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Timestamp: 2017-02-21 21:17:10+00:00
Document Index: 117023184

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'DTF ', 'sentenza ', 'arti 2', 'sentenza ', 'e contrario', 'art. 46', 'art. 100', 'art. 89', 'art. 106', 'art. 99', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 105', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arto 2', 'arto 2']

2C_419/2012 (02.11.2012)
2C_419/2012
2C_420/2012
patrocinata dall'avv. Stefano Arnold,
La B.________ è una società in nome collettivo con sede nel Cantone Zurigo, la cui attività, secondo il registro di commercio, consiste nell'acquisto, nella vendita e nell'amministrazione di immobili, compresa l'amministrazione di alberghi e ristoranti, così come nella partecipazione ad altre imprese.
C.A.________ era socio di tale società in ragione di 1/5. Alla sua morte detta quota è passata ad una comunione ereditaria composta dalla vedova A.A.________ (in ragione di 1/2) e dai figli D.A.________, E.A.________ e F.A.________ (in ragione di 1/6 ciascuno).
Con decisione del 1° aprile 2009, relativa all'anno 2004, A.A.________ è stata tassata sulla base dei fattori che seguono:
In quel contesto, l'autorità fiscale ha in particolare quantificato la quota della contribuente nella B.________ in fr. 3'966'311.-- ed in fr. 205'649.-- il reddito ad essa relativo, cui andava aggiunto, per la sola imposta federale diretta, un reddito straordinario di fr. 418'411.-- riconducibile alla vendita di un immobile a Y.________ (Cantone Zurigo).
Il reclamo interposto da A.A.________ contro la decisione dell'Ufficio circondariale di tassazione competente è stato respinto il 7 gennaio 2010. Adita successivamente, la Camera di diritto tributario ha da parte sua dichiarato irricevibile il ricorso in materia d'imposta cantonale e respinto il ricorso in materia d'imposta federale diretta con sentenza del 13 marzo 2012.
Davanti a tutte le istanze cantonali, A.A.________ ha in sostanza contestato, senza successo, il carattere commerciale della partecipazione nella citata società in nome collettivo.
L'8 maggio 2012, A.A.________ (ricorrente) ha impugnato il giudizio della Camera di diritto tributario con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale. Facendo valere un accertamento manifestamente inesatto dei fatti e la violazione del diritto federale, segnatamente di rango costituzionale, sostiene nuovamente che i fattori imponibili riconducibili alle proprietà della società in nome collettivo siano in realtà da considerare parte del suo patrimonio privato.
1.1 La Corte cantonale si è lecitamente pronunciata in un solo giudizio sia sull'imposta cantonale che sull'imposta federale diretta; in queste circostanze, la ricorrente poteva anch'essa formulare critiche e conclusioni valide per le due categorie di imposte, senza procedere a ulteriori distinzioni (DTF 135 II 260 consid. 1.3 pag. 262 seg.).
Siccome vi sono Cantoni che emanano in ogni caso decisioni indipendenti, per ciascun tipo d'imposta, il Tribunale federale ha aperto comunque due incarti distinti, per l'imposta cantonale (2C_419/2012) e per l'imposta federale diretta (2C_420/2012), che si giustifica nel seguito di congiungere (sentenza 2C_123/2012 dell'8 agosto 2012 consid. 1).
Considerato che dagli atti potrebbero emergere circostanze ignote ai ricorrenti insorti contro le due ulteriori sentenze emesse dalla Corte cantonale sul medesimo complesso di fatti, la richiesta di congiunzione con gli incarti 2C_415-6/2012 e 2C_417-8/2012, concernenti appunto degli altri contribuenti, non può invece essere accolta (sentenza 2C_75/2007 del 9 novembre 2007 consid. 1.2 e contrario).
Esso è stato presentato in tempo utile dalla destinataria del giudizio contestato (art. 46 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 100 cpv. 1 LTF, con un interesse al suo annullamento (art. 89 cpv. 1 LTF).
2.3.1 Oltre che per i molteplici rinvii a norme e principi costituzionali di cui la lesione viene in pratica solo affermata, ciò vale pure per la maggior parte dei rimproveri di accertamento dei fatti manifestamente inesatto da parte della Corte cantonale. Anche questa critica sfocia in effetti in una censura, quella dell'arbitrio, che la ricorrente sarebbe stata tenuta a formulare conformemente all'art. 106 cpv. 2 LTF.
2.3.2 Visto che davanti al Tribunale federale possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione impugnata (art. 99 cpv. 1 LTF), aspetto che competeva all'insorgente sostanziare, non potrà infine nemmeno essere dato seguito alla richiesta di assunzione di nuove prove formulata con il ricorso (sentenza 2C_244/2011 del 3 febbraio 2012 consid. 2.4).
Il ricorso verte sulla corretta attribuzione dei fattori imponibili relativi alla quota detenuta dalla ricorrente nella società in nome collettivo B.________, con sede nel Cantone Zurigo.
Come davanti alle istanze precedenti, l'insorgente sostiene che la società non avrebbe mai esercitato rispettivamente non eserciterebbe da tempo più alcuna attività commerciale, ragione per cui il suo patrimonio costituirebbe, da sempre o comunque da molto, sostanza privata dei soci.
3.1 Investita anch'essa della questione a sapere se detti fattori fossero da considerare parte della sostanza commerciale o di quella privata della ricorrente, la Camera di diritto tributario ha rilevato che, per quanto riguarda l'imposta cantonale, la domanda sollevata non aveva nessuna importanza pratica e che, in questo ambito, non vi era pertanto interesse a ricorrere.
3.3 Di conseguenza, ha confermato anche che, a differenza di quanto richiesto dalla ricorrente, l'utile conseguito con la cessione dell'immobile di Y.________ (Cantone Zurigo) da parte della B.________ non poteva in realtà beneficiare dell'esenzione prevista dall'art. 16 cpv. 3 LIFD della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta.
Gli utili in capitale conseguiti nella realizzazione di sostanza privata sono per contro esenti da imposta (art. 16 cpv. 3 LIFD, cui si richiama la ricorrente).
4.2 Come già osservato, la Corte cantonale è giunta di fatto alla conclusione che l'insorgente non poteva beneficiare dell'esenzione prevista dall'art. 16 cpv. 3 LIFD, poiché il patrimonio della società collettiva, di cui faceva parte l'immobile ceduto a Y.________ (Cantone Zurigo), costituiva sostanza commerciale e non privata.
Preso atto di come nemmeno la ricorrente negasse che la società avesse esercitato in passato delle attività commerciali, detta Corte ha in effetti ritenuto che, anche nel caso in cui tale attività sia nel frattempo cessata, essa non abbia dimostrato alcun passaggio dei beni impiegati a tale scopo nella sostanza privata dei soci.
Basandosi sui contenuti dell'impugnativa davanti ad essa interposta, nel querelato giudizio la Corte Cantonale ha innanzitutto considerato un fatto accertato che la società in nome collettivo abbia in passato svolto un'attività commerciale. La ricorrente contesta invece tale conclusione, sostenendo che sia frutto di un accertamento manifestamente inesatto dei fatti.
5.1 A ragione l'insorgente sottolinea che i Giudici cantonali sono giunti a dare per acquisito l'esercizio di un'attività commerciale da parte della B.________ fondandosi su prese di posizione che erano in realtà formulate in maniera solo eventuale (ricorso del 3 marzo 2010, pag. 3). La questione da lei sollevata, può tuttavia essere lasciata aperta, poiché la conclusione di detti Giudici - relativa all'originaria appartenenza dei beni alla sostanza commerciale - si giustificava comunque per un altro motivo.
5.1.3 A tutto ciò si aggiunge inoltre che, secondo i vincolanti accertamenti della Corte cantonale (art. 105 cpv. 1 LTF), da essa a ragione evidenziati, la stessa contabilità della B.________ - che la società era appunto obbligata a tenere - ha attribuito agli immobili un valore contabile e ha addirittura qualificato quale "provento straordinario" l'utile conseguito con la vendita dell'immobile in discussione. Sempre secondo giurisprudenza, nello stabilire l'appartenenza di un determinato bene alla sostanza commerciale, anche il trattamento contabile è infatti un aspetto cui viene attribuito un particolare rilievo probatorio (sentenza 2A.228/2006 del 28 novembre 2006 consid. 2.2 con ulteriori rinvii).
In base a quanto rilevato (precedente consid. 4.3), l'onere della prova relativo ad un simile passaggio non grava in effetti il fisco - al quale non può per altro essere chiesto di dimostrare un fatto negativo - bensì alla contribuente stessa (sentenza 2A.105/2007 del 3 settembre 2007 consid. 5.2).
5.3 Assodato che alla ricorrente sarebbe spettato ribaltare la presunzione di cui si è detto (precedente consid. 5.1) o, in subordine, dimostrare il passaggio dalla sostanza commerciale a quella privata dei beni in discussione (precedente consid. 5.2), resta da esaminare la censura, con la quale sostiene la mancata presa in considerazione da parte della Camera di diritto tributario delle prove offerte, quindi la violazione del suo diritto di essere sentita.
5.3.2 La ricorrente lamenta in concreto di non essere stata sentita personalmente così come la mancata ricerca "negli archivi delle autorità fiscali interessate della documentazione storica" riguardante la B.________, prove la cui assunzione sarebbe stata chiesta dalla sua rappresentante con il ricorso inoltrato alla Camera di diritto tributario.
In merito alla richiesta di audizione, la censura è manifestamente infondata. Così come indicato dalla Camera di diritto tributario nella risposta inoltrata al Tribunale federale, un'audizione davanti alla Corte cantonale ha infatti avuto luogo il 21 dicembre 2010, come da verbale accluso agli atti, sottoscritto tra gli altri anche dalla precedente rappresentante della ricorrente.
La critica è però infondata anche per quanto riguarda la mancata ricerca "negli archivi delle autorità fiscali interessate della documentazione storica" riguardante la B.________. Contrariamente a quanto sostenuto davanti al Tribunale federale, forse perché a torto convinta che l'onere della prova non fosse a suo carico, la ricorrente non ha a suo tempo affatto richiesto l'assunzione di simile prova. Si è in effetti limitata ad osservare che, se la Corte cantonale lo avesse voluto, avrebbe potuto ordinarla ma che, a suo avviso, ciò non fosse necessario (ricorso del 3 marzo 2010, pag. 3).
In via abbondanziale può inoltre essere aggiunto che, quand'anche avesse presentato una vera e propria richiesta in tal senso, essa era formulata in maniera talmente generica che la Corte cantonale avrebbe potuto comunque non darvi seguito senza con ciò ledere il diritto di essere sentita della ricorrente (sentenze 2A.408/2001 del 6 giugno 2002 consid. 3.4; 2P.53/1993 del 19 gennaio 1995 in StE 1995 A 21.13 Nr. 4; MARTIN ZWEIFEL/HUGO CASANOVA, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht, 2008, pag. 152 n. 30).
5.3.3 La Corte cantonale non ha quindi violato nemmeno il diritto di essere sentita della ricorrente.
6.2 Pur contestandole, l'impugnativa non si confronta realmente con le puntuali motivazioni addotte a sostegno di tale conclusione. Nono-stante la decisione d'inammissibilità presa dalla Corte cantonale, essa continua inoltre a chiedere che i fattori imponibili riconducibili alle proprietà della società in nome collettivo siano considerati patrimonio privato anche per quanto riguarda l'imposta cantonale.
Le cause 2C_419/2012 e 2C_420/2012 sono congiunte.
In riferimento all'imposta federale diretta (incarto 2C_420/2012), il ricorso in materia di diritto pubblico, nella misura in cui è ammissibile, è respinto.
In riferimento all'imposta cantonale (incarto 2C_419/2012), il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile.
Comunicazione al patrocinatore della ricorrente, alla Divisione delle contribuzioni e alla Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nonché all'Amministrazione federale delle contribuzioni, Divisione principale imposta federale diretta, imposta preventiva, tasse di bollo.