Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2054-codice-civile-circolazione-di-veicoli
Timestamp: 2019-02-15 22:20:45+00:00
Document Index: 151350672

Matched Legal Cases: ['art. 2054', 'art. 2054', 'art. 1227', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054']

Art. 2054 codice civile: Circolazione di veicoli | La Legge per tutti
Art. 2054 codice civile: Circolazione di veicoli
Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno (1) (2).
Il proprietario del veicolo, o, in sua vece, l’usufruttuario o l’acquirente con patto di riservato dominio, è responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà (3).
Veicolo: ogni mezzo che non scorra su rotaie, sia esso a trazione meccanica, animale o umana. Sono tali, quindi, le automobili, i filobus, le carrozze, le biciclette, le slitte, nonché le macchine agricole e i rimorchi e i mezzi anfibi (quando circolano su terra). Discussa, invece, è l’ipotesi dei veicoli senza motore fabbricati per invalidi e bambini.
Circolazione: transito in spazi a tanto destinati, quali strade pubbliche e aree a queste equiparabili (quindi anche aree provate sulle quali vi sia traffico), con esclusione di circuiti chiusi destinati a competizioni sportive e simili.
(1) I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico se non siano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi (r.c.a.); l’assicurazione comprende la responsabilità per i danni alla persona causati ai trasportati, qualunque sia il titolo in base al quale è effettuato il trasporto.
(2) Nel comma 1 è prospettata l’ipotesi di danno arrecato ad un pedone o a una cosa; nel comma 2 è prospettato lo scontro tra autoveicoli. Per quanto concerne tale seconda ipotesi, si nota che laddove non si sia raggiunta la prova liberatoria, la responsabilità dei conducenti si presume eguale, il che non significa che ciascuno sopporterà il danno subito dalla propria autovettura ma che l’importo totale del danno sarà ripartito in parti uguali.
(3) I soggetti indicati in questo comma non devono solo provare di aver negato il consenso, ma di aver materialmente adottato tutte le cautele idonee ad impedire che altri facessero uso del veicolo contro la loro volontà. Inoltre il proprietario e il conducente devono assicurarsi che il veicolo sia sempre in buone condizioni.
Se è vero che i conducenti di veicoli in servizio di emergenza (polizia, ambulanza, vigili del fuoco), anche quando procedono previa attivazione del dispositivo acustico d'allarme (c.d. sirena), non sono comunque esonerati dal dovere di osservare la generale prudenza nell'approssimarsi ai crocevia, è altresì vero che la violazione di tale generale obbligo di prudenza non esonera gli altri conducenti dall'obbligo di arrestare immediatamente la marcia, non appena siano in grado di percepire la suddetta segnalazione di emergenza (confermata, nella specie, la valutazione dei giudici del merito circa il superamento della presunzione di colpa, avendo valutato che la velocità dell'ambulanza -km. 70/75- non era eccessiva tenuto conto che si trattava di emergenza da codice rosso, mentre era grave il comportamento del conducente del veicolo coinvolto nel sinistro, che non solo non si era fermato come gli altri automobilisti, ma si era posto obliquo nella strada).
Cassazione civile sez. III 25 novembre 2014 n. 24990
In caso di scontro tra veicoli, l'accertamento della responsabilità di uno dei conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente, di cui all'art. 2054, comma 2, c.c., essendo a tal fine necessario accertare in pari tempo che l'altro conducente si sia pienamente uniformato alle norme sulla circolazione e a quelle di comune prudenza ed abbia fatto tutto il possibile per evitare l'incidente.
Tribunale Salerno sez. II 24 novembre 2014 n. 5582
La presunzione di colpa del conducente di un veicolo investitore, prevista dall'art. 2054, primo comma cod. civ., non opera in contrasto con il principio della responsabilità per fatto illecito, fondata sul rapporto di causalità fra evento dannoso e condotta umana, e dunque non preclude, anche nel caso in cui il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione, l'indagine sull'imprudenza e pericolosità della condotta del pedone investito, che va apprezzata ai fine del concorso di colpa ai sensi dell'art. 1227, primo comma, cod. civ., ed integra un giudizio di fatto che, come tale, si sottrae al sindacato di legittimità se sorretto da adeguata motivazione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto esente da censura la decisione con cui il giudice di merito aveva accertato che il pedone investito aveva dato inizio ad un attraversamento "azzardato" nel mentre sopraggiungeva l'autoveicolo dell'investitore, pervenendo a tale conclusione attraverso una valutazione di tutti gli elementi in suo possesso e delibando plausibilmente la convergenza tra le dichiarazioni rese nell'immediatezza da coloro che erano presenti al sinistro e i riscontri obiettivi effettuati dalla Polizia stradale giunta "in loco"). Cassa con rinvio, App. Bari, 10/02/2011
Cassazione civile sez. III 13 novembre 2014 n. 24204
In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, nel caso di scontro tra veicoli, ove il giudice abbia accertato la colpa di uno dei conducenti, non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell'altro dall'art. 2054, secondo comma, cod. civ., ma è tenuto ad verificare in concreto se quest'ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida corretta. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte di appello che aveva applicato la presunzione di pari responsabilità perché, all'esito dell'istruttoria compiuta, per la mancanza "di dati idonei alla piena ricostruzione delle modalità di accadimento del fatto dannoso", non era stato possibile accertare l'esatta dinamica dell'incidente, ed in particolare se l'attore/danneggiato avesse tenuto una corretta condotta di guida esente da ogni censura). Rigetta, App. Roma, 29/03/2011
Cassazione civile sez. III 04 novembre 2014 n. 23431
In tema di sinistri automobilistici, la presunzione di corresponsabilità prevista dall’art. 2054 comma 2 c.c. è applicabile soltanto in ipotesi di scontro tra veicoli e non quando sia mancata la collisione tra gli stessi, posto che l’estensione del concetto di ‘scontro’a tutte le ipotesi in cui si verifica un nesso eziologico tra le reciproche manovre e l’evento lesivo, contrasta sia con l’inequivoca lettera della legge - dato che l’espressione ‘scontro’indica soltanto la collisione fisica - sia con la sistematica e la “ratio” della fattispecie.
Tribunale Bari sez. III 30 ottobre 2014
In tema di collisione tra veicoli, la presunzione di uguale concorso di colpa stabilita dall'art. 2054, comma 2, del codice civile assurge a criterio sussidiario di imputazione rispetto a quello previsto dall'art. 2054, comma 1, del codice civile, secondo il quale il conducente di un'automobile che circola su una pubblica strada è obbligato a risarcire il danno cagionato se non prova di aver fatto tutto il possibile per scongiurare l'evento dal quale sia derivato.
Tribunale Salerno sez. II 27 ottobre 2014 n. 5005
Il proprietario del veicolo, il quale intenda sottrarsi alla presunzione di responsabilità prevista dall'art. 2054 c.c., non può limitarsi a provare che la circolazione sia avvenuta senza il suo consenso, ma deve dimostrare che la stessa abbia avuto luogo contro la sua volontà(nella specie la ricorrente, quale proprietaria di un motociclo, era stata chiamata a rispondere in solido per gli illeciti commessi da un amico del figlio a cui lo stesso aveva consegnato il motorino, il quale era stato fermato alla guida del ciclomotore sprovvisto del certificato di idoneità tecnica, della copertura assicurativa e della targa identificativa del mezzo).
Cassazione civile sez. VI 21 ottobre 2014 n. 22318
roberto pietromarchi ha detto:
02/08/2016 @ 18:01
Semplicemente, il veicolo A, al centro di un incrocio costituito da una strada principale a due corsie per ogni senso di marcia e una strada perpendicolare ( tipico incrocio a T), mentre si approssimava a voltare sulla sua sinistra in una delle due corsie, quella di sua pertinenza, entrava in collisione col veicolo B che sopraggiungeva in senso opposto dalla suddetta strada perpendicolare su cui era presente, ben visibile, al punto di intersezione un cartello di dare la precedenza. L’urto è stato quasi frontale, all’altezza del faro sinistro di entrambi i veicoli. Si domanda: nella fattispecie c’è concorso di colpa? La presenza del cartello stradale di dare la precedenza posto sulla strada da cui proveniva il veicolo B, costituisce prova liberatoria per il veicolo A? Grazie