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Timestamp: 2019-08-21 07:49:13+00:00
Document Index: 54624224

Matched Legal Cases: ['art. 136', 'art. 3', 'art. 136', 'art. 3', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 136', 'art. 3']

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Posted By: Horacio Guillén
In Response To: : Cittadinanza italiana via materna. Nati prima del anno 1948 (Francesco Matozza)
Cittadinanza via materna e Adopzione. Discriminazione contro il figlio di sangue riguardo al adottato.
Dr. Horacio Guillén/Profesor de derecho civil en la Universidad del Museo Social Argentino de Buenos Aires. horacioguillen@fibertel.com.ar
Le Sezioni Unite accordano al principio d’irretroattività dell’art. 136 della Costituzione, maggiore importanza che ai diritti stabiliti negli art. 3 e 29 della Norma Fondamentale
Cittadinanza italiana via materna: per i nati prima del 1948 differenza tra i figli “di sangue” e gli adottati
La Sezione I Civile, e le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, non concordano nelle sue posizioni riguardo alla preminenza del valore d’ogni uno dei diritti costituzionali.
Le Sezioni Unite accordano al principio d’irretroattività dell’art. 136 della Costituzione, maggiore importanza che ai diritti stabiliti negli art. 3 e 29 della Norma Fondamentale. La Sezione I, Civile, della Cassazione ritiene che la nuova legge 91 del 1992 deve essere applicata ai rapporti pendenti, e alle relazioni ancora non esaurite, in confronto con le Sezioni Unite. Le proprie sentenze del Supremo Collegio sembrano dare ragione alla Sezione Civile: “E’ principio interpretativo ormai acquisito che, nel dubbio, il Giudice deve interpretar la legge ordinaria de modo conforme alla Costituzione, privilegiando la lettura de la norma costituzionalmente compatibile tra quelle alternative astrattamente praticabili” (cfr. Cassazione, 5 maggio 1995 n. 4906)”.
Da tale forma le donne continuano oggi discriminate per la legge 555, la cui applicazione (secondo le S.U.) continua fino al 31 dicembre 1947 e per la legge 91 del 1992, che non ha previsto la retroattività, a partire del 1.1.48. Si produce così un vuoto legislativo e, in conseguenza, il figlio minore di donna cittadina, nato prima del 1948, non potrebbe ricevere la cittadinanza della sua madre neppure a far data da quello stesso giorno (1º gennaio 1948). Si deve aggiungere che le S.U. mai si sono pronunciate su questo punto, ma hanno fatto applicazione del principio d’irretroattività nel caso delle donne sposate con stranieri che comunicano a loro la sua cittadinanza (Caso El Hosri).
La Sezione I, Civile, ha stabilito che sono cittadini i figli di cittadina italiana nati a prima del 1948, ma a partire del 1º de 1948, già che essendo minori a quella data la relazione di filiazione è ancora pendente, e non è esaurita, non essendo passata in giudicato.
Da un’altra parte, l’attuale legge 91 del 1992, esclude l’effetto retroattivo de la norma (art. 20, salvo quel che dirò infra), de forma tale che il proprio potere legislativo avendo la possibilità di rimediare tutto ha lasciato esclusi della cittadinanza italiana ai figli delle donne cittadine nati prima del 1948, non ostante conoscere la sentenza n. 30/83, che aveva dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 1, comma 1 della legge 555.
Se si confronta questa situazione con la dell’adopzione di minori stranieri, sembra patente l’ingiustizia della posizione delle Sezioni Unite, e la del potere legislativo: La legge 91 del 1992, nel suo articolo 3, comma 1 determina che “Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza”. Nel comma 2 aggiunge che questa disposizione “...si applica anche in relazione a gli adottati prima della data d’entrata in vigore de la presente legge”.
In conseguenza è stato previsto l’effetto retroattivo soltanto per l’adozione, ma non per i figli già nati delle donne che sonno state ininterrottamente cittadine italiane, per non avere perso la cittadinanza jure matrimonio.
Nel caso di una cittadina italiana jure sanguinis, che si sposi con un latinoamericano nel 1940, che abbia adottato un figlio nel 1945, e avuto due del suo sangue nel 1947 e 1950, soltanto può comunicare la propria cittadinanza all’ultimo e all’adottato e non al proprio nato prima del 1º gennaio 1948. Nel caso di conoscere il quel tempo la legge 91/92 avesse adottato il proprio figlio.
Si discrimina al figlio proprio riguardo al suo fratello e all’adottato. Questa situazione può portare all’incostituzionalità de la legge 91 del 1992 con un nuovo intervento della Corte Costituzionale.
Le Sezioni Unite, dando preminenza al principio d’irretroattività (art. 136, Cost.) sull’uguaglianza davanti la legge, l’uguaglianza tra i sessi e l’uguaglianza tra i coniugi (art. 3, 29 y cc. della Costituzione), affettano gravemente questi diritti i quali sono incaricate di proteggere.