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Timestamp: 2019-06-18 09:36:38+00:00
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CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez.3^ 22/01/2019, Sentenza n.2848 | AmbienteDiritto.it
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez.3^ 22/01/2019 (Ud. 12/12/2018), Sentenza n.2848
In materia edilizia, è consolidato il principio secondo cui il deposito "in sanatoria" degli elaborati progettuali non estingue la contravvenzione antisismica, che punisce l'omesso deposito preventivo di detti elaborati in quanto l'effetto estintivo è limitato dall'art. 45 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 alle sole contravvenzioni urbanistiche (Sez. 3, n. 11271 del 17/02/2010, Braccolino e aa.) e, parimenti, il rilascio in sanatoria dell'autorizzazione dell'Ufficio del Genio civile non costituisce causa estintiva dei reati di violazione della normativa antisismica di cui agli artt. 93, 94 e 95 del d.P.R. n. 380 del 2001 (Sez. 3, n. 10110 del 21/01/2016, Rv. 266252). Tale principio è certamente estensibile anche ai reati previsti dagli artt. 71 ss. d.P.R. 380 del 2001 per la violazione della disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica. Diversamente dalla previsione di cui all'art. 45, comma 3, d.P.R. 380 del 2001, non v'è, di fatti, alcuna disposizione che preveda l'estinzione di detti reati nel caso di tardivo adempimento degli obblighi omessi, o, più in generale, di "sanatoria" amministrativa delle violazioni e, in forza della citata disposizione, lo stesso conseguimento del permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - nella specie avvenuto - comporta l'estinzione dei reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ma non di quelli previsti dalla normativa antisismica e sulle opere di conglomerato cementizio (Sez. 3, n. 38953 del 04/07/2017, Rizzo; Sez. F, n. 44015 del 04/09/2014, Conforti).
(riforma sentenza del 12/03/2018 - TRIBUNALE DI AGRIGENTO) Pres. ANDREAZZA, Rel. REYNAUD, Ric. P.M. nel proc. Caltagirone ed altra
sul ricorso proposto dal Procuratore generale presso la Corte di appello di Palermo,
1) Caltagirone Amante Mariano, nato a Cattolica Eraclea
2) Alfano Vita, nata a Lucca Sicula
avverso la sentenza del 12/03/2018 del Tribunale di Agrigento;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Pietro Molino, che ha concluso chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata limitatamente ai capi b), c), d), e) dell'imputazione.
1. Con sentenza del 12 marzo 2018, il Tribunale di Agrigento, per quanto qui rileva, ha assolto gli imputati Mariano Caltagirone Amante e Vita Alfano dai reati di cui agli artt. 71, 72, 93 e 94 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - rubricati ai capi b), c), d), e) - contestati in relazione alla realizzazione di opere in conglomerato cementizio, in zona sismica, senza la predisposizione di progetto esecutivo e la direzione di un tecnico qualificato e senza autorizzazione, omettendo altresì di farne denuncia e darne il preavviso alle competenti autorità.
2. Avverso la sentenza di appello, ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Palermo deducendo violazione delle norme incriminatrici per aver il tribunale assolto gli imputati sul rilievo che, dopo aver ottenuto il permesso di costruire in sanatoria (estinguendo così la contravvenzione di cui all'art. 44 d.P.R. 380 del 2001 contestata al capo a), gli stessi avevano altresì "regolarizzato" il manufatto anche sul piano della disciplina delle costruzioni in conglomerato cementizio ed in zona sismica.
Rileva il ricorrente che, al di là dell'incomprensibile formula assolutoria utilizzata (gli imputati sono stati assolti "per non aver commesso il fatto"), la regolarizzazione
postuma non sana i reati edilizi diversi da quelli di cui all'art. 44 d.P.R. 380 del 2001.
3. Il ricorso è fondato e può essere deciso con sentenza a motivazione semplificata.
Nella giurisprudenza di questa Corte, invero, è consolidato il principio secondo cui il deposito "in sanatoria" degli elaborati progettuali non estingue la contravvenzione antisismica, che punisce l'omesso deposito preventivo di detti elaborati in quanto l'effetto estintivo è limitato dall'art. 45 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 alle sole contravvenzioni urbanistiche (Sez. 3, n. 11271 del 17/02/2010, Braccolino e aa., Rv. 246462) e, parimenti, il rilascio in sanatoria dell'autorizzazione dell'Ufficio del Genio civile non costituisce causa estintiva dei reati di violazione della normativa antisismica di cui agli artt. 93, 94 e 95 del d.P.R. n. 380 del 2001 (Sez. 3, n. 10110 del 21/01/2016, Rv. 266252). Tale
principio è certamente estensibile anche ai reati previsti dagli artt. 71 ss. d.P.R. 380 del 2001 per la violazione della disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica. Diversamente dalla previsione di cui all'art. 45, comma 3, d.P.R. 380 del 2001, non v'è, di fatti, alcuna disposizione che preveda l'estinzione di detti reati nel caso di tardivo adempimento degli obblighi omessi, o, più in generale, di "sanatoria" amministrativa delle violazioni e, in forza della citata disposizione, lo stesso conseguimento del permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - nella specie avvenuto - comporta l'estinzione
dei reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ma non di quelli previsti dalla normativa antisismica e sulle opere di conglomerato cementizio (Sez. 3, n. 38953 del 04/07/2017, Rizzo, Rv. 270792; Sez. F, n. 44015 del 04/09/2014, Conforti, Rv. 261099).
La sentenza deve pertanto essere annullata con rinvio al Tribunale di Agrigento - che si atterrà ai principi appena enunciati - limitatamente all'assoluzione degli imputati dai reati di cui ai capi b), c), d), e).
Annulla la sentenza impugnata limitatamente ai reati di cui ai capi b), c), d) ed e) dell'imputazione e rinvia al Tribunale di Agrigento per nuovo giudizio sul punto.
Così deciso il 12 dicembre 2018.
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