Source: https://www.passiamo.it/quesito-occupazione-abusiva-suolo-pubblico-sanzione-accessoria-della-chiusura-del-locale/
Timestamp: 2019-11-16 21:15:28+00:00
Document Index: 171686566

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 3', 'art. 633', 'art. 20', 'art. 633', 'art. 20']

Quesito: Occupazione abusiva suolo pubblico – sanzione accessoria della chiusura del locale. | Passiamo
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Da Michele Pezzullo su	 15 Ottobre 2019 0 Commenti
Domanda: Gent.mo desidero avere il suo conforto circa una domanda che ad oggi non trova conforto: durante un controllo la Polizia Municipale riscontra un’occupazione abusiva del suolo pubblico e all’interno del locale non trova il titolare.
Verbalizza, quindi, il trasgressore trovato sul luogo (gestore di fatto o dipendente) e l’obbligato in solido (il titolare).
In questo caso il Suap, ricevuto il verbale, può disporre la chiusura del locale per cinque giorni ai sensi della legge 94/2009? Ringrazio per la risposta
S. Comune di Palermo
Si premette che il titolare dell’esercizio commerciale che occupa suolo pubblico senza autorizzazione deve essere sanzionato per violazione dell’art. 20, comma 4, del Codice della Strada.
Ciò posto, entriamo nel merito del vostro quesito.
La legge 94/2009 , all’art. 3, comma 16, dispone che il sindaco, per le strade urbane, ed il prefetto per quelle extraurbane, quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica, possono ordinare l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti.
Qualora viene accertata l‘occupazione di suolo da parte di esercizi di commercio o pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande, le stesse autorità possono disporre la chiusura dell’esercizio fino al pieno adempimento dell’ordine del ripristino dello stato dei luoghi e del pagamento delle spese, se sostenute dalla pubblica amministrazione, o della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni .
Vi è poi da aggiungere che il successivo comma 17 stabilisce che il Suap deve applicare la medesima sanzione accessoria anche nell’ipotesi in cui sia accertato che l’esercente non adotta provvedimenti finalizzati al decoro ed alla pulizia dello spazio antistante il proprio esercizio, lasciando che il suolo sia sporcato da rifiuti prodotti dalla sua attività.
​Trovano, pertanto, applicazione entrambe le violazioni, in quanto la Suprema Corte ha precisato che “tale disposizione (art. 633 C. p.) non si pone in rapporto di specialità con l’illecito amministrativo previsto dall’art. 20 cod. strada (occupazione della sede stradale), essendo del tutto diversa la loro oggettività giuridica”, sottolineando che l’art. 633 C. p. è posto a tutela del patrimonio, mentre l’art. 20 C.d.S. tutela la sicurezza della circolazione stradale.
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