Source: http://docplayer.it/2316613-Giuseppe-benincasa-francesco-d-alessandro-simone-ceccarelli-grafica-e-impaginazione-andrea-lucania.html
Timestamp: 2017-08-23 14:11:09+00:00
Document Index: 56839977

Matched Legal Cases: ['art. 409', 'art. 409', 'art. 61', 'art. 7', 'art. 97', 'art. 35', 'art. 61', 'art. 37', 'art. 90', 'art. 409', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 62', 'art. 61', 'art. 63', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 12', 'art. 67']

Giuseppe Benincasa Francesco D Alessandro Simone Ceccarelli Grafica e impaginazione: Andrea Lucania - PDF
Giuseppe Benincasa Francesco D Alessandro Simone Ceccarelli Grafica e impaginazione: Andrea Lucania
Download "Giuseppe Benincasa Francesco D Alessandro Simone Ceccarelli Grafica e impaginazione: Andrea Lucania"
2 Guida aggiornata a marzo 2014 e realizzata a cura di: Giuseppe Benincasa Francesco D Alessandro Simone Ceccarelli Grafica e impaginazione: Andrea Lucania Si ringraziano: Maristella Deplano Valerio Zanellato (Inca Cgil nazionale), Tiziana Tramontano (Inca Cgil nazionale) Caterina Di Francesco (Inca Cgil nazionale) Alessandra Romano (SPI CGIL nazionale) NIdiL CGIL Sede Nazionale: Via Palestro, Roma - mail: tel. 06/ / / fax 06/
3 INDICE Parte Prima Tipologie di lavoro e norme La collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) La collaborazione coordinata e continuativa a progetto La mini co.co.co. (collaborazione coordinata e continuativa occasionale) Il lavoro autonomo occasionale La prestazione d opera in regime di partita Iva L associazione in partecipazione Il lavoro accessorio La certificazione dei contratti di lavoro I termini per contestare e impugnare i contratti precari Le norme per il contrasto alle dimissioni in bianco Parte Seconda Il regime fiscale infortunistico e previdenziale Il regime fiscale del lavoro parasubordinato L assicurazione Inail contro infortuni e malattie professionali Il regime previdenziale - Il fondo Inps Gestione separata Le prestazioni per gli iscritti al Fondo Inps: 1) La tutela della maternità 2) Trattamento economico per congedo parentale 3) L assegno al nucleo familiare 4) L indennità di malattia 5) L indennità una tantum per i collaboratori a progetto I contributi versati e la pensione Il riscatto dei contributi Il cumulo tra pensione e reddito da collaborazione coordinata e continuativa e a progetto ALLEGATI Parte Terza La Cgil Chi ti può aiutare in Cgil
4 PRESENTAZIONE A distanza di sei anni dall ultima edizione, torna la guida per i collaboratori e per le altre figure che afferiscono alla Gestione separata Inps. Da allora il quadro normativo è parzialmente mutato a seguito delle novità introdotte dalle legge 92/12 di riforma del mercato del lavoro e da altri interventi successivi seppure di portata più ridotta. Di queste modificazioni e di quelle non meno importanti relative all assetto del welfare per questi lavoratori si dà conto nella guida, realizzata nella collaborazione tra NIdiL, SPI e Patronato Inca. Si conferma anche con questa guida un impegno ad un comune lavoro su questi temi, fatto di informazione, tutela individuale e collettiva, rappresentanza. Un lavoro che dia corpo e gambe alla Confederalità come strumento e azione di un sindacato generale dei lavoratori e dei pensionati. La prima parte della guida contiene un analisi puntuale del nuovo assetto normativo relativo a queste figure che tiene conto dalle modifiche intervenute, la seconda propone un quadro dettagliato su fisco, previdenza e prestazioni sociali. Essa vuole essere uno strumento di lavoro snello ma completo che gli operatori sindacali possano utilizzare sia per l informazione e la tutela individuale sia per la rappresentanza e la tutela collettiva di questi lavoratori da realizzarsi in stretto raccordo con le categorie dei lavoratori attivi della Cgil. L obiettivo che, parimenti, ci siamo proposti è anche quello di produrre un libricino che nelle mani di un lavoratore risultasse più facilmente leggibile pur non potendo sempre semplificare temi molto complessi. 4 Una lettura d insieme della guida propone alcuni considerazioni: l obiettivo di riunificare il lavoro - posto dalla CGIL ormai da anni - rimane da conquistare; sopravvivono nel mercato del lavoro italiano ampie possibilità di uso im-
5 proprio di contratti atipici per eludere il lavoro dipendente, tali da oscurare quella ridotta fetta, pur esistente in questo mondo, di vera autonomia. L assenza, infatti, sia di un discrimine tra ciò che in generale - o in uno specifico contesto produttivo - può realizzarsi attraverso una prestazione di lavoro autonomo e ciò che non può e l assenza di una visione più ampia che consideri gli effetti di vero e proprio intrappolamento (quando non di ricatto) che molti lavoratori subiscono sia attraverso la continua reiterazione di contratti parasubordinati sia attraverso la dipendenza da commesse di un solo soggetto (pensiamo in particolare alle partite Iva monocommittenti), fanno sì che gli stessi interventi legislativi o amministrativi in materia risultino spesso incoerenti tra loro. Ciò anche quando si tenta di aumentare le tutele per queste figure di lavoratori. Prova ne sono da una parte l assimilazione dei collaboratori a progetto ai dipendenti per quanto riguarda la funzione di sostituto d imposta del committente senza che, contemporaneamente, si preveda, per esempio, l automatismo delle prestazioni previdenziali per il lavoratore in caso di mancato versamento, dall altra l estensione di talune tutele sociali, salvo poi escludere alcune figure o rendere praticamente inesigibile il diritto come nel caso dell una tantum co.pro. e della malattia domiciliare per le partite Iva. Partendo da questi presupposti, sono state svolte da NIdiL in questi anni nel raccordo con la Confederazione, l Inca e le categorie e in alcuni significativi casi unitariamente - iniziative, campagne e attività contrattuali volte a combattere gli abusi e ad includere questi lavoratori nel sistema contrattuale e di welfare; anche di questa attività si dà conto nella parte finale della guida. Nel momento in cui andiamo in stampa si discute di una prossima iniziativa del nuovo governo sul mercato del lavoro e sul welfare che riguarderebbe anche il variegato mondo oggetto della guida. Come sempre, la CGIL 5
6 valuterà il merito e si misurerà con rigore e correttezza, ma certo il suo giudizio dipenderà dal grado di inclusività della proposta, in particolare su due versanti: la riconduzione delle tipologie di finto lavoro autonomo al rapporto subordinato, con ciò ribadendo la centralità del lavoro subordinato a tempo indeterminato da raggiungersi con una drastica riduzione delle tipologie d impiego, e un sistema di ammortizzatori sociali pubblico e universale per tutti i lavoratori. Claudio Treves Segretario generale NIdiL CGIL Carla Cantone Segretaria generale SPI CGIL Morena Piccinini Presidente Patronato INCA CGIL 6
8 GUIDA NIdiL LAVORO PARASUBORDINATO PARTE PRIMA - TIPOLOGIE DI LAVORO E NORME LA COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA (CO.CO.CO.) La collaborazione coordinata e continuativa è definita in tanti modi: prestazione d opera, consulenza, contratto di diritto privato, lavoro parasubordinato, ecc. Una definizione delle collaborazioni coordinate e continuative si rinviene nell art. 409 del codice di procedura civile che ricomprende, fra le controversie individuali di lavoro, anche quelle che originano da rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato. La collaborazione è un rapporto di lavoro autonomo che presenta alcune caratteristiche (la continuità, il coordinamento e la collaborazione rispetto all attività del committente) analoghe a quelle del lavoro subordinato. La differenza con il lavoro autonomo è che il collaboratore agisce in assenza di rischio economico, senza mezzi organizzati d impresa. 8 La differenza con il lavoro subordinato consiste prevalentemente nell autonomia organizzativa del collaboratore e nella mancanza di esercizio del potere direttivo e disciplinare del committente. Invece, non è molto rilevante l eventuale rispetto di un orario di lavoro. In mancanza di una legislazione organica è stata la giurisprudenza a specificare I requisiti della collaborazione coordinata e continuativa, che si possono così riassumere: Autonomia: il collaboratore decide in autonomia i tempi e le modalità di esecuzione del lavoro; Coordinamento: nelle varie modalità della collaborazione, la parola coordinata indica la necessità di collegare funzionalmente l attività del lavoratore al ciclo
9 produttivo del committente. Il collaboratore, quindi, deve godere di autonomia organizzativa circa le modalità, il tempo e il luogo dell adempimento, ma l attività lavorativa deve comunque collegarsi funzionalmente e strutturalmente all organizzazione dell impresa; Continuità: la continuità indica una serie di prestazioni lavorative reiterate in misura apprezzabile nel tempo, frutto di un accordo tra le parti. Nella collaborazione coordinata e continuativa non è previsto un tempo minimo o massimo di durata del contratto che può anche essere rinnovato più volte. Personalità: la prestazione lavorativa è resa prevalentemente in via personale. Le norme di riferimento delle collaborazioni coordinate e continuative sono: gli articoli 2222 e successivi del codice civile, la legge di riforma previdenziale 335/95, l art. 409 del codice di procedura civile e, in materia fiscale, il Testo unico delle imposte dirette e legge 342/00 che interviene in materia di assimilazione fiscale ai redditi da lavoro dipendente. Pluri-committenza e mono-committenza Per mono-committenza si intende lo svolgimento di una collaborazione con un unico committente (datore di lavoro); per pluri-committenza lo svolgimento della collaborazione contemporaneamente con più committenti. La collaborazione coordinata e continuativa può prevedere un patto di esclusiva con il committente. Quando il patto di esclusiva manca, il collaboratore è libero di stipulare altri contratti di collaborazione con più committenti. Le collaborazioni coordinate e continuative dopo l entrata in vigore del d.lgs. 276/03 Le collaborazioni coordinate e continuative sono state sostituite dal lavoro a progetto con il d.lgs. 276/03. Tuttavia, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono ancora possibili per: i collaboratori delle pubbliche amministrazioni; i pensionati di vecchiaia; 9
10 GUIDA NIdiL LAVORO PARASUBORDINATO coloro che collaborano con società sportive e associazioni di promozione sportiva riconosciute dal Coni (Comitato olimpico nazionale). Per le collaborazioni coordinate e continuative (per le quali non si applica l art. 61 del d.lgs. 276/03), non è richiesta la forma scritta. 10 Le collaborazioni coordinate e continuative nelle pubbliche amministrazioni Gli incarichi di collaborazione nelle pubbliche amministrazioni sono disciplinati dal Testo unico sul pubblico impiego (art. 7, comma 6, d.lgs. 165/01). Le amministrazioni pubbliche, per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti: a)l oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall ordinamento all amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell amministrazione conferente; b) l amministrazione deve avere preliminarmente accertato l impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno; c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non è ammesso il rinnovo; l eventuale proroga dell incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell incarico; d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti di colla-
11 borazione di natura occasionale o coordinata e continuativa per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell arte, dello spettacolo, dei mestieri artigianali o dell attività informatica nonché a supporto dell attività didattica e di ricerca, per i servizi di orientamento, compreso il collocamento, e di certificazione dei contratti di lavoro. NOTA BENE È importante sapere che mentre nel settore privato la prova della subordinazione in un processo del lavoro può comportare l assunzione a tempo indeterminato, nel pubblico impiego in virtù dell art. 97 della Costituzione (che prevede il concorso come presupposto per l accesso ai ruoli della P.A.) non si instaura il rapporto di lavoro e si ha diritto al solo risarcimento economico del danno, cioè alle differenze retributive e contributive tra quanto il finto collaboratore ha percepito e quanto avrebbe dovuto percepire. ATTENZIONE: la legge di stabilità 2013, modificando l art. 35 del d.lgs. 165/01, ha previsto la possibilità che nei concorsi pubblici finalizzati alle assunzioni possa essere valorizzata, con apposito punteggio, l esperienza professionale dei lavoratori che, alla data di emanazione del bando, hanno maturato almeno tre anni di contratto di collaborazione coordinata e continuativa nell amministrazione che emana il bando di concorso. Le collaborazioni coordinate e continuative nello sport dilettantistico La mancanza di una disciplina legislativa organica nel settore dello sport dilettantistico (individuato spesso per esclusione rispetto allo sport professionistico e con indebite estensioni ai settori commerciali e ai pubblici esercizi) ha favorito il proliferare di situazioni ambigue e di un utilizzo distorto della normativa per eludere quanto previsto in materia di rapporti di lavoro. Una serie di norme si sono intrecciate sino a creare una particolare situazione di esclusione dai diritti per chi lavora in questo settore: l art. 61 d.lgs. 276/03 che lascia nel settore sportivo dilettantistico la possibilità di utilizzare co.co.co., esclu- 11
12 GUIDA NIdiL LAVORO PARASUBORDINATO dendo l uso dei contratti a progetto; l art. 37, comma 1, lett. d) della legge 342/00 che considera i rimborsi spese, i premi ed i compensi per attività sportivo dilettantistica fra i cosiddetti redditi diversi, quindi non assimilati ai redditi da lavoro dipendente ed esclusi dall imposizione fiscale (sino alla soglia di 7.500); L art. 90, comma 3, della legge 289/02 che ha fatto rientrare fra i redditi diversi (con conseguente agevolazione fiscale) anche i compensi percepiti da lavoratori dell area amministrativo-gestionale (attività di segreteria, raccolta iscrizioni, tenuta cassa, ecc.) impegnati con rapporti di co.co.co. di natura non professionale. L insieme di queste norme, nei termini sopra descritti, priva di diritti chi lavora nello sport, determinando il mancato assoggettamento dei compensi ad obbligo sia assicurativo presso l INAIL (nota Inail Ad/126/03), sia contributivo previdenziale presso l Enpals (Circolare Enpals 13/06) che per l Inps nella Gestione separata (circolare Inps 32/01): quindi niente pensione, né prestazioni di tutela quali malattia, maternità o infortunio. Unico obbligo previsto per le associazioni e società sportive è quello delle registrazione sul libro unico del lavoro e della comunicazione preventiva al Centro per l impiego (Interpello ministero del Lavoro 22/10). L azione contrattuale di NIdiL nello sport Il ricorso esasperato a forme di collaborazioni che mascherano lavoro subordinato, spesso attraverso interpretazioni distorte della legge, ha prodotto nel settore dello sport dilettantistico situazioni di precarietà strutturale e persistente. NIdiL CGIL ha stipulato alcuni accordi che hanno permesso la stabilizzazione dei rapporti di lavoro fintamente autonomi o svolti in monocommittenza e migliorato le condizioni di chi lavora con forme di collaborazione realmente autonome. 12
13 LA COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA A PROGETTO Il contratto di collaborazione a progetto è stato introdotto nel nostro ordinamento con il d.lgs. 276/03 al fine di sostituire nel settore privato la collaborazione coordinata e continuativa. Il contratto di lavoro a progetto è una forma di collaborazione coordinata e continuativa svolta in modo prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione per la realizzazione di uno o più progetti specifici determinati dal committente. Come anche nella co.co.co., anche nel lavoro a progetto il collaboratore agisce in assenza di rischio economico, senza mezzi organizzati d impresa e in funzione del risultato da raggiungere. Il collaboratore a progetto, però, per essere tale deve svolgere la sua attività in base al progetto assegnatogli dal committente, gestendo autonomamente la propria attività; il committente non deve esercitare su di lui potere direttivo o disciplinare (caratteristica questa del lavoro dipendente). Tuttavia, l attività del collaboratore è collegata funzionalmente al ciclo produttivo dell impresa, per cui il collaboratore deve coordinare la propria prestazione con le esigenze dell organizzazione aziendale del committente. Il coordinamento con l organizzazione del lavoro del committente va realizzato in funzione del risultato finale da raggiungere, ma indipendentemente dal tempo impiegato per l esecuzione dell attività lavorativa. Le principali norme di riferimento per il contratto a progetto sono: il d.lgs. 276/03 (articoli da 61 a 69) e l art. 409 del Titolo III del codice di procedura civile; la legge di riforma previdenziale 335/95 con le successive modifiche e, in materia fiscale, il Testo unico delle imposte dirette unitamente alla legge 342/00 che interviene in materia di assimilazione fiscale al lavoro dipendente. 13
14 GUIDA NIdiL LAVORO PARASUBORDINATO Il contratto a progetto dopo la legge 92/12 Il contratto di lavoro a progetto, sin dalla sua introduzione, ha creato molteplici controversie interpretative in merito al suo corretto utilizzo da parte delle imprese, che hanno invece molto spesso abusato di questa tipologia contrattuale in ragione del suo minor costo rispetto al lavoro dipendente. La riforma Fornero (legge 92/12) ha introdotto alcuni paletti utili a circoscrivere il lavoro a progetto entro limiti più definiti e rendere più difficili gli abusi da parte dei datori di lavoro 1. La riforma è intervenuta in particolare sulla definizione e sui requisiti che deve avere il progetto ai fini dell autenticità del rapporto di collaborazione (art. 61, comma 1, d.lgs. 276/03): Specificità del progetto: il progetto e il suo contenuto caratterizzante devono essere descritti in maniera specifica e puntuale e nel contratto di collaborazione. Progetto e risultato finale: il contratto a progetto deve avere un chiaro riferimento al risultato finale che il collaboratore deve conseguire, e al quale il progetto va collegato. Questo risultato, oltre a essere individuato nel testo del contratto, è parte integrante del progetto e deve poter essere riscontrato, verificabile, oggettivamente misurabile. Pertanto, non è consentito inserire nel contratto un generico riferimento al risultato da raggiungere. Eliminazione del concetto di programma di lavoro o fase di esso : in precedenza il rapporto di collaborazione poteva riguardare anche solo una fase di un attività, a cui non era direttamente riconducibile un risultato finale. Adesso invece il progetto deve essere riconducibile ad un risultato finale e non parziale. Progetto e oggetto sociale dell impresa: il progetto non può consistere in una mera riproposizione dell oggetto sociale del committente. Questo è un principio importante che aveva già sancito la giurisprudenza in 14 1 Le norme introdotte dalla riforma si applicano alle collaborazioni a progetto stipulate successivamente all entrata in vigore della legge (18 luglio 2012).
15 molte sentenze: i contratti a progetto per essere autentici non devono essere sottoscritti per lo svolgimento di attività coincidenti con l attività principale (core business) normalmente svolta dall impresa, ma devono essere caratterizzati da un autonomia di contenuti e obiettivi. Compiti meramente esecutivi e ripetitivi: il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi e ripetitivi che possono essere individuati dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) stipulati dai sindacati. La circolare n. 29/12 del ministero del Lavoro ha definito i compiti meramente esecutivi come quelli caratterizzati dalla mera attuazione di quanto impartito, anche di volta in volta, dal committente, senza alcun margine di autonomia anche operativa da parte del collaboratore ; i compiti ripetitivi come le attività elementari, tali da non richiedere, per loro stessa natura nonché per il contenuto delle mansioni nelle quali si articolano, specifiche indicazioni di carattere operativo fornite dal committente. La circolare ha indicato, a titolo esemplificativo e non esaustivo, sulla base della giurisprudenza intervenuta, le attività non inquadrabili nell ambito di un autentico rapporto di collaborazione a progetto, in quanto contraddistinte da esecutività e ripetitività: - addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici; - addetti alle agenzie ippiche; - addetti alle pulizie; - autisti e autotrasportatori; - baristi e camerieri; - commessi e addetti alle vendite; - custodi e portieri; - estetiste e parrucchieri; - facchini; - istruttori di autoscuola; - letturisti di contatori; 15
16 GUIDA NIdiL LAVORO PARASUBORDINATO - magazzinieri; - manutentori; - muratori e qualifiche operaie dell edilizia; - piloti e assistenti di volo; - prestatori di manodopera nel settore agricolo; - addetti alle attività di segreteria e terminalisti; - addetti alla somministrazione di cibi o bevande; - prestazioni rese nell ambito di call center per servizi cosiddetti inbound. Chi è escluso dal campo di applicazione della normativa sul lavoro a progetto Sono esclusi dal campo di applicazione delle norme sul lavoro a progetto: gli agenti e i rappresentanti di commercio per i quali resta in vigore la disciplina specifica; le professioni intellettuali per le quali è necessaria l iscrizione in appositi albi professionali esistenti al 24 ottobre ; le collaborazioni coordinate e continuative nelle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal Coni; i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni; i pensionati di vecchiaia; i collaboratori della Pubblica Amministrazione. Sono inoltre escluse dalla norme sul progetto le prestazioni occasionali (art. 61, comma 2, d.lgs. 276/03) che nello stesso anno solare e con lo stesso committente hanno una durata complessiva non superiore a 30 giorni, nell ambito 16 2 La legge di riforma del mercato del lavoro (legge n. 92/12, art. 1, comma 27) ha interpretato autenticamente la disposizione specificando che l esclusione dal campo di applicazione della disciplina sul lavoro a progetto riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l esercizio delle quali è necessaria l iscrizione in appositi albi professionali. L iscrizione del collaboratore all albo non basta dunque, da sola, ad escludere dall obbligo di applicazione del progetto, richiedendosi che l attività svolta per il committente sia proprio quella per la quale si deve iscrivere all albo professionale (ad esempio l attività giornalistica per chi è iscritto all albo dei giornalisti).
17 dei servizi di cura e assistenza alla persona non superiore a 240 ore, e che prevedono un compenso complessivo non superiore a ll lavoro a progetto nei call center outbound Il ministero del Lavoro è più volte intervenuto in passato al fine di individuare i criteri di utilizzo del contratto di collaborazione nel settore dei call center, distinguendo tra attività inbound, in cui il lavoratore riceve le chiamate dell utenza (che si realizzano attraverso il lavoro subordinato) e outbound, dove il collaboratore si rende attivo nel contattare per un arco di tempo predeterminato l utenza di un prodotto o servizio. L art. 61, comma 1, del d.lgs 276/03 (come modificato dalla legge 134/12) ha previsto una disciplina specifica per i contratti di collaborazione a progetto nelle attività di vendita diretta di beni e di servizi realizzate attraverso call center outbound. In particolare, la legge ammette la possibilità di ricorrere alle collaborazioni a progetto per queste specifiche attività purché alle collaborazioni si applichino i corrispettivi previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento. Il legislatore è intervenuto successivamente a specificare che per vendita diretta di beni e di servizi si deve intendere sia le attività di vendita diretta di beni, sia le attività di servizi (ad es. ricerche di mercato, recupero crediti, raccolta dati, ecc.) estendendo il campo di applicazione della disciplina specifica. NIdiL CGIL ha siglato nel mese di novembre 2013 un accordo per gli operatori telefonici outbound che effettuano attività di ricerche di mercato, per riconoscere l applicazione dei minimi contrattuali previsti dal CCNL Commercio, Turismo e Servizi, e per aprire percorsi di contrattazione aziendale per la verifica del corretto utilizzo del lavoro autonomo e per la sua trasformazione in lavoro dipendente, quando non ricorrano i requisiti di reale autonomia. 17
18 GUIDA NIdiL LAVORO PARASUBORDINATO La forma del contratto Il contratto a progetto deve essere stipulato in forma scritta (art. 62 d.lgs. 276/03) e deve contenere i seguenti elementi essenziali ai fini della validità del contratto: la durata, determinata o determinabile, della prestazione di lavoro; la descrizione del progetto, con l individuazione del suo contenuto caratterizzante e del risultato finale che si intende conseguire; il compenso e i criteri per la sua determinazione, nonché i tempi, le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese; le forme di coordinamento con il committente sull esecuzione, anche temporale, della prestazione lavorativa. Queste forme, in ogni caso, non possono essere tali da pregiudicare l autonomia del collaboratore nell esecuzione lavorativa; le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore. NOTA BENE La mancanza della forma scritta e della specificazione degli elementi sopra elencati comportano l esistenza di un rapporto di lavoro diverso da quello a progetto. 18 ATTENZIONE: il concetto di durata determinabile può prestarsi a un possibile uso discrezionale attraverso l inserimento di indicazioni generiche di termine che non mettano il collaboratore nelle condizioni di conoscere i limiti del compito assegnatogli (es. fino alla fine del progetto ). È utile invece che sia individuato un termine temporale definito, cioè una data, entro cui il progetto si realizza. Nell ambito della ricerca scientifica la durata determinata o determinabile è strettamente legata all oggetto della ricerca. Se questa viene ampliata o prorogata nel tempo, il progetto prosegue automaticamente, senza particolari formalità (art. 61, comma 2 - bis, d.lgs. 276/03).
19 Il compenso del collaboratore Il compenso corrisposto al collaboratore, secondo l art. 63 del d.lgs. 276/03, deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito. La contrattazione collettiva (interconfederale o nazionale, ovvero su delega anche a livello decentrato) è tenuta a fissare i compensi per ciascun settore di attività, articolandone la definizione con riguardo ai profili professionali tipici del settore e in ogni caso sulla base dei minimi salariali (i minimi tabellari, con esclusione delle altre voci retributive) per le mansioni comparabili svolte dai lavoratori dipendenti. Laddove non sia presente la contrattazione collettiva, il compenso non potrà comunque essere inferiore, a parità di estensione temporale dell attività oggetto della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi applicati nel settore per le figure professionali analoghe a quelle dei collaboratori a progetto. ATTENZIONE: Questa norma, introdotta dalla legge 92/12, è di notevole importanza in quanto riconosce ai collaboratori un parametro di riferimento per la determinazione del proprio compenso che non è più lasciato alla libera determinazione del datore di lavoro. Sono già stati sottoscritti da parte del sindacato alcuni accordi che hanno regolamentato i compensi dei collaboratori in alcuni specifici settori. È consigliabile rivolgersi ad una sede NIdiL per verificare se il compenso individuato nel proprio contratto è indicato in maniera giusta e se è conforme a quanto definito dalla contrattazione collettiva (o se assente al CCNL di settore). Pluricommittenza, dovere di riservatezza e di non concorrenza L art. 64 del d.lgs. 276/03, prevede che salvo diverso accordo tra le parti il collaboratore a progetto può svolgere la sua attività a favore di più committenti. Il collaboratore a progetto non deve svolgere attività in concorrenza con i committenti né, in ogni caso, diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi e all organizzazione di essi, né compiere, in qualsiasi modo, atti in pregiudizio dell attività dei committenti medesimi. 19
20 GUIDA NIdiL LAVORO PARASUBORDINATO NOTA BENE Il testo della legge non prevede un obbligo di compenso aggiuntivo nel caso in cui venga inserita nel contratto una clausola di esclusività, elemento che invece è opportuno che venga corrisposto. Invenzioni del collaboratore Il lavoratore a progetto ha diritto di essere riconosciuto autore dell invenzione fatta nello svolgimento del rapporto (art. 65 d.lgs. 276/03). I diritti e gli obblighi delle parti sono regolati dalle leggi speciali in materia, comprese le disposizioni relative alla tutela dell utilizzazione economica dell opera (art. 12 bis, legge 633/91). NOTA BENE Questa norma è utile nei settori della ricerca, delle tecnologie informatiche e delle sperimentazioni tecnologiche, in cui i collaboratori con medie-alte professionalità potrebbero averne diritto. Estinzione del contratto, recesso e preavviso La legge (art. 67, d.lgs. 276/03) prevede che i contratti a progetto si risolvano al momento della realizzazione del progetto che costituisce l oggetto del contratto. Generalmente il contratto di collaborazione si estingue alla data di scadenza individuata dalle parti nel contratto stesso. Le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa, cioè per una causa che non consenta una prosecuzione neppure provvisoria del rapporto. Il collaboratore può recedere anche prima della scadenza del termine dando un preavviso, purché questa possibilità sia stata prevista nel contratto individuale. Il committente invece può recedere prima della scadenza del termine, oltre che per giusta causa qualora siano emersi oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto. 20
GUIDA 2008 AI CONTRATTI DI COLLABORAZIONE PRESTAZIONE D OPERA CON P. IVA ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE
GUIDA 2008 AI CONTRATTI DI COLLABORAZIONE PRESTAZIONE D OPERA CON P. IVA ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE Guide Nidil Guida ai contratti di collaborazione, prestazione d opera con P. Iva, consulenza professionala,