Source: https://www.listadelpopolo.it/forums/topic/cittadini-e-lavoro/
Timestamp: 2019-03-27 00:39:14+00:00
Document Index: 18973795

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 35', 'art.1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 1']

Discussione: [O] Attuazione Titolo “Rapporti Economici” – Lavoro
[O] Attuazione Titolo “Rapporti Economici” – Lavoro
Home › Forum › Forum del Programma Elettorale › [O] Attuazione Titolo “Rapporti Economici” – Lavoro › [O] Attuazione Titolo “Rapporti Economici” – Lavoro
Questo argomento contiene 10 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da Alessandro Belfiore 1 anno, 2 mesi fa.
23 dicembre 2017 alle 15:09 #605
art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […] rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale […],
art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro […],
art. 35 – […] tutela il lavoro. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. […],
artt. 36, 37 e 38 – Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione […] sufficiente […]
La durata massima della giornata lavorativa […],
artt. 39-40 – […] Il diritto di sciopero […]
23 dicembre 2017 alle 16:36 #675
23 dicembre 2017 alle 17:17 #686
“Prima di tutto il lavoro” deve essere lo slogan di una Lista che ha come obiettivo l’attuazione della Costituzione atteso il contenuto dell’art.1. In particolare, in riferimento è sostanziale l’attuazione dei connessi articoli 36, 37 e 38 della Costituzione, “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione […] sufficiente […] La durata massima della giornata lavorativa […]”.
Nessun Datore di Lavoro (Ente, Impresa, Associazione) può riconoscere per una prestazione di lavoro (anche del Terzo Settore, se svolta a favore di terzi) un compenso orario corrispettivo inferiore a 9,00 euro lorde, incluso mensilità differite. Tale somma è annualmente rivalutata in base al tasso d’inflazione.
La durata massima settimanale di lavoro è stabilita in ore 35.
Nelle aziende e negli enti che occupano 15 o più lavoratori dipendenti, anche se a tempo determinato, viene ripristinato l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Nelle stesse aziende è vietato il lavoro interinale.
24 dicembre 2017 alle 15:33 #742
Vogliamo il ripristino di tutti i diritti costituzionali persi in questi ultimi 30 anni. Via la legge Fornero, il Fiscal Compact, il Job Act e i 46 tipi di contratti di lavoro oggi esistenti.
Calci negli stinchi ai traditori della carta dei nostri diritti – PD, PDL, Lega nord – che hanno votato queste leggi e che hanno ridotto il paese nelle condizioni che conosciamo.
24 dicembre 2017 alle 16:01 #752
Poiché la Costituzione è fondata sul diritto del lavoro, qualsiasi persona ha diritto a un posto di lavoro da cui trarre un sostentamento per vivere, lo Stato deve inquadrare e collocare i lavoratori per grado d’istruzione, formazione, specializzazione ed esperienza, nei settori produttivi utili alla società.
Se nel rapporto forza lavoro ci sono degli esuberi, automaticamente si riduce l’orario della giornata lavorativa in proporzione ai bisogni collettivi dei cittadini, mentre chi non può lavorare per motivi di incapacità, va sostenuto con un reddito di sopravvivenza, perché nessuno deve morire di fame in un’Italia giusta.
24 dicembre 2017 alle 16:21 #760
In riferimento a quanto detto sopra da Clirim Muca, un tale sistema di garanzia di lavoro non esiste neanche in Paesi socialisti, certo no in Cina, forse a Cuba o Corea del Nord. Quello di cui lui parla è non il diritto al lavoro, ma un lavoro garantito dallo Stato. Io sono per una economia di mercato regolata dallo Stato (tipo Cina e un po’ meno Russia), non possiamo vagheggiare cose sbagliate e irrealistiche, nel ns programma.
24 dicembre 2017 alle 16:22 #761
Vi evidenzio una cosa: nessuno fa una proposta concreta in tema di lavoro. Il diritto al lavoro, sancito dalla Costituzione è disatteso, in campo ci sono le politiche liberiste e quelle assistenzialiste, sbagliate e demagogiche (Reddito di cittadinanza) due facce della stessa medaglia.
Resta il fatto che nessuno fa una proposta seria che dia sostanza al diritto al lavoro, che io traduco in una proposta sul Lavoro di cittadinanza.
31 dicembre 2017 alle 14:00 #970
• abolizione legge 30 (Biagi/Maroni) e ritorno all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori,
• disincentivazione del precariato attraverso la semplificazione delle tipologie contrattuali,
• rispetto delle leggi ed inasprimento delle sanzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come previsto dall’Europa,
• no all’innalzamento generalizzato dell’età pensionabile e mantenimento delle pensioni di anzianità, tenendo presente che esistono lavori usuranti,
• introduzione di meccanismi flessibili per la scelta della età in cui andare in pensione,
• individuazione di nuove formule per garantire una più estesa partecipazione lavorativa e una migliore conciliazione dei tempi di lavoro e tempi di vita: ridurre l’orario di lavoro, favorire il part time e far decollare il telelavoro. L’Italia, considerando l’Europa, è ultima in classifica per il telelavoro: ha il 3,9% degli occupati contro una media europea dell’8,4%,
• creazione di una rete nazionale di centri per l’impiego che per legge contribuisca alla previsione dell’andamento del mercato del lavoro, allo scopo di migliorare l’occupazione,
• facilitare, grazie a corsi di aggiornamento certificati e controllati, il reinserimento dei disoccupati,
1 gennaio 2018 alle 15:20 #992
ANALISI: Il continuo progresso tecnologico e l’impiego di capitali in manovre speculative stanno sempre più riducendo i posti di lavoro; è ormai palese che il lavoro non è più un elemento fondamentale nel processo di creazione di ricchezza. E paradossalmente il sogno più antico dell’uomo, la liberazione dal lavoro, si sta trasformando in un incubo, l’uomo odierno soffre di “alienazione da lavoro” si appiattisce completamente nella sua attività lavorativa quasi come se questa fosse divenuta l’unico indicatore della riconoscibilità di un essere umano all’interno di un sistema dove le persone assumono sempre meno importanza
PROPOSTE: riportare i capitali nelle aziende attraverso la maggior tassazione dei capitali investiti in speculazione a favore di quelli reinvestiti nell’impresa; – favorire l’accesso dei lavoratori alla proprietà dell’azienda, in modo da poter prendere parte alle decisioni che li riguardano; – garantire a tutti coloro che sono stati espulsi dal mercato del lavoro, o non riusciranno mai ad entrarvi, un livello di vita degno.
10 gennaio 2018 alle 11:16 #1130
– Centralità del lavoro, diritto e dovere di ogni cittadino, al quale lo Stato deve offrire, in ultima istanza, una proposta di lavoro e di formazione (Lavoro di cittadinanza), con contratto a tempo determinato, finalizzata alla realizzazione di Progetti di pubblica utilità, nell’ambito di Piani del Lavoro, partecipati dal basso, di valenza nazionale e regionale;
– Garantire nei periodi di disoccupazione, l’erogazione di un reddito minino, con copertura previdenziale;
10 gennaio 2018 alle 12:19 #1134
Una proposta per la regione Marche
Progetti in lavori di Pubblica Utilità
e Lavori di Utilità Sociale
1 – Finalità e obiettivi generali
Questa proposta si inserisce nell’ambito del dibattito nazionale sugli strumenti più idonei da mettere in campo per contrastare la disoccupazione ed evitare i rischi di una crescente marginalizzazione dal mercato del lavoro e sociale, di una parte consistente della popolazione ed in particolare dei giovani, nel contesto della crisi in atto.
Le previsioni sul perdurare della crisi, non lasciano spazio ad ulteriori indugi e ci obbligano a mettere in campo misure in grado di incidere positivamente nel tessuto sociale ed economico della regione, facendo ricorso al sostegno di risorse pubbliche e, nello specifico del presente intervento, con risorse Comunitarie.
Si tratta di rispondere alla duplice esigenza di creare opportunità di lavoro per realizzare interventi ed opere, necessarie e utili, per i territori e le comunità sociali e nello stesso tempo restituire dignità, lavoro e reddito, ai soggetti disoccupati e inoccupati coinvolti in tali “Progetti in Lavori di Pubblica Utilità” e in “Lavori di Utilità Sociale”.
Tale proposta è pienamente conforme e coerente con il dettato Costituzionale ed in particolare relativamente agli art. 1, 4, 35, 36 e 37, e rientra a pieno titolo sia nelle politiche comunitarie e nazionali di “politica attiva del lavoro”, sia delle politiche di sostegno al reddito e di contrasto alle povertà, così come agli obiettivi indicati nella programmazione del POR FSE Marche 2014/2020, come sotto più precisamente specificato.
Si tratta in sostanza di provare a rilanciare la domanda pubblica, con il sostegno agli investimenti per finalità progettuali in determinati ambiti, per le tante e necessarie piccole e medie opere, per le manutenzioni ordinarie e straordinarie urbane e del verde pubblico, dei parchi, dei fiumi, così come nelle reti idriche e delle acque reflue, nel campo della raccolta, gestione e trattamento dei rifiuti differenziati, della pulizia e decoro degli ambienti urbani, così come nella gestione di servizi di interesse sociale ed assistenziale.
I “Progetti in lavori di Pubblica Utilità” sono promossi dagli Enti pubblici di cui al successivo punto 2.a, detti “Soggetti promotori” e possono essere anche attuati, ovvero realizzati o gestiti in base alle normative vigenti in materia di affidamenti e appalti, da soggetti privati, detti anche “Soggetti attuatori”, così come diversamente declinati al punto 2.b.
I Progetti dovranno avere come oggetto i seguenti campi di intervento:
a.	lavori di recupero, di ristrutturazione, di rifacimento, di manutenzione straordinaria, di bonifica, ecc…., finalizzati al decoro urbano e del verde pubblico, nonché al recupero e riutilizzo dei beni immobiliari pubblici, nonché ad eventuali funzioni di controllo e vigilanza atta a prevenire atti vandalici dei medesimi beni e più in generale dell’ambiente urbano;
b.	lavori eco-sostenibili di manutenzione straordinaria, ripristino, pulizia e miglioramento del territorio, dei parchi e delle aree verdi extraurbane ed in particolare dei loro sistemi idrogeologici;
c.	lavori eco-sostenibili di rifacimento, di potenziamento o di manutenzione straordinaria, delle reti idriche e delle acque reflue e dei sistemi di depurazione delle stesse;
d.	lavori nella raccolta differenziata e gestione del ciclo dei rifiuti (raccolta, trattamento, recupero e riutilizzo), con particolare riferimento alla raccolta con il metodo del cosiddetto “porta a porta”, nonché alle funzioni di educazione e sensibilizzazione della cittadinanza, dei controlli e vigilanza dei punti di raccolta, dell’abbandono degli stessi in luoghi impropri e delle discariche abusive urbane ed extraurbane e più in generale dell’ambiente urbano centrale e periferico, anche al fine di prevenire atti vandalici;
e.	lavori nelle opere di ricostruzione e di riassetto del territorio, nelle aree marchigiane colpite dagli eventi sismici del 2016 e facenti parte del cosiddetto “cratere” (oppure: colpiti da eventi sismici o da altri fenomeni naturali per i quali lo Stato e/o la Regione abbiano dichiarato lo “stato di calamità naturale”.