Source: http://www.assnazcarabinieri.it/lo-statuto/
Timestamp: 2018-02-24 16:10:46+00:00
Document Index: 12733093

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 29']

Lo Statuto – Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione Tortoreto
Approvato con decreto Presidenziale n. 1286 del 25 luglio 1956 con le varianti deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007.
F.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA – Ufficio Legislativo.
Iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell’art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma – Ufficio Territoriale del Governo.
N 535 – DISPOSIZIONI VARIE – Decreto del Presdiente della Repubblica 25 luglio 1956,n. 1286, col quale, sulla proposta del Ministro per la difesa, la “Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo” assume la denominazione d“Associazione Nazionale Carabinieri” e, tra l’altro, ne viene approvato il nuovo statutoorganico. -(Direzione generale personali civilie affari generali). – (Gazzetta ufficiale n. 298, del 24 novembre 1956.
Visti i regi decreti 25 agosto 1932, n. 1214 e 9 aprile 1935, n. 815, con i quali furono approvati due nuovi statuti organici della predetta Federazione, la quale, con l’occasione, assunse la
denominazione, rispettivamente, di “Federazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo” e di “Associazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo”;
Visto lo statuto – regolamento approvato dall’ex segretario del disciolto partito nazionale fascista e pubblicato nel Foglio di disposizioni dello stesso partito n. 1193-bis, in data 21 novembre 1938, statuto – regolamento col quale all’Ente in parola fu anche imposta la denominazione di “Legione Carabinieri d’Italia”;
Visto l’art. 5 del regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 704, con il quale i reparti d’arma e di specialità (Associazioni d’arma) dell’Esercito furono posti sotto la vigilanza dell’ex Ministero della guerra, ora della Difesa (Servizi per l’Esercito);
Riconosciuto che l’approvazione di tale schema di nuovo statuto organico tende ad agevolare il funzionamento dell’Associazione di cui trattasi, mediante, essenzialmente, una modifica alle norme regolanti la nomina degli Ispettori regionali ed interregionali, nonchè dei Consiglieri nazionali non di diritto;
Visto l’art. 16 del Codice civile;
Al Ministro per la Difesa è devoluta l’alta sorveglianza sull’“Associazione Nazionale Carabinieri”, al fine di assicurare che la sua attività ed il suo indirizzo siano conformi alle direttive generali del Governo.
Il Ministro per la Difesa, qualora ritenga che l’attività e gli indirizzi seguiti dalla predetta Associazione non rispondano ai criteri di cui al precedente comma o, comunque, siano in contrasto con gli scopi dell’Associazione quali risultino dallo statuto di cui al successivo art. 3, può sciogliere il Consiglio nazionale e nominare un Commissario straordinario.
Dato a Roma, il 25 luglio 1956
Registrato alla Corte dei conti, il 20 novembre 695
Atti del Governo, registro n. 102, foglio n. – C arlomagno
VARIANTI deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007 – f.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA – Ufficio Legislativo iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell’art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n.361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma – Ufficio Territoriale del Governo
1. L’Associazione Nazionale Carabinieri, eretta in ente morale con regio decreto 16 febbraio 1928,n. 461, allorché denominavasi “Federazione Nazionale del Carabiniere Reale” ha sede centrale in Roma.
1. I provvedimenti disciplinari hanno carattere prevalentemente morale. Taluni tuttavia possono anche incidere sul diritto a conservare cariche sociali in seno all’ANC e la qualifica di socio.
b) la sospensione e l’espulsione, dall’Ispettore regionale, direttamente o su proposta del Coordinatore Provinciale o del Presidente di Sezione, nei confronti dei soci dell’area di rispettiva competenza nonché dal Presidente nazionale per gli iscritti alla sede centrale o in
sede di ricorso;
c) la rimozione, dal Presidente Nazionale, d’ufficio in caso di diretta cognizione dei motivi che la prevedono o su proposta dei responsabili delle articolazioni periferiche (Sezioni,Coordinatore provinciale o Ispettori, sempre tramite gli Ispettori).
2. Il socio moroso, rinunciatario, sospeso, radiato o espulso perde il diritto all’uso del distintivo
sociale e della tessera – che deve essere ritirata – nonché la possibilità di fruire di ogni beneficio
morale, assistenziale ed economico connesso all’appartenenza all’Associazione.
E’ considerato moroso il socio che, invitato a rinnovare la tessera per l’anno in corso ed a pagare
la quota associativa, non vi provveda entro un termine di tre mesi
1. Il Presidente nazionale ed i due Vice Presidenti nazionali – di cui uno vicario – vengono eletti,nel loro seno, da nove consiglieri, possibilmente tre per ciascuna categoria di ufficiali,marescialli e brigadieri, appuntati e carabinieri – eletti dagli Ispettori regionali tra i soci delle sezioni di Roma non facenti parte dei Consigli direttivi delle Sezioni stesse.
2. I Vice Presidenti nazionali coadiuvano il Presidente ed assolvono gli incarichi di volta in volta ad essi affidati.
La Presidenza Nazionale proclama eletto il socio segnalato dal maggior numero di sezioni.
2. Gli Ispettori:
4. Qualora la gravità dei fatti lo esiga, il Presidente nazionale, previo parere del Comitato centrale, può, in attesa del parere del Consiglio nazionale, sospendere senz’altro dalle funzioni unIspettore regionale, nominando per sostituirlo un Ispettore ad interim.
5. In caso di rimozione o di dimissioni del Presidente di Sezione, il Consiglio sezionale,chiamando nel suo seno altro membro secondo il disposto dell’art. 29, provvede alla elezione del nuovo Presidente.
1. L’Amministrazione centrale dell’Associazione e quelle delle Sezioni sono autonome.
1. La misura delle quote previste dalle lettere a) e b) dell’articolo 35 e dalla lettera a) dell’articolo 37 è annualmente stabilita dal Consiglio nazionale che definisce anche la percentuale di cui alla
lettera a) dell’articolo 35.
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