Source: http://dbnews.tchost.it/2013/10/
Timestamp: 2019-10-21 18:27:00+00:00
Document Index: 18969976

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 97', 'art. 39', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 97', 'art.2', 'art. 2', 'art.2', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

ottobre 2013 – Db Notizie
Agente di commercio: niente IRAP in assenza di autonoma organizzazione
La CTP di Modena, con sentenza 07 ottobre 2013, n. 381, ha ribadito che l’esercizio dell’attività di agente di commercio è escluso dall’applicazione dell’Irap soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata.
Nella specie, la Commissione Tributaria Provinciale dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente, in relazione ai redditi di promotore finanziario, in quanto dalla lettura della documentazione presentata risulta che il ricorrente esercitava la sua attività avvalendosi di una struttura adeguata, anche per gli strumenti utilizzati, al livello dell’attività professionale svolta e idonea a potenziarne i risultati; l’esistenza di costi e di una struttura, la disponibilità di collaboratori e la gestione di un’organizzazione autonoma di mezzi idonei evidenziano la presenza di un apparato stabile ed in grado di potenziare l’attività intellettuale del professionista.
Sussiste infatti un’impresa familiare, di per sé indice di attività svolta in maniera organizzata; il ricorrente esercitava l’attività in uno studio attrezzato con cospicua incidenza di costi per servizi vari (resi anche da terzi) e costante utilizzo di beni strumentali proporzionalmente rilevanti, tra cui tre autovetture, idonee ad incidere quantitativamente e qualitativamente sull’attività svolta.
La CTP di Modena, con sentenza 07 ottobre 2013, n. 381, ha ribadito che l'esercizio dell'attività di agente di commercio è escluso dall'applicazione dell'Irap soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 31 ottobre 2013 Categorie NEWS|FISCO
Codice tributo “5347” per sanzionare la falsa documentazione
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione del 28 ottobre 2013, n. 72/E, ha istituito il codice tributo per il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute a titolo di sanzione per falsa documentazione fornita dal contribuente al fine di sospendere la riscossione dei tributi.
Per consentire il versamento, mediante il modello F24 Accise, della sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell’ammontare delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro (art. 1, comma 541, L. n. 228/2012), relativa alla falsa documentazione, il codice tributo da utilizzare è il seguente:
“5347” . “Sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 1, comma 541, della legge 24 dicembre 2012, n. 228”.
Inoltre, a decorre dal 2 novembre 2013, sono soppressi i seguenti codici tributi istituiti per la fruizione dei crediti d’imposta relativi alle agevolazioni e agli incentivi fiscali a favore di determinate categorie d’impresa, attraverso l’istituto della compensazione (Risoluzione 28 ottobre 2013, n. 71/E):
– “6703” – “Credito d’imposta incentivi fiscali per il commercio – Art. 11 della L. 449/1997”;
– “6713” – “Credito d’imposta agevolazione per investimenti innovativi – Artt. 5 e 6 della L. 317/1991 “;
– “6714” – “Credito d’imposta agevolazione per spese di ricerca – Art. 8 della L. 317/1991”;
– “6717” – “Credito d’imposta agevolazione per l’acquisto di strumenti di pesatura – Art. 1 della L. 77/1997”;
– “6718” – “Credito d’imposta agevolazione per la promozione dell’imprenditoria femminile – Art. 5 della L. 215/1992”.
Per consentire il versamento, mediante il modello F24 Accise, della sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell'ammontare delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro (art. 1, comma 541, L. n. 228/2012), relativa alla falsa documentazione, il codice tributo da utilizzare è il seguente:
"5347" . "Sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 1, comma 541, della legge 24 dicembre 2012, n. 228".
- "6703" - "Credito d’imposta incentivi fiscali per il commercio – Art. 11 della L. 449/1997";
- "6713" - "Credito d’imposta agevolazione per investimenti innovativi – Artt. 5 e 6 della L. 317/1991 ";
- "6714" - "Credito d’imposta agevolazione per spese di ricerca – Art. 8 della L. 317/1991";
- "6717" - "Credito d’imposta agevolazione per l’acquisto di strumenti di pesatura – Art. 1 della L. 77/1997";
- "6718" - "Credito d’imposta agevolazione per la promozione dell’imprenditoria femminile – Art. 5 della L. 215/1992".
RINNOVATO IL CCNL PER I DIPENDENTI DELLE PICCOLE IMPRESE EDILI
Firmato, il giorno 28/10/2013, tra l’ANIEM – Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere, l’ANIER – Associazione Nazionale Imprese Edili in Rete, aderenti a CONFIMI IMPRESA e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, il rinnovo del CCNL 12/5/2010 per gli addetti delle piccole e medie industrie edili ed affini. L’accordo decorre dall’1/11/2013 e scade il 31/12/2015.
Le Parti firmatarie hanno previsto, per gli operai con qualifica del 1° livello e da riparametrare per gli altri livelli, un incremento complessivo del trattamento retributivo pari a euro 90,00, di cui euro 36,00 a decorrere dall’1/11/2013, euro 27,00, a decorrere dall’1/11/2014 ed euro 27,00 a decorrere dall’1/11/2015.
Gi aumenti retributivi per livello, sono i seguenti:
Aumento 1/11/2013
Aumento 1/11/2014
7° 180,00 72,00 54,00 54,00
6° 162,00 64,80 48,60 48,60
5° 135,00 54,00 40,50 40,50
4° 126,00 50,40 37,80 37,80
3° 117,00 46,80 35,10 35,10
2° 105,30 42,12 31,59 31,59
1° 90,00 36,00 27,00 27,00
Pertanto, i minimi retributivi da corrispondere alle seguenti date, sono:
Minimi 1/11/2013
Minimi 1/11/2014
7° 1.677,96 1.731,96 1.785,96
6° 1.510,16 1.558,76 1.607,36
5° 1.258,48 1.298,98 1.339,48
4° 1.174,57 1.212,37 1.250,17
3° 1.090,68 1.125,78 1.160,88
2° 981,61 1.013,20 1.044,79
1° 838,99 865,99 892,99
L’assunzione può avvenire con un periodo di prova non superiore a 30 giorni di lavoro per gli operai di 4° livello, a 25 giorni di lavoro per gli operai specializzati, a 20 giorni di lavoro per i qualificati e a 10 giorni di lavoro per gli altri operai.
Il periodo di prova deve risultare dalla lettera di assunzione.
Elemento Variabile della Retribuzione (Impiegati e Operai)
A decorrere dall’1/7/2011, cessa l’elemento economico territoriale – i cui importi saranno conglobati dall’1/1/2011 nel premio di produzione – ed entra in vigore il nuovo istituto dell’elemento variabile della retribuzione.
Pertanto, le organizzazioni territoriali, aderenti alle Associazioni nazionali contraenti, potranno concordare, con decorrenza non anteriore all’1/1/2015 per la circoscrizione di propria competenza, l’elemento variabile della retribuzione fino alla misura massima del 7% dei minimi in vigore alla data dell’1/1/2014, secondo criteri e modalità di cui all’art. 39.
La variabilità dell’Elemento Variabile della Retribuzione, così come sopra indicato, è da riferirsi ai valori dei parametri e degli indicatori definiti a livello territoriale.
Risoluzione consensuale e convalida delle dimissioni
Le parti convengono che la dichiarazione di convalida delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto, ai sensi dell’art. 4, commi da 17 a 22, della Legge 92/2012, oltre alle modalità previste dalla legge, possa essere resa dal lavoratore presso la sede territoriale delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente CCNL; queste ultime daranno tempestivamente notizia al datore di lavoro, mediante comunicazione scritta inoltrata via fax, della genuina volontà del lavoratore di interrompere autonomamente il rapporto.
Apprendistato Ptrofessionalizzante – D.Lgs. n. 167/2011
Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante soggetti di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni, salvo le deroghe consentite dalla legge.
Per i soggetti assunti dalla mobilità di primo ingresso nel settore, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione, non trovano applicazione i limiti di età di cui sopra.
Il periodo di prova è fissato, in 35 giorni lavorativi, durante i quali ciascuna delle parti può risolvere il rapporto senza obbligo di preavviso né diritto ad indennità sostitutiva.
Trascorso il periodo di prova, è fatto divieto al datore di lavoro di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.
Trascorso il periodo di prova, il lavoratore apprendista, fatte salve le ipotesi di giusta causa, potrà recedere dal contratto rassegnando le sue dimissioni con un preavviso pari a 10 giorni lavorativi durante il primo anno, 20 giorni lavorativi durante il secondo anno, 30 giorni lavorativi dal terzo anno in poi.
Entrambe le parti possono recedere dal contratto, con preavviso pari a 30 giorni lavorativi, decorrente dal termine del periodo di formazione Il trattamento economico dei lavoratori in apprendistato è determinato mediante l’applicazione di percentuali calcolate sulla retribuzione del livello per il quale è finalizzato il relativo contratto e in relazione alle diverse qualifiche da conseguire.
Le qualifiche conseguibili sono quelle previste nei livelli dal 2° al 7°.
La durata minima del contratto di apprendistato è di 6 mesi. La durata massima del contratto di apprendistato, ritenuta congrua dalle parti ai fini formativi nell’ipotesi di primo inserimento lavorativo nel settore, è la seguente:
– lavorazioni tradizionali e mansioni tecnico/amministrative di natura esecutiva, propedeutiche all’acquisizione delle qualifiche contrattuali contemplate nel 2° livello della classificazione unica – durata 24 mesi;
– lavorazioni tradizionali e mansioni tecnico/amministrative a medio contenuto professionale, propedeutiche all’acquisizione delle qualifiche contrattuali contemplate nel 3° livello della classificazione unica – durata 30 mesi;
– lavorazioni tradizionali e mansioni di natura tecnico/amministrativa di elevato contenuto professionale, (operatore di centrale) propedeutiche all’acquisizione delle qualifiche contrattuali contemplate nei livelli 4°, 5°, 6° e 7° della classificazione unica – durata 36 mesi;
– lavorazioni artistiche e ad alto contenuto tecnico/ professionale che integrano la figura dell’artigiano (operatore per il recupero architettonico, operaio in cantiere archeologico, rocciatore) – durata 48 mesi.
Per i lavoratori in possesso di titolo di studio (diploma di scuola secondaria di secondo grado) inerente alla professionalità da conseguire la durata dell’apprendistato sarà ridotta di 6 mesi.
Saranno assunti lavoratori con inquadramento finale in 6° e 7° livello solo se in possesso di laurea inerente.
La durata della formazione finalizzata all’acquisizione di competenze tecnico-professionali e specialistiche, è fissata come segue:
– 80 ore per la prima annualità
– 80 ore per la seconda annualità
– 80 ore per la terza annualità
– 80 ore per la quarta annualità
La formazione professionalizzante potrà essere svolta anche on the job ed in affiancamento; essa potrà essere integrata, ove prevista, dall’offerta formativa pubblica per l’acquisizione di competenze di base e trasversali ai sensi dell’art. 4, comma 3, del D.Lgs. 167/2011.
La formazione di tipo professionale e di mestiere svolta sotto la responsabilità dell’impresa, è integrata dall’eventuale offerta formativa pubblica per acquisire le competenze di base e trasversali per 40 ore medie annue.
Contratto a termine e somministrazione di lavoro
Nel rispetto delle nuove disposizioni di legge, Si stabilisce che, in ragione delle specifiche esigenze del settore, i termini interruttivi da osservare tra un contratto e l’altro, in caso di riassunzione a termine, sono pari a 20 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi e a 30 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi.
Il ricorso ai contratti a termine per le ragioni causali indicate nell’accordo e per quelle senza causali, non può superare, mediamente nell’anno, cumulativamente con i contratti di somministrazione a tempo determinato di cui all’art. 97 del CCNL, il 30% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato dell’impresa.
Nel caso di più cantieri la percentuale di cui sopra non potrà superare, per singolo cantiere il 50% dei rapporti a tempo indeterminato
Firmato, il giorno 28/10/2013, tra l’ANIEM - Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere, l’ANIER - Associazione Nazionale Imprese Edili in Rete, aderenti a CONFIMI IMPRESA e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, il rinnovo del CCNL 12/5/2010 per gli addetti delle piccole e medie industrie edili ed affini. L’accordo decorre dall’1/11/2013 e scade il 31/12/2015.
L'assunzione può avvenire con un periodo di prova non superiore a 30 giorni di lavoro per gli operai di 4° livello, a 25 giorni di lavoro per gli operai specializzati, a 20 giorni di lavoro per i qualificati e a 10 giorni di lavoro per gli altri operai.
A decorrere dall’1/7/2011, cessa l'elemento economico territoriale - i cui importi saranno conglobati dall’1/1/2011 nel premio di produzione - ed entra in vigore il nuovo istituto dell'elemento variabile della retribuzione.
Pertanto, le organizzazioni territoriali, aderenti alle Associazioni nazionali contraenti, potranno concordare, con decorrenza non anteriore all’1/1/2015 per la circoscrizione di propria competenza, l'elemento variabile della retribuzione fino alla misura massima del 7% dei minimi in vigore alla data dell’1/1/2014, secondo criteri e modalità di cui all'art. 39.
La variabilità dell'Elemento Variabile della Retribuzione, così come sopra indicato, è da riferirsi ai valori dei parametri e degli indicatori definiti a livello territoriale.
Le parti convengono che la dichiarazione di convalida delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto, ai sensi dell'art. 4, commi da 17 a 22, della Legge 92/2012, oltre alle modalità previste dalla legge, possa essere resa dal lavoratore presso la sede territoriale delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente CCNL; queste ultime daranno tempestivamente notizia al datore di lavoro, mediante comunicazione scritta inoltrata via fax, della genuina volontà del lavoratore di interrompere autonomamente il rapporto.
Apprendistato Ptrofessionalizzante - D.Lgs. n. 167/2011
La durata minima del contratto di apprendistato è di 6 mesi. La durata massima del contratto di apprendistato, ritenuta congrua dalle parti ai fini formativi nell'ipotesi di primo inserimento lavorativo nel settore, è la seguente:
- lavorazioni tradizionali e mansioni tecnico/amministrative di natura esecutiva, propedeutiche all'acquisizione delle qualifiche contrattuali contemplate nel 2° livello della classificazione unica - durata 24 mesi;
- lavorazioni tradizionali e mansioni tecnico/amministrative a medio contenuto professionale, propedeutiche all'acquisizione delle qualifiche contrattuali contemplate nel 3° livello della classificazione unica - durata 30 mesi;
- lavorazioni tradizionali e mansioni di natura tecnico/amministrativa di elevato contenuto professionale, (operatore di centrale) propedeutiche all'acquisizione delle qualifiche contrattuali contemplate nei livelli 4°, 5°, 6° e 7° della classificazione unica - durata 36 mesi;
- lavorazioni artistiche e ad alto contenuto tecnico/ professionale che integrano la figura dell'artigiano (operatore per il recupero architettonico, operaio in cantiere archeologico, rocciatore) - durata 48 mesi.
Per i lavoratori in possesso di titolo di studio (diploma di scuola secondaria di secondo grado) inerente alla professionalità da conseguire la durata dell'apprendistato sarà ridotta di 6 mesi.
- 80 ore per la prima annualità
- 80 ore per la seconda annualità
- 80 ore per la terza annualità
- 80 ore per la quarta annualità
La formazione professionalizzante potrà essere svolta anche on the job ed in affiancamento; essa potrà essere integrata, ove prevista, dall'offerta formativa pubblica per l'acquisizione di competenze di base e trasversali ai sensi dell'art. 4, comma 3, del D.Lgs. 167/2011.
La formazione di tipo professionale e di mestiere svolta sotto la responsabilità dell'impresa, è integrata dall'eventuale offerta formativa pubblica per acquisire le competenze di base e trasversali per 40 ore medie annue.
Nel rispetto delle nuove disposizioni di legge, Si stabilisce che, in ragione delle specifiche esigenze del settore, i termini interruttivi da osservare tra un contratto e l'altro, in caso di riassunzione a termine, sono pari a 20 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi e a 30 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi.
Il ricorso ai contratti a termine per le ragioni causali indicate nell’accordo e per quelle senza causali, non può superare, mediamente nell'anno, cumulativamente con i contratti di somministrazione a tempo determinato di cui all'art. 97 del CCNL, il 30% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato dell'impresa.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 30 ottobre 2013 Categorie NEWS|LAVORO
Il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102 recante “Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici” viene convertito in legge 28 ottobre 2013, n. 124.
Confermata l’abolizione della prima rata dell’IMU 2013 sospesa dal decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54 per le seguenti categorie di immobili:
a) abitazione principale e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in villa) e A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico);
Per l’anno 2013 non è dovuta la seconda rata dell’imposta municipale propria relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Per il medesimo anno l’imposta municipale propria resta dovuta fino al 30 giugno.
Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2014 tali immobili continuano ad essere esenti dall’imposta municipale propria.
La detrazione d’imposta prevista per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze si applica anche agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP.
A decorrere dal periodo di imposta 2014 sono esenti dall’imposta gli immobili destinati alla ricerca scientifica
Ai fini dell’applicazione della disciplina in materia di IMU, sono equiparate all’abitazione principale dal 1° luglio 2013 le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e, dal 1° gennaio 2014 i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali.
Dal 1° luglio 2013 non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica ai fini dell’applicazione della disciplina in materia di IMU concernente l’abitazione principale e le relative pertinenze, a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, purché il fabbricato non sia censito nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, che sia posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, dal personale appartenente alla carriera prefettizia.
Ai fini dell’applicazione dei benefici suddetti, il soggetto passivo presenta, a pena di decadenza entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione relative all’imposta municipale propria, apposita dichiarazione, utilizzando il modello ministeriale predisposto per la presentazione delle suddette dichiarazioni, con la quale attesta il possesso dei requisiti e indica gli identificativi catastali degli immobili ai quali il beneficio si applica.
Le domande di variazione catastale per il riconoscimento della ruralità degli immobili ai fini Imu e l’inserimento negli atti catastali della relativa annotazione, hanno valenza retroattiva, producendo effetti a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda.
Per l’anno 2013, limitatamente alla seconda rata dell’imposta municipale propria, i comuni possono equiparare all’abitazione principale, ai fini dell’applicazione della suddetta imposta, le unità immobiliari e relative pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale. In caso di più unità immobiliari concesse in comodato dal medesimo soggetto passivo dell’imposta, l’agevolazione suddetta può essere applicata ad una sola unità immobiliare. Ciascun comune definisce i criteri e le modalità per l’applicazione, ivi compreso il limite dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) al quale subordinare la fruizione del beneficio.
Al fine di assicurare ai comuni delle regioni a statuto ordinario, delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano il ristoro dell’ulteriore minor gettito dell’imposta municipale propria derivante dall’applicazione del comma 1, è attribuito ai comuni medesimi un contributo, nella misura massima complessiva di 18,5 milioni di euro per l’anno 2013, secondo le modalità stabilite dal Ministro dell’interno.
Per l’anno 2013 le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni, nonché i regolamenti dell’imposta municipale propria, acquistano efficacia a decorrere dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale di ciascun comune, che deve avvenire entro il 9 dicembre 2013 e deve recare l’indicazione della data di pubblicazione. In caso di mancata pubblicazione entro detto termine, si applicano gli atti adottati per l’anno precedente.
Il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102 recante "Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici" viene convertito in legge 28 ottobre 2013, n. 124.
Confermata l’abolizione della prima rata dell'IMU 2013 sospesa dal decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54 per le seguenti categorie di immobili:
Per l'anno 2013 non è dovuta la seconda rata dell'imposta municipale propria relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Per il medesimo anno l'imposta municipale propria resta dovuta fino al 30 giugno.
Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2014 tali immobili continuano ad essere esenti dall'imposta municipale propria.
La detrazione d’imposta prevista per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze si applica anche agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP.
A decorrere dal periodo di imposta 2014 sono esenti dall'imposta gli immobili destinati alla ricerca scientifica
Ai fini dell'applicazione della disciplina in materia di IMU, sono equiparate all'abitazione principale dal 1° luglio 2013 le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e, dal 1° gennaio 2014 i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali.
Dal 1° luglio 2013 non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica ai fini dell'applicazione della disciplina in materia di IMU concernente l'abitazione principale e le relative pertinenze, a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, purché il fabbricato non sia censito nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, che sia posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, dal personale appartenente alla carriera prefettizia.
Ai fini dell'applicazione dei benefici suddetti, il soggetto passivo presenta, a pena di decadenza entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione relative all'imposta municipale propria, apposita dichiarazione, utilizzando il modello ministeriale predisposto per la presentazione delle suddette dichiarazioni, con la quale attesta il possesso dei requisiti e indica gli identificativi catastali degli immobili ai quali il beneficio si applica.
Le domande di variazione catastale per il riconoscimento della ruralità degli immobili ai fini Imu e l'inserimento negli atti catastali della relativa annotazione, hanno valenza retroattiva, producendo effetti a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda.
Per l'anno 2013, limitatamente alla seconda rata dell'imposta municipale propria, i comuni possono equiparare all'abitazione principale, ai fini dell'applicazione della suddetta imposta, le unità immobiliari e relative pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo dell'imposta a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale. In caso di più unità immobiliari concesse in comodato dal medesimo soggetto passivo dell'imposta, l'agevolazione suddetta può essere applicata ad una sola unità immobiliare. Ciascun comune definisce i criteri e le modalità per l'applicazione, ivi compreso il limite dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) al quale subordinare la fruizione del beneficio.
Al fine di assicurare ai comuni delle regioni a statuto ordinario, delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano il ristoro dell'ulteriore minor gettito dell'imposta municipale propria derivante dall'applicazione del comma 1, è attribuito ai comuni medesimi un contributo, nella misura massima complessiva di 18,5 milioni di euro per l'anno 2013, secondo le modalità stabilite dal Ministro dell'interno.
Per l'anno 2013 le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni, nonché i regolamenti dell'imposta municipale propria, acquistano efficacia a decorrere dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale di ciascun comune, che deve avvenire entro il 9 dicembre 2013 e deve recare l'indicazione della data di pubblicazione. In caso di mancata pubblicazione entro detto termine, si applicano gli atti adottati per l'anno precedente.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 30 ottobre 2013 Categorie NEWS|FISCO
Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, indicazioni INPS
Al fine di semplificare l’erogazione dell’indennità di disoccupazione ASpI, è stata prevista la facoltà, per il lavoratore disoccupato, di rilasciare all’Inps la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, al momento della presentazione della domanda della suddetta indennità ASpI.
L’Inps ha, dunque, il compito di ricevere e, successivamente, mettere a disposizione dei Centri per l’impiego territorialmente competenti in base al domicilio, le dichiarazioni dei richiedenti l’ASpI o mini-AspI, documenti indispensabili ai fini delle verifiche sullo stato di disoccupazione nonché dell’attivazione delle politiche attive.
Al fine di dare concreta attuazione a tale previsione normativa, l’Istituto ha così provveduto ad aggiornare la modulistica per la richiesta delle prestazioni ASpI (SR134) e Mini-ASpI (SR133) pubblicata nell’apposita sezione del sito (www.inps.it), implementando conseguentemente la procedura di presentazione della domanda telematica da parte dei cittadini, Patronati e contact center integrato.
L’accertamento dello status di disoccupato e la verifica della conservazione dello stesso che non possono essere controllati e accertati dall’Istituto con i dati in suo possesso, rimangono di competenza dei Centri per l’impiego. Altresì, questi ultimi devono comunicare tempestivamente gli eventi che determinano la decadenza dalla prestazione. Tali comunicazioni devono pervenire tramite i servizi messi a disposizione a tale scopo nella Banca dati percettori.
L’avvenuto rilascio all’Inps delle Dichiarazioni sullo Stato di Disoccupazione e di Immediata Disponibilità da parte degli interessati, nei casi di presentazione di una domanda d’indennità nell’ambito dell’ASpI, sarà comunicato ai Servizi Competenti territorialmente e a tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella costituzione della nuova Banca Dati delle Politiche Attive e Passive.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 30 ottobre 2013 Categorie NEWS|PREVIDENZA
L’Agenzia delle entrate con il provvedimento n. 125448/2013 ha approvato il modello per l’istanza di rimborso della tassa annuale sulle unità da diporto e ha definito le modalità di pagamento dei rimborsi
Il modello in oggetto è utilizzato per la richiesta di rimborso della tassa annuale sulle unità da diporto versata in misura superiore all’importo dovuto ed è composto dal frontespizio, contenente l’informativa relativa al trattamento dei dati personali, i dati anagrafici del soggetto istante, il codice fiscale del rappresentante, i dati del versamento di cui si chiede il rimborso, i dati dell’unità da diporto cui si riferisce la tassa chiesta a rimborso, la firma del richiedente e l’impegno alla presentazione telematica.
All’istanza di rimborso può essere allegata la copia della licenza di navigazione dell’unità da diporto, cui si riferisce la tassa richiesta a rimborso.
L’istanza di rimborso, unitamente all’eventuale copia della licenza di navigazione, va presentata esclusivamente in via telematica direttamente dai contribuenti abilitati a Entratel o Fisconline ovvero tramite i soggetti incaricati.
Gli utenti del servizio telematico trasmettono i dati contenuti nel modello per l’istanza di rimborso secondo le specifiche tecniche. La trasmissione telematica può essere effettuata utilizzando il software denominato “RimborsoTassaUnitàdaDiporto”, reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate sul sito internet www.agenziaentrate.it a partire dal 18 novembre 2013.
I soggetti incaricati della trasmissione telematica hanno l’obbligo di rilasciare al soggetto interessato un esemplare cartaceo dell’istanza trasmessa nonché copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento e che costituisce prova dell’avvenuta presentazione. L’istanza, debitamente sottoscritta dal soggetto incaricato della trasmissione telematica e dall’interessato, va conservata a cura di quest’ultimo.
Gli utenti del servizio telematico trasmettono i dati contenuti nel modello per l’istanza di rimborso secondo le specifiche tecniche. La trasmissione telematica può essere effettuata utilizzando il software denominato "RimborsoTassaUnitàdaDiporto", reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate sul sito internet www.agenziaentrate.it a partire dal 18 novembre 2013.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 29 ottobre 2013 Categorie NEWS|FISCO
LEGNO – PICCOLA INDUSTRIA: FIRMATO L’ACCORDO
Firmato, il 25/10/2013, tra la UNITAL CONFAPI e la FILCA-CISL, la FILLEA-CGIL e la FENEAL-UIL, l’accordo per il rinnovo del CCNL per i lavoratori addetti alla piccola e media industria legno, mobili, arredamento, sughero e forestazione che decorre dall’1/6/2013 e scadrà il 31/5/2016.
Di seguito riportiamo gli importi relativi agli incrementi dei minimi
Aumento all’1/11/2013
Aumento all’1/7/2014
Aumento all’1/8/2015
AD3 184,90 51,60 64,50 68,80
AD2 172,00 48,00 60,00 64,00
AD1 159,10 44,40 55,50 59,20
AC4 146,20 40,80 51,00 54,40
AC3 133,30 37,20 46,50 49,60
AC22 133,30 37,20 46,50 49,60
AC1 122,12 34,08 42,60 45,44
AS3 133,30 37,20 46,50 49,60
AS2 120,40 33,60 42,00 44,80
AS1 115,24 32,16 40,20 42,88
AE3 108,79 30,36 37,95 40,48
AE2 102,34 28,56 35,70 38,08
AE1 86,00 24,00 30,00 32,00
Minimi 1/8/2015
AD3 1.711,16 1.775,66 1.844,46
AD2 1.591,78 1.651,78 1.715,78
AD1 1.472,39 1.527,89 1.587,09
AC4 1.353,02 1.404,02 1.458,42
AC3 1.233,63 1.280,13 1.329,73
AC22 1.233,63 1.280,13 1.329,73
AC1 1.130,17 1.172,77 1.218,21
AS3 1.233,63 1.280,13 1.329,73
AS2 1.114,24 1.156,24 1.201,04
AS1 1.066,49 1.106,69 1.149,57
AE3 1.006,81 1.044,76 1.085,24
AE2 947,11 982,81 1.020,89
AE1 795,89 825,89 857,89
Gli aumenti retributivi relativi alle mensilità di: giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, verranno corrisposti con le seguenti modalità:
– una mensilità con la retribuzione di novembre 2013;
– due mensilità con la retribuzione di gennaio 2014;
– due mensilità con la retribuzione di maggio 2014.
1.a Tranche al’1/11/2013
2.a Tranche all’1/1/2014
3.a Tranche all’1/5/2014
AD3 51,60 103,20 103,20
AD2 48,00 96,00 96,00
AD1 44,40 88,80 88,80
AC4 40,80 81,60 81,60
AC3 37,20 74,40 74,40
AC2 37,20 74,40 74,40
AC1 34,08 68,16 68,16
AS3 37,20 74,40 74,40
AS2 33,60 67,20 67,20
AS1 32,16 64,32 64,32
AE3 30,36 60,72 60,72
AE2 28,56 57,12 57,12
AE1 24,00 48,00 48,00
La tabella degli incrementi retributivi sopra riportata si basa sugli scostamenti inflattivi verificatesi per il triennio precèdente, nonché sui riferimenti inflattivi vigenti per gli anni 2013, 2014, 2015.
I trattamenti previsti dalla bilateralità sono vincolanti per tutte le imprese. In caso contrario, dal 25/10/2013 le imprese non aderenti al sistema della bilateralità dovranno corrispondere a ciascun lavoratore in busta paga un elemento retributivo aggiuntivo pari ad euro 25,00 lordi mensili per 13 mensilità. Tale importo, non è a nessun titolo assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.R.) che incide su tutti gli istituti retributivi di legge e contrattuali, compresi quelli indiretti o differiti, escluso il TFR. Tale importo dovrà essere erogato con cadenza mensile e mantiene carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore in adempimento dell’obbligo di cui sopra. In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l’importo andrà riproporzionato alla percentuale di retribuzione riconosciuta.
Per le imprese aderenti al sistema della bilateralità ed in regola con i versamenti, l’elemento aggiuntivo della retribuzione pari a € 25,00 è forfettariamente compreso nella quota di adesione e, pertanto non va versato.
Questi gli istitutit previsti:
– 18,00 euro annui (1,50 euro mensili per 12 mensilità) per ciascun lavoratore dovuto dalle aziende prive del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
– 3,00 euro annui (0,25 euro mensili per 12 mensilità) per ciascun lavoratore part-time fino a 20 ore.
Dall’1/11/2013 l’elemento perequativo passerà da € 8,00 a 13,00 €. mensili per dodici mensilità per i lavoratori dipendenti da aziende prive di contrattazione di secondo livello e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi, in aggiunta a quanto spettante per il CCNL, pari o superiori a detto elemento e fino a concorrenza dello stesso.
E’ inserita una aspettativa non retribuita per un massimo di 2 anni per i lavoratori affetti da ludopatia (gioco d’azzardo) e massimo 365 per malattie gravi (neoplasie/leucemiche).I lavoratori, familiari di un tossicodipendente o di un ludopatico, possono a loro volta essere posti, a domanda, in aspettativa non retribuita per concorrere al programma terapeutico e socio-riabilitativo e, qualora il servizio sanitario nazionale ne attesti la necessità.
Dall’1/11/2013 le aliquote contributive paritetiche a carico dell’azienda e del lavoratore vengono fissate, nella misura del 1,30%;
Dall’1/1/2014 le aliquote a carico dell’azienda saranno dello 1,40%, rimangono invariate le aliquote a carico degli iscritti.
Dall’1/1/2015 le aliquote a carico dell’azienda saranno dello 1,60%, rimangono invariate le aliquote a carico degli iscritti.
Con decorrenza dall’1/1/2016 le aliquote a carico dell’azienda saranno dello 1,80%, rimangono invariate le aliquote a carico degli iscritti.
Le parti concordano che il Fondo individuato per la Sanità integrativa è ALTEA.
La contribuzione decorrerà dall’1/8/2014 per gli iscritti al fondo Altea sarà di € 10,00 mensili a lavoratore per 12 mensilità a carico delle aziende.
L’apprendista verrà inquadrato rispetto alla qualifica da conseguire. II trattamento economico durante l’apprendistato è determinato dalle seguenti percentuali:
– primi 12 mesi: 65%
– successivi 12 mesi: 70%
– successivi 12 mesi: 75%
– eventuali successivi 12 mesi: 85%
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE – D.Lgs. 167/2011
Le qualifiche conseguibili per i lavoratori operai, intermedi, impiegati e quadri sono quelle previste nelle categorie dalla AE2 alla AD3, con riferimento, per l’area direzionale, categorie AD3, AD2 e ADI, ai lavoratori che svolgono attività di alta specializzazione ed importanza ai fini dello sviluppo e della realizzazione degli obiettivi aziendali.
La facoltà di assunzione mediante contratto di apprendistato è subordinata al rispetto dei limiti numerici di cui all’art.2, dai commi 3-bis e 3-ter dell’art. 2 del D.Lgs. n. 167/2011 dalle aziende che abbiano mantenuto in servizio almeno il 51% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia già venuto a scadere nei 12 mesi precedenti.
Il periodo di prova è pari alla durata ordinaria prevista dal contratto collettivo nazionale vigente per il livello di inquadramento iniziale.
La durata minima del contratto è di 6 mesi; la durata massima del contratto è pari a 36 mesi.Per i lavoratori in possesso di titolo di studio (diploma di istruzione secondaria superiore o terziaria) inerente alla professionalità da conseguire tale durata sarà ridotta di 10 mesi, ripartiti rispettivamente in:
– 3 mesi nel primo periodo;
– 3 mesi nel secondo periodo;
– 4 mesi nel terzo periodo.
Per gli apprendisti in possesso di laurea inerente alla professionalità da acquisire in tutte le fattispecie di inquadramento, la durata dell’apprendistato sarà di 24 mesi.
Gli apprendisti con destinazione finale al livello AE2 secondo saranno inquadrati al livello di destinazione finale con decorrenza dall’inizio del secondo periodo di apprendistato.
Terzo perido
36 mesi 12 mesi 12 mesi 12 mesi
24 mesi 10 mesi 10 mesi 4 mesi
– 36 mesi per i lavoratori con inquadramento finale nelle categorie AD3-AD2-AD1-AC5-AC4- AC3-AC2-AS4-AS3-AC1-AS2-AS1-AE4-AE3;
– 24 mesi per i lavoratori con inquadramento finale in categoria AE2
La formazione professionalizzante sarà non inferiore a 80 ore medie annue comprensive della formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, e potrà essere svolta anche on thè job e in affiancamento.
L’azienda corrisponderà all’apprendista, in occasione della ricorrenza natalizia, una tredicesima mensilità ragguagliata a 174 ore della retribuzione globale di fatto
Si applica quanto previsto dal vigente c.c.n.l. per operai, impiegati, intermedi e quadri con applicazione delle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria in caso di malattia, invalidità e maternità.
- una mensilità con la retribuzione di novembre 2013;
- due mensilità con la retribuzione di gennaio 2014;
- due mensilità con la retribuzione di maggio 2014.
- 6,00 euro annui (0,50 euro mensili per 12 mensilità) per ciascun lavoratore dovuto dalle aziende con il RLS.
- 3,00 euro annui (0,25 euro mensili per 12 mensilità) per ciascun lavoratore part-time fino a 20 ore.
- 28,00 euro annui (2,33 euro mensili per 12 mensilità) per ciascun lavoratore.
- 12,00 euro annui (1,00 euro mensile per 12 mensilità) per ciascun lavoratore per ulteriori attività correlate (assistenza contrattuale) assorbente le eventuali quote già previste dalla contrattazione nazionale;
GIOCATORI D'AZZARDO PATOLOGICI
E’ inserita una aspettativa non retribuita per un massimo di 2 anni per i lavoratori affetti da ludopatia (gioco d'azzardo) e massimo 365 per malattie gravi (neoplasie/leucemiche).I lavoratori, familiari di un tossicodipendente o di un ludopatico, possono a loro volta essere posti, a domanda, in aspettativa non retribuita per concorrere al programma terapeutico e socio-riabilitativo e, qualora il servizio sanitario nazionale ne attesti la necessità.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE - ARCO
L'apprendista verrà inquadrato rispetto alla qualifica da conseguire. II trattamento economico durante l'apprendistato è determinato dalle seguenti percentuali:
- primi 12 mesi: 65%
- successivi 12 mesi: 70%
- successivi 12 mesi: 75%
- eventuali successivi 12 mesi: 85%
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE - D.Lgs. 167/2011
La facoltà di assunzione mediante contratto di apprendistato è subordinata al rispetto dei limiti numerici di cui all’art.2, dai commi 3-bis e 3-ter dell'art. 2 del D.Lgs. n. 167/2011 dalle aziende che abbiano mantenuto in servizio almeno il 51% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia già venuto a scadere nei 12 mesi precedenti.
- 3 mesi nel primo periodo;
- 3 mesi nel secondo periodo;
- 4 mesi nel terzo periodo.
Per gli apprendisti in possesso di laurea inerente alla professionalità da acquisire in tutte le fattispecie di inquadramento, la durata dell'apprendistato sarà di 24 mesi.
Gli apprendisti con destinazione finale al livello AE2 secondo saranno inquadrati al livello di destinazione finale con decorrenza dall'inizio del secondo periodo di apprendistato.
- 36 mesi per i lavoratori con inquadramento finale nelle categorie AD3-AD2-AD1-AC5-AC4- AC3-AC2-AS4-AS3-AC1-AS2-AS1-AE4-AE3;
- 24 mesi per i lavoratori con inquadramento finale in categoria AE2
La formazione professionalizzante sarà non inferiore a 80 ore medie annue comprensive della formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico prevista dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, e potrà essere svolta anche on thè job e in affiancamento.
L'azienda corrisponderà all'apprendista, in occasione della ricorrenza natalizia, una tredicesima mensilità ragguagliata a 174 ore della retribuzione globale di fatto
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 29 ottobre 2013 Categorie NEWS|LAVORO
Spesometro 2012: la comunicazione entro novembre
Dopo le numerose proroghe che hanno interessato l’adempimento, giustificate dalla necessità di interventi di semplificazione, entro il prossimo mese di novembre le aziende italiane e le stabili organizzazioni di aziende estere devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA effettuate e ricevute nel 2012 (cd. “Spesometro”).
La comunicazione deve essere effettuata, utilizzando il nuovo modello “polivalente”:
– entro il 12 novembre 2013, dai soggetti che effettuano la liquidazione IVA con periodicità mensile;
– entro il 21 novembre 2013, dagli altri soggetti.
La presentazione dello modello può essere fatta esclusivamente con modalità telematica, attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate (“Fisconline” o “Entratel”), sia direttamente da parte dei soggetti abilitati, sia conferendo l’incarico ad un intermediario incaricato (Dottore commercialista ed esperto contabile, consulente del lavoro, associazione sindacale di categoria tra imprenditori, Caaf imprese, ecc.), che provvede alla trasmissione esclusivamente attraverso Entratel.
Ai fini della compilazione possono essere utilizzati i software in commercio, realizzati secondo le specifiche tecniche approvate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 94908 del 2013, o in alternativa il software di compilazione gratuito messo a disposizione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate lo scorso 25 ottobre 2013. In entrambi i casi, le comunicazioni predisposte devono essere sottoposte a controllo utilizzando la procedura che la stessa Agenzia ha reso disponibile sempre il 25 ottobre scorso per verificare la conformità del file da trasmettere.
L’obbligo di comunicazione deve essere assolto da tutti gli operatori economici che effettuano acquisiti e vendite e prestazioni di servizi, soggette ad Iva nel territorio italiano, con l’esclusione di quelli che nel 2012 hanno svolto l’attività applicando i regimi agevolati dei contribuenti minimi ovvero per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità.
A differenza della comunicazione effettuata per il 2011, quella relativa al 2012 ha per oggetto tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, rese e ricevute, per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura (è stata eliminata, dunque, la soglia di importo al di sotto della quale l’operazione non doveva essere comunicata).
Per le operazioni non soggette all’obbligo di fattura, invece, resta invariata la previsione che esclude quelle di importo unitario inferiore a 3.600 euro al lordo dell’IVA. In ogni caso, l’eventuale emissione della fattura, in sostituzione di altro idoneo documento fiscale, determina, comunque, l’obbligo di comunicazione dell’operazione, ancorché di importo inferiore a 3.600 euro.
Con riferimento alle operazioni per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura, di importo pari o superiore a euro 3.600,00 comprensivo dell’IVA applicata, effettuate nei confronti di consumatori finali, in relazione alle quali i corrispettivi dovuti sono stati pagati mediante carte di credito, di debito o prepagate, l’obbligo di comunicazione deve essere assolto dall’operatore finanziario (banca, società poste italiane spa, intermediari finanziari ed imprese di investimento, OICR, SGR, ogni altro operatore finanziario) che ha emesso la carta di credito, di debito o prepagata.
In tale ipotesi la comunicazione in scadenza il prossimo 12 novembre 2013 deve essere effettuata con riferimento alle operazioni relative al periodo dal 6 luglio 2011 al 31 dicembre 2011. Ai fini della compilazione, la comunicazione deve essere predisposta sulla base delle specifiche tecniche approvate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 121812 del 18 ottobre 2012.
Restano completamente escluse dallo spesometro 2012:
– le esportazioni, in quanto soggette all’obbligo di emissione della bolletta doganale. Rientrano nell’obbligo, invece, le cd. “esportazioni indirette”, ossia le operazioni effettuate nei confronti degli esportatori abituali, e le cd. “triangolazioni comunitarie”;
– le operazioni intracomunitarie;
– le operazioni che hanno costituito oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria (es: le operazioni connesse ai contratti di assicurazione e ai contratti di somministrazione di energia elettrica, le operazioni relative ai contratti di mutuo, le operazioni relative agli atti di compravendita di immobili).
Gli esercenti commercio al dettaglio ed assimilati e le agenzie di viaggi e turismo devono comunicare, inoltre, compilando l’apposita sezione del modello polivalente, i dati relativi alle operazioni in contanti legate al turismo, effettuate nei confronti di persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell’Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato, di importo pari o superiore a 1.000 euro.
Dopo le numerose proroghe che hanno interessato l’adempimento, giustificate dalla necessità di interventi di semplificazione, entro il prossimo mese di novembre le aziende italiane e le stabili organizzazioni di aziende estere devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA effettuate e ricevute nel 2012 (cd. "Spesometro").
La comunicazione deve essere effettuata, utilizzando il nuovo modello "polivalente":
- entro il 12 novembre 2013, dai soggetti che effettuano la liquidazione IVA con periodicità mensile;
- entro il 21 novembre 2013, dagli altri soggetti.
La presentazione dello modello può essere fatta esclusivamente con modalità telematica, attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate ("Fisconline" o "Entratel"), sia direttamente da parte dei soggetti abilitati, sia conferendo l’incarico ad un intermediario incaricato (Dottore commercialista ed esperto contabile, consulente del lavoro, associazione sindacale di categoria tra imprenditori, Caaf imprese, ecc.), che provvede alla trasmissione esclusivamente attraverso Entratel.
L’obbligo di comunicazione deve essere assolto da tutti gli operatori economici che effettuano acquisiti e vendite e prestazioni di servizi, soggette ad Iva nel territorio italiano, con l’esclusione di quelli che nel 2012 hanno svolto l’attività applicando i regimi agevolati dei contribuenti minimi ovvero per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità.
- le esportazioni, in quanto soggette all’obbligo di emissione della bolletta doganale. Rientrano nell’obbligo, invece, le cd. "esportazioni indirette", ossia le operazioni effettuate nei confronti degli esportatori abituali, e le cd. "triangolazioni comunitarie";
- le operazioni intracomunitarie;
- le operazioni che hanno costituito oggetto di comunicazione all'Anagrafe tributaria (es: le operazioni connesse ai contratti di assicurazione e ai contratti di somministrazione di energia elettrica, le operazioni relative ai contratti di mutuo, le operazioni relative agli atti di compravendita di immobili).
Gli esercenti commercio al dettaglio ed assimilati e le agenzie di viaggi e turismo devono comunicare, inoltre, compilando l’apposita sezione del modello polivalente, i dati relativi alle operazioni in contanti legate al turismo, effettuate nei confronti di persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell'Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato, di importo pari o superiore a 1.000 euro.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 28 ottobre 2013 Categorie NEWS|FISCO
Sanzioni attenuate per errori nel versamento del diritto camerale
In caso di errori nel versamento del diritto annuale alla camera di commercio, devono ritenersi applicabili i criteri sanzionatori attenuati, secondo gli orientamenti recentemente formulati dall’Agenzia delle Entrate in materia tributi nella propria circolare n. 27/E del 2013. (Ministero dello Sviluppo Economico – Nota n. 172574/2013).
Alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in relazione al regime delle sanzioni applicabili nelle ipotesi di insufficiente versamento dell’imposta e della maggiorazione nel “termine lungo”, e di ravvedimento operoso con versamenti carenti, il Ministero ha ritenuto necessario riformare i principi applicati al diritto annuale, indicati nella propria circolare n. 3587/C del 2005, uniformandosi a quelli formulati per i tributi dall’Amministrazione finanziaria.
Per quanto concerne il termine di versamento del diritto annuale, la Nota ministeriale chiarisce che a differenza delle precedenti indicazioni, in base ai nuovi principi, lo stesso deve ritenersi distinto in “termine ordinario” e “termine lungo”.
Per i soggetti con periodo coincidente con l’anno solare, il “termine ordinario” è fissato al 16 giugno dell’anno di riferimento, e il “termine lungo” nei trenta giorni successivi (cioè il 16 luglio). Qualora il versamento sia eseguito nel termine lungo, l’importo del diritto annuale deve essere maggiorato dello 0,40 per cento.
Con particolare riferimento all’ipotesi di insufficiente versamento del diritto annuale e della maggiorazione nel “termine lungo”, secondo i criteri precedenti il versamento veniva considerato “tardivo”. Sulla base delle nuove indicazioni, invece, se è dovuto un diritto annuale maggiore rispetto a quello calcolato e versato nel “termine lungo”, detto versamento non è da considerarsi tardivo, ma semplicemente “insufficiente”; la sanzione deve quindi essere calcolata sulla differenza tra quanto versato nel “termine lungo” e quanto dovuto (diritto annuale + maggiorazione). In tale ipotesi, peraltro, non assume rilevanza se l’impresa abbia versato il solo diritto annuale e non la maggiorazione, o se abbia eseguito un versamento proporzionalmente insufficiente, in quanto la maggiorazione si considera parte del diritto annuale.
Uniformandosi all’orientamento previsto per i tributi, il Ministero chiarisce altresì, che in caso di insufficiente versamento nel termine lungo, sarà possibile regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso (breve) eseguendo il pagamento nel termine di trenta giorni dalla scadenza del “termine lungo”, e cioè entro il successivo 15 agosto.
Chiaramente, laddove non sia stato versato alcun importo, né entro il 16 giugno né entro il 16 luglio, il temine ultimo entro il quale poter utilizzare l’istituto del ravvedimento operoso è la data naturale di scadenza cioè il 16 giugno dell’anno successivo.
Con riferimento, poi, all’efficacia del ravvedimento operoso, il Ministero ha precisato che sulla base del precedente orientamento il ravvedimento operoso poteva ritenersi perfezionato soltanto qualora il versamento di quanto dovuto per diritto annuale, interessi legali e sanzioni fosse effettuato con un unico modello F24 nel medesimo giorno. Di conseguenza, in caso di ravvedimento con versamenti carenti, la violazione restava soggetta alla sanzione nella misura ordinaria.
Secondo i nuovi principi, invece, con riferimento all’ipotesi di ravvedimento operoso con versamenti carenti:
– nel caso in cui sia effettuato, entro il termine prescritto per il ravvedimento operoso, il versamento di un importo di diritto annuale inferiore rispetto al dovuto ma comunque con sanzioni e interessi commisurati al diritto stesso, il ravvedimento si intenderà perfezionato limitatamente a tale importo, e sulla differenza non regolarizzata saranno irrogate le sanzioni ad opera della camera di commercio competente;
– nel caso in cui, in sede di ravvedimento operoso, sia effettuato un versamento complessivo di diritto annuale, sanzioni, e interessi in misura inferiore al dovuto e le sanzioni e/o gli interessi non siano commisurati al diritto annuale versato a titolo di ravvedimento, il ravvedimento si intenderà perfezionato con riferimento alla quota parte del diritto annuale – comprensivo o meno della maggiorazione a seconda della data del versamento originario – proporzionata al quantum complessivamente corrisposto a vario titolo, e sulla differenza non sanata saranno irrogate le sanzioni ad opera della camera di commercio competente.
I nuovi criteri sanzionatori saranno applicati automaticamente a partire dai ruoli resi esecutivi successivamente all’emanazione della nota ministeriale (22/10/2013), indipendentemente dall’anno di competenza del diritto annuale. Nelle ipotesi in cui, invece, le somme siano già iscritte a ruolo, anche notificate e divenute definitive per decorrenza dei termini per fare ricorso, le camere di commercio dovranno provvedere alla rideterminazione delle sanzioni dovute sulla base dei nuovi principi, concedendo lo sgravio, ma su istanza delle imprese interessate. Non sono rimborsate le sanzioni già pagate sulla base di provvedimenti definitivi.
In caso di errori nel versamento del diritto annuale alla camera di commercio, devono ritenersi applicabili i criteri sanzionatori attenuati, secondo gli orientamenti recentemente formulati dall’Agenzia delle Entrate in materia tributi nella propria circolare n. 27/E del 2013. (Ministero dello Sviluppo Economico - Nota n. 172574/2013).
Alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in relazione al regime delle sanzioni applicabili nelle ipotesi di insufficiente versamento dell’imposta e della maggiorazione nel "termine lungo", e di ravvedimento operoso con versamenti carenti, il Ministero ha ritenuto necessario riformare i principi applicati al diritto annuale, indicati nella propria circolare n. 3587/C del 2005, uniformandosi a quelli formulati per i tributi dall’Amministrazione finanziaria.
Per quanto concerne il termine di versamento del diritto annuale, la Nota ministeriale chiarisce che a differenza delle precedenti indicazioni, in base ai nuovi principi, lo stesso deve ritenersi distinto in "termine ordinario" e "termine lungo".
Per i soggetti con periodo coincidente con l’anno solare, il "termine ordinario" è fissato al 16 giugno dell’anno di riferimento, e il "termine lungo" nei trenta giorni successivi (cioè il 16 luglio). Qualora il versamento sia eseguito nel termine lungo, l’importo del diritto annuale deve essere maggiorato dello 0,40 per cento.
Con particolare riferimento all’ipotesi di insufficiente versamento del diritto annuale e della maggiorazione nel "termine lungo", secondo i criteri precedenti il versamento veniva considerato "tardivo". Sulla base delle nuove indicazioni, invece, se è dovuto un diritto annuale maggiore rispetto a quello calcolato e versato nel "termine lungo", detto versamento non è da considerarsi tardivo, ma semplicemente "insufficiente"; la sanzione deve quindi essere calcolata sulla differenza tra quanto versato nel "termine lungo" e quanto dovuto (diritto annuale + maggiorazione). In tale ipotesi, peraltro, non assume rilevanza se l’impresa abbia versato il solo diritto annuale e non la maggiorazione, o se abbia eseguito un versamento proporzionalmente insufficiente, in quanto la maggiorazione si considera parte del diritto annuale.
Uniformandosi all’orientamento previsto per i tributi, il Ministero chiarisce altresì, che in caso di insufficiente versamento nel termine lungo, sarà possibile regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso (breve) eseguendo il pagamento nel termine di trenta giorni dalla scadenza del "termine lungo", e cioè entro il successivo 15 agosto.
- nel caso in cui sia effettuato, entro il termine prescritto per il ravvedimento operoso, il versamento di un importo di diritto annuale inferiore rispetto al dovuto ma comunque con sanzioni e interessi commisurati al diritto stesso, il ravvedimento si intenderà perfezionato limitatamente a tale importo, e sulla differenza non regolarizzata saranno irrogate le sanzioni ad opera della camera di commercio competente;
- nel caso in cui, in sede di ravvedimento operoso, sia effettuato un versamento complessivo di diritto annuale, sanzioni, e interessi in misura inferiore al dovuto e le sanzioni e/o gli interessi non siano commisurati al diritto annuale versato a titolo di ravvedimento, il ravvedimento si intenderà perfezionato con riferimento alla quota parte del diritto annuale – comprensivo o meno della maggiorazione a seconda della data del versamento originario - proporzionata al quantum complessivamente corrisposto a vario titolo, e sulla differenza non sanata saranno irrogate le sanzioni ad opera della camera di commercio competente.
È possibile conservare i benefici fiscali sulla prima casa
In seguito alla vendita di un immobile comprato con le agevolazioni fiscali sulla prima casa, per il mantenimento delle agevolazioni stesse, il contribuente entro il successivo anno deve procedere all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale (Corte di cassazione – sentenza n. 22944/2013)
La Corte di cassazione chiarisce che l’agevolazione per l’acquisto della prima casa è volta ad incentivare l’acquisto di un’unità immobiliare da destinare ad abitazione dell’acquirente nel Comune di residenza o (se diverso) in quello ove lo stesso svolge la propria attività lavorativa, ed è subordinata:
– al mancato possesso di altro immobile idoneo ad essere destinato a tale uso;
– all’assunzione dell’impegno, mediante dichiarazione formale resa nell’atto di compravendita, di risiedere o voler stabilire la propria residenza nel Comune ove è ubicato l’immobile acquistato.
Pertanto, in seguito alla vendita di un immobile comprato con le agevolazioni fiscali, per conservare i benefici fiscali sulla prima casa è insufficiente la dichiarazione di volontà, al momento dell’acquisto, di destinare l’immobile ad abitazione entro i termini previsti dalla legge. A ciò deve seguire il trasferimento nell’appartamento.
La dichiarazione di volontà non costituisce una mera dichiarazione di intenti ma comporta l’assunzione di un vero e proprio obbligo verso il fisco, ovvero quello di adibire la casa acquistata a propria abitazione principale.
Pertanto, l’agevolazione fiscale attinente l’imposta di registro concessa al momento della registrazione dell’atto può essere conservata solo se il contribuente realizzi l’intento dichiarato entro il termine triennale di decadenza fissato per l’esercizio del potere di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Qualora la manifestazione di volontà sia decaduta per scadenza dei termini, l’amministrazione procede alla revoca del beneficio sia nel caso di vendita infraquinquennale seguita dall’acquisto di altra abitazione entro l’anno sia nel caso di mancato trasferimento della residenza nel comune entro i diciotto mesi dalla registrazione dell’atto.
In seguito alla vendita di un immobile comprato con le agevolazioni fiscali sulla prima casa, per il mantenimento delle agevolazioni stesse, il contribuente entro il successivo anno deve procedere all'acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale (Corte di cassazione - sentenza n. 22944/2013)
La Corte di cassazione chiarisce che l’agevolazione per l'acquisto della prima casa è volta ad incentivare l'acquisto di un'unità immobiliare da destinare ad abitazione dell’acquirente nel Comune di residenza o (se diverso) in quello ove lo stesso svolge la propria attività lavorativa, ed è subordinata:
- al mancato possesso di altro immobile idoneo ad essere destinato a tale uso;
- all'assunzione dell'impegno, mediante dichiarazione formale resa nell'atto di compravendita, di risiedere o voler stabilire la propria residenza nel Comune ove è ubicato l'immobile acquistato.
Qualora la manifestazione di volontà sia decaduta per scadenza dei termini, l’amministrazione procede alla revoca del beneficio sia nel caso di vendita infraquinquennale seguita dall'acquisto di altra abitazione entro l'anno sia nel caso di mancato trasferimento della residenza nel comune entro i diciotto mesi dalla registrazione dell’atto.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 25 ottobre 2013 Categorie NEWS|FISCO