Source: https://www.studioruggeri.it/cassazione-civile-sentenza-16-settembre-2015-n-18140
Timestamp: 2019-11-17 10:27:20+00:00
Document Index: 27068747

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1759', 'art. 2', 'art. 6']

Cassazione civile, sentenza 16 settembre 2015, n. 18140 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Cassazione civile, sentenza 16 settembre 2015, n. 18140
SENTENZA 16 settembre 2015, n. 18140
Avverso la indicata sentenza della Corte di appello di Palermo ha proposto ricorso per cassazione il C., sulla base di due motivi, cui ha replicato con controricorso il P.
È acquisito l’indirizzo interpretativo di questa Corte (cfr. Cass. 26.5.1999 n. 5107), secondo cui l’art. 1759, 1′ comma, c.c., laddove impone al mediatore di comunicare alle parti le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell’affare, che possono influire sulla sua conclusione, deve essere letto in coordinazione con gli artt. 1175 e 1176 dello stesso codice, nonché al lume della disciplina dettata dalla legge n. 39 del 1989, attuativa della Direttiva CE 2006/123, che ha posto in risalto la natura professionale dell’attività del mediatore, subordinandone l’esercizio all’iscrizione in un apposito ruolo, che richiede determinati requisiti di cultura e competenza (art. 2), e condizionando all’iscrizione stessa la spettanza del compenso (art. 6). Con la conseguenza che il mediatore, pur non essendo tenuto, in difetto di un incarico particolare in proposito, a svolgere, nell’adempimento della sua prestazione, specifiche indagini di natura tecnico-giuridica (come l’accertamento della regolarità edilizia ed urbanistica dell’immobile oggetto del trasferimento), al fine di individuare circostanze rilevanti circa la conclusione dell’affare a lui non note, è gravato, tuttavia, di un obbligo di corretta informazione, secondo il criterio della media diligenza professionale, il quale comprende, in senso positivo, l’obbligo di comunicare le circostanze a lui note o comunque conoscibili con la comune diligenza che si richiede al mediatore, nonché, in senso negativo, il divieto di fornire non solo informazioni non veritiere, ma anche informazioni su circostanze delle quali non abbia consapevolezza e che non abbia controllato, poiché il dovere di correttezza e quello di diligenza gli imporrebbero in tal caso di astenersi dal darle.