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Timestamp: 2018-02-21 09:28:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 41', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6']

Realizzazione di parcheggi in aree libere
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Lunedì 31 Gennaio 2011 12:20
Ufficio Tecnico 10/2010
È stata presentata presso il nostro comune una richiesta di un permesso di costruire per la realizzazione di un parcheggio completamente interrato in area libera di pertinenza del lotto, dove insisteva un fabbricato urbano costruito in epoca antecedente all’anno 1942, demolito e ricostruito ai sensi della l. 219/81 e s.m.i.). Il piano terra del suddetto immobile in parte già destinato a garage per una superficie di mq 29,50 ricade secondo gli strumenti urbanistici vigenti (P.R.G.) in zona A “Centro storico di conservazione” dove ogni intervento è subordinato al rispetto delle norme previste dal Piano di Recupero. La suddetta superficie destinata a garage di mq 29,50, risulta essere inferiore a quella stabilita della normativa statale che prevede la dotazione di parcheggi in misura di 1 mq ogni 10 mc di costruzione ex art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942. L’art. 6 comma 2 della l.r. Campania del 28 novembre 2001 n. 19 e s.m.i. testualmente prevede: “La realizzazione di parcheggi in aree libere, anche non di pertinenza del lotto dove insistono gli edifici, ovvero nel sottosuolo di fabbricati o la pianterreno di essi, è soggetta a permesso di costruire non oneroso, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti”.
Si chiede se per “anche in deroga agli strumenti urbanistici (art. 6, comma 2, della l.r. Campania del 28 novembre 2001, n. 19)” può intendersi anche la possibilità di considerare solo in parte i volumi dei locali al pianterreno già adibiti a garage (mq 29,50) e, quindi, consentire la realizzazione di un parcheggio interrato in area libera di pertinenza del lotto, fino alla concorrenza della superficie di 1 mq ogni 10 mc di costruzione o anche oltre. Si chiede inoltre se la deroga è applicabile indipendentemente dalla destinazione urbanistica dell’area libera di pertinenza del lotto ove insiste l’immobile, che nel caso in esame ricade secondo il vigente P.R.G. in zona A “Centro storico di conservazione”.
La gratuità del permesso di costruire è limitata alla sola superficie delle autorimesse obbligatorie e, quindi, dovuta per la superficie eccedente?
Infine per la realizzazione della suddetto manufatto completamente interrato nell’area di pertinenza del lotto dove insistono gli edifici, in deroga ai vigenti strumenti urbanistici, occorre rispettare le distanze dalle strade comunali, dai confini e dai fabbricati nel centro abitato?
La norma di cui all’art. 6, comma 2 della legge regionale della Campania 19/2001, in parziale analogia con la legge 122/1989, prevede una disciplina speciale per gli interventi volti alla costruzione di parcheggi da destinare a pertinenza di unità immobiliare, consentendo che vengano realizzati anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. La ratio sottesa alla norma risponde all’esigenza di incentivare la realizzazione di parcheggi privati da asservire al singolo immobile. Tale specifica finalità, sebbene ancorata al più generale obiettivo di ridurre forme di congestione ambientale dovute alla mancanza di parcheggi, si ritiene che non sia propriamente sovrapponibile a quella di garantire il rispetto degli standard minimi imposti dalla dall’art. 41-sexies, l. n. 1150/1942 nella misura di 1 mq ogni 10 mc.
In altri termini, tenuto conto che il parcheggio pertinenziale interrato non sia opera rilevante ai fini del carico urbanistico, si ritiene latamente prospettabile una lettura estensiva della norma che consenta di realizzare tali interventi anche eccedendo, nelle dimensioni consentite, gli standard minimi indicati dalla legge urbanistica. Tuttavia, non può non rilevarsi che tale impostazione non ha ricevuto riscontro in giurisprudenza. Le questioni poste con il presente quesito sono infatti emerse anche in sede applicativa della legge 122/1989 e l’indirizzo giurisprudenziale prevalente ha ritenuto che la deroga alle norme urbanistiche possa avvenire solo nel limite necessario ad adeguare la struttura allo standard minimo, tenendo conto della dotazione di parcheggi già esistente. Ciò al fine di evitare un successivo aumento del carico urbanistico di zona dovuto ad un mutamento della destinazione d’uso dei locali adibiti a parcheggio.
In questi termini si esprime il T.A.R. Campania nella recente sentenza del 23 giugno 2010, n. 15731, ove viene precisato che “se gli spazi per parcheggio di natura pertinenziale e obbligatoria non vanno considerati ai fini del calcolo della volumetria complessiva consentita e della determinazione della superficie coperta, per gli ulteriori parcheggi è possibile introdurre un distinto regime giuridico, in quanto suscettibili di incrementare il carico urbanistico. In altri termini la disciplina dei parcheggi aggiuntivi appartiene all’autonomia programmatoria comunale ed è il frutto di una scelta ponderata ai fini dell’ottimale assetto del territorio”.
Con riferimento al secondo quesito si ritiene che il parcheggio pertinenziale interrato sia compatibile con la destinazione urbanistica di zona. La recente giurisprudenza del T.A.R: Campania ha confermato l’applicabilità della deroga anche con riferimento alle c.d. zone bianche, per le quali, come noto, è prevista una disciplina di maggior rigore funzionale ad evitare la compromissione del territorio mediante la realizzazione di costruzioni che possano vanificare la futura programmazione urbanistica dell’area (cfr. T.A.R. Campania, sentenza n. 3082 del 7 maggio 2010).
Quanto alla gratuità dell’opera, alla luce delle esposte considerazioni e del prevalente indirizzo giurisprudenziale, si ritiene che la stessa non possa prescindere dalle dimensioni dell’intervento e che debba essere limitata alle sole autorimesse obbligatorie (v. Consiglio di Stato, sez. V, 14 ottobre 1992, n. 987). In ultimo, si ritiene che la possibilità di derogare agli strumenti urbanistici rende derogabili anche le norme sulle distanze delle costruzioni dai confini di proprietà, poste a tutela di interessi privatistici. La norma regionale, prevalente sulle disposizioni dei regolamenti edilizi comunali, pone come unico limite del rispetto dei vincoli ambientali e paesistici.
Per fornire ulteriori elementi di valutazione della fattispecie, si rileva altresì che la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità dell’art. 6 della l.r. con ordinanza n. 3 del 17 gennaio 2005.