Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/04/27/omesso-versamento-delliva-illegittima-la-confisca-disposta-anche-sullimporto-delle-sanzioni-tributarie/
Timestamp: 2020-01-17 14:01:43+00:00
Document Index: 12194627

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 444', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2']

Omesso versamento dell’IVA: illegittima la confisca disposta anche sull’importo delle sanzioni tributarie – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Omesso versamento dell’IVA: illegittima la confisca disposta anche sull’importo delle sanzioni tributarie.
Si segnala ai lettori del blog l’interessante sentenza n. 17535/2019, depositata il 24.04.2019, in materia di reati tributari e confisca del profitto del reato.
In particolare, la III Sezione penale della Suprema Corte, dando continuità ad un orientamento giurisprudenziale già sedimentato intorno all’art. 2 d.lgs 74/2000, ha statuito la non assimilabilità delle sanzioni tributarie al profitto del reato e, quindi, la non assoggettabilità delle stesse al sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
L’imputazione e il processo di merito.
Il Tribunale di Macerata, in accoglimento della richiesta di applicazione pena ex art. 444 cod. proc. pen., applicava all’imputato la pena di un anno di reclusione, condizionalmente sospesa, relativamente a tre violazioni dell’art. 10 ter d.lgs. n. 74 del 2000, nonché per il delitto di cui all’art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000. Per l’effetto, ai sensi dell’art. 12 bis d.lgs. n. 74/2000 la medesima Autorità giudiziaria disponeva la confisca dei beni costituenti il profitto del reato ovvero nella disponibilità dell’imputato per equivalente, in misura corrispondente all’ammontare dell’iva complessivamente evasa, oltre ad interessi e sanzioni, detratte eventualmente le somme già versate all’erario.
La sentenza di “patteggiamento” veniva impugnata a mezzo ricorso per cassazione lamentando, tra l’altro,chele sanzioni – se non anche gli interessi – non potrebbero considerarsi profitto del reato e, pertanto, resterebbero estranee alla confisca.
Secondo la prospettazione del ricorrente, infatti, le sanzioni non costituirebbero una voce del risparmio lucrato dall’evasore fiscale ma solo una conseguenza del mancato adempimento nei termini della obbligazione tributaria.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente al profilo della confisca relativa alle sanzioni amministrative, dichiarandolo inammissibile nel resto.
Di seguito si riportano i passaggi del compendio motivazionale di maggiore interesse per gli operatori del diritto:
“Va quindi data continuità al principio – che, seppure enunciato in relazione al delitto di cui all’art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000, è estensibile al caso in esame -, secondo cui in tema di reati tributari, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente è costituito dal risparmio economico derivante dalla sottrazione degli importi evasi alla loro destinazione fiscale, che costituisce profitto del reato di omesso versamento dell’IVA di cui all’art. 10 ter d.lgs. n. 74 del 2000, e non può avere ad oggetto le sanzioni dovute a seguito dell’accertamento del debito, che rappresentano, invece, il costo del reato stesso, derivante dalla sua commissione (Sez. 3, n. 28047 del 20/01/2017 – dep. 07/06/2017, Giani e altro, Rv. 270429). In tale decisione si è condivisibilmente chiarito con riferimento “ai reati dichiarativi (come quelli nella specie contestati di cui all’art. 2) caratterizzati dalla evasione di imposta, la sanzione, lungi dal potere rientrare nel concetto di profitto del reato è, esattamente al contrario, il costo del reato stesso, originato infatti dalla sua commissione e, per tale ragione, necessariamente successivo ad essa”. In altri termini, nei reati dichiarativi, connotati dall’evasione di imposta, o nei reati di omesso versamento, la sanzione tributaria rientra nel concetto non di “profitto”, ma di “costo” del reato, che trova origine nella commissione dello stesso e, di conseguenza, la commisurazione della confisca anche sull’importo della sanzione tributaria deve ritenersi illegittima dovendo il profitto essere individuato nella sola imposta evasa: il solo risparmio che ottiene il contribuente infedele.
La circostanza che il mancato versamento di un tributo determini l’ulteriore obbligo di corrispondere altre somme a titolo di sanzione è una conseguenza prevista dal sistema tributario, sicché l’importo di tale somme non può rientrare nel calcolo del risparmio di spesa, che il contribuente ha ricavato non pagando l’originario importo dovuto a titolo di imposta, ciò che integra il profitto del reato”.
Art. 10-ter D.Lgs. n. 74/2000. Omesso versamento di IVA
Quadro giurisprudenziale di riferimento in tema di omesso versamento dell’IVA:
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