Source: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2013/06/no-ogm-petizione-per-dire-no.html
Timestamp: 2018-07-22 18:41:56+00:00
Document Index: 89005870

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 54', 'art. 53', 'art. 54', 'sentenza ']

• Bioregionalismo Treia •: No OGM - No all'importazione di granaglie geneticamente modificate
No OGM - No all'importazione di granaglie geneticamente modificate
Grano mutante in USA – Scrive Giuseppe Altieri: “SCOPERTO GRANO MUTANTE IN OREGON, C’È LO ZAMPINO DELLA MONSANTO. Panico in mezzo mondo, in Asia e in Europa cancellati tutti gli ordini di importazione dall’America, in vista di test più accurati. RICHIEDERE IMMEDIATA AZIONE PARLAMENTARE E MINISTERIALE CON CONTROLLI ACCURATI FERMARE TUTTE LE IMPORTAZIONI DI OGM DALL'ESTERO CON TOLLERANZA ZERO!”
Segnalo la Petizione pubblica che l'Associazione NOGM lancia contro l'importazione di organismi OGM
Segnalo anche i passaggi più delicati e discriminanti dell'articolo 34 del Regolamento 1829/2003, rispetto a quanto previsto dall'art. 23 della Direttiva 2001.
In realtà l'art. 34 non fa altro che rimandare ad un altro Regolamento (CE), il n. 178/2002, che disciplina le cosiddette "situazioni di emergenza".
Faccio notare che il rimando dell'art. 34 è riferito a due articoli del citato Regolamento 178/2002, il 53 ed il 54 ma, singolarmente (...un caso?), le mozioni originariamente proposte dalla Senatrice De Petris ed altri e dal Senatore Ruta ed altri e poi inglobate nella mozione unica che il Senato ha approvato, indicano solamente l'art. 54, omettendo il 53. Li riporto entrambi, sottolineando i punti discriminanti, così che si possa capire la "sottile abilità giuridica" utilizzata da chi ha ispirato tale mozione:
1. Quando sia manifesto che alimenti o mangimi di origine
comunitaria o importati da un paese terzo possono comportare
un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali
o per l'ambiente che non possa essere adeguatamente affrontato mediante misure adottate dallo Stato membro o dagli Stati
membri interessati, la Commissione, agendo di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro...
Quindi l'art. 53 lascerebbe uno spazio autonomo allo Stato nazionale, mentre l'art. 54 sotto riportato avoca all'esclusiva competenza della Commissione europea ogni valutazione finale di eventuali interventi riguardanti pericoli inerenti a prodotti OGM:
1. Qualora uno Stato membro informi ufficialmente la
Commissione circa la necessità di adottare misure urgenti e
qualora la Commissione non abbia agito in conformità delle
disposizioni dell'articolo 53, lo Stato membro può adottare
misure cautelari provvisorie.
Sostanzialmente lo Stato potrebbe agire solo in caso di omissione (assolutamente improbabile) da parte della Commissione europea.
Dott.. Franco Trinca
OGM: applicare la clausola di salvaguardia nazionale contro la semina e le importazioni di Mais Mon 810 e subito una legge per vietare le coltivazioni di OGM in Italia ed imporre l'etichetta di presenza/assenza sui prodotti importati.
In attesa del Bando di tutte le importazioni di OGM, a tutela della salute dei consumatori, dell'ambiente, del progresso Agroecologico e del made in Italy
La Conferenza Stato-Regioni ha da tempo presentato richiesta d'applicazione della clausola di salvaguardia, prevista dalla direttiva 2001/18/CE per vietare la coltivazione di OGM sul territorio italiano, per i pericoli ambientali e sanitari accertati e in applicazione del principio di precauzione, ma siamo ancora in attesa di inoltro da parte del Governo alla Commissione Europea. Un vacuum normativo che potrebbe generare molta "confusone pro-semine OGM".
A seguito degli incontri tenutisi nei ministeri competenti (Agricoltura, Ambiente e Salute) con i Parlamentari del Movimento 5 Stelle, ai quali abbiamo fornito un supporto tecnico-giuridico, si rileva l'apertura da parte dei Ministri, i quali hanno chiesto alla Commissione Ue la revoca dell’'autorizzazione del Mais Mon 810 (OGM).
Successivamente, il Senato ha votato recentemente una Mozione (all'unanimità) che impegnerebbe (o chiede solamente?) il governo affinchè venga applicata la clausola di salvaguardia nazionale contro il Mais Mon 810, OGM...
Ci chiediamo: perché non votare direttamente una norma che istituisce la clausola di salvaguardia?
In fondo è il Parlamento l'espressione della sovranità nazionale e del popolo... o no?
Tutto ciò ancora non garantisce i consumatori e i produttori agroalimentari italiani, dal rischio OGM
Chiediamo pertanto di rompere gli indugi ed applicare immediatamente la clausola di salvaguardia nazionale, prevista dalle norme in materia di OGM, ribadendo che nell'immediato persiste il divieto di seminare OGM in Italia e la tolleranza zero OGM nelle sementi, e vietando le importazioni per qualsiasi uso dl Mais Mon 810 (OGM) e suoi derivati, sul quale ricerche scientifiche indipendenti hanno accertato pericoli gravi per la salute umana ed animale e rischio di inquinamenti e contaminazioni ambientali, dovute sia al trasporto di ogm vitali che al Trasferimento Genico Orizzontale (TGO) del dna transgenico, attraverso la digestione umana ed animale e le decomposizioni nell'ambiente, con creazione di batteri resistenti agli antibiotici (già accertata) e altri rischi imprevedibili, connessi alle manipolazioni genetiche stesse.
E non solo, pertanto, il suo divieto alla coltivazione in Italia, non sufficiente a garantire il popolo italiano dalla contaminazione con DNA transgenico.
E ormai necessaria, sulla base del Diritto Costituzionale, non delegato ai trattati Internazionali in materia di salute ed ambiente (Art.. 9, 32,41,44 della Costituzione Italiana), e del "principio di sussidiarietà" e di "precauzione" del trattato europeo,
una Legge Nazionale che bandisca tutte le coltivazioni e le importazioni di OGM in Italia, sottoponendo, nel caso, tutta la materia alla consultazione popolare preliminare (Referendum consultivo) atta a far esprimere tutti i cittadini e non nella forma limitante della consultazione on line (prevista dal recepimento italiano della Dir. 2001/18 CE, in materia di OGM.
Tutto ciò a modello per un Bando degli OGM in tutta l'Unione Europea, a partire dall'Italia.
E' necessario inoltre, sulla base degli stessi diritti costituzionali e principi europei, a salvaguardia della biodiversità e del patrimonio agroalimentare Italiano, la tolleranza zero OGM nei prodotti agricoli ed agroalimentari nazionali e a maggior ragione per quelli biologici, applicando una tutela e sicurezza maggiore rispetto al livello minimo stabilito a livello europeo, che prevede una tolleranza di OGM senza etichettatura fino a 0,9%, ovvero 9 grammi per kg di ogni ingrediente.
Tale criterio, di presenza/assenza, è l'unico in grado di garantire i controlli e la persecuzione dei reati di contaminazione transgenica (da OGM).
Eventuali presenze accidentali di OGM nei prodotti importati in Italia deve essere obbligatoriamente indicata in etichetta con criteri e tests di presenza / assenza, per consentire la corretta informazione dei consumatori italiani i quali, in stragrande maggioranza, manifestano il "diritto ad evitare gli OGM" (ai sensi del codice dei consumatori e utenti) e per garantire controlli e bonifiche da inquinamenti e contaminazioni ambientali, impossibili in presenza di soglie di tolleranza.
In attesa di urgente divieto di tutte le importazioni di OGM, in applicazione del principio di precauzione, dal momento che non vi è, e non potrà mai esservi, certezza di innocuità degli OGM, oltre che per il pericolo di inquinamenti e contaminazioni ambientali da parte del DNA transgenico,
di diffidare le Multinazionali produttrici e i distributori di OGM e Pesticidi, per gli eventuali danni alla salute e all'ambiente di cui dovranno assumersi le responsabilità civili e penali, tenendo conto della vertenza sull'amianto e sugli accertati danni da Pesticidi ed altri inquinanti che hanno indotto l'Unione Europea ad emanare il Regolamento Reach e la Direttiva sull'Uso sostenibile degli Agrofarmaci, con obbligo dell'impiego dei mezzi tecnici sostitutivi dei pesticidi chimici di sintesi.
Su ciò si è recentemente espressa anche la Cassazione, sul modello della sentenza contro l'Eternit (Amianto)
Fatti che dovrebbe far riflettere i legislatori sulla necessità di evitare le sperimentazioni di massa di nuove tecnologie sulla popolazione e di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta su tutta la materia OGM e Pesticidi. (*)
(*) Fatti salvi i volontari che intendessero testare gli OGM sul proprio organismo... cui il Governo dovrebbe predisporre alimenti importati ad hoc, rigorosamente etichettate per la presenza di OGM, altrimenti... come li potrebbero scegliere?
Pubblicato da BioregionalismoTreia a 00:36