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Timestamp: 2018-03-17 17:54:26+00:00
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La Cassazione fissa gli obblighi dell’invio prodromico dell’avviso bonario sia in materia di 36 bis che 36 ter | Studio Legale Cacopardo
La Cassazione fissa gli obblighi dell’invio prodromico dell’avviso bonario sia in materia di 36 bis che 36 ter
Con la sentenza 5394 del 18.03.2016 la Corte di cassazione fissa i termini degli obblighi di invio dell’avviso bonario a pena di nullità anche nelle ipotesi di liquidazione della dichiarazione ex artt. 36 bis DPR 600/1973 o 54 bis DPR 633/1972. Nella motivazione leggiamo: “il comma 5 dell’art. 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212 non impone l’obbligo del contraddittorio preventivo in tutti i casi in cui si debba procedere a iscrizione a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, ma soltanto <<qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione > (v. Cass. n. 7536/2011; n. 795/2011; n. 26316/2010, diffusamente 25 maggio 2012, n. 8342): se il legislatore avesse voluto imporre il contraddittorio preventivo in tutti i casi di iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione dei tributi risultanti dalla dichiarazione, non avrebbe posto la condizione di cui al citato inciso.
Non vi è, dunque, identità delle due fattispecie, la seconda delle quali, ossia quella disciplinata dagli artt. 36 bis del d.P.r. 600/73 e 54 bis del d.P.r. 633/72, è di rilevanza minore rispetto alla prima. La distinzione è d’altronde evidente anche sul piano lessicale, essendo volta, l’instaurazione del contraddittorio preventivo contemplata dall’art. 6 dello statuto dei diritti del contribuente, a consentire a quest’ultimo di fornire < i chiarimenti necessari >, là dove la comunicazione prevista dagli artt. 36 – bis e 54 – bis è indirizzata al fine di <evitare la reiterazione di errori e consentire la regolarizzazione degli aspetti formali >.
Coerentemente, il legislatore, pur avendo ben presente la sanzione di nullità, espressamente comminata dall’art. 6, comma 5, legge n. 212/2000, allorquando è nuovamente intervenuto a novellare, nel 2005, gli artt. 36-bis e 54-bis, non l’ha prevista in caso di violazione delle prescrizioni di queste norme; il che induce a ritenere che si sia inteso limitare la grave sanzione di invalidità dell’atto impositivo esclusivamente alla ipotesi di “rilevante incertezza” sui dati esposti nella dichiarazione considerata dalla norma dello statuto dei diritti del contribuente (espressamente in termini, Cass. 22 aprile 2015, n. 8154).
Nel caso in esame, il giudice d’appello non mostra di dubitare che sussistesse il presupposto di fatto per l’insorgenza dell’obbligo dell’amministrazione di <invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti necessari.., entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta>, ossia la sussistenza di <incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione>, a norma del comma 5 dell’art. 6 della I. 212 del 2000: la Commissione, difatti, per un verso, riporta la <alquanto confusione> degli elementi di fatto e, per altro verso, insiste sulla circostanza che la comunicazione sarebbe stata spedita e che, in definitiva, il contraddittorio preventivo sarebbe stato instaurato.
È, allora, errata la statuizione in diritto, secondo la quale l’omessa instaurazione del contraddittorio in queste ipotesi non sarebbe causa di nullità. Espressamente il V comma dell’art. 6 dello statuto dei diritti del contribuente stabilisce, come visto, la nullità dei <provvedimenti emessi in violazione delle disposizioni di cui al presente comma>
La norma è con ogni evidenza posta a presidio del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale, come ha già sottolineato la corte, costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva (Cass., sez. un., 29 luglio 2013, n. 18184; valorizzano la necessità di rispetto del contraddittorio procedimentale anche sez. un., 19 settembre 2014, n. 19667; discorre inoltre di nullità in caso di violazione del comma 5 dell’art. 6 della 1. 212 del 2000, Cass. 14 gennaio 2011, n. 795).
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Corte di Giustizia CE con la sentenza sez. Grande Sezione, 17/07/2008, n. C-132/06