Source: https://anffascremona.wordpress.com/glossario/
Timestamp: 2020-04-07 21:16:35+00:00
Document Index: 93259487

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 3', 'art.13', 'art.9']

Glossario | Anffas Cremona Onlus
Intervento attraverso il quale si forniscono, insegnano, sviluppano nuove abilità mai precedentemente acquisite o presenti nel repertorio comportamentale della persona. Per quanto concerne le persone con disabilità intellettiva e relazionale l’abilitazione è un importante processo per accedere ad un insieme di abilità che possono incidere positivamente nella qualità di vita della persona stessa e dei suoi famigliari.
“E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative” (art. 3 commi 1 e 2 L:5.02.1992 n.104).
L’accertamento dell’handicap è svolto dalla medesima Commissione Medica che accerta la condizione di invalidità civile, integrata da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali (art. 4 L.5.02.1992 n.104).
L’adattamento è definito dalla corrispondenza fra le competenze espresse da una persona e le richieste ed aspettative dei diversi ambienti vita entro i quali la stessa si trova a vivere ed operare. Nell’ambito dell’adattamento si suole distinguere fra:
– Adattamento comportamentale: il grado con cui l’individuo riesce a seguire le norme sociali e le aspettative comportamentali che regolano le forme di condotta accettabili nei vari ambienti.
– Adattamento sociale: l’abilità di iniziare e mantenere relazioni sociali positive, amicizie e buoni rapporti di affiliazione con varie persone del suo ambiente.
– Adattamento personale: l’abilità e l’opportunità di gestire efficacemente la propria vita con il massimo grado di indipendenza
La complessità della materia specifica (disabilità) si moltiplica in relazione alla altrettanta complessità della materia generale (fiscale e tributaria). Per brevità, in questa sede si espongono solo per titolo le agevolazioni fiscali in favore della persona con disabilità e della sua famiglia, rinviando agli approfondimenti e ai links un maggiore spazio informativo.
Sintesi agevolazioni (con breve descrizione)
detrazione dall’imposta lorda di un importo pari a 774.69 euro per ogni figlio disabile (certificato ai sensi dell’art. 3 L.104/92)
possibilità di dedurre le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione
detrazioni per oneri:
spese sostenute per mezzi necessari per l’accompagnamento (vedi successiva riga 4)
agevolazioni per l’acquisto e il possesso degli autoveicoli:
IVA agevolata per l’acquisto (ogni 4 anni) di: momtozarrozzette, motoveicoli per trasporto promiscuo, autovetture, autoveicoli per trasporto promiscuo o specifico
detrazione IRPEF (19% della spesa sostenuta)
detrazione per spese non rientranti nell’ordinaria manutenzione del mezzo di trasporto
esenzione dal pagamento del “bollo auto” (un solo veicolo per volta)
esenzione dalle imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà (sia per veicoli nuovi che usati)
Le agevolazioni sono in favore della persona con disabilità o in favore dei familiari purchè la persona con disabilità sia fiscalmente a carico (reddito annuo inferiore a 2840,51 euro).
La L. 20.12.2000 n. 388 ha esteso anche alle persone con disabilità intellettiva tali agevolazioni, ponendo come condizione la condizione di essere titolare di indennità di accompagnamento.
L’art. 33 della Legge 5 febbraio 1992 n.104 prevede una serie di agevolazioni per la persona con disabilità e per la sua famiglia, laddove la persona con disabilità sia in possesso della certificazione di gravità (ai sensi dell’art. 3 comma 3 della stessa Legge 104/92), ed escludendo da tali agevolazioni il/i familiari lavoratori autonomi o equiparati.
In sintesi il quadro delle agevolazioni è il seguente:
prolungamento del periodo di astensione facoltativa fino al compimento del terzo anno di età del figlio. Durante tale periodo la retribuzione viene percepita dal genitore che usufruisce del permesso nella misura del 30%
in alternativa al prolungamento del periodo di astensione facoltativa, il genitore può usufruire di due ore di permesso giornaliero retribuito, sino al compimento del terzo anno di età del figlio
dopo il compimento del terzo anno di vita, per i genitori si attiva un’altra forma di permesso, che consiste in tre giorni di permesso retribuito al mese, che possono essere goduti anche contemporaneamente da entrambi i genitori purchè nel limite dei tre giorni complessivi. Con differenti comportamenti tra il settore del pubblico impiego e il settore privato (e quindi con diverse disposizioni impartite dai rispettivi Enti Previdenziali – INPDAP e INPS), i tre giorni di permesso possono essere frazionati in permessi orari. Il permesso mensile è fruibile anche nel caso uno dei due genitori non sia occupato (p.es. casalinga)
quando il figlio diviene maggiorenne, per i genitori permane la possibilità di godere dei tre giorni di permesso, e anche in questo caso la prestazione può essere erogata anche in presenza di uno dei due genitori non occupato. LA stessa prestazione può essere richiesta anche dai parenti o affini entro il terzo grado di parentela (nonni, bisnonni, figli, nipoti, fratelli, zii, cognati, generi e suocere) che possono pretenderne l’erogazione anche in caso di non convivenza con la persona con disabilità, purchè sia dimostrata la sussistenza dell’assistenza esclusiva e continuativa
infine, introdotto dalla L.388/2000, vi è la possibilità per la famiglia di un congedo biennale retribuito fruibile a condizione che il certificato della condizione di gravità sia stato rilasciato da almeno cinque anni
ASSEGNO MENSILE (DI ASSISTENZA)
E’ stato introdotto dalla Legge 30.03.1971 n.118 (art.13); attualmente l’accesso a tale provvidenza è regolato dalla modifica intervenuta con il D.Lgs. 23.11.1988 n.509 (art.9). Può beneficiare di tale intervento la persona certificata invalida civile nell’arco di una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%. Analogamente alla Pensione di inabilità, l’assegno mensile viene concesso a persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni purchè con un reddito annuo (valido per il 2003) non superiore a 3.755,83 euro. L’assegno è erogato per 13 mensilità con un importo mensile pari a 223.9 euro. Infine, l’assegno è incompatibile con altre pensioni di invalidità rilasciate da altri organismi di previdenza pubblica, oltre che con forme previdenziali originate da cause di guerra, lavoro e servizio.