Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4004:commercio-aziende-commerciali-ed-ausiliarie-del-commercio-ccnl-25-settembre-1976&catid=77&Itemid=139
Timestamp: 2020-04-02 22:12:43+00:00
Document Index: 91297919

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 35', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 118', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 124', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 127']

Commercio - Aziende commerciali ed ausiliarie del commercio: CCNL, 25 settembre 1976
Data firma: 25 settembre 1976
Parti: Confcommercio e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uidatca-Uil
Titolo XVII - Anzianità convenzionale
Titolo XVIII - Passaggi di qualifica
Art. 74 ter
Art. 74 quater
Art. 74 quinquies
Art. 75 bis Art. 76
Titolo XXI - Mensilità supplementari (13a e 14a)
Titolo XXIII - Norme disciplinari
Titolo XXV - Calo merci ed inventari
Titolo XXVI - Coabitazione, vitto ed alloggio
Titolo XXVII - Divise ed attrezzi
Titolo XXVIII - Delegato aziendale
Titolo XXIX - Diritti sindacali
Titolo XXIX bis - Tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori
Titolo XXX - Conciliazione delle controversie
Titolo XXXI - Contrattazione integrativa a livello aziendale
Titolo XXXII - Contratti e accordi integrativi provinciali
Titolo XXXIII - Piani di sviluppo, investimenti, politica strutturale
Titolo XXXIV - Appalti
Titolo XXXV - Condizioni di miglior favore
Titolo XXXVI - Decorrenza e durata del contratto
Tabella A - Dal 1-10-1976
Tabella B - Dal 1-1-1977
Tabella C - Dal 1-1-1978
Tabella D - Dal 1-1-1979
Tabella E - Tabella degli importi relativi ai 90 punti dell’indennità di contingenza in atto al 31-1-1975
Allegato 1 - Accordo interconfederale 14-2-1975 per la modifica dell’indennità di contingenza, l'aumento salariale e la maggiorazione degli assegni familiari per il settore commercio e turismo
Allegato 2 - Accordo nazionale 22-11-1973 di modifica dell’accordo 29-4-1957 per l’applicazione della scala mobile nel settore del commercio
Allegato 3 - Accordo nazionale 1-8-1970 di modifica dell’accordo 29-4-1957 per l’applicazione della scala mobile nel settore del commercio
Allegato 4 - Accordo nazionale 29-4-1957 per l’applicazione della scala mobile al settore del commercio
Allegato 5 - Dichiarazioni delle Organizzazioni sindacali
Allegato 6 - Dichiarazione del Ministro del lavoro sui licenziamenti individuali
Allegato 7 - Cassa integrazione
Allegato 8 - Trattamento di malattia nelle province di Trieste e Gorizia
Allegato 9 - Addetti alle rivendite di tabacchi e generi di monopolio
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti da aziende commerciali ed ausiliarie del commercio
Addì 25-9-1976, tra la Confederazione Generale Italiana Commercio e Turismo, da una parte, e dall’altra parte la Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo, Mensa e Servizi (Filcams-Cgil); la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e Turismo (Fisascat-Cisl); l’Unione Italiana Dipendenti Aziende Turistiche Commerciali e Affini (Uidatca);
Visti il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da aziende commerciali, stipulato in data 21-11-1973 e l’accordo nazionale di rinnovo in pari data (25-9-1976) si è stipulato il presente contratto collettivo di lavoro per dipendenti da aziende commerciali ed ausiliarie del commercio composto di XXXVI titoli, 133 articoli, 8 articoli aggiuntivi, 6 tabelle e 9 allegati, letti, approvati e sottoscritti dai rappresentanti di tutte le organizzazioni stipulanti.
Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, e, per quanto compatibile con le disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato, tra tutte le aziende commerciali appartenenti ai settori merceologici e categorie qui di seguito specificati e il relativo personale dipendente d’ambo i sessi:
- commercio all’ingrosso di generi alimentari; supermercati alimentari;
- commercio al minuto di generi alimentari (alimentari misti), eccettuate le rivendite di pane e paste alimentari annesse a forni;
- salumerie, salsamenterie e pizziccherie;
- commercio all’ingrosso di droghe e coloniali; commercio al minuto di droghe e coloniali (drogherie e torrefazioni);
- commercio all’ingrosso ed al minuto di cereali, legumi e foraggi;
- commercio all’ingrosso di bestiame e carni macellate; macellerie, norcinerie, tripperie; spacci di carne fresca e congelata;
- commercio all’ingrosso di pollame, uova, selvaggina e affini;
- rinvendite di pollame e selvaggina;
- commercio all’ingrosso ed al minuto di prodotti della pesca;
- commercio all’ingrosso di formaggi, burro, latte, latticini e derivati in genere; commercio al dettaglio di latte (latterie non munite di licenza di PS) e derivati;
- commercio all’ingrosso e di esportazione di prodotti ortofrutticoli ed agrumari e loro derivati, ad eccezione dei lavoratori stagionali dipendenti da aziende esercenti il commercio all’ingrosso e di esportazione di prodotti ortofrutticoli ed agrumari; commercio al minuto di prodotti ortofrutticoli;
- commercio all’ingrosso ed al minuto di prodotti vinicoli ed affini (vini, mosti, spumanti, liquori, birra, aceto di vino); per quanto riguarda le aziende che esercitano il commercio all’ingrosso di vini, si precisa che si intendono comprese:
a) le aziende che acquistano uve e mosti per la produzione di vini, anche tipici, e la loro vendita;
- commercio all’ingrosso ed al minuto di acque minerali e gassate e di ghiaccio;
- commercio all’ingrosso ed al minuto di prodotti olerari (olii di oliva e di semi);
b) Fiori, piante ed affini
- commercio all’ingrosso ed al minuto di fiori e piante ornamentali;
- commercio di piante aromatiche ed officinali e di prodotti erboristici in genere.
c) Merci d’uso e prodotti industriali
- tessuti di ogni genere, mercerie, maglierie, filati, merletti e trine; confezioni in biancheria ed in tessuti di ogni genere; commercianti sarti e sarte; mode e novità; forniture per sarti e sarte; camicerie ed affini, busterie, cappellerie, modisterie; articoli sportivi; commercianti in lane e materassi; calzature, accessori per calzature; pelliccerie; valigerie ed articoli da viaggio; ombrellerie, pelletterie; guanti, calze; profumerie, bigiotterie ed affini; trecce di paglia e cappelli di paglia non finiti; abiti usati; tappeti; saccherie, anche se esercitano la riparazione o il noleggio dei sacchi; corderie ed affini;
- lane sudice e lavate, seme bachi, bozzoli, cascami di seta, fibre tessili varie canapa, lino, juta, ecc., stracci e residuati tessili, eccettuati i classificatori all’uso pratese;
- pelli crude e bovine nazionali; consorzi per la raccolta e salatura delle pelli; pelli crude, ovine e caprine nazionali; pelli crude esotiche non da pellicceria e da pellicceria; pelli conciate (suole, tomaie, ecc.); pelli grezze da pellicceria, pelli per pelletteria e varie, pelli per valigerie in genere, cuoio per sellerie;
- lastre e recipienti di vetro, vetro scientifico, materie prime per l’industria del vetro e della ceramica;
- articoli di elettricità, gas, idraulica e riscaldamento, eccettuate le aziende installatrici di impianti;
- giocattoli, negozi d’arte antica e moderna, arredamenti ed oggetti sacri; prodotti artistici e dell’artigianato; case di vendita all’asta, articoli per regalo; articoli per fumatori;
- librai (comprese le librerie delle case editrici ed i rivenditori di libri usati); rivenditori di edizioni musicali; cartolai (dettaglianti di articoli di cartoleria, cancelleria e da disegno); grossisti di cartoleria e cancelleria; commercianti di carta da macero; distributori di libri giornali e riviste biblioteche circolanti;
- ferro, metalli, ferramenta e coltellinerie; macchine in genere; armi e munizioni; articoli di ferro e metalli; apparecchi TV, radiofonici, elettrodomestici, strumenti musicali; ottica e fotografia; materiale chirurgico e sanitario; apparecchi scientifici; pesi e misure; pietre coti, per molino, pietra pomice e pietre litografiche; articoli tecnici (cinghie di trasmissione, fibra vulcanizzata, amianto, carboni elettrici, ecc.);
- automobili (commissionari e concessionari di vendita anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine di assistenza e per riparazioni); cicli e motocicli (anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine o laboratori di assistenza e riparazioni); parti di ricambio ed accessori per automotocicli; pneumatici; olii lubrificanti, prodotti petroliferi in genere (compreso il petrolio agricolo);
- gestori di impianti di distribuzione di carburante*;
- aziende distributrici di metano compresso per autotrazione*;
- carboni fossili, carboni vegetali, combustibili solidi, liquidi e liquefatti;
- laterizi, cemento, calce e gesso, manufatti di cemento, materiali refrattari, tubi gres e affini, marmi grezzi e pietre da taglio in genere, pietrisco stradale, catrame, bitumi, asfalti; materiale da pavimentazione, da rivestimento, isolante ed impermeabilizzante (marmette, mattonelle, maioliche, piastrelle di cemento e di gres); altri materiali da costruzione;
- tappezzerie in stoffa ed in carta, stucchi;
- prodotti chimici, prodotti chimici per l’industria, colori e vernici;
- legnami ed affini, sughero, giunchi, saggine ecc.;
- prodotti per l’agricoltura (fertilizzanti, anticrittogamici, insetticidi; materiale enologico; sementi da cereali, da prato, da orto e da giardino; mangimi e panelli; macchine ed attrezzi agricoli; piante non ornamentali, altri prodotti di uso agricolo).
d) Ausiliari del commercio e commercio con l’estero
- mediatori pubblici e privati; commissionari; agenti e rappresentanti di commercio;
- agenzie e case di pubblicità ed affissioni;
- istituti di informazioni commerciali;
- società fiduciarie e di revisione ed organizzazione;
- agenzie di affari;
- imprese portuali di controllo;
- stabilimenti per la condizionatura dei prodotti tessili (eccettuati quelli costituiti da industriali nell’interno ed al servizio delle proprie aziende);
- compagnie di importazione e di esportazione e case per il commercio d’oltremare (importazione ed esportazione di merci promiscue);
- centri meccanografici per conto terzi.
* Inseriti con decorrenza 1-10-1976 (Accordo 25-9-1976).
g) libretto di "idoneità sanitaria" per il personale da adibire alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all’art. 14 della legge 30-4-1962, n. 283;
È tuttavia consentita l’assunzione di un apprendista anche nelle aziende che abbiano soltanto uno o due lavoratori alle proprie dipendenze, nonché in quelle nelle quali il lavoro è svolto in via continuativa dall’imprenditore e dai suoi familiari senza l’ausilio di personale subordinato.
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a quindici anni e non superiore a venti, salvo i divieti e le limitazioni previste dalla legge 17-10-1967, n. 977, sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti.
In deroga a quanto stabilito nel comma precedente, possono essere assunti in qualità di apprendisti anche coloro i quali abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, purché adibiti a lavori considerati leggeri a norma di legge ed a condizione che abbiano adempiuto all’obbligo scolastico ai sensi della legge 31-12-1962, n. 1859.
È ammessa la richiesta nominativa per le aziende con un numero di dipendenti non superiore a dieci e, nella misura del 25% (venticinque per cento) degli apprendisti da assumersi, per le aziende con un numero di dipendenti superiore a dieci.
La durata massima del periodo di prova per gli apprendisti è fissata in 30 giorni di lavoro effettivo, durante i quali è reciproco il diritto di risolvere il rapporto senza preavviso né indennità alcuna.
Compiuto il periodo di prova, l’assunzione dell’apprendista diviene definitiva.
Agli effetti di quanto richiamato alla precedente lettera c) non sono considerati lavori di manovalanza quelli attinenti alle attività nelle quali l’addestramento si effettua in aiuto ad un lavoratore qualificato sotto la cui guida l’apprendista è addestrato, quelli di riordino del posto di lavoro e quelli relativi a mansioni normalmente affidate a fattorino, sempre che lo svolgimento di tale attività non sia prevalente, ed in ogni caso rilevante in rapporto ai compiti affidati all’apprendista.
Le ore di insegnamento di cui alla lettera d) del precedente art. 14 sono comprese nell’orario normale di lavoro.
Ferma restando ogni altra norma vigente in materia, nelle aziende commerciali di lane sudice e lavate, seme bachi, bozzoli, cascami di seta, fibre tessili varie e stracci, la durata massima dell’apprendistato per le qualifiche già comprese nelle ex categorie D e E non potrà superare i nove mesi, se l’apprendista non abbia compiuto il diciottesimo anno di età, ed i sei mesi se l’apprendista abbia compiuto il diciottesimo anno di età.
Per quanto non disciplinato dal presente contratto in materia di apprendistato e di istruzione professionale, le parti fanno espresso riferimento alle disposizioni di legge* e regolamentari vigenti in materia.
Le Organizzazioni contraenti si impegnano a partecipare attivamente alla formulazione dei programmi rivolti alla preparazione professionale dei lavoratori del commercio in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti.
Dichiarazione a verbale - Le Organizzazioni sindacali firmatarie si incontreranno entro e non oltre il 30-6-1977 per approfondire i problemi dell’addestramento professionale, anche in relazione alle prospettive dell’occupazione giovanile nel settore commerciale, considerate le esigenze particolari della società in ordine al mercato del lavoro.
In questo spirito dovrà porsi l’esame congiunto delle esigenze per qualifiche e per settori di attività, anche in relazione ad eventuali riforme e aggiornamenti dell’istituto dell’apprendistato.
Le conclusioni eventualmente raggiunte a seguito delle riunioni indette per l’esame dei problemi sopraenunciati saranno traposte, per quanto di competenza delle parti, in normativa con le decorrenze che verranno convenute.
* Cfr. art. 35.
La durata normale del lavoro effettivo per la generalità delle aziende commerciali è fissata in 40 ore settimanali, salvo quanto disposto dai seguenti due commi.
Per i dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburante l’orario di lavoro è fissato in 45 ore settimanali.
Per i dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburante esclusivamente autostradali l’orario di lavoro viene stabilito come segue:
- fino al 30-6-1977 ore 45 settimanali
- dal 1-7-1977 ore 44 settimanali
- dal 1-7-1978 ore 43 settimanali
- dal 1-7-1979 ore 42 settimanali
Per lavoro effettivo si intende ogni lavoro che richiede un' applicazione assidua e continuativa; non sono considerati come lavoro effettivo il tempo per recarsi al posto di lavoro, i riposi intermedi presi sia all’interno che all’esterno dell’azienda, le soste comprese tra l’inizio e la fine dell’orario di lavoro giornaliero.
La settimana lavorativa di 40 ore si realizza mediante la concessione di mezza giornata di riposo in coincidenza con la chiusura infrasettimanale, prevista dalle norme locali in vigore, e per le restanti 4 ore, mediante la concessione di un' ulteriore mezza giornata a turno settimanale.
Tenuto conto delle aspirazioni dei lavoratori di usufruire di una delle due mezze giornate congiuntamente alla domenica, le parti concordano di costituire a livello regionale commissioni paritetiche al fine di ricercare adeguate soluzioni.
Nelle aziende o nelle singole unità delle stesse, non soggette alla disciplina legislativa sull’orario di apertura e chiusura dei negozi, nelle quali - prima dell’entrata in vigore del presente contratto - l’orario di lavoro settimanale era distribuito in 5 giorni, restano immutate le situazioni di fatto esistenti. Negli altri casi, e sempre con riferimento alle aziende o singole unità delle stesse non soggette alla disciplina legislativa sull’orario di apertura e chiusura dei negozi, le parti concordano di esaminare - in sede di commissione di cui al secondo comma del presente articolo - la pratica realizzazione della settimana lavorativa di 40 ore mediante la concessione di un' intera giornata di riposo.
La durata dell’interruzione dell’orario di lavoro giornaliero non dovrà essere inferiore alle due ore, salvo speciali deroghe già previste o concordate in sede locale.
L’orario di lavoro dei fanciulli fino a quindici anni compiuti e delle donne di qualsiasi età non può durare senza interruzione più di sei ore.
Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente contratto in materia, il datore di lavoro fisserà gli orari di lavoro, armonizzando le istanze del personale con le esigenze dell’azienda, nel quadro dell’orario di apertura e chiusura fissato dalle competenti autorità.
Gli orari di lavoro praticati nell’azienda devono essere comunicati a cura del datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro.
Possono essere eseguiti oltre i limiti del normale orario giornaliero o settimanale i lavori di riparazione, costruzione, manutenzione, pulizia e sorveglianza degli impianti e quegli altri servizi che non possono compiersi durante l’orario normale senza inconvenienti per l’esercizio o pericolo per gli addetti, nonché le verifiche e prove straordinarie e la compilazione dell’inventario dell’anno.
7) personale addetto al carico ed allo scarico;
8) sorveglianti che non partecipano direttamente al lavoro;
9) commessi di negozio nei comuni fino a cinquemila abitanti (in caso di contestazione si farà ricorso ai dati ufficiali forniti dal sindaco del rispettivo comune);
10) personale addetto alla sorveglianza degli impianti frigoriferi;
11) personale addetto agli impianti di riscaldamento, ventilazione ed inumidimento;
è fissata nella misura di 45 ore settimanali, purché nell’esercizio dell’attività lavorativa eventuali abbinamenti di più mansioni abbiano carattere marginale, non abituale e non comportino comunque continuità di lavoro.
L’orario di lavoro non potrà comunque superare: le sette ore giornaliere e le trentacinque ore settimanali, per i minori che non abbiano compiuto i quindici anni; le otto ore giornaliere e le quaranta settimanali, per i minori tra i quindici ed i diciotto anni.
Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, è facoltà del datore di lavoro di richiedere prestazioni d’opera straordinaria a carattere individuale nel limite di 200 ore annue.
Per i dipendenti di aziende di distribuzione di carburante per lavoro straordinario si intende quello prestato dal singolo lavoratore oltre l’orario di lavoro stabilito dal secondo e terzo comma del precedente art. 21.
Le clausole contenute nel presente articolo hanno valore di accordo permanente fra le parti ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del RDL 15-3-1923, n. 692, e dell’art. 9 del relativo regolamento.
Le ore di lavoro straordinario saranno cronologicamente annotate, a cura dell’azienda, su apposito registro, la cui tenuta è obbligatoria, e che dovrà essere esibito in visione, a richiesta delle Organizzazioni sindacali provinciali, presso la sede della locale Associazione dei commercianti.
Per quanto non previsto dal presente contratto, in materia di orario di lavoro e lavoro straordinario valgono le vigenti norme di legge e regolamenti.
Norma transitoria - Le parti stipulanti si impegnano a favorire l’applicazione della normativa del presente titolo nello spirito informatore della stessa.
Le organizzazioni provinciali a carattere generale delle parti stipulanti si incontreranno, almeno una volta all’anno, per l’esame della situazione generale, anche in relazione ad eventuali casi di palese e sistematica violazione delle norme contrattuali previste dal presente titolo.
Si richiamano in maniera particolare le norme riguardanti: le attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponda a esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità; le aziende esercenti la vendita al minuto o in genere attività rivolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico; i lavori di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti; la vigilanza delle aziende e degli impianti, la compilazione dell’inventario e del bilancio annuale.
Per le ferie verrà istituito presso le aziende apposito registro con le stesse garanzie e modalità previste dal precedente art. 31 per il lavoro straordinario.
I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in istituti sanitari o case di cura a carico dell’assicurazione obbligatoria TBC o dello Stato, delle Province e dei Comuni, o a proprie spese, hanno diritto alla conservazione del posto fino a diciotto mesi dalla data di sospensione del lavoro a causa della malattia tubercolare; nel caso di dimissione dal sanatorio, per dichiarata guarigione, prima della scadenza di quattordici mesi dalla data di sospensione predetta, il diritto alla conservazione del posto sussiste fino a quattro mesi successivi alla dimissione stessa.
Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di malattia ed infortuni valgono le norme di legge e regolamenti vigenti.
Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili, durante la giornata.
I periodi di riposo di cui al precedente comma hanno la durata di un' ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro; essi comportano il diritto della lavoratrice ad uscire dall’azienda.
La lavoratrice in stato di gravidanza è tenuta ad esibire al datore di lavoro il certificato rilasciato da un ufficiale sanitario, da un medico dell’Opera maternità e infanzia o da un medico dell’Inam ed il datore di lavoro è tenuto a darne ricevuta.
Per usufruire dei benefici connessi col parto e il puerperio la lavoratrice è tenuta ad inviare al datore di lavoro, entro il 15o giorno successivo al parto, il certificato di nascita del bambino rilasciato dall’Ufficio di stato civile e il certificato di assistenza al parto, vidimato dal sindaco, previsto dal RDL 15-10-1936, n. 2128.
Il lavoratore ha l’obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri ed il segreto di ufficio, di usare modi cortesi col pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.
Il lavoratore ha l’obbligo di conservare diligentemente le merci ed i materiali, di cooperare alla prosperità dell’impresa.
È vietato al personale ritornare nei locali dell’azienda e trattenersi oltre l’orario prescritto, se non per ragioni di servizio e con l’autorizzazione dell’azienda, salvo quanto previsto dall’art. 118 del presente contratto. Non è consentito al personale di allontanarsi dal servizio durante l’orario se non per ragioni di lavoro e con permesso esplicito.
Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche per ragioni estranee al servizio. In tale caso è in facoltà del datore di lavoro di richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di un' ora al giorno e senza diritto ad alcuna maggiorazione.
In relazione anche alle norme contenute nel CCNL 28-6-1958, esteso erga omnes ai sensi della legge 14-7-1959, n. 741, nelle aziende che occupano da 10 dipendenti e sino a 15 le Organizzazioni sindacali stipulanti possono nominare congiuntamente un delegato aziendale, su indicazioni dei lavoratori, con compiti di intervento presso il datore di lavoro per l’applicazione dei contratti e delle leggi sul lavoro.
Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno dell’unità aziendale, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Le parti convengono che nelle unità produttive con più di 15 dipendenti la Filcams-Cgil, la Fisascat-Cisl e la Uidatca-Uil possono costituire, in sostituzione delle rappresentanze sindacali aziendali, consigli di delegati alle seguenti condizioni:
Le riunioni potranno essere tenute fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro, entro il limite massimo di dodici ore annue* , per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
Le riunioni potranno riguardare le generalità dei lavoratori in forza nell’unità o gruppi di essi.
Lo svolgimento delle riunioni durante l’orario di lavoro dovrà avere luogo comunque con modalità che tengano conto dell’esigenza di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia dei beni e degli impianti ed il servizio di vendita al pubblico; tali modalità saranno concordate aziendalmente con l’intervento delle Organizzazioni sindacali locali aderenti o facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti.
*Così modificato, a decorrere dal 1 gennaio 1977, in forza dell'art. 19 dell'Accordo 25 settembre 1976.
Titolo XXIXbis - Tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori
Al fine di migliorare le condizioni ambientali di lavoro, nelle aziende che occupano più di 15 dipendenti, il Consiglio dei delegati e, in mancanza, la rappresentanza aziendale, può promuovere, ai sensi dell’art. 9 della legge 20-5-1970, n. 300, la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e la integrità fisica dei lavoratori.
Per tutte le controversie individuali relative all’applicazione del presente contratto, e di altri contratti ed accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente contratto, è prescritto il tentativo di conciliazione da esperirsi presso l’Associazione o Unione dei commercianti competente per territorio, aderente alla Confederazione generale italiana del commercio e del turismo, con l’assistenza:
Dalla data di ricevimento della lettera raccomandata prevista nei capoversi precedenti decorre il termine di cui al terzo comma del seguente art. 124.
I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in cinque copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai rappresentanti delle rispettive associazioni. Copia del verbale sarà inviata dall’Associazione dei commercianti all’Ufficio del lavoro competente per territorio, per gli effetti dell’art. 12 della legge 22-7-1961, n. 628, e di ogni altra norma relativa alla conciliazione delle vertenze di lavoro da parte dei predetti uffici. Le altre copie resteranno a disposizione delle parti interessate e delle rispettive Organizzazioni sindacali.
I relativi verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatto in cinque copie, devono recare le firme delle parti interessate, dei rappresentanti delle rispettive associazioni sindacali e del Direttore dell’Ufficio del lavoro o di un suo delegato.
Le parti interessate potranno adire il magistrato solo dopo avere esperito con esito negativo anche il secondo tentativo di composizione; le parti sono tuttavia libere di iniziare l’eventuale azione giudiziaria qualora l’intera procedura di conciliazione non sia esaurita alla scadenza del termine di trenta giorni dalla denuncia della controversia all’Associazione territoriale dei commercianti.
È istituita in Roma, presso la Confederazione generale italiana del commercio e del turismo, la commissione paritetica nazionale che dovrà esaminare tutte le controversie di interpretazione e di applicazione di interi istituti o di singole clausole contrattuali.
A detta commissione dovranno rivolgersi, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, le Organizzazioni sindacali locali facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti detto contratto o le aziende aderenti alla Confcommercio tramite le Associazioni locali dei commercianti o nazionali di categoria. Della commissione paritetica nazionale fanno parte di diritto le parti stipulanti il presente contratto.
In pendenza di procedura presso la commissione nazionale, le Organizzazioni sindacali interessate non potranno prendere alcun' altra iniziativa, entro 45 giorni.
Nelle aziende che abbiano, anche in più punti di vendita, nell’ambito di una stessa provincia:
- almeno quaranta dipendenti fino al 30-6-1977;
- più di trentacinque dipendenti dal 1-7-1977 al 31-12-1978;
- più di trenta dipendenti dal 1-1-1979, potranno essere concordate particolari norme riguardanti:
1) turni o nastri orari;
2) tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori nell’ambito delle norme dell’art. 9 della legge 20-5-1970, n. 300, nonché le modalità di svolgimento dell’attività dei patronati ai sensi dell’art. 12 della citata legge.
La relativa contrattazione dovrà svolgersi con l’intervento delle rispettive Organizzazioni sindacali locali aderenti o facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti.
Eventuali nuove qualifiche esistenti nelle aziende di cui al presente articolo del presente contratto e non equiparabili a quelle comprese nella nuova classificazione di cui al titolo II del presente contratto formeranno oggetto di esame in sede di azienda, di gruppo o di società da parte delle Organizzazioni nazionali firmatarie del presente contratto e delle loro articolazioni locali.
I contratti ed accordi provinciali integrativi del CCNL 31-7-1970 non potranno essere rinnovati, integrati e modificati per tutto il periodo di validità del presente contratto.
Le norme contenute nei contratti ed accordi provinciali vigenti che non siano in contrasto con le norme del presente contratto nazionale seguiteranno ad avere efficacia fino alla scadenza di detto contratto.
Le parti, ferme restando l’autonomia imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali, convengono quanto segue:
1) Le Associazioni territoriali imprenditoriali forniranno, di norma annualmente, alle Organizzazioni sindacali provinciali nel corso di un apposito incontro informazioni globali - articolate per comparti merceologici - riguardanti le previsioni di adeguamento della rete distributiva, le prospettive di sviluppo del settore, i programmi che comportano nuovi insediamenti anche in relazione alla normativa vigente in materia.
Conseguentemente, nel corso di tale incontro, l’Associazione territoriale imprenditoriale informerà le predette Organizzazioni delle prevedibili implicazioni sull’occupazione.
2) Annualmente le aziende che occupano complessivamente più di:
a) 250 dipendenti se operano nell’ambito di una sola provincia;
b) 350 dipendenti se operano nell’ambito di una sola regione;
c) 500 dipendenti se operano nell’ambito nazionale, forniranno alle Organizzazioni sindacali provinciali, nel corso di un apposito incontro, convocato dall’Associazione territoriale imprenditoriale dell’area di competenza, informazioni sulle prospettive di sviluppo e di adeguamento dell’azienda e sui programmi che comportino nuovi insediamenti. Qualora l’informazione abbia per oggetto problemi e dimensioni di carattere regionale o nazionale, l’incontro si svolgerà ai relativi livelli, convocato dalle rispettive Organizzazioni imprenditoriali.
Nel corso di tale incontro il sindacato verrà informato delle prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sui criteri della loro localizzazione, sugli eventuali problemi della situazione dei lavoratori, con particolare riguardo all’occupazione ed alla mobilità del personale.
Le parti, considerata la necessità di favorire il processo di razionalizzazione del settore, concordano sull’opportunità di porre in essere le iniziative più idonee al fine di una reciproca informazione per la verifica delle rispettive posizioni e per il confronto sulla politica di sviluppo del settore.
A tal fine saranno promossi appositi incontri tra le Organizzazioni nazionali stipulanti e tra le rispettive articolazioni territoriali.
Le parti concordano altresì di esaminare le possibili modifiche dell’attuale disciplina legislativa relativa all’orario di apertura dei negozi.
Le parti si danno atto che la materia relativa agli appalti è disciplinata dalla legge 23-10-1960, n. 1369, che dispone norme in materia di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro, in base alle quali sono esclusi dagli appalti i lavori che sono strettamente pertinenti all’attività propria dell’azienda.
Le aziende appaltanti devono esigere dalle aziende appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartengono le aziende appaltatrici stesse e quelle di tutte le norme previdenziali ed antinfortunistiche. A tal fine sarà inserita apposita clausola nel capitolato d’appalto.
La norma di cui al precedente capoverso trova applicazione per le aziende previste dall’art. 127.
Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori ritengono necessario, nel contesto della propria autonoma strategia rivendicativa e tenendo conto dei risultati conseguiti con il presente Contratto collettivo di lavoro, di realizzare un funzionale coordinamento della contrattazione articolata a livello aziendale. Scopo delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori del commercio, nella presente fase, non è quello di privilegiare con la contrattazione articolata la componente retributiva, ma di ricollegare in termini sempre più coerenti le iniziative rivendicative aziendali con gli obiettivi del presente contratto e con quelli del movimento sindacale.
Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori del commercio, fermi restando i poteri e le funzioni degli organismi sindacali aziendali, reputano in questa fase di gestire l’applicazione del presente contratto di lavoro e l’iniziativa sindacale nelle aziende, predisponendo adeguate forme di intervento direttamente con tutte le loro strutture ed in particolare con i loro sindacati provinciali anche tenendo conto dei loro rapporti con la Confcommercio e le sue strutture territoriali, in tutte quelle situazioni che richiedono un accertamento ed un coordinamento con gli orientamenti di carattere nazionale e con le norme del presente contratto.
Per gli addetti alle rivendite di tabacchi e generi di monopolio, l’applicabilità del presente Contratto nazionale di lavoro è subordinata all’invio di lettera della Federazione unitaria delle confederazioni Cgil, Cisl e Uil al Ministero e alla Confcommercio, con la quale la Federazione stessa si impegna a non organizzare direttamente o indirettamente gli esercenti tabaccherie.