Source: https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=420&idlivello=584
Timestamp: 2019-11-15 10:20:59+00:00
Document Index: 106191867

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.10', 'art.27', 'art. 4', 'art. 74', 'art. 3', 'art.24', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'art. 3', 'arte 1', 'arte 2', 'art. 3', 'art. 3']

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Altro stabilimento
Un sito di attività che rientra nell´ambito di applicazione della direttiva 2012/18/UE, o uno stabilimento di soglia inferiore che diventa uno stabilimento di soglia superiore o viceversa, il 1° giugno 2015 o successivamente a tale data, per motivi diversi da quelli di cui alla lettera e) “nuovo stabilimento” [rif. art. 3, comma 1, lett. g) D.Lgs.105/2015].
Area di attesa della popolazione
Luogo sicuro dove la popolazione deve recarsi a seguito dell’ordine di evacuazione.
Strutture allestite in grado di assicurare un ricovero per la popolazione evacuata.
Area di ammassamento per i soccorritori
Area dove far affluire i materiali, i mezzi e gli uomini necessari alle operazioni di soccorso.
Area di danno
Aree generate dalle possibili tipologie incidentali tipiche dello stabilimento. Le aree di danno sono individuate sulla base di valori di soglia oltre i quali si manifestano letalità, lesioni e danni (Definizione contenuta nelle Note dell´Allegato al DM 9/5/2001).
Boiling Liquid Expanding Vapor Explosion; evento prodotto dal riscaldamento esterno di un recipiente contenente un liquido in pressione; il recipiente collassa e rilascia istantaneamente il contenuto che evapora e forma una sfera di gas infuocato (vedi “fireball”) che si dilata e si eleva nell’aria irraggiando calore.
Punti nodali della rete viaria presidiati da forze dell’ordine, finalizzati ad interdire l’afflusso di traffico e agevolare la tempestività degli interventi.
Centro Coordinamento Soccorsi [C.C.S.]
E´ uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della Protezione Civile (Metodo Augustus) in aree di emergenza definite a rischio e preventivamente individuate nel territorio nazionale. Queste aree fanno parte integrante della pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale, Intercomunale e Comunale.
Viene costituito presso tutte le Prefetture e le Province una volta accertata la sussistenza di una situazione di pubblica calamità, provvede alla direzione ed al coordinamento degli interventi di Protezione Civile in sede Provinciale.
Il C.C.S. fa parte dei Centri Operativi Provinciali, e coordina i C.O.M. (vd. oltre) e provvede alla direzione dei soccorsi e all´assistenza della popolazione del singolo Comune con i C.O.C..
Centro Operativo Comunale [C.O.C.]
In emergenza è l’organo di coordinamento delle strutture di protezione civile sul territorio interessato; presieduto dal Sindaco provvede alla direzione dei soccorsi ed alla assistenza della popolazione.
Centro Operativo Misto [C.O.M.]
In emergenza è il centro operativo che opera sul territorio di più comuni in supporto alle attività dei Sindaci.
C.T.R. Comitato Tecnico Regionale
Comitato tecnico regionale di cui all´art.10 del DL.gs.105/2015 che ha il compito di effettuare le istruttorie sui rapporti di sicurezza e di programma e svolgere le verifiche ispettive di cui all´art.27 del D.lgs.105/2015 per gli stabilimenti di soglia superiore.
C.V.R. Comitato tecnico di Valutazione dei Rischi
Comitato tecnico regionale istituito con l´art. 4 della Legge regionale n.26/2003 incaricato dello svolgimento delle funzioni relative alla valutazione della scheda tecnica per gli stabilimenti di soglia inferiore ubicati in regione Emilia Romagna.
Rapida combustione del gas/vapore infiammabile con velocità di propagazione del fronte di fiamma nell’ordine del m/sec.
Presenza di una certa quantità di sostanze pericolose a scopo di immagazzinamento, deposito per custodia in condizioni di sicurezza o stoccaggio.
Deposito temporaneo intermedio
Deposito dovuto a sosta temporanea richiesta dalle condizioni di trasporto, di traffico o ai fini del cambio del modo o del mezzo di trasporto, non finalizzato al trattamento e allo stoccaggio.
Combustione di gas/vapore infiammabile con formazione di una onda di pressione che precede il fronte di fiamma e si muove con velocità dell’ordine di 2-3.000 m/sec.
Processo di emissione o fuoriuscita di un prodotto che miscelandosi con l’aria si disperde nell’ambiente, formando una nube tossica che può interessare direttamente le persone o se miscelato con l’acqua può contaminare le acque superficiali o il suolo.
Dispositivi di protezione individuale [DPI]
Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (art. 74, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i)
Sequenza di incidenti rilevanti, anche di natura diversa tra loro, causalmente concatenati che coinvolgono, a causa del superamento dei valori di soglia di danno, impianti appartenenti a diversi stabilimenti (effetto domino di tipo esterno,ossia inter-stabilimento) producendo effetti diretti o indiretti, immediati o differiti.
Elaborato tecnico sul Rischio di Incidente Rilevante [ERIR]
Documento che individua e disciplina, all’interno del territorio comunale, le aree da sottoporre a specifica regolamentazione in funzione degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante presenti ﻿
Emergenza Interna
Quando si verifica una situazione incidentale i cui effetti rimangono confinati all’interno dello stabilimento.
Quando si verifica una situazione incidentale i cui effetti fuoriescono o possono fuoriuscire all’esterno dello stabilimento.
Rilascio di una sostanza tossica che presenta un pericolo immediato per la salute e la vita e può costituire la fase precedente ad una dispersione.
Rilascio di energia meccanica a seguito della combustione di gas/vapore infiammabile; può avvenire sotto forma di deflagrazione o di detonazione.
Esplosione confinata o semiconfinata
Evento conseguente l’innesco di una nube di vapori infiammabili, generatisi a seguito di un rilascio liquido o gassoso e successivamente migrata in un ambiente completamento o parzialmente confinato.
Qualunque incidente, quasi-incidente o anomalia di funzionamento o di gestione che metta in evidenza possibili carenze gestionali interessate dal verificarsi dell´evento e che permettano di focalizzare l´attenzione su possibilita´ di miglioramento, sia in termini specifici di risposta puntuale all´evento, sia in termini generali di adeguamento dello stabilimento, nel suo insieme, e del suo sistema di gestione della sicurezza (SGS-PIR).
Informazione, documentazione qualitativa o quantitativa, constatazione attinente alle attivita´ connesse alla sicurezza, ovvero verifica, tramite osservazioni, misure o prove dell´esistenza e dell´applicazione di un elemento del sistema di gestione della sicurezza.
Incendio di nube gas /vapore infiammabile.
Incendio globulare di una grande nube di sostanza infiammabile rilasciata istantaneamente.
Linee di azioni attivabili in emergenza e presidiate da un responsabile.
Gas di petrolio liquefatto [GPL]
Miscela di idrocarburi a basso peso molecolare costituita prevalentemente da propano e butano
Qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce uno stabilimento o un impianto, oppure a cui è stato delegato il potere economico o decisionale determinante per l´esercizio tecnico dello stabilimento o dell´impianto stesso.
Gruppo domino
Due o piu´ stabilimenti, tra gli impianti dei quali si possano verificare effetti domino.
Immediately Dangerous to Life and Health; è la concentrazione massima di una sostanza alla quale un individuo sano può restare esposto per 30 minuti, senza che l’esposizione gli procuri morte o danni organici irreversibili e sintomi tali da impedire l’esecuzione di appropriate azioni protettive o di evacuare il luogo dell’incidente. L’unità di misura è mg/m3 (o ppm).
Unità tecnica all’interno di uno stabilimento e che si trovi fuori terra o a livello sotterraneo, nel quale sono prodotte, utilizzate, maneggiate o immagazzinate le sostanze pericolose.
Evento determinato dall’innesco di gas o vapori che si possono sviluppare in differenti modi; a seguito di un rilascio ad alta velocità (jet fire), oppure sotto forma di nube infiammabile (flash fire), per evaporazione da una pozza di liquido al suolo (pool fire) oppure dalla superficie liquida all’interno di un serbatoio (incendio di serbatoio), per emissione da sostanze solide sottoposte a riscaldamento (incendio di solidi) oppure a seguito di un collasso catastrofico di un serbatoio a pressione.
Un evento quale emissione, incendio o esplosione di grande entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verifichino durante l´attività di uno stabilimento e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana e per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose.
Tutte le azioni di controllo, incluse le visite in situ, delle misure, dei sistemi, delle relazioni interne e dei documenti di follow up, nonché qualsiasi attività di follow up eventualmente necessaria, compiute da o per conto dell´autorità competente al fine di controllare e promuovere il rispetto dei requisiti fissati dal D.lgs.105/2015 da parte degli stabilimenti.
Fenomeno fisico derivante dall’innesco immediato di un getto di liquido o gas rilasciato da un contenitore in pressione.﻿
LC50 - Lethal Concentration 50
Il livello di concentrazione di una sostanza tossica, assorbita per inalazione che causa il 50% di letalità in individui sani esposti, riferita ad un tempo di esposizione compreso tra i 30 minuti e 4 ore. L’unità di misura è mg/m3 (o ppm).
LD50 - Lethal Dose 50
Il livello di concentrazione di una sostanza tossica assorbita per ingestione o attraverso la pelle, che causa il 50% di letalità in individui sani esposti. L’unità di misura è mg/m3.
LOC - Level of Concern
La concentrazione nell’ambiente di sostanze pericolose alla quale, per una esposizione relativamente breve, possono prodursi effetti dannosi per la salute umana ma comunque reversibili. Il suo valore è generalmente pari a 1/10 di quello dell’ IDLH.
Guida metodologica elaborata dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile per la pianificazione di emergenza che organizza i piani per funzioni di supporto.
Consiste nell’assegnazione delle responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze, nella realizzazione del costante scambio di informazioni e nell’utilizzazione razionale delle risorse.
Non-conformita´ maggiore
Insieme delle evidenze relative al mancato rispetto di requisiti di legge, di norme tecniche prese a riferimento per il sistema di gestione della sicurezza, di standard aziendali (ad esempio, mancato o non completo rispetto delle disposizioni contenute nell´allegato B del D.Lgs.105/2015, mancato coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nella definizione del documento di politica, mancata consultazione del personale che lavora nello stabilimento, compreso il personale di imprese subappaltatrici a lungo termine, nella stesura del Piano di emergenza interna).
Non conformita´ minore
Insieme delle evidenze di aspetti formali non adeguatamente soddisfatti (ad esempio, requisito di una norma adottata volontariamente non completamente soddisfatto per mancanza di adeguata documentazione a supporto, elemento del Sistema di Gestione adottato ma mancante di adeguata documentazione a supporto).
Nube di vapore infiammabile
Nube formata dalla miscela di un prodotto infiammabile ed aria, avente una concentrazione compresa tra il limite superiore e quello inferiore di infiammabilità del prodotto. Si può verificare quando avviene il rilascio diretto in atmosfera di gas/vapori infiammabile oppure un rilascio di liquido infiammabile che forma una pozza, dalla quale successivamente si liberano vapori infiammabili. La nube di vapore può essere in condizioni di confinamento oppure non confinata.
Nube formata dalla miscela di un prodotto tossico ed aria, avente una concentrazione superiore alla soglia di pericolosità per inalazione. Si può verificare quando avviene il rilascio diretto in atmosfera di gas/vapori tossici o quando avviene il rilascio di liquido tossico che forma una pozza dalla quale successivamente si liberano vapori tossici.
Nube tossica e infiammabile
Nube formata dalla miscela di un prodotto tossico ed infiammabile ed aria, avente una concentrazione superiore alla soglia di pericolosità per inalazione ed alla soglia di infiammabilità. Si può verificare quando avviene il rilascio diretto in atmosfera di gas/vapori tossici e infiammabili o quando avviene il rilascio di liquido tossico e infiammabile che forma una pozza, dalla quale successivamente si liberano vapori tossici e infiammabili.
È un identificativo numerico che individua in maniera univoca un composto chimico. Il Chemical Abstract Service, una divisione della American Chemical Society, assegna questi identificativi ad ogni sostanza chimica descritta in letteratura.
Uno stabilimento che avvia le attività o che è costruito il 1° giugno 2015 o successivamente a tale data, oppure un sito di attività che rientra nell´ambito di applicazione della direttiva 2012/18/UE o uno stabilimento di soglia inferiore che diventa uno stabilimento di soglia superiore o viceversa il 1° giugno 2015 o successivamente a tale data, per modifiche ai suoi impianti o attività che determinino un cambiamento del suo inventario delle sostanze pericolose [rif. art. 3, comma 1, lettera e) D.Lgs.105/2015 ].
Posto di Comando Avanzato [PCA]
Nell’ambito delle maxiemergenze, il nucleo operativo di comando tecnico sul campo a supporto del Centro di Coordinamento dei Soccorsi [CCS].
Proprietà intrinseca di una sostanza pericolosa o della situazione fisica, esistente in uno stabilimento, di provocare danni per la salute umana e/o per l´ambiente.
Nell´ambito delle ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, una specifica azione correttiva, vincolante per il gestore, diretta a superare la causa di una non conformita´ maggiore.
Fenomeno fisico derivante dall´innesco di una pozza di liquido infiammabile
Sito attrezzato funzionalmente per la selezione e il trattamento sanitario, localizzato all´esterno delle Zone di pianificazione per l´emergenza esterna, nel quale concentrare le risorse di primo trattamento, effettuare il triage ed organizzare l´evacuazione sanitaria dei feriti nei centri ospedalieri più idonei.
Una o più persone fisiche o giuridiche, nonché ai sensi della disciplina vigente, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali persone.
Il pubblico che subisce o può subire gli effetti delle decisioni adottate su questioni diciplinate dall´art.24 comma 1 del D.Lgs.105/2015, o che ha un interesse da far valere in tali decisioni; ai fini della presente definizione le organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell´ambiente e che soddisfano i requisiti previsti dalla disciplina vigente si considerano portatrici di siffatto interesse.
Nell´ambito delle ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, una specifica azione correttiva, non vincolante per il gestore, diretta a superare la causa di una non conformita´ minore e a migliorare il sistema di gestione della sicurezza. La mancata ottemperanza ad una raccomandazione puo´ essere convertita in prescrizione dalle successive Commissioni ispettive.
Probabilità che un determinato evento si verifichi in un dato periodo o in circostanze specifiche.
Nell´ambito delle ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, constatazione di un fatto rilevato durante la verifica ispettiva e supportato da evidenza oggettiva.
Sala operativa per la gestione delle emergenze [SOE]
Struttura permanente, in funzione H24 e individuata tra quelle già operanti sul territorio, opportunamente attrezzata, deputata all’attivazione, in caso di incidente, dell’Autorità preposta e delle altre funzioni di supporto individuate nel Piano di emergenza esterno per la gestione dell’emergenza stessa.
Scenario incidentale
Tipologia di incidente che si può verificare in un impianto, descritta nelle sue cause e sviluppo.
Sistema di Gestione della Sicurezza per la Prevenzione degli Incidenti Rilevanti (SGS-PIR)
Struttura e sistemi organizzativi, responsabilita´, procedure, procedimenti e risorse, messi in atto per la conduzione aziendale della sicurezza, ai sensi degli Allegati 3 e B del D.Lgs.105/2015.
Sistemi tecnici critici
Apparecchiature, serbatoi, componenti e dispositivi di controllo, protezione e sicurezza coinvolti negli scenari incidentali ipotizzabili nello stabilimento o desunti dall´analisi dell´esperienza operativa.
Sostanza o miscela di cui alla parte 1 o elencata nella parte 2 dell´Allegato 1 del D.Lgs.105/2015, sotto forma di materia prima, prodotto, sottoprodotto, residuo o prodotto intermedio.
Tutta l´area sottoposta al controllo di un gestore nella quale sono presenti sostanze pericolose all’interno di uno o più impianti (comprese le infrastrutture o le attività comuni o connesse).
Stabilimento di soglia inferiore (SI)
Uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 2 della parte 1 o nella colonna 2 della parte 2 dell´Allegato 1, ma in quantità inferiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1, o nella colonna 3 della parte 2 dell´Allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell´Allegato 1” [rif. art. 3, comma 1, lettera b) D.Lgs.105/2015].
Stabilimento di soglia superiore (SS)
Uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1 o nella colonna 3 della parte 2 dell´Allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell´Allegato 1 [rif. art. 3, comma 1, lettera c) D.Lgs.105/2015].
Stabilimento preesistente
Uno stabilimento che il 31 maggio 2015 rientra nell´ambito di applicazione del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e che, a decorrere dal 1° giugno 2015, rientra nell´ambito di applicazione della direttiva 2012/18/UE, senza modifiche della sua classificazione come stabilimento di soglia inferiore o stabilimento di soglia superiore [rif. art. 3, comma 1, lettera f) D.Lgs.105/2015].
Triage Medico
Processo di suddivisione dei pazienti in classe di gravità in base alle lesioni riportate ed alle priorità di trattamento e/o di evacuazione.
UVCE - Unconfined Vapor Cloud Explosion
Esplosione non confinata di una nube di vapore.
Zone di Pianificazione per l´emergenza esterna (DPCM 25/2/2005)
Prima zona - zona di sicuro impatto
Zona generalmente limitata alle immediate adiacenze dello stabilimento caratterizzata da effetti sanitari comportanti una elevata probabilità di letalità anche per le persone mediamente sane.
Seconda zona - zona di danno
Zona, esterna rispetto la prima, caratterizzata da possibili danni, anche gravi ed irreversibili, per persone mediamente sane che non adottano le corrette misure di protezione e da possibili danni anche letali per persone maggiormente vulnerabili (neonati, bambini, malati, anziani, ecc.).
Terza zona - zona di attenzione
Zona esterna rispetto alla seconda caratterizzata dal possibile verificarsi di danni, generalmente non gravi e reversibili, a soggetti particolarmente vulnerabili, o comunque da reazioni fisiologiche che possono determinare situazioni tali da richiedere provvedimenti di protezione civile e di ordine pubblico, in base alle valutazioni delle autorità locali.