Source: https://osservatorioanimalista.wordpress.com/2010/06/18/cani-che-provocano-problemi-cassazione-ribadisce-la-responsabilita-civile-dei-comuni/
Timestamp: 2017-08-23 23:04:35+00:00
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CANI CHE PROVOCANO PROBLEMI, CASSAZIONE RIBADISCE LA RESPONSABILITA’ CIVILE DEI COMUNI | OSSERVATORIO ANIMALISTA
CANI CHE PROVOCANO PROBLEMI, CASSAZIONE RIBADISCE LA RESPONSABILITA’ CIVILE DEI COMUNI
Risarcimento dovuto in assenza di necessari provvedimenti sul randagismo.
I Comuni devono adottare tutti i provvedimenti idonei per evitare che i cani randagi rechino danno alle persone, altrimenti in caso di aggressione scatta per l’ente locale la responsabilità civile e l’obbligo di risarcire la vittima. Lo ha deciso la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza n. 10190 del 28 aprile 2010, che ha annullato con rinvio la sentenza n. 2533/2005 della Corte d’appello di Napoli. Una signora novantenne, mentre passeggiava su una pubblica via nel territorio di un Comune della provincia di Caserta, spaventata da un cane randagio che le abbaiava contro era caduta a terra rompendosi il femore. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere accolse la richiesta di risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’aggressione del cane randagio. Successivamente la Corte d’appello di Napoli, con la sentenza n 2533 del 5 settembre 2005, ha escluso la responsabilità del Comune sostenendo che la tarda età della vittima e la piccola taglia del cane inducevano a porre a carico della persona danneggiata l’intera responsabilità dell’incidente. In seguito al ricorso presentato contro la decisione della Corte d’appello, la Cassazione, con la sentenza n. 10190 depositata lo scorso 28 aprile, ha affermato che secondo le norme della legge n. 281/1991 («legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo») e delle conseguenti leggi regionali in materia (nel caso in esame la legge regionale della Campania n. 36/1993), il Comune ha l’obbligo di vigilare costantemente sulla presenza di cani randagi sul proprio territorio, assumendo tutti gli opportuni provvedimenti per evitare che gli animali arrechino danno alle persone; tale obbligo diventa ancora più stringente se all’ente locale sono pervenute nel tempo specifiche segnalazioni da parte dei cittadini sulla presenza dei cani.
Tutte le persone devono poter circolare sulla pubblica via senza essere esposte a situazioni di pericolo, che, come il fenomeno del randagismo, il Comune è tenuto a prevenire. La peculiare sensibilità o fragilità della persona, secondo gli ermellini, non esclude la responsabilità del Comune per le ferite conseguenti all’indebita presenza del cane randagio; infatti, l’eventuale debolezza o lo scarso controllo dei propri movimenti da parte della vittima a causa della tarda età non comportano l’esclusione del nesso causale fra l’illecito e il danno, fatto salvo il caso in cui si dimostri che le sue condizioni fossero di una tale gravità da produrre da sole l’evento. Peraltro, occorre evidenziare che sulla stessa materia e per analoghi fatti, la Cassazione (sentenza n. 8137 del 3 aprile 2009) aveva avuto modo di puntualizzare che gli enti locali sono comunque sollevati dalla responsabilità per i danni causati alle persone aggredite e morse dai cani randagi, qualora la legge regionale attribuisca la competenza per la lotta contro il randagismo ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, considerando che dopo il decreto legislativo n. 502/1992 le Asl non sono più strutture operative dei Comuni, ma soggetti giuridici autonomi dipendenti dalla regione. Con riferimento ai vari obblighi incombenti sui Comuni in materia di randagismo, è utile ricordare che l’ordinanza del 6 agosto 2008, tuttora in vigore, del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, oltre a fissare regole per arginare il fenomeno dell’abbandono dei cani, ha imposto ai sindaci di dotare la polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip Iso compatibile, per effettuare gli opportuni controlli sui cani randagi.
La voce è stata pubblicata il 18 giugno 2010 da Observer. Archiviata in Randagismo con tag cani randagi, comune inadempiente, sentenza cassazione.
La legge in questo caso è giusto che venga applicata ma…….quando applicheranno una legge che tuteli gli animali dagli abusi subiti di vario genere ?Gli esseri umani continua a perpretare atrocità sugli esseri indifesi e a tutt’oggi anche il semplice fatto di far interventi sull’accattonaggio con i cuccioli sembra impossibile da parte delle istituzioni !!!!!!!
Comunque a pagare sono sempre loro,perchè se vengono catturati finiscono nei canili lager,e li moriranno ,specialmente se non sono belli ………………………….
18 giugno 2010 alle 2:16 pm