Source: http://mps-ti.ch/index.php/component/content/article/124-archivio-nuovo/ticino/2160-i-metodi-intimidatori-della-clinica-sant-anna-fanno-scuola-tra-i-galantuomini-di-questo-cantone
Timestamp: 2017-07-21 00:40:35+00:00
Document Index: 140583882

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10']

HomeCampagneCrisi mondo araboIniziativa Giù le mani dagli ospedaliCrisi ucrainaElezioni 2015GreciaGuerra e BarbarieIniziativa Basta con il dumping salariale in Ticino!ArchivioInternazionaleNord AmericaAfricaSud AmericaCaraibiAsiaMedio OrienteEuropaOceaniaSvizzeraTicinoEconomia LavoroPoliticaAmbiente ScuolaMigrantiFemminismoSocietàGiovaniDiversiMPS-TVAgendaContatti Articoli	I metodi intimidatori della Clinica Sant'Anna fanno scuola tra i galantuomini di questo Cantone?
Mercoledì, 19 Aprile 2017 13:11	di Matteo Pronzini*	| Stampa |	Email	Come tutti sanno nei confronti del responsabile di Argo 1 è in corso un'inchiesta penale per sequestro di persona. Non è inoltre escluso che il responsabile di Argo 1 o delle persone attive per questa società abbiano commesso dei reati su minori. Accanto a queste grane penali, non da poco, la società Argo 1 congiuntamente alla direzione del DSS deve non poche spiegazioni alle cittadine e ai cittadini di questo Cantone.
Per alcuni anni ha incassato mensilmente, dall'ente cantonale, oltre 100'000 franchi (per un totale di circa 3 milioni) non si sa bene come e da chi per la sorveglianza di alcuni centri per richiedenti l'asilo. E qui il cerchio si chiude in quanto è verso alcuni di questi richiedenti l'asilo che il responsabile sarebbe incappato in alcuni reati penali.Tutto questo è stato oggetto, giustamente, di un ampio dibattito pubblico, che spero permetta di far piena luce. Nel frattempo il Plenum del Gran Consiglio ha discusso di Argo 1 per un intero pomeriggio, vi sono diversi atti parlamentari pendenti e la commissione della gestione ha dato mandato a una sua Sottocommissione di analizzare gli intrallazzi intercorsi tra Argo 1 ed il DSS.
Il testo dell'art. 10 CEDU (libertà d'espressione) recita:1. Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera. Il presente articolo non impedisce che gli Stati sottopongano a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, di cinema o di televisione.2. L'esercizio di queste libertà, comportando doveri e responsabilità, può essere sottoposto a determinate formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni previste dalla legge e costituenti misure necessarie in una società democratica, per la sicurezza nazionale, l'integrità territoriale o l'ordine pubblico, la prevenzione dei reati, la protezione della salute e della morale, la protezione della reputazione o dei diritti altrui, o per impedire la divulgazione di informazioni confidenziali o per garantire l'autorità e la imparzialità del potere giudiziario.I principi generali che sottendono alla valutazione e all'apprezzamento circa la legittimità (necessità) di una limitazione dell'esercizio della libertà di espressione ex art. 10 CEDU - riaffermati a più riprese dalla Corte EDU a partire dalla sentenza Handyside contro Regno Unito del 7 dicembre 1976 - sono stati di recente riassunti nella sentenza Morice contro Francia del 23 aprile 2015.
1.La libertà d'espressione costituisce uno dei fondamenti essenziali della società democratica, una delle condizioni primordiali del suo progresso, nonché dello sviluppo e della realizzazione sul piano personale di ciascun individuo. Nel rispetto dei suoi doveri e delle sue responsabilità, la stampa è tenuta a esternare informazioni e idee su tutte le questioni di interesse pubblico e generale, comprese quelle che fanno riferimento all'amministrazione della giustizia.Sotto riserva del paragrafo 2 dell'art. 10 CEDU, la libertà d'espressione non vale soltanto per le "informazioni" o le "idee" accolte con favore o considerate come inoffensive o indifferenti, bensì anche per quelle che urtano, shoccano o inquietano: così vogliono il pluralismo, la tolleranza e lo spirito d'apertura, senza i quali non esiste "società democratica". Così come consacrata all'art. 10, la libertà d'espressione è assortita di eccezioni, le quali vanno tuttavia ammesse con prudenza e rigore. In tal senso, la necessità di una restrizione deve essere dimostrata in maniera convincente.