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Timestamp: 2017-10-23 16:51:10+00:00
Document Index: 39306216

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 6', 'art.4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4']

GAS & GAS: Il QUADRO LEGISLATIVO degli IMPIANTI
La sicurezza degli impianti alimentati a gas è da sempre un argomento di grande considerazione anche pubblica, affrontato dai mass media nella generalità dei casi solo in occasione di avvenimenti luttuosi. Nel campo degli impianti alimentati a gas, la sicurezza, è l’elemento predominante che guida scelte e prescrizioni sia del settore legislativo che di quello normativo.
Nel testo seguente, sono raccolte, in forma sintetica e ordinata per provvedimenti, le disposizioni legislative e le principali disposizioni normative che disciplinano l’utilizzo del gas combustibile per usi domestici e similari.
DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA SICUREZZA IMPIANTISTICA;
DISPOSIZIONI RELATIVE AL RISPARMIO ENERGETICO E ALL’UTILIZZAZIONE RAZIONALE DELL’ENERGIA.
1. LA SICUREZZA IMPIANTISTICA: LEGGI di RIFERIMENTO
Legge 6 dicembre 1971, n. 1083 "Norme per la sicurezza dell’impiego del gas combustibile";
D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447 "Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli impianti";
D.P.R. 18 aprile 1994, n. 392 "Regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini dell’installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza";
D.P.R. 13 maggio 1998, n. 218 "Regolamento contenente disposizioni in materia di sicurezza degli impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico";
Decreto Ministeriale 12 aprile 1996 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati dai combustibili gassosi".
La legge, oltre ad introdurre l’obbligo, per le società distributrici o produttrici, di "odorizzare il gas distribuito", (laddove lo stesso non possieda di per sé odore caratteristico e sufficiente), affinché possa esserne rilevata la presenza in ambiente, prima che possano essere raggiunte concentrazioni pericolose, (art. 2), stabilisce, all’articolo 1, che i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti, devono essere realizzati secondo le regole di buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza.
La suddetta legge è considerata ancor oggi la pietra angolare dell’attività della normazione nel campo dell’utilizzo del gas, tuttavia, pur rappresentando un notevole passo avanti rispetto alla situazione preesistente, dove gli aspetti relativi alla sicurezza degli impianti a gas non trovavano pressoché riscontri, evidenziava alcuni caratteri d’incompletezza.
obbligo per il committente o il proprietario di affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti, ad imprese in possesso dei requisiti tecnico-professionali di cui al succitato art. 3 (art. 10 Legge 46/90);
La legge 46/90, all’art. 6, recita che "per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti" (ci riferiamo solo a quelli pertinenti al nostro settore) "di cui ai commi 1, lettere C) ed E) è obbligatoria la redazione del progetto da parte di professionisti, iscritti negli albi professionali, nell’ambito delle rispettive competenze".
agli impianti di riscaldamento e di climatizzazione azionati da fluido liquido, aeriforme, gassoso e di qualsiasi natura o specie; le canne fumarie collettive ramificate; gli impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora (art.4, comma 1, lett. e);
Esso abroga, ai sensi dell’art. 2, comma 8, della legge 24.12.1993 n. 537, degli articoli della già citata Legge 46/90 e del suo decreto di attuazione D.P.R. 447/91, relativi all’accertamento e al riconoscimento dei requisiti tecnico – professionali nei confronti delle imprese abilitate all’installazione ed alla manutenzione degli impianti termici.
climatizzazione di edifici;
produzione centralizzata di acqua calda, surriscaldata e/o vapore;
forni da pane e altri laboratori artigiani;
cucina e lavaggio stoviglie.
2. RISPARMIO ENERGETICO E UTILIZZAZIONE RAZIONALE DELL’ENERGIA: LEGGI di RIFERIMENTO
Legge 9 gennaio 1991, n. 10 "Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia";
DPR 26 Agosto 1993 n° 412 "Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n° 10";
D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 551 "Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 Agosto 1993 n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia".
D.M. 19 agosto 2005 "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia", in materia di certificazione energetica degli edifici e di contenimento dei consumi energetici in genere.
Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione. l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n° 10, e successive modificazioni.
Gli stessi Decreti sopraccitati, consentono invece l’evacuazione dei prodotti della combustione direttamente all’esterno a parete, con generatori di calore che, per valori di emissione nei prodotti della combustione appartengono alla classe meno inquinante prevista dalla norma UNI EN 297 “Caldaie di riscaldamento centralizzato alimentate a combustibili gassosi - Caldaie di tipo B11 e B11BS equipaggiate con bruciatore atmosferico, con portata termica nominale minore o uguale a 70 kW”, nei seguenti casi:
mera sostituzione di generatori di calore individuali;
Una considerazione finale riguarda le prescrizioni relative alla ventilazione dei locali in cui sono installati generatori di calore a camera aperta (caldaie di tipo B). Il testo di legge prescrive l’obbligo di effettuare un’apertura di almeno 4000 cm2, misure non in accordo con le norme tecniche specifiche.
Lo stesso testo di legge tuttavia non specifica se tale criterio debba essere applicato anche nei casi di sostituzione di apparecchi e, di fatto, questo punto non è stato applicato.
Allo stato attuale, comunque, il decreto è stato sottoposto al giudizio della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, in forza di un ricorso avverso l’apertura di ventilazione di 4000 cm2 e questo punto non è stato riconosciuto legittimo.
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