Source: http://www.comune.santalbanostura.cn.it/ita/faq.asp
Timestamp: 2019-01-22 03:13:32+00:00
Document Index: 50155087

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 3', 'art.13', 'art.13', 'art. 13', 'art.9', 'art.9', 'art.13', 'art.4', 'art.3', 'art. 5', 'art. 9', 'art.1', 'art.13', 'art.13', 'art.1']

Presso l’Anagrafe Comunale si autenticano le firme in calce a:
Istanze e dichiarazioni sostitutive del’atto di notorietà presentate per la riscossione di benefici economici da parte di terzi (es. Deleghe alla riscossione);
Istanze e dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà presentate a privati (es. banche, assicurazioni);
La sottoscrizione delle istanze e delle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà rivolte ad una Pubblica Amministrazione o a gestori o esercenti un pubblico servizio non deve essere autenticata (unica eccezione: atti presentati per la riscossione di benefici economici da parte di terzi) e deve essere fatta:
In presenza del dipendente addetto dell’Amministrazione ricevente;
O presentata con fotocopia del documento di identità del dichiarante.
E’ una dichiarazione che l’interessato redige e sottoscrive nel proprio interesse su stati, fatti e qualità personali e che utilizza nei rapporti con la P.A e con i concessionari ed i gestori di pubblici servizi. Nel rapporto con un soggetto privato il ricorso all’autocertificazione è rimandato alla discrezionalità di quest’ultimo.
Tale dichiarazione puó sostituire le normali certificazioni e gli atti notori.
COSA SI PUO’ DICHIARARE:
Data e luogo di nascita, residenza, cittadinanza godimento dei diritti politici, stato di celibe, coniugato o vedovo, stato di famiglia esistenza in vita, nascita figlio, decesso del coniuge, ascendente, discendente, iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti dalla P.A., appartenenza ad ordini professionali, titolo di studio ed esami sostenuti, qualifica professionale, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento di qualificazione tecnica, situazione reddituale od economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali, assolvimento di obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto, possesso e numero di codice fiscale, partita iva e dati dell’anagrafe tributaria, stato di disoccupazione, qualità di pensionato e categoria di pensione, qualità di studente, qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, curatore e simili, iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo, tulle le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari ivi compresi quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio, di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa, di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali, tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato, contenuti nei registri dello stato civile, di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domando di concordato.
Avviso ai futuri sposi
L'Ufficiale dello Stato Civile fa presente agli sposi che nell'atto di matrimonio, sia civile che religioso, essi possono scegliere il regime della separazione dei beni.
Per i matrimoni civili la scelta del regime patrimoniale dovrà essere comunicata con congruo anticipo, prima della stesura dell’atto, unitamente alla generalità dei due testimoni. La loro decisione dovrà essere comunicata con un congruo anticipo, prima della stesura dell'atto, unitamente alle generalità dei testimoni, per i matrimoni civili.
Cambio di Residenza - nuove procedure in vigore dal 9 maggio 2012
Dal l 9 maggio 2012 entra in vigore la Legge 35/2012, la quale prevede nuove procedure per le istanze di cambio di residenza.
Il cittadino deve dichiarare il nuovo indirizzo di residenza all’Ufficio Anagrafe nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti.
La domanda deve essere presentata utilizzando il modello unico ministeriale reperibile sul sito del Ministero dell’Interno e deve essere compilata in modo chiaro.
L’ufficiale d’Anagrafe non potrà accettare domande presentate in un formato diverso e/o non compilate in tutte le parti obbligatorie (contrassegnate da asterisco) o con scritture non chiaramente leggibile o contenenti cancellazioni, correzioni,. . . In caso contrario la domanda è IRRICEVIBILE.
A tal fine si precisa che il numero di scala, piano e interno dell’abitazione sono obbligatori qualora l’edificio comprenda più di una unità abitativa.
La domanda di residenza puó essere avanzata da un qualsiasi componente del nucleo famigliare, purchè maggiorenne. I componenti maggiorenni del nucleo familiare devono comunque sottoscrivere il modulo di richiesta.
L’istanza, unitamente al documento di identità (in copia fronte-retro) di tutti coloro che trasferiscono la residenza e altra documentazione prevista, deve essere presentata al Servizio Demografici- Ufficio Anagrafe- del Comune di Sant’Albano Stura mediante le seguenti modalità:
Di persona, recandosi allo sportello aperto nei giorni di:
Lunedì dalle 8.15 alle 12.15
Martedì dalle 8.15 alle 12.15 e dalle 14.30 alle 15.30
Mercoledì dalle 8.15 alle 12.15
Giovedì dalle 8.15 alle 12.15 e dalle 14.30 alle 15.30
Venerdì dalle 8.15 alle 12.15
Con Raccomandata al seguente indirizzo:
Servizi Demografici - Ufficio Anagrafe - Via Federico Vallauri n. 10 - 12040 SANT’ALBANO STURA
Per posta elettronica esclusivamente al seguente indirizzo:
Via Fax al n. 0172.67587
La domanda di residenza costituisce atto di autocertificazione da parte dell’istante, pertanto in caso di dichiarazioni mendaci il dichiarante sarà denunciato alle competenti autorità per le responsabilità penali, ai sensi degli articoli 75 e 76 del D.P.R. 445/2000.
Il Comune entro 45 giorni dalla dichiarazione procede all’accertamento dei requisiti cui è subordinata l’iscrizione anagrafica. Trascorso tale termine senza che siano pervenute comunicazioni ostative, quanto dichiarato si considera conforme alla situazione di fatto (silenzio-assenso, art. 20 legge 241/1990). In caso di accertamento negativo l’interessato sarà cancellato dall’anagrafe con effetto retroattivo e sarà denunciato alle competenti autorità, per le responsabilità penali per dichiarazioni mendaci, ai sensi degli articoli 75 e 76 del D.P.R. 445/2000.
Dal 9 maggio 2012 entra in vigore la Legge 35/2012, la quale prevede nuove procedure per le istanze di cambio di residenza. I recapiti che gli Uffici Anagrafe dei Comuni possono utilizzare per trasmettere le comunicazioni relative al procedimento di trasferimento di residenza sono i seguenti:
Postale: Comune di Sant’Albano Stura Servizio Demografici - Ufficio Anagrafe
Via Federico Vallauri n. 10- 12040 SANT’ALBANO STURA (CN)
e-mail: segreteria@comune.santalbanostura.cn.it
Certificazioni di identità: il cittadino richiede all'ufficio anagrafe il rilascio del documento di identità. Presso gli sportelli anagrafici si puó istruire la pratica per il rilascio del passaporto (concesso dalla Questura). Per alcuni paesi europei l'espatrio puó avvenire anche con la carta di identità appositamente concessa.
Certificati, estratti e copie integrali di Stato Civile (nascita, morte, matrimonio)
L'Ufficiale di Stato Civile redige ed aggiorna i registri di nascita, di morte e di matrimonio nonché di pubblicazione di matrimonio e di cittadinanza, annotando ogni variazione di Stato Civile intervenuta. Dai registri di nascita, di morte e di matrimonio sono ricavabili i certificati, gli estratti e le copie integrali. Il certificato consiste in un'attestazione che un determinato fatto o circostanza risulta agli atti dello Stato Civile; l'estratto è, invece, quella certificazione comprensiva delle annotazioni, previste dalla legge, apposte a margine o in calce all'atto dello Stato Civile; la copia integrale non è altro che la copia fotostatica o la trascrizione totale dell'atto del registro.
La certificazione rilasciata dall'Ufficio di Stato Civile per legge, ha validità sei mesi dalla data del rilascio; per gli Uffici della Pubblica Amministrazione e per i concessionari o gestori di pubblici servizi, ha validità anche oltre i sei mesi, allorchè l'interessato dichiari, in calce al documento, che le informazioni contenute nel certificato non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.
Tutta la certificazione rilasciata dall'Ufficio dello Stato Civile è esente da marca da bollo e da diritti - costo di ogni singolo certificato €. zero.
I certificati di cittadinanza sono rilasciati:
per i residenti in Italia dall'Ufficio Anagrafe del Comune di residenza;
per i residenti all'estero dal Consolato italiano territorialmente competente.
Attualmente agli Uffici della Pubblica Amministrazione, e dei concessionari o gestori di pubblici servizi, i cittadini possono presentare, in sostituzione dei normali certificati di Stato Civile, dichiarazioni di autocertificazione anche contestuali all'istanza, sottoscritte dagli stessi.
Le dichiarazioni per acquistare, conservare, per riacquistare e rinunciare alla cittadinanza e la prestazione del giuramento, previste dalla legge, sono rese all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune dove il dichiarante risiede o in caso di residenza all'estero, davanti all'Autorità Diplomatica o Consolare del luogo di residenza. Le dichiarazioni sopra citate vengono iscritte o trascritte nei registri di cittadinanza e di esse viene effettuata annotazione a margine dei rispettivi atti di nascita, se nati in Italia. Il cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera, conserva quella italiana, ma puó rinunciare ad essa, qualora risieda all'estero. Nel caso in cui si acquisti la cittadinanza di Austria, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Germania o Svezia e si trasferisca la residenza nel Paese del quale si è acquistata la cittadinanza, la perdita della cittadinanza italiana è invece automatica.
Il figlio di cittadini stranieri nato in Italia non acquista la cittadinanza italiana; fanno eccezione:
il figlio di cittadini apolidi,
il figlio di cittadini stranieri che non trasmettono la loro cittadinanza al nato, secondo le leggi dello Stato di appartenenza.
Lo straniero nato in Italia, ed ivi residente legalmente, senza interruzione, fino al raggiungimento della maggiore età, diventa cittadino italiano se dichiara, entro il 19° anno di età, di voler acquistare la cittadinanza italiana, davanti all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza.
Lo straniero puó richiedere la cittadinanza italiana: a seguito matrimonio con cittadino italiano, con istanza al Ministero dell'Interno per il tramite della Prefettura da cui dipende il suo Comune di residenza, dopo sei mesi di residenza legale calcolati dopo il matrimonio, oppure, per il tramite del Consolato Italiano, se residente all'estero, dopo tre anni di residenza all'estero, sempre calcolati dopo il matrimonio.
a seguito domanda di naturalizzazione, con istanza al Capo dello Stato, per il tramite della Prefettura da cui dipende il suo Comune di residenza dopo 10 anni di residenza legale in Italia;
i 10 anni sono ridotti a 5 anni per gli apolidi e i rifugiati, e a 4 per i cittadini della Comunità Europea.
L'istanza di naturalizzazione puó essere riproposta dopo 5 anni dalla data del provvedimento di rigetto.
Se il decesso è avvenuto nella propria abitazione, la denuncia deve essere fatta alla presenza di due testimoni da un congiunto, da un convivente, da una persona informata del decesso o da un loro delegato.
entro 10 giorni dall'evento allo Stato Civile del Comune dove è avvenuto il parto, indipendentemente dal fatto che i genitori siano o meno residenti in quel Comune;
entro 10 giorni dall'evento allo Stato Civile del Comune di residenza dei genitori;
entro 3 giorni dall'evento alla segreteria dell'A.S.L. dove è avvenuto il parto, la quale provvederà ad inoltrare copia atto di dichiarazione di nascita al Comune in cui è avvenuta la nascita, oppure, su richiesta dei genitori, di residenza dei genitori.
Denuncia di nascita di figli naturali
Il riconoscimento non puó essere fatto da genitori che non hanno compiuto il sedicesimo anno di età.
Il riconoscimento puó essere fatto prima della nascita - riconoscimento prenatale - da entrambi i genitori o soltanto dalla madre (mai dal solo padre) presentando all'Ufficio dello Stato Civile certificato medico di gravidanza.
In mancanza di riconoscimento, cioè se la sua nascita non viene denunciata da alcuno, il nato viene indicato allo Stato Civile, come figlio di genitori ignoti.
La dichiarazione tardiva di nascita (cioè dopo i 10 giorni) puó essere fatta soltanto all'Ufficio dello Stato Civile - mai all'A.S.L. - spiegando i motivi del ritardo.
Con questa dichiarazione si puó documentare tutto ció che non è autocertificabile anche quando riguarda altre persone.
Queste dichiarazioni si presentano direttamente agli uffici, devono essere firmate e la medesima non deve più essere autenticata o si inviano assieme alla fotocopia di un documento di identità senza bisogno di autentica.
Le dichiarazione sostitutive dell’atto di notorietà presentate per la riscossione di benefici economici da parte di terzi o presentate a privati, richiedono l’autentica della sottoscrizione.
Documentazione che deve essere presentata dagli sposi
la richiesta di pubblicazione al Comune rilasciata dal Parroco territorialmente competente per residenza o dal Ministro di culto ammesso nello Stato;
i cittadini stranieri devono presentare il "nulla osta" previsto dall’articolo 116 e del codice civile italiano, rilasciato, normalmente, dal Consolato straniero in Italia, comprensivo di generalità, nome e cognome dei genitori, stato libero, cittadinanza e residenza.
Mancando nel nulla osta uno o più di questi dati, l’interessato provvederà ad integrarli con altra idonea documentazione.
La firma del Console sul nulla osta dovrà essere legalizzata da una qualsiasi Prefettura, e quindi resa bollata.
Non necessitano di legalizzazione i documenti rilasciati dai seguenti Stati:
Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia e Ungheria.
Domanda di pubblicazione di matrimonio
I futuri sposi si presentano, muniti di documento di riconoscimento, all’Ufficio dello Stato Civile, nel normale orario d’ufficio e l’Ufficio, su loro richiesta, redige domanda di pubblicazione di matrimonio;
La stessa domanda puó essere spedita per posta o tramite fax, in questi ultimi due casi occorre allegare alla domanda fotocopia delle rispettive carte d’identità.
l'Ufficiale di Stato Civile riceve o trascrive gli atti concernenti le nascite, le morti, le cittadinanze e i matrimoni;
conserva ed aggiorna i relativi registri e qualunque atto che vi si riferisca;
rilascia certificati, estratti, dichiarazioni e copie integrali riguardanti atti di stato civile in suo possesso.
Il matrimonio viene normalmente celebrato nel Comune ove la richiesta di pubblicazione è stata fatta. Se, per ragioni particolari, ci si vuole sposare in un altro Comune, occorrerà presentare al Sindaco del Comune in cui sono state fatte le pubblicazioni una domanda in bollo sottoscritta dagli sposi nella quale dovranno essere specificati i motivi di detta scelta e il Comune dove avverrà il matrimonio.
La cerimonia è officiata dal Sindaco o dal suo delegato alla presenza degli sposi e di due testimoni maggiorenni, e consiste nella lettura degli artt. 143 (doveri reciproci dei coniugi), 144 (indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia) e 147 (doveri verso i figli).
Seguono le dichiarazioni degli sposi di volersi sposare e quella del Sindaco: ??? dichiaro in nome della legge che il signor ??? e la signora ???? sono uniti in matrimonio".
A questo punto, se gli sposi lo desiderano, possono fare lo scambio delle fedi nuziali. Segue la lettura dell'atto di matrimonio con le eventuali dichiarazioni di scelta del regime patrimoniale. Gli sposi possono predisporre l'allestimento floreale della sala ed organizzare l'accompagnamento musicale alla cerimonia.
Ricevuta la richiesta di pubblicazione l’Ufficiale dello Stato Civile provvede:
a verificare l’esattezza delle dichiarazioni degli sposi;
poi a pubblicare all’apposito albo il manifesto con le generalità degli sposi per otto giorni consecutivi (se uno degli sposi è residente in un altro Comune, l’Ufficiale dello Stato Civile provvederà a trasmettere la richiesta di pubblicazione anche a quel Comune).
Concluso il periodo di affissione e attesi ancora tre giorni (ulteriore periodo in cui possono essere presentate al Tribunale eventuali opposizioni al matrimonio), consegna agli interessati, nel caso di cerimonia religiosa, il certificato di eseguita pubblicazione da portare al Parroco, il quale potrà così celebrare il matrimonio concordatario (cioè a validità anche civile), oppure provvedere alla celebrazione del matrimonio civile.
le denunce di nascita e di riconoscimento dei figli naturali, le denunce di morte, le pubblicazioni di matrimonio, le celebrazione di matrimoni civili, gli atti di acquisto, di riacquisto o di perdita della cittadinanza italiana, e per il rilascio di certificati, estratti e copie integrali di Stato civile e per dichiarazioni varie.
L’Ufficio Protocollo riceve, registra e smista la documentazione destinata alle varie Ripartizioni ed Uffici Comunali.
Anche la posta pervenuta via e-mail viene regolarmente protocollata e consegnata agli Uffici interessati.
La corrispondenza dall’esterno puó essere consegnata a mano a tale ufficio negli orari di apertura.
L’Ufficio puó attestare il ricevimento di un documento apponendo un timbro con la data di arrivo ed il numero di registrazione su una copia del documento stesso
€. 16,00 per marca da bollo da apporre sull'atto esposto al pubblico se entrambi sono residenti in Sant’Albano Stura.
€. 32,00 per due marche da bollo da apporre sull’atto esposto al pubblico se uno degli sposi è residente in un altro Comune.
La normativa (Decreto legge n. 87/2015 "Disposizioni urgenti in
materia di enti territoriali) impone il rilascio da parte dei Comuni della
Carta d’Identità Elettronica (C.I.E.): dal 1° giugno 2018 anche il Comune di
Sant’Albano Stura non rilascerà più il documento cartaceo ma la C.I.E.
La carta d’identità elettronica puó essere richiesta dalle persone residenti
nel Comune di Sant’Albano Stura esclusivamente nei seguenti casi: primo
rilascio; alla naturale scadenza della precedente carta d’Identità a partire
dal 180° giorno antecedente la scadenza del documento; in caso di smarrimento o
furto di carta d’identità in corso di validità (in questo caso è necessario
presentarsi allo sportello Anagrafe muniti della denuncia effettuata
all’autorità di Pubblica Sicurezza e di altro documento di identità in corso di
validità come patente, passaporto, ecc.). In caso di deterioramento del
precedente documento è necessario presentarsi allo sportello con la carta
La carta d’identità elettronica non deve essere richiesta per cambio di
indirizzo o residenza e nel caso di documento cartaceo ancora valido.
La carta d’identità elettronica è valida 3 anni per i minori di 3 anni; 5 anni
nella fascia di età 3-18 anni; 10 anni per i maggiorenni.
Per il rilascio della carta d’identità valida per l’espatrio ai minori di 18
anni è necessario l’assenso dei genitori o di chi ne fa le veci, che devono
presentarsi congiuntamente all’Ufficio Anagrafe muniti di documento di
riconoscimento valido, in caso di richiesta di documento non valido per
l’espatrio, è sufficiente invece la presenza di un solo genitore. È
obbligatoria, in entrambi i casi, la presenza del minore per l’identificazione.
Per ottenere la carta d’identità elettronica è obbligatorio prendere
appuntamento presso l’Ufficio Anagrafe comunale presentandosi direttamente
oppure telefonando al numero 0172/ 67142. Gli orari di apertura al pubblico
dello sportello Anagrafe sono:
martedì e giovedì: 08.45
- 12.15 / 14.30- 15.30
Effettuata la prenotazione, l’interessato deve presentarsi
all’Ufficio Anagrafe del Comune nel giorno e ora indicati nell’appuntamento.
L’interessato deve portare codice fiscale, la vecchia carta d’identità (o la
denuncia in caso di smarrimento o furto), 1 fotografia recente (massimo di 6
mesi) formato tessera.
L’ufficiale dell’Anagrafe acquisisce quindi le impronte digitali, la firma
autografa, riceve l’eventuale manifestazione di volontà sulla donazione di
organi e tessuti (per i maggiorenni), controlla che non vi siano condizioni
ostative al rilascio di un documento valido per l’espatrio, trasmette via web
la richiesta della C.I.E. al Ministero dell’Interno, rilascia al cittadino la
ricevuta che comprende la prima parte di un codice Pin/Puk che permetterà di
utilizzare la carta per fruire di tutti i servizi della Pubblica Amministrazione
La consegna della carta elettronica non è immediata. Sarà l’Istituto
Poligrafico e Zecca dello Stato ad inviare all’indirizzo indicato dal
richiedente un plico contenente la nuova Carta d’Identità Elettronica e la
seconda parte del codice Pin/Puk.
La Carta Elettronica ha un costo complessivo di 22,00 euro da pagare
anticipatamente all’Ufficio Anagrafe al momento della domanda
Scelta del regime patrimoniale tra i coniugi
Prima della celebrazione del matrimonio gli sposi possono fare presente all'Ufficiale di Stato Civile, per i matrimoni civili, o al Parroco per quelli religiosi, la loro volontà di scegliere il regime della separazione dei beni, in modo che possa essere inserita nell'atto di matrimonio. Se nulla dichiarano, s'intende automaticamente scelto il regime della comunione dei beni.
La scelta del regime patrimoniale puó essere fatta anche successivamente al matrimonio, puó anche essere cambiata, ma sempre con atto notarile che dovrà, per essere valida, essere annotata a margine dell'atto di matrimonio. Come sopra accennato, in difetto di diversa manifestazione di volontà all'atto della celebrazione del matrimonio, o con successivo atto pubblico, il regime, che per legge, regola i rapporti patrimoniali tra i coniugi è quello della comunione dei beni ed è regolato dai seguenti articoli del codice civile:
i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non sono stati consumati;
i beni acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purchè ció sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto.
L'acquisto di beni immobili o di beni mobili elencati nell'articolo 2683 (navi galleggianti aeromobili e autoveicoli), effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lettere c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.
L’ufficio predispone e redige gli atti di Stato Civile relativi alle nascite, alle morti, ai matrimoni ed alla cittadinanza. Trascrive gli atti di stato civile pervenuti da altri Comuni, da privati o da pubbliche autorità. Rilascia certificati relativi agli atti in suo possesso (tranne che per gli atti di cittadinanza, per il rilascio dei quali è competente l’Ufficio Anagrafe).
Gli aggiornamenti avvengono per mezzo di revisioni:
Revisione semestrale:si procede alla iscrizione dei cittadini che raggiungono la maggiore età nel semestre successivo a quello in cui viene attuata ciascuna revisione. In questa fase viene provveduto, inoltre, alla cancellazione degli elettori sottoposti alle misure di prevenzione previste dall’art. 3 della legge 27 dicembre 1956 n. 1423 o che siano stati eliminati dall’anagrafe della popolazione residente per irreperibilità.
Revisioni dinamiche:alle liste vanno apportate le cancellazioni per morte, perdita della cittadinanza, perdita del diritto elettorale, nonché le variazioni conseguenti al trasferimento di residenza da un comune all’altro. In questa fase vanno altresì disposte variazioni alle liste conseguenti all’accoglimento dei ricorsi e quelle relative al cambio di abitazione nell’ambito dello stesso comune.
L'Ufficio Elettorale svolge inoltre i seguenti adempimenti:
Tenuta dell’albo dei Presidenti di Seggio: il cittadino puó presentare domanda entro il 31 ottobre per Presidente di seggio elettorale, tale istanza viene trasmessa alla Corte d’Appello che la inserisce in apposito albo.
Tenuta dell’albo degli scrutatori: il cittadino puó rivolgere istanza all’Ente e successivamente, accertati i requisiti da parte dell’Ufficiale Elettorale, viene inserito in un apposito albo. La nomina degli scrutatori effettivi presso i seggi elettorali avviene per mezzo di un pubblico sorteggio tra il 25° e 20° giorno antecedente la data della consultazione elettorale.
Tenuta dell’albo dei giudici popolari: vengono inseriti d’ufficio tutti i cittadini con i requisiti prescritti.
Rilascia le tessere elettorali e relativi duplicati e le etichette per variazioni di indirizzo nell’ambito del Comune di Sant’Albano Stura, certificati di iscrizione nelle liste elettorali, stampati per le domande per l’incarico di scrutatore e presidente di seggio.
Provvede alla raccolta di firme per richieste di Referendum abrogativi, alla raccolta di firme per proposte di legge di iniziativa popolare, autentica di firme e di copie conformi.
Nei periodi di consultazioni elettorali (Politiche, Europee, Regionali, Provinciali, Comunali, Referendum) organizza (grazie all’aiuto di tutti gli impiegati del comune) tutti gli adempimenti alle stesse connessi tra i quali:
informazioni per presentazioni di liste dei candidati
IMU - Chi la paga?
1. Il proprietario di immobili, cioè colui che ha il diritto di godere e disporre di una cosa in modo pieno ed esclusivo;
2. i titolari di usufrutto, consistente nella facoltà di godere e usare il bene "come se ne fosse il proprietario";
3. i titolari di uso, consistente nella facoltà di servirsi dell'immobile, limitatamente ai bisogni della propria famiglia;
4. i titolari di abitazione, consistente nel diritto di abitare l'immobile solo per i bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia;
5. i titolari di superficie, che consiste nell'edificare e mantenere una costruzione al di sopra (o al di sotto) di un fondo di proprietà altrui;
6. i titolari di enfiteusi, cioè il godimento di un bene altrui con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico;
7. l’ex coniuge assegnatario dell’immobile, a seguito di separazione, divorzio o annullamento di matrimonio, in quanto titolare del diritto di abitazione.
8. il locatario, cioè colui che fruisce del bene, nel caso di immobili concessi in locazione finanziaria (leasing) per tutta la durata del contratto;
9. il concessionario di aree demaniali ( es., il concessionario di uno stabilimento balneare).
"3914" IMU- per i terreni- Comune
"3916" IMU- per le aree fabbricabili- Comune
"3918" IMU- per gli altri fabbricati- Comune
"3923" IMU- per interessi da accertamento- Comune
"3924" IMU- per sanzioni da accertamento- Comune
"3925" IMU- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D- Stato
"3930" IMU- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D- incremento Comune
IMU - Errori nel versamento da parte dei contribuenti
A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui il contribuente abbia effettuato un versamento relativo all'imposta municipale propria a un comune diverso da quello destinatari dell'imposta, il comune che viene a conoscenza dell'errato versamento, anche a seguito di comunicazione del contribuente, deve attivare le procedure più idonee per il riversamento al comune competente delle somme indebitamente percepite. Nella comunicazione il contribuente indica gli estremi del versamento, l'importo versato, i dati catastali dell'immobile a cui si riferisce il versamento, il comune destinatario delle somme e quello che ha ricevuto erroneamente il versamento.
IMU - Esenzioni
IMU - La base imponibile
Per i fabbricati iscritti in Catasto il valore è determinato dalla rendita catastale, rivalutata del 5%, moltiplicata per i seguenti coefficienti:
160 per le categorie catastali A (escluso A/10) - C/2- C/6- C/7
140 per le categorie catastali B- C/3- C/4- C/5
IMU - Le ipotesi di esclusione dall’imposta
A partire dal 1 gennaio 2014, l’abitazione principale (e le relative pertinenze) è esclusa dalla tassazione IMU. L’esclusione non opera,peró, per le abitazioni censite nelle categorie a/1,a/8 e a/9. ai fini IMU, è abitazione principale l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. ai fini IMU, quindi, il requisito della contestuale dimora e residenza anagrafica nell’immobile del soggetto passivo e del suo nucleo familiare costituisce elemento imprescindibile perchè l’immobile possa essere qualificato come abitazione principale. per il caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, l’art.13 co.2, d.L. n.201/2011 stabilisce che le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Con tale disposizione, si è, pertanto, inteso estendere ad uno degli immobili considerati, il trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale, altrimenti non spettante. detta disposizione, attesa la natura agevolativa della stessa, è di stretta e rigorosa interpretazione. Ne consegue che al di fuori della fattispecie prevista dalla norma, ed in particolare nelle ipotesi di doppie residenze acquisite dai coniugi in immobili situati in comuni diversi, nessuna delle due unità immobiliari(fatta salva l’ipotesi di una separazione legale) puó essere considerata abitazione principale e conseguentemente esclusa dalla tassazione. sono pertinenze dell’abitazione principale, esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2 - C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna categoria indicata, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
Le fattispecie assimilate all’abitazione principale
I Comuni possono assimilare all’abitazione principale, con conseguente esclusione dall’imposta, l’unita’ immobiliare posseduta a titolo di proprieta’ o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, sempreché la stessa non risulti locata, nonchè l’unita’ immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.
Gli immobili in comodato d’uso gratuito
a decorrere dal 1 gennaio 2014, viene, inoltre, attribuita agli enti la facoltà di equiparare all’abitazione principale l’unità e relative pertinenze concessa in comodato d’uso dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado (ovvero padre -figlio), purché utilizzata come abitazione principale. L’assimilazione comporterà, per il soggetto passivo l’esclusione dall’imposta, ovvero, per le abitazioni in cat.a/1, a/8 e a/9, la tassazione con aliquota agevolata e la detrazione previste dall’art.13, co.2 cit. Qualora il Comune decida di operare in tal senso, dovrà prevedere che l’agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui. Va rilevato che l’aver subordinato il riconoscimento dell’agevolazione all’utilizzo dell’immobile dato in comodato come abitazione principale determina la necessità che ai sensi e per gli effetti dell’art. 13, c. 2, d.L. n. 201/2011, il comodatario e il suo nucleo familiare abbiano la residenza e la dimora nel predetto immobile. Naturalmente, il trattamento di favore riservato all’abitazione si stende anche alle pertinenze secondo le regole ordinarie, ovvero nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali previste C/6, C/2, C/7. In caso di più unità immobiliari concesse in comodato d’uso, la tassazione come abitazione principale si applica ad un solo immobile. Il riconoscimento del trattamento agevolato per gli immobili concessi in comodato d’uso nei termini detti è, quindi, una facoltà (e non un obbligo) dell’ente locale ed è, altresì, oggetto di specifica regolamentazione da parte del comune quanto ai criteri e alle modalità di applicazione del beneficio.
a partire dal 1 gennaio 2014, i fabbricati rurali strumentali sono esclusi dalla tassazione. Ne consegue, stante l’esclusione oggettiva dall’imposta, la non debenza della quota d’imposta riservata allo stato per i fabbricati rurali in cat.D.
sono rurali, ai sensi dell’art.9, co.3bis, d.L. n.557/1993, conv., con mod, dalla L. 26.02.1994, n.133, le costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola di cui all’articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate: a) alla protezione delle piante; b) alla conservazione dei prodotti agricoli; c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’allevamento; d) all’allevamento e al ricovero degli animali; e) all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96; f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giorna te lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento; g) alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna; h) ad uso di ufficio dell’azienda agricola; i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 1 comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228; j) all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso. I fabbricati o porzioni di fabbricati destinati ad edilizia abitativa, invece, ai fini del riconoscimento della ruralità agli effetti fiscali, devono soddisfare le condizioni prescritte dal co.3 del medesimo art.9. per l’IMU, peraltro, contrariamente a quanto accadeva per l’ICI, non rileva ai fini della ruralità, l’accatastamento nelle cat. catastali d/10 e a/6. E’, infatti, sufficiente l’annotazione catastale, secondo le modalità previste dal d.M. 26/07/2012, tranne che per i fabbricati strumentali che sia no per loro natura censibili nella categoria d/10. Nel caso di esito negativo del controllo sulle domande e autocertificazioni prodotte dagli interessati, l’agenzia del Territorio è tenuta a notificare un provvedimento motivato con il quale disconosce il requisito della ruralità L’eventuale diniego è impugnabile innanzi alle commissioni tributarie.
Gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa
L'esclusione oggettiva dall'IMU è prevista altresì, a partire dal 2014, anche per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari.
Per l’ex casa coniugale assegnata con provvedimento giurisdizionale ad uno degli ex coniugi, l’art.13, 2 co., D.L n.201/2011, prevede, a partire dal 2014, l’esclusione oggettiva dall’imposta municipale propria. SI ricorda che per gli anni 2012 e 2013, l’ex coniuge assegnatario era soggetto passivo d’imposta in forza della fictio juris di cui all’art.4, co.12- quinquies, D.L n.16/2012, conv. dalla L.n.44/2012 che gli attribuiva, ai soli fini IMU, la titolarità di un diritto reale di godimento (diritto di abitazione).
L’immobile posseduto dal personale delle forze di polizia,dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia
L’IMU non è dovuta per l’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unita’ immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonche’ dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n.139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia. A decorrere dal 1 gennaio 2014, quindi, anche per detti immobili è prevista un’esclusione oggettiva dall’imposta.
I fabbricati destinati ad alloggi sociali
Anche i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008 sono esclusi dall’IMU a decorrere dal 1 gennaio 2014. In particolare, il D.M. stabilisce che "?è definito alloggio sociale l’unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.?Rientrano nella definizione gli alloggi sociali quelli realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche "quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico" destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni ed anche alla proprietà. Il servizio di edilizia residenziale sociale viene erogato da operatori pubblici e privati prioritariamente tramite l’offerta di alloggi in locazione?.". Si deve ritenere che a decorrere dal 1 gennaio 2014, l’esclusione in oggetto operi anche per gli immobili degli Enti per l’edilizia residenziale pubblica che presentano le caratteristiche indicate nel citato D.M.
L’esenzione dall’ IMU per i "beni merce"
A decorrere dal 1° gennaio 2014, sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Con la risoluzione n.11/DF del 11/12/2013, il mef h precisato nel concetto di "fabbricati costruiti" si puó far rientrare anche il fabbricato acquistato dall’impresa costruttrice e sul quale la stessa procede a interventi di incisivo recupero, ai sensi dell’art.3, commi 1, lett.c), d), e f) del D.P.R. 06/06/2001, n.380. Ció in virtù dell’equiparazione operata dall’art. 5, co. 6, D.Lgs. n. 504/1992- valido anche ai fini IMU- tra i fabbricati oggetto dei suddetti interventi quelli in corso di costruzione. I primi, infatti, sono, alla stessa stregua dei secondi, considerati, ai fini della determinazione della base imponibile IMU, area fabbricabile fino all’ultimazione dei lavori.
L’esenzione per la ricerca
A decorrere dal 1 gennaio 2014, sono esenti dall’IMU anche gli immobili posseduti ed utilizzati dagli enti non commerciali per le attività di ricerca scientifica
IMU - Modalità e tempi di pagamento
L'Imu dovrà essere pagata con modello F24 nelle seguenti date:
acconto: entro il 16 giugno
IMU - Oneri dichiarativi e di versamento per gli enti con commerciali
Gli enti non commerciali devono presentare la dichiarazione IMU per gli immobili esenti così come per quelli dove si svolge un attività mista, entro il 30 giugno dell’anno successivo esclusivamente per via telematica, secondo le modalità approvate con apposito decreto del Mef. Il versamento dell’imposta municipale propria è effettuato dagli enti non commerciali esclusivamente secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del D.Lgs 9/07/1997, n.241, in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, devono essere versate nei termini di cui all’art. 9, co. 3, del D.Lgs 14/03/2011, n. 23, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento. Gli enti non commerciali eseguono i versamenti del tributo con eventuale compensazione dei crediti, nei confronti dello stesso comune nei confronti del quale è scaturito il credito, risultanti dalle dichiarazioni presentate.
IMU - Parziale deducibilità
Per gli immobili strumentali (per destinazione o per natura) delle imprese e dei professionisti, la legge di Stabilità 2014 ha previsto la deducibilità ai fini dell'imposta sul reddito di impresa e del reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni, del 30% per l'anno 2013 e del 20% a partire dal 2014 dell'IMU; resta l'indeducibilità ai fini IRAP. Il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l'immobile adibito ad abitazione principale, invece, concorre alla formazione della base imponibile ai fini dell'IRPEFF e relative addizionali nella misura del 50%.
IMU - Tassazione dei terreni agricoli
I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del D.Lgs 29/03/2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, purchè dai medesimi condotti, sono soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni: a) del 70 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro 6.000 e fino a euro 15.500; b) del 50 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente euro 15.500 e fino a euro 25.500; c) del 25 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente euro 25.500 e fino a euro 32.000. La tassazione agevolata in oggetto è, quindi, subordinata alla conduzione diretta del fondo da parte del soggetto passivo (coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale) ed alla iscrizione alla previdenza agricola. Lo specifico rinvio all’art.1, D.Lgs n.99/2004, operato dall’art.13, co.8-bis, D.L 201/2011 determina, peraltro, l’estensione del trattamento agevolato in questione, anche agli imprenditori agricoli società di persone, società cooperative, nonché agli imprenditori agricoli società di capitali. L’art.13,5 co., D.L. n.201/2011, conv.L.214 del 22/12/2011 così come mod. dall’art.1, co.707, L.147 del 27/12/2013 ha previsto per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola un moltiplicatore pari a 75.
L’Amministrazione ha deciso di affidare l’incarico esterno alla seguente società:
GESTIONE DUOMO GPA SRL - UFFICIO DI MONDOVI’
CONTATTI: TEL. 0174/671100 - CELL. 3357795584
MAIL: MONDOVI@DUOMOGPA.IT
ORARI DI APERTURA UFFICIO: DAL LUNEDI’ AL VENERDI’ DALLE 8.30 ALLE 12.30
TARI - Chi la paga?
Per l'applicazione della TARI si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti. Relativamente all'attività di accertamento, il Comune, per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, puó considerare come superficie assoggettabile alla TARI quella pari all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138.
TARI - Cosa è?
TARI - Scadenze
La TARI deve essere pagata attraverso il modello F24 il quale viene spedito direttamente a casa del contribuente.
Per l’anno 2014 le scadenze della tari sono le seguenti:
acconto: 16/10/2014
saldo: 16/11/2014
TASI - Base Imponibile
TASI - Chi la paga?
La TASI è pagata da chi possiede o detiene a qualsiasi titolo fabbricati, ivi compresa l'abitazione principale e aree edificabili, come definiti ai sensi dell'imposta municipale propria, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria.
TASI - Codici tributo
"3958"- Tasi, abitazione principale e relative pertinenze
"3959"- Tasi, fabbricati rurali ad uso strumentale
"3960"- Tasi, aree fabbricabili
"3961"- Tasi, altri fabbricati
"3962"- Tasi, interessi
"3963"- Tasi, sanzioni
TASI - Cosa è?
TASI - Errori nel versamento da parte dei contribuenti
Secondo l'articolo 1, comma 4, del dl sulla finanza locale (16/2014), nel caso in cui il contribuente abbia effettuato un versamento a un comune diverso da quello destinatario dell'imposta, il comune che viene a conoscenza dell'errato versamento, anche a seguito di comunicazione del contribuente, deve attivare le procedure più idonee per il riversamento al comune competente delle somme indebitamente percepite. Nella comunicazione il contribuente indica gli estremi del versamento, l'importo versato, i dati catastali dell'immobile a cui si riferisce il versamento, il comune destinatario delle somme e quello che ha ricevuto erroneamente il versamento. Il contribuente non puó in nessun caso essere sanzionato.
TASI - Esclusione
TASI - La base imponibile
65 per la categoria catastale D (escluso D/5)
TASI - Quali sono i servizi indivisibili?
I servizi indivisibili sono le attività dei Comuni che non vengono offerte "a domanda individuale", come è dato per esempio nel caso degli asili nido o del trasporto scolastico. Si tratta, quindi, di una serie di servizi molto ampia, come per esempio l'illuminazione pubblica, la sicurezza, l'anagrafe, la manutenzione delle strade e tanti altri ancora.
TASI - Scadenze e modalità di pagamento
Il versamento deve essere effettuato solo con F24 con le seguenti scadenze:
16 giugno 2015 acconto imposta
16 dicembre 2015 saldo imposta