Source: http://docplayer.it/2430022-Note-per-la-redazione-e-la-gestione.html
Timestamp: 2017-11-22 11:24:23+00:00
Document Index: 19983912

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 134', 'art. 163', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 172', 'art. 27', 'art. 170', 'art. 13', 'art. 128', 'art. 1', 'art. 128', 'art. 128', 'art.14', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 22', 'art. 54', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 52', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 59', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

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Fabia Di Gregorio
1 GESTIONE DEL BILANCIO 2014 Note per la redazione e la gestione a cura di Sergio Marzari esperto di finanza locale di Legautonomie
4 Firenze - Venerdì 7 Marzo 2014 Salone BrunelleSchi - istituto degli innocenti Piazza SS. annunziata,12 ConVeGno nazionale Bilancio degli enti locali per il 2014 patto di stabilità e le novità sull'imposizione immobiliare il BiLanCio di previsione 2014 note per la redazione e la gestione a cura di Sergio Marzari esperto di finanza locale di Legautonomie 3
6 Presentazione a quando La democrazia di BiLanCio per i CoMuni? Abbiamo dedicato la copertina del libro di quest anno sulla Gestione del Bilancio 2014, a cura di Sergio Marzari, a Michelangelo Buonarroti nel 450 della morte. Come rappresentazione abbiamo estrapolato una scena dell affresco michelangiolesco del Diluvio Universale, facente parte della decorazione della volta della Cappella Sistina. Come si vede i personaggi del dipinto sono prevalentemente nudi e l episodio pare richiamarci a una società divisa in gruppi umani nella quale trovano posto i giusti, che cercano la salvezza nell Arca, i reprobi, che cercano di assalirla, e il resto che pare cercare rifugio sulla terra ferma portando sulle spalle i familiari o in testa i beni terreni. Il segnale che viene dal dipinto è dunque quello che tutti noi sappiamo: una grave crisi che sembra trascinare tutto e tutti, il persistere di egoismi nazionali, i populismi distruttivi con la conseguente disaffezione dei cittadini verso le istituzioni, le mancate riforme da troppo tempo attese. Così è, purtroppo! A farne le spese è la mancanza di una politica partecipata, capace di stemperare la troppo alta temperatura della crisi politica e morale che investe un Paese fermo, incapace di dar vita alle tanto declamate, ma mai attuate, riforme istituzionali anche se nessuno, in proposito, deve illudersi che ciò possa bastare a colmare la domanda che viene da un Italia sofferente e disorientata che si trova ad affrontare una crisi democratico-istituzionale congiuntamente a un emergenza sociale che rende il Paese fragilissimo, esposto ai forti venti dell antipolitica. In questa crisi a pagarne le spese con i cittadini sono tutti: dalle istituzioni ai partiti, i sindacati, l associazionismo, gli amministratori pubblici, costretti a fare i conti con la crisi partecipativa e la difficoltà nel governare a causa dei pesantissimi tagli ai bilanci che mettono a rischio la tenuta sociale di intere comunità alle quali, mentre si chiede loro più tasse, sono tagliati servizi essenziali: dalle scuole, alla sanità, ai trasporti, alla cultura. Naturalmente la crisi con cui ci misuriamo, contrariamente a ciò che pensano in molti, non sarà superata se l economia riesce a mettersi in movimento poiché il vero problema da risolvere riguarda direttamente la democrazia quale forma di organizzazione del vivere degli uomini, come confermano le tendenze autoritarie assai presenti nella vita politica del nostro Paese, ma anche in molte altre realtà europee. Per questo il problema reale che ci sta di fronte è uno e uno solo: ricostruire il senso di una comunità nazionale. Quanto agli amministratori, come già scrivevamo, essi vivono da troppo tempo una stagione di incertezza. Si pensi solo alle recenti vicende del Patto di Stabilità 2014, ancora una volta approvato dal Parlamento con un maxiemendamento sul quale il governo ha posto l ennesima fiducia e con 5
7 una confusa vicenda sui provvedimenti ad essa collegati Milleproroghe, Salva Roma, che non hanno fatto che riproporre il tema della crisi della democrazia del bilancio, come capitolo centrale delle crisi dei tempi e dei modi della funzione legislativa. Come sappiamo nelle democrazie, il bilancio di un Ente, come strumento di guida della finanza pubblica, segna l equilibrio fra potere esecutivo e assemblee parlamentari. Così accade nelle democrazie presidenziali che nelle varie democrazie parlamentari o semipresidenziali. In Italia questo equilibrio è stato faticosamente sorretto dalle riforme iniziate nel lontano Nonostante ciò il bilanciamento è stato quasi sempre reso precario dal sovraccarico istituzionale attorno alle stesse scelte di bilancio che, paradossalmente, per effetto delle riforme messe in atto nel tempo, divengono oggetto di un assalto alla diligenza riempiendosi di contenuti eterogenei ed impropri. Cosa può pensare un amministratore pubblico di fronte a un esecutivo che, nel solo 2013, ha emesso ben 40 provvedimenti diversi sul solo problema del fisco? Perché insomma, come viene richiesto da anni dalle associazioni delle autonomie, non si intraprende una volta per tutte la strada di una nuova centralità degli enti locali per una reale e piene autonomia fiscale, ordinamentale e progettuale? Per quale motivo, poi, gli stessi Enti Locali, di fronte al perdurare della crisi, non sono messi nelle condizioni di condividere con l esecutivo e lo stesso Parlamento gli obiettivi di risanamento del Pese prendendosi in primis la responsabilità di raggiungere quegli obiettivi in modo autonomo? Una condivisione che i comuni chiedono sia estesa anche sulle riforme istituzionali, a cominciare dal superamento del bicameralismo perfetto, la riforma del Titolo V, il ripristino di un effettivo principio di sussidiarietà. C è insomma da ricostruire il rapporto fra tra eletti e territorio che in questi anni si è sfilacciato e di tempo a disposizione non ne abbiamo più. Fra i tanti problemi ancora irrisolti c è quello della democrazia di bilancio e uno dei primi passi da compiere è il riordinamento e la semplificazione della farraginosa legislazione. Questo per impedire che si espanda ulteriormente il potere vincolante dei grandi corpi dello Stato la cui autorità, se estesa oltre misura, come sta avvenendo da tempo, lede i principi di separazione dei poteri fra governo e istituzioni. Abbiamo dunque di fronte sfide importanti e scelte non più rinviabili, se non vogliamo far esplodere ulteriormente la rabbia dei cittadini contro le istituzioni dando una mano ai crescenti movimenti populisti e all affermarsi di un individualismo di tipi privatistico che si esplica in tante forme che nulla hanno a che fare con la democrazia partecipata. Fra le cose da fare con urgenza c è la necessità di accelerare i processi di riaggregazione dei piccoli comuni legandoli alla istituzione delle città metropolitane. Come c è da lavorare per trasformare, speditamente, il livello di governo delle provincie, ancora in balia degli eventi. Come occorre condividere la necessità di una generale riorganizzazione delle società partecipate dei Comuni attraverso un percorso serio di incentivi e politiche industriali adeguate. C è stato, nelle passate settimane, un soddisfacente incontro fra le associazioni delle autonomie e il Governo. Ai comuni il Governo ha garantito le risorse di cui disponevano nel
8 Qualche risultato, dopo anni di risposte negative, c è dunque stato fra cui la soppressione degli attuali vincoli all accensione di mutui per investimenti senza aggravio sul debito complessivo, l alleggerimento del Patto di Stabilità che creerà le condizioni per arrivare al definitivo superamento del patto per tutti i Comuni sotto i 5 mila abitanti, l esclusione di nuovi tagli ai trasferimenti dello Stato agli Enti Locali, il rifinanziamento dei Fondi per il trasporto pubblico locale e per il welfare. Infine, dopo un iter lunghissimo e non pochi ostacoli è stato approvato dal Senato il testo che ridisegna l architettura del nostro sistema fiscale rendendolo più moderno e più efficace: la riforma del catasto, gli sgravi fiscali per la messa in sicurezza degli immobili e per la loro riqualificazione energetica, le misure contro l evasione fiscale ed altro. Insomma un buon inizio dopo anni di buio nei rapporti fra Stato ed Enti Locali, anche se occorre lavorare perché le buone idee e le buone pratiche conducano la nostra barca fuori dalla tempesta e si incominci a intravedere un porto sicuro dove poter riparare le falle che il tempo della cattiva politica ha prodotto su di essa. Dott. Silvano Granchi, Direttore di Legautonomie Toscana 7
10 GesTione del BiLanCio 2014 (note per La redazione e La GesTione) aggiornate con: D.L. 35/2013 convertito nella legge 64/2013 D.L. 54/2013 convertito nella legge 85/2013 D.L. 69/2013 convertito nella legge 98/2013 D.L. 76/2013 convertito nella legge 99/2013 D.L. 101/2013 convertito nella legge 125/2013 D.L. 102/2013 convertito nella legge 124/2013 D.L. 104/2013 convertito nella legge 128/2013 D.L. 120/2013 convertito nella legge 137/2013 D.L. 133/2013 convertito nella legge 5/2014 Legge 147/2013 (legge di stabilità 2014) D.L. 150/2013 (milleproroghe 1 - proroga termini) D.L. 151/2013 (milleproroghe 2 - disposizioni di carattere finanziario) Termine di approvazione bilancio di previsione Con decreto del Ministro dell'interno in corso di emissione il termine è stato prorogato al esecutività del bilancio Essendo decadute tutte le norme ordinamentali relative al controllo di legittimità in forza dell art. 9 della legge 3/2001, la deliberazione di approvazione del bilancio di previsione, se non dichiarata immediatamente eseguibile, diventa esecutiva dopo il decimo giorno dalla sua pubblicazione ai sensi dell art. 134, comma 3, del Dlgs. 267/2000. esercizio provvisorio e gestione provvisoria Disciplinato dall art. 163 del Dlgs. 267/2000. Con la soppressione dell Organo regionale di controllo avvenuta con la legge costituzionale , n. 3, l esercizio provvisorio dovrebbe essere riferito al periodo che va dal 1 gennaio alla data di approvazione del PEG o del PDO. In ogni caso l esercizio provvisorio non può avere una durata superiore ai due mesi successivi alla data di approvazione del bilancio di previsione. La gestione provvisoria scatta qualora non sia rispettato il termine previsto dalla legge per l approvazione del bilancio di previsione. limite del 50% agli impegni La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti dell Emilia Romagna, con la delib. n. 48/2007, ritiene virtualmente abrogata la norma prevista dall art. 6, comma 1, del D.L. 65/1989 9
11 convertito nella legge 155/1989 in base alla quale gli impegni assunti nel 1 semestre non potevano superare il 50% dello stanziamento previsto. obbligo di pubblicità A decorrere dal le Regioni, le Province, i Comuni con più di abitanti ed i loro consorzi la pubblicazione in estratto dei rispettivi dovrà avvenire esclusivamente sui siti informatici dell ente (art. 32, comma 5, legge 69/2009), restando solo facoltà degli enti medesimi di effettuare la pubblicità anche sulla stampa quotidiana. La pubblicazione può avvenire anche mediante l utilizzo di siti informatici di altre amministrazioni ed enti pubblici obbligati (art. 32, commi 2 e 3, legge 69/2009) secondo le modalità previste da DPCM (G.U. n. 177 dell ) emendamenti Non devono essere recepiti dalla Giunta Comunale con formale delibera che sarebbe, comunque, considerata illegittima (T.A.R. VENETO, Sez. I Sentenza 25 giugno 2007, n. 2033) controlli Ai fini dei controlli circa il rispetto dei termini per l approvazione del bilancio di previsione e della verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio, con l art. 3 del D.L. 150/2013, sono prorogate al le disposizioni previste dall art. 1, comma 1 bis, del D.L. 314/2004 convertito nella legge 26/2005 in ordine alla procedura da seguire per lo scioglimento del Consiglio. allegati al bilancio Sono quelli previsti dall art. 172, comma 1, lett. b) del TUEL, nonché la nota che evidenzia gli oneri e gli impegni finanziari derivanti dalla eventuale sottoscrizione di strumenti finanziari ai sensi del comma 383 della legge 244/2007 ed il piano di valorizzazione e alienazione dei beni non strumentali all attività dell ente in cui, ai sensi dell art. 27, comma 7, del D.L. 201/2011 convertito nella legge 214/2011, è possibile, previa intesa, inserire immobili di proprietà dello Stato individuati dal Ministero dell economia e delle finanze agenzia del demanio tra quelli che insistono nel relativo territorio. relazione previsionale e programmatica E obbligatorio l utilizzo del relativo modello, approvato con DPR , n. 326 pubblicato in G.U. n. 218 del Si rammenta, ai sensi dell art. 170, comma 9, del TUEL, l inammissibilità e l improcedibilità delle deliberazioni di consiglio e di giunta che non sono coerenti con le previsioni della relazione previsionale e programmatica. Per gli enti che rinnovano i consigli comunali l art. 13, comma 3, del Dlgs. 170/2006 prevede l obbligo dell adozione del piano generale di sviluppo. La Corte dei conti, sez. controllo Lombardia, con deliberazione , n. 374 e n. 141/2011, ritiene, tuttavia, che la mancata adozione del suddetto piano non costituisca elemento idoneo per inficiare la validità e la legittimità del bilancio di esercizio o degli altri elementi contabili. 10
12 programma Triennale delle oo.pp E disciplinata dalla seguente normativa: Dlgs , n. 163, art. 128 (codice dei contratti) Legge n. 166 (legge sulle infrastrutture e trasporti) Decreto Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (G.U. 55 del (Procedura e schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale 2013/2015, dei suoi aggiornamenti annuali e dell elenco annuale dei lavori pubblici) Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti , n (G.U , n. 299) adempimenti. Lo schema di programma triennale e dell elenco annuale devono essere predisposti entro il 30 settembre ed approvati dalla Giunta comunale entro il 15 ottobre (art. 1, comma 2, D.M ) per essere, successivamente, resi pubblici mediante l affissione degli stessi per almeno 60 gg. consecutivi nella sede dell amministrazione proponente ovvero con altre forme di informazione purché predisposte in modo da poter rispettare i termini per l approvazione del bilancio di previsione. Nel programma triennale vanno inserite obbligatoriamente soltanto le opere di importo superiore ai euro (non si deve intendere che la soglia si riferisca ai soli lavori a base d asta ma l importo dell opera complessiva comprendente anche tutti gli oneri relativi alla progettazione ed alle somme a disposizione) e nell elenco annuale definitivo l inserimento delle opere di importo inferiore al di euro è subordinato soltanto allo studio di fattibilità (non è più necessario il progetto preliminare previsto, invece, per le opere di importo pari o superiore al di euro). I progetti inclusi nell elenco annuale devono essere conformi agli strumenti urbanistici vigenti o adottati (art. 128, comma 8, Dlgs. 163/2006). Nel programma triennale sono altresì indicati i beni immobili pubblici che si intende dare in permuta come previsto dall articolo 53, comma 6, della legge 163/2006, compresi i beni immobili oggetto di diretta alienazione anche del solo diritto di superficie (art. 128, comma 4, della legge 163/ codice degli appalti). Vanno infine inserite le opere realizzate da terzi a scomputo degli oneri di urbanizzazione e mediante project financing, nonché mediante locazione finanziaria. A differenza del programma triennale che può essere aggiornato annualmente, l elenco annuale degli interventi è vincolante nel senso che: un lavoro non inserito nell elenco annuale può essere realizzato soltanto sulla base di un autonomo piano finanziario che non utilizzi risorse già previste fra i mezzi finanziari dell Ente al momento della formazione dell elenco, fatta eccezione per le risorse resesi disponibili a seguito di ribassi d asta o di economie. E necessaria la variazione del programma triennale (deliberazione n. 1015/2009 Corte dei Conti Lombardia) L anticipazione di un opera senza il preventivo aggiornamento del programma causa l illegittimità dei provvedimenti amministrativi adottati, per violazione di una norma di legge (TAR Calabria n. 130/2007). 11
13 i lavori non previsti nell elenco annuale, a meno che non dipendano da eventi imprevedibili o calamitosi nonché da modifiche dipendenti da sopravvenute disposizioni di legge o regolamentari ovvero da altri atti amministrativi adottati a livello statale o regionale, non possono ricevere alcuna forma di finanziamento da parte di pubbliche amministrazioni; deve contenere l indicazione dei mezzi finanziari stanziati nel bilancio di previsione di riferimento; nel caso i finanziamenti siano rappresentati da contributi pubblici, gli stessi, per poter essere inseriti nel bilancio di previsione, devono risultare già stanziati nei rispettivi stati di previsione degli enti che concedono il contributo. Un lavoro può essere inserito nell elenco annuale per un lotto o più lotti, soltanto se sia stata elaborata la progettazione almeno preliminare e siano state quantificate le complessive risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell intero lavoro. E nominato, nell ambito del personale addetto, un soggetto idoneo a certificare la funzionalità, fruibilità e fattibilità di ciascun lotto (art.14, comma 7, legge 109/1994 e successive modificazioni ed integrazioni). Al fine di limitare l accumulo di residui passivi, nel corso dell esercizio possono essere apportate le opportune compensazioni finanziarie fra i diversi interventi e soltanto in caso di impossibilità sopravvenuta a realizzare un lavoro inserito nell elenco annuale è possibile l adeguamento dello stesso elenco anche con l inserimento di una nuova opera variando, ove indispensabile, anche il programma triennale. (art. 4, comma 4, D.M ) Non è più richiesta l indicazione degli accantonamenti: per accordi bonari nonché ad eventuali incentivi per l accelerazione dei lavori di cui all art. 12 del D.P.R. 554/99; per fare fronte all eventuale necessità di provvedere all esecuzione di lavori urgenti ai sensi degli artt. 146 e 147 del D.P.R. 554/99, ove non sia prevista una riserva da altre poste di bilancio. L obbligo di tali accantonamenti continua ugualmente ad esistere. Il fondo di cui al punto 1) deve essere pari ad almeno il 3% delle spese previste per l attuazione degli interventi compresi nel programma triennale. bilancio pluriennale Ai sensi art. 9, comma 5, legge 127/97 il modello previsto dal DPR 194/96 non è obbligatorio se non per l indicazione dei codici. Gli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale hanno carattere autorizzatorio e costituiscono limite agli impegni di spesa. piano esecutivo di gestione L art. 3, comma 1, lett. g bis, del D.L. 174/2012 convertito nella legge 213/2012 dispone che il PEG sia deliberato in coerenza con il bilancio di previsione e con la relazione previsionale e programmatica ed in esso, al fine di semplificare i processi di pianificazione gestionale dell ente, siano unificati organicamente il piano dettagliato degli obiettivi ed il piano della performance. 12
14 BiLanCio annuale armonizzazione sistemi contabili L adozione della nuova struttura di bilancio in relazione all armonizzazione dei sistemi contabili prevista dal Dlgs. 118/2011 previsto per il 2014, è prorogata al 2015 (art. 9, comma 1, del D.L. 102/2013 convertito nella legge 214/2013) conto di disponibilità L art. 22 del D.L. 98/2011 convertito nella legge 111/2011 dispone che le amministrazioni pubbliche titolari di conti accesi presso la tesoreria dello Stato, quindi anche gli enti locali, sono tenuti a comunicare telematicamente al Ministero dell economia e delle finanze la stima dei flussi di cassa giornalieri con le cadenze e le modalità che saranno stabilite con decreto dello stesso ministero. Il mancato rispetto di tale adempimento potrà comportare una sanzione pari al 5% dell indennità di risultato del dirigente responsabile. Per gli enti locali è previsto un monitoraggio annuale degli scostamenti dei dati effettivi rispetto a quelli comunicati. Lo stesso articolo prevedeva l avvio di una sperimentazione a partire dal della durata di 18 mesi con esclusione delle suddetta sanzioni per i primi 5 mesi e con dimezzamento al 50% per i restanti 30 giorni. Tesoreria comunale I tesorieri degli enti locali che rivestono la qualifica di società per azioni hanno facoltà di delegare, anche nell ambito dei contratti in essere, la gestione di singole fasi o processi del servizio a loro controllate. Il tesoriere che deleghi la gestione di singole fasi o processi del servizio di tesoreria garantisce che il servizio sia in ogni caso erogato all ente locale nelle modalità previste dalla convenzione, e mantiene la responsabilità per gli atti posti in essere dalla società delegata. In nessun caso la delega della gestione di singole fasi o processi del servizio può generare alcun aggravio di costi per l ente. (art. 54, comma 1 bis, del D.L. 69/2013 convertito nella legge 98/2013) Tesoreria unica Ai sensi dell art. 35, commi 8, 9, 10 e 13, del D.L. 1/2012 a decorrere dal e fino al gli enti ed organismi pubblici soggetti al regime di tesoreria unica sono tenuti ad effettuare le operazioni di incasso e di pagamento a valere sulle contabilità speciali aperte presso le sezioni di tesoreria provinciale dello Stato come previsto dall art. 1 della legge 720/1984. Sono escluse dall applicazione della presente disposizione le disponibilità rivenienti da operazioni di mutuo, prestito e ogni altra forma di indebitamento non sorrette da alcun contributo in conto capitale o in conto interessi da parte dello Stato, delle regioni e delle altre pubbliche amministrazioni. Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con il Decreto 13 maggio 2011, pubblicato sulla G.U. n. 126 del 1 giugno 2011, ha provveduto a rideterminare, a partire dal 1 maggio 2011, il tasso di interesse sui depositi fruttiferi degli Enti nella misura dell 1% annuo lordo. 13
15 Tariffe, aliquote di imposta, Tasse, TribuTi e regolamenti L approvazione delle tariffe costituisce presupposto per la formazione del bilancio (art. 54, comma 1, del Dlgs. 446/1997). competenza La competenza a deliberare le aliquote dell IMU, della TASI e della TARI è del Consiglio comunale (art. 13, comma 6, del D.L. 201/2011 convertito nella legge 214/2011 ed art. 1, comma 683, della legge 147/2013). Termini Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione; in caso di mancata adozione della delibera, si intendono prorogate le aliquote dell anno precedente. (art. 1, comma 169, della legge 296/2006). Resta vigente l art. 10, comma 1, lett. a) della legge 448/2001 che fissa il termine per l approvazione delle tariffe relative all imposta comunale sulla pubblicità ed il diritto sulle pubbliche affissioni al 31 marzo. Le tariffe ed i prezzi pubblici possono comunque essere modificati, in presenza di rilevanti incrementi nei costi relativi ai servizi stessi, nel corso dell esercizio finanziario; tale incremento non ha, però, effetto retroattivo.(art. 54, comma,1, lettera a), legge 388/2000). Per il ripristino degli equilibri di parte corrente è possibile modificare le tariffe e le aliquote delle imposte, tasse e tributi entro il termine previsto per la salvaguardia degli equilibri di bilancio (art. 1, comma 444, della legge 228/2012) decorrenza L approvazione delle tariffe e delle aliquote ha effetto dal 1 gennaio dell anno di riferimento, anche se approvate successivamente all inizio dell esercizio, purché entro il termine previsto dalla legge per l approvazione del bilancio di previsione, (art. 1, comma 169, della legge 296/2006). Resta in vigore l art. 27,comma 8, della legge 448/2001 in ordine alla efficacia retroattiva dei regolamenti anche se approvati dopo il 1 gennaio. Con sentenza n.4362 il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo l atto con cui il Comune di Bologna ha incrementato le rette annuali degli asili comunali con decorrenza , pur entro i termini previsti dalla legge, in quanto, secondo i giudici contrasta con l affidamento che i genitori avevano riposto circa gli oneri economici annuali, oneri che devono rimanere invariati per tutto l anno. Sostanzialmente le tariffe degli asili sono state assimilate al corrispettivo di un contratto privatistico che, appunto, non può variare nel corso della durata del contratto medesimo delibere regolamentari e Tariffarie L art. 13, comma 15, Del D.L. 201/2011 convertito nella legge 214/2011 dispone che dal 2012 dovranno essere inviate al Ministero Economia e Finanze tutte le deliberazioni regolamentari e tariffarie inerenti i tributi locali entro trenta giorni dalla data in cui sono divenuti esecutivi e, comunque, entro 30 gg. dalla data di scadenza del termine previsto per l approvazione del bilancio di previsione; il mancato invio comporta, previa diffida da parte del Ministero dell interno, il blocco, 14
16 fino all adempimento dell obbligo, dell erogazione delle risorse dovute a qualsiasi titolo. Le modalità di attuazione saranno stabilite con decreto ministeriale. Le deliberazioni suddette saranno pubblicate dal ministero dell economia e delle finanze sul proprio sito informatico, sostituendo, in tal modo, l avviso in Gazzetta Ufficiale previsto dall art. 52, comma 2, terzo periodo, del Dlgs. 446/1997. TrasferimenTi erariali La previsione dei trasferimenti dovrà riguardare il fondo per lo sviluppo degli investimenti parametrato ai mutui ancora in essere al Da ricordare che con comunicato del , il Ministero delle finanze ha precisato che l estinzione anticipata di mutui mediante l utilizzo di entrate e disponibilità proprie, compresa la fattispecie di cui all articolo 11 del decreto-legge n. 159 del 2007, non comporta variazioni sul contributo erogato da questo Ministero a valere sul fondo per lo sviluppo degli investimenti Inoltre ai comuni che hanno registrato il maggior taglio di risorse operato negli anni 2012 e 2013 per effetto dell assoggettamento degli immobili posseduti dagli stessi comuni nel proprio territorio all imposta municipale propria di cui all articolo 13, comma 1, del D.L. 201/2011 convertito dalla legge 214/2011 è attribuito un contributo di 270 milioni di euro per l anno Il contributo sarà ripartito tra i comuni interessati con decreto del Ministero dell interno in proporzione alle stime di gettito da imposta municipale propria relativo agli immobili posseduti dai comuni nel proprio territorio comunicate dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell economia e delle finanze. Il contributo attribuito a ciascun comune è escluso dal saldo finanziario di cui all articolo 31, comma 3, della legge 183/2011 (art. 10 quater, D.L. 35/2013 convertito nella legge 64/2013 ) Al fine di concorrere ad assicurare la stabilità dell equilibrio finanziario nel comune dell Aquila, negli altri comuni del cratere di cui ai decreti del Commissario delegato n. 3 del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009 e nella provincia dell Aquila, nonché per assicurare la continuità del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, è assegnato un contributo straordinario per l esercizio 2014, sulla base dei maggiori costi sostenuti o delle minori entrate conseguite derivanti dalla situazione emergenziale, nel limite di 24,5 milioni di euro in favore del comune dell Aquila, di 3,5 milioni di euro a beneficio degli altri comuni del cratere e di 3 milioni di euro in favore della provincia dell Aquila (art. 1, comma 350, legge 147/2013 comunità montane L art. 2, comma 187, della legge 191/2009, come modificato dall art. 1, comma 1 sexies, del D.L. 2/2010 convertito nella legge 42/2010, dispone la cessazione di qualsiasi finanziamento a favore delle comunità montane. Nelle more dell attuazione del federalismo fiscale, il 30% dei finanziamenti previsti a favore delle comunità montane è assegnato ai Comuni appartenenti alle comunità montane e ripartito tra gli stessi con decreto del Ministero dell Interno. Con la Sentenza n.326 del 17 novembre 2010 la Corte costituzionale ha dichiarato l illegittimità costituzionale del suddetto articolo nella parte in cui viene soppresso il concorso dello Stato al finanziamento delle comunità montane con il fondo nazionale ordinario per gli investimenti. 15
17 comuni montani Con decorrenza 2013 è istituito il fondo nazionale integrativo per i comuni montani di cui all elenco predisposto dall ISTAT con una dotazione di 1 milione di euro per il 2013 e di 6 milioni di euro annui dal 2014 da destinare al finanziamento di progetti di sviluppo socio-economico aventi carattere straordinario e non riferiti ad attività svolte in via ordinaria. L individuazione dei progetti è effettuata entro il 30 marzo di ciascun anno con decreto ministeriale. (art. 1, comma 319, 320 e 321 della legge 228/2012) anticipazioni TrasferimenTi erariali I Comuni che si trovassero in difficoltà di liquidità nonostante l attivazione dell anticipazione di cassa ed avessero ancora in sospeso parte dei trasferimenti erariali per gli anni precedenti, possono richiederne l erogazione compilando il modello nel quale devono essere indicate, per ogni spesa inderogabile, la data di scadenza (non superiore a 30 giorni dalla data di presentazione della domanda), la tipologia di spesa ed il relativo importo, unitamente alla dichiarazione del tesoriere comunale, inviando il tutto via fax ai numeri 06/ / rimborso iva su servizi esternalizzati Per i Comuni è stato fiscalizzato. E riconosciuto solo alle Unioni di Comuni. imposta municipale propria 2013 Con l art. 1 del D.L. 133/2013 è stata abolita la 2^ rata dell IMU 2013, per: abitazione principale e relative pertinenze (escluse categorie A/1, A/8 e A/9); unità immobiliari assimilate all abitazione principale (unità appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa e assegnate ai soci, alloggi degli ex Iacp, ex casa assegnata al coniuge separato, unità che il Comune ha assimilato alle abitazioni principali come quelle possedute dagli anziani ricoverati in case di cura, cittadini italiani non residenti in Italia (se casa non locata), unità data in comodato a parenti entro il primo grado e utilizzata come abitazione principale, immobile posseduto dal personale delle forze armate indipendentemente dalla residenza anagrafica se non concesso in locazione); terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (restano esclusi e terrene montani ma sono invece soggetti a Imu gli altri terreni agricoli); fabbricati rurali strumentali (sono soggetti quelli rurali ad uso abitativo non adibiti ad abitazione principale). Con l art. 3 del medesimo D.L. è stato previsto l erogazione di un contributo statale a ristoro del minor gettito da parte dei Comuni pari a quanto derivante agli stessi mediante l applicazione dell aliquota e della detrazione di base previste dalle norme statali. L eventuale differenza negativa dovuta all applicazione da parte dei Comuni di una aliquota maggiore rispetto a quella base, è versata dal contribuente, in misura pari al 40%, entro il 24 gennaio 2014 (così modificato dall art. 2, comma 2, lett. e), del D.L. 151/2013). Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze,, da emanare entro il 28 febbraio 2014, è determinato a conguaglio il contributo compensativo nell importo complessivo di euro ,73 pari al restante 60%, spettante a ciascun comune. L attribuzione avviene sulla base di una metodologia concordata con l ANCI, prendendo come base i dati di gettito relativi all anno 2012 ed operando 16
18 una stima delle manovre effettuate dai comuni nell anno L attribuzione deve, altresì, tenere conto di quanto già corrisposto ai medesimi comuni con riferimento al ristoro riguardante l abolizione della 1^ rata (art. 6 D.L.133/2013). Qualora dal suddetto decreto risulti un ammontare complessivo di importi riconosciuti al comune superiori a quanto ad esso spettante dall applicazione delle aliquote e della detrazione per ciascuna tipologia di immobile deliberate o confermate per l anno 2013, l eccedenza è destinata dal comune medesimo a riduzione delle imposte comunali dovute relativamente ai medesimi immobili per l anno 2014 ritardo o insufficiente versamento 2^ rata imu 2013 Non sono applicati sanzioni e interessi nel caso di insufficiente versamento della seconda rata dell imposta municipale propria dovuta per l anno 2013, qualora la differenza sia versata entro il termine di versamento della prima rata, relativa alla medesima imposta, dovuta per l anno 2014 (art. 1, comma 728, legge 147/2013) accertamento e riscossione per immobili del gruppo d Le attivita di accertamento e riscossione relative agli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D sono svolte dai comuni ai quali spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività a titolo di imposta, interessi e sanzioni (art. 1, comma 380, della legge 228/2012). Riguardo all applicazione dell IMU è abrogato l art. 59 del Dlgs. 446/1997 che prevedeva, tra l altro, la possibilità di riservare una percentuale del gettito dell imposta ad incentivazioni al personale addetto agli uffici tributari del Comune. (art. 4, comma 1 del D.L. 16/2012 convertito nella legge 44/2012). (v. anche Corte dei conti Veneto nel parere n. 22/2013) imposta municipale 2013 Con l art. 12-bis del D.L. 133/2013 convertito nella legge 5/2014 viene disposto che non sono applicati sanzioni ed interessi nel caso di insufficiente versamento della seconda rata dell imposta municipale propria di cui all articolo 13 del D.L. 201/2011, convertito dalla legge 214/2011, dovuta per il 2013, qualora la differenza sia versata entro il termine del 24 gennaio imposta unica comunale (iuc) E istituita l imposta unica comunale (IUC) che si basa su due presupposti impositivi: a) possesso di immobili b) erogazione e fruizione di servizi comunali. La IUC è costituita: 1) dall imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali; 2) da una componente riferita ai servizi, che si articola: nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell utilizzatore dell immobile; 3) nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell utilizzatore (art. 1, comma 639, della legge 147/2013) 17
19 imposta municipale propria 2014 L istituzione della IUC dal 2014 lascia salva la disciplina per l applicazione dell IMU prevista dal D.L. 201/2011 convertito nella legge 214/2011 (art. 1, comma 703, legge 147/2013), apportando le seguenti modifiche. A partire dal 2014 l applicazione dell IMU entra a completo regime (art. 1, comma 707, legge 147/2013) L IMU non si applica all abitazione principale ed alle relative pertinenze ad eccezione delle abitazioni di cat. A/1, A/8 e A/9 per le quali continuano ad applicarsi l aliquota del 4 per mille con possibilità di aumento o riduzione di due punti percentuali, e la deduzione di euro 200, con possibilità da parte dei Comuni di aumentarla fino a concorrenza dell imposta dovuta, rapportata al periodo dell anno durante il quale si protrae tale destinazione (art. 1, comma 707, legge 147/2013) I comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale le seguenti unità immobiliari: 1) l unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata 2) l unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata 3) l unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale, prevedendo che l agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a euro annui. L IMU non si applica altresì: a) alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; b) ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008; c) alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; d) a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall articolo 28, comma 1, del Dlgs. 139/2000, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica (art. 1, comma 707, legge 147/2013) A decorrere dal 2014 l IMU non si applica ai fabbricati rurali ad uso strumentale (art. 1, comma 708, legge 147/2013) 18
20 Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola la base imponibile dell imposta municipale propria è costituita dal valore dell immobile determinato applicando all ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1 gennaio dell anno di imposizione, rivalutato del 25% il moltiplicatore pari a 75 (non più a 110) (art. 1, comma 707, legge 147/2013) A ristoro del minor gettito derivante dall esclusione dall IMU dei fabbricati rurali ad uso strumentale e dalla riduzione del moltiplicatore da 110 a 75 ai fini della determinazione del valore imponibile dei terreni agricoli è riconosciuto ai Comuni un contributo pari a 110,7 milioni di euro a decorrere dal 2014 determinato con decreto del Ministero dell interno entro il 30 gennaio 2014, in proporzione alle stime di gettito dell IMU comunicate dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell economia e delle finanze (art. 1, comma 711, legge 147/2013). Termini di versamento Le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni nonché i regolamenti dell imposta municipale propria devono essere inviati esclusivamente per via telematica, mediante inserimento del testo degli stessi nell apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, per la pubblicazione nel sito informatico di cui all articolo 1, comma 3, del Dlgs.360/1998 e successive modificazioni. I comuni sono, altresì, tenuti ad inserire nella suddetta sezione gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le indicazioni stabilite dal Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze, sentita l Associazione nazionale dei comuni italiani. L efficacia delle deliberazioni e dei regolamenti decorre dalla data di pubblicazione degli stessi nel predetto sito informatico. Il versamento della prima rata è eseguito sulla base dell aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell anno precedente. Il versamento della seconda rata è eseguito, a saldo dell imposta dovuta per l intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base degli atti pubblicati nel predetto sito alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta; a tal fine il comune è tenuto a effettuare l invio di cui al primo periodo entro il 21 ottobre dello stesso anno. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l anno precedente ( art.10, comma 4, D.L , n. 35, convertito nella legge 64/2013) versamento indebito ad altro comune A decorrere dall anno di imposta 2012, nel caso in cui il contribuente abbia effettuato un versamento relativo all imposta municipale propria a un comune diverso da quello destinatario dell imposta, il comune che viene a conoscenza dell errato versamento, anche a seguito di comunicazione del contribuente, deve attivare le procedure più idonee per il riversamento al comune competente delle somme indebitamente percepite. Nella comunicazione il contribuente indica gli estremi del versamento, l importo versato, i dati catastali dell immobile a cui si riferisce il versamento, il comune destinatario delle somme e quello che ha ricevuto erroneamente il versamento (art. 1, comma 722, legge 147/2013) Per le somme concernenti gli anni di imposta 2013 e seguenti, gli enti locali interessati comunicano al Ministero dell economia e delle finanze e al Ministero dell interno gli esiti della procedura del riversamento al fine delle successive regolazioni per la determinazione del Fondo di solidarietà comunale (art. 1, comma 723, legge 147/2013). Il pagamento avviene mediante bollettino postale centralizzato o modello F/24. 19
TASI TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI ANNO 2014
IMPOSTA UNICA COMUNALE (I.U.C.) TASI TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI ANNO 2014 La IUC e le sue componenti La Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013 n. 147) all art. 1, comma 639, ha istituito
Comune di Pozzo d'adda Provincia di Milano NUMERO 14 DATA 06 LUGLIO 2015 Oggetto: DETERMINAZIONE ALIQUOTE E DETRAZIONI DELL'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA ANNO D'IMPOSTA 2015 (CONFERMA ALIQUOTE E DETRAZIONI
CHE COS E? CHE COSA RIGUARDA? CHI RIGUARDA?
La IUC, in vigore dal 1 gennaio 2014, è l imposta comunale costituita da tre componenti: IMU (imposta municipale propria), TASI (tributo per i servizi indivisibili), TARI (tassa sui rifiuti). Poichè nel
Comune di Covo Provincia di Bergamo
Comune di Covo Provincia di Bergamo SETTORE CONTABILE Ufficio Tributi Tributo sui Servizi Indivisibili Componente servizi IUC 2015 ISTRUZIONI 1 PREMESSA L IMPOSTA UNICA COMUNALE (IUC) La legge 27 dicembre
VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERAZIONE N 26 del 30/09/2014 OGGETTO: APPROVAZIONE ALIQUOTE E DETRAZIONI DELL'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (I.M.U.) - ANNO 2014 L'anno 2014, addì trenta