Source: http://campania.beniculturali.it/index.php/attivita-tecnico-amministrative
Timestamp: 2017-08-22 05:14:38+00:00
Document Index: 160846438

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art. 19', 'art.17', 'art. 164', 'art. 61', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 34', 'art. 17']

Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per la Campania - Attività tecnico-amministrative
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Procedimenti della Tutela
1. Verifica dell'interesse culturale
2. Dichiarazione di interesse culturale
3. Tutela indiretta
4. Individuazione di immobili ed aree di notevole interesse pubblico
5. Autorizzazione all'alienazione dei beni culturali
6. Acquisto in via di prelazione
7. Erogazione di contributi per gli interventi conservativi
8. Conferenza dei servizi
9. Federalismo demaniale
La verifica dell’interesse culturale - art.12 del D.Lgs. 42/2004 - riguarda l’accertamento dell'interesse culturale (artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) dei beni immobili e mobili appartenenti allo Stato, Regioni, Province, Comuni, Città Metropolitane, Enti pubblici e persone giuridiche private senza fini di lucro.
La verifica può essere effettuata d’Ufficio a cura della competente Soprintendenza o su richiesta dei soggetti cui le cose appartengono.
La procedura è regolamentata dalle allegate disposizioni:
Decreto dirigenziale interministeriale del 6 febbraio 2004 per gli enti pubblici
Decreto 25 gennaio 2005 per le persone giuridiche private senza fine di lucro
Accordo 8 marzo 2005 Tra il Ministero e la C.E.I. per i beni ecclesiastici
Decreto 22 febbraio 2007 per i beni in uso al Ministero della Difesa
la modulistica e la guida, per la corretta trasmissione dei dati, sono disponibili sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali
La dichiarazione dell'interesse culturale di un bene mobile o immobile è un provvedimento con il quale l'Amministrazione formalizza il riconoscimento della qualità culturale di un bene. Il provvedimento assume efficacia dal momento in cui viene notificata al proprietario, possessore o detentore del bene stesso.
Il procedimento è attivato dalla Soprintendenza territoriale competente che, una volta ottenuto il parere positivo dal Direttore Regionale, procede alla comunicazione dell'avvio del procedimento al proprietario, possessore o detentore del bene. Tale comunicazione contiene gli elementi di identificazione, una prima valutazione culturale del bene e gli effetti cautelari da essa prodotti; indica il termine per presentare eventuali osservazioni e documenti, l'amministrazione competente, il responsabile del procedimento e l'ufficio presso cui si può prendere visione degli atti. La comunicazione comporta l'applicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo Decreto Legislativo 42/2004. L'atto è adottato dal Direttore Regionale ed è notificato e trascritto nei pubblici registri a cura della Soprintendenza territoriale competente. A seguito della trascrizione, l'atto ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene.
Riferimenti normativi: artt. 10, 13, 14 e 15 del D.Lgs. 42/2004.
La tutela indiretta nasce dall’esigenza di preservare le condizioni di ambiente e di decoro di uno o più beni culturali. A tal fine il MiBAC, ha facoltà di prescrivere "le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro". La proposta di prescrizioni di tutela indiretta è avanzata dalla competente Soprintendenza territoriale alla Direzione Regionale, che provvede ad esaminarla in sede di Comitato Regionale di Coordinamento (art. 19 del D.P.R. 233/2007). Le prescrizioni contenute nel decreto di tutela indiretta sono immediatamente precettive e devono essere recepite nei regolamenti edilizi e negli strumenti urbanistici.
Riferimenti normativi: artt. 45, 46, 47 del D.Lgs. 42/2004.
La proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico è formulata dalla competente Soprintendenza territoriale che individua l’area, su una planimetria in scala adeguata, accompagnata da una relazione che ne illustra le prerogative paesaggistiche, dettandone, al contempo, la specifica disciplina intesa ad assicurare la conservazione dei valori espressi dagli aspetti e caratteri peculiari del territorio considerato. Il Direttore Regionale adotta, previo parere della Regione, la dichiarazione di notevole interesse pubblico relativamente ai beni paesaggistici.
Riferimenti normativi: artt. 136 e ssgg. del D.Lgs. 42/2004 e l’art.17 comma 3 lett. o-bis) del D.P.R. 233/2007, così come modificato dal D.P.R. n. 91/2009
L’autorizzazione riguarda la richiesta di vendita dei beni dichiarati "di interesse culturale". Il proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene, dovrà fare richiesta di autorizzazione ad alienare alla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania. Nella richiesta si dovranno indicare: i dati identificativi del provvedimento di tutela, i dati catastali aggiornati, la planimetria del bene, dell'indicazione della destinazione attuale e di quelle ipotizzate per il futuro, il programma degli interventi conservativi. La Direzione Regionale, sentite le competenti Soprintendenze territoriali, provvede al rilascio dell'autorizzazione, definendo le condizioni cui è subordinata l'alienazione stessa.
Riferimenti normativi: artt. 55, 55 bis e 56 del D.Lgs. 42/2004.
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- Richiesta di autorizzazione ad alienare immobili appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali
- Richiesta di autorizzazione ad alienare immobili di enti pubblici non territoriali e di persone giuridiche private senza scopo di lucro, compresi enti ecclesiastici civilmente riconosciuti
L’acquisto in via di prelazione nei confronti di ciò che è stato riconosciuto e dichiarato "bene culturale" è consentito al Ministero al fine di garantirne la tutela e di accrescerne il godimento collettivo. Oltre allo Stato, questa possibilità di acquisto coattivo è consentito anche alla Regione e agli altri enti pubblici territoriali, qualora il Ministero vi rinunci. L'istituto della prelazione di beni alienati a titolo oneroso si applica sia in caso di beni culturali pubblici che in caso di beni culturali privati ed è esercitato al medesimo prezzo stabilito nell’atto di alienazione entro il termine di 60 giorni dalla denuncia di trasferimento di proprietà del bene. La proposta di prelazione di un bene culturale è trasmessa dalle Soprintendenze territoriali alla Direzione Regionale che, a sua volta, la trasmette alla Direzione Generale centrale con le proprie valutazioni nel merito. Con le stesse modalità vengono trasmesse, in caso di rinuncia da parte del Ministero, le proposte inoltrate dagli enti territoriali.
L'esercizio della prelazione attribuisce la qualità della demanialità al bene acquisito da parte dello Stato o da parte di un ente territoriale. Lo Stato potrà esercitare comunque ed in ogni tempo la prelazione, anche in assenza della denuncia dell'avvenuta stipula del contratto, come previsto dall'art. 164. L'art. 61, comma 2 prevede i casi di denuncia omessa o presentata tardivamente o incompleta.
Riferimenti normativi: artt. 59, 60, 61, e 62 del D.Lgs. 42/2004
L'istruttoria delle pratiche di contributo in conto capitale ex art. 36 o di contributi in conto interessi ex art. 37 viene effettuata dalle Soprintendenze di settore, le quali trasmettono alla Direzione Regionale la documentazione necessaria per la conferma o la determina dell'importo ritenuto ammissibile, l'accoglimento dell'istanza, l'emissione del decreto e la liquidazione del contributo. La Direzione Regionale, controllata la correttezza e completezza della documentazione, inserisce la procedura nell'elenco di programmazione delle pratiche da liquidare, che viene trasmesso al Ministero.
La Direzione Generale per l'organizzazione, gli affari generali, l'innovazione, il Bilancio ed il personale, una volta approvata la programmazione per l' esercizio finanziario in corso e stabilito il limite in base alle risorse economiche disponibili, assegna i fondi alla Direzione Regionale che potrà emettere i decreti di pagamento.
Accessibilità al pubblico dei beni culturali oggetto di interventi conservativi (art. 38 del Codice).
L’art. 38 del Codice dispone che i beni culturali restaurati o sottoposti ad altri interventi conservativi con il concorso totale o parziale dello Stato nella spesa, o per i quali siano stati concessi contributi in conto interessi, sono resi accessibili al pubblico secondo modalità fissate, caso per caso, da appositi accordi o convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari all'atto dell'assunzione dell'onere della spesa ai sensi dell'art. 34 o della concessione del contributo ai sensi degli articoli 35 e 37.
Riferimenti normativi: artt. 35, 36, 37 e 38 del D.Lgs. 42/2004
La conferenza dei servizi è uno strumento di semplificazione dei procedimenti decisionali in materia di realizzazione di interventi di trasformazione del territorio assumendo in un unico contesto tutti i pareri, autorizzazioni, nulla osta o assensi delle varie amministrazioni coinvolte. L’istituto della conferenza dei servizi costituisce procedura autonoma, distinta ed alternativa rispetto al procedimento di autorizzazione paesaggistica in via ordinaria prevista dal D.Lgs. 42/2004. Nella procedura di conferenza dei servizi resta, infatti, assorbito l’esercizio del potere di annullamento previsto dal predetto articolo del Codice, così come chiarito nel parere n. 2457/2001 del Consiglio di Stato.
Secondo quanto disposto dall’art. 17 comma 3 lettera n del D.P.R. 233/2007, il Direttore Regionale: esprime il parere di competenza del Ministero in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più Soprintendenze di settore; può, in casi particolari, delegare un Soprintendente territoriale a tale compito. In quest'ultimo caso, il Soprintendente delegato deve concordare il parere definitivo con le altre Soprintendenze interessate, fermo restando che assume maggior rilievo nel processo decisionale l’opinione del Soprintendente interessato all'aspetto di tutela prevalente (paesaggistico o archeologico).
Riferimenti normativi: artt. 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater della L. 241/1990
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Agenzia del Demanio, nell’ambito delle rispettive competenze, intendono definire a livello nazionale le procedure operative a cui gli organi periferici dovranno attenersi nell’attuazione delle previsioni di cui all’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, in materia di trasferimento agli Enti territoriali di beni immobili appartenenti al patrimonio culturale dello Stato, tramite specifici accordi di valorizzazione e dei conseguenti programmi e piani strategici di sviluppo culturale.
MiBAC - Federelismo demaniale