Source: http://it.diritto.narkive.com/myLlSZVP/separazione-conviventi-con-figlio-e-casa
Timestamp: 2015-07-04 01:37:12+00:00
Document Index: 163677092

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 155', 'art. 317', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 155', 'art. 38', 'art. 111', 'art.38', 'art.38']

separazione conviventi con figlio e casa
separazione conviventi con figlio e casa (troppo vecchio per rispondere)
a***@yahoo.it	2007-12-05 13:46:16 UTC
Buongiorno a tutti.Vi racconto brevemente la mia situazione.Sono una ragazza convivente da 3 anni con il mio compagno nella casache abbiamo comprato insieme, abbiamo un figlio di 4 anni e lavoriamoentrambe.Ora abbiamo deciso di separarci, o meglio, lui ha deciso di "farmi laguarra", ma non ne vuole sapere di andarsene finche' non avra' meta'della sua casa.Io non ce la faccio piu' e vorrei che ci separassimo quanto prima, mase vendiamo casa dove andiamo e io e nostro figlio?Non mi posso permettere di comparare la casa in cui viviamo, infattie'al 90% della banca e la cifra che vuole il mio compagno e' oltre lemie possibilita' (e forse anche un po' oltre il valore di mercato...).Stiamo parlando di un normale trilocale di circa 90/100 mq inprovincia, ma con un solo stipendio sapete benissimo che non sipuo'...Io potrei permettermi qsa di piu' piccolo, e se fossi sola miandreabbe anche bene, ma con un figlio ... ma e' possibile che vistoche le esigenze non sono solo le mie ma anche quelle di ns figlio luinon abbia l'obbligo di contribuire in qualche modo?A sentire lui il problema non sussiste, ns figlio puo' anadrebenissimo a vivere con lui e sua madre...Grazie per l'attenzione
alberto	2007-12-05 13:57:49 UTC
Post by a***@yahoo.itBuongiorno a tutti.Vi racconto brevemente la mia situazione.Sono una ragazza convivente da 3 anni con il mio compagno nella casache abbiamo comprato insieme, abbiamo un figlio di 4 anni e lavoriamoentrambe.Ora abbiamo deciso di separarci, o meglio, lui ha deciso di "farmi laguarra", ma non ne vuole sapere di andarsene finche' non avra' meta'della sua casa.Io non ce la faccio piu' e vorrei che ci separassimo quanto prima, mase vendiamo casa dove andiamo e io e nostro figlio?non potete separarvi perche' non vi siete mai uniti. Esisteva apposta ilmatrimonio per tutele economiche maggiori, ma evidentemente avetepreferito non usarlo.Comunque lui e' tenuto a contribuire al mantenimento del figlio,che e' anche suo (ed essendo anche suo puo' comunque chiedernel'affidamento...)alberto
Ellesse®	2007-12-05 14:57:21 UTC
Post by albertonon potete separarvi perche' non vi siete mai uniti. Esisteva apposta ilmatrimonio per tutele economiche maggiori, ma evidentemente avetepreferito non usarlo.Comunque lui e' tenuto a contribuire al mantenimento del figlio,che e' anche suo (ed essendo anche suo puo' comunque chiedernel'affidamento...)Pensandoci, direi che, allo stato, il padre, quanto alla potestà e al suoesercizio, è esattamente nella spessa posizione della madre - e così sarebbeanche in ipotesi di ricorso al Tribunale per i Minorenni competenteterritorialmente, salvo dimostrato pregiudizio, atteso il regime legale*condiviso*.CiaoEllesse
royflinker	2007-12-06 08:53:19 UTC
Il Wed, 5 Dec 2007 14:57:49 +0100, "alberto"Post by albertoPost by a***@yahoo.itBuongiorno a tutti.Vi racconto brevemente la mia situazione.Sono una ragazza convivente da 3 anni con il mio compagno nella casache abbiamo comprato insieme, abbiamo un figlio di 4 anni e lavoriamoentrambe.Ora abbiamo deciso di separarci, o meglio, lui ha deciso di "farmi laguarra", ma non ne vuole sapere di andarsene finche' non avra' meta'della sua casa.Io non ce la faccio piu' e vorrei che ci separassimo quanto prima, mase vendiamo casa dove andiamo e io e nostro figlio?non potete separarvi perche' non vi siete mai uniti.Qualcosa sta cambiando:LA CORTE D'APPELLO RICONOSCE PER LA PRIMA VOLTA A GENITORI NONCONIUGATI IL DIRITTO ALLA SEPARAZIONE CONSENSUALEPer la prima volta La Corte d'Appello di Roma riconosce alle coppie difatto con figli minori il diritto ad ottenere l'omologazione dellaseparazione consensuale: un diritto non previsto dalla legge fino adora perché rifiutato dalla giurisprudenza dei Tribunali.Ora i giudici hanno stabilito che:"L' Autorità giudiziaria non può sottrarsi ad una richiestaconcordemente presentata dai genitori naturali in quanto rispondeall'esigenza di tutela dell'interesse dei minori, alla quale ilgiudice non può esimersi dal valutare una volta che sia sottoposto alsuo esame".Va ricordata la recente sentenza della Cassazione (n.8362 del 2007)con cui è stata riconosciuta la competenza del Tribunale per i minoriad adottare tutti i provvedimenti, sia in tema di affidamento edesercizio della potestà, sia in tema di mantenimento, relativa aifigli naturali."E' una sentenza molto importante"- interviene il Presidente diPrimoconsumo l'Avv.Marco Polizzi- "è giusto che un giudice prenda attonelle sue decisioni della situazione reale della famiglia italiana,ormai le coppie di fatto con figli sono una realtà che ha incidenzasociale".-Aggiunge poi il Presidente-: "Se i genitori hanno trovato un accordoper come gestire il futuro dei figli, ha fatto bene il giudice aratificarlo nell'interesse del minore. Questo è un passo avanti versol'applicazione della normativa europea a tutela dellafamiglia".(27/07/2007-ITL/ITNET)roy
rodolfo	2007-12-05 16:42:41 UTC
Post by a***@yahoo.itBuongiorno a tutti.Vi racconto brevemente la mia situazione.Sono una ragazza convivente da 3 anni con il mio compagno nella casache abbiamo comprato insieme, abbiamo un figlio di 4 anni e lavoriamoentrambe.Ora abbiamo deciso di separarci, o meglio, lui ha deciso di "farmi laguarra", ma non ne vuole sapere di andarsene finche' non avra' meta'della sua casa.Io non ce la faccio piu' e vorrei che ci separassimo quanto prima, mase vendiamo casa dove andiamo e io e nostro figlio?Non mi posso permettere di comparare la casa in cui viviamo, infattie'al 90% della banca e la cifra che vuole il mio compagno e' oltre lemie possibilita' (e forse anche un po' oltre il valore di mercato...).solo per quanto riguarda questo problema: lui vorrebbe la metà di quel 10%che avete già pagato?E sa che se tu glielo dessi lui comunque sarebbe obbligato a pagare ilrimanete mutuo insieme a te?Dubito che la banca sia disposta a trasferire il mutuo a te soltanto se nonritiene che tu possa pagarlo col tuo stipendio.ciaorodolfo
edi'®	2007-12-05 16:53:53 UTC
Post by a***@yahoo.itStiamo parlando di un normale trilocale di circa 90/100 mq[...]Io potrei permettermi qsa di piu' piccolo, e se fossi sola miandrebbe anche bene, ma con un figlio ...Beh, un trilocale da 100 mq non sono certo il minimo sindacale.Per vivere da sola con un bimbo, un bilocale da 50-60 mq mipare che possa essere più che sufficiente.Post by a***@yahoo.itma e' possibile che vistoche le esigenze non sono solo le mie ma anche quelle di ns figliolui non abbia l'obbligo di contribuire in qualche modo?Certo, ha l'obbligo di contribuire al mantenimento del figlio.Ciò non significa, però, che deve donarti metà appartamento...Post by a***@yahoo.itA sentire lui il problema non sussiste, ns figlio puo' anadrebenissimo a vivere con lui e sua madre...Siete genitori entrambi, dovrete accordarvi sull'affidamento delbimbo e su tante altre questioni. Se non ci riuscite, ci dovràpensare il giudice.edi'®
royflinker	2007-12-06 10:12:10 UTC
Post by a***@yahoo.itBuongiorno a tutti.Vi racconto brevemente la mia situazione.Sono una ragazza convivente da 3 anni con il mio compagno nella casache abbiamo comprato insieme, abbiamo un figlio di 4 anni e lavoriamoentrambe.Ora abbiamo deciso di separarci, o meglio, lui ha deciso di "farmi laguarra", ma non ne vuole sapere di andarsene finche' non avra' meta'della sua casa.Vai da un avvocato e fai ricorso al tribunale dei Minorenni perl'affidamento condiviso di tuo figlio, almeno come prima ipotesi, sepeggiora il comportamento di lui potrai proporre l'affidamentoesclusivo.Devi preparare con l'avvocato una proposta di accordo.Il padre dovrà corrispondere un contributo per la cura, educazione edistruzione del bimbo. Il giudice verificherà i vs redditi e il tempoche dedicherete a lui (ad esempio preparare il pranzo o la cena,accompagnarlo...), poi deciderà se approvare gli importi.Vista la vs sistuazione economica dovrete per il momento essereseparati in casa, (la soluzione di una stanza per ciasuno non e'male). Questo non significa che lui possa minacciarti, o provocarecontinue discussioni o metterti contro tuo figlio (ovvio non puoifarlo neanche tu, neanche sotto forma di piccole provocazioniquotidiane). Tranquillità massima, anche sotto l'aspetto di partner,aspiranti tali, amici affettuosi o si incasina tutto.Un buon avvocato matrimonialista ti aiuterà a gestire il tutto.CiaoroyPost by a***@yahoo.itIo non ce la faccio piu' e vorrei che ci separassimo quanto prima, mase vendiamo casa dove andiamo e io e nostro figlio?Non mi posso permettere di comparare la casa in cui viviamo, infattie'al 90% della banca e la cifra che vuole il mio compagno e' oltre lemie possibilita' (e forse anche un po' oltre il valore di mercato...).Stiamo parlando di un normale trilocale di circa 90/100 mq inprovincia, ma con un solo stipendio sapete benissimo che non sipuo'...Io potrei permettermi qsa di piu' piccolo, e se fossi sola miandreabbe anche bene, ma con un figlio ... ma e' possibile che vistoche le esigenze non sono solo le mie ma anche quelle di ns figlio luinon abbia l'obbligo di contribuire in qualche modo?A sentire lui il problema non sussiste, ns figlio puo' anadrebenissimo a vivere con lui e sua madre...Grazie per l'attenzione
Ellesse®	2007-12-06 19:01:02 UTC
cutPost by royflinkerVai da un avvocato e fai ricorso al tribunale dei Minorenni perl'affidamento condiviso di tuo figlio, almeno come prima ipotesi, sepeggiora il comportamento di lui potrai proporre l'affidamentoesclusivo.Devi preparare con l'avvocato una proposta di accordo.Il padre dovrà corrispondere un contributo per la cura, educazione edistruzione del bimbo. Il giudice verificherà i vs redditi e il tempoche dedicherete a lui (ad esempio preparare il pranzo o la cena,accompagnarlo...), poi deciderà se approvare gli importi.al tempo: non è così scontato che il TM possa provvedere in punto dicontribuzioni economiche, attraendo tale decisione in quella di naturapersonale: non è questa la sede per una disamina approfondita, ma l'anticadiade TM - Tribunale ordinario (senza intervento PM, almeno stando anche arecentissime ordinanze) per affidamento - non è contraddetta;peraltro, perché non tentare un accordo "privato" che, benché non cogentecome quello scaturente/consacrato dall'A.G., ha già una valenzaprogrammatica e morale, e solo in difetto di adempimento, si andrà allorainnanzi al/ai giudice/i?Non poche volte funziona, il ricorso al Tribunale si riesce a evitare anchein casi inizialmente ardui, magari con l'affiancamento di altreprofessionalità, se necessario.AveEllesse
royflinker	2007-12-07 07:59:38 UTC
Post by EllesseÂ®cutPost by royflinkerVai da un avvocato e fai ricorso al tribunale dei Minorenni perl'affidamento condiviso di tuo figlio, almeno come prima ipotesi, sepeggiora il comportamento di lui potrai proporre l'affidamentoesclusivo.Devi preparare con l'avvocato una proposta di accordo.Il padre dovrà corrispondere un contributo per la cura, educazione edistruzione del bimbo. Il giudice verificherà i vs redditi e il tempoche dedicherete a lui (ad esempio preparare il pranzo o la cena,accompagnarlo...), poi deciderà se approvare gli importi.al tempo: non è così scontato che il TM possa provvedere in punto dicontribuzioni economiche, attraendo tale decisione in quella di naturapersonale: non è questa la sede per una disamina approfondita, ma l'anticadiade TM - Tribunale ordinario (senza intervento PM, almeno stando anche arecentissime ordinanze) per affidamento - non è contraddetta;Insisto:L. 54/06art. 4/2 "Le disposizioni della presente legge si applicano anche incaso di ... procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati."Nello specifico rileva l'art. 1 della legge 54/06 che ha novellatol'art. 155 c.c."Art. 155. – (Provvedimenti riguardo ai figli). Anche in caso diseparazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto dimantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi,di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservarerapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascunramo genitoriale.Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, il giudiceche pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta iprovvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimentoall’interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente lapossibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitorioppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina itempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore,fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi devecontribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione eall’educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all’interessedei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altroprovvedimento relativo alla prole.La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Ledecisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione,all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo tenendoconto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazionidei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice.Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinariaamministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino lapotestà separatamente.Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti,ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misuraproporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ovenecessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine direalizzare il principio di proporzionalità, da determinareconsiderando:1) le attuali esigenze del figlio;2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza diconvivenza con entrambi i genitori;3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore;4) le risorse economiche di entrambi i genitori;5) la valenza economica dei compiti domestici e di curaassunti da ciascun genitore.L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difettodi altro parametro indicato dalle parti o dal giudice.Ove le informazioni di carattere economico fornite dai genitorinon risultino sufficientemente documentate, il giudice dispone unaccertamento della polizia tributaria sui redditi e sui beni oggettodella contestazione, anche se intestati a soggetti diversi»."Per mesi dottrina e giurisprudenza hanno dibattuto su quale organogiudiziario, Tribunale ordinario e dei minori, dovesse applicare ledisposizioni della l. 54/2006 in relazione ai provvedimenti circa igenitori non separati. (vedi ad esempiohttp://www.sarannonotai.it/aggiornamento/comm_l_54_06.htm)La Corte di Cassazione ha pero' dato una risposta definitiva:"Potestà dei genitori - Provvedimenti - Tribunale per i minorenni -Legge n. 54 del 2006 sull'affidamento condivisoLa legge 8 febbraio 2006, n. 54 sull'esercizio della potestà in casodi crisi della coppia genitoriale e sull'affidamento condiviso,applicabile anche ai procedimenti relativi ai figli di genitori nonconiugati, ha corrispondentemente riplasmato l'art. 317 bis c.c., ilquale, innovato nel suo contenuto precettivo, continua tuttavia arappresentare lo statuto normativo della potestà del genitore naturalee dell'affidamento del figlio nella crisi dell'unione di fatto, sicchéla competenza ad adottare i provvedimenti nell'interesse del figlionaturale spetta al tribunale per i minorenni, in forza dell'art. 38,primo comma, disp. att. c.c., in parte qua non abrogato, neppuretacitamente, dalla novella. La contestualità delle misure relativeall'esercizio della potestà e all'affidamento del figlio, da un lato,e di quelle economiche inerenti al loro mantenimento, dall'altro,prefigurata dai novellati artt. 155 e ss. c.c., ha peraltrodeterminato - in sintonia con l'esigenza di evitare che i minoriricevano dall'ordinamento un trattamento diseguale a seconda che sianonati da genitori coniugati oppure da genitori non coniugati, oltre chedi escludere soluzioni interpretative che comportino un sacrificio delprincipio di concentrazione delle tutele, che è aspetto centrale dellaragionevole durata del processo - una attrazione, in capo allo stessogiudice specializzato, della competenza a provvedere, altresì, sullamisura e sul modo con cui ciascuno dei genitori naturali devecontribuire al mantenimento del figlio.*Cass. civ., sez. I, 3 aprile 2007, n. 8362 Ric. Falchi - c. Marongiu.(L, 8 febbraio 2006, n. 54, art. 4; cc, art. 155; att cpc, art. 38;Cost, art. 111). [RV595912]"Post by EllesseÂ®peraltro, perché non tentare un accordo "privato" che, benché non cogentecome quello scaturente/consacrato dall'A.G., ha già una valenzaprogrammatica e morale, e solo in difetto di adempimento, si andrà allorainnanzi al/ai giudice/i?Sono d'accordo con te, ma suggerirei che l'accordo fosse comunquefatto con l'assistenza di due avvocati (o anche di uno solo se godedella fiducia di entrambi). Troppo spesso in sede di consensuale sivedono accordi che poi non reggono all'urto dei tempi.So ad esempio di formulari standard per separazioni consensuali chevengono forniti da associazioni varie a pagamento, non so se allapresenza di un avvocato o di un mediatore famialiare. (se me ne capitauno lo posto).Post by EllesseÂ®Non poche volte funziona, il ricorso al Tribunale si riesce a evitare anchein casi inizialmente ardui, magari con l'affiancamento di altreprofessionalità, se necessario.Come sai ho poca esperienza ma non credo che altre professionalitàsiano utili in caso di separazioni. Mi dicono che e' molto diffilicileche il presidente del tribunale riesca in un tentativo deiconciliazione, cosi' come illusorio il pensare che un mediatorefamialiare abbia le competenze per sciogliere i nodi di unaspearazione. In questo rivendico il ruolo fondamentale del'avvocato.ciaoroy
Ellesse®	2007-12-07 11:49:28 UTC
..[cut]..fino alla prossima.. però, battute a parte, non stiamo dicendo cosediverse/incompatibili;è vero, ma avevo scrittoprospettando scenari possibili, non in via assoluta; lo spartiacque era giàstato delineato dal Tribunale per i minorenni di Milano (però nondimentichiamoci che Milano, con il c.d. rito ambrosiano, ha sempre avutoprassi autonome) con decreto del maggio 2006, in cui aveva declinata lapropria competenza;ma vi sono vari distinguo, ad esempio chi ha riconosciuto il minore, pressochi già convive, etc;infatti l' 317 bis c.c. resta comunque in vigore per le ipotesi di unicoriconoscimento, perquelle di convivenza dei genitori che abbiano entrambi riconosciuto, ovveroper icasi in cui, pur in assenza di convivenza, i genitori non adiscanol'autoritàperrichiedere la regolamentazione dell'esercizio della potestà. Per questol'art.38 disp.att. c.c. non è stato opportunamente espressamente abrogato.Post by royflinkerPost by EllesseÂ®peraltro, perché non tentare un accordo "privato" che, benché non cogentecome quello scaturente/consacrato dall'A.G., ha già una valenzaprogrammatica e morale, e solo in difetto di adempimento, si andrà allorainnanzi al/ai giudice/i?Sono d'accordo con te, ma suggerirei che l'accordo fosse comunquefatto con l'assistenza di due avvocati (o anche di uno solo se godedella fiducia di entrambi).perfetto, io di solito opero intal modo, in effettiPost by royflinkerPost by EllesseÂ®Non poche volte funziona, il ricorso al Tribunale si riesce a evitare anchein casi inizialmente ardui, magari con l'affiancamento di altreprofessionalità, se necessario.Come sai ho poca esperienza ma non credo che altre professionalitàsiano utili in caso di separazioni. Mi dicono che e' molto diffilicileche il presidente del tribunale riesca in un tentativo deiconciliazione, cosi' come illusorio il pensare che un mediatorefamialiare abbia le competenze per sciogliere i nodi di unaspearazione. In questo rivendico il ruolo fondamentale del'avvocato.su questo dissento per esperienza più che decennale, credimi, sono ruoli chepossono essere determinanti nella gestione dei conflitti (e alludo non allaterapia tesa alla riconciliazione, ma alla creazione di protocolli per lagestione civile della genitorialità post separazione); non a casa lafondamentale novella ha statuito ciò che, proprio a Milano, ma anche inaltre sezioni famiglia, già si faceva (155-sexies, secondo comma).E ciò non sminuisce il legale, anzi.AveEllesse
Ellesse®	2007-12-07 10:42:55 UTC
fino alla prossima.. però, battute a parte, è vero, ma avevo scrittoprospettando secnari possibili, non in via assoluta; lo spartiacque era giàstato delineato dal Tribunale per i minorenni di Milano (però nondimentichiamoci che Milano, con il c.d. rito ambrosiano, ha sempre avutoprassi autonome) con decreto del maggio 2006, inc ui aveva declinata lapropria competenza;ma vi sono vari distinguo, ad esempio chi ha riconosciuto il minore, pressochi già convive, etc;infatti l' 317 bis c.c. resta comunque in vigore per le ipotesi di unicoriconoscimento, perquelle di convivenza dei genitori che abbiano entrambi riconosciuto, ovveroper icasi in cui, pur in assenza di convivenza, i genitori non adiscano l'autoritàperrichiedere la regolamentazione dell'esercizio della potestà. Per questo l'art.38 disp.att. c.c. non è stato opportunamente espressamente abrogato.Post by royflinkerPost by EllesseÂ®peraltro, perché non tentare un accordo "privato" che, benché non cogentecome quello scaturente/consacrato dall'A.G., ha già una valenzaprogrammatica e morale, e solo in difetto di adempimento, si andrà allorainnanzi al/ai giudice/i?Sono d'accordo con te, ma suggerirei che l'accordo fosse comunquefatto con l'assistenza di due avvocati (o anche di uno solo se godedella fiducia di entrambi).perfetto, io di solito opero intal modo, in effettiPost by royflinkerPost by EllesseÂ®Non poche volte funziona, il ricorso al Tribunale si riesce a evitare anchein casi inizialmente ardui, magari con l'affiancamento di altreprofessionalità, se necessario.Come sai ho poca esperienza ma non credo che altre professionalitàsiano utili in caso di separazioni. Mi dicono che e' molto diffilicileche il presidente del tribunale riesca in un tentativo deiconciliazione, cosi' come illusorio il pensare che un mediatorefamialiare abbia le competenze per sciogliere i nodi di unaspearazione. In questo rivendico il ruolo fondamentale del'avvocato.su questo dissento per esperienza più che decennale, credimi, sono ruoli chepossono essere determinanti nella gestione dei conflitti (e alludo non allaterapia tesa alla riconciliazione, ma alla creazione di protocolli per lagestione civile della genitorialità post separazione); non a casa lafondamentale novella ha statuito ciò che, proprio a Milano, ma anche inaltre sezioni famiglia, già si faceva (155-sexies, secondo comma).E ciò non sminuisce il legale, anzi.AveEllesse	10 Risposte