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Timestamp: 2020-06-05 07:29:44+00:00
Document Index: 119330443

Matched Legal Cases: ['art. 445', 'art. 445', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 445', 'art. 91', 'art. 384', 'art. 445']

Sentenza Cassazione Civile n. 26554 del 21/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26554 del 21/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 21/12/2016, (ud. 20/10/2016, dep.21/12/2016), n. 26554
sul ricorso 20546/2015 proposto da:
N.M.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TARVISIO 1,
presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO BARBIERI, rappresentata e
difesa dagli avvocati FRANCESCO MACCARONE, PASQUALE ANDRIZZI, giusta
RICCI, CLEMENTINA PULLI, EMANUELA CAPANNOLO, giusta delega in calce
avverso il decreto n. 150/2013 R.G. del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA
del 12/2/2015, depositato il 17/02/2015;
20/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSANA MANCINO
difensore del resistente che si riporta ai motivi scritti.
2. Con ricorso del 30/1/2013, N.M.R. presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445-bis c.p.c., per la verifica della propria condizione inabilitante ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento.
3. Il consulente tecnico officiato accertava la sussistenza di una invalidità del 100% con impossibilità di deambulare autonomamente ovvero di attendere agli atti quotidiani della vita, con diritto all’indennità di accompagnamento dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda amministrativa.
4. Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni.
5. Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’art. 445-bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo al requisito sanitario e compensava le spese processuali, ponendo a carico dell’I.N.P.S. quelle della consulenza tecnica d’ufficio, liquidate come da separato decreto.
6. Con ricorso straordinario, ex art. 111 Cost., N.M.R. impugna la pronuncia suddetta.
7. L’INPS ha depositato procura in calce alla copia notificata del ricorso.
8. Con il motivo di ricorso è censurata la sentenza per violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., in relazione all’art. 445-bis c.p.c., comma 5; la ricorrente lamenta la compensazione delle spese processuali, peraltro senza alcuna motivazione, nonostante la totale soccombenza dell’INPS.
9. Il ricorso è ammissibile sulla scorta di quanto già affermato dalla giurisprudenza di questa Corte Suprema in fattispecie analoga (cfr. Cass. n. 6084/14, alla cui motivazione si rinvia, in parte qua), perchè il decreto di omologa, nella statuizione relativa alle spese, costituisce un provvedimento definitivo, di carattere decisorio, che incide indubbiamente sui diritti patrimoniali e che non è soggetto ad impugnazione in altre sedi.
10. Il ricorso è, altresì, manifestamente fondato.
11. La pronuncia sulle spese dell’ATP ex art. 445-bis c.p.c., è esplicitamente prevista dal comma 5 dello stesso articolo, ma deve pur sempre coordinarsi con il principio generale della soccombenza di cui all’art. 91 c.p.c., comma 1 e con quello giurisprudenziale secondo cui in nessun caso la parte totalmente vittoriosa può essere condannata alle spese.
12. Orbene, nel caso di specie il giudice adito ha provveduto, nel decreto di omologa, alla statuizione sulle spese nel senso della compensazione pur essendo indubbio che l’Istituto fosse totalmente soccombente, essendo stato riconosciuto a N.M.R. il requisito sanitario invocato.
13. Vi è stata, dunque, una evidente e totale soccombenza dell’INPS nell’accertamento tecnico preventivo intrapreso dall’attuale ricorrente, nè è dato cogliere, nell’esercizio del potere discrezionale del Giudice, alcun elemento attestante giusti motivi per la compensazione delle spese di lite.
14. In conclusione, all’accoglimento del ricorso segue la cassazione del decreto in parte qua e, decidendo merito, ex art. 384 c.p.c., deve disporsi la condanna dell’INPS alla rifusione delle spese processuali, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 2.500,00 per compensi professionali, oltre rimborso forfettario e accessori come per legge.
15. I recenti approdi giurisprudenziali sul procedimento ex art. 445-bis c.p.c. e le questioni dibattute in tema di accertamento tecnico preventivo consentono di compensare tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso, cassa in parte qua il decreto impugnato e, decidendo nel merito, condanna l’INPS alla rifusione delle spese processuali, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 2.500,00 per compensi professionali, oltre rimborso forfetario e accessori come per legge; compensa le spese del giudizio di legittimità.