Source: https://www.pandslegal.it/ambientale/deposito-incontrollato-di-rifiuti-sanitari-pericolosi/
Timestamp: 2020-07-07 23:38:19+00:00
Document Index: 16149960

Matched Legal Cases: ['art. 256', 'art. 183', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 8', 'art. 256', 'art. 256']

Deposito incontrollato di rifiuti sanitari pericolosi | P&S Legal
Deposito incontrollato di rifiuti sanitari pericolosi
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L’art. 256 comma 2 del d. lgs. n. 152 del 2006 sanziona con le pene di cui al comma 1 i titolari di imprese e i responsabili di enti che effettuino un deposito incontrollato di rifiuti.
E’ ormai pacifico che un deposito temporaneo irregolare, ossia in violazione delle condizioni dettate dall’art. 183 comma 1 lett. bb), integri proprio il reato di deposito incontrollato, anche se, data l’identità di trattamento sanzionatorio, viene spesso qualificato come stoccaggio non autorizzato e quindi come gestione illecita di rifiuti ai sensi dell’art. 256 comma 1.
L’art. 256 comma 6 prevede, invece, una figura di reato speciale per chiunque effettui il deposito temporaneo di rifiuti sanitari pericolosi in violazione delle pertinenti disposizioni contenute nel D. P. R. n. 254 del 2003.
Viene dunque in rilievo l’art. 8 del citato D.P.R., ove vengono prescritte per il deposito temporaneo, oltre che per la raccolta e il trasporto, particolari modalità di imballaggio e di etichettatura dei rifiuti e soprattutto vengono indicati limiti temporali e quantitativi inferiori a quelli contemplati dalla disciplina generale del d. lgs. n. 152 del 2006.
Inoltre la fattispecie speciale di deposito incontrollato di rifiuti sanitari pericolosi, diversamente da quella generale ai sensi dell’art. 256 comma 2, contempla l’ipotesi di degradazione del reato in illecito amministrativo qualora il quantitativo non superi non superi i 200 L o quantità equivalenti.
Da ultimo, la summenzionata previsione e la formulazione dell’art. 256 comma 6, con riferimento all’utilizzo del termine “chiunque”, sembrano escludere che ai fini della fattispecie speciale di cui al comma 6 sia rilevante la qualifica del soggetto agente, ossia se privato cittadino o imprenditore, come avviene per la fattispecie generale ai sensi degli articoli 255 comma 1 e 256 comma 2.