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Timestamp: 2018-05-22 12:15:24+00:00
Document Index: 109971804

Matched Legal Cases: ['art. 210', 'art. 135', 'art. 2372', 'art. 2372', 'art. 2372', 'art. 2516', 'art. 2372', 'art. 2516', 'art. 2372', 'art. 2367', 'art. 2372', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 2372', 'art. 2372', 'art. 2370']

Art. 2372 codice civile: Rappresentanza nell'assemblea
Codice civile Art. 2372 codice civile: Rappresentanza nell’assemblea
Coloro ai quali spetta il diritto di voto possono farsi rappresentare nell’assemblea salvo che, nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e nelle società cooperative, lo statuto disponga diversamente. La rappresentanza deve essere conferita per iscritto e i documenti relativi devono essere conservati dalla società.
La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco (1) ed è sempre revocabile nonostante ogni patto contrario. Il rappresentante può farsi sostituire solo da chi sia espressamente indicato nella delega.
Se la rappresentanza è conferita ad una società, associazione, fondazione od altro ente collettivo o istituzione, questi possono delegare soltanto un proprio dipendente o collaboratore (2) .
La rappresentanza non può essere conferita nè ai membri degli organi amministrativi o di controllo o ai dipendenti della società, nè alle società da essa controllate o ai membri degli organi amministrativi o di controllo o ai dipendenti di queste.
La stessa persona non può rappresentare in assemblea piu’ di venti soci o, se si tratta di società previste nel secondo comma di questo articolo, più di cinquanta soci se la società ha capitale non superiore a cinque milioni di euro, più di cento soci se la società ha capitale superiore a cinque milioni di euro e non superiore a venticinque milioni di euro, e più di duecento soci se la società ha capitale superiore a venticinque milioni di euro.
Le disposizioni del quinto e del sesto comma non si applicano alle società con azioni quotate nei mercati regolamentati diverse dalle società cooperative. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 2539.
Il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 ha disposto (con l’art. 210, comma 1) che “Nell’articolo 2372, quarto comma, del codice civile: sono soppresse le parole: “nè ad aziende ed istituti di credito”.”
Il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, come modificato dal D.Lgs. 18 giugno 2012, n. 91 ha disposto (con l’art. 135-nonies, comma 8) che “In deroga all’articolo 2372, secondo comma, del codice civile, le Sgr, le Sicav, le società di gestione armonizzate, nonché i soggetti extracomunitari che svolgono attività di gestione collettiva del risparmio, possono conferire la rappresentanza per più assemblee.”
Statuto: [v. 2328]; Rappresentanza: [v. Libro IV; Titolo II, Capo VI]; Società che fanno ricorso al capitale di rischio: [v. 2325bis]; Convocazione: [v. 2363]; Procura: [v. 2203]; Associazione: [v. 14]; Fondazione: [v. 14].
Delega: atto con il quale si conferisce un potere, in questo caso, di rappresentanza.
Girata per procura: ha come effetto non il trasferimento della titolarità ma solo dell’esercizio dei diritti derivanti dal titolo. Il giratario agisce come un mandatario del girante e non potrà girare ad altri il titolo se non per procura.
(1) È necessario che sia sempre indicato il nome del rappresentante (divieto di procura in bianco).
(2) Ciò si giustifica in base al fatto che la rappresentanza conferita ad un ente implica fiducia verso l’organizzazione in generale, che quindi può delegare un dipendente o collaboratore.
Nessuna carenza di analiticità è addebitabile al verbale di deliberazione assembleare di società per azioni per il solo fatto che esso non rechi, nemmeno in allegato, il nome del rappresentante del socio (essendo il rappresentato invece puntualmente identificato), elemento facilmente riscontrabile dalla specifica delega conservata dalla società. E' d'altro canto il diritto di accesso alle deleghe che consente ai soci un controllo completo sulla composizione assembleare, giacché il verbale della deliberazione, pur elencando i soci intervenuti, non deve indicare i contenuti e le modalità di rilascio della procura.
Tribunale Salerno sez. I 16 aprile 2007
Ai sensi dell'art. 2372 c.c., le case editrici, costituite in persone giuridiche, possono partecipare all'assemblea dei soci della Siae mediante soggetti a ciò legittimati in virtù di apposito mandato, rilasciato dal legale rappresentante delle stesse. (Conferma Tar Lazio, sez. III ter, 15 marzo 2006 n. 1101).
Consiglio di Stato sez. VI 21 febbraio 2007 n. 927
In tema di società di capitali, il divieto di conferire la rappresentanza in assemblea di cui all'art. 2372 c.c. non è applicabile in caso di rappresentanza organica.
Tribunale Milano sez. VIII 05 luglio 2006 n. 8197
Il divieto di conferire delega per l'intervento in assemblea, di cui all'art. 2372 c.c., si applica anche alle società cooperative in virtù del richiamo generale contenuto all'art. 2516, c.c.
Il divieto di conferire delega agli amministratori per l'intervento in assemblea, di cui all'art. 2372 c.c., si applica anche alle società cooperative in virtù del richiamo generale alla disciplina delle società per azioni contenuto nell'art. 2516 c.c.
Le limitazioni di cui all'art. 2372 c.c., ed in particolare quella per cui la rappresentanza può essere conferita solo per singole assemblee, non sono applicabili al procuratore generale "ad negotia" il quale è conseguentemente legittimato a chiedere la convocazione dell'assemblea ai sensi dell'art. 2367 c.c.
Tribunale Milano 07 maggio 2002
In materia di condominio, in difetto di una specifica disposizione normativa che inibisca la partecipazione del condomino dichiaratosi dissenziente rispetto all'instaurazione di una lite giudiziaria, alle successive deliberazioni assembleari concernenti il prosieguo della controversia, non può essere legittimamente disconosciuto al suddetto condomino il diritto di manifestare la propria volontà nell'assemblea e di concorrere, quindi, al pari degli altri e continuando a sostenere la propria originaria avversa opinione, alla formazione della volontà comune sullo specifico argomento dell'abbandono della lite; nè può dedursi al riguardo - pur nella riconosciuta estensibilità al condominio del disposto dell'art. 2372 c.c. di portata generale in materia societaria - un'astratta ipotesi di conflitto di interessi, in quanto questo va dedotto in concreto e può essere riconosciuto soltanto ove risulti dimostrata una sicura divergenza tra specifiche ragioni personali di determinati singoli condomini, il cui voto abbia concorso a determinare la maggioranza assembleare ed un parimenti specifico contrario interesse istituzionale del condominio.
Cassazione civile sez. II 05 dicembre 2001 n. 15360
Agli organi amministrativi, fra i quali deve comprendersi l'amministratore straordinario dell'Ente ferrovie dello Stato, che hanno operato in regime di proroga di fatto prima dell'entrata in vigore della l. 15 luglio 1994, recante disciplina della proroga degli organi amministrativi, per l'espressa disposizione dell'art. 8 della stessa legge, non sono applicabili le conseguenze sanzionatorie del precedente art. 6 (quanto al regime degli atti compiuti) prive di effetto retroattivo. Conseguentemente l'atto di delega conferita, anteriormente alla predetta legge, dall'amministratore straordinario dell'Ente ferrovie dello Stato, operante in regime di proroga di fatto, al rappresentante a norma dell'art. 2372 c.c. non può ritenersi affetto da nullità e quindi deve reputarsi legittimamente assunta, con il voto determinante del suddetto rappresentante, la deliberazione dell'assemblea della società alla quale il suddetto Ente partecipa come socio.
Cassazione civile sez. I 26 novembre 1998 n. 12012
Il verbale delle deliberazioni assembleari di una società non ha carattere "analitico", ossia non ha lo scopo e l'efficacia di mezzo di documentazione posto a tutela dei soci dissenzienti o assenti e, comunque, delle minoranze che abbiano votato a favore; tuttavia, la società è tenuta a conservare non solo la documentazione relativa alle deleghe di rappresentanza (art. 2372 c.c.), ma anche quella concernente la verifica del diritto di intervento dei soci, ossia l'accertamento di tutti i fattori di costituzione dell'assemblea (art. 2370 c.c.). Ne consegue che, pur se non allegato al verbale e, pertanto, non parte integrante di esso, l'elenco dei soci ammessi e partecipanti, idoneamente formato dagli organi della società e conservato ai suoi atti, costituisce fonte primaria di prova della composizione dell'assemblea e, indirettamente, delle assenze.
Cassazione civile sez. I 20 giugno 1997 n. 5542