Source: http://www.russia-italia.com/prolungamento-visto-per-minorenne-accompagnato-con-la-madre-vf70-vt22094-vp6849656.html?sid=1fff71f7f369985df8b6c0be5155b45b
Timestamp: 2018-10-20 06:43:04+00:00
Document Index: 43610052

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 19', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 44', 'sentenza ']

Juridicheskaja konsultacija - Consulenza Legale :: Prolungamento Visto Per Minorenne Accompagnato Con La Madre
La data di oggi è 20 Ottobre 2018, 8:43 • Tutti i fusi orari sono UTC + 1 Ora [Ora Legale]
Prolungamento Visto Per Minorenne Accompagnato Con La Madre
Le scrivo per porle un quesito:
mia moglie, dal precedente matrimonio, ha avuto un figlio che porta il cognome del padre biologico. Poco dopo la nascita del bambino mia moglie è divorziata dal marito e il tribunale le ha dato l'affidamento del minore.
Dopo più di 8 anni che il padre biologico non si è mai interessato al bambino, abbiamo deciso di muoverci per togliere la patria potestà al padre e il giudice, dopo che il padre ha tentato di vedere il bambino, ha deciso che il genitore non deve vedere il bambino per non causargli un elevato stress psicologico.
Noi abbiamo intenzione di fare il visto per la Francia (mia moglie è incinta e vogliamo che il bambino nasca in Italia), in quanto questo Paese non richiede il permesso del padre per l'emissione del visto.
Ipotizziamo che alla madre diano un visto semestrale, invece al bambino un visto di 30 giorni.
Per la madre, essendo mia moglie, inizieremo a fare le pratiche per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari appena giunti in Italia.
Il problema sorge con il bambino, in quanto è nato dal matrimonio precedente di mia moglie e il padre biologico non dà il permesso (разрещение) per far partire la pratica burocratica per il permesso di soggiorno per il minore.
In questo caso esiste un modo per far sì che il periodo di permanenza del bambino in Italia sia maggiore, in modo tale da non dover separare madre e figlio?
Andrea Aldegheri
#1 12 Novembre 2017, 16:08
Re: Prolungamento Visto Per Minorenne Accompagnato Con La Madre
Da quanto leggo la decisione del Tribunale russo, benché contenga un provvedimento assai grave ai danni del padre del bambino, sembra non disporre nulla circa l’affidamento esclusivo alla madre per cui rimarrà sempre necessario il consenso del genitore naturale per ottenere il visto anche per motivi familiari.
Non so quale tipo di visto d’ingresso abbiate intenzione di chiedere al consolato francese e non sono a conoscenza della prassi adottata riguardo ai visti per minori, su cui mi sia permesso di nutrire grosse riserve per le problematiche che potrebbe aprire, ma che esulano dal nostro discorso.
Come sappiamo, per quanto riguarda il nostro Paese il genitore in possesso di un visto d'ingresso, può richiedere per il proprio figlio minorenne, un analogo visto di ingresso per motivi familiari (art. 29, comma 4, Testo Unico sull'Immigrazione).
Giunti in Italia, se il figlio ha meno di 14 anni, verrà inserito nello stesso permesso di soggiorno cartaceo del genitore con cui è arrivato, mentre in quelli elettronici il minore avrà una sua tessera con banda magnetica con foto, ma il numero del permesso di soggiorno sarà lo stesso del genitore a cui è collegato.
In ogni caso in assenza di valido titolo di soggiorno in Italia l'art. 19, co.2, lett. a) del Testo Unico sull'Immigrazione, indica come non sia consentita l'espulsione nei confronti degli stranieri minori di anni diciotto, salvo il diritto a seguire il genitore o l'affidatario a loro volta espulsi".
Quindi, il minore non può essere espulso dal territorio, sia nel caso in cui abbia fatto ingresso irregolare, sia nel caso in cui, dopo un ingresso regolare, si sia trattenuto oltre l'iniziale autorizzazione poiché l'espulsione del minore è prevista solo nel caso in cui il genitore sia stato destinatario a sua volta del provvedimento di espulsione.
Inoltre, per i minori stranieri con meno di anni 14 presenti nel territorio italiano irregolarmente è possibile normalizzare la posizione con l’inserimento diretto del minore nel permesso del genitore in regola, in base alle disposizioni dell'art. 31, co. 1, D.lgs. 286/98, tramite la compilazione del kit postale per l'aggiornamento del titolo al soggiorno del genitore.
Nella Vostra situazione, essendo il visto d’ingresso francese, così come il sotteso permesso di soggiorno, per regolarizzare eventualmente la situazione del minore bisognerà rifarsi alla normativa d’oltralpe, tenendo comunque presente la circostanza che in Italia se non è espulsa la madre, non potrà esserlo il minore.
#2 13 Novembre 2017, 16:57
La ringrazio infinitamente a nome mio, di mia moglie e del bambino.
Mi sono informato meglio sul documento in questione, che non toglie la patria potestà al padre biologico, e mi è stato detto che il giudice ha vietato categoricamente al padre biologico di vederlo, inoltre il documento stabilisce che il bambino deve stare sempre con la madre.
Ultima modifica di artachende il 14 Novembre 2017, 12:39, modificato 1 volta in totale
#3 14 Novembre 2017, 12:34
Proverei a portare la sentenza in consolato, tradotta da un interprete autorizzato dal medesimo consolato italiano (se non ne conoscete posso darvi informazioni in privato) e, magari, apostillata, e chiederei il visto per motivi familiari anche il bambino.
Qualora non applicassero la norma con il paraocchi, ma facendo buon uso della discrezionalità amministrativa...
In ogni caso, auguri per tutto.
#4 15 Novembre 2017, 12:40
Le scrivo per chiederLe un'altra cosa: portando con noi tutti i documenti rilasciati dal giudice russo, è possibile in Italia procedere all'adozione del bambino da parte mia?
E se possibile, quali sono i passi che dobbiamo fare per l'adozione?
Il padre biologico non ha mai visto il bambino negli 8 anni che sono passati dal divorzio dalla madre e il bambino non l'ha mai visto, per lui sono io il padre.
#5 28 Novembre 2017, 15:04
Come già riportato in un recente posto l’adozione del figlio del coniuge, ipotesi che rientra nelle cosiddette “adozioni in casi particolari” di cui all’art. 44 lettera b della legge 184 del 1983, è consentita dalla legge a condizione che siano soddisfatti alcuni requisiti.
Serve, ovviamente, l’assenso dei genitori naturali. Se il padre rifiuta di prestare l'assenso, non sarà possibile in alcun modo procedere alla adozione, in quanto al giudice è preclusa ogni valutazione circa la giustificabilità o meno di tale rifiuto e la rispondenza di esso all'interesse del minore, ai sensi dell'articolo 46 della Legge n. 184/83. Tale valutazione sarà possibile solo se: il padre sia decaduto dalla potestà genitoriale; il padre non sia convivente con l'adottando; sia incapace o irreperibile. Solo nelle suddette ipotesi, il tribunale, sentiti gli interessati, su istanza dell'adottante, può, ove ritenga il rifiuto ingiustificato o contrario all'interesse dell'adottando, pronunziare ugualmente l'adozione.
Quindi la sentenza che avete in mano dovrà essere a tale scopo valutata dal giudice italiano.
Tale atto è riconosciuto in modo automatico in Italia, in base alla legge sul diritto internazionale privato, purché non sia contrari all’ordine pubblico e siano stati rispettati i diritti essenziali della difesa (articolo 65 della legge di riforma del diritto internazionale privato del 31 maggio 1995 n. 21). Per averne riconoscimento in ogni sede ufficiale, bisogna esibire gli atti in originale, legalizzati dal Consolato italiano competente per la zona in cui sono stati formati e tradotti nella stessa sede o in Italia con traduzione asseverata in Tribunale. In caso di contestazione della loro validità in Italia, si potrà sottoporre l’atto alla valutazione della Corte di Appello (articolo 67 della legge suddetta).
#6 29 Novembre 2017, 12:15
#7 30 Novembre 2017, 14:55