Source: http://www.sdanganelli.it/tag/negativo/
Timestamp: 2018-05-26 19:41:08+00:00
Document Index: 136339466

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 2', 'art. 1227', 'art. 2', 'art. 30', 'sentenza ']

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Pubblicato il 26 maggio 2018 da uxs04548
In tema di risarcimento per equivalente del danno da perdita della proprietà, derivante da un decreto di esproprio assunto come illegittimo per essere intervenuto dopo la scadenza della dichiarazione di pubblica utilità non ritualmente prorogata, rileva l’assenza di una stretta pregiudiziale processuale e della connessione sostanziale di tipo causale tra rimedio impugnatorio e azione risarcitoria, ritenuti autonomi dalla prevalente giurisprudenza comunitaria. Il rapporto tra azione di danno e domanda di annullamento non pone un problema di ammissibilità dell’actio damni ma è idonea ad incidere sulla fondatezza della domanda risarcitoria sul piano della causalità, giacchè le coordinate ermeneutiche evincibili dagli artt. 1223 e 1227, comma 2, del codice civile, confermate dall’art. 30, comma 3, c.p.a., introducono un giudizio basato sulla cd. causalità ipotetica, in forza del quale non deve essere risarcito il danno che il creditore non avrebbe subito se avesse serbato il comportamento collaborativo cui è tenuto, secondo correttezza, mirando a prevenire comportamenti opportunistici e, in definitiva, l’abuso dello strumento processuale. In una prospettiva valorizzatrice del principio di solidarietà sociale sancito dall’art. 2 Cost., favorevole ad una lettura dell’art. 1227, comma 2, c.c., alla luce delle clausole generali di buona fede e correttezza di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c., il creditore-danneggiato è gravato non soltanto da un obbligo negativo (astenersi dall’aggravare il danno), ma anche da un obbligo positivo (tenere quelle condotte, anche positive, esigibili, utili e possibili, rivolte a evitare o ridurre il danno). Nel novero dei comportamenti ordinariamente esigibili dal destinatario di un provvedimento lesivo vi rientra: i) la proposizione, nel termine di decadenza, della domanda di annullamento con contestuale attivazione della tutela cautelare di tutti gli atti della serie procedimentale prodromici all’adozione del decreto di esproprio, quale tempestiva reazione, conforme al canone di buona fede e di autoresponsabilità, capace di evitare o mitigare il danno; ii) una condotta processuale lineare del danneggiato incompatibile con la scelta di agire dapprima dinanzi al giudice civile per ottenere il solo ristoro della perdita del bene, nel malcelato intento di eludere i termini decadenziali per l’impugnazione degli atti ritenuti illegittimi; iii) una strategia difensiva univoca diretta ad ottenere l’immediata restituzione del bene illegittimamente espropriato, senza attenderne l’irreversibile trasformazione.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato abuso, actio damni, adozione, aggravare, AGO, ammissibilità, annullamento, art. 2 Cost., art. 30 comma 3 c.p.a., artt. 1175 e 1375 c.c., artt. 1223 e 1227 codice civile, assenza, astenersi, atti, attivazione, autonomi, autoresponsabilità, azione, basato, bene, buona fede, canone, causale, causalità, cautelare, civile, clausole generali, comportamenti, comunitaria, condotta, condotte, conforme, connessione, consiglio di stato, contestuale, correttezza, creditore, danneggiato, danno, decadenza, decadenziali, decreto, destinatario, dichiarazione, difensiva, domanda, eludere, equivalente, esigibili, espropriato, espropriazione, esproprio, evitare, fondatezza, giudice, giudizio, giurisprudenza, gravato, illegittimamente, immediata, impugnatorio, impugnazione, incidere, ipotetica, irreversibile, lesivo, lettura, lineare, mitigare, negativo, non deve, obbligo, perdita, piano, positive, positivo, possibili, pregiudiziale, prevalente, principio, problema, procedimentale, processo, processuale, prodromici, proposizione, proprietà, proroga, prorogata, prospettiva, provvedimento, pubblica utilità, rapporto, reazione, restituzione, ridurre, rimedio, risarcimento, risarcito, risarcitoria, ristoro, scadenza, sdanganelli, serie, solidarietà sociale, sostanziale, strategia, stretta, strumento, tempestiva, termine, Termini, tipo, trasformazione, tutela, univoca, utili, valorizza
Pubblicato il 24 febbraio 2018 da uxs04548
Pur avendo il Tar, in accoglimento del ricorso proposto avverso la non ammissione dello studente alla classe successiva del Ginnasio per mancato recupero del debito formativo nella materia di scienze naturali, annullato il provvedimento del Consiglio di Classe, tuttavia sussiste l’interesse ad appellare la sentenza di primo grado ove la sua esecuzione implichi, per un verso, la permanenza dello studente nella sua classe di provenienza e, per altro verso, un nuovo scrutinio (relativamente alla materia d’insegnamento da recuperare) ad opera della stessa commissione che lo ha già giudicato meritevole di un voto insufficiente. Poiché il riesame dello studente da parte della medesima commissione che lo aveva già bocciato equivale, in pratica, a condannarlo ad un nuovo giudizio negativo, assai scarse essendo le probabilità che la commissione si ridetermini in modo diverso, è buona prassi – in circostanze consimili a quelle che distinguono la vicenda in questione – che il giudizio di rivalutazione del merito venga eseguito da una commissione in composizione diversa da quella che ha reso il primo giudizio, risultato di per sé illegittimo. Questo per evitare – nei valutatori – ogni forma di influenza derivante dal precedente loro convincimento, che è stato eliso per effetto di una pronuncia di annullamento. Nelle more del nuovo giudizio valutativo sulla materia da recuperare e procedendo comunque poi ad una valutazione finale complessiva dello studente che tenga conto di tutti i giudizi positivi dallo stesso già riportati, lo studente deve essere ammesso con riserva alla classe di studio successiva, la cui fase iniziale del corso di studi non è stata frequentata da esso né obiettivamente per colpa sua né per quella della sua famiglia, di cui l’Istituto d’insegnamento tenere conto necessariamente all’esito del relativo anno scolastico.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato accoglimento, ammesso, ammissione, anno scolastico, appellare, bocciato, bocciatura, buona prassi, classe, colpa, commissione, complessiva, composizione, con riserva, Consiglio di Classe, conto, convincimento, corso di studi, debito, deve, diversa, equivale, esecuzione, esito, famiglia, fase, formativo, Ginnasio, giudicato, giudizi, giudizio, influenza, iniziale, insegnamento, insufficiente, interesse, istituto, mancato, materia, merito, negativo, non ammissione, non frequentata, nuovo, permanenza, positivi, precedente, primo grado, probabilità, provenienza, recuperare, recupero, relativo, ricorso, riesame, riportati, rivalutazione, scienze naturali, scrutinio, sdanganelli, sentenza, stessa, studente, studio, successiva, sussiste, Tar, tenere conto, tutti, valutativo, valutatori, valutazione finale, voto