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Timestamp: 2018-07-22 21:57:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 39', 'art. 52', 'art. 37', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'sentenza ', 'art.39', 'art. 39']

TRASCRIZIONE DIVORZIO ESTERO - Pagina 3 - Forum Enti.it
Iscritto il: 07/09/2017, 05:08
Messaggioda Carmen H » 08/09/2017, 22:47
Salve, mi interessa sapere cosa succede se un cittadino italiano sposato con una cittadina italiana che ha
ottenuto il divorzio negli USA si risposa con una cittadina americana prima
che la sentenza di divorzio venga trascritta nel proprio paese di
residenza. Diciamo che la pratica sia già stata inoltrata al Consulato
della sua zona ma non ha avuto ancora conferma della avenuta trascrizione.
Il matrimonio è valido oppure no?
Messaggioda l'auxelugatu » 08/09/2017, 23:50
Se c'è il divorzio, anche se non ancora trascritto in Italia, il matrimonio è valido. Se però venisse trascritto prima del divorzio il secondo matrimonio, si rischia una denuncia per bigamia dovuta da parte dell'USC. Tutto si risolve, comunque, con la trascrizione del divorzio.
Messaggioda Marina » 22/12/2017, 21:10
Un cittadino italiano residente nel Regno Unito intende richiedere la trascrizione della propria sentenza di divorzio pronunciata in GB nel 2012.
Lo stesso è in possesso del certificato di cui all'articolo 39 del Regolamento CE 2201/2003, redatto in lingua inglese.
Dall'esame del certificato emergono i seguenti aspetti problematici:
1) è stato indicato al punto 3.2.3 solo lo stato di nascita dello sposo, senza la specificazione del Comune
2) non sono stati compilati i punti 5.4.1 e 5.4.2 e, conseguentemente, non è possibile determinare se la decisione sia stata resa o meno in contumacia.
A questo punto chiedo l'aiuto dei colleghi per sapere se:
a) è possibile accogliere l'istanza di trascrizione inviata a mezzo posta dalla parte (accompagnata dalla prevista dichiarazione sostitutiva) oppure se la richiesta deve pervenire tramite Consolato
b) si può sorvolare sulla mancata indicazione del Comune di nascita dello sposo
c) se è necessario che il certificato venga integrato, mediante compilazione dei campi 5.4.1 o 5.4.2
d) se deve essere prodotta anche la sentenza vera e propria (senza necessità di apostille), munita di traduzione
e) se la firma del traduttore ufficiale deve essere apostillata.
Messaggioda l'auxelugatu » 23/12/2017, 10:31
1) vizio tipico del pressapochismo anglosassone, ma direi che si potrebbe chiudere un occhio
2) direi che è necessario saperlo
a) possibile, in quanto la trasmissione dell'atto è a cura della o delle parti interessate e il consolato è un semplice tramite.
b) direi possibile
c) direi di sì
Se dovesse essere presentata una sentenza inglese dovrebbe essere apostillata come la firma del traduttore.
Mi chiedo quando gli inglesi impareranno che le persone nascono anche in una città e non solo in una nazione...
Messaggioda Marina » 23/12/2017, 14:39
Ringrazio il collega per la risposta e pongo delle ulteriori domande: può essere recepita la sentenza di divorzio anche se non risulta una precedente separazione e nulla viene disposto circa l'affidamento dei figli minori?
L'art. 52 del regolamento (che prevede la non necessità di legalizzazione) si riferisce solo al certificato di cui all'art. 39?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 28/12/2017, 14:15
Parto dalla fine: l'art. 52 si riferisce agli atti considerati nel Regolamento medesimo; nella fattispecie rientrano i 2 documenti considerati all'art. 37.
Una pregressa separazione personale tra i coniugi, per quanto spesso utilizzata, non e' causa oper ottenere lo scioglimento del matrimonio, ma una tra le molte cause; anzi neppure tra le prime (cfr.: art. 3, 1 (e sue lettere) oppure 2 (e sue lettere) L. 1/12/1970, n. 898 e s.m..
Neppure le statuizioni attorno ai figli minorei (se vi siano) attiene alle causa/condizioni, ma, quando ricorr la fattispecie, e' utile una loro statuizione.
Messaggioda trasparenza1955 » 29/12/2017, 21:59
Il divorzio all'estero, effettuato con un atto amministrativo consensuale e non con un procedimento giurisdizionale a cui segue una sentenza è trascrivibile in Italia.
Vedi al riguardo la circolare del Ministero dell'Interno servizi demografici - stato civile - prot 15941 del 21-12-2011 relativa ai divorzi effettuati in Brasile, consensualmente dagli sposi davanti a un notaio. (idem succede a Cuba).
La legge 218/95 all'articolo 65 tratta di provvedimenti (relativi ai rapporti di famiglia) e non di sentenze straniere. L'articolo 66 tratta dei provvedimenti di volontaria giurisdizione: Il divorzio è un provvedimento di volontaria giurisdizione.
Messaggioda l'auxelugatu » 30/12/2017, 11:22
Vorrei vedere che non fosse trascrivibile, visto che in Italia può succedere la stessa cosa, con il divorzio avanti all'ufficiale di stato civile...
Messaggioda Marina » 12/01/2018, 19:57
La richiesta di trascrizione di una sentenza straniera di divorzio (contenente anche la dichiarazione sostitutiva circa la sussistenza dei requisiti previsti dalle lettere e) ed f) art. 64 della L. 218/95) , può essere trasmessa da una delle parti, residente all'estero, a mezzo raccomandata, allegando copia di un documento di identità valido?
La parte potrebbe eventualmente delegare un parente alla presentazione della richiesta e della documentazione?
Messaggioda LIGA » 13/01/2018, 10:53
Il riconoscimento dell'efficacia d una sentenza emessa all'estero DEVE essere richiesto dalla parte interessata, quando vendono trasmesse dai consolati questi fanno da tramite, è sempre la parte che richiede "la trascrizione" Nulla vieta la trasmissione per raccomandata, certo non pretendiamo che si presenti personalmente.
Messaggioda ariel61 » 22/02/2018, 13:37
Divorzio dinanzi all'UdSC, ora la signora, anche cittadina bosniaca(oltre che italiana per matrimonio), mi richiede copia di un documento che attesti l'avvenuto divorzio da presentare al suo consolato. Certificato di cui all'art.39 o cosa?
Messaggioda l'auxelugatu » 22/02/2018, 20:29
Il certificato art. 39 vale per l'UE e la Bosnia non ne fa parte. Io direi una bella copia integrale della richiesta di divorzio e una della conferma, magari insieme a copia della comunicazione agli interessati che si dovrebbe rilasciare (in cui far risultare la decorrenza del divorzio che è dalla richiesta; i consolati stranieri dovrebbero conoscere le leggi italiane ma non si sa mai...). Poi sono affari dell'interessata farseli eventualmente tradurre e legalizzare.
Oggi è 22/07/2018, 23:57