Source: http://studiolegaleriva.it/public/casa-coniugale-assegnazione
Timestamp: 2019-03-20 03:57:22+00:00
Document Index: 92210547

Matched Legal Cases: ['art. 155', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 156', 'art. 5']

L'assegnazione della casa coniugale a seguito della riforma dell'art. 155 cod. civ. - Studio Legale Riva
L'assegnazione della casa coniugale nella separazione (dopo la L. 8-2-06 n. 54)
E' lapalissiano che il Giudice nel valutare a quale dei coniugi assegnare la casa coniugale, debba necessariamente valutare l'esistenza di diritti e titoli sull'immobile in capo ai coniugi. Qualora uno dei coniugi risulti essere proprietario esclusivo dell'immobile e non vi sono figli conviventi, la scelta del giudice sarà presumibilmente orientata verso l'assegnazione della casa al coniuge proprietario o che vanta sull'immobile un diritto reale di godimento esclusivo. L'eccezione potrà essere rappresentata, a giudizio dello scrivente, da situazioni eccezionali, quali gravi patologie a carico del coniuge non proprietario, il quale necessiti di assidue cure domiciliari e che non sia in condizioni di poter lasciare l'immobile senza gravi pregiudizi per il proprio stato di salute (coesisterebbero in tal caso due diritti costituzionalmente garantiti quali il diritto alla salute ed il diritto di proprietà e restando quest'ultimo intatto in capo al detentore di tale diritto, ben potrebbe ipotizzarsi una limitazione temporanea nell'esercizio del diritto di proprietà per favorire l'esercizio di un altro diritto costituzionalmente garantito quale il diritto alla salute).
Anche la Suprema Corte con sentenza n. 12309 del 06.07.2004 ha statuito che" In materia di separazione e di divorzio, l'assegnazione della casa familiare, malgrado abbia anche riflessi economici, particolarmente valorizzati dall'art. 6, sesto comma, della legge n. 898 del 1970 (come sostituito dall'art. 11 della legge n. 74 del 1987), risulta finalizzata alla esclusiva tutela della prole e dell'interesse di questa a permanere nell'ambiente domestico in cui è cresciuta, non potendo essere disposta, a mo' di componente degli assegni rispettivamente previsti dall'art. 156 c.c. e dall'art. 5 della legge n. 898 del 1970, allo scopo di sopperire alle esigenze economiche del coniuge più debole, a garanzia delle quali sono destinati unicamente gli assegni sopra indicati, onde la concessione del beneficio in parola resta subordinata all'imprescindibile presupposto dell'affidamento di figli minori o della convivenza con figli maggiorenni ed economicamente non autosufficienti, laddove, nell'ipotesi in cui l'alloggio "de quo" appartenga in proprietà ad uno solo dei coniugi e manchino figli in possesso dei requisiti anzidetti, il titolo di proprietà vantato da quest'ultimo preclude ogni eventuale assegnazione dell'immobile all'altro, rendendo poi ridondante e superflua ogni e qualsivoglia pronuncia di assegnazione in favore del coniuge proprietario".Id est risulta chiaro come il legislatore prima e la giurisprudenza dopo abbiano inteso attribuire al provvedimento di assegnazione una natura prevalentemente conservativa dell'ambiente domestico a favore dei figli e non già un'impropria finalità di forma di contribuzione economica, in quanto quest'ultima deve realizzarsi esclusivamente mediante la corresponsione di un assegno periodico o una tantum. E' comunque chiaro come la concessione del beneficio dell'uso della casa coniugale comporti indubbi vantaggi economici, specie in considerazione del risparmio monetario a favore del coniuge assegnatario. L'assegnazione si ripercuote pertanto necessariamente sull'equilibrio patrimoniale tra i coniugi determinando un arricchimento del coniuge assegnatario, rappresentato dal risparmio relativo all'acquisto o all'affitto di un'altra casa, ed un impoverimento del coniuge non assegnatario, rappresentato dal costo per l'acquisto o per la locazione di una nuova abitazione. Nonostante l'assegnazione della casa coniugale non integri una componente diretta delle obbligazioni patrimoniali conseguenti alla separazione o al divorzio,o una forma surrettizia di contribuzione economica, alla Giurisprudenza non è certo sfuggita ogni opportuna considerazione circa i vantaggi economici, derivanti al coniuge assegnatario.
Come testé affermato qualora il Giudice nulla disponga in ordine all'assegnazione, l'utilizzo della casa coniugale spetterà automaticamente ed esclusivamente al coniuge esclusivo proprietario.
Autore: Avv. Matteo Santini - tratto da www.diritto-in-rete.com