Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/07/novita-fiscali-del-23-luglio-2009-guida-operativa-alla-procedura-di-registrazione-delle-cessioni-di-quote-srl.html
Timestamp: 2018-02-23 02:24:39+00:00
Document Index: 42881590

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 37', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 7', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 23 luglio 2009: guida operativa alla procedura di registrazione delle cessioni di quote SRL; semplificazione procedure e certificazioni imprese; adempimenti per operatori del settore enologico; deducibilità degli interessi passivi per le holding; parcella del commercialista per la redazione del bilancio; IVA sulla nautica da diporto: chiarimenti dalle Entrate; modello F24: nuovi codici tributo
1) Accise: Semplificati gli adempimenti per gli operatori del settore enologico
2) Deducibilità degli interessi passivi: riguardo la scelta del regime, per le holding vale il criterio di prevalenza
3) Semplificazione e abolizione di alcune procedure e certificazioni dovute dalle imprese
4) Parcella per la redazione del bilancio: al commercialista onorario minimo oltre 500 euro
5) Guida operativa concernente la procedura operativa di registrazione delle cessioni di quote S.r.l.
6) IVA sulla nautica da diporto: Nuovi chiarimenti dalle Entrate
7) Modello F24: Istituiti nuovi codici tributo
I piccoli produttori di vino non dovranno trasmettere i dati delle contabilità.
Lo prevede una determinazione delle Dogane del 20.07.2009, con cui vengono introdotte ulteriori semplificazioni per gli esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità operative ed organizzative, nonché per gli operatori professionali registrati nel settore del vino e per i piccoli produttori di vino.
In base al citato provvedimento del 20.07.2009, emesso dall’Agenzia delle Dogane, i seguenti soggetti devono trasmettere i dati delle contabilità con frequenza annuale, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento:
– Esercenti i depositi commerciali, gli opifici di trasformazione o elaborazione e gli opifici di condizionamento di alcole e di bevande alcoliche con deposito avente una capacità di stoccaggio di prodotti sfusi e/o condizionati complessivamente inferiore a 100 ettolitri idrati;
– esercenti i depositi commerciali di prodotti energetici con deposito avente una capacità di stoccaggio di prodotti sfusi e/o condizionati complessivamente inferiore a 100 metri cubi;
– esercenti i depositi commerciali di oli lubrificanti e bitumi di petrolio con deposito avente una capacità di stoccaggio di prodotti sfusi e/o condizionati complessivamente inferiore a 10 metri cubi.
Mentre, gli operatori qualificati come operatori professionali registrati, che svolgono attività nel settore del vino e delle bevande fermentate diverse dal vino e dalla birra, dovranno trasmettere i dati relativi alle contabilità con frequenza mensile, a decorrere dal 1° gennaio 2010.
Gli operatori devono trasmettere mensilmente, in forma esclusivamente telematica ed entro il 5° giorno lavorativo del mese successivo al mese di riferimento, i dati delle contabilità (di cui al comma 3 dell’art. 2 della Determinazione Direttoriale n. 1495/2007).
Tali dati si riferiscono alle movimentazioni giornaliere oggetto di trasferimenti intracomunitari in regime sospensivo.
Soggetti che non sono tenuti alla trasmissione telematica dei dati contabili
I piccoli produttori di vino (di cui all’art. 37 del T.U.A.) non sono tenuti alla trasmissione telematica dei dati delle contabilità.
(Agenzia delle Dogane, Provvedimento del 20.07.2009, Prot. 86767 / RU)
L’esercizio prevalente o esclusivo dell’attività di assunzione di partecipazione in società non finanziarie va verificato tenendo conto non solo del valore di bilancio delle partecipazioni in società industriali, ma anche del valore contabile degli altri elementi patrimoniali della holding relativi a rapporti intercorrenti con le stesse società (quali i crediti derivanti da finanziamenti).
Deducibilità piena, in via “temporanea”, per le società “immobiliari di gestione” e determinazione del regime Ires relativo agli interessi passivi applicabile alla disciplina del consolidato nazionale.
E’ quanto ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 37/E del 22.07.2009 che ha affrontato le ulteriori problematiche relative al regime di deducibilità degli interessi passivi per le holding, degli interessi passivi inerenti all’acquisizione di immobili patrimoniali, nonché alle modalità di applicazione del regime stesso nell’ambito del consolidato nazionale.
In particolare, le holding possono beneficiare della speciale deduzione forfetaria degli interessi passivi, nei limiti del 96% del loro ammontare, riservata a banche, imprese di assicurazioni e altri operatori finanziari (regime speciale).
Con la neo circolare 37/E/2009, l’Agenzia delle Entrate si è nuovamente soffermata sul nuovo regime di deducibilità degli interessi passivi dal reddito d’impresa introdotto dalla Finanziaria 2008, legge 244/2007, e successivamente modificato dal D.L. n. 112/2008.
Come è noto nel regime ordinario l’ammontare degli interessi passivi ed oneri assimilati che originano da rapporti aventi causa finanziaria possono essere dedotti ai fini IRES fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati.
L’eventuale eccedenza di interessi passivi può essere dedotta nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica (R.O.L.); l’ulteriore eccedenza può essere riportata – senza limiti temporali – negli esercizi successivi semprechè sia inferiore al 30% del R.O.L. di competenza
Per le holding vale il criterio della prevalenza
Nel caso delle holding che esercitano attività di assunzione di partecipazioni, in società non creditizie o finanziarie, è il criterio di prevalenza che guida alla corretta individuazione del regime da applicare agli interessi passivi, speciale o ordinario.
In pratica, il suddetto regime speciale si applica alle holding nel cui bilancio sono iscritte partecipazioni in società finanziarie in misura superiore al 50% dell’ammontare complessivo dell’attivo dello stato patrimoniale.
La deducibilità di favore per le immobiliari di gestione
Le “immobiliari di gestione”, la cui attività consiste principalmente nella locazione di immobili, beneficiano del regime “temporaneo” di deducibilità integrale degli interessi passivi, purché siano relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca e sottoscritti per l’acquisto, o la costruzione, di immobili sia patrimoniali sia strumentali per natura comunque destinati ad attività locativa. Il mutuo ipotecario, inoltre, deve avere ad oggetto gli stessi immobili successivamente locati.
Questo regime si applica anche se l’immobile è in leasing.
Rapporti con la disciplina del consolidato nazionale
Consolidato a doppio perimetro, l’uno “industriale” e l’altro “finanziario”.
Nell’ambito della disciplina del consolidato fiscale nazionale il nuovo regime degli interessi passivi stabilisce due diverse vie per la deducibilità dal reddito complessivo del gruppo nel caso coesistano, nella medesima fiscal unit, sia società industriali, soggette al regime ordinario, sia finanziarie per le quali vale la deduzione forfetaria.
Ai due gruppi distinti, infatti, una volta individuati i sub-consolidati, saranno applicati i rispettivi regimi, ordinario o speciale, previsti dalla norma per la deduzione degli interessi passivi.
Lo scorso 09 luglio è stato approvato in via definitiva il D.D.L., d’iniziativa del Governo, recante “disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e adesso in corso di pubblicazione sulla G.U..
L’art. 6 del dispositivo, rubricato “semplificazione e abolizione di alcune procedure e certificazioni dovute dalle imprese”, introduce alcune disposizioni in materia di semplificazione amministrativa per le imprese e in materia di collocamento obbligatorio.
Tuttavia, la norma non è del tutto innovativa atteso che l’intero articolo è una riproposizione, con alcune modifiche, dell’art. 28 inserito nel gennaio 2007 nel Disegno di Legge n°1644 (c.d. Disegno di Legge sulle liberalizzazioni) presentato al Senato e poi non approvato nei successivi passaggi.
Proprio in relazione alla riproposizione di un testo normativo del 2007, l’articolo 6 – in alcuni passaggi – non sembra tenere conto del mutato contesto giuridico di riferimento.
E’ quanto ha rilevato la circolare della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro n. 7 del 21.07.2009.
L’articolo 6, comma 4 dispone che le comunicazioni telematiche obbligatorie in materia di collocamento, oltre che nei confronti delle direzioni regionali e provinciali del lavoro, dell’INPS, dell’INAIL, di altre forme previdenziali sostitutive o esclusive e della Prefettura – Ufficio territoriale del Governo, siano valide anche nei confronti “delle province, ai fini delle assunzioni obbligatorie”.
La disposizione sembra estendere sul piano legislativo la pluriefficacia della disposizione di assunzione/variazione/cessazione dei rapporti di lavoro che, tuttavia, era stata già prevista sul piano amministrativo (DM 30 ottobre 2007).
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con la nota operativa di luglio 2009, pubblicata il 21.07.2009 (nota informativa n. 50/09) ha fornito le modalità di redazione della parcella relativa all’attività professionale svolta per la predisposizione del Bilancio d’esercizio.
Lo schema proposto vuole essere essenzialmente operativo, fornendo al commercialista iscritto un “promemoria” per ricordare tutte le varie fasi di lavoro che l’incarico prevede, con accanto gli articoli di riferimento della tariffa professionale per la valorizzazione delle stesse.
Il risultato finale é una analitica richiesta di pagamento da inviare al cliente.
Viene stabilito un onorario minimo di euro 516,46.
Incarico per la formazione del bilancio di esercizio di una società in nome collettivo.
Il totale delle attività è pari a Euro 500.000,00 mentre il totale dei componenti positivi di reddito lordi è pari a Euro 800.000,00.
Il professionista incaricato della prestazione, ha svolto uno studio preliminare di 5 ore.
Onorario graduale per lo studio della pratica
€ 10,33 x 5 ore =
Onorario graduale per riunioni con il cliente
€ 15,49 x 10 ore =
Onorario per la formazione del bilancio sul totale attività € 500.000,00
Sul totale dei componenti positivi di reddito lordi € 800.000,00
€ 129.114,22 x 0,5% =
€ 129.114,23 x 0,25% =
€ 241.771,55 x 0,125% =
€ 516.456,90 x 0,15% =
€ 283.543,10 x 0,075% =
Riduzione onorario specifico
€ 2.257,92 x 10% =
– 225,79
Maggiorazione onorari € 2.238,68 x 10%
€ 2.465,55
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha approvato il documento “Guida operativa 1/09 concernente la procedura operativa di registrazione delle cessioni di quote S.r.l.” elaborato dalla Commissione di Studio “Protocolli informatici”.
Il documento si trova sul sito Internet (www.cndcec.it) nella sezione “Tecnologie informatiche e innovazione studi” dell’area “Studi e ricerche – Commissioni”.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, informativa n. 49/09 del 21.07.2009)
La tassazione Iva è in base all’utilizzo dell’imbarcazione nel territorio comunitario.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 38/E del 22.07.2009 ha fornito chiarimenti sul trattamento fiscale ai fini IVA della nautica da diporto, con particolare riferimento all’art. 7, comma 4, lett. f), del D.P.R. n. 633/72 laddove si stabilisce il principio secondo cui le prestazioni di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di mezzi di trasporto “se rese da soggetti domiciliati o residenti in Italia si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono utilizzate in Italia o in altro Stato membro della Comunità stessa”.
Il ricorso a percentuali forfetarie, indicate nella circolare 49/E del 2002, per il calcolo corretto dell’Iva sulle locazioni, anche finanziarie, sul noleggio e simili di unità da diporto è finalizzato a facilitare l’individuazione del luogo di utilizzo dell’imbarcazione in mancanza di prove concrete, risolvendo alla radice il problema delle responsabilità del contribuente, per il quale potrebbe rivelarsi problematico, come per l’Amministrazione, produrre una concreta dimostrazione delle rotte effettivamente seguite dal mezzo di trasporto.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 38/E/2009, è tornata sul tema della disciplina applicabile, ai fini Iva, alla nautica da diporto.
Calcolo dell’Iva: Dichiarazione di utilizzo rilasciata dall’utilizzatore
In particolare, al fine di determinare correttamente la base imponibile dell’operazione, il documento di prassi conferma la possibilità, per la società di leasing concedente, di utilizzare le percentuali forfetarie risultanti dalla compilazione di una dichiarazione di utilizzo dell’imbarcazione in acque territoriali comunitarie rilasciata dal cliente-utilizzatore.
Qualora la dichiarazione di utilizzo rechi l’indicazione di percentuali inferiori a quelle stabilite in via presuntiva, comunque assistite da idonei elementi di prova, risulterà legittima una tassazione inferiore.
Segnalazione del cliente
Inoltre, se in un momento successivo alla stipula del contratto di leasing il cliente stima di utilizzare l’imbarcazione in misura diversa da quella inizialmente dichiarata, ha l’onere di segnalarlo nelle forme appropriate alla società di leasing, in modo da consentire a quest’ultima la corretta applicazione dell’imposta.
Infine, le percentuali standard he scontano già le normali soste dell’imbarcazione, tra cui il rimessaggio invernale, gli interventi di manutenzione ordinaria, ecc…, trovano applicazione anche riguardo ai canoni di “prelocazione”, corrisposti successivamente alla stipula del contratto di leasing ma anteriormente alla materiale messa a disposizione dell’imbarcazione a favore del cliente (in tutti i casi in cui quest’ultima non sia ancora in grado di navigare alla data di conclusione del contratto, o perché in fase di costruzione e/o assemblaggio o perché in attesa di ottenere la licenza di navigazione).
Sono stati istituiti dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali regionali e comunali in sede di assistenza fiscale (art. 2 del D.L. 27 maggio 2008, n. 93).
Sono stati istituiti, altresì, dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, degli interessi per il pagamento dilazionato dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali in sede di assistenza fiscale.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 190/E del 22.07.2009, ha istituito i seguenti codici tributo:
– “1057” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente a seguito di assistenza fiscale – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93”;
– “1606” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sicilia e versata fuori regione a seguito di assistenza fiscale – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93”;
– “1907” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sardegna e versata fuori regione a seguito di assistenza fiscale – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93”;
– “1908” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati n Valle d’Aosta e versata fuori regione a seguito di assistenza fiscale – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93”;
– “1307” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente versata in Sicilia, Sardegna e Val d’Aosta e maturati fuori dalle predette regioni, a seguito di assistenza fiscale – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93”
– “3790” denominato “Interessi pagamento dilazionato dell’addizionale regionale all’Irpef trattenuta dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale”
– “3795” denominato “Interessi pagamento dilazionato dell’addizionale comunale all’Irpef trattenuta dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale”
– Non sono riportabili nella dichiarazione dell’anno successivo i crediti e le ritenute non dedotti nell’anno precedente
Il contribuente non può riportare nella dichiarazione dell’anno successivo i crediti e le ritenute non dedotti nell’anno precedente.
Ciò sarebbe in evidente violazione del principio di competenza ed autonomia dei periodi di imposta.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 16023 del 08.07.2009)
– I notai sono sempre soggetti ad IRAP
I notai devono sempre pagare l’Irap. Ciò anche se l’esercizio delle funzioni pubbliche loro attribuite dalla legge richiede senza possibilità di scelta l’aiuto di personale qualificato.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 16855 del 20.07.2009)
– Agevolazione prima casa su intero valore se i coniugi sono in comunione legale dei beni
Nel caso di compravendita, l’agevolazione prima casa spetta sull’intero valore se i coniugi sono in comunione legale dei beni, ciò anche se uno di essi sia sprovvisto dei requisiti richiesti dalla legge per ottenere il beneficio fiscale.
– Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativi al mese di giugno 2009
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 21.07.2009 è stato pubblicato l’indice Istat per il mese di giugno 2009 che è stato solo dello 0,40%.
– 770 semplificato: Per i sostituti d’imposta la trasmissione entro il 31.07.2009
I sostituti d’imposta hanno a disposizione ancora pochi giorni per trasmettere all’Amministrazione finanziaria il modello 770/2009 semplificato in cui indicare i redditi, assoggettati a ritenuta, corrisposti nel 2008.