Source: http://sistemigestione.com/rumore.html
Timestamp: 2020-01-19 23:46:20+00:00
Document Index: 139259296

Matched Legal Cases: ['art.75', 'art. 187', 'art. 189', 'art 197', 'art. 190', 'art. 192', 'art. 193']

Esposizione al rischio rumore sul lavoro
Ai fini della valutazione del rischio nei luoghi di lavoro il rumore è un suono, solitamente sgradevole all'orecchio umano, che per le sue caratteristiche di intensità e durata può recare danno.
La misura dei livelli di rumore si effettua con l'impiego di fonometri con cui si determinano l'intensità del rumore in decibel ed la frequenza in Hz, con riferimento sia al livello istantaneo di rumore, che al valore mediato nel tempo (LEQ), come richiesto dalla norma.
I danni, le cui cause possono essere ricercate in un'eccessiva esposizione ad ambienti rumorosi, possono essere classificati in tre categorie:
danno uditivo, prodotto dal livello di rumore e/o dal tempo di esposizione e/o dalla suscettibilità individuale e/o infine dal tipo di rumore (continuo o impulsivo), da origine all'ipoacusia o perdita/riduzione di udito derivante da esposizione al rumore.
L'ipoacusia in forma cronica deriva da un'esposizione di più anni ad una sorgente di rumore elevata. L'ipoacusia in forma acuta deriva da un' improvvisa esposizione a sorgenti di rumore con livello energetico molto elevato, come per esempio un'esplosione.
danni extrauditivi: a carico degli apparati cardiocircolatorio, respiratorio, riproduttivo, endocrino, visivo, nervoso e/o gastrointestinale.
danni da reazione psicologica con difficoltà di concentrazione, affaticamento mentale, insonnia e depressione, con tutte le conseguenze che queste patologie comportano.
Quando cessa l'esposizione al rumore, l'evoluzione dell'ipoacusia si arresta, ma il danno ormai prodotto è irreversibile.
Dispositivi di protezione individuale dal rumore
I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. (D.Lgs 81/2008 art.75)
I mezzi di protezione dell'udito sono riconducibili a tre tipi: cuffie, caschi e inserti auricolari, con capacità di abbattimento del rumore diverse.
Perché siano efficaci, devono essere indossati durante tutto il periodo di esposizione al rumore nocivo; se vengono tolti anche per brevi periodi, la protezione effettiva si riduce sensibilmente.
Per quanto concerne la cura e manutenzione dei D.P.I., i protettori auricolari riutilizzabili devono essere sottoposti ad interventi regolari di manutenzione e pulizia, al fine di evitare una riduzione dell'effetto protettivo, irritazioni cutanee od altri disturbi auricolari; la contaminazione dei protettori auricolari ad opera di sostanze estranee, soluzioni, residui liquidi, polveri, materiale particolato, ecc., che potrebbero introdursi in seguito alla loro manipolazione, può essere causa di irritazioni o abrasioni cutanee.
La materia è regolata dal D.lgs. 81/2008, titolo VIII, Capo II, artt. 187 e segg., che sostituisce il precedente D. Lgs 195/06.
Definizioni (art. 187):
a) pressione acustica di picco (ppeak): valore max della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza "C";
All'art. 189 sono indicati i valori limite di esposizione e i conseguenti valori di azione, intesi come quei valori limite superati i quali il datore deve mettere in atto le azioni riportate nella seguente tabella:
LE SOGLIE VALORI DI
ESPOSIZIONE AZIONI DEL DATORE DI LAVORO
Valori Inferiori di Azione 80
dB(A) 135
dB(C) Programma misure di riduzione, misurazioni documentate, messa
a disposizione di DPI, informazione e formazione, sorveglianza
sanitaria su richiesta del lavoratore
Valori Superiori di Azione 85
dB(A)	 137
dB(C) Programma misure di riduzione, segnalazione luoghi a rischio con
accesso ristretto, obbligo uso DPI e di sorveglianza sanitaria
Valori Limite di Esposizione 87
dB(A) 140
dB(C) Misure per riportare la situazione al di sotto dei limite; possibile
deroga da ASL, sentite le parti sociali (art 197)
AGGIORNAMENTO VALUTAZIONE: max quadriennale; immediato se la sorveglianza sanitaria evidenzia anomalie
Se a seguito della valutazione risultasse che i valori inferiori di azione possono essere superati, il datore di lavoro misura i livelli di rumore cui sono esposti i lavoratori (art. 190 c. 2) che, se effettivamente superati, fanno sorgere in capo al datore di lavoro l'obbligo di elaborare ed attuare un programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore.
Ove non sia possibile mettere in atto le misure "collettive" prescritte dall'art. 192, il datore di lavoro può ricorrere ai dispositivi di protezione individuale per l'udito (otoprotettori) (art. 193).
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