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Timestamp: 2020-08-05 14:17:52+00:00
Document Index: 149125351

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2051', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il provvedimento di condanna generica in sede penale non pregiudica l’accertamento del giudice civile sull’an, nesso causale e quantum
Il provvedimento di condanna generica al risarcimento del danno avvenuta in sede penale ha natura delibativa, provvisoria, è insuscettibile di passare in giudicato in sede civile e non è impugnabile in Cassazione, in quanto intrinsecamente discrezionale, perché destinato ad essere travolto dalla liquidazione definitiva, rimanendo impregiudicato l’accertamento riservato al giudice civile della liquidazione e dell’entità del danno.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 14537/13; depositata il 10 giugno)
A fermarsi al valore della lite (€ 1.127,67 e aggiungete pure una decina d'anni di interessi legali, che la questione non si sposta) verrebbe da chiedersi perchè mai se ne debba occupare la Cassazione.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 14535/13; depositata il 10 giugno)
Sale a cavalcioni su una staccionata in cattive condizioni e cade: condominio responsabile
La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, prevista dall’art. 2051 c.c., ha carattere oggettivo essendo sufficiente, per la sua configurazione, il verificarsi dell’evento dannoso e il rapporto eziologico con in bene in custodia.
Cade accidentalmente in ospedale, ma il personale medico non è responsabile
La caduta accidentale interrompere il collegamento causale tra cosa e danno ed esclude la responsabilità del personale medico per mancata vigilanza.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 14056/13; depositata il 4 giugno)
Area di sosta comunale munita di sbarre e dispositivi di sicurezza, ma basta apporre il cartello «parcheggio incustodito» e l’obbligo di custodia sparisce.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 14067/13; depositata il 4 giugno)
Sinistri fino a 15.000 euro: l’IVASS benedice l’accordo tra ANIA e associazione dei consumatori per l’introduzione della conciliazione paritetica
Risarcimento danni | 04 Giugno 2013
Diagnosi in sala operatoria, cambio di intervento. Ma riferimento è l’originario consenso del paziente ...
Ancora in bilico la richiesta avanzata da un uomo per le pesanti complicazioni subite a seguito di un’operazione chirurgica. Pomo della discordia, però, non è la qualità dell’esecuzione dell’intervento, ma il fatto che egli ha prestato il proprio consenso ad un tipo di operazione, subendone però una più invasiva. E un’interpretazione ‘larga’ del consenso è difficile...
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 14024/13; depositata il 4 giugno)
Risarcimento danni | 29 Maggio 2013
Il fiume esonda: di chi è la responsabilità? La Cassazione non può mai rivalutare il merito della causa
Nell’ambito del giudizio di legittimità non è conferito il potere di riesaminare e rivalutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo della coerenza logico-formale e della correttezza giuridica, l’esame e la valutazione fatta dal giudice del merito, restando a questo riservate l’individuazione delle fonti del proprio convincimento e, all’uopo, la valutazione delle prove, il controllo della relativa attendibilità e concludenza, nonché la scelta, tra le risultanze probatorie, di quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione.
(Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza n. 13175/13; depositata il 28 maggio)
Quietanza firmata, ma solo per liberare il conducente dell’altro veicolo, non anche tutte le persone coinvolte
L’atto di quietanza costituisce un mero riconoscimento, da parte del creditore, dell’avvenuto pagamento e, quindi, si tratta di una dichiarazione di scienza priva di alcuna efficacia negoziale.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 13189/13; depositata il 28 maggio)
risarcimento danni | 27 Maggio 2013
La liquidazione del danno esistenziale è già compresa in quella dei danni non patrimoniali
La liquidazione di una ulteriore posta di danno, quale quello esistenziale, comporterebbe una duplicazione risarcitoria.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 12985/13; depositata il 24 maggio)
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