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Timestamp: 2018-06-20 09:02:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 327', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 6', '§ 4', 'sentenza ', 'art. 15', '§ 2', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 25']

SOSPENSIONE FERIALE DEI TERMINI PROCESSUALI - Il tuo tributarista
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giuseppe 3 luglio 2015	Tributario Lascia un Commento 32,059 Visualizzazioni
L’art. 1 della L. 742/69, così come modificato dal DL 132/2014, dispone che, salvo i casi espressamente indicati, i termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie e a quelle amministrative sono sospesi, ogni anno, dal 1° al 31 agosto.
Il periodo di sospensione pari a 31 giorni è computato tenendo conto del calendario comune, secondo l’unità di misura del giorno (Cass. 3.6.2003 n. 8850 e 14.2.2007 n. 3223).
Se il termine processuale dovesse iniziare a decorrere durante il periodo di sospensione, l’inizio è differito al termine del periodo di sospensione medesimo, cioè al 1° settembre incluso. Ove, invece, il termine abbia già iniziato a decorrere anteriormente al 1° agosto, il medesimo rimane sospeso nel periodo feriale per poi ricominciare a decorrere alla fine di detto periodo, vale a dire dal 1° settembre. Anche in tal caso, il 1° settembre è incluso nel computo del termine.
I termini processuali, anche nel processo tributario, sono sospesi di diritto dal 1° al 31 agosto, ed operano:
Il ricorso in Commissione tributaria deve essere notificato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto: pertanto, se il termine dovesse scadere o inizia a decorrere all’interno della pausa estiva, esso riprende dal 1° settembre.
Ai sensi dell’art. 17-bis del DLgs. 546/92, per gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate di valore sino a 20.000,00 euro, il contribuente, in luogo del ricorso, è tenuto a presentare atto di reclamo, che, in via eventuale, può contenere una proposta di mediazione. L’istituto è stato oggetto di modifiche ad opera della L. 147/2013, che ha inciso, in determinate circostanze, sull’applicabilità della sospensione feriale.
Il reclamo va notificato entro il termine per il ricorso, e, se le parti non riescono a trovare un accordo e la mediazione non viene stipulata, il contribuente provvede alla costituzione in giudizio, depositando copia del reclamo presso il giudice competente. Nessun dubbio sussiste sull’applicabilità della sospensione feriale al termine per la notifica del reclamo e a quello per il suo deposito in Commissione tributaria provinciale, trattandosi di termini processuali. La mediazione deve essere stipulata entro 90 giorni dalla notifica del reclamo, e, nel sistema post L. 147/2013, dallo spirare di essi decorre il termine di 30 giorni entro cui occorre depositarlo ex art. 22 del DLgs. 546/92. Successivamente alle modifiche della L. 147/2013 all’art. 17-bis co. 9 del DLgs. 546/92, il termine di 90 giorni entro cui la mediazione deve essere stipulata soggiace alla sospensione feriale dei termini.
In base all’art. 327 c.p.c., la formazione del giudicato si ha decorsi sei mesi dalla data di pubblicazione della sentenza (c.d. termine “lungo”). Ove, invece, la parte abbia notificato la sentenza, il giudicato si forma decorsi 60 giorni dalla suddetta notifica senza che l’impugnazione sia stata proposta (c.d. termine “breve”, art. 51 del DLgs. 546/92). Anche per il computo di tale termine (sia esso “breve” o “lungo”) occorre tener conto del periodo di sospensione feriale.
Ai procedimenti relativi alla sospensione dell’esecuzione degli atti amministrativi non si applica la sospensione feriale dei termini (art. 5 della L. 742/69). In questo caso, occorre però effettuare una breve precisazione. Qualora, per ipotesi, una cartella di pagamento o un accertamento “esecutivo” fossero notificati alla fine del mese di luglio, ai fini della sospensiva, occorrerà notificare il ricorso (contenente la richiesta cautelare ai sensi dell’art. 47 del DLgs. 546/92) al più presto, siccome, stante l’inapplicabilità della sospensione feriale, l’udienza cautelare potrà tenersi nella pausa estiva. Per contro, sarebbe errato proporre la sola istanza cautelare disgiunta dal ricorso, posto che nel rito tributario la cautela non può essere presentata prima del ricorso.
Ai sensi dell’art. 6 co. 3 del DLgs. 218/97, in caso di presentazione di istanza di accertamento con adesione, il termine per ricorrere è sospeso per 90 giorni. L’istanza, per comportare l’effetto sospensivo, deve essere presentata prima del decorso del termine per impugnare. La C.M. 28.6.2001 n. 65 (§ 4.2) specifica che, per impugnare, “deve correttamente tenersi conto sia dell’intero periodo di sospensione previsto dal d. lgs. n. 218 del 1997, sia dell’eventuale periodo di sospensione feriale prevista dalla legge 7 ottobre 1969, n. 742”, e lo stesso era stato affermato con la R.M. 11.11.99 n. 159.
Si evidenzia, però, che una recente sentenza della Cassazione (5.6.2015 n. 11632), sconfessando espressamente sia il pregresso orientamento che la prassi ufficiale, ha sancito che, siccome la procedura di adesione ha natura amministrativa e non giudiziale, non ci può essere il cumulo tra sospensione feriale e sospensione del termine per il ricorso derivante dall’istanza di adesione. Nonostante quest’ultimo orientamento non sia, allo stato attuale, pacifico (in senso opposto, Cass. 3.6.2015 n. 11403), a titolo prudenziale è opportuno non confidare mai nel cumulo delle sospensioni.
L’art. 15 del DLgs. 218/97 consente, per imposte sui redditi/IVA/IRAP e per alcune tipologie di accertamenti sulle imposte d’atto, di rinunciare al ricorso beneficiando di una riduzione delle sanzioni ad un sesto o ad un terzo. La rinuncia non presuppone un atto espresso, in quanto si concretizza nel versamento delle somme dovute, appunto, per effetto dell’acquiescenza, entro il termine per il ricorso. La C.M. 8.8.97 n. 235/E dice che deve essere considerata anche la sospensione feriale. Quanto esposto, sebbene a fini prudenziali si potrebbe ragionare diversamente, non pare mutato a seguito dell’orientamento giurisprudenziale indicato, che ritiene non cumulabile la sospensione feriale con le sospensioni relative a fasi amministrative.
Il contribuente raggiunto da un atto di contestazione/irrogazione di sanzioni amministrative può fruire della definizione agevolata, evitando il contenzioso. Per avvalersi di tale istituto, le sanzioni ridotte devono essere versate entro il termine previsto per il ricorso (artt. 16 e 17 del DLgs. 472/97). La C.M. 5.7.2000 n. 138/E (§ 2.3) ha chiarito che, a tali fini, deve essere considerata anche la sospensione feriale. Quanto esposto, sebbene a fini prudenziali si potrebbe ragionare diversamente, non pare mutato a seguito dell’orientamento giurisprudenziale indicato, che ritiene non cumulabile la sospensione feriale con le sospensioni relative a fasi amministrative.
TERMINI PER IL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE
Gli importi che vengono richiesti mediante i vari provvedimenti impositivi emanati dagli uffici finanziari devono essere, di regola, corrisposti entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. È in tal caso importante analizzare la terminologia utilizzata dal legislatore: ove egli ha fatto riferimento al “termine per il ricorso”, si ritiene che la sospensione debba necessariamente operare; qualora, invece, sia utilizzata la locuzione “entro 60 giorni dalla notifica”, la sospensione non può operare.
Accertamenti “esecutivi” (IRPEF/IRES, IVA, IRAP)
Per gli accertamenti su imposte sui redditi, IVA e IRAP, l’art. 29 del DL 78/2010 sancisce che gli importi richiesti, per la totalità o per un terzo, a seconda che il contribuente abbia o meno intenzione di notificare il ricorso, devono essere versati entro il termine per il ricorso stesso. Trova quindi applicazione la sospensione feriale (nota Agenzia delle Entrate 30.9.2011 prot. n. 2011/141776).
Atti di rideterminazione delle somme dovute
Dopo la notifica dell’avviso di accertamento “esecutivo”, le pretese devono essere portate a conoscenza del contribuente a mezzo di un provvedimento da notificare anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Ciò avviene in tutti i casi in cui siano stati rideterminati gli importi dovuti in base agli avvisi di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP, quindi, tra l’altro:
in caso di mancato pagamento, anche solo di una delle rate successive alla prima dovute a seguito di accertamento con adesione o di conciliazione giudiziale;
in caso di pagamento del tributo in pendenza di processo;
in caso di esecuzione delle sanzioni amministrative;
in caso di accertamento impugnato divenuto definitivo.
Nella nota Agenzia delle Entrate 30.9.2011 prot. n. 2011/141776 è stato affermato che, in tal caso, il versamento deve avvenire sempre entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, essendo priva di rilievo la sospensione feriale dei termini.
Accertamenti su imposte d’atto
Negli accertamenti sulle imposte d’atto (registro, successioni, donazioni, ipocatastali), il contribuente, raggiunto dall’avviso di accertamento o di liquidazione, deve versare le somme, per l’intero o per un terzo, a seconda del fatto che egli abbia o meno intenzione di notificare il ricorso e della tipologia di atto emesso, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. Per questo motivo, non trova applicazione la sospensione feriale dei termini, ancorché si verta in ipotesi di riscossione delle imposte in pendenza di giudizio.
La disciplina relativa agli avvisi di recupero dei crediti d’imposta, di cui all’art. 1 co. 421 ss. della L. 311/2004, enuncia che le somme devono essere versate entro il termine indicato nell’atto, comunque non inferiore a 60 giorni, per effetto di ciò, sembra potersi affermare che non abbia rilievo la sospensione feriale dei termini.
Avvisi bonari (liquidazioni automatiche e controlli formali)
Nelle procedure di liquidazione automatica e di controllo formale delle dichiarazioni al contribuente viene notificato un “avviso bonario”: a seguito di detta comunicazione, se egli ritiene, può versare gli importi entro 30 giorni, fruendo della riduzione delle sanzioni a un terzo o a due terzi, evitando così la formazione del ruolo e la notifica della cartella di pagamento. Gli artt. 2 e 3 del DLgs. 462/97 stabiliscono che il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dalla ricezione della “comunicazione bonaria”, quindi non dovrebbero esservi dubbi sull’inapplicabilità della sospensione feriale.
Cartelle di pagamento e atti successivi
L’art. 25 del DPR 602/73 sancisce che gli importi contestati mediante cartella di pagamento devono essere versati entro 60 giorni dalla data di notifica. Sembra quindi da escludere l’operatività della sospensione feriale. Del pari, la sospensione feriale non dovrebbe operare per i versamenti che devono essere eseguiti a seguito di comunicazione di ipoteca e di intimazione ad adempiere.
Sospensione Feriale	2015-07-03
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