Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/02/15/nulla-la-sentenza-di-condanna-per-il-reato-di-omesso-versamento-delliva-se-manca-la-motivazione-sulla-dedotta-rilevanza-della-crisi-di-liquidita/
Timestamp: 2020-08-06 12:47:33+00:00
Document Index: 4076816

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 649', 'art. 649']

Nulla la sentenza di condanna per il reato di omesso versamento dell’IVA se manca la motivazione sulla dedotta rilevanza della crisi di liquidità. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog la sentenza di legittimità n. 920/2019, in materia di omesso versamento dell’IVA che affronta il tema dei rapporti tra il segmento omissivo della condotta (mancato versamento dell’imposta), la scriminante della forza maggiore ed il tema del dolo che costituiscono il nucleo fondante della difesa tecnica per il reato p. e p. dall’art. 10 ter D.L.vo n.74/2000.
Innanzi la Suprema corte Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata considerazione da parte della Corte distrettuale dell’insussistenza dell’elemento psicologico del reato de quo, atteso che non erano state in alcun modo valutate le particolarità della fattispecie, laddove – a fronte del mancato pagamento delle fatture da parte della Parmalat, abitualmente fornita dalla società del ricorrente – quest’ultima, costretta ad assicurare la continuità aziendale della Parmalat come disposto dal commissario straordinario, non era stata in grado di pagare l’Iva sulle fatture emesse.
Detta omissione era stata quindi dovuta ad una situazione particolare, in quanto non era stata conseguenza di una libera scelta, mentre, sul punto la Corte di appello non aveva inteso valorizzare la fattispecie peculiare che, se correttamente valutata, avrebbe escluso l’indefettibile componente psicologica del reato ovvero condotto alla condotta scriminata dalla forza maggiore.
La Corte ha accolto il ricorso annullando con rinvio la sentenza gravata.
Di seguito i passaggi di maggior interesse del tessuto motivazionale di maggiore interesse per le imprese e gli operatori di diritto:
“… in sede di appello, come correttamente riportato nella motivazione del provvedimento impugnato, l’odierno ricorrente aveva rappresentato l’esistenza del peculiare stato di crisi derivante dal crac Parmalat, con le conseguenti forzate sospensioni di pagamento e quindi il difetto dell’elemento psicologico anche in ragione della crisi generale, nonché l’avvenuto ravvedimento operoso a seguito del concordato piano di ammortamento del debito tributario con l’amministrazione fiscale. Sì che infine venivano lamentate sia l’eccessività della pena che la mancata sospensione condizionale.
In proposito, la sentenza impugnata – dopo avere premesso che l’impugnazione non appariva fondata nel merito – si è in primo luogo dilungata, mutata l’impostazione grafica della decisione, sull’illustrazione della fattispecie di cui all’art. 10-ter cit., poi ha ricordato che l’appellante aveva scelto di provvedere al pagamento delle retribuzioni ai dipendenti ed infine ha richiamato i principi in tema di elemento psicologico, sottolineando l’irrilevanza della crisi di liquidità del soggetto tenuto al pagamento fiscale. Oltre a ciò sono stati riportati ampi stralci di Sez. 3, n. 8352 del 25/02/2015, con successivi richiami alla norma di cui all’art. 649 cod. proc. pen.. Mentre infine la Corte territoriale ha ritenuto di riconoscere con valutazione di prevalenza le già concesse attenuanti generiche, invero disattendendo la richiesta di sospensione condizionale.
In definitiva, quindi, ed anche a tacere dalla ricordata differenza grafica, da un lato è stato allegato un irrilevante passaggio argomentativo sulla norma di cui all’art. 649 cit., che non faceva invece parte delle censure d’appello, e dall’altro in effetti vi è stata la sola risposta in ordine alla mitigazione del trattamento sanzionatorio ed al rigetto del chiesto beneficio della pena sospesa. Nulla invece è stato dedotto in relazione alla peculiarità della vicenda, alle necessità di fare fronte alle commesse Parmalat (a fronte anche delle urgenze rappresentate dalle figure pubbliche di riferimento della procedura concorsuale) ed al conseguente ulteriore indebitamento. Sì che, in buona sostanza, è venuta meno la risposta alle questioni decisive agitate col gravame, del quale l’imputato si è nuovamente doluto in questa sede”.
Art. 10-ter D.Lg.s n. 74/2000. Omesso versamento di IVA
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