Source: https://sosonline.aduc.it/scheda/gas+guida_14630.php
Timestamp: 2018-04-23 17:19:15+00:00
Document Index: 20642854

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.14', 'art.12', 'art.59', 'art.46', 'art.46', 'art.3']

ADUC - Scheda Pratica - GAS: UNA GUIDA
Ultima revisione 6/4/2017; ultimo aggiornamento 28/3/2018
La liberalizzazione del mercato del gas e' attiva dal 2003 grazie al d.lgs.164/00 che ha recepito la Direttiva europea 98/30/Ce ed e' stata via via completata fino al recepimento della Direttiva 2003/55/Ce con emissione del dl 73/07 (legge 125/07) e di diverse delibere regolatrici dell'AEEGSI, Autorita' per l'energia elettrica ed il gas (dal 2018 ARERA), principalmente la Delibera 64/2009 aggiornata al 2017.
In pratica, dal 2003 anche i clienti gas con consumi medio-bassi (fino a 200 mila metri cubi annui) possono scegliere liberamente da quale venditore acquistare, scegliendo l'offerta che piu' si adatta alle proprie esigenze.
L'Unione europea, e in Italia l'ARERA, hanno stabilito regole a favore dei clienti piu' deboli ed il garante, nello specifico, continua a stabilire regole comuni inerenti la qualita' commerciale e la sicurezza del servizio, la trasparenza in fase di offerta, i tempi di esecuzione di varie prestazioni (standard di qualita'), etc.
Le imprese venditrici devono essere autorizzate dal Ministero dello Sviluppo economico e devono essere giuridicamente separate (a livello societario) dalle imprese di distribuzione che non possono piu' vendere direttamente il gas. Dal 2003, come e' recentemente avvenuto per le societa' che vendono energia elettrica, molte societa' di distribuzione hanno creato proprie societa' di vendita alla quale sono stati trasferiti tutti i contratti di fornitura dei clienti.
E' da precisare che la liberalizzazione ha interessato il mercato del gas naturale e non altri tipi di gas (come il GPL) che continuano ad essere gestiti in esclusiva con il totale controllo dell'Autorita'.
Non rientrano nelle regolamentazioni dell'Autorita' le forniture che non provengono dalle reti pubbliche locali (come per esempio la fornitura di bombole o di serbatoi). Queste attivita' sono del tutto libere.
Come per l'energia elettrica, quindi, cambia l'aspetto commerciale del servizio, mentre la gestione tecnica degli impianti rimane in mano alle societa' di distribuzione locale.
CONDIZIONI CONTRATTUALI MINIME
Morosità, modalità e tempi di sospensione della fornitura
LA BOLLETTA E LE MODALITÀ DI FATTURAZIONE DEI CONSUMI
ATTIVAZIONE DELLA FORNITURA SU UN NUOVO IMPIANTO
L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INCIDENTI
APPROFONDIMENTI: IL SERVIZIO DI ULTIMA ISTANZA E IL SERVIZIO DI DEFAULT
APPROFONDIMENTI: STOP AL SERVIZIO DI MAGGIOR TUTELA e CONTRATTI "PLACET"
I passaggi al mercato libero, e tra venditori del mercato libero, sono disciplinati da precise regole che tutti i venditori devono seguire, stabilite dall'Autorità garante con la Delibera AEEGSI 302/2016 in vigore dal 1/1/2017.
A CHI MI RIVOLGO PER......
Per tutte le informazioni commerciali (consumi, bollette, pagamenti, rimborsi, chiarimenti, etc.) la controparte a cui rivolgersi e' il venditore con cui e' stato sottoscritto il contratto.
Ci si deve rivolgere al venditore anche per tutte le prestazioni che riguardano la distribuzione (allacciamenti, posa e spostamento del contatore, etc.), anche se in questi casi ad intervenire e' il distributore locale che, come gia' ampiamente detto, non cambia al cambiare del venditore.
Riguardo agli allacciamenti c'e' da dire che gli stessi sono garantiti in tutte le zone "metanizzate" (ovvero in quelle ove il Comune ha deciso di installare un impianto di distribuzione). Il distributore puo' rifiutare l'allacciamento di un nuovo cliente solo se la capacita' degli impianti e' insufficiente o se -per le aree non raggiunte dalla rete di distribuzione- le opere necessarie sono tecnicamente o economicamente irrealizzabili.
In caso di fuga di gas, invece, si deve telefonare al servizio di pronto intervento gestito direttamente dal distributore locale. Il numero da chiamare e' indicato in bolletta e NON cambia al variare del venditore. Il distributore deve intervenire anche se la fuga di gas riguarda impianti od apparecchi del cliente (cucina a gas, caldaia, etc.). In questi casi pero' -scongiurato il pericolo- il ripristino in sicurezza di detti impianti e' a cura del cliente.
Le condizioni contrattuali minime fissate dall'Autorita' per l'energia ed il gas -con delibera 229/01 e succ.modifiche- sono automaticamente applicabili a tutti i clienti che non passano al mercato libero e che consumano meno di 200.000 metri cubi di gas all'anno.
I tentativi di lettura del contatore devono essere fatti:
- almeno uno all’anno per i clienti con consumi fino a 500 Smc/annui;
- almeno due all’anno per i clienti con consumi da 500 a 1.500 Smc/annui;
- almeno tre all’anno per i clienti con consumi da 1.500 a 5.000 Smc/annui;
- almeno ogni mese per i clienti con consumi superiori ai 5.000 Smc/annui.
Nel caso di nuove attivazioni (nuove utenze), un tentativo di lettura va fatto entro sei mesi.
In presenza del nuovo contatore elettronico “smart meter” la lettura va effettuata mensilmente, con dettaglio giornaliero. Dopo l’installazione del nuovo contatore elettronico devono essere fatti almento tre tentativi di acquisizione del dato mensile a partire dal primo giorno del quarto mese successivo alla messa in servizio dello stesso.
Il periodo di riferimento dei consumi da recepire con la lettura deve avvicinarsi, per i clienti della prima voce suddetta (essenzialmente i domestici) all’anno, per tutti i venditori. Per chi consuma fino a 1.500 Smc/annui i periodi di riferimento sono aprile-ottobre e novembre-marzo.
Se il contatore non è accessibile occorre un’ulteriore tentativo di lettura se almeno due consecutivi vanno falliti, al più tardi nel mese successivo a quello nel quale è stato tentato il secondo., anche in fasce orarie diverse rispetto a quelle solite.
Il calendario dei passaggi del personale deve essere pubblicato sul sito internet dell’impresa distributrice (distributore locale) che esegue materialmente le letture.
Come autolettura vale anche la lettura raccolta dal cliente finale e lasciata a disposizione su nota cartacea affissa alla porta della propria abitazione o luogo similare.
Se la lettura risultasse impossibile il cliente deve comunque esserne avvisato con una nota che informi anche della possibilità di fare autolettura. Questa la tipica modalità:
“Informiamo che il nostro incaricato non ha potuto effettuare la lettura del contatore gas. Per maggiori informazioni sulla possibilità di trasmettere i dati di lettura del Vostro contatore, Vi invitiamo a contattare il Vostro Venditore di Gas”. Data rilascio avviso ....”.
Nel caso in cui l’impossibilità sia dovuta al fatto che il contatore non è accessibile, l’avviso deve anche essere riportato nella prima bolletta utile.
In ogni caso alla mancata lettura, quando il contatore è accessibile, è dovuto in indennizzo forfettario automatico pari a 35 euro.
Da sapere anche che l’autolettura deve SEMPRE essere consentita e agevolata con fissazione di almeno una modalità di comunicazione e di finestre temporali da indicare nelle fatture.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 229/01 art.4 che rimanda all’art.14 e 14bis della Delibera 64/2009 (TIVG)
Le fatture periodiche devono essere emesse:
- almeno ogni quadrimestre per i clienti con consumi fino a 500 Smc/annui;
- almeno ogni bimestre per i clienti con consumi da 500 a 5.000 Smc/annui;
La fatturazione mensile è fissata anche per i clienti per i quali è obbligatoria la lettura mensile con dettaglio giornaliero (utenze con i nuovi contatori elettronici smart meter).
I venditori del mercato libero possono aumentare la frequenza di fatturazione per clienti della prima fascia (con consumi inferiori ai 500 Smc/annui), essenzialmente i domestici.
Ciascuna fattura deve essere emessa entro 45 giorni solari calcolati dall’ultimo giorno di consumo addebitato. Il termine può essere diverso, contrattualmente previsto, per i venditori del mercato libero.
La fatturazione avviene sulla base dei consumi rilevati al momento della lettura o dell'autolettura. Puo' anche avvenire in base ai consumi presunti e stimati dalla societa' sulla base dei consumi storici del cliente.
L’attribuzione dei consumi avviene su base giornaliera considerando convenzionalmente costante il consumo nel periodo. Eventuali variazioni tariffarie vanno applicate sui consumi e sulle bollette SUCCESSIVE alla variazione stessa.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 229/2001 che rimanda agli artt.4/5/6/7/8/9 della Delibera AEEGSI 463/16 (TIF)
Il termine di scadenza per il pagamento non può essere inferiore a 20 giorni dalla data di emissione della bolletta.
Sul contratto deve essere prevista almeno una modalità di pagamento gratuita.
Se il cliente paga in ritardo vanno corrisposti gli interessi di mora e, qualora il venditore lo preveda, le spese postali relative all’invio del sollecito. Per i primi 10 giorni dal ritardo il cliente buon pagatore (?) paga solo gli interessi legali.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 229/2001 artt.7/8
In caso di ritardato pagamento, l'impresa distributrice puo' sospendere la fornitura di gas ma SOLO dopo aver preavvisato l'utente con una raccomandata contenente:
- il termine ultimo per procedere al pagamento indicando da quale data esso parte. Il termine non puo' essere inferiore a 15 giorni solari dall'invio della raccomandata o a 20 giorni dall'emissione della lettera se l'invio della stessa non puo' essere dimostrato. Se l'invio e' via pec il termine minimo per pagare e' di 10 giorni dal ricevimento della mail;
- il termine entro il quale puo' scattare la sospensione della fornitura, qualora la inadempienza continuasse (non meno di tre giorni lavorativi).
(Nota: se si è nei 90 giorni dall’ultima richiesta di sospensione della fornitura, e il venditore decide di inviare un’ulteriore sollecito i termini cambiano: per pagare rispettivamente 7 giorni solari anzichè 15, 10 giorni solari anziché 20, 5 anziché 10; per l’interruzione 2 giorni lavorativi anziché 3).
- per i clienti del servizio di maggior tutela, nel caso in cui il mancato pagamento NON riguardi la fornitura di gas ma servizi accessori;
- settimanalmente in un giorno lavorativo compreso tra il lunedì e il mercoledì; questo vincolo non c’e’ per le forniture telegestite;
- in presenza di un reclamo scritto dell'utente (inoltrato nelle modalita' previste dal contratto) , senza risposta, che contesti la ricostruzione dei consumi effettuata dal gestore in seguito ad accertato malfunzionamento del contatore. Ciò a condizione che l’importo anomalo sia di importo superiore ai 50 euro e che il cliente abbia inviato il reclamo NON oltre i 10 giorni successivi al termine di pagamento della fattura.
- in caso di accertata appropriazione fraudolenta del gas, oppure di manomissione e rottura dei sigilli dei contatori oppure se gli impianti sono stati usati in modo non conforme al contratto.
Al cliente moroso puo' essere richiesto il contributo per la disattivazione e la riattivazione della fornitura, nel limite del costo sostenuto per tali operazioni.
La riattivazione deve avvenire entro 2 giorni feriali dalla comunicazione del venditore al distributore locale; il venditore deve provvedere a fare questa comunicazione non appena il cliente comunica a sua volta l’avvenuto pagamento.
Il gestore/venditore di gas e' tenuto a pagare in bolletta un indennizzo automatico in questi casi:
L'accredito deve avvenire nella prima bolletta successiva all'evento, come detrazione effettuata con causale " “Indennizzo automatico per mancato rispetto dei termini/modalità per la costituzione in mora”.
E' bene sapere che il pagamento di questo indennizzo non pregiudica la possibilita' per l'utente di chiedere ulteriori rimborsi relativi a danni specifici, meglio se documentati.
L’effettiva interruzione può avvenire decorsi almeno 10 giorni lavorativi dall’invio della comunicazione, nel periodo compreso tra il lunedi e il martedi di ciascuna settimana.
In questo caso sull’utenza viene attivata la fornitura del servizio di default (vedi più avanti).
Per i clienti non disalimentabili il preavviso deve contenere la minaccia di cessazione amministrativa del contratto con attivazione dei servizi di ultima istanza. Se ciò non fosse possibile il distributore attiverà la fornitura del servizio di default (vedi più avanti).
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 229/2001 che rimanda alla Delibera ARERA 99/2011 (TIMG, testo integrato morosita' gas)
Per i clienti del servizio di maggior tutela i venditori devono offrire la possibilità di rateizzare le bollette nei seguenti casi:
- se il conguaglio è di importo superiore al doppio dell’addebito più elevato fatturato nelle bollette basate sui consumi stimati successive alla precedente bolletta di conguaglio (ciò escluso il caso in cui la differenza sia dovuta esclusivamente alla variazione stagionale dei consumi ed esclusi i casi in cui la fatturazione sia mensile sulla base di consumi effettivi);
- per i clienti a cui viene chiesto il pagamento di corrispettivi per consumi non registrati dal contatore rilevati a seguito del malfunzionamento dello stesso per cause non imputabili al cliente;
- per i clienti a cui viene chiesto il pagamento di importi ricalcolati (per consumi effettivi) a causa di una o più mancate letture con contatore accessibile;
- nei casi di mancato rispetto, anche episodico, della periodicità di fatturazione (per clienti domestici con consumi inferiori a 200.000 Smc);
- nei casi di fatturazione di importi anomali (per clienti domestici con consumi inferiori a 200.000 Smc).
Nei primi tre casi suddetti il numero delle rate è pari almeno al numero di bollette stimate o di acconto ricevute.
Nel quarto caso (mancato rispetto periodicità fatturazione), il numero delle rate è pari almeno al numero delle bollette non emesse a seguito dell’inadempienza.
In caso di fatturazione di importi anomali il numero delle rate è corrispondente al massimo al numero delle bollette emesse negli ultimi 12 mesi.
Le rate, di importo costante, devono sempre avere una frequenza analoga a quella di fatturazione; il venditore può chiedere che la prima scada entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta oppure entro la scadenza del termine per chiedere la rateizzazione. In quest’ultimo caso alla bolletta deve essere allegata tutta la documentazione che già permetta al cliente di pagare la prima rata dando in tal modo avvio, e accettazione, alla rateizzazione.
La rateizzazione può essere chiesta inoltre solo se la bolletta supera i 50 euro di importo, nelle modalità previste dal venditore e comunque entro i 10 giorni successivi alla scadenza.
Se si cambia venditore durante una rateizzazione quello che lasciamo può chiedere il pagamento delle rate non ancora scadute secondo una periodicità mensile.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 229/2001 che rimanda alla Delibera 64/2009 art.12bis
Il venditore può chiedere al cliente, a titolo di garanzia, il versamento di un deposito cauzionale di un importo che varia da 25 a 77 euro a seconda del consumo annuo (25 euro per consumi fino a 500 mc di clienti domestici del mercato vincolato).
In caso di morosità il venditore può trattenere il deposito per poi rifatturarlo; allo stesso tempo, considerato ciò, non può sospendere la fornitura di gas qualora il debito del cliente sia di valore inferiore od uguale al deposito.
Il deposito deve essere restituito entro 30 giorni dalla cessazione del contratto di vendita, maggiorato degli interessi legali.
La domiciliazione bancaria dei pagamenti (rid) consente di evitare l’addebito del deposito cauzionale, trattandosi di una forma di garanzia considerata equivalente.
Non è richiedibile invece un anticipo sui consumi.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 229/2001 artt.da 11 a 14
Dal 2016 le bollette elettriche e del gas sono emesse secondo la nuova struttura decisa dall’Autorità garante e denominata “Bolletta 2.0”, più sintetica, con raggruppamento in un'unica pagina di tutte le voci essenziali.
Per ogni dettaglio si veda il sito dedicato
GLI STANDARD COMUNI DI QUALITA' E GLI INDENNIZZI AUTOMATICI
L'Autorita' garante per l'energia ed il gas ha definito, con delibera 574/2013 gli standard di qualita' validi per il triennio 2014/2019 per tutti i distributori e venditori di gas, anche quelli del mercato libero, pur se piccoli.
STANDARD DI QUALITA' E INDENNIZZI AUTOMATICI
Indennizzo per clienti con contatori fino a G6 (compresi quindi i domestici)
Indennizzo per clienti con contatori da G10 a G25
Preventivazione lavori semplici
Preventivazione lavori complessi
10 giorni lavorativi dall'accettazione preventivo
Disattivazione fornitura su richiesta del cliente (non applicabile per volture o subentri)
Riattivazione fornitura a seguito di sospensione per morosita' (vedi piu' avanti) o a seguito di sospensione per situazione di potenziale pericolo e/o pubblica incolumita'
Fascia di puntualita' per appuntamenti personalizzati
Ripristino pressione conforme
Variabile a seconda del tipo di utenza, vedi sezione scheda
Esecuzione lavori complessi (vedi piu' avanti)
indicativo 60 giorni lavorativi
(*)Tempo di risposta motivata ai reclami scritti
(*)Rettifica fatturazione o invio di dinieghi motivati
(*)Rettifica di doppia fatturazione
(*) Standard fissati dalla Delibera 413/2016 che sostituisce a partire dal 1/1/2017 la Delibera 164/2008. Per approfondimenti vedi scheda ENERGIA ELETTRICA E GAS: INDENNIZZI SUI SERVIZI DI VENDITA
Con l'espressione "tempo indicativo" si intende un termine che va rispettato dai gestori/venditori in una certa percentuale rispetto al totale degli utenti e che non e' perentorio per il singolo caso.
Il conteggio dei termini parte dal giorno in cui la richiesta viene ricevuta dal proprio venditore. Per le prestazioni del distributore, pero' (il rilascio di preventivi in assenza di contratto di fornitura, le rischieste di interventi tecnici sul contatore o sulla rete di distribuzione, riattivazione fornitura su utenza sospesa per potenziale pericolo) il termine parte dal giorno in cui la domanda viene ricevuta dal distributore. Il venditore ha 2 giorni lavorativi di tempo per l'inoltro.
Attenzione! In caso di richieste di riattivazione della fornitura a seguito di sospensione dovuta a morosita' il tempo massimo decorre dal ricevimento della richiesta da parte del distributore locale, inviata dal venditore di gas. Il venditore deve ottemperare in tal senso nello stesso giorno in cui riceve la comunicazione di pagamento da parte dell'utente. Al posto di una semplice comunicazione il venditore puo' anche pretendere l’esibizione del documento in originale da cui risulti l’avvenuto pagamento. Se il distributore locale riceve la richiesta da parte del venditore di gas oltre le ore 18.00 nelle giornate da lunedi a mercoledi oppure oltre le ore 14.00 nelle giornate di giovedi e venerdi il conteggio del termine massimo di riattivazione decorre dal giorno dopo.
Il lavoro semplice, per quanto riguarda il gas, e' la realizzazione, modifica o sostituzione a regola d’arte dell’allacciamento in bassa pressione (cioe' la parte di impianto che collega il contatore alla tubazione stradale) eseguito con un intervento limitato all’allacciamento medesimo ed eventualmente al contatore. In tutti gli altri casi il lavoro è complesso.
Il conteggio dei tempi non tiene conto del tempo necessario al distributore per ottenere le autorizzazioni eventualmente previste per l’esecuzione del lavoro (ad esempio, per gli scavi stradali).
In tutti i casi in cui non vengono rispettati i tempi massimi fissati dall'Autorita', scattano degli indennizzi che il venditore deve liquidare all'utente senza che questi debba farne richiesta (a differenza di quanto avveniva in passato per gli indennizzi previsti dalle singole carte dei servizi). Se l'utente viene fornito da un venditore diverso dal distributore locale, e' il venditore che deve risarcire il cliente facendo da tramite con il distributore stesso.
L'indennizzo dev'essere accreditato entro 30 giorni dalla data di effettuazione della prestazione, nella prima bolletta utile, o al piu' tardi entro il triplo del tempo dello standard. Nel caso di indennizzo per mancato rispetto della fascia di puntualita' degli appuntamenti, il termine parte dalla data dell'appuntamento stesso.
Se entro sei mesi dai termini di cui sopra l'indennizzo non e' stato pagato il suo importo triplica, e l'accredito deve comunque avvenire entro sette mesi dalla prestazione.
Per quanto riguarda la mancata lettura del contatore nei tempi stabiliti, dal 2014 e' dovuto un indennizzo di 35 euro che puo' arrivare anche a 70 euro se viene versato in ritardo triplo (si veda per i dettagli l'art.59 della Delibera 574/2013).
- quando il cliente non e' in regola con gli eventuali pagamenti dovuti all’esercente per l’effettuazione della prestazione richiesta;
- se il cliente ha chiesto un appuntamento personalizzato in data successiva di oltre 60 giorni solari rispetto alla data proposta dal distributore; in questo caso non viene corrisposto l'indennizzo automatico per mancato rispetto della fascia di puntualita'.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 574/2013 valevole per il periodo 2014/2019 (sostitutiva della Delibera 120/08).
Come gia' visto le richieste di verifica del contatore vanno evase entro 20 giorni lavorativi, termine entro il quale deve essere reso disponibile il resoconto di verifica. Dal 2014 e' previsto un indennizzo automatico in caso di mancato rispetto di detto termine.
Il tutto avviene attraverso il venditore di gas, che fa da tramite tra il cliente e il distributore locale; e' quest'ultimo che si occupa direttamente di effettuare la verifica.
Viene fissato un appuntamento. Quando possibile la verifica deve essere fatta presso il cliente finale, in casi particolari puo' essere utilizzato un laboratorio qualificato. L'utente -o un suo delegato- deve essere presente alla verifica e deve firmare un verbale che riporta tutte le attivita' svolte. Egli deve inoltre essere informato sul laboratorio eventualmente scelto dal distributore per l'invio del contatore.
Se vengono accertati degli errori di misura superiori ai valori "ammissibili" previsti dalla normativa tecnica, o se comunque il contatore risulta malfunzionante, il distributore ne deve disporre la sostituzione gratuita e deve procedere con la ricostruzione dei consumi. Della sostituzione va redatto un verbale che riporti la lettura finale del contatore sostituito e quella iniziale del nuovo. Il verbale va conservato per cinque anni mentre il contatore sostituito per 90 giorni, se la verifica e' stata effettuata senza contraddittorio. Il termine si riduce a 45 giorni se la verifica non e' stata chiesta dal cliente. Dal 1/1/2014 il termine massimo di sostituzione del contatore e' di 5 giorni lavorativi dalla data in cui il venditore di gas riceve dal distributore comunicazione dell'esito della verifica.
La sostituzione del contatore puo' avvenire anche su iniziativa del distributore. In questo caso il cliente finale deve essere avvisato con un preavviso minimo di 15 giorni lavorativi. L'avviso deve contenere anche l'informazione riguardante la possibilita' per il cliente di chiedere una verifica del contatore entro sette giorni prima della data prevista di sostituzione.
Diversamente, se non e' possibile individuare l'errore del contatore (per esempio nel caso di un blocco), per il ricalcolo ci si basa su indicatori standard di consumo di gas, cioe' su parametri di prelievo annui stabiliti dal distributore per quell'utenza (consumi storici). Ovviamente l'utente, se puo', ha facolta' di dimostrare i propri reali consumi nel periodo di riferimento, anche fornendo prova della loro variazione sulla base di consumi di altro tipo (acqua, energia elettrica.)
Il periodo di riferimento per la ricostruzione e' l'intervallo di tempo tra quando si e' verificato il guasto o la rottura e la data di verifica del contatore (o del suo invio ad un laboratorio). Se il momento in cui si e' verificato il guasto o la rottura non e' determinabile con certezza, il periodo di riferimento e' quello intercorrente dalla data di verifica (o di invio al laboratorio) e l'ultima lettura validata e non contestata dal cliente. Il periodo di riferimento non puo' comunque superare i cinque anni solari precedenti la verifica.
Gli importi della ricostruzione non possono essere addebitati all'utente nel caso in cui il distributore non abbia rispettato le regole di periodicita' delle letture obbligatorie. Cio' per massimo un periodo concidente con la periodicita' prevista dal contratto per le letture. Stessa cosa se il contatore ha il bollo metrico scaduto e risultano addebitati al cliente consumi inferiori rispetto a quelli effettivi.
Tutta la documentazione relativa alla ricostruzione deve essere inoltrata al cliente finale da parte del venditore, che la riceve dal distributore entro 15 giorni dall'invio del resoconto di verifica. Entro 30 giorni il cliente puo' presentare le sue osservazioni e contestare la ricostruzione documentando le proprie motivazioni.
La verifica a cui segua la rilevazione di errori superiori ai valori ammissibili fissati dalla legge e' gratuita, cosi' come la sostituzione del contatore. Altrimenti, se i valori rilevati sono rienuti ammissibili, la verifica comporta un costo che deve corrispondere a quello indicato dal distributore locale sul proprio sito, diversificato a seconda del tipo di utenza. Il costo e' di massimo 5 euro, invece, se il bollo metrico del contatore risulta scaduto o non sia stato sottoposto alle verifiche periodiche previste dalla legge.
Anche per quanto riguarda le richieste di verifica della pressione e il controllo e gli eventuali interventi di ripristino della pressione i costi sono fissati dal distributore che li pubblica sul proprio sito. La somma massima che il distributore può chiedere al venditore (con rivalsa sul cliente) è di 30 euro per i clienti alimentati in bassa pressione che non hanno richiesto controlli da piu' di cinque anni.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 574/2013 valevole per il periodo 2014/2019, art.46 e Delibera ARERA 572/2013 (ricostruzione consumi)
Le procedure di attivazione della fornitura di gas su un nuovo impianto sono ad oggi regolate dalle disposizioni della delibera 40/2014 che ha sostituito la Delibera 40/2004.
L'attivazione deve essere chiesta al venditore con il quale si sottoscrive il contratto, venditore che provvederà a dare informazioni sulla procedura da seguire inviando una lettera informativa (Allegato G40 della delibera) e parte della documentazione già precompilata (richiesta di attivazione e copia dell'attestazione che dovrà essere rilasciata dalla ditta che ha installato l'impianto). La documentazione va consegnata allo sportello o inviata, entro due giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta di attivazione della fornitura, mediante posta prioritaria o fax o posta elettronica.
Il cliente completa e firma la documentazione e la invia al distributore. Più precisamente:
- la conferma della richiesta di attivazione della fornitura del gas, compilata e firmata dall'utente utilizzando un modulo precompilato e fornito dal venditore (allegato H40 della delibera);
- l'attestazione firmata dall'installatore dell'impianto completa di tutti i documenti richiesti (redatta su modulo predisposto conforme a quello proposto dall'Autorita' garante, l'allegato I40 della delibera).
Il distributore deve effettuare tutti gli accertamenti necessari ed in caso di esito positivo attiva la fornitura nei tempi massimi previsti dalla regolamentazione dell'Autorità garante (vedi sezione standard di qualità) ovvero entro 10 giorni lavorativi da quando riceve la documentazione.
In caso invece di accertamento impedito per carenza di documentazione, il distributore avvisa il cliente indicando il termine di 30 giorni per provvedere, avvisando che in caso di mancata ricezione la richiesta viene annullata.
Se il distributore non riceve la documentazione completa entro 120 giorni solari dal ricevimento da parte del venditore della richiesta di attivazione detta richiesta viene annullata.
Dell'esito negativo o dell'accertamento impedito viene data notizia anche al Comune che ha facolta' di effettuare verifiche proprie al prezzo fissato in euro 100. Se l'esito della verifica del Comune e' negativo, il distributore -avvertito- puo' sospendere la fornitura eventualmente attivata nel frattempo.
La procedura comporta un costo fisso da pagare al venditore -che poi lo versa al distributore- di euro 47 per gli impianti di potenza fino a 35 kW. Il costo aumenta all'aumentare della potenza dell'impianto. Il costo puo' aumentare nel caso che la pratica incontri problemi per responsabilita' del cliente.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 40/2014 sostitutiva della 40/04, Titolo II, Articolo 16
Il concetto di voltura secondo il Garante relativamente alle utenze gas è la “variazione del cliente finale titolare di un punto di riconsegna, senza disalimentazione del punto stesso, allorché il nuovo cliente finale sia controparte di un contratto di fornitura”.
In altre parole la voltura è l’acquisizione della titolarità di un punto di riconsegna attivo, che rimane tale.
Il cliente si deve rivolgere al venditore attivo sul punto di fornitura, il quale può o meno accettare la richiesta. Se non l’accetta il cliente può sottoscrivere un contratto con un nuovo venditore del mercato libero oppure, finché sarà possibile, col venditore locale del mercato vincolato.
Se sul punto di fornitura fosse attivo un fornitore di ultima istanza (FUI) il rifiuto di attivazione sarebbe molto probabile, considerando che si tratta di un servizio per il quale si deve avere diritto a determinate condizioni. Se invece vi fosse attivo il servizio di default dovrebbe per forza essere attivata una nuova fornitura dopo la disalimentazione fisica del punto.
Se il cliente non avesse modo di sapere quale venditore è attivo sul punto di fornitura rivolgersi allo Sportello del consumatore di energia presentando un’apposita richiesta che deve fornire i dati entro 10 giorni lavorativi.
Qualora il cliente non intenda rimanere con il medesimo venditore non ci potrà essere ovviamente un passaggio diretto ma prima una cessazione della fornitura attiva -e disattivazione del contatore- con successiva attivazione di una nuova fornitura e nuovo contratto. Si dovrà quindi aver cura che il "vecchio" contratto venga chiuso. La pratica a questo punto diventa una nuova attivazione.
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 102/2016
L'Autorita' garante ha stabilito, con varie delibere che i clienti finali del gas sono coperti da una assicurazione per gli infortuni, anche subiti dai familiari conviventi e dai dipendenti, gli incendi e la responsabilita' civile per danni derivanti dall'uso del gas.
La copertura e' garantita per chiunque utilizzi il gas, anche occasionalmente, indipendentemente dal contratto sottoscritto.
L'assicurazione e' gestita dal Comitato Italiano Gas (Cig) contattabile con diverse modalita' tutte ben spiegate sul loro sito clicca qui
Fonte: Delibera ARERA (ex AEEGSI) 223/2016
Fonte: D.l. 248/07 (legge 31/08), art.46, Dl 185/08 (legge 2/09) art.3 e Delibera ARERA (ex AEEGSI) 402/2013/R/COM
Nel caso ci si accorga d'esser stati vittima dell'attivazione indebita di un contratto di energia elettrica o gas NON richiesto, e' possibile fruire di una particolare procedura di reclamo messa a punto dall'Autorita' garante con conseguente ripristino delle precedenti condizioni. La procedura puo' applicarsi solo se il venditore vi ha aderito.
E' bene sapere che in questi casi siamo di fronte ad un inadempimento del contratto rispetto all'impegno del fornitore relativamente ai tempi di fatturazione (per le utenze a maggior tutela le cadenze sono bimestrali o quadrimestrali, per quelle del mercato libero possono anche essere più ampie ma di solito almeno annuali). In più potrebbe non essere stato rispettato il termine di prescrizione che e' di cinque anni.
Si veda in merito questo articolo
APPROFONDIMENTI: FORNITURA DI ULTIMA ISTANZA E SERVIZIO DI DEFAULT
Se l’utente (domestico) rimane senza fornitura di gas per qualsiasi motivo indipendente dalla sua volontà scatta il servizio di ultima istanza, la fornitura di gas resa da uno dei fornitori autorizzati dall’Autorità garante (i cosiddetti FUI, fornitori ultima istanza).
Al cliente deve essere dato avviso di detta attivazione entro 15 giorni, con specifica del motivo e quindi del fatto che lo stesso si è trovato privo del suo originario contratto di fornitura.
Si tratta della cosiddetta “cessazione amministrativa” che può avvenire anche in caso di morosità dei clienti non disalimentabili. In questo caso l’avviso al cliente deve contenere questa motivazione, facendo riferimento al mancato pagamento.
Al cliente deve essere comunicato anche l’indirizzo internet e i recapiti telefonici del fornitore a cui può rivolgersi per informazioni.
I clienti coinvolti possono attivare un nuovo contratto con un nuovo venditore o con lo stesso che fornisce il servizio di ultima istanza oppure possono chiedere la disattivazione del proprio punto di riconsegna.
Se non fanno nulla e rimangono con il fornitore di ultima istanza cominceranno a ricevere fatture (la prima entro quattro mesi e le successive almeno ogni tre mesi). Può anche essere chiesto il pagamento del deposito cauzionale; in caso di morosità può scattare la sospensione della fornitura.
Il servizio di default scatta invece quando non ci sono i requisiti per l’attivazione di quello di ultima istanza o la stessa risulti impossibile.
Anche in questo caso il cliente viene avvisato evidenziando il fatto però che la fornitura è temporanea e che il cliente stesso è tenuto a concludere il contratto con un nuovo venditore entro sei mesi. Se ciò non avviene il servizio continua a maggiori costi.
Fonte: Delibera 64/2009 (TIVG)
Da Marzo 2018 sono attivabili i cosiddetti contratti "Placet" che i venditori del mercato libero devono proporre a fianco dei propri, pensati e strutturati dall'Autorità garante ARERA come via di mezzo tra i contratti di maggior tutela e quelli del mercato libero in vista dell'abolizione del regime di maggior tutela fissata -salvo rinvii- a Luglio 2019.
Approfondimenti si trovano sull'articolo Energia elettrica e gas: le nuove offerte standard per i clienti domestici (PLACET) con portale web per scegliere
- Delibera ARERA (ex AEEGSI) 104/2010 "Approvazione del Codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica e di gas naturale ai clienti finali"
- Delibera ARERA 302/2016 "Modalità e tempistiche relative alla disciplina del recesso dai contratti di fornitura"
- Delibera ARERA 229/2001 "Adozione di direttiva concernente le condizioni contrattuali del servizio di vendita del gas ai clienti finali attraverso reti di gasdotti locali, ai sensi dell’articolo 2, comma 12, lettera h), della legge 14 novembre 1995, n. 481" - Versione aggiornata al 1/1/2017 anche con la Delibera 463/2016
- Delibera ARERA 99/2011 (TIMG) "Disposizioni per il mercato della vendita al dettaglio del gas naturale: servizio di default, acquisto e perdita della responsabilità dei prelievi e approvazione del Testo Integrato Morosità Gas"
- Delibera ARERA 64/2009 (TIVG) "Approvazione del Testo integrato delle attività di vendita al dettaglio di gas naturale e gas diversi da gas naturale distribuiti a mezzo di reti urbane"
- Delibera ARERA 463/2016 (TIF) "Disposizioni relative alla fatturazione di periodo, indennizzi a carico dei venditori e delle imprese di distribuzione e ulteriori obblighi in capo alle suddette imprese, in tema di misura"
- Delibera 574/2013 (TUDG) standard qualità per il periodo 2014-2019
- Delibera ARERA 102/2016 regolazione della voltura nel settore GAS
- Elenco venditori del mercato libero e dei distributori locali: clicca qui