Source: https://www.gentedelquindicesimo.it/index.php/nosvita/testimonianze/scritti-personali-3/92-convenzioni
Timestamp: 2020-08-11 16:34:35+00:00
Document Index: 13874588

Matched Legal Cases: ['art. 992', 'art. 2229', 'art. 886', 'art. 2', 'art. 995', 'art. 887', 'art. 4', 'art. 117', 'art. 120', 'art. 118', 'art. 1914', 'art. 117', 'art. 120', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117']

Ausiliaria o Riserva dopo il congedo?
Promemoria di dati essenziali, aggiornati al Marzo 2018, sulle caratteristiche e sulle condizioni amministrative associate alle posizioni di Ausiliaria e di Riserva, riassunti per facilitare la riflessione individuale su quale delle due condizioni sia più conveniente.
Ricordiamo le caratteristiche fondamentali delle 2 categorie.
Comprende il personale militare che:
abbia raggiunto i limiti di età per il grado ed il ruolo di appartenenza e non rinunci espressamente ad esservi collocato (art. 992, d.lgs. 15 marzo 2010, n.66);
abbia raggiunto almeno 40 anni di servizio effettivo e ne faccia domanda;
si trovi a non più di cinque anni dal raggiungimento del limite di età e abbia maturato i previsti requisiti per le pensioni di anzianità (“scivolo”) e ne faccia domanda (art. 2229, d.lgs. 15 marzo 2010, n.66);
nella categoria degli Ufficiali, sia stato collocato nella posizione di aspettativa per riduzione quadri (ARQ) e, avendone i requisiti anagrafici o contributivi, ne faccia domanda.
Per accedere all’Ausiliaria, all’atto della cessazione dal servizio, il militare deve manifestare la propria disponibilità a prestare servizio nell'ambito del comune o della provincia di residenza presso l’Amministrazione di appartenenza o altra Amministrazione (art. 886, d.lgs. 15 marzo 2010, n.66).
La permanenza nell’Ausiliaria ha una durata massima di 5 anni (modifica all’articolo 992, comma 2 del C.O.M.apportata dall’articolo 1, comma 1 del Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 94).
E’ molto importante ricordare che per il personale militare in Ausiliaria valgono alcune incompatibilità professionali e di lavoro, in analogia a quanto stabilito per il personale militare in servizio permanente, consistenti nell'impossibilità di assumere impieghi, o di rivestire cariche societarie, o assolvere comunque incarichi, retribuiti o non, presso imprese commerciali, industriali o di credito che hanno rapporti contrattuali con l'amministrazione militare, pena il transito immediato nella Riserva e la perdita del trattamento economico aggiuntivo. Una speciale ipotesi di transito anticipato nella Riserva è prevista per coloro che non accettino l'eventuale impiego presso l'amministrazione di appartenenza o le altre amministrazioni, secondo le norme del d. lg. n. 498/1997, applicabili a tutto il personale militare, ai sensi dell'art. 2, d. lg. n. 498/1997, ovvero revochino l'accettazione degli impieghi assegnati per due volte.
Per gli Ufficiali dell'Ausiliaria è previsto l'avanzamento al grado superiore, ad anzianità, fino al grado massimo previsto per il ruolo del servizio permanente da cui proviene l'Ufficiale interessato. L'Ufficiale in Ausiliaria per essere valutato per l'avanzamento deve possedere i requisiti di comando e di servizio previsti per l'avanzamento dei pari grado in servizio permanente e, quando non siano previsti particolari requisiti di comando o di servizio, può essere valutato per l'avanzamento dopo aver prestato nel grado almeno un anno di servizio, tranne che si tratti della prima promozione nell'Ausiliaria per cui non sono richieste le condizioni sopra descritte. L'Ufficiale giudicato idoneo all'avanzamento è iscritto in quadro e promosso solo dopo che siano stati promossi gli Ufficiali del servizio permanente di pari grado ed anzianità che lo precedevano nel ruolo di provenienza.
Il militare cessa di appartenere alla categoria dell’Ausiliaria e transita nella categoria della Riserva per: limiti di età, rinuncia espressa o motivi sanitari (art. 995, d.lgs. 15 marzo 2010, n.66).
In aggiunta ai casi di transito dall’Ausiliaria visti nel precedente punto, il militare può accedervi direttamente dal servizio permanente a domanda, d’autorità o per infermità (art. 887, d.lgs. 15 marzo 2010, n.66).
La categoria della Riserva comprende il personale militare che avendo cessato dal servizio permanente o dall'Ausiliaria ha obblighi di servizio soltanto in tempo di guerra. Per gli Ufficiali è prevista una particolare forma di avanzamento: l'Ufficiale nella Riserva può avanzare, esclusivamente ad anzianità, al grado superiore a quello con il quale l'interessato ha cessato dal servizio permanente, deve riunire i requisiti previsti dalla legge e consegue la promozione dopo che siano stati promossi gli Ufficiali in servizio permanente di pari grado e anzianità che lo precedevano nel ruolo del servizio permanente. Il personale militare permane nella Riserva sino al raggiungimento di limiti di età dettati dalla legge dopo i quali transita nella categoria del congedo assoluto dove si può essere collocati ancor prima dei predetti limiti di età, qualora il militare non conservi l'idoneità al servizio incondizionato. In particolare, i limiti di età sono i seguenti:
73 se Ufficiale Generale o Ammiraglio di qualsiasi grado;
70 se Ufficiale superiore o inferiore già in servizio permanente;
65 per i Sottufficiali provenienti dal servizio permanente.
Differenze amministrative tra le 2 categorie
Agli obblighi di disponibilità ed a quelli eventuali di servizio l'Amministrazione garantisce come controprestazione un'indennità annua, la cd. indennità di Ausiliaria, in aggiunta al trattamento di quiescenza maturato, pari al 70% (personale entrato in Ausiliaria antecedentemente al 31.12.2014) o al 50% (personale entrato in Ausiliaria dal 1.1.2015) della differenza tra il trattamento di quiescenza percepito e il trattamento economico spettante al pari grado in servizio dello stesso ruolo e con anzianità di servizio corrispondente a quella effettivamente posseduta dal militare all’atto del collocamento in Ausiliaria.
Al termine del periodo di Ausiliaria, riliquidazione della pensione con inglobamento nella voce “pensione provvisoria” dell’80% dell’ indennità di posizione Ausiliaria e contestuale attribuzione degli scatti maturati per il periodo di effettiva permanenza in tale categoria, pari al 2,5% dello stipendio lordo ogni due anni, quindi 6,25 % al termine dei 5 anni.
Durante l’Ausiliaria il personale continua a versare i contributi previdenziali ed assistenziali, gravanti sulla pensione, nella stessa percentuale prevista durante il servizio attivo sullo stipendio: 9,15 % (8,80% fini pensionistici + 0,35% assistenza sanitaria) su base mensile, cui si somma un ulteriore 1% quando il reddito lordo supera un importo che viene rideterminato annualmente.
Cessa il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, con incremento quindi dell’assegno pensionistico mensile del 9,15% (e dell’eventuale 1% addizionale in caso di superamento dell’importo reddituale lordo stabilito annualmente).
In caso di accesso nella Riserva a domanda direttamente dal S.P., la corresponsione dei sei aumenti periodici di stipendio di cui all'articolo 13 della legge 10 dicembre 1973, n. 804 e successive (molte) modificazioni (i cd. “6 scatti”) in aggiunta alla base pensionabile, avviene previo pagamento (a carico del militare) della parte di contribuzione previdenziale mancante in relazione ai limiti d’età anagrafica previsti per il grado rivestito (art. 4, comma 2, d.lgs. 30 aprile 1997, n. 165).
In caso di accesso nella Riserva a domanda direttamente dal S.P. in alternativa al collocamento in Ausiliaria, avviene l’incremento del montante individuale dei contributi ai fini del computo della pensione e del conseguente collocamento nella riserva; il montante individuale dei contributi è determinato con l'incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell'ultimo anno di servizio moltiplicata per l'aliquota di computo della pensione (modifica all’articolo 3, comma 7 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 165, ad opera dell’articolo 10, comma 2 del Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 94).
Al termine dell’Ausiliaria viene determinato il trattamento pensionistico relativo alla posizione di Riserva, con l’inclusione nella voce pensione dell’80% dell’ indennità di Ausiliaria (per il personale appartenente al sistema retributivo), nonché degli scatti biennali del 2,5% dello stipendio lordo e/o frazione (1/24º per ciascun mese di un eventuale biennio incompleto) maturati durante il periodo di effettiva permanenza in Ausiliaria; il nuovo trattamento pensionistico viene comunicato alla sede INPS competente in relazione alla residenza anagrafica dell’amministrato, la quale, assumerà in carico la partita pensionistica, con effetto dal giorno indicato nella cd. “comunicazione di transito”, inviata, ovviamente in conoscenza anche al titolare da parte dell’Ufficio Ammnistrativo che ha amministrato il militare nel periodo di Ausiliaria.
Al transito nella Riserva si da luogo alla riliquidazione dell’indennità di buonuscita, o Trattamento di Fine Servizio (TFS) quando in presenza di variazioni, anche post congedo, dei parametri stipendiali interessati indicati nella decretazione stipendiale definitiva della D.G. Persomil o Previmil se titotari di Pensione Privilegiata Ordinaria (PPO).
Note sulla Pensione Privilegiata Ordinaria . Vengono incluse in questo promemoria alcune annotazioni sulle procedure per il riconoscimento della PPO in quanto i tempi necessari costituiscono un elemento di criticità nella decisione se optare per l’Ausiliaria o per la Riserva al momento del congedo.
Il militare in congedo ha titolo alla corresponsione della pensione privilegiata qualora, in attività di servizio, abbia riportato lesioni o contratto infermità ascrivibili ad una delle categorie della cosiddetta “Tabella A” annessa alla legge 18 marzo 1968, n. 313, così come integrata e modificata dal decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, a seguito di fatti derivanti dall’adempimento delle funzioni di servizio, che ne siano stati causa o concausa determinante.
Il beneficio deve essere richiesto dall’interessato avente titolo direttamente alla D.G. PREVIMIL per il tramite dell’ultimo Ente di appartenenza. L’importo viene determinato provvisoriamente all’atto del collocamento in Ausiliaria e in via definitiva successivamente all’emanazione del decreto di pensione ordinaria al passaggio nella Riserva. Il trattamento di PPO consiste normalmente nell’aumento di un decimo della pensione normale.
Il processo che si avvia con l’istruzione della pratica, fatta presso l’uff. Personale dell’ultimo ente di servizio, fino all’emissione del decreto di riconoscimento da parte della DG Previmil, dura non meno di 12-16 mesi (ricordiamo che il giudizio emesso dalla Commissione Medica Ordinaria deve essere corredato dal parere favorevole del Comitato di Verifica) e sarebbe consigliabile che l’intero processo fosse avviato e concluso all’interno dell’Amministrazione Difesa, quindi in posizione di Ausiliaria, per poterne più agevolmente monitorizzare i passaggi fino all’effettiva corresponsione del trattamento di pensione privilegiata nel cedolino pensionistico.
Note sul sistema pensionistico attuale (al Marzo 2018). Vengono incluse perchè possono aiutare a comprendere le complesse dinamiche alla base dei calcoli pensionistici, dinamiche per le quali si possono verificare condizioni diverse nel calcolo e nell’effettiva attribuzione dell’indennità di Ausiliaria e degli eventuali incrementi pensionistici conseguenti ad aumenti stipendiali di pari grado in servizio.
Allo stato attuale tutti i militari sono destinatari o del solo sistema contributivo, in quanto arruolati dal 1.1.1996 o, se arruolati antecedentemente, del sistema misto ossia retributivo rispettivamente sino al 31.12.1995 (per coloro i quali non possiedono 18 anni di servizio utile al 31.12.1995) o sino al 31.12.2011 (per coloro i quali possiedono 18 anni di servizio utile al 31.12.1995) e contributivo dal 1.1.2012.
Il sistema misto si basa su 3 quote: A e B proprie del sistema retributivo e C del sistema contributivo.
Quota A: è la prima quota di pensione basata su: la base pensionabile, il servizio utile, l’aliquota di rendimento maturata dal militare al 31.12.1992.
Quota B: La quota B è determinata sulla base della retribuzione media spettante dal 1.1.1993 fino al congedo per coloro i quali non avevano 18 anni di servizio utile al 1995 ed in tal caso la determinazione
dell’aliquota di rendimento si blocca al 31.12.1995. Invece per coloro i quali possedevano 18 anni
di contribuzione al 31.12.1995 la media retributiva annuale della quota B si determina sommando le retribuzioni degli ultimi 10 anni a ritroso dalla data di congedo e dividendo per 10. Alla retribuzione annuale determinata, aumentata con l’indice di rivalutazione, si applica l’aliquota di rendimento calcolata con gli stessi criteri già indicati per la quota A. L’importo di pensione dovrà essere successivamente aumentato della percentuale del 15% (sei scatti) per i congedamenti per limite di età, decesso o riforma.
Quota C: la quota C identifica quella parte di pensione, calcolata secondo il sistema contributivo, relativa alle anzianità contributive maturate dal lavoratore successivamente al 31 dicembre 1995 o al 31 dicembre 2011 a seconda se questi possedeva, rispettivamente, meno o più di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995. A coloro in possesso di meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 la Riforma Dini (legge 335/1995) ha infatti previsto l'applicazione pro rata delle regole di calcolo contributive a partire dal 1° gennaio 1996. La riforma Fornero del 2011 ha poi esteso, a partire dal 1° gennaio 2012, le regole di calcolo contributive anche con riferimento ai lavoratori che avevano versato almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 che sino al 31 dicembre 2011 hanno potuto continuare a beneficiare delle regole di calcolo retributive.
Con l'intervento del 2011, attualmente, tutti coloro che sono ancora in servizio hanno almeno una parte dell'assegno determinata con il sistema contributivo che, appunto, viene identificata con il termine “Quota C”. Questa parte dell'assegno risulta molto piccola per coloro che hanno grande anzianità (in quanto parte solo dal 1° gennaio 2012) mentre sarà piuttosto ampia per coloro che avevano meno di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995 (perchè inizia con riferimento alle anzianità maturate dal 1° gennaio 1996).
Un parametro fondamentale per il calcolo della pensione è l’aliquota di rendimento, utilizzato per il calcolo delle quote A e B: i coefficienti di rendimento, per i dipendenti delle amministrazioni statali, risultano individuati dall'articolo 43 del Dpr 1092/1973 che attribuisce un rendimento del 35% della base pensionabile per i primi 15 anni di servizio (ovvero 2,33% per ogni anno di servizio sino al 15° anno) a cui si aggiunge l'1,8% per ogni anno ulteriore di servizio sino al tetto dell'80% per la retribuzione pensionabile.
Quindi, in definitiva, è più conveniente il trattamento economico di ausiliaria, o quello di riserva?
Non si può dare una risposta universale, generalizzare sarebbe un errore perchè ciascuno è in una propria peculiare situazione di servizio e stipendiale e quindi pensionistica, e di aspettative personali per il “dopo congedo”.
La valutazione se lasciare il servizio ed entrare direttamente nella Riserva o entrare in Ausiliaria e qui rimanervi per l’intero periodo ammesso di 5 anni o lasciare prima ed entrare nella Riserva, è un calcolo che ciascuno deve fare con rispetto alla propria situazione corrente ed ai progetti di vita post congedo.
Indubbiamente nel breve termine il trattamento di Riserva appare più vantaggioso mentre quello dell’Ausiliaria sembrerebbe determinare maggiori vantaggi nel lungo termine. Molte variabili infatti incidono nella decisione e quindi rimettono la risposta al quesito alla sfera delle singole valutazioni:
In Ausiliaria si pagano per 5 anni le ritenute previdenziali ed assistenziali pari ad un consistente 9,15% (più l’1% per coloro ai quali è applicabile), ma si accumulano gli scatti biennali del 2,5% , fino al totale del 6,25% di aumento pensione al momento del passaggio nella Riserva.
Passando nella Riserva al termine di un periodo in Ausiliaria inferiore ai 5 anni sono comunque riconosciuti gli scatti biennali del 2,5% e frazioni dei medesimi maturati nel periodo trascorso in Ausiliaria.
In Ausiliaria valgono alcune incompatibilità professionali e di lavoro, in analogia a quanto accade per il personale militare in servizio permanente.
In Ausiliaria si potrebbe meglio monitorizzare il progresso dell’iter di riconoscimento della PPO, fattore economicamente non trascurabile.
L’Ausiliaria da diritto all’ulteriore incremento del 50% della differenza tra il trattamento di quiescenza percepito e il trattamento economico spettante al pari grado in servizio.
Il trattamento pensionistico nella posizione di Riserva viene rideterminato con l’inclusione nella voce pensione dell’80% dell’ indennità di Ausiliaria.
Come detto in esordio, questo promemoria vuole riassumere in un colpo d’occhio gli aspetti fondamentali delle categorie dell’Ausiliaria e della Riserva per fornire uno strumento di riflessione su decisioni che ciascuno dovrà affrontare al momento del congedo; si consiglia quindi chi avesse interesse ad approfondire la complessa materia pensionistica di consultare:
la “Guida sul trattamento di quiescenza del personale militare”, edizione 2017, dello SMA 1° Reparto, scaricabile qui
la “Guida pratica alla causa di servizio, equo indennizzo, Pensione Privilegiata Ordinaria”, dell’Ispettorato Generale della Sanità Militare, scaricabile qui
la circolare della D.G. Previmil “Novità in materia pensionistica e previdenziale introdotte dalla legge di stabilità 2015 (l. 23 dicembre 2014, n. 190)”, datata 21.1.2015, scaricabile qui
la circolare della DG Previmil sui riflessi pensionistici “D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94 concernente “Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre 2012, n. 244” e D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95 concernente “Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di Polizia, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a) secondo periodo, della legge 7 agosto 2015, n. 124 in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, datata 16.11.2017, scaricabile qui
la circolare della D.G. Persomil “Innovazioni normative introdotte dal Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 94: esercizio dell’opzione dell’incremento del montante individuale dei contributi ai fini del computo della pensione, in alternativa al collocamento in Ausiliaria; permanenza in ausiliaria del personale militare in congedo.”, datata 27.10.2017, scaricabile qui con gli allegati “B”, “C”, ”D”
Benefici stipendiali di cui agli articoli 117 e 120 del R.D. 31 dicembre 1928, n. 3458,
previsti per i militari invalidi di guerra ed estesi al personale invalido per servizio,
ai sensi della legge 15 luglio 1950, n. 539.
Nota per i titolari della cd. “causa di servizio” sul riconoscimento dei benefici stipendiali previsti dagli artt. 117 e 120 del regio decreto 31.12.1928 n. 3458 previsti per i militari invalidi di guerra ed estesi al personale invalido per servizio, ai sensi della legge 15 luglio 1950, n. 539.
Questa nota vuole contribuire a creare la consapevolezza su di un diritto di natura stipendiale che non è diffusamente conosciuto da coloro che ne ricadono nella titolarità.
1. Chi sono gli interessati?
I soggetti che, alle dirette dipendenze dello Stato, abbiano contratto durante il servizio e per causa di servizio militare o civile, mutilazioni od infermità ascrivibili ad una delle categorie di cui alla tabella A, attualmente individuabile in quella annessa al D.P.R. 30 dicembre 1981, n. 834: nel nostro caso si tratta degli Ufficiali in servizio permanente e delle categorie in congedo (art. 117), Ausiliaria e Riserva, nonché dei Sottufficiali, compresi quelli richiamati dal congedo (art. 120).
La titolarità del beneficio è acquisita al momento stesso dell’accertamento dell’infermità, quale contratta in servizio e da esso dipendente e che dia luogo ad ascrivibilità ad una delle categorie della Tabella A di seguito meglio individuate; tali condizioni sono desumibili dall’apposito Processo Verbale emesso dalla competente Commissione Medica Ospedaliera/Istituto Medico Legale. Tale atto, di natura eminentemente tecnica, assume veste ricognitiva di un diritto discendente direttamente dalla legge, pertanto non se ne deve condizionare la spettanza alla sussistenza di un formale decreto concessivo di equo indennizzo o di pensione privilegiata.
Né il diritto in questione può essere subordinato alla presentazione di eventuale istanza, la quale, ove ricorra, avrebbe valenza meramente segnalatrice ed idonea a costituire in mora l’Amministrazione, ai sensi dell’articolo 1219, 1° comma, del Codice civile. Per tale ragione, l’adempimento concessivo del beneficio degli artt. 117 e 120 va disposto d’ufficio, anche se riferito al personale nel frattempo collocato a riposo, ma che, durante l’attività di lavoro, si fosse trovato nelle condizioni legittimanti evidenziate in precedenza.
2. Entità del beneficio
In sostanza, per le infermità riconosciute dipendenti da causa di servizio ascrivibili alle due classi di categorie della tabella A appresso riportati, il beneficio deve computarsi applicando la ragione percentuale indicata a fianco di ciascuno di esse:
• 1ª classe: dalla 1ª alla 6ª categoria ......................... 2,50%;
• 2ª classe: 7ª e 8ª categoria ...................................... 1,25%.
Ai sensi dell’art. 118, esso va concesso una sola volta nella carriera di appartenenza, salva la possibilità di reiterarne un’ulteriore posta dell’1,25, in ipotesi di passaggio dalla 2ª classe (7ª/8ª categoria) alla 1ª classe di ascrivibilità (1ª ÷ 6ª categoria), come può accadere nei casi di cd. aggravamento di una patologia già riconosciuta o aggiunta di altra la cui somma determini il passaggio alla 1ª classe.
Il computo si effettua sul valore della classe stipendiale annua lorda in godimento alla data di emanazione del processo verbale di accertamento dell’infermità riconosciuta dipendente da causa di servizio.
In concreto, la posta stipendiale ex articolo 117 e 120 ha effetto:
• sulla tredicesima mensilità;
• sull’indennità di buonuscita;
• sul trattamento di quiescenza;
• sull’indennità supplementare ex D/Lgs 66/2010, (fondo previdenza Uffli e Sottli AM, art. 1914 C.O.M., corrisposto 4 anni dopo la cessazione dal servizio).
È opportuno ribadire il carattere meramente segnalatorio di istanze presentate dall’avente diritto, le quali non rivestono alcuna conditio “sine qua non” ai fini dell’instaurazione del diritto vantato, essendo questo — come già evidenziato — riconducibile alla mera sussistenza dell’avvenuto accertamento tecnico, mediante l’apposito Processo Verbale, di un’infermità dipendente da causa di servizio. Pertanto, l’attivazione procedimento di cui trattasi dovrà comunque avvenire in modo automatico, ancorché non risulti prodotta alcuna istanza.
Aspetto importante che va comunque ben ricordato è che la corresponsione degli emolumenti arretrati, nei casi di tardiva attivazione del processo (qualunque sia la causa...), è tuttavia subordinata alla preliminare ricognizione dei periodi temporali per cui dovesse eventualmente risultare intervenuta la prescrizione quinquennale, a norma dell’articolo 2 del R.D.L. 19 gennaio 1939, n. 295, come modificato dall’articolo 2 della legge 7 agosto 1985, n. 428.
Come visto, in presenza di un Processo Verbale che riconosca un’infermità dipendente da causa di servizio che si collochi in tab. A, 1ª o 2ª classe, la corresponsione del beneficio stipendiale ex art. 117 (Uffli) o art. 120 (Sottli) deve avvenire in automatico da parte dll’Ufficio Amministrativo che amministra il titolare del diritto. Deve essere emesso un apposito Atto Dispositivo in firma del Capo Serv. Amm. che sulla base di calcolo annuo di riferimento, la voce stipendio lordo, e dell’aliquota percentuale corrispondente alla classe tabellare dell’infermità riconosciuta (1,25% o 2,5%), definisce la misura annuale lorda e quella mensile lorda del beneficio.
Suggerimento: verificare di persona presso il proprio Uff. Personale che il Processo Verbale conclusivo di riconoscimento della cd. “causa di servizio”, come visto anche non in presenza di “equo indennizzo”, sia tempestivamente inoltrato al Serv. Amm. e che quest’ultimo emetta l’Atto Dispositivo con effetto sugli stipendi successivi.
Se per disguidi di qualsiasi natura il procedimento non fosse stato avviato in automatico, come prescrivono le norme del Min. Dif. con la circolare di Persomil sotto richiamata, l’intervento personale di controllo scongiurerà di incorrere in problemi o complicazioni successive al momento di cessare il servizio, passando in Ausiliaria o Riserva, e perdere tempo prezioso per far partire il procedimento dovendo ricercare documenti emessi negli anni o addirittura richiedere che siano emessi ex novo: in situazioni come queste non è da trascurare la possibilità che periodi di diritto possano ricadere nella prescrizione quinquennale o altre misure di contenimento della spesa che “congelino” qualsiasi forma di avanzamenti stipendiali (come accaduto nel periodo 2011-2015).
Al momento del congedo, passando in Aus. o Ris., la nostra situazione stipendiale (dal momento dell’arruolamento al congedo) che farà da riferimento per il calcolo del trattamento pensionistico provvisorio, sarà “fotografata” dal nostro ultimo Serv. Amm. in un documento che si chiama “Dichiarazione Stipendiale” che dovrà comprendere, fra le tante voci, anche quella relativa all’art. 117 o 120. Questo documento dovrà essere trasmesso a cura dell’Ufficio Personale che istruisce tutte le pratiche pensionistiche, a:
• COMLOG - Serv. Commissariato ed Amministrazione - Reparto Amministrazione - 2° Ufficio Aerogestioni - Centocelle (responsabile del personale in congedo), per i calcoli relativi alla pensione ed al TFS (Trattamento Fine Servizio), in contatto con INPS;
• Cassa di Previdenza delle Forze Armate - Fondo Ufficiali/Sottufficiali AM (a Roma in via Marsala), per i calcoli relativi all’indennità supplementare.
Bisogna ricordare anche che se il processo di riconoscimento della pensione privilegiata, avviato quando in Ausiliaria, riconosce un aggravamento tale da determinare il passaggio dalla 2ª alla 1 ª classe della tabella A, Persomil dovrà emettere un “Decreto stipendiale” che ridetermina la percentuale di calcolo dall’1,25% al 2,5 %; sulla base di questo decreto i Serv. Amministrativi interessati dovranno riconteggiare gli arretrati di quanto sino ad allora pagato negli stipendi, riconteggiare la quota pensionistica, quella del TFS e dell’indennità supplementare.
Suggerimento: questo decreto viene inviato all’interessato con raccomandata, al Serv. Amm. dell’ultimo ente di servizio, al COMLOG - Svz Comm. ed Amm. - 1° Ufficio (responsabile del personale in servizio situato a Centocelle) ed a Previmil; si consiglia di contattare direttamente tutti gli Uffici Amministrativi responsabili degli aggiornamenti economici (Aerogestioni 1° Ufficio - stipendi in servizio, Aerogestioni 2° Ufficio - pensione provvisoria e TFS con INPS, Cassa Previdenza per ind. suppl.) per verificare che effettivamente abbiano ricevuto il Decreto stipendiale di Persomil, potrebbero non averlo ricevuto senza quindi dar luogo alle invece attese variazioni economiche.
Ultima avvertenza: al passaggio dall’Ausiliaria alla Riserva, tutte le partite amministrative verranno transitate dall’AM all’INPS la quale continuerà ad erogare il trattamento di pensione provvisoria finchè Persomil non emetterà il cd. Decreto Pensionistico, un decreto ricognitorio conclusivo che enumererà tutte le componenti reddituali che definiranno la pensione definitiva.
Suggerimento: fra le tante voci che si dovranno controllare, vi è quella relativa al godimento dell’art. 117/120.
Nota: completa ed asaustiva trattazione della materia, anche se in linguaggio molto “ammininstrativo”, si trova nella “Circolare inerente al beneficio ex art. 117”, pubblicata sul sito web del Ministero della Difesa al seguente link https://www.difesa.it/SGD-DNA/Staff/DG/PERSOMIL/Circolari/Documents/2002/14102002_Circolare_117.pdf