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Timestamp: 2014-09-20 07:56:38+00:00
Document Index: 147601511

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'sentenza ', 'art. 474', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 444']

CONSIGLIO DI STATO	Consiglio Stato 28 aprile 2009 Legittima revoca pds lavoro autonomo presenza reati diritti dautore
04 Maggio 2009	Consiglio di Stato – VI Sezione – Sentenza n. 2560 del 28 aprile 2009 E’ legittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo ex art. 26, co. 7-bis, d.lgs. n. 286/1998 fondato sulla circostanza che, con sentenza passata in giudicato, l’attuale appellante era stato condannato per il delitto di cui all’art. 474 c.p..
Leggi tutto... Consiglio Stato 20 aprile 2009 Pericolosità sociale straniero valutabile in concreto non presumibile
21 Aprile 2009	Consiglio di Stato – VI Sezione – Sentenza n. 2342 del 20 aprile 2009 Pericolosità sociale straniero valutabile in concreto non presumibile.
Nel caso di specie è stato del tutto omesso ogni accertamento sulla pericolosità dell’appellante; ci si è acriticamente richiamati al precedente penale in oggetto facendone discendere un effetto preclusivo automatico non discendente dalla disposizione di legge. Leggi tutto... Consiglio Stato 25 mar 09 Ampia discrezionalità Amministrazione riconoscimento cittadinanza italiana
26 Marzo 2009	Consiglio di Stato – VI Sezione – Sentenza n. 1788 del 25 marzo 2009 Ampia discrezionalità Amministrazione sul riconoscimento cittadinanza italiana
Alla luce di ciò il Consiglio di Stato respinge l’appello. Leggi tutto... Consiglio Stato 17mar2009 Riconoscimento asilo in presenza circostanze pericolose incolumità persona
19 Marzo 2009	Consiglio di Stato – VI Sezione – Sentenza n. 1402 del 17 marzo 2009 Riconoscimento asilo politico in presenza di circostanze pericolose per incolumità persona
Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR con la quale è stato accolto il ricorso avverso il provvedimento della Commissione centrale di diniego di riconoscimento dello status di rifugiato politico, diniego fondato sulla circostanza che la renitenza alla leva non costituisce presupposto per il riconoscimento del predetto status. La Commissione, ha adottato tale provvedimento senza considerare che l’interessato aveva rappresentato il proprio timore di subire persecuzioni in caso di prestazione del servizio militare, ad opera di oppositori del regime politico algerino. Il Collegio, nel caso di specie, afferma che "il concreto riconoscimento del predetto status è stato ritenuto connesso non, in via generale ed esclusiva, alla realtà politico-economica del Paese di origine del soggetto richiedente, ma alla situazione oggettiva rilevabile nel Paese stesso, in ordine alla sussistenza di circostanze, atte a determinare pericoli per l’incolumità della persona interessata (cfr. in tal senso, per il principio, Cons. St., sez. IV, 10.3.1998, n. 405 e 12.1.1999, n. 11; Cass. civ., sez. I, 20.12.2007, n. 26822; TAR Lazio, Roma, sez. I, 2.2.2007, n. 781)". Appariva corrispondente a fatto notorio la sussistenza nel Paese di appartenenza dell’appellante di conflitti interni, legati a motivi etnici e religiosi, che avrebbero dovuto suggerire un doveroso approfondimento della situazione di pericolo, denunciata dal soggetto interessato.
Il diniego di riconoscimento di cui si discute, quindi, non si sottrae alle censure di eccesso di potere per difetto di motivazione, contraddittorietà, perplessità e travisamento, accolte nella sentenza appellata, avendo l’istante segnalato di “provenire da una città dell’Algeria particolarmente interessata, negli ultimi anni, da attività criminali terroristiche”, nonché “di essere stato oggetto di gravi minacce da parte di integralisti, che intendevano dissuaderlo dall’ottemperare agli obblighi di leva, nella forma del servizio sostitutivo civile”, senza che ciò implichi una valutazione di deficit democratico. Pertanto, anche la sussistenza di gravi e conosciuti conflitti interni (non necessariamente implicanti vera e propria guerra civile) possono costituire presupposto per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, quando la situazione socio-politica del Paese pur a regime democratico, renda plausibile il rappresentato pericolo per l’incolumità del singolo cittadino.
Leggi tutto... Consiglio Stato 9 marzo 09 Normativa sopravvenuta non si applica a fatti pregressi commessi extraue
09 Marzo 2009	Consiglio di Stato – VI Sezione – Sentenza n. 1340 del 9 marzo 2009 Normativa sopravvenuta non applicabile a fatti pregressi commessi dal cittadino extraue.
Il Consiglio di Stato accoglie l’appello avverso il provvedimento di diniego di permesso di soggiorno fondato sulla sussistenza a carico del ricorrente di alcune sentenze di c.d. “patteggiamento” per reati in materia di stupefacenti, ritenute di per sé ostative al rinnovo del permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 4, comma 3, del D. Lgs. n. 286/1998. Il giudice di primo grado ha ritenuto irrilevante il fatto che le condanne siano state emesse anteriormente al rilascio del permesso di soggiorno, di cui si chiedeva il rinnovo ed anteriormente anche all’entrata in vigore delle modifiche apportate al citato art. 4, dalla legge n. 189/2002, in quanto il legislatore avrebbe qualificato tali condanne come oggettivi indici della pericolosità sociale. L’appellante contesta tale interpretazione e sostiene che in tal modo la normativa sopravvenuta si applicherebbe retroattivamente a fatti pregressi, commessi quando il cittadino extracomunitario era in uno stato di clandestinità e che al massimo l’amministrazione poteva valutare in sede di rilascio del primo permesso di soggiorno. Con le modifiche apportate nel 2002 all’art. 4 della legge n. 189/2002, il legislatore ha inteso fare riferimento certamente anche a fatti commessi prima dell’entrata in vigore delle norme, ma, nel richiamare le sentenze emesse ai sensi dell’art. 444 c.p.p. (“patteggiamento”), ha voluto equiparare, ai fini dei presupposti per il diniego del permesso di soggiorno, tali pronunce alle altre sentenze di condanna. Tale equiparazione non può operare però per il passato, perché altrimenti verrebbe meno il presupposto su cui si fonda l’istituto del patteggiamento, che richiede che l’imputato sia consapevole della pena (che richiede e accetta) e delle sue conseguenze. Nel caso di specie, al momento del patteggiamento (1990 – 1992), tale pronuncia non comportava alcuna conseguenza automatica ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno e da ciò consegue che una tale conseguenza automatica non può essere introdotta retroattivamente, fermo restando che i fatti oggetto della pronuncia possono essere valutati dall’amministrazione ai fini del giudizio sulla pericolosità sociale del cittadino extracomunitario.
Consiglio Stato 24 feb 2009 Pericolosità sociale straniero desumibile condotta procedimento penale
Consiglio Stato 17 feb 2009 Diniego carta soggiorno non è mera conseguenza diniego rinnovo permesso
Consiglio Stato 29 gen 2009 Legittimo diniego rinnovo permesso attesa occupazione se manca lavoro
Consiglio di Stato 3 dicembre 2008 Valutazione pericolosità straniero solo per richiesta Permesso CE