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Timestamp: 2018-02-18 03:05:32+00:00
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"Il cittadino chiede, il Comune tace"
Il cittadino chiede, il Comune tace, il Giudice condanna il silenzio, la Corte dei Conti può sanzionare il dirigente o il funzionario dell?Amministrazione
La Legge del 7 agosto 1990 n. 241 (Norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) è stata modificata, nel tempo, da diversi provvedimenti. L’ultima modifica la si è avuta con la Legge del 4 aprile 2012 n. 35 (legge di conversione del Decreto Legge del 9 febbraio 2012 n.5). Ci limitiamo qui ad evidenziare solo le modifiche apportate all’art. 2 commi 8 e 9, in relazione ad una recente sentenza del TAR per la Lombardia (Tribunale Amministrativo Regionale - sede di Milano – sezione terza – sentenza n. 1876 del 3 dicembre 2012) che ha dichiarato illegittimo il comportamento del Comune di Milano che non ha risposto – nei tempi previsti e dovuti - all’istanza di compartecipazione al costo della retta presentata da un cittadino.
Al di là del caso in questione e dell’esiguità della condanna che il TAR ha stabilito ai danni del Comune di Milano (250 Euro di ammenda), è utile mettere in evidenza la norma per la quale i Giudici hanno condannato il silenzio dell’Amministrazione Comunale.
La norma prevede infatti che “la tutela in materia di silenzio dell’amministrazione è disciplinata dal codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010 n.104. Le sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio inadempimento dell’amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei Conti” (art. 2 comma 8 L.241/1990 e successive modifiche e integrazioni).
Al comma successivo inoltre si stabilisce che “la mancata o tardiva emenazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della perfomance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente o del funzionario inadempiente”.
E’ da notare che rispetto al testo precedentemente in vigore la Legge vigente ha rafforzato la procedura di verifica circa l’operato dell’Amministrazione (comma 8). Avere stabilito stabilendo l’invio automatico della sentenza in giudicato alla Corte dei Conti, significa che l’organismo di controllo sulle attività della Pubblica Amministrazione (con particolare riguardo agli aspetti finanziari e della spesa) potrà accertare se il comportamento dell’Amministrazione abbia creato un danno non solo nei confronti del cittadino, ma anche della stessa Amministrazione (per esempio i costi sostenuti dall’Amministrazione per effetto dei ricorsi presentati dai cittadini).
Ancora più significative le novità introdotte dalla Legge vigente, rispetto alla norma precedente, nei confronti del dirigente (o del funzionario) del’Amministrazione che ha colpevolmente mancato di rispondere alle istanze ricevute. In modo molto esplicito infatti la nuova disposizione non solo dispone che il silenzio immotivato sia oggetto di censura e nota negativa ai fini della valutazione della perfomance (ricordiamo che la valutazione della perfomance è direttamente collegata all’erogazione di compensi e/o premi monetari che l’Amministrazione può decidere di concedere al dirigente e/o al funzionario meritevole), ma può essere motivo di provvedimento disciplinare oltre che di provvedimento di natura amministrativo-contabile (detto in altre parole, il comportamento colpevole potrebbe comportare sanzioni di natura economica per risarcire il danno subito dall’Amministrazione).
La norma qui sinteticamente e sbrigativamente ricordata potrebbe incidere positivamente in tutti quei casi in cui l’Amministrazione (per esempio un Comune) adotta il silenzio come risposta alle istanze dei cittadini. Rimanendo nell’ambito della compartecipazione al costo il silenzio con cui i Comuni “rispondono” alle istanze dei cittadini è frequentissimo, e per periodi, in alcuni casi, lunghissimi, e quindi ben oltre i 30 giorni (di norma) entro i quali l’Amministrazione deve concludere il suo procedimento. La materia è in realtà molto più complessa e articolata di quanto qui esposto. Ci pareva però importante segnalare le novità introdotte dalla nuova Legge e, soprattutto, cogliere il significato positivo di una sentenza che ci auguriamo possa fare riflettere quei dirigenti o quei funzionari che, spesso senza motivo, lasciano trascorre tempi lunghi prima di rispondere, come sarebbe proprio dovere, alle istanze dei cittadini.
Pubblicato in data 21-12-2012