Source: http://www.legal-blog.it/category/civile/
Timestamp: 2014-10-24 08:29:10+00:00
Document Index: 104991075

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 540', 'art. 540', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 55', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1453', 'art. 1453', 'sentenza ']

Bamboccioni, nessun mantenimento 19 settembre 2014 by Redazione Leave a Comment Il tema dei figli bamboccioni è giunto spesso all’attenzione della Suprema Corte, la quale, in diverse recenti occasioni ed in maniera sempre più stringente, ha delineato i limiti entro i quali i doveri di mantenimento dei genitori trovino riconoscimento, escludendo dunque che la tutela per i figli maggiorenni debba persistere incondizionatamente e a tempo indeterminato.
La Prima Sezione della Corte di Cassazione (Sentenza n. 18076 del 20/08/2014, Presidente M.G. Luccioli – Relatore A.P. Lamorgese) ha affermato, con riguardo ai limiti relativi all’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente, che non è tutelabile il figlio ultraquarantenne disoccupato il quale, pur vivendo in un contesto di crisi economica e sociale, rifiuti ingiustificatamente di acquisire l’autonomia economica tramite l’impegno lavorativo e chieda il mantenimento da parte dei genitori. Continua a leggere »
archiviato in: famiglia etichette: bamboccioni, disoccupazione, figli maggiorenni, mantenimento, prole, ultraquarantenneAddebiti su postepay non autorizzati, il Giudice condanna Poste Italiane 9 luglio 2014 by Gioacchino Celotti Leave a Comment Con la diffusione delle transazioni on line e del correlato uso delle carte di debito o di credito per effettuare i pagamenti si sono moltiplicati i casi di addebiti non autorizzati o fraudolenti, riconducibili a tecniche sempre più sofisticate messe in atto dai moderni truffatori del web.
archiviato in: civile etichette: carta prepagata, giudice di pace, phishing, poste italiane, postepay, sentenzeSocietà in house ed assoggettabilità al fallimento 25 giugno 2014 by Redazione Leave a Comment Con una recente pronuncia, il Tribunale di Napoli, VII Sezione civile, prendendo le mosse dall’intervento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza 25 novembre 2013, n. 26283), ribadisce il proprio orientamento (peraltro, in contrasto con quello della stessa Corte di appello napoletana) in merito alla non assoggettabilità a fallimento delle società cc.dd. in house providing.
archiviato in: fallimentare etichette: Comune di Forio, fallimento, società in house, Torre SaracenaSuccessioni, diritto di abitazione e coniuge separato 13 giugno 2014 by Redazione Leave a Comment Il diritto di abitazione sulla casa familiare, che l’art. 540 cod. civ. riserva al coniuge del “de cuius”, non spetta al coniuge separato, ancorché immune da addebito, se la cessazione della convivenza nel regime di separazione personale ha spezzato il collegamento dell’immobile con la destinazione a residenza familiare.
archiviato in: civile, famiglia etichette: art. 540 c.c., diritto di abitazione, separazione, successioniLa Cassazione sulla responsabilità del direttore del giornale 13 maggio 2014 by Redazione Leave a Comment La responsabilità del direttore del giornale per i danni conseguenti alla diffamazione a mezzo stampa sussiste in ipotesi di omesso controllo, sia preventivo che “ex post”, sui contenuti degli articoli da pubblicare, tale da impedire la commissione di fatti lesivi dell’altrui reputazione. Il principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione (Terza Sezione Civile, Presidente M. M. Chiarini, Relatore L. Rubino) con la sentenza 12 maggio 2014, n. 10252.
archiviato in: civile, informazione etichette: diffamazione a mezzo stampa, direttore responsabile, quotidianoEquo indennizzo anche per il soccombente 9 maggio 2014 by Redazione Leave a Comment La Corte di Appello di Reggio Calabria dubita della legittimità costituzionale del comma 3 dell’art. 2-bis della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell’articolo 375 del codice di procedura civile), articolo aggiunto dall’art. 55, comma 1, lettera b), del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 134.
I giudici rimettenti muovono dal presupposto interpretativo secondo cui il limite del valore del diritto accertato dal giudice, previsto dall’impugnato comma 3 dell’art. 2-bis della legge n. 89 del 2001, comporta l’impossibilità di liquidare un indennizzo a titolo di equa riparazione della violazione del diritto alla ragionevole durata del processo, in favore di chi − attore o convenuto − sia risultato, nello stesso, soccombente.
Secondo la Corte costituzionale (ordinanza 9 maggio 2014, n. 124) tale interpretazione è erronea perché la disposizione censurata, nella parte in cui dispone che la misura dell’indennizzo liquidabile a titolo di equa riparazione «non può in ogni caso essere superiore […] al valore del diritto accertato dal giudice», deve essere intesa nel senso che essa si riferisce ai soli casi in cui questi accerti l’esistenza del diritto fatto valere in giudizio e non anche, come invece ritenuto dai giudici a quibus, al caso dell’accertamento dell’inesistenza di tale diritto e, quindi, della soccombenza (dell’attore) e non comporta l’impossibilità di liquidare un indennizzo in favore della parte risultata soccombente nel processo presupposto. Continua a leggere »
archiviato in: civile etichette: corte costituzionale, equa riparazione, legge Pinto, soccombenzaRisoluzione per inadempimento in corso di causa, consentita contestuale domanda di risarcimento 17 aprile 2014 by Redazione Leave a Comment Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, a composizione di un contrasto, con la sentenza 11 aprile 2014, n. 8510 (Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Giusti) hanno enunciato il principio secondo cui la parte che, ai sensi dell’art. 1453, secondo comma, cod. civ., chieda la risoluzione del contratto per inadempimento nel corso del giudizio dalla stessa promosso per ottenere l’adempimento, può domandare, contestualmente all’esercizio dello ius variandi, oltre alla restituzione della prestazione eseguita, anche il risarcimento dei danni derivanti dalla cessazione degli effetti del regolamento negoziale.
archiviato in: civile etichette: art. 1453 cod. civ., azione di adempimento, ius variandi, risarcimento danni, risoluzione per inadempimentoL’azienda può essere usucapita 7 marzo 2014 by Redazione Leave a Comment Con la sentenza del 5 marzo 2014, n. 5087, le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Ceccherini) hanno enunciato il principio secondo il quale, ai fini della disciplina del possesso e dell’usucapione, l’azienda, quale complesso dei beni organizzati per l’esercizio dell’impresa, deve essere considerata come un bene distinto dai singoli componenti, suscettibile di essere unitariamente posseduto e, nel concorso degli altri elementi indicati dalla legge, usucapito.
archiviato in: civile etichette: azienda, Cassazione, Sezioni Unite, usucapioneIrragionevole durata del processo, contumacia non preclude diritto all’equa riparazione 15 gennaio 2014 by Redazione Leave a Comment Le Sezioni unite della Suprema Corte di Cassazione – risolvendo un contrasto delineatosi nell’ambito della giurisprudenza di legittimità – hanno enunciato il principio secondo il quale la contumacia della parte non preclude il riconoscimento del diritto all’equa riparazione per irragionevole durata del processo. Continua a leggere »
archiviato in: civile etichette: contumacia, equa riparazione, equo indennizzo, legge Pinto1