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Timestamp: 2016-10-24 05:12:22+00:00
Document Index: 126548389

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 94', 'sentenza ', 'art. 118', 'sentenza ', 'art. 118', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 29', 'art. 29', 'sentenza ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 20', 'DTF ', 'art. 4', 'DTF ', 'DTF ']

H 123/03 (13.02.2004)
A.a Mediante decisione del 10 gennaio 2002, la Cassa svizzera di compensazione ha accordato a S._________, cittadina italiana nata il 10 gennaio 1939, una rendita ordinaria dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia di fr. 70.- mensili con effetto dal 1� febbraio 2002 - stante una durata contributiva di 4 anni e 9 mesi, una scala rendite 03 e un reddito annuo medio determinante di fr. 7'416.- - precisando che tale importo le sarebbe stato pagato fino al raggiungimento dell'et� pensionabile del marito (E.________), dopodich� l'amministrazione avrebbe proceduto ad effettuare il calcolo delle prestazioni individuali di vecchiaia da attribuire a ciascuno dei coniugi. L'interessata si � aggravata alla Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti all'estero, chiedendo il riconoscimento di una liquidazione forfetaria in luogo della rendita mensile. Per giudizio del 27 maggio 2002 il giudice commissionale ha respinto il gravame, facendo notare che, conformemente a una costante pratica amministrativa e giudiziaria, la questione dell'eventuale diritto all'indennit� forfetaria si sarebbe potuta porre soltanto al compimento dell'et� pensionabile del marito, nato il 9 ottobre 1937.
A.b In seguito al compimento del 65� anno di et� da parte di quest'ultimo, la Cassa svizzera di compensazione, ripartiti per met� i redditi conseguiti dai coniugi durante gli anni civili di matrimonio, con decisione del 23 ottobre 2002 ha erogato - a decorrere dal 1� novembre 2002 e in sostituzione della prestazione finora corrisposta - in favore di S._________ una rendita ordinaria di fr. 117.- mensili, stante una durata contributiva di 4 anni e 9 mesi, una scala rendite 05 e un reddito annuo medio determinante di fr. 11'124.-. Con provvedimento di stessa data, la Cassa ha quindi assegnato al marito una rendita ordinaria di vecchiaia di fr. 140.- mensili sulla base di una durata contributiva di 6 anni e 3 mesi, una scala rendite 06 e un reddito annuo medio determinante di fr. 11'124.-.
Appellandosi alle considerazioni della pronuncia commissionale del 27 maggio 2002, S._________ si � nuovamente aggravata alla Commissione di ricorso, la quale per�, dopo avere rilevato che l'Accordo 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunit� europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC) - entrato in vigore il 1� giugno 2002 - non prevederebbe pi�, contrariamente a quanto stabilito dalla Convenzione italo-svizzera relativa alla sicurezza sociale del 14 dicembre 1962, simile possibilit� di liquidazione, per giudizio del 5 febbraio 2003 ha ancora una volta negato il riconoscimento di una indennit� forfetaria.
S._________ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni. Facendo valere di avere maturato il diritto alla prestazione prima dell'entrata in vigore dell'ALC e prevalendosi nuovamente delle indicazioni fornite dall'autorit� commissionale in occasione della pronuncia del 27 maggio 2002, l'interessata ripropone le richieste di prima sede.
La Cassa come pure l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), interpellato da questa Corte per un preavviso, postulano la reiezione del gravame. Con atto del 20 ottobre 2003 S._________ si � riconfermata nelle proprie conclusioni.
Oggetto del contendere � la questione di sapere se a ragione l'autorit� commissionale, confermando l'operato dell'amministrazione, abbia negato alla ricorrente il diritto a una indennit� forfetaria in luogo della rendita di vecchiaia assegnatale dalla Cassa. Non controverso � per contro il conteggio dei contributi posto alla base della prestazione accordata.
La ricorrente � una cittadina italiana che, dopo alcuni anni di attivit� lucrativa in Svizzera, ha fatto ritorno nel proprio paese e chiede l'erogazione di prestazioni dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia. In considerazione di questa fattispecie internazionale, concernente una cittadina dell'UE, si pone la questione di sapere se e in quale misura l'ALC, entrato in vigore il 1� giugno 2002, risulti applicabile alla presente procedura. In tale ambito � da tenere presente che l'Accordo � entrato in vigore successivamente al compimento, da parte dell'interessata, dell'et� che d� diritto a una rendita di vecchiaia svizzera (63 anni: art. 21 cpv. 1 LAVS in relazione con la lett. d cpv. 1 disposizioni transitorie della 10a revisione dell'AVS), ma comunque precedentemente all'emanazione della decisione amministrativa litigiosa.
4.2.1 Quanto all'art. 94 del regolamento n. 1408/71, il suo n. 1 si limita a stabilire che detto ordinamento - per ovvie ragioni di certezza del diritto, e a prescindere dalle conseguenze favorevoli o sfavorevoli che una siffatta applicazione potrebbe avere per l'interessato (cfr. a tal proposito per es. sentenza della Corte di giustizia delle Comunit� europee [CdGCE] del 29 gennaio 1985, causa 234/83, Gesamthochschule Duisburg, Racc. 1985 pag. 327, punto 20) - non istituisce alcun (nuovo) diritto per un periodo precedente la data della sua entrata in vigore nello Stato interessato (cfr. Rose Langer, in: Maximilian Fuchs [editore], Kommentar zum Europ�ischen Sozialrecht, 3a ed., Baden-Baden 2002, pag. 549). Dal canto suo, il n. 3 della norma - stante il quale, fatte salve le disposizioni di cui al n. 1, un diritto � acquisito in virt� del regolamento n. 1408/71 anche se si riferisce ad un evento verificatosi prima della data di applicazione del regolamento medesimo nel territorio dello Stato membro interessato - non disciplina la questione in esame, atteso che l'oggetto del giudizio non verte sull'acquisizione di un diritto in virt� del regolamento n. 1408/71. N� esso verte propriamente sulla liquidazione o sul ripristino di una prestazione che, prima della data determinante, non era stata liquidata o era stata sospesa a causa della cittadinanza o della residenza dell'interessato (n. 4), la possibilit� di liquidazione in capitale non essendo in primo luogo riconosciuta agli stessi cittadini svizzeri o ai residenti in Svizzera.
4.2.2 L'art. 118 n. 1 del regolamento n. 574/72, applicabile nei casi in cui il regolamento entra in vigore nel periodo situato tra la realizzazione del rischio e la prima fissazione della prestazione (sentenza CdGCE del 7 maggio 1998, causa C-113/96, G., Racc. 1998 pag. I−2461, punto 44), stabilisce che se la data di realizzazione del rischio � anteriore al 1� ottobre 1972 o alla data di applicazione del regolamento di applicazione nel territorio dello Stato membro interessato (per la Svizzera: il 1� giugno 2002) e se la domanda di pensione o di rendita non ha ancora dato luogo a liquidazione prima di tale data, detta domanda comporta, semprech� le prestazioni debbano essere concesse per detto rischio, per un periodo anteriore a questa data, una doppia liquidazione: al tempo stesso conformemente alla convenzione vigente tra gli Stati membri in causa, per il periodo anteriore all'applicazione del regolamento, e conformemente al regolamento stesso, per il periodo successivo all'entrata in vigore di quest'ultimo. Inoltre, esso prevede anche che, se l'importo calcolato in applicazione delle disposizioni della convenzione � pi� elevato di quello calcolato in applicazione delle disposizioni del regolamento, l'interessato continua a beneficiare dell'importo calcolato in applicazione delle disposizioni della convenzione (art. 118 n. 1 lett. b).
Orbene, anche qui, l'applicabilit� di questa regolamentazione al caso di specie appare dubbia non fosse altro per il fatto che la domanda di prestazione ha gi� dato luogo a una prima liquidazione, anche se provvisoria, precedentemente all'entrata in vigore dell'ALC e dei regolamenti comunitari cui � fatto riferimento.
In assenza di una relativa normativa comunitaria, rispettivamente, per la Svizzera, di una regolamentazione convenzionale, va esaminato secondo il diritto interno se i regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72, rispettivamente se il diritto convenzionale siano comunque applicabili per risolvere la questione litigiosa, atteso che n� il principio dell'effettivit� n� quello dell'equivalenza si oppongono a una tale soluzione (DTF 128 V 318 seg. consid. 1c; sentenza CdGCE del 22 febbraio 2001 nelle cause riunite C-52/99 e C-53/99, C. e V., Racc. 2001 pag. I-1395 segg., punto 21; sentenza CdGCE del 21 gennaio 1999, causa C-120/97, U., Racc. 1999 pag. I−223 segg., punto 32; cfr. pure Susanne Leuzinger-Naef, Sozialversicherungsgerichtsbarkeit und Personenfreiz�gigkeitsabkommen Schweiz - EU, in: SJZ 99/2003 pag. 194; Silvia Bucher, Die Rechtsprechung des Eidgen�ssischen Versicherungsgerichts zum Abkommen �ber die Personenfreiz�gigkeit, in: RSAS 2003 pag. 70 seg.).
6.2 Facendo valere di avere maturato il diritto all'indennit� forfetaria gi� nel gennaio 2002, in occasione del compimento del suo 63� anno di et�, quando l'ALC non era ancora entrato in vigore, la ricorrente fa risalire a tale data il momento determinante e pretende cos� che la domanda sia disciplinata dalla menzionata normativa convenzionale italo-svizzera relativa alla sicurezza sociale. Sulla base del suo art. 7 lett. a, nel tenore vigente successivamente alla modificazione apportata dal secondo Accordo aggiuntivo alla Convenzione medesima, in vigore dal 1� febbraio 1982 - a norma del quale qualora l'ammontare della rendita ordinaria parziale di vecchiaia cui pu� aver diritto un cittadino italiano che non risiede in Svizzera non sia superiore al 15 per cento della rendita ordinaria completa, detto cittadino ha diritto solo ad una indennit� forfetaria uguale al valore attuale della rendita dovuta -, l'interessata avrebbe in questo modo effettivamente diritto a un'indennit� forfetaria dal momento che la rendita accordatale di fr. 117.- mensili rappresenta l'11,36% della rendita ordinaria completa (fr. 1'030.- mensili), calcolata sulla base di un periodo di contribuzione massimo di 44 anni e di un reddito annuo medio determinante corrispondente a quello della ricorrente.
6.3 Sennonch�, tale ipotesi � contraria ai principi giurisprudenziali sviluppati in materia dal Tribunale federale delle assicurazioni.
6.3.1 Secondo il diritto svizzero in vigore dal 1� gennaio 1997, i redditi determinanti ai fini del calcolo della rendita conseguiti dai coniugi durante gli anni civili di matrimonio comune vengono ripartiti e attribuiti per met� a ciascuno di loro (art. 29quinquies cpv. 3 LAVS). Ritenuto che le basi di calcolo di una rendita di vecchiaia possono essere diverse al momento in cui sorge il diritto a tale prestazione per il primo coniuge da quello in cui esso matura anche per il secondo, detta ripartizione (splitting) avviene alla data in cui entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (art. 29quinquies cpv. 3 lett. a LAVS).
6.3.2 In considerazione di questo ordinamento, la presente Corte ha affermato, a pi� riprese, il principio per cui il coniuge di una persona che ha versato dei contributi alle assicurazioni sociali svizzere pu� esigere il pagamento dell'indennit� forfetaria soltanto al momento in cui entrambi i consorti maturano il diritto a una rendita, vale a dire solo nel momento in cui anche per il secondo si realizza il rischio assicurato, posto che, nel frattempo, il coniuge, il cui evento assicurativo si � gi� verificato, beneficia di una prestazione sotto forma di rendita che verr� poi, se del caso, adattata (sentenza del 18 dicembre 2002 in re W., H 152/02, consid. 4.3, nel cui ambito questa Corte ha ribadito la validit�, mutatis mutandis, delle considerazioni sviluppate in DTF 116 V 8 anche con riferimento alle modifiche introdotte dalla 10a revisione dell'AVS; cfr. pure sentenza del 29 aprile 2002 in re E. G., H 347/01).
6.3.3 Tale condizione essendosi avverata per il marito della ricorrente - nato il 9 ottobre 1937, anch'egli assicurato all'AVS svizzera - in seguito al compimento, da parte sua, del 65� anno di et� (v. art. 21 cpv. 1 lett. a LAVS), un eventuale diritto all'indennit� forfetaria non poteva insorgere prima del 9 ottobre 2002. Dal che si deve dedurre che lo stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche si � realizzato in questa data, quando il nuovo ordinamento era gi� entrato in vigore.
6.4 Da quanto precede discende pertanto l'applicabilit� ratione temporis dell'ALC e dei regolamenti cui � fatto riferimento, pacifica essendo per il resto l'applicabilit� di tale regolamentazione dal profilo personale - la ricorrente, cittadina di uno Stato membro, essendo qualificabile come una lavoratrice che � o � stata soggetta alla legislazione di uno o pi� Stati membri (art. 2 n. 1 del regolamento n. 1408/71) - e materiale - il regolamento n. 1408/71 applicandosi a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti le prestazioni di vecchiaia (art. 4 n. 1 lett. c del predetto regolamento).
7.1 Gli art. 45 segg. del regolamento n. 1408/71 non prevedono, direttamente o indirettamente - in virt� del rinvio alle disposizioni della legislazione nazionale applicabile (cfr. art. 46 n. 1 lett. a punto i e n. 2 del predetto regolamento, giusta il quale l'autorit� competente [svizzera] calcola l'importo delle prestazioni che sarebbe dovuto a norma delle sole disposizioni della legislazione [LAVS] che essa applica) - alcuna modalit� di liquidazione forfetaria delle pretese pensionistiche di vecchiaia.
7.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, le convenzioni bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comunit� europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi - riservata una loro riattivazione in caso di abrogazione dell'ALC (Messaggio 23 giugno 1999 del Consiglio federale concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE, FF 1999 V 5274) - a decorrere dall'entrata in vigore dell'Accordo qualora il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Similmente, gli art. 6-8 del regolamento n. 1408/71, sempre applicabili in virt� del rinvio di cui all'art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC, dispongono che il regolamento si sostituisce per principio alle convenzioni concluse tra due o pi� Stati purch� i loro campi d'applicazione siano identici, ferma restando tuttavia la possibilit� per gli stati membri di mantenere in vigore talune disposizioni delle loro convenzioni a condizione che siano iscritte nell'allegato III del regolamento (art. 7 n. 2 lett. c del regolamento n. 1408/71; cfr. pure sentenza del 18 settembre 2003 in re D., I 449/03, non ancora pubblicata nella Raccolta ufficiale; FF 1999 V 5275).
7.3 L'Allegato III, parte A, del regolamento n. 1408/71 menziona, in ambito comunitario, le disposizioni di convenzioni di sicurezza sociale tra i singoli Stati che rimangono applicabili nonostante l'art. 6 del regolamento. Per la Svizzera vale per contro quanto stabilito dalla cifra 1 lett. i della Sezione A dell'Allegato II ALC, la quale enuncia quali norme convenzionali relative alla sicurezza sociale concluse dal nostro Paese con singoli Stati membri della Comunit� europea continuano ad essere applicabili e devono essere aggiunte nell'Allegato III, parte A (del regolamento n. 1408/71, n.d.r). In particolare, per quel che attiene ai rapporti italo-svizzeri, quest'ultima disposizione precisa che rimangono applicabili l'art. 3, seconda frase, della convenzione sulla sicurezza sociale del 14 dicembre 1962, modificata dall'accordo complementare del 18 dicembre 1963, l'accordo aggiuntivo n. 1 del 4 luglio 1969, il protocollo aggiuntivo del 25 febbraio 1974 e l'accordo aggiuntivo n. 2 del 2 aprile 1980, per quanto concerne il pagamento di prestazioni in denaro a persone che risiedono in un paese terzo, come pure l'art. 9 par. 1 di detta Convenzione. Non contemplato � per contro il disposto dell'art. 7 lett. a della medesima Convenzione.
7.4 Ora, essendo in concreto il campo di applicazione dell'ALC, rispettivamente dei regolamenti di riferimento, da un lato, e della Convenzione italo-svizzera del 14 dicembre 1962, dall'altro, identico - entrambi gli ordinamenti disciplinando la liquidazione delle prestazioni pensionistiche in caso di vecchiaia e morte -, e non prevedendo l'ALC alcuna riserva espressa in favore del mantenimento della regolamentazione di cui all'art. 7 lett. a Convenzione italo-svizzera, se ne deve concludere che la rendita minima non pu� pi� essere liquidata mediante indennit� unica in capitale in favore di un cittadino italiano che lascia definitivamente la Svizzera o fa valere il proprio diritto dall'estero (cfr. FF 1999 V 5295; Roland. A. M�ller, Soziale Sicherheit, in: Daniel Th�rer/Rolf H. Weber/Roger Z�ch [editori], Bilaterale Vertr�ge Schweiz - EG, Zurigo 2002, pag. 167; Alessandra Prinz, Les effets de l'Accord sur les prestations AVS et AI, in: S�curit� sociale 2002, pag. 81; Beatrix De Cupis, Les prestations de l'AVS et de l'AI, in: Erwin Murer [editore], Das Personenverkehrsabkommen mit der EU und seine Auswirkungen auf die soziale Sicherheit der Schweiz, Berna 2001, pag. 145 seg.). La soppressione di questa forma di liquidazione � dovuta al fatto che i versamenti all'estero devono avvenire secondo le stesse modalit� dei pagamenti interni (J�rg Brechb�hl, Die Auswirkungen des Abkommens auf den Leistungsbereich der ersten und der zweiten S�ule, in: Erwin Murer [editore], Das Personenverkehrsabkommen mit der EU und seine Auswirkungen auf die soziale Sicherheit der Schweiz, pag. 109).
7.5 N� la normativa bilaterale italo-svizzera potrebbe altrimenti essere richiamata - in applicazione della giurisprudenza sviluppata dalla CdGCE in materia di mantenimento dei vantaggi in precedenza garantiti dall'azione congiunta del diritto nazionale e delle convenzioni - in ragione del fatto che essa sarebbe, per gli assicurati, maggiormente favorevole rispetto alla nuova disciplina prevista dall'ALC e dai regolamenti di riferimento (sentenza del 7 febbraio 1991, causa C-227/89, R�nfeldt, Racc. 1991 pag. I-323; cfr. pure sentenze del 5 febbraio 2002, causa C-277/99, Kaske, Racc. 2002 pag. I-1261, e 9 novembre 1995, causa C-475/93, Th�venon, Racc. 1995 pag. I-3813. Sulla rilevanza, per i tribunali svizzeri, della prassi da essa instaurata cfr. art. 16 cpv. 2 ALC, a norma del quale, nella misura in cui l'applicazione dell'accordo implica nozioni di diritto comunitario, si terr� conto della giurisprudenza pertinente della CdGCE precedente alla data della sua firma [21 giugno 1999]).
Come gi� osservato dal Tribunale federale delle assicurazioni in occasione di una recente sentenza del 5 febbraio 2004 in re S., H 37/03, indipendentemente dal fatto che la sospensione delle convenzioni bilaterali disposta dall'art. 20 ALC abbia - come evidenzia l'UFAS - o meno reso inapplicabile la citata giurisprudenza della CdGCE, una ripresa dei principi ivi sviluppati dev'essere esclusa nel presente contesto. A ben vedere, infatti, il sistema istituito dall'ordinamento bilaterale italo-svizzero, accordante all'assicurato il diritto a una indennit� forfetaria, non pu� definirsi senz'altro maggiormente vantaggioso rispetto a quello instaurato dall'ALC e dai regolamenti di riferimento, l'indennit� forfetaria non costituendo, di per s�, una prestazione maggiormente favorevole rispetto alla rendita mensile, bens� configurando unicamente una diversa modalit� di pagamento della stessa.
Nel giudizio impugnato, cui si rinvia, la precedente istanza ha gi� debitamente ricordato le condizioni poste dalla giurisprudenza per il riconoscimento di tale tutela, rammentando in particolare come il mutamento dell'ordinamento giuridico osti fondamentalmente all'invocazione di esso principio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a, no. KV 171 pag. 281 consid. 3b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate). A ci� si aggiunge l'assenza di un'assicurazione di un'autorit�, sulla quale potere fondare l'invocata tutela della legittima fiducia (DTF 129 I 170 consid. 4.1; H�felin/M�ller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 627), ritenuto che, contrariamente a quanto sostenuto dall'assicurata, nessuna simile assicurazione pu� essere dedotta dal giudizio commissionale del 27 maggio 2002, il giudice di prime cure essendosi in esso unicamente limitato a rilevare come la pratica amministrativa posticipi "l'eventuale diritto all'indennit� forfetaria al compimento dell'et� pensionabile del coniuge", evidenziando cos� la natura meramente ipotetica della prestazione.