Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_fallimentare/66
Timestamp: 2019-12-09 03:39:32+00:00
Document Index: 157504081

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 2654', 'art. 2901', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 2901', 'art.66', 'art. 66', 'art. 2901', 'art. 67', 'art. 2740', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 2901', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 2901', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 66', 'art. 2903', 'art. 66', 'art. 1391', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 66', 'art. 2901', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 2504', 'art. 2504', 'art. 2504']

I. Il curatore può domandare che siano dichiarati inefficaci gli atti compiuti dal debitore in pregiudizio dei creditori, secondo le norme del codice civile.
II. L'azione si propone dinanzi al tribunale fallimentare, sia in confronto del contraente immediato, sia in confronto dei suoi aventi causa nei casi in cui sia proponibile contro costoro.
Tribunale fallimentare - Competenza - Fattispecie - Azione revocatoria ex art. 66 L. Fall. su quote societarie - Azione derivante direttamente dal fallimento - Sussistenza
Tribunale delle imprese - Competenza - Fattispecie - Azione revocatoria su quote societarie - Pretesa estranea al rapporto societario - Insussistenza.
Deve affermarsi la competenza inderogabile del tribunale fallimentare nella controversia avente ad oggetto l’azione revocatoria ordinaria esercitata dal curatore su quote societarie, in quanto trattasi di azione derivante direttamente dal fallimento avente finalità di ricostruzione del patrimonio del fallito. (Monica Ceravolo) (riproduzione riservata)
Non rientra nella competenza del tribunale delle imprese l’azione revocatoria avente ad oggetto quote societarie, in quanto esula dall’ambito operativo delle sezioni specializzate in materia di impresa. Il perimetro della competenza di queste ultime deve infatti essere delimitato avuto riguardo al petitum sostanziale, che postula la verifica in concreto della sussistenza di un legame diretto della stessa con i rapporti sociali, e quindi che la pretesa sia causalmente connotata dall’inerenza al rapporto di società. (Monica Ceravolo) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 19 Luglio 2018. Segue...
Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (Rapporto con l'azione revocatoria ordinaria) - Azione revocatoria ordinaria - Proposizione da parte del curatore fallimentare ex art. 66 l.fall. - Successiva interruzione del processo a seguito di revoca del fallimento - Riassunzione da parte del singolo creditore - Ammissibilità - Effetti.
L’azione revocatoria ordinaria, proposta ai sensi dell’art. 66 l.fall. dal curatore fallimentare, in ipotesi di interruzione del relativo giudizio determinato dalla perdita della capacità processuale dello stesso a seguito della revoca del fallimento, può essere proseguita dal singolo creditore, il quale è legittimato a riassumere il processo giovandosi degli effetti sostanziali e processuali della domanda originaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Maggio 2017, n. 10903. Segue...
Atti soggetti a trascrizione - Reclamo avverso la trascrizione con riserva eseguita dal Conservatore dei Registri Immobiliari.
La circostanza che nell’atto di citazione introduttivo del giudizio di revocatoria ordinaria non risultino formalmente indicati gli estremi della trascrizione del fondo patrimoniale presso la locale Conservatoria non integra un grave e fondato dubbio sulla trascrivibilità di un atto che, a norma dell’art. 2654 bis cod. civ., giustifichi la trascrizione con riserva dell’atto. (Antonino Chiarenza) (riproduzione riservata) Tribunale Enna, 01 Marzo 2017. Segue...
Fallimento - Azione revocatoria ordinaria del curatore - Subentro nell'azione promossa dal creditore prima del fallimento - Onere della prova.
Nell'ipotesi in cui il curatore fallimentare, anziché promuovere autonomamente l'azione revocatoria ex art. 2901 c.c., scelga di subentrare in quella promossa dal creditore prima del fallimento, egli sarà vincolato alle preclusioni eventualmente maturate, ma potrà beneficiare della posizione processuale del creditore e del regime probatorio più favorevole e non sarà, quindi tenuto, ai fini della dimostrazione dell’eventus damni (a meno che non venga ipotizzata una dolosa preordinazione dell'atto dispositivo al fine di pregiudicare il soddisfacimento del credito) a provare anche che il credito dei creditori ammessi o di alcuni di loro era già sorto al momento dell'atto che si assume pregiudizievole, quale era la consistenza dei loro crediti, quale era la consistenza quantitativa e qualitativa del patrimonio del debitore subito dopo il compimento dell'atto pregiudizievole. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 22 Dicembre 2015. Segue...
Fallimento – Azione revocatoria ex art. 66 l.f. – Caratteristiche – Sussistenza
Fallimento – Azione revocatoria ex art. 66 l.f. – Compensazione con credito verso il fallito – Insussistenza.
La cessione “pro solvendo” al creditore costituisce modalità anomala di estinzione dell'obbligazione che come tale è assoggettabile all’azione revocatoria ordinaria promuovibile dal curatore ex art. 66 l. fall. Il principio della non sottoponibilità all’azione revocatoria dell’adempimento di un debito scaduto, ex art. 2901 co. 3 c.c., infatti, trova applicazione solo con riguardo all’adempimento in senso tecnico e non con riguardo a negozi, come appunto la cessione di credito, riconducibili ad un atto discrezionale, dunque non dovuto, per il quale l’estinzione dell’obbligazione è l’effetto finale di un’operazione, soggettivamente ed oggettivamente diversa da quella in virtù del quale il pagamento è dovuto (Cass. 2898/08). (Luca Caravella) (riproduzione riservata)
Il credito verso il fallito non può essere compensato con il debito di restituzione a seguito di esperimento di azione revocatoria, atteso che quest'ultimo è un debito verso la massa e non verso il fallito e, pertanto, manca, perché possa operare la compensazione, il requisito della reciprocità delle obbligazioni, non correndo i rapporti di debito e credito tra i medesimi soggetti (Cass. 10140/98). (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 21 Ottobre 2015. Segue...
Azione revocatoria ordinaria - Esercitata dal curatore fallimentare - Caratteristiche - Ambito di efficacia - Sostanziale identità - Onere della prova della conoscenza dello stato insolvenza da parte del terzo - Esclusione - Prova del semplice pregiudizio per la massa dei creditori.
L'art.66 l.fall. ripropone, in ambito fallimentare, la revocatoria ordinaria codicistica. L'unica differenza fra la revocatoria ex art. 66 L.F. e la revocatoria ex art. 2901 cod. civ. è l'ambito di efficacia: la prima, esercitata dal curatore, giova a tutti i creditori, la seconda giova soltanto al creditore che ha esercitato l'azione. Ma le caratteristiche dell'azione sono le medesime, trattandosi dello stesso istituto trasposto in un diverso settore dell'ordinamento. E' quindi errato ritenere che, anche in tema di revocatoria ordinaria, il curatore sia gravato dalla prova della conoscenza da parte del terzo dello stato di insolvenza del debitore, come avviene in caso di revocatoria fallimentare ex art. 67 L.F.; è in realtà sufficiente che sia dimostrato il semplice pregiudizio, per la massa dei creditori, dell'atto dispositivo. Pertanto, chi propone questa azione deve unicamente provare la conoscenza, da parte del terzo, del pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore, ovverosia la menomazione della garanzia generica di cui all'art. 2740 cod. civ., posto che la norma non richiede, per la sua applicazione, che il debitore sia insolvente, nè che il creditore abbia consapevolezza dello stato di decozione del debitore o della società di cui è parte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 07 Maggio 2015. Segue...
Azione revocatoria ordinaria - Modifica qualitativa e non quantitativa del patrimonio - Soddisfazione dei crediti resa più incerta o difficile.
In tema di revocatoria ordinaria, non è necessaria una totale compromissione del patrimonio del debitore, ma è sufficiente che la soddisfazione dei crediti sia resa più incerta o difficile, come nel caso di modifica qualitativa e non quantitativa del patrimonio del debitore che metta a rischio la fruttuosità dell'azione esecutiva (ex multis, Cass. civ. Sez. 3 13 dicembre 2011, n. 26723).
Nel caso di specie, la Corte territoriale aveva ritenuto che il carattere pregiudizievole dell'atto, consistente nella stipula di un contratto di locazione, l'eventus damni, sia insito nelle caratteristiche dell'atto stesso (lunga durata del contratto, prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato). Tale ricostruzione di fatto, afferente al merito della controversia, non può essere messa in discussione in sede di legittimità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 07 Maggio 2015. Segue...
Fallimento - Azione revocatoria promossa dal curatore - Analogie e differenze con l'azione revocatoria di cui all'articolo 2901 c.c..
L'art. 66 legge fall. ripropone, in ambito fallimentare, la revocatoria ordinaria codicistica. L'unica differenza fra la revocatoria ex art. 66 e la revocatoria ex art. 2901 cod. civ. è l'ambito di efficacia: la prima, esercitata dal curatore, giova a tutti i creditori, la seconda giova soltanto al creditore che ha esercitato l'azione. Ma le caratteristiche dell'azione sono le medesime, trattandosi dello stesso istituto trasposto in un diverso settore dell'ordinamento. Ragion per cui è errato ritenere che, anche in tema di revocatoria ordinaria, il curatore sia gravato dalla prova della conoscenza da parte del terzo dello stato di insolvenza del debitore, come avviene in caso di revocatoria fallimentare ex art. 67 legge fall., poiché è in realtà sufficiente che sia dimostrato il semplice pregiudizio, per la massa dei creditori, dell'atto dispositivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Maggio 2015. Segue...
Revocatoria ordinaria - Presupposti - Modifica qualitativa del patrimonio del debitore - Maggiori difficoltà nella soddisfazione dei crediti.
In tema di revocatoria ordinaria, non è necessaria una totale compromissione del patrimonio del debitore, ma è sufficiente che la soddisfazione dei crediti sia resa più incerta o difficile, come nel caso di modifica qualitativa e non quantitativa del patrimonio del debitore che metta a rischio la fruttuosità dell'azione esecutiva (ex multis, Cass. civ. Sez. 3 13 dicembre 2011, n. 26723). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Maggio 2015. Segue...
Revocatoria ordinaria - Collegamento dell’atto impugnato con uno o più atti successivi - Impugnazione dell’atto più significativo - Fattispecie .
È revocabile ai sensi dell’articolo 2901 c.c. l’operazione, posta in essere con uno o più atti convergenti ad ottenere il medesimo risultato, mediante la quale viene estinta una esposizione debitoria di natura chirografaria attraverso la erogazione di un mutuo ipotecario. In tale ipotesi il creditore che agisce in revocatoria può rivolgere la propria impugnazione contro l’atto più significativo da un punto di vista economico oppure contro quello che meglio riveli gli elementi della frode. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 02 Settembre 2014. Segue...
Revocatoria ordinaria – Sopravvenienza del fallimento del debitore – Subentro del curatore fallimentare ex art. 66 l.f. – Conseguenze processuali.
Azione revocatoria ordinaria – Consapevolezza del terzo – Prova presuntiva - Ammissibilità..
Qualora, dopo la proposizione dell'azione revocatoria ordinaria, sopraggiunga la dichiarazione di fallimento del debitore, la legittimazione alla prosecuzione dell'azione medesima compete in via esclusiva al curatore fallimentare, il quale agisce come sostituto processuale della massa dei creditori concorsuali che risultano privati della legittimazione ad iniziare o proseguire l'azione per tutta la durata della procedura fallimentare: da ciò consegue che l'azione revocatoria proposta dal creditore diviene improcedibile e che il creditore non può rimanere nel processo né come parte né come interventore adesivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
In ordine alla consapevolezza dell'evento dannoso da parte del terzo (c.d. consilium fraudis), non occorre la c.d. partecipatio fraudis essendo sufficiente la consapevolezza generica del pregiudizio alle ragioni dei creditori complessivamente considerate, che può essere provata anche mediante presunzioni (nel caso di specie tale consapevolezza è stata desunta dalla vendita contestuale da parte della debitrice di una pluralità di immobili, dalla circostanza che la società terza acquirente era socia della società debitrice-venditrice nonché dall’esistenza di stretti legami parentali fra soci e amministratori della società venditrice e di quella acquirente, tutte caratterizzate da una ristretta base sociale). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Aprile 2013. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - L’esclusione dalla revocabilità comprende anche la revocatoria ordinaria..
Azione revocatoria ordinaria - Scissione societaria - Esperibilità - Esclusione.
È inammissibile l'azione revocatoria ordinaria di cui all'articolo 2901 c.c. dell'atto di scissione societaria e ciò anche nell'ipotesi in cui detta azione sia promossa dal curatore fallimentare ai sensi dell'articolo 66 legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 18 Febbraio 2013. Segue...
Revocatoria ordinaria ex articolo 2901 c.c. - Fallimento del debitore prima della sua costituzione nel giudizio promosso dal singolo creditore - Interruzione del processo - Necessità di citazione in riassunzione ad opera del curatore fallimentare con l'osservanza dei termini di cui all'articolo 163 bis c.p.c. - Insussistenza - Comparsa di costituzione volontaria del curatore ex articolo 299 c.p.c. e 66 L.F. in sostituzione dell'attore - Ritualità..
Qualora il giudizio di revocatoria ordinaria promosso dal singolo creditore si interrompa a seguito della dichiarazione di fallimento del debitore prima della costituzione in giudizio di quest'ultimo, il curatore che decida di subentrare nell'azione in forza della legittimazione riconosciutagli dall'articolo 66, legge fallimentare non è tenuto a riassumere il processo notificando la riassunzione nel rispetto dei termini di cui all'articolo 163 bis c.p.c., perché può semplicemente proseguire il processo in luogo del creditore depositando la comparsa di costituzione ai sensi degli articoli 299 c.p.c. e 66, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 05 Maggio 2012. Segue...
Revocatoria fallimentare – Revocabilità della transazione stipulata con l’assistenza della direzione provinciale del lavoro – Azione revocatoria ordinaria – Revocatoria fallimentare..
Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Cessione di crediti – Revocatoria ordinaria – Presupposti..
Il cessionario che compra al valore nominale dei crediti incagliati assume per definizione il rischio dell’inadempimento parziale (o integrale) dei debitori ceduti, e quindi di provocare per i suoi creditori una certa riduzione della garanzia patrimoniale, in misura pari a quanto non verrà riscosso, che non potrà compensare la perdita certa rappresentata dal corrispettivo pagato per la parte non riscossa; l’operazione è revocabile quando chi acquista ha un bilancio già negativo, perché riduce ulteriormente la garanzia patrimoniale esistente in favore dei propri creditori, tenuto anche conto della maggior difficoltà liquidatoria dei crediti acquistati, e anche in presenza di riserve, qualora queste non siano sufficienti a coprire il rischio dell’inadempimento dei debitori ceduti. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 24 Maggio 2011. Segue...
Azione revocatoria pauliana – Donazione modale – Carattere di liberalità – Sussistenza. .
L’esistenza di un onere a carico del donatario non intacca il contenuto liberale dell’atto di disposizione compiuto dal donante. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 01 Aprile 2011. Segue...
Azione revocatoria ordinaria - Vendita di quote di società a responsabilità limitata - Sequestro giudiziario in corso di causa - Pregiudizio e periculum in mora - Presupposti..
Nell'ambito di procedimento cautelare in corso di causa volto ad ottenere il sequestro giudiziario di quote di società a responsabilità limitata, la cui alienazione è oggetto di azione revocatoria ordinaria, l'elemento oggettivo del pregiudizio alle ragioni dei creditori è facilmente individuabile nel fatto che le quote sono uscite dal patrimonio della società successivamente fallita in un contesto di chiara sofferenza economica ed in cambio di una somma di denaro, bene, questo, facilmente occultabile e distraibile. Nella fattispecie, poi, il requisito del periculum - inteso, trattandosi di provvedimento di sequestro giudiziario, come opportunità di provvedere alla custodia o alla gestione del bene - è costituito dal fatto che le quote di società a responsabilità limitata sono suscettibili di facile alienazione e, in caso di gestione non corretta, di rapido depauperamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 11 Febbraio 2011. Segue...
Fallimento – Azione revocatoria nei confronti del subacquirente – Facoltà del giudice di qualificare l'azione come revocatoria ordinaria – Esclusione. (28/09/2010).
Il curatore può agire in revocatoria nei confronti del subacquirente esclusivamente con la revocatoria ordinaria ai sensi degli artt. 66, legge fallimentare e 2901, codice civile e, ove l’azione proposta sia stata espressamente qualificata come revocatoria fallimentare ex art. 67, legge fallimentare, il giudice non può, ritenendone sussistenti i presupposti, qualificarla come revocatoria ordinaria. (Nella fattispecie il curatore aveva agito con la revocatoria fallimentare sia nei confronti dell’avente causa dal fallito che del sub acquirente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 09 Settembre 2010. Segue...
Procedimento civile - Domanda giudiziale - Citazione - Contenuto - Nullità - In genere - Pluralità di domande giudiziali - Proposizione alternativa o subordinata - Ammissibilità - Condizioni - Onere della domanda e dovere di chiarezza - Conseguenze - Accoglimento di una di esse - Vizio di ultrapetizione - Esclusione - Ragioni - Pertinenza di ciascuna al "petitum". .
Nello stesso giudizio possono essere proposte, in forma alternativa o subordinata, due diverse richieste tra loro incompatibili, senza che con ciò venga meno l'onere della domanda ed il dovere di chiarezza che l'attore è tenuto ad osservare nelle proprie allegazioni; ne consegue che non incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice che accolga una delle domande come sopra proposte, in quanto il rapporto di alternatività e di subordinazione tra esse esistente non esclude che ciascuna di esse rientri nel "petitum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Luglio 2010, n. 16876. Segue...
Fallimento – Azione revocatoria ordinaria esercitata nel fallimento – Effetti derivanti dall’esercizio da parte del curatore – Azione nuova rispetto a quella esperibile dai creditori – Esclusione..
La dichiarazione di fallimento del debitore comporta soltanto la sostituzione del curatore ai creditori nella legittimazione a proporre l'azione revocatoria ordinaria ex art. 66 l.f., la devoluzione della cognizione della stessa al Tribunale fallimentare e l’estensione a vantaggio indistintamente di tutti i creditori degli effetti dell'accoglimento della domanda, senza minimamente incidere sui requisiti sostanziali dell'azione, atteso che, pur assumendo il carattere di "azione di massa", resta pur sempre ancorata alle specifiche condizioni previste dall'art. 2901 cod. civ.; il che, inoltre, induce ad escludere che possa configurarsi come azione nuova ed autonoma rispetto a quella già esperibile dai singoli creditori. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 01 Febbraio 2010. Segue...
Fallimento – Azione revocatoria ordinaria esercitata nel fallimento – Onere probatorio in capo al curatore – Eventus damni..
Il curatore fallimentare che intenda promuovere l'azione revocatoria ordinaria, per dimostrare la sussistenza dell'eventus damni, ha l'onere di provare tre circostanze: la consistenza del credito vantato dai creditori ammessi al passivo nei confronti del fallito; la preesistenza delle ragioni creditorie rispetto al compimento dell'atto pregiudizievole; il mutamento qualitativo o quantitativo del patrimonio del debitore per effetto di tale atto. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 01 Febbraio 2010. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - In genere (rapporti con l’azione revocatoria ordinaria) - Azione del curatore ex art. 66 della legge fall. - Natura giuridica - Azione revocatoria ordinaria - Requisito oggettivo - Inefficacia ex art. 67 della legge fall. del trasferimento eseguito dal fallito - Requisito soggettivo nel subacquirente - Consapevolezza della revocabilità del primo trasferimento - Necessità - Fondamento..
L'azione revocatoria esercitata dal curatore fallimentare, si sensi dell'art. 66, secondo comma, della legge fall., nei confronti di terzi aventi causa del primo acquirente del fallito, pur presupponendo l'esercizio della revocatoria fallimentare nei confronti dell'atto dispositivo posto in essere dal fallito che è all'origine della catena dei trasferimenti, e la conseguente dichiarazione d'inefficacia di tale atto, è una revocatoria ordinaria, il cui accoglimento presuppone l'accertamento della mala fede del subacquirente consistente nella consapevolezza della revocabilità, ai sensi dell'art. 67 della legge fall. del trasferimento intervenuto tra il primo dante causa ed il debitore fallito a nulla rilevando che la sentenza dichiarativa di fallimento o la domanda revocatoria del curatore siano state trascritte prima o dopo l'atto stipulato dai terzi aventi causa dal primo acquirente del fallito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Dicembre 2009, n. 27230. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere - Natura e scopi - Conseguenze - Condanna all'equivalente monetario del bene oggetto dell'atto revocato - Domanda nuova - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Proponibilità anche in appello - Ammissibilità..
Oggetto della domanda di revocatoria fallimentare non è il bene in sé, ma la reintegrazione della generica garanzia patrimoniale dei creditori mediante l'assoggettabilità ad esecuzione e, quindi, la liquidazione di un bene che, rispetto all'interesse dei creditori, viene in considerazione soltanto per il suo valore; ne consegue, non solo che la condanna al pagamento dell'equivalente monetario ben può essere pronunciata dal giudice, anche d'ufficio, in ogni caso in cui risulti impossibile la restituzione del bene, ma anche che la relativa domanda può essere proposta per la prima volta nel giudizio d'appello, in quanto non nuova, ma ricompresa implicitamente nell'azione revocatoria stessa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Giugno 2009, n. 14098. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - In genere (rapporti con l’azione revocatoria ordinaria) - Azione revocatoria ordinaria proseguita dal curatore fallimentare - Termine di prescrizione - Decorrenza - Dalla data dell'atto impugnato - Fondamento - Interruzione ad opera di uno dei creditori - Efficacia a favore del fallimento - Sussistenza..
Qualora sia stata proposta un'azione revocatoria ordinaria per fare dichiarare inopponibile ad un singolo creditore un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore, a seguito del fallimento del debitore, sopravvenuto in pendenza del relativo giudizio, il curatore può subentrare nell'azione, in forza della legittimazione accordatagli dall'art. 66 legge fall., accettando la causa nello stato in cui si trova. Di conseguenza, trattandosi di un'azione che il curatore trova nella massa fallimentare e che si identifica con quella che i creditori avrebbero potuto esperire prima del fallimento, da un lato la relativa prescrizione, anche nei confronti della curatela, decorre, ai sensi dell'art. 2903 cod. civ., dalla data dell'atto impugnato, dall'altro l'interruzione della prescrizione, ad opera di uno dei creditori cui il curatore sia subentrato ex art. 66 cit., giova alla massa fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Maggio 2009, n. 12513. Segue...
Azione revocatoria – Comunione tra i coniugi – Litisconsorzio necessario – Condizioni – Limiti..
Qualora uno dei coniugi, in regime di comunione legale dei beni, abbia da solo acquistato o venduto un bene immobile da ritenersi oggetto della comunione, il coniuge rimasto estraneo alla formazione dell'atto devesi ritenere litisconsorte necessario nelle controversie in cui si chieda al giudice una decisione che incida direttamente ed immediatamente sul diritto, mentre non può ritenersi tale in quelle controversie in cui si chieda una decisione che incida direttamente ed immediatamente sulla validità od efficacia del contratto. Ne consegue che non sussiste un’ipotesi di litisconsorzio necessario nelle cause di revocatoria ex artt. 66 e 67 legge fall., atteso che l'accoglimento dell'azione revocatoria in materia fallimentare in favore del disponente fallito non determina alcun effetto restitutorio nè, tantomeno, un effetto traslativo a favore della massa dei creditori, ma comporta la inefficacia relativa dell'atto rispetto alla massa dei creditori, rendendo il bene trasferito assoggettabile all'esecuzione concorsuale, senza peraltro caducare, ad ogni altro effetto, l'atto di alienazione nei confronti dell'acquirente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Aprile 2009, n. 9660. Segue...
Revocatoria ordinaria (azione pauliana) – Condizioni e presupposti (esistenza del credito, “eventus damni, consilium fraudis et scientia damni”) – Atto compiuto da una società – Conoscenza del pregiudizio – Stato soggettivo dell'amministratore legale rappresentante – Rilevanza – Fondamento. .
In tema di azione revocatoria ordinaria, qualora l'alienante sia una società, il requisito della "scientia damni" va accertato avendo riguardo all'atteggiamento psichico della (o delle) persone fisiche che la rappresentano, ai sensi del principio stabilito dall'art. 1391 cod. civ., applicabile all'attività delle persone giuridiche. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 09 Aprile 2009, n. 8735. Segue...
Posto che la mancata previsione di un corrispettivo è indice di gratuità dell’atto di trasferimento di beni in trust, può essere accolta l’azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 cod. civ. di tale atto ove risulti provata, anche per presunzioni, la consapevolezza in capo al debitore disponente del pregiudizio arrecato agli interessi del creditore. (Franco Benassi) Tribunale Cassino, 08 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Fallimento e procedure concorsuali - Azione revocatoria ordinaria - Successivo fallimento del debitore - Intervento in giudizio del curatore - Legittimazione esclusiva - Composizione di contrasto..
Il fallimento del debitore, pendendo il giudizio di revocatoria ordinaria promossa contro di lui dal creditore ex art. 2901 cod. civ., permette al curatore sia di subentrare nel relativo processo sia di proporre ex novo la medesima azione, ex art. 66 legge fall.; in entrambi i casi la legittimazione processuale dell’organo concorsuale è comunque esclusiva, non potendo cumularsi a quella del creditore singolare, data la finalità tipica ed essenziale dell’azione revocatoria, cioè consentire il soddisfacimento esecutivo, derivando da tale sbocco inevitabile la perdita di interesse attuale per il creditore. L’azione di quest’ultimo, se esercitata, diviene dunque improcedibile. (Fonte: Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 Dicembre 2008, n. 29420. Segue...
Fallimento e procedure concorsuali - Azione revocatoria ordinaria - Successivo fallimento del debitore - Mancato subentro in giudizio del curatore - Legittimazione del creditore - Composizione di contrasto..
Il promuovimento dell’azione revocatoria ordinaria da parte del creditore ex art. 2901 cod. civ., pur permettendo al curatore del successivo fallimento di subentrare nel relativo processo ovvero di proporre ex novo la medesima azione ex art. 66 legge fall., non esclude, in caso di inerzia dell’organo concorsuale, la prosecuzione dell’azione del creditore individuale. (Fonte: Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 Dicembre 2008, n. 29421. Segue...
Revocatoria ordinaria - Pregiudizio alle ragioni del creditore - Desumibilità dal collegamento dell'atto impugnato con uno o più atti successivi - Ammissibilità - Necessità di impugnare l'ultimo o gli ultimi atti lesivi della garanzia patrimoniale - Esclusione - Impugnazione dell'atto più significativo - Sufficienza - Atto soggetto a revoca.
Agli effetti dell'azione revocatoria, deve ritenersi lesivo del credito anteriore anche l'atto oneroso che sia collegato con uno o più atti successivi, in modo da risultare tutti convergenti, per il breve periodo di tempo in cui sono stati compiuti o per altre circostanze, al medesimo risultato lesivo; in tal caso il creditore che agisca in revocatoria non è tenuto ad impugnare l'ultimo o gli ultimi atti con i quali si sia perfezionata la totale distruzione della garanzia del suo credito, ma può rivolgere la propria impugnativa contro quello più significativo da un punto di vista economico o che meglio riveli gli elementi della frode. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Maggio 2008, n. 13404. Segue...
Scissione - Azione revocatoria fallimentare - Pagamento con mezzo anormale - Esclusione.
Il solo atto di scissione, disgiunto dal successivo atto di fusione, non può configurare un pagamento con mezzo anormale, revocabile ex art. 67, comma 1, n. 2, legge fall., ove il debito dell'impresa fallita sia nei confronti della incorporante e non della società incorporata, la quale, proprio perché nata dalla scissione, non esisteva ancora prima del compimento di detta operazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Gennaio 2001. Segue...
Scissione - Revocabilità - Nullità - Iscrizione dell'atto di fusione nel registro delle imprese - Esclusione.
Ai sensi dell'art. 2504-quater c.c., 'eseguite le iscrizioni dell'atto di fusione a norma del comma 2 dell'art. 2504, l'invalidità dell'atto di fusione non può essere pronunciata', disposizione, questa, che si applica anche all'atto di scissione, in virtù del richiamo contenuto nell'art. 2504-novies ultimo comma c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Gennaio 2001. Segue...