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Timestamp: 2019-10-16 03:04:25+00:00
Document Index: 129545850

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 93', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 2054', 'art. 148', 'art. 2729', 'art.2054', 'art. 2054', 'art. 93']

Giudice di Pace di Bassano del Grappa 18.12.2006 n.1092 - testo integrale Sentenza
Giudice di Pace di Bassano del Grappa 18.12.2006 n.1092
Sinistro stradale · risarcimento danni · 2054 · presunzioni · esclusione
a cura dell'Avv. Daniele Giacetti - www.studiolegalegiacetti.it
su: http://www.bassano.tribunale.org/index.php?iddoc=427
sentenza n. 1092/2006 Sent. - n. 1090/2005 R.G.
n. 7648 Cron.- n. 364/2006 Rep. - Data del deposito 21.12.2006
Il Giudice di Pace di Bassano del Grappa, nella persona dell’Avv. Francesco Scarso
nella causa iscritta al n. 1090/2005 R.G. promossa con atto di citazione depositato presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Bassano del Grappa il 20-09-2005
Tizio, omissis, rappresentato e difeso dall’avv. Daniele Giacetti
Alfa, in persona del legale rappresentante pro tempore, omissis
Caio, omissis
Beta, in persona del legale rappresentante pro tempore, omissis
in punto: risarcimento da sinistro stradale
Conclusione per la parte attrice:
Attese le risultanze istruttorie e la mancata contestazione di controparte in ordine al quantum debeatur, accertata e dichiarata l’esclusiva responsabilità del conducente del veicolo dei convenuti nella produzione del sinistro per cui è causa, condannarsi i medesimi, in via tra loro solidale, al risarcimento dei danni tutti sopportati dall’attore, liquidando gli stessi nella misura di €9942,58, già detratti gli acconti ricevuti dallo stesso, ovvero in quella maggiore o minore che sarà ritenuta di giustizia, oltre gli interessi di legge dal dovuto al saldo.
Con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa, come da nota spese, da detrarsi a favore dell’avv. Daniele Giacetti ex art. 93 c.p.c.
In via principale: accertata e dichiarata la corresponsione all’attore della somma di €2700,00 da parte di Beta s.p.a., rigettarsi le domande tutte svolte nei confronti dei convenuti giacché infondate in fatto e in diritto per le ragioni esposte in narrativa.
In via subordinata: accertata e dichiarata la corresponsione all’attore della somma di €2700, 00 da parte di Beta s.p.a., ridurre di conseguenza il maggiore importo che dovesse eventualmente risultare concretamente dovuto all’attore a titolo di risarcimento danni.
Con atto di citazione notificato rispettivamente il 25-06-2005, il 25-06-2005 e 27-06-2005 a Caio, a Alfa ed a Beta, l’attore Tizio evocava in giudizio, per l’udienza del 23-09-2005, i suddetti convenuti, per sentirli condannare, in solido tra loro, al risarcimento dei danni da lui patiti in seguito al sinistro stradale occorso in Nove il 15-06-2004, quando il ciclomotore da lui condotto veniva urtato dall’autoveicolo tg. omissis di proprietà della soc. Alfa, condotto da Caio e assicurato per la r.c. dalla soc. Beta, il quale, sopraggiungendo da tergo nel medesimo senso di marcia, nell’effettuare il sorpasso del ciclomotore condotto dall’attore, collideva con lo stesso che circolava in prossimità del margine destro della carreggiata.
All’udienza suddetta, i convenuti si costituivano depositando comparsa di risposta; non essendo comparse personalmente le parti, non poteva essere esperito il tentativo di conciliazione.
Il Giudice, concesso il doppio termine a parte attrice e parte convenuta, rinviava all’udienza del 12-01-2006. Dopo riserva, veniva ammesso l’interrogatorio formale di Caio e prova per testi nella persona di un verbalizzante intervenuto per i rilievi del sinistro stradale, non ammettendo, allo stato, c.t.u. contabile e c.t.u. ricostruttiva del sinistro.
Per l’espletamento delle prove veniva fissata l’udienza del 06-04-2006, nella quale veniva escusso il teste Sempronio; non essendo potuto comparire il convenuto Caio, il Giudice rinviava per il suddetto incombente all’udienza del 06-06-2006.
Alla suddetta udienza, reso l’interrogatorio formale da parte di Caio e rigettata l’ulteriore richiesta di c.t.u. ricostruttiva del sinistro, il Giudice, avendo acquisito sufficienti elementi di giudizio, invitava le parti a precisare le conclusioni; le stesse venivano precisate secondo i rispettivi atti introduttivi.
Concesso termine alle parti fino al 14-06-2006 per deposito di nota spese, il Giudice tratteneva la causa in decisione.
Con provvedimento del 07-06-2006 il Giudice di Pace revocava il provvedimento del 06-06-06 di assegnazione della causa a sentenza e disponeva la riapertura dell’istruttoria, nominando consulenti tecnici in ordine alla chiesta ricostruzione del sinistro (Mevio) e un consulente medico per la quantificazione del danno alla salute (Cesare), rinviando all’udienza del 21-07-2006 per la riapertura della fase istruttoria, per il giuramento dei consulenti e per la nomina dei consulenti di parte.
Alla suddetta udienza comparivano i difensori delle parti: il patrocinio di parte convenuta dichiarava di aderire all’astensione dalle udienza proclamata dall’Organismo Unitario degli Avvocati, alla stessa non aderiva il patrocinio di parte attrice, rimettendosi comunque alla decisione del Giudice in ordine a rinvio dell’udienza.
Preso atto di ciò, il Giudice rinviava all’udienza del 10-10-2006, alla quale compariva il consulente tecnico dr. Cesare; non compariva, invece, il consulente tecnico Mevio. Le parti concordemente chiedevano la revoca dell’ordinanza di nomina dei suddetti consulenti, avendo esse raggiunto accordi in ordine alla quantificazione del danno alla salute; il Giudice, di ciò preso atto in tal senso disponeva, indi, dopo discussione, egli tratteneva la causa in decisione, concedendo termini alle parti rispettivamente fino al 15-11-2006 e 05-12-2006 per deposito di note conclusive.
MOTIVI DELLA DECISIONE: IN FATTO E IN DIRITTO
Caio, a bordo dell’autovettura tg. omissis, assicurata per la r.c. dalla s.p.a. Beta, mentre stava percorrendo via Munari di Nove, giunto nel tratto di strada, posto in curva, in prossimità dell’intersezione, sul lato opposto, con via Della Gassa, entrava in collisione, con il ciclomotore tg.omissis condotto da Tizio, nel corso di una manovra di sorpasso del ciclomotore stesso. Il contatto avveniva fra la manopola sinistra del manubrio del ciclomotore e la fiancata posteriore destra dell’autovettura, come evidenziato da una strisciatura nera sulla carrozzeria dell’autoveicolo.
Il ciclomotore, dopo uno scarrocciamento di circa 15 metri, si posizionava sulla banchina nello stesso senso di marcia dei veicoli, di fronte allo sbocco di via Dalla Gassa.
La polizia municipale dell’Unione dei Comuni del Marosticense, intervenuta sul luogo per i rilievi, sul rapporto dichiarava che la causa della collisione non poteva essere accertata.
Le trattative per il risarcimento del danno non avendo sortito esito positivo, veniva adito questo Giudice; nelle sue conclusioni, l’attore insisteva per l’esclusiva responsabilità del convenuto Caio nella causazione del sinistro, sia sotto il profilo della colpa generica, per imprudenza, sia della colpa specifica, per non avere egli, nel corso della manovra di sorpasso, mantenuto un’adeguata distanza laterale dal ciclomotore, in violazione dell’art. 148/3 NCDS, e, inoltre, per aver eseguito la suddetta manovra in tratto di strada in curva, in violazione dell’art. 148/10 NCDS. Evidenziava l’attore che, tenendo conto dell’ingombro dell’autovettura e del ciclomotore, se la manovra fosse stata correttamente eseguita, l’autovettura sarebbe stata costretta ad invadere la corsia opposta, oltrepassando la striscia longitudinale continua, ragion per cui, al fine di mantenersi dentro la corsia di pertinenza, non era stato materialmente possibile mantenere la distanza laterale regolamentare dal veicolo sorpassato, siccome disposto dall’articolo 143/3 NCDS. Ne era così conseguita la collisione con il ciclomotore. A sostegno del proprio assunto, l’attore rilevava, oltre la presenza delle tracce di scarrocciamento lungo la banchina, la presenza di strisciature sull’autoveicolo con andamento dall’alto verso il basso, ciò ad ulteriore prova della collisione dell’autovettura contro il ciclomotore. Parte convenuta, per contro, sosteneva che in ragione delle difficoltà di accertamento della dinamica del sinistro, siccome dagli stessi agenti rilevato e precisato, nella fattispecie doveva trovare puntuale applicazione l’art. 2054/2 c.c., con imputazione di pari responsabilità del sinistro ai due conducenti dei veicoli. In particolar modo sottolineava, contrariamente a quanto sostenuto dall’attore, che le tracce di scarrocciamento rilevate sulla carreggiata e le strisciature sulla fiancata dell’autoveicolo non potevano avere rilevanza probatoria per la ricostruzione della dinamica del sinistro, potendo, quelle indicare il luogo di rimbalzo del ciclomotore dopo l’impatto con l’autoveicolo, queste conseguire sia a uno spostamento verso destra, sia verso sinistra del ciclomotore. Essa quindi concludeva — riportando sentenze del Supremo Collegio- che per poter vincere la presunzione di pari corresponsabiltà, l’attore doveva necessariamente provare sia la responsabilità esclusiva del convenuto, sia il fatto di essersi pienamente uniformato alle norme della circolazione e a quelle di comune prudenza e di avere fatto tutto il possibile per evitare il sinistro.
Le parti, nella presente fattispecie, hanno adombrato ipotesi di versari in re illicita, in rapporto alla produzione del sinistro: così parte convenuta ha eccepito l’omessa sottoposizione a revisione del ciclomotore coinvolto nel sinistro, parte attrice ha rappresentato l’effettuazione di un sorpasso in curva da parte del conducente dell’autoveicolo. Deve sottolinearsi che simili comportamenti costituiscono oggetto di mere infrazioni e sanzioni, e quindi irrilevanti ai fini dell’accertamento dei fatti, se essi non si pongono necessariamente in rapporto di causalità con un sinistro; anche il sorpasso in curva, infatti, in caso di sinistro, si appalesa irrilevante se non incide sulla produzione dello stesso, pur essendo il suddetto comportamento vietato dall’art. 148/10 NCDS. Nella presente fattispecie, irrilevante la mancata revisione del ciclomotore, deve pertanto accertarsi se, in concreto, il sorpasso in curva da parte dell’autoveicolo, ha assunto valenza causale in ordine alla produzione del sinistro. Nell’esame della dinamica del sinistro per cui è odierna causa, deve sottolinearsi che le tracce di scarrociamento presenti sulla banchina e rilevate sulle fotografie, in atti, costituiscono indizio della circolazione dell’attore Tizio sulla sua destra e del fatto che il contatto con l’autoveicolo è avvenuto in prossimità del margine destro della carreggiata, quando questo era in fase di sorpasso. Se si dovesse ammettere che nel corso di questa manovra, il ciclomotore avesse effettuato uno scarto a sinistra, dovrebbe anche sostenersi che l’autoveicolo non manteneva la prescritta distanza laterale di sicurezza.
Peraltro, come eccepito da parte attrice, deve ipotizzarsi che, se fosse stato il ciclomotore a urtare contro l’autovettura, in seguito ad uno sbandamento per una qualsivoglia ragione, le tracce di scarrocciamento per circa 15 metri non sarebbero state rilevate in prossimità del margine della carreggiata.
Inconferenti sono invece le tracce di strisciature presenti sulla carrozzeria dell’autoveicolo: esse non hanno alcuna valenza probatoria in ordine alla dinamica del sinistro, potendo esse essere riferite ad uno spostamento sia del ciclomotore, sia dell’autoveicolo.
Dato atto di quanto sopra, non sussistendo comunque piena prova in ordine alla dinamica del sinistro, ed essendo riservato all’apprezzamento discrezionale del Giudice di merito, nella formazione del suo convincimento, sia il ricorso al mezzo di prova di cui alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c., sia la valutazione della ricorrenza dei requisiti di precisione, di gravità e di concordanza richiesti dalla legge per valorizzare elementi di fatto come fonte di presunzione, quale conseguenza che si trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignoto, nel caso di specie, in ordine all’esatta dinamica del sinistro, deve desumersi che, sussistendo elementi e presupposti di fatto noti o accertati o riportati in documentazione fotografica (ammissione da parte del convenuto Caio del superamento del ciclomotore, posizione del ciclomotore sulla banchina, posizione del ferito sulla carreggiata, effettuazione di sorpasso in curva e in presenza di un crocevia quasi dirimpetto alla curva stessa, tracce di scarrocciamento lungo la banchina), e considerato il fatto che tali elementi indiziari, (che, esaminati nel loro complesso espongono i suaccennati requisiti di gravità, precisione e concordanza), sul presupposto della loro regolarità seriale, concorrono verso una presunzione, l’esistenza del fatto incerto riferito alla puntuale dinamica del sinistro deve desumersi dall’esistenza dei suddetti fatti noti. Il suddetto accertamento presuntivo comporta il superamento di quella giurisprudenza in base alla quale l’accertamento in concreto di responsabilità di uno dei conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente sancito dall’art.2054/2 c.c., essendo a tal fine necessario accertare in pari tempo che l’altro conducente si sia pienamente uniformato alle norme sulla circolazione e a quelle di comune prudenza e abbia fatto tutto il possibile per evitare l’incidente. Tuttavia questo Giudice si allinea ad altra giurisprudenza, secondo la quale, accertato che la collisione si è verificata per colpa di uno dei conducenti, l’altro è liberato dalla presunzione di responsabilità e non è tenuto a provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Invero la ragione giuridica di questo indirizzo sta nella considerazione che la presunzione di colpa di entrambi i conducenti stabilita dall’art. 2054/2 c.c. ha una funzione meramente sussidiaria e opera nel solo caso in cui non sia possibile accertare in concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso (ex pl. Cassaz. 6696-1986).
Dato atto, per i motivi sopra esposti, che la responsabilità del sinistro per cui è causa è ascrivibile a Caio, conducente dell’autoveicolo di proprietà della s.r.l. Alfa, assicurato per la r.c dalla s.p.a. Beta, si procede all’esame delle varie voci di danno.
Per quanto attiene al danno alla salute, essendo il sinistro occorso il 15-06-2004, vanno applicate le tabelle delle micropermanenti di cui alla L.57/2001, aggiornate ex dec.del 03-06-2004 del Ministero delle Attività Produttive, applicabile al caso in esame, in base al tasso del 6%, siccome da relazione del medico legale di parte attrice, alle cui conclusioni ha aderito parte convenuta.
Per l’inabilità temporanea, totale e parziale, per i periodi di cui alla suddetta relazione medica, l’indennità viene stabilito in €38,61 pro die, ai sensi del suddetto decreto.
Il danno non patrimoniale va stabilito, in via equitativa, al tasso del 40% del danno biologico, atteso il grado di sofferenza, da ritenersi medio, patita nel corso della patologia traumatica.
Nel danno emergente vanno calcolate le spese mediche; non va riconosciuto il danno materiale afferente alla rottura del telefono cellulare e all’acquisto di uno nuovo, nè allo smarrimento di una collanina d’oro, non essendo sufficienti le mere affermazioni dell’attore, né la prova di un ulteriore acquisto di un apparecchio. Va parimenti riconosciuto il danno per mancato guadagno differenziale rispetto alle indennità percepite INAIL.
Quanto premesso, si perviene analiticamente alla seguente liquidazione del danno subito da Tizio:
Invalidità permanente al tasso del 6%, secondo tabelle micropermanenti ex L.57/200 1, rivalutate con decorrenza dal 10-06-2004 (sinistro in data 15-06-2004), per soggetto di anni 28 all’epoca del sinistro; l’importo è determinato in base alla formula di matematica attuariale: 1,7 x 663,50 x 6 x 0,91= €6158,60.
Danno biologico temporaneo (€38,61 al giorno di invalidità temp. totale):
ITT 2gg. € 77.22
ITP 30 gg. al 75% = €868,72
3Ogg. al 50% =€579,15
18 gg. al 25% €173,74
Totale danno biologico: €7857,43.
Danno non patrimoniale: 40% di 7857,43 : €3142,97.
Danno emergente: spese mediche documentate: €523,29.
Altre spese non documentate, ex bono et aequo: €200,00.
Danno differenziale da mancato guadagno: €356,87.
TOTALE DANNO: €12080,56
defalco: indennizzo INAIL €4462,19
defalco: acconto già corrisposto il 21/09/2005: €2700,00
Quanto sopra premesso, l’importo complessivo del risarcimento del danno ammonta pertanto a €4918,37.
Sono dovuti gli interessi legali, secondo i tassi correnti per i singoli anni, a far data dal giorno del sinistro, tenuto conto dell’anticipo versato il 21-09-2005.
Non possono essere riconosciute le esposte spese relative alla fase stragiudiziale, sia perchè manca qualsiasi prova dell’esborso da parte dell’attore, sia perchè le spese relative alla causa, nella loro complessità, vanno liquidate cumulativamente con la sentenza.
Nulla sarà dovuto per la rivalutazione monetaria, atteso che il consolidato orientamento della Suprema Corte ritiene non potersi procedere alla cumulazione della rivalutazione monetaria e degli interessi legali, poiché una simile operazione produce l’effetto di far conseguire al creditore una duplice liquidazione del danno stesso. Peraltro il solo fattore della notorietà della svalutazione non è sufficiente a far conseguire al creditore il risarcimento dell’ulteriore asserito danno subito, dato che l’onere dell’allegazione della prova di circostanze tali che consentano al Giudice di desumere, in via presuntiva, la sussistenza e l’entità di un maggior danno subito, grava comunque sul creditore, siccome Cassa.z., ex pl., 1266-1999.
il Giudice di Pace sottoscritto, definitivamente pronunziando, ogni diversa o contraria istanza od eccezione disattesa o reietta, così provvede:
1- dichiara la responsabilità del convenuto Caio, conducente dell’autoveicolo di proprietà della Alfa s.r.l., nella produzione del sinistro per cui è causa;
2- per l’effetto, condanna i convenuti Caio, Alfa s.r.I., in persona del legale rappresentante pro tempore, la Beta s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, garante per la r.c. nella circolazione del suddetto autoveicolo, in solido tra loro e tenuto conto del versamento anticipato della somma di €2700,00, a corrispondere a Tizio, a titolo di risarcimento dei danni subiti in seguito al sinistro per cui è causa, la residua somma di €4918,37, con interessi dal 15-06-2004 sul suddetto importo, fino al saldo, e fino al 21-09-2005 sull’importo di €2700,00, al tasso corrente per i singoli anni;
3- condanna i suddetti convenuti, in solido, al pagamento a favore dell’attore delle spese del presente giudizio che liquida in complessivi omissis, di cui omissis per spese, omissis per diritti ed omissis per onorari, oltre le spese generali, oltre IVA e CPA e successive spese occorrende.
Ordina la distrazione delle spese in favore dell’avvocato Daniele Giacetti, ex art. 93 c.pc.
Così deciso in Bassano del Grappa, lì 18 dicembre 2006
Il Giudice di Pace Avv. Francesco Scarso
Il Cancelliere C2 D.ssa Orsolina Caretta
Sentenza depositata in cancelleria il 21 DIC. 2006
Sinistro stradale Risarcimento danni 2054 Presunzioni Esclusione