Source: https://www.deannasaccani.it/2017/04/07/il-modello-di-comunicazione-dati-iva-2016/
Timestamp: 2019-06-20 13:23:15+00:00
Document Index: 157230615

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 48', 'art. 74', 'art. 44', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 34', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 32', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 17', 'art. 32', 'art. 9', 'art. 68', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 11']

Circolare #14: Il modello di comunicazione dati IVA 2016 | Deanna Saccani
Circolare #14: Il modello di comunicazione dati IVA 2016
OGGETTO: IL MODELLO DI COMUNICAZION DATI IVA 2016
Come noto, la Comunicazione dati IVA introdotta dall’art. 8-bis, DPR n. 322/98, è finalizzata a consentire il calcolo delle risorse che ciascun Stato membro è tenuto a versare al bilancio comunitario, nei termini previsti dalla normativa comunitaria. La stessa, quindi, non ha natura dichiarativa.
Per l’adempimento in esame, va utilizzato l’apposito modello approvato dall’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento 17.1.2011. Nello stesso vanno riepilogate le risultanze relative al 2015 delle liquidazioni periodiche al fine di determinare l’IVA a debito / credito.
Le “tipiche” operazioni da effettuare in sede di dichiarazione annuale non vanno considerate (calcolo definitivo del pro-rata, compensazioni effettuate nell’anno, riporto del credito IVA relativo all’anno precedente, ecc.).
In sede di compilazione della Comunicazione in esame, al fine di facilitare il confronto con la dichiarazione annuale e fornire informazioni più dettagliate, si ritiene comunque possibile tenere conto delle citate operazioni di rettifica e conguaglio.
il 2016 è l’ultimo anno di presentazione della Comunicazione dati IVA. Infatti, l’art. 10, comma
8-bis, DL n. 192/2014 ha differito al 2017 (in luogo del 2016) l’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA annuale in forma autonoma entro il mese di febbraio. Conseguentemente è
stata prorogata anche l’abrogazione della presentazione della Comunicazione dati IVA;
recentemente l’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento 15.1.2016, ha aggiornato le istruzioni per la compilazione della Comunicazione in commento, confermando, l’esonero dalla presentazione della stessa da parte dei soggetti forfetari ex art. 1, commi da 54 a 89, Legge n. 190/2014 e definendo l’esposizione delle operazioni effettuate nei confronti di Enti pubblici con applicazione dello split payment ex art. 17-ter, DPR n. 633/72.
La Comunicazione dati IVA interessa i titolari di partita IVA tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale, anche se nel 2015 non sono state effettuate operazioni imponibili.
Non sono tenuti alla presentazione della Comunicazione in esame:
− hanno registrato esclusivamente operazioni esenti ex art. 10, DPR n. 633/72;
− sono dispensati dagli adempimenti IVA ex art. 36-bis, DPR n. 633/72 e hanno effettuato
soltanto operazioni esenti; ancorché siano tenuti a presentare il mod. IVA 2016 per effettuare la rettifica ex art. 19-bis2, DPR n. 633/72.
Non sono esonerati dall’adempimento in esame i soggetti che hanno registrato operazioni intraUE ex art. 48, comma 2, DL n. 331/93 ovvero che hanno effettuato acquisti per i quali l’IVA è dovuta dall’acquirente (ad esempio, acquisti di oro e argento puro, rottami, ecc.);
i soggetti esercenti attività di intrattenimento, organizzazione giochi, ed altre attività di cui
alla Tariffa allegata al DPR n. 640/72, esonerati dagli adempimenti IVA ex art. 74, comma 6 che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;
i soggetti passivi che nel 2015, ai sensi dell’art. 44, comma 3, secondo periodo, DL n. 331/93, hanno effettuato solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’IVA;
i soggetti che hanno optato per il regime forfetario previsto dalla Legge n. 398/91, esonerati dagli
adempimenti IVA relativamente ai proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali
connesse con gli scopi istituzionali;
i soggetti extraUE identificati ai fini IVA in Italia ex art. 74-quinquies, DPR n. 633/72 (non identificati in un altro Stato UE) per assolvere gli adempimenti relativi ai servizi resi tramite mezzi elettronici a committenti italiani o UE non soggetti passivi;
i soggetti ex art. 74, TUIR, ossia gli organi e le amministrazioni dello Stato, i Comuni, i consorzi tra
enti locali, le associazioni e gli Enti gestori di demanio collettivo, le Comunità montane, le Province, le Regioni, ecc. e gli enti privati di previdenza obbligatoria che svolgono attività previdenziali e assistenziali;
le persone fisiche che nel 2015 hanno realizzato un volume d’affari pari o inferiore a € 25.000;
le imprese individuali che hanno affittato l’unica azienda, a condizione che nel 2015 non
abbiano esercitato altra attività rilevante ai fini IVA;
i produttori agricoli in regime di esonero ex art. 34, comma 6, DPR n. 633/72 (soggetti con volume d’affari dell’anno precedente non superiore a € 7.000);
i contribuenti minimi ex art. 27, commi 1 e 2, DL n. 98/2011;
i contribuenti forfetari ex art. 1, commi da 54 a 89, Legge n. 190/2014;
i soggetti che presentano la dichiarazione IVA relativa al 2015 (mod. IVA 2016) in forma
autonoma entro il 29.2.2016.
Si rammenta che la presentazione della dichiarazione IVA annuale si riflette sulla data a decorrere dalla quale diventa operativa la compensazione del credito IVA nel mod. F24 per importi superiori a € 5.000 annui.
− l’esonero dalla Comunicazione dati IVA relativa al 2015;
− la possibilità di utilizzare il credito IVA 2015 in compensazione a decorrere dal 16.3.2016.
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 25.1.2011, n. 1/E la dichiarazione IVA annuale può essere presentata in forma autonoma nel mese di febbraio, a prescindere dal saldo (debito / credito) risultante dalla stessa.
Di conseguenza, anche i contribuenti con un saldo IVA 2015 a debito, possono usufruire dell’esonero dalla presentazione della Comunicazione dati IVA relativa al 2015 se provvedono a presentare il mod. IVA 2016 in forma autonoma nel mese di febbraio 2016.
ESERCIZIO DI PIÙ ATTIVITÀ – CONTABILITÀ SEPARATA
I soggetti che esercitano più attività gestite con contabilità separata ex art. 36, DPR n. 633/72, per obbligo o per opzione, devono presentare un’unica Comunicazione, riportando i dati relativi a tutte le attività esercitate. Se per una delle predette attività è previsto l’esonero dalla presentazione della Comunicazione, nella stessa vanno esposti soltanto i dati delle attività per le quali sussiste l’obbligo di presentazione del modello.
Al fine di determinare il superamento del predetto limite di € 25.000 (in base al quale sussiste o meno l’obbligo di presentazione della Comunicazione), vanno considerate tutte le operazioni, comprese quelle effettuate nell’ambito dell’attività per la quale è previsto l’esonero.
Il modello si compone di 3 Sezioni. Nella Sezione I, oltre ai dati del contribuente, vanno riportate le
Anno d’imposta “2015”.
Il codice attività va desunto dalla Tabella ATECO 2007. In caso di esercizio di più attività va riportato il codice dell’attività prevalente in base al relativo volume d’affari.
In presenza di più attività gestite con contabilità separata va barrata l’apposita casella “Contabilità separata”.
registri IVA (fatture emesse / corrispettivi e acquisti). Non rileva la periodicità di liquidazione (mensile o trimestrale). I soggetti:
trimestrali devono includere anche i dati relativi alle operazioni del quarto trimestre (ottobre –
dicembre), anche se saranno liquidate nella dichiarazione annuale;
mensili c.d. posticipati devono includere i dati delle operazioni relative al 2015 (gennaio –
dicembre), non rilevando le modalità seguite per le liquidazioni periodiche, così come avviene nella dichiarazione annuale.
RIGO CD1 – OPERAZIONI ATTIVE
Va riportato il totale delle operazioni attive effettuate nel 2015 (cessioni di beni / prestazioni di servizi) al netto dell’IVA, comprese le operazioni:
ad esigibilità differita indipendentemente dal relativo incasso, comprese quelle per le quali è stata applicato il regime “IVA per cassa” ex art. 32-bis, DL n. 83/2012;
per le quali non è stata addebitata l’IVA in fattura a seguito dell’applicazione del reverse charge (cessioni di rottami, prestazioni di servizi di pulizia, demolizione,
installazione di impianti e completamento relative ad edifici, ecc.), per le quali l’imposta è dovuta dall’acquirente / committente soggetto passivo IVA;
non soggette ad IVA per mancanza del presupposto territoriale ex artt. da 7 a 7- septies, DPR n. 633/72 per le quali è stata emessa fattura ai sensi dell’art. 21, comma 6-bis, DPR n. 633/72.
In tale campo va riportato anche l’imponibile delle operazioni effettuate nei confronti di Enti pubblici assoggettate allo split payment ex art. 17-ter, DPR n. 633/72, in base al quale i predetti soggetti sono tenuti “in ogni caso” a versare l’IVA agli stessi addebitata direttamente all’Erario.
Per le cessioni di beni usati con applicazione del regime del margine ex DL n. 41/95 nel campo in esame va ricompreso l’ammontare complessivo dei relativi corrispettivi.
Non vanno ricomprese le autofatture ex art. 17, comma 2, annotate nel registro delle fatture emesse / corrispettivi (la cui imposta confluisce a rigo CD4).
Vanno riportate le operazioni non imponibili ex artt. 8, 8-bis, 9, ecc., già evidenziate a campo 1, comprese:
le cessioni effettuate nei confronti di San Marino e Città del Vaticano;
le operazioni effettuate nei confronti di esportatori abituali;
le esportazioni di rottami.
Va riportata anche la parte “non imponibile” dei corrispettivi relativi alle cessioni di beni usati con applicazione del regime del margine.
Non vanno comprese le cessioni UE che devono essere evidenziate a campo 4.
3 Vanno riportate le operazioni esenti (art. 10), già evidenziate a campo 1.
Vanno riportate le cessioni UE di beni ex art. 41, DL n. 331/93 comprese quelle di rottami, già evidenziate a campo 1.
In tale campo non va riportato l’ammontare degli acquisti UE annotati nel registro emesse / corrispettivi
Vanno riportate le cessioni di beni strumentali. Le cessioni da indicare nel campo in esame sono “già ricomprese nei campi precedenti”. Pertanto, se la cessione del bene strumentale è stata effettuata in regime di esenzione / non imponibilità oppure la stessa costituisce una cessione UE, il relativo importo va ricompreso, oltre che in uno dei campi da 2 a 4, anche a campo 5.
RIGO CD2 – OPERAZIONI PASSIVE
Va riportato il totale degli acquisti / importazioni al netto dell’IVA, annotati nel 2015,
ancorché con IVA indetraibile, compresi:
gli acquisti UE di beni;
gli acquisti rientranti nel regime del margine (analitico o globale);
le autofatture relative ad operazioni con soggetti non residenti ex art. 17, comma 2;
i servizi ricevuti in ambito UE per i quali è stata integrata la fattura emessa
dall’operatore UE;
gli acquisti di rottami;
gli acquisti ad esigibilità differita. Va evidenziato che per le fatture ricevute, emesse da soggetti che adottano il regime “IVA per cassa” ex art. 32-bis, DL n. 83/2012, la detrazione dell’IVA a credito non è subordinata al pagamento della stessa.
Analogamente a quanto previsto per la compilazione del quadro VF del mod. IVA 2016, si ritiene che nel campo in esame devono essere ricompresi anche gli acquisti effettuati da contribuenti minimi / forfetari, ancorché le relative fatture siano state emesse senza IVA.
Vanno riportati gli acquisti non imponibili (ad esempio, art. 9) compresi quelli con utilizzo del plafond e quelli relativi al regime del margine, già evidenziati a campo 1.
Non vanno compresi gli acquisti UE non imponibili che rientrano nel campo 4.
Vanno riportati gli acquisti esenti, le importazioni non soggette ad IVA (art. 68, esclusa lett. a) e le importazioni di oro da investimento, già evidenziati a campo 1.
Non vanno compresi gli acquisti UE esenti (che vanno evidenziati a campo 4).
4 Vanno riportati gli acquisti UE di beni, compresi quelli di rottami, già evidenziati a campo 1. Non vanno considerati gli acquisti da San Marino e Città del Vaticano.
Vanno riportati gli acquisti di beni strumentali. Gli acquisti da indicare nel campo in esame sono “già ricompresi nei campi precedenti”. Con riferimento ad un bene strumentale acquistato in regime di esenzione / non imponibilità ovvero in ambito UE, il
relativo importo va ricompreso, oltre che in uno dei campi da 2 a 4, anche a campo 5.
In tale campo va indicato l’importo relativo all’acquisto di beni ammortizzabili, materiali e immateriali, compresi quelli di costo inferiore a € 516,46 e il prezzo di riscatto per i beni in leasing, nonché i beni non ammortizzabili, considerando il corrispettivo relativo all’acquisto ovvero, per i beni in leasing, usufrutto, locazione o altro titolo oneroso, i relativi canoni.
RIGO CD3 – IMPORTAZIONI SENZA PAGAMENTO DELL’IVA IN DOGANA
Va indicato l’ammontare (imponibile / IVA) delle importazioni di materiali d’oro, semilavorati in oro e argento puro, per le quali l’IVA non è stata versata in Dogana, bensì assolta mediante l’annotazione della bolletta doganale nel registro delle fatture emesse / corrispettivi nonché in quello degli acquisti.
Va indicato l’ammontare (imponibile / IVA) delle importazioni di rottami e altri materiali di recupero, per le quali l’IVA non è stata versata in Dogana, bensì assolta mediante l’annotazione della bolletta doganale nel registro delle fatture emesse / corrispettivi nonché in quello degli acquisti.
RIGO CD4 – IVA ESIGIBILE (A DEBITO)
compresa l’IVA relativa alle operazioni ad esigibilità differita effettuate in anni precedenti, incassate nel 2015.
RIGO CD5 – IVA DETRATTA (A CREDITO)
L’IVA assolta con il reverse charge da parte dell’acquirente / committente, va indicata sia a rigo
CD4 che a rigo CD5. Ciò interessa a titolo esemplificativo:
le autofatture ex art. 17, comma 2, DPR n. 633/72;
i servizi in ambito UE per i quali è stata integrata la fattura estera;
le prestazioni di subappalto nel settore edile;
i servizi di pulizia relativi ad edifici;
i servizi di demolizione, installazione di impianti e completamento relativi ad edifici;
gli acquisti di immobili ad uso abitativo e strumentali, imponibili ex art. 10, comma 1, nn. 8-bis e
8-ter, DPR n. 633/72;
gli acquisti di microprocessori e unità centrali di elaborazione.
I soggetti che applicano regimi particolari di determinazione dell’IVA dovuta o detraibile (ad esempio, regime speciale agricoltura, agriturismo, ecc.) devono indicare nei righi CD4 e CD5 l’imposta risultante dall’applicazione del regime di appartenenza.
A rigo CD6 va esposta a campo 1 l’IVA dovuta (se CD4 > CD5) ovvero a campo 2 l’IVA a credito
(se CD4 < CD5).
Ai sensi dell’art. 8-bis, DPR n. 322/98, la Comunicazione dati IVA va presentata:
in via telematica, direttamente ovvero tramite un intermediario abilitato.
La Comunicazione si considera trasmessa tempestivamente se inviata entro il 29.2 e scartata dal sistema telematico, a condizione che la stessa (corretta) sia inviata entro 5 giorni lavorativi dalla data della comunicazione “di scarto” dell’Agenzia delle Entrate.
Come previsto dall’art. 17, DPR n. 633/72, i soggetti non residenti non possono avere 2 posizioni
IVA in Italia, ossia non possono operare sia tramite una stabile organizzazione che tramite un
rappresentante fiscale / identificazione diretta.
Pertanto, un soggetto non residente con stabile organizzazione in Italia, deve presentare la Comunicazione dati IVA riferita alle operazioni imputabili alla stessa e nel riquadro “Dichiarante” della Sezione I riportare il codice carica “1”.
Le operazioni effettuate dalla casa madre devono confluire nella posizione della stabile
organizzazione, poiché gli adempimenti relativi a tali operazioni non possono essere eseguiti tramite un rappresentate fiscale / identificazione diretta.
In presenza di operazioni straordinarie ovvero di trasformazioni sostanziali soggettive (ad
esempio, conferimento di una ditta individuale in una società, donazione o successione di azienda,
fusione, scissione, scioglimento di una società di persone con proseguimento dell’attività da parte di
un socio, ecc.) nelle quali si realizza una continuità tra i soggetti partecipanti all’operazione
sono previste particolari modalità di presentazione della Comunicazione.
A tal fine è necessario distinguere le operazioni verificatesi nel 2015 da quelle poste in essere nel
periodo compreso tra l’1.1.2016 e la presentazione della Comunicazione dati IVA.
OPERAZIONI STRAORDINARIE NEL CORSO DEL 2015
Estinzione dante causa Compilazione Comunicazione
L’avente causa è tenuto a presentare 2 Comunicazioni dati IVA:
la prima con i dati relativi alle operazioni effettuate dal dante causa nel 2015 fino all’ultima liquidazione periodica effettuata prima dell’operazione straordinaria, riportando nella parte “Contribuente” i dati del dante causa e nella parte “Dichiarante” i dati dell’avente causa e il codice carica “9”;
la seconda con i dati relativi alle operazioni effettuate dall’avente causa nel 2015, nonché quelle effettuate dal dante causa dopo l’ultima liquidazione periodica.
Con cessione debito / credito IVA
La Comunicazione dati IVA va compilata con modalità analoghe a quelle previste per le operazioni con
estinzione del dante causa sopra specificate.
Senza cessione debito / credito IVA
Ciascun soggetto presenta la propria Comunicazione daTI.
OPERAZIONI STRAORDINARIE TRA L’1.1.2016 E LA PRESENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE DATI IVA
La Comunicazione dati IVA relativa alle operazioni poste in essere dal dante causa nel 2015 va presentata dall’avente causa, riportando nella parte “Contribuente” i dati del dante causa e nella parte “Dichiarante” i dati dell’avente causa e il codice carica “9”.
NO Ciascun soggetto presenta la propria Comunicazione dati IVA relativa alle operazioni effettuate nel 2015.
Il regime sanzionatorio è collegato alla natura non dichiarativa della Comunicazione dati IVA.
All’omessa presentazione ovvero all’invio con dati incompleti / errati non sono applicabili le sanzioni previste in caso di omessa / infedele dichiarazione.
Per tali violazioni è comunque applicabile la sanzione da € 250 a € 2.000 di cui all’art. 11, D.Lgs. n.
471/97 per “l’omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria … o invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri”, a seguito della modifica apportata dal D.Lgs. n.
185/2015 contenente la Riforma del regime sanzionatorio, in vigore dall’1.1.2016.
Eventuali errori / omissioni riportati nella Comunicazione non possono essere integrati o rettificati utilizzando il ravvedimento operoso.
Sul punto le istruzioni specificano che “poiché non è possibile rettificare o integrare una comunicazione già presentata, i dati definitivi saranno correttamente esposti nella dichiarazione annuale IVA”.