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Timestamp: 2019-07-23 13:40:38+00:00
Document Index: 75340044

Matched Legal Cases: ['art. 384', 'art. 2086', 'art. 2119', 'art. 2086', 'art. 377', 'art. 2476', 'art. 378', 'art. 2484', 'art. 2221', 'art. 2221', 'art. 379', 'art. 379', 'art. 2435', 'art. 2477', 'art. 2475', 'art. 377', 'art. 2475', 'art. 2475', 'art. 2479', 'art. 2468', 'art. 2476', 'art. 2086', 'art. 2475', 'art. 2475', 'art. 2086', 'art. 2475']

RIFORMA ORGANICA DELLE DISCIPLINE DELLA CRISI DI IMPRESA E DELL’INSOLVENZA - LE MODIFICHE AL DIRITTO SOCIETARIO
1. D.LGS. N. 14/2019 - Modifiche al Codice civile
Agli articoli dal 375 al 384 vengono disposte modifiche riguardano i seguenti articoli: 2086, 2119, 2257, 2288, 2308, 2380-bis, 2409-novies, 2467, 2475, 2476, 2477, 2484, 2486, 2497. Disposta l’abrogazione dell’articolo 2221 che prevede l'assoggettamento degli imprenditori commerciali alle procedure del fallimento e del concordato preventivo, in caso d'insolvenza (art. 384).
1. Le modifiche all'art. 2086 C.C.
All’articolo 2086 viene modificata la rubrica da "Direzione e gerarchia nell'impresa" a "Gestione dell'impresa" e, dopo il primo comma è aggiunto il seguente:
2. Le modifiche all'art. 2119 C.C.
È stato modificato anche il comma 2 dell’articolo 2119, in quanto è stato statuito che:
3. Le modifiche agli artt. 2257, 2380-bis, 2409-novies, 2475 e 2475 C.C.
Disposta anche la modifica degli articoli 2257, 2380-bis, 2409-novies, 2475 e 2475 in quanto vengono estesi a tutti i tipi di società gli obblighi previsti dall’art. 2086, comma 2, in forza del quale l’imprenditore, che operi in forma individuale, societaria o in qualunque altra veste, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale (art. 377).
4. Le modifiche all'art. 2476 C.C.
Per quanto riguarda la responsabilità degli amministratori, l’art. 378 prevede:
5. Le modifiche all'art. 2484 C.C.
L’articolo 380 prevede l’aggiunta, all’articolo 2484, di una nuova causa di scioglimento delle società di capitali: il numero 7-bis, in forza del quale costituisce causa di scioglimento della società per azioni, della società in accomandita per azioni e della società a responsabilità limitata anche “l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata”.
6. Le modifiche agki artt. 2545-terdecies e 2545-septiesdecies C.C.
È stato fatto un intervento anche sulle società cooperative che svolgono attività commerciali:
7. Le modifiche all'art. 2221 C.C.
È infine prevista . a decorrere dal 15 agosto 2020 - l’abrogazione dell’art. 2221 c.c., dove si stabilisce che “Gli imprenditori che esercitano un'attività commerciale, esclusi gli enti pubblici e i piccoli imprenditori, sono soggetti, in caso di insolvenza, alle procedure del fallimento e del concordato preventivo, salve le disposizioni delle leggi speciali”.
2. D.LGS. N. 14/2019 - Modifiche al Codice civile - La nuova disciplina del controllo dei conti nelle SRL - Ampliate le ipotesi di obbligatorietà - Coinvolto anche il Conservatore del Registro delle imprese
L’ultimo interessante intervento sull’organo di controllo con riferimento alle società a responsabilità limitata, lo rinveniamo nella legge n. 155 del 19 ottobre 2017, che contiene la delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza.
Per le società a responsabilità limitata sono state previste dalla citata legge importanti modifiche che hanno il compito di rafforzare il ruolo dei soggetti preposti alla vigilanza dell’attività d’impresa.
La delega in concreto abbassa le soglie previste per la nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore delle Srl, e di conseguenza amplia il perimetro dei soggetti che potranno ricoprire tale incarico. Inoltre interviene per regolare la mancata nomina dell’organo di controllo, attribuendo ai soci delle S.r.l. il potere di denuncia al Tribunale per gravi irregolarità degli amministratori.
Per quanto riguarda la nomina degli organi di controllo, l’articolo 379 del D.Lgs. n. 14/2019 è intervenuto sull'articolo 2477 C.C, estendendo alle Srl l’obbligo di nominare un organo di controllo oppure un revisore.
In particolare, l’articolo 379 del decreto - con l’obiettivo di favorire l’emersione e la gestione tempestiva della crisi - ha riscritto integralmente il secondo e terzo comma della disposizione codicistica, prevedendo che la nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
3. D.LGS. N. 14/2019 - Modifiche al Codice civile - SRL E COOP - Nomina dell’organo di controllo o del revisore e adeguamento degli statuti
L’articolo 379, oltre modificare l’articolo 2477 del Codice civile, al comma 3 detta una diposizione transitoria che riguarda le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data di entrata in vigore del presente articolo (16 marzo 2019).
Ai fini della prima applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2477 del Codice civile, commi secondo e terzo, come sostituiti dal comma 1 dell’art. 379, si ha riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza indicata nel primo periodo (art. 379, comma 3).
Diversamente, qualora lo statuto prevedesse, ad esempio, che «La nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria al superamento dei parametri di cui all'art. 2435-bis c.c. e negli altri casi previsti dall'art. 2477 c.c.» o espressioni equivalenti, il contratto sociale dovrà essere modificato per tener conto dei nuovi parametri di nomina. Obblighi di adeguamento, scatteranno, ovviamente, anche nei casi in cui l'atto costitutivo o lo statuto sociale nulla prevedessero in tema di controlli.
Più complesse da risolvere sono, invece, le problematiche relative alla tempistica circa l’obbligo di nomina del nuovo sindaco o revisore nel caso in cui, nei due esercizi che antecedono quello in cui si rendono necessarie le modifiche statutarie (quindi presumibilmente l'esercizio 2017 e l'esercizio 2018), si superino i parametri di cui al novellato articolo 2477 C.C.
Appare chiara l’intenzione del legislatore di accelerare le nomine nella seconda parte del 2019, sia nella relazione di accompagnamento - ove si legge che il legislatore «fissa in nove mesi il termine entro il quale le società interessate dovranno provvedere alla nomina dell'organo di controllo» - e sia nell'aver fissato agli esercizi 2017 e 2018 quelli di osservazione ai fini della valutazione del superamento delle nuove soglie dimensionali.
Si sarebbe così consentito all’eventuale nuovo organo in carica di assolvere con maggiore consapevolezza ai nuovi compiti che verranno ad esso demandati - in particolare nelle nuove procedura di allerta – nella prospettiva che dal 15 agosto 2020 sarà operativa l'integrale riforma della crisi d'impresa.
4. LUGLIO 2019 - D.LGS. N. 14/2019 - Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza - Gli emendamenti proposti dal “centro CRISI”
L’università di Torino, tramite il Centro di Ricerca interdipartimentale su Impresa, Sovraindebitamento e Insolvenza (Centro CRISI) e con la collaborazione del comitato scientifico dell’Istituto Governo Societario, ha inoltrato, agli Uffici ministeriali competenti, un documento con proposte di correzione al codice della crisi.
Il documento che è stato elaborato contiene alcune proposte, che rappresentano l’esito di una prima parte di riflessioni che sono in corso.
Ciascuna proposta riporta l’indicazione del suo autore, un articolato con “testo a fronte” di raffronto con la disciplina contenuta nel Codice della crisi e una breve illustrazione delle ragioni della sua formulazione.
1. APRILE 2019 - AMMINISTRAZIONE SRL - Le modifiche all’art. 2475 del Codice civile introdotte dal Codice della crisi di impresa
Il Consiglio Nazionale del Notariato, nello Studio n. 58-2019/I, dal titolo "Il nuovo articolo 2475C.C. - Prima lettura", di Nicola Atlante –Marco Maltoni –Antonio Ruotolo, (approvato in via telematica dalla Commissione Studi d’Impresa il 13 marzo 2019 e dal CNN il 14 marzo 2019) fornisce una prima lettura del novellato articolo 2475 C.C., sull’amministrazione delle Srl, come da ultimo modificato dall’art. 377, comma 5, del D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155).
Lo studio esamina le conseguenze, sul piano delle clausole statutarie, della modifica dell’art. 2475 c.c., con riferimento in particolare alla nuova previsione per cui la gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.
Gli autori dello studio ricordano, in primo luogo, come la modifica operata dal Decreto legislativo n. 14/2019 riguardi il primo comma dell’art. 2475 c.c. sull’amministrazione delle società a responsabilità limitata, sostituito da un nuovo primo periodo ai sensi del quale: “La gestione dell’impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’articolo 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale”.
A seguire, è stato anche aggiunto un nuovo sesto comma, che testualmente prevede “Si applica, in quanto compatibile, l'articolo 2381". Secondo il Notariato, l’introduzione della previsione secondo cui la gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori solleverebbe il problema del suo coordinamento e della sua compatibilità, con quelle norme, introdotte dalla riforma del diritto societario, comunemente lette come delega all’autonomia statutaria nella definizione delle competenze di soci e amministratori, quali:
- il primo comma dell’art. 2479 c.c., il quale viene interpretato nel senso che è consentito affidare ai soci competenze gestorie;
- l’art. 2468, comma 3, c.c., che prevede la possibilità di riservare a singoli soci particolari diritti riguardanti l’amministrazione della società;
- il comma 7 dell’art. 2476, c.c., per il quale sono solidalmente responsabili con gli amministratori i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi.
Sul punto, tuttavia, lo studio ritiene che gli aspetti legati alla gestione societaria siano rimasti immutati mentre quelli legati alla organizzazione siano precisati in base alle due norme novellate (art. 2086 e art. 2475 del c.c.). Nello studio si ipotizza che la nuova disposizione dell’art. 2475 c.c. non comporti alcuna abrogazione delle norme precedenti, in quanto destinata a spiegare i suoi effetti solo sul piano organizzativo, e che la norma sull’esclusività della competenza gestoria debba leggersi in stretta correlazione con il disposto dell’art. 2086 c.c., che impone il dovere, per l’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.
Lo studio conclude nel senso che, dal punto di vista operativo, la nuova formulazione dell’art. 2475, comma 1, c.c. non comporta alcun obbligo di adeguamento immediato degli statuti esistenti, né impedisce di inserire negli statuti delle società di nuova costituzione clausole che eventualmente ripartiscano la “gestione operativa” della società in maniera difforme rispetto al modello legale.
. Se vuoi scaricare il testo dello Stucio n. 58/2019/I, clicca QUI.
Pubblicato su: 2019-03-16 (127 letture)