Source: https://www.diritto.it/normativa/legge-24111981-n-689/
Timestamp: 2018-03-18 08:01:17+00:00
Document Index: 161372604

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 59', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2641', 'art. 1']

S.O. 30/11/1981 n. 329
Sostituzione di pene detentive brevi (1)
Il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, quando ritiene di dovere determinare la durata della pena detentiva entro il limite di due anni, può sostituire tale pena con quella della semidetenzione; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di un anno, può sostituirla anche con la libertà controllata; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di sei mesi, può sostituirla altresì con la pena pecuniaria della specie corrispondente. (2)
La sostituzione della pena detentiva ha luogo secondo i criteri indicati dall’articolo 57. Per determinare l’ammontare della pena pecuniaria il giudice individua il valore giornaliero al quale può essere assoggettato l’imputato e lo moltiplica per i giorni di pena detentiva. Nella determinazione dell’ammontare di cui al precedente periodo il giudice tiene conto della condizione economica complessiva dell’imputato e del suo nucleo familiare. Il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma indicata dall’ articolo 135 del codice penale e non può superare di dieci volte tale ammontare. Alla sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria si applica l’ articolo 133-ter del codice penale. (3)
Le norme del codice di procedura penale relative al giudizio per decreto si applicano anche quando il pretore (4), nei procedimenti per i reati perseguibili d’ufficio, ritiene di dover infliggere la multa o l’ammenda in sostituzione di una pena detentiva. Nel decreto devono essere indicati i motivi che determinano la sostituzione.
Nei casi previsti dall’ articolo 81 del codice penale, quando per ciascun reato è consentita la sostituzione della pena detentiva, si tiene conto dei limiti indicati nel primo comma soltanto per la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave. Quando la sostituzione della pena detentiva è ammissibile soltanto per alcuni reati, il giudice, se ritiene di doverla disporre, determina, al solo fine della sostituzione, la parte di pena per i reati per i quali opera la sostituzione.
(1) La Corte Cost. – sent. 29/6/1995, n. 284 – ha dichiarato l’illegittimità del presente art. 53 nella parte in cui non prevede l’applicabilità delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi ai reati militari, secondo i principi di cui in motivazione.
(2) Comma dapprima modificato dall’art. 5, D.L. 14 giugno 1993, n. 187 (conv. con mod. nella L. 12 agosto 1993, n. 296) e successivamente così sostituito dall’art. 4, L. 12 giugno 2003, n. 134.
(3) Comma così sostituito dall’art. 4, L. 12 giugno 2003, n. 134.
(4) Ai sensi dell’art. 1, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, L’ufficio del pretore è soppresso a decorrere dal 2 giugno 1999, fatta salva l’attività necessaria per l’esaurimento degli affari pendenti. Le relative competenze sono trasferite al tribunale ordinario, fuori dei casi in cui è diversamente disposto dal medesimo D.Lgs. 51/1998.
Applicabilità delle pene sostitutive. (1) (Omissis).
(1) Articolo abrogato dall’art. 1, D.L. 14 giugno 1993, n. 187 (conv. con mod. nella L. 12 agosto 1993, n. 296).
La semidetenzione comporta in ogni caso l’obbligo di trascorrere almeno dieci ore al giorno negli istituti o nelle sezioni indicati nel secondo comma dell’articolo 48 della legge 26 luglio 1975, n. 354 , e situati nel comune di residenza del condannato o in un comune vicino. La determinazione delle ore e l’indicazione dell’istituto sono effettuate in relazione alle comprovate esigenze di lavoro o di studio del condannato.
Durante il periodo di permanenza negli istituti o nelle sezioni indicate nel primo comma, il condannato è sottoposto alle norme della L. 26 luglio 1975, n. 354 , e D.P.R. 29 aprile 1976, n. 431 , in quanto applicabili
Nei confronti del condannato tossicodipendente che abbia in corso un programma terapeutico residenziale o semiresidenziale presso una delle strutture di cui all’articolo 94 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, e che ne faccia richiesta, l’obbligo di cui al numero 2) del primo comma può essere sostituito dalla attestazione di presenza da parte del responsabile della struttura. (1)
(1) Comma aggiunto dall’art. 4-vicies bis, DL 30/12/2005, n. 272.
Per la determinazione della durata della pena sostitutiva anche nei casi in cui è concessa la sospensione condizionale della pena, e per qualsiasi altro effetto giuridico, un giorno di pena detentiva equivale a un giorno di semidetenzione o a due giorni di libertà controllata .
Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei criteri indicati nell’ articolo 133 del codice penale, può sostituire la pena detentiva e tra le pene sostitutive sceglie quella più idonea al reinserimento sociale del condannato.
Condizioni soggettive per la sostituzione della pena detentiva (1)
La pena detentiva non può essere sostituita nei confronti di coloro che, essendo stati condannati, con una o più sentenze, a pena detentiva complessivamente superiore a tre anni di reclusione, hanno commesso il reato nei cinque anni dalla condanna precedente (2) .
c) nei confronti di coloro che hanno commesso il reato mentre si trovavano sottoposti alla misura di sicurezza della libertà vigilata o alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, disposta con provvedimento definitivo ai sensi della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, e della L. 31 maggio 1965, n. 575.
(1) La Corte Cost. – sent. 18/2/1998, n. 16 – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 59, nella parte in cui non esclude che le condizioni soggettive in esso prevedute per l’applicazione delle sanzioni sostitutive si estendono agli imputati minorenni.
(2) Comma così modificato dall’art. 4, L. 12 giugno 2003, n. 134.
Esclusioni oggettive. (1) (Omissis).
(1) Articolo abrogato dall’art. 4, L. 12 giugno 2003, n. 134.
Il giudice, nel dispositivo della sentenza di condanna o del decreto penale, deve indicare la specie e la durata della pena detentiva sostitutiva con la semidetenzione, la libertà controllata o la pena pecuniaria
Il pubblico ministero o il pretore competente per l’esecuzione trasmette l’estratto della sentenza di condanna alla semidetenzione o alla libertà controllata al magistrato di sorveglianza del luogo di residenza del condannato, che determina le modalità di esecuzione della pena avvalendosi dei criteri indicati negli articoli 55 e 56 e osservando le norme del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 .
Appena ricevuta l’ordinanza prevista nel penultimo comma dell’articolo precedente, l’organo di polizia ne consegna copia al condannato ingiungendogli di attenersi, a decorrere dal giorno successivo, alle prescrizioni in essa contenute. Provvede altresì al ritiro e alla custodia delle armi, munizioni ed esplosivi, della patente di guida e del passaporto ed alla apposizione sui documenti equipollenti dell’annotazione «documento non valido per l’espatrio», limitatamente alla durata della pena.
Quando la località designata per l’esecuzione della pena è diversa da quella in cui il condannato si trova, il termine per l’inizio dell’esecuzione è prolungato dei giorni necessari per il viaggio, secondo i criteri indicati nel primo comma dell’ articolo 183 del codice di procedura penale.
Le prescrizioni imposte con l’ordinanza prevista dall’articolo 62 possono essere modificate dal magistrato di sorveglianza per sopravvenuti motivi di assoluta necessità, osservando le norme del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 .
Nel fascicolo individuale sono custoditi l’estratto della sentenza di condanna, l’ordinanza del magistrato di sorveglianza con le eventuali successive modifiche delle modalità di esecuzione, copia della corrispondenza con l’autorità giudiziaria e con le altre autorità, una cartella biografica in cui sono riassunte le condanne riportate e ogni altro documento relativo all’esecuzione della pena. Si applicano al condannato alla semidetenzione le norme di cui all’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 aprile 1976, n. 431 .
Il magistrato di sorveglianza trasmette gli atti alla sezione di sorveglianza, la quale, compiuti, ove occorra, sommari accertamenti, qualora ritenga doversi procedere alla conversione prevista dal primo comma, provvede con ordinanza, osservate le norme contenute nel capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 . L’ordinanza è trasmessa al pubblico ministero competente, il quale provvede mediante ordine di carcerazione.
Inapplicabilità delle misure alternative alla detenzione. (1)
(1) La Corte Cost. – sent. 22/4/1997, n. 109 – ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledel presente articolo, nella parte in cui si applica ai condannati minori di etàal momento della condanna.
La semidetenzione o la libertà controllata riprendono a decorrere dal giorno successivo a quello della cessazione della esecuzione della pena detentiva; si applica la disposizione dell’ultimo comma dell’articolo 63
Per motivi di particolare rilievo, attinenti al lavoro, allo studio o alla famiglia, possono essere concesse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 52 della legge 26 luglio 1975, n. 354 , sospensioni della semidetenzione e della libertà controllata per la durata strettamente necessaria e comunque per non più di sette giorni per ciascun mese di pena.
Nel periodo della sospensione può essere imposto l’obbligo previsto dal secondo comma dell’ articolo 284 del codice di procedura penale. Se il condannato viola le prescrizioni o non si presenta all’ufficio di polizia indicato nell’articolo 65 nelle dodici ore successive alla scadenza del periodo di sospensione, la pena sostitutiva si converte in quella sostituita, a norma dell’articolo 66.
Nei casi previsti dai numeri 2 e 3 del primo comma dell’ articolo 147 del codice penale, quando l’esecuzione della semidetenzione o della libertà controllata è già iniziata, la sospensione può essere ordinata dal magistrato di sorveglianza che ha determinato le modalità di esecuzione della pena.
Quando contro la stessa persona sono state pronunziate, per più reati, una o più sentenze di condanna alla pena della semidetenzione o della libertà controllata, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli da 71 a 80 del codice civile e dell’ articolo 582 del codice di procedura penale.
Alle pene pecuniarie sostitutive delle pene detentive si applicano le disposizioni dell’ articolo 586 del codice di procedura penale.
In tal caso la libertà controllata è eseguita con le modalità stabilite dai commi dal quarto al decimo dell’articolo 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354 , e le funzioni attribuite agli organi di polizia dagli articoli 62, 63, 64, 65, 66, 68 e 69 sono svolte dall’ufficio di servizio sociale per minorenni.
La Corte di cassazione decide ai sensi dell’ultimo comma dell’ articolo 538 del codice di procedura penale.
Le pene della multa e dell’ammenda non eseguite per insolvibilità del condannato si convertono nella libertà controllata per un periodo massimo, rispettivamente, di un anno e di sei mesi .
Nel caso in cui la pena pecuniaria da convertire non sia superiore a euro 516, la stessa può essere convertita, a richiesta del condannato, in lavoro sostitutivo (1).
Il ragguaglio ha luogo calcolando euro 12, o frazione di euro 12, di pena pecuniaria per un giorno di libertà controllata e euro 25, o frazione di euro 25, per un giorno di lavoro sostitutivo. (2)
(1) La Corte Cost. – sent. 21/6/1996, n. 206 – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 102, secondo comma, nella parte in cui non consente che il lavoro sostitutivo, a richiesta del condannato, sia concesso anche nel caso in cui la pena pecuniaria da convertire sia superiore ad un milione.
(2) La Corte Cost. – sent. 23/12/1994, n. 440 – ha dichiarato l’illegittimità del terzo comma, nella parte in cui stabilisce che, agli effetti della conversione delle pene pecuniarie non eseguite per insolvibilità del condannato, il ragguaglio ha luogo calcolando venticinquemila lire, o frazione di venticinquemila lire, anziché settantacinquemila lire, o frazione di settantacinquemila lire, di pena pecuniaria per un giorno dilibertà controllata.
Il lavoro sostitutivo consiste nella prestazione di un’attività non retribuita, a favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, o presso enti, organizzazioni o corpi di assistenza, di istruzione, di protezione civile e di tutela dell’ambiente naturale o di incremento del patrimonio forestale, previa stipulazione, ove occorra, di speciali convenzioni da parte del Ministero di grazia e giustizia, che può delegare il magistrato di sorveglianza .
Determinazione delle modalità di esecuzione delle pene conseguenti alla conversione della multa o dell’ammenda
Il magistrato di sorveglianza determina le modalità di esecuzione del lavoro sostitutivo e ne fissa il termine iniziale, sentito ove occorra il servizio sociale, tenuto conto delle esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato ed osservando le disposizioni del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 .
Il magistrato di sorveglianza trasmette gli atti alla sezione di sorveglianza, la quale, compiuti ove occorra sommari accertamenti, provvede con ordinanza alla conversione prevista dal primo comma, osservate le disposizioni del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 . L’ordinanza di conversione è trasmessa al pubblico ministero competente, il quale provvede mediante ordine di carcerazione.
Quando, tenuto conto degli aumenti previsti nei commi precedenti, la legge stabilisce la pena dell’ammenda inferiore nel minimo a euro 2 o nel massimo a euro 5, i limiti edittali sono elevati rispettivamente a euro 5 e a euro 12 (1)
(1) Ai sensi dell’art. 26 cp, come modificato dall’art. 3, comma 61, L. 15 luglio 2009, n. 94, la pena dell’ammenda consiste nel pagamento di una somma non inferiorea 20 euro e non superiore a euro 10.000.
(1) Comma così modificato dall’art. 3, c. 64, L. 15 luglio 2009, n. 94.
L’ articolo 2641 del codice civile (1)è abrogato.
Quando nelle leggi speciali è richiamato l’ articolo 2641 del codice civile tale richiamo si intende operato all’ articolo 32-bis del codice penale.
(1) L’art. 2641 cc è stato sostituito dall’art. 1, D.Lgs. 11 aprile 2002, n. 61.