Source: https://lexscripta.it/codici/codice-procedura-civile/articolo-33
Timestamp: 2019-01-17 12:47:18+00:00
Document Index: 162410847

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 33', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 50', 'art 33']

Art 33 cpc | Codice di Procedura Civile | Cumulo soggettivo. | Lexscripta
Art. 33 c.p.c. Cumulo soggettivo.
Le cause contro più persone che a norma degli articoli 18 e 19 dovrebbero essere proposte davanti a giudici diversi, se sono connesse per l'oggetto o per il titolo possono essere proposte davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di una di esse, per essere decise nello stesso processo.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 12 apr 2012, n. 5765
L'art. 6, n. 1, della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, secondo il quale, in caso di pluralità di convenuti, il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente può essere citato davanti al giudice nella cui circoscrizione è situato il domicilio di uno di essi, si riferisce all'ipotesi del cumulo soggettivo di cui all'art. 33 cod. proc. civ., ossia di cause connesse per l'oggetto o per il titolo. Ne consegue che, in relazione a domanda proposta nei confronti di diversi convenuti, concernente l'accertamento dell'indebita escussione, da parte di un creditore straniero, di garanzie autonome prestate da una banca estera e controgarantite da una banca italiana, radicata la giurisdizione del giudice italiano con riguardo alla domanda promossa nei confronti della banca italiana, essa va affermata, per la ritenuta connessione, anche con riferimento alle domande avanzate nei confronti degli altri convenuti. (Nella specie, la S.C. ha altresì escluso che la pendenza, al momento della proposizione della domanda davanti al giudice italiano, di altri giudizi dinanzi a giudice straniero tra alcune delle parti destinatarie del cumulo fosse ostativa all'applicabilità dell'art. 6, n. 1, della Convenzione di Bruxelles, non potendo operare né l'art. 22 della stessa Convenzione, non richiamato dall'art. 3, comma 2, della legge 31 maggio 1995, n. 218, né l'art. 7, comma 3, della medesima legge n. 218 del 1995, il quale presuppone l'avvenuto accertamento della giurisdizione italiana consentendo al giudice italiano di sospendere, per pregiudizialità, l'esercizio della giurisdizione).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 nov 2010, n. 23287
Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati trovano applicazione, quanto alla procedura, le norme particolari che, per ogni singolo istituto, sono dettate dalla legge professionale e, in mancanza, in via integrativa quelle del codice di procedura civile, mentre le norme del codice di procedura penale si applicano soltanto nelle ipotesi in cui la legge professionale faccia espresso rinvio ad esse, ovvero allorché sorga la necessità di applicare istituti che hanno il loro regolamento esclusivamente nel codice di procedura penale; pertanto, disponendo specificatamente la legge professionale quanto alla competenza territoriale disciplinare (art. 38 r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578; art. 1 del d. lgs. C.p.S. 28 maggio 1947, n. 597) relativamente all'avvocato componente del Consiglio dell'ordine, non è possibile procedere né all'applicazione delle norme del processo civile sulla modificazione della competenza per ragioni di connessione, né, a maggior ragione, di quelle della procedura penale.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 27 ott 2008, n. 25875
Con riferimento all'azione di rendiconto nei confronti di più professionisti di cui il "de cuius" si sia avvalso per la gestione del proprio patrimonio, proposta contestualmente a quella di petizione di eredità nei confronti del coerede, la giurisdizione è del giudice italiano anche nei confronti dell'unico professionista straniero: a)in applicazione dell'art. 6 della Convenzione di Lugano (legge n. 198 del 1992), interpretata alla luce degli orientamenti della Corte di Giustizia (Sentenza del 13 luglio 2006, C 539/2003), in presenza dei presupposti che rendono necessario un unico giudizio (vincolo di connessione delle domande, interesse a istruttoria e pronuncia unica), trattandosi di più soggetti gestori chiamati al rendiconto, stante la funzione unitariamente ricostruttiva di un unitario asse ereditario, senza che rilevi la natura disgiuntiva dell'incarico; b) in considerazione del carattere pregiudiziale della causa di rendiconto rispetto a quella principale di petizione di eredità (spettante allo stesso giudice "ex" art. 1 della Convenzione di Lugano e art. 50 della legge n. 218 del 1995), con conseguente attrazione della prima nell'orbita della seconda.
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