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Sentenza positiva per i medici specializzati dopo il 1999
Pubblicato Mercoledì, 14 Ottobre 2015 14:27
Finalmente una nuova importantissima vittoria, questa volta sul fronte dei medici specializzati successivamente all'anno 2002.
La Corte d'Appello di Roma infatti, con sentenza n. 5566 del 08/10/2015, ha riconosciuto agli assistiti della DI.PRO.ME. un risarcimento base di € 13.500 per anno di specializzazione, al quale andranno poi aggiunti altri importi accessori ed interessi. La sentenza ha inoltre stabilito l'ulteriore importante principio secondo cui la prescrizione non decorrerebbe dal conseguimento del diploma di specializzazione, bensì dal D.p.c.m. del 07/03/2007 (ricordiamo che la prescrizione in questo caso è decennale).
Grazie all'associazione DI.PRO.ME. pertanto si comincia a formare una giurisprudenza favorevole per quel filone di medici che si sono specializzati più recentemente e che hanno intentato una causa per ottenere le differenze retributive degli anni di corso della scuola di specializzazione. Dopo tanto fumo negli occhi e molta pubblicità fuorviante che da anni disinforma relativamente a questo tema, finalmente una pronuncia chiara con una delle prime sentenze positive di una Corte d'Appello civile che influenzerà tutti i procedimenti in corso e quelli di prossimo avvio.
Alla luce di ciò, consigliamo vivamente di aderire ai nuovi ricorsi collettivi di prossimo deposito della nostra associazione. Per ulteriori informazioni e dettagli cliccare qui.
Risarcimento del danno per i turni massacranti dei medici
Pubblicato Mercoledì, 15 Luglio 2015 14:35
La nostra Associazione ha attivato un contenzioso per il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno derivante ai medici che, dal 2008 a tutt'oggi, sono stati costretti ad osservare un orario lavorativo ben più lungo delle 48 ore settimanali comprensive degli straordinari.
Ebbene, nonostante ciò che quotidianamente accade nei reparti ospedalieri, dove i medici sono costretti a lavorare fino a 12 ore consecutive, la normativa europea, con le Direttive 104/1993 e 34/2000 in particolare, già da tempo ha previsto un limite massimo al tempo che il medico dovrebbe dedicare alla propria attività, ovverosia le 48 ore settimanali sopra descritte, e il suo superamento costituisce una indubbia lesione al diritto alla salute, nonché alla vita di relazione, per il professionista.
Ancora una volta, come è avvenuto per il riconoscimento dell'adeguata remunerazione per gli anni di frequenza della Scuola di Specializzazione, lo Stato Italiano è palesemente inadempiente nei confronti di quanto stabilito dalla normativa europea.
Nel caso specifico, infatti, l' Italia ha recepito le direttive del 1993 e del 2000 emanando il D.Lgs. 66/2003, in cui, all’art. 1 viene espressamente definito riposo adeguato: “Il fatto che i lavoratori dispongano di periodi di riposo regolari, la cui durata è espressa in unità di tempo, e sufficientemente lunghi e continui per evitare che essi, a causa della stanchezza, della fatica o di altri fattori che perturbano la organizzazione del lavoro, causino lesioni a se stessi, ad altri lavoratori o a terzi o danneggino la loro salute a breve o a lungo termine”.
I buoni propositi espressi nel 2003 sono stati del tutto eliminati dapprima con la Legge Finanziaria 2008, e successivamente con la legge 133/2008, ove è stato espressamente previsto che “al personale delle aree dirigenziali degli enti e delle aziende del servizio sanitario nazionale, in ragione della qualifica posseduta e delle necessità di conformare l'impegno di servizio al pieno esercizio della responsabilità propria dell'incarico dirigenziale affidato, non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 4 e 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n.66”.
Tutto ciò ha consentito, in questi anni, di poter sopperire alle croniche mancanze di personale ospedaliero con lo sfruttamento indiscriminato delle risorse lavorative esistenti, con i medici costretti a turni estenuanti senza, e questo è il punto decisivo, il riconoscimento di un idoneo ristoro economico! Come potrete verificare dall'esame delle vostre busta paga, le ore lavorate oltre il limite sopra descritto non sono state infatti remunerate come lavoro straordinario, bensì con la paga base oraria, né vi è stato riconosciuto alcun emolumento per le ore di mancato riposo, ovverosia: minimo 11 ore obbligatorie tra la fine di un turno e l’inizio del successivo, su base giornaliera; 24 ore di riposo settimanale a cui si aggiungono le 11 ore di riposo del giorno lavorativo precedente, su base settimanale, oltre ad almeno quattro settimane di ferie su base annuale.
Orbene, il parametro per il risarcimento del danno da richiedere ed ottenere innanzi al Tribunale sarà costituito proprio da tale differenza tra il percepito ed il dovuto, cui potranno aggiungersi i danni biologici qualora suffragati da idonea documentazione medica.
Il recupero potenziale, alla luce della più recente giurisprudenza, può andare da un minimo di 10.000,00 euro ad un massimo di oltre 60.000,00 euro. Naturalmente tale calcolo è subordinato ad alcune variabili, il numero di ore oggetto del contendere, il giorno della prestazione (festivo, notturno ecc), l’inquadramento.
Per poter fare un preventivo mirato sarà necessario ricevere le vostre buste paga e senza impegno svilupperemo il conteggio indicativo, comunicandovi nel giro di poche ore l’esatto importo da versare per attivare la pratica, importo che varierà in base alle somme da richiedere indicativamente.
Ciò comporterà il versamento di un fondo spese compreso tra 350,00 euro e 1250,00 euro, in base alle risultanze dei calcoli di cui sopra[1]. Per ogni ulteriore informazione potrete chiamare il seguente numero 06/86209415 nei giorni di apertura - Lunedì, Mercoledì, Venerdì, dalle 15.30 alle 19.00 e Martedì e Giovedì dalle 10.00 alle 12.30, ovvero il numero di portabile 3470757139 (Avv. Marzia Savi).
Accetteremo le adesioni entro e non oltre il 20 ottobre 2015.
[1] La presentazione del ricorso è subordinata al raggiungimento di un numero minimo di aderenti.
Liquidati oltre un milione di euro ai nostri medici associati
Pubblicato Mercoledì, 21 Gennaio 2015 17:11
Pubblicate altre due sentenze positive, la n. 12732/14 depositata il 11/06/2014 e la n. 15886/2014 depositata il 21/07/2014 - Tribunale di Roma, due importanti vittorie ottenute grazie al lavoro dei legali che supportano l'associazione DI.PRO.ME., con le quali sono stati liquidati oltre un milione di euro ai nostri medici associati. Per informazioni su come aderire ai nuovi gruppi dei ricorsi, clicca qui (specializzati tra il 1983 ed il 1994) oppure qui (specializzati tra il 1994 ed il 2007).
Aggiornamenti - Medici specializzati tra il 1994 ed il 2007
Pubblicato Giovedì, 15 Gennaio 2015 11:35
Aggiornamento del 14/10/2015: importantissima sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno ai medici specializzati dopo il 1999 assistiti dall'associazione DI.PRO.ME.. Clicca qui per leggere l'articolo.
Decisiva pronuncia della Corte d’Appello di Roma: accolte finalmente le richieste dei medici specializzati tra il 1994 ed 2007. Nuova apertura termini per la proposizione dell’azione giudiaria volta ad ottenere il risarcimento del danno.
La Corte di Appello di Roma con sentenza n. 1628/14 ha finalmente riconosciuto il diritto degli appellanti al risarcimento del danno per ritardata attuazione delle direttive CEE, nella misura pari alla differenza tra il trattamento percepito e quello dovuto in base ai dpcm 7 marzo, 6 luglio e 2 novembre 2007, per un importo pari a circa 11.000 euro per ciascuno degli anni accademici sino al 2006/2007, oltre la rideterminazione triennale della borsa di studio.
Si tratta di una decisione di fondamentale importanza per tutti quei medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione nel periodo sopra indicato, percependo una borsa di studio inferiore a quella prevista invece dalla normativa. Come già sicuramente già noto a tutti voi, infatti, l’importo della stessa, a partire dall’anno accademico 2006/2007 è stato notevolmente incrementato, ammontando attualmente ad euro 22.700,00 a fronte degli 11.000,00 da voi percepiti. Tale incremento sarebbe però dovuto avvenire già in epoca precedente, ma per una mera scelta discrezionale dello Stato Italiano è stato procrastinato nel tempo, in contrasto con quanto previsto dalle Direttive Comunitarie.
L’emanata sentenza costituisce senza dubbio un passaggio decisivo in materia, avendo la stessa finalmente riconosciuto in modo pieno e completo il diritto al risarcimento del danno a tutti quei medici lesi dalla condotta dello Stato Italiano per aver tardivamente attuato le direttive comunitarie disciplinanti la formazione e la libera circolazione dei medici.
Tale pronuncia si caratterizza, inoltre, per un ulteriore ed importante passaggio, quello relativo alla interpretazione fornita in tema di prescrizione. I giudici di secondo grado hanno infatti statuito che il dies a quo della prescrizione coinciderebbe con l’emanazione del d.p.c.m. del 7 marzo 2007, e non già, come considerato sino ad oggi, dal conseguimento della specialità. Grazie a tale sentenza, pertanto, potranno finalmente proporre ricorso tutti i medici per i quali sino ad oggi invece il diritto era considerato prescritto.
Test d'ingresso delle scuole di specializzazione - Come tutelarsi?
Pubblicato Martedì, 18 Novembre 2014 09:38
Fortemente sollecitata la nostra Associazione ha esaminato la posizione dei medici che nei giorni tra il 28 ed il 31 ottobre hanno sostenuto le prove per accedere alle Scuole di Specializzazione.
In base a quanto dichiarato dallo stesso Ministero si è verificata una grave anomalia nella somministrazione delle prove riguardanti le Scuole di Area Medica e di Area dei Servizi Clinici per cui, in un primo momento, il MIUR aveva dichiarato di voler ripetere le prove viziate, poi però si è orientato nel senso di procedere con il ricalcolo del punteggio dei candidati, neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti.
A ben vedere, quella che apparirebbe essere una soluzione salomonica così non è nella realtà poiché si è provocato un grave pregiudizio per chi conosceva la risposta alle domande in questione.
Inoltre alcuni candidati ci hanno rappresentato gravi irregolarità nello svolgimento delle prove presso alcune sedi, ed anche in questo senso stiamo cercando di fare chiarezza e di raccogliere informazioni in merito.
E' evidente come tutto l'accaduto abbia portato ad una situazione di incertezza e di disorientamento per tutti i medici che in questa prova avevano investito molto, pertanto abbiamo deciso di intraprendere un percorso che possa quantomeno ripristinare lo status quo originario, rendendo merito a chi effettivamente era più preparato di altri.
Per aderire al ricorso collettivo che avrà lo scopo di ottenere l’ammissione in sovrannumero dei candidati esclusi dalla graduatoria a causa dell’irregolare svolgimento delle prove, sarà necessario richiedere la documentazione necessaria tramite e-mail al nostro indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
Il costo per l’avvio della procedura è di € 380,00. In caso di esito negativo null’altro sarà dovuto. Qualora il candidato successivamente alla proposizione del ricorso verrà ammesso con riconoscimento di borsa di studio e/o risarcimento per equivalente dovrà corrispondere la somma di € 1500,00 ovvero la somma di € 700,00 in caso di ammissione alla scuola senza il riconoscimento di borsa di studio e/o risarcimento per equivalente.
Non esitate pertanto a contattarci al numero 06/86209415 i giorni di lunedi, mercoledi e venerdi dalle ore 15.30 alle ore 19.00. Per i restanti giorni potete contattare il numero 329/1636927 oppure scrivere una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
13.000 euro per ogni anno di specializzazione: il DDL sta per diventare realtà
Calabrò (Pdl): Necessario un intervento legislativo urgente sulla responsabilità medica
La responsabilità si estende anche al medico che non si dissocia dalla scelta del Direttore del reparto di dimettere il paziente. (Cass. Pen. 26966/2013)