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Timestamp: 2017-01-17 10:55:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 111', 'art. 447', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 647', 'sentenza ', 'art. 186']

HOME Codice proc. civile Articoli Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015 Codice proc. civile Art. 186-ter cod. proc. civile: Istanza di ingiunzione L’AUTORE: Redazione
Fino al momento della precisazione delle conclusioni, quando ricorrano i presupposti di cui all’articolo 633, primo comma, numero 1), e secondo comma, e di cui all’articolo 634, la parte può chiedere al giudice istruttore, in ogni stato del processo, di pronunciare con ordinanza ingiunzione di pagamento o di consegna. Se l’istanza è proposta fuori dall’udienza il giudice dispone la comparizione delle parti ed assegna il termine per la notificazione.
Caratteristiche dell’ordinanza.
In tema di imposta di registro, l’ordinanza ingiuntiva di cui all’art. 186-ter c.p.c. rientra tra i provvedimenti giudiziari assoggettabili all’imposta, ai sensi dell’art. 37, comma 1, D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, in quanto, pur non essendo espressamente indicata nella norma da ultimo citata, va considerata come rientrante nella medesima categoria del decreto ingiuntivo, invece esplicitamente previsto dall’art. 37 cit. Cass. 28 febbraio 2011, n. 4803; conforme Cass. 28 luglio 2010, n. 17607.
La disciplina contenuta nell’art. 186-ter c.p.c., con riferimento all’ordinanza-ingiunzione di pagamento o di consegna in corso di causa, non contempla l’apertura di una fase autonoma di opposizione, svincolata dal giudizio di merito pendente nel quale è stata emessa, né la sua definitività con gli effetti del giudicato in caso di omessa opposizione, prevedendo piuttosto che il processo debba proseguire regolarmente, affinché la condanna provvisoria venga revocata, modificata o confermata dalla sentenza conclusiva, dalla quale è necessariamente destinata ad essere sostituita o assorbita. Infatti, detto provvedimento anticipatorio è assoggettato al regime delle ordinanze revocabili di cui agli artt. 177 e 178 comma 1 c.p.c., e, come tale, è inidoneo ad assumere contenuto decisorio e ad incidere con l’autorità del giudicato su posizioni di diritto sostanziale. Di conseguenza, poiché gli eventuali vizi di tale ordinanza devono essere fatti valere nel giudizio di merito nel corso del quale viene adottata, la costituzione in giudizio del contumace a seguito dell’avvenuta notificazione dell’ordinanza medesima nei suoi confronti deve intendersi necessariamente come accettazione del contraddittorio in ordine alla controversia nel suo complesso. Cass., Sez. Un., 29 gennaio 2007, n. 1820.
Ordinanza di ingiunzione e domande restitutorie.
Pronunciata dal giudice istruttore ordinanza d’ingiunzione provvisoriamente esecutiva ex art. 186-ter c.p.c. e revocata, successivamente, soltanto l’efficacia esecutiva dell’ordinanza stessa, il debitore ingiunto, il quale abbia medio tempore pagato la somma portata dall’ingiunzione (ancora) provvisoriamente esecutiva a seguito di intimazione ad adempiere contenuta in atto di precetto notificatogli dal creditore, non può instaurare autonomo e distinto (rispetto al processo in cui è stata emessa l’ordinanza d’ingiunzione) procedimento di ingiunzione ai sensi degli artt. 633 e ss. c.p.c. al fine di far valere la propria pretesa restitutoria, atteso che gli errori e/o i vizi afferenti all’ordinanza di ingiunzione ovvero al sub-procedimento nell’ambito del quale essa è stata adottata possono essere emendati esclusivamente in tale ambito, mediante la sua revoca e/o la sua modifica ad opera dello stesso giudice che l’ha pronunciata, oppure nel più ampio ambito della decisione che definisce il giudizio di merito, ed in tali ambiti esclusivamente possono e debbono inserirsi anche le domande restitutorie del debitore ingiunto. Cass. 4 giugno 2003, n. 8917.
È inammissibile - siccome proposto contro un provvedimento non avente natura decisoria - il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost. avverso l’ordinanza con la quale il Pretore dispone la revoca del precedente provvedimento di trasformazione del rito ex art. 447-bis c.p.c. e la revoca dell’ordinanza di ingiunzione ex art. 186-ter c.p.c., rinviando la causa per la precisazione delle conclusioni. Cass. 15 giugno 1999, n. 5944.
Ordinanza-ingiunzione e regolamento di giurisdizione.
Ordinanza-ingiunzione e giudicato.
Qualora in un giudizio di primo grado sia stata emessa ordinanza ingiuntiva nei confronti del contumace e costui, a seguito di regolare notificazione del provvedimento, non si sia costituito, la successiva definizione del giudizio con sentenza di «conferma» dell’ordinanza anziché con ordinanza, dichiarativa dell’esecutività del provvedimento stesso ai sensi dell’art. 647 c.p.c. e della definizione del giudizio per effetto di esso, concreta una nuova statuizione sull’oggetto deciso con il provvedimento ingiuntivo, da intendersi come consapevole disconoscimento della sua efficacia di giudicato per la mancata costituzione del contumace. Ne consegue che, ove la sentenza venga appellata dal debitore ingiunto contumace, è onere del creditore dedurre con appello incidentale la violazione del giudicato commessa dal giudice di primo grado con detto disconoscimento e che, in mancanza, il giudice dell’appello correttamente ritiene coperta da giudicato interno tale violazione e si considera impossibilitato a rilevarla, reputandosi in conseguenza investito dell’effetto devolutivo dell’appello anche sull’oggetto deciso dall’ordinanza-ingiunzione. Cass. 6 giugno 2006, n. 13252.
Ordinanza-ingiunzione e ricorso straordinario.
L’ordinanza ex art. 186-ter c.p.c., anche quando contiene una delibazione incidentale su una questione di giurisdizione, è soggetta alla disciplina di cui agli artt. 177 e 178 c.p.c. e non può mai pregiudicare la decisione della causa, sicché essa non è impugnabile con ricorso straordinario per cassazione. Cass. 26 maggio 2006, n. 12623.
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