Source: http://www.aguardareallecolline.it/847.html
Timestamp: 2019-01-16 02:37:56+00:00
Document Index: 90383511

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 34', 'art. 192', 'art. 48', 'art. 4', 'art. 151', 'art. 34']

Nel periodo gennaio-settembre, il reddito di inclusione è stato percepito da 379 mila famiglie.
Oltre la metà vive al Sud.
Due milioni di pensionati sotto i 500 euro.
Più di 1 milione di persone e 379 mila famiglie: sono i beneficiari del Reddito di inclusione (Rei) nel periodo gennaio-settembre 2018. Lo rileva il Monito raggio Inps sul Rei nel quale si spiega che «la maggior parte dei benefici vengono erogati nelle regioni del Sud (69%)», pari al 72% delle persone coinvolte. Il 47% dei nuclei beneficiari di Rei, che rappre sentano oltre il 51% delle persone coinvolte, continua il report, risiedono in sole due regioni: Campania e Sicilia. In dettaglio, il tasso di inclusione del Rei, cioè il numero di persone coinvolte ogni 10 mila abitanti, risulta a livello nazionale pari a 184; raggiunge i valori più alti in Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente pari a 540, 517, 389) e i valori minimi in Friuli Venezia-Giulia e in Trentino Alto-Adige (pari in entrambi i casi a 23). (...)
Nettezza Urbana a Curno: ci infiliamo in un carrozzone pubblico.
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Più di 1 milione di persone e 379 mila famiglie: sono i beneficiari del Reddito di inclusione (Rei) nel periodo gennaio-settembre 2018. Lo rileva il Monito raggio Inps sul Rei nel quale si spiega che «la maggior parte dei benefici vengono erogati nelle regioni del Sud (69%)», pari al 72% delle persone coinvolte. Il 47% dei nuclei beneficiari di Rei, che rappre sentano oltre il 51% delle persone coinvolte, continua il report, risiedono in sole due regioni: Campania e Sicilia. In dettaglio, il tasso di inclusione del Rei, cioè il numero di persone coinvolte ogni 10 mila abitanti, risulta a livello nazionale pari a 184; raggiunge i valori più alti in Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente pari a 540, 517, 389) e i valori minimi in Friuli Venezia-Giulia e in Trentino Alto-Adige (pari in entrambi i casi a 23).
Il 10% dei beneficiari è extra comunitario
Il 10% dei nuclei benefi ciari del sussidio risulta extracomunitario e di questi si evidenzia un'incidenza del 30% nelle regioni del Nord (leggi anche: perché il reddito di cittadinanza solo per italiani non si può realizzare). Nel mese di luglio poi i nuovi beneficiari sono aumentati del 76% rispetto al mese di giugno. I nuovi richiedenti nel periodo luglio-settembre 2018, infatti, sono 101 mila, di cui il 43% è rappresentato da nuclei che preceden temente erano stati esclusi perché non in possesso dei requisiti familiari necessari alla concessione del bene ficio. Infatti da luglio 2018 la classe modale, cioè la più frequente, è quella compos ta da un solo componente che rappresenta il 41% della distribuzione mentre precedentemente era quel la con tre componenti. L'importo medio mensile erogato, sempre nel periodo di riferimento, è pari a 305 euro, e risulta variabile a livello terri toriale, con un range che va da 239 euro per i benefi ciari della Valle d'Aosta a 336 euro per la Campania.
Analizzando la distribuzione mensile dei nuclei beneficiari, emerge, a fronte di un aumento del flusso dei percettori, una diminuzione dell'importo medio mensile erogato che in agosto scende sotto la soglia dei 300 euro; tale tendenza è collegabile all'aumento del numero dei nuclei monoparentali con seguente al carattere uni versale assunto dai requisiti. L'importo medio varia sensibilmente per nu mero dei componenti del nucleo familiare, passando da 177 euro per i nuclei mono componenti a 433 euro per i nuclei con sei o più componenti.
I nuclei con minori sono il 55%,
quelli con disabili il 18%
Circa la composizione dei nuclei, risulta che sono 208 mila i nuclei con minori: il 55% dei nuclei beneficiari che coprono il 73% delle persone interessate. La classe più frequente dei nuclei con minori è quella con quattro componenti, che rappresenta il 32% del totale. I nuclei con disabili sono 69 mila e rappresentano il 18% dei nuclei beneficiari, coprendo il 18% delle persone interessate. La classe modale dei nuclei con disabili è quella con un solo componente, che rappresenta il 25% del totale.
Nel monitoraggio sui flussi di pensionamento si registra un calo significativo per le nuove pensioni erogate nei primi nove mesi del 2018: tra gennaio e settembre, soprattutto a causa dell'au mento dell'età per la pensione di vecchiaia delle donne e per gli assegni sociali scattato nel 2018 (da 65 anni e sette mesi a 66 anni e sette mesi), le nuove pensioni sono state 349.621 a fronte delle 454.534 liquidate nei primi nove mesi del 2017. Si è registrato un crollo soprattutto nei nuovi assegni sociali passati da 57.758 a 13.168 (-77%) (leggi anche: cosa dice il Rappor to Inps su pensioni e lavoratori).
La previdenza costa 286,9 miliardi l'anno
Secondo il rapporto Inps le prestazioni vigenti a fine 2017 sono poco meno di 23 milioni per un ammontare complessivo annuo di 286.938 milioni di euro. L'importo medio annuo per pensione di 12.478 euro. Rispetto al 2016 il numero di prestazioni è aumentato dello 0,1% mentre l'importo complessivo annuo è cresciuto dell'1,6%. Sebbene le donne rappresentino la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 52,5%), gli uomini percepiscono il 55,8% dei redditi pensionistici: l'importo medio dei trattamenti percepiti dalle donne è inferiore rispetto a quello degli uomini del 28% (15.078 contro 20.986 euro). La spesa pensionistica italiana relativa all'anno 2017 si distribuisce per il 50,8% nelle regioni del Nord, per il 27,9% al Sud; il restante 21,3% è erogato a pensionati residenti nelle regioni del Centro.
Oltre 2 mln di pensionati
sotto i 500 euro al mese
L'Inps segnala anche che ci sono oltre 2 milioni di pensionati che hanno redditi da pensione inferiori 500 euro al mese e che tra questi 1,14 milioni sono donne. In pratica 6 milioni di pensionati che hanno un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese hanno complessivamente il 14,5% dell'importo pensionistico erogato, meno della cifra complessiva che ricevono i 711 mila pensionati della fascia più "ricca" che hanno più di 3.500 euro al mese (15,2% dell'importo complessivo). I pensionati che percepiscono più di 2.000 euro lordi al mese sono il 23,3% del totale. Naturalmente se si guarda alle singole pensioni gli importi cambiano. Il 63,4% degli assegni è inferiore a 1.000 euro (oltre 14,5 milioni di prestazioni su quasi 23 milioni) mentre sono 231 mila gli assegni singoli che valgono più di 5 mila euro al mese (lo 0,9% del totale).
NETTEZZA URBANA: CI INFILIAMO IN UN MEGA CARROZZONE PUBBLICO
l’Amministrazione comunale è titolare dei servizi pubblici ambientali (servizi di igiene urbana, raccolta, trasporto e smaltimento R.S.U. ed altre frazioni recuperabili, pulizia delle strade, altri servizi integrati) qualificabili come servizi pubblici locali di rilevanza economica;
attualmente il servizio di igiene ambientale è gestito da un soggetto privato ed il relativo affidamento è in scadenza al 31 dicembre 2018;
il Consiglio Comunale con la Deliberazione n. 67 in data 27 settembre 2017, esecutiva, ha effettuato la revisione straordinaria delle società partecipate;
RITENUTO di valutare la possibilità di procedere con un affidamento del servizio mediante l’istituto dell’in house providing;
VISTA la deliberazione della Giunta Comunale n. 65 del 3 maggio 2018 avente ad oggetto “variazione di PEG 2018 – 2020 e variazione di cassa 2018” con cui è stato previsto un capitolo di spesa per l’acquisto di quote di società a partecipazione totalmente pubblica;
CONSIDERATO che la Servizi Comunali s.p.a. è una società a totale partecipazione pubblica che, prima facie, possiede tutti i requisiti per procedere con un affidamento mediante l’istituto dell’in house providing del servizio di igiene ambientale ai sensi degli articoli 5 e 192 del D.Lgs. n. 50/2016 e del Decreto Legislativo n. 175/2016;
CONSIDERATO altresì che per procedere con l’affidamento del servizio di igiene ambientale mediante l’istituto dell’in house providing, ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016, è necessario che l’Ente effettui una valutazione delle ragioni e delle finalità che giustificano tale scelta, anche sul piano della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria nonché della compatibilità della scelta con i principi di efficienza, di efficacia e di economicità dell’azione amministrativa;
l’art. 34, comma 20, del D.L. n. 179/2012;
l’art. 192 del D.Lgs. n. 50/2016;
VISTO altresì l’art. 48 del D.Lgs. n. 267/2000 che qualifica la Giunta Comunale come organo di Governo e come tale deputato ad esercitare le funzioni di indirizzo politicoamministrativo ex art. 4, comma 1, lett. “B” del D.lgs. n. 165/2001;
Rilevato che non è necessario acquisire il parere del Responsabile del Servizio ai sensi dell’art. 151 - 4° comma - del T.U.E.L. approvato con Decreto Legislativo n. 267 del 18.8.2000, in quanto trattasi di atto di indirizzo della Giunta Comunale;
Con voti favorevoli unanimi legalmente espressi;
1. di dare mandato al Responsabile del Settore Urbanistica Ambiente Ecologia di procedere con tutti gli adempimenti necessari previsti dal D.Lgs. n. 175/2016 propedeutici ad un eventuale affidamento mediante l’istituto dell’in house providing del servizio di igiene ambientale alla Servizi Comunali s.p.a, inclusa la redazione della Relazione Tecnica prevista dall’art. 34, comma 20, del D.L. n. 179/2012.
2. di dichiarare con successiva ed unanime votazione la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’articolo 134, comma 4, del T.U.E.L. approvato con Decreto Legislativo n. 267 del 18/08/2000, al fine di consentire in tempo utile l’esperimento delle procedure necessarie all’affidamento del servizio prima della scadenza dell’attuale gestione.