Source: http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-settimo/titolo-ii/capo-iv/art521.html
Timestamp: 2015-03-04 11:11:54+00:00
Document Index: 122405106

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Art. 521 codice di procedura penale - Correlazione tra l'imputazione contestata e la sentenza - Brocardi.it
Articolo 521 Codice di Procedura Penale
Dispositivo dell'art. 521 Codice di Procedura Penale
1. Nella sentenza il giudice può dare al fatto una definizione giuridica diversa da quella enunciata nell'imputazione, purché il reato non ecceda la sua competenza né risulti attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziché monocratica (1), [ovvero non risulti tra quelli per i quali è prevista l'udienza preliminare e questa non si sia tenuta] (2).
2. Il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero se accerta che il fatto è diverso da come descritto nel decreto che dispone il giudizio ovvero nella contestazione effettuata a norma degli articoli 516, 517 e 518.
3. Nello stesso modo il giudice procede se il pubblico ministero ha effettuato una nuova contestazione fuori dei casi previsti dagli articoli 516, 517 e 518 comma 2 (3).
(1) Si ritiene che, in caso di modifica dibattimentale, sia doverosa la contestazione della corretta qualificazione giuridica prima della pronuncia di una sentenza di condanna.
(2) Le parole in parentesi sono state aggiunte dall'art. 47, della l. 16 dicembre 1999, n. 479 e poi soppresse dall'art. 2-undecies, del D.L. 7 aprile 2000, n. 82, convertito nella l. 5 giugno 2000, n. 144.
(3) Si ricordi che il giudice non può controllare preventivamente la correttezza dell constatazione, sulla quale ha comunque il dovere di decidere.
Si ricordi che un principio fondamentale inerente alla fase del giudizio risiede nelle correlazione tra accusa e sentenza, condizione indispensabile per l'effettivo esercizio dell difesa.
Cass. n. 5890/2013
Ai fini della valutazione della corrispondenza tra pronuncia e contestazione di cui all'art. 521 c.p.p. deve tenersi conto non solo del fatto descritto in imputazione, ma anche di tutte le ulteriori risultanze probatorie portate a conoscenza dell'imputato e che hanno formato oggetto di sostanziale contestazione, sicch� questi abbia avuto modo di esercitare le sue difese sull'intero materiale probatorio posto a fondamento della decisione.
Cass. n. 1625/2013
Deve ritenersi violato il principio del giusto processo, sotto il profilo del diritto alla difesa e del contraddittorio, la riqualificazione, all'esito del giudizio abbreviato incondizionato, dell'originaria imputazione di furto in quella di ricettazione se essa, in concreto, per l'imputato non sia stata prevedibile. (Nella specie la Corte ha escluso la valenza autoaccusatoria delle generiche dichiarazioni rese dall'imputato riportate nella comunicazione di notizia di reato redatta dalla Polizia Giudiziaria in relazione al reato di ricettazione rispetto a quello di furto originariamente contestato non essendo intervenuta alcuna forma di contraddittorio al riguardo).
Cass. n. 41478/2012
Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non pu� ritenersi violato da qualsiasi modificazione rispetto all'accusa originaria, ma solo nel caso in cui la contestazione venga mutata in relazione ai suoi elementi essenziali, in modo da determinare incertezza e pregiudicare l'esercizio del diritto di difesa. (Fattispecie in tema di discarica abusiva, in cui la S.C. ha considerato irrilevante l'intervento modificativo in senso favorevole all'imputato consistente nella riduzione quantitativa dei rifiuti oggetto dell'imputazione).
Cass. n. 14991/2012
Non v'� correlazione tra accusa e sentenza ove il giudice, a fronte di un'imputazione di partecipazione ad un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti di ogni genere, pronunci condanna per il reato continuato di spaccio di sostanze stupefacenti, senza che nell'imputazione siano indicati nelle loro componenti fattuali e soggettive, sia pure sommariamente, i singoli episodi di spaccio, o di detenzione a fini di spaccio specie se l'imputazione non contenga alcun riferimento alla commissione, ad opera dell'associazione, di alcuno dei reati fine.
Cass. n. 12139/2012
Sussiste l'interesse della parte civile ad impugnare ai fini civili la sentenza di condanna mirando alla modifica della qualificazione giuridica del fatto, quando dalla detta modifica possa derivare una diversa quantificazione del danno da risarcire.
Cass. n. 6487/2012
� nulla la sentenza d'appello con la quale sia stata attribuita al fatto contestato una diversa qualificazione giuridica senza che l'imputato abbia preventivamente avuto modo di interloquire sul punto.
Cass. n. 3550/2012
Viola il principio di correlazione con l'accusa la sentenza di condanna che, a fronte di una contestazione ben definita (nella specie, per i reati di concussione e omissione di atti d'ufficio), formuli una serie di imputazioni alternative, ciascuna connotata da oggettiva incertezza nella ricostruzione del fatto storico, optando per quella pi� favorevole all'imputato, anzich� concludere per una decisione di tipo assolutorio. (Fattispecie in cui la S.C. ha censurato la sentenza impugnata, che aveva riqualificato il fatto di concussione come reato di corruzione propria, ritenendolo avvinto dalla continuazione al reato di rifiuto di atti d'ufficio).
Cass. sez. un. n. 36551/2010
In tema di correlazione tra imputazione contestata e sentenza, per aversi mutamento del fatto occorre una trasformazione radicale, nei suoi elementi essenziali, della fattispecie concreta nella quale si riassume l'ipotesi astratta prevista dalla legge, in modo che si configuri un'incertezza sull'oggetto dell'imputazione da cui scaturisca un reale pregiudizio dei diritti della difesa; ne consegue che l'indagine volta ad accertare la violazione del principio suddetto non va esaurita nel pedissequo e mero confronto puramente letterale fra contestazione e sentenza perch�, vertendosi in materia di garanzie e di difesa, la violazione � del tutto insussistente quando l'imputato, attraverso l'iter del processo, sia venuto a trovarsi nella condizione concreta di difendersi in ordine all'oggetto dell'imputazione. (Fattispecie relativa a contestazione del delitto di bancarotta post-fallimentare qualificato dalla S.C. come bancarotta pre-falimentare).
Cass. n. 9916/2010
Ricorre la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza se il fatto contestato sia mutato nei suoi elementi essenziali in modo tale da comportare un effettivo pregiudizio ai diritti della difesa. (Nella specie la Corte ha ritenuto non violato il principio "de quo" nel caso di passaggio dalla ipotesi, contestata, di importazione di sostanze stupefacenti a quella, ritenuta, di compravendita).
Cass. n. 43230/2009
Qualora, a cagione dell�errata qualificazione giuridica del fatto, questo sia stato giudicato dal tribunale in composizione monocratica anzich� da quello collegiale, con conseguente configurabilit� della nullit� di cui al combinato disposto degli artt. 521 e 522 c.p.p., la corte di cassazione, nell�accogliere il ricorso con il quale sia stato denunciato il suddetto errore, deve pronunciare annullamento senza rinvio della sentenza impugnata con trasmissione degli atti al pubblico ministero.
Cass. n. 42993/2008
Non ricorre un'ipotesi di mutamento della contestazione qualora l'imputato, cui sia stato contestato di essere l'autore materiale del reato, venga riconosciuto responsabile a titolo di concorso morale in esso, tale modificazione non comportando una trasformazione essenziale del fatto addebitato, n� potendo provocare menomazione del diritto di difesa, poich� l'accusa di partecipazione materiale al reato necessariamente implica, a differenza di quanto avverrebbe nell'ipotesi inversa, la contestazione di un concorso morale nella commissione del reato.
Cass. n. 38889/2008
Nel caso in cui nel capo di imputazione siano contestati gli elementi fondamentali idonei a porre l'imputato in condizioni di difendersi dal fatto poi ritenuto in sentenza, non sussiste violazione del principio di correlazione tra l'accusa e la sentenza e ci� tanto nell'ipotesi di riqualificazione del furto in ricettazione, quanto in quella opposta di riqualificazione della ricettazione come furto.
Cass. n. 38588/2008
Ai fini della contestazione di una circostanza aggravante non � indispensabile una formula specifica espressa con enunciazione letterale, n� l'indicazione della disposizione di legge che la prevede, essendo sufficiente che, conformemente al principio di correlazione tra accusa e decisione, l'imputato sia posto nelle condizioni di espletare pienamente la difesa sugli elementi di fatto integranti l'aggravante. (Fattispecie in tema di circostanza aggravante "ex" art. 476, comma secondo, c.p.).
Il potere del giudice di attribuire al fatto una definizione giuridica diversa da quella enunciata nell'imputazione, salvo il divieto di reformatio in peius vale anche nel giudizio di legittimit� e pu� riguardare altres� il fatto per come accertato nella sentenza impugnata.
Cass. sez. un. n. 5307/2008
� abnorme, e quindi ricorribile per cassazione, il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare disponga la restituzione degli atti al pubblico ministero per la genericit� o indeterminatezza dell'imputazione, senza avergli previamente richiesto di precisarla. Nella diversa ipotesi in cui il pubblico ministero, dopo essere stato ritualmente sollecitato all'integrazione dell'atto imputativo, rimanga inerte, il medesimo giudice � invece legittimato ad adottare un provvedimento restitutorio che determini la regressione del procedimento, sulla falsariga di quanto previsto dall'art. 521, comma secondo, c.p.p., onde consentire il nuovo esercizio dell'azione penale in modo aderente alle effettive risultanze d'indagine. (Mass. redaz.).
Cass. n. 35225/2007
Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza risulta violato quando nei fatti, rispettivamente descritti e ritenuti, non sia possibile individuare un nucleo comune, con la conseguenza che essi si pongono, tra loro, non in rapporto di continenza, ma di eterogeneit�. (Fattispecie in cui l'imputato, citato a giudizio per avere ammesso al lavoro un minore di anni quindici, era stato ritenuto responsabile, in assenza di modifica dell'imputazione, del reato di assunzione di adolescente di et� superiore ai quindici anni, ma inferiore ai diciotto, che non aveva adempiuto all'obbligo scolastico).
Cass. n. 34879/2007
La violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza sussiste solo quando, nella ricostruzione del fatto posta a fondamento della decisione, la struttura dell'imputazione sia modificata quanto alla condotta, al nesso causale ed all'elemento soggettivo del reato, al punto che, per effetto delle divergenze introdotte, la difesa apprestata dall'imputato non abbia potuto utilmente sostenere la propria estraneit� ai fatti criminosi globalmente considerati. (Nel caso di specie, la Corte ha escluso la violazione dell'art. 521 c.p.p. con riguardo alla derubricazione dell'originario reato di concorso in concussione aggravata in quello di concorso in tentata truffa aggravata)