Source: http://cnos-fap.it/node/63789
Timestamp: 2020-02-17 10:27:29+00:00
Document Index: 66027902

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 43', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 2']

3.3 Istruzione e formazione in Italia: norme di carattere trasversale | CNOS-FAP
1. Diritto dovere all’Istruzione e Formazione e obbligo di istruzione
a. Diritto - dovere all’istruzione e formazione: durata 12 anni
Il diritto – dovere all’istruzione e formazione è stato introdotto nell’ordinamento dalla Legge 53/03 (art. 2, 1° comma, lett. c) e dai successivi Decreti Legislativi (76/05 e 226/05).
Con l’introduzione del diritto - dovere è stata superata la «cesura che ha sempre caratterizzato il nostro sistema tra l’istruzione scolastica, a vocazione e caratterizzazione culturale ed educativa, e la formazione professionale, finalizzata invece all’apprendimento di tecniche lavorative in funzione dell’inserimento o della riqualificazione del lavoratore nel mondo produttivo».
“È assicurato a tutti il diritto all’istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età; l’attuazione di tale diritto si realizza nel sistema di istruzione e in quello di istruzione e formazione professionale, secondo livello essenziali di prestazione definiti su base nazionale a norma dell’articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione (...). La fruizione dell’offerta di istruzione e formazione costituisce un dovere legislativamente sanzionato” (L. 53/2003, art. 2, c. 1, lettera c).
b. Obbligo di istruzione: durata 10 anni
In Italia, la norma base sull’obbligo di istruzione è contenuta nell’art. 34, 2° comma, della Costituzione: «L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita». Successivi interventi ne hanno ampliato la durata. La Legge 296/2006 ha innalzato tale obbligo di ulteriori due anni. Tale obbligo, tuttavia, è collocato all’interno del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione; non ha, quindi, carattere di terminalità e non è caratterizzato da un proprio ordinamento. È solo un passaggio obbligato e funzionale per l’attuazione del diritto - dovere all’istruzione e alla formazione.
A normativa vigente, l’obbligo di istruzione si assolve, quindi, dopo l’esito positivo dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo, secondo le seguenti modalità;
frequentando il 1° biennio di uno dei percorsi di Istruzione Secondaria di secondo grado attivi presso le scuole statali, le scuole paritarie e uno dei percorsi svolti dalle istituzioni formative accreditate dalle Regioni;
stipulando, a partire dal 15° anno di età, di un contratto di apprendistato ai sensi dell’art. 43 del D. Lgs. 15 giugno 2015, n. 81;
nell’istruzione parentale: in questo caso gli studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale e paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.
c. Responsabilità relative all’obbligo di istruzione
i genitori, chi esercita la responsabilità genitoriale, il tutore o l'affidatario, cui competono le scelte tra i diversi percorsi formativi e le opzioni del tempo scuola;
le istituzioni scolastiche, dalle quali dipende l'adozione delle strategie più efficaci e coerenti, atte a garantire elevati livelli di apprendimento e di formazione. In proposito, assumono particolare rilievo le metodologie didattiche finalizzate all'orientamento della scelta dei percorsi di studio e di lavoro;
l'Amministrazione scolastica, cui è affidato il compito di definire i criteri, gli indirizzi e i presupposti per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione;
le Regioni e gli Enti locali, cui spetta assicurare le condizioni più idonee per la piena fruizione del diritto allo studio da parte di ciascun alunno/studente e di garantire le dotazioni e i supporti strutturali necessari allo svolgimento dell'attività didattica.
d. Recupero del titolo conclusivo del primo ciclo
Per il recupero del titolo conclusivo del Primo Ciclo si fa riferimento a quanto riportato su “Istruzione degli Adulti” nelle pagine 302-303.
2. Accoglienza e inclusione
La Circolare ministeriale del 7 novembre 2018 detta le norme su accoglienza e inclusione con particolare riferimento a:
• Alunni/studenti con disabilità
L'alunno/studente con disabilità che consegua il diploma conclusivo del primo ciclo di istruzione ha titolo, ai sensi dell'art. 11 del D.Lgs. 62 del 2017, qualora non abbia compiuto il diciottesimo anno di età prima dell'inizio dell'anno scolastico 2019/2020, alla iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado o ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, con le misure di integrazione previste dalla Legge n.104 del 1992.
Solo per gli alunni che non si presentano agli esami è previsto il rilascio di un attestato di credito formativo che è titolo per l'iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di secondo grado o dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale regionale, ai soli fini dell'acquisizione di ulteriori crediti formativi, da valere anche per percorsi integrati di istruzione e formazione.
Pertanto, tali alunni non possono essere iscritti, nell'anno scolastico 2019/2020, alla terza classe di scuola secondaria di primo grado ma potranno assolvere l'obbligo di istruzione nella scuola secondaria di secondo grado o nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale regionale.
Gli alunni con disabilità ultradiciottenni, non in possesso del diploma conclusivo del primo ciclo ovvero in possesso del suddetto diploma ma non frequentanti l'istruzione secondaria di secondo grado, hanno diritto a frequentare i percorsi di istruzione per gli adulti con i diritti previsti dalla Legge n.104/1992 e successive modificazioni (cfr. sentenza della Corte Costituzionale n. 226/2001).
• Alunni/studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA)
Le iscrizioni di alunni/studenti con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento (DSA), effettuate nella modalità on line, sono perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della relativa diagnosi, rilasciata ai sensi della Legge n. 170 del 2010 e secondo quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sul rilascio delle certificazioni.
Gli alunni con diagnosi di DSA esonerati dall'insegnamento della lingua straniera ovvero dispensati dalle prove scritte di lingua straniera in base a quanto previsto dall'articolo 11 del D.Lgs. 62 del 2017, conseguono titolo valido per l'iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.
• Istruzione dei minori stranieri in Italia
Ogni scuola fa riferimento alla Circolare ministeriale dell’8 gennaio 2010, n. 2: "Indicazioni e raccomandazioni per l'integrazione di alunni con cittadinanza non italiana" e, in particolare, al punto 3 "Distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana tra le scuole e formazione delle classi". La Circolare precisa che è necessario programmare il flusso delle iscrizioni con azioni concertate e attivate territorialmente con l'Ente locale e la Prefettura e gestite in modo strategico dagli Uffici Scolastici Regionali, fissando - di norma - dei limiti massimi di presenza nelle singole classi di alunni/studenti con cittadinanza non italiana con ridotta conoscenza della lingua italiana.
Ai sensi dell'art. 26 del decreto legislativo 19 gennaio 2007, n. 251, i minori titolari dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria hanno accesso - come peraltro i minori stranieri non accompagnati - agli studi di ogni ordine e grado secondo le modalità previste per i cittadini italiani.
Gli alunni/studenti con cittadinanza non italiana sprovvisti di codice fiscale possono effettuare la domanda di iscrizione on line. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un "codice provvisorio" che, appena possibile, l'istituzione scolastica sostituisce sul portale SIDI con il codice fiscale definitivo.
La nota della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e l'autonomia scolastica del 20 aprile 2011, n. 2787, detta norme relative al riconoscimento di titoli di studio e certificazioni straniere.
3. Altre norme di carattere trasversale
a. Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO)
(ex Alternanza Scuola – lavoro)
I percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) sono la “riformulazione” della proposta recente dell’Alternanza Scuola – Lavoro.
I PCTO hanno una durata di 90 ore nei licei (anziché 200), 150 negli Istituti Tecnici (anziché 400) e 210 nell’ultimo triennio degli Istituti Professionali (anziché 400).
Resta confermato il carattere obbligatorio dei nuovi percorsi. Alla prova del nuovo esame di Stato, infatti, i candidati devono esporre le esperienza compiute.
A riformulare l’Alternanza Scuola Lavoro è stata la legge di Bilancio 2019.
b. L’Apprendistato
L’apprendistato è una forma di contratto di lavoro subordinato caratterizzato dall’obbligo di formazione da parte del datore di lavoro, al fine di favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
Il rilancio dell’apprendistato è stato, nell’avvio del sistema duale, l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore (ISS) e il certificato di specializzazione tecnica superiore (STS).
Questa modalità contrattuale può essere adottata non solo nel contesto dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) ma anche con studenti di scuola secondaria superiore, a partire dal secondo anno, per favorire il conseguimento del diploma e l’acquisizione di competenze professionali ulteriori rispetto a quelle previste dal piano scolastico.
Si possono assumere, quali apprendisti, giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni di età e la durata varia a seconda che esso sia teso all’ottenimento di una qualifica o un diploma professionale.
c. Cittadinanza e Costituzione
Cittadinanza e Costituzione è stata introdotta nelle scuole di ogni ordine e grado con la Legge 169/2008.
Il suo insegnamento avviene nell’ambito delle aree storico - geografica e storico – sociale.
Cittadinanza e Costituzione è inserita
- nel campo di esperienza “il sé e l’altro” della scuola dell’infanzia;
- nell’ambito dell’area “storico-geografica” della scuola primaria e secondaria del primo ciclo;
- nell’ambito delle aree storico – geografica e storico – sociale delle scuole secondarie di secondo grado.
d. Diploma, curriculum, eccellenze, CLIL
Il diploma rilasciato al termine del percorso scolastico attesta l’indirizzo, la durata del corso e il voto.
Al diploma si aggiunge il c.d. curriculum dello studente, una sorta di portfolio in cui devono confluire tutti i dati relativi al percorso di studi e alle competenze acquisite (insegnamenti opzionali, esperienze formative anche in Alternanza Scuola – Lavoro (oggi PCTO), attività di volontariato, livelli di apprendimento conseguiti nelle prove INVALSI, ecc).
Il D. Lgs. 262/2007 prevede l’incentivazione delle “eccellenze”, una modalità per certificare i risultati raggiunti, garantire l’acquisizione di crediti formativi e varie forme di premiazione. Gli studenti meritevoli sono inseriti nell’Albo Nazionale delle Eccellenze, pubblicato sul sito dell’INDIRE.
Una metodologia innovativa denominata CLIL (Content and language integrated learning) è obbligatoria nei licei e negli istituti tecnici.
Una disciplina non linguistica (appartenente all’area degli insegnamenti obbligatori) deve essere effettuata in lingua straniera veicolare.
e. Il sistema nazionale di valutazione
Il DPR n. 80 del 28 marzo 2013 regolamenta il sistema nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (S.N.V.).
Il S.N.V. ha lo scopo di:
Il S.N.V. si impianta:
sull’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione) che predispone tutti gli adempimenti necessari per l’autovalutazione e la valutazione esterna delle istituzioni scolastiche e formative;
sull’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), che può supportare le istituzioni scolastiche e formative nei piani di miglioramento;
su un contingente di Ispettori definito dal Ministro che ha il compito di guidare i nuclei di valutazione esterna.
L’INVALSI ha anche il coordinamento funzionale dell’S.N.V.
autovalutazione delle istituzioni scolastiche, sulla base di un fascicolo elettronico di dati messi a disposizione dalle banche dati del sistema informativo del Ministero dell’Istruzione (“Scuola in chiaro”), dell’INVALSI e delle stesse istituzioni scolastiche, che si conclude con la stesura di un rapporto di autovalutazione da parte di ciascuna scuola, secondo un format elettronico predisposto dall’INVALSI e con la predisposizione di un piano di miglioramento.
Per la valutazione dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale il DPR. rimanda al comma 4 dell’art. 2:
4. Con riferimento al sistema di istruzione e formazione professionale previsto dal Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e ferme restando le competenze dell'Invalsi di cui all'articolo 22 di detto decreto legislativo, le priorità strategiche e le modalità di valutazione ai sensi dell'articolo 6 sono definite secondo i principi del presente regolamento dal Ministro con linee guida adottate d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, previo concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
Su questa base giuridica di Enti di Formazione Professionale hanno avviato una sperimentazione per offrire alle Istiruzioni competenti proposte per la stesura di Linee Guida che devono essere adottate dal MIUR di intesa con la Conferenza Unificata.