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Timestamp: 2019-06-19 23:45:33+00:00
Document Index: 112360142

Matched Legal Cases: ['art. 2087', 'art. 474', 'sentenza ', 'art. 646', 'sentenza ', 'sentenza ']

Numero 4 10 aprile 2019
Malattia imputabile al comportamento del datore di lavoro e superamento del periodo di comporto
LA QUESTIONE Al fine di scomputare dal periodo di comporto le assenze per malattia non è sufficiente che si tratti di malattia professionale, cioè meramente connessa alla prestazione lavorativa, ma è necessario che in relazione a tale malattia, e alla sua genesi, sussista una responsabilità del datore di lavoro quanto meno ai sensi dell'art. 2087 c.c.
Malattia professionale indotta dal datore: computabile nel periodo di comporto?
L’ANALISI DELLA DECISIONE Le assenze del prestatore di lavoro riconducibili a malattie professionali in riferimento alle quali sussista una responsabilità del datore di lavoro ex articolo 2087 del codice civile sono escluse dal calcolo del periodo di comporto. Nel caso in esame tale principio non ha trovato applicazione a causa del mancato assolvimento dell’onere probatorio a carico del lavoratore e del contestuale e speculare soddisfacimento dell’onere probatorio a carico del datore.
La figura del mutuo condizionato
LA QUESTIONE Al fine di accertare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo occorre verificare se esso contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata, e che entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge.
Il contratto di mutuo condizionato non ha valore di titolo esecutivo
L'ANALISI DELLA DECISIONE La pronuncia si inserisce nel solco del filone giurisprudenziale, ormai consolidato, che configura il contratto di mutuo condizionato come un contratto non idoneo a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata e conseguentemente la sua inidoneità a costituire idoneo titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 c.p.c. al fine di instaurare una valida espropriazione forzata.
LA QUESTIONE È ravvisabile un'oggettiva interversione del possesso ogni qualvolta l'amministratore di condominio, anziché dare corso ai suoi obblighi, dia alle somme a lui rimesse dai condomini una destinazione del tutto incompatibile con il mandato ricevuto.
Utilizzo "uti dominus" di somme condominiali da parte dell'amministratore
L'ANALISI DELLA DECISIONE La sentenza in commento risulta essere di particolare interesse, in quanto, non solo delinea un’attenta e puntuale ricostruzione giuridica della fattispecie di reato ex art. 646 cod. pen., ma, altresì, perché fa buon governo dei principi giurisprudenziali sia di merito sia di legittimità, in ordine all’interessante tematica concernente il rapporto fiduciario di mandato che si instaura tra i condomini e l’amministratore.
L'offesa alla reputazione consumata tramite mezzo di pubblicità
LA QUESTIONE La diffusione di un messaggio diffamatorio tramite social network integra il reato di diffamazione aggravata, poichè si tratta di una condotta potenzialmente idonea a raggiungere un numero indeterminato di persone.
La diffamazione tramite Facebook
L'ANALISI DELLA DECISIONE L'ipotesi aggravata del delitto di diffamazione trova il suo fondamento nella "potenzialità", nell'"idoneità" e nella "capacità" del mezzo utilizzato per la consumazione del reato a coinvolgere e raggiungere una pluralità di persone ancorché non individuate nello specifico ed apprezzabili soltanto in via potenziale, con ciò cagionando un maggiore e più diffuso danno alla persona offesa.
Responsabilità penale attenuata dalla "tempesta emotiva"
LA QUESTIONE La sentenza in esame ha riconosciuto nella "soverchiante tempesta emotiva e passionale" una attenuante del reato di femminicidio, mitigando il trattamento sanzionatorio previsto dai giudici di prime cure.
Un'incontenibile emozione può attenuare (e non giustificare) l'omicidio?
L'ANALISI DELLA DECISIONE La Corte di secondo grado di Bologna, rideterminando la pena da anni 30 in anni 16 di reclusione, ha riconosciuto l’applicazione delle attenuati generiche in virtù della “ soverchiante tempesta emotiva e passionale ”, ritenendo tale manifestazione emozionale dovuta alle pregresse esperienze in campo amoroso dell’imputato evidenziatesi con tale impetuosità da condurlo ad attuare l’omicidio.
Sopravvenuta carenza di interesse e azione risarcitoria
LA QUESTIONE In presenza di sopravvenienze che fanno venir meno, in corso di causa, l'interesse all'annullamento dell'atto gravato, la parte ha l'onere di allegare compiutamente i presupposti per la successiva proposizione dell'azione risarcitoria, a partire dal danno sofferto.
Improcedibilità della domanda risarcitoria per sopravvenuta carenza di interesse
L'ANALISI DELLA DECISIONE È improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, la domanda risarcitoria formulata tout court qualora sopravvenga una situazione di fatto o di diritto che muti radicalmente la situazione esistente al momento della proposizione del ricorso e che renda in maniera certa e definitiva l’inutilità della sentenza in relazione alla domanda azionata. In tale ipotesi, infatti, la parte non può limitarsi a manifestare il proprio interesse ai fini risarcitori, avendo l’onere, nel caso di sopravvenienze che rendano inutile l’annullamento, di depositare una memoria (o farlo presente anche nel corso della discussione orale della causa alla pubblica udienza) da cui in termini impegnativi e non equivoci emerga l’interesse alla pronuncia sulla legittimità o meno dell’atto impugnato. Deve, altresì, fornire una motivazione che consenta alle controparti di contraddire sul punto e al giudicante di formarsi un adeguato convincimento. In caso di inerzia il Giudice potrà senz’altro dichiarare il ricorso improcedibile.
Sicurezza pubblica e forze di polizia
Servizio di vigilanza e autorizzazioni del Questore
LA QUESTIONE Il ricorso avverso il provvedimento del Questore di approvazione del regolamento interno di servizio di un istituto di vigilanza privata deve essere accolto laddove vi sia stato un eccesso di potere con travisamento delle prerogative di ordine pubblico.
Il pubblico interesse è il limite all’esercizio dei poteri di controllo del Questore
L’ANALISI DELLA DECISIONE Il Tribunale Amministrativo Regionale Toscana - Firenze, nella sua decisione, valutando la legittimità del provvedimento questorile di autorizzazione del regolamento di servizio interno di un istituto di vigilanza privata, si riporta più volte al principio di libertà di iniziativa economica di cui all'articolo 41 della Costituzione e al diritto dell'imprenditore di esercitare la propria autonomia organizzativa, tenendo ben presente che l’interesse pubblico costituito dalla tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica si pone contemporaneamente come limite e parametro d'azione.
Carceri e sistema penitenziario
Status e capacità