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Timestamp: 2020-07-16 13:27:55+00:00
Document Index: 60377055

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 168', 'art. 1', 'art. 168', 'art. 11', 'art. 167', 'art. 251', 'art. 8']

Giovedì, 04 Dicembre 2014 09:22
Comunicato Stampa del 03.12.2014 - Diffida all'utilizzo del nome Movimento Sardegna Zona Franca per tesseramento e congressi
COMUNICATO STAMPA DEL 03.12.2014
Il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio è costretto a diffondere questo comunicato al fine di diffidare chiunque da ogni utilizzazione non dovuta del simbolo e della sua denominazione.
In proposito si rileva che i signori: Modesto Fenu, Antioco Patta, Andreas Coni nella provincia di Olbia-Tempio, Ottaviano Merella nella provincia del Medio Campidano, Efisio Zuddas nella provincia dell’Ogliastra, Fabio Usai nel territorio del Sarrabus, Sebastiano Arcai nella provincia di Oristano, Pier Giorgio Pira nella provincia di Nuoro, Bruno Cherchi nella provincia di Cagliari, Marco Calvia nella provincia di Sassari, utilizzando l’appellativo di "Dirigenti" e di “Commissari del "Movimento Sardegna Zona Franca” procedono da giorni all’iscrizione e al e tesseramento di persone a nome di un Movimento Sardegna Zona Franca.
Si precisa che questo ultimo raggruppamento politico non è il Movimento Sardegna zona franca lista Maria Rosaria Randaccio che ha partecipato alla competizione elettorale regionale ma un altro e diverso movimento che nessun rapporto ha con il nostro Movimento.
Inoltre, i congressi ed incontri indetti dalle suddette persone a nome del sedicente Movimento Zona Franca nulla hanno a che vedere con la lista succitata di cui la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio è tutt'ora Presidente: pertanto, è inibita alle persone suddette ogni utilizzazione del nome Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio o l'uso di simili e confondibili denominazioni idonee a ingenerare confusione.
Il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio è unico titolare del nome e del simbolo che ha partecipato alle elezioni regionali della Sardegna 2014 e si dissocia perciò da qualsiasi azione, compresa la richiesta di denaro, intrapresa dai sopracitati “commissari” e dai sigg.ri Modesto Fenu e Antioco Patta.
Pertanto, si comunica che il tesseramento e/o ogni attività posta in essere da parte di queste persone non riguarda il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio.
Giovedì, 20 Novembre 2014 09:29
La legge non è un'opinione. Dalla polemica sull'interpretazione all'attualità del detto "dividi et impera".
Continuano ad imperversare su alcune pagine del social media Facebook le calunnie e le accuse rivolte alla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio per la grande opera di divulgazione e di informazione relativa alle operazioni per l'attuazione della zona franca al consumo da Lei portata avanti insieme al Movimento Sardegna Zona Franca, del quale è presidente. I capigruppo dei "dissidenti" che - violando la legge e le regole statutarie - stanno utilizzando il nome del Movimento Sardegna Zona Franca senza averne la reale rappresentanza, raccogliendo consensi nelle varie province sarde, raccontano - tra le altre cose - che la Randaccio sta prendendo un grosso abbaglio e sta inducendo le cosìddette partite iva a passare notevoli guai dal punto di vista fiscale, in quanto - secondo essi - non si può pretendere di avere la zona franca al consumo poiché mancano i Decreti Attuativi al riguardo.
Evidentemente questi signori contano in modo preponderante sull'ignoranza della gente, dal momento che quest'ultima spesso non è a conoscenza del fatto che la sigla D.P.R. significa proprio Decreto del Presidente della Repubblica. Per questo motivo si precisa che la dott.ssa Randaccio prima di parlare di zona Franca si confronta sempre con il team di avvocati dello Studio Scifo e con una importante e rinomata associazione di giuristi sardi.
A scanso di equivoci, riportiamo qui sotto la versione integrale dei chiarimenti scritti dalla dott.ssa Randaccio nella sua pagina ufficiale Facebook, che riguardano l'interpretazione dell'ultima Finanziaria del Governo Renzi e le zone franche extradoganali.
"Facendo seguito a quanto pubblicato giorni fa sulla Legge di Stabilita 2015, invitiamo i dubbiosi e gli incerti sulla attendibilità o meno dei nostri ragionamenti giuridico fiscali, ad andare a leggere quanto viene precisato nella Enciclopedia mondiale e mediatica Wikipedia, che alla voce “Extradoganale” la dichiara equivalente a “Zona Franca".
Alla prima pagina della suddetta Enciclopedia si precisa ancora che: “per zona extradoganale si intende quella parte di una nazione in cui i beni messi in vendita non sono gravati dall’IVA e/o tasse, imposte e accise”.
Con queste parole Wikipedia sta confermando in pratica ciò che noi stiamo andando a rivendicare da circa tre anni, ossia che non possono coesistere due concetti o due definizioni giuridiche antitetiche od opposte, e di conseguenza riteniamo che sia illecito, illegittimo ed anticostituzionale in quanto “irragionevole” il fatto che si faccia pagare l’Iva e le Accise ai residenti in un territorio dichiarato Zona Franca, e in quanto tale posto fuori (per definizione giuridica) dalla linea doganale Italiana ed Europea.
L’equivalenza giuridica tra extradoganalità e Zona Franca data dalla enciclopedia Wikipedia, non poteva essere diversa, dal momento che si tratta di una definizione giuridica fornita a livello internazionale, in quanto contenuta nella Direttiva n.69/75/CEE del 4 marzo 1969 del Consiglio Europeo, nella Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio e nella Direttiva n.2008/118/CE.
Queste Direttive Comunitarie sono recepite nei “Decreti Attuativi delle Zone Franche Italiane” tra cui:
- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n.43/1973;
- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 633/1972;
- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 917/1986;
- Decreto del Presidente del Consiglio del 4 maggio 1999 richiamato nella Legge n.146/1998 intitolato “Regime fiscale estero privilegiato" (Legge n. 146/98) che all’art. 11 apporta modifiche al comma 7 bis dell’art. 76 del D.P.R. n. 917/86 prevedendo che si considera privilegiato il regime fiscale dello Stato o territorio Estero che esclude da imposte sul reddito o che sottopone i redditi conseguiti dalle predette società ad imposizione nella misura determinata complessivamente con apposito DPCM e che gli Stati Esteri e i territori esteri aventi un regime fiscale privilegiato sono individuati con Decreti del Ministero delle Finanze (D.M. del 23.01.2002, D.M. del 22.03.2002, D.M. del 27.12.2002).
Tra questi Decreti è interessante andare a leggere quanto precisato dal Decreto Ministeriale del 23 gennaio del 2002 del Ministero dell’Economia e Finanze dove si conferma che "si considerano privilegiati" i regimi fiscali di Stati o Territori non appartenenti all’Unione Europea (Extradoganali/Esteri) disciplinati dall’art. 76 e 127 bis del D.P.R. n. 917/1986 e successive modifiche.
Regimi fiscali Privilegiati a cui fa riferimento l’art. 44 ultimo comma della Legge di Stabilita 2015, con il quale si ritiene che si intenda porre rimedio al fatto che l’Italia non ha mai dato adempimento a quanto previsto nei Codici Doganali Comunitari, dove si prevede che gli Stati Membri devono dare notizia alla Comunità Europea sia dell’istituzione che dell’attivazione delle Zone Franche. E che la Comunita Europea è tenuta a pubblicare la notizia sulla Gazzetta Ufficiale Europea (GUCE).
Ma per capire meglio quanto ci viene comunicato con l’art. 44 della Legge di Stabilita 2015, è utile anche andare a leggere non solo quanto viene precisato all’art. 168 bis del D.P.R. n. 917/1986, ma anche quanto previsto:
1) dall’art. 1 comma 90 della Legge n. 244/2007; 2) dagli artt. 167 e 168 dello stesso D.P.R. n. 917/86, dove si prevede rispettivamente:
a) che nel Decreto Ministeriale che deve ancora essere emanato ai sensi dell’ art. 168 bis del dpr 917/86, debbono essere inclusi anche i territori che (come la Sardegna) non sono stati ancora elencati nei precedenti Decreti del Ministro delle Finanze del 4 settembre 1996 e del 4 maggio 1999;
b) che il contribuente residente in zona franca (Sardegna) se vuole dimostrare che il suo insediamento produttivo realizzato in tale territorio (considerato territorio extradoganale e pertanto all’estero) non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale;
c) deve presentare apposito Interpello all’Amministrazione Finanziaria ai sensi dell’art. 11 della Legge n.212 /2000 (Statuto del Contribuente) e che 1) l’amministrazione Finanziaria prima di procedere all’emissione dell’avviso di accertamento d’imposta o di maggiore imposta, deve notificare all’interessato un apposito avviso con il quale viene concesso al medesimo contribuente la possibilità di fornire, nel termine di novanta giorni, le predette prove della sua buona fede (leggasi diritto), 2) che qualora l’Amministrazione non ritenga idonee le prove addotte, dovrà darne specifica motivazione nell’Avviso di accertamento (vedi art. 167,168 e 110 comma 11 del D.P.R. n. 917/86).
Nell’eventualità che si verifichi quest’ultima (assurda) previsione, consigliamo di esibire all’Agenzia delle Entrate il nostro certificato di nascita e di residenza in Sardegna, nonché copia del D.lgs. n. 75/98, che evidentemente ignorano!"
Sabato, 15 Novembre 2014 19:34
Comunicato Stampa del 15.11.2014 - Modesto Fenu non rappresenta il Movimento Sardegna Zona Franca
COMUNICATO STAMPA DEL 15.11.2014
Quale segretario politico del Movimento Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio devo richiamare gli articoli 8 della Legge n. 47 del 1948 e 2 della Legge n. 69 del 1963, per chiedere di poter rettificare i contenuti dell’articolo dal titolo “Zona Franca il Movimento si divide, Fenu: avanti senza Randaccio” pubblicato sul quotidiano L’Unione Sarda del 15.11.2014 e anche on line.
- L’articolo rappresenta situazioni e fatti non aderenti alla realtà.
- Il Consigliere Modesto Fenu è un semplice associato del Movimento suddetto. Lo stesso, ancorché eletto al Consiglio Regionale, è privo di alcuna carica istituzionale all’interno del Movimento. Il signor Fenu, invece, viene erroneamente rappresentato nell’articolo come un soggetto che istituzionalmente avrebbe il potere di sfiduciare il Presidente, di decidere la strategia del relativo soggetto politico, di modificare il simbolo elettorale o di compiere qualsivoglia altra attività (convocazione di congressi, nomina di commissari) a nome del Movimento Zona Franca lista Maria Rosaria Randaccio.
Tutto ciò non è minimamente aderente alla realtà, infatti, al di fuori del suo ambito istituzionale di consigliere regionale, il suddetto soggetto non ricopre, attualmente, ed in base allo statuto vigente, alcuna carica sociale né ha, in alcun modo, la rappresentanza legale del Movimento stesso: perciò, ogni opinione espressa da Modesto Fenu ha carattere puramente personale e non rappresenta l’orientamento del Movimento.
Ovviamente, gli organi statutari del Movimento dovranno valutare ogni azione nei confronti di chi si arroga la facoltà di spendere il nome del Movimento senza averne la necessaria rappresentanza istituzionale. Quanto sopra è facilmente verificabile dallo statuto vigente che è pubblico. Qualora invece il signor Modesto Fenu abbia deciso di uscire dal Movimento Zona Franca lista Maria Rosaria Randaccio, per costituire un suo movimento antagonista, è ovvio che tale posizione sarà incompatibile con la sua permanenza nel Movimento Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio.
Si precisa che alla data odierna, per statuto vigente, il Movimento ha un Presidente, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, un Segretario, l’avv. Francesco Scifo e un tesoriere il Sig. Antioco Patta, tutti tutt’ora in carica fino a regolare termine del mandato statutario. Pertanto, sono prive di fondamento giuridico ed ingannevoli le conclusioni cui perviene l'articolo laddove giunge a titolare ed affermare: "il Movimento Zona Franca scarica fondatrice Randaccio - Nuovo leader Fenu".
Il Vice Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca
Avv.Francesco Scifo
Domenica, 02 Novembre 2014 11:06
Comunicato Stampa del 02.11.2014
Il Movimento Sardegna Zona Franca prende atto della notevole attività svolta sul territorio dall'On.Modesto Fenu di sua spontanea iniziativa. Pur apprezzando l'energia dispiegata "motu proprio" dal consigliere eletto per il Movimento, è necessario ricordare che egli esprime la sua personale visione politica in assenza di indicazioni degli Organi Collegiali del Movimento Sardegna Zona Franca - Lista Maria Rosaria Randaccio.
Pertanto, l'attività di raccolta adesioni (tessere), di nomina di cariche politiche (commissari), indizione di congressi a nome di questo Movimento, facente parte dell'attuale Consiglio Regionale, è da ritenersi difforme dalle regole statutarie quando fatta da un associato senza il mandato dell'Associazione (Movimento Sardegna Zona Franca).
Ovviamente ogni azione politica a favore del Movimento da chiunque svolta, pur apprezzabile, deve essere ratificata dal Presidente per la sua validità, a pena di non poter essere imputata alla medesima Associazione. Ogni associato del Movimento deve concordare con il Direttivo ogni iniziativa politica nell'ambito degli Organi Statutari.
Pertanto, nella convinzione che ogni rappresentante politico eletto con i voti del Movimento debba ricondurre alla dialettica interna dell'Associazione ogni iniziativa, è auspicabile un chiarimento democratico e leale interno agli Organi rappresentativi del Movimento Sardegna Zona Franca.
Il Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca
Venerdì, 17 Ottobre 2014 11:39
ZONA FRANCA: LA POLITICA RISARCIRA' I SARDI PER LA MANCATA APPLICAZIONE DELLA LEGGE
Pubblichiamo la Dichiarazione d'Intento semplificata e l'Interpello Contribuenti (già inviato circa sei mesi fa dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio alla quale l'Agenzia delle Entrate ha risposto che tale documento può essere inviato solo dai possessori di partita Iva) con cui sarà possibile richiedere il risarcimento danni conseguenti la mancata applicazione in Sardegna del D.lgs. n.75/98 e dell’art. 251 del D.P.R. n.43/1973.
La procedura di invio è la seguente:
1. scaricare la Dichiarazione d'Intento semplificata, compilarla con i propri dati aziendali ed inviarla in via telematica (o consegnarla a mano presso uno degli uffici dell'AdE della vostra provincia);
2. con il numero di protocollo assegnato alla Dichiarazione d'Intento, fare poi 2 copie dell'Interpello compilato con i vostri dati aziendali ed inviarle tramite raccomandata A/R a: DIREZIONE CENTRALE PER LA NORMATIVA E IL CONTENZIOSO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE - VIA BACAREDDA 27 - CAGLIARI e a: DIREZIONE INTERREGIONALE DELLE DOGANE TOSCANA/SARDEGNA/UMBRIA - VIA G.B. FOGGINI 18 - 50142 FIRENZE;
3. attendere la risposta da parte degli enti sopra citati e conservarla allo scopo di intraprendere nel futuro una class action per la richiesta di risarcimento danni;
4. inviare copia della risposta degli enti sopra citati all'indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al numero di fax 0782.665060.
Nell'Interpello sono riportati i riferimenti giuridici utili per porre al riparo le aziende da successive indagini da parte della Guardia di Finanza o da parte dell'Agenzia delle Entrate, qualora si decidesse di fare le Fatture con Iva e Accise "NON IMPONIBILI" ai sensi dell'art. 8 comma 1° lett. c) del D.P.R. n.633/72. Tali documenti sono utili anche per poter rivendicare e chiedere ai Presidenti della Regione Sardegna che si sono succeduti in questi ultimi 15 anni, il risarcimento dei danni causati a tutti i sardi dalla mancata o tardiva applicazione del D.lgs. n.75/1998, ossia di quel decreto dove si richiama il codice doganale comunitario nel quale si prevede che se si istituisce una zona franca in un'isola, per zona franche deve intendersi tutta l'isola e non solo i porti o le zone industriali limitrofe ai porti.
Venerdì, 03 Ottobre 2014 14:10
Comunicato Stampa - Nasce la Federazione delle associazioni, dei comitati, dei coordinamenti e dei movimenti pro Zona Franca
I Movimenti, Associazioni, Coordinamenti e Comitati Zona franca costituiscono una Federazione unitaria per la rivendicazione legale di diritti violati da oltre 65 anni.
LA FEDERAZIONE SI ATTIVERA’ PERCHE' TUTTA LA SARDEGNA DIVENGA CENTRO PROPULSIVO DI SVILUPPO ECONOMICO PER UNIRE IN UN UNICO PROGETTO DI CRESCITA TUTTI I POPOLI CHE SI AFFACCIANO SUL MARE MEDITERRANEO.
Il popolo Zonafranchista costituisce la “Federazione delle associazioni, dei comitati, dei coordinamenti e dei movimenti pro Zona Franca”. Ne da notizia la Dottoressa Maria Rosaria Randaccio - leader del movimento regionale - in seguito a quanto deliberato dagli attivisti nella recente riunione tenutasi a Bonarcado. I Rappresentanti delle associazioni che si riconoscono nel progetto Zona franca saranno presto chiamati ad una riunione organizzativa per dare vita alla più grande aggregazione sociale mai vista prima in Sardegna, afferma la dottoressa Randaccio.
“Legalità” è la parola d’ordine della rinnovata unità dei movimenti zona franca riuniti a Bonarcado per rilanciare l’azione con una nuova struttura organizzativa di tipo federativo per affrontare con ancora maggiore determinazione le istituzioni che hanno negato un diritto acquisito dei Sardi di operare in Regime Fiscale di extradoganalità con conseguente - “non imponibilità" dell’Iva, dei dazi doganali e delle accise, regime fiscale compensativo applicabile anche al D.lgs. n.75/98 in quanto lo stesso decreto e stato emanato in attuazione di precise Direttive Comunitarie recepite dall’Italia nel D.P.R. n. 633/72 (IVA) e nel D.lgs. n. 48/2010 (ACCISE) ossia la normativa che in base al “principio di armonizzazione” si applica a tutte le circa 3000 Zone franche presenti in tutto il mondo.
Maria Rosaria Randaccio, esponente del movimento zonafranchista è chiara: “Il popolo Sardo merita rispetto. La condizione di povertà nella quale ci stanno spingendo è un delitto, e la nostra reazione sarà da considerarsi una legittima difesa”.
L’Avvocato Scifo, rilancia: “Non siamo disposti a tollerare politiche che portano all’asfissia economica della Sardegna; ho dato la mia disponibilità per un’azione giudiziaria senza precedenti nei confronti di tutti coloro che hanno disapplicato la Legge sulla zona franca. Mentre la politica regionale si divide in discussioni speciose, la Zona franca di Taranto sta aprendo le porte ad una nuova fase economica. E’ venuta l’ora di un’azione di responsabilità”.
In questi giorni l’Avvocato in missione a Bruxelles valuterà tutte le possibili strade giudiziarie da percorrere “nell’interesse del popolo Sardo”.
I Movimenti riuniti a Bonarcado hanno lanciato l’ultimo avvertimento alla politica: “Basta rinvii, si deve prendere atto che la situazione economica è gravissima e le ripercussioni sociali sono ad elevato rischio di disordine.” I più recenti dati socio-economici Istat e Banca d’Italia, purtroppo continuano a testimoniare una regressione in tutti i settori e a pagarne le conseguenze sono soprattutto le categorie più deboli.
Con l’incontro di Bonarcado il Movimento Sardegna Zona franca ha rafforzato l’unità d’intenti ed anche la propria capacità organizzativa; attraverso una nuova costituente che darà vita ad una Federazione tra Movimenti, Associazioni, Coordinamenti e Comitati pro Zona franca. Un modello organizzativo democratico che vuole lasciare alle spalle le incomprensioni e punta diritto verso quello che si ritiene l’unico strumento di politica economica in grado di dare slancio alle produzioni, al commercio, al lavoro, che si declina nel benessere del popolo Sardo.
Lunedì, 15 Settembre 2014 20:41
Venerdì, 05 Settembre 2014 14:42