Source: https://www.slideshare.net/CryptoCoinference/crypto-coinference-2018-valute-virtuali-e-obblighi-antiriciclaggio-tra-v-direttiva-e-normativa-italiana
Timestamp: 2019-02-24 05:18:09+00:00
Document Index: 41399207

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.3', 'art.17', 'art.35', 'art.15', 'art.19', 'art.17', 'art. 5', 'art 42', 'art.15', 'art.24', 'art.36', 'art 1', 'art.5']

Crypto Coinference 2018 - Valute virtuali e obblighi antiriciclaggio…
Crypto Coinference 2018 - Valute virtuali e obblighi antiriciclaggio, tra V Direttiva e normativa italiana
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1. Valute virtuali e obblighi antiriciclaggio, tra V Direttiva e normativa italiana Milano 8 novembre 2018 Ivan Bixio
2. D.Lgvo 25 maggio 2017, nr 90 ( in vigore dal 4 luglio 2017 - Prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio …e finanziamento al terrorismo ) Modifica il D.Lgvo 231/2007 In tema di valute virtuali: - ne fornisce una definizione; - procede all’inserimento tra i soggetti obbligati dei prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale; La novità era prevista in una proposta di modifica della IV Direttiva non ancora approvata ed oggi confluita nella V Direttiva. Il Legislatore italiano ne ha anticipato i contenuti E’la prima normativa che fissa delle forme di regolamentazione in materia IV Direttiva (2015/849 UE) recepisce gli standards internazionali del GAFI del 2012. Con Proposta di modifica (poi non approvata) vengono inserite novità in materia di valute virtuali.
3. Valuta Virtuale (art.1 cm2-lett qq): “la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente.” Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale (art.1 cm 2 lett ff): “ogni persona fisica o giuridica che fornisce a terzi, a titolo professionale, servizi funzionali, all’utilizzo, allo scambio, alla conservazione di valuta virtuale e alla loro conversione in valute aventi corso legale”, che vengono inseriti - a norma dell’art.3 cm 5 lett. i – tra i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio “limitatamente allo svolgimento di attività di conversione di valute virtuali da ovvero in valute aventi corso forzoso” Definizioni introdotte dal D.Lgvo 90/2017 che ha modificato il D.Lgvo 231/2007
4. C Con le novità del D.Lgs 90/17 vengono presidiati i maggiori e principali punti di snodo d’ingresso e d’uscita dal circuito, attraverso il processo di conversione di valuta a corso legale in criptovaluta e viceversa. Sono questi i passaggi in cui si può “intercettare” l’identità relativa a chi opera. Infatti, i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale sono soggetti – a norma dell’art.17 - agli obblighi di adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo, di conservazione (artt. 31-32) e di segnalazione per operazioni sospette all’UIF (art.35), laddove compiano attività di conversione di valute virtuali da ovvero in valute aventi corso forzoso. Le misure adottate sono proporzionali al rischio; si è in attesa che le Autorità di settore dettino criteri e metodologie per analisi e valutazione del rischio (art.15 , cm1) e per l’identificazione a distanza (art.19 cm 5) Novità in materia di valute virtuali E’ previsto anche l’obbligo di iscrizione in una sezione speciale del registro dei cambiavalute ex art.17 bis- D.lgs 141/2010, tenuto dall’OAM disciplinato dal TUB, che diviene condizione essenziale per operare (nuovi cm. 8-bis e 8-ter del 141/2010). La bozza di decreto del MEF del 31 gennaio 2018 – che ne regola gli aspetti di dettaglio di modalità e comunicazione - è stata oggetto di consultazione pubblica ed attualmente è ancora in corso di emanazione. E’ previsto che i dati e le informazioni vengano inviati alla GDF (art. 5 bozza DM); disponibili anche per la polizia postale, qualora richiesti per indagini sul riciclaggio e/o finanziamento al terrorismo.
5. Tuttavia, sfuggono alla regolamentazione tutte le transazioni che avvengono senza l’intermediazione degli exchangers e quelle di mining, oppure quelle relative ad exchangers non attratti dalla normativa antiriciclaggio, seppur tracciate nella blockchain (vi è poi “monero” che pur utilizzando blockchain non ne rende trasparenti le transazioni). Ammissione anche della stessa Commissione U.E. nella proposta di modifica alla IV Direttiva per la quale gli In tal caso i circuiti tradizionali rappresentano comunque un momento di “emersione” e pertanto i presidi antiriciclaggio possono - astrattamente - intercettare le fasi successive di transazioni in criptovalute. Novità in materia di valute virtuali
6. Solo prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale?
7. Solo prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale?
8. Il D. Lgvo 90/17 ha il pregio di regolare – ai fini antiriciclaggio – questo fenomeno, ma già nel previgente quadro normativo le operazioni in valuta virtuale erano in parte attratte – seppur non espressamente - dalla normativa. Infatti L’UIF - con comunicazione del 30.01.2015 (Utilizzo anomalo di Valute virtuali) - aveva acceso un faro sulle criptovalute raccomandando particolare attenzione a tutte le “operazioni connesse all’acquisto e/o vendita di valute virtuali, realizzate in un arco temporale circoscritto, per importi elevati”, ed anche comunicazione del 18.4.2016, in tema di prevenzione del finanziamento al terrorismo Riflessi sui soggetti obbligati Anche gli altri soggetti obbligati - come i professionisti, gli intermediari finanziari, gli altri operatori non finanziari e i prestatori di servizi di gioco - sono attratti agli obblighi antiriciclaggio relativi a valute virtuali. Valgono perciò tutti i presidi previsti, compreso l’obbligo di astensione ex art 42 (quando non si riesca a effettuare AV) e di segnalazione (esclusi l’esame della posizione giuridica nei compiti di difesa, di rappresentanza innanzi all’A.G., o la consulenza sull’eventualità d’intentare un procedimento giudiziario).
9. Anche queste valutazioni si ispirano al principio dell’approccio basato sul rischio (artt. 15-16) e quindi di collaborazione responsabile; pertanto non esistono automatismi anche di fronte alle valute virtuali, ma occorre un esame degli eventuali fattori di rischio legati al cliente, all’area geografica e al tipo di operazione, rapporto continuativo o prestazione professionale, ai canali e ai prodotti e servizi offerti. Sul punto, di grande utilità sono gli indicatori di anomalia tracciati per le singole categorie (es D.M . Giustizia del 16 aprile 2010 – professionisti) , nonché tutti i modelli e schemi di comportamento anomalo pubblicati periodicamente dall’UIF – Banca d’Italia (es anomalo utilizzo dei trust; operatività connesse con frodi fiscali internazionali, con l’usura o l’abuso di finanziamenti pubblici, ecc.) . Inoltre, il D.Lgvo 90/2017 ha previsto all’art.15 che le autorità di vigilanza e gli organismi di autoregolamentazione dettino criteri e metodologie per l’analisi e la valutazione del rischio riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, cui sono esposti nell’esercizio della loro attività. Al momento, sono in corso di emanazione le specifiche disposizioni da parte degli Organi di riferimento (Ordini, Banca d’Italia) Riflessi sui soggetti obbligati
10. Alcuni fattori da considerare per una verifica rafforzata in tema di valute virtuali Art.24 (obblighi di adeguata verifica rafforzata della clientela) cm 2 “i soggetti obbligati tengono conto almeno dei seguenti fattori….b) di rischio relativamente a prodotti, servizi, operazioni o canali di distribuzione quali: - 2) prodotti o servizi che potrebbero favorire l’anonimato ; - 5) prodotti e pratiche commerciali di nuova generazione, compresi i meccanismi innovativi di distribuzione e l’uso di tecnologie innovative o in evoluzione per prodotti nuovi o preesistenti” La Banca d’Italia, con documento per consultazione del 13 aprile 2018, relativo a “disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela” ha indicato nei fattori di rischio elevato, relativi a prodotti, servizi, operazioni o canali di distribuzione – tra gli altri – “prodotti od operazioni che potrebbero favorire l’anonimato ovvero favorire l’occultamento dell’identità del cliente e/o del titolare effettivo. Rilevano, ad esempio, …..le operazioni riconducibili a servizi connessi alla conversione di valuta legale in valuta virtuale e viceversa”(All.2 lett.a) Le Autorità di Settore possono individuare ulteriori fattori di rischio, al fine di integrare gli attuali e prevedere misure rafforzate ulteriori (art.24 cm 4)
11. È importante che vi sia traccia dell’iter logico seguito nell’ambito della valutazione del profilo di rischio e dell’eventuale decisione di non procedere a sos In tal senso, anche la circolare nr.83607/12 della GDF – “Attività della Guardia di Finanza a tutela del mercato dei capitali” Segnalazioni per operazioni sospette anche relativamente ad operatività connessa alla valute virtuali Art.35 per i soggetti obbligati – prima di compiere l’operazione – inviano una segnalazione all’UIF – senza ritardo – quando “sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo o che comunque i fondi..provengano da attività criminosa. Il sospetto è desunto dalle caratteristiche, dall’entità, dalla natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento ….in ragione delle funzioni esercitate, tenuto anche conto della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto a cui è riferita”. (Eccezione per i professionisti nei casi di cui al cm 5)
12. Parere del consiglio nazionale del notariato del 20.03.2018, in materia di adeguata verifica
13. Art.13 L’UIF – in deroga al segreto d’ufficio può scambiare informazioni – anche di sos - e collaborare con analoghe Autorità di altri stati, a condizione di reciprocità; resta salvo il segreto d’indagine. Le informazioni possono essere trasmesse alle Autorità italiane competenti (ad es GDF - DIA), previo assenso dello Stato che ha fornito le informazioni In nessun caso le differenti definizioni di reato fiscale, accolte dai diversi ordinamenti nazionali, possono ostacolare lo scambio d’informazioni o collaborazioni tra UIF. Ciò potrà portare informazioni anche sulle criptovalute per operazioni effettuate all’estero o estero su estero Cooperazione Internazionale
14. Utilizzabilità ai fini fiscali Art.9 cm 9 – collocato tra le disposizioni a carattere generale: «i dati e le informazioni acquisite nell’ambito delle attività svolte …sono utilizzabili ai fini fiscali>>. Comporta un maggiore perimetro applicativo del previgente art.36 cm 6 che ne limitava l’utilizzo solo alle info contenute nel registro della clientela, nell’AUI o negli altri sistemi informatici. Approfondimento Segnalazioni Operazioni sospette Ispezioni controlli Utilizzabilità diretta ai fini fiscali, nell’ambito degli accertamenti effettuati con i poteri valutari e al termine degli stessi. (circolare 1/2018) Sempre garantita la tutela del segnalante!
15. Art. 8 del D.Lgvo 90/17 modifica art 1 cm 1 DL 167/90 (monitoraggio fiscale), prevedendo per gli intermediari finanziari e altri operatori, nonché quelli non finanziari - che intervengono anche attraverso movimentazione di conti nei trasferimenti da e verso l’estero di mezzi di pagamento - la trasmissione all’Ag. Entrate dei dati oggetto di conservazione, effettuati anche in valuta virtuale, di importo pari o > di 15.000 euro “indipendentemente dal fatto che si tratti di un’operazione unica o di più operazioni che appaiono collegate per realizzare un’operazione frazionata e limitatamente a quelle eseguite per conto o a favore di persone fisiche, enti non commerciali e di società semplici e associazioni equiparate” ai sensi dell’art.5 del TUIR. Anche le informazioni provenienti tramite la cooperazione internazionale – a seguito di una delle attività ispettive o di approfondimento previste dai poteri valutari – potrebbero avere riflessi sull’utilizzabilità ai fini fiscali. Anche se negli altri Paesi gli exchanger al momento non rientrano tra i soggetti obbligati ciò non esclude che gli intermediari possano comunque segnalare operazioni connesse alla conversione tra valute, che sarebbero oggetto poi di scambi d’informazioni tra FIU. Utilizzabilità ai fini fiscali
16. Il 19 aprile 2018 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione per l’adozione di V Direttiva antiriciclaggio, con novità importanti in materia di valute virtuali, pubblicata in GUCE il 19 giugno 2018. Attrazione nella normativa antiriciclaggio e in particolare nel novero dei soggetti obbligati dei prestatori di servizi digitale; i cd wallet provider e gli exchanger. Vengono definiti come: <<prestatori di servizi la cui attività consiste nella fornitura di servizi di cambio tra valute virtuali e aventi corso forzoso>> e i prestatori di servizi di portafoglio digitale <<un soggetto che fornisce servizi di salvaguardia di chiavi crittografiche private per conto dei propri clienti, al fine di detenere, memorizzare e trasferire valute virtuali>> V Direttiva Antiriciclaggio
17. Considerndo nr.9: <<L'anonimato delle valute virtuali ne consente il potenziale uso improprio per scopi criminali. L'inclusione dei prestatori di servizi la cui attività consiste nella fornitura di servizi di cambio tra valute virtuali e valute reali e dei prestatori di servizi di portafoglio digitale non risolve completamente il problema dell'anonimato delle operazioni in valuta virtuale: infatti, poiché gli utenti possono effettuare operazioni anche senza ricorrere a tali prestatori , gran parte dell'ambiente delle valute virtuali rimarrà caratterizzato dall'anonimato. Per contrastare i rischi legati all'anonimato, le unità nazionali di informazione finanziaria (FIU) dovrebbero poter ottenere informazioni che consentano loro di associare gli indirizzi della valuta virtuale all'identità del proprietario di tale valuta>> Considerndo nr.8….<<Ai fini dell'antiriciclaggio e del contrasto del finanziamento del terrorismo (AML/CFT), le autorità competenti dovrebbero essere in grado di monitorare, attraverso i soggetti obbligati, l'uso delle valute virtuali. Tale monitoraggio consentirebbe un approccio equilibrato e proporzionale, salvaguardando i progressi tecnici e l'elevato livello di trasparenza raggiunto in materia di finanziamenti alternativi e imprenditorialità sociale>> V Direttiva Antiriciclaggio
18. Definizioni di valuta virtuale a confronto D.Lgs 90/17: “la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente.” V Direttiva: “una rappresentazione di valore digitale che non emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico, non necessariamente legata a una valuta legalmente istituita , non possiede lo status giuridico di valuta o moneta , ma accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, memorizzata e scambiata elettronicamente” V Direttiva Antiriciclaggio
19. Rispetto ai contenuti della Direttiva in materia di valute virtuali, l’ Italia è invece sorprendentemente avanti, avendo già introdotto tale regolazione con il Decreto Legislativo nr. 90/2017, in vigore dal 4 luglio 2017, che ha recepito la c.d. IV Direttiva Antiriciclaggio. L’uniformità di regole sul tema a livello europeo consentirà in prospettiva di accedere e scambiare maggiori informazioni sulle transazioni, che potranno riguardare non soltanto quelle anche a livello europeo e con regimi antiriciclaggio equivalenti, ma anche quelle estero su estero. Tuttavia nella V Direttiva sono soggetti agli obblighi antiriciclaggio anche i cd wallet provider, esclusi nella normativa domestica ! V Direttiva Antiriciclaggio
20. D. Lgvo 90/17 che ha modificato D.Lgvo 231/2007 In corso di emanazione normativa secondaria di settore (Banca d’Italia, Ordini Professionali, Autorità di settore) In corso di recepimento la V Direttiva Antiriciclaggio (2016/0208), con importanti novità in tema di valute virtuali Mandato all’OCSE da parte del G20 (marzo 2018) di elaborare Indici di rischio antiriciclaggio internazionali in tema di valute virtuali Concludendo Status quo regolamentare
21. Grazie per l’attenzione