Source: http://www.slata.it/news
Timestamp: 2019-12-07 01:24:34+00:00
Document Index: 96552554

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'art. 95', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 120', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 51', 'art. 161', 'art. 50', 'art. 191', 'art. 80', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 51', 'art. 42', 'art. 32', 'art. 20', 'art. 42', 'art. 68']

Slata Studio Legale | News
TAR VENETO - SENTENZA 25.11.2019 N. 1277
In ambito di gare pubbliche d'appalto, deve rilevarsi l'illegittimità della disciplina della lex specialis di una gara di appalto basata sul criterio di aggiudicazione del minor prezzo ex art. 95, comma 4, lett. b), D.Lgs. n. 50/2016, nel caso in cui la previsione normativa sia meramente richiamata senza alcuna motivazione - invece normativamente imposta - che giustifichi la scelta di siffatto criterio rispetto a quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa ...
TAR LAZIO - SENTENZA 28.10.2019 N. 12373
in caso di appalto di fornitura e gestione di un servizio intellettuale (quale, nella fattispecie, un software) non è configurabile una voce di costo riconducibile alla sicurezza aziendale, venendo meno dunque l'obbligo del concorrente di farne specifica indicazione nell'offerta economica. L'art. 95, comma 10, del D.Lgs. n. 50/2016 infatti stabilisce che: “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a)”; l’onere di specifica indicazione dei costi “aziendali” della sicurezza, previsto da tale disposizione, non si applica, pertanto, alle ipotesi in cui l’appalto abbia ad oggetto servizi di natura intellettuale...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 10.10.2019 N. 6904
In ambito di appalti pubblici, si deve rilevare come l’art. 32 del D.Lgs. n. 50/2016 abbia cancellato la tradizionale categoria della ‘aggiudicazione provvisoria’, distinguendo, per ragioni di celerità e certezza delle posizioni giuridiche ed impenditoriali, tra due ben diverse categorie: 1) la ‘proposta di aggiudicazione’, adottata dal seggio di gara, ai sensi dell’art. 32, co.5, e che ai sensi dell’art. 120, co. 2-bis ultimo periodo del codice del processo amministrativo non costituisce provvedimento impugnabile; 2) la ‘aggiudicazione’ vera e propria che costituisce il provvedimento conclusivo di aggiudicazione ...
CORTE DI GIUSTIZIA - SENTENZA 18.09.2019 (C 526/17)
La Repubblica italiana, avendo prorogato dal 31 ottobre 2028 al 31 dicembre 2046 la concessione della tratta Livorno‑Cecina dell’autostrada A12 Livorno‑Civitavecchia (Italia) senza pubblicare alcun bando di gara, è venuta meno ai principi di concorrenza, parità di trattamento e trasparenza, e più specificamente agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli 2 e 58 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004 ...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.09.2019 N. 6097
La semplice conoscenza dei nominativi dei soggetti che hanno chiesto di effettuare il sopralluogo non integra violazione del principio di segretezza previsto dall’art. 53, comma 3, del d.lgs. n. 50 del 2016, nelle procedure aperte, in relazione all’«elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime» (art. 53, comma 2, lett. a), poiché la richiesta di sopralluogo non costituisce elemento infallibilmente sintomatico, anche per altri soggetti eventualmente interessati a partecipare, di certa futura partecipazione alla gara né, ancor meno, immediata manifestazione di volontà partecipativa o forma equipollente di offerta ...
TAR TOSCANA - SENTENZA 29.07.2019 N. 1162
L'art. 51, D. Lgs. n. 50/2016, pur prevedendo l'obbligo di suddividere l'appalto in lotti al fine di consentire la partecipazione delle PMI, consente ai committenti, pur con l'obbligo di idonea motivazione, non solo di escludere tale suddivisione, ma anche il frazionamento in lotti di importo elevato, sebbene ciò possa impedire la partecipazione delle PMI. In particolare, nell'ambito sanitario l'interesse alla tutela della concorrenza, sotteso alla tutela delle PMI, è potenzialmente confliggente con l'interesse a limitare la spesa pubblica, tutelato attraverso gli acquisti centralizzati. La sintesi tra tali interessi deve essere operata volta per volta della stazione appaltante, attraverso il prudente utilizzo della discrezionalità amministrativa...
TAR LAZIO - SENTENZA 22.07.2019 N. 9782
In ambito di appalti pubblici, deve essere esclusa dalla procedura di gara per perdita dei requisiti di partecipazione, la ditta che abbia presentato nelle more della selezione una domanda di concordato “in bianco”, disciplinata dall’art. 161, comma 6, della legge fallimentare. Con riferimento alle modifiche introdotte dal d.l. n. 32 del 2019, come convertito dalla l. n. 55 del 2019, la partecipazione dell’impresa che ha presentato una domanda di concordato “in bianco” è invece consentita, alle condizioni previste dagli artt. 110, d.lgs. n. 50 del 2016 e 186 bis, comma 4, della legge fallimentare, soltanto per le procedure di affidamento iniziate dopo il deposito della domanda stessa ...
TAR CALABRIA - SENTENZA 02.07.2019 N. 437
Lo strumento delle ordinanze contingibili ed urgenti messo a disposizione del Sindaco dall'art. 50 D.Lgs. n. 267/2000 ha la funzione di tutelare il bene supremo della pubblica incolumità per provvedere urgentemente all’eliminazione della situazione di pericolo, senza alcuna valenza di accertamento dell’eventuale responsabilità di chicchessia nella creazione dello stato di pericolo, non avendo tale strumento alcun valore sanzionatorio. In ambito di raccolta dei rifiuti, anche ai sensi dell'art. 191 D.Lgs. n. 152/2006, lo strumento delle ordinanze contingibili ed urgenti è utilizzabile ma il Sindaco può solo imporre al privato l’erogazione delle prestazioni nonostante la scadenza del contratto e persino in assenza del consenso da parte dell’impresa, ma non può anche imporre un corrispettivo per l’espletamento di quel servizio . ..
TAR PIEMONTE - SENTENZA 04.06.2019 N. 652
Va annullata una valutazione di prova orale di un concorrente espressa con la sola forma numerica, se i criteri di valutazione precedentemente stabiliti dalla commissione risultino espresso in modo talmente generico da rendere necessaria, in fase di valutazione del singolo candidato, una motivazione idonea a consentire di connettere il giudizio di insufficienza, espresso dal voto numerico, ai generici criteri valutativi adottati (nella specie, i criteri prestabiliti dalla commissione erano stati rimessi alla generica previsione per la quale “nella valutazione della prova orale si terrà conto del contenuto, dell’appropriatezza del linguaggio e della capacità di sintesi”)...
TAR LOMBARDIA - SENTENZA 16.05.2019 N. 1120
In linea generale l’art. 80, c. 5, lett. c) del D.Lgs. 18 aprile 2016 n. 50 conferisce alla stazione appaltante il potere di apprezzamento delle condotte del concorrente tali da integrare un “grave illecito professionale” anche oltre le ipotesi elencate nel medesimo articolo, ma un'esclusione per tali motivi deve essere motivata in maniera ben più rigorosa ed impegnativa rispetto a quanto avviene a fronte delle particolari ipotesi esemplificate dal testo di legge. Va dunque riconosciuta alla stazione appaltante la facoltà di escludere un concorrente anche in mancanza di una sentenza definitiva di condanna bensì sul solo presupposto di una richiesta di rinvio a giudizio, purchè l'amministrazione abbia motivato al riguardo, essendo peraltro opportuno sottolineare che è la stazione appaltante ad essere gravata dell’onere di dimostrare l’inaffidabilità del concorrente, e non quest’ultimo a dover dimostrare la propria affidabilità, pertanto l’aver posto a fondamento dell’esclusione una mera richiesta proveniente dalla pubblica accusa, e non specifiche condotte del concorrente comprovanti la commissione di un grave illecito professionale, non consente perciò di considerare provati i relativi fatti e rende illegittima l'esclusione disposta ...
TAR LAZIO - SENTENZA 05.11.2019 N. 12667
La motivazione del provvedimento amministrativo non può essere validamente integrata in giudizio, costituendo la stessa, come affermato dalla Corte costituzionale (Ordinanza n. 58 del 17.03.2017), il presupposto, il fondamento, il baricentro e l’essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo (art. 3 l. n. 241 del 1990) e, per questo, un presidio di legalità sostanziale insostituibile, nemmeno mediante il ragionamento ipotetico che fa salvo, ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. n. 241 del 1990, l'atto amministrativo dal contenuto obbligatorio. De principio vale, a maggior ragione, per il caso in cui l’integrazione giudiziale sia fondata su scritti difensivi, in quanto non promananti dall’organo della competente amministrazione, e riguardi un’attività connotata da ampia discrezionalità (nella fattispecie, quella inerente la valutazione della ragioni che possono supportate la mancata suddivisione in lotti di un pubblico appalto ai sensi dell'art. 51 D.Lgs.n. 50/2016)...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.10.2019 N. 7170
In ambito di notifiche alla P.A. in forma telematica, la relativa PEC deve essere indirizzata presso gli indirizzi inseriti nell’elenco tenuto dal Ministero della Giustizia escludendo in radice qualsiasi forma di equipollenza, con la conseguenza che nemmeno l’indirizzo Pec risultante dal registro IPA e gli indirizzi internet indicati nei siti dell’amministrazione possono ritenersi validi ai fini della notifica degli atti giudiziari alle P.A.; tuttavia l’oscillazione giurisprudenziale riscontrata sul punto giustifica il riconoscimento dell’errore scusabile ...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 01.10.2019 N. 6566
In tema di contratti di pacchetto turistico, la disciplina dettata dalla direttiva 314/90/CEE del 13.06.1990 e dall'art. 42 del codice del turismo (D.Lgs. 23.05.2011 n. 79) impone che sia garantita al contraente/turista - in caso di annullamento del viaggio per causa a lui non imputabile - la restituzione dell’intero prezzo pagato senza distinzioni tra quota versata per il pacchetto turistico e quota da imputare all’attività di gestione della pratica, posto che con la stipula del “contratto di pacchetto turistico” sorge tra turista e organizzatore un unitario rapporto nell’ambito del quale l’attività prodromica di “gestione della pratica” costituisce una delle prestazioni dovute dall’organizzatore per rendere possibile la realizzazione della causa contrattuale che si sostanzia nel godimento della vacanza per come essa viene dal medesimo proposta e dall’utente accettata...
TAR CALABRIA - SENTENZA 24.08.2019 N. 513
Va annullato per difetto di motivazione l’ordine di demolizione di un manufatto abusivo, adottato a distanza di circa 27 anni dalla realizzazione della costruzione qualora il Comune non abbia esplicitato le ragioni relative alla sussistenza dell’interesse pubblico, concreto ed attuale, al ripristino dello stato dei luoghi, e non abbia inoltre posto in comparazione tali ragioni con l’interesse oppositivo del privato a conservare l’integrità del bene soprattutto nel caso in cui si tratta di un abuso di lieve entità ..
TAR PUGLIA - SENTENZA 26.07.2019 N. 1096
Deve ritenersi legittima l'esclusione di un'impresa da una gara di appalto pubblico, per mancata allegazione del computo metrico estimativo, laddove tale documento sia stato concepito dalla lex specialis di gara come un elemento funzionale alla valutazione delle offerte tecniche (nel caso di specie, trattavasi di computo metrico delle migliorie proposte, rispetto al progetto posto a base di gara), e non, quindi, come mero complemento utile a valle dell'aggiudicazione. In tal caso, infatti, anche ove si tratti di offerta a corpo, il computo metrico si configura come un elemento essenziale del contratto, individuato come tale dalla stazione appaltante, ai sensi dell'art. 32, comma 2, D. Lgs. n. 50/2016...
TAR SICILIA - SENTENZA 19.07.2019 N. 1829
In ambito di gare pubbliche d'appalto, le regole del bando, del disciplinare e del capitolato - nel complesso, la "lex specialis"- non possono essere in alcun modo modificate o integrate nemmeno dall'Amministrazione, che ne risulta anzi vincolata al pieno rispetto senza alcun margine di discrezionalità, nemmeno tramite il meccanismo dei chiarimenti, e ciò a tutela della parità di trattamento di tutti i concorrenti ...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.06.2019 N. 4328
Nelle procedure pubbliche delle gare di appalto, l’incameramento della cauzione provvisoria e l’attivazione del procedimento di segnalazione all’ANAC costituiscono entrambe una automatica conseguenza dell'esclusione del concorrente, del tutto insuscettibile di sindacato discrezionale con riguardo ai singoli casi concreti, nonché insensibile a eventuali valutazioni volte a evidenziare la non imputabilità a colpa della violazione che ha comportato l’esclusione. Difatti la finalità dell’istituto risponde all'esigenza di responsabilizzare i partecipanti in ordine alle dichiarazioni rese, oltre che di garantire la serietà e l’affidabilità dell’offerta presentata...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 27.05.2019 N. 3428
In ambito di fattispecie di occupazione illegittima da parte della P.A. di un bene (nel caso specifico, un terreno) il proprietario ha diritto al risarcimento del danno subito per l’illegittima detenzione delle aree da parte dell'Amministrazione, secondo il criterio per il quale detto danno corrisponde al solo valore d’uso del bene dal momento della sua illegittima occupazione, cioè dal momento della scadenza del provvedimento di occupazione d’urgenza (cfr. art. 20 della legge n. 865 del 1971), e fino alla giuridica regolarizzazione della procedura, e quindi, in alternativa, fino alla restituzione dell’area o al suo legittimo acquisto, confluendo peraltro in tale ultima ipotesi la posta risarcitoria, in senso lato, nell’indennizzo dovuto per l’acquisizione sanante (cfr. comma 3 del citato art. 42 bis, comma 3 D.P.R. n. n. 327/2001). ...
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.05.2019 N. 2991
In ambito di gare pubbliche d'appalto, il c.d. "principio di equivalenza" oggi disciplinato dall'art. 68, comma 6, D.Lgs. n. 50/2016, ha funzione di tutelare la massima concorrenza possibile e trova applicazione quanto ai concorrenti sia richiesto di fornire un bene le cui specifiche tecniche siano talmente dettagliate da poter individuare un prodotto preciso, ammettendo appunto che la proposta del candidato sia ottemperata anche proponendo beni alternativi che ottemperino in maniera equivalente agli stessi requisiti. Dunque il principio di equivalenza impegna la Stazione Appaltante nel caso in cui la lex specialis menzioni un marchio, un brevetto, un’origine o una produzione specifica che avrebbero come effetto di favorire o eliminare talune imprese o taluni prodotti, essendo obbligatioro che tale indicazione sia accompagnata già nel bando dall’espressione “o equivalente”...