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Timestamp: 2017-02-24 12:32:30+00:00
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Art. 522 cod. proc. penale: Nullità della sentenza per difetto di contestazione
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 23 aprile 2015 Codice proc. penale Art. 522 cod. proc. penale: Nullità della sentenza per difetto di contestazione L’AUTORE: Redazione
Nullità della sentenza per difetto di contestazione
È ammissibile l'eccezione di nullità della sentenza per violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, proposta per la prima volta in sede di legittimità, qualora essa non possa essere dedotta con i motivi di appello avverso la sentenza di primo grado - trattandosi di sentenza di assoluzione, in quanto tale immune dalla nullità di cui all'art. 522 c.p.p. - e si ponga in relazione al giudizio di appello nel quale l'addebito di responsabilità si fondi anche su circostanze di fatto non comprese nel capo di imputazione e integranti fatto nuovo rispetto a quello originariamente contestato. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione del giudice di appello di affermazione di responsabilità dell'imputato, ritenendola, sia pure ai soli effetti civili, affetta dalla nullità di cui all'art. 522 c.p.p.). (Annulla ai soli effetti civili, App.Cagliari, s.d. Sassari,14/06/2012 )
Cassazione penale sez. V 30 settembre 2013 n. 572 È nulla la sentenza di patteggiamento nella cui epigrafe sia riportata un'imputazione diversa da quella contestata dal P.M. e oggetto dello stesso patteggiamento qualora detta diversità determini una significativa modifica dell'imputazione tale da tradursi nella sua immutazione, nel senso rilevante ai sensi dell'art. 522 cod. proc. pen. (Nella specie l'originaria contestazione, oggetto di successivo patteggiamento, concerneva unicamente il reato di cui all'art. 73, commi 1 e 6, del T.U. stup. mentre la sentenza riportava gli artt. 73, n. 1 e 74, n. 1 e 6 oltre ad un quantitativo di droga maggiore rispetto a quello contestato). Annulla senza rinvio, Gip Trib. Modena, 14/02/2013
Cassazione penale sez. IV 20 settembre 2013 n. 42674 La modifica in udienza del capo di imputazione, consistente nella diversa indicazione della data del commesso reato, non sempre comporta una alterazione avente incidenza sulla identità sostanziale e sulla identificazione dell'addebito, atteso che, a seconda dei casi, l'esatta collocazione temporale di un fatto delittuoso può assumere o meno rilevanza decisiva, condizionando le possibilità di difesa dell'imputato. Pertanto, detta rilevanza deve essere accertata alla luce delle finalità della norme di cui agli artt. 516-522 cod. proc. pen., preordinate ad assicurare il contraddittorio ed il pieno esercizio del diritto di difesa; con la conseguenza che la modifica, avvenuta in udienza, della data del reato - nella specie commesso il giorno precedente a quello indicato in imputazione - non comportando alcuna significativa modifica della contestazione, immutata nei suoi tratti essenziali, non è idonea in nessun modo a pregiudicare le facoltà difensive. Rigetta, Giud.pace Monreale, 25/10/2011
Cassazione penale sez. V 31 gennaio 2013 n. 10196 La modifica in udienza del capo di imputazione, consistente nella diversa indicazione della data del commesso reato, non sempre comporta una alterazione avente incidenza sulla identità sostanziale e sulla identificazione dell'addebito, atteso che, a seconda dei casi, l'esatta collocazione temporale di un fatto delittuoso può assumere o meno rilevanza decisiva, condizionando le possibilità di difesa dell'imputato. Pertanto, detta rilevanza deve essere accertata alla luce delle finalità della norme di cui agli artt. 516-522 cod. proc. pen., preordinate ad assicurare il contraddittorio ed il pieno esercizio del diritto di difesa; con la conseguenza che la modifica, avvenuta in udienza, della data del reato - nella specie commesso il giorno precedente a quello indicato in imputazione - non comportando alcuna significativa modifica della contestazione, immutata nei suoi tratti essenziali, non è idonea in nessun modo a pregiudicare le facoltà difensive. Rigetta, Giud.pace Monreale, 25/10/2011
Cassazione penale sez. V 31 gennaio 2013 n. 10196
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