Source: https://www.osservatoriopenale.it/categoria/diritto-penale/
Timestamp: 2019-04-25 09:01:47+00:00
Document Index: 81861685

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 469', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diritto Penale - Osservatorio Penale
Risponde di falso ideologico in atto pubblico per induzione, a norma degli artt. 48 e 479 cod. pen., il privato che, dichiarando false generalità mediante esibizione di un documento di identità alterato, trae in inganno il pubblico ufficiale cagionando volontariamente una falsa attestazione circa i dati anagrafici dello stipulante, a nulla rilevando che il pubblico ufficiale, nel raccogliere la dichiarazione, sia tenuto, in base alla legge professionale, ad accertarsi dell’identità della persona che si costituisce nell’atto.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 15 febbraio – 28 marzo 2019, n. 13666)
Accesso autorizzato al fascicolo e fotocopie dei documenti
Non si configura il furto militare, neppure nella ipotesi del furto d’uso, a carico del soggetto che, senza autorizzazione, fotocopia i documenti contenuti nel fascicolo che era stato oralmente autorizzato a consultare, poiché i documenti non possono dirsi sottratti, né usciti dalla disponibilità dell’amministrazione militare: il momentaneo possesso degli stessi al fine di fotocopiarli non può configurare il reato contestato.
(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 22 gennaio 2014, n. 16713)
Integra il delitto di cui all’art. 469 c.p. (contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione o certificazione e uso della cosa contraffatta) la condotta di colui che utilizza un biglietto di una partita di calcio con il sigillo fiscale contraffatto, posto che per impronta di pubblica autenticazione o certificazione si intende non solo quella proveniente da un ente pubblico, ma anche quella imposta dalla legge su determinati beni al fine di garantire al fruitore le autenticità della provenienza e della correlativa certificazione.
(Cass. Sez. II^ Penale, sentenza 8-22 gennaio 2019, n. 4419)
Con una sentenza risalente al 2003, ma ancora attuale, la Sesta Sezione della Suprema, prendendo le mosse da un principio di diritto consacrato in una massima del lontano 1955, ha stabilito che essendo la calunnia un reato di pericolo, alla cui configurazione è sufficiente l’astratta possibilità dell’inizio di un procedimento penale, una tale possibilità resta esclusa non solo nell’ipotesi, in cui la falsa accusa abbia ad oggetto fatti manifestamente inverosimili, ma anche nell’ipotesi, in cui l’esercizio dell’azione penale sia paralizzato da una condizione di procedibilità, purché tale difetto sia a sua volta evidente ed escluda immediatamente la possibilità di un seguito alla notizia di reato.
(Cass. Penale Sezione VI, sentenza16 dicembre 2002 – 16 gennaio 20003)
Difensore d’ufficio immediatamente reperibile
Stefano Leo ucciso, il padre: “Sono disperato, è assurdo. Me ne vado dall’Italia, ormai giustifichiamo tutti” https://t.co/fBscFz2ff7 di @fattoquotidiano
Norme sempre più connotate da un cupo e cinico populismo giustizialista: astensione dalle udienze per i giorni 8, 9 e 10 maggio.
In allegato la delibera ➡️ https://t.co/S7TqivwrQ0
Reply on TwitterRetweet on Twitter47Like on Twitter57Twitter
Anche i gatti riconoscono quando li chiamiamo per nome @LaStampa https://t.co/lQQtccSuTF