Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-primo/titolo-vi/capo-vi/sezione-iii/art181.html
Timestamp: 2019-09-22 18:08:19+00:00
Document Index: 99410017

Matched Legal Cases: ['art. 181', 'art. 60', 'art. 38', 'art. 193', 'art. 181', 'art. 181', 'art. 737', 'art. 2932', 'sentenza ']

Art. 181 codice civile - Rifiuto di consenso - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 181 Codice civile
(1) Se uno dei coniugi rifiuta il consenso per la stipulazione di un atto di straordinaria amministrazione o per gli altri atti per cui il consenso è richiesto, l'altro coniuge può rivolgersi al giudice (2) per ottenere l'autorizzazione nel caso in cui la stipulazione dell'atto è necessaria (3) nell'interesse della famiglia o dell'azienda che a norma della lettera d) dell'articolo 177 fa parte della comunione (4).
(1) L'articolo è stato così sostituito dall'art. 60 della L. 19 maggio 1975 n. 151.
(2) Relativamente alla competenza, dovrà osservarsi quanto prescritto dall'art. 38 co. II delle disp. att., e pertanto sarà competente il Tribunale ordinario del luogo di residenza della famiglia.
(3) L'autorizzazione del giudice alla stipula dell'atto dovrà riguardare provvedimenti assolutamente necessari ed urgenti per l'interesse della famiglia o dell'azienda familiare.
(4) Il rifiuto illegittimo di uno dei coniugi potrebbe configurare l'applicabilità dell'art. 193 del c.c., nel caso la mala gestio della comunione pregiudichi o anche solo metta in serio pericolo gli interessi della stessa o dell'altro coniuge.
La ratio della norma è quella di favorire la gestione della vita familiare mediante l'accordo dei coniugi per le decisioni più importanti, riservando un procedimento più snello e semplice (atti effettuabili disgiuntamente) per le problematiche quotidiane; la facoltà di ricorrere al giudice opera in via sussidiaria e come "extrema ratio" della frattura nel procedimento decisionale avente ad oggetto importanti scelte familiari.
Massime relative all'art. 181 Codice civile
L'art. 181 c.c., in tema di amministrazione dei beni della comunione legale fra coniugi, prevede l'emanazione di provvedimenti autorizzativi, nell'ambito di un procedimento non contenzioso (art. 737 e ss. c.p.c.), al fine di superare il rifiuto di consenso che uno dei coniugi frapponga al compimento di atti di straordinaria amministrazione od alla stipula di contratti per la concessione o per l'acquisto di diritti reali di godimento, e non è pertanto invocabile dal coniuge che, sostituendosi all'altro nell'azione nascente da un contratto preliminare, intenda conseguire ex art. 2932 c.c. una sentenza sostitutiva del contratto definitivo non concluso.