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Timestamp: 2020-06-02 11:56:59+00:00
Document Index: 175990467

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 34', 'art. 64', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3']

Intesa sulle mense bio, ma ANCI avanza osservazioni – Scuola in Comune
Intesa sulle mense bio, ma ANCI avanza osservazioni
Documento Anci in Conferenza Unificata 16 maggio 2019
CONFERENZA UNIFICATA STRAORDINARIA
Punto 5) all’ordine del giorno
Intesa, ai sensi dell’articolo 64, comma 5.bis, del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 97, sullo schema di “Decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che modifica il Decreto Interministeriale 22 febbraio 2018, n.2026 sulla Definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del Fondo per le mense scolastiche biologiche” (TESTO DELLO SCHEMA DI DECRETO A SEGUIRE)
Lo schema di decreto MIPAFT prevede modifiche al dm 22 febbraio 2018 che fissa i criteri e le modalità di ripartizione del fondo per le mense biologiche. Detto fondo che per il 2019 ammonta a 10 milioni di euro viene ripartito tra le Regioni ed è finalizzato a ridurre i costi a carico delle famiglie e a realizzare iniziative di promozione ed informazione per incentivare i prodotti bio.
L’ANCI esprime intesa con alcune raccomandazioni:
1) a decorrere dal 2020 le risorse del fondo mense biologiche inizialmente previste in10 mln, sono state ridotte a 5 mln ad opera della tabella contenuta nel decreto del MEF 28 dicembre 2017. Si ritiene di dubbia legittimità tale riduzione, operata solo un anno dopo lo stanziamento e che vanifica le finalità del fondo stesso, destinato a ridurre i costi a carico dei beneficiari e a realizzare iniziative di promozione per incentivare il consumo dei prodotti biologici nelle scuole, riducendo la possibilità di abbassare le rette da parte dei Comuni. Pertanto si chiede l’impegno del Governo di provvedere al ripristino della somma originariamente stanziata.
2) L’ANCI nelle competenti sedi istituzionali aveva rilevato come le percentuali minime di utilizzo indicate nel dm 18 dicembre 2017 (recante “criteri e requisiti delle mense scolastiche biologiche”) per una serie di tipologie di prodotto risultavano troppo elevate e pertanto foriere di una bassa partecipazione da parte delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti servizi di mensa biologica. E in effetti le istanze di iscrizione sono risultate alquanto insoddisfacenti, mettendo in rilievo come le percentuali minime stabilite dal suddetto Decreto risultino accessibili ad un numero assai ridotto di gestori. In considerazione del rilievo assunto dalle ridottissime iscrizioni agli Elenchi delle stazioni appaltanti con mense biologiche, del rilevante impatto economico-finanziario ed organizzativo che l’introduzione dei CAM (criteri minimi ambientali) avrà per i Comuni e per la loro utenza scolastica e della opportunità che l’ANCI sia riconosciuta come interlocutore nel processo di formazione dei CAM, si chiede l’istituzione di un Tavolo tecnico ANCI, Ministero delle Politiche agricole, Ministero dell’Ambiente e con tutti i soggetti interessati per discutere e armonizzare le soglie di utilizzo delle derrate biologiche da stabilirsi nei CAM e per una verifica di quelle indicate nel Decreto 18 dicembre 2017.
Schema di “Decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che modifica il Decreto Interministeriale 22 febbraio 2018, n.2026 sulla Definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del Fondo per le mense scolastiche biologiche”
VISTO il Reg. (CE) n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 e successive modifiche e integrazioni, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il Reg. (CEE) n. 2092/91;
VISTO il Reg. (CE) n. 889/2008 della Commissione del 5 settembre 2008 e successive modifiche e integrazioni, recante modalità di applicazione del Reg. (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l’etichettatura e i controlli;
VISTO il decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante “Riforma dell’organizzazione del governo, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n.59” e s.m.i.;
VISTO il decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e s.m.i.;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2013 n. 105, concernente “Regolamento recante l’organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell’art. 2, comma 10-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135”;
VISTO il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013 n. 128, e, in particolare, l’articolo 4 comma 5-quater;
VISTO il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” ed, in particolare, l’art. 34, comma 1;
VISTO il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56, recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”;
VISTO il decreto-legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96, ed, in particolare, l’art. 64, comma 5 bis che istituisce nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Fondo per le mense scolastiche biologiche;
VISTO il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministro della salute del 18 dicembre 2017 n. 14771 che istituisce l’elenco delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti il servizio di mensa scolastica biologica;
VISTO il Decreto Interministeriale 22 febbraio 2018, n.2026 che definisce le modalità di riparto del Fondo per le mense scolastiche biologiche;
VISTO il Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 2019, n. 25 recante l’organizzazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, a norma dell’articolo 1, comma 9, del decreto legge 12 luglio 2018, convertito con modificazioni nella legge 9 agosto 2018, n. 97.
CONSIDERATO che il Piano d’azione per il futuro della produzione biologica nell’Unione europea COM (2014) 179 final del 24 marzo 2014, tra le 10 azioni previste, colloca anche “Azione 4 – Biologico e Green Public Procurement – Stimolare l’utilizzo dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche, e l’applicazione del metodo biologico anche nella gestione del verde delle aree pubbliche”;
CONSIDERATO che il Fondo istituito con il comma 5-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 è destinato a ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica e a realizzare iniziative di informazione e promozione nelle scuole e di accompagnamento al servizio di refezione scolastica;
RITENUTO OPPORTUNO destinare quota parte del suddetto Fondo a tutte le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, sulla base della popolazione scolastica accertata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con riferimento a ciascun anno scolastico, al fine di realizzare le iniziative di informazione e promozione nelle scuole e di accompagnamento al servizio di refezione scolastica;
CONSIDERATO che la ripartizione del suddetto Fondo non deve determinare fenomeni distorsivi derivanti dall’applicazione di criteri basati esclusivamente su una proporzione lineare del numero di pasti erogati;
CONSIDERATO che l’erogazione di un numero elevato di pasti comporta, per la singola Stazione Appaltante e singolo Soggetto erogante, economie di scala e misure di razionalizzazione degli acquisti non realizzabili in realtà che erogano un numero limitato di pasti;
RITENUTO OPPORTUNO fissare un tetto massimo al contributo erogabile alla singola Stazione Appaltante e al singolo Soggetto Erogante, al fine di limitare gli effetti distorsivi e tenendo in considerazione le economie di scala derivanti dall’erogazione di un numero elevato di pasti;
ACQUISITA l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 16 maggio 2019;
(Modifiche al Decreto Interministeriale 22 febbraio 2018, n.2026)
1. L’art. 3 del Decreto Interministeriale 22 febbraio 2018, n.2026 rubricato “Criteri generali al riparto” è modificato come segue:
1. Il Fondo è ripartito annualmente con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il Fondo è assegnato alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per almeno l’86 per cento sulla base del “Numero dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica”, riportati alla data del 31 marzo di ogni anno, nell’elenco delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti il servizio di mensa scolastica biologica, di cui all’articolo 3 del Decreto 18 dicembre 2017 n. 14771 di istituzione delle mense scolastiche biologiche.
3. Entro il 31 luglio di ogni anno, ciascuna Regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano, cui è stata assegnata la quota parte del Fondo di cui al comma 2, invia al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, una relazione illustrativa delle iniziative realizzate nell’anno precedente che evidenzia i risultati conseguiti in termini di riduzione dei costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica, in valori assoluti. Le relazioni, redatte secondo lo schema predisposto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sono pubblicate nell’apposita sezione del sito web del Ministero.
4. Il Fondo è assegnato per un importo non superiore al 14 per cento a tutte le Regioni e Provincie autonome, ad eccezione della regione Emilia Romagna per la quale il livello di informazione e promozione risulta già soddisfatto, e ripartito sulla base della popolazione scolastica accertata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con riferimento a ciascun anno scolastico.
5. Il Fondo di cui al comma 4, deve essere utilizzato per iniziative, di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura biologica. Le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano inviano entro il 31 luglio di ogni anno una relazione illustrativa dei progetti e delle iniziative intraprese nelle scuole, compreso il numero degli utenti coinvolti nelle iniziative di informazione e promozione nelle scuole.
6. Il decreto di cui al comma 1 è adottato entro il 30 giugno di ogni anno, sulla base del “Numero dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica”, riportati alla data del 31 marzo di ogni anno, nell’elenco delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti il servizio di mensa scolastica biologica, di cui all’articolo 3 del Decreto 18 dicembre 2017 n. 14771 di istituzione delle mense scolastiche biologiche e sulla base della popolazione scolastica accertata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Fonte Istat, pubblicata sul sito istituzionale del MIUR.
2. L’art. 4 del Decreto Interministeriale 22 febbraio 2018, n. 2026 rubricato “Assegnazione e condizioni di spesa” è modificato come segue:
1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano assegnatarie della quota del fondo di cui all’art. 3 comma 2, trasferiscono le risorse assegnate annualmente ai soggetti iscritti all’elenco di cui all’art. 3 del decreto del 18 dicembre 2017 n. 14771 ricadenti nel territorio di competenza, per ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica.
2. Il contributo a favore delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti non può superare il tetto massimo del 16% per cento della quota del fondo di cui all’art. 1 comma 1.
3. Ai fini del trasferimento di cui al comma 1, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano verificano che:
a) le stazioni appaltanti, iscritte all’elenco di cui all’articolo 3 del decreto del 18 dicembre 2017 n. 14771, hanno osservato le disposizioni contenute nell’articolo 102, del decreto legislativo 19 aprile 2016, n. 50 e s.m.i.;
b) i soggetti eroganti il servizio di mensa biologica, iscritti all’elenco di cui all’articolo 3 del decreto del 18 dicembre 2017 n. 14771, hanno rispettato quanto disposto dall’articolo 3, comma 8 dello stesso decreto.
Le verifiche sono effettuate sulla base della documentazione prodotta ed a seguito di specifica richiesta di accesso al fondo avanzata dalle stazioni appaltanti e dai soggetti eroganti il servizio di mensa biologica alle Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del territorio di competenza.
4. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano utilizzano direttamente o trasferiscono ai Comuni una quota delle risorse assegnate annualmente con il decreto di cui all’art. 3, comma 4, per la realizzazione di iniziative di informazione e di promozione nelle scuole e di accompagnamento al servizio di refezione finalizzate a:
b) favorire una corretta informazione alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti, in età scolare, sui principi della sostenibilità dell’agricoltura biologica dell’educazione alimentare, della conoscenza del territorio, nonché del rispetto del cibo, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 10 della legge 19 agosto 2016, n. 166, relativamente alle misure volte a ridurre gli sprechi nella somministrazione degli alimenti
5. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono trasferire, se del caso, tutta o parte della quota di cui all’art. 3, comma 4, ai soggetti iscritti all’elenco di cui all’articolo 3 del decreto del 18 dicembre 2017 n. 14771 ricadenti nel territorio di competenza, per ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica.
6. Eventuali risorse rese disponibili a seguito delle attività di verifica di cui al comma 3, possono essere utilizzate per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 4.
Il presente decreto è trasmesso agli Organi di controllo per la registrazione ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
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