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Timestamp: 2019-06-20 21:04:50+00:00
Document Index: 185255166

Matched Legal Cases: ['art. 192', 'art. 62', 'art. 192', 'art. 137', 'art. 101', 'art. 192', 'art. 192']

È censurabile l'operato dell'amministrazione quando ometta di dedurre, in concreto o in assenza di accertamenti in contraddittorio con i soggetti interessati, profili di responsabilità a titolo di dolo o colpa in capo al soggetto sanzionato per l'abbandono o il deposito dei rifiuti, essendo essi necessari per imporre l'obbligo di rimozione dei rifiuti stessi ex art. 192 del d.lgs. n. 152 del 2006.
Presupposto della Tarsu è la produzione di rifiuti che può derivare anche dall'occupazione di suolo pubblico per effetto di convenzione con il Comune, produzione alla cui raccolta e smaltimento sono tenuti a contribuire tutti coloro che occupano aree scoperte, come stabilisce il D.Lgs. 507/1993, art. 62, comma 1.
Rifiuti sversati su aree pubbliche: non risponde automaticamente l'ente proprietario, nè vi è obbligo di recintare
Non sussiste obbligo di bonifica in capo al proprietario di un fondo su cui insitano rifiuti, a causa della sua mera qualità di proprietario, senza che sia stata accertata e dimostrata, attraverso una completa istruttoria e un'esauriente motivazione, la sussistenza dell'elemento psicologico della colpa sottostante la sua eventuale condotta omissiva. Infatti alla rimozione dei rifiuti è tenuto il responsabile dell'abbandono o del deposito dei rifiuti; in via solidale è tenuto il proprietario o chi abbia a qualunque titolo la disponibilità ove ad esso sia imputabile l'abbandono dei rifiuti a titolo di dolo o colpa; non è configurabile una responsabilità oggettiva a carico del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell'area interessata dall'abbandono dei rifiuti.
Il proprietario o chi ha la disponibilità' di un'area e' tenuto alla rimozione dei rifiuti sulla stessa abbandonati
Sono tenuti a rimuovere i rifiuti, oltre al responsabile dell'abbandono o del deposito dei rifiuti, anche il proprietario del bene o chi ne abbia a qualunque titolo la disponibilità.Sono tenuti a rimuovere i rifiuti, oltre al responsabile dell'abbandono o del deposito dei rifiuti, anche il proprietario del bene o chi ne abbia a qualunque titolo la disponibilità.
Nell'attività di smaltimento e trasporto dei rifiuti non biodegradabili o compostabili derivati da esumazioni ed estumulazioni non sono compresi i resti umani
Nel'attività di imprese iscritte all'albo dei gestori ambientali con codice CER 20.02.03, abilitate al trasporto ed allo smaltimento dei rifiuti non biodegradabili o non compostabili, derivati da esumazioni ed estumulazioni, non può essere compreso lo smaltimento e trasporto di resti umani, che vanno traslati altrove o raccolti comunque altrimenti e naturalmente non possono essere considerati rifiuti.
Riguardo alla qualificazione dei siti come "discarica", trattandosi di prova relativa al presupposto per la legittimità dell'imposizione tributaria, spetta all'Amministrazione competente provare che il detentore dei materiali si sia disfatto o abbia l'intenzione o l'obbligo di disfarsi dei medesimi.
E' compito della società concessionaria della gestione delle strade di proprietà statale evitare la formazione di discariche abusive
E' compito della società concessionaria della gestione e della manutenzione delle strade e delle autostrade di proprietà dello Stato (nel caso di specie ANAS S.p.A.) evitare lo spargimento di rifiuti o ancor più la formazione di discariche abusive nelle aree stradali ad essa affidate e su quelle di immediata pertinenza.
Ai fini dell'adozione dell'ordinanza di cui all'art. 192 D. Lgs n. 152/2006 la constatazione che l'area inquinata sia priva di recinzione non può ritenersi indice della sussistenza di colpa a carico del proprietario che non recinta il proprio terreno.
Lo scarico senza autorizzazione di acque reflue derivanti dall'attività di molitura delle olive non è assimilabile allo scarico di acque reflue urbane
In tema di tutela delle acque dall'inquinamento, anche dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 152 del 2006, lo scarico senza autorizzazione di acque reflue derivanti dall'attività di molitura delle olive integra il reato di cui all'art. 137 del cit. D.Lgs., non essendo tali reflui assimilabili alle acque reflue urbane in base al disposto del cit. D.Lgs., art. 101, comma 7, lett. c).
La condotta illecita del terzo non è sufficiente ad escludere la responsabilità del proprietario per la trasformazione del suo terreno in discarica abusiva, né ad interrompere il nesso di causalità tra la sua condotta colposa e l'evento verificatosi, quando quest'ultimo costituisce un fatto prevedibile e prevenibile.
E' sottratto alla potestà normativa comunale ogni intervento volto ad introdurre ulteriori requisiti di applicabilità della tassazione per la gestione dei rifiuti urbani in aggiunta a quelli previsti dal legislatore nazionale.
L’imputabilità dell'abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo in capo al proprietario del bene presuppone un comportamento doloso e colposo
L'imputabilità delle condotte di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo in capo al proprietario del bene ex art. 192 del d.lgs. 152/2006, presuppone necessariamente l'accertamento in capo a quest'ultimo di un comportamento doloso e colposo, non ravvisando la disposizione in esame un'ipotesi legale di responsabilità oggettiva o per fatto altrui, con conseguente esclusione della natura di “obbligazione propter rem” dell'obbligo di ripristino del fondo a carico del titolare di un diritto di godimento sul bene.
La pulizia degli spazi demaniali oggetto di scarico incontrollato di rifiuti attiene alla gestione materiale e non amministrativa di detti beni rimanendo di conseguenza a carico dell'ente proprietario dei terreni, che ne ha la materiale disponibilità e trae dai fondi gli eventuali proventi derivanti dalla loro utilizzazione.
In ordine all'ambito di applicazione dell'art. 192, comma 3, d.lgs. 152/2006 non importa se il proprietario dell'area oggetto dell'abbandono dei rifiuti sia un soggetto pubblico o un soggetto privato; anzi, proprio la qualità di soggetto pubblico implica che l'amministrazione (nella specie, la Regione Campania) debba dare esempio del rispetto della legalità, e ciò a maggior ragione quando si tratti di realtà locali caratterizzate dalla perduranza di situazioni emergenziali, dalla assenza diffusa di senso civico delle cittadinanze, da una diffusa omertà e dalla presenza di organizzazioni criminali proprio nel settore del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti: le pubbliche autorità possono concretamente esigere ed ottenere il rispetto della legalità, solo quando esse stesse ne danno l'esempio, applicando le leggi quando ne sono destinatarie e imponendo la loro applicazione, quando agiscano nell'esercizio dei loro doveri istituzionali.
Il regolamento relativo alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, in quanto integrante un atto determinativo e immediatamente lesivo dell'interesse legittimo dell'interessato è tale da formare oggetto di autonoma impugnazione.
Rifiuti sulla sede stradale: legittimo notificare l'ordinanza di rimozione al compartimento e non alla sede centrale dell'anas
È legittima l'ordinanza di rimozione rifiuti notificata al Compartimento territorialmente competente anziché alla sede centrale dell'A.N.A.S., giacché il Compartimento è una struttura operativa dotata di autonomia organizzativa e gestionale su base territoriale.
Un uomo schizzinoso è un uomo che ha idee disgustose (Jonathan Swift)