Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/05/le-risposte-del-fisco-ai-dubbi-sulle-dichiarazioni.html
Timestamp: 2018-10-17 07:16:18+00:00
Document Index: 2014453

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 433', 'art. 51', 'art.51', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 15', 'art. 15']

Le risposte del Fisco ai dubbi sulle dichiarazioni | Commercialista Telematico
Con circolare n. 20/E del 13 maggio 2011, l’Agenzia delle entrate ha fornito le risposte ai dubbi dei contribuenti sulle dichiarazioni.
In questo intervento poniamo l’attenzione sulle agevolazioni per i disabili, sui premi incentivanti, sul reddito prodotto all’estero e su una serie varia di quesiti.
Riguardo alla certificazione medica attestante la disabilità richiesta dalle norme fiscali, diversi documenti di prassi (circ. n. 21 del 23 aprile 2010, risoluzione n. 8 del 25 gennaio 2007 e circ. n. 186 del 15 luglio 1998) hanno precisato che è possibile prescindere dall’accertamento formale dell’handicap da parte della commissione medica di cui all’art. 4 della legge n. 104 del 1992, qualora i disabili abbiano già ottenuto il riconoscimento dell’invalidità da parte di altre commissioni mediche pubbliche quali, i.e., la commissione per il riconoscimento dell’invalidità civile, per lavoro, di guerra e dalla certificazione da queste rilasciate risulti chiaramente l’handicap al quale è ricollegata l’agevolazione fiscale.
In linea con l’orientamento espresso nei precedenti documenti di prassi, per beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto di veicoli, occorre che il certificato d’invalidità faccia esplicito riferimento, nel caso di soggetti affetti da disabilità motoria, alla grave limitazione della capacità di deambulazione od alle ridotte od impedite capacità motorie permanenti, per i soggetti affetti da disabilità psichica, alla natura psichica o mentale della patologia e alla gravità della stessa. Per i soggetti affetti da handicap psichico o mentale si rammenta che è altresì necessaria l’attribuzione dell’indennità di accompagnamento di cui alle leggi n. 18 del 1980 e n. 508 del 1998.
Le spese sostenute per l’acquisto e la realizzazione di una piscina, ancorché utilizzata per scopi terapeutici, non risultano inquadrabili tra le spese sanitarie per le quali è riconosciuta la detrazione d’imposta ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera c, del TUIR,in quanto detta agevolazione può riguardare il trattamento sanitario ma non anche la realizzazione o l’acquisto della strutture nella quale tale trattamento può essere svolto.
Le spese mediche per l’acquisto dei mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione ed al sollevamento dei soggetti portatori di handicap sostenute all’estero da soggetti fiscalmente residenti in Italia, sono soggette allo stesso regime applicabile a quelle sostenute in Italia.
La detrazione spetta sempreché sussistano le condizioni soggettive e oggettive prescritte dalle norme agevolative (quali la possibilità di beneficiare della detrazione una sola volta in un periodo di quattro anni, per un solo veicolo e su un importo massimo di spesa di € 18.075,99).
In forza di quanto disposto dal comma 36 dell’articolo 1 della legge 296 del 27 dicembre 2006 (Finanziaria 2007), le agevolazioni tributarie e di altra natura relative agli autoveicoli utilizzati per la locomozione dei soggetti di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con ridotte od impedite capacità motorie, sono riconosciute a condizione che gli autoveicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a beneficio dei predetti soggetti. Inoltre, in base al comma 37 dell’articolo 1 della citata legge n. 296 del 2006, nel caso in cui i veicoli acquistati dai disabili, oggetto della detrazione di cui all’articolo 15 comma 1, lettera c del TUIR, siano alienati prima del decorso del termine di due anni dal loro acquisto, è dovuta la differenza fra l’imposta prevista in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse.
E’ compito del contribuente produrre all’amministrazione finanziaria, che ne faccia richiesta in sede di controllo, tutta la documentazione idonea a comprovare il rispetto ed il mantenimento dei requisiti legislativi prescritti per poter usufruire della detrazione in esame.
La detrazione per figli a carico di cui all’art. 12 del TUIR deve essere considerata unitariamente per tutti i figli dei medesimi genitori e, pertanto, l’eventuale attribuzione della detrazione al genitore con reddito più elevato deve interessare necessariamente tutti i figli dei medesimi genitori.
L’art. 3, c. 3, lett. b del TUIR prevede l’esclusione dalla base imponibile del percipiente degli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli spettanti al coniuge in conseguenza di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
L’art. 10, c. 1, lett. c del TUIR, non consente la deduzione dal reddito dell’erogante degli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli, “in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria”.
Il descritto trattamento fiscale previsto per gli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli legittimi, va applicato anche agli assegni periodici di mantenimento dei figli naturali, sempreché risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Ai sensi dell’art. 15, c. 1, lett. e, del TUIR sono detraibili nella misura del 19% “le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali“. La detrazione spetta anche se l’onere è sostenuto nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.
Le spese sostenute per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati risultano detraibili al pari delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari.
Le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento possono, invece, considerarsi equiparabili a quelle sostenute per la formazione scolastica secondaria. Il predetto Ministero ha, infatti, fatto presente che, in attesa che trovi piena attuazione la riforma della scuola secondaria che prevede l’istituzione dei licei musicali, i Conservatori sono obbligati per legge ad assicurare a tutti la formazione base in materia musicale.
L’articolo 31 del decreto-legge n. 78 del 2010 introduce, a partire dal 1° gennaio 2011, il divieto di effettuare la compensazione nel modello F24 dei crediti relativi alle imposte erariali, nell’ipotesi in cui il contribuente sia debitore di imposte erariali di importo superiore ad € 1.500, iscritte a ruolo e per le quali sia scaduto il termine di pagamento.
Qualora il contribuente presenti il Mod. 730 dal quale risulti un credito/debito di addizionale ed un debito/credito IRPEF, trovano applicazione le specifiche regole previste in tema di liquidazione del 730 di cui al d.m. 31 maggio 1999, n. 164, e non le nuove regole introdotte dall’articolo 31 del d.l. 78 del 2010.
L’art. 10, c. 1, lett. e, del TUIR stabilisce che “dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo … i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge…”. Tale onere è deducibile anche se sostenuto per le persone indicate nell’art. 433 del codice civile fiscalmente a carico.
Gli assegni di ricerca in linea generale, in assenza quindi di una espressa norma di esenzione, rientrano tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’articolo 50, comma 1, lettera c, del TUIR e, pertanto, sono soggetti alle medesime regole di determinazione previste per i redditi di lavoro dipendente. Ai sensi dell’art. 51, c. 2, lett. a, del TUIR, “i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge” non concorrono alla formazione della base imponibile di tale categoria reddituale.
Per effetto di tale ultima disposizione i contributi previdenziali obbligatori per legge per i lavoratori dipendenti non si configurano quali oneri deducibili dal reddito complessivo in quanto rilevano nella determinazione dei redditi di lavoro dipendente. Tale principio trova applicazione anche per gli assegni di ricerca che non sono assoggettati ad imposta per effetto di un’espressa norma di esenzione.
Pertanto, né il titolare dell’assegno di ricerca esente dall’IRPEF ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge n. 449 del 1997, né il familiare che lo ha fiscalmente a carico possono beneficiare della deduzione dal reddito complessivo dei contributi trattenuti dall’ente di ricerca in qualità di sostituto d’imposta.
A decorrere dal 2011 gli assegni di ricerca sono disciplinati dall’articolo 22 della legge n. 240 del 30 dicembre 2010, che ha disposto anche l’abrogazione dell’articolo 51, comma 6, della legge n. 449 del 1997.
Il particolare regime di tassazione previsto dall’art.51, c. 8-bis, del TUIR per quei lavoratori che, nel rispetto di determinate condizioni prestano la propria attività lavorativa all’estero, prevede che il reddito di lavoro dipendente, in deroga al criterio analitico dettato per tale categoria reddituale, sia determinato assumendo come base imponibile la retribuzione convenzionale fissata con decreto del Ministro del lavoro, senza tener conto della retribuzione effettivamente corrisposta al lavoratore ed in particolare, senza tener conto degli elementi di retribuzione aggiuntivi corrisposti al lavoratore a seguito dell’invio all’estero.
La possibilità di frazionare le retribuzioni convenzionali è prevista dal decreto del Ministro del Lavoro che ne determina annualmente l’ammontare, al fine di adeguarle alla durata effettiva del periodo di lavoro nel corso del mese in caso di assunzione, risoluzione, trasferimenti da o per l’estero nel corso del mese. Sulla base di tale criterio le Entrate ritengono che, nell’ipotesi in cui il contratto di lavoro preveda che il rapporto di lavoro sia svolto a tempo parziale, la retribuzione convenzionale possa essere ridotta proporzionalmente alla riduzione dell’orario di lavoro.
Le circolari n. 326 del 23 dicembre 1997 e n. 55 del 4 marzo 1999 hanno precisato che le prestazioni erogate da Enti o Casse ai propri iscritti sono soggette a tassazione solo se classificabili nelle categorie di reddito previste dall’art. 6 del TUIR.
I contributi erogati dalla cassa previdenziale per i danni provocati da calamità naturali alla prima abitazione od allo studio professionale degli iscritti, non sono riconducibili ad alcuna categoria di reddito in quanto concessi, occasionalmente, per finalità assistenziali sulla base dell’iscrizione all’ente previdenziale di appartenenza.
La natura assistenziale delle prestazioni erogate esclude quindi la rilevanza degli stessi sia per i professionisti in pensione che per quelli in attività. Resta fermo che se i contributi sono concessi per la ricostruzione dell’immobile strumentale, le spese sostenute dal professionista saranno deducibili dal reddito di lavoro autonomo, secondo le regole previste per tale categoria reddituale, al netto dei contributi percepiti, secondo quanto già chiarito con risoluzione n. 163/E del 22 ottobre 2001.
Dal 1° gennaio 2007 è ammesso in detrazione il 19% dei compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, per un importo non superiore ad € 1.000 per ciascuna annualità (art. 15, c. 1, lett. b-bis del TUIR).
La circolare n. 28/E del 2006 ha precisato che se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, nel limite complessivo di € 1.000, dovrà essere ripartita tra i comproprietari in ragione della percentuale di proprietà.
Il beneficio, pertanto, può essere attribuito al proprietario dell’immobile, nella misura indicata dalla richiamata circolare, qualora la fattura risulti intestata almeno ad uno dei proprietari. In particolare:
1) nell’ipotesi di fattura intestata ad un solo proprietario, ma immobile in comproprietà, al fine di ammettere pro-quota al beneficio della detrazione anche il comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento annotandovi i dati di quest’ultimo;
2) nell’ipotesi d’immobile intestato ad un solo proprietario, ma fattura cointestata al proprietario e ad un altro soggetto, al fine di consentire la detrazione dell’intero importo all’unico proprietario sarà necessario integrare la fattura, annotando che l’onere per l’intermediazione è stato sostenuto interamente da quest’ultimo;
3) nell’ipotesi, infine, che la fattura risulti intestata esclusivamente ad un soggetto che non sia proprietario dell’immobile, le spese per l’intermediazione non potranno essere detratte neanche dal proprietario dell’immobile.
Spese per attività sportive svolte dai ragazzi tra i 5 ed i 18 anni di età
Le spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre ecc., per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, beneficiano della detrazione del 19%, per un importo non superiore ad € 210.
La spesa deve essere certificata da bollettino bancario o postale, oppure da fattura, ricevuta o quietanza di pagamento rilasciata dalle strutture sportive, recante l’indicazione:
a) della ditta, denominazione o ragione sociale e della sede legale ovvero, se persona fisica, nome, cognome, residenza e codice fiscale delle associazioni sportive;
Pertanto, il bollettino bancario o postale intestato al comune, ovvero la ricevuta rilasciata dall’associazione sportiva, dovranno riportare le indicazioni di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) dell’articolo 2, comma 1, del citato D.l..
L’art. 15, c. 1, lett. i-sexies del TUIR stabilisce che la detrazione per canoni di locazione pagati da studenti fuori sede che si trovano in determinate condizioni, spetta per un importo di spesa non superiore ad € 2.633.
Con circolare n. 34 del 4 aprile 2008 è stato chiarito che tale importo costituisce il limite complessivo di spesa di cui può fruire ciascun contribuente anche se ci si riferisce a più contratti intestati a più di un figlio. In presenza di due figli titolari ciascuno di un distinto contratto di locazione e a carico di entrambi i genitori, ognuno di questi ultimi potrà beneficiare della detrazione del 19% sull’importo massimo di € 2.633. La detrazione spetta in relazione ai canoni effettivamente pagati, nel limite indicato, e, pertanto il beneficio è subordinato all’effettivo pagamento dei canoni (che pertanto andrà verificato in sede di assistenza fiscale).
Imposta sostitutiva dell’Irpef derivante dalla locazione d’immobili ad uso abitativo ubicati nella provincia dell’Aquila
L’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali prevista dall’articolo 2, comma 228, della legge n. 191 del 2009 al fine di agevolare il reperimento di immobili ad uso abitativo nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009 è applicabile, a scelta del locatore, a condizione che il contratto di locazione:
riguardi immobili ad uso abitativo situati nella provincia dell’Aquila;
sia stipulato ai sensi dell’art. 2, c. 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (locazione a canone “convenzionale”);
sia stipulato tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’impresa, arte o professione.
L’imposta sostitutiva, prevista per i comuni della provincia dell’Aquila, in via sperimentale per il solo anno d’imposta 2010, trova applicazione per tutti i contratti di locazione che soddisfino i requisiti sopra indicati, a condizione che tali contratti siano stipulati a decorrere dal 6 aprile 2009, data dell’evento sismico.
In merito alla possibilità di applicare il particolare regime di favore previsto dall’art. 2, lett. c, del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93, e successive proroghe e modifiche – imposta sostitutiva dell’IRPEF del 10% – a favore del personale navigante di volo dell’aviazione civile in relazione al compenso, comprensivo dell’indennità di volo minima garantita, corrisposto in relazione alle ore di servizio svolte nella fascia notturna, tale regime è applicabile anche alle indennità od alle maggiorazioni di turno in caso di lavoro diurno e all’intero compenso percepito (compenso ordinario più maggiorazione) in caso di lavoro notturno, a condizione che gli stessi siano subordinati al perseguimento di un incremento di produttività che trovi riscontro in una dichiarazione dell’impresa da rendere nelle apposite annotazioni del CUD. Per il 2011, l’agevolazione è subordinata alla riconducibilità di tali compensi alla contrattazione collettiva territoriale o aziendale.
Per quanto concerne la possibilità di comprendere l’indennità di volo minima garantita nel compenso per il lavoro notturno da assoggettare ad imposta sostitutiva del 10%, l’indennità di volo concorre alla determinazione del reddito imponibile nella misura del 50% del suo ammontare.
Le Entrate, altresì, ritengono che si possa:
1) assoggettare ad imposta sostitutiva l’intero importo dell’indennità di volo compresa nel compenso per il lavoro notturno;
2) optare per la tassazione in modo ordinario dell’intero premio facendo concorrere l’indennità di volo alla determinazione del reddito imponibile nella misura del 50% del suo ammontare.
Gli importi assoggettati ad imposta sostitutiva entro i limiti previsti (€ 3.000 per il 2008 ed € 6.000 per gli anni successivi), non devono essere considerati ai fini della formazione del reddito complessivo per la determinazione dell’ISEE per gli anni successivi al 2008.
L’ammontare che non concorre al reddito complessivo ai fini dell’ISEE deve essere determinato al lordo delle somme assoggettate ad imposta sostitutiva nel rispetto del limite vigente nelle diverse annualità.
Atteso che la norma individua espressamente lo stesso limite di reddito sia nel caso in cui la situazione economica equivalente sia determinata in capo al singolo percipiente sia nel caso in cui debba essere determinata in capo al nucleo familiare, le Entrate ritengono che anche se più componenti del nucleo familiare percepiscano compensi agevolati, l’importo che non concorre al reddito complessivo ai fini dell’ISEE sia da assumere entro il limite massimo di € 6.000.
L’art. 33 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto per i dirigenti e i collaboratori d’imprese che operano nel settore finanziario un’aliquota addizionale del 10% su specifici compensi.
La titolarità in capo al medesimo soggetto di due distinti rapporti di lavoro (dipendente e collaborazione coordinata e continuativa) comporta la conseguente applicazione della norma in modo distinto per ciascuno dei due rapporti.
Pertanto, per calcolare l’importo su cui applicare l’addizionale dovranno considerarsi separatamente le componenti retributive erogate in relazione all’attività di amministratore da quelle erogate in relazione all’attività di dirigente.
Il Ministero della Salute ritiene equiparabili le prestazioni professionali dello psicologo e dello psicoterapeuta alle prestazioni sanitarie rese da un medico, potendo i cittadini avvalersi di tali prestazioni anche senza prescrizione medica. È pertanto possibile ammettere alla detrazione di cui all’art. 15, c. 1 lett. c, del TUIR le prestazioni sanitarie rese da psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche senza prescrizione medica.
Sono dispositivi medici i prodotti, le apparecchiature e le strumentazioni che rientrano nella definizione di “dispositivo medico” contenuta negli articoli 1, comma 2, dei tre decreti legislativi di settore (decreti legislativi n. 507/92 – n. 46/97 – n. 332/00), e che sono dichiarati conformi, con dichiarazione/certificazione di conformità, in base a dette normative ed ai loro allegati e, perciò, vengono marcati “CE” dal fabbricante in base alle direttive europee di settore.
Per agevolare l’attività dei contribuenti volta ad individuare i prodotti che danno diritto alla detrazione, il Ministero della salute ha fornito un elenco non esaustivo dei Dispositivi Medici (MD) e dei Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (IVD), rappresentativo delle categorie di dispositivi medici di uso più comune (allegato alla circolare in rassegna).
Dal punto di vista fiscale, fermo restando che la generica dicitura “dispositivo medico” sullo scontrino fiscale non consente la detrazione della relativa spesa ai sensi dell’art. 15, c. 1, lett. c del TUIR, (cfr, risoluzione n. 253 del 2009) la circolare n.20/2011 precisa che per i dispositivi medici il contribuente ha diritto alla detrazione qualora:
è in grado di comprovare per ciascuna tipologia di prodotto per il quale si chiede la detrazione che la spesa sia stata sostenuta per dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE;
per i dispositivi medici compresi nell’elenco il contribuente non ha necessità di verificare che il dispositivo stesso risulti nella categoria di prodotti che rientrano nella definizione di dispositivi medici detraibili ed è, quindi, sufficiente conservare (per ciascuna tipologia di prodotto) la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura CE.