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Timestamp: 2018-02-21 11:05:48+00:00
Document Index: 150033944

Matched Legal Cases: ['art. 583', 'art. 566', 'art. 566', 'art. 566', 'art. 279', 'art. 467', 'art. 469', 'art. 537', 'art. 537', 'art. 9', 'art. 52', 'art.7', 'art.14', 'art.3', 'art.3', 'art. 484', 'art. 394']

Giovedì, 16 Giugno 2016 17:04
Scritto da	geom. Cesare Troiano
In assenza di disposizioni testamentarie è la legge che stabilisce chi subentra al patrimonio lasciato dal de cuius, in questo caso abbiamo la cosiddetta SUCCESSIONE PER LEGGE.
solo il coniuge: (senza figli, nel loro discendenti, ne genitori o altri ascendenti, ne fratelli o sorelle o loro discendenti) l' eredità va per legge tutta al coniuge (art. 583 c.c.)
coniuge e un figlio: (legittimo, naturale, legittimato o adottivo) l' eredità si devolve tra coniuge e figlio in parti uguali quindi 1/2 e 1/2. Al coniuge va anche il diritto di abitazione sulla casa familiare. (art. 566 e 581 c.c)
coniuge e due figli: l' eredità va 1/3 al coniuge, 1/3 al primo figlio e 1/3 al secondo figlio (art. 566 e 581 c.c)
coniuge e tre o più figli: in questo caso 1/3 va al coniuge e gli altri 2/3 si dividono in parti uguali tra i figli (art. 566 e 581 c.c)
coniuge e fratelli o sorelle del de cuius: ( in assenza di di figli e di ascendenti). In questo caso i 2/3 dell' eredità spettano al coniuge. L' altro terzo si divide tra le sorelle e fratelli germani. Se vi sono fratelli e sorelle unilaterali oltre ai frateli germani, a quelli unilaterali spetta la metà della quota spettante ai fratelli germani.(I fratelli germani sono coloro che discendono da stesso padre e stessa madre, mentre quelli unilaterali sono coloro che hanno in comune un solo genitore.)
coniuge e un nipote (figlio di fratello o sorella premorti): 2/3 vanno al coniuge e 1/3 al nipote. Nel caso che i nipoti siano più di uno il terzo si divide tra quanti sono i nipoti
coniuge ed entrambi i genitori del de cuius (in assenza di figli, fratelli o sorelle): 2/3 vanno al coniuge e 1/3 si divide in parti uguali tra i genitori, ossia 1/6 a ciascuno
coniuge e un solo genitore del de cuius (in assenza di figli, fratelli o sorelle): i 2/3 vanno al coniuge e 1/3 va al genitore del de cuius
coniuge e i nonni (in mancanza di altri parenti più rossimi): i 2/3 vanno al coniuge mentre 1/3 si divide tra i nonni in parti uguali
coniuge, genitori o altri ascendenti e fratelli o sorelle (in mancanza di figli): i 2/3 vanno sempre al coniuge, 1/12 ai fratelli e sorelle da dividersi in parti uguali, i rimanenti 3/12 ai genitori o altri ascendenti
coniuge putativo: si presentano due casi:
coniuge separato: anche qui vi sono due casi :
coniuge divorziato: il coniuge divorziato non ha diritto all' eredità. Se il coniuge divorziato superstite è titolare di assegno periodico, il tribunale gli assegna una quota della pensione di reversibilità, proporzionata al periodo di durata del matrimonio.
un figlio (in mancanza del coniuge): l' eredità si devolve tutta al figlio
due figli (in mancanza del coniuge): l' eredità si divide in parti uguali tra i figli
tre o più figli (in mancanza di coniuge): l' eredità si divide in parti uguali tra tutti i figli
un figlio e un nipote (figlio di figlio premorto): l' eredità si divide in parti uguali tra il figlio del de cuius ed il nipote che entra in rapresentanza del padre premorto.
uno o più figli non riconoscibili (quando essi hanno diritto al mantenimento, all' istruzione e all' educazione ai sensi dell' art. 279 del c.c.) spetta l' assegno vitalizio pari all' ammontare della rendita della quota di eredità alla quale avrebbero diritto se fossero stati riconosciuti
padre e madre (senza lasciare coniuge, figli, ne fratelli e sorelle o loro discendenti), l' eredità si divide in parti uguali tra il padre e la madre
un solo genitore (senza lasciare coniuge, ne figli, ne fratelli o sorelle o loro discendenti) l' eredità spetta tutta al genitore
nonni e bisnonni (senza lasciare coniuge, ne figli, ne fratelli o sorelle o loro discendenti) l' eredità spetta tutta ai nonni o al nonno superstite in quanto essa è devoluta all' ascendente di grado più vicino, senza distinzione di linea
fratelli e sorelle (senza lasciare coniuge, ne figli, ne genitori, ne altri ascendenti) l' eredità si divide in parti uguali tra tutti i fratelli
fratelli, sorelle e genitori (senza lasciare ne coniuge ne figli): in questo caso l' eredità si devolve metà ai genitori da dividersi in due parti uguali e l' altra metà andrà ai fratelli da dividersi sempre in parti uguali
parenti oltre il sesto grado: in questo caso l' eredità si devolve allo Stato. Un' ipotesi comunque alquanto rara.
Se il de cuius muore senza lasciare figli legittimi o naturali, oltre ai genitori, agli ascendenti e al coniuge hanno diritto a parte dell' eredità anche i fratelli e le sorelle.
"A colui che muore senza lasciare, ne genitori ne altri ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali"
Quindi se il de cuius non lascia altri parenti prossimi ma solamente fratelli questi si divideranno l' intero patrimonio. La cosa si complica un pochino se oltre ai fratelli rimangono genitori o nonni del de cuius. In quest' ultimo caso come abbiamo detto nella pagina precedente i genitori (o il genitore) hanno diritto per legge alla metà dell' eredità. Quindi nel caso che oltre ai genitori rimangano uno o più fratelli la quota totale sarà sempre 1/2 da dividersi nel caso di più fratelli.
ATTENZIONE! Finora abbiamo parlato di fratelli legittimi cioé nati nell' ambito del matrimonio tra due genitori oppure successivamente legittimati. Ai fini della successione non sono considerati fratelli i "fratelli" naturali" quelli cioé che pur sono legati da vincolo di sangue sono figli naturali dei genitori.
Per la legge infatti il figlio naturale ha un rapporto solamente con i genitori o con quello che l' ha riconosciuto, mentre tutti gli altri parenti di sangue si considerano estranei. Solo ultimamente a seguito di alcune sentenze (04/07/1979 n° 55 e 12/04/1990 n° 184 qualcosa è cambiata. Quindi anche i fratelli naturali possono considerarsi eredi anche se per dirla con un termine calcistico sono di serie B.
Infatti sono stati posti al penultimo posto nella scala degli aventi diritto. Dopo tutti gli altri parenti entro il 6° grado e prima solo dello Stato.
Fatta questa breve precisazione ritorniamo a parlare di fratelli legittimi.....Anche nella successione tra fratelli esiste il diritto di rappresentazione in base al quale la quota di eredità spettante al fratello va devoluta ai suoi discendenti nel caso egli premuoia al de cuius.
E se i fratelli pur essendo legittimi non sono germani (stessa madre e stesso padre) ma unilaterali cioé nati dalla stessa madre ma da padre diverso o viceversa? In questo caso i fratelli unilaterali hanno diritto alla metà della quota che sarebbe spettata ai fratelli germani.
"I fratelli e le sorelle unilaterali conseguono pèrò la metà della quota che conseguono i germani"
Di questa ipotesi si occupa anche l' articolo 571 del codice civile, che parla del concorso di genitori o ascendenti e fratelli del de cuius.
"Se vi sono fratelli o sorelle unilaterali, ciascuno di essi consegue la metà della quota che consegue ciascuno dei germani o dei genitori, salva in ogni caso la quota della metà in favore di questi ultimi"
I DIRITTI DEGLI ALTRI PARENTI
Quando al de cuius non esistono parenti stretti come figli, nipoti, genitori, nonni, fratelli e nemmeno un coniuge il defunto che non ha fatto testamento lascia l' eredità ai parenti più lontani cioé cugini ecc.
Anche in questo caso rimane sempre valida la regola per cui il parente più vicino in grado esclude gli altri sia appartengano al ramo paterno che materno.
Ricordo comunque che oltre il 6° grado la parentela non è riconosciuta dalla legge e quindi non viene riconosciuto il diritti ad ereditare. Nel caso non vi siano parenti entro il 6° grado tutto il patrimonio passerà allo Stato.
Art. 572 Codice Civile
"A colui che muore senza lasciare prole, ne genitori, ne altri ascendenti, ne fratelli ne sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea. La successione non ha luogo tra i parenti oltre il 6° grado"
Venerdì, 10 Giugno 2016 16:33
Aggiungo inoltre sui diritti dei genitori che solamente il genitore che abbia riconosciuto il proprio figlio ha diritto ad ereditare. Il genitore naturale che non riconosce il proprio figlio non ha nemmeno diritto ad entrare in eredità
DIRITTI DEI FRATELLI EREDI
Dunque...abbiamo detto che la metà (1/2) spetta ai genitori quindi dividendo per due ognuno riceverà 1/4. L' altro mezzo diviso per 3 andrà a formare 3 quote ognuna di 1/6. In questo caso si può trasformare tutto in dodicesimi. Quindi ad ogni genitore andranno 3/12 mentre ad ogni fratello 2/12.
Quindi i nonni del de cuius hanno diritto all' eredità solamente se il de cuius non lascia figli, genitori o fratelli.
Venerdì, 10 Giugno 2016 16:09
Tutti i figli, legittimi, naturali riconosciuti e adottivi hanno i medesimi diritti successori nei confronti dei genitori. Se il de cuius che muore lascia solamente dei figli questi si divideranno tra loro l' intero patrimonio. Se oltre ai figli vi è anche il coniuge quest' ultimo concorrerà assieme ai figli nella divisione dell' eredità.
I figli come sopra identificati non concorrono dunque con nessuno nella divisione dei beni patrimoniali se non con il coniuge del de cuius. se chi muore lascia un unico figlio l' intero patrimonio andrà esclusivamente a questo. Se dopo la morte del de cuius rimangono un figlio ed il coniuge il patrimonio si dividerà per metà ciascuni. se chi muore lascia il coniuge e più figli al primo andrà la quota di 1/3 mentre i figli divideranno tra loro la quota di 2/3.
Quindi in caso che vi siano figli o coniuge + figli nessun altro potrà vantare diritti sul patrimonio; ne il padre del de cuius, ne fratelli.
SUCCESSIONE PER RAPPRESENTANZA
Si ha la successione per rappresentanza quando al posto dell' erede diretto entrano in scena i discendenti legittimi o naturali ossia i figli. Ma quando si potrebbe presentare questo caso? Questo caso si può presentare quando il figlio del de cuius premuore al padre, oppure rinuncia all' eredità o viene dichiarato indegno lasciando a sua volta dei figli.
I nipoti dunque non succedono perché aventi diritto proprio ma solamente per il fatto di essere discendenti diretti del figlio del de cuius. Naturalmente ai nipoti (figli del figlio del de cuius) non spetta la stessa quota dei figli del de cuius ma si divideranno tra loro la quota che sarebbe spettata al loro padre (figlio del de cuius).
art. 467 comma 1 del codice civile
" la rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l' eredità o il legato"
Il diritto di rappresentazione potrebbe continuare all' infinito anche se c'è da dire che difficilmente una persona sopravvive tanto a lungo da vedere morire i figli dei propri nipoti.
art. 469 del codice civile
"La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado dei discendenti e il loro numero in ciascuna stirpe. La rappresentazione ha luogo anche in caso di unicità di stirpe. Quando vi è rappresentazione la divisione si fa per stirpi. Se uno stipite ha prodotto più rami, la successione avviene per stirpi anche in ciascun ramo e per capi tra i membri del medesimo ramo"
"La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli legittimi, legittimati e adottivi, noché dei discendenti dei figli naturali del defunto, e, nella linea collaterale a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto. I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all' eredità della persona in luogo della quale subentrano o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa".
DIFFERENZE TRA I FIGLI LEGITTIMI, NATURALI E ADOTTIVI
Ancora oggi l' art. 537 ult. comma del codice civile prevede che il figlio legittimo possa liquidare il fratello naturale coerede soddisfacendo in denaro o immobili la quota che spetta a quest' ultimo.
art. 537 ult. comma codice civile
"I figli legittimi possono soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano. Nel caso di opposizione decide il giudice, valutate le circostanze personali e patrimoniali"
I FIGLI INCESTUOSI
I figli incestuosi non potendo essere riconosciuti non possono godere di nessun diritto successorio. Vediamo quali figli sono considerati per legge incestuosi. Sono incestuosi i figli nati tra parenti in linea retta all' infinito quindi tra padre e figlia, nonno e nipote, bisnonno e nipote ecc. In linea collaterale di 2° grado quindi tra fratello e sorella e tra affini in linea retta cioè nuora e suocero, suocera e genero.
La legge prevede per i figli incestuosi dei diritti quali: mantenimento, diritto all' istruzione e educazione durante la vita dei genitori. Alla morte dei genitori hanno diritto ad un assegno vitalizio pari alla rendita della quota che sarebbe spettata loro se fossero stati riconosciuti.
QUOTE SPETTANTI PER LEGGE AI FIGLI
Si possono presentare più casi relativamente alle quote spettanti ai figli. Ad esempio figlio unico che eredita senza genitori, oppure figlio unico che eredita e concorre col coniuge del de cuius ecc.
NEL CASO DI FIGLIO UNICO
Si possono presentare due casi e cioè figlio unico senza presenza del coniuge del de cuius e figlio unico con presenza del coniuge del de cuius.
1) Figlio unico che concorre col coniuge del de cuius
In questo caso siamo in presenza di due eredi legittimari ossia due eredi a cui la legge riserva per forza di cosa una quota. In caso di successione legittima, ossia senza testamento, e con la presenza di un figlio e il coniuge del de cuius, il patrimonio si divide esattamente in due, per cui in questo caso le quote saranno 1/2 al coniuge de de cuius e 1/2 al figlio.
2) Figlio unico che non concorre col coniuge del de cuius
In questo caso essendoci solamente il figlio l' intero patrimonio si devolverà a favore del figlio unico. Il figlio non va a concorrere con nessun altro a di fuori del coniuge del de cuius. Quindi anche se vi fossero genitori del de cuius, fratelli o altri parenti, la legge in questo caso non prevede nessuna quota in favore di questi ultimi. Quindi ricapitolando, in questo caso tutto il patrimonio del de cuius andrà esclusivaente al figlio unico.
NEL CASO DI PIÙ FIGLI
In questo caso si possono presentare i due casi appena visti più sopra. Però in questo caso vi sono differenze di quota spettanti per legge. Vediamole più sotto:
1) Più figli che concorrono col coniuge del de cuius
Anche in questo caso la legge non prende in considerazione altri eventuali parenti del de cuius, ma prevede che tutto il patrimonio si devolva sempre al coniuge e ai figli. In questo caso però cambiano le quote che la legge riserva. Infatti in questo caso al coniuge spetta 1/3 del patrimonio, mentre gli altri 2/3 restanti si divideranno in quote uguali tra i figli del de cuius.
2) Più figli che non concorrono col coniuge del de cuius
In questo caso se il de cuius non può ereditare o magari rinuncia, tutto il patrimonio si dividerà in parti uguali con i figli del de cuius.
Venerdì, 10 Giugno 2016 14:14
Modulistica per la successione
Con il seguente modello si dichiara chi sono gli eredi, gli immobili che fanno parte del patrimonio, le eventuali passività, vendite e donazioni effettuate negli ultimi 6 mesi di vita del de cuius ecc... Il modulo va firmato dal dichiarante che può essere uno qualsiasi degli eredi che abbia raggiunto la maggiore età.Va compilato in ogni sua parte è presentato all'agenzia delle entrate, in un numero di copie che può variare a seconda dei casi.
L' agenzia delle entrate dopo la registrazione della documentazione restituirà una o più copie, che potranno essere utilizzate o per la voltura catastale, o per la consegna in banca o per altri scopi.
I dati che andremo ad inserire sul modello 4 sono diversi e verranno inseriti in diversi riquadri. Non vanno compilati per forza di cose, ma ogni riquadro verrà compilato solo se sarà il caso.
Il modello 4 è suddiviso nelle seguenti parti :
-SCARICA IL MODELLO 4 EDITABILE
In genere si utilizza per dichiarare chi sono gli eredi, indicando luogo, data di nascita residenza ecc.
Può anche essere utilizzato quando ci sono delle discordanze nelle visure catastali. Ad esempio capita molto spesso che un fabbricato o un terreno che in realtà era di proprietà del de cuius in catasto risulti intestato ad altre persone.
- SCARICA MODELLO DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA
- SCARICA MODELLO DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA GENERICO
- SCARICA MODELLO DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA SENZA TESTAMENTO
- SCARICA MODELLO DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA CON TESTAMENTO
- SCARICA MODELLO PER AGEVOLAZIONI IMPOSTE PRIMA CASA
- SCARICA LE ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO F23
- SCARICA IL MODELLO F23 EDITABILE
Assieme agli altri documenti alla successione si allega anche il prospetto liquidazione delle imposte pagate.
- SCARICA PROSPETTO LIQUIDAZIONE
Dopo aver presentato la successione all' ufficio del registro e dopo averla ritirata è obbligatorio presentare entro 30 giorni dalla data di registrazione la voltura catastale sia per i fabbricati che per i terreni. Qui vi riporto i modelli cartacei ad ogni modo se possibile compilate la voltura catastale attraverso il software ministeriale voltura 1.0.
- SCARICA IL MODELLO DI VOLTURA PER IL CATASTO TERRENI (MODELLO 18T - 13TP/A)
- SCARICA MODELLO DI VOLTURA PER IL CATASTO URBANO URBANO (MODELLO 17T - 98TP)
- SCARICA IL MODELLO PER ISTANZA FISSAZIONE TERMINE PER ACCETTAZIONE EREDITA'
- SCARICA IL MODELLO INVIM
(non più attuale - viene applicata per quelle successioni di svariati anni addietro mai presentate e che si vogliano presentare adesso). Informarsi presso l' agenzia delle entrate e farsi dire a partire da quale data vada ancora applicata)
Mercoledì, 01 Giugno 2016 18:12
L' imposta catastale è dovuta sulle volture catastali a seguito della modifica della ditta catastale che generalmente avviene dopo aver presentato una dichiarazione di successione. Cosi come per l' imposta ipotecaria, anche per la catastale non si tiene conto di eventuali passività del de cuius. Tale imposta infatti colpisce tutto il valore immobiliare dichiarato in successione.
A quanto ammonta attualmente l' imposta catastale da pagare in caso di dichiarazione di successione?
In caso di dichiarazione di successione l' imposta catastale si paga nella percentuale del 1% sul valore degli immobili dichiarati in successione. Per quanto riguarda il calcolo dell' imposta catastale, cosi come per l' ipotecaria non si devono considerare eventuali passività (a differenza invece della vera imposta di successione), per cui tali imposte si abbattono su tutto il valore dichiarato in successione.
COME È VARIATA NEL TEMPO L' IMPOSTA CATASTALE
Nel tempo anche l' imposta catastale ha subito delle variazioni sia per quanto riguarda le percentuali e sia per quanto riguarda i cosiddetti minimi d' imposta che generalmente si pagano o quando non si raggiungono appunto i minimi d' imposta stabiliti per legge, o quando si usufruisce dell' agevolazione prima casa o in ogni altro caso dove è previsto il pagamento dei minimi d' imposta.
Vediamo di seguito come è variata l' imposta catastale negli anni. Naturalmente i valori vengono riportati tutti in euro
- dal 01/01/1973 al 17/03/1976 percentule 0,2% nessun minimo
- dal 18/03/1976 al 27/05/1978 percentule 0,2% minimo euro 2,58
- dal 28/05/1978 al 31/12/1982 percentule 0,4% minimo euro 10,33
- dal 01/01/1983 al 01/10/1989 percentule 0,4% minimo euro 25,82
- dal 02/10/1989 al 21/05/1993 percentule 0,4% minimo euro 51,65
- dal 22/05/1993 al 31/12/1995 percentule 0,4% minimo euro 77,47
- dal 01/01/1996 al 19/06/1996 percentule 1,0% minimo euro 77,47
- dal 20/06/1996 al 31/01/2005 percentule 1,0% minimo euro 129,11
- dal 01/02/2005 al 31/12/2013 percentule 1,0% minimo euro 168,00
- dal 01/01/2014 a tutt' oggi percentule 1,0% minimo euro 200,00
Anche per l' imposta catastale valgono le stesse considerazioni fatte più sopra relativamente all' imposta ipotecaria, sia per quanto riguarda gli aumenti avvenuti ad inizio gennaio del 2014 e sia per quanto riguarda eventuali successioni degli anni passati che si dovessero presentare all' attualità.
Mercoledì, 01 Giugno 2016 17:38
L' imposta di successione non ha niente a che vedere con le imposte da autoliquidarsi ossia imposta catastale e ipotecaria, imposta di bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali. Alcuni infatti fanno confusione tra le imposte appena elencate e l' imposta di successione. L' imposta di successione soppressa dal primo governo Berlusconi è rimasta inattiva per qualche periodo per poi tornare già da diversi anni. Vediamo di seguito in cosa consiste.
IMPOSTA DI SUCCESSIONE E FRANCHIGIE
Prima di parlare dell' imposta di successione vorrei precisare meglio che una cosa è l' imposta di successione e un' altra sono le imposte in autoliquidazione, le quali si pagano sempre in ogni caso (a parte alcune eccezioni che riguardano gli imprenditori agricoli) quando ricadono beni immobii nell' attivo ereditario. Le imposte in autoliquidazione come detto si pagano ogni qualvolta ricadono beni immobili, con un minimo di 200 euro per ogni imposta.
La principale novità in materia di imposizione fiscale per le successioni è il ritorno della tassa di successione abolita nel 2001. Questa varia a seconda che gli eredi siano coniuge o parenti in linea retta (figlio, padre ecc.), fratelli, altri parenti, o altri soggetti non parenti.
Per il coniuge e i parenti in linea retta la percentuale che colpisce il patrimonio è del 4% con franchigia di 1.000.000 (un milione) di euro per ogni erede. Se gli eredi sono dei fratelli questi pagheranno il 6% sul patrimonio con franchigia di 100.000 (centomila) euro. Gli altri parenti (fino al 4° grado e affini in linea retta, nonché affini in linea collaterale fino al 3° grado) sconteranno una percentuale sempre del 6% ma non godranno di nessuna franchigia. Tutti gli altri soggetti dovranno pagare un imposta di successione dell' 8% e anche in questo caso senza franchigia.
Prima di continuare volevo spiegare cosa si intende per franchigia. Molto semplicemente significa che sotto quella soglia non si paga. Quindi nel caso di eredi in linea retta si pagherà l' imposta di successione se per ogni erede si supererà il valore di un milione di euro, mentre per quanto riguarda successioni tra fratelli si pagherà se ad ogni fratello toccherà un valore superiore i 100.000 euro. L' imposta tasserà la parte in eccedenza la franchigia. Il legislatore inoltre prevede anche una franchigia per colui che eredita e si trova in una condizione di handicap grave (legge 104). La franchigia in questo caso sale a 1.500.000 euro.
L' intenzione del legislatore ad ogni modo è quella di colpire soprattutto i grandi patrimoni, di conseguenza le percentuali a cui accennavo sopra non si applicano indiscriminatamente a tutti i patrimoni, ma solamente a quelli di una certa consistenza quando questi siano destinati a parenti stretti quali parenti in linea retta, coniuge o fratelli.
Infatti la legge per il coniuge, parenti in linea retta (figli, nipoti, padre, madre ecc.) prevede delle soglie (franchigie) sotto le quali l' imposta di successione non va a colpire. Una soglia di franchigia è prevista anche per successione tra fratelli. Di seguito vediamo qualche esempio.
IMPOSTA DI SUCCESSIONE E FRANCHIGIA PER CONIUGE E PARENTI IN LINEA RETTA
La legge prevede per il coniuge e i parenti in linea retta una franchigia di 1.000.000 (un milione) di euro per ogni erede, mentre la percentuale della tassa di successione sarà del 4%. Ma che significa franchigia di 1.000.000 di euro? In pratica significa che se il valore del patrimonio che si sta dichiarando in successione è inferiore ad 1.000.000 di euro l' erede non paga l' imposta del 4%.
Quanto appena detto non è propriamente corretto o comunque va fatta una precisazione. Essendo che la franchigia di 1.000.000 riguarda ogni erede non è sempre detto che anche se il patrimonio supera il milione di euro l' imposta vada sempre pagata. Molto dipenderà dal numero degli eredi.
Supponiamo che a conti fatti l' imponibile ereditario sia di 2.000.000 di euro e gli eredi ad esempio siano coniuge e due fratelli. In questo caso l' imposta di successione del 4% non va pagata. Il calcolo si ottiene moltiplicando il numero degli eredi per 1.000.000...in questo caso avremmo 3.000.000 di euro di franchigia. Se dal patrimonio di 2.000.000 di euro leviamo i 3.000.000 avremmo il numero negativo - 1.000.000 quindi logicamente non avremmo nessuna imposta da pagare. Facciamo qualche esempio.
Supponiamo che il de cuius lasci eredi legittimi coniuge e due figli, con un attivo ereditario di 5.000.000 di euro. Gli eredi per prima cosa dovranno riunire tutta l' eredità e calcolarne il valore . Dal valore così calcolato si dovranno togliere le passività.
Supponiamo che il patrimonio di 5 milioni sia costituito dai seguenti beni:
- casa di 250.000
- terreni per un valore di 4.000.000
- denaro per 750.000
Il totale del patrimonio è dunque 5.000.000. Vediamo ora tutto quello che c'è da pagare per una successione come questa.
calcoli da fare per la nuova tassa di successione
Abbiamo detto che per il coniuge ed i figli c'è una franchigia sotto la quale l' imposta non si applica. Quindi moltiplichiamo il numero degli eredi per 1.000.000 ed otteniamo:
3 x 1.000.000 = 3.000.000 (franchigia).
Detraiamo dai 5.000.000 di euro la franchigia così calcolata ed otteniamo:
5.000.000 - 3.000.000 = 2.000.000
Torna in auge anche l' art. 9 del Testo Unico delle successione del 1990. In poche parole sull' imponibile appena calcolato si deve aggiungere un 10% per gioielli, mobilia ecc. Un valore presunto in pratica calcolato con il 10% dell' imponibile netto. In questo caso il 10% di 2.000.000 sarà 200.000 euro.
Il nostro valore totale sarà dunque di: 2.200.000. Su questa cifra pagheremo il 4%, che rappresneta la nuova tassa di successione. Per il resto si procede come al solito calcolando l' imposta catastale e ipotecaria sugli immobili.
2.200.000 x 4% = 88.000
Il valore sul quale calcolare l' imposta catastale ed ipotecaria sarà dato da casa + terreni e quindi sempre facendo riferimento all' esempio di sopra avremmo un valore di 4.250.000. Su tale cifra calcoliamo il 2% per imposta ipotecaria e 1% di imposta catastale:
4.250.000 x 2% = 85.000 euro
4.250.000 x 1% = 42.500 euro
Alla fine tra imposta di successione, imposta catastale e imposta ipotecaria avremmo un cifra da pagare di 215.500 euro. Mancano ancora la tassa ipotecaria e imposta di bollo, rispettivamente di 35 e 64 euro. Questo grosso modo è il calcolo da fare per il calcolo della nuova imposta di successione. In questo esempio si è parlato di coniuge e parenti in linea retta (figli) e quindi la franchigia era di 1.000.000 di euro. Ricordo che nel caso di successione tra fratelli la franchigia scende a 100.000 euro.
Preciso che l' imposta di bollo è aumentata proprio in questi giorni (26/06/2013). Passa da 58,48 euro a 64 euro.
Quando si paga l' imposta di successione?
L' imposta di successione a differenza delle imposte ipotecaria, catastale, imposta di bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali, che vanno versati prima di presentare la dichiarazione di successione, si paga dopo aver presentato la dichiarazione di successione.
Sarà l' agenzia delle entrate che effettuerà i vari calcoli e vi spedirà direttamente a casa il conteggi con i vari moduli per il pagamento di quanto dovuto.
ESENZIONE DALL' IMPOSTA DI SUCCESSIONE
Quando non si paga imposta di successione? Ci sono casi in cui l' agenzia delle entrate seguendo le disposizione di legge in materia di successione, non va a calcolare l' imposta di successione. Più sotto vediamo di esaminare i vari casi.
Non tutti i trasferimenti in caso di successione sono soggetti all' imposta di successione. A seconda dei soggetti che ereditano ci possono essere più o meno agevolazioni, che consistono sostanzialmente nel pagare meno imposte o in alcuni casi si ha un esenzione completa. Più sotto esaminiamo le varie casistiche che si possono presentare.
- COMPENDIO UNICO IN TERRITORI MONTANI (art. 52 legge n° 448 del 28 dicembre 2001)
Trasferimento di terreni agricoli e fabbricati rurali siti nei territori delle comunità montane.
I terreni e le pertinenze siano costituiti in un compendio unico coltivato o condotto per un periodo di almeno dieci anni.
Ad eredi e legatari che siano coltivatori diretti o imprenditori agricoli a titolo principale.
I terreni e i fabbricati costituiti in compendio unico sono considerati unità indivisibili per quindici anni.
Questi visti sopra, sono requisiti necessari per poter essere esentati dal pagare l' imposta di successione, nonchè imposte ipotecaria, catastale e qualsiasi altra, in caso di trasferimenti di beni che si trovino in territori montani. Naturalmente alla dichiarazione di successione andranno allegate le varie dichiarazioni che attestino il possesso dei vari requisiti.
- COMPENDIO UNICO GENERICO (art.7 del decreto legislativo n° 99 del 29 marzo 2004)
Trasferimento di terreni agricoli e fabbricati rurali.
Anche in questo caso si è esonerati dal pagamento dell' imposta di successione, imposta ipotecaria e catastale.
- AGEVOLAZIONI PER I GIOVANI COLTIVATORI (art.14 legge n° 441 del 15 dicembre 1998
Trasferimento di fondi rustici.
I fondi rustici siano coltivati o condotti per un periodo di almeno sei anni.
Ad ascendenti e discendenti entro il terzo grado qualora siano:
a) coltivatori diretti o imprenditori agricoli a titolo principale che non hanno ancora compiuto i quarant'anni, iscritti alla relativa gestione previdenziale o a condizione che si iscrivano entro tre anni dal trasferimento;
b) giovani che non hanno ancora compiuto i quarant'anni a condizione che ascquisiscano la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale entro ventiquattro mesi dal trasferimento.
Anche i giovani imprenditori agricoli godono di agevolazioni in materia di imposte in caso di trasfermenti per successione. In questo caso è prevista l' esenzione dell' imposta di successione, dell' imposta catastale, mentre l' imposta ipotecaria è da pagarsi ma nel limite del minimo d' imposta.
- ALTRE ESENZIONI DALLE IMPOSTE (art.3 comma 1, 2, 4 e 4 bis del decreto legislativo n° 346 del 31 ottobre 1990)
Trasferimenti a favore:
di enti pubblici;
di fondazioni;
di associazioni legalmente riconosciute che hanno come scopo l'assistenza, lo studio, la ricerca scentifica, l'educazione, l'istruzione o altre finalità di pubblica utilità;
di ONLUS;
di fondazioni previste dal decreto legislativo emanato in attuazione della L. n. 461 del 23 dicembre 1998;
di enti pubblici esteri;
fondazioni estere;
associazioni costituite all'estero;
Anche nei casi sopra esposti si è esentati dal pagaento di tutte le imposte in caso di successione, dunque non si paga ne imposta di successione, ne imposta ipotecaria ne imposta catastale.
- TRASFERIMENTI DI AZIENDE, QUOTE SOCIALI, AZIONI (art.3 comma 4 ter del decreto legislativo n° 346 del 31 ottobre 1990)
Trasferimenti di aziende o di rami di aziende.
Trasferimenti di quote sociali.
Trasferimenti di azioni.
Anche questi trasferimenti in caso di successione sono esentati dal pagamento di tutte le imposte, sia quella di successione e quelle ipotecaria e catastale.
Mercoledì, 01 Giugno 2016 16:45
Quando tra i beni ereditati vi sono delle autovetture che appartenevano al de cuius è necessario seguire una prassi particolare. Come sappiamo l' autovettura non va inserita in successione,la prassi da seguire per intestarsi un' autovettura è quella di recarsi al PRA (pubblico registro automobilistico) dove dovremmo compilare tutta una serie di documenti, accettazione dell' eredità, trascrizione della stessa, pagamento delle varie imposte
Molto spesso il cittadino non sa con esattezza cosa bisogna fare nel caso si debba ereditare un veicolo. La pratica per potersi intestare un' autovettura ereditata non è così complicata, però molto spesso per mancanza d' informazioni esatte preferiamo affidarci a terzi soggetti che giustamente chiedono un compenso per il lavoro fatto. Io penso che il cittadino debba essere posto in grado di poter scegliere se vuole affidare la pratica ad un' agenzia di disbrigo pratiche, ad un notaio o chicchessia oppure eventualmente disbrigarsela da solo.E' ovvio che se riusciamo a fare tutto da soli avremmo un risparmio per le nostre tasche.A volte invece siamo obbligati, pur non potendolo fare, a rivolgerci ad altre persone perchè non sappiamo bene come fare. Naturalmente per chi ha i soldi e non vuole perdere tempo negli uffici può affidarsi a chi meglio crede. In questa pagina cercherò di spiegarvi cosa fare nel caso dovete intestarvi un' autovettura ereditata e vogliate fare tutto da soli.
Innanzitutto per poter ereditare un veicolo e quindi diventarne proprietari è necessaria l' accettazione dell' eredità del veicolo. E' necessario pertanto effettuare la dichiarazione di accettazione di eredità relativamente al veicolo. Con l' accettazione di eredità gli eredi in sostanza dichiarano di essere gli unici eredi ad avere diritto e che vogliono diventare proprietari dell' autovettura. L' accettazione dell' eredità andrà poi trascritta al PRA entro 60 giorni dalla data di accettazione dell' eredità. Se trascriviamo al PRA l' accettazione dopo i 60 giorni incorreremo in sanzioni.
Come dicevo sopra la prima cosa da fare è accettare l' eredità del veicolo. L' autenticazione di firma dell' accettazione può essere fatta dai soggetti che ho elencato prima, quindi PRA, DTT (ex motorizzazione civile), notai ecc. Visto che comunque dovremmo andare al PRA per il disbrigo della pratica, a questo punto mi sembra ovvio che potremmo fare tutto in una volta sola. Quindi al PRA potremmo fare l' autenticazione della firma e contestualmente la trascrizione.
accettazione eredita modulo esempio
Quello che ho inserito sotto è il modulo di accettazione eredità del veicolo che deve essere compilato dall' erede che vuole intestarsi il veicolo. Il modulo va compilato, autenticata la firma e trascritto al PRA. Tutti questi passaggi possono farsi direttamente presso il PRA. Nella prima parte vanno inseriti i dati dell' erede, poi i dati del de cuius, dati del veicolo e poi nuovamente i dati del de cuius. Il modulo è composto in realtà anche da un' altra pagina che vedremo più sotto. nella seconda pagina l' erede dovrà apporre solamente la firma...al resto ci penserà il funzionario del PRA con l' autentica della firma. E' necessaria per ' autentica di firma una marca da bollo da euro 16,00.
SCARICA IL PDF EDITABILE
SCARICA IL MODELLO NP3 EDITABILE
Alla fine ci rimarrà solamente da pagare, la cifra varia in base alla potenza del veicolo e al numero di KW di potenza.
Una volta che avremmo compiuto tutte le operazioni al PRA e aver avuto il nostro CDP (certificato di proprietà) intestato a noi dobbiamo aggiornare la carta di circolazione. A questo punto dovremmo recarci presso la motorizzazione civile e portare con noi :
Martedì, 31 Maggio 2016 17:33
Chi eredita una casa (non di lusso) e se la stessa è per l'erede "prima casa" può avere delle agevolazioni, che consistono nel pagamento di una quota fissa (200,00) sia per quanto riguarda limposta ipotecaria che catastale, invece del 2% e 1%.
Con la risoluzione n° 112 del 27 dicembre 2012, questo non esiste più. Il soggetto che ha usufruito dell' agevolazione e intende vendere o ha venduto il fabbricato prima dei 5 anni deve comunicare all' agenzia delle entrate, entro 12 mesi dalla data della vendita, che il fabbricato appunto è stato venduto. A quel punto il soggetto dovrà pagare la differenza tra l' imposta che si sarebbe dovuta pagare senza agevolazione e la cifra versata (200+200). Alla differenza cosi ottenuta si applicheranno gli interessi, ma non la sanzione del 30%.
Martedì, 31 Maggio 2016 16:23
CHE FARE PER ACCETTARE L' EREDITÀ CON BENEFICIO D' INVENTARIO
Innanzitutto è necessario rivolgersi presso un notaio o presso la cancelleria della pretura competente e fare la dichiarazione di accettazione dell' eredità con beneficio d' inventario (la dichiarazione va fatta entro 10 anni dalla data di apertura della successione o entro il termine fissato dall' autorità giudiziaria).Dopo di ché sarà compito del notaio o del cancelliere inserire la dichiarazione nel registro delle successioni del luogo in cui si è aperta la successione. Dopo la dichiarazione di accettazione con beneficio d' inventario gli eredi devono appunto procedere all' inventario entro 3 mesi. Se l' inventario non viene predisposto entro i 3 mesi previsti dalla legge si perderà il beneficio dell' accettazione con beneficio d' inventario.
Art. 484 Codice Civile
"L' accettazione col beneficio d' inventario si fa mediante dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere della pretura del mandamento in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni conservato nella stessa pretura. Entro un mese dall' inserzione deve essere trascritta, a cura del cancelliere, presso l' ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si e aperta la successione......"
Dunque dopo l' accettazione dell' eredità con beneficio d' inventario si può procedere all' inventario che va sempre eseguito da persone esperte.
Se per qualsiasi motivo si è già in possesso di un bene facente parte dell' eredità che si intende accettare con beneficio d' inventario si deve procedere all' inventario entro 3 mesi dalla data di apertura della successione. Se non si procede all' inventario entro questo periodo si diventa eredi a tutti gli effetti, con conseguente impossibilità di separare il patrimonio attivo da quello passivo del de cuius.
"Il chiamato all' eredità, quando a qualsiasi titolo è nel possesso di beni ereditari, deve fare l' inventario entro tre mesi dal giorno dell' apertura della successione o dalla notizia della devoluta eredità. Se entro questo termine lo ha cominciato ma non è stato in grado di completarlo, può ottenere dal pretore del luogo in cui si è aperta la successione una proroga che salvo gravi circostanze, non deve eccedere i tre mesi. Trascorso tale termine senza che l' inventario sia stato compiuto, il chiamato all' eredità è considerato erede puro e semplice. Compiuto l' inventario, il chiamato che non abbia ancora fatto la dichiarazione a norma dell' art. 484 ha un termine di quaranta giorni da quello del compimento dell' inventario medesimo, per deliberare se accetta o rinuncia all'eredità. Trascorso questo termine senza che abbia deliberato, è considerato erede puro e semplice".
Ovviamente è vietato nascondere o non inserire parte dell' asse ereditario nell' inventario per fare pensare ai creditori che il patrimonio del de cuius ammonti a meno. l' erede che compie questa azione perderebbe il beneficio dell' iventario e verrebbe costretto ad accettare l' eredità compresi i debiti.
L' ultima fase è quella della liquidazione, ossia il pagamento dei debiti ai creditori. Qui le cose si in genere si complicano. In questo caso è necessario l' intervento e l' aiuto del notaio che aiuterà l' erede nella vendita dei vari beni per racimolare denaro liquido con cui pagare i creditori.i tempi in genere sono lunghi anche se c'è la buona volontà di tutti e ci sono anche delle spese logicamente che comunque vanno detratte dal patrimonio ereditario.
Accettazione con beneficio d' inventario per minori e interdetti
Fin' ora si è parlato di accettazione dell' eredità con beneficio d' inventario e ho detto che può essere spontaneamente richiesta. Ci sono alcuni casi però in cui si può ereditare solamente col beneficio d' inventario. E' il caso dei minori, delle persone interdette o inabilitate...queste persone possono accettare l' eredità solamente con beneficio d' iventario.Quindi il patrimonio del de cuius che muore lasciando dei figli minorenni o comunque incapaci, prima di essere devoluto deve essere sottoposto ad inventario per tutelare i diritti degli eredi minori o degli incapaci.Il genitore che rimane vedovo con figli minorenni può accettare la sua parte di eredità in maniera pura e semplice ma deve necessariamente recarsi da un notaio e chiedere il beneficio d' inventario per l'accettazione della parte che spetta ai figli minori.
Il rappresentante legale dei minori (genitore o in mancanza tutore nominato dal tribunale) deve recarsi dal notaio affinché chieda l' autorizzazione del giudice tutelare all' accettazione dell' eredità. Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni viene eseguito l' inventario; dopo di ché se non vi sono creditori sull' eredità la stessa viene divisa secondo la legge o se esiste testamento. Se vi sono creditori si procede in primis alla loro liquidazione.
In ogni caso i beni appartenenti ai minori anche se amministrati dal rappresentante legale, potranno essere utilizzati a qualsiasi titolo solo con autorizzazione del giudice tutelare.
Art. 471 Codice Civile
"Non si possono accettare le eredità devolute ai minori e agli interdetti se non con il beneficio d' inventario osservate le disposizioni degli articoli 321 e 375".
Art. 472 Codice Civile
"I minori emancipati e gli inabilitati non possono accettare le eredità, se non con il beneficio d' inventario, osservate le disposizioni dell' art. 394".
Non si possono accettare le eredità devolute ai minori e agli interdetti se non con il beneficio d' inventario osservate le disposizioni degli articoli 321 e 375.
COME E DOVE SI ESPRIME LA VOLONTÀ DI ACCETTARE L' EREDITÀ
Per esprimere la volontà di accettare espressamente l' eredità ci si può rivolgere o alla cancelleria del tribunale competente territorialmente relativamente all' ultimo domicilio del de cuius o presso un notaio che poi trasmetterà l' atto di accettazione al tribunale competente che si occuperà poi di trascrivere alla conservatoria dei registri immobiliari competente il documento.
I COSTI PER L' ACCETTAZIONE ESPRESSA DELL' EREDITÀ
- n° 2 marche da bollo da 16,00 (per verbale e copia da trascrivere)
- n° 1 marca per diritti di cancelleria da euro 7,08
- euro 262,00 da pagarsi attraverso modulo fornito dalla cancelleria, che corrispondono a 168 euro per imposta impotecaria, 64 euro per imposta di bollo e 35 euro per tassa ipotecaria.
L' imposta di bollo è aumentata dal 26/06/2013 ed è passata da 58,48 euro a 64 euro.