Source: http://www.cantierepro.com/Il-lavoratore-autonomo-in-cantiere-_906.html
Timestamp: 2018-04-20 08:43:01+00:00
Document Index: 97705981

Matched Legal Cases: ['art. 2222', 'art. 2082', 'art.2094', 'art. 1655', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 90']

I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri, fermo restando gli obblighi derivanti dal D.lgs. 81/08, si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori (CSE), ai fini della sicurezza.
1. svolgono prevalentemente attività di tipo manuale, le quali prevedono l’uso frequente di utensili e attrezzature anche pericolose (non a caso il legislatore ha previsto espressamente, tra i pochi obblighi a loro carico, l’uso di attrezzature conformi ai requisiti di sicurezza);
2. operano prevalentemente in settori ad elevato rischio (ad esempio l’edilizia);
3. non sono destinatari, in via strettamente obbligatoria, di interventi di prevenzione quali la formazione e la sorveglianza sanitaria (con tutto ciò che ne consegue, non ultima la maggior probabilità di sviluppare malattie professionali rispetto ad altri lavoratori a causa del mancato monitoraggio continuo da parte del medico competente);
4. a volte operano con eccessiva disinvoltura e sicurezza di sé;
5. rispetto alle realtà più strutturate dispongono di risorse limitate per poter investire in sicurezza.
DEFINIZIONI CODICE CIVILE
art. 2222 Codice Civile → LIBRO QUINTO - Del lavoro → Titolo III - Del lavoro autonomo (artt. 2222-2238) → Capo I - Disposizioni generali
Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV[1655].
Il codice civile definisce l'imprenditore e l'azienda ma non l'impresa la cui nozione è facilmente desumibile da quella d’imprenditore.
Secondo l'art. 2082 del codice civile, "è imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi".
- l'economicità dell'attività;
- la presenza di un’organizzazione;
Tenuto conto delle nozioni legislative sopra riportate, l'impresa può essere definita come l'attività economica diretta alla produzione o allo scambio di beni o di servizi che un soggetto, detto imprenditore, esercita professionalmente mediante un complesso di beni organizzati in funzione di tale attività.
(art.2094 c.c.) è “colui che si obbliga, dietro retribuzione, a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto le direttive del datore di lavoro o di una persona da lui nominata (caposquadra o capo cantiere). Quindi il lavoratore subordinato:
- è soggetto al potere organizzativo, direttivo e disciplinare del datore di lavoro;
- è obbligato ad osservare un orario di lavoro;
- percepisce una retribuzione fissa e periodica, commisurata al tempo di lavoro”.
L’art. 1655, Codice civile recita: “l’appalto è il contratto con il quale una parte assume con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di una opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro”.
Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo [2225] un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV[1655].
Lavoratore autonomo: “persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione”.
Il D. Lgs. n. 81/2008, così com’è stato modificato con il D. Lgs 3/8/2009 n. 106, per quanto riguarda le imprese si è limitato a definire con il comma 1 lettera i) l’impresa affidataria quale la “impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell'esecuzione dell'opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi” e con il comma i lettera i-bis l’impresa esecutrice quale la “impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e materiali”.
Il D. Lgs. n. 81/2008, così come è stato modificato con il D. Lgs 3/8/2009 n. 106, per quanto riguarda le imprese si è limitato a definire con il comma 1 lettera i) l’impresa affidataria come “impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell'esecuzione dell'opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi”
Il lavoratore autonomo non ha personale dipendente.
La ditta o impresa individuale è costituita da un unico soggetto responsabile della gestione imprenditoriale e, a differenza del lavoratore autonomo, può avere dipendenti. Se il titolare gestisce con la collaborazione dei propri familiari si parla di impresa familiare”.
Il lavoratore autonomo, di cui agli articoli di legge sopra menzionati, è un artigiano che svolge la propria attività da solo (senza l’aiuto di collaboratori o altri artigiani) quindi si obbliga a compiere un'opera o un servizio, con gestione a proprio rischio e senza vincolo di subordinazione nei confronti di chi gli ha affidato il lavoro (committente) pertanto:
1. non è soggetto al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del committente;
2. non è obbligato ad osservare un orario di lavoro;
3. il pagamento della prestazione è riferito al valore dell’opera o del servizio e non al tempo impiegato;
4. è dotato di partita IVA e stipula con il committente un contratto d’opera, non un contratto di appalto (esclusivo delle imprese).
Il lavoratore autonomo come individuato dall'articolo 89, comma 1 lett. d) del D. Lgs n. 81/2008 e s.m.i., ai sensi del quale per lavoratore autonomo deve intendersi “la persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione”, può svolgere attività di natura subordinata purché in misura non prevalente rispetto a quella di tipo autonomo (cfr. Cass. Sez. Unite n. 3240/2010). Ovviamente nel rispetto del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 e s.m.i.
a. occorre fare attenzione alla tipologia dei lavori che gli sono affidati: non deve essere tale da richiede l’aiuto di altri lavoratori autonomi e/o altre imprese;
b. i lavoratori autonomi non possono svolgere le seguenti attività: manovalanza, muratura, carpenteria, rimozione amianto, posizionamento di ferri e ponti, opere strutturali, opere legate al ciclo del cemento armato, al montaggio di strutture metalliche e di prefabbricati;
c. i lavoratori autonomi possono svolgere le seguenti attività: lavori idraulici, elettrici, pittura interna, posa in opera di rivestimenti, manutenzione di infissi, balaustre, ringhiere, piccoli lavori edili, assicurandosi che possano essere eseguiti da una singola persona;
d. occorre dimostrare il possesso e/o disponibilità di macchine e attrezzature. Non è sufficiente essere in possesso di minuta attrezzatura: secchi, pale, picconi, martelli, carriole, perché non dimostrano l’esistenza di un’autonoma organizzazione di impresa”.
Inoltre per verificare la regolarità e irregolarità occorre tenere in considerazione:
1. se l’autonomo svolge la propria attività in modo indipendente e con reale autonomia operativa;
2. se l’autonomo è temporaneamente assunto dall’impresa esecutrice (ad es. con contratto a tempo determinato) e svolge la propria attività come lavoratore subordinato in modo non prevalente, pur mantenendo l’iscrizione all’albo artigiani;
3. se l’esecuzione dell’opera viene suddivisa in singole lavorazioni che vengono poi assegnate a singoli autonomi;
4. se il lavoratore autonomo assume gli altri lavoratori autonomi, in questo caso il primo assume la veste di datore di lavoro e gli altri di dipendenti.
In primo luogo viene sottolineata la definizione di lavoratore autonomo come individuata dall'articolo 89, comma 1 lett. d) del D. Lgs n. 81/2008 e s.m.i., ai sensi del quale per lavoratore autonomo deve intendersi “la persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione”, a tal proposito viene pure precisato che alla luce del consolidato orientamento della Suprema Corte, l’imprenditore “tout court” ovvero l’imprenditore artigiano può svolgere attività di natura subordinata purché in misura non prevalente rispetto a quella di tipo autonomo (cfr. Cass. Sez. Unite n. 3240/2010).
Un ulteriore elemento di verifica, anche se non decisivo per il settore dell’edilizia, riguarda il riscontro di un’eventuale mono committenza.
- addetti a macchine edili fornite dall’impresa committente o appaltatore.
AFFRONTIAMO UN ESEMPIO PRATICO per definire meglio la sua figura
Che differenza fa se l'artigiano muratore nomina direttamente un artigiano piastrellista e l’artigiano idraulico? È necessario prevedere la nomina del CSP/CSE e la conseguente redazione del PSC?
art. 90 comma 4. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 98.
Si riportano due sentenze: