Source: https://www1.ordinemediciroma.it/faq-testata.html
Timestamp: 2019-08-25 22:50:37+00:00
Document Index: 152821137

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 36', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 498']

FAQ Trova risposta alle tue domande più frequenti
FAQ - Certificati Attività Sportiva
L’attività sportiva agonistica è regolamentata dal Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982, mentre la regolamentazione dell’attività amatoriale ludico-motoria e dell’attività non agonistica è contenuta nel Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013 e dall’art. 42-bis della Legge 09/08/2013 n. 98. Inoltre si tiene conto delle Linee Guida emanate del Ministero della Salute con Decreto del 08/08/2014.Per quanto riguarda le specificità regionali, si tiene conto della Legge Regione Lazio n. 24 del 09/07/1997.
Sono sostanzialmente tre, in ordine crescente di impegno psico-fisico:- L’attività ludico-motoria/amatoriale;- L’attività sportiva non agonistica;- L’attività sportiva agonistica.
Cos'è l’attività ludico-motoria/amatoriale?
Per attività ludico-motoria/amatoriale si intende quella praticata da soggetti non tesserati con le Federazioni sportive nazionali o con gli Enti di promozione sportiva e finalizzata al raggiungimento e al mantenimento del benessere psico-fisico della persona.L’attività ludico-motoria/amatoriale, quindi, non è finalizzata al raggiungimento di prestazioni sportive di livello e non prevede un aspetto competitivo.
Esempi di attività ludico-motoria/amatoriale?
Ad esempio fare jogging al parco, fare fitness in palestra, fare danza, andare in piscina o altre attività similari. Anche fare calcetto o giocare a tennis con gli amici è attività ludico-motoria/amatoriale se l’attività viene svolta al di fuori di ogni contesto di gare o competizioni promosse da società sportive.Se invece queste stesse attività sono praticate da soggetti tesserati con le Federazioni sportive nazionali o con gli Enti di promozione sportiva, allora si ricade nell'attività sportiva vera e propria che può essere di tipo agonistico o non agonistico a seconda dell'impegno psico-fisico richiesto.
Per andare in palestra è necessario o no il certificato medico?
Se la palestra è affiliata ad una Federazione sportiva nazionale o ad un Ente di promozione sportiva e il cliente viene tesserato all'atto dell'iscrizione in palestra, allora è necessario produrre il certificato medico di idoneità all'attività sportiva non agonistica. In tal caso la palestra deve rilasciare al cliente un modulo ove richiede il certificato medico esplicitando chiaramente a quale Federazione Sportiva o Ente di promozione sportiva è affiliata.Se, invece, la palestra non è affiliata a nessuna Federazione sportiva nazionale o a nessun Ente di promozione sportiva, allora il cliente vi svolge soltanto un'attività ludico-motoria e quindi non serve alcun certificato medico.Vi possono essere palestre affiliate ad una Federazione sportiva nazionale o ad un Ente di promozione sportiva, in cui alcuni clienti vengono tesserati, mentre altri no. In questi casi, solo i clienti tesserati devono presentare il certificato per attività non agonistica, mentre gli altri non devono presentare alcunché.Ovviamente quanto detto sopra vale non solo per le palestre, ma anche per le piscine e altri impianti sportivi.
Non è necessaria alcuna certificazione medica e quindi l'attività ludico-motoria può essere svolta in forma libera.In ogni caso, pur non essendovi nessun obbligo di certificazione medica, il cittadino può certamente chiedere un consiglio al proprio medico sull’attività che intende intraprendere.Ma non perché vi sia un obbligo in tal senso, ma solo per una valutazione di opportunità.
Cos’è di preciso l’attività sportiva non agonistica?
Si considera attività sportiva non agonistica quella svolta dai seguenti soggetti:- Alunni che svolgono attività sportiva organizzata dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche in orario extra-curriculare;- Studenti che partecipano ai Giochi della Gioventù nelle fasi precedenti a quella nazionale;- Tutti coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che però non siano considerati atleti agonisti.
Gli sport di tiro (tiro a segno, tiro a volo, tiro con l'arco, tiro dinamico sportivo), il biliardo sportivo, le bocce (ad eccezione della specialità volo di tiro veloce), il bowling, il bridge, la dama, i giochi e gli sport tradizionali (regolamentati dalla FIGEST), il golf, la pesca sportiva di superficie (ad eccezione della pesca d'altura), gli scacchi, il curling.Inoltre sono comprese nella categoria esonerata dall'obbligo del certificato medico anche le attività con impegno fisico minimo come l'aeromodellismo, le imbarcazioni radiocomandate, l'attività sportiva cinotecnica.
Prima del rilascio del certificato, il medico deve raccogliere l'anamnesi ed eseguire un esame obiettivo con misurazione della pressione.Inoltre deve acquisire agli atti copia del referto di un elettrocardiogramma a riposo effettuato dal paziente almeno una volta nella vita.Se il paziente ha più di 60 anni e presenta fattori di rischio cardiovascolare, è necessario prescrivere un elettrocardiogramma basale ogni anno. Anche in questo caso, copia del referto deve essere acquisita agli atti del medico certificatore.A prescindere dall'età, se il paziente soffre di patologie croniche conclamate che comportano un aumento del rischio cardiovascolare, è necessario prescrivere un elettrocardiogramma basale ogni anno. Anche in questo caso, copia del referto deve essere acquisita agli atti del medico certificatore.Il medico può in ogni caso prescrivere anche altri accertamenti ed esami, in relazioni alle specifiche necessità del paziente, così come può avvalersi, secondo il suo giudizio clinico, della consulenza di un medico sportivo o di un altro collega specialista nella specifica branca.
Se rilasciati dai medici sportivi sono a pagamento.Se rilasciati dai medici di famiglia o dai pediatri di libera scelta convenzionati con il SSN, sono gratuiti ma solo nei seguenti casi: attività sportive parascolastiche, su richiesta del Dirigente Scolastico, e partecipazione ai Giochi della Gioventù nelle fasi precedenti a quella regionale. Ovviamente la gratuità riguarda la visita e la certificazione, non l'eventuale esame strumentale ECG, il cui costo è a carico del cittadino.
Deve attestare che, sulla base della visita medica effettuata, nonché del referto del tracciato ECG, il soggetto non presenta controindicazioni in atto alla pratica di attività sportiva non agonistica.Inoltre il medico deve indicare che il certificato ha validità di 1 anno dalla data del rilascio.
Assolutamente no. L'educazione fisica è una materia scolastica curriculare e, in quanto tale, la sua frequenza è obbligatoria per tutti gli studenti senza alcuna necessità di certificazione medica.Semmai il certificato medico potrebbe essere necessario nell'ipotesi contraria, cioè per chiedere l'esonero dalla frequenza delle lezioni di educazione fisica, quando lo stato di salute dello studente ne sconsiglia la partecipazione.
Sì, quando un soggetto non tesserato ad una società sportiva partecipa a manifestazioni di “particolare ed elevato impegno cardiovascolare” patrocinate da società sportive.Ad esempio: manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 km, granfondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe.In questi casi, il controllo medico deve necessariamente comprendere, oltre alla rilevazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test o un test ergometrico con monitoraggio dell’attività cardiaca e altri eventuali accertamenti ritenuti utili e opportuni a giudizio del medico.
Deve attestare che, sulla base della visita medica effettuata, dei valori di pressione arteriosa rilevati, nonché del referto degli esami strumentali eseguiti (con indicazione della tipologia e della della data dei vari test ed esami svolti), il soggetto non presenta controindicazioni in atto alla pratica di attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardiovascolare di cui all’art. 4 del Decreto Ministeriale 24/04/2013.Inoltre il medico deve indicare che il certificato ha validità di 1 anno dalla data del rilascio.
Per attività agonistica si intende quella attività praticata continuativamente, sistematicamente ed esclusivamente in forme organizzate dalle Federazioni sportive nazionali, dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dal Ministero dell'Istruzione, per quanto riguarda i Giochi della Gioventù a livello nazionale.Tale attività ha lo scopo di conseguire prestazioni sportive di elevato livello.La qualificazione sportiva agonistica, anche in base ai limiti di età, è stabilita da ogni singola Federazione sportiva e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.
E' il libretto strettamente personale sul quale devono essere annotati i dati dell'atleta e gli estremi delle visite medico-sportive superate.E' un documento indispensabile per l'attività sportiva agonistica, che ogni atleta deve possedere e che deve essere esibito in occasione delle visite medico-sportive.
Perchè la valutazione del tipo di attività svolta dall'atleta e la qualificazione di tale attività come agonistica o non agonistica, spetta alla società sportiva, sulla base delle determinazioni delle Federazioni sportive nazionali e del CONI.La richiesta a titolo personale da parte del cittadino di idoneità all'attività agonistica è possibile solo per quelle attività che non rientrano sotto l'egida del CONI, come ad esempio quando un soggetto intende partecipare al concorso per allievi ufficiali e deve dimostrare di possedere l'idoneità agonistica.
Il medico specialista in medicina dello sport deve effettuare personalmente la visita medica, garantendo l'effettuazione di tutti gli accertamenti clinici e di diagnostica strumentale necessari. In altre parole, il giudizio finale di idoneità non può essere disgiunto dalla effettuazione degli atti necessari alla formulazione del giudizio stesso.In particolare deve essere effettuato l'IRI test, sotto il controllo dello specialista e monitoraggio elettrocardiografico. Per tutti gli atleti di età superiore ai 40 anni deve essere eseguito il test da sforzo massimale al cicloergometro o al nastro trasportatore con registrazione del tracciato ECG prima, durante e dopo lo sforzo.La visita può essere integrata da accertamenti, di laboratorio o strumentali, laddove il medico sportivo li ritenga necessari a chiarire eventuali dubbi diagnostici.Infine è dovere del medico sportivo informare l'atleta sui rischi per la salute connessi all'uso di sostanze dopanti.
Come detto sopra, spetta alle Federazioni sportive nazionali e al CONI stabilire, per ciascuna disciplina sportiva, i limiti minimi ed eventualmente massimi di età per accedere all'attività agonistica.Per esempio, per il tennis l'età minima per l'attività agonistica è 8 anni; per il calcio, l'atletica leggera e le arti marziali è 12 anni; per il ciclismo 13, per il pugilato 14.
Una dizione corretta è la seguente: "Si certifica che il Sig. (nome e cognome) è idoneo all'attività sportiva agonistica per la disciplina.....".L'indicazione della specifica disciplina sportiva per il quale viene formulato il giudizio di idoneità per attività agonistica è indispensabile. Pertanto se l'atleta pratica più attività sportive, tutte in maniera agonistica, avrà bisogno di distinti e separati certificati di idoneità, uno per ogni disciplina sportiva agonistica.
L'attività motoria e sportiva deve essere valorizzata, in quanto strumento per promuovere corretti stili di vita e benessere igienico-sanitario. Il ruolo del medico, quindi, non deve essere solo quello di puro e semplice "certificatore", ma soprattutto di soggetto fiduciario che è in grado di consigliare, spiegare e suggerire le migliori scelte ai propri assistiti, soprattutto sensibilizzando gli sportivi, in particolar modo quelli più giovani, a evitare le tentazioni del doping.In questo senso, l'opera del medico di famiglia, del pediatra e del medico sportivo è particolarmente utile e preziosa.
Nel caso in cui il medico/odontoiatra sia chiamato ad una visita urgente e commetta per tale motivo infrazione al C.d.S., si può ottenere l’annullamento della contravvenzione?
Può essere presentato ricorso al Prefetto deducendo e provando l’oggettivo stato di necessità.
Per scaricare il Fac-simile del ricorso cliccare qui oppure scaricarlo dalla sezione del sito denominata Modulistica
ATTENZIONE: la richiesta di ESONEROva richiesta SOLO DOPO L’EFFETTIVO CONSEGUIMENTO DEL TITOLO
richiedendone la registrazione all'Ordine, inviando un’email PEC all'indirizzo protocollo@pec.omceoroma.it, allegando una copia dell’attestato, oppure consegnando tale documentazione di persona presso l’Ufficio Protocollo negli orari di apertura degli Uffici
Deve essere presentata dal diretto interessato agli uffici dell'Ordine, seguendo le indicazioni presenti nella sezione Modulistica Albi del sito.
Sì, la domanda di iscrizione deve essere presentata dal diretto interessato presso gli uffici dell'Ordine.
FAQ - Il Certificato Medico: Cartaceo e Telematico
Il certificato deve riportare:il nome, il cognome, la qualifica ed eventualmente la struttura sanitaria di appartenenza del medico certificatore;le generalità del paziente o del richiedente;l'oggetto della certificazione (eventuale diagnosi e prognosi). Nel caso di certificato redatto sulla base di referti obiettivi è opportuno citarli;il luogo e la data di rilascio;la firma del medico.
Se fra medico e paziente sussiste un rapporto fiduciario consolidato, si deve dare per scontato che il medico conosca il paziente. Ma se il paziente non è conosciuto, è fortemente raccomandato al medico di chiedere l'esibizione di un documento di riconoscimento.Infatti se il medico rilascia, anche in buona fede, un certificato col nome di una persona diversa da quella che ha realmente visitato, può essere accusato di aver agito con leggerezza emettendo un certificato che risulta falso.Quindi identificare il paziente è molto opportuno per evitare qualunque tipo di problema legale.
Il Codice Deontologico impone al medico di rilasciare al paziente le certificazioni sul suo stato di salute. Ovviamente questo precetto va integrato con quanto detto alla risposta precedente, per cui il medico può e deve rifiutarsi di certificare fatti che egli non abbia constatato personalmente o che non siano supportati da riscontri oggettivi. Altrettanto ovviamente, il medico deve rifiutarsi di certificare fatti che egli sappia non corrispondenti al vero. Infine il medico deve rifiutarsi di certificare nei casi in cui la legge prevede che il certificato possa essere rilasciato solo da colleghi rivestiti di particolari qualifiche.
Nel Lazio è obbligatorio il certificato di riammissione a scuola dopo 5 giorni di assenza?
Dal settembre 2011 la normativa ha previsto la trasmissione dei certificati di malattia dei lavoratori dipendenti per via telematica, a cura del medico prescrittore.In buona sostanza il medico, dotato delle credenziali di accesso al sistema informatico, compila il certificato di malattia sul computer e lo invia all'INPS, evitando così il rilascio cartaceo all'assistito. Il sistema genera un numero di protocollo attribuito al singolo certificato e tramite questo numero, sia il lavoratore che la sua azienda possono prendere visione del certificato emesso.
Prioritariamente sono i medici dipendenti del SSN (ospedalieri e di distretto) e i medici convenzionati (medici di medicina generale, di continuità assistenziale, di emergenza territoriale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali interni).Costoro vengono dotati dalla ASL delle credenziali di accesso al sistema e devono obbligatoriamente utilizzare la procedura telematica di certificazione.I medici che non hanno rapporti con il SSN, invece, non hanno l'obbligo tassativo di utilizzare la procedura telematica di certificazione, tuttavia anche a loro è offerta questa possibilità in quanto possono ottenere le credenziali di accesso al sistema Tessera Sanitaria dall'Ordine al seguente link http://servizionline.ordinemediciroma.it/index.php?option=com_chronoforms&chronoform=Richiesta_Accreditamento_TS-18-06-2018. In definitiva, qualunque medico è messo nelle condizioni di utilizzare la procedura telematica di certificazione.
I medici dipendenti e convenzionati con il SSN che senza validi motivi non utilizzano la procedura telematica vengono sottoposti dalla ASL a procedimento disciplinare che può concludersi anche con la cessazione del rapporto di lavoro.I medici liberi professionisti o che comunque non hanno rapporti con il SSN, non sono soggetti a sanzioni.
Il certificato telematico è obbligatorio per tutti i lavoratori del settore privato e per la maggior parte dei lavoratori del settore pubblico.Più precisamente, sono esclusi dal certificato di malattia telematico (e quindi hanno diritto ad ottenere il certificato cartaceo) i dipendenti pubblici appartenenti alle Forze Armate, ai Corpi militari dello Stato e al Corpo dei Vigili del Fuoco.
Assolutamente no.Il certificato di malattia è l'atto conclusivo di una visita medica, per cui solo il medico che ha constatato l'esistenza di una patologia è tenuto a certificare quanto ha constatato, non altri.Proprio per questo motivo, se ad esempio il paziente viene visitato in ospedale sarà il medico ospedaliero che l'ha visitato ad emettere il certificato di malattia telematico, così come se viene visitato in un ambulatorio della ASL sarà il medico specialista ambulatoriale ad emettere il certificato.Non è corretto, quindi, visitare il paziente e rinviarlo al medico di famiglia per il rilascio del certificato. Del resto questo modo di fare non è mai stato corretto, nemmeno quando i certificati di malattia erano solo cartacei.
È obbligatorio per i professionisti Medici/Odontoiatri dotarsi del POS per ricevere i pagamenti a seguito di prestazioni sanitarie?
Sì il Decreto Legge del 18.10.2012 n. 179 (c.d. Decreto Sviluppo bis) “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” all’art. 15, comma 4, prevede che “A decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito.”
Il Ministero della Sviluppo Economico, con Decreto Ministeriale emanato il 24.01.2014, ha ribadito l’obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito per tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro disposti a favore dei professionisti per le prestazioni professionali.
È obbligatorio per i pazienti pagare con moneta elettronica?
No il paziente può comunque scegliere di pagare con altri mezzi.
FAQ - Requisiti minimi Autorizzativi per l'esercizio di strutture sanitarie e socio-sanitarie (Lazio)
Quale tipologia di Studi deve richiedere l’Autorizzazione per poter esercitare nella Regione Lazio?
Gli studi che devono richiedere l’Autorizzazione ai sensi del comma 2, dell’art. 8-ter, del D.Lgs. 502/1992, e successive modifiche, e l’art. 4, comma 2, della L.R. Lazio n. 4/2003, sono gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, “ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente”.
I requisiti minimi nello specifico sono previsti dal Decreto del Commissario ad Acta U0090 del 10.11.2010 Allegato 1
Quali sono le attività non invasive, il cui esercizio non è sottoposto alla richiesta di autorizzazione alla Regione Lazio?
Secondo la D.G.R n. 447 del 9 settembre 2015 sono da considerare a minore invasività le procedure diagnostiche e terapeutiche invasive che soddisfano tutti i criteri di seguito indicati:
d) interventi che non comportano sedazione farmacologica profonda. Sono invasive tutte le procedure diagnostiche e terapeutiche diverse da quelle individuate in precedenza.
Gli studi di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera scelta sono sottoposti all’autorizzazione alla Regione Lazio?
Non sono assoggettati ad autorizzazione gli studi dei medici convenzionati per la medicina generale e dei medici pediatri di libera scelta che soggiacciono alla specifica normativa convenzionale in virtù del peculiare rapporto che intrattengono con il Servizio Sanitario Regionale. Ne consegue che il medico di medicina generale può svolgere la propria attività nell’ambito della medesima unità immobiliare nella quale sono presenti altri studi come sopra individuati solo se questi ultimi non sono assoggettati al regime autorizzativo (Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, art. 36, comma 4). (Delibera Giunta Regionale Lazio n. 447 del 09/09/2015 Revoca della Dgr n. 73/2008 e della Dgr n. 368/2013. Definizione delle tipologie di studi medici e odontoiatrici non soggetti ad autorizzazione all'esercizio di attività sanitaria e sociosanitaria.).
FAQ - Rinnovo Accreditamento (Lazio)
Quale tipologia di Studi deve richiedere il rinnovo dell’Accreditamento?
Il rinnovo dell’Accreditamento deve essere richiesto da tutte quelle strutture che sono convenzionate con la Regione.
Quanto dura il rinnovo dell’Accreditamento?
Il rinnovo è valido per la durata di cinque anni
Nel caso di strutture Accreditate quanti mesi prima va inviata la domanda?
In questi casi il modulo va inviato sei mesi prima della scadenza
Quali strutture sono iscritte nell’Allegato 1 del DCA U00230 Regione Lazio del 07.06.2018?
Nell’allegato 1 del DCA U00230 sono inserite tutte le strutture che non hanno ancora effettuato il rinnovo, tuttavia può capitare che ci siano degli errori
Quali strutture sono iscritte nell’Allegato 2 del DCA U00230 Regione Lazio del 07.06.2018?
Nell’Allegato 2 del DCA U00230 sono inserite tutte le strutture che hanno inviato il modulo.
Quali sono le strutture che non devono rinviare il modulo?
Il modulo non deve essere inviato nuovamente dalle strutture iscritte nell’Allegato 2 che nella loro penultima riga trovano la voce: “Documentazione Ultimata”.
Per quale motivo tutte le altre dell’Allegato 2 devono inviare nuovamente il modulo?
Devono inviarlo nuovamente perchè evidentemente o non hanno riempito tutti i campi obbligatori o non li hanno riempiti nel modo corretto.
È possibile chiedere il rinnovo dell’Accreditamento in anticipo?
Sì, ma in questi casi va inviato di nuovo il modulo della richiesta
FAQ - Specializzandi
È obbligatoria l’iscrizione all’Albo professionale per poter essere ammessi alle scuole di specializzazione in medicina?
L’art. 2 del D.M. n.130 del 10.08.2017, testualmente recita: “(...) Al concorso possono partecipare i laureati in medicina e chirurgia in data anteriore al termine di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso fissato dal bando, con obbligo, a pena di esclusione, di superare l’esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo entro il termine fissato per l’inizio delle attività didattiche delle scuole (...)”.
Non è pertanto, previsto l’obbligo di iscrizione all’Albo professionale.
È obbligatoria l’iscrizione all’Albo professionale per lo specializzando che vuole svolgere altri tipi di attività lavorativa?
Per svolgere qualsiasi atto medico, è indispensabile essere iscritti all’Albo professionale.Pertanto, lo specializzando, dovrà necessariamente iscriversi se intende svolgere le attività professionali consentite dal contratto di specializzazione e dal D. Lgs. 368/99 (art. 40 c. 1) ovvero:
servizio di continuità assistenziale (guardia medica);
sostituzioni medico di medicina generale;
guardie turistiche.
L’iscrizione all’Ordine è consigliata?
L’iscrizione è, però, fortemente consigliata per non rischiare di incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione, in quanto secondo unanime giurisprudenza sussiste la responsabilità penale dello specializzando anche durante il corso di formazione specialistico (tra le altre, Cass. Pen., IV sez., n. 6981 del 22.02.2012; Cass. Pen. - Sez. IV, n. 32901/2004; Corte di Cassazione, Sezione 4 penale, 1 agosto 2008, n. 32424; Corte di Cassazione, Sezione 4 penale, 16 febbraio 2010, n. 6215; Corte di Cassazione, Sezione 4 penale, 1 giugno 2007, n. 21594; Corte di Cassazione, Sezione 4 penale, 24 novembre 1999, n. 13389).
Ne deriva che il testuale dato normativo (art. 2 D.M. n. 130 del 2017), che non prevede l’obbligo di iscrizione, mette il medico in formazione specialistica in una posizione rischiosa, in caso di evento avverso.
In tal senso, si è anche espressa la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, che più volte ha chiesto al Ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca di inserire tra i requisiti obbligatori per l’ammissione alle scuole di specializzazione, l’iscrizione all’Albo dei Medici.
Peraltro, è opportuno sottolineare che il contratto di formazione specialistica prevede che l’azienda sanitaria, presso la quale il medico in formazione specialistica svolge attività formativa, provveda alla copertura assicurativa dei rischi professionali per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all’attività assistenziale svolta dal medico medesimo nelle proprie strutture (art. 6, comma 4).
D’altro canto, dal punto di vista della assicurazione personale per la responsabilità professionale dello specializzando, l’assicurazione può non garantire la copertura in assenza di iscrizione all’Ordine dei Medici.
dal 2008 al 2018tramite il bollettino M.A.V. inviato a ciascun iscritto ogni anno, pagabile esclusivamente presso la Banca (senza commissione), la Posta (commissione € 1,50) o tramite collegamento con la propria home-banking;
via e-mail all'indirizzo info@ordinemediciroma.it
via PEC all'indirizzo protocollo@pec.omceoroma.it
7) Come posso eseguire il pagamento online, cliccando il logo PagoPa sul sito webdell’Ordine?
FAQ - Titolo di Professore
Chi può utilizzare il titolo di “PROFESSORE”?
Possono far uso del titolo di professore soltanto:
a) i Professori universitari Ordinari, Straordinari ed Associati finché in ruolo;
b) i Ricercatori ai quali Facoltà/Scuola/Ateneo di appartenenza abbiano concesso il titolo di “Professore Aggregato”;
c) i Professori Emeriti;
d) i Liberi Docenti con docenza confermata, per i quali la dizione Professore deve essere accompagnata da libero docente in _________ specificando la materia nella quale è stata conseguita la libera docenza.
I Professori a contratto, sebbene non possano fregiarsi del titolo di “Prof.” accanto al proprio cognome, possono tuttavia riportare - tra i propri titoli - la dizione (obbligatoriamente per esteso, senza abbreviazioni alcune) “Professore a contratto in __________ nel Corso di Laurea/Corso di Specializzazione in ___________ presso l’Università di __________ per l’anno accademico _____________”
Analogamente, i Professori in quiescenza, laddove non Emeriti, nel dover attribuire il titolo di _________ dott. __________ accanto al proprio cognome, possono riportare - tra i propri titoli - la dizione (obbligatoriamente per esteso, senza abbreviazioni alcune) già Professore Ordinario/Associato/Aggregato, presso la Facoltà/Scuola di ___________ dell’Università di ____________
L'uso improprio dei titoli accademici può essere sanzionato sia per la violazione del Codice Deontologico sia per la violazione dell'art. 498 del Codice Penale e successive modifiche.