Source: http://www.dirittoegiustizia.it/ris_ricerca_occ.php?occhiello=licenziamento&nP=10
Timestamp: 2018-01-16 09:18:08+00:00
Document Index: 137924145

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2105', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

licenziamento | 05 Aprile 2017
Sfogo verbale contro ‘capo reparto’ e ‘capo turno’: licenziato
Il dipendente, nonostante la sospensione dal servizio, si è recato in sede e ha scaricato la propria rabbia. Eccessive però le parole utilizzate, valutabili come una minaccia. A chiudere l’episodio i Carabinieri. Ora la conclusione della battaglia legale, con la conferma del provvedimento adottato dall’azienda.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8815/17; depositata il 5 aprile)
licenziamento | 04 Aprile 2017
Timbra in abiti borghesi e prende servizio in ritardo: niente licenziamento
Censurabile la pessima abitudine di un dipendente di un supermercato. Egli ha ignorato la disposizione aziendale, che impone di timbrare indossando già la divisa d’ordinanza. Il suo comportamento però non è così grave da giustificare il drastico provvedimento adottato dalla società.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8720/17; depositata il 4 aprile)
licenziamento | 30 Marzo 2017
Beccato in possesso di hashish, operaio licenziato
Il fronte penale si è chiuso con una condanna a quasi 3 anni di reclusione. Gravi, però, anche le ripercussioni in ambito lavorativo. L’azienda ha ritenuto plausibile che il dipendente portasse la droga nello stabilimento e la cedesse ad altri dipendenti.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8132/17; depositata il 29 marzo)
Denaro richiesto ai fornitori, assoluzione in ambito penale e licenziamento confermato
Sotto accusa il responsabile della produzione. Egli ha chiesto denaro per garantire l’aggiudicazione di lavori e forniture. Nonostante sia stata esclusa l’ipotesi dell’estorsione, è ritenuto comunque legittimo il licenziamento deciso dall’azienda.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8257/17; depositata il 30 marzo)
Fa concorrenza all’azienda per cui lavora, violato l’obbligo di fedeltà
L’obbligo di fedeltà di cui all’art. 2105 c.c. non è che il divieto di abuso della propria posizione lavorativa. L’abuso deve ritenersi espletato ogni qual volta vengano messe in atto azioni concorrenziali e violazioni di segreti produttivi. Non solo, tale obbligo può consistere anche nel divieto di condotte contrastanti con i doveri connessi all’inserimento del dipendente nell’organizzazione dell’impresa, tali da creare un conflitto di interessi.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8131/17; depositata il 29 marzo)
licenziamento | 28 Marzo 2017
Licenziata per il mancato superamento della prova? Sì, ma solo dopo che il termine sia trascorso
Non si applicano ai lavoratori assunti in prova le norme contenute nella l. n. 604/1966 se non nel momento in cui l’assunzione diventa definitiva. In ogni caso, anche dopo che tale ipotesi si verifichi devono trascorrere 6 mesi dall’inizio del rapporto di lavoro. Ogni valutazione sull’adeguatezza della prestazione è rimandata solo dopo che sia trascorso il tempo minimo prestabilito dalle parti nella piena autonomia contrattuale.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 7801/17; depositata il 27 marzo)
licenziamento | 27 Marzo 2017
Promozioni ai clienti all’insaputa dell’azienda: licenziamento possibile
Ricostruita la vicenda, è emerso che oltre 2000 promozioni sono state attivate illegittimamente ai clienti della multinazionale della telefonia. Sanzione drastica anche per il lavoratore che ha fatto da complice silenzioso ai colleghi.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 7792/17; depositata il 27 marzo)
licenziamento | 24 Marzo 2017
L’impossibilità sopravvenuta rileva solo se impedisce qualsiasi mansione
Il licenziamento dell’invalido, assunto in base alla normativa sul collocamento obbligatorio, è legittimo solo in presenza della perdita totale della capacità lavorativa, ovvero di una situazione di pericolo per la salute e l’incolumità degli altri lavoratori o per la sicurezza degli impianti. Il relativo accertamento compete all’apposita commissione medica alla quale spetta, altresì, la verifica circa l’impossibilità di reinserire, anche attuando i possibili adattamenti all’organizzazione del lavoro, il disabile all’interno dell’azienda.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 7524/2017; depositata il 23 marzo)
licenziamento | 22 Marzo 2017
L’impugnazione del licenziamento è inefficace se non è eseguita entro il termine di 270 giorni decorrenti dal deposito del ricorso «o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato».
Durante la valutazione in concreto della gravità degli addebiti disciplinari, il giudice, oltre a verificare la corrispondenza alle previsioni del CCNL, è tenuto ad accertare se questi possano avere il carattere di grave negazione dell’elemento essenziale della fiducia ovvero che la condotta del dipendente sia idonea a porre in dubbio la futura affidabilità del lavoratore.
Pagina 10 di 40 Clicca qui per affinare la ricerca