Source: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/atti-tutela-patrimonio-familiare/
Timestamp: 2019-03-19 04:27:48+00:00
Document Index: 133437553

Matched Legal Cases: ['art. 2645', 'art. 2447', 'art. 2929', 'art. 2929', 'art. 2929', 'art 2929']

Nobilissimo l’intento del legislatore di riconoscere nel nostro ordinamento ai privati diversi strumenti finalizzati a tutelare l’integrità del patrimonio della famiglia e a soddisfare i bisogni riconducibili alla sfera giuridica della famiglia stessa. Gli strumenti che elencheremo sono tutti riconducibili alla protezione della cellula primaria fondamentale della nostra comunità.
Si tratta, in tutti i casi che elencheremo, di provvedimenti legislativi che creano una separazione del patrimonio, al fine di mantenere intatti i beni della famiglia, e far si che essa non risenta negativamente delle vicende personali o economiche del titolare dei beni acquisendo, oltre che i beni stessi, le rendite finalizzate al più ampio sviluppo della entità “famiglia “ .
Le categorie di atti
Possiamo dividere questi sistemi di tutela in quattro categorie. Nella prima categoria ascriviamo quelle forme di limitazione che prevedono una “duplicazione soggettiva”, e mi riferisco con ciò alla creazione di nuovi enti per conferirvi i beni e dar luogo all’effetto segregativo.
Nella seconda categoria sono ricompresi quegli istituti che suppongono la presenza di un terzo, gestore o intermediario, al quale vengono affidati dei beni dal patrimonio altrui, e che vengono quindi da esso separati. Penso ora alla gestione dei Servizi di investimento.
La terza categoria è quella caratterizzata dalla presenza di due elementi essenziali. Da un lato il trasferimento dei beni dal proprietario a un terzo, che ne acquista la titolarità, dall’altra la preclusione per i creditori del terzo di aggredire i beni oggetto del trasferimento fiduciario. In questo caso i beni escono dal patrimonio del disponente, e entrano nel patrimonio del terzo, ma non si confondono con gli atri beni di quest’ultimo costituendo una diversa massa. Mi riferisco in questo caso al trust o ai vincoli di destinazione previsti ex art. 2645 ter c.c.
In ultimo, alla quarta categoria fanno capo quelle forme di separazione patrimoniale che si realizzano attraverso una scomposizione del patrimonio del titolare in diversi comparti, come accade nel fondo patrimoniale, o per i patrimoni destinati a uno specifico affare ex art. 2447 bis e seguenti c.c.
Forse potrebbe aggiungersi una quinta categoria, facendoci rientrare il patto di famiglia, con il quale un imprenditore può gestire il passaggio generazionale della propria impresa trasferendo a uno a più discendenti l’azienda o le partecipazioni alla società di famiglia, evitando così il sorgere di dissidi in sede di divisione ereditaria. In quest’ultimo caso è necessario che la stipula, per atto pubblico, veda la partecipazione di tutti coloro che sarebbero legittimari se si aprisse la successione in quel momento, affinché venga loro corrisposta una somma corrispondente al valore delle quote loro riservate dalla legge, salva la facoltà di ciascuno di rinunziarvi, anche parzialmente.
Il problema è che per tutte queste quattro (o cinque) categorie abbiamo l’effetto (astratto) della sottrazione dei beni a quella garanzia patrimoniale generica che hanno tutti i soggetti che sono proprietari di un bene.
E cosi, nonostante il primitivo, nobilissimo, intento, il legislatore ha previsto all’art. 2929 bis c.c. che chiunque ritenga di essere pregiudicato da uno di questi atti può iniziare l’esecuzione forzata senza neppure chiedere la revocatoria ordinaria, semplicemente dimostrando di vantare un credito in base ad un legittimo titolo, e a prescindere dall’effettivo pregiudizio. L’importanza grave dell’art. 2929 bis c.c. è temperata solo dalla circostanza che il creditore ha un anno di tempo per tanta rilevante azione.
Nella relazione che ha accompagnato la riforma è scritto a chiare lettere che chi ha un debito è dispone dei suoi beni si presume lo faccia sempre in frode al creditore e pertanto il legislatore ha invertito l’onere della prova, perché non è più il creditore a dover dimostrare l’effettivo pregiudizio subito da tali atti, ma è il debitore a dover dare la prova dell’assenza del pregiudizio, o che comunque, non ne aveva conoscenza.
Il controllo conseguente all’art. 2929 bis c.c. avviene a esecuzione forzata già iniziata, il che comporta che, ove non venga concessa la sospensione dell’esecuzione, l’ eventuale accoglimento della tesi del debitore rischia di rimanere una mera vuota vittoria processuale essendo nel frattempo l’immobile già venduto all’asta.
Attaccabilità degli istituti a tutela del patrimonio familiare
È pertanto evidente che la comune opinione che vede in uno degli istituti sopra elencati un espediente di salvezza dei beni dai creditori sia in realtà fondata su una convinzione erronea della inattaccabilità degli stessi.
Come dicevamo a seguito della citata riforma dell’art 2929 bis c.c. tutti gli atti sono da considerarsi come “sospesi” fino al termine dell’anno dalla loro trascrizione.
Ma non è finita, perché, nonostante la scadenza annuale dalla trascrizione dell’atto, il creditore successivamente potrà comunque tutelare le sue pretese esercitando altri rimedi giuridici altrettanto efficaci previsti dall’ordinamento, che rendono, come dicevo dianzi, il nobile intento della protezione della famiglia, solo una teorica petizione di principio. Basti pensare all’azione di accertamento della nullità, che addirittura non è soggetta a prescrizione, al pari di quella della simulazione assoluta, nonché all’azione revocatoria.
La giurisprudenza, oltretutto, considera il fondo patrimoniale e tutti i vari vincoli a tutela del patrimonio familiare al pari di un atto a titolo gratuito, cioè di una donazione, e, come la donazione, potenzialmente lesivi dei diritti dei creditori, e, in quanto tali, soggetti alla revocatoria, che, certamente può colpire anche gli atti a titolo oneroso, ma per gli atti a titolo gratuito viene accolta de plano. Il nostro ordinamento preferisce sempre, in ogni caso, tra chi ha ricevuto a titolo gratuito e chi cerca di recuperare il suo credito, quest’ultimo.
La giurisprudenza è severissima di fronte agli atti di tutela del patrimonio familiare, e addirittura per il fondo patrimoniale il concetto di “bisogni della famiglia” previsto dalla legge è stato applicato dalla Cassazione in modo talmente esteso che l’istituto è da considerare praticamente inservibile per difendersi dalla garanzia patrimoniale generale che ogni soggetto ha nei confronti dei terzi creditori.
Sicché tutti gli istituti, oltre a quanto detto prima, corrono il rischio di essere dichiarati inefficaci perché in frode ai creditori e non meritevoli di tutela.
Persino l’istituto che abbiamo inserito in quinta categoria, e cioè il patto di famiglia, non è immune da rischi. Ai fini della revocatoria ordinaria infatti, secondo la giurisprudenza, per l’integrazione dell’eventus damni è sufficiente che l’atto del debitore abbia determinato anche solo una maggiore difficoltà o incertezza nella riscossione del credito, poiché, a tal fine, è sufficiente una variazione anche solo qualitativa del patrimonio del debitore.
Allo stato attuale sembra potersi concludere che sul nostro ordinamento i diritti dei creditori prevalgono nettamente su quelli della famiglia.
Tutti gli atti notarili a tutela del patrimonio familiare ultima modifica: 2018-10-25T22:52:14+01:00 da notaio
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