Source: http://www.unimib.it/go/129820521/Home/Italiano/Ateneo/Regolamenti/Amministrazione-finanza-e-contabilita/Titolo-IV
Timestamp: 2017-09-25 17:07:20+00:00
Document Index: 11582990

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 32', 'art. 36', 'art. 102', 'art. 3', 'art. 69']

Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità - TITOLO IV ATTIVITA' NEGOZIALE - Università degli Studi di Milano-Bicocca
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Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità - TITOLO IV ATTIVITA' NEGOZIALE
1. L’Università, quale istituzione dotata di personalità giuridica, è unico centro di imputazione degli effetti giuridici dell’attività negoziale, che viene esercitata nella piena capacità di diritto pubblico e privato e nel rispetto dei propri fini istituzionali e dei principi generali che regolano la sua autonomia funzionale.
2. L’Università può stipulare negozi giuridici tipici ed atipici. La sottoscrizione spetta al Rettore o suo delegato, fatta salva la competenza del Direttore Generale, dei Dirigenti e dei Responsabili dei centri autonomi di gestione secondo le disposizioni contenute nel presente Regolamento.
3. Tutti i contratti devono avere termine e durata certa e, se onerosi, non possono essere soggetti a rinnovo tacito. L’affidamento di lavori e l’approvvigionamento di beni e servizi avviene tramite procedure ad evidenza pubblica nel rispetto delle modalità previste dalla normativa comunitaria e nazionale e dai Regolamenti d’Ateneo.
Le determine dei Dirigenti e le delibere del Consiglio di Amministrazione, se non diversamente disciplinato, sono immediatamente esecutive.
a. l'oggetto;
b. gli scopi istituzionali che s'intendono conseguire;
c. gli elementi maggiormente rilevanti del contratto;
d. l'impegno complessivo di spesa;
e. la scelta del procedimento per l’individuazione del contraente;
f. il criterio per la selezione della migliore offerta;
g. il responsabile del procedimento.
4. Le soglie di importo, previste dai regolamenti interni disciplinanti le acquisizioni sotto la soglia comunitaria, atte a definire la competenza in ordine all’autorizzazione alla procedura e alla spesa, nonché in ordine alla stipula, si applicano alle acquisizioni di cui ai successivi art. 56 e 58 in ogni caso, a prescindere dalla procedura di scelta del contraente adottata.
ART. 55 - Edilizia universitaria
1. Sono opere di edilizia universitaria i lavori affidati o eseguiti in proprio dall'Università concernenti attività di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione, restauro e manutenzione di opere edili e affini, e di impianti.
2. Per opere di manutenzione, si intendono:
a. interventi di manutenzione ordinaria quelli che riguardano le opere di riparazione o sostituzione necessarie a mantenere in efficienza, per la loro destinazione, gli immobili e gli impianti tecnologici esistenti;
b. interventi di manutenzione straordinaria le opere che comportano un aumento significativo e tangibile di produttività o di vita utile del cespite;
c. interventi di restauro e di risanamento conservativo quelli rivolti a conservare gli edifici e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere;
d. interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti a trasformare, modificare, adattare, recuperare gli edifici o parti di essi mediante un insieme di opere.
3. Per le opere di edilizia universitaria si applicano le norme speciali in materia, nonché, in base al valore dell'opera, quelle comunitarie e nazionali riguardanti le procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici e le disposizioni contenute nei regolamenti interni disciplinanti le acquisizioni sotto la soglia comunitaria
ART. 56 - Forniture di beni e servizi per importi pari o superiori alla soglia comunitaria
1. Le forniture di beni e servizi sono contratti a titolo oneroso aventi per oggetto l'acquisto, la locazione finanziaria, la locazione di beni mobili, nonché la prestazione di servizi, conclusi secondo le disposizioni previste dall’art. 32, comma 14, del D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50 tra l'Università e un operatore economico.
2. Per le forniture di beni e servizi il cui valore è pari o superiore alla soglia comunitaria si applicano le norme comunitarie e nazionali di recepimento; tale soglia è automaticamente adeguata in relazione ai successivi adeguamenti fissati dalla normativa comunitaria e/o nazionale in materia.
3. Per l'individuazione della base d'asta (valore stimato dell’appalto) si fa riferimento all'onere complessivo al netto dell'IVA a carico dell'Università per l'intera durata del contratto, compresa qualsiasi eventuale forma di opzione o rinnovo del contratto.
4. La scelta della procedura per l’individuazione del contraente avviene nel rispetto dei presupposti fissati dalla legge.
5. L'autorizzazione preventiva alla spesa e alla procedura spetta al Consiglio di Amministrazione. Per i Dipartimenti e i Centri di Ricerca dotati di autonomia di gestione è necessaria anche la preventiva deliberazione del competente Organo Collegiale.
6. I contratti sono stipulati dal Direttore Generale o da un suo delegato.
ART. 57 - Forniture di beni e servizi per importi inferiori alla soglia comunitaria
1. Gli affidamenti sotto soglia si effettuano ai sensi dei regolamenti interni in materia, emanati nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale di settore e in particolare ai sensi dell’art. 36 del citato D.Lgs. 50/2016
ART. 58 - Stipula dei contratti per lavori, forniture e servizi
1. I contratti di valore superiore alla soglia comunitaria sono stipulati dal Direttore Generale o da un suo delegato. Per i contratti di valore inferiore alla soglia comunitaria si fa riferimento ai regolamenti interni disciplinanti le acquisizioni sotto la soglia comunitaria.
2. L’aggiudicatario decade dall'aggiudicazione qualora, senza giustificato motivo, non acceda nel termine stabilito alla stipulazione del contratto; resta salva ogni eventuale azione dell'Università per il risarcimento del danno.
3. Divenuta efficace l’aggiudicazione, i contratti di appalto di lavori, servizi e forniture sono stipulati:
a. in forma pubblica amministrativa a cura dell'Ufficiale rogante della stazione appaltante, di cui al successivo comma 4, per contratti di importo pari o superiore a € 1.000.000,00;
b. mediante scrittura privata per contratti di importo inferiore a € 1.000.000,00;
c. mediante scambio di corrispondenza, secondo l’uso del commercio, in caso di procedura negoziata ovvero per gli affidamenti di importo non superiore alla soglia prevista per legge per l’affidamento diretto.
4. Un funzionario dell'Amministrazione universitaria, con decreto del Rettore o del Direttore Generale, è designato, come Ufficiale rogante, a redigere e a ricevere a tutti gli effetti legali gli atti e i contratti dell'Amministrazione universitaria e ad assistere alle gare pubbliche, redigendo il relativo verbale. Il funzionario delegato agli atti e contratti deve tenere un repertorio a norma ed in conformità delle leggi vigenti. Nel repertorio dei contratti sono giornalmente annotati tutti gli atti e i contratti stipulati dall’Università soggetti a registrazione in termine fisso ai sensi del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
5. Per atti di particolare complessità l’Università può, altresì, conferire ad un notaio l’incarico di ufficiale rogante.
ART. 59 - Collaudo di regolare esecuzione
1. I contratti pubblici di lavori sono soggetti a collaudo, quelli di servizi e forniture a verifica di conformità, per certificare che l'oggetto del contratto in termini di prestazioni, obiettivi e caratteristiche tecniche, economiche e qualitative sia stato realizzato ed eseguito nel rispetto delle previsioni contrattuali e delle pattuizioni concordate in sede di aggiudicazione o affidamento, secondo le specifiche disposizioni di cui all’art. 102 del citato D. Lgs. 50/2016.
ART. 60 - Locazione passiva di beni immobili e costituzione di diritti reali
1. Le procedure ad evidenza pubblica non si applicano alla locazione di immobili, all'acquisto e alla costituzione di diritti reali sugli stessi. La determinazione del corrispettivo è subordinata al parere di congruità rilasciato dal competente Ufficio del Territorio.
2. La stipula dei contratti di locazione passiva dei beni immobili è di competenza del Direttore Generale o suo delegato previa delibera del Consiglio di Amministrazione.
ART. 61 - Locazione attiva di beni immobili e mobili
1. Gli immobili universitari non utilizzati, anche in via temporanea, per il perseguimento delle finalità proprie di Ateneo, previa delibera del Consiglio di Amministrazione, possono essere locati tramite procedure che tutelino l’interesse dell’Ateneo nel rispetto dei criteri per la determinazione dei canoni fissati dalla legge e dalle tariffe di mercato.
La determinazione del corrispettivo è subordinata al parere di congruità rilasciato dal competente Ufficio del Territorio.
2. La stipula dei contratti di locazione attiva dei beni immobili è di competenza del Direttore Generale o suo delegato.
3. Le locazioni di beni mobili sono stipulate dal Direttore Generale o per le strutture di gestione autonome dal responsabile della struttura nell’ambito delle sue attribuzioni, previa delibera del Consiglio di Amministrazione o del Consiglio della struttura di gestione autonoma.
ART. 62 - Concessione in uso degli spazi si pertinenza dell'Ateneo
1. L’Università può concedere in uso i propri spazi a soggetti pubblici e privati sia a titolo oneroso che a titolo gratuito sulla base delle modalità definite con apposito Regolamento.
ART. 63 - Assunzioni di mutui
1. Consiglio di Amministrazione può autorizzare l'assunzione di mutui da destinare esclusivamente al finanziamento di investimenti.
2. Tale delibera deve contenere le indicazioni relative alle caratteristiche dell'operazione di mutuo ed alla spesa per la quale l'indebitamento viene autorizzato.
3. L'onere annuo delle rate di ammortamento dei mutui di cui al comma 1 non può superare globalmente i limiti posti dalla normativa vigente.
4. L'onere complessivo delle rate annue di ammortamento non dovrà compromettere la gestione per l'ordinario funzionamento dell'Università.
ART. 64 - Alienazione e permuta di beni mobili e immobili
1. L’alienazione e la permuta dei beni immobili è deliberata dal Consiglio di Amministrazione e deve essere adeguatamente motivata in relazione all’interesse pubblico che si intende perseguire e nel rispetto della normativa vigente.
2. La scelta dell’acquirente o del soggetto che effettua la permuta avviene tramite procedura aperta.
3. La scelta dell’acquirente o del soggetto che effettua la permuta può avvenire, in casi eccezionali di particolare convenienza o per la particolare natura del bene oggetto di alienazione o di permuta, tramite procedura negoziata da motivare con delibera del Consiglio di Amministrazione.
4. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche all’alienazione e alla permuta dei beni mobili.
Per la sola permuta dei beni mobili il cui valore sia inferiore a euro 5.000,00, il Direttore Generale, il Dirigente o il responsabile della struttura autonoma di gestione, previa delibera del Consiglio della struttura stessa, adottano tutti gli atti necessari alla permuta.
ART. 65 - Opere e servizi in concessione
1. L'Università, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, può affidare in concessione ad Enti pubblici e privati di provata capacità tecnica ed economica la progettazione e l'esecuzione di opere di edilizia universitaria alle condizioni previste da disposizioni di legge; la concessione può riguardare anche i servizi. Il ricorso all'istituto concessorio deve essere adeguatamente motivato.
2. Per l’affidamento dei contratti di concessione si applicano le norme, comunitarie e nazionali, previste in tema di appalti pubblici.
ART. 66 - Accettazione di eredità e stipulua di contratti di donazione e comodato
1. L'accettazione da parte dell'Università di eredità nonché la stipula di contratti di donazione aventi ad oggetto uno o più beni immobili sono disposte dal Rettore previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.
2. Si prescinde dalla preventiva autorizzazione del Consiglio di Amministrazione in caso di donazione che abbia ad oggetto beni mobili o somme di denaro di valore o importo complessivo non superiore a € 60.000,00 (se effettuata da una persona fisica) ovvero € 250.000,00 (se effettuata da una persona giuridica); in tali casi la determina a contrarre e la formalizzazione dell’accordo mediante scambio di corrispondenza spettano al Direttore Generale o suo delegato o al Direttore del Dipartimento.
3. Nel caso in cui la donazione abbia ad oggetto beni mobili o somme di denaro il cui valore o importo complessivo sia superiore ai limiti di cui al precedente comma la determina a contrarre è del Consiglio di Amministrazione previo parere favorevole del Consiglio di Dipartimento quando la donazione è rivolta al Dipartimento; in tali casi la formalizzazione dell’accordo, mediante atto pubblico notarile, è di competenza del Direttore Generale.
4. Le donazioni in danaro a favore dell'Università vengono acquisite al bilancio di Ateneo, destinando il 7% alle spese generali.
5. Fuori dei casi di “scarico per cessione gratuita” previsti dal Regolamento per la gestione dei beni mobili, l’Università può donare a terzi beni mobili previa delibera favorevole del Consiglio di Amministrazione; la formalizzazione dell’accordo, mediante atto pubblico notarile, è di competenza del Rettore o del Direttore Generale.
6. La stipula di un contratto di comodato avente ad oggetto beni immobili è di competenza del Rettore o del Direttore Generale, previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.
7. La sottoscrizione di un contratto di comodato avente ad oggetto beni mobili il cui valore complessivamente non supera l'importo di € 75.000,00 è di competenza del Direttore della struttura interessata, previa autorizzazione dall'Organo Collegiale della struttura stessa. Per l’Amministrazione Centrale la sottoscrizione spetta al Direttore Generale, prescindendo dalla delibera del Consiglio di Amministrazione.
8. La sottoscrizione di un contratto di comodato avente ad oggetto beni mobili il cui valore è complessivamente superiore all'importo di € 75.000,00 è sempre di competenza del Direttore Generale, previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.
ART. 67 - Contratti e convenzioni
1. Con Regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione in applicazione della vigente normativa, viene disciplinata l’attività di ricerca, consulenza, didattica ed altri servizi inerenti e/o compatibili con l’attività istituzionale dell’Ateneo.
2. Il Regolamento e le relative modalità operative disciplinano le procedure di approvazione e stipula degli atti, ne indicano gli elementi essenziali, le modalità di gestione amministrativa e finanziaria, le modalità dei pagamenti e le condizioni per l’utilizzazione e la pubblicazione dei risultati.
3. Le attività di cui al comma 1 sono formalizzate attraverso la stipula di convenzioni e contratti che, oltre agli elementi essenziali, devono indicare anche il responsabile scientifico e la struttura di afferenza.
4. Ai contratti finanziati dall'Unione Europea si applica il presente Regolamento, fatte salve le diverse disposizioni previste negli schemi contrattuali comunitari.
ART. 68 - Attività a pagamento per conto di terzi
1. Sono comprese nell'ambito di applicazione del presente articolo le attività di ricerca, analisi, consulenza, sperimentazione, formazione e servizio che l'Università, avvalendosi delle proprie strutture, esegue per conto di terzi a seguito di convenzioni e di contratti stipulati con Enti pubblici e con privati in cui sia prevalente l'interesse del committente.
Nello stesso ambito sono comprese le prestazioni a pagamento "a tariffario".
2. Le attività di cui al presente articolo sono disciplinate da apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione.
3. Il Regolamento di cui al comma precedente e le relative modalità operative disciplinano le procedure di approvazione e stipula degli atti, secondo quanto previsto dallo Statuto e in coerenza con le deleghe attribuite dagli Organi competenti. Il Regolamento prevede inoltre gli elementi essenziali degli atti, le modalità dei pagamenti, le condizioni per la pubblicazione dei risultati, i criteri di ripartizione dei proventi, i compensi spettanti al personale che collabora allo svolgimento dell’attività conto terzi, le quote da accantonare per il fondo comune di Ateneo.
4. Le strutture autorizzate ad effettuare per conto di terzi analisi, controlli, prove, esperienze, consulenze ed altre prestazioni di cui abbiano le necessarie competenze sono tenute ad osservare le seguenti norme:
a. le prestazioni devono essere compatibili con le attività istituzionali;
b. per tutte le prestazioni a pagamento devono essere rilasciate le rispettive fatture, ovvero ricevute o scontrini fiscali, applicando la normativa fiscale vigente.
5. Le strutture dell’Ateneo possono effettuare le prestazioni di cui al presente articolo anche per conto di altre strutture dell'Ateneo stesso attraverso intese, anche onerose.
6. Le prestazioni a pagamento per conto di terzi svolte dall'Università per il tramite delle proprie strutture sono considerate "attività occasionalmente commerciali" e quindi tutti i costi ed i ricavi riferiti a tali attività sono sottoposti alle disposizioni legislative che regolano la materia fiscale. Di conseguenza le strutture che svolgono tali attività pongono in essere tutti gli adempimenti di natura contabile al fine di una puntuale rilevazione dei dati necessari per le verifiche periodiche, nonché per gli adempimenti fiscali previsti dalle disposizioni vigenti.
ART. 69 - Contratti di sponsorizzazione
1. Il presente articolo disciplina le attività di sponsorizzazione da parte di terzi in favore di iniziative formative e di attività culturali promosse, organizzate o gestite dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Con il contratto di sponsorizzazione l’Università garantisce ad un terzo, detto sponsor, la veicolazione in appositi spazi dedicati, a scopo pubblicitario, di nome, logo e marchio, a fronte dell’obbligo di pagare un determinato corrispettivo in denaro o di fornire un bene o una prestazione a favore dell’Ateneo, nei modi previsti dallo stesso contratto.
Nel rispetto della vigente legislazione, i contratti di sponsorizzazione possono essere conclusi con enti pubblici e/o privati, con o senza personalità giuridica.
2. Tutte le iniziative dell’Ateneo supportate da sponsorizzazione esterne sono necessariamente dirette al perseguimento di interessi pubblici e dei fini istituzionali dell’Università; devono mirare, altresì, alla realizzazione di un’economia di bilancio totale o parziale, nonché all’acquisizione di nuove entrate per l’Ateneo e devono escludere forme di conflitto d’interesse tra attività dell’Università e dello sponsor.
3. L’Università può ricevere sponsorizzazioni per promuovere iniziative formative e attività culturali di differente tipologia dirette a realizzare i fini istituzionali dell’Ateneo, quali, a titolo esemplificativo, manifestazioni, convegni e congressi. Nell’ambito delle iniziative formative, può ricevere, altresì, sponsorizzazioni per eventi organizzati nel campo dell’Educazione Continua in Medicina (ECM), alle quali si applica quanto previsto dalla normativa nazionale, regionale e di Ateneo vigente in materia.
4. Ai contratti di sponsorizzazione aventi ad oggetto lavori, servizi o forniture si applicano gli articoli 19 e 151 del citato D.Lgs. 50/2016.
5. Nei casi di cui al comma 3 la scelta dello sponsor è preceduta dalla pubblicazione di apposito avviso. All’avviso di sponsorizzazione è data pubblicità mediante pubblicazione sull’albo di Ateneo, nonché, a seconda dei casi, nei siti web delle singole Scuole o Dipartimenti, e/o in altre forme ritenute di volta in volta più convenienti per una maggiore conoscenza e partecipazione.
6. E’ ammessa la presentazione spontanea di offerte in denaro aventi lo scopo di sponsorizzare specifici eventi. L’Ateneo si riserva, prima della formale accettazione, di verificare l’esistenza delle condizioni di cui al comma 2.
7. La stipula dei contratti di cui al presente articolo compete:
- per importi fino a € 5.000,00, al Direttore del Dipartimento interessato, ovvero al Dirigente dell’Area competente o, in mancanza, al Direttore Generale, mediante semplice scambio di corrispondenza;
- per importi superiori a € 5.000,00 e fino a € 75.000,00, al Direttore del Dipartimento, previa delibera del Consiglio del Dipartimento interessato, ovvero al Dirigente dell’Area competente o, in mancanza, al Direttore Generale, mediante scrittura privata;
- per importi superiori a € 75.000,00, al Direttore del Dipartimento previa delibera del Consiglio del Dipartimento interessato e del Consiglio di Amministrazione dell’Università, ovvero al Dirigente dell’Area competente o, in mancanza, al Direttore Generale, previa delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Università, mediante scrittura privata.
ART. 70 - Partecipazione a consorzi e ad altre forme associative di diritto privato
1. Il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Senato Accademico e sentiti gli organi interessati per i diversi aspetti di competenza e nel rispetto delle strategie dell’Ateneo e della normativa vigente, può deliberare l'istituzione o la partecipazione a consorzi, società di capitale o ad altre forme associative di diritto privato finalizzate alla realizzazione di attività strumentali ai fini istituzionali dell’Ateneo.
2. La delibera di cui al comma precedente, tenuto conto della specifica normativa interna approvata dal Consiglio di Amministrazione, deve comunque conformarsi, salvo se altri più stringenti, ai seguenti principi generali:
a. disponibilità delle risorse finanziarie e/o organizzative richieste con esclusione dell’indebitamento;
b. espressa previsione di clausole a salvaguardia dell’Ateneo in occasione delle diverse vicende societarie;
c. limitazione del concorso dell’Ateneo alla quota di partecipazione, nel caso di ripiano di eventuali perdite.
3. Le modalità di costituzione e i rapporti dell’Ateneo con gli Spin Off e con i soggetti partecipati sono disciplinati con appositi Regolamenti.
ART. 71 - - Valorizzazione dei risultati della ricerca
1. La brevettazione e le diverse forme di valorizzazione e sfruttamento dei risultati della ricerca sono regolate in via generale dalle vigenti norme di legge, nonché da apposito Regolamento dell’Ateneo e/o da specifiche disposizioni approvate dal Consiglio di Amministrazione.
ART. 72 - Partecipazione dell’Università a procedure ad evidenza pubblica
1. L’Università, tramite le proprie strutture di cui all’art. 3 del presente Regolamento, può partecipare a procedure per l’affidamento di appalti pubblici di servizi nei limiti fissati dalla normativa nazionale e comunitaria. Tale partecipazione è in ogni caso circoscritta agli appalti di servizio che rientrino nei fini istituzionali dell’Ateneo e che non concretizzino attività professionale tipica concorrenziale sul mercato.
2. La partecipazione a procedure ad evidenza pubblica potrà avvenire unicamente previa valutazione dei costi complessivi e previo parere positivo del Direttore del Dipartimento del Responsabile Scientifico o del Direttore Generale. Alle disposizioni del presente articolo si applica il Regolamento delle prestazioni “per conto terzi” di cui all’art. 69, comma 2.