Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-169-cod-proc-penale-notificazioni-allimputato-allestero
Timestamp: 2019-12-11 02:40:42+00:00
Document Index: 115061803

Matched Legal Cases: ['art. 165', 'art. 169', 'art. 295', 'art. 169', 'art. 169', 'art. 169', 'art. 169', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 169', 'art. 169', 'art. 169']

Art. 169 cod. proc. penale: Notificazioni all'imputato all'estero | La Legge per tutti
1. Se risulta dagli atti notizia precisa del luogo di residenza o di dimora all’estero della persona nei cui confronti si deve procedere, il giudice o il pubblico ministero le invia raccomandata con avviso di ricevimento, contenente l’indicazione della autorità che procede, il titolo del reato e la data e il luogo in cui e’ stato commesso nonché l’invito a dichiarare o eleggere domicilio nel territorio dello Stato. Se nel termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata non viene effettuata la dichiarazione o l’elezione di domicilio ovvero se la stessa e’ insufficiente o risulta inidonea, le notificazioni sono eseguite mediante consegna al difensore.
2. Nello stesso modo si provvede se la persona risulta essersi trasferita all’estero successivamente al decreto di irreperibilità ((emesso a norma dell’articolo 159)).
3. L’invito previsto dal comma 1 e’ redatto nella lingua dell’imputato straniero quando dagli atti non risulta che egli conosca la lingua italiana.
5. Le disposizioni precedenti si applicano anche nel caso in cui dagli atti risulti che la persona e’ detenuta all’estero.
La notifica nei confronti dell'imputato latitante o evaso, successivamente arrestato all'estero, deve essere effettuata, ai sensi dell'art. 165 c.p.p., mediante la consegna dell'atto al difensore, non potendo trovare applicazione la speciale procedura prevista dall'art. 169 c.p.p. riguardante l'imputato dimorante o residente all'estero. (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 18/06/2013 )
Cassazione penale sez. III 25 giugno 2014 n. 44065
Le ricerche effettuate dalla polizia giudiziaria, ai sensi dell'art. 295 c.p.p., costituenti presupposto per la dichiarazione della latitanza, non devono necessariamente comprendere quelle nei luoghi specificati dal codice di rito ai fini della dichiarazione di irreperibilità e, di conseguenza, anche le ricerche all'estero quando ricorrano le condizioni previste dal comma 4 dell'art. 169 c.p.p.
Cassazione penale sez. un. 27 marzo 2014 n. 18822
Ai fini della dichiarazione di latitanza, la completezza delle ricerche deve essere valutata non con riferimento a parametri prefissati, ma avendo riguardo alle concrete evenienze di fatto, e, in particolare, alla connotazione dell'attività criminosa ed alla condizione personale del soggetto, con la conseguenza che non è in ogni caso necessario estendere gli accertamenti all'estero nei luoghi indicati dall'art. 169 comma 4 c.p.p. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la necessità di accertamenti fuori del territorio italiano in mancanza di qualsiasi indicazione agli atti sul luogo in cui l'imputato si sarebbe potuto recare). Rigetta, App. Milano, 19/03/2013
Cassazione penale sez. VI 13 novembre 2013 n. 47528
L'emissione del decreto di latitanza non deve essere necessariamente preceduto dallo svolgimento all'estero di ricerche tese a rintracciare il soggetto nei cui confronti è stato adottato il provvedimento cautelare e della cui dimora o residenza in un paese straniero si abbia avuto generica notizia, non sussistendo i presupposti per l'applicazione in via analogica delle regole dettate per le ricerche dell'irreperibile dall'art. 169, comma 4, c.p.p.
La previsione di cui all'art. 169 c.p.p., che disciplina le modalità per le notificazioni all'imputato all'estero, trova applicazione soltanto quando al soggetto che risulti avere residenza o dimora all'estero debba essergli data notizia di un procedimento penale, con contestuale invito ad eleggere domicilio nel territorio dello Stato per le relative notificazioni di atti. Detta disposizione, tuttavia, non si applica nella diversa ipotesi in cui si sia già svolto il giudizio di primo grado e l'imputato abbia ricevuto tutte le previste notificazioni nel domicilio dichiarato o determinato ai sensi dell'art. 161 c.p.p.; in tal caso ove la notificazione presso il predetto domicilio sia divenuta impossibile a seguito del trasferimento all'estero, essa deve essere effettuata ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p., mediante consegna al difensore
Cassazione penale sez. II 10 aprile 2012 n. 14248
La notifica dell'avviso dell'udienza per la trattazione del riesame di misura coercitiva personale nei confronti di imputato detenuto all'estero è ritualmente eseguita mediante consegna al difensore, senza necessità di osservare la procedura prevista dall'art. 169 c.p.p., attesa l'esigenza di un tempestivo controllo sulla legittimità del provvedimento coercitivo.
Cassazione penale sez. IV 10 giugno 2011 n. 39765
La conoscenza del procedimento penale all'indagato-imputato che si trovi all'estero, ai fini delle future notificazioni degli atti giudiziari, può essere realizzata anche attraverso modalità diverse, ma equipollenti, a quelle indicate nell'art. 169, comma 1, c.p.p., purché tali modalità di comunicazione, alternative all'invio della raccomandata con avvio di ricevimento, raggiungano il loro effetto, nel senso che si abbia la prova dell'avvenuta ed effettiva conoscenza al destinatario dei dati rilevanti (autorità che procede, il titolo del reato e il luogo in cui è stato commesso) indicati dalla norma. (Nella specie, la Corte ha desunto l'effettiva conoscenza dei dati indicati nell'art. 169, comma 1, c.p.p., dal fatto che gli indagati avevano proceduto a nominare il difensore di fiducia, ove si faceva menzione della conoscenza effettiva di tali dati).