Source: https://avvocatotelematico.studiolegalearcella.it/le-notifiche-a-mezzo-posta-certificata/
Timestamp: 2020-04-06 05:39:45+00:00
Document Index: 160687109

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art.16', 'art. 16', 'art. 147', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 13', 'art.34', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 83', 'art. 21', 'art. 2072', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 147', 'art. 45', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 101', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 16', 'art.16', 'art, 19', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 182', 'art. 156', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'sentenza ', 'art.3', 'art.11', 'art. 617', 'art. 480', 'art. 3', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.325', 'art. 327', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 143', 'art. 143', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 153']

Notifiche a mezzo P.E.C. – Avvocato Telematico
LE NOTIFICAZIONI IN PROPRIO DELL’AVVOCATO A MEZZO POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA
Stumenti indispensabili: 1) Personal Computer; 2) Collegamento a Internet; 3) Software di videoscrittura (MsWord – LibreOffice) 4) Software per la creazione di “pdf-nativi”; 5) Firma digitale
Gli Avvocati possono procedere alle notificazioni ai sensi della Legge 53 del 1994 a mezzo posta certificata, piuttosto che con la raccomandata con ricevuta di ritorno o con la consegna diretta?
L’utilizzo della posta elettronica certificata come mezzo per l’esecuzione delle notifiche è possibile e valido ad ogni effetto a far data dal 24/5/2013. Infatti, la disciplina di attuazione delle varie norme che, in astratto, avevano previsto tale possibilità (da ultimo il D.L. 18.10.2012 n.179) è ora contenuta nel Decreto 3.4.2013 n.48 recante il “Regolamento recante modifiche al D.M. n. 44/2011, concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” . Tale decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (serie generale n.107) il 9.5.2013, per cui le nuove norme sulla facoltà per gli avvocati di procedere alle notificazioni in proprio a mezzo PEC sono efficaci dal 24 maggio 2013.
A dire il vero, una parte della giurisprudenza (Tribunale di Padova, ordinanza del 9.5.2013; ) aveva valorizzato l’incipit dell’art. 16-ter DL 179/2012, secondo il quale “A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 4 e 16, comma 12, del presente decreto; dall’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dall’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia”, ed aveva pertanto ritenuto che prima del 15 dicembre 2013 non fosse possibile dar luogo ad alcuna notificazione telematica, in assenza di elenchi pubblici tali normativamente qualificati. Va comunque segnalato che tale orientamento più recentemente, ha vacillato a fronte di una pronuncia della S.C. che, per quanto in obiter dictum (avendo risolto a monte la questione con l’applicazione del principio della sanatoria per raggiungimento dello scopo) ha sottolineato che il RegInde era «già previsto dall’art. 7 d.m. n. 44/2011 — di cui è fatta menzione nel cit. art. 16 ter» (Civile Sent. Sez. 1 Num. 20625 Anno 2017).
Nei giudizi dinanzi alle Autorità Giudiziarie (Giudice di Pace e Corte di Cassazione) per le quali i depositi telematici non hanno ancora valore legale, posso avvalermi della facoltà di notificare in proprio, ex art. 3 bis L. 53/94, a mezzo posta certificata?
Sì. Il potere conferito all’Avvocato di notificare in proprio avvalendosi degli strumenti telematici non è in alcun modo inficiato dal fatto che dinanzi a taluni uffici giudiziari, quali la Corte di Cassazione o il Giudice di Pace, non sia ancora possibile effettuare il deposito di atti in modalità telematica. Le notifiche via PEC sono infatti consentite già dal 24 maggio 2013, a seguito dell’entrata in vigore del DM 48/2013 recante il “Regolamento recante modifiche al D.M. n. 44/2011, concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” . Tale decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (serie generale n.107) il 9.5.2013, per cui le nuove norme sulla facoltà per gli avvocati di procedere alle notificazioni in proprio a mezzo PEC sono efficaci, come detto, dal 24 maggio 2013.
Importanti novità sono state introdotte dal D.L. 90/2014, in particolare a proposito:
della possibilità per qualunque avvocato, anche non autorizzato dal proprio COA, a procedere alle notifiche ex art. 3 bis L. 53/94;
dell’abolizione della c.d. “marca notifica” per le notificazioni via p.e.c. (art. 10 L. 53/1994);
della possibilità di utilizzare ai fini delle notificazioni in proprio, a norma di quanto previsto dall’art.16 bis, comma 9 bis, D.L. 179/2012, anche gli atti processuali di parte ed i provvedimenti estratti da remoto (inizialmente solo come copie informatiche ed in seguito anche come duplicati) dai registri di cancelleria;
l’applicabilità, per effetto dell’art. 16-septies DL 179/2012 anche alle notifiche pec dell’avvocato dell’art. 147 c.p.c. concernente i limiti orari e la fictio secondo cui le notificazioni eseguite dopo le ore 21 si hanno per eseguite alle ore 7:00 del giorno successivo. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 75/2019, tuttavia è recentemente intervenuta sull’art. 16-septies citato, dichiarandolo costituzionalmente illegittimo nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche, la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24, si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.
Che cosa occorre agli avvocati per procedere alle notificazioni ai sensi della Legge 53 del 1994 a mezzo posta certificata?
L’avvocato può eseguire la notificazione a mezzo della Posta Elettronica Certificata purché:
a) sia in possesso di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata risultante dal RegInde (si tratta in sostanza dell’indirizzo comunicato all’Ordine ai sensi dell’articolo 16, comma 7, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2)
b) sia già in possesso, ovviamente, di procura rilasciata dal cliente a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile;
c) sia in possesso di un dispositivo di firma digitale e di certificati di firma in corso di validità;
d) il destinatario sia a sua volta titolare di un indirizzo di PEC risultante pubblici elenchi quali lo stesso RegInde, oppure dal Registro delle Imprese (registroimprese.it), INI-PEC, istituito con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 19 marzo 2013 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 9/04/2013) che contiene l’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti INI-PEC (https://www.inipec.gov.it/) consultabile a far data dal 19 giugno 2013).
Quanto alle Pubbliche Amministrazioni, l’unico pubblico elenco è “Registro PP.AA.”, accessibile solo in modalità autenticata attraverso il Portale Servizi Telematici.
Per le notificazioni alle pubbliche amministrazioni, posso estrarre l’indirizzo PEC della P.A. destinataria dall’IPA?
L’IPA (indicepa.gov.it) non è più utilizzabile quale pubblico elenco per le notifiche ex art. 3 bis L. 53/94 a far data dal 19/8/2014.. Tale database è stato un pubblico elenco sino al 18 agosto 2014, vigente l’art. 16 ter d.l. 179/2012, modificato dalla legge 228/12, e conv. nella legge 221/12, che prevedeva: “A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 4 e 16, comma 12, del presente decreto; all’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, dall’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della Giustizia”.
All’art. 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, vigente in detto periodo, vi erano quindi menzionati due elenchi: al comma 6, il registro delle imprese; al comma 8, l’IndicePA (o IPA, altrimenti detto). Dal 19 agosto 2014 l’art. 16 ter d.l. 179/12 (modificato dalla legge 114/14 di conversione, con modificazioni, del d.l. 90/2014) richiama non più l’intero art. 16 del D.l. 185/2008 ma solo il comma 6 , lasciando fuori dal novero degli elenchi pubblici, per ragioni tuttora misteriose, l’ IndicePA.
Come si procede materialmente all’esecuzione di una notificazione a mezzo posta elettronica certificata?
Preliminarmente è necessario predisporre l’atto o gli atti da notificare, salvandoli in una cartella del sistema operativo del proprio computer.
I documenti informatici da notificare possono essere:
a) documenti informatici, vale a dire quei documenti creati direttamente dall’avvocato in forma elettronica con un normale programma di videoscrittura (Word, LibreOffice), in uno dei formati consentiti dall’art. 13 delle Specifiche Tecniche previste dall’art.34 del D.M. 44/20116. tali documenti devono essere firmati digitalmente con la “chiavetta” o con la”smart card” e con l’ausilio di uno dei software (generalmente gratis ed agevolmente reperibili su internet, quali FirmaCerta, DIKE o ARUBASIGN. Si ricorda che il pdf da utilizzare a tali fini deve essere redatto col programma di elaborazione testi e trasformazione del testo nel formato .pdf attraverso le apposite funzionalità (od anche attraverso una stampante virtuale pdf, vale a dire con un software che simula la presenza di una stampante diversa da quella fisica e che crea un file pdf “nativo” anziché uno o più fogli stampati (PDF Creator, PrimoPDF, BULLZIP etc). Una volta generato il pdf, va apposta all’atto la firma digitale dell’Avvocato notificante: il che determina la creazione di un file firmato (normalmente con estensione del nome file .p7m) deve poi essere allegato al messaggio di invio della notifica.
b) copie informatiche di atti originariamente formati su supporto analogico ai sensi dell’art. 22 CAD: si tratta delle riproduzioni informatiche di atti originali in forma cartacea, che possono essere ottenute tramite la scansione del documento stesso. Quando si procede alla notifica di copie informatiche di atti “tradizionali”, nella relata di notifica deve essere inserita l’attestazione di conformità della copia informatica all’atto cartaceo da cui essa è tratta, ai sensi dell’art. 3-bis, comma 2, L. 53/1994, secondo le modalità stabilite dall’art. 16 undecies, comma 3 DL 179/2012;
c) Copie informatiche estratte dai registri informatici degli uffici giudiziari presso i quali è attivo il processo civile telematico (ai sensi dell’art. 16-bis, comma 9 bis, DL 179/2012). Anche in tal caso, nella relata di notifica deve essere inserita l’attestazione di conformità della copia informatica all’atto od al provvedimento presente nei registri informatici dell’ufficio giudiziario da cui esse sono state estratte, secondo le modalità stabilite dall’art. 16 undecies, comma 3 DL 179/2012;
d) duplicati informatici degli atti e dei provvedimenti presenti nei registri informatici degli uffici giudiziari da cui essi sono stati estratti. Quando si notifica un duplicato informatico, non serve alcuna attestazione di conformità, anche se conviene dichiarare nella relata di notifica che si sta procedendo alla notificazione di un duplicato.
Si segnala infine che, per l’art. 19 bis, comma 3, del Provv. 16/4/2014, “nei casi in cui l’atto da notificarsi sia l’atto del processo da trasmettere telematicamente all’ufficio giudiziario (esempio: atto di citazione), si procede ai sensi del precedente comma 1”, vale a dire necessariamente con la notifica di un originale informatico ottenuto mediante trasformazione in pdf di un documento testuale: se quindi l’avvocato notifica un atto di citazione destinato al deposito telematico, l’atto deve essere necessariamente un pdf testuale e non potrà essere costituito, quindi, da una scansione.
Come si predispone la procura alle liti?
Quando l’atto da notificare deve essere accompagnato dalla procura alle liti, la stessa deve essere predisposta a norma dell’art. 83, comma 3, del codice di procedura civile, e quindi, alternativamente o
a) come documento informatico sottoscritto con firma digitale dal cliente controfirmata digitalmente dall’avvocato: se il cliente dell’avvocato è infatti munito di un sistema di firma digitale e sottoscrive la procura con tale mezzo, per l’ art. 21 del CAD la firma digitale oltre a dare forza probatoria al documento informatico, ex art. 2072 c.c., salvo prova contraria, riconduce l’utilizzo del dispositivo di firma al suo titolare. La firma digitale apposta a un documento elettronico equivale infatti alla propria firma analogica apposta su un foglio di carta. Nel silenzio della norma, è consigliabile – pur dubitandosi fortemente di tal necessità – che il difensore autentichi la firma digitale del cliente mediante apposizione della propria firma digitale, in modo analogo a quanto accade se il conferimento del mandato fosse stato reso su carta.
b) oppure come copia informatica tratta dalla procura rilasciata su supporto cartaceo, sottoscritta dal cliente e autenticata di pugno dall’avvocato. Analogamente a quanto detto per le copie informatiche di atti originariamente formati su supporto analogico, sarà anche in tal caso indispensabile la firma digitale dell’avvocato. Poiché nel processo telematico la procura è necessariamente un atto “separato” dall’atto cui accede, è preferibile (ma non necessario) che la stessa non sia generica e che contenga richiami univoci al tipo di atto e alle parti.
Dove va scritta la relata di notifica? Come va redatta?
La relata va redatta anch’essa come documento pdf “nativo” ed è costituita da un documento informatico separato rispetto agli atti da notificare e, quindi, da formare a mente dell’art. 21 CAD con le modalità già descritte. Va inoltre sempre sottoscritta con firma digitale.
Il contenuto obbligatorio della relazione di notificazione è determinato dall’art. 3 bis, commi 4, 5 e 6, della legge 53 del 1994:
Comma 4: “Il messaggio deve indicare nell’oggetto la dizione: «notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994».”
Comma 5: L’avvocato redige la relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale ed allegato al messaggio di posta elettronica certificata. La relazione deve contenere:
il nome, cognome ed il codice fiscale dell’avvocato notificante;
(abrogato dal D.L. 90/2014)
il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti;
il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario;
l’indirizzo di posta elettronica certificata a cui l’atto viene notificato;
l’indicazione dell’elenco da cui il predetto indirizzo è stato estratto;
l’attestazione di conformità di cui al comma 2”.
Comma 6: “Per le notificazioni effettuate in corso di procedimento deve, inoltre, essere indicato l’ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l’anno di ruolo”.
Quanto all’attestazione di conformità, va ricordato che per l’art. 6 “l’avvocato o il procuratore legale, che compila la relazione o le attestazioni di cui agli articoli 3, 3-bis e 9 è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto”.
Come si procede, quindi, materialmente all’invio del messaggio PEC?
La notificazione, ai sensi dell’art. 3 bis della Legge avviene “…mediante allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata…”, quindi le modalità pratiche di esecuzione sono le seguenti:
1) creare un messaggio PEC nel programma di posta elettronica ovvero utilizzando i servizi di Webmail dei gestori PEC;
2) compilare il campo destinatario con l’indirizzo PEC del destinatario, che – abbiamo visto – deve essere tratto da pubblici elenchi;
3) compilare l’oggetto del messaggio con la seguente dicitura obbligatoria: “Notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”;
4) allegare al messaggio l’atto da notificare e la relata di notificazione (secondo le prescrizioni appena ricordate)
5) se si utilizza per l’invio il servizio Webmail del proprio gestore PEC assicurarsi che sia stata scelta quale tipologia di ricevuta quella “completa”, richiesta per la validità della notificazione dall’art. 18 DM 44/2011; tale verifica non è necessaria se si invia il messaggio da un programma client quali ad esempio Outlook, Thunderbird, Outlook Express, Live Mail, Eudora, etc.): per tutti questi infatti viene automaticamente richiesta una ricevuta “completa”. Si raccomanda, comunque, di controllare eventuali impostazioni specifiche dei programmi, perché è sempre possibile che vengano introdotti aggiornamenti e che quanto appena detto cessi di rispondere a realtà.
6) invio del messaggio.
Va ancora ricordato che la firma digitale agli atti da notificare può essere apposta anche in formato PAdES, che lascia immutata l’estensione del file (pdf, perché il PAdES è compatibile solo con questo formato): i files così firmati possono essere aperti e verificati anche solo con l’utilizzo di Acrobat Reader ®.
L’estensione .p7m identifica file sui quali è stata apposta una Firma Digitale in formato CAdES, mediante apposito software (es.: Dike, Arubasign, FirmaCerta). Una volta apposta una firma digitale, l’estensione .p7m si sommerà a quella del file originario che è stato firmato: per esempio, l’estensione .pdf.p7m indicherà un file .pdf al quale è stata apposta una Firma Digitale.
Quando si perfeziona la notifica?
La procedura di invio di un messaggio PEC comporta la ricezione di due ricevute di conferma:
– la ricevuta di accettazione, inviata dal proprio gestore PEC, che conferma la presa in carico del messaggio, e contiene i dati che costituiscono prova dell’avvenuta spedizione, con l’indicazione di data ed ora dell’operazione;
– la ricevuta di avvenuta consegna, inviata dal gestore PEC del destinatario, che conferma la consegna del messaggio nella casella di posta elettronica del destinatario e certifica quindi l’esatto momento della consegna (data ed ora) dell’operazione e contiene una copia integrale del messaggio inviato, compresi gli allegati.
– nell’ipotesi in cui sorgessero problemi nella consegna in casella del messaggio al destinatario, il mittente si vedrà recapitare entro 24 ore un avviso di mancata consegna con l’indicazione dei motivi del mancato buon fine.
Il comma 3 dell’art. 3 bis L. 53/94, ribadisce anche per le notificazioni via p.e.c. il principio della c.d. “doppia decorrenza”: «La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione prevista dall’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e, per il destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall’articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68».
Il messaggio di avvenuta consegna quindi è la prova del perfezionamento della notifica e riporta tutte le indicazioni relative al momento esatto in cui la notifica si è perfezionata.
Alle notifiche via PEC si applicano i limiti ex art. 147 c.p.c.?
Il DL 179/2012 è stato modificato dall’art. 45 bis L. 11 agosto 2014 n. 114 (conversione in Legge del DL 90/2014), con l’introduzione dell’art. 16 septies. Tale norma prevede che «La disposizione dell’articolo 147 del codice di procedura civile si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo». La Corte Costituzionale, con sentenza n. 75/2019, tuttavia è recentemente intervenuta sull’art. 16-septies citato, dichiarandolo costituzionalmente illegittimo nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche, la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24, si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.
Devo annotare le notificazioni PEC nel registro repertorio previsto dalla L. 53/94?
Alle notificazioni effettuate a mezzo di PEC non si applica l’obbligo di annotazione delle formalità nel registro cronologico previsto dall’art. 8 della Legge come specificamente disposto dall’ultimo comma dello stesso articolo.
Come si fornisce la prova della notificazione?
La prova della regolarità di una notificazione che avviene col mezzo telematico è necessariamente essere costituita dai files informatici del messaggio inviato: ricevuta di accettazione e ricevuta di avvenuta consegna, quest’ultima che contiene anche la copia del messaggio inviato (postacert.eml) e gli allegati.
Tali documenti informatici, come diremo di qui a poco, sono tuttavia surrogabili (in caso di impossibilità di procedere al deposito telematico) dalle stampe analogiche dei files allegati ai messaggi di notifica, nonché dei messaggi di invio, accettazione e r.a.c., muniti in calce dell’attestazione ex art. 9, commi 1 bis ed 1 ter L. 53/94.
Le ricevute (in formato eml oppure msg) sono caratterizzate dalla presenza della firma del gestore di posta, che attesta che quel messaggio proviene dall’ente che ha gestito la consegna del messaggio PEC e che il documento non ha subito modifiche o alterazioni: tali firme si distinguono, solitamente, per la presenza di una piccola coccarda, visibile quando il messaggio stesso viene letto con un client di posta. Cliccando su tale simbolo, infatti, vengono rivelati gli estremi della certificazione e, quindi, si ha certezza della genuinità del file.
Al fine di fornire la prova della notificazione, quindi, dovrebbe procedersi alla produzione dei suddetti file, dopo averli salvati nel formato proposto (eml, per Thunderbird; msg per MS-Outlook). Questi formati di file sono infatti suscettibili di deposito telematico a seguito delle modifiche delle specifiche tecniche introdotte dal Provvedimento DGSIA del 16/4/2014.
In alternativa – e solo nei casi i cui il deposito telematico dei files non è possibile (per es. Corte di Cassazione e Giudice di Pace (art. 9, comma 1 bis L. 53/94) – al fine di fornire quindi la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica, anche nell’ambito di processi solo “cartacei” si potrà comunque procedere, secondo quanto previsto dall’art. 9 della Legge 53/1994, con l’esibizione della prova della notificazione stampata su carta.
Per ciascun atto notificato dovrà essere attesta la conformità degli atti sopra indicati ai documenti informatici da cui sono tratte.
Nel corpo dell’attestazione sarà opportuno evidenziare che i documenti allegati alla p.e.c. di notifica sono stati sottoscritti digitalmente. Ed infatti, il Giudice, di fronte ad una prova della notifica telematica fornita cartaceamente, non può avere certezza che (almeno) la relata di notifica sia stata sottoscritta digitalmente. Si tratta di un controllo importante, perché la mancanza della firma digitale comporta nullità della notifica che è rilevabile d’ufficio ex art. 11 L. 53/94. E’ anche vero, però, che se il Giudice dovesse avere dubbi relativamente all’esistenza o meno della sottoscrizione della relata (in quanto non attestata come sopra proposto), dovrebbe in ogni caso sollecitare il contraddittorio delle parti ex art. 101, comma 2, c.p.c. invitando, se del caso, la parte stessa ad esibire i files informatici (R.A. e RdAC).Ricordiamo che anche per tale attività si applica l’art. 6 della L. 53/94, che riconosce in capo all’avvocato, che certifica la conformità all’originale, la qualifica di pubblico ufficiale.
Per le notifiche via PEC è necessaria la marca da bollo?
Per le notificazioni telematiche ai sensi dell’art. 10, comma 1, della Legge 53/1994, come modificato dal DL 90/2014, non è dovuta l’imposta di bollo ivi prevista.
Quesiti e risposte: notifiche via pec, come va allegata la procura al momento dell’iscrizione a ruolo della causa | Avvocati Telematici Napoli Scritto il16:34 - 12 Maggio 2014
[…] Le notifiche a mezzo P.E.C. […]
Quesiti e risposte: attestazione di conformità e copia esecutiva | Avvocati Telematici Napoli Scritto il18:48 - 7 Luglio 2014
Antonios Antoniadis Scritto il15:53 - 16 Luglio 2014
Un indirizzo P.E.C. qualsiasi se preso dal elenco indicepa.gov.it è valido?
Per le oste italiane s.p.a la pec del ente risulta essere mauro.giammaria@pec.posteitaliane.it se invio una citazione a questa pec è valida?
Ci sono varie sigle sul Sito tipo la A.O.O degli uffici protocollo
robertoarcella Scritto il13:56 - 17 Luglio 2014
Prego limitare i commenti ai post a mere osservazioni e formulare i quesiti, anche a chiarimento, nella pagina helpdesk.
Non possiamo rispondere, per ragioni pratico-organizzative, ai quesiti formulati attraverso la funzione “commenta”.
a Scritto il14:37 - 1 Febbraio 2015
Salve! devo procedere alla notifica del ricorso e del decreto di fissazione udienza di cui ho ritirato le copie autentiche in cancelleria.
La procura che il cliente aveva rilasciato a margine del ricorso è sufficiente o devo farne firmare un’altra su atto separato?
Quesiti e risposte: come procedo alla notifica a mezzo pec di una sentenza? | Avvocati Telematici Napoli Scritto il06:55 - 11 Febbraio 2015
Guglielmo Scritto il13:46 - 3 Giugno 2015
Chiedo scusa per l’eventuale banalità della domanda, ma sottopongo il seguente caso:
notifica a mezzo pec che contiene in allegato l’atto corretto (opposizione a d.i.) e la relata parzialmente errata (giusta l’indicazione del decreto opposto, dell’avvocato destinatario e della sua pec, ma errata indicazione del nominativo del ricorrente opposto – ripeto nella sola relata e non nell’atto di opposizione), vale la stessa norma di salvaguardia che la Cassazione ha più volte confermato per le notifiche ante-pec? (ossia, se non v’è incertezza assoluta l’atto raggiunge il suo scopo?).
Guglielmo Ara
Federica Dorgia Scritto il19:52 - 15 Giugno 2015
Salve, se un avvocato deve notificare un atto ad un collega dello stesso distretto, se non ho interpretato male la legge, può farlo soltanto mediante consegna dell’atto a mani, facendogli sottoscrivere il registro. Nel caso invece debba notificare un atto ad un collega di un altro distretto, può notificargli l’atto a mezzo pec?
robertoarcella Scritto il09:55 - 16 Giugno 2015
Hai interpretato male. Per le notifiche ai Colleghi, dello stesso o di altro distretto, puoi optare per una qualunque delle forme di notifica ex L. 53 /1994
alfa Scritto il10:18 - 21 Giugno 2015
posso notificare a mezzo pec atto di rinuncia agli atti ed all’azione sottoscritto personalmente dalla parte pur non avendo la procura speciale in un giudizio innanzi al giudice di pace
Vittorio De Sanctis Scritto il12:50 - 22 Giugno 2015
Gentile Collega Arcella,
vorrei esprimere un dubbio circa la prova della notifica.
Nell’articolo si parla di messaggio eml relativo alle ricevute, sennonchè, avendo appena effettuato una notifica a mezzo PEC, noto che tale file eml è presente come allegato della RAC e non anche della ricevuta di accettazione. Inoltre, il file eml non sembra contenere esplicita attestazione dell’avvenuta consegna (data, destinatario, mittente, etc.), pur contenendo il testo del messaggio e gli altri dati identificativi. Depositando in via telematica solo tale file eml non rischio di provare solo una ‘tentata’ notifica, ma non l’esito positivo? O forse dovrei depositare una scansioine della RAC debitamente asseverata (ma questo mi sembrerebbe una forzatura, in un circolo vizioso digitale-analogico-digitale)?
Ringrazio anticipatamente della cortese risposta.
robertoarcella Scritto il16:03 - 23 Giugno 2015
Vanno depositate sia la ricevuta eml di accettazione che quella di avvenuta consegna. Quest’ultima, quando è “completa” contiene come allegato (postacert.eml) il duplicato del messaggio inviato. Le due ricevute di legano tra esse grazie all’identificativo del messaggio contenuto nel corpo delle ricevute: esso è identico per accettazione e consegna.
Vittorio De Sanctis Scritto il17:52 - 25 Giugno 2015
Anzitutto ti ringrazio per la risposta.
Come scrivevo sopra, però, alla ricevuta di accettazione non è allegato alcun file eml (soltanto un file xml che non credo faccia attestazione, essendo un file di tipo tecnico). Il mio problema è dunque che non ho nulla da depositare in relazione alla ricevuta di accettazione.
robertoarcella Scritto il16:28 - 27 Giugno 2015
Ripeto: nella ricevuta di accettazione non c’è il messaggio inviato come allegato. Allegato che trovi invece nella rdac completa
Vittorio De Sanctis Scritto il12:55 - 30 Giugno 2015
Davide Negrini Scritto il10:52 - 10 Luglio 2015
Egregio Collega, una domanda sciocca.
Ho depositato telematicamente un ricorso, con allegata la procura in forma di copia informatica per immagine (firmata digitalmente); ora voglio notificare, oltre al decreto, il ricorso e la procura. La domanda è: la procura, essendo stata scaricata dal fascicolo informatico – ed essendo quindi estratta come copia da un registro informatico – è ora “divenuta”, giuridicamente, la copia informatica di un documento informatico? Lo chiedo, ovviamente, per stabilire quali attestazioni inserire nella relata.
(Tutto sarebbe più semplice se potessi scaricare il duplicato informatico di ogni documento, ma la Consolle non mi consente di scaricare i duplicati dei p7m)
Dario Carbone Scritto il08:38 - 14 Luglio 2015
Mi permetto di segnalare l’utility gratuita TEL-e-MATIC, da me realizzata al preciso scopo di automatizzare il processo di creazione della relata di notifica ed ulteriori documenti nell’ambito del Processo Civile Telematico mediante calcolo ed apposizione di impronta digitale e disponibile all’indirizzo
http://www.agenziagiuffresalerno.it
dott. Dario Carbone
Responsabile Informatico – Agenzia Giuffrè di Salerno
Vittorio De Sanctis Scritto il13:50 - 15 Luglio 2015
la notifica a mezzo PEC è ammessa per ogni tipo di processo o soffre di limitazioni? Ad esempio, è ammessa nel processo tributario? Si dovrebbe ritenere di sì, atteso che l’art. 16, 2° co., D. Lgs. 546/92 (cd. codice processo tributario) rinvia agli artt. 137 e ss. c.p.c..
Enrico Scritto il00:23 - 23 Luglio 2015
buonasera, ho depositato tramite slpct un ricorso 447bis nei confronti di una snc e nei confronti dei soci personalmente.vorrei notificare via pec alla società e a mani/posta ai soci, è possibile?oppure si notifica o solo a mani/posta oppure solo mezzo pec?grazie a tutti
Sempronio Scritto il17:21 - 29 Luglio 2015
Ho un dubbio: l’avvocato può notificare in proprio atti per i quali la parte difesa è lui stesso? la veste di p.u. e l’imparzialità che dovrebbe connotarla è compatibile in tale caso? o si tratta di notifica inesistente? grazie
domenico Scritto il22:32 - 30 Luglio 2015
Buona sera, per notificare un D.I. telematico seguo la presente procedura, brevemente:
-scarico dal pct i seguenti atti in copia informatica: ricorso/procura/ decreto (formato pdf)
– preparo relata contenete attestazione conformità ex art.16 bis, comma 9bis D.L. 179/2012 nella quale inserisco riferimento UTC ed impronta SHA256e di ogni singolo atto precedentemente scaricato da pct e allegato, e firmo digitalmente;
preparo pec con oggetto: notifica notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994;
– allego relata sottoscritta digitalmente + file PDF delle copie informatiche scaricate delle quali ho preso impronta e riferimento UTC;
E’ corretto????????
Mi assilla il dubbio che dopo aver scaricato le copie informatiche degli atti, prima di prendere l’impronta e il riferimento temporale e di allegarle alla pec dovrei firmarli digitalmente.
Qualcuno può fornirmi chiarimenti in merito.
Il mio modo di operare è corretto o può crearmi problemi in seguito?
gianni Scritto il17:26 - 31 Luglio 2015
A mio parere non dovrebbe essere necessario. Considera che già sottoscrivi la dichiarazione con cui attesti che le copie informatiche sono conformi ai documenti informatici contenuti nel fascicolo e che tra l’altro risultano già sottoscritti (il ricorso e la procura recano la tua sottoscrizione digitale con la tipica coccarda, mentre è il decreto è sottoscritto dal giudice). Al massimo un’ulteriore sottoscrizione potrebbe esssere ritenuta superflua ma non credo comporti una nullità.
gianni Scritto il14:45 - 31 Luglio 2015
Buongiorno Collega Arcella,
genn/2015 controparte mi notifica una citazione a mezzo pec con allegati procura e relata di notifica separata dove attesta che l’atto notificatomi è copia informatica conforme all’originale cartaceo che poi depositerà in sede di costituzione. Salvo poi accorgermi che l’atto notificatomi è invece del tipo “PDF nativo” (possibile copia/incolla) recante solo la firma digitale, senza quindi la sottoscrizione a penna presente invece sull’originale cartaceo depositato. Credo che avrebbe dovuto notificarmi la scansione per immagine dell’originale cartaceo invece della copia informatica di un originale pdf nativo che ovviamente non è presente negli atti di causa. Inoltre nella relata non è indicata l’Hash e il riferimento temporale. Domando se vi sono solo irregolarità oppure profili di nullità, in tal caso sanabili con la mia costituzione o insanabili? Grazie e complimenti per il Blog
Federico Negri Scritto il16:35 - 7 Ottobre 2015
PEC di IMPUGNATIVA DI UN TRASFERIMENTO: mi sono capitate più pratiche di impugnativa di trasferimento la cui missiva era stata inviata a mezzo pec da un avvocato, defunto.
Premesso che con il permesso degli eredi dell’avvocato in questione possiamo accedere alle relative pec (contenenti la sola impugnativa e non atti processuali) e relative ricevute, va comunque asseverata la conformità con la dichiarazione?
Tale conformità può essere asseverata anche da parte mia che non sono il titolare della PEC? Grazie in anticipo!
orfeo Scritto il19:30 - 9 Ottobre 2015
gentili colleghi ho un problema e non so davvero come risolverlo.
mi hanno notificato un’opposizione a decreto ingiuntivo l’ultimo giorno utile ma il file che solo apparentemente sembra firmato digitalmente non si apre in alcun modo.
quali sono le conseguenze della notifica dell’atto non firmato digitalmente?
considerato che l’atto seppur notificato non ha raggiunto lo scopo cui era destinato potrebbe essere viziato da inesistenza??
esq Scritto il19:39 - 14 Ottobre 2015
ho notificato via pec alla controparte costituita un provvedimento di fissazione udienza del giudice entro i termini assegnati. Controparte è comparsa in udienza rilevando di avere sì ricevuto la pec ma di non essere stata in grado di aprire il file in quanto lo stesso sarebbe danneggiato. Come posso replicare a questa eccezione? (in effetti so per certo che il collega non è stato in grado di aprire e leggere il file formato pdf.p7m).
robertoarcella Scritto il20:52 - 14 Ottobre 2015
Deposita telematicamente le buste di ricevuta accettazione e consegna
augusto Scritto il19:06 - 17 Ottobre 2015
salve ho notificato a mezzo posta un atto di precetto su decreto ingiuntivo ed ho allegato(anche se non era necessario, in quanto il decreto ingiuntivo è stato notificato telematicamente), il ricorso per decreto ingiuntivo, la procura,il decreto ingiuntivo, le ricevute di accettazione e consegna(in quanto il decreto ingiuntivo è stato notificato telematicamente), la formula esecutiva. preciso che l’attestazione di conformità l’ho messa alla fine e precisamente dopo l’atto di precetto. mi è stata opposizione a precetto dicendo che l’attestazione doveva essere messa prima della formula esecutiva a pena di nullità del titolo esecutivo stesso. che ne pensate?
Marco Scritto il19:09 - 14 Novembre 2015
Salve, ho notificato via pec un atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, allegando l’atto, la procura e la relata tutti e tre firmati digitalmente da me. Il tribunale presso cui devo ora depositare l’atto con gli allegati e le ricevute di accettazione e consegna della pec è abilitato al deposito telematico degli atti introduttivi. Posso procedere al deposito cartaceo, con attestazione di conformità, o devo necessariamente fare il deposito telematico? Grazie per la risposta
Stefano Peripoli Scritto il16:11 - 24 Novembre 2015
Vi ringrazio in anticipo per le risposte e per la considerazione.
Vengo subito alla domanda sperando di non aver sbagliato sezione.
Se arrivano le notifiche via pec della procura, dell’atto e della relata tutti con firma digitale non valida questa invalidità che effetti ha sugli atti sopra indicati?
Cordialmente ringrazio per la disponibilità.
Elena Rosa Scritto il09:08 - 12 Dicembre 2015
Non mi è chiara una cosa…se notifico via pec atto di appello, devo necessariamente costituirmi in via telematica, o posso procedere con costituzione classica con deposito cartaceo? Nel secondo caso, dovrei depositare la copia dell’atto firmato digitalmente (cioè il mio pfd nativo firmato digitalmente, con la pec, ricevuta di accettazione e consegna) oppure va bene anche la copia “word” sottoscritta con gli allegati (pec, accettazione, consegna).
Altra doamnda: vi sembra errato notificare stetto atto sia via pec che nei modi classici (x mezzo uff. giud.).
Milena Scritto il18:35 - 14 Dicembre 2015
Buonasera. Qualcuno sa dirmi quali sono le conseguenze della notifica a mezzo pec di un atto di citazione stampato e scansionato (non nativo digitale), alla luce della legge n. 132 del 6.8.2015?
robertoarcella Scritto il06:22 - 15 Dicembre 2015
La conseguenza possibile, a prescindere da quella relativa al mancato rispetto dell’art, 19 bis provv. 16/4/14 -che richiama l’art. 12 quando si tratta di un atto del processo e, quindi, imporrebbe il PDF testuale – é la nullità ai sensi del combinato disposto ex artt. 11 l. 53/94 in relazione al comma 2 dell’art. 3 bis L. Cit. per effetto del richiamo in questo contenuto all’art. 16 undecies comma 3, Dl 179/12, le cui specifiche tecniche non sono state ancora emanate
Maria Scritto il12:25 - 11 Gennaio 2016
mi sorge un dubbio.
Quando si procede alla notifica via P.E.C., bisogna firmare tutti gli allegati digitalmente, giusto?
Ed è, ovviamente, necessaria anche la dichiarazione di conformità. Parlo di una notifica via Pec di un DECRETO FISSAZIONE UDIENZA. A me è arrivata la notifica con Decreto senza firma digitale e non vi è la conformità.
Attendo cortesi chiarimenti.
Francesco Scritto il11:49 - 24 Dicembre 2015
depositata istanza di esecutorietà di d.i. ho allegato files .eml di accettazione e consegna della notifica effettuata a mezzo pec.
Il deposito è stato rifiutato perché il cancelliere mi ha chiesto di depositare i messaggi in formato.pdf perché .eml non li poteva leggere.
Mha! Mi sembra davvero strano, intanto ho dovuto procedere in questo modo per non perdere mesi preziosi…
Mi dite la procedura esatta di allegazione.
In effetti aprendo il file di consegna si vedono una serie di numeri e lettere incomprensibili.
robertoarcella Scritto il14:42 - 24 Dicembre 2015
Vanno allegati, come avevi fatto esattamente, i file eml o msg che vanno letti con un client di posta (Thunderbird o Windows Live Mail o Ms Outlook 2013 gli em; Ms Outlook tutte le versioni per gli msg).
Il Cancelliere ha commesso un grave errore nel rifiutare il tuo deposito, dacché i PDF corrispondenti alla stampa delle ricevute non hanno alcun valore
Francesco Scritto il18:52 - 24 Dicembre 2015
Innanzitutto grazie per la tua immediata risposta.
A questo punto viene da chiedersi come comportarsi: riproporre il deposito già rifiutato o attendere l’esito dell’ultimo, sebbene fatto con i files pdf
Maria Scritto il23:54 - 11 Gennaio 2016
Maria Scritto il23:57 - 11 Gennaio 2016
A me è arrivata una notifica con: istanza di correzione errore materiale di una sentenza(Firmato digitalmente), poi vi è il Decreto di fissazione udienza(non firmato digitalmente) e la relata(firmata digitalmente).
Il mio dubbio è: non dovrebbe esserci anche la conformità? E poi il Decreto non andrebbe firmato, anch’esso, digitalmente?
Attendo cortese risposta e ringrazio anticipatamente.
Anita Ciuffardi Scritto il11:41 - 28 Settembre 2016
Sicuramente servono attestazioni di conformità. il decreto necessita di un’ attestazione di conformità non di sottoscrizione digitale.
Anita Ciuffardi
studiolegalemotta.net
salvatore Scritto il14:53 - 21 Gennaio 2016
quando una cancelleria invia una pec ad uno studio di avvocati ed indica il numero di procedimento ,e indica che il giudizio e stato interrotto ,basta per avere la validità della notifica oppure c’è bisogno anche dell’allegato per essere valida?
Marco Scritto il18:33 - 25 Febbraio 2016
1) nella notifica via PEC di atto di citazione per chiamata in causa di terzo (assicurazione), atto in cui richiamo per esteso come parte integrande i precedenti atti (comparsa convenuto e atto di citazione iniziale) gli atti richiamati e allegati, vanno estratti dal fascicolo telematico come duplicati informatici? o in che modalità?
e ne devo attestare anche la conformità o è sufficiente la dicitura “duplicato informatico ex art. 23 CAD” ???
2) poi nel fascicolo telematico dovrò depositare attestazione notifica via pec impostando l’attestazione come atto principale e allegando messaggio, pec accettazione e pec consegna in formato eml ?
robertoarcella Scritto il06:30 - 26 Febbraio 2016
Perché complicarsi la vita? L’atto di citazione per chiamata in causa – ove si intenda trascrivere e richiamare i precedenti atti processuali, propri o della controparte – può contenerne semplicemente la trascrizione. Sarà più semplice e meno articolato eseguirne il deposito telematico
Massimo S. Scritto il11:13 - 12 Aprile 2016
Gentile avvocato, spero che i miei quesiti risultino di interesse generale e non banali e posti nella giusta locazione.
Pluralità di Decreti ingiuntivi di lavoro provvisoriamente esecutivi, nati cartacei poco prima della riforma telematica, notificati nei modi tradizionali alla debitrice e opposti dalla debitrice assistita da n.2 procuratori. Riunione dei procedimenti di opposizione e unica sentenza in formato digitale che rigetta le riunite opposizioni confermando i d.i. e statuendo su spese per fase di opposizione.
Intenderei notificare via Pec la sentenza ai procuratori costituiti di controparte per decorso temine breve prima di qualsivoglia pagamento/esecuzione.
Dilemma n.1: notificare il duplicato informatico oppure la copia informatica (con attestazione conformità su relata) approfittando delle recenti norme? Personalmente preferirei notificare la copia informatica, perché reca in azzurro il n. sentenza e il ruolo, visto che ora, se ho ben capito, per la copia informatica inviata via pec non è richiesta più l’indicazione dell’impronta e del rif. temporale.
Ma il mio modulo di notifica pec [Quadra] per impostazione non modificabile, in via di cautela, prevede solo la notifica di duplicati informatici. Per procedere secondo le mie intenzioni dovrei preparare la notifica al di fuori del modulo automatizzato di Quadra, accedendo alla Pec e allegando al messaggio copia informatica di sentenza (da non sottoscrivere digitalmente) e la relata con conformità firmata digitalmente.
Un’altra domanda è: va lasciato il nomefile originale della copia informatica (o del duplicato informatico) estratta dal fascicolo informatico oppure si può cambiarlo e renderlo più chiaro? Io sarei orientato per lasciare i nomi originali anche se poco chiari. Ma che riflessi ciò può avere in relazione a successive allegazioni di tali file in sede di prova della notifica?
Devo necessariamente allegare le procure?
(gli originalissimi sono in formato cartaceo a margine dei ricorsi per d.i. cartacei depositati in Tribunale; ho le copie conformi cartacee del ricorsi, con i mandati a margine, e i pedissequi d.i. provv. esecutivi notificati alla parte).
Io riterrei proprio di no, ma in caso positivo, potrei attestare la conformità alle copie conformi in mio possesso della scansione della prima pagina dei d.i. emessi e notificati, vale a dire la prima pagina dei ricorsi, con la procura a margine, (che ‘fanno corpo’ col d.i. propriamente detto, tanto da recare i n. del ricorso e della procedura )?
Un altro quesito.
Devo necessariamente spedire tanti messaggi pec, con allegate tante copie-duplicati informatici della sentenza e tante relate quante sono le parti da me rappresentate, ciascuna notifica nella qualità di procuratore difensore di ciascuna parte (a, b, c, d, e) che rappresento?
(sono orientato a fare così: in tal modo, se tutto va bene, riceverò tante attestazioni di consegna quante sono le parti da me rappresentate e le notifiche che ho fatto).
Oppure, in un unico messaggio pec posso allegare un’unica copia o duplicato informatico e tante relate quante sono le parti da me rappresentate?
Ovvero in un unico messaggio pec posso allegare un’unica relata dove mi qualifico difensore e procuratore di a,b,c,d,e?
In questi ultimi due casi avrei una sola ricevuta di consegna che dovrebbe valere per il messaggio con una sentenza e cinque relate, ovvero per il messaggio con una sentenza e una relata che vale per cinque parti (queste soluzioni non mi convincono, pur se in entrambi i casi avrò una ricevuta di consegna con identificativo messaggio uguale a quello con sentenza e cinque relate, ovvero a quello con sentenza e unica relata per 5 parti ).
Con riferimento ai procuratori destinatari della notifica, è corretto preparare un unico messaggio pec, coi nomi di entrambi sia quali destinatari pec sia, nel corpo della relata, come destinatari notifica, messaggio che genererà poi [ho fatto una prova] un’unica accettazione (di messaggio pec con due destinatari), e due messaggi di consegna (uno per ciascun destinatario pec), tutti e tre tali messaggi con lo stesso n. identificativo del messaggio? O vanno mandate notifiche Pec distinte a ciascuno?
Anna Maria Scritto il16:36 - 14 Aprile 2016
In una causa con molteplici parti costituite occorre effettuare la chiamata in causa di svariate compagnie assicurative.
Alcune delle parti già costituite nel processo hanno depositato i relativi atti in via telematica, altre si sono costituite secondo le modalità tradizionali.
Si vorrebbe notificare la chiamata di terzo alle assicurazioni a mezzo PEC per poi depositare telematicamente gli atti.
Gli atti da notificare sarebbero in parte nativi digitali, in parte copie digitali di originali cartacei (questa parte sarebbe rappresentata dagli atti delle parti costituitesi con atto cartaceo).
Una possibilità sarebbe trascrivere con videoscrittura il contenuto integrale degli atti cartacei (avendosi così un atto tutto nativo digitale), ma questo richiede molto tempo: anche utilizzando uno scanner per acquisire il testo, bisognerebbe poi verificare che il testo acquisito sia davvero la fedele riproduzione di quello esistente su carta; si parla di molte decine di pagine nel complesso.
Esistono alternative che consentano di utilizzare la scansione degli atti cartacei?
Ringrazio anticipatamente, cordiali saluti
Fabrizio De Bartolomei Scritto il13:52 - 4 Maggio 2016
Salve, vorrei sapere se nel caso di notifica via pec di un atto di citazione si possa iscrivere a ruolo in maniera tradizionale cartacea.
In quel caso si procede inserendo nel fascicolo la stampa della citazione, procura, realtà e ricevute di accettazione e consegna con attestazione di conformità? Dopo l’iscrizione e’ obbligatorio depositare l’originale informatico della citazione con relative notifiche via pec?
Elisa Scritto il10:40 - 6 Maggio 2016
ho provveduto ad una notifica a mezzo PEC tramite Consolle e nella attestazione di conformità (contenuta nella relata di notifica) non ho inserito il “nome del file” ma solo una breve descrizione dell’atto da notificare (un D.I.) indicando altresì il numero del D.I.. La mancanza del “nome del file” è causa di nullità della notifica? Attendo cortese riscontro. Grazie.
Giacomo Scritto il11:03 - 12 Maggio 2016
mi hanno appena notificato un atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo in maniera errata in quanto l’atto non è in forma di allegato ma inserito nel corpo della mail, chiaramente non si legge né si apre.
E’ corretta la notifica? ci sono delle nullità di notifica?
Gennaro Scritto il19:36 - 19 Maggio 2016
QUESITO IMPORTANTE.
per la notifica telematica di un ricorso in opposizione a procedura esecutiva e del relativo decreto di fissazione udienza vi è l’obbligo per l’avvocato di allegare al messaggio di Pec con cui si procede alla notifica, il file del proprio ricorso estratto dal fascicolo informatico polisweb oppure, a sua scelta, può allegare il file del ricorso salvato e tratto dal suo pc e firmato digitalmente?
Nel caso in cui la notifica telematica contenga il file del ricorso estratto dal proprio pc e non quello estratto dal fascicolo telematico polisweb vi è nullità della notifica?
Al netto ovviamente di regolare attestazione di conformità specifica per il tipo di file.
robertoarcella Scritto il06:18 - 20 Maggio 2016
Occorre allegare il documento estratto dal fascicolo telematico del tribunale
michele Scritto il10:59 - 22 Maggio 2016
pensavo di aver postato la domanda ma avrò commesso qualche errore.
Dunque posto che per ritenere valida una notifica mezzo PEC nei confronti di una Pubblica Amministrione, l’indirizzo di quest’ultima deve essere presente in uno degli elenchi pubblici previsti dall’art. 16 ter d.l 179/2012 con sue successive modifiche.
In caso contrario, ovvero quando la notifica deve effettuarla una Pubblica Amministrazione, il suo indirizzo non dovrebbe risultare da un pubblico elenco?
robertoarcella Scritto il11:04 - 22 Maggio 2016
Basta chiedersi quale P.A. é può notificare in proprio…
Maurizio Scritto il17:09 - 1 Giugno 2016
Salve, una domanda sulla notifica a mezzo PEC: in un procedimento dinanzi al Tribunale, ho effettuato la notifica del ricorso e del decreto di fissazione udienza ad una società ( s.n.c) all’indirizzo PEC estratto dal registro INI PEC. Sennonché, in udienza il Magistrato ha sollevato dubbi sulla validità di tale notifica, richiamando una circolare interna del Ministero della Giustizia che indicherebbe, quale unico registro pubblico utilizzabile per le notifiche a mezzo PEC, il registro REGINDE. Quindi, ha concesso un rinvio allo scrivente difensore al fine di verificare la corrispondenza tra l’ indirizzo pEC utilizzato e quello riportato sul REGINDE. Tuttavia , posto che ( come noto) in tale registro non sono presenti gli indirizzi PEC delle società, ma solo quelli dei professionisti ( Avvocati – CTU/ Ausiliari) , si può ritenere corretta la notifica come da me effettuata ?
Angelo Scritto il17:36 - 3 Giugno 2016
Buonasera, dopo avere notificato il ricorso, il decreto ingiuntivo e la procura alle liti (per prudenza sia come duplicati informatici sia come copie informatiche estratte dal fascicolo telematico, per quest’ultime attestandone la conformità) e dopo avere ottenuto la spedizione in forma esecutiva del titolo non opposto, ho notificato l’atto di precetto senza allegare nuovamente la procura, ma limitandomi a citare quella già notificata insieme al titolo indicando, ai sensi dell’art. 3bis L 54/94, la ragione sociale ed il codice fiscale della parte che aveva conferito la procura alle liti.
Vorrei sapere se questa procedura è corretta o se avrei dovuto:
– nella notifica del titolo, firmare digitalmente la procura?
– nella notifica del precetto, allegare nuovamente la procura?
Angelo Scritto il14:50 - 8 Giugno 2016
Egregio Collega, il dubbio mi induce a rinnovare la notifica del precetto. Approfitto per rinnovare i complimenti per la tua relazione al convegno di ieri nella sede della nostra Cassa; è stata davvero istruttiva tanto che, per me, si è trattato del primo convegno davvero utile dall’introduzione dei crediti formativi.
Un sentito ringraziamento per il tuo impegno.
Antonio Scritto il19:12 - 5 Giugno 2016
Salve collega, volevo un chiarimento pratico per un dubbio sicuramente banale. Nel caso di notifica via PEC di un atto di citazione ed iscrizione cartacea, gli atti vanno firmati anche manualmente? Inoltre, l’asseverazione di conformità, deve essere firmata digitalmente? Grazie tante per i preziosi consigli.
maria Scritto il10:12 - 13 Giugno 2016
Gentile Collega, l’atto di citazione firmato solo da me può essere notificato tramite pec del coodifensore (come tale risultante dalla nota di iscrizione a ruolo)?
robertoarcella Scritto il10:32 - 13 Giugno 2016
mauro Scritto il01:01 - 23 Giugno 2016
Egr. Collega,
innanzitutto grazie per questo servizio che dai.
-tempo fa avevo ottenuto e notificato in cartaceo un decreto ingiuntivo, però mai ritirato e notificato dunque per compiuta giacenza.
Ora debbo notificare il precetto, e specifico che si tratta di una s.a.s.
Alla s.a.s. (visto che non ritirano gli atti) il precetto lo notificherei via pec; ma siccome vorrei anche notificarlo al socio illimitatamente responsabile, come suggerisci di fare?
-Un precetto emesso in solido? notificato all’azienda via pec, e al socio in cartaceo?
-Quanto alla relata (che redigerei come “relazione di notifica via pec”), debbo suddividerla in due parti, ossia relata via pec e via cartacea, oppure fare due relate separate?
(PS: basta notificare solo il precetto vero? Senza procura e altro?)
Stefano Scritto il20:26 - 23 Giugno 2016
Gent.mo Collega, dovrei notificare a mezzo P.E.C. decreto ingiuntivo telematico, mi confermi che i seguenti passaggi sono esatti ?
1) Scarico su PC copia informatica dal fascicolo informatico di Ricorso, Procura e Decreto Ingiuntivo;
2) Predispongo con pdf nativo relata di notifica nella quale attesto la conformità delle copie informatiche degli atti estratti dal fascicolo informatico;
3) Firmo digitalmente soltanto la relata ma “non” le copie informatiche che dovrebbero essere già sottoscritte digitalmente;
4) Invio messaggio PEC inserendo nell’ oggetto : notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994.
I passaggi sono corretti???
Domanda: Come faccio a notificare ad una Pubblica amministrazione il cui indirizzo PEC non è presente nei Registri PP. AA. ???
francesca romana Scritto il11:22 - 1 Luglio 2016
se notifico un atto di citazione via pec senza allegare la procura alle liti, che comunque è in mio possesso con stessa data della notifica, posso produrla quando scrivo la causa a ruolo?
Se è invalida, è sanabile ex art. 182 comma 2 c.p.c.? Dovrò provvedere alla notifica via pec solamente della procura?
robertoarcella Scritto il23:33 - 4 Luglio 2016
Se la procura é datata e risale a momento anteriore alla notifica, nessun problema
Anna Agostini Scritto il12:09 - 18 Luglio 2016
Buongiorno. Mi trovo nel seguente pasticcio. Ho depositato un DI telematico, con procura alle liti su foglio separato, richiamata nel cappello del ricorso. Ottenuto il decreto, ho proceduto alla notifica via PEC allegando non copie informatiche, ma i duplicati dei files presenti nel fascicolo telematico. Non essendo il DI stato opposto, ho depositato telematicamente la PEC di notifica ed ottenuto la dichiarazione di esecutività. A questo punto, nello stampare la copia cartacea per far apporre la formula esecutiva, scopro che il duplicato del file -Procura alle liti- è danneggiato, aprendolo si visualizza un messaggio di errore, ed un PDF completamente bianco. Ho verificato che è così anche nel fascicolo telematico, mentre la copia informatica della procura ivi presente è regolare. Facendo uso del tasto STAMP ho creato una immagine della schermata che si visualizza aprendo il duplicato, ed allegherei quella alla stampa della PEC, confidando che in base al c.p.c. la illeggibilità della procura ad litem notificata non dovrebbe risultare in nullità-inesistenza della notifica; ma mi viene il dubbio che invece la normativa sul PCT preveda altrimenti…
robertoarcella Scritto il23:37 - 18 Luglio 2016
Visto che hai ottenuto l’esecutorietà, puoi bypassare il problema e chiedere il rilascio della copia esecutiva direttamente al cancelliere. Tra l’altro, questa è la modalità che la Circolare DAG del 23/10/15 sembrerebbe ritenere corretta
Antonio Scritto il11:18 - 29 Agosto 2016
L’atto di citazione può essere notificato a mezzo PEC dal difensore della parte attrice alla parte citata, che è un avvocato? Grazie
luigi brex Scritto il18:58 - 13 Settembre 2016
Salve, alla mia cliente è stato notificato a mezzo pec un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale. 1)L’avv. di controparte ha notificato il d.i. comunicato dalla cancelleria e non estratto dal fascicolo informatico (non contiene il numero del d.i.); 2) la relata di notifica è in formato .doc firmata digitalmente e non .pdf (non l’ha trasformata in pdf nativo; 3) è indicato tra gli allegati il ricorso ma non si apre (file vuoto).
Volevo cortesemente un vostro parere in merito ai profili di nullità della notifica effettuata da far valere in sede di opposizione.
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.
Manuela Scritto il19:33 - 11 Ottobre 2016
Buonasera, ho un dubbio: un precetto ed un decreto ingiuntivo notificati a mezzo posta è possibile rinotificarli a mezzo pec con la scansione del precetto +decreto e relativa attestazione di conformità oppure devo notificare il file nativo del precetto precedentemente notificato a mezzo posta?? Grazie in anticipo
robertoarcella Scritto il21:01 - 11 Ottobre 2016
Seguirei la seconda via
Elisa Maccacaro Scritto il12:53 - 7 Novembre 2016
Buongiorno Collega, se devo notificare un atto di appello oltre all’atto, alla procura e alla relata di notifica, tutti firmati digitalmente, devo allegare altro? non devo fare l’attestazione di nulla vero? sarà poi quando stampo le ricevute della pec e l’atto per l’avviso d’impugnazione che farà attestazioni
robertoarcella Scritto il06:10 - 8 Novembre 2016
Non devi allegare null’altro. Quanto,al,secondo punto della domanda, ricorda che, pur se avrai iscritto a ruolo in cartaceo, dovrai successivamente depositare la prova informatica della notifica. Leggi il Vademecum nella sezione download a tal proposito
Raffaele Scritto il14:51 - 9 Novembre 2016
Gent.mo Collega Arcella, ho ricevuto a mezzo pec, in qualità di procuratore costituito della parte che ha ottenuto un decreto ingiuntivo, la notifica di un atto di opposizione al predetto decreto ingiuntivo, con riferimento alla quale Le chiedo un consiglio circa la validità della notifica stessa: 1) non sono riuscito ad aprire il file dell’atto di opposizione in quanto è dotato dell’estensione p7m ma non riporta la dicitura pdf.p7m ma solo p7m inoltre al momento del tentativo dell’apertura del file mi dice file danneggiato. 2) secondo cosa la relata di notifica, pur firmata digitalmente , non è in formato pdf bensì docx . Secondo Lei è valida questa notifica? Grazie mille
Raffaele Scritto il11:19 - 10 Novembre 2016
Salve vorrei precisare, con riferimento alla mia ultima richiesta di consiglio, che sono riuscito ad aprire il file con estensione p7m aggiungendo nel nome del file il formato doc, quindi resta il mio quesito, un atto in formato word, seppur firmato digitalmente, è valido se viene notificato in questo formato a mezzo pec? grazie
robertoarcella Scritto il12:28 - 10 Novembre 2016
Le specifiche tecniche direbbero di no. Ma la Cassazione ha affermato che tale vizio non si riverbera sul diritto di difesa e non esclude la sanatoria ex art. 156 cpc (Cass. 7665/2016). Da riflettere sulla circostanza che i formato doc e docx non sono formati “standard” e non sono affatto previsti nelle specifiche tecniche PCT
Avv. Luca Riviello Scritto il17:44 - 18 Novembre 2016
mi è stato notificato un atto via PEC nella cui relata di notificazione viene indicato un elenco di estrazione del mio indirizzo non compreso tra quelli previsti ex lege (Ordine Avvocati).
La imprecisione procedurale può comportare la nullità della notificazione o anche alla luce della pronuncia delle SS.UU. 7665/16 tale vizio, non avendomi procurato alcun pregiudizio visto che effettivamente l’indirizzo di ricezione è il mio, viene sanato dal raggiungimento dello scopo dell’atto-notificazione?
robertoarcella Scritto il08:41 - 19 Novembre 2016
Il raggiungimento dello scopo avviene con la costituzione in giudizio.
raffaele Scritto il20:47 - 25 Novembre 2016
Egregio Collega, il Tribunale con ordinanza ha rilevato la nullità della notifica all’Equitalia all’indirizzo pec che io ho rinvenuto sia nel Reginde sia nel Registro PP.AA., ritenendo il Giudice corretto solo INIPEC non essendo l’Equitalia una pubblica amministrazione.
E’ corretta tale interpretazione considerato comunque che io ho estratto l’indirizzo pec da un pubblico registro?
robertoarcella Scritto il06:33 - 26 Novembre 2016
Che cosa ci fa EQUITALIA nel Registro PP.AA.? Questo registro é riservato all’indicazione degli indirizzi pec della pubblica amministrazione e degli enti quali indicati al comma 2 dell’art. 1 dl t 165/2001, secondo cui “Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI”. In tale novero, Equitalia non può rientrare
TEX Scritto il22:43 - 2 Aprile 2017
Infatti !!!!… EQUITALIA E’ UNA SOCIETA’ PER AZIONI P R I V A T A D I E B R E I U S U R A I L A D R I C R A V A T T A R I P A R A S S I T I B A N C H I E R I S C I A C A L L I E S I M I L I E N O N P U O’ C O N S I D E R A R S I U N A P U B B L I C A A M M I N I S T R A Z I O N E . Q U I N D I … C H I C E L’H A M E S S A N E L R E G I S T R O D E L L E P U B B L I C H E A M M I N I S T R A Z I O N I ????????????????
Vincenzo Scritto il12:54 - 29 Novembre 2016
credo di aver commesso un grossolano errore e, purtroppo, credo sia irrimediabile.
Ad ogni buon conto te lo rappresento laddove dovesse esserci una via d’uscita che eventualmente mi sfugge.
Ho scoperto solo dopo lo spirare del termine breve per l’impugnazione (in quanto la sentenza è stata notificata) di aver notificato una mail PEC (che avrebbe dovuto contenere l’atto di appello e la relata) in realtà, priva di allegati, con solo all’oggetto l’indicazione “notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”.
In buona sostanza ho notificato una PEC in bianco con solo l’oggetto indicante una notifica.
Posso inventarmi qualcosa?
robertoarcella Scritto il07:12 - 30 Novembre 2016
Credo che l’errore sia veramente irrimediabile. Mi spiace
roberta Scritto il12:25 - 2 Dicembre 2016
un mio cliente ha ricevuto una notifica a mezzo pec ma prontamente ha risposto che non c’erano gli allegati al collega che, pur avendo ricevuto la comunicazione a mezzo pec è andato avanti nella causa notificandogli la sentenza di condanna perché contumace. Nel fascicolo però ho trovato la ricevuta e gli allegati della pec notificata…il mio cliente vuole fare appello… potrebbe essere un valido motivo la Sua pec rimasta priva di riscontro?
Francesco Senese Scritto il11:59 - 3 Dicembre 2016
Buongiorno Avv. Arcella,
innanzitutto grazie per il servizio che rende a tutti noi e per la pazienza con la quale prosegue. Dovendo notificare un atto di appello sia all’agenzia delle entrate che al ministero della giustizia, entrambe domiciliate presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato, mi pongo la domanda se nei destinatari della mail vada indicato due volte l’indirizzo dell’avvocatura (doppia notifica) oppure ne è sufficiente una sola. Ciò al fine di allegare i files .eml all’atto della iscrizione al ruolo generale.
robertoarcella Scritto il13:31 - 3 Dicembre 2016
Io la farei due volte
Silvio Scritto il09:18 - 7 Dicembre 2016
Salve, pongo un quesito: ho effettuato notifica a mezzo pec ex lege 53/94, di una sentenza ad un collega. Ho ricevuto l’avviso di accettazione, ma successivamente ho ricevuto la comunicazione che la casella del destinatario era piena. La notifica é da considerarsi valida o meno ai fini della decorrenza dei termini per l’appello? Grazie
robertoarcella Scritto il10:59 - 7 Dicembre 2016
No. Devi notificare nei modi “tradizionali”
simone Scritto il12:10 - 7 Dicembre 2016
ma la notifica via pec di una sentenza per far decorrere i termini brevi è possibile, corretto? se si, anch’essa va firmata digitalmente?
robertoarcella Scritto il12:12 - 7 Dicembre 2016
Erto, a condizione che venga generata la RdAC. É indispensabile firmare la relata
Silvio Scritto il15:23 - 9 Dicembre 2016
Sempre in riferimento alla notifica a mezzo pec non andata a buon fine per casella del destinatario piena, posso riprovare o l’azione é preclusa? Grazie
robertoarcella Scritto il09:37 - 10 Dicembre 2016
Puoi riprovare, certo
Margherita La Mattina Scritto il17:22 - 11 Dicembre 2016
Egregio collega, ho effettuato una notifica a mezzo pec di un Decreto Ingiuntivo, ma ho inserito nell’oggetto la dicitura “notifica ….. al posto di notificazione….. ” pertanto ho effettuato la rinotifica con la dicitura nell’oggetto in modo corretto.
E’ un problema visto che la società a cui è stata inviata la pec, troverà due pec identiche inviate a distanza di pochi minuti (6 minuti).
anna87 Scritto il09:26 - 13 Dicembre 2016
Egregio Collega, ho notificato a mezzo pec :
– atto di citazione (pdf nativo, dunque, non necessitante attestazione di conformità) firmato digitalmente,
– procura alle liti (scansione dell’originale cartaceo sottoscritto di proprio pugno dal cliente e da me autenticata) e poi firmata digitalmente,
– relata di notifica firmata digitalmente.
Ho omesso nella relata di notifica di indicare l’attestazione di conformità della procura alle liti, poichè ho letto da più parti che, se la procura è firmata digitalmente, la stessa firma digitale ne attesta la conformità all’originale.
Ho clamorosamente sbagliato ad omettere l’attestazione di conformità e, dunque, la notifica è nulla?
francesca romana Scritto il15:12 - 20 Dicembre 2016
se devo notificare via pec una citazione a due destinatari, posso fare due relate separate, una per ogni destinatario, o devo fare una relata unica indicando entrambi i destinatari?
Riccardo Scritto il12:14 - 23 Dicembre 2016
Mi viene notificato da una collega un ricorso per decreto ingiuntivo con modalità che mi sembrano piuttosto “anomale”. Nel messaggio PEC era infatti presente un unico file pdf contente il ricorso, la procura e il decreto scansionati e su cui era apposta l’attestazione di conformità. Nella relazione di notifica, firmata digitalmente, era contenuta un’ulteriore attestazione di conformità (che la copia informativa notificata è conforme alla copia analogica da cui è stata estratta).
Praticamente la collega ha stampato tutto, ha attestato la conformità della sua copia cartacea alle copie informatiche, poi ha scansionato tutto e ha attestato la conformità della “nuova” copia informatica alla sua copia cartacea. E’ regolare una notifica così effettuata? E’ incorsa in qualche tipo di nullità? tra l’altro nel file pdf così creato (per scansione) manca anche una pagina del ricorso… quindi ha attestato la conformità di una copia che non è affatto conforme all’originale presente nel fascicolo informatico….
Domenico Ruggiero Scritto il18:40 - 7 Gennaio 2017
Trovo la materia davvero complessa ed interessante. Pongo un quesito. Il caso è quello di un atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo notificato via pec (all’avvocato del ricorrente), con pdf scannerizzato e firmato manualmente oltre che digitalmente. Nella relata unita e non separata dalla citazione, v’è l’attestazione di conformità. L’opposto eccepisce l’inesistenza della relata, seppure si sia costituito tempestivamente, promuovendo tra l’altro domanda riconvenzionale che si fonderebbe sulla riconvenzionale contenuta nell’opposizione. Il Giudice tentenna nell’applicazione del noto principio dell’art. 156, comma 3, c.p.c. ed ha ordinato il deposito delle ricevute in telematico della notifica.
robertoarcella Scritto il18:15 - 8 Gennaio 2017
Mera irregolarità, peraltro sanata dalla costituzione. Ordine impartito dal Giudice del tutto inutilmente
Marinari Paola Scritto il15:36 - 10 Gennaio 2017
Mi è stata notificata una sentenza a mezzo pec, ma purtroppo me ne sono accorta quando il termine breve per l’appello era oramai spirato.
Esaminando la relata di notifica, tuttavia, ho constatato che il collega ha notificato l’atto indicando soltanto il mio nome e cognome con il mio indirizzo pec senza scrivere “in qualità di procuratore costituito della …”
In pratica il nome della mia cliente non è scritto da nessuna parte nella relata.
Inoltre la relata di notifica è priva di data.
Le domande sono: 1) l’art.3 bis della L.53/1994 , comma 5, lett.d) richiede che nella relata vi debba essere sempre il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario, intesa quale parte in senso sostanziale, oppure richiede semplicemente che venga indicato il nome e cognome del solo avvocato destinatario dell’atto?
2) Se nella relata manca la data, questo vizio è sanabile per il fatto che la data può essere ricavata aliunde, ovvero dal messaggio pec, oppure, ai sensi dell’art.11 la nullità si ha quando la relata è priva di data.
Ho necessità di predisporre comunque l’appello e ti sarei grata se potessi darmi un tuo consiglio su questi possibili motivi di nullità che ho intravisto.
robertoarcella Scritto il07:02 - 11 Gennaio 2017
Sulla mancanza di data, temo di doverti dare risposta negativa: la datazione certa della notificazione si ricava dalla data/ora della pec. Quanto alla mancata indicazione della parte destinataria, se fosse l’unica carta, me la giocherei (ma senza troppe speranze)
Carmine Scardino Scritto il14:52 - 17 Gennaio 2017
Buongiorno, scrivo perché ho un grosso dubbio che spero lei possa dissipare. Ho notificato a mezzo pec un opposizione a decreto ingiuntivo errata (priva di domanda riconvenzionale), accortomi dell’errore ho immediatamente chiamato il collega di controparte per avvisarlo e successivamente ho inviato una pec. Nello stesso giorno ho notificato a mezzo posta l’opposizione nel domicilio eletto. Controparte eccepisce che sia il primo atto notificato ad essere valido, il che apre un ulteriore problema ovvero che l’iscrizione al ruolo è stata fatta sulla base del secondo atto di citazione.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro e la ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarmi.
Monica Balasco Scritto il15:51 - 19 Gennaio 2017
Ho notificato un decreto ingiuntivo a mezzo pec ad un avvocato all’indirizzo pec che aveva di appartenenza all’ordine. purtroppo prima di notificare non ho verificato che quell’indirizzo alla data della notifica fosse ancora quello indicato nei pubblici registri.
Ho quindi proceduto con la notifica del precetto e quindi con la notifica del pignoramento presso terzi. Ovviamente la notifica del decreto ingiuntivo e del precetto sono andate a buon fine con accettazione e consegna. Ora l’avvocato mi fa opposizione ex art. 617 c.p.c. dicendo che non ho indicato l’indirizzo di notifica e che lui non ha mai ricevuto nulla. Faccio quindi un controllo e mi risulta che circa un mese prima della notifica aveva cambiato ordine di appartenenza ed alla data attuale risulta un nuovo indirizzo pec seppur non si sa da quando ha cambiato l’indirizzo. Ho quindi chiesto al nuovo consiglio dell’ordine di sapere quando è stata fatta la comunicazione a Reginde del nuovo indirizzo pec ma mi chiedo laddove alla data di notifica aveva già cambiato la pec se può essere considerata addirittura inesistente la notifica ad un indirizzo pec diverso da quello indicato nei pubblici registri. Non avrebbe dovuto provvedere a disattivare tale casella. Non potrebbe essere considerata semplicemente nulla?
Manuela Scritto il21:36 - 6 Dicembre 2017
Collega ha ricevuto risposta in merito al suo quesito?
Luci Scritto il09:26 - 25 Gennaio 2017
Buongiorno, non trovo risposta a un dubbio.
Voglio procedere a una notifica via PEC e il registro Inipec mi indica una mail che – quantomeno all’apparenza – non appare sia una PEC, in quanto priva dell’estensione PEC (info@unnome.com).
Devo fidarmi di quell’indicazione e notificare comunque, trattandosi di indirizzo reperito nel registro Inipec?
robertoarcella Scritto il22:48 - 25 Gennaio 2017
Se non dovesse risultare un indirizzo pec, te ne accorgeresti perché non verrebbe generata la RdAC
Luci Scritto il12:31 - 30 Gennaio 2017
Confermo, ho provato comunque la notifica a quell’indirizzo. Non ho ricevuto la mail di avvenuta consegna e quindi ho notificato il tutto in proprio a mezzo posta.
Carlo Scritto il16:30 - 25 Gennaio 2017
Buongiorno, ho notificato via pec ad un collega l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo. Ora mi trovo ad iscrivere a ruolo la procedura e perciò a dover inserire nella busta telematica la prova dell’avvenuta notifica dell’atto di opposizione mediante la produzione dei files emc della consegna e dell’accettazione. Vorrei sapere se per te la rifai attestazione di conformità.
Carlo Scritto il16:31 - 25 Gennaio 2017
Buongiorno, ho notificato via pec ad un collega l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo. Ora mi trovo ad iscrivere a ruolo la procedura e perciò a dover inserire nella busta telematica la prova dell’avvenuta notifica dell’atto di opposizione mediante la produzione dei files emc della consegna e dell’accettazione. Vorrei sapere se per tali files è necessaria l’attestazione di conformità.
robertoarcella Scritto il22:47 - 25 Gennaio 2017
Si tratta di duplicati informatici e, quindi, niente attestazione
Angela Scritto il16:31 - 1 Febbraio 2017
Buongiorno, ho notificato un decreto ingiuntivo sia a mezzo PEC che a mezzo ufficiali. Da quando decorre il termine per l’opposizione? Perché se faccio partire il termine dalla notifica via PEC, l’opposizione di controparte è tardiva, mentre, se faccio partire il termine dalla notifica cartacea, è tempestiva. Grazie in anticipo.
stefania59 Scritto il10:49 - 23 Gennaio 2018
Buongiorno Angela, seguo anche io il tuo quesito. Hai per caso trovato giurisprudenza a riguardo?
Alfredo Maggiulli Scritto il19:57 - 1 Febbraio 2017
Salve Egregio Collega,
mi sono trovato nella spiacevole situazione di effettuare una notifica di una citazione per sfratto per morosità a due società diverse (discorso lungo, brevemente sono cedente e cessionaria del contratto di affitto del ramo d’azienda). la notifica via pec all’attuale conduttrice si è perfezionata con ricevimento delle due ricevute (acc. e cons.). l’altra società, nonostante abbia riscontrato il medesimo indirizzo sia nel pubblico elenco INIPEC che REGISTRO IMPRESE mi da un errore:” è stato rilevato un errore 5.1.1 – InfoCert S.p.A. – indirizzo non valido.”
Ritengo di iscrivere a ruolo, estrarre copia informatica, stamparla, attestare la conformità e rinotificare a mezzo ufficiale.
Avv. Alfredo Maggiulli
Daniela Scritto il13:57 - 4 Febbraio 2017
Buongiorno, ho bisogno di aiuto.
Ho ottenuto dal tribunale decreto ingiuntivo Provv. Esecutivo. Sono andata in cancelleria e ho ritirato le 2 copie ad uso notifica con l apposizione della formula esecutiva.
Ho notificato via pec ricorso+decreto ingiuntivo + atto di precetto.
Nella realtà però Non ho menzionato l atto di precetto. Mi sono accorta dell errore e ho lasciato trascorrere i termini per l inefficacia del precetto non avviando nessuna azione esecutiva. La controparte Non ha presentato opposizioni. Il legale che ha un mano la pratica perché c è in ballo anche uno sfratto per morosità continua a chiedermi di inviarle la relata di notifica.come devo comportarmi ora? Può farmi qualche opposizione tardiva? Posso notificare un atto di precetto non menzionano il primo che nn esendo menzionato nella relata si dovrebbe dare per non notificato?
antonio Scritto il17:58 - 11 Febbraio 2017
Salve, mi accingo ad effettuare la prima notifica tramite pec di una citazione al gdp vorrei delucidazioni per vedere se sbaglio qualcosa.
Come prima cosa ho l’atto di citazione in calce, mi sembra di aver capito che l’atto scritto con word posso salvarlo con pdf creator in formato pdf mentre la procura alle liti firmata cartacea dal cliente devo firmarla per autentica scannerizzarla pdf e poi firmarla nuovamente a pc . I due pdf della citazione e della procura li firmo in pdf 7 a pc e poi faccio la stessa cosa con la relata dove attesto anche la conformità.
é corretto tutto l’iter o mi sfugge qualcosa ? grazie mille
Vincenzo Rispoli Scritto il11:49 - 14 Febbraio 2017
Buongiorno. Pongo una questione diversa dalle altre precedenti. L’indicazione dell’indirizzo pec negli atti giudiziari notificati, può superare l’elezione di domicilio nel circondario del tribunale competente? E cioè. Devo notificare un pignoramento presso terzi presso un Tribunale diverso da quello in cui risiedo. Il codice di rito ci dice che la mancata elezione di domicilio presso il Tribunale competente comporta la notificazione delle opposizioni presso la cancelleria del Tribunale. Ma se noi per obbligo di legge siamo tenuti ad indicare la pec negli atti “ai fini delle notifiche”, non è sufficiente??? Le opposizioni dovranno essere notificate alla pec? O potranno essere depositate anche alla cancelleria???
Alfredo Maggiulli Scritto il10:13 - 21 Febbraio 2017
credo si stia riferendo all’art. 480 c.2° c.p.c..
Facciamo un esempio: dovendo procedere ad esecuzione forzata (con pignoramento immobiliare) per un immobile sito a Roma, il giudice competente sarà il G.E. di Roma. Se notifico il precetto al debitore (nonché proprietario dell’immobile), che risiede a Venezia, senza elezione domicilio in Roma, le opposizioni e le notificazioni di cancelleria verranno fatte presso la Cancelleria del Tribunale di Venezia. Ovviamente è bene, oltre che obbligatorio, indicare la PEC. Spero di aver chiarito il suo dubbio
Alessandro Guasco Scritto il18:57 - 3 Marzo 2017
Buona sera Colleghi, ho un dubbio in merito ad un caso particolare: è possibile la notifica del ricorso e pedissequo provvedimento di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti alla controparte a mezzo pec quando questa è un avvocato?
Danjele Scritto il03:24 - 7 Marzo 2017
Caro Collega, volevo avere lumi riguardo la notifica via PEC alle pubbliche amministrazioni. La controparte (Equitalia) ha fatto presente al giudice in udienza che gli enti impositori citati in giudizio non hanno la loro PEC su reginde, registro che indico nella relata (anche se tuttavia utilizzo indicepa.gov.it (IPA) per trovare le PEC). Ora il giudice adito sta predisponendo termini di rinotifica in prima udienza se tali enti non sono costituiti. Un mio collega mi ha detto di indicare Indicepa.gov.it e sono in confusione perché ho letto che dal 2003 questo registro non è contemplato per la notifica telematica. Conosce qualche altra strada per evitare la notifica tramite ufficiale?
Lieto dell’incontro
Attendo con curiosità un Suo riscontro.
robertoarcella Scritto il06:22 - 7 Marzo 2017
Indicepa.gov.it non é più pubblico elenco valido per le notifiche dal 16/8/14. Dovresti ricercare su Registro PP.AA. cui si accede dal pst in modalità autenticata. Se li non c’è il tuo destinatario, devi per forza di cose notificare cartceamente
Enzo Di Tommaso Scritto il10:51 - 28 Marzo 2017
Gent. Collega,
se provassi ad utilizzare l’indirizzo PEC che compare sul “sito istituzionale” dell’Ente? Potrebbero comunque eccepire nullità della notifica, ad esempio di un precetto?
Alfredo Maggiulli Scritto il07:22 - 7 Marzo 2017
Se cerca nel sito bene, troverà un dettagliato paragrafo sugli enti pubblici. Il suo collega le ha dato un pessimo consiglio. IndicePA, forse per svista forse fatto apposta, non è un pubblico elenco utile per le notifiche via PEC ex art. 3 bis l.n.53/94, ma non credo dal 2003, semmai dal 2013 (nn ricordo l’anno preciso).
Luci Scritto il10:31 - 8 Marzo 2017
Buongiorno, ho ricevuto la notificazione a mezzo PEC di una sentenza. La mail non ha come oggetto la dicitura prevista: «notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994».
La legge, all’art. 11, indica come conseguenza la nullità della notificazione.
Vi fidereste a notificare l’atto di citazione d’appello oltre i trenta giorni da quella notificazione nulla?
Io sono giunta alla conclusione negativa, ma avrei piacere di conoscere il parere di altri.
Federica Scritto il15:27 - 15 Marzo 2017
Devo notificare a italiana residente all’estero che possiede PEC dell’ordine di appartenga e verificata su INI. E’ sufficiente o devo avvalermi anche del consolato corrispondente.
daniela Scritto il08:21 - 17 Marzo 2017
è stata notificata al precedente avvocato costituito una sentenza che non contiene l’attestazione di conformità nè l’indicazione della decorrenza del termine breve per l’appello.
è idonea a far decorrere il termine breve? avrei necessità di rimettere nei termini per l’appello i miei clienti.
Angelo Tabellini Scritto il18:00 - 20 Marzo 2017
ad un mio cliente è stato notificato a mezzo pec il solo provvedimento di ingiunzione e non anche il ricorso. Posso ritenere nulla la notifica? conviene costituirmi ed eccepirne la nullità?
Raffaele Marrocco Scritto il21:04 - 21 Marzo 2017
Gentile Collega, le chiedo parere su questa mia vicenda : mi appresto a notificare via pec un atto di opposizione a decreto ingiuntivo telematico; il collega che ha notificato via pec alla mia cliente il decreto ingiuntivo telematico non ha firmato digitalmente (nè manualmente) la relata di notifica contenente peraltro anche la attestazione di conformità delle copie informatiche agli originali telematici estratti dal fascicolo informatico del Tribunale.
La mia domanda è questa : la mancanza di firma digitale nell’atto di relata di notifica a mezzo pec nonchè nella attestazione di conformità rende nulla la relata e la relativa dichiarazione di conformità?
Alfredo Maggiulli Scritto il21:12 - 21 Marzo 2017
http://www.studiocataldi.it/articoli/25489-processo-civile-telematico-valida-la-notifica-senza-firma-digitale.asp
Credo troverà qui la risposta.
Raffaele Marrocco Scritto il19:39 - 24 Marzo 2017
Grazie mille risposta trovata
Barbara Ramagini Scritto il18:39 - 27 Marzo 2017
Scusate una domanda…
Io ho inviato un accordo di negoziazione a mezzo pec al Comune competente. Nello scrivere l’indirizzo pec del Comune ho dimenticato una “a”. Mero errore materiale. Nonostante tutto ho ricevuto l’avvenuta accettazione e nessun altro messaggio di errore. Fatto sta che al Comune il mio accordo non è arrivato nei 10 giorni come previsto ma solo l’11 quando ho inoltrato tutto.
Posso far valere l’errore materiale e quindi chiedere l’annullamento del verbale di accertata violazione mosso nei miei confronti?
Savino Del Bene Scritto il09:43 - 30 Marzo 2017
ho ricevuto notifica a mezzo Pec di atto di appello. Fra gli allegati manca la relata e l’atto è un pdf non firmato digitalmente. Questo secondo elemento non mi pare ostativo alla validità della notifica mentre nutro molti dubbi (circa la validità/inesistenza) per la mancanza della relata. Ringrazio anticipatamente per vs parere.
Francesco Scritto il16:33 - 3 Aprile 2017
Gent.mo Collega,
Volevo porti questo tipo di problematica: è possibile notificare lo stesso atto sia via pec che attraverso unep in quanto una parte è una società ed un’altra parte è un soggetto provato senza un indirizzo pec? io penso di si ma volevo un tuo conforto. Grazie anticipatamente.
Alfredo Maggiulli Scritto il16:40 - 3 Aprile 2017
Anche io più volte mi sono posto lo stesso quesito. Per una mera questione di unicità del mezzo, in questi casi, preferisco fare tutto con l’Uff. Giud.
paolo molinari Scritto il15:55 - 6 Aprile 2017
buongiorno grazie innanzitutto per il servizio! ho ricevuto una notifica a mezzo pec di una sentenza da parte di un collega di studio della controparte vittoriosa che non era però in delega. Secondo lei ci sono profili di nullità?Grazie.Paolo Molinari
Gianluca Chiovarelli Scritto il01:13 - 11 Aprile 2017
Ho ricevuto un decreto ingiuntivo privo di firma digitale ,certificato di firma scaduto e non si riesce ad aprire nessun allegato.
Questo è possibili che il giudice possa ritenere la notifica valida?
Giovanni Antonio Colazzo foro di Lecce. Scritto il13:11 - 11 Aprile 2017
Carissimo Collega vorrei sapere il tuo punto di vista circa la ritualità della notifca di un atto di precetto a Società di persone a mezzo pec. Grazie
Claudio Abbondante Scritto il12:41 - 12 Aprile 2017
Buongiorno, devo notificare alle parti costituite in un’esecuzione immobiliare, il mio ricorso in opposizione di terzo agli atti esecutivi depositato telematicamente con pedissequo decreto di fissazione udienza del G.E. Ovviamente ho le PEC di tutti i creditori e dell’esecutato che sono costituiti nella procedura. Quindi penserei di estrarre gli atti in copia (così c’è la coccarda ed i dati dei firmatari) dal fascicolo telematico, attestarne la conformità all’originale e notificare a mezzo PEC agli indirizzi indicati dai colleghi costituiti.
Saluti. Avv. Claudio Abbondante
Vito Scritto il18:39 - 19 Aprile 2017
Preg.mo Collega,
dovendo azionare un giudizio nei confronti dell’UCI-Uff. Centr. Italiano, nell’ambito del quale, come noto, la citazione va notificata anche al responsabile civile domiciliato presso lo stesso UCI, e volendo notificare tramite PEC, ho trasmesso due volte il medesimo atto (con distinti messaggi), di modo da poter produrre in giudizio una ricevuta di invio, accettazione e consegna per ogni destinatario.
Secondo Te la procedura da me seguita è corretta?
Ho proceduto in questo modo perché, in principio, avevo anche provato ad indicare tre volte l’indirizzo dell’UCI nella barra indirizzi di un’unica PEC, però aruba mi ha restituito un solo messaggio di accettazione ed un solo messaggio di consegna.
walter Scritto il19:58 - 28 Aprile 2017
Chiedo scusa mi è stato notificato un atto di appello in formato PDF privo di firma analogica e digitale con la relativa procura PDF sottoscritta per autentica solo analogicamente ma non digitalmente dall’avvocato.
E’ valido l’appello ?
In caso negativo, è sanabile?
walter Scritto il19:59 - 28 Aprile 2017
… dimenticavo: la notifica è stata fatta a mezzo pec!
Cesare Scritto il13:47 - 4 Maggio 2017
faccio uso di chiavetta lextel, con annessa pec e firma digitale e ho una pec di legalmail.
Una volta inviata la notifica via pec con messaggio, atto allegato da me autenticato, la conservazione dell’accettazione e la consegna è automatica nella casella pec o devo fare qualcosa in più. Se poi devo depositare telematicamente tutti gli atti di notifica oltre all’atto notificato come li salvo?
C.Benazzi
Alfredo Maggiulli Scritto il16:18 - 4 Maggio 2017
la sua domanda ha già la risposta che cerca in questa medesima pagina web, al paragrafo “Come si fornisce la prova della notificazione?”.
Ad ogni buon conto, senza citazioni di legge, per le vie brevi le sintetizzo che:
quando la notifica è eseguita a mezzo pec la prova DEVE essere fornita digitalmente, quindi dovrà provvedere ad esportare le ricevute di accettazione e consegna e depositarle telematicamente, ove possibile (GdP e Cassazione, al momento, restano fuori).
Ove ciò non sia possibile, Le consiglio di stampare tutto e depositarlo in via cartacea con attestazione di conformità in calce.
silvia ferretti Scritto il18:48 - 4 Maggio 2017
Gent. Collega, perchè sconsigliate la notifica a mezzo pec di un atto analogico (copia autenticata dalla cancelleria di un’istanza al Giudice di Pace e suo decreto)?
Non è possibile notificarlo, attestando nella relata di notifica la conformità del file allegato (nominandolo) firmato digitalmente, a quello in mio possesso? Si tratta del caso di cui al comma 1 dell’art. 16-undecies del D.L. 179/12 (che prevede che per una copia analogica si debba attestare la conformità in calce)? Grazie.
robertoarcella Scritto il06:13 - 19 Maggio 2017
Per caso il consiglio cui fai riferimento risale al periodo tra il 21/8/15 e l’8/1/16? Se é così, in quell’arco di tempo non era possibile notificare copie informatiche di documenti analogici in assenza delle specifiche ex art. 16 undecies
ADINA M. D. Scritto il20:03 - 8 Maggio 2017
Egr. Avv.,
Ho notificato a mezzo PEC copia informatica di un Decreto Ingiuntivo telematico con relativi ricorso, procura e relata.
Nel estrarre le copia informatica del Decreto dal fascicolo Polisweb, ho cambiato il nome del file (in cifre) con la dicitura “Decreto Ingiuntivo n….. del…” e l’ho salvato sul mio computer e poi l’ho notificato. Successivamente ho trovato dei materiali sul web dove dicono di non cambiare il nome del file.
A questo punto la notifica del mio Decreto Ingiuntivo e valida o devo rinotificare ?
robertoarcella Scritto il06:14 - 19 Maggio 2017
Il nome file non é rilevante. Puoi cambiarlo
aldo Scritto il12:21 - 22 Maggio 2017
Buongiorno, può considerarsi un errore aver notificato una sentenza via pec, dopo averla scansionata, avendo firmato digitalmente non solo la relata di notifica ma anche la sentenza stessa? in altri termini, pur consapevole che la firma della sentenza non era necessaria, averla firmata compromette la validità della notifica?
robertoarcella Scritto il22:47 - 23 Maggio 2017
utile per inutile non vitiatur. La notifica é sicuramente valida
Giuseppe Scritto il11:59 - 24 Maggio 2017
nello scaricare una copia informatica da notificare a mezzo pec, e’ possibile modificare il nome del file per renderlo più intellegibile e conforme all’atto contenuto, oppure ciò comporta un vizio?
ADINA M. D. Scritto il18:42 - 24 Maggio 2017
HO AVUTO LO STESSO PROBLEMA , PARE CHE IL NOME DEL FILE NON è IMPORTANTE E SI PUO CAMBIARE, ANCHE SE HO LETTO VARI MATERIALI SU INTERNET CHE SPECIFICANO DI NON CAMBIARE IL NOME DEL FILE ….
gabriella Scritto il12:34 - 25 Maggio 2017
Buon giorno avvocato Arcella ho ricevuto tramite PEC una notifica da equitalia per interrompere la prescrizione di alcune cartelle l’ho ricevuta il 14/10 /2015 secondo leie’ valida
AVOSSA PIETRO Scritto il20:03 - 29 Maggio 2017
Buona sera avv. Arcella, ho un problema che mi angustia ed, avendo raccolto opinioni contrastanti, solo lei può fugare ogni mio dubbio.
Soccombente in secondo grado, ho inviato una p.e.c. al collega di controparte dichiarando la disponibilità mia e della mia assistita a restituire le somme percepite in virtù della sentenza di primo grado, con espressa riserva di gravame in sede di legittimità.
Il collega mi ha risposto sempre a mezzo p.e.c. indicandomi le modalità del pagamento, allegando al messaggio il file informatico della sentenza di secondo grado tratto dal SICID.
Nell’oggetto della p.e.c. non era indicato “Notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994” ed al messaggio non era allegato il file della relata.
Tale notificazione della sentenza vale a far decorrere il termine breve per l’impugnazione?
Grazi mille. Con stima. Pietro Avossa
Alfredo Maggiulli Scritto il11:54 - 30 Maggio 2017
Salve collega,
ritengo che lei abbia già rilevato le criticità che non permettono, a mio giudizio, di considerare quel messaggio pec alla stregua di una notifica valevole per il decorso del termine breve ad impugnare ex art.325 cpc.
Invero, sottolineo, la Sua controparte non ha né rubricato l’oggetto della pec “notifica telematica ai sensi …”, né ha allegato al messaggio una relata di notifica, sottoscritta digitalmente.
Pertanto ritengo che NON sia valida notifica. Può fare luogo al termine lungo ex art. 327 cpc.
Le preciso, anzi, che se dovessero provvedere a notificarLe la sentenza via pec, e Lei dovesse decidere di fare ricorso in cassazione, avrà il duplice onere di stampare il messaggio pec (notifica telematica ed allegati) ed attestarne la conformità, affinché la Corte possa valutare la tempestività dell’impugnazione, oltre a dover produrre copia conforme della sentenza impugnata che dovrà provvedere a farsi rilasciare dalla Cancelleria competente.
Tutto ciò perché non può depositare telematicamente in Cassazione.
Quindi, deve depositare cartaceamente la sentenza notificata telematicamente, previa attestazione di conformità del cartaceo all’originale informatico.
Mentre, a norma dell’art. 369 n.2 cpc, deve essere prodotta la “copia autentica” del provvedimento impugnato, che, in mancanza di notifica cartacea, deve recuperare tramite cancelleria.
Alfredo Maggiulli
AVOSSA PIETRO Scritto il20:23 - 5 Giugno 2017
Altro che! Grazie mille!
Pietro Avossa
catalda Scritto il20:01 - 16 Giugno 2017
ho notificato decreto ingiuntivo e pedissequo decreto ad un privato cittadino munito di pec.
Qualche giorno dopo mi scrive dicendomi che non riusciva a leggere gli allegati e mi chiedeva la cortesia di rinviarli in un formato leggibile; la sottoscritta per mero spirito di gentilezza rinvia il tutto nuovamente a mezzo Pec.
Il debitore a mezzo del suo avvocato ha proposto opposizione al suddetto decreto ingiuntivo, facendo partire il termine di 40 gg per l’opposizione non dalla prima notifica ma da quella successiva.
Caro Collega, il problema che mi pongo è da quanto partono i 40gg per l’opposizione ?
Alfredo Maggiulli Scritto il10:03 - 19 Giugno 2017
La vera domanda da farsi è:
la prima notifica era valida?
Ha sicuramente inviato Ricorso, procura, e decreto ingiuntivo, tutti estratti dal fascicolo telematico. Avrà anche provveduto a firmare digitalmente il tutto, ivi compresa la relata telematica.
Fatta così la notifica via pec, non dovrebbe avere problemi ad eccepire la tardività dell’opposizione.
Ad ogni buon conto, mi permetto di dare un consiglio:
onde evitare proprio queste spiacevoli scuse “non lo leggo, non si apre, ecc..” io invio gli allegati sopra descritti in duplice formato, PDF semplice e PDF.P7M (PDF per essere sicuro che riescano ad aprire i file e leggere il tutto, P7M perché è previsto dalla legge).
avv. Ciro Amato Scritto il18:41 - 26 Giugno 2017
Egr. Avv. Arcella,
un decreto ingiuntivo è stato notificato esclusivamente a mezzo pec all’indirizzo di una società – spa – alle ore 20.00 di un giorno feriale ed in tale orario gli uffici della stessa società sono chiusi in osservanza del consueto orario di lavoro;
per calcolare il termine – 40 gg. – entro il quale notificare l’opposizione è ammissibile sostenere che tale termine decorre dal giorno successivo alle ore 09.00, considerando che da tale orario comincia inizia l’orario di lavoro di tutti i dipendenti, compresi quelli addetti alla ricezione di atti ?
Marco Scritto il18:20 - 29 Giugno 2017
una sentenza del Giudice di Pace scaricata dal sito sigp, quindi priva della firma digitale del Giudice, è valida per uso appello?
MARCO Scritto il16:19 - 6 Luglio 2017
volevo sapere se posso notificare a mezzo pec il verbale di udienza del GDP che dispone l’interrogatorio formale al contumace.
Sono in possesso della copia conforme che ho chiesto in cancelleria ma che non riesco a notificare nei modi tradizionali mentre la pec del destinatario è attiva.
Marco Cuzzini
Chiara Martina Dionilla Riboldi Scritto il17:05 - 3 Agosto 2017
Egregio Avvocato, mi trovo a dover notificare un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo a due soggetti che non sono più reperibili (essendo stati sfrattati) presso la residenza anagrafica, e la cui residenza effettiva mi è sconosciuta; ho scoperto consultando il registro Ini Pec che uno dei due è munito di inidirizzo Pec in quanto titolare di una impresa individuale (con la cui attività l’ingiunzione non ha nulla a che fare), e mi sorge questo dubbio: sono tenuta ad eseguire la notificazione a mezzo Pec, preferendola al procedimento ex art. 143 cpc? In altri termini, l’esistenza di un indirizzo Pec risultante da pubblici registri inficerebbe la validità di una notificazione eseguita ex art. 143 sulla base della irreperibilità presso la residenza anagrafica? Ringrazio per l’attenzione e salutò cordialmente.
Avv. Chiara Riboldi
catalda Scritto il19:52 - 29 Agosto 2017
Buonasera, Egregio Avvocato,
mi hanno notificato un’opposizione a decreto ingiuntivo a mezzo posta. Mi chiedo se la notifica è valida oppure il collega avrebbe dovuto notificarla a mezzo pec, a pena di nullità della notifica stessa.
Alfredo Maggiulli Scritto il09:41 - 30 Agosto 2017
Gentile Catalda,
la Sua domanda non meriterebbe risposta alcuna. Forse è stata posta male o forse è figlia di una disattenzione. Ad ogni buon conto, non crede sia il caso di verificare in proprio prima di porre domande di tal fatta?
Maria Scritto il21:04 - 25 Settembre 2017
Angelo Landi Scritto il10:46 - 19 Ottobre 2017
Egregio avvocato Arcella,
le chiedo un chiarimento in merito alla notifica di un atto notificato a mezzo pec ad un mio conoscente.
Premesso che, il legale che ha inviato l’atto non ha indicato nel corpo del testo, in maniera corretta l’indirizzo pec del ricevente.
Poi, a seguito di contatto telefonico con quest’ultimo, ha inviato all’indirizzo esatto l’atto di opposizione alla delibera assembleare con la relata di notifica del seguente tenore: Ad istanza come in atti io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all’Ufficio Unico Notifiche presso il Tribunale di ……., ho notificato e dato copia dell’antescritto atto a: Condominio X di via Y n. _ in persona dell’amministratore e legale rapp.te p.t., titolo, nome e cognome, dom.to in via …….., n. .. Città ……. PEC: (senza titolo dott. avv. Ecc.) nomecognome@pec….
Mi chiedo la notifica eseguita a mezzo pec dal legale è corretta visto che nell’oggetto della pec scrive: “ notifica ai sensi della legge n. 54/93 e ss. mm. Opposizione a delibera assembleare Cond. X e il tenore del testo è il seguente: In allegato, atto di citazione in formato pdf e pdf sottoscritto digitalmente.
Opposizione delibera assembleare.pdf.p7m
Opposizione delibera assembleare.pdf “.
Pertanto, le chiedo è corretta la notifica del presente atto oppure è nulla o inesistente?
In attesa di riscontro, la ringrazio e la saluto cordialmente.
Angelo Landi
Avv. Patrizia Tramontano Scritto il10:45 - 21 Novembre 2017
sapreste dirmi se una notifica di due sentenze di procedimenti separati e distinti, anche se con le medesime parti, può avvenire con un’unica pec?
Marco Scritto il13:10 - 22 Novembre 2017
Gentile Collega Tramontano,
dal punto di vista prettamente logico si potrebbe anche fare, ma non ne vedo la convenienza, sia per evitare eventuali eccezioni per vizi di notifica, sia perchè, per in viare due pec distinte si perdono giusto 2 minuti in più…
marco Scritto il19:33 - 22 Novembre 2017
Salve, un atto notificato ad una pec che non funziona, quindi non in grado di trasmettere risposta di avvenuta consegna, ma solo la voce : mancata consegna, risulta valida la notifica per lo stesso ?
Manuela Scritto il22:02 - 6 Dicembre 2017
Collega hai trovato risposta al tuo quesito?
Vito D Scritto il08:23 - 7 Dicembre 2017
La notifica non é valida e bisogna procedere con il cartaceo. Mi è capitato di fare una ricerca su questa problematica un po’ di tempo fa e infatti procedetti nel modo appena indicato.
Avv. Palmentieri Scritto il11:39 - 23 Novembre 2017
Salve mi sorge un dubbionel caso in cui in un ricorso per decreto ingiuntio una parte sia costituita con mandato congiunto con più difensori, l’eventuale notifica dell’opposizione a mezzo pec va fatto ad uno solo di essi ovvero a tutti..preciso che lo studio è unico ma ovviamente le pec sono diverse ?
Saverio Benigno Scritto il13:59 - 30 Novembre 2017
Gentili Colleghi, ho notificato a mezzo pec COPIA INFORMATICA di un ricorso in opposizione 615 cpc con pedissequo decreto di fissazione udienza. Nella relata di notifica erroneamente li ho qualificati come DUPLICATI INFORMATICI ma, tuttavia, ne ho attestato comunque la conformità. Secondo voi, per evitare inutili contestazioni, è il caso di ripetere la notifica indicando nella relata che si tratta di copie informatiche?
Manuela Scritto il19:24 - 6 Dicembre 2017
Buonasera. Mi domando l’invio di una notifica pec ad un indirizzo scritto in modo errato rende la notifica nulla o inesistente?
Lorena Pellegrini Scritto il18:05 - 21 Dicembre 2017
Scusate ma se il destinatario non puo’accedere alla propria casella di posta certificata, la notifica vale comunque?
Fab Scritto il11:37 - 22 Dicembre 2017
ho notificato un atto previamente depositato telematicamente (ricorso) unitamente al decreto di comparizione delle parti e la relata e ho stampato i file (che non salvato) di accettazione e di r.a.c.. Posso depositare in via cartacea (o telematica ma come file scansionati) queste stampe con le dovute attestazione di conformità per dare la prova della notificazione?
Luciano Scritto il22:09 - 5 Gennaio 2018
Buona sera Colleghi,
Mi è stata notificata una opposizione a decreto ingiuntivo mezzo pec senza che nell’oggetto del messaggio sia riportata la dicitura obbligatoria “ notificazione ai sensi della legge 53/94” in luogo della quale vi è un semplice riferimento alla opposizione.
Secondo voi sussiste un vizio di nullità del processo notificatorio eccepibile ?
Luciano Castaldi
Federica Scritto il19:32 - 12 Gennaio 2018
Buonasera Colleghi,
è stata notificata un’opposizione a D.I. a mezzo pec con allegazione del solo atto di opposizione in formato pdf; pertanto all’interno della pec non vi è l’opposizione firmata digitalmente, né la procura alle liti e soprattutto non è stata allegata la relata di notifica!!!!
La mancanza della relata di notifica determina l’inesistenza della notifica stessa e quindi costituendomi non sanerò alcunché o una mera nullità sanabile con la costituzione?
grazie a chi saprà o vorrà aiutarmi!
Luca Scritto il17:49 - 1 Febbraio 2018
ho letto una sentenza del Tribunale di Lecce del 16 marzo 2016 che afferma che se il soggetto a cui si notifica un atto non ha la firma digitale e quindi non riesce a leggere il file allegato (es. atto di precetto) con estensione *.pdf.p7m, la notifica va rifatta in forma cartacea… Sapete se tale orientamento ha avuto seguito oppure, magari la Cassazione, l’ha smentito? Grazie mille
Alfredo Maggiulli Scritto il18:05 - 1 Febbraio 2018
Non mi vergogno a dire che il Giudice che ha redatto il provvedimento deve essere un CRETINO, vecchio ed informaticamente incompetente. Nel 2017!
ci sono almeno 3 programmi facilmente reperibili online con cui aprire un file con estensione .p7m senza l’utilizzo di alcuna firma digitale, che serve solo per firmare gli atti non per aprirli e leggerne il contenuto.
Pertanto, ove questo possa ritenersi un orientamento, spero venga stroncato sul nascere perché va oltre ogni ragionevolezza!
cristiana maggi Scritto il12:09 - 2 Febbraio 2018
buongiorno. vorrei sapere se, secondo voi, una notifica a mezzo pec di un appello fatta dalla pec dell’appellante alla mia mail ordinaria è nulla o inesistente. grazie
Alfredo Maggiulli Scritto il12:11 - 2 Febbraio 2018
Direi inesistente, tenuto conto che la discipina in materia contempla i soli indirizzi pec come validi per inviare e ricevere le notifiche telematiche.
Una mail ordinaria non ha alcun valore giuridico per la notifica via pec. Tra l’altro non fornisce alcuna ricevuta di avvenuta consegna.
cristiana maggi Scritto il12:50 - 2 Febbraio 2018
credo anch’io sia così. quindi se mi costituisco non sano niente, perché l’inesistenza è insanabile. però rischio sempre di trovare il Giudice che mi dice che ho sanato, oppure che dà termine per il rinnovo della notifica (cosa che non dovrebbe assolutamente fare perché non parliamo di nullità ma di inesistenza!!). quindi sto seriamente pensando di non costituirmi e farlo presente in prima udienza… grazie
di tommaso daniela Scritto il18:51 - 13 Febbraio 2018
Buongiorno, è stato notificato ad un nostro cliente a mezzo pec ricorso per decreto ingiuntivo ( emesso dal Tribunale) non provvisoriamente esecutivo in pdf ( l’atto è una copia informatica perchè reca la coccarda – firmata dal legale di cp), pedissequa ingiunzione di pagamento in pdf (idem con coccarda – firmata dal Giudice) e relata di notifica senza firma digitale (ne cades-bes ne pades-bes) e senza procura.
Mi chiedevo se la notifica è comunque valida
Francesco Scritto il11:04 - 20 Febbraio 2018
Buongiorno, è capitato a qualcuno di effettuare a mezzo PEC una notifica ex art. 45 CPC? Mi spiego: devo notificare un atto ad una s.a.s., che attualmente non indica più un indirizzo PEC nei registri pubblici; in compenso il legale rappresentante della società ha a sua volta un indirizzo pec reperibile da INI-PEC. A occhio non vedo motivi ostativi per notificare alla PEC del legale rappresentante (il cui nome si evince dall’atto da notificare). Mi sbaglio? Grazie a tutti buon lavoro
Francesco Scritto il11:05 - 20 Febbraio 2018
ovviamente intendevo 145 CPC, non 45, è un refuso
John Scritto il13:47 - 30 Marzo 2018
Salve Avvocato. Sentenza notificata a controparte via PEC e dopo 7 gg. anche in formato cartaceo. I 30 gg. per l’appello decorrono SOLO dalla notifica della prima o possono decorrere anche dalla notifica della seconda ?
Luca Riviello Scritto il18:54 - 18 Aprile 2018
sono parte opposta in un giudizio di opposizione a D.I.
Mi sono costituito depositando la comparsa telematicamente e tra gli allegati ho importato le ricevute relative alla notificazione della’atto di opposizione che mi è stato notificato a mezzo pec.
La cancelleria mi ha riferito che l’allegato ha causato un errore “fatale” che impedisce la accettazione del deposito precludendomi la possibilità della costituzione nei 20 gg prima della udienza.
Non ne comprendo le cause ed anche le motivazioni addotte dalla Cancelleria paiono risibili.
Chiederò evidentemente di essere rimesso in termini ma vorrei comprendere se è stato un errore del sistema o se mi sfugge qualcosa.
Alfredo Maggiulli Scritto il12:17 - 19 Aprile 2018
ritengo ci siano troppi pochi elementi per dare un parere, tanto meno una risposta certa. Sicuramente per esserci un errore fatale potrebbe non essere stato allegato correttamente il file (perché di un file solamente si tratta). Inoltre le ricevute della notifica le avrà allegate controparte. In alcune ipotesi il sistema rileva una difformità tra i file contenuti nelle PEC e quelli allegati separatamente. Ma non credo sia il suo caso.
Tenuto conto che la tempestività dell’opposizione è onere della controparte, non credo sia necessaria la PEC di notifica, ma basterebbe il solo atto di opposizione a D.I. allegato.
Luca Riviello Scritto il13:03 - 19 Aprile 2018
Concordo nel considerare sufficiente il deposito della citazione in opposizione ma per comodità ho importato le ricevute di notifica pec (che ovviamente contengono anche l’atto notificato) con la specifica funzione di consolle avvocato.
Ora, il mio problema non è tanto capire se e come posso depositare l’atto di cit in opp ma soprattutto capire se ho commesso errori nella operazione (che pero’ è praticamente automatica) o se tale produzione non poteva essere fatta in quanto mi ha bloccato l’intero deposito della comparsa di costituzione e quindi ha comportato il decorso del termine per la costituzione dei 20 gg prima della ud.
Il tutto ai fini di motivare una richiesta di rimessione in termini.
Alfredo Maggiulli Scritto il16:03 - 19 Aprile 2018
quando lei parla della notifica via PEC che ha ricevuto, e provveduto ad allegare con tutti i file in essa contenuti, dovrebbe intendere l’allegazione nella busta telematica di un solo messaggio (ovvero quello ricevuto, che per lei non genera alcuna ricevuta di accettazione o di consegna). Lei invece mi continua a parlare di ricevute al plurale. Questo passaggio non mi è chiaro. Lei ha ricevuto l’opposizione, non l’ha notificata, quindi dovrebbe allegare un file solo e non due ricevute.
Non conosco “la specifica funzione di consolle avvocato” perché preferisco usare SLpct e quindi mi curo di estrarre in formato .eml la pec contenente la notifica ricevuta (un solo file) ed allegarlo nella busta come qualsiasi altro file, con l’attestazione di conformità “copia informatica”.
Se, invece, lei ha allegato quella pec come “ricevuta di consegna” è normale che il sistema vada in tilt perché non è una ricevuta di consegna.
Luca Riviello Scritto il18:27 - 19 Aprile 2018
Collega ha ragione, intendo la busta della PEC ricevuta in notifica dell’atto di opposizione.
Michela Scritto il14:53 - 17 Maggio 2018
Buongiorno, sono un CTU. Il Giudice mi ha onerato di notificare alle parti in causa una mia istanza (a lui diretta) e un verbale di udienza (con rinvio di seduta per la discussione di detta istanza).
Come posso notificare? è sufficiente una pec agli avvocati o devo seguire una diversa procedura? Grazie
Alfredo Maggiulli Scritto il16:27 - 17 Maggio 2018
Gent.ma Michela,
in questo link torverà tutte le risposte alle sue domande:
https://www.ordineavvocati.vicenza.it/upload/modulistica/notifiche%20e%20copie%202016.pdf
Tuttavia, come potrà vedere da se, non essendo Avvocato iscritto all’albo e non sospeso, non Le è consentito effettuare una VALIDA notifica in proprio a mezzo pec.
Se, invece, Lei è un avvocato, non tenga conto del mio appunto.
Mi incuriosisce come mai il giudice abbia onerato Lei della notifica, anziché mandare alla Cancelleria per le comunicazioni alle parti.
Michela Scritto il07:56 - 18 Maggio 2018
Non sono un avvocato e difatti è tutto molto insolito. Grazie per la risposta.
Cristiana Scritto il09:26 - 29 Maggio 2018
Buongiorno. Vorrei sapere se secondo Lei posso notificare via pec all’Avvocatura dello Stato il ricorso + decreto di accoglimento di un procedimento per equa riparazione ex L. 89/2001. essendo un procedimento di volontaria giurisdizione, non ne sono sicura… Grazie. Cristiana
Alfredo Maggiulli Scritto il10:55 - 29 Maggio 2018
solo se l’avvocatura dello stato ha un indirizzo PEC presso il Registro PP.AA. provvederei a fare la notifica telematica. in mancanza, tenuto conto dell’inutilizzabilità del Registro IPA, procederei con l’uff. giud. “old Style”.
robertoarcella Scritto il14:10 - 30 Maggio 2018
Sí, le Avvocature e di Stato hanno pubblicato i propri indirizzi pec
Cristiana Scritto il16:07 - 4 Giugno 2018
La ringrazio. poiché la L. 53/1994 parla di notificazione di “atti in materia civile, amministrativa o stragiudiziale”, il mio dubbio era se la volontaria giurisdizione rientra nel “civile”. ho preferito chiedere la sua opinione onde evitare futuri contenziosi col Ministero… Grazie ancora.
Romeo Scritto il16:37 - 12 Giugno 2018
Buongiorno, sottopongo alla Vostra attenzione una condizione particolare : ha valore di notifica una PEC spedita dalla questura ad un privato cittadino ma sulla pec della sua azienda srl?
È corretto in termini di privacy spedire ad una pec aziendale atti relativi al figlio minorenne ( dal giudice tutelare ), dato che tale pec è notoriamente e legalmente consultata da tutte le segretarie dello studio del commercialista? Non è una odiosa ed intollerabile violazione della privacy? Non so, una srl può avere diversi amministratori, personale abilitato a consultare la PEC aziendale, è legale tutto questo!? Si può fare opposizione e rendere nulla la notifica?
Maurizio Saracino Scritto il21:16 - 15 Giugno 2018
Buona sera, pongo una domanda a seguito di un dubbio dell’ultima ora.
Devo notificare un atto di precetto con procura a margine sottoscritta dal cliente e da me autenticata.
Posso procedere con l’allegazione nella pec della copia informatica, previa quindi scansione dell’atto e da me poi firmata digitalmente con la asseverazione di conformità ex art. 16 DL. 179/2012?
Vi ringrazio molto è solo un dubbio dell’ultim’ora ed ho necessità di eliminarlo.
Dario Scritto il18:35 - 27 Giugno 2018
ho notificato a PA ed Avvocatura una sentenza TAR unitamente ad una diffida ad adempiere. Dopo 3 mesi l’avvocatura mi notifica l’appello.
DUBBIO: l’avvocatura viola il termine breve (quindi appello inammissibile) oppure io ho sbagliato la notifica (inoltrando sentenza e diffida contemporaneamente, stessa relata)?
Attendo le vostre considerazioni.
Stella Scritto il12:08 - 3 Luglio 2018
Buongiorno, devo effettuare 3 notifiche di Sentenza I grado del Gdp (per decorrenza termini brevi appello), di cui due via pec e una in cartaceo. Devo chiedere in cancelleria due copie autentiche vero? non posso fare con una sola?
ilaria Scritto il13:36 - 31 Luglio 2018
Buongiorno, sto per notificare un precetto via pec e la nuova procura che mi è stata conferita, ma ho una perplessità. Nella relata dovrò attestare la conformità della procura rilasciata in via cartacea a quella che notifico via pec o basta che la sottoscriva digitalmente e faccia menzione di tale sottoscrizione ? Grazie
Tania Scritto il18:23 - 1 Ottobre 2018
salve.. ho un dubbio. alla mia cliente è stato notificato un decreto ingiuntivo a mezzo pec. Fin qui tutto normale… il problema è che il ricorso è incentrato su tizio mentre l’ingiunzione (correttamente) rivolta a Caio (il mio cliente). Ora mi chiedo la notifica è inesistente (perché il ricorso “corretto” non è mai stato notificato) o semplicemente nulla e, pertanto, devo fare opposizione? (anche se nel merito non saprei cosa dedurre visto che non conosco il contenuto del ricorso né i documenti allegati dal ricorrente). Grazie mille per il riscontro
Avv.Antonio Dell’Olmo Scritto il20:30 - 19 Novembre 2018
Gentile Collega buona sera,
anzitutto grazie per il servizio che fai con questo importante sito!
Avrei bisogno di un chiarimento: ho provveduto a notificare, via pec, un atto di citazione sia ad un noto Comune italiano e sia ad una società per azioni; ho redatto l’atto sottoscrivendolo, formato pdf-p7m, ho scansionato la procura, sottoscrivendo il file, sempre in pdf-p7m e predisposto la relata di notifica anch’essa sottoscritta digitalmente.
Nell’inserimento dei predetti file nella mia posta certificata, il sistema non ha recepito quello relativo alla relata di notifica (probabilmente il file non si era completamente caricato) e la pec inviata, è andata egolarmente a buon fine nei riguardi di entrambi i convenuti!
Solo succesivamente mi sono accorto, dalle ricevute, del mancato inserimento del file della relata!
A questo punto, è possibile per me rinnovare la notifca via pec ad entrambi i convenuti inserendo la dicitura “atto di citazione in rinnovazione” con allegata, oltre la Procura anche la relata oppure devo procedere con la notifica tradizionale tramite Ufficiale Giudiziario?
Nel ringraziarti
Marco Masi Scritto il14:25 - 19 Dicembre 2018
Salve e grazie in anticipo delle eventuali risposte. Devo dare al Giudice (primo grado Civile) la prova della avvenuta notifica di un atto. Purtroppo per sbaglio ho cancellato il file .eml ma ho tutte le stampe (atto notificato, ricevuta di invio, ricevuta di ricezione) in formato cartaceo. Posso depositare i PDF con la attestazione di conformità? Eventualmente in base a quali riferimenti normativi.
Ringrazio nuovamente
robertoarcella Scritto il15:49 - 19 Dicembre 2018
La produzione dei pdf non è ammissibile, purtroppo. Grave aver perduto i file eml!
Fabio Scritto il16:16 - 19 Dicembre 2018
Ciao Marco, io ho effettuato le stampe dei file .eml perché ho avuto un problema sulla PEC e ho attestato di pugno la conformità delle stampe effettuate nel modo che segue: “Ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 9 comma 1-bis e 6 comma 1 della L. 53/94 e dell’art. 16 undecies comma 1 Dl. 179/12, si attesta la conformità della presente copia cartacea, composta da n. xxxx pagine e relativa al messaggio con oggetto “CONSEGNA: Notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994” contenente Ricevuta di avvenuta consegna con allegati messaggio di invio notificazione, “daticert.xml”, “postacert.eml”, “nomedelfile.pdf.p7m”, “nomedelfile1.pdf” e “nomedelfile2.pdf.p7m”, inviato in data xxxxxxxx all’indirizzo indirizzopec@pec.it, all’originale informatico da cui è stata estratta” e il Giudice ha attestato la validità di tale prova della notifica. Ovviamente la ridetta formula è stata quella da me utilizzata in un processo civile ma non è detto che tale formula possa avere “successo” in altri casistiche. Spero di esserti stato d’aiuto, chiaramente la mia risposta non ha pretese di correttezza in via assoluta e/o di esaustività. Saluti
Marco Masi Scritto il17:01 - 19 Dicembre 2018
Grazie della risposta. Proverò cosi
Alessandra Scritto il13:04 - 21 Gennaio 2019
dovevo notificare un’opposizione a decreto ingiuntivo a mezzo pec. Purtroppo mi sono ridotta all’ultimo giorno e proprio quel giorno vi è stato un disservizio del sistema di posta elettronica certificata legalmail. Nonostante abbia prodotto la dichiarazione di disservizio del fornitore del servizio di posta certificata nonchè le schermate del mio pc dalle quali si evinceva l’impossibilità di effettuare la notifica, il Giudice dell’opposizione non mi ha rimesso in termini. Mi ha detto che la Cassazione si è pronunciata sul punto sostenendo che il malfunzionamento della pec è un evento prevedibile e quindi non rientra nelle ipotesi di cui all’art. 153 c.p.c.
Non ho trovato tali pronunce nella banca dati, sapreste indicarmi gli estremi o, ancora meglio, sentenze che al contrario consentano la rimessione in termini?
Fabio Micali Scritto il12:47 - 22 Gennaio 2019
Buongiorno. Debbo notificare al difensore di parte offesa di un procedimento penale, l’istanza rivolta al GIP di revoca degli arresti domiciliari. Come debbo procedere? Debbo predisporre la dichiarazione di conformità dell’istanza che depositerò in formato cartaceo? Debbo predisporre e allegare alla Pec una relata di notifica simile o analoga a quella che uso nel processo civile? Debbo sottoscrivere digitalmente la relata di notifica?
Alfredo Maggiulli Scritto il16:11 - 22 Gennaio 2019
In questi casi conviene andare all’UNEP competente, per notificare a mezzo UFF GIUD, onde evitare errori.
Stefania Scritto il16:40 - 13 Febbraio 2019
Salve, sono un avvocato e devo notificare un provvedimento di convalida di sfratto con formula esecutiva.Volevo sapere se è possibile notificarlo via pec. Il mio dubbio nasce dal fatto che non so se posso dichiarare la conformità all’originale cartaceo della copia che notifico visto che l’originale contiene la formula esecutiva.
Ringrazio sin d’ora per la risposta.
Rosaria Grasso Scritto il21:15 - 23 Febbraio 2019
Posso notificare la costituzione di parte civile in un procedimento penale a mezzo pec presso il difensore ove l’imputato ha eletto domicilio? Se sì, effettuo attestazione di conformità dell’atto digitale a quello analogico e procedo con la relata utilizzando le consuete formule?
Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti
Martina Scritto il16:06 - 28 Febbraio 2019
Egregio Avvocato, vorrei utilizzare questo spazio certa della sua cortese disponibilità. Ho notificato, per sbaglio, ad una società il medesimo atto di precetto. La notifica telematica è la stessa identica. Mi sono state fatte due opposizioni ex 615 c.p.c, entrambe iscritte. ecco vorrei evitare una doppia condanna alle spese. grazie
Angelo Argese Scritto il11:21 - 10 Aprile 2019
Esimio Collega, è valida una RACCOMANDATA PEC inviata dal privato locatore al privato conduttore (imprenditore agricolo) per disdetta contratto locazione, in cui la volontà di non proseguire il rapporto è contenuta in un .pdf NON FIRMATO DIGITALMENTE (non p7m), consistente di una scansione di un documento cartaceo (.pdf non nativo)? La mail è firmata digitalmente ma l’allegato no.
robertoarcella Scritto il08:47 - 7 Settembre 2019
Se vi è riferibilità al mittente, la disdetta è valida
Avv. Gennaro Gentile da Roma, grazie Scritto il05:49 - 14 Maggio 2019
mi dispiace, la scrittura è pallida e non si legge benne, và- uu pò in grassetto nero. grazie
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