Source: http://www.sistemapiemonte.it/suapbdcfo/visualizzaScheda?istat=001191&tipo=EndoTipo2&idp=2042
Timestamp: 2017-11-18 16:00:37+00:00
Document Index: 172150456

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 6', 'art. 71', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 4', 'art 46', 'art 47', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 85', 'art. 2', 'art. 71', 'art. 9', 'art. 85', 'art. 1']

47.104R
Grande struttura di vendita. Solo prodotti non alimentari
Avvio/Apertura
1. Le grandi strutture di vendita sono gli esercizi aventi superficie di vendita superiore a 1.500 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 2.500 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.
2. A tal proposito, si evidenzia inoltre che, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i., le grandi strutture di vendita possono assumere la forma di un centro commerciale, nel quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica ed usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. La superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti. Peraltro, per maggiori dettagli in merito alla classificazione dei centri commerciali si rimanda all’art. 6 della D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.
3. L’apertura di una grande struttura di vendita è soggetta ad autorizzazione commerciale rilasciata dallo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente per territorio, che è quello in cui ha sede il locale per l’esercizio dell’attività commerciale. All’istanza di autorizzazione devono essere allegati il progetto dell’intervento, le relazioni tecnico-progettuali ed economiche, asseverazioni, il certificato urbanistico, lo studio di impatto sulla viabilità ed eventuali autocertificazioni e convenzioni o atti di impegno unilaterali già sottoscritti.
4. La domanda di rilascio dell’autorizzazione è presentata al SUAP del comune competente per territorio ed esaminata da una conferenza di servizi che è indetta dal responsabile del procedimento della Regione entro sessanta giorni dall’avvenuta completezza della documentazione richiesta a corredo della medesima domanda.
5. Alla conferenza di servizi partecipano, a titolo obbligatorio e con diritto di voto, oltre al Comune procedente, la Provincia e la Regione. Possono, altresì, partecipare a titolo consultivo e senza diritto di voto: i rappresentanti dei comuni contermini, i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, nonché delle organizzazioni delle imprese del commercio, più rappresentative a livello regionale.
6. La conferenza di servizi si svolge in seduta pubblica e si conclude con la sottoscrizione del verbale finale da parte delle amministrazioni a partecipazione obbligatoria. La deliberazione della conferenza di servizi relativa all’autorizzazione commerciale, adottata a maggioranza degli aventi diritto, costituisce presupposto del rilascio della stessa, nonché parere vincolante per il suo rilascio.
7. In sede di conferenza di servizi, viene valutata la conformità dell’insediamento commerciale rispetto ai criteri di programmazione urbanistica, di cui alla D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i., e il parere favorevole rilasciato dalla Regione subordina il rilascio dell’autorizzazione.
8. Per maggiori dettagli riguardanti le norme sul procedimento concernente le domande relative alle grandi strutture di vendita si rinvia alla D.G.R. n. 43-29533 del 01/03/2000 e s.m.i.
9. L’attività può essere iniziata soltanto dopo il rilascio dell’autorizzazione, che deve avvenire entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di convocazione della conferenza di servizi, termine entro il quale la stessa si intende accolta qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego. In ogni caso l’interessato ha tempo due anni a decorrere dalla data di rilascio dell’autorizzazione, salvo proroga per ulteriori due anni, in caso di comprovata necessità, per attivare l’esercizio, pena la revoca del titolo.
10. Nella domanda di rilascio dell’autorizzazione per nuova apertura il richiedente dichiara:
· di essere in possesso dei requisiti morali, ai sensi dell'art. 71 commi 1, 2, 3, 4 e 5 del D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i.;
· il settore merceologico;
· l’ubicazione del locale;
· la superficie di vendita del locale;
· le eventuali comunicazioni di cui all’art. 10, commi 2 e 3 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i.;
· di rispettare gli indirizzi generali per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa ed i criteri di programmazione urbanistica, di cui alla D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.
11. Ai fini della realizzazione della grande struttura di vendita, il progetto dovrà essere sottoposto alla fase di verifica ambientale, secondo quanto previsto dall’ex art. 10 della L.R. n. 40/1998.
12. A tal proposito, si fa presente, inoltre, che nel caso in cui la grande struttura di vendita abbia una superficie lorda di pavimento uguale o superiore a 4.000 mq, prima del rilascio del permesso a costruire, è necessario acquisire l’autorizzazione regionale, di cui al comma 7 e seguenti della L.R. n. 56/1977 s.m.i.
RIFERIMENTI NORMATIVI: artt. 4, 9 D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i. – Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’art. 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59
Legge regionale 12 novembre 1999, n. 28 e s.m.i. – Disciplina, sviluppo ed incentivazione del commercio in Piemonte, in attuazione del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114
D.G.R. n. 43-29533 del 01/03/2000 e s.m.i – Disposizioni relative al procedimento per il rilascio delle autorizzazioni per le grandi strutture di vendita
D.C.R. 29 ottobre 1999, n. 563-13414 s.m.i. – Indirizzi generali e criteri di programmazione urbanistica per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa, in attuazione del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114
FONTI NORMATIVE: http://www.regione.piemonte.it/commercio/index.htm
Il soggetto, che richiede il rilascio dell’autorizzazione per l’apertura di una grande struttura di vendita, deve dichiarare: i propri dati identificativi e la sussistenza dei requisiti morali, l’ubicazione e la superficie di vendita del locale, nonché di aver rispettato a livello progettuale i criteri di programmazione urbanistica per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa, di cui alla D.C.R. n. 563-134141/1999 s.m.i.
Nota bene: il privato può:
- autocertificare con dichiarazione sostitutiva di certificazione (art 46 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche (Es. :residenza, nascita, titolo di studio, assenza di condanne penali, ecc.);
- autocertificare con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art 47 – D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.) altri stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato o che risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso (Es.: agibilità, idoneità igienico-sanitaria, prevenzione incendi, ecc.);
- non può autocertificare requisiti di natura tecnica che non risultino da certificazioni, autorizzazioni o altri documenti rilasciati da soggetti titolari di funzioni pubbliche in suo possesso. In questo ultimo caso dovrà ricorrere ad attestazioni o asseverazioni di tecnici abilitati (art. 19 – legge n. 241/1990 s.m.i.), ovvero a dichiarazione di conformità resa dall’«Agenzia delle Imprese» di cui all’art. 38, comma 4, D.L. n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008.
La sede dell’esercizio deve rispettare i criteri di programmazione urbanistica per l’insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa, di cui alla D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.
5. In caso di società associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252*. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall’eventuale altra persona preposta all’attività commerciale.
*Il riferimento all’art. 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 è da intendersi sostituito dall’art. 85 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 – “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136” - così come modificato dall’art. 2 del Decreto Legislativo 15 novembre 2012, n. 218 - “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto 2010, n. 136”.
FONTI NORMATIVE: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10059dl.htm
1. I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l’esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. Per maggiori informazioni in materia si rimanda alla consultazione dei seguenti siti web:
· http://www.prefettura.it/torino/contenuti/13641.htm
(link alla Prefettura di Torino - per reperire qualsiasi tipo di informazione in materia di immigrazione)
· http://www.to.camcom.it/Page/t01/view_html?idp=13570
(link alla C.C.I.A.A. di Torino - la Guida intende porre l’attenzione sui principali aspetti concernenti gli adempimenti incombenti in capo alla Camera di commercio in relazione ai soggetti extracomunitari che intendono svolgere attività di lavoro autonomo ed imprenditoriale in Italia. Trattasi di soggetti originari di Paesi non appartenenti all’UNIONE EUROPEA che vogliono ottenere il permesso di soggiorno per lavorare in Italia ovvero che sono già residenti in Italia, ma desiderano convertire il permesso di soggiorno già ottenuto.)
artt. 4, 9 D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i., L.R. n. 28/1999 s.m.i., D.C.R. n. 563-134141/1999 s.m.i.
art. 71, commi 1, 2, 3, 4, 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59 s.m.i.
1 AMBIENTE A 7.1 A7 Inquinamento acustico NO Visualizza endoprocedimento
2 AMBIENTE A 4.6 A4 Scarichi di acque reflue domestiche in pubblica fognatura NO Visualizza endoprocedimento
3 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.3 ED - CIL ordinaria NO Visualizza endoprocedimento
4 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.4 ED - CIL straordinaria NO Visualizza endoprocedimento
5 EDILIZIA/URBANISTICA ED 2 ED - DIA NO Visualizza endoprocedimento
6 EDILIZIA/URBANISTICA ED 1 ED - Permesso di costruire NO Visualizza endoprocedimento
7 EDILIZIA/URBANISTICA ED 0.1 ED - SCIA NO Visualizza endoprocedimento
8 IGIENICO SANITARI IS 1.1 IG-SAN Parere per progetti edilizi NO Visualizza endoprocedimento
9 PREVENZIONE INCENDI VF 2 VF - Richiesta di deroga NO Visualizza endoprocedimento
10 PREVENZIONE INCENDI VF 1 VF - Richiesta Esame Progetto NO Visualizza endoprocedimento
1 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.1 ED - Conclusione lavori, conformita' dell'opera e degli impianti al progetto, attestato agibilita' NO Visualizza endoprocedimento
2 EDILIZIA/URBANISTICA ED 3.2 ED - Richiesta Agibilita' NO Visualizza endoprocedimento
3 PREVENZIONE INCENDI VF 3 VF - Richiesta CPI NO Visualizza endoprocedimento
4 PREVENZIONE INCENDI VF 4 VF - SCIA ai fini della sicurezza antincendio NO Visualizza endoprocedimento
5 SICUREZZA ISPESL 3 ISPESL - Impianti elettrici di messa a terra, di protezione contro le scariche elettriche e impianti posti in luoghi con pericolo di esplosioni NO Visualizza endoprocedimento
Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività: Domanda
D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i. – artt. 4, 9 L.R. n. 28/1999 s.m.i. D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i. D.G.R. n. 43-29533/2000 s.m.i.
al rilascio dell’autorizzazione, che deve avvenire entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di convocazione della conferenza di servizi, termine entro il quale la stessa si intende accolta qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego. In ogni caso l’interessato ha tempo due anni a decorrere dalla data di rilascio dell’autorizzazione, per attivare l’esercizio, pena la revoca del titolo.
120 giorni dalla data di convocazione della conferenza di servizi (rif. art. 9 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i.)
Dichiarazione soci Dichiarazione soci (obbligatoria nel caso di società, l’autocertificazione relativa al possesso dei requisiti morali deve essere presentata da tutti i soggetti di cui all’art. 85 del D.Lgs. n. 159/2011 s.m.i.) ALLEGATO - DICHIARAZIONE SOCI.doc NO Scarica allegato
Gestione Reparto Gestione di reparto Gestione di reparto.doc NO Scarica allegato
Domanda 02_Mod_MediaGrandestruttdivendita.odt NO Scarica allegato
Domanda 03_Mod_CentriCommerciali.odt NO Scarica allegato
Una marca da bollo per la domanda unica e una marca da bollo per il provvedimento finale (art. 1, commi 591, 592, 593, 594, legge 27 dicembre 2013, n. 302). In SUAPPiemonte, in fase di presentazione della domanda, è richiesto di inserire il numero del codice a barre presente sulla marca da bollo. Il sistema controlla l'univocità del numero. In fase di rilascio del provvedimento finale è richiesto al richiedente di fornire la scansione della seconda marca da bollo, firmata digitalmente. Il Suap effettua la verifica nuovamente dell'univocità del numero della seconda marca da bollo. Per quanto riguarda i procedimenti che coinvolgono le Amministrazioni competenti al rilascio di pareri, autorizzazioni, nulla osta finalizzati al riscontro dell'istanza, essendo anche secondo l'Agenzia delle Entrate atti istruttori, non avendo rilevanza esterna ma confluendo nel provvedimento finale emesso dal Suap, devono essere esenti dall'imposta di bollo