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Timestamp: 2019-04-19 11:13:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 8']

JSONpedia - Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
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La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali o CEDU (in francese: "Convention européenne des droits de l'Homme") è una Convenzione internazionale redatta e adottata nell'ambito del Consiglio dEuropa.La CEDU è considerata il testo centrale in materia di protezione dei diritti fondamentali dell'uomo perché è l'unico dotato di un meccanismo giurisdizionale permanente che consenta a ogni individuo di richiedere la tutela dei diritti ivi garantiti, attraverso il ricorso alla Corte europea dei diritti delluomo, con sede a Strasburgo.Il documento è stato elaborato in due lingue, Lingua francese e Lingua inglese, i cui due testi fanno egualmente fede.
Content:La Convenzione è stata firmata a Roma il 4 novembre 1950 dai 12 stati al tempo membri del Consiglio dEuropa (Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Turchia), è divisa in tre titoli e consta di 59 articoli, ed è entrata in vigore il 3 settembre 1953. Per l'Italia l'entrata in vigore avvenne solo il 10 ottobre 1955a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 24 settembre 1955 della Legge 4 agosto 1955 n. 848 portante la ratifica della Convenzione CEDU e del protocollo aggiuntivo firmato a Parigi il 20 marzo 1952; dopo una lunga elaborazione giurisprudenzialeGuido Raimondi, La Convenzione europea dei diritti dell'uomo nella gerarchia delle fonti dell'ordinamento italiano. Nota minima in margine alla sentenza Ciulla, in Riv. internaz. dir. uomo, 1990, pag. 36., è però dopo le cosiddette sentenze gemelle (n. 348 e 349 del 2007) della Corte costituzionale che la cogenza nella Convenzione in Italia si è assai rafforzataBIN R, BRUNELLI G, PUGIOTTO A, VERONESI P. All'incrocio tra Costituzione e CEDU [monographon the Internet]. [N.p.]: G. Giappichelli Editore; 2007..
Content:La CEDU è stata successivamente integrata e modificata da 14 Protocolli aggiuntivi.I Protocolli II e III (entrati in vigore il 21 settembre 1970), V (entrato in vigore il 20 dicembre 1971), VIII (entrato in vigore il 1º gennaio 1990), IX (entrato in vigore il 1º ottobre 1994) e X (mai entrato in vigore) riguardano aspetti procedurali e sono stati superati dal XI Protocollo - Dal sito del Consiglio d'Europa, firmato a Strasburgo l'11 maggio 1994 ed entrato in vigore il 1º novembre 1998.I Protocolli I - Dal sito del Consiglio d'Europa ("Protocollo addizionale", entrato in vigore il 18 maggio 1954), IV - Dal sito del Consiglio d'Europa (entrato in vigore il 2 maggio 1968), VI - Dal sito del Consiglio d'Europa (entrato in vigore il 1º marzo 1985), VII - Dal sito del Consiglio d'Europa (entrato in vigore il 1º novembre 1988), XII - Dal sito del Consiglio d'Europa (entrato in vigore il 1º aprile 2005) e XIII - Dal sito del Consiglio d'Europa (entrato in vigore il 1º luglio 2003) hanno aggiunto altri diritti (in particolare, il primo protegge la proprietà e decreta il diritto all'istruzione e a libere elezioni e il tredicesimo prevede l'abolizione della pena di morte in ogni circostanza). Il Protocollo XIV, firmato il 13 maggio 2004, consente a Organizzazione internazionale come l'Unione europea di diventare parte della Convenzione. L'Unione, che in quel momento non aveva la competenza a stipulare l'accessione alla CEDU, ha acquistato nello specifico tale possibilità ai sensi dell'articolo 6 comma 2 del Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009.Attualmente attende l'entrata in vigore il Protocollo XV (concernente la riduzione del termine per investire la corte EDU, che passa da 6 a 4 mesi). Il 1º agosto 2018 è invece entrato in vigore il Protocollo XVI, che tra l'altro prevede per la Corte la possibilità di emanare a richiesta pareri non vincolanti..
Carattere sussidiario rispetto alle giurisdizioni nazionali
Content:Il sindacato, che la Corte europea dei diritti delluomo esercita in rito ai sensi dell’articolo 35 della Convenzione, "si fonda sull’ipotesi, oggetto dell’articolo 13 della Convenzione, che l’ordine giuridico interno offra un ricorso effettivo quanto alla violazione lamentata, in guisa che il meccanismo instaurato dalla Convenzione continui a rivestire un carattere Principio di sussidiarietà in rapporto ai sistemi nazionali di garanzia dei diritti dell’uomo. Tuttavia, le disposizioni dell’articolo 35 della Convenzione prescrivono che i ricorsi interni siano inerenti alle violazioni lamentate, che siano disponibili e che siano adeguati: essi devono rivestire un grado sufficiente di certezza non soltanto in teoria ma anche in pratica, perché in caso contrario mancherebbero dell’effettività e dell’accessibilità necessarie. In particolare, la Corte non ha ritenuto esigibile il rispetto della regola del previo esaurimento dei ricorsi interni quando s’è dimostrato che l’esercizio di un ricorso era manifestamente sprovvisto di chances di successo"V. la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo 28 luglio 1999, Selmouni contro Francia [GC], invocata anche nel dell'avvocato Felice Besostri contro la Italicum..La Corte costituzionale della Repubblica Italiana italiana conferma che la natura della Convenzione europea e del sistema di garanzie da essa approntato è volta "a garantire una soglia minima di tutela comune, in funzione sussidiaria rispetto alle garanzie assicurate dalle Costituzioni nazionali"Corte costituzionale della Repubblica Italiana, sentenza n. 43 del 2017 (Considerato in diritto, par. 3.4).. La conseguenza in termini di diritto penale è che «ciò che per la giurisprudenza europea ha natura “penale” deve essere assistito dalle garanzie che la stessa ha elaborato per la “materia penale”; mentre solo ciò che è penale per l’ordinamento nazionale beneficia degli ulteriori presídi rinvenibili nella legislazione interna»«Ciò che per il diritto interno non è pena, può invece esserlo per la giurisprudenza sovranazionale. Ai fini dell’applicazione delle garanzie previste dalla Convenzione, sono infatti riconducibili alla materia penale (secondo quanto affermato a partire dalla sentenza della Corte EDU, Grande Camera, 8 giugno 1976, Engel e altri contro Paesi Bassi, par. 82) tutte quelle sanzioni che, pur se non qualificate come penali dagli ordinamenti nazionali, sono rivolte alla generalità dei consociati; perseguono uno scopo non meramente risarcitorio, ma repressivo e preventivo; hanno una connotazione afflittiva, potendo raggiungere un rilevante grado di severità»: Corte costituzionale della Repubblica Italiana, sentenza n. 43 del 2017 (Considerato in diritto, par. 3.3), secondo cui tali criteri si applicano alternativamente e non cumulativamente (come recentemente ribadito nella sentenza della Corte Edu, 4 marzo 2014, Franzo Grande Stevens e altri contro Italia, par. 94)..
Content:Il Regno Unito, che ha contribuito alla stesura del testo della convenzione ed è stato il primo paese a ratificarla, ha incorporato nell'ordinamento interno diversi articoli della stessa nel 1998 (con la legge denominata Human Rights Act 1998).In Italia la legge 24 marzo 2001, n. 89 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale n. 78 del 3 aprile 2001 ed entrata in vigore il 18 aprile 2001 (cosiddetta Legge Pinto) ha introdotto il diritto a una "equa riparazione" per chi abbia visto violata la ragionevole durata del processo, così come sancito dall'art. 6 della CEDU.La sentenza n. 11984 del 2010, emessa dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, ha per la prima volta invocato l'effetto del Trattato di Lisbona per affermare l'effetto diretto della CEDU nell'ordinamento italiano.La Costituzione europea e la Costituzione della Repubblica Italiana hanno riconosciuto il diritto di difesa anche prevedendo la possibilità di garantire l'assistenza di un difensore a chi non ha i mezzi per sostenerne il costo.La CEDU ha portato nel marzo del 2015, in forza della legge 11 agosto 2014, n. 117 del Governo Renzi, al rilascio anticipato, con risarcimento, di un carcerato in Firenze che aveva subito 880 giorni di detenzione inumana e degradante, aprendo la strada per ottenere giustizia ai carcerati in condizioni inumane in Italia.
Content:Il diritto a un equo processo è sancito dall'art. 6 della CEDU.Nel comma uno riconosce ad ogni persona il diritto a vedere la sua causa esaminata e decisa entro un lasso di tempo ragionevole, come componente del diritto ad un equo processo.L'accesso ad un giudice è garantito quando dà avvio ad un procedimento che si conclude in tempi ragionevoli.Il comma due sancisce che ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertataIl comma tre indica i diritti per ogni accusato, in particolare:
Content:Il diritto al rispetto della vita privata e familiare è sancito dall'art. 8 della CEDU.Il primo comma afferma che ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza.Il secondo comma afferma che non può esserci ingerenza di un'autorità pubblica nell'esercizio di tale diritto, a meno che non sia prevista dalla legge e costituisca una misura necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.
Content:@an0:Consiglio d'Europa@an0:CEDU e Protocolli aggiuntiviautore:<empty>url: http://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/webContent/9211820titolo:Trattati del Consiglio d'Europa in lingue non ufficiali - Italianoeditore:Consiglio d'Europadata:<empty>accesso:21 luglio 2016autore:<empty>url: http://europa.eu/scadplus/glossary/eu_human_rights_convention_it.htmtitolo:CEDUeditore:Glossario dell'Unione europeadata:<empty>accesso:8 luglio 2009urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20090625044526/http://europa.eu/scadplus/glossary/eu_human_rights_convention_it.htmdataarchivio:25 giugno 2009autore:<empty>url: http://www.studiperlapace.it/documentazione/europconv.htmltitolo:CEDUeditore:Studi per la Pacedata:4 marzo 2000accesso:8 luglio 2009autore:<empty>url: http://www.cedu.ittitolo:Diritti Umani in Italiaeditore:DUitdata:19 maggio 2014accesso:19 maggio 2014 Categoria:Diritti umani Categoria:Trattati internazionali
CEDU, emendata dal Protocollo n° 11Protocollo addizionale alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11Protocollo n° 4 alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11Protocollo n° 6 alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11Protocollo n° 7 alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11Protocollo n° 12 alla CEDUProtocollo n° 13 alla CEDUIl Protocollo di dialogo fra Alte corti italiane, Csm e Corte Edu a confronto con il Protocollo n. 16 annesso alla Cedu. Due prospettive forse inscindibili, di Roberto Giovanni Conti, Questione giustizia, 30 gennaio 2019ricorsowww.federalismi.ithttp://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/08/20/14G00122/sg Legge 11 agosto 2014, n. 117 - rimedi risarcitori in favore dei detenutihttp://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/03/24/news/la_cella_non_rispetta_gli_standard_europei_detenuto_scarcerato-110313322/ - Detenuto scarcerato per cella difforme da standard europeiConsiglio dEuropaCEDU e Protocolli aggiuntivi
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