Source: http://www.guidelegali.it/approfondimenti-in-penale-societario-in-generale/la-responsabilita-amministrativa-degli-enti-il-d-lg-231-2001-1535.aspx?catid=143
Timestamp: 2017-05-24 17:41:47+00:00
Document Index: 172422018

Matched Legal Cases: ['artt 640', 'art.640', 'art. 25', 'art. 318', 'art. 317', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 457', 'art. 459', 'art. 460', 'art. 464', 'art. 2622', 'art. 2629', 'art. 31', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 583', 'art. 25', 'art. 8', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 10', 'art. 600', 'art. 184', 'art. 185', 'art. 25', 'art. 63', 'art. 3', 'art. 291', 'art. 74', 'art. 648', 'art. 64', 'art. 648', 'art. 64', 'art. 12', 'art. 377', 'art. 378']

La responsabilità amministrativa degli enti: il d.lg. 231/2001 (Penale societario) - GuideLegali.it
(3 doc.) La responsabilità amministrativa degli enti: il d.lg. 231/2001
La responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi nel loro interesse o vantaggio da soggetti che rivestono una posizione apicale nella struttura dell’ente.
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Il D.Lgs 231/01, recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”, ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi nel loro interesse o vantaggio da soggetti che rivestono una posizione apicale nella struttura dell’ente o da soggetti sottoposti all’altrui direzione e vigilanza.
E’ stato così superato il dogma societas delinquere et puniri non potest, che per lungo tempo ha rappresentato un punto fermo del nostro ordinamento penalistico.
La legge 29/9/2000 n. 300, che ha ratificato le suddette Convenzioni, ha previsto l’introduzione di una disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (eccetto lo Stato e gli enti pubblici che esercitano pubblici poteri) e delle società, associazioni od enti privi di personalità giuridica, che non svolgono funzioni di rilievo costituzionale. La delega prescriveva di introdurre siffatta responsabilità in relazione alla commissione di alcune tipologie di reati: alcuni delitti contro la pubblica amministrazione, illeciti ambientali, reati contro l’incolumità pubblica, omicidio colposo e lesioni colpose aggravati dalla violazione della normativa contro gli infortuni sul lavoro.
Il novero dei reati recepiti dal legislatore delegato con il D.lg. 231 del 2001 è sensibilmente più ristretto rispetto alla legge delega, riducendosi in sostanza ai delitti contro la P.A. (indebita percezione di erogazioni, corruzione, concussione) e ad alcune ipotesi di truffa aggravata in danno dello Stato, di enti pubblici, delle Comunità europee (artt 640, 640 bis e 640 ter c.p.). Negli anni successivi all’entrata in vigore del D.lg. 231, tuttavia, l’ambito dei reati presupposti si è notevolmente allargato.
Di particolare rilievo è stata l’introduzione dei reati colposi commessi in violazione delle norme in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro nonché dei reati societari.
Gli enti destinatari della normativa 231
Riguardo la categoria degli enti pubblici, occorre fare alcune precisazioni.
Gli enti pubblici economici rientrano certamente nell’ambito soggettivo di applicazione, in quanto essi non esercitano pubblici poteri ma agiscono iure privatorum e sono quindi assimilabili alle società private. Essi inoltre perseguono una finalità di lucro e, pertanto, possono ben essere la culla della criminalità del profitto alla cui neutralizzazione specificamente mira il D.lg. 231.
L’opinione prevalente esclude tali soggetti dall’applicazione del D.lg. 231 per una serie di considerazioni.
In secondo luogo la scelta dei reati operata dal legislatore delegato, in uno con ulteriori indizi normativi desumibili soprattutto dalla disciplina civilistica, consentono di ritenere con ragionevole certezza che il legislatore delegante avesse di mira la repressione di comportamenti illeciti nello svolgimento di attività di natura squisitamente economica, e cioè assistite da fini di profitto. Con la conseguenza di escludere tutti quegli enti pubblici che, seppure sprovvisti di pubblici poteri, perseguono e curano interessi pubblici prescindendo da finalità lucrative (cfr. Relazione al D.lg. 231 /2001).
Lo stesso discorso non può farsi per gli enti a soggettività privata, che tuttavia svolgano un pubblico servizio (in virtù di una concessione, convenzione, parificazione o analogo atto amministrativo). Questi rientrano nell’ambito soggettivo del D.lg. 231. In questi enti, infatti, la finalità di natura pubblicistica non esclude il movente economico, ma semplicemente si somma ad esso. Inoltre l'assoggettabilità degli stessi alla disciplina del decreto appare implicitamente ammessa dallo stesso legislatore delegante, nella lettera l), n. 3) del comma 1, che sembrerebbe richiamarsi proprio a tale categoria laddove, nel caso di interdizione, prevede l'esercizio vicario dell'attività se la prosecuzione di quest'ultima "è necessaria per evitare pregiudizi a terzi".
I reati presupposti
L’ente sarà responsabile laddove si configuri uno dei reati tassativamente indicati negli artt. 24 e ss. del decreto. Il reato o i reati presupposti devono essere stati posti in essere da soggetti che occupano nella struttura dell’ente una determinata posizione. Deve trattarsi cioè di soggetti in posizione apicali (rappresentante, amministratore, direttore) o di soggetti in posizione subordinata, sottoposti alla direzione e vigilanza dei primi.
Vediamo prima di tutto quali sono i reati presupposto.
Oggi il D.lg. prevede i seguenti reati:
Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.);
Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01)
Corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.);
Concussione (art. 317 c.p.).
Reati di falso nummario (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.L. 25 settembre 2001 n. 350, art. 6, D.L. convertito con modificazioni dalla legge n. 409 del 23/11/2001].
Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede. (art. 457 c.p.)
Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati. (art. 459 c.p.);
Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo. (art. 460 c.p.);
Uso di valori di bollo contraffatti o alterati. (art. 464 c.p.).
False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, comma 1 e 3, c.c.);
Omessa comunicazione del conflitto d’interessi (art. 2629-bis c.c.) [Articolo aggiunto dalla L. 28 dicembre 2005, n. 262, art. 31]
Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 14 gennaio 2003 n. 7, art. 3].
Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.) (art. 25-quater-1, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 9 gennaio 2006 n. 7, art. 8].
Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.);
Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 c.p.) [aggiunto dall'art. 10, L. 6 febbraio 2006 n. 38];
Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.);
Abuso di informazioni privilegiate (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 184);
Manipolazione del mercato (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 185).
Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, art. 63, co. 3]
La responsabilità amministrativa di un ente sorge anche in relazione ai seguenti reati:
L’art. 3 della legge definisce reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonchè: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.
Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43)
Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309)
Riciclaggio (art. 648-bis c.p.) (abrogato dal D.Lgs. 231/07, art. 64, co. 1, let. f);
Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) (abrogato dal D.Lgs. 231/07, art. 64, co. 1, let. f);
Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286);
Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.);
Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.). - Continua a leggere -
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