Source: http://www.vallistore.com/info-importanti-auto-depoca/
Timestamp: 2019-07-19 05:50:44+00:00
Document Index: 65802934

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.80', 'art. 60']

Info importanti Auto d'Epoca — VALLIstore
Con l’entrata in vigore della legge 342 del 2000, l’articolo 63, al comma 1, recita: “viene disposta l’esenzione delle tasse automobilistiche (di proprietà) per gli autoveicoli e i motoveicoli a decorrere dall’anno in cui si compie il trentesimo anno, se non utilizzati ad uso professionale.” In quest’ultimo caso infatti, non spetta alcuna esenzione dalla tassa (e attenzione... nemmeno la possibilità della riduzione del premio RCA assicurativo, vedi nel testo seguente tutte le distinzioni). al comma 2, recita: le stesse agevolazioni in merito all’esenzione spettano anche ai veicoli definiti “di particolare interesse storico o collezionistico” a partire dal 20° anno della loro costruzione. e al comma 4, recita: ....se questi veicoli circolano su strada è dovuta una tassa forfetaria annua di circolazione. La tassazione infatti non è più dovuta per effetto della loro iscrizione nei pubblici registri, ma in relazione alla circolazione su strade e aree pubbliche. Distinzione importante! La prima conseguenza di ciò è che paga solo chi circola su strade o aree pubbliche. E deve pagare prima della messa in circolazione del veicolo. In ogni caso la tassa forfetaria ha validità per l’anno solare (1/1- 31/12), qualsiasi sia il mese di versamento e qualsiasi sia la potenza del motore. Si può versare la tassa agli uffici postali con gli appositi moduli, intestati alla Regione di appartenenza, avendo l’avvertenza di scrivere sul retro del bollettino: veicolo esente dalle tasse automobilistiche art. 63 legge 342/2000. Ulteriore adempimento: il proprietario del veicolo storico circolante, dovrà portare con sé l’attestazione di pagamento (come si fa coi ciclomotori) per dimostrare alle eventuali richieste, di aver assolto l’obbligo di legge (art. 17 L. 449/97 e C.M. 30/E del 27/1/98). Le tasse di circolazione forfetarie di questi veicoli circolanti sulle pubbliche strade ammontano a €. 25,82 per le auto e a €. 10,33 per i motocicli (di tutti i tipi), fanno eccezione i residenti nella regione Veneto che pagheranno €. 28,40 per le auto e €. 11,36 per le moto e quelli residenti nella regione Marche che pagheranno €. 27,88 per la auto e €. 11,15 per le moto.
Basta con le multe facili per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza sui veicoli storici. La rivista Ruoteclassiche, a seguito di numerose segnalazioni dei propri lettori ingiustamente sanzionati, ha invitato la Direzione della Polizia Stradale a fare chiarezza. La Polstrada ha puntualmente risposto con una circolare (n.105/29 del 20.11.2003) inviata con le opportune istruzioni ai propri Compartimenti. Ecco in sintesi i riferimenti normativi : - L'articolo 72 del Codice della Strada prevede che l'obbligo di indossare le cinture di sicurezza sussiste solo per i veicoli provvisti all'origine degli appositi attacchi. - Tale articolo abroga le disposizioni transitorie previste dalla legge 111/88 che indicava genericamente la esenzione delle cinture di sicurezza. - Anche una circolare dalla Motorizzazione Civile (del 22.6.2000) precisa che l'obbligo di installazione delle cinture di sicurezza vige per i tutti i veicoli immatricolati dopo il 15.6.1976 (secondo le disposizioni comunitarie) Quindi anche per i possessori di veicoli storici costruiti prima di tale data e privi di attacchi all'origine non vi è alcun obbligo di installare le cinture e di iscriversi ad un registro
la nuova norma e' composta da dieci articoli(19277/23.25).All'Italia mancava una norma che regolamentasse questo settore e doveva recepire una direttiva comunitaria,la 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso,equiparati in tutto e per tutto ai ''rifiuti speciali'' e di conseguenza soggetti alle rigide norme sulle modalita' di smaltimento.
Riassumo in sostanziali tre punti il nuovo quadro normativo che introduce importanti previsto dall'articolo 60 del Codice della Strada per l'acquisizione dello status di ''veicolo d'interesse collezionistico''.
Evidenziamo il fatto che questo punto ha gia' aperto un fronte molto polemico che minaccia di concludersi nelle aule dei trinovita,alcune agevolano il collezionismo,altre si rivelano molto limitative e discutibili nell'ottica del concetto stesso di auto d'epoca.
Il Primo argomento affrontato e' quello delle iscrizioni delle ''Nonnine'' in uno dei registri storici automobilistici
Infatti l'attuale Cds riconosce solo Asi;RIAR,RSL,RIF e per le moto R.S. Fmi.E tutti gli altri Registri come ad esempio Aci, Porsche,Volvo sono rimasti esclusi.Si vedra' solo in futuro se si trovera' una conclusione pacifica per riconoscere tutti i registri.
Per essere ritenuta storica l'auto quindi deve essere iscritta ad uno degli appositi registri(4per le auto e uno per le moto) e deve essere stata costruita da almeno 20anni prima di effetuare la richiesta.In presenza di tutti i requisiti richiesti i registri rilasciano il certificato di rilevanza storica collezionistica.
per ottenere la certificazione serve:i dati sul possessore del veicolo,quelli relativi alla prima immatricolazione,la data di costruzione,i dati generali ed identificativi della vettura,le caratteristiche tecniche ed eventuali parti non conformi a quelle originali perche' sostituite.
L'ultima sezione del certificato e' dedicata alle annotazioni delle dichiarazioni delle ditte di autoriparazione.Per quanto riguarda le auto cancellate dal Pra o in possesso di documenti non piu' validi per la circolazione i registri dovranno acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti lo stato di corretta conservazione della vettura,il luogo di ritrovamento e le modalita' di conservazione.Poi si dovranno superare delle verifiche tecniche che garantiscono l'idoneita' alla circolazione.
Per la revisione si temeva che le auto d'epoca fossero costrette ad una revisione annuale.Invece e' stata scelta la parificazione con le auto moderne ogni 2anni.Queste operazioni possono essere fatte presso gli uffici della Motorizzazione Civile o presso le officine delegate e riconosciute da questo ente.Tuttavia per la legge restano escluse le vetture costruite prima del 1 gennaio 1960 dove la revisione potra' essere effettuate esclusivamente dagli uffici della Motorizzazione.Salvo concedere anche per loro una deroga ''all'italiana'' dove in poche parole i Club aderenti ai registri su citati possono ''trasformarsi'' da associazioni a veri e propri enti commerciali,cambiando in realta' la loro natura e la loro stessa ragion d'essere espletando l'operazione della revisione.(''al fine di ridurre gli eventuali disagi nei casi in cui sussiste l'obbligo di sottoporre i veicoli alla &nbsp;revisione esclusivamente presso le sedi degli uffici della M.C ,si dispone che i registri,attraverso i propri club o i propri esaminatori regionali,possono presentare ai competenti uffici richiesta di espletamento delle operazioni di revisione dei veicoli'')
Vi segnaliamo che i cittadini proprietari di veicoli di particolare interesse storico, ai sensi dell’articolo 63, comma 2 della legge n.342/2000, possono richiedere l’esenzione dalla tassa automobilistica mediante un’autocertificazione, non occorrendo obbligatoriamente a tal fine l’iscrizione all’Automotoclub Storico Italiano (ASI).
Per attestare l’interesse storico e collezionistico degli autoveicoli e dei motoveicoli immatricolati da almeno venti anni, ai fini dell’esenzione dalla tassa automobilistica, è sufficiente che il proprietario rediga un’autocertifi cazione dei presupposti contenuti all’articolo 63, comma 2 della legge n.342/2000, non occorrendo l’iscrizione all’Automotoclub Storico Italiano (ASI). Diversamente, la normativa richiamata sarebbe incostituzionale in quanto porterebbe alla conclusione che l’ASI, che rilascia le certifi cazioni di interesse storico, si sostituirebbe, senza titolo, ad un ufficio impositore pubblico. È quanto ha messo, nero su bianco, la Commissione tributaria provinciale di Bologna, sez. XII, nel testo della sentenza n.207/12/2008, con la quale ha fornito, per la prima volta sul panorama giurisprudenziale, un’interessante interpretazione delle norme contenute all’articolo 63 della legge n.342/2000, in materia di esenzione dalla tassa auto. Come si ricorderà, tale disposizione prevede che l’esenzione dal bollo spetta (oltre ai veicoli e motoveicoli ultratrentennali) anche a quelli con almeno venti costruzione, sono individuati, con propria determinazione aggiornata annualmente, dall’Automotoclub Storico (comma 3 della disposizione in esame). Su impulso di un cittadino, che contestava una cartella di pagamento, per l’omesso versamento della tassa auto, il collegio tributario bolognese ha pertanto sciolto il nodo principale della questione. In pratica, se occorre obbligatoriamente o meno l’iscrizione all’ASI ovvero ad altro registro storico, per fruire dell’agevolazione. Il collegio ha sancito che basta un’autocertificazione per attestare l’interesse storico e collezionistico dei veicoli. In primo luogo, tale conclusione è dettata dall’articolo 18 della Costituzione, secondo il quale l’adesione alle associazioni è libera (e l’ASI è un’associazione di diritto privato). Per cui, l’adesione non deve essere correlata a vantaggi «non diversamente ottenibili se non iscrivendosi all’associazione unica». In conclusione, scrive il collegio nella sentenza in esame, l’unica interpretazione della norma è quella di garantire comunque l’accesso alle agevolazioni per i soggetti titolari di veicoli che rientrano tra i presupposti della norma, «invece di obbligare i proprietari ad aderire all’unica associazione certifi catrice individuata dalla legge». Diversamente, si legge, si arriverebbe alla conclusione che l’ASI si sostituisce senza titolo ad un ufficio impositore pubblico, rilasciando, in regime di monopoli, certificati di agevolazione fiscale.
L’art.80 del codice della strada regola il controllo dell’efficienza sui mezzi circolanti. In particolare detta le scadenze periodiche alle quali detti mezzi debbono sottostare alla “revisione” per poter essere riammessi a circolare. In pratica si va alla motorizzazione civile o presso le officine autorizzate dove tecnici dotati di particolari macchine mettono alla prova i mezzi circolanti. Lo stesso articolo di legge al punto 3 cita che:
Allo stesso tempo il "Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni. TITOLO III - DEI VEICOLI. Capo I - DEI VEICOLI IN GENERALE Art. 47. Classificazione dei veicoli. 1. I veicoli si classificano, ai fini del presente codice, come segue: a) veicoli a braccia; b) veicoli a trazione animale; c) velocipedi; d) slitte; e) ciclomotori; f) motoveicoli; g) autoveicoli; h) filoveicoli; i) rimorchi; l) macchine agricole; m) macchine operatrici; n) veicoli con caratteristiche atipiche
Art. 59. Veicoli con caratteristiche atipiche. 1. Sono considerati atipici i veicoli elettrici leggeri da città, i veicoli ibridi o multimodali e i microveicoli elettrici o elettroveicoli ultraleggeri, nonché gli altri veicoli che per le loro specifiche caratteristiche non rientrano fra quelli definiti negli articoli dal 52 al 58. 2. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, sentiti i Ministri interessati, stabilisce, con proprio decreto: a) la categoria, fra quelle individuate nei suddetti articoli, alla quale i veicoli atipici devono essere assimilati ai fini della circolazione e della guida; b) i requisiti tecnici di idoneità alla circolazione dei medesimi veicoli individuandoli, con criteri di equivalenza, fra quelli previsti per una o più delle categorie succitate.
MORALE: a tutt’oggi i veicoli con oltre 20 anni devono fare la revisione ogni 2 anni, ma, come prevede la legge, se essi sono iscritti ad un qualche registro che ne attesti il valore di storicità, rientrano nella categoria N dei veicoli atipici e pertanto devono fare la revisione ogni anno.
11 Gennaio novita' in arrivo
Il Senatore Filippo Berselli assieme al presidente dell'Automotoclub Storico Italiano ASI Roberto Loi hanno di recente presentato l'introduzione di nuove norme per le auto d'epoca. Il decreto Ministeriale, dovrebbe entrare in vigore a breve, e modificherà la frequenza di revisione delle auto d'epoca che da annuale passerà a biennale. Per quanto riguarda le auto costruite dopo il 15 Giugno 1976 devono rispettare le norme relative a cinture di sicurezza, fanaleria, retrovisori, i pneumatici devono essere uguali o equivalenti a quelli indicati sulla carta di circolazione. Tutti i veicoli a motore con data di costruzione antecedente il 1°gennaio 1960 vanno revisionati esclusivamente presso i Centri Provinciali della Motorizzazione Civile. Ci sono novità per quanto riguarda determinati aspetti del collezionismo, infatti un progetto di legge prevede che le auto storiche non debbano essere considerate un patrimonio tassabile, inoltre l'età minima affichè un veicolo possa essere considerato d' epoca salirà da 20 a 25 anni. I veicoli più recenti ma comunque di interesse storico verranno introdotti in un apposito elenco, ai fini dell' agevolazione sul pagamento di bolli ed assicurazioni. Altra novità comprende la possibilità di reimmatricolare un veicolo con le sue vecchie targhe ma con l’aggiunta della lettera H quando avrà raggiunto 25 dalla data di costruzione.
Alla Fiera Auto e Moto d’Epoca di Padova, una delle tavole rotonde più attese si è svolta tenuta nella giornata di domenica 25 ottobre 2009 presso lo stand ASI, alla presenza del Senatore Filippo Berselli: l’argomento era, infatti, la descrizione delle novità legislative in merito ai veicoli storici, che entreranno in vigore entro la fine dell’anno.
Diverse le novità: la revisione dei veicoli storici, che diventa biennale anche per quelle auto che finora dovevano sostenenere una revisione annuale; l’eliminazione della categoria dei “veicoli atipici” (come ambulanze e veicoli di soccorso); l’obbligo di conservazione delle caratteristiche costruttive e funzionali corrispondenti al certificato di interesse storico e collezionistico; il rispetto delle norme sulle cinture di sicurezza (per veicoli costruiti dopo il 15 giugno 1976), sulle apparecchiature visive d’illuminazione, su specchietti e pneumatici, questi ultimi conformi o equivalenti per dimensioni e caratteristiche a quelli originari.
Per un problema informatico, i veicoli anteriori al 1 gennaio 1960 dovranno effettuare la revisione presso i Centri Provinciali della Motorizzazione – anche se, in alcuni casi, i numeri di telaio non compatibili sono talora presenti nella base dati delle singole officine; ci sarà comunque la possibilità di scegliere sedi diverse e concordate con i Club. I parametri per la corretta revisione dei veicoli storici sono stati ridefiniti, testandoli su situazioni concrete.
Altro punto importante è che un “veicolo storico” potrà essere definito tale dopo aver compiuto i 25 anni di età (non più 20, dunque), mentre i veicoli di interesse storico con età inferiore ai 20 anni saranno inseriti in un apposito elenco (aggiornato entro fine ottobre da Costruttori, ASI, Registri di Marca e FMI), che permetterà la loro radiazione parziale, con esenzione di bollo e assicurazione; queste vetture, lasciate ferme per 5 anni, potranno essere reimesse in circolazione e reimmatricolate con le loro targhe antecedenti. Le auto storiche saranno identificate con un adesivo con la lettera “H”.
Le certificazioni saranno sempre demandate ad ASI, Registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia e FMI e ad associazioni rappresentative che dovranno rispondere a specifici parametri di “storia” e diffusione territoriale del sodalizio; è stato inoltre precisato che il possesso di uno o più veicoli storici non costituisce indice di capacità contributiva.
Sarà sempre compito dei comuni l’eventuale limitazione della circolazione dei veicoli storici nel territorio di pertinenza; le nuove norme e i nuovi parametri di revisioni dovrebbero però convincere più facilmente di come l’inquinamento atmosferico delle vetture d’epoca, che sono poche e percorrono pochi chilometri, non dovrebbe essere considerato significativo.
Non tutte le indicazioni espresse nel disegno di legge sono, in effetti, condivise dalle associazioni nazionali di veicoli d’epoca: ad esempio, l’Associazione Amatori Veicoli Storici (AAVS) avrebbe auspicato l’applicazione della definizione di “veicolo storico” adottata dalla federazione internazionale FIVA; la libera circolazione nelle Zone a Traffico Limitato (non equiparando l’auto storica ad una “semplice” Euro 0); il rilascio di un Certificato di Storicità dietro il pagamento delle spese di Segreteria, senza obbligo di iscrizione ad una associazione; l’innalzamento a 30 anni per la definizione di auto d’epoca, e la selezione, con criteri oggettivi, di veicoli di età inferiore meritevoli di un ritiro temporaneo dalla circolazione (non la radiazione) e del pagamento di una tassa di circolazione (non di possesso).
Vedremo, comunque, se la legge subirà alcune modifiche “dell’ultim’ora” prima della sua definitiva applicazione, e se produrrà dei mutamenti significativi nella gestione del mondo dell’automobilismo d’epoca, un settore sempre più in crescita, e il cui valore storico-culturale è ormai globalmente riconosciuto.
TUTTAVIA ESISTONO CASI IN CUI TRAMITE UNA AUTOCERTIFICAZIONE E UN RICORSO AL TAR SI E' RIUSCITO AD OTTENERE LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL BOLLO ANCHE PER LE AUTO NON ASI
Con AUTO D'EPOCA si intendono tutti quei veicoli cancellati dal PRA, E non adeguati, per requisiti ed equipaggiamenti, all'ammissione alla circolazione, E riconosciuti idonei dalla Direzione Generale della Motorizzazione Civile Le congiunzioni sono in maiuscolo perché individuano i tre requisiti essenziali per definire un mezzo come auto d'epoca. In sostanza innanzi tutto sono veicoli sprovvisti di targa o di qualsivoglia titolo abilitativo alla circolazione, e possono circolare solo con la cosiddetta targa di cartone in occasione delle manifestazioni. Sono quindi rigorosamente mezzi radiati dal PRA, visionati da tecnici della Motorizzazione Civile per verificare che siano in condizioni manutentive ottimali ed iscritti in apposito elenco tenuto dalla stessa. Inoltre non devono essere riammissibili alla normale circolazione perché non idonei alla stessa. Fino alla prima metà degli anni novanta erano tali solo i veicoli con caratteristiche tecniche antiquate, quali ad esempio la dotazione di freni su un solo asse (come la Ford T di Stanlio e Ollio, o i quadricicli dell'800). Oggi sono tali tutte le auto non catalizzate, poiché, come si sa, non possono essere immatricolate per vie ordinarie auto che non siano catalitiche. A rigore la terminologia AUTO D'EPOCA, tuttavia entrata nell'uso comune per definire le auto anziane, riguarda solo veicoli non provvisti di targa e non reimmatricolabili. Con AUTO DI INTERESSE STORICO si intendono tutti quei veicoli che abbiano una STORIA da raccontare, perché appartenuti a personaggi famosi o resi celebri da qualche evento o per ragioni tecniche. E' una definizione che riguarda rigorosamente il singolo esemplare, non il modello in generale. E' infatti un auto "storica" per esempio l'A112 in cui venne ucciso il Generale Dalla Chiesa, ma non tutte le A112. E' storica la CX 2000 Pallas in cui venne ucciso il giornalista Mino Pecorelli, ma non tutte le CX 2000 Pallas. Sono storiche l'Alfa Romeo del Duce, la DS in cui subì l'attentato il Generale De Gaulle o, per ragioni tecniche, la prima Ferrari (Auto Avio) o l'ITALA del raid Pechino-Parigi. Con AUTO DI INTERESSE COLLEZIONISTICO si intendono tutti quei veicoli che qualcuno può avere voglia di collezionare, senza riferimento al fatto che possano avere un valore particolare e col solo requisito di essere in condizioni decorose, cioè siano almeno ISCRIVIBILI all'ASI (non necessariamente OMOLOGABILI, ma questo è un altro discorso). Sono in sostanza tutti quei veicoli che abbiano più di venti anni e che siano in condizioni manutentive accettabili. Non si parla di valore commerciale o di prestigio, ma solo si ammette il fatto che qualcuno possa in linea ipotetica avere intenzione di collezionarli, per i più disparati motivi. Questo consente di abbracciare nella dizione "interesse collezionistico" praticamente tutto il patrimonio automobilistico ultraventennale, purchè TARGATO (condizione indispensabile, stando all'art. 60 comma 4 del Codice della Strada). Salvo per le vetture oggettivamente prestigiose, l'appetibilità collezionistica è infatti un concetto legato a criteri emotivi e quindi non disciplinati o regolamentati dal Codice Civile o da altre fonti. Dal punto di vista pratica tuttavia le tre denominazioni, salvo forse la prima, sono sostanzialmente equivalenti, ed indifferentemente utilizzate nell'uso. In pratica un auto di interesse storico o un'auto d'epoca possono avere anche meno di 20 anni (ma la storicità deve essere riconosciuta dall'ASI), viceversa obbligatori per le auto di interesse collezionistico. Sono infine soggette a revisione annuale solo le auto d'epoca, poiché assimilate ai veicoli atipici. Auto di interesse storico e di interesse collezionistico sono invece soggette alla revisione biennale, come tutte le auto normali.