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Timestamp: 2019-06-16 01:49:17+00:00
Document Index: 118195250

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art.38', 'art. 41', 'art. 13', 'art. 10']

Ordini Cavallereschi Crucesignati: Ordini cavallereschi
Conversazione Circolo Unificato Esercito
Relatori: Ugo Patroni Griffi di Faivano (Delegato di Puglia e Basilicata) e Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Pietro Vitale (Cavaliere d’Ufficio) e Tenente Commissario Corpo Militare del Sovrano Militare Ordine di Malta
L’Ordine Costantiniano di San Giorgio e gli altri ordini cavallereschi di assistenza e beneficenza riconosciuti in Italia.
Divisioni: 1) Ordini militari regolari, aspetto militare e religioso, risalgono all’epoca delle crociate 2) Cavalleria onoraria.
Gradi: balì, Commendatore.
Dei grandi Ordini cavallereschi sopravvivono oggi: 1) Ordine di Malta; 2) Santo Sepolcro, però riconosciuto solo nel 1868; 3) Ordine Teutonico, divenuto monastico; 4) Ordini Spagnoli di alcantara, Calatrava, Santiago e Montesa oramai trasformati in associazioni degli eredi degli insigniti; 5) Ordine di Santo Stefano Papa e Martire 6) Santi Maurizio e Lazzaro 7) Ordine Costantiniano.
Dal punto di vista giuridico la materia è regolata dalla legge 178/1951, il cui art. 7-nella parte in cui vieta l’utilizzo d'onorificenze senza previa autorizzazione governativa-distingue gli ordini non statali (sono statali l’Ordine al Merito della Repubblica, l’Ordine al Merito del Lavoro, la Stella al Merito del Lavoro l’Ordine Militare d’Italia L’Ordine Militare di Vittorio Veneto e la Stella della Solidarietà Italiana) in ordini “non nazionali” e ordini conferiti da stati esteri (diffusi in Italia son ad esempio quelli di San Marino di S. Agata e Civile e Militare di San Marino). Il successivo art. 8 vieta-e sanziona penalmente-il conferimento di onorificenze da parte di “enti, associazioni o privati”. Altra disposizione che si deve tenere in rilievo è quella dell’articolo XIV delle disp. Transitorie della costituzione che stabilisce che l’Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero. Pertanto, non può essere utilizzato in Italia (con art. 9 uno 178/1951). Particolari disposizioni valgono per ordini pontifici c.d. di “collazione diretta” (Ordine del Cristo, Ordine dello Speronò d’Oro, San Silvestro, Piano, San Gregorio Magno) e l’Ordine del Santo Sepolcro, di collazione c. d. “indiretta” (regolati dal concordato), e l’Ordine di Malta (1. 178/1951), il solo per cui non è necessaria alcun' autorizzazione ministeriale.
Gli Ordini “non nazionali” sono, per comune interpretazione, gli ordini dinastici o familiari. Gli ordini dinastici sono quelli che appartengono al patrimonio araldico di una famiglia sovrana o ex sovrana. Ad esempio fanno parte di un patrimonio araldico della Savoia oltre al già citato Ordine Mauriziano, l’Ordine Civile di Savoia, l’Ordine della Corona d’Italia e, naturalmente, l’Ordine della SS. Annunziata. Mentre fanno parte del patrimonio araldico dell'Asburgo Lorena il citato ordine di S. Stefano e quello di S. Giuseppe. Ai Bordone Due Sicilie si ricollegano invece oltre all’Ordine Costantiniano di San Giorgio, quello di S. Gennaro, di San Giorgio della Riunione, di San Ferdinando e di Francesco I.
Altre distinzioni sono di Ordine Nobilitante (es. Ordine Piano), Ordine Nobiliare, Ordine Estinto, Ordine Sovrano (esiste solo l’Ordine di Malta), e Ordine semi Indipendente ( es. Santo Sepolcro o gli ordini spagnoli innanzi citati), Ordine Religioso e Ordine Assistenziale e di Beneficenza.
Gli unici Ordini di assistenza e beneficenza operanti in Italia sono l’ordine Costantiniano e l’Ordine di Malta, che possiede pure altre affinità.
L’Ordine Costantiniano:
Tra le antiche e celebri milizie cavalleresche un posto di rilievo spetta senz’altro al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Una remota leggenda n'attribuisce la istituzione all’Imperatore Costantino il Grande, dopo l’apparizione della Croce (“In hoc Siglo vincesi”), e la vittoriosa battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio (312 d.C.).
Ma, aldilà della pia tradizione, la fondazione dell’Ordine va fatta risalire, secondi alcuni storici, all’Imperatore d’Oriente Isacco IV Angelo Flavio Comneno, che nel 1190 volle avere anch’egli un Ordine, emulo delle milizie religiose sorte con le Crociate. Sottoposto alla regola di San Basilio, denominato costantiniano per affermare la pretensione dei Comneni di discendere da Costantino il Grande, l’Ordine fu posto sotto il titolo di San Giorgio, il soldato martire della Cappadocia, protettore della cavalleria.
Si vuole che il primo Gran Maestro fosse Alessio Comneno, primogenito di Isacco, e che i primi cavalieri, decorati con la croce purpurea sormontata dal monogramma Costantiniano, e dalle iniziali del motto (I.H.S.: In hoc Siglo vincesi) fossero: Federico I Barbarossa, Imperatore di Germania; Enrico VI, suo figlio; Filippo II Re di Francia; Riccardo I Cuor di Leone, Re d’Inghilterra; Guglielmo II, Re di Sicilia; Casimiro, Re di Polonia; Alfonso II, Re d’Aragona; Sancito VI, Re di Navarra; Obizzo, Marchese d’Est; Alfonso IX, Re di Pastiglia; Ottone, Duca di Borgogna; Filippo, Conte di Fiandra. I primi secoli di vita dell’Ordine sono avvolti nel mistero; dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1453, il ramo dei Comneno che ricopriva la Gran Maestranza dell’Ordine, cioè quello dei Principi di Tessaglia e Duchi di Drivasto e Durazzo, e poi in Venezia, continuando ad esercitare il governo della milizia Costantiniano. Nel 1522 risalgono i primi Statuti documentati storicamente. Nel 1551 il Papa Giulòio III, con bolla Quo Alias, riconobbe canonicamente l’Ordine, confermando l’esercizio del Gran Magistero da parte dei Principi di Tessaglia. Nel 1576 l’Ordine ottenne dalla Congregazione del Concilio il carattere religioso, grazie al quale i cavalieri Professi potevano usufruire dei benefici ecclesiastici e laici; questo privilegio durò sino 1851.
Nel 1623, per difficoltà economiche, l’Ordine fu venduto al Principe d'Avellino, Don Marino Caracciolo; a questo passaggio diede la sua approvazione Papa Urbano VIII, con bolla del 14/agosto 1623, che confermava il carattere dinastico e famigliare del sodalizio. Morto il Caracciolo, nel 1630, il suo successore rinunciò al Gran Magistero, che tornò ai Comneno.
L’ultimo di questa famiglia, alla fine del ‘600, era Giovanni Andrea Angelo Flavio, Duca di Tessaglia e Principe di Macedonia; rimasto senza eredi, in tarda età, per evitare che si estinguesse l’antica istituzione cavalleresca, ne trasferì il Gran Magistero al Duca di Parma, Piacenza e Castro Francesco Arnese, che intendeva così accrescere il prestigio del suo trono. L’atto di cessione fu firmato a Venezia, il 27 luglio 1697; L’Imperatore Leopoldo I approvò tale trasferimento con decreto del 5 agosto 1699, ed altra conferma giunse dalla bolla “Sincerae Fidei” di Papa Innocenzo XII (il pugliese Antonio Pignatelli di Spinazzola), del 24 ottobre dello stesso anno. Va notato che la Casa Arnese, che esercitava la sovranità, avrebbe potuto portare l’Ordine nella sfera del diritto pubblico, anche senza l’intervento di Innocenzo e di Leopoldo; ma le ratifiche apostolica ed imperiale servirono a sottolineare il carattere religioso della milizia, e a darle in nuovo crisma di pubblicità. Con grande solennità il Duca Francesco I, nel 700, ricevette l’investitura della suprema dignità dell’Ordine nella chiesa di San Marco della Steccata, a Parma, ove fu stabilita la sede conventuale Costantiniano. Gli statuti furono riformati per adattarli ai tempi, e approvati dalla Santa Sede nel 1706. L’Ordine conservò il duplice carattere, religioso e militare; questa sua seconda natura fu evidenziata dalla partecipazione di un Reggimento Equestre Costantiniano di San Giorgio, comandato da Ufficiali tutti Cavalieri dell’Ordine alla guerra in Dalmazia contro i Turchi, dal 1716 al 1719. Il Papa XI, grato per questa partecipazione di truppe Costantiniano ad una guerra tanto utile all’Europa cristiana, con la bolla “Militantis Ecclesiae” del 26 giugno 1718 confermò nel Duca Francesco I e nei suoi discendenti il Gran Magistero, confermando del pari tutti gli antichi privilegi, e accordandone di nuovi. Al Duca Francesco, morto nel 1727, successe il fratello Antonio, che venne a mancare, senza figli, nel 1731,. Il nuovo Duca di Parma, Piacenza e Castro divenne allora Carlo di Bordone, figlio di Elisabetta Farnese, sorella del Duca Antonio, e di Filippo V, Re di Spagna (nipote di Re Sole). Carlo subentrato agli avi materni, assunse così il Gran Magistero Costantiniano. L’Italia era allora, con la Polonia, teatro d’azione per la guerra di successione Polacca; Filippo di Spagna, con la Francia, appoggiava uno dei due pretendenti al trono (elettivo) di Polonia, il Principe Stanislao Leszczjnscki, contro il Principe Federico III, figlio del defunto sovrano, sostenuto da Russia e Austria. Re Filippo aveva basato il suo coinvolgimento bellico sulla promessa di affidare, in caso di vittoria, il trono di Napoli al figlio Carlo, già regnante a Parma. E Carlo infatti marciò in armi lungo il Regno Napoli, di cui si impadronì dopo la vittoria sugli Austriaci a Bitonto, nel 1734. Il Regno così tornò alla indipendenza, dopo secoli di viceregno. Il Re Carlo portò con se nella capitale partenopea l’Ordine Costantiniano, unendolo da allora al trono meridionale. Questo trasferimento del Gran Magistero fu confermato da Clemente XII, con bolla del 12 maggio 1738. Quando Re Carlo, nel 1759, lasciò Napoli per sedere sul trono di Spagna (dove diverrà Carlo III), dispose che l’Ordine Costantiniano di San Giorgio restasse in patrimonio al figlio Ferdinando IV (I° dalla restaurazione in poi), e quindi ai suoi successori nella corona delle Due Sicilie. Dopo Ferdinando I, Regnante dal 1759 al 1825, furono Gran Maestri i Re Francesco I (1825-1830), IL Re Ferdinando II (1830-1859), IL Re Francesco II (detronizzato dal 1861, ma conservò GLI Ordini dinastici, che conferì sino alla sua morte, 1894), il Principe Alfonso, Conte di Caserta (1894-1934), fratello dell’ultimo sovrano, ed i suoi figli il Principe Ferdinando Pio, Duca di Calabria (1934-1960), ed il Principe Ranieri, Duca di Castro. Quest’ultimo, morto nel 1973, gia ne 1966 rinunciò al Gran Magistero in favore del figlio, S.A.R. il Principe Don Pedinando di Bordone, Duca di Castro, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, attuale Gran Maestro. La seconda carica dell’Ordine quella di Gran Prefetto, è ricoperta dal Principe Ereditario delle Due Sicilie, S.A.R. Don Carlo di Bordone, Duca di Calabria.
L a Grn Cancelleria dell’Ordine ha la sede storica in Napoli, e gli uffici operativi in Roma. La Chiesa Magistrale è storicamente quella di Sant’Antonio Abate, a Napoli, che Benedetto XV restituì all’Ordine con Breve del 13 dicembre 1916, dopo le confische del 1860. Per l’alto costo dei restauri il tempio non fu però utilizzato, e dal 1918 sede provvisoria dell’Ordine è la Chiesa di Santa Maria a Cappella delle Procelle, il cui uso temporaneo è graziosamente concesso dalla casata titolare del giuspatronato familiare, i Tomacelli Filomarino principi di Boiano (eredi dei beni e dei titoli di una grande famiglia feudale pugliese estinta, gli Acquaviva d’Aragona duchi di Nardò e di Noci, conti di Conversano e Castellana). In Roma le funzioni religiose dell’Ordine sono officiate nella Basilica di San Giorgio al Velabro, e nella Chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani, di Patronato della Real Casa delle Due Sicilie, che ospitò le salme degli ultimi monarchi Francesco II e Maria Sofia dal 1934 al 1984, quando furono traslate nella cappella Bordone nella Basilica di Santa Chiara in Napoli. Anche a Bari l’Ordine dispone di una Cappella, messa a disposizione dal Delegato Patroni Griffi di Faivano.
L’Ordine Costantiniano è riconosciuto ufficialmente dalla Repubblica Italiana, ed è l’unico Ordine dinastico di cui l’uso delle insegne sia autorizzato espressamente dallo Stato Italiano, sin dal 1963; anche i militari possono fregiarsene sulla divisa. L’Associazione Nazionale dei Cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è eretta in Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica, sin dal 1973. L’Ordine è altresì iscritto alla Cancelleria del Tribunale di Napoli, nel registro delle persone giuridiche. La difesa della Religione Cattolica e della Chiesa sono sempre i principali doveri dei Cavalieri Costantiniano. Nel secolo XX pur essendo stato privato dei suoi beni dopo l’unità d’Italia, l’Ordine si è dedicato profusamente alla beneficenza ed all’assistenza ospedaliera, che hanno affiancato le consuete attività religiose. L’Ordine, fedele ai suoi fini assistenziali, che ormai ne costituiscono l’essenza, si è distinto durante le guerre mondiali 1915-1918 e 1940-45, soccorrendo i soldati feriti, gli ammalati, i prigionieri, reduci; ha prestato la sua opera generosa e discreta in occasione di tutti i terremoti e le calamità naturali che hanno afflitto l’Italia (inondazioni nel Polesine e nella Venezia Euganea, terremoto nella Valle del Belice, terremoto del Friuli del 1976, terremoto dell’Irpinia del 1980, terremoto dell’Umbria e delle Marche del 1997, alluvione di Sarno del 1998, ecc) operando però anche all’estero (nel 1999 a favore dei terremotati della Colombia, e dei bambini profughi del Kosovo).
Ha inoltre effettuato numerosissime donazioni, spesso cospicue, a favore di enti religiosi, istituti di ricerca medica, chiese, conventi, associazioni benefiche, ospedali, ospizi, orfanotrofi, centri di accoglienza, cercando sempre di alleviare i mali dell’umanità sofferente e bisognosa, nel segno della Croce di Cristo. Grandi manifestazioni mondani luoghi storici che hanno un significato particolare per la Dinastia Borbonica: il Palazzo Farnase in Roma, il Palazzo Reale di Napoli, il Palazzo Reale di Caserta. Questa costante opera benefica va ulteriormente allargandosi a livello internazionale, con l’attività sempre più intensa delle Delegazioni, secondo le direttive del Gran Magistero. Da sempre gli appartenenti all’Ordine, divisi nelle categorie di Giustizie, Grazia (riservate alla nobiltà), Merito e Ufficio, sono stati estremamente selezionati. Tra i sui Cavalieri ha potuto annoverare Pontefici (in questo secolo Pio XII), Imperatori, Re, Cardinali, Principi di Sangue ecc. Attualmente l’Ordine Costantiniano conta tra i suoi membri Principi e Principesse delle Case Reali o Imperiali d’Austria-Ungheria, Baviera, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Toscana, Wurttemberg; oltre trenta Cardinali di Santa Romana Chiesa; il Gran Maestro e tutte le cariche del Sovrano Militare Ordine di Malta; l’ex Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga; il Ministro degli Affari Esteri Lamberto Dini; il Presidente del Consiglio di Stato, vari Presidenti di Sezione e Consiglieri di Stato, ed alti Magistrati; numerosi Ambasciatori italiani ed esteri; vari Parlamentari; una quarantina tra Arcivescovi e Vescovi; i massimi gradi dell’Arma dei Carabinieri, Generali Ammiragli ed alti Ufficiali delle Forze Armate, Prefetti, docenti universitari e studiosi; e molti tra i più bei nomi dell’aristocrazia italiana ed europea. La Real Casa Magistrale intrattiene ottimi rapporti con le autorità della Repubblica; tra l’altro S.A.R. il Duca di Calabria è stato insignito motu proprio dal Presidente Scalfaro della Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel 1996.
IL SOVRANO MILITARE ORDINE DI MALTA:
L’Ordine di San Giovanni fu istituito prima della conquista di Gerusalemme (1099) da parte degli eserciti della prima Crociata come comunità monastica dedicata a San Giovanni Battista, che amministrava un ospizio o infermeria per l’assistenza ai pellegrini in Terrasanta.
In un primo tempo legata spiritualmente ai Benedettini, la comunità divenne in seguito, sotto il Beato Gerardo, autonoma. Con la Bolla del 15 febbraio 1113 indirizzata a Gerardo, il Papa Pasquale II approvò la fondazione dell’Ospedale di San Giovanni, lo pose sotto la tutela della Santa Sede e gli assicurò di eleggere liberamente i suoi capi, i successori di Gerardo, senza interferenze di altre autorità religiose o laiche. In virtù di tale Bolla e di altri successivi atti papali, l’Ospedale divenne Ordine esente della Chiesa.
La situazione politica seguita dalla costituzione, ad opera dei Crociati, del Regno Unito di Gerusalemme costrinse l’Ordine sotto il suo secondo Superiore Frà Raymond du Puy (che fu il primo a denominarsi Maestro) ad assumere la difesa militare dei malati, dei pellegrini e dei territori cristiani sottratti dai Crociati ai Musulmani. Fu così che l’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni assunse carattere di Ordine di cavalleria: i Cavalieri erano anche religiosi legati dai tre voti monastici di Povertà, Castità e di Obbedienza. Sicchè l’Ordine divenne persona mixta, insieme religioso e militare.
A Frà Raymond du Puy si deve la prima regola nota e l’adozione della croce ottagona ancor oggi simbolo giovannita (Croce di Malta).
Pur prodigandosi nel vasto campo dell’attività ospedaliera (l’obsequium pauperum) il servizio dei poveri una delle due finalità, l’Ordine perseguì efficacemente nell’altro e cioè la difesa della Cristianità (la tuitio fidei). Ciononostante, nel 1291 San Giovanni d’Acri, ultimo baluardo cristiano in Terrasanta, fu perduto, e l’Ordine si stabilì in Cipro.
Dal 1308 al 1522 l’Ordine dominò poì sull’isola di Rodi e, dal 1530 al 1798 sull’arcipelago maltese. Fin dagli inizi l’indipendenza dagli altri Stati, in virtù di atti pontifici, unitamente al diritto, universalmente riconosciuto, di mantenere e di impiegare forze armate, costituirono la base della sovranità internazionale dell’Ordine.
L’Ordine era governato dal Gran Maestro e dal Consiglio, batteva moneta e intratteneva rapporti diplomatici con gli altri Stati. Il Gran Maestro era Principe di Rodi, e in seguito Principe di Malta.
Nel 1607 e di nuovo nel 1620, alla dignità di Gran Maestro fu aggiunto il titolo di Principe del Sacro Romano Impero e nel 1630 rango equivalente alla dignità di Cardinale della Santa Romana Chiesa, con l’appellativo di Eminenza.
Perduta Malta a seguito delle conquiste napoleoniche, dopo aver risieduto temporaneamente a Messina, a Catania e a Ferrara, L’Ordine si stabilì a Roma dove possiede, garantiti da extraterritorialità, il Palazzo di Malta, via Condotti, 68 e Villa sull’Aventino.
Dopo il 1805 l’Ordine è stato governato dai Luogotenenti, ma nel 1879 il Papa Leone XIII ristabilì la dignità di Gran Maestro e gli annessi onori Cardinalizi, mentre l’art.38, del R.D. del 1941 n.651 gli ha riconosciuto il titolo di “Altezza Eminentissima”.
L’originaria finalità dell’assistenza Ospedaliera è divenuta la finalità principale dell’Ordine. Le attività ospedaliere e caritative, svolte su larga scala durante la prima Guerra Mondiale, sono state estese, durante la seconda Guerra Mondiale, sotto il Gran Maestro Frà Ludovico Chigi della Rovere Albani. E sono state ancora più intensificate sotto il gran Maestro Frà Angelo de Modana di Cologna (1962-1988) il cui successore è l’attuale Principe e Gran Maestro, Frà Andrew Bertie.
L’Ordine non ha mai cessato di essere riconosciuto dalla comunità delle nazioni quale Ente sovrano e indipendente. Attualmente l’ordine intrattiene rapporti diplomatici a livello di ambasciate con 83 Stati, compresa la Repubblica Italiana.
L’Ordine ha inoltre rapporti ufficiali, a livello di Ambasciatore, con la Federazione Russa, ed è accreditato anche da Rappresentanti o Delegati in Belgio, Francia, Lussemburgo, Principato di Monaco, Germania, Svizzera e presso il Consiglio d’Europa e la Commissione dell’Unione Europea. Dal 1994 è stato ammesso come osservatore permanente presso le Nazioni Unite e come tale mantiene Delegazioni Permanenti presso le Organizzazioni Internazionali a New York, a Ginevra, a Parigi, a Roma e a Vienna.
L’ordine, quale Ente sovrano, è portatore di un proprio ordinamento giuridico originario, detto ordinamento melitense, che si esprime nelle consueta articolazione dei tre poteri.
Quello legislativo appartiene al Capitolo Generale, cui spetta tra l’altro il potere di emendare la Carta costituzionale e il Codice melitense, che costituiscono le leggi fondamentali dell’Ordine.
Il potere esecutivo appartiene al Sovrano Consiglio, presieduto dal Gran Maestro e formato da cavalieri eletti dal Capitolo Generale. Esso è l’organo di governo e può anche legiferare nelle materie non disciplinate dalla Carta costituzionale e dal Codice. Il Sovrano Consiglio erige gli enti pubblici melitensi, che perseguono i fini istituzionali dell’Ordine, approvandone gli Statuti. Il potere giurisdizionale è esercitato dai Tribunali di prima istanza e di appello, formati da giudici nominati dal Sovrano Consiglio tra i membri dell’Ordine esperti di diritto.
NOTIZIE STORICHE SU SAN GIORGIO IN OCCASIONE DEI MILLESETTECENTO ANNI DAL MARTIRIO:
Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio celebra quest’anno, secondo il calendario liturgico della Chiesa Cattolica, i millesettecento anni dal martirio del suo Santo Patrono.
Il martirio avviene sotto Daciano Imperatore dei Persiani (che però in molte recensioni è sostituito con Diocleziano, Imperatore dei Romani) il quale convoca settantadue re per decidere le misure da prendere contro i cristiani. Giorgio di Cappadocia, ufficiale delle milizie, distribuisce i beni ai poveri e, davanti alla corte, si confessa cristiano; all’invito dell’Imperatore di sacrificare agli dei si rifiuta ed iniziano le numerose e spettacolari scene di martirio.
Circa l’anno del martirio, seguendo il Chronicon alexandrinum seu paschale (PG, XCVI, col. 680), esso è fissato all’anno 284, altri lo individuano tra il 249 e il 251; altri ancora, interpretando come Diocleziano il nome di Daciano, lo pongono al 303. Il nome tra il IV e V secolo si diffuse in Oriente, tanto che fu poi portato da tanti sovrani in Georgia. L’attribuzione, pertanto, del martirio di Giorgio al tempo di Diocleziano sembra la più probabile.
Per quanto riguarda il Culto, forse nessun Santo ha riscosso tanta venerazione popolare quanto San Giorgio e a testimonianza di ciò le innumerevoli Chiese dedicate al suo nome.
Dal IV sec. si ha notizia certa di Monasteri e Chiese in Gerusalemme, Gerico, Zorava nella Traconitide, a Beirut, in Egitto, in Etiopia, Georgia. Anche in Italia il culto a San Giorgio fu assai diffuso. A Roma Belisario (ca. 527) affidò la protezione del Santo la porta di San Sebastiano, e ai due Santi insieme è dedicata la Basilica del Velabro, dove annualmente i Cavalieri e le Dame dell’Ordine Costantiniano ne celebrano la memoria. La reliquia del cranio, ritrovata da Papa Zaccaria nel Patriarchio Lateranense, è conservato sotto l’Altare Maggiore di detta Basilica.
I Paesi che hanno il Santo Martire come Patrono sono innumerevoli: prime fra tutte le città marinare di Genova, e Venezia, dalle quali con i Crociati partivano i commerci con l’Oriente. Tra i molti ordini religiosi e cavallereschi, oltre i Benedettini a lui devoti, ricordiamo l’Ordine Teutonico, l’Ordine della Giarrettiera, e il nostro Sacro Militare Ordine Costantiniano
L’A.C.I.M.O.M. (ASSOCIAZIONE DEI CAVALIERI ITALIANI SOVRANO MILITARE ORDINE DI MALTA), che gestisce l’Ospedale di S. Giovanni Battista in Roma, uno dei più moderni presidi ospedalieri per la riabilitazione motoria, è appunto un ente pubblico melitense, a cui fanno capo gli Enti melitensi perfettamente integrati con lo Stato Italiano in base a specifiche convenzioni e leggi di recepimento.
L’A.C.I.S.M.O.M. ha istituito in Italia, alla fine del II Conflitto Mondiale, il primo CENTRO ANTIDIABETE, allo scopo di assistere e curare, con la distribuzione dell’insulina fornita dalle Autorità Alleate, i Pazienti affetti da Diabete. Con il diffondersi della malattia L’A.C.I.S.M.O.M. si è fatto carico di proseguire l’assistenza al Diabetico, istituendo altri CAD. Attualmente sono in attività 8 CAD di cui uno anche POLIAMBULATORIO della Regione Lazio, 1 CAD nella regione Lombardia, 1 CAD e 2 POLIAMBULATORI nella Regione Campania, 1 CAD nella Regione PUGLIA. Queste strutture sono preposte alla prevenzione, diagnosi e cura del Diabete Mellito e sue complicanze, collaborando in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.), seguendo un numero complessivo di oltre 35.000 soggetti, controllando tutti gli aspetti della della malattia in campo METABOLICO, CARDIOANGIOLOGICO, NEUROLOGICO, OCULISTICO e seguendo i Pazienti con le più aggiornate terapie. I rapporti con il servizio sanitario nazionale sono regolati-fino alla ratifica dell’accordo di cui infra-dall’art. 41, terzo comma, della legge 23 dic. 1978, n.833, e dal Decreto Presidente Consiglio dei Ministri 16 ottobre 1987.
Il Sovrano Militare Ordine di Malta e la Repubblica Italiana, il 21 dicembre 2000 hanno stipulato, conformemente a quanto previsto dall’art. 13 del D. lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, un accordo internazionale che disciplina i rapporti tra il Servizio Sanitario Nazionale italiano e le strutture sanitarie dell’Ordine, gestite in Italia dall’Associazione dei Cavalieri Italiani, l’A.C.I.S.M.O.M., ente di diritto pubblico melitense, l’Ospedale San Giovanni Battista a Roma alla Magliana, i numerosi Centri Antidiabetici e Poliambulatori in diverse città italiane.
Hanno firmato nella sede extraterritoriale dell’Ordine, Palazzo Magistrale di Roma, dopo aver condotto i negoziati, il Ministro della Sanità, Prof. Umberto Veronesi, per la Repubblica Italiana, e il Gran Cancelliere e Primo Ministro, Amb. Conte Don Carlo Marullo di Condojanni, per l’Ordine di Malta. Oltre ai servizi sanitari così specificati, l’Accordo riconosce all’Ordine la facoltà di stipulare convenzioni con le Università per lo svolgimento di corsi per operatori sanitari, nonché di provvedere all’aggiornamento professionale di personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione, partecipando anche a studi, a ricerche e ad attività scientifiche e didattiche nel campo medico e sociale e contribuendo, mediante opportune intese con i competenti organi, alla realizzazione degli obiettivi in campo assistenziale e della ricerca previsti, in Italia, dalla programmazione statale e regionale. L’accordo entrerà in vigore una volta espletate le rispettive procedure interne, previste per la ratifica degli accordi internazionali.
IL CORPO MILITARE–S.M.O.M. AUSILIARIO SPECIALE DELL’ESERCITO ITALIANO:
Il Corpo Militare è stato costituito 120 anni orsono, il 29 gennaio 1877, con il precipuo scopo istituzionale di provvedere all’assistenza sanitaria dei malati e feriti in guerra. Le sue modalità di impiego sono stabilite da una direttiva dello Stato Maggiore Esercito. Dalla fine della 2a Guerra Mondiale il Corpo Militare si dedica essenzialmente alle pubbliche calamità ed è presente a Tuscanica, in Friuli, ancora nel Polesine, in Campania e in Piemonte.
Il 25 novembre 1998 è stato inaugurato il Treno Sanitario di nuova concezione. Lo Stato Maggiore dell’Esercito ha assegnato al Corpo Militare dell’ACISMOM un’autocolonna sanitaria. All’interno di ciascuno shelter è in via di sistemazione un ambulatorio: chirurgia d’urgenza; ortopedia; cardiologia; pediatria; ginecologia; otorino; oculistica. L’intero complesso è da ritenersi un’aliquota di centro sanitario da inserire in centro logistico pre-costituito nazionale o NATO.
Il personale iscritto nei ruoli è disciplinato da una Convenzione (stipulata il 15.02.1949 fra l’ACISMOM ed il Ministro della Difesa, in concerto con il Ministro del Tesoro), che ne regolamenta il reclutamento, lo stato giuridico, e l’amministrazione.
° Personale Direttivo (Ufficiali: Cavalieri, Medici, Farmacisti, Commissari e Cappellani);
° Personale di Assistenza (Sottufficiali e Graduati).
Per l’arruolamento è necessario: aver compiuto il 18° anno di età e non aver superato i limiti stabiliti dalla vigente Convenzione.
° aver adempiuto agli obblighi di leva esclusivamente nell’Esercito Italiano o essere comunque militi esenti. Non è possibile svolgere il servizio di leva nel Corpo.
° essere cittadini italiani, di religione cattolica, incensurati ed in possesso di “nulla osta” se dipendenti di pubblica amministrazione.
° non aver alcun vincolo con la C.R.I. od altri organismi il cui personale sia precettabile. Non è possibile l’arruolamento dei dispensati di diritto dal servizio di leva.
Per ottenere l’iscrizione nei ruoli l’aspirante, oltre a possedere i suddetti requisiti, dovrà inviare al Comando un dettagliato curriculum vitae, contenente anche notizie sulle pregresse esperienze militari, la cui valutazione preliminare determinerà o meno l’invio di un modulo per l’arruolamento e l’elenco dei documenti da produrre. Sulla domanda correlata della relativa documentazione giudicherà successivamente un’apposita Commissione. Le nomine del Personale Direttivo (Ufficiali) sono ratificate con Decreto Presidenziale o Ministeriale, quelle del Personale di Assistenza (Sottufficiali e Graduati) con Atto Deliberatorio del Presidente dell’A.C.I.S.M.O.M.
Gli iscritti, qualora non l’abbiano già fatto, devono prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, ai sensi dell’art. 10 della Convenzione 15.02.1949.
Tutti gli arruolati, sulla base delle precedenti esperienze militari, sono tenuti a frequentare appositi corsi di formazione ed addestramento organizzati dai rispettivo Reparti di appartenenza.
Tutti appartenenti al Corpo, in qualità di personale “soggetto a richiamo in servizio”, quando sono precettati dal Presidente dell’Associazione (e limitatamente al periodo della precettazione), acquisiscono lo stato giuridico di militari per effetto dell’Art. 4 della legge 04.01.1938 e come tali sono sottoposti alle norme del regolamento di disciplina Militare e dei Codici Penali Militari.
Il Personale Direttivo (Ufficiali) non in servizio è soggetto alle disposizioni disciplinari del regolamento di Disciplina Militare previste per gli ufficiali in congedo e può iscriversi all’U.N.U.C.I.
Per l’avanzamento ai gradi di ufficiale superiore nella categoria Commissari è necessario il possesso della laurea. L’acquisto delle uniformi regolamentari e delle altre dotazioni necessarie è a carico degli interessati.
Nell’ambito del Corpo Militare dell’A.C.I.S.M.O.M. è stato istituito (con apposita Convenzione Interministeriale, modificata con successivi Decreti Interministeriali) un Nucleo Permanente di Mobilitazione, formato da Ufficiali Commissari e da Sottufficiali e Graduati, che sono permanentemente richiamati in servizio per le normali predisposizioni di mobilitazioni, secondo le direttive impartite dallo Stato Maggiore dell’Esercito.
Sono temporaneamente sospese le iscrizioni degli ufficiali “Commisari”, per soprannumero rispetto alla categoria dei “Medici”, mentre nell’ambito del Personale di Assistenza vengono arruolati, preferibilmente, candidati in possesso del diploma di infermiere (o comunque di un diploma in materia sanitaria), che abbiano già esperienza di servizio militare.
Tutti coloro interessanti, e per ulteriori informative è disponibile il sito internet:: http://www.acismom.it/attivita/corpo militare/arruolamento/index.htm.
IL CORPO DI SOCCORSO (CISOM):
Il CISOM, alle dirette dipendenze dell’ACISMOM, fu fondato nel 1970. Nell’anno 1991 si è avuto il riconoscimento ufficiale della presenza del CISOM, quale strumento di protezione civile per l’Italia del Sovrano Militare Ordine di Malta, da parte del Ministero della Protezione Civile. Il 28 gennaio 1991 fu firmato da parte del Ministero per la protezione Civile e dal Gran Cancelliere uno strumento diplomatico (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 164 del 15.07.91), che sanciva gli onori, che ognuna delle due parti assumeva nel campo della Protezione Civile. Da allora la collaborazione con il CISOM con il Ministero per la Protezione Civile si è fatta sempre più stretta, sia a livello centrale che periferico. Ed infatti il CISOM è stato iscritto tra i grandi enti nazionali di protezione civile. Un suo rappresentante è invitato a partecipare alle riunioni indette periodicamente dal Ministero della Protezione Civile; il personale ed i mezzi del CISOM sono iscritti nelle disponibilità ministeriali a livello centrale, mentre sono tenuti ottimi rapporto dogli organi periferici del CISOM con i corrispondenti uffici di Prefettura.
IL FUTURO DEGLI ORDINI CAVALLERESCHI ASSISTENZIALI:
Gli ordini cavallereschi avranno sempre più un maggiore ruolo in Italia concorrendo così a realizzare uno dei punti programmatici del nuovo Governo, che nel suo programma per la sanità prevede forma di progressiva “esternalizzazione” dei servizi coinvolgendo nella sanità,su scala sempre più vasta, il terzo settore, il “no profit”, e più in generale tutto il mondo del volontariato. E in questo programma ai rapporti tra lo Stato, le Regioni, e le AUSL e le competenti strutture dell’Ordine di Malta e dell’Ordine Costantiniano, dovrebbe essere riconosciuta una corsia preferenziale, che premi degli Ordini la cui attività di assistenza agli ammalati, a cui per primo ha riconosciuto il titolo non già di pazienti ma di “signori ammalati”, rimonta dei secoli.
Pubblicato da cav.uff.dott. Pietro VITALE a 13:55