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Timestamp: 2019-09-18 03:48:52+00:00
Document Index: 32900608

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 61', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 720', 'art. 1456', 'art. 1227', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1538', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 696', 'sentenza ', 'art. 580', 'art. 896']

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Aggiornato: 18 ore 10 min fa
L’impugnazione della sentenza disciplinare è regolata dal principio tempus regit actum
Lun, 09/16/2019 - 00:00
Il termine per proporre ricorso avanti al C.N.F. previsto all'art. 61, comma 1, L. n. 247 del 2012 trova applicazione soltanto per i provvedimenti notificati successivamente al 1°/1/2015, data di entrata in vigore del Regolamento C.N.F. 21 febbraio 2014 n. 2, in quanto la regola transitoria dettata all'art. 65, comma 1, L. n. 247 del 2012 inibisce l'immediata applicazione delle disposizioni processuali sino al verificarsi dell'evento assunto dalla norma come rilevante, e cioè sino all'entrata in vigore dei previsti regolamenti. E’ quanto si legge nella sentenza n. 22714 dell’11 settembre 2019 della Cassazione.
Il periculum in mora deve evincersi dalle peculiarità del caso concreto
Affinchè l’Autorità giudiziaria possa concedere un provvedimento cautelare, la parte istante ha l’onere di dimostrare l’esistenza del periculum in mora – che giammai può considerarsi in re ipsa - oltre che del fumus boni iuris. La conferma arriva dal Tribunale di Taranto con ordinanza 1 agosto 2019.
Fallimento del debitore esecutore: l’opposizione di terzo si trasferisce al Giudice fallimentare
Se, nel corso del giudizio di opposizione, il debitore esecutato venga dichiarato fallito, il processo dovrà essere dichiarato interrotto, secondo la regola generale di cui all'art. 43, comma terzo, L.F.; la pretesa del terzo opponente dovrà essere accertata nel concorso degli altri creditori e, quindi, trasferirsi in sede fallimentare. Questo è quanto stabilito dalla sentenza n. 22166/2019 della Cassazione civile.
Istant book, tra diritto di cronaca e rischio di diffamazione
Ven, 09/13/2019 - 00:00
Quando alla pubblicazione di un articolo lesivo della reputazione di una persona può essere applicata l’esimente del diritto di cronaca? Come bilanciare gli interessi in gioco, se da un lato c’è la libertà di informazione e stampa e, dall’altro, c’è l’onore e la privacy della persona citata? A guidare in questi casi l’operatore del diritto è certamente la giurisprudenza di legittimità che si è più volte interessata di individuare i principi da applicare alle fattispecie concrete: sotto tale profilo, ad esempio, sembra averne giovato il Tribunale di Milano che con la sentenza n. 3254/2019 ha affrontato il caso della pubblicazione di un istant book contenente le intercettazioni telefoniche oggetto delle indagini sul “caso Belsito”, divulgate mentre il procedimento penale era ancora in corso. Secondo il giudice milanese di I grado, l’ebook ha diffamato, violando anche il suo diritto alla privacy, “Rosy” M., ex vicepresidente del Senato ed esponente della Lega Nord. La sentenza - passata pressoché inosservata nella stampa generalista italiana così come la notizia dell’archiviazione da parte del Gip dei fascicoli aperti nei confronti di Rosy M. nell’ambito sia delle indagini sul “caso Belsito”, sia sulle “spese pazze” alla Regione Lombardia - ha il pregio di offrire una ricostruzione giurisprudenziale in un ambito molto attuale e delicato.
Il bene indivisibile può essere assegnato per intero anche al titolare di una quota minore
Seconodo la Cassazione, ordinanza 3 settembre 2019, n. 22038, l'art. 720 c.c. non obbliga il giudice ad attenersi necessariamente al criterio della quota maggiore, nel caso in cui uno o più immobili non siano comodamente divisibili, riconoscendogli la legge il potere discrezionale di derogare al criterio della preferenziale assegnazione al condividente titolare della maggior quota, purché assolva all'obbligo di fornire una adeguata e logica motivazione della diversa valutazione di opportunità adottata.
Gio, 09/12/2019 - 00:00
E’ nulla la clausola risolutiva espressa per indeterminatezza dell’oggetto, allorquando la stessa non contenga l’indicazione specifica delle obbligazioni contrattuali da cui le parti abbiano deciso di far discendere la risoluzione contrattuale ex art. 1456 c.c. in ipotesi di loro inadempimento. E’ quanto statuito dal Tribunale di Benevento nella recente sentenza, 24 maggio 2019, n. 934.
Il locatore è corresponsabile dei danni se non cura la manutenzione dell’immobile locato
Può ritenersi corresponsabile del danno ex art. 1227 comma 1 c.c. il proprietario per i danni da omessa custodia dell’immobile locato, in ragione della prolungata mancata manutenzione e del mancato esercizio del diritto di ispezione. E’ quanto si legge nell’ordinanza n. 22181 della Cassazione del 5 settembre 2019.
Lasci la tua auto in officina per la riparazione? Non devi pagare anche il deposito!
Mer, 09/11/2019 - 00:00
Per vincere la presunzione di gratuità del deposito, così come prospettata dal codice civile, è necessario che il depositario eserciti un'attività abituale di custodia giacché solo la natura abituale e professionale della custodia esclude che la prestazione possa ritenersi gratuita integrando l'esercizio di un'attività necessariamente economica nell'ambito della prestazione di servizi. E’ quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Bolzano del 22 febbraio 2019, n. 187.
L’avvocato deve astenersi dalle cause perse
Poichè il professionista ha l'obbligo di astenersi dalle cause perse o infondate, l’avvocato deve dissuadere il cliente dall’esperire un’azione che risulti chiaramente inammissibile per assenza dei presupposti previsti dalla legge o completamente infondata. La conferma arriva dalla Cassazione con ordinanza 3 settembre 2019, n. 21982.
Le ultime sentenze in tema di apertura di terrazza sul tetto condominiale
Mar, 09/10/2019 - 00:00
Per vincere la presunzione di gratuità del deposito, così come prospettata dal codice civile, è necessario che il depositario eserciti un'attività abituale di custodia giacché solo la natura abituale e professionale della custodia esclude che la prestazione possa ritenersi gratuita integrando l'esercizio di un'attività necessariamente economica nell'ambito della prestazione di servizi.
Il rilascio di cambiali in rinnovazione non equivale a novazione
Secondo la Cassazione, ordinanza 28 agosto 2019, n. 21769, il rilascio di titoli cambiari a rinnovo di altri non implica, in difetto di prova di una diversa volontà delle parti, novazione dell'obbligazione e del rapporto cambiario, potendo risolversi in una mera dilazione del pagamento, e quindi lascia permanere l'efficacia giuridica dei vecchi titoli, con le relative garanzie, tra le quali l'eventuale avallo.
I condomini in conflitto d’interesse con il condominio possono (e non devono) astenersi dal voto
Lun, 09/09/2019 - 00:00
I condomini in potenziale conflitto di interesse con il condominio possono (e non debbono) astenersi dall’esercitare il diritto di voto, ferma la possibilità per ciascun partecipante all’assemblea di ricorrere all’autorità giudiziaria in caso di mancato raggiungimento della maggioranza necessaria per impossibilità di funzionamento del collegio. E’ quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Milano del 10 maggio 2019, n. 4547.
Vendita a corpo: per la riduzione del prezzo non si applica il criterio proporzionale “secco”
Secondo la Cassazione, ordinanza 2 settembre 2019, n. 21946, la revisione del prezzo prevista dall'art. 1538 cod. civ., che risponde all'esigenza di ripristinare l'equilibrio delle prestazioni in concreto fissato dalle parti, non deve seguire il criterio del valore di mercato né il criterio proporzionale "secco", entrambi distonici rispetto alla ratio dell'istituto, postula la ricerca di un equo adattamento della programmazione contrattuale alla effettiva consistenza immobiliare, il che si realizza con l'applicazione di un criterio proporzionale "corretto", che prescinda dall'esatta misurazione del bene.
Tra moglie e marito non mettere l’avviso di convocazione all’assemblea di condominio
Ven, 09/06/2019 - 00:00
La Corte d’Appello di Catania, con sentenza del 23 aprile 2019, ha annullato una deliberazione condominiale per l’omessa convocazione all’assemblea dell’attrice, comproprietaria di un’unità immobiliare insieme al marito, unico destinatario dell’avviso.
In mancanza di verificazione, la scrittura disconosciuta non ha efficacia probatoria
Secondo la Cassazione, ordinanza 2 settembre 2019, n. 21950, la mancata proposizione dell'istanza di verificazione di una scrittura privata disconosciuta equivale, secondo la presunzione legale, ad una dichiarazione di non volersi avvalere della scrittura stessa come mezzo di prova, con la conseguenza che il giudice non deve tenerne conto e che la parte che ha disconosciuto la scrittura non può trarre dalla mancata proposizione dell'istanza di verificazione elementi di prova a sé favorevoli.
I diritti di avvocato vanno liquidati per ogni scritto difensivo
Gio, 09/05/2019 - 00:00
I punti 13 e 31 della Tabella B allegata al D.M. 5.4.2014 prevedono rispettivamente il compenso per ogni scritto difensivo ed il compenso per il relativo deposito. E’ quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 30 agosto 2019, n. 21906.
ATP conciliativo: ammissibile anche se la lite non è “facilmente mediabile”
La sentenza del 3 marzo 2019 del Tribunale di Marsala affronta la questione dell'ammissibilità della consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'art. 696-bis c.p.c., nell'ipotesi in cui le questioni su cui si riscontra il dissenso tra le parti siano molteplici e, in generale, la lite non appaia “facilmente mediabile”. I giudicanti, con le precisazioni che si diranno, si esprimono in senso positivo, in particolare valorizzando l'opportunità di non limitare la sfera di utilizzo di uno strumento di ADR alle sole liti che appaiano di facile soluzione.
Il diritto alla provvigione sorge se l’affare è conseguenza dell’intermediazione
Mer, 09/04/2019 - 00:00
Secondo la Cassazione, sez. II, sentenza 26 agosto 2019, n. 21712, il diritto del mediatore alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice, pur non richiedendosi che, tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare, sussista un nesso eziologico diretto ed esclusivo, ed essendo, viceversa, sufficiente che, anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo, la "messa in relazione" delle stesse costituisca l'antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione del contratto.
Diritto al suicidio assistito? In scadenza il termine assegnato dalla Consulta al legislatore
La Consulta, con l’ordinanza n° 207/2018 del 27 novembre 2018, pronunziata in un incidente di costituzionalità finalizzato a verificare la legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p., che incrimina l’aiuto e l’assistenza al suicidio, ha espressamente affermato il diritto della persona affetta da patologie irreversibili ad individuare le modalità con cui congedarsi dalla vita, anche avvalendosi della cooperazione di terzi, purché ricorrano precise condizioni, tutte di estrema gravità. Al legislatore è stato assegnato il compito specifico di regolare la materia in breve termine; in difetto, sarà verosimilmente la Corte Costituzionale a provvedere, con un intervento manipolativo sulle previsioni normative sottoposte al suo scrutinio, alla tipizzazione di un diritto soggettivo che, investendo problematiche di carattere etico piuttosto controverse, suggerisce definizioni mediate da concertazioni di natura politica.
Anche la fondazione bancaria ha diritto di vedersi recisi gli alberi del vicino
Mar, 09/03/2019 - 00:00
Il diritto di pretendere la potatura dei rami degli alberi del vicino che si protendono sulla proprietà altrui, così come disciplinato dall'art. 896 c.c. può essere esercitato anche da una fondazione bancaria, la quale agisce quale semplice soggetto privato a tutela di un proprio diritto leso dalla condotta di altro soggetto privato, senza con ciò coinvolgere lo scopo istituzionale dell'Ente. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza 26 agosto 2019, n. 21694.
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