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Timestamp: 2020-08-14 21:25:09+00:00
Document Index: 168332680

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art.5', 'art.5', 'art. 46']

Segnalazione non ammissione in Stato Schengen e regolarizzazione | Sentenze
Segnalazione non ammissione in Stato Schengen e regolarizzazione
Scritto il Novembre 20, 2014 Novembre 20, 2014 da sentenze
Consiglio di Stato sentenza n. 5694 19 novembre 2014
La disposizione di cui all’art. 5, comma 13, lett. b), d.lgs. n.109 del 2012 dev’essere letta e applicata, in ragione della sua costruzione lessicale, come vincolante, nel senso che, a fronte del rilievo ostativo della segnalazione, nei confronti del lavoratore, di non ammissione nel territorio dello Stato, sulla base di accordi o convenzioni internazionali, l’Amministrazione resta obbligata a negare la regolarizzazione del lavoratore, senza che residui, in capo ad essa, alcun margine di discrezionalità nella valutazione delle ragioni e della rilevanza della segnalazione.
E non assume alcuna rilevanza, ai fini del giudizio di legittimità del provvedimento controverso, la circostanza che l’interessato abbia avuto conoscenza, solo con la comunicazione del preavviso di rigetto, della segnalazione di inammissibilità e che questa sia stata cancellata, su sua iniziativa, dopo la formalizzazione del diniego, atteso che la conformità di quest’ultimo al paradigma legale di riferimento va temporalmente riferita al momento del perfezionamento dell’atto.
Resta, ovviamente, inteso che la circostanza della sopravvenuta cancellazione della segnalazione ostativa potrà (o, meglio, dovrà) essere valutata dall’Amministrazione, in sede di riesame (opportunamente sollecitato dagli interessati) del provvedimento di diniego.
Con la sentenza impugnata il tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna respingeva il ricorso proposto da Omissis e da Omissis avverso il decreto in data 11 dicembre 2012 con cui la Prefettura di Modena aveva respinto l’istanza di emersione dal lavoro irregolare di tipo domestico presentata dal primo in favore del secondo (suo dipendente).
Avverso la predetta decisione proponevano appello Omissis e Omissis, contestando la correttezza della statuizione gravata e domandandone la riforma.
Resisteva l’Amministrazione dell’interno, contestando la fondatezza dell’appello e chiedendone la reiezione.
Il ricorso veniva trattenuto in decisione alla pubblica udienza del 29 ottobre 2014.
1.- E’ controversa la legittimità del provvedimento con cui la Prefettura di Modena ha negato la dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare di tipo domestico presentata da Omissis (nella qualità di datore di lavoro) in favore del suo dipendente Omissis, sulla base del rilievo ostativo, ai sensi dell’art.5, comma 13, lett. b), d.lgs. 16 luglio 2012, n.109, della segnalazione di inammissibilità del lavoratore in territorio Schengen proveniente dalla Svizzera.
Il T.A.R. ha confermato la legittimità del provvedimento impugnato sulla base delle assorbenti considerazioni che, al momento della sua adozione, la segnalazione preclusiva era operativa e che la sua successiva cancellazione era irrilevante, ai fini della legittimità del diniego.
Gli appellanti contestano la correttezza delle argomentazioni assunte a fondamento della decisione impugnata, insistono nel sostenere che l’ignoranza della segnalazione in questione da parte dell’interessato e la sua sopravvenuta cancellazione, in esito a una tempestiva iniziativa dello stesso, dovevano essere qualificati come fatti nuovi idonei a privare il diniego del suo presupposto legittimante.
La disposizione in applicazione della quale è stato disposto il diniego (art.5, comma 13, lett. b), d.lgs. n.109 del 2012) configura, infatti, la segnalazione, nei confronti del lavoratore, di non ammissione nel territorio dello Stato, sulla base di accordi o convenzioni internazionali, come ostativa alla dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare.
Tale norma dev’essere letta e applicata, in ragione della sua costruzione lessicale, come vincolante, nel senso che, a fronte del rilievo ostativo della segnalazione di non ammissione, l’Amministrazione resta obbligata a negare la regolarizzazione del lavoratore, senza che residui, in capo ad essa, alcun margine di discrezionalità nella valutazione delle ragioni e della rilevanza della segnalazione.
3.- Alle considerazioni che precedono conseguono, in definitiva, il rigetto dell’appello e la conferma della statuizione gravata.
6.- La peculiarità della fattispecie controversa giustifica la compensazione integrale tra le parti delle spese di giudizio.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge e compensa le spese.
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