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Timestamp: 2017-06-22 18:17:42+00:00
Document Index: 57685444

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.23', 'art. 25', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 22']

TAR LAZIO, SEZ. III - sentenza 29 ottobre 2003 n. 9135 - Pres. Cossu, Est. Dell’Utri - **** c. ANAS (Avv.ra Stato) - (accoglie). 1. Atto amministrativo - Diritto di accesso - Artt. 22 e segg. l. n. 241/1990 – Soggetti destinatari – Individuazione - ANAS – Ente concessionario di un pubblico servizio ex art.23, l.n.241/1990 - Vi rientra. 2. Atto amministrativo - Diritto di accesso - Actio ad exibendum ex art. 25, l. n. 241/1990 - Avverso il silenzio-rifiuto che si è formato su di una istanza di accesso – Inoltrata nei confronti di atti amministrativi afferente una procedura selettiva indetta dall’ANAS per la ricerca di personale specializzato – Va accolta.
1. In materia di diritto di accesso agli atti amministrativi, ex art. 22 e segg. l.n.241/1990, deve ritenersi che l’ANAS, in quanto ente concessionario di un pubblico servizio, rientri tra i destinatari della citata normativa, ai sensi di quanto disposto dall’art. 23 della stessa legge. 2. Deve essere accolto un ricorso giurisdizionale proposto, ex art. 25 l. n.241/1990, avverso il silenzio-rifiuto formatosi su un’istanza di accesso agli atti amministrativi, ove, detta istanza, sia diretta all’ANAS ed abbia ad oggetto gli atti di un procedura selettiva indetta dal medesimo ente, per la ricerca di personale specializzato. E ciò sul rilievo che, da un lato, l’ANAS, in quanto ente concessionario di un pubblico servizio, rientra tra i destinatari della normativa di cui alla legge n.241/1990, ai sensi di quanto disposto dall’art. 23 della stessa legge, e, dall’altro, che, nella specie, nell’espletamento dell’anzidetta procedura selettiva, l’ANAS aveva indubbiamente agito nell’esercizio di un’attività preordinata al perseguimento di pubblici interessi. (omissis)
del silenzio-diniego formatosi ai sensi dell’art. 25, co. 4, della legge n. 241 del 1990, con conseguente richiesta di esibizione dei documenti richiesti; di ogni atto presupposto o conseguente.
Alla pubblica udienza del 2 luglio 2003 data per letta la relazione del consigliere Angelica Dell'Utri e udito per il ricorrente l’Avv. **** ;
F A T T O Con atto notificato il 24 aprile 2003 l’ing. ****, partecipante alla procedura selettiva indetta dall’ANAS per la ricerca di personale specializzato in possesso della professionalità di ingegnere con esperienza nella direzione di lavori, ha esposto che, in assenza di notizie circa l’avvio e l’espletamento della procedura ed appreso per caso della sua definizione, chiedeva di accedere ai relativi atti con istanza del 24 febbraio 2003, pervenuta il 27 seguente. La stessa istanza restava senza riscontro. Di qui il ricorso, proposto ai sensi dell’art. 25 della legge 7 agosto 1990 n. 241, con il quale ha dedotto:
1.- Violazione e falsa applicazione dell’art. 22 della legge n. 241 del 1990, in relazione alla natura concernente profili di carattere pubblicistico dell’attività svolta dall’ANAS, alla quale attiene la procedura selettiva di cui trattasi;
2.- Violazione e falsa applicazione dell’art. 23 della legge n. 241 del 1990, atteso che non sussistono dubbi sull’applicabilità all’ANS della normativa in materia di accesso agli atti amministrativi;
3.- Violazione e falsa applicazione dell’art. 7 della legge n. 241 del 1990, in quanto l’Ente ha proceduto ad avviare la procedura senza dare avviso del suo inizio, così non consentendo l’esercizio del diritto di partecipazione al procedimento.
L’Amministrazione si è costituita in giudizio, ma non ha prodotto scritti difensivi.
Con l’istanza richiamata in narrativa l’ing. ****, ricorrente, chiedeva inutilmente all’ANAS la seguente documentazione:
1) atti contenenti i criteri adottati per la valutazione comparativa dei curricula dei candidati della procedura selettiva indetta dall’Ente per la ricerca di personale specializzato;
2) verbale relativo alla valutazione dei curricula e, in particolare, del proprio;
3) curricula dei candidati risultati vincitori.
Non risulta che ad oggi l’ANAS si sia pronunciato su tale istanza.
Il silenzio così serbato deve ritenersi illegittimo.
Va infatti notato come il fatto che l’ing. **** abbia inoltrato domanda di partecipazione alla procedura di cui trattasi - senza peraltro aver avuto notizie al riguardo se non quella, appresa casualmente, della sua definizione – radica in capo al medesimo l’interesse personale, concreto ed attuale alla conoscenza di quegli atti per la tutela di una situazione giuridicamente rilevante; in altri termini, deve ritenersi sussistente il presupposto di cui all’art. 22, co. 1, della legge n. 241 del 1990.
Sotto altro aspetto, si osserva come l’ANAS, Ente a cui è diretta l’istanza di accesso e che, evidentemente, detiene gli atti che ne formano l’oggetto, rientri tra i destinatari della normativa in parola ai sensi del successivo art. 23, trattandosi di concessionario di pubblico servizio che, per quanto riguarda in particolare l’anzidetta procedura selettiva, indubbiamente agisce nell’esercizio di un’attività preordinata al perseguimento di interessi pubblici.
Inoltre, il sostanziale diniego nemmeno si giustifica in relazione alla natura interna alla procedura concorsuale dei documenti richiesti, dal momento che gli atti interni sono espressamente annoverati dalla legge tra i "documenti amministrativi" oggetto del diritto di accesso (cit. art. 22, co. 2), né per ragioni di riservatezza dell’amministrazione, non invocabili in una materia, qual è quella in questione, in cui è canone fondamentale la "trasparenza". Se mai, nella specie l’accesso va escluso nei riguardi dei curricula dei candidati vincitori poiché allo stato non ne sono noti i rispettivi nominativi, sicché costoro, pur titolari dell’interesse alla propria riservatezza, non possono essere chiamati nel presente giudizio, al quale invece dovrebbero essere posti in grado di partecipare in qualità di controinteressati.
In definitiva, pur con tale limitazione il ricorso dev’essere accolto e, conseguentemente, va fatto obbligo all’Ente di consentire il chiesto accesso ai documenti di cui ai punti 1) e 2) innanzi riportati.
Quanto alle spese di causa, come di regola vanno poste a carico della parte soccombente e sono liquidate in dispositivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione III, accoglie il ricorso in epigrafe nei limiti di cui in motivazione e, per l’effetto, fa obbligo all’ANAS di consentire al ricorrente l’accesso ai documenti precisati parimenti in motivazione.
Condanna detto Ente al pagamento, in favore del ricorrente medesimo, delle spese di causa che liquida in complessivi € 700 (settecento).
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 2 luglio 2003.