Source: https://sosonline.aduc.it/scheda/invalidita+civile_9418.php
Timestamp: 2019-03-21 01:45:08+00:00
Document Index: 144564961

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.20', 'art.56', 'art. 20', 'art.10', 'art.24']

ADUC - Scheda Pratica - L'INVALIDITA' CIVILE
6 novembre 2010 13:20
Ultimo aggiornamento: 14/3/2014
L'invalidita' civile e' il riconoscimento di uno stato invalidante congenito o derivante da particolari eventi (infortuni, incidenti, malattie, interventi medici, etc.) in base al quale, a seconda della percentuale di inabilita' accertata, e' possibile ottenere benefici economici e socio-sanitari, condizionati dall'eta' e talvolta dal reddito.
Per la legge (legge 118/1971) sono invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni (ovvero infermita'), congenite o acquisite, fisiche, psichiche o sensoriali, che provocano un danno funzionale, ovvero una limitazione o impedimento a svolgere normalmente le varie attivita' della vita. Dalla categoria sono esclusi gli invalidi di guerra, del lavoro e di servizio.
Sono considerati invalidi anche i ciechi civili e i sordomuti, per i quali i benefici economici sono pero' disciplinati con leggi a parte (si veda la sezione "riferimenti normativi").
Perche' si possa parlare di invalidita' allo stato di minorazione deve conseguire una
- riduzione permanente della capacita' lavorativa non inferiore ad un terzo, per chi ha tra i 18 e i 65 anni;
- difficolta' persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie della loro eta', per i minori di anni 18 e per gli ultra 65enni;
SOGLIE DI INVALIDITA' E BENEFICI
DETTAGLIO DEI BENEFICI ECONOMICI
RICONOSCIMENTO E VERIFICHE
L'accertamento dello stato di inabilita' da parte delle commissioni mediche determina l'assegnazione di una determinata percentuale di invalidita'. Essa, come gia' visto, rappresenta la riduzione della capacita' lavorativa della persona. Se tale riduzione e' inferiore ad un terzo (circa il 34%), non si puo' parlare di "stato di invalidita'" e non sono conseguentemente previsti benefici di alcun tipo.
Per soglie maggiori invece sono previsti benefici, economici e non:
- soglia minima (34%): protesi e prestazioni ortopediche (DMS 31/5/2001);
- soglia del 46%: iscrizione nelle liste speciali per l'assunzione obbligatoria al lavoro (legge 482/1968 e legge 68/1999);
- soglia del 51%: congedo straordinario per cure (legge 509/1988);
- soglia del 67%: esenzione ticket sanitario (legge 509/1988)
- soglia del 74%: assegno mensile di inabilita', concesso alle persone di eta' compresa tra i 18 e i 65 anni, prive di impiego, con reddito minimo.
- soglia del 100% (invalidita' totale): pensione di inabilita' per persone di eta' compresa tra i 18 e i 65 anni con reddito minimo e, per i soggetti non deambulanti e non autosufficienti, indennita' di accompagnamento.
Per i ciechi civili e i sordomuti il discorso e' a parte, non vi sono fasce a cui riferirsi:
- in caso di cecità assoluta: ausili e protesi, esenzione dal ticket sanitario, pensione di invalidità civile nella fascia fra i 18 e i 65 anni, indennità di accompagnamento in ogni età, indennità speciale.
- in caso di cecita' parziale: ausili e protesi, esenzione dal ticket sanitario, pensione di invalidita' civile nella fascia tra i 18 e i 65 anni, indennita' speciale .
- in caso di sordomutismo: ausili e protesi, esenzione dal ticket sanitario, pensione nella fascia tra i 18 e i 65 anni, indennita' di comunicazione.
Per i minori di 18 anni e gli ultra65enni i criteri di assegnazione dei benefici economici sono particolari. Si veda la prossima sezione per i dettagli.
Assegno di accompagnamento (indennita' di accompagnamento)
Spetta agli invalidi totali che si trovino nell'impossibilita' di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o che abbiano bisogno di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.
L'importo mensile per l'anno 2014 e' di 504,07 euro per 12 mensilita'.
L'indennita' di accompagnamento spetta anche a chi e' stato riconosciuto cieco assoluto, per un importo di mensile di 863,85 euro per 12 mensilita'.
In ambedue i casi non sono previste limitazioni rispetto al reddito.
L'indennita' puo' essere percepita anche da chi svolge un'attivita' lavorativa e spetta anche a chi abbia compiuto i 65 anni. Non puo' essere percepita invece se il soggetto gia' e' intestatario di indennita' relative ad invalidita' di guerra, di lavoro o di servizio.
(vedi legge 118/1971, legge 18/1980, legge 406/1968 e art.1 legge 508/1988)
Spetta agli invalidi civili minori di anni 18 a cui siano state riconosciute difficolta' persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria eta', e ai minori con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore. E' concessa con cadenza mensile per il ricorso, continuo o periodico, a trattamenti riabilitativi o terapeutici presso centri ambulatoriali o diurni, pubblici o privati, purche' convenzionati. E' anche concessa agli invalidi minori di 18 anni che frequentano scuole, pubbliche o private, a partire dall'asilo nido oppure centri di formazione o addestramento personale finalizzati al reinserimento sociale.
Per il 2014 l'indennita' di frequenza e' di 279,19 euro mensili quando il reddito personale annuo non superi i 4.795,57 euro.
(vedi art.1 legge 289/90 e sentenza Corte Costituzionale 467/2002).
Indennita' speciale per i ciechi parziali
Ai ciechi parziali (con residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi anche con eventuale correzione) per il 2014 spetta una speciale indennita' di 200,04 euro mensili, per 12 mensilita' e senza alcun limite di reddito.
(vedi leggi 382/1970, 508/1988 e 289/1990)
Ai sordomuti (soggetti affetti da sordita' congenita o acquisita durante l'eta' evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato) e' concessa per il 2014 un'indennita' di comunicazione di 251,22 euro per dodici mensilita', senza limiti di reddito.
Tale indennita' e' corrisposta d'ufficio anche ai sordomuti titolari della pensione non reverbibile (vedi piu' avanti).
(vedi leggi 381/1970 e 508/1988)
Assegno mensile di assistenza (assegno di inabilita')
Spetta agli invalidi di eta' compresa tra i 18 e i 65 anni con accertata riduzione della capacita' lavorativa in misura pari o superiore al 74%, per il periodo in cui non svolgono attivita' lavorativa, senza reddito o con reddito basso (relativo all'anno precedente l'erogazione).
Per il 2014 il limite di reddito e' 4.795,57 euro e l'assegno mensile e' di 279,19 euro pagabili per tredici mensilita'.
Il pagamento avviene da parte degli enti comunali di assistenza bimestralmente con scadenza ad inizio mese.
Per attestare di non svolgere attivita' lavorativa deve essere consegnata all'INPS una auto-dichiarazione (dichiarazione sostitutiva ai sensi del Dpr 445/2000) con cadenza annuale. Allo stesso modo deve essere data immediata comunicazione all'INPS dell'eventuale ripresa dell'attivita' lavorativa.
Al compimento del 65simo anno di eta' al posto dell'assegno di assistenza viene erogata la pensione sociale dell'INPS.
(vedi legge 118/1971)
Spetta agli invalidi totali di eta' compresa tra i 18 e i 65 anni con accertata totale inabilita' lavorativa e con basso reddito (relativo all'anno precedente l'erogazione).
Per il 2014 il limite di reddito e' 16.449,85 (*) e l'importo mensile erogato e' di 279,19 euro per tredici mensilita'.
Il pagamento avviene da parte degli enti comunali di assistenza bimestralmente con scadenza ad inizio mese. In caso di morte del soggetto la pensione non passa agli eredi.
Il soggetto che percepisce la pensione puo' lavorare -nei limiti delle proprie capacita'- e possedere la patente di guida.
Al compimento del 65simo anno di eta' al posto della pensione di inabilita' viene erogata la pensione sociale.
(vedi leggi 118/1971 e 509/1988)
(*) Sul limite di reddito per le pensioni degli invalidi totali va aperta una parentesi: con la circolare che ha fissato i valori del limite di reddito per il 2013 (circolare 149/2012) l'INPS aveva introdotto una spiacevole novita' precisando che il reddito da prendere in considerazione era quello familiare, basandosi su una sentenza di Cassazione (n.4677/2011). In un secondo momento l'interpretazione INPS era stata sospesa. Poi, con il Dl 76/2013 (art.10 comma 5) e' arrivata poi la parola finale: dal 28/6/2013 deve essere preso in considerazione il reddito personale, escludendo quello degli eventuali altri componenti del nucleo familiare. Una successiva sentenza di Cassazione (n.27812/2013) ha stabilito che gli invalidi in giudizio con l'INPS per il riconoscimento della pensione basato su questo punto hanno diritto al riconoscimento ma non agli arretrati; l'erogazione sulla base del reddito personale infatti si applica dal 28/6/2013.
Pensione ai ciechi civili
E' resa una pensione non reversibile, per il 2014:
- ai ciechi assoluti: 301,91 euro mensili per 13 mensilita';
- ai ciechi parziali (residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi anche con eventuale correzione : euro 279,19 euro mensili per 13 mensilita';
In entrambi i casi il soggetto non deve percepire un reddito superiore a 16.449,85 euro.
Se i ciechi assoluti sono ospitati in istituti di istruzione o ricoverati in istituti assistenzaili a carico di enti pubblici o facenti parte di comunita', la pensione e' ridotta a 279,19 euro mensili.
(vedi Legge 66/1962)
Nota importante: una sentenza di Cassazione del 2012, la n.15464/2012 ha confermato l'orientamento secondo cui al cieco totale che beneficia della pensione ai sensi della Legge 66/1962 puo' continuare a percepirla anche se trova lavoro e conseguentemente percepisce un reddito superiore alla soglia di legge. Si veda in merito questo approfondimento.
Spetta ai sordi di eta' compresa tra 18 e 65 anni, con sordita' congenita o acquisita durante l'eta' evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato. Sono escluse le sordita' di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, lavoro o di servizio.
L'importo mensile per il 2014 e' di 279,19 euro per chi ha reddito non superiore a 16.449,85 euro.
Se il soggetto e' ricoverato in istituti di assistenza l'assegno mensile e' ridotto del 50%.
Al compimento del 65simo anno di eta' l'assegno mensile suddetto e' sostituito dalla pensione sociale dell'INPS.
(vedi legge 381/1970)
Dal 1/1/2010 le domande di riconoscimento dell'invalidita', sordita' o cecita' civile devono essere presentate direttamente all'INPS per via telematica.
L'Inps le inviera' poi alle ASL di competenza per l'effettuazione degli accertamenti tramite commissioni mediche integrate da un medico dell'INPS. L'accertamento definitivo e' comunque effettuato dall'INPS, cosi' come il controllo della permanenza dei requisiti nei confronti dei soggetti gia' titolari dei benefici economici.
La domanda e' unica ed e' valida sia per l'accertamento dello stato di invalidita', cecita' o sordita' sia per le prestazioni economiche eventualmente spettanti rispetto alla minorazione riconosciuta.
Al termine del procedimento di accertamento viene notificato al richiedente un verbale sanitario.
Qui dettagli dell'INPS sulla presentazione delle domande e sulla gestione delle pratiche: clicca qui
Avverso il mancato riconoscimento dell'invalidita' , cecita' o sordita' civile e' ammesso unicamente il ricorso in giudizio, da promuovere entro 180 giorni dalla notifica del verbale sanitario. Il ricorso deve essere fatto contro l'INPS (unica controparte) per via civile, non amministrativa.
Fino a che la sentenza emessa a seguito di ricorso non passa "in giudicato" e risultano decorsi i termini per gli appelli, il soggetto interessato non puo' presentare una nuova domanda di accertamento dello stato invalidante per le stesse prestazioni.
(vedi Art.10 DL 203/2005 cosi' come modificato da art.20 DL 78/2009 e art.56 Legge 69/2009)
- Legge 381/1970 (assistenza ai sordomuti)
- Legge 382/1970 (assistenza ai ciechi civili)
- Legge 118/1971 (norme a favore degli invalidi civili)
- Legge 508/1988 (indennita' di accompagnamento), modificata anche dalla legge 289/1990
- D.lgs.509/1988 artt.1/6
- Decreto Ministero Sanita' 5/2/1992 (tabelle di invalidita' )
- DL 78/2009 divenuto legge 102/2009 art. 20 (nuove regole per le domande di riconoscimento)
- DL 78/2010 divenuto legge 122/2010 artt.10/10bis
- Circolare INPS n.7 del 17/1/2014 (rivalutazione delle pensioni per l'anno 2014)
Note sulla normativa:
- L'innalzamento dal 74% all'85% della soglia di invalidita' per l'ottenimento dell'assegno mensile di assistenza (assegno di inabilita'), introdotto dall'art.10 DL 78/2010 e' stato abrogato in sede di conversione dello stesso decreto nella legge 122/2010.
- La riforma prevista dall'art.24 della legge quadro 328/2000 (Delega al Governo per il riordino degli emolumenti derivanti da invalidità civile, cecità e sordomutismo) non e' stata mai attuata. A Giugno 2010 le Regioni hanno chiesto al Governo di intervenire in merito nella manovra finanziaria.
- Sito INPS per presentazione domande, con elenco dei medici certificatori: clicca qui
- Sito INPS con informazioni: clicca qui
- Sito ASL Milano con informazioni: clicca qui
- Schede di approfondimento collegate
DISABILI: AGEVOLAZIONI FISCALI E NON: clicca qui
L'AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO: clicca qui