Source: http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2007028.html
Timestamp: 2016-05-31 11:47:54+00:00
Document Index: 14266565

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 52', 'art. 2']

Legge regionale 28 dicembre 2007, n. 28. Legge regionale 28 dicembre 2007, n. 28. (Testo coordinato)Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa. (B.U. 31 dicembre 2007, 2� suppl. al n. 52) Modificata da l.r. 37/2008, l.r. 08/2013, l.r. 17/2013, l.r. 17/2014, l.r. 26/2015Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38
Art. 1.(Finalit�)1. La Regione Piemonte, riconoscendo al sistema nazionale di istruzione ed istruzione e formazione professionale il compito di garantire i livelli essenziali delle prestazioni, di cui alle leggi vigenti in materia, promuove un sistema di azioni che offra la possibilit� per tutti gli allievi di raggiungere il successo scolastico e formativo.
2. La Regione, ferme restando le competenze gi� attribuite ai comuni e alle province nel rispetto della normativa costituzionale e secondo il principio di sussidiariet�, promuove interventi volti a rimuovere gli ostacoli che si frappongono al pieno godimento del diritto allo studio ed all'apprendimento fin dalla scuola dell'infanzia.
3. La programmazione degli interventi per garantire il diritto allo studio e la libera scelta educativa avviene previa consultazione degli enti locali piemontesi, delle istituzioni scolastiche autonome statali e paritarie e delle agenzie formative accreditate.
4. La Regione, nel definire le politiche dell'istruzione e formazione, tenendo come riferimento gli obiettivi europei, riconosce come elemento centrale l'allievo in formazione, a cui � garantito, fin dalla scuola dell'infanzia, l'accesso ad una offerta formativa diffusa e qualificata, che si sviluppi lungo tutto l'arco della vita.
5. La Regione riconosce il fondamentale ruolo delle istituzioni scolastiche autonome e si impegna a collaborare con esse per la realizzazione degli interventi previsti dalla presente legge.
6. La legge disciplina, integra e coordina l'insieme delle attivit� e delle provvidenze svolte ed erogate dalla Regione per il perseguimento delle finalit� di cui al presente articolo, quale complesso unitario ed organico di interventi volti a garantire l'effettivo esercizio dei diritti riconosciuti all'allievo in formazione. Art. 2.(Oggetto)1. La Regione promuove gli interventi che sostengono il diritto all'istruzione e formazione, a partire dalla scuola dell'infanzia e fino al conseguimento di un titolo di studio superiore, anche in relazione alla tutela del principio della libert� di scelta educativa delle famiglie e degli studenti.
2. Gli interventi hanno per oggetto:
a) la prevenzione e il recupero degli abbandoni e della dispersione scolastica;
b) l'offerta di servizi e interventi differenziati, volti ad ampliare e qualificare la partecipazione della persona al sistema di istruzione e formazione;
c) il raccordo fra i sistemi dell'istruzione e dell'istruzione e formazione professionale e di questi con i servizi socio-sanitari, culturali, ricreativi e sportivi del territorio;
d) il sostegno per il mantenimento, l'ampliamento e la valorizzazione dei servizi connessi con il diritto allo studio ed all'apprendimento nelle aree della Regione nelle quali la distribuzione dei medesimi comporta particolare disagio;
e) la realizzazione di progetti di sperimentazione organizzativa, didattica ed educativa;
f) la realizzazione di progetti mirati al sostegno didattico ed educativo degli allievi in condizioni di svantaggio sociale con necessit� educative speciali;
g) lo sviluppo di azioni volte a garantire ai disabili il pieno accesso agli interventi previsti dalla legge;
h) la realizzazione di progetti mirati all'accoglienza, all'integrazione culturale e all'inserimento scolastico dei cittadini stranieri e degli immigrati;
i) il sostegno del merito scolastico e formativo;
j) l'utilizzo, a fini scolastici e formativi, delle strutture culturali, sportive e scientifiche presenti sul territorio;
k) il sostegno della mobilit� internazionale;
l) la realizzazione di progetti mirati al sostegno delle pari opportunit� e all'alternanza scuola lavoro;
m) la realizzazione di interventi di edilizia scolastica finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 1. Art. 3.(Destinatari)1. Gli interventi regionali sono attuati in favore degli allievi del sistema dell'istruzione e formazione piemontese, in et� scolare o in rientro formativo, frequentanti le istituzioni scolastiche autonome, fin dalla scuola dell'infanzia, ed i corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo.
2. Gli interventi sono rivolti altres� agli studenti residenti in Piemonte che frequentano istituzioni scolastiche facenti parte del sistema nazionale di istruzione. Art. 4.(Interventi)1. Gli interventi di cui all'articolo 2 sono cos� individuati:
a) attivit� di assistenza scolastica volte a favorire il concreto esercizio del diritto allo studio, quali i servizi di mensa, trasporto, residenziali ovvero altri interventi analoghi cos� definiti dal piano triennale di cui all'articolo 27;
b) azioni per garantire il diritto all'educazione, all'istruzione e formazione degli allievi disabili certificati o con necessit� educative speciali;
c) servizi strumentali, interventi volti a costituire dotazioni scolastiche finalizzate a consentire prestiti d'uso dei libri di testo, fornitura di materiale e sussidi didattici, facilitazioni per la costituzione di reti scolastiche;
d) erogazione di contributo alle scuole paritarie dell'infanzia per garantire il mantenimento e, ove possibile, l'ampliamento del servizio in tutto il territorio regionale;
e) attribuzione di benefici economici per merito scolastico, erogazione di borse di studio e di assegni di studio a parziale copertura delle spese di iscrizione, frequenza, acquisto di libri di testo e trasporto degli allievi in disagiate condizioni economiche, frequentanti le scuole statali e paritarie ed i corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo, nel rispetto dei principi fissati dall'articolo 34 della Costituzione;
f) istituzione di un fondo di emergenza presso gli istituti scolastici per gli allievi in particolari condizioni di disagio economico e a rischio di insuccesso scolastico;
g) azioni volte a garantire e migliorare i livelli di qualit� dell'offerta formativa ed educativa, quali facilitazioni per l'utilizzo a fini didattici e formativi delle strutture culturali, sportive e scientifiche presenti sul territorio, realizzazione di progetti di innovazione e sperimentazione in ambito didattico ed educativo, con particolare riferimento alle tecnologie multimediali come strumento di facilitazione dell'apprendimento, assunzione di iniziative volte a promuovere e sostenere la continuit� tra i diversi gradi ed ordine di scuole, nonch� forme di collaborazione fra scuole e famiglie;
h) realizzazione di interventi per particolari categorie di utenze quali carcerati, ospedalizzati, stranieri e progetti di qualificazione ed aggiornamento del personale docente;
i) sostegno alle scuole site in aree territorialmente disagiate;
j) interventi di miglioramento dell'edilizia scolastica. Art. 5.(Accordi di collaborazione)1. Per la realizzazione degli interventi di cui agli articoli 2 e 4 le province promuovono la stipula di accordi di collaborazione tra gli enti territoriali, le istituzioni scolastiche autonome e le agenzie formative accreditate con il coinvolgimento dei servizi sociali, sanitari, culturali e del lavoro presenti sul territorio nella progettazione, realizzazione e monitoraggio degli interventi. Art. 6.(Assistenza scolastica)1. La Regione, al fine di favorire l'accesso e la frequenza del sistema scolastico, prevede specifici stanziamenti di risorse destinate allo svolgimento dei servizi di trasporto, mensa e servizi residenziali ovvero altri interventi analoghi, individuando altres� gli obiettivi ed i criteri degli stessi. Art. 7.(Prevenzione e recupero dell'abbandono scolastico)1. La Regione prevede specifici stanziamenti di risorse al fine di sostenere la realizzazione di progetti ed iniziative mirati a prevenire e recuperare il fenomeno dell'abbandono scolastico, individuando altres� gli obiettivi ed i criteri degli interventi. Art. 8.(Dotazioni librarie)1. La Regione, con il piano triennale di cui all'articolo 27, ha facolt� di prevedere specifici stanziamenti di risorse, al fine di agevolare l'uso gratuito dei libri di testo nelle scuole secondarie di primo grado e nel secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di istruzione e formazione professionale da parte degli allievi provenienti da famiglie in condizioni economiche disagiate, per consentire l'attivazione dell'istituto del prestito d'uso.
2. La Regione, al fine di agevolare la fruizione, da parte degli allievi del sistema di istruzione pubblico, delle dotazioni librarie delle istituzioni scolastiche autonome, con il piano triennale di cui all'articolo 27 ha facolt� di prevedere specifici stanziamenti di risorse da destinarsi alla realizzazione di reti scolastiche volte ad ampliare le dotazioni librarie degli istituti.
3. I comuni, nell'ambito delle competenze definite nell'articolo 31, provvedono alla fornitura dei libri di testo agli allievi delle scuole primarie e al rimborso totale o parziale del costo dei libri di testo agli allievi in condizioni economiche pi� svantaggiate delle scuole secondarie di primo e secondo grado residenti in Piemonte, secondo i criteri definiti dal piano triennale di cui all'articolo 27 ed in osservanza delle disposizioni ministeriali. Art. 9.(Piani annuali provinciali)1. Per la realizzazione degli interventi di cui agli articoli 6, 7 e 8, le province competenti per territorio predispongono il relativo piano annuale, anche mediante accordi con i comuni singoli o associati e con le istituzioni scolastiche autonome o le agenzie formative accreditate, nel rispetto degli obiettivi e dei criteri definiti con il piano triennale di cui all'articolo 27 ed erogano altres� le relative risorse. Art. 10.(Valorizzazione delle eccellenze e del merito)1. La Regione, nell'intento di investire sulle risorse umane e valorizzare le eccellenze tra i giovani, istituisce un premio annuale non monetario e di valenza culturale destinato agli studenti distintisi in modo particolare nel percorso e negli esiti scolastici dell'ultimo biennio delle scuole superiori.
2. La Regione riconosce agli studenti, che nelle scuole secondarie di secondo grado raggiungono un livello particolarmente alto di merito scolastico, benefici economici anche nella forma di compartecipazione a spese di viaggio e di istruzione, scambi con l'estero, attivit� per l'approfondimento di lingue straniere.
3. Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce:
a) le entit� e le caratteristiche del premio di cui al comma 1;
b) le condizioni di merito, i limiti di reddito, le modalit�, il numero annuale e l'importo complessivo dei benefici di cui al comma 2, in osservanza dei principi desumibili dalla normativa statale in materia.
4. I benefici di cui al presente articolo sono cumulabili con le altre provvidenze previste dalla legge. Art. 11.(Borse di studio)1. Per gli allievi della scuola secondaria di secondo grado e dei corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo di istruzione, la Regione, con risorse proprie, integra la borsa di studio erogata dallo Stato, ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62 (Norme per la parit� scolastica e disposizioni sul diritto allo studio ed all'istruzione), alle famiglie in condizione di svantaggio ed istituisce una analoga borsa di studio regionale anche per le famiglie con un indicatore di situazione economica equivalente (ISEE) superiore.
2. Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce, in osservanza dei principi desumibili dalla normativa statale in materia, l'entit� delle borse e le fasce di reddito a cui viene attribuita la borsa regionale.
3. La borsa di studio di cui al comma 1 � cumulabile con le altre provvidenze previste dalla legge. Art. 12.(Assegno di studio)1. Al fine di rendere effettivo il diritto allo studio ed all'istruzione e formazione per tutti gli allievi delle scuole statali, paritarie e dei corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo, la Regione eroga, nei limiti delle risorse disponibili, assegni di studio, differenziati per fasce di reddito, finalizzati alla parziale copertura delle seguenti spese:
b) libri di testo, attivit� integrative previste dai piani dell'offerta formativa, trasporti.
1=>2. Gli assegni di cui al comma 1 sono attribuiti, in via prioritaria, alle fasce pi� deboli della popolazione scolastica e su graduatorie distinte formulate in forma crescente in base alla situazione reddituale del nucleo familiare. <=1
3. L'assegno di studio � cumulabile con le provvidenze previste dagli articoli 8, comma 3, 10 e 11, ma non � ammessa la concorrenza su entrambe le graduatorie di cui al comma 2 2-><-2 .
4. Le risorse destinate a ciascuna tipologia di intervento sono definite dal piano triennale di cui all'articolo 27.
3=>5. Gli assegni di studio sono annualmente erogati dalla Regione sulla base delle istanze presentate dalle famiglie, secondo le disposizioni ministeriali e, per quanto di competenza regionale, secondo le indicazioni contenute nel piano triennale di cui all'articolo 27, che definisce:
a) l'ammontare complessivo delle risorse destinate per la composizione delle singole graduatorie;
b) l'entit� massima dell'assegno di studio erogabile;
c) l'importo dell'assegno per ogni ordine di scuola;
d) l'importo dell'assegno per ogni fascia di reddito;
e) la percentuale di rimborso della spesa;
f) il limite della situazione reddituale per poter accedere all'assegno;
g) la soglia reddituale al di sotto della quale non si fa ricorso alla formazione delle graduatorie. <=3
6. Gli assegni di studio di cui al comma 1 sono cumulabili con le provvidenze previste dalla l. 62/2000 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 sulla fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo). 4+>6 bis. La Giunta regionale approva con propria deliberazione le modalit� di gestione dello strumento di intervento, l'importo minimo, i termini di presentazione delle istanze e di erogazione degli assegni di studio di cui al comma 1. <+4
5+>6 ter. Il bando concernente i contributi di cui al presente articolo relativo all'anno scolastico 2016/2017 e ai seguenti � pubblicato entro il 30 maggio di ogni anno. <+5
6+>6 quater. A decorrere dal bando relativo all'anno scolastico 2016/2017 gli assegni di studio sono erogati tramite voucher. <+6 Art. 13.(Fondo di emergenza)1. La Regione, al fine di agevolare le famiglie degli allievi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado in situazione di particolare disagio economico ed a rischio di abbandono scolastico, ha facolt� di assegnare per interventi straordinari ed emergenze particolari, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, alle istituzioni scolastiche autonome che ne fanno richiesta, un fondo per anticipare, totalmente o parzialmente, le borse e gli assegni di studio erogati ai sensi della legge.
2. Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce forme e modalit� per l'erogazione del fondo di cui al comma 1. Art. 14.(Azioni per concorrere al funzionamento delle scuole dell'infanzia paritarie non dipendenti da enti locali territoriali)1. La Regione riconosce la funzione sociale e formativa svolta dalle scuole dell'infanzia paritarie non dipendenti da enti locali territoriali operanti nel proprio territorio, purch� non abbiano fine di lucro e siano aperte alla generalit� dei cittadini.
2. Le scuole di cui al comma 1 ed i comuni ove hanno sede, al fine di mantenere il servizio di pubblica utilit� attualmente svolto, stipulano apposite convenzioni secondo lo schema tipo approvato dalla Giunta regionale.
3. La Regione contribuisce, in via integrativa, agli interventi oggetto delle convenzioni di cui al comma 2.
4. Per particolari situazioni e per mantenere il servizio in zone disagiate, la Regione pu�, in deroga a quanto previsto dai commi 1 e 2, erogare direttamente, previo parere 7-><-7 dei comuni ove hanno sede, contributi alle scuole, sulla base di criteri definiti dal piano triennale di cui all' articolo 27.
5. Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce l'ammontare delle risorse destinate, le modalit� e i criteri per l'erogazione del contributo. Art. 15.(Interventi per l'integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali)1. La Regione, per garantire il diritto all'educazione, all'istruzione e formazione degli allievi disabili certificati o con necessit� educative speciali e per favorirne l'integrazione nel sistema educativo di istruzione e formazione, formula specifici indirizzi per la realizzazione di una programmazione coordinata delle attivit� scolastiche con quelle sanitarie e socio-assistenziali.
2. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati nell'ambito degli indirizzi regionali di cui al comma 1, anche in collaborazione con le famiglie, attraverso una programmazione coordinata dei servizi e delle attivit� scolastiche per la predisposizione di un piano educativo individualizzato, al quale possono concorrere altri soggetti pubblici e privati.
3. Gli interventi per l'integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali sono attuati nel quadro degli accordi di programma previsti dall'articolo 17 della legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento).
a) i comuni e le province, secondo le rispettive competenze, provvedono, nei limiti delle proprie disponibilit� e sulla base del piano educativo individualizzato predisposto con l'amministrazione scolastica e le aziende sanitarie locali, agli interventi diretti ad assicurare l'accesso e la frequenza al sistema scolastico e formativo attraverso la fornitura di servizi di trasporto speciale, di materiale didattico e strumentale, nonch� di personale aggiuntivo provvisto dei requisiti di legge e destinato a favorire e sviluppare l'autonomia e la capacit� di comunicazione;
b) le aziende sanitarie locali provvedono alla certificazione, partecipano alla definizione del piano educativo individualizzato ed effettuano le verifiche necessarie al suo aggiornamento, assicurando altres� le attivit� di consulenza e di supporto richieste dal personale docente, educativo e socio-assistenziale impegnato nel processo di integrazione.
5. Per gli allievi disabili certificati, nell'ambito dei protocolli d'intesa, i comuni singoli o associati, le comunit� montane e collinari e le province provvedono, sulla base delle disponibilit� finanziarie assegnate con il piano triennale di cui all'articolo 27 e sulla base del piano educativo individualizzato, predisposto con le famiglie, le istituzioni scolastiche e, ove competenti, le ASL, agli interventi diretti ad assicurare l'accesso e la frequenza del sistema educativo di istruzione e formazione attraverso la fornitura di servizi di trasporto speciale, di materiale didattico e strumentale, nonch� di personale aggiuntivo, provvisto dei requisiti di legge e destinato a favorirne e svilupparne l'autonomia, la comunicazione e l'inserimento reale nel mondo scolastico; la Regione, con le disponibilit� finanziarie stanziate dal piano triennale di cui all'articolo 27, contribuisce alla realizzazione dei progetti.
6. Gli enti locali, le istituzioni scolastiche autonome, le ASL e gli enti gestori delle funzioni socio - assistenziali, in base alle specifiche competenze di legge, elaborano con le famiglie un progetto personalizzato per accompagnare la persona disabile nella transizione oltre il mondo della scuola.
7. La Regione, con proprio provvedimento amministrativo, provvede ad individuare le tipologie dei disturbi di apprendimento o di situazione di disagio, per le quali possono essere previsti progetti educativi speciali.
8. La Regione, con il piano triennale di cui all'articolo 27, prevede specifici stanziamenti al fine di assicurare la realizzazione degli interventi. Art. 16.(Interventi per gli allievi ricoverati)1. La Regione, con il piano triennale di cui all'articolo 27, prevede specifici stanziamenti di risorse, al fine di garantire i percorsi formativi agli allievi ricoverati in ospedale o in regime di day hospital o in degenza domiciliare, destinati ad integrare quanto disposto dalla normativa nazionale con interventi finalizzati alla didattica in ospedale o domiciliare.
3. La Regione pu� direttamente promuovere e sostenere sperimentazioni di utilizzo di tecnologie multimediali per l'insegnamento a distanza, per le finalit� di cui al comma 1. Art. 17.(Sostegno all'inserimento di allievi di nazionalit� straniera)1. La Regione sostiene gli interventi delle istituzioni scolastiche autonome e delle agenzie formative, promossi e coordinati dagli enti locali, volti all'accoglienza, all'integrazione e all'inserimento scolastico degli allievi di nazionalit� straniera secondo le linee dettate dal piano triennale di cui all'articolo 27, che pu� prevedere, a tal fine, appositi stanziamenti.
a) facilitare l'inserimento degli allievi di nazionalit� straniera nei percorsi del sistema educativo, agevolare l'accoglienza, l'alfabetizzazione e il perfezionamento della lingua italiana, promuovendo l'accesso ai servizi esistenti, anche con il ricorso a mediatori linguistici e culturali;
f) promuovere l'attivazione di specifici servizi di consulenza, formazione e documentazione, favorendo il coordinamento delle iniziative con i soggetti competenti presenti sul territorio. Art. 18.(Azioni formative per la popolazione carceraria)1. La Regione, con il piano triennale di cui all'articolo 27, pu� prevedere specifici stanziamenti di risorse per sostenere corsi di istruzione e formazione che si svolgono nelle case circondariali del territorio piemontese, al fine di agevolare l'inserimento sociale di chi si trova in situazione di detenzione.
2. Per le finalit� di cui al comma 1 gli enti locali competenti per territorio, secondo le linee dettate dal piano triennale, stipulano apposite convenzioni con le case circondariali. Art. 19.(Scuole in aree territorialmente disagiate)1. La Regione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 48 della legge regionale 2 luglio 1999, n. 16 (Testo unico delle leggi sulla montagna) e dall'articolo 22 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 16 (Provvedimenti per la tutela e lo sviluppo dei territori e dell'economia collinare), al fine di favorire la permanenza della popolazione nelle aree territorialmente disagiate ed a rischio di forte decremento demografico, promuove e sostiene interventi atti a valorizzare e mantenere le scuole in tali aree.
2. La definizione di ulteriori aree che possono essere oggetto degli interventi di cui al comma 1 � di competenza della Giunta regionale, sentita la Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa di cui all'articolo 26 e previo parere della Commissione consiliare competente.
3. I finanziamenti sono concessi su presentazione, da parte dei comuni singoli o associati o da comunit� montane e collinari e in rappresentanza di tutti i comuni che ne fanno parte, di progetti redatti di concerto con le istituzioni scolastiche finalizzati a rendere qualitativamente adeguato il servizio scolastico e ad offrire agli allievi migliori opportunit� di apprendimento anche attraverso l'insegnamento a distanza.
4. La Regione eroga altres� assegni di studio in favore degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, residenti in comuni montani classificati ad alta marginalit� ai sensi dell'articolo 4 della l.r. 16/1999, a parziale compensazione delle spese effettivamente sostenute per il soggiorno nei luoghi di frequenza.
5. Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce lo stanziamento complessivo per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo, la quota parte di finanziamento da destinarsi alle aree montane e collinari, le modalit� di erogazione degli interventi e degli assegni nonch� la situazione ISEE per accedervi. Art. 20.(Orientamento)1. La Regione garantisce ai cittadini di ogni et� il diritto all'orientamento per la conoscenza delle opportunit� finalizzate alla costruzione di percorsi individuali in ambito educativo, scolastico e formativo, tenendo conto delle capacit� e delle aspirazioni individuali per il pieno sviluppo della persona umana e in relazione ai cambiamenti sociali.
2. Gli interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il concorso dei soggetti statali e privati che attuano le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione e della formazione.
3. Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce l'ammontare delle risorse destinate, le modalit� e i criteri per l'erogazione del contributo. Art. 21.(Progetti di sperimentazione organizzativa, didattica ed educativa)1. La Regione, con il piano triennale di cui all'articolo 27, ha facolt� di prevedere specifici stanziamenti per la realizzazione di progetti di sperimentazione organizzativa, didattica ed educativa.
2. I progetti di cui al comma 1 sono definiti in accordo con gli istituti scolastici autonomi e gli enti locali competenti per territorio anche sulla base di eventuali proposte delle province di riferimento. Art. 22.(Interventi relativi all'edilizia scolastica)1. La Regione persegue l'obiettivo di incrementare una scuola di qualit� e di realizzare una equilibrata organizzazione territoriale del sistema scolastico, con riferimento agli andamenti demografici e migratori.
2. Per le finalit� di cui al comma 1 la Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 11 della legge 11 gennaio 1996, n. 23 (Norme per l'edilizia scolastica), approva norme tecniche integrative relative anche agli standard di qualit� degli edifici scolastici.
3. La Regione, secondo le indicazioni contenute nel piano triennale di cui all'articolo 27 e sulla base delle risorse disponibili, pu� concedere 8=>agli enti locali territoriali o loro associazioni, come disciplinato dalla normativa vigente, <=8 contributi per interventi edilizi finalizzati a:
a) adeguare il patrimonio edilizio scolastico esistente alle norme vigenti in materia di agibilit�, sicurezza, igiene ed alle normative regionali integrative di cui al comma 2;
b) recuperare e riqualificare il patrimonio edilizio scolastico esistente, con particolare riguardo agli edifici aventi valore storico - monumentale ed ambientale;
9=>4. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, approva con proprio atto deliberativo gli interventi regionali di edilizia scolastica individuando:
d) le modalit� di assegnazione dei finanziamenti. <=9
7. Le province esercitano altres� le funzioni amministrative relative all'attuazione dei programmi, in favore dei comuni, delle loro forme associative, delle comunit� montane e collinari, per mirati e limitati interventi di edilizia scolastica e per gli interventi su palestre ed impianti ginnico-sportivi, nonch� per gli interventi urgenti dovuti ad esigenze di sicurezza e di igiene. Art. 23.(Anagrafe regionale dell'edilizia scolastica)1. La Regione, previ accordi di collaborazione con gli enti locali, istituisce l'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica e si avvale della stessa per i propri compiti di indirizzo e pianificazione degli interventi a favore del patrimonio di edilizia scolastica del sistema dell'istruzione piemontese.
2. L'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica del sistema dell'istruzione piemontese, finalizzata alla condivisione di dati ed informazioni sugli edifici scolastici con gli enti locali competenti, opera anche in un quadro d'integrazione e condivisione delle informazioni con i sistemi informativi degli enti locali stessi, attraverso uno specifico sistema informativo regionale, in grado di integrarsi con l'anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica prevista dall'articolo 7 della l. 23/1996. Art. 24.(Anagrafe regionale degli studenti)1. La Giunta regionale, con proprio provvedimento, al fine di combattere la dispersione scolastica, istituisce, su base provinciale, l'anagrafe regionale degli studenti piemontesi nei sistemi dell'istruzione e dell'istruzione e formazione professionale e ne disciplina il funzionamento.
2. L'anagrafe regionale degli studenti, finalizzata alla condivisione di dati ed informazioni sugli studenti piemontesi con gli enti locali competenti, opera in un quadro d'integrazione delle informazioni. Art. 25.(Contribuzione degli utenti)1. I destinatari degli interventi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), concorrono al costo dei servizi con contributi differenziati in base alle rispettive condizioni economiche.
2. Sono esclusi dalla contribuzione degli utenti gli interventi per l'assistenza ed il trasporto degli allievi disabili fino all'assolvimento dell'obbligo d'istruzione e per la fornitura gratuita dei libri di testo nelle scuole primarie.
3. I comuni individuano le fasce economiche di contribuzione e di esenzione a cui rapportare i contributi, tenendo conto delle indicazioni contenute nel piano triennale di cui all'articolo 27. Art. 26.(Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa)1. Al fine di elaborare proposte per gli interventi regionali e di valutarne e monitorarne l'attuazione e l'efficacia, � costituita la Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa.
2. La Conferenza � composta dai seguenti membri:
a) l'assessore regionale competente in materia di istruzione, o suo delegato, che la presiede;
b) gli assessori provinciali competenti in materia di istruzione o loro delegati;
c) quattro rappresentanti dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI);
d) un rappresentante dell'Associazione nazionale piccoli comuni (ANPCI);
e) due rappresentanti dell'Unione nazionale comunit� montane ( UNCEM);
f) un rappresentante della Lega delle autonomie locali;
g) il direttore dell'Ufficio scolastico regionale per il Piemonte;
h) un rappresentante per ognuna delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria comparativamente pi� rappresentative a livello nazionale;
i) un rappresentante per ognuna delle associazioni delle istituzioni scolastiche autonome;
j) un rappresentante per ognuna delle strutture formative di cui all'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007);
k) un rappresentante per ognuna delle associazioni professionali degli insegnanti riconosciute a livello regionale;
l) un rappresentante per ognuna delle associazioni dei dirigenti scolastici riconosciute a livello regionale;
m) un rappresentante per ognuna delle associazioni e coordinamenti dei genitori riconosciuti a livello regionale;
n) i presidenti delle consulte provinciali degli studenti;
o) un rappresentante per ognuna delle associazioni studentesche che compongono la Consulta regionale dei giovani.
3. Relativamente ai componenti di cui alle lettere c), d), e), f) h), i), j), k), l), m) e o) del comma 2, il Presidente della Giunta regionale, in base alle designazioni effettuate dalle rispettive associazioni competenti a livello regionale, nomina e revoca i membri della Conferenza con proprio decreto.
4. I componenti durano in carica cinque anni e svolgono le funzioni fino all'insediamento della Conferenza successiva.
5. La Conferenza elegge nel proprio seno un Comitato ristretto composto da un rappresentante designato da ciascuna delle componenti indicate al comma 2 con il compito di recepire le indicazioni della Conferenza stessa e di formulare le conseguenti proposte di interventi alla Giunta regionale.
6. La Conferenza disciplina con proprio regolamento le modalit� di organizzazione e funzionamento.
7. Le funzioni di segreteria della Conferenza sono assicurate dalla struttura regionale competente in materia di istruzione. Art. 27.(Piano triennale di interventi)1. La Giunta regionale, per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 4, tenuto conto delle indicazioni espresse dalla Conferenza regionale di cui all'articolo 26, presenta al Consiglio regionale per la sua approvazione, entro il mese di maggio dell'anno di scadenza del precedente piano, la proposta di piano triennale di interventi.
2. Il piano triennale definisce:
a) le priorit� e le linee di sviluppo delle azioni in materia di diritto allo studio, le risorse economiche per farvi fronte ed i relativi criteri di ripartizione tra gli enti locali;
b) le modalit� per l'attribuzione degli assegni di studio di cui all'articolo 12, le fasce di reddito per accedervi, i relativi criteri e le risorse economiche destinate, differenziate per le tipologie di intervento definite dall'articolo 12 10-><-10 ;
c) i criteri e le risorse economiche per l'attribuzione delle borse di studio di cui all'articolo 11 e le relative fasce di reddito per averne accesso;
d) i criteri e le risorse economiche per l'attribuzione dei benefici di cui all'articolo 10 e le relative fasce di reddito per averne accesso;
e) le modalit� per la presentazione dei progetti per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera g);
f) gli interventi di edilizia scolastica;
g) i criteri e le modalit� per la realizzazione di ogni altro intervento previsto dalla legge.
3. La Giunta regionale pu� attuare interventi straordinari in caso di necessit� o emergenze particolari, destinando specifiche risorse. Art. 28.(Sportello per il cittadino)1. Al fine di agevolare il cittadino nell'esercizio dei diritti, degli interessi e delle aspettative riconosciuti dalla legge a favore di tutti i soggetti del sistema dell'istruzione e dell'istruzione e formazione piemontese, la Regione promuove presso i comuni singoli od associati, anche attraverso l'avvalimento dei relativi uffici di relazione con il pubblico, l'attivazione di uno sportello con le seguenti funzioni:
b) inoltro di tali istanze ai soggetti ed alle autorit� competenti per la decisione, previa valutazione della loro correttezza e completezza formale;
c) comunicazione all'interessato, entro trenta giorni dalla presentazione delle istanze, dell'esito del procedimento, ovvero dell'autorit� o soggetto competente, che provveder� a tale comunicazione;
d) assistenza a favore dei soggetti interessati nella formulazione delle istanze, assicurandone la corretta e completa informazione in ordine ai propri diritti ed alle condizioni per il loro esercizio;
e) ricevimento di ogni contestazione, doglianza o suggerimento formulato in forma verbale o scritta da parte dei soggetti interessati destinatari delle attivit�, e successivo inoltro delle medesime presso i soggetti competenti.
2. La Giunta regionale provvede a disciplinare, sentita la Conferenza regionale di cui all'articolo 26, le competenze ed i procedimenti rimessi all'attivit� dell'ufficio. Art. 29.(Funzioni della Regione)1. La Regione esercita funzioni di programmazione e di indirizzo nelle materie della legge, anche coordinando le politiche di istruzione formazione professionale e di educazione permanente con le proprie politiche sociali, sanitarie, ambientali, culturali, sportive, della montagna e giovanili, di cui ai rispettivi atti di programmazione.
2. La Regione esercita le funzioni amministrative delegate di cui all'articolo 138 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59).
3. Compete altres� alla Regione l'esercizio delle seguenti funzioni:
a) la ripartizione dei fondi statali per la fornitura dei libri di testo, di cui all'articolo 8, comma 3;
b) l'attribuzione dei benefici di cui all'articolo 10;
c) l'attribuzione delle borse di studio di cui all'articolo 11;
d) l'attribuzione dell'assegno di studio di cui all'articolo 12;
e) l'assegnazione dei fondi straordinari di cui all'articolo 13;
f) l'erogazione dei contributi integrativi, di cui all'articolo 14;
g) l'individuazione delle tipologie dei disturbi di apprendimento o di situazione di disagio, per le quali possono essere previsti i progetti educativi speciali di cui all'articolo 15;
h) la stipulazione e l'attuazione dei protocolli di cui all'articolo 16;
i) la definizione delle ulteriori aree territorialmente disagiate ed il sostegno agli interventi di cui all'articolo 19;
j) il sostegno agli interventi di cui all'articolo 21;
k) la concessione dei contributi per gli interventi di cui all'articolo 22;
l) la realizzazione e la gestione delle anagrafi di cui agli articoli 23 e 24;
m) l'individuazione delle competenze e dei procedimenti rimessi all'attivit� dello sportello per il cittadino di cui all'articolo 28;
n) la previsione di forme alternative di valutazione della situazione economica ai sensi dell'articolo 33.
4. La Regione, con la collaborazione della Conferenza di cui all'articolo 26, compie le azioni necessarie per assicurare il monitoraggio sull'utilizzo delle risorse e l'attuazione degli interventi regionali. Art. 30.(Funzioni delle province)1. Le province esercitano le seguenti funzioni:
a) concorrono all'elaborazione del piano triennale di cui all'articolo 27 e favoriscono, nel proprio ambito territoriale, il coordinamento delle azioni di cui alla presente legge promuovendo l'esercizio di funzioni associate;
b) svolgono le funzioni riguardanti l'istruzione secondaria di secondo grado di cui all'articolo 139 del d.lgs 112/1998;
c) promuovono la stipulazione degli accordi di collaborazione di cui all'articolo 5;
d) predispongono ed approvano il piano annuale degli interventi in materia di assistenza scolastica di cui all'articolo 6 ed erogano le relative risorse;
e) predispongono ed approvano il piano annuale degli interventi in materia di prevenzione e recupero di cui all'articolo 7 ed erogano le relative risorse;
f) predispongono ed approvano il piano annuale degli interventi in materia di dotazioni librarie di cui all'articolo 8, commi 1 e 2, ed erogano le relative risorse;
g) provvedono agli interventi di cui all'articolo 15;
h) sostengono gli interventi di inserimento di cui all'articolo 17, con riguardo agli allievi delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi di formazione professionale;
i) sostengono le azioni formative di cui all'articolo 18, stipulando apposite convenzioni con le case circondariali;
j) eseguono gli interventi di edilizia scolastica di cui all'articolo 22, comma 6;
k) adottano i provvedimenti per l'attuazione dei programmi di edilizia scolastica di cui all'articolo 22, comma 7. Art. 31.(Funzioni dei comuni)1. I comuni esercitano le seguenti funzioni:
a) concorrono all'elaborazione del piano triennale di cui all'articolo 27;
b) svolgono le funzioni riguardanti le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado di cui all'articolo 139 del d.lgs. 112/1998;
1) gli interventi di trasporto e mensa per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado;
3) la raccolta e l'istruttoria delle domande relative alle borse di studio di cui all'articolo 11 e la successiva erogazione;
11=>4) la compilazione delle domande relative agli assegni di studio di cui all'articolo 12; <=11
5) le convenzioni con le scuole dell'infanzia di cui all'articolo 14 procedendo all'erogazione dei relativi fondi;
6) gli interventi di cui all'articolo 15;
7) gli interventi di inserimento di cui all'articolo 17, con riguardo agli allievi delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado;
8) le azioni formative di cui all'articolo 18, stipulando apposite convenzioni con le case circondariali;
9) gli interventi di edilizia scolastica di cui all'articolo 22, comma 5;
10) la fornitura dei libri di testo;
11) l'istituzione dello sportello per il cittadino di cui all'articolo 28.
d) individuano le fasce economiche di contribuzione ed esenzione di cui all'articolo 25.
2. Per la fornitura dei libri di testo di cui al numero 10) della lettera c) del comma 1:
a) i comuni di residenza, salvo intervengano accordi diversi fra il comune di residenza ed il comune sede della scuola frequentata, provvedono alla fornitura gratuita dei libri di testo agli allievi della scuola primaria, ai sensi dell'articolo 156, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado);
b) i comuni, sede delle istituzioni scolastiche autonome da cui dipende la scuola frequentata, provvedono alla fornitura gratuita, o semigratuita, dei libri di testo, ai sensi dell'articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo) e dei relativi provvedimenti attuativi, agli allievi che frequentano le scuole secondarie di primo grado e del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, aventi sede in Piemonte;
c) il comune di residenza, salvo che intervengano accordi differenti tra la Regione e le altre regioni interessate, provvede alla fornitura gratuita, o semigratuita, dei libri di testo, ai sensi dell' articolo 27 della l. 448/1998 e dei relativi provvedimenti attuativi, agli allievi delle scuole secondarie di primo grado e del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione residenti in Piemonte e frequentanti in altre regioni italiane.
3. L'organizzazione del servizio di mensa � di competenza dei comuni ove ha sede la scuola, salvo che intervengano accordi diversi fra i comuni interessati. Art. 32.(Trasferimenti di risorse agli enti locali)1. La Giunta regionale provvede ad individuare, a favore delle province, delle comunit� montane o collinari e dei comuni singoli o associati, le risorse necessarie per la gestione delle funzioni attribuite dalla legge in misura non inferiore all'uno per cento del complesso delle risorse disponibili.
2. Il trasferimento delle risorse di cui al comma 1 avviene con le modalit� previste dall'articolo 10 della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali). Art. 33.(Modalit� di definizione fasce di reddito)1. Per l'individuazione dei limiti e delle fasce di reddito per accedere ai benefici finanziari previsti dagli articoli 8, 10, 11 e 12 si applicano le procedure previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizione dei criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate a norma dell'articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449).
2. Nel caso di minori stranieri le cui famiglie siano per motivi oggettivi impossibilitate a presentare la dichiarazione ISEE e comunque soggetti all'obbligo scolastico ai sensi dell'articolo 38 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), la Regione, in sede di piano triennale, pu� prevedere forme alternative di valutazione della situazione economica. Art. 34.(Clausola valutativa)1. La Giunta regionale rende conto al Consiglio regionale dell'attuazione della legge e dei risultati da essa ottenuti nel concorrere alla rimozione degli ostacoli che si frappongono al pieno godimento del diritto allo studio ed all'apprendimento, nonch� alla tutela del principio della libert� di scelta educativa delle famiglie e degli studenti.
2. Trascorso un anno dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale presenta alla Commissione consiliare competente una relazione in ordine all'istituzione della Conferenza regionale di cui all'articolo 26 ed alle relative modalit� organizzative, operative e funzionali.
3. Decorsi due anni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale, anche avvalendosi dell'attivit� di monitoraggio svolta dalla Conferenza regionale di cui all'articolo 26, presenta entro il 1� marzo di ogni anno alla Commissione consiliare competente, una relazione che, anche sulla base della interrelazione con le altre politiche regionali indicate all'articolo 29, comma 1, contiene risposte documentate in ordine alla realizzazione degli interventi realizzati ed al conseguente dettaglio delle risorse impegnate nei seguenti ambiti:
c) entit� dei contributi erogati alle scuole paritarie dell'infanzia;
e) entit� dei contributi assegnati per gli interventi di edilizia scolastica e lo stato di attuazione degli stessi;
f) interventi realizzati nelle scuole ubicate in aree territorialmente disagiate, di cui all'articolo 19.
4. Per gli ambiti di cui alle lettere a) e b) del comma 3, la relazione indica il dettaglio delle azioni realizzate dagli enti locali a fronte delle risorse ad essi trasferiti con il piano triennale di cui all'articolo 27. Art. 35.(Norma transitoria)1. Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalle lettere a) e b) dell'articolo 4 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge regionale 9 aprile 1985, n. 49 (Diritto allo studio. Modalit� per l'esercizio delle funzioni di assistenza scolastica attribuite ai comuni a norma dell'articolo 45 del d.p.r. 24 luglio 1977 n. 616 ed attuazione di progetti regionali).
2. Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalla lettera d) dell'articolo 4 continuano ad applicarsi tutte le disposizioni di cui alla legge regionale 6 agosto 1996, n. 61 (Contributi ai comuni per concorrere al funzionamento delle scuole materne autonome) e successive modifiche, ivi compreso il contributo previsto all'articolo 3 comma 1 lettera c).
3. Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalla lettera g) dell'articolo 4 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge regionale 28 agosto 1978, n. 58 (Promozione della tutela e dello sviluppo delle attivit� e dei beni culturali) e successive modifiche.
4. Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalla lettera j) dell'articolo 4 si applicano gli articoli 120, 121 e 122 della legge regionale 26 aprile 2000 n. 44 (Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I delle legge 15 marzo 1997, n. 59), cos� come inseriti dall'articolo 10 della legge regionale 15 marzo 2001, n. 5.
5. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone gli atti per l'attuazione dell'articolo 10 secondo le previsioni di cui ai commi 6 e 7.
6. Per l'assegnazione del premio per la valorizzazione delle eccellenze di cui all'articolo 10, comma 1, la Giunta regionale definisce il livello di merito minimo nella media del dieci e, per gli studenti dell'ultimo anno, nella votazione di cento centesimi con lode all'esame di stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore; la Giunta regionale definisce inoltre la tipologia del premio anche tenuto conto del numero degli aventi diritto.
7. Per l'assegnazione dei benefici economici di cui all'articolo 10, comma 2, la Giunta regionale definisce in euro 25.000 l'indicatore ISEE del nucleo familiare per accedere al beneficio ed identifica il livello di merito minimo nella media del nove e, per gli studenti dell'ultimo anno, nella votazione di cento centesimi all'esame di stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore; la Giunta regionale definisce inoltre l'entit� del premio anche tenuto conto del numero degli aventi diritto.
8. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone gli atti per l'attuazione dell'articolo 11, identificando in euro 20.000,00 l'indicatore ISEE del nucleo familiare al di sopra del quale non si pu� richiedere la borsa di studio e definendo l'importo delle borse stesse, tenuto conto del numero degli aventi diritto.
9. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone gli atti per l'attuazione dell'articolo 12, secondo le seguenti specificazioni:
a) per l'assegno di studio di cui all'articolo 12, comma 1, lettera a), l'importo massimo � definito in euro 900,00 per la scuola primaria, euro 1.200,00 per la scuola secondaria di primo grado ed euro 1.600,00 per la scuola secondaria di secondo grado;
b) per l'assegno di studio di cui all'articolo 12, comma 1, lettera b), l'importo massimo � definito in euro 200,00 per la scuola primaria, euro 300,00 per la scuola secondaria di primo grado ed euro 500,00 per la scuola secondaria di secondo grado e per i corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo;
10. Gli assegni di cui al comma 9 sono erogati fino alla misura del cento per cento ai richiedenti con indicatore ISEE inferiore o uguale a euro 24.000, fino alla misura del settantacinque per cento ai richiedenti con indicatore ISEE superiore a euro 24.000 e fino a euro 26.000 nonch� fino alla misura del cinquanta per cento ai richiedenti con indicatore ISEE superiore a euro 26.000 e fino a euro 29.000.
11. Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, le risorse di cui all'articolo 32 comma 1 sono gestite dalla Giunta regionale per le spese di funzionamento della legge, informata la Commissione consiliare competente.
12. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone i piani di attuazione delle azioni previste all'articolo 4 lettere c), f), g), h), i) e j).
13. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge la Giunta regionale attiva le procedure per indire la prima Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa. Entro i successivi novanta giorni la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale per la sua approvazione la prima proposta di piano triennale. Art. 36.(Norma abrogativa)1. Ferme restando le previsioni di cui all'articolo 35, commi 1, 2 e 4 sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) legge regionale 29 aprile 1985, n. 49 (Diritto allo studio. Modalit� per l'esercizio delle funzioni di assistenza scolastica attribuite ai comuni a norma dell'articolo 45 del d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616, ed attuazione di progetti regionali);
b) legge regionale 6 agosto 1996, n. 61 (Contributi ai comuni per concorrere al funzionamento delle scuole materne autonome) e successive modifiche;
c) legge regionale 20 giugno 2003, n. 10 (Esercizio del diritto alla libera scelta educativa);
d) articoli 120, 121 e 122 della l.r. 44/2000, cos� come inseriti dall'articolo 10 della l.r. 5/2001. Art. 37.(Norma finanziaria)1. Per l'attuazione della presente legge, a partire dall'esercizio finanziario 2008 � autorizzata la spesa complessiva di 111 milioni di euro, ripartita in spesa corrente per 81 milioni di euro e in spesa in conto capitale per 30 milioni di euro.
2. Il finanziamento degli interventi di spesa corrente � ripartito secondo le seguenti modalit�:
a) trentacinque per cento a favore degli interventi relativi alla qualificazione e al sostegno di offerta di istruzione per garantire il diritto di apprendimento di cui agli articoli 6, 7, 8, 15, 16, 17, 18, 19, 23, 24 e 32;
12=>b) sessantacinque per cento a favore degli interventi di cui agli articoli 10, 11, 12, 14 e 15 a sostegno delle famiglie e delle scuole, di cui il quaranta per cento per azioni individuate dagli articoli 12 comma 1, lettera a), 14 e dall'articolo 15 comma 5 per progetti realizzati nelle scuole paritarie private. <=12
3. Alla spesa corrente di cui al comma 1, stanziata nell'unit� previsionale di base (UPB) DA15071 (Istruzione formazione professionale e lavoro Istruzione Titolo I spese correnti), si fa fronte con la dotazione finanziaria della medesima unit� integrata dalle risorse finanziarie della UPB DA09011 (Bilanci e finanze Bilanci Titolo I spese correnti) del bilancio regionale.
4. Alla spesa in conto capitale di cui al comma 1, stanziata nella UPB DA15082 (Istruzione formazione professionale e lavoro Edilizia scolastica Titolo II spese in conto capitale), si fa fronte con la dotazione finanziaria della medesima unit� integrata dalle risorse finanziarie della UPB DA09012 (Bilanci e finanze Bilanci Titolo II spese in conto capitale) del bilancio regionale. Art. 38.(Dichiarazione di urgenza)1. La presente legge � dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 47, comma 2 dello Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte. =1 Sostituito dall'art. 1 della l.r. 17/2014.-2 Abrogato dall'art. 1 della l.r. 17/2014.=3 Sostituito dall'art. 31 della l.r. 8/2013.+4 Aggiunto dall'art. 31 della l.r. 8/2013.+5 Aggiunto dall'art. 52 della l.r. 26/2015.+6 Aggiunto dall'art. 52 della l.r. 26/2015.-7 Abrogato dall'art. 1 della l.r. 37/2008.=8 Sostituito dall'art. 12 della l.r. 17/2013.=9 Sostituito dall'art. 12 della l.r. 17/2013.-10 Abrogato dall'art. 2 della l.r. 17/2014.=11 Sostituito dall'art. 52 della l.r. 26/2015.=12 Sostituito dall'art. 2 della l.r. 37/2008.