Source: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/cancellazione-ipoteca-giudiziale-volontaria/
Timestamp: 2019-09-21 02:27:24+00:00
Document Index: 54124726

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Come si cancella un' ipoteca giudiziale o volontaria?
Come si cancella un’ ipoteca giudiziale o volontaria?
Il Codice Civile prevede, all’articolo 2878, elenca le cause di “estinzione” dell’ipoteca ossia:
la cancellazione dell’iscrizione;
la mancata rinnovazione dell’iscrizione entro il termine di 20 anni;
l’estinzione dell’obbligazione (ossia del debito che garantisce);
il perimento del bene ipotecato;
la rinunzia del creditore;
lo spirare del termine a cui l’ipoteca è stata limitata o col verificarsi della condizione risolutiva;
la pronunzia del provvedimento che trasferisce all’acquirente il diritto espropriato e ordina la cancellazione delle ipoteche.
La cancellazione è quindi solo una delle cause di estinzione dell’ipoteca. Infatti estinzione e cancellazione sono due concetti totalmente diversi.
L’estinzione è diversa dalla cancellazione!
L’estinzione di cui al soprariportato n. 3 comporta l’inefficacia dell’ipoteca, ossia la rende inutilizzabile, cioè ne annulla la consistenza e la possibilità per chiunque di adoperarla.
Nei pubblici registri immobiliari essa però continuerà a figurare, anche se solo formalmente. Per questo è necessaria la cancellazione vera e propria. Peraltro è pure possibile cancellare l’ipoteca senza estinguere l’obbligazione sottostante!
Può accadere che un’ipoteca estinta per rimborso totale del debito non venga cancellata dai pubblici registri e tale circostanza può essere di ostacolo alla futura circolazione del bene, perchè un eventuale acquirente sicuramente ne pretenderà la cancellazione. E non avrebbe tutti i torti: è solo con la cancellazione che si ha la giuridica sicurezza che l’immobile non verrà attaccato.
La procedura che consente di cancellare l’ipoteca è diversa a seconda del tipo di ipoteca.
Per le ipoteche volontarie la cancellazione può essere ottenuta sia con modalità automatica (purché relativa ad un mutuo), che mediante atto notarile, ovvero con un’ordinanza del giudice.
Per utilizzare il sistema automatico, previsto dalla Legge n° 40 del 2 aprile 2007 (cosiddetta Legge Bersani), sarà sufficiente che la banca (se ovviamente il creditore è una banca) comunichi l’avvenuta estinzione del mutuo presso i competenti uffici, i quali procederanno, successivamente, a cancellare l’ipoteca.
Questa forma di cancellazione (detta anche “semplificata”) non prevede l’intervento del notaio e viene eseguita senza alcun onere per il debitore. Per i mutui estinti dopo il 2 giugno 2007, la Banca deve effettuare spontaneamente la comunicazione di cancellazione entro 30 giorni dall’estinzione inviando notifica all’Agenzia del Territorio, che procederà poi alla cancellazione dell’ipoteca. Ma non sempre viene fatta!
Spesso occorre un sollecito da parte del cliente affinché l’obbligo venga rispettato. Nel caso di mutui estinti in precedenza, il termine di 30 giorni decorrerà invece dalla data di richiesta da parte del debitore.
Ma attenzione! La Banca che ha comunicato l’avvenuta estinzione ha 30 giorni di tempo per ripensarci ed opporsi alla cancellazione dell’ipoteca, in presenza di un giustificato motivo. Sui vantaggi e sugli svantaggi della cancellazione semplificata rinvio ad altri miei scritti su questo blog.
La cancellazione con atto notarile – obbligatoria se il creditore non è una banca – è invece immediata e definitiva. Il notaio procede a raccogliere il consenso del creditore alla cancellazione che è irrevocabile e subito dopo procede alla cancellazione dai Pubblici Registri. Il notaio infatti redige un atto notarile unilaterale che verrà sottoscritto dal creditore e dal notaio stesso e poi trasmesso all’Agenzia del Territorio, senza alcun rischio per il debitore, il quale dovrà solo assumersi le spese relative.
Per la ipoteca giudiziale la cancellazione può essere ottenuta o con un ordinanza del Giudice o con un atto notarile sottoscritto dal creditore e dal notaio stesso e poi trasmesso all’Agenzia del Territorio, ma non con le forme della cancellazione “semplificata”.
Possiamo pertanto affermare che la cancellazione dell’ipoteca giudiziale (o volontaria) si perfeziona con un titolo idoneo, ossia:
atto notarile di consenso del creditore reso nelle forme dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata contenente la dichiarazione del creditore di rinuncia all’ipoteca a seguito di estinzione dell’obbligazione garantita o di transazione;
sentenza o provvedimento passato in giudicato nel quale il giudice ordina la cancellazione dell’ipoteca a seguito di estinzione dell’obbligazione garantita, di transazione, di perimento del bene ipotecato e di vendita forzata della cosa ipotecata;
e solo per le ipoteche volontarie relative a mutui concessi da Banche è utilizzabile anche la cancellazione “semplificata”.
Cosa ne pensi delle modalità di cancellazione dell’ipoteca volontaria o giudiziale? L’articolo ti è stato utile? L’hai trovato interessante? Condividilo sui tuoi social e commentalo con le tue idee o proponi le tue richieste di chiarimento qui di seguito!
Come si cancella un’ ipoteca giudiziale o volontaria? ultima modifica: 2017-02-01T22:34:43+02:00 da notaio
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42 Commenti su “Come si cancella un’ ipoteca giudiziale o volontaria?”
23 Febbraio 2017 alle 7:26
Salve le vorrei proporre questo quesito :
Una domanda giudiziale di revocatoria riguardante due beni immobili viene accolta con sentenza passata in giudicato. Su di uno dei due beni immobili viene trovato un accordo transattivo nel quale i creditori vincitori in revocatoria si obbligano a cancellare la domanda giudiziale. Nell’ accordo e’ anche scritto che il notaio si obbliga a trarivere l’ accordo transattivo sulla trascrizione della sentenza di revocatoria passata in giudicato. La mia domanda e’ : la trascrizione dell’ accordo transattivo autenticato da notaio sulla tradcrizione della sentenza di revocatoria passata in giudicato eviterebbe direi renderebbe suprflua la cancellazione della domanda giudiziale ai fini della liberta’ di vendere l’ immobile?
27 Febbraio 2017 alle 1:16
Si, se tutti avete trovato un accordo successivo la domanda giudiziale è superata. Mi domando però perchè non provvediate anche alla cancellazione della domanda giudiziale: è pur sempre qualcosa che può spaventare l’eventuale aspirante acquirente.
16 Marzo 2017 alle 14:43
Buongiorno Gent.no Notaio D’Ambrosio, ho un quesito da porle, sperando di non essere troppo fuori tema.
Più di 6 anni fà stipulo un contratto preliminare di vendita per l’acquisto di un’immobile (ipotecato) da privato (tramite agenzia immobiliare), indicando tra le garanzie di vendita l’obbligo da parte del venditore di produrre consensi alla cancellazione delle ipoteche presenti entro la data del rogito o contestualmente ad esso .
Nel frattempo l’immobile è soggetto a esecuzione immobiliare, non conclusa ma sospesa dall’apertura della procedura di liquidazione.
Il liquidatore vorrebbe inserirsi nel preliminare ma non può rispettare le clausole inserite all’interno in quanto la procedura del giudice delegato può essere solo posteriore al pagamento della cifra.
Non rispettando tutte le garanzie, può essere impugnato il preliminare per inadempimento del venditore?
E, a questo punto, quali garanzie può avere questa procedura? Esiste la possibilità di avere ripercussioni future da terzi o l’immobile viene liberato da tutte le ipoteche presenti (ipoteca volontaria, ip.giudiziale, ip.legale, pignoramenti). La ringrazio per l’attenzione prestatami
4 Aprile 2017 alle 12:38
L’immobile viene liberato dai pesi e dalle ipoteche o con l’assenso alla cancellazione da parte dei creditori o con un’ordinanza del Giudice. Le consiglio di rivolgersi ad un avvocato per valutare la strada migliore.
76vivi ha detto:
Buongiorno, ho comprato nel 2014 un immobile all’asta da un curatore fallimentare, procedura effettuata da un notaio. Nell’atto di acquisto c’è scritto che la vecchia ipoteca a carico dell’impresa fallita verrà cancellata a cura e spese del curatore fallimentare. A tutt’oggi la curatrice non l’ha fatto perché vuole farlo quando ha venduto tutti i beni e quindi chiuso il fallimento per non pagare più volte…..La mia domanda è se è legale o lei ha un tempo massimo per adempiere, perché questa cosa mi crea problemi in banca. Grazie.
21 Aprile 2017 alle 0:24
Se il curatore si è impegnato a cancellare, deve cancellare. Se non ci sono termini nell’atto si intende che deve essere fatto nel più breve tempo possibile. Cioè immediatamente.
LorePoli ha detto:
29 Aprile 2019 alle 0:21
Buonasera Sig. Notaio.,
Vorrei porle il seguente quesito.
Siamo in procinto di vendere un immobile su cui grava un ipoteca giudiziale. Tale ipoteca presenta peró un codice fiscale errato differente dal proprietario dell’immobile, ma un omonimo esterno alla vicenda, tale ipoteca risulta quindi nulla per l’articolo 2839 cc.
Il debito relativo a tale ipoteca é già stato saldato ma il creditore si rifiuta di cancellare a proprie spese l’ipoteca. L’avvocato di controparte sostiene che in casa di vendita dell’immobile, tale ipoteca risultando nulla non sarà trasferita ai nuovi proprietari attraverso l’atto notarile, come se non fosse mai esistita. Mi conferma la correttezza di tale affermazione?
No, l’ipoteca ancorchè scaduta, errata, ecc. viene trasferita e segue il bene. L’acquirente ha il diritto di richiedere la cancellazione. Le spese sono a carico del debitore.
geom.contursi ha detto:
Egr. Notaio D’Ambrosio, essendo il tecnico della parte venditrice, quale proprietaria per successione a causa di morte di un immobile dove insiste un IPOTECA GIUDIZIALE PER SENTENZA DI CONDANNA, quale richiedente Agenzia del Territorio S.P.I. NA2, e soggetto a favore Finanze delle Stato con sede in Roma, con la presente vorrei chiederle informazioni in merito alle modalità di pagamento e per la successiva cancellazione………
Sicuro di un Vs positivo e celere riscontro in merito le porgo i mie più Cordiali Saluti
micheledp ha detto:
2 Agosto 2017 alle 18:17
Si ma a suo rischio e pericolo. Non può di certo obbligare il creditore ad accettare la somma da lei offerta, nè proibirgli di impugnare la sentenza del giudice. Eventualmente provi a contattare prima il creditore, chiedere quanto vuole per estinguere il debito e cancellare l’ipoteca, farlo intervenire direttamente all’atto di compravendita, versargli la somma richiesta con contestuale rilascio dell’atto di assenso alla cancellazione.
fracomorro ha detto:
16 Agosto 2017 alle 7:36
Sto acquistando una casa dal valore di 80000 euro con un ipoteca giudiziale dal valore di 5000 euro mi è stato detto che la cancellazione dell’ipoteca puo essere cancellata contestualmente al rogito o successivamente dal notaio che effettua la compravendita volevo sapere la procedura precisa e se cio è possibile. Grazie
18 Agosto 2017 alle 18:42
Si, corretto. Maglio contestualmente. Purchè ovviamente non ci sia un pignoramento
19 Agosto 2017 alle 5:25
no non c’è nessun pignoramento sarebbe cos’ gentile da indicarmi la procedura corretta così da non avere sorprese? Grazie
21 Agosto 2017 alle 1:57
Vi siederete attorno ad un tavolino da bravi ragazzi lei, il venditore, il creditore e il notaio. La parte del prezzo di acquisto che spetta al creditore la consegnerete al creditore e il notaio stipulerà contestualmente sia la compravendita che la cancellazione. Semplice.
21 Agosto 2017 alle 6:07
purtroppo non è così semplice in quanto il creditore risiede in un’altra citta penso che ci possa essere un modo tipo fare un assegno circolare per il creditore allegarne copia alla compravendita e procedere alla cancellazione?
no non si può. Paga il venditore con vari assegni circolari. Uno sarà intestato al creditore, riprenditelo e consegnalo tu dopo al creditore per ottenere la cancellazione. Ciò presuppone che il creditore ti mandi il conteggio estintivo esatto in precedenza e che vi accordiate anticipatamente col notaio della altra città su quanto sono i costi per la cancellazione che deve pagare il venditore- Puoi trattenere anche un secondo assegno intestato al notaio che farà la cancellazione. Un sistema semplice è trovare prima il notaio della altra città e dargli l’assegno per il creditore (e quello per i costi di cancellazione) incaricandolo di consegnare l’assegno al creditore solo al momento della firma sull’assenso alla cancellazione.
quindi se io verso al creditore l’esatto importo dell’ipoteca non può rifiutarsi di accettare l’importo e quindi procedere alla cancellazione come mi è stato detto? Per curiosita a quanto ammontano le spese ddel notaio per la cancellazione giusto per avere un’dea. Grazie della sua gentilezza.
Esatto, è un suo obbligo. Naturalmente paga il debitore. Le spese non le posso quantificare perchè trattandosi di privato la cancellazione è soggetta ad imposte proporzionali ordinarie, non all’imposta forfettaria sostitutiva come per le banche.
Diabolik10 ha detto:
sto per acquistare all’asta una casa di proprietà della società XXX s.r.l. (procedura di vendita in concordato preventivo). Ora, dal momento che l’attuale proprietario (società XXX s.r.l.) ha acquistato nel 2011 dal Sig. Rossi questa casa GIA’ GRAVATA da una ipoteca giudiziale per un importo elevatissimo, sono a chiedermi: il decreto di trasferimento che mi farà il giudice sarà sufficiente per cancellare (anche) questa specifica ipoteca giudiziale?
La mia perplessità nasce dal fatto che detta cancellazione pregiudicherebbe il diritto dei creditori del Sig. Rossi (precedente proprietario della casa).
La ringrazio per la sua consueta chiarezza e disponibilità.
3 Settembre 2017 alle 1:19
Gli acquisti da concordato preventivo non avvengono per decreto ma con un atto notarile in cui partecipa il curatore e il commissario giudiziale. Occorre dunque verificare il decreto di accoglimento del concordato preventivo e i poteri dati al commissario giudiziale, in cui sicuramente questa circostanza sarà stata trattata. Potrebbe il Giudice aver considerato il debito come proprio della società XXX e averlo inserito nel riparto. Se c’è stata una dimenticanza il commissario richiederà un decreto integrativo al Giudice.
10 Settembre 2017 alle 22:20
Come potrei procurarmi il decreto di accoglimento del concordato preventivo per verificare tutto ciò?
Per il resto ho fatto quanto segue:
1.	ho reperito l’atto notarile di compravendita con il quale la società XXX acquistava dal Sig. Rossi l’immobile già gravato da ipoteca giudiziale e, in esso, trovo riportata l’ipoteca con il sig. Rossi che si obbliga ad estinguerla e cancellarla entro aprile 2013. Siccome ad oggi l’ipoteca ancora risulta, come potrei controllare se è stata estinta? (Ma ho seri dubbi in merito).
2.	leggendo l’ordinanza disposta dal giudice delegato alla vendita trovo scritto in premessa:
Visto il programma di liquidazione; Letta l’istanza con cui il Liquidatore Giudiziale ha chiesto la vendita del compendio immobiliare; …omissis…
Tra i vari punti dell’elenco RENDE NOTO “che l’immobile viene venduto libero da iscrizioni ipotecarie e da trascrizioni di pignoramenti e sequestri”.
Tutto ciò può farmi dormire sonni tranquilli, ovvero è il caso che mi dia da fare per procurarmi (se è possibile farlo) copia del decreto di omologa del concordato preventivo?
Comprenderà che non possono essere sufficienti i pochi riscontri parziali che mi riferisce per comprendere. Occorrerebbe leggere tutte le carte, che in parte neppure lei ha. A mio avviso la questione va approfondita. Cominci a chiedere lumi al commissario giudiziale: se il decreto gli fa obbligo davvero – come mi dice – di vendere senza ipoteche, come può firmare l’atto notarile?
marco068 ha detto:
Salve notaio, ho alcune domande, se non disturbo (premetto che mi interessa la parte debitore e venditrice, nelle domande che seguono):
1. In caso di accordo tra le parti (saldo e stralcio) e a pagamento effettuato su un mutuo che ha una ipoteca giudiziale, ci sono tempi precisi entro i quali la banca deve produrre l’atto di rinuncia con cui si può andare dal giudice?
2. Disponendo della documentazione dell’avvenuto pagamento e dell’accordo (saldo e stralcio), in attesa dell’atto di rinuncia della banca e del conseguente interessamento del giudice, si può procedere alla vendita, ovvero al vero e proprio rogito? E’ possibile in questa situazione chiedere al notaio interessato di procedere emettere due assegni agli acquirenti, uno per la quota dell’accordo/residuo del mutuo da vincolare alla presentazione dei documenti firmati dal giudice, ed uno con l’importo residuo?
23 Settembre 2017 alle 22:55
In realtà la rinuncia agli atti da parte del creditore dovrebbe essere contestuale all’estinzione del debito, ma non credo che vi siano termini precisi al riguardo. Potete chiedere al notaio quello che volete, ma il punto è un altro. L’acquirente è disposto a firmare il rogito se, non solo non è stata cancellata l’ipoteca, ma non è stata neanche depositata la rinuncia da parte del creditore?
roberto rizza ha detto:
buonasera signor notaio
le volevo porle un quesito se non sono fuori tema
ho firmato una proposta tramite agenzia immobiliare per l’acquisto di un immobile la cui proprietà è suddivisa in quattro quote:la prima di 6/9 e le altre tre di 1/9.
la prima proposta che ho firmato era comprensiva della clausola di accertamenti sulle ipoteche ed altre carenze sull’edificio.
successivamente, ultimo giorno di validità della proposta, l’agente immobiliare mi presenta una controproposta firmata da due dei proprietari contenete nelle note la presenza in una quota di 1/9 di un ipoteca accesa da equitalia e un pignoramento a fronte di una causa tra un proprietario e un suo socio e che la caparra di 5000 sarebbe stata consegnata ai proprietari alla liberazione e cancellazione di tali pendenze al compromesso (30 giorno dall’ accettazione proposta e rogito a 4 mesi)
volevo chiederle secondo lei riesco con questi tempi a farcela?
come posso uscirne senza perdere soldi e tempo?
ci sono problemi per la richiesta del mutuo e quando posso chiederlo?
posso inserire a compromesso, per far accellerare la situazione, delle penali nel caso i proprietari non avessero risolto il problema
inoltre secondo lei l’agente si è comportato correttamente?
Situazione pericolosa e non chiara. Chissà poi che altro c’è! Ho pubblicato un articolo apposito sul pignoramento ed ho anche da pochi giorni messo un video su Youtube. Faccia un passo indietro. Se proprio vuole quell’immobile chiarisca bene prima la situazione giuridica ed urbanistica, come ho suggerito, e poi potrà elaborare una strategia intelligente per evitare rischi. Il suo notaio potrà entrare in dettagli operativi.
31 Dicembre 2017 alle 20:10
nel 2003, ho iscritto ipoteca giudiziale sugli immobili di mio marito “venduti” alla convivente, per crediti alimentari non pagati, sulla base di sentenza civile.
Nel 2004, ho trascritto pignoramento sulla base di sentenza penale, con condanna di pagamento di una provvisoonale, ma l’avvocato mio non ha continuato con l’istanza di vendita, quindi il pignoramento si è estinto.
Nel 2006, ho intrapreso causa civile per la revoca della vendita simulata fatta alla convivente.
Il giudice aveva revocato la vendita, nel 2014, ma l’avvocato mi ha dato la copia della sentenza solo nel novembre scorso che non aveva fatto trascrivere alla Conservatoria.
l’avvocato ha fatto eseguire la registrazione della sentenza, solo nel luglio scorso, ma mi aveva rassicurata che il tribunale aveva fatto trascrivere la sentenza di ufficio, nella Conservatoria che non era proprio vero..
A seguito delle visure storiche, ho scoperto che mio marito ha venduto i due appartamenti di una villetta, nel maggio scorso, ad una studentessa di 19 anni e, con lo stesso contratto notarile, la stessa ha fatto una seconda vendita alla.sorella di 22 anni ed al suo marito di essa.
Il notaio mi ha riferito, a voce, che gli acquirenti hanno trattenuto € 100.000 per darli a me, senza però specificare le modalità di pagamento e chi e come avrebbe stabilito il mio credito, senza la mia presenza, senza il mio consenso e da dove risulta questo accordo.
Pochi giorni fa, ho contattato il padre delle ragazze che aveva pagato una parte del prezzo, in contanti, al mio marito.
L’uomo mi ha comunicato che l’ipoteca scadrà nel 2023, quindi consegnerà € 100.000 al mio marito, alla mia presenza. Mi risulta che mio marito è senza fissa dimora.
L’uomo ha detto che se tolgo l’ipoteca, pagherà la somma prima, altrimenti, tutto rimane come ora, con l’ipoteca sopra.
Il mio marito ha rinunciato l’ipoteca legale sugli immobili.
Per togliere l’ipoteca, dovrei rinunciare il mio credito, davanti ad un giudice. Se rinuncio il credito, nessuno mi dovrà pagare nulla. Non posso pretendere gli alimenti che non riceviamo da 2001, e sarebbe l’unica entrata mia e di mio figlio.
Gli accordi sono stati fatti tra l’agenzia immobiliare, le parti, il notaio e l’avvocato mio, tutto alla mia insaputa. Tutti quanti sapevano che sono creditrice di mio marito, ma ciò nonostante, lui ha ricevuto i soldi con assegni circolari e vaglia postale e subito dopo si è fatto diventare senza fissa dimora.
Il giudice ha liquidato € 14.000 per l’avvocato e € 30 per me per le spese. Non posso trascrivere l’ipoteca per questa cifra perché non ho soldi per l’ìimposta di registro.
Che cosa mi potrebbe consigliare per risolvere questa situazione?
Oltre ciò, ci sarebbe anche un problema formale.
La sentenza di separazione legale del 1988 riporta il mio nome giusto. Invece, la sentenza di divorzio e tutte le altre sentenze portano il mio nome sbagliato ed un doppio nome sena senso ed il luogo di nascita che non corrispondono ai dati miei. Ciò nasce dalla citazione in giudizio per il divorzio intrapreso dal mio marito con miei dati non giusti.
Infatti, nel mio paese d’origine nn trascrivono il divorzio perché i dati della sentena non corrispondono a quelli miei.
Sarò divorziata o non con le generalità sbagliate nel primo atto introduttivo nella causa relativa al divorzio e della revoca della vendita?
Grazie per la risposta e Buon Anno 2018.
1 Gennaio 2018 alle 20:35
Purtroppo si tratta di cose non di competenza di un notaio: deve consultare un avvocato. Comunque mi sembra che l’ipoteca giudiziale ha funzionato. Ci sono 100.000 euro in cauzione per lei. Controlli prima sull’atto notarile quali sono le modalità della cauzione e se essa è conforme a legge dopodichè decide se preferisce azionare l’ipoteca giudiziale, con un nuovo pignoramento, oppure cancellarla e ritirare la somma.
sono venuta in possesso del contratto di compravendita in cui risulta che il creditore aveva autorizzato la vendita che non è stato però riportato nella nota di trascrizione. Null’altro c’è scritto sulle modalità di pagamento, sul nominativo del creditore.
Il notaio non risponde nemmeno alla pec e non vuole proprio parlarmi. L’acquirente mi ha riferito che pagherà il rimanente del prezzo solo alla scadenza naturale dell’iscrizione, cioè nel 2023, e sempre a condizione della rinuncia tombale del mio credito alimentare che non riceviamo da quasi due decenni.
1) L’acquirente potrà fare una nuova vendita, al fine di liberarsi dell’impegno di pagamento in quanto risulta nel contratto l’autorizzazione alla vendita?
2) Da punto di vista fiscale, sarà regolare la vendita di una villetta con due appartamenti, giardino, posti auto a soli €. 50.000, con spese notarili e di intermediazione di €.
3) Se il notaio ha l’autorizzazione alla vendita da parte mia, quindi presumo, anche la rinuncia tombale del mio credito, non avrebbe potuto cancellare l’ipoteca, prima di stipulare il contratto di vendita?
L’affare mi sembra molto buono perché il padre delle acquirenti può investire il risparmio di €. 100.000 nella propria attività di due negozi di fruttivendolo e, rigirando i soldi, l’abitazione di esso e delle figlie ha costo 0.
Il mio marito è stato consigliato molto bene di diventare un senza tetto.
Anche il notaio sembra molto preparato in diverse materie.
Il problema più grosso è che nessun avvocato vuole andare contro un notaio ed un avvocato molto conosciuti e stimati (docenti universitari), al fine di tutelare una piccola donna. Magistrati, lo stesso.
15 Maggio 2018 alle 12:47
Cara Signora, non credo che ci possano essere delle distorsioni a favore di personaggi illustri contro chi non lo è. Il problema è che occorre muoversi secondo legge e deve pertanto rivolgersi ad un avvocato che la consigli sui suoi diritti effettivi e sulla loro azionabilità in giudizio. Io purtroppo non posso dirle nulla perchè quanto mi dice è per lo più incomprensibile, e, laddove non lo è, richiede un esame complesso dei documenti che non ho.
FrancescoS ha detto:
Gent.mo Notaio, gradirei avere suo parere sulla seguente questione.
Ho ereditato insieme ad altri coeredi un box. La quota di uno degli eredi è stata pignorata ipotecata da Equitalia per un debito di importo che supera di molto il valore della quota a lui spettante. Poiché tutti gli altri coeredi hanno interesse a vendere, quale strada è percorribile per addivenire alla vendita, considerando che l’immobile è indivisibile.
E’ possibile fare un’istanza al giudice per chiedere che il bene o la quota spettante al coerede debitore sia messa all’asta?
3 Marzo 2018 alle 11:25
I creditori possono fare istanza al giudice per porre in vendita sia la sola quota pignorata, sia l’intera proprietà. Naturalmente, nel caso in cui venga posta in vendita la piena proprietà, parte del ricavato della vendita andrà a voi altri comproprietari non debitori.
jerark ha detto:
sarei interessato ad acquistare un immobile in comproprietà tra due soggetti, avente valore commerciale di circa €400.000 e sul quale gravano:
1) una ipoteca legale posta da Equitalia per la somma capitale di circa €95.000 ed un totale € 180.000;
2) una trascrizione di un Verbale di pignoramento immobili per € 220.000 a favore di un istituto di credito a carico del coniuge di uno dei due originari proprietari, oltre altri immobili di proprietà esclusiva di questo spesso coniuge pignorato.
Nel contempo l’istituto di credito ha indetto la procedura di vendita della parte pignorata di appartamento pari ad 1/2 dell’intera proprietà, parte poi aggiudicata da un terzo per la somma di circa €60.000 ed è defunto durante la procedura il coniuge non pignorato, pertanto la sua quota è ritornata allo spesso coniuge pignorato che ha accettato di fatto l’eredità.
Successivamente all’aggiudicazione il conservatore ha ordinato una restrizione di ipoteca sull’immobile pari al 1/2 interessato dall’asta ed aggiudicata da un terzo.
Nel piano di riparto, infine, tolte le spese della procedura, risulta che l’istituto bancario è stato soddisfatto per circa €120.000, ovvero circa 1/2 della somma originariamente vantata nel pignoramento, mentre Equitalia per €60.000, ovvero circa 1/3 della somma vantata di €180.000
Per poter cancellare definitivamente le due residue ipoteche che insistono sull’immobile, prima di procedere con l’eventuale compravendita, quali saranno le somme che bisogna impegnare e quali sono le procedure eventualmente da adottare?
5 Aprile 2018 alle 22:00
Se dopo il pignoramento e la vendita il debitore ha acquistato per eredità un altra quota, tenga presente che il creditore insoddisfatto pignorerà anche questa. Comunque le ipoteche relative al pignoramento vengono cancellate dal giudice col decreto di aggiudicazione, mentre altre eventuali ipoteche vengono cancellate col consenso del creditore
SILVIAPAOLETTI ha detto:
11 Maggio 2018 alle 12:12
dovrei porre un quesito. Nel 2010 ho completato il pagamento del mutuo e l’istituto bancario mi aveva comunicato con specifica lettera che avrebbe provveduto alla cancellazione dell’ipoteca ( nel 2010).
Ad oggi in sede di compromesso per atto ci cv stipulato da notaio, mi ritrovo che la banca non ha ancora provveduto.
Ho sollecitato la procedura e solo dopo 15 giorni di sollecito mi hanno comunicato che hanno provveduto ad inviare” la comunicazione di cancellazione con la procedura semplificata Bersani alla Conservatoria.”
Premetto che mi sto facendo assistere da un suo collega di zona per essere tranquilla però mi pongo la seguente domanda:
dopo l’invio della comunicazione della banca, cosa mi manca per procedere all’atto di compravendita dell’immobile?
Stia tranquilla. La cancellazione con la legge Bersani prevede due comunicazioni: una effettuata dalla Banca e l’altra effettuata dal Conservatore dei Registri Immobiliari. Se la Banca ha già effettuato la sua comunicazione il Conservatore procederà a stretto giro. Faccia una visura ipotecaria aggiornata per vedere se, effettivamente, le comunicazioni sono state effettuate.
8 Giugno 2018 alle 11:12
Egregio Notaio, ho da porle il seguente quesito:
A seguito di Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale
in data 3/5/2007 in danno di una sas e
dei relativi garanti, in data 3/6/2009 fu iscritta
ipoteca giudiziale in danno di tutti gli obbligati su tutti gli immobili
in proprietà.
A seguito di un accordo transattivo raggiunto con la Società e con tutti i
fideiussori la debitoria intestata alla ridetta sas fu definita e conseguentemente, la posizione estinta.
Successivamente, il Notaio incaricato dal socio Accomandante ( quindi amministratore),
fece poi pervenire alla Banca, richiesta di cancellazione parziale (solo
nei suoi confronti) della suindicata ipoteca giudiziale e la Banca provvide a prestare il consenso alla cancellazione parziale richiesta.
Va da sé che poiché la cancellazione dell’iscrizione ha riguardato solo gli immobili dell’amministratore, l’ipoteca iscritta nei confronti degli altri fideiussori rimane tutt’oggi in essere.
Il problema rimane ancora pendente in capo all’amministratore, poichè la nostra banca, a cui abbiamo richiesto un mutuo, ha evidenziato la presenza di una pendenza legata a questa ipoteca giudiziale mai cancellata dai fideiussori.
Abbiamo quindi informato i suddetti fideiussori per la cancellazione, ma a tutt’oggi non hanno fatto nulla e noi abbiamo urgenza che questa faccenda si risolva.
Come possiamo costringere i fideiussori a cancellare questa ipoteca?
Da quello che mi scrive mi sembra di capire che il debito di tutti è stato transattivamente estinto. Provate a fare una istanza al Giudice chiedendo di ordinare la cancellazione della suddetta ipoteca. L’ipoteca, infatti, si cancella oltre che con il consenso del creditore ipotecario anche con un provvedimento del giudice.