Source: https://bertocchi.law/domande/
Timestamp: 2018-05-23 08:58:33+00:00
Document Index: 17520971

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 2103', 'art. 1069', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1132', 'art. 2948', 'art. 2943', 'art. 1130', 'art. 540']

F.A.Q. | Avv. Matteo Bertocchi
In questa sezione è possibile leggere alcune tra le domande poste frequentemente allo Studio e le relative risposte.
Oppure è possibile porre direttamente una domanda, utilizzando il modulo per la richiesta di consulenza online.
Di seguito sono riportati i collegamenti ad alcune domande poste frequentemente allo Studio ed alle relative risposte.
Ovviamente quanto riportato non può sostituire una consulenza, può tuttavia essere utile per avere un’idea generale sull’argomento.
Violazione di un’ordinanza del sindaco
Appello di una sentenza del Giudice di pace
Omessa dichiarazione di entrate
Esposto di un genitore all’USP
Limite della fideiussione
Pagamento indebito
Spese di manutenzione della servitù prediale
Vizi-e-difetti-immobile
Risarcimento del danno c.d. morale
Beni-cointestati
Eredità e matrimonio
Immobile non a norma
Debitore nullatenente
Incuria-casa-confinante
Manutenzione strada privata
Negligenza medico di base
Recesso contratto di affitto di azienda
Responsabilità per figlio maggiorenne
Responsabilità professionale consulenti
Simbolo errato
Usufrutto parziale
Vendita bene in comunione ereditaria
Interessi non citati in sentenza
Distanza tra i balconi
Ospiti nel condominio
Preventivo di spesa nel condominio
Parziarietà delle obbligazioni del condominio
Lavoro dei condomini
Dissociazione da una lite condominiale
Tutela della riservatezza nel condominio
Allargamento del sottosuolo nel condominio
Validità della costituzione dell’assemblea condominiale
Autorizzazione dell’amministratore
Proprietà privata nel condominio
Innovazioni parti comuni
Facciata villette a schiera
Grondaia condominiale
Lavori nel box
Siepe condominiale
Tende e porte condominiali
Coercibilità dei doveri coniugali
Abbandono del genitore anziano
Annullamento del matrimonio e matrimonio religioso
Consenso per il divorzio
Spese mediche per il figlio minore
Decadenza della separazione
Rette della casa di riposo
Rette scolastiche e divorzio
Separazione e moglie irreperibile
Sospensione del mantenimento
Spese mediche per il figlio minore/a>
Malattia nel lavoro
Liquidazione del lavoratore
Indennità per mancato preavviso
Privacy nel posto di lavoro
Sfratto e buona uscita
Condizioni contrattuali della locazione
Fatture insolute del locatario
Locazione e recesso
Proroga del termine dello sfratto
Diffamazione ai defunti
Firma falsificata
Accesso atti giudiziari
Citazione del testimone
Pagamento delle spese processuali
Stato denuncia
22 risposte a “F.A.Q.”
febbraio 13, 2013 alle 5:33 pm
in un anno solare quanti giorni di mutua si possono effettuare nei contratti tessili e se si contano i giorni di mutua effettuati nell anni precedenti
per una risposta precisa al Suo quesito sarebbe necessario individuare con esattezza il CCNL di riferimento (tessile industrie, tessile p.m.i., ecc…).
In linea di massima, comunque, la disciplina della malattia prevede che “il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto (ed all’indennità di malattia) per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare”. Non rilevano, quindi, ai fini del conteggio gli eventuali giorni di malattia dell’anno solare precedente.
marzo 20, 2013 alle 4:41 pm
Pongo un quesito in merito alle spese straordinarie per i figli.
Secondo il Tribunale di Bergamo, i ticket sanitari e la mensa rientrano nelle spese straordinarie?
E in regime di affidamento esclusivo la spesa per frequentazione della scuola in orario pomeridiano, può essere considerata spesa straordinaria a carico di entrambi i genitori (quando il padre ottempera solo al pagamento della fascia antimeridiana9?
marzo 21, 2013 alle 10:34 am
ogni situazione deve essere valutata a sé ed ogni procedimento di separazione o “divorzio” può concludersi in maniera differente, a seconda delle situazioni di fatto sulle quali il Giudice è chiamato a pronunziarsi.
In linea di massima, i ticket sanitari rientrano tra le “spese mediche da documentare che non richiedono il preventivo accordo” che vengono poste a carico di entrambi i genitori, solitamente nella misura del 50%.
Allo stesso modo la mensa rientra tra le “spese scolastiche da documentare che non richiedono il preventivo accordo”, ripartite, ancora una volta, tra i genitori.
La frequentazione scolastica pomeridiana (c.d. dopo-scuola) potrebbe rientrare tra le “spese extrascolastiche da documentare che non richiedono il preventivo accordo”, da suddividersi tra i coniugi.
Per una visione d’insieme, La rimando al sito dell’Associazione Provinciale Forense di Bergamo, che ha elaborato un utile protocollo relativo alle spese per la prole.
Quanto sin qui, per darLe un’idea di come potrebbero essere disciplinate le spese.
Ovviamente, se la Sua domanda riguarda un procedimento già definito, per una risposta puntuale è necessario l’esame del provvedimento (decreto di omologa o sentenza) che stabilisce le condizioni nel Suo caso.
Se lo ritiene, sono a disposizione per offrirLe un preventivo per una tale consulenza.
vorrei richiedere un chiarimento: sono assunta come impiegata da aprile 2012 ed il 9 agosto 2013 mi scade il contratto a tempo determinato (primo ed unico impiegoad oggi). Posso richiedere qualche forma di disoccupazione? E, se sì, la maternità verrà tutelata?
al fine di percepire l’indennità di disoccupazione, il lavoratore deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
Per l’approfondimento, la rimando alla pagina sulla disoccupazione sul sito dell’INPS.
Per quanto riguarda, invece, la tutela della maternità durante la disoccupazione, il congedo di maternità (e la conseguente indennità) spetta quando il periodo del congedo (ossia il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio) sia iniziato entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro.
Ancora una volta, per l’approfondimento la rimando all’apposita pagina sul sito dell’INPS.
Resto, invece, a Sua disposizione per una consulenza relativa alla Sua specifica posizione.
maggio 22, 2013 alle 11:50 am
Egregio Avvvocato le scrivo ponendole un quesito.
Sono stata sogetto di un trasferimento collettivo che la mia azienda ha attuato il 17 Settembre 2012. Attualmente dopo 9 mesi la mia azienda ha aperto una lista di mobilità nello sul medesimo reparto ove aveva attuato il trasferimento. Mi chiedo è legale tutto questo? E’ legale cioè che una azienda possa a suo piacimento spostare le persone di 600 km dalla loro residenza solo dopo 9 mesi da un trasferimento collettivo per e poi metterle in mobilità? la ringrazio in anticipo, Valeria
maggio 22, 2013 alle 6:39 pm
il trasferimento collettivo, alla stregua di quello individuale, deve essere motivato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, come stabilito dall’art. 2103 c.c.
Il licenziamento collettivo e l’iscrizione nelle liste di mobilità hanno presupposti differenti, ossia l’impossibilità di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi.
Per una valutazione della Sua posizione sarebbe necessario l’esame più approfondito della vicenda.
Resto a Sua disposizione per la consulenza.
alessandro giori ha detto:
maggio 30, 2013 alle 10:04 am
buongiorno avvocato,sono in procinto di acquistare un terreno edificabile dove grava una servitù di passaggio della fognatura di due villette adiacenti.
Sono un pò titubante all’acquisto causa questa servitù,a chi spettano le spese di ripristino in caso di rottura o manutenzione della stessa?l’attuale proprietario nn vuole evidenziare con picchettaggio il tragitto di questa fognatura e lascia al caso il tutto.
Non so come regolarmi…avendo comunque appurato che nn passa proprio nel bel mezzo del terreno rimane la paura della servitù.
Le chiederei cortesemente un consiglio!!!
grazie anticipatamente A.Giori
in ambito di servitù, l’art. 1069 del Codice civile disciplina la realizzazione di opere sul fondo servente.
Il fondo servente è quello su cui grava la servitù, in favore del proprietario del fondo dominante.
La norma dispone che il proprietario del fondo dominante debba eseguire, a proprie spese, le opere necessarie per la conservazione della servitù.
Solo se il proprietario del fondo servente trae beneficio dalle opere svolte, anch’egli deve contribuire in misura proporzionale al vantaggio ottenuto.
è arrivata la sentenza alla causa a cui hanno partecipato 10 condomini su 15 che riconosce al condominio un certo importo.
Coloro cha hanno partecipato alla causa vogliono ripartire il credito (che in sentenza è esplicitamente assegnato al condominio per il ripristino delle parti comuni)esonerando dal beneficio le 5 persone che non hanno partecipato.
– spetta a loro la decisione (essendo comunque la maggioranza)
– se dopo l’accredito nel c/c del condominio la maggioranza (le 10 persone) possono deliberare in sede di assemblea la ripartizione dei soldi disponibili nei loro c/c personali
– se accadesse quanto sopra, si tratterebbe di illecito, per cui i 5 dovrebbero fare causa ai 10 per il recupero?
giugno 7, 2013 alle 3:28 pm
Gentile Marta C.,
premetto immediatamente che per rispondere alla domanda sarebbe indispensabile l’esame della sentenza, degli atti di causa e della delibera assembleare in ordine al Giudizio.
Dovrebbe, comunque, trovare applicazione, nel caso prospettato, il disposto dell’art. 1132 III comma c.c., che prevede che “se l’esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente”.
L’esito favorevole della lite priva di effetti la separazione di responsabilità, con la conseguenza che anche i condomini dissenzienti debbano beneficiare delle conseguenze del giudizio. Se l’assemblea deliberasse il contrario, la delibera sarebbe impugnabile in quanto contra legem.
Resto a disposizione per un parere sulla questione.
giugno 26, 2013 alle 12:51 pm
Le spese straordinarie per i figli si prescrivono in 5 anni (come le rate del mantenimento) o in 10 anni?
Nel caso si inviasse raccomandata ar di diffida al pagamento, la prescrizione si interromperebbe per ripartire da zero o proseguirebbe?
il diritto alla corresponsione dei singoli ratei dell’assegno di mantenimento si prescrive a decorrere dalle singole scadenze, trattandosi di una pretesa avente ad oggetto più prestazioni, autonome e periodiche (Cass. 23462/09).
Nel caso dell’assegno mensile, infatti, trova applicazione l’art. 2948 c.c., che prevede la prescrizione quinquennale di “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi“.
Nel caso del rimborso delle spese straordinarie, la prescrizione potrà quindi essere quinquennale o decennale a seconda della formulazione del provvedimento del Giudice che lo disciplina.
La prescrizione, in ogni caso, può essere interrotta, ai sensi dell’art. 2943 c.c., con lettera raccomandata che valga a mettere in mora il debitore.
duilio ravaioli ha detto:
Ho ricevuto dall’amministrazione condominiale il modello per la comunicazione dei dati per la compilazione del registro di anagrafe condominiale.
Mia moglie proprietaria dell’immobile è deceduta in data 14/6/2013 e che gli unici eredi legittimi sono io e mio figlio non convivente.
La mia domanda è questa:nel modello vanno comunicati i dati di entrambi?
ottobre 28, 2013 alle 12:26 pm
Egregio Sig. Duilio,
il registro di anagrafe condominiale, ai sensi dell’art. 1130 n. 6, contiene le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza.
Nel Suo caso, la situazione giuridica di titolarità dell’immobile dipende da quale esito ha avuto la successione.
Entrambi gli eredi hanno accettato l’eredità? E’ già stata trascritta la dichiarazione di successione?
Se entrambe le domande hanno una risposta positiva, allora dovranno essere indicati i dati di entrambi i proprietari.
Le rammento, poi, che ai sensi dell’art. 540 c.c. “Al coniuge [superstite] anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.”
Perciò, nella comunicazione, dovrebbe dare altresì atto dell’esistenza di tale diritto.
Resto a Sua disposizione per eventuali chiarimenti o per l’assistenza.
gennaio 14, 2014 alle 5:49 pm
Gentile Avv. Bertocchi,
leggevo sopra una Sua risposta in merito ai tempi di prescrizione per le spese straordinarie, che si interrompe anche con la messa in mora.
Orbene, io due anni fa, con regolare lettera raccomandata, misi in mora per le spese straordinarie. Seguì un precetto, regolarmente scritto e notificato ma poi ritirato perché lo stesso avvocato proponente mi disse che era il procedimento sbagliato,(precetto vs decreto ingiuntivo. All’epoca non feci più nulla, per svariati motivi.
A distanza di due anni mi chiedo: con quella raccomandata e quel precetto notificato e poi ritirato, la prescrizione è ripartita da capo?
solitamente il Tribunale pone a carico di entrambi i coniugi il 50% delle spese.
Nel provvedimento, quindi, manca una quantificazione precisa del credito
Ciò non consente di procedere direttamente con l’atto di precetto.
Prima è necessario ottenere un titolo esecutivo (come può essere il decreto ingiuntivo) che quantifichi le spese.
Ciò premesso, la comunicazione di messa in mora, se formalmente corretta, interrompe i termini di prescrizione una volta che il destinatario la riceve. A seguito dell’interruzione della prescrizione, la stessa riparte ex novo.
gennaio 15, 2014 alle 5:23 pm
La lettera di messa in mora per recupero spese straordinarie è corretta (raccomandata ar, con termini per ottemperare, il procedimento che ne è seguito (precetto) è stato ritirato dopo la notificazione onde evitare opposizioni alla forma. Si è quindi interrotta la prescrizione a seguito della lettera ar di messa in mora?
Scusi se chiedo precisazione e la ringrazio davvero tanto per i chiarimenti.
gennaio 16, 2014 alle 4:28 pm
la lettera di messa in mora è valida ai fini interruttivi della prescrizione del diritto.
aprile 1, 2014 alle 11:29 am
Nel 2000 avevo un prestito con istutito finanziario,a causa della perdita del lavoro non ho potuto onorare il debito-
Nel 2001, venni segnalato alla CR della Banca D’Italia-La banca fece atto di precetto sempre nel 2001- Nel 2005 ha ceduto il credito ad una società che a sua volta nel 2013 l’ha venduto ad altra società- Dal 2001 ad ora nessun altro atto e stato fatto per il recupero del credito ed interrompere la prescrizione-
Giorni addietro mi sono recato in banca per avere un fido,ed mi e stato rifiutato in quanto vi e ancora presente la segnalazione fatta nel 2001-
Poichè sono trascorsi più di 10 anni ed il credito e prescritto,ho diritto alla cancellazione dalla Centrale Rischi della Banca D’Italia ?
Come devo fare per essere cancellato ?
aprile 1, 2014 alle 11:47 am
nel caso di ritardo superiori a due rate o mesi, il periodo necessario per ottenere la cancellazione della segnalazione, in caso di estinzione del debito, dovrebbe essere di ventiquattro mesi, che decorrono dalla data di registrazione dei dati relativi alla regolarizzazione.
La cancellazione, quindi, dovrebbe avvenire automaticamente 24 mesi dopo la comunicazione dell’estinzione del debito.
Per quanto riguarda l’estinzione del debito per intervenuta prescrizione, segnalo che ai fini interruttivi della prescrizione risulta sufficiente qualunque atto che contenga l’inequivoca manifestazione di volontà del soggetto creditore di ottenere l’adempimento del credito vantato.
Ciò potrebbe risultare anche dalla mera comunicazione di cessione del credito del 2005. Ove così fosse, il credito non sarebbe prescritto.