Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/massimari/bancario/8-2/in+genere
Timestamp: 2019-04-26 16:33:38+00:00
Document Index: 1412783

Matched Legal Cases: ['art. 125', 'art. 3', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 33', 'art. 63', 'art. 1469', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1283', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ']

Cessione del quinto dello stipendio: prescrizione, usura sopravvenuta e rimborso delle commissioni non maturate in caso di estinzione anticipata del prestito. Cessione del quinto dello stipendio – Consumatore – Prescrizione, Violazione della normativa antiusura momento dell’estinzione anticipata – Inclusione spese assicurative nel TEG – Violazione della disciplina prevista dall’art. 125 sexies TUB – Legittimazione passiva della mutuante per il rimborso della polizza assicurativa non maturata.
Legittimazione passiva della mutuante anche per la richiesta di rimborso della commissione della polizza assicurativa non maturata. (Fabrizio Sgandurra) (Roberto De Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 28/11/2018. Segue...
Contratto di credito al consumo – Esclusione della sua assimilabilità al mutuo di scopo e sua riconducibilità alla categoria del collegamento negoziale necessario..
Il contratto di credito al consumo, pur caratterizzandosi per la presenza di una clausola di destinazione nel contratto di finanziamento, non è riconducibile alla diversa categoria del mutuo di scopo, ma si inserisce in un’autonoma categoria di collegamento negoziale necessario (con il contratto finanziato), di derivazione legale. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 18/07/2012. Segue...
Domanda di nullità avente ad oggetto il contratto finanziato – Estensione di tale domanda al contratto di finanziamento – Ammissibilità..
Il consumatore, il quale faccia valere vizi genetici o funzionali del contratto finanziato, può chiedere l’estensione della pronuncia di nullità, annullamento o caducazione anche al contratto di finanziamento. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 18/07/2012. Segue...
Codice del consumo – Consumatore – Nozione – Rilevanza dell’attività del soggetto – Fattispecie in tema di utilizzo di conto corrente bancario..
La definizione di consumatore contenuta nell'art. 3 Codice del consumo ("..la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale") fa espresso riferimento all'attività della persona e non al bene o servizio che n'è oggetto, così che un determinato servizio – nella specie un conto corrente bancario – potrà essere utilizzato da un consumatore per scopi non professionali anche se il conto, per le caratteristiche ed i servizi che offre, sia stato concepito e concretamente offerto per lo svolgimento di attività professionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/05/2010. Segue...
Contratti del consumatore – Foro competente – Clausola vessatoria – Natura processuale della norma – Applicazione ai giudizi introdotti dopo l’entrata in vigore..
La norma contenuta nel n. 19 dell’art. 1469 bis cod. civ. ha natura processuale e, come tale, va applicata ai giudizi introdotti dopo la sua entrata in vigore, anche se la controversia ha origine da contratti stipulati in data anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/10/2006. Segue...
Contratti del consumatore – Richiamo alle norme del codice di procedura civile – Natura vessatoria della clausola – Sussistenza..
L’interpretazione data dalla Corte di Cassazione (S.U. n. 14669/2003) della norma di cui al n. 19 dell’art. 1469 bis cod. civ., secondo la quale “il foro competente per le controversie tra consumatore e professionista non può essere stabilito in nessun altro luogo che sia diverso da quello in cui il consumatore ha sede” comporta che debba essere considerata vessatoria anche la clausola che stabilisca la competenza sulla base dei criteri di collegamento previsti dal codice di procedura civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/10/2006. Segue...
Codice del consumo: foro esclusivo e foro inderogabile. Obbligazioni e contratti – Foro del consumatore – Codice del consumo – Competenza inderogabile e competenza esclusiva: distinzione..
Con l’entrata in vigore del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, c.d. codice del consumo, occorre distinguere tra il foro esclusivo del consumatore (art. 1469 bis, comma 3, n. 19 c.c., ora riprodotto nell’art. 33, comma 2 del citato d.lgs.), il quale prevede una competenza territoriale esclusiva ma derogabile con clausola che sia stata oggetto di trattativa individuale, dalla competenza inderogabile del foro del luogo di residenza del consumatore prevista dall’art. 63 del codice del consumo solo per le controversie riguardanti i contratti negoziati fuori dai locali commerciali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27/09/2006. Segue...
Foro del consumatore e competenza per territorio. Competenza per territorio – Foro esclusivo del consumatore – Vessatorietà della clausola di deroga – Presunzione – Sussistenza.
Competenza per territorio – Foro esclusivo del consumatore – Eccezione relativa ai fori alternativi – Irrilevanza..
La disposizione dettata dall'art. 1469-bis, comma 3°, c.c. (che - ha "natura di norma processuale, sicché si applica -come nella specie- nelle cause iniziate dopo la sua entrata in vigore -febbraio 1996-, anche se relative a “controversie derivanti da contratti stipulati prima”) deve essere interpretata nel senso che il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha inteso stabilire la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo della residenza o del domicilio elettivo del consumatore, presumendo, per l'effetto, la vessatorietà della clausola che abbia individuato, come sede del foro competente, una località diversa (cfr. ex multis Cass. sez. un. 1 ottobre 2003 n. 14669; Cass. 28 novembre 2003 n. 18290, Tribunale di Palermo, 20 febbraio 2004, in Gius. 2004, 2443; Tribunale di Firenze, 10 dicembre 2002, in Foro toscano 2003, 180). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
In tema di incompetenza per territorio del giudice adito, qualora la relativa eccezione sia formulata con riferimento all'operatività di un foro esclusivo, non sussiste l'onere della parte di contestare tutti i fori alternativamente concorrenti riguardanti i diritti di obbligazione, alla stregua dei quali il giudice d'ufficio, ove abbia eventualmente ad escludere l'operatività del foro convenzionale, dovrà individuare il giudice competente (cfr. ex plurimis Cass. 2 aprile 1998 n.3407). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 20/06/2005. Segue...
Anatocismo: tutela dei consumatori e inibitoria alle banche. Azione collettiva dei consumatori – Inibitoria del rifiuto alla restituzione di interessi anatocistici – Fondatezza – Ordine di ricalcalo degli interessi e di storno delle somme indebitamente trattenute – Legittimazione attiva dell’associazione dei consumatori ed utenti – Insussistenza – Pubblicazione dell’estratto della sentenza sui quotidiani – Ammissibilità.
Artt. 1, 2, 3 L. 30 luglio 1998 n. 281.
E’ da ritenere illegittimo, a’ sensi della l. 281/98 il rifiuto della banca al riconoscimento del diritto della propria clientela di consumatori alla restituzione delle somme indebitamente percepite in base alla clausola che prevede il calcolo anatocistico trimestrale degli interessi debitori dall'inizio di ogni rapporto bancario fino alla data del 22 aprile 2000.
Il contenuto della domanda inibitoria proposta ex art. 3 l. 281/98 consiste nell'inibire per il futuro alla banca di rifiutarsi di restituire le somme che le venissero richieste dai suoi clienti consumatori quale indebito pagamento di interessi anatocistici trimestrali non dovuti e versati in applicazione di clausole contrattuali illegittime per violazione dell'art. 1283 c.c. Tale domanda, riconducibile alle azioni di cui all'art. 3 l. 281/98, è ammissibile in quanto ha ad oggetto l'inibitoria di un comportamento a contenuto negativo consistente nel rifiuto (che non è mera inerzia) di restituire gli indebiti percepiti.
Non è ammissibile la domanda con la quale l’associazione di consumatori chiede di «ordinare alla banca convenuta di procedere al ricalcolo degli interessi debitori con conseguente storno e/o rimborso delle maggiori somme che risulteranno addebitate e/o percepite per effetto degli interessi anatocistici calcolati dall'inizio del rapporto alla data del 22 aprile 2000, nei limiti della prescrizione decennale e nei confronti di tutti i clienti». L’associazione non è, infatti, legittimata a tale domanda in quanto essa attiene al diritto concreto - personale e non collettivo - al rimborso da parte di ciascun consumatore cliente della banca. Va infatti puntualizzato che le azioni cui sono legittimate le associazioni di consumatori ed utenti ex l. 281/98 non si qualificano come class action, essendo, invece, azioni a tutela di un interesse diffuso riconducibile ad una determinata categoria di consumatori e utenti di cui si può far carico e portavoce, sempre a livello collettivo, l'associazione.
E’ da accogliere, ex art. 3, 1° comma, l. 281/98, la domanda proposta dalle associazioni di consumatori e utenti avente ad oggetto la pubblicazione per estratto della sentenza di inibitoria sui quotidiani. Tribunale Mantova, 15/09/2004. Segue...