Source: http://encanta.it/notizie_ici.html
Timestamp: 2017-03-29 05:17:20+00:00
Document Index: 77168143

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 817', 'art. 30', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 19']

ICI | Ici novità | ICI 2001 | imposta comunale sugli immobili - Encanta.it
Almeno così dovrebbe essere. Calcoli semplificati, detrazioni più consistenti, disciplina più chiara. Ciò nonostante al contribuente rimane sempre qualche dubbio. Ed ancora una volta, il Ministero delle Finanze usa Internet per chiarire le più recenti disposizioni sull'Imposta Comunale sugli Immobili, contenute nella Legge Finanziaria per l'anno 2001. Si può scegliere se pagare in due rate, o in un'unica soluzione. L'importo della prima rata deve essere pari al 50% dell'imposta dovuta calcolata sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente e deve essere versato entro il 30 giugno di ciascun anno. Direttamente dal Ministero delle Finanze i chiarimenti sulle disposizioni relative all'imposta comunale sugli immobili (ICI).
La legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante "Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)", pubblicata sul
supplemento ordinario n. 219/L alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2000,
contiene varie norme relative all'imposta comunale sugli immobili (ICI). In particolare, con gli articoli 18 e 19 sono state apportate sostanziali modificazioni alla disciplina dei versamenti del tributo.
A) Il pagamento dell'ICI in due rate o in un'unica soluzione.
I soggetti passivi del tributo devono effettuare il versamento dell'imposta complessivamente dovuta al comune per l'anno in corso in due rate:
- l'importo della prima rata deve essere pari al 50% dell'imposta dovuta calcolata sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente e deve essere versato entro il 30 giugno di ciascun anno;
- l'importo della seconda rata deve essere pari al saldo dell'ICI dovuta per l'intero anno ed è comprensivo dell'eventuale conguaglio sulla prima rata. Detto importo deve essere versato dal 1° al 20 dicembre di ciascun anno.
La norma riconosce, inoltre, al contribuente la facoltà di versare l'ICI complessivamente dovuta in un'unica soluzione, entro il termine del 30 giugno di ogni anno. È ovvio che in questo caso il soggetto passivo ICI dovrà effettuare il calcolo dell'imposta dovuta applicando l'aliquota e le detrazioni in vigore nel comune nell'anno in corso e non quelle deliberate per l'anno precedente. Rispetto al sistema precedente, la norma in esame, pur lasciando immutati i termini di versamento, contiene delle innovazioni che riguardano da un lato la percentuale dell'imposta da corrispondere alla prima rata, dall'altro i parametri di riferimento sui quali calcolare il tributo. La ratio del nuovo sistema di pagamento appare essere quella di facilitare al contribuente il computo dell'ICI almeno nella fase del versamento dell'acconto, quando cioè potrebbero non essere ancora conosciute l'aliquota e le detrazioni deliberate dal comune per l'anno in corso. Nella pratica, tuttavia, si possono verificare talune situazioni particolari che richiedono un'analisi specifica.
Il comma 2 dell'art. 18, interviene sull'art. 30, comma 12, della legge 23 dicembre
1999, n. 488 (legge finanziaria per l'anno 2000), stabilendo che, fino all'anno di imposta 2000 compreso, l'aliquota ridotta di cui all'art. 4, comma 1, del d.l. 8 agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 ottobre 1996, n. 556, deliberata dai comuni in misura non inferiore al 4 per mille, si applica soltanto agli immobili adibiti ad abitazione principale, con esclusione di quelli qualificabili come pertinenze, ai sensi dell'art. 817 del codice civile. Detta norma è rivolta ai comuni che abbiano deliberato una riduzione di aliquota ICI in favore delle persone fisiche soggetti passivi e dei soci di cooperative edilizie a proprietà indivisa, residenti nel comune, per l'unità immobiliare direttamente adibita ad abitazione principale, nonché per quelle locate con contratto registrato ad un soggetto che le utilizzi come abitazione principale. La disposizione in esame interviene, quindi, ancora una volta a dettare gli esatti termini entro i quali inquadrare le pertinenze per tutti gli anni pregressi, fino al 2000 compreso. Al riguardo, si precisa che bisogna tener conto anche della disposizione del comma 13, del citato art. 30, della legge n. 488 del 1999, che è strettamente correlata a quella del precedente comma 12, influendo sulla disciplina delle pertinenze adottata dai comuni nel medesimo periodo cui fa riferimento quest'ultima norma che, a seguito delle modificazioni apportate dalla legge finanziaria, non comprende più la dizione "fino all'anno di imposta 1999" ma "fino all'anno di imposta 2000". La norma contenuta nel comma 13 in esame stabilisce, infatti, che la disposizione del precedente comma 12 non ha effetto nei riguardi dei comuni che fino all'anno di imposta 2000 abbiano già applicato, a seguito dell'adozione di specifica deliberazione, l'aliquota ridotta anche agli immobili adibiti a pertinenze. Si può concludere, quindi, che resta valido il principio già illustrato nella circolare n. 23/E dell'11 febbraio 2000 - alla quale si fa rinvio per un approfondimento della problematica in questione - in base al quale dal 1° gennaio 2001 alle pertinenze deve essere riservato lo stesso trattamento fiscale dell'abitazione principale, indipendentemente dal fatto che il comune abbia o meno deliberato l'estensione della riduzione dell'aliquota anche alle pertinenze.
C) Le modificazioni apportate alla soggettività passiva ICI.
Il comma 3 dell'art. 18, effettua un'integrazione al testo dell'art. 3, comma 2, del D.Lgs. n. 504 del 1992, intitolato "Soggetti passivi", aggiungendo alla fattispecie della locazione finanziaria quella degli immobili insistenti su aree demaniali, stabilendo che, nel caso di concessione su aree demaniali, soggetto passivo dell'ICI è il concessionario. Detta disposizione ha una portata innovativa, e trova quindi applicazione soltanto dal 1° gennaio 2001. Fino al 31 dicembre 2000, infatti, il concessionario in questione non poteva essere considerato soggetto passivo dell'ICI poiché, anche se di fatto possedeva l'immobile, il possesso non era a titolo di proprietà, di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie o di locazione finanziaria, che erano le fattispecie cui era giuridicamente connesso l'obbligo di assolvere il pagamento del tributo comunale. Pertanto, dal 1° gennaio 2001, tale soggetto è tenuto a tutti gli adempimenti richiesti dalle disposizioni del D.Lgs. n. 504 del 1992.
L'art. 18, comma 4, stabilisce il differimento al 31 dicembre 2001 dei termini per la notificazione degli avvisi di liquidazione e di accertamento dell'ICI scadenti il 31 dicembre 2000, limitatamente però alle annualità di imposta 1995 e successive.
gli avvisi di liquidazione sulla base delle dichiarazioni relativi all'ICI dovuta per gli anni 1995, 1996, 1997 e 1998;
gli avvisi di accertamento in rettifica relativi all'ICI dovuta per gli anni 1995, 1996 e 1997;
gli avvisi di accertamento d'ufficio relativi all'ICI dovuta per l'anno 1995.
Soltanto per la liquidazione a seguito di attribuzione della rendita da parte degli uffici del territorio competenti la proroga riguarda le annualità di imposta 1994 e successive.
E) Il versamento dell'ICI nel caso di immobili in multiproprietà.
L'art. 19 affronta il problema dell'individuazione del soggetto tenuto al versamento dell'ICI dovuta per i beni immobili sui quali sono costituiti diritti di godimento a tempo parziale di cui al D.Lgs. 9 novembre 1998, n. 427, recante "Attuazione della direttiva 94/47/CE concernente la tutela dell'acquirente per taluni aspetti dei contratti relativi all'acquisizione di un diritto di godimento a tempo parziale di beni immobili", che all'art. 1, comma 1, lettera a), stabilisce "Ai fini del presente decreto si intende per "contratto": uno o più contratti della durata di almeno tre anni con i quali, verso pagamento di un prezzo globale, si costituisce, si trasferisce o si promette di costituire o di trasferire, direttamente o indirettamente, un diritto reale ovvero un altro diritto avente ad oggetto il godimento su uno o più beni immobili, per un periodo determinato o determinabile dell'anno non inferiore ad una settimana". La norma si riferisce, dunque, alle ipotesi di proprietà turnaria o di multiproprietà, per le quali viene stabilito che il pagamento dell'ICI è effettuato dall'amministratore di condominio o della comunione. Il comma 2 dell'art. 19 prevede, inoltre, che per detta fattispecie l'amministratore è autorizzato a prelevare l'importo necessario al pagamento dell'ICI dalle disponibilità finanziarie del condominio e ad attribuire le relative quote al singolo titolare dei diritti di godimento addebitandole nel rendiconto annuale.
Tutti i chiarimenti:
• www.finanze.it
• www.finanze.it/