Source: http://www.tgmaddalena.it/22-maggio-2014-prima-udienza-processo-per-terrorismo-diretta/
Timestamp: 2017-02-21 02:50:30+00:00
Document Index: 35384565

Matched Legal Cases: ['art. 280', 'art.1', 'art. 280', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'art.9', 'art. 9', 'art.9', 'art.45', 'art.3', 'art. 270', 'art.6', 'art. 34', 'art. 453', 'art.34']

TGMaddalena – 22 maggio 2014 – Prima udienza processo per terrorismo – DIRETTA
22 maggio 2014 – Prima udienza processo per terrorismo – DIRETTA
22/05/2014 at 00:57	by Simonetta Zandiriin In_Giustizia, Processo Terrorismo (compressore)
Le gabbie sono illuminate, diversamente dalle udienze del maxi processo, è scontato che Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia verranno fatti entrare a breve nell’aula e messi all’interno delle gabbie, speriamo almeno tutti e 4 nella stessa. Sarà poi onere degli avvocati della difesa chiedere che possano assistere all’udienza vicino ai loro avvocati, prevedibile opposizione dei PM e probabile ritiro dei giudici per deliberare. L’inizio udienza sarà probabilmente intorno alle 9:30, si attende la costituzione delle parti civili, preannunciata dai media anche l’UE..
Alle 9,30 si apre l’udienza e il presidente prima dell’appello delle parti ordina di far entrare gli imputati per chiedere il loro consenso alle riprese, e raccomanda, pur comprendendo i saluti, di contenersi.
Così avviene, entrano nelle gabbie visibilmente emozionati Mattia, Niccolò e Claudio, manca ancora Chiara.
Tutte le parti danno il consenso alle riprese tranne i giudici popolari e gli imputati. (in seguito avrò da ridire con un cameramen che intravedo filmare gli imputati, mi risponde “noi filmiamo, mica mettiamo in onda, è per i nostri archivi. SAPPIATELO).
Il Presidente inizia spiegando che “ci sono molte persone offese”, “la Presidenza della Commissione Europea, che peraltro ha fatto pervenire uno scritto dove dice che non è granché interessata alla cosa, per il Consiglio dei Ministri è presente l’Avvocatura dello Stato, la società LTF era rappresentata da Gilli Piergiuseppe, ma il legale rappresentante ha modificato l’incarico e c’è il nuovo incaricato. Perri Teobaldo, non presente. Lungu Stephan Claudio, non presente. Curcio Pietro, non prsente. Garofalo Giuseppe, non presente. Bivol Alexandrum, Borgis Annibale, Cafaro Berto, Plano Fulvio, Sibille Franco (ha fatto pervenire una spiegazione), Roccia Mauro…. poi per la Questura di Imperia Cianciullara e Cavalera Francesco (non presenti) per il Reparto Mobile Trieste-Torino Stipo, Locicero, Occhilupo, Ragni, Coppola, Russo, Santamaria, Martello, Rissotto, Lancina, Di Palma, Seti, Cassano e Ferri. Carabinieri Cuorgné (altri nomi), Carabinieri squadrone Calabria: Masso, Di Leonardo, (altri nomi). Carabinieri Sestriere, Carabinieri Gorizia, Guardia di Finanza, Alpini Pinerolo (lungo elenco).
Segue una pausa, il giudice comunica che ha disposto lo spostamento dalle gabbie di sinistra (lato Procura e parti civili, dove normalmente si mettono i giornalisti) a quelle di destra (lato difensori e testate no tav) degli imputati perché siano più vicini ai loro difensori, e raccomanda, dato qualche coro del pubblico “La valsusa paura non ne ha” e “Si parte e si torna insieme” di moderarsi un po’ di più.
Ore 10:15, viene fatta entrare Chiara (in attesa del suo arrivo era stata fatta una pausa), il Presidente Cappello specifica che stanno ancora cercando la chiave della gabbia dall’altra parte e verranno spostati a breve. Chiede a Chiara se vuole essere ripresa, anche lei nega il consenso.
L’Avvocatura dello Stato deposita motivazioni per richiedere costituzione Presidenza Consiglio dei Ministri come Parte Civile, sia per l’interesse della parte nella realizzazione dell’opera, sia per la tutela degli abitanti delle zone interessate dai reati, poiché ha interesse nel mantenimento dell’ordine, concetti illustrati nell’atto di Costituzione, che fa riferimento anche ad un fascicolo di documenti che consiste essenzialmente in una Rassegna Stampa sia di articoli cartacei sia di video dei TG andati in onda nel periodo del reato che servono a dimostrare... il Presidente lo interrompe specificando che questa poi è una questione secondaria, l’Avvocatura ribadisce che è per dimostrare la posizione della Presidenza. Il Presidente invita a limitarsi a depositare il fascicolo.
Segue la costituzione come Parte Civile di LTF, del SAP (Segretario Autonomo di Polizia), in persona del segretario generale Gianni Tonelli. Vengono depositati i provvedimenti di ammissione relativi al procedimento 18038/11 RGNR, che riguardano l’ammissione del SAP sia davanti al GUP che davanti al tribunale di Torno IV Sezione Penale (il maxi processo contro i 53+1 NO TAV in corso in aula bunker tutti i martedì).
Ora si tratta su una sospensione per consentire agli avvocati della Difesa di leggere gli atti di Costituzione Parte civile delle parti, il Presidente concede una pausa di 45 minuti.
Durante la lunga pausa concessa dal presidente per leggere le carte delle costituzioni di parti civili, all’esterno lunghissima coda di notav e intervista di Radiocane all’ospite + atteso, il compressore bruciato che narra la sua odissea nell’orrido cantiere. (Grazie a Nina, Elena Garberi, per la foto)
Alle 11.07 rientra la corte e parla per la difesa l’avv. Novaro che replica alle costituzioni parti civili del sindacato della polizia di stato SAP e della presidenza del Consiglio dei Ministri. Per la seconda, s’intrecciano secondo l’avvocato dei passaggi che possono essere argomentati al contrario: a partire dal danno nazionale economico e internazionale per l’Italia e importanza strategica progetto, poi per quanto riguarda il gravissimo pregiudizio circa i finanziamenti europei, evitato solo grazie allo straordinario impegno delle parti; inoltre il costo per le strutture di contrasto data la grande violenza dei notav. L’avvocato quindi precisa difficile contestare per i primi 2 reati, art. 280 e 280bis, danno grave e dolo specifico per cui le condotte costringano i poteri a grave pregiudizio, poiché si tratta di valutare se le parti civili sono legittimate ad entrare in questo processo o meno. L’avv. rileva discrasia tra ragioni addotte per presidenza consiglio ministri e imputazioni agli imputati. Cita un caso in cui non era stata accolta, e legge l’ordinanza in cui non si ravvisava rapporto di consequenzialità, con rilievi su episodi circoscritti in ambito territoriale e temporale, e non potendosi ravvisare altri episodi analoghi, con conseguente sproporzione e paventato rischio di finanziamenti non a buon termine e/o danno di immagine a tutta la nazione. Anche qui si ravvisa non logica il fatto circoscritto alla notte del 13 e 14 maggio ai danni paventati, tranne il reato contro la personalità dello stato già citato. L’avvocato si confronta poi, come già fatto con il giudice Bosio nel processo ai 53 notav, con una delle più famose sentenze, quella della strage di Sant’Anna di Stazzema, con turbamento della popolazione, e decine di persone uccise nella strage nazista, è evidente la discrasia con tali fatti e il paragone non proponibile, poiché i fatti fanno riferimento qui non certo ad angoscia e sofferenza nella popolazione e coscienza collettiva , o danno contro la pubblica amministrazione e pubblici funzionari, unici casi in cui è stata accettata la costituzione parte civile Presidenza Consiglio Ministri, mentre qui si tratta di fatti circoscritti e che nulla hanno a che fare con fatti così gravi, infatti si fa riferimento a danni circa finanziamenti etc, fatti che non si possono imputare oggi. Chiede quindi che vengano stralciati, ammettendo invece per l’art.1 comma 4 come citato, la costituzione, che deve però essere autorizzata dal sottosegretario di stato Del Rio. Qui però, a differenza di casi precedenti, manca.
L’avv. Pelazza si associa, specificando però che anche in relazione agli art. 280 e 2890bis, reati contro la personalità interna dello stato che l’avv. Novaro ammette, si può mettere in discussione facendo riferimento ad un danno non patrimoniabile soprattutto per la parte internazionale dei riflessi negativi, non ravvisabili in questo caso, essendo i fatti anteriori, es. il 1 gennaio 2012 data di dichiarazione dell’area sito strategico nazionale, e senza attinenza al capo d’imputazione, mescolati e senza indicazione di un danno diretto e preciso che derivi da un fatto. Esula dal problema di oggi la responsabilità di fatti precedenti riguardanti il movimento notav, non imputabili oggi e vanificando quindi la costituzione di parte civile. Come recita la sentenza del Tribunale del riesame. Paradossale a proposito grave danno, si citi il danno abitanti zone interessate, che secondo le cronache citate parrebbero del tutto non turbati dall’incendio del compressore, ma dalla costituzione del cantiere.
L’avv. Straini poi precisa circa il danno al Paese, che non è configurabile un danno in questo procedimento, ma una fattispecie di pericolo, costringere i pubblici poteri a fare qualcosa che può poi essere un grave danno: non è detto, il fatto può esserci senza danno, e il danno all’immagine sta venendo interpretato in maniera non conforme. Lo Stato ha certamente interesse a non subire danni nell’immagine, ma nella sua costituzione già ha poteri veri e propri che hanno il compito di reprimere eventuali danni, e in questo caso non gli sembra sufficiente il legame tra danno all’immagine per esempio quando si parla di interessi sul corridoio del mediterraneo: stiamo parlando della Torino-Lione che non rientra in tale progetto, che utilizzerebbe la linea storica già esistente, e già sufficiente.
L’avv. Novaro riprende la parola ancora per parlare della costituzione parte civile organizzazione sindacale polizia che parla di reati contro l’integrità psicofisica degli agenti e cita i punti statuto tale istituzione, art. 9, e rilievo di attacco all’immagine, come violenza a pubblico ufficiale che l’avv. in particolare contesta, in quanto c’è una lunga giurisprudenza nel tempo, es. nel 1988 circa un consiglio di fabbrica e infortunio sul lavoro, che stabiliva che il danno di un infortunio andava imputato al singolo e non alla collettività, e che poi soprattutto occorresse specificare il diritto del sindacato in riferimento a quella specifica vicenda, non in generale. Nel 2010 un’altra sentenza molto citata consente la costituzione del sindacato come parte civile e in un passaggio viene ricordato il giusto diritto alla salute, art.9 statuto lavoratori come controllo applicazione norme per la salute lavoratori. La Cassazione poi ammette la costituzione in un unico caso nel 2008 in un procedimento di una poliziotta che aveva subito violenze da qualche superiore, in quanto viene ammessa una violazione delle norme, violenza sessuale sul posto di lavoro che compromette integrità psicofisica del lavoratore. Di conseguenza, riassumendo quanto citato, in riferimento art. statuto interno sindacato polizia, non c’è nessun riferimento allo stato di salute dei lavoratori della polizia, ma si parla di altre motivazioni, quindi il riferimento è incongruo.
Per quanto riguarda poi l’art. 9 statuto lavoratori, viene citato rimando specifico ad obblighi contrattuali che il datore di lavoro ha di tutelare i suoi dipendenti, quindi anche qui il riferimento pare incongruo, perché nulla ha a che fare con i fatti della notte tra il 13 e il 14 maggio, non essendo avvenuto nulla in chiave di organizzazione del lavoro o mancata prevenzione e conseguente danno di immagine, ma di ordine pubblico che è la funzione di tali lavoratori e su cui il sindacato non può comunque interferire. Il danno d’immagine sarebbe se il sindacato non si fosse attivato nella prevenzione, ma sul terreno dell’ordine pubblico il sindacato non può e non ha alcun potere, quindi nessun danno alla sua immagine ed il riferimento è anche in questo caso incongruo, anche dal punto di vista formale circa il potere di delega dal segretario Tonelli agli avvocati.
L’avv. Pelazza si associa totalmente ed aggiunge alcune esemplificazioni a proposito dell’art.9 (Statuto lavoratori) che cita il SAP, che riguarda le attività in relazione a sicurezza e nocività dei posti di lavoro ma VERSO il DATORE DI LAVORO. Esempio: ditta di autotrasporti, un conducente ha un incidente stradale con responsabilità della controparte e subisce un infortunio. Il sindacato potrà costituirsi parte civile se c’è stata una mancanza del datore del lavoro nel controllo della funzionalità del mezzo, ma non si potrà costituire parte civile nei confronti del terzo che ha provocato questo danno. L’avv. Pelazza fa notare che semmai è là dove è il comportamento degli agenti (abusi) a ledere i cittadini che questo creerebbe un danno all’immagine all’intera categoria.
Avv.Losco si associa e chiede, in aggiunta, di definire quale sia il danno all’immagine subito dal SAP. Questo danno ha causato una sensazione nei confronti dei cittadini dello svilimento del sindacato verso la funzione che deve svolgere? Premesso che la funzione si è già svilita da sola in merito alle dichiarazioni sul caso Aldrovrandi…
Per quanto riguarda la costituzione di parte civile di LTF, l’avv. Losco ne chiede l’estromissione, per motivi formali per la procura formale all’ing. Bufalini che a parere dell’avv. non è valida perché non è allegato lo statuto da cui si evinca che era la nomina possibile in Italia.
Per quanto riguarda il merito invece, appare un generico riepilogo capi imputazione, mentre l’avv. ritiene doversi al limite essere ristretto a danneggiamenti, e non a danni materiali non meglio specificati. In particolare il compressore non appartiene alla ditta LTF ma alla ditta Giuliano che l’ha concesso in locazione alla ditta CMC e anche altro materiale elettrico, una ventolina… e alcuni cavi, sono i materiali danneggiati, non appartenenti a LTF. Quindi si chiede il respingimento su tali danni, mentre per gli altri danni morali e di immagine, le righe scritte sono troppo generiche per essere prese in considerazione, non specificati.
Il Presidente chiede se ci sono altre questioni preliminari, e la difesa dice che pensava di sottoporle dopo l’ammissione delle parti civili.
La parte civile chiede di poter interloquire comunque. L’avv. Novaro dice che se ne chiedono l’estromissione non possono neanche interloquire.
Il Presidente insiste.
Avv.Novaro: voi avete due faldoni che contengono corrispondenza carceraria, ma quello che non possono starci sono lettere e relazioni di servizio in accompagnamento che rimandano alle vicende carcerarie degli imputati. Nel faldone che credo sia intitolato corrispondenza carcere, a pag. 1043-1044 avete una relazione di servizio che è quella contenuta nella pagina successiva in cui si fa riferimento all’attivazione di persone che di fronte al carcere avrebbero distribuito documentazione ma non ha alcun titolo di stare nel fascicolo del dibattimento, osservazione che si può estendere a tutti gli atti. C’è poi un’annotazione della Dr.ssa Cascarella su vicende relative ad una busta inviata senza ulteriori nominativi da tal Marco, pag. 1079 … (altre annotazioni, altri nomi), a firma dr.ssa Colella, riferita ad un’altra detenuta B.M. (non fa parte del gruppo dei 4), una relazione dell’8 gennaio 2014.. (altre annotazioni e provvedimenti). Se ho capito bene c’era un’annotazione nella quale viene respinta la richiesta di Barbara Bonino di copia della corrispondenza per altri procedimenti in contro con i NOTAV. (???)
12:10: l’avvocato Straini solleva la questione della Costituzionalità del capo d’imputazione 270 sexies. Occorre tener conto che quest’articolo disciplina la finalità di terrorismo. Una norma abbastanza recente, introdotta dando seguito ad una modalità di descrizione della finalità di terrorismo che era già presente in particolare nella legislazione europea ed in convenzioni internazionali. Tuttavia il 270sexies dice che sono considerate con finalità di terrorismo le condotte finalizzate a diffondere terrore o a sovvertire l’ordinamento E che possono causare un grave danno al paese (…). Ma c’è una grossa differenza, le definizioni internazionali contengono precisazioni, un elenco, una serie di condotte che tutti immaginiamo come terrorismo, atti di violenza indiscriminata verso le persone, danneggiamenti con portata CATASTROFICA, utile perché consente di dare una connotazione, un senso alla clausola generale alla clausola internazionale, alla potenzialità di quel grave danno che deve come minimo estrinsecarsi in quegli atti che noi non abbiamo introdotto. E fu una scelta precisa, si rinviene nei lavori preparatori, quelli che riguardano la discussione per la conversione in legge del DL con il quale era stata introdotta in sede di conversione. Il relatore che presentò questo emendamento disse proprio, testualmente “abbiamo preferito rinunciare alla tipizzazione per evitare di lasciare fuori dalla previsione della norma casi che dovessero essere qualificati come tale, insomma abbiamo paura di non comprendere qualche fatto ” (perché se non fosse stato incluso in quelle liste non sarebbe stato terrorismo). La conseguenza di questa scelta ha avuto una ricaduta grave sulla legittimità della norma perché ci troviamo a questo punto con una disposizione dal contenuto ampio, talmente tanto da rendere sostanzialmente incomprensibile preventivamente per il cittadino sapere con sufficiente certezza se un determinato suo comportamento può o meno essergli contestato come comportamento con finalità di terrorismo, perché l’unico criterio è la potenzialità del fatto commesso, è solo questo a causare un grave danno al paese o all’istituzione. Ma cosa può essere un grave danno ad un paese o ad un’istituzione? E’ un problema concreto e grande, e l’analisi dei termini utilizzati… i termini in diritto.. non si possono usare sinonimi, un termine è un termine. Allora vediamo questi termini: GRAVE DANNO A UN PAESE O AD UN’ISTITUZIONE INTERNAZIONALE. E’ già difficile definire cosa sia un paese, non è un termine molto frequente, abbiamo il termine Stato, Nazione, Repubblica, ma il termine Paese nella Costituzione lo troviamo nell’art.45 ma è l’art.3 comma 2 , tra l’altro Paese con la P maiuscola come l’art. 270 sexies. Una norma fondante, di ampiezza estrema, che definisce tutto della nostra democrazia. Quando parliamo poi di istituzione internazionale dobbiamo capire cosa vogliamo dire, istituzione internazionale NON E’ ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE, istituzione è più ampio, usiamo questo termine quando ci occupiamo di materie attinenti alla sociologia del diritto.
Il cittadino ha il diritto di sapere, ha il diritto di sapere rispetto a quali entità internazionale deve stare attento a non causare danni altrimenti lo accusano di avere commesso un atto di terrorismo. Una multinazionale è un’istituzione internazionale? In termini giuridici magari si. Ma esistono criteri per poter discriminare in base all’oggetto dell’attività questo ente? SE avesse caratteristiche umanitarie potrebbe ugualmente essere considerato tale ai fini del 270 sexies? E’ la combinazione di questi termini scelti in maniera infelice in assenza di casistica a farmi sospettare che molto della conformità di questa norma, che.. il cittadino ha diritto di sapere con precisione cosa fare e cosa non fare. Io non avrei mai pensato che la condotta in questione che certamente configura un reato potesse arrivare all’imputazione di terrorismo.
Si risolva il problema oggettivo facendo riferimento alle fonti internazionali, che sono state tolte proprio volontariamente perché la volontà del legislatore era quella di estenderle, ma le fonti internazionali sono richiamate in AGGIUNTA alle condotte definite dalla clausola, “nonché quelle considerate tali dalle convenzioni internazionali”.
Qualora venisse ritenuta costituzionale, l’ampiezza della norma è notevole, come faccio a difendermi dall’accusa di aver causato un grave danno al paese se non mi si dice in che cosa è consitito questo danno? E’ vero, è un’accusa complessa da elaborare, tuttavia grave danno può essere all’immagine, alla produttività, non so, al sistema democratico o meramente contabile, possono essere molteplici le ragioni che, difatti, non sono state contestate nell’ordinanza di custodia cautelare che non è rilevante ai fini dell’imputazione del processo... Non si dice, di fatto, in che cosa è costituito il danno e non si contesta neanche un GRAVE DANNO (ma “un danno”), anche sotto questo profilo l’imputazione non è precisa, ma carente.
Se il legislatore ha previsto che il danno POTENZIALE, oltre che esistente fosse anche GRAVE non l’ha fatto per colorire la frase ma per dare un’indicazione precisa. Quindi mancano due indicazioni: una quale sarebbe il danno, due perché sarebbe grave.
Di fatto è un’eccezione di nullità per carenza di sufficiente specificazione.
Avv. Losco allora aggiunge che dal punto di vista formale:
1)sono stati usati atti compiuti dopo il termine di 90 giorni,
2)la difesa ritiene che l’iscrizione di notizia di reato debba essere retrodatata, poiché sin dai primi giorni le indagini si erano rivolte verso gli imputati, pur rimanendo iscritte come contro ignoti, dietro intercettazione nella zona di Bologna che preannunciava reato nella zona di Chiomonte, e la questura di Torino apriva fascicolo contro ignoti, pur ascoltando la digos l’intercettazione che riconosceva la voce di 3 imputati, Blasi Zenobi e Alberto, indicando quindi fin da subito i nominativi precisi individuati dalla digos già in data 15 maggio, tant’è che la procura chiede autorizzazione ad intercettarli ulteriormente, quindi sin da allora andava iscritta notizia di reato contro di essi e non contro ignoti.
Per quanto riguarda posizione Zenobi, alcuni digos di Milano, in particolare l’ispettore Villa in data 6 giugno riconosce la voce del soggetto, e la procura richiede intercettazione, ottenendola in data 13 giugno, quindi almeno da quella data il fascicolo andava riportato a persona nota, quindi si chiede retrodatazione. E’ poi indicata una serie di atti riportati ai fini dell’evidenza della prova, si tratta di atti nell’immediatezza dei fatti e di altri eseguiti in epoca molto successiva, le relazioni tecniche le consulenze foniche dell’8 ottobre, di novembre, analisi tabulati sempre di novembre 2013, richieste intercettazione fine 2013, tutti atti che non dovevano essere presi in considerazione.
Avv.Novaro aggiunge altre osservazioni, anche sulla questione di mera regolarità formale. Un processo particolarmente complesso e delicato, indagini lunghe e tormentate con numerosi elementi, vicenda complicata e non è il caso di analizzarla adesso ma pare importante segnalare come di fronte a contestazioni pesanti e contrapporre quindi opportune strategie difensive siamo stati privati del deposito degli atti che ci avrebbero permesso di comprendere meglio il perimetro delle intercettazioni telefoniche fatte nella notte tra il 13 e il 14 maggio e poi siamo stati privati dell’udienza preliminare, anche per la qualificazione giuridica dei fatti, su cui ci misureremo su questo processo. Quindi la scelta del rito con la richiesta di giudizio immediato va soppesata. E’ del 25 gennaio 2014, l’iscrizione a notizia di reato è del 22 ottobre 2013, non sono stati rispettati i 90 giorni. Secondo la giurisprudenza in voga fino a pochi mesi fa si distingueva il termine tassativo e un termine ordinatorio rispetto alla formulazione della richiesta dei PM, un termine non rispettato per pochi giorni. Novaro cita una pronuncia della prima sezione della Cassazione (…), termine non rispettato. Novaro fa notare che dal 15 maggio la Procura di Torino disponeva di almeno 3 nomi… e la consulenza dell’identificazione vocale viene depositata in data 17 luglio 2013, quindi c’era un ulteriore avvallo all’identificazione vocale fatta dalla Digos di Milano e Torino in riferimento alla posizione degli imputati. Inoltre le intercettazioni sono del 12 e 14 giugno, la Procura padroneggiava la vicenda, aveva i nomi e avrebbe dovuto iscriverli a notizia di reato, non l’ha fatto. Non ha profili di rilevanza sul piano processuale ma ha profili disciplinari, ma noi siamo stati privati di due opportunità rilevantissime in virtu’ del fatto che non c’è stata un’iscrizione tempestiva, e attraverso i passaggi successivi la procura ha formalizzato la richiesta di giudizio immediato nel gennaio 2014, con un’iscrizione (tardiva) di ottobre 2013. Abbiamo perso due occasioni importanti, deposito degli atti e possibilità di chiedere ulteriori integrazioni, fondamentali in questo processo… Quindi, dovevano iscriverci prima i nominativi degli indagati e non l’hanno fatto, valuterete voi, ma il mancato rispetto del termine c’è e allora senza indugiare oltre sulle argomentazioni della Cassazione ve la introdurrei perché è assolutamente decisiva per la valutazione.
Avv. Pelazza su problematica imparzialità e terzietà giudici, parti in conflitto nel processo, valore e principio del nostro ordinamento costituzionale, e base della convenzione europea diritti di Strasburgo all’art.6: l’art. 34 codice penale poi faticosamente rielaborato ed esteso i casi d’incompatibilità da sentenze corte costituzionale nonchè dal legislatore con comma 2bis che prevede espressamente che il giudice che abbia effettuato indagini preliminari non possa partecipare al giudizio nel processo essendo già intervenuto nello stesso. Lo stesso per giudici che abbiano già emesso procedimenti cautelari di privazione libertà dell’imputato, meno che mai esprimersi su validità prove da essi stessi costruite. Su questo la legislazione è chiara.
I rimedi possibili sono per la difesa la ricusazione, ma nel caso del giudizio immediato, non privo di rilievi difensivi come ben si può capire, come viene oggi richiesto, la difesa non lo può sapere, e allora c’è l’obbligo di astensione, ed è questo a suo giudizio che doveva fare il giudice a parere dell’avvocato e che non essendo stato fatto, atto fondamentale, configura una violazione del principio di difesa e si chiede nullità rito immediato.
Il GIP (Giudice Indagini Preliminari) non può fare il GUP (Giudice Udienza Preliminare). E’ contrario alla parità delle parti processuali. A questo punto diventa il processo del Pm, quando i giochi saranno fatti la difesa cacciata in un angolo potrà forse parlare. Ciò è pericoloso.
La parola passa adesso al PM Rinaudo.
Pm Rinaudo risponde che si tratta di norme diverse, il rito immediato viene richiesto a norma articolo legge fuori dai termini dei 90 giorni e comunque entro 180 dall’esecuzione della misura, in questo caso il 9 dicembre 2013, quindi i 180 giorni scadrebbero il 9 giugno, e quindi c’è l’obbligo da parte dell’accusa come dice numerosa giurisprudenza, obbligo del PM essendosi anche pronunciato il Tribunale del Riesame e cita l’art. 453 comma 1bis. Non è, dice, discorso da ancorare a iscrizione registro, ma all’esecuzione della misura.
Per quanto riguarda il problema del GIP, in questo caso non doveva effettuare valutazioni, ma semplicemente era obbligato ad emettere giudizio immediato, quindi non si può parlare di art.34.
Il PM Rinaudo precisa poi che non ci sia genericità nei capi d’imputazione x 280 e 280bis: quasi 100 righe solo per il capo A, danno a Italia per mancata opera.
Per ultima osservazione avv. Novaro, non si tratta di sequestri, comunque possono espunti.
Avv.LTF: per quanto riguarda la parte civile LTF di cui viene chiesta la estromissione si notano due argomenti .. il Presidente interrompe, e fa notare che non c’è replica. Avvocatura dello Stato chiede una brevissima replica, il Presidente ribadisce che NON C’E’ REPLICA. L’avvocatura vuole solo comunicare gli estremi del decreto, GU 55 marzo 2014, DPCM conferimento delega al sottosegretario di stato…
Presidente: ci riserviamo su queste questioni, adesso possiamo fissare la calendarizzazione.
Salta l’udienza del 30 maggio perché c’è già un altro processo in cui è coinvolto l’imputato C.A. Prossima udienza 6 giugno, già calendarizzata, e venerdì 13 giugno. L’Avv.Novaro chiede al Presidente di fare un comunicato per chiedere un rinvio a tutti gli altri processi lasciando a questo una corsia preferenziale. Udienze a giugno 6, 13 e 30. Poi a luglio il Presidente aveva ipotizzato il 3 ed il 16, nessun problema per i PM, conferma da parte della difesa ma Novaro fa notare che ha un processo a Roma per devastazione e saccheggio con detenuti. “Ha troppi processi”, fa notare il Presidente. Chiede un’altra data se possibile. Viene tenuto in forse anche il 30 giugno perché nella stessa aula sarebbe in corso il processo alla “brigata rumena”.
Per luglio quindi l’ipotesi è su due date: 14 (invece del 10) e 16 luglio. 30 giugno con punto interrogativo (da confermare). Orario d’inizio 9:15.
PROSSIME UDIENZE, quindi: 6 e 13 giugno date certe, orario inizio 9:15. 30 giugno da confermare. 14 e 16 luglio date certe.
Avv.Novaro fa notare che non hanno ancora potuto parlare con continuità con gli assistiti, chiede quindi di poter ragionare per tutta la durata del processo con gli assistiti, in una situazione particolare perché classificati in AS2, ma c’è stato annullamento da parte della cassazione, secondo il regolamento DAP nel momento in cui ci fosse un annullamento anche parziale spetta alla direzione generale del DAP valutare se tenere la classificazione o no. Questo per dire che “a noi preme avere gli imputati a Torino e con la possibilità di interloquire con continuità, chiedo alla corte se può farsi interprete di queste esigenze e chiedere che tutti e 4 i detenuti siano a Torino e soprattutto che i tenuti che ora si trovino a Ferrara e Roma tornino nelle rispettive carceri per recuperare gli oggetti, ma chiediamo che siano appoggiati a Torino qualche giorno prima del 6 giugno in modo che possiamo fare una strategia difensiva comune”.
Il Presidente conferma che può “senz’altro scrivere”.
Il PM Padalino chiede se per il 6 possono iniziare a preparare i testi, il Presidente approfitta di questo per dire che non ha attoccato le liste, come sua abitudine, ma si aspetta da tutte le parti che si possa arrivare ad asciugare un po’, specialmente la lista del PM, nel senso che ci sono dei blocchi di testi che sono i soldati di Pinerolo, i Carabinieri di Gorizia, i Calabresi, “forse non è necessario sentirli proprio tutti, ne scegliete qualcuno un po’ più sveglio”… Ad esempio gli operanti (credo si riferisca a fdo in servizio, ndr) , “quattro sono in sovrapposizione, è proprio necessario sentirli tutti? Mi aspetto un po’ di collaborazione salvo poi intervenire io”. Quindi per il 6 “se vogliamo sentire qualche operante, non sapendo bene come comincerà.. una cosa è rimandare a casa l’operante, è il suo lavoro, un’altra è mandare a casa il cittadino, l’uomo della strada, che fa il suo lavoro… “.
Avv. Straini chiede quali operanti, quali testimoni, il PM Rinaudo riferisce che saranno quelli che laoravano quella sera.
Al termine dell’udienza, oltre ai calorosi saluti dei solidali verso i 4 imputati, c’è una contestazione dal pubblico nei confronti della Procura. Vengono distribuiti alcuni volantini, insieme alle microspie ritrovate all’interno dell’Asilo occupato. Non ci dilunghiamo su questa parte perché, ne siamo certe, sarà il fulcro dell’informazione di stampa e mass media nei prossimi giorni. Noi continuiamo a sforzarci di fare un’informazione chiara, esaustiva ed il più possibile “senza filtri”. A voi la scelta.
Simonetta Zandiri – Eleonora Forno – TGMaddalena
Qui una sintesi dell’udienza in un’intervista su Radio Onda d’Urto a fine giornata
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