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Timestamp: 2019-04-25 16:59:55+00:00
Document Index: 23597332

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 59', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 99', 'art. 70', 'art. 62', 'art. 70', 'art. 118', 'art. 99', 'art. 70', 'art. 63', 'art. 80', 'art. 118', 'art. 3', 'art. 70', 'art. 118', 'art. 3', 'art. 70', 'art. 353', 'art. 118', 'art. 59']

Art. 70 codice penale: Circostanze oggettive e soggettive | La Legge per tutti
Art. 70 codice penale: Circostanze oggettive e soggettive
Agli effetti della legge penale: 1) sono circostanze oggettive quelle che concernono la natura, la specie, i mezzi, l’oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell’azione, la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell’offeso; 2) sono circostanze soggettive quelle che concernono la intensità del dolo o il grado della colpa, o le condizioni e le qualità personali del colpevole, o i rapporti fra il colpevole e l’offeso, ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole.
Le circostanze inerenti alla persona del colpevole riguardano la imputabilità e la recidiva (1).
(1) La natura circostanziale della imputabilità e della recidiva è stata fortemente discussa in dottrina, osservandosi al riguardo che tali fattispecie riguarderebbero più specificamente la persona del colpevole che non la maggiore o minore gravità del reato.
La giurisprudenza tuttavia nega costantemente che tali dubbi abbiano un serio fondamento, in ragione dell’esplicito dettato normativo, ed in assenza di ulteriori dati giuridici.
La norma opera un’analitica distinzione tra circostanze oggettive e soggettive.
Tale distinzione tuttavia appare problematica in relazione alle circostanze difficilmente riconducibili alle categorie indicate dal legislatore; tali sono ad esempio le circostanze cd. miste, che presentano insieme elementi oggettivi e soggettivi, o anche le circostanze cd. polivalenti, che possono cioè avere, a seconda dei casi, diverso significato.
La partizione delle circostanze in oggettive e soggettive aveva particolare importanza in relazione alla originaria disciplina dell’articolo 118. Tale norma, infatti, prima della modifica introdotta dalla l. 7 febbraio 1990, n. 19, stabiliva, in tema di estensione delle circostanze ai compartecipi nel concorso di persone, che a questi fossero attribuite tutte le circostanze oggettive e quelle, tra le circostanze soggettive, che avessero agevolato la realizzazione del fatto. Intervenuta la novella del 1990, il legislatore si è limitato, all’art. 118, ad escludere dal novero delle circostanze estensibili ai compartecipi talune categorie tassativamente indicate.
Ciò, secondo parte della dottrina, testimonierebbe che le circostanze escluse da tale elencazione, siano esse oggettive o soggettive, sarebbero estensibili ai compartecipi, coordinando naturalmente tale proposizione con il nuovo meccanismo d’imputazione subiettiva delle circostanze aggravanti, descritto dall’art. 59, comma 2 (v. Libro I, Titolo III, Capo II).
A tale orientamento si controbatte peraltro che le circostanze elencate dall’art. 118 nella sua nuova formulazione non sarebbero estensibili ai compartecipi poiché a carattere prettamente soggettivo; tutte le altre circostanze assumerebbero allora carattere oggettivo.
Secondo tale progettazione teorica dunque la modifica dell’art. 118 renderebbe tale norma autonoma rispetto all’art. 70.
In tema di recidiva reiterata, è necessario che il giudice motivi in ordine alla sua applicazione in concreto con una serie di parametri idonei a lumeggiare una maggiore colpevolezza e capacità a delinquere del reo, nonostante sia inclusa dall'art. 70 cpv c.p. tra le circostanze inerenti la persona del colpevole.
Corte appello Perugia 06 giugno 2011 n. 321
È compito del giudice, quando la contestazione concerna una delle ipotesi contemplate dall'art. 99 c.p., primi quattro commi e quindi anche nei casi di recidiva reiterata (rimane esclusa, l'ipotesi "obbligatoria" del comma 5), quello di verificare in concreto se la reiterazione dell'illecito sia effettivo sintomo di riprovevolezza e pericolosità, tenendo conto, della natura dei reati, del tipo di devianza di cui sono il segno, della qualità dei comportamenti, del margine di offensività delle condotte, della distanza temporale e del livello di omogeneità esistente fra loro, dell'eventuale occasionalità della ricaduta e di ogni altro possibile parametro individualizzante significativo della personalità del reo e del grado di colpevolezza, al di là del mero ed indifferenziato riscontro formale dell'esistenza di precedenti penali. All'esito di tale verifica al giudice è consentito negare la rilevanza aggravatrice della recidiva ed escludere la circostanza, non irrogando il relativo aumento della sanzione: la recidiva opera infatti nell'ordinamento quale circostanza aggravante (inerente alla persona del colpevole: art. 70 c.p.), che come tale deve essere obbligatoriamente contestata dal p.m. in ossequio al principio del contraddittorio, ma di cui è facoltativa (tranne l'eccezione di cui al comma 5) l'applicazione, secondo l'unica interpretazione compatibile con i principi costituzionali in materia di pena.
Cassazione penale sez. un. 27 maggio 2010 n. 35738
L'attenuante dell'avvenuta riparazione del danno (art. 62, n. 6 c.p.) ha carattere soggettivo ai sensi dell'art. 70 c.p. in quanto attiene ai rapporti tra colpevole e offeso; tuttavia la circostanza è estensibile ai concorrenti - non rientrando nelle ipotesi di esclusione di cui all'art. 118 c.p. (nel testo modificato dalla l. 19/1990) - a condizione che ricorra un comportamento del singolo correo influente sull'attività riparatoria, come potrebbe essere un contributo personale economicamente apprezzabile, anche se non proporzionale al numero degli obbligati.
Cassazione penale sez. I 05 novembre 2001 n. 5591
La recidiva, pur potendo comportare in alcune ipotesi un aumento della pena superiore ad un terzo (art. 99 secondo capoverso c.p.), è una circostanza inerente alla persona del colpevole (art. 70 c.p.), e non già ad effetto speciale. Conseguentemente, ove essa concorra con una circostanza aggravante ad effetto speciale, dovrà farsi luogo ad un duplice aumento di pena, non potendo trovare applicazione l'art. 63 terzo capoverso c.p., secondo il quale si applica solo la pena stabilita per la circostanza più grave. (Fattispecie qualificata dalla sussistenza della recidiva specifica, reiterata, infraquinquennale e della circostanza aggravante di cui all'art. 80 del d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 in tema di stupefacenti).
Cassazione penale sez. VI 22 novembre 1994
A seguito della sostituzione del testo dell'art. 118 c.p. ad opera dell'art. 3 l. 7 febbraio 1990, n. 19, al concorrente non si comunicano più le circostanze soggettive concernenti i motivi a delinquere, l'intensità del dolo, il grado della colpa e quelle relative all'imputabilità ed alla recidiva. Conseguentemente, sono ancora valutate riguardo a lui le altre circostanze soggettive indicate dall'art. 70 comma 1, n. 2 c.p., cioè quelle attinenti alle qualità personali del colpevole ed ai rapporti tra il colpevole e la persona offesa. Si estendono, dunque, al concorrente - il quale ne sia a conoscenza o le ignori per colpa - le circostanze relative al munus publicum del colpevole. (Applicazione in tema di estensione della circostanza aggravante della qualità di custode al concorrente nel reato di violazione di sigilli).
Cassazione penale sez. VI 24 marzo 1993
A seguito della sostituzione del testo dell'art. 118 c.p. ad opera dell'art. 3 della l. 7 febbraio 1990 n. 19, al concorrente non si comunicano più le circostanze soggettive concernenti i motivi a delinquere, l'intensità del dolo, il grado della colpa e quelle relative all'imputabilità ed alla recidiva. Conseguentemente, sono ancora valutate riguardo a lui le altre circostanze soggettive indicate dall'art. 70, comma 1, n. 2, c.p., cioè quelle attinenti alle qualità personali del colpevole ed ai rapporti tra il colpevole e la persona offesa. Si estendono, dunque, al concorrente - il quale ne sia a conoscenza o le ignori per colpa - le circostanze relative al "munus publicum" del colpevole. (Applicazione in tema di estensione della circostanza aggravante della qualità di custode al concorrente nel reato di violazione di sigilli).
In tema di turbata libertà degli incanti, l'ipotesi prevista dall'art. 353, primo cpv., c.p. costituisce una circostanza aggravante speciale che, rientrando tra quelle concernenti le qualità personali del colpevole e non tra quelle inerenti alla persona del colpevole (tassativamente indicate nel comma 2 dell'art . 70 c.p.), non è soggetta al regime dell'art. 118 c.p., bensì a quello dell'art. 59, comma 2, stesso codice, onde si comunica al correo se dallo stesso conosciuta o ignorata per colpa. (Fattispecie relativa a ritenuta sussistenza dell'aggravante a carico di entrambi gli imputati che, nelle rispettive qualità di sindaco e di titolare di impresa di costruzione, avevano turbato la gara di appalto, mediante licitazione privata, dei lavori di arredo urbano di due vie del comune).
Cassazione penale sez. V 08 marzo 1993