Source: http://www.immigrazione.eu/notizie-stranieri-immigrati/articoli-evidenza-stranieri/matrimonio-e-convivenza-permesso-motivi-familiari/
Timestamp: 2017-07-27 04:44:12+00:00
Document Index: 45563676

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.12', 'art.12', 'art. 11', 'art.14', 'art.11']

Matrimonio e convivenza. Permesso per motivi familiari anche senza convivenza – Immigrazione
Matrimonio e convivenza. Rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari.
Con la sentenza N.5303 del 6 Febbraio 2014, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che il cittadino extracomunitario coniuge di cittadino italiano ha diritto al rinnovo del permesso di soggiorno indipendentemente dal requisito della convivenza. Infatti, in questo caso il diritto al soggiorno è regolato dal D.Lgs N.30 del 2007 e non dal Testo Unico dell’immigrazione. Le disposizioni in questione, infine, si applicano anche in caso di pregressa irregolarità del soggiorno del richiedente.
La Corte di Cassazione, con tale sentenza innovativa, relativa il ricorso proposto da una cittadina straniera di nazionalità australiana coniugata con cittadino italiano, evidenzia che il matrimonio fittizio (ossia contratto al solo scopo di ottenere il diritto al soggiorno) è cosa ben diversa dalla convivenza, intesa come requisito meramente oggettivo del diritto al soggiorno. In caso di decesso del coniuge comunitario, lo straniero conserva il diritto al rilascio del permesso di soggiorno secondo quanto disposto dall’art.12 comma 2° lett.a del D.Lvo N.30/2007, relativo ai casi di divorzio o annullamento del matrimonio ma applicabile, in via analogica, anche all’ipotesi di decesso del coniuge. Il sopraggiunto lutto vedovile non osta di per sè al rilascio del titolo di soggiorno per motivi familiari, ma non in relazione all’art.12 citato. L’ipotesi in questione è, infatti, prevista e contemplata dall’art. 11 del D.Lvo 30/2007 che, al comma secondo, stabilisce le condizioni in base alle quali in coniuge superstite conserva il diritto al soggiorno. A tal fine, come previsto dalla norma, occorre che il coniuge straniero abbia soggiornato almeno per un anno prima del decesso, abbia acquisito il diritto al soggiorno permanente ai sensi dell’art.14 ovvero dimostri di esercitare un’attività lavorativa, subordinata od autonoma.
La Corte, infine, conclude affermando il seguente principio di diritto: il rinnovo del titolo di soggiorno per motivi familiari in favore del cittadino extracomunitario coniuge di cittadino italiano è disciplinato dal D.Lgs n.30/2007, che non prevede il requisito della convivenza tra il cittadino italiano ed il richiedente (salve le conseguenze di un matrimonio fittizio) nè il requisito del pregresso regolare soggiorno del richiedente e, nel caso di decesso del coniuge cittadino italiano, è subordinato alla sussistenza dei requisiti di cui all’art.11, comma 2, D.lgs citt..
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