Source: http://alleanzaconsumatorisa.blogspot.com/2009/04/
Timestamp: 2018-05-26 21:51:09+00:00
Document Index: 146673333

Matched Legal Cases: ['art.142', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 63', 'sentenza ']

Associazione Consumatori - Alleanza Consumatori Salerno: aprile 2009
La Cassazione penale, sez. II, 13 marzo 2009, n. 11131, ricordando l’attuale formulazione del comma 6bis dell’art.142 del Codice della Strada (Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi…), nonché i relativi regolamenti ministeriali attuativi, ha chiarito che nascondere le apparecchiature di rilevamento della velocità, integra la fattispecie del reato di truffa contro gli automobilisti.
Installazione di pali telefonici e tentativo di conciliazione
Con sentenza del 27.10.2008 n° 25853 la Corte di Cassazione ha precisato che "la legge 31/7/1997 n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo) all'articolo 1, comma 11, [...] prevede una procedura diretta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie che possono insorgere tra utenti e categorie di utenti e un soggetto autorizzato o destinatario di licenze, nonché l'esperimento di un tentativo obbligatorio di conciliazione, che vale a sospendere i termini per agire in via giurisdizionale. Ne consegue che la condizione di proponibilità dell'azione di cui all'art. 1 della l. n. 249 del 1997 non può estendersi, a controversie diverse da quelle espressamente contemplate per cui non opera quando l'attore non abbia stipulato alcun contratto di utenza telefonica con la società convenuta e quando si controverta di situazioni soggettive derivanti da rapporti che nulla hanno a che vedere con quello di utenza telefonica".
Con il Decreto 2 marzo 2009 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 12 marzo 2009, n. 59) il Ministero dello Sviluppo economico ha modificato il precedente D.M. 19 febbraio 2007 in materia di incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare. Il Ministero ha chiarito che gli incentivi per il fotovoltaico valgono in caso di impianti nuovi e non quando vengono utilizzati componenti che sono già stati utilizzati in impianti per i quali sono stati concessi incentivi.
Condominio e cessione di appartamento: legittimazione passiva decreto ingiuntivo
La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 23345/2008, ha chiarito che “in tema di condominio di edificio, in caso di alienazione di un piano o di porzione di un piano, dal momento in cui il trasferimento venga reso noto al condominio, lo status di condomino appartiene all'acquirente, e pertanto soltanto quest'ultimo è legittimato a partecipare alle assemblee e ad impugnarne le deliberazioni, mentre il venditore, che non è più legittimato a partecipare direttamente alle assemblee condominiali, può far valere le sue ragioni connesse al pagamento dei contributi (relativi all'anno in corso e a quello precedente, ai sensi dell'art. 63 disp. att. cod. civ.) attraverso l'acquirente che gli è subentrato, e per il quale, anche in relazione al vincolo di solidarietà, si configura una gestione di affari non rappresentativa che importa obbligazioni analoghe a quelle derivanti da un mandato, e fra queste quella di partecipare alle assemblee condominiali e far valere in merito anche le ragioni del suo dante causa (Cass. n. 9/1990).
Ne consegue che se il condomino alienante non è legittimato a partecipare alle assemblee e ad impugnare le delibere condominiali, nei suoi confronti non può essere chiesto ed emesso il decreto ingiuntivo per la riscossione dei contributi, atteso che soltanto nei confronti di colui che rivesta la qualità di condomino può trovare applicazione l'art. 63 primo comma (“per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea l'amministratore può ottenere decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione”).”
Divieto di sosta fuori dalle strisce blu: nullo il verbale dell'ausiliario del traffico
Con la sentenza n. 5621 del 9 marzo 2009 le Sezioni Unite hanno enunciato il seguente principio: “le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell’area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu)”.
In altri termini, gli ausiliari del traffico non possono rilevare le violazioni relative alla sosta degli autoveicoli fuori dalle aree contrassegnate con strisce blu, anche se commesse nell’area oggetto della concessione.