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Timestamp: 2018-02-25 09:14:52+00:00
Document Index: 9379375

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 83', 'art.7', 'art.35', 'art. 13']

La definizione dell’invito a comparire in materia di imposte indirette diverse dall’IVA
In sede di conversione del D.L. n. 185 del 28 novembre <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />2008, in L. n. 2/2009, è stata prevista la possibilità – a far data dagli atti emessi dal 29 gennaio 2009 – di definire gli inviti a comparire in materia di imposte dirette ed Iva, con la riduzione delle sanzioni ad 1/8, a fronte dell’accettazione completa dei rilievi accertabili.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Analizziamo il nuovo istituto, avvalendoci delle indicazioni diramate dalle Entrate, con la circolare n. 4/E del 16 febbraio 2009 (1).
Il nuovo art. 11 del D.Lgs. n. 218/97 dispone che l’ufficio invia ai soggetti obbligati un invito a comparire, nel quale sono indicati:
c) le maggiori imposte, sanzioni e interessi dovuti in caso di definizione agevolata;
d) i motivi che hanno dato luogo alla determinazione delle maggiore imposte.
La finalità perseguita dal legislatore, come peraltro rilevato per gli inviti a comparire in materia di imposte dirette ed Iva, è quella di porre il contribuente in grado di avere piena contezza dei presupposti, in fatto e in diritto, su cui si fonda la possibile pretesa impositiva oggetto dell’invito a comparire.
Così precisato dalle Entrate nella circolare n. 4/2009 l’invito dovrà essere ritualmente notificato a mezzo raccomandata ai sensi dell’art. 14 della L. n. 890/1982, assicurandosi che l’invito sia recapitato almeno 45 gg. prima della data fissata per il contraddittorio.
Il contribuente non ha alcun obbligo di ottemperare all’invito dell’ufficio, potendo liberamente decidere di non aderire e presentarsi nel giorno fissato per avviare il contraddittorio.
Se non si presenta neanche al contraddittorio perde il diritto ad avvalersi delle disposizioni agevolative in materia di accertamento con adesione e, successivamente alla notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’ufficio, non potrà neanche presentare l’istanza prevista dall’art. 12 del D.Lgs. n. 218/1997.
Il contribuente, quindi, destinatario di un invito sui tali materie, può prestare adesione ai contenuti presenti nell’invito mediante comunicazione al competente ufficio e versamento delle somme dovute entro il 15° giorno antecedente la data fissata per la comparizione.
In caso di pagamento rateale, la comunicazione di adesione deve contenere l’indicazione del numero delle rate prescelte. Alla comunicazione, in ogni caso, deve essere unita la quietanza dell’avvenuto pagamento della prima o unica rata.
Il pagamento delle somme dovute indicate nell’invito deve essere effettuato con le modalità di cui all’art. 8, del D.Lgs. n. 218/97, senza prestazione delle garanzie ivi previste in caso di versamento rateale.
Tale norma non trova applicazione nei confronti degli inviti preceduti da processi verbali di constatazione definibili ai sensi dell’art. art. 5-bis del D.Lgs. n. 218/97 e ha vigore con riferimento agli inviti emessi dagli uffici a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 185/2008, cioè dal 29 gennaio 2009.
Oggetto dell’adesione
Come rilevato dalla nota d’Agenzia, l’oggetto dell’adesione deve riferirsi all’intero contenuto dell’atto, denuncia o dichiarazione, essendo preclusa qualsiasi ipotesi di definizione parziale riguardante singoli beni o diritti. Tuttavia, come precisato già nella circolare n. 235/E del 8 agosto 1997, se un atto contiene più disposizioni che non derivano necessariamente, per la loro intrinseca natura, le une dalle altre, ciascuna di esse, se soggetta ad autonoma imposizione forma oggetto di adesione come se fosse un atto distinto.
Per quanto attiene al profilo soggettivo, l’adesione all’invito al contraddittorio riguarda tutti i contribuenti e può essere effettuata anche da uno solo degli coobbligati solidali (in quest’ultimo caso si ha l’estinzione della pretesa tributaria nei confronti di tutti gli altri).
Modalità ed effetti della definizione
Circa le modalità dell’adesione ai contenuti dell’invito al contraddittorio, la circolare n. 4/2009 ha dettato delle precise regole.
L’adesione, da parte del contribuente, ai contenuti dell’invito a comparire è effettuata con comunicazione al competente Ufficio della Agenzia delle Entrate e con il versamento delle somme dovute, entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione.
La comunicazione dell’adesione deve essere effettuata secondo le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emanato in attuazione dell’art. 83, comma 18-quater, del decreto legge n. 112 del 2008.
La comunicazione dovrà pertanto avvenire utilizzando l’apposito modello, approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 settembre 2008, opportunamente adattato alle esigenze del nuovo istituto.
Il citato provvedimento direttoriale stabilisce che, ai fini della validità della comunicazione, è necessaria la sottoscrizione del contribuente o di chi legalmente lo rappresenta, restando quindi, a tal fine, esclusa la possibilità di rappresentanza mediante procuratore speciale, prevista dall’art.7, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 218/97.
Gli elementi da indicare nella comunicazione, sono quelli che consentono di individuare:
il soggetto che presenta la comunicazione;
l’atto d’invito al contraddittorio formulato dall’Ufficio per il quale si presta adesione;
il numero delle rate prescelte, in caso di opzione per il pagamento rateale.
Alla comunicazione deve essere, inoltre, allegata copia:
della quietanza dell’avvenuto pagamento dell’unica rata o della prima rata;
di un documento di identità o di riconoscimento ai sensi dell’art.35 del d.P.R. del 28 dicembre 2000, n. 445, in corso di validità.
La circolare n. 4/2009 ha fornito una importante precisazione.
A differenza di quanto previsto per l’adesione al p.v.c., che si perfeziona con la semplice comunicazione del contribuente, nella definizione dell’invito a comparire l’adempimento degli obblighi di versamento, sia pure limitati alla prima rata in caso di rateizzazione del debito, si pone, unitamente alla comunicazione del contribuente, come presupposto essenziale per la validità della definizione.
la comunicazione di adesione ai contenuti dell’invito al competente Ufficio, con modalità conformi alle previsioni del provvedimento direttoriale del 10 settembre 2008;
L’adesione, sotto il profilo sostanziale, deve riguardare il contenuto integrale dell’invito non essendo, infatti, consentita alcuna possibilità di adesione parziale al contenuto dello stesso.
Il rispetto del termine ha natura sostanziale e riguarda sia la presentazione della comunicazione che il versamento delle somme dovute.
Ai fini della relativa verifica, per le comunicazioni presentate a mezzo posta, farà fede la data del timbro dell’Ufficio postale accettante, mentre per i pagamenti effettuati varrà la data di versamento risultante dal modello unificato di pagamento.
Il mancato versamento delle somme oggetto del pagamento dilazionato integra la violazione prevista dall’art. 13 del D.Lgs. n. 471/97 (coerentemente con quanto a suo tempo già precisato dalla circolare n. 65/E del 28 giugno 2001, con riguardo alla analoga fattispecie dell’omesso versamento, successivo al perfezionamento dell’adesione, delle somme oggetto di pagamento rateizzato).
La nota delle Entrate ricorda che con la risoluzione n. 482/E del 29 dicembre 2008 sono stati istituiti i codici tributo per il versamento, tramite il modello F24, delle somme dovute a seguito dell’adesione ai contenuti degli inviti al contraddittorio, che possono essere versate anche mediante compensazione.
Operativamente, l’Ufficio competente, una volta verificato il perfezionamento dell’adesione (mediante il controllo della completezza e tempestività della comunicazione e dei pagamenti previsti) forma e conserva agli atti il fascicolo contenente copia dell’invito originariamente inviato recante in calce l’attestazione dell’intervenuta definizione dell’accertamento ai sensi e per gli effetti di cui al D.Lgs. n. 218/97, la comunicazione del contribuente e il modello F24 relativo al pagamento dell’unica o della prima rata. Copia dell’invito, integrato nei suddetti termini, è messa a disposizione per eventuali richieste del contribuente.
Esame dell’istituto
La disposizione oggi introdotta dal legislatore intende prevenire la lite, anticipandone già la composizione al 15° antecedente la data fissata per la comparizione, concedendo un ulteriore “sconto” sulle sanzioni (1/8 invece del preesistente ¼), in cambio della totale acquiescenza ai rilievi mossi.
La circolare ha ritenuto di puntualizzare che l’adesione, sotto il profilo sostanziale, deve riguardare il contenuto integrale dell’invito.
Non viene quindi richiamato quanto invece indicato nella circolare n. 55/2008 in materia di definizione dei pvc, che consente la possibilità di emendare il pvc da eventuali errori materiali e/o di calcolo.
I benefici della nuova forma di definizione si sostanziano nella riduzione delle sanzioni e nella possibilità di versare le somme dovute risultanti dall’atto di definizione “nei termini e con le modalità di cui all’articolo 8, senza prestazione delle garanzie ivi previste”.
In pratica, a differenza dell’adesione classica dove l’efficacia e la validità dell’atto di adesione rateizzato è legato al previo rilascio di idonea garanzia, in questo caso il contribuente deve versare, entro venti giorni dalla data di redazione dell’atto di adesione, solo l’importo della prima rata, restando ferma la spettanza dell’agevolazione sanzionatoria anche in caso di omesso pagamento delle somme dovute.
Il contribuente aderirà agli inviti a comparire per i rilievi in cui l’esistenza dell’obbligazione tributaria non potrà essere oggetto di contestazione da parte del contribuente. Diversamente, ricorrerà all’adesione classica.
L’allora circolare n. 235/1997 evidenziava che le fattispecie definibili sono tutte quelle per le quali è riconosciuto agli uffici il potere di accertamento e, pertanto, non solo per quelle di natura estimativa.
Una problematica frequente nell’ambito dell’Imposta di registro riguarda le aree edificabili, escluse dalla valutazione automatica basata sulla rendita catastale e, quindi, valutate secondo il valore venale in comune commercio, le cessioni di azienda e le cessioni di terreni e fabbricati per i quali il contribuente ha dichiarato un reddito inferiore a quello determinabile catastalmente.
E’ ovvio che in tutte queste ipotesi il contribuente metterà sul piatto della bilancio i vantaggi e gli svantaggi dei due diversi istituti, con o senza contraddittorio.
(1) Per il suo esame completo si rinvia a DE MARCHI: La definizione degli inviti a comparire testata dalle Entrate, febbraio 2009