Source: http://www.coop-prospettiva.it/documenti.php?subaction=showfull&id=1146167811&archive=&start_from=&ucat=5
Timestamp: 2019-01-18 12:32:59+00:00
Document Index: 85695382

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art.2', 'art.4', 'art.16', 'art.4', 'art.4', 'art.7', 'art.2', 'art.12', 'art.2366', 'art.2365', 'art.2386', 'art.36', 'art.26', 'art.11']

Dati pubblicati ai sensi della legge numero 124 del 04/08/2017 art. 1 comma 125:
Link download file formato pdf
E' costituita con sede in Catania, frazione San Giovanni Galermo, via San Luca Evangelista, 6, una Società Cooperativa a responsabilità limitata denominata: "COOPERATIVA PROSPETTIVA Soc. Coop. Sociale a.r.l."
La durata della Società è fissata fino al 31 dicembre 2020
SCOPI ‚ OGGETTO
La cooperativa si propone di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadine, attraverso la gestione di servizi sociosanitari ed educativi (cooperativa sociale cosiddetta di tipo "A", ai sensi dell'art.1, primo comma, lett. A) della legge 8 novembre 1991, n.381.
In particolare e in relazione a quanto anzi, la cooperativa può gestire stabilmente o temporaneamente in conto proprio e per conto terzi:
a) gestione di comunità-alloggio per minori sottoposti a provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria;
b) centri di accoglienza, aggregazione e di socializzazione diurni e residenziali per soggetti svantaggiati, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, nonché altre iniziative per il tempo libero, la cultura ed il turismo sociale;
c) attività di formazione e consulenza;
d) servizi domiciliari di assistenza, sostegno e di educativa territoriale effettuati tanto presso la famiglia, quanto presso la scuola, il territorio o altre strutture di accoglienza;
e) attività di assistenza sociosanitaria a carattere domiciliare, oppure realizzata entro centri di servizio appositamente allestiti o messi a disposizione da enti pubblici e privati;
f) strutture di accoglienza per persone anziane autosufficienti e non, nonché servizi integrati per residenze protette.
1. di battersi per il superamento della logica dell'esclusione e delle forme assistenzialistiche del controllo sociale e per la riappropriazione della soggettività da parte dei singoli e degli strati subalterni;
2. di stabilire rapporti e convenzioni con le altre società cooperative, con Agenzie dello Stato ed Europee, con la Regione, il Comune, le organizzazioni sindacali, gli istituti di ricerca e universitari e ogni altro ente pubblico e privato, commerciale e non;
3. di divenire un punto di riferimento per quanti operano nei campi anzi elencati e sentano di aderire agli indirizzi della cooperativa e di tendere, nella misura in cui un ordinato sviluppo lo consentirà, a creare occasioni di un lavoro stabile retribuito e adeguato alle necessità di ciascuno, a tutti coloro che riconoscono nella cooperazione tra lavoratori uno strumento di democrazia e di giustizia sociale
4. di tendere, nella misura in cui un ordinato sviluppo lo consentirà, ad un allargamento del campo di interesse e di azione della cooperativa in modo da essere in grado di produrre occasioni di lavoro, assistenza e servizi sempre più vari e complessi
5. di affiancarsi alle forme di cooperazione tra i lavoratori, sia per coadiuvarne l'espansione con la propria attività, sia per condividerne indirizzi ed azione democratica;
6. di partecipare al rafforzamento del movimento cooperativo in Italia. Su deliberazione del Consiglio di Amministrazione, la cooperativa potrà aderire ad associazioni di cooperative, nonché ad altri organismi economici e sindacali che si propongono iniziative in materia di attività mutualistiche cooperativistiche di lavoro o di servizio;
7. di conservare gli studi e le ricerche fatte che rimarranno di proprietà della cooperativa;
8. di ottenere ogni agevolazione anche fiscale e creditizia che intendano favorire la mutualità e l'occupazione giovanile nell'ambito della legislazione Regionale e Nazionale;
9. la pubblicazione e l'edizione di una rivista periodica di ricerca e di dibattito sulla realtà sociale e sanitaria siciliana, sulle istituzioni assistenziali, sulle teorie e le esperienze di cambiamento;
10. la promozione di seminari di studio, dibattiti pubblici, indagini e attività di ricerca sui temi attinenti agli scopi della cooperativa di cui all'articolo 3;
11. la pubblicazione, l'edizione e la distribuzione di scritti sui risultati delle ricerche effettuate;
12. di organizzare e gestire corsi di formazione e di aggiornamento connessi ai campi di attività e di intervento;
13. l'organizzazione di attività finalizzate all'informazione e sensibilizzazione degli utenti dei servizi sociosanitari e delle loro famiglie;
14. la collaborazione e il collegamento con le atre realtà (movimenti, organizzazioni, cooperative) esistenti che si propongono scopi analoghi;
15. l'organizzazione e la gestione di emittenti autonome di informazione;
La Cooperativa potrà inoltre svolgere qualunque altra attività connessa o affine a quelle sopra elencate, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura mobiliare e immobiliare, ivi compreso l'acquisto di immobili e quant'altro necessario ed utile per il realizzo diretto od indiretto degli scopi sociali.
Il numero dei soci è illimitato e non inferiore al minimo di legge. Possono essere soci tutte le persone che condividono i fini culturali e sociali della Cooperativa ed in particolare coloro che essendo in possesso di titoli idonei o essendo in possesso di una specifica competenza, possono collaborare al raggiungimento dei fini sociali, lavorando nella cooperativa alle condizioni da fissarsi nel regolamento interno o possono fruire dei servizi della cooperativa. La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali è limitata all'ammontare della quota sottoscritta. Non possono essere soci gli interdetti, gli inabilitati, i falliti e comunque coloro che hanno interessi in contrasto o in concorrenza allo spirito, agli scopi ed all'oggetto della società.
a) soci cooperatori;
b) soci utenti;
c) soci volontari;
a) sono soci cooperatori i lavoratori di ambo i sessi che esercitano arti e mestieri attinenti all'attività dell'impresa esercitata dalla Società e che, per effettiva capacità di lavoro, attitudine e specializzazione professionale possono partecipare in qualità di tecnici erogatori ai lavori dell'impresa e attivamente cooperare al suo esercizio e sviluppo.
Possono altresì esser soci cooperatori le persone fisiche aventi i requisiti per gestire dal punto di vista amministrativo la Società, in misura strettamente necessaria al buon funzionamento dell'impresa sociale.
b) Sono soci utenti i fruitori di servizi: gli anziani; i portatori di handicap adulti e gravi definiti tali dall'art.2 legge regionale 18/04/1981 n.68 ed i genitori di portatori di handicap non adulti o l'esercente la patria potestà regolarmente autorizzato a norma di legge; le persone svantaggiate definite tali dall'art.4 della legge 08/11/1991 n.381.
c) Sono soci volontari quelli ammessi con le modalità, i diritti e gli obblighi di cui artt.2 e seguenti legge 08/11/1991 n.381.
Chi desidera diventare socio deve presentare domanda al Consiglio di Amministrazione specificando: a) nome; b) titolo di studio o competenze; c) dichiarazione di osservare il presente statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni degli organi sociali.
L'accoglimento di nuovi soci è deliberata dal Consiglio di Amministrazione; l'eventuale rifiuto va motivato.
Per far parte della società il nuovo socio dovrà apporre la propria firma nel libro dei soci. Dovrà inoltre sottoscrivere e versare la quota sociale
Non adempiendo anche ad uno solo di tali obblighi entro un mese dalla comunicazione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione relativa all'accettazione della domanda, questa si intenderà come non avvenuta e gli eventuali versamenti effettuati nel frattempo verranno rimborsati purché la restituzione venga richiesta per iscritto non oltre tre mesi dalla data di comunicazione.
Dati gli scopi della società, i soci si impegnano ad accettare ed uniformarsi alle norme fissate dal presente statuto, alle norme fissate dal regolamento interno e alle delibere prese dall'Assemblea e dal Consiglio di Amministrazione.
Con le modalità e le maggioranze determinate ai successivi artt.22 e 24 del presente statuto l'assemblea ordinaria può adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo e all'ammodernamento aziendale. In tal caso la cooperativa può procedere all'emissione di azioni di partecipazione cooperativa regolate dagli artt.5 e 6 della legge 31 gennaio 1992 n.59.
E' fatto divieto ai soci di prestare lavoro subordinato o autonomo in concorrenza con la cooperativa senza previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione e dei tre quarti (3/4) dei soci.
La qualità di socio si perde per morte del socio, nonché per recesso, per decadenza o per esclusione.
Agli eredi del socio defunto, nonché al socio receduto o dichiarato decaduto o escluso, la liquidazione della quota sociale avrà luogo limitatamente al socio sulla base del bilancio dell'esercizio nel quale il rapporto sociale si scioglie ed entro sei mesi dall'approvazione di detto bilancio in misura però mai superiore al valore nominale della quota medesima.
Gli eredi del socio defunto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione della quota, atto notorio dal quale risulti chi sono gli aventi diritto alla nomina di un unico delegato alla riscossione.
Le quote per le quali non sarà richiesto il rimborso saranno devolute con la deliberazione del Consiglio di Amministrazione ad uno dei fondi indicati dall'art.16.
Oltre che nei casi previsti dalla legge, il recesso è consentito al socio a) che ha perduto i requisiti per l'ammissione ai termini dell'art.4; b) che non si trova più nelle condizioni di partecipare agli scopi sociali. Spetta al Consiglio di Amministrazione constatare se ricorrono i motivi che, a norma del presente statuto e della legge, legittimano il recesso e a provvedere in conseguenza all'interesse della società
La decadenza è deliberata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti del socio che verrà a trovarsi in una delle condizioni indicate nell'ultimo comma dell'art.4 oppure che abbia perduto i requisiti per l'ammissione.
L'esclusione è deliberata da Consiglio di Amministrazione nei confronti del socio che: a) non osservi e disposizioni dell'atto costitutivo oppure le deliberazioni dell'assemblea e del Consiglio di Amministrazione, legalmente prese: b) senza giustificati motivi, non adempia agli impegni assunti in qualunque modo verso la società o si renda moroso nel pagamento della quota sociale sottoscritta. In questi casi il socio moroso deve essere invitato a mettersi in regola coi pagamenti e la esclusione può aver luogo soltanto trascorso un mese dal detto invito e sempre che il socio si mantenga inadempiente; c) che senza preventiva autorizzazione scritta del Consiglio di Amministrazione, svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza o contraria agli interessi, scopi ed oggetto della Cooperativa.
Le deliberazioni prese secondo le rispettive competenze dal Consiglio di Amministrazione o dall'Assemblea generale dei soci a norma degli articoli precedenti, sono comunicate agli interessati a mezzo di lettera raccomandata e con affissione nella sede della Cooperativa.
PATRIMONIO DELLA SOCIETA'
Il patrimonio si compone: a) del capitale sociale che è variabile ed è formato da un numero illimitato di quota, ciascuna di valore nominale non inferiore, né superiore a quanto determinato dalla legge; b) della riserva legale; c) di qualunque utilità che pervenisse alla Cooperativa per essere impiegata al fine del raggiungimento degli scopi sociali; d) dal fondo destinato ad aumento gratuiti del capitale sociale sottoscritto e versato istituito ai sensi dell'art.7 della legge 31 gennaio 1992 n.59 e regolato nei modi previsti della legge predetta, fondo da istituirsi eventualmente con delibera assembleare da assumersi con le modalità e le maggioranze previste dagli artt.22 e 24 del presente statuto per le assemblee ordinarie.
La riserva è costituita con la parte spettante sugli utili a norma di legge e con le quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti, decaduti, esclusi e agli eredi dei soci deceduti. Le quote sociali non possono essere sottoposte a pegno o vincolo, né essere cedute ad altri soci con affetto verso la società senza l'autorizzazione del consiglio di Amministrazione: l'eventuale rifiuto va motivato.
REMUNERAZIONE DEL LAVORO PRESTATO DAI SOCI DELLA COOPERATIVA
Per quanto concerne la remunerazione dei soci per il lavoro prestato a favore della cooperativa sono valide le norme fissate nel regolamento interno.
ESERCIZIO SOCIALE - BILANCIO E RIPARTIZIONE DEGLI UTILI
L'esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine dell'esercizio il Consiglio di Amministrazione provvederà alla compilazione del bilancio annuale previo esatto inventario delle attività e passività da compilarsi con criteri di oculata prudenza.
Il bilancio deve essere presentato all'Assemblea dei soci per l'approvazione entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio.
Esso deve essere accompagnato dalla relazione disposta dall'art.2 della legge 31 gennaio 1992 n.59. Il bilancio consta di due parti: a) rendiconto patrimoniale; b) rendiconto economico - produttivo.
Gli utili netti di bilancio saranno ripartiti come segue: un quinto degli utili netti annuali va destinato alla riserva legale; una quota degli utili netti annuali deve essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione nella misura e con le modalità prevista dalla legge; un dividendo ai soci in misura non superiore alla remunerazione dei prestiti sociali, ragguagliato al capitale effettivamente versato: il restante a riserva indivisibile. Ove lo decida l'assemblea ordinaria l'utile di esercizio può essere interamente destinato a fondo di riserva indivisibile ai sensi sell'art.12 della legge 904/1977.
La quota di utili che non è assegnata ai sensi dei commi precedenti e che non è utilizzata per la rivalutazione delle quote o assegnata ad altre riserve o fondi o distribuita ai soci deve essere destinata a fini mutualistici.
Le riserve non sono mai ripartibili fra i soci durante la vita della società.
In momenti particolari di difficoltà, i soci possono validamente rinunciare a parte della loro mercede nell'interesse della Cooperativa previa delibera dell'Assemblea ordinaria.
ORGANI DELLA SOCIETA'
La società è diretta e governata: a) dall'Assemblea generale dei soci; b) dal Consiglio di Amministrazione; c) dal collegio dei Sindaci.
Le assemblee sono ordinarie e straordinarie. La loro convocazione deve effettuarsi mediante lettera raccomandata in cui sia indicato l'Ordine del Giorno e spedita almeno otto giorni prima dell'adunanza a tutti i soci ed ai Sindaci nel loro domicilio risultante dai libri sociali. L'avviso dovrà inoltre essere affisso ne locali sociali e nei luoghi di lavoro almeno otto giorni prima della data fissata per la prima convocazione. In mancanza dell'adempimento delle suddette formalità l'Assemblea dei soci si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto, tutti gli Amministratori ed il Collegio Sindacale, salvo le riserve dell'ultimo comma dell'art.2366 del C.C.
L'Assemblea ordinaria: 1) approva il bilancio; 2) procede alla nomina delle cariche sociali; 3) approva i regolamenti previsti dal presente statuto; 4) delibera sulle responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci; 5) delibera l'adesione ad enti consortili o di categoria; 6)determina i criteri di retribuzione dell'attività collegiale dei componenti il Consiglio di Amministrazione e il compenso annuale dei Sindaci; 7) delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alle sue competenze dal presente statuto e sottoposti al suo esame dagli amministratori; 8)determina il numero dei membri del Consiglio di Amministrazione.
Essa ha luogo almeno una volta all'anno entro i quattro mesi successivi alla chiusura dell'esercizio sociale e quante altre volte il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto con indicazione della materia da trattare dal Collegio Sindacale o da almeno un quinto dei soci. In questi ultimi casi la convocazione deve aver luogo entro venti giorni dalla data della richiesta.
L'Assemblea è straordinaria quando si riunisce per deliberare sugli oggetti previsti dall'art.2365 C.C.
In prima convocazione, l'assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci aventi diritto al voto. In seconda convocazione l'assemblea sia ordinaria che straordinaria è regolarmente costituita qualunque sia il numero di soci intervenuti aventi diritto al voto e delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti su tutti gli oggetti posti all'ordine del giorno salvo che sullo scioglimento e sulla liquidazione della società per cui occorrerà la presenza della metà più uno dei soci aventi diritto al voto. La seconda convocazione deve aver luogo almeno ventiquattro ore dopo la prima.
La Presidenza dell'Assemblea spetta al presidente del Consiglio di Amministrazione o in caso di sua assenza od impedimento al Vice Presidente; per la votazione si procederà normalmente col sistema dell'alzata di mano.
Hanno diritto al voto nelle assemblee i soci che risultano da almeno tre mesi iscritti nel libro dei soci. Ogni socio ha un voto solo. Il socio può farsi rappresentare nell'assemblea da un altro socio, non Amministratore, che abbia diritto al voto, mediante delega scritta; ogni socio delegato non può rappresentare più di due soci. Le deleghe debbono essere menzionate nel processo verbale dell'assemblea e conservate tra gli atti.
Le assemblee, dovranno essere tenute nella sede sociale, tanto in sede ordinaria che straordinaria. Solo in presenza di particolari esigenze le assemblee potranno essere tenute fuori dalla sede sociale purché nel territorio della provincia di Catania. L'Assemblea nomina un presidente, un segretario e due scrutatoti. Le deliberazioni devono constare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario. Il verbale delle assemblee straordinarie deve essere redatto da un Notaio.
Il Consiglio di Amministrazione si compone da 3 a 9 membri. I consiglieri durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Spetta al Consiglio, sentito il parere del Collegio Sindacale determinare il compenso dovuto a quelli dei suoi membri che siano chiamati a svolgere specifici incarichi, a carattere continuativo in favore della società. Il Consiglio di amministrazione elegge nel suo seno il Presidente ed il Vice Presidente. Può delegare, specificandole nella deliberazione, parte delle attribuzioni ad uno degli Amministratori oppure ad un comitato Esecutivo.
I membri del Consiglio sono esonerati dall'obbligo di prestare cauzione e non contraggono per effetto della loro gestione altra responsabilità che quella determinata dal codice civile.
Il membro del consiglio che durante tre mesi non attenda al proprio ufficio senza valide giustificazioni si intende dimissionario e viene sostituito da un altro socio cooptato dai membri rimasti in carica. In caso di mancanza per dimissioni od altro, di uno o più amministratori il Consiglio provvede a sostituirli nei modi previsti dall'art.2386 C.C.
Il Consiglio di Amministrazione si raduna quando il Presidente lo crede necessario o ne venga fatta domanda da almeno un consigliere o due sindaci. Le sue adunanze si ritengono legali quando intervenga la maggioranza degli amministratori in carica. Quando si tratti di persone, ovvero di qualsiasi argomento in cui taluni dei membri componenti il Consiglio di Amministrazione abbia un interesse diretto od indiretto, le deliberazioni saranno prese a maggioranza assoluta dei voti. La parità dei voti comporta la reiezione della proposta.
Le adunanze del Consiglio sono presiedute dal Presidente, in una sua assenza o impedimento dal Vice Presidente.
Il Consiglio è investito dei poteri necessari per la gestione ordinaria e straordinaria della società e gli sono conferite le facoltà per raggiungere le finalità sociali nei limiti previsti dal presente statuto. Il Consiglio formula i regolamenti interni da sottoporre per l'approvazione all'Assemblea dei soci, applica i provvedimenti disciplinari, provvede all'acquisto e all'impianto dell'attrezzatura e alla locazione degli immobili necessari per il funzionamento della società, compila i bilanci e le relazioni.
Il Consiglio delibera inoltre le operazioni per il finanziamento della società con facoltà anche di impegnare i beni ed il patrimonio sociale, delibera e consente le iscrizioni, cancellazioni, riduzioni, postergazioni di ipoteche, gli annotamenti, le cancellazioni di trascrizioni ed ogni formalità presso la conservatoria delle ipoteche, la vendita di soli immobili, la rinuncia ad ipoteche legali, delibera ogni operazione col debito pubblico e con qualsiasi amministrazione pubblica e privata, delibera l'esperimento di qualsiasi azione giudiziaria, di qualunque sede anche di revocazione o cessazione, con facoltà di transigere e di compromettere in arbitri anche amichevoli compositori e nominare procuratori ad lites. Spetta, inoltre, al Consiglio di Amministratori di assumere e licenziare personale determinandone la retribuzione, nominare Direttori e - su delega dell'Assemblea - determinare la retribuzione dei soci lavoratori ed il corrispettivo dei soci professionisti.
Il Consiglio può anche delegare ad altri opportuni poteri per la gestione di determinate attività ed infine esso provvede in genere tutte le operazioni amministrative riguardanti la società ed il suo regolare funzionamento.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza e la firma sociale. Il Presidente è perciò autorizzato a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze. Egli ha anche la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la società davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa ed in qualunque grado di giurisdizione. Previa autorizzazione del Consiglio di amministrazione può delegare i propri poteri, in tutto o in parte, la Vice Presidente o a un membro del Consiglio, nonché, con procura speciale, ad impiegati della società per singoli atti. In caso di assenza o di impedimento del Presidente, accertata dal Consiglio di Amministrazione, tutte le di lui mansioni spettano al Vice Presidente.
L'Attività della gestione della Cooperativa e quant'altro non previsto dal presente statuto è governato da apposito regolamento approvato dall'Assemblea a maggioranza assoluta dei soci.
Il Collegio Sindacale si compone di tre membri effettivi, tra i quali l'Assemblea dei soci indica il Presidente.
Debbono inoltre essere nominati due sindaci supplenti. I sindaci possono essere soci o non soci. I sindaci che hanno diritto di assistere alle riunioni del Consiglio vegliano alla stretta osservanza dello statuto, dei regolamenti e delle deliberazioni sociali e adempionio a tutti gli uffici a loro affidati dal C.C.
La retribuzione dei sindaci è determinata dall'Assemblea all'atto della loro nomina per l'intero periodo di durata del loro ufficio.
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri che eleggono tra di loro il Presidente e sono nominati dall'Assemblea dei soci, per un triennio, con l'unanimità dell'Assemblea stessa.
Le controversie che sorgessero tra i soci della Cooperativa in merito ai provvedimenti adottati dal Consiglio di Amministrazione sul recesso, decadenza od esclusione di soci, saranno demandate alla decisione arbitrale del Collegio dei Probiviri regolato dall'art.36 del presente statuto. I soci che intendono reclamare contro i menzionati provvedimenti del Consiglio, dovranno proporre istanza scritta al Collegio dei Probiviri, rimettendola al suo Presidente, a mezzo raccomandata, e a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla ricevuta comunicazione dei provvedimenti stessi.
I soci e la società sono obbligati a rimettere alla decisione del Collegio dei Probiviri la risoluzione delle controversie insorte in materia di recesso, decadenza, esclusione e di tutte le altre - sempre che possano formare oggetto di compromesso - relative alla interpretazione delle disposizioni contenute nello statuto, nei regolamenti e derivanti da deliberazioni dell'Assemblea o dal consiglio di amministrazione. I probiviri sono anche competenti a decidere, quali arbitri, tutte le controversie che insorgessero tra i singoli soci e la Cooperativa, nonché le controversie tra socio e socio, sempre relativamente ai rapporti sociali.
Quando sono investiti del compito di arbitri, i Probiviri decidono quali amichevoli compositori, con dispensa da ogni formalità e pertanto senza obbligo di sottoporre il loro arbitrato alle formalità di deposito stabilite dal C.P.C.
SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA'
In qualunque caso di scioglimento della Società, l'Assemblea, con le maggioranze stabilite dallo statuto nominerà uno o più liquidatori, preferibilmente tra i soci stabilendone i poteri. In caso di liquidazione della società il patrimonio residuo, dedotti il capitale versato e rivalutato e i dividendi eventualmente maturati di cui al 1° comma lettera c) dell'art.26 D.L.C.P.S. 14/12/1947 n.1577 e successive modificazioni, deve essere devoluto ai fondi costituiti perla promozione e lo sviluppo della cooperazione delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo con le modalità determinate dall'art.11 della legge 31 gennaio 1992 n.59
Per quanto non previsto nel presente statuto si vogliono qui integralmente richiamate le norme di legge in materia
La cooperativa non può modificare la propria natura di cooperativa sociale. Qualsiasi delibera in tal senso comporta la sua automatica messa in liquidazione.
Glauco LAMARTINA
Dr. Giovanni VIGNERI, Notaio