Source: http://docplayer.it/1245584-La-finanziabilita-del-servizio-idrico-integrato.html
Timestamp: 2017-06-28 05:42:57+00:00
Document Index: 20098415

Matched Legal Cases: ['art. 158', 'art. 158', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 222', 'arte 1', 'arte 2']

La Finanziabilità del Servizio Idrico Integrato - PDF
1 Working paper numero 2008/03 dicembre 2008 La Finanziabilità del Servizio Idrico Integrato Il presente Working Paper costituisce una monografia che raccoglie i contributi di diversi autori sul tema della finanziabilità del servizio idrico integrato. Il programma degli interventi presente nei Piani di Ambito crea, infatti, un ingente fabbisogno finanziario che il gestore copre in parte con il capitale proprio e in parte, in modo prevalente, con il ricorso all indebitamento bancario. Il lavoro si pone, pertanto, l obiettivo di introdurre i principali aspetti dei finanziamenti di lungo termine, in particolare quelli di tipo strutturato, offrendo spunti di riflessione sul comportamento regolatorio che gli Enti di Ambito dovrebbero adottare. I diversi capitoli toccano i principali aspetti del finanziamento degli investimenti e i problemi che gli enti di regolazione si trovano ad affrontare nel momento in cui si apprestano a valutare le alternative di finanziamento per la realizzazione dei Piani di Ambito. Il primo contributo, ad opera di Paolo Peruzzi, è di carattere introduttivo ed indaga le motivazioni che creano un fabbisogno finanziario così elevato per le imprese del servizio idrico. Si evidenziano le caratteristiche di un settore che presenta un alta intensità di capitale, investimenti in infrastrutture con un elevata vita utile e bassi tassi di rendimento. Nel servizio idrico italiano, dalla distribuzione degli investimenti prevista dai Piani di Ambito, emerge che l ingente volume di risorse finanziarie necessarie a realizzare il processo produttivo è distribuito in maniera crescente nei primi due terzi dell affidamento, per poi ridursi gradualmente nell ultimo terzo. Poiché le entrate del gestore sono distribuite in maniera progressiva lungo tutto l arco dell affidamento, si crea nei primi anni un ingente fabbisogno di cassa, da finanziare attraverso il capitale proprio o il ricorso all indebitamento a lungo termine. Il secondo capitolo, realizzato da Leonardo Nucara, espone le diverse alternative di finanziamento di lungo termine, individuando quelle che possono risultare più adeguate per il servizio idrico. Si definiscono le caratteristiche dei finanziamenti bancari, del ricorso ai mercati finanziari e dei finanziamenti pubblici, per poi approfondire lo strumento del project finance, che presenta numerosi vantaggi per il servizio idrico. In particolare, si tratta di una modalità di finanziamento che è specificamente disegnata sulle caratteristiche del singolo affidamento ed è in grado di garantire sin dal primo anno di gestione la certezza dei costi e la copertura del fabbisogno finanziario per tutta la durata della concessione. Gli autori descrivono nel dettaglio le principali caratteristiche di un project financing, le fasi in cui si sostanzia, le linee di credito generalmente disponibili. Ci si sofferma infine sulle prospettive di utilizzo del project financing alla luce delle recenti turbolenze nei mercati finanziari, che hanno sostanzialmente modificato i termini a quali le banche sono oggi disponibili a concedere credito di lungo termine. Il capitolo successivo, redatto da Enrico Maria Peruzzi, presenta le categorie di servizi offerti in una tipica operazione di project financing e le procedure che dovrebbero essere seguite dal gestore nell individuare i soggetti che realizzano il finanziamento. Si distinguono i servizi di consulenza, orientati alla definizione del profilo di rischio e dei tempi dell operazione, e i servizi di finanziamento vero e proprio, che si sostanziano nella messa a disposizione di capitale si credito. Per ciascun servizio, si definiscono le remunerazioni richieste dai vari soggetti coinvolti. L autore analizza, infine, la normativa applicabile alla scelta dei fornitori dei vari servizi di finanziamento richiesti in un operazione di project financing e la procedura più adeguata alla loro selezione.2 La stesura del Piano Economico Finanziario (P.E.F.) è l argomento affrontato dal capitolo 4, realizzato da Enrico Passerini. La possibilità di ottenere finanziamenti a medio lungo termine dipende infatti fortemente dalla sviluppo tariffario e dal profilo temporale degli investimenti. Il regolatore deve quindi verificare e dimostrare, attraverso la predisposizione del Piano Economico Finanziario, che lo sviluppo tariffario assicura il pagamento del servizio del debito. Infatti, è in fase di predisposizione del P.E.F. che si determinano modalità, entità e natura dei mezzi economico-finanziari, con verifica della capacità da parte della gestione di auto-generare risorse (autofinanziamento) e con individuazione delle fonti da reperire esternamente attraverso la ricerca del grado ottimale di indebitamento nei confronti degli istituti di credito, al fine di trarre vantaggio da un positivo effetto leva finanziaria. L autore analizza nel dettaglio i tre prospetti che compongono il P.E.F. e le relazioni che sussistono tra essi, soffermandosi sulle ipotesi da valutare per lo sviluppo delle grandezze rilevanti. Infine, l autore espone le caratteristiche dell analisi dei flussi, desumibili dal rendiconto finanziario, finalizzata all individuazione di indici per la verifica dell esistenza dei requisiti di bancabilità degli interventi, mediante la misurazione del grado di copertura del debito di medio-lungo termine. Insieme al Piano Economico Finanziario, la Convenzione di affidamento è il documento oggetto di attenzione da parte dei potenziali finanziatori, su cui si concentra il capitolo 5. Sul tema, Giovanni Canitano e Letizia Danesi evidenziano i requisiti e gli elementi che il contratto fra Autorità e Gestore dovrebbe presentare ai fini della bancabilità. Si analizzano in successione le principali clausole oggetto di scrutinio da parte degli enti finanziatori, evidenziando le carenze delle attuali Convenzioni di affidamento e le possibili soluzioni ai problemi di bancabilità. Successivamente, Paolo Peruzzi e Alessandro Mazzei presentano una disamina dei rischi cui è soggetto un affidamento del servizio idrico e della migliore allocazione di essi tra le parti. Il punto di partenza è l inevitabile incompletezza che caratterizza un contratto di affidamento, circostanza che espone il gestore a rischi al di fuori del proprio controllo. Diviene, pertanto, essenziale procedere ad un efficiente allocazione dei rischi, in modo da favorire l afflusso di capitale. Il capitolo si conclude con un esame dettagliato delle principali categorie di rischio e dei soggetti che, di volta in volta, sono più efficienti a farvi fronte. Il capitolo successivo, redatto da Stefano Gambetti, analizza le modalità di contabilizzazione dei costi legati all attivazione di un finanziamento ed offre una serie di riflessioni su come gli enti di regolazione dovrebbero trattare tali costi ai fini tariffari. L autore evidenzia dapprima come le modalità di contabilizzazione degli oneri finanziari e dei costi accessori ai finanziamenti sono significativamente differenti nei principi contabili nazionali e in quelli internazionali, pur a fronte di fattispecie analoghe o comunque confrontabili. Ne deriva che il regolatore, nella determinazione della tariffa, dovrà ricondurre tali modalità di contabilizzazione ad un trattamento uniforme. Pertanto, successivamente ci si sofferma sul trattamento più appropriato di tali oneri, alla luce del Metodo normalizzato, in base al quale la componente tariffaria di remunerazione del capitale è destinata a coprire tutti i costi che l impresa regolata deve sostenere per il reperimento dei finanziamenti, indipendentemente dalla loro fonte, poiché in caso contrario si verificherebbe una doppia tassazione degli utenti. Alessandro Mazzei presenta, a chiusura della monografia, un utile ricognizione dei finanziamenti già attivati o in fase di strutturazione. L autore osserva che il numero di operazioni ad oggi concluse è molto ridotto, ma molte altre sono in corso o in via di completamento e riguardano società di gestione con vari assetti proprietari. L autore analizza le varie linee di finanziamento attivate, le principali condizioni a cui sono stati concessi i finanziamenti strutturati, il sistema di garanzie e vincoli adottato per tale tipo di operazioni.3 Indice 1. IL FABBISOGNO FINANZIARIO DEL SERVIZIO IDRICO Le caratteristiche dell investimento di capitale nel servizio idrico La distribuzione degli investimenti nei Piani di Ambito e il loro finanziamento LE ALTERNATIVE DI FINANZIAMENTO PER IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO Gli strumenti finanziari a disposizione del gestore Il vantaggio del Project finance per la realizzazione degli interventi del Piano d Ambito I SOGGETTI COINVOLTI NELLE OPERAZIONI DI FINANZA STRUTTURATA E LE PROCEDURE PER LA LORO INDIVIDUAZIONE Le figure tipiche e le funzioni svolte Le modalità per l individuazione dell advisor e la gara per il finanziamento LA REDAZIONE DEL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO Il passaggio dallo sviluppo tariffario ai prospetti pluriennali di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario I requisiti economico finanziari per la bancabilità LA CARATTERISTICHE DI UNA CONVENZIONE BANCABILE Gli elementi contrattuali rilevanti Il ruolo del contratto per assicurare accordi efficienti ASPETTI CONTABILI E REGOLATORI DELLE SPESE CONNESSE AL FINANZIAMENTO STRUTTURATO Il trattamento contabile degli oneri finanziari e dei costi accessori ai finanziamenti Il riconoscimento tariffario degli oneri finanziari e dei costi accessori al finanziamento RICOGNIZIONE SUI FINANZIAMENTI ATTIVATI4 1. Il fabbisogno finanziario del Servizio Idrico di Paolo Peruzzi 1.1 Le caratteristiche dell investimento di capitale nel servizio idrico Ciò che caratterizza il capitale necessario ad organizzare e produrre i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, sembra essere la dimensione e la lunga durata delle infrastrutture necessarie. L investimento di capitale nei servizi idrici è una funzione necessaria ad assicurare la capacità di produzione e a mantenere il complesso delle reti di trasporto e di distribuzione. In generale l industria dei servizi idrici ha alti costi fissi e un basso tasso fatturato per capitale investito (Beecher, 1993). Già Clemens nel 1954, nel suo Economia dei servizi di pubblica utilità, segnala la caratteristica che contraddistingue quasi tutti i servizi pubblici, e che nel settore dei servizi idrici trova probabilmente il valore più elevato. Il fabbisogno di capitale delle società elettriche, del gas, dell acqua, delle ferrovie e dei telefoni ammonta ad un valore che va da quattro a sei volte il loro fatturato annuale. In molte industrie manifatturiere il rapporto tra valore degli asset e reddito annuale è pari a uno se non meno. (Clemens, 1954). Anche Bonbright (1988), conferma questa caratteristica, e indica, per il settore delle pubbliche utilità, un valore di 3-4 dollari il capitale per ogni dollaro di fatturato, contro un valore medio di 0,8 dollari dell industria manifatturiera. Indagini più recenti segnalano che questo rapporto nel settore dei servizi idrici oscilla fra 5 e 12, in confronto ad 1 nell industria dei trasporti aerei, a 2 nelle ferrovie, 3 per le società dei telefoni a 3-4 nelle società elettriche (Beecher 1991, AAVV 1994, Winpenny 2003). Oltre ad essere un industria ad alta intensità di capitale, le infrastrutture necessarie a produrre i servizi hanno anche la caratteristica di avere una lunga durata. Molti di questi investimenti di capitale, inclusi gli impianti di trattamento e le infrastrutture di trasporto e distribuzione, possono avere una vita utile molto lunga (Beecher, 1993). In generale i servizi idrici oltre a richiedere un alto tasso di capitale presentano anche un basso ritorno sugli assett, tipicamente del 5% (Ashley, 2006). Su questa seconda caratteristica, la lunga durata degli asset, che è essenziale, insieme alla prima nello stabilire un alto tasso di capitale per valore fatturato, si sono espressi altri economisti per sottolineare come questa particolarità finisca per richiedere l intervento pubblico di regolazione in questo settore (Noll, 2002). Un ulteriore aspetto che sembra caratterizzare il settore dei servizi idrici rispetto agli altri settori dei servizi pubblici locali è il tasso di rendimento degli investimenti. In questo caso si tratterebbe di un tasso di rendimento più basso in considerazione minor grado di rischio che gli investimenti in questo settore presentano rispetto ad altri settori come le autostrade, le telecomunicazioni, la distribuzione del gas e dell energia elettrica 1. 1 Cfr. Winpenny (2003), in particolare secondo fonti dell IFC (International Finance Corporation):le percentuali tipiche dei tassi di rendimento sono i seguenti: 5-10 settore idrico, 1-20 autostrade, telecomunicazioni e energia. 45 1.2 La distribuzione degli investimenti nei Piani di Ambito e il loro finanziamento Con la Relazione annuale al Parlamento del COVIRI del 2007, è stato pubblicato anche un rapporto 2 sugli investimenti nel settore dei servizi idrici. Si tratta di un indagine che ha per oggetto gli investimenti previsti dai Piani di Ambito e gli investimenti realizzati dai gestori nello stesso periodo, a tutto il La stessa indagine fornisce anche una sintetica rappresentazione delle forme di finanziamento degli investimenti. Dal rapporto è possibile ricostruire, per ogni Piano di Ambito, i dati relativi alla previsione di investimento annuo per l intera durata del Piano, ottenendo così la distribuzione annua degli investimenti. Dal complesso dei dati disponibili si è scelto di utilizzare i dati provenienti dai Piani di Ambito la cui durata è compresa fra 20 e 26 anni. Il sistema tariffario che si applica nel servizio idrico integrato, meglio conosciuto come il Metodo normalizzato 3, com è noto, consente al gestore di recuperare i costi dell investimento attraverso il riconoscimento in tariffa dei costi di ammortamento e remunerazione del capitale investito. Il Metodo consente di riconoscere in tariffa anche i costi operativi, che per semplificare, ipotizziamo che corrispondano ai costi effettivamente sostenuti dal gestore nello stesso anno. Trascurando l effetto delle imposte, ipotizzando un aliquota media di ammortamento del 7% annuo e applicando al valore medio del capitale investito la remunerazione del 7% annuo, così come previsto dal Metodo, abbiamo calcolato i flussi di cassa annuali che in questo modo si genererebbero per far fronte ai flussi in uscita per realizzare gli investimenti. I risultati sono rappresentati nel Grafico 1 e nel Grafico 2. Nel Grafico 1, la prima curva rappresenta l andamento della spesa annuale in investimenti, mentre la seconda curva traccia l andamento dei flussi in entrata relativi agli ammortamenti e alla remunerazione del capitale investito. Come si può notare, nella previsione dei Piani di Ambito, gli investimenti hanno nei primi anni un andamento crescente, raggiungono un picco e successivamente diminuiscono. L azzeramento degli investimenti è solo un fatto apparente dovuto al raggruppamento di Piani di Ambito con durate diverse. In generale, gli investimenti trovano un loro assestamento corrispondente, probabilmente, al fabbisogno di sostituzioni di impianti e reti che, di anno in anno, hanno esaurito la loro vita utile. La seconda curva cresce negli anni fino a raggiungere il massimo valore delle immobilizzazioni al netto degli ammortamenti, per poi diminuire fino all ultimo anno, nel quale è stata ricompresa la stima del valore finale degli investimenti non ancora ammortizzati. Si tratta del valore di riscatto finale degli impianti, che in questa simulazione è stato posto uguale al valore non ancora ammortizzato degli investimenti realizzati. Il punto di intersezione fra le due curve indica l anno in cui i flussi in entrata si e- quivalgono a quelli in uscita per generare, successivamente, i flussi con cui compensare le uscite fino a quel momento accumulate. Questo accade il 10 anno. 2 COVIRI (2008). Rapporto sullo stato dei servizi idrici. Stato di attuazione, Investimenti, Tariffe. Roma, Marzo. 3 Cfr. D.M. 1 agosto Approvazione del Metodo normalizzato per definire le componenti di costo e determinare la tariffa di riferimento.. 56 Grafico 1 Piani di Ambito (20-26 anni), flussi di cassa annuali (semplificati) 900 anni milioni di Euro Spesa annua investimenti Ammortamenti + Remunerazione CI Fonte: elaborazione da dati COVIRI Nel Grafico 2 sono rappresentati i flussi cumulati in uscita relativi agli investimenti, i flussi di cumulati in entrata relativi agli ammortamenti e alla remunerazione del capitale investito e la rispettiva differenza, ovvero i flussi cumulati netti, che costituiscono una prima indicazione del fabbisogno di cassa da finanziare. La forma delle curve è strettamente correlata a quelle precedenti del Grafico 1. Il punto di intersezione delle prime due curve è quello in cui i flussi cumulati in entrata compensano i flussi cumulati in uscita, un evento che si verifica al 19 anno del Piano. La terza curva rappresenta così l andamento del fabbisogno di cassa per finanziare il Piano degli investimenti. Grafico 2 - Piani di Ambito (20-26 anni), flussi di cassa cumulati (semplificati) Grafico 3 - Ipotesi di Piani di Ambito, a spesa d investimento costante, flussi di cassa cumulati (semplificati) milioni di Euro milioni di Euro anni Investimenti cumulati Flussi cassa cum Massimo anticipo Fonte: elaborazione da dati COVIRI anni Investimenti cumulati Flussi cassa cum Massimo anticipo Fonte: elaborazione da dati COVIRI 67 La distribuzione annuale degli investimenti influisce sul valore del fabbisogno di cassa. Infatti, la maggiore concentrazione degli investimenti nei primi anni, mentre non influisce sul tempo di ritorno degli investimenti che rimangono legati agli ammortamenti, determina un maggiore fabbisogno, rispetto ad una circostanza ordinaria nella quale gli investimenti, costanti nel tempo, si limitano ad operare le sostituzioni degli impianti esauriti. La presenza di questa elevata concentrazione nei primi anni dei Piani è legata principalmente agli obblighi di natura ambientale, in particolare alla necessità di adeguare la raccolta e al trattamento dei reflui alla normativa europea in materia di scarichi. Il profilo della struttura finanziaria delle imprese di gestione che emerge dalla distribuzione degli investimenti prevista dai Piani di Ambito, è quella di un ingente volume di risorse finanziarie necessarie a realizzare il processo produttivo, che si concentra nei primi due terzi degli anni dei Piani, e che deve essere finanziato di conseguenza da capitale proprio e da finanziamenti vincolati a lungo termine. In particolare questo fabbisogno si presenta distribuito in maniera crescente nei primi dieci anni, per poi ridursi gradualmente nei successivi dieci. Grafico 4 - Gli investimenti annui previsti dai Piani di Ambito raggruppati secondo la durata Milioni di euro Anni anni anni 7-11 anni 3-6 anni anni Fonte: elaborazione da dati COVIRI Siamo di fronte ad un settore che in generale presenta un alta intensità di capitale e investimenti in infrastrutture con un elevata vita utile. A questo si deve aggiungere che in Italia, per la particolare criticità dello stato delle infrastrutture e per gli obblighi di natura ambientale 4 relativi alla raccolta e trattamento degli scarichi civili e industriali, il profilo degli investimenti presenta un elevata concentrazione degli investimenti nei primi anni (Grafico 4). Tutto questo, come abbiamo potuto rilevare dal rapporto sugli investimenti previsti dai Piani di Ambito (COVIRI, 2008), produce un elevato fabbisogno finanziario per un lungo numero di anni. Di fronte a questa circostanza le imprese finanziano il fabbisogno attraverso il capitale di rischio e il ricorso all indebitamento. Sia il ricorso al capitale di rischio che al finanziamento di terzi, trova un riconoscimento in tariffa 5 attraverso la remunerazione del capitale investito. 4 Si veda in particolare la previsione del D.lgs 152/2006 di trattare tutti gli scarichi dei nuclei sopra i abitanti equivalenti. 5 Cfr. D.M. 1 agosto Approvazione del Metodo normalizzato per definire le componenti di costo e determinare la tariffa di 78 2. Le alternative di finanziamento per il Servizio Idrico Integrato di Leonardo Francesco Nucara Il presente contributo non costituisce evidentemente una rassegna esaustiva delle diverse articolazioni e forme di accesso ai mercati finanziari disponibili, in via generale, per un gestore di Servizio Idrico Integrato, bensì dopo aver illustrato gli strumenti accessibili con un focus particolare sulle operazioni di project finance, vorrebbe tracciare degli spunti di uno scenario di ricorso al credito bancario nel quadro della recente, profonda, crisi finanziaria che i mercati stanno soffrendo da alcuni mesi. Seppur l autore è membro del team di Project Finance della BNL - BNP Paribas, le opinioni espresse sono personali e non devono in alcun modo essere ricondotte alla BNL - BNP Paribas. 2.1 Gli strumenti finanziari a disposizione del gestore Schematizzando, i principali strumenti finanziari di terzi ipoteticamente disponibili per la copertura dei fabbisogni necessari a finanziare la realizzazione delle infrastrutture e la gestione del ciclo idrico possono essere riassunti in tre gruppi distinti: riferimento. La definizione dei costi riconosciuti in tariffa relativamente agli ammortamenti e alla remunerazione del capitale investito è legata all eventuale ammontare del capitale investito iniziale e alla previsione annuale della spesa per investimenti. L ammontare degli ammortamenti riconosciuti in tariffa è il risultato di una previsione che deve tenere di conto della spesa, dell entrata in esercizio dell opera a cui la spesa si riferisce e dell aliquota di ammortamento dei vari cespiti che compongono l investimento. La remunerazione del capitale investito si ottiene moltiplicando il valore della previsione di capitale investito medio per un tasso del 7% (al lordo delle imposte), che secondo l attuale disposizioni del Metodo normalizzato, sono destinati a far fronte ai costi del capitale di terzi e del capitale di rischio. La remunerazione del 7% sul capitale investito non tiene conto dell effetto fiscale, in quanto è un valore al lordo delle tasse; questo comporta un trattamento finale diverso fra le due forme di finanziamento: nel capitale preso a prestito, gli oneri finanziari possono essere portati in detrazione dei ricavi, mentre ciò non è possibile per i dividendi che sono la forma della remunerazione del capitale dei soci. Il Metodo riconosce dunque al gestore del servizio un ammontare di profitti intesi come una remunerazione sul capitale investito. 89 Strumenti finanziari a disposizione del gestore Finanziamenti bancari Mercati finanziari Finanziamenti pubblici Finanziamenti bancari tradizionali Finanziamenti strutturati (project finance) Equity/notes con collocamento presso investitori tradizionali, ovvero risparmiatori e/o utenti Venture capital, private equity Equity/notes con collocamento presso investitori innovativi quali fondi chiusi, fondazioni bancarie etc.) Cartolarizzazione dei crediti dell attivo della SPV o delle banche partecipanti Cartolarizzazione dei crediti futuri per incassi attesi, come tariffe, pedaggi etc. EU/State funds (Cipe, POR etc.) Finanziamenti bancari Finanziamenti bancari tradizionali Tra i finanziamenti bancari tradizionali si possono annoverare due tipologie talvolta utilizzate nel finanziamento dei servizi idrici integrati: 1. mutuo chirografario 2. finanziamento su base corporate Entrambi i finanziamenti dovrebbero essere impiegati per coprire necessità di breve periodo e di importi limitati (es. fabbisogno finanziario di un determinato anno di gestione) in particolare durante la fase di start-up delle SPV (Special Purpose Vehicle) concessionarie del S.I.I., solitamente con fideiussione da parte degli Sponsor. Tali modalità di finanziamento vengono infatti spesso utilizzate come bridge finance per coprire le esigenze finanziarie di breve termine del gestore durante la fase di advisory e due diligence che precede il project finance a seguito del quale saranno rifinanziate attraverso una delle linee di credito del finanziamento strutturato. Mutuo chirografario Il mutuo chirografario è la forma tradizionale con il quale vengono di frequente finanziate le società gestori di S.I.I. pubbliche o miste, nel loro rapporto iniziale con i mercati finanziari; sovente sono le banche locali o le filiali territoriali di istituti nazionali - che già intrattengono rapporti di conto corrente 910 ordinario relativo ad incassi e pagamenti - che si rendono disponibili per tale tipologia di affidamento. E' un mutuo destinato a finanziare le immobilizzazioni per un periodo di tempo non coerente con l ammortamento delle stesse, viene regolato da un contratto standard a tasso fisso o variabile, l erogazione della somma mutuata avviene in una unica soluzione e prevede, dopo un preammortamento di circa due anni, un rimborso a rate costanti. Per poter accedere a questa forma di finanziamento non sono necessarie garanzie reali (è sufficiente l'impegno del debitore a non concedere gravami a terzi, e altre forme di protezione accessorie). I tassi praticati sono in generale superiori rispetto a un finanziamento corporate (dipendenti dal potere contrattuale delle parti) ma le spese di istruttoria sono più contenute, le procedure più snelle e non c'è alcuna iscrizione ipotecaria. Finanziamento su base corporate In questa tipologia (da contrapporsi ai finanziamenti su base project finance che vedremo in seguito) le banche mutuanti accordano finanziamenti alla società gestore del S.I.I., sulla base di una stima del merito creditizio del debitore. Tale valutazione è basata sulla ponderazione dei rischi, delle garanzie offerte, della robustezza patrimoniale, della capacità economica e reddituale della società nel tempo: in sintesi, si valuta la solidità finanziaria intrinseca del prenditore di fondi. Ne deriva che la capacità di servizio del debito è disgiunta dalle mere performance del progetto finanziato. I finanziatori sono pertanto esposti pienamente al rischio di credito del gestore, e in particolare: - la bancabilità del finanziamento dipende fondamentalmente dall'affidabilità creditizia del gestore/mutuatario; - l'affidabilità creditizia è essenzialmente dettata dalla capacità nel tempo della società di ripagare il debito (rimborso del capitale e degli interessi), il che pone una notevole sensibilità sulle variabili che determinano il flusso di cassa netto disponibile (e.g.: costi maggiori del preventivato non recuperati tempestivamente; volumi fatturati inferiori alle stime; crediti insoluti) - L attenzione all impiego dei fondi che il debitore utilizza è minima, ed il servizio del debito è disgiunto dal rischio legato allo specifico progetto; - la valutazione della capacità di un'impresa di ripagare il debito si concentra essenzialmente sulla sua redditività, la solidità e consistenza dei suoi bilanci, e la capacita di generare cassa; - nel settore idrico (che presenta caratteristiche di monopolio naturale) la qualità e la prevedibilità della regolazione è un elemento molto importante nella valutazione creditizia. In particolare, attenzione critica è posta in tutte le modalità di finanziamento - su tutte le ipotesi di termination anticipata della Concessione. Un aspetto rilevante dei finanziamenti su base corporate è l entità degli spreads applicati che è una funzione crescente (i) del rischio percepito del gestore (relazionato al suo rating e/o ai ratios finanziari storici e prospettici), (ii) della durata del finanziamento, e (iii) del gap tra la domanda e l'offerta di simili finanziamenti nel mercato finanziario. Finanziamenti strutturati (project finance) Le tecniche del project financing appaiono particolarmente appropriate alle esigenze di sostegno dei progetti di realizzazione di infrastrutture per la gestione del ciclo idrico integrato. In questo caso, i finanziatori valutano la specifica capacità di rimborso del debito sulla base dei flussi di cassa attesi generati dall investimento effettuato con i fondi prestati: in tale quadro, il Piano di Ambito, gli aspetti regolamentari, il ruolo dell Autorità, la ripartizione dei rischi in elementi allocabili a diversi soggetti depu- 1011 tati ad assumerli, devono consentire la strutturazione di un finanziamento che minimizzi le incertezze legate ad un payback period degli investimenti particolarmente lungo e preveda mitigants sufficienti per affrontare i potenziali episodi di discontinuità della concessione. Le principali caratteristiche sono evidenziate nei successivi paragrafi più avanti nel testo. Mercati Finanziari Queste soluzioni di finanziamento sono fondate sul ricorso al mercato (equity/notes collocati presso investitori tradizionali, ovvero risparmiatori e/o utenti, o presso investitori innovativi quali fondi chiusi e fondazioni bancarie, cartolarizzazione dei crediti). Il mercato dei capitali diviene un canale di finanziamento alternativo al sistema bancario tradizionale. Vengono qui di seguito illustrati per completezza, ma questi strumenti finanziari sono scarsamente utilizzati nella pratica italiana del finanziamento a gestori di S.I.I. Equity/notes con collocamento presso investitori tradizionali, ovvero risparmiatori e/o utenti L ipotesi in esame è quella che la Società affidataria del S.I.I, intenzionata alla realizzazione di un'opera infrastrutturale, copra il proprio fabbisogno finanziario ricorrendo direttamemente ai mercati dei capitali, tramite soluzioni specifiche (aumenti di capitale sociale, emissione di obbligazioni o di altre tipologie di titoli di credito.). Ciò potrebbe avvenire sia tramite forme di collocamento privato ristretto ad una particolare categoria di investitori, sia con emissioni pubbliche di strumenti finanziari (sia di capitale proprio che di natura obbligazionaria) rivolte ad un bacino più ampio di potenziali risparmiatori raggiunti sui mercati dei capitali. In quest ultimo caso, il gestore dovrà ovviamente presentare determinate condizioni giuridiche, patrimoniali ed economiche (forma giuridica del tipo società per azioni, azioni da quotare in borsa, requisiti di capitalizzazione adeguati all'emissione di prestiti obbligazionari, requisiti di quotazione in borsa delle emissioni di obbligazioni, etc.). Appare superfluo ricordare che, in queste circostanze, gli strumenti finanziari collocati presso la generalità del pubblico dei risparmiatori dovranno presentare condizioni di redditività/rischio/scadenza tali da risultare competitivi e appetibili. Infine, da segnalare che per le emissioni obbligazionarie sarà indispensabile un complesso processo di assegnazione di un rating con costi e tempi particolarmente gravosi. Equity/notes con collocamento presso investitori innovativi quali fondi chiusi, fondazioni bancarie etc.) Queste soluzioni di finanziamento sono fondate sul ricorso al mercato (Equity/notes collocati presso investitori innovativi, quali fondi chiusi, fondazioni bancarie, etc.). La differenza con quanto riportato sopra è rappresentata dalla tipologia dei soggetti ipotizzati come investitori potenziali degli strumenti finanziari emessi dai gestori: trattasi infatti di investitori istituzionali per i quali vi sono opportunità inesplorate nel settore del finanziamento delle public utilities. Si fa riferimento ai fondi chiusi ed alle fondazioni bancarie. Senza entrare nel dettaglio della normativa che disciplina questi soggetti,va ricordata la presenza di almeno due fattori rilevanti che influiscono favorevolmente sull'opportunità di coinvolgere queste tipologie di investitori istituzionali: - l'orizzonte temporale degli investimenti è di norma molto esteso. Ciò appare coerente con le e- 1112 sigenze del finanziamento di interventi strutturali nei settori di pubblica utilità e nel settore idrico in particolare; - con riferimento alle fondazioni bancarie, da tempo il Legislatore tenta di favorire il disinvestimento dei loro patrimoni ingenti dalle partecipazioni bancarie, a vantaggio di investimenti di pubblica utilità, in particolare a favore delle comunità locali. Le soluzioni di finanziamento dai mercati indicate nei paragrafi precedenti possono eventualmente costituire una forma di completamento e di supporto al reperimento dei mezzi finanziari anche nelle operazioni di project financing, ovvero una fonte di rifinanziamento in uno stadio più maturo della Società gestore. Cartolarizzazione dei crediti Ulteriori livelli di innovazione finanziaria, fanno riferimento alle ipotesi di cartolarizzazione, ovvero di incorporazione in strumenti finanziari negoziabili di crediti, presenti o futuri. Il primo caso, la cartolarizzazione dei crediti dell attivo di bilancio, costituisce un esempio tipico di integrazione delle operazioni di project financing con strumenti del tipo market facilities. Si tratta di un processo grazie al quale un soggetto trasforma il credito a medio-lungo termine, relativo al finanziamento del PF, in valori mobiliari definiti, Asset Backed Securities (ABS). Questi strumenti finanziari (letteralmente, garantiti da attività ) vengono collocati in un mercato primario e possono, a loro volta, essere trasferiti mediante negoziazioni sul mercato secondario. Il processo di cartolarizzazione permette quindi ai finanziatori di grosse operazioni di PF di alleggerire il proprio portafoglio, specialmente in termini di liquidabilità degli investimenti. Ciò dovrebbe generare delle ricadute positive in termini di numero maggiore di intermediari disposti a partecipare attivamente, come finanziatori di secondo grado, alle stesse operazioni di PF tradizionali. Il secondo caso di cartolarizzazione rappresenta l'ipotesi più innovativa in quanto ha ad oggetto i crediti futuri. In altri termini vengono cartolarizzate le aspettative del sorgere dei crediti (future receivables) a seguito della erogazione prevedibile di servizi a cui sono associate delle tariffe. La natura di questo tipo di cartolarizzazione rende però molto incerta la loro applicabilità. Finanziamenti pubblici I contributi pubblici statali ed europei (e.g. POR, PON o di emanazione CIPE,) possono essere una fonte di finanziamento rilevante spesso necessaria - per il gestore, soprattutto durante la fase di start up. Questi contributi, essendo legati a dei programmi di attuazione, presentano, secondo la loro natura, delle scadenze di utilizzo e dei criteri stringenti di rendicontazione. La loro erogazione è strettamente legata alla capacità della SPV (e quindi dell Appaltatore cui sono affidati i lavori) di completare i relativi investimenti ( elegibili ) entro la scadenza prefissata. E importante ricordare che, a fronte dell erogazione dei contributi pubblici, possono essere previste all interno del complesso delle linee di fido di un operazione di Project Finance, delle facilitazioni creditizie che intervengono anticipando i contributi, alternativamente prima o dopo che gli stessi siano considerati certi ed esigibili. Di conseguenza, a seconda dei casi, tale linea sarà assistita da garanzie specifiche. 1213 2.2 Il vantaggio del Project finance per la realizzazione degli interventi del Piano d Ambito Come noto, il gestore del Servizio Idrico Integrato, sulla base di un contratto di concessione stipulato con l Autorità d Ambito Territoriale, ha la titolarità della gestione del servizio per un periodo di concessione, solitamente di anni, durante il quale è obbligato inter alia - ad attuare il piano pluriennale degli interventi allegato alla convenzione. Le caratteristiche principali nella gestione del S.I.I. che influenzano sensibilmente la strutturazione del finanziamento possono essere così riassunte: (i) un elevata intensità di capitale dei progetti idrici con forti fabbisogni di investimenti concentrati nei periodi iniziali per la esigenza di riqualificare il servizio in tempi rapidi, ma che mantengono comunque una coda importante degli interventi lungo tutto l arco della gestione per consentire la sostituzione e il mantenimento di impianti e reti in condizioni di efficienza. Su questo fronte, un aspetto confortante è la maturità della tecnologia legata alla prospettiva che i cambiamenti tecnologici accresceranno l efficienza degli impianti. (ii) una domanda quantificabile con ragionevole attendibilità tenendo conto della stabilità della funzione di consumo della risorsa idrica; (iii) un sistema tariffario in teoria predeterminabile con sufficiente grado di verosimiglianza per orizzonti temporali molto lunghi: in questo ambito hanno particolare rilevanza la variabilità della tariffa in dipendenza della capacità del gestore di realizzare il programma di investimento previsto nel Piano, come pure l incertezza del meccanismo che determina la remunerazione del gestore e la revisione triennale del piano d ambito; (iv) il regime di monopolio naturale e di diritto in cui opera il gestore, la caratteristica del S.I.I. quale servizio pubblico essenziale e le conseguenze politiche e sociali, la dialettica di interessi degli attori pubblici e privati coinvolti. Nell approcciare i mercati finanziari, in condizioni normali di liquidità (purtroppo non disponibile nell attuale congiuntura, come illustreremo in seguito), in via generale il gestore dovrebbe avere come priorità il perseguimento dei seguenti obiettivi: - organizzare e reperire la provvista di tutte le risorse finanziarie necessarie a coprire il fabbisogno di cassa per l intero orizzonte temporale del piano di investimenti previsto nel Piano di Ambito, (c.d. fully funded business plan), prevedendo quindi scadenze delle linee di credito coerenti. In seguito alla recente crisi finanziaria, tale finalità non appare al momento realizzabile in quanto non vi è liquidità disponibile per scadenze lunghe; - assicurarsi, contestualmente, la certezza dei costi di tale finanziamento per tutto l orizzonte di piano in modo da poter definire coerentemente la pianificazione economicofinanziaria per tutto l arco della concessione, e quindi pianificare conseguentemente lo sviluppo tariffario del S.I.I. Anche tale scopo - solitamente raggiunto con delle operazioni di copertura dal rischio tasso di interesse, ma in diretta conseguenza di quello precedente non è raggiungibile; - limitare il ricorso verso gli azionisti, da raggiungersi anche attraverso soluzioni convenzionali da concordare con l AATO; 1314 - utilizzo di un grado adeguato di leverage tra le fonti di capitale (rapporto Debt / Equity, relativamente elevato) per consentire la copertura di ingenti fabbisogni; Nelle condizioni normali dei mercati creditizi vigenti prima della crisi, tali obiettivi potevano essere conseguiti attraverso la strutturazione di un finanziamento taylor made in project financing in grado di garantire, sin dal primo anno di gestione, la certezza dei costi finanziari e la copertura del fabbisogno finanziario per tutta la durata della concessione. L utilizzo di altre forme di finanziamento alternative non garantisce il raggiungimento integrale di tutti gli obiettivi sopra indicati. Di sovente si registra che il gestore per motivi diversi, non da ultimo la scarsa conoscenza del project financing, tende a valutare di volta in volta nell arco della concessione, coperture dei fabbisogni di breve periodo attraverso finanziamenti chirografari o corporate. Come già evidenziato, queste tipologie di finanziamento non possono essere utilizzate per coprire i fabbisogni di cassa su un arco temporale di lungo periodo e possono implicare il ricorso agli azionisti, oltre a non garantire la certezza dei costi finanziari su tutto l arco della concessione. Viceversa, una volta avviata una procedura per la strutturazione di un Project Financing durante la fase di advisory (la cui durata è generalmente di circa 8-10 mesi), si può prevedere, se necessario, un finanziamento ponte (bridge financing) solitamente con garanzia corporate o chirografario (anche in dipendenza dell importo e della durata) che verrà quindi rifinanziato attraverso la linea base nella successiva fase di erogazione del Project Financing. Le principali caratteristiche di un Project Financing (PF) La realizzazione un finanziamento strutturato in PF avviene per mezzo di una società di progetto o veicolo appositamente costituita ("Special Purpose Vehicle, SPV"). La valutazione della bancabilità si basa sull'analisi del progetto, senza (o con limitato) ricorso sugli a- zionisti, e dipende essenzialmente da alcuni fattori principali: 1. la capacità della SPV di generare flussi di cassa prevedibili e sufficientemente stabili per ripagare il debito; 2. la bancabilità della Concessione, con particolare riferimento alle clausole di rescissione / recesso / revoca, anticipata risoluzione, penali e indennità, meccanismi di revisione tariffaria, i- potesi di riequilibrio economico finanziario del Piano; 3. rischi legati al piano di investimenti previsto (costi overrun, ritardi nell implementazione del Piano); 4. rischi di performance operativa; 5. la quota di capitale proprio della SPV; il valore stabile degli attivi del progetto e/o delle altre garanzie; 6. altri rischi/elementi strutturali dell'operazione finanziaria, come la durata, le clausole finanziarie, i rischi di regolazione/politici, i rischi legati alla tariffa/fatturazione; 7. da ultimo ricordiamo alcuni rischi particolarmente critici, da valutare approfonditamente, e- mersi di recente: e.g. decadenza di alcune concessioni al ; fatturazione del canone di depurazione in assenza dello specifico servizio; criticità del meccanismo tariffario in un contesto di potenziale notevole incremento del costo del debito 1415 Il primo punto rappresenta la caratteristica principale di un project finance. Infatti, la capacità della SPV di generare flussi di cassa propri e sufficientemente stabili per ripagare il debito limita o annulla (limited recourse o no recourse) il ricorso agli azionisti. La valutazione della capacità di generare flussi di cassa unitamente ad un approfondita analisi dei rischi vengono svolte durante la fase di advisory, attraverso un opportuna fase investigativa di due diligence che coinvolge anche soggetti esterni (Consulenti Indipendenti, selezionati dalle banche, che, d accordo con gli sponsor valutano il progetto per la propria area di competenza ). Le principali attività svolte dalle banche in un project financing Le attività principali svolte dalle banche nella finalizzazione di un finanziamento strutturato in PF sono le seguenti: Advisory Durante l attività di analisi del progetto da finanziare la banca svolge opportuni approfondimenti (due diligence tecnica, legale, fiscale, assicurativa), facendosi assistere, in accordo con la SPV, da consulenti specializzati ed indipendenti. Tale attività si sostanzia principalmente nella: - Verifica della struttura giuridica e del quadro autorizzativo; - Esame delle ipotesi tecnico-progettuali; - Disamina dei profili di rischio assicurativo; - Analisi della mappatura contrattuale di Progetto; - Valutazione delle controparti commerciali; - Valutazione dei rischi finanziari e del profilo fiscale; - Modellazione economico - finanziaria di dettaglio; - Predisposizione dei term sheet della documentazione finanziaria; - Elaborazione della matrice dei rischi del progetto, provvedendo all identificazione dei rischi rilevanti, all individuazione di adeguati fattori di mitigazione, ed alla corretta allocazione dei rischi tra le parti. Durante questa fase è fondamentale l interazione tra le parti interessate. In particolare al fine di rendere il progetto bancabile, gli obiettivi principali dell attività svolta dalla banca sono: - assistenza nella revisione della Concessione secondo i prevalenti standard di bancabilità ed individuazione delle eventuali principali aree di criticità; - assistenza nella predisposizione di un Piano Economico Finanziario ( PEF ) per l analisi della sostenibilità economico finanziaria dell iniziativa su basi project financing. Nella organizzazione del finanziamento la pietra angolare risulta l individuazione della struttura finanziaria più adeguata, in dipendenza delle caratteristiche del progetto e delle condizioni correnti del mercato bancario: a tal proposito una combinazione rischio-rendimento del progetto congrua si deve congiungere con l appetito degli apportatori di capitali, in particolare sincronizzando il servizio del debito con il lungo periodo di ritorni associato a questa tipologia di investimenti. Durante la modellizzazione economico finanziaria del progetto ai fini della strutturazione delle linee di credito più opportune, un aspetto fondamentale è il dimensionamento del massimo livello di indebitamento sostenibile dai flussi di cassa gestionali tenendo conto di adeguati margini di sicurezza (rap- 1516 porti di copertura del servizio del debito, Debt Service Cover Ratio, Loan Life Cover Ratio, coda rispetto alla scadenza della concessione). Il costo del debito è funzione della corretta ripartizione dei rischi, e deve garantire de minimis un adeguata remunerazione del capitale assorbito alle banche secondo le vigenti disposizioni regolamentari. Il Debito viene remunerato dall applicazione di uno spread sul parametro interbancario di riferimento (EURIBOR): tale margine di interesse dovrà riflettere e compensare i rischi assunti dalla banca nell operazione e il costo di raccolta associato alla provvista di fondi. I Mezzi Propri vengono remunerati con la distribuzione di dividendi durante la gestione e dall applicazione di uno spread sull eventuale prestito subordinato concesso dai Soci. Con tali riferimenti, e considerati i parametri di bancabilità, viene individuata la leva finanziaria sostenibile, Debt / Equity ratio e dimensionato il finanziamento massimo del progetto. Arrangement La banca e la SPV procedono al perfezionamento dell operazione, ed in particolare vengono svolte le seguenti attività: - definizione del Caso Base del PEF, in funzione delle ipotesi tecnico/economiche concordate, validate dai consulenti indipendenti, e conseguenti analisi di sensitività; - finalizzazione della Revisione della Concessione, dei contratti commerciali, della documentazione finanziaria e di garanzia sulla base del term sheet concordato. A seguito delle attività svolte nella fase di strutturazione del finanziamento, la banca avvierà le procedure interne per l ottenimento, da parte del competente organo deliberante, di una delibera per la formalizzazione dell impegno della banca a finanziare il Progetto secondo i termini concordati e subordinatamente alle condizioni convenute. Underwriting Durante questa fase insieme alle eventuali altre banche partecipanti al finanziamento avviene la stipula dei contratti finanziari e di garanzia per la messa a disposizione del finanziamento, previa costituzione delle garanzie e soddisfacimento delle condizioni sospensive all erogazione. Le linee di credito Le linee di finanziamento generalmente rese disponibili in progetti nel settore idrico possono essere ricondotte a quattro tipologie differenti: 1) Linea Base: finanziamento dei costi di investimento al netto dell IVA, delle spese finanziarie, del Conto di Riserva di Servizio del Debito, e degli oneri diversi nonché refinancing dell eventuale finanziamento bridge. La Linea Base e il suo profilo di rimborso vengono dimensionate al fine di assicurare un rapporto di copertura del servizio ( DSCR ) minimo = [ ]; 2) Linea Credito IVA: finanziamento del pagamento dell ammontare dell IVA relativa ai costi del Progetto, al netto della compensazione. Il rimborso avviene con i pagamenti effettuati dall Erario in relazione ai crediti IVA maturati; 3) Linea Working Capital: finanziamento su base rotativa a copertura dei fabbisogni di capitale 1617 circolante; 4) Linea Grants: finanziamento su base rotativa destinato ad anticipare i contributi pubblici da erogare in una o più soluzioni sulla base dei SAL (Stato Avanzamento Lavori) certificati; 5) Linea Hedging 6 : considerata la durata della linea base è necessario prevedere anche una linea per operazioni di copertura dal rischio di volatilità dei tassi di interesse, da utilizzarsi esclusivamente per l hedging della linea base per tutta la durata della linea stessa. Bisogna evidenziare che anche nell ipotesi di start up della gestione del servizio idrico integrato sono previsti dei ricavi (da bollettazione oltre ad eventuali extra ricavi) che utilizzati come fonti di finanziamento, permettono di ridurre il fabbisogno finanziario e quindi l ammontare della linea base. Ipotesi di finanziamento alla luce della recente crisi finanziaria La attuale crisi finanziaria ha portato la comunità bancaria a valutare nuove ipotesi di finanziamento con caratteristiche tali da mitigare il problema dell incremento dei costi di liquidità (crescenti in funzione del tempo, e conseguentemente degli spreads applicati ai finanziamento ai gestori di S.I.I.). In tale scenario, è preferibile per entrambe le parti strutturare dei finanziamenti con scadenze più contenute (e.g anni), ma in termini di rimborso calibrati comunque in dipendenza di un piano economico finanziario di lungo termine (e.g. scadenza concessione dedotti quatto anni di buffer). In quest ipotesi, alla scadenza contrattuale, vi sarà un significativo ammontare di debito che deve essere ripagato (c.d. balloon) ovvero rifinanziato con una nuova operazione. Queste strutture prevedono, alcuni anni prima della scadenza, meccanismi che incentivano il gestore ad organizzare il rifinanziamento: si possono avere sia forme di cash sweep che destinano a rimborso obbligatorio tutto il free cash flow disponibile, e /o aumento progressivo degli spreads applicati all avvicinarsi della scadenza. In questo modo la società gestore può usufruire nell immediato di un finanziamento a condizioni più vantaggiose (essendo minore la durata delle linee, gli spreads applicati sono relativamente più bassi) senza penalizzare la leva finanziaria, visto che il profilo di ammortamento del debito è calibrato come se fosse a lungo termine; e alla scadenza del finanziamento avere l opportunità di rifinanziare il debito restante a condizioni di mercato che si presuppongono migliori rispetto alle attuali. 6 Il finanziamento PF avviene a tasso variabile (Euribor 3/6 mesi), tuttavia l esposizione della SPV al rischio di variazione dei tassi necessita di una mitigazione attraverso il ricorso a strumenti derivati. I principali strumenti per fissare o limitare la variabilità del costo del finanziamento sono: IRS; Cap con eventuale aggiunta di un opzione floor (collar); IRS step up. La copertura può riguardare il 100% del debito o percentuali minori, a volte la copertura non è estesa a tutta la durata del debito, ma esclude le ultime rate in cui il debito residuo è più basso ed il rischio è minore. La banca che fornisce lo strumento di copertura può essere la stessa banca finanziatrice o un altra banca, conto tenendo la condivisione del quadro cauzionale. 1718 Appendice: alcuni approfondimenti Indicativamente una convenzione bancabile dovrà prevedere - inter alia - le seguenti clausole: Indennizzo in caso di estinzione anticipata della Convenzione: Nel caso in cui l'estinzione anticipata della Convenzione non sia attribuibile al Gestore, l indennizzo includerà (i) le penali e gli altri costi sostenuti o da sostenere in conseguenza della risoluzione; (ii) un indennizzo a titolo di risarcimento del mancato guadagno, in conformità a quanto previsto alle lettere b) e c) dell'art. 158 (Risoluzione) primo comma del D. Lgs. 163/06. In tutti i casi di estinzione anticipata della Convenzione, l Indennizzo sarà destinato prioritariamente al rimborso del finanziamento a favore delle Banche Finanziatrici ai sensi dall'articolo dell'art. 158 (Risoluzione) secondo comma del D. Lgs. 163/06. Pagamento dell Indennizzo: il pagamento dell Indennizzo da parte del Gestore Subentrante che avverrà al momento della restituzione dei beni, sarà condizione sospensiva all efficacia dell affidamento del servizio al Gestore Subentrante e sarà destinato prioritariamente al soddisfacimento dei crediti degli Banche Finanziatrici. Gestione Ordinaria: in pendenza dell'individuazione del Gestore Subentrante e del pagamento, ove previsto, dell'indennizzo il Gestore sarà tenuto alla sola Gestione Ordinaria. Contenzioso/Clausola Compromissoria: in caso di controversie di valore complessivo superiore ad un determinato importo od aventi ad oggetto la risoluzione della o il recesso dalla Convenzione, il Gestore sarà tenuto al mero obbligo di prosecuzione della sola Gestione Ordinaria. Importante presidio di controllo dei rischi di progetto è la Convenzione che deve sancire in maniera chiara e con procedure già definite il principio della salvaguardia dell equilibrio economico finanziario per tutta la durata dell affidamento. A protezione del Gestore e dei Finanziatori, in Convenzione dovrà essere inserito un meccanismo definito per la verifica dell esistenza o meno dell equilibrio economico finanziario; in particolare, tale equilibrio si realizza se e solo se alcuni indicatori tipici di operazioni di project financing, quali il Valore Attuale Netto ( VAN ), il Tasso di Rendimento Interno ( TIR ) del Progetto, l Annual Debt Service Cover Ratio ( ADSCR ) attuale e minimo prospettico, il Loan Life Cover Ratio ( LLCR ) minimo prospettico, testati il 30 giugno e 31 dicembre di ogni anno, ricadono in intervalli indicati a seguito delle risultanze del Caso Base. L alterazione anche di uno solo degli indici dà luogo al decadere delle condizioni di equilibrio economico-finanziario. In tal caso, il Gestore e l AATO procederanno, secondo tempistiche ben definite e con il coinvolgimento delle Banche Finanziatrici, a concordare le misure di compensazione, da attuare attraverso una variante al Piano d Ambito, necessarie a riportare i suddetti indici entro i margini contrattuali. Tali misure consistono in (i) modifica della Tariffa Reale Media rispetto ai volumi erogati; (ii) modifica di una o più tariffe in relazione alle varie tipologie di uso e/o di fascia di consumo, a parità o meno di Tariffa Reale Media; (iii) modifica della struttura dell articolazione tariffaria; (iv) modifica del Piano degli Interventi; (v) modifica del Costo Operativo massimo (definito in convenzione che fa riferimento al Metodo Normalizzato definito a sua volta nella Legge Galli), (vi) nonché l adozione di ogni altra ulteriore ed eventuale misura di compensazione ritenuta opportuna dall AATO e il Gestore per restaurare l Equilibrio Economico Finanziario. Qualsiasi revisione delle condizioni di affidamento, necessaria al ripristino dell equilibrio economico finanziario dovrà assicurare in ogni caso che: (i) venga garantito al Gestore il raggiungimento e/o il mantenimento dell equilibrio economico finanziario dell affidamento, e (ii) il Gestore possa puntualmente adempiere alle proprie obbligazioni nei confronti delle Banche Finanziatrici. Questi i temi trattati in sede di Advisory per poter valutare la bontà del Progetto: Caratteristiche della domanda idrica e depurativa attuale e futura: 1. identificazione della domanda attuale e prospettica in funzione dell evoluzione demografica attesa nell A.T.O. e dello sviluppo urbanistico previsto nell area, e sua congruità con i dati inseriti nel piano economico finanziario. 2. identificazione di possibili scenari relativi ai livelli attesi di fornitura idrica, e valutazione di potenziali rischi legati alla scarsità di risorse idriche. (i) Caratteristiche degli investimenti: 1. esame della congruità dei lavori, per natura ed importo, in relazione agli obiettivi del Piano d Ambito e del Piano degli Interventi. 2. esame della congruità dei costi previsti di realizzazione dei lavori e verifica della probabilità di scostamento tra previsioni ed andamento reale. 3. esame della congruità dei tempi previsti di realizzazione dei lavori. 4. identificazione degli investimenti ad impatto rilevante sulla tariffa e sul livello del servizio. Caratteristiche dei ricavi e dei costi di esercizio: 1. analisi e verifica dell adeguatezza della tariffa e dei relativi incrementi; 2. analisi degli eventuali ricavi da extra tariffa, verifica della loro realizzabilità e dell influenza sull equilibrio economico finanziario del Progetto; 3. analisi di congruità dei costi di esercizio e dei costi di manutenzione;. Assistenza nell identificazione delle controparti contrattuali e valutazione della affidabilità. Analisi,dello stato di permessi ed autorizzazioni in essere, e degli obblighi ad essi associati. 1819 (ii) Coordinamento del lavoro del CI e revisione del relativo rapporto di due diligence, con particolare riferimento a: Revisione e commento dei documenti di PROGETTO, quali inter alia la Convenzione di Gestione, il Disciplinare Tecnico ed il Piano d Ambito; identificazione delle eventuali modifiche/integrazioni da proporre per assicurare la finanziabilità del PRO- GETTO; Revisione ed analisi delle ipotesi fornite ai fini del modello finanziario; Definizione di appropriate analisi di sensitività in merito ai principali rischi cui il PROGETTO risulta esposto; Analisi e verifica dell adeguatezza della tariffa e dei relativi incrementi (adottati nel Caso Base) al Metodo Normalizzato (i.e. integrale copertura dei costi operativi, ammortamenti, il raggiungimento di adeguati livelli di efficienza); Analisi e verifica delle previsioni relative ai contributi pubblici sugli investimenti e del loro trattamento nell ambito del piano economico-finanziario; Analisi e verifica dell impatto delle nuove gestioni acquisite sul fatturato totale; Analisi dei costi, con particolare riferimento a: 1. analisi dell impatto sull equilibrio economico-finanziario dell incremento dei costi di investimento all interno del meccanismo di adeguamento ordinario (triennale) della tariffa; 2. individuazione, mediante il supporto del CT, degli investimenti ad impatto marginale sul fatturato/livelli del servizio che, in caso di incremento dei costi di investimento, possono essere posticipati (modifiche alla priorità di realizzazione); 3. analisi dei costi operativi; 4. analisi di congruità dei costi di esercizio e del recupero di efficienza previsti nel Caso Base; 5. analisi e valutazione in merito all esposizione del CLIENTE al rischio di ritardi nell adeguamento della tariffa in caso di costi aggiuntivi che diano il diritto al ristabilimento dell equilibrio economico-finanziario della gestione; 6. analisi e valutazione in merito all esposizione del CLIENTE al rischio di incrementi nei costi di gestione che non diano la possibilità di rivedere la tariffa e la probabilità che il soggetto si trovi esposto a costi addizionali a causa di tale mancata correlazione; 7. analisi di congruità in merito all ammontare degli eventuali accantonamenti a riserva che mitighino il rischio che il PROGETTO sia esposto a spese straordinarie non previste; 8. identificazione degli effetti sull equilibrio economico finanziario derivanti da eventuali scostamenti nelle macrovoci di costo che presentano una elevata incidenza nella struttura dei costi (es energia elettrica) (iii) Analisi dei ricavi e dei volumi di acqua, con particolare riferimento a: 1. Identificazione degli effetti sui ricavi/costi di una diminuzione dei volumi di acqua per fatti di varia natura ed in particolare per quelli non imputabili al CLIENTE Analisi con focus sugli aspetti economici finanziari, degli effetti sul PROGETTO dell'abrogazione della legge Galli e di altre norme attuative della stessa e dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 152/2006 Analisi dell esperienza e delle capacità tecniche e manageriali del CLIENTE di realizzazione del programma degli investimenti e di gestione del PROGETTO; Analisi delle strategie di gara per la eventuale assegnazione delle commesse/selezione dei contractor a cui assegnare la realizzazione del piano degli investimenti, con specifica indicazione dei requisiti richiesti (esperienza in progetti analoghi, performance, capacità di gestione/coordinamento lavori, ecc); analisi, di concerto con i consulenti legale, tecnico ed assicurativo degli eventuali contratti di costruzione (già negoziati); Analisi e verifica della probabilità di scostamento tra le previsioni di costi e ricavi contenute nel Caso Base e l andamento reale della gestione. (iv) Coordinamento del lavoro del CL e revisione del relativo rapporto di due diligence, con particolare riferimento a: Corrispondenza della struttura giuridica e contrattuale del Progetto alla normativa vigente. Identificazione di eventuali contenziosi esistenti e valutazione degli eventuali rischi ad essi connessi. Analisi dettagliata del profilo fiscale complessivo del progetto, e conferma all adesione alla normativa vigente. Analisi dei contratti commerciali e dei contratti d appalto eventualmente già esistenti, e definizione di contratti tipo in base agli investimenti previsti nel Piano d Ambito ed ai loro importi. Analisi con focus sugli aspetti legali, degli effetti sul PROGETTO dell'abrogazione della legge Galli e di altre norme attuative della stessa e dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 152/2006 (v) Analisi e validazione, con il supporto dei Consulenti Indipendenti, in base a requisiti di bancabilità, del PEF predisposto ed allegato al Piano d Ambito (e successive varianti) e di ulteriori variazioni che A.A.T.O Polesine intenda apportare; presentazione di eventuali proposte di modifica, in base a requisiti di bancabilità. (vi) Individuazione della struttura finanziaria più adeguata, in relazione alle caratteristiche del progetto ed alle condizioni correnti del mercato dei finanziamenti bancari, in termini di: indici di sostenibilità economico finanziaria; rapporti di copertura; rapporto Debito/Mezzi Propri; struttura e caratteristiche delle garanzie; Strategie di copertura dei rischi di tasso d interesse (hedging); adempimenti e tempistiche da rispettare per l'utilizzo dei contributi pubblici, (vii) Implementazione nel PEF della struttura finanziaria ottimale identificata, tramite la sviluppo del Caso Base, che includa inter alia schemi prospettici di: stato patrimoniale; conto economico; endiconto finanziario,indici di liquidità, redditività e copertura. La struttura finanziaria del PROGETTO, in aderenza ai termini e alle condizioni pattuite tra la BANCA ed il CLIENTE, sarà implementata nel Caso Base direttamente dalla BANCA. 1920 (viii) Definizione e validazione delle ipotesi del Caso Base: macroeconomiche; gestionali; finanziarie; fiscali; patrimoniali.; tecniche,. (ix) Simulazioni di scenari di stress del modello economico finanziario con verifica della robustezza della struttura finanziaria (sensitivities). (x) Identificazione del consulente assicurativo, definizione del relativo scope of work, elaborazione della richiesta di quotazione ed assistenza nella fase di selezione. 20 Vedere altro
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