Source: https://www.iusexplorer.it/Dejure/Sentenze?idDocMaster=5932971&idDataBanks=2&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=544732174&IsCorr=False
Timestamp: 2017-08-21 02:28:20+00:00
Document Index: 145640891

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 39', 'art. 41', 'art. 55', 'art. 32', 'sentenza ']

che la Commissione Tributaria Regionale della Campania, con sentenza del 23 settembre 2009, in parziale riforma della decisione di primo grado, ha accolto integralmente il ricorso proposto da F.A. avverso l'avviso di accertamento imposte IVA, IRPEF ed IRAP, con il quale era stato induttivamente accertato nei suoi confronti per l'anno 1999 lo stesso volume d'affari realizzato nel 1998 ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39;
che la commissione fondava la decisione sul rilievo che difettava la prova, a cura dell'ufficio, che il contribuente avesse effettivamente espletato attività corrispondente a quella per la quale egli era iscritto alla CCIAA di (OMISSIS), avendo costui prodotto i registri "IVA acquisti" e "Fatture emesse" attestanti l'assenza di acquisti e di fatture per l'anno in questione, oltre a certificato della CCIAA di (OMISSIS) dal quale risultava la cessazione dell'attività in data 30/9/2000;
che l'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione sulla base di due motivi;
che il F. resiste con controricorso, illustrato mediante memoria.
che con il primo motivo di ricorso l'Agenzia delle Entrate deduce, ex art. 360 c.p.c., n. 3, violazione dell'art. 2697 c.c., in relazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, lett. a e d-bis, ed in relazione all'art. 41 commi 1 e 2 stesso decreto e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 55, rilevando che nel caso in cui, come nella specie, sia mancata la presentazione delle dichiarazioni dei redditi ed IVA e la risposta del contribuente agli inviti disposti dagli uffici ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, è consentito all'ufficio determinare induttivamente il reddito in base ai dati in suo possesso, costituiti dai ricavi dichiarati nel 1998, mentre sarebbe dovuto spettare al contribuente provare le circostanze fattuali idonee a determinare una minore quantificazione del debito;
che con il secondo motivo la ricorrente deduce insufficiente motivazione su fatto controverso e decisivo, rilevando l'incongruità della motivazione che inverte l'onere della prova sulla base del richiamo ai registri IVA acquisti e fatture emesse, risultanti per l'anno 1999 privi di indicazioni, pur non potendo i medesimi costituire presunzioni gravi precise e concordanti ed essendo pacifico che l'impresa era cessata nel settembre del 1990;
che i rilievi d'inammissibilità del ricorso per difetto di autosufficienza del medesimo e per genericità dei motivi, illustrati nel controricorso, sono infondati, traendosi dall'atto tutti gli elementi di fatto necessari ai fini della decisione e ricavandosi dall'enunciazione dei motivi le critiche di cui è investita la sentenza impugnata, come peraltro è confermato dalla confutazione dei medesimi motivi contenuta nella memoria difensiva;
che le censure, da trattare congiuntamente in ragione dell'intima connessione, sono fondate alla luce del principio secondo cui "nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, l'Amministrazione finanziaria, i cui poteri...
Il Tributario NEWS - Presunzioni "supersemplici" in caso di omessa dichiarazione (Redazione La)