Source: http://www.treccani.it/magazine/diritto/approfondimenti_enciclopedici/diritto_penale_e_procedura_penale/index.html
Timestamp: 2018-02-22 01:20:11+00:00
Document Index: 157626925

Matched Legal Cases: ['art. 375', 'art. 646', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 643', 'art. 317', 'art. 319', 'art. 416', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 35', 'art. 419', 'art. 4', 'art. 348', 'art. 629', 'sentenza ', 'art. 696', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 641', 'art. 13', 'art. 314', 'art. 316', 'art. 346', 'art. 346', 'art. 275', 'art. 341', 'art. 314', 'art. 315', 'art. 314', 'art. 628', 'art. 648', 'art. 25', 'art. 416', 'sentenza ', 'art. 353', 'art. 326', 'art. 349']

Negli anni recenti il legislatore ha profondamente riformato la normativa in materia di prevenzione e contrasto della corruzione con l’intento di fronteggiare l’espansione e le trasformazioni che hanno interessato il fenomeno e di ottemperare agli obblighi assunti in sede internazionale. Parallelamente si incrementano gli sforzi diretti alla diffusione di una cultura della legalità, nella oramai ...
Si analizza nelle sue componenti essenziali il nuovo delitto di «frode in processo penale e depistaggio» di cui all’art. 375 c.p., introdotto dalla l. 11.7.2016, n. 133. In particolare, viene messo in rilievo il profilo concernente la ratio dell’incriminazione e l’oggetto di tutela, con riferimento al ruolo svolto dalle qualifiche soggettive e dal dolo specifico, elementi questi distintivi ...
L’istituto della non procedibilità per fatto tenue, introdotto dal d.lgs. 16.3.2015, n. 28 ha visto, in questi primi anni di applicazione, plurimi interventi giurisprudenziali, volti principalmente a chiarire i vuoti di tutela lasciati dal legislatore. Il contributo che segue, seppure analizza l’assetto normativo che regolamenta la materia, si sofferma principalmente sull’analisi delle più ...
Il codice penale prevede una pluralità di ipotesi di disastro dalla cui lettura sistematica si ricava una nozione unitaria del “disastro” penalmente rilevante. Il riferimento è alle disposizioni codicistiche in materia di delitti contro la pubblica incolumità, che sanzionano un’ampia gamma di disastri naturali e non naturali, cagionati dall’uomo.
Esaurito il giudizio di prima istanza, il controllo sia di merito, sia di legittimità è conferito ad un giudice di seconda istanza. Si tratta di quello che, tradizionalmente definito appello, configura il c.d. doppio grado di giurisdizione. Ancorché questa regola non sia ritenuta un principio costituzionalmente garantito, l’appello conserva una sua tradizionale forza ed una solidità strutturale ...
Vittima. Profili di diritto penale
La vittima dei fatti penalmente illeciti, da soggetto “ai margini” del diritto penale classico, ha acquisito, specie negli ultimi decenni, un ruolo protagonistico nelle scelte politico-criminali interne e sovranazionali, con vistose ripercussioni sulla stessa concezione del reato e sulla portata degli scopi in generale assegnati al diritto e alla sanzione criminale. Tuttavia, le modalità ...
La vulnerabilità informatica della società moderna è dovuta a fenomeni criminosi caratterizzati da nuove modalità di offesa, che sfruttano le esponenziali potenzialità delle nuove tecnologie e di internet. Al contempo si avvertono crescenti esigenze di tutela di nuovi interessi giuridici – quali la riservatezza e la sicurezza informatiche, la libertà e confidenzialità delle comunicazioni ...
L’analisi si focalizza sugli elementi descrittivi e normativi della fattispecie di cui all’art. 646 c.p. e segue un percorso metodologico di tipo sistematico, volto a evidenziare specificità e interrelazioni dello schema tipico prescelto dal legislatore rispetto alla categoria dei delitti contro il patrimonio.
Obbligo di segnalazione [c.d. Whistleblowing]
L’indagine si sofferma sulla struttura della fattispecie associativa di cui all’art. 416 bis c.p., incentrandosi sui mezzi e sui fini perseguiti dagli associati. Elemento tipico e fulcro fondante della norma è il metodo mafioso, la cui caratteristica consiste nella carica intimidatrice del vincolo associativo, da cui conseguono le condizioni di assoggettamento e di omertà.
Viene esaminata la struttura del delitto di associazione per delinquere ex art. 416 c.p., oggi considerato come un irrinunciabile strumento idoneo a fronteggiare le più svariate forme di manifestazione della criminalità organizzata comune. La trattazione fornisce in particolare una panoramica delle posizioni assunte in dottrina e in giurisprudenza circa il concetto di contributo di “...
Sebbene rappresenti solo il preludio di una complessa attività processuale contemplata dalla legge nel rispetto ed a garanzia dei diritti fondamentali dell’individuo, l’azione penale è autonoma espressione di alcuni dei più importanti principi cui è ispirato il nostro ordinamento.
Viene esaminata la disciplina del casellario giudiziale come modificata dal «Testo unico delle disposizioni in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti» (d.P.R. n. 313/2002) che ha sostituito la regolamentazione contenuta in origine nel codice di procedura penale. Il t.u. individua i provvedimenti iscrivibili ...
Viene esaminato il delitto di circonvenzione di persone incapaci, previsto e punito all’art. 643 c.p., sia attraverso una illustrazione analitica dei suoi elementi tipici essenziali – l’abuso dello stato di minorazione e debolezza psichica di minori d’età, infermi di mente e deficienti psichici e la conseguente induzione al compimento di un atto avente effetti giuridici dannosi per l’incapace o ...
Viene esaminata, da un punto di vista vuoi strutturale vuoi funzionale, il procedimento per citazione diretta a giudizio che, pur non appartenendo all’insieme dei “procedimenti speciali” in senso stretto, si caratterizza comunque, rispetto al rito ordinario, per una serie di particolarità, portatrici, talvolta, soltanto di una semplificazione processuale, tal’altra, invece, di un abbassamento ...
Concorso esterno nel reato di associazione di tipo mafioso
Viene esaminata la ricostruzione “necessitata” da esigenze reali indifferibili, operata in sede applicativa dal massimo organo nomofilattico, di formulare in termini astratti e generali la fattispecie di concorso esterno in associazione mafiosa. La centralità della ricostruzione si ancora all’effettiva rilevanza causale da attribuire al contributo punibile nella fattispecie plurisoggettiva ...
Concorso eventuale nel reato associativo
Viene esaminata, alla luce delle molteplici elaborazioni dottrinali e dei numerosi precedenti giurisprudenziali, la dibattuta e controversa figura del concorso eventuale nei reati associativi, con particolare riguardo all’operatività e conseguente applicabilità della normativa generale disciplinante il concorso di persone nel reato (artt. 110 e ss. c.p.) alle fattispecie necessariamente ...
Concussione 1. Costrizione indebita a dare o promettere utilità
Viene esaminata la struttura del delitto di concussione così come riformulato dalla l. 6.11.2012, n. 190. In particolare, si dà conto della nuova formulazione dell’art. 317 c.p. che punisce il delitto di concussione nella sola forma della costrizione posta in essere dal pubblico ufficiale. Non viene invece più prevista come condotta di concussione per costrizione quella posta in essere ...
Concussione 2. Induzione indebita a dare o promettere utilità
Viene esaminata la struttura del delitto di induzione indebita a dare o promettere utilità, così come introdotto dalla l. 6.11.2012, n. 190. Si tratta in particolare del delitto di cui all’art. 319 quater c.p. che punisce le forme meno gravi di concussione poste in essere tanto dal pubblico ufficiale che dall’incaricato di un pubblico servizio, frutto dello scorporo della condotta di induzione ...
In questa voce sono esaminate la corruzione in atti giudiziari e l’istigazione alla corruzione, tra le novità più rilevanti della riforma del 1990, mentre la l. n. 190/2012 si è limitata a ritocchi e ad inasprire le pene, come pure la l. n. 69/2015 le ha ulteriormente aggravate.
Criminalità mafiosa transnazionale
La fattispecie di cui all’art. 416 bis c.p. viene esaminata nell’ambito del reato transnazionale di cui alla l. n. 146/2006, con particolare attenzione ai rapporti tra l’aggravante di cui all’art. 7 d.l. 152/2011 conv. in legge dalla l. n. 203/1991 e quella prevista all’art. 4 l. n. 146/2006, nonché alla correlazione tra la confisca per equivalente di cui all’art. 11 l. n. 146/2006 e le altre ...
Il delitto di danneggiamento tutela il diritto all’integrità delle cose mobili e immobili altrui, nella struttura o nella loro utilizzabilità, dalle aggressioni che ne determinano la distruzione, la dispersione, il deterioramento o l’inservibilità. Nell’intento di reprimere la violenza informatica sono state, altresì, introdotte quattro peculiari fattispecie criminose che puniscono le condotte di...
Si esamina la disciplina della causa di estinzione del reato conseguente a riparazione, con riguardo all’ipotesi di cui all’art. 35 del d.lgs. 28.8.2000, n. 274, focalizzando l’attenzione su alcune questioni controverse ed aperte. La seconda parte di questo lavoro, invece, analizza la recente proposta normativa in tema di estinzione del reato riparato, contenuta nell’ormai noto d.d.l. Orlando.
I delitti contro la personalità dello Stato rievocano, nella stessa definizione formale, il clima totalitario fascista in cui vide la luce il codice Rocco. I delitti di attentato, associativi e d’opinione, i delitti contro i segreti di Stato e del tempo di guerra sono contraddistinti tutti da un sensibile anticipo della punibilità. Ancor oggi questi reati appaiono in perenne bilico tra nuove ...
Viene esaminata la fattispecie delittuosa prevista dall’art. 419 c.p. (devastazione e saccheggio), procedendo all’analisi del bene giuridico tutelato e, poi, della struttura del reato. Si analizza, infine, il rapporto con altre fattispecie criminose.
Divulgazione di notizie false
Nell’ambito delle contravvenzioni concernenti la polizia di sicurezza viene esaminata la fattispecie di «Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico», ricostruendone la effettiva oggettività al di là della collocazione sistematica, attraverso la esatta individuazione del significato giuridico-normativo della norma incentrato sulla ...
Esecuzione delle sanzioni amministrative dipendenti da reato
Viene esaminata la fase esecutiva relativa alle sanzioni amministrative dipendenti da reato applicate all’esito del procedimento a carico degli enti. La disciplina è quella prevista dal d.lgs. 8.6.2001, n. 231, in particolare dagli artt. 74-79 e, anche, dagli artt. 9 e 11, 30-32 e 40 d.P.R. 14.11.2002, n. 313, per quanto concerne l’anagrafe delle sanzioni de quibus e dei carichi pendenti. Il tema...
Esecuzione delle sentenze penali straniere
Il tema è trattato alla luce delle più recenti riforme legislative e, in particolare, del d.lgs. 7.9.2010, n. 161, che ha recepito la Decisione Quadro 2008/909/GAI per l’applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle sentenze penali che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale ai fini della loro esecuzione nell’Unione europea. Per i rapporti con Paesi ...
L’analisi è destinata ad evidenziare le caratteristiche della fase esecutiva, attivata al fine di dare attuazione al comando sanzionatorio contenuto nel provvedimento giurisdizionale che ha acquisito il valore di giudicato, gli organi giudiziari legittimati a promuovere l’esecuzione, secondo modalità differenziate in ragione della sanzione da eseguire, e le occasioni determinanti l’intervento ...
Esecuzione penale e "modelli processuali differenziati"
In vista di un più efficace contrasto a particolari forme di criminalità o di una maggiore tutela di determinate categorie di soggetti, il legislatore ha predisposto modelli differenziati di esecuzione penale. Deroghe si attivano, ad esempio, quando debba essere eseguita una pena nei confronti dei condannati per reati di cui all’art. 4 bis l. 26.7.1975, n. 354, di coloro che, per il fatto oggetto...
Esercizio abusivo di professioni
La fattispecie di cui all’art. 348 c.p. tutela l’interesse della p.a., come complesso organizzativo di norme che regolano le professioni, al fine di riservare il loro esercizio solo a soggetti in possesso di speciale abilitazione. Sulla base della natura pubblicistica dell’interesse tutelato, un orientamento giurisprudenziale, ormai superato, ha negato la possibilità della costituzione di parte ...
Viene esaminato il delitto di estorsione, previsto e punito all’art. 629 c.p., sia attraverso una illustrazione analitica dei suoi elementi tipici essenziali – la violenza, la minaccia, la costrizione, l’atto di disposizione patrimoniale, l’ingiusto profitto e l’altrui danno –, così come interpretati dalla prevalente dottrina e giurisprudenza; sia attraverso un’indagine sistematica, mettendolo in...
L'estradizione è uno strumento di cooperazione internazionale nel settore penale al quale si fa ricorso allorquando uno Stato intende ottenere da un altro Stato la consegna di un soggetto, per sottoporlo a processo penale o per eseguire nei suoi confronti una sentenza di condanna a pena detentiva o un altro provvedimento restrittivo della libertà personale. Nel procedimento di estradizione, ...
Il 28 febbraio 2002 il Consiglio dell’Unione europea, con la decisione 2002/187/GAI, ha istituito Eurojust che costituisce – nel panorama sopranazionale – il più importante organismo giudiziario per la lotta alla criminalità transnazionale. Eurojust favorisce e promuove il coordinamento investigativo tra le autorità giudiziarie nazionali e, nel contempo, fornisce loro assistenza per un proficuo e...
Fonti internazionali. Prevalenza
Nell’enunciare il principio di prevalenza del diritto internazionale nella disciplina dei rapporti con le autorità giudiziarie straniere, l’art. 696 c.p.p. detta la gerarchia delle fonti che regolano gli istituti tradizionali e le nuove forme di cooperazione giudiziaria in materia penale. Difatti, la primacy delle fonti internazionali ed europee opera sia in ambito di cooperazione interstatuale “...
Frode informatica è la rubrica dell’art. 640 ter c.p., che, introdotto nel codice penale, nel 1993, dalla legge sui c.d. reati informatici, per punire le truffe commesse, senza l'induzione in errore di una persona, ma, attraverso la manipolazione di un sistema informatico, tutela il patrimonio nella parte in cui ricomprende tutti quei mezzi e quegli strumenti finanziari che possono essere gestiti...
Il furto consiste nella sottrazione della cosa mobile altrui in danno di chi la detiene e nell’indebito impossessamento della stessa mediante l’instaurazione di un potere di signoria con cui l’agente ne dispone autonomamente, fuori dalla sfera di sorveglianza della vittima. Le modalità esplicative giustificano la previsione, oltre che di specifiche circostanze aggravanti ed attenuanti, di ...
L’analisi muove dalla funzione e dal valore dell’istituto, la cui esatta portata viene verificata attraverso la disamina dei casi in cui l’autorità giurisdizionale può esaminare nuovamente la res iudicata e, se del caso, modificarla. Il percorso ricostruttivo si snoda attraverso un’indagine sulla distinzione tra giudicato formale e sostanziale, sugli effetti preclusivi del giudicato e sugli ...
Si esaminano le regole relative alla determinazione del giudice competente a risolvere i contrasti che possono verificarsi in occasione dell’esecuzione di un provvedimento irrevocabile e le questioni deducibili dinanzi a tale organo giurisdizionale, con riguardo anche all’attuazione delle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Introdotto nell’ordinamento giuridico post-unitario dal codice di procedura penale del 1865 sub specie di procedimento per citazione direttissima, riprodotto nel codice Finocchiaro Aprile del 1913 e disciplinato, tra i giudizi speciali, dal legislatore fascista del 1930, il giudizio direttissimo rinviene la propria regolamentazione vuoi nell’attuale codice di procedura penale (artt. 449–452 e 558...
É esaminata la struttura e la funzione del giudizio immediato che, all’interno dei procedimenti speciali caratterizzati dall’assenza dell’udienza preliminare disciplinati nel libro VI del codice di procedura penale, il d.l. n. 92/2008 ha voluto rivitalizzare nella prassi con una serie di modifiche che hanno accentuato le contraddizioni di sistema.
Impugnazioni. Principi
Ancorché la verifica della correttezza delle decisioni sia assicurata con mezzi diversi in relazione alle diversificate funzioni assegnate dal legislatore ai vari mezzi di gravame, gli strumenti di controllo appartengono ad un unico genere: le impugnazioni. Il legislatore ha conseguentemente redatto delle regole generali attinenti alla forma, ai tempi, agli effetti, alle implicazioni suscettibili...
Indebita percezione di erogazionoe a danno dello Stato
Viene esaminata la struttura e le problematiche della fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, una norma introdotta con la legge 29.9.2000, n.300 che ha creato problemi interpretativi specie con riferimento ai rapporti con la fattispecie di cui all’art. 640 bis c.p., dove sul punto sono intervenute ben due sentenze della Cassazione a Sezioni unite.
L’analisi muove dalla riflessione circa il ruolo attribuito all’incriminazione di cui all’art. 641 c.p. nel sistema dei delitti contro il patrimonio e si concentra sugli elementi costitutivi della fattispecie, soffermandosi in particolare sulla problematica relativa alla delimitazione dell’area di operatività della figura rispetto al delitto di truffa.
Intercettazione telefonica 1. Presupposti e procedure
Viene analizzato il tema concernente le attività investigative compiute dagli organi inquirenti attraverso il mezzo captativo disciplinato dal codice di rito agli artt. 266 ss. Alla descrizione dei presupposti formali e delle procedure normativamente imposte è affiancata l’elaborazione giuridica della Corte costituzionale e di legittimità, chiamate da tempo a risolvere i contrasti interpretativi ...
Intercettazione telefonica 2. Trojan
La sempre più rapida ed imprevedibile evoluzione tecnologica nelle dinamiche sociali ha posto una serie di interrogativi in merito all’utilizzo di strumenti particolarmente avanzati sotto il profilo tecnico e dalle rilevanti potenzialità investigative anche all’interno del processo penale. Nell’ultimo periodo, infatti, l’ampio ricorso ai cd. “captatori informatici” ha ottenuto larga eco sia nella...
l contributo analizza gli elementi costitutivi della fattispecie incriminatrice, prendendone in considerazione l’evoluzione storico-giuridica, in seguito all’introduzione di una disciplina ad hoc in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Intimidazione pubblica
Vengono esaminati i requisiti strutturali delle fattispecie di intimidazione pubblica ex artt. 421 c.p. e 6 della l. 2.10.1967, n. 895 oggi considerate come irrinunciabili strumenti idonei a fronteggiare le più svariate forme di manifestazione di aggressione alla pace ed alla tranquillità sociale. La trattazione fornisce in particolare una panoramica delle posizioni assunte in dottrina e in ...
Vengono esaminati i delitti incriminati dagli articoli 414 e 415 c.p., con particolare riferimento agli aspetti, correlati, del bene giuridico tutelato e degli elementi costitutivi del fatto tipico. In difetto di un intervento del legislatore che ridescriva i tipi legali in modo da assicurarne la piena compatibilità con i principi di materialità e di offensività, si è tentato di sopperire ai ...
Declinata dalla Carta costituzionale quale prima e più importante tra le cd. libertà civili, alla libertà personale è specificatamente dedicato l’art. 13 Cost. che tutela, dal punto di vista processuale, tanto la libertà fisica, cioè il diritto di disporre della propria persona senza coercizioni fisiche o materiali, quanto le altre libertà che incidono in qualunque modo sulla sfera fisica o ...
Viene esaminata la struttura e le problematiche della “Malversazione ai danni dello Stato”, una norma nata con la legge n. 86 del 1990 di riforma dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione che, pur abolendo formalmente la condotta di distrazione dall’art. 314 c.p., la fa rivivere sotto le mentite spoglie della “non destinazione” nell’art. 316 bis c.p.
L’analisi dell’istituto è condotta delineandone fisionomia e tratti caratteristici ed illustrando le procedure di consegna che hanno sostituito, nelle relazioni tra Stati membri dell’Unione europea, le disposizioni convenzionali in materia di estradizione.
Vengono esaminati gli elementi strutturali dell'art. 346 c.p., rubricato Millantato credito, anche alla luce della recente introduzione, ad opera della l. 190/2012, del reato di traffico di influenze illecite (art. 346 bis c.p.). Viene, altresì, approfondito il rapporto tra il millantato credito e altre fattispecie delittuose.
Misure cautelari 1. Condizioni generali di applicabilità
Verranno analizzate le disposizioni normative di cui agli artt. 273 e 274 c.p.p. e gli orientamenti giurisprudenziali in tema di condizioni generali di applicabilità delle misure cautelari e di esigenze cautelari. Si esaminerà, in particolare, il significato e il valore dei gravi indizi di colpevolezza necessari per l’applicazione della misura cautelare e si analizzeranno singolarmente le ...
Misure cautelari. Applicazione ed esecuzione
L’applicazione e l’esecuzione delle misure cautelari, tema molto più ampio nella sua naturale estensione, viene affrontato da una prospettiva che pone al centro dello studio il diritto a difendersi ed il diritto ad autodeterminarsi. Perciò, la scelta di un modello fondato sull’adozione “tendenzialmente” a sorpresa della cautela si pone, pur sempre, in un’ottica garantista rispetto al diritto di ...
Misure cautelari Impugnazioni 1. Principi generali
La pluralità dei provvedimenti cautelari ha imposto la predisposizione di una pluralità di mezzi attraverso i quali verificarne la “resistenza”: al di là dell’esame dei profili normativi dei singoli rimedi (riesame, appello e ricorso per cassazione) appare, quindi, necessaria qualche preliminare puntualizzazione di ordine sistematico, che ne valuti le caratteristiche, anche nei rapporti con altri...
Misure cautelari. Impugnazioni 2. Riesame
Misure cautelari reali 1. Principi generali
Vengono analizzati i preliminari teorici della cautela reale del nostro ordinamento processuale penale con approfondimenti inerenti la natura del sequestro conservativo e del sequestro preventivo.
Misure cautelari reali 2. Sequestro conservativo
Viene analizzato l’istituto del sequestro conservativo passando attraverso l’esame dei presupposti, della struttura sino alla estinzione della misura con riferimenti di carattere procedurale.
Misure cautelari. Impugnazioni 3. Appello
Viene analizzato il giudizio d’appello cautelare proponibile contro le misure cautelari personali diverse da quelle coercitive di “prima applicazione”, approfondendo la natura dell’istituto, gli atti controllabili, i soggetti legittimati, il procedimento e i suoi possibili esiti.
Misure cautelari 3. Criteri di scelta
Scevro da rigidi automatismi, il sistema cautelare propone la tipizzazione di un “ventaglio” di misure, di gravità crescente (artt. 281-285), la cui scelta è condotta sulla base del criterio di “adeguatezza” e “proporzionalità” (art. 275, co. 1 e 2, c.p.p.), dando corpo al principio del “minore sacrificio necessario”, per cui si impone al giudice di scegliere la misura meno afflittiva tra quelle ...
Misure cautelari. Impugnazioni 4. Ricorso per cassazione
Muovendo dall’inquadramento logico-sistematico, viene analizzato il ricorso (ordinario e per saltum) contro le misure cautelari personali, attraverso l’analisi della natura del mezzo, i provvedimenti controllabili, i soggetti legittimati, il procedimento e i suoi possibili esiti.
Misure cautelari reali 3. Sequestro preventivo
Misure cautelari reali 4. Impugnazioni reali
Ai mezzi di controllo proponibili contro i provvedimenti cautelari reali il legislatore del 1988 dedica una regolamentazione più compiuta rispetto al passato, anche se non ancora del tutto lineare. Dopo aver prospettato un sintetico inquadramento logico-sistematico dei diversi gravami, se ne analizzano la natura, i soggetti legittimati, il procedimento e i loro possibili esiti, indicandone ...
Misure cautelari 4. Vicende, tempi e proroghe
Le misure cautelari per loro natura non sono un fenomeno statico, ma, al contrario, suscettibile di variegate articolazioni derivanti dalla prospettazione di istanze processuali o dal verificarsi di fenomeni legali che ne comportano il (possibile) mutamento. Il lavoro approfondisce i casi, le forme e le modalità attraverso le quali è possibile la loro modifica – in melius o in pelius – e le ...
Misure cautelari. Tipologia
La garanzia delle libertà personali viene affermata attraverso i criteri applicativi delle misure limitative a carattere temporaneo, quali le cautelari che, pur in grado di inibire prontamente la condotta criminosa, prescindono da un definitivo accertamento di responsabilità; la tutela della pericolosità sociale è garantita dalle misure di sicurezza. In merito al primo dei profili, si esamina la ...
Misure cautelari. Riparazione per l’ingiusta detenzione 1. Presupposti
Nella regolamentazione del procedimento di riparazione per l’ingiusta detenzione, il legislatore si limita a fissare i termini per la proposizione della domanda, il giudice competente a decidere e l’entità massima liquidabile e a richiamare, nei limiti della compatibilità, le norme sulla riparazione dell’errore giudiziario. In ordine ai criteri di determinazione del quantum debeatur, l’enigmatico...
Si esamina, sotto il profilo strutturale e funzionale, il procedimento disciplinato dalla legge processuale per l’applicazione della oblazione, sia ordinaria che speciale, prevista dalla legge penale sostanziale quale causa di estinzione del reato. Il procedimento è inquadrato tra i riti alternativi al dibattimento, dei quali condivide lo schema-base, articolato sulla rinuncia volontaristica dell...
La reintroduzione dell’oltraggio a pubblico ufficiale, ispirata da esigenze di sicurezza e di recupero della credibilità delle pubbliche funzioni, ripropone i medesimi problemi già evidenziati in relazione all’abrogato art. 341 c.p.
Viene esaminata la struttura della fattispecie, che, a seguito della reintroduzione dell’oltraggio a pubblico ufficiale e della sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria nell’oltraggio corporativo, mal si raccorda con l’intera disciplina dei delitti di oltraggio.
Nell’ambito della giustizia penale differenziata, il giudizio abbreviato si inserisce nel solco dei procedimenti speciali deflativi del dibattimento. Riformato dalla l. n. 499/1999, esso presenta caratteristiche del tutto nuove rispetto all’impianto originario, costituendo oggi un modello deflativo dall’accesso automatico: all’imputato, infatti, è riconosciuto un vero e proprio diritto a ...
Oltraggio a un organo politico, amministrativo o giudiziario
La reintroduzione dell’oltraggio a pubblico ufficiale, dopo la bagatellizzazione dell’oltraggio corporativo, introduce nuovi profili di irragionevolezza nei rapporti fra le diverse fattispecie di oltraggio.
Il rito speciale detto “patteggiamento”, di cui agli articoli da 444 a 448 del codice di procedura penale, consente a difesa ed accusa di accordarsi per presentare al giudice richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva di qualunque entità, di una pena pecuniaria di qualunque importo, oppure di una pena detentiva che, in concreto, non superi i cinque anni. Nell’impianto originario del ...
La voce analizza la disciplina del peculato (art. 314 c.p.), come novellata dalla legge 26.4.1990, n. 86, che, in particolare, ha eliminato la modalità distrattiva di realizzazione della condotta; ha abrogato l’art. 315 c.p. – con il conseguente assorbimento della malversazione nella sfera di rilevanza dell’art. 314 – ed ha autonomamente normato il peculato d’uso.
Peculato mediante profitto dell'errore altrui
La voce analizza la disciplina del peculato mediante profitto dell’errore altrui, nella sua evoluzione storica, nella sua fisionomia attuale e nell’interpretazione resane da giurisprudenza e dottrina.
Principi generali delle impugnazioni
Procedimento di sorveglianza
Si esamina la struttura del procedimento di sorveglianza ‒ come disciplinato dagli artt. 678 e 666 c.p.p., approvato con d. P.R. 22.9.1988, n. 447 ‒ applicabile, con eccezioni, per tutte le materie rientranti nella competenza del tribunale di sorveglianza e per alcune, specifiche, di competenza del magistrato di sorveglianza.
Retaggio di un sistema processuale inquisitorio, eccentrico nel panorama dei riti speciali, il procedimento per decreto penale, icasticamente definito in termini di “condanna senza processo” trova il suo carattere qualificante in un lineamento – il differimento del contraddittorio – che determina uno strappo di difficile ricomposizione con il modello costituzionale dell’accertamento penale. L’...
Qualifiche soggettive nell'ambito dei reati contro la pubblica amministrazione
I delitti contro la pubblica amministrazione presuppongono la presenza di un soggetto rivestito di una specifica qualifica. Nel nostro lavoro ci soffermeremo sui soggetti attivi dei reati contro la p.a., e precisamente verranno esaminate le figure di pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio ed esercente un servizio di pubblica necessità alla luce della riforma avvenuta con la legge 26 ...
L’art. 628 c.p. delinea un reato plurioffensivo, complesso, di mano propria e di aggressione unilaterale, che si estrinseca in due distinte figure criminose aventi in comune l’impossessamento della cosa mobile altrui e l’uso della violenza o della minaccia, seppure in opposta sequenza temporale. Modalità di condotta, queste ultime, che nella rapina propria costituiscono lo strumento per ottenere ...
I reati contro la pubblica amministrazione si dividono in due species, ovverosia i reati dei pubblici agenti contro la p.a. ed i reati dei privati contro la p.a. Hanno ricevuto una prima generale riforma nel 1990, che ha “abolito” il peculato per distrazione e l’interesse privato in atti d’ufficio, ma ha anche inciso sull’abuso d’ufficio e sull’omissione di atti d’ufficio. Altra importante ...
L’indagine si sofferma sui cd. reati a concorso necessario, ipotesi criminose nelle quali la presenza di più soggetti agenti è elemento costitutivo della stessa fattispecie incriminatrice di parte speciale. L’obiettivo è quello di verificare quali siano gli esatti confini della categoria in questione, anche al fine di regolarne i rapporti con la disciplina generale del concorso di persone nel ...
Reazione legittima ad atti arbitrari del pubblico ufficiale
Prima cancellata, poi relegata in un decreto luogotenenziale, infine reintrodotta nel codice penale: la parabola della “reazione legittima ad atti arbitrari del pubblico ufficiale” è singolare, ma riflette (più che i problemi di “convivenza” con la provocazione) le diverse concezioni dei rapporti tra i cittadini e l’Autorità dello Stato. Chiarita la matrice politica dell’istituto, restano tuttora...
L’esaurimento dei mezzi di impugnazione ordinari fa assumere alla decisione il carattere della stabilità, garantito dal ne bis in idem. Per esigenze connesse al favor innocentiae si prevede che in presenza di elementi nuovi le decisioni di condanna possono essere soggette ad un ulteriore controllo finalizzato ad escludere la responsabilità del condannato. A seguito di una pronuncia della Corte ...
Esaurito il controllo sugli errores in iudicando e in procedendo, il sistema della impugnazioni consegna alla Corte di cassazione il compito di una ulteriore verifica, nel segno della funzione di assicurare certezza alle decisioni giurisdizionali. Questo compito è stretto nella morsa delle derive verso una terza istanza nel merito, da un lato, e verso una attività di creazione giurisprudenziale ...
Vengono esaminati la natura giuridica e gli aspetti processuali della riabilitazione, ricavabili, rispettivamente, dagli artt. 178-181 c.p. e 683 c.p.p. Il tema è, in particolare, quello della verifica, in sede giurisdizionale, dei presupposti della concessione della riabilitazione, finalizzata a rimuovere, in ottica social-preventiva, gli ostacoli al reinserimento sociale del condannato che si ...
Con l’entrata in vigore del codice di procedura penale del 1988, si è assistito a un passaggio fondamentale nella “storia” del nostro ordinamento processuale, essendo stato abbandonato lo schema fondato su un unico modello procedurale, in favore di un’opzione in grado di reggere la coesistenza di più modelli procedimentali alternativi, tutti idonei a definire la vicenda oggetto di giudizio ...
Viene esaminata la struttura del delitto di ricettazione di cui all’art. 648 c.p., con particolare riferimento ai rapporti col singolo delitto-presupposto, al significato delle diverse condotte punibili, alla individuazione dell’oggetto materiale, al tempo e luogo di consumazione, alle forme di manifestazione del reato e ai rapporti con altre fattispecie.
Le rogatorie costituiscono lo strumento giuridico attraverso cui, in forza di accordi internazionali, l’autorità giudiziaria procedente ottiene il compimento, da parte di organi di altro Stato, di atti del procedimento penale su territorio estero, così da superare le rigide preclusioni connesse al principio di sovranità. L’istituto sembra destinato ad una funzione sempre più residuale, atteso il ...
Le innovazioni apportate alla disciplina penale dei fatti di riciclaggio, da ultimo attraverso l’introduzione della cd. “confisca per equivalente” (648 quater c.p.) e della responsabilità amministrativa da reato (art. 25 octies, d.lgs. 8.6.2001, n. 231), non sono ancora sufficienti ai fini di un contrasto che possa dirsi efficace e, allo stesso tempo, equilibrato. Il legislatore italiano lascia ...
Vengono esaminate la funzione, la struttura e le relazioni sistematiche della fattispecie delittuosa delineata nell’art. 416 ter del codice penale che prevede il delitto di scambio elettorale politico-mafioso.
Con la l. 28.4.2014, n. 67, il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento un nuovo istituto, la sospensione del processo per messa alla prova, applicabile agli imputati maggiorenni che, sia pure con le proprie peculiarità, trae origine da preesistenti riti adottati nel processo minorile e nel procedimento dinanzi al giudice di pace e presenta, inoltre, alcune contiguità con l’affidamento in...
Testimonianza 2. Testimonianza indiretta
Il testimone de relato narra un fatto che egli non ha percepito direttamente, ma che dichiara di aver appreso da un altro soggetto. In tale ipotesi si rende necessario accertare l’attendibilità sia del testimone indiretto che di quello diretto. Per tale motivo il legislatore pone delle condizioni alla utilizzabilità della testimonianza indiretta. In primo luogo, è richiesto che il testimone ...
Testimonianza 3. Testimonianza assistita
La legge 1.3.2001, n. 63 ha introdotto nel nostro sistema processuale penale l’istituto della testimonianza assistita, che era già contemplato dall’ordinamento francese, prevedendo due categorie di testimoni assistiti: a) gli imputati connessi teleologicamente o collegati probatoriamente con procedimento che non si è ancora concluso con sentenza irrevocabile; b) gli imputati connessi o collegati,...
Testimonianza 5. Testimonianza di sospettati di falsità
Prima che inizi l’esame incrociato il giudice avverte il testimone dell’obbligo di dire la verità e lo informa della conseguente responsabilità penale. Quindi, il testimone legge la formula con la quale si impegna a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a sua conoscenza. Nonostante assuma tale impegno, egli può rendere dichiarazioni false ovvero può essere reticente o ...
Testimonianza 4. Testimonianza della persona offesa
A differenza che nel processo civile l’ordinamento consente nel processo penale la testimonianza della persona offesa dal reato. Tuttavia, essa non può essere parificata, in punto di concreta valutazione, a quella del terzo disinteressato, dovendosi tener conto del particolare interesse da cui essa è spinta. Di conseguenza, in omaggio al principio del libero convincimento del giudice, la ...
L’indagine si sofferma sulla struttura della figura criminosa di cui all’art. 353 c.p., evidenziando non solo che l’evento del reato ha come oggetto specifico la gara, ma anche che le condotte che lo possono concretizzare devono coinvolgere i soggetti che alla gara partecipino ovvero siano a essa preposti.
Viene esaminata la struttura dei delitti di usura e di mediazione usuraria con particolare riferimento ai criteri di determinazione dei tassi usurari, alla rilevanza penale della loro periodica fluttuazione, nonché alla individuazione del momento consumativo dell’usura «a condotta frazionata», anche in rapporto alla disciplina della prescrizione. Si analizzano le diverse forme di manifestazione ...
Nel nostro ordinamento giuridico la tutela penale del c.d. “segreto d’ufficio” è incentrata sul delitto di “Rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio” ex art. 326 c.p., il quale, mediante la previsione di quattro distinte figure di reato, corrispondenti ad altrettante diverse modalità di violazione del segreto d’ufficio – rivelazione o agevolazione dolosa (co. 1); agevolazione colposa (co...
Il presente contributo, in tema di delitti contro la pubblica amministrazione, analizza la fattispecie delittuosa della violazione dei sigilli prevista dall'art. 349 c.p. L'analisi ha ad oggetto l'illustrazione della struttura del reato attraverso i suoi elementi costitutivi tipici.
Violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario
Viene esaminata la struttura del delitto di violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario. In particolare, si analizza la fattispecie in esame al fine di mettere in rilievo le peculiarità che la contraddistinguono e ne giustificano l’autonomia ed il maggior rigore sanzionatorio rispetto alle ipotesi generale di cui agli artt. 336 e 337 c.p.