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Timestamp: 2018-08-21 12:14:05+00:00
Document Index: 91612853

Matched Legal Cases: ['art. 1813', 'sentenza ', 'art. 139', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 147', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27']

Cassazione Civile Sezioni Unite n. 24675 del 17 Ottobre 2017
Allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell'usura come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l'inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all'entrata in vigore della predetta legge, o della
clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; né la pretesa del
mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto
superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fedenell'esecuzione del contratto.
(art. 1813 c.c.)
IMMISSIONI RUMOROSE E RESPONSABILITA'.
Con la sentenza n. 16407/2017 la Cassazione afferma la problematica delle immissioni rumorose prodotte dall’attività commerciale e la relativa risarcibilità.
La decisione prende le mosse dalla domanda formulata, dai comproprietari di un immobile , in danno del gestore di una birreria e del proprietario dei locali, diretta ad ottenere l’esecuzione delle opere necessarie a mettere a norma l’unità ed evitare la produzione delle immissioni sonore oltre i limiti legali oltre il risarcimento di tutti i danni subiti dagli attori.
Cassazione Civile ordinanza n. 16407 del 7 Luglio 2017
In caso di inquinamento acustico proveniente dall'esercizio commerciale il responsabile è il conduttore e non il proprietario dei muri.
Cassazione Civile n. 25276 del 25 Ottobre 2017
La notifica dell'atto per il condominio va effettuata all'amministratore.
(art. 139 c.p.c.)
NOTIFICA AVVISI DI ACCERTAMENTO.
Con sentenza deposita il 15/04/2013 la Commissione Tributaria Regionale di Napoli ha respinto l’appello proposto dal Condominio contro la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli 593/30/2011.
Al condominio venivano contestati i mancati pagamenti relativi all’ I.C.I. riferiti agli anni 2002 e 2003.
Il condominio nella sua tesi difensiva evidenziava l’omessa notificazione dell’avviso di accertamento relativa all’I.C.I. per gli anni di riferimento sulla cui base sono state emesse le cartelle di pagamento.
Cassazione Civile ordinanza n. 21337 del 14 Settembre 2017
In caso di manutenzione di un cortile o terrazza a livello che serva anche da copertura per locali al piano interrato di proprietà esclusiva di un singolo condomino, al fine di calcolare gli importi dovuti per le spese non si applicherà l'articolo 1126 c.c., ma l'articolo 1125 c.c.
Ciò in ragione dell'applicazione del criterio dell'uso differenziato di cui all'articolo 1123 comma 2 c.c.
Cassazione Penale n. 48951 del 25 Ottobre 2017
All’interno di un cantiere, il danno riportato dal lavoratore dipendente per sua negligenza non esclude la responsabilità del datore di lavoro
Le norme antinfortunistiche sono destinate a garantire la sicurezza delle condizioni di lavoro, anche in considerazione della disattenzione con la quale gli stessi lavoratori effettuano le prestazioni, con le seguenti precisazioni: che, nel campo della sicurezza del lavoro, gli obblighi di vigilanza che gravano sul datore di lavoro risultano funzionali anche rispetto alla possibilità che il lavoratore si dimostri imprudente o negligente verso la propria incolumità; che può escludersi l’esistenza del rapporto di causalità unicamente nei casi in cui sia provata l’abnormità del comportamento del lavoratore infortunato e sia provato che proprio questa abnormità abbia dato causa all’evento; che deve considerarsi abnorme il comportamento che, per la sua stranezza e imprevedibilità, si ponga al di fuori di ogni possibilità di controllo da parte delle persone preposte all’applicazione delle misure di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro.
(art. 147, comma 1, T.U. 81/2008)
ANCHE NELL’USO DIVERSO DALL’ABITAZIONE E’ NULLO IL PATTO AGGIUNTO DI AUMENTO DEL CANONE DI LOCAZIONE.
commento alla sentenza Cass. Sezioni Unite n. 23601 del 9 ottobre 2017.
Le Sezioni Unite della Suprema Corte non hanno avuto dubbi nel ribadire, anche per i contratti di locazione per uso diverso dall’abitazione, quanto già avevano affermato per quelli ad uso abitativo circa la nullità di ogni pattuizione volta a determinare un importo di canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato, a prescindere da qualsivoglia elemento esterno all’atto. Lo avevano detto con la sentenza n. 18213/15 per l’uso abitativo e tornano a ripeterlo con la sentenza n. 23601 pubblicata in data 09 ottobre 2017 anche per i contratti di cui all’art. 27 L.392/78, con particolare riferimento al patto con il quale le parti occultamente concordano un canone superiore a quello dichiarato, quand’anche questo sia stato registrato, nonché all’efficacia delle registrazione tradiva.
TERRAZZE A LIVELLO E LASTRICI SOLARI.
Non più di tre mesi fa redigevo un articolo dal medesimo titolo di quello attuale, nel quale davo atto che secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, pur avendo i lastrici solari e le terrazze a livello delle funzioni diverse, la loro disciplina giuridica era sempre la stessa.
Richiamavo a tal proposito l’esistenza di svariate sentenze della Cassazione (una ottenuta anche dallo scrivente), nessuna contraria.
Per inquadrare il tema di queste brevi note va detto che la legge non fornisce una definizione di lastrico solare e neanche di terrazza a livello.
19/10/2017 BONUS FISCALE SU GIARDINI E TERRAZZI.
NEWS - 18/10/2017 CONVEGNO LA RESPONSABILITÀ DELL’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO.