Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/decreto-legislativo-31-ottobre-1990-n-346.html
Timestamp: 2016-10-25 12:02:21+00:00
Document Index: 45768546

Matched Legal Cases: ['art.13', 'art. 2', 'art. 2', 'art.2', 'art. 26', 'art. 59', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 48', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 36', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 2217', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 2289', 'art. 16', 'art.\n9', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 39', 'art. 230', 'art.\n5', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 28', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 528', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 27', 'art. 52', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 34', 'art. 8', 'art. 58', 'art. 528', 'art. 13', 'art. 37', 'art.\n37', 'art. 27', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 28', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 692', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 12', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 56', 'art.\n26', 'art. 31', 'art. 692', 'art. 45', 'art. 42', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 34']

concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni
L'art.13 L. 18 ottobre 2001 n. 383 aveva disposto la soppressione dell'imposta di successione e
Ai sensi dell'art. 2, comma 47 decreto-legge 3 ottobre 2006 n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006 n.
286, è istituita l'imposta sulle successioni e donazioni sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito e sulla costituzione di vincoli di destinazione, secondo le disposizioni del presente testo unico nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2001, fatto salvo quanto previsto dai commi da 48 a 54
dell'art. 2 del citato D.L. n. 262 del 2006. Per la decorrenza vedasi quanto disposto dal comma 53 dell'art.2 D.L.
n. 262 del 2006.
1. É approvato l'unito testo unico delle
disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, vistato dal
proponente e composto di 63 articoli.
1. L'imposta sulle successioni e donazioni si
applica ai trasferimenti di beni e diritti per successione a causa di morte ed
ai trasferimenti di beni e diritti per donazione o altra liberalità tra vivi.
2. Si considerano trasferimenti anche la costituzione
di diritti reali di godimento, la rinunzia a diritti reali o di credito e la
costituzione di rendite o pensioni.
3. L'imposta si applica anche nei casi di immissione
nel possesso temporaneo dei beni dell'assente e di dichiarazione di morte
presunta, nonché nei casi di donazione presunta di cui all'art. 26 del testo
unico sull'imposta di registro approvato con decreto del Presidente della
4. L'imposta non si applica nei casi di donazione o
liberalità di cui agli articoli 742 e 783 del codice civile.
4-bis. Ferma restando l'applicazione
1. L'imposta è dovuta in relazione a tutti i beni
e diritti trasferiti, ancorché esistenti all'estero.
2. Se alla data dell'apertura della successione o a
quella della donazione il defunto o il donante non era residente nello Stato,
l'imposta è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti ivi esistenti.
3. Agli effetti del comma 2 si considerano in ogni caso
esistenti nello Stato:
a) i beni e i diritti iscritti in pubblici registri
dello Stato e i diritti reali di godimento ad essi relativi;
b) le azioni o quote di società, nonché, le quote di
partecipazione in enti diversi dalle società, che hanno nel territorio dello
Stato la sede legale o la sede dell'amministrazione o l'oggetto principale;
c) le obbligazioni e gli altri titoli in serie o di
massa diversi dalle azioni, emessi dallo Stato o da società ed enti di cui alla
d) i titoli rappresentativi di merci esistenti nello
e) i crediti, le cambiali, i vaglia cambiari e gli
assegni di ogni specie, se il debitore, il trattario o l'emittente è residente
f) i crediti garantiti su beni esistenti nello Stato
fino a concorrenza del valore dei beni medesimi, indipendentemente dalla
residenza del debitore;
g) i beni viaggianti in territorio estero con
destinazione nello Stato o vincolati al regime doganale della temporanea
4. Non si considerano esistenti nel territorio dello
Stato i beni viaggianti con destinazione all'estero o vincolati al regime
doganale della temporanea importazione.
Art. 3. - Trasferimenti non soggetti
1. Non sono soggetti all'imposta i trasferimenti a
favore dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, né quelli a
favore di enti pubblici e di fondazioni o associazioni legalmente riconosciute,
che hanno come scopo esclusivo l'assistenza, lo studio, la ricerca scientifica,
l'educazione, l'istruzione o altre finalità di pubblica utilità, nonché
quelli a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) e
a fondazioni previste dal decreto legislativo emanato in attuazione della legge
23 dicembre 1998, n. 461.
2. I trasferimenti a favore di enti pubblici e di
fondazioni o associazioni legalmente riconosciute, diversi da quelli indicati
nel comma 1, non sono soggetti all'imposta se sono stati disposti per le
finalità di cui allo stesso comma.
3. Nei casi di cui al comma 2 il beneficiario deve
dimostrare, entro cinque anni dall'accettazione dell'eredità o della donazione
o dall'acquisto del legato, di avere impiegato i beni o diritti ricevuti o la
somma ricavata dalla loro alienazione per il conseguimento delle finalità
indicate dal testatore o dal donante. In mancanza di tale dimostrazione esso è
tenuto al pagamento dell'imposta con gli interessi legali dalla data in cui
avrebbe dovuto essere pagata.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano a
condizione di reciprocità per gli enti pubblici esteri e per le fondazioni e
associazioni costituite all'estero.
4-bis. Non sono soggetti all'imposta i trasferimenti a
favore di movimenti e partiti politici.
4-ter. I trasferimenti, effettuati anche tramite i patti di famiglia di cui
agli articoli 768-bis e seguenti del codice civile a favore dei discendenti e del
coniuge, di
all'imposta. In caso di quote sociali e azioni di soggetti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il beneficio
spetta limitatamente alle partecipazioni mediante le quali è acquisito o
integrato il controllo ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del
codice civile. Il beneficio si applica a condizione che gli aventi causa
proseguano l'esercizio dell'attività d'impresa o detengano il controllo per un
periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, rendendo,
contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione o all'atto
di donazione, apposita dichiarazione in tal senso. Il mancato rispetto della
condizione di cui al periodo precedente comporta la decadenza dal beneficio, il
pagamento dell'imposta in misura ordinaria, della sanzione amministrativa
prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e
dovuto essere pagata.
1. L'imposta e' commisurata per scaglioni di valore imponibile con le
aliquote crescenti stabilite nella tariffa allegata al presente testo unico, salvo quanto stabilito nell'art. 59.
1. L'imposta è dovuta dagli eredi e dai legatari
per le successioni, dai donatari per le donazioni e dai beneficiari per le altre
liberalità tra vivi.
2. Ai fini dell'imposta sono considerati parenti in
linea retta anche i genitori e i figli naturali, i rispettivi ascendenti e
discendenti in linea retta, gli adottanti e gli adottati, gli affilianti e gli
affiliati. La parentela naturale, se il figlio non è stato legittimato o
riconosciuto o non è riconoscibile, deve risultare da sentenza civile o penale,
anche indirettamente, ovvero da dichiarazione scritta del genitore verificata,
se il valore imponibile dei beni o diritti trasferiti al parente naturale è
superiore a lire quarantamilioni, secondo le disposizioni degli articoli 2 e 3
della legge 19 gennaio 1942, n. 23.
1. Competente per l'applicazione dell'imposta alle
successioni è l'ufficio del registro nella cui circoscrizione era l'ultima
residenza del defunto o, se, questa era all'estero o non è nota, l'ufficio del
registro di Roma.
2. La competenza per l'applicazione dell'imposta alle
donazioni è determinata secondo le disposizioni relative all'imposta di
[2-ter. abrogato].
3. Sull'imposta determinata a norma dei commi 1 e 2 si
applicano, quando ne ricorrono i presupposti, le riduzioni e le detrazioni
stabilite negli articoli 25 e 26.
4. Fino a quando l'eredità non è stata accettata, o
non è stata accettata da tutti i chiamati, l'imposta è determinata
considerando come eredi i chiamati che non vi hanno rinunziato.
1. Il valore globale netto dell'asse ereditario è
costituito dalla differenza tra il valore complessivo, alla data dell'apertura
della successione, dei beni e dei diritti che compongono l'attivo ereditario,
determinato secondo le disposizioni degli articoli da 14 a 19, e l'ammontare
complessivo delle passività deducibili e degli oneri diversi da quelli indicati
nell'art. 46, comma 3.
1-bis. Resta comunque ferma l'esclusione dell'avviamento nella determinazione
della base imponibile delle aziende, delle azioni, delle quote sociali.
2. In caso di fallimento del defunto si tiene conto
delle sole attività che pervengono agli eredi e ai legatari a seguito della
3. Il valore dell'eredità o delle quote ereditarie è
determinato al netto di legati e degli altri oneri che le gravano, quello dei
legati al netto degli oneri da cui sono gravati.
4. Il valore globale netto dell'asse ereditario è
maggiorato, ai soli fini della determinazione delle aliquote applicabili a norma
dell'art. 7, di un importo pari al valore attuale complessivo di tutte le
donazioni fatte dal defunto agli eredi e ai legatari, comprese quelle presunte
di cui all'art. 1 comma 3, ed escluse quelle indicate all'art. 1, comma 4, e
norma degli articoli 55 e 59; il valore delle singole quote ereditarie o dei
singoli legati è maggiorato, agli stessi fini, di un importo pari al valore
attuale delle donazioni fatte a ciascun erede o legatario. Per valore attuale
delle donazioni anteriori si intende il valore dei beni e dei diritti donati
alla data dell'apertura della successione, riferito alla piena proprietà anche
per i beni donati con riserva di usufrutto o altro diritto reale di godimento.
Art. 9. - Attivo ereditario
1. L'attivo ereditario è costituito da tutti i
beni e i diritti che formano oggetto della successione, ad esclusione di quelli
non soggetti all'imposta a norma degli articoli 2, 3, 12 e 13.
2. Si considerano compresi nell'attivo ereditario
denaro, gioielli e mobilia per un importo pari al dieci per cento del valore
globale netto imponibile dell'asse ereditario anche se non dichiarati o
dichiarati per un importo minore, salvo che da inventario analitico redatto a
norma degli articoli 769 e seguenti del codice di procedura civile non ne
risulti l'esistenza per un importo diverso.
3. Si considera mobilia l'insieme dei beni mobili
destinati all'uso o all'ornamento delle abitazioni, compresi i beni culturali
non sottoposti al vincolo di cui all'art. 13.
[Art. 10. - Beni alienati negli ultimi sei mesi]
Art. 11. - Presunzione di appartenenza
all'attivo ereditario
a) i titoli di qualsiasi specie il cui reddito è stato
indicato nell'ultima dichiarazione dei redditi presentata dal defunto, salvo
quanto disposto nell'art. 12, comma 1, lettera b);
b) i beni mobili e i titoli al portatore di qualsiasi
specie posseduti dal defunto o depositati presso altri a suo nome.
2. Per i beni e i titoli di cui al comma 1, lettera b),
depositati a nome del defunto e di altre persone, compresi quelli contenuti in
cassette di sicurezza o altri contenitori di cui all'art. 48, commi 6 e 7, per
le azioni e altri titoli cointestati e per i crediti di pertinenza del defunto e
di altre persone, compresi quelli derivanti da depositi bancari e da conti
correnti bancari e postali cointestati, le quote di ciascuno si considerano
uguali se non risultano diversamente determinate.
3. Le partecipazioni in società di ogni tipo si
considerano comprese nell'attivo ereditario anche se per clausola del contratto
di società o dell'atto costitutivo o per patto parasociale ne sia previsto a
favore di altri soci il diritto di accrescimento o il diritto di acquisto ad un
prezzo inferiore al valore di cui all'art. 16, comma 1. In tal caso, se i
beneficiari del diritto di accrescimento o di acquisto sono eredi o legatari, il
valore della partecipazione si aggiunge a quello della quota o del legato; se
non sono eredi o legatari la partecipazione è considerata come oggetto di un
legato a loro favore.
Art. 12. - Beni non compresi nell'attivo
a) i beni e diritti iscritti a nome del defunto nei
pubblici registri, quando è provato, mediante provvedimento giurisdizionale,
atto pubblico, scrittura privata autenticata o altra scrittura avente data
certa, che egli ne aveva perduto la titolarità, salvo il disposto dell'art. 10;
b) le azioni e i titoli nominativi intestati al
defunto, alienati anteriormente all'apertura della successione con atto
autentico o girata autenticata, salvo il disposto dell'art. 10;
c) le indennità di cui agli articoli 1751, ultimo
comma, e 2122 del codice civile e le indennità spettanti per diritto proprio
agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal
d) i crediti contestati giudizialmente alla data di
apertura della successione, fino a quando la loro sussistenza non sia
riconosciuta con provvedimento giurisdizionale o con transazione;
e) i crediti verso lo Stato, gli enti pubblici
territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza
e di assistenza sociale, compresi quelli per rimborso di imposte o di
contributi, fino a quando non siano riconosciuti con provvedimento
dell'amministrazione debitrice;
f) i crediti ceduti allo Stato entro la data di
presentazione della dichiarazione della successione;
g) i beni culturali di cui all'art. 13, alle condizioni
ivi stabilite:
h) i titoli del debito pubblico fra i quali si
i) gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o
equiparati, nonché ogni altro bene o diritto, dichiarati esenti dall'imposta da
l) i veicoli iscritti nel pubblico registro
[1-ter. abrogato]
1. I beni culturali di cui agli articoli 1, 2 e 5
della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e all'art. 36 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, sono esclusi dall'attivo ereditario
se sono stati sottoposti al vincolo ivi previsto anteriormente all'apertura
della successione e sono stati assolti i conseguenti obblighi di conservazione e
2. L'erede o legatario deve presentare l'inventario dei
beni di cui al comma 1 che ritiene non debbano essere compresi nell'attivo
ereditario, con la descrizione particolareggiata degli stessi e con ogni notizia
idonea alla loro identificazione, al competente organo periferico del Ministero
per i beni e le attività culturali, il quale attesta per ogni singolo bene
l'esistenza del vincolo e l'assolvimento degli obblighi di conservazione e
protezione. L'attestazione deve essere presenta all'ufficio del registro in
allegato alla dichiarazione della successione o, se non vi sono altri beni
ereditari, nel termine stabilito per questa.
3. Contro il rifiuto dell'attestazione è ammesso
ricorso gerarchico al Ministro, il quale decide sentito il Consiglio nazionale
per i beni culturali ed ambientali; la decisione di accoglimento del ricorso
deve essere presentata in copia, entro trenta giorni dalla sua comunicazione,
all'ufficio del registro competente, che provvede al rimborso dell'eventuale
maggiore imposta pagata.
4. L'alienazione in tutto o in parte dei beni di cui al
comma 1 prima che sia decorso un quinquennio dall'apertura della successione, la
loro tentata esportazione non autorizzata, il mutamento di destinazione degli
immobili non autorizzato e il mancato assolvimento degli obblighi prescritti per
consentire l'esercizio del diritto di prelazione dello Stato determinano
l'inclusione dei beni nell'attivo ereditario. L'amministrazione dei beni culturali
e ambientali ne dà immediata comunicazione all'ufficio del registro competente;
dalla data di ricevimento della comunicazione inizia a decorrere il termine di
cui all'art. 27, comma 3 o comma 4.
5. Per i territori della regione siciliana e delle
province autonome di Trento e di Bolzano agli adempimenti di cui al presente
articolo provvedono gli organi rispettivamente competenti.
Art. 14. - Beni immobili e diritti reali
1. La base imponibile, relativamente ai beni
immobili compresi nell'attivo ereditario, è determinata assumendo:
a) per la piena proprietà, il valore venale in comune
commercio alla data di apertura della successione;
b) per la proprietà gravata da diritti reali di
godimento, la differenza tra il valore della piena proprietà e quello del
diritto da cui è gravata;
c) per i diritti di usufrutto, uso e abitazione, il
valore determinato a norma dell'art. 17 sulla base di annualità pari
all'importo ottenuto moltiplicando il valore della piena proprietà per il
saggio legale d'interesse;
d) per il diritto dell'enfiteuta, il ventuplo del
canone annuo ovvero, se maggiore, la differenza tra il valore della piena
proprietà e la somma dovuta per l'affrancazione; per il diritto del concedente
la somma dovuta per l'affrancazione.
Art. 15. - Aziende, navi e aeromobili
1. La base imponibile, relativamente alle aziende
comprese nell'attivo ereditario, è determinata assumendo il valore complessivo,
alla data di apertura della successione, dei beni e dei diritti che le
compongono, esclusi i beni indicati nell'art. 12, al
netto delle passività risultanti a norma degli articoli da 21 a 23. Se il
defunto era obbligato alla redazione dell'inventario di cui all'art. 2217 del
codice civile, si ha riguardo alle attività e alle passività indicate
nell'ultimo inventario regolarmente redatto e vidimato, tenendo conto dei
mutamenti successivamente intervenuti.
2. Il valore delle navi o imbarcazioni e degli
aeromobili che non fanno parte di aziende, è desunto dai prezzi mediamente
praticati sul mercato per beni della stessa specie di nuova costruzione, tenendo
conto del tempo trascorso dall'acquisto e dello stato di conservazione.
3. In caso di usufrutto o di uso dei beni indicati nei
commi 1 e 2 si applicano le disposizioni dell'art. 14, comma 1, lettere b) e c).
Art. 16. - Azioni e obbligazioni, altri
titoli, quote sociali
1. La base imponibile, relativamente alle azioni,
obbligazioni, altri titoli e quote sociali compresi nell'attivo ereditario, è
determinata assumendo:
a) per i titoli quotati in borsa o negoziati al mercato
ristretto, la media dei prezzi di compenso o dei prezzi fatti nell'ultimo
trimestre anteriore all'apertura della successione, maggiorata dei dietimi o
degli interessi successivamente maturati, e in mancanza il valore di cui alle
lettere successive:
b) per le azioni e per i titoli o quote di
partecipazione al capitale di enti diversi dalle società, non quotate in borsa,
né negoziati al mercato ristretto, nonché per le quote di società non
azionarie, comprese le società semplici e le società di fatto, il valore
proporzionalmente corrispondente al valore, alla data di apertura della
successione, del patrimonio netto dell'ente o della società risultante
dall'ultimo bilancio pubblicato o dall'ultimo inventario regolarmente redatto e
vidimato, tenendo conto dei mutamenti sopravvenuti, ovvero, in mancanza di
bilancio o inventario, al valore complessivo dei beni e di diritti appartenenti
all'ente o alla società al netto delle passività risultanti a norma degli
articoli da 21 a 23, escludendo i beni indicati alle lettere h) e i) dell'art.
c) per i titoli o quote di partecipazione a fondi
comuni d'investimento, il valore risultante da pubblicazioni fatte o prospetti
redatti a norma di legge o regolamento;
d) per le obbligazioni e gli altri titoli diversi da
quelli indicati alle lettere a), b) e c) il valore comparato a quello dai titoli
aventi analoghe caratteristiche quotati in borsa o negoziati al mercato
ristretto o in mancanza desunto da altri elementi certi.
2. In caso di usufrutto si applicano le disposizioni
dell'art. 14, comma 1, lettere b) e c).
1. La base imponibile, relativamente alle rendite e
pensioni comprese nell'attivo ereditario, é determinata assumendo:
a) il ventuplo dell'annualità [il D.I. 07.01.2008 ha
fissato in 33,33 volte l'annualità - nota T&L], se si tratta di rendita
b) il valore attuale dell'annualità, calcolato al
saggio legale di interesse e non superiore al dell'annualità [il D.I. 07.01.2008 ha
fissato in 33,33 volte l'annualità - nota T&L] della stessa, se si tratta di
rendita o pensione a tempo determinato; se è prevista la cessazione per effetto
della morte del beneficiario o di persona diversa, il valore non può superare
quello determinato a norma della lettera c) con riferimento alla durata massima;
c) il valore che si ottiene moltiplicando l'annualità
per il coefficiente applicabile, secondo il prospetto allegato al testo unico
sull'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
26 aprile 1986, n. 131, in relazione all'età della persona alla cui morte essa
deve cessare, se si tratta di rendita o pensione vitalizia; in caso di rendita o
pensione costituita congiuntamente a favore di più persone si tiene conto
dell'età del meno giovane dei beneficiari se è prevista la cessazione con la
morte di uno qualsiasi di essi, dell'età del più giovane se vi è diritto di
accrescimento fra loro; se è prevista la cessazione per effetto della morte di
persona diversa dai beneficiari si tiene conto dell'età di questa.
1. La base imponibile, relativamente ai crediti
compresi nell'attivo ereditario, è determinata assumendo:
a) per i crediti fruttiferi, il loro importo con gli
interessi maturati;
b) per i crediti infruttiferi con scadenza dopo almeno
un anno dalla data dell'apertura della successione, il loro valore attuale
calcolato al saggio legale di interesse;
c) per i crediti in natura il valore dei beni che ne
sono oggetto;
d) per il diritto alla liquidazione delle quote di
società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice e di quelle ad
esse equiparate ai fini delle imposte sui redditi, di cui all'art. 2289 del
codice civile, il valore delle quote determinato a norma dell'art. 16.
1. La base imponibile, relativamente ai beni e ai
diritti compresi nell'attivo ereditario diversi da quelli contemplati nell'art.
9, comma 2, e negli articoli da 14 a 18, è determinata assumendo il valore
venale in comune commercio alla data di apertura della successione.
2. In caso di usufrutto o di uso si applicano le
disposizioni dell'art. 14, comma 1, lettere b) e c).
1. Le passività deducibili sono costituite dai
debiti del defunto esistenti alla data di apertura della successione e dalle
spese mediche e funerarie indicate nell'articolo 24.
2. La deduzione è ammessa alle condizioni e nei limiti
di cui agli articoli da 21 a 24.
1. I debiti del defunto devono risultare da atto
scritto di data certa anteriore all'apertura della successione o da
provvedimento giurisdizionale definitivo.
2. I debiti inerenti all'esercizio di imprese sono
ammessi in deduzione anche se risultano dalle scritture contabili obbligatorie
del defunto regolarmente tenute a norma di legge.
3. Se il defunto non era obbligato alla tenuta di
scritture contabili, i debiti cambiari e i debiti verso aziende o istituti di
credito compresi i saldi passivi dei conti correnti, sono ammessi in deduzione
anche se risultano dalle scritture contabili obbligatorie, regolarmente tenute a
norma di legge, del trattario o del prenditore o dell'azienda o istituto di
4. I debiti derivanti da rapporti di lavoro
subordinato, compresi quelli relativi al trattamento di fine rapporto e ai
trattamenti previdenziali integrativi, sono deducibili nell'ammontare maturato
alla data di apertura della successione, anche se il rapporto continua con gli
eredi o i legatari.
5. I debiti verso lo Stato, gli enti pubblici
e di assistenza sociale, esistenti alla data di apertura della successione,
nonché i debiti tributari, il cui presupposto si è verificato anteriormente
alla stessa data, sono deducibili anche se accertati in data posteriore.
6. Per debito del defunto si intende anche quello di
somme dovute al coniuge divorziato, a seguito di sentenza di scioglimento di
matrimonio o di cessazione di effetti civili dello stesso.
Art. 22. - Limiti alla deducibilità dei
1. Non sono deducibili i debiti contratti per
l'acquisto di beni o di diritti non compresi nell'attivo ereditario; se i beni o
i diritti acquistati vi sono compresi solo in parte la deduzione è ammessa
proporzionalmente al valore di tale parte.
2. I debiti contratti dal defunto negli ultimi sei mesi
sono deducibili nei limiti in cui il relativo importo è stato impiegato nei
modi indicati nell'art. 10, comma 3, lettere d), e) ed f); negli stessi limiti
sono computati, per la determinazione del saldo dei conti correnti bancari, gli
addebitamenti dipendenti da assegni emessi e da operazioni fatte negli ultimi
sei mesi. Le disposizioni del presente comma non si applicano per i debiti
contratti, le operazioni fatte e gli assegni emessi nell'esercizio di imprese o
di arti e professioni.
3. Nella determinazione del saldo dei conti correnti
bancari non si tiene conto degli addebitamenti dipendenti da assegni non
presentati al pagamento almeno quattro giorni prima dell'apertura della
4. I debiti di pertinenza del defunto e di altre
persone, compresi i saldi passivi dei conti correnti bancari cointestati, sono
deducibili nei limiti della quota del defunto; le quote dei condebitori si
considerano uguali se non risultano diversamente determinate.
1. La deduzione dei debiti è subordinata alla
produzione, in originale o in copia autentica, del titolo o provvedimento di cui
all'art. 21, comma 1, ovvero:
a) di estratto notarile delle scritture contabili
obbligatorie del defunto, per i debiti inerenti all'esercizio di imprese;
b) di estratto notarile delle scritture contabili
obbligatorie del trattario o del prenditore, per i debiti cambiari;
c) di attestazione rilasciata dall'amministrazione
creditrice, o di copia autentica della quietanza del pagamento avvenuto dopo
l'apertura della successione, per i debiti verso pubbliche amministrazioni;
d) di attestazione rilasciata dall'ispettorato
provinciale del lavoro, per i debiti verso i lavoratori dipendenti.
2. La deduzione dei debiti verso aziende o istituti di
credito, anche se risultanti nei modi indicati nel comma 1, è subordinata alla
produzione di un certificato, rilasciato dall'ente creditore entro trenta giorni
dalla richiesta scritta di uno dei soggetti obbligati alla dichiarazione della
successione e controfirmato dal capo del servizio o dal contabile addetto al
servizio. Il certificato deve attestare l'esistenza totale o parziale di ciascun
debito con la specificazione di tutti gli altri rapporti debitori o creditori,
compresi i riporti e le garanzie anche di terzi, esistenti con il defunto alla
data di apertura della successione presso tutte le sedi, agenzie, filiali o
altre ripartizioni territoriali dell'azienda o istituto di credito; per i saldi
passivi dei conti correnti del certificato deve risultare l'integrale
svolgimento del conto dal dodicesimo mese anteriore all'apertura della
successione o, se precedente, dall'ultimo saldo attivo.
3. La sussistenza dei debiti alla data di apertura
della successione, se non risulta da uno dei documenti di cui ai commi 1 e 2,
deve risultare da attestazione conforme al modello approvato con decreto del
ministro delle finanze, sottoscritta da uno dei soggetti obbligati alla
dichiarazione della successione nonché, tranne che per i debiti verso i
dipendenti, dai creditori del defunto ovvero, per le passività indicate
nell'art. 16, comma 1, lettera b), dal legale rappresentante della società o
dell'ente. Le firme devono essere autenticate.
4. L'esistenza di debiti deducibili, ancorché non
indicati nella dichiarazione della successione, può essere dimostrata, nei modi
stabiliti nei commi 1, 2 e 3, entro il termine di tre anni dalla data di
apertura della successione, prorogato, per i debiti risultanti da provvedimenti
giurisdizionali e per i debiti verso pubbliche amministrazioni, fino a sei mesi
dalla data in cui il relativo provvedimento giurisdizionale o amministrativo è
Art. 24. -Spese mediche e spese funerarie
1. Le spese mediche e chirurgiche relative al
defunto negli ultimi sei mesi di vita sostenute dagli eredi, comprese quelle per
ricoveri, medicinali e protesi, sono deducibili a condizione che risultino da
regolari quietanze, anche se di data anteriore all'apertura della successione.
2. Le spese funerarie risultanti da regolari quietanze
sono deducibili in misura non superiore a lire due milioni.
1. Se la successione è aperta entro cinque anni da
altra successione o da una donazione avente per oggetto gli stessi beni e
diritti, l'imposta è ridotta di un importo inversamente proporzionale al tempo
trascorso, in ragione di un decimo per ogni anno; se nella successione non sono
compresi tutti i beni e diritti oggetto della precedente successione o donazione
o sono compresi anche altri beni o diritti, la riduzione si applica sulla quota
di imposta proporzionale al valore dei beni e dei diritti compresi in entrambe.
2. Se nell'attivo ereditario sono compresi beni
immobili culturali di cui all'art. 13, non sottoposti anteriormente all'apertura
della successione al vincolo previsto nell'art. 2 della legge 1° giugno 1939,
n. 1089, l'imposta dovuta dall'erede o legatario al quale sono devoluti è
ridotta dell'importo proporzionalmente corrispondente al cinquanta per cento del
loro valore. L'erede o legatario deve presentare l'inventario dei beni per i
quali ritiene spettante la riduzione, con la descrizione particolareggiata degli
stessi con ogni notizia idonea alla loro identificazione, al competente organo
periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, il quale attesta
per ogni singolo bene l'esistenza delle caratteristiche di cui alla legge 1°
giugno 1939, n. 1089; l'attestazione deve essere allegata alla dichiarazione
della successione. L'accertamento positivo delle caratteristiche di cui alla
predetta legge comporta la sottoposizione dell'immobile al vincolo ivi previsto.
Si applicano le disposizioni dell'art. 13, commi 3, 4 e 5.
3. Se nell'attivo ereditario sono compresi fondi
rustici, incluse le costruzioni rurali, anche se non insistenti sul fondo, di
cui all'art. 39 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devoluti al coniuge, a
parenti in linea retta o a fratelli o sorelle del defunto, l'imposta dovuta
dall'erede o legatario al quale sono devoluti è ridotta dell'importo
proporzionalmente corrispondente al quaranta per cento della parte del loro
valore complessivo non superiore a lire duecentomilioni. La riduzione compete a
condizione che l'erede o legatario sia coltivatore diretto, che la devoluzione
avvenga nell'ambito di una famiglia diretto-coltivatrice e che l'esistenza di
questi requisiti risulti da attestazione dell'ufficio regionale competente
allegata alla dichiarazione della successione. É diretto-coltivatrice la
famiglia che si dedica direttamente e abitualmente alla coltivazione dei fondi e
all'allevamento e governo del bestiame, sempreché la complessiva forza
lavorativa del nucleo familiare non sia inferiore al terzo di quella occorrente
per le normali necessità della coltivazione del fondo e dell'allevamento e del
governo del bestiame; ai fini del calcolo della forza lavorativa il lavoro della
donna è equiparato a quello dell'uomo.
4. Se nell'attivo ereditario sono compresi immobili o
parti di immobili adibiti all'esercizio dell'impresa, devoluti al coniuge o a
parenti in linea retta entro il terzo grado del defunto nell'ambito di una
impresa artigiana familiare, come definita dalla legge 8 agosto 1985, n. 443, e
dall'art. 230-bis del codice civile, l'imposta dovuta dall'erede o legatario al
quale sono, devoluti è ridotta dell'importo proporzionalmente corrispondente al
quaranta per cento della parte del loro valore complessivo non superiore a lire
duecentomilioni, a condizione che l'esistenza dell'impresa familiare artigiana
risulti dall'atto pubblico o dalla scrittura privata autenticata di cui all'art.
5, comma 4, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
4-bis. Se nell'attivo ereditario sono compresi, purché
ubicati in comuni montani con meno di cinquemila abitanti o nelle frazioni con
meno di mille abitanti anche se situate in comuni montani di maggiori
dimensioni, aziende, quote di società di persone o beni strumentali di cui
all'articolo 40 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, trasferiti al coniuge
o al parente entro il terzo grado del defunto, l'imposta dovuta dal beneficiario
è ridotta dell'importo proporzionale corrispondente al quaranta per cento della
parte del loro valore complessivo, a condizione che gli aventi causa proseguano
effettivamente l'attività imprenditoriale per un periodo non inferiore a cinque
anni dalla data del trasferimento. Il beneficiario deve dimostrare detta
condizione entro sessanta giorni dalla scadenza del suindicato termine mediante
dichiarazione da presentare presso l'ufficio competente ove sono registrate la
denuncia o l'atto; in mancanza di tale dimostrazione il beneficiario stesso è
tenuto al pagamento dell'imposta in misura ordinaria con gli interessi di mora,
decorrenti dalla data in cui l'imposta medesima avrebbe dovuto essere pagata.
Per il pagamento dell'imposta di successione relativa all'ipotesi di cui al
presente comma si applicano le disposizioni previste dall'articolo 38.
4-ter. Le agevolazioni di cui al
comma 4-bis si applicano anche in caso di donazioni
Art. 26. . Detrazione di altre imposte
1. Dall'imposta determinata a norma degli articoli
precedenti si detraggono:
[a) - lettera abrogata]
b) le imposte pagate ad uno Stato estero, in dipendenza
della stessa successione ed in relazione a beni esistenti in tale Stato, fino a
concorrenza della parte dell'imposta di successione proporzionale al valore dei
beni stessi, salva l'applicazione di trattati o accordi internazionali.
1. La successione deve essere dichiarata
all'ufficio del registro, a norma degli articoli da 28 a 30, del termine
stabilito dall'art. 31.
2. L'imposta è liquidata dall'ufficio in base alla
dichiarazione della successione, a norma dell'art. 33, ed è nuovamente
liquidata, a norma dello stesso articolo, in caso di successiva presentazione di
dichiarazione sostitutiva o integrativa di cui all'art. 28, comma 6. La
liquidazione deve essere notificata, mediante avviso, entro il termine di
decadenza di tre anni dalla data di presentazione della dichiarazione della
successione o della dichiarazione sostitutiva o integrativa.
3. Successivamente l'ufficio, se ritiene che la
dichiarazione, o la dichiarazione sostitutiva o integrativa, sia incompleta o
infedele ai sensi dell'art. 32, commi 2 e 3, procede alla rettifica e alla
liquidazione della maggiore imposta a norma dell'art. 34. La rettifica deve
essere notificata, mediante avviso, entro il termine di decadenza di due anni
dal pagamento dell'imposta principale.
4. Se la dichiarazione della successione è stata
omessa, l'imposta è accertata e liquidata d'ufficio a norma dell'articolo 35.
Se è stata omessa la dichiarazione sostitutiva o la dichiarazione integrativa
di cui all'art. 28, comma 6, si procede d'ufficio, rispettivamente, alla
riliquidazione dell'imposta o alla liquidazione della maggiore imposta. L'avviso
deve essere notificato entro il termine di decadenza di cinque anni dalla
decadenza del termine per la presentazione della dichiarazione omessa.
5. Se nelle liquidazioni di cui ai commi 2, 3 e 4 vi
sono stati errori od omissioni, l'ufficio può provvedere alla correzione e
liquidare la maggiore imposta che ne risulta dovuta. Il relativo avviso deve
essere notificato entro il termine di decadenza stabilito per la liquidazione
alla quale si riferisce la correzione.
6. L'imposta è dovuta anche se la dichiarazione è
presentata oltre il termine di decadenza stabilito nel comma 4; in questo caso
le disposizioni dei commi 2, 3 e 5 si applicano con riferimento a tale
7. E' principale l'imposta liquidata in base alle
dichiarazioni presentate, complementare l'imposta o maggiore imposta, liquidata
in sede di accertamento d'ufficio o di rettifica, suppletiva quella liquidata
per correggere errori od omissioni di una precedente liquidazione.
Art. 28. - Dichiarazione della successione
1. La dichiarazione della successione deve essere
presentata all'ufficio del registro competente, che ne rilascia ricevuta; può
essere spedita per raccomandata e si considera presentata, in tal caso, nel
giorno in cui è consegnata all'ufficio postale, che appone su di essa o sul
relativo involucro il timbro a calendario.
2. Sono obbligati a presentare la dichiarazione; i
chiamati all'eredità e i legatari, anche nel caso di apertura della successione
per dichiarazione di morte presunta, ovvero i loro rappresentanti legali; gli
immessi nel possesso temporaneo dei beni dell'assente; gli amministratori
dell'eredità e i curatori delle eredità giacenti; gli esecutori testamentari.
3. La dichiarazione della successione deve, a pena di
nullità, essere redatta su stampato fornito dall'ufficio del registro o
conforme al modello approvato con decreto del Ministro delle finanze pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale , e deve essere sottoscritta da almeno uno degli
obbligati o da un suo rappresentante negoziale.
4. Se più soggetti sono obbligati alla stessa
dichiarazione questa non si considera omessa se presentata da uno solo.
5. I chiamati all'eredità e i legatari sono esonerati
dall'obbligo della dichiarazione se, anteriormente alla scadenza del termine
stabilito nell'art. 31, hanno rinunciato all'eredità o al legato o, non essendo
nel possesso di beni ereditari, hanno chiesto la nomina di un curatore
dell'eredità a norma dell'art. 528, primo comma, del codice civile, e ne hanno
informato per raccomandata l'ufficio del registro, allegando copia autentica
della dichiarazione di rinunzia all'eredità o copia dell'istanza di nomina
autenticata dal cancelliere della pretura.
6. Se dopo la presentazione della dichiarazione della
successione sopravviene un evento, diverso da quelli indicati all'art. 13, comma
4, che dà luogo a mutamento della devoluzione dell'eredità o del legato ovvero
ad applicazione dell'imposta in misura superiore, i soggetti obbligati, anche se
per difetto di tale evento, devono presentare dichiarazione sostitutiva o
integrativa. Si applicano le disposizioni dei commi 1, 3 e 8.
7. Non vi è obbligo di dichiarazione se l'eredità è
beni immobili o diritti reali immobiliari, salvo che per effetto di
sopravvenienze ereditarie queste condizioni vengano a mancare.
1. Dalla dichiarazione della successione devono
a) le generalità, l'ultima residenza e il codice
fiscale del defunto;
b) le generalità, la residenza e il codice fiscale dei
chiamati all'eredità e dei legatari, il loro grado di parentela o affinità col
defunto e le eventuali accettazioni o rinunzie;
c) la descrizione analitica dei beni e dei diritti
compresi nell'attivo ereditario con l'indicazione dei rispettivi valori:
d) gli estremi degli atti di alienazione a titolo
oneroso di cui all'art. 10, con l'indicazione dei relativi corrispettivi;
e) i modi di impiego delle somme riscosse dal defunto a
seguito di alienazioni di beni e assunzioni di debiti negli ultimi sei mesi, con
l'indicazione dei documenti di prova;
f) gli estremi delle donazioni fatte dal defunto agli
eredi o legatari, comprese quelle presunte di cui all'art. 1, comma 3, con
l'indicazione dei relativi valori alla data di apertura della successione;
g) i crediti contestati giudizialmente, con
l'indicazione degli estremi dell'iscrizione a ruolo della causa e delle
generalità e residenza dei debitori;
h) i crediti verso lo Stato e gli enti pubblici di cui
all'art. 12, comma 1, lettera e);
i) le passività e gli oneri deducibili, con
l) il domicilio eletto nello Stato italiano dagli eredi
o legatari residenti all'estero;
n) le riduzioni e detrazioni di cui agli articoli 25 e
26, con l'indicazione dei documenti di prova.
n-bis) gli estremi dell'avvenuto pagamento delle
imposte ipotecaria e catastale, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell'imposta
sostitutiva di quella comunale sull'incremento di valore degli immobili.
2. Se il dichiarante è un legatario, dalla
dichiarazione devono risultare solo gli elementi di cui al comma 1, lettere a) e
b), nonché quelli di cui alle lettere c), i) e n) limitatamente all'oggetto del
legato, alla lettera f) limitatamente alle donazioni a suo favore e alla lettera
l) limitatamente al suo domicilio.
3. Le somme e i valori devono essere indicati con
arrotondamento dei relativi importi alle mille lire, per difetto se la frazione
non è superiore a cinquecento lire, per eccesso se è superiore.
a) il certificato di morte o la copia autentica della
sentenza dichiarativa dell'assenza o della morte presunta;
b) il certificato di stato di famiglia del defunto e
quelli degli eredi e legatari che sono in rapporto di parentela o affinità con
lui, nonché i documenti di prova della parentela naturale;
c) la copia autentica degli atti di ultima volontà dai
quali è regolata la successione;
d) la copia autentica dell'atto pubblico o della
scrittura privata autenticata dai quali risulta l'eventuale accordo delle parti
per l'integrazione dei diritti di legittima lesi;
f) un certificato dai pubblici registri recante
l'indicazione degli elementi di individuazione delle navi e degli aeromobili;
g) la copia autentica dell'ultimo bilancio o inventario
di cui all'art. 15, comma 1, e all'art. 16, comma 1, lettera b), nonché delle
pubblicazioni e prospetti di cui alla lettera c) dello stesso articolo e comma;
h) la copia autentica degli altri inventari formati in
ottemperanza a disposizioni di legge;
i) i documenti di prova delle passività e degli oneri
deducibili nonché delle riduzioni e detrazioni di cui agli articoli 25 e 26.
i-bis) il prospetto di liquidazione delle imposte
ipotecaria e catastale, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell'imposta
L'attestato o la quietanza di versamento delle predette imposte o tasse deve
essere conservato dagli eredi e dai legatari sino alla scadenza del termine per
la rettifica, previsto dall'articolo 27, comma 3.
2. Se il dichiarante è un legatario, alla
dichiarazione devono essere allegati soltanto i documenti di cui al comma 1,
lettere a), b) e c), nonché quelli di cui alle lettere successive limitatamente
all'oggetto del legato.
3. I certificati di morte e di stato di famiglia
possono essere sostituiti dalle dichiarazioni di cui all'art. 2 della legge 4
4. Per gli allegati redatti in lingua straniera si
applica l'art. 11, commi 5 e 6, del testo unico sull'imposta di registro,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131.
5. L'ufficio competente, se la dimostrazione delle
passività e degli oneri o delle riduzioni e detrazioni richieste risulta
insufficiente, ne da avviso al dichiarante, invitandolo ad integrarla e, nel
caso previsto nel secondo periodo dell'art. 23, comma 2, ad esibire in copia
autentica gli assegni indicati nel certificato. I nuovi documenti devono essere
prodotti entro sei mesi dalla notificazione dell'avviso.
6. Per i documenti provenienti da pubbliche
amministrazioni che non siano stati rilasciati entro il termine stabilito per la
presentazione della dichiarazione, compresi l'attestazione di cui all'art. 13,
comma 2, e le attestazioni o altri documenti relativi alle riduzioni e alle
detrazioni di cui agli articoli 25 e 26, si applica, purché alla dichiarazione
sia allegata copia della domanda di rilascio, la disposizione dell'art. 23,
Art. 31. - Termine per la presentazione della
1. La dichiarazione deve essere presentata entro
dodici mesi dalla data di apertura della successione.
a) per i rappresentanti legali degli eredi o legatari,
per i curatori di eredità giacenti e per gli esecutori testamentari dalla data,
successiva a quella di apertura della successione, in cui hanno avuto notizia
legale della loro nomina;
b) nel caso di fallimento del defunto in corso alla
data dell'apertura della successione o dichiarato entro sei mesi dalla data
stessa, dalla data di chiusura del fallimento;
c) nel caso di dichiarazione di assenza o di morte
presunta, dalla data di immissione nel possesso dei beni ovvero, se non vi è
stata anteriore immissione nel possesso dei beni, dalla data in cui è divenuta
eseguibile la sentenza dichiarativa della morte presunta;
d) dalla scadenza del termine per la formazione
dell'inventario, se l'eredità è accettata con beneficio d'inventario entro il
termine di cui al comma 1;
e) dalla data della rinunzia o dell'evento di cui
all'art. 28, commi 5 e 6, o dalla diversa data in cui l'obbligato dimostri di
averne avuto notizia;
f) dalla data delle sopravvenienze di cui all'art. 28,
g) per gli enti che non possono accettare l'eredità o
il legato senza la preventiva autorizzazione, purché la relativa domanda sia
stata presentata entro sei mesi dall'apertura della successione, dalla data in
cui hanno avuto notizia legale dell'autorizzazione;
h) per gli enti non ancora riconosciuti, purché sia
stata presentata domanda di riconoscimento e di autorizzazione all'accettazione
entro un anno dalla data di apertura della successione, dalla data in cui hanno
avuto notizia legale del riconoscimento e dell'autorizzazione.
3. Fino alla scadenza del termine la dichiarazione
della successione può essere modificata con l'osservanza delle disposizioni
degli articoli 28, 29 e 30.
4. La presentazione ad ufficio del registro diverso da
quello competente si considera avvenuta nel giorno in cui la dichiarazione è
pervenuta all'ufficio competente.
Art. 32. - Irregolarità, incompletezza e
infedeltà della dichiarazione
1. La dichiarazione è irregolare se manca delle
indicazioni di cui all'articolo 29, comma 1, lettere a), b), c) e n-bis), o non
è corredata dai documenti indicati nell'articolo 30, comma 1, lettere a) e b),
e da quelli indicati nelle successive lettere da c) a i-bis) ove ne ricorrano i
presupposti. In tal caso l'ufficio notifica al dichiarante, mediante
avviso, l'invito a provvedere alla regolarizzazione entro sessanta giorni; la
dichiarazione non regolarizzata nel termine si considera omessa.
dichiarazione è incompleta se non vi sono indicati tutti i beni e i diritti
compresi nell'attivo ereditario, inclusi quelli alienati negli ultimi sei mesi
3. La dichiarazione è infedele: se i beni e diritti
compresi nell'attivo ereditano vi sono indicati per valori inferiori a quelli
determinati secondo le disposizioni degli articoli da 14 a 19 e dell'art. 10; se
vi sono indicati, sulla base di attestazioni o altri documenti di cui agli
articoli 23 e 24 non conformi a verità, oneri e passività del tutto o in parte
inesistenti; se non vi sono indicate donazioni anteriori o vi sono indicate per
valore inferiore a quello determinato secondo le disposizioni dell'art. 8, comma
Art. 33. - Liquidazione dell'imposta in base
1. L'ufficio del registro liquida l'imposta in base
alla dichiarazione della successione, anche se presentata dopo la scadenza del
relativo termine ma prima che sia stato notificato l'accertamento d'ufficio,
tenendo conto delle dichiarazioni integrative o modificative già presentate a
norma dell'articolo 28, comma 6, e dell'articolo 31, comma 3.
1-bis. Se nella dichiarazione di successione e nella
dichiarazione sostitutiva o integrativa, sono indicati beni immobili e diritti
reali sugli stessi, gli eredi e i legatari devono provvedere nei termini
indicati nell'articolo 31, alla liquidazione ed al versamento delle imposte
sostitutiva di quella comunale sull'incremento di valore degli immobili, il
suddetto versamento deve essere effettuato, fino alla data di entrata in vigore
del decreto legislativo previsto dall'articolo 3, comma 138, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, concernente la modifica della disciplina dei servizi
autonomi di cassa degli uffici finanziari, mediante delega ad azienda di credito
autorizzata o tramite il concessionario del servizio per la riscossione
competente in base all'ultima residenza del defunto o, se questa era all'estero
o non è nota, al concessionario del servizio per la riscossione di Roma.
2. In sede di liquidazione l'ufficio provvede a
correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dal dichiarante nella
determinazione della base imponibile e ad escludere:
a) le passività esposte nella dichiarazione per le
quali non ricorrono le condizioni di deducibilità di cui agli articoli 21 e 24
o eccedenti i limiti di deducibilità di cui agli articoli 22 e 24, nonché gli
oneri non deducibili a norma dell'art. 8, comma 1;
b) le passività e gli oneri esposti nella
dichiarazione che non risultino dai documenti prodotti in allegato alla
dichiarazione o su richiesta dell'ufficio;
c) le riduzioni e le detrazioni indicate nella
dichiarazione non previste negli articoli 25 e 26 o non risultanti dai documenti
prodotti in allegato alla dichiarazione o su richiesta dell'ufficio.
3. Le correzioni e le esclusioni di cui al comma 2
devono risultare nell'avviso di liquidazione dell'imposta.
anche per la riliquidazione dell'imposta in base a dichiarazione sostitutiva e
per la liquidazione della maggiore imposta in base a dichiarazione integrativa.
Art. 34. - Rettifica e liquidazione della
1. L'ufficio del registro, se ritiene che la
dichiarazione della successione, o la dichiarazione sostitutiva o integrativa,
sia incompleta o infedele, provvede con lo stesso atto alla rettifica e alla
liquidazione della maggiore imposta, con gli interessi dalla data di
notificazione della liquidazione dell'imposta principale nella misura del 4,50
maggiore imposta deve contenere: la descrizione dei beni o diritti non
dichiarati, compresi quelli alienati dal defunto negli ultimi sei mesi, con
l'indicazione del valore attribuito a ciascuno di essi o del maggior valore
attribuito a ciascuno dei beni o diritti dichiarati; l'indicazione delle
donazioni anteriori non dichiarate e del relativo valore, o del maggior valore
attribuito a quelle dichiarate; l'indicazione dei criteri seguiti nella
determinazione dei valori a norma degli articoli da 14 a 19, 8, comma 4, e 10;
l'indicazione delle passività e degli oneri ritenuti in tutto o in parte
inesistenti, con la specificazione degli elementi di prova contraria alle
attestazioni e agli altri documenti prodotti dal dichiarante; L'indicazione
delle aliquote applicate e del calcolo della maggiore imposta. Per i beni e i
diritti di cui ai commi 3 e 4 devono essere indicati anche gli elementi in base
ai quali, secondo le disposizioni ivi contenute, ne è stato determinato il
valore o il maggior valore.
3. Il valore dei beni immobili e dei diritti reali
immobiliari è determinato dall'ufficio, avendo riguardo ai trasferimenti a
qualsiasi titolo ed alle divisioni e perizie giudiziarie, anteriori di non oltre
tre anni alla data di apertura della successione, che hanno avuto per oggetto
gli stessi immobili o altri di analoghe caratteristiche e condizioni, ovvero al
sulla base di indicazioni fornite dai comuni.
4. Per la determinazione del valore delle aziende, dei
diritti reali su di esse e delle azioni o quote di cui all'art. 16, lettera b),
l'ufficio può tenere conto anche degli accertamenti relativi ad altre imposte e
può procedere ad accessi, ispezioni e verifiche secondo le disposizioni
relative all'imposta sul valore aggiunto.
5. Non sono sottoposti a rettifica il valore degli
immobili iscritti in catasto con attribuzione di rendita dichiarato in misura
non inferiore, per i terreni, a settantacinque volte il reddito dominicale
risultante in catasto e, per i fabbricati, a cento volte il reddito risultante
in catasto, aggiornati con i coefficienti stabiliti per le imposte sui redditi,
né i valori della nuda proprietà e di diritti reali di godimento sugli
immobili stessi dichiarati in misura non inferiore a quella determinata su tale
base a norma dell'art. 14. La disposizione del presente comma non si applica per
i terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedono la destinazione
6. Per i fabbricati dichiarati per l'iscrizione nel
catasto edilizio ma non, ancora iscritti alla dati di presentazione della
dichiarazione della successione la disposizione del comma 5 si applica a
condizione: a) che la volontà di avvalersene sia espressamente manifestata
nella dichiarazione della successione; b) che in allegato alla domanda di
voltura catastale, la quale in tal caso non può essere inviata per posta, sia
presentata specifica istanza di attribuzione della rendita, recante
l'indicazione degli elementi di individuazione del fabbricato e degli estremi
della dichiarazione di successione, di cui l'ufficio tecnico erariale rilascia
ricevuta in duplice esemplare; c) che la ricevuta, entro il termine perentorio
di sessanta giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione, sia
prodotta all'ufficio del registro, il quale ne restituisce un esemplare con
l'attestazione dell'avvenuta produzione. L'ufficio tecnico erariale, entro dieci mesi dalla
presentazione, dell'istanza di attribuzione della rendita invia all'ufficio del
registro un certificato attestante l'avvenuta iscrizione in catasto del
fabbricato e la rendita attribuita; se l'imposta era già stata liquidata in
base al valore indicato nella dichiarazione della successione e tale valore
risulta inferiore a cento volte la rendita così attribuita e debitamente
aggiornata, o al corrispondente valore della nuda proprietà o del diritto reale
di godimento, l'ufficio del registro, nel termine di decadenza di cui al comma 3
dell'art. 27, liquida la maggiore imposta corrispondente alla differenza, con
gli interessi di cui al comma 1 dalla data di notificazione della precedente
liquidazione e senza applicazione di sanzioni.
6-bis. La disposizione del comma 5 si applica inoltre
alle unità immobiliari urbane oggetto di denuncia in catasto con modalità
conformi a quelle previste dal regolamento di attuazione dell'articolo 2, commi
1-quinquies e 1-septies, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, con riferimento alla
rendita proposta, alla sola condizione che la volontà di avvalersene sia
espressamente manifestata nella dichiarazione di successione.
7. Ai fini dei commi 5 e 6 le modifiche dei
coefficienti stabiliti per le imposte sui redditi hanno effetto per le
successioni aperte dal decimo quinto giorno successivo a quello di pubblicazione
dei relativi decreti ministeriali. Le modifiche dei moltiplicatori di
settantacinque e cento volte, previste nell'art. 52, comma 5, del testo unico
dell'imposta di registro approvato con decreto del Presidente della Repubblica
26 aprile 1986, n. 131, operano anche ai fini dei predetti commi e hanno effetto
per le successioni aperte dal decimo quinto giorno successivo a quello di
pubblicazione del decreto con il quale sono disposte.
8. Ai fini della rettifica e della liquidazione della
maggiore imposta non si tiene conto delle differenze di valore relative ai beni
indicati nell'art. 16, comma 1, lettere b) e d), e nell'art. 19, dei quali sia
evidente la scarsa rilevanza.
Art. 35. - Accertamento e liquidazione
1. In caso di omissione della dichiarazione della
successione l'ufficio del registro provveda all'accertamento dell'attivo
ereditario e alla liquidazione dell'imposta avvalendosi dei dati e delle notizie
comunque raccolti o venuti, a sua conoscenza, compresi quelli desunti da
dichiarazioni considerate omesse a norma degli articoli 28, comma 8, e 32, comma
1. In aggiunta all'imposta sono liquidati, nella misura di cui all'art. 34,
comma 1, gli interessi dalla data di scadenza del termine entro il quale la
dichiarazione omessa avrebbe dovuto essere presentata.
2. L'avviso di accertamento e liquidazione deve
contenere: l'indicazione delle generalità dei chiamati all'eredità; la
descrizione dei beni e dei diritti compresi nell'attivo ereditario, con
l'indicazione dei valori a ciascuno di essi attribuiti e dei criteri seguiti per
determinarli a norma degli articoli da 14 a 19, 34, commi 3 e 4, e 10;
l'indicazione degli estremi e del valore delle donazioni anteriori di cui
all'art. 8, comma 4; l'indicazione delle aliquote applicate e del calcolo
3. L'esistenza di passività deducibili e la spettanza
di riduzioni e di detrazioni possono essere dimostrate, nei modi indicati negli
articoli 23, commi 1, 2 e 3, 25 e 26, entro il termine di sei mesi dalla data di
notificazione dell'avviso.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano,
salvo il diverso contenuto dell'avviso, anche per la riliquidazione dell'imposta
in caso di omissione della dichiarazione sostitutiva e per la liquidazione della
maggiore imposta in caso di omissione della dichiarazione integrativa.
Art. 36. - Soggetti obbligati al pagamento
1. Gli eredi sono obbligati solidalmente al
pagamento dell'imposta nell'ammontare complessivamente dovuto da loro e dai
2. Il coerede che ha accettato l'eredità col beneficio
d'inventario è obbligato solidalmente al pagamento, a norma del comma 1, nel
limite del valore della propria quota ereditaria.
3. Fino a quando l'eredità non sia stata accettata, o
non sia stata accettata da tutti i chiamati, i chiamati all'eredità, o quelli
che non hanno ancora accettato, e gli altri soggetti obbligati alla
dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente
dell'imposta nel limite del valore dei beni ereditari rispettivamente posseduti.
Si applica l'art. 58 del testo unico sull'imposta di registro approvato con
4. L'ufficio del registro può chiedere la fissazione
di un termine per l'accettazione dell'eredità a norma dell'articolo 481, del
codice civile o la nomina di un curatore dell'eredità giacente a norma
dell'art. 528 dello stesso codice.
5. I legatari sono obbligati al pagamento dell'imposta
relativa ai rispettivi legati.
1. Il pagamento dell'imposta principale,
dell'imposta complementare con gli interessi di cui agli articoli 34 e 35 e
dell'imposta suppletiva deve essere eseguito entro sessanta giorni da quello in
cui è stato notificato l'avviso di liquidazione.
2. Dalla data di scadenza del termine di cui al comma 1
decorrono gli interessi di mora nella misura del 4,50 per cento per ogni
semestre compiuto.
3. Non devono essere pagate le somme di importo,
comprensivo di interessi e sanzioni amministrative, non superiore a lire
4. Il contribuente può pagare oltre che in contanti,
con cedole di titoli del debito pubblico scadute, e nei casi previsti dalla
legge anche non scadute, computate per il loro importo netto, nonché con titoli
di credito bancari e postali a copertura garantita.
1. Al contribuente può essere concesso di eseguire
il pagamento nella misura non inferiore al 20 per cento delle imposte, delle
sanzioni amministrative e degli interessi di mora nei termini di cui
all'articolo 37, comma 1, e per il rimanente importo in rate annuali
posticipate. La dilazione, che va richiesta contestualmente ai predetti
pagamenti, non può estendersi oltre il quinto anno successivo a quello
dell'apertura della successione e viene accordata entro novanta giorni dalla
data della richiesta stessa.
2. Sugli importi dilazionati sono dovuti, con
decorrenza dalla data di concessione della dilazione, gli interessi a scalare
nella misura determinata con decreto del Ministro delle finanze.
3. La dilazione è concessa a condizione che sia
prestata idonea garanzia mediante ipoteca o cauzione in titoli di Stato o
garantiti dallo Stato al valore di borsa, o fideiussione rilasciata da istituto
o azienda di credito o polizza fideiussoria rilasciata da impresa di
assicurazioni autorizzata. Gli atti e le formalità relativi alla costituzione e
alla estinzione di queste garanzie sono soggetti all'imposta di registro e
ipotecaria in misura fissa.
4. Il contribuente ha in ogni caso diritto di ottenere
la dilazione se offre di iscrivere ipoteca su beni o diritti compresi
nell'attivo ereditario di valore complessivo superiore di almeno un terzo
all'importo da dilazionare, maggiorato dell'ammontare dei crediti garantiti da
eventuali ipoteche di grado anteriore iscritte sugli stessi beni e diritti.
5. Il contribuente, salva l'applicazione delle sanzioni
stabilite per il ritardo nel pagamento, decade dal beneficio della dilazione se
non provvede al pagamento delle rate scadute entro sessanta giorni dalla
notificazione di apposito avviso. É tuttavia in facoltà dell'ufficio
competente di concedere una nuova dilazione.
Art. 39. - Pagamento dell'imposta mediante
cessione di beni culturali
1. Gli eredi e i legatari possono proporre la
cessione allo Stato, in pagamento totale o parziale dell'imposta sulla
successione, delle relative imposte ipotecaria e catastale, degli interessi e
delle sanzioni amministrative, di beni culturali vincolati o non vincolati, di
cui all'art. 13, e di opere di autori viventi o eseguite da non più di
2. La proposta di cessione, contenente la descrizione
dettagliata dei beni offerti con l'indicazione dei relativi valori e corredata
da idonea documentazione, deve essere sottoscritta a pena di nullità da tutti
gli eredi o dal legatario e presentata al Ministero per i beni e le attività
culturali ed all'ufficio del registro competente, nel termine previsto
dall'articolo 37 per il pagamento dell'imposta. La presentazione della proposta
interrompe il termine.
3. L'Amministrazione per i beni culturali e ambientali
attesta per ogni singolo bene l'esistenza delle caratteristiche previste dalle
norme indicate nell'articolo 13, comma 1, e dichiara, per i beni e le opere di
cui al comma 1, l'interesse dello Stato ad acquisirli.
4. Le condizioni e il valore della cessione sono
stabiliti con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali di
concerto con il Ministro delle finanze, sentita un'apposita commissione nominata
con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, presieduta da lui
o da un suo delegato e composta da due rappresentanti del Ministero per i beni e
le attività culturali, da due rappresentanti del Ministero delle finanze e da
un rappresentante del Ministero del tesoro. Il proponente può chiedere di
essere sentito dalla commissione personalmente o a mezzo di un suo delegato.
6. Il decreto di cui al comma 4 è emanato entro sei
mesi dalla data di presentazione della proposta di cessione ed è notificato al
richiedente. Entro due mesi dalla data di notificazione del decreto il
proponente notifica al Ministero per i beni e le attività culturali, a pena di
decadenza, la propria accettazione con firma autenticata. Il decreto di cui al
comma 4 e la dichiarazione di accettazione costituiscono titolo per la
trascrizione del trasferimento nei registri immobiliari. I beni mobili devono
essere consegnati entro i trenta giorni successivi alla notificazione
7. Gli eredi o i legatari, ai fini dell'estinzione del
debito tributario, devono produrre all'ufficio del registro competente, entro
sessanta giorni dalla dichiarazione di accettazione, le copie autentiche della
stessa e del decreto recante l'indicazione del valore dei beni ceduti.
8. Il cedente, se il valore dei beni ceduti è
inferiore all'importo dell'imposta e degli accessori è obbligato a pagare la
differenza; se il valore è superiore, non ha diritto al rimborso. L'eventuale
differenza deve essere corrisposta entro sessanta giorni dalla produzione
all'ufficio dei documenti di cui al comma 7.
9. Il Ministro per i beni e le attività culturali di
concerto con il Ministro delle finanze, se l'amministrazione dello Stato non
intende acquisire il bene offerto in cessione, dichiara con decreto di cui al
comma 4 di non accettare la proposta. Della mancata cessione il Ministero per i
beni e le attività culturali dà immediata comunicazione all'ufficio del
registro e al proponente; dalla data di ricevimento della comunicazione decorre
il termine di sessanta giorni per il pagamento delle somme di cui al comma 1 con
applicazione degli interessi nella misura legale decorrenti dalla scadenza del
termine previsto dall'articolo 31, comma 1.
riscossione dell'imposta principale. La somma che risulta pagata in più in base
alla decisione della controversia deve essere rimborsata d'ufficio al
contribuente entro novanta giorni da quello in cui la decisione è divenuta
2. L'imposta complementare, se il contribuente propone
ricorso; deve essere pagata per un terzo entro il termine di cui all'art. 37,
per due terzi dopo la decisione della commissione tributaria di primo grado e
per il resto dopo la decisione della commissione tributaria di secondo grado, in
ogni caso al netto delle somme già pagate; l'intendente di Finanza, se
commissione tributaria di primo grado.
3. Le somme dovute per effetto delle decisioni di cui
al comma 2 devono essere pagate, in base ad apposito avviso, a norma dell'art.
37; se l'imposta liquidata per effetto della decisione della commissione
tributaria è inferiore a quella già pagata, la differenza deve essere
rimborsata d'ufficio al contribuente entro novanta giorni dalla notificazione
4. L'imposta suppletiva deve essere pagata, in base ad
apposito avviso, per intero dopo la decisione della Commissione tributaria
centrale o della Corte d'appello o dell'ultima decisione non impugnata.
1. Per la riscossione coattiva dell'imposta e delle
sanzioni amministrative si applicano le disposizioni del titolo III del decreto
del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43. Lo Stato ha privilegio
secondo le norme stabilite dal codice civile. Il privilegio si estingue con il
decorso di cinque anni dalla data di apertura della successione o, in caso di
dilazione del pagamento, dal giorno di scadenza dell'ultima rata ovvero dal
giorno in cui si è verificata la decadenza prevista dall'art. 27.
2. Il credito dell'amministrazione finanziaria per
1. Deve essere rimborsata, unitamente agli
interessi, alle soprattasse e pene pecuniarie eventualmente pagati, l'imposta:
a) pagata indebitamente o risultante pagata in più a
norma dell'art. 40, commi da 1 a 3;
b) relativa a beni e diritti riconosciuti appartenenti
a terzi, con sentenza passata in giudicato, per causa anteriore all'apertura
della successione a seguito di evizione o rivendicazione ovvero di nullità,
annullamento, risoluzione, rescissione o revocazione dell'atto di acquisto;
c) pagata in conseguenza di dichiarazione giudiziale di
assenza o di morte presunta, quando lo scomparso fa ritorno o ne è accertata
l'esistenza;
d) pagata da enti ai quali è stata negata
l'autorizzazione ad accettare l'eredità o il legato, ovvero da eredi e legatari
se l'ente ottiene tardivamente il riconoscimento legale;
e) risultante pagata o pagata in più a seguito di
sopravvenuto mutamento della devoluzione ereditaria;
f) risultante pagata in più a seguito di accertamento,
successivamente alla liquidazione, dell'esistenza di passività o della
spettanza di riduzioni e detrazioni;
g) risultante pagata in più a seguito di accertamento
della parentela naturale successivamente alla liquidazione;
h) risultante pagata in più a seguito della chiusura
del fallimento del defunto dichiarato dopo la presentazione della dichiarazione
2. Il rimborso, salvo il disposto dell'art. 40, commi 1
e 3, deve essere richiesto a pena di decadenza entro tre anni dal giorno del
pagamento o, se posteriore, da quello in cui è sorto il diritto alla
restituzione. La domanda deve essere presentata all'ufficio competente, che deve
rilasciarne ricevuta, ovvero essere spedita mediante plico raccomandato senza
busta con avviso di ricevimento.
3. Dalla data di presentazione della domanda di
rimborso decorrono gli interessi di mora di cui all'articolo 37, comma 2.
4. Non si fa luogo al rimborso per gli importi,
comprensivi di interessi e soprattasse, non superiori a lire ventimila; gli
importi superiori sono rimborsati per l'intero ammontare.
Art. 43. - Disposizioni testamentarie
impugnate o modificate
1. Nelle successioni testamentarie l'imposta si
applica in base alle disposizioni contenute nel testamento, anche se impugnate
giudizialmente, nonché agli eventuali accordi diretti a reintegrare i diritti
dei legittimari, risultanti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata,
salvo il disposto, in caso di accoglimento dell'impugnazione o di accordi
sopravvenuti, dell'art. 28, comma 6, o dell'art. 42, comma 1, lettera e).
Art. 44. - Disposizioni testamentarie
1. L'imposta, se l'istituzione di erede è
sottoposta a condizione risolutiva, si applica con le aliquote proprie
dell'erede istituito e, nel caso di avveramento della condizione, con le
aliquote proprie dell'erede subentrante.
2. L'imposta, se l'istituzione di erede è sottoposta a
condizione sospensiva, si applica con le aliquote proprie di quello degli
eventuali successibili, compreso l'erede istituito ed esclusi lo Stato e gli
enti di cui all'art. 3, che è soggetto all'imposta minore, salva l'applicazione
della maggiore imposta se l'eredità viene devoluta a persona diversa per
effetto dell'avveramento o del mancato avveramento della condizione.
3. L'imposta, nei casi di legato sottoposto a
condizione sospensiva, si applica come se il legato non fosse stato disposto e,
nel caso di avveramento della condizione, si applica nei confronti del
legatario; se il legato è sottoposto a condizione risolutiva, l'imposta si
applica nei confronti del legatario e, nel caso di avveramento della condizione,
si applica nei confronti dell'erede.
4. Le disposizioni testamentarie a favore di nascituri
si considerano sottoposte a condizione sospensiva.
1. L'imposta, nel caso previsto dall'art. 692 del
codice civile, si applica nei confronti dell'istituito su un valore pari a
quello dell'usufrutto sui beni che formano oggetto della sostituzione
fedecommissaria.
2. L'imposta, alla morte dell'istituito, si applica nei
confronti del sostituto in base al valore dei beni alla data dell'apertura della
successione, ferma restando l'imposta già applicata a norma del comma 1.
3. L'imposta, quando la sostituzione non ha luogo, si
applica nei confronti dell'istituito in base al valore della piena proprietà
dei beni alla data di apertura della successione, detraendo l'imposta
precedentemente pagata.
1. Il riconoscimento, contenuto nel testamento, che
determinati beni intestati al defunto o da lui posseduti o che si presumono
compresi nell'attivo ereditario appartengono ad un terzo è considerato legato a
favore di questo, se non è dimostrato che alla data dell'apertura della
successione i beni già gli appartenevano.
2. Il riconoscimento di debito contenuto nel testamento
è considerato legato, se l'esistenza del debito non è dimostrata nei modi
indicati nell'art. 23.
3. L'onere a carico dell'erede o del legatario, che ha
per oggetto prestazioni a soggetti terzi determinati individualmente, è
considerato legato a favore del beneficiario.
Art. 47. - Poteri dell'Amministrazione
1. L'ufficio competente, ai fini dell'accertamento
e della riscossione, oltre ad avvalersi delle altre facoltà previste nel
presente testo unico, può:
a) invitare i soggetti obbligati alla presentazione
della dichiarazione della successione, indicandone il motivo, a produrre
documenti, o a comparire di persona o per rappresentanza per fornire dati e
notizie, rilevanti ai fini dell'accertamento;
b) inviare agli stessi soggetti questionari relativi a
dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli compilati e
firmati;
c) richiedere informazioni ai pubblici ufficiali e agli
enti ed uffici pubblici, che sono obbligati a comunicare i dati e le notizie di
cui siano in possesso:
d) dimostrare, anche sulla base di presunzioni gravi,
precise e concordanti, la simulazione di atti di trasferimento a titolo oneroso
anteriori di oltre sei mesi all'apertura della successione, di atti costitutivi
di passività deducibili e di ogni altro atto rilevante ai fini della
determinazione della base imponibile o dell'imposta.
d-bis) dimostrare, anche sulla base
determinazione della base imponibile o dell'imposta
2. Il servizio di vigilanza sulle aziende di credito,
su richiesta del Ministro delle finanze, controlla l'esattezza delle
certificazioni di cui all'art. 23, comma 2.
Art. 48. - Divieti e obblighi a carico di
1. Gli ufficiali dello stato civile devono
trasmettere all'ufficio del registro competente, nei primi quindici giorni di
ogni trimestre, l'elenco delle persone residenti nel comune della cui morte
hanno avuto notizia nel trimestre precedente, con l'indicazione dell'indirizzo e
con lo stato di famiglia di ciascuna.
2. Gli impiegati dello Stato e degli enti pubblici
territoriali ed i pubblici ufficiali, con esclusione dei giudici e degli
arbitri, non possono compiere atti relativi a trasferimenti per causa di morte,
se non è stata fornita la prova della presentazione, anche dopo il termine di
cinque anni di cui all'art. 27, comma 4, della dichiarazione della successione o
dell'intervenuto accertamento d'ufficio, e non è stato dichiarato per iscritto
dall'interessato che non vi era obbligo di presentare la dichiarazione. I
giudici e gli arbitri devono comunicare all'ufficio del registro competente,
entro quindici giorni, le notizie relative a trasferimenti per causa di morte
apprese in base agli atti del processo.
3. I debitori del defunto ed i detentori di beni che
gli appartenevano non possono pagare le somme dovute o consegnare i beni
detenuti agli eredi, ai legatari e ai loro aventi causa, se non è stata fornita
la prova della presentazione, anche dopo il termine di cinque anni di cui
all'art. 27, comma 4, della dichiarazione della successione o integrativa con
l'indicazione dei crediti e dei beni suddetti, o dell'intervenuto accertamento
in rettifica o d'ufficio, e non è stato dichiarato per iscritto
debitori del defunto devono comunicare per lettera raccomandata all'ufficio del
registro competente, entro dieci giorni, l'avvenuto pagamento dei crediti di cui
all'art. 12, lettere d) ed e).
4. Le aziende e gli istituti di credito, le società e
gli enti che emettono azioni, obbligazioni, cartelle, certificati ed altri
titoli di qualsiasi specie, anche provvisori, non possono provvedere ad alcuna
annotazione nelle loro scritture né ad alcuna operazione concernente i titoli
trasferiti per causa di morte, se non è stata fornita la prova della
presentazione, anche dopo il termine di cinque anni di cui all'art. 27, comma 4,
della dichiarazione della successione o integrativa con l'indicazione dei
suddetti titoli, o dell'intervenuto accertamento in rettifica o d'ufficio, e non
è stato dichiarato per iscritto dall'interessato che non vi era obbligo di
5. Le dichiarazioni di inesistenza dell'obbligo di
presentare la dichiarazione della successione ricevute dai soggetti, di cui ai
commi 2, 3 e 4, devono essere trasmesse entro quindici giorni all'ufficio del
6. Le cassette di sicurezza non possono essere aperte
dai concessionari, prima che gli stessi abbiano apposto la loro firma, con
l'indicazione della data e dell'ora dell'apertura, su apposito registro tenuto
dai concedenti in forma cronologica e senza fogli o spazi bianchi e abbiano
dichiarato per iscritto sul registro stesso che le eventuali altre persone
aventi facoltà di aprirle sono tuttora in vita. Le cassette di sicurezza, dopo
la morte del concessionario o di uno dei concessionari, possono essere aperte
solo alla presenza di un funzionario dell'Amministrazione finanziaria o di un
notaio, che redige l'inventario del contenuto, previa comunicazione da parte del
concedente all'ufficio di registro, nella cui circoscrizione deve essere redatto
l'inventario, del giorno e dell'ora dell'apertura.
7. Le disposizioni del comma 6 si applicano anche nel
caso di armadi, casseforti, borse, valige, plichi e pacchi chiusi depositati
presso banche o altri soggetti che esercitano tale servizio.
Art. 49. - Notificazioni
1. Gli avvisi previsti nel presente testo unico
sono notificati, nei modi stabiliti in materia di imposte sui redditi, dagli
ufficiali giudiziari, da messi speciali autorizzati a norma di legge dagli
uffici del registro o da messi comunali o di conciliazione.
1. Chi omette di presentare la dichiarazione della
successione, quella sostitutiva o la dichiarazione integrativa è punito con la
sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento
dell'imposta liquidata o riliquidata d'ufficio. Se non è dovuta imposta si
applica la sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire due milioni.
1. Chi omette l'indicazione di dati o elementi
rilevanti per la liquidazione o riliquidazione dell'imposta o li indica in
maniera infedele, ovvero espone passività in tutto o in parte inesistenti, è
punito con sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della
differenza di imposta. La stessa sanzione si applica, con riferimento
all'imposta corrispondente, a chi rilascia o sottoscrive attestazioni o altri
documenti rilevanti per la determinazione delle passività deducibili contenenti
dati o elementi non rispondenti al vero.
2. La sanzione di cui al comma 1 non si applica
relativamente all'imposta corrispondente al maggior valore definitivamente
accertato dei beni e diritti diversi da quelli indicati nell'articolo 34, comma
5, se il valore accertato non supera di un quarto quello dichiarato.
3. Se l'omissione o l'infedeltà attengono a dati o
elementi non incidenti sulla determinazione del tributo, si applica la sanzione
da lire cinquecentomila a lire due milioni. La stessa sanzione si applica per la
mancata allegazione alle dichiarazioni dei documenti prescritti o dei prospetti
rilevanti ai fini della liquidazione delle imposte ipotecaria e catastale, di
bollo, delle tasse ipotecarie e dell'imposta sostitutiva di quella comunale
sull'incremento di valore degli immobili, ovvero nel caso di inesattezza o di
irregolarità dei prospetti medesimi. La sanzione è ridotta alla metà se si provvede alla
regolarizzazione nel termine di sessanta giorni dalla richiesta dell'ufficio.
[Art. 52. - Omissione e tardività del
pagamento]
1. L'erede o il legatario, al quale sono stati
devoluti beni culturali, è punito, nei casi previsti nell'articolo 13, comma 4,
con la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta o
della maggiore imposta dovuta ai sensi dell'articolo 32 o dell'articolo 35, in
dipendenza della inclusione dei beni nell'attivo ereditario o della esclusione
della riduzione d'imposta di cui all'articolo 25, comma 2.
2. Chi viola i divieti stabiliti dall'articolo 48,
commi da 2 a 4, o non adempie all'obbligo di cui al comma 5 dello stesso
articolo, è punito con la sanzione amministrativa dal cento al duecento per
cento dell'imposta o della maggior imposta dovuta in relazione ai beni e ai
diritti ai quali si riferisce la violazione.
3. In caso di violazione delle disposizioni di cui
all'articolo 48, comma 6, i soggetti ivi indicati ovvero quelli indicati nel
successivo comma 7, nonché i concedenti o i depositari, sono puniti con la
sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni, del pari
applicabile a chi:
a) non ottempera alle richieste dell'ufficio o comunica
dati incompleti o infedeli;
b) dichiara di non possedere, rifiuta di esibire o
sottrae all'ispezione documenti o scritture, ancorché non obbligatori, dei
quali risulti con certezza l'esistenza;
c) rifiuta di sottoscrivere l'attestazione di cui
all'articolo 23, comma 3, di consegnare agli obbligati alla dichiarazione i
titoli delle passività o non permette che ne sia fatta copia autentica, di
consegnare o di rilasciare agli stessi gli estratti e le copie autentiche di cui
all'articolo 23 e all'articolo 30, comma 1.
4. La sanzione indicata nei commi 2 e 3 è raddoppiata
per la violazione di obblighi o di divieti posti a carico di pubblici ufficiali
o di pubblici impiegati, ovvero di banche, società di credito o di
intermediazione o dell'Ente poste italiane. Fino a prova contraria, si presume
che autori della violazione siano i legali rappresentanti delle banche, società
o enti.
Art. 54. - Determinazione della sanzione
1. Nella determinazione della sanzione commisurata
all'imposta o alla maggiore imposta, questa è assunta al netto delle riduzioni
e delle detrazioni di cui agli articoli 25 e 26.
Art. 55. - Registrazione degli atti di
1. Gli atti di donazione sono soggetti a
registrazione secondo le disposizioni del testo unico sull'imposta di registro,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131,
concernenti gli atti da registrare in termine fisso.
1-bis. Sono soggetti a registrazione
contro le doppie imposizioni
2. Gli atti che hanno per oggetto trasferimenti di cui
all'art. 3 sono registrati gratuitamente, salvo il disposto del comma 3 dello
4. Il valore dei beni e dei diritti donati è
determinato a norma degli articoli da 14 a 19 e dell'articolo 34, commi 3, 4 e
5. Si applicano le riduzioni previste nell'art. 25,
salvo quanto stabilito nell'art. 13, commi 3, 4 e 5, e nell'art. 51, comma 2, e
si detrae l'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili liquidata
a seguito di donazione, per ciascun immobile donato, fino a concorrenza della
parte dell'imposta proporzionale al valore dell'immobile stesso. É inoltre
detratta, se alla richiesta di registrazione dell'atto di donazione è allegata
la fattura, l'imposta sul valore aggiunto afferente la cessione.
Art. 56-bis. - Accertamento delle
1. Ferma l'esclusione delle donazioni o liberalità di
registrazione volontaria sia effettuata entro il 30 giugno 2002, si applica
l'aliquota del tre per cento
1. Il valore globale netto dei beni e dei diritti
oggetto della donazione è maggiorato, di un importo pari al valore
complessivo di tutte le donazioni, anteriormente fatte dal donante al donatario,
comprese quelle presunte di cui all'art. 1, comma 3, ed escluse quelle indicate
nell'art. 1, comma 4, quelle registrate gratuitamente o con pagamento
dell'imposta in misura fissa a norma degli articoli 55 e 59. Agli stessi fini,
nelle ipotesi di cui all'art. 56, comma 2, il valor globale netto di tutti i
beni e diritti complessivamente donati è maggiorato di un importo pari al valor
complessivo di tutte le donazioni anteriormente fatte ai donatari e il valore
delle quote spettanti o dei beni e diritti attribuiti a ciascuno di essi è
maggiorato di un importo pari al valore delle donazioni a lui anteriormente
fatte dal donante. Per valore delle donazioni anteriori si intende valore
attuale dei beni e dei diritti donati; si considerano anteriori alla donazione,
se dai relativi atti non risulta diversamente, anche le altre donazioni di pari
2. Negli atti di donazione e negli atti di cui all'art.
26 del testo unico sull'imposta di registro, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986 n. 131, devono essere indicati gli
estremi delle donazioni anteriormente fatte dal donante al donatario o ad alcuno
dei donatari e i relativi valori alla data degli atti stessi. Per l'omissione,
l'incompletezza o l'inesattezza di tal indicazione si applica, a carico
solidalmente dei donanti e dei donatari, la pena pecuniaria da una a due volte
la maggiore imposta dovuta.
1. Gli oneri da cui è gravata la donazione, che
hanno per oggetto prestazioni a soggetti terzi determinati individualmente, si
considerano donazioni a favore de beneficiari.
2. Per le donazioni sottoposte a condizione si
applicano le disposizioni relative all'imposta di registro. Le donazioni a
favore di nascituri e quelle a favore di enti di cui all'art. 31, comma 2,
lettere g) e h), si considerano sottoposte a condizione sospensiva.
3. Se nell'atto di donazione è prevista la
sostituzione di cui all'art. 692 del codice civile si applicano le disposizioni
dell'art. 45.
4. Il rimborso dell'imposta pagata spetta anche nei
casi di cui all'art. 42, comma 1, lettere b), d) e g).
5. Le disposizioni di questo titolo si applicano, in
quanto compatibili, anche per gli atti di liberalità tra vivi diversi dalla
Art. 59. - Applicazione dell'imposta in misura
1. L'imposta si applica nella misura fissa prevista
per l'imposta di registro;
a) per le donazioni di beni culturali vincolati di cui
all'art. 12, lettera g), a condizione che sia presentata all'ufficio del
registro l'attestazione prevista dall'art. 13, comma 2, salvo quanto stabilito
nei commi 3, 4 e 5 dello stesso articolo;
b) per le donazioni di ogni altro bene o diritto
dichiarato esente dall'imposta a norma di legge, ad eccezione dei titoli di cui
alle lettere h) ed i) dell'articolo 12.
3. Se i beni di cui al presente articolo sono compresi
insieme con altri beni o diritti in uno stesso atto di donazione, del loro
valore non si tiene conto nella determinazione dell'imposta a norma dell'art.
Art. 59-bis - Esenzione per i veicoli iscritti
1. Non sono soggette ad imposta, anche nella
ipotesi di cui all'articolo 59, comma 3, le donazioni di veicoli di cui
all'articolo 12, comma 1, lettera l).
1. Per le modalità e i termini della liquidazione
dell'imposta o maggiore imposta determinata a norma degli articoli 56 e 57, per
la rettifica del valore dei beni e dei diritti, per l'applicazione dell'imposta
in caso di omissione della richiesta di registrazione, per la riscossione e il
rimborso dell'imposta, per i divieti e gli obblighi a carico di terzi e per le
sanzioni si applicano, in quanto non diversamente disposto in questo titolo e
nell'art. 34, commi 4 e 8, le disposizioni del testo unico sull'imposta di
1. L'imposta, relativa alla riunione dell'usufrutto
alla nuda proprietà trasferita a titolo gratuito o per causa di morte si
applica solo se la consolidazione dell'usufrutto si è verificata anteriormente
alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 637. Non si fa luogo a rimborso delle imposte già pagate.
Art. 62. - Agevolazioni
1. Restano ferme le agevolazioni previste da altre
gennaio 1991 e si applica alle successioni aperte e alle donazioni fatte a
[TARIFFA
PRECEDENTE ABROGATA
Da decreto legge 262/2006, come
modificato e integrato dall'articolo 1, comma 77 della Legge 296/2006
(Finanziaria 2007):
48. I trasferimenti di beni e diritti per causa
di morte sono soggetti all'imposta di cui al comma 47 con le seguenti aliquote
sul valore complessivo netto dei beni:
sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro:
6 per cento;
49. Per le donazioni e gli atti di trasferimento a titolo gratuito
di beni e diritti e la costituzione di vincoli di destinazione di beni l'imposta
è determinata dall'applicazione delle seguenti aliquote al valore globale dei
beni e dei diritti al netto degli oneri da cui è gravato il beneficiario
diversi da quelli indicati dall'articolo 58,
49-bis. Se il beneficiario dei trasferimenti di cui ai commi 48 e
49 è una persona portatrice di handicap riconosciuto grave ai sensi della legge
5 febbraio 1992, n. 104, l'imposta si applica esclusivamente sulla parte del
valore della quota o del legato che supera l'ammontare di 1.500.000 euro.
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