Source: http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=2012030421748
Timestamp: 2018-02-19 21:26:35+00:00
Document Index: 37268140

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ']

NEWS IVA SULLA TIA
Un chiarimento dovuto, viste le moltissime richieste che ci stanno pervenendo in merito al rimborso dell'IVA sulla Tia.
E' importante tenere in considerazione, visto che si tratta di una questione piuttosto datata, dei termini di prescrizione. Alla luce di questi ultimi è possibile richiedere il rimborso solo per gli ultimi due anni di applicazione della TIA... per un importo irrisorio. Il rimborso non è automatico, bisogna vincere una causa collettiva per richiederlo. In molti casi le nostre sedi vi stanno giustamente rispondendo che sarebbe antieconomico richiederlo: il bilancio tra le spese per la causa e l'importo del rimborso comporterebbe un sostanziale azzeramento del beneficio.
Ad oggi, in ogni caso, l'IVA non è più applicata su tale imposta.
Da TARSU a TIA1 a TIA2 alla TARES
- il calcolo del tributo che, nel caso della TARSU è effettuato sulla base dei metri quadrati del proprio immobile (con una riduzione nel caso si viva da soli), nel caso della TIA, invece, la tariffa è determinata da una quota fissa del servizio, ai quali si aggiunge una componente variabile legata al numero dei componenti del nucleo familiare, e calcolata, cioè, in base ai “rifiuti effettivamente prodotti”, e nei fatti così non è stato;
- senza nascondere che nel settore dei rifiuti si è registrata un’evoluzione positiva, specialmente in alcune realtà territoriali, tesa ad incentivare sempre più la raccolta differenziata ed i comportamenti delle utenze finalizzati a ridurre i rifiuti alla fronte, a massimizzare il recupero ed a minimizzare il ricorso alla discarica.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 238 del 24 luglio 2009, ha stabilito che la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) così come disciplinata dal Decreto Ronchi è una “tassa” e non una “tariffa”, pertanto, sulla stessa non è applicabile l’IVA.
Sono oltre 6 milioni le famiglie (pari a oltre 19.530.626 cittadini) residenti in ben 1340 comuni italiani, che, dal 1999 al 2011, hanno dovuto pagare l’IVA di troppo sulla tassa sui rifiuti, e che oggi devono avere indietro quanto versato in più del dovuto.
Spettava al Governo ed alle aziende o comuni dare corretta applicazione alla sentenza della Corte Costituzionale
Il Governo ha tergiversato a lungo, tentando in seguito di scippare i rimborsi agli aventi diritto, e, infine, cambiando nome alla TIA da Tariffa di Igiene Ambientale (TIA1) in Tariffa Integrata Ambientale (TIA2) ai sensi del D.lgs. 152/2006, etichettandola con il D.L. 78/2010 come “prestazione di servizio” su cui è applicabile l’IVA. Ovvero, come cambiare solo il nome senza cambiare la sostanza.
La nuova TIA2 (Tariffa Integrata Ambientale), attivata da molte realtà a partire dal 1/7/2010 che però, in assenza del regolamento attuativo, è applicabile per legge sulla base del regolamento attuativo della vecchia TIA del 1999 (sulla quale l’IVA è illegittima).
La battaglia intanto proseguiva...
La Federconsumatori, intanto, ha inviato nel 2010 lettere di diffida (ai sensi dell’Art. 140, comma 5, del Codice del Consumo) a circa 20 aziende multiutility che erogano e riscuotono le bollette della TIA. In alcuni casi ha ottenuto importanti risultati, come a Perugia, Terni e Narni, che hanno cessato nel 2010 l’applicazione dell’IVA sulle bollette future della TIA. In altri casi, come a Rimini, il Comune aveva invitato l’azienda Hera, di cui è azionista, ad ottemperare nell’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale, ma l’azienda si è rifiutata, quindi la Procura ha aperto un’indagine.
Nel frattempo, il Comune di Roma ha annunciato che non avrebbe più applicato l’IVA sulla TIA, salvo poi fare retromarcia, con l’aggravante di aumenti di pari importo sulle tariffe, del ripristino dell’IVA sulle bollette nel 2011 e del recupero dell’IVA del 2010 in aggiunta alle bollette del 2012.
Nel 2011 Federconsumatori di Genova, Prato ed Alessandria hanno promosso cause pilota davanti al Giudice di Pace, con 3 vittorie significative a favore dei cittadini che hanno ottenuto il rimborso. A Genova, con la riproposizione delle cause, sono già 700 i cittadini che hanno vinto e sono stati rimborsati dall’azienda e per altre 10.000 persone si sta predisponendo la documentazione, sempre che non si arrivi ad un auspicato accordo con il comune. Ad Alessandria, dove la vittoria nella prima causa pilota ha portato al rimborso di 17 utenze per un importo medio di 100 Euro a testa, è stata presentata una causa davanti al Tribunale Ordinario con rito 702 bis c.p.c. per altre 45 utenze con pronuncia a febbraio 2013. Anche a Pesaro è stata promossa una causa pilota presso il GDP con udienza fissata per il 18 dicembre 2012. A Trento Federconsumatori ha avviato una causa pilota, la cui udienza finale è prevista per il 20 dicembre 2012, che è stata dirottata per competenza al tribunale. A Bologna si sta lavorando per mettere insieme gruppi di 100 utenze e per promuovere cause presso il tribunale, raccogliendo la documentazione e promuovendo assemblee di cittadini. Nel 2013 anche a Forlì, Cesena e Modena verranno promosse le prime cause per gruppi di utenti. A Roma, infine, sono già state avviate cause per gruppi di utenti presso il G.D.P. e si è in attesa degli esiti dei procedimenti stessi, in modo da poterli estendere ad alter 1.000 utenze.
In questo contesto di pronunciamenti favorevoli, che ci davano vigore nel condurre questa battaglia di legalità e giustizia raggiungendo un importante obiettivo con il nuovo Decreto Legge del 6/12/2011 n.201 (già convertito in legge) in cui, all’art. 14, si istituisce il nuovo tributo per il servizio di smaltimento dei rifiuti, su cui l’IVA dal 1/1/2013 non è più applicata: un notevole risultato raggiunto nella campagna fin qui condotta dai consumatori e dalla nostra Associazione.
La Cassazione, con la sentenza dell'8 marzo 2012 n°3756 ha confermato definitivamente l'illegittimità dell'IVA sulla TIA.
La sentenza smentisce e censura il comportamento del Governo precedente, che le aveva provate tutte per aggirare 17 milioni di cittadini che hanno pagato indebitamente l’IVA sulla TIA.
Allo stato attuale sono oltre 550.000 i cittadini che hanno inoltrato le domande di cessazione e rimborso alle aziende. Di questi, 235.000 hanno visitato la sezione dedicata del nostro sito e/o scaricato la modulistica per il rimborso TIA, mentre gli altri si sono rivolti direttamente alle nostre strutture territoriali.
LEGGETE ANCHE I NOSTRI COMUNICATI A QUESTO LINK