Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2788-codice-civile-prelazione-per-il-credito-degli-interessi
Timestamp: 2018-10-18 12:39:35+00:00
Document Index: 17127565

Matched Legal Cases: ['art. 2752', 'art. 54', 'art. 2788', 'art. 2749', 'art. 55', 'art. 54', 'art. 2788', 'art. 2749', 'art. 38']

La prelazione ha luogo anche per gli interessi dell’anno in corso alla data del pignoramento o, in mancanza di questo, alla data della notificazione del precetto. La prelazione ha luogo inoltre per gli interessi successivamente maturati, nei limiti della misura legale, fino alla data della vendita.
Prelazione (cause legittima di): [v. 2741]; Pignoramento: [v. 2912]; Notificazione: [v. 2742]; Vendita: [v. 1470].
Precetto: atto con cui si chiede al debitore di adempiere entro un certo termine, trascorso il quale si procederà ad esecuzione forzata [v. 2910 ss.].
Il privilegio ex art. 2752 c.c. che assiste il credito per i.r.pe.g. non si estende ai relativi interessi, pene pecuniarie, soprattasse ed altri accessori perché l'art. 54 l. fall. disciplinando l'estensione in sede fallimentare del diritto di prelazione agli interessi richiama solo gli art. 2788 e 2855 c.c., concernenti i crediti pignoratizi e ipotecari e non anche l'art. 2749 c.c. nè alcuna altra norma tributaria riguardante i crediti privilegiati.
Gli interessi, prodotti dai crediti assistiti da privilegio (speciale o generale), per il tempo successivo all'instaurarsi della procedura concorsuale a carico del debitore (nella specie, fallimento) non sono garantiti dal privilegio che tutela il credito per capitale, atteso che l'art. 55, comma 1, l. fall., nel riconoscere tali interessi, fa salvo il comma 3 del precedente art. 54, il quale richiama, per l'estensione del diritto di prelazione agli interessi, solo gli art. 2788 e 2855 c.c. sui crediti pignoratizi ed ipotecari, e non anche l'art. 2749 in tema di crediti privilegiati. è, al riguardo, manifestamente infondata la questione di costituzionalità relativa alle norme richiamate con riferimento agli interessi su crediti vantati dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, atteso che la Corte cost., nel dichiararne la illegittimità con riferimento esclusivo agli interessi dovuti sui crediti dei lavoratori dipendenti nelle varie procedura concorsuali (sentenze n. 300 del 1986, n. 204 del 1989, n. 408 del 1989, n. 567 del 1989), ne ha escluso la incostituzionalità con riferimento ad altri soggetti (ordinanze n. 27 del 1989 e n. 226 del 1989), sul presupposto che il regime degli interessi così come disegnato dal combinato disposto delle norme del codice civile e della legge fallimentare sopra richiamate fosse incompatibile soltanto in relazione all'esigenza di protezione dei lavoratori di cui all'art. 38 Cost. (Nell'affermare il principio di diritto che precede, la S.C. ha, ancora, precisato che l'interesse pubblico alla sussistenza di regolari fonti di finanziamento per l'Inps poteva ritenersi connesso solo mediatamente e strumentalmente con l'interesse dei lavoratori alla fruizione del trattamento previdenziale ed assistenziale).
Cassazione civile sez. I 29 marzo 1999 n. 2997
Gli interessi sui crediti ipotecari o pignoratizi, per gli importi corrispondenti alla differenza fra il tasso convenzionale ed il tasso legale, non possono trovare collocazione chirografaria per il periodo successivo alla dichiarazione di fallimento.
Tribunale Torino 15 dicembre 1997