Source: http://www.mondomediazione.it/1/una_seconda_possibilita_se_non_si_tenta_la_mediazione_5848815.html
Timestamp: 2019-03-23 19:05:55+00:00
Document Index: 68675451

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 667', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6']

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Una seconda possibilità se non si tenta la Mediazione
Tratto da Eutekne.info il quotidiano del Commercialista, l'articolo esamina ulteriormente quanto accaduto presso il Tribunale di Prato
Articolo tratto da Eutekne.info il quotidiano del commercialista del giorno 1 Aprile 2011 e consultabile direttamente qui
Il Tribunale di Prato, riguardo un ricorso in materia di locazione, ha concesso altri 15 giorni per la presentazione della domanda
Per il mancato esperimento del procedimento di mediazione, qualora la controversia riguardi una delle materie per le quali il legislatore ha previsto la “mediazione obbligatoria”, il giudice adito assegna un nuovo termine per la presentazione della domanda di mediazione.
È quanto previsto dal Tribunale di Prato nel decreto del 30 marzo 2011, che, a pochi giorni dall’entrata in vigore della mediazione quale “condizione di procedibilità della domanda giudiziale” di cui all’art. 5, comma 1 del DLgs. 28/2010, si è così pronunciato su un ricorso in materia di locazione.
Nel caso in questione, il proprietario di un immobile aveva presentato ricorso per la condanna del proprio inquilino, che – a detta del primo – aveva esercitato il recesso dal contratto senza rispettare il termine di preavviso pattuito, al pagamento della somma di 6 mensilità di canone locativo.
Sul ricorso in questione, il Tribunale di Prato ha osservato quanto segue.
Innanzitutto, il ricorso riguarda una delle materie (la locazione) per cui l’art. 5, comma 1 del DLgs. 28/2010 prescrive l’obbligatorietà del preventivo tentativo di mediazione.
Precisa ancora il Tribunale che il ricorso, così come presentato, esclude l’applicazione dell’art. 5, comma 4 del citato decreto, attenendo a materia diversa da quelle che tale norma individua come non soggette all’obbligo del preliminare espletamento del procedimento di mediazione (fra cui i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all’art. 667 c.p.c.).
Inoltre, il suddetto ricorso è stato depositato in data successiva all’entrata in vigore della normativa in questione. Infatti, ai sensi dell’art. 24, comma 1 del DLgs. 28/2010, le disposizioni di cui all’art. 5, comma 1 hanno acquistato efficacia lo scorso 21 marzo 2011 (cioè, decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore del DLgs. 28/2010, il 20 marzo 2010) e “si applicano ai processi successivamente iniziati”.
La materia in causa, poi, non rientra fra quelle che sono state oggetto di proroga ad opera del DL 225/2010 convertito (art. 2 comma 16-decies). Si ricorda che la proroga, al 20 marzo 2012, è stata limitata alle controversie in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.
La locazione rientra nelle materie a mediazione “obbligatoria”
Premesso quanto sopra – precisa il Tribunale – “ne consegue come la controversia in esame rientri nell’alveo applicativo dell’art. 5 del D.Lgs 28/2010, di talché le odierne ricorrenti avrebbero dovuto preliminarmente esperire il procedimento di mediazione indicato da quest’ultima norma; non risulta tuttavia che ciò sia avvenuto”.
Pertanto, il Tribunale, rilevata d’ufficio l’improcedibilità della domanda, per mancato esperimento della procedura di mediazione, ha assegnato alle parti il termine di 15 giorni per la presentazione della domanda di mediazione fissando, al contempo, l’udienza di discussione.
Nel decreto si legge che, nel caso in questione, “a prescindere dalla qualificazione normativa in termini di «improcedibilità» della sanzione processuale correlata al mancato esperimento della procedura di mediazione, sotto un profilo sostanziale non vi è luogo ad emettere un formale provvedimento di improcedibilità, dovendosi invece assegnare un termine per l’inizio del procedimento di mediazione, con contestuale fissazione dell’udienza” di discussione ad una data successiva alla scadenza del termine di 4 mesi previsto per la durata massima del procedimento di mediazione stesso di cui all’art. 6 del DLgs. 28/2010.
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