Source: http://www.smartandfun.it/2017/10/13/disabilita-oncologica-tutele-diritti-agevolazioni-malati-tumore/?rsspage=2
Timestamp: 2018-12-19 03:26:54+00:00
Document Index: 63066051

Matched Legal Cases: ['art. 2110', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 53', 'art. 46', 'art. 10', 'art. 2']

Disabilita' oncologica: tutele, diritti e agevolazioni per i malati di tumore - Smartandfun
Il malato affetto da patologia oncologica, oltre al trattamento terapeutico ha particolari esigenze di tipo giuridico ed economico, per vivere più dignitosamente. Pertanto l’ordinamento giuridico ha previsto, con norme speciali, le tutele e provvidenze necessarie.
INDALIDITÀ CIVILE E INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO – Lo Stato assiste i malati oncologici per mezzo del riconoscimento dell’invalidità civile, a prescindere da qualunque requisito assicurativo o contributivo essi abbiano.
– per neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale l’11%
– per neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale il 70%
– per neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante asportazione chirurgica il 100%
AGEOLVAZIONI FISCALI ED ESENZIONI – Il malato di cancro ha diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto, nonché per le eventuali complicanze, la riabilitazione e la prevenzione di ulteriori aggravamenti (D. M. Sanità 329/1999). Il codice identificativo delle patologie tumorali è lo 048; il medico di base è tenuto ad indicarlo sulle impegnative.
Se l’invalidità civile riconosciuta è del 100% si ha diritto all’esenzione totale, cioè per tutte le prestazioni sanitarie, anche quelle non collegate alla patologia tumorale.
L‘assistenza sanitaria all’estero è consentita, in via di eccezione e dietro adeguata richiesta, solo presso centri di altissima specializzazione per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione che non sono ottenibili in
AUSILI – È possibile ottenere gratuitamente ausili protesici e/o ortopedici, se il medico specialista prescrive un ausilio che rientra nel Nomenclatore tariffario.
In caso contrario, tali ausili vanno acquistati e sono sottoposti, a seconda dei casi, all’Iva al 20% o al 4%. Se l’invalidità è pari al 100%, è prevista l’agevolazione Iva al 4%.
TUTELA LAVORATIVA – L’art. 2110 del Codice Civile dice che “In caso d’infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge o le norme corporative non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o una indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità “.
La lettura di tale articolo aiuta a comprendere come sia diritto del lavoratore assente per malattiapercepire la retribuzione o una prestazione economica sostitutiva (l’indennità di malattia) , continuando a maturare anzianità di servizio, e non essere licenziato durante il periodo di malattia.
La legge stabilisce però un limite del periodo di conservazione del posto, il cosiddetto “periodo di comporto“, alla scadenza del quale il datore di lavoro, se vorrà , potrà recedere dal contratto, a norma dell’articolo 2118, licenziando il lavoratore nel rispetto della normativa sul licenziamento individuale (licenziamento per giusta causa). La durata del periodo di comporto e degli altri eventuali periodi di
assenza aggiuntiva, nonché dei periodi in cui spetta la retribuzione intera e successivamente ridotta, e l’entità della riduzione, variano a seconda dei diversi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, e pertanto è
importante che il lavoratore verifichi sempre cosa prevede il proprio contratto.
Secondo l’art. 42 D.L. 151/2001, il lavoratore-genitore anche adottivo di soggetto con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 33, co. 3, L. 104/1992, purché non ricoverato in istituto, ha diritto ad un periodo di congedo retribuito, continuativo o frazionato, per un massimo di due anni. Inoltre, l’art. 53 dello stesso Decreto Legislativo sancisce il divieto di lavoro notturno per il lavoratore che abbia a proprio carico il soggetto disabile in stato di handicap grave.
Il Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276, con l’art. 46, ha modificato la disciplina sul part-time (D.L. 25/02/2000, n. 61) introducendovi l’articolo 12 bis, che riconosce ai lavoratori del settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali persiste una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in tempo parziale verticale od orizzontale. Egualmente la norma attribuisce al lavoratore il diritto di tornare a lavorare a tempo pieno, qualora lo richieda.
In base all’art. 10 del D.L. 23/11/1988, n. 509: “Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell’art. 2, comma 1, della L. 26/07/1988, n. 291”, qualora dalla malattia derivi una invalidità superiore al 50%, il lavoratore ha diritto di fruire ogni anno di un congedo retribuito fino a trenta giorni (anche non continuativi) per le cure connesse alla sua infermità .
Il D.L. 19/09/1994, n. 626, “Attuazione delle direttive […] riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro”, prevede – fra le altre misure – che il Medico Competente (esperto in medicina del lavoro) effettui accertamenti sanitari preventivi e periodici, nonché, su richiesta del lavoratore, finalizzati a verificare se il lavoratore è idoneo ad esporsi ai rischi specifici connessi allo svolgimento delle sue mansioni. Nel caso di non idoneità alle mansioni specifiche espressa dal Medico
Competente, il datore di lavoro è tenuto ad utilizzare la persona in mansioni non a rischio.
ALTRE AGEVOLAZIONI – Il Comune di residenza, tramite la Polizia Municipale, riconosce alle persone con “capacità di deambulazione sensibilmente ridotta”, un contrassegno personale di colore arancione, valido su tutto il territorio nazionale, per il posteggio negli spazi riservati. Per le persone invalide a tempo determinato, in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche (in questa categoria possono rientrare anche i malati oncologici), l’autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato con le stesse modalità . In questo caso, la certificazione medica deve specificare il presumibile periodo di durata
dell’invalidità , fino al massimo di un anno, eventualmente prorogabile.
Non occorre che la problematica sia necessariamente a livello di arti inferiori, ma può essere relativa a una qualsiasi patologia che, a giudizio del medico, causi problemi di deambulazione.
A cura di AIMaC-Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici
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