Source: http://tenutonascosto.blogspot.com/2015/03/agenzia-delle-entrate-incarichi.html
Timestamp: 2017-10-20 16:01:46+00:00
Document Index: 12373581

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 8', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 24', 'art. 8', 'sentenza ']

Quello che non ci viene detto : Agenzia delle Entrate, incarichi illegittimi per la Consulta
La disposizione impugnata autorizza l’Agenzia delle dogane, l’Agenzia delle entrate e l’Agenzia del territorio ad espletare procedure concorsuali, da completare entro il 31 dicembre 2013, per la copertura delle posizioni dirigenziali vacanti. Inoltre la disposizione prevede che nelle more dell’espletamento di dette procedure l’Agenzia delle dogane, l’Agenzia delle entrate e l’Agenzia del territorio, salvi gli incarichi già affidati, potranno attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato.
La questione di legittimità era stata sollevata dal Consiglio di Stato nel corso di un giudizio riunito avente ad oggetto tre ricorsi proposti dall’Agenzia delle entrate, per la riforma di altrettante sentenze del Tribunale amministrativo regionale del Lazio.
Il TAR del Lazio, in sintesi, aveva ritenuto che l’Agenzia avesse effettuato un conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti privi della relativa qualifica, dichiarando l’illegittimità dell’ art. 24 del regolamento di amministrazione della stessa Agenzia secondo cui per inderogabili esigenze di funzionamento dell’Agenzia, le eventuali vacanze sopravvenute nelle posizioni dirigenziali possano essere provvisoriamente coperte, previo interpello e salva l’urgenza, con contratti individuali di lavoro a termine stipulati con funzionari interni.
Nelle more del procedimento d’appello, è entrato in vigore l’art. 8, comma 24, del d.l. n. 16 del 2012, come convertito, che opera una sorta di trasposizione in legge di quanto previsto nel ricordato art. 24 del regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate.
Il Consiglio di Stato ha quindi rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale del citato art. 8, comma 24, del d.l. n. 16 del 2012, come convertito, in riferimento agli artt. 3, 51 e 97 Cost.. Ad avviso dei giudici di appello, consentendo l’attribuzione di incarichi a funzionari privi della relativa qualifica, l’art. 8, comma 24, del d.l. n. 16 del 2012, come convertito, aggirerebbe la regola costituzionale di accesso ai pubblici uffici mediante concorso, in violazione degli artt. 3 e 97 Cost.
La Consulta ha rilevato che in apparenza, la disposizione impugnata non si pone in contrasto diretto con tali principi in quanto non conferisce in via definitiva incarichi dirigenziali a soggetti privi della relativa qualifica, bensì consente, in via asseritamente temporanea, l’assunzione di tali incarichi da parte di funzionari, in attesa del completamento delle procedure concorsuali.
Tuttavia, ad avviso della Consulta, alla luce delle circostanze di fatto, precedenti e successive alla proposizione della questione di costituzionalità, nelle quali la disposizione impugnata si inserisce, sia all’esito di un più attento esame della fattispecie delineata dall’art. 8, comma 24, del d.l. n. 16 del 2012, l’Agenzia ha compiuto un aggiramento della regola del concorso pubblico per l’accesso alle posizioni dirigenziali in parola.
La Consulta, al riguardo, evidenzia che per colmare le carenze nell’organico dei propri dirigenti, l’Agenzia delle entrate ha, negli anni, fatto ampio ricorso ad un istituto previsto dall’art. 24 del proprio regolamento di amministrazione, utilizzando uno strumento pensato per situazioni peculiari quale metodo ordinario per la copertura di posizioni dirigenziali vacanti.
Evidenzia altresì che “l’art. 8, comma 24, del d.l. n. 16 del 2012, come convertito, ha contribuito all’indefinito protrarsi nel tempo di un’assegnazione asseritamente temporanea di mansioni superiori, senza provvedere alla copertura dei posti dirigenziali vacanti da parte dei vincitori di una procedura concorsuale aperta e pubblica.”
Per tale motivio la Consulta ne ha dichiarata l’illegittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 51 e 97 Cost.
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Pubblicato da Bianca Selli a 23:48