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Timestamp: 2017-11-17 23:14:25+00:00
Document Index: 123598137

Matched Legal Cases: ['art.406', 'art. 417', 'art. 43', 'art. 407', 'art. 344', 'art. 409', 'art. 411']

Dott. Sergio Carnimeo | AsSostegno
Dott. Sergio Carnimeo
In magistratura dal 28.2.1998, ha svolto inizialmente le funzioni di pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta. Dal gennaio 2005 è giudice civile presso il Tribunale di Trieste, dove, dal 2006, si occupa, quale giudice tutelare, di amministrazioni di sostegno. Ha partecipato, quale relatore, a diversi incontri di formazione periodici e convegni tenutisi a Trieste e relativi alla materia delle amministrazioni di sostegno.
TITOLO – INTRODUZIONE
UN GIUDICE TUTELARE DIVERSO. RICORSI E DECRETI . AUDIZIONE E ISTRUTTORIA.
Proviamo a comporre gli elementi del titolo in ordine dinamico, in rapporto di causa – effetto otteniamo una formula , un modello elementare:
RICORSO + ISTRUTTORIA (audizione) => DECRETO (DI NOMINA).
Il medesimo modello procedurale funziona nel corso della amministrazione di sostegno:
ISTANZA + ISTRUTTORIA => PROVVEDIMENTO DEL GT .
Se proviamo ad affinare il modello, focalizzando i relativi flussi conoscitivi, scopriamo un procedimento che funziona come una sorta di cerchio comunicativo che, dopo avere perfezionato uno scambio relazionale, produce lo strumento operativo del decreto di nomina.
1) MONDO DEL B. + SEGNALATORE (ricorrente) => RICORSO => GIUDICE TUTELARE;
2) GIUDICE TUTELARE =>ISTRUTTORIA (audizione) => MONDO DEL BENEFICIARIO;
3) MONDO DEL BENEFICIARIO => ISTRUTTORIA => GIUDICE TUTELARE;
4) GIUDICE TUTELARE => DECRETO + AGEVOLATORE (ads) => MONDO DEL B.
Si tratta di un modello che funziona solamente se “funzionano bene” diversi fattori ed elementi, tra i quali vi è senz’altro anche un giudice tutelare “diverso”, la cui caratteristica principale dev’essere quella di un ascolto intelligente, con piena applicazione della cultura della giurisdizione e della tutela dei diritti della persona, ma anche con consapevolezza dell’importanza dell’ascolto in sé, e con il possesso di strumenti di lettura e di espressione sempre più specializzati.
“Diversità” del Giudice tutelare rispetto al modello di giudice del secolo scorso,
legislazione per obiettivi + discrezionalità + responsabilità
PREMESSA SULLA PROCEDURA:
TESI: i principi di riferimento sono la de formalizzazione e la strutturazione per obiettivi.
1 IL RICORSO
1. Chi può /deve fare ricorso (art.406 c.c.):
– il diretto interessato;
– uno dei soggetti di cui all’art. 417 c.c.: parenti fino al 4° grado, affini fino al 2° g., tutore, curatore;
– il PM, d’iniziativa o su segnalazione di un non legittimato;
– i servizi socio-sanitari.
Questione: se il ricorso è presentato da un non legittimato ?
2. Il contenuto (minimo/essenziale) del ricorso:
– le generalità del beneficiario, la sua dimora abituale;
– le RAGIONI per cui si chiede la nomina;
– nominativi e recapiti di coniuge, ascendenti, discendenti, fratelli, convivente;
– implicito: dati e recapiti del ricorrente;
Questione: se il ricorso è, in tutto o in parte, carente ?
3. La forma del ricorso:
– solitamente forma scritta;
– in casi di particolare urgenza: forma orale avanti al GT (art. 43 disp. Att. C.c.).
Paragone = gli esami e le analisi mediche
1. Il principio ufficioso.
2. Notevole ampiezza di poteri istruttori: …tutti … i mezzi istruttori utili (art. 407 co.3 c.c.).
Questione: anche mezzi di prova atipici ?
3. Vasta platea di possibili “assistenti”: gli organi della PA e gli enti i cui scopi rientrano nelle funzioni del GT (art. 344 co.2 c.c.).
Tipologie di atti istruttori
Informazioni dalla PA, sociale, medico di medicina generale, psichiatra.
NB1: stessi organi ed enti dei quali il GT può chiedere l’assistenza.
NB2: questione del trattamento delle informazioni sanitarie.
Informazioni anagrafiche / ricerche di familiari.
NB: importanza dei nuovi recapiti (indirizzi di posta elettronica, Facebook… )
Informazioni sui redditi e sul patrimonio / INPS / banche /Poste / finanziarie.
NB1: delicatezza e pericolo di discovery verso soggetti estranei alle finalità dell’istituto (ad es. creditori, lontani parenti riavvicinatisi per l’occasione).
Audizione di persone informate.
Audizione del beneficiario.
Questione: è sempre obbligatoria l’audizione del beneficiario ?
3. DECRETO DI APERTURA / NOMINA
Paragone medico: è un o strumento per controllare ed agire, a seconda delle esigenze (dallo stetoscopio al bisturi).
1. Vari tipi: provvisorio / definitivo ; a tempo determinato / a tempo indeterminato; ad acta/ a contenuto ampio/ per obiettivi specifici .
2. Contenuto minimo / essenziale
– generalità del beneficiario
– durata dell’incarico
– OGGETTO dell’incarico
NB istituto per obiettivi
– atti che l’ads ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario;
— schema della rappresentanza e possibili varianti, esclusività;
– atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’ads;
— schema dell’assistenza, possibile modulazione (di controllo di compartecipazione);
– limiti, anche periodici , di spesa che l’ads può sostenere con risorse del beneficiario
– periodicità delle relazioni al GT su attività svolta e condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
Questione: che succede se manca un elemento ? ed in particolare quello dei limiti di spesa?
Questione specifica: limiti di spesa e istituti di credito.
3. Contenuto implicito, eventuale
– il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza dell’ads o l’assistenza necessaria (art. 409 c.c.);
– i doveri dell’ads;
– limitazioni e decadenze imposte al beneficiario (art. 411 co. 4 c.c.).
4. I modelli di decreto: dal decreto onnicomprensivo, per clausole generali al decreto puntuale e sintetico.
Punto di equilibrio tra esigenze attuali ed esigenze prevedibili con grado elevato. Efficienza.
NB: questione dei contenuti sensibili, da proteggere rispetto a taluni fruitori del decreto.
5. La forma redazionale del decreto.
Deve tenere conto di:
chi sono i destinatari- utilizzatori:
– non sempre il beneficiario;
– sempre l’ads (spesso un non tecnico);
– sempre i terzi;
quali sono le finalità: in sintesi di rimuovere ostacoli alla realizzazione dei diritti della persona;
Deve proporsi come obiettivi:
– negli obiettivi da raggiungere;
– negli atti da compiere e nel come compierli;
la specificità: funzionale all’efficienza e gradita ai terzi.
PROPOSTA: verso nuovi modelli di decreto ? L’idea del decreto formato in modo da contenere una motivazione “protetta” e una parte dispositiva ostensibile.
Riflessione di chiusura
Delicatezza della materia per i GT, chiamati ad essere “diversi” (delicatezza delle persone e dei diritti in gioco, ampi poteri istruttori, procedura deformalizzata, provvedimenti con motivazioni succinte, ampi poteri dispositivi).
Il mondo del beneficiario è per definizione il luogo dove diritto fondamentali della persona fragile si trovano in pericolo o sono compressi o limitati;
in questo mondo si entra con poteri istruttori amplissimi e invasivi, potendosi avvalere dell’assistenza di enti e organi della PA;
esempio del bisturi laser
tali poteri si esercitano con provvedimenti (decreti) muniti di motivazione minima tra tutti i provvedimenti del giudice;
la procedura è deformalizzata per consentire interventi più efficaci
il giudice tutelare decide provvedimenti istruttori e provvedimenti operativi in procedurale solitudine (giudice monocratico) .
Dott.ssa Raffaella Gigantesco
Dott. Giovanni Campese