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Timestamp: 2019-01-20 13:48:01+00:00
Document Index: 53126762

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 40', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 25']

Diritto del Lavoro. Il contratto di lavoro a termine - PDF
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1 Diritto del Lavoro Mario GALLO Professore a contratto di Diritto del Lavoro nell Università degli Studi di Cassino Cassino, 12 novembre Il contratto di lavoro a termine 2 Nozione Si definisce contratto a tempo determinato un contratto di lavoro subordinato(art cod. civ.) in cui le parti hanno concordato un termine finale, ossia hanno previsto un elemento accidentalela cui scadenza determina automaticamente (dies interpellat pro homine) l estinzione del rapporto, salvo un eventuale causa di giusto recesso anticipato. 3 1
2 Breve excursus normativo Legge 230/1962: Il lavoro a tempo determinato ammesso solo nelle ipotesi tassativamente previste dalla legge, ossia: attività stagionali, sostituzione di lavoratori temporaneamente assenti per malattia, maternità, infortunio, etc. Legge 56/1987: il lavoro a t.d. è consentito anche nelle ipotesi previste dai contratti collettivi. Si ammette anche per punte di attività, previa autorizzazione. 4 Breve excursus normativo D.Lgs. 368/2001: Tale decreto, rivisto ripetutamente nel corso degli ultimi anni e da ultimo dalla legge n.92/2012 (c.d. riforma Fornero ), da attuazione alla direttiva 1999/70/CErelativa all Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall'unice, dal CEEP e dal CES, riformando la disciplina in materia. Legge 92/2012: ha introdotto importanti innovazioni in materia disincentivando il ricorso al contratto a termine Il D.L. n.34/2014 (c.d. jobs act) ha stravolto profondamente la disciplina, rendendo il contratto 5 acausale Breve excursus normativo Il D.L. n.81/2015 (decreto attuativo del c.d. jobs act) nel riordinare le tipologie contrattuali ha abrogato il D.Lgs. 368/2001 riproducendo sostanzialmente però negli artt. 19 e ss. la disciplina previgente 6 2
3 Modello ordinario di contratto di lavoro e causali obbligatorie per l apposizione del termine Secondo l art. 1 del D.Lgs. 368/2001, ora art. 1 del D.Lgs. 81/2015,il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminatocostituisce la forma comune di rapporto di lavoro La regola generale prevista dal D.Lgs. 368/2001 era che l apposizione del termineal contratto di lavoro subordinato era consentita solo se sussistevano ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del 7 datore di lavoro (art. 1, c.1) Modello ordinario di contratto di lavoro e causali obbligatorie per l apposizione del termine Il D.L. n.34/2014,ha soppresso l obbligo di specificare le ragioni giustificatrici del termine compiendo così un importante passo in avanti per la riduzione del contenzioso del lavoro 8 Alcune considerazioni generali - Nel D.Lgs. 81/2015 non si rilevano innovazioni di significative rispetto alla disciplina vigente -Rimane fermo, quindi, il principio del contratto c.d. «acausale» di durata non superiore a trentasei mesi -Sono confermati anche i previgenti divieti di apposizione del termine, con la precisazione che la loro violazione determina la trasformazione in contratto a tempo indeterminato. -Forma: è precisato che con l eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a 12 giorni, l'apposizione del termine al contratto è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall'inizio della prestazione. 9 3
4 Limiti (art. 19) LIMITI 1. Forma scritta ad substantiam (*) 2. Durata massima di 36 mesi (*) Con l'eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni 10 Divieti (art. 20) L'apposizione di un termine alla durata di un contratto di lavoro subordinato non e' ammessa: a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di Sciopero(cfr. art. 40 Cost.) b) presso unita' produttive nelle quali si e' proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi a norma degli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991, che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato, salvo che il contratto sia concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti, per assumere lavoratori iscritti nelle liste di mobilita', o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi; Divieti (art. 20) c) presso unita' produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a tempo determinato; d) da parte di datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. 2. In caso di violazione dei divieti di cui al comma 1, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato. 12 4
5 Orientamenti giurisprudenziali -Appare di notevole rilevanza il divieto di stipulare i contratti di lavoro a termine qualora il datore di lavoro non abbia effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D.lgs. 81/2008 -Infatti la S.C. di Cassazione, sez. Lavoro, con la sentenza del 2 aprile 2012, n. 5241, ha affermato che la clausola di apposizione del termineda parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi è nulla per contrarietà a norma imperativa e il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato, secondo i principi contenuti nel 2 c. dell art c.c. 13 Numero complessivo di contratti a tempo determinato (art. 23) -Il legislatore ha operato un riassetto delle disposizioni in materia -Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi non possono essere assunti lavoratori a tempo determinato in misura superiore al 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1 gennaio dell anno di assunzione, con un arrotondamento del decimale all unità superiore qualora esso sia 14 eguale o superiore a 0,5. Numero complessivo di contratti a tempo determinato (art. 23) -Nel caso di inizio dell attività nel corso dell anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento dell assunzione. -Per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. -Il c.2 prevede alcune esenzioni e disposizioni particolari (es. per le start-up innovative, per le attività stagionali, sostituzione di lavoratori assenti, per lavoratori con più di 50 anni di età. 15 etc.) 5
6 Superamento dei limiti e indennità omnicomprensiva (art. 23) - Nel caso in cui l assunzione a tempo determinato avvenga in violazione del predetto limite percentuale restando esclusa la trasformazione dei contratti interessati in contratti a tempo indeterminato, è dovuta al lavoratore un indennità onnicomprensiva di importo pari al 50 per cento della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, e comunque in misura non inferiore al 50 per cento di una mensilità. 16 Continuazione del rapporto oltre la scadenza del termine (art. 22) 1. Fermi i limiti di durata massima di cui all'articolo 19, se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro e' tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20 per cento fino al decimo giorno successivo e al 40 per cento per ciascun giorno ulteriore. 2. Qualora il rapporto di lavoro continui oltre il trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il cinquantesimo giorno negli altri casi, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini. 17 Ulteriori principi DISCIPLINA DEL RAPPORTO Non discriminazione (art. 25) Formazione (artt. 26) Criteri di computo (art. 27) Diritto di precedenza (art. 24) 18 6
7 Principio di non discriminazione Secondo il principio di non discriminazione (art. 25 D. Lgs. 81/2015) al lavoratore assunto a tempo determinato spetta lo stesso trattamento economico e normativo in atto nell'impresa per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato comparabili, intendendosi per tali quelli inquadrati nello stesso livello in forza dei criteri di classificazione stabiliti dalla contrattazione collettiva, ed in proporzione al periodo lavorativo prestato, sempre che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del 19 contratto a tempo determinato. 7