Source: http://www.regione.piemonte.it/fsc/glossario.htm
Timestamp: 2017-10-19 01:48:59+00:00
Document Index: 58816757

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 61', 'art 119', 'art. 1']

Glossario(*)
Accordo di Programma Quadro (APQ) Stato-Regione
E’ lo strumento attuativo dell’Intesa Istituzionale di Programma istituito dalla Legge 662/1996, art.2 comma 203 e disciplinato della delibera CIPE 29/1997.
le risorse finanziarie occorrenti, a valere sugli stanziamenti pubblici, o reperite tramite finanziamenti privati;
I promotori degli APQ sono Stato, Regione ed Enti pubblici. Queste stesse Amministrazioni, insieme all'intervento dei privati, rappresentano i soggetti attuatori.
Si fa ricorso all’APQ, integrato con la valutazione ex ante e dall’indicazione dei criteri di selezione e ammissione degli interventi, per l’attuazione delle azioni cardine previste nei Programmi Attuativi Regionali 2007-2013.
Accordo di Programma Quadro (APQ) interregionale
È lo strumento con cui si attuano interventi a carattere sovraregionale e interregionale, sia di iniziativa di un’Amministrazione centrale (in quanto l’azione è diretta o comunque interessa il territorio di diverse Regioni) sia di iniziativa comune di più Regioni (che potranno coinvolgere, se ritenuto efficace rispetto agli obiettivi, anche Amministrazioni centrali).
Si riferisce alle seguenti Regioni: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Veneto Friuli- Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e a due Province Autonome di Trento e Bolzano.
Esse fanno tutte parte dell’Obiettivo “Competitività Regionale e Occupazione” (CRO) della politica dei Fondi strutturali.
Area Mezzogiorno
Si riferisce alle seguenti Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
Di tali Regioni, tre sono comprese nell’Obiettivo “Competitività Regionale e Occupazione” (CRO) della politica dei Fondi strutturali, ovvero Abruzzo, Molise e Sardegna (quest’ultima in regime phasing in) e le altre 4 Regioni nell’obiettivo Convergenza (CONV), di cui 1, la Basilicata in regime phasing out.
Area sottoutilizzata
Nell’attuale ciclo di programmazione (2007-2013) si intendono:
per il Mezzogiorno: le Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia;
per il Centro-Nord: le zone beneficiarie di aiuti di stato ai sensi dell’art. 87.3.c del trattato UE approvato con decisione della Commissione dell’Unione Europea C(2000) 2752 del 20 settembre del 2000.
Con successiva decisione del 26 giugno 2001, l’elenco è stato rettificato.
Pertanto, attualmente l’elenco delle cosiddette aree depresse comprende:
zone inserite nell’Obiettivo 2 e contemporaneamente beneficiarie della deroga (di cui all’art. 87.3.c);
zone in phasing out dall’Obiettivo 2 e contemporaneamente beneficiarie della deroga (di cui all’art. 87.3.c);
zone beneficiarie unicamente della deroga (di cui all’articolo 87.3.c);
zone in phasing out dall’Obiettivo 1 e contemporaneamente beneficiarie della deroga (di cui all’articolo 87.3.c) (Regione Molise).
ATECO (codice)
È la classificazione delle attività economiche predisposta dall’ISTAT sulla base dei codici NACE organizzata per sezioni, sottosezioni, divisioni, gruppi, classi e categorie.
Il codice ATECO è relativo all’attività economica prevalente del progetto.
Consiste in uno o più progetti specificamente definiti e localizzati, ovvero interventi complessi (intendendo per tali quelli articolati in una serie di componenti progettuali distinte, ma connesse e riconducibili al medesimo obiettivo), dalla cui realizzazione compiuta dipende in modo cruciale il raggiungimento degli obiettivi specifici del programma.
Sono, quindi, azioni specifiche in grado di corrispondere meglio, in termini di impatto, agli obiettivi della strategia complessiva e dei programmi e degli strumenti con cui tale strategia viene attuata.
Alle azioni cardine dovrà essere “associata una quota significativa, in relazione agli obiettivi perseguiti e alle Priorità di inquadramento, delle risorse assegnate a ciascuna Amministrazione”.
Banca dati Conti Pubblici Territoriali (CPT)
Costituisce il risultato di un progetto finalizzato alla misurazione dei flussi finanziari degli enti della Pubblica Amministrazione e del settore pubblico allargato sul territorio.
Attraverso i CPT è possibile avere informazioni circa il complesso delle entrate e delle spese (correnti e in conto capitale) delle Amministrazioni pubbliche nei singoli territori regionali.
All’interno del progetto CPT, a livello di Amministrazione centrale, opera il gruppo di lavoro del MISE/UVAL denominato Nucleo Centrale; al livello di Amministrazione regionale, il corrispondente Nucleo Regionale.
Banca Dati Centrale (BDC)
E’ la sorgente dati dell'ambiente conoscitivo che include le Banche Dati di Programmazione (BDP), Banche Dati di Attuazione (BDA), Contabilità e le Banche Dati degli Strumenti Attuativi (BDSA), Banche Dati dei Controlli e Trasferimento delle risorse (BDT).
Costituisce il contenitore dei dati di monitoraggio e si trova presso l’Ispettorato Generale per i Rapporti Finanziari con l’unione Europea (IGRUE).
La trasmissione dei dati alla BDU avviene tramite protocollo webservices, ftlp, upload da applicativo.
E' il codice attribuito da parte dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (Avcp), come codice di identificazione del procedimento di selezione del contraente.
Deve essere riportato nell’avviso pubblico, nella lettera di invito o nella richiesta di offerta comunque denominata. Coincide con il codice procedura di aggiudicazione per forniture per importi superiori a 20.000 euro.
Codice procedura di aggiudicazione
È il codice che deve essere associato ad ogni procedura di aggiudicazione nel Sistema Nazionale di Monitoraggio. Per i contratti di lavori pubblici di importo superiore a 40.000 euro e per i contratti di servizi e forniture di importo superiore a 20.000 euro coincide con il CIG.
Codice settore prevalente
È il codice della classificazione settoriale identificata nella Banca dati dei Conti Pubblici Territoriali (CPT).
In coerenza con il sistema di classificazione adottato nella Contabilità Pubblica e, quindi, con il sistema di classificazione delle funzioni delle Amministrazioni pubbliche (COFOG), la costruzione dei Conti Pubblici Territoriali viene effettuata secondo una classificazione settoriale a 30 voci, al fine di tenere conto delle esigenze sia della Programmazione Comunitaria, sia dell'analisi della spesa pubblica.
La classificazione settoriale a 30 voci adottata da CPT rappresenta il livello di dettaglio minimo secondo cui sono disponibili i dati.
È un organismo statale, istituito con Legge 48/1967 e successive modifiche e integrazioni, che delibera gli indirizzi della politica economica nazionale.
Su relazione dei Ministri competenti, indica le linee generali per l’elaborazione del programma economico nazionale, le linee generali per la impostazione dei progetti di bilancio annuali e pluriennali di previsione dello Stato, nonché le direttive generali intese all’attuazione del programma economico nazionale. A tale scopo, promuove e coordina l’attività della Pubblica Amministrazione e degli enti pubblici ed esamina la situazione economica generale ai fini dell’adozione di provvedimenti congiunturali.
Ai fini della politica regionale unitaria il CIPE provvede, su proposta del MISE-DPS, ad assumere tutte le delibere rilevanti in materia di strategia e delle politiche di attuazione, detta programmazione del FSC e dei Fondi strutturali.
È il costo totale del progetto desumibile dal quadro economico approvato.
È il costo delle opere e delle attività progettuali/investimenti da realizzare per il completamento di tutte le attività rappresentate nel quadro economico approvato (quindi fino alla concorrenza del costo complessivo del progetto).
È l’importo che si desume dalla determinazione certificata del debito contratto a seguito dell’esecuzione della prestazione.
Coincide con la somma degli importi degli atti amministrativi di liquidazione secondo i rispettivi ordinamenti.
Nel caso di realizzazione di opere e lavori pubblici, coincide con la somma degli importi degli atti amministrativi di liquidazione delle seguenti due categorie di voci:
per i lavori, con l’importo del SAL liquidato;
per le somme a disposizione, con l’importo riconosciuto dall’atto amministrativo di liquidazione previsto da ciascun ordinamento.
Nel caso di realizzazione di beni e servizi coincide con la somma degli importi degli atti amministrativi di liquidazione della spesa.
Nel caso di erogazione di finanziamenti e aiuti a imprese e individui coincide con la somma degli importi degli atti amministrativi di liquidazione.
Nel caso particolare degli aiuti a titolarità regionale, ai fini del trasferimento delle risorse FSC, per costo realizzato può intendersi l’importo, riconosciuto quale ammissibile, riportato nel verbale di accertamento delle spese sostenute redatto da parte delle commissioni preposte, laddove all’interno delle medesime sia presente un rappresentante del DPS indicato dalla direzione competente in materia di FSC.
Criticità finanziaria (risorse da reperire)
Rappresenta la quota di costo di un progetto, non dotata di copertura finanziaria.
Si possono presentare criticità in fase di attuazione, per molteplici cause (ad esempio derivante da livelli di progettazione più avanzati rispetto alla stipula).
È un'etichetta che caratterizza in maniera biunivoca ogni progetto d’investimento pubblico, una sorta di "codice fiscale" del progetto.
E’ costituito da una stringa alfanumerica di 15 caratteri che accompagna ciascun progetto di investimento pubblico, a partire dalla fase formale di assegnazione delle risorse, fino alla sua completa realizzazione.
E’ stato istituito con delibera CIPE 12/2000.
Il codice è generato e trasmesso all’utente da un sistema di registrazione dei progetti di investimento pubblico (Sistema CUP) a cui si accede all’indirizzo: www.cipecomitato.it/cup/Cup.asp .
L’attribuzione del codice è vincolata alla comunicazione di alcune informazioni sintetiche che caratterizzano il progetto di investimento pubblico.
Qualora non siano disponibili tutte le informazioni finanziarie necessarie a richiedere il CUP (ad esempio: importo del finanziamento e/o la spesa prevista per la realizzazione del suddetto progetto), per i soli progetti di realizzazione di lavori pubblici (opere ed impiantistica) si ha la facoltà di registrare un progetto al sistema CUP limitatamente ad alcune informazioni (cosiddetta parte "anagrafica", che comprende le informazioni relative al soggetto ed al progetto) ottenendo così il cosiddetto "CUP provvisorio".
Nel momento in cui sono comunicate al Sistema CUP le informazioni di carattere finanziario mancanti, il codice provvisorio diventa un "CUP completo".
Per ulteriori approfondimenti si faccia riferimento ai seguenti link:
(www.cipecomitato.it/it/in_primo_piano/mip_cup/notizie/2010/marzo/News_0004 )
(www.cipecomitato.it/it/in_primo_piano/mip_cup/utilita/glossario.html ).
Documento Unitario di Programmazione (DUP)
È il documento che delinea la strategia di politica regionale unitaria e sostanzialmente contiene:
obiettivi generali e specifici (in coerenza con le priorità del QSN);
quadro finanziario unitario di tutte le risorse concorrenti alla politica regionale unitaria;
linee di modalità organizzative e attuative.
Documento Unitario di Strategia Specifica (DUSS)
È il documento che delinea le strategie settoriali delle Amministrazioni centrali e sostanzialmente contiene:
quadro finanziario unitario di tutte le risorse concorrenti;
Sono risorse derivanti da diverse tipologie di "risparmio" verificatesi nelle previsioni di costo effettuate nel corso della vita del progetto, sostanzialmente dovute a:
economie insorgenti dall’espletamento delle procedure di gara per l’affidamento lavori;
economie desunte dalla contabilità finale delle opere eseguite, certificate dal Direttore dei Lavori;
risorse eccedenti il fabbisogno finanziario desunto dal quadro economico del progetto esecutivo rispetto al costo del progetto indicato da precedenti livelli di progettazione.
Sono gli elementi che identificano gli atti (ad esempio: numero, data, estremi dell'autorità) adottati dall’autorità che dispone l’assegnazione delle risorse finanziarie al progetto in quanto gestore della fonte (ad esempio: Deliberazioni della Giunta Regionale che assegnano fondi regionali, deliberazioni degli organi di governo delle Province e Comuni che assegnano fondi tratti dai propri bilanci).
Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) adesso Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC)
È un fondo istituito dall'art. 61 comma 1 della Legge Finanziaria 2003 (Legge 27 dicembre 2002 n.289 e s.m.i.) utilizzato per finalità di riequilibrio economico e sociale, nonché per gli investimenti pubblici (ex lege n°208 del 1998) e incentivi, utilizzato per dare attuazione del comma V dell'art 119 della Costituzione.
Fondo Europeo per l’Agricoltura, Orientamento e Garanzia (FEOGA)
È lo strumento finanziario della politica di sviluppo rurale istituito nel 1962.
Istituito nel 1975, finanzia la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi generatori di occupazione.
È l’indicazione puntuale delle fonti di copertura finanziaria e/o dei relativi provvedimenti.
Flessibilità tra fondi
Consiste nella possibilità di utilizzare i finanziamenti a carico dei Fondi strutturali e del FSC in modo intercambiabile in base ai relativi ordinamenti.
Sono uno degli strumenti finanziari (ad esempio: FSE, FESR) con cui l’Unione Europea persegue la politica di coesione e di sviluppo economico e sociale in tutte le sue Regioni, al fine di ridurre il divario tra gli Stati (o Regioni di Stati) in ritardo di sviluppo e quelli più avanzati.
Istituito nel 1058, promuove l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sociali meno favorite finanziando, in particolare, azioni di formazione.
È l’indicatore che misura, per quanto possibile, le realizzazioni dirette del progetto in termini fisici.
Per alcuni progetti di formazione finanziati dal FSE è prevista la valorizzazione obbligatoria di due indicatori di realizzazione fisica: destinatari (numero) e durata (ore). Per tutti gli altri progetti del QSN l’indicatore di realizzazione richiesto è unico.
L’indicatore è da selezionare all’interno di una lista chiusa (di 41 indicatori possibili) in funzione della classificazione che il progetto ha avuto ai fini del rilascio del CUP. L’indicatore corretto per ciascun progetto viene suggerito dal sistema CUP all’atto del rilascio del codice stesso. Sul sito web del DPS all’indirizzo sinitweb.tesoro.it/Indicatori/ è disponibile una utility che restituisce l’indicatore di realizzazione corretto a fronte delle categorie del CUP con cui il progetto è stato classificato.
Indicatore di realizzazione fisica di programma
È l’indicatore che consente alle Amministrazioni, attraverso il sistema di monitoraggio unificato, di monitorare l’andamento di variabili quantitative individuate all’interno di ciascun programma, per misurare i suoi avanzamenti fisici. Si tratta di un set di indicatori che può essere più ampio rispetto a quanto richiesto obbligatoriamente dal sistema di monitoraggio unificato nazionale (indicatore di realizzazione fisica ed occupazionale sopra definiti) e dunque può contenere indicatori aggiuntivi.
È ragionevole attendersi che, nella maggior parte dei casi, gli indicatori individuati nei programmi adottino le stesse unità di misura degli indicatori previsti dal QSN, a livello nazionale e comunitario.
Indicatore di risultato o impatto di programma
È un indicatore che esprime, in termini quantitativi, l’obiettivo ultimo a cui ciascun programma ambisce, direttamente o indirettamente, ad incidere ed è acquisito a sistema dall’elenco contenuto in ciascun programma approvato.
Gli indicatori di risultato e di impatto di programma sono raramente riconducibili univocamente all’azione finanziata con il programma di politica regionale unitaria, in quanto influenzati anche da altre politiche e da altre variabili concomitanti.
Gli indicatori devono essere selezionati dalla lista chiusa di indicatori di risultato o impatto del programma a cui il progetto appartiene. La scelta dell’indicatore appropriato per ciascun progetto dipende dall’area tematica in cui il progetto prioritariamente interviene. Pertanto, l’associazione fra progetto e indicatore di risultato o impatto del programma, individua la natura del cambiamento economico e sociale alla quale quel progetto intende prioritariamente e più direttamente contribuire.
Gli indicatori di risultato o impatto del programma dovrebbero riprendere, almeno in parte, alcuni indicatori delle tavole di osservazione del QSN.
Indicatore di risultato o impatto del QSN
È un indicatore, di fonte statistica esterna ai programmi, che descrive il contesto complessivo entro cui si muovono le politiche di coesione e sul quale la politica di sviluppo del QSN vorrebbe incidere.
Questi indicatori sono descritti in appendice al QSN in cui sono definiti “Tavole di Osservazione” ed associati a ciascuna Priorità strategica del QSN. Gli indicatori di risultato e di impatto sono raramente riconducibili univocamente all’azione finanziata con il Programma di politica regionale unitaria e sono influenzati anche da altre politiche e da altre variabili concomitanti.
Nel sistema di monitoraggio viene richiesto l’inserimento di un “flag” per ciascun progetto, che segnali l’indicatore sul quale si intende, prioritariamente e più direttamente, indurre un cambiamento economico e sociale.
L’indicatore deve essere selezionato dalla lista chiusa di indicatori di risultato o impatto del QSN (tabella di contesto che include gli 11 indicatori degli Obiettivi di Servizio ed i 6 indicatori con target QSN per area territoriale). La scelta dell’indicatore appropriato per ciascun progetto, dipende dall’area tematica in cui il progetto prioritariamente interviene.
Indicatore di realizzazione occupazionale
È l‘indicatore che misura l’occupazione o l’impiego di lavoro direttamente attivati dal progetto.
Esso assume significati diversi a seconda della categoria di progetto.
Nel caso dei progetti infrastrutturali esso misura l’input diretto di lavoro necessario alla realizzazione dell’opera;
Nel caso dei progetti aventi natura immateriale esso misura l’occupazione attivata nel corso dell’erogazione del servizio o dello svolgimento dell’attività;
Nel caso di trasferimenti ad imprese, organizzazioni o individui, esso misura l’occupazione addizionale e stabile, generata in seguito alla realizzazione del progetto.
Occorre selezionare l’indicatore all’interno di una lista chiusa di 5 indicatori possibili, in funzione della classificazione che il progetto ha avuto ai fini del rilascio del CUP.
Costituisce il luogo di condivisione della strategia di politica regionale unitaria e perviene, anche sulla base del confronto della strategia regionale e delle strategie settoriali delle Amministrazioni centrali, alla individuazione delle priorità da conseguire in ambito di cooperazione istituzionale Stato-Regione e/o fra più Regioni.
le priorità da conseguire attraverso la cooperazione istituzionale tra i soggetti istituzionali di riferimento: il Governo, le Giunte delle Regioni e delle Province Autonome;
le modalità e le regole di cooperazione istituzionale;
le specifiche responsabilità attuative;
i conseguenti strumenti di attuazione della politica regionale unitaria.
Iter procedure di aggiudicazione
Descrive la tempistica previsionale ed effettiva di espletamento dei vari passaggi amministrativi (fasi) in cui risulta articolata la “procedura di aggiudicazione”.
Per ognuna delle fasi è rilevante, ai fini del monitoraggio, conoscere la data prevista e la data effettiva di espletamento della fase e, laddove si verifichi uno scostamento tra le date, il motivo dello scostamento.
Iter procedure di attivazione
Descrive la tempistica previsionale ed effettiva di espletamento dei vari passaggi amministrativi (fasi) in cui risulta articolata la “procedura di attivazione”. Ogni procedura di attivazione si articola nelle seguenti fasi:
definizione criteri di individuazione beneficiari e progetti;
evidenza pubblica (solo se pertinente al tipo di “procedura di attivazione”);
presentazione proposte;
individuazione dei beneficiari e dei progetti;
Ai fini del monitoraggio, per ognuna delle fasi è rilevante conoscere la data prevista e la data effettiva di espletamento della fase e, laddove si verifichi uno scostamento tra le date, il motivo dello scostamento.
Iter procedurale gare
Individua le fasi procedurali (previste ed effettive) in relazione alle diverse modalità di selezione del contraente/beneficiario, previste dal codice dei contratti pubblici.
È la legge obiettivo 443/2001 e s.m.i. Ai fini del monitoraggio è rilevante indicare i progetti che sono inquadrati nella legge obiettivo.
Linea di azione/intervento
È una delle articolazioni dei Programmi FSC. Si identificano con una singola tipologia di azione univocamente individuabile (ad esempio: incentivi per il turismo o infrastrutture per il turismo o attività promozionali per il turismo) ovvero con una linea più generale (interventi per la valorizzazione turistica del territorio) che deve essere poi precisata sotto il profilo territoriale oppure sotto il profilo settoriale.
La linea di azione deve far riferimento a un obiettivo (ad esempio: un obiettivo operativo del Programma che si ricollega, declinandoli in maniera più concreta, a obiettivi specifici e generali del DUP e del QSN) e deve però anche essere univocamente associata a modalità (strumenti) e responsabilità di attuazione, risorse programmate, tempistica, risultati attesi esplicitati.
Il complesso di procedure tecniche e attività volte alla rilevazione e al trattamento dei dati relativi allo stato di attuazione finanziaria, fisica e procedurale di un investimento.
Nomenclatura delle Attività Economiche (NACE)
Derivante dal francese “Nomenclature générale des activités économiques” è creata da Eurostat nel 1970 e affinata nel corso degli anni, fino all’ultima revisione del 2002.
Obbligazione giuridicamente vincolante
E' l'obbligo che nasce nel momento in cui la stazione appaltante/responsabile dell'attuazione dell'intervento, assume un obbligo giuridico nei confronti di soggetti terzi in capo ai quali viene conseguentemente a determinarsi il diritto dell'adempimento dell'obbligo.
È l'Obiettivo Competitività regionale e occupazione, previsto nell'ambito della politica di coesione 2007/13 e della nuova programmazione dei Fondi strutturali e va a sostituire i precedenti obiettivo 2 ed obiettivo 3.
L'Obiettivo Competitività è chiamato ad evitare l'instaurarsi di condizioni che possano determinare squilibri in Regioni già penalizzate da fattori socioeconomici sfavorevoli.
I programmi relativi alla competitività e all'occupazione devono affrontare tali problemi, aiutando le Regioni a ristrutturare e a creare nuove attività, anche sulla base della Strategia di Lisbona.
È inserito nell’ambito delle politiche di coesione per il periodo 2007/13 e della nuova programmazione dei Fondi strutturali, e va a sostituire l’obiettivo 1 ed è quindi destinato alle Regioni meno avanzate. In particolare, è finalizzato a favorire la competitività, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo si concretizza nel potenziamento delle infrastrutture e dei servizi di base.
Obiettivo generale e obiettivo operativo
Sono articolazioni dei Programmi FSC e UE e definiscono gli obiettivi delle linee di azione.
Obiettivi QSN
È la strategia proposta dal QSN che assume quattro macro obiettivi che dovranno costituire il riferimento costante per l’attuazione della politica regionale, per la scelta delle linee di intervento più adeguate ed efficaci, per orientare l’azione della Pubblica Amministrazione e per valutare, durante il percorso, la qualità e la coerenza dell’azione pubblica.
È qualsiasi organismo o servizio pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità dell’Organismo di Programmazione e Attuazione o di Certificazione o che svolge mansioni per conto di questa autorità nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni.
Individua l’insieme delle modalità attraverso le quali si perviene alla scelta del soggetto che realizzerà il progetto o che fornirà i beni e/o i servizi oggetto del contratto, ossia dell’offerente.
È l’unità di rilevazione del sistema di monitoraggio nazionale del QSN identificato dal CUP.
Nel caso di realizzazione di opere pubbliche, il progetto è delimitato dagli interventi e dalle attività previste da un atto amministrativo autonomo che ne decide l’attuazione, specificando tempi e risorse necessari.
Nel caso di erogazione di finanziamenti e aiuti a imprese e individui, per individuare un progetto è necessario un atto amministrativo di identificazione. Nel caso di bandi è l'approvazione della graduatoria; nel caso di procedure dirette in assenza di bando è l'atto di concessione di risorse pubbliche a favore di un soggetto privato identificato.
Nel caso di acquisizione di beni e servizi per individuare il progetto è necessario, oltre all’adozione di un autonomo atto amministrativo di finanziamento, l’identificazione del soggetto attuatore che specifichi le attività ed i servizi da acquisire.
Nell’ambito dei programmi di governance e/o nei programmi volti ad attività di assistenza tecnica, il progetto d'investimento pubblico è costituito da un complesso di azioni o di strumenti di sostegno afferenti ad un medesimo quadro economico di spesa e collegati fra loro da un comune obiettivo di sviluppo economico e sociale, da conseguire entro un tempo specificato.
È l’entità sovra-ordinata che si pone in relazione di corrispondenza uno-a-molti, con i progetti oggetto di monitoraggio (Programmi Territoriali IntegratiI).
Programma attuativo FSC
E' il programma che attua la strategia definita dal DUP, redatto dalle Amministrazioni regionali e centrali titolari delle risorse FSC. Contiene i profili operativi atti a esplicitare, sul piano realizzativo e delle modalità di attuazione, i contenuti della strategia della politica dell'Amministrazione di riferimento, i relativi obiettivi ed azioni e tale da consentire ex-ante l’univoca interpretazione della relativa strategia e le necessarie attività di valutazione in itinere ed ex-post.
È lo strumento di attuazione della politica unitaria del QSN finanziata dai Fondi strutturali. Declina le priorità strategiche per settori e territori, coerentemente con quanto stabilito dagli Orientamenti Strategici Comunitari (OSC) e dal QSN stesso. In base alle tematiche affrontate e ai soggetti istituzionali competenti, possono essere:
Nazionali (PON): nei settori con particolari esigenze di integrazione a livello nazionale, la cui Autorità di Gestione è una Amministrazione centrale;
Regionali (POR): multisettoriali, riferiti alle singole Regioni gestiti dalle Amministrazioni regionali. Per ciascuna Regione c’è un POR FESR e un POR FSE;
Interregionali (POIN): su tematiche in cui risulta particolarmente efficace un’azione fortemente coordinata fra Regioni che consenta di cogliere economie di scala e di scopo nell’attuazione degli interventi, sono gestiti dalle Regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali.
Programma di Programmazione Ordinaria Convergente (POC)
È l’insieme di strumenti e risorse rivolti al perseguimento di un complesso organico di obiettivi di sviluppo a livello globale di area, di paese o al raggiungimento di sviluppo settoriale.
È l’articolazione delle voci di spesa per il progetto. Individua quindi raggruppamenti omogenei di spesa (“tipologia di spesa”) significativi per ciascuna natura di investimento pubblico.
È il documento di orientamento strategico che definisce e disciplina le modalità di attuazione della politica regionale unitaria sul territorio italiano per il periodo di programmazione 2007/2013 e che assicura la coerenza dell’intervento dei Fondi strutturali, con gli orientamenti strategici comunitari per la coesione.
Settore CPT
È il codice della classificazione settoriale dei Conti Pubblici Territoriali.
Sistema Informativo sulle Operazioni ed Enti Pubblici (SIOPE)
È un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le Amministrazioni pubbliche, che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d'Italia e l'ISTAT, in attuazione dall'articolo 28 della legge n. 289/2002. Operativo dal 2003 con riferimento ai pagamenti del Bilancio dello Stato, il SIOPE è stato oggetto di una gestione sperimentale nel 2005 che ha coinvolto 49 enti tra Regioni, Enti locali ed Università.
Gradualmente, il SIOPE è destinato ad essere esteso a tutte le Amministrazioni pubbliche, individuate nell'elenco annualmente pubblicato dall'ISTAT, in applicazione di quanto stabilito dall'art. 1, comma 5, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
Soggetto attuatore del progetto
È il soggetto responsabile dell’attuazione che si identifica con:
per le opere pubbliche (ex lege 163/06): le stazioni appaltanti/soggetti aggiudicatori;
E’ il soggetto destinatario del finanziamento.
Soggetto cofinanziatore
È il soggetto privato che eventualmente contribuisce al finanziamento del progetto.
Soggetto realizzatore del progetto
È il soggetto che realizza il progetto che si identifica con:
per le opere pubbliche (ex lege 163/06): la ditta titolare del/dei contratto/i d’appalto;
per studi, indagini e progettazioni relative ad opere pubbliche: la società di servizi che esegue lo studio, l’indagine e la progettazione;
per gli aiuti alle attività produttive e la ricerca: coincide con il “soggetto destinatario” del finanziamento;
per gli interventi in campo formativo ed altri incentivi o forme di intervento in campo sociale: coincide con il soggetto destinatario del finanziamento;
per acquisto di partecipazioni azionarie e conferimento di capitale: coincide con il soggetto destinatario del finanziamento;
per acquisizione di beni e servizi: il fornitore.
È il documento nel quale sono riassunte tutte le operazioni inerenti la realizzazione delle opere e dei lavori eseguiti ad una certa data. Il documento è riferito soltanto ai lavori aggiudicati ed ai corrispondenti proporzionali oneri della sicurezza.
Le informazioni rilevanti sono:
data: data a cui si riferisce la contabilizzazione dei lavori (non coincide con la data di emissione del SAL stesso);
Importo: importo progressivo dei lavori realizzati, al netto del ribasso d'asta e dell'IVA;
Progressivo: numero progressivo di riferimento del singolo SAL. Negli interventi più complessi è prevedibile che ci siano più Stati di Avanzamento Lavori.
Strumento di Attuazione Diretta (SAD)
Costituisce la procedura con la quale si realizzano, nel rispetto della massima efficacia dell’azione pubblica, le linee di intervento dei Programmi Regionali, Nazionali e Interregionali, per le quali si ritiene che non sia necessaria, in fase attuativa, la cooperazione interistituzionale.
È la casistica relativa agli aiuti di stato sulla cui base può essere concesso il finanziamento di un progetto. È finalizzato ad identificare la concessione di aiuti alle imprese, identificando anche i casi in cui, dato il modesto ammontare del finanziamento non si rileva un impatto sensibile sulla concorrenza.
regime di aiuto de minimis: se l’aiuto è stato concesso ad un’impresa attraverso un intervento attuato in base al regime “de minimis” di cui al Regolamento (CE) n. 1998/2006;
regime di aiuto in esenzione: se l’aiuto è stato concesso ad un’impresa sulla base di un regime di aiuto che soddisfa tutte le condizioni stabilite in uno dei regolamenti di esenzione per categoria adottati dalla Commissione (ad esempio: aiuti alle PMI, alla formazione, all’occupazione, aiuti trasparenti per investimenti a finalità regionale);
regime di aiuto autorizzato: se l’aiuto è stato concesso ad un’impresa sulla base di un regime di aiuto notificato ed autorizzato in relazione agli inquadramenti comunitari in materia di aiuti di Stato (ad esempio: aiuti a finalità regionale, aiuti per la ricerca, sviluppo e innovazione, aiuti nel settore agricolo e forestale);
aiuto esistente: se l’aiuto è stato concesso sulla base di un aiuto esistente in base all’articolo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 659/99 (ad esempio: aiuti in vigore in uno Stato Membro al momento della sua adesione all’UE, aiuti che al momento della loro concessione non costituivano aiuti di Stato, ma lo sono divenuti successivamente per l’evoluzione del mercato comune in un determinato settore e senza che la misura in questione abbia subito modifiche legislative al riguardo);
aiuto non classificabile come aiuto di Stato: se l’aiuto è stato concesso ad un’impresa attraverso interventi non classificabili come aiuti di stato ai sensi della normativa comunitaria (ad esempio: aiuti di tipo fiscale concessi alla generalità delle imprese);
nessun aiuto: se il trasferimento di risorse pubbliche è destinato alla realizzazione di opere e lavori pubblici o individui.
Rappresenta un’aggregazione delle nature indicate nel CUP e consente di individuare il tipo di procedura da eseguire sull'oggetto progettuale cui è diretto l'investimento pubblico.
Di seguito si riporta la tabella di aggregazione tra le nature progettuali indicate nel CUP e i tipi operazione:
Tipologie operazioni Tracciato Unico
Acquisto di beni Acquisizione di beni e servizi
Acquisizione di partecipazioni azionarie e conferimenti di capitale Erogazione di finanziamenti e aiuti a imprese e individui
Acquisto o realizzazione di servizi Acquisizione di beni e servizi
Concessione di contributi ad altri soggetti (diversi da unità produttive) Erogazione di finanziamenti e aiuti a imprese e individui
Concessione di incentivi ad unità produttive Erogazione di finanziamenti e aiuti a imprese e individui
Realizzazione di lavori pubblici (opere e impiantistica) Realizzazione di opere e lavori pubblici
Tipo procedura di attivazione
Individua le modalità amministrative attraverso le quali vengono individuati i progetti da realizzare.
Le casistiche previste sono:
procedura negoziale;
individuazione diretta nel programma;
selezione diretta beneficiario;
altro contesto programmatorio;
(*) tratto dal “Dizionario Generale dei termini di riferimento dei progetti del QSN con particolare riferimento al FAS” del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica – Direzione Generale Politica Regionale Unitaria Nazionale