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Timestamp: 2019-01-17 15:54:10+00:00
Document Index: 184733001

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 550', 'art. 2', 'art. 127', 'art. 168', 'sentenza ']

Con la legge 67 del 28.04.2014 è stata recentemente introdotta una interessante novità normativa: la sospensione del procedimento con messa alla prova.
Si tratta di un sistema che dovrebbe alleggerire il carico di lavoro dei Tribunali e al contempo agevolare il reinserimento sociale dell’imputato in ossequio al principio di cui all’art. 27 comma 3 Cost..
Vediamo brevemente cosa prevede questo nuovo istituto.
1. Per quali reati è applicabile e limiti
a. reati puniti con la sola pena pecuniaria e reati puniti con pena edittale non superiore a 4 anni sola, alternativa o congiunta a pena pecuniaria. Tra essi figurano molti reati societari, compresa la bancarotta semplice;
b. reati previsti dall’art. 550 comma 2 c.p.p. ovvero: violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale, oltraggio a magistrato in udienza aggravato, violazione di sigilli aggravata, rissa aggravata (salvo che ne derivi la morte o le lesioni gravi o gravissime), furto aggravato e ricettazione;
c. la sospensione non può essere concessa al delinquente abituale, professionale o per tendenza;
d. è possibile usufruire di quest’istituto una sola volta.
2. Termini per la presentazione della domanda.
L’istanza, corredata da un programma concordato con l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna), può essere presentata oralmente o per iscritto in fase di indagini preliminari, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, entro la presentazione delle conclusioni nel corso dell’udienza preliminare o ancora nell’opposizione a decreto penale di condanna o entro 15 giorni dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato.
Vi è stata una prima pronuncia del Tribunale di Torino che ha ammesso l’istanza tardiva sul presupposto degli effetti sostanziali dell’estinzione del reato in caso di esito positivo della messa alla prova, in applicazione della norma contenuta nell’art. 2 comma 4 c.p..
Nella stessa pronuncia il Giudice ha anche ammesso la possibilità di separazione dei processi per consentire l’applicazione della messa alla prova per alcuni dei reati contestati al medesimo imputato, consentendo la prosecuzione del procedimento per gli altri.
3. poteri delle parti processuali
Il Pubblico Ministero deve sempre motivare il proprio consenso o dissenso, mentre la persona offesa può consentire alla rateizzazione del risarcimento del danno.
L’ordinanza con la quale il Giudice decide sulla sospensione del processo con messa alla prova è suscettibile di ricorso per Cassazione da parte dell’imputato e del pubblico ministero anche su istanza della persona offesa. Quest’ultima può impugnare l’ordinanza autonomamente solo nel caso in cui non sia stata avvisata dell’udienza di cui all’art. 127 c.p.p. ovvero quando pur comparendovi, non abbia potuto manifestare la propria volontà.
4. Contenuto del programma
Il programma, in base a quanto previsto dal nuovo art. 168 bis c. 2 e 3 c.p., deve prevedere:
a. lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità, ossia un lavoro non retribuito presso un ente pubblico che offre servizi sociali, sanitari o opere di volontariato; tale lavoro deve essere scelto tenendo conto delle competenze professionali del soggetto ed in maniera tale che lo svolgimento non ostacoli la normale attività lavorativa e le normali abitudini di vita;
b. affidamento dell’imputato al servizio sociale oltre ad eventuali obblighi di dimora o divieti di frequentare determinati luoghi;
c. la mediazione con la persona offesa, attività questa che deve essere volta principalmente ad eliminare o attenuare le conseguenze del reato o a stabilire un risarcimento del danno;
5. Durata della sospensione
superiore a 2 anni quando si procede per reati per i quali è prevista una pena detentiva, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria;
superiore a 1 anno quando si procede per reati per i quali è prevista la sola pena pecuniaria.
6. Possibili esiti del procedimento
Nel caso di esito positivo, il Giudice emetterà una sentenza di estinzione del reato mentre in caso contrario con ordinanza disporrà la ripresa del processo, precludendo in modo definitivo la riproposizione dell’istanza di sospensione con messa alla prova.
Con ordinanza il Giudice può inoltre revocare in ogni momento la sospensione, nel caso in cui vi siano violazioni delle prescrizioni del programma, o nel caso di commissione di un nuovo delitto non colposo o della stessa indole nel corso della sospensione.
La nuova normativa lascia spazio ad alcuni dubbi circa la sua applicazione e dunque restiamo in attesa delle prime pronunce di merito riguardo questo istituto.
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