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Timestamp: 2019-07-16 15:09:32+00:00
Document Index: 135510869

Matched Legal Cases: ['art. 771', 'art. 64', 'art. 771', 'art. 1159', 'art. 771', 'art. 1159', 'art. 16', 'art. 771', 'art. 1438', 'art. 775', 'art. 775', 'art.771']

0769. Definizione - Foroeuropeo
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0769. Definizione
Codice Civile Libro Secondo: DELLE SUCCESSIONI Titolo V: DELLE DONAZIONI Capo I: DISPOSIZIONI GENERALI Art.769. Definizione.
1. La donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l'altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un'obbligazione.
Donazione - indiretta – disciplina - conferimenti in danaro eseguiti da un coniuge in favore dell’altro - finalità - comproprietà di un immobile - causa di liberalità- donazione indiretta - configurabilità in costanza di matrimonio - separazione personale - esclusione della donazione indiretta - applicabilità del regime patrimoniale matrimoniale - conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24160 del 04/10/2018 >>> L'attività con la quale il marito fornisce il denaro affinché la moglie divenga con lui comproprietaria di un immobile è riconducibile nell'ambito della donazione indiretta, così come sono ad essa riconducibili, finché dura il matrimonio, i conferimenti patrimoniali eseguiti spontaneamente dal donante, volti a finanziare lavori nell'immobile, giacché tali conferimenti hanno la stessa causa della donazione indiretta. Tuttavia, dopo la separazione personale dei coniugi, analoga finalità non può automaticamente attribuirsi ai pagamenti fatti dal marito o alle spese sostenute per l'immobile in comproprietà, poiché in tale ultimo caso non può ritenersi più sussistente la finalità di liberalità e tali spese dovranno considerarsi sostenute da uno dei comproprietari in regime di comunione, con l'applicazione delle regole ordinarie ad essa relative. Conseguentemente, il coniuge comproprietario potrà ripetere il 50% delle spese che ha sostenuto per la conservazione ed il miglioramento della cosa comune, purché abbia avvisato preliminarmente l'altro comproprietario e purché questi, a fronte di un intervento necessario, sia rimasto inerte. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24160 del 04/10/2018...
Donazione - oggetto - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 05/01/2017
Donazione di beni altrui - Nullità rilevabile d’ufficio – Sussistenza. La donazione dispositiva di un bene altrui, benché non espressamente disciplinata, deve ritenersi viziata da nullità rilevabile d’ufficio alla luce della complessiva disciplina dell'istituto ed, in particolare, dell'art. 771 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 144 del 05/01/2017 ...
Collazione d'immobili - miglioramenti, spese, deterioramenti - Nozione – Mutamento della destinazione urbanistica successivamente all’alienazione del fondo da parte del donatario - Esclusione - Fondamento. In tema di scioglimento della comunione erria, la collazione per imputazione di un immobile che, successivamente alla sua alienazione da parte del donatario, ma anteriormente all’apertura della successione, abbia subito un incremento di valore per effetto di una destinazione edificatoria insussistente all'atto dell'alienazione suddetta, va eseguita stimando il valore del bene al momento dell’apertura della successione e, dunque, tenendo conto anche di tale sopravvenuta attitudine urbanistica la quale, non dipendendo da un’attività del donatario o del terzo diretta ad incrementare il valore del bene, né essendo correlativa ad un esborso del donatario o all’arricchimento, corrispondente al valore delle opere realizzate, che il terzo abbia voluto porre in essere in favore di quello, non corrisponde alla finalità che sottende il regime dei miglioramenti della res “donata” e, pertanto, non ne condivide la disciplina. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20041 del 06/10/2016 ...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo gratuito – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13087 del 24/06/2015
Distinzione dagli atti compiuti per spirito di liberalità - Attribuzione patrimoniale effettuata dal coniuge fallito al momento della separazione - Atto a titolo gratuito - Configurabilità - Requisiti. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13087 del 24/06/2015 Ai fini dell'azione di inefficacia di cui all'art. 64 legge fall., atti a titolo gratuito non sono solo quelli posti in essere per spirito di liberalità, che è requisito necessario della donazione, ma anche gli atti caratterizzati semplicemente da una prestazione in assenza di corrispettivo. Ne consegue che, l'attribuzione patrimoniale effettuata da un coniuge, poi fallito, a favore dell'altro coniuge in vista della loro separazione, va qualificata come atto a titolo gratuito ove non abbia la funzione di integrare o sostituire quanto dovuto per il mantenimento suo o dei figli. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13087 del 24/06/2015 ...
Donazione - oggetto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 12782 del 23/05/2013
Donazione di beni altrui - Nullità - "Ratio" - Idoneità all'usucapione abbreviata - Fondamento. La donazione di cosa altrui, benché non espressamente disciplinata, deve ritenersi nulla alla stregua della disciplina complessiva della donazione e, in particolare, dell'art. 771 cod. civ., poiché il divieto di donazione dei beni futuri riguarda tutti gli atti perfezionati prima che il loro oggetto entri a comporre il patrimonio del donante; tale donazione, tuttavia, è idonea ai fini dell'usucapione decennale, poiché il titolo richiesto dall'art. 1159 cod. civ. deve essere suscettibile in astratto, e non in concreto, di determinare il trasferimento del diritto reale, ossia tale che l'acquisto del diritto si sarebbe senz'altro verificato se l'alienante ne fosse stato titolare. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 12782 del 23/05/2013 ...
Donazione - indiretta - negozio mezzo - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7480 del 25/03/2013
Donazione indiretta - Acquisto di quota di immobile con danaro della disponente ed intestazione ad altro soggetto - Impiego di danaro proveniente dall'attività di prostituzione della disponente - Nullità della donazione per l'illiceità della causa - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. La donazione indiretta, consistente nell'intestazione in favore del beneficiario di una quota di immobile acquistata con danaro proprio della disponente, proveniente dall'attività di meretricio di quest'ultima, dalla quale il primo traeva guadagno, non è affetta da nullità per illiceità della causa, rimanendo la condotta di sfruttamento della prostituzione irrilevante rispetto all'atto di liberalità, espressione di piena autonomia negoziale ed oggetto di semplice accettazione da parte del donatario. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7480 del 25/03/2013 ...
Donazione - oggetto - in genere - Donazione di beni altrui – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10356 del 05/05/2009
Nullità - Sussistenza - Fondamento - Idoneità a determinare comunque l'acquisto per usucapione abbreviata - Configurabilità - Fondamento - Limiti. La donazione dispositiva di un bene altrui, benché non espressamente disciplinata, deve ritenersi nulla alla luce della disciplina complessiva della donazione e, in particolare, dell'art. 771 cod. civ., poiché il divieto di donazione dei beni futuri ricomprende tutti gli atti perfezionati prima che il loro oggetto entri a comporre il patrimonio del donante; tale donazione, tuttavia, è idonea ai fini dell'usucapione decennale prevista dall'art. 1159 cod. civ., poiché il requisito, richiesto da questa norma, dell'esistenza di un titolo che legittimi l'acquisto della proprietà o di altro diritto reale di godimento, che sia stato debitamente trascritto, deve essere inteso nel senso che il titolo, tenuto conto della sostanza e della forma del negozio, deve essere suscettibile in astratto, e non in concreto, di determinare il trasferimento del diritto reale, ossia tale che l'acquisto del diritto si sarebbe senz'altro verificato se l'alienante ne fosse stato titolare. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10356 del 05/05/2009 ...
Contratto, stipulato a mezzo di pubblico funzionario, con impegno della pubblica amministrazione a cedere un'area di sua proprietà, nonché altra da espropriare, in favore di altra pubblica amministrazione - Natura giuridica - Donazione - Configurabilità - Nullità del contratto - Sussistenza - Fattispecie relativa ad impegno del Comune di Agrigento con la Provincia di Agrigento e con l'Intendenza di Finanza. L'atto con il quale una pubblica amministrazione, a mezzo di contratto stipulato da un pubblico funzionario, si obblighi a cedere gratuitamente al demanio dello Stato un'area di sua proprietà, nonché un'altra area che si impegni ad espropriare, costituisce una donazione nulla, sia perché, pur avendo la pubblica amministrazione la capacità di donare, non è ammissibile la figura del contratto preliminare di donazione, sia perché l'atto non può essere stipulato da un funzionario della pubblica amministrazione (possibilità limitata dall'art. 16 del R.D. n. 2440 del 1923 ai soli contratti a titolo oneroso), sia perché l'art. 771 cod. civ. vieta la donazione di beni futuri, ossia dell'area che non rientra nel patrimonio dell'amministrazione "donante" ma che la stessa si impegna ad espropriare (nella specie, nell'anno 1936, il Comune di Agrigento aveva stipulato un siffatto contratto con la Provincia di Agrigento e con l'Intendenza di Finanza. Il primo s'era obbligato a cedere un'area di sua proprietà ed altra da espropriare, la seconda s'era obbligata a costruirvi la caserma per la Milizia Volontaria della Sicurezza Nazionale Fascista, da consegnare dopo il collaudo al demanio dello Stato, la terza s'era obbligata a pagare ratealmente alla Provincia una somma di denaro. La S.C., in applicazione dell'enunciato principio di diritto, ha ritenuto che il menzionato contratto debba essere qualificato come una donazione, nulla per le esposte ragioni). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11311 del 18/12/1996 ...
Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3350 del 05/06/1985
Per vizi del consenso - violenza - minaccia di far valere un diritto (violenza morale) - finalità di perseguire un vantaggio non dovuto, o superiore a quello dovuto, o comunque iniquo - fattispecie in tema di donazione tra coniugi.* La minaccia di far valere un diritto, ai sensi dell'art. 1438 cod. civ., può costituire ragione di annullamento del contratto solo quando sia diretta a conseguire un vantaggio non dovuto, o superiore a quello dovuto, o comunque iniquo. Pertanto, con riguardo alla donazione fra coniugi, che sia stata stipulata dietro la minaccia dell'uno di chiedere la separazione personale per fatti addebitabili all'altro (nella specie, relazione extraconiugale), deve escludersi l'indicata annullabilità del contratto, quando il trasferimento dei beni donati non comporti un indebito profitto del donatario, ma si traduca nel riequilibrio di una precedente situazione ingiusta per il donatario medesimo (nella specie, essendo rivolta a restituirgli i frutti di attività lavorativa). ( V 3611/80, mass n 407463).* Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3350 del 05/06/1985 ...
Donazione - facoltà del donante - donazione modale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6414 del 06/12/1984
Remuneratoria - capacità - di donare - donazione dell'incapace - annullamento delle donazioni remuneratorie e modali - disposto ex art. 775 cod. Civ..* 072081 437999* 072015 437999* Rientrano fra i contratti a titolo gratuito, e non fra quelli commutativi, sia le donazioni remuneratorie, fatte per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario, sia quelle modali, in cui il "modus", che è limitazione del beneficio mediante un'obbligazione accessoria posta a carico del donatario, non può equipararsi alla controprestazione propria dei contratti a titolo oneroso, e non è perciò idoneo a mutare la causa del contratto, che resta a titolo gratuito. Di conseguenza, per l'annullamento delle donazioni remuneratorie e modali, come di ogni altra donazione fatta da persona incapace di intendere e di volere, non sono richiesti, à sensi dello specifico disposto dell'art. 775 cod. civ. ne' il pregiudizio del donante, ne' la malafede del donatario trovando riferimento tali condizioni, previste dagli artt. 428 e 1425 cod. civ., in rapporti di corrispettività e di equivalenza tra le prestazioni che sono pertinenti ai soli contratti a titolo oneroso. ( V 1668/73, mass n 364568; ( V 748/72, mass n 356902).* Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6414 del 06/12/1984 ...
Donazione - donazione remunerazione in correlazione a prestazioni ricevute – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1398 del 24/04/1957
Regime - criterio della prevalenza. Donazione - donazione di beni futuri - limiti. Dal comminato disposto degli artt. 769 e 770 cod. civ. si ricava espressamente che rientra nello schema della donazione anche la cosiddetta donazione remunerativa, nella quale la liberalità si presenta determinata da ragioni di riconoscenza o da meriti particolari del donatario, ovvero dall'intento di remunerare un servizio specifico mentre a tale remunerazione il donante non è tenuto ne' per legge ne' per l'uso ne' per il costume sociale. Peraltro nella situazione in cui la elargizione da parte del donante sia diretta anche al soddisfacimento di prestazioni ricevute non ricorre l'ipotesi di due negozi distinti, da identificarsi, uno, in una donazione in pagamento (fino alla concorrenza del normale valore dei servizi resi dal soggetto che figura come donatario), e da identificarsi, l'altro, in una donazione il cui contenuto sarebbe dato dalla eccedenza rispetto al valore di cui sopra, sebbene quella di un unico negozio a carattere misto, contraddistinto da un'unica causale, ma da motivi molteplici, a carattere in parte oneroso e in parte gratuito. La regolamentazione del rapporto sopra menzionato deve ricercarsi in base al criterio della prevalenza. Pertanto deve ritenersi che il negozio rientri nella figura della donazione remuneratoria, con conseguente necessità dell'atto pubblico, nel caso in cui si dimostri prevalente l'animus donandi: e costituisca invece un semplice negozio a titolo oneroso senza necessità della Forma dell'atto pubblico, nel caso in cui il fine remuneratorio si rilevi assorbente rispetto all'animus donandi. L'art.771 cod. civ. non esclude che, di fatto, anche l'attribuzione di beni futuri possa essere compresa nell'oggetto di una donazione, ma si limita a sancire la nullità della donazione stessa per quanto attiene ai predetti beni futuri. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1398 del 24/04/1957 ...