Source: https://www.unieda.it/glossario-5-improving
Timestamp: 2020-06-05 19:06:45+00:00
Document Index: 27945694

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 165', 'art. 149', 'art. 150', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 14']

unieda | Glossario 5 Improving
Glossario Generale (O-P-Q-R)
Obbligo formativo (fino a 18 anni) – Con la legge n. 144 del maggio 1999 è previsto l’obbligo di formazione fino a 18 anni.
​Ciò significa che i giovani, terminato l’obbligo scolastico, dovranno:
- proseguire gli studi all’interno della scuola secondaria superiore oppure;
- frequentare un corso di Formazione Professionale, che porti all’acquisizione di una Qualifica oppure
- inserirsi nel lavoro tramite contratti di apprendistato.
Obbligo scolastico (fino a 15 anni) – Con la legge n. 9 del gennaio 1999 l’obbligo scolastico inizia a 6 anni e termina a 15. Vuol dire che chi oggi frequenta la terza media dovrà continuare la scuola ancora per un anno per assolvere l’obbligo scolastico, sanando uno squilibrio che aveva caratterizzato il sistema scolastico italiano rispetto agli altri paesi europei. Oggi adempie all’obbligo scolastico l’alunno che ha conseguito la promozione al secondo anno di scuola secondaria superiore: chi non riesce ad arrivare alla promozione è prosciolto dall’obbligo se, al compimento del quindicesimo anno di età, dimostra di avere osservato per almeno nove anni le norme sull’obbligo scolastico.
Obiettivi comunitari – Gli obiettivi comunitari corrispondono alle priorità politiche stabilite dalla politica europea di coesione per la crescita e l’occupazione. In ogni Stato membro ciascun obiettivo si applica a determinate zone geografiche, opportunamente individuate, con le risorse di uno o più fondi strutturali.
Obiettivo competitività regionale e occupazione – Interessa il territorio della Comunità che non rientra nell’obiettivo convergenza ed è finanziato da FESR e FSE. Mira ad anticipare i cambiamenti economici e sociali, a promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di mercati del lavoro dei territori interessati.
Obiettivo convergenza – Riguarda gli Stati e le regioni meno sviluppate ed è finanziato da FESR, FSE e Fondo di coesione. Mira al miglioramento delle condizioni di crescita e di occupazione dei territori interessati.
Obiettivo cooperazione territoriale europea – Riguarda tutte le regioni comprendenti frontiere terrestri o marittime, nonché zone di cooperazione transnazionale. Finanziato dal FESR, nasce dall’esperienza dell’iniziativa comunitaria Interregionale. Mira a migliorare la cooperazione a livello transfrontaliero, transnazionale e interregionale nei settori riguardanti lo sviluppo urbano, rurale e costiero, lo sviluppo delle relazioni economiche e la messa in rete delle piccole e delle medie imprese.
Obiettivo formativo – Risultato di apprendimento perseguito dai formatori, mirante ad un cambiamento atteso nell’allievo, coerente con il profilo educativo, culturale e professionale. Rappresenta, quindi l’esito di un percorso formativo intenzionale, mirato sulle specifiche capacità dell’allievo, definito tenendo conto dei diversi ambiti in cui si esprime la sua personalità: intellettuale, morale, estetico-espressivo, relazionale, affettivo, operativo. Sulla base di tali obiettivi si elaborano le Unità di apprendimento che conducono gli allievi ad acquisire competenze nei vari ambiti dell’agire umano.
Obiettivo operativo – Indica, in un ambito di intervento dato, le azioni e gli strumenti operativi che si intendono mettere in campo e utilizzare nell’anno di riferimento per ottenere il risultato previsto dall’obiettivo specifico. È di diretta responsabilità regionale, di valenza interna e risponde ad una logica di efficienza. Dà luogo a realizzazioni.
Obiettivo specifico – Indica le finalità generali che intende raggiungere ciascun Asse, esplicitando maggiormente gli ambiti in cui si attueranno gli obiettivi operativi. Espresso in termini di risultati verso il destinatario diretto delle politiche regionali, rappresenta i passaggi principali del processo messo in campo per raggiungere l’obiettivo strategico ed è di diretta responsabilità regionale. Si articola in obiettivi operativi.
Obiettivo specifico di apprendimento – Conoscenza e abilità connessa all’Unità di apprendimento (di cui costituisce un ingrediente indispensabile ma non sufficiente), che rappresenta una risorsa messa a disposizione dell’allievo al fine di affrontare adeguatamente il compito richiesto in modo da acquisire una o più competenze.
Obiettivo strategico – Rappresenta le reali priorità dell’Ente. Il suo raggiungimento dipende anche da fattori esterni non direttamente controllabili dalla Regione e spesso si esplica in tempi medio lunghi (anche superiori alla legislatura). Si articola in obiettivi specifici.
OBS – Acronimo di Organisational Breakdown Structure; è l’organigramma (v) di progetto: come tale definisce la collocazione delle unità responsabili coinvolte nel processo realizzativo in termini di dipendenza (gerarchica o funzionale) dal Project Manager (v).
Occupabilità – La capacità delle persone di essere occupate, e quindi di cercare attivamente un impiego, di trovarlo e di mantenerlo. Accrescere l’occupabilità è quindi un obiettivo prioritario delle politiche per l’occupazione e ad esso sono orientati buona parte degli interventi cofinanziati dal Fondo sociale europeo. L’occupabilità ha rappresentato uno dei quattro pilastri della Strategia Europea per l’Occupazione (SEO), prima che, nel 2003, quest’ultima venisse riformulata in tre nuovi obiettivi semplificati: piena occupazione; migliore qualità e produttività del lavoro; maggiore coesione e inclusione
Occupati – Comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:
Offerta – Quantità di un certo bene o servizio che viene messa in vendita in un dato momento a un dato prezzo. Si suppone che per ogni bene si possa tratteggiare una curva di offerta, rappresentante le diverse quantità messe in vendita di un bene o servizio in corrispondenza di ciascun prezzo.
Operazione – Un progetto o un gruppo di progetti selezionato dall’Autorità di Gestione del programma operativo in questione o sotto la sua responsabilità, secondo criteri stabiliti dal Comitato di Sorveglianza ed attuato da uno o più beneficiari, che consente il conseguimento degli scopi dell’asse prioritario a cui si riferisce (art. 2, Reg. CE n. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006).
Ordine del giorno – Il termine “ordine del giorno” designa tre diversi documenti del tutto differenti fra loro e per questo è talvolta fonte di qualche equivoco:
- Ordine del giorno della seduta: è quel documento, stampato su carta e diffuso anche nel sito Internet, che indica il giorno e l’ora di svolgimento di una seduta, con l’elenco degli argomenti che saranno discussi nel corso della seduta e il loro ordine di esame. Viene diramato dal Presidente del Senato o della Commissione con la convocazione. Rientra fra gli strumenti di programmazione ed ha un essenziale ruolo di garanzia dell’ordinato svolgimento dei lavori, infatti, l’inversione dell’ordine di trattazione degli argomenti o la discussione di argomenti che non siano all’ordine del giorno sono consentite solo con speciali cautele.
- Ordine del giorno generale: è l’elenco di tutti i disegni di legge ed i documenti presentati al Senato, con il relativo stato di avanzamento dei lavori. Viene periodicamente pubblicato in un grosso volume ed è disponibile nel sito Internet.
- Ordine del giorno (atto di indirizzo): è un atto di indirizzo, un documento che ha carattere accessorio rispetto ad un altro testo, normalmente un disegno di legge, su cui l’Assemblea o una Commissione è chiamata a deliberare. In questo caso l’ordine del giorno tende a circoscrivere o precisare il significato della deliberazione principale, impegnando politicamente il Governo sul modo in cui essa vada interpretata o si debba procedere alla sua applicazione. Il Governo, se intende accogliere l’ordine del giorno, può esprimere la sua accettazione con formule, codificate dalla prassi, variamente sfumate; il presentatore può in ogni caso chiedere che l’ordine del giorno sia votato.
Organigramma – Rappresentazione grafica che descrive sinteticamente le funzioni, i compiti, i rapporti gerarchici, i flussi comunicativi esistenti nell’ambito di una determinata struttura organizzativa.
Organismi intermedi – Per organismo intermedio si intende qualsiasi organismo o servizio pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di un’autorità di gestione o di certificazione o che svolge mansioni per conto di questa autorità nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni (art. 2 c. 6 del regolamento 1083/2006).
Organismo di ricerca – Un soggetto giuridico, definito come un organismo senza scopo di lucro che annovera tra i suoi obiettivi principali lo svolgimento di attività di ricerca o sviluppo tecnologico.
Organismo formativo – Colui che ha la responsabilità di realizzare l’azione formativa e che ne guida gli aspetti organizzativi (gestore) e didattici (formatore).
ONU – Acronimo di Organizzazione delle Nazioni Unite; è la più importante organizzazione internazionale, in particolare è un’organizzazione intergovernativa. Le Nazioni Unite hanno come fine il conseguimento della cooperazione internazionale in ambito di sviluppo economico, progresso socioculturale, diritti umani e sicurezza internazionale. Relativamente alla sicurezza internazionale in particolare ha come fine il mantenimento della pace mondiale anche attraverso efficaci misure di prevenzione e repressione delle minacce e violazioni ad essa rivolte. Membri delle Nazioni Unite sono gli Stati che accettano gli obblighi imposti dal suo statuto e che sono ritenuti in grado di farne fronte, in particolare l’Assemblea generale ne decide l’ammissione in base alle raccomandazioni del Consiglio di sicurezza. Dal 3 luglio 2006 gli Stati membri delle Nazioni Unite sono 192.
Organizzazioni Intergovernative – Hanno l’obiettivo di favorire la cooperazione tra paesi e nascono da un accordo internazionale tra più di due stati. Possono avere carattere universale o essere composte da gruppi di paesi uniti su basi geografiche, o essere competenti su questioni specifiche. Possono essere costituite anche su basi etniche, politiche, per svolgere attività di natura economica, scientifica, tecnica, sociale.
Ong – Acronimo di Organizzazioni non governative; organizzazioni istituite come associazioni private operanti a livello nazionale e internazionale ed aventi obiettivi d’interesse generale, di carattere umanitario, sociale, religioso politico, tecnico, ecologico ecc. Le Ong non perseguono scopo di lucro e sono legate all’attenuazione della grande povertà dei paesi del Sud del mondo.
Osc – Acronimo di Orientamenti strategici comunitari per la coesione; documento strategico della programmazione 2007 – 2013. Gli Orientamenti strategici comunitari per la coesione nascono con lo scopo di promuovere un aumento del contenuto strategico della politica di coesione al fine di rafforzare le sinergie con gli obiettivi dell’agenda di Lisbona rinnovata e di facilitarne la realizzazione. Si tratta di un documento strategico globale per la politica di coesione, capace di definire chiare priorità per gli Stati membri e le Regioni. Gli orientamenti sui quali i programmi cofinanziati attraverso la politica di coesione, dovrebbero concentrare le risorse sono:
- rendere l’Europa e le sue regioni più attraenti per gli investimenti e l’occupazione;
- promuovere la conoscenza e l’innovazione a favore della crescita;
- posti di lavoro migliori e più numerosi.
Gli Osc rappresentano un contesto unico indicativo che ogni Stato membro ha utilizzato per la preparazione del proprio Quadro di riferimento strategico nazionale (Qsn) e dei Programmi Operativi Nazionali (PON), così le Regioni per la predisposizione dei Programmi operativi regionali (POR).
Orientamento – L’orientamento consiste in un insieme di attività volte ad aiutare le persone a prendere decisioni (sul piano educativo, professionale e personale) e ad attuarle, in un processo di accompagnamento lungo tutto l’arco della vita. L’orientamento riguarda sia l’educazione alla scelta di percorsi di Istruzione e Formazione, sia l’educazione alle opportunità professionali, finalizzata alla conoscenza, anche diretta, del mondo del lavoro. Tutti gli Enti e le istituzioni che hanno una finalità educativa, formativa o sociale (scuole, università, Enti di Formazione Professionale, centri per l’impiego…) contemplano anche l’orientamento tra i loro obiettivi prioritari. I Servizi di Orientamento, invece, hanno l’orientamento quale unica e sostanziale finalità, svolgendo tre funzioni principali:
- informazione orientativa;
Outplacement (ricollocamento) – Servizio, posto in atto da un’azienda nei confronti di dipendenti considerati in esubero. Tale servizio ha lo scopo di risolvere il rapporto di lavoro senza traumi e senza ripercussioni legali, individuando un’adeguata collocazione del lavoratore in un’altra azienda.
Outsourcing (esternalizzazione) – Termine anglosassone che indica la possibilità di un’azienda di affidarsi a società esterne per gestire determinati servizi interni (amministrazione, servizi commerciali, servizi informatici, gestione magazzino, call center, ecc.), con la garanzia che il servizio è strutturato e personalizzato secondo le necessità dell’azienda.
Parità tra uomini e donne e non discriminazione – L’art. 16 Regolamento 1083/2006, si articola in:
- parità tra uomini e donne: le modalità di attuazione dei progetti formativi dovranno promuovere la partecipazione delle donne alla formazione e al lavoro, favorendo una significativa partecipazione femminile alle iniziative, attraverso opportune modalità organizzative che tengano conto delle differenze di genere e promuovendo una logica di condivisione del lavoro di cura tra uomini e donne;
- non discriminazione: le modalità di attuazione dei progetti formativi dovranno favorire la partecipazione delle persone alla formazione e al lavoro evitando discriminazioni legate alle differenze di etnia, disabilità ed età nella progettazione dei contenuti, nelle modalità di pubblicizzazione, nella selezione e nelle modalità operative di erogazione delle operazioni.
Politiche di sviluppo locale sostenibile – I progetti formativi dovranno dimostrare l’integrazione delle iniziative proposte con i programmi di sviluppo locale e/o rivolgersi a settori in crisi o, infine, essere finalizzati alla promozione dello sviluppo locale sostenibile in termini ambientali.
Parlamento europeo – Il Parlamento europeo riunisce i rappresentanti dei 492 milioni di cittadini dell’Unione europea. Essi sono eletti a suffragio universale diretto, dal 1979. Il Parlamento europeo conta 785 deputati, suddivisi in funzione della dimensione della popolazione degli Stati membri. Le sue funzioni sono legislative, finanziarie e di controllo politico delle istituzioni europee. Con il trattato di Amsterdam (entrato in vigore nel 1999), i poteri del Parlamento europeo si sono rafforzati, in particolare grazie al fatto che la procedura di co-decisione è stata notevolmente estesa. Questa evoluzione verso un potenziamento del ruolo di co-legislatore del Parlamento si è rafforzata con il trattato di Nizza (entrato in vigore nel 2003), che gli ha attribuito un diritto di ricorso davanti alla Corte di giustizia delle Comunità europee.
Partenariato – Insieme di soggetti pubblici e privati, forze economiche e sociali che, nell’ambito dei rispettivi ruoli e competenze, coinvolte in un medesimo settore di interesse, concertano la programmazione e l’attuazione degli interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo del territorio e dell’integrazione sociale.
Parti sociali – Insieme di associazioni che rappresentano il mondo delle imprese e delle organizzazioni dei lavoratori coinvolte, da parte delle istituzioni pubbliche, in processi di consultazione, negoziazione e concertazione su determinate materie.
Part-time – È un contratto di lavoro subordinato, a termine o a tempo indeterminato, caratterizzato dalla riduzione dell’orario di lavoro. Ai lavoratori part-time si applica il Contratto collettivo nazionale di lavoro che disciplina il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno, e la retribuzione a cui hanno diritto è la stessa dei lavoratori a tempo pieno di pari inquadramento, ridotta però in relazione all’orario di lavoro. Non è consentito il lavoro straordinario e nel caso in cui l’azienda proceda a nuove assunzioni a tempo pieno, i lavoratori a part-time hanno il diritto di precedenza.
Passaggio – Processo formativo tramite il quale una persona collocata entro un particolare percorso scolastico-formativo può accedere ad un altro vedendo valorizzato il proprio bagaglio di acquisizioni. Il passaggio richiede una collaborazione tra organismo inviante ed organismo ricevente e l’attivazione di un apposito La RSA che consenta alla persona di acquisire le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie al buon fine dell’azione. Il passaggio è l’esito di una volontà dell’allievo e della famiglia; esso si esprime mediante una domanda esplicita che indica il tipo di formazione desiderata e il Centro o Istituto in cui intende transitare.
Patto europeo per la gioventù – L’adozione del Patto europeo per la gioventù da parte del Consiglio europeo, avvenuta nel marzo 2005, coincide con la fine del primo ciclo di attuazione del Libro bianco “un nuovo slancio per la gioventù europea”. Secondo la Commissione, le misure e le azioni proposte in tale patto devono basarsi sulle strategie europee per l’occupazione e l’inserimento sociale, nonché sul programma di lavoro. L’obiettivo principale è quello di migliorare l’istruzione, la formazione, la mobilità, l’inserimento professionale e l’inserimento sociale dei giovani europei, facilitando nel contempo la conciliazione fra la vita familiare e la vita professionale.
PFL – Acronimo di Patto Formativo Locale; rappresenta uno strumento innovativo di programmazione delle politiche formative, la cui finalità è accompagnare e supportare i programmi di sviluppo già in atto sui territori della regione attraverso azioni formative volte all’accrescimento della competitività del capitale umano e del tessuto produttivo.
Patto orientativo-formativo – È un patto, formalizzato oppure informale, mediante il quale l’organismo che eroga orientamento o formazione si impegna a fornire all’utente tutti gli strumenti, i servizi e le relazioni necessarie al raggiungimento di un determinato esito, mentre l’utente, a sua volta, si vincola a corrispondere ai criteri di impegno e di comportamento necessari per poter svolgere in modo adeguato il percorso.
Pensione – Rendita vitalizia erogata ai cittadini, da enti pubblici o privati, per cessazione dell’attività lavorativa o riduzione (totale o parziale) della capacità lavorativa o morte del lavoratore.
Pensione di anzianità – Trattamento pensionistico a cui ha diritto il dipendente, in caso di risoluzione anticipata del rapporto di lavoro, solo a condizione che abbia maturato i previsti requisiti contributivi e anagrafici.
Pensione di inabilità – Pensione a cui ha diritto il lavoratore assicurato o titolare di assegno di invalidità con decorrenza successiva al 1° luglio 1984, il quale, a causa di infermità o difetto fisico, è impossibilitato in maniera permanente a svolgere una qualsiasi attività lavorativa.
Pensione di reversibilità – Tipo di pensione che spetta ai superstiti di pensionato (ad esempio, coniuge). I superstiti, aventi diritto alla pensione di reversibilità o indiretta, vengono stabiliti dalla normativa pensionistica che non ha alcun rapporto con la normativa sull’eredità.
Pensione di vecchiaia – Pensione che, in presenza della richiesta anzianità contributiva, spetta al compimento dell’età prevista per tale pensione (in generale, 60 anni per le donne e 65 per gli uomini).
Pensione integrativa – Prestazione aggiuntiva, rispetto a quella obbligatoria, che il lavoratore si costruisce nei fondi pensione privati mediante la costituzione di una posizione previdenziale individuale.
Percorsi formativi destrutturati (seconda chance) – Particolare metodologia di interevento educativo rivolta in prevalenza ad adolescenti e giovani in difficoltà (scolastica e/o sociale) che opera secondo un approccio promozionale e valorizzante, teso ad offrire a tali utenti un’alternativa di “successo” che consenta loro di inserirsi positivamente in un ruolo sociale desiderato superando precedenti esperienze negative.
Percorso formativo – Rappresenta il cammino di apprendimento che l’allievo persegue avendo come riferimento il raggiungimento del successo formativo.
Performance (rendimento) – Differenza tra il valore finale ed il valore iniziale di un investimento, a cui si sommano eventuali cedole o dividendi. Generalmente viene espresso in termini percentuali.
Permesso di soggiorno – Le persone straniere che intendono soggiornare in Italia per più di tre mesi, devono richiedere il permesso di soggiorno entro otto giorni dall’arrivo in Italia.
Personalizzazione – Personalizzare significa delineare differenti percorsi di trasferimento-acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze, in base alle caratteristiche personali degli allievi: stili di apprendimento, metodi di studio, caratteristiche peculiari. La personalizzazione avviene, comunque, nell’ambito di un gruppo di allievi che condividono un medesimo percorso di apprendimento, fatte salve le necessarie attività di individualizzazione.
PERT – Acronimo di Program Evaluation and Review Technique; consiste in una tecnica tesa a evidenziare il cammino critico (v) all’interno del reticolo.
Pianificazione – È il processo mediante il quale vengono individuate tutte le attività (v) di progetto, definiti i legami logici (v) che lo connettono, stimate le durate e allocate le risorse (v) necessarie al loro completamento.
Piano dell’offerta formativa – Documento alla base dell’attività del Centro di Istruzione e Formazione Professionale che indica: missione dell’organismo, strategia formativa e partnership, target e territorio di riferimento, offerta di formazione e di servizi, criteri metodologici, stili professionali e politica della qualità.
Piano generale di progetto – Altrimenti overall master schedule; è il documento che fornisce una visione generale del programma di realizzazione del progetto, evidenziandone, in estrema sintesi, gli aspetti più salienti, quali, ad esempio: obiettivi tecnici; vincoli temporali; vincoli economici e finanziari; modalità di approccio; traguardi prefissati (milestones); risorse necessarie; principali fornitori (interni, esterni, appalti); aree di rischio (penali, eventi critici, rischi tecnici, ecc. …).
P.I.T. – Acronimo di Piano di Indirizzo Territoriale; è l’atto di programmazione con il quale la Regione, in conformità con le indicazioni del Programma Regionale di Sviluppo, stabilisce gli orientamenti per la identificazione dei sistemi territoriali, indirizza a fini di coordinamento la programmazione e la pianificazione degli enti locali, e definisce gli obiettivi operativi della propria politica territoriale. Il P.I.T. contiene:prescrizioni di carattere generale relative all’uso delle risorse essenziali del territorio; prescrizioni relative alla localizzazione delle grandi infrastrutture di interesse regionale (aeroporti, autostrade, ferrovie, sedi universitarie, parchi regionali, etc.); prescrizioni localizzative individuate da Piani Regionali di Settore; prescrizioni per la pianificazione urbanistico-territoriale (con specifica considerazione dei valori paesistici); i termini entro i quali Province e Comuni sono tenuti ad adeguare i propri strumenti urbanistici.
Nel P.I.T. vengono inoltre forniti ai Comuni utili chiarimenti e orientamenti per la formazione dei Piani Strutturali.
In sostanza lo strumento regionale non si limita a definire indirizzi e prescrizioni rivolte ai PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) delle varie Province, ma allarga la sua influenza sulla strumentazione comunale per assicurare una corretta e omogenea attuazione dei principi della Legge.
Piano di zona – Definito in base alle indicazioni del piano regionale, è un documento di programmazione del sistema integrato di servizi sociali (interventi sociali e socio-sanitari) previsto all’articolo 19 della legge 328/2000 che si riferisce al territorio di un Comune o di un raggruppamento di Comuni in un ambito territoriale definito.
Piano formativo personalizzato – Documento elaborato dal team dei formatori che delinea in chiave cronologica le principali attività/prodotti con relative competenze mirate, specificando, in riferimento ad ogni attività-prodotto, lo sviluppo degli orari, il personale coinvolto con responsabilità e compiti, le modalità di accesso, le risorse necessarie, le modalità di orientamento e valutazione. Il Piano formativo, che prevede inoltre le occasioni di personalizzazione e le forme in cui queste vengono attivate, non è un programma precostituito, ma si sviluppa lungo il percorso tramite le Unità di Apprendimento realizzate, tanto da risultare completo solo al compimento dell’intero cammino.
Piano nazionale d’azione per l’occupazione o NAP – è il documento elaborato annualmente da ciascuno Stato membro dell’Unione europea per definire la propria programmazione delle politiche del lavoro e dell’occupazione e descrivere quanto realizzato nell’anno precedente. I Piani nazionali d’azione per l’occupazione diventano, a partire dal 1997, i dispositivi attuativi nazionali dalla Strategia europea per l’occupazione (SEO) e tengono conto degli Orientamenti per l’occupazione che la Commissione europea elabora ogni anno. Il Fondo sociale europeo (FSE) ha il compito prioritario di attuare la SEO e la sua programmazione è fortemente integrata con le priorità nazionali definite nei Piani nazionali d’azione per l’occupazione. La Commissione europea, sulla base dei risultati descritti nei Piani nazionali d’azione per l’occupazione, realizza un Rapporto annuale sull’occupazione e predispone una serie di Raccomandazioni specifiche per ogni Stato membro.
Piano per l’inclusione (Piano di azione nazionale contro la povertà e l’esclusione sociale) – Documento che dà attuazione a livello nazionale e con orizzonte temporale di tipo pluriennale alla strategia contenuta nell’Agenda sociale europea per la parte relativa alle politiche sociali. Il Piano, attualmente in vigore in Italia, trova il suo fondamento strategico nel Libro Bianco sul welfare del 2003, ed assume come punto qualificante la centralità della famiglia.
PMI – Acronimo di Piccole e Medie Imprese; si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica. La piccola impresa impiega meno di 50 persone con fatturato annuale o totale di bilancio non supera i 10 milioni di EUR.
Piccoli sussidi – Sono risorse finanziarie, desunte dagli stanziamenti del Fondo sociale europeo (FSE), destinate a piccoli progetti di inclusione sociale e di sostegno all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, compreso lo sviluppo di attività imprenditoriali, nell’ambito della lotta all’emarginazione.
Placement (posizionamento) – Termine inglese che indica l’attività di collocamento, ossia l’inserimento in un contesto lavorativo.
Politiche comunitarie – Sono gli interventi determinati e diretti delle Istituzioni comunitarie e quelli che integrano le azioni degli Stati membri, realizzati in settori individuati dai trattati istitutivi e nei quali si è proceduto ad un trasferimento di competenze dagli Stati membri alla Comunità.
Politiche del lavoro – Complesso di strategie, interventi e azioni intraprese dal Governo nazionale e dagli enti locali, spesso di concerto con le Parti sociali, che hanno come finalità diretta o indiretta il miglioramento, la qualificazione e l’incremento dell’occupazione. Le politiche del lavoro si concretizzano normalmente attraverso interventi di riqualificazione del sistema formativo e dei servizi per il lavoro, il sostegno economico alla creazione di nuove imprese e allo sviluppo dell’occupazione nelle imprese già esistenti, l’erogazione di incentivi per favorire l’ingresso di giovani o di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro. Si distinguono dalle cosiddette politiche passive, orientate prevalentemente a forme di assistenza o sussidio, in quanto presuppongono la partecipazione e l’impegno attivo dei soggetti beneficiari siano questi lavoratori, imprese o istituzioni locali.
Politiche per la coesione sociale e economica dell’UE – Sono indirizzate a ridurre le disuguaglianze tra le diverse regioni europee, potenziando la crescita, la competitività e l’occupazione. Con l’avvio della Strategia di Lisbona nel 2000, particolare attenzione è stata posta al sostegno dell’occupazione e allo sviluppo del capitale umano, potenziando al tempo stesso crescita e competitività del sistema economico.
Polo formativo – I Poli Formativi sono raggruppamenti composti da Istituzioni scolastiche e Enti di Formazione Professionale, Imprese e associazioni di categoria, Università, Centri di ricerca, soggetti pubblici e altri soggetti che organizzano e propongono interventi formativi progettati in stretta relazione con i sistemi produttivi territoriali e con il mondo della ricerca e dell’innovazione tecnologica.
Popolazione attiva – Secondo la definizione dell’ISTAT è la somma delle persone occupate, di quelle disoccupate alla ricerca di nuova occupazione e delle persone in cerca di prima occupazione.
Popolazione non attiva – Secondo la definizione dell’ISTAT è costituita dalla popolazione in condizione non professionale meno le persone in cerca di prima occupazione.
Portfolio – Raccolta sistematica e organizzata di materiali che serve a documentare il percorso formativo degli allievi e i progressi compiuti in relazione al piano di studio. I materiali utilizzati possono comprendere lavori individuali o di gruppo, prove scolastiche, osservazioni degli insegnanti, informazioni fornite dalla famiglia. Il portfolio può avere forme diverse: una cartella, una busta, un raccoglitore ad anelli, etc. Lo scopo è di promuovere una valutazione autentica di ciascun soggetto e i livelli di competenza raggiunti.
Portfolio delle competenze individuali – Raccolta significativa dei lavori dell’allievo che racconta la storia del suo impegno, del suo progresso o del suo rendimento. Il portfolio è concordato e definito nell’ambito del Centro; esso comprende i seguenti ambiti: anagrafico, orientativo, formativo e valutativo, certificativi. Esso è composto da una parte essenziale – corrispondente al “libretto formativo” da consegnare alla persona ed agli eventuali interlocutori (sistema educativo, sistema lavorativo e professionale) e dagli allegati conservati presso il Centro.
Precondizioni – Fattori esterni che devono essere presi in considerazione prima dell’inizio di un progetto.
Premialità – La Premialità è un meccanismo di incentivazione introdotto dal Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006 per un importo relativo a circa il 10 per cento del totale delle risorse pubbliche del QCS, che consente di premiare i comportamenti virtuosi dei singoli programmi e diffondere le migliori esperienze. Il sistema della premialità dei Fondi strutturali è costituito da due riserve, una comunitaria pari al 4 per cento e una nazionale pari al 6 per cento. Le due riserve sono regolate da criteri, meccanismi di assegnazione e tempi di allocazione diversi e presentano entrambe, pur con alcune differenze, una struttura di incentivi tale da stimolare la competizione tra amministrazioni per modernizzare la Pubblica Amministrazione e la gestione dei fondi.
Prestazione occasionale d’opera – Con questo tipo di contratto, il lavoratore si impegna a fornire al committente un’opera o un servizio, senza alcun vincolo di subordinazione e in totale autonomia organizzativa e operativa, utilizzando mezzi e attrezzature proprie. Questa prestazione si definisce occasionale, poiché viene svolta da lavoratore una volta sola, nel senso che il committente non utilizzerà lo stesso lavoratore per prestazioni analoghe. L’unicità della prestazione non implica necessariamente che essa non possa essere prolungata nel tempo.
Priorità trasversali – Le priorità trasversali sono quelle che riguardano l’innovazione e secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), “è la capacità di gestire la conoscenze al fine di generare vantaggi competitivi attraverso la produzione di nuovi beni, processi e sistemi organizzativi”. Si può distinguere in:
- “innovazione di prodotto” che viene valutata in relazione alla formazione di un nuovo profilo professionale la cui necessità risulti evidente da analisi documentate dei fabbisogni professionali e formativi rispetto alle caratteristiche del contesto produttivo locale (es: qualifiche di alta specializzazione per contesti locali “avanzati”; formazione in ambiti dell’ITC in contesti locali svantaggiati)
- “innovazione di processo” con la quale si intendono i progetti in rete con “centri di eccellenza o di ricerca” o finalizzati alla “ricerca & sviluppo”. Se il proponente è un’università deve essere esplicitata la relazione con altri dipartimenti, facoltà. Devono essere specificati i referenti, la loro esperienza sulla materia su cui insiste il progetto ed una chiara definizione del loro ruolo all’interno del progetto. La collaborazione deve essere attestata da un’apposita dichiarazione resa dall’ente di appartenenza.
Processo lavorativo – Si è intende una sequenza di fasi/attività concepite, effettuate, controllate per la realizzazione di output finalizzati alla produzione ed erogazione di un prodotto/servizio. Ogni figura professionale opera in uno o più processi lavorativi a seconda della complessità della sua professionalità.
P.I.L. – Acronimo di Prodotto Interno Lordo; è il valore della produzione di beni e servizi realizzati all’interno di un Paese, cui vengono sottratti i consumi intermedi e aggiunte le imposte indirette sulle importazioni. Il periodo di tempo di riferimento è l’anno civile. Prodotto interno lordo rappresenta un valore.
Produttività – Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto fra la produzione ed il complesso dei fattori che sono stati impiegati per tale produzione. Essa si presenta dunque, sotto forma di una frazione il cui numeratore esprime la quantità materiale della produzione esaminata e il cui denominatore rappresenta, invece, l’insieme dei fattori che sono stati necessari per ottenere tale produzione. Non è facile misurare la produttività di un complesso così ampio di fattori (produttività globale), per cui ci si limita all’esame della produttività parziale, espressa sulla base del rapporto tra una misura della produzione ed una misura di uno o più fattori della produzione.
Produttività del lavoro – Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto tra l’intero valore della produzione realizzata e il volume o la quantità del lavoro (numero degli occupati e/o ore lavorate) impiegato nella produzione.
Professionalità – Insieme di competenze e risorse che consentono alla persona di risolvere in modo soddisfacente i problemi di un particolare ambito di lavoro. Non è solo qualcosa di esterno, ma è un vero e proprio “vestito” che modella la personalità. La professionalità richiede una partecipazione interiore; essa “viene da dentro” e si esprime in una passione per il proprio lavoro, nella curiosità e nel desiderio di apprendere e migliorare continuamente.
Progetto – Impresa complessa, unica e di durata determinata, rivolta al raggiungimento di un obiettivo chiaro e predefinito, mediante un processo continuo di pianificazione e controllo, chiaro e predefinito, mediante un processo continuo di pianificazione e controllo di risorse differenziate e con vincoli interdipendenti di costi-tempi-qualità (R.D. Archibald, Project Management).
Project Manager – Persona a cui viene demandato il compito di portare a compimento il progetto, con la responsabilità di conseguire i risultati prefissati (qualità del prodotto), nei tempi previsti e (quanto meno) ai costi preventivati. Svolge un’azione di coordinamento dei responsabili delle funzioni coinvolte, ciascuna, nella realizzazione di parti di progetto, con l’intento di mantenere l’irrinunciabile coerenza tra le rispettive operatività e gli obiettivi (generali o parziali) fissati dal piano operativo di progetto. Promuovere, inoltre, le azioni correttive tese a ridurre/eliminare eventuali scostamenti, arbitrando e risolvendo, nell’ambito del proprio mandato, i conflitti e le divergenze che dovessero insorgere tra le funzioni aziendali interessate.
Project Management – Una combinazione di uomini, risorse e fattori organizzativi, riuniti temporaneamente per raggiungere obiettivi unici, definiti e con vincoli di tempo, costi, qualità e con risorse limitate (Project Management Institute).
PECuP – Acronimo di Profilo educativo culturale e professionale; Il PECuP dello studente, alla fine del percorso di qualificazione professionale, costituisce la “bussola” per la determinazione sia degli “obiettivi generali del processo formativo” sia degli “obiettivi specifici di apprendimento”, che saranno contenuti nelle Indicazioni regionali per i Piani Formativi Personalizzati dei singoli Istituti/Centri.
Profilo professionale – È il risultato dell’analisi della professionalità e consiste nell’insieme delle competenze (compiti, conoscenze e atteggiamenti) che identificano la figura professionale oggetto della formazione. La descrizione dei processi lavorativi in cui opera, i ruoli che può ricoprire e le aziende o gli enti nei quali può operare completano il profilo.
Programma Comenius – È un programma settoriale, del più vasto Programma lifelong learning, riguarda tutto l’arco dell’istruzione prescolastica e scolastica fino al termine degli studi secondari superiori: risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone, gli istituti e le organizzazioni coinvolte in questo tipo di istruzione.
Programma comunitario Life Plus – Programma comunitario della PAC (Politica Agricola Comune) a favore dell’ambiente.
Programma comunitario per l’occupazione e la solidarietà – PROGRESS (2007-2013) – Il programma PROGRESS si prefigge di fornire un aiuto finanziario all’attuazione degli obiettivi dell’Unione europea nel settore dell’occupazione e degli affari sociali. Esso contribuisce pertanto alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona. Le attività di analisi e di apprendimento reciproco, le attività di sensibilizzazione e di diffusione, nonché l’aiuto agli operatori principali vengono finanziati tramite PROGRESS che dispone di un bilancio pari a 743 milioni di euro per il periodo 2007-2013. Il programma si articolerà in cinque sezioni distinte corrispondenti ai cinque grandi settori di attività: l’occupazione, la protezione e l’inserimento sociale, le condizioni di lavoro, la lotta contro la discriminazione e la diversità, nonché l’uguaglianza fra donne e uomini.
PSR – Acronimo di Programma di sviluppo rurale; strumento che governa lo sviluppo del sistema agroalimentare, il cui obiettivo generale è quello di favorire uno sviluppo sostenibile in termini ambientali tale da garantire una maggiore competitività del settore agricolo e la necessaria coesione sociale.
Programma Erasmus Mundus – Il programma, Erasmus Mundus, mira ad accrescere la qualità dell’istruzione superiore europea sostenendo la cooperazione con i paesi terzi al fine di migliorare lo sviluppo delle risorse umane e promuovere il dialogo e la comprensione fra i popoli e le culture. Gli obiettivi specifici del programma sono i seguenti:
- promuovere un’offerta di qualità nel settore dell’istruzione superiore che produca un valore aggiunto spiccatamente europeo;
- incoraggiare i laureati e gli studiosi altamente qualificati di tutto il mondo ad acquisire qualifiche e/o esperienze all’interno dell’Unione europea (UE) e metterli in condizioni di ottenerle;
- garantire una cooperazione più strutturata tra l’UE e gli istituti dei paesi terzi ed una maggiore mobilità esterna dall’UE;
- migliorare l’accessibilità all’istruzione superiore ed accrescerne la visibilità nel mondo.
Programma Europeo eContentPlus – Programma Comunitario inteso a rendere i contenuti digitali europei più accessibili, utilizzabili e sfruttabili Sfruttare al meglio le opportunità offerte da Internet e stimolare l’emergere di servizi, applicazioni e contenuti sicuri su reti a banda larga. Questo l’obiettivo di eContentPlus, il programma dell’Ue volto a rendere i contenuti digitali europei più accessibili, utilizzabili e sfruttabili. Attualmente fornitori e utenti di contenuti digitali continuano ad incontrare parecchi ostacoli tra i quali, ad esempio, le normative che variano da uno Stato membro all’altro, le prassi tecniche, culturali e amministrative divergenti e la pluralità di lingue. Il programma è attuato mediante azioni a compartecipazione finanziaria (ossia progetti destinati a migliorare le conoscenze, azioni di migliori pratiche per diffondere le conoscenze e reti tematiche) e misure di accompagnamento (studi a sostegno del programma, scambio di informazioni, conferenze, seminari, azioni di divulgazione, informazione e comunicazione).
Programma gioventù in azione – Per il periodo di programmazione 2007-2013 il programma Gioventù in azione ha lo scopo di rafforzare l’azione e la cooperazione dell’Unione europea nel quadro del programma Gioventù. Per raggiungere i propri obiettivi, il programma prevede cinque azioni operative: Gioventù per l’Europa, Servizio volontario europeo, Gioventù nel mondo, Strutture di sostegno per i giovani, Sostegno alla cooperazione europea nel settore della gioventù. Il programma mira a favorire la realizzazione di uno spazio educativo europeo. Gli obiettivi sono: rafforzare il senso della solidarietà intensificando la partecipazione dei giovani ad attività transnazionali al servizio della collettività; promuovere il contributo dei giovani alla costruzione europea attraverso scambi transnazionali; favorire la partecipazione alla cittadinanza attiva dei giovani; incoraggiare lo spirito d’iniziativa e d’impresa e la creatività dei giovani per consentire loro di integrarsi attivamente nella società, favorendo il riconoscimento del valore di un’esperienza di istruzione informale acquisita in un contesto europeo. I destinatari del programma sono i gruppi di giovani, le organizzazioni giovanili, gli animatori giovanili, le autorità locali, le organizzazioni operanti nel terzo settore, tutti coloro che lavorano con e per i giovani.
Programma Grundtvig – E’ un programma settoriale che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento delle persone coinvolte in ogni forma di educazione degli adulti, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione. Gli obiettivi del programma sono: rispondere alla sfida educativa posta dall’invecchiamento della popolazione europea e fornire agli adulti nuovi percorsi volti al miglioramento delle loro conoscenze e competenze.
Programma Integrato Lifelong Learning 2007-2013 – Programma d’azione integrato nel campo dell’apprendimento permanente. Il Programma, è stato istituito con decisione del Parlamento europeo e del Consiglio il 15 novembre 2006, e riunisce al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013. Ha sostituito, integrandoli in un unico programma, i precedenti Socrates e Leonardo, attivi dal 1995 al 2006. Il suo obiettivo generale è contribuire, attraverso l’apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, garantendo nel contempo una valida tutela dell’ambiente per le generazioni future (Strategia di Lisbona). Il Programma di apprendimento permanente rafforza e integra le azioni condotte dagli Stati membri [negli art. 165 (ex art. 149) e 166 (ex art. 150) del Trattato dell’Unione], pur mantenendo inalterata la responsabilità affidata ad ognuno di essi riguardo al contenuto dei sistemi di istruzione e formazione e rispettando la loro diversità culturale e linguistica.
POIN – Acronimo di Programma Operativo Interregionale; è un nuovo Programma Operativo (PO) previsto nell’ambito della programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali. Come gli altri PO, è un documento che declina le priorità strategiche previste dal Quadro strategico nazionale (Qsn) in settori e territori e, in particolare, riguarda tematiche in cui un’azione fortemente coordinata fra regioni risulta essere molto più efficace per cogliere economie di scala e di scopo nell’attuazione degli interventi (energia, attrattori culturali naturali e turismo). Sono, quindi, PO gestiti dalle regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o amministrazioni centrali. Finanziati con risorse dell’obiettivo Convergenza, i POIN coprono aree più ampie di quelle di una singola regione, sia per motivi geografici che gestionali, e sono un chiaro esempio del decentramento operato con la nuova programmazione. I POIN sono due, entrambi finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): POIN Energie rinnovabili e risparmio energetico e POIN Attrattori culturali, naturali e turismo. Nell’ottica dell’armonizzazione delle politiche comunitarie con quelle nazionali e nell’ambito della politica regionale nazionale, a questi due POIN si affiancano due interventi, detti Programmi nazionali interregionali Mezzogiorno (Pnim), nei medesimi temi ma finanziati con il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas): Pnim Energia rinnovabile e Pnim Cultura e turismo.
PON – Acronimo di Programma Operativo Nazionale; come gli altri Programmi Operativi (PO), è un documento che declina le priorità strategiche previste dal Quadro strategico nazionale (Qsn) in settori e territori. In particolare, il PON riguarda settori con specifiche esigenze di integrazione a livello nazionale e l’Autorità di gestione (Adg) è sempre un’amministrazione centrale. I PO sono tutti monofondo ovvero finanziati da un unico fondo strutturale. I PON finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) sono: Governance e assistenza tecnica (Adg: Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione – Servizio per le politiche dei fondi strutturali comunitari, Ufficio I); Istruzione – Ambienti per l’apprendimento (Adg: Ministero della pubblica istruzione – Direzione generale per gli affari internazionali, Ufficio V); Reti e mobilità (Adg: Ministero infrastrutture – Direzione generale per la programmazione e i programmi europei); Ricerca e competitività (Adg: Ministero dell’università e della ricerca – Direzione generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca, Ufficio VII); Sicurezza (Adg: Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza – Ufficio coordinamento e pianificazione delle forze di polizia). I PON finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) sono: Governance e azioni di sistema (Adg: Ministero del lavoro e della previdenza sociale – Direzione generale politiche per l’orientamento e la formazione – Divisione I – Fondo di rotazione e affari generali) e Competenze per lo sviluppo (Adg: Ministero della pubblica istruzione – Direzione generale per gli affari Internazionali, Ufficio V). I PON vengono presentati dallo Stato membro alla Commissione europea che li approva tramite lo strumento giuridico della decisione.
Programma Quadro Competitività e Innovazione o CIP; il CIP riunisce in un quadro comune gli specifici programmi comunitari e le parti pertinenti degli altri programmi comunitari in settori chiave per la promozione della produttività, della capacità di innovazione e della crescita sostenibile europea. Gli obiettivi sono: rimuovere la competitività delle imprese, in particolare delle PMI; promuovere l’innovazione, compresa l’eco-innovazione; accelerare lo sviluppo di una società dell’informazione sostenibile, competitiva, innovativa e capace d’integrazione; promuovere l’efficienza energetica e fonti energetiche nuove e rinnovabili in tutti i settori, compreso il trasporto. Per tener conto della diversità dei suoi obiettivi e assicurarne la visibilità, il PIC sarà composto da tre sottoprogrammi specifici. Gli interessi delle piccole e medie imprese (PMI) costituiscono priorità trasversali caratterizzanti l’insieme del programma.
Programmazione – Processo di organizzazione, decisione e finanziamento effettuato per fasi e volto ad attuare, su base pluriennale, l’azione congiunta della Unione europea e degli Stati membri al fine di conseguire le finalità dei Fondi strutturali articolate in obiettivi comunitari.
PO – Acronimo di Programmi Operativi; sono documenti che declinano per settori e territori le priorità strategiche che lo Stato membro ha manifestato all’interno del Quadro di riferimento strategico nazionale (Qsn). I PO nella 2007 – 2013 sono 66, diversamente dalla precedente programmazione, sono monofondo, quindi finanziati da un unico fondo strutturale. La gestione finanziaria avviene solo a livello di assi prioritari e non più a livello di misure. I Programmi Operativi possono essere Nazionali (PON) o Regionali (POR). I Programmi Operativi finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) sono 24: 3 Programmi Operativi Nazionali (PON) e 21 Programmi Operativi Regionali (POR). I Programmi Operativi Regionali (POR) sono multisettoriali, individuali per singola regione e gestiti dalle Amministrazioni regionali. Ogni regione realizza un POR finanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e un POR finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). I PO vengono approvati dalla Commissione europea.
Proporzionalità – Come il principio di sussidiarietà, il principio di proporzionalità regola l’esercizio delle competenze esercitate dall’Unione europea. Esso mira a limitare e inquadrare l’azione delle istituzioni dell’Unione. In virtù di tale regola l’azione delle istituzioni deve limitarsi a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dai trattati. In altre parole, l’intensità dell’azione deve essere in rapporto con la finalità perseguita. Ciò significa che laddove l’Unione dispone di diversi modi d’intervento essa deve selezionare, a parità di efficacia, quello che lascia la maggiore libertà agli Stati membri e alle persone.
P.A. – Acronimo di Pubblica amministrazione; nell’ordinamento italiano è un insieme di enti e soggetti pubblici (comuni, provincia, regione, stato, ministeri, etc.) e talora privati (organismi di diritto pubblico, concessionari, amministrazioni aggiudicatrici), e tutte le altre figure che svolgono in qualche modo la funzione amministrativa nell’interesse della collettività e quindi nell’interesse pubblico, alla luce del principio di sussidiarietà. La pubblica amministrazione dipende dal governo, che ne orienta gli indirizzi generali attraverso i ministeri, ai quali fanno capo branche dell’intero apparato divise per materie.
Pubblicazione delle leggi regionali – È l’atto di comunicazione con cui la legge viene portata ufficialmente a conoscenza dei suoi destinatari e con il quale diventa efficace. Le leggi regionali sono pubblicate nel bollettino ufficiale della regione subito dopo la loro promulgazione ed entrano in vigore non prima del quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione, salvo che le stesse leggi stabiliscano un termine diverso e, comunque, non prima del giorno successivo alla pubblicazione.
QCS – Acronimo di Quadro comunitario di sostegno; è il documento di programmazione formulato sulla base dei piani di sviluppo nazionali e/o regionali che individua l’azione congiunta della Comunità e dello Stato membro. Il QCS contiene la strategia e le priorità d’azione dei Fondi e dello Stato membro, i relativi obiettivi specifici, la partecipazione dei fondi e le altre risorse finanziarie; inoltre sono previste le azioni prioritarie, i mezzi finanziari e le forme di intervento. Il QCS è adottato con decisione formale dalla Commissione Europea d’intesa con lo Stato membro e le regioni interessate partnership). Il QCS è articolato in assi prioritari ed è attuato tramite uno o più programmi operativi (Regolamento CE 1260/99 art. 9 e art. 17).
Quadro strategico nazionale (QSN) o Quadro di riferimento strategico nazionale (QRSN) – È un documento che ogni Stato membro prepara e trasmette alla Commissione europea entro cinque mesi dall’adozione degli orientamenti strategici comunitari per la coesione.
Qualifica professionale – Attestazione formale che viene rilasciata in base all’art. 14 della Legge 845/1978 a coloro che hanno frequentato i corsi di formazione professionale che superano le prove finali di esame. L’attestato di specializzazione è un attestato di qualifica che si acquisisce dopo la partecipazione a corsi finalizzati ad approfondire professionalità in settori tecnologicamente avanzati. Tali attestazioni, indicanti ognuna le qualifiche oggetto del corso, permettono l’avviamento al lavoro, l’inquadramento aziendale e, dove richiesto, l’ammissione a concorsi pubblici.
Qualità sociale – Indicatore che evidenzia quanto gli interventi e i servizi sociali sono orientati alla qualità in termini di adeguatezza rispetto ai bisogni, efficacia dei metodi e degli interventi, l’utilizzo delle risorse impiegate, le sinergie con i servizi e le risorse del territorio, la valutazione dei risultati e l’apprendimento e miglioramento continui.
Raccomandazione – È uno degli atti giuridici delle istituzioni comunitarie previsto dall’articolo 288 del Trattato di Lisbona (ex articolo 249 del Tce). Non ha efficacia vincolante, ma un carattere declamatorio e lo scopo di sollecitare il destinatario a tenere un determinato comportamento rispondente agli interessi comuni. Le raccomandazioni possono essere emanate dal Parlamento europeo, dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione alle condizioni e nei casi previsti dal Trattato. Possono essere rivolte sia agli Stati membri, come di solito avviene, che alle istituzioni comunitarie o ancora ai soggetti di diritto interno degli Stati membri. Di questo strumento si avvale di frequente la Commissione per puntualizzare la propria posizione in merito agli sviluppi della propria azione.
Rapporto di esecuzione – È finalizzato ad esaminare costantemente i risultati raggiunti dagli interventi cofinanziati dai Fondi Strutturali e per consentire un’efficace gestione e sorveglianza degli stessi. Viene presentato dall’Autorità di gestione alla Commissione europea, previa approvazione del Comitato di Sorveglianza.
Realizzazione – Rappresenta le realizzazioni fisiche cui dà origine diretta l’attività dell’amministrazione, il prodotto conseguente l’attuazione dell’attività interna; è pertanto identificabile direttamente sulla base dell’operato dell’amministrazione.
Reddito di cittadinanza – È ipotizzato come “dividendo sociale” corrisposto ai cittadini di una comunità a titolo di compartecipazione agli utili sociali prodotti dall’attività economica della comunità stessa, sfruttando le risorse naturali del territorio.
Regolamento – Atto normativo comunitario di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Rendicontazione – Presentazione del consuntivo delle spese effettivamente sostenute da parte del attuatore del Progetto, nell’ambito dei finanziamenti comunitari, al fine di richiederne il riconoscimento.
Reporting – Esposizione sintetica della misurazione dei parametri ritenuti significativi ai fini della valutazione del conseguimento dei risultati e dell’utilizzo delle risorse di un’intera struttura organizzativa (o di singoli enti che la compongono) presentata in forma grafica e/o tabulare.
Repertorio delle comunità/famiglie professionali – Documento, connesso alle indicazioni regionali, che comprende la classificazione delle comunità e le relative figure professionali previste nei titoli rilasciati dal sistema di Istruzione e Formazione Professionale.
Repository (deposito) – È un ambiente di un sistema informativo in cui vengono gestiti i metadati, attraverso tabelle relazionali. L’insieme di tabelle, regole e motori di calcolo tramite cui si gestiscono i metadati prende il nome di metabase. È un ambiente che può essere implementato attraverso numerose piattaforme hardware e sistemi di gestione dei database.
Requisiti professionali – Sono le competenze necessarie per esercitare una determinata professione.
Responsabile di Obiettivo operativo – Sono i Dirigenti di Settore della Regione, responsabili dell’attuazione delle operazioni afferenti all’obiettivo operativo, che svolgono le funzioni proprie del Responsabile del Procedimento. Sono coloro che realizzano le attività previste dai POR FSE 2007-2013 per i singoli obiettivi operativi e, quindi, emanano bandi, effettuano le gare, ecc…
Responsabile di progetto – È la persona che risponde del buon esito del progetto anche dal punto di vista economico e amministrativo.
Responsabilità sociale di impresa – In generale con tale termine si esplicita la convinzione, sempre più diffusa, che le aziende debbano prestare la giusta attenzione ad un ampio ventaglio di portatori di interessi (stakeholder) quali lavoratori, consumatori, ambiente, comunità, poiché il loro benessere dipende, direttamente o indirettamente, dall’attività caratteristica dell’impresa.
Reticolo – È la rappresentazione grafica del progetto nella quale compaiono tutte le attività (v) previste per il suo completamento e i legami logici (v) che le connettono secondo l’iter realizzativo prefigurato. Il grafico è costituito da un insieme di punti (nodi) tra loro connessi da archi, l’orientamento dei quali determina la sequenza operativa.
Rettifica – Atto amministrativo con il quale la pubblica amministrazione corregge un atto precedente.
Revoca – Eliminare una decisione o un atto amministrativo con un atto successivo.
Ricerca e Sviluppo Tecnologico o RST – è una delle priorità dell’Unione europea, tema centrale della Strategia di Lisbona. La ricerca, insieme all’istruzione e all’innovazione, costituisce il triangolo della conoscenza che deve consentire all’Europa di preservare il suo dinamismo economico e il proprio modello sociale. Il VII programma quadro di ricerca (2007-2013) ha come obiettivo quello di migliorare lo spazio europeo della ricerca e di favorire gli investimenti nazionali per poter raggiungere l’obiettivo del 3% del Prodotto interno lordo (PIL).
Ricollocazione – Consiste in una attività di supporto alla collocazione nel mercato del lavoro di persone che già in precedenza hanno lavorato. Viene esercitata su specifico incarico del committente, anche in base ad accordi sindacali. La ricollocazione è realizzata grazie ad attività di preparazione e di formazione specifica della persona o di un gruppo di persone, di accompagnamento e affiancamento nello svolgimento della nuova attività.
Riforma dei cicli – La legge n. 30 del 1 febbraio 2000 del riordino dei cicli prevede sette anni di scolarità nel ciclo primario, due anni nel ciclo secondario per l’assolvimento dell’obbligo scolastico, tre anni nel ciclo secondario o nella Formazione Professionale o nel lavoro per l’assolvimento dell’obbligo formativo.
Rilevanza – La rilevanza di un intervento viene valutata verificando in quale misura i risultati del progetto sono rilevanti per i beneficiari. La rilevanza indica in quale misura l’intervento ha costruito soluzioni per i problemi specifici e più salienti dei destinatari.
Riqualificazione – Acquisizione di nuove capacità professionali o approfondimento di quelle già possedute, maturate in ambito lavorativo o attraverso specifici corsi di formazione professionale. Le attività di formazione diretta a migliorare o aggiornare le competenze dei lavoratori rientrano negli interventi di formazione continua.
Risorse umane/Human Resources – Nel fattore lavoro il termine risorse umane o human resources ha oggi rimpiazzato le tradizionali definizioni di forza lavoro o dipendente. Il cambiamento non è casuale, né dovuto semplicemente a una moda; ma esprime una visione molto differente del rapporto lavorativo. Con il termine risorse umane si allude ad un’estensione della responsabilità. Il dipendente viene coinvolto non solo nella fase di produzione, ma anche in quella di creazione e valorizzazione del prodotto, in un’ottica che stravolge i normali canoni del rapporto tra dipendente e datore di lavoro. Il lavoro infatti è chiaramente inteso non solo come strumento di sussistenza, ma come possibilità di affermazione e di realizzazione personale.
Risultato – Rappresenta gli effetti di breve/medio periodo sui destinatari diretti dell’intervento a seguito delle realizzazioni dell’attività dell’amministrazione; necessita di una rilevazione che, nella maggior parte dei casi, vede il coinvolgimento diretto o indiretto dei destinatari.
Risultato atteso – È l’esito degli effetti dell’azione formativa volti a produrre un cambiamento nella situazione occupazionale dei/delle formati/e. L’indicazione del risultato atteso deve contenere anche il presunto livello che si intende raggiungere (per esempio: occupazione del 80% dei/delle corsisti/e entro sei mesi dal termine del corso di formazione).