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Timestamp: 2018-04-24 02:40:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2935']

PerChiunqueHaCompreso: ORA SI PUO' CHIEDERE IL RIMBORSO DI QUANTO PAGATO PER ANATOCISMO E COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO
ORA SI PUO' CHIEDERE IL RIMBORSO DI QUANTO PAGATO PER ANATOCISMO E COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO
Un importante sentenza destinata a fare storia nel mondo giuridico e ad avere un grandissimo eco, che riguarda le banche e le loro pratiche ormai consolidate di anatocismo, è finalmente arrivata [1]. Essa in realtà non è stata la prima ma la seconda.
Entrambe le sentenze arrivano da Bologna ed entrambe condannano la Carisbo a rimborsare i soldi pagati a due loro correntisti a titolo di massimo scoperto e per l’anatocismo.
I clienti delle banche che hanno avuto in passato il proprio conto in rosso, o che abbiano chiesto crediti alle banche, da oggi potranno chiedere il rimborso delle somme in più versate alle banche.
Il costo reale del denaro che noi paghiamo alle banche non si trova esposto in nessun contratto bancario ed è molto più alto di quello che apparentemente può sembrare.
L’anatocismo ad es. può essere definito come un moltiplicatore del debito perché ad ogni scadenza di pagamento, verranno sommati anche gli interessi che già sono stati pagati a scadenza e che faranno parte integrante del capitale nel nuovo trimestre o a seconda dei casi (seppur più raro) nel nuovo semestre .
Per fare un esempio, ciò che noi paghiamo a marzo come interessi a giugno diventa capitale e su questi pagheremo nuovamente gli interessi (capitalizzazione degli interessi).
L’anatocismo in realtà (interessi su interessi) è una pratica che, seppur ritenuta illegittima, è molto diffusa nell’ambito bancario .
In realtà tutto parte da un’ importante sentenza della Corte Costituzionale [2] che aveva dichiarato illegittimo un particolare art. del decreto Milleproroghe [3], una norma emanata nel tentavo di salvare le banche dal restituire i soldi ai correntisti per anatocismo e molte altre somme indebitamente versate e che aveva effetti retroattivi.
Essa infatti stabiliva che “ la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall'annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell'annotazione stessa”, e quindi retrodatava il decorso del termine di prescrizione per poter chiedere la restituzione delle somme versate e riduceva notevolmente i tempi per poter ricorrere da parte dei correntisti a tutela dei propri diritti nascenti dal rapporto stesso intrattenuto con la Banca.
Fino ad allora infatti, l’orientamento quasi unitario, era far decorrere i termini dal momento della chiusura del rapporto contrattuale o nel pagamento solutorio .
Infatti è in questo momento che si ha piena conoscenza delle somme non dovute (quali sono quelli derivanti, ad esempio, da interessi anatocistici o comunque non spettanti, da commissioni di massimo scoperto e così via). Quindi soltanto all’atto della chiusura del conto[4] si può essere consapevoli del danno subito e delle versate indebitamente .
Pertanto ancorare con norma retroattiva la decorrenza del termine di prescrizione all’annotazione in conto significava individuarla in un momento diverso da quello in cui il diritto può essere fatto valere, anche secondo una specifica norma del codice civile[5].
Da oggi tutti i clienti che si sono avvalsi di un credito presso le banche o hanno avuto il proprio conto in rosso, potranno chiedere la restituzione di parte del costo sostenuto per avere il denaro dalle stesse.
[1]sentenza del tribunale di Bologna n. 325/13
[2] sentenza n. 78 del 2012
[3] dell'art. 2, comma 61, del d.l. 29 dicembre 2010, n. 225
[4] Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza n. 24418 del 2010
[5] art. 2935 cod. civ
Per contatti scrivere a: florianabaldino@gmail.com oppure telefonare a 3491996463