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Timestamp: 2018-04-21 02:15:20+00:00
Document Index: 124579608

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 23', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 41', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 41', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 03']

L. n. 247/2012 art. 18 | Codice Deontologico Forense
Archivi tag: L. n. 247/2012 art. 18
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2017/045, L. n. 247/2012 art. 18, rel. Amadei
La carica sociale con poteri di gestione o rappresentanza è incompatibile con l’esercizio della professione forense (anche a prescindere dal fine di lucro)
Il legale che ricopre il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione o di amministratore delegato o unico di una società si trova in una situazione di incompatibilità con l’esercizio della professione forense laddove tale carica comporti effettivi poteri di gestione o di rappresentanza (art. 18 L. 247/2012, già art. 3 r.d.l. n. 1578/1933), anche a prescindere dal fine di lucro della società stessa.
In senso conforme, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Pisano), sentenza del 25 novembre 2014, n. 172.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2017/056, L. n. 247/2012 art. 18, RDL n. 1578/1933 art. 3, rel. Marullo di Condojanni
Il COA di Trieste chiede di sapere se l’incarico di garante comunale per i diritti dei detenuti sia incompatibile con la professione di avvocato.
Le norme sull’incompatibilità della professione di avvocato sono di carattere eccezionale e quindi di stretta interpretazione e applicazione. Non possono pertanto essere estese oltre i casi in esse previsti. Ne deriva che l’incarico (senza rapporto di lavoro subordinato) di garante comunale dei detenuti, non rientrando nelle ipotesi di incompatibilità tassativamente elencate nell’art. 18 L. P., è compatibile con la professione di avvocato.
Tanto premesso, occorre osservare che la normativa professionale – sia con riguardo alla legge professionale, sia con riguardo al Codice deontologico – detta particolari regole di condotta, volte ad evitare l’insorgenza di conflitti di interesse, o comunque a determinare una interferenza tra attività professionale e incarico non professionale.
Tale potrebbe essere l’ipotesi del Garante dei Detenuti, la cui funzione è quella di vigilare sulle condizioni di detenzione e sul rispetto della normativa sulla custodia delle persone detenute e che, a tali fini, ha poteri di verifica e intervento, in un contesto suscettibile di dare luogo a procedure giudiziali tali da imporre la presenza di un avvocato difensore. Va quindi sottolineata la potenziale interferenza tra attività professionale e incarico (non professionale) di Garante, qualora entrambe abbiano ad essere svolte dalla medesima persona nei medesimi contesti e luoghi.
Tanto premesso, pertanto, l’assenza di incompatibilità non determina il venir meno della rilevanza delle norme deontologiche riguardanti il conflitto di interessi, che impongono – nella specie – che il Garante dei Detenuti non possa assumere incarichi professionali da persone detenute negli istituti di pena soggetti alla propria attività di controllo.
Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), 26 aprile 2017, n. 30
Quesito n. 291, COA di Trieste
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2017/030, L. n. 247/2012 art. 18, rel. Salazar
Il COA di Spoleto pone il seguente quesito: “Può un dottore in Giurisprudenza abilitato all’esercizio della professione di Avvocato, dipendente di una società per azioni in virtù di contratto di lavoro subordinato avente ad oggetto attività di consulenza e assistenza giuridica, ottenere l’iscrizione ad un Albo circondariale degli Avvocati”?
La risposta al quesito è negativa. Sul punto la Commissione si è espressa con parere del 10 marzo 2017, che si trascrive per maggiore comodità:
Quesito n. 279, COA di Bologna, Rel. Cons. Salazar
Parere 10 marzo 2017
Gli avvocati degli enti pubblici, figura assai diversa dai c.d. “giuristi d’impresa”, con i quali non vanno confusi, sono assoggettati alla speciale disciplina dettata dall’art. 23 della L.P., per l’esame della quale – con specifico riferimento al profilo delle incompatibilità – si rinvia al recente parere dell’ufficio studi del 28.2.17, ai pareri di questa Commissione (ad es. nn. 56 e 61 del 2016) e alla giurisprudenza della Corte di Cassazione (ad es., SS. UU., sent. n. 19547/10) e del CNF (ad es., sentt. nn. 134 e 188 del 2015).
Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), 26 aprile 2017, n. 28
Quesito n. 301, COA di Spoleto
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2017/028, L. n. 247/2012 art. 18, rel. Salazar
Il COA di Bergamo chiede di sapere se un iscritto all’albo degli avvocati possa ricoprire l’incarico gratuito di presidente di sezione comunale di AVIS (associazione senza fine di lucro e con finalità di solidarietà umana) e se tale incarico possa essere incompatibile alla luce dell’art. 18 L. n. 247/2012.
Le norme sull’incompatibilità della professione di avvocato sono di carattere eccezionale e quindi di stretta interpretazione e applicazione. Non possono pertanto essere estese oltre i casi in esse previsti. L’incarico gratuito di presidente di sezione comunale AVIS, non rientrando nelle ipotesi di incompatibilità tassativamente elencati nell’art. 18 L.P., è compatibile con la professione di avvocato.
Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), 26 aprile 2017, n. 27
Quesito n. 298, COA di Bergamo
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2017/027, L. n. 247/2012 art. 18, rel. Salazar
Il COA di Spoleto chiede se – considerato che l’art. 18 lett. c della Legge 247/2008 prescrive che “la professione forense è incompatibile con la qualità di socio illimitatamente responsabile, di amministratore di società di persone aventi quali finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale in qualunque forma costituite, nonché con la qualità di amministratore unico o amministratore delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente del consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione” – il socio presidente del consiglio di amministrazione, nonché prestatore d’opera professionale, per quanto riguarda le attività di consulenza richieste alla società srl che ha ad oggetto servizi alle imprese nel settore dell’ analisi aziendale, analisi dei processi produttivi marketing, analisi finanziarie, elaborazioni contabile possa richiedere l’iscrizione al Registro dei Praticanti avvocati.
Ritiene la Commissione che – ferma restando la previsione di cui all’art. 41, comma 4 della legge n. 247/12, che consente lo svolgimento del tirocinio in costanza di rapporto di lavoro subordinato (purché con modalità e orari idonei a consentirne l’effettivo e puntuale svolgimento e in assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse) – debba applicarsi all’iscrizione del praticante la disposizione di cui all’art. 18, lett. c) della medesima legge, rilevando pertanto la titolarità o l’esercizio, da parte del presidente del consiglio di amministrazione che richiede l’iscrizione, di poteri individuali di gestione.
Consiglio nazionale forense (rel. Secchieri), 26 aprile 2017, n. 25
Quesito n. 288, COA di Spoleto
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2017/025, L. n. 247/2012 art. 18, L. n. 247/2012 art. 41, rel. Secchieri
L’iscrizione nell’Elenco Speciale annesso all’Albo, nei limiti consentiti dall’art. 3 del R.D.L. n. 1578/1933 (ora, 18 L. n. 247/2012), presuppone il concorso di tre elementi imprescindibili: (i) deve esistere, nell’ambito strutturale dell’ente pubblico, un ufficio legale che costituisca un’unità organica autonoma; (ii) colui che richiede l’iscrizione – in possesso, ovviamente, del titolo abilitativo all’esercizio professionale (condictio facti soggettiva) – faccia parte dell’ufficio legale e sia incaricato di svolgervi tale attività professionale, limitatamente alle cause ed agli affari propri dell’ente; infine, (iii) la destinazione del dipendente-avvocato a svolgere l’attività professionale presso l’ufficio legale deve realizzarsi mediante il suo stabile inquadramento. Costituiscono, poi, corollari di tali principi le ulteriori circostanze costituite dalla sostanziale estraneità del richiedente rispetto all’apparato amministativo-burocratico dell’Ente in posizione di indipendenza e di autonomia, con esclusione di ogni attività di gestione allo scopo di evitare qualsiasi rischio di condizionamento nell’esercizio della sua attività professionale (Nel caso di specie, i requisiti della indipendenza e autonomia dell’avvocato, nonché la stabilità di destinazione e l’inamovibilità risultavano assicurati da apposita clausola contrattuale e dal regolamento dell’avvocatura comunale).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Salazar), sentenza del 31 dicembre 2016, n. 399
In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Iacona), sentenza del 10 dicembre 2015, n. 188, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Neri), sentenza del 22 luglio 2015, n. 114, Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Vermiglio, Rel. Allorio), sentenza del 29 novembre 2012, n. 158, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Berruti), sentenza del 27 novembre 2009, n. 133, nonché Cassazione Civile, SSUU, sentenza del 19 ottobre 1998, n. 10367.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2016/399, L. n. 247/2012 art. 18, RDL n. 1578/1933 art. 03, rel. Salazar