Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/depositi-dormienti-assegno-circolare-il-termine-di-prescrizione-decennale-decorre-dallo-spirare-del-triennio
Timestamp: 2019-12-12 15:58:46+00:00
Document Index: 165930090

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 702', 'art. 2935', 'art. 2946', 'art. 84', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 84', 'sentenza ']

DEPOSITI DORMIENTI - ASSEGNO CIRCOLARE: il termine di prescrizione decennale decorre dallo spirare del triennio -
DEPOSITI DORMIENTI – ASSEGNO CIRCOLARE: il termine di prescrizione decennale decorre dallo spirare del triennio
Resta impregiudicato il diritto del richiedente il titolo non riscosso alla restituzione della somma
Sentenza | Cassazione, sezione prima, Pres. Di Palma – Rel. Genovese | 12.03.2018 | n.5889
Segnalata da Donato Giovenzana – Legale d’impresa
L’azione del beneficiario contro la banca emittente si prescrive nel termine di tre anni dall’emissione dell’assegno circolare.
Lo spirare di detto termine costituisce il dies a quo da cui decorre la prescrizione decennale del diritto del richiedente l’emissione dell’assegno circolare non riscosso alla restituzione del relativo importo.
In tal senso depone la l. n. 266/2005, istitutiva del fondo per le vittime di frodi finanziarie, per la quale gli importi dei circolari non riscossi nel termine di tre anni vanno versati al fondo entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello in cui scade tale termine, con la precisazione che resta impregiudicato nei confronti del fondo il diritto del richiedente l’emissione dell’assegno circolare non riscosso alla restituzione del relativo importo.
Questi i principi espressi dalla Corte di Cassazione, Sez. prima, Pres. Di Palma – Rel. Genovese con la sentenza n. 5889 del 12.03.2018.
L 23/12/2005 N. 266 ART. 1 COMMA 345 TER AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Gli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione del relativo diritto, di cui all’articolo 84, secondo comma, del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, entro il 31 marzo di ogni anno sono comunicati dagli istituti emittenti al Ministero dell’economia e delle finanze e versati al fondo di cui al comma 343, entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello in cui scade il termine di prescrizione. Resta impregiudicato nei confronti del fondo di diritto del richiedente l’emissione dell’assegno circolare non riscosso alla restituzione del relativo importo.
In particolare i fatti processuali possono così essere riassunti:
Emissione di un assegno circolare a favore della figlia dell’importo di lire 100.000.000 30/03/2001
Denuncia smarrimento 11/07/2011
Trasferimento somma da banca emittente assegni circolare a FONDO DEPOSITI “DORMIENTI 28/05/2009
Deposito ricorso ex art. 702 bis
Il Tribunale dichiarava il difetto di legittimazione della ricorrente, ritenendo legittimata soltanto la beneficiaria. 08/4/2013
La Corte di Appello rigettava l’appello, pur correggendo la motivazione del provvedimento impugnato: dichiarava la legittimazione attiva dell’appellante, ma affermava la sussistenza di prescrizione del suo diritto 28/4/2015
Ricorso per cassazione 2015
Ricorreva per cassazione il primo correntista lamentando, con diversi motivi di ricorso, l’inesatto quadro normativo di riferimento della fattispecie in esame e, di conseguenza, l’inesatta definizione del dies a quo da cui decorreva la prescrizione del diritto.
Resisteva con controricorso la Banca concessionaria.
Il Supremo Collegio, soffermandosi preliminarmente sul quadro normativo di riferimento della prescrizione, riteneva che: in linea generale, secondo l’art. 2935 c.c. la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere e, ex art. 2946 c.c., salvo i casi in cui sia diversamente previsto dalla legge, i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni.
Passando poi all’esame specifico della disciplina dell’assegno bancario e dell’assegno circolare, chiariva che: con riguardo agli assegni circolari, il R.D. n. 1736 del 1933 all’art. 84, secondo comma, stabilisce che l’azione contro l’emittente istituto bancario si prescrive nel termine di tre anni dall’emissione; con riferimento all’assegno bancario invece, la cui disciplina si rinviene negli art. 32 e ss., L. 266/05 è previsto un termine diverso (otto giorni) per la presentazione dello stesso all’incasso, trascorso il quale, l’intestatario dell’assegno può ordinare di non pagare la somma, anche se, in mancanza di tale ordine, può comunque essere pagato in un momento successivo (art. 35).
A parere della Suprema Corte dunque, l’assegno bancario si distingue nettamente per struttura e caratteri da quello circolare – che costituisce un titolo di credito all’ordine, emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dall’autorità competente, per un importo che sia disponibile presso di esso al momento della emissione, e pagabile a vista presso tutti i recapiti indicati dall’emittente.
Data la diversità di fattispecie e la differenza ontologica tra assegno bancario e assegno circolare deve perciò escludersi una applicazione analogica degli artt. 32 e 35 all’assegno circolare.
Continuando nell’esegesi del quadro normativo di riferimento, la Cassazione ribadiva che l’art. 1 comma 345 ter, della L. n. 266 del 2005, precisa che gli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione del relativo diritto di cui all’art. 84, secondo comma, r.d. n. 1736 del 1933, sono versati al Fondo depositi dormienti entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello in cui scade il termine di prescrizione, restando impregiudicato il diritto del richiedente l’emissione dell’assegno circolare non riscosso alla restituzione del relativo importo.
Trascorso il termine triennale, il beneficiario non può più ottenere il pagamento dell’assegno e a quel punto il richiedente l’assegno stesso potrà ripetere la provvista (senza necessità di revocare il mandato che è oggettivamente venuto meno).
Nella specie, la prescrizione dell’azione della beneficiaria/figlia della correntista nei confronti dell’emittente si verificò il 30.3.2004; quella del diritto della ricorrente alla restituzione della provvista si verificava il 30.3.2014, posteriormente all’inizio della presente causa.
Pr tali ragioni la Suprema Corte ha accolto il ricorso; cassando la sentenza impugnata e decidendo nel merito, ha accolto la domanda della correntista, condannando la Banca concessionaria al pagamento della somma di € 51.645,69, compensando le spese tra le parti per tutti i gradi di giudizio.
Numero Protocolo Interno : 178/2018
Tags : assegno circolare, depositi dormienti, dies a quo, prescrizione
RIMBORSO ONERI: onere del cliente dimostrare non solo l’effettivo pagamento ma soprattutto l’avvenuta estinzione
PROTESTO: legittimo per mancanza di provvista alla data della presentazione dell’assegno all’incasso