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Timestamp: 2019-12-13 08:03:39+00:00
Document Index: 22679574

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 48', 'art. 37', 'art. 38']

Provvedimento di esclusione in corso di gara e prima dell'aggiudicazione definitiva
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Provvedimento di esclusione in corso di gara e prima dell’aggiudicazione definitiva
Consiglio di Stato, sezione quinta, Sentenza 2 settembre 2019, n. 6024.
Sentenza 2 settembre 2019, n. 6024
Quando viene impugnato un provvedimento di esclusione in corso di gara e prima dell’aggiudicazione definitiva, non vi sono controinteressati cui sia doveroso notificare il ricorso, non ravvisandosi delle posizioni in tal senso giuridicamente rilevanti.
sul ricorso in opposizione iscritto al numero di registro generale 4 del 2019, proposto da
Te. Se. s.c.a.r.l., in proprio e nella sua qualità di mandataria di costituendo Rti con Ge. Le. s.p.a. ed altri, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Av. Pr., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, piazza (…);
Consorzio Na. Co. Pl. – At. a 36. soc. coop, in persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio e nella qualità di mandante di costituendo Rti con En. Se. s.p.a. ed altri, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Do. Ge. e Ma. Cr. Le., con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, via (…);
Consip s.p.a, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, via (…), è elettivamente domiciliata;
Consorzio Stabile En. Lo., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Ca. Ma., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, corso (…);
della sentenza del CONSIGLIO DI STATO – SEZ. V n. 06634/2018, resa tra le parti;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Consip s.p.a. e del Consorzio Na. Co. Pl. – At. a 36. soc. coop.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 9 maggio 2019 il Cons. Valerio Perotti ed uditi per le parti gli avvocati Pr., Gr., Or., Li., Ge., Ma. e Le., nonché l’avvocato dello Stato De Nu.;
Alla gara partecipavano, tra gli altri, il Rti avente come mandataria la Co. It. s.p.a. (poi divenuta En. Se. s.p.a.), nonché quelli facenti capo alla Te. Se. s.c.a.r.l. ed al Consorzio In. soc. coop. (già Ci. & Ca. Co. ED. Un. Soc. Coop.).
In data 23 novembre 2017 il suddetto Rti comunicava alla stazione appaltate che la So., società consorziata del mandante Consorzio Nazionale Cooperative Pluriservizi (CN.), da questo indicata come esecutrice, era stata posta in liquidazione coatta amministrativa e che per tale ragione si rendeva necessaria la sua estromissione dalla compagine delle imprese consorziate indicate per l’esecuzione della commessa.
A tal punto CONSIP s.p.a. adottava, in data 16 gennaio 2018, il provvedimento di esclusione dalla gara del Rti tra En. Se. ed altri.
Avverso tale provvedimento il Consorzio CN. proponeva ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio, che però lo respingeva con sentenza 30 aprile 2018, n. 4723.
Il Consorzio ricorrente interponeva allora appello, ribadendo i già dedotti profili di illegittimità della propria esclusione dalla gara, in particolare denunziando l’errore commesso dal Tribunale nel respingere la censura con cui era stato dedotto che la liquidazione coatta della So. non avrebbe potuto incidere sui requisiti di partecipazione del CN., trattandosi di vicenda organizzativa interna a quest’ultimo, irrilevante nei rapporti esterni con la stazione appaltante. Componente del raggruppamento capeggiato dalla En. Se. sarebbe stato, infatti, il solo CN., per cui solo questo avrebbe assunto la veste di concorrente.
Per resistere al ricorso si costituiva in giudizio la CONSIP; interveniva inoltre ad adiuvandum il Consorzio Stabile En. Lo..
Con sentenza 23 novembre 2018, n. 6634, la V Sezione del Consiglio di Stato accoglieva il gravame, sul presupposto che il rapporto organico che lega le cooperative consorziate, ivi compresa quella incaricata dell’esecuzione dei lavori, sia tale che l’attività compiuta dalle consorziate dev’essere imputata unicamente al consorzio (in termini Cons. Stato, Ad. plen. 20 maggio 2013, n. 14; V, 17 luglio 2017, n. 3505).
Avverso tale decisione proponeva opposizione di terzo la società Team Servizi s.c.a.r.l., a suo tempo seconda graduata nella procedura di gara (relativamente al lotto n. 11), eccependo che l’impugnazione da parte di En. Se. dell’esclusione avrebbe dovuto esserle notificata ab origine, in quanto controinteressata al gravame. Ciò in quanto, a graduatoria definita (con punteggi assegnati), avrebbe dovuto riconoscersi la sussistenza di un interesse qualificato in capo al concorrente giunto secondo, il quale, a seguito dell’esclusione del primo si sarebbe ritrovato “a sua volta, in virtù dello scorrimento, primo in graduatoria e, quindi, portatore di un sostanziale interesse uguale e contrario a quello dell’escluso che coincide appunto con il concreto interesse a che sia disposta, in suo favore, l’aggiudicazione definitiva”.
Si costituiva in giudizio il Consorzio Na. Co. Pl. – At. a 36. soc. coop., riproponendo nel merito i motivi considerati assorbiti dal giudice d’appello e comunque eccependo l’inammissibilità e l’infondatezza delle opposizioni, delle quali chiedeva la reiezione.
Infine, interveniva ad opponendum il Consorzio Stabile En. Lo., concludendo per la reiezione del ricorso.
Successivamente le parti ulteriormente precisavano, con apposite memorie, le proprie rispettive tesi difensive ed all’udienza del 9 maggio 2019, dopo la rituale discussione la causa veniva trattenuta in decisione.
Con il primo motivo di ricorso Te. Se. s.c.a.r.l. deduce la nullità della sentenza del Consiglio di Stato n. 6634 del 2018 per violazione del principio del contraddittorio, per non essersi avveduto il giudice d’appello che né il ricorso introduttivo, né l’atto di appello erano stati a suo tempo notificati all’odierna ricorrente in opposizione, la quale – essendosi posizionata seconda nella graduatoria provvisoria di merito – avrebbe in realtà dovuto essere considerata una controinteressata necessaria.
Con il secondo motivo di ricorso la sentenza d’appello viene invece censurata nella parte in cui – sul presupposto che le cooperative del consorzio siano “articolazioni organiche” dello stesso (con la conseguenza che le relative vicende sarebbero questioni meramente interne al concorrente e non rilevanti ai fini dell’appalto) – conclude che “La perdita dei requisiti in questione da parte della consorziata esecutrice comporta semplicemente l’onere di estrometterla o sostituirla con altra consorziata, ma non incide sul possesso dei requisiti di partecipazione del consorzio concorrente. Dalle considerazioni svolte discende che nella fattispecie la messa in liquidazione della So. non poteva incidere sui requisiti di partecipazione del CN. e conseguentemente non poteva determinare l’esclusione dalla gara del RTI capeggiato dalla En. Se.”.
In breve, partecipe del Rti En. (in qualità di mandante) era il solo consorzio CN. e non anche le singole cooperative in esso consorziate: per l’effetto la messa in liquidazione di una di queste (nella specie, la So.), non facendo certo venir meno il consorzio, né incidendo sui requisiti di onorabilità di quest’ultimo, nessuna ricaduta poteva a maggior ragione avere sul Rti medesimo, ossia il soggetto partecipante alla gara, che era e rimaneva immutato rispetto al momento della presentazione dell’offerta.
Solo per completezza va poi rilevato che la modifica contestata dalla ricorrente Te. Se. s.c.a.r.l. – per effetto dell’estromissione di So. dal Consorzio – non solo non riguardava (come si è detto) il raggruppamento di cui quest’ultimo faceva parte, ma doveva in ogni caso qualificarsi “in riduzione”, poiché anche a seguito dell’uscita di detta cooperativa il consorzio mandante rimaneva comunque in possesso dei requisiti per partecipare alla gara.
A ciò aggiungasi che l’estromissione di So. conseguiva alla sua messa in liquidazione coatta amministrativa, fattispecie contemplata dal legislatore (inizialmente all’art. 37, commi 18 e 19, del d.lgs. n. 163 del 2006 e quindi all’art. 48, commi 17 e 18, del d.lgs. n. 50 del 2016) proprio al fine di derogare al principio di immodificabilità del Rti: non sono pertanto conferenti i richiami ai precedenti della Sezione 5 giugno 2018, n. 3345 e 23 gennaio 2017, n. 849, concernenti la diversa fattispecie dell’esclusione dalla gara per l’accertata carenza di un requisito “soggettivo” di partecipazione (nella specie, un’irregolarità tributaria e contributiva) e non, invece, di un requisito “oggettivo” quale una sopravvenuta procedura concorsuale, come nel caso di specie, ipotesi nella quale – come detto – la normativa vigente prevede le deroghe di cui al comma 19 dell’art. 37 del d.lgs. n. 163 del 2006.
Per contro, l’esclusione della consorziata So. era avvenuta per mera “sottrazione”, senza che la stessa fosse sostituita da altro operatore economico, né l’esclusione – che conseguiva in modo automatico alla sopravvenuta procedura concorsuale – era stata disposta al fine di eludere le verifiche in ordine al possesso dei requisiti (verifiche che si erano già svolte in precedenza, relativamente al consorzio, con esito positivo).
D’altro canto, la ricorrente in opposizione neppure fornisce la prova (così come non lo fa CONSIP s.p.a., che pur sostiene le ragioni di quest’ultima) che il consorzio CN., a seguito dell’esclusione della cooperativa posta in stato di liquidazione coatta, avesse perso i requisiti per partecipare alla gara, né – per altro verso – che il raggruppamento non fosse più nel possesso della totalità dei requisiti di qualificazione richiesti per l’esecuzione dell’appalto per cui è causa.
Fermo restando, come già puntualizzato, che nel caso di specie il raggruppamento non aveva in realtà subito alcuna modifica per effetto dell’estromissione di una consorziata del mandante CN..
Anche a prescindere dai rilievi di inammissibilità di tale censura formulati dalla resistente En. Se. s.p.a., il motivo non può essere accolto in quanto il “grave errore professionale” di cui alla lett. f) dell’art. 38 d.lgs. n. 163 del 2006 va circoscritto – per consolidato orientamento giurisprudenziale (ex multis, Cons. Stato, V, 5 febbraio 2018, n. 722; V, 17 aprile 2017, n. 3505; V, 4 dicembre 2017, n. 5704) – “ai soli inadempimenti e condotte negligenti commessi nell’esecuzione di un contratto pubblico, e che per contro esclude dal campo applicativo della norma i fatti, anche illeciti, occorsi nella prodromica procedura di affidamento (da ultimo: Cons. Stato, V, 30 ottobre 2017, n. 4973, 15 giugno 2017, n. 2934; in precedenza: Cons. Stato, V, 4 agosto 2016, n. 3542, 25 febbraio 2016, n. 771, 21 luglio 2015, n. 3595, alcune delle quali richiamate dal CNS).
Al riguardo, non risulta dagli atti che una segnalazione in tal senso sia stata effettuata in danno di En. Se. s.p.a., né che l’Anac abbia disposto l’iscrizione nel casellario informatico, cui sola consegue l’esclusione dalle gare.
Alla luce dei rilievi che precedono, il ricorso in opposizione va dunque respinto.
Sezione Quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso in opposizione, come in epigrafe proposto, lo respinge.