Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterico200603021.html
Timestamp: 2018-03-25 03:35:18+00:00
Document Index: 36745758

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 11', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 2220', 'art. 2220', 'art. 2220', 'art. 11', 'art. 24', 'art. 150', 'art. 7', 'art. 149', 'art. 15']

Ricorso del 2 marzo 2006
NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. GiovanniButtarelli, segretario generale;
VISTA l'istanza ex art. 7 del Codice in materia di protezione deidati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196) proposta in data 17 maggio 2005dall'avv. XY, rappresentato e difeso dagli avv.ti Raffaella di Tarsia diBelmonte e Marco Ferrante, nei confronti di Tim Italia S.p.A. (ora TelecomItalia S.p.A.), con la quale l'interessato ha sostenuto che tale societàeffettuerebbe, nell'ambito di "una non meglio chiarita banca dati" interna, un trattamento illecito didati personali che lo riguardano relativi ad una morosità risalente al 1997(contestata dall'interessato e a suo avviso comunque prescritta); rilevato chel'interessato, il quale era venuto a conoscenza di tale trattamento in quanto idati trattati gli avrebbero impedito di avvalersi di condizioni vantaggiosecontenute nell'accordo stipulato dalla società con la Cassa forense, avevachiesto la cancellazione dei dati "contenuti nella banca dati della TIM" in quanto il trattamento avverrebbeviolando l'art. 11 del Codice, con specifico riferimento alla liceità,pertinenza e non eccedenza; rilevato che l'interessato ha chiesto altresì diconoscere le finalità, le modalità e la logica del trattamento, gli estremiidentificativi del titolare e del responsabile, ove designato, oltre allespecifiche misure di sicurezza adottate ai sensi dell'art. 31 del Codice;
VISTA la nota del 7 settembre 2005 con la quale Tim Italia S.p.A.aveva dato riscontro a tale istanza sostenendo che, come previsto dall'art. 4.3delle condizioni generali del contratto Multibusiness, sottoscrittodall'interessato in data 7 marzo 2005 (in virtù del quale "TIM siriserva il diritto di non accettare la proposta qualora il proponente: ��..b)sia stato in precedenza inadempiente, a qualsiasi titolo, nei confronti di TIM"), la proposta contrattuale nonsarebbe stata accettata "per una morosità pregressa, relativa al 1�bim. 1998 del n. 338/7370450", morosità che sarebbe "stata rilevata direttamentedai sistemi informativi TIM";rilevato che, nella medesima nota, la società aveva precisato chel'interessato, nel sottoscrivere tale proposta, avrebbe anche manifestato ilconsenso al trattamento dei dati;
VISTO il ricorso pervenuto al Garante il 22 novembre 2005 con ilquale il ricorrente, ritenuto insoddisfacente il riscontro ottenuto da TimItalia S.p.A., ha sostenuto di non essere stato informato preventivamente ditale trattamento e di non aver comunque manifestato alcun consenso al riguardo;rilevato che il ricorrente ha sostenuto altresì che tale trattamento sarebbecomunque eccedente rispetto alle finalità per le quali i dati sono statiraccolti e successivamente trattati e comporterebbe in ogni caso laconservazione di dati personali per un tempo "assolutamenteindeterminato",oltrech� superiore a quello necessario per l'ordinaria gestione del rapportocontrattuale; rilevato che il ricorrente ha infine ribadito le altre richiestegià avanzate con la precedente istanza ex art. 7, chiedendo altresì che lespese del procedimento siano poste a carico della controparte;
VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del24 novembre 2005 con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1,del Codice ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro allerichieste dell'interessato, nonch� la nota del 3 gennaio 2006 con la qualequesta Autorità ha disposto la proroga del termine per la decisione sul ricorsoai sensi dell'art. 149, comma 7, del medesimo Codice;
VISTA la nota inviata via fax il 16 dicembre 2005 con la quale laresistente, nel ribadire di non aver accettato la proposta contrattuale delricorrente a causa della pregressa morosità (per una somma pari ad euro922,37), relativa ad un contratto "attivato il 2 novembre 1996 ecessato per disdetta in data 3 febbraio 1998", ha precisato che il credito � stato ceduto da TimItalia S.p.A. alla società Vonwiller in data 31 ottobre 2001; rilevato che idati relativi a tale pregressa morosità sono stati ricavati "daisistemi delle competenti funzioni di Tim nei quali" si conservano "i datirelativi alla fatturazione dei (�) clienti per un periodo di 10 anni, comeprevisto dalla normativa fiscale che richiama il disposto dell'art. 2220 c.c.sulla conservazione delle scritture contabili"; rilevato che, con la medesima nota, la resistenteha fornito indicazioni in ordine alle finalità, alle modalità ed alla logicadel trattamento, oltre a precisare gli estremi identificativi del titolare edel responsabile del medesimo trattamento;
VISTA la nota di replica inviata il 2 gennaio 2006 e il verbaledell'audizione del 27 gennaio 2006 (nonch� la documentazione depositata il 1�febbraio 2006), con i quali il ricorrente ha sostenuto che la presunta morositàera stata contestata fin dal 1998 (come da documenti depositati in atti) e chea partire da quella data "nessun pagamento veniva più richiesto da TIMo da altre società cessionarie n� in sede stragiudiziale, n� tantomeno in sedegiudiziale";rilevato che il ricorrente, nel sostenere che il presunto credito sarebbecomunque prescritto, ha fatto notare come la presenza di tale asseritamorosità, pur non avendo indotto la resistente ad interrompere il diversorapporto contrattale di tipo "affari" intrattenuto con il ricorrentesin dal 1997 (e rispetto al quale non si � verificata alcuna morosità,come risulta dalle bollette depositate in atti), ha invece impedito allo stesso"la modificazione delle (�) condizioni tariffarie" applicabili al rapporto in essere;
VISTA la nota datata 20 gennaio 2006 con la quale la resistente hasostenuto che "le società esterne che acquistano i crediti da Timagiscono per proprio conto; pertanto, una volta ceduti i crediti, Tim non � inalcun modo a conoscenza dell'operato di tali società, tantomeno dellavalutazione dell'opportunità o meno effettuata dalla società di procedere allariscossione dei crediti presso i debitori"; rilevato che la resistente ha sostenuto di avere"il diritto di non concludere contratti con soggetti che risultanoessere stati precedentemente inadempienti, a qualsiasi titolo, nei sui confronti(come nel caso del signor XY per il quale � risultata una morositàpregressa)";
VISTA la nota inviata il 17 febbraio 2006, in risposta ad unaspecifica richiesta di questa Autorità, con la quale la resistente haulteriormente precisato che il credito vantato nei confronti del ricorrentesarebbe stato ceduto "insieme ad altri crediti (�) radiati nell'annocontabile 1998, alla società di recupero crediti Vonwiller con lettera datata31.10.2001 contenente anche la fattura insoluta del ricorrente"; rilevato che nella medesima notala resistente ha sostenuto di non essere riuscita a rinvenire copia delle duelettere datate 24.02.1998 e 2.4.1998 con le quali era stato richiesto alricorrente "il pagamento della citata fattura", oltre a fornire "chiarimentisulle tariffe e sui metodi di fatturazione del traffico roaming";
VISTO che, nella medesima nota inviata il 17 febbraio, laresistente ha altresì sottolineato che, se "non � prassi commerciale diTim disattivare l'utenza di un cliente in caso di morosità relativa ad undiverso rapporto contrattuale a lui riconducibile (�), in caso di attivazionedi nuove linee Tim si riserva di valutare ed accettare la propostacontrattuale, al fine di minimizzare il rischio economico per l'impresa (�) aseconda della tipologia contrattuale prescelta (Consumer o Business)"; rilevato che la resistente haanche sostenuto che, nel momento in cui il ricorrente ha chiesto di accederealle condizioni tariffarie previste dall'accordo con la Cassa forense,sottoscrivendo quella che, ad avviso di Tim, � da intendersi come una nuovaproposta contrattuale di tipo Business, "i controlli, maggiormenteapprofonditi", hannoconsentito di "rintracciare" la pregressa morosità associata alcodice fiscale dell'interessato, e che pertanto Tim, "proprio inconsiderazione del maggior rischio economico per l'impresa (�), ha ritenutoopportuno rifiutare la nuova proposta contrattuale"; rilevato infine che, in ordineall'attuale finalità del trattamento dei dati in questione, la resistente haribadito che gli stessi sarebbero tuttora detenuti nei sistemi aziendali per lasola finalità di conservazione delle scritture contabili di cui all'art. 2220del codice civile;
RITENUTO che la richiesta di cancellazione dei dati (per ci� checoncerne la finalità di conservazione per legge delle informazioni contabili)non risulta, allo stato, fondata in quanto i dati in questione devono essereconservati in riferimento a quanto appunto disposto in tema di conservazionedelle scritture contabili dal citato art. 2220;
RILEVATO tuttavia che, come dichiarato dalla resistente,quest'ultima non vanta da diverso tempo crediti nei confronti del ricorrente,avendo ceduto già il 31 ottobre 2001 alla citata società Vonwiller il creditovantato in passato nei suoi confronti in relazione ad un'utenza telefonicacessata nel 1998;
RILEVATO che lo specifico trattamento dei dati personali in esameera ed � lecito, anche per finalità di esclusione da determinate offertecontrattuali, laddove lo stesso, preceduto da un'informativa che indichiin modo esplicito, tra l'altro, tutte le finalità determinate e perseguite, sianecessario in relazione agli scopi per i quali i dati erano stati raccolti esuccessivamente trattati (cfr. art. 11, comma 1, lett. e), del Codice) e siaaltresì basato sul consenso dell'interessato o su uno degli altri presuppostidel trattamento di cui all'art. 24 del Codice;
RILEVATO che il trattamento in questione non risulta essere statobasato su un'idonea informativa che esplicitasse anche la predetta finalità diesclusione da proposte contrattuali; rilevato altresì che lo stesso, tenutoconto dell'avvenuta cessione del credito (oltre che del rilevante lasso ditempo trascorso), non risulta, allo stato, più necessario in relazione agliscopi per i quali i dati erano stati trattati; rilevato inoltre che taletrattamento, con specifico riferimento alla medesima finalità relativa allavalutazione di nuove proposte contrattuali, non risulta oggi basato su uno deipresupposti di cui agli artt. 23 e 24 del Codice;
RITENUTO pertanto congruo disporre, alla luce delle considerazionisopra esposte, ai sensi dell'art. 150, comma 2, del Codice e quale misura atutela dei diritti dell'interessato, il divieto per la società resistente (afar data dalla ricezione del presente provvedimento) di trattare limitatamentealla finalità di valutazione di nuove proposte i dati personali del ricorrenterelativi alla morosità pregressa;
RITENUTO che la richiesta di conoscere le specifiche misure disicurezza adottate dalla resistente deve essere invece dichiaratainammissibile, non rientrando tale istanza, per il modo in cui � formulata, trale istanze che possono essere avanzate ai sensi dell'art. 7 del Codice e con ilsuccessivo ricorso al Garante;
RITENUTO infine che, in ordine alle restanti richieste volte aconoscere le finalità, le modalità e la logica del trattamento, nonch� gliestremi identificativi del titolare e del responsabile, deve essere dichiaratonon luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149 del Codice, avendo laresistente fornito al riguardo un riscontro adeguato;
VISTA la determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misuraforfettaria dell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per iricorsi; ritenuto congruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spesee dei diritti inerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro500, di cui euro 150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenticonnessi, in particolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli acarico del titolare del trattamento, nella misura di euro 400, previacompensazione della residua parte per giusti motivi;
VISTI gli artt. 145 e s. del Codice in materia di protezione deidati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);
VISTE le osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretariogenerale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;
a) accoglie il ricorso limitatamente al trattamento di datiriferiti alla pregressa morosità effettuato per finalità di valutazione dinuove proposte contrattuali e, per l'effetto, ne vieta l'ulteriore utilizzo perla stessa finalità;
b) dichiara infondata la richiesta di cancellazione dei datiformulata dal ricorrente con riferimento ai dati personali di cui sianecessaria la conservazione in adempimento di specifici obblighi di legge;
c) dichiara inammissibile la richiesta di conoscere le misuredi sicurezza adottate dalla resistente nei termini di cui in motivazione;
d) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine allerestanti richieste;
e) determina nella misura forfettaria di euro 500,l'ammontare delle spese e dei diritti del procedimento posti, nella misura di400 euro, previa compensazione della residua parte per giusti motivi, a caricodi Tim Italia S.p.A. (ora Telecom Italia S.p.A.), la quale dovrà liquidarlidirettamente a favore dei ricorrenti.