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Timestamp: 2018-09-19 09:56:05+00:00
Document Index: 171833515

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 50', 'art. 190', 'art. 50']

Il procedimento di cognizione in tribunale
10 marzo 2017 | Autore: Edizioni Simone
> L’esperto Pubblicato il 10 marzo 2017
Il processo di cognizione è quel processo in cui il giudice è chiamato ad accertare la situazione giuridica esistente tra le parti in causa, ad individuare la norma giuridica che deve essere applicata nella fattispecie ed a decidere, con sentenza, definendo la controversia sorta tra le parti.
si parla, quindi, di processo di cognizione per indicare l’attività con cui si accertano le condizioni ed i presupposti di diritto e di fatto per pervenire all’accoglimento o al rigetto della domanda.
Il procedimento di cognizione innanzi al Tribunale si distingue nettamente in tre fasi:
fase introduttiva: caratterizzata dalla domanda di parte;
fase istruttoria, affidata sempre ad un giudice monocratico (il giudice istruttore), che si articola:
nella fase di trattazione, caratterizzata dall’attività svolta per esporre e discutere le domande e le eccezioni;
nella fase dell’istruzione probatoria, in cui si procede alla raccolta delle prove;
fase decisoria, caratterizzata dall’emissione della sentenza da parte del giudice.
La riforma del ’90 istituì il giudice istruttore in funzione di giudice unico cui era affidata non solo l’istruzione, ma anche la decisione della causa, e prevedendo, altresì all’art. 48, ord. giud. le eccezioni per le quali permaneva la decisione collegiale.
il d.Lgs. 51/1998 ha profondamente modificato l’intero assetto dell’ordinamento giudiziario: l’art. 48 dell’ord. giud. è stato sostituito, il Pretore è stato soppresso ed attualmente esiste un solo giudice togato di primo grado: il Tribunale.
Esso decide generalmente in composizione monocratica (avendo acquisito le caratteristiche del Pretore) ed assomma in sé le funzioni di giudice istruttore ed organo giudicante. Nei casi previsti ex art. 50bis, invece, il Tribunale decide in composizione collegiale: in questo caso sopravvivono la figura e le funzioni del giudice istruttore, mentre la decisione è presa dal Tribunale in composizione collegiale in funzione di organo giudicante.
Il processo di cognizione può essere così sintetizzato nel suo svolgimento:
l’attore introduce il processo assumendo l’iniziativa e chiamando in giudizio il convenuto (vocatio in ius);
la causa viene iscritta a ruolo e viene designato il giudice istruttore;
viene svolta dalle parti attività istruttoria per fare valere le rispettive ragioni e per fornire la prova delle loro rispettive pretese;
al termine dell’istruttoria le parti concludono, precisando le loro richieste;
la causa viene, infine, rimessa in decisione.
Con la legge del 1990, la rimessione al collegio diventò un’ipotesi eccezionale poiché era lo stesso giudice istruttore che provvedeva alla decisione entro il termine previsto dall’art. 190bis. Con l’istituzione del Tribunale ordinario in composizione monocratica, con il quale il d.Lgs. 19-2-1998, n. 51 ha sostituito il soppresso ufficio del pretore, tale procedimento (di rimessione) vale solo per i casi elencati tassativamente dall’art. 50bis, nei quali il Tribunale decide in composizione collegiale.