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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 143', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4']

RESIDENZA SEPARATA DEI CONIUGI : cosa fate ? - Forum Enti.it
RESIDENZA SEPARATA DEI CONIUGI : cosa fate ?
Ospite	RESIDENZA SEPARATA DEI CONIUGI : cosa fate ?
Messaggioda Ospite » 19/05/2007, 11:22 Salve,
argomento credo molto vecchio e (forse) già discusso ma cercando nel forum non ho trovato nulla e vorrei conferma delle (poche) certezze che abbiamo.
Domanda di trasferimento nel comune della residenza da parte solo della moglie (i coniugi non sono separati/divorziati...nè legalmente nè di fatto)
Naturalmente il consiglio di spostare la residenza solo alla moglie è arrivato dal commercialista...
Secondo me non è possibile concederla...per quale motivo 2 persone non legalmente (o difatto) separate devono DIMORANO ABITUALMENTE in due comuni diversi ?
Il dubbio è anche questo : in questi casi è prevalente comunque la dimora abituale e quindi se la trovo devo dargli la residenza ?
Dico così perchè ho letto la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE n. 14/04/1982 n.2223 che recita che solo in caso di separazione/divorzio la moglie può avere una residenza diversa dalla famiglia.
mick2	Cita
Messaggioda mick2 » 19/05/2007, 11:59 Secondo me, è sempre prevalente il criterio della dimora abituale. Vero che l'art. 143 del codice civile prevede per i coniugi l'obbligo della coabitazione, ma si tratta di un obbligo reciproco che non ha alcun riflesso nei confronti dell'anagrafe: costituisce "violazione di un obbligo matrimoniale e, conseguentemente, causa di addebito della separazione in quanto porta all'impossibilità della convivenza" a meno che "non sia stato determinato da una giusta causa". Non vedo come l'ufficiale di anagrafe possa tenere conto di tale situazione ed entrare nel merito della giusta o non giusta causa per cui due coniugi non convivono, così come non mi pare pertinente che lo stesso indaghi per scoprire se sia in atto una separazione fra i coniugi. L'anagrafe si limiterà quindi a fotografare la situazione di fatto, anche nel caso in cui i coniugi non convivano (a patto che lo facciano veramente).
Altro discorso, ovviamente, è il consiglio del commercialista...
Messaggioda Ospite » 19/05/2007, 13:35 Però il CC negli artt. letti agli sposi durante il matrimonio (143 ecc...)
prevede la coabitazione degli sposi....Infatti la sentenza della Corte che ho citato nel primo intervento parla che solo in presenza di separazione/divorzio legale è possibile la residenza diversa dei coniugi
P.S. : la sentenza parla anche di separazione "di fatto"...ma credo che in qualche modo vada dimostrato...
faidate	Messaggi: 172	Iscritto il: 27/03/2007, 13:42	Cita
Messaggioda faidate » 19/05/2007, 15:28 Per motivi di lavoro?
Sereno.SCOLARO	Messaggi: 51940	Iscritto il: 27/09/2002, 10:22	Cita
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 19/05/2007, 18:03 Rivedete la risposta di Mick2: vi e' gia' tutto.
Messaggioda Ospite » 24/05/2007, 23:51 Scusate l'insistenza...ma sono molto confuso e non vorrei sbagliare (o continuare a sbagliare...) : Ma allora la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE n. 14/04/1982 n.2223 che consente la residenza separata dei coniugi solo in caso di separazione/divorzio non si applica in anagrafe ?
Ho "conosciuto" questa sentenza prorpio da una pubblicazione dal titolo "L'UFFICIALE DI ANAGRAFE" ed era nel capitolo riguardante residenza/dimora abituale/controlli ecc...
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 25/05/2007, 06:29 Come sempre, l'anagrafe e' improntata alla situazione di fatto.
Non sono i provvedimenti giurisdizionali a determinare effetti anagrafici, ma, semmai, la loro concreta attuazione.
Oltretutto, la sentenza si occupa degli obblighi matrimoniali, cioe' dei comportamenti che le parti possono/non possono porre in essere, il che' e' ben diverso dalle registrazioni amministrative dei comportamenti stessi, le quali o rispondono alla situazione reale (... regolare tenuta dell'anagrafe; art. 4, 1 L. 24/12/1954, n. 1228) o sono fittizie, e quindi false.
onesto	coniugi con residenze diverse
Messaggioda onesto » 06/05/2010, 18:08 Buonasera, per giusta causa e non perchè me lo ha suggerito il commercialista, devo prendere la residenza nel comune di mia mamma. Il comune in quanto sposato e non avendo comunque in corso separazione o divorzio non vuole concedermi la residanza.
Io credo - che nel caso ci sia una giusta causa, (malattia di mia madre), nel caso in cui io informi mia moglie e con il suo consenso quindi - io possa ottenerla senza problemi, è vero ? Veramente non capisco il comune. Grazie mille per una risposta.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 06/05/2010, 19:36 Risponda (a se' stesso) alla seguente domanda: ha traslocato ?
Messaggioda Ospite » 06/05/2010, 22:43 si ho trasloccato.
sincero	Messaggi: 2	Iscritto il: 23/08/2007, 12:11	Località: Lombardia
Messaggioda sincero » 07/05/2010, 13:54 Sig. Scolaro, sì la risposta è che ho trasloccato, quindi ? Quali sono le sue conclusioni ?
LeleAnagrafe	Cita
Messaggioda LeleAnagrafe » 07/05/2010, 17:58 Il senso è che se veramente sei "onesto" e "sincero", ossia - fuor di metafora - se effettivamente hai traslocato e mantieni la tua dimora abituale dove hai dichiarato, hai tutto il diritto di vederti riconosciuta lì la residenza, e il comune non ha nessuna autorità per negartela, poiché deve solo prendere atto dello stato delle cose. Quello che conta è la situazione di fatto. Non ha nemmeno rilevanza l'obblico di convivenza stabilito dal matrimonio.
In sostanza, se le cose stanno come dici, tu hai ragione e il comune ha torto. Punto.
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