Source: http://www.quotidianolegale.it/appalti-imprese-riconducibili-ad-unico-centro-decisionale/
Timestamp: 2017-11-25 09:26:53+00:00
Document Index: 121355448

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 80', 'art. 2359']

APPALTI: Imprese riconducibili ad un unico centro decisionale. - Quotidiano LegaleQuotidiano Legale APPALTI: Imprese responsabili di gravi inadempimenti nell’esecuzione di precedenti contratti
" /> APPALTI: Imprese responsabili di gravi inadempimenti nell’esecuzione di precedenti contratti
You Are Here: Home » Giurisprudenza » Amministrativa » APPALTI: Imprese riconducibili ad un unico centro decisionale.
Scritto da: Redazione Scritto il: dicembre 24, 2016 In: Amministrativa, Enti Locali e P.A., Giurisprudenza
APPALTI – Motivi di esclusione – Imprese riconducibili ad un unico centro decisionale – Offerte riferite a lotti diversi – Art. 80, c. 5, lett. m) d.lgs. n. 50/2016 – Inapplicabilità.
Savo Amodio
TAR LAZIO, Roma, Sez. 2^ – 13 dicembre 2016, n. 12405
La disposizione di cui all’art. 80, comma 5, lett. m) del d.lgs. n. 50/2016 (relativa all’esclusione dell’ “operatore economico si trovi rispetto ad un altro partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale”), non trova applicazione nell’ipotesi in cui le offerte presentate dalle imprese si riferiscano a lotti diversi; ciò in quanto un bando di gara pubblica, suddiviso in lotti, costituisce un atto ad oggetto plurimo e determina l’indizione non di un’unica gara, ma di tante gare, per ognuna delle quali vi è un’autonoma procedura si conclude con un’aggiudicazione (cfr., ex plurimis TAR Napoli, sez. I, sentenza n. 5572 del 2.12.2015, Consiglio di Stato, sez. V, sentenza n. 3241 del 26.6.2015; TAR Lazio, sez. II^ ter, sentenza n. 6048 del 5.5.2015).
Pres. Savo Amodio, Est. Martino – A. s.r.l. (avv. Clarizia) c. Roma capitake (avv. Maggiore)
N. 12405/2016 REG.PROV.COLL.
N. 12461/2016 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 12461 del 2016, proposto da:
Arm Lift S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Angelo Clarizia, con domicilio eletto presso lo studio del difensore, in Roma, via Principessa Clotilde n. 2;
Roma Capitale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Enrico Maggiore, con domicilio in Roma, via Tempio di Giove, 21;
– Anac – Autorità Nazionale Anticorruzione, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, con domicilio in Roma, via dei Portoghesi, 12;
– Del Vecchio s.r.l., non costituita in giudizio;
– della determinazione dirigenziale rep. QN/1668/2016 del 25/10/2016, con la quale è stata disposta, in relazione al lotto n. 2, “l’esclusione dalla procedura di gara, per le motivazioni riportate nei verbali di gara n. 6 e n. 7”, nonché l’ammissione dei concorrenti alla successiva fase del procedimento.
– di tutti i verbali delle sedute di gara, ivi compresi i verbali del 9.9.2016, 13.9.2016, 14.9.2016, 19.9.2016, 20.9.2016;
– dell’atto di segnalazione all’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione;
– di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti, ancorché attualmente non conosciuti, ivi inclusi il bando, il disciplinare, il capitolato di appalto e la determinazione di nomina della commissione.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Roma Capitale e di ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione;
Vista la memoria difensiva dell’amministrazione resistente;
Relatore alla camera di consiglio del giorno 7 dicembre 2016 il Cons. Silvia Martino;
Uditi gli avvocati, come da verbale;
Visto l’art. 60 del codice del processo amministrativo, il quale consente la definizione del giudizio in esito all’udienza cautelare, con sentenza in forma semplificata;
Premesso che la società ricorrente è stata esclusa dalla procedura aperta per la stipula di un accordo quadro ex art. 54 del d.lgs. n. 50/2016 per l’affidamento “dei lavori attinenti la manutenzione e l’esercizio degli impianti elevatori installati presso gli edifici di proprietà e pertinenza di Roma Capitale”;
Rilevato che tale esclusione è avvenuta in applicazione dell’art. 80, comma 5, lett. m) del d.lgs. n. 50/2016 ed in ragione del collegamento esistente con la società Grivan Group s.r.l.;
Rilevato che, ai fini della partecipazione ai lotti 2 e 4 la società Arm Lift ha reso la seguente dichiarazione sostitutiva: “di non essere a conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di altri operatori economici che si trovano, nei suoi confronti, in una delle situazioni di controllo di cui all’art. 2359 del codice civile e di avere formulato autonomamente l’offerta”, riportando, altresì, i dati di iscrizione alla CCIAI di Roma, tra cui la composizione societaria, da cui risulta la partecipazione al 99,82% di Grivan Group s.r.l.;
Rilevato che detta società non ha presentato domanda per il lotto in esame né per il lotto n. 4;
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma, sez. II^, definitivamente pronunciando sul ricorso, di cui in premessa, lo accoglie e, per l’effetto, annulla la determinazione dirigenziale di esclusione dalla gara di cui in epigrafe e, per quanto di ragione, i presupposti verbali della commissione giudicatrice.
Condanna l’amministrazione resistente alla rifusione delle spese di giudizio nei confronti della parte ricorrente, liquidandole, complessivamente, in euro 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre agli accessori, se dovuti, come per legge.
Compensa le spese nei confronti dell’ANAC.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 7 dicembre 2016 con l’intervento dei magistrati:
Scritto da: Redazione il 24 dicembre 2016.
APPALTI: Mancata sottoscrizione dell’offerta tecnica effetti.