Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22914-del-13-09-2019
Timestamp: 2020-08-03 18:42:38+00:00
Document Index: 184085968

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 115', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 32']

Sentenza Cassazione Civile n. 22914 del 13/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22914 del 13/09/2019
Cassazione civile sez. I, 13/09/2019, (ud. 11/07/2019, dep. 13/09/2019), n.22914
sul ricorso n. 11437/2018 proposto da:
S.K.V.D.M., elettivamente domiciliato presso la
cancelleria della Corte di cassazione, rappres. e difeso dall’avv.
Stefano Mannironi, con procura speciale in calce al ricorso;
domiciliato in Roma, alla Via Dei Portoghesi n. 12, presso
08/03/2018;
S.K.V.D.M., cittadino della Liberia, impugnò innanzi al Tribunale di Cagliari il provvedimento della Commissione territoriale che gli negò il riconoscimento della protezione internazionale, con ricorso che fu rigettato con decreto emesso l’8.3.18, osservando che: il racconto del ricorrente non era credibile, come ben motivato dalla Commissione; il transito in Libia non giustificava il rilascio del permesso umanitario, neppure in ordine alle asserite durature conseguenza negative sulla salute del ricorrente, non allegate.
Il S. propone ricorso in cassazione formulando sei motivi, illustrati con memoria.
Con il secondo motivo è denunziata violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 2, lett. e) e art. 3, L. n. 39 del 1990, art. 1 e art. 115 c.p.c., nonchè omesso esame di fatto decisivo, per non aver il Tribunale considerato le conseguenze penali connesse al mancato pagamento del valore di una moto da lui rubata, poichè sarebbe stato denunciato per il furto, fatto di cui il Tribunale non avrebbe dubitato, lamentando altresì la motivazione contraddittoria circa il procedimento penale.
Con il quarto motivo è denunziata violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 14 e 16, D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, nonchè omesso esame di un fatto decisivo, per non aver il Tribunale esaminato i presupposti della protezione sussidiaria in ordine al pericolo di essere arrestato per il furto della moto e per la mancanza di tutela delle Autorità locali, senza peraltro tener conto della situazione instabile della Liberia e del transito in Libia, Paese che versava certo in una situazione di violenza indiscriminata e conflitto armato.
Con il quinto motivo (erroneamente indicato come sesto) è denunziata violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19 e dell’art. 6, comma 4, della Direttiva CEE n. 115/08, nonchè omesso esame di un fatto decisivo, lamentando che: riguardo alla protezione umanitaria negata, in caso di rimpatrio, il ricorrente sarebbe esposto anche al rischio della pena capitale o comunque di gravi sanzioni penali per il furto commesso, ciò in contraddizione con il divieto italiano di estradizione in paesi che comminino la pena capitale; il Tribunale non aveva considerato la distinta fattispecie del rilascio del permesso di soggiorno per motivi caritatevoli.
Con il sesto motivo è denunziata violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 e art. 32, comma 3, nonchè omesso esame di fatto decisivo, per non aver il Tribunale riconosciuto la protezione umanitaria in considerazione dell’instabilità della situazione interna della Liberia e per non aver tenuto conto delle precarie condizioni di salute del ricorrente, come documentate innanzi alla Commissione, anche alla luce della recente epidemia di ebola diffusasi nel Paese di provenienza.