Source: http://www.polizialocale.com/2014/04/10/ancora-su-autovelox-e-telelaser/
Timestamp: 2016-12-04 16:23:56+00:00
Document Index: 166074615

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 200', 'art. 383', 'art. 142', 'art. 25']

Ancora su autovelox e telelaser - Polizialocale Il network di PL
Home > Ultimi approfondimenti Questo articolo è stato letto 38 volte	10 aprile 2014
Tag: autovelox telelaser	In primo piano
Con la sentenza n. 5997 del 14 marzo 2014, la Corte di Cassazione Civile interviene sull’obbligo della preventiva segnalazione dei dispositivi di controllo.
Non abbiamo fatto in tempo a segnalare la correttezza istituzionale posta da alcuni Comuni nell’informare la cittadinanza sull’utilizzo di autovelox e telelaser nel proprio territorio, che già la Suprema Corte interviene per circoscrivere in maniera sempre più precisa l’ambito di applicazione delle misure di rilevazione della velocità dei veicoli sul circuito stradale.
A dire il vero la giurisprudenza negli ultimi anni è intervenuta oltremodo sulla correttezza della postazioni di detti strumenti e soprattutto sulla presenza o la legittima assenza di immediata contestazione dell’eventuale infrazione rilevata tecnicamente e contestualmente.
Ancora oggi, con la sentenza n. 5997 del 14 marzo 2014, la Corte di Cassazione Civile interviene su quanto più volte ribadito in passato e cioè sull’obbligo della preventiva segnalazione dei dispositivi di controllo sia essi fissi e con presenza o meno di agenti preposti i così detti autovelox, che mobili quali il telelaser, precisando che la differente tipologia, appunto fissa o mobile, deve necessariamente, pena la nullità della contestazione, essere riportata sul verbale di contestazione, ai sensi dell’art. 200 del N.CdS e dell’art. 383 del Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Codice della Strada, D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e precisamente: ” …la preventiva segnalazione univoca ed adeguata della presenza di sistemi elettronici di rilevamento della velocità costituisce un obbligo specifico ed inderogabile degli organi di polizia stradale demandati a tale tipo di controllo, imposto a garanzia dell’utenza stradale, la cui violazione non può, pertanto, non riverberarsi sulla legittimità degli accertamenti, determinandone la nullità”.
La ratio della trascrizione sul verbale di contestazione insta per la Suprema Corte nel diritto della persona sottoposta ad accertamento a conoscere ed a verificare la legittimità o meno dell’accertamento eseguito in relazione ai prescritti adempimenti normativi e regolamentari e nel caso specifico il carattere temporaneo o permanente della postazione di controllo per il rilevamento elettronico della velocità, elevando così questa possibilità a ulteriore riferimento di opposizione di una rilevazione ritenuta illegittima, anche per altri presupposti.
Ma quali sono i parametri di legittimità relativamente alle modalità di posizione e utilizzo degli strumenti di accertamento della velocità?
Innanzitutto quelli previsti dall’art. 142 c. 6 bis del NCdS che recita: “Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno.”;
Ne discende, dunque, che sia gli autovelox che i telelaser, devono essere :
a) preventivamente segnalati;
b) ben visibili;
c) e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli stradali temporanei o permanenti, ovvero con segnali luminosi a messaggio variabile oppure con dispositivi di segnalazione luminosa installati su veicoli come da disposizioni ministeriali;
L’art. 25 c. 2 della legge 29 luglio 2010, n. 120 prevede altresì che i dispositivi o mezzi tecnici di controllo, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui all’articolo 142 del decreto legislativo n. 285 del 1992, fuori dei centri abitati, non possono comunque essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità, tenendo conto che le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di pericolo e di prescrizione sono indicativamente le seguenti:
a) Autostrade e strade extraurbane principali: mt. 250 segnale di prescrizione;
b) Strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità sup. a 50 km/h), mt. 150 segnale di prescrizione;
c) Altre strade, mt. 80 segnale di prescrizione.
La Circolare 3 agosto 2007 del Ministero dell’Interno chiarisce, infine, che le postazioni mobili di controllo dovranno essere segnalate ricorrendo ai dispositivi luminosi presenti sui veicoli di servizio che dovranno essere posizionati ad almeno 400 m. dal punto in cui è collocato l’apparecchio di rilevamento della velocità.
Pertanto l’utente della strada, laddove non dovesse rilevare questi elementi nei rispettivi parametri imposti dalla legislazione e dalle circolari ministeriali, all’interno del verbale di contestazione, ha tutti i diritti per ricorrere per l’annullamento del verbale di contestazione in quanto lo stesso risulterebbe viziato da illegittimità, allo stesso modo nel caso in cui gli stessi parametri non siano stati autonomamente rispettat
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quanti cazzi ma la sicurezza stradale la volete in Italia o no? come mai negli altri stati non ci sono tutti questi problemi nel fare rispettare la sicurezza stradale?
ho parenti a Monaco, di cui uno di loro è poliziotto e da loro queste complessità non esistono , infatti continuaa dirmi che l’ITALIA E TUTTA UNA FACCIATA NON HA NULLA CHE FUNZIONA FIGURIAMOCI IL SISTEMA SICUREZZA! CHE SCHIFO, PASSA PROPRIO LA VOGLIA DI FARE IL PROPRIO DOVERE
Rispondi ↓	max il 6 maggio 2014 at 12:31 ha scritto:
Qui non funziona nulla…. ed è sempre più difficile operare…..uno Stato veramente fallimentare!!!!