Source: http://old.fiepet.it/informazioni/2004/questiti_divfumo.htm
Timestamp: 2018-10-20 19:23:45+00:00
Document Index: 117836746

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 5', 'art. 51', 'art. 5', 'art. 51']

Fiepet - Informazioni - Quesiti divieto fumo Ufficio Legislativo - 11 febbraio 2004
Via di Sierra Nevada, 60
e, p.c., Dr. Claudio Ranucci
Prot. n. 3700.11/2004 GDA
Oggetto: QUESITO circa l'applicazione del DPCM 23 dicembre 2003, recante attuazione dell'art. 51, comma 2, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, concernente la "tutela della salute dei non fumatori".
1. Entrata in vigore del divieto di fumo e dei corrispondenti obblighi
Come è noto, il sesto comma dell'art. 51 della legge n. 3/2003 prevede che "al fine di consentire una adeguata attività di informazione, da attivare d'intesa con le organizzazioni di categoria più rappresentative, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, primo periodo, 3 e 5 entrano in vigore decorso un anno dalla data di entrata in vigore del provvedimento di cui al comma 2".
Il provvedimento originariamente previsto dalla legge, un regolamento governativo da approvarsi con le procedure di cui all'art. 17 della legge n. 400/88, è stato sostituito, come stabilito dalla recente Legge Comunitaria 2003 (legge 16 gennaio 2003, n. 306), da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di recepimento di un accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, su proposta del Ministro della salute.
Quest'ultimo, da considerare atto "di alta amministrazione", non pare sia qualificabile come "regolamento", per la semplice considerazione che non sono state seguite le menzionate procedure previste per l'approvazione dei regolamenti governativi.
Come è noto, l'art. 10 delle "disposizioni sulla legge in generale" stabilisce che le leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel quindicesimo giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto. Escluso, però, che nel caso del DPCM pubblicato il 29 dicembre 2003 si tratti di disposizioni regolamentari, non può che giungersi alla conclusione che il provvedimento in questione entra in vigore il giorno della pubblicazione in gazzetta ufficiale, per il carattere di immediata esecutorietà proprio degli atti amministrativi.
Il DPCM è quindi entrato in vigore il 29 dicembre 2003. Il periodo transitorio avrà termine il 28 dicembre 2004. Secondo la nostra interpretazione, dunque, il divieto di fumo ed i corrispondenti obblighi scatterebbero dal 29 dicembre 2004.
Se ne chiede ufficiale conferma.
2. Definizione di "esercizi di ristorazione"
Il terzo comma dell'art. 51 stabilisce che "negli esercizi di ristorazione, ai sensi del comma 1, lettera b), devono essere adibiti ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio".
Il concetto viene precisato dalle "prescrizioni tecniche", di cui all'allegato al DPCM 29 dicembre 2003, laddove si stabilisce che "la superficie destinata ai fumatori negli esercizi di ristorazione, ai sensi dell'art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, deve comunque essere inferiore alla metà della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio".
Qualche problema interpretativo potrà sorgere in riferimento alla definizione di "esercizio di ristorazione".
Trattasi di figura giuridica che la legislazione vigente prende in considerazione nell'art. 5, comma 1, lett. a), della legge 25 agosto 1991, n. 287, dove si definisce appunto "esercizio di ristorazione" quell'esercizio in cui si somministrano "pasti e bevande, comprese quelle aventi contenuto alcolico superiore al 21 per cento del volume, e latte (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie, ed esercizi similari)".
Limitando la nozione di "esercizio di ristorazione" alle sole tipologie di esercizi ora menzionati, resterebbero esclusi dalle previsioni di cui all'art. 51, terzo comma, gli esercizi descritti dall'art. 5, comma 1, lett. b), della legge n. 287/91, e cioè gli "esercizi per la somministrazione di bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticcerie e gelateria, e di prodotti di gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari).
Di conseguenza, si potrebbe giungere alla seguente conclusione: fermo restando il divieto di fumare in locali chiusi, ad eccezione di quelli riservati ai fumatori (art. 51, primo comma, della legge n. 3/03), solo ai ristoranti sarebbe richiesto di riservare ai fumatori meno della metà della superficie complessiva di somministrazione, rimanendo salva, per i titolari di bar ed esercizi similari, la possibilità di riservare ai fumatori la maggior parte della superficie dei locali, o addirittura l'intero esercizio, naturalmente nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui all'allegato al DPCM 29 dicembre 2003.
Si chiede conferma o smentita di quest'ultima interpretazione, raccomandando la celerità della risposta, considerata l'esigenza che gli operatori del settore possano adeguare per tempo i locali dei relativi esercizi. Si consideri, inoltre, il rischio che notevoli esborsi economici possano poi essere vanificati in caso di interpretazioni difformi da parte dell'Amministrazione o di Organi di giustizia.