Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-192-del-21112000.html
Timestamp: 2016-12-06 02:53:03+00:00
Document Index: 117111469

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art.115', 'art. 116', 'art.32', 'art.33', 'art.23', 'art.23', 'art.82', 'art.26', 'art.26', 'art.40', 'art.40', 'art.14', 'art.14', 'art.100', 'sentenza ', 'art.94', 'art. 94', 'art. 11', 'in fine', 'art.16', 'art. 52', 'art. 53', 'art.16', 'art.16', 'sentenza ', 'art.10', 'art.10', 'art.35', 'art.1', 'art.1', 'art.35', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.35', 'art. 35', 'art.1', 'art.1']

Circolare INPS n. 192 del 21.11.2000
Decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507: ''Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai
sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205''
SOMMARIO: Trasformazione in illeciti
amministrativi di talune fattispecie di reato la cui applicazione è attribuita
all'Istituto. Modifiche della L. n.689/81 - Chiarimenti operativi in tema di L.
n.689/81.
n. 306 del 31 dicembre 1999 è stato pubblicato il decreto legislativo 30
dicembre 1999, n. 507, recante:
"Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai
sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n.205" il quale - in
attuazione della legge delega n.205/1999 - ha trasformato in illeciti
amministrativi taluni reati tra i quali alcuni concernenti la materia del lavoro
e della legislazione sociale (titolo VI) ed ha modificato alcune disposizioni
della legge 24 novembre 1981, n.689 (titolo VII).
Di seguito vengono illustrate le innovazioni
concernenti la materia di competenza dell'Istituto e vengono forniti taluni
chiarimenti sempre in tema di illeciti amministrativi.
1) FATTISPECIE DI REATO DEPENALIZZATE LA CUI
APPLICAZIONE E' ATTRIBUITA ALL'ISTITUTO.
contenute nel decreto legislativo n. 507/1999,
appresso indicate depenalizzano alcune violazioni concernenti l'indebita
percezione di prestazioni previdenziali o consistenti in condotte di impedimento
alle attività di vigilanza, per le quali l'art. 93,
lett. h) del decreto legislativo n. 507 in parola ha attribuito all'Istituto la
competenza ad applicare le sanzioni amministrative.
Modifiche al regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n.1827 in tema di
perfezionamento e coordinamento legislativo della previdenza sociale.
La norma in esame modifica i commi 1 e 2 dell'art.115
del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n.1827, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 aprile 1936, n.1155, il cui testo è ora il seguente:
"Art.115 - Chi indebitamente riscuote con
alterazioni di dati o con altri modi dolosi l'indennità di disoccupazione è
punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire ottocentomila a quattromilioniottocentomila.
Indipendentemente da tali sanzioni, il
responsabile, su determinazione del Comitato speciale dell'assicurazione per la
disoccupazione involontaria, sarà privato dell'indennità di disoccupazione per
la durata massima di 120 giornate in occasione delle concessioni a lui spettanti
nel biennio successivo alla data di accertamento dell'indebita
riscossione."
E' stato inoltre modificato il successivo art. 116 del
citato regio decreto-legge n.1827/1935, che ora è così formulato:
"Art.116 - Chiunque fa dichiarazioni false o
compie altri fatti fraudolenti al fine di procurare indebitamente a sé o ad
altri prestazioni che rientrino nelle assicurazioni contemplate nel presente
decreto è punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione
amministrativa pecuniaria da lire trecentomila a unmilioneottocentomila."
Modifiche alla legge 10 giugno 1940, n.653 in tema di trattamento degli
impiegati privati richiamati alle armi.
Viene modificato il comma 6 dell'art.32 ed abrogato
l'art.33. Il testo della disposizione modificata è ora il seguente:
"Chiunque fa dichiarazioni false o compie
altri atti fraudolenti al fine di procurare a sé o ad altri la corresponsione
delle indennità previste dalla presente legge , è punito, salvo che il
fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire
quattrocentomila a unmilionequattrocentomila."
Modifica dell'art.23 della legge 4 aprile 1952, n.218 in tema di assicurazione
obbligatoria per la vecchiaia, l'invalidità e i superstiti.
Viene modificato il comma 4 dell'art.23 della legge
n.218/1952, il cui tenore è ora il seguente:
altri atti fraudolenti al fine di procurare indebitamente a sé o ad altri le
prestazioni contemplate dalla presente legge è punito salvo che il fatto
costituisca reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire
quattrocentomila a duemilioniquattrocentomila."
Modifica dell'art.82 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955,
n.797 in tema di assegni familiari.
Viene modificato il comma 4 del D.P.R. n.797/1955, di
cui si riporta il testo ora vigente:
altri fatti fraudolenti al fine procurare a sé o ad altri, la corresponsione di
assegni familiari, è punito salvo che il fatto costituisca reato, con la
sanzione amministrativa pecuniaria da lire ottocentomila a
quattromilioniottocentomila."
Modifica dell'art.26 della legge 9 gennaio 1963, n.9, in tema di previdenza dei
Viene modificato il comma 1 dell'art.26 della legge
n.9/1963, che ora è il seguente:
"Chiunque viola le disposizioni della
presente legge, rendendo false dichiarazioni, o compiendo altri atti
fraudolenti, è punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione
amministrativa pecuniaria da lire quattrocentomila a duemilioniquattrocentomila."
Modifica dell'art.40 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968,
n.488, in tema di frodi pensionistiche.
Viene modificato il comma 1 dell'art.40 del D.P.R.
n.488/1968 che ora così dispone:
"Chiunque compia atti diretti a procurare
artificiosamente a sé o ad altri la liquidazione di pensione non spettante,
ovvero in misura maggiore di quella spettante, è punito, salvo che il fatto
ottocentomila a quattromilioniottocentomila."
Modifica dell'art.14 della legge 29 ottobre 1971, n.889 in tema di trattamento
di previdenza del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto.
Viene modificato l'art.14 della legge n.889/1971, il
cui testo è ora il seguente:
"Il datore di lavoro e in genere le persone
che sono preposte al lavoro, ove si rifiutino di prestarsi alle indagini dei
funzionari ed agenti incaricati della sorveglianza o di fornire loro i dati e i
documenti necessari ai fini dell'applicazione delle leggi concernenti il Fondo o
li diano scientemente errati o incompleti, sono puniti, salvo che il fatto
cinquecentomila a tre milioni."
Le norme depenalizzate sopra riportate contengono
la clausola di riserva "salvo che il fatto costituisca reato" (ad es.
truffa ovvero falsità in atti). In proposito si fa presente che fermo restando
l'obbligo di immediata comunicazione all'autorità giudiziaria l'accertatore
dovrà procedere senz'altro alla contestazione di illecito amministrativo, dando
avvertenza al trasgressore - mediante apposita indicazione da apporre sul
relativo processo verbale - che è fatto salvo l'esercizio dell'azione penale.
Si dovrà inoltre avere cura di chiedere all'autorità giudiziaria di comunicare
gli esiti del procedimento penale affinché gli Uffici possano procedere,
secondo i casi, all'emissione dell'ordinanza ingiunzione o all'archiviazione
Secondo quanto dispone l'art.100
le disposizioni del decreto legislativo in esame, che sostituiscono sanzioni
penali con sanzioni amministrative, si applicano anche alle violazioni commesse
anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso, sempre che il
procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti
2) MODIFICHE ALLA LEGGE 24 NOVEMBRE 1981, N.689.
Il titolo VII, articoli 94,
96, 97, 98 e 99, prevede alcune modifiche alle disposizioni di cui alla
Legge n.689/1981.
- l'art.94,
dopo l'articolo 8 della L. n.689/81, inserisce il seguente: "Art.8 bis
(Reiterazione delle violazioni)
"Art.8-bis (Reiterazione delle
violazioni). - Salvo quanto previsto da speciali disposizioni di legge, si ha
reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una
violazione amministrativa, accertata con provvedimento esecutivo, lo stesso
soggetto commette un'altra violazione della stessa indole. Si ha reiterazione
anche quando più violazioni della stessa indole commesse nel quinquennio sono
accertate con unico provvedimento esecutivo.
Si considerano della stessa indole le
violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse che, per
la natura dei fatti che le costituiscono o per le modalità della condotta,
presentano una sostanziale omogeneità o caratteri fondamentali comuni.
La reiterazione è specifica se è violata
la medesima disposizione.
Le violazioni amministrative successive
alla prima non sono valutate, ai fini della reiterazione, quando sono commesse
in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria.
La reiterazione determina gli effetti che
la legge espressamente stabilisce. Essa non opera nel caso di pagamento in
Gli effetti conseguenti alla reiterazione
possono essere sospesi fino a quando il provvedimento che accerta la violazione
precedentemente commessa sia divenuto definitivo. La sospensione è disposta
dall'autorità amministrativa competente, o in caso di opposizione dal giudice,
quando possa derivare grave danno.
Gli effetti della reiterazione cessano di
diritto, in ogni caso, se il provvedimento che accerta la precedente violazione
è annullato."
In proposito si osserva che la disposizione in esame
riguarda gli illeciti per i quali esiste un'espressa previsione normativa, che
elevi la reiterazione come causa di inasprimento del regime sanzionatorio
(prevedendo, in presenza dei presupposti di cui all'art. 94 citato, una diversa
cornice edittale o l'applicabilità di sanzioni accessorie).
La figura in questione, che non ha portata generale,
non sembra quindi trovare applicazione alle fattispecie d'interesse
dell'Istituto dal momento che, allo stato, non pare esistano disposizioni che,
in materia, attribuiscono una tale rilevanza alla reiterazione della condotta
D'altro canto, la circostanza che il trasgressore sia
già incorso in violazioni relative alle norme in materia di lavoro ed
assicurazioni sociali, potrà essere considerata in sede di commisurazione della
sanzione ex art. 11 L. n.689/81.
Si fa comunque riserva di eventuali ulteriori
indicazioni sulla portata della norma in esame.
(Aggiornamento del limite minimo delle sanzioni amministrative pecuniarie):
""1. Nel primo comma
dell'articolo 10 della legge 24 novembre 1981, n.689 le parole "non
inferiore a lire quattromila" sono sostituite dalle seguenti: "non
inferiore a lire dodicimila".""
Il nuovo testo della norma modificata (comma 1), è,
quindi, ora il seguente:
"La sanzione amministrativa pecuniaria
consiste nel pagamento di una somma non inferiore a lire dodicimila, e non
superiore a lire venti milioni. Le sanzioni proporzionali non hanno limite
1) L'articolo 22 della legge 24 novembre 1981,
n.689 è così modificato:
a) nel primo comma le parole "davanti
al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione" sono
sostituite dalle seguenti: "davanti al giudice del luogo in cui è stata
commessa la violazione individuato a norma dell'articolo 22-bis";
b) nel quarto e nel settimo comma la parola
"pretore" è sostituita dalla parola "giudice".
(Competenza per il giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione)
1) Dopo l'articolo 22 della legge 24 novembre
1981, n.689 è inserito il seguente:
"Art.22-bis (Competenza per il
giudizio di opposizione). - Salvo quanto previsto dai commi seguenti,
l'opposizione di cui all'articolo 22 si propone davanti al giudice di pace.
L'opposizione si propone davanti al
tribunale quando la sanzione è stata applicata per una violazione concernente
disposizioni in materia:
a) di tutela del lavoro, di igiene sui
luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro;
L'opposizione si propone
altresì davanti al tribunale:
a) se per la violazione è prevista una sanzione
pecuniaria superiore nel massimo a lire trenta milioni;
b) quando, essendo la violazione punita con sanzione
pecuniaria proporzionale senza previsione di un limite massimo, è stata
applicata una sanzione superiore a lire trenta milioni;
c) quando è stata applicata una sanzione di natura
diversa da quella pecuniaria, sola o congiunta a quest'ultima, fatta eccezione
per le violazioni previste dal regio decreto 21 dicembre 1933, n.1738, dalla
legge 15 dicembre 1990, n.388 e dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285.
Restano salve le competenze stabilite da diverse
disposizioni di legge.".
- Art.99
1) L'articolo 23 della legge 24 novembre 1981,
a)la parola "pretore" è
sostituita, ovunque compaia, dalla parola "giudice";
"Tra il giorno della notificazione e
l'udienza di comparizione devono intercorrere i termini previsti dall'articolo
163-bis del codice di procedura civile.";
c) nell'undicesimo comma è aggiunto, in fine, il
seguente periodo: "Nel giudizio di opposizione davanti al giudice di pace
non si applica l'articolo 113, secondo comma, del codice di procedura
3) CHIARIMENTI IN MATERIA DI APPLICAZIONE DELLA
L. N.689/1981.
In relazione anche a
segnalazioni o a quesiti pervenuti da alcune Sedi si forniscono le seguenti
istruzioni e precisazioni sulla materia in epigrafe.
3.1. Pagamento in misura ridotta delle
sanzioni amministrative (modifica dell'art.16 della L. 24 novembre 1981,
n.689).
L'art. 52 del D.
Lgs. 24 giugno 1998, n.213 (recante
"Disposizioni per l'introduzione dell'EURO nell'ordinamento nazionale, a
norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 17 dicembre 1997, n.433",
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 luglio 1998, n.157, serie ordinaria, ed
entrato in vigore, ai sensi dell'art. 53, il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana) ha
modificato il comma 1 dell'art.16 della legge 24 novembre 1981, n.689
sostituendo le parole "o se più favorevole, al doppio del minimo della
sanzione edittale" con le parole "o se più favorevole, e
qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al
doppio del relativo importo".
In virtù di detta modifica, pertanto, l'attuale
formulazione dell'art.16, sopra citato, risulta essere la seguente: "E'
ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del
massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole
e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del
relativo importo, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di
sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stato,
dalla notificazione degli estremi della violazione".
Tale nuovo criterio sostituisce le istruzioni fornite
sull'argomento (cfr. PARTE PRIMA, punto 6.2 della circolare n.65 del 18 marzo
1997) a seguito della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale
n.152/1995, secondo la quale "per le norme che prevedono l'indicazione del
solo limite massimo, l'individuazione del minimo edittale può essere sempre
ricercata nella disciplina generale posta per ciascun tipo di sanzione",
vale a dire, in quella derivante dall'applicazione dell'art.10 della legge
689/81.
A seguito dell'introduzione della norma in trattazione,
pertanto, in mancanza della sanzione minima edittale, la misura ridotta deve
essere determinata in misura pari alla terza parte della sanzione massima
La sanzione amministrativa ridotta, peraltro, non può
essere, in ogni caso, inferiore alla misura minima edittale prevista dall'art.10
della legge 689/81 (ora £.12.000), alla quale, pertanto, deve essere rapportata
ogni sanzione ridotta di valore inferiore.
3.2. Estinzione delle obbligazioni per
sanzioni amministrative di cui all'art.35 della L. n. 689/1981 (art.1,
comma 222, della legge 23 dicembre 1996, n.662).
Com'è noto, l'art.1, comma 222, della legge 23
dicembre 1996, n.662, ha previsto che allorché si fa luogo al pagamento dei
contributi e di quanto previsto a titolo di interessi, somme aggiuntive e
sanzioni di cui ai commi precedenti, sono estinte le obbligazioni per sanzioni
amministrative di cui all'art.35 della legge 24 novembre 1981, n.689."
Istruzioni in proposito sono state fornite nella Parte
Prima, punto 5, della circolare n.65 del 18 marzo 1997.
Su tale aspetto è stato chiesto se le sanzioni
amministrative irrogate possano considerarsi estinte anche nel caso, ad esempio,
in cui l'ordinanza-ingiunzione sia stata emessa e non opposta nei termini, e
quindi divenuta esecutiva, ma il debitore provveda comunque al pagamento
integrale del proprio debito (contributi e quanto previsto a titolo di
interessi, somme aggiuntive e sanzioni, ivi compresa la maggiorazione "una
tantum" di cui all'art.1, comma 217, lett.b), così come previsto
dall'art.1, comma 222, della legge 23 dicembre 1996, n.662).
Al riguardo si ritiene - stante l'ampia formulazione
della norma, che non contiene contrarie indicazioni - che il pagamento integrale
dei contributi e degli accessori possa avvenire in qualsiasi momento.
Dovrà, comunque, in ogni caso, essere preteso il
pagamento delle spese; né potranno essere rimborsate le sanzioni amministrative
Si ritiene, poi, stante sempre l'ampia previsione
dell'art.1, comma 222, della L. n.662/1996, che richiama - senza alcuna
ulteriore specificazione - l'art.35 della L. n.689/1981, che il verificarsi di
tutte le condizioni previste dalla norma stessa, come sopra indicate, faccia
venir meno tutte le sanzioni amministrative contemplate dall'art. 35 della l.
n.689 citata (titolato "Violazioni in materia di previdenza ed assistenza
obbligatorie").
Si ribadisce, comunque, che - ove non si siano già
realizzate le condizioni di legge sopra precisate - è, in ogni caso, necessario
procedere alla contestazione dell'illecito amministrativo.
Alla luce di quanto precede, nel processo verbale di
illecito amministrativo le attuali Avvertenze sui termini da rispettare,
andranno integrate con il richiamo alla disposizione di cui all'art.1, comma
222, della legge n.662 citata.
Come precisato al punto 5 della circolare n.225 del 14
novembre 1997, stante il carattere di maggior favore della previsione
dell'art.1, comma 222, della L. n. 662/1996, si ritiene che la stessa trovi
applicazione anche per periodi precedenti al 1° gennaio 1997, limitatamente,
ovviamente, alle situazioni non ancora definite con il pagamento delle sanzioni
- San Pellegrino Terme, 5 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.