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Timestamp: 2018-04-24 01:07:52+00:00
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Rubrica Giurisprudenza della Cassazione :mesi di gennaio-febbraio 2018 - UDgdpo - Unità' Democratica giudici di pace onorari (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP UDgdpo – Unità' Democratica giudici di pace onorari (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP
« Magistrato onorario di pace: come partecipare al bando del CSM Quali sono i requisiti e come presentare la domanda
Nuove aperture dell’associazionismo dei giudici di pace nei rapporti con l’ANM »
Rubrica Giurisprudenza della Cassazione :mesi di gennaio-febbraio 2018
Cass. civ., 19 febbraio 2018 n. 3922
In caso di divorzio, i figli hanno diritto a mantenere lo stesso tenore di vita di cui godevano durante il matrimonio: in tema di determinazione del contributo per il mantenimento dei figli è necessario considerare costi diversi da quelli connessi al mero sostentamento, e, dunque, esigenze relative, anche, all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario e sociale, con la precisazione che i figli hanno il diritto di mantenere il tenore di vita loro consentito dai proventi e dalle disponibilità concrete di entrambi i genitori, e cioè quello stesso che avrebbero potuto godere in costanza di convivenza.
Cass. civ., 7 febbraio 2018 n. 3015
L’ex coniuge che si dimette dal lavoro, sulla base di una scelta di vita del tutto personale, non può poi pretendere la maggiorazione dell’assegno divorzile.
Cass. civ., 15 gennaio 2018 n. 769
In caso di separazione e di condanna dell’ex marito al mantenimento dei figli, al 50% delle spese extra nonché a una somma per l’ex coniuge, a nulla serve eccepire di non avere un lavoro e di essere alla ricerca di un’attività.
Cass. civ., 5 gennaio 2018 n. 169
L’articolo 687, primo comma, del Cc ha un fondamento oggettivo, individuabile nella modificazione della situazione familiare in relazione alla quale il testatore aveva disposto dei suoi beni, e poiché tale modificazione sussiste sia quando il testatore abbia riconosciuto un figlio naturale, sia quando nei suoi confronti sia stata esperita vittoriosamente l’azione di accertamento di filiazione naturale, dal combinato disposto degli articoli 277, primo comma, e 687, primo comma, del Cc deriva che la revoca del testamento e ricollegabile anche al secondo di tali eventi.
Cass. civ., 16 febbraio 2018 n. 3873
La costruzione eseguita dal comproprietario del suolo comune diviene per accessione ex articolo 934 del codice civile di proprietà comune agli altri comproprietari del suolo, salvo contrario accordo, traslativo della proprietà del suolo o costitutivo di un diritto reale su di esso, che deve rivestire la forma scritta ad substantiam.
Cass. civ., 29 gennaio 2018 n. 2115
In zona sismica, la sopraelevazione irrispettosa della specifica normativa tecnica deve considerarsi di per sé pericolosa e dunque va abbattuta anche se condonata.
Cass. civ., 7 febbraio 2018 n. 2957
Il condomino ha il diritto di abbellire le aiuole comuni con delle piante.
Cass. civ., 18 gennaio 2018 n. 1235
La realizzazione di una piattaforma coperta da ombrelloni e delimitata da ringhiere che poggia sulla pavimentazione della piazza antistante l’edificio condominiale e ancorata alla parete perimetrale, è un atto lesivo del decoro architettonico.
Cass. civ., 17 gennaio 2018 n. 1025
Gli inquilini non possono chiedere il danno da inquinamento acustico da uso di macchinari in assenza di una misurazione del rumore di fondo effettuata nella fascia oraria nella quale si lamenti la violazione dei limiti differenziali.
Cass. civ., 14 febbraio 2018 n. 3641
Il fondo patrimoniale è un atto a titolo gratuito, non crea un diritto soggettivo sui beni ed è così soggetto ad azione revocatoria.
Cass. civ., 12 febbraio 2018 n. 3307
Nel caso di contratti conclusi attraverso moduli o formulari, il contraente «debole» non può contestare la clausola vessatoria da lui sottoscritta – in questo caso di deroga al regime della competenza – sostenendo che non era leggibile.
Cass. civ., 8 febbraio 2018 n. 3087
I contratti di intermediazione vanno siglati in banca in forma scritta, gli ordini di acquisto, invece, possono essere impartiti anche telefonicamente.
L’intermediario finanziario non può trincerarsi dietro il profilo speculativo dell’investitore per aggirare l’obbligo di fornire la prova di averlo informato sui rischi del prodotto in primis quello relativo alla possibilità di perdere il capitale. Non solo, l’aver fornito in un secondo momento un warning relativo all’andamento del mercato ed al fatto che il bond era privo di rating non esonera da responsabilità l’intermediario.
Cass. civ., 20 febbraio 2018 n. 4026
Nelle scommesse sportive on line nel caso la società concessionaria del servizio non proceda alla restituzione della somma versata dallo scommettitore, quest’ultimo può avanzare la pretesa direttamente alla pubblica amministrazione.
Cass. civ., 14 febbraio 2018 n. 3676
Negli investimenti finanziari il cliente va sempre informato dei rischi che corre di perdere una determinata somma nell’acquisto di titoli. Soprattutto – come nel caso concreto – quando l’intermediario abbia puntato sui tango bond.
Cass. civ., 13 febbraio 2018 n. 3426
Risarcimento dovuto per il soggetto che ha subito un danno per essere stato coinvolto con il proprio cognome e attività svolta all’interno di una trasmissione televisiva senza aver prestato alcun consenso.
Cass. civ., 5 febbraio 2018 n. 2675
In tema di responsabilità del medico per erronea diagnosi concernente il feto e conseguente nascita indesiderata, il risarcimento dei danni che costituiscono conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento della struttura sanitaria all’obbligazione di natura contrattuale spetta non solo alla madre ma anche al padre in funzione dei diritti e doveri, che secondo l’ordinamento si incentrano sulla procreazione cosciente e responsabile considerando che agli effetti negativi della condotta del medico e alla responsabilità della struttura in cui egli opera, non può ritenersi estraneo il padre che deve perciò considerarsi tra i soggetti “protetti” e quindi tra coloro rispetto ai quali la prestazione medica inesatta è qualificabile come inadempimento con il correlato diritto al risarcimento dei danni, immediati e diretti, fra i quali deve ricomprendersi il pregiudizio di carattere patrimoniale derivante dai doveri di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli.
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2523
Le operazioni di investimento obbligano sempre l’intermediario a informare il cliente su cosa si investe e quel sia il rischio
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2483
Quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere oggettivamente prevista e superata attraverso l’adozione da parte dello stesso danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del suo comportamento imprudente fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso.
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2482
Le precipitazioni atmosferiche integrano l’ipotesi di caso fortuito solo «allorquando assumano i caratteri dell’imprevedibilità oggettiva e dell’eccezionalità, da accertarsi con indagine orientata essenzialmente da dati scientifici di tipo statistico, non essendo sufficiente la dichiarazione dello stato di emergenza o di calamità, che può anche non riguardare un evento in sé eccezionale e imprevedibile.
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2481
A fronte di un pericolo, l’utente della strada è tenuto ad un uso prudente e secondo le cautele normalmente attese e prevedibili.
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2480
È esclusa la responsabilità da cose in custodia in capo all’ente proprietario e gestore della strada, munita di guardrail di altezza a norma di legge, per i danni patiti dal superamento del medesimo da parte del conducente di un veicolo che ne aveva, per causa ignota, perso il controllo, non potendo il custode rispondere dei danni cagionati in via esclusiva da una condotta del danneggiato da qualificarsi oggettivamente non prevedibile.
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2479
L’individuazione di una condotta colposa del danneggiato – non consente di ritenere – per ciò stesso – integrato il caso fortuito, ove non emerga che sia risultato interrotto qualunque nesso causale fra la cosa in custodia e l’evento.
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2477
Il caso fortuito rappresentato da fatto naturale o del terzo è connotato da imprevedibilità ed inevitabilità, da intendersi però dal punto di vista oggettivo e della regolarità causale (o della causalità adeguata), senza che possa riconoscersi alcuna rilevanza alla diligenza o meno del custode. Le modifiche della struttura della cosa o le situazioni di pericolo determinate da fattori imprevedibili sono suscettibili di divenire, se non rimosse tempestivamente, nuove condizioni intrinseche della cosa, idonee a comportare la responsabilità del custode.
Cass. civ., 31 gennaio 2018 n. 2369
In materia di consenso informato, il giudice deve interrogarsi se il corretto adempimento, da parte del medico, dei suoi doveri informativi avrebbe prodotto l’effetto della non esecuzione dell’intervento chirurgico, dal quale, senza colpa di alcuno, è derivato lo stato patologico, oppure avrebbe consentito al paziente la necessaria preparazione e la necessaria predisposizione ad affrontare il periodo post-operatorio nella piena e necessaria consapevolezza del suo dipanarsi nel tempo. Infatti, qualora il paziente avesse comunque e consapevolmente acconsentito all’intervento, dichiarandosi disposto a subirlo qual che ne fossero gli esiti e le conseguenze, anche all’esito di un’incompleta informazione nei termini anzidetti, sarebbe insussistente il nesso di causalità materiale tra la condotta del medico e la lesione della salute, proprio perché il paziente avrebbe, in ogni caso, consapevolmente subito quella incolpevole lesione, all’esito di un intervento eseguito secondo le leges artis da parte del sanitario.
Cass. civ., 30 gennaio 2018 n. 2181
Le Ferrovie devono risarcire il passeggero caduto mentre scende dalla carrozza se il treno si ferma lontano dalla banchina.
Cass. civ., 29 gennaio 2018 n. 2060
Tutti responsabili – struttura sanitaria, chirurghi ed anche il secondo aiuto – se l’intervento chirurgico è andato male a causa di un comportamento sanitario imprudente, consistito nell’aver sottoposto la paziente ad una operazione non urgente di protesi all’anca senza averne prima verificato le condizioni generali. In caso di comportamento colposo e fonte di danni a terzi da parte di medici che operino all’interno di una struttura sanitaria, pubblica o privata che essa sia, a prescindere dall’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato o anche di una collaborazione stabile, la struttura sanitaria ne risponde a titolo contrattuale.
Cass. civ., 25 gennaio 2018 n. 1906
Sì al risarcimento del danno morale per il consigliere comunale che, dopo essere stato regolarmente eletto, non ha potuto esercitare la carica perché il comune sbagliando ha deliberato che si trovasse in una condizione di incompatibilità.
Cass. civ., 23 gennaio 2018 n. 1584
Il passeggero che agisca per il risarcimento del danno derivante dal negato imbarco o dalla cancellazione (inadempimento) o dal ritardato arrivo dell’aeromobile rispetto all’orario previsto (inesatto adempimento), deve fornire la prova della fonte del suo diritto e il relativo termine di scadenza, ossia deve produrre il titolo o il biglietto di viaggio o altra prova equipollente, potendosi poi limitare alla mera allegazione dell’inadempimento del vettore. Spetta a quest’ultimo, convenuto in giudizio, dimostrare l’avvenuto adempimento, oppure che, in caso di ritardo, questo sia stato contenuto sotto le soglie di rilevanza fissate dall’articolo 6, comma 1, del regolamento C.E. n. 261/2004.
Cass. civ., 23 gennaio 2018 n. 1580
A fronte dell’illecita attività dell’avvocato che, in sostituzione dell’unico avvocato incaricato dai clienti e senza l’autorizzazione dei clienti medesimi si sostituisca all’avvocato di fiducia compiendo attività processuali non autorizzate con esito pregiudizievole per i clienti stessi, questi ultimi possono agire direttamente nei confronti del sostituto per farne accertare la responsabilità. L’azione è diretta e trae la sua fonte dall’esercizio di un’attività direttamente pregiudizievole nella sfera dei clienti altrui da parte dell’avvocato non autorizzato e consente ai clienti di far valere una responsabilità contrattuale del professionista, diretta al risarcimento dei danni. Da ciò discende l’obbligo dell’assicurazione professionale dell’avvocato di tenerlo indenne dalle conseguenze dannose provocate a terzi dallo svolgimento dell’attività professionale stessa.
Cass. civ., 15 gennaio 2018 n. 749
Il Ministero dell’Istruzione e la compagnia assicurativa non devono risarcire l’insegnante colpita dal tappo di una bottiglia di spumante aperta dagli alunni di un liceo classico per festeggiare, durante l’orario di lezione, l’avvicinamento dell’esame di maturità.
Cass. civ., 12 gennaio 2018 n. 702
In caso di smarrimento o furto della merce spedita, il mittente che domandi al vettore il risarcimento del danno deve unicamente provare la perdita del carico ed il relativo valore, ma non anche di avere indennizzato il destinatario della merce per il mancato arrivo.
Cass. civ., 26 gennaio 2018 n. 2039
Anche l’arte informale dev’essere tutelata dal plagio. Ai fini della individuazione del plagio nell’arte, infatti, non può predicarsi un diverso e più ampio criterio con riguardo alla corrente dell’arte informale.
Cass. civ., 12 gennaio 2018 n. 658
In tema di diritto d’autore esiste differenza tra le opere delle arti figurative, tutelate dall’articolo 2 n. 4 della legge 633/1941, e quelle del disegno industriale, tutelate dal n. 10 del medesimo articolo, in quanto la caratteristica di queste ultime risiede nel fatto che esse trovano la loro collocazione nella fase progettuale di un oggetto destinato a una produzione seriale, qual è quella industriale, mentre le prime costituiscono un prodotto della creatività, identificabile attraverso il suo autore e declinato nella forma figurativa, che deve trovare espressione in un solo esemplare o in un numero limitato di esemplari ed è destinato a un mercato differente, sicuramente più ristretto, rispetto a quello cui sono indirizzati i beni oggetto della produzione industriale.
Cass. civ., 21 febbraio 2018 n. 4223
Il ricorso al contratto di lavoro intermittente deve consentire al datore di poter licenziare il dipendente per assumerne altri. Si tratta di una modalità, quindi, non tanto per stabilizzare il lavoratore quanto cercare di far fare esperienza ai giovani, in particolare agli under 25.
Cass. civ., 8 febbraio 2018 n. 2990
Nell’appalto di servizi, a seguito dell’accertamento giudiziale della interposizione fittizia di manodopera, qualora il lavoratore abbia offerto la propria prestazione lavorativa, il datore che l’abbia illegittimamente rifiutata deve comunque corrispondere la retribuzione. Non è corretto, infatti, che siano i lavoratori a subire le conseguenze sfavorevoli derivanti dalla condotta omissiva del datore di lavoro rispetto all’esecuzione dell’ordine giudiziale.
Corte Costituzionale, 30 gennaio 2018 n. 12
La quota di pensione di pertinenza della gestione speciale dell’Inps va determinato con riferimento al trattamento complessivamente erogato, dove con il termine complessivamente si deve intendere anche la quota pensione richiesta dal soggetto all’apposito Fondo e corrisposta in forma capitale.
Cass. civ., 25 gennaio 2018 n. 1922
È illegittimo perché sproporzionato il licenziamento della dipendente assentatasi per 20 giorni dal lavoro senza fornire alcuna spiegazione all’azienda, se lo ha fatto per assistere la figlia caduta in una grave depressione post partum.
Cass. civ., 23 gennaio 2018 n. 1631
Legittimo il licenziamento comminato dall’azienda ad un suo dipendente per aver presentato un certificato che attestava falsamente lo svolgimento di attività elettorali lucrando il diritto ad un giorno di riposo compensativo, poi effettivamente fruito.
Cass. civ., 11 gennaio 2018 n. 509
E’ legittimo il licenziamento del genitore che dopo aver ottenuto un congedo parentale per stare con il figlio minore di otto anni si dedichi ad altro.
Cass. civ., 5 gennaio 2018 n. 155
Nel caso di illegittima applicazione di un contratto di lavoro a termine, scatta il contratto a tempo indeterminato per la maschera impiegata presso la Fondazione lirica.
Cass. civ., 5 gennaio 2018 n. 146
Alla stregua dell’articolo 2087 del Cc non è ipotizzabile a carico dell’imprenditore un obbligo di sicurezza e prevenzione anche in relazione a condotte del dipendente che pur non rientranti nella nozione di inopinabilità e di abnormità, siano state poste in essere successivamente al compimento della prestazione lavorativa richiesta, perché non rientranti nella suddetta prestazione e perché effettuate senza darne allo stesso preventiva comunicazione secondo le direttive impartite. Corollario di tale principio è che la parte datoriale non incorre nella responsabilità di cui alla norma civilistica per non avere fornito le attrezzature necessarie a tutelare l’integrità psico-fisica del lavoratore nello svolgimento della non prevista prestazione né di non avere esercitato il controllo sulla conseguente esecuzione nel rispetto dei paradigmi di sicurezza legislativamente richiesti.
Cass. civ., 4 gennaio 2018 n. 88
A fronte di un accordo tra le parti sociali su nuovi orari dei turni di lavoro con cui viene procedimentalizzato il sistema di informazione e consultazione con riferimento ai livelli di contrattazione nazionale, regionale e di unità produttiva per realizzare su ciascun livello un livello di consenso idoneo non è necessaria la consultazione della Delegazione sindacale.
Cass. civ., 2 gennaio 2018 n. 1
Alla donna delle pulizie che svolga anche ulteriori mansioni quali smistare la posta, controllare gli impianti idrici ed elettrici, nonchè l’ascensore non deve essere riconosciuto necessariamente un rapporto di lavoro subordinato (facilmente collegabile al portierato)
Cass. civ., 28 febbraio 2018 n. 4642
Scatta la sanzione per “offerta al pubblico abusiva” per chi metta in vendita le azioni di una società in via di costituzione attraverso un sito internet, senza la preventiva autorizzazione del prospetto informativo da parte della Consob.
Cass. civ., 14 febbraio 2018 n. 3577
Le società quotate devono comunicare senza indugio al mercato variazioni rilevanti degli indici di bilancio rispetto ai report previsionali. E devono farlo non appena dispongono di informazioni precise ed attendibili. Non vi è dunque neppure la necessità di un via libera del Cda che comunque, se nelle intenzioni dell’azienda, va convocato in tempi strettissimi.
Cass. civ., 26 gennaio 2018 n. 2038
Compete anche al socio-amministratore di società a responsabilità limitata il diritto, previsto dall’articolo 2476, secondo comma, del Cc, di ricevere notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare i libri e i documenti relativi alla gestione societaria compiuta dagli altri amministratori, cui egli non abbia in tutto o in parte partecipato.
Cass. civ., 22 gennaio 2018 n. 1529
Il collegio sindacale ha una funzione strategica all’interno di una struttura bancaria: i sindaci devono verificare con continuità e, in ogni caso, i possibili rischi aziendali, sulla base dei flussi informativi e della funzione di controllo interno loro demandati e non limitata a compiti di alta vigilanza.
Cass. civ., 1 febbraio 2018 n. 2510
Anche il contratto di factoring se stipulato da una banca in relazione ai crediti derivanti da rapporti bancari, è soggetto alla disciplina della trasparenza bancaria e rientra quindi nella disciplina dell’articolo 117 e successivi del Tub.
Cass. civ., sezioni unite, 23 febbraio 2018 n. 4485
A seguito dell’introduzione dell’articolo 14 del decreto “taglia riti”, Dlgs n. 150 del 2011, l’avvocato può proporre l’istanza di liquidazione degli onorari: a) con un ricorso ai sensi dell’articolo 702-bis, c.p.c., che dà luogo ad un procedimento sommario “speciale”; b) con il procedimento per decreto ingiuntivo ai sensi degli articoli 633 e segg. cod. proc. civ.. Resta, invece, esclusa la possibilità di introdurre l’azione sia con il rito di cognizione ordinaria e sia con quello del procedimento sommario ordinario codicistico.
Cass. civ., sezioni unite, 22 febbraio 2018 n. 4324
L’equa riparazione del pregiudizio sofferto in ragione delle eccessive lungaggini processuali deve tenere conto delle eventuali sospensioni contenute nel lasso di tempo fatto valere dal ricorrente.
Cass. civ., 31 gennaio 2018 n. 2348
In un giudizio promosso fra l’impresa di assicurazione e la pluralità di persone danneggiate non sussiste l’ipotesi del litisconsorzio necessario processuale, mentre ove si tratti di giudizio introdotto dopo l’entrata in vigore dell’articolo 140 del Dlgs 7 settembre 2005 n. 209 sussiste il litisconsorzio necessario sostanziale.
Cass. civ., 8 gennaio 2018 n. 234
La legge del 4 agosto 2017 n. 124 che ha disposto con decorrenza dal 10 settembre 2017 la soppressione dell’attribuzione in esclusiva alla società Poste Italiane, quale fornitore del servizio postale universale, dei servizi inerenti le notificazioni e comunicazioni di atti giudiziari, non ha efficacia retroattiva.
Cass. pen., 28 febbraio 2018 n. 9091
Pienamente legittimo il sequestro finalizzato alla confisca delle polizze assicurative a carico del veggente che non abbia presentato alcuna dichiarazione dei redditi.
Cass. pen., 28 febbraio 2018 n. 9069
L’abbandono di rifiuti speciali derivanti da demolizione di abitazione su demanio marittimo non costituisce reato se la condotta – pur se continuata – non è abituale.
Cass. pen., 27 febbraio 2018 n. 9013
Coprire la targa dell’auto con nastro adesivo non integra il reato previsto dall’articolo 490 cp (soppressione, distruzione e occultamento di atti veri).
Cass. pen., 22 febbraio 2018 n. 8770
Il medico non è punibile per le lesioni causate al paziente soltanto se ha commesso un «errore colpevole non grave», benché causativo dell’evento, nel corso dell’esecuzione delle raccomandazioni accreditate.
Cass. pen., 21 febbraio 2018 n. 8404
Il datore di lavoro che abbia una struttura complessa costituita da più filiali per non rispondere degli inadempimenti sulla sicurezza deve dimostrare da documenti scritti di aver delegato specificamente un soggetto.
Cass. pen., 19 febbraio 2018 n. 7966
Il provvedimento di sequestro può essere emesso in ogni tempo ed anche su cose apprese in modo illegittimo dalla polizia giudiziaria.
Cass. pen., 13 febbraio 2018 n. 6940
Il ristorante abusivo realizzato dall’hotel per i propri clienti e sottoposto a sequestro preventivo non va restituito al proprietario dopo la condanna in primo grado se le esigenze cautelari non sono cessate.
Cass. pen., 7 febbraio 2018 n. 5784
Ai fini dell’applicabilità dell’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova, con riferimento al risarcimento del danno, l’indicazione contenuta nell’articolo 168-bis, comma 2, del Cp ha natura prescrittiva ma non assoluta, come chiaramente evidenziato dalla locuzione “ove possibile”, sicché risulta ingiustificato ritenere che la sospensione del procedimento con messa alla prova sia necessariamente subordinata all’integrale risarcimento del danno: infatti, deve in concreto verificarsi se il risarcimento del danno sia o meno possibile, se l’eventuale impossibilità derivi da fattori oggettivi estranei alla sfera di dominio dell’imputato, o se essa discenda dall’imputato, e se, in tale ultimo caso, sia relativa o assoluta e riconducibile o meno a condotte volontarie dell’imputato medesimo, potendo l’impossibilità ritenersi ingiustificata, e quindi potenzialmente ostativa all’ammissione alla messa alla prova, solo in tale ultima ipotesi.
Cass. pen., 6 febbraio 2018 n. 5459
La misura cautelare reale si applica al reato di riciclaggio e non a quello di ricettazione.
Cass. pen., 30 gennaio 2018 n. 4367
In presenza di un reato le videoriprese hanno pieno valore probatorio.
Cass. pen., 29 gennaio 2018 n. 4147
È abnorme, perché non consentita dall’ordinamento processuale, la restituzione degli atti al pubblico ministero da parte del Gip investito da una richiesta di emissione del decreto penale di condanna motivata dal giudice sulla base della ipotetica valutazione di applicabilità della causa di non punibilità di cui all’articolo 131-bis del Cp. Se è vero, infatti, che il Gip investito dalla richiesta di emissione del decreto penale di condanna è titolare del potere di emettere la sentenza di proscioglimento di cui all’articolo 129 del Cpp, tale possibilità è da escludersi nell’ipotesi di ritenuta sussistenza – da parte del giudice – della speciale causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’articolo 131-bis del Cp, in ragione della peculiare natura di tale istituto, che implica l’instaurazione del contraddittorio e che comporta l’emissione di un provvedimento non pienamente liberatorio, data la ricorrenza di effetti pregiudizievoli, tra cui l’iscrizione nel casellario giudiziale del provvedimento dichiarativo. Per cui l’applicazione di tale istituto può venire in rilievo esclusivamente in sede di formulazione dell’opposizione al decreto penale già emesso, e dunque dopo l’instaurazione del contraddittorio, nell’ambito delle opzioni processuali spettanti all’opponente.
Cass. pen., 26 gennaio 2018 n. 3869
Il medico di base deve seguire la best practice e consigliare il paziente secondo le linee guida in materia.
Cass. pen., 25 gennaio 2018 n. 3677
Va rimessa alle sezioni Unite la questione se, per le cose che costituiscono “corpo di reato”, il decreto di sequestro probatorio possa essere motivato con formula sintetica ove la funzione probatoria del medesimo costituisca connotato ontologico e immanente del compendio sequestrato, di immediata evidenza, desumibile dalla peculiare natura delle cose che lo compongono o debba, invece, a pena di nullità, essere comunque sorretto da idonea motivazione in ordine al presupposto della finalità perseguita, in concreto, per l’accertamento dei fatti
Cass. pen., 24 gennaio 2018 n. 3356
Maltrattamenti in famiglia anche per il coniuge separato, prima di fatto e poi anche legalmente, che attraverso persecuzioni telefoniche, ingiurie, minacce e violenze private, ha reso «abitualmente dolorosa» la relazione con la moglie e i figli.
Cass. pen., 22 gennaio 2018 n. 2630
L’aggravante dell’odio razziale può convivere con l’attenuante della provocazione.
Cass. pen., 22 gennaio 2018 n. 2621
Commette esercizio abusivo della professione di odontoiatra il laureato in medicina e chirurgia che non risulti essere stato iscritto all’albo degli odontoiatri istituito con la legge 24 luglio 1985 n. 409, senza neppure aver goduto, per avere egli conseguito il diploma di laurea in medicina e chirurgia solo nell’anno 2007, della disciplina transitoria che consentiva ai laureati in medicina e chirurgia l’esercizio della professione di odontoiatra.
Cass. pen., 16 gennaio 2018 n. 1822
Sms, WhatsApp ed altri dati contenuti nella memoria del telefono non rientrano nella nozione di «corrispondenza» ma hanno natura di prova documentale e dunque ai fini del sequestro probatorio non soggiacciono alle regole di maggior tutela relative alla ‘posta’.
Cass. pen., 9 gennaio 2018 n. 272
L’adesione alla voluntary disclosure non incide sulla misura cautelare conseguente all’appropriazione indebita, quale reato presupposto del riciclaggio. L’adesione alla “collaborazione volontaria” (estera) – introdotta dalla legge n. 186/2014 n. (in vigore dal 1° gennaio 2015) – determina l’esclusione della punibilità per i seguenti reati tributari ex Dlgs 74/2000: a) dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; b) dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici; c) dichiarazione infedele; d) dichiarazione omessa; e) omesso versamento di ritenute certificate; f) omesso versamento Iva. Se commesse in relazione ai delitti tributari “coperti”, è altresì esclusa la punibilità delle condotte previste dagli articoli: a) 648-bis c.p. (riciclaggio); b) 648-ter c.p. (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita).
Cass. pen., 9 gennaio 2018 n. 172
La sentenza del Tribunale secondo cui l’imputato è tenuto a scontare la pena ai domiciliari ma con il braccialetto elettronico, non può essere appellata per una mancata richiesta avanzata in tal senso dal pm. Il giudice, infatti, è libero di andare a integrare la misura cautelare senza che si renda necessaria una specifica richiesta del pubblico ministero.
Cass. pen., 4 gennaio 2018 n. 111
Nel procedimento applicativo delle misure di prevenzione personali agli indiziati di “appartenere” a una associazione di tipo mafioso, è necessario accertare il requisito della “attualità” della pericolosità del proposto.
Cass. pen., 2 gennaio 2018 n. 39
Alla luce delle puntualizzazioni fornite dalle sezioni Unite (sentenza 24 novembre 2015, Ventrice), la “quasi flagranza” legittimante l’arresto da parte della polizia giudiziaria è configurabile tutte le volte in cui sia possibile stabilire un particolare “nesso” tra il soggetto e il reato che, pur superando l’immediata individuazione dell’arrestato sul luogo del reato, permetta comunque la riconduzione della persona all’illecito sulla base della continuità del controllo, anche indiretto, eseguito da coloro i quali si pongano al suo inseguimento. Tale condizione si può configurare nei casi in cui l’arresto avvenga in esito a inseguimento, ancorché protratto ma effettuato senza perdere il contatto percettivo anche indiretto con il fuggitivo, o nel caso di rinvenimento sulla persona dell’arrestato di cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima; ma non si può configurare nelle ipotesi nelle quali l’arresto avvenga in seguito a un’attività di investigazione, sia pure di breve durata, attraverso la quale la polizia giudiziaria raccolga elementi (dalla vittima, da terzi o anche autonomamente) valutati i quali ritenga di individuare il soggetto da arrestare, il quale beninteso non sia trovato con cose che lo colleghino univocamente al reato e non presenti sulla persona segni inequivoci riconducibili alla commissione del reato da parte del medesimo.
Cass. pen., 2 gennaio 2018 n. 5
Responsabilità penale per l’infermiere che – pur accorgendosi che le condizioni del paziente siano peggiorate – ometta di avvertire il medico e il tutto si concluda con il decesso del ricoverato.
Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 30 gennaio 2018 n. 1
In caso di malattia dipendente da causa di servizio, l’impiegato pubblico non può cumulare quanto ricevuto a titolo di equo indennizzo con il risarcimento del danno non patrimoniale per lesione del diritto alla salute.
Consiglio di Stato, 30 gennaio 2018 n. 634
In linea generale, pur dinanzi al generale onere di specificità dei motivi di gravame, costituisce jus receptum il principio per cui è da ritenere ammissibile l’appello se dallo stesso sia possibile desumere quali siano le argomentazioni fatte valere da chi ha proposto l’impugnazione in contrapposizione a quelle evincibili dalla sentenza impugnata, atteso che il grado di specificità dei motivi di appello va parametrato e vagliato alla luce del grado di specificità della sentenza contestata; pertanto, una critica generica o una lagnanza generica sull’ingiustizia della sentenza non è adeguata e ammissibile se la sentenza confuta puntualmente i motivi di cui al ricorso di primo grado.
Consiglio di Stato, 30 gennaio 2018 n. 628
È legittimo il provvedimento con cui è respinta l’istanza di un appartenente alla Polizia di Stato con cui questi ha chiesto di potere usufruire dei periodi di riposo accordati dall’articolo 40, lettera c), del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151, per la nascita del proprio figlio, specificando di essere coniugato con moglie casalinga in quanto nessun congedo parentale spetta, in linea di principio, al padre coniugato con una casalinga. Questa, infatti, svolge attività domestiche che le consentono di prendersi cura del figlio, salvo che non vi possa attendere per specifiche, oggettive, concrete, attuali e ben documentate ragioni, fra le quali non rientra il mancato possesso della patente di guida.
Consiglio di Stato, 30 gennaio 2018 n. 623
Lo status dei cappellani militari è quello proprio dei militari, sicché gli atti assunti dall’autorità ecclesiastica esplicano efficacia nell’ambito dell’ordinamento statale, con la conseguenza che i provvedimenti emanati dalle superiori autorità ecclesiastiche, che sui cappellani militari esercitano la propria giurisdizione ecclesiastica (intesa come esercizio del ministero ecclesiastico), devono considerarsi, in forza del regime concordatario e delle norme di settore, alla stregua di atti provenienti da soggetti incardinati funzionalmente nella struttura del ministero della Difesa, con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo a giudicarne la legittimità.
Consiglio di Stato, 26 gennaio 2018 n. 565
Le prescrizioni dei bandi di gara d’appalto hanno carattere inderogabile e vincolano anche l’Amministrazione che, pertanto, non può disattendere tali disposizioni, costituenti la cosiddetta lex specialis della gara o del concorso, e, anche nel caso in cui esse siano illegittime, non può disapplicarle.
Cass. civ., 23 febbraio 2018 n. 4393
La detrazione sull’eccedenza Iva sussiste anche in assenza di presentazione della dichiarazione annuale per il periodo di maturazione. Tali somme devono, tuttavia, emergere dalle dichiarazioni periodiche e regolari per un anno e devono essere dedotte entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto.
Cass. civ., 12 febbraio 2018 n. 3276
Legittima la pretesa del Fisco nei confronti del contribuente per omessa dichiarazione di attività detenute in Svizzera nel 2003, quando le informazioni provengano dalla lista Falciani.
Cass. civ., 7 febbraio 2018 n. 2944
Il contribuente non può contestare una pretesa ormai definitiva.
Cass. civ., 7 febbraio 2018 n. 2935
L’Ufficio può procedere con l’accertamento induttivo solo in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti e quindi non può emettere un avviso di accertamento sulla sola constatazione che un’attività sia proseguita attraverso altra società. A maggior ragione se il contribuente ha fornito adeguate spiegazioni.
Cass. civ., 17 gennaio 2018 n. 946
In caso di dichiarazione infedele le sanzioni sono comunque dovute: il tutto a prescindere dalla circostanza che l’imposta non dichiarata vada poi effettivamente riscossa oppure debba essere compensata con crediti rinvenienti dalla definitiva stabilizzazione di perdite fiscali anteriori.
Questo articolo è stato pubblicato il martedì, 6 marzo 2018 alle 21:26 e classificato in Comunicati.	È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Sia i commenti che i ping sono attualmente chiusi.