Source: https://www.scribd.com/doc/200074946/Portaporta-Mantova
Timestamp: 2016-10-25 18:02:53+00:00
Document Index: 53348584

Matched Legal Cases: ['art. 178', 'art. 184', 'art. 183', 'art. 205', 'art. 205', 'art. 205', 'art. 205']

BrowseBrowseInterestsBiography & MemoirBusiness & LeadershipFiction & LiteraturePolitics & EconomyHealth & WellnessSociety & CultureHappiness & Self-HelpMystery, Thriller & CrimeHistoryYoung AdultBrowse byBooksAudiobooksComicsSheet MusicBrowse allUploadSign inJoinBooksAudiobooksComicsSheet MusicLE RAGIONI DI UNA SCELTA:COME SIAMO ARRIVATI AL PORTA A PORTA La progettazione del modello di raccolta dei rifiuti è statopreceduto da uno studio propedeutico al fine di verificare quale dei modelli applicati dai comuni in Italia ed in Europa fosse più aderente agli obiettivi di legge ed ai costi da sostenere in un periodo medio –lungo, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Di grande aiuto è stato il Report redatto dalla Regione Lombardia“ Valutazione statistico – economica dei modelli di gestione dei rifiuti urbani in Lombardia “ che mette in luce che sono presenti due macrocategorie di sistemi per la raccolta dei rifiuti urbani: il porta a porta e stradale con cassonetti. Nel 2010 erano già 1109 (70%) i comuni con sistema porta a porta su un totale di 1547. Nel Report emerge chiaramente il fatto che nel sistema a cassonetti stradali si verifichi una più alta intercettazione di rifiuti totali prodotti, congiuntamente ad un tasso di raccolta differenziata tendenzialmente più basso. Tali peculiarità risultano ormai consolidate. La comparazione più interessante riguarda il costo totale per l’intero servizio di gestione dei rifiuti (raccolta + smaltimento). Il risultato dell’analisi evidenzia mediamente un maggior costo attribuibile al modello a cassonetti nella misura di circa un 7% rispetto ai costi attribuibili al
sistema porta a porta.
Nel caso della raccolta porta a porta è’ stato condotto un approfondimento ulteriore per quanto riguarda i costi di raccolta delle singole frazioni. “Una parte dei Comuni lombardi ha infatti compilato la scheda comunale di ORSO in modo dettagliato anche per quanto riguarda i costi della raccolta della singola frazione differenziata. E’ utile analizzare questi dati per verificare quanto sia efficace ed opportuno intensificare le frequenze di raccolta differenziata, con attenzione all’incremento dei costi correlato. Da questa analisi emerge la possibilità di effettuare una raccolta efficace dal punto di vista dell’intercettazione a costi contenuti, mantenendo le frequenze ad un livello ragionevole (ad esempio quindicinale per carta, plastica e vetro, bisettimanale per l’umido o piuttosto monosettimanale in inverno e bisettimanale nei mesi estivi), pur tenendo in debita considerazione la variabilità dei dati e il numero più ridotto di schede compilate in dettaglio per quanto riguarda i costi. Soprattutto per quanto riguarda la raccolta dell’organico si nota come costi più elevati di raccolta, associati il più delle volte a frequenze di ritiro elevate, non garantiscano maggiori intercettazioni. Molto probabilmente sono altri i fattori che determinano il successo di questo tipo di raccolta, come ad esempio la fornitura ai cittadini di sacchetti e contenitori idonei, comodi e possibilmente gratuiti o addebitati in tassa rifiuti.+7% rispetto ai costi attribuibili al sistema porta a porta.” Le isole ecologiche interrate Le isole ecologiche interrate sono dei contenitori posizionati sotto il piano stradale e composti da una vasca prefabbricata in cemento all’interno della quale viene inserita un’unica struttura
Assessorato alle politiche ambientali Via Roma 39 46100 Mantova T. +39 0376 338256 M. +39 3351893194 F. +39 0376 2738017 mariella.maffini@comune.mantova.gov.it www.comune.mantova.gov.it
composta dal contenitore vero e proprio (volume da 3 a 5 m³), da una pedana calpestabile e da una colonna esterna per il conferimento dei rifiuti. Per quanto concerne le isole ecologiche interrate, queste pur essendo state prese in considerazione sono state scartate come modello per diversi ordini di motivazioni, quali ad esempio:  Costi di acquisto, gestione e manutenzione molto elevati;  Problemi di funzionamento( molte città quali ad esempio Alessandria, Rapallo, Molfetta Laives, Latina, e molti comuni dell’Alto Adige, dopo la loro installazione le hanno o le stanno dismettendo proprio per motivi di malfunzionamenti e costi troppo elevati e soprattutto per il mancato raggiungimento obbietti di raccolta differenziata). Per servire le utenze del centro storico ne sarebbero servite almeno 30 per un costo stimato di circa 3,5 milioni di euro, cifra necessaria ad acquistare sia i cassonetti interrati con le loro “cupole” esterne che i compattatori debitamente attrezzati.  Avremmo dovuto scavare 30 siti nel centro storico dove sappiamo bene quali problemi oltre a quelli del loro collocamento fisico avremmo dovuto affrontare ad esempio : autorizzazioni della Sovrintendenza beni culturali, la falda che si presenta particolarmente alta in città.  Peraltro trattandosi pur sempre di cassonetti , per i motivi sopra richiamati, non avremmo raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata che invece già sono stati raggiunti e superati con il sistema porta a porta. Per quanto sopra, considerato che il Comune di Mantova con il sistema a cassonetti stradali non aveva raggiunto le percentuali di raccolta differenziata ha deciso con deliberazione di Giunta e poi di Consiglio comunale di applicare anche a Mantova il sistema porta a porta .
La gestione integrata dei rifiuti urbani Il decreto legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e successive modifiche ed integrazioni , parte IV , recependo le Direttive Comunitarie, regola la gestione dei rifiuti in Italia. Per quanto concerne la gestione dei rifiuti urbani , all’art. 178 T.u. si legge che <<la gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è disciplinata […] al fine di assicurare un'elevata protezione dell'ambiente e controlli efficaci, […] nonché al fine di preservare le risorse naturali>>. Il terzo comma inoltre precisa: <<la gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nel rispetto dei principi dell'ordinamento nazionale e comunitario, con particolare riferimento al principio comunitario "chi inquina paga". A tal fine le gestione dei rifiuti è effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza>>.
Competenze dei Comuni. Art.198 del decreto legislativo D.Lgs. n°152/2006, e successive correzioni e modificazioni: 1. I comuni concorrono, nell'ambito delle attività svolte a livello degli ambiti territoriali ottimali di cui all'articolo 200 e con le modalità ivi previste, alla gestione dei rifiuti urbani ed assimilati. Sino all'inizio delle attività del soggetto aggiudicatario della gara ad evidenza pubblica indetta dall'Autorità d'ambito ai sensi dell'articolo 202, i comuni continuano la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa nelle forme di cui al l'articolo 113, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 2. I comuni concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità e in coerenza con i piani d'ambito adottati ai sensi dell'articolo 201, comma 3, stabiliscono in particolare: a) le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani; b) le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; c) le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi; d) le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione di cui all'articolo 184, comma 2, lettera f); e) le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare; f) le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento; g) l'assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, secondo i criteri di cui all'articolo 195 comma 2, lettera a): ferme restando le definizioni di cui all’art. 184, comma 2, lettere e) e d).. 3. I comuni sono tenuti a fornire alla Regione, alla Provincia ed alle Autorità d'ambito tutte le informazioni richieste sulla gestione dei rifiuti urbani. 4. I comuni sono altresì tenuti ad esprimere il parere in ordine all'approvazione La raccolta differenziata Per raccolta differenziata (RD) si intende “la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida deve essere raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati” (art. 183 D.Lgs. 152/2006). Oltre ai materiali recuperabili, determinante per la salvaguardia dell’ambiente è altresì la separazione e la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi. Per questo farmaci, pile, ed altre sostanze pericolose devono trovare la giusta collocazione negli appositi contenitori distribuiti nel territorio o nei centri di raccolta. Per garantire il recupero dei materiali è fondamentale a livello domestico, cioè al momento della produzione, la separazione dei rifiuti per flussi omogenei evitando la presenza di frazioni estranee. L’efficienza del recupero dipende in primis dai cittadini e da come vengono separati e puliti i materiali avviati a raccolta e recupero.
Il sistema di raccolta porta a porta costituisce un aspetto determinante e strettamente correlato con il recupero dei materiali e lo smaltimento delle frazioni non recuperabili. Gli obiettivi di raccolta differenziata secondo la normativa La normativa europea e nazionale pone precisi obiettivi di raccolta differenziata (art. 205 del D.Lvo 152/06 e articolo 1, comma 1108, della Legge 296/2006 - Finanziaria 2007) :       almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006 (art. 205 D.Lvo 152/06); almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007 (Legge 296/06 - Finanziaria 2007); almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008 (art. 205 D.Lvo 152/06); almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009 (Legge 296/06 - Finanziaria 2007); almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011 (Legge 296/06 - Finanziaria 2007); almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012 (art. 205 D.Lvo 152/06).
Il Comune di Mantova al 31/12/2012 aveva raggiunto la percentuale del 40,9 e quindi si trova fuori legge. Cosa succede agli amministratori di un comune se non vengono raggiunti gli obiettivi di raccolta differenziata ? Qualora non siano raggiunti i limiti minimi annuali di raccolta differenziata previsti dalla legge a causa di condotte negligenti degli amministratori pubblici, questi rispondono del danno economico subito dal Comune per il versamento in discarica di una quantità superiore di rifiuti. Molte sentenze della Corte dei Conti, anche recentemente, hanno così statuito in relazione al mancato raggiungimento degli obbiettivi minimi fissati dal Dlgs 22/1997 (articolo 24) prima e dal Dlgs 152/2006 (articolo 205) adesso, per la raccolta differenziata, in quanto gli Amministratori non avevano mai richiesto al gestore del servizio pubblico di raccolta di adempiere a quanto previsto dal contratto in merito alla raccolta differenziata e per aver costantemente sottovalutato il problema. Il comportamento negligente degli Amministratori è ravvisabile, infine, a parere della Corte, anche nel non aver adeguatamente informato i cittadini sui vantaggi della raccolta differenziata per l'ambiente e la salute, sui comportamenti da tenere per un efficace gestione del servizio e per non aver previsto controlli e sanzioni. Per quanto sopra ,i sindaci , gli assessori all’ambiente e i dirigenti comunali responsabili del settore sono stati citati a giudizio dalle procure della Corte dei Conti per aver causato un danno erariale derivante dal mancato rispetto delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti e pertanto condannati a risarcire anche oltre milioni di euro
Quali sono le responsabilità del cittadino in quanto produttore di rifiuti? L’utente, individuato come il produttore dei rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera f), del D.lgs. 152/2006 e s. m. e i., è proprietario e responsabile degli stessi sino al momento della loro esposizione su suolo pubblico finalizzata alla raccolta e, in quanto tale, gli viene imposto l’onere del deposito temporaneo nel luogo in cui i rifiuti sono stati prodotti (ossia nelle proprie abitazioni o in aree private esterne non soggette a uso pubblico di pertinenza delle medesime, se trattasi di utenze domestiche, ovvero negli altri locali o in aree private esterne non soggette a uso pubblico di pertinenza dei medesimi, se trattasi di utenze non domestiche. I cittadini possono rifiutarsi di fare la raccolta differenziata porta a porta? La raccolta differenziata è un obbligo di legge sia in base alle normative europee, nazionali, regionali. Perché fare la raccolta differenziata con il sistema "porta a porta"e non con i contenitori stradali ? La risposta è semplice: con i contenitori stradali non si ottengono gli stessi risultati che si possono raggiungere con i sistemi porta a porta. L’esperienze di decenni (sono migliaia i Comuni che in Italia praticano da anni e con successo questo tipo di raccolta differenziata) dimostra che con i sistemi stradali generalmente non si supera il 35-45% di raccolta differenziata, mentre con i sistemi ‘porta a porta’ si sono raggiunte percentuali anche superiori all'80%. : la differenza più importante tra i due sistemi è che con la raccolta stradale non è possibile un controllo diretto sulla qualità dei materiali conferiti, come avviene invece con il sistema ‘porta a porta’. Ciò implica che spesso i contenitori stradali contengono materiali riciclabili mischiati ad altri materiali che non lo sono, e spesso in percentuali così elevate da rendere impossibile il loro recupero e riciclaggio, rendendo in tal modo inutile il lavoro compiuto dai molti cittadini per la differenziazione. Bisogna inoltre ricordare che la legislazione in tema di rifiuti impone il raggiungimento di alcuni obiettivi (riduzione di conferimento di rifiuti biodegradabili in discarica, raggiungimento di determinate percentuali di raccolta differenziata) che soltanto il sistema porta a porta riesce a garantire e il cui non raggiungimento comporta aggravi economici non trascurabili. Il nuovo sistema promuove occupazione, implicando la raccolta manuale a domicilio; ciò comporta per la società che effettua la raccolta la necessità di investimenti, con ritorno industriale, per il rinnovo di mezzi e contenitori : il nuovo sistema ha prodotto dei risultati che a medio termine pagano anche in termini economici. Innanzitutto c'è stata una notevole diminuzione dei rifiuti conferiti in discarica con l'effetto di ridurre le spese per lo smaltimento e di prolungare la vita residua della discarica in uso. Inoltre, il raggiungimento di alte percentuali di raccolta differenziata legate a questo sistema eviterà di incorrere negli aggravi economici previsti dalla legge per il non raggiungimento di alcuni obiettivi previsti (per esempio, il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata per il 2012 previsto dal D.Lgs 152/06). Se si aggiungono poi non secondarie considerazioni di tipo ambientale, non si può non concludere che gli unici a guadagnare da questa scelta responsabile e lungimirante sono proprio i cittadini.
I materiali separati vengono davvero riciclati ? Sicuramente sì. Abbiamo detto che il sistema porta a porta è stato adottato, nonostante i disagi e i costi che comporta inizialmente, proprio perché è in grado di garantire un'alta intercettazione di materiali riciclabili e soprattutto la loro purezza, requisito indispensabile affinché possano essere consegnati ai consorzi di filiera per il recupero. Il sacrificio compiuto in questa città dai cittadini per differenziare i rifiuti va a buon fine e, se non fossero sufficienti i documenti che lo attestano, chiunque può avere prova di ciò personalmente, i nostri rifiuti vanno agli impianti di:
MATERIALI RSU RSU ESTERNI INGOMBRANTI ORGANICO VEGETALI IMBALL. CARTONE CARTA IMBALL. PLASTICA VETRO + LATTINE LEGNO METALLI TONER MEDICINALI SCADUTI PILE ESAUSTE BATTERIE ESAUSTE PNEUMATICI INERTI OLIO ALIMENTARE VERNICI E PITTURE RAEE IMPIANTO TRATTAMENTO/SMALTIMENTO MANTOVA AMBIENTE MANTOVA AMBIENTE BIOCICLO/ MANTOVA AMBIENTE FINCOM/MANTOVA AMBIENTE SILEA TRS ECOLOGIA CENTRO DI COORDINAMENTO RAEE IMPIANTO RECUPERO ECO ENERGY CONSORZIO (LAMACART/VERDIKART) CONSORZIO COMIECO (FINCOM) CONSORZIO COREPLA (SER.I.T.) TECNORECUPERI CONSORZIO RILEGNO ICOR ROTTAMI RE.TE CENTRO DI COORDINAMENTO NAZIONALE PILE E ACCUMULATORI COBAT R.E.P. ECOMAS SRL FINCOM COMIECO Inoltre, nel piano finanziario recentemente approvato dal Consiglio Comunale, si prevede per l’anno 2013 di incassare dal CONAI per il tramite dei consorzi di filiera ( CIAL, COREVE, COREPLA, COMIECO, RILEGNO, con i quali il Comune ha stipulato le previste convenzioni) circa 1 milione di euro per il conferimento di carta, cartone, plastica alluminio , vetro ecc. Perché sanzionare chi non differenzia? Le sanzioni previste per chi non effettua correttamente la raccolta differenziata non sono certo un'azione punitiva fine a se stessa quanto piuttosto uno strumento per garantire a quanti effettuano correttamente la separazione dei materiali che la loro responsabile collaborazione
non venga vanificata da quelli che, gratuitamente, decidono di non fare la loro parte. Una volta acquisita e condivisa la scelta di fare la raccolta differenziata non sarebbe giusto che la mancanza di senso civico di pochi comprometta il lavoro di tanti. Il risultato che si può ottenere dalla raccolta differenziata porta a porta dovrebbe essere motivo di orgoglio per tutti i cittadini, che collaborano investendoli di un grande senso di civiltà nonostante i sacrifici e disagi che questa collaborazione più o meno per tutti comporta. Conclusioni In un interessante racconto di Calvino degli anni ’60 si legge: “L’uomo è ciò che non butta via”.. Ed effettivamente si potrebbe sostenere che i rifiuti che ogni giorno ci lasciamo alle spalle in qualche modo c’identificano e possono raccontare anche il nostro stile di vita. I rifiuti sono ormai diventati nel quotidiano dei cittadini sinonimo di inquinamento, distruzione dell’ambiente ed insulto al decoro urbano. Si rende perciò necessario intervenire per trovare una soluzione che si riveli efficiente soprattutto sotto gli aspetti economici ed ambientali. Un’interessante prospettiva secondo cui guardare al rifiuto è quella che lo descrive quale “bene di valore negativo”. Un prodotto o servizio viene percepito dal’utilità che ne deriva: il suo “valore positivo” è così commisurato alle opportunità di sfruttamento che il consumatore o l’utente finale vi intravede. Il rifiuto al contrario, in quanto ex bene di consumo, subisce nella quotidianità una connotazione negativa che lo inquadra come qualcosa divenuto ormai inutile, indesiderato ed antiestetico. Il suo valore negativo, dunque, è legato al costo che esso rappresenta per chi lo detiene e vuole o deve disfarsene. Tuttavia, se ci si soffermassimo sul potenziale del rifiuto in questione, anziché soltanto sulla sua presenza fisica, il discorso cambia: una bottiglia di vetro o di plastica vuota, ad esempio, rappresenta un bene già consumato e la plastica o il vetro di cui si compone è destinata a diventare rifiuto . Se però si decide di sfruttare nuovamente la bottiglia come contenitore, attribuisce al bene una nuova utilità, evitando inoltre i costi dello smaltimento. In breve, un bene usato, diventato rifiuto, può riacquistare valore positivo, purché si abbia interesse ad investire su di esso per recuperarlo o riciclarlo. Con il nostro comportamento quindi, possiamo far decadere allo status di rifiuto un bene, che potremmo mantenere eletto allo status di materia prima seconda riutilizzabile; a fare la differenza è la volontà di tenerlo separato per partite omogenee fin dall'atto della sua produzione e poichè i rifiuti non li produciamo in simultanea, bensì uno per uno, pare lecito pensare di dare loro un indirizzo distinto fin dal momento della loro produzione, al fine di iniziare quella filiera virtuosa che porta al sicuro recupero. In questo si sostanzia l'attività di raccolta differenziata e questo importante primo momento di recupero è tutto nelle mani dei cittadini, che diventano soggetti attivi nel complessivo processo di difesa ambientale Per quanto concerne la raccolta porta a porta siamo consapevoli che quelle che potevano sembrare difficoltà insormontabili possono diventare poi abitudini quotidiane,come accaduto
in molte città italiane , europee e se vogliamo anche americane. Il risultato dell'85% ottenuto nel centro storico di Mantova, per quanto molto importante , non va considerato come un punto di arrivo bensì un punto di partenza per tutti: molto ancora si può fare per migliorare il sistema, per migliorare i risultati e per affrontare nel modo migliore il grave problema ambientale della gestione/ smaltimento dei rifiuti. Dobbiamo abituarci a valorizzare, anzichè gettare, i rifiuti che produciamo, dobbiamo passare dall'abbandono (anonimato del cassonetto) alla consegna di una risorsa da valorizzare. La soluzione è, innanzitutto, cercare di produrne il meno possibile e cercare di far durare il più a lungo possibile ciò che utilizziamo e, in seguito, valorizzare ciò che scartiamo riutilizzando tutti i materiali che possono essere riciclati con la raccolta differenziata, oggi il modo più sostenibile per gestire i nostri rifiuti. Ben venga in questa ottica un dialogo costruttivo finalizzato a razionalizzare il servizio e renderlo, nei limiti del possibile, più rispondente alle esigenze di tutti, ma nel pieno rispetto delle leggi a cui tutti siamo tenuti, amministratori e cittadini.
Mantova,24 luglio 2013 L’Assessore alle Politiche Ambientali Mariella Maffini
Portaporta Mantova by Stefano Ambrosini1 viewsEmbedDownloadDescriptionPortaporta MantovaPortaporta MantovaRead on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.Copyright: Attribution Non-Commercial (BY-NC)Download as PDF, TXT or read online from ScribdFlag for inappropriate contentShow moreShow less