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Timestamp: 2019-09-16 08:10:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 395', 'art. 384', 'art. 391', 'art. 395', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 24', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 625', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 395', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 395', 'art 391']

Art 391-bis cpc | Codice di Procedura Civile | Correzione degli errori materiali e revocazione dell...
Art. 391-bis c.p.c. Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione.
Se la sentenza o l'ordinanza pronunciata dalla Corte di cassazione è affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'articolo 287, ovvero da errore di fatto ai sensi dell'articolo 395, numero 4), la parte interessata può chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli articoli 365 e seguenti. La correzione può essere chiesta, e può essere rilevata d'ufficio dalla Corte, in qualsiasi tempo. La revocazione può essere chiesta entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione ovvero di sei mesi dalla pubblicazione del provvedimento. Sulla correzione la Corte pronuncia nell'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 380-bis, primo e secondo comma. Sul ricorso per correzione dell'errore materiale pronuncia con ordinanza. Sul ricorso per revocazione pronuncia con ordinanza se lo dichiara inammissibile, altrimenti rinvia alla pubblica udienza. Sul ricorso per revocazione, anche per le ipotesi regolate dall'articolo 391-ter, la Corte pronuncia nell'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 380-bis, primo e secondo comma, se ritiene l'inammissibilità, altrimenti rinvia alla pubblica udienza della sezione semplice. In caso di impugnazione per revocazione della sentenza della Corte di cassazione non è ammessa la sospensione dell'esecuzione della sentenza passata in giudicato, né è sospeso il giudizio di rinvio o il termine per riassumerlo.
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Art. 391-ter chevron_right
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 nov 2015, n. 23833
È inammissibile il ricorso per revocazione ai sensi dell'art. 395, n. 5, c.p.c. nei confronti delle sentenze pronunziate dalla Corte di cassazione, trattandosi di motivo di revocazione non contemplato dalla disciplina positiva; né è possibile pervenire, in via interpretativa, ad una differente soluzione per le sentenze che abbiano deciso nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c. giacché l'art. 391 ter c.p.c., introdotto dal d.lgs. n. 40 del 2006, pur ampliando il novero dei mezzi di impugnazione esperibili avverso dette pronunce, non ha incluso tale ipotesi.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 lug 2013, n. 17557
L'impugnazione per revocazione proposta, ex art. 395, n. 5, cod. proc. civ., avverso una sentenza pronunciata dalla Corte di cassazione è inammissibile, risultando l'ipotesi ivi contemplata esclusa dalla previsione dei precedenti artt. 391 bis e ter.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 gen 2013, n. 151
Non è ammissibile l'impugnazione dell'ordinanza con la quale la Corte di cassazione abbia disposto la cancellazione di una causa dal ruolo generale dei ricorsi civili e l'iscrizione nel ruolo generale dei ricorsi penali, atteso che le pronunce della Corte, in qualsiasi forma emesse, non sono ulteriormente impugnabili per errori di diritto o di procedura e che un eventuale vizio revocatorio sarebbe rilevante unicamente nei provvedimenti decisori menzionatidall'art. 391-bis cod. proc. civ., non anche nel provvedimento di che trattasi, meramente ordinatorio.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 dic 2010, n. 24305
In tema di procedimento disciplinare dei magistrati, l'art. 24 del d. lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, come modificato dall'art. 1, comma 3, della legge 24 ottobre del 2006, n. 269, prevede, che contro le sentenze della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, può essere proposto ricorso per cassazione, nei termini e con le forme previsti dal codice di procedura penale, ma non anche che possano essere esperiti, contro la sentenza resa dalle Sezioni Unite civili, gli ulteriori rimedi previsti dal codice di procedura penale, con conseguente improponibilità del ricorso straordinario per errore di fatto, di cuiall'art. 625-bis cod. proc. pen., dovendosi, peraltro, escludere la convertibilità dello stesso in ricorso per revocazione, ai sensidell'art. 391-bis cod. proc. civ., per difetto di notificazione alle controparti.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 23 dic 2009, n. 27218
L'attività di specificazione o di interpretazione di una sentenza di Cassazione (nella specie richiesta in riferimento alla liquidazione delle spese nei confronti di più parti costituite) non può essere oggetto nè del procedimento di correzione di errore materiale, nè di quello per revocazione, a norma dell'art. 391- bis cod. proc. civ., con conseguente inammissibilità del relativo ricorso.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 23 gen 2009, n. 1666
A normadell'art. 395, primo comma, n. 4, cod. proc. civ., una sentenza può essere oggetto di revocazione solo quando sia effetto del preteso errore di fatto e cioè unicamente nell'ipotesi in cui il fatto che si assume erroneo costituisca il fondamento della decisione revocanda o rappresenti l'imprescindibile, oltre che esclusiva, premessa logica di tale decisione, sìcche tra il fatto erroneamente percepito, o non percepito, e la statuizione adottata intercorra un nesso di necessità logica e giuridica tale da determinare, in ipotesi di percezione corretta, una decisione diversa. (Nella specie, nel ricorso per revocazione avverso un'ordinanza della Corte di cassazione si assumeva come fatto specifico l'inesistenza della norma in base alla quale era stata dichiarata sussistente, in un giudizio per regolamento preventivo, la giurisdizione del giudice ordinario, per essere tale norma entrata in vigore successivamente - di ben due mesi - alla data in cui la decisione risultava essere stata adottata in camera di consiglio; le S.U., nel dichiarare inammissibile il ricorso, hanno precisato che la data della decisione assunta nella camera di consiglio serve unicamente ad individuarne il momento di adozione, ma non già le ragioni di fatto e di diritto che supportano la decisione stessa, non potendo così inferirsi dalla motivazione del provvedimento revocando, in cui si faceva riferimento alla norma inesistente al momento della decisione, che quest'ultima, così come cristallizzata nel dispositivo, non fosse stata già adottata, quand'anche per ragioni giuridiche diverse dalla esistenza della disposizione di legge poi sopravvenuta, nella camera di consiglio indicata nel provvedimento revocando).
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 30 ott 2008, n. 26022
In tema di revocazione delle sentenze della Corte di cassazione, l'errore revocatorio è configurabile nelle ipotesi in cui la Corte sia giudice del fatto e, in particolare, quando abbia valutato sull'ammissibilità e procedibilità del ricorso, e si individua nell'errore meramente percettivo, risultante in modo incontrovertibile dagli atti e tale da aver indotto il giudice a fondare la valutazione della situazione processuale sulla supposta inesistenza (od esistenza) di un fatto, positivamente acquisito (od escluso) nella realtà del processo, che, ove invece esattamente percepito, avrebbe determinato una diversa valutazione della situazione processuale, e non anche nella pretesa errata valutazione di fatti esattamente rappresentati. Ne consegue che non risulta viziata da errore revocatorio la sentenza della Corte di Cassazione nella quale il collegio abbia dichiarato l'inammissibilità del ricorso per motivi attinenti al merito delle questioni ed a valutazioni di diritto, e segnatamente alla asserita erronea applicazione di norme processuali, vertendosi, in tali casi, su errori di giudizio della Corte, con conseguente inammissibilità del ricorso per revocazione.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 apr 2008, n. 10867
Avverso le sentenze di mera legittimità della Corte di cassazione non è ammissibile l'impugnazione per revocazione per contrasto di giudicati, ai sensidell'art. 395, n. 5, cod. proc. civ., non essendo tale ipotesi espressamente contemplata nella disciplina anteriore al d.lgs. n. 40 del 2006 (applicabile nella specie), né in quella successiva (artt. 391 "bis" e 391 "ter" cod. proc. civ.), secondo una scelta discrezionale del legislatore - non in contrasto con alcun principio e norma costituzionale, atteso che il diritto di difesa e altri diritti costituzionalmente garantiti non risultano violati dalla disciplina delle condizioni e dei limiti entro i quali può essere fatto valere il giudicato, la cui stabilità rappresenta un valore costituzionale - condivisibile anche alla luce della circostanza che l'ammissibilità di tale impugnazione sarebbe logicamente e giuridicamente incompatibile con la natura delle sentenze di mera illegittimità, che danno luogo solo al giudicato in senso formale e non a quello sostanziale, per cui un contrasto di giudicati potrebbe verificarsi soltanto in sede di giudizio di rinvio dove deve essere deciso il merito della causa.
Art. 380-bis c.p.c.
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