Source: https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7524
Timestamp: 2020-02-28 10:10:02+00:00
Document Index: 65804646

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 1', 'art. 3', 'art.2', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 83']

DELIBERA N. 575 DEL 26 giugno 2019
OGGETTO: Istanza congiunta (per adesione successiva) di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati/Unione dei Comuni Montani del Casentino – Procedura aperta svolta in modalità telematica per l’affidamento dell’incarico per la formazione del Piano Strutturale Intercomunale dei Comuni del Casentino – Importo a base di gara: euro 230.000,00 - S.A.: Unione dei Comuni Montani del Casentino
PREC 74/19/S
Con istanza acquisita al prot. n. 29064 del 9 aprile 2019, il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati ha chiesto all’Autorità di valutare la legittimità della clausola del disciplinare della gara in epigrafe, bandita dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino, che prevede che il gruppo di progettazione sia composto, tra gli altri, da un “esperto in agronomia” il quale deve essere “in possesso di laurea in Scienze Agrarie o Forestali, corso di laurea di 5 anni, abilitato all’esercizio della professione ed iscritto all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali”. Ad avviso dell’istante, la stazione appaltante avrebbe in tal modo illegittimamente attribuito una esclusiva professionale alla menzionata categoria, escludendo, al contempo, quella degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati, che sarebbero identicamente abilitati ai sensi dell’art. 1-bis, comma 16, della legge interpretativa n. 116/2014.
A seguito dell’avvio del procedimento comunicato con nota prot. n. 43974 del 31 maggio 2019, la stazione appaltante ha replicato, con nota acquisita al prot. n. 44789 del 4 giugno 2019, asserendo che i requisiti richiesti sono attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto, tenuto conto che esso riguarda la pianificazione territoriale di un’intera vallata montana con problematiche connesse alla pianificazione forestale molto complesse, e che la giurisprudenza nega che gli Agrotecnici abbiano competenza in materia di pianificazione territoriale e soprattutto forestale (Consiglio di Stato, n. 426/2017).
Il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, con nota acquisita al prot. n. 45421 del 6 giugno 2019, ha ribadito che solo i dottori Agronomi e Forestali hanno competenza in materia di pianificazione territoriale mentre la formazione professionale degli Agrotecnici sarebbe prevalentemente incentrata sugli aspetti economici e gestionali dell’azienda agraria. La competenza degli Agrotecnici non sarebbe stata estesa oltre i limiti di tale professionalità nemmeno in forza della l. 116/2014, poiché essa, in quanto norma interpretativa, non avrebbe potuto ampliare il significato della disposizione interpretata (cfr. Consiglio di Stato, cit.).
L’istante, con nota acquisita al prot. n. 45467 del 6 giugno 2019, ha negato la sussistenza di una esclusiva professionale a favore degli iscritti nell’Albo degli Agronomi in materia di pianificazione territoriale, come confermato da numerosa giurisprudenza, ribadendo che le attività di pianificazione forestale, che peraltro il bando non sembra contemplare, possono essere svolte anche dagli iscritti all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati giusta disposto della legge di “interpretazione autentica” n. 116/2014.
Preliminarmente, si ritiene l’istanza ammissibile sotto il profilo della legittimazione alla presentazione delle istanze di precontenzioso da parte di enti esponenziali, ai sensi dell’art. 3, comma 1, del nuovo Regolamento in materia di precontenzioso, in quanto volta a censurare una clausola del bando potenzialmente in grado di concretizzare una lesione dell’interesse collettivo dell’intera categoria professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati (cfr. Delibera numero 195 del 13 marzo 2019).
Nel merito, si rappresenta quanto segue.
Le competenze proprie degli iscritti all’Albo dei Dottori Agronomi e Forestali sono elencate nell’art.2, comma 1, della legge n. 3/1976, lettere da a) a cc)1 e quelle degli iscritti all’Albo degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati sono esplicitate nell’art. 11, comma 1, della l. 251/1986, lettere da a) a o)2 . La l. n. 3/1976 non contiene una clausola di riserva esclusiva alla competenza dei Dottori Agronomi e Forestali delle attività ivi elencate, anche perché è indubbia l’esistenza di un’area comune di interferenza tra le due professionalità (Consiglio di Stato, 10 aprile 2014, n. 1738; Consiglio di Stato 1 marzo 2017 n. 952), rappresentata essenzialmente dalle funzioni di direzione, amministrazione e gestione di imprese agrarie e zootecniche di medie e piccole dimensioni. È tuttavia altrettanto indubbio che le rispettive sfere di competenza non coincidono, essendo proprie dei Dottori Agronomi e Forestali una serie di competenze che la l. n. 251/1986 non contempla per gli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati. Si fa riferimento, in particolare, per quanto in questa sede interessa, alla materia della pianificazione territoriale e, in specie, forestale. Al riguardo, il Consiglio di Stato, nelle sentenze n. 1738/2014 e n. 426/2017, in ciò non smentito dalla successiva pronuncia n. 9552/2017 né dalla sentenza del TAR Veneto 23 aprile 2018 n. 440, ha esaurientemente argomentato come l’originaria elencazione delle competenze degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati, che non annovera le competenze di pianificazione territoriale e forestale, non sia stata ampliata in tal senso né dalla novella recata dalla legge n. 31/2008 né, in particolare, dell’art. 1-bis, comma 16, della legge interpretativa n. 116/2014. Con particolare riferimento a quest’ultimo intervento normativo, partendo dal principio secondo cui una norma interpretativa non può ampliare il significato della disposizione interpretata, il supremo consesso di giustizia amministrativa ha ritenuto che l’intervento del legislatore si sia limitato a chiarire che le competenze economiche-gestionali, tipiche dell’Agrotecnico, riguardino anche la progettazione, ivi compresa la materia forestale (ovvero, che l’assistenza tecnico-economica alle aziende comprende pure l’attività di progettazione anche forestale), ma che non abbia ampliato le competenze dell’Agrotecnico fino a ricomprendervi anche la progettazione vera e propria, territoriale e forestale, sganciata dall’assistenza tecnico-economica alle aziende agricole e zootecniche.
Ciò posto, il quadro di riferimento sembra delinearsi nei seguenti termini: benché aventi aree di interferenza, le competenze di Dottori Agronomi e Forestali e di Agrotecnici e Agrotecnici Laureati non coincidono, in particolare, per quanto in questa sede interessa, perché agli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati non è riconosciuta competenza in materia di pianificazione territoriale e, in specie, forestale. Da ciò consegue che non può essere invocata da parte degli Agrotecnici una equiparazione automatica tra le due categorie professionali, dovendosi valutare, di volta in volta, quali sono le prestazioni che l’amministrazione richiede ai fini del soddisfacimento dell’interesse pubblico a cui è preposta.
Nel caso in esame, la gara ha ad oggetto la stesura di elaborati tecnici relativi al Piano Strutturale Intercomunale (PSI). Il PSI è uno strumento di pianificazione territoriale che delinea le scelte strutturali e strategiche per il governo del territorio intercomunale. Nel caso de quo, il territorio interessato è rappresentato da una intera vallata montana comprendente anche il territorio di un parco nazionale che, secondo la stazione appaltante, presenta problematiche molto complesse e articolate connesse alla pianificazione forestale. Ai sensi dell’art. 1 (Oggetto dell’appalto) del Disciplinare di gara, gli elaborati riguarderanno la pianificazione urbanistica e paesaggistica, la valutazione ambientale strategica, gli studi geologici, gli studi idraulici, gli studi agronomici e forestali.
Alla luce di quanto considerato, la scelta della stazione appaltante di non equiparare, nel caso di specie, ai Dottori Agronomi e Forestali gli iscritti all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati non appare affetta da illogicità e ragionevolezza ma, al contrario, pertinente e congrua rispetto all’oggetto dell’appalto e all’interesse pubblico perseguito.
Occorre infatti considerare che la stazione appaltante, nell’individuare, nell’esercizio della propria discrezionalità, i requisiti e le capacità necessari per la partecipazione alla gara, è chiamata a effettuare un bilanciamento tra l’interesse pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti, di cui all’art. 83, comma 2, d.lgs. n. 50/2016, e l’interesse pubblico di volta in volta perseguito tramite l’indizione della gara, alla luce del principio di proporzionalità, che esige che ogni requisito individuato sia al tempo stesso necessario e adeguato agli scopi perseguiti. In considerazione di ciò, la mancata apertura alla partecipazione di professionalità non qualificate rispetto all’oggetto della gara non è da ritenersi una restrizione della platea dei potenziali concorrenti che vada oltre lo stretto indispensabile.
la clausola del disciplinare che non equipara gli iscritti all’Albo degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati agli scritti all’Albo dei Dottori Agronomi e Forestali conforme alla normativa di settore.
1«Sono di competenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali le attività volte a valorizzare e gestire i processi produttivi agricoli, zootecnici e forestali, a tutelare l'ambiente e, in generale, le attività riguardanti il mondo rurale. In particolare, sono di competenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali:
cc) le attività, le operazioni e le attribuzioni comuni con altre categorie professionali ed in particolare quelle richiamate nell'articolo 19 del regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274 , ivi comprese quelle elencate sotto le lettere a), d), f), m), n) dell'articolo 16 del medesimo regio decreto n. 274 del 1929 e quelle di cui all'articolo 1 del regio decreto 16 novembre 1939, n. 2229 ed agli articoli 1 e 2 della legge 5 novembre 1971, n. 1086 , nei limiti delle competenze dei geometri».
2 «1. L'iscrizione all'albo degli agrotecnici consente:
c) l'assistenza tecnico-economica agli organismi cooperativi ed alle piccole e medie aziende compresa la progettazione e direzione di piani aziendali ed interaziendali, anche ai fini della concessione dei mutui fondiari, nonché le opere di trasformazione e miglioramento fondiario;
i) la direzione e manutenzione di parchi e la progettazione, direzione e manutenzione di giardini, anche localizzati, gli uni e gli altri, in aree urbane;
o) l'esercizio delle competenze connesse al titolo di specializzazione ottenuto a seguito di regolare corso istituito dallo Stato o dalle regioni».