Source: http://territoriolibero.net/2012/05/petizione-al-parlamento-europeo-ai-sensi-dell-articolo-227-del-trattato-dell-unione-europea-sulla-violazione-del-diritto-di-cittadinanza-per-i-cittadini-del-territorio-libero-di-trieste/?replytocom=77
Timestamp: 2020-02-19 04:48:33+00:00
Document Index: 45640048

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 7']

Petizione al Parlamento Europeo sulla violazione del diritto di cittadinanza per i cittadini del TLT | Territorio Libero — Svobodno Ozemlje — Free Territory of Trieste
Petizione al Parlamento Europeo sulla violazione del diritto di cittadinanza per i cittadini del TLT
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Petizione al Parlamento Europeo ai sensi dell’ articolo 227 del Trattato dell’ Unione Europea sulla violazione del diritto di cittadinanza per i cittadini del Territorio Libero di Trieste.
Il Movimento Trieste Libera comunica ai Triestini che da mercoledi 16 maggio avrà inizio la raccolta di firme per la petizione al Parlamento Europeo ai sensi dell’ articolo 227 del Trattato dell’ Unione Europea sulla violazione del diritto di cittadinanza per i cittadini del Territorio Libero di Trieste.
Chi intende sottoscrivere tale petizione potrà farlo presso la nostra sede di via Udine 2, primo piano, dal lunedi al venerdi dalle 16.30 alle 19.30.
tel/fax 040 9851413
info@territoriolibero.net
freetriest@gmail.com
PETIZIONE AI SENSI DELL’ART. 227 (EX ART. 194 TCE) DEL TRATTATO CONSOLIDATO SULL’UNIONE EUROPEA
I cittadini del Territorio Libero di Trieste, firmatari della presente petizione, denunciano che in violazione dei Trattati internazionali l’Italia ha svolto anche nella provincia di Trieste il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni (d’ora in poi: censimento).
Il censimento (ALL. 1) è un atto con il quale lo Stato esercita la propria sovranità obbligando i propri cittadini a rispondere ai quesiti che vengono loro posti. Si tratta di una raccolta di informazioni tra le quali molte di carattere patrimoniale utili allo Stato per esercitare un miglior controllo fiscale sui cittadini. La mancata o parziale risposta comporta sanzioni economiche e penali.
Il censimento viene svolto in attuazione del Regolamento CE 9 luglio 2008, n. 763 – “Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo ai censimenti della popolazione e delle abitazioni”, e al Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni nella Legge 20 luglio 2010, n. 122 – “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” – art. 50 (Censimento).
Il censimento quindi può essere svolto solo sul territorio della Repubblica Italiana e all’interno dell’Unione Europea.
A tale proposito si tiene a precisare che Trieste e la sua provincia sono un territorio al di fuori della sovranità italiana come stabilito dal Trattato di pace del 1947, infatti:
La provincia di Trieste è individuabile nella zona A (ALL 2: carta geografica) del Territorio Libero di Trieste – TLT (Free Territory of Trieste) come stabilito all’art. 21 del Trattato di Parigi (Trattato di pace) del 1947 attuato dall’Italia con il Decreto Legislativo C.P.S. n. 1430 del 28 novembre 1947 (ALL. 3) e al suo interno è situato il Porto Libero di Trieste (PLT – Free Port of Trieste), che gode del regime di Porto Franco Internazionale (ALL. 4 risoluzione Consiglio di Sicurezza ONU);
non essendo mai stato modificato il Trattato di Pace (ALL. 5 in versione completa), e non potendo essere superato dal Trattato di Osimo, accordo bilaterale siglato nel 1975 tra Italia e Jugoslavia e ratificato nel 1977 (ALL. 6)e mai ratificato dai firmatari del Trattato di Parigi, lo status giuridico della provincia di Trieste è quello di un territorio indipendente, extra UE, sotto amministrazione italiana;
a tal proposito va comunque evidenziato che l’attuale amministrazione italiana deriva da un accordo bilaterale (Memorandum di Londra del 5 ottobre del 1954 ALL. 7) con le potenze alleate che avevano amministrato il Territorio Libero sotto mandato ONU e che come tali non potevano sostituirsi alle legittime decisioni delle Nazioni Unite uniche garanti del Trattato di Pace e, in base a quest’ultimo, del Territorio Libero di Trieste;
dal momento dell’entrata in vigore del Trattato di Pace e della contemporanea costituzione del Territorio Libero (art. 21 comma 1 Trattato di Pace) i nati entro i confini territoriali del Territorio Libero ne acquisivano la cittadinanza di diritto, non essendo possibile la creazione di uno Stato senza cittadinanza (art. 15 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10 dicembre 1948 – ALL 8;
lo status giuridico del TLT, in attesa dei provvedimenti attuativi da parte delle Nazioni Unite, è immutato come conferma la risposta data nel 1983 dalle stesse Nazioni Unite ad un cittadino di Trieste (ALL. 9) e la questione può essere sollevata da qualsiasi Stato membro.
Secondo lo Statuto Permanente del Territorio Libero di Trieste(ALLEGATO VI del Trattato di Pace del 1947 – parte integrante del documento qui allegato come ALL. 5):
sono cittadini del Territorio Libero di Trieste: “i Cittadini italiani che erano residenti il 10 giugno 1940 nell’area compresa nei confini del Territorio Libero, e i loro figli nati dopo questa data” [art. 6] e coloro nati all’interno dei confini del Territorio Libero di Trieste dopo il 10 giugno del 1940 [art. 4 - Diritti umani e libertà fondamentali];
i cittadini del Territorio Libero di Trieste non possono essere privati della loro cittadinanza e dei loro diritti civili e politici eccetto per pene giudiziali e per infrazioni della legge penale del Territorio Libero [art. 5];
il potere giudiziario nel Territorio Libero di Trieste deve essere esercitato da Tribunali istituiti conformemente alla Costituzione ed alle Leggi del Territorio Libero [art. 14];
lo Statuto Permanente del Territorio Libero può essere modificato solo dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e in attesa del suo ingresso in vigore valgono le norme provvisorie di cui all’ALLEGATO VII (parte integrante del documento qui allegato come ALL. 5) del Trattato di Pace del 1947 [artt. 37 - 38].
In base all’articolo 5 ALLEGATO X (parte integrante del documento qui allegato come ALL. 5) del Trattato di Pace del 1947 “Il Territorio Libero di Trieste è esente dal pagamento del debito pubblico italiano…” con conseguente impossibilità da parte dello Stato che ne ha l’amministrazione (Italia) di imporre il pagamento di tasse, imposte, contributi, sanzioni in base alle proprie leggi e a favore di se stesso.
Il Trattato di Pace è stato firmato dall’Italia il 10 febbraio 1947 a Parigi, attuato nell’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo C.P.S. n. 1430 del 28 novembre 1947, e recepito nella Costituzione in vigore dal 1 gennaio 1948 all’art. 10.
Il Trattato di Pace con l’Italia è stato inoltre ratificato dai seguenti Paesi membri dell’Unione Europea: Francia (15 settembre 1947), Regno Unito (15 settembre 1947), Cecoslovacchia [attuali Repubbliche Ceca e Slovacca] (14 ottobre 1947), Grecia (28 ottobre 1947), Polonia (4 febbraio 1948), Belgio (4 settembre 1948), Paesi Bassi (7 febbraio 1949).
Sul rispetto dei Trattati internazionali posti alla base dell’ordinamento mondiale la Convenzione di Vienna del 1969 all’articolo 26 stabilisce che “ogni trattato in vigore vincola le parti e deve essere eseguito da esse in buona fede”. All’articolo 27 la Convenzione stabilisce che: “Una parte non può invocare le disposizioni della propria legislazione interna per giustificare la mancata esecuzione di un trattato”.
Per quanto sopra e quali cittadini del Territorio Libero di Trieste denunciamo che le autorità italiane svolgendo il 15° censimento della Repubblica Italiana nella Zona A del Territorio Libero di Trieste abbiano violato il Trattato di Pace del 1947 obbligando i cittadini di uno Stato indipendente ad assoggettarsi agli obblighi imposti dal Paese occupante e privandoli della propria cittadinanza originaria.
Tale violazione si estende all’Unione Europea di cui l’Italia è Paese membro e di cui otto Stati (come sopra riportato) sono pure tra i firmatari del Trattato di Pace del 1947, e quindi parte in causa ed essi stessi vincolati al rispetto dell’atto sottoscritto quali potenze vincitrici nei confronti dell’Italia.
Questi comportamenti costituiscono inoltre pesante violazione della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione dei Diritti Fondamentali dell’Uomo, della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, del Trattato dell’Unione Europea (art. 2, 3, 6, 7, 8, 21)*.
l’art. 2 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce che: “L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.
l’art. 3 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce al comma 1 che: “L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli” e al comma 3 punto 2: “L’Unione combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore” e al comma 5: “Nelle relazioni con il resto del mondo l’Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all’eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite”.
l’art. 6 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce al comma 1 che: “L’Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 7 dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati”.
l’art. 7 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce al comma 1 che: “Su proposta motivata di un terzo degli Stati membri, del Parlamento europeo o della Commissione europea, il Consiglio, deliberando alla maggioranza dei quattro quinti dei suoi membri previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare che esiste un evidente rischio di violazione grave da parte di uno Stato membro dei valori di cui all’articolo 2. Prima di procedere a tale constatazione il Consiglio ascolta lo Stato membro in questione e può rivolgergli delle raccomandazioni, deliberando secondo la stessa procedura”, al comma 2: “Il Consiglio europeo, deliberando all’unanimità su proposta di un terzo degli Stati membri o della Commissione europea e previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare l’esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro dei valori di cui all’articolo 2, dopo aver invitato tale Stato membro a presentare osservazioni”, e al comma 3: “Qualora sia stata effettuata la constatazione di cui al paragrafo 2, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di sospendere alcuni dei diritti derivanti allo Stato membro in questione dall’applicazione dei trattati, compresi i diritti di voto del rappresentante del governo di tale Stato membro in seno al Consiglio. Nell’agire in tal senso, il Consiglio tiene conto delle possibili conseguenze di una siffatta sospensione sui diritti e sugli obblighi delle persone fisiche e giuridiche. Lo Stato membro in questione continua in ogni caso ad essere vincolato dagli obblighi che gli derivano dai trattati”.
l’art. 8 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce al comma 1 che: “L’Unione sviluppa con i paesi limitrofi relazioni privilegiate al fine di creare uno spazio di prosperità e buon vicinato fondato sui valori dell’Unione e caratterizzato da relazioni strette e pacifiche basate sulla cooperazione”, e al comma 2: “Ai fini del paragrafo 1, l’Unione può concludere accordi specifici con i paesi interessati. Detti accordi possono comportare diritti e obblighi reciproci, e la possibilità di condurre azioni in comune. La loro attuazione è oggetto di una concertazione periodica”.
l’art. 21 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce al comma 1 che: “L’azione dell’Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”.
l’annessione decisa di fatto dall’Italia, della zona A del TLT, ha fatto sì che forzatamente i cittadini di uno Stato indipendente siano stati privati dei loro diritti fondamentali, a partire da quello di cittadinanza, senza potere in alcun modo reagire pena la repressione delle autorità italiane;
i cittadini del TLT hanno diritto a scegliere la propria cittadinanza che non può essere loro cancellata per decisione unilaterale dello Stato occupante, che in questo modo viola la propria stessa Costituzione che all’art. 22 stabilisce che: “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”;
i cittadini del TLT hanno diritto ad esprimersi a suffragio universale su ogni questione riguardante il proprio Stato, tutt’ora esistente in base al Trattato di Pace del 1947;
i cittadini del TLT che dichiarano la propria cittadinanza davanti all’autorità giudiziaria italiana – che illegittimamente esercita la giurisdizione – vengono ancora oggi condannati a sanzioni penali, multe e sono sottoposti a intimidazioni e discriminazioni da parte degli apparati dello Stato occupante;
l’arma fiscale viene utilizzata quale forma di repressione per mettere a tacere i cittadini del TLT imponendo loro il pagamento forzoso di tasse, sovrattasse, sanzioni, che vengono riscosse dalla Equitalia S.p.A, e dall’Agenzia delle Entrate, per conto dello Stato Italiano ed in violazione del Trattato di Pace del 1947 (art. 5 Allegato X);
il censimento imposto ai cittadini del Territorio Libero di Trieste costituisce l’ultimo atto, e sintesi perfetta, di questa brutale spoliazione dei diritti fondamentali che la democratica Unione Europea dovrebbe invece garantire e che sono alla base della sua stessa costituzione.
I seguenti firmatari chiedono quindi al Parlamento Europeo di intervenire ai sensi dell’art. 21 comma 1 del Trattato UE, evidenziando che i comportamenti messi in essere dalle autorità italiane costituiscono in base all’art. 7 del Trattato UE grave violazione dei valori di cui all’articolo 2.
Si chiede inoltre che lo stesso Parlamento Europeo provveda ad informarne i propri Stati membri firmatari del Trattato di Pace di Parigi del 1947, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e che il Parlamento Europeo istituisca una propria Commissione ispettiva sul caso.
Trieste, 15 maggio 2012
Recapito postale/domicilio: i firmatari eleggono domicilio presso la sede del Movimento “Trieste Libera” in via Udine 2, 34135 Trieste, Italia (Territorio Libero di Trieste), tel. +39 040-9851413, e-mail: info@territoriolibero.net – freetriest@gmail.com
3 Responses to Petizione al Parlamento Europeo sulla violazione del diritto di cittadinanza per i cittadini del TLT
cynthia balbi 16/05/2012
VOIO TRIESTE FINALMENTE LIBERA DALLA SCHIAVITU’ ITALIANA!
emanuel desimon 13/08/2012
quando vieni tradito dalla propria nazione ci sono pochi spiragli,grazie a tutti coloro che si sono impegnati x questa causa,se speravamo nei nostri telegiornali di sapere qualcosa di più……
Festa del TLT! [17] [18] [19 agosto], Prosecco/Prosek | Trieste Libera — Svobodni Trst — Free Triest 02/08/2012
[...] in Europa e a Trieste. Saranno inoltre predisposti appositi banchetti di raccolta firme per la “Petizione sul riconoscimento della cittadinanza del TLT” (petizione che andrà ad affiancarsi alle due già accolte dal Parlamento Europeo relativamente [...]
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