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Timestamp: 2017-05-29 21:07:11+00:00
Document Index: 158557838

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 156', 'art. 121', 'art. 16', 'art. 36', 'art 35', 'art 35', 'art. 35', 'art 35']

News di giurisprudenza “telematica”: inammissibile il deposito telematico di atti introdittivi (diversi dal ricorso per d.i.) | Avvocati Telematici
News di giurisprudenza “telematica”: inammissibile il deposito telematico di atti introdittivi (diversi dal ricorso per d.i.)	27
Tribunale dI Foggia (10.4.2014)
evidenziato che il ricorso introduttivo del giudizio è stato depositato in forma telematica; rammentato che il decreto del Ministero della Giustizia che ha autorizzato il deposito di atti telematici con valore legale da parte di soggetti esterni al Tribunale di Foggia a far data dal 15 gennaio 2014 ha espressamente individuato tra di essi i soli atti endoprocessuali – in linea con la precisione dell’art. 16 bis d.l.179/2012 che menziona atti processuali e documenti dei difensori delle parti precedentemente costituite – tra cui, per certo, non rientra l’atto di citazione o il ricorso introduttivo del giudizio; ritenuto, perciò, che l’istanza perché pervenuta in forma diversa da quelle previste deve essere dichiara inammissibile: dichiara il ricorso inammissibile manda alla cancelleria per gli adempimenti di rito. Foggia, addì 10 aprile 2014 IL GIUDICE Annunci
9 risposte a “News di giurisprudenza “telematica”: inammissibile il deposito telematico di atti introdittivi (diversi dal ricorso per d.i.)”	Bruno Spagna Musso ha detto:	27 maggio 2014 alle 17:26	Ineccepibile solo mi chiedo, dal momento in cui il Tribunale lo ha comunque accettato, ed il ricorso risponde ai requisiti di forma prescritti, non era il caso di salvaguardare l’atto giuridico per il noto principio di conservazione?
robertoarcella ha detto:	28 maggio 2014 alle 6:37	A mio modo di vedere la sanatoria per raggiungimento dello scopo ex art. 156 c.p.c. ed il principio di libertà delle forme ex art. 121 c.p.c. non possono giovare a chi voglia criticare il provvedimento del Giudice di Foggia.
A parte, infatti, la facile contestazione che l ‘art. 16 bis dl 179/12 consente il deposito telematico solo alle parti già “precedentemente costituite” (salvo il caso del ricorso per decreto ingiuntivo, unico a poter far vita ad un fascicolo esclusivamente telematico), il deposito e la costituzione in giudizio “cartacea” sono – legibus sic stantibus – indispensabili affinché il Cancelliere possa far vita al fascicolo d’ufficio ex art. 36 disp.att. c.p.c.. La modalità del doppio binario (cartaceo e poi telematico per tutti gli atti successivi alla costituzione) é quindi legislativamente prevista, laddove la costituzione e la formazione telematica ab imis del fascicolo é (allo stato) in radicale difformità rispetto al deposito effettuato mediante consegna diretta al cancelliere, oltre che al di fuori delle previsioni normative.
L’esistenza di decreti autorizzativi per singole felici realtà giudiziarie a depositi originariamente telematici é, a mio modo di vedere, altra cosa. Bisogna considerare infatti che i decreti autorizzativi possono essere emanati solo previo accertamento della funzionalità dei sistemi informatici, laddove sussiste quindi una presunzione di non-funzionalità, quindi, per tutto quanto non sia stato autorizzato.
Luca sileni ha detto:	28 maggio 2014 alle 8:05	Roberto, quello di cui abbiamo discusso ampiamente a Roma lo scorso 24 maggio e’ proprio questo, ossia, la convivenza fra i principi generali del nostro ordinamento e le nuove regole introdotte dal PCT.
Io sono fra quelli che ha sempre sostenuto l’inefficacia del provvedimento depositato senza il decreto DGSIA ma, in tutta franchezza, ho dovuto ammettere che la ricostruzione fatta dal Collega Maurizio Reale e’ decisamente lineare e puntuale: partendo dal presupposto che il decreto ex art 35 dm 44/2011 – come giustamente hai evidenziato – e’ volto unicamente a verificare la presenza di requisiti tecnici idonei a permettere che un determinato atto venga correttamente depositato, e posto altresì che l’atto del Collega di Foggia aveva tutti i requisiti formali previsti dalla normativa sui deposito telematici, non è forse corretto dire che l’atto aveva raggiunto lo scopo ? E non è altrettanto corretto dire che i requisiti tecnici che l’art 35 dovrebbe verificare erano in realtà presenti stante il corretto deposito effettuato dal Collega ?
robertoarcella ha detto:	28 maggio 2014 alle 8:55	La tesi tua e DI Maurizio Reale non mi convince. Tutto il sistema del PCT si fonda sulle costanti e puntuali verifiche di funzionalità, che vanno pertanto accertate con provvedimenti ad hoc. Se, ad esempio, nel caso di Foggia, il ricorso é arrivato sul desktop del magistrato, questo non autorizza l’affermazione che il sistema funziona e che il decreto possa essere bypassato, o che la presunzione legale di necessità delle verifiche tecniche possa essere superata dal singolo o da sporadici casi in cui il deposito é riuscito.
In altri termini, lo schema legale della costituzione cartacea può essere surrogato dalla costituzione telematica solo a condizione che vi sia CERTEZZA tecnica che tutto ha funzionato e che tutto funzionerà.
Pietro Calorio ha detto:	28 maggio 2014 alle 11:38	Cari Colleghi, non ho chiaro in relazione a quale tipo di ricorso introduttivo il Tribunale di Foggia abbia dichiarato l’inammissibilità. Forse in materia di lavoro?
Esaminando il decreto DGSIA per il Tribunale di Foggia, rilevo che esso è stato formulato con la logica di tutti gli altri, individuando da un lato “ATTI” e dall’altro “PROCEDIMENTI” in cui viene decretato attivo il PCT.
A Torino, per esempio, il decreto è formulato in maniera identica, e l’interpretazione che qui si fornisce è quella per cui, dove il decreto attiva un “procedimento”, lo attiva nella sua totalità! Il ricorso di lavoro, a Torino, viene considerato pienamente ammissibile.
Mi si permetta anche un rilievo sull’art. 35 comma 1 DM 44/2011: il decreto emanato ai sensi di questo comma “accerta l’installazione e l’idoneita’ delle attrezzature informatiche, unitamente alla funzionalita’ dei servizi di comunicazione dei documenti informatici nel singolo ufficio.”. L’accertamento, insomma, è relativo alle sole precondizioni tecniche informatiche, e non a quelle amministrative-organizzative.
Insomma, a me sembra che il superiore principio della conservazione dell’attività processuale debba essere osservato anche (e oggi come oggi soprattutto) se questa viene compiuta con gli strumenti informatici e telematici!
Del resto, vorrei capire come il Giudice di Foggia abbia potuto esprimersi su un ricorso telematico… la cancelleria lo deve (giustamente) aver lavorato! La declaratoria di inammissibilità, in questo caso, mi pare motivata più da pigrizia del magistrato (“che bello, mi libero di un fascicolo!”) che non da reale convinzione… o almeno, così vorrei sperare!
Pietro Calorio ha detto:	28 maggio 2014 alle 12:54	Aggiungo che la declaratoria di inammissibilità mi lascia non poche perplessità.
Esame sommario della dottrina: Mandrioli – Corso di diritto proc. civ, II, 374 – , in tema di inammissibilità di un’impugnazione, afferma che l’inammissibilità consegue alla «mancanza dei requisiti che la legge prevede per l’impugnazione»… per il dott. Angelo Converso della CdA di Torino (“L’IMPROCEDIBILITÀ E L’INAMMISSIBILITÀ DEI MEZZI DI IMPUGNAZIONE”, incontro di studi 6/7/2010 al CSM – http://astra.csm.it/incontri/relaz/19906.pdf), in caso di inammissibilità, “lo scostamento dal modello legale tipico presenta gradi di difformità indefinibili a priori”, “che, quindi, debbono essere valutati caso per caso, anche in relazione all’interesse della controparte.”
Se è vero questo, e la cancelleria lavora il ricorso e lo assegna al Giudice, vorrei capire sotto quale aspetto la parte resistente possa considerarsi pregiudicata da quel ricorso…
Inoltre mi pare un principio immanente a tutti i sistemi processuali quello per cui i casi di inammissibilità del ricorso, avendo carattere sanzionatorio, sono di stretta interpretazione, se non addirittura di natura tassativa.
Davvero, non capisco e mi dispiaccio anche un po’ 🙂
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Svonc ha detto:	13 agosto 2014 alle 0:35	Il decreto DGSIA per il Tribunale di Foggia, permette dal 15/1/2014 il deposito telematico dei seguenti tipi di Procedimenti: Ingiunzioni, Contenzioso civile, Lavoro e Volontaria giurisdizione.
Se si accetta la tesi (del giudice di Foggia) che il ricorso introduttivo non poteva essere depositato, anche tutti i decreti ingiuntivi depositati a Foggia (e in tutti i Tribunali d’Italia ) dal 15/1/2014 al 30/6/2014 andavano dichiarati inammissibili.
Speriamo che nella legge di conversione del DL 90/14 si chiarisca, abilitando definitivamente tutti i tipi di deposito in tutti i tribunali.
robertoarcella ha detto:	13 agosto 2014 alle 6:48	Perché mai? I procedimenti di ingiunzione erano espressamente inclusi nel decreto ex art 35 cui fai riferimento! Rispondi