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Timestamp: 2018-04-25 04:29:37+00:00
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Motivi di ricorso contro una multa analizzati da un Giudice di Pace - Soluzione Multa
Motivi di ricorso contro una multa analizzati da un Giudice di Pace
da Soluzione Multa | Feb 19, 2016 | Autovelox, Comunicazione dati del conducente, Motivi di ricorso | 0 commenti
Nelle decine di richieste di consulenza che riceviamo ogni giorno tramite il blog, la chat e la nostra pagina Facebook molto spesso i nostri lettori pensano di aver trovato la soluzione al loro problema dopo aver fatto una breve ricerca su internet.
Purtroppo gli stessi lettori spesso dopo aver letto i nostri articoli o ricevuto la nostra consulenza si rendono conto che le informazioni reperite in rete sono poco corrette o poco aggiornate e che non è possibile agire sulla base dei motivi di ricorso contro la multa trovati in rete.
Questo è uno dei rischi legati alla grande diffusione delle informazioni, infatti, senza una ricerca molto accurata rischi di commettere degli errori che possono costarti molto caro se, ad esempio, scrivi il tuo ricorso sulla base di informazioni incorrette oppure superate.
Proprio per questo motivo abbiamo intervistato il Dott. Alberto Rossi, Giudice di Pace di Roma e Segretario generale dell’Unione italiana giudici di pace, il quale nel corso della sua attività ha esaminato centinaia di ricorsi contro le multe ed è in grado di chiarire quali sono gli orientamenti giurisprudenziali dominanti in tema di opposizione alle sanzioni per violazioni al Codice della Strada.
In questa intervista il Dott. Alberto Rossi ti fornirà, alla luce della sua esperienza in materia, chiarimenti su alcune questioni che sono alla base delle centinaia di domande che riceviamo ogni giorno dai nostri lettori.
L’omessa comunicazione dei dati del conducente
Uno dei temi più caldi è quello relativo all’omessa comunicazione dei dati del conducente in particolare le chiediamo un chiarimento su due importanti aspetti che sollevano numerosi dubbi nei nostri lettori.
La decurtazione dei punti in pendenza di ricorso – sia al Prefetto che al GdP – è sospesa oppure è necessario procedere alla comunicazione dei dati del conducente?
La decurtazione dei punti in pendenza di ricorso è sicuramente sospesa come espressamente previsto dall’articolo 126-bis, comma 2, CdS; al contrario, con riguardo all’obbligo di comunicare i dati del conducente gli orientamenti sono contrastanti:
a) secondo la Cassazione la comunicazione è comunque un atto dovuto anche in pendenza del ricorso (veda Cass. nn. 17348/2007, 22881/2010, 19380/2015);
b) al contrario, secondo il Ministero dell’Interno, che ha fatto propria la nota sentenza della Corte Costituzionale n. 27/2005, anche la comunicazione sarebbe dovuta solo quando è definito il ricorso al giudice o al Prefetto.
Quanto alla giurisprudenza dei giudici di pace è, di conseguenza, alterna: alcuni si conformano alla richiamata giurisprudenza della Cassazione, altri, probabilmente la maggioranza, anche sul rilievo dell’affidamento che tale circolare ha ingenerato nell’utenza, hanno fatto proprio il secondo orientamento che comunque l’autorevole sostegno di una sentenza, seppur vetusta, della Corte Costituzionale (pronuncia antecedente alla modifica dell’articolo 126-bis, comma 2, CdS).
Sulla base di alcuni articoli presenti online, spesso molto datati, alcuni affermano che è legittimo non comunicare i quando proprietario e conducente del veicolo al momento dell’infrazione coincidono, rientra tra i motivi di ricorso contro una multa?Qual è l’attuale orientamento?
Fermo quanto sopra, il proprietario è comunque tenuto a comunicare che si trovava lui alla guida del veicolo, non potendo certo l’organo accertatore, in assenza di tale dichiarazione, presumere che il proprietario fosse il conducente del veicolo e proprio alla luce della richiamata sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 126-bis, comma 2, CdS nella parte in cui prevedeva che la decurtazione dei punti doveva essere eseguita a carico del proprietario se il medesimo non comunicava che alla guida si trovava persona da lui diversa. Le confermo comunque che, seppur minoritaria, esiste una giurisprudenza di merito di avviso contrario, nel senso da lei sopra rilevato.
Se le fa piacere può indicare altri aspetti problematici sul tema dell’omessa comunicazione dei dati del conducente che ha incontrato durante la sua attività.
L’ aspetto più problematico riguarda il giustificato motivo che può esonerare il proprietario dall’obbligo di comunicazione. In materia la giurisprudenza è davvero varia e poco omogenea.
Ad esempio una Cassazione (non ricordo gli estremi) qualche anno fa affermò che in nessun caso la non conoscenza della persona che si trovava alla guida del veicolo poteva costituire giustificato motivo di esonero dall’obbligo della comunicazione e dalla conseguenziale sanzione alla quale si va incontro; pochi mesi dopo, però, intervenne la Corte Costituzionale (non ricordo sempre gli estremi) che capovolse tale orientamento affermando che, in ogni caso, la sussistenza del giustificato motivo è un accertamento ed una valutazione di esclusiva competenza del giudice di merito e che anche il notevole tempo intercorso dall’accertamento può costituire giustificato motivo che esonera dall’obbligo di comunicazione.
Ne discende che anche enlla giurisprudenza dei giudici di pace è assai difficile individuare degli orientamenti ricorrenti, essendo, nella sostanza, una valutazione di merito rimessa a ciascun singolo giudice ed ancorata alle concrete circostanze impeditive addotte e provate dal ricorrente.
Motivi di ricorso contro una multa fatta con l’autovelox
Alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale 113/2015 si è nuovamente posta l’attenzione sull’illegittimità dei verbali emessi con autovelox, le domande su questo tema riguardano i seguenti aspetti:
E’ necessario che gli estremi del certificato di taratura siano indicati nel verbale notificato?Oppure è sufficiente un richiamo allo svolgimento delle operazioni di taratura?
Ovviamente ancora non si è formata una giurisprudenza significativa di merito sull’argomento, ma la certificazione a verbale dell’avvenuta “taratura” (rectius: periodica revisione dello strumento di rilevazione della velocità) dovrebbe ritenersi sufficiente, salvo che il ricorrente sollevi una specifica eccezione; a quel punto, dovrebbe ricadere sulla p.a. l’onere di documentare l’avvenuta taratura dello strumento o, quanto meno, di indicarne gli estremi dettagliati (data, ditta che ha eseguito le operazioni, eventuali numeri identificativi della certificazione rilasciata) nella comparsa di risposta o nella relazione di servizio dell’organo accertatore che di norma viene allegata al fascicolo.
In tema della segnalazione di autovelox si riscontra incertezza di orientamenti, i particolare quali sono gli obblighi in tema di segnalazione degli autovelox? (distanza dei cartelli, obbligo di segnalazione su entrambe le corsie – alla luce di una recente pronuncia di un GdP – caratteristiche dei cartelli);
Non esistono regole precise, se non che la presenza dell’autovelox deve essere segnalata con cartelli ben visibili; così, ad esempio, una recente sentenza di Tribunale ha stabilito che la presenza dell’autovelox, in strada a due corsie deve essere segnalata su entrambi i lati della carreggiata e una recente sentenza di un Giudice di pace ha stabilito che i cartelli devono essere di dimensioni tali da consentirne l’agevole lettura;
Quanto alle distanze esse variano a seconda che si tratti di centro urbano o extraurbano e sono regolate da circolari ministeriali spesso fra loro contraddittorie, si va da un minimo di 80 metri (per le strade urbane) ad un minimo di 400 metri per le strade extraurbane ad alta velocità (limite minimo di distanza fra cartello ed autovelox di recente ridotto da una circolare ministeriale a 250 metri in applicazione analogica dell’articolo 79 regolamento CdS sui segnali di prescrizione).
Di recente riceviamo molte segnalazioni di utenti che ci inviano fotogrammi scattati dall’autovelox in cui sono presenti 2 o più veicoli. In questo caso è giusto ricorrere perché esiste un incertezza su quale dei veicoli abbia effettivamente superato il limite?
Sì è corretto ricorrere nel caso di dubbio per la presenza di più veicoli, perché ai sensi dell’articolo 7, comma 10, d.lgs. n. 150/2011, il giudice nel dubbio è tenuto ad accogliere il ricorso (si applica sostanzialmente il principio di presunzione di non colpevolezza sancito dal diritto penale, materia dalla quale la materia sanzionatoria, proprio in quanto nascente da leggi di depenalizzazione, ha ereditato numerosi principi).
Quali sono i motivi di ricorso contro una multa per guida con il cellulare?
Un altro tema sempre vivo è quello delle multe per guida con il cellulare rilevata senza la contestazione immediata. In passato si sosteneva la possibilità di ricorrere rilevando un difetto di percezione da parte dell’agente accertatore
Il difetto di percezione dell’agente accertatore rappresenta ancora un valido motivo di ricorso contro la multa per guida con il cellulare?
Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 17355/2009), mutando il precedente orientamento contrario, hanno stabilito che anche le percezioni sensoriali cd. dinamiche (ossia di veicoli o persone in movimento), laddove certificate in un atto pubblico, fanno piena fede sino a querela di falso, a meno che non vi siano intrinseche incertezze o contraddizioni (ad esempio l’agente accertatore utilizzi il condizionale anziché il presente, ovvero risulti documentalmente provato che vi sia stata un’errata lettura del numero di targa, in quanto il modello del veicolo indicato nel verbale non corrisponde alla targa).
Motivi di ricorso contro una multa sulle strisce blu
Veniamo ora al tema delle strisce blu e delle multe elevate per sosta oltre il tempo stabilito, per i cittadini è molto difficile capire quando è possibile ricorre contro le multe elevate sulle aree di parcheggio a pagamento che negli ultimi anni stanno “invadendo” le nostre città, può fornire qualche chiarimento in merito?
E possibile presentare ricorso contro la multa in assenza di segnaletica?
ovviamente la sosta a pagamento deve essere adeguatamente contrassegnata, sia da segnaletica verticale, sia da segnaletica orizzontale che sia ben visibile (se le strisce blu, ad esempio, sono deteriorate e non vi è un segnale verticale che avvisi della loro presenza, ciò ingenera il legittimo affidamento nell’automobilista dell’assenza di sosta a pagamento).
Qual’è l’attuale orientamento in materia di sosta sulle strisce blu oltre il tempo stabilito?
Quanto alla sosta oltre il tempo stabilito, ormai è pacifico, anche a seguito di interpellanza parlamentare e circolari ministeriali uniformi, che essa non integra una violazione al Cds (di preciso all’articolo 157, comma 6, essendo stato regolarmente attivato il dispositivo di segnalazione dell’inizio e della fine della sosta), ma solo un inadempimento contrattuale, con relativa non sanzionabilità della condotta sotto il profilo amministrativo.
L’opposizione all’ordinanza – ingiunzione del Prefetto a seguito del rigetto del ricorso
L’ultima domanda riguarda l’opposizione all’ordinanza-ingiunzione del Prefetto a seguito del ricorso. Riceviamo molto spesso richieste di aiuto da parte di cittadini che hanno presentato un ricorso “fai da te” al Prefetto e che hanno ricevuto l’ordinanza di ingiunzione.
Soprattutto il Prefetto di Roma risponde con dei moduli prestampati in cui è assente ogni riferimento alle motivazioni del rigetto (generalmente è presente una motivazione per ralationem) in particolare non c’è alcun richiamo alle contestazioni sollevate nel ricorso.
In questo caso è legittimo un ricorso per difetto di motivazione?Quali sono gli attuali orientamenti Giurisprudenziali sul tema?Inoltre nel ricorso avverso l’ordinanza è possibile rilevare nuovamente i motivi dedotti dinnanzi al Prefetto?
Anche su tale argomento sono intervenute le sezioni unite della Cassazione (sentenza n. 1786/2010) che hanno stabilito che eventuali vizi di motivazione dell’ordinanza prefettizia non ne inficiano da sé sole la validità; resta ferma ovviamente la facoltà del ricorrente di ripresentare tutti i motivi di fatto e diritto di opposizione dinanzi al Giudice di pace o di presentarne anche di nuovi, attinenti o meno a vizi del procedimento tenutosi dinanzi al prefetto.
Grazie all’intervento del Dott. Alberto Rossi sai quali sono gli attuali orientamenti in materia, se vuoi affidare l’esame del tuo ricorso ad esperti del settore senza rischiare di affidarti al ricorso “fai da te” clicca sul tasto “Si, Voglio la consulenza” ed in nostri esperti valuteranno il tuo verbale individuando i motivi per fare ricorso contro la multa.