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Timestamp: 2020-08-12 19:04:04+00:00
Document Index: 19680243

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 76', 'art. 25', 'art. 78', 'art. 31', 'art. 360', 'art. 2945', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 26462 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26462 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2016, (ud. 10/11/2016, dep.20/12/2016), n. 26462
sul ricorso 24678-2015 proposto da:
C.S., CI.SI., C.R., A.I., C.N.,
difesi dall’avvocato ANTONIO MANICA giusta procura speciale in calce
avverso la sentenza n. 290/2/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di CATANZARO del 15/01/2015, depositata il 13/02/2015;
A.I., C.R., C.S., Ci.Si. e C.N. propongono ricorso per cassazione nei confronti della sentenza con la quale la Commissione tributaria regionale della Calabria aveva confermato la decisione di primo grado della CIP di Crotone. La vicenda originava dalla sentenza di questa Corte n. 24002 del 2008, che aveva cassato con rinvio la pronunzia dei giudici di merito, favorevole all’annullamento di una serie di avvisi di liquidazione dell’INVIM e dell’imposta di registro. Nessuna delle parti aveva però riassunto il giudizio nei termini di legge.
Il ricorso è affidato ad un unico mezzo, con il quale si denuncia violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli artt. 384, 392 e 393 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 63, del combinato disposto del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76 e D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, nonchè violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli artt. 2945 e 2946 c.c. e D.P.R. n. 131 del 1986, art. 78 e D.P.R. n. 643 del 1972, art. 31, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.
Invero, è stata proprio la mancata riassunzione nei termini di legge a rendere definitivo l’accertamento, consolidatosi con il passaggio in giudicato, sicchè il termine a quo per l’emissione degli avvisi di liquidazione ha cominciato a decorrere, una volta inutilmente consumato il termine per la riassunzione (Sez. 5, n.556 del 15/01/2016; Sez. 5, 03/07/2013). Le liquidazioni sono dunque state tempestive, perchè non era decorso il termine di prescrizione, posta l’evidente e logica cesura fra la fase dell’accertamento e quella della liquidazione.
Del resto, l’argomento riguardante il necessario utilizzo del sistema della cartella esattoriale non è stato adombrato nel primo grado di giudizio ed è perciò inammissibile. Ad analoghe conclusioni deve pervenirsi con riguardo all’eccezione di prescrizione delle pretese erariali, ex art. 2945 c.c., comma 2, che la CFR ha incongruamente delibato, giacchè gli appellanti l’avevano eccepita per la prima volta in quella sede.
Resta assorbito l’appello incidentale condizionato.
La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti alla rifusione delle spese del presente giudizio, liquidate in 1.000,00 oltre spese prenotate a debito.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 – bis dello stesso art. 13.