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Timestamp: 2020-05-26 14:06:34+00:00
Document Index: 169033435

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 11']

Art. 3 Réadmission de ressortissants d’Etats tiers et apatri...
determinati a lottare contro l’immigrazione illegale,
(1) Ciascuna Parte contraente, su domanda ufficiale dell’altra Parte contraente, riammette sul suo territorio senza formalità ogni cittadino di Stati terzi o apolide cui essa ha accordato l’ultimo permesso di dimora permanente o riconosciuto lo statuto di rifugiato secondo la rispettiva legge interna.
Per permesso di dimora permanente ai sensi dell’articolo 3 viene inteso qualsiasi permesso figurante nell’elenco contenuto nell’Allegato, allestito dalle autorità competenti di una Parte contraente, in conformità con il diritto nazionale.
(1) Per rispondere positivamente o negativamente, la Parte contraente richiesta ha un termine di 3 mesi a contare dalla data di ricezione della domanda da parte della sua rappresentanza diplomatica o consolare. Se il termine scade senza che la Parte contraente richiedente abbia avuto una risposta, l’approvazione è considerata come implicita.
(1) Su domanda dell’altra Parte contraente, ciascuna Parte contraente autorizza il transito, sotto controllo delle autorità, di cittadini di Stati terzi (di seguito «transito»), a condizione che sia garantita l’ammissione negli altri Stati di transito e nello Stato di destinazione. In questo caso, non è necessario che la Parte contraente richiesta appronti un visto di transito.
(3) Inoltre, il transito può essere rifiutato se la persona può aspettarsi un perseguimento penale o un’esecuzione di pena sul territorio della Parte contraente richiesta, in uno Stato di transito o nello Stato di destinazione.
(4) La domanda di transito deve essere presentata per scritto e regolata per via diretta tra le autorità competenti. La forma e il contenuto della domanda come anche la procedura sono definiti nell’Allegato.
(1) Se per l’esecuzione del presente Accordo sono comunicati dati personali, questi sono raccolti, trattati e protetti conformemente alle legislazioni nazionali. In particolare devono essere osservati i seguenti principi:
su domanda, la Parte contraente che ha ricevuto i dati informa l’altra in merito alla loro utilizzazione;
i dati personali possono essere comunicati soltanto alle autorità competenti per l’esecuzione del presente Accordo, che sono le sole a poterli utilizzare allo scopo previsto in quest’ultimo. Le due Parti contraenti devono iscrivere nei loro incarti la trasmissione e la ricezione di dati personali. La Parte contraente che trasmette i dati deve dare preliminarmente l’assenso affinché i dati possano essere comunicati ad altre autorità;
le persone che ne facciano richiesta sono informate in merito alla comunicazione dei dati che le concernono come anche sull’utilizzazione prevista, conformemente al diritto nazionale della Parte contraente richiesta dell’informazione;
i dati personali trasmessi sono conservati soltanto fino a quando lo esige lo scopo per cui sono stati comunicati. Ciascuna Parte contraente incarica un organo appropriato indipendente di controllare il trattamento e l’utilizzazione dei dati conservati;
ciascuna Parte contraente è tenuta a proteggere i dati personali trasmessi contro l’accesso non autorizzato, le modifiche abusive o la comunicazione non autorizzata.
(2) I dati personali comunicati nell’ambito della riammissione devono concernere esclusivamente:
i dati personali riguardanti la persona da riammettere ed eventualmente i membri della sua famiglia (cognome, nome, all’occorrenza cognome precedente, soprannomi o pseudonimi, nomi falsi, data e luogo di nascita, sesso e nazionalità precedente e attuale);
la carta d’identità, il passaporto o gli altri documenti d’identità o di viaggio e lascia passare (numero, durata di validità, data del rilascio, autorità di rilascio, luogo del rilascio, ecc.);
Art. 9 Applicazione delle disposizioni dell’Accordo
(1) Le autorità competenti menzionate nel presente Accordo e incaricate della sua applicazione sono, per la Repubblica libanese, il Ministero dell’Interno – Direzione Generale della Sicurezza Generale – e, per la Confederazione Svizzera, il Dipartimento federale di giustizia e polizia – Divisione rimpatrio.
(2) Le procedure d’applicazione del presente Accordo, in particolare quelle concernenti:
sono disciplinate nell’Allegato al presente Accordo, che è parte integrante di quest’ultimo.
(3) Le modifiche tecniche dell’Allegato possono essere convenute tra le autorità competenti delle Parti contraenti mediante nota diplomatica.
dagli Accordi internazionali relativi alla protezione dei diritti dell’uomo, quali il Patto internazionale del 16 dicembre 19661 relativo ai diritti civili e politici;
(1) Le Parti contraenti si aiutano vicendevolmente nell’applicazione e nell’interpretazione del presente Accordo e si informano regolarmente in merito alle condizioni che ciascuna Parte pone all’entrata sul proprio territorio di cittadini di Stati terzi. Qualsiasi divergenza concernente l’interpretazione, l’applicazione o l’attuazione del presente Accordo è appianata mediante consultazione reciproca o scambi di opinioni, oralmente o per scritto, tra le autorità competenti delle Parti contraenti.
Art. 12 Scambio d’informazioni
Le due Parti contraenti, fondandosi sulla cooperazione ai sensi del presente Accordo, si sforzano d’intensificare lo scambio d’informazioni generali e il dialogo sulle questioni migratorie d’importanza comune.
(1) Dopo aver consultato l’altra Parte contraente, ciascuna Parte contraente può sospendere, totalmente o parzialmente, le disposizioni del presente Accordo per motivi attinenti all’ordine pubblico o alla salute pubblica. La sospensione deve essere notificata immediatamente per scritto all’altra Parte contraente.
(2) Ciascuna Parte contraente può denunciare il presente Accordo in qualsiasi momento, mediante notifica scritta all’altra Parte contraente. In questo caso, l’Accordo cessa di avere effetto 30 giorni dopo la data di ricezione della notifica.
(1) Ciascuna Parte contraente informa l’altra, per via diplomatica, allorquando sono adempiute le esigenze costituzionali necessarie all’applicazione delle disposizioni del presente Accordo.
(2) Il presente Accordo entra in vigore 30 giorni dopo l’ultima notifica, per via diplomatica, mediante la quale le Parti contraenti si informano che le loro rispettive esigenze costituzionali sono soddisfatte.
1. Ad art. 1 dell’Accordo:
una carta d’identità militare che attesti l’appartenenza all’esercito svizzero;
In questo caso, la nazionalità svizzera è considerata stabilita, a meno che la Confederazione Svizzera non l’abbia confutata.
una domanda di permesso di dimora presentata presso un’autorità libanese oppure una copia.
2. Ad art. 2 dell’Accordo:
un originale dell’estratto personale dello schedario di Stato civile o del registro familiare con fotografia della persona in questione (IKHRAJ QAID FARDI o AAILI) rilasciato dopo il 1° gennaio 1993;
una carta d’identità valida rilasciata dopo il marzo 1997;
un certificato di fine servizio militare rilasciato dall’Esercito libanese, con fotografia;
una domanda di permesso di residenza presentata presso un’autorità svizzera oppure una copia, con fotografia;
In questo caso la nazionalità libanese è considerata stabilita dopo una verifica dell’autorità competente.
2.3 La rappresentanza diplomatica o consolare, dopo autorizzazione della Direzione Generale della Sicurezza Generale fondata sulla verifica dell’identità, si incarica di fornire il documento di viaggio alle autorità competenti svizzere. Nel caso in cui la persona in questione possegga un passaporto o un lasciapassare validi o un altro documento valido tra quelli menzionati nel numero 2.1, l’autorità competente svizzera informa la rappresentanza diplomatica o consolare, che approva il rimpatrio, dopo verifica dell’identità da parte della Direzione Generale della Sicurezza Generale.
3. Ad art. 1 e 2 dell’Accordo:
3.1 Indipendentemente dai documenti disponibili, siano essi prove inconfutabili della nazionalità o mezzi di presunzione che possono aiutare a confermare la nazionalità, la Parte contraente richiedente presenta una domanda di riammissione all’altra Parte per il tramite della propria rappresentanza diplomatica o consolare, comprendente i dati seguenti concernenti la persona in questione:
cognomi e nomi e, all’occorrenza, cognome da nubile;
tipo, numero di serie, durata di validità del passaporto o altri documenti di viaggio come anche i dettagli concernenti l’autorità che li ha emessi e una copia del documento di viaggio;
3.2 La Parte contraente richiedente accompagna la persona in questione presso la rappresentanza diplomatica o consolare della Parte contraente richiesta ai fini di un’audizione.
3.4 Per quanto concerne i casi meno recenti, vale a dire i cittadini libanesi presenti in Svizzera prima dell’entrata in vigore del presente Accordo, le due Parti contraenti si sono accordate sulle misure del rimpatrio individuale, secondo le disposizioni del presente Accordo, dando la priorità alle categorie sotto menzionate:
Dopo un periodo di valutazione di due anni a contare dall’entrata in vigore del presente Accordo, le autorità competenti delle Parti contraenti si accorderanno riguardo alle modalità di riammissione dei Libanesi che non adempiono una o più condizioni del primo paragrafo del presente numero.
3.5 Se la persona ha bisogno di cure mediche e se è nel suo interesse, la Parte contraente richiedente sottopone inoltre un rapporto sul suo stato di salute corredato all’occorrenza di un certificato medico e di informazioni sulla necessità di un trattamento medico speciale, di sorveglianza o di trasporto in ambulanza.
4. Ad art. 3 e 4 dell’Accordo:
4.1 È considerato rifugiato palestinese in Libano qualsiasi Palestinese registrato presso la Direzione Generale della Sicurezza Generale, la Direzione Generale degli Affari politici e i rifugiati in Libano e l’UNRWA.
4.2 La Repubblica libanese accetta la riammissione immediata dei rifugiati palestinesi registrati ufficialmente in Libano e in situazione irregolare in Svizzera dopo aver verificato che sono venuti dal Libano e che sono titolari di documenti di rifugiati rilasciati dalle autorità libanesi e dopo averne verificato l’autenticità. I documenti sono i seguenti:
carta d’identità speciale dei rifugiati palestinesi rilasciata dalla Direzione Generale degli affari politici e dei rifugiati;
carta di registrazione rilasciata dall’agenzia dell’UNRWA in Libano;
4.3 È possibile ricorrere ai mezzi di presunzione che possono aiutare a confermare l’identità con una copia dei documenti sopra menzionati.
4.4 I documenti menzionati nel numero 4.2 devono far parte della domanda di riammissione, presentata dalla Parte contraente svizzera, secondo cui la Parte contraente libanese ne verificherà l’autenticità al fine di approvare la riammissione, a condizione che la domanda di riammissione sia presentata secondo la procedura innanzi definita.
4.5 Ogni domanda di riammissione conformemente all’articolo 3 del presente Accordo (cittadini di Stati terzi, apolidi, rifugiati) deve contenere le seguenti informazioni riguardo alla persona in questione:
cognomi e nomi, all’occorrenza cognome da nubile;
tipo, numero di serie, durata di validità del passaporto o altri documenti di viaggio come anche dettagli concernenti l’autorità di rilascio e una fotocopia del documento di viaggio;
a) – un permesso di residenza valido, rilasciato dalle polizie cantonali degli stranieri;
b) – un permesso di dimora libanese per apolidi;
In questo caso, la persona è riammessa se la Parte contraente richiesta vi acconsente esplicitamente. La Parte contraente richiesta risponde alla domanda nei termini menzionati nell’articolo 5 dell’Accordo.
4.8 Per l’applicazione del presente Accordo, il termine «rifugiato» si applica a ogni persona che:
5. Ad art. 5 dell’Accordo:
I termini fissati nell’ambito dell’articolo 5 sono termini massimi e decorrono dalla data di notifica della domanda di riammissione alla rappresentanza diplomatica o consolare della Parte contraente richiesta.
6. Ad art. 6 dell’Accordo:
tipo, numero di serie, durata di validità del passaporto o altri documenti di viaggio, come anche i dettagli concernenti l’autorità che li ha emessi e una fotocopia del documento di viaggio.
6.4 Se l’autorità competente richiesta accetta una domanda, il transito deve avvenire nei trenta giorni successivi alla data della risposta.
6.5 Il momento preciso come anche le modalità della consegna e del transito (numero del volo, orari di partenza e d’arrivo, dati personali di eventuali accompagnatori) sono convenuti direttamente tra la rappresentanza diplomatica o consolare del Paese richiedente e l’autorità competente richiesta.
7. Ad art. 9 dell’Accordo:
8. Ad art. 11 dell’Accordo:
8.1 Se la nazionalità della persona non può essere comprovata o dimostrata in modo credibile con l’ausilio dei documenti presentati, la rappresentanza diplomatica o consolare della Parte contraente richiesta procede senza indugio, su domanda della Parte contraente richiedente, ad audizioni con la persona in questione.
8.2 Se la nazionalità della persona da riammettere può essere stabilita o valevolmente presunta durante l’audizione da parte della rappresentanza diplomatica o consolare della Parte contraente richiesta, la rappresentanza diplomatica o consolare rilascia, senza indugio, un lasciapassare, in seguito ad autorizzazione dell’autorità competente richiesta, dopo verifica dell’identità della persona in questione.
8.3 Le autorità competenti delle due Parti contraenti definiscono, di comune intesa, l’organizzazione, i criteri e le procedure proprie alle audizioni comuni. Per questo scopo nominano i rispettivi esperti.
8.4 Se la considerano necessaria, le autorità competenti della Parte contraente richiedente possono domandare un’audizione comune al fine di stabilire la nazionalità della persona. Per questo scopo le due Parti contraenti si fanno rappresentare dalle loro rispettive autorità competenti e possono far capo a esperti. Se la nazionalità è presunta, l’autorità competente della Parte contraente richiesta rilascia immediatamente un lasciapassare.