Source: https://chiediloalalla.orizzontescuola.it/2013/08/05/graduatoria-interna-distituto-il-disabile-da-assistere-deve-essere-persona-persona-con-handicap-con-connotazione-di-gravita/
Timestamp: 2018-01-17 12:35:19+00:00
Document Index: 91521886

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 33', 'art. 601', 'art. 3']

Graduatoria interna d'istituto: il disabile da assistere deve essere persona con handicap con connotazione di gravità | Chiedilo a Lalla - OrizzonteScuola
Graduatoria interna d’istituto: il disabile da assistere deve essere persona con handicap con connotazione di gravità
Stefania – ho la necessità di avere una risposta certa e documentata a questo quesito: in seguito a controllo a campione al quale è stato sottoposto il marito di una collega, con invalidità al 100% , la legge 104/92 art. 33, comma 3 (che peraltro non era soggetta a revisione e della quale beneficiava), è stata rivista in Art.33, comma 1 . La moglie da quel momento ha perso il beneficio dei tre giorni di permesso retribuito, ma…… all’interno della graduatoria di istituto è stata esclusa dai perdenti posto.
È corretto questo? Secondo me, essendo venuto meno il requisito di Handicap grave e la necessità di assistenza continua, si perde questo diritto. Pare che il DSGA si sia informato in merito ed ha invece pubblicato la G.I. escludendola dai perdenti posto nonostante il minor punteggio. Insomma, l’Art. 33, comma 1 ed una invalidità al 100% riconosciuta al marito, può consentire alla moglie di non essere trasferita ? Ti ringrazio fin d’ora della sempre puntuale risposta.
non c’è possibilità di errore al riguardo perché è scritto tutto nel CCNI 2013/14.
Questi i passaggi.
L’art. 7/2 (ESCLUSIONE DALLA GRADUATORIA D’ISTITUTO PER L’INDIVIDUAZIONE DEI PERDENTI POSTO) afferma che:
Punto V) assistenza al coniuge, al figlio, al genitore (da parte del figlio referente unico che presta assistenza alle condizioni previste nel precedente punto V), al fratello o sorella convivente con l’interessato (nel caso in cui i genitori non possano provvedere all’assistenza del figlio perché totalmente disabile o in caso di scomparsa dei genitori medesimi) in situazione di disabilità”.
“L’esclusione dalla graduatoria interna per i beneficiari della precedenza di cui al punto V si applica solo se si è titolari in scuola ubicata nella stessa provincia del domicilio dell’assistito.
Qualora la scuola di titolarità sia in comune diverso o distretto sub comunale diverso da quello dell’assistito, l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione del perdente posto si applica solo a condizione che sia stata presentata, per l’anno scolastico 2013/2014, domanda volontaria di trasferimento per l’intero comune o distretto sub comunale del domicilio dell’assistito o, in assenza di posti richiedibili, per il comune o il distretto sub comunale viciniore a quello del domicilio dell’assistito con posti richiedibili.
Il personale beneficiario delle precedenze di cui ai punti V) […] non inserito nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto, è tenuto a dichiarare, entro i 10 giorni antecedenti il termine ultimo di comunicazione al SIDI delle domande di trasferimento, il venir meno delle condizioni che hanno dato titolo all’esclusione da tale graduatoria.
In tali casi il dirigente scolastico è tenuto a riformulare immediatamente la graduatoria di istituto e a notificare agli interessati e all’ufficio territorialmente competente le eventuali nuove posizioni di soprannumero”.
Andiamo ora a vedere cosa indica il punto V.
L’art. 7/1 (SISTEMA DELLE PRECEDENZE COMUNI) punto V indica che:
“Nel contesto della procedura dei trasferimenti viene riconosciuta, in base all’art. 33 commi 5 e 7 della L. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, la precedenza ai genitori anche adottivi o a coloro che esercitano legale tutela del disabile in situazione di gravità, al coniuge e al solo figlio individuato come referente unico che presta assistenza al genitore disabile in situazione di gravità…”
L’handicap con la connotazione di gravità è previsto dall’articolo 3, comma 3, Legge 104/1992. Il “solo” handicap è previsto invece dall’art. 3, comma 1.
Dal momento che il quesito si riferisce al caso del “referente unico” e di assistenza al disabile, è chiaro che per fruire dell’esclusione della graduatoria di istituto il marito della collega deve essere una persona con handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, Legge 104/1992).
Il “solo” comma 1 del marito non basta alla collega per essere esclusa dalla graduatoria interna d’istituto.
Posted on 5 agosto 2013 by paolopizzo nella categoria Mobilità