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Timestamp: 2017-10-22 12:04:35+00:00
Document Index: 83946590

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 8']

Il Consiglio di Stato ripristina l’obbligo di versare le spese di avvio della mediazione – Ordine degli Avvocati di Cuneo
Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza cautelare depositata il 22 aprile 2015, ha sospeso, nei limiti di cui alla motivazione, la sentenza del TAR Lazio n. 1351 del 2015.
Cosa aveva stabilito il TAR Lazio. Si trattava della nota sentenza che aveva dichiarato l’illegittimità dell’obbligo per le parti di corrispondere le spese di avvio del procedimento di mediazione tutte le volte in cui il primo incontro di mediazione (così come previsto dal decreto del Fare) si concludeva negativamente.
Per fortuna, sebbene ancora a titolo cautelare, la sez. IV del Consiglio di Stato ha ritenuto che l’appello proposto dall’Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della Giustizia e del Ministero dello Sviluppo economico sia assistito dal fumus boni iuris.
Onorario. Ed infatti, per i giudici di Palazzo Spada, quando il legislatore ha voluto esonerare le parti dal pagamento del compenso della mediazione quando il primo incontro si chiude negativamente, ha inteso esentare quelle parti soltanto con riferimento all’«onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione».
E spese di avvio. Viceversa, rimangono escluse dall’esonero le spese di avvio – le quali a tenore del censurato comma 2 dell’art. 16 comprendono, a loro volta, da un lato le «spese vive documentate» e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione – che «ad avviso della Sezione effettivamente non appaiono prima facie riconducibili alla nozione di “compenso” di cui alla disposizione di fonte primaria dianzi citata».
Quali conseguenze? Ne deriva che, da oggi, le parti dovranno versare all’organismo di mediazione le spese di avvio nonché corrispondere le spese vive documentate (come ad esempio il costo delle raccomandate).
– ciò premesso, nulla quaestio essendovi per le spese di mediazione, nelle quali è ricompreso “anche l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione” (art. 16, comma 10), il problema si pone per le spese di quanto alle spese di avvio – le quali a tenore del censurato comma 2 dell’art. 16 comprendono, a loro volta, da un lato le “spese vive documentate” e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione – queste ad avviso della Sezione effettivamente non appaiono prima facie riconducibili alla nozione di “compenso” di cui alla disposizione di fonte primaria dianzi citata;
– quanto sopra, in particolare, è di palmare evidenza quanto alle spese vive documentate, ma vale anche per le residue spese di avvio, che sono quantificate in misura forfettaria e configurate quale onere connesso all’accesso a un servizio obbligatorio ex lege per tutti i consociati che intendano accedere alla giustizia in determinate materie, come confermato dal riconoscimento in capo alle parti, ex art. 20 del d.lgs. nr. 28/2010, di un credito di imposta commisurato all’entità della somma versata e dovuto – ancorché in misura ridotta – anche in caso di esito negativo del procedimento di mediazione (e, quindi avvio, le quali in virtù del decisum qui contestato sarebbero anch’esse del tutto non dovute per il primo incontro di cui all’art. 8, comma 1, del medesimo d.lgs. nr. 28/2010; anche in ipotesi di esito negativo del primo incontro per il quale le spese di avvio sono dovute);
Comunicazione del Presidente Dott. PERLO