Source: http://docplayer.it/10108524-Universita-degli-studi-di-messina.html
Timestamp: 2018-08-16 00:04:12+00:00
Document Index: 15849187

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 46', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14']

1 Università degli Studi di Messina Regolamento Generale della Facoltà di Scienze Politiche art. 1 (Facoltà di Scienze Politiche). Alla Facoltà di Scienze Politiche di Messina afferiscono i corsi di laurea triennale di seguito indicati: 1. L-16. Scienze dell amministrazione e dello sviluppo economico (ex cl. 19) 2. L-36. Scienze delle relazioni internazionali (ex cl 15) 3, L-39. Scienze del servizio sociale (ex cl. 6) 4. Interclasse L-37 / 39: Mediazione socioculturale e scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo Barcellona P.G.(Me): L-37. Scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo L-39. Mediazione socioculturale 5. Interclasse L-37 / 39: Scienza del servizio sociale e scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo presso al sede di Modica (RG): L-37. Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace L-39. Servizio sociale 6, Interclasse L-37 / 39: Scienza del servizio sociale e scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo presso al sede di Locri (RC): L-37. Scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo L-39. Servizio sociale Alla stessa Facoltà di Scienze Politiche afferiscono altresì i seguenti corsi di laurea magistrale: 1. Interclasse LM-52/90: Relazioni internazionali e studi europei LM-52, Relazioni internazionali LM-90, Studi europei 2. LM-62, Studi politici 3. Interclasse LM-63/81: Scienze delle pubbliche amministrazioni e per la cooperazione allo sviluppo LM-63, Scienze delle pubbliche amministrazioni LM-81, Scienze per la cooperazione allo sviluppo 4. Interclasse LM-87/88: Servizio sociale, politiche sociali e studi sociologici e ricerca sociale LM-87, Servizio sociale e politiche sociali LM-88, Sociologia e ricerca sociale Alla Facoltà di Scienze Politiche afferiscono altresì, per quanto di competenza: 1. il corso di laurea triennale interfacoltà attivato con la Facoltà di Medicina e Chirurgia in Scienze della Enogastronomia mediterranea e salute; 2. il corso di laurea magistrale interfacoltà, attivato con la Facoltà di Lettere e Filosofia, in Metodi e linguaggi del giornalismo LM-19. La Facoltà, nella composizione determinata dallo Statuto Generale d Ateneo, ha il compito primario di programmare e coordinare le attività didattiche e lo svolgimento dei corsi di studio, in conformità al Regolamento Didattico di Ateneo, per il conseguimento delle lauree, delle lauree magistrali e dei diplomi di specializzazione, nel rispetto della piena libertà d insegnamento,
2 tenendo conto delle esigenze primarie degli studenti e di un equa ripartizione dei carichi didattici fra i docenti. art. 2 (corsi attivati in sedi decentrate). La Facoltà prevede l attivazione di corsi decentrati mediante apposite convenzioni stipulate con enti pubblici o privati. Nelle sedi decentrate possono essere attivati corsi di laurea diversificati o gemmazioni di corsi di laurea, triennali e magistrali, nonché corsi di master e corsi di perfezionamento. art. 3 (organi della Facoltà). Sono organi della Facoltà il Consiglio di Facoltà, il Preside, i Consigli di corso di studio. Eventuali sezioni decentrate del medesimo corso di Laurea, triennale o magistrale, sono retti da un unico Consiglio di corso Laurea o di Diploma, fatta salva la possibilità di costituire dei Collegi dei docenti delle varie sezioni, con competenze limitate alla sede. art. 4 (composizione del Consiglio di Facoltà). Il Consiglio di Facoltà è composto da tutti i professori di ruolo e fuori ruolo, dai ricercatori afferenti alla Facoltà e dai rappresentanti degli studenti, eletti per un biennio, in numero pari al 15% dei componenti non studenti della Facoltà. Il numero dei ricercatori non può essere superiore a quello dei professori di ruolo. Nel caso sia superiore, il numero dei primi viene ridotto fino ad eguagliare quello dei secondi con successive esclusioni a partire dal meno anziano in ruolo. In caso di pari anzianità in ruolo sarà escluso il più giovane d età. Al Consiglio di Facoltà partecipano con voto deliberativo, i rappresentanti elettivi del personale tecnico-amministrativo della Facoltà, in numero di uno se gli aventi diritto al voto sono inferiori a dieci, o in numero di due se gli aventi diritto al voto sono pari o superiori a dieci, nonché, con voto consultivo, il capo-ufficio della segreteria degli studenti della Facoltà. Svolge funzioni di segretario del Consiglio di Facoltà, con responsabilità di verbalizzazione, il professore di prima fascia più giovane nel ruolo. Il numero dei rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Facoltà è attualmente di 6. Per l elettorato attivo e passivo e il regime delle decadenze valgono, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nell art. 46 dello Statuto. Il voto è limitato a 4 preferenze. Per l elezione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e di biblioteca, valgono le disposizioni di cui agli artt. 1 e ss. del Regolamento generale di Ateneo. art. 5 (funzionamento del Consiglio di Facoltà). Il Consiglio è convocato dal Preside, che ne fissa l ordine del giorno, con convocazione, anche per via telematica, fatta pervenire a tutti i componenti, almeno 5 giorni feriali prima della data prevista. Copia della convocazione è affissa all albo della Presidenza e pubblicata sul sito WEB della Facoltà. Per eccezionali motivi d urgenza il Consiglio può essere convocato telefonicamente, telegraficamente, per fax e via internet anche ad horas. Il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza assoluta degli aventi diritto. Sono esclusi dal computo gli assenti giustificati, i rappresentanti del personale tecnico amministrativo e di biblioteca e i rappresentanti degli studenti. La partecipazione agli organi collegiali è obbligatoria e costituisce per i docenti adempimento dei propri doveri didattici. Le assenze causate da forza maggiore debbono essere comunque giustificate in forma scritta. Il Preside è tenuto a trasmettere al Rettore i nomi degli assenti, dopo la terza assenza non giustificata. I rappresentanti degli studenti, assenti ingiustificati per 3 consigli, decadono dalla rappresentanza. La decadenza è deliberata dal Rettore, che provvede alla surroga. 2
3 Il Consiglio, ove non altrimenti richiesto dallo Statuto d Ateneo delibera, a maggioranza dei voti validi, escludendo dal computo gli astenuti. Tutte le deliberazioni del Consiglio sono verbalizzate, nelle sole parti dispositive, a cura del Segretario del Consiglio che redige apposito verbale approvato seduta stante dal Consiglio medesimo, ove si tratti di delibere urgenti, o nella seduta immediatamente successiva negli altri casi. Il verbale dei lavori del Consiglio, di norma, deve essere redatto entro 48 ore dal completamento della seduta, a cura del segretario e firmato dal Preside. Lo stesso deve essere riportato, a cura del Preside, sull apposito registro dei verbali immediatamente dopo l approvazione. Il registro dei verbali è custodito presso la Segreteria di Presidenza della Facoltà a cura di un funzionario addetto. Copia della bozza del verbale da approvare è depositata presso la Segreteria dell ufficio di Presidenza contestualmente alla convocazione del Consiglio affinché tutti i componenti la Facoltà ne possano prendere visione. Non è data facoltà di rilasciare copie dei verbali non approvati. Alle sedute concernenti i professori di prima fascia partecipano soltanto i professori di prima fascia; a quelle concernenti i professori di seconda fascia partecipano tutti i professori di ruolo; a quelle concernenti i ricercatori partecipano i professori di ruolo e i ricercatori. Alle sedute riguardanti la ripartizione dei posti di professore di ruolo e di ricercatore nell ambito dei settori scientifico-disciplinari, il bando dei relativi concorsi, nonché la copertura degli insegnamenti per l affidamento, o per supplenza o mediante contratti non partecipano i rappresentanti degli studenti e del personale tecnico amministrativo. Gli studenti partecipano soltanto alle sedute nelle quali si tratta dell organizzazione generale della didattica e dei servizi, della determinazione dei piani di studio individuali e della individuazione degli obiettivi per la definizione delle linee di sviluppo della Facoltà e dell Università. I rappresentanti elettivi del personale tecnico amministrativo partecipano soltanto alle sedute riguardanti il personale stesso; il capo ufficio della segreteria degli studenti partecipa soltanto alle sedute nelle quali si tratta dell organizzazione didattica. All attribuzione dei compiti didattici il Consiglio provvede, sentiti gli interessati, nella sua composizione limitata ai professori di ruolo o fuori ruolo e ai ricercatori, nel rispetto della libertà di insegnamento e delle competenze scientifiche di ognuno, fatti salvi i diritti fissati dalla legge. art. 6 (funzioni del Consiglio di Facoltà). Ai sensi dell art. 15 dello Statuto e per lo svolgimento dei suoi compiti il Consiglio di Facoltà provvede: a) all approvazione del Regolamento di Facoltà; b) all approvazione dell ordinamento didattico della Facoltà; c) all approvazione dei piani didattici annuali e pluriennali della Facoltà; d) alla richiesta di posti di professore di ruolo e di ricercatore, da ricoprire per trasferimento o concorso, alla destinazione degli stessi, e di quelli già esistenti ai settori scientifico-disciplinari ed ai relativi bandi di concorso, secondo criteri oggettivi predefiniti dalla Facoltà; e) alla copertura degli insegnamenti attivati nei modi previsti dalla legge; f) alle proposte di nomina di studiosi ed esperti di alta qualificazione scientifica o professionale al fine di sopperire a particolari esigenze didattiche, ex art. 15 Statuto; g) all attribuzione dei compiti didattici ai professori e ai ricercatori; h) sulle istanze dei professori e dei ricercatori volte ad ottenere l esenzione dall attività didattica per motivi di studio, nei limiti stabiliti dalla legge; i) all approvazione dei piani di studio individuali in mancanza di Consigli di Corso di studio, o, ove presenti, non provvedano; l) alle proposte di attivazione di corsi intensivi o di recupero, anche a carico del bilancio universitario, in conformità alle leggi sul diritto allo studio; 3
4 m) alla formulazione dei criteri direttivi per la utilizzazione del personale tecnico amministrativo; n) alla stipula di contratti e convenzioni con Facoltà e istituzioni e soggetti pubblici e privati; Il Consiglio, inoltre, formula proposte per l organizzazione del servizio di tutorato e l utilizzazione remunerata degli studenti per servizi di interesse della Facoltà nelle forme previste dalla legge; nonché per il coordinamento generale delle attività didattiche, la individuazione degli obiettivi e la definizione annuale delle linee programmatiche dell università; provvede a quant altro attribuito alla sua competenza dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti universitari. Il Consiglio delibera, altresì: a) il carico didattico annuo dei docenti e dei ricercatori, provvedendo all eventuale assegnazione di carichi didattici aggiuntivi, sempre nell ambito dell impegno orario previsto dalla normativa e dal Regolamento didattico di Ateneo e con il consenso dell interessato; b) i criteri direttivi per la utilizzazione del personale tecnico-amministrativo assegnato alla Facoltà; c) i criteri di massima per un ottimale fruizione delle strutture; d) le modalità dell organizzazione dei servizi e della gestione dei fondi assegnati alla Facoltà. Il Consiglio, inoltre, formula proposte: a) per l organizzazione del servizio di tutorato e di orientamento degli studenti, coordinando anche le iniziative dei singoli corsi; b) per l utilizzazione remunerata degli studenti (part-time) per servizi di interesse della Facoltà, nelle forme previste dalla legge; c) per il coordinamento generale delle attività didattiche, la individuazione degli obiettivi e la definizione annuale delle linee programmatiche dell Università. Provvede altresì a quant altro attribuito alla sua competenza dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti universitari. Circa il funzionamento e la partecipazione delle varie componenti alle sedute del Consiglio valgono, per quanto non previsto nel presente Regolamento, le disposizioni contenute ai nn. 5, 6, 7, 8, 9 e 10 dell art. 15 dello Statuto d Ateneo. art. 7 (il Preside). Il Preside esercita le funzioni di cui all art. 16 dello Statuto e le altre attribuitegli dalla legislazione vigente, rappresenta la Facoltà, convoca e presiede il Consiglio di Facoltà, ne fissa l ordine del giorno e ne attua le deliberazioni. In particolare spetta al Preside: a) organizzare l attività didattica e vigilare sull andamento della Facoltà; b) provvedere alla gestione ordinaria dei fondi e beni assegnati alla Facoltà, nei limiti fissati dal regolamento di Ateneo per l amministrazione, la finanza e la contabilità, nonché dal Consiglio di Facoltà; c) presentare alla fine di ogni anno accademico una relazione sullo stato della Facoltà al Consiglio e al Rettore. Il Preside è eletto dal Consiglio di Facoltà tra i professori di prima fascia di ruolo o fuori ruolo a tempo pieno, o che dichiarino di optare, se eletti, per il tempo pieno. Egli è nominato con decreto del Rettore. L elettorato attivo spetta ai professori di ruolo e fuori ruolo, ai ricercatori, ai rappresentanti degli studenti e ai rappresentanti del personale tecnico amministrativo nel Consiglio di Facoltà. Il Preside viene eletto in apposita seduta del Consiglio di Facoltà convocato dal Decano dei professori di ruolo ordinari almeno 150 giorni prima della scadenza naturale del mandato. Il Preside eletto assume le proprie funzioni dal 1 novembre successivo alla data d elezione salvo il caso di elezione o di surroga per cessazione anticipata dell eletto dalla carica ricoperta. Il Preside dura in carica quattro anni ed è rieleggibile, anche consecutivamente, per una sola volta. La convocazione deve essere notificata a tutto il corpo elettorale almeno 40 giorni prima della data fissata per l elezione. 4
5 L elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Nel caso che dopo due votazioni nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza prescritta si procede al ballottaggio tra i due candidati che nell ultima votazione hanno riportato il maggior numero di voti. Fra le varie votazioni deve correre un intervallo di almeno 3 giorni. La votazione di ballottaggio è valida qualunque sia il numero dei votanti, in caso di parità è eletto il candidato con maggiore anzianità al ruolo. Il seggio elettorale è formato dal Decano della Facoltà, che lo presiede, dal segretario verbalizzante del Consiglio e da 1 professore di ruolo con funzioni di componente-scrutatore designato dal Decano. Completate le operazioni di voto, il seggio provvede allo spoglio redigendo apposito verbale delle operazioni elettorali. Il verbale è trasmesso dal presidente del seggio, unitamente a tutti i materiali elettorali, al Preside in carica che ne cura l immediato inoltro al Rettore per i provvedimenti conseguenziali. art. 8 (Vice-preside e Delegati del Preside). Il Preside può designare tra i professori di prima fascia un vice preside-vicario che lo sostituisce in caso di impedimento o di assenza ed al quale può delegare specifici compiti. Il Preside può altresì designare, tra i professori di ruolo o fuori ruolo e tra i ricercatori facenti parte del Consiglio di Facoltà uno o più delegati con determinate attribuzioni. Il vice-preside e i delegati sono nominati con decreto rettorale e durano in carica un triennio cessando con la cessazione del Preside. art. 9 (Consigli di Corso di Studi). Ogni corso di laurea, sia triennale che magistrale, è retto da un proprio Consiglio. I Consigli dei singoli corsi sono composti: a) dai professori di ruolo che ricoprono insegnamenti afferenti al corso; b) dai ricercatori afferenti al Corso medesimo; c) da 2 rappresentanti degli studenti. Partecipano altresì al Consiglio, con voto consultivo, i professori a contratto ed i supplenti e non vengono computati nel numero legale. Nessun professore può, comunque, fare parte di due Consigli di Corso di Studi del medesimo livello. Ferma restando la facoltà dei singoli Consigli di Corsi di Studi di determinare i criteri di aggregazione dei vari insegnamenti in quanto compresi in aree disciplinari omogenee e tenendo conto dei settori scientifico disciplinari: a. ogni docente fa parte del Consiglio di Corso di Studi al quale afferisce la disciplina che insegna per carico didattico istituzionale, ove questa sia ricompresa fra quelle di base o caratterizzanti del piano; b. i docenti che insegnano più discipline statutariamente comprese in più corsi di laurea possono partecipare ad un solo Consiglio di Corso di Studi, esprimendo opzione triennale. I Consigli di Corsi di Studi adottano un proprio regolamento interno, in conformità alla vigente normativa e ai regolamenti didattici di Ateneo e di Facoltà. Ogni Consiglio è presieduto da un professore di ruolo eletto fra i suoi componenti in apposita seduta convocata dal professore di ruolo ordinario più anziano per servizio almeno 90 giorni prima della scadenza naturale del mandato. Il Coordinatore eletto assume le proprie funzioni dal 1 novembre successivo, dura in carica 4 anni ed è rieleggibile, consecutivamente, per una sola volta. Lo stesso soggetto non può riassumere la carica se non sono trascorsi tre anni dalla cessazione del secondo mandato. Eventuali frazioni di mandato sono computate, ai fini dell ineleggibilità, come mandato intero. La convocazione per l elezione del Coordinatore del Corso deve essere notificata a tutto il corpo elettorale almeno 40 giorni prima della data fissata per l elezione. L elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Nel caso che dopo due votazioni nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza prescritta si procede al ballottaggio tra i due candidati che nell ultima votazione hanno riportato il maggior numero di 5
6 voti. Fra le varie votazioni debbono intercorrere almeno 3 giorni. La votazione di ballottaggio è valida qualunque sia il numero dei votanti. Alle operazioni di voto provvede un seggio composto dal Decano del Consiglio, che lo presiede, dal segretario verbalizzante del Consiglio del Corso e da 1 docente o ricercatore designato dal Decano. Alle sedute del Consiglio di Corso di Studi aventi ad oggetto questioni che coinvolgono il personale tecnico-amministrativo, partecipa con voto consultivo, su invito del Coordinatore, un rappresentante elettivo del personale tecnico amministrativo e di biblioteca eletto all interno delle strutture (dipartimenti) dichiarate dal Consiglio di Facoltà affini all indirizzo e dura in carica 2 anni. art. 10 (funzionamento dei Consigli di Corso di Studi). I Consigli di Corso di Studi sono convocati dai rispettivi Coordinatori, che ne presiedono i lavori e fissano l ordine del giorno, con convocazione fatta pervenire anche per via telematica a tutti i componenti presso le relative sedi di servizio almeno 5 giorni feriali prima della data prevista per l adunanza. Per eccezionali motivi d urgenza il Consiglio può essere convocato telefonicamente o telegraficamente, anche ad horas. Il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza assoluta degli aventi diritto. Sono esclusi dal computo gli assenti giustificati, il rappresentante del personale tecnico amministrativo e di biblioteca. La partecipazione agli organi collegiali è obbligatoria e costituisce per i docenti adempimento dei propri doveri didattici. Le assenze causate da forza maggiore debbono essere giustificate in forma scritta. Il Coordinatore è tenuto a trasmettere al Preside e al Rettore i nomi degli assenti, dopo la terza assenza non giustificata. Il rappresentante degli studenti assente ingiustificato per 3 consigli decade dalla rappresentanza. La decadenza è deliberata dal Rettore, che provvederà alla surroga. Il Consiglio delibera, ove non richiesto altrimenti, a maggioranza dei votanti, escludendo dal computo gli astenuti. Tutte le deliberazioni del Consiglio sono verbalizzate, nelle sole parti dispositive, a cura del Segretario del Consiglio di Corso di Studi che redige apposito verbale approvato seduta stante, ove si tratti di delibere urgenti, o nella seduta immediatamente successiva. Il verbale dei lavori del Consiglio di Corso di Studi di norma deve essere redatto entro 48 ore dal completamento della seduta, a cura del segretario e, sottoscritto dal Coordinatore, deve essere riportato sull apposito registro dei verbali custodito presso la segreteria dei consigli di Corso di Studi immediatamente dopo l approvazione e trasmesso in copia autentica al Preside. Copia della bozza del verbale da approvare è depositata presso la Segreteria dei Consigli di Corso di Studi contestualmente alla convocazione del Consiglio affinchè tutti i componenti ne possano prendere visione. Non è concesso il rilascio di copie dei verbali non approvati. Le delibere d interesse comune vanno pubblicizzate mediante affissione per estratto all albo della Facoltà. Gli adempimenti amministrativi e di segreteria relativi ai Consigli di Corso di Studi sono espletati da un apposito ufficio di segreteria funzionante presso la segreteria della Presidenza della Facoltà, che provvederà anche alla custodia dei verbali dei Consigli. Il funzionario addetto può partecipare ai vari consigli con compito di ausilio tecnico amministrativo. art. 11 (competenze dei Consigli di Corso di Studi). Ai Consigli di corso di Studi afferenti alla Facoltà spettano, oltre quelle previste dalle leggi, dallo Statuto e dai regolamenti generali, le seguenti funzioni: a) l organizzazione e la programmazione dell attività didattica relativa al Corso, compreso il tutorato e il servizio di orientamento degli studenti; 6
7 b) la presentazione al Consiglio di Facoltà del piano di sviluppo del Corso e delle proposte per la destinazione e le modalità di copertura dei posti di ruolo di professore o ricercatore e quelle relative alla nomina di professori a contratto, o di studiosi di alta qualificazione scientifica o professionale; c) la sperimentazione di nuove modalità didattiche, nei limiti previsti dalle leggi; d) la presentazione di una relazione annuale sulle attività didattica dei Corsi; e) fissare i criteri per la predisposizione, l esame e l approvazione dei piani di studi, tenendo conto di criteri di omogeneità disciplinare relativi a precise aree didattiche, con l indicazione degli insegnamenti fondamentali obbligatori, e provvedere al loro esame e approvazione; f) deliberare il regolamento didattico dei Corsi di studi; g) formulare proposte e pareri al Consiglio di Facoltà in ordine al regolamento di Facoltà ed a quello didattico di Ateneo; h) presentare proposte in ordine all attivazione di insegnamenti previsti in Statuto, per quanto di competenza. I Consigli di Corso esercitano inoltre tutte le competenze e le attribuzioni loro demandate dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti. art. 12 (Commissione didattica e di vigilanza di Facoltà). Il Consiglio di Facoltà sceglie tra i membri del Consiglio di Facoltà e dei Consigli di corso di studi una Commissione Didattica di Facoltà, composta dal Preside, che la presiede, da 5 docenti e da 5 studenti al fine di effettuare le rilevazioni statistiche e gli studi necessari al miglioramento dell organizzazione dei servizi e dell offerta didattica della Facoltà. La commissione Didattica di Facoltà dura in carica un biennio e conclude il suo mandato presentando al Consiglio di Facoltà un articolata relazione sullo stato della didattica e dei servizi della Facoltà. art. 13 (Giunta dei Coordinatori dei Consigli di Corso di Studi) Al fine di un migliore coordinamento delle attività didattiche il Preside può avvalersi del supporto di una Giunta costituita dai Coordinatori dei Consigli di Corso di Studi, presieduta dal Preside o da un suo delegato. Le materie di competenza della Giunta sono quelle proprie dei Consigli di Corso di Studi, ivi compresi gli indirizzi di programmazione della didattica. I pareri espressi dalla Giunta dei Coordinatori dei Corsi di Studi hanno valore consultivo e non sono obbligatori. art. 14 (Coordinamento dei Direttori di Dipartimento per le attività di ricerca) Il Preside, per le materie che attengono all organizzazione dei dottorati di ricerca, dei master o per le questioni che, comunque, interessano la ricerca scientifica e l utilizzo di strutture della Facoltà può avvalersi dell apporto dei Direttori dei Dipartimenti cui afferiscono, in maggioranza, docenti e ricercatori della Facoltà stessa. Il coordinamento dei Direttori dei Dipartimenti esprime pareri consultivi sui temi attinenti la ricerca scientifica e l organizzazione dei corsi post laurea e di perfezionamento Art. 15 (Commissioni di Facoltà). Commissione per le relazioni internazionali, coadiuva il Preside con il compito di intervenire nell individuazione dei migliori percorsi e degli strumenti più idonei atti a migliorare la partecipazione ai progetti di internazionalizzazione e mobilità internazionale e rafforzare gli indici relativi, utili per migliorare la valutazione della Facoltà. 7
8 Commissione per la didattica, coadiuva il Preside con il compito di individuare i migliori percorsi e gli strumenti più idonei per migliorare l organizzazione della didattica della Facoltà. Commissione per l orientamento didattico, coadiuva il Preside con il compito di mettere in opera le pratiche più opportune per facilitare le scelte dei nuovi immatricolati e dare concreta ed efficace attuazione ai nuovi ordinamenti didattici e seguire le procedure di mobilità degli studenti. Commissione per la promozione delle attività scientifiche, coadiuva il Preside con il compito di individuare i migliori percorsi e gli strumenti più idonei per migliorare gli indici valutativi della ricerca prodotta nell ambito della Facoltà. Art. 16 (modifiche del Regolamento). Le eventuali modifiche al presente regolamento sono operate dal Consiglio di Facoltà con delibera adottata con la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Lo stesso Consiglio è competente a risolvere eventuali problemi d interpretazione. (Approvato dal Senato Accademico nella seduta del ) 8
Università degli studi di Messina STATUTO
Università degli studi di Messina STATUTO (Ultimi aggiornamenti: DD.RR. n. 2376 del 3 Agosto 2010 e n. 2804 del 29 Settembre 2010 pubblicati sulla G.U.R.I. Serie Generale n. 252 del 27 Ottobre 2010) TITOLO
REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA. Art. 2. Organi della Facoltà
REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA Art. 1. Corsi e titoli di studio 1. La Facoltà è la struttura nella quale, anche in collaborazione con altre strutture dell Università, si svolgono i corsi