Source: https://www.studiocerbone.com/la-notifica-mezzo-pec-nei-ricorsi-tributaria-inesistente-non-operativo-processo-tributario-telematico-cassazione-ordinanza-n-18321-del-2017/
Timestamp: 2017-09-24 04:51:31+00:00
Document Index: 86295838

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ']

﻿ La notifica a mezzo PEC nei ricorsi tributaria è inesistente se non è operativo il processo tributario telematico- Cassazione ordinanza n. 18321 del 2017 - Studio Cerbone
La notifica a mezzo PEC nei ricorsi tributaria è inesistente se non è operativo il processo tributario telematico- Cassazione ordinanza n. 18321 del 2017
Sei qui: Home » La notifica a mezzo PEC nei ricorsi tributaria è inesistente se non è operativo il processo tributario telematico- Cassazione ordinanza n. 18321 del 2017
La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 18321 depositata il 25 luglio 2017 intervenendo in tema di notifiche nel contenzioso tributario ha affermato che le notifiche dei ricorsi tramite PEC effettuate dai contribuenti campani nel 2013 non sono valide, perché il PPT è operativo in Campania solamente dal 15 febbraio 2017.
La controversia ha riguardato una srl a cui l’Agenzia delle Entrate notificava avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA 2007, avverso tale atto impositivo proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale e poi, avverso la decisione di primo grado, alla Commissione Tributaria Regionale della Campania.
I giudici di appello hanno confermato l’inammissibilità del ricorso di primo grado, in quanto notificato dal difensore della società a mezzo PEC, ex L. n. 53/94. Per i giudici della CTR non era consentito la notifica del ricorso a mezzo posta elettronica certificata realizzando una tipologia sub-procedimentale difforme dal modello legale, doveva considerarsi insanabilmente inesistente.
Avverso la decisione di appello la società ricorrente proponeva ricorso in cassazione fondato su quattro motivi.
Gli Ermellini respingono il ricorso della società contribuente che ha statuito l’inammissibilità del ricorso originario. Per i giudici di legittimità alla luce della normativa di riferimento sono giunti alla conclusione che “le notifiche a mezzo posta elettronica certificata nel processo tributario sono consentite solo laddove è operativa la disciplina del c.d. processo tributario telematico”.
I giudici del palazzaccio ribadiscono che «In tema di contenzioso tributario, la notifica della sentenza effettuata a mezzo PEC dal difensore del contribuente, munito dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di appartenenza, all’Amministrazione finanziaria, in data 5 dicembre 2014, è inesistente e insuscettibile di sanatoria, per cui non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione, atteso che, ai sensi dell’art. 16 bis, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992, che richiama il d.m. 23 dicembre 2013, n. 163, le notifiche tramite 1 3 1C degli atti del processo tributario sono previste in via sperimentale solo a decorrere dal 1° dicembre 2015 ed esclusivamente dinanzi alle commissioni tributarie della Toscana e dell’Umbria, come precisato dall’art. 16 del d.m. 4 agosto 2015» (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 17941 del 12/09/2016, Rv. 640801 – 01) .
Gli Ermellini precisano che in base al terzo comma dell’articolo 16-bis del D.Lgs. n. 546/92 “Le notificazioni tra le parti e i depositi presso la competente Commissione tributaria possono avvenire in via telematica secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e dei successivi decreti di attuazione.”
In deroga alla generale previsione di entrata in vigore della riforma del contenzioso tributario introdotta dal D.Lgs. n. 156 del 2015, fissata al 1° gennaio 2016, il comma 3 dell’articolo 12 del citato D.Lgs. prevede che: “Le disposizioni contenute nel comma 3 dell’art. 16 – bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546 … si applicano con decorrenza e modalità previste dai decreti di cui all’art. 3, comma e, del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 23 dicembre 203, n. 163.”
Per cui nel caso esaminato dalla Corte Suprema alla data dell’8 gennaio 2013, la notifica del ricorso introduttivo della lite effettuata tramite PEC dal difensore della contribuente all’Amministrazione finanziaria “non era conforme ad alcun modello legale e pertanto deve ritenersi giuridicamente inesistente, in quanto tale non sanabile”; ciò ha avuto riflessi anche sull’intervento volontario del socio, poiché l’inammissibilità del ricorso originario non può che travolgere – spiegano i Giudici di legittimità – gli effetti processuali, incidendo sulla validità “genetica” del rapporto processuale.
Cartella di pagamento non preceduta dagli avvisi: è nulla – Cassazione ordinanza n. 26483 del 2013
Mancata produzione dell’avviso di ricevimento e assenza di attività difensiva da parte dell’intimato – Cassazione sentenza n. 1237 del 2014
Notifica a persona qualificatasi come di famiglia onere del destinatario provare l’inesistenza del rapporto – Cassazione ordinanza n. 1971 del 2017
Accertamento legittimo anche se l’Agenzia no
La Corte di Cassazione con la sentenza n.21408, del 15 settembre 2017, intervene…
Decreto legge n. 91 del 08 agosto 2013 – Dis
Codice civile , Libro I, Titolo VI, Capo III
Codice civile , Libro III, Titolo VII – Dell