Source: http://www.anffas.net/it/news/610/collegato-al-lavoro-qualcosa-cambia-in-tema-di-agevolazioni-lavorative-e-non-solo/
Timestamp: 2019-11-15 22:55:20+00:00
Document Index: 4343172

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 33', 'art. 21', 'art. 47']

Collegato al lavoro: qualcosa cambia in tema di agevolazioni lavorative, e non solo - Anffas
Collegato al lavoro: qualcosa cambia in tema di agevolazioni lavorative, e non solo
Approfondiamo le principali novità introdotte dal collegato al lavoro approvato dal Senato il 3 marzo scorso per chi assiste persone con disabilità
Segnaliamo che il Disegno di Legge è stato rinviato alle Camere dal presidente della Repubblica. Fino dunque alla nuova approvazione e alla definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quelle modifiche - delle quali resta da capire la reale portata - non sono vigenti. Per maggiori informazioni: leggi l'articolo sul sito Superando.
Il 3 marzo scorso è stato approvato dal Senato (ma non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) il Disegno di Legge 1167-B contenente "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro" (cosiddetto Collegato al Lavoro ).
Lo stesso contiene una serie di disposizioni in materia lavorativa, tra cui riteniamo importante segnalare, sin da subito, quelle contenute all'interno dell'art. 24 e relative ai permessi lavorativi spettanti a coloro che assistono persone in situazione di handicap grave ai sensi della L. 104/92 (introducendo modifiche all'art. 33 della L. 104 stessa, all'articolo 42 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al dlgs n. 151/2001 ed all'art. 20 della L. 53/2000).
E' bene premettere che, non essendo ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il testo ed i riferimenti sotto riportati non sono ancora quelli in vigore.
Vediamo, in breve, quali sono le modifiche introdotte rispetto:
L. 104/1992 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate" – art. 33
1) il comma 3 che recitava "Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità, nonché colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità parente o affine entro il terzo grado, convivente, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche in maniera continuativa a condizione che la persona con handicap in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno"
viene sostituito dal seguente "A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado , ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente»
In pratica: se prima i beneficiari potevano essere i parenti e affini entro il terzo grado (quali, ad es., gli zii), adesso tale eventualità è condizionata al fatto che i genitori o il coniuge della persona con disabilità siano ultrasessantacinquenni, affetti da patologie invalidanti, deceduti o mancanti . In caso contrario il beneficio si estende solo fino ai parenti ed affini entro il secondo grado (ad es. nonni e fratelli). In ogni caso, viene meno il requisito della convivenza (che in realtà era già stato sostituito con quello della assistenza esclusiva e continuativa, anche questo eliminato con le modifiche al dlgs151/2001 ed alla l. 53/2000).
2) il comma 5 che recitava che "Il genitore o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede"
viene così modificato "Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede"
In pratica: anche in questo caso vengono applicate le modifiche rispetto alla platea dei possibili beneficiari e viene indicata, quale sede di riferimento per l'opposizione al trasferimento e la scelta della sede di lavoro più vicino, non più il domicilio del lavoratore stesso, ma quello della persona da assistere .
3) viene aggiunto il seguente comma " 7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l'accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l'INPS accerti l'insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".
In pratica: viene introdotta una specifica disposizione per la realizzazione di controlli circa la sussistenza delle condizioni per fruire dei sopraelencati benefici.
Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 - Articolo 42
1) il comma 2 che recava "successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Detti permessi sono fruibili anche in maniera continuativa nell'ambito del mese"
viene sostituito dal seguente: "Successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità, il diritto a fruire dei permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell'ambito del mese"
In pratica: viene confermato (anche nella Legge e non più soltanto nella prassi) il diritto ad usufruire dei permessi mensili per i bambini di età superiore ai 3 anni sia della madre che del padre alternativamente nello stesso mese (essendo prima riservato ad un solo dei due) e la specifica rispetto al fatto che lo stesso beneficio spetti anche ai genitori adottivi.
2) il comma 3 che recitava "successivamente al raggiungimento della maggiore età del figlio con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai sensi dell'articolo 20 della legge 8 marzo 2000, n. 53, detti permessi, fruibili anche in maniera continuativa nell'ambito del mese, spettano a condizione che sussista convivenza con il figlio o, in assenza di convivenza, che l'assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva" è abrogato .
In pratica: come sopra accennato, viene eliminato il requisito della sussistenza di convivenza o assistenza continuativa ed esclusiva .
Legge 8 marzo 2000, n. 53 recante "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città" - articolo 20
1) dal comma 1,che recitava che "le disposizioni dell'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dall'articolo 19 della presente legge, si applicano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto nonché ai genitori ed ai familiari lavoratori, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assistono con continuità e in via esclusiva un parente o un affine entro il terzo grado portatore di handicap, ancorché non convivente" vengono eliminate le parole da: «nonché» fino a: «non convivente».
In pratica: anche qui viene eliminato il requisito della convivenza o dell'esclusività e continuità dell'assistenza .
Lo stesso articolo, inoltre, prevede la realizzazione di una banca dati informatica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica cui le pubbliche amministrazioni sono tenute annualmente ad inviare i dati dei propri dipendenti, relativamente alla fruizione dei permessi.
E' importante specificare anche che l'articolo 23 del collegato contiene una delega al Governo al fine di attivare, entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge, il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi dei dipendenti sia pubblici che privati per la semplificazione ed aggiornamento del linguaggio normativo, l'indicazione esplicita delle norme abrogate, il riordino delle tipologie di permessi, la ridefinizione di presupposti e requisiti e la razionalizzazione e semplificazione di criteri e modalità per la fruizione dei benefici e la semplificazione della documentazione da presentare.
Ci sembra utile fare un accenno, inoltre, a quanto indicato anche nell'art. 21 (Misure atte a garantire pari opportunità, benessere di chi lavora e assenza di discriminazioni nelle amministrazioni pubbliche) che introduce tutti una serie di soggetti cui le pubbliche amministrazioni devono garantire pari opportunità e non discriminazione , tra cui le persone con disabilità,superando la precedente formulazione che prendeva in considerazione solo la parità di sesso. Tale articolo istituisce anche un "Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni" .
Segnaliamo infine che l'art. 47 del collegato aumenta lo stanziamento previsto per l'indennizzo per complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie .
Riportiamo di seguito il testo integrale degli articoli citati nel presente approfondimento, rimandando per la lettura integrale del collegato, al seguente link: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlmess&leg=16&id=459749
(16 marzo 2010 - ultimo aggiornamento al 8 Aprile 2010)
2. All'onere derivante dalla disposizione di cui al comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per l'anno 2010 .