Source: https://www.iusexplorer.it/Rivista/Rivista_Italiana_di_Medicina_Legale/La_psicologia_della_%C2%AB%E2%80%89vittima_idea?IdDatabanks=144&IdDocMaster=7536690
Timestamp: 2019-12-14 20:45:18+00:00
Document Index: 163540272

Matched Legal Cases: ['art. 609', 'art. 609', 'art. 571', 'art. 572', 'art. 629', 'art. 640', 'art. 644']

LA PSICOLOGIA DELLA « VITTIMA IDEALE » E DELLA « VITTIMA REALE ». ESSERE VITTIME E DIVENTARE VITTIME DI REATO - Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario
Autori: Zara Georgia
Titolo: LA PSICOLOGIA DELLA « VITTIMA IDEALE » E DELLA « VITTIMA REALE ». ESSERE VITTIME E DIVENTARE VITTIME DI REATO
Pagine: pp. 617-616
Keywords: Vittima reale, vittima ideale, fattori vittimogeni, vulnerabilità, resilienza
L’obiettivo di questo articolo consiste nell’analizzare la psicologia del cosa renda « ideale » e « reale » la vittima di un reato, esaminando quali processi siano significativi nel predisporre una persona a collocarsi in una delle condizioni, e a rivestire socialmente e psicologicamente quel ruolo.
La probabilità di diventare vittima di reato è ugualmente distribuita all’interno della popolazione? Esistono persone più vulnerabili (o meno resilienti) rispetto ad altre, qualora esposte al rischio di diventare bersagli di attenzioni violente?
La ricerca scientifica suggerisce che vi siano alcuni fattori, definiti fattori vittimogeni, che contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità individuale, accentuando la sensitizzazione della persona ad una particolare condizione. Vi sono situazioni che risultano di per sé minacciose (e.g. trascuratezza emotiva, aggressione sessuale, e abuso fisico) ed altre particolarmente critiche a seconda di alcune caratteristiche della persona, come l’età, il genere o il non essere in buone condizioni di salute, che promuovono la vittimizzazione. Identificando in maniera appropriata, accurata e tempestiva quei fattori che portano al passaggio dalla vittimizzazione potenziale alla vittimizzazione reale, si potrebbero prevenire notevoli sofferenze, ed un gran numero di vittime potrebbe trovare supporto, con un lavoro approfondito ed integrato per affrontare efficacemente il rischio di vittimizzazione.
LA PSICOLOGIA DELLA « VITTIMA IDEALE » E DELLA « VITTIMA REALE ». ESSERE VITTIME E DIVENTARE VITTIME DI REATO
1) Per esempio, Masarone (2017) invita a pensare ai reati qualificati dal « soggetto passivo »: i reati che possono essere commessi soltanto in danno di minorenni (ex art. 609-quater c.p.), o a quelli puniti più severamente in ragione delle qualità della vittima data per esempio dalla minore d’età (ex art. 609-ter c.p.); ai reati che possono essere realizzati solo nel contesto familiare come l’abuso dei mezzi di correzione (art. 571 c.p.) o i maltrattamenti (art. 572 c.p.); ai reati che postulano operativamente la cooperazione del titolare dell’interesse leso quali l’estorsione (art. 629 c.p.), la truffa (art. 640 c.p.) o l’usura (art. 644 c.p.). Si rimanda ai lavori di taglio giudico e alla letteratura specialistica per un’analisi dettagliata sugli aspetti normativi.
2) X Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa. Significati, immagini e realtà - Percezione, rappresentazione sociale e mediatica della sicurezza, Realizzato da Fondazione Unipolis con Demos&Pi e Osservatorio di Pavia, disponibile su: http://www.demos.it/a01358.php.
3) Art. 90-quater c.p.p. - Condizione di particolare vulnerabilitàAgli effetti delle disposizioni del presente codice, la condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa è desunta, oltre che dall’età e dallo stato di infermità o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto per cui si procede. Per la valutazione della condizione si tiene conto se il fatto risulta commesso con violenza alla persona o con odio razziale, se è riconducibile ad ambiti di criminalità organizzata o di terrorismo, anche internazionale, o di tratta degli esseri umani, se si caratterizza per finalità di discriminazione, e se la persona offesa è affettivamente, psicologicamente o economicamente dipendente dall’autore del reato.
4) Questo famoso riferimento a Friedrich Nietzsche lo si ritrova in un suo lavoro intitolato Twilight of the Idols (scritto nel 1888 e pubblicato nel 1889): “Out of life’s school of war: what does not kill me makes me stronger”. Originariamente il concetto era stato anticipato in una serie di frammenti del suo pensiero Maxims and Arrows nel seguente modo: “What does not destroy us - we destroy and it makes us stronger”.
5) Con memoria dichiarativa si fa riferimento a quell’abilità di ricordare e di riprodurre gli eventi o i fatti coscientemente. La memoria implicita o procedurale si riferisce alla conoscenza affettiva e comportamentale di un evento, che include le componenti che rimandano al know-how della vita (come si fa una cosa che si fa, come il guidare).