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Timestamp: 2020-05-25 21:03:35+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 4281 del 22/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4281 del 22/02/2011
Cassazione civile sez. II, 22/02/2011, (ud. 13/01/2011, dep. 22/02/2011), n.4281
sul ricorso 13775-2005 proposto da:
AZD TERRITORIALE EDIL RESIDENZIALE ATER LANCIANO, in persona del
Presidente C.V., ex Istituto Autonomo Case Popolari
(I.A.C.P.) di Lanciano, P.I. (OMISSIS), elettivamente domiciliato
in ROMA, VIA 2011 COSTANTINO 10 SC L INT 20, presso lo studio
dell’avvocato CIPRIANI ROMOLO, rappresentato e difeso dall’avvocato
GIALLORETO GIUSEPPE;
CU.AN., + ALTRI OMESSI
sul ricorso 18408-2005 proposto da:
C.L. ved. Ci. C.F. (OMISSIS), + ALTRI OMESSI
elettivamente domiciliati
in ROMA, VIA F. DI SAVOIA 3, presso lo studio dell’avvocato DI LORETO
MARIA GLORIA, rappresentati e difesi dall’avvocato NATARELLA
AZD TERRITORIALE EDIL RESIDENZIALE ATER, elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA COSTANTINO 10 SC L INT 20, presso lo studio dell’avvocato
CIPRIANI ROMOLO, rappresentato e difeso dall’avvocato GIALLORETO
avverso la sentenza n. 354/2004 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 25/05/2004;
13/01/2011 dal Consigliere Dott. UMBERTO GOLDONI;
udito l’Avvocato Gialloreto Giuseppe difensore del ricorrente che ha
chiesto la cessazione della materia del contendere a seguito della
delibera dell’ATER che viene depositata in udienza, e la
compensazione delle spese;
udito l’Avv. Di Loreto Maria Gloria con delega depositata in udienza
dell’Avv. Natarella Giuseppe difensore del resistente che chiede le
stesse richieste dell’Avv. Gialloreto;
LETTIERI NICOLA che ha concluso per il ricorso principale: la
cassazione materia del contendere, in subordine il rigetto; per il
ricorso incidentale: il rigetto.
Con citazione del 1985, l’IACP di Lanciano conveniva, di fronte al tribunale della stessa Città, d.B.G. ed altri quattordici consorti onde ottenere la condanna di ciascuno di essi al pagamento di differenti somme, a titolo di diversità del costo degli alloggi ad ognuno di essi assegnati, oltre al risarcimento dei danni da ritardato pagamento.
Instauratosi il contraddittorio, i convenuti resistevano alla domanda attorea, mentre parte attrice richiedeva una ulteriore somma risultata dovuta allo stesso titolo; in esito alla compiuta istruzione, l’adito Tribunale, con sentenza del 1991, accoglieva la domanda e regolava le spese.
Avverso tale sentenza proponevano appello i soccombenti, cui resisteva l’IACP, che avanzava gravame incidentale per ottenere la rivalutazione delle somme come liquidate.
Con sentenza in data 2.12.2003/25.4.2004, la Corte di appello de L’Aquila accoglieva il gravame relativamente al pagamento delle somme richieste, respingendo la censura relativa alla richiesta di risarcimento danni.
Osservava la Corte abruzzese che le somme richieste erano la conseguenza della lievitazione dei prezzi conseguenti al ritardo nella realizzazione dell’opera rispetto ai termini previsti nel bando di concorso, ritardo addebitabile unicamente all’Istituto, che aveva ritardato la realizzazione dell’opera onde poter sanare le irregolarità e le violazioni urbanistiche, conseguite, tra l’altro, alla realizzazione di un piano in più rispetto all’originario progetto.
La responsabilità del ritardo era da ascriversi dunque all’IACP, che doveva sopportarne la conseguenze, mentre la richiesta degli appellanti principali di risarcimento danni non poteva trovare accoglimento, in quanto non era stata offerta prova alcune circa la sussistenza dei danni stessi.
Per la cassazione di tale sentenza ricorre, sulla base di cinque motivi, l’IACP; resistono le controparti con controricorso e propongono ricorso incidentale basato su di un solo motivo, cui l’IACP replica con controricorso.
Entrambe le parti hanno presentato memorie; per quanto riguarda l’ATER di Lanciano succeduto all’IACP, anche relativamente al controricorso.
Preliminarmente, va rilevato che all’odierna udienza, entrambe le parti hanno convenuto sulla avvenuta cessazione della materia del contendere, instando per la relativa declaratoria, con compensazione totale delle spese di lite. In particolare, l’ATER ha prodotto una delibera del Commissario straordinario dell’Azienda con cui, in ragione di susseguitesi circostanze, si era deliberato di dare atto dell’avvenuta cessazione della materia del contendere.
Dal canto loro, le controparti avevano allegato alla memoria ex art. 372 c.p.c. documentazione attestante che si era pervenuti ad una situazione di sostanziale sistemazione delle contrapposte pretese.
In ragione di tanto, può argomentarsi nel senso che, quanto meno, è venuto meno l’interesse che era alla base del proposto ricorso per cassazione, con la conseguenza che il ricorso stesso risulta inammissibile per difetto sopravvenuto di interesse e in tal senso devesi deliberare, con compensazione delle spese, in ragione della espressa volontà delle parti in tal senso, quale inequivocamente manifestata nel corso della odierna udienza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso per intervenuta cessazione della materia del contendere. Spese compensate.