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Timestamp: 2016-02-13 06:42:51+00:00
Document Index: 177835779

Matched Legal Cases: ['art 168', 'art. 168', 'art. 182', 'art. 107', 'art. 182', 'art. 8']

Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo - CONCORDATO - FORUM FALLIMENTARE ... attendere prego, operazione in corso ...
Forum CONCORDATO: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
17/09/2013 14:08 In ipotesi di apertura della procedura di concordato preventivo con deposito del ricorso ed emissione del decreto di ammissione � possibile attivare azioni giudiziali (ad es. ricorso per decreto ingiuntivo)nei confronti della societ� ammessa al concordato preventivo non ancora omologato? Al riguardo, l'art 168, I� comma, L.F. sembrerebbe difatti vietare, a pena di nullit�, di promuovere le soli azioni esecutive e cautelari (utilizzando una dizione similare a quella vigente in materia fallimentare), non chiarendo cosa debba intendersi per azioni esecutive e cautelari.
RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
17/09/2013 20:16 Con il ricorso per decreto ingiuntivo si instaura un giudizio di cognizione a carattere sommario, e non un giudizio esecutivo; le azioni esecutive sono quelle dirette ad attuare, ossia a dare esecuzione anche contro la volont� dell'interessato, ad un titolo esecutivo instaurando, appunto, un processo esecutivo che � preceduto dal precetto e che inizia con il pignoramento; il nostro codice di procedura civile distingue tre tipi di processo esecutivo: l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna o rilascio e l'esecuzione di obblighi di fare o di non fare. Nel primo si procede alla liquidazione coattiva di uno o pi� beni del debitore al fine di ottenere il pagamento di un diritto di credito; negli altri, invece, si procede alla soddisfazione in forma specifica imponendo all'obbligato di consegnare un bene mobile o rilasciare un bene immobile, ovvero di adempiere ad una obbligazione di fare o di non fare. L'azione cautelare comprende una serie di attivit� tutte, pi� o meno, connotate dall'esigenza di approntare una tutela per un soggetto in attesa di un giudizio definitivo (tipico � il sequestro preventivo di beni per garantire un credito in corso di accertamento) o mantenere un bene in posizione di sicurezza in attesa che si definiscano eventuali controversie riguardanti lo stesso (ad es. il sequestro giudiziario).
Di conseguenza, quando la legge vieta l'esercizio di azioni esecutive o cautelari, non impedisce l'esercizio di quelle di cognizione; queste non possono essere promosse nel fallimento perch� qui vige il principio della esclusivit� dell'accertamento del passivo, per il quale qualsiasi pretesa che si voglia far valere sui beni acquisiti all'attivo, deve essere azionata secondo il rito di cui agli artt. 92 e segg., ma nel concordato preventivo, ove non vi � lo spossessamento del debitore n� vi � un giudizio di accertamento dei crediti, nulla impedisce al creditore di agire in via di cognizione ordinaria o sommaria/monitoria per l'accertamento del suo credito, fermo restando che, una volta ottenuto un titolo giudiziario, pur se esecutivo o provvisoriamente esecutivo, non lo potr� portare in esecuzione per il divieto di cui all'art. 168. Questo riduce di molto la potenzialit� dell'intervento del giudice di cognizione in pendenza del concordato e, anzi, potrebbe tramutarsi in una spesa inutile; invero, poich� il debitore concordatario deve elencare i propri debiti, egli potrebbe riconoscere il credito in questione rendendo superfluo il ricorso al giudice, che rimane utile e necessario solo quando permane la contestazione, ma in quel caso � opportuno un giudizio a cognizione piena e non sommaria.
RE: RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
28/11/2013 10:53 Segnalo alcune pronunce dal sottoscritto emesso nella sua qualit� di GOT ad Aosta ed edite sul sito ilcaso.it cos� come risulta un'interessante e recentissima pronuncia del tribunale di Siracusa sempre edita su ilcaso.it
RE: RE: RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
29/11/2013 18:32 Grazie della segnalazione.
Zucchetti SG Srl Carmine Rossi
02/07/2015 19:39 buona sera.
intanto Vi ringrazio per il prezioso contributo che offrite... sono un assiduo lettore del Vostro forum anche se � solo la prima volta che intervengo per cui mi scuso se non sono nella discussione pi� in tema .
la domanda che pongo � forse banale.
la societ� Alfa in bonis � procedente in una esecuzione immobiliare nei confronti della societ� Beta.
Pendente la procedura esecutiva, Alfa viene ammessa al concordato con cessione dei beni in seguito omologato con nomina del liquidatore giudiziale
quale ruolo assume il liquidatore giudiziale ? ... deve svolgere un intervento in senso tecnico ? deve semplicemente costituirsi nella procedura espropriativa e far valere la sua legittimazione quale "responsabile" dell'attivo in modo che la distribuzione avvenga a "suo" favore e non dell'imprenditore ? deve subentrare in luogo della societ� in bonis?
� applicabile il comb disp 182 V co e 107 VI co che per� pare riferirsi esclusivamente alle esecuzioni sui beni del fallito ?
vi ringrazio sin da ora e vi saluto cordialmente
Classificazione: CONCORDATO PREVENTIVO / LIQUIDAZIONE
02/07/2015 20:41 Come lei ricorda, l'art. 182 richiama per il concordato anche l'art. 107 che, al sesto comma, prevede che "se alla data di dichiarazione di fallimento sono pendenti procedure esecutive, il curatore puo' subentrarvi". Ovviamente questa norma � dettata per il fallimento, ma il richiamo contenutto nell'art. 182 la estende anche al concordato e in particolare alla fase liquidatoria del concordato, in quanto compatibile; la compatibilit� � data dal fatto che con l'omologa del concordato preventivo con cessione dei beni, il debitore proprietario dei beni e dei diritti costituenti il patrimonio ceduto perde la disponibilit� degli stessi, che passa appunto al liquidatore (salvo i casi della cessione traslativa diretta ai creditori, di rara applicazione per ragioni fiscali), esattamente come avviene con la dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, se fino alla omologa il debitore conservava la disponibilit� dei suoi beni, seppur sotto il controllo del commissario, e manteneva quindi la relativa legittimazione processuale, intervenuta l'omologa e la nomina del liquidatore, � questi che assume la legittimazione processuale attiva e pu� subentrare nella procedura esecutiva in corso promossa originariamente dal debitore. Ovviamente l'attivo che il liquidatore ricaver� dall'esecuzione entra tra i "beni" ceduti ai creditori e va riparto tra costoro secondo la proposta e il piano presentati.
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01/12/2015 10:53 mi ricollego alla discussione, anche se datata, in quanto mi trovo un caso simile.
Concordato omologato in data 20.05.2015.
Un creditore, in data SUCCESSIVA all'omologa, convocava la societ� debitrice (soggetta alla procedura) avanti alla Camera di conciliazione al fine di ottenere il pagamento del credito vantato (nella fattispecie, spese condominiali ante concordato).
La Societ� non si presentava.
Il creditore, contattato poi dal Liquidatore Giudiziale, non procede con all'atto di citazione in giudizio, chiedendo tuttavia l'addebito alla procedura delle spese legali della conciliazione.
Come devono essere considerate queste spese (inutili, in quanto il debito era inserito nel piano di concordato e come tale pagato in sede di riparto)? a) rigettate, essendo le spese legali sostenute per una procedura inizata dopo la data della domanda e quindi le stesse spese restano a carico del creditore;
b) in chirografo in quanto spese accessorie al credito principale;
c) in prededuzione perche' successive alla data della domanda.
Ringrazio in anticipo per l'attenzione e per il vostro prezioso contributo.
01/12/2015 19:29 Il credito in questione non pu� essere riconosciuto per il semplice fatto che il credito per il cui recupero l'attuale pretendente ha azionato il procedimento di mediazione non era in contestazione in quanto incluso nell'elenco dei crediti e non messo in discussione n� dal commissario n� dal liquidatore. tale soggetto, quindi, era carente di interesse a svolgere detta attivit� che avrebbe dovuto portare ad un accordo o ad una decisione sul credito non contestato. Probabilmente il creditore si � accorto di tanto e, per questo motivo, non ha poi agito in sede giudiziaria, ove si sarebbe discuso del credito e sarebbero state liquidate le spese, oltre eventualmente alla comminazione della sanzione ex art. 8, comma 4bis del d.lgs d.lgs. 04/03/2010 n. 28.