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Timestamp: 2020-07-02 19:06:12+00:00
Document Index: 36590339

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 163', 'art. 168']

Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 1936 - pubb. 18/12/2009
Preclusioni nel processo civile e attività del convenuto
Tribunale Torino, 20 Aprile 2009. Est. Di Capua.
Processo civile – Preclusioni – Eccezioni del convenuto non rilevabili d’ufficio – Domande riconvenzionali – Deduzione in comparsa di risposta – Necessità.
Processo civile – Preclusioni – Accordo delle parti – Irrilevanza – Interesse pubblico al funzionamento del processo – Sussistenza.
Condominio negli edifici – Distacco del singolo condomino dall’impianto centralizzato di riscaldamento – Autorizzazione degli altri condomini – Esclusione – Regime delle spese di conservazione dell’impianto e di gestione.
Condominio negli edifici – Delibere nulle ed annullabili – Distinzione.
A seguito della modifica del secondo comma dell’art. 167 c.p.c. (sostituito dall’art. 3 del D.L. n. 238/1995, reiterato con l’art. 3 del D.L. n. 347/1995, nonché con l’art. 3 del D.L. n. 432/1995, convertito con modificazioni dalla Legge n. 534/1995 e, infine, modificato dall’art. 2 del D.L. n. 35/2005, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 80/2005), deve ritenersi che, a pena di decadenza, il convenuto debba proporre in comparsa di risposta sia “le eventuali domande riconvenzionali” sia “le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio” e che, inoltre, debba anche costituirsi tempestivamente, ossia: i) almeno venti giorni prima dell’udienza di comparizione fissata nell’atto di citazione; ii) almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma dell’art. 163 bis c.p.c.; iii) almeno venti giorni prima dell’udienza fissata a norma dell’art. 168 bis, 5° comma, c.p.c. (cfr. artt. 167, 2° comma, 171, 2° comma, e 166 c.p.c.). (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata)
Le preclusioni previste dal codice di procedura civile possono essere rilevate dal giudice anche d’ufficio e non possono ritenersi “superate” neppure dalla concorde volontà delle parti. Le norme sulle preclusioni non sono, infatti, poste soltanto a garanzia del contraddittorio, ma soddisfano anche e soprattutto ragioni di ordine pubblico attinenti al funzionamento stesso del processo, in aderenza ai principi di immediatezza, oralità e concentrazione che lo caratterizzano, con al conseguenza la natura pubblicistica dell’interesse generale ad un processo rapido ed ordinato impone sempre la rilevabilità d’ufficio e la insanabilità per accordo delle parti delle eventuali deduzioni tardive. (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata)
Il condomino può legittimamente rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione o approvazione degli altri condomini, e, fermo il suo obbligo di pagamento delle spese per la conservazione dell'impianto, è tenuto a partecipare a quelle di gestione soltanto e nei limiti in cui il suo distacco non si risolve in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini. (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata)
In tema di condominio negli edifici, debbono qualificarsi “nulle” le delibere dell’assemblea condominiale prive degli elementi essenziali, le delibere con oggetto impossibile o illecito (contrario all’ordine pubblico, alla morale o al buon costume), le delibere con oggetto che non rientra nella competenza dell’assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini, le delibere comunque invalide in relazione all’oggetto; debbono, invece, qualificarsi “annullabili” le delibere con vizi relativi alla regolare costituzione dell’assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento condominiale, quelle affette da vizi formali, in violazione di prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari, attinenti al procedimento di convocazione o di informazione dell’assemblea, quelle genericamente affette da irregolarità nel procedimento di convocazione, quelle che violano norme richiedenti qualificate maggioranze in relazione all’oggetto. (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata)