Source: https://www.maurosasanelli.com/la-legge-di-stabilita-2016-ridimensiona-la-legge-24-marzo-2001-n-89-l-pinto/
Timestamp: 2020-04-08 08:22:30+00:00
Document Index: 154523932

Matched Legal Cases: ['art 1', 'sentenza ', 'art 1', 'art 2', 'art 1', 'art 5']

La Legge di Stabilità 2016 “ridimensiona e svuota” la Legge 24 marzo 2001, n. 89 (L. Pinto) – Mauro Sasanelli
Viene introdotto con l’art 1. ter il parametro del “Rimedi all’irragionevole durata del processo” ovvero, la parte “ha diritto a esperire rimedi preventivi alla violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà’ fondamentali”, per cui come diretta conseguenza di tale precetto, è chiamata dal legislatore a dimostrare fattivamente di aver intrapreso le strade più brevi per l’ottenimento della sentenza attraverso l’uso di istanze quali a mero titolo esemplificativo: riunione di cause, utilizzo di riti sommari, istanze di accelerazione ecc. A tal proposito l’art 1 ter, recità:
“Ai fini della presente legge, nei processi civili costituisce rimedio preventivo a norma dell’articolo 1-bis, comma 1, l’introduzione del giudizio nelle forme del procedimento sommario di cognizione di cui agli articoli 702-bis e seguenti del codice di procedura civile. Costituisce altresi’ rimedio preventivo formulare richiesta di passaggio dal rito ordinario al rito sommario a norma dell’articolo 183-bis del codice di procedura civile, entro l’udienza di trattazione e comunque almeno sei mesi prima che siano trascorsi i termini di cui all’articolo 2, comma 2-bis. Nelle cause in cui non si applica il rito sommario di cognizione, ivi comprese quelle in grado di appello, costituisce rimedio preventivo proporre istanza di decisione a seguito di trattazione orale a norma dell’articolo 281-sexies del codice di procedura civile, almeno sei mesi prima che siano trascorsi i termini di cui all’articolo 2, comma 2-bis. Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, il giudice istruttore quando ritiene che la causa puo’ essere decisa a seguito di trattazione orale, a norma dell’articolo 281-sexies del codice di procedura civile, rimette la causa al collegio fissando l’udienza collegiale per la precisazione delle conclusioni e per la discussione orale.”
Ulteriori rimedi sono poi illustrati nei commi successivi.
A seguito della riforma Monti, la quantificazione possibile dell’equo indennizzo era stata circoscritta in un forchetta che stimava il massimo indennizzo erogabile per anno di “ritardo” nella misura di euro 1500 ed il minimo in euro 500, con la Legge di Stabilità 2016 è stato introdotto un minimo di 400 euro ed un massimo di euro 800, somma evidentemente ridicola rispetto ai danni che le lungaggini processuali possono arrecare alle parti.
L’art 2, inoltre, rende “inammissibile la domanda di equa riparazione proposta dal soggetto che non ha esperito i rimedi preventivi all’irragionevole durata del processo di cui all’art 1 ter”
Vengono introdotti ulteriori casi di non riconoscimento dell’indennizzo ed ulteriori casi in cui si presume insussistente il pregiudizio da irragionevole durata del processo.
«2-sexies. Si presume insussistente il pregiudizio da irragionevole durata del processo, salvo prova contraria, nel caso di: a) dichiarazione di intervenuta prescrizione del reato, limitatamente all’imputato;
f) introduzione di domande nuove, connesse con altre gia’ proposte, con ricorso separato, pur ricorrendo i presupposti per i motivi aggiunti di cui all’articolo 43 del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, salvo che il giudice amministrativo disponga la separazione dei
g) irrisorieta’ della pretesa o del valore della causa,
Con l’introduzione dell’art 5 sexies viene nuovamente regolamentata la fase del pagamento. Viene introdotta la necessita di formulare una istanza che ha le caratteristiche di una precisazione del credito con la quale si ricorda allo Stato che non ha ancora pagato, tale istanza deve essere inoltrata semestralmente
l) dopo l’articolo 5-quinquies e’ inserito il seguente: «Art. 5-sexies. – (Modalita’ di pagamento). – 1. Al fine di
ricevere il pagamento delle somme liquidate a norma della presente legge, il creditore rilascia all’amministrazione debitrice una dichiarazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo,
l’esercizio di azioni giudiziarie per lo stesso credito, l’ammontare degli importi che l’amministrazione e’ ancora tenuta a corrispondere, la modalita’ di riscossione prescelta ai sensi del comma 9 del presente articolo, nonche’ a trasmettere la documentazione necessaria a norma dei decreti di cui al comma 3.
A voler quindi ulteriormente rendere la liquidazione una corsa ad ostacoli la norma prescrive che “nel caso di mancata, incompleta o irregolare trasmissione della dichiarazione o della documentazione di cui ai commi precedenti, l’ordine di pagamento non può essere emesso”.
Ed ancora l’amministrazione provvede al pagamento nel termine di sei mesi. Pertanto ” i creditori non possono procedere all’esecuzione forzata, alla notifica dell’atto di precetto, né proporre ricorso per l’ottemperanza del provvedimento”.
Articolo precedentePinto: Quali sono i costi del Ricorso