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Timestamp: 2020-05-25 10:55:05+00:00
Document Index: 160928823

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 189', 'art. 161', 'art. 12', 'art. 189', 'art. 189', 'art. 189', 'art.189', 'art.189', 'art.12']

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Servizi di polizia stradale ed obbligo di intervento
Da Girolamo Simonato su	 25 Novembre 2016 1 commento
I servizio di polizia stradale, di cui all’art. 11 del d.lgs. 285/92, sono:
Ai servizi di polizia stradale provvede il Ministero dell’interno, salve le attribuzioni dei comuni per quanto concerne i centri abitati. Al Ministero dell’interno compete, altresì, il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati.
Gli interessati possono chiedere agli organi deputati all’espletamento dei servizi di polizia stradale, di cui all’art. 12 le informazioni acquisite relativamente alle modalità dell’incidente, alla residenza ed al domicilio delle parti, alla copertura assicurativa dei veicoli e ai dati di individuazione di questi ultimi.
La prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale e la tutela e il controllo sull’uso delle strade possono, inoltre, essere effettuati, previo superamento di un esame di qualificazione secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione:
All’art. 21. Regolamento di Attuazione, avente ad oggetto: “Coordinamento dei servizi di polizia stradale. Rilascio di informazioni”
Prevede che gli interessati possono chiedere agli organi di polizia le informazioni acquisite relativamente alle modalità dell’incidente, alla residenza ed al domicilio delle parti, alla copertura assicurativa dei veicoli e ai dati di individuazione di questi ultimi. Per dette informazioni devono rivolgersi direttamente o con raccomandata con ricevuta di ritorno, al comando o ufficio cui appartiene il funzionario o l’agente che ha proceduto alla rilevazione dell’incidente.
In caso di incidente che abbia causato la morte di una persona, le informazioni sono fornite, previa presentazione di nulla-osta rilasciato dall’autorità giudiziaria competente.
Se dall’incidente siano derivate lesioni alle persone, le informazioni sono fornite, in pendenza di procedimento penale, previa autorizzazione della autorità giudiziaria, ovvero previa attestazione prodotta dall’interessato e rilasciata dalla medesima autorità dell’avvenuto decorso del termine utile previsto per la presentazione della querela.
La novella legislazione di cui alla Legge 41/2016 ha modificato in modo sostanzioso alcuni articoli del codice penale e di conseguenza della procedibilità da parte degli appartenenti ai servizi di polizia stradale.
Si riporta il nuovo dettato normativo:
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell’autore del fatto e tale veicolo sia provvisto di assicurazione obbligatoria.
L’articolo 590-bis del codice penale è sostituito dai seguenti: «Art. 590-bis. (Lesioni personali stradali gravi o gravissime). – Chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime. Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno una lesione personale, è punito con la reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime. Le pene di cui al comma precedente si applicano altresì al conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.
Il sinistro stradale rappresenta un evento che determina danni a persone e/o a cose che dovranno essere valutati dal punto di vista della responsabilità patrimoniale ed eventualmente penale.
Come è noto, il sistema della responsabilità da fatto illecito è contenuto infatti nel Codice Civile, in particolare negli articoli 2043 e successivi.
Ecco che cosa prevedono detti articoli.
Art. 2043 Risarcimento per fatto illecito.
Art. 2051 Danno cagionato da cosa in custodia.
Art. 2055 Responsabilità solidale.
Art. 2056 Valutazione dei danni.
Art. 2059 Danni non patrimoniali.
Occorre precisare che se l’incidente stradale non è avvenuto su strada (cosi come definita dall’art. 2 C.d.S.) l’intervento deve essere effettuato solo in caso di danno alle persone, mentre non può essere effettuato in caso di danno alle sole cose, salvo che non si tratti di un fatto doloso. Ove dall’incidente siano derivati danni alle sole cose, i conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono se possibile, evitare intralcio alla circolazione, secondo le disposizioni dell’art. 189 C.d.S., che prevede il “Comportamento in caso di incidente”
Questo dettato normativo impone che l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.
Ove dall’incidente siano derivati danni alle sole cose, conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono inoltre, ove possibile, evitare intralcio alla circolazione, secondo le disposizioni dell’art. 161. Gli agenti in servizio di polizia stradale, in tali casi, dispongono l’immediata rimozione di ogni intralcio alla circolazione, salva soltanto l’esecuzione, con assoluta urgenza, degli eventuali rilievi necessari per appurare le modalità dell’incidente.
Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all’obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 296 a euro 1.183. In tale caso, se dal fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti tale da determinare l’applicazione della revisione di cui all’articolo 80, comma 7, “In caso di incidente stradale nel quale i veicoli a motore o rimorchi abbiano subito gravi danni in conseguenza dei quali possono sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione, gli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, commi 1 e 2, intervenuti per i rilievi, sono tenuti a darne notizia al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. per la adozione del provvedimento di revisione singola” si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi.
Chiunque, nelle condizioni di cui comma 1 di cui all’art. 189 C.d.S., in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni.
Nei casi di cui al presente comma sono applicabili le misure previste dagli articoli 281, 282, 283 e 284 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti previsti dall’articolo 280 del medesimo codice, ed è possibile procedere all’arresto, ai sensi dell’articolo 381 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti.
Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1 dell’art. 189 C.d.S., non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.
Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose, non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato.
Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro ore successive al fatto, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non si applicano le disposizioni già citate precedentemente che fanno rifermento al codice di procedura penale.
Chiunque non ottempera alle disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 di cui all’art. 189 C.d.S., è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 85 a euro 338.
L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 413 a euro 1.656. Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chiunque non ottempera all’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83 a euro 331.
Come si è notato dalla normativa vigente, i rilievi dei sinistri stradali, costituiscono la fonte di informazione primaria per coloro che hanno il compito di ricostruire la dinamica di un incidente stradale e di valutare il comportamento dei soggetti coinvolti.
La norma UNI 11472 “Rilievo degli incidenti stradali – Modalità di esecuzione“, è nato dall’esigenza di uniformare a livello nazionale le modalità di rilievo di un incidente stradale e orientare la raccolta di dati per la sua corretta ricostruzione.
Comandante P.L. Unione dei Comuni Padova Nordovest – Piazzola sul Brenta
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Giovanni Battista Silvestri su 25 Novembre 2016 14:09
Egregio dott. Simonato
in riferimento all’art.189 9bis e in virtù della previsione di un vero e proprio obbligo giuridico di soccorso a favore degli animali vittime di incidenti stradali, esistono approfondimenti su questo argomento? o sentenze di cassazione che sono entrate in merito a tale obbligo?
In provincia di Sondrio gli incidenti a carico di fauna selvatica-cervi e caprioli in primis- sono parecchi e nella stragrande maggioranza dei casi, succedono di notte.
La velocità? Qualche bicchiere di troppo? oppure, la collisione non immediatamente mortale per il selvatico che va a morire poco lontano dalla strada ? o ancora, il conducente, prima si carica l’animale morto e se lo porta a casa, e poi si presenta per la richiesta di risarcimento del danno ….
Il modus operandi del corpo di polizia provinciale è quello di sanzionare se l’utente si presente “la mattina dopo”, previo accertamento sul luogo dell’incidente dei segni della collisione e/o rinvenimento della carcassa dell’animale e documentazione fotografica del veicolo coinvolto…….ma i giudici di pace non sempre concordano.
Ecco perchè Le richiedo se esistono approfondimenti a riguardo.
L’art.189 9bis sembra non consentire all’utente della strada di valutare da sè l’entità della collisione, sopratutto se l’animale si allontana ( traccie di sangue/peli o altri liquidi biologici sono valutabili da personale esperto) e sopratutto, la richiesta di rimborso a danni da collisione con fauna selvatica, è subordinata all’intervento di un’organo di polizia di cui all’art.12 cds che certifichi la regolarità del veicolo e delle condizioni sanitarie del conducente ( la regione Lombardia prevede un fondo di risarcimento ma alle condizioni appena elencate). Ma rimborso a prescindere, che cos’è questo obbligo giuridico di soccorso?
Silvestri Giovanni Battista