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Timestamp: 2019-10-17 10:20:27+00:00
Document Index: 78456277

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 11', 'in fine', 'art. 21', 'art. 33', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 7']

La CMVS, la CUC, ruoli e funzioni - Ardesio Unita
La CMVS, la CUC, ruoli e funzioni
ArdesioUnita · Posted on 2 Marzo 2013 29 Luglio 2016
“Waste Landscape, todaysart” di Roel Wijnants
In data odierna, ho inviato una lettera avente protocollo del Comune di Ardesio n.870 in Comunità Montana Valle Seriana, all’attenzione del Presidente dell’Assemblea Riccardo Cagnoni, del Vicepresidente Luca Carrara e dei capigruppo consigliari.
Questo il servizio di Antenna2:
https://www.youtube.com/watch?v=OwV871mFPCI
Ardesio, sabato 2 marzo 2013
Spett.le Comunità Montana Valle Seriana, Via S. Alessandro n. 74 24023 Clusone (BG)
Alla cortese att.ne del Presidente dell’Assemblea R.Cagnoni, del Vicepresidente dell’Assemblea L. Carrara, dei Capigruppo consigliari
Oggetto: riflessione sulla Comunità Montana Valle Seriana
Egregio Presidente, Egregio Vicepresidente, Egregi Capigruppo,
con la presente vorrei porre alla Vostra attenzione una serie di considerazioni relative alla funzione ed al ruolo dell’Ente Comunità Montana Valle Seriana.
Le Comunità Montane, ai sensi del Decreto Legislativo n. 267 del 18.8.2000 “sono unioni di Comuni, enti locali costituiti fra Comuni montani … per la valorizzazione delle zone montane per l’esercizio di funzioni proprie, di funzioni conferite e per l’esercizio associato delle funzioni comunali”.
L’art. 30 del Decreto Legislativo n. 267 del 18.8.2000 (TUEL) dispone che “gli Enti Locali al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati, possono stipulare tra loro apposite convenzioni con le quali vengano definiti i fini, la durata, le forme di consultazione degli Enti contraenti, i loro rapporti finanziari ed i reciproci obblighi e garanzie“.
L’art. 11 della Legge 31/1/94 n. 97 dispone che “i Comuni montani possono delegare alle Comunità Montane i più ampi poteri per lo svolgimento delle funzioni proprie e la gestione dei servizi”
L’articolo 23 del D.L 201/2011 (Decreto “Salva Italia” di Monti) stabilisce all’articolo 23 comma 4 che “all’articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: “3-bis. I Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti ricadenti nel territorio di ciascuna Provincia affidano obbligatoriamente ad un’unica centrale di committenza l’acquisizione di lavori, servizi e forniture nell’ambito delle unioni dei comuni, di cui all’articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici“.
I compiti affidati all’unica centrale di committenza degli appalti rientrano tra le funzioni fondamentali da svolgere obbligatoriamente in forma associata (lettera a del comma 3 dell’art. 21 della legge 42/2009) da parte dei Comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti.
Il loro svolgimento attraverso la Comunità montana, quindi, costituirebbe un’attuazione del più esteso obbligo di svolgere in forma associata almeno tre funzioni fondamentali entro il 2012 e tutte le funzioni fondamentali entro il 2013.
Questo è stato il presupposto normativo che ha preceduto la stesura del testo inviato (allegato 01) dal Comune che ho l’onore di rappresentare, Ardesio, all’attenzione del Presidente della Comunità Montana Eli Pedretti, in data 25 febbraio 2013:
Egr. Sig. Presidente, l’art. 33, comma 3 bis del D.Lgs 163/2006 come modificato dal D.L. 95/2012, detto “Spending Review”, impone ai Comuni di attrezzarsi per la Centrale Unica di Committenza. Con la presente si chiede se il Vostro Ente abbia valutato l’ipotesi di rendere disponibile questo servizio per i Comuni facenti capo all’Ente. Qualora la risposta fosse affermativa, si chiede di conoscere le modalità ed i relativi costi.
La risposta (allegato 02) del Presidente è giunta il 27 febbraio:
In riscontro alla pregiata Sua del 25 febbraio 2013 prot.787 si comunica che questa Comunità Montana, dopo aver valutato l’ipotesi di organizzare una Centrale Unica di Committenza, preso atto della situazione del personale dell’ente, ritiene impossibile garantire tale servizio per i comuni del proprio territorio. Dopo le mobilità, i distacchi e i comandi determinati dalla situazione finanziaria gli uffici sono in grado, a fatica, a garantire lo svolgimento delle attività istituzionali.
Si rendono opportune delle valutazioni e delle riflessioni, quindi, che vorrei condividere con voi rappresentanti dell’Assemblea della Comunità Montana Valle Seriana.
Mi domando innanzitutto se la risposta inviata al Comune di Ardesio sia stata supportata da un’analisi che abbia cercato dei confronti presso le altre Comunità Montane della Lombardia. Dico questo perchè non capisco il motivo per cui non si possa valutare l’ipotesi adottata dalla Comunità Montana della Valchiavenna, trovata in pochi minuti cercando su Google le parole chiave “comunità montana centrale unica appaltante“, il cui risultato di ricerca è visualizzato in prima pagina, in terza posizione:
Il link evidenziato rimanda alla convenzione (allegato 03) per gestione in forma associata della Centrale di Committenza tra la Comunità Montana e Comuni della Valchiavenna, approvata nel caso specifico dal Comune di Gordona (So). Leggendo il testo della convenzione, si scorge che la stessa Comunità Montana si riserva di capire l’entità del carico di lavoro poiché l’adesione in massa dei Comuni, senza apporto di risorse umane, potrebbe diventare difficoltoso, ma in buona sostanza ci si rende conto che la volontà è quella di andare incontro alle problematiche del territorio con un aiuto concreto nella risposta ad una imposizione di legge.
In particolare l’articolo n.2 della suddetta convenzione indica che:
I Comuni della Valchiavenna che intendono aderire alla presente convenzione quadro conferiscono alla Comunità Montana le funzioni di Servizio Centrale di Committenza (ACRONIMO SCC), ai sensi dell’ art. 23 c. 4 del D.L. 201/2011 (L 214/2011). La decorrenza e le condizioni di adesione saranno definiti negli accordi specifici e puntuali con i singoli enti, come indicato in premessa. La gestione associata riguarda tutte le procedure di gara (compresi i cottimi), senza eccezione né per i casi di urgenza, né in relazione al valore modesto delle gare. Restano invece esclusi dalla gestione associata i procedimenti di acquisizione dei lavori, forniture e servizi per le eccezionali ipotesi di procedure negoziate ammesse nei confronti di un solo operatore o per l’acquisizione in economia mediante trattativa diretta entro le soglie previste dai singoli enti. Fermi restando i rapporti di collaborazione sopra indicati, restano di esclusiva competenza degli enti aderenti sia la fase che precede la predisposizione del bando (programmazione e scelta discrezionale dei lavori, dei servizi e delle forniture da acquisire, approvazione progetti, ecc.) sia la fase che segue (quali stipula contratto, consegna lavori, direzione lavori, contabilità, collaudo), salvo espressa delega anche per questa ultima fase che potrà comprendere anche la stipula del contratto. In particolare, a titolo esemplificativo e non esaustivo, restano di competenza del singolo ente aderente:
a. la nomina del RUP (Responsabile Unico del Procedimento) ex art. 10 D.Lgs n. 163/2006;
b. le attività di individuazione delle opere da realizzare;
c. la redazione e l’approvazione dei progetti e di tutti gli altri atti ed elaborati che ne costituiscono il presupposto, ivi compresa l’attribuzione dei valori ponderali in caso di appalto da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, da riportare nel capitolato speciale d’appalto;
d. l’adozione della determina a contrarre;
e. la stipula del contratto d’appalto;
f. l’affidamento della direzione dei lavori;
g. tutti gli adempimenti connessi alla corretta esecuzione dei lavori ed ai pagamenti sulla base degli stati di avanzamento lavori;
h. la collaudazione statica e tecnico-amministrativa delle opere;
i. tutti gli adempimenti connessi alla corretta esecuzione dei lavori ed ai pagamenti sulla base degli stati di avanzamento lavori;
j. comunicazione e trasmissione all’Osservatorio dei contratti pubblici delle informazioni previste dall’art. 7 del D.L.gs n. 163/2006.
L’ente aderente può delegare al SCC l’attività di validazione tecnica ed amministrativa dei progetti con oneri a proprio carico. L’ente aderente potrà avvalersi del supporto della stazione unica appaltante nell’esame di eventuali proposte di varianti (varianti in corso di esecuzione del contratto; varianti in corso d’opera, varianti progettuali in sede di offerta. In caso di appalto da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’Ente aderente assume gli oneri economici dei compensi spettanti ad eventuali componenti esperti esterni che la SCC riterrà necessario inserire nella Commissione giudicatrice, oneri da riportare nei quadri economici di spesa dei singoli interventi e, di conseguenza, nei relativi provvedimenti di approvazione emanati dall’Ente aderente.
Gli altri punti, inoltre, danno delle precise indicazioni su criteri, procedure e gestione. In estrema sintesi, quindi, una convenzione di questo tipo credo che possa essere replicata anche da noi, in Valle Seriana.
Ma procediamo con la riflessione più generale ed importante, che prescinde dal singolo caso della risposta sulla Centrale Unica di Committenza ed estende il campo delle valutazioni al ruolo ed alle prospettive dell’Ente stesso. Se, così come viene scritto, “dopo le mobilità, i distacchi e i comandi determinati dalla situazione finanziaria gli uffici sono in grado, a fatica, a garantire lo svolgimento delle attività istituzionali“, mi chiedo se ha senso mantenere per le citate attività istituzionali un Ente che costa alla collettività quasi un milione di Euro all’anno per il personale come si evince dalla relazione dell’Assessore al Bilancio, Marco Masserini, inclusa nel bilancio previsionale 2013 della C.M.V.S.:
Il costo globale del personale comprensivo di oneri diretti, riflessi e IRAP e al netto del personale comandato (Santi, Morelli e per n.6 ore settimanali Gambardella) ammonta a € 951.749,00 con un costo medio per ogni dipendente pari a circa € 36.605,00 ( n.26 dipendenti di cui n. 25 a tempo indeterminato e n. 1 a tempo determinato sino al 30.11.2013 comandato presso il Comune di Clusone); questo costo rappresenta circa il 31% della spesa corrente.
A pagina 163 dello stesso documento si trovano i riepilogativi del Revisore dei Conti: spese per il personale 2013 pari ad Euro 1.031.249,00 con un costo medio per dipendente pari ad Euro 39.663.
Non dimentichiamo, inoltre, le “spese di funzionamento per la sede di Clusone e l’Ufficio territoriale di Albino sono state ridotte al minimo ed ammontano a circa € 118.637 (assicurazioni, cancelleria, stampati, spese telefoniche, energia elettrica, riscaldamento, pulizia locali, manutenzione automezzi, manutenzione patrimonio, spese economato, noleggio attrezzature di stampa e copia, manutenzione ascensori, manutenzione hardware e software, abbonamenti, manutenzione macchine d’ufficio) di cui € 10.000,00 saranno rimborsate dal Comune di Clusone e dal Parco delle Orobie.”
Ribadendo la necessità di una riflessione sulla natura della Comunità Montana da parte di tutti gli amministratori che hanno a cuore e vivono la montagna, pongo a Voi la questione: siamo sicuri che la nostra Comunità Montana non sia in grado di svolgere e valorizzare l’esercizio associato delle funzioni comunali, in particolare di quelle funzioni che la legge oggi impone in forma associata? Se è così, allora, quale è il ruolo di questo Ente?
Certo di un Vostro riscontro e ringraziando per l’attenzione, colgo l’occasione per porre i più cordiali saluti.
Il Sindaco, Bigoni Alberto
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