Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/25001-l-arbitrato.asp
Timestamp: 2019-03-21 01:55:38+00:00
Document Index: 85924687

Matched Legal Cases: ['art. 808', 'art. 824', 'sentenza ', 'art. 2909', 'art. 324', 'art. 808', 'art. 824', 'art. 808', 'art. 829', 'art. 822', 'art. 816', 'art. 205', 'art. 832']

L'arbitrato: guida con formule
Guida all'istituto di cui agli artt. 806-840 c.p.c. con le nuove proposte di modifica
Il procedimento, le formule, gli articoli del codice
La clausola compromissoria (guida e formula)
Che cosa è l'arbitrato
L'arbitrato è un procedimento alternativo per la risoluzione delle controversie disciplinato agli artt. 806 - 840 c.p.c. in cui la decisione viene rimessa dalle parti ad uno o più soggetti privati che si pronunciano con lodo.
La possibilità di ricorrere alla procedura arbitrale, ancorché rimessa alla libera volontà delle parti, è esclusa in caso di questioni afferenti diritti indisponibili, quali quelle di stato e separazione personale, e in caso di divieti espressamente formulati dalla legge. In altre parole, le parti possono far decidere da arbitri solo le controversie in materia di diritti disponibili, salvo che ciò sia vietato dalla legge. In generale, un diritto è ritenuto disponibile quando le parti possono rinunciarvi dal punto di vista sostanziale e processuale.
Con la norma di chiusura espressa dall'art. 808-quater c.p.c., il legislatore ha previsto che nel dubbio, la convenzione di arbitrato debba essere interpretata nel senso di estendere la competenza arbitrale a tutte le controversie che derivano dal contratto o dal rapporto cui la convezione si riferisce.
In relazione all'efficacia del lodo, si distingue tra arbitrato rituale ed irrituale. Nel primo caso, disciplinato dall'art. 824-bis c.p.c., dalla data della sua ultima sottoscrizione da parte degli arbitri, gli effetti del lodo sono equiparati a quelli della sentenza pronunciata dall'autorità giudiziaria. Il lodo rituale, quindi, fa stato tra le parti ex art. 2909 c.c. e determina le preclusioni di cui all'art. 324 c.p.c.; in altre parole, è idoneo sia al giudicato formale che a quello sostanziale. Nel secondo caso, invece, il lodo ha efficacia negoziale. L'art. 808-ter c.p.c. prevede, infatti, che le parti, con apposita pattuizione scritta, possano stabilire che in deroga a quanto disposto dall'art. 824-bis c.p.c. la controversia venga definita con determinazione contrattuale. Di conseguenza, il lodo irrituale non può acquistare esecutorietà, né essere impugnato per nullità avanti la Corte d'Appello, rimanendo l'unica impugnazione possibile quella di annullabilità di cui all'art. 808-ter c. 2 per i motivi ivi tassativamente elencati, omologhi ai motivi di impugnazione del lodo rituale ex art. 829 nn. 1, 2, 3 , 4 e 9 c.p.c.
A seconda del criterio di giudizio impiegato dagli arbitri per la risoluzione della controversia, viene in rilievo la distinzione tra arbitrato di diritto e di equità. Invero, a mente dell'art. 822 c.p.c., gli arbitri decidono secondo le norme di diritto, salvo che le parti abbiano disposto con qualsiasi espressione che gli stessi pronuncino secondo equità. La previsione di una decisione secondo equità, da un lato, permette la ricerca di una giustizia più aderente al caso concreto basata sull'applicazione di regole metagiuridiche ancorché nel rispetto dei principi generali e delle norme fondamentali dell'ordinamento; dall'altro, evidentemente, non è compatibile con l'impugnazione per nullità del lodo per violazione delle regole di diritto sostanziale e, in generale, per ogni error in iudicando.
Il procedimento, le formule e gli articoli del codice di procedura civile
Il procedimento di arbitrato si svolge secondo le regole determinate dalle parti nella convenzione arbitrale; in assenza di regole procedimentali ex parte, gli arbitri hanno facoltà di regolare lo svolgimento della procedura nel modo che ritengono più opportuno, nel rispetto del principio del contraddittorio fissato dall'art. 816-bis c.p.c., con la concessione alle parti di ragionevoli ed equivalenti possibilità di difesa. La difesa tecnica nel corso del procedimento è facoltativa; salvo espressa limitazione, la procura conferita al difensore si intende generale e a quest'ultimo vanno notificati il lodo e l'eventuale impugnazione.
Formule per l'arbitrato
Istanza per la esecutorietà del lodo
Nomina dell'arbitro
Gli articoli del codice di procedura civile sull'arbitrato
Gli articoli del codice di procedura civile che trattano dell'arbitrato (806-840) sono consultabili qui:
Libro quarto titolo ottavo "Dell'Arbitrato".
Recentemente, la cd. commissione Alpa, istituita dal Ministero della Giustizia con la finalità di elaborare alcune ipotesi per la riforma organica degli strumenti di degiurisdizionalizzazione, ha consegnato un dossier contenente delle proposte di modifica di istituti come la mediazione, la negoziazione assistita e l'arbitrato.
Con preciso riferimento all'arbitrato, le proposte più rilevanti tendono all'ampliamento delle materie arbitrabili, acquisendo al procedimento arbitrale tutte le controversie in materia di lavoro per mezzo di un'apposita convenzione tra le parti, in relazione ad una specifica controversia, da sottoporre a certificazione secondo i meccanismi del D. lgs. n. 276/2003. Nelle controversie di lavoro, inoltre, l'impugnazione del lodo verrebbe estesa alle ipotesi di violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia e delle norme dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro, salvo che ciò sia espressamente escluso dalle parti nel compromesso tra le stesse stipulato, mentre resterebbe ammessa in ogni caso l'impugnazione delle decisioni per contrarietà all'ordine pubblico. Un ulteriore ampliamento delle materie arbitrabili riguarderebbe il diritto societario e, in particolare, le controversie tra soci nonché soci e società, ad esclusione delle imprese presenti sul mercato dei capitali. La possibilità di esperire l'arbitrato verrebbe estesa anche ai contratti con i consumatori con esclusione del carattere di vessatorietà della convenzione arbitrale purché, fermo restando il foro del consumatore, vengano soddisfatti i requisiti formali, si tratti di arbitrato rituale di diritto amministrato e sia sempre ammessa l'impugnazione per violazione delle regole di diritto. Inoltre, in relazione ai contratti pubblici, con l'introduzione di un nuovo comma all'art. 205 del d.l. n. 50/2016, si auspicherebbe la possibilità per la stazione appaltante di adire gli arbitri o il giudice ordinario entro sessanta giorni dalla comunicazione con la quale il soggetto che ha formulato le riserve abbia dichiarato di accettare la proposta di accordo bonario, con acquisizione di efficacia di titolo esecutivo limitatamente alle somme liquidate in favore dell'accettante in caso di inutile decorrenza del predetto termine. Infine, la proposta di intervento in materia di arbitrato riguarda le controversie della p.a. e i contenziosi in materia di servizi pubblici.
Sul piano processuale, sono da segnalare la proposta sull'introduzione del ricorso per saltum in Cassazione che consentirebbe di impugnare immediatamente il lodo per motivi di nullità e l'accorciamento dei termini per l'impugnazione. La transatio iudicii verrebbe estesa a tutti i giudizi di primo grado, esclusa per l'appello. Con l'aggiunta di un nuovo periodo all'art. 832 c.p.c., la commissione propone l'adottabilità di provvedimenti cautelari negli arbitrati amministrati.
(21/02/2017 - Avv.Laura Bazzan) • Foto: 123rf.com