Source: https://www.rivistadeldirittocommerciale.com/fascicoli/1949-numero-7-8/
Timestamp: 2019-09-15 20:16:55+00:00
Document Index: 163972934

Matched Legal Cases: ['art. 1780', 'art. 1448', 'art. 393', 'art. 393', 'art. 138', 'art. 1224', 'art. 1224', 'art. 1479', 'art. 1479', 'art. 1479', 'art. 1479', 'art. 1478', 'art. 1459', 'art. 1478', 'art. 2032', 'art. 1479', 'art. 1453', 'art. 1478', 'art. 1453', 'art. 1479']

CANDIAN A., Saggi di diritto
CANDIAN A., Saggi di diritto, III, Milano, Giuffrè, 1949, pp. 492.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 335
GHIRON M., La concorrenza e i consorzi
GHIRON M., La concorrenza e i consorzi, nel Trattato di diritto civile diretto da VASSALLI, vol. X, t. I, fasc. II, Utet, 1949, di pp. 147.
UDINA M., Il diritto internazionale tributario
UDINA M., Il diritto internazionale tributario, Cedam, Padova, 1949, di PP. 454.
FIORENTINO A., L'assicurazione contro i danni
FIORENTINO A., L'assicurazione contro i danni, Parte generale, Jovene, Napoli, 1949, di pp. 154.
LUZZATTO R., La compravendita secondo il nuovo codice
LUZZATTO R., La compravendita secondo il nuovo codice, I, L.U.P.A., Genova, 1946; II, L.U.P.A., Genova, 1948, complessive pp. 568.
CONIGLIO A., Il sequestro giudiziario e conservativo
CONIGLIO A., Il sequestro giudiziario e conservativo, 3a ediz., Giuffrè, Milano, 1949, pp. 218.
La responsabilità del depositario per l'omessa denunzia della perdita della cosa depositata (PAOLO GRECO)
DEPOSITO. Responsabilità del depositario per la perdita della cosa depositata. Omissione della denuncia prescritta dall'art. 1780 e sue conseguenze.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 221
Le ragioni del detentore contro chi ha ottenuto l'ammortamento (FEDERICO GAMNA)
AMMORTAMENTO. Attribuisce all'ammortante, in caso di mancata opposizione, il diritto di esigere la prestazione dall'emittente. Non trasferisce il credito dall'acquirente di buona fede del titolo all'ammortante
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 231
LOCAZIONE. Proroga delle locazioni. Applicabile anche nel caso di destinazione ad attività, produttiva e anche se nel contratto era sancito l'obbligo del conduttore di attenersi a tale destinazione.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 250
I requisiti soggettivi nella fattispecie della lesione secondo l'art. 1448 cod. civ. (RODOLFO SACCO)
AZIONE DI RESCISSIONE. Sproporzione fra le prestazioni, stato di bisogno e abuso di un contraente. L'abuso può essere integrato anche da un atteggiamento meramente passivo del compratore.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 257
Controversie di lavoro e facoltà di richiedere il giudizio di equità (ALBERTO BUFFA)
CONTROVERSIE DI LAVORO. Facoltà di richiedere il giudizio di equità. Ammissibilità della richiesta da parte del procuratore.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 275
COLPA « IN CONTRAHENDO »
COLPA « IN CONTRAHENDO ». Non esiste quando il recesso dalle trattative costituisca esplicazione della legittima facoltà del contraente di autodeterminarsi fino alla conclusione del contratto. Colpa in senso tecnico come elemento costitutivo di responsabilità in contrahendo.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 284
IL DIRITTO DEL SOCIO AGLI UTILI (ALESSANDRO GRAZIANI)
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 265
MORTE DI UN SOCIO IN UNA SOCIETÀ PERSONALE DI DUE SOCI (TULLIO ASCARELLI)
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 271
Sull' interpretazione dell'art. 393 del codice della navigazione (GIORGIO BENETTINI)
NOLEGGIO DELLA NAVE. Responsabilità dell'armatore per fatti delittuosi del comandante. Questi non costituiscono colpe commerciali per le quali dovrebbe rispondere il noleggiatore a sensi dell'art. 393 cod. nav.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 264
Gli avanzi di gestione dei consorzi e il concetto giuridico di reddito (GASTONE COTTINO)
RICCHEZZA MOBILE. Residui di bilancio risultanti da risparmi sui contributi dei consortisti. Loro tassabilità in R. M. cat. B. Opere di bonifica configurabili come beni demaniali. Inesistenza di un patrimonio consorziale e conseguenze ai fini della tassabilità.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 279
NULLITÀ. Contratto nullo per mancata registrazione. Responsabilità di un contraente per aver fatto ritenere all'altra parte di non volersi avvalere della causa d'invalidità. Questo comportamento non equivale alla mancata notizia di cui all'art. 138, né integra responsabilità di natura extracontrattuale.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 242
COMPRAVENDITA. Il danno da mancata rivendita deve ritenersi prevedibile e come tale risarcibile anche se l’inadempimento è soltanto colposo. Contratto concluso contro il divieto del blocco dei prezzi. Ripetizione del sovraprezzo. Obbligo del risarcimento del danno per inadempimento.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 246
Colpa del terzo e stato di necessità (RENATO CORRADO)
TRASPORTO. Danno arrecato dal conducente per evitare un investimento. Colpa del terzo e stato di necessità.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 270
A PROPOSITO DEL DIVIDENDO COME FRUTTO DELL'AZIONE DI SOCIETÀ (FEDERICO GAMNA)
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 306
INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE ABROGATA E CARATTERE INNOVATIVO DELLA LEGGE NUOVA (TULLIO ASCARELLI)
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 331
Sui requisiti dell' impossibilità della prestazione (GASTONE COTTINO)
OBBLIGAZIONI. Forza maggiore e impossibilità della prestazione. Non ricorre nel caso in cui l'impedimento preesista al contratto e sia noto alle parti. La forza maggiore deve consistere nell'impossibilità obbiettiva e assoluta della prestazione. Non è tale l'impossibilità che cade non sull'oggetto ma sulla sua utilizzabilità
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 226
LA SVALUTAZIONE MONETARIA E LE OBBLIGAZIONI PECUNIARIE (VINCENZO NAPOLETANO)
1. Posizione del problema. - 2. Tesi del NICOLÒ. Ricorso al capoverso dell'art. 1224. Necessità di una dimostrazione di un danno effettivo. Applicazioni giurisprudenziali. Impossibilità di una presunzione. - 3. Inconcepibilità per il debito pecuniario di una distinzione tra aestimatio e taxatio. Necessità di un riferimento a un debito di valore. Inavvicinabilità della moneta al debito di valore. Principio nominalistico. Scritti del NAPPI e del VITERBO. Critica. - 4. a) Imprevedibilità della svalutazione. La imprevedibilità della misura della svalutazione è la stessa imprevedibilità giuridica dell'intero fenomeno; b) Impossibilità di un concetto di danno. Trattasi invece di una parte del debito. Principio del casum sentit creditor; c) I danni maggiori dell'art. 1224 cpv. come danni specifici, non comuni.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 316
RISOLUBILITA' DELLA VENDITA DI COSA ALTRUI E ACQUISTO « A NON DOMINO » (LUIGI MENGONI)
I. L'azione di risoluzione della vendita di cosa altrui, sancita dall'art. 1479, comma primo, a favore del compratore di buona fede, prescinde dall'inadempimento dell'obbligo del venditore di procurare l'acquisto. 2. Non si tratta di una reviviscenza, in forma praticamente affine, della vecchia azione di annullamento, fondata sull'alienità della cosa in quanto vizio del negozio. — 3. Il fondamento dell'azione non si riconduce alla causa del negozio. — 4. Il dovere di risarcimento, imposto al venditore dall'art. 1479, commi secondo e terzo, è il contenuto di una responsabilità in contrahendo, di carattere obbiettivo, e connessa all'inefficacia traslativa della vendita. 5. La risolubilità, ex art. 1479 è una sanzione dell'illecito precontrattuale commesso dal venditore, ed ha una funzione strumentale dell'attuazione della sanzione primaria, consistente nell'obbligo di risarcire il danno. — 6. La questione se la riserva finale del primo comma dell'art. 1479 si riferisca soltanto all'ipotesi disciplinata dall'art. 1478 capv., oppure comprenda anche i casi in cui il compratore diventa proprietario, indipendentemente dal previo acquisto per parte del compratore. Breve esame critico degli argomenti portati pro e contra dalla dottrina precedente, in relazione all'impugnativa dell'art. 1459 cod. 1865. — 7. Opinione del GRECO sotto il nuovo codice. 8. Si procede ad una più precisa delimitazione del problema. In alcune ipotesi la risolubilità della vendita è da escludersi senz'altro, perché: A) non si tratta di vendita di cosa altrui in senso tecnico: a) vendita di immobile o mobile registrato conclusa da chi ha già alienato ad altri il diritto, quando Primus non abbia ancora trascritto. — 9. b) Vendita efficacemente conclusa da un non dominus investito di legittimazione apparente in senso tecnico. — 10. B) La qualificazione giuridica della vendita di cosa altrui viene rimossa ex tunc: a) vendita di immobile o mobile registrato altrui, successivamente sanata dalla trascrizione, a norma degli artt. 2652 n. 6 e 2690 n. 3. — 11. b) Vendita successivamente ratificata dal dominus. Coordinamento dell'art. 1478, comma secondo, con l'art. 2032. — 12. Il problema rimane limitato agli acquisti originari o non domino per effetto del possesso di buona fede. Significato della riserva finale del primo comma dell'art. 1479: l'azione di risoluzione è esclusa quando il compratore abbia conseguito l'interesse contrattuale positivo. Si allarga il problema all'ipotesi di un compratore di mala fede al tempo della stipulazione, ma divenuto di buona fede al momento della consegna. Si domanda se questo compratore possa impugnare la vendita con l'azione di risoluzione dell'art. 1453, nonostante abbia acquistato la proprietà in forza degli artt. 1153 o 1159 ss. Opinione negativa della dottrina, secondo la quale, nella detta ipotesi, il venditore avrebbe adempiuto all'obbligazione di procurare l'acquisto al compratore. — 12. Critica. Nel nostro ordinamento, se il compratore di cosa altrui ne diviene proprietario in virtù della regola « possesso vale titolo » o per usucapione traslativa, non si può parlare di adempimento, da parte del venditore, dell'obbligazione di cui all'art. 1478, comma secondo (in nota: esame comparatistico del diritto tedesco). Ma questo non vuol dire che si producano gli effetti dell'inadempimento. — 13. Conseguenze assurde, alle quali dovrebbe giungere chi, nella detta ipotesi, considerasse il venditore inadempiente in senso tecnico. — 14. In tale ipotesi, il venditore resta liberato, non per effetto dell'attuazione del contenuto dell'obbligo, bensì per effetto riflesso della realizzazione aliunde dell'interesse protetto del compratore (creditore) (in nota: spunti critici contro la teoria, recentemente rivalutata dal GIORGIANNI, che pone come oggetto del diritto di credito la prestazione). Pertanto il compratore non può domandare la risoluzione della vendita per inadempimento, ai sensi dell'art. 1453. — 15. La medesima soluzione vale anche per il compratore di buona fede al momento del contratto, relativamente all'impugnativa sancita dall'art. 1479, essendo tale azione negativamente condizionata al conseguimento dell'interesse contrattuale positivo.
Annata 1949 • Fascicolo 7-8 • Pagina 276