Source: http://www.acbbroker.it/newsletter/2017-1/
Timestamp: 2018-08-15 03:32:34+00:00
Document Index: 95581017

Matched Legal Cases: ['art.20', 'art.30', 'art.20', 'art.12', 'art. 3', 'art. 590', 'art. 2043', 'art. 2043', 'art. 696', 'art. 5', 'art 3']

Intermediari o Distributori ?
LE ATTIVITÀ DELL'ASSOCIAZIONE - Mario Ferrari
I corsi di formazione del primo semestre 2017
Distribuzione con o senza consulenza nella IDD - una possibile chiave di lettura
LA VOCE DEGLI ASSOCIATI - Massimiliano De Simone - GBSAPRI
L'equità fiscale non è un'utopia
La Tecnologia al servizio dei Broker
GENIAS Lab: Il primo laboratorio assicurativo rivolto all'Innovazione Tecnologica
Con PerAzienda l’analisi dei rischi si fa on-line
LE PARTNERSHIP - Marco Santinato -	PER CONSULTING
La Conquista e la Riconquista del cliente sono il “must” per chi vuole “vincere” nella Protection
LE PARTNERSHIP - Marcella Frati - EMF GROUP
Con l’inizio del nuovo anno tutti noi, ed in particolare ACB , siamo impegnati in una continua e costante opera di sviluppo e di confronto con le istituzioni e con il mondo degli Assicuratori, per affermare il sempre più importante ruolo dell’intermediario nella ricerca della migliore soluzione per la salvaguardia del patrimonio e della persona, per ogni suo cliente , attraverso soluzioni assicurative.
Siamo alla vigilia del recepimento della nuova direttiva EUROPEA sulla distribuzione assicurativa che porterà cambiamenti nel sistema Assicurativo Italiano.
L’esempio più semplice è che tutti noi comprese le compagnie di Assicurazione, saremo considerati distributori di prodotti e non più intermediari.
A prima vista sembrerebbe una modifica di poco conto, in realtà il contenuto degli articoli della Direttiva può modificare sostanzialmente il nostro ruolo.
E’ d’obbligo il punto interrogativo su questa frase perché molto dipenderà da come verrà recepita la Direttiva dal nostro legislatore.
Il giusto recepimento e l’accettazione di questa proposta, porterà in realtà una grande opportunità positiva per l’intero mercato italiano e in particolare per i consumatori.
Effettivamente, se le regole che verranno introdotte non si limiteranno ad imporre ulteriori documenti, ma viceversa daranno una nuova spinta alla professionalizzazione dell’intermediario e al suo ruolo centrale nella distribuzione assicurativa, avremo la possibilità di esercitare il nostro ruolo come veri professionisti al servizio del cliente e non come semplici distributori o venditori .
Molti sono i punti che riguardano da vicino la nostra attività: dalla nuova figura del distributore Accessorio non esente, ovvero che dovrà essere iscritto al RUI, al POG, alla distribuzione con consulenza o senza consulenza, alla definizione del manufacturer de facto , al grande tema delle sanzioni, ecc..
Dovremo vigilare e chiedere un confronto costante e continuo con le istituzioni, al fine di fornire il nostro contributo di esperienza e di conoscenza del mercato per addivenire ad una stesura della normativa che comprenda i valori introdotti dalla normativa europea. Il confronto con le istituzioni è già iniziato, e la nostra speranza e il nostro impegno farà in modo che si continui sulla strada intrapresa e che si possa raggiungere un obiettivo comune e condiviso.
Molti sono gli impegni che ci attendono, da quello appena menzionato, al raggiungimento di obiettivi comuni per il contenimento dei costi di gestione delle nostre società, allo sviluppo di sistemi informatici che rendano più semplice e meno dispendioso il colloquio con gli Assicuratori.
Dobbiamo creare innovazione tecnologica, trovare sistemi che pur mantenendo fede al nostro ruolo di consulenti dell’assicurato, ci permetta di operare con prontezza, conoscenza del mercato, fornendo risposte adeguate e tracciando un percorso insieme al nostro cliente che definisca e soddisfi le sue esigenze.
ACB sta lavorando in questa direzione.
A tal proposito l’Associazione invita tutti coloro che vorranno essere più informati ed avranno la necessità di acquisire maggiori notizie in merito, a partecipare alle tappe del nostro Road Show che quest’anno sarà aperto anche ai NON Associati ACB che vorranno confrontarsi sulle tematiche del mondo assicurativo.
LE ATTIVITA’ ACB PER IL NUOVO ANNO
TUTTE LE NOVITÀ DEL 2017
Il nuovo anno è iniziato da 2 mesi e, travolti dal lavoro e dalle incombenze quotidiane, siamo ormai focalizzati su quelli che dovranno essere i risultati del primo semestre 2017. Come sempre, all’inizio dell’anno ci siamo trovati di fronte ad un elenco di buoni propositi e di nuove attività che abbiamo messo “in cantiere” con l’intenzione di portarle a buon fine, e quindi auspichiamo che in questi primi mesi dell’anno questo bilancio possa essere positivo grazie ad una riorganizzazione del nostro lavoro quotidiano.
Per ciò che riguarda le attività del 2017, ACB ha organizzato una serie di appuntamenti che vedono impegnate sia L’Officina del Sapere che l’Associazione con un calendario molto intenso.
Come per lo scorso anno, tutti gli associati sono invitati ad essere presenti a questi eventi per partecipare in modo costante e continuativo alla vita dell’Associazione .
I Corsi del 1° semestre 2017 sono stati preparati sia per un regolare aggiornamento degli addetti al settore, che per un particolare approccio alla sempre più complessa e incalzante normativa in continua evoluzione, senza dimenticare gli approfondimenti di particolari tematiche assicurative. Tutto ciò è possibile per la presenza di docenti qualificati che sanno fornire e trasferire contenuti di elevata qualità a tutti coloro che partecipano ai corsi, con informazioni e contenuti tecnici specifici, che riguardano l’intera gamma di attività del mercato assicurativo. Il calendario dettagliato è consultabile sul sito www.officinadelsapere.it
Il nuovo Road Show 2017 quest’anno sarà “OPEN” .
La Manifestazione, che rappresenta uno degli eventi più consolidati che l’Associazione realizza all’interno delle sue attività, quest’anno si presenta infatti con un’importante novità .
L’invito a partecipare al Road Show viene esteso anche alle società di Brokeraggio NON iscritte ad ACB per avere la possibilità di un confronto concreto e costruttivo e di un’apertura a realtà diverse in previsione delle importanti novità e dei cambiamenti che avverranno nel mondo dell’intermediazione. I nuovi partecipanti potranno creare un dialogo con gli associati esponendo la loro visione del mercato e il loro punto di vista sulle diverse tematiche che verranno proposte, oltre a conoscere il mondo ACB e le sue metodologie di lavoro.
Quest’anno il Road Show ha arricchito il suo programma con l’aggiunta di 2 diverse regioni raggiungendo nuove città :
15 Marzo	Verona
24 Maggio	Firenze
5 Luglio	Savona
19 Settembre Bari
21 Settembre Catania
10 Ottobre	Roma
24 Ottobre	Milano
Da sempre, ACB vuole sottolineare l’importanza di questi incontri per una maggiore e più dettagliata informazione su prodotti e servizi oltre che soluzioni messi a disposizione dalle aziende partner per incrementare possibili nuove sinergie , ma soprattutto per offrire l’opportunità di svil,entisuppare un forte e positivo senso di appartenenza all’Associazione che rappresenta un punto di riferimento per tutti i suoi associati.
Un ulteriore e determinante “plus” che questi incontri creano, sono le nuove possibilità di business che favoriscono lo sviluppo e la crescita tramite la nascita di nuovi accordi tra gli associati, riuscendo a trovare in molti casi punti di comune interesse e di accordo, arrivando a superare quelli di diversità.
Un appuntamento sempre importante per ACB , dove vengono riconfermate le presenze del Consiglio Direttivo per l’anno in corso. Una giornata da non perdere dedicata alle necessità dell’Associazione ma che si trasformerà in un momento conviviale per tutti coloro che saranno presenti.
Con l’entusiasmo e la professionalità che ci contraddistingue , ACB è pronta per uno splendido 2017 !!
Come si può facilmente constatare consultando il sito dell’IVASS, le sanzioni a carico degli intermediari stanno sempre più assumendo dimensioni di preoccupante entità.
Esaminando gli ultimi mesi del 2016, si rileva come ad ottobre le sanzioni IVASS siano state comminate in gran parte agli intermediari: su un totale di € 1.567.296, € 1.148.500 sono stati a carico degli intermediari, con 74 soggetti sanzionati e 122 sanzioni inflitte.
Nelle prime tre posizioni della classifica appunto tre intermediari, cui vengono comminate 3 singole mega sanzioni:
1. una sanzione di 261.000 € per mancato rispetto delle regole di diligenza, correttezza e trasparenza nei confronti degli assicurati in n. 260 occasioni; mancato rispetto dell’obbligo di separazione patrimoniale.
2. una sanzione di 140.000 € per mancato rispetto delle regole di diligenza, correttezza e trasparenza nei confronti degli assicurati in n. 30 occasioni; mancato rispetto dell’obbligo di separazione patrimoniale.
3. una sanzione di 132.000 € per mancato rispetto delle regole di diligenza, correttezza e trasparenza nei confronti degli assicurati in n. 131 occasioni; mancato rispetto dell’obbligo di separazione patrimoniale.
In novembre poi sono stati 34 gli intermediari sanzionati, per un totale di 278.000 euro ed in Dicembre sono stati 22, per un totale di 304.000 euro.
Il nuovo anno sembra confermare in prospettiva questo trend: l’importo totale delle sanzioni del mese di gennaio a carico degli intermediari è stato di 133.000 Euro e sono stati 14 gli intermediari oggetto di tali sanzioni amministrative.
Esaminando le motivazioni nel dettaglio, si confermano in particolare il mancato rispetto delle regole di diligenza, correttezza e trasparenza nei confronti degli assicurati, il mancato rispetto dell’obbligo di separazione patrimoniale; la mancata comunicazione all’Istituto, nei termini previsti, della modifica delle cariche all’interno della società e la mancata comunicazione all’Istituto, nei termini previsti, della cessazione di un rapporto di collaborazione.
E sul Bollettino IVASS di Gennaio è stato pubblicato anche un provvedimento di radiazione a seguito della violazione degli articoli 183 e 117 del Codice delle assicurazioni private e degli artt. 47 e 62 del Regolamento ISVAP n. 5/2006, relativi alle regole di comportamento ed alla separazione patrimoniale.
A livello generale si rileva che anche per gli iscritti alla sezione B del Rui la maggior parte delle infrazioni commesse è riferita al mancato rispetto delle regole di diligenza, correttezza e trasparenza nei confronti degli assicurati: delle sanzioni complessive comminate ai broker attualmente iscritti all’albo, oltre il 60% ha riguardato appunto il comportamento poco consono verso gli assicurati.
Con molta probabilità l’importo complessivo delle sanzioni è comunque destinato a salire.
Il problema quindi esiste ed è giusto accendere uno specifico focus, anche perché quello legato alla compliance degli intermediari è un tema delicato e che merita un approfondimento. Di fronte a importi di una certa rilevanza, infatti, l’intermediario rischia seriamente di vedere compromesso il futuro della sua attività professionale.
Ma non è solo questo l’aspetto che suscita le maggiori preoccupazioni; ad esso si aggiungono gli ampi ambiti di responsabilità a cui il broker sarà tenuto a far fronte e le rilevanti conseguenze in termini reputazionali che inadempienze ed imprecisioni possono comportare.
L’Associazione ha già organizzato degli specifici momenti formativi che possano aiutare a prendere la dovuta coscienza di queste problematiche: alla compliance è stata interamente dedicata una Master Class in aula per due giornate, di cui verrà reso disponibile sul sito ACB anche il filmato, ed una pubblicazione monografica in stampa in questi giorni.
Ma il nostro intervento non potrà così considerarsi completato: oltre ad una continua opera di sensibilizzazione, verranno progressivamente implementati gli aspetti informativi sulle evoluzioni del mercato assicurativo anche in relazione al portato della nuova direttiva europea ed ai suoi impatti sull’attività quotidiana.
E’ pur vero che il coacervo degli adempimenti formali e sostanziali costituisce sempre più un gravame difficilmente sopportabile che incide negativamente sull’attività produttiva del broker. Ma secondo il ben noto ideogramma cinese che rappresenterebbe il termine “crisi” come un insieme di “rischio” ed “opportunità”, è possibile auspicare che anche in questo caso si possano superare i rischi dati dal peso delle normative con le opportunità che lo sviluppo della professionalità potrà portare all’evoluzione positiva del mercato dell’intermediazione.
In tale contesto l’Associazione cercherà sempre di portare il suo contributo e di affiancare gli associati che vorranno al meglio cogliere queste possibilità.
E AGGIORNAMENTO PER IL NUOVO ANNO 2017
– 1° SEMESTRE
Anche quest'anno L' Officina del Sapere offre ai suoi Associati un calendario di Corsi preparati sui temi più importanti e di attualità del mondo assicurativo , senza tralasciare l'aggiornamento per gli addetti ai lavori .
Tel. 02 – 89058102
21 Febbraio La gestione dei reclami: regolamento IVASS - 4 ore
27 Febbraio La società di brokeraggio: la leadership, il controllo di gestione, i rapporti con addetti e collaboratori - 4 ore
08 Marzo 231: il modello organizzativo - 4 ore
14 Marzo Antiriciclaggio: normative e applicazioni - 2 ore
21 Marzo Fondi sanitari: normative e applicazioni - 4 ore
28 Marzo CYBER RISK: la lettera al mercato ivass - 4 ore
05 Aprile La percezione del rischio: istruzione al cliente - 4 ore
19 Aprile Fine art: il patrimonio culturale - 4 ore
15 Maggio Obiettivi: strumenti per comparare costi, premi, risultati
16 Maggio GDPR: cosa cambia per l'intermediario
30 Maggio La riforma del 3° settore nelle assicurazioni - 4 ore
06 Giugno Come si evolve il mercato della distribuzione assicurativa - 4 ore
13 Giugno Il mercato dei LLOYD'S: come cambia con la brexit - 4 ore
20 Giugno Welfare aziendale - 4 ore
DISTRIBUZIONE CON O SENZA CONSULENZA NELLA IDD- UNA POSSIBILE CHIAVE DI LETTURA -
Nel testo della IDD i doveri di comportamento del distributore vengono ulteriormente specificati prevedendo che, egli, nella fase di intermediazione, sia gravato dei seguenti obblighi:
obbligo di effettuare il c.d. test delle “demands and needs” (ossia delle richieste di copertura provenienti dal cliente e dei bisogni assicurativi del medesimo cliente), oltre che di proporre prodotti che siano coerenti con le valutazioni risultanti da tale test;
quando il distributore offre di prestare anche una “consulenza” (advice): l’obbligo di fornire una raccomandazione personalizzata in cui si indichino i motivi per i quali il prodotto proposto sia il più adatto a soddisfare le esigenze assicurative del cliente;
nel caso di prodotti di investimento assicurativo: fermo restando l’obbligo di assolvere ai compiti di cui alla lettera a) occorre procedere alla valutazione di “appropriateness” o “suitability”, quest’ultima nel caso in cui venga offerta la consulenza (advice).
Nel campo della distribuzione di prodotti di investimento assicurativo il concetto del test di demands & needs di cui all’art.20 comma 1 e quelli di appropriateness e suitability di cui all’art.30 commi 1 e 2 paiono essere sufficientemente delineati già nel testo della IDD e non sembrano dar luogo a dubbi interpretativi insormontabili.
Ciò anche considerando che, nel campo finanziario, i concetti di suitability e appropriateness sono stati già approfonditi anche nella loro evoluzione per effetto della approvazione della MiFid II e della normativa di secondo livello attualmente in fase di elaborazione da parte delle competenti autorità di vigilanza europee.
In estrema sintesi, si può dire, nel campo degli IBIPs (ossia dei prodotti di investimento assicurativo) la valutazione delle demands and needs del cliente attiene ad una analisi basata sul confronto tra le caratteristiche del prodotto e gli elementi caratteristici del cliente secondo tipologie predeterminate e generali; mentre la successiva valutazione della appropriateness e della suitability riguarda più propriamente la situazione finanziaria del cliente da svolgersi in base a parametri più generali ed astratti, nel caso della appropriateness, ed invece, secondo le caratteristiche soggettive proprie del cliente da rilevarsi in concreto da parte dell’intermediario accompagnate dal consiglio relativo alla convenienza di procedere all’acquisto del prodotto.
Diversa è invece la situazione nel campo della distribuzione di prodotti non vita.
Nell’art.20 comma 1, della IDD, infatti, si prevede che il distributore:
(i)	proceda in primo luogo e comunque a valutare l’adeguatezza del prodotto in base al fondamentale test delle demands & needs basandosi sulle informazioni ottenute dal cliente, accompagnato dal dovere di proporre contratti coerenti con l’esito di tale valutazione;
(ii)	ma precisa anche che, se viene offerta una “consulenza” (advice), prima della stipula di qualsiasi contratto specifico, il distributore fornisce una raccomandazione personalizzata contenente i motivi per cui un particolare prodotto sarebbe più indicato a soddisfare le richieste e le esigenze del cliente.
Ebbene, di fronte a queste disposizioni, e premesso che non vi è dubbio che la fornitura della “consulenza” non sia previsto come un obbligo, bensì come una libera opzione da parte dell’intermediario, il problema che si pone all’interprete è quello di comprendere se ed in che cosa abbia a variare l’attività del distributore quando questo, anzichè limitarsi alle attività di cui al punto (i), si spinga a prestare anche attività di consulenza di cui al punto (ii).
In altre parole, poiché la valutazione di adeguatezza dei prodotti da proporsi alla clientela, già sotto il vigore della normativa di trasposizione della IMD, si sostanziava nel dovere di compiere il test tra demands & needs del cliente, nonché di indicare al cliente medesimo le ragioni sulle quali si basava qualsiasi consulenza fornita su un determinato prodotto (il tutto era espresso nell’art.12, comma 3 dell’IMD), viene legittimo chiedersi se, nel nuovo regime della IDD, il dovere di fornire un prodotto adeguato alle richieste e alle esigenze assicurative della clientela debba essere interpretato in un senso diverso e meno completo, così da differenziarlo rispetto all’ulteriore apporto fornito dall’ulteriore attività consulenziale che il distributore è libero di prestare o meno (informando di ciò il cliente).
La mia opinione è che la valutazione di adeguatezza basata sul test di demands & needs (nella nuova formulazione prevista dall’IDD) consista in una attività di analisi meno approfondita e meno soggettivizzata rispetto a quella che vien fatta quando il distributore presti anche consulenza.
Più in particolare, ancorchè in estrema sintesi, mi sentirei di dire che:
la valutazione di cui al test delle demands & needs assolve alla funzione di individuare un prodotto con caratteristiche idonee a soddisfare i bisogni assicurativi e le richieste di copertura del cliente alla stregua di parametri obbiettivi e delle buone pratiche commerciali a seconda del tipo di rischio; volendo esemplificare ed allineandosi alla impostazione suggerita dall’istituto del POG - di prossima attuazione - si può dire che tali parametri e tipologie di clientela possano essere mutuati da quelli che saranno individuati dall’impresa assicurativa nella descrizione del Target Market relativo ad ogni prodotto.
la valutazione aggiuntiva da farsi quando si presta la consulenza consiste in una ulteriore e più approfondita verifica che il prodotto proposto sia idoneo a soddisfare le esigenze del singolo cliente, in base ad un’analisi della situazione soggettiva di quest’ultimo in concreto riscontrata.
In questa situazione, una volta riconosciuto che nel quadro attuale delineato dalla IDD la distribuzione svolta con la prestazione ulteriore della consulenza debba fornire al cliente un valore aggiunto rispetto alla distribuzione effettuata senza consulenza, e preso atto che la formulazione della disposizione della IDD sul punto specifico non è del tutto chiara, è auspicabile che il Legislatore nazionale, nella trasposizione interna della direttiva, precisi meglio gli elementi in presenza dei quali si possa dire che sia stata effettivamente fornita la consulenza, e ciò al fine di prevenire pratiche ingannatorie ove l’intermediario affermi di prestare consulenza, ma in realtà non la fornisca.
Il suggerimento che si potrebbe trasferire al Legislatore è quello di chiarire il concetto normativo di consulenza in chiave IDD mediante la specificazione che, quando il distributore offre consulenza, si richiede che questi debba stabilire con il cliente una interlocuzione personalizzata “bidirezionale” in cui l’intermediario acquisisca e fornisca informazioni non totalmente predeterminate, ma che mutino in dipendenza delle risposte ricevute dal cliente.
Spetta ora alle associazioni di categoria e a tutti gli stakeholder interessati il compito di sensibilizzare su questi temi il MISE e le altre autorità competenti e, per quanto a mia conoscenza, ACB sta già facendo la sua parte.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA DELLE CURE E DELLA PERSONA ASSISTITA,
NONCHÉ IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE
Segnaliamo la intervenuta approvazione, in via definitiva, della legge di riforma della responsabilità medica. Approvazione che pone termine a un iter legislativo lungo circa tre anni.
Infatti, dopo il primo sì del Senato dello scorso 11 gennaio, è arrivato il via libera anche della Camera dei Deputati, che, nella seduta del 28 febbraio u.s., ha approvato il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.
È abrogata la disposizione dell'art. 3, comma 1, della Legge n. 189/2012 (c.d. Legge Balduzzi: non punibilità per colpa lieve per il sanitario che "nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica"), introducendosi, al suo posto, la nuova fattispecie della "Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario" (art. 590-sexies c.p.).
Conseguentemente, in caso di omicidio o lesioni personali colpose commessi nell'esercizio della professione sanitaria si applicheranno le pene oggi previste, rispettivamente, dagli artt. 589 e 590 c.p. per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose.
È però fatto salvo il caso della eventuale "causa di non punibilità", costituita dall'osservanza delle linee guida: in caso di evento dovuto a imperizia, è esclusa la punibilità quando siano state rispettate le raccomandazioni (purché adeguate alle specificità del caso concreto) previste dalle linee guida o, in mancanza, le buone pratiche clinico-assistenziali.
Responsabilità civile della struttura e del sanitario
Confermata, in tema di responsabilità civile della struttura sanitaria e dell'esercente la professione:
•	la natura contrattuale della responsabilità della struttura (pubblica o privata). Pertanto, la struttura che nell'adempimento della propria obbligazione si avvalga dell'opera di esercenti la professione sanitaria (anche se scelti dal paziente, ancorché non dipendenti della struttura stessa e anche per le prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria o nell'ambito di attività di sperimentazione e di ricerca clinica o in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale) risponderà delle loro condotte dolose o colpose ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c.
•	La natura aquiliana/extracontrattuale (art. 2043 c.c.) della responsabilità del sanitario che agisce all'interno della struttura sanitaria: il sanitario, quindi, risponderà del proprio operato in base all'art. 2043 c.c., salvo che abbia agito nell'adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente.
Il tutto, con le rilevanti differenze e ricadute sul piano:
•	sostanziale, per il diverso regime della prescrizione che è decennale in caso di responsabilità contrattuale e quinquennale per quella aquiliana;
•	processuale, per la differente disciplina dell’onere della prova, a carico del danneggiato, nel caso della responsabilità aquiliana, della struttura sanitaria in caso di responsabilità contrattuale , per cui al paziente danneggiato sarà sufficiente provare il rapporto con la struttura e il danno patito mentre sarà la struttura a dover offrire la prova del corretto adempimento.
È poi stabilito che nella determinazione del danno il giudice deve tenere conto della condotta del sanitario in rapporto all'osservanza delle linee guida, e che per la liquidazione dei danni a carico della struttura e del sanitario si applicano le tabelle del danno biologico previste dagli artt. 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni.
Viene stabilito che l'azione civile di risarcimento danni da responsabilità sanitaria deve essere preceduta, a pena di improcedibilità, dal ricorso per consulenza tecnica preventiva di cui all'art. 696 bis c.p.c. o, in alternativa, dal procedimento di mediazione ai sensi del D.lgs. n. 28/2010 (art. 5, comma 1-bis).
Viene disposto, per le strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, l'obbligo di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d'opera; la copertura si estende anche ai danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante presso le strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private (compresi coloro che svolgono attività di formazione, aggiornamento, sperimentazione e ricerca clinica).
L'obbligo assicurativo riguarda anche le prestazioni svolte in regime di libera professione intramuraria o in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale o attraverso la telemedicina.
Resta fermo l'obbligo di copertura assicurativa (già previsto dall'art 3, comma 5, lett. e, del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138) per il sanitario che eserciti al di fuori di una delle strutture sopra indicate o che presti la propria opera all’interno della stessa in regime libero-professionale o si avvalga della stessa nell'adempimento della propria obbligazione contrattuale assunta con il paziente.
Inoltre, il singolo sanitario - che operi a qualunque titolo in strutture sanitarie o socio sanitarie pubbliche o private -, per garantire efficacia all'eventuale azione di rivalsa, deve provvedere alla stipula, con oneri a proprio carico, di un'adeguata polizza di assicurazione per colpa grave.
È poi disposto che le strutture devono pubblicare sui rispettivi siti internet i dati riguardanti l'impresa assicuratrice, le polizze e le relative clausole contrattuali.
Un apposito decreto ministeriale, da emanare entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge previo concerto anche con le associazioni di categoria, dovrà fissare i requisiti minimi di garanzia delle polizze assicurative.
È comunque già stabilito che la garanzia assicurativa dovrà prevedere l'operatività temporale estesa anche agli eventi accaduti nei 10 anni antecedenti la conclusione del contratto assicurativo, purché denunciati all'assicuratore durante la vigenza temporale della polizza.
Viene introdotta l'azione diretta del soggetto danneggiato, entro i limiti del massimale, nei confronti dell'impresa di assicurazione che presta la copertura assicurativa alle strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private e al sanitario. In tale ottica, l'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'impresa di assicurazione è soggetta al termine di prescrizione pari a quello dell'azione verso la struttura sanitaria o socio-sanitaria pubblica o privata o verso il sanitario.
Fondo di garanzia per i danni da responsabilità sanitaria
GBSAPRI
Fonti: Italia oggi - Altalex
DIRETTA WEB SU EQUITALIA
“EQUITÀ FISCALE NON È UN’UTOPIA”
Il presidente di Konsumer Italia ha fatto gli onori di casa, aprendo e chiudendo la diretta web dello scorso 17 febbraio completamente dedicata ad Equitalia. L’evento – organizzato da Rete Consumatori Lazio, ma rivolto all’intera platea nazionale – è stato realizzato nella sede di Konsumer Italia, in Via Tor de’ Schiavi 233 a Roma.
A Premuti, quindi, il compito di ricordare prima di tutto cosa è Rete Consumatori Lazio e perché la neonata realtà consumeristica sul territorio laziale abbia individuato nell’ente di riscossione più discusso in Italia l’argomento su cui focalizzarsi. Rete Consumatori Lazio rappresenta la prima iniziativa – da parte di alcune associazioni di consumatori – tesa ad unire le forze per essere più efficaci e presenti, mettendo da parte protagonismi e gelosie. “Vogliamo essere interlocutori autorevoli della politica delle istituzioni, contrastando i malfunzionamenti che vediamo quotidianamente. La voce del singolo è debole; le nostre voci unite potranno farsi ascoltare e soprattutto portare le vostre istanze e le vostre proposte ai rappresentanti politici” ha spiegato Premuti.
Ed Equitalia rappresenta un grosso problema per la stragrande maggioranza dei cittadini italiani. Questo ente di cui è stata annunciata la chiusura subito dopo la rottamazione delle cartelle, in realtà non sparirà. Cambierà solo denominazione, rientrando nell’Agenzia delle Entrate, ma non si modificherà il sistema di esazione “E se non cambia quello, non cambia nulla – ha sottolineato il presidente di Konsumer Italia – perché noi ci ritroveremo a combattere con le stesse cose anche dopo che Equitalia avrà cessato di esistere”.
E non si attenueranno né si modificheranno tutte le aggravanti di un debito che molto spesso non viene contratto per volontà o cattiva fede, ma per la reale impossibilità di pagare quanto viene richiesto. Ed anche la stessa rottamazione delle cartelle è falsa “È fatta apposta per consentire il pagamento a chi i soldi ce li ha.
Chi ha veramente evaso si troverà avvantaggiato non solo da uno sconto, ma dalla possibilità di liberarsi da ogni pendenza pagando le cinque rate previste”.
Il cittadino comune, però, il lavoratore, il piccolo imprenditore che non sono riusciti a pagare tasse o Inps preferendo la sopravvivenza quotidiana e conservando il posto ai propri dipendenti, non ne trarranno alcun beneficio perché le gabelle sono insopportabili per il sistema economico che li sorregge. “Un sistema fiscale che voglia davvero aiutare il contribuente a sanare le proprie pendenze, deve necessariamente adattarsi alle reali possibilità del contribuente stesso.
Se così fosse, sono certo che avremmo dei contribuenti modello.
E invece i cittadini vengono considerati tutti uguali, dei numeri, senza nessuna considerazione per le storie personali”.
Ecco perché Rete Consumatori Lazio assegna una sonora bocciatura non soltanto alla rottamazione delle cartelle Equitalia, ma a quello che viene presentato come un cambiamento (la chiusura di Equitalia) quando invece non lo è.
Giuseppe Tomasi di Lampedusa è stato scomodato un’infinità di volte, e non ce ne vorrà se anche questa volta lo tiriamo in ballo convinti che qualcuno, come il principe Fabrizio, abbia detto “Perché tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.
“Una bella galoppata”, così ha definito Fabrizio Premuti una diretta durata circa due ore “che non credo abbia ancora conclusione: assistiamo al progressivo impoverimento della popolazione e quando questo impoverimento è dato in larga misura dal sistema fiscale vuol dire che qualcosa non funziona davvero.
Ed il sistema fiscale deriva da leggi dello stato democratico, che a sua volta è l’insieme dei cittadini eppure non li ascolta.
E se la maggioranza di questi cittadini oggi soffre, vuol dire che i governi che si sono succeduti finora non hanno saputo interpretare la volontà del popolo”.
Premuti ha concluso facendo propria una famosa frase erroneamente attribuita a Sandro Pertini: quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre “Non è, ovviamente, un’istigazione alla rivoluzione; ma un invito alla riflessione destinato a chi governa, chiunque sia, affinché ricordi sempre che rappresenta il popolo. Tutto il popolo, non solo i pochi cittadini più avvantaggiati”.
E quindi, è utopia puntare ad una vera equità fiscale? “Assolutamente no. E la dimostrazione è che in passato l’abbiamo vissuta. Purtroppo è cosa di cinquant’anni fa, ma non significa che non si possa ottenerla di nuovo” ha concluso Premuti.
Fabrizio Premuti PRESIDENTE KONSUMER
GENIAS LAB: IL PRIMO LABORATORIO ASSICURATIVO
RIVOLTO ALL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA
La curiosità, intesa come desiderio di sapere è uno dei principali impulsi che portano alla conoscenza.
Per i broker, curiosità, può significare cercare nuove modalità operative che rendano più efficiente il lavoro quotidiano ottimizzando il loro tempo.
Gli strumenti ci sono, la tecnologia è pronta per supportare il cambiamento, la legislazione sta adeguandosi.
Secondo noi serve acquisire la consapevolezza che si può migliorare, che con l’aiuto di professionisti si possono trovare nuove modalità operative per automatizzare i processi, per tenere sotto controllo l’andamento del proprio business.
A seguito dei diversi contatti che HIT intrattiene con la categoria dei Broker, la risposta di molti intermediari è, che per mantenere il controllo bisogna impegnare troppe risorse economiche ed umane.
A questa affermazione mi sento di rispondere che è vero, ogni sforzo per migliorare implica un dispendio di energie, oltreché di tempo, ma la parola che dobbiamo sempre tenere in evidenza è “migliorare”.
Per cercare di supportare e superare le problematiche economiche, HIT ha pensato ad un contenitore innovativo che propone una nuova opportunità, un laboratorio di idee e di progetti, pensati su misura per ogni broker.
Lo abbiamo chiamato “Genias Lab”.
Genias Lab è costituito da un team di specialisti nelle varie aree tecnologiche che offrono ai broker una consulenza specializzata, per comprendere come poter rendere più produttivo il lavoro quotidiano.
Vi chiederete, quali sono le aree di Consulenza del Laboratorio?
La consulenza è fornita con un supporto a 360 gradi, che si sviluppa quindi in tutte le direzioni con grande competenza ed efficienza. Si inizia dall’analisi del flusso delle informazioni che ogni giorno affollano la nostra scrivania, per passare all’ascolto dei desideri degli operatori che quotidianamente affrontano le problematiche dei clienti da un lato e delle compagnie dall’altro.
Su quali temi possono intervenire gli specialisti di Genias Lab?
Le tematiche sono veramente molto diverse, perché ogni broker ha delle esigenze particolari, legate al territorio, alla tipologia dei propri clienti ed anche ai diversi mandati che ha ottenuto dalle Compagnie. Si passa così dalla presentazione delle facilitazioni nella ricerca dei finanziamenti per sviluppare progetti tecnologici, alla creazione di una interfaccia di preventivazione personalizzata, per arrivare alla digitalizzazione documentale, all’integrazione con moduli CRM, alla Business Intelligence e alla semplificazione delle procedure di invio, verifica e rendicontazione di informazioni ai Lloyd’s.
In sintesi vogliamo fornire ad ogni intermediario il giusto strumento per poter sviluppare al meglio le proprie potenzialità commerciali.
Per informazioni più approfondite, Vi invitiamo a contattarci attraverso il sito www.genias.org oppure al numero 045-6209711 chiedendo di Nicola Tonegato .
Il portale sviluppato da Per Consulting, messo a disposizione degli Associati di ACB, elimina la necessità del sopralluogo tecnico presso il sito. Un importante risparmio di costi e di tempi che non compromette la qualità e l’accuratezza del servizio offerto al Cliente.
Le attività svolte in questi anni operando fianco a fianco con aziende di tutti i settori e dimensioni hanno permesso a Per Consulting (la società di consulenza del Gruppo Per nel campo della gestione dei rischi) di acquisire un grande bagaglio di conoscenze e di esperienze. Queste attività di consulenza si sono concretizzate nella redazione di documenti di Analisi e valutazione dei Rischi (Risk Assessment) e nella proposta di piani d’azione utili per ridurre le vulnerabilità evidenziate, secondo il principio ampiamente confermato dai fatti (si veda lo Studio di Mediobanca “Osservatorio sulla diffusione del Risk Management nelle PMI”, del settembre 2016) che una migliore gestione dei rischi può consentire alle imprese di migliorare mediamente del 38% i propri risultati economico-finanziari nel tempo, diventando in questo modo un importante vantaggio competitivo.
Le attività di Risk Assessment possono essere molto utili, oltre che per le aziende, anche per i Broker e per le Compagnie di Assicurazione: la conoscenza del profilo di rischio del Cliente, infatti, facilita la valutazione in fase assuntiva dello stesso e permette al Broker di identificare le soluzioni assicurative più calibrate ed efficaci. La possibilità poi di proporre al proprio Cliente anche una indicazione delle principali azioni di miglioramento del profilo di rischio può costituire per il Broker un importante servizio di consulenza aggiuntivo.
Su queste basi è nata l’idea di progettare uno strumento innovativo, “PerAzienda”, messo oggi a disposizione di tutti gli associati di ACB: un portale avanzato, molto semplice da utilizzare, che consente di velocizzare il processo di raccolta ed elaborazione dei dati e di svolgere l’analisi e valutazione dei principali rischi presenti in azienda, con buona accuratezza e nel pieno rispetto delle principali metodologie di Risk Management.
Fino ad oggi per eseguire queste attività era sempre necessario un sopralluogo presso il sito da parte di tecnici specializzati. Con l’utilizzo del portale “web” PerAzienda è possibile completare la raccolta dei dati e l’analisi dei rischi senza necessità di sopralluogo, ottimizzando costi e tempi di queste attività. Lo strumento è quindi adatto alla grande maggioranza delle piccole e medie imprese, limitando il sopralluogo approfondito solo ai casi più rilevanti (grandi dimensioni dell’azienda, appartenenza a settori di attività particolari).
Poichè non è più il tecnico a recarsi fisicamente sul posto per raccogliere i dati utili per l’analisi, le fonti diventano altre. La prima è il Broker, il quale (da solo oppure insieme alla stessa azienda in esame) può compilare il questionario “on line”. La seconda fonte è costituita da database di dati storici derivante da siti ufficiali (es. Ministero dell’Ambiente, Protezione Civile, ecc.). Una serie di algoritmi sviluppati specificatamente consente di elaborare tutti gli elementi, e di delineare con oggettività e accuratezza il profilo di rischio dell’azienda. Quest’ultimo risultato è ovviamente un dato fondamentale per il Broker, che lo può trasferire al mercato assicurativo per negoziare le migliori condizioni per il proprio Cliente.
Il questionario è composto da domande molto semplici, che riguardano, ad esempio, il settore di attività dell’azienda, la sua ubicazione, il suo fatturato, i principali macchinari presenti, i sistemi di protezione installati, ecc. Le aree di rischio che possono essere analizzate comprendono i principali rischi operativi (es. rischio incendio, rischi catastrofali/naturali, rischio ambientale, rischio interruzione di attività, ecc.). PerAzienda consente anche di sviluppare un Piano con le principali Azioni di mitigazione dei rischi evidenziati, nonché di definire un Piano di Disaster Recovery (DRP) preliminare, che quantifica i tempi attesi di fermata e di recupero dopo un sinistro e che fornisce informazioni utili circa le azioni da intraprendere in caso di crisi.
Il portale, che mettiamo a disposizione degli associati di ACB, è accessibile da tablet, smartphone e PC, consentendo così agli utenti la massima libertà d’uso, la possibilità di archiviare in tempo reale i dati immessi progressivamente e la possibilità, al termine, di poter elaborare immediatamente e in modo automatico il rapporto di analisi e valutazione dei rischi, il rapporto con l’indicazione delle possibili azioni di mitigazione dei rischi e il Piano di Disaster Recovery (DRP) preliminare, specifici per la realtà esaminata.
Il nostro impegno è quello di migliorare sempre di più questo strumento innovativo estendendolo a nuove aree tematiche, per offrire servizi sempre più di valore agli Associati di ACB e alle Imprese loro Clienti.
Amministratore Delegato Per Consulting S.r.l.
LA CONQUISTA E LA RICONQUISTA DEL CLIENTE
SONO IL “MUST” PER CHI VUOLE “VINCERE” NELLA PROTECTION
Customer Engagement (ovvero il processo di conquista del cliente) è un termine oggi di tendenza nell’industria dei servizi finanziari che sta facendo competizione al diffuso concetto di “education del cliente”.
Anche nell’ambito Protection, sono infatti già in molti a ritenere che, fare qualcosa di distintivo per conquistarsi il potenziale cliente, significhi creare “esperienze di avvicinamento e di acquisto uniche del prodotto protection” e che queste esperienze rappresentino la chiave del successo per riuscire ad ottenere risultati di rilievo nella vendita di queste polizze.
Ma siete tutti convinti che impegnarsi per creare una Customer Engagement distintiva sia l’unica sola vera sfida degli operatori assicurativi per far finalmente decollare questo mercato?
Nella conquista del cliente, bisogna ricordarsi che…
Diversi consumatori Italiani possono essere già consapevoli del fatto che, ad un certo punto della loro vita, potrebbero aver bisogno di coperture assicurative che tutelino la propria salute o il proprio reddito. Allo stesso tempo, però, molti di loro non hanno alcuna idea di quanto queste coperture possano costare o, peggio ancora, molti ritengono che le Polizze Protection abbiamo costi non sostenibili.
Il momento in cui si può ritenere di avere bisogno di una copertura Protection, varia, a seconda delle circostanze della vita, da individuo a individuo. Ad esempio, per qualcuno questo bisogno potrebbe emergere quando uno dei propri cari si ammala, oppure quando nascono dei figli, oppure ancora quando si perde il proprio posto di lavoro…
Diversi assicuratori sono concordi sul fatto che gli Italiani siano già sensibili al tema Protection, ma sono anche consapevoli che la vera sfida sia superare alcune barriere.
Ad esempio, molti potenziali clienti non sanno dove e come acquistare le polizze, quali prodotti scegliere. Altri hanno una percezione non positiva degli assicuratori, di frequente a causa dei racconti di conoscenti e parenti con trascorsi non del tutto positivi con le polizze, o peggio ancora di esperienze non soddisfacenti con le assicurazioni.
…purtroppo a differenza di altri prodotti finanziari, nella Protection è importante non solo la conquista, ma anche la riconquista del cliente…
Secondo alcuni esperti di marketing della Protection, infatti, la sfida per il settore assicurativo non è solo quella di Customer Engaging, ma anche di Customer Re-Engaging, ovvero quella di riavvicinare alle assicurazioni quegli Italiani che per qualche motivo si sono “allontanati” dall’acquisto di polizze Protection. In questo caso la sfida è ancora più grande e l’impegno per l’industria assicurativa dovrà essere maggiore.
Protection impone delle attitudini alla vendita diverse da quelle dei prodotti di investimento…
Gli stessi intermediari assicurativi molto spesso hanno lo stesso cappello, ovvero sia “il cappello” dell’esperto di investimento che quello dell’esperto Protection. Pensate che sappiano consigliare i propri clienti in modo adeguato su entrambi i fronti?
Nelle compagnie di assicurazioni, come nelle banche, ormai da qualche tempo esistono i responsabili Protection e i responsabili per i prodotti di investimento, ma sul territorio la realtà è diversa: ad ogni intermediario assicurativo viene spesso chiesto di collocare entrambi i prodotti.
Il dato che emerge oggi indica come, per avere successo nella Protection, l’attitudine dei consulenti assicurativi (agenti, brokers, consulenti di banche, promotori finanziari, consulenti creditizi…) verso questi tipi di prodotti deve essere completamente diversa da quella che hanno verso i prodotti di investimento assicurativo.
Non è infatti così scontato che i consulenti assicurativi che si distinguono per la loro capacità di vendere, ad esempio, polizze multiramo, siano anche bravi a vendere Protection, anzi… di regola è “quasi impossibile” .
Ma quanto le direzioni commerciali di compagnie di assicurazione, banche o di altri intermediari assicurativi sono così consapevoli di questo? Quanto pensate che siano efficaci, per far decollare il mercato della Protection, i “ricatti commerciali” che adottano alcune compagnie, ad esempio sostenendo con programmi di incentivazione la Protection a scapito di altri prodotti?
La “de –specializzazione” degli intermediari assicurativi nell’ambito dell’ampio mercato vita, non sembra aver portato a veri risultati significativi.
La sfida del Cliente…
C’è un’altra considerazione da fare, sul perché questo mercato fa fatica a decollare: il cliente ha una attitudine verso la Protection diversa rispetto a quella che ha verso i prodotti di investimento.
Nei prodotti di investimento, il Cliente…
uno. tende ad investire e disinvestire dai prodotti di investimento, anche di tipo assicurativo, spesso senza perdere la motivazione e l’entusiasmo, magari solo per scegliere il prodotto del momento, che promette un rendimento più elevato. Anche nel caso in cui avesse registrato una perdita del proprio capitale investito in quella specifica soluzione, l’Italiano medio tende a re-investire i propri soldi in altre soluzioni simili.
due. si sente confortevole con i processi di acquisto dei prodotti di investimento. Assicuratori e asset managers in genere, sono e sono stati infatti bravi a semplificare i processi di acquisto dei prodotti di investimento e a impegnarsi per riproporre delle nuove “vesti” dei loro prodotti al fine di incontrare i nuovi bisogni di investimento dei clienti, in modo da creare nuovi punti di contatto con la propria clientela target.
tre. propende a volte a dimenticarsi di aver investito i propri soldi magari in quel fondo di investimento e li lascia lì in quel prodotto per anni…
Nei prodotti protection, invece il Cliente…
uno. tende a perdere la motivazione verso un prodotto Protection, se ad esempio non ha avuto la possibilità di utilizzarlo, oppure se in caso di bisogno pensava di avere più coperture o massimali di quelli che invece risultavano dalla polizza.
due. non si sente confortevole con i processi di acquisto di Polizze Protection, a volte troppo complicati e lunghi. Oggi alcuni gruppi assicurativi, fra cui Generali, parlano di semplificazione, ma forse la strada affinché non si percepisca da parte del cliente la differenza fra acquistare un prodotto di risparmio o di Protection è ancora lunga. La sfida per gli assicuratori è di far modo che, quando gli Italiani si avvicinano ad una Polizza Protection, o tramite un intermediario/consulente o tramite internet, non abbiano la tentazione di rinunciare all’acquisto. Il processo di acquisto deve essere ben curato, perché è quello che fa fare la differenza.
tre. quando si rende conto di avere una copertura Protection, magari acquistata negli anni, il comportamento dell’Italiano medio è quello di disdire la polizza, perché spesso non ci si ricorda neppure più per quale motivo fosse stata comprata, soprattutto se mai utilizzata.
Protection è, e rimane, una sfida per il settore assicurativo. Da quello che si percepisce, per far decollare il mercato, oggi gli investimenti e l’impegno devono essere più orientati alla relazione con il cliente e nella formazione delle reti di vendita, piuttosto che nell’innovazione della gamma prodotti. Per quest’ultima, infatti, l’execution risulta forse più semplice, dato che in molti casi gli assicuratori adottano la “me too strategy”, ovvero prendono spunto dai prodotti lanciati sul mercato da competitors o su altri mercati.
Vincere nella Protection significa apportare un reale cambiamento al settore assicurativo creando valore per gli Italiani e risolvendo al tempo stesso il loro stato di Protection gap: una situazione questa della quale ormai sempre più spesso sono consapevoli.
(estratto da il libro “Protection for Change” – MFC Editore 2017, che sarà presentato durante il prossimo Italy Protection Forum, Milano 28 marzo www.italyprotectionforum.it)
ACB ha attivato il nuovo servizio gratuito “Inserisci il tuo Curriculum”, che nasce per permettere di inserire il proprio curriculum vitae all’interno del sito internet dell’Associazione ed è rivolto a tutti coloro che vogliono approcciare il mondo assicurativo.
Con questo nuovo servizio ACB vuole offrire l’opportunità di far conoscere a tutte le società di brokeraggio che fanno parte dell’Associazione, la professionalità di tutti coloro che caricheranno il proprio curriculum, direttamente dalla home page. Tutte le aziende associate avranno a disposizione i curricula e potranno contattare la persona che ritengono più adeguata alle loro necessità in funzione delle informazioni e delle caratteristiche personali contenute nel curriculum.
IVASS PUBBLICA LE CLASSIFICHE SUI RECLAMI RICEVUTI DALLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE
L’IVASS ha pubblicato i dati sui reclami dei consumatori ricevuti da ciascuna impresa di assicurazione nel primo semestre 2016. La rilevazione punta ad accrescere la trasparenza del mercato, mettendo a disposizione di consumatori e operatori una ulteriore informativa sulla qualità dei servizi offerti dalle imprese.
Per la prima volta, la rilevazione comprende anche i dati sui reclami comunicati dalle imprese di assicurazione con sede in un altro Paese UE e operanti in Italia in regime di stabilimento o in LPS.
L’IVASS ha convocato i top managers di 15 imprese italiane e 12 estere per discutere l'andamento dei reclami e richiedere l'adozione di misure correttive a tutela dei consumatori.
RC MEDICA: INDAGINE STATISTICA
Prosegue anche nel 2017 da parte di IVASS l’indagine statistica sulle coperture assicurative per la R.C. Medica.
Scopo della rilevazione è (separatamente per strutture pubbliche, private ed operatori sanitari) raccogliere dati che riguardano: numero di assicurati e premi; sinistri (distinti tra pagati a titolo definitivo, riservati e senza seguito); prospettive e ostacoli all’operatività nel settore; caratteristiche di dettaglio delle coperture assicurative per la r.c. medica; andamento temporale dei pagamenti e delle riserve; dati individuali sui premi corrisposti per l’assicurazione della r.c. medica (solo per il personale sanitario).
I dati raccolti saranno riassunti in forma aggregata nella relazione annuale dell’IVASS.
974 compagnie in 53 paesi per un valore di 16,5 miliardi di investimenti. È questa la fotografia che l’Ufficio Studi di P101 (società di venture capital specializzata in investimenti early stage nel settore digitale) effettua a proposito del settore insurtech, che negli ultimi anni ha subito un vero boom.
L’insurtech, ricordano da P101, è composto da startup “focalizzate sullo sviluppo di nuovi paradigmi di consumo e/o fruizione delle tradizionali coperture assicurative” attraverso l’uso di nuove tecnologie (come intelligenza artificiale, Internet of Things, blockchain e Big Data).
Sebbene secondo una ricerca di Oxbow Partners il 50% delle insurtech operi soprattutto nel settore della distribuzione, minacciando la figura del consulente assicurativo tradizionale, gli esperti di P101 sottolineano come molte startup non si oppongano ai canali tradizionali, ma puntino “sul ruolo di abilitatori di efficienza dei processi interni delle compagnie assicurative”.