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Timestamp: 2020-08-08 15:40:26+00:00
Document Index: 123420574

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 167', 'art. 32', 'art. 74', 'art. 108']

Numero 10 8 marzo 2019
Irpef, Iva, Irap e redditi di lavoro dipendente
Comunicazione transfrontaliera: ambito di applicazione
Come è noto, a partire dall’1.1.2019 per le operazioni attive e passive è disposto l’ obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi a cessioni e prestazioni con controparti non residenti e non stabilite in Italia , a meno che l’operazione non sia stata documentata mediante fattura elettronica o bolletta doganale . In questo intervento ci si propone di sintetizzare le principali disposizioni relative alla cd. comunicazione transfrontaliera , con particolare riguardo all’ambito soggettivo e oggettivo, ove v’è ancora qualche dubbio da chiarire.
Rimborso del credito Iva relativo al 2018
Come previsto dall’art. 30, co. 2 e 3, D.P.R. 633/1972, il saldo a credito derivante dalla dichiarazione annuale Iva può essere computato in detrazione nell’ anno successivo , oppure utilizzato in compensazione o essere chiesto a rimborso se sussistano le condizioni di cui al co. 3. Il co. 4 del citato art. 30, prevede che, se il contribuente interessato evidenzia un credito Iva anche nei due esercizi precedenti , possa richiedere il rimborso (per un ammontare comunque non superiore alla minore eccedenza dell’Iva detraibile nel triennio), indipendentemente dall’esistenza delle condizioni di cui al co. 3 dello stesso articolo. Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 15.1.2019 è stato approvato, con le istruzioni, il Modello di dichiarazione annuale Iva 2019 ed il Modello di dichiarazione annuale Iva Base 2019 , per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2018. Chi intenda richiedere rimborso del credito Iva direttamente in sede di presentazione della dichiarazione annuale Iva deve compilare il Quadro VX della dichiarazione Iva 2019, da presentare in via telematica in forma autonoma entro il 30.4.2019 . La disciplina relativa all’ esecuzione dei rimborsi Iva è contenuta nell’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972.
Decreto «Semplificazioni»: le principali novità fiscali
Il D.L. 14.12.2018, n. 135, conv. con modif. dalla L. 11.2.2019, n. 12 (cd. Decreto «Semplificazioni»), durante il dibattito parlamentare ha subito importanti modifiche anche di carattere fiscale : sono state introdotte disposizioni sul Terzo settore ; è stata abrogata la contestata disposizione, contenuta nella Legge di Bilancio 2019, che prevedeva la tassazione Ires ad aliquota ordinaria degli enti del Terzo settore ; sono state apportate modifiche relative alla definizione agevolata con variazioni al calendario dei pagamenti; in relazione alla cd. rottamazione-ter (D.L. 119/2018) è introdotta una disposizione che consente l’accesso anche a coloro che in precedenza ne erano esclusi , e cioè i contribuenti che non hanno integralmente versato , entro il 7.12.2018 , le rate dovute per la rottamazione-bis. Il decreto in esame prevede modifiche anche all’ istituto del « saldo e stralcio », con particolare riferimento alla mancanza di alcuni requisiti richiesti per il riconoscimento della situazione di grave e comprovata situazione di difficoltà economica ; novità sono previste anche in merito al regime forfetario e alla fatturazione elettronica in ambito sanitario .
Nuova disciplina CFC
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 300 del 28.12.2018) del D.Lgs. 142/2018 è stata recepita in Italia la Direttiva ATAD ( Anti Tax Avoidance Directive ) al fine di contrastare fenomeni di elusione fiscale. Le novità riguardano molteplici aspetti, tra cui la deducibilità degli interessi passivi , l' exit tax , la tassazione di dividendi e plusvalenze e il disallineamento da ibridi . L’ art. 4 del decreto, invece, ha riscritto l'art. 167, TUIR , in materia di società controllate estere . La nuova disciplina delle CFC supera la previgente dicotomia tra Paesi black list e white list ed uniforma i criteri di applicazione. Affinché si possa avere una CFC è necessario che la tassazione effettiva estera sia inferiore alla metà di quella a cui sarebbe stata soggetta qualora residente in Italia e oltre un terzo dei proventi realizzati sia rappresentato da redditi passivi. Sarà possibile evitare la disciplina CFC con un’unica esimente se il soggetto controllato svolge un’attività economica effettiva, mediante l’impiego di personale, attrezzature, attivi e locali.
Ecobonus ed ecotassa per l'acquisto di auto
La L. 30.12.2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019) ha introdotto incentivi per l’ acquisto di autovetture , moto e motorini elettrici o ibridi , detrazioni fiscali per acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici (colonnine) e ha fissato una nuova imposta ( Ecotassa ) per le autovetture nuove con emissioni di CO2 superiori a 160 g/Km. Le novità principali, che entreranno in vigore da marzo 2019, riguardano i limiti per fare scattare il «malus» e il «bonus» e l’introduzione parziale della rottamazione.
L’Agenzia delle Entrate, nelle Risposte all’interpello 26.11.2018 , nn. 86-2018 e n. 87-2018, ha fornito chiarimenti sui criteri di ammissibilità all' Aiuto alla crescita economica ( Ace ) previsto dalla L. 214/2011. In particolare, con la Risposta 26.11.2018, n. 86, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che con riferimento all' agevolazione Ace i soggetti esteri esercenti in Italia attività commerciali per mezzo di stabili organizzazioni , rientrano nell'ambito soggettivo di applicazione dell' agevolazione . Per tali soggetti, le disposizioni contenute nel Decreto Ace si applicano con riferimento agli incrementi del fondo di dotazione della stabile organizzazione rispetto a quello esistente alla chiusura dell'esercizio in corso al 31.12.2010 . Con la Risposta 26.11.2018, n. 87, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il beneficio non si applica alle società agricole che determinano il reddito ai sensi dell' art. 32, D.P.R. 917/1986 . Nel caso di specie la cooperativa agricola determina il reddito con il regime analitico e, pertanto, rientra nel campo di applicazione dell' agevolazione . Più di recente, si ricorda che la Legge di Bilancio 2019 (L. 30.12.2018, n. 145) ha abrogato il regime fiscale in materia di Aiuto alla crescita economica ( Ace ). Continuano ad applicarsi le disposizioni che consentono di utilizzare le eccedenze Ace pregresse per il periodo d'imposta 2018 .
La Corte di Cassazione è intervenuta ancora in tema di sponsorizzazioni con l’ Ordinanza n. 25021/2018 , stabilendo che le sponsorizzazioni sportive, per esempio delle squadre di calcio, rientrano tra la « spese di rappresentanza » dell'impresa in quanto volte ad accrescerne il prestigio e sono, dunque, deducibili nei limiti di legge di cui all’ex art. 74, co. 2, D.P.R. 917/1986, vigente ratione temporis (ora art. 108), ove il contribuente non provi che all'attività sponsorizzata sia riconducibile una diretta aspettativa di ritorno commerciale . Infatti, in tema di imposte sui redditi, costituiscono spese di rappresentanza quelle affrontate per iniziative volte ad accrescere il prestigio e l'immagine dell'impresa e a potenziarne la possibilità di sviluppo, mentre vanno qualificate come spese pubblicitarie o di propaganda quelle erogate per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque dell'attività svolta.
Mancata informativa al contribuente
Con l’ Ordinanza n. 23163 del 22.9.2018 i Giudici della Cassazione hanno disposto l’obbligo a carico dell’Agenzia delle Entrate di risarcire il danno rinveniente dalla violazione degli obblighi di correttezza e collaborazione secondo un canone comportamentale di buona fede che deve caratterizzare l’attività della pubblica Amministrazione omettendo di informare il contribuente in ordine alla necessità di dotarsi di ulteriore documentazione richiesta, finalizzata ad usufruire di agevolazioni, evitando l’irrogazione di sanzioni dovute all’omesso versamento dell’imposta ordinaria. Si tratta di un principio giurisprudenziale che fa salva la disposizione normativa contenuta nella L. 212/2000 (Statuto del Contribuente) che impone all’Amministrazione finanziaria l’ obbligo di chiarezza e trasparenza degli atti amministrativi oltre che un comportamento che faccia salvi gli obblighi di correttezza e collaborazione dell’Agenzia delle Entrate nei confronti del contribuente.