Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-primo/titolo-vi/capo-i/sezione-iv/art148.html
Timestamp: 2019-12-11 14:22:50+00:00
Document Index: 47835825

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2945', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 148']

Art. 148 codice di procedura civile - Relazione di notificazione - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura civile > LIBRO PRIMO - Disposizioni generali > Titolo VI - Degli atti processuali > Capo I - Delle forme degli atti e dei provvedimenti > Sezione IV - Delle comunicazioni e delle notificazioni > Articolo 148
Articolo 148 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 148 Codice di procedura civile
L'ufficiale giudiziario certifica l'eseguita notificazione mediante relazione da lui datata e sottoscritta, apposta in calce all'originale e alla copia dell'atto [disp. att. 47] (1) (2).
La relazione indica la persona alla quale è consegnata la copia e le sue qualità (3), nonché il luogo della consegna, oppure le ricerche, anche anagrafiche, fatte dall'ufficiale giudiziario, i motivi della mancata consegna e le notizie raccolte sulla reperibilità del destinatario.
(1) La relata deve necessariamente indicare la data e la sottoscrizione dell'ufficiale giudiziario. Per la sua validità non è necessario che la relata sia scritta di suo pugno essendo sufficiente che l'ufficiale attesti mediante la propria sottoscrizione l'attività compiuta.
Pertanto, è bene precisare che la mancanza della data nella relata determina la nullità insanabile della notificazione. Diversamente, se la relata è priva della sottoscrizione è affetta da inesistenza.
(2) Nel caso in cui la relata apposta sull'originale sia difforme da quella redatta sulla copia dell'atto notificato, prevale quest'ultima in virtù del principio secondo il quale prevale ciò che risulta dalla copia consegnata alla parte.
(3) Nel caso in cui la copia dell'atto sia notificato ad un consegnatario, l'ufficiale giudiziario deve indicare nella relata le generalità della persona che riceve la copia e dare atto delle sue qualità, ovvero l'indicazione della posizione che riveste il c.d. consegnatario, in relazione al rapporto che intercorre con il destinatario (per es.: convivente, familiare, portiere etc.).
La norma descrive limportanza che riveste la relazione di notifica, quale certificazione scritta dall'ufficiale giudiziario e, pertanto, atto pubblico assistito da fede privilegiata, con cui egli attesta l'avvenuta notifica dell'atto. La relata, scritta in calce sia all'originale dell'atto che alla copia da notificare, rappresenta l'unico atto idoneo a fornire la prova dell'avvenuta notifica.
Massime relative all'art. 148 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 14781/2017
In caso di discordanza fra la data di consegna emergente dalla relata di notifica apposta sull’atto restituito al notificante e quella riportata sulla copia consegnata al destinatario, si verifica un conflitto tra due atti pubblici, dotati di piena efficacia probatoria, risolvibile solo mediante proposizione di querela di falso ad opera della parte interessata a provare l'inesattezza di una delle due date; in mancanza, per stabilire se si sia verificata una decadenza, deve aversi riguardo all'originale restituito al notificante, ovvero alla copia in possesso del destinatario, a seconda che tale decadenza riguardi il primo o il secondo. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il controricorrente, che aveva contestato la tardività del deposito del ricorso sulla base della data risultante dalla relata di notifica apposta sulla copia notificatagli, fosse tenuto a proporre querela di falso per accertare la falsità, "in parte qua", della relata unita all’originale dell’atto restituito al ricorrente).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14781 del 14 giugno 2017)
Cass. civ. n. 10030/2014
L'erronea indicazione, nella relazione di cui all'art. 148 c.p.c., di una qualifica non corrispondente a quella reale del consegnatario è irrilevante, e non incide sulla validità della notificazione, qualora sia univocamente identificabile la persona consegnataria attraverso la sola indicazione del vincolo - familiare convivente o domestica - con il destinatario, non sussistendo, di conseguenza, incertezza assoluta circa la persona che ha ricevuto la copia dell'atto e non venendo meno la presunzione che il consegnatario porterà a conoscenza del destinatario l'atto ricevuto.
(Cassazione civile, Sez. VI-5, ordinanza n. 10030 del 8 maggio 2014)
Cass. civ. n. 2421/2014
Nella notificazione a mezzo del servizio postale, l'attività legittimamente delegata dall'ufficiale giudiziario all'agente postale in forza del disposto dell'art. 1 della legge n. 890 del 1982 gode della stessa fede privilegiata dell'attività direttamente svolta dall'ufficiale giudiziario stesso ed ha il medesimo contenuto, essendo egli, ai fini della validità della notifica, tenuto a controllare il rispetto delle prescrizioni del codice di rito sulle persone a cui l'atto può essere legittimamente notificato, e ad attestare la dichiarazione resa dalla persona che riceve l'atto, indicativa delle propria qualità. Ne consegue che, anche nel caso di notificazione eseguita dall'agente postale, la relata di notificazione fa fede fino a querela di falso per le attestazioni che riguardano l'attività svolta, ivi compresa l'attestazione dell'identità del destinatario che ha rifiutato di ricevere il piego, trattandosi di circostanza frutto della diretta percezione del pubblico ufficiale nella sua attività di identificazione del soggetto cui è rivolta la notificazione dell'atto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2421 del 4 febbraio 2014)
relative all'articolo 148 Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 148 Codice proc. civile - Relazione di notificazione | Quesito Q201615760
lunedì 21/03/2016 - Piemonte
“nel febbraio 2006 è stato notificato, a me e alla mia impresa s.a.s., cessata nel 1999, mezzo posta un'atto di citazione per presunti danni costruttivi di un fabbricato ultimato nel 1998. Le due notifiche sono state spedite allo stesso indirizzo, quello della mia residenza ad A., mentre l'impresa s.a.s. aveva sede a V. Le notificazioni sono ritornate al mittente per compiuta giacenza. E' stato esperito il processo in cui ero contumace e sono stato condannato, ed ora hanno iniziato azione di revocatoria delle vendite effettuate nel frattempo. Mi interessa sapere se posso fare qualcosa per contestare la validità delle notificazioni del 2006.”
La giurisprudenza, in tema di estinzione di una società, ha chiarito più volte che, a seguito della riforma del diritto societario intervenuta nel 2003, con l'eseguita formalità della cancellazione dal registro imprese si viene certamente a produrre un effetto estintivo in capo alla società (Cass. S.U. n. 6070 del 12/03/2013; Cass. S.U. n. 4060 del 22/02/2010; Cass. S.U. n. 4061 del 22/02/2010). Tale effetto è destinato ad operare in coincidenza con la cancellazione, se essa abbia avuto luogo in epoca successiva al 1 gennaio 2004, o a partire da quella data se si tratta (come nel caso di specie) di cancellazione avvenuta in un momento precedente. La regola dell’estinzione quale effetto della cancellazione opera sia per le società di capitali (per le quali è esplicitamente dettata all'art. 2945 c.c.) sia per le società di persone.
La giurisprudenza ha inoltre specificato le conseguenze processuali correlate all’estinzione della società, affermando in particolare che - considerato ormai pacifico che la società estinta non può prendere parte al processo né in veste di attore né di convenuto - ad agire o ad essere convenuti in giudizio successivamente alla data di estinzione della società dovranno essere unicamente gli ex soci di quest'ultima.
Il fenomeno estintivo, infatti, impedisce alla società di poter validamente agire o essere convenuta in giudizio e rende, quindi, non esistente la notifica che le sia rivolta successivamente al provvedimento di cancellazione, non essendone ammessa la rinnovazione (Cass. Civ., 18 settembre 2007 n. 19347, Cass. Civ., sez. I, 12 dicembre 2008 n. 29242).
Come ben evidenziato dalla giurisprudenza, pertanto, "ove la possibilità di assumere la veste di parte faccia difetto, si è in presenza di un giudizio (o grado di giudizio) che, per l’inesistenza di uno dei soggetti del rapporto processuale che si vorrebbe instaurare, si rivela strutturalmente inidoneo a realizzare il proprio scopo: donde l’inammissibilità dell’atto che lo promuove" (Cass. Civ. Sez. Un. 6070, 6071 del 2013).
In conclusione, se l'atto viene notificato solamente alla s.a.s. estinta l'ex socio di quest'ultima potrebbe impugnare la sentenza pronunciata nei riguardi della società estinta, poiché l'atto che ha promosso il giudizio civile non era valido.
Tuttavia, poiché nel caso di specie pare di capire che la notifica sia stata ritualmente fatta anche allo scrivente in qualità di ex socio della società estinta (si dice, infatti, che la notifica è stata fatta presso l'indirizzo di residenza del socio), questa, e di conseguenza il processo, sono da considerarsi certamente validi da un punto di vista formale, e pertanto la sentenza potrà in caso essere appellata per altre ragioni di diritto ma non per la invalidità della notifica.
Sarebbero poi da considerare precisamente i tempi delle alienazioni nel frattempo intervenute e la posizione degli acquirenti (terzi in buona fede che hanno acquistato a titolo oneroso?).
Ma per tutto questo occorrerebbe disporre di informazioni più estese e dettagliate.
Norma di riferimento: Articolo 148 Codice proc. civile - Relazione di notificazione | Quesito Q20127160
giovedì 29/11/2012 - Basilicata
“Per la notifica o relata,
il notificatore ha l'obbligo di rilasciare una copia all'interessato? se la copia non viene rilasciata la relata è valida?”
La notifica degli atti giudiziari avviene ad opera dell'ufficiale giudiziario su richiesta della parte, del cancelliere o del p.m. mediante consegna al destinatario della copia conforme all'originale nei modi e nei luoghi prescritti dalla legge.
In particolare l'art. 148 del c.p.c., I comma, dispone che l'ufficiale giudiziario debba certificare l'avvenuta notificazione mediante relazione da lui datata e sottoscritta, apposta in calce all'originale e alla copia dell'atto.
Di conseguenza, la relata di notifica assume un'importanza rilevante in quanto viene considerata quale certificazione redatta dall'ufficiale giudiziario attestante la notificazione, unico atto idoneo a fornire la prova dell'avvenuta notifica. Elementi essenziali sono la data e la sottoscrizione da parte dell'ufficiale giudiziario. E' necessario quindi che sia l'originale dell'atto, sia la copia conforme all'originale che deve essere consegnata al destinatario contengano la relazione di notifica.