Source: http://www.borsaimmobiliarevicenza.it/it/per-il-consumatore/per-il-consumatore
Timestamp: 2018-04-26 10:58:55+00:00
Document Index: 108350571

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

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Il “mediatore” viene definito dal codice civile, all’articolo 1754 “colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza”.
Per esercitare l’attività di mediatore, fino al 12 maggio 2012 era necessaria l’iscrizione al ruolo degli Agenti d’affari in mediazione, attualmente è necessaria l’iscrizione nel Registro delle Imprese se l’attività è svolta in forma di impresa oppure per le persone fisiche l’iscrizione in un’apposita sezione del REA (Repertorio delle notizie economiche e amministrative). Sia il Registro delle Imprese sia il REA sono tenuti dalla Camera di Commercio che acquisisce e controlla periodicamente la permanenza dei requisiti professionali che consentono l’esercizio dell’attività di mediazione immobiliare. Va precisato che, ai sensi dell’articolo 6 della legge 39/89, “… hanno diritto alla provvigione soltanto coloro che sono iscritti nei ruoli…”, quindi nulla spetta all’intermediario non iscritto al ruolo (ora Registro delle Imprese o apposita sezione del REA).
Pertanto, il consumatore che si accinge a firmare un qualsiasi contratto di intermediazione immobiliare deve:
1. verificare che il mediatore sia iscritto al ruolo (per i mediatori immobiliari abilitati prima della soppressione del ruolo – la verifica si può fare anche tramite il sito Internet della Camera di Commercio di Vicenza, o che sia iscritto nell’apposita sezione del REA (in questo caso è utile chiedere il n. di iscrizione al mediatore ed eventualmente effettuare una verifica presso gli sportelli, anche telematici, della Camera di Commercio). L’iscrizione del mediatore ad un’associazione di categoria comporta, generalmente, l’assoggettamento a codici disciplinari e quindi può essere un’ulteriore garanzia di professionalità.
2. Verificare che il mediatore sia in possesso del tesserino identificativo (con foto) rilasciato dalla Camera di Commercio.
3. Chiedere che vengano utilizzati i formulari depositati in Camera di Commercio sia per definire l’incarico sia per sottoscrivere una proposta.
4. Concordare per iscritto l’entità della provvigione e le relative modalità di pagamento; nel formulario deve risultare chiaro quali sono i servizi compresi nella provvigione e quelli esclusi che eventualmente andranno pagati a parte. Il pagamento della provvigione si prescrive dopo un anno dalla conclusione dell’affare e nel caso che a riscuotere l'onorario sia stata una persona non iscritta al ruolo professionale (sezione del REA), essa può essere denunciata.
L’art.21 DL n. 133/2014, Decreto c.d. “Sbocca Italia” ha introdotto a decorrere dal 13/9/2014 l’agevolazione fiscale connessa all’acquisto / costruzione di immobili da parte di privati per il periodo destinati alla Locazione a “canone concordato” o “canone speciale”.
Il contratto di locazione a canone concordato si differenzia dell’affitto a canone libero perché il canone non è di mercato ma calmierato: non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali Organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Il contratti a canone concordato riguardano i contratti ad uso abitativo, ma anche ad uso transitorio o per gli studenti universitari, vengono applicati solo nei comuni ad alta densità abitativa. Per la provincia di Vicenza abbiamo: Vicenza, Valdagno, Bassano del Grappa, Arzignano e Schio.
Per gli acquisti di unità immobiliari, effettuati dal 01/01/2014 al 31/12/2017, da parte di persone fisiche è possibile usufruire di una deduzione del reddito complessivo, così sintetizzabile:
SPESE PER LE QUALI SPETTA LA DEDUZIONE
Acquisto di unità immobiliari di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione cedute dalla stessa impresa e da cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato il predetto intervento
Prestazioni di servizi, dipendenti da un contratto d’appalto per la costruzione di unità immobiliari su aree edificabili possedute prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori
CONDIZIONI PER USUFRUIRE DELLA DEDUZIONE
A destinazione residenziale (categorie A con esclusione di A/1, A/8 e A/9)
Non localizzate in zone omogenee classificate E ossia parti del territorio destinate ad usi agricoli
Con prestazione energetica di classe A o B in base alla normativa nazionale o regionale
Destinato, entro 6 mesi dall’acquisto/ultimazione dei lavori, alla locazione per almeno 8 anni
N.B. La deduzione non cessa se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima della scadenza contrattuale ma ne deve essere stipulato un altro entro 1 anno dalla data della risoluzione del precedente contratto
Non ci devono essere rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e conduttore
Il canone di locazione non deve superare quello previsto dagli accordi territoriali dei contratti di locazione a canone concordato
Il canone di locazione non deve superare il 5% del valore convenzionale dell’alloggio per i contratti a “canone speciale”
20% del prezzo di acquisto dell’immobile come da atto di compravendita o delle spese di costruzione attestate dall’impresa che ha effettuato i lavori
Fino ad un ammontare massimo di spesa pari a € 300.000 (anche su più acquisti di unità immobiliari)
Rimborso in 8 quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno in cui viene stipulato il contratto di locazione
N.B. Si rimane in attesa di un apposito Decreto Ministeriale che definisca le disposizioni attuative dell’agevolazione in oggetto
Nella Regione del Veneto, a decorrere dal 01 ottobre 2015, si applicherà quanto previsto dal D.M. 26 giugno 2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” pubblicato nel S.O. n. 39 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 162 del 15 luglio 2015.
Attestazione Prestazione Energetica (APE): finalità e campo di applicazione
Per la “certificazione della prestazione energetica degli edifici”, il Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n.192 e s.m.i. stabilisce che i nuovi edifici devono essere dotati di attestato di prestazione energetica.
La certificazione energetica è una condizione indispensabile per accedere alle agevolazioni fiscali per interventi migliorativi delle prestazioni energetiche degli edifici e l’attestato di prestazione energetica è obbligatorio per i vecchi edifici nel caso di vendita dell’intero immobile.
Vi sono specifiche deroghe rispetto a tale obbligo, per il dettaglio si veda il sito della Regione del Veneto.
Ma cos’è l’APE? L’APE, tramite l’attribuzione agli immobili di specifiche classi prestazionali e di specifiche raccomandazioni per la riqualificazione energetica, è uno strumento di orientamento del mercato verso edifici a migliore qualità energetica. Un attestato correttamente compilato, consente agli utenti finali di valutare e comparare le prestazioni dell’edificio di interesse e di confrontarle con i valori tecnicamente raggiungibili in un corretto rapporto tra i costi di investimento e i benefici che ne derivano. L’APE può essere redatto per l’intero edificio o per la singola unità immobiliare a seconda delle specifiche esigenze e in coerenza con quanto previsto dall’articolo 6 del D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192.
Sono stati pubblicati nella S.O. n. 39 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 162 del 15 luglio 2015 i seguenti 3 decreti interministeriali, datati 26 giugno 2015, che danno piena attuazione al nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE 2015).
DECRETO 26 giugno 2015 - Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici - Il decreto definisce le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, ivi incluso l’utilizzo delle fonti rinnovabili, nonché le prescrizioni e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari.
DECRETO 26 giugno 2015 - Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici - Il decreto definisce gli schemi e le modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto, in funzione delle diverse tipologie di lavori: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, interventi di riqualificazione energetica.
DECRETO 26 giugno 2015 - Adeguamento del decreto del ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici - Il decreto definisce, all’All. 1, il sistema di attestazione della prestazione energetica degli edifici o delle unità immobiliari (APE), comprendente i criteri generali, le metodologie per il calcolo anche semplificate per gli edifici caratterizzati da ridotte dimensioni e prestazioni energetiche di modesta qualità, finalizzate a ridurre i costi a carico dei cittadini, la classificazione degli edifici, le procedure amministrative, il modello di APE comprendente tutti i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio e all’utilizzo delle fonti rinnovabili nello stesso, al fine di consentire ai cittadini di valutare e confrontare edifici diversi, lo schema di annuncio di vendita o locazione, che renda uniformi le informazioni sulla qualità energetica degli edifici fornite ai cittadini, la definizione del sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale, denominato SIAPE, nonché le norme per il monitoraggio e i controlli della regolarità tecnica e amministrativa.
L’attestazione va richiesta, a proprie spese, dal titolare del titolo abilitativo a costruire, comunque denominato, o dal proprietario, o dal detentore dell’immobile, ai soggetti certificatori abilitati ai sensi del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 75, e in grado di garantire il rispetto delle disposizioni ivi previste, quali indipendenza ed imparzialità di giudizio.
Ai sensi del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 75, nella Regione del Veneto sono abilitati alla certificazione energetica degli edifici coloro i quali sono iscritti ai relativi ordini e collegi professionali, ove esistenti, abilitati all'esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle specifiche competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente ed in possesso di uno dei titoli di cui alle lettere da a) ad e) dell’art. 2 comma 3 del suddetto D.P.R., modificato dal D.L. 23 dicembre 2013, n. 145 convertito in legge dalla L. 21 febbraio 2014, n. 9, pubblicata nella G.U. del 21 febbraio 2014, n. 43, in vigore dal 22 febbraio 2014 (vedi tabella titoli di studio); per i tecnici in possesso di tali titoli non c’è l’obbligo di conseguire un attestato di frequenza e profitto di specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici, di cui all’art. 2 comma 5 del D.P.R. 16 aprile 2013 n. 75, che la Regione del Veneto attualmente non ha attivato.
Coloro i quali sono in possesso dei predetti titoli di cui all’art. 2 comma 3, ove non corredati della abilitazione professionale in tutti i campi concernenti la progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, e degli altri titoli di cui alle lettere da b) a d) dell’art. 2 comma 4 del D.P.R. 16 aprile 2013 n. 75 devono aver conseguito un attestato di frequenza, con superamento dell'esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici rilasciato da un soggetto autorizzato direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico di intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, secondo quanto prevede l’art. 2 comma 5 del suddetto D.P.R.. A tal proposito il Ministero dello Sviluppo Economico pubblica alla seguente pagina internet: Certificazione energetica degli edifici - Elenco soggetti autorizzati a svolgere corsi di formazione l’elenco, periodicamente aggiornato, dei soggetti autorizzati a svolgere i predetti corsi ed i relativi esami.
Si precisa infine che i soggetti in possesso di detti requisiti risultano abilitati esclusivamente in materia di certificazione energetica degli edifici.
I professionisti già accreditati all’utilizzo dell’applicativo Ve.Net.energia-edifici possono continuare ad operare senza alcun adempimento, purché in osservanza della normativa nazionale vigente (D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192., D.P.R. 16 aprile 2013 n. 75, D.M. 26 giugno 2009 “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”).
Nell’Appendice B delle linee guida è riportato il format di APE. In particolare, l’APE è strutturato come segue.
Testo tratto dal sito della Regione del Veneto (aggiornamento 01/10/2015).
Per approfondimenti si vedano le pagine del sito della Regione del Veneto:
http://www.regione.veneto.it/web/rete-degli-urp-del-veneto/certificazione-energetica-degli-edifici
http://www.regione.veneto.it/web/energia/normativa