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Timestamp: 2020-07-12 03:48:47+00:00
Document Index: 60128928

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2']

SGI Sicurezza DPCM 10 APRILE 2020: PROROGA FINO AL 3 MAGGIO DELLE MISURE DI CONTENIMENTO E GESTIONE DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA - SGI Sicurezza
DPCM 10 APRILE 2020: PROROGA FINO AL 3 MAGGIO DELLE MISURE DI CONTENIMENTO E GESTIONE DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA
Tags2020, coronavirus, decreto coronavirus, lavoro, Novità Legislative, salute, sicurezza, sicurezza sul lavoro
Il Governo ha adottato in data 10 aprile 2020 un nuovo DPCM che proroga le misure di sospensione delle attività produttive dal 14 aprile fino al 3 maggio prossimo.
Nel merito, il provvedimento anzitutto riepiloga e riordina le misure di contenimento previste nei precedenti provvedimenti e, quindi, sostituisce, tra gli altri, le previsioni e gli allegati di cui ai DPCM 11 marzo e 22 marzo 2020, nonché quelle di cui al DM 25 marzo 2020.
Testo completo DPCM 10 APRILE 2020
attività indicate nell’allegato 3, individuate sulla base del Codice ATECO. La lista dei codici, può essere modificata con successivi decreti del MISE, si segnale che è stata integrata rispetto a quella di cui al DM 25 marzo 2020;
attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività e dei servizi consentite (art. 2, comma 3). Ai fini della prosecuzione, il nuovo DPCM conferma il meccanismo della preventiva comunicazione al Prefetto della Provincia in cui è ubicata l’attività produttiva. Nella comunicazione occorre indicare le imprese o le amministrazioni beneficiarie delle attività svolte e l’attività funzionale può legittimamente proseguire – sulla base della comunicazione – senza che sia necessario un riscontro positivo da parte della Prefettura. Tuttavia, è fatto salvo il potere del Prefetto, sentito il Presidente della Regione, di sospendere l’attività laddove non sussistano le condizioni per la prosecuzione. Per le attività che hanno già provveduto a inoltrare la comunicazione al Prefetto non è necessaria una nuova comunicazione;
attività degli impianti a ciclo continuo, la cui interruzione determinerebbe un grave pregiudizio all’impianto o un pericolo a cose o persone (art. 2, comma 6). Anche in questi casi, ai fini della prosecuzione dell’attività, il nuovo DPCM prevede l’invio di una comunicazione al Prefetto, che può sospendere l’attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni appena richiamate. La comunicazione non è richiesta se tali impianti sono finalizzati a garantire l’erogazione di un servizio pubblico essenziale;
attività dell’industria della difesa e dell’aerospazio, nonché altre attività di rilevanza strategica (art. 2, comma 7). In questo caso, il nuovo DPCM introduce una semplificazione, consentendone la prosecuzione previa comunicazione al Prefetto e non già previa autorizzazione come previsto dal precedente del 22 marzo 2020. Di conseguenza, a seguito della comunicazione, l’attività può legittimamente proseguire senza che sia necessario un riscontro positivo da parte della Prefettura, fermo in ogni caso il potere di sospensione. Viene altresì specificato che possono continuare a svolgere l’attività, in quanto funzionali, con comunicazione al Prefetto, anche le imprese che garantiscono la continuità a questa filiera;
servizi di pubblica utilità ed essenziali (art. 2, comma 4);
attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici, nonché di prodotti agricoli e alimentari; ogni attività funzionale a fronteggiare l’emergenza (art. 2, comma 5);
servizi bancari, finanziari e assicurativi (art. 1, comma 1, lettera ee).
Per le attività sospese e previa comunicazione al Prefetto è espressamente consentito:
– l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o di terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti, pulizia e sanificazione (art. 2, comma 12, ved.);
– la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino, nonché la ricezione in magazzino, da parte di terzi, di beni e forniture (art. 2, comma 12, ved).
Il nuovo DPCM conferma:
per tutte le attività non sospese, l’applicazione del Protocollo contenente le misure anti-contagio sottoscritto il 14 marzo scorso fra il Governo e le Parti Sociali;
la possibilità per le attività sospese di proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
il monitoraggio a livello regionale e ministeriale (Sviluppo Economico, Interno e Lavoro) delle comunicazioni ricevute e dei provvedimenti, anche di sospensione, adottati dal Prefetto.
Il DPCM per quanto riguarda l’integrazione delle aziende che possono svolgere la propria attività, non apporta modifiche sostanziali al precedente DM inserendo, alcuni Codici dei seguenti settori:
legno (16),
fabbricazione di utensileria e parti intercambiabili di macchine utensili (25.73.1),
fabbricazione di componenti e schede elettroniche (26.1),
fabbricazione di computer (26.2)
attività di commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria (46.49.1),
Allegato 1 – 2 Commercio al dettaglio – Servizi per la persona
ORDINANZA 528 11 APRILE REGIONE LOMBARDIA