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Timestamp: 2020-05-25 03:06:43+00:00
Document Index: 122445211

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 9', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 1649 del 24/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1649 del 24/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 24/01/2011, (ud. 23/09/2010, dep. 24/01/2011), n.1649
METES s.r.l.;
avverso la decisione n. 31/17/08 della Commissione tributaria
marzo 2008, R.G. 5834/07;
rilevato che in data 1 giugno 2010 è stata depositata una relazione che, con alcuni emendamenti destinati a una migliore esposizione dei fatti o alla correzione di errori materiali, qui si riporta: Il relatore Cons. Dott. Giacinto Bisogni, letti gli atti depositati, osserva:
1. La controversia ha per oggetto l’impugnazione da parte della società contribuente del diniego di condono di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9 bis, comma 1, notificato dall’ufficio di Caserta dell’Agenzia delle Entrate per omesso pagamento delle rate successive alla prima. La società contribuente ha ritenuto il diniego illegittimo in quanto la definizione del debito tributario avviene con la presentazione della dichiarazione e il pagamento della prima rata. L’ufficio ha contestato questa tesi rilevando la specialità del procedimento ex art. 9 bis, nel cui testo non è previsto che l’omesso versamento delle rate successive alla prima non abbia effetto sull’intervenuta definizione;
2. La C.T.P. di Caserta rigettava il ricorso ma la C.T.R. ha accolto l’appello della società METES s.r.l. affermando che il principio della definizione per effetto del pagamento della prima rata deve ritenersi generalmente applicabile a tutti i tipi di condono previsti dalla L. n. 289 del 2002 e quindi anche al procedimento L. n. 289 del 2002, ex art. 9 bis;
3. Ricorre per cassazione l’Agenzia delle Entrate con un unico motivo di impugnazione (violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 9 bis e dell’art. 14 preleggi) con il quale propone alla Corte il seguente quesito di diritto: se incorra nel vizio di violazione di legge (violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 9 bis e dell’art. 14 preleggi) la sentenza che abbia accolto l’appello della società contribuente, ritenendo illegittimo l’avviso di diniego di condono, poichè, anche in caso di dichiarazione integrativa della L. n. 289 del 2002, ex art. 9 bis, il versamento solo parziale o solo della prima rata della somma indicata nel quadro E dell’istanza di definizione produrrebbe la definitiva sostituzione dell’obbligazione tributaria originaria con quella assunta con la richiesta di condono, in luogo che rigettarlo atteso che, in mancanza di espressa previsione in tal senso – esplicitamente disposta per le altre ipotesi di condono ma non per quella prevista dalla L. n. 289 del 2002, art. 9 bis, avente natura demenziale e quindi di differente natura rispetto alle altre fattispecie disciplinate – il mancato integrale pagamento di quanto dovuto impedisce la sostituzione dell’obbligazione tributaria oggetto della lite fiscale pendente con quella assunta dal contribuente con l’istanza di definizione;
Sussistono giusti motivi per compensare le spese dell’intero giudizio, in relazione alla recente formazione di una giurisprudenza in materia.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del giudizio della società contribuente. Compensa le spese dell’intero giudizio.