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Timestamp: 2020-07-05 22:52:45+00:00
Document Index: 132685126

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 409', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 110', 'art. 14']

Il regime delle incompatibilità lavorative/professionali del personale docente - Gilda Venezia
NormativaPrecari norme Autore:	Gilda Venezia - 04 Marzo 2015 / 10 : 01
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da vivoscuola, 2012
– Il tema delle incompatibilità e del cumulo di impieghi per i dipendenti della pubblica amministrazione è complesso, in quanto la relativa disciplina è frammentaria, non priva di dubbi applicativi e caratterizzata da un continuo susseguirsi delle disposizioni in materia, spesso non chiare ed a volte poco coerenti.
lo svolgimento di altre attività alle dipendenze di soggetti pubblici [7] o privati, ossia rapporti di lavoro subordinato, anche a tempo determinato;
l’esercizio di attività d’impresa[8], commerciale e professionale.
industriale diretta alla produzione di beni o servizi;
intermediaria nella circolazione dei beni;
di trasporto per terra, aria, acqua;
bancaria e assicurativa;
ausiliaria delle attività precedenti.
l’assunzione di cariche in società di persone o di capitali aventi scopo di lucro, tranne società o enti la cui nomina è riservata allo Stato, previa autorizzazione del ministro competente e tranne le società cooperative[10].
la temporaneità e l’occasionalità dell’incarico[27]: sono autorizzabili le attività, non comprese nei compiti e doveri di ufficio, esercitate sporadicamente ed occasionalmente, anche se eseguite periodicamente e retribuite, qualora per l’aspetto quantitativo e per la mancanza di abitualità non diano luogo ad interferenze con l’impiego;
il non conflitto[28] con gli interessi dell’amministrazione e con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione;
la compatibilità dell’impegno lavorativo derivante dall’incarico con l’attività lavorativa di servizio cui il dipendente è addetto tale da non pregiudicarne il regolare svolgimento;
le attività rese a titolo gratuito presso associazioni di volontariato o cooperative a carattere socio-assistenziale senza scopo di lucro;
le attività che siano espressive di diritti della personalità, di associazione e di manifestazione del pensiero, quali le collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie e simili; le stesse sono consentite purché non interferiscano con le esigenze del servizio e, se a titolo oneroso, sono assoggettate ad autorizzazione. Per le attività svolte a titolo gratuito è necessario valutare caso per caso la loro compatibilità con il rapporto di lavoro in essere per cui resta fermo l’obbligo di chiedere ugualmente la prescritta autorizzazione [35];
la partecipazione a convegni e seminari e la pubblicazione di propri scritti [36], se effettuate a titolo gratuito ovvero nel caso in cui venga percepito unicamente il rimborso spese [37];
tutte le attività per le quali è corrisposto il solo rimborso delle spese documentate[38];
gli incarichi per i quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo. Non rientrano in tali ipotesi le attività svolte durante periodi di aspettativa per motivi personali, per i quali permane il regime ordinario delle incompatibilità (non è possibile svolgere altra attività lavorativa retribuita)[39];
le partecipazioni a società a titolo di semplice socio.
Per il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno vigono particolari disposizioni legislative[40] che attenuano il dovere di esclusività. Quando, infatti, l’orario di lavoro prestato non supera la metà di quello ordinario, la legittimità di attività extra-istituzionali diventa la regola, mentre il diniego assume carattere residuale.
le ulteriori attività lavorative non devono arrecare pregiudizio alle esigenze di servizio, ossia non si devono porre in conflitto di interessi con le attività della stessa amministrazione/istituto scolastico [41];
è consentito instaurare anche un rapporto di lavoro di tipo subordinato, ma non alle dipendenze di altre pubbliche amministrazioni [42].
prevede le medesime incompatibilità che vigono per il personale di ruolo. Infatti, la legge 19 marzo 1955, n. 160, all’art. 7 precisa che “le norme vigenti per i professori di ruolo concernenti … le lezioni private e le incompatibilità con altri uffici o professioni, si applicano anche ai professori non di ruolo…” [44];
prevede la possibilità di rapporto di lavoro a tempo parziale – ossia un tipo di rapporto di lavoro che consente, seppur entro certi limiti, di esercitare attività extra-istituzionali generalmente non ammesse – solo per il personale con contratto a tempo indeterminato [45].
fare ricorso a forme di lavoro non subordinato rispettando precisi limiti: la norma generale, contenuta nel comma 6 dell’art. 7 del D. Lgs. n. 29/93, consente il conferimento di “incarichi individuali ad esperti di provata competenza“, solo per “esigenze cui [le PP.AA.] non possono far fronte con il personale in servizio ” e “determinando preventivamente durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione” [58].
La collaborazione coordinata e continuativa presenta caratteristiche proprie sia del lavoro autonomo sia del lavoro subordinato: per questo è definita anche rapporto di lavoro “parasubordinato” o “atipico”. Una sua definizione si rinviene nell’art. 409, n. 3, c.p.c. che elenca, a titolo esemplificativo, alcune ipotesi di collaborazione coordinata e continuativa[59], che si concretino in una “prestazione d’opera coordinata e continuativa, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato“.
la collaborazione, ossia lo svolgimento di ogni attività rivolta al raggiungimento degli scopi che il committente[61] ha determinato;
la coordinazione, ossia la possibilità per il committente di fornire direttive di massima al collaboratore nei limiti della sua autonomia. E’ importante sottolineare il fatto che il committente non può esercitare il suo potere direttivo per indirizzare la prestazione svolta dal collaboratore;
la continuità, cioè il perdurare nel tempo della collaborazione, anche se possono presentarsi eventuali pause ed intermittenze durante il periodo contrattuale; ha, quindi, carattere unitario di durata ed è svolta in modo non saltuario;
la personalità, nel senso che ciò che prevale è il lavoro personale del collaboratore.
Tale tipo di rapporto sussiste nel momento in cui il prestatore collabora, senza alcun vincolo di subordinazione, con prestazioni continue inserendosi nell’organizzazione del committente, secondo le indicazioni (ed anche la coordinazione) dello stesso[62]. Tali prestazioni sono retribuite con periodicità e con ammontare determinato o determinabile, con riferimento all’intera durata della prestazione.
sindaci e revisori di società
componenti di collegi e commissioni
collaboratori a giornali, riviste, enciclopedie e libri
soci – amministratori
i venditori a domicilio[65]
non siano di pregiudizio alla funzione docente;
siano compatibili con l’orario di insegnamento e di servizio;
siano esplicate previa autorizzazione del Dirigente scolastico.
Tuttavia, la libera professione deve essere esercitata nel rispetto di alcuni limiti[81]:
le amministrazioni pubbliche non possono conferire direttamente[82] incarichi esterni di natura professionale a chi è dipendente anche di un’altra amministrazione e che eserciti,…[83], una libera professione.
E’ fatto divieto di conferire incarichi professionali da parte dell’amministrazione di appartenenza[84]. Nel caso specifico dei docenti, non sono ammesse, ad esempio, eventuali consulenze a favore della scuola[85]. Tale divieto è inteso ad ovviare ai pericoli di possibili condizionamenti e favoritismi che possono configurarsi in relazione all’eventualità che l’amministrazione pubblica conferisca e, cioè, conceda discrezionalmente, incarichi professionali non d’ufficio a soggetti che sono contemporaneamente suoi dipendenti.
L’esercizio della professione legale non può riguardare controversie nelle quali sia parte una pubblica amministrazione[86].
Naturalmente, la compatibilità tra la libera professione e la funzione docente è diversa dal legittimo esercizio delle singole professioni, dato che numerose discipline settoriali individuano i requisiti necessari ai fini dell’iscrizione in albi [89]o elenchi professionali e prevedono, a loro volta, situazioni di incompatibilità. Quindi, la possibilità di esercizio di una libera professione non preclude il potere degli ordini professionali di valutare il possesso degli ulteriori requisiti per l’iscrizione, quali il superamento degli esami di abilitazione o il godimento dei diritti civili [90].
la partecipazione a società cooperative purché l’impegno e le modalità di svolgimento non interferiscano con l’attività istituzionale;
la partecipazione in qualità di amministratore a società cooperative purché non ci sia conflitto di interessi tra l’attività gestionale del dipendente e le competenze dell’amministrazione.
[10] L’art. 2, comma 3 del D.P.G.P. 30.11.1998, N. 39-111/Leg., modificato con D.P.G.P. 17.1.2002, n. 2-92/Leg. (Regolamento concernente le autorizzazioni allo svolgimento di attività e incarichi compatibili con il rapporto di pubblico impiego presso la P.A.T. e Anagrafe degli incarichi dei dipendenti provinciali e degli enti funzionali) prevede espressamente quattro ipotesi in cui è consentita l’assunzione di cariche in società o enti costituiti ai fini di lucro, ossia 1. assunzione di cariche in società o enti partecipati dalla Provincia o da un ente pubblico, nonché in società controllate o partecipate dai medesimi, su loro designazione;
[27] A titolo indicativo l’attività non può avere, di norma, durata superiore ad un anno o, comunque, comportare un impegno eccessivamente gravoso e prolungato nel tempo tale da far venir meno il requisito dell’occasionalità. Dal sito Internethttp://www.unibo.it/avl/vita/personal/gestione/circolare_nulla_osta_incarichi.htm, circolare n. 4580 del 25 settembre 2001, Università di Bologna. E’ ammessa, pertanto, anche la collaborazione coordinata e continuativa sempre che siano esplicitamente definite, in via preventiva, ossia all’atto della stipulazione di tale contratto, durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Il medesimo orientamento è stato adottato anche dalla P.A.T. che ammette tali collaborazioni, sempre nel rispetto dei limiti generali sull’incompatibilità e purché la collaborazione coordinata e continuativa abbia carattere di “occasionalità”.
[46] In deroga ai divieti introdotti dalle norme sull’incompatibilità, per il personale insegnante è necessario tenere presente che l’art. 4 del D.M. 25 maggio 2000, n. 201 (Regolamento recante norme sulle modalità di conferimento delle supplenze al personale docente ed educativo ai sensi dell’art. 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124) stabilisce che il supplente con orario non intero “conserva titolo … a conseguire il completamento d’orario fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo. Nel predetto limite orario il completamento è conseguibile con più rapporti di lavoro a tempo determinato …” rispettando i criteri indicati nell’ordinanza. La stessa prosegue, poi, chiarendo che “il completamento d’orario può realizzarsi, … , anche in scuole non statali, con oneri a carico delle scuole medesime. Nello stesso anno scolastico possono essere prestati i servizi d’insegnante nei diversi gradi di scuola, di istitutore, ovvero in qualità di personale amministrativo tecnico e ausiliario, anche in scuole non statali, purché non svolti in contemporaneità”. Si parla di deroga ai divieti relativi all’incompatibilità in quanto si deve notare che il rapporto di lavoro intercorrente con l’organizzazione scolastica privata assume, di regola, caratteri di continuità, subordinazione e professionalità tali da escludere il concetto di libero insegnamento (v. Consiglio di Stato, sez. VI, 17 febbraio 1989, n. 609) e, quindi, incompatibile con la funzione docente
Art. 34, Legge 21 novembre 2000 n. 342 (“Nuove misure in materia fiscale“)
[58] Alcuni limiti previsti da normative speciali sono ravvisabili nell’art. 110 comma 6 del t.u. sugli EE.LL., che prevede che possano essere affidati incarichi ad esperti esterni alla P.A., in base alle procedure previste dal regolamento del singolo ente, purché il conferimento dell’incarico avvenga “per obiettivi determinati e con convenzioni a termine “, e in relazione a contributi “ad alto contenuto di professionalità“. Analogamente, l’art. 14, comma 2, D.Lgs.29/93 e s.m.i. stabilisce che i ministri possono affidare incarichi di collaborazione coordinata e continuativa a “esperti e consulenti per particolari professionalità e specializzazioni “. Limiti specifici al conferimento di incarichi di progettazione sono posti dal D.P.R. 554 del 1999. Indirizzo Internet www.funzionepubblica.it/lavoroflessibile
[105]Avv. Michele Cogotti, indirizzo Internethttp://www.ilconsulentetelematico.com/quesiti/domanda172.htm
Il regime delle incompatibilità lavorative/professionali del personale docente ultima modifica: 2015-03-04T10:01:47+01:00 da Gilda Venezia
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