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Timestamp: 2019-08-18 17:21:05+00:00
Document Index: 66552492

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 32', 'art.35']

Discussione: AMBIENTE E CAMBIO CLIMATICO art.1,9,11,32,35
AMBIENTE E CAMBIO CLIMATICO art.1,9,11,32,35
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12 gennaio 2018 alle 16:35 #1165
AMBIENTE e CAMBIO CLIMATICO
Articoli di riferimento : art. 1, art..9, art. 11, art. 32, art.35.
È necessario, urgentissimo, improrogabile, cambiare il modello di sviluppo economico in atto, a favore della conversione ecologica del modello attuale.
Solo 12 anni, restano per fermare la catastrofe irreversibile del pianeta.
Il V rapporto dell´IPCC ( Intergovernmental panel on climate change ), organo dell´ONU, anticipa al 2030 il raggiungimento di quei DUE gradi di temperatura della Terra oltre il quale non si potrá piú fermare l´annunciata catastrofe.
CAUSE. Uso di combustibili fossili ( carbone, petrolio e metano ) piuttosto che energie rinnovabili; agricoltura ed allevamento intensivi, distruzione di foreste e boschi che ha prodotto la diminuzione della capacità di assorbimento dell´anidride carbonica atmosferica; urbanizzazione; inquinamento marino.
CONSEGUENZE. Estremizzazione dei fenomeni atmosferici e climatici, aumento della temperatura del pianeta e delle precipitazioni, diminuzione dei ghiacciai con conseguente aumento del livello dei mari, perdita della biodiversità, difficoltà nella produzione alimentare con perdita di aree coltivabili, incremento della diffusione di malattie, aumento dei flussi migratori d´intere popolazioni che fuggono da carestie, desertificazione, siccitá.
Esso rappresenta una minaccia enorme per il genere umano che ne è la causa.
SOLUZIONI. È improrogabile adottare comportamenti eco-compatibili, utilizzando le energie rinnovabili ( solare, eolica, idroelettrica, geotermica ).
Esiste una stretta relazione tra guerra, cambio climatico e migrazione se consideriamo 350mila morti annui e i 50 milioni di profughi ambientali.
“La disuguaglianza distributiva della ricchezza…l’economia dello spreco, alimentano, oltre che l’ingiustizia sociale e la povertà, la corruzione ed i sistemi dell’economia criminale nazionali e globali. Tramite i vari cicli produttivi – rifiuti, trasporti, sfruttamento delle risorse naturali, migrazioni, narcotraffico, contraffazioni – si rafforzano nei mercati nazionali e globali i modelli mafiosi di accumulo della ricchezza”.
La sola prospettiva che resta all´umanitá, sta nel rapido e radicale cambio del modello di sviluppo economico attuale:conversione ecologica, difesa dell´agricoltura, contrasto alle grandi opere ed alla cementificazione, stop al degrado paesaggistico, impulso a trasporti eco-compatibili, uso delle energie rinnovabili, fine dell´utilizzo delle energie fossili, taglio alle emissioni climalteranti.
Questa grande conversione ecologica, porterá ad un aumento nelle cittá e nelle campagne ben superiore ai posti di lavoro delle raffinerie e delle centrali a pet coke, metano, carbone che devono essere non perdute, ma riconvertite.
Il Mediterraneo possiede un potenziale equivalente a decine di volte la produzione mondiale di petrolio. Scelte eco-compatibili creerebbero occupazione rilanciando l´economia portando la pace dove non c´è. La creazione di posti di lavoro verrebbe anche dal contributo dell´ingegneria ambientale, dalla mobilitá sostenibile.
Il cambiamento culturale nella mentalitá e nelle abitudini delle persone, la consapevolezza che solo un´economia “sana” potrá salvarci é essenziale.
Dobbiamo diventare i protagonisti di una “rivoluzione verde-azzurro”.