Source: http://nonsolomarescialli.it/i-nodi-irrisolti-dellassociazionismo-sindacale-militare/
Timestamp: 2020-01-19 16:47:02+00:00
Document Index: 85623992

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 1466', 'art. 1479', 'art. 1480', 'art. 751']

I NODI IRRISOLTI DELL’ASSOCIAZIONISMO SINDACALE MILITARE – News dal Comparto Sicurezza e Difesa "Forze Armate e Corpi di Polizia"
giusy stella 16 Dicembre 2018 27 Dicembre 2019 Nessun commento su I NODI IRRISOLTI DELL’ASSOCIAZIONISMO SINDACALE MILITARE
Ulteriori riflessioni in attesa dell’intervento legislativo dopo la sentenza n. 120/2018 della Corte Costituzionale e il parere n. 2756/2018 del Consiglio di Stato.
In un precedente contributo, in occasione dell’analisi del parere reso in merito alla circolare emanata dal Ministero della Difesa a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018, era emersa una certa contiguità tra la Seconda Sezione del Consiglio di Stato ed il Ministero della Difesa.
In particolare, era stato segnalato che la predetta Sezione di Palazzo Spada “ha espresso al di fuori della sede ‘processuale’ un proprio orientamento su tematiche che potrebbe poi dover riaffrontare in sede contenziosa […] sarebbe stato maggiormente conveniente che un parere su tali questioni fosse stato espresso dalla ‘Sezione Consultiva per gli atti normativi’ dello stesso Consiglio di Stato, che è formata da Giudici diversi rispetto a quelli presenti nella Seconda Sezione ”.
Scopo del presente scritto, invece, sarà quello di illustrare alcune questioni non trattate né dalla Corte Costituzionale, né dal Ministero della Difesa, né dal Consiglio di Stato, ma con cui il Legislatore dovrà confrontarsi.
2. Le ragioni alla base della mancata registrazione dei sindacati nell’esperienza sindacale italiana.
Sappiamo che l’art. 39 della Costituzione sancisce che “L’organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. E’ condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione ai loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce”.
In primis, perché “ha senza dubbio giocato il timore delle organizzazioni sindacali, appena uscite dall’esperienza corporativa, di essere soggette a controlli penetranti da parte dei pubblici poteri in ordine alla propria organizzazione interna ed alla propria attività anche di carattere conflittuale ”.
Le altre ragioni, sono perlopiù legate “all’efficacia della contrattazione collettiva”, che avrebbe sostanzialmente agevolato i sindacati “maggiormente rappresentativi ”.
2.1 Il preventivo assenso del Ministero.
Tuttavia, come sappiamo, alle associazioni militari a carattere sindacale non è consentito partecipare alla contrattazione collettiva, che è stata lasciata alla Rappresentanza Militare (i cc.dd. “sindacati gialli ”); alle associazioni è riconosciuta una non meglio specificata “azione dialettica” da condurre nel rispetto del divieto di esercizio del diritto sciopero imposto ai militari.
3. La repressione della condotta antisindacale e la tutela del delegato.
Però, l’Ordinamento Militare conosce alcune disposizioni -applicabili alla Rappresentanza Militare e non solo- come l’art. 1466 COM (L’esercizio di un diritto ai sensi del presente Codice e del Regolamento esclude l’applicabilità di sanzioni disciplinari), l’art. 1479 COM (Sono vietati gli atti diretti comunque a condizionare o limitare l’esercizio del mandato dei componenti degli organi della rappresentanza), l’art. 1480 COM ( I trasferimenti ad altre sedi di militari di carriera o di leva eletti negli organi di rappresentanza, se pregiudicano l’esercizio del mandato, devono essere concordati con l’organo di rappresentanza a cui il militare, del quale si chiede il trasferimento, appartiene.).
4. Il rapporto con gli Organi di Informazione.
Al momento, è stata riconosciuta l’”azione dialettica”, che è cosa ben diversa dalla concertazione contrattuale. Ovvero, il più importante strumento dialettico di un’associazione professionale.
Si consideri che l’art. 751 c. 1 n. 46) del D.P.R. 90/2010 si esprime in tal senso: “Possono essere puniti con la consegna di rigore : […] invio o rilascio alla stampa o a organi di informazione, di comunicazioni o dichiarazioni a nome di un organo di rappresentanza militare. E’ fatta eccezione per i componenti del COCER per quanto riguarda le materie di competenza di tale organo rappresentativo”.
Lo stesso Sandro Pertini, che era stato eletto da poco Presidente della Repubblica, definì la legge come «una immissione nelle forze armate di spirito partecipativo che dovrà presto dare i suoi frutti» .
Il Regolamento attuativo giunse con ben otto anni di ritardo (DPR 545/86) –giunse, cioè, l’anno dopo la scadenza del mandato del Presidente Pertini- e di fatto anestetizzò i contenuti della legge, attraverso l’introduzione di una serie di limitazioni che ne disinnescarono la portata innovativa.
Considerata la sensibilità esternata dall’attuale Ministro della Difesa, che non si stia di nuovo prendendo tempo in attesa che cambi la direzione del vento e il nuovo clima (politico) favorisca un altro disinnesco?
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