Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2017/04/25/linee-intepretative-civ-per-modificare-indirizzi-operativi-inps-riguardanti-accesso-cigo/
Timestamp: 2020-02-23 02:46:46+00:00
Document Index: 105086289

Matched Legal Cases: ['arte 22', 'art. 11', 'art. 47', 'art. 43', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 43', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 410', 'art. 7']

LINEE INTEPRETATIVE CIV PER MODIFICA INDIRIZZI OPERATIVI INPS RIGUARDANTI ACCESSO CIGO | Francesco Colaci's BLOG
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LINEE INTEPRETATIVE CIV PER MODIFICA INDIRIZZI OPERATIVI INPS RIGUARDANTI ACCESSO CIGO
Tra gli organi collegiali operanti nell’Inps figura il CIV- Consiglio di indirizzo e di vigilanza- , che ha i compiti di predispone le linee di indirizzo generale,indicare gli obiettivi strategici dell’Istituto ed approvare il bilancio, predisposto dal Presidente del medesimo
Dello stesso fanno parte 22 componenti designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi che , nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. , restano in carica 4 anni.
Il Presidente del CIV è eletto, nella prima seduta del Consiglio, tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti e anche la sua durata in carica è di 4 anni.
Nell’esercizio delle proprie competenze , il CIV con provvedimento n. 5 del 21 marzo 2017 , richiamando la circolare Inps n. 139/2016 , ha deliberato di impegnare gli Organi di Gestione Dell’Inps a dettare linee interpretative ed applicative uniformi sul territorio, raccomandando a tale scopo che, per la concreta attuazione dello spirito e della lettera della deliberazione emanata , i summenzionati Organi di gestione si uniformino alle seguenti linee :
1.contenere i tempi della decisione sulla domanda di CIGO nel termine di 90 giorni;
2.per ridurre il contenzioso, bisogna che la sede territoriale competente alla decisione sulla domanda di CIGO, in tutte le ipotesi in cui ritenga di dover rigettare la domanda per carenza di elementi valutativi, debba previamente ricorrere alla procedura di cui all’art. 11 del DM 15 aprile 2016, n. 95442;
3. onde semplificare il procedimento di concessione della CIGO ,mantenendo inalterata l’esigenza probatoria a carico del richiedente ed in coerenza con la legislazione sulla documentazione amministrativa (DPR n. 445/2000, art. 47) ed il richiamato DM 95442, necessita assegnare valenza essenziale alla Relazione prevista nel decretro citato , così valorizzando la natura di autocertificazione con responsabilizzazione del dichiarante, in sostituzione di ogni produzione documentale;
4. con riguardo alle causali indicate nel richiamato DM 15 aprile 2016, n. 95442, occorre fornire alle sedi indicazioni univoche, conformandosi ai seguenti principi:
a.) la prova della probabilità della ripresa è legata alla evidenziazione delle iniziative concrete, assunte dall’impresa ed esplicitate nella Relazione, volte a ricercare ulteriori occasioni di business, risulta quindi incongrua la richiesta di dimostrare l’avvenuto conseguimento di ordinativi/commesse;
b.) laddove l’azienda evidenzi nella Relazione gli estremi di ordinativi relativi ad un periodo successivo a quello della domanda, la stessa è esonerata dalla produzione di ulteriori strumenti probatori e la prospettiva di ripresa si intende provata;
c. )è escluso il rilievo del regime di monocommittenza nella concessione della CIGO;
d.) posto che il DM 95442 richiamato assegna un ruolo centrale alla Relazione e prevede solamente la possibilità che l’azienda alleghi ulteriori documenti, la domanda di CIGO è decisa sulla base della Relazione e della documentazione che il richiedente ritenga di allegare;
e.) laddove, nel periodo intercorrente tra la domanda di CIGO e la decisione, l’azienda abbia nel frattempo ripreso l’attività, il presupposto della previsione della ripresa si ritiene provata ed è sufficiente, di per sé solo, ai fini del riconoscimento della CIGO;
f.) relativamente agli eventi meteorologici, poiché i relativi bollettini sono già in possesso della pubblica amministrazione, al fine di ritenere comprovati i presupposti di legge per la concessione della CIGO, l’azienda può fare riferimento ai dati in possesso della pubblica amministrazione ai sensi dell’art. 43 del richiamato DPR 445/2000, che l’Istituto potrà continuare a raccogliere secondo le procedure precedentemente seguite;
g. per gli eventi meteorologici, bisogna considerare le peculiari esigenze dei differenti settori (es. i rischi di alcune lavorazioni – es., del marmo – derivanti da quantità di pioggia inferiore a quella prevista nelle circolari dell’Istituto o le conseguenze derivanti dal gelo che limita particolari lavorazioni – es., in edilizia – o fasi del ciclo produttivo)
h). per gli eventi meteorologici, in caso di temperature particolarmente elevate o rigide, prendere in considerazione anche le temperature percepite, che sono espressamente indicate nei bollettini meteorologici, laddove queste siano maggiori o inferiori della temperatura reale.
5. organizzare incontri periodici, preferibilmente a cadenza mensile, con le parti sociali del territorio di riferimento al fine di rappresentare e condividere l’andamento delle istruttorie, le criticità riscontrate, i possibili strumenti di risoluzione, eventualmente confermando eventuali prassi condivise già in essere ed ispirate ai criteri sopra indicati;
6. in caso di rigetto della domanda, prevedere sempre l’obbligo di adeguata motivazione che ne indichi le dettagliate ragioni ed evidenzi l’avvenuta integrazione dell’istruttoria ai sensi dell’art. 11 del richiamato DM 95442 o i motivi per i quali la stessa non è stata attivata;
Infine il CIV nel provvedimento in questione ha dichiarato di impegnare t il Presidente dell’Istituto, considerate le difficoltà registrate sul territorio nella gestione della procedura di concessione della CIGO e l’incremento del contenzioso amministrativo e giudiziario, a rappresentare con urgenza nelle competenti sedi istituzionali l’esigenza di ripristinare la competenza dei Comitati provinciali a decidere sulle domande di CIGO, abrogando la modifica normativa apportata dall’art. 16 del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148.
Premesso quanto sopra , pare confacente soffermare l’attenzione su alcune delle premure espresse dal Comitato
Tempi decisione domanda cigo
Si sottolinea l’opportunita ‘che le richieste del sostituto del salario siano decise entro 90,così come viene stabilito da dalla normativa e questo si pèuo’ otternere facendo a meno di passaggi caratterizzati da richieste che le disposizioni e la prassi annmministrative non dispongono e ul punto Il Civ richiama in particolare il fatto che la consultazione sindacale ex art. 14 deve avvenire soltanto per raccomandata o per PEC, a pena dell’ improcedibilità della domanda
Riduzione del contenzioso
Posto che si registra una crescita del contenzioso ,conseguente al rigetto della istanza di CIGO,si raccomanda ,oltre che una motivazione adeguata , tenendo conto degli elementi documentali e quelli di fatto nonche’ della prevedibilità della ripresa lavorativa, si suggerisce che, prima della reiezione, sia attivato quanto previsto al comma 2 dell’art. 11 del D.M. n. 95442 del 15 aprile 2016 (che regola i criteri per la concessione del trattamento), ossia il supplemento di istruttoria, qualora necessario ma, soprattutto, l’audizione delle organizzazioni sindacali che hanno partecipato alla consultazione ex art. 14
Semplificazione del procedimento
In proposito, s’invitano le strutture competenti a valorizzare in modo idone la relazione di accompagnamento, ricordando che molte delle documentazioni richieste , non debbono essere prodotte e , dando piena applicazione agli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/ sono comprovabili ti dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
Osservazioni relative alle causali della domanda di cigo
1) per quanto concerne la probabilità della ripresa il CIV dichiara appare incongrua la richiesta di dimostrare il conseguimento dei nuovi ordinativi. ,per cui ,se l’impresa evidenzia nella relazione ordinativi che saranno “in portafoglio” in un periodo successivo a quello dell’istanza di CIGO, la prospettiva di ripresa,deve intendersi provata ,senza che siano prodotti altri elementi di natura probatoria;
2)circa la Mono committenza ,e’ richiamata la circolare n. 139/2016,in cui si chiarisce che l’organizzazione di un’impresa che è legata in modo esclusivo ad un’altra non può costituire di per sé un elemento di valutazione avendo chiarito il Ministero del Lavoro che la mono committenza non può essere di per se stessa causa di rigetto;
3) per la ripresa dell’attività prima della decisione del’Organo collegiale il riconoscimento della Cassa integrazione ordinaria che postula la ripresa dell’attività produttiva è dimostrato, da tale avvenimenti, senza bisogno di alcun ulteriore elemento di valutazione;
4) Eventi meteorologici: il Civ asserisce la illogicità della richiesta al datore di lavoro dei bollettini meteo, ricorda il contenuto dell’art. 43 del DPR n. 445/2000 (modificato dall’art. 15 della legge n. 183/2011 nel caso di specie, con la circolare n. 139/2016 dell’INPS e con il D.M. n. 95442 si sostiene che : “le Amministrazioni pubbliche ed i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive e i documenti che siano in possesso delle Pubbliche Amministrazioni (e tali sono, sino a prova contraria, sia le Arpa Regionali che il Ministero della Difesa da cui dipende l’Aeronautica )”. In realtà, la richiesta dei bollettini meteorologici oltre che contraria alla previsione legale appena citata, appare come una forma di coercizione nei confronti dei datori di lavoro (quasi a dire “ti voglio rendere l’iter il più difficile possibile”), in quanto l’Istituto acquisisce, tuttora, i bollettini per la ,mentre la relativa procedura ,secondo l’art. 18 del D.L.vo n. 148/2015, compete tuttora alla specifica Commissione ,mentre il trattamento viene riconosciuto, quasi per la totalità dei casi, per maltempo;
5) particolare attenzione il Civ richiama in merito alla valutazione degli eventi meteorologici per certi settori come, ad esempio, quello della lavorazione del marmo, non vengano considerate attraverso il mero calcolo dei millimetri di pioggia caduti, ma che tengano presenti la “scivolosità” dell’attività o il “gelo” che rende difficoltose le prestazioni in edilizia .Affermare ,come è accaduto da parte di qualche sede,che “la causale gelo non è contemplata nella circolare n. 139/2016 paragrafo 6.4” con l’avallo della Direzione Regionale sovra ordinata,che ha ritenuto di non accogliere le domande CIGO per gelo, generano perplessita’ all’utenza coinvolta , constatando che l’art. 11 del D.L.vo n. 148/2015 parla espressamente, di “intemperie stagionali” come causa di integrabilità, mentre l’evento “gelo” risulta previsto nel messaggio INPS n. 28336 del 1998.
Pertanto , il CIV ha richiesto fondatamente che, in presenza di lavorazioni svolte con temperature particolarmente elevate o rigide si tenga conto della c.d. “temperatura percepita”, se maggiore o inferiore a quella reale ,la quale si rileva dai bollettini meteorologici.
Circa gli aspetti oggetto delle valutazioni ed indicazioni del CIV ,si ritiene che senza dubbio le stesse saranno tenute nel dovuto conto dalla Direzione Generale competente,che,quindi , non manchera’ di rimettere puntuali indicazioni al riguardo alle strutture territoriali con l’invito di recepimento
Si ritiene di utilizzare la presente occasione ,peraltro , per presente che risultano espresse osservazioni anche su una questione prevista nella circolare n. 139/2016 ,che, se non tempestivamente chiarita , costituisce fondato motivo di contenzioso.da parte dell’utenza a carico dell’Inps.
La citata circolare ,tra l’atro, afferma che “l’azienda deve indicare nell’apposito campo della domanda telematica le informazioni richieste e deve inoltre allegare, pena l’inammissibilità della domanda stessa, copia della comunicazione (PEC, raccomandata) inviata alle organizzazioni sindacali come elencate all’art. 14 del D.L.vo n. 148/2015 ed eventuale copia del verbale di consultazione nel caso di esperimento della stessa”.
Orbene ,su tale aspetto l’art. 14:del dec.legvo 148/15 recita: “ Nei casi di sospensione o riduzione dell’attività produttiva, l’impresa è tenuta a comunicare preventivamente alle rappresentanze sindacali aziendali o alla rappresentanza sindacale unitaria, ove esistenti, nonché alle articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati”.
Vale a dire che il legislatore non ha indicato le modalità con cui deve essere inviata la comunicazione ,mentre la circolare suddetta ha provveduto a legarvi , nel caso di mancata osservanza ,specifiche conseguenze.
Su questo esistono disposizioni di legge In materia di lavoro , che dichiarano apertamente le suddette modalita’ ed in merito si richiamano , a titolo d’ esempio, l’art. 410 cpc, comma 5 e l’art. 7, comma 4, della legge n. 604/1966 ,per cui la richiesta d’intervento istituzionale va inviata per raccomandata.
Per la consultazione sindacale relativa alla cigo , invece, il Legislatore nulla non ha detto e ciò significa che la inammissibilità della domanda, evidenziata nella circolare n. 139/2016, non dovrebbe essere confermata , perche’ manca il supporto di una disposizione legislativa e cio’ vale in modo specifico se, successivamente, nei termini previsti dalla norma, si è svolto l’incontro sindacale ,cui è pure seguita la sottoscrizione dell’accordo .
Altrettanto significativo in termini negativi ,se risultasse confermata la segnalazione secondo cui che in qualche e caso l’istanza dell’impresa è stata respinta con la motivazione che l’informativa aziendale risultava rimessa alle organizzazioni sindacali con lettera raccomandata a mano e non A/R, che oggettivamente appare tanto piu’ lecita e valida soprattutto se la pratica di CIGO viene “gestita” dall’Associazione datoriale alla quale aderisce il datore .
In tali casi si tratta di tener conto che che la cosi’ detta “raccomandata a mano” ha un valore identico a quello della raccomandata A/R, ponendo attenzione all’intervenuta l firma per ricevuta sulla copia della lettera da parte del destinatario ovvero del ricevente-
This entry was posted on 25/04/2017 at 21:30 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.