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Timestamp: 2018-07-18 03:20:42+00:00
Document Index: 78083875

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'DTF ', 'art. 2', 'DTF ', 'art. 6', 'DTF ', 'art. 6', 'art. 30', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 59', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 59', 'sentenza ', 'art. 59', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 61', 'art. 60', 'art. 59', 'art. 62', 'art. 2', 'art. 19', 'DTF ', 'sentenza ']

C 13/05 24.08.2005
C 13/05
Sentenza del 24 agosto 2005
Giudici federali Borella, Presidente, Leuzinger, Schön, Frésard e Ursprung; Grisanti, cancelliere
Ufficio regionale di collocamento, via San Gottardo 17, 6903 Lugano, opponente
(Giudizio del 13 dicembre 2004)
Mediante decisione del 14 ottobre 2003 l'Ufficio regionale di collocamento (URC) di Lugano ha accolto la domanda presentata da N.________, cittadino senegalese con permesso di domicilio C, nato nel 1960, iscritto alla disoccupazione dal 1° dicembre 2002, di frequentare dal 9 ottobre 2003 al 14 febbraio 2004 il "Corso propedeutico art. 41 impiegato in logistica" presso la Scuola X.________, riconoscendo il contributo legale alle spese di corso e di viaggio.
Con provvedimento 2 aprile 2004, sostanzialmente confermato il 12 maggio successivo anche in seguito all'opposizione interposta dall'interessato, l'URC di Lugano ha quindi solo parzialmente accolto la successiva richiesta dell'assicurato di poter seguire, sempre a carico dell'assicurazione contro la disoccupazione, il corso (principale) di impiegato in logistica, sempre organizzato dalla Scuola X.________ dal 9 marzo 2004 al 7 giugno 2005. L'amministrazione ha infatti limitato l'erogazione delle sue prestazioni (contributo alle spese di corso, di viaggio e di vitto) al periodo 9 marzo 2004 - 18 ottobre 2004 in considerazione del fatto che a quest'ultima data, secondo le informazioni raccolte presso la competente cassa di disoccupazione (Cassa disoccupazione Cristiano Sociale OCST di M.________), sarebbe venuto a scadere il diritto alle indennità di disoccupazione del richiedente.
N.________ è insorto al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino chiedendo il pagamento delle indennità giornaliere e del corso fino alla scadenza di quest'ultimo (giugno 2005).
Avverso il giudizio cantonale N.________ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, al quale ripropone sostanzialmente le richieste di prima sede. Dei motivi si dirà, per quanto occorra, nei considerandi.
Oggetto del contendere è la questione di sapere se è a ragione oppure a torto che l'URC di Lugano ha limitato il riconoscimento delle proprie prestazioni per la frequentazione del corso della Scuola X.________ "impiegato in logistica" alla data di scadenza, il 18 ottobre 2004, del diritto di N.________ alle indennità giornaliere di disoccupazione.
1.1 La competenza - esaminabile d'ufficio (DTF 127 II 47 seg., 119 V 314 consid. 3b, 114 V 327 consid. 4b; Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., pag. 198 seg.) - dell'URC di Lugano a statuire sulla richiesta di frequentazione del corso e di assunzione, a carico dell'assicurazione contro la disoccupazione, delle relative spese non pone difficoltà nel caso di specie. In effetti, con l'inserimento dell'art. 2a lett. b - entrato in vigore il 5 novembre 2003 e quindi precedentemente all'emanazione della decisione (su opposizione) in lite - del Regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati (RL/TI 10.1.4.1.1) - giusta il quale l'Ufficio di collocamento è competente, per il tramite degli URC, segnatamente per decidere in merito all'attribuzione di provvedimenti di formazione, di occupazione e speciali ai sensi della LADI -, il Cantone Ticino si è conformato alla più recente giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni in materia subordinante la validità della delega di compiti del servizio cantonale agli URC all'esistenza di un atto legislativo formale di delega promulgato in conformità alle disposizioni cantonali sulla pubblicazione (DTF 129 V 485; cfr. pure le sentenze del 9 marzo 2005 in re S., C 94/04, e del 23 maggio 2002 in re M., C 236/00).
1.2 In ordine, il ricorrente si duole della mancata convocazione delle parti in sede giudiziaria cantonale e rimprovera sostanzialmente ai primi giudici di non avere indetto un'udienza "per comprendere meglio l'oggetto del ricorso".
Giusta l'art. 6 n. 1 CEDU, ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, confermata in DTF 122 V 54 seg. consid. 3, la pubblicità del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed ormai ancorata anche nella Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere principalmente garantita nella procedura di ricorso di prima istanza. Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento in materia di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una richiesta chiara e inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di prima istanza (DTF 122 V 55 consid. 3a con riferimenti; cfr. pure DTF 125 V 38 consid. 2). Se una parte, come si avvera nel caso concreto, omette di fare valere tempestivamente in quella sede il proprio diritto a un dibattimento pubblico, tale diritto decade (DTF 122 V 56 consid. 3b/bb).
2.1 Nell'ambito della terza revisione della legge, il sesto Capitolo della LADI (art. 59-75) sono stati sottoposti a una riorganizzazione sistematica e, parzialmente, anche redazionale (cfr. la sentenza del 24 dicembre 2004 in re B., C 77/04, consid. 3.2). Il Messaggio 28 febbraio 2001 del Consiglio federale concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione non prevedeva modifiche sostanziali fondamentali (FF 2001 1967 segg.; cfr. pure la sentenza citata del 24 dicembre 2004 in re B., consid. 3.2). La riforma si proponeva in particolare di innalzare il periodo contributivo, di ridurre la durata massima di riscossione dell'indennità di disoccupazione come pure di conseguire, grazie a una migliore efficienza degli uffici regionali di collocamento e ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, dei risparmi da contrapporre ai maggiori oneri derivanti dagli Accordi bilaterali (Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone [sentenza citata del 24 dicembre 2004 in re B., consid. 3.4]).
2.2 Sono state così soppresse le indennità giornaliere speciali precedentemente (art. 27 cpv. 2 lett. b vLADI) concesse agli assicurati per i giorni durante i quali partecipavano a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro su ordine o con l'accordo del servizio ufficiale competente (art. 59b cpv. 1 vLADI). Tali indennità venivano di principio versate, al posto e senza computo sulle indennità giornaliere ordinarie (cfr. sentenza del 12 dicembre 2002 in re S., C 210/02, consid. 2.2 con riferimenti), fino alla scadenza del termine quadro per la riscossione delle prestazioni (art. 59b cpv. 2 vLADI), la giurisprudenza avendo a tal proposito precisato non sussistere un diritto a indennità giornaliere speciali, o al rimborso delle spese dovute alla frequenza di un corso, per un provvedimento inerente al mercato del lavoro che si prolunga oltre la scadenza del primo termine quadro per la riscossione della prestazione ove l'assicurato non possa beneficiare di un secondo termine quadro (DTF 126 V 514).
6.2 In quest'ordine di idee si inserisce inoltre il fatto che la giurisprudenza sviluppata da questa Corte in DTF 112 V 70, in forza della quale l'assicurato autorizzato a frequentare un corso che aveva esaurito il suo diritto alle indennità giornaliere prima dell'inizio dello stesso, o quello il cui diritto scadeva durante la frequenza del corso, conservava il diritto al rimborso delle spese d'iscrizione, del materiale didattico, di viaggio, di vitto e di alloggio (disciplinato dall'allora vigente art. 61 cpv. 3 vLADI) sino alla durata massima di 260 giorni stabiliti dall'allora vigente art. 60 cpv. 4 vLADI, ha perso tutta la sua attualità dopo che il legislatore, con la modifica del 19 marzo 1999 (in vigore dal 1° settembre 1999), ha precisato non applicarsi questa disposizione alle persone che hanno esaurito il loro diritto alle indennità di disoccupazione (RU 1999 2385; FF 1999 3). Principio, quest'ultimo, ora ripreso dall'art. 59d cpv. 1 LADI, il quale disposto stabilisce espressamente che non hanno diritto alle prestazioni di cui all'art. 62 cpv. 2 LADI gli assicurati che, fra l'altro, hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione.
Infine, il ricorso si rivela infondato anche nella misura in cui sembra appellarsi alla tutela della buona fede e fa valere una mancata informazione da parte dell'URC, che non avrebbe prospettato il rischio di un'interruzione della formazione per il fatto che quest'ultima sarebbe stata sussidiata unicamente in maniera parziale.
Pur potendo effettivamente opinare sull'opportunità di riconoscere a un assicurato la frequentazione di un corso propedeutico, preparatorio, che poi non può essere completato, e pur dovendo censurare il comportamento dei responsabili dell'URC, i quali, ancora il 24 febbraio 2004, allorché il ricorrente consegnò loro una copia del calendario scolastico per l'anno 2004/2005, non accennarono minimamente - malgrado l'obbligo di consulenza loro imposto dall'art. 2a lett. a del Regolamento alla legge cantonale sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati (v. consid. 1.1) - al fatto che il corso che l'interessato intendeva seguire sarebbe durato ben oltre la scadenza del termine quadro di riscossione della prestazione - tale questione essendo stata toccata per la prima volta in occasione del colloquio del 22 marzo 2004, quando il corso era già iniziato -, occorre nondimeno rammentare che la frequentazione e l'assunzione delle spese dei due provvedimenti hanno fatto l'oggetto di due atti separati. Orbene, già la prima decisione, relativa al corso propedeutico, aveva espressamente indicato genere e durata del provvedimento assegnato in modo da non poter dar adito ad equivoci sulle modalità e sui contenuti dello stesso. A ciò si aggiunge che - anche volendo prescindere da tale considerazione - l'insorgente non spiega in quale misura, a causa della carente informazione (art. 19a OADI), egli avrebbe preso delle disposizioni non più revocabili senza pregiudizio. L'invocazione della tutela della buona fede è pertanto esclusa (DTF 127 V 258 consid. 4b, 124 V 220 consid. 2b/aa, 121 V 66 consid. 2a; cfr. pure sentenza del 14 febbraio 2005 in re G., C 257/04, consid. 2.2).
Lucerna, 24 agosto 2005