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Timestamp: 2018-05-21 01:32:33+00:00
Document Index: 82985651

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 606', 'art. 284', 'art. 284', 'art. 2', 'art. 284']

Arresti domiciliari: l’allontanamento può esser autorizzato per visitare il figlio minore. – Noi Radiomobile™
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Arresti domiciliari: l’allontanamento può esser autorizzato per visitare il figlio minore.
(Corte di Cassazione penale, sez. II, sentenza 22 aprile 2016 n. 16964)
2. Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il M. tramite difensore di fiducia lamentando la violazione dell’art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) ed e) per violazione di legge, con riferimento all’applicazione ed interpretazione del disposto dell’art. 284 c.p.p., comma 3 nonchè per vizio di motivazione, ritenuta illogica e contraddittoria in ordine alle ragioni a base del rigetto dell’appello.
2. Deve premettersi che la Suprema Corte ha con argomentazioni condivisibili chiarito che l’autorizzazione ad assentarsi dal luogo ove si esegue la misura degli arresti domiciliari, prevista dall’art. 284 c.p.p., comma 3, risolvendosi in una modalità di carattere permanente che incide in misura apprezzabile sul regime cautelare, deve qualificarsi come “ordinanza in materia di misure cautelari”; e che conseguentemente, avverso detto provvedimento deve ritenersi ammissibile l’impugnazione di merito e quindi il ricorso in cassazione (cfr. Cass. sez. 6, sent. n. 4418 del 18.11.1994, dep. 25.01.1995, Rv. 200858; di recente Cass. sez. 4, sent. n. 29918 del 10/06/2014 – dep. l’08/07/2014 non mass.).
4. Tale interpretazione della norma si pone lungo una linea di continuità con l’orientamento di questa Corte che ha già affermato che è principio di civiltà che a colui che subisce una restrizione carceraria – preventiva o definitiva – sia comunque riconosciuta la titolarità di situazioni soggettive attive e sia garantita quella parte di diritti della personalità che neppure la pena detentiva può intaccare.
Tra questi è certamente annoverabile il diritto al mantenimento di relazioni familiari e sociali, comprimibili solo ove ricorrano specifiche e motivate esigenze di sicurezza pubblica o intramuraria o, per i detenuti in attesa di giudizio, d’ordine processuale (in termini, in motivazione, Cass. sez. 2, n. 23760/2015 che, anche in tal caso, ha richiamato il rispetto delle esigenze personali del detenuto quale applicazione dell’art. 2 Cost., come norma fondamentale intesa ad assicurare all’individuo l’esplicazione della propria personalità nelle formazioni sociali e familiari di riferimento, salve le limitazioni ragionevolmente imposte dalla condizione carceraria).
5. L’ordinanza impugnata va pertanto annullata con rinvio al tribunale di Palermo per un nuovo esame dell’appello basato sui principi indicati, nella corretta interpretazione ed applicazione dell’art. 284 c.p.p., comma 3.
Depositato in Cancelleria il 22 aprile 2016.
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