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Timestamp: 2020-07-04 12:52:13+00:00
Document Index: 27409076

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 13']

In questi mesi, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, anche il Servizio Giustizia è stato costretto ad un periodo di blocco delle attività e, nelle successive fasi, nell’ottica di una graduale ripresa, sono stati adottati, dai vari Presidenti dei Tribunali, protocolli, Linee Guida, regolamenti, atti di intesa, al fine di disciplinare il funzionamento del servizio. Provvedimenti che tuttavia, proprio perché discrezionali e non omogenei sul territorio nazionale, hanno determinato una organizzazione dei servizi diversa nei vari distretti e tale da creare anche situazioni discriminanti per i cittadini. Con il risultato di evidenziare i già noti problemi che caratterizzano il Servizio Giustizia in Italia.
Giustizia in ripresa: ecco cosa si prevede per la Fase 3
Dal prossimo 1° luglio tutte le udienze dovrebbero tornare regolari e svolgersi in piena sicurezza per gli addetti ai lavori e per tutti i cittadini: è quanto annunciato dal Ministro della Giustizia, rispondendo al question time al Senato e annunciando l'imminente emanazione di una circolare che riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo e mira in generale a garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze. Rimarranno ovviamente in vigore tutte le misure igienico-sanitarie già previste e le misure logico-organizzative per favorire l’accesso ai servizi da parte dell’utenza.
Una breve guida per orientarsi in questa fase transitoria, ancora incerta, per capire quello che al momento è possibile fare per mandare avanti i vari processi e per capire come la Giustizia sta affrontando la ripresa. Approfondisci
Protesta degli avvocati penalisti per la situazione dei Tribunali a Roma e in Italia per l’emergenza Coronavirus. La Giustizia tarda a ripartire: un servizio essenziale per il Paese che tutt'oggi ancora fatica a riprendere il via, nonostante sia stata annunciata la Fase 2. La richiesta degli avvocati è che ci si adoperi quanto prima per varare un provvedimento che possa stabilire i criteri per la ripartenza, per quali tipi di reati, quali siano le condizioni di sicurezza accettabili, in modo da consentire al Paese ed ai cittadini di ripartire.
Per la Giustizia scatta la Fase 2
Dal 12 maggio la Giustizia è entrata nella Fase 2, con misure di grande cautela e rinviando ai mesi seguenti i procedimenti meno urgenti. Si chiude dunque il periodo di sospensione delle udienze e dei termini processuali previsto dai precedenti decreti, ma resta la difficoltà di gestione e di ripresa dell’attività giudiziaria in modo compatibile con la situazione di emergenza ancora in essere. I presidenti dei tribunali di tutta Italia stanno quindi varando le nuove linee guida che traineranno le attività in questa nuova fase: ogni ufficio ha scelto la propria strada indicando le priorità e le modalità di trattazione con regole che cambiano da una sede all’altra.
Sono le nuove misure contenute nel recente Decreto liquidità che ha ulteriormente prorogato i termini di sospensione dei procedimenti penali e civili. Si prevede, dunque, il rinvio delle udienze e la sospensione del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali - che nei precedenti decreti era stata fissata al 15 aprile 2020 – fino al prossimo 11 maggio. Da queste misure sono esclusi tutti i procedimenti urgenti che si svolgono, in molti casi, da remoto grazie al ricorso alle tecnologie telematiche.
Giustizia amministrativa: online le linee guida e le informazioni per i cittadini
Sul sito www.giustizia-amministrativa.it sono state pubblicate tutte le disposizioni normative e governative e le informazioni per cittadini, avvocati e magistrati sul funzionamento della Giustizia Amministrativa in questa fase di emergenza da Covid-19. Per saperne di più leggi anche le nostre FAQ
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2, 3, 4, 5 e 6 dicembre 2019. La protesta prende le mosse dalla contestazione mossa al Legislatore e alle forze politiche rispetto alla riforma della prescrizione in appello, una riforma “sciagurata” che renderà il processo penale senza fine e colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di tutti, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accada, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese.
I numeri della riforma erano già stati annunciati nei famosi dieci punti letti dopo le consultazioni al Quirinale. Adesso, però, a confermarli è direttamente il guardasigilli appena riconfermato Ministro della giustizia del governo Conte bis. Il Ministro della Giustizia Bonafede promette tempi rapidi e misure efficaci per contrastare e diminuire il carico dei processi pendenti. Con la riforma prevista, la previsione è che l’80% dei processi penali dovrebbe finire entro quattro anni.
La Riforma della Giustizia, messa a punto dal Ministro Bonafede, mira a ridurre i tempi dei processi civili. I punti salienti: accrescere le potenzialità della negoziazione assistita per renderla uno strumento più forte ed efficace, attraverso la quale gli avvocati potranno acquisire prove prima che inizi il giudizio ma utilizzabili anche in tribunale e depotenziamento della mediazione. Negli ultimi anni la durata delle cause contenziose in tribunale è rimasta la stessa, circa 400 giorni e per portare a termine un procedimento con il rito ordinario in primo grado sono ancora necessari 660 giorni. Tanto che l’Italia continua a restare in cima alle classifiche europee sui processi-lumaca. Oltre a intervenire sulle procedure stragiudiziali, il “fronte civile” della riforma che Bonafede intende portare in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni, rivisita anche tempi e rito per le cause di competenza del giudice unico, cancella il filtro in appello e spinge sulla digitalizzazione.
Il Ministro della Giustizia Bonafede promette tempi celeri per la riforma della Giustizia con riguardo al processo civile e al processo penale. Una restyling che in realtà non riguarderà solo il Consiglio dei Ministri e i processi, ma tutta la magistratura, le dinamiche al suo interno per l'accesso e per gli avanzamenti di carriera.
Una Giustizia a rischio collasso, questo il tema centrale della puntata di lunedì 14 gennaio 2019 della trasmissione PresaDiretta, dedicata al complesso mondo giudiziario, per capire come mai i luoghi nei quali ogni cittadino ha diritto a ottenere giustizia si trasformano spesso in Palazzi di ingiustizia. Un viaggio nell'emergenza dei Tribunali italiani, nel mondo dei giudici, le correnti nella magistratura, le pressioni della politica, storie di errori giudiziari e di malagiustizia.
Sembra un paradosso, invece le cose stanno proprio così: nei Paesi dove si registra il più alto numero di processi in campo civile e amministrativo le sentenze arrivano in meno tempo. Questi i dati pubblicati nel recente report, edizione 2018, del Justice Scoreboard, documento appena aggiornato dalla Commissione europea e che fotografa ogni anno lo stato della giustizia nei 28 Paesi dell’Unione. I dati pubblicati si riferiscono all’anno 2016 e sono appena 6 ogni 100 abitanti i processi civili ed amministrativi aperti nel nostro Paese due anni fa. Ma quanto tempo ci vuole per arrivare ad una sentenza in Italia? Purtroppo ben 387 giorni, quindi più di un anno per il primo grado di giudizio. Un anno contro le tre settimane che si registrano in Danimarca, che risulta il Paese più litigioso, ma anche quello che impiega meno tempo a risolvere le liti.
Spesso ci troviamo difronte a storie di giustizia non giusta o negata. Ma non possiamo pensare che tutti i magistrati sbaglino o siano in malafede - la legge del resto consente loro di avere opinioni diverse e di modificare il proprio giudizio a distanza di poco tempo. Ciò nonostante, è ben possibile che un giudice possa incappare in un errore, purtroppo, a discapito dei cittadini. Ma per fortuna le legge prevede dei rimedi e dei termini per ovviare a tali errori. Allora, cosa possiamo fare quando la giustizia sbaglia?
La Cittadella Giudiziaria di Perugia, una città che cambia
Il 2 maggio è stato firmato, a Roma, al Ministero di Grazia e Giustizia, il protocollo d’intesa per la realizzazione del grande progetto per la città di Perugia che prevede la progettazione tecnica e lo studio di fattibilità del compendio ottocentesco dell’area dell’ex carcere del capoluogo umbro. Si tratta di un passaggio importante per la riorganizzazione degli Uffici della giustizia che, grazie alla Cittadella, potranno essere riunificati in un’unica area, in comune condivisione del progetto di ri-funzionalizzazione delle strutture carcerarie. Tra i firmatari del documento, che impegna gli enti coinvolti nel reperimento delle risorse necessarie, oltre alla Regione Umbria, i Ministeri di Grazia e Giustizia e delle Attività culturali, l’Agenzia per il Demanio ed il Comune di Perugia.
La mediazione familiare entra in tribunale
La mediazione familiare entra nelle aule di giustizia. Il tribunale di Milano ha infatti attivato uno spazio informativo dedicato alla mediazione familiare, una vera e propria aula di udienza dove, una volta a settimana, il martedì dalle 10 alle 14, coppie in difficoltà, genitori, ma anche avvocati e operatori potranno rivolgersi senza appuntamento per ottenere consulenza da mediatori adeguatamente formati in corsi di specializzazione. Lo sportello ha l’obiettivo di fornire un primo orientamento, affidato a mediatori volontari che si alterneranno a titolo gratuito - essenzialmente avvocati e psicologi - per far conoscere un istituto, quello della mediazione, ad oggi forse ancora poco utilizzato, al fine di trovare una via alternativa alla risoluzione dei conflitti per persone e coppie in difficoltà.
Mediazione civile, questa sconosciuta. Ecco i dati 2017
La mediazione civile è una delle procedure di ADR (Alternative Dispute Resolution) nata allo scopo di ridurre il contenzioso giudiziario, ma non tutti ne conoscono la reale natura di potente risorsa che il nostro ordinamento prevede per evitare lunghi e costosi processi, caratterizzata da tempi brevi, costi bassi e predeterminati. Si tratta di una procedura bonaria di risoluzione delle controversie introdotta con il D.Lgs. n. 28 del 2010 e rappresenta un percorso sempre possibile tra le parti per qualsiasi tipo di procedimento, nonché condizione di procedibilità per alcune materie tassativamente elencate.
Perché la Giustizia è lenta e costosa?
Il primo grave handicap del nostro Servizio Giustizia in Italia riguarda sicuramente la lungaggine e i tempi di definizione dei processi, vere e proprie odissee giudiziarie che vedono i cittadini invecchiare insieme alle loro cause. Il secondo problema è legato invece ai costi che i cittadini si trovano a dover sostenere e che riguardano sia le spese di giustizia (come il contributo unificato) sia le spese legali.
La "Giornata europea della giustizia civile" è un'iniziativa che, come ogni anno, si celebra il 25 ottobre. La Giornata è stata istituita dalla Commissione europea e dal Consiglio d'Europa a partire dal 2003, sul modello delle altre grandi giornate europee, con l'obiettivo di far sì che la giustizia civile sia effettivamente alla portata dei cittadini europei per agevolarne l’accesso.
Convegno Unep su mediazione e pubblica amministrazione
Ogni anno nei confronti del Comune di Roma vengono promossi circa 60mila procedimenti giudiziari che possono durare in media dieci anni e il cui valore, considerando tutte le cause in corso, supera il miliardo di euro. Di questi contenziosi circa ottomila sono cause civili che potrebbero risolversi in pochi mesi attraverso il ricorso all'istituto giuridico della mediazione, risparmiando dieci milioni di euro l'anno e dare ossigeno ai tribunali intasati.
La mediazione è uno strumento al servizio dei cittadini che potrebbe accelerare la soluzione delle controversie favorendo l'efficienza e il risparmio di risorse negli Enti Pubblici. Di questo si è parlato giovedì 6 aprile 2017 durante il convegno "Mediazione e Pubblica Amministrazione: problemi e opportunità" promosso da Unaep (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici) che si è tenuto a Roma, in Campidoglio.
Spese di Giustizia, il buco nero nelle casse dello Stato
Due miliardi di euro congelati mentre potrebbero invece essere usati per rimpinguare le casse della Giustizia italiana. È l’ultimo, grave capitolo del cattivo funzionamento di uno dei settori cardine dello Stato, quello della Giustizia, appunto.
Difesa d’ufficio: approfondisci
Il Consiglio Nazionale Forense (CNF), con il recente comunicato del 4 marzo 2017, ha deliberato l’approvazione di alcune modifiche dell’art. 11 del Regolamento per le difese d’ufficio, recante “Doveri del difensore d’ufficio”.
Il fine della modifica è quello di armonizzare il testo dell’articolo in questione con il Codice Deontologico Forense.
Milioni di euro: questa la spesa che grava sullo spalle dello Stato per i ritardi e gli errori della giustizia italiana. Dal 1992 ad oggi lo Stato italiano ha infatti speso oltre 648 milioni di euro per le ingiuste detenzioni, e 43 milioni di euro per errori giudiziari, secondo i dati presentati dal Ministro della Famiglia e degli Affari regionali.
Anestetico nei tubi dell'ossigeno: risarcimento per le parti civili
Il Tribunale di Taranto ha condannato undici imputati nel processo per gli otto decessi che si sono verificati nel reparto di Unità di terapia intensiva (Utic) dell'ospedale di Castellaneta tra il 20 aprile ed il 4 maggio del 2007. Secondo l'accusa, i pazienti, anziani cardiopatici, inalarono in dosi letali protossido di azoto (un potente anestetico) al posto dell'ossigeno a causa di una inversione nell'innesto delle tubazioni. A vario titolo sono stati contestati i reati di omicidio colposo plurimo, falso ideologico, frode nelle pubbliche forniture e violazioni amministrative.
Mediazione civile, bilancio positivo per l’anno 2015
Il Ministero della Giustizia ha pubblicato il rapporto statistico 2015 relativo alla mediazione civile redatto dalla Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa, nel quale si evidenziano i risultati che la mediazione ha ottenuto e sta avendo nel nostro Paese. Il trend positivo del 2014 viene confermato anche nel 2015: i dati riportano un aumento dei procedimenti, che sono passati dai 295.010 del 2014 ai 300.455 dello scorso anno.
Mediazione, le spese di avvio sono sempre dovute
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5230 del 17 novembre 2015: riformando alcuni capi della sentenza del Tar Lazio di Roma (n. 1351/2015), i giudici hanno stabilito che le c.d. "spese di avvio" previste per la procedura di mediazione sono legittime e devono essere sempre versate, anche quando il tentativo di accordo si arresta al primo incontro.
21 anni di processo, i giudici riconosco l’indennizzo da Legge Pinto
Cittadinanzattiva da anni si impegna nella informazione, consulenza ed assistenza ai cittadini in tema di giustizia con particolare riguardo a disguidi, ostacoli, lunghezza dei tempi processuali e violazione del diritto alla ragionevole durata del processo, attraverso l’attività del PIT in ambito giustizia. In seguito alla segnalazione e richiesta di assistenza da parte di un cittadino rivoltosi al servizio gratuito di informazione e consulenza per lamentare un caso di malagiustizia, in quanto vittima di una estenuante vicissitudine giudiziaria durata ben oltre 20 anni, Cittadinanzattiva ha deciso di attivarsi a sostegno della parte.
Clinica degli orrori: il Tribunale riconosce il risarcimento a Cittadinanzattiva
La vicenda della casa di cura Santa Rita di Milano, più nota come “clinica degli orrori”, era emersa nel giugno del 2008, con gli arresti di alcuni medici, tra i quali tre chirurghi, che secondo l’accusa realizzavano interventi chirurgici inutili e gravemente dannosi per i pazienti, solo per ottenere i relativi compensi e i rimborsi del Servizio sanitario regionale lombardo.
Lotta all'arretrato civile, al via il Programma Strasburgo 2
La riduzione dei tempi della giustizia civile costituisce uno degli obiettivi cardine della riforma varata lo scorso anno dal Ministro Orlando. Così, per far fronte all’annosa questione che affligge il sistema giudiziario del nostro Paese, è ufficialmente entrato nella fase operativa il progetto organizzativo «Arretrato civile ultra triennale - Programma Strasburgo 2», il piano strategico di interventi messo a punto dal Ministero della Giustizia per l'abbattimento del vecchio arretrato civile attraverso misure a costo zero e la progressiva riduzione del rischio legato ai rimborsi previsti dalle legge Pinto, la legge che prevede un’equa riparazione per le vittime delle lungaggini processuali.
E’ partito il progetto di Cittadinanzattiva in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica per realizzare un audit civico in sei Tribunali civili d’Italia. Partendo dall’esperienza pilota messa in atto da Cittadinanzattiva già nel 2012, l’obiettivo è quello di costruire uno strumento in grado di analizzare, dal punto quantitativo e con una analisi diretta “sul campo”, la qualità dei servizi offerti al pubblico dagli Uffici giudiziari coinvolti, partendo dal punto di vista del cittadino utente.
I risultati saranno elaborati e pubblicati in un Rapporto, con l’obiettivo principale di evidenziare eventuali aspetti e dimensioni da migliorare rispetto ai servizi oggetto di analisi, avanzando anche proposte migliorative. Per conoscere il progetto
Mediazione oltre i tre mesi? Si può!
La mediazione obbligatoria è tale poiché per alcune materie, tassativamente individuate, rappresenta un passaggio necessario prima di adire il giudice. La legge di riferimento (D.lgs. n. 28/2010) prevede che tale istituto debba avere una durata massima di tre mesi. Ma è la stessa legge che non specifica quali siano le conseguenze in caso di sforamento di tale tetto temporale. Ci ha pensato così il Tribunale di Roma che, con la pronuncia del 22 ottobre 2014 recentemente depositata, ha chiarito quello che potrebbe porsi come un equivoco. Per i giudici il termine di tre mesi non può essere considerato come condizione di validità dell’accordo che rimane valido anche qualora raggiunto fuori tempo.
Commissione Ue: Italia terzultima per lunghezza processi
Peggio di noi solo Cipro e Malta: è questo il quadro che emerge dal rapporto di valutazione Ue della giustizia 2015 pubblicato qualche mese fa dalla Commissione europea. Un ritratto affatto lusinghiero per l’Italia e che porta ancora oggi la Commissione a puntare i riflettori sul nostro Paese per le lungaggini processuali considerate “inefficienze gravi”. Niente sconti dunque dall’Europa, che ci invita a risolvere il problema in tempi brevi, considerando che una giustizia lenta rappresenta un fardello per la ripresa economica di un Paese.
L’Italia si spacca in due: tra Nord e Sud trascorrono un bel po’ di …mila giorni tra la risoluzione di un contenzioso civile presso il tribunale più veloce d’Italia (Rovereto) e quello più lento (Foggia). È quanto emerge dallo studio “Misurare la performance dei tribunali”, elaborato nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio per il monitoraggio degli effetti sull’economia delle riforme della giustizia, presieduto dalla ex Guardasigilli Paola Severino e pubblicato sul sito del Ministero della giustizia.
Lente d’ingrandimento sul sistema penale
Sulla scia del trascorso censimento sulla giustizia civile, il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia in collaborazione con la Direzione generale di Statistica ha elaborato e pubblicato un dossier per fare il punto sulla stato della giustizia penale in Italia. Utilizzando parametri già impiegati a livello internazionale dalla Banca Mondiale e dalla Commissione Europea per l'Efficienza della Giustizia (Cepej), sono stati presi in esame i 139 tribunali italiani e posti sotto una lente di ingrandimento per evidenziare criticità e margini di miglioramento in termini di produttività.
Il processo senza fine per un piccione ucciso
Una realtà tutta Italiana: per quasi cinque anni, ben diciotto magistrati sono stati impegnati a stabilire i responsabili della morte di un piccione, senza per altro esser giunti - ad oggi - ad una condanna definitiva. La prescrizione cadrà a giugno 2015, ma c’è ancora la possibilità di un ricorso in Cassazione: dunque, altri sei magistrati ed altri anni di processo. Leggi di più
Liti fiscali, tempi biblici per i processi
In Italia le liti con il Fisco durano fino ad otto anni: una vera e propria odissea che costa allo Stato più di 52 miliardi di euro. Per non parlare dei numeri dell’arretrato: ben 570.000 cause. Continua a leggere
Mediazione: il modello fiorentino come fonte di ispirazione
Dopo la pubblicazione delle statistiche sulla mediazione civile elaborate dal Ministero della Giustizia, un altro quadro incoraggiante emerge dalle rilevazioni fornite dal “modello fiorentino”, un progetto di studio sperimentale sulla mediazione civile che ha visto la collaborazione tra l'Università fiorentina e il Tribunale civile di Firenze. La sperimentazione è durata un anno e si è basata esclusivamente sulla mediazione delegata, cioè quella disposta dal giudice e fornisce dati rassicuranti: il 39% delle mediazioni svolte si chiude con l’accordo. Leggi di più
Legge di stabilità, per le piccole cause si pagherà caro
Emendamenti dell’ultimo minuto che lasciano perplessità, soprattutto se a farne le spese (in ogni senso!) sono le tasche dei cittadini. Ci si riferisce alle novità introdotte in materia di spese di giustizia, in particolare all’emendamento che cancella l’esenzione dalle spese di notifica per gli atti e le conciliazioni fino a 1.033 euro. Dal prossimo anno si pagheranno, quindi, tutte le notifiche, anche per cause e le conciliazioni di piccolo valore: non converrà dunque più instaurare un giudizio dinnanzi al giudice per far valere le proprie ragioni. Approfondisci
Quanto costa il Tribunale di Bologna?
La fondazione Civicum ha realizzato una indagine accurata sui costi del Tribunale di Bologna, allo scopo di fornire numeri e linee guida, individuare problemi e segnalare eccellenze e analizzare quanto ha speso il capoluogo emiliano nel 2013 per tutti i procedimenti di primo grado. Approfondisci la notizia e guarda i risultati sintetizzati nella tabella
Giustizia civile, più di 800 mila le cause pendenti negli uffici giudiziari
Numeri da capogiro, quelli pubblicati nel rapporto redatto dal Capo del Dipartimento organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia e, per la prima volta, accessibili a tutti attraverso la pubblicazione on line. Si tratta di un lavoro certosino, che analizza nel dettaglio i flussi della giustizia civile che gravano su ogni singolo ufficio giudiziario. Pendenze che rischiano di generare innumerevoli richieste di indennizzo da parte dei cittadini, vittime di estenuanti lungaggini processuali. Approfondisci la notizia e consulta i dati on line
Lungaggine processuale, Cittadinanzattiva dalla parte delle vittime
In seguito alla segnalazione di un cittadino soccombente in un processo durato oltre venti anni, Cittadinanzattiva ha depositato un ricorso avente ad oggetto la richiesta di indennizzo ai sensi della legge n. 89/2001 (c.d. legge Pinto). La Corte di Appello competente ha sollevato una serie di questioni di legittimità costituzionale, ma la Consulta ha ribadito il principio secondo cui anche chi risulta soccombente in giudizio ha diritto ad ottenere un' equa riparazione per la violazione del diritto alla ragionevole durata del processo. Leggi la notizia ed il nostro approfondimento
Entra in vigore il nuovo Codice deontologico forense
Quali sono i doveri di un avvocato? E i diritti della parte assistita? Le risposte, spesso, sono contenute nel codice che stabilisce le norme di comportamento che l'avvocato è tenuto ad osservare in via generale e, specificatamente, nei suoi rapporti con il cliente. Il nuovo codice deontologico è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 ottobre 2014 ed entrerà in vigore decorsi 60 giorni. Approfondisci
Risarcimento per i detenuti, pubblicato il Decreto legge
E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 147 del 27 giugno 2014 il DL. n. 92/2014 che introduce le misure di risarcimento per i detenuti che hanno espiato la pena in condizioni degradanti e contrarie all’art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo. Diverse le situazioni previste, risolte con un risarcimento monetario od uno sconto di pena. Continua a leggere
Pinto bis, un paradosso tutto italiano
Non sono poche le vittime di questo “scherzo” della giustizia italiana. Non bastavano infatti le ormai consuete lungaggini processuali vissute dai cittadini, costretti ad invecchiare insieme alle proprie cause: oggi chi vuole ottenere un’equa riparazione per l’eccessivo ritardo subito attraverso la Legge Pinto (legge n.89/01) si trova a dover vivere la beffa del ritardo sul ritardo per ottenere il ristoro dovuto. Approfondisci
Il 19 Giugno parte il processo civile telematico
Una riforma varata nell'ottica del risparmio: eliminare l’uso della carta, tagliare i costi di stampa e approvvigionamento, ridurre i tempi di esecuzione della attività, ridurre i tempi di emissione dei decreti ingiuntivi. Così, il 19 giugno, il processo civile telematico parte a tutti gli effetti, prevedendo nuove modalità informatiche e telematiche di sottoscrizione, trasmissione e conservazione degli atti giudiziari. Approfondisci
Giudici di pace in sciopero dal 2 al 4 giugno
Braccia conserte per i Giudici di pace nella sede di Roma, in segno di protesta per le gravi inefficienze che caratterizzano il servizio degli uffici amministrativi. Personale insufficiente e carico di lavoro ingestibile, con conseguenze che si ripercuotono in gravi ritardi delle cancellerie nella pubblicazione delle sentenze; ritardi che arrivano fino a due anni. Leggi tutto
Il contributo unificato è incostituzionale
Lo affermano le associazioni degli avvocati amministrativisti siciliani, che il 12 maggio scorso hanno depositato un apposito ricorso innanzi alla Commissione Tributaria di Palermo. I motivi del ricorso riguardano essenzialmente i molteplici profili di illegittimità costituzionale del comma 6 bis dell’art. 13, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo Unico in materia di spese di giustizia) che fissa gli importi del contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali ed al Consiglio di Stato. Cifre da capogiro. Per saperne di più
Giustizia, ancora rincari per i cittadini
Non bastava l'aumento del contributo unificato: in seguito all'innalzamento delle spese forfettarie nel processo penale ad ottobre 2013, tocca ora ai diritti di copia. Con decreto del Ministero della Giustizia del 10 marzo 2014 si è infatti provveduto all'aggiornamento degli importi: l'aumento riguarda sia i diritti di copia cartaceo che i diritti di copia diversi da quello cartaceo. Leggi di più