Source: https://medisoc.it/disabilita/disabilita-sentenze-giurisprudenza/
Timestamp: 2020-02-29 09:36:44+00:00
Document Index: 129328352

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 15', 'art. 42']

Disabilità: sentenze e giurisprudenza. - Medicina e Società
Disabilità: sentenze e giurisprudenza.
Pagina dedicata ad una raccolta di sentenze, Consiglio di Stato, Corti di Appello, Corte di Cassazione o Corte Costituzionale, che riguardano il mondo della disabilità, in particolare le applicazioni della legge 104/92
Suprema Corte di Cassazione – sez. Lavoro – Sentenza n. 24015/2017
il lavoratore che, secondo le indicazioni dell’articolo 33 della legge 104/1992, assiste un familiare disabile, non può essere trasferito unilateralmente da una sede di lavoro a una diversa, anche nel caso in cui il trasferimento non comporti lo spostamento a una nuova unità produttiva; è sufficiente lo spostamento “geografico” per configurare l’illlegittimità del trasferimento. Peraltro il trasferimento può essere effettuato, nonostante quanto detto prima, se “risultino provate da parte del datore di lavoro specifiche esigenze tecniche, organizzative e produttive che, in un equilibrato bilanciamento tra interessi, risultino effettive e comunque insuscettibili di essere diversamente soddisfatte“.
Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro Civile n. 5574 Anno 2016
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa di un lavoratore che utilizzava i permessi retribuiti previsti dalla legge 104/92 solo in parte minimale per l’assistenza al disabile, dedicandosi nel resto del tempo ad altre occupazioni
La Corte Costituzionale “... dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), come modificato dall’art. 24, comma 1, lettera a), della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro) nella parte in cui non include il convivente – nei sensi di cui in motivazione – tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con handicap in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine entro il secondo grado. …“
CONSIGLIO DI STATO, sezione IV – sentenza n. 04200 del 6 agosto 2014
” … Il c.d. “diritto al trasferimento” è quindi rimesso ad una valutazione relativamente discrezionale dell’Amministrazione ed è soggetto ad una duplice condizione: che nella sede di destinazione vi sia un posto vacante e disponibile e che vi sia l’assenso delle Amministrazioni di provenienza e di destinazione; ne discende che, quand’anche il requisito della vacanza e della disponibilità risulti soddisfatto, il beneficio può essere negato in considerazione delle esigenze di servizio della struttura di provenienza o di destinazione (cfr. Cons. Stato, sez. III, 8 aprile 2014, nr. 1677).
Quando poi risulta che la persona portatrice di handicap ha altri familiari in loco e che il richiedente non ha in precedenza prestato attività di assistenza nei suoi confronti, la p.a. può legittimamente respingere l’istanza di trasferimento (cfr. Cons. Stato, sez. I, parere nr. 3297 del 21 novembre 2013)….”
CONSIGLIO DI STATO – Sentenza n. 3190 del 10/06/2013
Anche i militari possono usufruire della possibilità di chiedere il trasferimento di sede per prestare assistenza a un familiare disabile ai sensi della legge 104/92.
CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 18 luglio 2013 n. 203
“… LA CORTE COSTITUZIONALE
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stabilite, il parente o l’affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla disposizione impugnata, idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave. …”
La Suprema Corte sostanzialmente ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nella parte in cui non include tra i soggetti legittimati a fruire del congedo previsto il parente o l’affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla disposizione stessa.
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