Source: http://www.servat.unibe.ch/dfr/bge/c2102389.html
Timestamp: 2020-02-24 09:35:46+00:00
Document Index: 160202763

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'e contrario', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'e contrario', 'art. 59', 'art. 59', 'DTF ', 'art. 59', 'DTF ', 'art. 59', 'art. 49', 'art. 2', 'DTF ', 'DTF ']

DFR - BGE 102 II 389
BGE 102 II 389
1. Art. 43 und 49 OG. Gegen einen Zwischen- oder Vorentscheid über die örtliche Zuständigkeit ist die Berufung nur zulässig wegen Verletzung von bundesrechtlichen Vorschriften über die örtliche Zuständigkeit (Erw. 2).
2. Art. 5 Abs. 1 UWG. Diese Bestimmung schafft keinen bundesrechtlichen Gerichtsstand am Wohnsitz des Beklagten, sondern regelt einzig die örtliche Zuständigkeit für den Fall, dass der Beklagte nicht in der Schweiz wohnt (Erw. 4).
3. Art. 59 BV, Art. 49 Satz 2 OG. Die verfassungsrechtliche Bestimmung dient einzig dem Schutz des Beklagten. Ihre Verletzung kann mit der staatsrechtlichen Beschwerde, nicht aber mit der Berufung geltend gemacht werden (Erw. 5).
4. Fragen des Bundesrechts, die vom kantonalen Richter bloss vorfrageweise, vor Anwendung des kantonalen Verfahrensrechtes entschieden werden, können nicht Gegenstand einer Berufung sein. Der Rechtsirrtum über eine Vorfrage des Bundesrechts verletzt dieses nur, wenn der kantonale Gesetzgeber darauf Rücksicht nehmen musste (Erw. 6).
5. Prorogationsabreden richten sich auch dann nach kantonalem Recht, wenn sie von einer nachgiebigen Regel des Bundesrechts über den Gerichtsstand abweichen (Erw. 7).
2.- A norma dell'art. 43 cpv. 1 OG, con il ricorso per riforma può unicamente essere fatta valere la violazione del diritto federale. Ciò vale anche se il rimedio di diritto è diretto, come nel caso in esame, contro una decisione incidentale o pregiudiziale sulla competenza territoriale. In tal caso il ricorso per riforma è ammissibile solo per violazione di prescrizioni di diritto federale sulla competenza per territorio (art. 49 OG).
4.- Circa la competenza territoriale a conoscere cause civili fondate sulla concorrenza sleale la LCSl dispone, all'art. 5 cpv. 1, che, se il convenuto non ha domicilio nella Svizzera, l'azione può essere proposta davanti al giudice del luogo dove è stato commesso l'atto.
Mentre GERMANN, Unlauterer Wettbewerb, si limita a riprodurre, in una nota all'art. 5 LCSl, il testo del messaggio relativo all'art. 6 cpv. 1 del progetto (di formulazione identica all'attuale art. 5 cpv. 1 LCSl), altri autori giungono alla conclusione, interpretando la norma "e contrario", che competenti a conoscere le cause dipendenti da concorrenza sleale sono i tribunali del domicilio svizzero del convenuto (VON BÜREN, Kommentar zum UWG n. 1 ad art. 5; HEBERLEIN, Zivilprozessuale Gerichtstandssbestimmungen, sachliche und funktionelle Zuständigkeit für Klagen auf Grund der Bundesgesetze über den gewerblichen Rechtsschutz und das Urheberrecht pag. 14 e 28).
Tale opinione non può essere condivisa. L'art. 5 cpv. 1 LCSl tende infatti unicamente ad agevolare il procedimento giudiziario contro le persone che non hanno domicilio nella Svizzera. Ciò era già stato posto in evidenza nel messaggio del 3 ottobre 1942 accompagnante il disegno della legge federale sulla concorrenza sleale. Nello stesso messaggio veniva sottolineato che "il foro del luogo del reato non ha carattere esclusivo, la disposizione può dunque completare, giammai limitare, le prescrizioni cantonali in materia" (FF 1942 454). Anche il relatore del Consiglio degli Stati rilevava che il disegno di legge riservava la questione del foro al diritto cantonale, analogamente a quanto già stabilito in molte disposizioni esistenti e regolanti altre materie, completandola unicamente nel senso che le persone senza domicilio in Svizzera potevano venir convenute anche al foro del luogo del reato (Boll.sten. CS 1943-65). L'art. 5 cpv. 1 (art. 6 cpv. 1 del disegno) venne adottato senza modifiche nel testo dal Consiglio degli Stati e in seguito dal Consiglio Nazionale (Boll.sten. CN 1943-156), senza ulteriore discussione. Il testo letterale non permette di concludere per un'interpretazione e contrario, e quindi per l'esistenza di un foro di diritto federale al domicilio del convenuto. La parola "auch" e "aussi" nei testi tedesco e francese (nel testo italiano manca) non significa che esistono altri fori fondati sul diritto federale. Prevedere un foro intercantonale fondato sul diritto federale al domicilio del convenuto avrebbe avuto poco senso, tenuto conto dell'art. 59 Cost.; d'altro canto non sussistono indizi che il legislatore abbia voluto intervenire nel diritto processuale dei cantoni quanto alla questione del foro.
5.- A ragione l'attrice non si richiama all'art. 59 Cost. Tale disposto costituzionale non crea infatti un foro di diritto federale al domicilio del convenuto, ma fissa unicamente i limiti della giurisdizione dei cantoni e degli stati esteri (DTF 81 I 338, 84 II 43, 96 III 136). L'art. 59 Cost. è destinato unicamente alla tutela del convenuto. Questi può rinunciare alla garanzia costituzionale del foro del domicilio, eleggendo un foro convenzionale o lasciandosi convenire senza riserve davanti ad un giudice differente da quello del proprio domicilio (cfr. DTF 52 I 268, 57 I 11, 59 I 23, 71 I 26, 75 I 34, 84 I 36, 85 I 150, 87 I 51, 91 I 14, 93 I 327). Nella concreta fattispecie il convenuto ha rinunciato alla garanzia dell'art. 59 Cost., postulando in causa che il Tribunale di appello dichiari la propria incompetenza ratione loci. D'altro canto, la violazione di tale disposto costituzionale avrebbe dovuto essere fatta valere con un ricorso di diritto pubblico (art. 49 seconda frase OG).
6.- La Corte cantonale ha negato la competenza della giurisdizione ticinese ritenendo che l'azione tendente alla cessazione di atti concorrenziali, in quanto fondata sulla LCSl, fosse improponibile, disponendo l'attrice di analoga azione, fondata però su di un contratto, proponibile al foro convenzionale di Ginevra. La pertinenza di tale motivazione dipende dalla questione di sapere se un'azione di cessazione di atti concorrenziali fondata su disposizioni contrattuali escluda o meno un'analoga azione fondata sulle norme della LCSl (art. 2 cpv. 1 lett. b LCSl). Tale questione, di diritto federale, si poneva però all'istanza cantonale solo quale pregiudiziale all'applicazione del diritto processuale cantonale: essa non può pertanto fare oggetto di censure nell'ambito della procedura del ricorso per riforma. L'erroneo giudizio su di una questione pregiudiziale di diritto federale viola quest'ultimo solo se il legislatore cantonale doveva tenerne conto (DTF 80 II 183, 84 II 133, 85 II 364, 96 II 63, 101 II 170 consid. 2). Ciò non è il caso nella concreta fattispecie.
7.- Neppure il fatto che il contratto di lavoro che regola il divieto di concorrenza contenga una clausola di proroga del foro perfeziona una violazione del diritto federale. Tali clausole sono rette dal diritto cantonale anche quando, ciò che non si verifica nella fattispecie, derogano a una norma di diritto federale dispositivo sul foro (DTF 56 II 387, 57 II 115, 76 II 249, 87 III 27, 96 II 430).