Source: http://docplayer.it/2787738-Modello-di-organizzazione-gestione-e-controllo.html
Timestamp: 2017-10-23 21:05:30+00:00
Document Index: 3652345

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'Cass, Sez. ', 'art. 357', 'art. 358', 'art. 640', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 187', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 187', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 6']

1 Compass S.p.A. Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (ai sensi dell art. 6 del Decreto Legislativo n. 231/01) Versione documento: Stato del documento: Data emissione: Approvato dal Consiglio di Amministrazione del
2 Sommario 1 DEFINIZIONI 5 2 PREMESSA 11 3 IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/01 E LA NORMATIVA RILEVANTE PRINCIPI LA NATURA DELLA RESPONSABILITA I SOGGETTI IN POSIZIONE APICALE ED I SOTTOPOSTI I REATI LE IPOTESI DI ESENZIONE DALLA RESPONSABILITA 14 4 PRINCIPI ED ELEMENTI ISPIRATORI DEL MODELLO POTERI DELIBERATIVI ED AUTONOMIE OPERATIVE L ADOZIONE DEL MODELLO E SUCCESSIVE MODIFICHE 17 5 ATTIVITA SVOLTE DALLA SOCIETA FINALIZZATE AL RECEPIMENTO DEL D.LGS. 231/01 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI 18 6 CODICE ETICO 19 7 LE AREE SENSIBILI AI FINI DEL D.LGS. 231/ LA FORMAZIONE E L AGGIORNAMENTO DELLE RISORSE UMANE E LA DIFFUSIONE DEL MODELLO FORMAZIONE E INFORMAZIONE DEI DIPENDENTI FORMAZIONE INFORMAZIONE INFORMAZIONE A TERZI 23 9 SISTEMA SANZIONATORIO PRINCIPI GENERALI MISURE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI SUBORDINATI CUI SI APPLICA IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL) PER IL SETTORE CREDITO MISURE NEI CONFRONTI DEI DIRIGENTI MISURE NEI CONFRONTI DI AMMINISTRATORI, SINDACI ED ALTA DIREZIONE MISURE NEI CONFRONTI DEI COMPONENTI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA MISURE NEI CONFRONTI DI CONSULENTI E FORNITORI SISTEMA INCENTIVANTE L ORGANISMO DI VIGILANZA FUNZIONI E POTERI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA L ATTIVITA DELL ORGANISMO DI VIGILANZA REPORTING DELL ORGANISMO DI VIGILANZA VERSO IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE FLUSSI INFORMATIVI E SEGNALAZIONI VERSO L ORGANISMO DI VIGILANZA VERIFICHE SULL ADEGUATEZZA DEL MODELLO RACCOLTA E CONSERVAZIONE DELLE INFORMAZIONI OBBLIGHI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA IN RELAZIONE A REATI DI RICETTAZIONE E RICICLAGGIO REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE AREE SENSIBILI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO Principi generali 33 pag. 2 di 81
3 Tracciabilità Consulenti Selezione, valutazione e amministrazione del personale Rapporti commerciali con Pubblici Ufficiali o Funzionari della PA Gestione degli acquisti di beni e servizi e locazione di immobili REATI IN MATERIA DI FALSITA IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO E IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI DI FALSITA IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO E IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO Principi generali Gestione operazioni di cassa (anche a fronte di attività di recupero di crediti) Concorsi a premio, Gestione dei Gadget e Registrazione marchi REATO DI CORRUZIONE TRA PRIVATI AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEL REATO DI CORRUZIONE TRA PRIVATI PRINCIPI DI COMPORTAMENTO Principi generali REATI SOCIETARI AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI SOCIETARI PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO Principi generali Tracciabilità Correttezza contabile Rapporti con le Autorità di Vigilanza Comunicazioni esterne Ulteriori condotte vietate REATI DI ABUSI DI MERCATO AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI DI MARKET ABUSE PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO Principi generali Gestione delle informazioni anche nell ambito di partecipazioni a convegni DELITTI CON FINALITA DI TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL ORDINE DEMOCRATICO AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI DELITTI CON FINALITA DI TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL ORDINE DEMOCRATICO PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO Gestione degli acquisti di beni e servizi REATI DI OMICIDIO COLPOSO O LESIONI GRAVI O GRAVISSIME COMMESSE CON VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI IN OGGETTO DEFINIZIONI PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI DI RICICLAGGIO E DI RICETTAZIONE E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA PRINCIPI DI COMPORTAMENTO Gestione degli acquisti di beni e servizi DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI 63 pag. 3 di 81
4 21.1. AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI INFORMATICI PRINCIPI DI COMPORTAMENTO REATI TRANSNAZIONALI AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI TRANSNAZIONALI PRINCIPI DI COMPORTAMENTO DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA PRINCIPI DI COMPORTAMENTO INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI DI INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI PRINCIPI DI COMPORTAMENTO DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO PRINCIPI DI COMPORTAMENTO DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE PRINCIPI DI COMPORTAMENTO REATI AMBIENTALI AREE SENSIBILI NELL AMBITO DEI REATI AMBIENTALI PRINCIPI DI COMPORTAMENTO IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO È IRREGOLARE AREE SENSIBILI NELL AMBITO DELL IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO È IRREGOLARE PRINCIPI DI COMPORTAMENTO ALTRI REATI ULTERIORI COMPORTAMENTI OPERAZIONI PERSONALI RAPPORTI CON LA CLIENTELA E CON ENTI E SOGGETTI ESTERNI PARTI SPECIALI 81 pag. 4 di 81
5 1 DEFINIZIONI Nel presente documento le seguenti espressioni hanno il significato di seguito indicato. Legge: Modello: Destinatari: Soggetti Apicali: Soggetti sottoposti: Ente: Ente pubblico: Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n.231, e successive modifiche ed integrazioni (altrimenti definito Decreto o D.Lgs.). Modello Organizzativo ai sensi dell art. 6 comma 1 del D.Lgs. 231/01. il presente Modello si applica a tutti gli Amministratori, Sindaci, Dirigenti, Dipendenti, collaboratori, stagisti di ogni ordine e grado. persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso (art. 5, comma 1, lett. a) del D. Lgs. 231/2001). In dettaglio, sono soggetti apicali i membri del Consiglio di Amministrazione, il Presidente, l Amministratore Delegato, il Direttore Generale e tutti i soggetti titolari di deleghe di poteri conferiti direttamente dalla Società. persone identificate dall art. 5 co 1 let b) del Decreto. struttura organizzata per fini determinati a cui la legge riconosce personalità giuridica 1. enti creati mediante un atto dello Stato per far fronte ad esigenze organizzative o funzionali dello Stato stesso. Non sempre la natura pubblicistica di un ente è espressamente dichiarata dal legislatore. Inoltre, la presenza di una partecipazione statale non è ritenuta condizione sufficiente per consideralo tale la qualificazione di un ente come pubblico discende da una serie di indici, che non hanno valore esclusivo e non devono necessariamente concorrere simultaneamente; essi sono 2 : a) riconoscimento esplicito della personalità di diritto pubblico contenuto in un atto normativo; b) creazione dell ente (e previsione della sua possibile estinzione) da parte dello Stato; c) poteri dello Stato di nominare o revocare gli amministratori dell ente; d) poteri dello Stato, di operare controlli sulla legittimità o sul merito di determinati atti dello stesso; 1 Ai sensi dell articolo 1, comma 3 del D. Lgs. n. 231/01 le disposizioni normative in esame non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli enti pubblici non economici nonché agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale. 2 Cfr Cass, Sez. Un.; 1 ottobre 1974, n pag. 5 di 81
6 e) poteri dello Stato di direttiva nei confronti degli organi dell ente. Sono perciò identificabili come enti pubblici, a titolo esemplificativo e non esaustivo: i Comuni e le Province, i consorzi di bonifica o di irrigazione, le Camere di commercio, il Consiglio nazionale delle ricerche, l ISTAT, la Cassa depositi e prestiti, il CONI, gli ordini e collegi professionali, le università, le istituzioni di alta cultura, l ACI, l INPS, l INAIL, l IVASS, BANCA D ITALIA, CONSOB. Pubblica Amministrazione: l insieme di tutte le funzioni pubbliche dello Stato o degli altri enti pubblici. Il concetto di Pubblica Amministrazione, in diritto penale, viene inteso in senso ampio, comprendendo l intera attività dello Stato e degli altri enti pubblici; pertanto, i reati contro la Pubblica Amministrazione perseguono fatti che impediscono o turbano il regolare svolgimento non solo dell attività in senso tecnico amministrativa, ma anche di quella legislativa e giudiziaria. Viene quindi tutelata la Pubblica Amministrazione intesa come l insieme di tutte le funzioni pubbliche dello Stato o degli altri enti pubblici. Pubblico Ufficiale: ai sensi dell art. 357 c.p., chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. È pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi 3. Pubblico ufficiale, quindi, è colui che può formare o manifestare la volontà della Pubblica Amministrazione ovvero esercitare poteri autoritativi o certificativi a prescindere dal fatto che sussista un rapporto di dipendenza con lo Stato o altro ente pubblico. Al fine della qualifica di pubblico ufficiale, infatti, rileva la natura dell attività in concreto esercitata dal soggetto agente e oggettivamente considerata, senza che sia necessario un rapporto di appartenenza del soggetto alla pubblica amministrazione. Sono perciò identificabili come pubblici ufficiali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: i parlamentari ed i ministri, i membri delle amministrazioni statali e territoriali, i membri delle amministrazioni sovranazionali (ad es. dell Unione Europea), i membri delle Autorità di Vigilanza (es. Banca 3 Il potere autoritativo permette alla Pubblica Amministrazione di realizzare i propri fini mediante veri e propri comandi, rispetto ai quali il privato si trova in una posizione di soggezione. Si tratta dell attività in cui si esprime il c.d. potere d imperio, che comprende sia il potere di coercizione (arresto, perquisizione, ecc.) e di contestazione di violazioni di legge (accertamento di contravvenzioni, ecc.), sia i poteri di supremazia gerarchica all interno di pubblici uffici; il potere certificativo consente di attestare un fatto con efficacia probatoria pag. 6 di 81
7 Persona incaricata di un pubblico servizio: d Italia), i membri delle Forze dell Ordine e della Guardia di Finanza, i membri delle Camere di Commercio, i membri delle Commissioni Edilizie, i giudici, gli ufficiali giudiziari, gli organi ausiliari dell amministrazione della giustizia (ad es., i curatori fallimentari), gli amministratori e dipendenti di enti pubblici, ma anche soggetti privati investiti di poteri che consentono di formare o manifestare la volontà della Pubblica Amministrazione ovvero poteri autoritativi o certificativi, (ad esi professionisti incaricati di redigere il piano regolatore comunale e gli amministratori di una società per azioni concessionaria nell esercizio dell attività connessa all espletamento di procedure ad evidenza pubblica). In virtù del medesimo criterio della rilevanza oggettiva dell attività svolta, possono essere considerati pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio anche i dipendenti di enti pubblici economici (quali ENI, ENEL e Poste Italiane), ossia di enti che allo scopo di realizzare un fine di lucro e, indirettamente, una finalità pubblica svolgono di regola nella forma di società per azioni un attività di impresa diretta alla produzione e allo scambio di beni e servizi, ponendosi sullo stesso piano degli imprenditori privati e utilizzando, come questi ultimi, strumenti di diritto privato. ai sensi dell art. 358 c.p., chi, a qualunque titolo, presta un pubblico servizio. Per pubblico servizio deve intendersi un attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest ultima, con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine pubblico e della prestazione di opera meramente materiale. Anche un privato o il dipendente di una società privata può essere qualificato quale persona incaricata di un pubblico servizio quando svolge attività finalizzate al perseguimento di uno scopo pubblico e alla tutela di un interesse pubblico. Sono perciò identificabili come persone incaricate di un pubblico servizio, a titolo esemplificativo e non esaustivo: gli amministratori di società private che operano in regime di concessione, di compagnie portuali, di enti fieristici, dell INAIL, dell INPS, di aziende energetiche, banche che eroghino crediti speciali e/o agevolati, uffici postali, uffici doganali delle Ferrovie dello Stato e di concessionari autostradali. Nel seguito del documento i soggetti di cui alle categorie Ente Pubblico, Pubblica Amministrazione, Pubblico Ufficiale ed Incaricato di Pubblico Servizio saranno per semplicità definiti PA 4 4 A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, è qui di seguito riportata una tabella che fornisce alcune casistiche in ordine alle eventuali ipotesi di reato in cui può incorrere un dipendente nell esecuzione della propria pag. 7 di 81
8 Società: Compass Spa di seguito anche Compass. Finanziamenti: si intendono Prestiti Personali, erogati al cliente direttamente tramite le Filiali Compass (e, in misura minore, attraverso Call Center dedicati ed il Sito Internet aziendale), tramite le Banche, gli Agenti/Mediatori, le Assicurazioni e le Poste, e Prestiti Finalizzati all acquisto di beni o servizi, erogati attraverso una rete di esercizi commerciali convenzionati. Nella definizione di Finanziamenti sono ricompresi anche la Cessione del Quinto dello Stipendio e la Delegazione di Pagamento, meglio descritte più avanti. Carte di Credito: si intendono: a) Carte di Credito revolving, "rateale", charge (o a saldo) e a opzione (ossia utilizzabili in modalità charge/rateale oppure charge/revolving ), operative su circuito internazionale Visa o Mastercard. b) Carte di Credito privative, emesse in co-branding con un Partner commerciale e utilizzabili esclusivamente per l acquisto di beni o servizi presso gli esercizi commerciali del Partner. Le carte di credito emesse sui circuiti internazionali Visa e MasterCard danno accesso ad una linea di credito il cui rischio è a carico di Compass e prevedono la possibilità di attività. In particolare si considerano le ipotesi di reato di truffa a danno dello Stato o di altro Ente Pubblico (ex art. 640, co 2, n.1 c.p.) e corruzione (ex artt. 317 ss c.p.). Dalla tabella si evince ad esempio che un deal concluso con INPS potrebbe configurare tanto le ipotesi di truffa ai danni di un ente pubblico quanto di corruzione del relativo dirigente/funzionario (ad es. si è arrecato danno mediante artifizi o raggiri, oppure sono stati adottati comportamenti corruttivi per concludere il deal); viceversa una operazione con Eni potrebbe configurare l ipotesi di reato di corruzione del relativo dirigente/funzionario (ad es nella misura in cui per acquisire il mandato sono state adottate pratiche corruttive). : Ente Truffa (verso Ente Pubblico) Corruzione (verso Pubblici Ufficiali e/o Persone Incaricate di Pubblico Servizio) Comuni, Provincie X X Cassa depositi e prestiti X X Autorità di Vigilanza X X (Banca d Italia/Consob/ IVASS) INPS X X Concessionarie (es. Autostrade per l Italia) ENI ENEL A2A Finmeccanica Banche che eroghino crediti speciali e/o agevolati X X X X X X pag. 8 di 81
9 rimborsare mediante addebito in conto corrente (RID), oppure tramite bollettino postale. Cessione del Quinto dello Stipendio: si tratta di un Prestito Personale, a tasso fisso per l intera sua durata, estinguibile mediante trattenuta di un quinto della retribuzione e versamento della medesima da parte del datore di lavoro all intermediario mutuante, previo conferimento da parte del mutuatario, lavoratore dipendente, al proprio datore di lavoro del relativo mandato irrevocabile. Delegazione di Pagamento: si tratta di un Prestito Personale, a tasso fisso per l intera sua durata, estinguibile mediante trattenuta di una quota della retribuzione e versamento della medesima da parte del datore di lavoro all intermediario mutuante, previo conferimento da parte del mutuatario, lavoratore dipendente, al proprio datore di lavoro del relativo mandato irrevocabile. Questa forma di finanziamento, per lo più integrativa della Cessione del Quinto, è finalizzata a permettere al lavoratore dipendente di ottenere maggiore credito sino alla concorrenza del 50% dello stipendio, secondo la forma della cessione dei crediti. Prodotti Assicurativi 5 : Compass Pay: si tratta di polizze assicurative facoltative emesse in abbinamento ai prodotti offerti dalla Società (ad es. emissione di polizze per la copertura di finanziamenti o carte di credito, con lo scopo di assicurare il cliente nel caso in cui lo stesso sia impossibilitato ad onorare il debito, polizza per la copertura sanitaria/indennitaria emessa in abbinamento al prodotto prestito personale, ecc.). La Società inoltre distribuisce altri servizi assicurativi (polizze stand alone) non associati ad un prodotto finanziario, ma che costituiscono un offerta a sé stante di polizze a contraenza individuale. Compass Pay è una Carta di Pagamento con funzionalità di Conto di Pagamento che include la disponibilità di altri servizi di pagamento (es. servizi di trasferimento fondi, accredito somme di denaro, e-wallet). Aperture di credito L'Apertura di credito è una somma di denaro (c.d. linea di fido) messa a disposizione del richiedente che la utilizza, tutta o in parte anche nella forma di acquisto all interno di un circuito privativo (c.d. store credit), e la ripristina con il rimborso delle rate. 5 Si evidenzia che attualmente la Società si fa carico della stipula e del costo delle coperture assicurative obbligatorie per legge per i prodotti cessione del quinto dello stipendio e delegazione di pagamento. pag. 9 di 81
10 Prodotti Compass Informazione riservata: All interno del presente documento si intende l insieme dei prodotti offerti/distribuiti da Compass ed, in particolare: finanziamenti, carte di credito, delegazioni di pagamento, cessione del quinto dello stipendio, prodotti assicurativi, Compass Pay, aperture di credito. informazione non di dominio pubblico, di carattere riservato, avente ad oggetto le attività di Mediobanca e/o di altre società del Gruppo e/o dei clienti. Il destinatario che venisse in possesso nell ambito anche di una relazione d affari nella quale Mediobanca e/o una Società del Gruppo è coinvolta ha l obbligo di non divulgare tale informazione ad alcuno 6 Informazione privilegiata: informazione di carattere preciso, non pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari. Il destinatario che venisse in possesso anche nell ambito di una relazione d affari nella quale Mediobanca e/o di una Società del Gruppo è coinvolta ha l obbligo di non divulgare tale informazione ad alcuno 7. GAFI: Gruppo d azione finanziaria internazionale contro il riciclaggio di capitali. U.I.F. Unità di Informazione Finanziaria. Organismo di Vigilanza: Struttura nazionale istituita presso la Banca d Italia incaricata di richiedere, ricevere, analizzare e comunicare alle autorità competenti le informazioni che riguardano ipotesi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo (organo che ha sostituito U.I.C., Ufficio Italiano Cambi). Organismo previsto dall art. 6 del Decreto, avente il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza del modello di organizzazione, gestione e controllo, nonché sull aggiornamento dello stesso. Protocolli: I protocolli identificano le singole fattispecie di rischio / reato che possono essere commesse da ciascuna Funzione aziendale, individuando le procedure organizzative e gli strumenti di controllo posti a presidio di tali condotte illecite. In tal senso, il Protocollo non sostituisce il corpus procedurale della Società ma lo integra. 6 Ivi inclusi familiari, coniuge, parenti, etc. 7 Ivi inclusi familiari, coniuge, parenti, etc. pag. 10 di 81
11 2 PREMESSA Il presente documento descrive il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato da Compass S.p.A. ai sensi dell art. 6 del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n Il Modello è inteso come l insieme delle regole operative e delle norme deontologiche adottate dalla Società in funzione delle specifiche attività svolte al fine di prevenire la commissione di reati previsti dal Decreto. Lo stesso si ispira ai principi etici contenuti nel Codice Etico adottato e alle Linee Guida delle associazioni di categoria. Il Modello include le seguenti parti speciali: Parte Speciale I: Mappatura delle attività a rischio reato, documento avente lo scopo di identificare le fattispecie di reato e le possibili modalità di commissione dello stesso nello svolgimento delle attività della Società; Parte Speciale II: Protocolli, documenti che riepilogano una serie di attività, di controlli e meccanismi di reporting allo scopo di garantire l adeguatezza del proprio sistema organizzativo alle regole previste dal Decreto in esame; Parte Speciale III: Codice Etico, documento riepilogativo dei principi etici a cui si ispira la Società; Parte Speciale IV: Flussi informativi da/verso l Organismo di Vigilanza; Parte Speciale V: Modulo di segnalazione all Organismo di Vigilanza delle sospette violazioni del Modello. pag. 11 di 81
12 3 IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/01 E LA NORMATIVA RILEVANTE 3.1 PRINCIPI Il D. Lgs. 231/2001, recante la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, recepisce provvedimenti, anche comunitari, volti a sollecitare una crescente responsabilizzazione della persona giuridica, al fine di contrastare, con maggiore efficacia, la criminalità economica. 3.2 LA NATURA DELLA RESPONSABILITA Il Decreto prevede un tipo di responsabilità che il legislatore denomina amministrativa, ma che mostra palese analogia con la responsabilità penale. Infatti, ciò che rende questo nuovo tipo di responsabilità vicina a quella penale è, oltre alla circostanza che il suo accertamento avvenga nell ambito del processo penale, il fatto che essa sia autonoma rispetto alla responsabilità della persona fisica che ha commesso il reato: secondo il disposto dell art. 8, infatti, l ente potrà essere dichiarato responsabile, anche se la persona fisica che ha commesso il reato non sia imputabile ovvero non sia stata individuata. Presupposti perché un ente possa incorrere in tale responsabilità e che di conseguenza siano ad esso imputabili le sanzioni pecuniarie o interdittive dallo stesso Decreto previste sono: a) che un soggetto che riveste posizione apicale all interno della sua struttura, ovvero un sottoposto, abbia commesso uno dei reati previsti dal Decreto; b) che il reato sia stato commesso nell interesse o a vantaggio dell ente 8 ; c) che il reato commesso dalle persone fisiche (soggetti in posizione apicale o sottoposti) derivi da una colpa di organizzazione 9. Da ciò consegue che non è prefigurabile una responsabilità dell ente ove la persona fisica che abbia commesso il reato abbia agito nell interesse esclusivo proprio o di terzi ovvero nell ipotesi in cui all ente non sia imputabile alcuna colpa organizzativa. Il Decreto ricollega la responsabilità amministrativa alle sole condotte commesse nell interesse della società. Per i reati societari (indicati nell art. 25 ter 10 ), infatti, il 8 Sulla differenza tra interesse e vantaggio, la relazione ministeriale che commenta il Decreto, attribuisce al primo termine una valenza soggettiva, riferita cioè alla volontà dell autore materiale del reato, mentre al secondo una valenza di tipo oggettivo, riferita quindi ai risultati effettivi della sua condotta. Il legislatore ha voluto rendere punibile l ente anche nell ipotesi in cui l autore del reato, pur non avendo di mira direttamente un interesse dell ente medesimo, ha realizzato comunque un vantaggio in favore di questo. 9 Per colpa di organizzazione il legislatore intende lo stato soggettivo imputabile all ente consistente nel non avere istituito un efficiente ed efficace sistema di prevenzione dei reati. pag. 12 di 81
13 legislatore introduce una limitazione alla responsabilità della persona giuridica che sussiste, quindi, nella sola ipotesi in cui il soggetto abbia agito perseguendo l interesse della società; con riferimento alle fattispecie di reato di cui agli artt. 24, 25 e 25 bis, invece, l ente risulta punibile anche nell ipotesi in cui l autore materiale del reato, pur non agendo nell interesse dell ente, rechi a quest ultimo un vantaggio. L articolo 9 della Legge 18/04/2005 n. 62 che riscrive l art. 187 quinquies del Decreto Legislativo 24/02/1998 n. 58, a cui fa riferimento l articolo 25 sexies, conferma che l ente non è responsabile se dimostra che i soggetti in posizione apicale hanno agito esclusivamente nell interesse proprio o di terzi. La Legge 16/03/2006 n. 146, all art. 10, prevede la responsabilità amministrativa degli Enti nel caso di reati transnazionali 11 concernenti i reati di mafia, il contrabbando, il traffico di stupefacenti, il riciclaggio, il traffico di migranti e l intralcio alla giustizia I SOGGETTI IN POSIZIONE APICALE ED I SOTTOPOSTI L art. 5 del Decreto, confermato dall articolo 9 della Legge 18/04/2005 n. 62 che riscrive l art. 187 quinquies del Decreto Legislativo 24/02/1998 n. 58, stabilisce che l ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: 1) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso (cosiddetti soggetti in posizione apicale ); 2) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui al punto precedente. 10 L art. 25 ter è stato modificato dalla Legge 262/2005 in relazione all art bis del codice civile, relativo al delitto di omessa comunicazione del conflitto di interessi. 11 L art. 3 della Legge 16/03/2006 n. 146 definisce come reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché: 1. sia commesso in più di uno Stato 2. ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato 3. ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato 4. ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato. 12 Tali disposizioni, in particolare l articolo 10, commi 5 e 6, sono state abrogate dal D.Lgs 231/07. pag. 13 di 81
14 3.4 I REATI I Reati Presupposto previsti dal Decreto possono essere divisi nelle seguenti categorie: 1. Reati contro la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25 del Decreto); 2. Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24 bis del Decreto); 3. Delitti di criminalità organizzata (art. 24 ter del Decreto); 4. Falsità in monete, carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (art. 25 bis del Decreto); 5. Delitti contro l industria e il commercio (art. 25 bis 1 del Decreto); 6. Reati societari (art. 25 ter del Decreto); 7. Delitti con finalità di terrorismo ed eversione dell ordine democratico (art. 25 quater del Decreto); 8. Delitti contro la personalità individuale (art quater 1 e art. 25 quinquies del Decreto); 9. Reati di abusi di mercato (art. 25 sexies del Decreto); 10. Reati colposi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 25 septies del Decreto); 11. Reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o altra utilità di provenienza illecita (art. 25 octies del Decreto); 12. Delitti in materia di violazione del diritto d autore (art. 25 novies del Decreto); 13. Induzioni a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria (art. 25 decies del Decreto); 14. Reati ambientali (art. 25 undecies del Decreto); 15. Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25 duodecies del Decreto); 16. Reati transnazionali (artt. 3 e 10 Legge 16 marzo 2006, n. 146). 3.5 LE IPOTESI DI ESENZIONE DALLA RESPONSABILITA L articolo 6 del Decreto prevede che l ente non risponde dei reati commessi dai Soggetti Apicali se dimostra: di aver adottato ed efficacemente attuato - prima della commissione del fatto - un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi; di aver affidato a un organismo dell ente, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento; che il reato sia stato commesso eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e gestione; che non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo deputato al controllo. pag. 14 di 81
15 I reati commessi da soggetti sottoposti all altrui direzione possono essere imputati all ente solo se la commissione del reato è stata resa possibile dall inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza. Tali obblighi si presuppongono osservati se l ente, prima della commissione del reato, ha adottato, ed efficacemente attuato, un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. In particolare, il Modello deve rispondere alle seguenti esigenze: individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i Reati previsti dal Decreto; prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai Reati da prevenire; individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione di tali Reati; prevedere obblighi di informazione nei confronti dell organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza del Modello; introdurre un Sistema Disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello. pag. 15 di 81
16 4 PRINCIPI ED ELEMENTI ISPIRATORI DEL MODELLO Il Modello è costituito dall insieme delle regole interne di cui la Società è dotata in funzione delle specifiche attività svolte e dei relativi rischi connessi. Il Modello individua le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati presupposto e definisce i principi comportamentali necessari per evitare che siano commessi. Il Modello considera quali propri principi fondamentali: trasparenza dei comportamenti riferibili alle aree sensibili, di seguito individuate, sia all interno di Compass che nei rapporti con controparti esterne; correttezza da parte di tutti i soggetti facenti capo a Compass, garantita dal rispetto delle disposizioni di legge, di regolamento e delle procedure organizzative interne; tracciabilità delle operazioni relative alle aree sensibili, finalizzata a garantire la verificabilità della coerenza e congruenza delle stesse, anche tramite un appropriato supporto documentale. I principi operativi cui il Modello si ispira sono: i requisiti indicati dal Decreto ed in particolare: o l attribuzione ad un Organismo di Vigilanza del compito di promuovere l attuazione efficace e corretta del Modello; o la messa a disposizione dell Organismo di Vigilanza di risorse adeguate a supportarlo nei compiti affidatigli; o l attività di verifica del funzionamento del Modello con conseguente aggiornamento periodico; o l attività di sensibilizzazione e diffusione, a tutti i livelli aziendali, delle regole comportamentali e delle procedure istituite. la normativa vigente cui devono sottostare gli Intermediari Finanziari, gli Intermediari Assicurativi e gli Istituti di Moneta Elettronica (es. Testo Unico Bancario, Istruzioni di Vigilanza di Banca d Italia, ecc.) i precedenti giurisprudenziali relativi al tema specifico della responsabilità amministrativa delle società ed in generale della tipologia di reati ai quali il Modello si riferisce; le linee guida pubblicate da ABI e Assofin. Tutte le procedure organizzative nonché i Protocolli di cui alla Parte Speciale II costituiscono parte integrante del Modello. Il Modello e l insieme delle procedure sono consultabili da tutti i dipendenti sulla Intranet aziendale e sono oggetto di periodici aggiornamenti. 4.1 POTERI DELIBERATIVI ED AUTONOMIE OPERATIVE Il Consiglio di Amministrazione attribuisce i poteri deliberativi e le autonomie per l operatività della Società, quali, ad esempio, l assunzione di rischi di credito, ecc. pag. 16 di 81
17 Il sistema delle deleghe, deliberato dal Consiglio di Amministrazione ed oggetto di periodiche revisioni, salvo specifiche deroghe per esigenze operative, è basato su organismi collegiali e sul principio della doppia firma degli atti dispositivi da parte di dipendenti nominativamente identificati, suddivisi in tre gruppi, e definisce chi può effettuare le operazioni. Tale sistema costituisce, quindi, un fondamentale elemento di controllo dell operatività. 4.2 L ADOZIONE DEL MODELLO E SUCCESSIVE MODIFICHE Il presente Modello è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società nella seduta del 11/02/2014. Il Modello sarà aggiornato anche su proposta dell Organismo di Vigilanza - in caso di variazioni legislative oppure quando si riterrà necessario modificare le regole e le norme comportamentali. E facoltà dell OdV apportare le variazioni ritenute necessarie ai Protocolli fornendone informativa al Consiglio di Amministrazione e proporre variazioni ai Flussi informativi da / verso l Organismo di Vigilanza. pag. 17 di 81
18 5 ATTIVITA SVOLTE DALLA SOCIETA FINALIZZATE AL RECEPIMENTO DEL D.LGS. 231/01 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI La Società ha adottato tutti gli strumenti di controllo interni ed esterni previsti dalla legislazione vigente e dai Regolamenti emanati da Banca d Italia. Ancor prima dell entrata in vigore del Decreto la Società ha introdotto: una struttura di controllo interno; un Codice Disciplinare Aziendale (oggi Codice Etico). Dopo l introduzione del Decreto, la Società ha effettuato una serie di analisi che hanno consentito: la preliminare identificazione delle unità organizzative che, in considerazione dei compiti e delle responsabilità attribuite, potrebbero potenzialmente essere coinvolte nelle attività a rischio reato ; l individuazione delle principali fattispecie di rischio/reato; la descrizione delle possibili modalità di realizzazione dei comportamenti illeciti; l identificazione degli strumenti di controllo ed i presidi esistenti a fronte del rischio di commissione dei potenziali Reati individuati; l individuazione delle aree aziendali nell ambito delle quali tali condotte illecite si possono realizzare; l integrazione delle procedure e dei principi di comportamento esistenti con nuove disposizioni focalizzate all attività di prevenzione di cui sopra. Al termine dell attività di analisi, la Società ha predisposto la prima versione del Modello Organizzativo (approvata dal Consiglio di Amministrazione del 25 ottobre 2004). L ultima versione del Modello è stata approvata nel corso della seduta del Consiglio di Amministrazione tenutasi in data 21 ottobre Le attività a rischio reato ad oggi ritenute più sensibili per la Società riguardano i rapporti con la Pubblica Amministrazione (per i prodotti Cessione del Quinto e Delegazione di Pagamento), i rapporti con società terze (es. rapporti con i fornitori, partner commerciali, ecc.) e le attività impattate dai reati di riciclaggio e terrorismo per le quali sono stati riscontrati specifici presidi di prevenzione. pag. 18 di 81
19 6 CODICE ETICO Il Codice Etico, in quanto documento riepilogativo dei principi a cui si ispira il Gruppo Mediobanca, è parte integrante del Modello. È necessario sottolineare che il Codice in oggetto ha un importanza generale perché contiene principi etici e di comportamento a cui tutti i destinatari devono attenersi. In conformità delle indicazioni di Mediobanca, il Consiglio di Amministrazione di Compass, nel corso della riunione del 10 settembre 2013, ha approvato l adozione della versione aggiornata del Codice Etico del Gruppo Mediobanca, in vigore a decorrere dalla stessa data, consultabile nel sito intranet aziendale e anche nel sito internet. La Società si impegna a diffondere anche esternamente tali regole comportamentali al fine di assicurare che l attività della Società sia svolta in conformità con i principi etici richiamati nel Codice. pag. 19 di 81
20 7 LE AREE SENSIBILI AI FINI DEL D.LGS. 231/01 L analisi delle attività aziendali ha portato all individuazione delle seguenti aree sensibili ai fini del D. Lgs. 231/01: Redazione e pubblicazione di documenti societari (es. bilanci); Gestione dei rapporti con autorità regolamentari (es. Banca d Italia, UIF); Operazioni su capitale della società; Gestione rapporti con soggetti istituzionali (es. INPS, INAIL, ASL); Offerta e Gestione dei prodotti Compass Gestione dei rapporti di Convenzionamento con la PA (acquisizione / monitoraggio); Gestione dei rapporti di Convenzionamento con partner industriali/ banche/ assicurazioni/agenti/mediatori; Amministrazione del credito; Gestione delle controversie legali e del contenzioso del credito; Affari societari; Ottenimento / gestione di fondi / finanziamenti agevolati; Acquisto di beni e servizi da terzi; Rapporti con studi legali esterni e/o consulenti Definizione delle condizioni commerciali (tassi e compensi) Gestione della liquidità e della finanza di proprietà; Selezione, amministrazione e valutazione del personale; Rapporti con la Pubblica Amministrazione di natura commerciale (es. offerta commerciale non circoscritta al solo prodotto, ma che coinvolge anche aspetti operativi, di processo, ecc.); Conflitto di interesse degli amministratori; Locazione di immobili; Stanziamento di liberalità a favore di soggetti aventi finalità sociali, morali, scientifiche e culturali; Rapporti con soggetti a cui la legge attribuisce attività di controllo; Concorsi a premio / Gestione gadget / Registrazione marchi; Gestione delle informazioni e rapporti con l esterno; Gestione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; Gestione degli adempimenti in materia di antiriciclaggio; Gestione degli adempimenti finalizzati al contrasto del terrorismo; Svolgimento delle attività di risk management/ calcolo e monitoraggio dei rischi (es: calcolo e monitoraggio dei rischi di credito, di liquidità, operativi, etc.) pag. 20 di 81
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