Source: https://www.exeo.it/free/richiesta-autorizzazione-installazione-impianti-pubblicitari
Timestamp: 2018-02-21 13:04:02+00:00
Document Index: 100294910

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 53', 'art. 41', 'art. 23', 'art. 136', 'art. 136', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 49', 'art. 153', 'art. 30', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 23', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 34', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 23', 'art. 56', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 62', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 405', 'art. 53', 'sentenza ']

Richiesta di autorizzazione per gli impianti pubblicitari
Poiché il numero degli spazi pubblicitari disponibili sul territorio comunale è limitato, il rapporto tra ente locale e privato è soggetto al preventivo rilascio di un atto concessorio (così come qualsiasi installazione su suolo pubblico). Questo presuppone il pagamento di un canone annuario calcolato in base alla proiezione degli impianti pubblicitari sul suolo pubblico.
In sede di collocazione di insegne pubblicitarie il bene primario protetto dal Codice della Strada è quello della sicurezza stradale che deve essere tutelato da lesioni anche solo astrattamente ipotizzabili.
L'art. 51 del regolamento di esecuzione al codice della strada nel riferirsi ai mezzi pubblicitari collocati lungo o in prossimità delle strade comprende anche gli impianti collocati su marciapiedi che costituendo pertinenze laterali delle strade sono per definizione collocati in prossimità delle stesse.
L'allocazione della segnaletica stradale mira a tutelare un valore di primaria importanza quale l'interesse pubblico alla sicurezza della circolazione veicolare e si concreta pertanto in scelte di merito riservate all'amministrazione competente, con la conseguenza che, per essere la posizione del titolare di impianti pubblicitari del tutto recessiva e secondaria rispetto all'interesse generale ad un'ottimale ubicazione dei segnali stradali, non è neppure ipotizzabile che l'amministrazione sia tenuta a concertare o valutare modifiche della segnaletica stradale funzionali alla sopravvivenza di insegne pubblicitarie che do... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rimenti incorrere nell'inosservanza delle distanze minime stabilite dalla legge, a fronte dell'evidente subalternità di dette insegne rispetto alle esigenze pubbliche sottese ad un dato assetto della viabilità e ad una data dislocazione della segnaletica.
L'interesse generale relativo ad una ottimale localizzazione della segnaletica stradale risponde ad esigenze di interesse generale e di garanzia della sicurezza della circolazione e della incolumità delle persone che prevalgono ampiamente sull'interesse del soggetto richiedente l'autorizzazione al posizionamento di impianti pubblicitari.
La considerazione della sola durata (infra o ultra annuale) della occupazione del suolo pubblico oggetto dell'atto di concessione per la installazione di cartelli pubblicitari non costituisce corretta valutazione dell'esatto discrimen legale per qualificare come temporanea ovvero come permanente detta occupazione dovendosi, invece, sempre verificare se l'atto di concessione limiti o meno l'occupazione ad alcuni giorni della settimana e/o ad alcune ore del giorno, perché la limitazione suddetta importa sempre la natura temporanea dell'occupazione.
Il Comune non può dichiararsi estraneo ad una convenzione stipulata tr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oncessionaria e imprese terze, qualora avesse dato mandato alla concessionaria di valorizzare le aree di sosta e di concedere l'uso del suolo pubblico per l'installazione di impianti pubblicitari.
Il Comune è chiamato ad esercitare, quanto all'autorizzazione alla installazione di impianti pubblicitari, un potere caratterizzato da profili di discrezionalità, in quanto titolare sia delle funzioni relative alla sicurezza della circolazione (ciò che comporta la titolarità del potere autorizzatorio dell'installazione di impianti pubblicitari, nel rispetto delle prescrizioni del D.Lgs. 285/1992), sia di quelle relative all'uso del proprio territorio, anche sotto l'aspetto dei monumenti, dell'estetica cittadina e del paesaggio, ben potendo individuare limitazioni e divieti per particolari forme pubblicitarie, in connessione ad esigenze di pubblico interesse.
Le rastrelliere destinate al parcheggio di biciclette costituiscono impianti pubblicitari di servizio, atteso che rientra in quest'ultima nozione qualunque manufatto avente quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell'ambito dell'arredo urbano e stradale.
La mancata adozione da parte dell'amministrazione comunale di un provvedimento a defin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...procedimento innescato dal privato con la presentazione di istanze di autorizzazione (nel caso di specie istanze tese ad ottenere le autorizzazioni per l'installazione di 21 impianti pubblicitari sul territorio comunale) determina il prodursi della fattispecie, a formazione successiva, del c.d. silenzio – inadempimento ovvero silenzio rifiuto di provvedere.
Ove l'istanza non sia corredata dalla necessaria documentazione, non si forma il silenzio assenso sulla domanda di titolo abilitativo all'installazione di impianti pubblicitari.
Alla definizione della disciplina della collocazione degli impianti pubblicitari concorrono la normativa sulla viabilità, che sottopone gli impianti, per la sicurezza del traffico veicolare, ad autorizzazione comunale se collocati nei centri abitati (art. 23, co. 4, D. Lgs. 285/1992), quella sulla tutela dei beni culturali e paesaggistici (artt. 49 e 153 D. Lgs. 42/2004, se gli impianti incidano su tali profili, e la normativa tributaria, posta in particolare dal D. Lgs. 507/1993 prima e dal D. Lgs. 446/1997 poi.
In materia di impianti pubblicitari, il regime autorizzatorio si giustifica in ragione dell'interesse pubblico ad evitare la captazione e disturbo dell'attenzione dei conducenti e alla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el decoro delle strade, che prevale sicuramente sulle esigenze imprenditoriali.
La collocazione di impianti pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta ad autorizzazione (art. 23, co. 4, D. Lgs. 285/1992), la quale ha validità triennale ed è soggetta a rinnovo (art. 53, co. 6, D.P.R. 495/1992).
Il servizio delle pubbliche affissioni è inteso a garantire specificatamente l'affissione, a cura del comune, in appositi impianti a ciò destinati, di manifesti di qualunque materiale contenente comunicazioni con finalità istituzionali, sociali o comunque prive di rilevanza economica, ovvero, ove previsto e nella misura stabilita nelle disposizioni regolamentari, di messaggi diffusi nell'esercizio di attività economiche.
Tra gli scopi perseguiti con l'istituzione del servizio delle pubbliche affissioni è compreso l'obiettivo, di natura perequativa, di assicurare, nonostante l'esistenza di una risorsa scarsa quale la superficie affissiva, lo svolgimento dell'attività di affissione anche da parte di coloro che non dispongono di impianti propri, ponendo così le condizioni per un'effettiva concorrenza, sia pur limitata, tra le imprese operanti nel settore della pub... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; commerciale.
L'istanza di autorizzazione all'installazione di insegne deve essere accompagnata da un progetto che indichi l'esatta collocazione delle insegne, a prescindere dal fatto che non siano state ancora raccolte le necessarie adesioni dei titolari delle diverse attività commerciali.
La pubblicità lungo le autostrade deve essere autorizzata dalla società proprietaria dell'autostrada.
L'installazione di impianti pubblicitari è un'attività economica "contingentata", stante la limitatezza degli spazi a ciò destinati. Siffatto contingentamento non si pone in contrasto con la tutela costituzionale della libera iniziativa privata, giacché lo stesso art. 41 Cost. ammette la possibilità di limitare tale libertà onde contemperarla con l'utilità sociale.
Gli interessi economici delle imprese operanti nel campo della pubblicità vanno ponderati assieme agli altri interessi superindividuali, a vario titolo coinvolti nella specifica regolazione.
L'espressione «cartelli indicanti servizi o indicazioni agli utenti», consentiti anche su strade comprese negli itinerari internazionali di cui all'art. 23, co. 7, d. lg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., non può essere interpretata nel senso che su questa tipologia di strade sia consentita l'apposizione dei soli segnali di indicazione di cui all'art. 136 D.P.R. 495/1992. Deve affermarsi, invece, il principio secondo cui sulle strade in questione possano essere consentiti non solo «segnali» ex art. 136 reg. cod. strada che presentino la specifica veste grafica ed il contenuto previsti dalla legge, ma anche «cartelli» indicanti servizi o altre informazioni che non presentino carattere meramente pubblicitario. (Fattispecie anteriore alla legge 120/2010).
L'autorizzazione prevista dall'art. 23, co. 4, d. lgs. 285/1992 non è necessaria nel caso in cui ente proprietario della strada sia il Comune, il quale, per la realizzazione di un manufatto avente finalità pubblicitaria, abbia rilasciato il titolo edilizio contenente la valutazione della sua compatibilità con le norme del codice della strada, in quanto in questa ipotesi il titolo edilizio assorbe l'autorizzazione ex art. 23 d. lgs. 285/1992; tuttavia, ove non sia provata la sussistenza di una tale valutazione, il titolo edilizio rimane insufficiente.
Nella richiesta del comune di procedere al pagamento dell'imposta sulla pubblicità non pu&ogr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arsi una rinnovazione tacita del provvedimento di autorizzazione al mantenimento dell'insegna pubblicitaria, sia perché non configurabile in assenza di espressa disposizione che lo consenta, stante i principi in materia di forma dei provvedimenti amministrativi, sia per le diverse finalità cui risponde il presupposto di imponibilità di cui all'art. 5 d. lgs. 507/1993.
L'installazione di mezzi pubblicitari è incompatibile con la destinazione a verde pubblico di un'area salva la possibilità di installare elementi di arredo del verde pubblico che possano essere utilizzati anche come veicolo di informazioni pubblicitarie.
La motivazione di un provvedimento che nega l'installazione di pubblicità mediante occupazione di aree di pregio paesaggistico non può tradursi in una semplice formula generica, e deve invece dare contezza delle ragioni per le quali viene ritenuta l'incompatibilità dei cartelloni pubblicitari con le esigenze di tutela paesistica nel contesto ambientale tutelato.
L'installazione di impianti pubblicitari in area assoggettata a vincolo paesaggistic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re preceduta da apposita autorizzazione ambientale.
Anche in difetto di prescrizioni sul rispetto di distanze minime dall'impianto semaforico per i cartelli pubblicitari, ove la strada sia ubicata nell'ambito o in prossimità di beni culturali e la Soprintendenza abbia emesso parere negativo ai sensi dell'art. 49 D. Lgs. 42/2004, l'autorizzazione all'installazione dell'impianto pubblicitario non può essere rilasciata.
Nonostante il divieto di cui al comma 1 dell'articolo 49 del D. lgs. n. 42 del 2004, l'autorizzazione ad affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali può essere rilasciata nel caso in cui la Sovrintendenza verifichi che non ne deriva danno all'aspetto, al decoro e alla pubblica visione di detti edifici ed aree.
In tema di impianti pubblicitari affissi su edifici vincolati, è legittimo il parere con cui la Sovrintendenza, dopo avere ritenuto inappropriata la installazione in linea generale, si riserva di decidere diversamente nel caso in cui si proceda ad un ridimensionamento degli impianti.
L'art. 153, co. 2, d. lgs. 42/2004 non vieta in modo assoluto l'installazione di impianti pubblicitari lungo le strade situate ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e in prossimità di luoghi sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche o di edifici o di luoghi di interesse storico o artistico, ma, al contrario, prevede il compimento di una verifica di compatibilità paesaggistica in concreto dell'intervento, demandata all'ente preposto alla tutela del paesaggio.
È illegittima la norma del P.T.C.P. che vieta in modo assoluto l'installazione di impianti pubblicitari in zone vincolate: invero, le ragioni di tutela del paesaggio e di libera iniziativa economica devono essere volta per volta ponderate, attraverso lo strumento dell'autorizzazione paesaggistica.
L'affidamento dell'attività di gestione degli spazi pubblicitari sugli impianti di proprietà della P.A. non si configura come appalto di servizi, ma come concessione di servizio pubblico locale (cui è correlato l'uso di un bene pubblico), sicché occorre far riferimento all'art. 30 D. Lgs. 163/2006.
Nel caso della gestione degli spazi pubblicitari sugli impianti di proprietà della P.A. - similmente a quanto accade per la gestione degl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...blicitari sulle pensiline delle fermate dei mezzi pubblici - si instaura un rapporto trilaterale tra amministrazione concedente, concessionario ed utenti, nel quale il concessionario agisce in luogo dell'ente pubblico, cedendo gli spazi a terzi dietro compenso e corrispondendo un canone all'amministrazione, cui si aggiungono il servizio di manutenzione ed altre eventuali prestazioni accessorie.
È illegittima l'esclusione dalla procedura per l'affidamento di concessione in uso di impianti pubblicitari di proprietà comunale.disposta in ragione della mancata iscrizione dell'impresa nell'albo tenuto dalla P.A. per la categoria del servizio oggetto della gara: il riferimento agli "elenchi" tenuti dalle stazioni appaltanti costituisce solo una delle modalità per individuare gli operatori economici e il numero di ditte da invitare costituisce un limite minimo, che non esclude affatto che il numero dei concorrenti da coinvolgere nella gara possa essere superiore.
È illegittimo il provvedimento di diniego di rinnovo dell'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari lungo una strada laddove non sia preced... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento della domanda di cui all'art. 10 bis, l. n. 241 del 1990.
È illegittima la deliberazione della Giunta comunale che fissa un divieto generico e assoluto di installazione di cartelli pubblicitari su suolo demaniale: a fronte di un'attività imprenditoriale lecita, l'Amministrazione deve valutare caso per caso, nella comparazione dei diversi interessi coinvolti, ivi compreso quello alla sicurezza e fluidità della circolazione stradale, e quello al decoro urbano e all'armonico utilizzo del territorio, se rilasciare o meno il richiesto provvedimento concessorio. Ben può l'organo di governo dell'Ente fornire delle linee guida alla struttura burocratica, purché si tratti di indirizzi di massima e che comunque non impediscano totalmente il rilascio delle autorizzazioni in questione.
Il provvedimento di diniego avverso l'istanza per l'installazione di pannelli pubblicitari da installarsi in luoghi diversi da quelli individuati nella autorizzazione paesaggistica ha natura vincolata per cui l'omessa adozione del preavviso di rigetto di cui all'art. 10 bis l. n. 241/90 non determina l'illegittimità dell'atto finale.
E' illegittimo il diniego dell'autorizzaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stallazione di un impianto di pubblicità temporanea motivato dall'assenza del Piano Generale degli Impianti di cui al d. lgs. n. 507 del 1993 dal momento che l'amministrazione comunale ha comunque l'obbligo di esaminare nel merito le istanze di autorizzazione all'installazione degli impianti pubblicitari alla luce della normativa edilizia e delle norme del Codice della Strada.
E' illegittimo il diniego di rilascio di autorizzazioni all'installazione di impianti pubblicitari motivato con la mancata adozione da parte del comune del piano generale degli impianti pubblicitari, ove tale adozione non sia avvenuta nel termine previsto dall'articolo 36 del d.lgs. n. 507/1993, non potendo gli imprenditori del settore essere sottoposti alla condizione meramente potestativa dell'ente di decidere di pianificare il settore dell'impiantistica pubblicitaria.
È illegittimo il diniego di rilascio di autorizzazioni all'installazione di impianti pubblicitari motivato con riferimento al fatto che il Comune non abbia adottato il Piano generale degli impianti pubblicitari, ove tale adozione non sia avvenuta nel termine previsto dall'articolo 36 del D.Lgs. n. 507 del 1993, non potendo gli imprenditori del settore essere sottoposti alla condizione meramente p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del Comune di decidere di pianificare il settore dell'impiantistica pubblicitaria.
Nell'assumere determinazioni in materia di impianti pubblicitari, il Comune deve tener conto degli affidamenti derivanti a terzi da una convenzione stipulata da questi ultimi con una società concessionaria a cui il Comune avesse dato mandato di valorizzare le aree di sosta e di concedere l'uso del suolo pubblico per l'installazione di impianti pubblicitari.
La mancanza del Regolamento Comunale ex art. 3, co. 3, D. Lgs. 507/1993 e/o del Piano Generale degli Impianti Pubblicitari ex art. 36, comma 8, D.Lg.vo n. 507/1993, non può inibire sine die le installazioni pubblicitarie e non può impedire l'esercizio dell'attività economica nel settore della pubblicità
È legittimo il diniego dell'autorizzazione all'installazione di un impianto pubblicitario che, per caratteristiche ed altezza, si trova allineato alle paline semaforiche esistenti e nel campo visivo degli utenti in transito sulla strada.
In sede di rilascio dell'autorizzazione all'installazione degli impianti pubblicitari l'Ente proprietario della strada deve accertare il rispetto di tutte le condizioni poste dal legislatore e – poich&eacu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tivo primario è quello di salvaguardare la sicurezza della circolazione stradale e la pubblica incolumità – può legittimamente inibire la collocazione dei cartelli su tutte le tipologie di strade quando emergano circostanze ostative al perseguimento di quell'obiettivo.
È illegittimo il diniego di rilascio di autorizzazioni all'installazione di impianti pubblicitari motivato con riferimento al fatto che il Comune non avesse adottato il Piano generale degli impianti pubblicitari.
In difetto di pianificazione degli impianti pubblicitari e di contingentamento, il diniego di autorizzazione all'installazione deve essere adeguatamente e puntualmente motivato, dovendosi ritenere insufficienti i generici richiami alla tutela del "decoro urbano", alla salvaguardia della "sicurezza degli utenti della strada" ed al conseguito raggiungimento di un "numero adeguato" di installazioni.
È illegittimo negare l'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari deducendo che vi sarebbe un atto di pianificazione in fase di elaborazione: tale circostanza, infatti, non giustifica il diniego dell'istanza, ma, al più, una sospensione del suo esame.
È illegittimo il rigetto della dom... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orizzazione ad installare cartelloni pubblicitari stradali che sia basato sul "regolamento comunale dei mezzi pubblicitari" interpretato ed applicato dall'amministrazione nel senso di un generalizzato divieto di collocazione per i detti cartelli all'interno dei centri abitati, posto che tale divieto è privo di un individuabile fondamento normativo e, comunque, di sufficiente giustificazione.
È legittimo il diniego di rinnovo della concessione per il collocamento di impianti di segnaletica territoriale abbinata a spazi pubblicitari di tipo trittico o trifilare originariamente rilasciata qualora, medio tempore, sia stato chiarito che questa tipologia di impianti contrasta con il codice della strada.
Il diniego di rinnovo dell'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari deve essere doverosamente motivato ma la giustificazione della scelta non deve essere parametrata alla motivazione richiesta per la revoca o l'annullamento in autotutela.
L'amministrazione deve doverosamente rigettare qualsiasi istanza volta all'installazione di impianti pubblicitari in violazione delle norme di legge o di regolamento; tuttavia, qualora il regolamento comunale lo preveda, deve motivare adeguatamente sull'impossibilità di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...– a condizioni diverse purché rispettose delle norme di legge e di regolamento – la predetta istallazione.
È legittimo il rigetto della richiesta di affidamento diretto di una parte considerevole degli spazi pubblicitari presenti nel territorio comunale qualora l'Amministrazione avesse già deliberato nella redazione del piano generale degli impianti pubblicitari di individuare mediante gara il fornitore delle strutture di arredo urbano, a cui affidare anche manutenzione e gestione di tutti gli spazi pubblicitari.
Il provvedimento che nega l'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari non è sufficientemente motivato se si limita a richiamare l'art. 23 d. lgs. 285/1992 o l'art. 51 D.P.R. 495/1992, senza contenere alcun concreto riferimento all'impatto derivante dalle installazioni richieste, alla luce della situazione dei luoghi (posizione/ubicazione) e delle caratteristiche degli impianti (dimensioni/forma/colore), da cui possa evincersi quale divieto previsto dalle norme suddette sarebbe violato, o comunque i motivi specifici della pericolosità degli impianti per la circolazione stradale.
È legittimo il diniego di autorizzazione di installazione di impianti pubblicita... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sulla mancata adozione del piano degli impianti pubblicitari, anche nel caso in cui le istanze si riferiscano ad una strada di nuova realizzazione non ancora inserite nel piano stesso.
L'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari può essere legittimamente negata anche su strade che non siano classificate come «autostrade» o come «strade extraurbane principali», qualora sia necessario salvaguardare la sicurezza della circolazione stradale e la pubblica incolumità.
L'ente proprietario della strada può legittimamente inibire la collocazione dei cartelli su tutte le tipologie di strade quando emergano circostanze ostative al perseguimento della salvaguardia della sicurezza della circolazione stradale e della pubblica incolumità.
Il diniego di autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari, motivato dal Comune con riguardo alla mancata adozione del necessario strumento pianificatorio, è legittimo e perfettamente coerente con le statuizioni rese al riguardo da Corte Cost. 355/2002.
In caso di mancato rilascio dell'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari motivata in base alla mancata adozione del piano previsto dall'art. 3 d.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...993, la tutela risarcitoria spettante a colui che ha presentato l'istanza non accolta è configurabile solo per equivalente e presuppone il previo accertamento dell'illegittimità dell'inerzia serbata dalla P.A. nell'adozione dello strumento pianificatorio, da farsi constare in sede giurisdizionale attraverso l'art. 21-bis legge 1034/1971.
Il contratto con il quale il Comune affida ad un soggetto il servizio di affissione dei cartelloni pubblicitari può riguardare soltanto gli impianti ivi indicati e previsti, dovendosi ritenere contraria ai principi di concorrenza e di massima partecipazione una ricostruzione che ritenga estesa l'esclusiva a tutti gli impianti pubblicitari: pertanto, ove il contratto faccia riferimento agli impianti tipo posters, non può ritenersi preclusa al privato l'installazione di cartelloni di tipo diverso, come teli che coprono l'intera facciata dell'edificio o una sua parte o pannelli facciali.
L'art. 34 d.l. 201/2011 e gli artt. 3 e 4, co. 6 e 7, d.l. 138/2011 hanno fatto diventare l'accesso generalizzato un principio generale dell'ordinamento: pert... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssibilità di ottenere un diritto di esclusiva per la pubblicità stradale in una determinata area comunale è eccezionale.
Poiché il mercato degli spazi pubblici destinati agli impianti pubblicitari è contingentato, è necessaria la sua sottoposizione a procedure pubbliche e trasparenti, in quanto, anche se si attribuisse la prevalenza al momento privatistico della attività di prestazione di servizi pubblicitari, ritenendo che essa sia interamente soggetta a regime autorizzatorio, il modulo della gara pubblica appare lo stesso necessario, alla luce dell'art. 12 della direttiva Bolkestein, secondo la quale, qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una certa attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzia di imparzialità e trasparenza e preveda, in particolare, un'adeguata pubblicità dell'avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento.
Il principio per cui la P.A.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...be ricorrere al meccanismo della gara per l'affidamento in concessione a privati di spazi per l'esercizio di attività pubblicitaria deve intendersi limitato ai casi in cui venga in considerazione un problema di concorrenza «per il mercato» dei servizi pubblicitari; il richiamato principio, invece, non può operare laddove si presenti il diverso problema dell'accesso al mercato degli spazi pubblici da destinare agli impianti pubblicitari (e quindi se riferiti al diverso tema della concorrenza «nel mercato»), perché, in tale ambito, la P.A. deve avere un ruolo di regolazione ai fini della assegnazione concorrenziale, tra tutti i potenziali soggetti interessati, degli spazi pubblici ove allocare gli impianti.
Le amministrazioni comunali, al di fuori del servizio di propria spettanza attinente le pubbliche affissioni, non potrebbero introdurre forme ulteriori (non previste) di privativa pubblica a mezzo del meccanismo della concessione di servizio.
Il sistema della gara pubblica per la assegnazione delle postazioni disponibili in numero limitato per l'installazione di impianti pubblicitari, lungi dal potersi considerare come indebita limitazione della libertà di impresa ne costituisce una necessaria for... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione e ciò sia se si assegna la priorità al momento autorizzatorio della pubblicità stradale intesa come attività privata sottoposta a controlli sia se si considera prevalente il momento della concessione di spazi appartenenti al demanio stradale come necessario presupposto per la sua esplicazione.
Lo svolgimento di una procedura pubblica e trasparente per la assegnazione degli spazi pubblicitari appare non meramente facoltativo ma necessario ed indefettibile.
A fronte delle ripetute istanze presentate da un operatore del settore per l'installazione di impianti pubblicitari, il Comune non può rimanere inerte, ma deve dare immediatamente corso alla procedura concorrenziale per la assegnazione delle postazioni richieste e disponibili in un numero limitato.
È legittima la previsione di una procedura competitiva ad evidenza pubblica per la concessione degli spazi pubblici da utilizzare per la collocazione di impianti pubblicitari per affissione commerciale da parte di operatori economici privati.
La normativa sulla installazione degli impianti a tutela della sicurezza stradale, e dei valori culturali, si raccorda a quella ulteriore basata sul presupposto, necessitato e condizionant... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ingentamento dell'attività in questione poiché comportante l'uso di una risorsa pubblica scarsa qual è il suolo pubblico.
La collocazione degli impianti pubblicitari commerciali su aree pubbliche urbane è vincolata dalla naturale limitatezza degli spazi disponibili all'interno del territorio comunale, ulteriormente ristretta per effetto dei vincoli sia di viabilità sia di tutela dei beni culturali gravanti sul territorio.
La procedura ad evidenza pubblica è istituto tipico di garanzia della concorrenza nell'esercizio dell'attività economica privata incidente sull'uso di risorse pubbliche e che, in particolare, la concessione tramite gara dell'uso di beni pubblici per l'esercizio di attività economiche private è istituto previsto nell'ordinamento, essendo perciò fondata la qualificazione della gara come strumento per assicurare il principio costituzionale della libera iniziativa economica anche nell'accesso al mercato degli spazi per la pubblicità.
Se è vero che la pubblicità stradale non si configura come un servizio pubblico, e non si richiede pertanto che le autorizzazioni siano da rilasciare mediante gara, non può certamente dirsi ille... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... siffatta previsione del piano degli impianti pubblicitari con la quale la P.A. autolimiti la propria discrezionalità.
L'affidamento di una concessione di suolo pubblico finalizzata all'installazione ed all'esercizio di impianti pubblicitari deve essere preceduta da una procedura ad evidenza pubblica.
La scelta di molti comuni di assegnare in concessione a mezzo di gara gli spazi da dedicare all'attività pubblicitaria non soltanto non appare incompatibile – come pure si legge in alcuni passaggi motivazionali di varie pronunce - con il principio costituzionale di libera iniziativa economica, ma risulta semmai funzionale al concretizzarsi di quel principio, mercé lo strumento concorrenziale proprio della gara.
L'installazione di impianti pubblicitari è un'attività economica contingentata, stante la limitatezza degli spazi a ciò destinati che richiede all'Amministrazione una valutazione complessa al fine di effettuare il giusto contemperamento tra interessi pubblici e privati e una comparazione tra le varie istanze.
In materia di assegnazione ai privati degli spazi pubblicitari su suolo pubblico i Comuni sono tenuti ad attribuire gli spazi pubblicitari attraverso il sistema d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che gare.
E' legittimo il ricorso alle pubbliche gare per l'assegnazione ai privati degli spazi pubblicitari su suolo pubblico.
In materia di impianti pubblicitari, la scelta di molti comuni di assegnare in concessione spazi del territorio comunale a mezzo di gara non soltanto non appare incompatibile con il principio costituzionale di libera iniziativa economica, ma risulta semmai funzionale all'inveramento di tale principio, mercè lo strumento concorrenziale proprio della gara.
E' illegittima la disposizione di un regolamento comunale che permette la concessione di suolo pubblico per l'installazione di impianti pubblicitari, anziché all'offerta più conveniente, previo esperimento di pubblica gara, secondo il criterio automatico della preferenza accordata alla domanda presentata per prima.
L'art. 3 del R.D. 18.11.1923 n. 2440 enuncia un principio generale applicabile anche alle concessione di beni demaniali e patrimoniali, e, pertanto, è applicabile in via diretta, o quanto meno analogica, alla concessione del suolo pubblico finalizzata all'installazione di impianti pubblicitari.
DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> INAPP... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; D.I.A./S.C.I.A.
L'istituto della s.c.i.a. non si applica alle istanze di autorizzazione per l'installazione di impianti pubblicitari su suolo comunale, essendo tale attività discrezionale e, comunque, contingentata.
L'installazione di impianti pubblicitari è da ritenere attività contingentata e, come tale, è pretermessa dalla disciplina liberistica di cui all'art. 19 legge 241/1990.
L'installazione di impianti pubblicitari è attività "contingentata", non sussumibile nella disciplina di cui all'art. 19 legge 241/1990.
La collocazione di impianti pubblicitari su suolo pubblico non può avvenire attraverso il procedimento di formazione di un titolo autorizzativo tacito per silenzio assenso ma implica necessariamente un formale provvedimento di concessione del bene pubblico.
L'istituto del silenzio assenso è applicabile al procedimento relativo all'affissione diretta di pubblicità ma non a quello concernente l'installazione di impianti pubblicitari su spazi pubblici.
L'is... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...silenzio assenso è inapplicabile alla materia delle affissioni pubblicitarie nel territorio comunale.
Ai procedimenti di installazione di cartelli pubblicitari non si applica né l'istituto del silenzio assenso (applicabile invece per le autorizzazioni all'affissione diretta di manifesti in spazi di propria pertinenza, di cui all'art. 28, co. 4, D.P.R. 639/1972) né la disciplina della d.i.a., in quanto si tratta di attività contingentata.
Poiché solo per il consenso alle richiesta di autorizzazione all'affissione diretta di impianti pubblicitari in spazi di propria pertinenza, di cui all'art. 28, quarto comma, del D.P.R. n. 639 del 1972, si rende configurabile il silenzio-assenso previsto dall'art. 20 della legge n. 241 del 1990, tale istituto non è applicabile ai procedimenti relativi alla installazione di cartelli pubblicitari e non all'affissione diretta di materiale pubblicitario sui cartelli medesimi.
L'installazione di mezzi pubblicitari può avvenire solo a seguito di una istanza che in modo specifico ne indichi l'oggetto, suffragata da un titolo legittimante l'occupazione dell'area su cui ricadono gli impianti. Pertanto, nel caso in cui detta istanza abbia per oggetto cartelli da ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...su suolo pubblico, non è configurabile un provvedimento tacito di assenso connesso al silenzio dell'amministrazione, poiché il provvedimento è di natura concessoria ed è quindi conseguentemente inapplicabile la normativa in tema di silenzio-assenso, il cui regime si applica ai soli atti autorizzatori.
Il servizio delle pubbliche affissioni, che può comportare lo svolgimento di servizi aggiuntivi strumentali alla repressione dell'abusivismo pubblicitario e al miglioramento dell'impiantistica, può essere affidato in concessione solo a società iscritte all'albo dei concessionari dei tributi e di esso perciò non può essere concessionario chi difetti di tale requisito.
la superficie degli impianti da adibire alle pubbliche affissioni deve essere stabilita nel regolamento comunale in misura proporzionale al numero degli abitanti e comunque non inferiore a 18 metri quadrati per ogni mille abitanti nei comuni con popolazione superiore a trenta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti.
Poiché l'appoggio di impianti pubblicitari rientra certamente fra i possibili utilizzi d'interesse generale delle aree pubbliche a fini di promozione dell'economia, della concorrenza e della libertà di scelta dei consumatori, in vigenza di una concessione amministrativa già rilasciata e per la quale continua ad essere corrisposto un canone, alla sopravvenuta impossibilità, per esigenze d'interesse pubblico, di mantenere l'originaria collocazione dell'impianto pubblicitario consegue l'obbligo dell'Amministrazione concedente –e corrispondentemente il diritto del concessionario- ad operare il trasferimento dell'impianto in una nuova sede avente caratteristiche il più possibile simili.
L'atto di assenso relativo ai cartelloni pubblicitari appartiene a una categoria speciale e non corrisponde ad un permesso di costruire.
È illegittima la norma del regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissione che preveda un regime concessorio per l'attribuzione degli spazi destinati ad impianti pubblicitari e con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'aggiudicazione e alla convenzione il rilascio dell'autorizzazione alla collocazione di cartelli lungo le strade: l'art. 23 d. lgs. 285/1992 prevede infatti un regime autorizzatorio che tutela l'iniziativa economica dei privati.
Gli impianti pubblicitari destinati alle affissioni dirette rappresentano complessivamente un numerus clausus e il provvedimento abilitativo all'esercizio dell'impianto deve essere la concessione.
In materia di impianti pubblicitari, se è vero che l'autorizzazione comunale è sufficiente qualora gli impianti pubblicitari debbano essere collocati su suolo privato, qualora, viceversa, essi vadano posti su suolo pubblico, sarà necessario ottenere anche la concessione comunale del medesimo suolo.
Le richieste di autorizzazione alla collocazione di impianti e manufatti da utilizzare per l'affissione di manifesti commerciali ed i conseguenti atti di diniego adottati dall'Amministrazione attengono all'esercizio di un potere ben diverso da quello inerente l'affissione diretta in spazi di propria pertinenza, ai sensi dell'art. 28, quarto comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 639.
DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> PARERE C.E.C.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> Il coinvolgimento della commissione edilizia nel rilascio dell'autorizzazione all'installazione degli impianti pubblicitari non incontra alcun divieto normativo.
Il pagamento annuale dell'imposta di pubblicità, la prescritta dichiarazione di cui all'articolo 8 del d.lgs. n. 507 del 1993 e il correlativo comportamento tacito da parte del Comune comportano proroga consensuale di fatto delle concessioni per gli impianti pubblicitari.
Non può essere collegato alcun effetto di rinnovo automatico alla concessione di installazione pubblicitaria all'adempimento degli obblighi tributari (ovvero al pagamento dell'imposta sulla pubblicità), non potendosi consentire che simili effetti derivino dalla dichiarazione unilaterale di volontà implicita nell'assolvimento dell'onere tributario anziché dall'intervento della competente autorità.
In caso di occupazione di suolo pubblico per la installazione di cartelli pubblicitari, il pagamento dell'imposta pubblicitaria non può supplire alla mancanza di titolo autorizzatorio all'eventuale proroga, non potendo essa essere rimessa all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione unilaterale di volontà dell'istante implicitamente recata dall'assolvimento dell'onere tributario, piuttosto che all'intervento della competente autorità.
La proroga implicita prevista dall'art. 8, co. 3, del d. lgs. 507/1993 si applica soltanto qualora il pagamento dell'imposta di pubblicità avvenga prima della scadenza della concessione.
La proroga implicita prevista dall'art. 8, co. 3, del d. lgs. 507/1993 non può essere invocata per un numero di cartelli pubblicitari maggiore di quelli assentiti.
La proroga tacita prevista dall'art. 8, co. 3, d. lgs. 507/1993 presuppone la regolarità degli impianti e la conformità degli stessi, per località, durata, superficie ed uso, alla concessione medesima.
La mancanza del Regolamento comunale ex art. 3 comma 3, d.lg. 15 novembre 1993 n. 507 e/o del Piano generale degli impianti pubblicitari ex art. 36 comma 8, cit. d.lg. n. 507 del 1993, per essere compatibile con l'art. 41 Cost. e con l'art. 2, l. 7 agosto 1990 n. 241, che impone alle Pubbliche amministrazioni l'onere di determinare per ciascun pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il termine entro cui esso deve essere concluso, non può inibire sine die le installazioni pubblicitarie e impedire l'esercizio dell'attività economica nel settore della pubblicità, atteso che l'esercizio dell'attività economica non può essere subordinato alla condizione meramente potestativa di quando il Comune decida di adottare i suddetti strumenti programmatori.
Nelle more dell'adozione del Piano Generale degli Impianti Pubblicitari il Comune dovrà comunque esaminare nel merito le singole istanze di autorizzazione a collocare impianti pubblicitari e, verificato il rispetto di tutti i valori ambientali e di tutte le esigenze di sicurezza della circolazione implicati, dovrà rilasciare in via provvisoria autorizzazioni temporanee le quali perderanno automaticamente efficacia nel momento dell'adozione del Piano suddetto, con conseguente obbligo di immediata rimozione degli impianti pubblicitari autorizzati provvisoriamente.
È illegittima la previsione del piano per gli impianti pubblicitari che impone, all'atto della richiesta di installazione di un impianto, il versamento di una cauzione a garanzia della conformità dello stesso alle prescrizioni del piano, in quanto in contrasto con il p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i matrice costituzionale (art. 23), per cui nessuna prestazione patrimoniale può essere imposta se non per legge.
E' illegittimo il diniego di rinnovo di autorizzazioni alla posa di impianti pubblicitari basato sulla mera constatazione della mancata adozione del regolamento comunale: fatto questo, dipendente dall'inerzia della stessa amministrazione che ha respinto le istanze del privato.
Le scelte relative alle limitazioni e divieti per particolari forme pubblicitarie in relazione ad esigenze di pubblico interesse ed alla determinazione della tipologia e della quantità degli impianti pubblicitari ammissibili non possono essere compiute caso per caso, ma sono demandate ad un apposito regolamento e ad un piano generale degli impianti la cui approvazione spetta al Consiglio comunale.
La decisione di non consentire più l'installazione di impianti pubblicitari posti su indicatori di parcheggio e di sostituirli con parcometri deve essere presa dal Consiglio comunale con un atto generale e non dal dirigente o dal responsabile dell'ufficio, in seno alla singola procedura autorizzatoria.
L'approvazione del regolamento previsto dall'art. 3 D. Lgs. 507/1993 rientra , ai sensi dell'art. 42, co.1, lett. a), D. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...00, nell'ambito della competenza del Consiglio Comunale e perciò le modifiche a tale Regolamento possono essere approvate soltanto dal Consiglio Comunale.
È necessaria una delibera del Consiglio comunale per prevedere l'immediata sospensione dell'efficacia delle autorizzazioni rilasciate anteriormente all'entrata in vigore del piano degli impianti pubblicitari, dal momento che tali titoli dovrebbero avere una durata non superiore a tre anni.
L'esercizio dell'attività economica non può essere subordinato alla condizione meramente potestativa di quando il Comune decida di adottare i provvedimenti di pianificazione pubblicitaria, per cui in tale situazione i Comuni devono rilasciare i titoli autorizzatori, verificando la sussistenza dei requisiti oggettivi ed oggettivi alla stregua dei criteri e dei principi, fissati dalle norme a tutela della sicurezza della viabilità, dell'ambiente e del paesaggio.
È illegittima la norma del regolamento locale che vieti in modo generalizzato l'installazione di impianti pubblicitari sul suolo pubblico in tutto il territorio comunale.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...llegittimo il provvedimento di rimozione di impianti pubblicitari laddove l'amministrazione non abbia adempiuto l'obbligo di comunicare l'avvio del relativo procedimento.
Una volta messo in atto, da parte dell'amministrazione comunale, un ripensamento generale in ordine al tema della installazione di impianti pubblicitari recanti messaggi di natura mista (ma in cui prevale il messaggio socialmente utile), è ben possibile che la stessa autorità comunale si determini alla revoca delle autorizzazioni rilasciate in precedenza, in ragione della preponderanza accordata alla tutela del decoro dell'arredo urbano.
Il potere di ingiungere la rimozione di insegne pubblicitarie compete all'ente proprietario della strada lungo la quale o in vista della quale esse sono collocate.
Il potere di autorizzarne la collocazione e, specularmente, di ordinarne la rimozione di insegne pubblicitarie non si estende a tutti i soggetti proprietari di strade da cui sia comunque visibile il manifesto pubblicitario ma si concentrano nel proprietario più prossimo (nel caso di specie nell'ente proprietario della strada lungo la quale sono collocati i cartelloni pubblicitari).
Nel caso in cui il Comune si trovi nella necessità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...risolvere il problema dell'introduzione di aree vietate all'installazione di impianti pubblicitari e, dunque, della rimozione degli impianti in esse già insistenti, e a tale precipuo fine, ritenga di adottare la soluzione di procedere ad una "sanatoria" mediante la ricollocazione degli stessi impianti in aree diverse, tale operato non appare incoerente né in contrasto con il principio della libera concorrenza e, anzi, risulta rispondente all'esigenza di realizzare un pronto riordino di situazioni divenute insostenibili, nella salvaguardia di posizioni già acquisite e nel rispetto, ancora, dell'esigenza di bilanciamento dei diversi interessi delle parti.
È pienamente legittima la revoca da parte dell'ANAS dell'autorizzazione all'installazione di cartelli stradali ubicati su rampe di uscita dalla strada statale e/o a distanze irregolari da altri segnali, nel momento in cui emerga che i cartelli de quibus assumono una prevalente funzione reclamistica in luogo di quella segnaletica, per cui essi devono essere parificati ai segnali pubblicitari di cui all'art. 23 del C.d.S.
La modifica stato dei luoghi giustifica la rimozione dell'impianto pubblicitario.
L'indennizzo, ancorché imposto dalla legge n. 241/9... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; essere escluso dall'atto concessorio intercorso tra il privato e l'amministrazione nel quale il privato può rinunciare all'indennizzo in quanto diritto patrimoniale disponibile.
L'art. 56, co. 1 e 2, D.P.R. 495/1992 trova applicazione in tutti i casi in cui, come prescrive espressamente l'art. 23, co. 13-quater, D. Lgs. 285/1992, l'installazione dell'impianto non costituisca pericolo per la circolazione, disponendo altrimenti la norma appena indicata che l'ente proprietario provveda senza indugio alla rimozione del mezzo pubblicitario, senza bisogno di alcuna contestazione preventiva.
È legittimo l'ordine di rimozione di un impianto pubblicitario che sia motivato sulla base della necessità di garantire la realizzazione di nuove opere per aumentare la sicurezza della circolazione stradale.
La P.A. che ordini la rimozione dell'impianto pubblicitario per garantire la realizzazione di nuove opere finalizzate alla sicurezza stradale non ha il dovere di coinvolgere il privato per la possibile individuazione di una diversa allocazione dell'impianto.
In caso di ordine di rimozione dell'impianto pubblicitario, non è configurabile alcun obbligo per la P.A. di indennizzare il destinatario del provved... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il danno cagionato da possibili azioni intraprese per inadempimento" verso i clienti con i quali ha concluso contratti pubblicitari che non sarebbe possibile onorare a causa della rimozione dell'impianto: il provvedimento amministrativo, infatti, si pone come un'ipotesi di risoluzione per factum principis, che perciò esclude l'inadempimento e la conseguente responsabilità risarcitoria.
E' legittimo il diniego di rinnovo della concessione di impianti di segnaletica territoriale abbinata a spazi pubblicitari adottata sulla base del sopravvenuto parere negativo del Ministero dei lavori pubblici, vertendosi in materia di contrarius actus adottato nell'esercizio del potere di annullamento in autotutela, in cui viene dato ampiamente conto delle motivazioni sottese alla nuova determinazione.
La rimozione degli impianti pubblicitari entro un termine definito, se imposta dall'atto pianificatorio e/o normativo posto a monte, ha natura vincolata, per cui non può costituire revoca, la quale è tipicamente discrezionale.
L'incompatibilità dell'impianto pubblicitario autorizzato con le condizioni di sicurezza stradale giustifica il provvedimento di revoca dell'autorizzazione alla sua installazione.
L... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'autorizzazione all'installazione degli impianti pubblicitari non è soggettta alla disciplina dell'art. 21-quinquies legge 241/1990, e pertanto non è indennizzabile.
Il rinnovo di autorizzazione a installare lungo una strada provinciale un cartellone pubblicitario è un nuovo provvedimento autorizzatorio e non un atto meramente conformativo, conseguentemente esso è adottato all'esito di una aggiornata ponderazione degli interessi coinvolti e di un nuovo apprezzamento della situazione fattuale, nonché sulla scorta della normativa vigente in quel momento, secondo il principio del tempus regit actum.
L'art. 53 DPR n. 495/1992, disponendo che «l'autorizzazione all'installazione di cartelli, di insegne di esercizio o di mezzi pubblicitari ha validità per un periodo di tre anni ed è rinnovabile» in favore dell'intestatario non consente di configurare meccanismi di rinnovo tacito, posto che una cosa è la rinnovabilità prevista dall'art. 53 suddetto, altra cosa è il rinnovo automatico; la possibilità che i titoli siano, a domanda, rinnovati implica infatt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e ponderata valutazione dei presupposti di legge da parte dell'amministrazione, che va trasfusa in un provvedimento espresso.
Qualora l'originaria concessione per l'installazione di impianti pubblicitari sia stata annullata in autotutela, non sussiste alcun legittimo affidamento al rinnovo della stessa.
E' illegittimo il provvedimento con cui un comune sospende sine die il procedimento per il rilascio dell'autorizzazione per l'installazione di impianti pubblicitari nella misura in cui lo subordina alla condizione meramente potestativa di quando l'amministrazione decida di adottare il P.R.G. ed il regolamento edilizio.
È illegittimo il provvedimento con cui la P.A. sospende il procedimento per il rilascio del titolo che abilita all'installazione degli impianti pubblicitari in ragione della mancanza del Regolamento per l'installaizone degli impianti pubblicitari, dato che tale carenza non può precludere ingiustificatamente l'iniziativa economica del privato.
È legittimo il provvedimento con il quale viene disposta, in attesa di una revisione del piano per gli impianti pubblicitari, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one del rilascio delle autorizzazioni per un tempo certo.
La sospensione dei lavori sugli impianti autorizzati per paventati vizi di legittimità dell'autorizzazione sulle distanze di legge equivale ad una sostanziale sospensione di effetti dei provvedimenti autorizzatori ad opera della stessa amministrazione che li ha rilasciati, in attesa di definire il procedimento di autotutela sui provvedimenti stessi.
E' illegittimo il provvedimento di sospensione sine die della pratica di rilascio di concessione pubblicitaria, in quanto si risolve in un ingiustificato limite all'esercizio di un'attività imprenditoriale.
La sospensione sine die dell'istanza di rinnovo di una concessione pubblicitaria costituisce una violazione dei principi fondamentali in tema di procedimento amministrativo sanciti a livello generale dalla legge n. 241/1990, secondo i quali l'istanza di un privato deve essere riscontrata con un provvedimento espresso, da adottarsi entro un termine determinato, e ribaditi in subiecta materia dall'art. 53 del D.P.R. n. 495/1992.
Il pagamento da parte di una società dell'imposta comu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pubblicità non postula che la stessa sia titolare di una concessione per l'occupazione di suolo pubblico mediante impianti pubblicitari.
Il canone di installazione dei mezzi pubblicitari ha natura tributaria perché, per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, costituisce una mera variante dell'imposta comunale sulla pubblicità di cui al D. Lgs. 507/1993.
L'art. 62 D. Lgs. 446/1997 non impone che la determinazione delle tariffe relative agli impianti pubblicitari di proprietà comunale sia effettuata utilizzando gli stessi criteri previsti per quelli appartenenti a soggetti privati.
Non è irragionevole la previsione comunale che dispone che la tariffa per gli impianti pubblicitari appartenenti a soggetti privati sia determinata "a misura", mentre quella relativa agli impianti di proprietà comunale sia calcolata "a corpo" e in base alla tipologia delle installazioni, in ragione della particolare collocazione di questi ultimi.
Il tipo giuridico del modello prescelto dalla singola amministrazione non condiziona le sorti dell'impianto pubblicitario sul piano del suo assoggettamento o meno al canone (quale corrispettivo per la fruizione del bene pubblico) e/o alla tassa per l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di suolo pubblico (avente natura di prelievo tributario), oltre naturalmente al pagamento della imposta sulla pubblicità.
Ai fini impositivi è indifferente il titolo giuridico - autorizzazione o concessione - in virtù del quale i privati gestiscono propri impianti pubblicitari su aree pubbliche.
È legittima la delibera del Consiglio Comunale che demanda alla Giunta Comunale la determinazione della tariffa del canone della concessione di impianti pubblicitari, essendo sufficiente che la delibera indichi i criteri essenziali sulla base dei quali la tariffa deve essere in concreto determinata.
La riserva di competenza al Consiglio comunale sancita dall'art. 42 d. lgs. n. 267/2000 concerne la sola fissazione, a mezzo di regolamento, da adottarsi ai sensi del combinato disposto degli artt. 52 e 63 del d. lgs. n. 446 del 1997, dei criteri essenziali sulla base dei quali la tariffa del canone annuo di concessione per gli impianti pubblicitari deve essere in concreto determinata.
Dato il loro carattere generale, le disposizioni che fissano le tariffe del canone annuo di concessione per gli impianti pubblicitari sono sottratte all'obbligo di motivazione.
Il presupposto in base al quale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iesto e commisurato il canone per l'installazione di impianti pubblicitari è la concessione di uno spazio pubblico contingentato, sia per la naturale limitatezza fisica, sia per la prescrizione, imposta dal regolamento sull'imposta della pubblicità (art. 3 comma 3 d. lgs. n. 507/1993), secondo cui è rimesso ai Comuni di delimitare la quantità degli impianti pubblicitari.
L'art. 405, comma 3, del regolamento di attuazione del codice della strada (d.P.R. 1 dicembre 1992, n. 495) disciplina le modalità di aggiornamento periodico degli importi dovuti per il rilascio o il rinnovo di concessioni e altri titoli abilitativi, ma non impedisce che gli enti proprietari delle strade, nell'esercizio dei propri poteri discrezionali, provvedano a m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n aumento tali importi.
Non possono ritenersi irragionevoli o sproporzionati aumenti dei canoni delle pubbliche affissioni che si risolvano nel mero allineamento alle tariffe praticate da altro ente in situazioni consimili.
L'art. 53, comma 7, del regolamento di esecuzione del codice della strada, prevede solo che le amministrazioni debbano rendere pubblici, entro il 31 ottobre dell'anno precedente quello di applicazione del listino, i prezziari approvati e non può essere interpretata nel senso di prevedere la partecipazione delle imprese del settore al procedimento di approvazione dei prezziari.
Non sussiste alcun limite all'aumento delle tariffe per il rilascio di concessioni pubblicitarie stradali che ne implichi la correlazione alla portata del contesto economico-finanziario del mezzo pubblicitario commisurato al suo concreto utilizzo di mercato.
La misura del quantum dell'aumento dei canoni concessori stabiliti dall'ANAS per gli impianti pubblicitari attiene al merito amministrativo e non è perciò censurabile dal giudice amministrativo in sede di legittimità.
La normativa che disciplina il canone per l'installazione di impianti pubblicitari stradali ha inteso demandare ad ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co equilibrio, che il libero mercato di per sé crea, l'individuazione del canone più redditizio per l'Ente.
In tema di determinazione del canone concessorio per l'installazione di impianti pubblicitari, l'ANAS ha la piena libertà di manovra, per contemperare l'entità delle proprie entrate con l'interesse pubblico.
La superfice da computare ai fini del calcolo della tariffa del canone di occupazione non è quella degli impianti pubblicitari, bensì la loro proiezione sul suolo pubblico.
Qualora la pubblicità sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti o dati in godimento al comune, l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, nonché il pagamento di canoni di locazioni o di concessione commisurati, questi ultimi alla effettiva occupazione del suolo pubblico del mezzo pubblicitario.
L'avvenuto pagamento dell'imposta sulla pubblicità non può rilevare come titolo per l'occupazione del bene su cui sono situat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nti pubblicitari (nella specie, il muro di cinta di uno stadio) in quanto tale pagamento rende adempiente dei soli obblighi previsti dal d. lgs. n. 507 del 1993 per l'esposizione dei cartelli pubblicitari, ma fa salva la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche ed il pagamento di canoni di locazione o di concessione.
Non può ritenersi che la mancanza di un formale atto di concessione per la pubblicità visiva effettuata con veicoli impedisca la riscossione del canone per l'installazione di mezzi pubblicitari, atteso che esso ha la sua fonte e, quindi, il suo titolo giuridico, non nell'atto formale provvedimentale di concessione, bensì nell'effettivo utilizzo a fini pubblicitari delle scritte pubblicitarie.
L'installazione di mezzi pubblicitari su suolo pubblico richiede necessariamente la concessione dell'uso del medesimo suolo in assenza della quale non può formarsi l'autorizzazione all'installazione per silenzio – assenso.
L'autorizzazione all'installazione di insegne pubblicitarie legittima esclusivamente tale intervento e non altri e diversi interventi edilizi.
E' illegittima la determinazione dirigenziale che prevede la non rinnovabilità, alla scadenza del termine t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...elle autorizzazioni all'installazione di impianti pubblicitari.
Poiché il numero degli spazi pubblicitari disponibili sul territorio comunale è limitato, il rapporto tra ente locale e privato si configura come una concessione.
Qualsiasi installazione su suolo pubblico, compresa la collocazione di cartelli pubblicitari, è soggetta al preventivo rilascio di un atto concessorio: anche per gli impianti pubblicitari, dunque, non è sufficiente la domanda di installazione, ma occorre che la P.A. compia un'attività valutativa secondo i canoni di discrezionalità tecnica.
Secondo l'indirizzo inaugurato dalla sez. V del Consiglio di Stato, nella decisione n. 44 del 2007, al quale hanno poi dato continuità le sentenze del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana nn. 976 del 2009 e 1306 del 2010, il comune - all'evidente ed esclusivo fine di incrementare le proprie entrate - non può surrettiziamente sottoporre ad un regime concessorio una attività che la normativa primaria di riferimento attualmente vigente devolve alla libera iniziativa della imprenditoria privata, e sottopone ad autorizzazione solo in funzione di salvaguardia dei valori generali sopra richiamati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Secondo la sentenza n. 529 del 2009 della V sezione del Consiglio di Stato, alla quale allo stato risulta uniformata la prevalente giurisprudenza dei Tribunali amministrativi regionali, la scelta di molti comuni di assegnare in concessione a mezzo di gara gli spazi di territorio comunale da destinare alle affissioni pubblicitarie non soltanto non appare incompatibile con il principio costituzionale di libera iniziativa economica, ma risulta semmai funzionale all'inveramento di quel principio, mercè lo strumento concorrenziale proprio della gara.
Sussistendo un evidente contrasto giurisprudenziale tra le Sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato e la Sezione giurisdizionale del Consiglio di giustizia amministrativa, va deferita all'Adunanza plenaria la questione della possibilità, per il comune, di assoggettare l'affissione commerciale ad un regime concessorio di stampo pubblicistico.
L'installazione di mezzi pubblicitari su suolo pubblico postula un provvedimento di concessione dell'uso del medesimo, non bastando a tale scopo il solo provvedimento autorizzatorio, poiché, mentre il procedimento autorizzatorio si esaurisce nel sopra menzionato giudizio di "non incompatibilità" dell'attività priva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...teresse pubblico, il procedimento concessorio involve la valutazione della conformità di tale attività con il pubblico interesse.
Quando l'esposizione degli impianti di pubblicità avviene su suolo pubblico, l'occupazione del predetto suolo fa sì che non si possa in alcun modo prescindere dalla citata valutazione di conformità, la cui complessità non consente che si possa formare tacitamente il provvedimento finale concessorio, in quanto involve l'esercizio di una potestà discrezionale, escludente l'applicabilità del regime del silenzio-assenso.
Nel caso in cui l'affissione di impianti pubblicitari avvenga direttamente su suolo pubblico, la P.A. è tenuta ad espletare una valutazione complessiva, non limitata soltanto alla mera compatibilità dell'impianto pubblicitario con l'interesse pubblico (come nell'ipotesi in cui il suolo si trovi nella disponibilità dell'interessato), ma estesa anche alla verifica che, attraverso detto uso privato del suolo pubblico possa determinare la realizzazione di interessi collettivi, per cui il cui rilascio dell'atto concessorio presuppone la canalizzazione dell'attività privata nell'alveo del pubblico interesse, e non solo un mero giudi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atibilità fra i contrapposti interessi.
E' indifferente, quantomeno ai fini impositivi, il titolo giuridico grazie al quale i privati gestiscono propri impianti pubblicitari su aree pubbliche.
I punti di approdo della giurisprudenza secondo la quale non è consentito alle amministrazioni comunali l'affidamento in concessione a privati di spazi per l'esercizio di attività pubblicitaria vanno rimeditati se rapportati al problema dell'accesso al mercato degli spazi pubblici da destinare agli impianti pubblicitari: in tale ambito appare infatti evidente che le amministrazioni comunali devono avere un ruolo di regolazione ai fini della assegnazione concorrenziale, tra tutti i potenziali soggetti interessati, degli spazi pubblici ove allocare gli impianti.
Mentre l'esposizione di mezzi pubblicitari su proprietà che si trovino nella disponibilità dell'interessato richiede una valutazione circa la mancanza di contrasto della stessa con gli interessi pubblici di cui l'Amministrazione è portatrice, normalmente apprestata tramite l'emanazione di un'autorizzazione, all'opposto, l'esposizione che insiste su suolo pubblico, implicando l'uso del predetto suolo da parte di un soggetto privato, richiede, da par... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inistrazione nella cui disponibilità il suolo si trovi, una ben più complessa ed attenta valutazione, che non si limita alla compatibilità di tale uso con l'interesse pubblico, ma deve estendersi alla verifica che, attraverso detto uso privato della risorsa pubblica, si realizzino gli interessi collettivi di cui essa è portatrice.
L'autorizzazione all'esposizione di mezzi pubblicitari e la concessione dell'uso del suolo pubblico attengono alla tutela di interessi pubblici diversi e presuppongono valutazioni differenti: se la prima si esprime in un giudizio di "non incompatibilità" dell'attività privata, la seconda comporta una valutazione sulla conformità di questa con il pubblico interesse.
E' legittimo il provvedimento comunale che subordina l'autorizzazione alla posa in opera di impianti pubblicitari anche ad un provvedimento concessorio.
La titolarità di concessione demaniale rilasciata dal comune non esclude che l'installazione di impianti pubblicitari sia subordinata all'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico, rilasciata dall'ente proprietario del suolo stesso.
In tema di pubblicità stradale, il potere di pianificazione di cui il Co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unale è investito dalla normativa statale non include in alcun modo la trasformazione in regime concessorio, di quello autorizzatorio in funzione del quale il suddetto potere è stato attribuito.
Il contingentamento degli spazi pubblici non implica il ricorso alla pubblica gara per la concessione delle aree sulle quali procedere all'affisione di pubblicità stradale.
La previsione del regolamento comunale per l'installazione degli impianti pubblicitari secondo cui accanto all'autorizzazione è necessaria la concessione per l'occupazione del suolo pubblico è illegittima.
La pubblicità realizzata attraverso impianti pubblicitari o pubbliche affissioni presuppone la necessità che si occupi una parte di suolo pubblico.