Source: http://www.mediazionecatalfamo.it/2012/03/08/mediazione-processo-culturale-contrastato/
Timestamp: 2018-12-17 00:40:24+00:00
Document Index: 60648554

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art. 5', 'art.16', 'art.12', 'art. 3', 'art. 3']

Mediazione: processo culturale contrastato | Mediazionecatalfamo
Un obbligo, dunque, cui dare attuazione, così come avvenuto, entro il 21 maggio 2011 (art.12, Direttiva 2008/52/CE ) (1)
La mediazione è quell’istituto che, improntato al massimo grado d’informalità, permette ai soggetti interessati di poter risolvere un loro conflitto in maniera stragiudiziale, ossia mediante un accordo raggiunto con l’ausilio di un mediatore.(2)
Il mediatore non è un uomo di diritto, ma rappresenta per le parti colui che, terzo e imparziale, le può guidare alla ricerca della soluzione del loro conflitto, che molto spesso si manifesta semplicemente come tensione, ostilità, dissenso o competizione, allo scopo di perseguire interessi, fini o valori.(3)
“Due esseri liberi, ancorché contrapposti, devono trovare da loro stessi la via di uscita dalla propria impasse. Contrariamente al giudice, che decide in nome della legge, il mediatore non decide al posto di altri”(4)
Come dice Crum (5) “risolvere un conflitto raramente ha a che fare con chi ha ragione. Dipende semmai dal riconoscere e dall’apprezzare le differenze”.
Appare chiaro che, con forza giunge dall’Europa un processo culturale che, nell’accezione del termine dell’antropologo inglese Edward Burnett Tylor (6) , s’individua quale modo di essere collettivo che, in caso di conflitto, modifica i comportamenti della collettività facendo sì che il conflitto non assurga a contenzioso giudiziario.
La foga di detta resistenza, evidenzia quanto il D.lgs. 28/2010, la cui ratio è il soddisfacimento di un interesse generale (7), abbia leso interessi personalistici e privilegi di casta.
Infatti, un accenno alla conciliazione lo si può rinvenire, nelle XII Tavole, una delle prime codificazioni scritte del diritto romano, del V sec. a.C., nelle quali risulta particolarmente importante il frammento “Rem ubi pacunt orato”, col quale viene operato un chiaro riferimento alla composizione dei conflitti come ad un vero e proprio istituto giuridico.(8)
Nel testo, infatti, viene stabilito che se le parti si mettono d’accordo (pactio) sull’oggetto della controversia (rem) il giudice è tenuto a consacrarlo (orato) con l’emanazione di una sentenza.(9)
Orbene, prescindendo dall’argomentare la legge così come le opposte critiche, già abbondantemente trattate, si resta in attesa della prossima pronuncia della Corte Costituzionale, chiamata a esprimersi in relazione agli artt.24 e 77 della Costituzione sulla legittimità dell’art. 5 comma 1 e dell’art.16, comma 1 del D.lgs. n. 28 del 2010.( 10)
(1) art.12, Direttiva 2008/52/CE: “Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 21 maggio 2011……”
(2) La direttiva 2008/52/CE all’art. 3 a)- per “mediazione” si intende un procedimento strutturato, indipendentemente dalla denominazione, dove due o più parti di una controversia tentano esse stesse, su base volontaria, di raggiungere un accordo sulla risoluzione della medesima con l’assistenza di un mediatore. Tale procedimento può essere avviato dalle parti, suggerito od ordinato da un organo giurisdizionale o prescritto dal diritto di uno Stato membro.
(3)La direttiva 2008/52/CE all’art. 3 b)- per “mediatore” si intende qualunque terzo cui è chiesto di condurre la mediazione in modo efficace, imparziale e competente, indipendentemente dalla denominazione o dalla professione di questo terzo nello Stato membro interessato e dalle modalità con cui è stato nominato o invitato a condurre la mediazione.
(4) Castelli, La mediazione:teorie e tecniche, pag.33
(5) Crum ,The magic of conflict, pag 49
(6) Edward Burnett Tylor Primitive Culture 1871 « La cultura, o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società.»
(7) favorendo la composizione preventiva della lite ed evitando che non tutte le controversie vadano a sovraccaricare l’apparato giudiziario.
(8) G.Di Rago, M. Cicogna,G. N. Giudice, “Manuale delle tecniche di mediazione nella nuova conciliazione”, pag. 21
(9)Ivi cit. pag. 21
(10) relativamente alla parte che:
← Messina, convegno AIGA-AIMeF su limiti e competenze della Mediazione Familiare Sulla trascrivibilità del verbale di accordo in materia di usucapione ed effetti processuali della domanda riconvenzionale inerente materie soggette a mediazione obbligatoria nel processo già instaurato (Trib. di Como, sez. di Cantù del 12 febbraio 2012 →