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Timestamp: 2019-09-19 15:53:57+00:00
Document Index: 92743839

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 13', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ']

Corte Costituzionale - sentenza n. 229/2015
Fecondazione assistita: cade il divieto assoluto di selezionare gli embrioni
Illegittimo l’articolo che vieta la selezione di embrioni affetti da malattie genetiche. Costituzionalmente legittimo invece il divieto di soppressione degli embrioni, anche quando sono soprannumerari, affetti da malattie genetiche. È quanto ha deciso la Consulta che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 13 commi 3, lettera b) e 4 della legge 40, e non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 14 ai commi 1 e 6.
Corte Costituzionale - sentenza n. 217/2015
È costituzionalmente illegittima la legge della Regione Umbria n. 19 del 2014, che ha istituito e disciplinato la figura professionale degli operatori in discipline bionaturali.
BLOCCO DEI CONTRATTI: la sentenza (n. 178) è in Gazzetta.
Serie speciale Corte Costituzionale n. 30/2015
“Il reiterato protrarsi della sospensione delle procedure di contrattazione economica altera la dinamica negoziale in un settore che al contratto collettivo assegna un ruolo centrale”. È quanto scrive la Corte costituzionale nella sentenza n. 178/2015 con cui è stato dichiarato illegittimo il blocco economico dei contratti della Pubblica amministrazione che perdura dal 2010.
La Consulta segnala proprio come “l’estensione fino al 2015 delle misure che inibiscono la contrattazione economica e che, già per il 2013-2014, erano state definite eccezionali, svela, al contrario, un assetto durevole di proroghe. In ragione di una vocazione che mira a rendere strutturale il regime del “blocco”, si fa sempre più evidente che lo stesso si pone di per sé in contrasto con il principio di libertà sindacale sancito dall’art. 39, primo comma, Cost”..
Corte Costituzionale - sentenza n. 90/2015
Niente secondo lavoro non autorizzato nel pubbligo impiego
I giudici ordinari e i Tar non possono occuparsi del recupero delle somme percepite da dipendenti pubblici che hanno svolto una attività ulteriore per conto di altri soggetti pubblici o privati senza preventiva autorizzazione da parte della propria amministrazione. La relativa competenza spetta alla Corte dei conti, in quanto trattasi di responsabilità erariale. Per cui la questione di legittimità costituzionale sollevata dai giudici ordinari e dai Tar dinanzi alla Consulta è da ritenere manifestamente inammissibile. Sono queste le indicazioni dettate dalla ordinanza della Corte costituzionale n. 90 del 26 maggio.
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco delle pensioni previsto dalla riforma Fornero del 2012. In particolare la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, DL n. 201 del 6 dicembre 2011 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici) nella parte in cui prevede che «In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 448/1998, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento».
Corte Costituzionale: sentenza n. 59/2015
Consulta boccia legge su esonero accreditamento studi privati per interventi chirurgia plastica e odontoiatria
La sentenza della Corte Costituzionale 16 aprile 2015 n. 59 chiude senza appello tali fughe in avanti: l'autorizzazione è necessaria per la tutela della salute pubblica, in quanto garantisce l'idoneità delle strutture e delle attrezzature, nonché l'obbligo di controllo della qualità delle prestazioni erogate.
Corte Costituzionale - sentenza n. 54/2015
Intramoenia, decide lo stato
Infermieri, tecnici della riabilitazione e ostetriche esclusi dall’attività intramoenia. A questa può avere accesso solo il personale medico sia dirigenziale sia dipendente.
Un eventuale allargamento della platea è possibile solo tramite legge statale, dato che le decisioni in questo campo attengono alla tutela della salute e non all’organizzazione sanitaria.
A stabilirlo la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, 2 e 3 della legge 6/2014 della regione Liguria.
Ad avviso della Corte costituzionale il fatto che le norme che disciplinano la materia abbiano sempre e solo fatto riferimento al personale medico è indice della volontà di voler riservare solo a questi soggetti la possibilità di accesso all’attività libero-professionale intramoenia in strutture sanitarie regionali.
Corte Costituzionale - sentenza n. 43/2015
Pensioni, decadenza allungata
La Corte Costituzionale con sentenza n. 43 depositata il 19 marzo 2015, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 274 (Acceleramento delle procedure di liquidazione delle pensioni e delle ricongiunzioni, modifiche ed integrazioni degli ordinamenti delle Casse pensioni degli istituti di previdenza, riordinamento strutturale e funzionale della Direzione generale degli istituti stessi), nella parte in cui non prevede che, allorché la malattia, contratta per causa di servizio, insorga dopo i cinque anni dalla cessazione dal servizio, il termine quinquennale di decadenza per l’inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte, ai fini dell’ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato, decorra dalla manifestazione della malattia stessa.
Corte Costituzionale - sentenza n. 37/2015
Illegittimità incarichi dirigenziali