Source: http://m.flcgil.it/sindacato/statuto.flc
Timestamp: 2019-10-17 08:52:29+00:00
Document Index: 131963248

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 16']

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2. La FLC Cgil organizza e tutela, pertanto, le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, determinato o con altre forme di rapporto di lavoro subordinato o con ogni altra forma di rapporto di lavoro nei settori della conoscenza in Italia nonché il personale italiano che opera all’estero nelle istituzioni scolastiche e universitarie, nelle strutture di ricerca e nei corsi istituiti presso le scuole del paese ospitante.
3. Inoltre organizza e tutela le donne e gli uomini in cerca di occupazione e/o impegnati in percorsi di formazione o di specializzazione, finalizzati all’inserimento lavorativo nei settori della conoscenza.
4. La FLC Cgil si propone di estendere la tutela e la rappresentanza di tutte le persone che operano nella pluralità dei settori dell’educazione, dell’istruzione, della formazione e della ricerca e di superare la precarietà nei rapporti di lavoro.
3. La FLC Cgil ritiene la conoscenza bene comune, in quanto tale, quindi, patrimonio inalienabile dell’umanità, da tutelare anche al fine di garantire i diritti delle generazioni future, e gli interessi generali dell’umanità.
5. La FLC Cgil, considera, quindi, istruzione, formazione e ricerca strategici nelle scelte politiche per garantire al Paese la costante crescita civile e culturale dei cittadini, lo sviluppo della democrazia e della partecipazione, la coesione sociale, l’affermazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, lo sviluppo economico qualificato e rispettoso dell’ambiente ed un complessivo innalzamento della qualità della vita.
6. Pertanto ispira la sua azione ai seguenti principi e valori:
a. la dimensione pubblica e laica del sistema di istruzione ed il governo pubblico della formazione, come garanzia del pluralismo, della democrazia e delle pari opportunità;
b. l’uguaglianza e la pari dignità sociale delle donne e degli uomini; istruzione e formazione pubblica sono occasioni di promozione sociale per tutti, al di là delle condizioni di partenza ed in particolare per le persone più deboli;
c. l’unitarietà del sistema di istruzione nazionale a garanzia dell’uguaglianza dei diritti delle persone e dell’ unità della Repubblica, contro ogni tentativo di frammentazione e di separazione;
d. il diritto alla formazione e alla conoscenza per tutto l’arco della vita; la possibilità per tutte e tutti di accedere e procedere con successo nei percorsi scolastici, universitari e formativi, diventa fondamentale per la cittadinanza attiva e consapevole, in una società sempre più globalizzata;
e. l’autonomia della ricerca e dell’insegnamento da condizionamenti politici, confessionali ed economici, nel pieno rispetto della libertà del loro esercizio e della loro funzione, così come costituzionalmente definite;
f. il riconoscimento, la valorizzazione e lo sviluppo delle professionalità di tutto il personale, in termini economici e professionali, anche attraverso il diritto ad una formazione qualificata;
g. l’estensione ed il rafforzamento in Europa di un modello sociale fondato sui diritti delle persone in cui lo sviluppo, basato sulle conoscenze, consente una crescita economica sostenibile.
12. Tutela, nelle forme e con le procedure più adeguate, il diritto di tutte le lavoratrici e i lavoratori a rapporti corretti e imparziali, specie in riferimento all’eventualità di molestie e ricatti sessuali.
13. Considera decisivo, per la crescita di qualsiasi società democratica, il pieno rispetto del principio della libertà sindacale e del pluralismo che ne consegue. Da ciò deriva l’impegno alla verifica del mandato di rappresentanza, conferito dalle lavoratrici e dai lavoratori, nonché il rifiuto di qualsiasi monopolio dell’azione sindacale.
15. Contribuisce alla diffusione di un’istruzione di qualità per tutti, pubblica e obbligatoria, alla valorizzazione della professionalità del personale, allo sviluppo dell’università e della ricerca, alla difesa e all’estensione dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori nei diversi Paesi, rafforzando i legami di solidarietà con le organizzazioni sindacali in lotta per la democrazia, l’emancipazione e la libertà, anche attraverso le affiliazioni ad organismi internazionali, deliberate secondo le modalità previste dall’articolo 20.
16. Individua nella dimensione europea la sede prioritaria per costruire un’azione solidale e sempre più unitaria del movimento sindacale europeo.
1. L’iscrizione alla FLC Cgil avviene mediante la sottoscrizione della richiesta di iscrizione e della delega.
2. L’iscrizione diretta costituisce un’eccezione e può essere consentita nel caso di motivata richiesta dell’interessata/o, accolta dalla Segreteria di riferimento.
3. L’iscrizione diretta è inoltre possibile per lavoratrici e lavoratori precari, le donne e gli uomini in cerca di occupazione e/o impegnati in percorsi di formazione o di specializzazione, finalizzati all’inserimento lavorativo nei settori della conoscenza, che ne facciano formale richiesta scritta.
5. L’iscrizione è attestata dalla tessera e/o dalla regolarità del versamento dei contributi sindacali; può essere periodicamente rinnovata e, comunque, può essere revocata in qualsiasi momento dall’iscritta/o con comunicazione scritta.
6. A tutela dell’organizzazione, la domanda di iscrizione viene respinta nei casi di gravi condanne penali, sino all’espiazione della pena, di attività o appartenenza ad associazioni con finalità incompatibili con il presente Statuto (organizzazioni segrete, criminali, logge massoniche, organizzazioni a carattere fascista o razzista).Questi casi rappresentano, altresì, causa di interruzione del rapporto associativo, ove già costituito, con la FLC Cgil.
2. La FLC Cgil assicura alle iscritte e agli iscritti la possibilità di partecipare alla vita politica complessiva dell’organizzazione, scegliendo sempre luoghi e modalità accessibili a tutte e a tutti, si impegna ad abbattere le barriere architettoniche nelle proprie sedi e ad organizzare le riunioni secondo un uso efficace dei tempi di lavoro, discussione e decisione.
3. Le iscritte e gli iscritti hanno diritto ad essere riconosciuti, rispettati e valorizzati come persone, senza discriminazione alcuna e alla salvaguardia della dignità della persona nei comportamenti e nel rapporto fra i sessi, nel pieno rispetto dell’appartenenza a gruppo etnico, nazionalità, lingua, fede religiosa, orientamento sessuale, identità di genere, cultura e formazione politica.
12. La FLC Cgil, ed in particolare le federazioni provinciali e regionali in cui vivono minoranze linguistiche storiche, nel rispetto dei diritti generali sanciti nello Statuto e nell'ambito della propria azione, tutela le minoranze linguistiche ed etniche, riconoscendo specifici diritti alle iscritte e agli iscritti appartenenti a tali minoranze. A tal fine, le articolazioni della Federazione a ogni livello sono impegnate a consultare le federazioni che organizzano il personale che opera nelle istituzioni formative e di ricerca delle minoranze linguistiche, prima di sottoscrivere con le controparti accordi che lo riguardano. All’uopo è costituito il Coordinamento della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano.
2. Le iscritte e gli iscritti sono chiamati a comportarsi con lealtà nei confronti delle altre iscritte/iscritti, rispettando i valori e le finalità fissati nel presente Statuto. L’adesione ai principi costitutivi della FLC Cgil comporta, nei confronti dell’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori, l’impegno alla salvaguardia del carattere unitario della FLC Cgil, al perseguimento dell’unità dell’azione sindacale e ad una attività professionale nei luoghi di lavoro coerente con i principi fondamentali della FLC Cgil, in particolare per quanto riguarda:
a. il riconoscere e valorizzare i diritti di cittadinanza della persona;
d. l’affermare i diritti sindacali e professionali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
3. Nell’assumere incarichi sindacali, le iscritte e gli iscritti sono chiamati a svolgere i loro compiti con piena coscienza delle responsabilità che ne derivano nei confronti delle iscritte/iscritti rappresentate/i. Ciò riguarda, in particolar modo, la coerenza dei loro comportamenti con i deliberati degli organi dirigenti, il contributo di proposta che sono chiamati a dare, il loro obbligo di difendere l'unità e l'immagine dell’organizzazione nelle trattative, che si debbono svolgere, per l'intera organizzazione, su un'unica piattaforma, quella definita dal mandato di cui all'art. 6 dello Statuto.
4. I rappresentanti eletti in organismi esterni su indicazione della FLC Cgil devono garantire un’elaborazione coerente con i principi dell’organizzazione, nonchè un corretto rapporto d’informazione con l’istanza che li ha indicati, al fine di definire congiuntamente gli orientamenti cui ispirare la loro attività in detti organismi.
1. I fondamenti della vita democratica della FLC Cgil sono:
a. la democrazia di mandato, che rappresenta un valore irrinunciabile, sia nella vita interna della FLC Cgil, con le conseguenti responsabilità dei dirigenti e degli iscritti sugli effetti delle decisioni, sia nell’azione sindacale ad ogni livello;
b. l’adozione di regole per la formazione delle decisioni dell’organizzazione ai vari livelli – prevedendo le materie per le quali sia necessario lo strumento della consultazione degli iscritti – e per il rispetto della loro realizzazione, nonché la ricerca di regole condivise fra le organizzazioni sindacali, per la definizione e l’approvazione delle piattaforme rivendicative e degli accordi, da parte dei lavoratori. Comunque, per la FLC Cgil, in assenza di accordo con le altre organizzazioni confederali di categoria sulle modalità di verifica del mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, è vincolante il pronunciamento formalizzato degli iscritti, che può essere verificato anche attraverso referendum;
c. la garanzia e la promozione del diritto inalienabile di ogni iscritto e dirigente a contribuire, individualmente o in maniera concertata, alla realizzazione e allo sviluppo del programma e dell'iniziativa della FLC Cgil , nonché alla costituzione dei gruppi dirigenti, garantendo le relative agibilità attraverso l'esercizio del diritto di "proposta" in forma individuale e collettiva. In ogni caso, la FLC Cgil afferma la propria opzione per un governo unitario;
d. il pluralismo politico, sociale, culturale ed il valore della differenza di genere, come ricchezza fondamentale, la sua unità ed autonomia che ne sanciscono il modo di essere, ne determinano vincoli individuali e collettivi e consentono il pieno sviluppo della sua vita democratica;
e. l’applicazione, nelle elezioni degli organi direttivi da parte dei Congressi, del voto segreto;
f. la ricerca preliminare di una mediazione tra gli interessi e le rivendicazioni di un determinato gruppo e gli orientamenti della maggioranza numerica degli altri lavoratori o, più in generale, la necessità di rappresentanza dell’insieme degli interessi dei lavoratori occupati e no, propri di un sindacato generale, facendo vivere e praticare una democrazia della solidarietà, affinché si affermi, nella cultura e nella forza contrattuale della FLC Cgil, il valore della confederalità.
2. Nella composizione degli organi direttivi ad ogni livello, i Congressi della FLC Cgil terranno conto delle sensibilità ideali e culturali e delle minoranze linguistiche presenti, al fine di valorizzare tutti gli apporti e di realizzare un effettivo pluralismo, garantire l’applicazione della norma antidiscriminatoria in maniera tale che nessuno dei sessi possa essere rappresentato con una percentuale inferiore al 40% e un’adeguata presenza dei comparti, delle aree contrattuali, delle diverse professionalità organizzate, in modo tale da rappresentare compiutamente le diverse articolazioni organizzate dalla FLC Cgil, che potrebbero, in base alla pura consistenza numerica, essere ridotte a presenza simbolica.
3. La composizione numerica degli organismi direttivi dovrà essere tale da garantirne la funzionalità e l’effettivo esercizio di direzione politica.
3. Non può far parte dei Comitati direttivi, ai diversi livelli della FLC Cgil, chi faccia parte degli organi di gestione delle amministrazioni, nei confronti delle quali si svolge l’azione del livello organizzativo interessato.
5. Ogni incarico elettivo nella FLC Cgil è inoltre incompatibile con:
a. l’appartenenza a organi direttivi di partiti e di altre formazioni politiche, che non siano di emanazione congressuale, nonché di organi esecutivi degli stessi;
b. la qualità di componenti delle assemblee elettive dell' Unione Europea e di quelle dello Stato italiano ai diversi livelli istituzionali. La candidatura a tali assemblee comporta l'automatica decadenza da ogni incarico esecutivo ed operativo e dall’eventuale distacco e aspettativa sindacale, nonché la sospensione dagli organi direttivi di emanazione congressuale;
c. l’assunzione di incarichi di governo o di gabinetto ai vari livelli istituzionali. In questo caso l'incompatibilità scatta dall'accettazione dell'indicazione a far parte di un esecutivo anche se precedente all'appuntamento elettorale.
1. La formazione sindacale e la promozione di attività di studio e di ricerca, connessa con l’attività sindacale, costituiscono iniziativa permanente e costante della FLC Cgil, rappresentando un’esigenza indispensabile per l’innovazione e la diffusione della cultura politica, contrattuale, professionale ed organizzativa del sindacato.
2. La formazione sindacale e l’attività di studio e di ricerca rivestono un ruolo centrale per lo sviluppo della democrazia sindacale, per l’autonomia, per la valorizzazione delle risorse umane dell’organizzazione, per promuovere l’aggiornamento delle iscritte e degli iscritti, e farne crescere anche l’assunzione di responsabilità. La formazione sindacale, di studio e di ricerca permanenti, integrati e di qualità consentono la diffusione e l’efficacia dell’analisi e dell’aggiornamento di strategie.
1. La FLC Cgil, nel quadro della politica internazionale della CGIL, opera per il consolidamento e lo sviluppo delle forme associative internazionali del personale della scuola, dell’università e della ricerca, come promozione e crescita collettiva delle professionalità e della formazione, come valori di democrazia e sviluppo civile, di superamento dei particolarismi nazionali e del ripudio di ogni forma di razzismo.
3. La FLC Cgil opera per costruire iniziative di solidarietà e cooperazione con le popolazioni dei Paesi nei quali istruzione, formazione e ricerca registrano difficoltà rilevanti o nei quali l’accesso a questi beni sia limitato e condizionato con particolare riferimento alle persone più deboli.
5. La FLC Cgil aderisce all’IE (Internazionale dell’Educazione).
1. La FLC Cgil si articola nelle seguenti strutture organizzative:
a. i Comitati degli iscritti di luogo di lavoro;
d. la Federazione nazionale.
1. I diversi settori che costituiscono la FLC Cgil si articolano nelle seguenti forme organizzative:
a. Sezioni all’estero;
c. Forum.
3. L'Assemblea elegge ogni due anni, o in occasione dei Congressi, il Comitato degli iscritti, come riferimento di base della FLC Cgil e si dota di un apposito Regolamento per il suo funzionamento. Nel caso in cui non sia approvato l’apposito Regolamento, il funzionamento è disciplinato secondo il Regolamento allegato allo Statuto di categoria.
5. Il Comitato degli iscritti:
a. favorisce la partecipazione degli associati alla vita dell'organizzazione;
f. convoca l'assemblea degli iscritti in relazione alla situazione sindacale.
1. La Federazione provinciale è l’istanza congressuale della FLC Cgil sul territorio ed ha il compito di governo, di direzione generale e di rappresentanza delle iscritte e degli iscritti della provincia, coordina e dirige l’azione nel territorio e nei posti di lavoro, cura la conduzione delle vertenze, assicura la gestione unitaria dell’organizzazione.
2. In base alla localizzazione delle Camere del Lavoro e/o alle esigenze derivanti dall’organizzazione territoriale della FLC Cgil, su proposta della Segreteria, possono essere costituiti Coordinamenti sub provinciali o di zona quali strutture di supporto e di promozione dell'iniziativa territoriale. Tale articolazione coincidente con la struttura confederale di riferimento con la quale va previsto un rapporto organico, ha lo scopo di garantire una migliore comunicazione con gli iscritti, di fornire supporti adeguati all’attività delle RSU e di promuovere efficaci politiche di reinsediamento. L’attività nelle zone è deliberata dal Comitato direttivo provinciale della FLC Cgil.
3. La Federazione provinciale esercita l’attività negoziale sulle materie e con le controparti individuate dai CCNL, sviluppa il confronto con gli interlocutori istituzionali esistenti nell’ambito territoriale di competenza, assicura un rapporto organico con la Camera del Lavoro e con la FLC regionale, ha il compito di realizzare la costituzione dei Comitati degli iscritti e di promuovere la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e delle strutture di base alla definizione degli obiettivi rivendicativi e di riforma che interessano il territorio.
4. Fornisce alle iscritte e agli iscritti eletti nelle RSU ed alle RSU nel loro complesso, adeguati strumenti di sostegno all’attività negoziale, anche prevedendo specifiche modalità organizzative, di comunicazione e di formazione.
5. Gestisce il tesseramento, promuove il proselitismo e cura il rapporto permanente con le iscritte e gli iscritti, anche con assemblee periodiche degli iscritti, favorendo la loro partecipazione all’attività sindacale.
8. Il livello provinciale si articola in:
a. Congresso provinciale;
c. Segreteria provinciale.
1. La Federazione regionale è l’istanza congressuale della FLC Cgil nella regione; ha il compito di governo e di direzione generale dell’organizzazione sull’intero territorio regionale, elaborandone le linee e gli indirizzi, coordinando l’attività delle Federazioni provinciali ed assicurando un rapporto organico con le CGIL regionali e la FLC nazionale.
7. Il livello regionale si articola in:
a. Congresso regionale;
c. Segreteria regionale.
1. La Federazione nazionale è la massima istanza congressuale della FLC Cgil ed ha il compito di governo e di direzione generale sull’intero territorio nazionale e sulle strutture all’estero.
2. Il livello nazionale della FLC Cgil si articola in:
c. Segreteria nazionale.
Articolo 16 - Sezioni all’estero
2. La FLC Cgil nazionale costituisce il Coordinamento internazionale delle sezioni all’estero e ne dirige e coordina le attività.
3. Il Coordinamento internazionale svolge i seguenti compiti:
a. coordinamento delle politiche sindacali del settore tra le sezioni nazionali dei vari paesi in riferimento alla situazione complessiva del personale all’estero;
b. coordinamento, promozione delle politiche scolastiche e di riforma e delle attività di formazione e ricerca, in collegamento con la Federazione nazionale e con i Sindacati dei paesi ospitanti.
4. Il Coordinamento è composto dai responsabili delle diverse sezioni nazionali ed è convocato almeno due volte all’anno.
2. Le Strutture di comparto hanno il compito di:
a. predisporre le piattaforme contrattuali del comparto di riferimento;
b. pronunciarsi sugli accordi contrattuali, fermo restando quanto previsto dall’art. 6 dello Statuto in materia di democrazia sindacale;
e. contribuire alla politica di crescita dei quadri sindacali, nell’ambito del necessario rinnovamento del gruppo dirigente della FLC Cgil.
5. Nella Regione della Val d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, dove sono presenti livelli di contrattazione diversi da quelli nazionali, i direttivi corrispondenti possono adattare le strutture di comparto alla propria realtà contrattuale.
6. L’istituzione delle Strutture di comparto è stabilita dallo Statuto in rapporto ai comparti contrattuali rappresentati dalla FLC Cgil.
7. Nel caso di nuovi comparti contrattuali che dovessero far capo alla FLC Cgil, fra un Congresso e l’altro, l’istituzione delle relative Strutture sarà deliberata dal Comitato direttivo, con la maggioranza dei ¾ dei suoi componenti.
8. Nel caso di unificazione o di scomposizione di comparti contrattuali, il Comitato direttivo nazionale delibera le modalità di fusione o di costituzione delle relative Strutture, nonché l’istituzione delle nuove Strutture, con la maggioranza dei ¾ dei suoi componenti.
11. Il Responsabile ha il compito di:
a. coordinare i lavori della Struttura di comparto o del Centro di coordinamento;
b. predisporre le convocazioni e l’ordine del giorno;
c. contribuire all’iniziativa sindacale nel comparto.
12. Per garantire l’unitarietà dell’azione sindacale della FLC Cgil, i responsabili delle Strutture di comparto e dei Centri di coordinamento operano in stretto raccordo con la Segreteria, e sono invitati al Comitato direttivo, qualora non ne facciano parte.
14. Nel deliberare la composizione, il Comitato direttivo dovrà garantire una equilibrata rappresentanza delle diverse figure professionali presenti nel comparto, compreso il personale a rapporto di lavoro precario, la presenza di componenti il Comitato direttivo corrispondente, facenti capo al comparto, di responsabili delle Strutture di comparto del livello inferiore e dei Centri di coordinamento, ove costituite, nonché un’adeguata rappresentanza dei luoghi di lavoro ( RSU ed, in loro assenza, Comitati degli iscritti).
17. Sono istituite le seguenti Strutture di comparto:
- Struttura di comparto Alta Formazione Artistica e Musicale;
- Struttura di comparto Dirigenti scolastici;
- Struttura di comparto Enea;
- Struttura di comparto Formazione professionale;
- Struttura di comparto Ricerca;
- Struttura di comparto Scuola non statale;
- Struttura di comparto Scuola statale;
- Struttura di comparto Università;
- Struttura di comparto Dirigenti Ricerca e Università.
3. L’attività dei Forum è finalizzata a:
a. riconoscere e valorizzare le esperienze e le competenze professionali;
b. promuovere la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori interessati, anche attraverso attività di supporto e consulenza sul versante professionale;
c. analizzare ed interpretare i processi di sviluppo professionale, le trasformazioni in atto nel settore e le loro ricadute sul versante professionale.
d) E’ organo di giurisdizione interna e di garanzia statutaria:
- il Collegio di verifica.
e) E’ organo consultivo:
- l’Assemblea nazionale dei quadri e dei delegati.
5. Compiti del Congresso sono:
a. determinare gli orientamenti politici generali della FLC Cgil;
e. eleggere il Collegio di verifica.
7. Le norme per l’organizzazione dei Congressi ai vari livelli e per l’elezione dei delegati ai Congressi nei successivi gradi, sono di competenza, nel rispetto di quanto fissato dallo Statuto e dal Regolamento congressuale approvato dal Comitato direttivo confederale, del massimo organo dirigente dell’istanza per la quale è indetto il Congresso. Tale organo deve anche stabilire il rapporto tra numero di iscritte/iscritti e numero dei delegati da eleggere.
8. Il Congresso delibera sull’ordine dei propri lavori e verifica i poteri dei delegati.
9. Solo al Congresso compete deliberare sulla composizione degli organi direttivi ed i modi della loro elezione, sulle affiliazioni alle organizzazioni internazionali, sull’eventuale scioglimento della FLC Cgil.
10. Nella composizione degli organismi direttivi vanno rispettati i principi indicati all’art. 6 dello Statuto in materia di democrazia sindacale.
11. Eventuali modifiche o revoche delle affiliazioni internazionali che si rendessero necessarie tra un Congresso e l’altro sono deliberate dal Comitato direttivo nazionale con la maggioranza dei ¾ dei componenti.
1. Il Comitato direttivo nazionale è il massimo organo deliberante della Federazione tra un Congresso e l’altro.
2. Ha il compito di dirigere l’organizzazione nell’ambito degli orientamenti decisi dal Congresso, di impostare le iniziative di portata generale, di definire le linee di politica contrattuale, di verificare il complesso dell’attività sindacale con particolare riguardo all’attività negoziale e vertenziale, di assicurare il necessario coordinamento delle strutture in cui si articola la Federazione, di promuovere la formazione sindacale nazionale, di provvedere alla convocazione ordinaria e straordinaria del Congresso.
3. Ad esso è affidato, altresì, il compito di deliberare:
a. sulle materie rinviate dall’art. 6 dello Statuto e sulle normative in materia di regolamento del personale;
b. sulle percentuali di riparto della canalizzazione e sull’entità delle quote per le iscrizioni dirette;
c. sull’applicazione di regole amministrative in conformità alla Legge n° 460 del 4 dicembre 1997;
e. sulla partecipazione ad eventuali strutture di rappresentanza deliberate dal Comitato direttivo nazionale della CGIL, deliberandone le modalità;
f. su eventuali modifiche o revoche delle affiliazioni internazionali che si rendessero necessarie tra un Congresso e l’altro, con la maggioranza dei ¾ dei componenti;
g. sull’eventuali strutture di rappresentanza anche in sede europea.
4. Il Comitato direttivo, entro il mese di dicembre di ogni anno, approva il bilancio preventivo, presentato dalla Segreteria, riferito all’esercizio dell’anno successivo; entro il 30 aprile di ogni anno approva il bilancio consuntivo, relativo all’esercizio dell’anno precedente.
5. Il Comitato direttivo nazionale, qualora un organo direttivo o esecutivo della FLC Cgil assuma e confermi posizioni e comportamenti che siano incompatibili con l’appartenenza alla CGIL e alla FLC Cgil, perché in contrasto con i principi e le norme fondamentali dello Statuto CGIL e di quello della FLC Cgil e le normative conseguenti, con le norme amministrative, compresi i ripetuti e immotivati deficit di bilancio, o perché rendono impossibile la corretta direzione della struttura, al punto di ledere l’immagine della FLC Cgil, può decidere, in casi eccezionali e con la maggioranza di ¾ dei suoi componenti, la nomina di due o più delegate/i con funzioni di verifica e di istruttoria. Nella delibera dovranno essere indicate le motivazioni del provvedimento, nonché il contenuto e la durata del mandato che, comunque, non potrà superare i sei mesi. Entro i sei mesi, qualora non siano in toto o in parte risolte le violazioni e/o irregolarità che hanno determinato la nomina, i delegati di cui sopra relazioneranno al Comitato direttivo nazionale di categoria, che deciderà se proporre al Comitato direttivo nazionale della CGIL di avviare la procedura prevista dall’articolo 16 dello Statuto CGIL.
6. Il Comitato direttivo nazionale è eletto dal Congresso che fissa il numero dei suoi componenti. Le vacanze che si verificassero, tra un Congresso e l’altro, possono essere colmate per cooptazione da parte dello stesso organo direttivo, fino al massimo di un terzo dei suoi componenti, e per sostituzione decisa dal Direttivo medesimo. Qualora ricorra una motivata necessità politica di allargamento del gruppo dirigente, le cooptazioni possono essere decise fino ad un massimo di un decimo del numero fissato dal Congresso.
10. Il Comitato direttivo:
a. elegge il Segretario generale e la Segreteria;
d. decide sull’eventuale costituzione di un organismo con funzioni di direzione operativa, fissandone, composizione, compiti e potere;
e. decide, con atto regolamentare, sulla costituzione, ivi compresi i poteri di surroga in caso di ritardi o di inadempienze da parte delle strutture di livello inferiore, sulla composizione e sulle modalità di funzionamento delle Strutture di comparto, secondo quanto definito all’articolo 17 del presente Statuto;
f. delibera la costituzione e gli obiettivi dei Forum permanenti;
g. delibera, fra un Congresso e l’altro, la costituzione di nuove Strutture di comparto o la fusione di quelle esistenti, a maggioranza dei ¾ dei suoi componenti, definendone composizione e modalità di funzionamento;
h. delibera sulla convocazione di assemblee con funzioni di indirizzo politico (Conferenza di organizzazione, Conferenza di programma, Assemblea dei quadri e delegati, delle lavoratrici, ecc.) fissandone i criteri e le modalità di composizione e di partecipazione;
i. delibera sulle modalità e forme di rapporto con l'associazionismo democratico;
j. delibera, su proposta della Segreteria, e a maggioranza qualificata l’eventuale modifica dell’emblema della FLC Cgil;
k. delibera sulla sede ufficiale della FLC Cgil nazionale.
11. Il Comitato direttivo nazionale decide, inoltre, la costituzione di Comitati di Ente, secondo le indicazioni dell’art. 17 dello Statuto, definendone, con norme regolamentari, le modalità di funzionamento e le competenze.
1. La Segreteria nazionale è l’organo che attua le decisioni del Comitato direttivo nazionale, assicura la gestione continuativa della FLC Cgil, garantisce l’unitarietà dell’iniziativa negoziale e vertenziale dell’organizzazione, assicura la direzione unitaria dell’organizzazione in tutte le sue articolazioni, risponde della propria attività al Comitato direttivo nazionale.
4. Ogni componente della Segreteria – sulla base dell’incarico operativo affidatogli dalla stessa, su proposta del Segretario generale – risponde del suo operato all’organo esecutivo. La Segreteria, su proposta del Segretario generale, può revocare, motivatamente, l’incarico operativo. Dell’incarico affidato ai singoli componenti o della revoca dello stesso, deve essere data comunicazione tempestiva al Comitato direttivo nazionale. La rappresentanza legale dell’organizzazione in materia contrattuale o vertenziale è attribuita al Segretario generale. E’ possibile delegare tale rappresentanza ad altro componente la Segreteria mediante delega scritta, da conservare agli atti, specificandone ambito e durata.
12. La Segreteria nazionale provvede alla organizzazione e al funzionamento della sede nazionale e ne coordina l’attività; nomina i funzionari, i distaccati ed i collaboratori tecnici; designa le delegazioni trattanti, tenendo conto di quanto previsto all’articolo 17, comma 2 lettera c.
14 Propone al Comitato direttivo nazionale la costituzione di Forum, come previsto dall’articolo 18 del presente statuto.
15. Convoca e presiede il Coordinamento internazionale delle sezioni all’estero, nonché il Coordinamento territoriale della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, composto dalle rispettive segreterie.
16. La rappresentanza legale della FLC Cgil di fronte a terzi ed in giudizio è attribuita:
b. ad altra persona, nominata con formale delibera della Segreteria, per tutti i negozi giuridici, ordinari e straordinari, di carattere amministrativo, fiscale, previdenziale, finanziario e della sicurezza del lavoro; con analoga delibera la Segreteria può revocare in qualsiasi momento e senza preavviso, tale nomina provvedendo contestualmente alla formalizzazione di una nuova nomina; di tali delibere viene formalmente informato il Comitato direttivo nazionale.
5. Qualora si ravvisino irregolarità, alla struttura sottoposta ad ispezione viene concesso un tempo entro il quale regolarizzare la/le anomalia/e dandone informazione al Centro regolatore di riferimento o a quello che ha attivato l’ispezione. Trascorso tale periodo, se la situazione non viene regolarizzata gli Ispettori sono tenuti a riferire al relativo Comitato direttivo e a quello del Centro regolatore di riferimento.
6. Gli Ispettori sono vincolati al massimo di riservatezza, nella fase istruttoria e fino alla relazione agli organismi competenti. La violazione di tale comportamento determina un’immediata verifica del Comitato direttivo.
1. Il Collegio dei Sindaci revisori è l’organo di controllo dell’attività amministrativa della FLC Cgil. Esso è composto da tre a cinque componenti effettivi e due supplenti, eletti a voto palese dal Congresso, a livello provinciale, regionale e nazionale.
3. I componenti del Collegio, tenuto conto della delicatezza dei compiti e delle funzioni a cui vengono chiamati, devono rispondere a requisiti di specifica competenza, serietà ed esperienza e non devono avere responsabilità amministrative dirette nell’ambito dell’orga-nizzazione.
4. Il Collegio dei Sindaci controlla periodicamente l’andamento amministrativo e verifica la regolarità delle scritture e dei documenti contabili; accompagna con una propria relazione il bilancio della FLC Cgil.
5. Il Collegio di verifica ha giurisdizione sull’attività delle strutture di livello inferiore.
3. Elegge il Comitato direttivo regionale, rispettando i principi indicati all’articolo 6 dello Statuto in materia di democrazia sindacale e nomina il Collegio dei Sindaci revisori.
1. Il Comitato direttivo regionale è l’organismo di direzione politica regionale della FLC Cgil e di promozione della crescita collettiva dell’organizzazione,
3. Ha il compito di dirigere la Federazione regionale nell’ambito degli orientamenti decisi dal Congresso, di impostare le iniziative di portata generale regionale, di verificare il complesso dell’attività sindacale con particolare riguardo all’attività negoziale e vertenziale regionale, di assicurare il necessario coordinamento delle strutture in cui si articola la Federazione regionale.
4. Elegge il Segretario generale, e, su proposta del Segretario generale, la Segreteria e ne verifica l’operato.
7. Su proposta della Segreteria regionale:
a. delibera i criteri e la distribuzione numerica dei distacchi assegnati dal Comitato direttivo nazionale alla Federazione regionale;
d. può decidere, su proposta della Segreteria, la costituzione di Centri di coordinamento e la loro composizione.
10. È convocato dal suo Presidente su proposta dalla Segreteria, che ne fissa l’ordine del giorno, o su richiesta di un quarto dei componenti, su un preciso ordine del giorno.
1. La Segreteria regionale è l’organo esecutivo e di coordinamento della FLC Cgil regionale; attua le decisioni del Comitato direttivo regionale, assicura la gestione continuativa della Federazione regionale, garantisce l’unitarietà dell’iniziativa negoziale e vertenziale dell’organizzazione, assicura la direzione unitaria dell’organizzazione in tutte le sue articolazioni, risponde della propria attività al Comitato direttivo regionale.
4. Ogni componente della Segreteria – sulla base dell’incarico operativo affidatogli dalla stessa, su proposta del Segretario generale – risponde del suo operato all’organo esecutivo. La Segreteria, su proposta del Segretario generale, può revocare, motivatamente, l’incarico operativo. Dell’incarico affidato ai singoli componenti o della revoca dello stesso, deve essere data comunicazione tempestiva al Comitato direttivo regionale. La rappresentanza legale dell’organizzazione in materia contrattuale o vertenziale è attribuita al Segretario generale. E’ possibile delegare tale rappresentanza ad altro componente la Segreteria mediante delega scritta, da conservare agli atti, specificandone ambito e durata.
6. La Segreteria regionale svolge funzioni esecutive e di coordinamento operativo, provvede alla organizzazione e al funzionamento della sede regionale e ne coordina l’attività; nomina i funzionari, i distaccati di competenza ed i collaboratori tecnici.
8. Propone al Comitato direttivo la costituzione, la composizione e le modalità operative dei Centri di coordinamento, che ritiene utili allo sviluppo dell’iniziativa sindacale nel territorio regionale e promuove la loro attività ed il loro collegamento con le corrispondenti strutture nazionali e con quelle provinciali, ove costituite.
12. Coordina a livello politico ed organizzativo le strutture provinciali, anche con riferimento ai rapporti tra queste e le sedi periferiche dell’amministrazione scolastica.
13. Designa le delegazioni trattanti per le contrattazioni di propria competenza, tenendo conto di quanto previsto all’articolo 17, comma 2 lettera c.
14. Si raccorda con il corrispondente livello confederale per quanto riguarda i rapporti con la Regione sulla programmazione Regionale riguardante i settori della conoscenza, nonché per le materie attinenti il diritto allo studio, la formazione professionale, i finanziamenti dell’offerta formativa, lo sviluppo tecnologico e la ricerca, i rapporti delle università con il Sistema Sanitario Nazionale.
15. Delibera su tutte le questioni che rivestano carattere d’urgenza.
17. Il Segretario generale regionale rappresenta, per il proprio livello, l’organizzazione davanti a terzi.
18. La rappresentanza legale della FLC Cgil regionale di fronte a terzi ed in giudizio è attribuita:
b. ad altra persona, nominata con formale delibera della Segreteria, per tutti i negozi giuridici, ordinari e straordinari, di carattere amministrativo, fiscale, previdenziale, finanziario e della sicurezza del lavoro; con analoga delibera la Segreteria può revocare in qualsiasi momento e senza preavviso, tale nomina provvedendo contestualmente alla formalizzazione di una nuova nomina; di tali delibere viene formalmente informato il Comitato direttivo regionale.
2. Elegge il Comitato direttivo provinciale, rispettando i principi indicati all’art. 6 dello Statuto in materia di democrazia sindacale, garantendo inoltre una adeguata rappresentanza delle iscritte e degli iscritti elette/i nelle RSU e la politica del rinnovamento.
1. Il Comitato direttivo provinciale è l’organismo di direzione politica, di promozione della crescita collettiva dell’organizzazione, di decisione sulla politica sindacale del territorio.
3. Ha il compito di dirigere la Federazione provinciale nell’ambito degli orientamenti decisi dal Congresso, di impostare le iniziative di portata generale provinciale, di verificare il complesso dell’attività sindacale con particolare riguardo all’attività negoziale e vertenziale provinciale.
4. Nell’ambito di un più ampio decentramento, il Comitato direttivo provinciale cura, secondo le modalità stabilite dal Comitato direttivo nazionale, un riparto interno delle risorse teso a valorizzare, attraverso lo sviluppo e la verifica di progetti, il ruolo e l’iniziativa dei Comitati degli iscritti, e delle eventuali Strutture di comparto o dei Centri di coordinamento.
13. È convocato dal suo Presidente su proposta dalla Segreteria, che ne fissa l’ordine del giorno, o su richiesta di un quarto dei componenti, su un preciso ordine del giorno ed opera rispettando il Regolamento di funzionamento approvato. In assenza di un proprio Regolamento vale il Regolamento tipo allegato allo Statuto.
1. La Segreteria provinciale è l’organo esecutivo e di coordinamento della FLC Cgil provinciale; assicura la gestione continuativa delle FLC Cgil, garantisce l’unitarietà dell’iniziativa negoziale e vertenziale dell’organizzazione a quel livello, ha compiti di coordinamento e di direzione politica degli eletti FLC Cgil nelle RSU e dei Comitati degli iscritti, affianca le RSU nella contrattazione integrativa; risponde delle proprie attività al Comitato direttivo provinciale
2. Svolge funzioni esecutive e di coordinamento operativo, provvede alla organizzazione e al funzionamento della sede provinciale e ne coordina l’attività; nomina i funzionari, i distaccati ed i collaboratori tecnici.
4. Propone la costituzione, la composizione e le modalità operative delle Strutture di comparto al Comitato direttivo e nomina i responsabili, sentiti i componenti delle stesse.
5. Propone al Comitato direttivo la costituzione, la composizione e le modalità operative dei Centri di coordinamento, che ritiene utili allo sviluppo dell’iniziativa sindacale nel territorio provinciale e promuove la loro attività ed il loro collegamento con le corrispondenti strutture regionali, ove costituite.
7. Assicura il necessario coordinamento dell’iniziativa sindacale per gli Enti di ricerca monosede, per quelli con sede prevalente e/o per quelli con un’unica RSU, che insistano sul territorio provinciale, anche in rapporto con la Segreteria regionale.
8. Designa le delegazioni trattanti per le contrattazioni di propria competenza, tenendo conto di quanto previsto all’articolo 17 comma 2 lettera c.
9. Nelle province nelle quali non sono presenti corrispondenti livelli dell’amministrazione scolastica, le delegazioni riferite a quel livello dovranno comprendere rappresentanze di tutte le strutture provinciali coinvolte.
10. Delibera su tutte le questioni che rivestano carattere d’urgenza.
17. Ogni componente della Segreteria – sulla base dell’incarico operativo affidatogli dalla stessa, su proposta del Segretario generale – risponde del suo operato all’organo esecutivo. La Segreteria, su proposta del Segretario generale, può revocare, motivatamente, l’incarico operativo. Dell’incarico affidato ai singoli componenti o della revoca dello stesso, deve essere data comunicazione tempestiva al Comitato direttivo provinciale. La rappresentanza legale dell’organizzazione in materia contrattuale o vertenziale è attribuita al Segretario generale. E’ possibile delegare tale rappresentanza ad altro componente la Segreteria mediante delega scritta, da conservare agli atti, specificandone ambito e durata.
18. La rappresentanza legale della FLC Cgil provinciale di fronte a terzi ed in giudizio è attribuita:
b. ad altra persona, nominata con formale delibera della Segreteria, per tutti i negozi giuridici, ordinari e straordinari, di carattere amministrativo, fiscale, previdenziale, finanziario e della sicurezza del lavoro; con analoga delibera la Segreteria può revocare in qualsiasi momento e senza preavviso, tale nomina provvedendo contestualmente alla formalizzazione di una nuova nomina; di tali delibere viene formalmente informato il Comitato direttivo provinciale.
1. L’Assemblea nazionale dei quadri e dei delegati è il momento più alto di consultazione sulle scelte politiche fondamentali della FLC Cgil, fra un Congresso e l’altro.
3. L’Assemblea nazionale dei quadri e dei delegati è formata dai componenti il Comitato direttivo nazionale, dalle Segreterie territoriali e dai componenti le Strutture di comparto nazionali, nonché da delegati di posto di lavoro, individuati sulla base dei criteri e delle modalità definite dal Comitato direttivo nazionale.
2. A fronte di eventuali decisioni amministrative, assunte da singoli dirigenti, al di fuori di orientamenti assunti in organismi dirigenti collegiali, o comunque al di fuori dalle regole decise dall’organizzazione, che comportino oneri alle strutture dirette, la FLC Cgil e le sue strutture possono rivalersi, nelle forme e nelle modalità consentite dalle leggi vigenti, sui responsabili di tali decisioni arbitrarie.
4. La politica sulle risorse è vincolata al principio della solidarietà fra i livelli dell’organizzazione, alla massima trasparenza e verificabilità delle gestioni, a comportamenti coerenti a tutti i livelli per quanto riguarda l’applicazione dei deliberati e a responsabilità diretta dei gruppi dirigenti nell’applicazione degli stessi.
8. La FLC Cgil e tutte le sue strutture non possono distribuire agli associati, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, riserve o capitale, durante la vita dell’associazione, salvo diverse disposizioni legislative.
9. Il patrimonio delle singole strutture FLC Cgil, in caso di scioglimento e salvo diversa destinazione imposta dalla legge, sarà attribuito ad altra istanza della CGIL designata dal Centro regolatore competente sentito l’organismo di controllo previsto dall’Art. 3, comma 190, della Legge 23 dicembre 1996, n° 662.
1. L’attività amministrativa della FLC Cgil deve basarsi su una politica dei costi e dei ricavi correlati alle esigenze e alle possibilità economiche di ciascuna struttura e su una regolare tenuta contabile, tecnicamente corretta e documentata, basata su criteri di verità, di chiarezza e trasparenza.
2. Inoltre tutte le strutture devono tendere:
a. a un equilibrio tra i costi e i ricavi di esercizio tale da escludere disavanzi di gestione;
c. al rispetto dei riparti di tutte le quote sindacali, tra i vari livelli dell’organizzazione, stabiliti dagli organi competenti;
d. al rispetto del Regolamento confederale.
3. A questo fine devono essere osservate le seguenti norme:
a. predisposizione annuale, da parte delle Segreterie, attraverso l’applicazione del modello di «Piano unico dei conti» in conformità alla Legge n° 460 del 4 dicembre 1997, del bilancio consuntivo (composto da Stato patrimoniale, Conto economico e Relazione illustrativa) e del bilancio preventivo;
b. il Comitato direttivo di ogni struttura è chiamato ad approvare il bilancio consuntivo entro il mese di aprile dell’anno successivo a quello di riferimento e il bilancio preventivo entro il mese di dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento;
d. l’attività amministrativa dei Comitati degli iscritti, è ricompresa in quella delle strutture di livello superiore con l’ausilio di specifici Regolamenti finanziari approvati dai Centri regolatori;
e. i bilanci consuntivi e preventivi devono essere annualmente resi pubblici con mezzi di comunicazione idonei fra le/gli iscritte/i alle rispettive strutture.
1. È passibile di sanzioni disciplinari l’iscritta o l’iscritto il cui comportamento sia contrario ai princìpi di democrazia e di garanzia di altre/altri iscritte/iscritti o risulti lesivo per l’organizzazione sindacale o configuri violazione di princìpi e norme dello Statuto.
b. sospensione da tre a dodici mesi dall’esercizio delle facoltà d’iscritta/o;
d. espulsione dall’organizzazione.
3. Tali sanzioni vengono comminate, in relazione al tipo e alla gravità dell’infrazione, per:
a. comportamenti e atteggiamenti in contrasto con i princìpi fondamentali dello Statuto; con le regole in esso precisate; con le corrette norme di leale comportamento nell’organizzazione; con le norme fissate nei regolamenti approvati dagli organi statutari. La violazione, in particolare, delle norme elettorali comporta la decadenza dagli incarichi sindacali di carattere elettivo e la ineleggibilità, per almeno due anni, a qualunque incarico;
b. molestie e ricatti sessuali;
c. reati dolosi, esclusi in ogni caso quelli di opinione;
d. atti affaristici o di collusione con la controparte.
4. In casi di particolare gravità, derivanti da sottoposizione a procedimenti penali, con esclusione dei reati di opinione e, comunque, nei casi di provvedimenti restrittivi della libertà della persona, la Segreteria nazionale, nella sua veste di Centro regolatore di riferimento, può sospendere cautelativamente l’iscritto dalla carica ricoperta o dall’esercizio delle facoltà di iscritto, per il tempo strettamente necessario all’inchiesta e alla decisione di prima istanza e all’esame dell’eventuale ricorso. Il Comitato direttivo nazionale dovrà, entro trenta giorni, ratificare tale decisione. Sono fatte salve la continuità delle prestazioni retributive e previdenziali secondo le modalità previste dal Regolamento del personale. La sospensione cautelativa non costituisce sanzione disciplinare.
5. È facoltà dell’iscritto oggetto di tale provvedimento richiedere l’attivazione del Comitato di garanzia competente; in tale caso il provvedimento di sospensione cautelare cessa con le decisioni del Comitato stesso.
6. Le norme disciplinari interne non sostituiscono in alcun modo l’obbligo generale (da parte delle Segreterie delle strutture interessate) della comunicazione all’autorità giudiziaria di tutti i fatti penalmente illeciti nei confronti dell’organizzazione, né sostituiscono il diritto ad eventuali azioni civili per il risarcimento dei danni subiti dall’organizzazione
1. Per i Comitati direttivi nazionale, regionale e provinciale, fino all’adozione di nuovi Regolamenti, da approvare con la maggioranza qualificata dei ¾ dei suoi componenti, è valido il Regolamento tipo allegato.
1. La descrizione del logo della FLC Cgil è parte integrante del presente Statuto.
1. Nel caso in cui vengano istituite nuove province dopo la celebrazione del Congresso nazionale, le decisioni relative all’articolazione della struttura organizzativa di Federazione saranno assunte dal Centro regolatore nazionale, d’intesa con la CGIL.
5. Nel caso di variazione dello Statuto della CGIL, o per variazioni imposte dalla legislazione, le modifiche allo Statuto di categoria, che si siano rese eventualmente necessarie, fra due Congressi, saranno assunte dal Comitato direttivo nazionale con la maggioranza dei ¾ i componenti dell’organismo.
1) Regolamento tipo del Comitato degli iscritti;
2) Regolamento del tipo Comitato direttivo nazionale, regionale e provinciale;
3) Descrizione del logo della Federazione Lavoratori della Conoscenza;
4) Delibera statutaria del Comitato direttivo della Cgil, Luglio 2003.
4. Nel caso di un numero limitato di iscritti l’Assemblea può eleggere un portavoce che rappresenta gli iscritti di quel posto di lavoro ed è, a tutti gli effetti, dirigente sindacale.
5. L’elezione del Comitato degli iscritti avviene con voto segreto e su lista aperta.
6. Le candidature possono essere proposte dalla Segreteria provinciale FLC Cgil, o da singoli partecipanti all’assemblea degli iscritti, anche attraverso autocandidature.
9. Nel caso le candidature siano pari al numero di candidati da eleggere, l’assemblea può decidere a maggioranza, di procedere per voto palese. In questo caso si elegge il Comitato degli iscritti in blocco.
11. Del Comitato degli iscritti fanno parte a tutti gli effetti e quali componenti di diritto:
a. i rappresentanti delle RSU iscritti alla FLC Cgil, di quel luogo di lavoro e territorio;
b. i componenti dei Comitati diret¬tivi (della FLC Cgil, e/o della Confedera¬zione) di quel luogo di lavoro e territorio.
12. Il Comitato degli iscritti viene rinnovato in corrispondenza dei Congressi della FLC Cgil, ed in ogni caso ogni due anni. L’attivazione dell’elezione del Comitato degli iscritti può essere richiesta dal 10% degli iscritti di riferimento.
15. Il Comitato degli iscritti, in assenza di elezioni primarie, ha un diritto di proposta, all’assemblea degli iscritti, per le candidature FLC Cgil nelle liste dei candidati per le RSU, scelte anche tra i non iscritti.
16. Le Segreterie della FLC Cgil provinciale, d’intesa con le Camere del Lavoro, hanno la responsabilità di costruire i Comitati degli iscritti e di stabilirne il Regola¬mento elettorale, rispettando il presente Regolamento.
17. Le modalità di costruzione dei Comitati degli iscritti sono definite dalle strutture della FLC Cgil di riferimento. Le modalità per le sostituzioni, che si rendessero necessarie durante il periodo del mandato, sono anch’esse stabilite dalle strutture di categoria, fermo restando che non possono superare 1/3 dei componenti. Nel caso di dimissioni di più del 50% dei componenti dell’organismo stesso, si procede alla rielezione dell’intero Comitato degli iscritti.
1. In apertura della seduta del Comitato direttivo ogni componente può presentare alla Presidenza un’interrogazione scritta per avere informazioni e spiegazioni su un fatto determinato oppure su comportamenti od aspetti dell'attività del Comitato direttivo o degli organismi esecutivi. All'interrogazione si deve dare risposta nella prima seduta successiva del Comitato direttivo e, in questo caso, la verifica del numero legale è spostata al termine di tali adempimenti. In assenza del proponente, l'interrogazione si considera decaduta.
2. All'inizio delle sedute del Comitato direttivo, su proposta della Presidenza o di un componente del Comitato direttivo, è possibile decidere la variazione dell'ordine degli argomenti indicati nell'avviso di convocazione. Se un componente del Comitato direttivo si oppone, decide il Comitato direttivo con un voto palese.
3. Ogni componente del Comitato direttivo ha facoltà di proporre argomenti da inserire all'ordine del giorno della riunione successiva. Su queste proposte decide il Comitato direttivo a maggioranza.
7. La Presidenza può richiamare circa l’attinenza all’argomento in discussione, eventuali offese personali o il disturbo del regolare andamento degli interventi.
1. Il logo della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL è costituito nel modo seguente:
a. un quadrato rosso sul quale campeggiano due scritte orizzontali: una, flc, posta in alto a sinistra, sporgente in parte sul bianco (leggermente inclinata a destra, in corsivo minuscolo e con lettere in nero, carattere Bodoni) l’altra, CGIL, posta in basso, anch’essa sporgente in parte sul bianco (in maiuscolo con lettere a fondo bianco e contorni di color nero, carattere Futura);
b. un arco, simile ad una “C” rovesciata, di colore arancione, posto in basso e a destra del quadrato;
c. un occhio sovrapposto all’arco a destra e formato da un cerchio leggermente schiacciato, di colore azzurro, sul quale è posto un cerchio bianco più piccolo;
d. la scritta “federazione lavoratori della conoscenza” (in corsivo, tutto minuscolo, carattere Bodoni) è alla base del logo.
La costituzione a livello Confederale di una struttura dipartimentale titolare delle deleghe inerenti le politiche confederali in tema di formazione, ricerca ed istruzione e, conseguentemente, di superare la struttura sperimentale della Federazione Formazione e Ricerca
e di dare corso alla costituzione di una nuova Federazione di Categoria che abbia come primo nucleo fondativo il Sindacato Nazionale Scuola e il Sindacato Nazionale Università e Ricerca.
Il Direttivo Nazionale CGIL, riunito a Roma il 17 luglio 2003, delibera di costituire a livello Confederale una struttura dipartimentale titolare delle deleghe inerenti le politiche confederali in tema di formazione, ricerca ed istruzione e, conseguentemente, di superare la struttura sperimentale della Federazione Formazione e Ricerca
2. dare corso alla costituzione di una nuova Federazione di Categoria che abbia come primo nucleo fondativo il Sindacato Nazionale Scuola e il Sindacato Nazionale Università e Ricerca.
Il Comitato Direttivo della Cgil, in coerenza con la riflessione sviluppata nei recenti congressi della Confederazione nell’intento di contribuire ad una sempre maggiore valorizzazione della conoscenza come fattore determinante la qualità dell’organizzazione sociale ed economica, ritiene sussistano le condizioni per procedere ad un adeguamento del proprio modello politico-organizzativo, anche sulla scorta della positiva esperienza accumulata in questi anni con l’attività della FFR e con l’attività delle categorie SNS e SNUR.
I processi straordinari di mutamento del lavoro e nel lavoro configurano la conoscenza e la formazione come elementi centrali del lavoro che cambia; istruzione e formazione rappresentano sempre più percorsi intrecciati ed integrati che mettono radicalmente in discussione la tradizionale separatezza dei sistemi formativi; istruzione, formazione, innovazione e ricerca costituiscono il cuore delle politiche di sviluppo, per competere sul versante della qualità, per garantire coesione sociale e affermazione dei diritti dei lavoratori, nel contesto nazionale ed internazionale e, non di meno, nella dimensione territoriale, per assicurare un complessivo innalzamento della qualità della vita.
Inoltre la centralità della conoscenza sta determinando in numerosi contesti una pluralità di nuove figure che si muovono sul terreno della formazione, della ricerca e della educazione e che reclamano tutela e rappresentanza.
In considerazione di queste ragioni, sulla base di quanto previsto dall’art. 16 dello Statuto, la CGIL decide:
1. Di costituire a livello Confederale una struttura dipartimentale titolare delle deleghe inerenti le politiche confederali in tema di formazione, ricerca ed istruzione, sulla scorta della positiva esperienza accumulata in questi anni con l’attività della FFR. La costituzione del dipartimento confederale, che avverrà nei tempi sotto definiti, configura, quindi, il contestuale superamento della struttura sperimentale della FFR. Entro Gennaio 2004 la CGIL Nazionale, congiuntamente al Comitato direttivo della FFR, deciderà le modalità operative del percorso, già avviato con la presente delibera, di costituzione delle strutture dipartimentali. Tale percorso dovrà prevedere, a tutti i livelli, entro il 2004 la costituzione dei dipartimenti confederali titolari delle deleghe inerenti le politiche in tema di formazione, ricerca ed istruzione.
2. Di costituire una nuova Federazione di Categoria che abbia come primo nucleo fondativo il SNS e lo SNUR e che rappresenti, in una prospettiva di rafforzamento della rappresentanza, il punto di riferimento politico e professionale per tutte le figure che caratterizzano il mondo della formazione e della ricerca. La nuova federazione di categoria diventa riferimento organizzativo per il vasto mondo dei lavoratori della formazione professionale e dei nuovi lavori che caratterizzano i settori della formazione e della ricerca. La nuova Federazione dovrà darsi modelli operativi capaci di valorizzare le specificità costitutive, il patrimonio rappresentato dalle categorie, e la loro visibilità ai fini di una più efficace capacità di rappresentanza. Entro Marzo 2004 i Comitati Direttivi nazionali del SNS e dello SNUR, completato il dibattito interno alle due organizzazioni, decideranno, con maggioranza qualificata e congiuntamente al Centro regolatore statutariamente previsto, le modalità operative del percorso di costituzione della nuova Federazione già avviato con la presente delibera. Tale percorso dovrà prevedere la costituzione degli organismi di direzione e di gestione politico-organizzativa della nuova federazione di categoria, a tutti i livelli, entro il 2004, in modo da pervenire agli adempimenti congressuali con una struttura organizzativa consolidata.
Aventi diritto 162
Maggioranza 3/4 - 123
Approvata con 134 voti
1congresso statutofcl 17 02 06 definitivo 147521