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Timestamp: 2019-11-16 23:29:48+00:00
Document Index: 124273820

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Sono un Imprenditore nel settore della ristorazione, nel 2012 ho subito un accertamento dall' A.E. producendo tasse e sanzioni per circa € 70.000,00.
Mi hanno notificato la prima cartella esattoriale per 1/3, non concedendomi la sospensiva (€ 15.000), Ho fatto ricorso alla Commissione Prov.le, ma mi è stato rigettato, e successivamente mi hanno notificato la 2° Cartella, i 2/3 (€ 34.000), quella Regionale, non si è espressa.
Ai sensi dell'art. 68 del D.Lgs. n. 546/1992, in pendenza di giudizio, il tributo con i relativi interessi deve essere versato per due terzi dopo la sentenza della Commissione Tributaria che respinge il ricorso ed in seguito per il residuo ammontare determinato nella sentenza della Commissione Tributaria Regionale.
In questo caso specifico, la Commissione Tributaria Regionale non si è espressa.
Ho preferito aderire alla rottamazione (pagando € 38.000) e cominciare a pagare una parte il 7 Dicembre in quanto non ho pagato le rate da Luglio a Settembre ed il rimanente in 5 anni.
Ti riferisci alla rottamazione delle liti pendenti, la cui domanda doveva essere presentata entro il 2 ottobre 2017. Si tratta della sanatoria introdotta dall'articolo 11 del decreto legge n. 50/2017, ossia la manovra correttiva di fine giugno 2017. Il beneficio consisteva per il contribuente, nella cancellazione della sanzioni amministrative-pecuniarie e degli interessi di mora. Erano definibili le liti tributarie pendenti in ogni stato e grado del giudizio, instaurate sia contro gli avvisi di accertamento che contro le iscrizioni a ruolo e le conseguenti cartelle di pagamento.
Oppure ti riferisci alla rottamazione della cartelle, la cui istanza doveva essere presentata entro il 21 aprile 2017, prevista dall'articolo 6 del decreto legge n. 193 del 2016?
Immagino che tu abbia presentato istanza per la “prima” rottamazione delle cartelle, prevista dall'articolo 6 del decreto legge n. 193 del 2016!
Praticamente aderendo alla rottamazione ho rinunciato al contenzioso pendente, ma se ho capito bene solo ai carichi affidati alla riscossione, mentre per l'ultimo terzo, che non è stato affidato il giudizio continua, stando alla circolare n. 2/2017 dell'agenzia delle entrate.
Esatto, si verifica una parziale cessazione della materia del contendere in Commissione Tributaria. Secondo la circolare 2/E dell'agenzia delle entrate, se il carico affidato ad Equitalia (adesso Agenzia entrate-riscossione) non coincide con l'importo in contestazione e, quindi, la definizione agevolata si è perfezionata solo per una parte del debito, si avrà una parziale cessazione della materia del contendere ed il contenzioso proseguirà soltanto per la quota non affidata ad Equitalia per la riscossione, quindi per la quota non definita.
CIRCOLARE N.2/E del 08/03/2017 - Definizione agevolata dei carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 2000 al 2016 - Art. 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193 – Chiarimenti
La mia domanda è: Potrei aderire alla rottamazione della lite, avendo già aderito alla rottamazione bis?
Hai aderito quindi alla rottamazione bis, la cui istanza scadeva lo scorso 15 maggio 2018. La rottamazione bis era prevista dal decreto legge n. 148/2017, collegato fiscale alla legge di bilancio 2018. La rottamazione bis ha ampliato l'ambito di applicabilità della prima edizione della rottamazione delle cartelle, concedendo una possibilità anche ai contribuenti che avevano aderito alla prima rottamazione, senza però pagare correttamente le prime due rate. L'opportunità andava sfruttata entro lo scorso 7 dicembre 2017, esattamente come hai fatto.
Anche nell'ipotesi di rottamazione bis, il vantaggio per il contribuente consisteva nel vedersi cancellate le sanzioni e gli interessi di mora. Era dovuta la sorte capitale, ossia il tributo e gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo che decorrono dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione fino alla consegna del ruolo ad Equitalia (adesso Agenzia entrate-riscossione). Attualmente sussiste un debito con l'agenzia delle entrate, per somme non ancora
Adesso intendi aderire alla così detta definizione agevolata delle controversie tributarie di cui all'articolo 6 del decreto fiscale collegato alla manovra del 2019, ossia il pacchetto di nove condoni denominato dall'attuale governo giallo-verde, “pace fiscale”.
L'articolo 6 del decreto legge n. 119 del 23 ottobre 2018 ripropone la possibilità di chiudere le liti fiscali pendenti in cui è parte l’Agenzia delle entrate, il cui ricorso in primo grado è stato notificato entro la data di entrata in vigore del decreto (24 ottobre 2018) e per le quali, al momento di presentare la domanda di definizione, il processo non si è concluso con pronuncia definitiva, nel senso che sono ancora aperti i termini per la sua impugnazione.
L'istanza di definizione può essere formulata dal soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio.
Quali sono le liti estinguibili? La definizione riguarda tutte le controversie tributarie pendenti in ogni stato e grado del giudizio, incluse quelle in Cassazione.
Per chiudere la vertenza, deve essere pagato un importo pari al valore della controversia, cioè quanto richiesto a titolo di imposte, senza considerare interessi e sanzioni. Se però nell’ultima sentenza depositata alla data di entrata in vigore del decreto c’è stata una pronuncia favorevole al contribuente, la controversia si chiude pagando il 50% del valore, se si tratta di sentenza di primo grado (Commissione provinciale), ovvero il 20%, se la sentenza è di secondo grado (Commissione regionale). Per perfezionare la definizione della controversia tributaria pendente, entro il 31 maggio 2019 occorre presentare una specifica istanza per ciascun atto impugnato ed effettuare un distinto versamento degli importi dovuti o della prima rata.
Dall'importo dovuto si possono scomputare le eventuali somme versate in pendenza di giudizio. In caso di pagamento dilazionato (ammesso per importi superiori a 1.000 euro), si può arrivare fino ad un massimo di 20 rate trimestrali, con scadenza al 31 agosto, 30 novembre, 28 febbraio e 31 maggio di ciascun anno, a partire dal 2019, con applicazione degli interessi legali calcolati dal 1° giugno 2019 alla data del versamento.
Se il contribuente fa apposita richiesta al giudice, dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata, il processo viene sospeso fino al 10 giugno 2019. Se poi entro questa data deposita, presso la commissione tributaria, una copia dell'istanza di definizione e del versamento degli importi dovuti, la sospensione si prolunga fino a tutto il 2020.
Le concrete modalità operative della definizione (ad esempio il modello per l’istanza) saranno stabilite con provvedimento dell’Agenzia delle entrate.
Trattandosi di un condono, può aderire anche il contribuente che ha già beneficiato della rottamazione bis: ovviamente dall'importo complessivo, oggetto della definizione agevolata delle controversie, saranno defalcate le eventuali somme versate in pendenza di giudizio.
O potrei aderire solo alla parte del contenzioso, per quelle somme (€ 10.000 circa) riconducibili allo stesso atto impositivo per il quale si richiede la rottamazione ma che non sono state ancora affidate all'Agente della Riscossione?
Aderirai per l'importo pari al valore della controversia scomputando quanto già versato fino ad oggi. L'oggetto della definizione agevolata delle controversie tributarie è sempre e comunque l'intero importo della controversia e non soltanto le somme non ancora trasmesse all'agente della riscossione.
Vorrei sottolineare che l'articolo 3 del predetto decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio, prevede la rottamazione ter, accessibile anche per coloro che hanno aderito alla rottamazione bis, a patto che questi ultimi entro il prossimo 7 dicembre abbiano pagato le prime tre rate della precedente definizione.
I vantaggi della rottamazione ter rispetto alla prima rottamazione ed alla rottamazione bis?
a)il pagamento può essere spalmato su cinque anni, con un massimo di 10 rate di pari importo e applicazione degli interessi nella misura del 2%;
b)è possibile utilizzare in compensazione i crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione per forniture, somministrazioni e prestazioni professionali;
c)versando la prima (o unica) rata, si estinguono le procedure esecutive già avviate.
Torna alla ricerca Dove sono Collegamento permanente Guida in linea Chiudi questa finestra DECRETO-LEGGE 22 ottobre 2016, n. 193 Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.