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Timestamp: 2018-05-20 15:46:23+00:00
Document Index: 132759124

Matched Legal Cases: ['art. 99', 'art. 99', 'art. 176', 'art. 7', 'art. 62', 'art. 99', 'art. 1', 'art. 99', 'art. 32']

Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia: il decreto istitutivo (DPCM 193/2014) | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW3773
Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia: il decreto istitutivo (DPCM 193/2014)
Il D.P.C.M. 30/10/2014, n. 193, in attuazione dell’art. 99, comma 1, del "Codice antimafia" (D. Leg.vo 159/2011), regola l’organizzazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, anche per ciò che concerne le procedure di accesso, registrazione e consultazione, nonché le modalità di collegamento ad altre banche dati.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 07/01/2015 il D.P.C.M. 30/10/2014, n. 193 che, in attuazione dell’art. 99, comma 1, del D. Leg.vo 159/2011 (cosiddetto “Codice antimafia”), disciplina l’organizzazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, anche per ciò che concerne le procedure di accesso, registrazione e consultazione, nonché le modalità di collegamento ad altre banche dati.
I soggetti che possono consultare la Banca dati nazionale per ottenere il rilascio della documentazione antimafia - nei casi disciplinati dagli artt. 83, commi 1 e 2, e 91, commi 1 e 7, del Codice antimafia, sono:
i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, individuati dai capi degli uffici competenti alla stipula, all’approvazione, all’autorizzazione di contratti e subcontratti, ovvero alla concessione o al rilascio delle erogazioni e dei provvedimenti di cui all’articolo 67 del Codice antimafia;
i dipendenti degli enti e delle aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e delle società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, individuati dal legale rappresentante delle imprese o società;
i dipendenti dei concessionari di opere pubbliche e dei contraenti generali di cui all’art. 176 del D. Leg.vo 163/2006, individuati dai rispettivi legali rappresentanti;
i dipendenti delle Camere di commercio, individuati dai rispettivi presidenti;
i dipendenti degli Ordini professionali, individuati dai rispettivi presidenti.
Le modalità per il rilascio della documentazione antimafia attraverso la Banca dati nazionale - che avviene immediatamente, per via telematica, al soggetto richiedente (sempre che ovviamente non risultino cause ostative) - sono disciplinate dagli artt. 23-28 del D.P.C.M. 30/10/2014.
Ai fini del rilascio della documentazione antimafia, la Banca dati nazionale sarà collegata per via telematica, tra gli altri, con i sistemi informativi delle Camere di commercio nonché con l’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui all’art. 7 del D. Leg.vo 163/2006, anche ai fini dell’accesso ai dati conservati nel casellario informatico istituito presso lo stesso Osservatorio, nonché con la Banca dati nazionale dei contratti pubblici di cui all’art. 62-bis del D. Leg.vo 82/2005.
L’Allegato 5 al provvedimento reca invece l’elenco degli oneri informativi a carico delle imprese concessionarie di opere pubbliche o contraenti generali, nonché a carico delle pubbliche amministrazioni, derivanti dalla sua applicazione.
D. P.C.M. 30/10/2014, n. 193
Regolamento recante disposizioni concernenti le modalità di funzionamento, accesso, consultazione e collegamento con il CED, di cui all’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, istituita ai sensi dell’articolo 96 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
Il provvedimento - in attuazione dell’art. 99, comma 1, del D. Leg.vo 159/2011 - disciplina le modalità di funzionamento della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, di cui al Libro II, Capo V del medesimo decreto legislativo, ai fini del rilascio della documentazione antimafia.
Il provvedimento individua inoltre le modalità di autenticazione, autorizzazione e di registrazione degli accessi e delle operazioni, effettuate sulla predetta Banca dati, di consultazione e accesso da parte dei soggetti individuati, rispettivamente, dagli artt. 97, comma 1, e 99, comma 1, lettere c) e d), del citato decreto legislativo.
Infine il provvedimento stabilisce le modalità di collegamento della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia con le altre banche dati detenute da soggetti pubblici contenenti dati necessari per il rilascio della documentazione antimafia.
Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.
Le disposizioni del libro II, capi I, II, III e IV, entrano in vigore decorsi 24 mesi dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento ovvero, quando più di uno, dell'ultimo dei regolamenti di cui all'articolo 99, comma 1.
Il testo in commento attua la delega prevista all'art. 1, della L. 136/2010 e raccoglie tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione, aggiornata secondo le prescrizioni della citata legge delega.
Il provvedimento entra in vigore dal 13/10/2011, ad eccezione del libro II, capi I, II, III e IV, che entreranno invigore decorsi 24 mesi dalla data di pubblicazione sulla G.U. dell'ultimo dei regolamenti di disciplina della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, di cui all'art. 99, comma 1, del decreto in commento.
Per quanto concerne i contenuti di interesse per il settore dei contratti pubblici, il Libro III (Nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia) disciplina la documentazione antimafia ed i suoi effetti, ed istituisce la citata Banca dati nazionale.
In particolare le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, gli enti e le aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico nonché i concessionari di opere pubbliche ed i contraenti generali devono acquisire la documentazione antimafia (Comunicazione antimafia e Informazione antimafia) prima di:
stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici,
rilasciare o consentire, tra gli altri, concessioni di acque pubbliche e diritti ad esse inerenti nonché concessioni di beni demaniali allorché siano richieste per l'esercizio di attività imprenditoriali, concessioni di costruzione e gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e concessioni di servizi pubblici, iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione, attestazioni di qualificazione per eseguire lavori pubblici.
La documentazione antimafia non è comunque richiesta, ad esempio, nel caso di stipulazione o approvazione di contratti e per la concessione di erogazioni a favore di chi esercita attività agricole o professionali, non organizzate in forma di impresa, nonché a favore di chi esercita attività artigiana in forma di impresa individuale e attività di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale, e nel caso di provvedimenti, atti, contratti ed erogazioni il cui valore complessivo non supera i 150.000 Euro.
Comunicazione antimafia e Informazione antimafia
La documentazione antimafia è costituita dalla comunicazione antimafia e dall’informazione antimafia.
La prima, utilizzabile per 6 mesi, è rilasciata dal prefetto ed è conseguita mediante consultazione della banca dati nazionale da parte dei soggetti sopra elencati tenuti all'acquisizione, oltre che da parte delle Camere di Commercio e dagli ordini professionali, debitamente autorizzati.
La seconda, rilasciata dal prefetto ed utilizzabile per un periodo di 12 mesi, deve essere acquisita dai soggetti sopra elencati, facendo richiesta attraverso la banca dati al momento dell'aggiudicazione del contratto ovvero 30 giorni prima della stipula del subcontratto prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti, ovvero prima di rilasciare o consentire i provvedimenti già citati, il cui valore sia:
pari o superiore a quello determinato dalla legge in attuazione delle direttive comunitarie in materia di opere e lavori pubblici, servizi pubblici e pubbliche forniture, indipendentemente dai casi di esclusione ivi indicati;
superiore a 150.000 Euro per le concessioni di acque pubbliche o di beni demaniali per lo svolgimento di attività imprenditoriali, ovvero per la concessione di contributi, finanziamenti e agevolazioni su mutuo o altre erogazioni dello stesso tipo per lo svolgimento di attività imprenditoriali;
superiore a 150.000 Euro per l'autorizzazione di subcontratti, cessioni, cottimi, concernenti la realizzazione di opere o lavori pubblici o la prestazione di servizi o forniture pubbliche.
In vigore dal 13/10/2011 le misure di prevenzione e le nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia. Istituzione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia e modalità per il rilascio della Comunicazione antimafia e della Informazione antimafia.
Gestione straordinaria di imprese nell’ambito della prevenzione anticorruzione e antimafia
Questo articolo riepiloga le misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio delle imprese nell’ambito della prevenzione anticorruzione e antimafia, introdotte dall’art. 32 del D.L. 90/2014 (convertito in legge dalla L. 114/2014). Viene data particolare attenzione agli aspetti pratici ed applicativi, come delineati dalle tre Linee guida emanate dal Ministero dell’Interno e dall’ANAC e concernenti gli ambiti applicativi, le misure applicabili ed i compensi per i Commissari prefettizi ed agli esperti incaricati.
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