Source: https://studiolegaleramelli.it/2020/04/07/la-posizione-di-garanzia-del-sanitario-e-la-responsabilita-penale/
Timestamp: 2020-05-24 21:43:38+00:00
Document Index: 144708342

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 590']

La posizione di garanzia del sanitario e la responsabilità penale – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
La posizione di garanzia del sanitario e la responsabilità penale
Per quanto riguarda il tema della posizione di garanzia in capo all’esercente la professione sanitari, in estrema sintesi essa si può ritenere sussistente in capo ai soggetti (medici e personale paramedico) sui quali grava il dovere di cura del paziente, che si fonda sui principi di solidarietà di rilievo costituzionale enunciati negli artt. 2, 32, 41 co. 2 Costituzione, norme tutte che impongono ai soggetti dotati delle necessarie competenze, conoscenze e strumenti, di esercitare il potere-dovere di tutela dei beni di primaria importanza della salute, della vita e dell’integrità fisica.
Per quanto riguarda la penale responsabilità, la pietra angolare risiede nel precetto dell’art. 40 cpv. codice penale, in base al quale è punibile colui che non impedisce l’evento che ha l’obbligo giuridico di impedire.
L’individuazione del soggetto operante nella struttura sanitaria – pubblica o privata – o in regime di libera professione cui riconnettere astrattamente la penale responsabilità per l’evento avverso (morte o lesioni personali) costituisce nella fase delle indagini preliminari il primo elemento di valutazione da parte del magistrato inquirente che dovrà procedere alla iscrizione del personale medico o paramedico nel Registro Notizie di Reato, generalmente a seguito della acquisizione della cartella clinica e di quella infermieristica, con la precisazione che la posizione di garanzia non presuppone necessariamente una investitura formale nel rapporto di cura del paziente, potendo nascere anche dall’esercizio di fatto ed estemporaneo delle funzioni tipiche dell’arte medica che fa nascere il rapporto terapeutico.
Nella successiva fase dibattimentale la posizione di garanzia formerà oggetto di analitico scrutinio da parte di tutte le parti processuali soprattutto nei processi incardinati a carico di più figure di personale medico e paramedico che si sono avvicendate nella cura del paziente.
Di seguito si riporta una rassegna delle più significative pronunce di legittimità in tema di posizioni di garanzia:
Cassazione penale sez. IV, 09/04/2019, n.24372
La posizione di garanzia del medico può essere generata anche dall’esercizio di fatto delle funzioni tipiche, mediante comportamento concludente.
In tema di reati omissivi colposi, la posizione di garanzia può essere generata non solo da investitura formale, ma anche dall’esercizio di fatto delle funzioni tipiche delle diverse figure di garante mediante un comportamento concludente dell’agente, consistente nella presa in carico del bene protetto (per l’effetto, relativamente ai due medici sociali che erano intervenuti, durante una partita di calcio, per soccorrere un calciatore – poi deceduto- che aveva avuto un malore durante l’incontro, la Corte ha ritenuto che entrambi avevano assunto una posizione di garanzia nei confronti dell’atleta, derivante dall’instaurazione della relazione terapeutica tra loro ed il calciatore: entrambi, si è argomentato, avevano infatti posto in essere una istintiva, pratica attuazione dei doveri deontologici consacrati dal giuramento professionale, comprendente il “dovere di prestare soccorso nei casi di urgenza”; con in più, per il medico sociale della squadra del calciatore, in aggiunta a tale dovere deontologico, l’obbligo gravante, quale medico sportivo, verso i calciatori della propria squadra; la Corte, peraltro, ha poi annullato con rinvio la sentenza di condanna, per carente motivazione in punto di nesso causale e di addebito di colpa).
Cassazione penale sez. IV, 29/03/2019, n.17491
Non risponde di lesioni il medico che, pur titolare di posizione di garanzia, non disponga dei poteri impeditivi degli eventi lesivi.
In tema di reati colposi, l’agente non può rispondere del verificarsi dell’evento se, pur titolare di una posizione di garanzia, non disponga dei necessari poteri impeditivi degli eventi dannosi. (Fattispecie in tema di lesioni conseguenti alla mancata tempestiva esecuzione di parto cesareo, in cui la Corte ha annullato la sentenza di condanna di medico ostetrico che, allontanatasi dal nosocomio in una situazione che si presentava non patologica, e permanendo in turno di reperibilità, era stata informata dalla collega di turno ospedaliero delle difficoltà insorte nel corso del parto naturale, avendo i giudici di merito omesso di valutare se l’imputata fosse concretamente in grado di influenzare il corso degli eventi).
Posizione di garanzia del direttore sanitario di casa di cura privata.
Posizione di garanzia e responsabilità dell’ostetrica che non avverta il medico dello stato di sofferenza fetale.
Cassazione penale sez. IV, 05/10/2018, n.47801
Il medico che subentra ad un collega nel turno del reparto ospedaliero assume la relativa posizione di garanzia nei confronti dei pazienti.
In tema di colpa professionale, il medico che succede ad un collega nel turno in un reparto ospedaliero assume nei confronti dei pazienti ricoverati la medesima posizione di garanzia di cui quest’ultimo era titolare, circostanza che lo obbliga ad informarsi circa le condizioni di salute dei pazienti medesimi e delle particolari cure di cui necessitano. (Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità di un ginecologo per il reato di lesioni colpose ai danni di un feto, ritenendo irrilevante la tesi difensiva secondo la quale l’imputato era stato informato dello stato di sofferenza del feto solo a danno compiuto, essendosi accertato che i primi segnali di sofferenza erano emersi in epoca successiva all’inizio del turno ed egli aveva omesso di informarsi dello stato di salute dei pazienti).
Cassazione penale sez. IV, 19/07/2018, n.7032
Responsabilità del medico, titolare di posizione di garanzia, preposto al rilascio del certificato
medico propedeutico all’autorizzazione al porto d’armi.
Il medico di base preposto al rilascio del certificato medico anamnestico propedeutico all’autorizzazione al porto d’armi è titolare di una posizione di garanzia che comprende esclusivamente un obbligo di controllo diretto a prevenire il pericolo di commissione di atti pregiudizievoli verso terzi e non di comportamenti autolesivi, atteso che le regole cautelari sottese alla regolamentazione del relativo procedimento amministrativo sono finalizzate alla salvaguardia dell’integrità fisica dei terzi e non di colui che richiede l’autorizzazione. (Fattispecie relativa alla uccisione di due persone per mano del paziente cui era stato rilasciato il porto d’armi e che si era poi suicidato, nella quale la Corte ha ritenuto esente da censure la sentenza che aveva escluso la responsabilità del medico per il suicidio, non essendo configurabile a suo carico l’obbligo di impedire l’evento, e lo aveva invece condannato, a titolo di colpa, per gli omicidi).
Cassazione penale sez. IV, 15/02/2018, n.24068
Il medico specialista chiamato per una consulenza non subentra nella posizione di garanzia dei medici del Pronto Soccorso.
Cassazione penale sez. IV, 23/01/2018, n.22007
Responsabilità medica ed intervento chirurgico in « équipe »
In tema di colpa professionale, in caso di intervento chirurgico in «équipe», il principio per cui ogni sanitario è tenuto a vigilare sulla correttezza dell’attività altrui, se del caso ponendo rimedio ad errori, che siano evidenti e non settoriali, rilevabili ed emendabili con l’ausilio delle comuni conoscenze scientifiche del professionista medio, non opera in relazione alle fasi dell’intervento in cui i ruoli e i compiti di ciascun operatore sono nettamente distinti, dovendo trovare applicazione il diverso principio dell’affidamento per cui può rispondere dell’errore o dell’omissione solo colui che abbia in quel momento la direzione dell’intervento o che abbia commesso un errore riferibile alla sua specifica competenza medica, non potendosi trasformare l’onere di vigilanza in un obbligo generalizzato di costante raccomandazione al rispetto delle regole cautelari e di invasione negli spazi di competenza altrui.
Unitarietà dell’”equipe” medica: ogni medico deve verificare che i colleghi eseguano correttamente la propria opera.
L’equipe medica deve essere considerata come un’entità unica e compatta e non come una collettività di professionisti in cui ciascuno si limita ad eseguire i propri compiti, sicché ogni medico dell’equipe dovrà, oltre a rispettare le leges artis della propria sfera di competenza, verificare che gli altri colleghi abbiano eseguito correttamente la propria opera. Detto controllo dovrà esercitarsi anche sugli errori altrui, evidenti e non settoriali, tali da poter essere rilevati con l’ausilio delle conoscenze del professionista medio.
Esenzione da responsabilità del medico in posizione apicale per il fatto commesso dal medico di livello funzionale inferiore.
Posizione di garanzia dell’infermiere quale professionista sanitario.
Lesioni colpose (art. 590 cod. pen.) La condotta omissiva ed il giudizio controfattuale