Source: https://www.eziobonanni.com/tutela-vittime-del-dovere-per-patologie-asbesto-correlate-e-riconoscimento-delle-relative-prestazioni-previdenziali-e-indennitario-risarcitorie/
Timestamp: 2018-05-22 21:25:18+00:00
Document Index: 101510307

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 1', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Tutela vittime del dovere - Avv. Ezio Bonanni
Vittime del dovere e risarcimenti danni
Tutti i dipendenti e appartenenti alle amministrazioni dello Stato e quindi quei dipendenti pubblici (e non solo i militari) che hanno subito una invalidità permanente in seguito a lesioni riportate in attività di servizio o nell'espletamento delle funzioni di istituto, nonché a tutti gli altri soggetti equiparati che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione di missioni dentro e fuori dei confini nazionali (riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative), tra le quali rientrano le condizioni e le situazioni di esposizione ad amianto, e quindi con insorgenza delle malattie asbesto correlate, debbono essere considerati vittime del dovere (vittime del lavoro), e quindi hanno diritto ad ottenere il riconoscimento di tutte le prestazioni, secondo lo schema che si allega:
Lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni ha già assistito molti militari e altri dipendenti pubblici, che hanno contratto patologie asbesto correlate e loro familiari, e ha chiesto ed ottenuto, quantomeno per i militari, che fossero erogate le prestazioni dovute, oltre ad ottenere, con la doverosa assistenza legale, che la Procura della Repubblica di Padova, P.M. Dott. Sergio Dini, chiedesse il rinvio a giudizio dei vertici della Marina Militare, su cui dovrà decidere il GUP alla prossima udienza del 25.03.2014. L’art. 20 del D.Lgs. 183/10 prevede espressamente la equiparazione di coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate (vittime del dovere del dovere equiparazione), nel corso e a causa dello svolgimento del servizio nella Marina Militare alle vittime del dovere, con previsione dell’incremento di spesa già stanziata dall’art. 1, comma 562, della l. 266/05, che prevede l’estensione dei benefici (vittime del dovere benefici), previsti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata a tutte le vittime del dovere, individuate ai sensi dell’art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466, e tuttavia questo diritto appartiene a tutti i militari, e, in seguito ad eccezione di illegittimità costituzionale, e con un’interpretazione costituzionalmente orientata, si ritiene che anche tutti gli altri dipendenti pubblici, ancorché non militari, ne abbiano diritto, se affetti da patologie asbesto correlate, contratte per motivi di servizio. Il Consiglio di Stato, con atto del 01.06.2010, n. 02526/2010, ha reso un parere con il quale ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere, è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era documentalmente presente amianto”
I dipendenti del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza (Polizia di Stato e corpi equiparati), oltre ai Carabinieri e Guardia di Finanza hanno diritto ad ottenere il riconoscimento di vittima del dovere nel caso di malattia asbesto correlata per esposizione ad amianto per motivi di servizio ovvero altra infermità dovuta alle condizioni insalubri di svolgimento del servizio.
Si configura dunque l'applicabilità della disciplina di tutela del riconoscimento di vittima del dovere a tutti coloro che dipendenti civili e militari del Ministero della Difesa, e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e corpi equiparati (compresi gli appartenenti alla Guardia di Finanzia), e per i loro famigliari in caso di decesso.
Vittima del dovere equiparata alle vittime del terrorismo
Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa a liquidare alla Dott.ssa Renata Roffeni Tiraferri quanto le era dovuto come orfana di vittima del dovere, con parificazione alle vittime del terrorismo. In base all'art. 2 L. 407/1998 "l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale assegno vitalizio vittime del dovere (vittime del dovere assegno vitalizio), dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso del Sig. Roffeni Tiraferri Giovanni (20.08.2013)". Doppio risultato per l'Avv. Ezio Bonanni: oltre alla parificazione alle vittime del terrorismo, è stato riconosciuto il principio in base al quale le prestazioni sono dovute anche se l'orfano o la vedova non fossero fiscalmente a carico del deceduto (contrariamente alle tesi del Ministero della Difesa).
Le tesi dell'Avv. Ezio Bonanni erano state già accolte dal Tribunale di Cagliari, con sentenza n. 917/2016, che impugnata dal Ministero della Difesa, confermata dalla Corte di Appello di Cagliari, Sez. Lavoro 345/17, coerentemente con la giurisprudenza della Suprema Corte (Cassazione a Sezioni Unite sentenza n. 7761/2017).
Vittima del dovere: le prestazioni a tutti i famigliari
Il Ministero della Difesa nei casi di malattia amianto correlata e decesso, continua a negare il diritto alle prestazioni di vittima del dovere ai famigliari che al momento della morte, non erano a carico del deceduto (vedove e orfani di vittima del dovere).
Sulla base della giurisprudenza già richiamata, queste prestazioni debbono essere riconosciute a tutti i famigliari anche a coloro che al momento della morte non fossero state a carico della vittima (tra le tante, la già citata Tribunale di Salerno, Sezione lavoro, sentenza n. 2334/2017).
L' Avv. Ezio Bonanni ha chiesto già da anni che il legislatore intervenga per risolvere l'annosa questione del diniego del Ministero della Difesa alla erogazione di prestazioni di vittima del dovere ai famigliari non nel carico fiscale del deceduto. Purtroppo il Governo non è intervenuto e quindi il Ministero continuerà a negare questi diritti e quindi ad imporre di proseguire nelle azioni giudiziarie.
La vittima del dovere, oppure i famigliari di vittima del dovere in caso di decesso, hanno diritto al risarcimento di tutti i danni.
In caso di procedimento penale, le vittime dovere possono costituirsi parte civile, e chiedere la condanna del Ministero, sia esso della Difesa, dell'Interno, o dell'Economica e delle Finanze, in solido con gli imputati, oppure agire in sede civile.
I militari hanno il doppio binario: TAR per la responsabilità contrattuale e Giudice civile per la responsabilità extracontrattuale (SS.UU. della Corte di Cassazione, n. 95733 del 05.05.2014, già in precedenza SS.UU. 3183/2012).
Vittima del dovere: tutela legale
Riceverete un'immediata risposta dall'Avv. Ezio Bonanni per la tutela dei vostri diritti.
Consulta la graduatoria unica nazionale delle vittime del dovere
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