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Timestamp: 2020-05-29 05:16:05+00:00
Document Index: 50120571

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Sentenza Cassazione Civile n. 9531 del 29/04/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9531 del 29/04/2011
Cassazione civile sez. trib., 29/04/2011, (ud. 09/02/2011, dep. 29/04/2011), n.9531
sul ricorso 12824-2006 proposto da:
ACCADEMIA SANNITI;
avverso la sentenza n. 18/2005 della COMM.TRIB.REG. di CAMPOBASSO,
ricorso in subordine rigetto del primo motivo, accoglimento del
Il 10.4.2006 è stato notificato alla “Accademia dei Sanniti” un ricorso del Ministero delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate per la cassazione della sentenza descritta in epigrafe (depositata il 22.2.2005). che ha respinto l’appello dell’Agenzia contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Campobasso n. 415/01/2003, che aveva integralmente accolto il ricorso della parte contribuente avverso avviso di accertamento.
La controversia è stata discussa alla pubblica udienza del 9.2.2011, in cui il PG ha concluso per l’accoglimento/rigetto del ricorso.
Con il menzionato avviso di accertamento l’Amministrazione aveva rettificato ai fini IRPEG ed ILOR i redditi relativi all’anno 1991, sia imputando un contributo di importo pari a L. 300.000.000 erogato all’Associazione da parte del Ministero del Turismo (perchè ritenuto erroneamente imputato all’esercizio dell’anno 1992 nel corso del quale era stato concretamente erogato) sia recuperando costi non documentati o indeducibili o IVA indetraibile, sia recuperando a tassazione ricavi contabilizzati ma non dichiarati. La CIP di Campobasso aveva accolto il ricorso della parte contribuente (annullando integralmente Patto impugnato) e l’appello dell’Amministrazione era stato poi respinto dall’adita CTR. 3. La motivazione della sentenza impugnata.
La sentenza della CTR oggetto de ricorso per cassazione, è motivata nel senso che – quanto all’imputazione del contributo, e trattandosi dell’applicazione del D.P.R. n. 597 del 1973, art. 74, in materia di sopravvenienze attive – detto contributo era stato correttamente imputato all’esercizio 1992, nel corso del quale aveva acquistato i connotali di certezza e di determinabilità. grazie al procedimento amministrativo con cui ne erano stati verificati i presupposti e liquidato l’ammontare. Quanto ai costi invece, la Commissione Regionale li riteneva ammissibili, “risultando da elementi certi e precisi, nel rispetto della normativa di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, comma 4”.
Il ricorso per cassazione è sostenuto con due distinti motivi d’impugnazione e si conclude – previa indicazione del valore della lite nella somma di Euro 100.000,00 circa – con la richiesta che sia cassata la sentenza impugnata, con ogni consequenziale statuizione.