Source: http://rivettasistemi.com/news/139-il-lavoratore-solitario-caratteristiche-rischi.html
Timestamp: 2018-01-18 02:06:12+00:00
Document Index: 30114101

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art 17', 'art 28', 'art. 2', 'art.1', 'art.2', 'art 2087']

Il lavoratore solitario, caratteristiche e rischi
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Creato Giovedì, 17 Marzo 2016 10:05
Una persona lavora in modo solitario quando non può essere visto o sentito da nessuno.
È importare considerare tutte le situazioni molto attentamente. Lavori in solitario includono tutti quei lavoratori che possono essere da soli anche per poco tempo. Ad esempio anche un lavoratore in ufficio che per alcune ore rimane isolato nel posto di lavoro è considerato solitario.
1.3 miliardi di persone nel mondo lavorano da sole
Ad esempio è un lavoratore solitario il dipendente edile che si sta occupando di operare in un’area senza essere con i colleghi.
Altri lavoratori che rientrano in questa situazione possono essere:
- Autisti di camion o taxi
- Guardie notturne
- Addetti alle manutenzioni
- Lavoratori che fanno i turni
- Lavoratori che operano in uffici isolati
- O in generale ogni lavoratore che per natura del lavoro o per scelte organizzative non ha un contatto costante con i colleghi
Si può lavorare da soli?
Non esistono leggi che vietano il lavoro in solitario.
Il D.L.vo 81/2008, imponendo l’obbligo di valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, assorbe anche l’analisi della fattispecie del lavoro isolato.
Gli articoli del T.U. che concorrono a disciplinare la fattispecie sono:
art. 15 comma 1) lett.a
art 17 comma 1) lett.a;
art 28 comma 1)
L’art. 2.2 che estende, a tutte le aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori (non rientranti nel gruppo Adell’art.1), l’obbligo di garantire il mezzo di comunicazione idoneo dell’art.2.5
L’articolo 2087 del Codice Civile è “cristallino e reciso nell’intimare all’imprenditore un impegno (per la sicurezza del lavoratore) spinto fino agli ultimi confini tracciati da particolarità del lavoro, esperienza e tecnica”.
Secondo l’art 2087 il datore di lavoro deve adoperarsi, nello svolgimento di quella che è una specifica attività professionale, con una diligenza particolare, in base alla quale deve adottare tutte le misure dettate:
1) Dalla particolarità del lavoro, in base alla quale devono essere individuati i rischi e nocività
2) Dall’esperienza, in base alla quale devono essere previste le conseguenze dannose, sulla
scorta di eventi già verificatisi e di pericoli già valutati in precedenza;
3) Dalla tecnica, in base alle nuove conoscenze in materia di sicurezza messe a disposizione
dal progresso tecnico-scientifico.
È un problema lavorare in solitario?
Anche se lavorare da soli non presenta nessun tipo di problema lo può diventare quando insorgono situazioni particolari. Infortuni, malori, aggressioni.
In caso di emergenza, la solitudine può portare a ritardi considerevoli nella segnalazione e nella ricezione di adeguato supporto. Queste situazioni devono essere valutate una a una perché vanno a inficiare il livello del rischio a cui è esposto il lavoratore solitario.
Quali sono le situazioni che espongono il lavoratore solitario a un rischio più alto?
- Lavori in altezza
- In spazi confinati
- Attrezzature pericolose (macchinari)
- Materiali esposti a forti pressioni
- A contatto con il pubblico
Cosa può essere fatto per aiutare un lavoratore solitario?
- Minimizzare i rischi a cui è esposto durante il lavoro
- Parlare con il lavoratore del proprio lavoro. Ascoltare i suoi input ed elaborare possibili soluzioni
- Investigare sugli incidenti (e quasi incidenti) accaduti sul posto di lavoro o in posti di lavoro simili, e imparare da questi incidenti.
- Evitare di avere lavoratori solitari quando possibile sopratutto se devono essere impiegati in ambienti pericolosi o devono fare procedure pericolose.
- Fornire un’appropriata istruzione
- Registrare tutte le situazioni, incidenti, quasi incidenti (near misses) dove il lavoro in solitudine ha peggiorato o poteva peggiorare le conseguenze
- Stabilire procedure di contatto regolare con tutti i dipendenti isolati. (visivamente e verbalmente)
- Schedulare operazioni ad alto rischio solo in orari di lavoro nel quale è possibile l’intervento di un altro lavoratore in caso di emergenza
Come stabilire una procedura per il contatto regolare del lavoratore?
1. Ogni giorno bisognerebbe sapere quali persone dovranno lavorare in modo solitario, per quanto tempo e dove andranno ad operare
2. Si dovrebbe identificare una persona responsabile del contatto schedulato con i lavoratori solitari
3. La persona responsabile dovrebbe contattare i propri lavoratori con ritmi programmati
4. Bisognerebbe sviluppare una procedura di soccorso in caso il lavoratore non risponda correttamente
- Quali forme di comunicazione sono disponibili?
- È necessario vedere la persona o basta avere una comunicazione vocale?
- Il mezzo di comunicazione funziona in tutte le situazioni?
- Il mezzo di comunicazione è sempre con se?
- Il posto di lavoro è isolato?
- È accessibile? In caso di emergenza è possibile accedere all'area di lavoro?
- È stata fornito un adeguato addestramento al lavoratore per agire da solo in sicurezza?
- Il lavoratore è dotato di tutti i dispositivi di protezione individuale?
- Quali macchinari deve usare?
- Ci sono rischi associati ai lavori che deve svolgere?
- È esposto ad alte temperature?
- Se il lavoratore opera in una struttura chiusa come possono accedere i servizi di emergenza in caso di intervento?
Ma cosa succede se un incidente o un malore colpiscono il lavoratore?
Il contatto regolare con il lavoratore solitario non può bastare e bisognerebbe implementare soluzioni tecnologicamente adeguante nel rispetto del concetto di massima sicurezza tecnologicamente fattibile.
DASOLI – dispositivi di allertamento soccorsi per lavoratori isolati
I DASOLI sono dispositivi che permettono di analizzare stati fisici del lavoratore e inviare segnalazioni in caso di anomalie.
Caratteristiche richieste per il lavoratore solitario:
- non deve avere patologie che aumentino il rischio
- la persona deve avere un adeguato addestramento