Source: http://sarannopromotori.it/sessioni/esame1_2007.htm
Timestamp: 2018-04-27 04:54:44+00:00
Document Index: 155701372

Matched Legal Cases: ['art. 98', 'art. 97', 'art. 98', 'art. 61', 'art. 94', 'art. 111', 'art. 40', 'art. 196', 'art. 1', 'art. 96', 'art. 1834', 'art. 30', 'art. 1856', 'art. 100', 'art. 187', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 102', 'art. 1']

SOLUZIONI DELLA I SESSIONE 2007: PROVA D'ESAME DEL 9 MARZO 2007
1) Ai sensi dell’art. 98, comma 2, del regolamento Consob n. 11522/1998, la Consob irroga la sanzione pecuniaria nei confronti di un promotore finanziario in caso di:
A) mancata consegna all’investitore di copia della comunicazione informativa sulle principali regole di comportamento del promotore finanziario nei confronti dell’investitore stesso;
C) inadempimento degli obblighi di tenuta della documentazione previsti dall’art. 97 del regolamento stesso;
La risposta esatta è fornita dal testo dell’art. 98, comma 2, lett. c) del regolamento Consob n. 11522/1998.
2) Che cosa è il “price earning ratio”?
A) Il rapporto tra il prezzo di mercato di un’azione e l’utile relativo a ciascuna azione;
C) Il rapporto tra la capitalizzazione di Borsa e il dividendo distribuito da una società;
D) Il rapporto tra il prezzo di emissione dell’azione ed il rendimento promesso all’atto del collocamento.
Il “price earning ratio” (letteralmente rapporto prezzo/utili) è il rapporto ottenuto dividendo il prezzo di mercato di un’azione di una società e l’utile per azione conseguito dall’impresa nell’esercizio più recente. Corrisponde al tasso di rendimento di un titolo, misurandone il grado di attrattiva. In pratica, indica in quanto tempo gli utili conseguibili da un’azione eguagliano il prezzo pagato per il suo acquisto: quanto più basso è il rapporto, tanto più è conveniente acquistare il titolo.
3) Ai sensi del regolamento Consob n. 11522/1998, con riferimento alle informazioni fornite da una SICAV in merito alle operazioni di sottoscrizione e disinvestimento disposte dagli investitori, quale tra le seguenti affermazioni corrisponde al vero?
A) Le informazioni sulle operazioni eseguite sono comunicate agli investitori dalla banca depositaria con periodicità annuale, mediante l’invio di un prospetto riassuntivo al domicilio degli investitori stessi;
B) La banca depositaria, con periodicità trimestrale, provvede all’invio al domicilio degli investitori di una comunicazione sulle operazioni eseguite;
C) La banca depositaria provvede all’invio al domicilio degli investitori di una nota relativa alle operazioni eseguite entro il quinto giorno lavorativo successivo a quello di esecuzione delle operazioni stesse;
D) La SICAV provvede all’invio al domicilio degli investitori di una nota relativa alle operazioni eseguite entro il settimo giorno lavorativo successivo a quello di esecuzione delle operazioni stesse.
La risposta esatta è data dall’art. 61, comma 4 del regolamento Consob n. 11522/1998.
4) Può un titolo azionario avere un rendimento atteso pari a quello relativo al portafoglio di mercato?
A) Sì, se il beta è negativo;
B) Sì, se il beta è pari a zero;
D) Sì, se il beta è pari a uno.
Il beta di un titolo azionario rappresenta la sensibilità attesa del singolo titolo alle variazioni del mercato nel quale è quotato. In generale un titolo con beta pari ad uno è un titolo che reagisce alle fluttuazioni di mercato in modo proporzionale alle stesse. Un titolo con beta maggiore di uno è considerato un titolo aggressivo il cui rendimento amplifica le fluttuazioni del rendimento di mercato mentre un titolo con beta inferiore ad uno è considerato un titolo difensivo, che poco risente delle fluttuazioni di mercato.
5) Si definisce opzione put:
A) il contratto a termine che attribuisce al compratore il diritto di decidere se acquistare oppure no un’attività sottostante a (oppure entro) una certa data a un prezzo prefissato;
B) il contratto a termine che attribuisce al compratore il diritto di decidere se vendere oppure no un’attività sottostante a (oppure entro) una certa data a un prezzo prefissato;
C) il contratto che conferisce all’emittente il diritto di acquistare dal possessore una quantità prefissata di uno strumento finanziario ad un prezzo prefissato;
D) il contratto che conferisce all’emittente il diritto di acquistare dal possessore una quantità prefissata di uno strumento finanziario ad un prezzo che verrà fissato alla scadenza del contratto.
Trattasi di un’option di vendita, attraverso la quale si prenota il diritto di vendere titoli, valute estere, merci e così via ad un prezzo prefissato, o ad esercitare il diritto di rinuncia a vendere, nel caso di errata previsione. Il privilegio di poter scegliere d vendere o non vendere si basa sul pagamento preventivo di un premio (cd. Strike price) al soggetto che rilascia l’opzione.
6) Ai sensi del regolamento Consob n. 11522/1998, l’attività di promotore finanziario non è incompatibile con la qualità di:
B) dipendente di un soggetto abilitato appartenente al gruppo al quale appartiene quello per conto del quale opera il promotore;
C) addetto al controllo interno presso un soggetto abilitato;
D) socio della società di revisione incaricata della certificazione del bilancio del soggetto abilitato per conto del quale opera il promotore.
Il riferimento è all’art. 94, lett. c) del regolamento Consob n. 11522/1998.
7) Il MIBTEL è:
A) l’indice relativo a tutte le azioni quotate nel segmento STAR dei mercati MTA e MTAX;
B) l’indice relativo a tutte le azioni nazionali quotate in borsa e nel mercato MTAX;
C) l’indice relativo alle azioni quotate nel segmento Blue Chip di borsa e del mercato MTAX e non incluse nel paniere dello S&P/MIB;
D) l’indice azionario rappresentativo dell’andamento dei principali 40 titoli azionari (blue chips) quotati su MTA e MTAX.
Il MIBTEL (acronimo di Milano Indice di Borsa Telematica) è un indice informativo di borsa e tra gli indici generali relativi al mercato italiano è quello rappresentativo di tutti i titoli negoziati nel circuito telematico e nel mercato MTAX.
8) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, il diritto di acquistare le azioni residue è riconosciuto a chi, a seguito di un’offerta pubblica avente ad oggetto la totalità delle azioni con diritto di voto, venga a detenere:
A) più del 90% delle azioni con diritto di voto;
B) almeno il 90% delle azioni con diritto di voto, se ha dichiarato nel documento d’offerta l’intenzione di avvalersi di tale diritto di acquisto e lo esercita entro quattro mesi dalla conclusione dell’offerta;
C) più del 98% delle azioni con diritto di voto, se ha dichiarato nel documento d’offerta l’intenzione di avvalersi di tale diritto di acquisto e lo esercita entro quattro mesi dalla conclusione dell’offerta;
D) almeno il 60% delle azioni con diritto di voto.
La risposta esatta è data dall’art. 111, comma 1 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF).
9) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, nel caso in cui il gestore sia diverso dalla società promotrice di fondi comuni d’investimento, chi provvede, nell’interesse dei partecipanti, all’esercizio dei diritti di voto inerenti agli strumenti finanziari di pertinenza dei fondi gestiti?
B) Sempre e soltanto la società promotrice di fondi, ed è nullo ogni patto contrario;
C) Sempre e soltanto il gestore, ed è nullo ogni patto contrario;
D) Il gestore, salvo patto contrario.
Il riferimento è all’art. 40, comma 3 del TUF.
10) In contratto “floor”, a copertura del rischio di tasso, il venditore ha aspettative:
A) di rialzo dei tassi di interesse;
B) di ribasso dei tassi di interesse;
Il contratto “floor” è un tipo di opzione negoziata in mercati non regolamentati, avente per oggetto i tassi d’interesse. Con il “floor” il venditore, dietro la ricezione di un premio da parte dell’acquirente, vende il diritto a pagare al medesimo acquirente un importo pari al prodotto tra un capitale nozionale di riferimento e la differenza, se positiva, tra un tasso di interesse contrattuale ed un tasso di interesse di mercato rilevato periodicamente sulla base di un indice di mercato. Da ciò discende che il venditore deve avere aspettative di rialzo dei tassi d’interesse.
11) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, la società che si avvale di un promotore finanziario che si sia reso responsabile di violazioni delle norme del decreto stesso o delle disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob in forza di esso:
A) risponde del pagamento della sanzione pecuniaria in solido con il promotore e può esercitare il regresso nei suoi confronti;
B) risponde del pagamento della sanzione pecuniaria solo se il promotore è insolvente;
C) risponde del pagamento della sanzione pecuniaria in solido con il promotore, ed è tenuta ad esercitare il regresso nei suoi confronti;
D) non risponde del pagamento della sanzione pecuniaria irrogata al promotore.
La risposta esatta si desume dal dettato dell’art. 196, comma 4 del TUF.
12) In un’operazione di “pronti conto termine” il prezzo “a termine” dei titoli viene determinato:
A) sulla base del prezzo di borsa più basso degli ultimi sei mesi;
B) sulla base del prezzo di borsa più alto degli ultimi sei mesi;
C) capitalizzando il prezzo “a pronti” in base al tasso di interesse convenuto tra le parti;
D) sulla base dell’ultimo prezzo ufficiale.
Si tratta di un’operazione di finanziamento a breve termine realizzata da un soggetto che abbia la necessità di far fronte a momentanee occorrenze di fondi o che, viceversa, abbia l’esigenza di investire elevati, ma temporanei, surplus di liquidità. Questo tipo di operazione (detta anche vendita con patto di riacquisto) si concreta in una doppia compravendita di titoli a reddito fisso, ossia in una vendita (o acquisto) a pronti contro un acquisto (o vendita) a termine ad un prezzo prefissato. Nel caso di vendita a pronti e riacquisto a termine, l’operatore cede ad un prezzo determinato dei titoli e riacquista (o si impegna a riacquistare) altrettanti titoli della stessa specie ad un prezzo maggiorato. Il differenziale tra il prezzo a pronti e quello a termine definito margine viene stabilito tra le parti in base al livello dei tassi d’interesse di mercato. Di conseguenza, il prezzo a termine sarà pari alla capitalizzazione del prezzo a pronti in base al tasso d’interesse convenuto contrattualmente, e comunque, corrispondente ai tassi praticati sul mercato monetario.
13) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, le quote di fondi comuni di investimento sono considerate:
A) strumenti finanziari derivati;
B) servizi di investimento;
C) strumenti finanziari;
D) mezzi di pagamento;
L’art. 1, comma 2, lett c) del TUF risponde esattamente al quesito.
14) Il “Capital Asset Pricing Model”:
A) stabilisce una relazione tra il rendimento di un titolo e la sua rischiosità relativa rispetto al mercato misurata dal beta;
B) stabilisce una relazione tra il rendimento di un titolo e la sua durata misurata da un unico fattore di rischio, detto duration;
C) stabilisce una relazione tra il rendimento di un titolo e la sua durata misurata da un unico fattore di rischio, detto convexity;
D) stabilisce che il tasso di rendimento atteso delle azioni ordinarie di una impresa indebitata aumenta in proporzione al rapporto debito/capitale netto espresso in valori reali.
Il CAPM (Capital Asset Pricing Model) è un modello matematico che consente di descrivere la relazione esistente tra rischio e rendimento di un’attività; è basato sulla cd. legge del prezzo unico per cui a parità di rischio, i rendimenti di due attività dovrebbero aggiustarsi fino a diventare uguali.
In pratica il valore di un titolo dipende dal grado di rischio che lo connota: tanto più è elevato il rischio, tanto più il titolo deve essere in grado di remunerare l’investitore che lo intende acquistare.
15) Si definisce “Book Value per Share”:
A) il valore di un’azione calcolato dividendo il totale dell’attivo circolante per il numero di azioni ordinarie;
B) il valore di un’azione calcolato dividendo il patrimonio netto per il numero delle azioni ordinarie in circolazione;
C) il valore di un’azione calcolato dividendo l’utile per il numero di azioni ordinarie;
D) il rapporto tra il prezzo di mercato delle azioni e la misura contabile di patrimonio netto.
Il Book Value per Share è dato dal rapporto tra il valore di stato patrimoniale del patrimonio netto e il numero delle azioni ordinarie in circolazione. Nel linguaggio borsistico rappresenta la misura del patrimonio netto espressa in termini monetari con riferimento a ciascuna azione.
16) Il promotore può ricevere dall’investitore per la conseguente immediata trasmissione:
A) strumenti finanziari nominativi o al portatore, intestati o girati a favore del soggetto che presta il servizio oggetto di offerta;
B) strumenti finanziari nominativi o al portatore, esclusivamente nel caso in cui siano intestati a favore del soggetto che presta il servizio oggetto di offerta;
C) strumenti finanziari nominativi o all’ordine, intestati o girati a favore del soggetto che presta il servizio oggetto di offerta;
D) strumenti finanziari nominativi o all’ordine, esclusivamente nel caso in cui siano intestati o girati a favore dell’investitore stesso.
La risposta esatta si ricava dall’art. 96, comma 6, lett. c) del regolamento Consob n. 11522/1998.
17) Ai sensi del codice civile, nei depositi di una somma di denaro presso una banca, questa:
A) ne acquista la proprietà e può restituirla anche in titoli di Stato;
B) non ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria;
C) ne acquista la proprietà e può restituirla anche in diversa specie monetaria;
D) ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria.
In base al dettato dell’art. 1834 c.c. “nei depositi di una somma di denaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed e obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi”.
18) A parità di altre condizioni, in regime di capitalizzazione composta il valore attuale di una rendita perpetua è:
A) inversamente proporzionale al tasso di interesse;
B) inversamente proporzionale alla rata;
C) direttamente proporzionale al tempo;
D) direttamente proporzionale al montante a scadenza.
Una rendita si dice perpetua quando il numero delle rate n è infinito. La formula per il calcolo del valore attuale (o prezzo) di una rendita è la seguente:
Se il numero delle rate, come detto, tende ad infinito, il rapporto 1/(1+i)n tende a zero, per cui la formula della rendita perpetua diventa
Se ne deduce che il valore attuale di una rendita perpetua è inversamente proporzionale al tasso d’interesse. .
19) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998. l’investitore, entro sette giorni dalla data di sottoscrizione dei contratti di collocamento di strumenti finanziari conclusi fuori sede, può comunicare il proprio recesso:
A) al soggetto abilitato, previo pagamento delle spese;
B) esclusivamente al promotore finanziario, previo pagamento delle spese;
C) esclusivamente al soggetto abilitato, senza pagamento di spese;
D) al promotore finanziario o al soggetto abilitato, senza spese né corrispettivo.
La risposta esatta si evince dall’art. 30, comma 6 del TUF.
20) La misura di volatilità utilizzata nei modelli di valutazione delle opzioni su titoli azionari esprime:
C) la deviazione standard dei tassi di interesse;
D) la deviazione standard dei dividendi attesi.
I fattori che determinano i prezzi delle opzioni su un titolo azionario sono: a) il prezzo corrente dell’azione; b) il prezzo di esercizio; c) la vita residua; d) la volatilità del prezzo dell’azione; e) il tasso di interesse privo di rischio; f) i dividendi attesi durante la vita dell’opzione. Il punto d) è definito come la deviazione standard dei tassi di rendimento di un’azione in un breve periodo di tempo e misura l’incertezza circa i futuri movimenti del prezzo del titolo.
21) Ai sensi del codice civile, nelle operazioni bancarie regolate in conto corrente, se l’incarico deve eseguirsi su una piazza dove non esistono filiali della banca:
A) questa deve rifiutare l’esecuzione;
B) questa può incaricare dell’esecuzione esclusivamente un’altra banca;
C) questa può incaricare dell’esecuzione esclusivamente un suo corrispondente;
D) questa può incaricare dell’esecuzione un’altra banca o un suo corrispondente.
Il riferimento è all’art. 1856, comma 2, c.c.
22) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, in quale dei seguenti casi, tra gli altri, non è necessario comunicare preventivamente alle competenti autorità la volontà di procedere ad una sollecitazione all’investimento?
A) Quando una società di rating certifica l’elevato grado di solvibilità ed affidabilità del soggetto emittente;
B) Quando la sollecitazione ha per oggetto obbligazioni emesse da società quotate in Borsa ad elevata capitalizzazione;
C) Quando la sollecitazione ha per oggetto strumenti finanziari emessi da organismi internazionali a carattere pubblico di cui facciano parte uno o più Stati membri dell’Unione europea;
D) Quando la sollecitazione ha per oggetto prodotti finanziari emessi da banche.
La risposta esatta è fornita dall’art. 100, comma 1, lett. d) del TUF.
23) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, a quale sanzione amministrativa accessoria è soggetto il promotore finanziario cui sia stata applicata una sanzione amministrativa pecuniaria per abuso di informazioni privilegiate?
A) Alla radiazione dall’Albo unico nazionale dei promotori finanziari;
B) Alla perdita temporanea dei requisiti di onorabilità;
C) Alla interdizione dai pubblici uffici;
D) Alla pubblicazione del provvedimento con cui è stata applicata la sanzione amministrativa pecuniaria su almeno due quotidiani, di cui uno economico, a diffusione nazionale.
L’art. 187-quater, comma 1 del TUF soddisfa il suddetto quesito.
24)Il rendimento che si consegue detenendo fino alla sua scadenza naturale un’obbligazione decennale con cedola semestrale costante e rimborso alla pari:
A) dipende dal prezzo di acquisto e dal rendimento derivante dal reinvestimento delle cedole incassate;
B) dipende dal livello dei tassi di interesse al momento della scadenza dell’obbligazione;
C) è sempre pari al tasso interno di rendimento calcolato al momento dell’acquisto;
Il calcolo del rendimento effettivo di un’obbligazione è possibile solo alla scadenza della stessa. La soluzione A risulta quella esatta perché tiene in considerazione sia i flussi di cassa percepiti dall’investitore dall’acquisto del titolo obbligazionario fino alla sua relativa scadenza sia la struttura dei tassi di interesse con la quale tali flussi vengono ex post valutati.
25) Ai sensi del regolamento Consob n. 11522/1998, nella prestazione del servizio di negoziazione per conto terzi, il prezzo praticato all’investitore:
A) può essere superiore a quello ricevuto o pagato dall’intermediario e non è ammessa l’applicazione delle commissioni e delle spese;
B) è esclusivamente quello ricevuto o pagato dall’intermediario, ferma restando l’applicazione delle commissioni e delle spese;
C) può essere inferiore a quello ricevuto o pagato dall’intermediario e non è ammessa l’applicazione delle commissioni e delle spese;
D) è sempre superiore a quello ricevuto o pagato dall’intermediario e non è ammessa l’applicazione delle commissioni e delle spese.
La risposta esatta è individuata dall’art. 32, comma 6 del regolamento Consob n. 11522/1998.
26) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, quali, tra i seguenti, sono strumenti finanziari derivati?
A) Le quote di fondi comuni di investimento;
B) I titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali;
C) I contratti di scambio a pronti e a termine su tassi di interesse, anche quando l’esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti;
D) Le azioni e gli altri titoli rappresentativi di capitale di rischio negoziabili sul mercato dei capitali.
Il riferimento è all’art. 1, comma 2, lett. g) del TUF.
27) Un soggetto che detenga una posizione lunga su azioni può coprirsi dal rischio di diminuzione delle relative quotazioni:
A) acquistando opzioni put sul sottostante;
B) acquistando contratti futures sul sottostante;
C) vendendo opzioni put sul sottostante;
D) acquistando interest rate cap sul sottostante.
L’acquisto di titoli (posizione lunga) determina l’esposizione al rischio di perdite quando il prezzo del titolo scende sotto il prezzo di acquisto. L’acquisto di un’opzione put conferisce, a fronte del pagamento di un premio, il diritto di vendere ad un prezzo prefissato un certo quantitativo di titoli. Tale diritto può essere esercitato entro una determinata data (nelle opzioni di tipo americano) oppure solo alla data di scadenza (nelle opzioni di tipo europeo). Acquistando opzioni put sul sottostante e fissando il prezzo di esercizio al prezzo di acquisto del titolo (o ad esempio un punto percentuale più basso), si riescono quindi ad evitare le perdite (o a contenerle entro l’uno per cento), detratto ovviamente il costo del premio (strike price) e dunque si è coperti dal rischio di diminuzione ulteriore delle relative quotazioni.
28) Si definiscono “commodity futures”:
A) i contratti derivati mediante i quali le parti si impegnano a scambiare a una scadenza determinata un certo quantitativo di merce, ben identificata, a un prezzo predefinito;
B) i contratti derivati mediante i quali le parti si impegnano a scambiare a una scadenza determinata tassi di interesse a un prezzo predefinito;
C) i contratti derivati mediante i quali le parti si impegnano a scambiare alla scadenza pattuita un certo quantitativo di obbligazioni, in genere titoli di Stato, a un prezzo predefinito;
D) le previsioni fatte dalle agenzie di rating sul futuro andamento del prezzo delle obbligazioni.
I futures sono particolari contratti posti in essere quando le parti concordano subito la quantità ed il prezzo, ma stabiliscono di differirne l’esecuzione ad una data futura. Un operazione di questo tipo viene definita “ a termine” e, in base al tipo di bene scambiato, si parla di financial futures, se i beni oggetto dello scambio sono prodotti finanziari (titoli, valute, monete, metalli preziosi) o di commodity futures, se hanno come attività sottostante beni reali, in particolare materie prime.
29) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, nel caso di accertata violazione delle disposizioni previste dal decreto stesso in materia di offerte pubbliche di acquisto o di scambio, la Consob, in pendenza dell’offerta, può:
A) chiedere l’intervento del Ministro dell’economia e delle finanze;
B) sospenderla in via cautelare per un periodo di sessanta giorni;
C) chiedere alla società le cui azioni sono oggetto dell’offerta di convocare immediatamente l’assemblea straordinaria per deliberare le operazioni necessarie per contrastare il conseguimento degli obiettivi dell’offerta;
D) dichiararla decaduta.
L’art. 102, comma 3, lett. b) del TUF soddisfa la domanda.
30) Ai sensi del decreto legislativo n. 58/1998, quale, tra i seguenti, è un servizio di investimento?
A) La concessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare un’operazione relativa a strumenti finanziari, nella quale interviene il soggetto che concede il finanziamento;
B) La custodia e amministrazione di strumenti finanziari;
C) La gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi;
D) L’intermediazione in cambi.
Il riferimento è all’art. 1, comma 5, lettera d) del TUF.