Source: https://www.cicerogo.com/itinerartis/italia-news/guida-turistica/
Timestamp: 2019-06-26 22:48:14+00:00
Document Index: 53905847

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Guida turistica. In Italia e in Europa ~ ITINERARTIS by CiceroGO
La guida turistica è una professione appassionante e piacevole. In alcuni periodi, può anche diventare molto impegnativa al limite del sacrificio. Il più delle volte, però, esercitare la professione di guida turistica è fonte di grandi soddisfazioni.
Definizione normativa di guida turistica in Italia
Per definizione legislativa (art. 11, L. 217/1983), la guida turistica è chi, “per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite ad opere d’arte e a musei. A gallerie, a scavi archeologici, illustrando le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali”.
Le caratteristiche principali della figura di guida turistica sono quindi: l’esercizio di attività professionale, non amatoriale, finalizzato ad accompagnare i turisti in visite guidate per illustrare loro il patrimonio culturale.
Nel 2011, poi, interviene una nuova definizione, ai sensi dell’art. 6 del d.lgs. n. 79. “Sono professioni turistiche quelle attivita’, aventi ad oggetto la prestazione di servizi di promozione dell’attivita’ turistica. Nonche’ servizi di ospitalita’, assistenza, accompagnamento e guida. Diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi visitati”.
Le altre professioni turistiche oltre la guida turistica
La stessa legge del 1983 individua le altre attività professionali oltre quella di guida turistica: “interprete turistico, accompagnatore turistico o corriere, organizzatore professionale di congressi. Ancora, istruttore nautico, maestro di sci, guida alpina, aspirante guida alpina o portatore alpino, guida speleologica, animatore turistico. Ed ogni altra professione attinente al turismo”. Lungimirante l’ultima locuzione che lasciava aperto il campo alla possibile formazione di ulteriori tipologie di professioni turistiche. Così come è poi realmente avvenuto nel corso di questi ultimi anni.
Abilitazione per guida turistica in Italia
Lo Stato nel 1983 delegò, poi, alle Regioni il potere di accertamento dei requisiti per l’esercizio della professione. In pratica, delegò alle Regioni il compito di rilasciare l’abilitazione professionale per le professioni turistiche su citate, tra cui quella per le guide turistiche.
Come diventare guida turistica? Lo Stato, però, dettò soltanto la cornice entro la quale le Regioni avrebbero potuto esercitare il proprio potere. Furono dettati i requisiti minimi, infatti, affinchè le Regioni potessero rilasciare l’abilitazione professionale ad una guida turistica. “Approfondita conoscenza di almeno una lingua straniera, altrettanto conoscenza approfondita delle opere d’arte, dei monumenti, dei beni archeologici, delle bellezze naturali. O comunque delle risorse ambientali della localita’ di effettivo esercizio della professione”.
In sintesi, l’abilitazione rilasciata dalle Regioni alla guida turistica è una licenza locale. Le prove di esame, infatti, vertono su materie quali la legislazione, l’organizzazione turistica e la storia dell’arte. Con particolare riferimento ai siti di interesse artistico e culturale della provincia o della regione che ha emanato il bando di concorso per guida turistica. Il patentino per guida turistica rilasciato dalla Regione o dalla Provincia è, insomma, limitato a quell’area geografica.
Da guida turistica locale a guida turistica nazionale
Il principio, pertanto, secondo il quale una guida turistica in Italia potesse essere autorizzata ad esercitare la professione a livello locale nasce già prima del 1983. Poi, come abbiamo visto, viene cristallizzato proprio nel 1983 in una norma destinata a restare immutata fino al 2013. Anno, quest’ultimo, di approvazione dell’abilitazione all’attività di guida turistica nazionale su tutto il territorio italiano (art. 3, L.97/2013).
Perchè guida turistica nazionale?
La Guida turistica europea
L’Unione Europea ha disciplinato la libera circolazione dei professionisti anche nel settore del turismo all’interno del mercato europeo sin dai primi anni del nuovo millennio.
Guida turistica con qualifica professionale in Europa?
Nel 2005, infatti, con la Direttiva n. 36, la UE ha regolamentato il riconoscimento delle qualifiche professionali tra gli Stati membri. In particolare, ha previsto “un riconoscimento automatico per un numero limitato di professioni sulla base di requisiti minimi di formazione armonizzati (professioni settoriali). Un sistema generale di riconoscimento dei titoli legati alla formazione e un riconoscimento automatico dell’esperienza professionale. Essa ha inoltre istituito un nuovo sistema di libera prestazione di servizi”.
Guida turistica come servizio professionale in Europa?
Nel 2006, poi, con la Direttiva n. 123, l’Unione Europea ha regolamentato le modalità di esercizio dei servizi professionali nel mercato interno all’Unione Europea. La principale finalità è quella “di agevolare l’esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori nonché la libera circolazione dei servizi” (art. 1 Direttiva 2006/123/CE).
Ha stabilito, per quanto ci riguarda, che rientrano tra quelli oggetto della relativa disciplina “i servizi ai consumatori nel settore del turismo, inclusi i servizi di guida turistica” (considerando n. 33 della direttiva servizi n. 123/2006).
Guida turistica e tessera professionale europea
Nel 2013, infine, con la Direttiva n. 55, l’Unione Europea ha istituito una tessera professionale per la guida turistica europea. L’obiettivo della tessera professionale europea è quello di semplificare il processo di riconoscimento e di introdurre l’efficienza economica e operativa a vantaggio dei professionisti e delle autorità competenti. Non solo.
La UE, infine, ha dettato le norme per il riconoscimento delle qualifiche professionali grazie al principio di sussidiarietà previsto dall’art. 5 del Trattato europeo. Sottraendole, di fatto, alla potestà degli Stati membri. Ciò al fine evitare che i singoli Stati potessero adottare requisiti e procedure divergenti.
Guida turistica. Conclusioni dell’Europa
In sintesi, l’Unione Europea ha stabilito che l’attività di guida Turistica è un servizio, ovvero è “un’attività economica non salariata di cui all’articolo 50 del trattato fornita formalmente dietro retribuzione”.
Per lavorare come guida turistica, secondo l’Unione Europea, non è necessario quindi avviare una professione regolamentata. Non è, infatti, “un’attività, l’accesso alla quale e il cui esercizio è subordinato al possesso di determinate qualifiche professionali. Queste ultime devono intendersi quelle attestate da un titolo di formazione, un attestato di competenza e/o un’esperienza professionale”. Fin qui l’Unione Europea!
Professione guida turistica dopo le direttive UE
L’attuazione a cura dell’Italia delle disposizioni europee, in merito alla abilitazione guida turistica, arriva solo nel 2013 come abbiamo già detto. Ovvero, arriva 7 anni dopo la “Direttiva europea sui servizi”. Dal settembre 2013, infatti, entra in vigore la legge comunitaria n. 97. L’art. 3 prevede che “l’abilitazione alla professione di guida turistica e’ valida su tutto il territorio nazionale”.
Ai fini dell’esercizio stabile in Italia dell’ attivita’ di guida turistica, il riconoscimento della qualifica professionale conseguita da un cittadino dell’Unione europea in un altro Stato membro ha efficacia, quindi, su tutto il territorio nazionale.
I cittadini dell’Unione europea abilitati allo svolgimento dell’attivita’ di guida turistica, pertanto, operano in Italia in regime di “libera prestazione dei servizi senza necessità di alcuna autorizzazione né abilitazione”.
Guida turistica : abilitazione italiana e la “Direttiva Servizi”
La Commissione europea ha rilevato l’esistenza di norme italiane, in materia di guide turistiche, in contrasto con l’articolo 10, paragrafo 4, della Direttiva servizi. Alla base della procedura di pre-infrazione adottata dalla UE nei confronti dell’Italia vi è il caso di infrazione EU Pilot 4277/12/MARK, in materia di guide turistiche.
La legislazione italiana prevedeva, infatti, che l’abilitazione guida turistica per l’esercizio della professione avesse validità solo nella regione o provincia di rilascio del patentino professionale delle guide turistiche. Precludendo, in tal modo, a ciascuna guida turistica abilitata la possibilità di esercitare la professione a livello nazionale.
Patentino guida turistica e abilitazione
Secondo la Direttiva Servizi, invece, il patentino di guida turistica deve avere validità su tutto il territorio nazionale per ciascuno stato membro. Questo vale, di certo, per le guide turistiche abilitate ad esercitare la propria professione in altri Stati membri. Altresì, l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica su tutto il territorio nazionale vale anche per i professionisti italiani. Al fine di evitare una disparità di trattamento rispetto ai professionisti appartenenti ad altri Stati membri.
Il professionista europeo, quindi, che vuole svolgere in Italia una prestazione di servizi in regime temporaneo e occasionale, deve dimostrare di essere legalmente stabilito in un altro Stato membro ove esercita già la professione di guida turistica.
Inoltre, i professionisti provenienti da Paesi che non regolamentano la professione di guida turistica devono inviare idonea certificazione da cui emerga l’attività svolta e l’esperienza professionale maturata.
Guida turistica specialistica. Il caso italiano.
Il medesimo art. 3 della L. n. 97/2013 prevede, poi, una sorta di deroga al principio dell’abilitazione per guida turistica nazionale. Infatti, il MIBAC ha il compito di “individuare i siti nei quali, in ragione del loro peculiare interesse storico, artistico od archeologico. Lo svolgimento, poi, dell’attività di guida turistica è riservata a coloro che abbiano acquisito una specifica abilitazione, in tal modo valorizzando le spiccate professionalità acquisite”.
Il Ministero, poi, deve “individuare i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione. Nonche’, previa intesa in sede di Conferenza Unificata, i requisiti necessari ad ottenere tale abilitazione e la disciplina del procedimento di rilascio”.
Il legislatore italiano, con l’art. 3, insomma, da un lato riconosce l’abilitazione alla professione di guida turistica su tutto il territorio nazionale, perché “obbligato” dall’Europa. Dall’altro lato, invece, delega al Mibac il compito di individuare “siti di particolare interesse”. Perché “sospinto” dalle associazioni di categoria, ovvero, una parte consistente delle associazioni guide turistiche.
I decreti ministeriali annullati
Il motivo di tale “pressione” è semplice: far rientrare dalla finestra l’abilitazione valida a livello locale. Il Mibac, infatti, con i decreti Ministeriali del 7 aprile e del 11 dicembre 2015, rispettivamente, individua oltre 3000 siti di particolare interesse. Stabilisce, poi, i criteri generali per poter ottenere la “nuova abilitazione specialistica”. Ovvero, “i requisiti necessari ad ottenere abilitazione per guide turistiche e la disciplina del procedimento di rilascio”.
Ad oggi, però, i su citati decreti sono stati annullati, perché ritenuti illegittimi prima dal TAR e poi dal Consiglio di Stato. Mettendo in tal modo la parola fine al “caso italiano”. Questa strada è definitivamente diventata non più percorribile.
L’Italia è in una posizione di “stallo” in materia di guida turistica
In questo momento, pertanto, hanno piena validità i commi 1 e 2 dell’art. 3 mentre il comma 3 è stato depotenziato e reso impraticabile dalle sentenze della giustizia amministrativa. L’abilitazione all’attività di guida turistica è valida su tutto il territorio nazionale. Per coloro che esercitano negli altri stati membri della UE non è necessaria alcun tipo di abilitazione per poter esercitare in Italia.
Le guide turistiche in ambito locale non possono sopravvivere. Restano sul campo le spinte di una parte delle associazioni di categoria delle guide turistiche. Esse hanno sempre meno possibilità di trovare soluzioni che vadano incontro alle loro aspettative di ripristinare la “guida turistica locale”.
Al momento, però, soluzioni non se ne intravedono e quindi, su questo fronte c’è una situazione di “stallo” legislativo. O per dirla diversamente, l’Italia è “costretta” ad adottare la soluzione scelta a livello europeo. Nonostante abbia chiaramente manifestato la volontà di assecondare le esigenze di una parte delle associazioni di categoria professionale delle guide turistiche.
Quali soluzioni per la professione di guida turistica?
Se le premesse restano quelle di trovare una “soluzione italiana” al fine di reintrodurre l’abilitazione locale per la guide turistiche, a dispetto delle regole europee, l’affermazione più ripetuta è che bisogna riordinare il settore.
Il trend in Europa, come noto, naviga nella direzione del rafforzamento delle liberalizzazioni e del superamento dei titoli professionali. Ben poche speranze hanno le guide turistiche di poter esercitare in Italia con abilitazioni locali. “Al riparo”, cioè, dai potenziali concorrenti provenienti sia dall’intero territorio italiano che da ciascun altro stato europeo.
Sarebbe più lungimirante, per le associazioni guide turistiche, investire energie per immettere sul mercato delle visite guidate idee e strumenti nuovi. Grazie ai quali poter assicurare, nei confronti dei visitatori, la propria competenza e professionalità. Unici elementi, questi ultimi, in grado di tutelare ogni guida turistica dagli “assalti” non desiderati della concorrenza.
Il digitale è il futuro per la guida turistica
Il digitale rappresenta senza dubbio una delle più radicali e forti novità degli ultimi decenni in molti settori ma soprattutto nei servizi legati al turismo. Ciò in termini di trasparenza delle informazioni, di capacità di veicolare e far circolare le informazioni medesime. Ovvero della capacità di “fare rete”, di possibilità di raccogliere e mostrare feedback positivi (o anche negativi) da parte dei visitatori o utenti. O ancora, della grande opportunità di disintermediazione che offre la rete.
Insomma, il futuro passa per il digitale. E noi ci crediamo. CiceroGO, infatti, risponde a ciascuna delle criticità evidenziate in questi anni dalle associazioni delle guide turistiche. Offre, infatti, un servizio professionale, innovativo, gratuito e personalizzabile. Occorre soltanto avere voglia di investire su sé stessi e su una rete professionale che porta solo vantaggi a ciascuna guida turistica.