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Timestamp: 2020-04-07 10:26:43+00:00
Document Index: 182858909

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 31', 'sentenza ']

Competenza e giurisdizione per il ricorso tributario - Avvocato UE Teodoro Calvo
da teodoro calvo | Dic 23, 2019 | Articoli recenti
Inderogabilità della competenza
La proposizione del ricorso dinanzi ad un giudice incompetente non comporta l’inammissibilità dello stesso, in quanto trova applicazione la c.d. translatio iudicii.
Se la controversia è proposta nei confronti di articolazioni dell’Agenzia delle entrate, con competenza su tutto o parte del territorio nazionale, è competente la commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso (art. 4 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546).
Con la sentenza n. 44/2016 del 3 marzo 2016, la corte costituzionale ha affermato la declaratoria di incostituzionalità dell’art. 4, comma 1, del decreto legislativo n. 546/1992 nella parte in cui prevede che per le controversie proposte nei confronti dei concessionari del servizio di riscossione è competente la commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione i concessionari stessi hanno sede, anziché quella nella cui circoscrizione ha sede l’Ente locale concedente.
Di conseguenza, a seguito di tale pronuncia, il criterio di radicamento della competenza individua la commissione tributaria provinciale competente nella circoscrizione ove è sito l’ufficio dell’Ente impositore che ha emanato l’atto impositivo, indipendentemente dalla sede del concessionario della riscossione.
La predeterminazione della competenza è attuativa dell’art. 25 cost., ai sensi del quale “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”.
A differenza di ciò che avviene in sede civile, l’art. 5 comma 1 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 stabilisce che la competenza del giudice tributario è inderogabile.
L’art. 1 comma 1 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545 prevede, infatti, che le sezioni “costituiscono mera articolazione interna delle Commissioni tributarie non rilevante ai fini della competenza e della validità degli atti processuali”.
A titolo esemplificativo, un avviso di accertamento notificato dalla Direzione provinciale di Milano deve essere impugnato dinanzi alla commissione tributaria provinciale della suddetta città.
Alla stessa maniera è stato affermato che l’atto di iscrizione di ipoteca deve essere impugnato dinanzi al giudice ove ha sede l’Agente della riscossione e non dinanzi a quello ove è sito l’immobile ipotecato (c.T.P. Reggio Emilia 4 ottobre 2010 n. 169).
La competenza ad effettuare i controlli spetta all’ufficio distrettuale nella cui circoscrizione è il domicilio fiscale del contribuente (art. 31 comma 2 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600).
La giurisprudenza ha più volte precisato che il vizio di incompetenza dell’ufficio conduce all’inesistenza dell’atto (cass. 16 giugno 1994 n. 5826).
L’incompetenza territoriale dell’ufficio rileva esclusivamente ai fini della legittimità del provvedimento impugnato e non si riflette sulla competenza del giudice tributario (cass. 15 aprile 1996, n. 3533).
Come sostenuto dalla corte di cassazione nella sentenza da ultimo citata, infatti, la competenza si radica in base alla sede dell’ufficio, rimanendo irrilevante l’eventualità della spettanza del potere di provvedere ad un ufficio diverso (cass. 15 aprile 1996 n. 3533).
Un esempio può, forse, essere utile a chiarire quanto appena detto: una società commerciale riceve un avviso di accertamento relativo al recupero a tassazione di IVA indebitamente detratta.
All’atto della notifica dell’avviso, egli aveva però variato la propria residenza a Torino, con conseguente mutamento di domicilio fiscale.
L’avviso di accertamento viene correttamente notificato a Torino, ma l’emissione avviene ad opera della Direzione provinciale della suddetta città.
In tale ipotesi, l’atto di accertamento è viziato da incompetenza territoriale, posto che avrebbe dovuto essere emanato dalla Direzione provinciale di Genova, competente al momento di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente.
Il ricorso deve, comunque, essere presentato dinanzi la c.T.P. Torino, in quanto, nonostante ciò, la competenza si radica con riferimento all’ufficio che ha emanato l’atto.
Sarebbe, perciò, errato proporre ricorso dinanzi la c.T.P. Genova.