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Timestamp: 2020-04-04 12:49:43+00:00
Document Index: 159811961

Matched Legal Cases: ['art. 679', 'art. 679', 'sentenza ', 'art. 680', 'art. 679', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 679', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 679', 'art. 212', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 205', 'art. 115', 'sentenza ', 'art. 679', 'art. 229', 'art. 115', 'sentenza ']

Art. 679 codice di procedura penale - Misure di sicurezza - Brocardi.it
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Articolo 679 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 679 Codice di procedura penale
1. Quando una misura di sicurezza diversa dalla confisca è stata, fuori dei casi previsti nell'articolo 312, ordinata con sentenza, o deve essere ordinata successivamente [658], il magistrato di sorveglianza, su richiesta del pubblico ministero o di ufficio, accerta se l'interessato è persona socialmente pericolosa e adotta i provvedimenti conseguenti, premessa, ove occorra, la dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato. Provvede altresì, su richiesta del pubblico ministero, dell'interessato, del suo difensore o di ufficio, su ogni questione relativa nonché sulla revoca della dichiarazione di tendenza a delinquere [c.p. 108] (1).
(1) Tale comma è stato dichiarato illegittimo dalla Corte cost., con sent. 19-21 maggio 2014, n. 135, nella parte in cui non consente che, su istanza degli interessati, il procedimento per l'applicazione delle misure di sicurezza si svolga, davanti al magistrato di sorveglianza e al tribunale di sorveglianza, nelle forme dell'udienza pubblica.
Essendo al magistrato di sorveglianza affidata la funzione di verificare la coerenza e l'efficacia del trattamento penitenziario rispetto allo specifico fine della rieducazione del reo, questi ha il compito di sovraintendere anche all'esecuzione delle misure di sicurezza personali.
Spiegazione dell'art. 679 Codice di procedura penale
Qualora una misura di sicurezza diversa dalla confisca, eccezion fatta per l'applicazione provvisoria prevista dall'art. [[n312cpp], venga ordinata con sentenza o debba essere ordinata successivamente, il magistrato di sorveglianza, d'ufficio o su richiesta del pubblico ministero, accerta se l'interessato è socialmente pericoloso ed adotta i provvedimenti conseguenti, dichiarando, se necessario, l'abitualità o professionalità nel reato.
Si tratta del c.d. processo di sicurezza di primo grado, nel cui ambito tutte le attività accertative dell'organo monocratico sono svolte secondo il modello procedimentale garantito, e non quindi de plano. Inoltre, avverso le decisioni del magistrato riguardanti le misure di sicurezza e la dichiarazione di abitualità, professionalità nel reato o di tendenza a delinquere, l'interessato e il difensore possono proporre appello in tribunale ex art. 680.
Allo stesso modo provvede sull'eventuale richiesta di revoca della dichiarazione di tendenza a delinquere, ad esempio perché avvenuta prima che si manifestasse l'infermità mentale dell'imputato.
L'esecuzione delle misure di sicurezza personali è sovraintesa dal magistrato di sorveglianza.
Massime relative all'art. 679 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 3108/2015
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3108 del 22 gennaio 2015)
Cass. pen. n. 3082/2015
Quando deve essere applicata una misura di sicurezza personale, successivamente alla pronuncia della sentenza di condanna, la decisione del magistrato di sorveglianza competente, è legittimamente emessa anche se fa seguito a domanda formulata da un Ufficio del Pubblico Ministero sprovvisto di competenza per territorio, posto che il magistrato di sorveglianza, a norma dell'art. 679 cod. proc. pen., procede in tale ipotesi anche "d'ufficio".
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3082 del 22 gennaio 2015)
Cass. pen. n. 2260/2015
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2260 del 16 gennaio 2015)
Cass. pen. n. 11273/2007
Ai sensi dell'art. 679 c.p.p. è possibile per il magistrato di sorveglianza modificare una misura di sicurezza terapeutica, quale l'assegnazione ad una casa di cura, applicata dal giudice di merito, previo riconoscimento del vizio parziale di mente, con altra misura di sicurezza ordinaria, quale l'assegnazione a una casa di lavoro, qualora accerti il venir meno dell'infermità mentale del condannato e la persistenza della sua pericolosità sociale. La disciplina di cui all'art. 212 c.p. va infatti correlata con quella degli artt. 69 ord. pen. e 679 c.p.p., che consentono sempre alla Magistratura di sorveglianza di disporre l'applicazione di misure di sicurezza anche quando il giudice di merito ne abbia applicate altre con la sentenza di condanna. (Mass. redaz.).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11273 del 15 marzo 2007)
Cass. pen. n. 4074/1995
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4074 del 21 settembre 1995)
Cass. pen. n. 4823/1993
Le misure di sicurezza debbono essere ordinate dallo stesso giudice che ha emesso la sentenza di condanna o di proscioglimento contestualmente alla stessa (art. 205 comma primo c.p.) salvo che nei casi tassativamente indicati dalla legge (nn. 1, 2, 3 del comma secondo dell'articolo citato) tra i quali non figurano le ipotesi dei cosiddetti quasi reati (art. 115 c.p.); ciò per l'evidente ragione che le condizioni di pericolosità che il reato o il quasi reato manifesta possono essere oggetto di una valutazione complessa ed immediata solo attraverso una sentenza (artt. 202, 203 c.p.). Tale sistema non è stato in alcun modo innovato dall'art. 679 c.p.p., il quale non ha inciso sulla normativa relativa alla competenza ad ordinare la misura di sicurezza. (Nella specie, relativa a risoluzione di conflitto di competenza, la S.C. ha ritenuto che l'applicazione della misura della libertà vigilata è riservata al tribunale e non al giudice di sorveglianza, in quanto solo il primo può disporla essendo a ciò autorizzato per un fatto [istigazione non accolta] non preveduto dalla legge come reato [art. 229 n. 2 c.p. in relazione all'art. 115 stesso codice]).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4823 del 14 gennaio 1993)