Source: http://www.iamlitalia.it/pubblicazioni/roma97/atti97_1.htm
Timestamp: 2018-01-24 05:17:09+00:00
Document Index: 83354192

Matched Legal Cases: ['art.51', 'art.55', 'art 3', 'art.16', 'art.20', 'art. 55', 'art.21', 'art. 21', 'art.21', 'art. 249']

IAML Italia - Atti Roma 1997
Tavola rotonda. La gestione della biblioteca: gli acquisti
Conservatorio di musica Lucio Campiani, Mantova
La gara d'appalto per l'acquisto di libri nelle biblioteche dei Conservatori: risultati di un'indagine sul territorio
Questa indagine condotta tra i bibliotecari dei Conservatori, mirata ad una questione molto precisa, non è stata originariamente pensata per la tavola rotonda odierna nella quale trova, peraltro, una collocazione del tutto pertinente; è invece scaturita dalla personale curiosità di capire se le regole amministrative sempre più rigide che - come bibliotecaria - sono tenuta a rispettare nel mio istituto siano le stesse cui devono adeguarsi anche i colleghi degli altri Istituti di uguale fisionomia giuridica.
Nell'autunno del 1996 al Conservatorio di Mantova i revisori dei conti sollevarono obiezioni sulla procedura di acquisto dei libri praticata fino ad allora: secondo le loro indicazioni l'acquisto di libri può essere deliberato dal Consiglio di Amministrazione non semplicemente dopo avere indetto una gara cui siano state invitate almeno tre diverse librerie commissionarie o case editrici musicali, bensì solo in presenza di tre risposte alla gara. Io credo sia inutile spiegare la difficoltà di ottenere risposta alla richiesta di preventivi che elencano analiticamente i singoli libri: per motivi più che comprensibili molti negozi contattati oramai non rispondono in quanto il servizio loro richiesto per controllare i prezzi su centinaia di titoli pubblicati dalle case editrici più diverse è laborioso e gratuito non garantendo un esito positivo, visto che altri fornitori potrebbero poi aggiudicarsi l'ordine, magari per differenze di poche lire.
Così accadeva anche a Mantova: in particolare quell'anno dalle quattro ditte interpellate erano pervenute soltanto due risposte. Stando alla nuova interpretazione della norma sarebbe stato quindi impossibile spendere il budget annuale attribuito dal conservatorio alla biblioteca. Soltanto dopo numerosi tentativi vani e a dire il vero poco dignitosi, sono riuscita a farmi inviare, via fax, da un negozio non interpellato in precedenza, un preventivo relativo a non più di 5 titoli: tanto è bastato perché il Consiglio di Amministrazione deliberasse l'acquisto concedendo la possibilità di passare ad effettuare l'ordine.
Tutta la vicenda mi è però parsa surreale ed ho così avviato una piccola inchiesta tra i colleghi, pregandoli di segnalarmi quali fossero le modalità cui ciascuno si deve attenere nella compilazione e nella realizzazione del piano-acquisti annuale. Come già presumevo, dalle risposte ottenute il quadro generale si rivela a dir poco sconcertante per la varietà delle situazioni esistenti, confermando l'opinione di Oscar Mischiati che da tempo sostiene che l'Italia, in merito all'applicazione delle norme, è ancora oggi uno stato prerisorgimentale, in cui ogni ducato ha le sue leggi.
All'indagine hanno risposto 35 conservatori in rappresentanza di quasi tutte le regioni (cfr. tabella). Le risposte non sono sempre chiarissime: in alcuni casi non si precisa se il preventivo richiesto sia analitico o globale, cioè se si richieda un elenco di prezzi libro per libro o ci si limiti a richiedere quale sia lo sconto effettuato dal fornitore sui prezzi di listino e il cambio per le edizioni straniere. Quasi mai si specifica se siano tenuti in considerazione preventivi analitici incompleti o se siano ritenute necessarie obbligatoriamente tre risposte per ciascun titolo. Da alcune risposte si desume anche che le biblioteche non comprino libri da tempo, o che li comprino in maniera assolutamente saltuaria: in questi casi il bibliotecario espone la sua opinione sulle modalità di acquisto in linea teorica. Incuriosisce poi la risposta di Frosinone, che si rivolge direttamente alle case editrici: questo farebbe pensare che il Conservatorio compri soltanto materiale edito in Italia. Sarebbe a questo proposito interessante sapere quali Conservatori possono rivolgersi per gli acquisti di libri direttamente all'estero. In ogni caso, pur con i limiti segnalati, la tabella fotografa la situazione attuale nella misura più completa che ci è nota.
Va peraltro ricordato che il bibliotecario del Conservatorio di Trieste, Paolo Da Col, evidentemente alle prese con gli stessi problemi, pose un quesito in merito all'Ispettorato per l'istruzione artistica in data 5.12.1995, ricevendo la seguente risposta in data 7.5.1996 a firma del dirigente Lepore: "In riferimento a quanto comunicato con la nota che si riscontra si conferma che anche per l'acquisto di libri e spartiti deve essere esperita apposita indagine di mercato per la comparazione di almeno tre preventivi ".
La nota ministeriale è - come spesso accade - laconica, e non risolve tutti i problemi che mi sembra ancora sussistano:
Cosa si intende con il termine 'preventivo' nel caso di acquisto di libri: l'indicazione analitica dei prezzi dei singoli libri o l'indicazione di quali siano gli sconti e i cambi effettuati da ciascun fornitore?
Se per preventivo si deve intendere un elenco analitico di libri, esso deve indicare la totalità dei libri richiesti con relativo prezzo o l'offerta può essere ritenuta valida anche in mancanza delle risposte relative a libri non disponibili da un determinato fornitore (es.: libri editi da case editrici che non hanno rapporti commerciali con quel fornitore) ?
Se i fornitori interpellati non rispondono alla gara (anche dopo ripetuti solleciti) si può comunque procedere alla delibera di spesa confrontando i costi delle risposte pervenute, anche se in numero minore di tre?
Si dovrebbe dare nella valutazione maggior peso all'efficienza e alla precisione del servizio offerto dai diversi fornitori oltre alla economicità della proposta. Spesso infatti vi sono grandi difficoltà nel reperire tutti i libri e le musiche contenuti in un singolo ordine: le trattative possono durare mesi o anni, creando notevoli problemi non solo alla biblioteca ma anche alla gestione della contabilità amministrativa dell'Istituto.
Sarebbe poi veramente opportuno capire perché alcune biblioteche di conservatorio non comprano libri : modalità burocratiche troppo restrittive, inadeguatezza del bibliotecario o insensibilità della Direzione, del Consiglio di Amministrazione o del Collegio dei docenti?
Con l'autonomia scolastica, che pare bussare alla porta, questi problemi dovranno certo ridefinirsi, se non addirittura scomparire, per trovare soluzioni logiche e funzionali all'efficienza dell'istituto. In attesa che la prevista autonomia demandi alle singole Istituzioni la possibilità di gestire spazi di azione più ampi, sarebbe forse il caso che il Ministero emanasse una disposizione generale che chiarisca subito quale sia la prassi di comportamento da seguire nei Conservatori, senza dimenticare che la trasparenza può (e dovrebbe) coniugarsi con lo snellimento delle procedure e con l'attribuzione formale di responsabilità a chi si assume l'onere delle scelte di gestione della biblioteca.
Data e mezzo della risposta
Modalità di espletamento della gara di acquisto di libri
31.1.97 posta
3 preventivi analitici, non importa il numero delle risposte
29.1.97 posta
senza preventivi
7.11.97 fax
informazione per l'a.s.1995-96
17.1.97 tel.
23.1.97 posta
3 preventivi analitici, almeno 3 risposte
18.11.97 tel.
3 preventivi non analitici, almeno 3 risposte
29.5.97 fax
3 preventivi non analitici
25.11.97 fax
27.1.97 posta
si desume che non acquistino libri
senza preventivi perché ci si rivolge direttamente alle case editrici
5.2.97 posta
3 preventivi, non importa il numero delle risposte
22.1.97 posta
29.1.97 tel.
11.11.97 fax
28.11.97 fax
3 preventivi generali relativi alle condizioni di sconto e di cambio
26.11.97 tel.
15.1.97 tel.
18.11.97 fax
Non si effettua piano acquisti globale dal 1987
la Sezione musicale della Biblioteca Palatina non indice le gare tutti gli anni
23.1.97 tel.
3 preventivi, almeno 3 risposte
24.1.97 posta
24.1.97 fax
16.1.97 posta
14.2.97 posta
15.2.97 posta
3.7.97 posta
in collaborazione con Milva Badalotti e Valeria Carlotti.
La gestione degli acquisti nell'ambito dell'autonomia universitaria
Sommario: Le risorse economiche. Pianificazione e gestione della spesa. Le procedure di acquisizione. Discussione
Il quadro della gestione degli acquisti nelle biblioteche universitarie è sicuramente composito, se non altro perché l'Università gode già di una sua autonomia amministrativa che differenzia i comportamenti nei diversi atenei.
All'interno dell'Università di Pavia esistono vari tipi di biblioteca:
la Biblioteca Universitaria, che nonostante il nome non è più una biblioteca dell'università, bensì afferisce al Ministero per i beni culturali, ambito estraneo a quello universitario;
le biblioteche di Dipartimento e le biblioteche Interdipartimentali, che godono di autonomia amministrativa;
le biblioteche di Istituto e le biblioteche di Facoltà, che non godono di autonomia amministrativa. Le biblioteche di Istituto sono ora in via di estinzione in quanto il nuovo statuto dell'Università prevede la trasformazione degli Istituti in Dipartimenti o la loro trasformazione o accorpamento in Dipartimenti, con la conseguente trasformazione delle biblioteche di Istituto in biblioteche di Dipartimento.
Con i nuovi statuti universitari, dal gennaio 1998 la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale muta il proprio assetto istituzionale da Scuola speciale a Facoltà (con l'incarico di gestire l'aspetto della didattica), mentre l'Istituto di Paleografia e Filologia Musicale (responsabile piuttosto della ricerca scientifica) si trasforma in Dipartimento di Scienze Musicologiche e Filologico-Paleografiche. Pertanto la biblioteca si trasforma da biblioteca d'Istituto a biblioteca di Dipartimento. Oltre alla propria biblioteca, la Scuola ospita da anni nei propri locali la 'Sala Cesari', sezione musicale distaccata della Biblioteca statale di Cremona. La gestione di questa sezione dipende dalla sua sede centrale e quindi dalle pratiche amministrative in uso presso il Ministero per i beni culturali e ambientali: la dotazione finanziaria, i piani e le procedure di acquisizione sono pertanto indipendenti dalla Scuola, sebbene vi sia un certo coordinamento per un migliore sfruttamento delle risorse economiche.
La mia esposizione si riferirà di necessità alla sola realtà bibliotecaria della nostra istituzione e quindi in particolare alle procedure adottate da una biblioteca dipartimentale, fatto salvo comunque che non tutti i Dipartimenti debbono seguire obbligatoriamente le stesse procedure.
Le risorse economiche. Il budget disponibile per gli acquisti di materiale bibliografico proviene da fonti diverse:
La dotazione specifica per la biblioteca di Dipartimento è stabilita dal Consiglio di Amministrazione d'Ateneo, che ripartisce i fondi tra i dipartimenti sentito il parere di alcune commissioni, tra cui la Commissione bibliotecaria d'Ateneo, organo del Sistema bibliotecario d'Ateneo, di recente istituzione a seguito del nuovo statuto universitario (artt. 48 e 49). Tale ripartizione specifica l'assegnazione destinata espressamente alla biblioteca. Il singolo Dipartimento subisce così una parziale riduzione della propria autonomia, nel senso che non può stornare fondi dalla propria dotazione ordinaria alla biblioteca.
La dotazione ordinaria del dipartimento: si tratta del fondo che finanzia l'ordinaria amministrazione, come il pagamento di bollette, di materiali d'uso, la manutenzione di attrezzature e di macchinari, la cancelleria, le missioni e altro. All'interno di questo fondo è possibile attingere un'aliquota per acquisizioni librarie, aliquota non definita né definibile a priori; in questo caso il Dipartimento può intervenire con scelte autonome.
I fondi destinati ai docenti: i finanziamenti attribuiti ai docenti per la ricerca non sono particolarmente elevati, pure parte di essi sono destinati all'acquisizione di materiale inventariabile. Il nostro Dipartimento utilizza questa parte solitamente per l'acquisto di materiale bibliografico, che viene acquisito dalla biblioteca.
Dotazioni straordinarie: sono finanziamenti, a volte anche molto consistenti, con cui si riesce a realizzare progetti di respiro più ampio del solito; in certi anni la dotazione straordinaria supera quella ordinaria, ma si tratta di rari episodi. E' evidente come queste cifre, data la loro imprevedibilità, non possano essere tenute in conto nella gestione della pianificazione ordinaria. Con simili dotazioni è stato possibile, ad esempio, effettuare massicci acquisti di intere collane editoriali, di Opera omnia di musicisti di varie epoche, di vaste collezioni di musiche riprodotte in microforme.
Fondi di altra provenienza: enti esterni (quali la Fondazione Walter Stauffer) contribuiscono sia con stanziamenti espressamente mirati all'acquisto di materiali bibliografici, sia contribuendo economicamente alla realizzazione di iniziative di varia natura intraprese dalla Scuola (convegni, conferenze, pubblicazioni, concerti). In particolare bisogna menzionare un consistente fondo librario e un ancor più consistente fondo di CD di proprietà della Fondazione W. Stauffer, ma assegnato in comodato gratuito presso i locali della Scuola, che ne cura ogni aspetto gestionale.
Traducendo in cifre quanto esposto, nel caso specifico della biblioteca di Dipartimento a Cremona si dispone annualmente di una dotazione specifica per la biblioteca pari a circa 50 milioni; di una parte non quantificabile di 70 milioni attribuiti alla dotazione ordinaria; di parte dei fondi per la ricerca assegnati ai docenti, resi disponibili per acquisizioni bibliografiche.
Pianificazione e gestione della spesa. Predisporre un piano acquisti è sempre difficile soprattutto perché la ricerca e l'aggiornamento non tollerano pianificazioni a lungo termine; un elemento di ulteriore variabilità è costituito dalla libertà di comportamento dei docenti. Sempre in applicazione al nuovo statuto universitario sta per essere istituita una Commissione biblioteca - composta da docenti, personale di biblioteca, studenti - cui sarà affidato il compito di elaborare una filosofia degli acquisti in linea con la fisionomia della biblioteca; di ripartire in linea di massima i fondi disponibili tra i settori musicale e musicologico e quelli di altre discipline umanistiche; di sollecitare la formulazione dei desiderata da parte di docenti e studenti.
Come istituto universitario i singoli acquisti superiori a L.7.380.000 dovevano essere autorizzati dal Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo, che si riunisce a Pavia, previo parere favorevole del Consiglio d'Istituto. Con il passaggio a Dipartimento questo limite è stato elevato, per ogni singola spesa, a 46.848.000 lire: quindi il Dipartimento è maggiormente autonomo nel deliberare le proprie spese.
Un altro limite di gestione teorico è costituito dal Coordinamento esistente tra le biblioteche di uno stesso Ateneo. Da tempo esiste una figura di responsabile di biblioteche dipartimentali di ambito disciplinare omogeneo (settore umanistico, settore scientifico) figura che, a dire il vero, si è limitata a raccogliere dati statistici - sull'utenza, sulle ore di servizio, sull'incremento del patrimonio librario - senza porre vincoli. È possibile che nel caso della Scuola di Paleografia e Filologia musicale la distanza geografica dall'università madre o la specificità del fondo giochino un ruolo determinante all'interno del coordinamento, mentre in altri contesti l'azione di coordinamento possa determinare ulteriori vincoli nella gestione delle risorse.
Le procedure di acquisizione. Finché la biblioteca della Scuola di Paleografia e Filologia musicale è stata gestita come biblioteca d'Istituto, essa ha goduto di una grande elasticità di comportamento che, comparato alle procedure illustrateci da Mariella Sala per i Conservatori di musica, è senz'altro molto meno macchinoso. La semplificazione procedurale è però una assoluta necessità, dovuta all'esigenza di tenere rapidamente aggiornate le raccolte librarie con le novità editoriali di supporto alla ricerca, senza essere vincolati ad una programmazione economica annuale o addirittura pluriennale. Non era quindi strettamente necessario, fino al limite di 7.380.000 lire, presentare un triplice preventivo o inseguire spasmodicamente lo sconto maggiore.
Con il passaggio all'assetto dipartimentale la normativa sarà più severa, e tuttavia saremo sempre più fortunati di un'istituzione come il Conservatorio: il triplice preventivo diviene necessario per acquisti superiori ai 9 milioni; esso consiste nell'indicazione precisa del costo, che può essere però dedotto dal catalogo della casa editrice. L'importante è che il pagamento corrisponda al prezzo indicato nel buono d'ordine: pure è possibile ammettere un esiguo margine di scarto per acquisti effettuati all'estero o su precisa motivazione, come nel caso di cataloghi invecchiati.
Effettuati i preventivi in cui si individuano le voci di spesa, viene emesso il rispettivo buono d'ordine. Se il libro acquistato viene recapitato congiuntamente alla fattura, gli si attribuisce un numero di carico e lo si cataloga, mentre la fattura è messa in pagamento. Nel caso in cui la fattura proforma preceda l'arrivo del libro, caso frequente con le biblioteche e le case editrici estere, si procede ugualmente all'assegnazione di un numero di carico e al pagamento della fattura, in maniera da permettere l'invio del libro, e si rimanda ovviamente la catalogazione al suo arrivo.
L'autonomia amministrativa comporta che i pagamenti siano effettuati direttamente dal Direttore del Dipartimento, mentre in precedenza gli Istituti inviavano i resoconti contabili agli uffici centrali dell'ateneo che effettuavano i pagamenti. La nuova procedura può essere di vantaggio in quanto si ha una più diretta percezione della contabilità del Dipartimento, evitando le possibili disfunzioni o malintesi che si creano quando l'iter di una pratica è suddiviso tra più uffici. Il carico di lavoro e di responsabilità per il personale amministrativo del Dipartimento è, per contro, sicuramente aumentato, soprattutto a causa della quantità di nuove norme che regolano l'azione amministrativa. Cito per tutte la recente norma che regolamenta il pagamento dell'IVA nelle fatture intracomunitarie, che ha di molto complicato le procedure amministrative relative agli acquisti effettuati all'interno della Comunità europea.
Agostina Zecca Laterza: L'Università degli Studi di Milano destina buona parte delle tasse di iscrizione all'acquisto dei libri, circa il 20%; vorrei sapere quanti sono gli studenti a Cremona e se esiste un rapporto simile fra numero di studenti e disponibilità economica per gli acquisti dei libri.
Pietro Zappalà: Gli studenti sono circa 700, compresi i fuori-corso, con un incremento annuo di circa 100 unità. Escludo che alla biblioteca vada un'aliquota delle tasse universitarie così alta, altrimenti navigheremmo nell'oro. Certo è che la consistenza numerica degli iscritti può essere un elemento per ottenere un trasferimento di fondi più cospicuo verso l'Istituzione.
Gli acquisti in una biblioteca di ente locale
Sommario: I riferimenti normativi generali. Dalla programmazione alla spesa: il bilancio, la relazione previsionale e programmatica, il piano esecutivo di gestione (PEG), la determinazione dirigenziale. Iter del piano acquisti e delle procedure d'acquisto per i libri.
Le problematiche relative agli acquisti in una biblioteca d'ente pubblico non sono meno complesse di quelle di biblioteche di altri enti. Benché di competenza dell'apparato, i problemi amministrativi si riflettono sulla vita quotidiana della biblioteca, influenzandone e condizionandone anche le scelte più piccole: non è possibile eluderli in quanto risultano determinanti nella gestione. Oltre ai vincoli di carattere amministrativo e alle difficoltà legate ai rapporti con l'apparato, nella gestione di una biblioteca di ente pubblico intervengono condizionamenti derivanti dagli indirizzi dati dagli organi politici, che a loro volta prescindono molto spesso da valutazioni tecnico-biblioteconomico e culturali.
Il processo di ripensamento del ruolo e dell'organizzazione degli Enti locali, avviatosi a partire dal 1990, ha progressivamente modificato il quadro normativo, portando ad un sempre più evidente snellimento delle procedure burocratiche. Il rinnovamento ha inoltre introdotto un nuovo modo di pensare e considerare gli Enti locali, visti sempre più come aziende erogatrici di servizi, che favoriscono ed inducono i consumi ed ancora come aziende che attuano processi produttivi. Si è reso così via via necessario adottare, in modo particolare per quanto riguarda le spese ma non solo per esse, modelli di gestione e di controllo simili a quelli imprenditoriali.
Fra i tanti esempi possibili, con cui si può rappresentare l'essenza della trasformazione in atto nell'organizzazione degli Enti locali, uno sicuramente efficace è costituito dalla nuova visione del bilancio cui è strettamente legata una nuova concezione della spesa. Sotto la spinta di una logica imprenditoriale, il bilancio si è trasformato coinvolgendo sia il linguaggio usato per definirlo sia la sua stessa struttura: mentre esso in precedenza era organizzato schematicamente per entrate e per uscite, ora risulta in qualche modo vivificato prendendo in considerazione, almeno in teoria, le reali risorse disponibili e i risultati ottenuti o da ottenere. La spesa invece, pur continuando ad essere legata agli stessi schemi di autorizzazione, è stata vincolata anche a sistemi di controllo, pensati per garantire l'efficienza e l'efficacia degli interventi.
I riferimenti normativi generali Le tappe normative fondamentali del processo di snellimento dell'organizzazione degli Enti Locali possono essere individuate essenzialmente nei quattro provvedimenti legislativi L.142/90, D.Lgs.29/93, D.Lgs.77/95, L.127/97 (vedi tav. 1)
Nonostante possa essere definita legge di principi, la legge 142/90, più di ogni altro provvedimento ha snellito l'azione amministrativa introducendo i criteri fondamentali che definiscono l'autonomia degli enti, soprattutto nel rapporto con il proprio territorio e nella gestione. La novità di maggior peso, gravida più di altre (almeno nelle aspettative) di potenziali sviluppi innovativi, è costituita dall'introduzione di una decisa divisione fra piano politico, piano della programmazione e piano gestionale: l'intervento progettuale è affidato ai politici, quello gestionale vero e proprio è affidato alla struttura amministrativa. La legge 142/90 ha cercato di raggiungere anche gli obiettivi di economicità di gestione e di ottimizzazione delle risorse, grazie ai seguenti provvedimenti:
individua la figura del dirigente con poteri e responsabilità sulla gestione delle risorse e sull'efficienza (art.51);
introduce il bilancio organizzato per programmi, servizi ed interventi;
introduce la contabilità economica (art.55);
annuncia la riscrittura dell'ordinamento finanziario e contabile, realizzata poi col D.Lgs.77/95.
Altra importante tappa del percorso delineato è il D.Lgs.29/93 relativo alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione che rinforza e sancisce definitivamente la separazione fra programmazione e controllo da una parte e gestione dall'altra. L'art 3 del decreto prevede che la definizione degli indirizzi politico-amministrativi, la programmazione, il controllo e la verifica dei risultati competano agli organi politici di governo dell'ente locale, il Consiglio e la Giunta; ai dirigenti spetta invece la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, con piena responsabilità, pieni poteri e controllo diretto su tutto ciò che è inerente la gestione. Il decreto affida inoltre ai dirigenti la possibilità di formulare proposte per l'elaborazione e l'attuazione di programmi, l'esercizio dei poteri di spesa (art.16) e individua in essi i responsabili sia della realizzazione di programmi e di progetti, sia dei risultati ottenuti (art.20).
Un terzo punto di riferimento - quarto in ordine cronologico - è la L.127/97 (Bassanini bis) che riconferma gli orientamenti in merito alla separazione fra programmazione e gestione, rinforzando ulteriormente i poteri e le prerogative del dirigente.
Il D.Lgs. 77/95 sulla 'Riorganizzazione dell'ordinamento finanziario e contabile' ha tradotto infine in strumenti d'intervento concreti i principi riformatori della L.142/90 e del D.Lgs.29/93; le sue caratteristiche possono essere riassunte come segue:
nuova organizzazione del bilancio
introduzione di una logica imprenditoriale che sostituisce al bilancio autorizzatorio il bilancio che punta alla produttività dell'impresa;
sostituzione del bilancio finanziario redatto per entrate e per uscite con il bilancio economico organizzato per costi e ricavi;
esaltazione del ruolo del Consiglio per quanto riguarda la programmazione, e della dirigenza per quel che attiene la gestione.
A partire quindi dalla L.142/90 e fino al D.Lgs.77/95, il bilancio ha perso la sua struttura per entrate e per uscite ed il carattere strettamente autorizzatorio (in cui la spesa rispondeva semplicemente alla domanda: si può fare o no?) ed ora esso è organizzato per programmi, servizi e interventi che devono rispondere a degli obiettivi prefissati per i diversi settori e devono produrre i risultati preventivati. Strettamente legato alla nuova idea di bilancio è il passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economica. La contabilità, cioè, non è più un asettico insieme di entrate e di uscite ma rappresenta e cerca di ottenere ciò che per l'impresa si chiama profitto e che per l'ente pubblico, ente no profit, si chiama efficienza, utilità e produttività.
Dalla programmazione alla spesa. La procedura di acquisto va esaminata sotto due diversi aspetti (vedi tav.1): l'iter strettamente amministrativo coincide con un procedimento che, partendo dalla programmazione termina con la spesa; l'iter del piano-acquisti è invece legato agli indirizzi di sviluppo della biblioteca. Il percorso amministrativo si articola nella relazione programmatica (tav.2), nel bilancio (tav.2) e nel piano esecutivo di gestione (tav.3). L'organizzazione del bilancio introdotta dal D.Lgs.77/95 rafforza in definitiva il suo aspetto programmatico e gestionale.
La relazione previsionale e programmatica. Nella relazione programmatica il Consiglio dell'ente locale (comunale o provinciale), partendo dall'analisi politica della realtà socio-economica e dalla valutazione delle esigenze del territorio di riferimento, individua gli obiettivi, le priorità, le persone ed i mezzi necessari.
Bilancio (tav.2). Pur conservando i principi che lo regolavano in precedenza (annualità, universalità, integrità, ecc.) e pur essendo ancora di carattere autorizzatorio, il bilancio appare semplificato e strettamente legato alla Relazione previsionale e programmatica. Unità elementare del bilancio non è più il capitolo (termine non più utilizzato) ma, con significativa variazione terminologica, è la risorsa per le entrate e l'intervento per le spese. Il termine intervento non corrisponde ad una spesa pura e semplice ma all'insieme dei mezzi e degli strumenti utilizzati per il raggiungimento di un obiettivo. Non si troverà più quindi in bilancio una voce corrispondente a 'acquisti di libri' bensì una macro-voce che, nel caso del bilancio della Provincia di Campobasso, è denominata Intervento per le biblioteche e i settori culturali. Compito del dirigente è quindi provvedere all'organizzazione ed alla gestione della macro-voce, individuandone le varie necessità, tra cui, ad esempio, quella relativa all'acquisto dei testi.
Per spiegare meglio il concetto di intervento è necessario fare un passo indietro e ricordare come già l'art. 55 della L.142/90 preveda la redazione del bilancio in termini di programmi, servizi ed interventi. La struttura del bilancio, definita quindi dal D.Lgs.77/95, individua nella sezione inerente la spesa un ordinamento per titoli, funzioni, servizi e interventi. I titoli classificano le spese in base alla loro natura e destinazione economica; le funzioni individuano le spese in base alla tipologia delle attività espletate. I servizi sono i reparti organizzativi - semplici o complessi, costituiti da persone e mezzi - funzionali all'erogazione di servizi ai cittadini o allo stesso ente. Per servizio s'intende un 'Centro di responsabilità' corrispondente ad un'unità organizzativa facente capo al dirigente, cui è affidato un complesso di mezzi finanziari. L'organizzazione descritta è fortemente innovativa e permette un reale controllo della gestione, presupposto indispensabile per ottenere gli obiettivi di efficienza e di efficacia dell'azione amministrativa. Gli interventi, infine, individuano i fattori produttivi, vale a dire gli elementi ed i mezzi per il raggiungimento del fine cui il singolo servizio è preposto.
Piano esecutivo di gestione (tav.3). L'anello di congiunzione tra programmazione politica ed attività di gestione dei dirigenti è il Piano esecutivo di gestione (PEG), secondo cardine della programmazione. La redazione del Piano è obbligatoria per gli enti territoriali con popolazione superiore a 15.000 abitanti e tramite esso la Giunta attribuisce ai singoli dirigenti le risorse, sia economiche sia di personale, necessarie per l'attuazione degli obiettivi. Pur ritrovandosi nel PEG la partizione in Interventi-Capitoli propria della struttura del bilancio precedente al D.Lgs.77/95, il Piano è caratterizzato da una maggiore elasticità e duttilità rispetto al Bilancio, non ultima la possibilità di essere modificato tramite una semplice delibera della Giunta dell'ente locale (e non del Consiglio). Il PEG deve essere redatto e approvato in base a quanto stabilito dal regolamento contabile dell'ente locale: nel caso della Provincia di Campobasso esso deve essere approvato entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio da parte del Consiglio. La sua gestione avviene mediante determinazioni dirigenziali, provvedimento simile alla delibera introdotto dal D.Lgs.77/95 e poi ulteriormente valorizzato dalla L.127/97.
In buona sintesi: il Consiglio dell'ente locale, attraverso la relazione programmatica, compie delle scelte di politica culturale e stanzia le risorse economiche necessarie allo sviluppo dei diversi settori tramite il bilancio. Vengono così individuati i servizi, ossia i centri di spesa e di organizzazione per la gestione, cui sono assegnate risorse e persone per la realizzazione degli obiettivi prefissati. Le risorse economiche ed umane sono attribuite ai settori ed ai servizi attraverso il PEG predisposto dalla Giunta: solo dopo l'attribuzione delle somme i dirigenti, che conosco le reali risorse possono svolgere il loro ruolo gestionale. Lo strumento attraverso cui si concreta la gestione è la determinazione dirigenziale: disponendo delle risorse assegnate dalla Giunta attraverso il PEG, il dirigente decide ed attua la spesa con rapidità di decisione e di snellezza di procedura.
L'iter del piano acquisti e le procedure di acquisto (tav.1). Le procedure di spesa sono poste in essere all'interno di un piano acquisti che attraversa diverse fasi. Dopo aver attribuito risorse al settore 'cultura', il Consiglio dell'ente locale traccia gli indirizzi per le attività e lo sviluppo della biblioteca, che sono tradotti sul un piano operativo da una Commissione tecnica, di nomina presidenziale, composta da bibliotecari e da esperti del settore. Il programma elaborato dalla Commissione tecnica può essere emendato dalla Giunta, che ha forti possibilità di controllo e di veto; sulla base di quanto da essa approvato il Direttore della biblioteca formula le proposte di acquisto di libri. Dopo il visto del dirigente, che verifica l'effettiva disponibilità delle risorse da impegnare, si avvia il procedimento amministrativo per l'acquisto attraverso la determinazione dirigenziale.
L'acquisto dei libri ha rappresentato da sempre un grosso problema per la Biblioteca Provinciale di Campobasso: nonostante siano state stanziate annualmente cifre comprese fra i 60 ed i 100 milioni, a causa dei vincoli amministrativi delle procedure la biblioteca non è mai riuscita a spendere più del 50-60% della cifra disponibile. Una procedura d'acquisto indifferenziata fa sì che intervengano infatti notevoli difficoltà, addebitabili per lo più alla quantità di tempo che intercorre fra la proposta di acquisto del testo da parte della biblioteca e la sua reale fornitura, che può avvenire anche a molti mesi di distanza quando possono essersi verificate modifiche nei prezzi o possono insorgere difficoltà nella reperibilità dei libri.
Le procedure di acquisto devono essere caratterizzate da forme di evidenza pubblica che ne garantiscano la trasparenza, l'imparzialità e l'economicità. Le procedure contrattuali tipiche sono l'asta pubblica, cui possono partecipare tutti, la licitazione, cui partecipano gli invitati su richiesta, la trattativa privata, che implica un rapporto diretto con un soggetto, l'appalto-concorso, una formula che prevede la licitazione su progetto specifico.
La procedura da applicare normalmente, secondo sia la legislazione italiana sia quella europea, è la licitazione, mentre la trattativa privata è ammessa se ricorre una delle seguenti condizioni: licitazione deserta, diritti di esclusiva, integrazioni di precedenti forniture, lavori in economia. La materia è complessa: bisogna inoltre tenere presente che per forniture superiori ai 200 Ecu si deve applicare la normativa comunitaria recepita dal regolamento italiano con i D.Lgs.358/92 e 157/95.
La procedura di gara presuppone che la fornitura sia perfettamente rispondente alla richiesta. Pertanto i librai, non potendo impegnarsi a fornire con certezza tutti i volumi richiesti o non potendo tenere bloccato un prezzo fissato in partenza per un periodo lungo spesso anche alcuni mesi, sono indotti a disertare la gara Ne consegue che le somme impegnate non vengono utilizzate e vanno a residuo.
Gli acquisti che si riesce ad effettuare con le normali procedure di gara sono quelli condotti per trattativa privata direttamente presso l'editore sulla base di offerte di sconto per livelli di spesa; per acquisti di diversi milioni di lire l'editore può infatti praticare sconti più consistenti. Ma non tutto può essere acquistato con questa procedura: ne resta esclusa soprattutto la produzione corrente di editori diversi, di cui pure si deve provvedere una biblioteca di pubblica lettura. La trattativa privata è utilizzata anche per acquistare dagli antiquari, dai rivenditori esclusivi o da altri soggetti per integrare le forniture ed infine con soggetti che garantiscono la massima economicità o l'unicità della fornitura.
Per tutti i casi che non rientrano in quelli contemplati dalla trattativa privata, la Giunta provinciale di Campobasso ha disciplinato l'acquisto ed il rapporto con i fornitori cercando sia di ovviare agli inconvenienti citati, sia di ottenere la massima economicità. Anche in considerazione dell'obbligo posto agli enti dalla legge finanziaria 537/93 di formare un albo dei fornitori articolato per settori merceologici, la Giunta ha previsto una procedura mista, vicina alla licitazione privata, regolata da una convenzione. Sulla scorta di un avviso pubblico le librerie interessate fanno richiesta per essere invitate a presentare un'offerta di sconto, con validità annuale, sui prezzi di catalogo delle diverse case editrici. Le librerie vengono selezionate non solo sulla base dello sconto offerto, ma anche in base alla disponibilità di dare in visione i volumi ed eventualmente a ritirarli senza obbligo d'acquisto per l'ente, e in base all'impegno di fornire un servizio continuo di informazione bibliografica per i settori di sviluppo della biblioteca. Al fine di perfezionare il sistema individuato e per una maggiore tutela della biblioteca, si sta esaminando la possibilità di stipulare tale convenzione con la mediazione della sezione locale dell'Associazione Librai.
Centralità dell'ente locale
D. Lgs 29/93
Migliore organizzazione della Pubblica Amministrazione
Separazione fra programmazione e gestione
D. Lgs 77/95
Riorganizzazione dell'ordinamento finanziario e contabile
Gestione del bilancio per obiettivi
Introduzione di una logica imprenditoriale
Passaggio dal bilancio finanziario (entrate/uscite)
al bilancio economico (costi/ricavi)
Snellimento dell'attività amministrativa
Rinforzo ulteriore delle funzioni dirigenziali
Riduzione dei controlli (CO.RE.CO / C. Conti)
Dalla programmazione alla spesa
(L. 142/90 - D.Lgs. 77/95 - L.127/97)
Attribuzione delle somme ai servizi
Attribuzione di somme ai dirigenti
entro un mese dal bilancio di previsione
Iter del piano acquisti
L. 142/90 - D. Lgs. 29/93 - L. 127/97
Visto e avvio procedura
Provincia di Campobasso. Bilancio di previsione 1997. Parte II Spesa: Titolo 2, Funzione 3
Codice e numero Intervento
Denominazione * Previsioni definitive esercizio
in corso Variazioni in aumento Variazioni in diminuzione Somme
Servizio 03 01
Acquisto di beni specifici per realizzazioni
8.471.008
91.628.992
Utilizzo di beni di terzi per realizzazioni
Acquisizioni di beni mobili, macchine Ö
91.526.992
Servizio 03 02
Valorizzazione dei beni di interesse storico e artistico ed altre attività culturali
Acquisizione dei beni immobili
Acquisizione di beni immobili, macchine ...
658.471.008
241.528.992
* Impegni ultimo esercizio chiuso
Provincia di Campobasso. Bilancio pluriennale 1996-1998. Parte seconda - Spesa
Settore d'intervento: Istruzione e cultura. Oggetto intervento: Biblioteca provinciale
Interventi programmati (Importi in milioni di lire)
Trasferimento di Cd-Rom di archivi storici
Trasferimento di Cd-Rom di altri archivi bibliografici
Realizzazione sistema antitaccheggio
Realizzazione fototeca e sviluppo multimediale
Convenzioni per valorizzazione beni bibliografici con Università, archivio di Stato, altre biblioteche della Regione
Lavori di manutenzione edificio biblioteca
Settore Pubblica Istruzione Cultura Sport Turismo Tempo libero e assistenza sociale
Situazione al 28.10.1997
Interventi/Capitoli
Stanz. attuale
1.03.01.02 / 07300
Spese per acquisto libri per la Biblioteca provinciale anche con contributo regionale a specifica destinazione
42.739.625
57.260.375
1.03.01.02 / 07350
Acquisti di beni mobili patrimoniale per la nuova sede della Biblioteca Provinciale
1.03.01.03 / 074000
Gestione dei progetti dei lavori socialmente utili.
Settore 5°: Biblioteca Provinciale
1.03.01.03 / 07430
Spesa per i corsi di qualificazione del personale
1.03.01.03 / 07450
Spesa per il trasferimento degli archivi bibliografici su CD-Rom (archivi storici e altri)
1.03.01.03 / 07470
Spesa per la realizzazione del sistema antitaccheggio
1.03.01.03 / 07490
Spesa per la realizzazione della fototeca e sviluppo di sistemi multimediali
1.03.01.03 / 07510
Spesa per le convenzioni per la valorizzazione di beni bibliografici con Università, Archivio di Stato, Region e altre biblioteche
1.03.01.03 / 07550
Lavori di manutenzione della sede della Biblioteca Provinciale
76.361.523
23.638.477
1.03.01.03 / 07800
Spese per la gestione e l'allestimento del Museo provinciale
1.03.02.01 / 08000
Spesa per il personale del Settore 5° - Unità operativa per le attività promozionali
1.03.02.01 / 08020
Compenso per lavoro straordinario al personale del Settore 5° - Attività promozionali
7.436.971
563.029
1.03.02.03 / 08100
Interventi dell'Amministrazione nel campo della Cultura
419.489.326
105.510.674
1.03.02.03 / 08200
Spesa per la partecipazione a programmi dell'Unione Europea nel campo della cultura e dei beni culturali
1.03.02.03 / 08500
Spesa per la gestione di servizi del Teatro Savoia di Campobasso
66.138.911
-6.138.911
1.03.02.03 / 08600
Gestione delle attività spettacolistiche del Teatro Savoia (fino alla costituzione dell'Azienda)
Direttore della Biblioteca Casanatense, Roma
La gestione degli acquisti in una biblioteca statale
Sommario: Presentazione della Biblioteca Casanatense. I criteri di scelta negli acquisti. La funzione dei doni e degli scambi. Le procedure amministrative: progettazione e bilancio, fonti di finanziamento, acquisti in antiquariato.
Vi propongo una piccola pausa rispetto al tema principale del convegno, presentandovi in primo luogo la Biblioteca Casanatense e soffermandomi poi sugli aspetti amministrativi e gestionali degli acquisti.
La Biblioteca Casanatense è nota per essere una delle più belle d'Italia, forse anche d'Europa, ed è per me di grande soddisfazione dirigerla. Essa fu fondata nel 1701 dal grande mecenate e appassionato bibliofilo, il cardinale Girolamo Casanate (1620-1700), il quale lasciò per testamento nel 1698 ai Padri Domenicani del Convento di S. Maria sopra Minerva 160.000 scudi e la sua biblioteca personale comprendente ben 25.000 volumi, affinché fosse costituita una biblioteca di pubblica utilità per la quale venivano indicate anche le modalità di funzionamento e presso la quale dovevano essere attivate due cattedre, una per lo studio e la lettura dei testi tomistici, l'altra per gli studi teologici. Per circa un secolo essa fu la più importante biblioteca pubblica di Roma (visto che la Vaticana era considerata da sempre la biblioteca della Corte pontificia), tant'è che alla fine del Settecento la Casanatense fu dichiarata biblioteca circondariale dal governo francese.
Tornando al tema del convengo, posso dire che nel lasso di tempo di oltre sette anni di esperienza di direzione, ho dovuto prendere atto delle notevoli difficoltà che comporta la politica delle acquisizioni in una istituzione come la Casanatense, il cui inestimabile patrimonio bibliografico fu incrementato con dovizia in ogni campo dello scibile umano per tutto il Settecento e buona parte dell'Ottocento dai Domenicani, i quali intesero seguire pedissequamente le volontà testamentarie del suo insigne fondatore.
Nell'Ottocento poi, specialmente nella prima metà, il potenziamento delle raccolte casanatensi fu fortunatamente supportato, vista la 'disastrosa' situazione finanziaria della biblioteca causata dalle trascorse vicende politiche, da lasciti e donazioni da parte di alcuni suoi estimatori, quali l'abate Riccy, il maestro di cappella Giuseppe Baini e l'agronomo e pubblicista Antonio Coppi. In questa sede merita un cenno particolare il fondo Baini costituito da interessanti opere di musica teorica e pratica (308 manoscritti di cui 60 liturgici con notazione musicale e 736 opere a stampa) pervenuto in Casanatense nel 1844, alla morte dell'illustre musicologo e compositore Giuseppe Baini.
Già dal 1874, mentre vigeva una forma di amministrazione mista - in quanto i Domenicani si opponevano fermamente all'esproprio a seguito della legge sulla soppressione delle congregazioni religiose romane ed il passaggio della biblioteca allo Stato italiano non era ancora stato definito in sede giudiziale - la politica degli acquisti veniva naturalmente cambiando, in concomitanza del declino nello scenario culturale della vocazione universale propria dell'illuminismo a favore di una specializzazione più pronunciata, nonché della nascita nel 1876 della nuova Biblioteca nazionale, cui venivano demandati i compiti di rappresentazione bibliografica generale.
A questo punto la Casanatense, come altre biblioteche storiche, doveva ridefinire non soltanto per motivi economici la propria politica degli acquisti, non potendo più mantenere quell'elevato standard di acquisizione che fino a quel tempo l'aveva contraddistinta, cosa che a maggior ragione è difficile se non impossibile al giorno d'oggi.
Accanto alla disponibilità economica, altro parametro fondamentale e regolatore sul piano della quantità del flusso acquisitivo è la cronica fisiologica carenza di spazio derivata per la Casanatense dalla sua collocazione in un edificio monumentale (S. Macuto) e, per di più, dall'essere incapsulata dal complesso degli uffici della Camera dei deputati (Commissioni parlamentari, biblioteca e archivio storico).
In merito al secondo punto non si può sottacere, comunque, che in questi ultimi anni molto è stato fatto per razionalizzare gli spazi occupati dalla biblioteca, sia con interventi edilizi quali il consolidamento dei solai che ha consentito l'installazione della scaffalature compactus (che sviluppano fino all'85% in più di capacità rispetto alle normali scaffalature), sia rivolgendosi alle moderne tecnologie informatiche (microfiche, microfilm, CD-Rom) che, come noto, vanno via via sostituendo il materiale su supporto cartaceo.
Questa seconda soluzione ha avuto un notevole impulso specialmente nel 1996, potenziata inoltre dall'acquisto del Patrologia Latina Data base (Alexandria, Chadwyck, 1996) fatto direttamente dal Ministero per L.66.000.000 e destinato alla Casanatense, mentre in campo musicale sono state acquistate, ad esempio, grazie anche ad un finanziamento straordinario di L.40.000.000 due importanti opere straniere in microfiches Printed music before 1800 e Libretti in deutschen Bibliotheken (München, Saur, 1992).
Sul piano qualitativo invece la scelta - che si presenta già di per sé particolarmente difficile in quanto si assume la responsabilità di interpretare allo stesso tempo la realtà costituitasi nel passato, le esigenze bibliografiche del presente e quelle presumibili del futuro - la scelta, dicevo, è determinata per l'appunto dalle caratteristiche insite nella tradizione della biblioteca, dalle istanze dell'utenza qualificata che la frequenta, nonché dai suggerimenti provenienti dall'attualità culturale. Data la sua delicatezza essa scaturisce comunque dalla collaborazione con la Direzione dei bibliotecari competenti nei diversi settori, i quali operano tenendo conto della fisionomia bibliografica dell'Istituto, in relazione alla sua composizione, alla sua vocazione, alla sua destinazione.
Per le motivazioni sopra esposte gli acquisti oltre che al completamento di collezioni e/o di continuazioni, sono orientati verso i filoni tradizionali di storia della chiesa, storia del cristianesimo, esegesi biblica, storia del pensiero filosofico fino a tutto il '700, verso settori specifici quali musica e teatro con particolare riferimento all'età barocca, stampe e disegni etc. Particolari cure vengono dedicate alla collezione altamente specializzata dei periodici nonché all'incremento del settore in cui la biblioteca possiede già una notevole raccolta, ossia quello degli strumenti bibliografici indispensabili per la catalogazione, lo studio e la valorizzazione dei fondi antichi, manoscritti e a stampa, conservati in Casanatense.
In aderenza a criteri di economicità e al fine di ottenere il massimo rendimento dei fondi assegnati, non viene privilegiato l'acquisto di ciò che può essere reperito con facilità nel territorio, ma si cerca di incrementare la rappresentatività della produzione straniera.
Dal 1990, anche in concomitanza della istituzione, in seno all'Ufficio centrale per i beni librari, le istituzioni culturali e l'editoria, della Commissione per gli acquisti in antiquariato, la Casanatense ha operato attivamente in questo campo per il completamento dei propri fondi antichi con acquisti presso librerie antiquarie o vendite all'asta in Italia e all'estero.
Prima di passare a parlare delle procedure strettamente amministrative è d'uopo infine segnalare l'importante contributo dato dai doni e dagli scambi al gettito delle acquisizioni, specialmente nell'ultimo triennio. Godendo di largo apprezzamento sia da parte di singoli studiosi sia da parte di enti italiani e stranieri, la biblioteca riceve di solito molti volumi in dono. Tra questi merita una particolare menzione la donazione nel 1994 di 74 opere pubblicate dalla casa editrice Edizioni dell'Elefante. Trattasi di edizioni a tiratura limitata, stampate con procedimenti artigianali, illustrate spesso con incisioni su rame, litografie e xilografie di maestri contemporanei. Presentata con successo al pubblico con la mostra ed il relativo catalogo Res libraria. Trent'anni di Edizioni dell'Elefante (Roma, 12 settembre - 1 ottobre 1994), questa splendida collezione di libri moderni si è andata ad aggiungere alle numerosi donazioni che fin dall'origine arricchirono, come noto, il patrimonio casanatense. Altre importanti opere di grafica sono state donate negli anni 1995-1997 dagli artisti che hanno collaborato con la biblioteca nell'allestimento di mostre: Carlo Cattaneo, Giulia Napoleone, Luigi Boille, Carlo Strassa e molti altri.
Quanto agli scambi, la biblioteca ha utilizzato le proprie pubblicazioni - (cataloghi di mostre, repertori) in media quattro l'anno - nonché copie del prestigioso catalogo a stampa (Bibliothecae Casanatensis catalogus librorum typis impressum Roma, 1761-1790, 5 voll.) redatto dall'insigne prefetto casanatense Giovan Battista Audiffredi (1714-1794) ottenendo un duplice risultato: in primo luogo la diffusione in università e prestigiose istituzioni italiane e straniere di un repertorio considerato uno dei capisaldi delle letteratura bibliografica settecentesca, operazione questa cui è stato riconosciuto da docenti e studiosi un grande valore culturale; ed altresì l'acquisizione a titolo gratuito da parte della Biblioteca di alcuni periodici in precedenza acquistati in abbonamento nonché alcune interessanti opere monografiche confacenti e adeguate al patrimonio casanatense.
Veniamo a parlare di budget, di stanziamenti ordinari e straordinari, di capitoli e simili: ai sensi della normativa vigente (L237/93 DPR 417/95 e varie circolari) il direttore della biblioteca è tenuto a trasmettere all'Ufficio centrale per i beni librari, le istituzioni culturali e l'editoria entro il 2 gennaio dell'esercizio finanziario precedente a quello cui si riferisce, la programmazione triennale delle spese ordinarie distinte per capitoli, accompagnate da una dettagliata relazione che evidenzi le necessità finanziarie. La stessa procedura va seguita, ma entro il 31 luglio, per la programmazione annuale.
La L.237/93 prevede inoltre una programmazione per progetti i quali, per avere buone possibilità di accoglimento da parte del superiore Ministero e sempre compatibilmente con i fondi a disposizione, devono essere correttamente formulati e, se necessario, accompagnati da idonea documentazione giustificativa. Sempre ai sensi della legge 237/93 sono prescritte relazioni periodiche sull'andamento di progetti, come anche una relazione finale. L'esperienza, comunque, mi ha insegnato che un'attenta e accurata gestione dei progetti medesimi depone a favore di future richieste di finanziamento: infatti la dotazione ordinaria della Casanatense per incremento del patrimonio bibliografico è passata dai 90.000.000 del 1990, anno in cui ho assunto la responsabilità della sua direzione, ai 150.000.000 del 1997.
Come ho già detto si parla di budget distinto per capitoli, mentre è in fase di sperimentazione un progetto di autonomia per gli istituti periferici e la Casanatense, assieme ad altri istituti vi è stata inserita. Il progetto prevede l'apertura di una contabilità speciale per ogni istituto e sebbene i fondi che vi affluiscono rimangono virtualmente imputati ai capitoli di provenienza, viene attuata l'unicità di cassa.
La recente legge 94 del 1997 ha poi introdotto innovazioni in materia di bilancio, tra l'altro la distinzione tra bilancio per la decisione parlamentare e bilancio per la gestione e la rendicontazione. Prevede inoltre la ripartizione delle spese in unità previsionali di base e in funzioni obiettivo. Le innovazioni introdotte sono volte alla maggior chiarezza e trasparenza dei documenti contabili, nonché all'incremento dell'efficienza e dell'economicità dell'azione amministrativa. E' possibile impiegare al meglio le risorse economiche ed ottenere una riduzione dei costi mediante una scelta oculata dei fornitori. E' buona norma ogni anno esperire una ricerca di mercato per verificare l'economicità dell'affidamento a determinati fornitori, specialmente per i libri da acquistare all'estero. Un altro parametro fondamentale per la scelta dei fornitori è quello relativo all'area geografica d'intervento (area tedesca, area nordamericana e inglese, area orientale, etc.)
In Casanatense la dotazione ordinaria (cap. 7801) viene destinata secondo le seguenti percentuali: 40% periodici 30% collezioni e continuazioni; 20% opere nuove; 10% antiquariato.
Per acquisti particolari o di carattere eccezionale si può fare ricorso a richieste di assegnazioni straordinarie: talvolta a fine anno può verificarsi il caso che il Ministero abbia disponibilità nel capitolo relativo alle acquisizioni bibliografiche e pertanto possa esaminare le richieste pervenute nel corso dell'anno nonché assegnare in tutto o in parte i fondi residui. Di solito tale procedura è riservata all'antiquariato quantunque con l'istituzione della Commissione tecnica con compiti propositivi e consultivi, i fondi destinati all'antiquariato stesso vengono gestiti direttamente dal Ministero.
Trovandomi oggi con voi esperti musicologi, vorrei menzionare alcuni degli acquisti più significativi effettuati dalla Casanatense nel campo musicale. L'archivio del musicista romano Giovanni Sgambati (1841-1914) è composto da numerose carte: nomine, diplomi, ricevute, atti istitutivi di enti musicali, programmi di concerti - circa 700 - e documenti relativi agli stessi, manoscritti musicali, partiture a stampa, lettere - più di 2000 - e biglietti da visita, un rilevantissimo numero di fotografie molte con dedica autografa, una serie di diplomi accademici, onorificenze cavalleresche e relative insegne. L'inventariazione di questo fondo, pervenuto in Casanatense nel dicembre 1994, è stata pressoché ultimata e nel 1999 si spera di poter pubblicare il relativo catalogo, suddiviso in due volumi: uno per la parte strettamente archivistica, l'altro per il materiale di musica manoscritto e a stampa.
Il piccolo archivio Respighi e i 173 pezzi musicali hanno costituito due importanti sezioni della mostra Emptus anno allestita dalla Casanatense nell'aprile scorso a testimonianza della tenacia e della passione che ha animato in questo settennio i bibliotecari casanatensi. Oltre ai due archivi Respighi e Sgambati sono stati acquisiti 1 manoscritto di musica pratica e ben 172 edizioni a stampa fra le quali 141 partiture di musica pratica e 31 opere di musica teorica stampate nel XVI, XVII, soprattutto nel XVIII e nei primi decenni del XIX secolo, molte di esse, rarissime, sono per la prima volta presenti in una biblioteca italiana e nella loro eleganza testimoniano la passione e l'amore dei collezionisti che le possedettero
Introduce la discussione Agostina Zecca Laterza, confessando la sua invidia per le colleghe direttrici di Biblioteche nazionali che più volte ha visto, in occasione di aste importanti, comperare materiali senza badare a spese. Il Ministero per i beni culturali dimostra attualmente per l'antiquariato una notevole attenzione, testimoniata anche dalla disponibilità economica ottenuta per l'asta dell'archivio Sgambati (Cavarra). Il bibliotecario del Conservatorio S.Cecilia di Roma in realtà tentò all'epoca l'acquisto del fondo per il Conservatorio prima che questo fosse messo all'asta: l'accordo con gli eredi prevedeva una spesa di 120 milioni, cifra che il Ministero della pubblica istruzione però non elargì, ed il fondo Sgambati fu quindi battuto all'asta per più di 500 milioni (Carboni). Bisogna però tenere in conto che tra i due tentativi passò qualche anno (Cavarra). Bisogna considerare anche i diritti di chi batte l'asta (Laterza). Oltre alle carte furono messi in vendita anche il pianoforte, i mobili, i quadri ed altri oggetti: alla Casanatense è stata attribuita la parte cartacea, mentre il resto è stato affidato al Museo nazionale degli strumenti musicali di Roma (Cavarra). La parte cartacea sarebbe stata comunque interessante anche per la Biblioteca del Conservatorio S. Cecilia (Laterza).
Ministero della pubblica istruzione, Ispettorato per l'istruzione artistica
L'evoluzione dell'amministrazione: prospettive di gestione autonoma
Sommario: La legge20/94 e il controllo sulla gestione di un'istituzione scolastica. La legge 59/97, l'autonomia delle istituzioni scolastiche e i suoi regolamenti. La proposta di regolamento per la formazione del bilancio nei Conservatori e nelle Accademie. Conclusione
Vi ringrazio per l'invito a questo momento di incontro e di scambio di idee, molto utile a tutti, e soprattutto per me che ho l'occasione di conoscere direttamente da voi alcune particolari problematiche e di poterle valutare assieme. Nell'affrontare il tema che mi è stato assegnato cercherò anche di dare alcune risposte ai quesiti posti negli interventi precedenti. Il collega Lombardi, nel trattare degli acquisti presso una biblioteca di ente locale, ha già fatto riferimento ad importantissime leggi di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, cui tutti dobbiamo attenerci, in quanto vi sono fissati principi generali. Giova tuttavia riprendere l'esame di alcune di esse per una completa trattazione dell'argomento.
La L.241/90 è uno dei provvedimenti legislativi che hanno introdotto innovazioni di grande rilievo e di portata generale nella disciplina dell'azione amministrativa. La legge in questione ha dettato nuove regole cui deve conformarsi l'attività della Pubblica Amministrazione ed ha anche indirizzato l'azione verso i fini da raggiungere. Il canone finalistico assieme ai predicati criteri di economicità e di efficacia si sono tradotti in parametri per l'esercizio delle attività di controllo e per la riforma della Pubblica Amministrazione.
Con l'intervento della L.20/94, che ha ridisegnato il controllo della Corte dei Conti, la funzione di controllo di legittimità ha assunto una latitudine più ampia. Per suo effetto la Corte dei Conti esercita un controllo successivo generalizzato sulla gestione del bilancio e il patrimonio di tutte le amministrazioni pubbliche, rivolto alla verifica della legittimità e regolarità delle gestioni. Il controllo che esercita la Corte dei Conti è di carattere ampio. Essa accerta la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, valutando comparativamente costi, modi e tempi dello svolgimento dell'azione amministrativa. Il controllo si esercita sulla globalità della gestione. Nel caso dei Conservatori, di istruzioni con finalità formative, verifica se tutti gli atti che hanno formato la gestione siano stati indirizzati alla realizzazione dei propri fini. I parametri di verifica sono fissati dallo stesso organo di controllo, che ricostruisce i mezzi finanziari di un'istituzione e ne accerta l'efficacia e l'efficienza dell'azione, controllando il grado di raggiungimento degli obiettivi. Il controllo della Corte viene effettuato sulla base di programmi definiti dalla Corte stessa e può prendere in considerazione anche alcuni settori di attività. Nell'anno in corso per gli Istituti di alta cultura è stato condotto il controllo sugli acquisti di strumenti musicali, per cui sono stati chiesti al Ministero cento rendiconti di Conservatori. Con ciò, oltre ad avere introdotto i principi regolatori dell'azione amministrativa, penso di avere dato risposta, anche sia pur indirettamente, ad alcune delle questioni poste dal primo intervento di questa tavola rotonda.
Le recenti norme che riguardano la Pubblica Amministrazione, oltre ai ripetuti concetti di efficienza, di efficacia, di economicità propongono anche quello di costo. La legge Bassanini fa leva sulla semplificazione delle procedure e sulla riduzione dei costi. Tale ultimo elemento assume particolare rilevanza in quanto è uno dei fattori oggetto di valutazione ai fini delle annuali allocazione delle risorse.
I principi che si riferiscono alla economicità del servizio, al suo costo e alla sua efficienza ed efficacia, e alla valutazione dei risultati, indicano la strada che oggi deve intraprendere la Pubblica Amministrazione. Essa deve tendere ad identificare, in ciascuna istituzione, i centri di spesa e a definire un bilancio per programmi da sottoporre a verifica dei risultati. Proprio in vista di questo nuovo tipo di conduzione l'amministrazione si sta riorganizzando, decentrando le competenze dallo Stato alle Regioni e agli Enti locali, affinché le decisioni siano prese laddove il provvedimento deve operare e siano così più vicine alla realtà, ottenendo effetti di immediatezza e di rispondenza alle necessità dell'utenza stessa, nonché ai criteri sopra enunciati.
Nel contesto della legge Bassanini si inserisce anche il conferimento dell'autonomia alle istituzioni scolastiche. Di autonomia si dibatte da tempo: con la L.537/93 sembrava di essere giunti ad un punto di arrivo invece, per il decorso del tempo, il Governo non ha potuto esercitare la delega ricevuta. L'art.21 della L.59/97 prevede il trasferimento di competenze in materia di istruzione e di servizio scolastico dall'amministrazione centrale e periferica alle istituzioni scolastiche stesse, dal momento in cui saranno posti in essere i regolamenti per l'attuazione dell'autonomia. Saranno quindi emanati più regolamenti e tra questi uno specifico per i Conservatori, le Accademie di belle arti e gli Istituti superiori per le industrie artistiche. L'interesse per la materia è grande ed è da ritenere che questi decreti saranno varati a breve termine. La procedura prescritta per la loro emanazione è complessa in quanto, sugli schemi predisposti si deve acquisire contemporaneamente al parere del Consiglio di Stato quello delle competenti Commissioni parlamentari (art. 21,comma 2).
In attesa dei regolamenti l'on. Ministro della pubblica istruzione ha firmato un decreto con cui si conferisce alle istituzioni di istruzione secondaria la facoltà di attuare alcune forme di sperimentazione dell'autonomia organizzativa e didattica. L'ipotesi di sperimentazione prevista nel decreto in questione si caratterizza per una riconosciuta flessibilità delle attività scolastiche, per l'ampliamento dell'offerta formativa e per l'opportunità di utilizzare significative interazioni e integrazioni con il contesto territoriale e fabbisogni formativi locali. Al fine di fornire un contributo utile alla sperimentazione, il decreto prevede inoltre la costituzione di gruppi di supporto tecnico-amministrativo all'autonomia, nuclei in cui saranno presenti figure professionali sia interne all'Amministrazione (dirigenti, ispettori, personale della scuola, rappresentanti IRRSAE) sia esterne ad essa (Università, Associazioni di professionisti, Enti locali, ecc.)
Per accompagnare questo processo di trasformazione del mondo della scuola e di tutta l'organizzazione dell'amminstrazione scolastica si stanno realizzando, in collaborazione con la Confindustria ed altri enti, seminari di aggiornamento e di formazione che interessano anche il personale dirigenziale: a tutt'oggi sono stati avviati corsi per 70 dirigenti.
Si è dunque messo in moto un grande processo di cambiamento. L'autonomia comporterà lo spostamento del livello decisionale dall'ambito centrale a quello locale, e ciò riguarderà anche i Conservatori e le Accademie che oggi dipendono direttamente dal Ministero. Sarà così di loro competenza organizzare la propria struttura e applicare i principi dell'autonomia didattica al fine di realizzare un servizio più efficiente ed efficace e per migliorare l'offerta nell'ambito degli obiettivi di livello nazionale. Con l'autonomia saranno poste delle regole generali all'interno delle quali ciascuna scuola potrà muoversi per realizzare il proprio programma formativo.
In relazione a quanto detto sono in corso di adeguamento le norme sulla gestione dei mezzi finanziari. E' allo studio uno schema di proposta di regolamento per la formazione del bilancio e la verifica della gestione, le cui linee direttrici lasciano largo margine di manovra alle istituzioni. Il bilancio di previsione probabilmente sarà ridenominato programma annuale decisionale, in quanto traduzione in termini finanziari di un programma definito. Il programma si fonda su 'unità omogenee di programma' che corrispondono ai singoli progetti ed a concrete capacità operative dell'istituto. Accanto al programma annuale di utilizzo delle risorse è previsto, ai fini della gestione e del controllo delle stesse, la predisposizione di un bilancio operativo gestionale che definisce con maggiore specificazione i contenuti delle unità omogenee di programma con l'articolazione in capitoli. Il programma operativo gestionale evidenzia l'esatto ammontare delle risorse da destinare a ciascun oggetto di spesa e gli ambiti di responsabilità nell'uso e nella realizzazione degli obiettivi. L'intento è di mettere in condizione le istituzioni di gestire i fondi sulla base di un programma con la resa del conto alla fine dell'esercizio finanziario. Se tale impostazione sarà accolta si eliminerà il vincolo dell'approvazione annuale del bilancio da parte del Ministero.
La progettualità delle istituzioni è comunque già da ora un elemento fondamentale. Nell'esame di un bilancio di previsione particolare attenzione è dedicata agli stanziamenti mirati a dare maggiori strumenti per la formazione degli allievi. In questo modo rispondo a coloro che si domandano perché alcuni Conservatori non riescono a fare acquisti di libri: è probabile che il mancato acquisto abbia origine da una mancata richiesta o dalla carenza di disponibilità finanziarie, in quanto non esistono vincoli particolari per gli acquisti in questione. L'approvazione del bilancio da parte del Ministero non è altro che l'approvazione di una previsione di spesa, dove viene valutata l'esigenza di ogni istituzione in relazione alle disponibilità di stanziamento di bilancio e alle necessità degli altri istituti. Nel caso specifico prima citato del Conservatorio di Palermo ricordo che l'Ispettorato finanzia l'istituto soltanto per alcuni oneri relativi al personale, mentre le altre spese fanno capo alla Regione siciliana.
Conclusione. Lo schema di proposta allo studio sulla formazione del bilancio è in linea con la nuova ottica di impostazione del bilancio statale che dovrà essere organizzato per obiettivi, per programmi e per verifica dei risultati. La singola istituzione programma un bilancio e lo gestisce autonomamente. Il programma annuale decisionale si baserà sulla programmazione dell'attività dell'istituzione, che a sua volta dovrà essere finalizzata all'obiettivo istituzionale.
In linea di massima il nuovo iter procedurale prevede che il programma annuale decisionale, una volta deliberato dal Consiglio di Amministrazione, diventi esecutivo dopo aver ottenuto l'avvallo dei revisori dei conti. In seguito esso dovrà essere trasmesso al Ministero che entro un mese potrà formulare eventuali osservazioni. Le variazioni saranno decise dallo stesso organo che ha deliberato il programma..
In ordine alle risorse finanziarie la L.59/97 (art.21 comma 5) prevede che la dotazione finanziaria essenziale sia costituita dall'assegnazione dello Stato per il funzionamento amministrativo e didattico, suddivisa in assegnazione ordinaria e assegnazione perequativa. La dotazione è attribuita senza ulteriore vincolo di destinazione che quello dell'utilizzazione in via prioritaria per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie di ciascuna tipologia e indirizzo di scuola.
Questa indicazione vale anche per gli acquisti che devono essere funzionali al programma formativo.
Sommario. Il dibattito si articola fondamentalmente su quattro punti: 1) Modalità di finanziamento e di gestione dei fondi finanziari, di esecuzione delle gare e loro iter amministrativo nel caso degli acquisti della biblioteca. 2) Ruolo del bibliotecario all'interno del Conservatorio e suoi rapporti con l'Amministrazione, la Direzione e il Collegio dei docenti. 3) Standard internazionali in relazione al lavoro bibliotecario. 4) Normativa per le biblioteche musicali di interesse storico.
1. Modalità di finanziamento e di gestione dei fondi finanziari, di esecuzione delle gare e loro iter amministrativo nel caso degli acquisti della biblioteca. La discussione parte dalla constatazione di come non sia evidente se esista o meno una dotazione ordinaria per la biblioteca all'interno del cap.29 del bilancio e come taluni Conservatori abbiano superato il problema trovando fonti di finanziamento all'esterno del bilancio ordinario, ad esempio attingendo a fondi regionali (Laterza, Carboni, Pugliese).
L'appostamento delle cifre sui singoli capitoli di spesa dipende dalle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione al momento della stesura del bilancio previsionale. Sarebbe grave se la causa del mancato acquisto di libri fosse da ricondurre al fatto che non vengono appostate somme nel relativo capitolo (Lepore).
Il problema in realtà è esattamente questo: per prassi diffusa il bibliotecario, non interpellato al momento della stesura del bilancio preventivo, non ha modo di presentare le esigenze della biblioteca al Consiglio di Amministrazione cosicchè il budget per la biblioteca non viene annualmente definito. Molte relazioni illustrative dei bilanci dei Conservatori inviate al Ministero saranno presumibilmente prive di riferimenti espliciti al funzionamento della biblioteca. Spesso l'entità dei fondi disponibili è comunicata al bibliotecario dopo l'approvazione del bilancio, cioè verso la fine dell'anno finanziario, quando la didattica e la biblioteca si trovano a spartirsi una disponibilità, determinata a prescindere dalle reali esigenze. Quindi se in un Istituto non vi è una tradizione di spesa in questo settore, il bibliotecario si trova isolato nel riconquistare uno spazio istituzionale negato dalla prassi. Il problema potrebbe essere assai più facilmente superato a livello centrale ricordando alle singole istituzioni - ad esempio nella circolare contenente istruzioni sulla formulazione del bilancio preventivo, punto di riferimento ineludibile per i Consigli di Amministrazione - come la spesa annuale per i libri sia un obbligo previsto dall'art. 249 del D.Lgt.1852/1918. Sarebbe molto più semplice allora per il bibliotecario elaborare dapprima un progetto annuale di spesa e in un secondo tempo, avendo avuto conferma della somma disponibile, procedere effettuando gli ordini secondo le debite procedure di gara (Riva).
Ma il progetto di spesa deve essere supportato dalle necessità formative e quindi recepire innanzitutto le esigenze dei docenti (Lepore). E' dunque importante diffondere nei singoli istituti il principio che la funzionalità della biblioteca, e quindi l'effettiva disponibilità di materiali di studio per allievi e docenti, rientra pienamente nei servizi che consentono alla scuola di adempiere i propri obblighi formativi; diversamente il problema resta relegato ad un ambito amministrativo senza coinvolgere la didattica. Il D.Lgt 1852/1918, ribadito dal D.Lgs. 297/1994, prevede che l'iniziativa per gli acquisti spetti al bibliotecario ed anche agli insegnanti e debba essere approvata dal direttore (Riva).
Non bisogna dimenticare però come il rapporto tra il bibliotecario e i docenti non è sempre facile: si può arrivare anche al punto che i singoli docenti presentino singolarmente le proprie richieste di acquisto di libri al direttore senza coinvolgere il bibliotecario (Pugliese).
La professionalità del bibliotecario dovrebbe essere invece di aiuto ai colleghi, disponendo egli delle informazioni necessarie per aggiornare le raccolte. Comunque i nuovi meccanismi di gestione supereranno lo scoglio dell'approvazione annuale del bilancio da parte del Ministero: il bibliotecario saprà l'entità del budget destinato alla biblioteca subito dopo l'approvazione del bilancio da parte del Consiglio di Amministrazione del proprio istituto, fermo restando il Ministero eroga i finanziamenti per progetti che debbono essere incentrati sulle necessità formative (Lepore).
Alla fine della discussione resta irrisolto il problema tecnico di come superare i vincoli imposti dall'annualità del bilancio per acquistare le opere edite nell'arco di più anni come le opere in continuazione.
2. Ruolo del bibliotecario all'interno del Conservatorio e suoi rapporti con l'Amministrazione, la Direzione e il Collegio dei docenti. Si sottolinea la frequente mancanza di colloquio fra bibliotecario e uffici amministrativi; la difficoltà da parte del bibliotecario di incidere all'interno della propria istituzione, in mancanza di mansioni specificatamente riconosciute; l'isolamento del bibliotecario, unico docente responsabile di un ufficio all'interno di un corpo docente responsabile verso le classi di allievi, di fatto entità terza fra personale amministrativo e personale docente; la difficoltà nell'ottenere l'attribuzione del personale necessario per garantire l'apertura della biblioteca alla scuola e al pubblico (Laterza, Riva, Pugliese).
3. Standard internazionali in relazione al lavoro bibliotecario. Più di 10 anni fa la Commissione per le biblioteche degli istituti di istruzione musicale (Conservatori, Univeristà) dell'associazione professionale internazionale dei bibliotecari musicali (IAML) stabilì degli standard internazionali. Essi sono relativi sia ai requisiti di professionalità richiesti al bibliotecario musicale (requisiti di cui il Ministero ha tenuto conto nel formulare il programma d'esame per il concorso per i bibliotecari di Conservatorio), sia agli spazi da destinare a biblioteca e a discoteca e alle disponibilità finanziarie per l'acquisto dei libri nell'ambito. Sulla base di quanto avveniva nei paesi più avanzati fu stabilito che l'Istituto avrebbe dovuto acquistare ogni anno come minimo due libri (intendendo per libro anche uno spartito), oppure un libro e un disco per ciascun allievo. Fu anche stabilito che per l'acquisto di libri e documenti sonori non si dovesse destinare meno di 1/6 del bilancio dell'istituto. Tali standard sembrano essere nella maggior parte degli Istituti assolutamente ignorati, sarebbe dunque necessario riaffermare a livello centrale almeno il livello minimo al disotto del quale non dovrebbe essere possibile scendere (Laterza).
4. Normativa per le biblioteche musicali di interesse storico. Finalizzare tutta l'attività del Conservatorio alla sola formazione degli alunni risulta essere limitante per le biblioteche musicali storiche aperte al pubblico (Laterza).
Le biblioteche storiche sono attualmente una parte dei Conservatori; le norme di gestione indicate dalla legge Bassanini subordinano ogni cosa, compreso l'utilizzo dei fondi, al vincolo primario dell'istruzione didattica e della formazione, pur tenendo presente che le istituzioni hanno anche compiti di progettazione, innovazione, ricerca, sperimentazione e sviluppo. Nel caso in cui la biblioteca di Conservatorio svolga una funzione di servizio pubblico essa compie un'interazione con il territorio, attività prevista dalla norma, sebbene con finalità di tipo diverso. Ugualmente sono previsti, nell'ambito degli accordi con le regioni, interventi di partecipazione ai programmi regionali e comunitari, ma sempre per il raggiungimento delle finalità istituzionali, ed è prevista inoltre l'apertura pomeridiana delle scuole. Può essere che il regolamento sull'autonomia dei Conservatori preveda rapporti con gli enti locali. (Lepore).
Al proposito si può ricordare che anche la L.142 prevede i rapporti culturali sul territorio: la provincia di Campobasso ha, ad esempio, un rapporto particolare con il Conservatorio (Lombardi).
Se tra gli scopi dell'istituzione vi è anche la ricerca, come mai il Ministero non finanziò l'acquisto del fondo Sgambati per la biblioteca del Conservatorio di S. Cecilia? (Carboni) Probabilmente perché non era un fondo adeguato alla realtà specifica, ma un fondo di natura storico-artistica: per funzionare in maniera diversa occorrono norme diverse (Lepore).
Sarebbe dunque necessario pensare a biblioteche musicali aperte al pubblico 'annesse' ai Conservatori, con servizio scolastico (Laterza). Anche questa soluzione comporta l'esigenza di definire norme diverse: per adesso la funzione della biblioteca di Conservatorio - grande o piccola che sia - è strumentale e preordinata alla formazione degli allievi (Lepore).