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Timestamp: 2019-12-11 14:36:46+00:00
Document Index: 65265729

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 110', 'art. 687', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 689', 'art. 21', 'art. 688', 'art. 14', 'art. 690', 'art. 82', 'art. 34', 'art. 2']

Casellario giudiziale Penale | StudioPenalista.it
Procedura Penale: Casellario giudiziale Penale
La vigente normativa sul Casellario Giudiziale Penale è regolata dal Testo Unico qui di seguito riportato ed emanato col D.P.R. n. 313 del 14 novembre 2002
(il presente decreto ha abrogato il TITOLO IV del codice di procedura penale)
Titolo I – Oggetto e definizioni (Artt. 1-2)
Titolo II – Casellario giudiziale (Artt. 3-5)
Titolo III – Casellario dei carichi pendenti (Artt. 6-8)
Titolo IV – Anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato (Artt. 9-11)
Titolo V – Anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato (Artt. 12-14)
Titolo VI – Ufficio iscrizione, ufficio territoriale, ufficio locale, ufficio centrale (Artt. 15-20)
Titolo VII – Servizi certificativi (Artt. 21-39)
Titolo VIII – Garanzie giurisdizionali (Artt. 40)
Titolo IX – Sistema informativo (Artt. 41-43)
Titolo X – Disposizioni transitorie (Artt. 44-48)
Titolo XI – Disposizioni finali e abrogazioni (Artt. 49-55)
1. Le norme del presente testo unico disciplinano il casellario giudiziale, il casellario dei carichi pendenti, l’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, l’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato, i servizi certificativi, le relative procedure. In particolare, disciplinano l’iscrizione, l’eliminazione, la trasmissione e conservazione dei dati, i certificati, le funzioni degli uffici interessati.
ART. 2 (R)
a) «casellario giudiziale» è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari e amministrativi riferiti a soggetti determinati;
b) «casellario dei carichi pendenti» è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari riferiti a soggetti determinati che hanno la qualità di imputato;
c) «anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato» è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari che applicano, agli enti con personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica, le sanzioni amministrative dipendenti da reato, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
d) «anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato» è l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari riferiti agli enti con personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica, cui è stato contestato l’illecito amministrativo dipendente da reato, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
e) «ente» è l’ente fornito di personalità giuridica, la società e l’associazione, anche priva di personalità giuridica, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
f) «provvedimento giudiziario» è la sentenza, il decreto penale e ogni altro provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria;
g) «provvedimento giudiziario definitivo» è il provvedimento divenuto irrevocabile; passato in giudicato o, comunque, non più soggetto a impugnazione con strumenti diversi dalla revocazione;
h) «codice identificativo» è il codice fiscale o il codice individuato ai sensi dell’articolo 43;
i) «numero identificativo del procedimento» è il numero del procedimento assegnato dal sistema al momento dell’iscrizione nel registro di cui all’articolo 335 del codice di procedura penale;
l) «estratto» è l’insieme dei dati del provvedimento giudiziario o amministrativo da inserire nel sistema;
m) «ufficio iscrizione» è l’ufficio presso l’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento giudiziario soggetto a iscrizione o a eliminazione, che ha competenza nella materia del presente testo unico;
n) «ufficio territoriale» è l’ufficio presso il giudice di pace, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
o) «ufficio locale» è l’ufficio presso il tribunale e presso il tribunale per i minorenni, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
p) «ufficio centrale» è l’ufficio presso il Ministero della giustizia, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
q) «sistema» è il sistema informativo automatizzato del casellario giudiziale, del casellario dei carichi pendenti, dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
(Provvedimenti iscrivibili)
a) i provvedimenti giudiziari penali di condanna definitivi, anche pronunciati da autorità giudiziarie straniere se riconosciuti ai sensi degli articoli 730 e seguenti del codice di procedura penale, salvo quelli concernenti contravvenzioni per le quali la legge ammette la definizione in via amministrativa, o l’oblazione limitatamente alle ipotesi di cui all’articolo 162 del codice penale, sempre che per quelli esclusi non sia stata concessa la sospensione condizionale della pena;
b) i provvedimenti giudiziari definitivi concernenti le pene, compresa la sospensione condizionale e la non menzione, le misure di sicurezza personali e patrimoniali, gli effetti penali della condanna, l’amnistia, l’indulto, la grazia, la dichiarazione di abitualità, di professionalità nel reato, di tendenza a delinquere;
f) i provvedimenti giudiziari definitivi che hanno prosciolto l’imputato o dichiarato non luogo a procedere per difetto di imputabilità, o disposto una misura di sicurezza, nonché quelli che hanno dichiarato la non punibilità ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale; (4)
g) i provvedimenti giudiziari definitivi di condanna alle sanzioni sostitutive e i provvedimenti di conversione di cui all’articolo 66, terzo comma, e all’articolo 108, terzo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689;
i-bis) l’ordinanza che ai sensi dell’articolo 464-quater del codice di procedura penale dispone la sospensione del procedimento con messa alla prova; (3)
i-ter) i provvedimenti con cui il giudice dispone la sospensione del procedimento ai sensi dell’articolo 420-quater del codice di procedura penale; (3)
n) i provvedimenti giudiziari di riabilitazione, di cui all’articolo 15 della legge 3 agosto 1988, n. 327;
o) i provvedimenti giudiziari di riabilitazione speciale relativi ai minori, di cui all’articolo 24 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, e successive modificazioni;
p) i provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione e quelli di revoca, nonché i decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno; (1)
q) (2)
r) i provvedimenti giudiziari relativi all’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come sostituito dall’art. 15 della legge 30 luglio 2002, n. 189;
s) i provvedimenti amministrativi di espulsione e i provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189;
u) qualsiasi altro provvedimento che concerne a norma di legge i provvedimenti già iscritti, come individuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della giustizia.
(1) Lettera così modificata dalla Legge 9 gennaio 2004, n. 6.
(2) Lettera soppressa dall’art. 21, comma 1, lett. a), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008; vedi, anche, il comma 2 del predetto art. 21, D.Lgs. 169/2007.
(3) Lettera inserita dall’art. 15, comma 1, lett. a), L. 28 aprile 2014, n. 67.
(4) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. a), D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28.
(Estratto del provvedimento iscrivibile)
a) cognome, nome, luogo e data di nascita, codice identificativo della persona cui si riferisce il provvedimento; codice identificativo è il codice fiscale per il cittadino italiano e per il cittadino di Stato dell’Unione europea che abbia il domicilio fiscale in Italia, nonché il codice individuato ai sensi dell’articolo 43 per il cittadino di Stato dell’Unione europea che non abbia il codice fiscale e per il cittadino di Stato non appartenente all’Unione europea;
2. L’estratto del provvedimento giudiziario penale contiene, inoltre, secondo il tipo di provvedimento, i seguenti dati:
a) luogo, data dell’infrazione e norme applicate, con riferimento a ciascun reato;
b) pena principale e pena accessoria, circostanze, sanzione sostitutiva, sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, misure alternative alla detenzione, con riferimento a ciascun reato, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 81 del codice penale e dell’articolo 6, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274;
(Eliminazione delle iscrizioni)
1. Le iscrizioni nel casellario giudiziale sono eliminate al compimento dell’ottantesimo anno di età o per morte della persona alla quale si riferiscono.
a) ai provvedimenti giudiziari revocati a seguito di revisione, o a norma dell’articolo 673 del codice di procedura penale;
b) ai provvedimenti giudiziari dichiarati mancanti o non esecutivi o dei quali è stata sospesa l’esecuzione o disposta la restituzione nel termine, ai sensi dell’articolo 670 del codice di procedura penale;
c) ai provvedimenti giudiziari di proscioglimento o di non luogo a procedere per difetto di imputabilità, trascorsi dieci anni in caso di delitto o tre anni in caso di contravvenzione dal giorno in cui il provvedimento è divenuto irrevocabile, o, nel caso di non luogo a procedere, dal giorno in cui è scaduto il termine per l’impugnazione;
d) ai provvedimenti giudiziari di condanna per contravvenzioni per le quali è stata inflitta la pena dell’ammenda, salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici di cui agli articoli 163 e 175 del codice penale, trascorsi dieci anni dal giorno in cui la pena è stata eseguita ovvero si è in altro modo estinta; (2)
d-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non punibilità ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale, trascorsi dieci anni dalla pronuncia; (4)
l-bis) ai provvedimenti con cui il giudice dispone la sospensione del procedimento ai sensi dell’articolo 420-quater del codice di procedura penale, quando il provvedimento è revocato (3).
3. Se sono state applicate misure di sicurezza, i termini previsti dal comma 2 decorrono dalla data della revoca della misura di sicurezza e, se questa è stata applicata o sostituita con provvedimento giudiziario di esecuzione, è eliminata anche l’iscrizione relativa a quest’ultimo.
(1) Lettera soppressa dall’art. 21, comma 1, lett. b), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
(2) La Corte Costituzionale, con sentenza 4-8 ottobre 2010, n. 287 (Gazz. Uff. 13 ottobre 2010, n. 41 – Prima serie speciale), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della presente lettera limitatamente all’inciso «salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici di cui agli articoli 163 e 175 del codice penale».
(3) Lettera aggiunta dall’art. 15, comma 1, lett. b), L. 28 aprile 2014, n. 67.
(4) Lettera inserita dall’art. 4, comma 1, lett. b), D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28.
Casellario dei carichi pendenti
a) i provvedimenti giudiziari di cui all’articolo 60, comma 1, del codice di procedura penale, il provvedimento di revoca della sentenza di non luogo a procedere, il decreto di citazione di cui all’articolo 636, comma 1, del codice di procedura penale, i provvedimenti giudiziari di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274;
b) ogni altro provvedimento giudiziario che decide sull’imputazione, emesso nelle fasi e nei gradi successivi.
a) cognome, nome, luogo e data di nascita, codice identificativo della persona cui si riferisce il provvedimento giudiziario; codice identificativo è il codice fiscale per il cittadino italiano e per il cittadino di Stato dell’Unione europea che abbia il domicilio fiscale in Italia, nonché il codice individuato ai sensi dell’articolo 43 per il cittadino di Stato dell’Unione europea che non abbia il codice fiscale e per il cittadino di Stato non appartenente all’Unione europea;
e) luogo, data dell’infrazione e norme applicate, con riferimento a ciascun reato;
f) pena principale e pena accessoria, circostanze, sanzione sostitutiva, sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 81 del codice penale e dell’articolo 6, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274;
(Eliminazioni delle iscrizioni)
a) al compimento dell’ottantesimo anno di età o per morte della persona alla quale si riferiscono;
b) alla cessazione della qualità di imputato ai sensi dell’articolo 60, comma 2, del codice di procedura penale.
(art. 110, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 271/1989 ed estensione del principio di cui all’art. 687, c.1, c.p.p)
Anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato
1. Nell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato si iscrivono per estratto:
b) i provvedimenti giudiziari definitivi relativi all’esecuzione delle stesse sanzioni;
c) qualsiasi altro provvedimento che concerne a norma di legge i provvedimenti già iscritti, come individuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della giustizia.
a) denominazione e codice identificativo dell’ente cui si riferisce il provvedimento giudiziario; codice identificativo è il codice fiscale dell’ente;
b) rappresentante e sede legale dell’ente;
f) luogo, data dell’infrazione e norme applicate, con riferimento a ciascun illecito amministrativo dipendente da reato;
g) sanzione amministrativa applicata, con riferimento a ciascun illecito amministrativo dipendente da reato, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 21, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
1. Le iscrizioni nell’anagrafe delle sanzioni amministrative sono eliminate trascorsi cinque anni dal giorno in cui è stata eseguita la sanzione pecuniaria, o trascorsi dieci anni dal giorno in cui è cessata l’esecuzione di qualunque altra diversa sanzione, se negli stessi periodi non è stato commesso un ulteriore illecito amministrativo.
Anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato
1. Nell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato si iscrivono per estratto:
a) i provvedimenti giudiziari con i quali viene contestato all’ente l’illecito amministrativo dipendente da reato;
b) ogni altro provvedimento giudiziario che decide sulla contestazione dell’illecito amministrativo emesso nelle fasi e nei gradi successivi.
1. Le iscrizioni dell’anagrafe dei carichi pendenti delle sanzioni amministrative sono eliminate alla cessazione della qualità di ente sottoposto al procedimento di accertamento relativo agli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
Ufficio iscrizione, ufficio territoriale, ufficio locale, ufficio centrale
(Ufficio iscrizione)
1. L’ufficio iscrizione iscrive l’estratto nel sistema ed elimina dal sistema le iscrizioni di tutti i provvedimenti, esclusi quelli di competenza dell’ufficio centrale ai sensi dell’articolo 19, commi 3, 4 e 6.
2. Ai fini dell’eliminazione, ufficio iscrizione è l’ufficio presso l’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento soggetto ad eliminazione per decorso del tempo ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettere c), d), e), f), g) e h) e dell’articolo 11, comma 1, o l’ufficio presso l’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento da cui deriva l’eliminazione dell’iscrizione ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettere a), b) ed i), dell’articolo 8, comma 1, lettera b) e dell’articolo 14, comma 1.
3. L’iscrizione o l’eliminazione è effettuata quando il provvedimento giudiziario è definitivo; nel caso di iscrizione di provvedimenti non definitivi, quando il provvedimento è pubblicato nelle forme di legge.
4. L’ufficio iscrizione verifica l’esistenza nel fascicolo dei codici identificativi delle persone e degli enti, nonché del numero identificativo del procedimento; verifica, inoltre, la completezza nel provvedimento dei dati utili ai fini dell’estratto.
5. L’ufficio iscrizione se riscontra nel fascicolo la mancanza del codice identificativo delle persone o degli enti o del numero identificativo del procedimento provvede ad inserirlo secondo le modalità previste dai decreti dirigenziali emanati ai sensi degli articoli 42 e 43.
6. L’ufficio iscrizione se nel provvedimento riscontra dati mancanti o incompleti, lo segnala all’autorità competente alla correzione, e in particolare, al giudice penale ai sensi dell’articolo 130, del codice di procedura penale, al giudice civile o amministrativo ai sensi dell’articolo 288, secondo comma, del codice di procedura civile, all’autorità amministrativa che ha emesso il provvedimento.
7. L’ufficio iscrizione se riscontra contrasti tra il provvedimento da iscrivere e quelli già iscritti nel sistema, effettua la segnalazione al pubblico ministero competente ai fini della risoluzione della questione concernente l’iscrizione, ai sensi dell’articolo 40.
(Comunicazioni all’ufficio iscrizione)
1. L’ufficio di cancelleria del giudice dell’esecuzione comunica all’ufficio iscrizione l’avvenuta esecuzione della pena pecuniaria e di ogni altra pena ai fini della eliminazione delle iscrizioni collegate al decorso del tempo dall’esecuzione della pena.
(Ufficio territoriale)
L’ufficio territoriale rilascia i certificati, esclusi quelli richiesti da autorità straniere, e consente la visura delle iscrizioni.
ART. 18 (R)
(Ufficio locale)
1. L’ufficio locale rilascia i certificati, compresi quelli richiesti da autorità straniere, e consente la visura delle iscrizioni.
1. L’ufficio centrale svolge i seguenti compiti:
b) raccoglie e conserva i dati immessi nell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e nell’anagrafe dei carichi pendenti delle sanzioni amministrative dipendenti da reato;
c) conserva i dati suddetti adottando le più idonee modalità tecniche al fine di consentirne l’immediato utilizzo per la reintegrazione di quelli eventualmente andati persi e per la compilazione dei certificati di emergenza;
d) conserva ai fini statistici, in modo anonimo, i dati eliminati;
e) concorre ad elaborare le modalità tecniche di funzionamento del sistema di cui all’articolo 42, relative all’iscrizione, eliminazione, scambio, trasmissione e conservazione dei dati nelle procedure degli e tra gli uffici;
f) vigila sull’attività degli uffici, adottando le misure necessarie per prevenire o rimuovere eventuali irregolarità;
g) adotta le iniziative necessarie e promuove gli interventi opportuni per garantire il pieno svolgimento delle funzioni del casellario giudiziale, del casellario dei carichi pendenti, dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, dell’anagrafe dei carichi pendenti delle sanzioni amministrative dipendenti da reato.
2. L’ufficio centrale iscrive nel sistema l’estratto ed elimina dal sistema le iscrizioni dei provvedimenti amministrativi di espulsione e dei provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso questi.
2-bis. L’ufficio centrale iscrive nel sistema l’estratto delle decisioni definitive adottate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dello Stato italiano, concernenti i provvedimenti giudiziali ed amministrativi definitivi delle autorità nazionali già iscritti, di seguito alla preesistente iscrizione cui esse si riferiscono, su richiesta del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia. (1)
2-ter. L’iscrizione può essere effettuata anche su istanza del soggetto o dei soggetti interessati. In tale caso, l’istanza è presentata direttamente all’ufficio centrale ovvero, qualora si tratti di decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo relative a provvedimenti giudiziari, all’ufficio iscrizione del casellario giudiziale presso l’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento cui la decisione si riferisce. L’ufficio iscrizione trasmette senza indugio la richiesta all’ufficio centrale, che provvede alla successiva iscrizione, acquisito il parere del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia.
3. L’ufficio centrale iscrive nel sistema l’estratto del decreto di grazia.
4. Si applicano i commi 4, 5 e 6 dell’articolo 15.
5. L’ufficio centrale elimina dal sistema le iscrizioni relative a persone morte, le iscrizioni relative a persone che hanno compiuto ottanta anni, nonché le iscrizioni dei provvedimenti giudiziari relativi a minori ai sensi dell’articolo 5, comma 4.
6. L’ufficio centrale, infine, svolge le seguenti attività di supporto:
a) fornisce al Ministero della giustizia i dati relativi all’esecuzione dei provvedimenti giudiziari in materia penale;
b) fornisce all’autorità giudiziaria e alla pubblica amministrazione, in modo anonimo a fini statistici, dati in ordine all’andamento dei fenomeni criminali, utilizzando anche le informazioni relative alle iscrizioni eliminate, fatte salve le norme a tutela del trattamento dei dati personali;
c) in applicazione di convenzioni internazionali o per ragioni di reciprocità e, in quest’ultimo caso, nei limiti ed alle condizioni di legge, fornisce alle competenti autorità straniere i dati relativi a decisioni riguardanti cittadini stranieri.
(Comunicazioni all’ufficio centrale)
1. L’autorità che emette i provvedimenti amministrativi di espulsione e i provvedimenti giudiziari che decidono i ricorsi avverso questi ne dà comunicazione all’ufficio centrale senza ritardo.
2. Il Ministero della giustizia comunica senza ritardo all’ufficio centrale il decreto di grazia.
3. Il Comune competente comunica senza ritardo all’ufficio centrale l’avvenuta morte della persona.
4. Con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia sono stabilite le modalità tecnico operative per consentire la rapida trasmissione, anche telematica, dei provvedimenti e delle informazioni, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – per le modalità telematiche, e sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
Servizi certificativi del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti
ART. 21 (L)
(Certificato del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti acquisito dall’autorità giudiziaria)
(Certificato del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti richiesto dal difensore)
ART. 23 (L)
(Certificati del casellario giudiziale richiesti dall’interessato)
1. L’interessato ha il diritto di ottenere il certificato generale, il certificato penale, il certificato civile, di cui agli articoli 24, 25 e 26, senza motivare la richiesta.
(Certificato generale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato)
a) alle condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato a norma dell’articolo 175 del codice penale, purché il beneficio non sia stato revocato;
b) alle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda e alle condanne per reati estinti a norma dell’articolo 167, primo comma, del codice penale;
c) alle condanne per i reati per i quali si è verificata la causa speciale di estinzione prevista dall’articolo 556 del codice penale;
d) alle condanne in relazione alle quali è stata definitivamente applicata l’amnistia e a quelle per le quali è stata dichiarata la riabilitazione, senza che questa sia stata in seguito revocata;
e) ai provvedimenti previsti dall’articolo 445 del codice di procedura penale e ai decreti penali;
f-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non punibilità ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata; (2)
h) ai provvedimenti che riguardano l’applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale semplice o con divieto o obbligo di soggiorno;
m) ai provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi all’amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate
n) (1)
2. Se è stata dichiarata la riabilitazione speciale ai sensi dell’articolo 24, regio decreto legge 20 luglio 1934, n.1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835 e successive modificazioni, non è riportata alcuna iscrizione relativa al minore.
(1) Lettera soppressa dall’art. 21, comma 1, lett. c), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
(2) Lettera inserita dall’art. 4, comma 1, lett. c), D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28.
(Certificato penale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato)
c) alle condanne per reati per i quali si è verificata la causa di estinzione prevista dall’articolo 556 del codice penale;
f-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non punibilità ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata; (3)
m) ai provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione e quelli di revoca, nonché ai decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno; (1)
o) ai provvedimenti amministrativi di espulsione e ai provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189.
(2) Lettera soppressa dall’art. 21, comma 1, lett. d), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
(3) Lettera inserita dall’art. 4, comma 1, lett. d), D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28.
1. Il certificato penale del casellario giudiziale di cui all’articolo 25 deve essere richiesto dal soggetto che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, al fine di verificare l’esistenza di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero l’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.
(Certificato civile del casellario giudiziale richiesto dall’interessato)
a) ai provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione salvo che siano stati revocati; ai decreti che istituiscono o modificano l’amministrazione di sostegno, salvo che siano stati revocati; (1)
c) ai provvedimenti amministrativi di espulsione e ai provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189;
(2) Lettera soppressa dall’art. 21, comma 1, lett. e), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
(Certificato del casellario dei carichi pendenti richiesto dall’interessato)
1. L’interessato ha il diritto di ottenere il certificato senza motivare la richiesta.
a) alle condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato a norma dell’articolo 175, del codice penale, purché il beneficio non sia stato revocato;
b) alle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda;
c) alle condanne per i reati per i quali si è verificata la causa speciale di estinzione prevista dall’articolo 556, del codice penale;
d) ai provvedimenti previsti dall’articolo 445, del codice di procedura penale e ai decreti penali;
(estensione dell’art. 689, c. 1 e parte del c. 2, c.p.p.; art. 21, d.m. 6 aprile 2001, n. 204)
(Certificato richiesto dalle amministrazioni pubbliche e dai gestori di pubblici servizi)
1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi hanno diritto di ottenere i certificati di cui all’articolo 23 e all’articolo 27, relativo a persone maggiori di età, quando tale certificato è necessario per l’esercizio delle loro funzioni.
(art. 688, c. 1, c.p.p., art. 14, c. 3, del d.P.R. n. 448/1988)
1. Il certificato per ragioni di elettorato contiene solo le iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale che incidono sul diritto elettorale, ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni
2. L’interessato ha diritto di ottenere il certificato senza motivare la richiesta; soggetti diversi dall’interessato possono richiedere lo stesso certificato ai sensi dell’articolo 29, comma secondo e dell’articolo 32, comma primo, n. 5, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni.
Servizi certificativi dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato
(Certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato acquisito dall’autorità giudiziaria)
(Certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato richiesto dall’ente interessato)
1. L’ente interessato ha diritto di ottenere il certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato senza motivare la richiesta.
2. Nel certificato sono rispettivamente riportate le iscrizioni esistenti nell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e nell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato, ad accezione di quelle relative ai provvedimenti di applicazione della sanzione su richiesta e ai provvedimenti di applicazione della sanzione pecuniaria all’esito del procedimento per decreto.
1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi hanno diritto di ottenere i certificati di cui all’articolo 31, quando sono necessari per l’esercizio delle loro funzioni.
Disposizioni comuni ai servizi certificativi
ART. 33 (R)
(Visura delle iscrizioni da parte della persona o dell’ente interessato)
1. La persona o l’ente interessato può conoscere senza motivare la richiesta, ma senza efficacia certificativa, tutte le iscrizioni ad esso riferite, comprese quelle di cui non è fatta menzione nei certificati di cui agli articoli 24, 25, 26, 27 e 31.
2. Con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia sono stabilite le modalità tecnico operative per consentire tale conoscibilità, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – per le modalità telematiche, e sentito e il Garante per la protezione dei dati personali.
4. Gli altri uffici abilitati sono individuati con le modalità di cui all’articolo 35, comma 2.
ART. 34 (R)
(Esclusione del codice identificativo dal certificato)
1. Il codice identificativo della persona o dell’ente cui si riferisce il provvedimento non risulta dal certificato.
ART. 35 (R)
(Ufficio competente al rilascio del certificato)
2. Il certificato può essere rilasciato da altri uffici, anche diversi da quelli giudiziari, individuati con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, che definisce altresì le modalità tecniche di collegamento telematico finalizzate all’utilizzabilità del sistema da parte di detti uffici, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – e il Garante per la protezione dei dati personali.
ART. 36 (R)
(Certificato di emergenza)
1. Nel caso di totale o parziale non operatività del sistema, l’ufficio che riceve la richiesta rilascia un certificato di emergenza che contiene i dati acquisiti presso l’ufficio centrale.
2. Se, alla data del ripristino del sistema, è riscontrata qualsiasi discordanza nei dati rispetto alla data di richiesta del certificato, l’ufficio che ha rilasciato il certificato di emergenza provvede all’invio al richiedente del certificato ordinario, che sostituisce quello di emergenza.
(Certificati richiesti da autorità straniere)
1. Le autorità interessate di Stati dell’Unione europea possono richiedere i certificati, nei casi previsti dal presente testo unico, presso tutti gli uffici locali, i quali provvedono al rilascio.
2. La richiesta di certificati da parte di altre autorità straniere è disciplinata da convenzioni internazionali, nel rispetto del principio di reciprocità.
ART. 38 (R)
(Termine per il rilascio di certificato)
ART. 39 (R)
(Consultazione diretta del sistema da parte dell’autorità giudiziaria e da parte delle amministrazioni pubbliche e dei gestori di pubblici servizi)
1. Le modalità tecnico operative per consentire alle amministrazioni pubbliche e ai gestori di pubblici servizi, eventualmente con differenziazioni territoriali e per tipo di certificato, la consultazione del sistema ai fini delle acquisizioni d’ufficio, di cui all’articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e dei controlli, di cui all’articolo 71, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, o ai fini dell’acquisizione dei certificati di cui agli articoli 28 e 32, nonché per consentire all’autorità giudiziaria l’acquisizione dei certificati di cui agli articoli 21 e 30, sono individuate con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – e il Garante per la protezione dei dati personali.
1. Sulle questioni concernenti le iscrizioni e i certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti decide, in composizione monocratica e con le forme stabilite dall’articolo 666, del codice di procedura penale, il tribunale del luogo dove ha sede l’ufficio locale nel cui ambito territoriale è nata la persona cui è riferita l’iscrizione o il certificato, o il Tribunale di Roma, per le persone nate all’estero, o delle quali non è stato accertato il luogo di nascita nel territorio dello Stato.
2. Sulle questioni concernenti le iscrizioni e i certificati dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato decide il Tribunale di Roma, in composizione monocratica e con le forme stabilite dall’articolo 666, del codice di procedura penale, in quanto applicabili.
(art. 690 c.p.p; art. 82, decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231)
ART. 41 (R)
1. Il sistema consente lo svolgimento, con tecnologie informatiche, delle attività degli uffici e tra essi concernenti l’iscrizione, l’eliminazione, lo scambio, la trasmissione e conservazione dei dati, e delle attività concernenti i servizi certificativi, anche nei rapporti con l’utenza, nel rispetto di rigorosi criteri di completezza, aggiornamento, esattezza e sicurezza delle notizie e delle informazioni raccolte.
2. Il sistema consente, altresì, attraverso l’utilizzo di appositi strumenti di controllo, il costante monitoraggio dei soggetti che compiono le attività, della data e della tipologia delle stesse, nonché delle attività di acquisizione, certificazione e visura dei dati.
3. Il sistema opera in modo tale da assicurare il rispetto del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e delle regole tecniche emanate in attuazione dello stesso, nonché delle disposizioni sulla tutela della riservatezza dei dati personali.
ART. 42 (R)
(Regole tecniche del sistema)
1. Le regole tecniche di funzionamento del sistema, attinenti alle procedure degli uffici e tra gli uffici interessati, alle procedure concernenti l’utilizzazione del codice identificativo e il numero identificativo, ai relativi tempi, e ai servizi certificativi, sono stabilite con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, nel contesto della disciplina generale di cui all’articolo 41, comma 3, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – e il Garante per la protezione dei dati personali.
2. Per le procedure concernenti l’utilizzazione del codice identificativo di cui all’articolo 43, il decreto dirigenziale è adottato sentito altresì il Ministero dell’interno. Per le procedure concernenti l’utilizzazione del codice fiscale, fatte salve la disciplina in materia di anagrafe tributaria e codice fiscale e le relative competenze del Ministero dell’economia e delle finanze e delle agenzie fiscali, il decreto è adottato altresì sulla base delle prescrizioni tecniche stabilite con decreto dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze.
3. Le tecnologie informatiche sono finalizzate a prevenire e correggere eventuali errori nella immissione, scambio, trasmissione e conservazione dei dati, anche in collegamento con il sistema informatizzato dei registri.
ART. 43 (R)
(Codice identificativo sulla base delle impronte digitali)
1. Al fine di consentire la sicura riferibilità di un procedimento ad un cittadino di Stato appartenente all’Unione europea, che non abbia il codice fiscale, o ad un cittadino di Stato non appartenente all’Unione europea, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell’interno, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – e il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le regole tecniche che consentono, nei casi previsti dal presente testo unico, l’adozione di un codice identificativo attraverso l’utilizzazione del sistema di riconoscimento delle impronte digitali esistente presso il Ministero dell’interno, come eventualmente modificato o integrato dalla normativa di attuazione prevista dall’art. 34 della legge 30 luglio del 2002, n.189 e successive modificazioni.
2. Con lo stesso decreto di cui al comma 1, possono essere determinate le modalità di collegamento tra il sistema previsto dall’art. 2 comma 7 del decreto legge 9 settembre 2002, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2002, n.222, e il casellario giudiziale.
ART. 44 (R)
(Eliminazione di iscrizioni incompatibili)
1. L’ufficio centrale elimina dal sistema tutte le iscrizioni esistenti incompatibili con quelle previste dal presente testo unico.
(Esclusione dai certificati ed eliminazione di iscrizioni per i reati di competenza del giudice di pace commessi prima del 2 gennaio 2002)
1. Le iscrizioni relative ai reati di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, commessi prima del 2 gennaio 2002, non sono riportate nei certificati di cui agli articoli 24, 25 e 27, e sono eliminate secondo le previsioni dell’articolo 5, comma 2, lettere e), g) ed h).
ART. 46 (R)
(Regole tecniche sino alla completa operatività del sistema)
1. Sino alla completa operatività del sistema, le regole tecniche di cui agli articoli 39 e 42 sono disciplinate con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie – per le modalità telematiche, e sentito il garante per la protezione dei dati personali, in modo che, a seconda delle concrete possibilità tecniche, le procedure possano svolgersi su supporto cartaceo o informatico, anche con differenziazioni territoriali.
ART. 47 (R)
(Eliminazioni di iscrizioni per morte della persona effettuate dall’ufficio locale)
1. Sino alla completa operatività della trasmissione telematica delle informazioni di cui all’articolo 20, comma 4, il Comune comunica la morte delle persone all’ufficio locale, nel cui ambito territoriale le persone sono nate. L’ufficio locale elimina le relative iscrizioni.
2. Per le persone nate all’estero, o delle quali non si è potuto accertare il luogo di nascita nel territorio dello Stato, l’ufficio locale è quello presso il Tribunale e presso il Tribunale per i minorenni di Roma.
ART. 48 (R)
1. Sino all’entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 40, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, il certificato è rilasciato entro il giorno successivo o, se è richiesto il rilascio immediato, nel medesimo giorno.
ART. 49 (R)
(Modifica dell’articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445)
1. L’articolo 46, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, è così modificato:
a) al comma 1, alla lettera aa) dopo le parole “che riguardano l’applicazione” sono aggiunte le seguenti: “di misure di sicurezza e”;
b) al comma 1, dopo la lettera bb) è aggiunta la seguente lettera: “bbb) di non essere l’ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;”.
ART. 50 (R)
(Termine per l’emanazione dei decreti dirigenziali)
ART. 51 (R)
(Raccordo con norme esterne al testo unico)
1. Ogni richiamo delle norme relative al casellario giudiziale, all’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e ai relativi carichi pendenti, presente in norme di legge o di regolamento, si intende riferito alle corrispondenti norme del presente testo unico.
(Abrogazioni di norme primarie)
– regio decreto 18 giugno 1931, n. 778;
– all’articolo 24, della legge 27 maggio 1935, n. 835, che ha convertito, con modificazioni, il Regio decreto legge 20 luglio 1934, n. 1404: al sesto comma, l’espressione: “ed è iscritto nel casellario giudiziario”, nonché il settimo comma;
– l’articolo 17, comma secondo, ultimo periodo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
– l’articolo 9, della legge 23 marzo 1956, n. 182;
– l’articolo 32, comma primo, n. 3, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, come sostituito dall’articolo 9, della legge 16 gennaio 1992, n. 15, limitatamente alle parole: “alla formazione delle schede e dei fogli complementari”;
– l’articolo 58 bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354;
– gli articoli 73 e 81, della legge 24 novembre 1981, n. 689;
– gli articoli da 685 a 690, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447;
– gli articoli 14 e 15, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448;
– l’articolo 10, comma 2, della legge 21 febbraio 1989, n. 99;
– del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, gli articoli: 110, comma 2, da 194 a 197 e 237;
– gli articoli 18 e 19 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 272;
– del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 gli articoli: 45; 46; 51, comma 1, lettera b); 63, comma 2; 64, comma 2, limitatamente alle parole “ e 2” e, conseguentemente, la parola “commi” è sostituita dalla parola “comma”;
– del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, gli articoli: 80, 81, 82, 85, comma 1, lettera b).
(Abrogazioni parziali e riformulazioni conseguenti di norme)
1. Nell’articolo 110, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, l’espressione: “delle iscrizioni relative ai procedimenti per i quali la persona ha assunto la qualità di imputato” è sostituita dalla seguente: “del casellario dei carichi pendenti”.
2. Negli articoli 730, comma 1 e 731, comma 1, del codice di procedura penale, l’espressione: “competente ai fini dell’iscrizione” è sostituita dalla seguente: “locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o presso la Corte di appello di Roma”.
3. Nell’articolo 732, comma 1, del codice di procedura penale, l’espressione: “competente ai fini dell’iscrizione” è sostituita dalla seguente: “locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o alla Corte di appello di Roma”.
ART. 54 (R)
(Abrogazioni di norme secondarie)
1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono o restano abrogate le seguenti disposizioni:
– decreto del Ministro Segretario di Stato per la giustizia e per gli affari di culto 6 ottobre 1931, in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 235 del 10 ottobre 1931;
– decreto del Ministro di grazia e giustizia 30 novembre 1988, in Gazzetta Ufficiale n. 296 del 19 dicembre 1988;
– decreto del Ministro della giustizia 10 novembre 1999 in Bollettino Ufficiale del Ministero della giustizia, n. 2 del 31 gennaio 2000;
– all’articolo 107, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, sono soppresse le parole: “al casellario giudiziale e,”;
– gli articoli da 19 a 21 del decreto del Ministro della giustizia 6 aprile 2001, n. 204.
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