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Timestamp: 2018-01-24 03:38:59+00:00
Document Index: 177796690

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 43', 'art. 2', 'art. 43', 'art. 2', 'art.4', 'art. 331', 'art. 3', 'art. 7', 'art 7', 'art. 5', 'art. 2']

DOCUMENTI PER DICHIARAZIONE DI RESIDENZA PER RICONOSCIMENTO CITTADINANZA ITALIANA JURE SANGUINIS - Forum Enti.it
anagrafe23
Iscritto il: 22/02/2017, 11:21
Messaggioda anagrafe23 » 22/02/2017, 11:30
Un cittadino brasiliano mi ha presentato la dichiarazione di residenza per riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis, ma nel passaporto non c’è il visto (art.4 comma 1 D.Lgl 286/1998) indispensabile per soggiorni superiori a tre mesi.
Un cittadino che può stare legalmente per un periodo massimo di tre mesi come può dichiarare di avere una dimora abituale stabile nel Comune e ottenere la residenza in Italia?
Il timbro di Schengen o la dichiarazione resa al Questore sostituiscono il visto? OPPURE IL PERMESSO DI SOGGIORNO??
QUALI SONO I DOCUMENTI NECESSARI PER L'ISCRIZIONE ANAGRAFICA?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 25/02/2017, 09:55
1) Si veda la L. 28/5/2007, n. 68 e le disposizioni di essa attuative. Si ricorda che il limite dei 3 mesi ha riguardo al soggiorno all'interno dei Paesi dell'Unione europea e non limitato alla sola Repubblica italiana.
2) Il MIN e' intervenuto con alcune circolari in termini di ammissibilita' , trascurando, a mio modo di vedere, l'incoerenza / contraddizione tra un soggiorno breve e la sussistenza di una dimora abituale (che, ex art. 43, 2 CC, fa operare gli obblighi di cui all'art. 2 L. 24/12/1954, n. 1228, aspetto questo qui sollevato.
Messaggioda Giorgio » 27/02/2017, 16:34
Sereno.SCOLARO ha scritto: 2) Il MIN e' intervenuto con alcune circolari in termini di ammissibilita' , trascurando, a mio modo di vedere, l'incoerenza / contraddizione tra un soggiorno breve e la sussistenza di una dimora abituale (che, ex art. 43, 2 CC, fa operare gli obblighi di cui all'art. 2 L. 24/12/1954, n. 1228, aspetto questo qui sollevato.
... e diciamo pure che il "combinato disposto" della residenza in cosiddetto "tempo reale" e della crisi economica e sociale che attanaglia il Brasile sta facendo i suoi disastri sulle anagrafi.
Messaggioda mgc » 27/02/2017, 21:56
anagrafe23 ha scritto: Un cittadino brasiliano mi ha presentato la dichiarazione di residenza per riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis, ma nel passaporto non c’è il visto (art.4 comma 1 D.Lgl 286/1998) indispensabile per soggiorni superiori a tre mesi.
Circolare 32 del 2007 - basta il timbro ITALIANO di ingresso nel passaporto o dichiarazione di presenza fatta in questura.
I documenti necessari sono gli stessi richiesti ad altri cittadini (tranne permesso spiegato prima) in più tutta la documentazione richiesta nella Circolare k.28
Il cittadino può restare legalmente in Italia per più di 3 mesi basta dopo tale periodo richiedere permesso di soggiorno in attesa di cittadinanza nel caso la cittadinanza non sia ancora conclusa.
Chi determina il tempo minimo necessario per essere residente in un luogo? Non mi sembra che il legislatore abbia determinato questo.
wiscola2
Iscritto il: 04/03/2017, 04:39
Messaggioda wiscola2 » 04/03/2017, 04:44
10 anni ripetendo la stessa ...
Iscritto il: 01/04/2017, 10:09
Messaggioda Gerolamo » 10/05/2017, 10:52
Mi è stata presentata documentazione relativa all'eventuale riconoscimento della cittadinanza italia j.s.
Nell'atto di matrimonio dell'avo relativamente alla generalità dello stesso è riportato "brasiliano naturalizzato", mentre nell'atto di morte è riportato "il deceduto si era naturalizzato"...però tra la documentazione vi è il Certificato negativo di naturalizzazione... che fare ?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 11/05/2017, 11:12
Eh ... la dichiarazione consolare e' contraddetta dalla documentazione locale. Cio' potrebbe essere possibile se la dichiarazione consolare sia stata richiesta ad autorita' consolare diversa da quella in cui aveva la dimora abituale al momento della naturalizzazione.
Ci ptrebbe anche essere una situazione di falso, ma - volutamente - la si rimuove, al momento, non andando oltre a richiamarne l'attenzione, dato che se cio' emergesse dovrebbe provvedersi, senza indugio, ex art. 331 CPP.
Il suggerimento e' quello di contattare l'autorita' consolare, e (se nota) anche altre autorita' consolari di altre circoscrizioni, nonche' l'Ambasciata per chiarimenti (in tal evenienze, sarebbe inoltre opportuno che le richieste di chiarimenti sianop indirizzate anche, per conoscenza, al MAECI).
Alternativa: emettere atto scritto e motivato di rifiuto, contro il quale e' ammesso ricorso ai sensi dell'art. 3, 2 (e art. 7, 1, lett. d) D.-L. 17/2/2017, n. 13, convert. in L. 13/4/2017, n. 46, soluzione probabilmente maggiormente argomentabile.
Messaggioda trasparenza1955 » 12/05/2017, 09:08
Ci sono evidenti inesattezze più o meno rilevanti che è opportuno focalizzare.
1)	Il certificato di non naturalizzazione è certificato diverso dalla attestazione consolare di mancata rinuncia.
2)	Il certificato di non naturalizzazione è rilasciato dall’autorità brasiliana e fa testo per tutto il Brasile, non avendo nulla a vedere con la circoscrizione consolare, e non è rilasciato dal consolato italiano per cui un'indagine sulle diverse circoscrizioni consolari o con l'Ambasciata italiana è inutile e quindi fuori luogo;
3)	Ai fini dell’istruttoria sulla cittadinanza è necessario verificare che i dati sul certificato di non naturalizzazione siano uguali a quelli riportati sul certificato di nascita italiano.
4)	Purtroppo il nome italiano a volte in Brasile è storpiato per cui magari potrebbe risultare che Giovanni Pingo Pallino nato il 15-1-1900 in Italia non si è naturalizzato, mentre Joao Pingo Pallino nato il 15-1-1900 si è naturalizzato; oppure si è naturalizzato Giovani (Nota Bene con una sola “n”) Pingo Pallino. Ovviamente se così fosse l’interessato presenta solo il certificato a lui favorevole quello di Giovanni Pingo Pallino!
5)	La naturalizzazione, con la conseguente perdita della cittadinanza italiana, se avvenuta dopo la nascita del figlio in Brasile non incide mai sulla cittadinanza del figlio (art 7 legge 555/1912);
6)	Ovviamente in caso di discordanza sulla cittadinanza brasiliana sui dati riportati sul certificato di morte, o di matrimonio, (che ovviamente hanno lo scopo di certificare la morte o il matrimonio e non lo status di cittadinanza), e su quello di mancata naturalizzazione prevale quest’ultimo sia perché specifico e sia perché più recente atteso che la cittadinanza brasiliana viene conferita dall’autorità federale e non dall'autorità locale o statuale.
7)	Non credo che sia stato commesso un falso da parte degli istanti, in quanto i certificati si contraddicono e se uno commette un falso lo commette deliberatamente e per bene, così da evitare contraddizioni che farebbero scoprire il falso stesso;
In ogni caso, finchè sul registro degli atti di nascita riferito all’avo italiano emigrato dall’Italia non appare che lo stesso ha perso la cittadinanza italiana con la data in cui tale evento è avvenuto, l’avo deve considerarsi necessariamente italiano ope legis atteso che le risultanze dei registri di stato civile italiano fanno sempre fede fino a prova di falso.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 13/05/2017, 10:57
Quanta ingenuita' (qui ed altrove).
La carenza di un'annotazione non prova uno status, ne' il suo contrario. Ad es.: se su di un atto di nascita non vi sia annotazione di matrimonio, cio' non prova che la persona non l'abbia (eventualmente) contratto e, comunque, non sono MAI gli atti di nascita a provare la condizione di cittadinanza (ma, a volte, rifportano "notizie" attorno a questa).
Claudia.Valent
Iscritto il: 16/03/2017, 13:34
Messaggioda Claudia.Valent » 13/05/2017, 22:31
Mi consulto con voi su una situazione particolare che mi è capitata sotto le mani.
Un cittadino boliviano residente qui ha la sua pratica di cittadinanza iure sanguinis quasi arrivata alla fine
( l'arrivo delle PEC di non rinuncia dei consolati è stato il 02 e il 15 aprile).
Ci ho impiegato due settimane circa per fare tutte i provvedimenti per chiudere la pratica (un lavoraccio!)
pero adesso che lo dovevo comunicare ho saputo da un suo amico che il ragazzo non è piu in Italia.
Sono gia trascorsi 90 giorni dal suo arrivo oggi e non so come procedere,
se devo avviare la verifica della regolarità del soggiorno oppure posso fare firmare dal sindaco la certificazione di cittadinanza perche credo che lui abbia il diritto della cittadinanza italiana comunque, giusto?
Messaggioda trasparenza1955 » 14/05/2017, 20:58
Sereno.SCOLARO ha scritto: Quanta ingenuita' (qui ed altrove).
E' vero quello che sostiene il Dott. Scolaro, ma se il cittadino nato in Italia da cittadino Italiano era italiano alla nascita, finchè non viene provato un fatto costitutivo che abbia comportato immediatamene la perdita della cittadinanza italiana. e quindi, proprio come afferma il dott. Scolaro, senza necessità di alcuna annotazione, che è solo evento successivo e conseguenza del fatto giuridico accaduto non possiamo considerare quella persona non cittadina italiana.
Atrimenti qualsiasi persona che sia stata residente all'estero, anche per un breve periodo, prima dell'entrata in vigore della legge 91/1992 avrebbe potuto naturalizzarsi acquisendo volontariamente la cittadinanza straniera e aver perso così automaticamente quella italiana.
Ovvero l'Ufficiale di stato civile deve ragionare in tali termini: quel capostipite nato in Italia da cittadino Italiano era alla nascita cittadino italiano. E' emigrato con passaporto italiano, quasi certamente in base agli accordi internazionali Italia Brasile sull'emigrazione che hanno preceduto l'emigrazione ordinata degli italiani verso quel Paese. Finchè non trovo un fatto giuridico che abbia comportato per costui la perdita della cittadinanza italiana lo devo necessariamente considerare italiano con le ovvie conseguenze sulla sua discendenza
Ovvero se accerto che un cittadino è, o era, italiano alla nascita (e tale era l'avo che emigrò) potrò con valore giuridico dire che costui ha cessato di essere italiano solo se accerto: "la sussistenza di tutte le condizioni stabilite perche' tale effetto si sia prodotto".
Altrimenti dovrò ammettere che non risulta alcun fatto giuridico che abbia fatto cessare la sua cittadinanza italiana
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 16/05/2017, 09:54
Claudia.Valent = Si tratta di situazioni, purtroppo, frequenti, dao che "corrono orientamenti" per cui quanto necessario a radicare la competenza territoriale sia un "trucco" per ottenere un risultato ...
Dato che, nel caso, si ha una notizia che potrebbe portare a mutazione (art. 5 L. 24/12/1954, n. 1228), eventualmente anche d'ufficio (sia che ne cosegua una cancellazione per accertao trasferimento all'estero della dimora abituale, sia una cancellazione per irrepertribilita'), casi in cui i relativi e conseguenti provvedimenti avrebbero effetto dalla loro adozione, allo stato (= in questa fase) non puo' che concludersi il procedimento in corso (per i termini di conclusione rinvio all'art. 2 L. 241/1990).
Cio' nion preclude che, sussistendone la notizia, si debba procedere a quanto ne consegue.
Messaggioda Claudia.Valent » 16/05/2017, 18:45
La ringrazio per il chiarimento e chiedo scusa se le chiedo di essere ancora piu paziente, non vorrei proprio sbagliare.
Pratiche di questo tipo ne abbiamo fatte poche finora qui.
Ho fatto i conti e purtroppo sono passati 90 giorni dal ricevimento della domanda di cittadinanza.
Allora quando lei scrive "non puo' che concludersi il procedimento in corso", richiama il procedimento di cittadinanza oppure la cancellazione anagrafica?
Iscritto il: 06/04/2016, 09:13
Messaggioda nicky11 » 17/05/2017, 09:42
Buongiorno, ormai settimanalmente mi vengono consegnate questo tipo di pratiche...
non mi é chiaro se gli atti di nascita dei figli minorenni (in Brasile) del Signore al quale é stata riconosciuta la cittadinanza italiana (venuto in Italia per la pratica, a conclusione della stessa emigrazione in Brasile = iscrizione AIRE) debbano essere trascritti nel nostro Comune o essendo i bambini in Brasile devono rivolgersi al Consolato?
ringrazio in anticipo per un chiarimento
Messaggioda trasparenza1955 » 17/05/2017, 09:45
E' pacifico che finchè per un residente non si è concluso il procedimento di cancellazione anagrafica, sempre secondo la tempistica garantista prevista dalle norme, lo stesso ha diritto a tutte le certificazioni anagrafiche compreso, ad esempio, il rilascio della carta di indentità per stranieri.
Ovviamente l'accertamento, positivo o negativo, della cittadinanza italiana nel frattempo si sarà concluso con le conseguenti obbligatorie registrazioni di stato civile.
Oggi è 24/01/2018, 04:38