Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8275-del-30-03-2017
Timestamp: 2020-08-06 07:43:03+00:00
Document Index: 94118000

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 77', 'art. 77', 'art. 50', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 8275 del 30/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8275 del 30/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.30/03/2017), n. 8275
sul ricorso 17013-2015 proposto da:
S.G.A., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA
FRANK MARIO SANTACROCE;
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA P. MATTEUCCI 41, presso lo
studio dell’avvocato ANTONIO GIUSEPPE PITITTO, rappresentata e
difesa dall’avvocato PIETRO ROSANO;
avverso la sentenza n. 2258/3/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CALABRIA, depositata l’01/12/2014;
S.G. ricorre, affidandosi ad unico motivo, avverso la sentenza indicata in epigrafe con la quale la C.T.R. della Calabria, in accoglimento dell’appello proposto dall’Agente di riscossione di Napoli-Equitalia Sud s.p.a, ha riformato la sentenza di primo grado, rigettando il ricorso proposto avverso il provvedimento di iscrizione ipotecaria emesso dalla concessionaria in relazione a cartelle di pagamento.
In particolare, la Commissione Regionale ha ritenuto che non sussistesse violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2 non essendo necessario, per la legittimità dell’iscrizione ipotecaria, alcun atto di avviso.
1. Il ricorso è manifestamente fondato. Sulla questione controversa sono intervenute le Sezioni Unite di questa Corte le quali, con sentenza n. 19667/2014, hanno enunciato i due seguenti principi di diritto:
b) in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria prima di iscrivere ipoteca su beni immobili su beni immobili ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77 (nella formulazione vigente “ratione temporis”), deve comunicare al contribuente che procedere alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis medesimo D.P.R., come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità.
2. Se alla stregua del principio sopra trascritto sub a), l’art. 50, comma 2 D.P.R. cit. non si applica alle iscrizioni ipotecarie in oggetto, deve tuttavia rilevarsi che l’originario ricorso si risolve in sostanza in una denuncia di mancata applicazione dei principi che impongono, anche in materia di iscrizione ipotecaria, il rispetto del contraddittorio endoprocedimentale; denuncia da giudicarsi fondata alla stregua del principio sopra trascritto sub a). In proposito è, ormai, consolidato l’orientamento (v. di recente Cass. n. 6072/15; n. 8447/15; n. 9926/15; n. 11505/2015; n. 15509/15) secondo cui le Sezioni Unite abbiano implicitamente riconosciuto che spetta al giudice qualificare giuridicamente la tesi del contribuente, che ha comunque dedotto la nullità dell’ iscrizione di ipoteca a causa della mancata istaurazione del contraddittorio; e non assume rilievo la circostanza che sia stata invocata una norma in concreto non applicabile, dovendo il giudice dare adeguata veste giuridica ai fatti, utilizzando la normativa che ad essi si attaglia (nella medesima prospettiva, si vedano i precedenti con cui questa Corte ha affermato che il giudice che dichiari la decadenza dal potere impositivo in forza di una norma diversa rispetto a quella invocata dal contribuente “non rileva d’ufficio un’eccezione non proposta, ma si limita a qualificare in termini giuridici diversi la già formulata deduzione, sulla base di circostanze di fatto acquisite agli atti” (sentt. nn. 25077/14, 25402/14 e 2943/10, quest’ultima in relazione ad una controversia in cui la parte aveva eccepito la prescrizione ed il giudice aveva fatto applicazione di una causa di decadenza).
3. Ne consegue, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio al Giudice di merito anche per il regolamento delle spese di questo giudizio.