Source: http://geronimo.ilcannocchiale.it/?yy=2011&mm=6
Timestamp: 2019-12-07 00:55:47+00:00
Document Index: 56785102

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 3']

AGENZIA INVESTIGATIVA ASSUNTA PER CONTROLLARE UN DIPENDENTE
L'agenzia Investigativa può essere assunta dal datore di lavoro a tutela del patrimonio aziendale, a causa del perpetuarsi di illeciti da partedel lavoratore o nella mera ipotesi che l'illecito sia in pienaesecuzione. Cosi afferma la Cortedi Cassazione con la sentenza n. 13789 del 23 giungo 2011, nelquale dispositivo, giustifica il licenziamento del dipendentequando la condotta del medesimo sia di elevata gravità e determini nel datore di lavoro una sfiducia nell'attività del lavoratore. (Vs. anche Cass. 12489/2011)
lavoro - agenzia investigativa
permalink | inviato da geronimo il 28/6/2011 alle 17:10 | commenti (0) |
CONTRIBUTO UNIFICATO - PARLA LA CORTE COSTITUZIONALE
Secondo alcuni giudici di pace il contributo unificato sarebbe illegittimo poiché collidono con il diritto di difesa.
La Corte Costituzionale, già investita sull'argomento, censurava con l'ordinanza 143/2011 il contributo unificato al TAR in misura fissa di 2000 Euro per gli appalti.
In merito all'argomento enunciato si possono leggere le ordinanze della Corte Costituzionale n.143 e n. 195 del 2011 .
permalink | inviato da geronimo il 27/6/2011 alle 15:51 | commenti (0) |
permalink | inviato da geronimo il 26/6/2011 alle 5:45 | commenti (0) |
AMMINISTRAZIONE LENTA - NOMINA DI COMMISSARIO
L'inerzia della pubblica amministrazione viene sempre più spesso sanzionata dalla giustizia amministrativa, che ricorda i tempi che intercorrono per l'espletamento della procedura. Anche una signora Brasiliana di origini Italiane è ricorsa al T.a.r. del Lazio per avere ragione nei confronti di un consolato Italiano lento ed inadempiente. Ella nel2009 aveva effettuato una prenotazione online presso un consolato Italiano per il deposito di alcuni documenti da legalizzare ai fini del rilascio del certificato di stato civile, necessario per avanzare la richiesta del riconoscimento della cittadinanza italiana juris sanguinis. Le venne risposto di presentarsi nell'aprile del 2015, dopo 7 anni. Se per il solo appuntamento del deposito dei documenti dovevano passare 7 anni, quanto tempo sarebbe trascorso per il riconoscimento della cittadinanza Italiana?
La signora non si perde d'animo e mette in mora il consolato, ma la risposta è la seguente:" ci sono troppe richieste e quindi deve aspettare". La signora non aspetta e presenta ricorso al Tar Lazio , che con la sentenza del 30 maggio 2011 n. 4826 dà ragione alla ricorrente ed intima all’amministrazione ad ottemperare entro 90 giorni dalla sentenza , specificando che in caso di perdurante inadempimento provvederà’ a nominare un commissario che si sostituisca alla Pubblica Amministrazione.
I redditi in Brasile non sono come quelli europei e la somma di 500 euro, solo per il contributo unificato, oltre alle spese legali , sembrerebbero proprio una bella somma. Perché non possiamo fruire di una Giustizia meno cara, ma soprattutto, in casi come questi, ove è palese la responsabilità dell'amministrazione pubblica, perché non far pagare la parte soccombente?
amministrazione lenta
permalink | inviato da geronimo il 23/6/2011 alle 18:11 | commenti (0) |
LA TASSA SULLA DEPURAZIONE DELL'ACQUA NON SI PAGA SE IL SERVIZIO E' INESISTENTE
In prima e seconda istanza, i giudici nell'interpretare l'art. 14 della legge 36/94, asserivano che vi fosse l'obbligo del pagamento della tariffa anche in assenza del servizio di depurazione dell'acqua.
La Suprema Corte, ha però controvertito i giudizi di primo e secondo grado, accogliendo il ricorso dell'Istituto, sostenendo che, "a fronte del pagamento della tariffa, l'utente riceve un complesso di prestazioni consistenti, sia nella somministrazione della risorsa idrica, sia nella fornitura dei servizi di fognatura e depurazione", perciò, se il servizio non c'è, non va pagato. Anche la Corte Costituzionale con sentenza n. 335 del 2008 aveva ritenuto incostituzionale la norma che imponeva ai cittadini il pagamento di un servizio di depurazione inesistente.
permalink | inviato da geronimo il 9/6/2011 alle 16:59 | commenti (0) |
BUTTAFUORI RISPONDE DI LESIONI PERSONALI
Al buttafuori che aggredisce per primo non si applica l'esimente della legittima difesa, così decide la Suprema Corte con la sentenza n. 18551 dell'11 maggio 2011.
permalink | inviato da geronimo il 8/6/2011 alle 13:3 | commenti (0) |
VERBALE INFORMATICO - MANCANZA DI FIRMA AUTOGRAFA
Alla luce di quanto anzidetto sembra opportuno mettere in evidenza la sentenza del Giudice di Pace di Roma – Sez. I – Dott. Colarusso N. 14313/2008 – Giudice di Pace di Roma – Sez. II –Dott.ssa Condò, che in tema di opposizione a sanzioni amministrative, hanno chiarito che l’art. 3 del Decreto Legislativo n. 39 del 12 Febbraio 1993 alla luce dell’ordinanza n. 377 - novembre 2007 della Corte costituzionale”, ed anche a seguito della giurisprudenza di merito, che avvalora la tesi personale in tema di vizi formali del verbale di accertamento di violazioni al codice della strada, redatto con sistemi meccanizzati, in violazione dell’ L’art. 3, comma 2 D.L.vo N.39/1993, a fronte di una mancata sottoscrizione , il nominativo del responsabile risulta necessario. Il Giudice di Pace di Roma, Dott.Colarusso, con sentenza N. 14313/2008, avente ad oggetto un ricorso redatto dallo scrivente ed accolto in toto, nell’evidenziare che il verbale in oggetto, “trattandosi di verbale informatico questo, per poter acquisire valore probatorio, deve contenere il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi dell'art. 3, comma 2 del D.L.vo n° 39 del 10/02/1993”, premettendo che “Ai sensi dell'art. 6 quater del D.L. n.O6/1991 convertito nella legge15/03/1991 n.80 il contenuto del documento informatico è valido fino a querela di falso solo se contiene il nominativo del responsabile dell'immissione e della trasmissione dei dati”, precisando che “tale nominativo non può coincidere con l'agente che ha provveduto all'accertamento che, proprio per tale sua qualifica non è certamente addetto all'inserimento dei dati nel sistema informatico.
Il Giudice di Pace di Roma, Dott.ssa Condò, ha ritenuto che il verbale indicante i nominativi degli agenti accertatori e non anche il nominativo del soggetto responsabile ai sensi dell'art. 3 del D.lgs. 12/02/1993 n. 39, deve ritenersi illegittimo . La norma richiamata nel verbale consente la sostituzione della firma autografa subordinandola all'indicazione a stampa sul documento della del nominativo del responsabile.
permalink | inviato da geronimo il 7/6/2011 alle 18:39 | commenti (0) |
DINIEGO DI ACCESSO A DICHIARAZIONI RILASCIATE DAL DIPENDENTE ALL'ISPETTORATO DEL LAVORO - ILLEGITTIMO
T.A.R. VENETO, Sez. I,29/11/2010, n. 6178
E' illegittimo il provvedimento della Direzione provinciale del lavoro con il quale è stata respinta una domanda di accesso avanzata da un avvocato titolare di uno studio legale, tendente ad ottenere copia della dichiarazioni rese spontaneamente da un lavoratore subordinato del medesimo studio legale, in sede di verifica degli ispettori del lavoro, atteso che,nel contrasto fra il diritto del datore di lavoro di conoscere le dichiarazioni rese dai dipendenti nel corso del procedimento ispettivo, ed il diritto alla riservatezza degli stessi, prevale quello del primo; con la conseguenza che lo stesso ha titolo all'accesso per la tutela del proprio interesse giuridico a contestare le risultanze dei predetti accertamenti, qualora ritenuti illegittimi per erroneità o falsità
permalink | inviato da geronimo il 7/6/2011 alle 16:16 | commenti (0) |