Source: https://temi.camera.it/leg18/provvedimento/il-disegno-di-legge-collegato-in-materia-di-sport.html
Timestamp: 2019-08-24 22:31:14+00:00
Document Index: 97078849

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 10']

provvedimento 27 giugno 2019
Studi Camera - Cultura Cultura, spettacolo, sport Il disegno di legge collegato in materia di sport
Il 27 giugno 2019 l'Assemblea della Camera ha approvato, apportando ulteriori modifiche, il testo dell'A.C. 1603-bis-A. Il testo passa ora all'esame del Senato.
Il testo approvato dall'Assemblea è organizzato in 4 Capi, recanti, rispettivamente, disposizioni relative all'ordinamento sportivo (artt. 1-4), disposizioni in materia di professioni sportive (artt. 5-6), disposizioni di semplificazione e sicurezza in materia di sport (artt. 7-9), disposizioni finali (art. 10).
Esso prevede varie deleghe al Governo e alcune disposizioni prescrittive.
Le deleghe al Governo - nel testo come modificato dall'Assemblea - riguardano:
il riordino del CONI e della disciplina di settore. Tra i principi e criteri direttivi vi sono quelli relativi a: definizione degli ambiti di attività del CONI, delle Federazioni sportive nazionali (FSN), delle Discipline sportive associate (DSA), degli Enti di promozione sportiva (EPS), dei gruppi sportivi militari, dei corpi civili dello Stato e delle associazioni benemerite, in coerenza, fra l'altro, con le novità introdotte dalla L. 145/2018 (L. di bilancio 2019) in materia di finanziamento degli stessi organismi e con il ruolo proprio del CONI di governo dell'attività olimpica; per FSN, DSA, EPS e associazioni benemerite, da un lato, previsione di sostegno alla loro piena autonomia gestionale, amministrativa e contabile rispetto al CONI, fermo restando il controllo sulla gestione e sull'utilizzo dei contributi pubblici, spettante all'Autorità di governo competente in materia di sport, e modifica della composizione del collegio dei revisori dei conti, anche in considerazione del già citato potere di controllo; dall'altro, previsione che il CONI eserciti un potere di vigilanza volto a verificare che le attività sportive degli stessi organismi siano svolte in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del Comitato olimpico internazionale e dello stesso CONI e deliberi il commissariamento di FSN e DSA quando siano accertate gravi violazioni di norme previste dagli statuti e dai regolamenti sportivi finalizzate al regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive, ovvero in caso di accertata impossibilità di funzionamento degli organi direttivi; previsione che l'articolazione territoriale del CONI è riferita esclusivamente a funzioni di rappresentanza istituzionale; riordino della disciplina in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi; per le società sportive professionistiche, individuazione di forme e condizioni di azionariato e altri strumenti di partecipazione popolare; previsione di limiti e vincoli, compresa la possibilità di disporne il divieto, per le scommesse sulle partite di calcio delle società che giocano nei campionati della Lega nazionale dilettanti; sostegno alle azioni volte a promuovere e accrescere la partecipazione e la rappresentanza delle donne nello sport, garantendo la parità di genere nell'accesso alla pratica sportiva (art. 1);
il riordino e la semplificazione delle disposizioni in materia di adempimenti e oneri amministrativi e di natura contabile relativi a FSN, DSA, EPS, associazioni benemerite, nonché loro affiliate, riconosciuti dal CONI. Fra i principi e criteri direttivi vi sono quelli relativi a: riordino della disciplina relativa alla certificazione dell'attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni sportive dilettantistiche; semplificazione delle procedure per il riconoscimento della personalità giuridica; previsione di adempimenti per le associazioni sportive, atti a tutelare i minori e a prevenire eventuali molestie, violenze di genere e discriminazioni (art. 8);
il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché in materia di rapporto di lavoro sportivo. Tra i principi e criteri direttivi vi sono quelli relativi a: riconoscimento del principio di specificità dello sport e del rapporto di lavoro sportivo, nonché del principio delle pari opportunità nella pratica sportiva, anche per le persone con disabilità; individuazione della figura del lavoratore sportivo, indipendentemente dalla natura dilettantistica o professionistica dell'attività sportiva svolta e senza distinzioni di genere; valorizzazione della formazione dei lavoratori sportivi, in particolare dei giovani; riordino della disciplina della mutualità nello sport professionistico; "riconoscimento giuridico" della figura del laureato in scienze motorie; riordino della normativa applicabile alle discipline sportive che prevedono l'uso di animali (art. 5);
il riordino delle disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo. Fra i principi e criteri direttivi vi sono quelli relativi a: previsione dei principi di autonomia, trasparenza e indipendenza cui deve attenersi l'agente sportivo nello svolgimento della sua professione; disciplina del conflitto di interessi e delle transazioni economiche; introduzione di una disciplina finalizzata a garantire la tutela dei minori (art. 6);
il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione, l'accessibilità e l'esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti e alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti, inclusi quelli scolastici. Fra i principi e criteri direttivi vi sono quelli relativi a: semplificazione e accelerazione delle procedure amministrative e riduzione dei termini procedurali, in accordo con la disciplina vigente in materia di prevenzione della corruzione; armonizzazione delle norme in materia di sicurezza; individuazione di strumenti economico-finanziari da affidare alla gestione e al coordinamento dell'Istituto per il Credito Sportivo (art. 7);
la revisione delle norme in materia di discipline sportive invernali, al fine di garantire standard di sicurezza più elevati. Tra i principi e criteri direttivi vi sono quelli relativi a: revisione della disciplina giuridica applicabile agli impianti e ai relativi provvedimenti di autorizzazione o concessione; individuazione dei criteri generali di sicurezza per la pratica dello sci-alpinismo e delle altre attività sportive praticate nelle aree sciabili attrezzate; estensione dell'obbligo di utilizzo del casco; obbligo per i gestori delle aree sciabili di dotare le stesse di un defibrillatore semiautomatico (art. 9).
Le deleghe devono essere esercitate entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, previa intesa con la Conferenza Stato-regioni o - in alcuni casi - con la Conferenza unificata, e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
Entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto legislativo è possibile adottare decreti integrativi e correttivi, con la stessa procedura e nel rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi.
Le ulteriori previsioni - nel testo come modificato dall'Assemblea - riguardano:
la possibilità, per le scuole di ogni ordine e grado, di costituire Centri sportivi scolastici (CSS), secondo le modalità e nelle forme previste dal Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017). Possono far parte dei CSS il dirigente scolastico, i docenti, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), gli studenti frequentanti i corsi presso l'istituzione scolastica e i relativi genitori (art. 2);
la disciplina del titolo sportivo, inteso quale insieme delle condizioni che consentono la partecipazione di una società sportiva a una determinata competizione nazionale (art. 3);
la previsione di un organo consultivo nelle società sportive professionistiche, che provvede alla tutela degli interessi dei tifosi. I componenti dell'organo sono eletti dagli abbonati alla società sportiva (art. 4);
la clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano (art. 10).
Per approfondire, leggi il dossier predisposto sul testo iniziale e il dossier predisposto sul testo modificato dalla Commissione.