Source: http://blstudio.it/DPR07011956n164.htm
Timestamp: 2018-01-19 05:34:12+00:00
Document Index: 94336853

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 47', 'art. 77', 'art. 26', 'art. 78', 'art. 26', 'art. 79', 'art. 26', 'art. 1']

Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni (Pubblicato sul S.O.G.U. 31 marzo 1956, n. 78)
(aggiornato con le modifiche apportate dal D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 e dal D.lgs 8 luglio 2003, n. 235)
Art. 1 - Attività soggette
La prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni è regolata dalle norme del presente decreto e, per gli argomenti non espressamente disciplinati, da quelle del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, nonché dalle disposizioni del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. [ nota 4 ]
Soggetti delle norme
Le rampe di accesso al tondo degli scavi di splateamento o di sbancamento devono avere una carreggiata solida, atta a resistere al transito dei mezzi di trasporto di cui è previsto l'impiego, ed una pendenza adeguata alla possibilità dei mezzi stessi.
Fosse della calce
Le scale a mano devono avere le caratteristiche di resistenza stabilite dal decreto del Presidente della Repubblca 27 aprile 1955, n. 547.
La fune e tutti gli elementi costituenti la cintura devono avere sezioni tali da resistere alle sollecitazioni derivanti da una eventuale caduta del lavoratore.
Nei lavori di splateamento o sbancamento eseguiti senza l'impiego di escavatori meccanici, le pareti delle fronti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Quando la parete del fronte di attacco supera l'altezza di m. 1,50 è vietato il sistema di escavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento della parete.
Il posto di manovra dell'addetto allo escavatore, quando questo non sia munito di cabina metallica, deve essere protetto con solido riparo. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazione all'altezza dell'escavo o alle condizioni di accessibilità del ciglio della platea superiore, la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello escavo.
Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano ad un'altezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto costituito da uno o più correnti paralleli all'intavolato, il cui margine superiore sia posto a non meno di m. 1 dal piano di calpestio, e di tavola fermapiede alta non meno di 20 centimetri, messa di costa e aderente al tavolato.
Dal progetto, che deve essere firmato da un ingegnere o architetto abilitato a norma di legge della professione, deve risultare quanto occorre per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell'esecuzione.
Caratteristiche di resistenza [ nota 1 ]
Le aste del ponteggio devono essere in profilati o in tubi senza saldatura con superficie terminale ad angolo retto con l'asse dell'asta .
Montaggio e smontaggio [ nota 1 ]
Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti, di cui uno può fare parte del parapetto
I vari elementi metallici devono essere difesi dagli agenti nocivi Estemi con verniciatura, catramatura o protezioni equivalenti.
Norme particolari ai ponti metallici
E' fatto divieto di gettare dall'alto gli elementi del ponte.
Ponti sospesi e loro caratteristiche
Sui ponti sospesi leggeri, che hanno una fune di sospensione ed un argano di manovra per ciascuna estremità, non devono gravare sovraccarichi, compreso il peso dei lavoratori, superiori a 100 chilogrammi per metro lineare di sviluppo.
Le funi devono essere di tipo flessibile, formate con fili di acciaio al crogiuolo, con un carico di rottura non minore di 120 e non maggiore di 160 kg. per mm² e devono essere calcolate per un coefficiente di sicurezza non minore di 10.
Stabilità dei ponti
Manovra dei ponti
Lavoratori ammessi sui ponti sospesi
Ponti su ruote a torre e sviluppabili a forbice
Manovre delle scale aeree
Impalcati e parapetti dei castelli
Per il passaggio della benna o del secchione può essere lasciato un varco purché in corrispondenza di esso sia applicato un fermapiede alto non meno di 30 centimetri.
Il varco deve essere ridotto allo stretto necessario e delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali, dei quali quello opposto alla posizione del tiro deve essere assicurato superiormente ad elementi fissi dell'impalcatura.
Dal lato interno dei sostegni di cui sopra, all'altezza di m. 1,20 e nel senso normale alla apertura, devono essere applicati due staffoni in ferro sporgenti almeno cm. 20, da servire per appoggio e riparo del lavoratore.
Montaggio degli elevatori
Il manovratore degli argani «a bandiera» fissati a montanti di impalcature, quando non possano essere applicati parapetti sui lati e sulla fronte del posto di manovra, deve indossare la cintura di sicurezza.
Salita e discesa dei carichi - Gli argani a motore devono essere muniti di dispositivi di extra corsa superiore; è vietata la manovra degli interruttori elettrici mediante funi o tiranti di ogni genere.
Trasporti con vagonetti su guide
Pendenza dei binari
E' fatto divieto di disporre in pendenza il binario adducente alle scariche delle materie scavate o demolite.
Transito e attraversamento sui piani inclinati
E' vietato il transito lungo i tratti di binario in pendenza quando i vagonetti sono in movimento.
Quando si rendesse necessario un attraversamento, davanti a ciascuno sbocco e parallelamente alle rotaie si devono applicare barriere con la parte centrale mobile di lunghezza pari almeno a tre volte la larghezza dell'attraversamento.
Gli obblighi di cui ai comma precedenti non sussistono quando trattasi di muri di altezza inferiore ai cinque metri; in tali casi e per altezze da due a cinque metri si deve fare uso di cinture di sicurezza.
Norme penali [ nota 5 ]
Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti - [ nota 2 ]
b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4 sesto comma, 10, 11, 13, 20 primo, secondo e terzo comma, 23 primo e secondo comma, 25, 26, 28 primo comma, 35, 36, 40, 42, 43, 44, 49 primo comma, 55, 56 secondo, terzo e quarto comma, 57 terzo comma, 58, 59, 60 quarto comma, 62 secondo comma, 70, 72 primo comma, 73 primo comma, 75;
Contravvenzioni commesse dai preposti - [ nota 3 ]
b) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milione per la inosservanza delle norme di cui agli articoli 12 terzo e quinto comma, 17, 39 secondo e quinto comma, 46, 48, 52 terzo ed ultimo comma, 53 primo, secondo ed ultimo comma, 54, 73 secondo e terzo comma, nonché per non aver esercitato, ai sensi dell'art. 3, la dovuta vigilanza sui lavoratori per l'osservanza da parte di questi delle norme indicate alla lett. b) dell'articolo seguente.
Contravvenzioni commesse dai lavoratori - [ nota 4 ]
a) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milionecinquecentomila per la inosservanza delle norme di cui all'art. 47. Nei casi di maggior gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
Il presente decreto entra in vigore il 1° aprile 1956. A decorrere da tale data sono abrogate le disposizioni del regolamento approvato con R.D. 27 maggio 1900, n. 205, che concernono i lavori di costruzione disciplinati dal presente decreto.
Nota 1 ]: Vedi D.M. 2 settembre 1968.
Nota 2 ]: Il comma 1 dell'art. 77 è' stato così modificato dall'art. 26, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758.
Nota 3 ]: Il comma 1 dell'art. 78 è stato così modificato dall'art. 26, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758.
Nota 4 ]: Il comma 1 dell'art. 79 è stato così modificato dall'art. 26, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758.
Nota 5 ]: Vedi la Legge 24 novembre 1981, n. 689 - Modifiche al sistema penale.
Nota 4 ]: All'articolo 1, primo comma, le parole: «, nonché dalle disposizioni del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.» sono state aggiunte dall'art. 1 del Decreto legislativo 235/2003.