Source: http://docplayer.it/1625209-Guida-all-orientamentolegale-deicittadinistranieri-initalia-ingresso-nell-unione-europea.html
Timestamp: 2017-08-22 00:13:59+00:00
Document Index: 177267165

Matched Legal Cases: ['art. 241', 'art. 419', 'art. 600', 'art. 624', 'art. 416', 'art. 416']

Guida. all'orientamentolegale. deicittadinistranieri. initalia. Ingresso nell Unione Europea - PDF
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1 Guida all'orientamentolegale deicittadinistranieri initalia Ingresso nell Unione Europea Ricongiungimento familiare L assistenza sanitaria La protezione internazionale Permesso di soggiorno Schengen Diritti dello straniero Studiare in Italia Doveri dello straniero Domanda di protezione La cittadinanza italiana L espulsione
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3 Indice ipertestuale CAPITOLO 1 - Ingresso del cittadino straniero 1.1 La regolamentazione della circolazione di persone e gli accordi di Schengen 1.2 L autorizzazione all ingresso nel territorio Schengen CAPITOLO 2 - Ingresso del cittadino straniero 2.1 Richiesta e rilascio del permesso di soggiorno 2.2 Il lavoro subordinato: autorizzazione al lavoro e modalità di rilascio del permesso di soggiorno 2.3 Rinnovo del permesso di soggiorno 2.4 Permessi di soggiorno nell ambito lavorativo 2.5 Permessi di soggiorno per tutela dell unità familiare 2.6 Permessi di soggiorno per tutela minori 2.7 Permessi di soggiorno per protezione internazionale 2.8 Permessi di soggiorno per altro titolo CAPITOLO 3 - L espulsione 3.1 L espulsione dello straniero dal territorio nazionale italiano 3.2 Trattenimento del cittadino straniero
4 3.3 Altre modalità di espulsione 3.4 Procedura di riabilitazione 3.5 Reati legati all immigrazione clandestina CAPITOLO 4 - L espulsione 4.1 I diritti ed i doveri dello straniero 4.2 Il permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (già carta di soggiorno) 4.3 L assistenza sanitaria 4.4 Lo studio 4.5 Riconoscimento dei titoli di studio rilasciati all estero 4.6 Prestazioni assistenziali e previdenziali 4.7 Altre tipologie di prestazioni 4.8 La regolamentazione dei rapporti matrimoniali 4.9 I servizi demografici 4.10 La cittadinanza italiana CAPITOLO 5 - La protezione internazionale 5.1 Definizioni: il rifugiato, il beneficiario di protezione sussidiaria e l asilo costituzionale 5.2 La domanda di protezione internazionale
5 5.3 Diritti del Richiedente la protezione internazionale 5.4 Diritti del rifugiato 5.5 Diritti del beneficiario della protezione sussidiaria 5.6 Diritti del beneficiario di protezione umanitaria CAPITOLO 6 - Il cittadino dell Unione Europea 6.1 Paesi aderenti all Unione Europea 6.2 Diritti, facoltà e doveri 6.3 Il soggiorno del cittadino europeo che lavora 6.4 Il soggiorno del cittadino europeo che studia Scheda - Il soggiorno del cittadino europeo che non studia e non lavora 6.5 Assistenza sanitaria 6.6 L iscrizione anagrafica ed il soggiorno superiore a tre mesi 6.7 Il familiare del cittadino europeo
7 CAPITOLO 1 Ingresso del cittadino straniero
8 Introduzione Dovendo svolgere un analisi del percorso che il cittadino straniero compie per giungere nel territorio nazionale italiano, le regole e le procedure che ne regolamentano l ingresso occupano indubbiamente una posizione determinante. Il rilascio del permesso di soggiorno, la continuità della permanenza sul territorio, l accesso alle misure di tutela e di integrazione e le stesse misure di respingimento e di espulsione, sono tutte procedure la cui applicazione è condizionata da una corretta e legittima modalità di ingresso. In sostanza, ogni successivo aspetto del trattamento riservato allo straniero soggiornante, a vario titolo, nel territorio nazionale italiano è di fatto condizionato dai principi e dalle procedure di regolamentazione degli ingressi. Ne consegue che la valutazione e l esame dei casi e delle problematiche rappresentate da un cittadino straniero non possono prescindere da un approfondimento del percorso che lo ha portato a decidere di lasciare il proprio Paese e di fare ingresso nel territorio di uno degli Stati membri dell Unione Europea e, più in particolare, dell Italia. Come si avrà modo di verificare nel corso della lettura del capitolo 1, il percorso di ingresso è predeterminato dalla normativa nazionale e comunitaria, che prevede il possesso e la conseguente dimostrazione di alcuni requisiti considerati indispensabili per favorire l accesso regolare nel territorio nazionale. Il mancato rispetto di questa complessa procedura, nella quale occorre considerare al contempo i soggetti che intervengono e i requisiti oggettivi da dimostrare, segna inevitabilmente il prosieguo della vita giuridica del cittadino straniero. La mancanza di un regolare visto di ingresso impedirà di richiedere il corrispondente permesso di soggiorno, nonché di accedere al percorso di integrazione altrimenti previsto.
9 Il capitolo si propone quindi di fornire indicazioni sia di carattere generale che particolare sulle procedure di ingresso ma anche sui requisiti occorrenti per l ottenimento dell autorizzazione, nonché sui principali soggetti che intervengono durante i differenti procedimenti ed ai quali occorre rivolgersi per dare loro inizio. Si ricorda, a questo proposito, che le procedure di ingresso non sempre devono essere introdotte dal cittadino straniero residente nel proprio Paese ma, in alcuni casi, hanno inizio nel territorio italiano presso le amministrazioni investite di questo potere. Unica eccezione i richiedenti asilo, categoria di cittadini stranieri di cui si tratterà in un capitolo apposito, il 5, i quali seppure facciano ingresso in maniera irregolare nel territorio nazionale italiano e quindi privi di autorizzazione ed anche di documentazione identificativa, possono temporaneamente essere autorizzati al soggiorno fintanto che duri la procedura di riconoscimento della protezione internazionale.
10 La regolamentazione della circolazione di persone e gli accordi di Schengen Le norme in materia di ingresso, circolazione e soggiorno sul territorio nazionale italiano sono state introdotte dal legislatore nella prospettiva di conformare l ordinamento giuridico italiano alle disposizioni dettate dagli Accordi di Schengen, che impegnano quasi tutti gli Stati membri dell'unione Europea, ed alcuni Paesi non aderenti, ma collocati geograficamente nel continente europeo. (1) Pur avendo firmato il Trattato di adesione il , l Italia fa ingresso operativamente nel sistema di Schengen il 26 ottobre 1997, impegnandosi così ad adottare norme e procedure comuni agli altri Stati aderenti, tra l'altro, in materia di circolazione, controllo delle frontiere e regolamentazione degli ingressi dei cittadini provenienti da Paesi non aderenti agli Accordi. Ed è in questa prospettiva che si è sviluppato, nel corso dell ultimo decennio, il processo di crescita e consolidamento europeo, così da spingere gli Stati membri dell U.E. verso un processo di armonizzazione delle procedure in materia di circolazione dei cittadini comunitari e di quelli appartenenti ai Paesi extra U.E., facendo propri con il Trattato di Maastricht prima e con il Trattato di Amsterdam poi (1999), definizioni, procedure e disposizioni già previste e applicate in materia eco-
11 nomica, politica e sociale. Procedendo ad una integrazione della Convenzione e dei Protocolli di adesione e ratifica di Schengen, il Trattato di Maastricht istituisce e formalizza il c.d. acquis di Schengen, in base al quale gli Stati membri dell Unione Europea si impegnano ad assumere obblighi in materia di controlli alle frontiere interne ed esterne del c.d. spazio Schengen. Lo spazio Schengen è quindi l insieme dei territori nazionali dei Paesi membri dell Unione Europea (e non solo) che applicano la Convenzione e che hanno quindi aderito, in misura maggiore o minore, all acquis corrispondente ovvero: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Islanda, Norvegia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Malta, Svizzera e Liechtenstein. (2) In materia di circolazione delle persone, lo scopo principale è quello di eliminare i controlli alle frontiere interne, cioè le frontiere comuni ai paesi firmatari, e rafforzare le frontiere esterne, ovvero il perimetro esterno dello spazio comune. Ne consegue una diversità di trattamento tra i cittadini degli Stati membri e i cittadini che provengono invece da uno Stato non aderente all U.E. (di seguito denominati cittadini stranieri ): 1) i cittadini degli Stati membri possono circolare liberamente all interno dello spazio comune; 2) i cittadini stranieri potranno fare ingresso nel territorio comune U.E. attraverso le frontiere esterne, ma solo se muniti di un autorizzazione all ingresso denominata visto d ingresso.
12 L autorizzazione all ingresso nel territorio Schengen Il cittadino straniero che intenda fare ingresso nello spazio comune U.E. dovrà attraversare una frontiera esterna munito del proprio passaporto valido (o del documento equipollente) e del visto d ingresso apposto sul documento stesso. Come vedremo in seguito, il rilascio del visto d ingresso è necessario non solo ai fini dell ingresso nel territorio nazionale di uno Stato membro dell U.E., ma anche ai fini del rilascio del permesso di soggiorno e, in definitiva, al prosieguo del soggiorno regolare. Ne consegue che l ingresso di un cittadino straniero senza questo fondamentale requisito inficia inevitabilmente la regolarità del soggiorno. Non solo. La regolamentazione degli ingressi è articolata in maniera tale da stabilire un percorso determinato per ciascuna motivazione di ingresso. Se il cittadino straniero, ad esempio, farà ingresso con un visto rilasciato per motivi di studio, potrà richiedere solo la tipologia di permesso di soggiorno corrispondente (studio), e non un altra. Un eccezione può essere fatta, ad esempio, per coloro che fanno ingresso con un visto per motivi di turismo ma chiedono l accesso alla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale (3)
13 Il passaporto Il passaporto è il documento internazionalmente riconosciuto che abilita il titolare a recarsi da un Paese all altro. Può essere diplomatico, di servizio, ordinario ed individuale o collettivo (intestato a gruppi di persone aventi tutte la stessa cittadinanza e in viaggio per lo stesso motivo, di solito turistico). Il visto non può essere apposto su un passaporto o su un documento di viaggio già scaduto e comunque la durata della validità del passaporto deve essere superiore a quella del visto di almeno 3 mesi. I documenti equipollenti al passaporto Di seguito l elenco dei documenti equivalenti al passaporto: titolo di viaggio per apolidi. Gli apolidi sono generalmente soggetti all obbligo del visto per l Italia, a meno che non dispongano di un titolo di soggiorno rilasciato da uno degli Stati Schengen; titolo di viaggio per rifugiati. I rifugiati sono generalmente soggetti all obbligo del visto per l Italia, a meno che non dispongano di un titolo di soggiorno rilasciato da uno degli Stati Schengen o di un documento di viaggio rilasciato da uno dei Paesi firmatari dell Accordo di Strasburgo; titolo di viaggio per stranieri. Viene rilasciato a coloro che non possono ricevere un valido documento di viaggio dalle Autorità del Paese di cui sono cittadini e generalmente obbliga a richiedere il visto per l Italia a meno che il possessore non disponga di un titolo di soggiorno rilasciato da uno degli Stati Schengen; libretto di navigazione. E il documento professionale rilasciato ai marittimi per la loro attività, valido per l ingresso nello spazio Schengen solo per le esigenze professionali;
14 documento di navigazione aerea. E il documento rilasciato ai piloti ed al personale di bordo delle compagnie aeree civili solo per motivi inerenti la loro attività lavorativa; lasciapassare delle Nazioni Unite. E il documento rilasciato al personale ONU ed a quello delle Istituzioni dipendenti; documento rilasciato da un Quartiere generale della NATO. Viene rilasciato al personale civile e militare dell Alleanza Atlantica. I membri delle forze NATO sono esenti dal visto (l obbligo vige invece per i familiari e il personale civile al seguito); carta d identità per i cittadini degli Stati della U.E. E valida anche per l espatrio per motivi di lavoro. Il possesso è esente dal visto; carta d identità (ed altri documenti) per i cittadini degli Stati aderenti all Accordo europeo sull abolizione del passaporto. E valida per recarsi, a scopo turistico, nel territorio di uno degli stessi Stati, esclusivamente per i viaggi di durata inferiore a 3 mesi. Il possessore è esente dal visto; elenco di partecipanti a viaggi scolastici all interno della U.E. Viene rilasciato a studenti stranieri residenti negli Stati della U.E. I titolari sono esenti dall obbligo di visto; lasciapassare. E un foglio sostitutivo del passaporto rilasciato allo straniero che non dispone di un titolo di viaggio valido per tutti gli Stati Schengen, o solo per l Italia; lasciapassare (o tessera) di frontiera. Viene concesso ai cittadini domiciliati in zone di frontiera ed è valido per il transito della frontiera stessa e la circolazione nelle corrispondenti zone degli Stati confinanti. Il visto d ingresso Il visto di ingresso è l autorizzazione ad entrare nel territorio nazionale, rilasciata da uno Stato membro al cittadino straniero, sia per il transito che, soprattutto, per il soggiorno in detto Stato. Il visto rila-
15 sciato per soggiorni non superiori a tre mesi può essere utilizzato anche per l ingresso in un Paese dell U.E. diverso da quello che ha emesso l autorizzazione. La concessione dell autorizzazione all ingresso viene comprovata dall apposizione di un adesivo di colore preminentemente verde cangiante, apposto su una pagina del passaporto o sul documento equipollente, in cui vengono riportati alcuni dati come la durata del soggiorno, lo Stato membro che ha autorizzato l ingresso, il motivo del visto. E previsto l uso della medesima forma di visto, denominato visa Schengen. Generalmente, al momento dell ingresso in Italia, il personale della Polizia di frontiera appone un timbro che comprova l avvenuto ingresso. Il timbro può essere messo sopra il visto (in basso a destra) o nella facciata immediatamente successiva. L autorizzazione all ingresso, comprovata dal rilascio del visto, non è prorogabile, ma, per alcune tipologie di visto, può essere rinnovata la corrispondente autorizzazione al soggiorno nel territorio nazionale dello Stato membro (comprovata dal rilascio del permesso di soggiorno ), previa presentazione dei requisiti richiesti. In caso contrario, terminato il periodo di soggiorno autorizzato, il cittadino straniero deve fare ritorno nel proprio Paese o nel Paese di residenza, per non incorrere nei provvedimenti di espulsione previsti dalla legislazione in materia di immigrazione.
16 Organi competenti al rilascio del visto Competente al rilascio dell autorizzazione all ingresso è la Rappresentanza Consolare (Consolato) presente nel territorio dello Stato extra U.E. di cui è cittadino lo straniero che ne fa richiesta o in cui risiede. Solo in casi di assoluta necessità, gli uffici della polizia di frontiera possono rilasciare visti di ingresso per una durata non superiore a 10 giorni e visti di transito per una durata non superiore a 5 giorni. Il visto può essere richiesto dal cittadino straniero sia per sé che per i propri familiari minori. Per poter presentare autonomamente la domanda di rilascio del visto di ingresso, il cittadino straniero deve aver compiuto la maggiore età (18 anni); altrimenti, la richiesta potrà essere presentata da un maggiorenne, previa dimostrazione dell assenso all espatrio di ciascuno degli esercenti la potestà genitoriale che non accompagnano il minore nel viaggio, o in loro assenza, del tutore legale. Tipologia di visti e durata I visti vengono suddivisi secondo lo schema che segue. Visti Schengen Uniformi (VSU) - validi per il territorio dell insieme dei Paesi contraenti e rilasciati per: Transito Aeroportuale (tipo A); Transito o soggiorni di breve durata, o di viaggio, (tipo C) fino a 90 giorni, con uno o più ingressi. (4) Costituisce un eccezione il rilascio di visti a personalità di rilievo o a persone favorevolmente note, che necessitino di frequenti autorizzazioni all ingresso ed offrano, al contempo, le garanzie necessarie. In questo caso, infatti, è consentito loro il rilascio di visti di tipo C che, pur permettendo di soggiornare fino a 90 giorni per ogni semestre, valgono per uno (C1), due (C2), tre (C3) o cinque anni (C5). Visti a Validità Territoriale Limitata (VTL) - validi soltanto per lo
17 Stato Schengen la cui Rappresentanza abbia rilasciato il visto (o, in casi particolari, anche per altri Stati Schengen specificamente indicati), senza alcuna possibilità di accesso, neppure per il solo transito, al territorio degli altri Stati Schengen. Viene prevista una deroga in caso di ingresso per motivi umanitari, di interesse nazionale o in forza di obblighi internazionali. Visti per Soggiorni di Lunga Durata o Nazionali (VN) sono validi per soggiorni di oltre 90 giorni (tipo D), con uno o più ingressi, nel territorio dello Stato Schengen la cui Rappresentanza abbia rilasciato il visto. Se il visto è ancora in corso di validità, i titolari di visto D possono circolare liberamente nei Paesi Schengen diversi da quello che ha rilasciato il visto, per un periodo non superiore a 90 giorni per semestre. Il Visto Schengen Uniforme può essere rilasciato da una Rappresentanza Consolare diversa ma delegata a farlo, se nel Paese dei provenienza del cittadino straniero non vi è la Rappresentanza Consolare dello Stato Schengen competente in via principale al rilascio, mentre, non è prevista alcuna procedura di delega per il rilascio di Visti Nazionali. Il visto può essere richiesto dal cittadino straniero sia per sé che per i familiari inseriti nel proprio documento di viaggio (minori). Costi del visto All atto della presentazione della domanda di visto d ingresso, il cittadino straniero dovrà provvedere al pagamento delle spese amministrative previste nella misura di 60 euro per i visti di tipo A, B, C (35 euro se si tratta di minori tra i 6 e i 12 anni) e di 116 euro per i visti di lunga durata (tipo D) (5). Nel rispetto degli Accordi di facilitazione in vigore con l UE, il costo delle spese sarà sempre di 35 euro per i visti di tipo A, B, C, rilasciati ai cittadini stranieri provenienti da uno dei seguenti
18 Paesi: Ucraina, Federazione Russa, FYROM, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Moldavia. Sono esenti dal pagamento delle spese le seguenti categorie di persone: 1. minori di 6 anni (solo per brevi soggiorni); 2. il familiare di cittadino UE e di cittadino svizzero (solo entro il 2 grado); 3. gli studenti lungo soggiornanti; 4. gli studenti e gli insegnanti che intraprendono soggiorni per motivi di studio o formazione pedagogica (breve soggiorno); 5. i ricercatori ex Raccomandazione 2005/761/CE del Requisiti richiesti per il rilascio del visto All istanza di rilascio del visto di ingresso, nella quale vengono indicati i dati identificativi, gli estremi del passaporto in corso di validità (o del documento equivalente), il luogo ed il motivo del soggiorno, vanno allegati quei documenti ritenuti necessari a comprovare la sussistenza dei requisiti di ingresso, e più in particolare: la dimostrazione del possesso dei mezzi di sussistenza ritenuti sufficienti per giustificare la durata del soggiorno ed anche il ritorno nel Paese di provenienza (cfr scheda 1). In tal caso può essere richiesta l esibizione di documentazione bancaria da cui si evinca la condizione economica del cittadino straniero (fideiussione, polizza fideiussoria, titoli di credito equivalenti, titoli di servizi prepagati, atti comprovanti la disponibilità di fonti di reddito nel territorio nazionale); l indicazione del luogo in cui si intende soggiornare in Italia (abitazione privata, albergo, etc.); la dimostrazione del possesso dei biglietti di andata e ritorno, quest ultimo, anche per dimostrare la disponibilità del denaro necessario al rimpatrio; il nulla osta al lavoro, quando si richiede un visto di ingresso per la-
19 voro subordinato o autonomo; il nulla osta al ricongiungimento familiare, quando il cittadino straniero è stato autorizzato a questo tipo di ingresso; l autorizzazione alla frequenza di un corso di studi universitari (quando il cittadino straniero è stato autorizzato a fare ingresso per motivi di studio). La disponibilità dei mezzi di sussistenza e di idonea sistemazione alloggiativa si intende dimostrata dal datore di lavoro nei casi di ingresso per lavoro subordinato e dal rilascio del nulla osta nei casi di ricongiungimento familiare. Nel caso del ricongiungimento con un cittadino straniero a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato o di beneficiario di protezione sussidiaria, il requisito non viene richiesto. Scheda 1 - Tabella per la determinazione dei mezzi di sussistenza richiesti per l ingresso nel territorio nazionale con un visto per affari, cure mediche (per l accompagnatore), gara sportiva, motivi religiosi, studio, transito, trasporto, turismo (Direttiva M.I ). Durata del viaggio 1 partecipante 2 o più partecipanti da 1 a 5 giorni (quota fissa complessiva) 269,60 212,81 Da 6 a 10 giorni (quota giornaliera a persona) 44,93 26,33 Da 11 a 20 giorni Quota fissa 51,64 25,82 Quota giornaliera a persona 36,67 22,21 Oltre 20 giorni Quota fissa 206,58 118,79 Quota giornaliera a persona 27,89 17,04
20 Sarà considerata inammissibile la domanda di rilascio del visto di ingresso presentata dal cittadino straniero munito di documentazione falsa o contraffatta. La rappresentanza consolare verifica inoltre che il cittadino straniero non sia segnalato, ai fini della non ammissione, nel Sistema Informativo Schengen (SIS). Obbligo del visto d ingresso Sono tenuti a richiedere il visto d ingresso i cittadini stranieri provenienti dai seguenti Paesi: Afghanistan, Algeria, Angola, Arabia Saudita, Armenia, Autorità Palestinese, Azerbaijan, Bahrein, Bangladesh, Belize, Benin, Bhutan, Bielorussia, Bolivia, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Cambogia, Camerun, Capo Verde, Centrafrica, Ciad, Cina, Colombia, Comore, Congo, Congo (Repubblica Democratica), Corea del Nord, Costa d Avorio, Cuba, Dominica, Dominicana (Repubblica), Ecuador, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Etiopia, Fiji, Filippine, Gabon, Gambia, Georgia, Ghana, Giamaica, Gibuti, Giordania, Grenada, Guinea, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Guyana, Haiti, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kazakistan, Kenia, Kirghizistan, Kiribati, Kuwait, Laos, Lesotho, Libano, Liberia, Libia, Madagascar, Malawi, Maldive, Mali, Marocco, Isole Marshall, Mauritania, Micronesia, Myanmar, Moldova, Mongolia, Mozambico, Namibia, Nauru, Nepal, Niger, Nigeria, Oman, Pakistan, Palau, Papua-Nuova Guinea, Perù, Qatar, Ruanda, Russia, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Salomone, Samoa Occidentali, Sao Tomé e Principe, Senegal, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sri Lanka, Sud Africa, Sudan, Suriname, Swaziland, Tagikistan, Tanzania, Thailandia, Timor Orientale, Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Ucraina, Uganda, Uzbekistan, Vanuatu, Vietnam, Yemen, Zambia, Zimbabwe.
21 Il cittadino straniero è sempre obbligato a richiedere il visto di lunga durata (VN di tipo D), anche se proviene da uno Stato non soggetto ad obbligo di visto di breve durata o di transito. Obbligo del visto di transito aeroportuale Sono obbligati a richiedere il visto di transito aeroportuale i cittadini provenienti dai seguenti Paesi: Afghanistan, Bangladesh, Eritrea, Etiopia, Ghana, Iran, Iraq, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Siria, Somalia, Sri Lanka. In ogni caso, non vi è l obbligo di visto di transito quando: 1. il cittadino straniero è titolare di un visto uniforme valido (Tipo C) o di un visto nazionale per soggiorno di lunga durata (Tipo D) o di un titolo di soggiorno rilasciato da uno Stato membro; 2. il cittadino straniero è titolare di un titolo di soggiorno valido, rilasciato da uno Stato membro della UE che non partecipa all adozione del Regolamento CE n. 810/2009 (es. Regno Unito), o da uno Stato membro che non applica ancora pienamente le disposizioni dell acquis di Schengen (es. Romania), oppure è titolare di uno dei titoli di soggiorno validi menzionati nell allegato V del Reg. CE n. 810/2009, rilasciati da Andorra, Canada, Giappone, San Marino o dagli Stati Uniti d America, che garantisca il ritorno incondizionato del titolare; 3. il cittadino straniero è titolare di un visto valido per uno Stato membro dell UE che non partecipa all adozione del Regolamento CE n. 810/2009 (es. Regno Unito), o per uno Stato membro che non applica ancora pienamente le disposizioni dell acquis di Schengen (es. Romania), o per il Canada, il Giappone o gli Stati Uniti d America, quando si recano nel paese di rilascio o in un altro paese terzo, o quando, dopo aver utilizzato tale visto, ritornano dal paese di rilascio; 4. il cittadino straniero è familiare di un cittadino dell Unione Europea; 5. il cittadino straniero è titolare di passaporto diplomatico.
22 Il rischio di immigrazione illegale e la discrezionalità amministrativa delle Rappresentanze Consolari Le autorità consolari italiane, nell ottica di fornire una collaborazione attiva contro l immigrazione irregolare, possono richiedere al cittadino straniero che richiede il rilascio di un visto di breve durata, la presentazione di ulteriore documentazione, al fine di verificare l effettivo interesse all ingresso nel territorio nazionale ed all uscita, e le condizioni economiche che questi possiede. La valutazione del c.d. rischio di immigrazione illegale rimane di esclusiva competenza della Rappresentanza Consolare italiana che può ritenere di dover rifiutare il rilascio di un visto d ingresso anche di fronte alla presentazione di una completa e compiuta documentazione. A tal fine, può ritenersi rilevante l esito del colloquio con il cittadino straniero che richiede il visto. Per i visti di lunga durata è prevista analoga valutazione ma limitatamente al visto per studio. Cause ostative all ingresso Indipendentemente dal rischio di immigrazione illegale, la Rappresentanza Consolare può rifiutare il rilascio del visto di ingresso quando: 1. non sussistono i requisiti richiesti per il rilascio dello specifico visto; 2. il cittadino straniero sia considerato una minaccia per l ordine pubblico o la sicurezza dello Stato Italiano o di uno dei Paesi con i quali l Italia ha sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone; 3. il cittadino straniero risulti condannato per reati previsti dall articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale o per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell immigrazione clandestina verso l Italia e dell emigrazione clandestina dall Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite (cfr scheda 2);
23 4. il cittadino straniero risulti già colpito da un provvedimento di espulsione emesso dall autorità competente nel territorio nazionale italiano o in quello di un altro Stato membro, senza che siano trascorsi i termini prescritti per legge; 5. nel caso di visti di breve durata, se negli ultimi 6 mesi il cittadino straniero abbia già soggiornato 3 mesi nel territorio nazionale (TN, di seguito). 6. il visto di transito veniva precedentemente considerato di tipo B ma è stato abrogato dal Codice dei visti (Regolamento CE n. 810/2009 del , in vigore dal ) e dal 5 aprile 2010 i visti per Transito sono di tipo C. Scheda 2 - Art. 380 c.p.p. l arresto obbligatorio in flagranza Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all arresto di chiunque è colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a 5 anni e nel massimo a 20 anni. Anche fuori dai casi indicati, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all arresto di chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti non colposi consumati o tentati: 1. delitti contro la personalità dello Stato (art. 241 e ss. codice penale) per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a 5 anni o nel massimo a 10 anni; 2. delitto di devastazione e saccheggio (art. 419 c.p.); 3. delitti contro l incolumità pubblica per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a 3 anni o nel massimo a 10 anni (artt. 422 e ss. c.p.); 4. delitto di riduzione in schiavitù (art. 600 c.p.);
24 5. delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (artt. 600 bis e ss. c.p.); 6. delitto di furto commesso in luoghi in cui sono custodite armi (armerie o depositi vari) ex legge 8 agosto 1977, n. 533; 7. delitto di furto in abitazione e furto con strappo (art. 624 bis c.p.); 8. delitti di rapina e di estorsione ( artt. 628, 629 c.p.); 9. delitti di fabbricazione illegale, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico, di armi clandestine anche da sparo; 10. delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope; 11. delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a 5 anni o nel massimo a 10 anni; 12. delitti di promozione, costituzione, direzione ed organizzazione delle associazioni segrete, di carattere militare, e altre previste da differenti disposizioni legislative; 13. delitti di partecipazione, promozione, direzione ed organizzazione, della associazione di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.); 14. delitti di promozione, direzione, costituzione ed organizzazione della associazione per delinquere ( art. 416 c.p.) Tempi di rilascio del visto La Rappresentanza consolare avvia l istruttoria, verificando la sussistenza dei requisiti richiesti e attivando le procedure in materia di sicurezza, e rilascia il visto entro 90 giorni dalla presentazione dell istanza. I termini sono invece di 30 giorni per il rilascio del visto di ingresso per lavoro subordinato, e di 120 per il visto di lavoro autonomo.
Edizione aggiornata con le disposizioni contenute nel Pacchetto Sicurezza Edizione aggiornata con le disposizioni contenute nel Pacchetto Sicurezza Si ringrazia l avv. Caterina Boca per il supporto scientifico