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Timestamp: 2020-02-27 14:27:25+00:00
Document Index: 10841635

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art.4', 'art. 4', 'arte 181', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2', 'art 2', 'art. 7', 'art.2']

10 2005 | EdscuolaEdscuola
Nota 31 ottobre 2005, Prot. n. 2003
Rilevazione integrativa Scuole Secondarie di II grado comprendenti più tipi di scuole. Accreditamento
Nota 31 ottobre 2005, Prot. n. 10075
Polifonia della Traduzione – Progetto nazionale finalizzato individuazione delle intersezioni tra discipline dell’area umanistica e quelle scientifiche
Il Decreto Ministeriale 1 agosto 2005, n. 71 stabilisce che le elezioni dei rappresentanti degli studenti nelle consulte provinciali si svolgano entro il 31 ottobre secondo la procedura elettorale semplificata, prevista dagli artt. 21 e 22 dell’OM n.215 del 15 luglio 1991.
Alle ore tre (legali) del 30 ottobre, come previsto dalla Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001, si ritorna all’ora normale; l’ora legale era in vigore dalle ore due del 27 marzo 2005.
Nota 28 ottobre 2005, Prot. n. 2177
Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8/8/1995, n. 335 – Anno 2005 – Lavoratori socialmente utili stabilizzati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa
Nota 27 ottobre 2005, Prot. n. 9983
Oggetto: R.I.So.R.S.E. – Terza annualità a.s. 2005/06
Circolare Ministeriale 26 ottobre 2005, n. 81
Indirizzi per la predisposizione della programmazione relativa all’anno 2006 da parte degli IRRE, dell’INDIRE e dell’INVALSI
SI.VA.DI.S. 3. Sistema di valutazione dei dirigenti scolastici
Nota 25 ottobre 2005, Prot. 6154/A1
Concorso “Montagna e sport: tra tutela e sviluppo sostenibile”
Avviso 25 ottobre 2005, Prot. n. 10231
PROGRAMMA LEONARDO DA VINCI – Candidature ex GURI n. 297 del 23.12.2003. Lista aggiornata al 10.10.2005
Nota 25 ottobre 2005, Prot. n. 2092
Progetto Giovani – Settimane scientifiche a Castelporziano
25 ottobre Università
Il 25 ottobre la Camera approva definitivamente il disegno di legge relativo alle Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari.
Approvato dalla Camera il ddl sui docenti universitari e sui ricercatori
Il Ministro Moratti: ”Un’Università più moderna che risponde alle esigenze degli studenti e del Paese”
Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, in merito al disegno di legge “Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari”, approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati, ha dichiarato:
“Questo fondamentale provvedimento completa la nostra azione di rinnovamento dell’Università e porta il sistema universitario italiano a livello dei Paesi più avanzati. Vorrei riassumere i punti qualificanti del provvedimento, tutti a favore dei giovani”, ha aggiunto il Ministro.
“Anzitutto, con le idoneità nazionali abbiamo riportato serietà e trasparenza nel reclutamento dei docenti universitari, evitando il ripetersi di fenomeni di localismo, di clientelismo e di baronie;
abbiamo allargato la base dei giovani ricercatori, che potranno entrare nelle università grazie a un sistema che premia il merito e l’impegno;
attraverso la chiamata diretta abbiamo dato la concreta possibilità ai più qualificati studiosi impegnati all’estero di inserirsi nel sistema universitario italiano; abbiamo creato un maggiore raccordo con il mondo produttivo attraverso le cattedre convenzionate e le convenzioni di ricerca”.
“In conclusione”, ha sottolineato Letizia Moratti, “la riforma dello stato giuridico e del reclutamento dei docenti universitari e dei ricercatori si aggiunge alle riforme già realizzate dal Governo. Voglio ricordare in particolare il rafforzamento del sistema di valutazione della ricerca, attraverso il quale per la prima volta viene valutata anche la ricerca universitaria, e il nuovo sistema di finanziamento delle università non più basato sul solo numero degli iscritti ma anche sulla qualità, sul merito, e sui risultati, inclusi quelli della ricerca”.
è introdotto un nuovo sistema di reclutamento dei professori universitari, che mira a garantire la qualità della docenza a livello nazionale, nel rispetto dell’autonomia degli atenei. In luogo degli attuali concorsi banditi dalle università, che hanno dato luogo a eccessivo localismo, insufficiente selettività e, talora, dubbi di trasparenza, viene introdotta una idoneità nazionale quale presupposto per la successiva chiamata da parte delle università, sulla base di trasparenti procedure di valutazione comparativa;
è introdotta la nuova figura di ricercatore a tempo determinato, essenzialmente dedicata all’attività di ricerca, che consentirà un massiccio ingresso di giovani nel sistema universitario, assicurando la necessaria formazione di professionalità elevate, sia per l’accesso alla docenza universitaria, sia per le esigenze del sistema produttivo, degli enti di ricerca, e più in generale del Paese;
coniugando equità e merito, è data soluzione concreta all’annoso problema dei ricercatori universitari, che da molto tempo lavorano nell’università e non hanno ad oggi avuto adeguate opportunità per l’accesso alla docenza. A favore di queste figure sono previste riserve e maggiorazioni nell’ambito dei giudizi di idoneità a professore associato, che in pochi anni consentiranno il passaggio di tutti gli attuali ricercatori nella fascia degli associati, una volta superato il giudizio rigoroso e selettivo di idoneità nazionale;
a tutti coloro che svolgono incarichi di insegnamento è attribuito il titolo di professore aggregato, quale riconoscimento dell’importante compito svolto;
è introdotta in via legislativa la possibilità di chiamata diretta, sui posti di professore ordinario e associato, di studiosi stranieri o italiani impegnati all’estero che abbiano conseguito all’estero una idoneità accademica di pari livello, così da favorire il “rientro dei cervelli”;
sarà possibile attivare posti di professore straordinario di durata temporanea, sulla base di convenzioni con imprese o enti esterni, a totale carico dei medesimi;
sono previste convenzioni di ricerca con imprese o enti esterni, che potranno prevedere compensi aggiuntivi a favore dei professori che vi partecipano;
il trattamento economico dei professori universitari, che rimane articolato secondo il regime prescelto, a tempo pieno ovvero a tempo definito, è correlato all’espletamento delle attività scientifiche e all’impegno per le altre attività, fissato per il tempo pieno in non meno di 350 ore annue di didattica, di cui 120 di didattica frontale, e per il rapporto a tempo definito in non meno di 250 ore annue di didattica, di cui 80 di didattica frontale. Ai professori a tempo pieno è attribuita un’eventuale retribuzione aggiuntiva nei limiti delle disponibilità di bilancio, in relazione a ulteriori impegni nelle attività di ricerca, didattica e gestionale e ai risultati conseguiti.
i concorsi per la copertura dei posti di ricercatore universitario a tempo indeterminato potranno essere banditi fino al 30 settembre 2013, con una priorità per gli attuali contrattisti e assegnisti, per i dottori di ricerca e per i borsisti post-doc.
L’esame del disegno di legge ha evidenziato l’esigenza, sottolineata da tutte le forze politiche, di istituire un organismo indipendente con il compito della valutazione del sistema universitario. Tale esigenza è stata condivisa dal Governo che ha già provveduto a presentare un apposito disegno di legge.
Nota 24 ottobre 2005, Prot. n. 1881
Personale ATA. Graduatorie di circolo e di istituto di 3ª fascia. Gestione domanda da parte delle istituzioni scolastiche. D.M. 9.6.2005, n. 55
Nota 24 ottobre 2005, Prot. 236 /2005
Nota tecnica sul sistema di rilevazione delle presenze del personale in servizio presso l’Amministrazione Centrale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
24 ottobre Giornata Mondiale della Biblioteca scolastica
Nel quarto lunedì di ottobre di ogni anno si celebra in tutto il mondo l’International School Library Day.
Il 24 ottobre 2005 – in concomitanza con l’evento – si svolge la giornata di studi dal titolo “Apprendere con la biblioteca scolastica“, promossa nell’ambito del Progetto del MIUR “Biblioteche nelle Scuole” e organizzata dall’Università di Roma Tre.
Convegno “Apprendere con la biblioteca scolastica”
Biblioteche@edscuola.com
Nota 21 ottobre 2005, Prot. n. 9778
Progetto R.I.So.R.S.E. anno 2005/2006 –indicazioni operative ed impegni concordati per avvio attività in programma
Nota 21 ottobre 2005, Prot. n. 2105/DIP/SEGR
Nota 21 ottobre 2005, Prot. n. 2101/DIP/Segr.
Circolare Ministeriale 19 ottobre 2005, n. 80
Decreto Interministeriale 18 ottobre 2005, n. 79
Programmazione triennale delle assunzioni a tempo indeterminato di personale docente adottato in attuazione dell’art. 1 bis del decreto legge 7 aprile 2004 n. 97 convertito con modificazioni dalla legge 4 giugno 2004 n. 143
Nota 18 ottobre 2005, Prot. n. 419
Comparto Ministeri – Personale delle aree funzionali. Fondo unico di amministrazione 2004. CCNI 17 ottobre 2005, n. 4. Criteri e modalità di utilizzazione
Nota 18 ottobre 2005, Prot.n. 3280
Modalità attuative dell’art.4 del C.C.N.I. del 22 giugno 2005. Attribuzione posizioni economiche “super”
Nota 18 ottobre 2005, Prot. n. 3968
Rilevazione integrativa dati delle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di I e II grado statali e non statali. Anno scolastico 2005-2006: inizio attività
Definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell’accesso all’insegnamento, ai sensi dell’articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53
Circolare Ministeriale 14 ottobre 2005, n. 77
Progetti di formazione dei responsabili di direzione delle scuole paritarie e di monitoraggio per la rilevazione della qualità dell’offerta formativa proposta dalle singole scuole
Nota 14 ottobre 2005, Prot. n. 5935
Nota 14 ottobre 2005, Prot. n. 1885
Rilevazioni integrative A.S. 2005/2006
14 ottobre Riforma Cicli
Il 14 ottobre 2005 gli ultimi due decreti legislativi previsti dalla legge delega 28 marzo 2003, n. 53, relativi alle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ed alle norme generali e livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di Istruzione e Formazione, dopo aver superato la Conferenza Unificata (14 luglio 2005 e 15 settembre 2005) ed aver acquisito il parere favorevole da parte delle 7e Commissioni di Senato (28 settembre 2005) e Camera (11 ottobre 2005), entro il termine ultimo del 17 ottobre, arrivano all’approvazione definitiva dal parte del Consiglio dei Ministri.
Di seguito i comunicati stampa del MIUR del 14 ottobre 2005:
Riforma sul secondo ciclo: la sperimentazione dopo la definizione di tutti i passaggi normativi
In seguito all’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo sul secondo ciclo, il Ministro Letizia Moratti, relativamente alla sperimentazione della riforma, precisa che il decreto approvato stamani non contiene riferimenti ad una data precisa, ma stabilisce che “sino alla definizione di tutti i passaggi normativi propedeutici all’avvio del secondo ciclo di competenza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il medesimo Ministero non promuoverà sperimentazioni del nuovo ordinamento nelle scuole, ferma restando l’autonomia scolastica”.
Approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il decreto sul secondo ciclo attuativo della legge 53/03.
Viene ridisegnato dopo 80 anni il secondo ciclo di istruzione e formazione, articolato in percorsi liceali (che rilasciano diplomi liceali) e percorsi di istruzione e formazione professionale (che rilasciano qualifiche e diplomi professionali).
L’approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del decreto sul secondo ciclo viene a completare il quadro degli atti normativi attuativi della legge 53/03.
In coerenza con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2010, il decreto interviene a modificare gli attuali ordinamenti della scuola secondaria superiore, prevedendo otto tipologie liceali, e modifica gli attuali assetti della formazione professionale regionale, configurando il sistema dell’istruzione e formazione professionale di rilevanza nazionale ed europea.
Filosofia delle scelte
Investimento sull’istruzione e formazione dei giovani per favorire la crescita personale, culturale e professionale in linea con le politiche del capitale umano, assicurando loro conoscenze, abilità, capacità e competenze adeguate per essere cittadini attivi, in grado di concorrere al progresso materiale e spirituale del Paese (art. 4 Cost.) e dell’Unione Europea.
Articolazione unitaria del sistema, comprendente il sistema dei licei e quello dell’istruzione e formazione professionale, assicurando competenze di base comuni finalizzate all’armonica interazione tra i due sistemi.
Potenziamento della libertà di scelta degli studenti e delle famiglie, nell’ambito dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e formative e di vincoli nazionali e regionali, a garanzia dell’unità e qualità del sistema.
Flessibilità strutturale e personalizzazione educativa, metodologica e didattica dei percorsi, a garanzia del successo formativo e del diritto all’apprendimento.
Orientamento e personalizzazione attraverso il portfolio delle competenze, il riconoscimento dei crediti e la reversibilità delle scelte garantita e assistita lungo tutto il percorso formativo.
La realizzazione, in un’unica sede, di percorsi liceali e percorsi dell’istruzione e formazione professionale, sulla base di apposite convenzioni fra le istituzioni scolastiche e formative.
In particolare, i percorsi liceali vocazionali possono raccordarsi, ferme restando le rispettive identità ordinamentali e curricolari, con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, costituendo, insieme, centri polivalenti denominati “Campus” o “Poli formativi”.
Il sistema dei licei si connota per il carattere prevalentemente propedeutico dei relativi percorsi rispetto alla prosecuzione degli studi a livello post-secondario, in ambito accademico e non. In particolare, i cosiddetti licei “vocazionali” assolvono anche ad una specifica funzione di preparazione scientifica e professionale coerente con l’indirizzo di riferimento.
Il sistema dell’Istruzione e formazione professionale si connota per il carattere prevalentemente terminale dei relativi percorsi rispetto all’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni.
Il sistema dell’IFTS, Istruzione e formazione tecnica superiore, si connota per il carattere terminale dei relativi percorsi rispetto all’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni.
Valorizzazione della professionalità docente (da esecutiva a progettuale, fino alla responsabilità della certificazione delle competenze).
Potenziamento della competenza nella lingua inglese ed in una seconda lingua europea, con la possibilità, rimessa alla scelta dello studente, di acquisire per l’inglese una padronanza linguistica a livello di lingua madre.
Integrazione tra teoria e pratica (laboratorialità, alternanza scuola-lavoro); sviluppo delle conoscenze relative all’uso delle nuove tecnologie.
Valutazione nazionale degli apprendimenti e valutazione di sistema.
Superamento della frammentazione e razionalizzazione dei percorsi sperimentali in atto nella scuola secondaria di secondo grado. (segue scheda)
Ordinamenti vigenti e sperimentazioni in atto
Istituti secondari superiori statali n. 4.876
Istituti secondari superiori non statali n. 1.737
TOTALE n. 6.613
Tipologia istituti n. istituti N. sperimentazioni attivate
Licei classici 650 641
Licei linguistici 210 198
Licei pedagogici 524 524
Licei scientifici 1049 1042
Istituti professionali 1509 11
Licei artistici 122 112
Istituti d’arte 181 200
Istituti tecnici 2368 2298
Aspetti comuni dei due sistemi del secondo ciclo
l’unitarietà del sistema, all’interno del diritto-dovere all’istruzione e formazione per almeno 12 anni o, comunque, fino al conseguimento di una qualifica entro il 18° anno di età, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76.
finalità comuni ad entrambi i sistemi (art. 2, co. 1 lett. b) legge 53/2003), garantite da un medesimo Profilo educativo culturale e professionale dello studente per i due sistemi
possibilità di passaggi tra tutti i percorsi, garantita da un sistema di crediti e di certificazioni per qualsiasi segmento del secondo ciclo frequentato con esito positivo e assistita da apposite azioni di sostegno approntate dalle istituzioni scolastiche e formative
alternanza scuola lavoro per entrambi i sistemi, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77
raccordo dei percorsi del secondo ciclo con i livelli di uscita dal 1° ciclo e con i successivi gradi di formazione superiore, in uscita.
In particolare per il 1° ciclo è stato previsto:
il potenziamento dell’orario di insegnamento della lingua Inglese e della Tecnologia
La quota oraria destinata all’insegnamento dello strumento musicale nelle attuali scuole medie ad indirizzo musicale viene resa obbligatoria, per gli studenti che ne facciano richiesta, al fine di assicurare i livelli necessari per la frequenza dei licei musicali
La integrazione degli Obiettivi Specifici di Apprendimento delle Scienze nella parte relativa allo studio dei processi di evoluzione
Caratteristiche del sistema liceale (norme generali)
finalità e durata. I licei hanno una durata di 5 anni, si articolano in 2 + 2 + 1, si concludono con l’esame di Stato. Il titolo di studio conclusivo, oltre ad essere condizione di accesso all’istruzione terziaria, ha valore legale a tutti gli altri effetti e competenze previsti dall’ordinamento vigente.
L’ammissione al 5° anno dà accesso all’istruzione e formazione tecnica superiore.
specificazione dell’asse culturale proprio di ciascun liceo (artistico, classico, economico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico, tecnologico, delle scienze umane) nell’ambito dei principi generali.
organizzazione educativa e didattica. Modalità di personalizzazione dei percorsi, funzioni di tutorato, determinazione dei livelli di flessibilità rimessi all’autonomia delle scuole, alla scelta degli studenti e delle famiglie ed al raccordo con il territorio.
valutazione e scrutini. Frequenza obbligatoria, da parte dello studente, di ¾ dell’orario annuale ai fini della validità dell’anno; valutazione del comportamento; criteri di ammissione al periodo didattico successivo.
esame di Stato. Prove sia nazionali sia di istituto coerenti con il Profilo educativo culturale e professionale e agli obiettivi specifici di apprendimento del corso.
Piani di studio dei licei
I piani di studio dei licei si articolano in:
Per i licei vocazionali che si articolano in indirizzi nel secondo biennio e nel 5° anno sono previsti
Attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo connotati da una forte presenza di laboratori.
Caratteristiche del sistema dell’Istruzione e formazione professionale (livelli essenziali)
Vengono indicati i livelli essenziali di prestazioni garantiti dallo Stato e assicurati dalle Regioni nell’accreditamento delle istituzioni formative e nella organizzazione dell’offerta formativa, in linea con le indicazioni dell’Unione europea. Essi riguardano:
l’offerta formativa in relazione al soddisfacimento della richiesta di frequenza degli studenti e delle loro famiglie (art. 16);
l’orario minimo annuale e l’articolazione dei percorsi formativi (almeno 990 ore annue), di cui ¾ a frequenza obbligatoria e percorsi sia triennali che quadriennali (art. 17);
gli obiettivi generali e il profilo educativo, culturale e professionale comune al sistema dei licei; i percorsi sono riferiti a figure di differente livello relative ad aree professionali definite, sentite le parti sociali, mediante accordi in sede di Conferenza Unificata, che potranno articolarsi ulteriormente a livello territoriale
gli standard minimi dei percorsi formativi; riguardano le competenze linguistiche (italiano, inglese e una seconda lingua comunitaria), competenze scientifiche, tecnologiche, storico-sociali ed economiche, religione cattolica e scienze motorie.
prosecuzione degli studi e della formazione a livello terziario. Sono assicurati raccordi con l’anno integrativo per sostenere l’esame di Stato per accedere all’università e con il sistema di IFTS
i requisiti dei docenti: abilitati all’insegnamento ovvero esperti con 5 anni di esperienza nel settore professionale di riferimento.
la valutazione e certificazione delle competenze: al termine dei percorsi triennali è rilasciato il certificato di qualifica professionale; al termine di quelli quadriennali, il diploma professionale. Entrambi hanno validità nazionale ed europea.
Al termine dei percorsi IFTS è rilasciato il diploma professionale di tecnico superiore.
le strutture formative ed i relativi servizi: sono previsti i requisiti relativi alle capacità gestionali, all’adeguatezza delle strutture didattiche e logistiche, anche per la realizzazione di stage e tirocini.
i passaggi tra i sistemi: sono assicurati i passaggi tra i percorsi dell’Istruzione e formazione professionale e tra questi ed i licei, e viceversa.
L’attivazione delle prime classi dei percorsi liceali e del primo anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale avverrà dall’anno scolastico e formativo 2007-2008.
Per i percorsi liceali è necessario procedere mediante provvedimenti del Ministro dell’Istruzione, sentita la Conferenza Unificata Stato-Regioni, a:
Definizione della tabella di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria superiore vigenti nei percorsi liceali previsti dalla riforma.
Definizione della tabella di corrispondenza dei titoli di studio.
Incremento, fino al 20% della quota oraria dei piani di studio rimessa all’autonomia scolastica nell’ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni.
Per i percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale ciascuna Regione adotterà una specifica disciplina nel rispetto dei livelli essenziali e previa definizione, con accordi in Conferenza Unificata, dei seguenti aspetti:
Individuazione delle figure di differente livello relative ad aree professionali articolabili in specifici profili professionali sulla base del fabbisogno del territorio
Fissazione degli standard minimi formativi relativi alle competenze di base (linguistiche, matematiche, scientifiche, tecnologiche, storico-sociali ed economiche) necessarie al conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente, nonché alle competenze professionali proprie di ciascuna figura professionale.
Definizione degli standard minimi relativi alle strutture delle istituzioni formative e dei relativi servizi.
Il coordinamento dell’attuazione della riforma a livello nazionale è garantito da specifiche intese in sede di Conferenza Unificata.
L’attuazione della riforma nell’ambito del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione professionale è assicurata in modo graduale mediante norme che determinano le condizioni di passaggio.
Documenti nazionali allegati al decreto
Profilo educativo culturale e professionale dello studente alla fine del secondo ciclo comune al sistema dei licei e al sistema della IFP
Profilo educativo culturale e professionale dello studente alla fine del secondo ciclo specifico per le diverse tipologie liceali
Le indicazioni nazionali comprendono:
Obiettivi specifici di apprendimento, in riferimento alle tipologie degli 8 licei
I nuovi percorsi liceali
I percorsi liceali si articolano in otto tipologie
LICEO ECONOMCO
Si articola in tre indirizzi:
Architettura, Design e Ambiente
Audiovisivo, Multimedia e Scenografia
Si articola in due indirizzi:
Economico Istituzionale
L’indirizzo Economico Aziendale prevede i seguenti settori rimessi alla libera scelta dello studente:
Settore filiera moda
Settore dei servizi creditizi-finanziari
L’indirizzo Economico istituzionale, prevede i seguenti settori rimessi alla libera scelta dello studente:
Settore della ricerca e della innovazione
Settore della finanza pubblica
Il Liceo Tecnologico si articola in 8 indirizzi:
Meccanico – Meccatronico
Informatico, Grafico e Comunicazione
Tecnologie tessili, dell’Abbigliamento e della Moda
Produzioni Biologiche e Biotecnologie alimentari
Le principali novità introdotte in sede di approvazione definitiva del provvedimento sul secondo ciclo
i è accentuata la natura vocazionale e professionale dei licei ad indirizzo: liceo economico, liceo artistico e liceo tecnologico. Fermo restando il monte ore complessivo, è aumentato l’orario destinato alle attività di indirizzo, finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro, compensando l’aumento con la diminuzione dell’orario destinato agli insegnamenti generali. Aumenta, inoltre, lo spazio dato alle attività di laboratorio, ai percorsi in alternanza scuola-lavoro e ad iniziative di studio-lavoro e di stage. I settori del liceo economico si sono arricchiti nel settore del credito, e tra gli indirizzi del liceo tecnologico sono state inserite la grafica e la moda.
Il decreto introduce modifiche alle disposizioni di raccordo e continuità tra il primo e il secondo ciclo, prevedendo
un’ora di tecnologia obbligatoria in più nella scuola secondaria di primo grado, così da portare l’insegnamento obbligatorio di tecnologia a due ore, con corrispondente diminuzione di un’ora facoltativa;
la possibilità per gli studenti di rafforzare l’apprendimento dell’inglese, destinando a tale fine le ore previste per la seconda lingua comunitaria. Tale scelta, effettuata nella scuola secondaria di primo grado, prosegue anche nei licei, e consente, unitamente all’incremento di un’ora obbligatoria di inglese nel primo ciclo, già introdotta dal decreto in prima lettura, di acquisire una padronanza dell’inglese pari a quella della lingua madre.
Mentre la prima stesura del decreto si limitava agli aspetti ordinamentali, il testo sottoposto all’esame definitivo del Consiglio dei Ministri disciplina il percorso attuativo della riforma, individuando gli adempimenti dello Stato, delle Regioni e delle autonomie locali coerentemente con l’assetto delle competenze ad essi rispettivamente attribuite dal nuovo titolo V della Costituzione.
Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca provvede a definire con proprio decreto, sentita la Conferenza unificata:
le tabelle di confluenza dei vecchi percorsi di istruzione secondaria superiore nei nuovi percorsi liceali;
le tabelle di corrispondenza dei vecchi titoli di studio con quelli in uscita dei percorsi liceali;
l’incremento fino al 20% della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche nell’ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni.
Le Regioni dovranno fornire indicazioni per la trasformazione dei vecchi istituti scolastici nei nuovi licei, nell’ambito della programmazione della rete scolastica cui devono provvedere raccordando in un piano complessivo la programmazione delle province. Inoltre, le Regioni dovranno disciplinare con proprie leggi regionali i percorsi di istruzione e formazione professionale, nel rispetto dei livelli essenziali definiti dal decreto.
L’unitarietà e omogeneità nazionale del nuovo sistema di istruzione e formazione professionale e la valenza nazionale dei titoli sono assicurati, oltre che dai livelli essenziali, da accordi in Conferenza unificata che definiranno:
le figure di differente livello, relative ad aree professionali, articolabili in specifici profili professionali sulla base dei fabbisogni del territorio;
gli standard minimi formativi relativi alle competenze di base linguistiche, matematiche, scientifiche, tecnologiche, storico-sociali ed economiche necessarie al conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente, nonché alle competenze professionali proprie di ciascuna specifica figura professionale;
gli standard minimi relativi alle strutture delle istituzioni formative e dei relativi servizi.
Al trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni e agli Enti locali nell’ambito del sistema educativo di istruzione e formazione si provvederà con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base di accordi da concludere in sede di Conferenza Unificata, in stretta correlazione con l’attuazione, da parte delle Regioni, degli adempimenti di loro competenza. Nel frattempo, le Regioni continueranno a svolgere i corsi di istruzione e formazione professionale sperimentali realizzati sulla base dell’accordo in Conferenza unificata del 19 giugno 2003; e lo Stato assicurerà l’istruzione professionale attraverso i corsi degli istituti professionali di Stato, che continueranno a rilasciare le qualifiche professionali.
Le sperimentazioni verranno promosse e avviate dal MIUR una volta completati gli adempimenti normativi di competenza dello stesso MIUR. Le prime classi dei percorsi liceali e di quelli di istruzione e formazione professionale verranno avviate a partire dall’anno scolastico 2007/2008.
Certezza del posto di lavoro agli aspiranti docenti
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in attuazione della legge 53/2003 che disciplina l’accesso alla professione di docenteCambia la formazione iniziale dei docenti delle scuole italiane, in linea con le normative europee che richiedono per la professione di insegnante una formazione specifica di livello universitario. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva, su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, lo schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell’accesso all’insegnamento, in attuazione della legge 53/2003.
Il decreto prevede una formazione di pari dignità per i docenti di tutti gli ordini e gradi di scuola. I percorsi di formazione iniziale dei docenti della scuola dell’infanzia, del primo ciclo e del secondo ciclo si svolgeranno presso le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, rispettivamente nei corsi di laurea magistrale e in appositi corsi accademici di secondo livello.
Avremo insegnanti più qualificati e più giovani, e, attraverso la programmazione delle ammissioni alle Università, che vale anche come autorizzazione a bandire i concorsi, verrà data loro certezza del posto di lavoro, mentre nel sistema precedente si era creata una situazione caratterizzata da aspiranti insegnanti anche non laureati e in numero sovradimensionato. La nuova disciplina consentirà progressivamente di risolvere il problema del precariato nelle scuole, perché a regime sarà possibile insegnare solo con il livello più alto della formazione universitaria. Per quanto riguarda il precariato storico viene conservato il reclutamento dalle graduatorie permanenti dei precari storici per il 50% dei posti da coprire, così come previsto dalla disciplina attuale. Il restante 50% dei posti verrà coperto per concorso, al quale saranno ammessi esclusivamente coloro che avranno conseguito i nuovi titoli abilitanti.
I nuovi percorsi sono programmati dalle Università nella loro autonomia in conformità a criteri definiti con decreto del Ministro, assicurando l’approfondimento disciplinare, i contenuti pedagogico-professionali e periodi di tirocinio nelle scuole, oltre ad eventuali stage all’estero.
I nuovi percorsi formativi sono a numero programmato e sono ripartiti tra le Università di ciascuna Regione in misura pari al numero dei posti che si prevede di coprire per concorso nelle scuole statali della Regione stessa, più una percentuale del 30% per le esigenze complessive del sistema di istruzione. Ai corsi si accede previa selezione, dopo, aver conseguito la laurea di primo livello o il diploma accademico di primo livello.
Alla fine del corso, contestualmente al conseguimento della laurea magistrale o del diploma accademico di secondo livello, è previsto un esame di Stato con valore abilitante.
La programmazione dei posti avviene a cadenza triennale in base a stime previsionali che tengono conto del numero dei posti di insegnamento, del numero degli alunni, anche disabili e del turn-over del personale docente. Il Ministero ripartisce poi anno per anno tra le università funzionanti nelle singole Regioni un numero di posti pari a quelli che si prevede di coprire nelle scuole della Regione maggiorato del 30%. La programmazione avviene per decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che vale anche come autorizzazione a bandire i successivi concorsi.
Gli abilitati sono assegnati alle scuole della Regione, tenendo conto delle esigenze delle stesse scuole, per svolgere un periodo di applicazione della durata di un anno tramite un apposito contratto di inserimento formativo al lavoro, con assunzione di responsabilità di insegnamento sotto la supervisione di un tutor e svolgimento di attività formative connesse all’esperienza didattica, coordinate dal Centro di ateneo, sulla base delle indicazioni del tutor.
Al termine dell’anno di applicazione ed in seguito a valutazione positiva espressa dal comitato per la valutazione del servizio, i docenti potranno essere ammessi al concorso per l’assunzione nelle scuole, già autorizzato in sede di programmazione.
Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonché riordino dell’omonimo istituto, a norma degli articoli 1 e 3 della legge 28 marzo 2003, n. 53
Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, a norma dell’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53
Riforma Organi Collegiali della Scuola
14 ottobre Orientagiovani 2005
Il MIUR, con Nota 24 giugno 2005, Prot. n 4253/A2, e con Nota 28 settembre 2005, Prot.n. 5515/A2, segnala che il 14 ottobre 2005 si svolge la dodicesima Giornata Nazionale Orientagiovani che, quest’anno, ha come tema “Il vento della scienza: scienza, tecnologia, occupazione”.
Avviso 13 ottobre 2005
Nota 12 ottobre 2005, Prot. n. 9350
Progetto R.I.So.R.S.E. attività anno scolastico 2005/6
Nota 12 ottobre 2005, Prot. 2033/Dip/segr.
SVILUPPO E PROMOZIONE DELLA COOPERAZIONE CULTURALE TRA ITALIA E CINA NEL SETTORE DELL’ISTRUZIONE
Progetto Cipe scuola: nuova scadenza per la presentazione dei formulari di partecipazione
Nota 10 ottobre 2005, Prot. n. 1247
Nota 10 ottobre 2005, Prot. 3837
Chiusura Funzioni Organico di Fatto a.s. 2005/06
10 – 11 ottobre Giornata Europea Genitori e Scuola
Con la Nota 15 settembre 2005, Prot. n. 5373/A3, il MIUR comunica che il 10 e 11 ottobre si celebra la “4^ Giornata Europea dei Genitori e della Scuola”: l’iniziativa promossa dall’Associazione Europea dei Genitori (EPA), condivisa dalla Commissione dell’UE e sostenuta dal Forum nazionale delle Associazioni dei genitori maggiormente rappresentative (FoNAGS) e dallo stesso MIUR.
Di seguito l’intervento del Ministro alla IV Giornata Europea dei Genitori e della scuola
Cari genitori, È per me un vero piacere ritrovarmi con voi in occasione della Giornata Europea dei genitori e della scuola.
Siamo già alla IV edizione di questo importante appuntamento, promosso dall’Associazione Europea dei Genitori (EPA) e sostenuto da questo Ministero e dal Forum nazionale delle Associazioni dei genitori (FoNAGS).
Desidero per questa ragione salutare e ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l’incontro di oggi:
– i Centri Servizi Amministrativi
– le numerose Associazioni dei genitori coinvolte
e tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita di questo evento, che, quest’anno, riveste un significato particolare.
Mi è gradito, a questo proposito, salutare la Vicepresidente dell’EPA, Signora Brigitte Haider, che è giunta dall’Austria, e la delegazione proveniente dal Regno Unito, a cui spetta in questo semestre la Presidenza dell’Unione Europea.
Nel 2002, subito dopo l’avvio del più significativo processo di rinnovamento della Scuola italiana dal dopoguerra ad oggi, abbiamo voluto lanciare una sfida importante proprio in questa sede, certi che il “patto” educativo tra scuola e famiglia rappresenti una delle strategie privilegiate per formare “identità individuali forti, persone dotate di capacità critiche, coscienze libere legate ai valori del rispetto umano, della solidarietà, della giustizia”.
In quella occasione, lo ricorderete, abbiamo preso alcuni impegni precisi con l’obiettivo di riaffermare il ruolo della famiglia nella scuola e di sottolineare come istruzione e formazione siano – prima di tutto – un servizio al cittadino, e quindi alle famiglie, e come la partnership tra esse e la scuola sia un punto di forza per offrire alle ragazze e ai ragazzi le massime opportunità di sviluppo e crescita.
Abbiamo infatti affermato, e questo principio caratterizza e contraddistingue l’impianto complessivo della Riforma, la funzione primaria dei genitori rispetto alla scuola e l’importanza della cooperazione tra istituzioni scolastiche e famiglia come chiave di volta per l’educazione e la valorizzazione della persona umana.
Nel 2003, la Giornata Europea dei Genitori, tenutasi a ridosso della Conferenza interministeriale sul disagio giovanile e la dispersione scolastica (alla quale hanno partecipato i Ministri europei dell’educazione e delle politiche giovanili), ha rappresentato un momento strategico per la ridefinizione di importanti obiettivi.
Abbiamo evidenziato, in quel momento, alcuni punti-cardine:
– il ruolo determinante della collaborazione tra scuola e famiglia per la promozione del successo formativo di ciascun giovane,
– la funzione primaria della famiglia come luogo di apprendimento non formale ed informale;
– la forte valenza formativa della famiglia, nella sua interazione con la scuola, come luogo di promozione dell’apprendimento;
– l’importanza del rapporto scuola-famiglia per prevenire/contrastare le varie forme di disagio.
L’anno scorso, per la prima volta, abbiamo celebrato la Giornata Europea alla presenza dei rappresentanti dei Forum provinciali delle Associazioni dei genitori – la cui nascita abbiamo salutato con entusiasmo -, e ci siamo congedati con l’impegno di rafforzare la loro partecipazione a questo momento annuale di riflessione e confronto, e di incentivare il coinvolgimento dei Presidenti dei Consigli di Istituto e di Circolo.
Oggi, a quattro anni di distanza, siamo in grado di evidenziare con soddisfazione le tappe principali del cammino finora compiuto da questa iniziativa, grazie anche alla collaborazione delle Associazioni dei genitori che in questi anni ci hanno sostenuto, e presentare in questa sede alcuni tra i più significativi esempi del lavoro prodotto dalle stesse associazioni e dalle scuole.
I progetti che sono stati presentati nel corso della IV Giornata costituiscono infatti soltanto una piccola parte di questo lavoro che è stato complessivamente svolto, a dimostrazione di come scuola e famiglia insieme possano realizzare con impegno e senso di responsabilità quegli obiettivi che ci eravamo posti nel momento in cui abbiamo “pensato” la Riforma.
La Riforma della scuola e i nuovi spazi per la famiglia
Il 2005 ha segnato infatti una tappa importante del patto educativo tra scuola e famiglia: coerentemente con l’art. 1 della Legge 53/2003 e con le linee politiche che costituiscono lo scenario della Riforma avviata da questo Ministero, la partecipazione dei genitori alla vita della scuola ha fatto un importante salto di qualità.
E’ stato affermato, relativamente alla funzione della famiglia, il concetto di “cooperazione” attiva, che supera quello precedente e ormai inadeguato di “rappresentanza partecipata”.
La famiglia viene ad interagire con la scuola e il territorio in una logica di “comunità educante”, che ridisegna e valorizza il ruolo di tutti i soggetti della formazione, a partire da quelli centrali: genitori e studenti.
Vorrei, a questo proposito, sottolineare i punti che contraddistinguono il nuovo ruolo della famiglia, così come è definito dalla Riforma:
Con le nuove disposizioni, al centro del sistema educativo di istruzione e di formazione viene posto lo studente, visto come protagonista del proprio apprendimento, che matura la propria identità attraverso piani di studio “personalizzati”, dove le attività disciplinari vanno integrate con attività opzionali e facoltative, “coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro” (art. 2 della legge 53 – 2003). Accanto al minore è previsto che ci sia la famiglia, chiamata a fare scelte importanti senza più delegare alle sole istituzioni le decisione in ordine ai percorsi formativi del ragazzo. Accenno, per esempio, all’opzione di anticipare o meno l’iscrizione del figlio alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria: questa decisione non è più ridotta a semplice scadenza temporale uguale per tutti, ma esige una riflessione da parte della stessa famiglia e della scuola, volta ad individuare il momento più appropriato per il bambino.
L’articolarsi delle attività scolastiche in obbligatorie, opzionali e facoltative (con la possibilità di scelta per studenti e genitori) dà poi concretezza e contenuto al “patto educativo” tra scuola e famiglia di cui abbiamo parlato. Integrando gli apprendimenti formali della scuola con quelli non-formali vissuti in famiglia e nella comunità locale, si facilita il superamento delle “resistenze all’apprendimento” di molti giovani, se ne sviluppano le differenziate potenzialità, si forniscono, in altre parole, risposte più confacenti alla loro crescita. Ne consegue che frequentare la scuola non è più solo un obbligo da adempiere, ma un diritto-dovere che interpella la responsabilità dello studente nel prendersi carico della propria preparazione umana e culturale, e nello stesso tempo gli garantisce la possibilità di esigere quanto è più confacente alle proprie aspettative. Ma per far questo, non può mancare la collaborazione effettiva della singola famiglia che assicuri informazioni e proposte appropriate nel definire il piano dell’offerta formativa dell’istituto e nel costruire insieme “i piani di studio personalizzati”, che commisurino i saperi e le esperienze alle esigenze di ciascuno, con la finalità di conseguirne la piena “formazione spirituale e morale” (art 2 della legge 53 – 2003).
L’importanza attribuita alla convivenza civile – nell’articolarsi dell’educazione affettiva, alimentare, alla salute e alla cittadinanza – ha il senso di prestare maggiore attenzione alla globalità delle esigenze. Accanto alle esigenze conoscitive e culturali, nei ragazzi vi sono anche quelle espressive della relazione con gli altri, della partecipazione alla vita scolastica e sociale, quella di vivere correttamente il rapporto con il proprio corpo. La compilazione del “portfolio” non spetta quindi più ai soli insegnanti, ma richiede l’apporto organico dei genitori e degli stessi ragazzi, per fare in modo che i saperi, le discipline e le competenze facilitino davvero la costruzione della loro personalità, in modo che in ogni fase del loro crescita si confermino protagonisti del proprio sviluppo.
Anche le altre novità della Riforma – la definizione di percorsi distinti tra i licei ed il sistema dell’istruzione e formazione professionale, l’alternanza scuola lavoro, la possibilità di cambiare gli indirizzi di studio intrapresi -, viste dalla parte dei genitori, non possono che essere considerate come delle opportunità in più, che ieri venivano invece negate a quei ragazzi con capacità differenziate o che spesso venivano portati ad abbandonare gli studi, perché non vi trovavano aspetti rispondenti alle loro sensibilità ed aspirazioni. In questo senso, noi siamo fortemente impegnati a garantire itinerari di pari dignità culturale e formativa, così da venire meglio incontro alle specifiche attitudini e superare le dicotomie tra cultura e lavoro, tra l’azione e la ricerca.
Un’ultima considerazione vorrei dedicare al ruolo che i genitori possono svolgere nell’autovalutazione di istituto. Le nuove strategie della qualità identificano nel destinatario delle prestazioni un interlocutore determinante per avviare un processo di continuo miglioramento del servizio. Le associazioni dei genitori e le stesse scuole sono pertanto chiamate ad un compito impegnativo: quello di preparare i singoli genitori a interloquire in modo competente con gli operatori scolastici nel segnalare le disfunzioni e nel porre richieste appropriate in atteggiamento costruttivo e nella disponibilità a non far mancare il contributo originario, proprio delle famiglie.
Le iniziative del Miur e i progetti-pilota
Molti e significativi sono dunque gli spazi riservati alle famiglie, numerosi sono soprattutto gli impegni di cooperazione e di presenza loro richiesti.
La definizione di questo nuovo fondamentale ruolo e la sua conseguente messa in atto, hanno richiesto l’avvio di una serie di azioni, da parte del Miur, volte a costruire le basi di un rapporto solido e costruttivo tra i genitori e il mondo della scuola.
La prima iniziativa ha riguardato la strutturazione dei Forum delle associazioni dei genitori che è stato articolato in tre livelli: nazionale, regionale e provinciale.
Ciò ha permesso, per esempio, di garantire nell’appuntamento di oggi la rappresentanza di ciascuna provincia e regione, in modo da poter riportare in maniera capillare nelle vostre realtà quanto di valido e interessante avrete modo di conoscere nel corso di questo confronto.
E’ stata poi avviata una strategia di formazione dei genitori, che si è sviluppata attraverso seminari nazionali e interregionali, per fornire informazioni e chiarimenti sui cambiamenti in atto nel mondo della scuola e per offrire a tutti la possibilità di valorizzare al meglio le nuove opportunità.
L’organizzazione associativa, supportata da una intensa e continua attività di impulso ministeriale, ritengo abbia incentivato i genitori ad ampliare e qualificare il proprio intervento nelle iniziative comuni con le istituzioni scolastiche, realizzando numerosi progetti che affrontano disagi e difficoltà dei ragazzi, che si fanno carico degli eccessivi abbandoni scolastici e perseguono risultati più soddisfacenti sia nella qualità delle relazioni che dei livelli di apprendimento raggiunti.
I progetti-pilota che sono stati presentati nel corso di ogni Giornata Europea sono certamente serviti come stimolo prezioso per moltiplicare le iniziative nei vari istituti, realizzando “una cittadinanza scolastica matura” in grado di proporre, di cooperare in modo fattivo e di verificare i risultati raggiunti, per migliorarli in modo continuativo.
Sono lieta di rilevare che abbiamo raccolto, anche in questa occasione, centinaia di progetti che prevedono il coinvolgimento dei genitori.
Il tavolo di lavoro nazionale ne ha selezionato uno per ciascuna Regione, fra tutti quelli che – per l’originalità dell’azione intrapresa o per la complessità ed organicità della stessa -, sono risultati meritevoli di un contributo finanziario che possa consentire la prosecuzione del progetto.
In molti casi, poi, le famiglie sono state in grado di stabilire delle reti cooperative con enti, associazioni ed imprese del territorio per la realizzazione di iniziative culturali, artistiche, musicali e sportive condivise da insegnanti, genitori ed allievi. In tal modo si sono create delle realtà locali in grado di offrire una molteplicità di servizi ed opportunità che rispondano alle differenziate esigenze dei giovani nel sapersi orientare nelle proprie scelte di vita personale e professionale.
A questo proposito, ricordo che, proprio in queste settimane, stiamo avviando il “Piano nazionale per l’orientamento” che vede coinvolte le istituzioni di istruzione e di formazione in rete con le Regioni e gli Enti Locali, ma che – in linea con quanto ribadito più volte – non trascura l’apporto determinante delle famiglie affinché “ogni studente possa trovare nella scuola le condizioni per valorizzare le proprie capacità e realizzare il proprio progetto di vita”.
La nostra riflessione si è inoltre ampliata verso la ricerca delle modalità più efficaci di collaborazione tra scuola, famiglia e associazioni di settore nell’educare i ragazzi all’uso corretto dei media e della televisione in particolare.
Le nuove tecnologie, infatti, si dimostrano sempre più invadenti e suggestive nel condizionare i comportamenti e la mentalità dei giovani. Per questa ragione, i minori hanno bisogno di essere tutelati nei loro diritti attraverso interventi e attenzioni che li rendano competenti nel fruire delle opportunità offerte dai media e capaci di far fronte ai pericoli sempre più incombenti.
In conclusione, voglio confermare l’impegno, assunto agli inizi del mio mandato ministeriale, di perseguire e condurre a termine la riqualificazione globale del sistema dell’Istruzione e della Formazione nel nostro Paese, ponendo l’interesse primario dello studente come criterio-guida sia nelle scelte di fondo, che per le singole iniziative.
Sono consapevole, però, che questa linea di condotta può da sola non essere sufficiente, se non si pone in atto un più vasto processo di mobilitazione di ogni realtà formativa, a partire dalla famiglia, in favore dei giovani per far fronte alle nuove responsabilità dell’educazione.
Vi ringrazio dunque per quanto saprete fare ciascuno nella vostra realtà, per il prezioso contributo che, come genitori, riuscirete a dare alla crescita dei vostri figli e al miglioramento del nostro sistema scolastico.
Sono certa che, da oggi, il nostro “patto” – il “patto” educativo tra scuola e famiglia – è diventato ancora più forte.
06 – 31 ottobre Mobilità AFAM 2005-2006
L’Ordinanza Ministeriale 12 luglio 2005 fissa il seguente calendario per le operazioni di utilizzazione del personale AFAM:
Termine utile per la presentazione della domanda di utilizzazione temporanea 6 ottobre 2005
Pubblicazione utilizzazioni effettuate 31 ottobre 2005
Nota 5 ottobre 2005, Prot. n. 9118
Scuolamusicafestival VI edizione
Si svolge il 5 ottobre la XIII Giornata Mondiale degli Insegnanti istituita dall’UNESCO.
World Teachers’ Day Avviso 4 ottobre 2005
Progetto Cipe scuola: in scadenza i termini per la presentazione dei formulari di partecipazione al progetto (15 ottobre 2005)
04 – 11 ottobre Corso-Concorso Dirigenti Scolastici
04 ottobre Giornata della Pace
Si celebra il 4 ottobre, come previsto dalla Legge 10 febbraio 2005, n. 24, la giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse. Il MIUR con nota 27 settembre 2005, Prot. n. 1927, invita le istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia, utilizzando anche specifici contributi provenienti dalle risorse culturali del territorio, ad adottare le iniziative che riterranno più opportune e idonee per assicurare alla ricorrenza la migliore riuscita.
Nota 3 ottobre 2005, Prot. n.1961/DIP/UO4
Decreto legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004 – determinazione delle dotazioni organiche della scuola primaria per l’anno scolastico 2006/2007
Nota 3 ottobre 2005, Prot. 9055
Concorso “PROVE D’AUTORE” Associazione culturale “VIVIARTE”
01 – ottobre Attività Sindacale
26: attuazione art. 7 CCNL Scuola 2004-2005
05, 10, 13, 19, 25: rinnovo del CCNL dell’Area V per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il primo biennio economico
20: SI.VA.DI.S. 3
11: problematiche del sistema educativo, di istruzione e di formazione
11, 20, 26: revisione del regolamento delle supplenze del personale docente (D.M. 201/2000)
10: educazione degli adulti
05, 13: corsi abilitanti Legge 143/04, art.2, comma 1, lettera c/bis e 1/ter
Aula 24, 25 Il 25 ottobre l’Aula approva definitivamente il DdL 4735/B, «Nuove disposizioni concernenti i professori ed i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari»
Aula 20 La Camera approva la legge di Modifica al Titolo I Parte II della Costituzione
7a 19, 20, 24, 25 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: “Regolamento recante modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap”
7a 19, 20, 24, 25 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: “Regolamento recante integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 luglio 2000, n. 226, in materia di fornitura gratuita e semigratuita di libri di testo”.
7a 11, 12, 13, 18, 19, 20, 24 DdL 4735/B, «Nuove disposizioni concernenti i professori ed i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari»
7a 4, 5, 6, 11 L’11 ottobre la Commissione esprime parere favorevole con condizioni e osservazioni sullo schema di decreto legislativo relativo alle Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di Istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53
7a 4, 5, 6, 11 L’11 ottobre la Commissione esprime parere favorevole con condizioni e osservazioni sullo Schema di Decreto Legislativo in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell’accesso all’insegnamento
7a 5, 25
7a 4, 5, 6 Schema di Decreto Legislativo in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell’accesso all’insegnamento
7a 4, 5, 6 Nuove norme in materia di difficoltà specifiche di apprendimento
7a 11, 19 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: “Regolamento recante modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap”. – Relatore alla Commissione GABURRO.
(Previe osservazioni della 12a Commissione)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289)
7a 11, 19 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: “Regolamento recante integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 luglio 2000, n. 226, in materia di fornitura gratuita e semigratuita di libri di testo”.
28 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 9,30 a Palazzo Chigi.
21 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 10,50 a Palazzo Chigi.
(…) Il Consiglio ha inoltre adottato le seguenti deliberazioni: (…)
– nomina del prof. Onorato GRASSI a Presidente dell’istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa (INDIRE). (…)
14 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 10,15 a Palazzo Chigi.
Il Consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Tremonti, ha approvato un decreto-legge finalizzato ad assicurare un controllo rigoroso degli andamenti di finanza pubblica e a razionalizzare le spese. (…)
Il Consiglio ha poi definitivamente approvato, su proposta del Ministro per le politiche comunitarie, La Malfa, il Piano italiano per la crescita e lo sviluppo, il cui esame era iniziato nella seduta della scorsa settimana; esso indica le riforme, le misure e gli interventi nazionali programmabili per perseguire gli obiettivi dell’Accordo di Lisbona del 2000 e rinnovarne la potenzialità di pietra miliare per la crescita dell’Unione europea; ciascun obiettivo incluso nel Piano prevede una dettagliata ricognizione di progetti e programmi di intervento che spaziano dall’economico al sociale, al tecnologico, alla politica legislativa, alla qualità della regolazione. (…)
– un decreto legislativo che reca le norme generali e livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di Istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53 (licei e istruzione-formazione professionale), con l’obiettivo di migliorare la qualità degli apprendimenti e corrispondere all’esigenza di un ottimale inserimento dei giovani nella realtà sociale caratterizzata da integrazione e competizione internazionale; i due sistemi, di pari dignità, dei licei e dell’istruzione e formazione professionale, sono caratterizzati da flessibilità e possibilità di personalizzazione didattica ed educativa che comporta anche l’acquisizione di crediti certificati validi anche nei casi di passaggio da un percorso all’altro; tra gli altri punti salienti, la possibilità di proseguire gli studi a livello post-secondario, una nuova disciplina della valutazione dell’apprendimento e degli esami di Stato;
– un decreto legislativo che attua la delega conferita al Governo per definire le norme generali in materia di formazione degli insegnanti, ai fini del conseguimento dell’abilitazione valida per il “sistema nazionale dell’istruzione” e per l’accesso all’insegnamento nella scuola dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo. Come previsto dalla legge di delegazione, sui due decreti sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari;
– un regolamento per il riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi dell’Ordine professionale degli psicologi, sul quale è stato acquisito il parere favorevole del Consiglio di Stato; (…)
su proposta del Ministro per l’innovazione e le tecnologie:
– nomina a componenti della Commissione di coordinamento del Sistema pubblico di connettività, in rappresentanza delle Amministrazioni statali, dell’ing. Alessandro MUSUMECI (Istruzione), ing. Marco BARRA CARACCIOLO (Infrastrutture), dott. Francesco CANCELLARO (Economia), rag. Vincenzo MASINO (Interno), generale di brigata Maurizio LEONI (Difesa), dott. Fausto DE SANTIS (Giustizia) e dott. Luigi ESPOSITO (Affari esteri, componente aggiunto), a norma dell’articolo 9 del decreto legislativo n. 42 del 2005; (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 13,10.
7 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 12,00 a Palazzo Chigi.
Il Ministro per le politiche comunitarie, La Malfa, ha presentato al Consiglio dei Ministri, appositamente convocato, una relazione sul Piano italiano per la crescita e lo sviluppo (PICO) in vista della sua presentazione alla Commissione europea il prossimo 15 ottobre; si tratta di una significativa tappa della strategia che ha fatto seguito all’Accordo di Lisbona del marzo 2000, il cui obiettivo era dare vita per l’Europa all’”economia più competitiva e dinamica del mondo” entro il 2010. Nel giugno di quest’anno il Consiglio europeo dei 25 Stati membri, preso atto degli insoddisfacenti risultati raggiunti, ha rilanciato la strategia di Lisbona e a tale fine ha chiesto agli Stati di dotarsi di un Piano su base triennale.
Il Piano italiano per la crescita e lo sviluppo indica le riforme, le misure e gli interventi nazionali programmabili per perseguire gli obiettivi dell’Accordo di Lisbona del 2000 e rinnovarne la potenzialità di pietra miliare per la crescita dell’Unione europea; se l’Accordo costituì il primo tentativo di sincronizzare le politiche economiche nazionali dei 25 Stati membri per il conseguimento degli obiettivi di crescita del reddito e dell’occupazione tramite l’individuazione degli strumenti più idonei, la redazione dei Piani nazionali, nella filosofia del rilancio, sposta sull’Unione e non solo sugli Stati, in un’ottica di condivisione, la responsabilità dell’attuazione degli interventi programmati.
Le consultazioni con le parti sociali (tutte le 37 organizzazioni con le quali il Governo italiano dialoga), le regioni e le autonomie locali e con numerosi economisti, coordinate dal prof. Savona hanno condotto ad individuare cinque obiettivi che l’Italia considera prioritari: ampliare l’area di libera scelta dei cittadini e delle imprese; incentivare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica; rafforzare l’istruzione e la formazione del capitale umano, nonché accrescere l’estensione dei relativi benefici alla popolazione, specie ai giovani; adeguare le infrastrutture materiali e immateriali; tutelare l’ambiente. Ciascun obiettivo prevede, nel Piano, una dettagliata ricognizione di progetti e programmi di intervento che spaziano dall’economico al sociale, al tecnologico, alla politica legislativa, alla qualità della regolazione.
I criteri ed i contenuti del Piano, sul quale proseguiranno le consultazioni, sono stati condivisi dal Consiglio che lo licenzierà definitivamente nella prossima riunione. (…)
5 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 10,10 a Palazzo Chigi.
(…) Su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maroni, il Consiglio ha esaminato il decreto legislativo in materia di previdenza complementare ed ha convenuto sull’opportunità di inviarlo nuovamente alle Commissioni parlamentari per l’espressione del parere definitivo a seguito di opportune e necessarie modifiche.
E’ stato altresì approvato uno schema di decreto legislativo che attua la delega in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi, su cui verranno acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari. (…)
La seduta ha avuto termine alle ore 13.50.
4 Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle ore 12,15 a Palazzo Chigi.