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Timestamp: 2018-12-10 05:36:00+00:00
Document Index: 30973623

Matched Legal Cases: ['art 269', 'art. 34', 'art.29', 'art.6', 'art 29', 'art. 15']

IL RISCHIO BIOLOGICO NEGLI STUDI ODONTOIATRICI - PDF
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1 IL RISCHIO BIOLOGICO NEGLI STUDI ODONTOIATRICI INQUADRAMENTO NORMATIVO AI SENSI DEL D.Lgs. 81/08 dott. Davide Ferrari
2 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici Campo di applicazione Tutte le attività lavorative Tutte le attività lavorative in cui vi è rischio di esposizione ad agenti biologici
3 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici Definizioni Agente Biologico (a.b.) Qualsiasi microorganismo (m.o.), coltura cellulare, endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie, intossicazioni Microrganismo Qualsiasi entità microbiologica cellulare o subcellulare in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico
4 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici CLASSIFICAZIONE IN 4 GRUPPI CARATTERISTICHE Infettività Trasmissibilità Patogenicità Neutralizzabilità
5 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici I GRUPPO a.b. che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani II GRUPPO a.b. che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi in comunità; sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche
6 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici III GRUPPO a.b. che può causare gravi malattie in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; può presentare un elevato rischio di propagazione in comunità ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche IV GRUPPO a.b. che può causare gravi malattie in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; può presentare un elevato rischio di propagazione in comunità ma non sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche
7 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici Esempi Gruppo 2: Legionella pneumophila, Virus influenzali, Cytomegalovirus Gruppo 3: Mycobacterium tubercolosis, virus dell epatite B, C, D, virus della s. da ID acquisita (AIDS) Gruppo 4: Virus Ebola, Marburg, febbre emorragica del Congo
8 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici Gli adempimenti previsti dalla normativa sono in parte diversi a seconda del rischio di esposizione USO: quando a.b. vengono deliberatamente immessi nel ciclo produttivo ESPOSIZIONE POTENZIALE: quando possa verificarsi la presenza di agenti biologici come evento indesiderato ma inevitabile (la maggior parte delle attività sanitarie)
9 Capo I Disposizioni generali Art. 269 Comunicazione Il ddl che intende esercitare attività che comportano uso di AB di gruppo 2 o 3 deve comunicare allo SPSAL Art. 270 Autorizzazione Il ddl che intende esercitare attività che comportano uso di AB di gruppo 4 deve munirsi di autorizzazione del Ministero del Lavoro della salute e delle politiche sociali + comunicazione art 269
10 Capo II Obblighi del datore di lavoro Art. 271 : Valutazione del rischio Art. 272: Misure tecniche organizzative e procedurali Art. 273: Misure Igieniche Art. 274, 275, 276: Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie, per i laboratori e gli stabulari, per i processi industriali Art. 277: Misure di emergenza Art. 278: Informazione e formazione
11 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO: VALUTAZIONE DEL RISCHIO Obbligatoria sia in caso di uso deliberato che di esposizione potenziale Da ripetersi in caso di modifiche significative nel ciclo produttivo e comunque ogni tre anni
12 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici VALUTAZIONE DEL RISCHIO Nella VDR il datore di lavoro tiene conto di tutte le informazioni disponibili relative alle caratteristiche dell agente biologico e delle modalità lavorative, ed in particolare: Classificazione agenti biologici Informazione sulle malattie che possono essere contratte Potenziali effetti allergici e tossici Insorgenza di eventuali patologie infettive professionali Sinergismo dei diversi gruppi di agenti biologici Eventuali situazioni rese note dall autorità sanitaria competente che possono influire sul rischio
13 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici VALUTAZIONE DEL RISCHIO: ORIENTAMENTI 1. ANALISI DETTAGLIATA DEL CICLO LAVORATIVO 2. SCOMPOSIZIONE IN SEQUENZA ORDINATA DI FASI 3. INDIVIDUAZIONE DI PUNTI/MODI DI ESPOSIZIONE DEFINIZIONE DELLE MISURE DI CONTENIMENTO
14 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici VALUTAZIONE DEL RISCHIO: STRUMENTI POSSIBILI è importante un sistema di rilevazione delle contaminazioni e importante un sistema di rilevazioni casi-infezione malattia e fondamentale l analisi delle procedure di lavoro
15 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici Il Documento di valutazione del rischio deve essere integrato con i seguenti dati: Fasi del procedimento lavorativo che comportano rischio di esposizione ad agenti biologici Generalità del RSPP Numero di lavoratori esposti Metodi e procedure adottate e misure preventive e protettive applicate Programma di emergenza per la protezione dei lavoratori contro il rischio di esposizione ad un agente biologico del gruppo 3 o 4
16 Valutazione dei rischi Per le piccole e medie imprese (quali sono la maggior parte degli studi odontoiatrici non inseriti in strutture ospedaliere) sono state introdotte disposizioni che consentono di commisurare alcuni obblighi alla complessità, alle dimensioni ed al livello di rischio presente: svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi RSPP (art. 34) autocertificazione dell avvenuta valutazione dei rischi e provvedimenti relativi, per le aziende con meno di 10 dipendenti che non risultino soggette a rischi particolari, anziché la redazione del documento di valutazione dei rischi (SOLO FINO AL 31 MAGGIO 2013)
17 Valutazione dei rischi Con il Decreto Interministeriale dei 30 novembre 2012 sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all art.29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i., ai sensi dell art.6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo. Le procedure standardizzate, offrono ai datori di lavoro di aziende di limitata dimensione uno strumento per la valutazione dei rischi che garantisce i seguenti vantaggi: operare in maniera semplice e guidata essere certi di aver considerato tutti i rischi utilizzare un metodo oggettivo di valutazione
18 Cosa sono le procedure standardizzate previste dall'art 29 comma 5 del Testo Unico sulla sicurezza Sono il modello di riferimento sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi aziendali e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. In sintesi, le fasi del processo sono le seguenti: 1. descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni; 2. identificazione dei pericoli presenti in azienda; 3. valutazione dei rischi associati ai pericoli identificate e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate; 4. definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.
19 L autocertificazione della valutazione dei rischi entro il 31/05/2013 deve essere sostituita con un documento di valutazione dei rischi redatto almeno secondo quanto previsto dalle procedure standardizzate
20 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici Il datore di lavoro, eseguita la valutazione del rischio, applica i principi di buona prassi microbiologica e adotta, in relazione ai rischi accertati, le misure protettive e preventive adattandole alle particolarità delle situazioni lavorative
21 Capo II Obblighi del datore di lavoro Misure tecniche, organizzative, procedurali In tutte le attività in cui la valutazione dei rischi evidenzia rischi per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro attua misure tecniche, organizzative, procedurali per EVITARE OGNI ESPOSIZIONE degli stessi ad agenti biologici
22 MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE, PROCEDURALI 1. Il datore di lavoro evita l utilizzazione di a.b. nocivi, se il tipo di attività lavorativa lo consente 2. Limita al minimo i lavoratori esposti 3. Progetta adeguatamente i processi lavorativi anche attraverso l usi di dispositivi di sicurezza atti a proteggere dall esposizione accidentale ad agenti biologici
23 MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE, PROCEDURALI 4. Adotta misure collettive di prevenzione o misure di protezione individuali qualora non sia possibile evitare altrimenti l esposizione 5. Adotta misure igieniche per prevenire e ridurre al minimo la propagazione accidentale di un agente biologico fuori dal luogo di lavoro
24 MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE, PROCEDURALI 6. Usa il segnale di rischio biologico e altri segnali di avvertimento appropriati 7. Elabora idonee procedure per prelevare manipolare e trattare campioni di origine umana o animale 8. Definisce procedure di emergenza per affrontare incidenti
25 MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE, PROCEDURALI 9. Verifica la presenza di agenti biologici sul luogo di lavoro al di fuori del contenimento fisico primario se necessario o tecnicamente realizzabile 10. Predispone i mezzi necessari per la raccolta, l immagazzinamento e lo smaltimento dei rifiuti in condizioni di sicurezza, mediante l impiego di contenitori adeguati e identificabili eventualmente dopo idoneo trattamento dei rifiuti stessi
26 MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE, PROCEDURALI Misure igieniche Nelle attività in cui la VDR evidenzia rischi per la salute: 1. Docce + lavaggi oculari e antisettici per cute 2. Indumenti idonei da riporre separatamente agli abiti civili 3. DPI, se non monouso, controllati, disinfettati, puliti 4. Indumenti da lavoro, se contaminati, devono essere tolti quando il lavoratore lascia la zona di lavoro, conservati separatamente, disinfettati, puliti, se necessario distrutti
27 MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE, PROCEDURALI Misure igieniche Nelle aree di lavoro in cui c è rischio di esposizione è vietato bere, mangiare, fumare, conservare cibi per consumo umano, applicare cosmetici, ecc
28 Capo II Obblighi del datore di lavoro Misure di emergenza I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro/dirigente/preposto qualsiasi infortunio o incidente relativo agli a.b.
29 Misure di emergenza Va definita e applicata una procedura per la Gestione delle post-esposizioni e profilassi (PPE) in caso di infortuni a rischio biologico, che garantisca l adozione dei provvedimenti necessari ad affrontare correttamente la specifica situazione: misure igieniche di primo intervento misure specifiche per la protezione dell operatore provvedimenti medico-legali
30 MISURE IGIENICHE DI PRIMO INTERVENTO In caso di esposizione parenterale Far sanguinare la ferita per qualche istante Lavare bene (10 min) con acqua corrente e sapone e/o con disinfettante antisettico efficace verso HIV (es. povidone iodio al 7,5-10%, clorexidina 4% o composti a base di clorossidante elettrolitico)
31 MISURE IGIENICHE DI PRIMO INTERVENTO In caso di esposizione di cute non integra Lavare con acqua corrente e sapone antisettico Disinfettare con sapone antisettico efficace verso HIV In caso di esposizione mucosa Lavare abbondantemente con acqua corrente, soluzione fisiologica sterile o acqua sterile per min
32 MISURE SPECIFICHE PER LA PROTEZIONE DELL OPERATORE L operatore infortunato si deve recare in Pronto Soccorso nel più breve tempo possibile dove sarà sottoposto immediatamente a prelievo ematico per la determinazione dei markers di HIV, HCV e HBV. Il paziente fonte, se noto, viene invitato ad eseguire lo stesso.
33 Provvedimenti medico-legali Tenuta della documentazione relativa all infortunio in apposita cartella Certificazione di infortunio sul lavoro
34 Capo II Obblighi del datore di lavoro Informazione e formazione obbligatoria per i lavoratori addetti alle attività in cui la valutazione evidenzia un rischio per la salute, con riferimento a: 1. Rischi per la salute 2. Precauzioni per evitare esposizione 3. Misure igieniche da osservare 4. Funzione di DPI e indumenti da lavoro 5. Modo di prevenire infortuni e misure per ridurre le conseguenza
35 Capo II Obblighi del datore di lavoro Informazione e formazione Deve essere effettuata prima dell adibizione alla specifica mansione, se avvengono mutamenti nelle condizioni di lavoro, comunque ogni 5 anni
36 Capo II Obblighi del datore di lavoro Formazione In base agli Accordi Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori (pubblicati in GU in data 11 gennaio 12) il personale sanitario degli studi odontoiatrici deve svolgere 12 ore di formazione all assunzione e successivamente 6 ore di aggiornamento ogni cinque anni.
37 Capo III Sorveglianza sanitaria Prevenzione e controllo La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori addetti alle attivita in cui la valutazione evidenzia un rischio per la salute Il datore di lavoro su parere del medico competente mette a disposizione vaccini e ha la possibilità di allontanare un lavoratore da una mansione per motivi di salute
38 Titolo X D.Lgs. 81/08 Protezione da agenti biologici FINALITA DELLA SORVEGLIANZA SANITARIA Valutazione globale dello stato di salute (condizioni di ipersuscettibilità) Impostazione immunoprofilassi Informazione Importante valenza medico-legale Diagnosi precoce infezioni e patologie
39 La sorveglianza sanitaria negli studi odontoiatrici La sorveglianza sanitaria è disciplinata dagli artt. 25, 38, 39, 40, 41 e 42 del D.Lgs. 81/08 nei quali è previsto che il datore di lavoro, sulla base della valutazione dei rischi effettuata e degli obblighi normativi, predisponga l esecuzione d accertamenti sanitari nominando un Medico Competente. Le problematiche relative alla sorveglianza sanitaria degli operatori addetti a studi dentistici sono oggetto di discussione La Regione Lombardia ha emanato specifiche linee guida, le cui indicazioni sono valide e condivisibili.
40 Linee Guida Regione Lombardia (Decreto n del Direzione generale Sanita n. 2128) La letteratura scientifica nazionale ed internazionale, le casistiche valutate presso le Unità Operative Ospedaliere di Medicina del Lavoro e i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, l esperienza comune indicano che presso lo studio odontoiatrico vengano svolte attività che comportano rischi per la salute soprattutto di tipo allergologico, biologico, chimico ed ergonomico, a carico sia dell odontoiatra, sia dell assistente alla poltrona o dell igienista dentale. I rischi sopra indicati sono potenzialmente presenti, seppure naturalmente con diverso livello, in tutti gli studi odontoiatrici. La nomina del MC è giustificata non solo dal suo contributo alla valutazione dei rischi, ma anche alle tematiche relative all idoneità lavorativa alla mansione specifica, atto conclusivo della sorveglianza sanitaria. Anche la problematica delle vaccinazioni richiede la preventiva valutazione sanitaria da parte del MC.
41 Linee Guida Regione Lombardia (Decreto n del Direzione generale Sanita n. 2128) Per gli operatori addetti a studi dentistici si propone al Medico Competente il seguente protocollo sanitario: visita medica all inizio dell attività lavorativa vista medica periodica triennale esami di laboratorio con frequenza triennale comprendenti: emocromo con formula, glicemia, transaminasi, γgt, marcatori HBV e HCV vaccinazione per HBV visite straordinarie per lavoratori con problematiche particolari (es.: lavoratori sensibilizzati); visite per gli impiegati amministrativi addetti all uso di videoterminale come da Titolo VII del D.Lgs. 81/08
42 Riepilogo delle misure di prevenzione Gli obblighi generali sono quelli elencati all art. 15 del D.Lgs. 81/08: valutare i rischi per la salute e la sicurezza eliminare i rischi, possibilmente alla fonte, privilegiando gli interventi di miglioramento degli ambienti e attrezzature rispetto a quelli di protezione dell operatore scegliere attrezzature e metodi di lavoro meno pericolosi mantenere nel tempo i livelli di sicurezza e salute predisporre le manutenzioni regolari di macchine ed impianti predisporre le misure per le emergenze informare, formare ed addestrare i lavoratori.