Source: https://www3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/index.php/raccolta-leggi/legge-piatta/num/218
Timestamp: 2019-06-20 20:20:18+00:00
Document Index: 26506624

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 34']

della legge sugli aiuti allo studio
(RLASt)
Art. 11Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (di seguito Dipartimento) è competente per l’applicazione della legge sugli aiuti allo studio del 23 febbraio 2015 (di seguito legge) e delle norme esecutive ad essa relative.
Art. 21Fa stato quale domicilio determinante per la concessione di aiuti allo studio:
a)il domicilio civile dei genitori o la residenza dell’ultima autorità di protezione competente, con riserva della lett. d);
b)il cantone d’origine, con riserva della lett. d), per i cittadini svizzeri i cui genitori non sono domiciliati in Svizzera, per i cittadini svizzeri che vivono all’estero senza i loro genitori o per i cittadini svizzeri che vivono con la loro famiglia all’estero, ma solo per studi in Svizzera;
c)il domicilio civile per i rifugiati e gli apolidi maggiorenni riconosciuti dalla Svizzera i cui genitori risiedono all’estero oppure per gli orfani maggiorenni;
d)il cantone nel quale i richiedenti maggiorenni prima d’iniziare la formazione per la quale inoltrano una richiesta hanno avuto il domicilio per almeno due anni avendo svolto, dopo aver conseguito una prima qualifica professionale, un’attività lucrativa tale da garantirsi l’indipendenza finanziaria dai genitori (art. 11 della legge).
Art. 3Gli aiuti allo studio per formazioni del secondario II possono essere erogati per formazioni in altri Cantoni o all’estero solo in presenza dell’autorizzazione alla frequenza e al riconoscimento delle spese da parte del Cantone rilasciati dall’autorità competente.
Art. 4I costi di formazione di cui all’art. 7 della legge sono determinati sommando i seguenti fattori:
a)il minimo vitale definito dalle direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali cantonali emanate dal Dipartimento della sanità e della socialità (di seguito direttive DSS) per il richiedente che durante la formazione vive fuori dall’abitazione familiare;
b)il supplemento d’integrazione definito dalle direttive DSS se il richiedente è coniugato, convivente o vincolato da un’unione domestica registrata, per il richiedente che durante la formazione vive fuori dall’abitazione familiare;
c)la spesa per l’alloggio (importo forfettario) pari alla media tra il massimale della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (massimale Laps) per la quota parte di un alloggio occupato da due persone e da tre persone;
d)la spesa per il pranzo fuori casa pari a fr. 2’000.–, ritenuto un tragitto casa-scuola superiore a 20 minuti;
e)le spese di viaggio secondo la modalità più conveniente con i mezzi pubblici, al massimo di fr. 1’000.– per studi all’estero;
f)la tassa scolastica, al massimo di fr. 1’000.– per studi all’estero e per la frequenza di scuole private;
g)le spese per libri e materiale scolastico pari a fr. 500.– per scuole di grado secondario II e formazioni preparatorie e a fr. 1’000.– per studi di grado terziario.
Art. 51Al fine di calcolare la quota di partecipazione della famiglia in base all’art. 8 cpv. 1 della legge:
a)il minimo vitale e il supplemento d’integrazione sono definiti dalle direttive DSS;
b)la spesa per l’alloggio per le unità di riferimento composte da una sola persona (importo forfettario) è pari al massimale Laps per la persona sola, quello per le unità di riferimento di due persone al massimale Laps per due persone, quello per le unità di riferimento di tre o più persone al massimale Laps per tre o più persone.
a)al 70% per il genitore che vive in modo indipendente senza il legame di una nuova unione matrimoniale;
b)al 50% per il genitore risposato;
c)al 20% per il genitore che ha figli dal secondo matrimonio; il restante 80% è destinato ai figli nati dalla nuova unione.
Art. 61Nell’ambito del calcolo del reddito di riferimento di cui all’art. 9 della legge, le spese professionali sono riconosciute per un importo annuo forfettario massimo di fr. 4’000.– alle unità di riferimento nelle quali almeno un membro esercita un’attività dipendente. Se la somma dei redditi netti conseguiti con l’attività dipendente è inferiore all’importo forfettario, le spese professionali sono riconosciute unicamente fino all’ammontare di tale reddito.
3….[2]
Art. 71Quando non è ancora disponibile una tassazione determinante, il calcolo può essere effettuato provvisoriamente sulla base dell’ultima tassazione disponibile o dei redditi accertati.
a)in caso di celebrazione del matrimonio, registrazione dell’unione domestica registrata, divorzio, separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata o decesso;
b)in presenza di persone domiciliate che, al momento dell’inoltro della richiesta, non dispongono di alcuna tassazione relativa al periodo fiscale determinante.
Art. 7a[4]Il salario netto mensile corrisponde a un reddito annuo netto di fr. 30’000.– (fr. 2’500.– netti mensili per 12 mensilità).
Art. 8Nei casi di cui all’art. 12 cpv. 2 della legge, se può essere ragionevolmente pretesa un’attività lavorativa, è computato un reddito netto annuo di fr. 30’000.– per un’occupazione a tempo pieno oppure di fr. 15’000.– se a metà tempo.
Art. 9La convivenza è considerata stabile se, alternativamente:
a)vi sono figli in comune;
b)la convivenza procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;
c)la convivenza dura da almeno sei mesi.
Sostegni allo studio[5]
Art. 9a[6]In deroga all’art. 16 cpv. 4 della legge, tenuto conto dei costi di formazione riconosciuti, può essere riconosciuto il prestito di studio per un importo che considera solo metà dell’importo a disposizione della famiglia per il finanziamento dell’istruzione dei figli.
Art. 10Oltre ai parametri di cui all’art. 5 cpv. 1, le spese per l’esercizio professionale dell’eventuale coniuge, partner registrato o partner convivente sono quelle definite dalla tassazione determinante.
Sostegni della formazione professionale[7]
Art. 111Per la concessione dell’aiuto sociale speciale di cui all’art. 24 della legge è necessario il preavviso positivo di una commissione composta dai direttori dalla Sezione delle scuole comunali, dalla Sezione dell’insegnamento medio e dell’Ufficio dell’aiuto e della protezione del Dipartimento sanità e socialità.[8]
Art. 121Se la formazione per il perfezionamento professionale si svolge nell’arco di più anni scolastici, la decisione inerente l’aiuto è provvisoria.
Art. 13Il minimo vitale e il supplemento d’integrazione sono definiti dalle direttive DSS.
Aiuti particolari[9]
Art. 14La richiesta di aiuto allo studio è presentata mediante l’apposito formulario dal richiedente e dev’essere sottoscritta, oltre che dal richiedente, anche dai suoi genitori, dall’eventuale coniuge, partner registrato o partner convivente e altro rappresentante legale. Se il richiedente è minorenne, la richiesta è presentata in sua vece dai suoi genitori o da chi ne detiene l’autorità parentale oppure, in caso di tutela, dal tutore.
Art. 151Allo scopo di garantire l’elaborazione razionale dei dati, l’ufficio riceverà, singolarmente mediante liste o su supporti elettronici, i dati necessari all’esecuzione dei propri compiti. Essi possono essere resi accessibili anche mediante una procedura di richiamo.
Procedura[10]
Art. 161È istituita la Commissione sugli aiuti allo studio, composta da 5 membri nominati dal Dipartimento, la quale:
a)esercita il controllo generale sulle finalità e sull’efficacia degli aiuti allo studio riferendo le proprie conclusioni periodicamente al Dipartimento e al Consiglio di Stato;
b)assiste su richiesta le istanze competenti nell’esame di casi particolari;
c)assicura per quanto possibile le sinergie tra gli aiuti allo studio pubblici e quelli erogati dai privati.
Norme finali e transitorie[11]
Art. 17Il regolamento delle borse di studio del 17 aprile 2012 è abrogato. Rimane applicabile per il solo anno scolastico 2015/2016 l’art. 34 relativo al prestito speciale di transizione.
Art. 18Il presente regolamento, insieme al suo allegato di modifica di altri regolamenti, è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore il 1° giugno 2015, con effetto per l’anno scolastico 2015/2016.
[1] Denominazione modificata come da RG del 23 febbraio 2016; in vigore dal 1.5.2016.
[2] Cpv. abrogato dal R 10.4.2018, in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.
[3] Cpv. abrogato dal R 10.4.2018, in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.
[4] Art. introdotto dal R 1.7.2015; in vigore dal 3.7.2015 - BU 2015, 384.
[5] Capitolo modificato dal R 10.4.2018; in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.
[6] Art. introdotto dal R 10.4.2018; in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.
[7] Capitolo modificato dal R 10.4.2018; in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.
[9] Capitolo modificato dal R 10.4.2018; in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.
[10] Capitolo modificato dal R 10.4.2018; in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.
[11] Capitolo introdotto dal R 10.4.2018; in vigore dal 1.7.2018 - BU 2018, 132.