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Timestamp: 2017-06-23 05:36:30+00:00
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1C_512/2010 (11.11.2010)
1C_512/2010
Aemisegger, Eusebio.
patrocinata dallo studio legale Gabriele Padlina,
ricorso contro la sentenza emanata il 21 ottobre 2010 dalla II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale.
Con decisione di chiusura del 21 luglio 2010 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha ordinato la trasmissione della documentazione di un conto presso una banca luganese intestato a A.________ La II Corte dei reclami penali del Tribunale penale, adita da detta società, rifiutate le richieste di pubblico dibattimento e di assunzione di prove, ne ha respinto il ricorso con giudizio del 21 ottobre 2010.
A.________ impugna questa decisione con un ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale. Chiede, in via principale, di annullare la decisione di chiusura, di vietare l'invio della documentazione bancaria e di restituirgliela; in via subordinata, di trasmettere in forma anonimizzata solo quella relativa a due bonifici; in via ancor più subordinata, di invitare il MPC ad assumere le prove richieste e a procedere a una nuova cernita.
2.1 La ricorrente sostiene che, contrariamente a quanto stabilito nella sentenza 1C_378/2010 del 17 settembre 2010 concernente il medesimo procedimento estero, nella fattispecie si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante a causa delle carenze formali e materiali della domanda di assistenza, della violazione del diritto di essere sentito e del rifiuto di assumere ulteriori mezzi di prova, della lesione dei principi di proporzionalità e dell'utilità potenziale e, infine, della mancata tutela del terzo non coinvolto.
2.2 La tesi è infondata. La sufficienza dell'esposto dei fatti contenuto nella rogatoria è già stata accertata (sentenza 1C_378/2010). L'eventuale violazione del diritto di essere sentito, poiché la ricorrente non ha partecipato alla cernita, poteva eccezionalmente essere sanata (sentenza 1A.277/2006 del 13 marzo 2007 consid. 2.1) e l'assunzione di nuovi mezzi di prova spettando semmai al giudice estero del merito. Priva di consistenza è poi la tesi secondo cui, per la dottrina, sotto l'egida del nuovo diritto, la questione del terzo non implicato costituirebbe una questione fondamentale (ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 3a ed., 2009, n. 404). La circostanza, esposta dalla ricorrente, secondo cui il bonifico di EUR 200'000.--, somma da essa poi restituita, avvenuto sul suo conto e per ordine di una persona coinvolta nei sospettati reati, sarebbe dovuto a un errore, non costituisce un caso particolarmente importante d'applicazione dei principi della proporzionalità e dell'utilità potenziale, rettamente interpretati dall'istanza precedente. Su questi punti, la criticata decisione non si scosta infatti dalla giurisprudenza costante (DTF 133 IV 131 consid. 3, 215 consid. 1.2; 136 IV 16 consid. 1 inedito; sentenza 1C_287/2008 del 12 gennaio 2009 consid. 1.3 in: Pra 2010 n. 22 pag. 141), né nella fattispecie si pone una questione giuridica di principio (DTF 136 IV 20 consid. 1.2; 134 IV 156 consid. 1.3.3 e 1.3.4).