Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9212-del-03-04-2019
Timestamp: 2020-04-09 00:12:27+00:00
Document Index: 12239288

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 1', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 9212 del 03/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9212 del 03/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/04/2019, (ud. 31/01/2019, dep. 03/04/2019), n.9212
sul ricorso 8099-2018 proposto da:
B.S., S.M.;
avverso la sentenza n. 3125/22/17 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR della Puglia, sezione staccata di Lecce, di rigetto del suo appello avverso una decisione della CTP di Lecce, di accoglimento dell’impugnazione di B.S. e S.M. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali, riferito all’anno 2012.
che, col primo, la ricorrente prospetta la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c., e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio innanzi al Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 del Comune di Lecce;
che, col terzo rilievo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nonchè degli artt. 3 e 53 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e, dunque, avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Da ciò la conclusione che il confronto avrebbe avuto senso solo fra microzone di uno stesso territorio comunale, con tutti gli immobili in esse presenti;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 2 novembre 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, il quale, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (cfr. Cass. sez. 6 T, n. 29553 dell’11/12/2017); di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che la norma di legge da ultimo citata non obbliga il giudice a procedere alla sospensione, ma gliene concede solo la facoltà;
che, invero, il procedimento di “revisione parziale del classamento”, di cui alla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate, ai fini della “revisione del classamento”, dal D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, art. 9, sì che la sua attuazione è da ritenere sottratta alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica;