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Timestamp: 2019-02-19 23:54:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 2215', 'art. 8', 'art. 23', 'sentenza ']

Novità fiscali del 16 febbraio 2010: federalismo fiscale, le novità nella Finanziaria 2010 e nel milleproroghe; l’Agenzia delle Entrate attiva il nuovo redditometro; compensi agli amministratori: per valutarne la congruità si deve tenere conto del tempo impiegato nell’attività fonte di reddito; agevolazioni acquisto prima casa: per la residenza tardiva sono ammesse solo le cause di forza maggiore; pagamento bollette facili: recepita la direttiva comunitaria sui sistemi di pagamento nel mercato interno; tassa CC.GG. sui libri contabili delle società di capitali in scadenza; avviso di accertamento senza che siano state indicate le aliquote di imposta | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 16 febbraio 2010: federalismo fiscale, le novità nella Finanziaria 2010 e nel milleproroghe; l’Agenzia delle Entrate attiva il nuovo redditometro; compensi agli amministratori: per valutarne la congruità si deve tenere conto del tempo impiegato nell’attività fonte di reddito; agevolazioni acquisto prima casa: per la residenza tardiva sono ammesse solo le cause di forza maggiore; pagamento bollette facili: recepita la direttiva comunitaria sui sistemi di pagamento nel mercato interno; tassa CC.GG. sui libri contabili delle società di capitali in scadenza; avviso di accertamento senza che siano state indicate le aliquote di imposta
1) Federalismo fiscale: Le novità nella Finanziaria 2010 e nel milleproroghe
2) L’Agenzia delle Entrate attiva il nuovo redditometro
3) Compensi agli amministratori: Per valutarne la congruità si deve tenere conto del tempo impiegato nell’attività fonte di reddito
4) Agevolazioni acquisto prima casa: per la residenza tardiva sono ammesse solo le cause di forza maggiore
5) Pagamento bollette facili: Recepita la direttiva comunitaria sui sistemi di pagamento nel mercato interno
6) Tassa CG sui libri contabili delle società di capitali in scadenza
7) Avviso di accertamento senza che siano state indicate le aliquote di imposta
L’Assonime con la nota del 15.02.2010 ha sintetizzato le novità in materia di federalismo contenute nella legge finanziaria 2010 e nel decreto legge milleproroghe .
Infatti, la legge finanziaria 2010 (Legge 23.12.2009, n. 191) e il D.L. 30.12.2009, n. 194 relativo alla proroga di termini previsti da alcune disposizioni legislative, contengono alcune norme in materia di federalismo fiscale.
Trasferimenti erariali ai comuni (art. 2, comma 24, L.F.)
I comuni sono tenuti a trasmettere al Ministero dell’interno una certificazione del maggior gettito dell’ICI, accertato a tutto l’anno 2009, che deriva dalle misure di incremento della base imponibile ICI conseguenti all’aggiornamento delle banche dati catastali ai sensi del decreto legge n. 262/2006.
I trasferimenti erariali in favore dei singoli comuni saranno ridotti nella misura corrispondente al maggior gettito risultante dalla certificazione.
La trasmissione delle certificazioni deve avvenire entro il 31.03.2010.
Regioni con disavanzo strutturale nel settore sanitario (art. 2, commi 75-91, L.F.)
Il livello di disavanzo sanitario regionale a partire dal quale la regione, anche qualora provveda al ripiano integrale, deve presentare un Piano di rientro entro il 10 giugno successivo è ridotto dal 7% al 5%.
La presentazione del Piano è obbligatoria anche nei casi in cui il disavanzo sia inferiore al 5% ma gli automatismi fiscali o altre risorse di bilancio della regione non garantiscano la copertura integrale del disavanzo.
Vengono modificati i procedimenti per la predisposizione e l’approvazione del Piano di rientro.
Esso deve avere una durata non superiore a tre anni e deve essere elaborato con l’ausilio dell’Agenzia italiana del farmaco e dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Il Piano deve contenere sia le misure di riequilibrio dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, per renderla conforme a quella desumibile dal piano sanitario nazionale e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che fissa tali livelli essenziali, sia le misure necessarie a garantire l’equilibrio di bilancio sanitario in ciascuno degli anni compresi nel Piano.
Altre modifiche riguardano i procedimenti di diffida della regione e la nomina di commissari ad acta nel caso di mancata adozione del Piano o di inadempimenti regionali nella sua attuazione.
In questi casi viene anche previsto l’incremento automatico delle aliquote regionali dell’Irap e dell’addizionale Irpef e la decadenza automatica dei direttori generali, amministrativi e sanitari degli enti del servizio sanitario regionale e dell’assessorato regionale competente.
Alle regioni già sottoposte a Piani di rientro e già commissariate alla data di entrata in vigore della legge finanziaria viene concessa la possibilità di presentare un nuovo piano di rientro secondo la disciplina prevista in quest’ultima.
Regioni inadempienti nel settore sanitario per profili diversi dall’obbligo dell’equilibrio di bilancio (art. 2, commi 92-97, L.F.)
Per le regioni che nel settore sanitario risultano inadempienti rispetto a obblighi diversi da quello dell’equilibrio di bilancio è prevista l’adozione di un Piano e la sottoscrizione di un accordo con lo Stato.
Le disposizioni che riguardano queste regioni sono in parte analoghe a quelle delle regioni con disavanzo strutturale sanitario.
Riduzione dei trasferimenti agli enti locali (art. 2, commi 183-188, L.F.)
E’ disposta la riduzione dei trasferimenti erariali spettanti agli enti locali e sono contestualmente introdotte misure di riduzione della spesa.
Il contributo base dello Stato spettante alle province, a valere sul fondo ordinario, è ridotto per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, rispettivamente di un milione di euro, di 5 milioni di euro e di 7 milioni di euro.
Per i comuni, il medesimo contributo per gli stessi anni è ridotto di 12 milioni di euro, di 86 milioni di euro e di 118 milioni di euro.
Il Ministero dell’interno, con proprio decreto, provvede per ciascuno degli anni alla corrispondente riduzione, in proporzione della popolazione residente, del contributo ordinario spettante ai singoli enti per i quali nel corso dell’anno ha luogo il rinnovo dei rispettivi consigli.
A fronte della riduzione del contributo ordinario è prevista la riduzione del 20% del numero dei consiglieri comunali.
Il numero massimo degli assessori comunali e provinciali deve essere pari, rispettivamente per ciascun comune e per ciascuna provincia, a un quarto del numero dei consiglieri comunali e a un quinto del numero dei consiglieri provinciali.
Molte delle misure descritte costituiscono un’anticipazione di quanto contenuto nello schema di disegno di legge in materia di organi e funzioni degli enti locali (Carta delle autonomie) approvato dal Consiglio dei ministri il 19.11.2009.
Tra le misure da adottare per assorbire la riduzione del contributo ordinario i comuni devono sopprimere la figura del difensore civico, le circoscrizioni di decentramento comunale e la figura del direttore generale.
Inoltre nei comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti, il sindaco può scegliere, in alternativa alla nomina degli assessori, di delegare l’esercizio delle sue funzioni a non più di due consiglieri.
Inoltre i comuni devono procedere alla soppressione dei consorzi di funzioni tra enti locali, assumendone funzioni e risorse e succedendo in tutti i rapporti giuridici.
Viene prevista inoltre la cessazione del concorso ordinario dello Stato al finanziamento delle comunità montane.
In attesa dell’attuazione della legge n. 42/2009 sul federalismo fiscale, viene disposta l’assegnazione ai comuni montani del 30% del contributo erariale che era stato previsto per il finanziamento delle comunità montane.
Alla ripartizione del contributo provvede il Ministero dell’interno e vengono considerati montani i comuni in cui almeno il 75% del territorio si trovi al di sopra di 600 metri sul livello del mare.
Il risparmio derivante dalla riduzione dei trasferimenti erariali nei confronti di province, comuni e comunità montane confluisce nel Fondo per il finanziamento di esigenze urgenti e indifferibili istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia, ai sensi dell’art. 7-quinquies del D.L. n. 5/2009.
Ordinamento transitorio di Roma capitale
L’art. 1, comma 21 del D.L. 30.11.2009, n. 194 prevede la possibilità che vengano adottati più decreti legislativi per la predisposizione della disciplina transitoria su Roma capitale prevista dalla legge delega n. 42/2009 sul federalismo fiscale.
Prima di questa modifica, la legge delega prevedeva che l’ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale fosse disciplinato con uno specifico decreto legislativo.
Si parte con le indagini finanziarie. Oltre ai tradizionali indicatori di reddito, quali la casa, l’assicurazione e l’auto, l’Agenzia delle Entrate terrà in debita considerazione anche, ad esempio, la frequentazione di centri benessere, i viaggi all’estero, la piscina e la ristrutturazione edilizia.
L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, inviato ai propri uffici una nota interna allo scopo di attuare il piano straordinario di controlli per il 2010 frutto delle previsioni contenute nel D.L. n. 112/2008.
Al concretizzarsi di questi elementi a sostegno della pretesa fiscale, gli uffici potranno procedere a indagini finanziarie sui conti degli interessati, per fare emergere ulteriore base imponibile.
Sotto i riflettori i beni cd. di lusso:
– altri mezzi di trasporto a motore (camper e autocaravan, motocicli con cilindrata superiore a 250 cc);
– residenze principali e secondarie;
– assicurazioni di ogni tipo.
La ratio dell’istituto presuppone che, per sostenere certe spese, le entrate da assoggettare a Irpef non possano essere inferiori a determinati importi.
Se lo scostamento tra reddito dichiarato e reddito presumibile, per due annualità consecutive, è superiore al 25%, l’ufficio, in presenza di fatti e dati certi, può procedere alla rettifica sintetica del reddito o del maggior reddito emerso dalla dichiarazione Irpef del contribuente.
Nel frattempo la Commissione Tributaria della Campania con la sentenza 376/09 ha stabilito che la prova contraria al redditometro può essere data anche facendo riferimento al reddito dei familiari conviventi.
Un compenso elevato attribuito all’amministratore di società potrebbe indurre l’ufficio fiscale a ritenere che si tratti di erogazioni ingiustificate.
Secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 3173 del 2010, solo tenendo conto della quantità di tempo dedicato all’attività produttiva del reddito di un socio amministratore non si rischia di subire una pesante rideterminazione dell’ammontare dell’Imposta e il disconoscimento delle deduzioni effettuate dalla società.
4) Agevolazioni acquisto prima casa: per la residenza tardiva sono ammesse solo le cause di forza maggiore adeguatamente dimostrate dal contribuente
Il contribuente, che non trasferisce la residenza nell’immobile acquistato con i benefici prima casa nei termini prescritti a causa di un’infiltrazione d’acqua, decade dal bonus.
Tale impedimento non è stato ritenuto riconducibile alle ipotesi di forza maggiore che, se provate, derogano alla norma.
Il mancato trasferimento della residenza nei 18 mesi imposti dalla norma di riferimento era stata dovuto ad un evento, consistente in un’infiltrazione di acque reflue proveniente dall’appartamento sovrastante.
La C.T.P. aveva accolto il ricorso del contribuente.
Tuttavia, secondo la Cassazione precisa, nel caso di specie, un’infiltrazione di acque reflue in un appartamento non costituisce un impedimento riconducibile alle ipotesi di forza maggiore, considerato il lasso di tempo che la legge concede all’acquirente per attuare il trasferimento di residenza.
Unica possibilità per il contribuente è quella di fornire la prova dell’insorgenza di una problematica di difficile soluzione e del suo protrarsi, cioè di una complicanza capace di impedire in modo assoluto l’ottenimento del trasferimento della residenza anagrafica.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 1392/2010).
Micropagamenti al via dal prossimo 01.03.2010. È stato pubblicato sul supplemento alla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13.02.2010 il D.Lgs n. 11 del 27.01.2010, con il quale viene recepita la direttiva comunitaria sui sistemi di pagamento nel mercato interno.
Entro il 16 marzo 2010, si dovrà effettuare il versamento della tassa annuale (prevista dall’art. 23 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 641/1972) a carico delle società di capitali (S.p.A., S.r.l., ecc.) per la bollatura e la numerazione dei libri e registri previsti dall’art. 2215 c.c. (libro giornale e libro degli inventari) e per tutti gli altri libri e registri che per obbligo di legge o volontariamente sono fatti bollare.
La tassa sulle concessioni governative per la bollatura e la numerazione dei libri e dei registri è, infatti, dovuta dalle società di capitali anche a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 8 della Legge n. 383/2001, che ha soppresso l’obbligo della c.d. “vidimazione iniziale” di alcuni libri e registri (libro giornale, libro inventari, registri e scritture contabili previsti in materia di IVA dal D.P.R. n. 633/1972 e in materia di imposte sui redditi dal D.P.R. n. 600/1973).
In particolare, per la numerazione e la bollatura dei libri e registri tenuti dalle società di capitali la tassa è dovuta annualmente in misura forfetaria, a prescindere dal numero dei libri o registri tenuti nonché dalle relative pagine, nelle seguenti misure:
– euro 309,87 (misura base) per le società di capitali con capitale o fondo di dotazione inferiore o uguale ad euro 516.456,90;
– euro 516,46 per le società di capitali con capitale o fondo di dotazione superiore ad euro 516.456,90.
La R.M. n. 90/E del 1996, ha precisato che l’applicabilità si ha per i soggetti dotati di “capitale” o “fondo di dotazione” aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, quindi anche per gli enti che svolgono attività commerciale.
La tassa annuale sulle concessioni governative di cui all’art. 23 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 641/1972 da parte delle società di capitali deve essere versata utilizzando il modello di versamento unificato (mod. F24), indicando il seguente codice tributo: 7085 – tassa annuale vidimazione libri sociali
Occorre quindi compilare la “sezione Erario” del mod. F24, specificando come periodo di riferimento “2010”, anno per cui si effettua il pagamento, senza compilare la colonna rateazione/regione/prov/mese rif..
La tassa annuale per la bollatura e la numerazione dei libri e registri è deducibile sia ai fini delle imposte sul reddito che dell’Irap ed è iscritta in Bilancio alla voce “B.14)” del Conto Economico tra gli “Oneri diversi di gestione”.
La Cassazione ha osservato che se nell’originario avviso di accertamento, oggetto del giudizio, non siano state indicate le aliquote applicate, non è possibile pervenire alla relativa declaratoria.
Il nuovo avviso di accertamento contenente l’indicazione originariamente omessa non può avere efficacia meramente integrativa e comporta, quindi, la caducazione del primo atto, con conseguente cessazione di qualsiasi interesse a una pronuncia ad esso inerente.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 2424 del 03.02.2010)