Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/07/novita-fiscali-del-30-luglio-2010-modello-7702010-prorogata-al-20-agosto-la-presentazione-mancati-versamenti-di-imposte.html
Timestamp: 2018-05-26 08:24:50+00:00
Document Index: 151756548

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 70']

1) Gli immobili degli IACP pagano l’ICI: Nessuna esenzione se non sono soddisfatte le condizioni di legge
2) Principi contabili internazionali IAS 24 e IFRIC 14
3) Paradisi fiscali: Le black list in cura dimagrante, fuori Cipro e Malta all’ingresso nella Ue, esclusa la Corea del Sud
4) Mancati versamenti di imposte: La grave crisi economica evita l’applicazione di sanzioni fiscali
5) Sì definitivo alla manovra economica
6) Modello 770/2010: prorogata al 20 agosto la presentazione
7) Personalizzazione del risultato degli studi di settore utilizzati in contraddittorio
L’esenzione ICI non spetta agli immobili degli IACP, poiché, per poterne fruire, è necessaria la duplice condizione (insussistente per questa categoria di beni) dell’utilizzazione diretta degli immobili da parte dell’ente possessore e dell’esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15444 del 30 giugno 2010.
Le modifiche allo IAS 24 e all’IFRIC 14. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di due Regolamenti della Commissione sono state rese note le modifiche apportate allo IAS 24 e all’IFRIC 14.
Lo scorso 20 luglio 2010 è stato pubblicato sulla GUUE il Regolamento n. 1126/2008 relativo al principio contabile IAS 24 e IFRS 8, modifiche che dovranno trovare applicazione al più tardi a partire dalla data di inizio dell’esercizio finanziario che comincia dopo il 31 dicembre 2010.
La finalità del citato IAS 24 è quella di garantire che il bilancio rechi le informazioni integrative necessarie ad evidenziare la possibilità che la sua situazione patrimoniale – finanziaria e il suo risultato economico siano stati influenzati dall’esistenza di parti correlate e da operazioni e saldi in essere con tali parti, inclusi gli impegni.
Si definisce parte correlata una persona fisica o un’entità che è correlata all’entità che redige il bilancio.
Nello specifico, una persona fisica o uno stretto familiare di quella persona sono correlati ad un’entità che redige il bilancio se tale persona:
a) ha il controllo o il controllo congiunto dell’entità che redige il bilancio;
b) ha un’influenza notevole sull’entità che redige il bilancio o;
c) è uno dei dirigenti con responsabilità strategiche dell’entità che redige il bilancio o su di una sua controllante.
Per controllo si deve intendere il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali di un’entità al fine di ottenere dei benefici dalle sue attività.
Per controllo congiunto si deve intendere la condivisione, stabilita contrattualmente, del controllo su di un’attività economica.
L’influenza dominate, invece, rappresenta il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali di un’entità, senza però, averne il controllo.
Un’influenza notevole può essere ottenuta attraverso il possesso di azioni, tramite clausole statutarie o accordi.
Un’entità si considera correlata ad un’entità che redige il bilancio se si applica, per esempio, se ricorre una delle seguenti condizioni:
a) l’entità e quella che redige il bilancio fanno parte dello stesso gruppo;
b) un’entità è una collegata o una joint venture dell’altra entità;
c) entrambe le entità sono joint venture di una stessa terza controparte.
Si definisce operazione con una parte correlata il trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni tra un’entità che redige il bilancio e una sua parte correlata, indipendentemente dal fatto che sia stato o meno pattuito un corrispettivo.
Lo IAS 24 deve essere applicato nella:
a) individuazione dei rapporti con parti correlate;
b) individuazione dei saldi in essere, inclusi gli impegni, tra l’entità e le sua parti correlate;
c) individuazione delle circostanza in cui sono richieste informazioni integrative sugli elementi di cui alle suddette lettere a) e b);
d) determinazione delle informazioni integrative da fornire in merito elementi di cui alle lettere precedenti.
Il Regolamento n. 633/2010 ha, invece, apportato delle modifiche all’interpretazione IFRIC 14 “Pagamenti anticipati relativi a una previsione di contribuzione minima”, per eliminare una conseguenza involontaria derivante dal trattamento dei pagamenti anticipati dei contributi futuri in presenza di una previsione di contribuzione minima.
Il documento in commento prevede che se non esistono previsioni di contribuzione minima per i contributi relativi a prestazioni di lavoro future, il beneficio economico disponibile come riduzione dei contributi è il costo previdenziale futuro a carico dell’entità per ciascun esercizio in relazione al periodo più breve tra la vita attesa del piano e quella dell’entità: il costo previdenziale futuro per l’entità esclude gli importi a carico dei dipendenti.
L’effetto di una previsione di contribuzione minima sul beneficio economico disponibile come riduzione di contributi futuri.
Un’entità deve analizzare qualsiasi previsione di contribuzione minima ad una determinata data in merito ai contributi che sono necessari a coprire:
a) qualsiasi carenza esistente per le prestazioni di lavoro precedenti in base alla contribuzione minima;
b) le prestazioni di lavoro future.
In presenza di una previsione di contribuzione minima relativa a contributi per prestazioni di lavoro future, il beneficio economico disponibile come riduzione di contributi futuri è dato dalla somma tra:
a) qualsiasi ammontare che riduca i contributi futuri relativi a previsioni di contribuzione minima per prestazioni di lavoro future perché un’entità ha effettuato pagamenti anticipati;
b) il costo previdenziale futuro stimato in ciascun esercizio, al netto dei contributi stimati relativi a previsioni di contribuzione minima che sarebbero richiesti per prestazioni di lavoro future erogate in quegli esercizi in assenza del pagamento anticipato.
(In Ipsoa del 28 luglio 2010)
Il ministero dell’Economia corregge le liste dei Paesi a fiscalità privilegiata anche per l’imminente comunicazione dei rapporti con clienti e fornitori di quei Paesi.
Questo mentre manca ancora l’ufficializzazione della proroga della prima scadenza degli elenchi che dovrebbe slittare al 31 ottobre.
Con un decreto, in corso di pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” del 27 luglio, sono state aggiornate le tre black list attualmente in vigore in Italia: quella del 4 maggio 1999 sulla residenza delle persone fisiche, quella del 21 novembre 2001, valida ai fini della norma Cfc e il Dm del 23 gennaio 2002 da utilizzare per il regime di indeducibilità dei costi sostenuti dalle imprese.
Viene integrata inoltre con la cosiddetta “white list” del 1996.
Dalla lista escono Cipro e Malta (per cui dall’esercizio fiscale 2010 non si applicano le norma dell’articolo 110 del Tuir e le regole previste dagli articoli 2, 167 e 168 del Tuir), e la Corea del Sud.
Le modifiche alle liste si applicano anche per l’individuazione dei clienti e dei fornitori da includere negli elenchi in vigore dal 1° luglio (D.L. n. 40/2010).
(In Il Sole 24 Ore del 29 luglio 2010)
Non è punibile chi ha commesso il fatto (omessi versamenti di imposte derivanti dal Modello Unico) per causa di forza maggiore.
Annullate totalmente le sanzioni fiscali (nel caso di specie, oltre 21.000,00 euro) poiché la società ricorrente è riuscita a dimostrare, nel corso del giudizio, tramite ampia documentazione, lo stato di crisi in cui versa.
E’ quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, con la sentenza n. 352/1/10 depositata il 23 luglio 2010 (pubblicata sul sito del Commercialista Telematico il 29 luglio 2010).
Tale Commissione ha osservato che la particolare “causa” esclude, anche in ambito fiscale, la responsabilità del contribuente, in aderenza a ciò che si verifica nei campo penale e civile.
La forza maggiore è una forza esterna, che determina la persona o la società, in modo inevitabile, a compiere un atto non voluto.
La causa di “forza maggiore”, espressamente prevista dall’art. 6, comma 5 del D.Lgs n. 472/1997, può ricorrere in caso di fatti imprevedibili ed inevitabili da parte di terzi soggetti, che hanno impedito al contribuente dì rispettare le norme fiscali.
Nella lite che è insorta presso la C.T.P. di Lecce, la società ricorrente, con ampia documentazione allegata, peraltro, non contestata dagli Uffici impositori, ha dimostrato di essere entrata in crisi per la perdita del suo unico cliente che, a sua volta, a causa della crisi mondiale dei tessile, aveva perso quasi tutta la sua clientela.
A seguito di tale improvviso ed imprevedibile stato di crisi, la società ricorrente:
– ha dovuto attivare una procedura di mobilità di 82 dipendenti, conte è risultato dal verbale di accordo sindacale;
– dopo una breve ripresa del mercato ha dovuto riaprire nuovamente una procedura di mobilità per un totale di 25 dipendenti.
In definitiva, la società è riuscita a dimostrare che nell’anno 2004, per il grave stato di crisi aziendale, dovuto a atti indipendenti dalla propria volontà e capacità aziendale, in quanto determinati da fattori esterni (la crisi del particolare settore di attività esercitato), ha avuto difficoltà ad affrontare tutte le scadenze previste per la liquidazione IVA e per il saldo del Modello Unico.
In conclusione, la Commissione Tributaria leccese ha confermato il debito tributario delle imposte dovute dalla società, annullando, però, le sanzioni, pari ad Euro 214.998,89, per i motivi sopra specificati.
La Camera ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge di conversione del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica.
(Camera dei deputati, nota del 29 luglio 2010)
Tra le misure che vi sono contenute ricordiamo (nota AdnKronos del 29/07/2010):
ABRUZZO: Sospesi fino al 20 dicembre i tributi per redditi d’impresa e lavoro autonomo sotto i 200.000 euro. Lo slittamento, dall’attuale scadenza del 15 giugno, vale anche per i contributi previdenziali e assistenziali. Non è prevista la restituzione per chi ha gia’ effettuato i versamenti. La restituzione dovrà avvenire attraverso il versamento di 120 rate. Per i comuni dell’Aquila in stato di dissesto viene concessa un deroga sulle spese per investimenti, fino a un massim o di 2,5 mln e arrivano 2 mln per far fronte al pagamento dei debiti.
CERTIFICATI VERDI: Via libera all’acquisto dei certificati verdi in scadenza da parte del Gse, che però il prossimo anno dovrà tagliare i costi rispetto alle spese sostenute nel 2010.
CARTELLE PAGAMENTO: Accelera la riscossione delle imposte accertate, a partire dal luglio 2011, con l’avviso di accertamento che diventa anche cartella pagamento.
FISCO E IMPRESE: Rivisto rispetto al provvedimento originale il pacchetto di misure fiscali che interessa le imprese. E’ stata soppressa la norma che accelerava i tempi di riscossione dei debiti fiscali, che prevedeva il versamento già nel corso del contenzioso. E rivista la misura sulle limitazioni alle compensazioni da applicare in presenza di debiti iscritti a ruolo di importo superiore a 1.500 euro. La sanzione del 50% sarà rapportata al valore del debito iscritto a ruolo. Alle imprese sarà inoltre consentito compensare gli importi attesi da regioni, enti locali e servizio sanitario, con eventuali somme iscritte a ruolo. Azione mirata di vigilanza sulle attività che chiudono i battenti prima di festeggiare l’anno di vita, su quelle in perdita sistemica e le aziende che si dichiarano in perdita per più di un periodo d’imposta. Le imprese dovranno comunicare, per via telematica, all’Agenzia delle Entrate operazioni rilevanti ai fini Iva superiori a 3.000 euro. Scende, da 12.500 a 5.000 euro, il tetto della tracciabilità del contante.
INVALIDITA’: Resta al 74% la soglia per accedere all’assegno di invalidità. I medici che certificano delle false invalidità saranno soggetti alle disposizioni che riguardano le false certificazioni. Previste 100.000 verifiche straordinarie quest’anno, che saliranno a 250.000 nel 2011 e 2012.
INPS: Dal prossimo anno l’Istituto potrà recuperare le somme che gli sono dovute attraverso l’avviso di addebito che avrà valore di titolo esecutivo. Il pagamento dovrà essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica della richiesta di pagamento altrimenti si procederà all’esecuzione forzata.
IRPEF: Ancora un differimento per il versamento degli acconti in scadenza il 30 novembre. Dopo il rinvio concesso lo scorso anno, per aiutare le imprese in difficoltà, la misura sarù prorogata anche al 2011-2012.
MINISTERI E POLITICA: Taglio lineare del 10% alle risorse dei ministeri. Per i ministri e sottosegretari non parlamentari è prevista una riduzione del 10% sullo stipendio. La riduzione interessa anche gli organi della magistratura, di autogoverno e del Cnel. I rimborsi per i partiti politici, pari a un euro per ogni elettore, vengono ridotti del 10%.
MAGISTRATI: Via libera al taglio dell’indennità speciale per i magistrati, nel triennio 2011-2013, che però si salvano dal blocco degli stipendi. Bloccati gli automatismi stipendiali dei docenti universitari e del personale in servizio nella carriera diplomatica.
REDDITOMETRO: Il nuovo redditometro sarà messo a punto dall’Agenzia delle entrate, in accordo con le categorie di settore. La soglia per far scattare l’accertamento passa dall’attuale 25% al 20% di discostamento tra reddito dichiarato e reddito accertato.
REGIONI ED ENTI LOCALI: Tagli per le regioni pari a 8,5 miliardi di euro, nel biennio 2011-2012. Per i comuni le riduzioni ammontano a 4 miliardi di euro nel biennio e per le province pari a 800 milioni. I saldi restano invariati ma si consente la loro modulazione, che sarà decisa dalla conferenza Stato-Regioni.
STATALI: Vengono congelati gli scatti di anzianità e vengono bloccati i rinnovi contrattuali per il 2011-2013. Per i dirigenti e’ prevista una riduzione del 5% per la parte di reddito che supera i 90.000 euro, che sale al 10% per la parte che supera i 150.000 euro. Confermato il blocco del turn over, da cui restano fuori polizia, vigili del fuoco e università. Versamento a rate delle liquidazioni se l’importo complessivo supera i 90.000 euro. Fino al tetto di 150.000 euro il trattamento di fine rapporto sarà diviso in due rate, che diventano tre per chi supera la soglia dei 150.000 euro. Per i manager della P.a. arriva una riduzione del 10% che colpisce tutte le voci di reddito (compensi, gettoni, ecc. ) per i manager delle pubbliche amministrazioni, anche di autorità indipendenti. Salvi i commissari straordinari. Taglio del 20% delle spese per studi e consulenze, lasciando fuori enti fondazioni e ricerche.
NUOVE ATTIVITA’: Per avviare un’attività sarà sufficiente la Scia (segnalazione di inizio attività), che sostituisce gli atti di autorizzazione, licenze, concessioni non costitutive o nulla osta, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale. I controlli saranno effettuati soltanto “ex-post”.
PENSIONI: E’ prevista dal 2011 una finestra mobile per le pensioni di vecchiaia, che scatta sei mesi dopo la maturazione dei requisiti (attualmente sono tre mesi). Per i trattamenti di anzianità sono confermate a regime due finestre (prima erano quattro) per il pensionamento anticipato. Le donne del pubblico impiego, dal 2012, dovranno aspettare i 65 anni per andare in pensione. A partire dal 2015 l’età pensionabile sarà agganciata all’aspettativa di vita.
QUOTE LATTE: slitta al 31 dicembre il pagamento della prima rata delle multe dovute dai produttori del settore lattiero-caseario dovute per il superamento dei tetti produttivi imposti dall’Unione europea. Il termine per il versamento della prima rata è scaduto il 30 giugno.
SCUOLA: Resta il congelamento triennale degli stipendi per gli insegnanti (2011-2013). Ma alla fine dei tre anni gli scatti persi potranno essere recuperati, grazie alle risorse destinate al settore con il decreto legge 112 del 2008 che prevede dei tagli per il comparto e allo stesso tempo ne restituisce il 30%.
SUD: Nascono le aree a burocrazia zero, al Sud, con l’obiettivo di favorire le nuove attività produttive. Le regioni potranno ridurre o cancellare l’Irap, e introdurre altre tipologie di tributo, per le neo-imprese.
Lo slittamento di questi adempimenti fiscali deriva dal DPCM del 27 luglio 2010 che prevede gli spostamenti al 20 agosto di tutte le scadenze stabilite dal 1° al 20 agosto 2010, ma non per quella delle imposte derivanti da UNICO 2010 in scadenza al 5/8/2010 che hanno già a loro volta usufruito della proroga per i contribuenti soggetti agli studi di settore.
Quest’anno la consueta proroga feriale porta con se anche il modello 770/2010 semplificato ed ordinario previsti in scadenza il 2 agosto.
Testo della norma (DPCM del 27 luglio 2010)
Gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli articoli 17 e 20, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che hanno scadenza nel periodo compreso tra il giorno 1 e il giorno 20 del mese di agosto 2010, possono essere effettuati entro il medesimo giorno 20, senza alcuna maggiorazione.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 29 luglio 2010)
L’Agenzia delle Entrate, sul proprio sito (www.agenziaentrate.it), in data 29 luglio 2010, ha pubblicato il seguente stralcio della circolare n. 12/E del 12 marzo 2010:
D: Con le sentenze 26638, 26637, 26636, 26635 della Corte di cassazione a sezioni unite, depositate il 18 dicembre 2009, è stato ribadito che il risultato degli studi di settore deve necessariamente essere personalizzato nell’ambito del contraddittorio. E ciò, evidentemente, deve essere fatto con elementi che riguardano l’attività d’impresa o di lavoro autonomo.
Ritiene, pertanto, l’Agenzia di mutare il proprio orientamento circa l’utilizzo di semplici elementi “indice” estrapolati dal redditometro, come le autovetture e gli immobili, che non hanno alcuna attinenza con l’attività d’impresa o di lavoro autonomo, per avvalorare l’eventuale posizione di “non congruità” derivante dal software Gerico?
R: Le sentenze della Cassazione non fanno riferimento alle caratteristiche degli elementi che, nell’ambito del necessario contraddittorio, possono contribuire alla “personalizzazione” del risultato degli studi di settore (rectius: alla conferma della alta probabilità che il risultato sia coerente con l’effettiva situazione del contribuente).
L’Agenzia non ritiene di mutare il proprio orientamento, dato che lo stesso non riguarda affatto, come spiegato in numerosissime occasioni, l’utilizzo di elementi “indice” estrapolati dal redditometro.
In base alle direttive recentemente impartite, infatti, gli Uffici utilizzano elementi di conferma delle risultanze degli studi di settore sia direttamente connessi all’attività d’impresa o di lavoro autonomo (indicatori di coerenza, redditività a livello pluriennale, e così via), sia concernenti il maggior reddito d’impresa o lavoro autonomo derivante dai ricavi o compensi risultanti dagli studi, in tal caso rappresentati da elementi denotanti una capacità contributiva significativamente superiore a quella espressa dai detti redditi dichiarati (ovviamente considerando l’eventuale esistenza di redditi di diversa natura). Tale orientamento sta dando risultati assai significativi, sia in termini di recupero di evasione pregressa, sia in termini di definizione degli accertamenti
(quest’ultima certamente favorita dalla particolare “persuasività” degli elementi utilizzati per supportare le risultanze degli studi la cui efficacia viene immediatamente colta dagli stessi contribuenti interessati).
– Irap retroattiva
La riduzione di un debito ottenuta da parte di un creditore, è assoggetta ad I.R.A.P., anche se riguarda componenti del valore della produzione riferiti a periodi d’imposta precedenti all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 446/1997.
La Cassazione, con la sentenza n. 17603 del 28 luglio 2010, ha stabilito che l’Irap è dovuta anche sulle riduzioni dei debiti antecedenti al 1997.
I giudici, accogliendo il ricorso delle Entrate e chiudendo ad ogni possibilità di rimborso dell’imposta chiesta dalle società, hanno stabilito che “la riduzione di un debito da parte di un creditore, a favore di un soggetto passivo di Irap è oggetto di Irap, anche se esso è correlato a componenti del valore della produzione di periodi d’imposta precedenti all’entrata in vigore del D.Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446”.
La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso fatto dall’Agenzia delle Entrate contro la decisione con cui i giudici di merito avevano disposto, in favore di una SpA, il rimborso dell’Irap versata sulle riduzioni dei debiti antecedenti al 1997 dopo che era stata eseguita un’operazione di transazione con un creditore.
Per la Corte di Cassazione è irrilevante che la plusvalenza sia riferibile a costi sostenuti prima dell’entrata in vigore della legge sull’Irap, e ciò poiché la norma dispone espressamente che “alla determinazione della quantità dell’oggetto dell’Irap concorrono anche i proventi e gli oneri classificabili fra le voci diverse da quelle indicate in detti articoli, se correlati a componenti positivi e negativi del valore della produzione di periodi d’imposta precedenti o successivi”.
– Padri professionisti senza indennità di maternità
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 285 del 28 luglio 2010, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 70 del D.Lgs. n. 151 del 2001 che non prevede la possibilità per il padre libero professionista, di usufruire dell’indennità di maternità in alternativa alla madre.
– Contributi non versati in sei rate
L’I.N.P.S., con il messaggio n. 19684/2010, ha reso noto che a breve sarà disponibile una procedura online per richiedere la dilazione del versamento dei contributi mensili per i quali non siano state avviate attività di recupero del credito.
La procedura di dilazione potrà essere utilizzata per un massimo di due volte nel corso dell’anno solare e per un totale complessivo di quattro denunce mensili.
– Regime contributivo dell’indennità di trasferta
L’I.N.P.S., con il messaggio n. 19685/2010, ha rimarcato che è possibile corrispondere ai dipendenti un’indennità di trasferta di importo superiore al limite di esenzione contributiva e a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva. Fermo restando che sulla parte eccedente tale limite sono dovuti i contributi.
– Arbitrato e Conciliazione: pubblicata la guida UNGDCEC
L’Unione Nazionale dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato il 29 luglio 2010 la Guida Commentata al D.Lgs. n. 28/2010.
Si tratta del Documento (di 77 pagine) redatto dalla Commissione di studio UNGDCEC “Arbitrato e Conciliazione”.