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Timestamp: 2017-11-22 03:35:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.7', 'art.196', 'art.11', 'art.40', 'art.67', 'art.12']

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Direttiva Iva e principali novità di fine anno
Direttiva 8/08: al via le nuove regole IVA sulla tassazione dei servizi nri rapporti con l'estero -si applicano dal 1° gennaio 2010 le nuove regole introdotte dalla Direttiva n.8/08 (c.d. “Direttiva Servizi”) in tema di territorialità delle prestazioni di servizi nei rapporti con l’estero. In considerazione della estrema complessità della disciplina, e in attesa della pubblicazione definitiva del decreto legislativo di recepimento, si invitano i gentili Clienti a contattare lo Studio per ogni chiarimento; in ogni caso, si propone una sintesi delle modifiche più rilevanti Come evidenziato nella C.M. n.58/E del 31 dicembre 2009, le nuove regole generali contenute nella Direttiva n.8/2008, da ritenersi già applicabili nell’ordinamento nazionale, possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
1. viene modificata la regola generale del luogo di tassazione dei servizi nei rapporti tra soggetti passivi (c.d. B2B, Business to Business): si passa dal criterio della tassazione nel Paese di stabilimento del prestatore al criterio di tassazione nel Paese di stabilimento del cliente/committente;
2. viene confermata la regola generale di tassazione nel Paese del prestatore per le prestazioni rese a privati consumatori (c.d. rapporti B2C, Business to Consumer): si mantiene come regola generale quella della tassazione nel Paese del prestatore;
3. vengono confermate talune deroghe già esistenti (che comportano l’applicazione degli stessi criteri di tassazione a prescindere dalla natura soggettiva del cliente/committente e, quindi, sia per le prestazioni rese a soggetti passivi che a privati consumatori). Esse riguardano:
- le prestazioni di servizi relativi ad immobili;
- le prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili;
- le prestazioni di trasporto passeggeri;
4. vengono introdotte nuove deroghe (che comportano l’applicazione degli stessi criteri di tassazione a prescindere dalla natura soggettiva del cliente/committente e, quindi, sia per le prestazioni rese a soggetti passivi che a privati consumatori). Esse riguardano:
- le prestazioni di ristorazione e catering:
- le prestazioni relative alla locazione a breve termine dei mezzi di trasporto:
5. vengono confermate talune deroghe vigenti, limitatamente ai servizi resi a privati consumatori, relative a prestazioni di servizi:
- di intermediazione;
- di trasporto di beni;
- relative a beni mobili materiali;
di telecomunicazione, teleradiodiffusione e servizi resi tramite mezzi elettronici;
6. viene introdotta una regola particolare per la locazione a lungo termine di mezzi di trasporto, resa a privati consumatori;
7. viene ampliata la definizione di soggetto passivo ai fini della individuazione della territorialità dei servizi. Vengono considerati tali anche:
- gli enti non commerciali che svolgono attività commerciale, anche per le operazioni riguardanti l’attività istituzionale;
- gli enti non commerciali che non svolgono alcuna attività commerciale, ma che si sono identificati ai fini Iva, obbligatoriamente per aver effettuato acquisti di beni da Paesi UE per un ammontare superiore ad €10.000 o facoltativamente per acquisto sotto tale soglia;
Va segnalato che la soggettività passiva di questi soggetti rileva solo ai fini della individuazione della territorialità e, pertanto, tali enti non potranno esercitare il diritto alla detrazione per gli acquisti effettuati al di fuori dell’attività commerciale;
8. viene generalizzato il principio in base al quale, per le prestazioni territorialmente rilevanti in Italia, il cliente/committente nazionale soggetto passivo provvede agli obblighi contabili e di assolvimento dell’imposta per le prestazioni di servizio a lui rese da un soggetto passivo non stabilito in Italia.
In attesa della pubblicazione definitiva del decreto legislativo nazionale di recepimento, che riscrive le norme contenute sia nel DPR n.633/72 (decreto Iva) che nel D.L. n.331/93 (disciplina scambi intracomunitari), si riportano in forma di rappresentazione schematica le varie casistiche con la relativa disciplina in vigore dal 1° gennaio 2010 e con il riferimento alle norme della Direttiva 2006/112/CE (Direttiva Iva), così come modificate dalla “Direttiva Servizi”.
PRESTAZIONI RILEVANTI IN ITALIA SE RESE A COMMITTENTI NAZIONALI
SOGGETTI PASSIVI (RAPPORTI B2B)
- i servizi già definiti come generici, ivi compresi quelli complessi e indifferenziati, non individuati (a tutto il 2009) in altre categorie;
- le prestazioni di trasporto di beni, comprendendo in tale ambito i trasporti nazionali, quelli intracomunitari e quelli internazionali;
- le prestazioni rese in attività accessorie ai trasporti di beni (carico, scarico e trasbordo merci);
- le prestazioni di qualsiasi genere su beni mobili materiali, ovunque rese, ed indipendentemente dall’uscita fisica dei beni, al termine della prestazione, dallo Stato in cui la stessa viene eseguita, in particolar modo nel caso di prestazione resa in altro Stato comunitario;
- le prestazioni di intermediazione, ovunque eseguite;
- le locazioni a “lungo termine” di mezzi di trasporto;
- le seguenti prestazioni di servizi, già disciplinate dall’art.7, co.4, lett.d) del DPR n.633/72, indipendentemente da dove siano materialmente utilizzate:
• prestazioni derivanti da contratti di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di beni mobili materiali diversi dai mezzi di trasporto;
• prestazioni di servizi relative a cessioni di diritti immateriali redevances, royalties, diritti di autore, e simili;
• prestazioni pubblicitarie;
• prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale, comprese quelle di formazione e di addestramento del personale;
• prestazioni di elaborazione e fornitura di dati e simili;
• prestazioni di interpreti e traduttori;
• prestazioni di servizi di telecomunicazione, di radiodiffusione e di televisione;
• prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici;
• prestazioni relative ad operazioni bancarie, finanziarie e assicurative;
• prestazioni relative a prestiti di personale;
• concessione dell'accesso ai sistemi di gas naturale o di energia elettrica, servizio di trasporto o di trasmissione mediante gli stessi e fornitura di altri servizi direttamente collegati;
• cessioni di contratti relativi alle prestazioni di sportivi professionisti.
Al contrario, se tali prestazioni di servizi sono rese a committenti soggetti passivi stabiliti in altri Stati comunitari o in Stati extracomunitari, dovranno essere considerare dal prestatore nazionale fuori del campo di applicazione dell’Iva per carenza del requisito territoriale.
Modalità di assolvimento dell’Iva sulle prestazioni di servizi
Quando una determinata prestazione di servizi è territorialmente rilevante in Italia, se resa da un prestatore non residente (comunitario o extracomunitario), l’art.196 della Direttiva Iva prevede che sia il committente soggetto passivo nazionale ad assolvere l’imposta e ad osservare gli obblighi di fatturazione.
La modalità con la quale il committente soggetto passivo nazionale sarà tenuto ad assolvere l’imposta è il reverse charge o inversione contabile mediate emissione di autofattura da parte dello stesso committente.
Si osserva che tale modalità, ancorché analoga agli effetti pratici, è differente rispetto a quella che prevede l’integrazione della fattura ricevuta così come accade per gli acquisti intracomunitari di beni.
Tuttavia, se il prestatore non residente possiede in Italia una stabile organizzazione per il cui tramite effettua e riceve operazioni, gli obblighi di fatturazione e assolvimento dell’imposta graveranno sulla stabile organizzazione (si ricorda che per effetto della modifica apportata dall’art.11 del D.L. n.135/99 il soggetto non residente che possiede una stabile organizzazione non può più identificarsi direttamente né nominare un rappresentante fiscale).
Se il committente non è un soggetto passivo ai fini Iva (ad es. un privato), in relazione alle prestazioni rese da un soggetto non residente, quest’ultimo dovrà necessariamente identificarsi direttamente o nominare un rappresentante fiscale in Italia. Allo stesso modo, se una prestazione effettuata tra soggetti non residenti privi di stabile organizzazione è rilevante in Italia, il prestatore non residente dovrà identificarsi direttamente o nominare un rappresentante fiscale in Italia.
ELENCHI RIEPILOGATIVI INTRASTAT - DAL 2010 OBBLIGO ESTESO ALLE PRESTAZIONI INTRACOMUNITARIE DI SERVIZI
L’applicazione - a partire dal 1° gennaio 2010 - delle nuove regole riguardanti la territorialità delle prestazioni di servizi da e verso l’estero, soprattutto nei rapporti tra soggetti passivi Iva (c.d. “B2B”, Business to Business), comporterà per le Amministrazioni Finanziarie dei diversi Paesi l’esigenza di monitorare il corretto assolvimento dell’Iva nei diversi Stati Membri dell’Unione Europea.
Con le modifiche apportate alla Direttiva Iva (la n.2006/112/CE) ad opera delle Direttive 2008/8/CE e 2008/117/CE, al fine di soddisfare tali esigenze di controllo, viene esteso alle prestazioni di servizi l’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat.
Oltre all’inclusione generalizzata dei servizi negli elenchi Intrastat (non solo ai fini statistici), si precisa che le novità decorrenti dal 2010 riguarderanno anche altri aspetti di tale adempimento e in particolare:
- viene resa obbligatoria la presentazione per via esclusivamente telematica delle dichiarazioni INTRA beni e/o servizi riferite a periodi decorrenti dal 2010;
- viene eliminata la cadenza di presentazione annuale;
- vengono previste nuove soglie per determinare la periodicità di presentazione mensile e/o trimestrale;
- vengono introdotte nuove modalità per il cambio di periodicità.
In relazione a tali importanti modifiche, va evidenziato che il recepimento di queste disposizioni nell’ordinamento nazionale è stato demandato ad un decreto legislativo che ad oggi non risulta ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Mancano, pertanto, da parte dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane, anche i successivi provvedimenti che dovranno approvare i nuovi elenchi relativi ai servizi e stabilire nuove modalità e termini di presentazione degli stessi.
In considerazione dell’enorme rilevanza pratica dei nuovi obblighi, e delle imminenti scadenze a partire dalle quali trovano applicazione le nuove disposizioni, si fornisce un primo commento delle novità introdotte.
Nuove regole di territorialità e inclusione negli elenchi
L’applicazione a partire dal 1° gennaio 2010 delle nuove regole in tema di territorialità dei servizi comporterà:
per le prestazioni di servizi ricevute da prestatori soggetti passivi comunitari
obbligo da parte del committente nazionale di assolvere l’imposta sul valore aggiunto mediante applicazione del meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge);
per le prestazioni di servizi rese da prestatori nazionali soggetti passivi
obbligo da parte del committente comunitario (in base all’art.40 del D.L. n.331/93) di assolvere l’imposta sul valore aggiunto mediante applicazione del meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge).
Si osserva che tali operazioni:
fino al 31.12.09 a partire dal 1° gennaio 2010
riconoscevano al prestatore la qualifica di esportatore abituale e in quanto tali concorrevano alla formazione del plafond; in applicazione delle nuove regole sulla territorialità dei servizi - dovranno essere considerate fuori campo Iva non potendo quindi più concorrere alla formazione del plafond.
Nuovi termini e periodicità nella presentazione degli elenchi Intrastat
La Direttiva 2008/117/Ce ha ridefinito la frequenza di presentazione degli elenchi riepilogativi, adottando quale regola generale la periodicità mensile, con facoltà riconosciuta agli Stati membri di consentire la frequenza trimestrale agli operatori con ridotto volume di scambi, in base ad una specifica autorizzazione concessa su richiesta dell’interessato.
Viene, invece, eliminata la possibilità di assolvere l’adempimento mediante la presentazione annuale.
Relativamente alla possibilità di presentazione trimestrale degli elenchi, la citata direttiva, riconosce tale facoltà a quei soggetti che non hanno superato né per il primo trimestre 2010, né per ciascuno dei quattro trimestri del 2009, la somma di €50.000,00, elevabile da ciascun Stato membro a €100.000,00 fino al 31 dicembre 2011.
Periodicità in vigore dal 1° gennaio 2010
Acquisti/cessioni intracomunitari anno precedente Periodicità
Per i contribuenti che non hanno superato la soglia di €50.000 (o di €100.000 fino al 31.12.11) negli ultimi quattro trimestri rispetto a quello di riferimento Trimestrale
Tutti gli altri casi Mensile
Nel nuovo sistema, il cambio di periodicità avviene nel caso in cui la soglia venga superata nel corso del trimestre. Vengono, inoltre, modificate le scadenze entro le quali assolvere all’adempimento della presentazione degli elenchi Intrastat.
Termini in vigore dal 1° gennaio 2010
Periodicità Scadenze
Mensile Entro il giorno 19 del mese successivo a quello di riferimento
Trimestrale Entro il giorno 19 del mese successivo al trimestre di riferimento
In relazione al nuovo termine di scadenza (giorno 19 del mese o trimestre successivo) va rilevato che la Direttiva lasciava spazio alla fissazione di un termine entro la fine del mese e che, quindi, l’anticipazione al giorno 19 è una scelta del legislatore nazionale.
Con una lettera dello scorso 2 dicembre 2009 inviata ai direttori delle Dogane e delle Entrate, le associazioni di artigiani e commercianti hanno chiesto, nella considerazione che la trasmissione telematica renderà immediatamente disponibili i dati, che in fase di approvazione definitiva del provvedimento venga stabilito un termine più ampio (ad esempio il giorno 25) per la trasmissione degli elenchi. Occorre in proposito attendere l’approvazione del decreto definitivo.
Contenuto dei nuovi elenchi Intrastat relativi ai servizi
Il contenuti e modalità di presentazione degli elenchi Intrastat saranno definiti, entro 90 giorni dalla definitiva approvazione del decreto legislativo di recepimento delle direttive comunitarie.
I modelli, composti da un frontespizio che accoglie i dati generali e riassuntivi dell’elenco, sono strutturati in quattro sezioni che accolgono, rispettivamente:
bis le cessioni (Intra1) e gli acquisti (Intra2) di beni registrati nel periodo di riferimento (mese o trimestre);
ter le rettifiche per cessioni e acquisti di beni relative a periodi precedenti;
quater i servizi resi (Intra1) e ricevuti (Intra2) registrati nel periodo di riferimento (mese o trimestre);
quinquies le rettifiche per servizi resi e ricevuti relative a periodi precedenti.
Sulla base delle anticipazioni fornite dalle Dogane, si riportano alcuni dati che i nuovi elenchi dovranno contenere:
- numero di identificazione comunitaria del prestatore o del committente;
- numero e data di riferimento della fattura emessa o ricevuta;
- dati relativi ai servizi:
- classificazione dei singoli servizi che dovranno essere individuati da un codice a sei cifre;
- modalità di erogazione del servizio (se continuativo o puntuale);
- modalità di pagamento o di incasso (per bonifico o altro) del corrispettivo della prestazione;
- Paese in cui è avvenuto il pagamento.
NUOVE REGOLE PER LA COMPENSAZIONE IVA DAL 2010
Con l’anno nuovo entra in vigore il nuovo regime relativo alla compensazione di debiti tributari e contributivi con l’utilizzo di crediti Iva, introdotto con il D.L. n.78 della scorsa estate.
Tralasciando le problematiche legate all’apposizione del visto di conformità (necessario per utilizzi in compensazione superiori alla soglia di €15.000), si rammenta il contenuto della norma, in base alla quale gli utilizzi di credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale (o dalle richieste infrannuali), se di importo superiore a €10.000 annui, possono essere eseguiti solo a decorrere dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione (o dell’istanza) da cui esso emerge.
Preliminarmente va osservato che le disposizioni in commento:
- riguardano esclusivamente i crediti Iva, e non i crediti di altri tributi e contributi;
- non interessano mai le compensazioni verticali, quelle “Iva da Iva” per intendersi, anche se superano le soglie dei 10.000 o 15.000 euro.
Crediti Iva < a €10.000
È importante evidenziare che chi intende utilizzare in compensazione per l’intero anno 2010 un credito Iva non superiore a €10.000, può continuare ad operare le compensazioni secondo le regole fin qui note, quindi:
- già dal prossimo 18 gennaio 2010;
- senza alcuna preventiva presentazione, a condizione, naturalmente, che poi risulti effettivamente dalla dichiarazione che si invierà;
- potendo utilizzare, per il versamento, sia i canali telematici di Entratel/Fisconline (direttamente o tramite intermediario abilitato) sia un sistema di home o remote banking.
Quanto sopra, con riguardo alle compensazioni non superiori a €10.000, dovrebbe essere possibile indipendentemente dall’ammontare del credito complessivo annuo spettante, secondo quanto evincibile dal provvedimento direttoriale del 21 dicembre scorso, che regola modalità e termini di effettuazione delle compensazioni dei crediti Iva.
Crediti Iva > a €10.000
Coloro, invece, che intendono compensare Iva a credito per importi annui superiori a 10.000 euro, dovranno prima presentare la dichiarazione annuale iva (o l’istanza periodica) e poi procedere alla compensazione. Da un punto di vista pratico, quindi:
- per le compensazioni Iva infrannuali sarà necessario attendere il 16 del secondo mese successivo a quello di chiusura del trimestre;
- per la compensazione del credito annuale Iva, il riferimento è costituito dal giorno 16 del mese successivo alla presentazione della dichiarazione annuale.
Per agevolare i contribuenti che hanno l’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale Iva in Unico, è prevista la possibilità di escludere la dichiarazione annuale dall’unificazione con la dichiarazione dei redditi, e, quindi, di poterla presentare in anticipo rispetto alla canonica scadenza del modello Unico.
Stante l’attuale termine iniziale per la presentazione della dichiarazione annuale (attualmente fissato al 1° febbraio), risulta impossibile presentare prima del 16 marzo prossimo un modello F24 con utilizzo in compensazione di crediti Iva superiori a €10.000.
In base alle disposizioni contenute nel citato provvedimento direttoriale del 21 dicembre, i modelli F24 contenenti utilizzi in compensazione per importi superiori ai €10.000 (o €15.000, a seconda dei casi) annui potranno essere trasmessi unicamente tramite i canali di Entratel o Fisconline (direttamente o tramite intermediario abilitato) e saranno scartati al mancato superamento dei controlli previsti dalla procedura. In particolare:
- gli F24 saranno scartati nel caso non sia stata preventivamente presentata la dichiarazione annuale Iva (o l’istanza periodica);
- per gli importi superiori a €15.000 annui, i modelli saranno oggetto di scarto qualora non sia stato apposto il visto di conformità sulla dichiarazione Iva;
- i modelli contenenti compensazioni di crediti Iva che superano l’importo del credito risultante dalla dichiarazione (o istanza periodica), al netto di quanto già utilizzato, saranno scartati.
Nonostante l’emanazione del provvedimento citato in precedenza, e della C.M. n.57/E del 23 dicembre 2009 (che tratta unicamente le problematiche legate al visto di conformità), rimangono ancora da chiarire alcuni aspetti operativi legati al nuovo regime, tra cui si segnalano:
- il dubbio se solo i crediti prodotti nel 2009 devono sottostare alle regole descritte, ovvero vanno compresi anche i crediti che residuano dall’anno precedente;
- il legame tra credito maturato da dichiarazione annuale e crediti infrannuali, con riguardo alla soglia dei 10.000 euro;
- cosa fare in caso di superamento delle soglie di 10.000 e 15.000 euro.
Si invitano pertanto i Gentili Clienti ad usare tutte le cautele del caso, nel caso in cui si voglia procedere alla presentazione di Modelli F24 con utilizzi di crediti Iva.
PRINCIPALI NOVITÀ FISCALI DI FINE ANNO: FINANZIARIA 2010 E DECRETO MILLEPROROGHE
Anche quest’anno registriamo il varo di una Manovra finanziaria “leggera” dal punto di vista delle disposizioni tributarie. Inoltre, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il c.d. decreto mille proroghe che contiene taluni interventi in campo fiscale.
La Legge finanziaria entra in vigore il 1° gennaio 2010. Poche sono le disposizioni di interesse per i contribuenti. Le principali novità vengono riassunte di seguito:
Detassazione del salario di produttività Prorogata per il 2010 la disposizione che propone la tassazione agevolata (imposta sostitutiva del 10%) delle somme erogate a titolo di premio produzione per un limite massimo di €6.000 e solo nei confronti dei soggetti che producono reddito di lavoro dipendente per ammontare non superiore a €35.000 annui.
Credito d'imposta per spese di ricerca La Finanziaria provvede alla destinazione di una dote di fondi da destinare alle imprese che investono in ricerca e sviluppo, sulla scia degli interventi già iniziati con il D.L. n.185/09. Le modalità attuative saranno rese note in seguito.
al 10% Entra finalmente a regime la riduzione dell’aliquota Iva al 10% per gli interventi di natura minore (manutenzione ordinaria e straordinaria) effettuati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata e con la limitazione dei beni significativi.
Gli interventi di natura superiore (restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica) godevano già della riduzione dell’aliquota a regime.
Scudo fiscale: proroga Il decreto Legge Milleproroghe prevede una riapertura delle disposizioni sullo Scudo fiscale, esattamente identiche alle precedenti se non per l’incremento del costo (rispetto al 5% del D.L. n.78/09), fissato nelle seguenti misure:
- emersione entro il 28.02.10: imposta straordinaria del 6%;
- emersione entro il 30.04.10: imposta straordinaria del 7%.
Rivalutazione aree e partecipazioni: riapertura La Finanziaria concede nuovamente la possibilità di incrementare il valore fiscalmente riconosciuto di partecipazioni (non quotate) e di aree (edificabili e non edificabili) mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva del 2% (partecipazioni non qualificate) o del 4% (partecipazioni qualificate o aree).
- possedere i beni alla data dell’1.01.10;
- predisporre apposita perizia giurata di stima (con riferimento al valore all’1.01.10) entro la data del 31.10.10;
- pagare l’intera imposta (o la prima delle tre rate annuali) entro la data del 31.10.10.
Il provvedimento è utile per coloro che intendessero cedere le aree o le partecipazioni, realizzando redditi diversi, di cui all’art.67 del Tuir.
Ulteriore proroga detrazioni 36% Il beneficio del 36% per le spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio è stato prorogato sino al 31.12.12, alle medesime condizioni già attualmente vigenti; parimenti, ha subito la medesima proroga anche la possibilità di godere indirettamente dell’agevolazione acquistando (con rogito entro il 30.06.13) un’unità facente parte di un fabbricato ristrutturato ad opera di imprese edili o cooperative edilizie.
Studi di settore Il Decreto Milleproroghe differisce al 31 marzo 2010 e 2011 il termine entro il quale gli Studi di settore debbono essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, rispettivamente per il periodo 2009 e 2010. Si ricorda che il termine a regime è quello del 30 settembre dell’anno di applicazione.
Tasso interesse legale e ravvedimento operoso A decorrere dal 1° gennaio, la misura del tasso legale di interesse è scesa dal 3% all’1%; pertanto, variano i conteggi del ravvedimento operoso, applicando le differenti misure ai vari periodi di ritardo.
Raddoppio dei termini per l’accertamento per attività estere Dopo che l’art.12 del D.L. n.78/09 ha introdotto la presunzione relativa di evasione per le attività estere costituite in paradisi fiscali in violazione degli obblighi di monitoraggio, il Milleproroghe interviene a raddoppiare i termini concessi all’Agenzia per l’effettuazione degli accertamenti e per la irrogazione delle sanzioni in tali ipotesi.
POSSIBILITÀ DI CESSIONE DELLE RITENUTE ECCEDENTI NEGLI
Segnaliamo che, con interpretazione del tutto innovativa, l’Agenzia delle Entrate (con C.M. n.56/E del 23 dicembre scorso), ha mutato il proprio orientamento in relazione all’utilizzo delle ritenute d’acconto subite da soggetti trasparenti (studi associati tra professionisti, società di persone e società di capitali in trasparenza).
Nel prosieguo, si mettono a confronto la previgente impostazione e quella che deriva dalla nuova presa di posizione dell’Amministrazione Finanziaria, prendendo ad esempio la situazione di uno studio associato (soggetti che sono maggiormente interessati dalla modifica).
Impostazione previgente
Le ritenute subite dallo studio associato sulle prestazioni incassate venivano attribuite, a fine d’anno, a ciascun socio in relazione alla quota di partecipazione al reddito.
Il socio utilizzava tali ritenute nella propria dichiarazione dei redditi e, in caso di incapienza di imposta, restava a credito, dovendo riportare lo stesso alle annualità successive oppure richiederne il rimborso.
Se, nel frattempo, lo studio associato doveva pagare dei tributi propri, non poteva utilizzare
tale eccedenza.
Secondo la nuova interpretazione, il ragionamento logico deve essere così ricostruito:
- lo studio associato subisce le ritenute in corso d’anno;
- alla fine del periodo, le stesse ritenute sono imputate ai soci sulla base della quota di attribuzione del reddito;
- il socio inserisce le ritenute nella propria dichiarazione ed utilizza la quota necessaria per azzerare le proprie imposte;
- in caso di eccedenza, il socio può “restituire” allo studio associato la parte non utilizzata, in modo che lo stesso ne possa beneficiare per effettuare la compensazione (è in corso di istituzione uno specifico codice tributo); una volta restituita l’eccedenza, la stessa non potrà più essere nuovamente attribuita al socio;
- lo studio associato eroga al socio un importo in denaro esattamente corrispondente alle ritenute ricevute.
Come si può vedere, il sistema viene strutturato in modo da rendere subito utilizzabili dei crediti che, diversamente, restavano immobilizzati in capo alla persona fisica, magari per alcuni anni.
Condizioni per l’applicazione dello scambio di ritenute
Al fine di consentire la restituzione dei crediti eccedenti, l’Agenzia richiede un assenso dei partecipanti, da manifestarsi con modalità che possano evidenziare una data certa; al riguardo, si esemplifica il caso dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata.
In attesa di chiarimenti, si ritiene che sia valido anche un atto privato registrato presso l’Agenzia a tassa fissa e, probabilmente, anche l’apposizione del timbro postale con la speciale procedura vigente presso le Poste.
Non è chiaro se l’assenso di cui si parla debba essere manifestato in modo singolo da ogni socio, oppure in forma collegiale; appare più logica la prima ipotesi, anche se sul punto è bene attendere ulteriori chiarimenti.
continuativo (si può anche inserire nell’atto costitutivo) in questo caso non vi sarà necessità di rinnovo
specifico per ciascun anno in questo caso ci sarà necessità di rinnovo
Ovviamente, è concessa anche la possibilità di revoca, trattandosi di un credito tributario che è nella disponibilità del singolo socio, da manifestarsi sempre con atto con data certa.