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Timestamp: 2014-08-23 19:48:00+00:00
Document Index: 52023608

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'sentenza ', 'art. 615', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.100', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 53', 'art. 615', 'art. 29', 'art.615', 'art.480', 'art.27', 'sentenza ', 'art.2953', 'art.2953', 'sentenza ', 'art. 160', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 50', 'art.24', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'sentenza ', 'art 6', 'art. 22', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'sentenza ', 'sentenza ']

Estratto di ruolo, opposizione cartella esattoriale, art. 615 cpc - Iussit.com | Iussit.com
GIUDICE DI PACE DI SALERNO, sentenza del 20 maggio 2012
Opposizione a cartella esattoriale – estratto di ruolo – impugnabilità – opposizione all’esecuzione, art. 615 c.p.c. – legittimazione passiva e litisconsorzio necessario – competenza territoriale – mancanza relata – notifica inesistente – onere della prova – prescrizione
ESTRATTO DI RUOLO – IMPUGNABILITÀ
OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE, ART. 615 C.P.C.
[Giudice di Pace di Salerno, Avv. Luigi Vingiani
sentenza del 20 maggio 2012]
Questioni affrontate nella sentenza :
a) l’impugnabilità degli estratti ruolo la cui conoscenza fa sorgere in capo al contribuente un interesse ad agire ex articolo 100 c.p.c. tendente a chiarire, con pronuncia idonea ad acquisire effetti non più modificabili, la sua posizione in ordine alla stessa e, quindi, ad invocare una tutela giurisdizionale, comunque, di controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva e/o dei connessi accessori vantati dall’ente pubblico;
b) la legittimazione passiva anche del solo esattore non essendovi litisconsorzio necessario anche con l’ente impositore;
c) la competenza territoriale coincidente, in mancanza di altri elementi, con il luogo del domicilio dell’intimato;
d) l’inesistenza e non già la nullità della notifica per mancanza della relata di notifica nella copia consegnata all’opponente;
f) la prescrizione quinquennale e non decennale della cartella esattoriale che è equiparata all’ingiunzione fiscale; g) il principio che l’omessa notifica di un atto presupposto determina la nullità dell’atto successivo.
(Si ringrazia per la cortese segnalazione l’ Avv. Assunta Russo)
nella causa civile iscritta al n. RG…… del Ruolo Generale Affari Civili
attore.., el.te dom.to ….. che lo rappresenta e difende in virtù di procura in atti. Attore
primo convenuto..in persona del legale rapp.te p.t. dom.to in Salerno ……
M (2 convenuto).el.te dom.to in …..
Per l’attore: accertarsi l’inesistenza del credito e dichiarare inefficace il titolo esecutivo costituito dalla cartella di pagamento n. (numero provvto..) per l’importo di Euro (importo..) emesso da (primo convenuto..) quale Agente della riscossione per la Provincia di Salerno e dichiarare per l’effetto non fondato il diritto dei convenuti ad ottenere il pagamento di Euro (importo …) con vittoria di spese e di onorari.
Per il Comune di XXXX: rigetto della domanda a seguito della notificazione dei verbali e della illegittima iscrizione a ruolo
Con citazione regolarmente notificata (data deposito..), l’attore.. proponeva opposizione avverso “estratto di ruolo” relativo a (tipo provvedimento.. n. numero provv.to .). per l’importo di (importo..) deducendo, tra l’altro, l’intervenuta prescrizione della pretesa creditoria relativa all’anno 1995 e l’omessa notificazione sia dei verbali e sia della cartella esattoriale.
L’opponente deduceva, altresì, di aver appreso dell’esistenza della pretesa creditoria vantata nei suoi confronti dai convenuti, a seguito di una richiesta di finanziamento rigettata per l’esistenza di presunte pendenze debitorie e della successiva istanza indirizzata al Concessionario per verificarne la fondatezza.
Precisava, infine, di aver interesse ad agire ai sensi dell’art.100 c.p.c., al fine di accertare l’inesistenza del credito vantato e comunque l’illegittimità della pretesa creditoria vantata con la cartella esattoriale contestandone i presupposti per la sua emissione efficacia e validità eccependo, infine, la sua regolare notificazione .
All’udienza di comparizione in presenza del solo opponente, si procedeva alla trattazione della causa ed all’esito, la causa, in assenza di richieste istruttorie veniva assegnata a sentenza.
Orbene, in tema di contenzioso tributario, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 724 del 16 giugno 2009 della V Sezione Tributaria (depositata il 19 gennaio 2010) in una vicenda analoga a quella in esame, (in cui l’opponente lamentava l’illegittimità della iscrizione a ruolo poiché effettuata in modo non conforme alla legge ed in particolare assumeva l’omissione della notifica della cartella di pagamento) ha affermato che anche l’estratto di ruolo può essere oggetto di ricorso alla commissione tributaria, costituendo una parziale riproduzione del ruolo, atto considerato impugnabile dall’art. 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.
Invero, l’art. 19 D. Lgs. 546/92 (atti impugnabili ed oggetto del ricorso) prevede espressamente l’impugnazione sia della cartella che del ruolo.
Tuttavia, va considerato che tali atti non devono ritenersi un elenco tassativo e di stretta interpretazione nominalistica in quanto tale elencazione va interpretata in senso estensivo sia in ossequio alle norme costituzionali sia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente (art. 24 e 53 Cost.) e di buon andamento della p.a. (art. 97 Cost.), che in conseguenza dell’allargamento della giurisdizione tributaria operato conL. 28 dicembre 2001, n. 448 (Cass. n. 10672/2009 e Cass. S.U. n. 11087/10).
Inoltre, spettando al giudice dell’impugnazione il compito di valutare il contenuto “sostanzialmente impositivo”, inteso quale attitudine a rappresentare e rendere conoscibile la pretesa tributaria negli elementi essenziali e sufficienti per adire la tutela amministrativa o giudiziale (V. Sentenza n. 21045 dell’8 ottobre 2007), è del tutto evidente che l’impugnazione deve ritenersi ammissibile non solo nei confronti della cartella ma anche contro l’estratto di ruolo che altro non è che una riproduzione di una parte del ruolo.
Peraltro, non va sottaciuto che il contribuente ha sempre la facoltà di impugnare un atto avente natura impositiva, al fine di evitarne il suo divenire definitivo, laddove esso porti, comunque, a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria. (V. Cassazione n. 17202/2009). Tale orientamento è stato peraltro confermato con l’ordinanza n. 15946/10 della sezione tributaria della S. C. che, in accoglimento del ricorso di due contribuenti contro il verdetto della Commissione Tributaria Regionale che aveva negato l’impugnabilità dei ruoli non comunicati in difetto di atti ulteriori, ha ribadito che è sufficiente che lo stesso «porti comunque a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria senza la necessità che la stessa si vesta della forma autoritativa di uno degli atti dichiarati espressamente impugnabili dall’articolo 19 D. Lgs. 546/92 » .
In altre parole, basta la ricezione della semplice notizia dell’esistenza di una pretesa tributaria per far sorgere in capo al contribuente un interesse ad agire ex articolo 100 C.p.c. tendente a chiarire, con pronuncia idonea ad acquisire effetti non più modificabili, la sua posizione in ordine alla stessa e, quindi, ad invocare una tutela giurisdizionale, comunque, di controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva e/o dei connessi accessori vantati dall’ente pubblico. (v. Cass. nn. 21045/2007, 27385/2008 e la citata ord. n. 15946/10, ed in ordine alla sussistenza dell’interesse ad impugnare anche Cass. S.U. 11087/10).
Alla luce di quanto esposto, in primo luogo deve riconoscersi la legittimazione attiva dell’attore che ha l’interesse giuridico alla rimozione di un provvedimento del quale è direttamente destinatario e quella passiva sia dell’ente impositore quale titolare della pretesa azionata e sia del concessionario del servizio di riscossione, – quale soggetto dal quale proviene l’atto oggetto dell’opposizione- . (cfr. Cassazione civile sez. III, 9 aprile 2001, n. 5277 Giust. civ. Mass. 2001, 756, e Pretura Salerno, 31 gennaio 1995 Foro it. 1996,I,1750).-
Relativamente alla sussistenza della legittimazione passiva del concessionario, si richiama Cassazione VI Civile del 02 Febbraio 2012, n. 1532 – secondo cui l’azione del contribuente, diretta a far valere la nullità della mancata notifica degli atti presupposti, può essere svolta indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario alla riscossione (senza litisconsorzio necessario tra i due), essendo rimessa al concessionario, ove evocato in lite, la facoltà di chiamata nei riguardi dell’ente medesimo (cfr. Sez. Un. 16412/2007).
La Suprema Corte in più occasioni ha ribadito che a seguito della notificazione di una cartella esattoriale, dalla quale risulti l’iscrizione a ruolo di un importo a titolo di sanzione pecuniaria amministrativa, l’interessato, al fine di far valere fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo, come il pagamento, la prescrizione, o una sentenza di annullamento del verbale, deve proporre opposizione all’esecuzione, per la quale è competente il giudice indicato dalla legge come competente in ordine alla opposizione al provvedimento sanzionatorio.
Tale giudice era originariamente il Pretore, poi sostituito dal Tribunale con il d.lg. n. 51 del 1998, e, infine, a seguito della entrata in vigore del d.lg. n. 507 del 1999, dal giudice di pace. (Cassazione civile sez. I, 13 dicembre 2001, n. 15741 Giust. civ. Mass. 2001,2145 e Cfr. Cassazione civile sez. I, 3 agosto 2001, n. 10711 Cassazione civile sez. I, 9 marzo 2001, n. 3450 Giust. civ. Mass. 2001, 453.) Non va sottaciuto che tale principio era già stato avvalorato anche dalle sezioni unite con un’interpretazione adeguatrice ai principi costituzionali dell’art. 27 l. n. 689 del 1981 – nel senso che il rinvio alle norme previste per l’esazione delle imposte dirette non si deve intendere esteso agli art. 53 e 54 D.P.R. n. 602 del 1973 (v. Corte cost. n. 29 del 1998, n. 372 del 1997, n. 239 del 1997) e non preclude la proponibilità delle opposizioni di cui agli art. 615 e 617 c.p.c. davanti al giudice ordinario, senza possibilità che avverso gli atti esecutivi possa essere adito il giudice amministrativo. ( Cassazione civile sez. un., 9 novembre 2000, n. 1162 Giust. civ. Mass. 2000,2221 e Cassazione civile sez. un., 13 luglio 2000, n. 489) .
Comunque, con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 46 del 1999 (art. 29), per le entrate non tributarie, è stato sancito che “le opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi si propongono nelle forme ordinarie”. In terzo luogo si osserva come dopo aver riconosciuto che la contestazione investe esclusivamente il diritto di procedere all’esecuzione, va affermato l’ulteriore principio che per l’opposizione ai sensi dell’art.615 c.p.c. non è previsto alcun termine di decadenza. (Cfr. Cassazione civile sez. III, 16 novembre 1999, n. 12685 Giust. civ. Mass. 1999,2262).
In quarto luogo si rileva che la competenza territoriale, in applicazione dell’art.480 terzo comma c.p.c.,e dell’art.27 c.p.c. è da individuarsi nel luogo in cui deve effettuarsi l’esecuzione che coincide, in mancanza di altre idonee indicazioni, nel luogo del domicilio del debitore. Sussiste quindi la competenza territoriale del Giudice di pace adito.
Preliminarmente si richiama l’orientamento recepito dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, secondo il quale, in materia tributaria, l’omessa notifica di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto successivo.
Peraltro, il giudicante ritiene di aderire all’orientamento giurisprudenziale del Tribunale di Salerno sezione lavoro che con sentenza 3781/2011 ha sancito l’inapplicabilità del termine decennale ex art.2953 c.c. giacché la cartella esattoriale è assimilabile all’ingiunzione fiscale che ha natura di atto amministrativo che cumula in sé le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto, ma è priva di attitudine ad acquistare efficacia di giudicato con conseguente inapplicabilità dell’art.2953 c.c. ai fini della prescrizione (Cfr. Cass.12263/2007).
In particolare, ritiene il giudicante condividere l’orientamento giurisprudenziale (Cfr. Cassazione 2.10.2008 n. 24442) secondo cui “La sottoscrizione dell’atto di notifica di un avviso di accertamento è elemento costitutivo essenziale di tale atto giuridico, sicché la sua mancanza ne determina la giuridica inesistenza. Questa situazione è del tutto insuscettibile di sanatoria in applicazione del principio del raggiungimento dello scopo, la quale è prevista solo per la sanatoria della nullità”.
Si richiamano altresì le decisioni della Commissione Tributaria Regionale Lombardia – Milano Sezione XXII Sentenza 15 aprile 2010 e della Commissione Tributaria Regionale di Napoli sezione distaccata di Salerno Sezione II Sentenza 30 Settembre 2010 , Commissione Tributaria provinciale di Lecce sezione V 16.11.2009 – Tribunale di Udine sentenza 1183/09 , secondo cui: “ Lo scopo della notifica dell’atto ha natura sostanziale e non processuale e viene raggiunto solo con la materiale e regolare notifica dell’atto nel domicilio fiscale o reale del contribuente, in questo ultimo caso direttamente a mani del contribuente”.
L’obbligo di indicare, nella relata di notifica, gli elementi sopra indicati oltre ad essere sancito dall’art. 160 del c.p.c. è stato ribadito anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 5305/1999, si è così espressa: “Qualora nell’originale dell’atto da notificare la relazione sia priva delle sottoscrizioni dell’ufficiale giudiziario, la notificazione deve ritenersi inesistente e non semplicemente nulla, non essendo configurabile una notifica in senso giuridico ove manca il requisito indefettibile per l’attestazione dell’attività compiuta”. Tale situazione, come confermato dalla richiamata giurisprudenza della Cassazione, integra, una condizione di inesistenza della notifica a fronte della quale non è richiamabile l’applicazione della sanatoria del raggiungimento dello scopo previsto dall’art. 156 del c.p.c. solo per i casi di nullità con conseguente annullamento, in accoglimento dell’opposizione , della cartella impugnata.
Peraltro, si osserva che l’art. 50 secondo comma, del D.P.R. n. 602/1973. (Termine per l’inizio dell’esecuzione) dispone che:
2. Se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo a carico solidale delle parti resistenti. In proposito si osserva che in applicazione dei principi dell’ordinamento, ed in particolare per motivi di equità, le spese per tutelare un proprio diritto a seguito dell’errore dell’ente impositore e del concessionario non possono essere poste a carico dell’utente. La compensazione delle spese in tale ipotesi, dovendo comunque l’utente corrispondere le spese al proprio legale, sarebbe dispendiosa al pari di un rigetto della domanda e sicuramente più onerosa del pagamento della sanzione inflitta e sarebbe in stridente contrasto quindi con la sostanziale applicazione del diritto di difesa sancito dall’art.24 della Costituzione.
Il Giudice di Pace di SALERNO, avv. Luigi Vingiani, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando sulla domanda – qualificata come domanda di opposizione all’esecuzione – proposta da attore (…) nei confronti della (primo convenuto..) e di M (2 convenuto..) con atto di citazione ritualmente notificato, dichiarata la giurisdizione del giudice di pace adito e così provvede:
2. Accoglie l’opposizione e per l’effetto, annulla e dichiara inefficace nei confronti dell’opponente attore (…), il titolo esecutivo costituito dalla cartella esattoriale n. (numero provv.to..) dedotta come notificata il (notifica ..) relativa alle sanzioni amministrative per l’importo complessivo di (importo ..).
3.- Dichiara per l’effetto non fondato il diritto della convenuta (primo convenuto..) e del convenuto M (2 convenuto..), di procedere ad esecuzione forzata nei confronti dell’opponente attore (…) per ottenere il pagamento complessivo dell’importo di (importo ..) di cui alla cartella esattoriale n. (numero provv.to …-)
4. Condanna primo convenuto.. ed il M (2 convenuto..), in solido tra loro, al pagamento delle spese del presente giudizio in favore dell’opponente attore (…) e che liquida in complessivi Euro 250,00 di cui Euro 50,00 per spese, Euro 120,00 per diritti ed Euro 80,00 per onorario oltre rimborso spese generali iva e c.p.a come per legge se dovuti e non altrimenti detraibili e con attribuzione al procuratore costituito dichiaratosi antistatario.
Così deciso in SALERNO, in data 20/05/2012
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