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Timestamp: 2018-01-19 07:10:38+00:00
Document Index: 25184343

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.380', 'art.360', 'art. 92', 'Cass. Sez. ']

Corte di Cassazione - Sez. Sesta civile -Ordinanza 14969 del 15.06.2017
L'esistenza di ragioni legittimanti la compensazione delle spese di lite non può essere giustificata con una formula del tutto generica quale "la complessità della causa"
Civile Ord. Sez. 6 Num. 14969 Anno 2017
sul ricorso 5117-2016 proposto da:
B. E. M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CRESCENZIO 19, presso lo studio dell'avvocato RICCARDO RAMPIONI, che la rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente all'avvocato ANDREA STEFANO MELLERIO;
avverso la sentenza n. 3306/12/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 15/07/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 10/05/2017 dal Consigliere Dott. GIULIA IOFRIDA.
B. M. E. propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti dell'Agenzia delle Entrate (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia n. 3306/12/2015, depositata in data 15/07/2015, con la quale - in controversia concernente l'impugnazione di un avviso di accertamento emesso per IRES ed IRAP dovute in relazione all'anno d'imposta 2007 - è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente, con compensazione delle spese di lite.
A seguito di deposito di proposta ex art.380 bis c.p.c., è stata fissata l'adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; la ricorrente ha depositato memoria ed il Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art.360 n. 3 c.p.c., degli artt.15 comma 1 d.lgs. 546/1992, 92 comma 2° c.p.c. e 24 Cost., in punto di compensazione delle spese processuali del doppio grado del giudizio, in assenza di soccombenza reciproca delle parti o di gravi ed eccezionali ragioni.
Sul punto si è consolidato l'orientamento (Cass. 20 aprile 2012, n, 6279) per il quale le "gravi ed eccezionali ragioni", da indicarsi esplicitamente nella motivazione ed in presenza delle quali - o, in alternativa alle quali, della soccombenza reciproca - il giudice può compensare, in tutto o in parte, le spese del giudizio, devono trovare puntuale riferimento in specifiche circostanze o aspetti della controversia decisa (Cass., ord. 15 dicembre 2011, n. 26987) e comunque devono essere appunto indicate specificamente (Cass. 16037/2014;Cass., ord. 13 luglio 2011, n. 15413; Cass. 20 ottobre 2010, n. 21521).
Al riguardo, le Sezioni Unite di questa Corte hanno avuto modo di precisare che "l'art. 92 c.p.c., comma 2, nella parte in cui permette la compensazione delle spese di lite allorché concorrano "gravi ed eccezionali ragioni", costituisce una norma elastica, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente
determinabili a priori, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche" (Cass. Sez. Un., n. 2572/2012).
Così deciso, in Roma, il 10/05/2017.
Depositata ion data 15.06.2017
Corte di Cassazione - Sesta civile Ordinanza 14969 del 15.06.2017