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Timestamp: 2017-09-19 20:47:27+00:00
Document Index: 72627128

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.21', 'art. 50', 'art.71', 'art.71', 'art 75']

Associazione culturale CINQUANTAMILAnoi
POTERE INCOSTITUZIONALE
Art.1 "La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." Questo leggiamo nel primo articolo della Costituzione Italiana: la sovranità appartiene al popolo. E' molto importante che la Costituzione inizi così, perché con quest'articolo si vuol dare una chiave di interpretazione ben precisa. Questa chiave di interpretazione è stata mistificata completamente da un'informazione distorta che ritroviamo non solo nei mass-media, ma addirittura nei libri di testo scolastici. L'ambiguità di alcune affermazioni, infatti, ha portato gradualmente il cittadino a interpretare il nostro sistema politico come fondato sì sulla sovranità popolare, ma delegata ad organi istituzionali: il Parlamento ed il Governo. Ad esempio, un'affermazione tipo "Il governo sale al potere…" lascia nel cittadino disinformato o male informato, l'idea che il popolo è sovrano, ma, votando, trasferisce i suoi poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo ed il potere giudiziario. Ebbene, l'incredibile mistificazione sta nel fatto che nella nostra Costituzione non si usa la parola potere. Pochi sanno o ricordano che i poteri dei quali si parla nei libri di scuola e nei mass-media in realtà si chiamano funzioni. Funzioni e poteri, sono due parole completamente diverse, dal significato, dal senso completamente diverso. La corretta chiave di interpretazione della Costituzione e del nostro sistema sta proprio nella differenza tra queste due parole: una costituzionale, funzioni, l'altra incostituzionale, poteri. Dobbiamo ricordare che l'uso della parola funzioni non è casuale, ma è stato scelto per dare un significato ben preciso al testo costituzionale. Appena usciti dall'era fascista, infatti, si pensò che parlare ancora di poteri avrebbe potuto creare errori di interpretazione, inducendo il cittadino e, più in generale, il popolo a credere di avere sopra di lui ancora un organismo di potere, sia pur democraticamente eletto. Invece, l'intenzione della Costituzione era quello di far capire chiaramente che è il popolo a detenere tutti i poteri. E' per questo che lo definisce esplicitamente sovrano ed è per questo che alle istituzioni non affida poteri, bensì funzioni.
Se volessimo usare la parola potere e volessimo simboleggiarla come il vertice di una piramide, leggendo l'art.1 della Costituzione Italiana, non possiamo che pensare al popolo quale organo supremo dello Stato. Ed in realtà è così. Il popolo è sovrano, ed è lui al vertice del nostro sistema democratico. La parola democrazia (dal greco ) significa, infatti, "governo del popolo".
Su questo presupposto parte e si sviluppa tutto il testo costituzionale.
Eleggere i membri del Parlamento, che a loro volta voteranno un Governo, equivale a dire che il popolo, in veste di datore di lavoro, semplicemente sceglie quali candidati assumere per svolgere precisi incarichi istituzionali. A loro volta, i candidati eletti accettano l'impegno e le responsabilità per svolgerli.
Questa sintesi grafica rappresenta il modello di DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA disegnato dalla nostra Costituzione. Il votare dei rappresentanti costituisce, però, solo una delle forme attraverso cui il popolo esercita la sua sovranità. Se fosse l'unica, non si potrebbe parlare di vera democrazia, perché ci troveremmo difronte ad un si-stema che rappresenta in modo riduttivo la personalità politica del cittadino. Infatti il sistema basato sui partiti aggrega persone sulla base di analogie di pensiero. Ad esempio, due persone A e B che votano lo stesso partito o lo stesso rappresentante, sono come due insiemi in intersezione tra loro.
L'intersezione è quella parte P del loro pensare che li ha spinti a votare, appunto, lo stesso partito o lo stesso candidato. Ma A non è solo P, né A è uguale a B. Se il no-stro sistema non prevedesse la democrazia diretta, si limiterebbe a considerare, del cittadino, solo la parte P, quella parte che si identifica con la corrente di pensiero e azione del partito o del rappresentante votati.
Ecco perché una moderna democrazia come la nostra, per non livellare le differenze e per dare pienezza alla personalità politica del cittadino, prevede la possibilità, per lui, di autorappresentarsi.
La Dichiarazione Universale di Diritti Umani dedica un articolo a chi ha capito che la democrazia si fonda sulla partecipazione e non è solo delegare ad altri, con un voto, il compito di pensare, parlare, decidere. "Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti." (art.21)
Democrazia diretta e Democrazia rappresentativa costituiscono, infatti, le due facce della stessa medaglia, ed entrambe confermano al cittadino, e più in generale al popolo, la sua sovranità.
E' importante, però, sapere quali articoli della Costituzione ci danno diritto a intervenire direttamente sul governo del nostro paese.
La Democrazia Diretta e la Costituzione
Secondo l'art. 50 "Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità." Quest'articolo inizia in modo chiarissimo: "Tutti i cittadini…". Questo non soltanto garantisce ad ognuno di poter partecipare direttamente al governo del proprio paese, con delle petizioni, ma è un appello esplicito affinché tutti sentano democraticamente il dovere morale, verso se stessi e verso la collettività, di contribuire con idee e proposte all'evoluzione economica, politica e sociale del paese. E' un dovere morale, infatti, dedicare un po' della propria intelligenza e immaginazione alla società in cui si vive, perché il far partecipare la propria fantasia potrebbe far nascere spunti per importanti modifiche che migliorino la società, la qualità della vita.
Il peso politico del singolo cittadino diventa ancor più consistente quando la sua idea, sostenuta dalla firma di altri 50.000 cittadini, viene presentata come vera e propria proposta di legge, come previsto dall'art.71.
L'art.71 della Costituzione riguarda le proposte di legge di iniziativa popolare: "Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta da parte di almeno 50.000 elettori, di un progetto redatto in articoli." Quindi il popolo ha il diritto di partecipare direttamente al governo anche suggerendo e sottoscrivendo proposte di legge. Quest'articolo inizia, però, con una parola sulla quale è bene riflettere un attimo. Il popolo. Che vuol dire il popolo? Perdere il senso di questa parola significa renderla astratta, politicamente inconsistente, perché l'esercizio della sovranità popolare, nei fatti, dipende dalla coscienza di far parte del popolo che ognuno ha. Ognuno è il popolo, perché ognuno ne costituisce un pezzettino. E tanto più ognuno si farà portavoce personalmente di istanze, petizioni o proposte, tanto più sarà esempio di sovranità popolare. Ma è il referendum popolare la forma di democrazia diretta più esplicita...
L'art 75, primo comma, descrive un'altra opportunità di intervento diretto che ha il cittadino e, più in generale, il popolo: "E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano 500.000 elettori …" Ancora qui compare l'importanza del singolo cittadino a farsi promotore di iniziative personali, iniziative necessarie per accellerare il processo evolutivo della nostra società.