Source: https://www.riformadelterzosettore.it/blog/2019/03/
Timestamp: 2020-04-05 03:51:13+00:00
Document Index: 155416657

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 5', 'art. 45', 'art. 53', 'art. 101', 'art. 8']

marzo 2019 – Riforma del Terzo Settore
Mar 10,2019 Lascia un commento Attività di interesse generale, Attività diverse, Codice del Terzo Settore, Riforma del Terzo Settore
Notizia attesa da tempo, la definizione dei limiti per l’art. 6 del Codice del Terzo Settore sulle attività diverse da quelle di interesse generale elencate all’art. 5 CTS. Si tratta ancora di un documento discusso all’interno della Cabina di Regia e non ancora del decreto attuativo. Ma certamente quanto emerso già chiarisce notevolmente l’orientamento e alcuni aspetti specifici e di dettaglio dei nodi in questione. Ne ha dato conto CSVnet in questi giorni: “Dopo mesi di attesa, è stato discusso nella Cabina di regia dello scorso 7 marzo uno dei decreti attuativi più delicati tra quelli che dovranno dare corpo alla riforma del terzo settore. Si tratta del decreto ministeriale che “individua i criteri e i limiti” che gli enti del terzo settore (Ets) devono seguire nell’esercizio delle “attività diverse da quelle di interesse generale”.
Il decreto chiarisce anche che le organizzazioni di volontariato possono svolgere attività di interesse generale remunerate (e non con il solo rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate). Tuttavia, tali attività di interesse generale saranno computate ai fini del raggiungimento della percentuale delle attività secondarie e strumentali (pur essendo, di fatto, attività di interesse generale).”
Mar 6,2019 Lascia un commento Riforma del Terzo Settore, RUNTS
“Parte il Registro nazionale del terzo settore. Con gestione informatica affidata a Infocamere, la società telematica delle Camere di commercio. È l’effetto della convenzione siglata nei giorni scorsi dal ministero del lavoro e Unioncamere. Accordo che prevede un termine di 18 mesi per rendere tecnicamente possibili iscrizioni e visure.” Ne dà notizia Italia Oggi con un articolo del 05 marzo scorso. Prosegue l’articolo: “Le norme. Il Registro unico nazionale del terzo settore, ai sensi dell’art. 45 del Codice del terzo settore (dlgs 117/2017, in vigore dal 3 agosto scorso) deve essere istituito presso il ministero del lavoro e operativamente gestito su base territoriale e con modalità informatiche in collaborazione con ciascuna regione e provincia autonoma. Il comma 1 dell’art. 53 del decreto prevedeva che entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto 117/2017 (quindi entro il 3 agosto 2018) il ministero del lavoro, previa intesa in sede di Conferenza stato-regioni, avrebbe dovuto definire, con proprio decreto, la procedura per l’iscrizione al Registro. Le regioni e le province autonome, si legge nel secondo comma dell’articolo 53, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto avrebbero poi dovuto disciplinare i procedimenti per l’emanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione degli enti del terzo settore. Le stesse amministrazioni, peraltro, entro sei mesi dalla predisposizione della struttura informatica avrebbero reso operativo il registro. Proprio la problematicità di predisposizione di tale struttura informatica, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, non ha consentito il rispetto dei termini e quindi ha impedito l’emanazione del decreto di iscrizione al registro.
Le proroga del decreto 105/2018. Il dlgs 105 del 2018, modificando l’art. 101, comma 2 del Codice del terzo settore, in virtù del ritardo di pubblicazione del decreto istitutivo del Runts, ha spostato in avanti di sei mesi (dal 3 febbraio al 3 agosto 2019) il termine entro il quale Onlus, Organizzazioni di volontariato (Odv) e Associazioni di promozione sociale (Aps) possono modificare lo statuto per adeguarlo alle regole degli enti del terzo settore con maggioranze semplici. Almeno per quanto riguarda le Aps e le Odv, (le Onlus perderanno tale qualificazione e dovranno scegliere la loro nuova veste giuridica in un diverso ente del terzo settore), il transito nel Runts potrebbe arrivare già entro l’anno. Infatti, il Runts, in relazione all’accordo ministero del lavoro/Unioncamere potrebbe, subire una notevole accelerazione, ed accogliere almeno gli enti di diritto di cui sopra già nel corso del 2019.”
Mar 2,2019 Lascia un commento 5X1000, rendicontazione, Riforma del Terzo Settore
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diffuso nei giorni scorsi una nota con la quale ha inteso chiarire la normativa applicabile in relazione agli obblighi di pubblicità e trasparenza relativamente alla rendicontazione delle somme percepite a titolo di 5X1000. “A seguito dell’emanazione del D. Lgs. n. 111/2017, ” – spiega la nota pubblicata sul sito del Ministero (ndr)” – “alla Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese sono pervenuti numerosi quesiti dagli enti beneficiari del contributo del cinque per mille e dai centri di servizio per il volontariato, circa la disciplina da applicare in tema di obblighi di rendicontazione e pubblicazione relativi al contributo del cinque per mille.
In particolare, le questioni poste dai richiedenti riguardano l’individuazione della normativa alla quale fare riferimento ai fini dell’adempimento degli obblighi di trasparenza e pubblicità: se cioè, debba farsi riferimento al dettato dell’art. 8 del D. Lgs. n. 111/2017 ovvero alla preesistente disciplina contenuta negli artt. 12 e 12-bis del D.P.C.M. 23.4.2010 (come modificato ed integrato dal D.P.C.M. 7.7.2016).
Acquisito il parere dell’Ufficio Legislativo di questo Ministero, si ritiene che – in assenza del citato D.P.C.M. attuativo del D.Lgs n. 111/2017 – gli obblighi di rendicontazione del contributo del cinque per mille e di pubblicazione dei rendiconti medesimi continuano ad essere disciplinati dagli artt.12 e 12-bis del D.P.C.M. 23.4.2010, come modificato e integrato dal D.P.C.M. 7.7.2016.
Consulta il testo integrale della nota n. 2106 del 26 febbraio 2019.”