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Timestamp: 2020-08-09 05:06:13+00:00
Document Index: 178499961

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 1381', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art.\n4', 'art. 1381', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1']

L'INCREDIBILE PATTO LEONINO. TUTTI PAZZI PER GOLDIN
Agorà, 22-2-2015
Due enti pubblici di prima grandezza (veneta), i comuni
di Vicenza e Verona, un finanziatore semi pubblico di
primissima fascia, la Fondazione Cariverona,
i rispettivi sindaci, il relativo presidente pro tempore:
tutti pazzi per Goldin. Lo pagano con sontuosi compensi
praticamente anticipati e gli consentono tutti
gli introiti, dei biglietti e del book shop (fornito
da pubblicazioni sulla mostra scritte da Goldin).
Il sindaco di Vicenza Variati gli consente l'uso esclusivo
della Basilica per il quale accetta condizioni, limiti,
obblighi e responsabilità, e gli paga tutto: dalle guardie
all'elettricità, dai cassoni alle pulizie. Il contratto è un
capolavoro sbilanciato a favore esclusivo di Goldin.
Lo offriamo ai lettori di Quaderni Vicentini perché
merita la loro attenta lettura: non vi annoierete
IL PATTO CHE REGOLA PER DUE ANNI
(e oltre, a giudicare dal già assicurato Tuthankamon nientemeno che a
Natale 2014) i rapporti fra Marco Goldin, signor Linea d’Ombra, Paolo
Biasi, presidente della Fondazione Cariverona, Flavio Tosi, sindaco
di Verona, Achille Variati, sindaco di Vicenza, per la realizzazione di
un ciclo biennale di esposizioni d’arte, è disciplinato da una scrittura
privata siglata il 26 luglio 2011 e protocollata da Palazzo Trissino tre
giorni dopo (a tempo di record). Un contratto la cui lettura è molto istruttiva perché spiega meglio di qualsiasi lezione come un privato possa ottenere dall’ente pubblico, con la collaborazione (complicità?) di un finanziatore semi-pubblico, una sontuosa commissione con pagamento
anticipato per due mostre da allestire senza correre alcun rischio d’impresa.
Il color Goldin e i suoi obblighi in 4 righe
Colpiscono tre vistose anomalie alla lettura del documento che proponiamo integralmente all’attenzione dei lettori:
1. Il tono generale della scrittura: tutta impregnata di un inchiostro
che chiameremo di color Goldin; se un tecnico ha redatto questo documento, è senz’altro a libro paga (magari co.co.pro.) di Linea d’Ombra;
2. Compiti e obblighi di Linea d’Ombra: articolo 3. Fare la mostra e
curarne la pubblicità. Quattro righe. Senza minimi, massimi, limiti e
quant'altro. Infatti gli esercizi di Vicenza hanno giustamente denunciato che non sono stati forniti nemmeno della locandina e di altro materiale pubblicitario della Mostra. Sarebbero stati a carico di Goldin.
3. Compiti e obblighi della Fondazione: pagare a Goldin quanto pattuito
(4 milioni di euro per le due mostre). Acconto: un milione di
euro alla firma del contratto (cioè 26 luglio 2011). Il resto dilazionato prima e durante le quattro mostre (le due veronesi e le due fotocopie vicentine). È l'articolo 8. È il caso di sottolineare che le varie rate successive fino al raggiungimento dei 4 milioni complessivi hanno scadenze diluite dal 15 dicembre 2011 al 15 novembre 2013, vale a dire con larghissimo anticipo rispetto all’esecuzione delle mostre. Una forma di pagamento anticipato senza interessi. Eccezionale. Forse unico.
Obblighi del Comune di Vicenza: quasi tutto l'alfabeto
4. Compiti e obblighi del comune di Vicenza (e di Verona). Sintetizziamo
l'articolo 4:
a) assicurare la piena disponibilità della Basilica Palladiana (Gran
Guardia per la consorella veronese),
b) realizzare tutte le strutture funzionali all’esposizione tramite
maestranze e fornitori di comprovata capacità tecnica,
c) la biglietteria,
d) il guardaroba,
e) le sale per laboratori didattici,
f) il book shopping,
g) la postazione di noleggio per le auto guide,
h) il locale per il disimballaggio e l’imballaggio delle opere in
arrivo e in partenza,
i) adeguati servizi igienici,
j) gli spogliatoi per il personale, il tutto secondo un progetto realizzato da Linea d’Ombra ma condotto da professionisti di sua
fiducia. Il ché significa che le fatture di questi professionisti le paga il comune di Vicenza e non ha alcun elemento (contrattuale) per porvi un limite qualitativo o quantitativo.
l) assicurare la disponibilità di una sala accanto alle sale
espositive (la cosiddetta control room) ove una guardia potrà controllare dai monitor ivi installati (ovviamente a spese del Comune)
tutte le immagini registrate dalle telecamere;
m) assicurare la presenza minima di 6 guardasala (ovviamente a
carico del comune);
n) assicurare un servizio di custodia armata definito H24 (24 ore su 24?), in fase di allestimento e di disallestimento;
o) manutenzione ordinaria e straordinaria delle sale e tinteggiatura ed eventuale ritinteggiatura delle strutture allestite (i cassoni,
naturalmente tutto ad opera del comune);
p) sostenere le spese elettriche, telefoniche, internet, di pulizia e di
riscaldamento per tutto il periodo di pre-mostra, mostra, post-mostra;
q) la realizzazione di strutture e arredi devono essere eseguite
con la piena approvazione di Linea d’Ombra.
Leggere l'articolo 7 (introiti) trattenendo il respiro
I compiti del comune di Vicenza occupano nel contratto esattamente
(articolo 4) sessantadue (62) righe. Quelle del signor Linea d’Ombra,
come detto, 4 righe. Ma leggiamo con attenzione, e trattenendo possibilmente il respiro, l’articolo 7, intitolato Introiti:
– Gli introiti di qualsiasi natura derivanti dallo svolgimento delle
Mostre saranno di esclusivo beneficio di Linea d’Ombra. Non si può
non notare che Linea d’Ombra riceve due categorie di introiti: i milioni
della Fondazione, disciplinati dall’articolo 8 con tutte le loro brave e
anticipate scadenze e quelli dell’ignaro pubblico che accorre felice
Paolo Biasi (Fondazione Cariverona), Flavio Tosi (Sindaco di Verona),
Marco Goldin (Linea d'Ombra) come uno scolaretto alla cassa del signor Marco Goldin Mayer. Tutti soldi suoi (“qualsiasi natura”) e guai a chi glieli tocca. E il Comune? Gira la testa dall’altra parte per non vedere.
– Nello stesso articolo è Goldin che fissa i prezzi dei malcapitati
spettatori: 10, 8, e 6. Ma alla fine si riserva di aumentarli se, al momento di iniziare concretamente l’esposizione, la situazione di mercato dovesse imporlo. Li ha aumentati? Ho l’impressione di sì. Pensa a tutto quel diavolo, quando si tratta di soldi.
Il caffè "macchiato"
Una curiosa notazione sgorga spontanea dalla penna (o dalla tastiera, se
preferite) alla lettura di questo abominevole patto leonino quando ci si
sofferma sui titoli dei rispettivi articoli. L’articolo numero 7 è definito “introiti”, quello numero 8, il cui debitore unico è la Fondazione bancaria è definito "compenso". Riflessione del mattino, del pomeriggio e anche della sera: gli introiti – di qualsiasi natura – sono del signor Goldin.
E i compensi – dell’unica natura conosciuta – sono ancora del signor
Goldin. Ma gli altri sottoscrittori di questo foglio allucinante, Tosi, Variati, Biasi, erano nella stessa stanza o erano andati a bersi un caffè dopo aver firmato in bianco? Il sospetto è che fossero al caffè. Tutti, senza eccezione, caffè macchiato.
Ultima curiosa notazione. Le sponsorizzazioni eventuali: tutte soggette
all’approvazione preventiva del signor Goldin. Al nostro non sfugge
nulla. La mostra (pardon, l’incasso) può cominciare.
I FAMOSI VIAGGI DELL'AGENZIA
Marco Goldin sono intercambiabili. Come si vede dal contratto sottoscritto con i comuni di Vicenza e Verona la mostra del record Raffaello verso Picasso doveva essere Raffaello verso Rembrandt, sempre per una storia del ritratto in Europa. Mentre l'attuale Verso Monet
doveva avere un Tiziano che iniziava (e il paesaggio restava).
In sintesi: Raffaello (un quadro solo) è rimasto contro tutte
le intemperie. E così Monet. Picasso ha sostituito Rembrandt
(che è uscito dal campo scuro in volto), ma Tiziano non si è
proprio visto. Il mercato dell'arte è peggio di quello del calcio.
Non si può mai essere sicuri di nulla con queste primedonne.
Agenzia Goldin, i grandi pittori come figurine
COMUNE DI VICENZA - Protocollo Generale n. 52655-7.6 del 29 luglio 2011
- FONDAZIONE CASSADIRISPARMIODIVERONAVICENZABELLUNOE
ANCONA, C.F. 01)215140237, consedeinVerona, ViaFortin. 3/a, inpersonadelPresidenteing.PaoloBiasi,nato
il 14 giugno 1938 in Verona , domiciliato per la carica in Verona, presso la sede dell’Ente, di seguito anche “ la
FONDAZIONE”;
- COMUNE DI VERONA C.F. 00215150236, con sede in Verona, piazza Bra l, in persona del Sindaco sig. Flavio Tosi, nato il 18 giugno 1969 in Verona, domiciliato per la carica in Verona, presso la sede comunale;
- COMUNE DI VICENZA C.F. 00516890241, con sede in Vicenza, corso Palladio 98/a, in persona del Sindaco Achille Variati, nato il 19 gennaio 1953 inVicenza, domiciliato per la carica in Vicenza, presso la sede comunale:
- LINEA D’OMBRA S.r.l., C.F. 03746800261 , con sede legale in Treviso, Strada di Sant’Artemio 6/8, in persona dell’Amministratore Unico e legale rappresentante dottor Marco Goldin, nato il 12 gennaio 1961 in Treviso e ivi residente in Via Ghirlanda n. 9, di seguito anche “LINEA D’OMBRA”
a) la FONDAZIONE, nel persegui mento dei propri fini statutari, ed in particolare nel perseguimento degli scopi di utilità sociale e di sviluppo economico dcll’ambito territoriale di riferimento, intende, in collaborazione con i Comuni di Verona e Vicenza, sostenere un ciclo biennale di esposizion i d’arte da svolgersi nelle città di Verona
eVicenza;
b) la FONDAZIONE ha individuato nella persona di Marco Goldin e della società unipersonale LINEA D’OMBRA i soggetti più idonei ai suddetti fini, considerata la riconosciuta e comprovata competenza nell’organizzazione e realizzazione di mostre ed esposizioni d’arte in collaborazione con i più famosi musei internazionali;
c) con delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 giugno 201 l la FONDAZIONE ha approvato il progetto delle esposizioni redatto da Marco Gold in nonché il relativo impegno contributivo pari a euro 4.000.000,00
(quattromilioni) oltre IVA
d) I comuni di Verona e Vicenza, tramite i sindaci Flavio Tosi e Achille Variati, che pure sottoscrivono il presente contratto per le obbligazioni poste direttamente a carico delle Amministrazioni Comunali, hanno manifestato adesione e approvazione al progetto, con ampia disponibilità a fare tutto ciò che è di loro competenza per lo
svolgimento delle esposizioni nelle rispettivecittà e nelle sedi indicate nel presente contratto.
1.1. Il presente contratto disciplina l’organizzazione e la realizzazione di un ciclo biennale di esposizioni
d’arte da tenersi nelle città di Verona e di Vicenza tra l’anno 2012 e l’anno 2014, e precisamente:
a) una prima mostra denominata “Da Raffaello a Rembrandt a Van Gogh. Per una storia del ritratto
in Europa”, da svolgersi a Vicenza, in Basilica Palladiana, nel periodo 6 ottobre 2012 - 6 gennaio 2013 e
a Verona, Palazzo della Gran Guardia, nel periodo 12 gennaio 2013 -23 marzo 2013;
b) una seeonda mostra denominata “Da Tiziano a Monet. Per la storia del paesaggio in Europa”, da svolgersi a Verona, Palazzo della Gran Guardia, nel periodo 5 ottobre 2013 - 6 gennaio 2014 e a Vicenza, in
Basilica Palladiana, nel periodo 11 gennaio 2014 -22 marzo 2014.
1.2. Le date di apertura e chiusura delle mostre potranno essere modificate solo su accordo scritto delle parti, in dipendenza della disponibilità dei musei e collezionisti prestatori delle opere.
1.3. Anche successivamente alla definizione delle date ai sensi del punto che precede, sempre su accordo scritto delle parti, le date di chiusura potranno essere eventualmente prorogate in dipendenza della disponibilità dei musei e collezionisti prestatori delle opere.
1.4. Le suddette mostre sono descritte nel progetto scientifico predisposto dal curatore Marco Goldin, allegato sub A al presente contratto, che ne forma parte integrante. Il progetto potrà subire le modificazioni rese necessarie dalla disponibilità dei musei e collezionisti prestatori delle opere, fermo restando che devono essere
esposte opere di almeno l’80% degli artisti menzionati nel citato progetto e che le opere devono essere tra le più
significative della produzione di ciascun artista; gli artisti menzionati nel progetto e non presenti potranno
essere sostituiti con autori che garantiscano comunque il conseguimento del livello qualitativo così come illustrato nella proposta, che ha determinato l’adesione di FONDAZIONE.
2.1. La FONDAZIONE affida al partner LINEA D’OMBRA, che accetta, il compito di curare l’ideazione, l’organizzazione, l’integrale realizzazione e la gestione degli eventi indicati all’art. 1 del presente contratto.
2.2. L’ideazione e l’edizione dei cataloghi delle mostre, la loro commercializzazione, nonché la gestione complessiva dell’attività di vendita presso il bookshop delle mostre sono di esclusiva competenza e pertinenza di LINEA D’OMBRA, che ne assume il totale rischio d’impresa.
3. Compiti e obblighi di Linea D’Ombra
3.1. LINEA D’OMBRA si impegna a realizzare l’attività di cui all’art. 1 del presente contratto a regola d’arte e con adeguata organizzazione, mezzi e personale, nonché a tutelare gli interessi della FONDAZIONE,
curando l’ immagine della medesima e pubblicizzando le finalità culturali di cui la stessa ha inteso farsi carico
con la sottoscrizione del presente contratto.
4. Compiti e obblighi della Fondazione e dei Comuni di Verona e Vicenza
4.1. La FONDAZIONE provvederà all’integrale pagamento del compenso dovuto a LINEA D’OMBRA indicato nell’art. 8 del presente contratto, e dovrà curare attivamente con LINEA D’OMBRA ogni rapporto o
collaborazione discendente o necessario per l’organizzazione delle mostre.
4.2. Il Comune di Verona e il Comune di Vicenza si impegnano a mettere a disposizione di LINEA D’OMBRA, nelle modalità e nei tempi sotto indicati, le sedi individuate per le rispettive due esposizioni, ed in
a) assicurare la disponibilità del Palazzo della Gran Guardia a Verona e della Basilica Palladiana a Vicenza. Tale disponibilità dovrà comprendere l’agibilità ai sensi di legge, ogni dichiarazione e/o certificazione di legge riferita agli edifici adibiti a sede espositiva e aperti al pubblico, ivi compresa la dichiarazione di
“capienza massima” emessa dalla Commissione di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli, nonché una copertura assicurativa della sede adeguata agli eventi di cui all’art. l del presente contratto;
b) realizzare, tramite maestranzee fornitori di comprovata capacità tecnica, tutte le strutture funzionali all’esposizione delle opere d’arte di pittura, scultura e disegno, tra cui la biglietteria, il guardaroba, le aule per laboratori didattici, il book shop e la postazione di noleggio delle audio guide, il locale per il disimballaggio e imballaggio delle opere in arrivo e partenza , adeguati servizi igienici, spogliatoi per il personale, il tutto
secondo progetto realizzato, a spese di LINEA D’OMBRA, da professionista di fiducia di LINEA D’OMBRA;
c) garantire la perfetta climatizzazione delle sedi delle mostre secondo gli standard internazionali(temperatura di 20±
2 gradi centigradi, umidità relativa pari a l50% con uno scarto del5%).
La garanzia dovrà essere fornita entro 90 giorni precedenti la data indicata nel presente contratto di inizio dell’evento espositivo, tramite esibizione di idonea certificazione da parte dell’installatore e del collaudo dell’impianto, collaudo che verrà effettuato anche con la presenza di LINEA D’OMBRA o di suo tecnico di fiducia;
d) garantire la presenza, nelle sedi espositive, di un impianto illuminotecnico adeguato rispetto all’importanza
delle opere esposte, dotato di almeno 160 corpi illuminanti di primaria qualità, oltre ad adeguata illuminazione negli spazi destinati alla mostra ;
e) assicurare la presenza, presso le sedi espositive, di un sistema di videosorveglianza idoneo ad inquadrare tutte le pareti espositive, l’arca servizi (biglietteria book shop, guardaroba) e tutti i varchi di accesso alle sedi, nonché un adeguato impianto di rilevazione anti intrusione;
f) assicurare la presenza, in entrambe le sedi espositive, di una sala (c.d. control room), in prossimità dell’area espositiva, dalla quale la guardia armata potrà controllare contemporaneamente dai monitor ivi
installati tutte le immagini registrate dalle telecamere, al fine di poter intervenire immediatamente per risolvere
eventuali situazioni critiche, avvertendo se necessario i guarda sala tramite apparecchi rice-trasmittenti;
g) realizzare la tamponatura tramite griglie/cancelli/lastre di eventuali aperture che colleghino la sede della mostra con l’esterno;
h) prevedere, in deroga a quanto previsto al punto seguente, ave non le tamponature non siano possibili, un servizio di guardia armata, composto di almeno due guardie, che vigili costantemente sull’intero perimetro delle sedi;
i) assicurare la presenza presso le sedi espositive, durante tutto il periodo di permanenza delle opere, compresa la fase di allestimento e “disallestimento”, di un servizio di custodia armata H24;
j) assicurare la presenza di un adeguato servizio di guardasala, che richiede la presenza contemporanea di almeno 6 unità;
k) assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria delle sale, ivi compresa la tinteggiatura di tutte le strutture realizzate e l’eventuale parziale ritinteggiatura, ove necessario, nel caso di particolari affluenze;
l) sostenere le spese delle utenze elettriche, telefoniche, collegamento internet, di riscaldamento, di
pulizia, durante il periodo di allestimento espositivo e di disallestimento.
4.3 Le parti convengono che in ogni caso i lavori o servizi oggetto degli obblighi di cui all’art. 4.2 del
presente contratto che siano fungibili , siano, anche ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1381 c.c., realizzati, nel
caso di inerzia delle Amministrazioni comunali, direttamente dalla FONDAZIONE, nei termini e con le modalità
di cui al presente contratto.
4.4. La realizzazione degli arredi e delle dotazioni dovranno essere eseguite in accordo con LINEA D’OMBRA.
5. Consegna delle sedi
5.1 Le sedi delle mostre, dotate di tutti i requisiti indicati nell’art. 4 del presente contratto, dovranno
essere consegnate a LINEA D’OMBRA, a mezzo di apposito verbale scritto, improrogabilmente entro e non oltre
60 giorni antecedenti la data stabilita nel presente contralto per l’apertura della mostra. L’esistenza dei requisiti
indicati dall'art. 4 lett. da a) a g) dovrà essere comprovata dall’avvenuta esecuzione e collaudo/certificazione
dei corrispondenti lavori.
5.2 In caso di inadempienza delle Amministrazioni Comunali o della FONDAZIONE agli obblighi indicati all’art. 4 entro i termini indicati dall’art. 5.1. del presente contratto, LINEA D’OMBRA potrà decidere di
non svolgere il relativo evento espositivo, fatto salvo l’indennizzo di cui all’art. 6.1. e il risarcimento del danno.
5.3. L’edificio ove ha sede la mostra permarrà sotto il controllo e custodia deII’Amministrazione
Comunale, la quale risulterà essere responsabile per ogni evento riconducibile alla sede, che possa colpire i terzi
ed i dipendenti della mostra.
6.1. In caso di mancato svolgimento delle mostre di cui al presente contratto in conseguenza del mancato
adempimento, da parte delle Amministrazioni Comunali di Verona e Vicenza, degli obblighi indicati all’art.
4 e 5 del presente contratto, la FONDAZIONE verserà a LINEA D’OMBRA, ai sensi e per gli effetti dell‘art. 1381
c.c., i seguenti importi a titolo di indennizzo:
- euro 500.000,00 (cinquecentomila) per effetto del mancato svolgimento della mostra “Da Raffaello a
Rembrandt a Van Gogh. Per la storia del ritratto in Europa”;
- euro 500.000,00 (cinquecentomila) per effelto del mancato svolgimento della mostra “Da Tiziano a Monet
. Per la storia del paesaggio in Europa”.
6.2. Resta salvo il diritto di LINEA D’OMBRA di ottenere il risarcimento del maggior danno in caso
di inadempimento, da parte della FONDAZIONE, degli obblighi assunti in via diretta ai sensi dell’art. 4.3. del
presente contratto con riferimento alle prestazioni fungibili, nonché di ottenere il risarcimento del maggior
danno causato dall'inerzia della FONDAZIONE in relazione agli obblighi infungibili in capo alle Amministrazioni
comunali oggetto di promessa del fatto del terzo ai sensi dell’art. 4.2. del presente contratto.
6.3. In caso di mancato svolgimento delle mostre in conseguenza di inadempimento di LINEAD’OMBRA agli obblighi di cui agli art. 1 e 3, cosi come di svolgimento di mostre carenti dei requisiti qualitativi di cui al punto 1A del presente contratto, LINEA D’OMBRA oltre alla restituzione delle somme ricevute, dovrà corrispondere
un indennizzo di euro 500.000,00 (cinquecentomila) per ognuna delle mostre che non venissero effettuate o risultassero qualitativamente non corrispondenti alle previsioni contrattuali.
7. Introiti
7.1. Gli introiti di qualsiasi natura derivanti dallo svolgimento delle mostre di cui all’art. 1 del presente
contratto saranno di esclusivo beneficio di UNEA D’OMBRA.
7.2. LINEAD’OMBRA provvederà ad emettere un biglietto per ciascun evento, al prezzo di 10 euro per l’intero, 8 euro per il ridotto (studenti universitari, ultrasessantenni, gruppi), 6 euro per l’ulteriore ridotto (scuole, ragazzi fino a 18 anni).
7.3. Poiché il budget delle mostre è stato definito sulla base dell’attuale situazione di mercato, LINEA D’OMBRA si riserva di variare l’ammontare del biglietto d’ingresso.
8.1. La FONDAZIONE corrisponderà a LINEA D’OMBRA, perl’attività oggetto del presente contratto, i seguenti importi, al netto dell’IVA, verso emissione della relativa fattura:
a) euro 2.000.000,00 (duemilioni) relativamente alla mostra “Da Raffaello a Rembrandt a Van Gogh. Per una
storia del ritratto in Europa”, cosi suddivisi:
- euro 1.000.000,00 (un milione) alla firma del presente contratto
- euro 500.000,00 (cinquecentomila) entro il 15 dicembre 2011;
- euro 400.000,00 (quattrocentomila) entro il 15 aprile 2012;
- euro 100.000,00 (centomila) entro il 15 novembre 2012.
b) euro 2.000.000,00 (duemilioni) relativamente alla mostra “Da Tiziano a Monet. Per una storia del paesaggio in Europa”, così suddivisi: - euro 900.000,00 (novecentomila) entro il 15 dicembre 2012,
- euro 900.000,00 (novecentomila) entro il 15 aprile 2013, - euro 200.000 (duecentomila) entro il 15 novembre
Ciascun pagamento è subordinato al contemporaneo rilascio da parte di LINEA D’OMBRA di fideiussione di UnicreditBanca di importo corrispondente, a garanzia della restituzione della somma in caso di inadempimento di LINEA D’OMBRA agli obblighi derivanti dal presente contratto.
9. Sponsorizzazioni e comunicazione
9.1 Eventuali contratti di sponsorizzazione dovranno ottenere la preventiva approvazione espressa di
9.2 L’ideazione e ogni attività connessa alla promozione delle mostre nonché la gestione complessiva
della comunicazione sono esclusiva competenza di LINEA D’OMBRA.
10. Cura scientifica
10.1 La cura scientifica delle mostre oggetto del presente contratto è affidata a Marco Goldin, che potrà
avvalersi di curatori provenienti dai Musei prestatori.
10.2. La proprietà e disponibilità del progetto scientifico è di Marco Goldin.
11. Clausola compromissoria e Foro competente
11.1 Qualsiasi controversia fra le parti derivante dal, o relativa al, presente contratto, inclusa qualsiasi
questione relativa alla validità, interpretazione ed applicazione della presente clausola compromissoria, sarà
deferita ad un collegio arbitrale composto di tre arbitri. Il primo arbitro sarà nominato dalla parte che instaura
il giudizio arbitrale, il secondo arbitro, fatta eccezione per il caso di seguito specificato, sarà nominato dall’altra
parte entro 20 (venti) giorn i dalla data in cui tale parte ha ricevuto la comunicazione di istanza di giudizio
arbitrale ed il terzo arbitro, che agirà in qualità di Presidente del Collegio Arbitrale, sarà designato, su accordo
dei due arbitri già nominati dalle parti, entro 20 (venti) giorni dalla nomina del secondo arbitro ovvero, in caso di
mancato accordo, dal Presidente del Tribunale di Verona. Detto Presidente designerà anche il secondo arbitro,
qualora la parte che avrebbe dovuto farsi carico di detta designazione non vi abbia provveduto nel termine sopra
indicato, e la persona chiamata a sostituire qualsiasi arbitro che sia venuto a mancare o non abbia accettato
l’incarico, ma solamente nel caso in cui detta sostituzione non sia stata effettuata dalla parte cui spetta provvedervi
o, nel caso del Presidente, dagli altri due arbitri entro 20 (venti) giorni dalla data in cui detto arbitro sia venuto a
11.2. Il Collegio Arbitrale deciderà in via rituale, secondo diritto, nel rispetto delle norme dettate
in materia dal Codice di Procedura Civile, le cui disposizioni troveranno, peraltro,
11.3. Le spese del procedimento arbitrale saranno a carico della parte soccombente.
11.4. Le parti individuano come foro competente il foro di Verona.
12.1 Eventuali modifiche o integrazioni al presente contratto non saranno efficaci ove non siano state
fatte per iscritto e sottoscritte dalle parti.
14 LINEA D'OMBRA UTILI INVIDIABILI. DUE MOSTRE TRE MILIONI
Linea d'Ombra srl società unipersonale (Goldin Marco)
ha pubblicato il bilancio relativo all'anno sociale (!)
2012/2013, i cui valori coprono due mostre,
quelle fotocopia di Vicenza e Verona (con Raffaello che
va verso Picasso e Botticelli che sostituisce Raffaello e
Matisse che sostituisce Picasso): un successone.
Fatturato diminuito (del 13%) ma costi tagliati di netto
(per la bontà d'animo dei sindaci di Verona e Vicenza).
Alla fine un utile di 3 milioni di euro su quasi 9 di
fatturato. Una delizia per Goldin. E il comune di Vicenza?
Un milione di costi accertati e X costi non accertabili.
Ma secondo Bulgarini i bar festeggiano. E questo basti
PARLIAMO DI NUMERI? E ALLORA cominciamo
dai numeri. Non a casaccio, naturalmente. Non per alimentare
polemiche, naturalmente. Per fare piena luce su conti privati, resi
pubblici dalla legge dello Stato sulle società di capitale (comprese quelle unipersonali), le quali, anche nei paesi più liberistici, sono obbligate a pubblicare i loro bilanci – più o meno filtrati dalle cosiddette poste rettificative e dai loro bizantinismi contabili – a garanzia dei cosiddetti terzi, fornitori e clienti, che non possono operare con un soggetto impersonale
senza un minimo di corretta informazione.
La persona fisica che commercia mette tutta se stessa davanti ai terzi. È lei garante dei suoi errori e delle sue virtù. Lei stessa risponde per se stessa.
Ma la persona giuridica è terza rispetto a chi opera, guadagna, investe.
Stiamo al nostro caso. Linea d'ombra è Goldin. Ma di fronte ai terzi
clienti e fornitori c'è Linea d'ombra srl. Una persona impersonale.
Senza gambe né braccia.
Chi c'è dietro a Linea d'Ombra? Goldin. Ma il soggetto giuridico non è lui, è la Linea (d'ombra) srl. Cioè tutto o niente.
Perché abbiamo voluto precisare questo? Perché non vogliamo fare, davanti ai lettori meno avvertiti su queste tematiche, la figura degli spioni.
Non spiamo nulla. Leggiamo cose pubbliche che devono essere pubbliche
a garanzia di terzi. Di solito, clienti e fornitori (e dipendenti, se ci
sono). Nel caso di Goldin e di Linea d'Ombra il parquet dei diretti interessati si amplia: clienti, fornitori, comune di Vicenza, cittadini di Vicenza.
Non male come parquet.
Allora, i numeri. Linea d'Ombra fa i bilanci da luglio a luglio, anziché
da gennaio a dicembre come i comuni mortali. Fa come le società di
calcio. La ragione è semplice. Come le società di calcio la stagione inizia a luglio, con gli allenamenti, per preparare le grandi mostre che hanno anche loro una stagione preferita come il calcio, tra l'autunno e la primavera inoltrata. L'estate Goldin se la tiene per viaggiare (beato lui) e, visitando i musei (per un po' sempre i soliti, bisogna dire) si fa venire le buone e profittevoli idee per la stagione successiva. È un professionista, anzi un maestro (stavo per scrivere un mago).
L'ultimo bilancio è esemplare. Va dal luglio 2012 al luglio 2013 e come
discorre la relazione fatta dall'amministratore (Goldin) ai soci (Goldin) si riferisce a due sole mostre, quelle famose di cui Quaderni Vicentini si è già
occupata (n. 1/2013, dicembre), cioè Raffaello verso Picasso, realizzata
in basilica Palladiana, e la mostra fotocopia (ma con titolo diverso) Da
Botticelli a Matisse, realizzata al palazzo della Gran Guardia di Verona.
Ebbene, pubblichiamo il conto economico (pagine successive) di questo
annus mirabilis per chi è più curioso. Noi ci limitiamo ai dati essenziali, chiarendone gli aspetti significativi e confrontandoli con quelli dell'esercizio precedente. Riassumendo (in milioni di euro):
31/07/2013 31/07/2012 Variaz.
1) RICAVI 8,9 10,3 - 13,5%
2) COSTI PER SERVIZI
e GODIM. BENI TERZI 3,7 6,8 - 45,5%
3) SALARI E STIPENDI 0,8 1,2 - 33,3%
4) Totale COSTI
di PRODUZIONE 5,8 9,1 - 36%
5) UTILE PRIMA DELLE
IMPOSTE 3,0 1,2 + 140%
6) UTILE DOPO LE
IMPOSTE 2,0 0,8 + 151%
2013-07-31 2012-07-31
1) ricavi delle vendite e delle prestazioni 8.462.284 9.362.344
2), 3) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di
lavorazione, semilavorati e finiti e dei lavori in corso su
-441.188 -464.775
3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione - -
4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni - -
contributi in conto esercizio 481.268 464.775
altri 386.851 971.142
Totale altri ricavi e proventi 868.119 1.435.917
Totale valore della produzione 8.889.215 10.333.486
6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 311.991 479.354
7) per servizi 2.824.964 4.512.145
8) per godimento di beni di terzi 932.983 2.292.705
a) salari e stipendi 801.435 1.170.697
b) oneri sociali 126.602 116.086
c), d), e) trattamento di fine rapporto, trattamento di
quiescenza, altri costi del personale
32.991 27.542
c) trattamento di fine rapporto 28.888 27.542
d) trattamento di quiescenza e simili - -
e) altri costi 4.103 -
Totale costi per il personale 961.028 1.314.325
a), b), c) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali
e materiali, altre svalutazioni delle immobilizzazioni
183.560 201.421
a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 6.575 7.662
b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali 176.985 193.759
c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni - -
delle disponibilità liquide
Totale ammortamenti e svalutazioni 183.560 201.421
2.113 -22.106
12) accantonamenti per rischi 13.033 -
13) altri accantonamenti - -
14) oneri diversi di gestione 614.024 359.293
Totale costi della produzione 5.843.696 9.137.137
Differenza tra valore e costi della produzione (A - B) 3.045.519 1.196.349
da imprese controllate - -
da imprese collegate - -
Totale proventi da partecipazioni - -
da imprese controllanti - -
b), c) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non
costituiscono partecipazioni e da titoli iscritti nell'attivo
circolante che non costituiscono partecipazioni
b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non - -
LINEA D'OMBRA SRL SOC.UNIPERSONALE
Bilancio al 31/07/2013 Pag. 5 di 6
altri 79.394 44.513
Totale proventi diversi dai precedenti 79.394 44.513
Totale altri proventi finanziari 79.394 44.513
a imprese controllate - -
a imprese collegate - -
a imprese controllanti - -
altri 41.968 91.785
Totale interessi e altri oneri finanziari 41.968 91.785
17-bis) utili e perdite su cambi -35.519 115.580
Totale proventi e oneri finanziari (15 + 16 - 17 + - 17-bis) 1.907 68.308
a) di partecipazioni - -
Totale rivalutazioni - -
Totale svalutazioni - -
Totale delle rettifiche di valore di attività finanziarie (18 - 19) - -
Differenza da arrotondamento all'unità di Euro - 2
altri 58.297 7.048
Totale proventi 58.297 7.050
imposte relative ad esercizi precedenti 9.429 -
Differenza da arrotondamento all'unità di Euro - -
altri 43.136 -
Totale oneri 52.565 -
Totale delle partite straordinarie (20 - 21) 5.732 7.050
Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D + - E) 3.053.158 1.271.707
imposte correnti 1.030.241 428.951
imposte differite -64.776 11.607
imposte anticipate -32.626 -13.637
998.091 454.195
23) Utile (perdita) dell'esercizio 2.055.067 817.512
Bilancio al 31/07/2013 Pag. 6 di 6
Il confronto è illuminante. Va al di là dell'asciuttezza tipica del numero
in quanto tale. Dice molte cose:
- La prima: Goldin diminuisce il fatturato del 13,5% da un anno all'altro ma nello stesso tempo fa crescere il proprio utile prima delle
imposte del 140%, e dopo le imposte del 151%. Con due sole mostre:
Raffaello a Vicenza, Botticelli a Verona.
- La seconda: l'utile aumenta vertiginosamente perché diminuiscono –
sempre vertiginosamente – i costi di produzione del 45,5%. Che cosa sono
i costi di produzione? Quelli che servono ad allestire le mostre, che contengono
opere non proprie, prese in affitto, le loro doverose assicurazioni
(a carico di Goldin) e, soprattutto, i costi delle strutture che devono ospitarle.
La Basilica Palladiana e la Gran Guardia di Verona. Ebbene, come si
legge in questo stesso numero di QV, le due mostre erano le prime di un
pacchetto a contratto pluriennale tra quelli che abbiamo definito i 4
dell'Ave Maria, e cioè: Goldin, comune di Vicenza (Variati), comune di
Verona (Tosi), Fondazione Cariverona. Il contratto riduce al minimo gli
impegni di Goldin e dilata al massimo quelli dei comuni interessati.
Il comune di Vicenza, per esempio, deve pensare a tutto quello che riguarda
l'allestimento, preparazione, protezione, custodia, salvaguardia,
luce, gas, internet, vigilanza e quant'altro. È tutto scritto nel contratto pubblicato in questo stesso numero. Il risultato di questa generosità dei signori vicentini del comune (signori in tutti i sensi) si trova subito nel bilancio di Linea d'Ombra, o, se preferite (visto che siamo al grottesco reale) della Marco Goldin Mayer Corporation.
- La terza: gli stipendi e salari si riducono pur aumentando vertiginosamente l'utile netto. È il contrario di quanto avviene secondo le più classiche e anche moderne analisi di bilancio. Se l'utile aumenta, è inevitabile (lo hanno sempre detto anche i molti ministri dell'economia che abbiamo avuto la sventura di sopportare in questi anni) che aumenti l'occupazione, cioè stipendi e salari. Per Goldin vale il contrario: l'utile aumenta e i dipendenti
diminuiscono. Una logica c'è: i lavoratori per le mostre sono pagati
dai rispettivi comuni. Lo dicono i numeri (e il contratto).
- La quarta: i ricavi. Sono un sollucchero. Linea d'Ombra allestisce le
mostre (lasciamo stare se belle o brutte) e si prende, cash, tutti gli incassi.
Oltre a ciò si prende, in anticipo e in corso d'opera, secondo uno
scadenzario già stabilito, tutte le sovvenzioni previste (Cariverona e non solo). Per avere conferma di ciò bisogna guardare un'altro bel numerino che tutti gli analisti di bilancio – per stabilire lo stato di salute di una società – guardano: il rapporto fra crediti verso clienti correnti (inferiori ai 12 mesi) e il fatturato. Qui un analista prima strabuzza gli occhi e poi va a chiamare una fanfara (a carico dell'azienda) perché faccia un'adeguata colonna sonora all'avvenimento: su un fatturato globale degli ultimi due anni di circa 20 milioni di euro, Goldin ha in bilancio la bellezza di 146 mila euro di crediti da esigere. Capite il nesso?
- La quinta: l'utile. Un'utile lordo di 3 milioni di euro su un fatturato di
8,8 ci offre un meraviglioso, irraggiungibile 34% di profitto.
Per converso il comune di Vicenza ha solo costi (un milione di euro di
impianti solo parzialmente utilizzabili) e nessun incasso. Una logica contraria
alla più elementare economia di mercato.
Spese d'impianto e spese sparse, troppo sparse
Il paradosso è questo. Goldin potrebbe finanziare il comune di Vicenza,
perché è ricco e si arricchisce per merito di una struttura ragguardevole
come la Basilica Palladiana, costata per la doverosa ristrutturazione un'infinità
di soldi ai vicentini, mentre è il comune di Vicenza che finanzia
Goldin arricchendolo.
Oltre ad assistere all'arricchimento del signor Goldin il comune di Vicenza ci rimette di suo. Per esporre le opere con la prima mostra ha dovuto spendere 700 mila euro in strutture lignee (dette anche cassoni). Per la seconda mostra (quella corrente) non andavano bene. Dovevano essere integrate. Altri 300 mila euro di spesa. In tutto fa un milione.
Non basta. Le spese correnti di sostegno e organizzazione, pulizia, illuminazione, custodia, salvaguardia, non sono inserite in un unico capitolo chiamato Goldin (sarebbe giusto, a dire il vero, ma sarebbe troppo pericoloso); sono sparse nei mille capitoli di spesa che un comune (mostra o non mostra) ha. È inutile che i consiglieri di opposizione si sbraccino a fare domande d'attualità su quanto è costata questa o quella mostra.
Non lo sapranno mai. Forse non lo sanno neanche Variati e Bulgarini.
A proposito di Bulgarini, vice sindaco e parafulmine variatiano doc. Indispettito dalle polemiche su costi e Goldin, disse più o meno che l'afflusso di gente che la mostra ha consentito avrebbe prodotto tangibili guadagni ai commercianti. In particolare ha segnalato i bar, le trattorie, i ristoranti. Nel bilancio di Bulgarini d'Elci, i maggiori incassi (presunti)
di bar, trattorie, ristoranti compenserebbero ampiamente i costi sostenuti dal comune (e i suoi mancati introiti).
Questa è davvero solo un'allegra opinione. Non spetta all'amministratore
pubblico documentarsi sui maggiori incassi di ristoranti e bar, a lui
spetta di amministrare bene; non regalando soldi a chi ne ha già di suo e non facendo spendere soldi inutili alla collettività.
Il maggior afflusso di gente dovuta alle mostre non fa di Vicenza - come
ha detto ottimisticamente il sindaco Variati in concerto con Bulgarini -
una città turistica. Ce ne vuole per arrivare a questo (ammesso che lo si voglia davvero). Il fatto è che i commercianti hanno replicato a muso
duro a Bulgarini. I maggiori incassi da lui strombazzati non si sono visti.
Anzi, qualcuno ha chiuso. Tra l'altro va segnalato che, proprio perché
Vicenza è ancora ben lungi dall'essere città turistica, non li ha nemmeno i posti di ristoro sui quali un assessore puntiglioso avrebbe potuto fare i riscontri eventualmente utili a sostenere le proprie opinioni. Righetti, che è il ristorante per eccellenza di Vicenza centro, il sabato e la domenica è
chiuso. Chieda Bulgarini ai gestori del Bar Ristorante Garibaldi - che
è anche un suo inquilino - se si è arricchito con l'afflusso di Goldin.
EPPURE QUALCUNO A GOLDIN DISSE NO: IL LOUVRE DI PARIGI
Flavio Tosi, sindaco di Verona, era caduto nel tranello
ambizioso dell'eccitato Goldin, che a tempo debito
aveva anche 'sedotto' Henry Loyrette, storico direttore
del Louvre. L'arrivo del più grande museo del mondo
a Verona sembrava cosa fatta. La grancassa del
marketing e della promozione (lasciate fare a Goldin...)
partì. Ma Tosi non aveva i soldi per la costosissima
impresa e la Fondazione Cariverona era ancora nel
mondo dei sogni. Allora Loyrette andò su tutte le furie e
denunciò il fragile accordo. Goldin diede la colpa a Tosi
che respinse al mittente definendo avido l'impresario.
Goldin allora gli chiese danni altissimi. In Tribunale.
Tosi abbozzò e tirò fuori la carta Cariverona. Con un
aiuto sicuro: Variati e la ristrutturata Basilica
Palladiana. Nacque il quartetto dell'Ave Maria che sta
ancora completando l'opera.
MARCO GOLDIN, UOMO DI MILLE risorse e del dinamismo come filosofia di vita, con la sua Linea d’Ombra (bel nome per una società; è il titolo di un grande, storico romanzo di Joseph Conrad; ma, fuor di metafora letteraria, può essere double face) ha cercato nel 2007/2008, quando la sua lunga avventura a Treviso era conclusa, di portare i capolavori del Louvre a Verona, al palazzo della Gran Guardia. Impresa titanica e ambiziosa, anche lodevole se vogliamo.
Non ho la più pallida idea di che contenuto avesse in mente, questo effervescente impresario d’arte, per giustificare una siffatta trasferta. Non so quali fossero i capolavori sui quali Goldin aveva messo gli occhi e che avrebbero dovuto creare il legaccio magico (il famoso percorso) per arrivare al concepimento di una mostra, con un titolo, un sottotitolo, un bel manifesto e tanti sponsor con i soldi attorno.
Quel che so è che il Louvre è forse il Museo d’arte al quale è più
difficile strappare capolavori. Li presta, il massimo museo francese (e
forse del mondo) ma ad un prezzo (finanziario e politico) altissimo. In
sintesi: li cede se sa che chi li riceve li tratta come meritano.
Infine: vuole fidejussioni anticipate. E ricche.
L'idea di Goldin piacque tanto al sindaco Tosi
L’idea di Goldin, nata nell’autunno del 2007, audace e stimolante, era
piaciuta a Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona. Al punto che Linea
d’Ombra aveva già iniziato i contatti necessari con Parigi e aveva mosso
i propri vassalli organizzativi per preparare l’evento. La storia però è nata con una tara di non poco conto al suo interno. Il contratto non si firmava. Tosi diceva che tutto sarebbe andato a posto con l’approvazione del consiglio comunale della città scaligera e tranquillizzava Goldin.
Ma la tara allora si allargava alla cifra necessaria per l’evento-monstre.
Cifra che ballava ogni giorno.
Per fare le cose in grande Goldin mise sul tavolo di Tosi ben quattro mostre di alto livello, di cui quella con il Louvre sarebbe stato il capostipite sommo. Forse è male nelle cose mettere troppa carne al fuoco, anche perché la sola mostra del Louvre trapiantata a Verona sarebbe costata circa 10 milioni di euro. Da pagarsi come? Fifty-fifty, in teoria.
Tosi chiede a Goldin di partecipare agli incassi: apriti cielo
Intanto arriva la raccomandata del Louvre
In pratica Tosi aveva le mani legate dal bilancio comunale e dal parere
contrario del direttore dei musei veronesi, Giorgio Cortenova. E poi,
via via che i mesi invernali passavano, tra l’ottobre 2007 – quando l’idea aveva preso corpo – e la primavera 2008, quando doveva concretizzarsi, Tosi si accorse quanto era duro mettersi d’accordo con un commerciante nato come Goldin.
Una bella mattina il sindaco, che già si era impegnato con operatori turistici e artistici della città e rischiava di fare una figura barbina a far saltare l’evento, fece una proposta che potremmo definire “ragionevole” a Goldin. Gli disse, più o meno: “Caro Goldin, io mi attivo (magari con il bilancio dell’AGSM, l’AIM veronese, ndr) per trovare i 4/5 milioni di competenza del comune di Verona. Ma tu mi devi garantire di farmi partecipare agli utili dell’evento.
Una percentuale degli incassi
o altro.”
Apriti cielo. Parlare di partecipazione agli utili a Goldin
è come invitare un acrobata a tagliare il filo che lo regge
con le proprie mani. Goldin non rispose a Tosi. Il suo fu
un eloquente silenzio. Tattico, probabilmente. Ma a questo
punto il tempo massimo era scaduto. Il direttore del Museo di Palazzo Forti, scavalcato da Goldin e ignorato da Tosi, si dimise. E da Parigi arrivò una bella raccomandata di Henry Loyrette, direttore generale del Louvre, con la data del 22 aprile 2008, che dava i sette giorni.
Perché il direttore del Louvre dava i sette giorni? O bella, è semplice.
Perché voleva sapere chi avrebbe pagato e soprattutto chi avrebbe firmato in banca le fidejussioni perché le opere potessero iniziare a muoversi da rue de Rivoli. La cosa grottesca della faccenda – che dimostra quanto provincialismo alberghi nelle menti dei nostri manager sia pubblici che privati – è che Goldin, al quale il sollecito era indirizzato, non rispose lui (come avrebbe dovuto fare visto che Loyrette era il suo interlocutore) ma trasmise la lettera a Tosi perché vi rispondesse. Tosi, naturalmente, non si sottrasse e rispose. Il 7 maggio 2008.
Ma la risposta fu talmente ambigua e italica che Loyrette, appena
la ricevette, mandò subito un cablogramma che annullava
definitivamente la mostra. Fine della storia? No, solo del primo tempo.
Conferenze stampa anticipate, visitatori a futura memoria
direttori museali che si dimettono. Per la regia di chi?
Il primo tempo offre già un desolante bilancio. Ovviamente Goldin, che
è un commerciante, aveva fatto da megafono all’evento. Per guadagnarci
e far guadagnare. Aveva mosso tutti i suoi soliti soldatini. E il comune
di Verona era stato al gioco.
Sentite un po’: prima ancora di firmare il contratto e mandare le
fidejussioni a Parigi erano state allestite 3 o 4 conferenze stampa, due
presentazioni al pubblico rapìto (una a Verona, una addirittura a Milano), 30 mila visitatori a futura memoria avevano prenotato e pagato
il biglietto o un suo acconto. Non basta: erano addirittura iniziati dei
lavori alla Gran Guardia per allestimenti adeguati (un po’ la solfa subita dalla Basilica di Vicenza) che sollevarono le ire del direttore generale del comune e di quelli museali. Tutto questo a 4 mesi dall’inaugurazione incautamente prevista.
Tutto annullato. Siamo proprio un paese democratico. I silenziatori
funzionano alla perfezione (e speriamo che gli incauti prenotanti siano
stati rimborsati). In giro se ne parlò poco. Il minimo indispensabile. Ma c’è il secondo tempo. E, vorrei anticipare (interessa molto anche i
vicentini), ce n’è anche un terzo.
Il pacco cosmico di Marco Goldin a Flavio Tosi:
"Voglio 1.796.618 euro"
Il secondo tempo contempla la rabbia del commerciante Goldin. Che
dice, anzi urla: “La mostra è fallita perché Tosi ha scritto una lettera di m… a Loyrette e perché il comune di Verona non si è impegnato come aveva promesso.”
Tosi nega e denuncia l’avidità di Goldin (qui, onestamente, è difficile
dargli torto) e passa la pratica al proprio ufficio legale perché valuti le azioni da compiere. Goldin, però – che non si lascia mai scappare le occasioni
– lo anticipa e manda una lettera al comune il 26 marzo 2009
in cui chiede 1 milione 200 mila euro di risarcimento per le spese
sostenute. I funzionari del comune non rispondono ma incontrano Goldin
più volte. Evidentemente, il comune vuole chiudere la breccia.
Passano tre mesi e l’accordo non arriva. Allora è Tosi che scrive imputando
a Goldin tutto l’accaduto. La risposta di Goldin è semplice. Fa un
pacco cosmico della storia e chiede quanto segue:
- 650 mila euro per l’ideazione (sob!, ndr)
- 100 mila euro per spese di pulizie (c’era da pulire cosa?)
- 349 mila euro per forniture
- 700 mila euro per danni all’immagine (ri-sob, ndr)
In tutto il pacco vale 1.796.618 euro, è arricchito da 65 pagine
dattiloscritte (nelle quali Goldin riformula tutta la storia dagli inizi),
ed è portato all’attenzione dei Magistrati veronesi. La cosa più gustosa e
divertente (degna di Signore e Signori di Pietro Germi) è che Goldin,
teatrante nato, spiega anche i particolari della nascita dell’idea poi fatta
morire. Un magico colloquio avvenuto a Brescia, in piazza Duomo,
esattamente alle ore 17 dell’11 ottobre 2007, in seguito ad un incontro fra Goldin ed una non meglio identificata dottoressa Motta del comune di
Verona. Galeotta fu la Motta, potremmo dire, celiando. La buffonata,
visti gli esiti, lo meriterebbe.
Arriva mamma Cariverona a pacificare i bizzosi contendenti
E Variati, che è un buono, aiuta la mamma
Vi avevo promesso un terzo tempo? Eccolo. Il terzo tempo è la soluzione.
Alla veneta. Goldin ha ritirato la causa. Verona e Tosi si sono impegnati
per altre due mostre (già fatte) e non vogliono più vedere Goldin
neanche in anonimato con turisti cinesi sotto il balcone di Giulietta.
Nel frattempo, a dare una mano sono arrivati due personaggi nuovi. La
Fondazione Cariverona che garantisce le fidejussioni per le costose
opere trasferite dai musei americani ed europei e il comune di Vicenza,
alias Variati, che si è impegnato per due mostre sorelle (copia e incolla) con Tosi e Verona. Addirittura, colto da un fervore degno della via di Damasco, Variati si è impegnato per una terza mostra: la notturna di Tutankhamon che era la quarta delle quattro previste, agli inizi di questa ridicola storia, per Verona. Tuthamkamon con la sede preferita dell’Aida, l’Arena, forse qualche legame l’aveva.
Con il rinascimentale Palladio nisba. Ma gli occhi di Variati e Bulgarini luccicano come le stelle.