Source: https://www.rivista231.it/Legge231/Pagina.asp?Id=1055
Timestamp: 2019-05-27 13:29:11+00:00
Document Index: 866687

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 55', 'art. 59', 'art 112', 'art. 112', 'art. 55', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 34', 'art. 34']

1- Premessa 2-La disciplina delle indagini preliminari 3- Le indagini preliminari e l'obbligatorietà dell'azione di accertamento amministrativo della responsabilità 4- I soggetti 5- L'oggetto 6- L'annotazione 7- I limiti cronologici delle indagini preliminari 8- L'informazione di garanzia 9- Gli epiloghi:l'archiviazione 10- Gli epiloghi: l'azione di accertamento della responsabilità dell'illecito dell'ente 11- Conclusioni
Il territorio del processo di accertamento della responsabilità degli enti è, per certi versi, ancora da esplorare. Con significative eccezioni, prevalentemente relative al settore delle misure cautelari, alla possibilità della costituzione di parte civile nel processo agli enti , a profili di criticità concernenti riti speciali, gli approfondimenti di dottrina e, soprattutto, di giurisprudenza hanno avuto ad oggetto problematiche di diritto sostanziale, riguardanti i soggetti destinatari della disciplina , l'esatta individuazione dei reati presupposto , l'atteggiarsi del criterio d'imputazione della responsabilità dell'interesse o vantaggio dell'ente , la valutazione d'idoneità dei modelli organizzativi, l'esatta definizione dei limiti del profitto oggetto della confisca . E', tuttavia, sul terreno processuale, e segnatamente nel settore relativo alle indagini preliminari, che si annidano alcune delle più significative ragioni per le quali l'effettività del sistema della responsabilità degli enti, a più di dieci anni di distanza dalla sua introduzione nell'ordinamento Italiano, è ancora incompiuta, sebbene i suoi processi espansivi le conferiscano, almeno nelle intenzioni del legislatore, un ruolo sempre più centrale nel diritto penale dell'economia. In concreto, l'equivoco della facoltatività dell'esercizio dell'azione di accertamento amministrativo della responsabilità, la non esatta definizione dei presupposti che determinano la necessità dell'annotazione dell'illecito amministrativo, la non compiuta messa a fuoco del contenuto e delle forme del controllo sui decreti di archiviazione degli organi inquirenti di primo grado sono aree di criticità cui ricondurre alcune delle cause della incompleta attuazione del sistema della responsabilità degli enti nell'ordinamento Italiano.
2-La disciplina delle indagini preliminari
La costruzione del quadro giuridico di riferimento per la disciplina del processo agli enti è fondata su richiami generali alle norme del codice di rito, integrati dalle specifiche disposizioni del d.lgs 231/2001. La definizione della disciplina delle indagini preliminari non si discosta da tale tecnica, sì che essa è il frutto del combinarsi delle clausole generali di richiamo alle norme del codice di rito, con norme speciali del decreto relative a istituti di carattere generale che si applicano anche alle indagini preliminari, ed in particolare con le norme della sezione V del decreto, intitolata indagini preliminari e udienza preliminare.
Sul piano generale, l'art. 34 richiama le norme del codice di procedura penale, da applicarsi in quanto compatibili, attribuendo ad esse una funzione integratrice, in termini di sussidiarietà, rispetto alle norme processuali previste dal capo III del decreto. L'art. 35, a sua volta, estende all'ente le disposizioni processuali relative all'imputato in quanto compatibili.
La disciplina è integrata da quelle norme del decreto aventi una latitudine tale da essere applicabili a tutte le fasi procedimentali e processuali di accertamento della responsabilità dell'ente. Si pensi alle regole in punto di individuazione del giudice competente ( art. 36 comma II), di simultaneus processus (art. 38), di rappresentanza dell'ente ( art. 39), di difesa d'ufficio ( art. 40), di vicende modificative dell'ente (art. 42), di notificazioni all'ente ( art. 43), di prove ( sez. III), di misure cautelari ( sezione IV).
Infine rilevano le norme, 5 dall'art. 55 all'art. 59, della sezione V del decreto, intitolata indagini preliminari e udienza preliminare.
Il risultato è un procedimento ibrido , avente il carattere di specialità rispetto a quello previsto dal codice di procedura penale .
3- Le indagini preliminari e l'obbligatorietà dell'azione di accertamento amministrativo della responsabilità
Nel dibattito di dottrina, il problema della obbligatorietà dell'azione di accertamento della responsabilità dell'ente si è essenzialmente posto al fine di verificare se, alcuni aspetti di disciplina relativi all'archiviazione, che costituiscono il tratto di più evidente deviazione delle regole speciali rispetto a quelle ordinarie, siano costituzionalmente compatibili.
Secondo un orientamento la disciplina dell'archiviazione è censurabile d'incostituzionalità per violazione dell'art 112 della Costituzione, siccome sarebbe vulnerato il principio di obbligatorietà dell'azione penale , in considerazione del fatto che il controllo delle scelte dell'accusa in materia di archiviazione si consuma all'interno della struttura gerarchica del pm. Assunto opinato da chi per un verso esclude la natura penalistica della responsabilità degli enti e per altro verso osserva che l'art. 112 della costituzione dà copertura solo all'obbligatorietà dell'azione penale .
Escludere la copertura costituzionale al principio di obbligatorietà dell'azione di accertamento della responsabilità dell'ente, argomentando dalla sua natura non riconducibile all'alveo penalistico, tuttavia, non necessariamente conduce a ritenerla facoltativa. Un obbligo di tal natura può radicarsi anche a livello di normazione primaria, senza che venga meno la natura doverosa delle condotte, sicché, anche ove si escluda la natura penalistica della responsabilità dell'ente, occorrerà verificare se, nel sistema del processo di accertamento della responsabilità dell'ente, non sia immanente un principio di obbligatorietà dell'azione di accertamento e, nel caso positivo, delineare la sua morfologia.
La questione ha una serie di ricadute concrete sulla disciplina delle indagini preliminari, poiché ritenere obbligatoria l'azione di accertamento della responsabilità esclude ogni margine di discrezionalità dell'organo d'accusa nel disporre l'iscrizione ( rectius: l'annotazione) dell'ente ex art. 55 del decreto; impone lo svolgimento delle indagini relative all'illecito dell'ente allorchè emerga una notizia di esso; modella il contenuto dell'intervento di controllo della Procura Generale ex art. 58 del decreto.
Orbene, l'analisi della disciplina di diritto speciale che regola il procedimento di accertamento della responsabilità degli enti induce a ritenere che a livello di legge ordinaria è incardinato il principio di obbligatorietà della relativa azione.
In tal senso rileva l'assenza, nel tessuto normativo del d.lgs 231/2001, di criteri che possano orientare la discrezionalità dell'organo d'accusa. Un'assenza tanto più significativa in quanto il decreto che dispone l'archiviazione del pm, ai sensi dell'art. 58, deve essere motivato, adempimento inutile se l'azione fosse facoltativa, in assenza di parametri normativi che orientino la discrezionalità dell'organo d'accusa, e comprensibile solo alla luce dell'opposto principio di obbligatorietà.
La stessa previsione del potere-dovere di controllo del Procuratore Generale sul decreto di archiviazione del pm ha senso solo alla luce del principio di obbligatorietà dell'esercizio dell'azione di accertamento amministrativo della responsabilità, chè, in assenza di parametri normativi che orientino siffatto controllo, si tratterebbe di mero atto di volontà, se non di arbitrio, ispirato a una inammissibile logica del sic volo, sic iubeo
Peraltro, per effetto del richiamo contenuto nell'art. 34, sono applicabili in via generale, e con gli opportuni adattamenti in considerazione della peculiare natura del soggetto coinvolto, tutte le disposizioni delle indagini preliminari concernenti pubblico ministero e polizia giudiziaria, le disposizioni generali in tema di indagini preliminari, la notizia di reato, l'attività a iniziativa della PG., l' attività del PM e quelle concernenti la ricerca delle fonti di prova.
Un sistema normativo permeato dal principio dell'obbligatorietà e che pone obblighi funzionali in capo all'organo inquirente. Specificamente, non par dubitabile che, per effetto dell'art. 34, trov.....