Source: http://www.ateneoweb.com/approfondimenti-fiscali/l-importanza-delle-memorie-difensive-da-intendersi-quale-strategia-processuale-idonea-a-provare-a-vincere-attraverso-la-cd-pregiudiziale.html
Timestamp: 2016-10-21 18:37:57+00:00
Document Index: 21717979

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 111', 'e contrario', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2729']

L'IMPORTANZA DELLE MEMORIE DIFENSIVE DA INTENDERSI QUALE STRATEGIA PROCESSUALE IDONEA A PROVARE A VINCERE ATTRAVERSO LA c.d. "PREGIUDIZIALE"
di Alvise Bullo	Le memorie difensive a cui ci riferiremo sono riconducibili a tre casi classici:
- notifica del pvc e memorie difensive scritte entro 60 gg ai sensi dell'art. 12, co 7 L 212/'00[1];
- notifica pvc e verbale negativo (non si giunge ad un accordo) in accertamento con adesione;
- contraddittorio in materia di studi di settore.
In tutti e tre i casi il contribuente (indipendentemente dall'esito immediato del "contraddittorio") ha a disposizioni delle armi importantissime (in termini di strategia processuale) che, se spese bene, possono determinare il successo di un eventuale successivo contenzioso.
Infatti, in estrema sintesi, in tutti e tre i casi e ancorché con "sfumature" differenti, l'Organo accertatore (A.E.) dovrà motivare nell'atto di accertamento notificato (pena, si ritiene, l'illegittimità - c.d. pregiudiziale - dello stesso) il perché A.E. sostiene la tesi A) contro le n motivazioni evidenziate dal contribuente nelle memorie a sostegno della sua tesi B). Certamente e legittimamente A.E. può notificare un avviso di accertamento attestante la tesi A), però, se il contribuente ha preceduto lo stesso con le memorie specificate dalle quali emerge la tesi B), ebbene, A.E. dovrà motivare il perché (in diritto) è in grado di "demolire" le motivazioni recanti la tesi B).
Di qui, l'importanza "infinita" di licenziare delle memorie molto dettagliate, ricche di giurisprudenza, di prassi, precise nel merito e assai complete. A tale proposito, abbiamo pubblicato su questo sito internet quattro modelli (case history) atti a fornire proprio questo: le memorie molto dettagliate nei tre classici e davvero frequenti casi (i modelli sono quattro posto che in riferimento alle memorie da contraddittorio/studi di settore si analizzano due, tra i più classici, casi di merito totalmente differenti).
Memoria difensiva avverso accertamento (o PVC) notificato a una snc con attività di ristorazione a cura di: Dott. Alvise Bullo
Memoria difensiva in accertamento con adesione avverso un avviso di accertamento o un pvc notificato a una s.n.c. svolgente l'attività di ristorante/trattoria: esame di un caso.
Memoria difensiva ex art. 12 comma 7 L. 212.2000 "Statuto del Contribuente"
a cura di: Dott. Alvise BulloMemoria difensiva nel contraddittorio da Studi di Settore: case history con situazione di disaccordo tra soci e situazione economica critica
Memoria difensiva nel contraddittorio da Studi di Settore: case history con situazione di disaccordo tra soci e situazione economica critica a cura di: Dott. Alvise Bullo
Memorie per il contraddittorio nelle verifiche da studi di settore a cura di: Dott. Alvise Bullo
Il documento, attraverso l'esame di un caso concreto, si propone di analizzare l'importanza del ruolo delle memorie riferite alle contestazioni da studi di settore. Non va peraltro taciuto il fatto che delle ottime memorie possono forse anche permettere una chiusura della lite in conciliazione giudiziale, evitando quindi altri due gradi di giudizio peraltro costosi.
Notifica pvc e verbale negativo (non si giunge ad un accordo) in accertamento con adesione.
Spesso quando viene notificato un pvc e in un tentativo di accertamento con adesione non si trova la soluzione si è soliti chiudere il tutto (molto spesso anche scocciati per aver perso del tempo) attraverso due tre righe di verbale: "non si è trovato l'accordo e ognuno resta sulle proprie tesi".
Ci sia consentito: proprio in questo comportamento si annida l'errore. Quello (verbale di non accordo) è il momento migliore per "cercare di costruirsi" la propria vittoria in contenzioso. Infatti, ben diverso è dire: "io difensore adesso Le detto e verbalizziamo il perché non ci siamo trovati d'accordo e Le specifico gli n motivi a sostegno della mia tesi". A questo punto opera la Circolare n. 65/2001 secondo la quale: "al riguardo si precisa che l'Ufficio, nei casi di procedimenti di adesione innescati di sua iniziativa anche a seguito di richiesta formulata dal contribuente ai sensi dell'art. 6, comma 1, del d. lgs. n. 218 del 1997, a fronte dell'esito negativo del contraddittorio deve attivarsi per notificare senza ritardo il relativo avviso di accertamento; quest'ultimo dovrà comunque tener conto degli eventuali chiarimenti o prove documentali forniti dal contribuente nel corso del contraddittorio precedentemente svolto". Quindi nel verbale di contraddittorio negativo sostengo (con n motivi) la tesi B e poi l'avviso di accertamento deve tenere conto della mia tesi B, pena una illegittima motivazione e quindi l'illegittimità dell'atto stesso.
Notifica del pvc e memorie difensive scritte entro 60 gg ai sensi dell'art. 12, co 7 L 212/'00
Vale quanto detto sopra per il precedente caso.
E' evidente che l'Organo accertatore deve tenere conto delle tesi espresse dal contribuente posto che in caso contrario potrebbe ravvisarsi altresì la violazione dell'art. 111 della Costituzione. Infatti, sarebbe impensabile (oltre che contrario alla buona fede e reciproca collaborazione imposta anche dallo Statuto dei diritti del contribuente) ipotizzare che il contribuente possa scoprire le "proprie carte" e che però l'A.E., pur beneficiando di conoscerne in anticipo la strategia, non ne debba tenere conto.
Vieppiù, si precisa che nelle memorie di cui all'art. 12, co 7 della L. 212/2000 il contribuente può "scoprire" ciò che ritiene e non "scoprire" ciò che non ritiene. Inoltre, lo stesso può portare 10 motivi nelle memorie in argomento e poi 15 nel ricorso vero e proprio stante l'indipendenza (da questo punto di vista - motivi) delle due procedure.
Giova segnalare che la Giurisprudenza condivide le tesi qui espresse.
Infatti, la CTP di Ragusa n. 426 del 25.1.2002 ha sostenuto quanto segue: "Altra violazione, non meno grave delle precedenti, deriva dal fatto che l'ufficio ha recisamente ignorato le osservazioni fatte dal contribuente nella fase interlocutoria per giustificare i minori compensi percepiti. Tali osservazioni sono state rigettate de plano, senza premurarsi di accertarne la fondatezza, in spregio alle disposizioni dell'ultimo comma dell'art. 12 dello Statuto che sollecita e privilegia la fase del contraddittorio col contribuente finalizzata all'autotutela anticipata. L'atto, pertanto, deve essere annullato in via preliminare per assoluto difetto di motivazione e per violazione di legge". Di più, i Supremi giudici (n. 4624 del 22.2.2008) su un tema diverso ma collegabile quanto a sostanza hanno stabilito quanto segue: "L'atto emesso é altresì viziato da violazione di legge, dato che l'ufficio, in spregio a quanto disposto dall'ultimo comma dell'art. 12 dello Statuto del contribuente (legge n. 212/2000), ha completamente ignorato le osservazioni prodotte dall'interessato nella fase interlocutoria per giustificare i minori compensi percepiti (osservazioni che sono peraltro fondate nel merito e sono tali da assurgere a dignità di prova contraria, adeguata ad inficiare le risultanze dei parametri"). … Il giudice di merito ha accertato che il contribuente aveva provveduto a trasmettere all'ufficio deduzioni che giustificavano il reddito dichiarato, inferiore a quanto emergeva dal "redditometro". Di conseguenza, la motivazione dell'atto impositivo doveva contenere una adeguata replica tale da superare le deduzioni del contribuente. In difetto é coerente l' affermazione secondo cui l'atto risulta nullo per difetto di motivazione". Contraddittorio in materia di studi di settore.
E' sotto gli occhi di tutti che gli accertamenti da studi di settore stanno perdendo sempre di più in contenzioso tributario. Primariamente perché il semplice scostamento da Gerico non è (si ribadisce non è) una presunzione semplice (art. 2729 c.c.) ma semplicemente un elemento indiziario (per un approfondimento si rinvia a A. Bullo, "Accertamenti da studi di settore verso i professionisti e divieto di presunzioni di secondo grado, in Il Fisco n. 40/2008, da pag. 7183).
Ciò detto, le memorie difensive scritte (nella questione studi di settore), se fatte molto bene, possono definitivamente qualificare l'accusa (scostamento da Gerico) quale semplice indizio e in quanto tale insufficiente per motivare un avviso di accertamento e pertanto qualificante l'atto stesso come illegittimo.
Le quattro memorie difensive pubblicate sono state licenziate avendo ben in mente tutti questi fondamentali aspetti e sono frutto di molti anni di studio e aggiornamento e pertanto si ritengono idonee a riflettere l'importante "filosofia" descritta.
Il documento, attraverso l'esame di un caso concreto, si propone di analizzare l'importanza del ruolo delle memorie riferite alle contestazioni da studi di settore. NOTE:
[1] Art. 12, co 7, della l. n. 212/2000: "nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza". AUTORE:	AteneoWeb
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