Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g04-01/g04-01-p15.htm
Timestamp: 2019-01-19 04:49:22+00:00
Document Index: 153651040

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 68', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 20', 'art.22', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 54', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 10']

Approvazione del piano regolatore generale, delle prescrizioni esecutive e del regolamento edilizio del comune di Venetico.
Visto il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazioni per pubblica utilità, approvato con il D.P.R. n. 327/01 e modificato dal decreto legislativo n. 302/02, reso applicabile con l'art. 36 della legge regionale n. 7 della legge regionale 2 agosto 2002 come integrato dall'art. 24 della legge regionale n. 7 del 19 maggio 2003;
Visto il foglio prot. n. 8942 del 12 settembre 2001, assunto al protocollo di questo Assessorato al n. 52589 del 18 settembre 2001, con il quale il sindaco del comune di Venetico ha trasmesso per l'approvazione di competenza gli atti e gli elaborati relativi al piano regolatore generale con annesse prescrizioni esecutive e regolamento edilizio;
Vista la delibera n. 2 dell'8 giugno 2000, con la quale il consiglio comunale ha adottato il piano regolatore generale con annesso regolamento edilizio e prescrizioni esecutive del comune di Venetico;
Visti gli atti di pubblicazione e deposito, ai sensi dell'art. 3 della legge regionale n. 71 del 27 dicembre 1978, relativi alla delibera consiliare n. 32 dell'8 giugno 2000;
Vista la certificazione a firma del sindaco datata 11 settembre 2001, in ordine alla regolarità delle procedure di deposito e pubblicazione del piano adottato con delibera consiliare n. 32 dell'8 giugno 2000, nonché attestante la presentazione di n. 27 osservazioni e/o opposizioni avverso lo strumento urbanistico adottato;
Visto l'elenco, a firma del segretario comunale, delle ditte che hanno proposto osservazioni ed opposizioni avverso il Piano in argomento;
Vista l'apposita planimetria di visualizzazione delle osservazioni e/o opposizioni nonché la relazione sulle stesse redatta dai progettisti;
Vista la delibera consiliare n. 5 del 6 marzo 2001 con la quale sono state prese in esame le osservazioni e/o opposizioni presentate avverso il Piano adottato;
Viste le note prot. n. 42596 del 3 dicembre 1994, prot. n. 98 del 19 febbraio 1996, e prot. n. 14900 del 30 luglio 2001, con le quali l'ufficio del Genio civile di Messina, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 64/74, ha espresso parere favorevole con condizioni sullo strumento urbanistico in argomento;
Vista la proposta n. 26 del 4 luglio 2002, trasmessa alla segreteria del Consiglio regionale dell'urbanistica con la nota prot. n. 527 del 29 luglio 2002, con la quale l'unità operativa 4.1/D.R.U., ai sensi dell'art. 68 della legge regionale n. 10/99, ha ritenuto lo strumento urbanistico in argomento meritevole di approvazione, con modifiche e prescrizioni;
Visto il parere reso dal Consiglio regionale dell'urbanistica con il voto n. 26 del 27 novembre 2002, che di seguito parzialmente si trascrive;
DESCRIZIONE DEL PROGETTO DI PIANO
Le previsioni progettuali descritte nella relazione prevedono:
- la riqualificazione di quegli elementi che hanno portato degrado urbanistico, ambientale e sociale, attraverso un processo di trasformazione urbana orientato verso il recupero delle valenze ambientali;
- recupero del centro abitato di Venetico Superiore che in atto vive una forma di svuotamento a discapito di un congestionamento che affligge il centro abitato di Venetico Marina;
- individuazione di una serie di funzioni produttive e del nuovo sviluppo residenziale in direzione dell'asse di viabilità che congiunge l'abitato di Venetico Marina a Venetico Superiore.
Gli interventi specificamente finalizzati alla filosofia d'intervento sopradescritta sono concentrati nella:
- ristrutturazione dell'ex oleificio Vaccarini per la creazione di un centro direzionale-commerciale polifunzionale;
- recupero e riuso di strutture già esistenti con funzioni ricettive-ricreative (verde attrezzato, impianti per lo spettacolo) riqualificazione del lungomare, tutto quanto al fine di creare un polo turistico;
- la creazione di un polo sportivo in un area precedentemente utilizzata da cave oggi dismesse, la realizzazione di ciò comporta conseguentemente il trasferimento dell'attuale impianto del campo sportivo;
- la creazione di un centro commerciale nell'area ad oggi destinata al campo sportivo;
- il recupero di una zona omogenea B2 in contrada Biviola interessata da un piano particolareggiato;
- il recupero e la riqualificazione ambientale delle zone omogenee D1 sottoposte allo studio delle prescrizioni esecutive comunali;
- adeguamento degli standard urbanistici anche in considerazione dei fabbisogni dettati dall'aumento di popolazione che si verifica nei periodi estivi;
- previsione di edificazione di nuove residenze e attività commerciali nella direzione dell'asse di collegamento viario tra il centro di Venetico Marina e quello di Venetico Superiore;
- la realizzazione di nuova viabilità con l'intendimento di servire:
a) area destinata ad insediamenti produttivi, con il P.I.P. già approvato ed operativo e, andando oltre, assumerà le caratteristiche di strada-parco dalle importanti valenze paesaggistiche, attraversando infatti un ampia zona destinata a parco urbano e servendo le zone destinate allo sviluppo agricolo-turistico del territorio, per raggiungere il centro collinare di Venetico.
b) dalla strada provinciale che, dopo avere servito un ulteriore zona agro-turistica, raggiunge Venetico Superiore, si diparte una nuova arteria che, scendendo il torrente Cocuzzaro, consentirà il raggiungimento di tutte le aree agricole del versante orientale altrimenti irraggiungibili;
- recupero del centro storico a mezzo di piano particolareggiato finalizzato al rilancio delle importanti valenze storiche del patrimonio della città;
- utilizzazione dell'area denominata "Piano Bosco" da destinare ad una previsione polifunzionale turistica-ricettiva-alberghiera sottoposta allo studio delle prescrizioni esecutive;
La relazione conclude con l'auspicio che gli interventi sul territorio futuri avvengano attraverso progetti finalizzati che sensibilizzino l'amministrazione comunale ad affrontare le problematiche il cui interesse sarà finalizzato a:
1) recupero ambientale delle cave dismesse;
2) recupero e riqualificazione della zona produttiva dei laterizi;
3) recupero e riqualificazione del centro storico;
4) il sistema del verde (rimboschimento, verde di arredo);
5) la riqualificazione edilizia urbana.
Dimensionamento e fabbisogno abitativo
Dalla relazione risulta che i progettisti ai fini del dimensionamento del piano hanno tenuto in considerazione l'andamento demografico nel periodo tra il 1981 e il 1999.
In considerazione del favorevole andamento demografico risultante dal periodo preso in analisi (13,8% annuo d'incremento), il progettista prevede un incremento teorico di 1.304 abitanti per il ventennio successivo o meglio fino al 2019.
In relazioni alle previsioni di cui sopra e tenuto conto che il progettista attribuisce uno standard pari ad 1,33 vani per abitante, il fabbisogno residenziale viene stabilito in 1.956 stanze che in termini volumetrici risultano pari a mc. 140.703.
A conclusione del calcolo sul fabbisogno abitativo i progettisti prevedono anche il reperimento di abitazioni per coloro che frequentano il territorio soltanto stagionalmente.
Il dato conclusivo sull'analisi effettuata prevede in relazione al fabbisogno futuro, la realizzazione di nuove ulteriori 654 stanze pari a mc. 57.700 per una futura presenza turistica pari a 577 presenze.
L'elaborato di progetto tav. A2 sintetizza quanto descritto.
Quanto riportato nella tav. A2 elaborato di piano sintetizza la previsione di standard superiori a quella prevista dal decreto ministeriale.
Per 5.154 abitanti totali sono previsti mq. 102.819 di standard per una dotazione pro-capite pari a 19,94 mq./ab. Tutto quanto giustificato per garantire anche la cosiddetta popolazione fluttuante.
Inoltre sono stati previsti, in aggiunta alla dotazione sopra riportate, dei servizi definiti territoriali quali attrezzature sanitarie e parchi pubblici per un totale di mq. 98.295.
Il progetto di piano regolatore generale prevede le seguenti zone territoriali omogenee rappresentate graficamente nelle tavole indicate come B1, B2, B3, e descritte al capitolo IV delle norme di attuazione.
Zona territoriale A - Urbana d'interesse storico e particolare pregio ambientale
Trattasi dell'area dell'antico centro urbano di Venetico Superiore circostante il castello e di quegli immobili o borghi rurali con caratteristiche storico monumentali vincolati ai sensi della legge n. 1089/39 o ritenuti d'interesse tali dai progettisti del piano.
I progettisti prevedono all'interno di detta area delle zone A1 e delle zone A2.
La tabella riportata nell'elaborato indicato con A2, che si riferisce al dimensionamento, che riporta la data di aggiornamento 18 maggio 2000, non riporta una stima per la zona A dei volumi esistenti.
Zona omogenea A1
Individuata nel centro storico di Venetico Superiore.
Sono consentiti interventi di manutenzione (anche se non espressamente specificato dovrebbe essere ordinaria e straordinaria), di consolidamento di restauro conservativo e il cambio di destinazione d'uso previo il rilascio di autorizzazione o concessione edilizia.
Gli interventi specificati sono subordinati alle previsioni di piani particolareggiati estesi per l'intera area individuata dal piano regolatore generale.
E' previsto un indice fondiario di 5 mc./mq. con 2 piani fuori terra ed un'altezza max. di 8,00 ml.
Oltre alla residenza sono consentite attività la cui natura diversa non deve essere nociva rumorosa e molesta.
Zona omogenea A2
Sono gli immobili o caseggiati rurali, individuati puntualmente, esistenti anche all'interno dell'area omogenea A1, d'interesse monumentale e storico.
L'individuazione degli stessi oltre che per vincolo della legge n. 1089/39 è effettuata dai progettisti del piano in base alle analisi storiche dagli stessi effettuate.
Gli interventi consentiti sono di restauro conservativo per quelli individuati dalla legge n. 1089/39. Di conservazione e ripristino del patrimonio edilizio esistente e le aree di pertinenza per quelli che non rientrano nella categoria sopra citata.
Gli interventi specificati per questi ultimi, che occorre rilevare non sono indicati negli elaborati di piano, prevedono la possibilità di ampliare la volumetria del 30% per un massimo di 300 mc., previo parere della Soprintendenza, nel caso vengono destinati ad uso turistico.
E' consentito il cambio di destinazione d'uso così come previsto per la zona A1.
La tabella riportata nell'elaborato che riferisce del dimensionamento non dà una stima per la zona A1 e A2 del volume esistente e della superficie.
Zone territoriali omogenee B
La tabella riportata nell'elaborato del dimensionamento tav. A2 stima per la zona B sotto distinte in B1A, B1B, B2 e B3 tutte ricadenti nell'urbano di Venetico Marina, un volume edificabile pari a mc. 105.950 di cui il 22% pari a mc. 23.309 non residenziale e mc. 82.641 residenziale.
Zone B1A e B2A - Centro abitato marino
Trattasi di aree comprese nei centri urbani esistenti e nelle aree limitrofe già totalmente urbanizzate ed organizzate con struttura urbanistica totalmente definita.
Sono ammessi interventi a seguito del rilascio di concessione edilizia.
Indice di edificabilità fondiaria mc./mq. 5,00.
Altezza max ml. 11,00.
Numero dei piani fuori terra 3.
Le norme di attuazione differenziano le due zone per gli arretramenti da rispettare dal ciglio stradale o dai confini di altre proprietà.
E' da evidenziare che per la zona B1A sono individuate le destinazioni d'uso ammesse richiamando quanto consentito nelle zona A mentre per la zona B2A il cambio di destinazioni d'uso non è richiamato pertanto è come da ritenersi non consentito.
Per la zona B2A è previsto al piano terra in arretramento al ciglio della S.S. 113 la realizzazione di portici ad uso collettivo. Per gli edifici così realizzati, se non destinati al piano terra a residenza la norma prevede un computo della volumetria per il 50% del volume effettivo.
Zona B2 - Centri abitati Marino
Aree comprese nel centro urbano esistente di recente edificazione e parzialmente edificate e urbanizzate.
Sono ammessi interventi a seguito del rilascio di concessione edilizia o dopo approvazione di piani particolareggiati d'iniziativa pubblica.
Indice di edificabilità fondiaria mc./mq. 3,50.
Le norme di attuazione rilevano che le tavole di piano regolatore generale evidenziano tre aree all'interno delle quali non è possibile intervenire se non per manutenzione ordinaria o straordinaria nelle more che venga redatto il piano particolareggiato esecutivo.
Zona B3 - Ristrutturazione urbanistica
Riguarda l'area destinata dal precedente strumento urbanistico a zona artigianale. E' individuata come l'area dell'ex edificio "Vaccarino".
E' totalmente edificata e visto il grado di disordine urbanistico e di degrado degli edifici esistenti è previsto il recupero per la realizzazione di un polo commerciale/direzionale con funzioni miste commerciali, direzionali, residenziali di servizio e terziario avanzato.
Le norme riferiscono per detta area lo studio nelle prescrizioni esecutive del piano regolatore generale, stabilendo i seguenti parametri urbanistici d'intervento:
- indice di edificabilità territoriale è di 4,00 mc./mq.;
- indice di edificabilità fondiaria è di 5,00 mc./mq.
L'altezza massima consentita e di ml. 14,00 per un numero di 4 piani fuori terra.
Le norme specificano inoltre che nelle more di attuazione delle prescrizioni esecutive comunali sono consentiti solo interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.
Zone territoriali omogenee C di espansione
I progettisti distinguono le aree in C1, C2, C3, C4, C5. Le zone C1 e C3 si riferiscono a quelle aree in cui in atto sono in corso interventi edificatori autorizzati. Di detti interventi i progettisti non rassegnano alcuna analisi quantitativa. Per le zone C2 e C3 solo la tav. A2 riassume:
Venetico Marina mc. 34.665
Località S. Antonio mc. 43.601
Totale mc. 78.266
I progettisti considerano che di 78.266 mc. il 22% sarà attribuito a non residenziale (mc. 17.218) ed il 20% a stagionale (mc. 15.653) attribuendo alla residenza mc. 45.395.
Zona C1 - Zona di espansione del centro urbano tra i 500 m. ed i 1.000 m. dalla costa in fase di attuazione
Le norme tra parentesi riportano inizialmente la dicitura Piani di lottizzazione approvati e/o convenzionati.
E' definita come area limitrofa ai centri facilmente raggiungibile dalle reti dell'urbanizzazione primaria e suscettiva a raccordarsi con la struttura urbana esistente.
Gli interventi ammessi sono a mezzo di piani di lottizzazione convenzionata o a giudizio dell'amministrazione comunale a mezzo di piano particolareggiato.
Non è prevista un'area minima d'intervento.
Sono riportati i seguenti parametri edificatori:
- indice territoriale mc./mq. 1,5;
- rapporto max di copertura 40%.
Altezza massima ml. 8,00 per un massimo di due piani fuori terra compreso eventuale piano porticato.
Vengono indicate le distanze da rispettare fra i vari edifici e dalle strade facendo riferimento al decreto ministeriale n. 1444/66 e successive modifiche.
Le destinazioni d'uso consentite sono in richiamo a quelle consentite per le zone A.
La tipologia edilizia può essere isolata a schiera in linea a patio.
Zona C2 - Zona di espansione del centro urbano tra i 500 m. e i 1.000 m. dalla costa di nuovo impianto
Definizione e norme replicano quelle delle zone C1, rimanendo invece fissata la densità territoriale commerciale e/o terziaria in 0,50 mc./mq, il lotto minimo di 2.500 mq. ed il rapporto massimo di copertura pari al 25%.
Zona C3 - Zona di espansione oltre i 1.000 mt. dalla costa in fase di attuazione
Definizione e norme replicano quelle delle zone C1, rimanendo invece fissata la densità territoriale in 0,75 mc./mq. ed il rapporto massimo di copertura pari al 25%.
Una parte di dette aree è interessata a problemi di dissesto non puntualmente individuate nella relazione geologica.
Zona C4 - Zona di espansione oltre i 1.000 m. dalla costa di nuovo impianto
Definizione e norme replicano quelle delle zone C1, rimanendo invece fissati il lotto minimo d'intervento mq. 2.500, la densità territoriale in 0,75 mc./mq, la densità territoriale commerciale e/o terziaria in 0,40 mc./mq. ed il rapporto massimo di copertura pari al 25%.
La faglia che evidenzia dissesto geologico si trova in prossimità di una parte di detta area.
Zona C5 - Aree per lo sviluppo turistico - residenziale del territorio
La tabella riassuntiva riportata nella tav. A2 individua mc. 6.824 destinati alla residenza e mc. 15.921 destinati al turismo, per un totale di mc. 22.745
Prescrizioni esecutive del piano regolatore generale
Area localizzata in contrada Piano Bosco situata su una collina sovrastante il centro collinare di Venetico.
Destinazione d'uso: turistico-ricettiva, è ammessa la residenza per non più del 30% dei volumi edificati.
Indice territoriale mc./mq. 1,50.
Rapporto massimo di copertura 40%.
Altezza massima ml. 8,00 con un numero di piani fuori terra pari a 2 compreso eventuale porticato.
E' previsto un indice di piantumazione con l'obbligo del rispetto degli alberi di alto fusto esistenti.
ZONE PRODUTTIVE SECONDARIE
Zona territoriale omogenea D per attività produttive
La zona D è suddivisa nelle sottozone D1 e D2.
La sottozona D1 comprende in atto le aree interessate dall'attività estrattiva e/o di produzione dei laterizi.
La sottozona D2 comprende le aree per l'insediamento di piccole industrie e dell'artigianato.
Zona D1 - Attività industriali
Sono le aree destinate agli insediamenti di piccole industrie. Non è prevista una densità territoriale.
Rapporto di copertura pari al 40% del lotto fondiario.
Altezza max consentita ml. 8,00, con possibilità di deroghe, previo parere discrezionale della commissione edilizia per i volumi tecnici.
I parcheggi dovranno essere reperiti nel rapporto di 1/10 dell'area d'intervento ed il 30% di essi dovrà essere destinato ad uso pubblico.
Oltre agli impianti per le piccole industrie è prevista la realizzazione di servizi tecnici e amministrativi degli impianti industriali e una abitazione con un volume max di 400 mc. ad uso del custode o del titolare dell'azienda.
Zona D2 - Area destinata ad attività artigianale ed industriale
La definizione delle norme di attuazione si riferiscono alle sole aree destinate ad attività artigianali e non richiama quella industriale così come da intestazione riportata dalla stessa norma.
La sottozona D2 viene inoltre distinta in D2A e D2B.
Zona D2A
Destinazione d'uso: commerciale, artigianale, direzionale, industriale.
Strumento di attuazione: piano di lottizzazione di iniziativa privata.
Densità territoriale max. mc./mq. 0,75.
Rapporto di copertura max 40% del lotto fondiario.
Altezza max ml. 8,00; sono consentite deroghe così come previste per la zona D1.
Piani fuori terra max 2.
Zona D2B
Riguarda quelle aree dove già esistono dei piani esecutivi approvati.
ZONE PRODUTTIVE PRIMARIE
Zone ET - Aree per il recupero agricolo turistico del territorio
Per la zona la tavola A2 del dimensionamento riporta i dati relativi all'estensione dell'area interessata pari a mq. 162.762 e ad al volume realizzabile all'interno della stessa e cioè, mc. 16.276.
Sono definite quelle aree con prevalenti caratteristiche agricolo produttive già direttamente collegate al sistema urbano e infrastrutturale, ove si riscontra presenza di edifici residenziali per la diretta conduzione dei fondi e/o per uso turistico rurale.
Tali aree sono quindi ritenute idonee al recupero dell'attività turistico rurale finalizzandole ad un migliore sfruttamento dell'attività produttive primarie e per nuovi insediamenti residenziali turistici. E' prevista la possibilità di realizzare abitazioni con destinazione turistico ricettiva, residenziale, agricola.
Per i nuovi insediamenti di natura residenziale-turistica si prevede il piano di lottizzazione convenzionato con superficie minima d'intervento pari a mq. 5.000.
Sono previsti ampliamenti per volumi non residenziali cosi come richiamati dall'art. 23 della legge regionale n. 71/78 subordinati al rilascio della concessione edilizia.
Densità territoriale max:
- mc./mq. 0,03 per i volumi residenziali per la diretta conduzione del fondo;
- mc./mq. 0,10 per i volumi destinati alla ricettività turistica.
Lotto minimo di edificazione: mq. 2.000.
Altezza max: ml. 7,00 (interventi art. 23 legge regionale n. 71/78).
Numero piani fuori terra max: 2 escluso gli immobili esistenti (interventi art. 23 legge regionale n. 71/78).
Inoltre viene indicato oltre alle distanze da rispettare anche l'indice di piantumazione.
I fabbricati esistenti, se vengono destinati ad uso turistico possono essere ampliati del 30% fino ad un massimo di mc. 300.
Viene fatto richiamo agli immobili e borghi rurali di cui alla zona A2 in quanto in adiacenza o all'interno di questa area se ne trovano individuati, in ogni caso per essi viene specificato il restauro o il riuso così come all'art. 20 delle norme stesse. E' prevista l'attuazione degli interventi di cui all'art.22 della legge regionale n. 71/78.
Zona E - Verde agricolo
E' tutta quella parte del territorio riservata all'esercizio dell'attività agricola e delle attività connesse all'uso agricolo del territorio.
E' ammessa la realizzazione di residenze per la diretta conduzione del fondo agricolo e della produzione agricola.
Sono riportate quattro differenti tipologie edilizie d'insediamento distinte in a), b), c) e d). Fra queste alle lettere c) e d) sono riportate tipologie edilizie quali:
- edifici per allevamenti zootecnici e avicoli di tipo industriale con annessi fabbricati di servizio ed impianti necessari per lo svolgimento dell'attività zootecnica;
- costruzioni industriali adibite alla prima trasformazione, all'insaccamento, alla manipolazione, ed alla conservazione dei prodotti agricoli e zootecnici con relativi fabbricati di servizio.
Per le tipologie su specificate, dalle quali sono da considerare escluse le industrie nocive di 1ª e 2ª, classe di cui al decreto ministeriale 12 febbraio 1971, deve essere prevista la realizzazione di idonei impianti di depurazione.
Gli interventi vengono autorizzati con concessione edilizia ai sensi dell'art. 22 della legge regionale n. 71/78.
Per le residenze è previsto:
- l'indice fondiario di mc./mq. 0,03;
- altezza max mt. 7,50 con un massimo di due piani fuori terra.
Viene previsto per gli interventi di tipo a) ove sono indicate le case coloniche e le abitazione per gli agricoltori e i salariati agricoli, e per la parte riguardante la residenza compresa nei fabbricati a servizio di quelli realizzabili per gli interventi di cui ai punti c) e d), l'obbligo di redigere il piano di lottizzazione per gli interventi che interessano superfici maggiori di 50.000 mq. e con insediamento residenziale superiore a mc. 1.500.
Per gli interventi b), c) e d) ove sono indicati i fabbricati rustici di servizio e le costruzioni accessorie per lo svolgimento dell'attività agricola, relativi ad insediamenti che interessano superfici maggiore di 20.000 mq. o con cubatura superiore agli 8.000 mc. l'obbligo della redazione di piani di lottizzazione.
E' prevista all'interno delle aziende agricole la possibilità di adibire ad uso turistico stagionale i fabbricati residenziali: per le medesime finalità il progettista prevede nelle norme di attuazione la possibilità di ampliare la residenza fino al 30% della cubatura esistente e comunque non oltre i 300 mc.
In queste aree è previsto l'insediamento di attività collettive distinte secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 e con la seguente classificazione.
Per il conteggio delle quantità si rinvia alla tavola A2 sul dimensionamento.
Zona SP1 - Urbanizzazioni secondarie. Attrezzature collettive esistenti e di progetto
Secondo il decreto ministeriale 2 aprile 1968 all'interno di dette aree dovranno essere insediate dal comune attrezzature quali:
a) istruzione: asili nido, scuola materna e dell'obbligo;
b) interesse comune: religiose, culturali, sociali, sanitarie, amministrative, pubblici servizi, scuole superiori, etc. oltre a quelle già realizzate. Non sono specificati parametri per interventi di nuova realizzazione. Le nuove realizzazioni sono subordinate al rilascio della concessione edilizia. Gli interventi ammessi devono rispettare le norme specifiche previste per il tipo di attrezzatura da realizzare.
Zona SP2 - Verde pubblico attrezzato
All'interno di dette aree sono previste:
- aree di verde di quartiere attrezzate per il gioco dei bambini;
- parchi urbani e ville comunali;
- aree con attrezzature culturali, teatri scoperti, o con strutture non permanenti per la valorizzazione turistica dei centri urbani.
Zona SP3 - Verde pubblico attrezzato per lo sport
Sono quelle zone da utilizzare per l'insediamento di impianti sportivi coperti e scoperti, con le relative attrezzature connesse ai vari sport.
Zone d'interesse generale F
In queste aree è previsto l'insediamento di attività collettive indicati come servizi territoriali quali attrezzature sanitarie o parchi pubblici così riportati nel conteggio registrato alla tav. A2 sul dimensionamento.
Le norme prevedono le seguenti sotto zone:
Zona F1 - Di recupero ambientale
Si tratta di una sola area localizzata in prossimità del confine comunale di Valdina, in adiacenza ad una zona D1 industriale e nella quale precedentemente si svolgeva attività estrattiva oggi dismessa.
Le norme di attuazione si riferiscono a quest'area con previsioni di realizzazione di manufatti quali padiglioni per biblioteca, musica, locali per servizi igienici, bar ristori, cabine elettriche ed idriche, ripostigli e depositi.
L'attuazione delle previsioni all'interno di detta area avverrà con piano esecutivo d'iniziativa pubblica, riguardante l'intera zona, piano di cui verranno ad essere indicate le aree piantumate quelle a verde i percorsi etc.
Tutto nel rispetto della legge regionale n. 78/76.
Zona F2 - Area di riordino ambientale
Si tratta di aree destinate a parchi pubblici attrezzati urbani ed extraurbani all'interno delle quali è esclusa qualsiasi edificazione se non quelle previste per il verde pubblico attrezzato.
Zone Ft - Polo dello svago e del turismo
Viene individuata un'area per le attività di svago e del turismo destinati alla fruizione del mare.
L'area è prospiciente il mare ed è porzione dell'area facente parte dell'ex edificio Vaccarino.
E' previsto il piano particolareggiato esecutivo d'iniziativa comunale con possibilità d'intervento da parte di privati.
Zona Fc - Fascia costiera
Le norme la identificano come area del lungomare destinata a riqualificazione tipologica e ambientale.
E' prevista l'attuazione di un piano esecutivo particolareggiato d'iniziativa comunale.
Zone FS - Attrezzature d'interesse urbano
Si riferiscono ad attrezzature già esistenti e cioè:
A) polo sportivo.
Area destinata ad attrezzature sportive di interesse urbano ad uso pubblico sulle quali il comune dovrà intervenire con piano particolareggiato.
L'area interessa un cava dimessa o in fase di dismissione;
B) castello.
Riuso al fine di un utilizzo per attività collettive anche nelle more del piano particolareggiato previsto per l'attuazione degli interventi in centro storico;
C) strutture sanitarie d'interesse urbano;
D) centro commerciale.
Area individuata a Venetico Marina sulla quale si prevede di realizzare un centro polifunzionale commerciale con annessi servizi di supporto.
Zona Ff - Aree per ferrovie
Detta zonizzazione è trattata da due differenti ar-ticoli.
Si tratta delle aree destinate agli impianti e servizi ferroviari e alla localizzazione della nuova stazione ferroviaria, al raddoppio della linea ferrata ME-PA, ad uso esclusivo degli impianti e dei servizi ferroviari all'interno delle quali possono essere realizzate costruzioni strettamente connesse alle esigenze specifiche delle FF.SS. comprese quelle attività di carattere sociale e ricreativo, di accoglienza dei visitatori tutto, nel rispetto della legge regionale n. 78/76.
Si tratta della zona boschiva individuata dallo studio agricolo forestale in contrada Piano Bosco.
Sono descritti gli interventi di tutela, di conservazione, di miglioramento e di utilizzazione del patrimonio boschivo.
Per gli edifici esistenti, le norme prevedono la ristrutturazione edilizia, il restauro conservativo, la manutenzione ordinaria e straordinaria, con possibilità per la residenza di essere ampliata fino ad un massimo del 15%, mentre per quegli edifici con funzioni di esercizio pubblico e/o ricettivo l'ampliamento del 30% della cubatura esistente per un massimo di 300 mc.
- fasce di rispetto stradale di cui al decreto ministeriale n. 1404/68 e successive modifiche e/o integrazioni;
- fascia di rispetto della nuova tratta ferroviaria;
- fasce di rispetto cimiteriale ml. 200;
- fasce di rispetto per impianto di depurazione di 2° livello ml. 50.
Sono ammesse attrezzature tecnologiche, pubbliche o d'interesse pubblico, allacciamenti stradali, percorsi pedonali o ciclabili e il mantenimento dell'attività agricola.
Verde di rispetto ambientale
Riguarda quelle aree al cui interno esistono delle colture pregiate che devono essere mantenute e protette nonché migliorate e integrate con altre piantumazioni.
Come tale è indicata l'area impegnata dal cimitero. La norma prevede che le opere di iniziativa privata da realizzare al suo interno vanno soggette a concessione edilizia, previo parere della C.E.C. Allo stesso regime autorizzativo vanno sottoposti gli interventi pubblici che incidono sull'estetica e il decoro dell'ambiente.
Parcheggi di progetto e parcheggi esistenti
Sono aree puntualmente individuate distinguendo in planimetria parcheggi esistenti e parcheggi di previsione. Relativamente alle quantità, esse sono indicate nell'elaborato A2 avente a titolo "Dimensionamento".
E' individuata un'area interessata da fenomeno di dissesto geologico ricadente in zona già edificata. Non vengono rappresentate le faglie interessate da dissesto geologico così come quanto rilevato dalla relazione geologica.
Vengono individuate e regolamentate all'interno delle infrastrutture quanto di seguito elencato:
- aree per mobilità, rete stradale, parcheggi e piazze;
- impianti ed attrezzature tecnologiche;
- realizzazione di muri di contenimento e sistemazione del terreno in genere;
- aree di torrenti, linee di deflusso e/o impluvi in genere.
Le prescrizioni esecutive, redatte in ottemperanza all'art. 2 della legge regionale n. 71/78 per lo sviluppo turistico e residenziale riferito ad un arco temporale di 10 anni, consistono in un piano particolareggiato che interessa esclusivamente la zona omogenea C5, aree per lo sviluppo turistico residenziale del territorio.
Da come si evince è stata specificatamente particolareggiata un'area al cui interno sono individuati:
- per la residenza mc. 6.720,00;
- per il turismo mc. 11.993.40 di cui mc. 7.840,40 di progetto e mc. 4.123,00 già esistenti;
- servizi a supporto del turismo mc. 2.190,00;
- standard urbanistici per la residenza mq. 1.299,00.
Al piano regolatore generale è annesso il R.E.C. costituito da 72 articoli, suddivisi in 9 capitoli.
Sugli aspetti procedurali si osserva:
- sono state osservate le procedure di legge relative alla pubblicazione e di deposito del progetto di piano ai sensi dell'art. 3 della legge regionale n. 71/78;
- avverso al piano sono state presentate osservazioni ed opposizioni per un numero di 27 e per le stesse sono stati forniti dai progettisti gli elementi per le controdeduzioni con apposito atto.
La compatibilità delle condizioni geomorfologiche del territorio con le previsioni del piano, sono state verificate dall'ufficio del Genio civile di Messina, che ha reso parere favorevole con provvedimento prot. n. 42596 del 3 dicembre 1994;
è da rilevare comunque che successivamente al citato parere, con decreto n. 298/41 del 4 luglio 2000, l'A.R.T.A. ha adottato il piano straordinario per il rischio idrogeologico, con il quale vengono individuate delle aree del territorio a rischio molto elevato.
Per dette aree che interessano sia Venetico Superiore che Venetico Marina dovranno essere adottate le misure di transizione di salvaguardia di cui all'art. 1 bis del decreto legge n. 180/98 e successive modifiche e integrazioni e pertanto non potranno essere autorizzate attività di trasformazioni del territorio in contrasto con gli artt. 1, 2 e 3 dello stesso decreto, condizione peraltro indicata nella nota sezione O.T.A. prot. n. 14900 dell'ufficio del Genio civile di Messina.
Il territorio comunale di Venetico, di natura pianeggiante nella zona costiera si protende verso l'entroterra con bassi rilievi collinari raggiungendo versanti ripidi in corrispondenza di una dorsale. Esso risulta abbastanza antropizzato per la presenza di immobili realizzati sulla fascia costiera, di aree utilizzate da industria estrattiva e di forti e importanti infrastrutture come la ferrovia, la strada statale, l'autostrada e dall'attraversamento del metanodotto; oltreché alla nuova previsione del raddoppio ferroviario e del nuovo metanodotto.
L'emergenza architettonica più significativa è il Castello, inserito nel tessuto urbano "Centro storico" a Venetico Superiore.
Detto centro in atto presenta un tessuto urbano abbastanza integro con caratteristiche dell'edificato non omogenee.
Le trasformazioni, consentite dalla destinazione d'uso di zona B del vigente programma di fabbricazione, sono state effettuate sui singoli lotti fondiari, sicché si trovano compresenti in gran misura immobili di recente edificazione.
L'edificato di Venetico Marina si sviluppa lungo la S.S. 144, per quasi tutta l'estensione del territorio comunale fino al lungomare con un'intensa edificazione prevalentemente costituita da residenze stagionali.
Tra Venetico Marina e la fascia autostradale caratterizzata da una visibile forma di degrado, parte di tale territorio è destinato all'attività estrattiva e di lavorazione dei laterizi.
L'analisi demografica è stata condotta sulla scorta dei dati riguardanti il periodo dal 1981 (ab. 3.026), al 1991 (ab. 3.497) facendo emergere un costante trend positivo con un incremento finale al 1991 di 471 abitanti pari al 13,6% annuo di incremento. Detto parametro viene tenuto in considerazione come costante anche nel successivo decennio. Ma dal 1991 (ab. 3.497) al dato fornito dai progettisti relativo al 1999 (ab. 3.850), si nota che il trend in percentuale è dimezzato. Se al dato del 1999 (ab. 3.850) compariamo il dato I.S.T.A.T. relativo al rilevamento 2001 (ab. 3.691) avvertiamo già o addirittura un incremento inesistente e negativo.
Da quanto sopra deriva che indipendentemente da ogni valutazione sulla correttezza del metodo di calcolo seguito dai progettisti, l'evolversi dell'andamento demografico nel comune di Venetico non consente di assentire alle previsioni dimensionali formulate dai progettisti.
Esse infatti hanno ad orizzonte, un aumento della popolazione nel ventennio maggiore ad 1/3 circa della popolazione attuale se si assume come valore base degli insediamenti quello di 3.691 determinato dall'ISTAT. Anno 2001.
Il fabbisogno volumetrico atto a soddisfare le esigenze della popolazione futura, nonché il fabbisogno pregresso e quant'altro, è pari a mc. 140.703.
Conseguentemente le previsioni del piano adottato devono essere in parte ridimensionate, al fine di evitare immotivato uso del suolo.
Occorre tenere presente la disponibilità di capacità insediative nelle zone B, all'interno delle quali risultano presenti aree libere, nonché nella zona A di Venetico Superiore, con i nuovi interventi di recupero e di risanamento che consentirebbero pure l'insediamento, sia pure in numero limitato, di nuovi ulteriori abitanti.
Il patrimonio edilizio esistente nel dato fornito dai progettisti è scorporato da quella quantità destinata per uso stagionale, in grado di sostenere le esigenze attuali derivate dal turismo stagionale.
In ordine alle singole zone omogenee si rileva che:
Zona territoriale omogenea A
L'individuazione di zona A, in riferimento all'intero centro urbano di Venetico Superiore, si ritiene condivisibile in quanto enuclea un tessuto di antica formazione che si è sviluppato anche in periodi successivi, mantenendo la stessa morfologia concentrata attorno al nucleo del Castello.
E' condivisa anche la classificazione in A2 del Castello e della sua area di pertinenza, affinché interventi sullo stesso manufatto possano essere effettuati nelle more dell'approvazione del piano particolareggiato del centro storico.
Viene altresì condivisa la previsione di un'area di verde pubblico attorno alle emergenze del Castello.
Si considera altresì che all'interno del tessuto urbano di Venetico Superiore, in atto persistono immobili a testimonianza di forme insediative del passato anche meno prossimo. Si condivide che immobili siano individuati e assoggettati alle classificazioni di zona A2.
Per gli interventi consentiti dalle norme di attuazione per la zona A2 non si condivide l'ammissibilità di intervento di ampliamento così come riportato all'art. 20: "Se detti immobili sono destinati ad uso turistico, possono essere ampliati per non più del 30% del volume preesistente fino ad un massimo di 300 mc., previo parere della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali.
Pertanto detta indicazione dovrà essere cassata.
E' da escludere la possibilità di insediare nuove attività artigianali o qualsiasi tipo di attività terziaria in considerazione che le tipologie edilizie presenti e la morfologia dei luoghi non consentirebbero di dotare queste iniziative di nuova costituzione, di quegli spazi e infrastrutture necessari. Restano salve le attività già esistenti.
Zone territoriali omogenee B1A e B1B di Venetico Marina
Anche se preliminarmente si osserva che per ciascuna area omogenea non risultano condotte in maniera puntuale le verifiche dei requisiti prescritti dall'art. 2 del decreto ministeriale n. 1444, del 2 aprile 1968, (le indicazioni sulle volumetrie esistenti nei singoli centri abitati sono contenute in tabelle "computo dei vani esistenti" giustificativo del "Dimensionamento") l'individuazione effettuata si ritiene condivisibile.
La morfologia, del territorio, caratterizzata nella zona di Venetico Marina da conformazione pianeggiante, e l'esistenza delle opere di urbanizzazione ne consentono la destinazione urbanistica prevista.
Nulla si ha da rilevare riguardo a dette zone, pur se latistanti il torrente Cocuzzaro, in quanto appaiono dotate dei requisiti dettati dalle norme e poste a quota che sembrerebbero esentarle dai rischi connessi ad eventi di esondazioni, anche in relazione a quanto dichiarato dal geologo nella relazione di piano e in quella integrativa.
Rimangono fermi i vincoli, ove la zona fosse interessata, dettati dal piano straordinario per l'assetto idrogeologico dal decreto n. 298/41 del 4 luglio 2000.
Non si condivide, e pertanto si stralcia, l'ultimo comma dell'art. 21 delle norme di attuazione che prevedono la realizzazione a piano terra, lungo la S.S. 113, di un portico di uso collettivo di profondità non inferiore a m. 2,00 per la parte in cui: "Il piano terra degli edifici così realizzati, se destinato ad attività non residenziali, verrà computato nella volumetria in misura pari al 50% del volume effettivo".
Zone territoriali omogenee B2
Le zone B2 si ritengono condivisibili così come previste nel progetto di piano comprese quelle latistanti il torrente Cocuzzaro in quanto appaiono dotate dei requisiti dettati dalle norme di cui al decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 e poste a quote che sembrerebbero esentarla dai rischi di eventi di piena, anche in relazione a quanto dichiarato dal geologo nella relazione di piano e in quella integrativa.
Non sembrano invece siano verificati i requisiti relativi alla previsione dell'area contornata in rosso nella tav. B-1 prospiciente la strada del lungomare e il torrente Cocuzzaro. Il comune pertanto in sede di controdeduzioni avrà cura di documentare la reale consistenza in termini volumetrici, ai fini del rispetto dei requisiti prescritti dal decreto legge 2 aprile 1968, n. 1444 dell'area in argomento.
Zona territoriale omogenea B3
Si condivide il proponimento di ristrutturazione urbanistica per detta zona, individuata convenzionalmente B3 dai progettisti del piano.
Infatti, questa area altro non era in precedenza, che una zona omogenea D del precedente strumento urbanistico vigente.
Lo stato di degrado e di abbandono di detta area e la finalità di recupero di quanto esistente per la realizzazione di un polo commerciale/direzionale, consentono di condividere la prescrizione di un intervento unitario, predisponendo un piano particolareggiato esecutivo che debba interessare l'intera area.
In ogni caso, trattandosi di un'area D dismessa, appare opportuno precisare che le aree ricadenti nella fascia di rispetto dei 150 ml. dalla battigia, dovranno essere salvaguardate da eventuali nuove edificazioni.
Dovranno inoltre essere assicurate le attrezzature previste dagli standard di cui all'art. 5 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.
Zone territoriali omogenee C1 e C2
Le aree C1 e C2 individuate nello strumento urbanistico, in realtà non si differiscono tra loro se non per il fatto che nella zona C2 è previsto il lotto minimo di mq. 2.500.
Per dette aree, che si condivide la destinazione di piano, non si ritiene viceversa potersi condividere l'area individuata a zona C2, in quanto la stessa interrompe la continuità fisica dell'area di verde di rispetto ambientale, racchiusa tra il torrente Cocuzzaro e la nuova strada di piano regolatore generale ed inoltre non risulta giustificata in relazione ai fabbisogni residenziali.
Pertanto la zona C2 segnata in rosso nella tav. B-1 è disattesa e la relativa area è classificata verde agricolo.
Zone territoriali omogenee C3 e C4
Anche le aree C3 e C4 individuate nello strumento urbanistico, in realtà non si differiscono se non per il fatto che nella zona C4 è previsto il lotto minimo di mq. 2.500.
Per quanto riguarda le zone C3, le previsioni sono condivise in quanto aree di espansione in fase di attuazione che riguardano, piani di lottizzazione approvati o già convenzionati, essendo aree aventi rispondenza con le previsioni del precedente strumento urbanistico vigente. Le zone territoriali omogenee individuate nelle tavole di piano regolatore generale con C4, per le motivazioni esposte riguardo il dimensionamento del piano, e considerate le possibilità edificatorie assentite nell'ambito delle zone B, sono disattese ad eccezione dell'area interclusa tra le zone C3 e l'attrezzatura di interesse collettivo, in quanto già interessata da costruzioni e da urbanizzazioni.
In ogni caso all'interno delle zone di espansione C3 e C4, le nuove possibilità edificatorie devono tenere conto del metanodotto, della condizione geomorfologica dei luoghi dettata dalla presenza di un'area di dissesto geologico che viene rappresentata nelle tavole di piano regolatore generale.
Zone territoriali omogenee C5
La zona C5 localizzata su un pianoro di buona valenza paesaggistica a monte del centro abitato di Venetico, è interessata dall'unica prescrizione esecutiva, che si condivide, rilevando tuttavia che andrebbero meglio approfondite lo studio morfologico e tipologico.
Zone D1 - Per attività industriali
Sono da disattendere in quanto già disciplinate dal piano per le aree di sviluppo industriale di Messina.
Zone D2 - Zona per attività artigianali ed industriali
Dette zone sono state sottodistinte in D2A e D2B.
Si ritiene opportuno unificare le citate sottozone in un'unica zona D2.
E' da ritenere condivisibile la previsione della zona D2B, recependo un processo già in atto in virtù di un piano per insediamenti produttivi autorizzato da questo Assessorato.
La zona D2A di ampliamento alla zona D2B, non viene condivisa in quanto non giustificata da nessun dato su eventuali richieste avanzate da operatori economici del settore; né giustificata in relazione allo stato di attuazione del P.I.P. autorizzato, di cui nulla viene rappresentato.
Zone territoriali omogenee ET
La definizione fornita dalle norme di attuazione relativamente alle zone ET, aree per il recupero agricolo turistico del territorio, sembrerebbe rinviare a forme di turismo riconnesse alle potenzialità agricole del territorio.
In tal senso, all'interno delle due aree indicate in località S. Antonio è previsto un volume destinato all'espansione agro-turistica, in aggiunta a quello destinato alla residenziale, del quale non viene fatta menzione.
Tuttavia mentre l'intenzione progettuale manifestata appare compatibile con modi d'uso rispettosi del territorio, le norme che dovrebbero regolamentare tale uso (superficie minima della lottizzazione=mq. 5.000), in realtà rinviano ad usuali insediamenti di seconde case.
Tali insediamenti hanno manifestato nel tempo la loro scarsa attitudine a promuovere il duraturo sviluppo economico e la riqualificazione agricola del territorio.
Pertanto non si ritiene di potere condividere la scelta individuata per dette aree che al pari delle zone di espansione, non condivise, saranno riclassificate come zone E di verde agricolo.
La normativa dovrà essere adeguata secondo le indicazioni contenute nei considerata sulle norme tecniche di attuazione di cui ai paragrafi successivi.
Zone territoriali omogenee SP1, SP2 ed SP3 - Urbanizzazioni secondarie
La relazione sul dimensionamento riporta tanto i dati relativi alle attrezzature esistenti, quanto quelle delle attrezzature in previsione, effettuando il computo per una dotazione di 18 mq. per abitante, superiore a quanto fissato dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 per i comuni dell'entità demografica di Venetico.
Dai dati forniti dal progettista sulle attrezzature esistenti si desume una dotazione pro-capite complessiva di circa 7 mq./ab. (in riferimento ai circa 3.691 abitanti attuali).
Il dato revisionale fornito dal progettista indica per gli abitanti previsti di Venetico Superiore, Venetico Marina e contrada S. Antonio, una dotazione rispettivamente pari a 16,28 mq./ab. - 20,69 mq./ab.
Il ridimensionamento dei servizi che dovrà essere effettuato conseguentemente al ridimensionamento delle previsioni abitative, consente di adottare valori più aderenti alle possibilità reali di attuazione delle previsioni da parte dell'ente locale.
Vanno pertanto soppresse le previsioni di aree SP1 sottodistinte in Ac ed in Sc, in quanto aree ricadenti nella zona di piano per le aree di sviluppo industriale ed SP1 Se in contrada S. Antonio adiacente all'area C4 disattesa, ridestinando tali aree a zone E di verde agricolo.
Zone F - Aree per attrezzature ed impianti di interesse generale
Zona F1 - di recupero ambientale.
E' da disattendere l'area individuata racchiusa fra il fiume Senia e la zona omogenea D1, in quanto area interessata dal piano per le aree di sviluppo industriale.
Zona F2 - di riordino ambientale.
L'area è condivisibile in quanto giustificata da motivate valenze ambientali, alterate per l'attraversamento del metanodotto.
Zone FT - Polo per lo svago ed il turismo.
Si condivide tale area individuata in località Venetico Marina, in quanto prevede la realizzazione di verde attrezzato a carattere urbano e territoriale, contiguo alla zona B di Venetico Marina e quindi a servizio delle stesse aree.
Zone FC - Fascia costiera.
Zone Fs - Attrezzature d'interesse comune.
Sono condivise quelle indicate con le lettere B) e C). L'area individuata con Fs A) polo sportivo è da disattendere in quanto ricadente all'interno dell'area interessata dal piano per l'area di sviluppo industriale.
Pertanto l'area Fs D) la cui destinazione di centro commerciale era conseguente alla dismissione dell'esistente campo sportivo, qualora si fosse realizzato e trasferito detto impianto nell'area Fs A) ora disattesa, non potrà essere attuata.
Pertanto l'indicazione del polo sportivo rimane dove tutt'oggi esiste il campo di calcio e detto impianto sarà identificato in Fs A).
Zone Ff - Aree ferroviaria e nuova stazione ferroviaria.
Sono condivisibili con la precisazione che per la zona Fe, che riguarda la nuova stazione ferroviaria, si dovrà verificare se la stessa è prevista all'interno del piano per l'area di sviluppo industriale.
Zone individuate come aree di rispetto: aree boscate, zone di rispetto, verde di rispetto, area cimiteriale.
Sono condivisibili con la precisazione che nelle fasce di rispetto devono essere inibite ogni e qualsivoglia edificazione o possibile ampliamento dell'esistente.
In relazione all'accoglimento dell'osservazione n. 3 da parte dei progettisti, che a seguito verrà analizzata, l'area individuata a verde di rispetto a contatto di Venetico Superiore va classificata E del verde agricolo.
Sono condivisibili quelli individuati nelle tavv. B1, B2, B3.
Sono da disattendere le ipotetiche aree a parcheggio, che nelle norme di attuazione sono indicate da realizzarsi lungo la prevista copertura del torrente Cocuzzaro.
E' bene precisare che a proposito di detta copertura, non è fatto cenno né nel piano sotto il profilo d'intervento programmatorio né negli elaborati grafici sui quali non si individuano le zone ipotetiche d'intervento.
Sulle previsioni di viabilità
Le previsioni di viabilità illustrate alla pag. 47 sono da disattendere così come segnate in rosso nella tav. B1 di piano regolatore generale.
Si disattende "la nuova viabilità che servirà l'area destinata agli insediamenti produttivi, con il P.I.P. già approvato ed operativo e, andando oltre, assumerà le caratteristiche di strada-parco dalle importanti valenze paesaggistiche, attraversando infatti un'ampia zona destinata a parco urbano e servendo le zone destinate allo sviluppo agricolo-turistico del territorio per raggiungere il centro collinare di Venetico." la realizzazione della stessa non avrebbe più le funzioni sopra prospettate, in quanto alcune zone di asservimento sono state disattese. Il P.I.P. già approvato prevede già un suo collegamento viario.
Si disattende anche la nuova arteria che scendendo verso il torrente Cocuzzaro, consentirà il raggiungimento di tutte le aree agricole del versante orientale altrimenti irraggiungibili, in quanto non giustificata da oggettive ragioni di traffico veicolare.
Per quanto riguarda la viabilità esistente, rimane salva la facoltà del comune di procedere a modifiche e miglioramenti del tracciato nei limiti fissati dal parere del Consiglio di giustizia amministrativa n. 146/96 del 16 aprile 1996.
Sulle norme tecniche di attuazione
Viene modificato così come a seguito indicato e secondo quanto precedentemente evidenziato nel corso dell'esame delle varie zone omogenee.
Dovrà essere previsto in generale per tutte le zone omogenee che l'altezza massima degli edifici e la distanza fra i fabbricati e dal ciglio stradale dovranno essere modificate con riferimento al decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, alle leggi regionali nn. 19/71 e 21/72, alle norme dettate dal nuovo codice della strada.
Le norme relative alla zona E del verde agricolo vanno ricondotte a quanto dettato da decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, dall'art. 22 e dalla legge regionale n. 17/94, avendo riguardo al divieto posto di procedere a lottizzazione a fine residenziale nel verde agricolo.
I commi dell'articolo che prevede gli interventi lottizzatori in verde agricolo dovranno essere soppressi.
La dizione prescrizioni esecutive comunali dovrà essere sostituita con piani particolareggiati esecutivi.
Anche qui si rileva l'opportunità di rivedere l'arretramento degli edifici dal ciglio stradale alla luce del decreto legge 30 aprile 1992, n. 285 "Nuovo codice della strada" e del relativo regolamento di esecuzione di cui al D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e D.P.R. 26 aprile 1993, n. 147.
Inoltre i contenuti dello stesso devono attenersi alle norme qui a seguito riportate.
Art. 33 legge n. 1150/45; art. 8 decreto ministeriale n. 1444/68; artt. 2 e 3 legge regionale n. 17/94; art. 2 legge regionale n. 23/98; art. 10 legge regionale n. 25/97.
Gli articoli dal 4 al 9 che si riferiscono alla concessione edilizia e alla commissione edilizia, devono essere adeguate alle leggi regionali nn. 17/94, 25/97 e 21/98.
Si rende necessario inoltre inserire nel regolamento edilizio l'obbligatorietà, per tutte le aree di piano, della redazione di apposito studio geologico a supporto della richiesta di concessione; infatti, in coerenza alla vigente normativa, secondo quanto confermato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici con voto n. 61 del 24 febbraio 1983, la richiesta di ogni concessione edilizia deve essere supportata da uno studio geologico che evidenzi la fattibilità dell'opera, sia riguardo alle condizioni di stabilità del sito, sia ai rapporti con le fondazioni degli eventuali edifici limitrofi ed alla loro stabilità nel corso dei lavori di sbancamento e costruzione; inoltre, nelle aree non servite da pubblica fognatura lo studio dovrà accertare le condizioni di compatibilità sotto il profilo idrogeologico e geopedologico dello smaltimento dei reflui, secondo le prescrizioni dell'allegato 5 della delibera CITAI 4 febbraio 1977.
Lo studio geologico dovrà, altresì, essere eseguito anche a supporto di opere soggette ad autorizzazione ai sensi dell'art. 5 della legge regionale n. 37/85, quali scavo di pozzi, sbancamenti e significative opere di rinterro in zona agricola, che incidano sostanzialmente sull'assetto geomorfologico di dettaglio e/o opere di particolare incidenza
Prescrizioni a regime di carattere geologico
Per quel che riguarda l'attuazione delle previsioni di piano, ivi comprese l'attuazione delle opere di cui alle zone territoriali omogenee F, prima della progettazione esecutiva delle singole opere per cui valgono le norme di piano occorrerà attivare le procedure di cui al punto H del decreto ministeriale 11 marzo 1988, procedendo prima della progettazione, alla verifica geologica e geotecnica del progetto, attraverso le opportune e necessarie indagini geognostiche, volte a documentare la fattibilità opere-terreno, individuando i limiti imposti al progetto dalle caratteristiche del sottosuolo; trattandosi di zona sismica si dovranno, inoltre, documentare i criteri di rispetto dei vincoli di natura sismica.
Per quanto sopra, l'attivazione delle procedure di progettazione saranno subordinate alla preliminare approvazione da parte del competente ufficio del Genio civile, ai sensi del punto H del decreto ministeriale 11 marzo 1988, del predetto studio geologico e geotecnico di fattibilità.
Nella redazione di eventuali varianti urbanistiche sia ordinarie che speciali e/o nella progettazione degli strumenti urbanistici attuativi, ivi compresi anche i piani di lottizzazione, a meno di ulteriori norme integrative successive alla redazione del presente voto, dovrà predisporsi l'esecuzione di apposito studio geologico-tecnico, redatto ai sensi della circolare 2222 del 31 gennaio 1995 secondo le previsioni del punto 5.2 della predetta circolare, essendo stato redatto lo studio geologico allegato al piano regolatore generale ai sensi della circolare A.R.T.A. n. 33139/89.
In particolare, in detti nuovi studi, attenta cura dovrà essere posta alla valutazione delle condizioni di pericolosità sismica dei siti interessati alla pianificazione e, più in generale, della pericolosità geologica legata alla stabilità dei pendii.
Il progetto, inoltre, dovrà essere corredato da idoneo studio geotecnico come previsto dal punto H del decreto ministeriale 11 marzo 1988, comprendente nelle aree in pendio, le prescritte verifiche di stabilità di versante, effettuate considerando i carichi di progetto sia in condizioni statiche che dinamiche ove ed in quanto richiesti dalle norme.
Lo studio geologico e lo studio geotecnico, dovranno far parte degli elaborati di piano da approvarsi da parte del competente ufficio del Genio civile, ai fini del rilascio del nulla osta di cui all'art. 13 della legge n. 64/74.
Le presenti prescrizioni integrano quelle formulate dall'ufficio del Genio civile di Messina.
In tal senso, dovranno, in particolare essere individuate nella cartografia di piano, le aree di vincolo di cui all'art. 21 della legge n. 152/99 e successive modifiche ed integrazioni.
Inoltre, prima della redazione di qualsiasi futuro strumento attuativo, dovrà rieseguirsi a scala opportuna (almeno a scala 1:2.000) la verifica delle condizioni di dissesto attuale e potenziale, tenendo conto delle reali condizioni di rischio legate all'attuarsi di fenomeni, in grado di ostruire anche solo per parte, i corsi dei torrenti e le possibili esondazioni.
Sulle osservazioni o opposizioni
Viste le osservazioni e/o opposizioni presentate, riportate in apposito elenco individuate con i numeri progressivi da 1) a 27).
Vista l'osservazione presentata a questo Assessorato dalla ditta Raffaele Russo che integra l'osservazione avanzata direttamente all'amministrazione comunale dalla ditta Barbarino Maria.
Tenute presenti le deduzioni formulate dai progettisti e che l'amministrazione comunale di Venetico con delibera consiliare n. 5 del 6 marzo 2001 ha solamente acquisito gli atti non formulando alcuna deduzione sugli stessi.
Ritenuto che il consiglio comunale non essendo entrato nel merito di ogni singola osservazione ha in certo qual modo condiviso quanto determinato dai progettisti del piano, sulle medesime si decide come segue:
- Osservazione n. l - ditta Laterizi La Fauci Giuseppe e C. s.r.l.
In linea con quanto formulato dai tecnici progettisti del piano, l'osservazione non si ritiene meritevole di accoglimento.
- Osservazione n. 2 - ditta La Mesa Umberto.
L'osservazione si riferisce ad alcune scelte progettuali del piano regolatore generale che in questa sede sono state trattate e pertanto si rimanda a quanto espresso nel presente parere.
- Osservazione n. 3 - ditta Sindoni Vincenza e Magauda Maria.
In linea con quanto formulato dai tecnici progettisti del piano l'osservazione si ritiene meritevole di accoglimento. Pertanto tutta l'intera fascia individuata come zona di verde di rispetto ambientale, viene classificata come E del Verde Agricolo.
- Osservazione n. 4 - ditta De Gregorio Giovanni Federico Concetta Aldo.
In linea con quanto formulato dai tecnici progettisti del piano l'osservazione si ritiene meritevole di accoglimento. Pertanto tutta l'intera fascia individuata come zona di verde di rispetto ambientale viene classificata come E del verde agricolo.
- Osservazione n. 5 - ditta Cardone Giovanni e Cambria Salvatora Angela.
In linea con quanto formulato dai tecnici progettisti del piano, l'osservazione si ritiene meritevole di accoglimento.
- Osservazione n. 6 - ditta Baldanza Giovanna e Antonella.
L'osservazione non può essere accolta, non essendo stata prevista dai tecnici progettisti la zona di espansione dell'abitato di Venetico Superiore.
- Osservazione n. 7 - ditta Sindoni Carmelo Smecca, Anna Antonuccio Petronilla e Sindoni Carmelina Auxlia Teresa.
L'osservazione non può essere accolta perché si riferisce ad aree di espansione del precedente programma di fabbricazione, che dai tecnici progettisti sono state individuate come E del verde agricolo. Il richiamo ad aree limitrofe individuate come di espansione, si evidenzia che tranne per quelle già edificate perché autorizzate da regolare piano di lottizzazione e individuate come zone C3, le restanti in questa sede sono state trattate e disattese.
Tutto quanto anche per le motivazioni evidenziate dai progettisti, per la presenza di aree interessate da dissesto geologico, per altro non puntualmente rappresentato in quella zona, o a vicinanza del metanodotto che il vecchio programma di fabbricazione non poteva prevedere.
- Osservazione n. 8 - ditta Curreri Salvatore.
Non si ritiene di entrare nel merito dell'osservazione, essendo l'area in oggetto oggi normata e regolamentata dal piano per l'area di sviluppo industriale.
- Osservazione n. 9 - ditta Laterizi La Fauci Giuseppe e C. s.r.l.
L'osservazione sulla tavola delle visualizzazioni viene indicata su un'area a parcheggio della quale l'osservazione stessa non fa menzione.
L'osservazione si riferisce alla zona B3 per la quale si rimanda alle valutazioni espresse in precedenza.
Pertanto confermando che l'individuazione dell'area ex oleificio Vaccarini in B3 è del tutto convenzionale, non avendo la stessa caratteristiche di area B come da decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, si ritiene che l'osservazione non possa essere considerata meritevole di accoglimento per quanto espresso dai tecnici progettisti nelle loro determinazioni.
- Osservazione n. 10 - ditta Laterizi La Fauci Giuseppe e C. s.r.l.
- Osservazione n. 11 - ditta Scaglione Francesco e C.
- Osservazione n. 12 - ditta Zodda Rosa e Famà Rosina.
L'osservazione non può essere accolta in quanto l'art. 54 delle norme di attuazione così come le previsioni di piano, non prevedono e non menzionano l'eventuale possibile copertura del torrente Senie e Cocuzzaro. Pertanto ci si pronuncia in contraddittorio a quanto dichiarato dai progettisti, in quanto le norme non prevedono la copertura dei torrenti e quindi esclude l'eventuale possibilità di insediarsi ad un arretramento inferiore dei 30 metri previsti.
- Osservazione n. 13 - ditta La Guidera Filippo.
In linea con quanto formulato dai tecnici progettisti del piano, l'osservazione si ritiene meritevole di accoglimento. Ricordando che le norme prevedono 10,00 ml. dagli argini e 30,00 ml. dagli argini del torrente Senia e Cocuzzaro.
Mentre per quanto riguarda la zona B3 si richiamano le considerazioni già espresse nel sopra considerata.
- Osservazione n. 14 - ditta Yvelise Lo Mundo.
L'osservazione si riferisce alla zona Et disattesa e alla zona A2, per la quale si rimanda a quanto espresso nei sopra considerata.
- Osservazione n. 15 - ditta Cammarata Alberto.
- Osservazione n. 16 - ditta Anastasi Pietro.
Si rileva errata l'individuazione dell'osservazione sulla planimetria.
In linea con quanto formulato dai tecnici progettisti del piano, l'osservazione si ritiene non meritevole di accoglimento.
- Osservazione n. 17 - ditta Società Maestrale s.r.l.
- Osservazione n. 18 - ditta Barbarino Maria.
L'osservazione presentata dalla ditta Barbarino Maria è stata in parte accolta dalla formulazione espressa dai tecnici progettisti del piano regolatore generale all'atto delle deduzioni.
E' pervenuta successivamente l'osservazione presentata fuori termini dalla ditta Russo Francesco, con la quale descrive in maniera più circostanziata quanto presentato entro i termini dalla ditta Barbarino Maria.
La documentazione inviata successivamente non individua i confini precisi del lotto interessato, ma individua la zona d'intervento.
Si ritiene di potere accogliere quanto rilevato dall'osservazione in questione, in linea con quanto è stato espresso dai tecnici progettisti.
- Osservazione n. 19 - ditta Amanti Santi, Nastasi Rosaria, Pasqua e Antonina, Guido Santi, Tricomi Antonino.
L'osservazione non può essere accolta perché si riferisce ad aree di espansione del precedente programma di fabbricazione che, dai tecnici progettisti, sono state individuate come E del verde agricolo. Il richiamo ad aree limitrofe individuate come di espansione dagli osservanti, si ritiene opportuno evidenziare che, tranne per quelle già edificate perché autorizzate da regolare piano di lottizzazione e individuate come zone C3, le restanti C4 sono state parzialmente disattese.
Tutto quanto oltreché per la presenza dell'area di dissesto geologico, per altro non puntualmente rappresentata in quella zona, o la vicinanza del metanodotto che il vecchio programma di fabbricazione non poteva prevedere.
- Osservazione n. 20 - ditta Bottaro Nunzia.
- Osservazione n. 21 - ditta Magaudda Gianna.
- Osservazione n. 22 - ditta per l'ufficio tecnico comunale - il dirigente tecnico responsabile arch. Emmi.
L'osservazione si ritiene in parte meritevole di accoglimento in linea a quanto dedotto dai progettisti, ma non è accoglibile per quanto concerne il cambio di destinazione dell'area destinata a campi da tennis, "verde pubblico attrezzato sportivo". L'eventuale nuova classificazione dell'area, a servizio e a portualità per realizzare un porto canale alla foce del torrente Cocuzzaro, dovrà essere valutata con opportuni studi preventivi ai fini delle valutazioni di impatto ambientale e di fattibilità.
- Osservazione n. 23 - ditta Sindoni Antonia.
L'osservazione interessa un terreno già E di verde agricolo nel piano regolatore generale adottato e nella planimetria di individuazione delle osservazioni e/o opposizioni. Da ciò non si comprende la richiesta di cambio di destinazione da "verde di rispetto ambientale" a zona C5 o in subordine a E del verde agricolo. Tutto ciò risulta ancora più strano considerata l'analisi sviluppata nelle determinazioni dai progettisti del piano.
Comunque in linea con quanto formulato dai tecnici progettisti del piano, l'osservazione si ritiene meritevole di accoglimento restando in terreno di proprietà dell'osservante a destinazione E del verde agricolo.
- Osservazione n. 24 - ditta Tricomi Gaetano.
- Osservazione n. 25 - ditta Tricomi Concetta.
- Osservazione n. 26 - ditta Biondi Francesco.
L'osservazione è decisa in conformità al parere reso dal progettista.
- Osservazione n. 27- ditta Magaudda Giuseppe.
Tutto quanto sopra premesso e considerato, è del parere che il piano regolatore generale, con annessa prescrizione esecutiva, regolamento edilizio e norme di attuazione, adottato dal comune di Venetico con deliberazione consiliare n. 32 dell'8 giugno 2000, sia meritevole di approvazione con le modifiche e prescrizioni di cui ai superiori considerata.";
Vista la nota a firma del dirigente generale prot. n. 2764 del 15 dicembre 2003, con la quale è stato chiesto al comune di Venetico di adottare, ai sensi del 6° comma dell'art. 4 della legge regionale n. 71/78, le controdeduzioni in merito alle determinazioni assessoriali contenute nel, condiviso, voto del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 26 del 27 novembre 2002;
Vista la deliberazione n. 17 del 13 marzo 2003 trasmessa con foglio sindacale n. 2011 del 24 marzo 2003, con cui il consiglio comunale di Venetico ha formulato le proprie controdeduzioni alle determinazioni di questo Assessorato contenute nel parere del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 26 del 27 novembre 2002;
Visto il foglio n. 1663 del 10 marzo 2003 con cui il sindaco di Venetico ha trasmesso, unitamente agli atti relativi, la deliberazione n. 11 del 20 febbraio 2003, avente per oggetto "Adeguamento del piano regolatore generale alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, art. 5, com ma 7";
Vista la deliberazione consiliare n. 11 del 20 febbraio 2003, con la quale sono stati adottati gli elaborati relativi all'adeguamento del piano regolatore generale alle previsioni della legge regionale n. 28/99;
Vista la proposta n. 58 del 16 giugno 2003 dell'unità operativa 4.1/DRU, che di seguito parzialmente si riporta, resa in ordine alle controdeduzioni sulle determinazioni assessoriali formulate dal comune di Venetico con delibera n. 17 del 13 marzo 2003:
Con il voto del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 26/2002, in ordine a quanto in argomento, sono state condivise in linea di massima le scelte urbanistiche contenute nel piano regolatore generale nelle P.E.C. e nel R.E.C., tuttavia non sono state condivise alcune previsioni di espansione (zona territoriale omogenea C2 in prossimità del torrente Cocuzzaro, zona territoriale omogenea C4 in frazione S. Antonio, zona territoriale omogenea ET), in quanto ritenute sovradimensionate in relazione alla stima dei fabbisogni edilizi effettuata nella relazione di piano, quelle riferite ad alcune attrezzature strettamente correlate a dette zone di espansione, ad alcune scelte sulla nuova viabilità, nonché ad alcuni articoli relativi alle norme di attuazione.
In relazione alle già richiamate determinazioni del Consiglio regionale dell'urbanistica, portate a conoscenza del comune di Venetico, lo stesso deliberava, condividendo parte di quanto formulato nel voto del Consiglio regionale dell'urbanistica e in parte facendo proprie le controdeduzioni espresse dai progettisti del piano.
Sostanzialmente il comune di Venetico esprime la propria volontà così come a seguito:
1) ribadire la validità delle previsioni dimensionali riportate nel piano regolatore generale;
2) zona A - riproporre l'art. 20 delle N.A. così come formulato;
3) zona B1A e B1B - riproporre l'art. 21 delle N.A. così come formulato;
4) zona B2 - si riportano nell'allegato n. 2, i conteggi relativi alla zona prospiciente lungomare torrente Cocuzzaro;
5) zona C1 e C2 - si ripropone la zona C2 compresa tra due zone di verde ambientale;
6) zona C3 e C4 - si ripropone la zona C4 perché indispensabile per il soddisfacimento del fabbisogno futuro;
7) zone C5, D1 e D2 - si condivide la determinazione del Consiglio regionale dell'urbanistica;
8) zone ET - si condivide la determinazione del Consiglio regionale dell'urbanistica;
9) zone E - si condivide la determinazione del Consiglio regionale dell'urbanistica;
10) zone Sp1, Sp2, Sp3 - si ripropongono i servizi come individuati nel piano regolatore generale;
11) zone F1, F2, FT, FC, Fs B) e C) - si condividono le determinazioni del Consiglio regionale dell'urbanistica;
12) zone Fsa, Fsb - si propone una integrazione dell'art. 41 delle N.A.;
13) zone Ff, aree boscate, verde di rispetto, area cimiteriale - si condividono le determinazioni del Consiglio regionale dell'urbanistica;
14) parcheggi di progetto e parcheggi esistenti - si condividono le determinazioni del Consiglio regionale dell'urbanistica;
15) previsioni di viabilità - si ripropone la viabilità prevista nelle tavole di piano regolatore generale;
16) norme tecniche di attuazione e regolamento edilizio comunale - si condividono le determinazioni del Consiglio regionale dell'urbanistica a meno di quanto evidenziato nei punti 2), 3), 8), 12);
17) prescrizioni in regime di carattere geologico - si condividono le determinazioni del Consiglio regionale dell'urbanistica;
18) osservazione e opposizioni - si ripropongono, così come votate precedentemente dal consiglio comunale, le osservazioni nn. 6, 14, 22.
Non si può fare a meno di evidenziare preliminarmente che le controdeduzioni formulate dal comune di Venetico sono state adottate successivamente al termine di 30 giorni stabilito dal 6° comma dell'art. 4 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71.
Tuttavia, nonostante la perentorietà del tempo stabilito dalla norma per consentire alle amministrazioni comunali di controdedurre, si ritiene proficuo prendere in esame dette controdeduzioni in quanto le stesse concorrono, una volta prodotte, ad un utile apporto per eventuali ulteriori miglioramenti dello strumento pianificatorio, prima dell'emissione del provvedimento approvativo finale.
Punto 1 - Dimensionamento
Per quanto riguarda le controdeduzioni svolte dal-l'ente locale riguardo la problematica del dimensionamento è da precisare che la stessa fonte ISTAT ha pubblicato due dati numerici discordanti relativi allo stesso indicatore, presumibilmente supportati da differenti processi di analisi.
I due dati a confronto sono relativi alla popolazione di Venetico registrata al 31 dicembre 2000 che è pari a 3.829 abitanti e il rilevamento censuario effettuato nell'anno 2001 che riporta un numero di abitanti pari a 3.691.
Volendo superare quanto sopra, dando per esatto il dato ISTAT che per l'anno 2000 registra 3.829 abitanti, appare opportuno riprendere quanto riportato nella relazione di piano, relativamente al dato che analizzava il patrimonio edilizio esistente all'anno 1991, dove a fronte di 3.446 abitanti ed una disponibilità di 7.984 vani, si aveva un indice vano/abitante pari a 2,32, evidenziando l'assenza di fabbisogno edilizio residenziale.
Dal 1991 al 2000 si assiste ad un incremento demografico pari a 138 abitanti (da 3.691 a 3.829), facendo rilevare un incremento periodico positivo quasi costante pari a circa lo 0,5% annuo. L'ipotesi di mantenimento di detto trend di crescita potrebbe fare raggiungere al comune di Venetico un numero di abitanti per l'anno 2019 pari a circa 4.200, sensibilmente inferiore alla previsione di piano che puntava su 5.154 abitanti.
Appare inoltre evidente che considerato il dato rilevato nel 1991 (n. 7.984 vani), detratti quelli materialmente non recuperabili (n. 489 - pag. 39 della relazione di piano) e aggiunti quelli che nel corso degli anni successivi al 1991 sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione, nell'ipotesi di incremento demografico pari a 4.200 abitanti per l'anno 2019 e di un crescente fabbisogno dettato da abitanti stagionali, si ritiene perciò di rivalutare quanto precedentemente espresso e meglio constatare l'oggettiva necessità espressa dal comune di Venetico di riconfermare, a scopo edificatorio, alcune di quelle aree di espansione che erano state disattese dal voto del Consiglio regionale dell'urbanistica.
Punto 2 - Zona A
Non si ritiene di dovere rivedere quanto espresso per la zona in argomento come richiesto dell'ente locale, in quanto la controdeduzione non risulta sufficientemente motivata. Pertanto si riconferma il parere reso. Tuttavia codesto comune, ove ravvisi la necessità di intervenire in zona A, potrà attivare apposita variante generale, secondo i criteri dettati dalla circolare assessoriale n. 4159 dell'11 luglio 2000.
Punto 3 - Zona B1A e B1B
Non si ritiene di dovere rivedere quanto espresso per le zone in argomento come richiesto dell'ente locale all'atto delle controdeduzioni, in quanto il parere reso da questo Assessorato non si pronunziava in merito alla tipologia di edificio con porticato ad uso pubblico, ma riteneva, come ritiene, di non trovare sufficientemente motivata la scelta di conteggiare la volumetria dei piani terra realizzati, per il 50% del volume effettivo, se aventi destinazioni commerciali.
Punto 4 - Zona B2
Vista la tabella analitica allegata alla controdeduzione per la zona B2 prospiciente il lungomare ed il torrente Cocuzzaro, preso atto che risultano verificati i requisiti prescritti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968 per le zone B, si conferma la destinazione del piano regolatore generale per detta area.
Punto 5 - Zona C2
Non si ritiene di dovere rivedere quanto espresso per la zona in argomento come richiesto dell'ente locale all'atto delle controdeduzioni adottate in quanto non sufficientemente motivata in relazione ai rilievi formulati con il parere del Consiglio regionale dell'urbanistica.
Punto 6 - Zona C4
Fermo restando quanto evidenziato in ordine al dimensionamento generale, ritenendo che in realtà il comune di Venetico potrebbe negli anni a venire, anche se in controtendenza, essere interessato da un possibile incremento demografico, dettato da forme migratorie dai comuni limitrofi, oltreché da un numero crescente di residenti stagionali, avendo il comune, per la vicinanza al mare, puntato sulla vocazione turistica stagionale, si ritiene, a parziale riformulazione del parere reso in precedenza, che la riproposizione delle zone omogenee C4, in quanto ritenuta indispensabile per il fabbisogno futuro di nuova residenza, possa essere ritenuta ammissibile.
Punto 10 - Zone SP1, SP2, SP3
Il comune chiede di riconfermare le previsioni del piano regolatore generale in contrapposizione al parere del Consiglio regionale dell'urbanistica che sopprimeva le aree SP1 sottodistinte in Ac e Sc in quanto aree ricadenti nella zona di piano per l'area di sviluppo industriale ed a quelle SP1, sottodistinta in "Se" in contrada S. Antonio adiacente all'area C4 disattesa.
Per quanto riguarda le aree SP1 ricadenti all'interno della zona dell'area di sviluppo industriale, si richiamano le norme di attuazione del piano regolatore per l'area di sviluppo industriale, dove prevedono che i comuni interessati territorialmente, possono proporre piani particolareggiati per dette aree di concerto con il Consorzio per l'area di sviluppo industriale; pertanto non si condivide quanto riproposto dal comune di Venetico di mantenere l'indicazione di zona per dette aree, ma si ritiene opportuno indicare le stesse come aree sottoposte alla normativa del vigente piano per l'area di sviluppo industriale.
Per quanto riguarda l'area individuata come sottozona Sc in contrada S. Antonio, essendo stata per la zona omogenea C4 riconfermata anche la destinazione d'uso di detta area ad attrezzature SP1, viene confermata.
Punto 12 - Zona Fsa ed Fsd.
Per dette zone il comune chiede l'inserimento di una norma transitoria che consenta, in futuro, la possibilità di realizzare nell'attuale area occupata dal campo sportivo, un centro polivalente commerciale, senza dovere procedere una volta dismessa l'attrezzatura a verde sportivo, a procedure di varianti urbanistiche.
Ciò viene motivato dal fatto che l'area in questione trovandosi adiacente alla via Nazionale ha delle potenzialità, ritiene l'amministrazione comunale di Venetico, più idonea per l'inserimento di un centro commerciale quale servizio necessario in particolare nei periodi estivi in cui la popolazione aumenta notevolmente di numero.
Tutto ciò però dovrebbe essere subordinato esclusivamente alla possi bilità di potere realizzare il campo sportivo esistente in un'area oggi normata dal piano per l'area di sviluppo industriale e quindi sottoposta all'approvazione del Consorzio per l'area di sviluppo industriale.
La suddetta intenzione non viene però riproposta nel piano di programmazione commerciale adottato con deliberazione n. 11/2003, presentato, per adeguarlo, in variante al piano regolatore generale.
Pertanto la richiesta del comune di Venetico, così come proposta, non risultando in sintonia con il piano di programmazione commerciale per adeguare il piano regolatore generale a quest'ultimo, non può essere presa in considerazione.
Pertanto si riconferma quanto espresso nel parere del Consiglio regionale dell'urbanistica in merito a detta area.
Punto 15 - Previsioni di viabilità
Relativamente alla viabilità, si ribadisce quanto già espresso precedentemente, non ritenendo sufficientemente motivata la controdeduzione addotta dal comune. Si ribadisce che per quanto riguarda la viabilità esistente, rimane salva la facoltà del comune di procedere a modifiche e miglioramenti del tracciato nei limiti fissati nel parere del Consiglio di giustizia amministrativa n. 146/96 del 16 aprile 1996.
Tuttavia si ravvisa l'importanza di rivalutare quanto esaminato precedentemente, vista la necessità riproposta dal comune di Venetico in merito alla conferma della previsione di un'arteria stradale che consenta al traffico pesante di by passare il centro storico.
Nel rivedere quanto espresso in precedenza, si ritiene che può essere riproposto un tratto della strada che avrebbe dovuto risolvere detta problematica, è cioè il tratto che parte dallo svincolo in prossimità del cimitero fino a raccordarsi con la strada che prosegue in direzione Venetico-Rometta. Questo breve tratto e non tutto l'intero percorso riproposto dal comune consentirebbe ugualmente di raggiungere l'obiettivo di non attraversare il centro di Venetico Superiore.
Pertanto resta da disattendere tutta la nuova viabilità riproposta all'atto delle controdeduzioni, tranne il tratto che dallo svincolo cimiteriale si congiunge con la strada Venetico-Rometta. E' il caso di precisare che rimane disattesa la viabilità che si propende in direzione del comune di Valdina, non essendo la stessa agganciata ad altra strada che avendo la stessa soluzioni di continuità con il territorio di quest'ultimo comune.
Punto 18 - Osservazioni e opposizioni
Il comune ripropone le osservazioni n. 6, n. 14 e n. 22. Per le prime due non sono argomentate sufficientemente le motivazioni che inducono ad un loro riesame, non rispondendo in maniera concreta alle motivazioni rilevate dal parere del Consiglio regionale dell'urbanistica sul mancato accoglimento delle stesse.
Pertanto per dette osservazioni la controdeduzione del comune non viene riconsiderata. Con l'osservazione n. 22 il comune di Venetico ripropone di variare la destinazione d'uso di un'area già individuata come verde pubblico attrezzato sportivo esistente in una nuova destinazione di zona a servizio della portualità, in quanto detta area è interessata da un progetto di porto turistico peschereccio con strutture annesse, per i comuni di Spadafora e Venetico, inserito nel P.R.U.S.S.T. Valdemone.
In considerazione che già è in corso una procedura amministrativa, che qualora ritenga che il progetto menzionato dal comune sia ritenuto fattibile e meritevole di accoglimento, consente di effettuare la variante allo strumento urbanistico, si ritiene che l'area in questione mantenga la destinazione d'uso di verde pubblico attrezzato sportivo in quanto esistente.
Per tutto quanto sopra nelle suesposte considerazioni tenuto conto dell'apporto migliorativo reso dalle controdeduzioni formulate dal comune di Venetico con la delibera consiliare n. 17 del 13 marzo 2003 al parere reso dal Consiglio regionale dell'urbanistica con voto n. 26 nell'adunanza del 27 novembre 2002 è il parere di questa unità operativa 4.1 che propone pertanto: l'approvazione del piano regolatore generale, delle prescrizioni esecutive e del regolamento edilizio del Comune di Venetico adottato con delibera consiliare n. 32 dell'8 giugno 2000 con le modifiche, prescrizioni e stralci di cui al voto del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 26/2002 e alla presente proposta.";
Vista la proposta n. 57 del 16 giugno 2003 resa dall'unità operativa 4.1 sulla programmazione commerciale adottata dal comune di Venetico in variante al piano regolatore generale ai sensi della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, art. 5, comma 7, che di seguito parzialmente si riporta:
- dalla relazione tecnica allegata si evince che il piano regolatore generale adottato con delibera consiliare n. 32/2000 ben si adatta ad un razionale sviluppo della rete commerciale esistente.
Vengono menzionate con una "Analisi delle previsioni del piano regolatore generale vigente" per le loro caratteristiche le seguenti aree ritenute idonee al commercio:
"Nel centro urbano di Venetico Marina, oltre allo storico insediamento commerciale del vero e proprio centro e del lungomare, è stato dato rilievo all'ex zona Vaccarino, prevedendo per questa una destinazione B3 (ristrutturazione urbanistica), quindi con la prospettiva di futuri ampliamenti anche della rete commerciale".
Inoltre un'ampia area distinta nel piano regolatore generale con zone territoriali omogenee di diversa connotazione (B, D, comprese le zone E di verde agricolo), per quali viene specificato che, "...le previsioni del piano regolatore generale, rendono possibili l'insediamento di nuovi centri commerciali, anche di media grandezza in quanto future zone d'espansione urbanistica del comune".
La relazione prosegue puntando sull'individuazione di quelle aree all'interno delle quali sarà possibile realizzare "...medie/grandi strutture di vendita, particolarmente quelle con una merceologia che abbracci tutti i settori di cui all'art. 3 dell'allegato n. 1 del D.P.R.S. 11 luglio 2000 e quindi con caratteristiche di supermercato".
In questa ottica vengono identificate, per le medie e grandi strutture di vendita, le seguenti aree individuate con apposita retinatura negli elaborati grafici del piano commerciale e distinte con numeri romani I, II, III, IV e cioè:
(I) zona Vaccarino dove si prevede la localizzazione di un supermercato;
(II) area posizionata sulla via Nazionale;
(III) area decentrata dalla via Nazionale che negli ultimi anni, ha avuto un notevole incremento abitativo e quindi una buona aspettativa commerciale;
(IV) area di nuova espansione vicina a Venetico Superiore;
inoltre vengono richiamati il mercato coperto all'interno dell'ex stabilimento laterizi Condor e il mercato all'aperto sul lungomare.
- sotto il profilo procedurale il comune di Venetico ha presentato il piano commerciale nel rispetto di quanto contenuto dall'art. 2, comma 7, della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28;
- si ritiene di potere condividere, in linea generale, i criteri di suddivisione delle tipologie commerciali, tenuto conto che gli stessi richiamano i requisiti prescritti dalla normativa vigente in materia di programmazione commerciale;
- il piano commerciale viene proposto come in variante al piano regolatore generale, in quanto oltre a prevedere quelle aree dove specificamente anche lo stesso piano consente l'insediamento di strutture commerciali di media e grande consistenza individua anche un'ampia area al cui interno il piano regolatore generale preveda destinazioni d'uso diverse, comprese le zone E di verde agricolo;
- per quanto riguarda il criterio d'individuazione delle aree ritenute idonee al possibile inserimento di strutture di vendita medie e grandi, l'area individuata con (I) denominata "zona Vaccarini" è in sintonia con le previsioni del piano regolatore generale, che già prevedono la possibile realizzazione di strutture commerciali/direzionali;
- per le altre aree ove si prefigura la variante urbanistica di adeguamento del piano commerciale al piano regolatore generale adottato, si rileva che:
- quelle aree individuate con i simboli II e III non risultano da parte del progettista del piano commerciale attentamente verificate sotto il profilo della effettiva possibilità che le stesse possano consentire l'insediamento di medie e grandi strutture di vendita in quanto aree B urbanizzate all'interno delle quali non appare che esistano le condizioni per consentire il reperimento di aree a servizio (parcheggi) di dimensioni tali da rispondere al fabbisogno previsto per legge attribuito alle strutture commerciali medie e grandi;
- l'area individuata con il simbolo con IV dal progettista del piano non viene indicata per la reale consistenza in termini di superficie ed inoltre, interessando delle aree E di verde agricolo, non viene supportata da un attento studio che ne verifichi la compatibilità geomorfologica dell'area interessata dalla variante, aspetto che avrebbe dovuto essere sottoposto all'esame per il relativo parere all'ufficio del Genio civile competente. Tutto ciò non risulta per altro giustificato, essendo presente all'interno dell'area perimetrata IV un'ampia zona D2 artigianale-industriale di piano regolatore generale che, per consistenza e caratteristiche consentirebbe di insediare nuove strutture commerciali di media o grande estensione con relativi servizi, consentendo il rispetto delle norme previste per i settori commerciali in argomento.
Per tutto quanto sopra descritto il piano commerciale presentato dal comune di Venetico in variante al piano regolatore generale, quale adeguamento di quest'ultimo, in corso di approvazione finale, può essere considerato meritevole di approvazione ad esclusione di quelle aree individuate con i simboli II, III, per la parte in cui in esse è previsto l'insediamento di strutture di medio e grande dimensione; mentre è da riconsiderare la perimetrazione dell'area individuata con il simbolo IV all'interno della quale sono consentiti insediamenti di medie e grandi strutture commerciali, limitando la stessa alle sole zone C3 C4 D1 e D2 del piano regolatore generale per le motivazioni prima esposte.
Pertanto, in considerazione a quanto ritenuto e considerato, questa unità operativa 4.1 è del parere che la determinazione sugli indirizzi per l'insediamento delle attività commerciali nel territorio comunale del comune di Venetico, di cui alla deliberazione comunale n. 11 del 20 febbraio 2003, sia meritevole di approvazione con le prescrizioni e precisazioni sopraespresse, al fine di adeguare il piano regolatore generale adottato con deliberazione n. 42/2000, l'individuazione di aree idonee per l'insediamento sul territorio comunale di Venetico di strutture commerciali di media e grande consistenza, di cui alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 ed al decreto presidenziale 11 luglio 2000.";
Visto il voto n. 170 del 30 luglio 2003, con il quale il Consiglio regionale dell'urbanistica, in relazione a quanto rappresentato in merito alle controdeduzioni comunali attraverso la proposta n. 58 del 16 giugno 2003 dell'unità operativa 4.1/DRU, ha espresso il parere che di seguito si riporta:
Considerato che: la proposta di parere resa dall'ufficio per le considerazioni in essa contenuta possa ritenersi condivisibile ad eccezione del punto 1 della medesima, relativamente al dimensionamento del piano, tenuto conto che il comune non ha prodotto alcuna analisi mirata a dimostrare l'effettivo fabbisogno residenziale, ed in conseguenza del punto 6 della proposta sopracitata in ordine al mantenimento delle zone omogenee C4.
Nelle suesposte considerazioni è il parere";
Visto il voto n. 171 del 30 luglio 2003, con il quale il Consiglio regionale dell'urbanistica ha ritenuto, per le considerazioni in essa contenute, integralmente condivisibile la proposta di parere n. 57 del 16 giugno 2003 resa dall'unità operativa 4.1 in merito a quanto riguarda gli adeguamenti del piano agli indirizzi ex legge regionale n. 28/99 sulla programmazione commerciale;
Vista la nota prot. n. 395 con cui il servizio 6/DRU ha rilevato la mancata formalizzazione degli adempimenti in ordine alle indicazioni di cui al comma 7 dell'art. 5 della legge regionale n. 28/99;
Vista la nota dirigenziale prot. n. 56187 del 29 settembre 2003 con la quale, al fine di dare esito agli adempimenti di cui all'art. 5, comma 7, della legge regionale n. 28/99, sono state sottoposte all'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca, le valutazioni di merito espresse sullo strumento urbanistico generale in argomento con i voti del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 26 del 27 novembre 2002 e n. 170 del 30 luglio 2003;
Considerato che con la medesima nota è stata, nel contempo, rappresentata al comune di Venetico l'impossibilità di dare esito alle determinazioni assessoriali in merito a quanto adottato con la deliberazione n. 11 del 20 febbraio 2003, costituendo la stessa modifica alle previsioni del piano adottato con precedente delibera n. 32 dell'8 giugno 2000 e non risultando definiti i relativi adempimenti ex art. 3 della legge regionale n. 71/78;
Vista la nota dell'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca prot. n. 6059 del 17 ottobre 2003, con la quale in relazione al piano regolatore generale del comune di Venetico sono state formulate le seguenti proposte di modifica e/o integrazioni da apportare alla normativa di attuazione delle specifiche zonizzazioni, ai sensi dell'art. 5, comma 7, della legge regionale n. 28/99:
Relativamente alle zone territoriali omogenee A1, B1a, B3, C1, C2, C3, C4 e D2a.
Integrare la previsione di commercio al dettaglio con l'indicazione delle tipologie vicinato, media e grande struttura;
in ottemperanza a quanto previsto dal comma 4 art. 15 del D.P.R. 11 luglio 2000, integrare con la previsione che il numero delle aree individuate per l'insediamento di medie e grandi di strutture di vendita dovrà essere superiore al numero delle strutture effettivamente attivabili;
inserire la previsione che le dotazioni di parcheggi pertinenziali sono disciplinate dal comma 1, art. 16, del D.P.R. 11 luglio 2000.
Per quel che attiene il commercio su aree pubbliche, si fa presente che il comune è tenuto ad individuare le aree destinate allo stesso.
Appare superfluo, infine, sottolineare che l'amministrazione comunale ai fini della programmazione di urbanistica commerciale dovrà attenersi alle modalità prescritte dall'art. 15 del D.P.R. 11 luglio 2002.";
Ritenuto di non prendere in considerazione il voto del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 171 del 30 luglio 2003 e la relativa proposta n. 57 del 16 giugno 2003, in quanto resi in riferimento ad atti non perfezionati dal comune di Venetico con gli adempimenti ex art. 3 della legge regionale n. 71/78;
Ritenuto di dovere, invece, procedere all'approvazione, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale n. 71/78, sullo strumento urbanistico in argomento in conformità ai pareri del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 26 del 27 novembre 2002 e n. 170 del 30 luglio 2003, nonché preso atto delle proposte di modifica contenute nella nota dell'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio dell'artigianato e della pesca n. 6059 del 17 ottobre 2003 in merito agli adeguamenti della normativa riferita alla programmazione commerciale;
Ai sensi e per gli effetti dell'art. 4 della legge regionale n. 71/78, in conformità ai pareri resi dal Consiglio regionale dell'urbanistica con i voti n. 26/2002, n. 170/2003, nonché alle condizioni contenute nei pareri dell'ufficio del Genio civile di Messina sopracitati e con le modifiche relative alla programmazione commerciale di cui alla nota dell'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca, è approvato il piano regolatore generale con annesse prescrizioni esecutive e regolamento edilizio del comune di Venetico adottato con delibera consiliare n. 32 dell'8 giugno 2000.
Le osservazioni ed opposizioni presentate avverso lo strumento urbanistico in argomento sono decise in conformità e con le stesse motivazioni contenute nel parere reso dal Consiglio regionale dell'urbanistica con i voti n. 26 del 27 novembre 2002 e n. 170 del 30 luglio 2003.
1) proposta n. 26 del 4 luglio 2002 dell'unità operativa 4.1;
2) voto n. 26 del 27 novembre 2002 reso dal Consiglio regionale dell'urbanistica;
3) proposta n. 58 del 16 giugno 2003 dell'unità operativa 4.1;
4) voto n. 170 del 30 luglio 2003 reso dal Consiglio regionale dell'urbanistica;
5) delibera consiliare n. 32 dell'8 giugno 2000;
6) delibera consiliare n. 5 del 6 marzo 2001;
7) delibera consiliare n. 17 del 13 marzo 2003;
8) nota prot. n. 6059 del 17 ottobre 2003 dell'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;
Progetto piano regolatore generale
9) tav. A.1 - relazione generale;
10) tav. A.2 - dimensionamento;
11) tav. A.3 - regolamento edilizio;
12) tav. A.4 - norme di attuazione;
13) tav. 01 - inquadramento territoriale, scala 1:200.000;
14) tav. 02 - stato attuale servizi urbani e di quartiere, scala 1:5.000;
15) tav. 03 - stato attuale - Venetico Marina, scala 1:2.000;
16) tav. 04 - stato attuale - Venetico Superiore, scala 1:2.000;
17) tav. B.1 - azzonamento generale, scala 1:2.000;
18) tav. B.2 - azzonamento generale Venetico Marina, scala 1:2.000;
19) tav. B.3 - azzonamento generale Venetico Superiore, scala 1:2.000;
Prescrizioni esecutive - Piano particolareggiato polo turistico qualificato
20) tav. 01 - relazione, opere di urbanizzazione, preventivo di massima per l'attuazione del piano particolareggiato, norme di attuazione;
21 ) tav. 02 - stralcio del piano regolatore generale, sca-la 1:5.000;
22) tav. 03 - zonizzazione su catastale, con i comparti attuativi, scala 1:2.000;
23) tav. 04 - tavola tecnica - scala 1:1.000;
24) tav. 05 - planovolumetria e profilo regolatore, scala 1:1.000;
25) tav. 06 - schemi tipologici, scala 1:100;
26) tav. 07 - planimetria rete fognaria acque nere, scala 1:1.000;
27) tav. 08 - planimetria rete fognaria comunale, scala 1:1.000;
28) tav. 09 - planimetria rete idrica, scala 1:1.000;
29) tav.i0 - planimetria rete d'illuminazione stradale, scala 1:1.000;
30) tav. li - planimetria rete telefonica, scala 1:1.000;
31) tav. 12 - profilo fognatura acque nere ed acque bianche, scala 1:1000;
32) relazione, analisi socio politica, analisi del territorio, aree vocate ad aspetti agronomico-forestali;
33) carta utilizzazione dei suoli, scala 1:5.000;
34) carta delle vocazionalità agricole, scala 1:10.000;
35) carta delle aree d'interesse forestale, scala 1:10.000;
36) carta della rete idrografica, scala 1:10.000;
37) carta altimetrica, scala 1:10.000;
38) carta della rete viaria, scala 1:10.000;
39) relazione geologica;
40) carta geologica;
41) carta idrogeologica;
42) carta delle acclività;
43) carta di classificazione del territorio;
44) sezioni geolitologiche.
Il comune di Venetico dovrà provvedere agli adempimenti di legge conseguenti all'approvazione dello strumento urbanistico in argomento e dovrà curare che in breve tempo vengano apportate dai progettisti le modifiche e le correzioni agli elaborati di piano che discendono dal presente decreto, affinché per gli uffici e per l'utenza risulti un testo definitivo e completo. Con successiva delibera, da trasmettere a questo Assessorato al fine di consentire gli adempimenti di vigilanza, il consiglio comunale dovrà prendere atto degli elaborati di piano come modificati in conseguenza del presente decreto.
Ai sensi dell'art. 13 del testo unico, approvato con il D.P.R. n. 327/2001 e successive modifiche, i relativi decreti di espropriazione delle aeree interessate dalle prescrizioni esecutive, possono essere emanati entro il termine di 5 anni dalla data di efficacia dello strumento urbanistico approvato con il presente decreto.
Ai sensi dell'art. 10 della legge n. 1150/42, il presente decreto, con esclusione degli atti ed elaborati, sarà pubblicato per esteso nella Gazzetta Uffi ciale della Regione siciliana.
Palermo, 24 novembre 2003.
(2003.48.2988)