in relazione con la loro residua possibilità di utilizzo (art. 2426 n. 2). Se anche nel bilancio UE venissero classificati tra i costi pluriennali (art. 2426 n. 5) si produrrebbero i seguenti effetti negativi:
la capitalizzazione delle spese di acquisto e mantenimento sarebbe vincolata al previo consenso del collegio sindacale;
i costi dovrebbero essere ammortizzati entro un periodo massimo di 5 esercizi;
si possono distribuire dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire il costo non ammortizzato.
Contabilizzazione: Le scritture seguiranno le varie fasi di acquisto, capitalizzazione, ammortamento e dismissione.
per l?acquisto di galline ovaiole ?.
Galline ovaiole (Bovini da latte, ?)
per le varie spese di mantenimento,
es.:Mangime
E' ammessa la capitalizzazione dei costi diretti (esclusi gli indiretti e gli interessi passivi) sostenuti per il mantenimento degli animali dall'acquisto al momento in cui l'animale inizia a produrre. Se a fine esercizio l'animale non avrà ancora iniziato a produrre si opera la capitalizzazione dei costi dell'intero esercizio.
Ammortamento : Si seguono le normali regole contabili; occorre ricordare di riportare il costo ammortizzabile sul libro dei cespiti.
Dismissione : Quando la produzione (es.: uova, latte, ...) si ridurrà tanto da rendere antieconomica la permanenza dell'animale nel processo produttivo aziendale, si darà luogo alla cessione che potrà far emergere plusvalenze o minusvalenze patrimoniali.
PIANTAGIONI - Con C.M. 17.5.00 n. 98 punto 1.1.2 è stato riconosciuta la possibilità di imputare le spese di messa in opera dei vigneti secondo quanto disposto dall'art. 74.3 (ora 108.3): spese relative a più esercizi.
Piante da appartamento vive o finte - Le piante da appartamento utilizzate per abbellire l'ufficio vanno considerate immobilizzazioni ed incluse tra gli altri beni (B.II.4) alla voce arredamento ed ammortizzate:
- c.c. - in base alla residua possibilità di utilizzazione;
- fisco - in base ai coefficienti previsti per l'arredamento (con possibilità di integrale deduzione se il valore unitario non è superiore ad € 516,46).
Piante da giardino - A seconda della loro natura e destinazione possono essere imputati a:
- costi incrementativi del terreno non edificato, e quindi non ammortizzabili;
- costi incrementativi del fabbricato, e quindi ammortizzabili;
- costi autonomamente ammortizzabili in base alla residua vita utile;
- costi di esercizio, se trattasi di piante annuali.
La scelta dipende dalla constatazione che la piantagione generi o meno un permanente incremento di valore del terreno o del fabbricato, anche tenendo conto della prevista durata della vita utile della pianta.
MORTE DELL'ANIMALE O DELLA PIANTA - Il bene deve essere eliminato dai cespiti ammortizzabili, con eventuale emersione di minusvalenza. Occorre annotare il motivo dello stralcio.
TERRENI AGRICOLI - La C.M. 17.5.00 n. 98 esclude la possibilità di qualsiasi ammortamento per tutti i terreni agricoli in quanto non suscettibili di deperimento.
Messa a riposo - Il contributo per la messa a riposo dei terreni (set aside) in base al Regolamento CEE n. 797/85 è imponibile.
CONTRIBUTI AGEA - I contributi Agea (già Eima), sono contributi in conto esercizio e devono essere imputati nel momento in cui ne è certo l'ammontare, il che si verifica quando l'ente liquida con decreto l'importo spettante (Cass. 4.9.02 n. 12831).
IMPRENDITORE AGRICOLO - Il D.Lgs. 228/01, modificando l'art. 2135, introduce la figura dell'imprenditore agricolo anche in ambito societario. Ai fini del conseguimento della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale (Iatp) l'art. 10 richiede i seguenti requisiti:
nello statuto sociale sia previsto l'esercizio esclusivo dell'attività agricola;
Srl e Spa: almeno la metà più uno del capitale sociale sia stata sottoscritta da imprenditori agricoli a titolo principale;
Cooperative: almeno la metà dei soci siano imprenditori agricoli a titolo principale;
Snc: almeno la metà dei soci siano imprenditori agricoli a titolo principale;
Sas: almeno la metà dei soci accomandatari siano imprenditori agricoli.
Per maggiori dettagli vedasi la Circolare Inps n. 34 del 7.2.02.