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Timestamp: 2018-10-21 10:29:53+00:00
Document Index: 126070532

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 10', 'art 20', 'art. 10', 'arte 10', 'arte 6', 'arte 6', 'art. 111']

LA NUOVA LEGGE SUGLI ENTI NON COMMERCIALI E LE ONLUS. PER UNA LETTURA GUIDATA E COORDINATA DEL TESTO NORMATIVO - PDF
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1 ISTITUTO STUDI SVILUPPO AZIENDE NON PROFIT UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRENTO via Inama, TRENTO (ITALY) Tel fax LA NUOVA LEGGE SUGLI ENTI NON COMMERCIALI E LE ONLUS. PER UNA LETTURA GUIDATA E COORDINATA DEL TESTO NORMATIVO Alceste Santuari Working Paper n. 5
2 INDICE Prefazione pag. 3 Introduzione» 4 Decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460» 5 Indice delle schede di lettura» 5 Scheda 1» 6 Sezione I - Enti non commerciali (E.N.C.)» 7 Scheda 2» 8 Scheda 3» 9 Scheda 4» 10 Scheda 5» 11 Scheda 6» 12 Sezione II - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)» 13 Scheda 7» 14 Scheda 8» 15 Scheda 9» 16 Scheda 10» 19 Scheda 11» 20 Scheda 12» 22 Scheda 13» 23 Scheda 14» 24 2
3 PREFAZIONE Dopo più di tre anni di gestione, il provvedimento di revisione della normativa fiscale delle organizzazioni nonprofit ha finalmente visto la luce. Dopo molti dibattiti, anche accesi, sull opportunità di un simile provvedimento, sulla necessità o meno di anteporre alla normativa fiscale l adeguamento di quella civilistica, su quali organizzazioni e attività includere e quali no, tutti argomenti sui quali operatori e studiosi del nonprofit mantengono le loro posizioni più o meno favorevoli, si apre ora una nuova fase: quella dell analisi, della comprensione e dell applicazione del provvedimento. I primi a dover impegnarsi a contribuire ad una buona e ampia applicazione della legge sono proprio gli istituti di ricerca che si interessano di nonprofit, e quindi anche il nostro Istituto. Questo quaderno è quindi il primo di una serie dedicata al provvedimento governativo ed ha lo scopo di chiarire i contenuti della legge, soprattutto a favore delle organizzazioni più piccole e meno dotate di risorse umane specializzate. Nei prossimi mesi seguiranno altri contributi, più specialistici e anche più critici, rivolti a mantenere aperto un dibattito da cui possa scaturire un testo migliore. Un dibattito che dovrà far tesoro delle osservazioni di tutti e delle diverse esperienze maturate durante l applicazione della normativa. Carlo Borzaga 3
4 INTRODUZIONE Quanto segue si propone come un primo strumento di ausilio e di supporto per coloro che esperti professionisti, operatori ed accademici si trovino, per necessità o per passione, a dover fare i conti con la nuova disciplina normativa riguardante il trattamento fiscale delle organizzazioni non profit. L intenzione è quella di fornire un quadro di riferimento generale, attraverso cui poter leggere il testo in modo coordinato e sistemico. A tale riguardo, infatti, il presente lavoro non ha alcuna velleità tecnica o di commento approfondito degli articoli che compongono il testo di legge, compito che spetta ad altri luoghi e autori. L obiettivo che queste pagine si prefiggono di realizzare è quello di permettere sia a neofiti sia ai tributaristi - navigatori di lunga data - una lettura sintetica della nuova disciplina. In tal senso, il testo del decreto legislativo è stato organizzato e scomposto in schede, in cui vengono presentati gli argomenti e le problematiche di maggior rilievo che caratterizzano il provvedimento in parola. L auspicio di chi scrive è che in una materia tanto complicata e complessa, un po di semplificazione possa davvero essere di aiuto, al fine di consentire una maggior comprensione di una legge che, per quanto migliorabile e perfettibile, costituisce un sicuro passo positivo sulla via del riconoscimento della realtà che le organizzazioni senza scopo di lucro rappresenta nel nostro Paese. 4
5 DECRETO LEGISLATIVO 4 DICEMBRE 1997, N. 460 Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (pubblicato in G.U. 2 gennaio 1998, Supplemento ordinario n.1/l) in attuazione dell art. 3, commi 186, 187, 188, 189 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 recante delega al Governo per la disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale INDICE DELLE SCHEDE DI LETTURA Scheda 1: Iter storico del decreto Sezione I: Enti non commerciali Scheda 2: Scheda 3: Scheda 4: Scheda 5: Scheda 6: Acquisto e perdita della qualifica di Ente non commerciale Raccolta fondi Redditi e scritture contabili Enti di tipo associativo Agevolazioni temporanee per trasferimenti di beni patrimoniali Sezione II: ONLUS Scheda 7: Scheda 8: Scheda 9: Scheda 10: Scheda 11: Scheda 12: Scheda 13: Scheda 14: Tipologie ammesse ed escluse Obblighi formali Obblighi sostanziali Finalità sociali implicite Agevolazioni e titoli di solidarietà Erogazioni liberali Norme di rinvio Abusi e sanzioni 5
6 Scheda 1 ITER STORICO DEL DECRETO LEGISLATIVO Aprile 1995 Il Ministro delle Finanze Fantozzi nomina la Prima Commissione Zamagni Dicembre 1995 Il Ministro Fantozzi presenta un DDL governativo Aprile 1996 Nuove elezioni politiche Maggio 1996 Seconda Commissione Zamagni = schema di massima proposta di delegare il Governo ad emanare decreti legislativi Dicembre 1996 L. 662/96 (testo collegato alla Finanziaria 97) art. 3, commi Luglio 1997 Primo varo del decreto da parte del Governo Settembre/Ottobre 1997 Parere della Commissione dei Trenta per le deleghe fiscali 14 novembre 1997 Approvazione del decreto legislativo sugli enti non commerciali e ONLUS 2 gennaio 1998 Pubblicazione del decreto legislativo in Gazzetta Ufficiale 6
7 SEZIONE I: ENTI NON COMMERCIALI (E.N.C.) 7
8 Scheda 2 ACQUISTO E PERDITA DELLA QUALIFICA DI ENTE NON COMMERCIALE (Qualifica ente non commerciale) Art. 1. Oggetto principale: attività essenziale per realizzare direttamente scopi primari indicati da legge, atto costitutivo o statuto oppure attività effettivamente svolta (Perdita qualifica ente non commerciale) Art. 6. esercizio prevalente di attività commerciale per un intero periodo d imposta, indipendentemente dallo statuto l ente è considerato commerciale ANCHE quando si registra una: a) prevalenza immobilizzazioni relative all attività commerciale; b) prevalenza ricavi da attività commerciale rispetto alle normali attività istituzionali; c) prevalenza redditi derivanti attività commerciali rispetto contributi, erogazioni, sovvenzioni e quote associative; d) prevalenza costi relativi attività commerciali rispetto alle altre spese. 8
9 Scheda 3 RACCOLTA FONDI (Raccolte pubbliche occasionali di fondi) Art. 2. Non costituiscono reddito imponibile: a) raccolte fondi occasionali (campagne di sensibilizzazione, ricorrenze, ecc.) b) contributi P.A. per convenzioni o accreditamenti in funzione di attività con finalità sociali esercitate in conformità ai fini istituzionali degli enti per queste attività = esenzione IVA e altri tributi NB! Un decreto Ministero Finanze stabilirà che cosa si debba intendere per attività occasionale Scritture contabili richieste: entro 4 mesi chiusura esercizio deve essere predisposto un apposito e separato rendiconto delle entrate e delle uscite (più relazione illustrativa) riferite a ciascun evento di raccolta fondi 9
10 Scheda 4 REDDITI E SCRITTURE CONTABILI (Determinazione redditi e scritture contabili) Art. 3. per l attività commerciale é necessaria la contabilità separata in caso di attività promiscua, le spese ed i costi sono deducibili secondo il seguente rapporto: Ammontare ricavi e proventi redditi impresa ammontare complessivo ricavi e proventi immobili utilizzati promiscuamente = deducibilità per rendite catastali o canone locazione come rapporto sopra (Regime forfetario di determinazione del reddito) Art. 4. a) prestazioni di servizi 1. fino a Lit. 30 mil. = 10% 2. da a 360 mil. = 25% b) altre attività 1. fino a Lit. 50 mil. = 10% 2. da a 1 miliardo = 15% coefficienti di redditi per ricavi per esercizio contemporaneo di prestazione servizi e altre attività = coefficiente riferito ai ricavi attività prevalente se non si procede ad una distinta annotazione dei ricavi = presunzione di prevalenza per ricavi da prestazione di servizi Scritture contabili (Art. 8) Riferimento: art. 20, D.P.R. n. 600/73 Enti soggetti a determinazione forfetaria del reddito ex comma 1, art bis T.U.I.R. che abbiano conseguito ricavi inferiori 30 mil. (prestazioni di servizi) ovvero 50 mil. (altre attività) = obblighi contabili assolti ex comma 166, art. 3, legge 23/12/96, n
11 Scheda 5 ENTI DI TIPO ASSOCIATIVO (Enti di tipo associativo) Art. 5. per partiti, sindacati, organizzazioni di categoria, culturali, sport dilettantistico, promozione sociale e formazione extrascolastica della persona non costituiscono attività commerciali quelle in diretta attuazione scopi istituzionali effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti di: a) -) propri associati o partecipanti -) altre associazioni con stessa attività che fanno parte della stessa organizzazione -) loro associati o partecipanti -) cessione a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente ai propri associati b) Per le associazioni di promozione sociale (quelle le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero degli Interni) non costituiscono attività commerciali: -) la somministrazione di alimenti e bevande effettuate da bar c/o sedi -) l organizzazione di viaggi e soggiorni turistici purché strettamente complementari a quelle direttamente svolte in diretta attuazione degli scopi statutari e nei confronti dei soggetti di cui al punto a) (in questo caso anche organizzazione di viaggi e soggiorni da parte dei sindacati) non costituiscono attività commerciali per sindacati e organizzazioni di categoria: 1. cessioni pubblicazioni in deroga al punto a) purché trattasi di contratti collettivi di lavoro; 2. assistenza prevalente agli iscritti, associati o partecipanti per applicazioni contratti e legislazione sul lavoro; anche contro corrispettivi specifici che non eccedano i costi di diretta imputazione condizioni perché si possano realizzare a) e b): Atto costitutivo e statuto debbono essere redatti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata a) divieto distribuzione utili b) devoluzione patrimonio ad altre associazioni o fini di pubblica utilità c) obbligo redazione e approvazione rendiconto econ. e finanz. d) eliggibilità libera organi amministrativi (one head one vote) e) intrasmissibilità quote o contributi associativi (eccezione: mortis causa) e non rivalutabilità quote da c) ed e) sono esclusi i sindacati obbligo di adeguare statuti entro sei mesi dall entrata in vigore del decreto Deroga per partiti, sindacati e organizzazioni di categoria: entro dodici mesi 11
12 Scheda 6 AGEVOLAZIONI TEMPORANEE PER TRASFERIMENTI BENI PATRIMONIALI (Agevolazioni temporanee trasferimento beni patrimoniali) Art. 9. La cessione a titolo gratuito di aziende o beni patrimoniali a favore di E.N.C. non costituisce realizzo o distribuzione di plusvalenze e minusvalenze, né costituisce il presupposto per tassazione di sopravvenienze attive per il cessionario Conditio sine qua non: dichiarazione da parte E.N.C. di utilizzo del bene per lo svolgimento dell attività 12
13 SEZIONE II: ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITÀ SOCIALE (ONLUS) 13
14 Scheda 7 TIPOLOGIE AMMESSE ED ESCLUSE (Art. 10, comma 1) Associazioni (tra cui organizzazioni di volontariato ex L. 266/91 e ONG ex L. 49/87) Fondazioni Società cooperative (tra cui cooperative sociali ex L. 381/91) Altri enti di diritto privato (con o senza personalità giuridica) Per organizzazioni di volontariato, ONG e cooperative sociali sono fatte salve le condizioni di miglior favore ENTI ECCLESIASTICI (Art. 10, comma 9) Enti ecclesiastici ed associazioni di promozione sociale (le cui finalità sociali siano riconosciute dal Ministero degli Interni) sono considerate ONLUS solo per le attività ex comma 1, lett. a) (non si applica lett. c) SI Agevolazioni se tengono scritture contabili separate per le attività ONLUS Tipologie giuridiche escluse: (Art. 10, comma 10) Enti pubblici (tra cui le IPAB) Società commerciali Fondazioni bancarie Partiti e movimenti politici Sindacati Organizzazioni di datori di lavoro Associazioni di categoria 14
15 Scheda 8 OBBLIGHI FORMALI Obblighi formali delle ONLUS (Art. 10, comma 1) statuti o atti costitutivi = atto pubblico oppure scrittura privata autenticata o registrata Obbligo di bilancio o rendiconto annuale (art. 10, comma 1, lettera g) SCRITTURE CONTABILI E OBBLIGHI FORMALI (Art. 25) Per beneficiare delle agevolazioni ONLUS devono: a) per l attività complessivamente svolta tenere scritture cronologiche e sistematiche: apposito documento (entro 4 m chiusura esercizio) situazione patrimoniale, economica e finanziaria distinzione attività istituzionale e commerciale b) attività direttamente connesse: scritture contabili previste dal D.P.R. n. 600/73 se ricavi annui inferiori 30 mil. (prestazioni servizi) ovvero 50 mil. (altre attività) obblighi di cui sopra assolti se si tengono il libro giornale e l inventario ex artt e 2217 cod. civ. organizzazioni di volontariato e ONG = rendiconto (ex art 20 D.P.R. n. 600/73) se i proventi per 2 anni consecutivi sono superiori a 2 mld. (ex l. 398/91) é necessaria relazione revisori contabili enti ecclesiastici = obblighi contabili solo per le attività ONLUS (Comunicazione all anagrafe ONLUS) (Art. 11.) E costituita un anagrafe unica ONLUS c/o il Ministero delle Finanze Se si svolgono le attività previste all art. 10 entro 30 gg. dalla data di entrata in vigore del decreto: comunicazione attività svolta ed ogni modifica che faccia perdere ONLUS alla Direzione Regionale delle Entrate del domicilio fiscale dell organizzazione in base a modello conforme approvato con decreto Ministero Finanze. La comunicazione é condizione necessaria per ottenere le agevolazioni Entro sei mesi data di entrata in vigore del decreto il Min. Fin. emanerà uno o più decreti per definire le modalità di esercizio del controllo per valutare l esistenza dei requisiti formali, nonché per verificare i casi di decadenza totale o parziale 15
16 Scheda 9 OBBLIGHI SOSTANZIALI Ambiti di attività e vincoli (Art. 10, comma 1) a) Svolgere attività nei seguenti ambiti di intervento: 1. assistenza sociale e socio-sanitaria 2. assistenza sanitaria 3. beneficenza 4. istruzione 5. formazione 6. sport dilettantistico 7. tutela, promozione e valorizzazione cose di interesse artistico e storico 8. tutela e valorizzazione della natura e dell ambiente (escluse: attività abituale di raccolta e riciclaggio rifiuti urbani) 9. promozione cultura e arte 10. tutela dei diritti civili 11. ricerca scientifica di particolare interesse sociale (direttamente da fondazioni oppure Università) b) esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale (vedi comma 2) c) divieto di svolgere attività diverse da quelle della lett. a) salvo quelle ad esse direttamente connesse (vedi comma 5) d) divieto di distribuzione, anche indiretta, di utili, avanzi di gestione, riserve o capitale, durante la vita delle ONLUS (vedi comma 6) (sono ammesse: destinazioni imposte per legge o effettuate a favore di altre ONLUS che facciano parte della stessa ed unitaria struttura) e) impiego degli utili per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle connesse f) devoluzione patrimonio finale ad altre ONLUS o a fini di pubblica utilità (sentita l apposita Authority) h) principio di democraticità = diritto di voto per: Approvazione e modificazione statuto Elezione organi direttivi Sono escluse da questo principio le FONDAZIONI e gli ENTI RICONOSCIUTI dalle confessioni religiose con cui lo Stato italiano ha patti, intese o accordi (Art. 10, comma 7) i) utilizzo locuzione Organizzazione non lucrativa di utilità sociale oppure acronimo ONLUS Sono escluse da questa disposizione gli ENTI RICONOSCIUTI dalle confessioni religiose con cui lo Stato italiano ha patti, accordi o intese 16
17 Finalità di solidarietà sociale (Art. 10, comma 2) Cessione beni e prestazione servizi nei settori: 1. assistenza sanitaria 2. istruzione 3. formazione 4. sport dilettantistico 5. promozione cultura e arte 6. tutela diritti civili BENEFICIARI DELLE ATTIVITA Persone svantaggiate Tipo svantaggio: fisico, psichico, economico, sociale e familiare Collettività estere (aiuti umanitari) Beneficiari ANCHE soci, associati, partecipanti, fondatori, C.d.A., benefattori, ecc. purché SIANO SOGGETTI SVANTAGGIATI ex comma 2, lett. a) (Art. 10, comma 3) Attività direttamente connesse (Art. 10, comma 5) Attività statutarie svolte nei SETTORI 1. assistenza sanitaria 2. istruzione 3. formazione 4. sport dilettantistico 5. promozione cultura e arte 6. tutela diritti civili in assenza delle condizioni indicate ai commi 2 e 3, nonché le attività accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse ma in ciascun esercizio e in ciascun settore: non prevalenti rispetto a quelle istituzionali relativi proventi non sup. 66% spese complessive della ONLUS 17
18 Distribuzione indiretta di utili (Art. 10, comma 6) Si considerano distribuzione indiretta di utili le seguenti fattispecie: a) cessioni beni e prestazioni servizi a favore di soci, associati, C.d.A. a condizioni più favorevoli SI vantaggi a favore di soci, associati, partecipanti e donanti se: Attività di tutela, promozione valorizzazione cose interesse artistico e storico e tutela e valorizzazione natura e ambiente Significato puramente simbolico e valore economico modico b) acquisto beni e servizi ¾ valore normale c) emolumenti annui C.d.A. e sindaci/revisori ¾ compenso max Presidente Collegio Revisori di S.p.A. d) pagamenti interessi passivi non ¾ 4 punti T.U.S. a soggetti diversi da banche e intermediari finanziari autorizzati e) salari e stipendi non ¾ 20% dei CCNL per le stesse qualifiche per ONLUS 18
19 Scheda 10 FINALITÀ SOCIALI IMPLICITE Finalità sociali implicite (Art. 10, comma 4) Prescindendo commi 2 e 3 COMUNQUE sono inerenti a finalità di solidarietà sociale le attività statutarie istituzionali svolte nei SETTORI 1. assistenza sociale e socio-sanitaria 2. beneficenza 3. tutela, promozione e valorizzazione cose di interesse artistico storico 4. tutela e valorizzazione natura e ambiente (esclusa raccolta e riciclaggio rifiuti urbani) 5. ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta da fondazioni (ambiti e modalità saranno stabiliti da apposito regolamento Governativo) 6 promozione cultura e arte (con apporti economici dell Amministrazione Centrale) 19
20 Scheda 11 AGEVOLAZIONI E TITOLI DI SOLIDARIETÀ Agevolazioni - Imposte sui redditi (Art. 12.) a) art. 111-ter TUIR: attività istituzionali non sono considerate attività commerciali (eccezione cooperative) nel perseguimento di esclusive finalità solidarietà sociale b) proventi da attività direttamente connesse: no reddito imponibile IVA (Art. 14.) operazioni di divulgazione pubblicitaria: no prestazione servizi (esclusione IVA) operazioni esenti: cessioni gratuite beni a favore Onlus trasporto autoambulanze ricovero e cura prestazioni educative, giovani e didattica, formazione professionale prestazioni socio-sanitarie, assistenza domiciliare Certificazione corrispettivi (Art. 15.) No obbligo di ricevuta o scontrino fiscale per le attività istituzionali Ritenute alla fonte (Art. 16.) no ritenuta 4% su contributi da EE.PP. sui redditi alle ONLUS le ritenute alla fonte = a titolo d imposta Esenzione imposta di bollo (Art. 17.) No imposta per i documenti, istanze e contratti, copie, estratti, certificazioni delle ONLUS Tasse sulle concessioni governative (Art. 18.) Esenzione fiscale per atti e provvedimenti delle ONLUS 20
21 Imposte successioni e donazioni (Art. 19.) Successioni e donazioni a favore di ONLUS non soggette all imposta INVIM (Art. 20.) Onlus esenzione per gli acquisti a titolo gratuito Imposta sostitutiva Invim comunale non è dovuta Esenzioni tributi locali (Art. 21.) Enti territoriali possono prevedere riduzioni dei tributi locali per le ONLUS Imposta registro (Art. 22.) a) Imposta fissa di Lit per trasferimenti di beni immobili e dir. reali immobiliari di godimento Condizione: dichiarazione di utilizzo beni per la propria attività e realizzo effettivo utilizzo diretto entro 2 anni dall acquisto b) atti costitutivi e modifiche Lit Esenzioni imposta sugli spettacoli (Art. 23.) Onlus ed enti associativi: No imposta per attività spettacolistiche se realizzate OCCASIONALMENTE per celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione se data comunicazione preventiva alla SIAE L attività occasionale sarà definita da un decreto Mininistero Finanze Lotterie, tombole, pesche (Art. 24.) ONLUS possono organizzare lotterie, tombole, pesche o banchi di beneficenza Titoli di solidarietà (Art. 29.) Sottoscrizione di titoli di solidarietà per finanziare ONLUS = deduzione dal reddito d impresa della differenza tasso effettivamente praticato e tasso di riferimento (fondi raccolti devono essere oggetto di gestione separata) 21
22 Scheda 12 EROGAZIONI LIBERALI (Erogazioni liberali) (Art. 13.) persone fisiche detrazioni d imposta per oneri sostenuti: erogazioni liberali in denaro: fino a Lit. 4 mil. = detrazione al 19% contributi associativi non sup versati da soci a società di mutuo soccorso = assicurare ai soci sussidi malattia, impotenza al lavoro o vecchiaia (oppure, in caso di decesso, aiuto alle famiglie) condizione: erogazioni e contributi a mezzo banca, posta, o altre forme facilmente controllabili imprese oneri di utilità sociale deducibili ai fini reddito d impresa: erogazioni liberali da imprese non > 4 mil. o 2% reddito di impresa dichiarato spese impiego lavoratori dipendenti, assunti a tempo indeterminato per prestazione a favore ONLUS = deduzione fino al 5 per mille ammontare tot. spese prestazioni cessioni gratuite di prodotti inerenti attività d impresa (derrate alimentari, prodotti farmaceutici) prossimi al ritiro dal commercio = non costituiscono ricavi se costo produzione o acquisto beni ceduti non sup. 2 mil. = erogazione liberale condizioni per le cessioni: comunicazione preventiva Uff. entrate (eccezione: beni facilmente deperibili e di modico valore) dichiarazione Onlus utilizzo diretto beni per finalità istituzionali decadenza beneficio: no effettivo utilizzo diretto deducibilità fiscale per erogazioni liberali a favore di ONG e persone giuridiche: sì se soggetto erogante non usufruisce deduzioni Onlus 22
23 Scheda 13 NORME DI RINVIO Norme di rinvio (Art. 26.) Alle ONLUS si applicano le norme sugli enti non commerciali (in particolare raccolte fondi e trasferimento beni patrimoniali) 23
24 Scheda 14 ABUSI E SANZIONI Abusi e sanzioni (Artt. 27 e 28) Vietato l uso dell acronimo ONLUS a soggetti diversi (sanzione: da a 6 mil.) Sanzioni personali: rappresentanti legali e membri CDA che si avvalgono dei benefici senza requisiti = sanzione amm. Lit. 2 mil. fino a Lit. 12 mil. omissione comunicazione all anagrafe ONLUS = sanzione da a 2 mil. rappresentanti legali e membri CDA che consentono indebito risparmio di imposta sono obbligati solidalmente con il soggetto passivo o inadempiente delle imposte dovute, sanzioni e interessi 24