Source: https://appinfostranieri.it/en/news
Timestamp: 2019-05-26 11:11:46+00:00
Document Index: 66942008

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14']

Infostranieri | News
Long stay permit
Practices state
Pending employment
14-18 year old minors
E.U. citizen
Non E.U. Citizen
Authorization (Nulla Osta)
Sprar/ refugees
When are they needed
Il decreto flussi di ogni anno è un’opportunità per alcune categorie di stranieri di entrare in Italia legalmente per svolgere attività lavorative in alcuni settori di lavoro. Coloro che riescono ad entrare in Italia possono anche chiedere un permesso di soggiorno dopo aver chiesto il nulla osta al lavoro e il visto per lavoro. Lo stesso decreto flussi riguarda anche la conversione di alcuni tipi di permessi di soggiorno da un motivo all’altro. Vediamo brevemente i numeri previsti nel decreto flussi 2018, come bisogna fare la domanda e le principali date.
Fonte: :http://permessodisoggiorno.org/permesso-di-soggiorno-grazie-al-decreto-flussi-2018-ecco-i-numeri-e-quando-fare-la-richiesta/
Gentiloni: ius soli, non ci sono le condizioni per l’ok entro l’estate
Roma, 17 luglio 2017 L’approvazione del disegno di legge sullo ius soli non potrà arrivare entro l’estate. E0 questo il parere del premier Paolo Gentiloni. “Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva. Si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”, ha affermato in una nota il presidente del Consiglio.
Fonte: http://stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/gentiloni-ius-soli-non-ci-sono-le-condizioni-per-l-ok-entro-l-estate.html
Renzi: il pd è a favore dello ius soli
Roma, 11 luglio 2017 - Il Pd è schierato a favore dello ‘ius soli’, Matteo Renzi lo ribadisce a Zapping. “Io sono per lo ius soli. Il Pd è per lo ius soli, lo confermiamo con forza. A maggior ragione per quello che abbiamo detto sull’immigrazione. Numero chiuso dei migranti, blocco dei denari ai paesi Ue che non accolgono, investimenti per la cooperazione internazionale, un euro in cultura, un euro in sicurezza e ius soli. Questo è un ragionamento ampio”.
Rispondendo ad un ascoltatore, poi, Renzi nega contraddizioni tra la posizione sullo ius soli e la frase “aiutiamoli a casa loro” riportata nel suo ultimo libro: “Abbiamo sempre detto che bisogna salvarli tutti ma che non li può accogliere tutti l’Italia. Aiutiamoli a casa loro vuol dire non fare come la Lega che in Africa ci portava i diamanti… Se dici aiutiamoli a casa loro e tagli sulla cooperazione internazionale sei ipocrita. Se dico aiutiamoli davvero a casa loro, andate a vedere cosa vuol dire”.
Fonte: http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/renzi-il-pd-e-a-favore-dello-ius-soli.html
Roma, 5 luglio 2017 - Oggi in aula al Senato parte l’esame del ddl sullo ius soli. A decidere l’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea è stata la conferenza dei capigruppo, al termine di una lunga discussione. Non mancano però perplessità che il calendario indicato possa essere rispettato alla lettera, sotto il profilo dei tempi.
“Chi sperava in passi indietro dell’ultimo minuto, sarà deluso. Lo Ius soli sarà in Aula al Senato per la discussione generale da domani”, ha sottolineato ieri il senatore Pd Andrea Marcucci, aggiungendo: “Nonostante l’opposizione delle destre con l’esplicito sostegno del M5S, il Pd andrà avanti, come ha promesso il segretario Renzi a Milano, perchè si tratta di una legge giusta. Un minorenne che frequenta un ciclo di studi di almeno 5 anni, ha diritto di diventare italiano”.
Fonte: http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/in-senato-parte-esame-sullo-ius-soli.html
Rinnovo permesso, il rapporto di parentela col datore di lavoro non è sufficiente per ritenere fittizio il contratto
T.A.R. Emilia Romagna, sez. prima, sent. n. 956/2015 del 22/10/2015
La Questura, dopo la presentazione della domanda, ha chiesto di integrare la documentazione per accertare la capacità di mantenersi autonomamente sul territorio nazionale. La ricorrente ha prodotto un contratto di assunzione con una società di capitali amministrata dal marito della cugina presso la quale abita.
Orbene sicuramente la circostanza può indurre legittimi sospetti nell’amministrazione, ma non può ritenersi sicuramente fittizio il contratto sulla base dell’entità del reddito dichiarato dall’amministratore della società come persona fisica.
La società gestisce un ristorante ed è plausibile che possa avere bisogno anche part time di una persona tuttofare; inoltre la circostanza che il rapporto di lavoro sia nato per i rapporto di parentela che intercorre tra la ricorrente e la moglie dell’amministratore della società datrice di lavoro di per sé non deve far ritenere fittizio il rapporto stesso.
Fonte: https://avvmichelespadaro.wordpress.com/2017/07/06/rinnovo-permesso-il-rapporto-di-parentela-col-datore-di-lavoro-non-e-sufficiente-per-ritenere-fittizio-il-contratto/
T.A.R. Emilia Romagna, sez. prima, sent. n. 128/2016 del 22/10/2015
Proprio in tema, la circolare in data 10 maggio 1999 n. 300 /C/227729/12/207/1DIV (terza parte) del Ministero dell’Interno ha precisato che “in casi particolarmente gravi e debitamente documentati e valutati con particolare attenzione (es. decesso o imminente pericolo di vita di uno stretto congiunto ecc.) potrà essere consentito allo straniero richiedente la regolarizzazione (alias: il permesso di soggiorno) l’allontanamento dal territorio nazionale per un periodo di tempo limitato, finalizzato al reingresso”.
In tale ottica il motivo giustificativo dell’uscita dall’Italia del ricorrente rientrava proprio nell’ipotesi prevista nella citata circolare e quindi era da valutare adeguatamente e con “particolare attenzione”, al fine del reingresso e della regolarizzazione con permesso di soggiorno della posizione dell’interessato.
Fonte: https://avvmichelespadaro.wordpress.com/2017/06/27/visto-per-reingresso-non-puo-essere-negato-se-vi-e-stato-un-grave-e-documentato-motivo-familiare-che-ha-costretto-a-trattenersi-allestero/
Più di un milione e 100mila romeni, 450mila albanesi e 420mila marocchini: queste sono le principali comunità di stranieri residenti in Italia nel 2016 secondo le rilevazioni dell’Istat.
Alcune di queste hanno una forte prevalenza femminile: in particolare quelle dell’Est Europa (quasi l’80% dei 230mila cittadini dell’Ucraina sono donne, ma percentuali simili si registrano anche dalla Russia, Polonia e Moldavia). Viceversa, dall’Egitto, Pakistan, Bangladesh e Senegal, tanto per rimanere tra i gruppi più numerosi, sono in prevalenza uomini coloro che risiedono nel nostro paese.
Una lettura più curiosa di questo valore numerico la si può ottenere incrociando con la popolazione totale del paese di provenienza (in questo caso i dati hanno fonte diversa, raccolti su Wikipedia).
Così, se la nutrita comunità cinese in Italia (280mila persone nel 2016) quasi scompare se confrontata con il miliardo di abitanti della Repubblica Popolare, al contrario gli albanesi in Italia rappresentano quasi l’8% di quelli in patria, seguiti dal 3% di rumeni e dal 2% di moldavi e, meno sorprendentemente, sammarinesi.
Nell’infodata seguente invece ci siamo concentrati sulla distribuzione della presenza di cittadini non italiani nel territorio nazionale e l’andamento nel tempo città per città.
A colpo d’occhio le mappe indicano chiaramente come nel centro-nord vi sia la maggiore presenza di stranieri sul totale della popolazione. E’ però al sud dove si sono registrati in questi ultimi cinque anni i tassi di incremento maggiori. Tra i capoluoghi di provincia Crotone, Foggia e Caltanissetta hanno visto dal 2012 al 2016 più che raddoppiare la presenza straniera; nello stesso periodo a Milano è cresciuta del 45%, a Roma del 62% e a Napoli del 67%.
Fonte: http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/06/21/piu-un-milione-romeni-450mila-albanesi-420mila-marocchini-gli-stranieri-italia/?refresh_ce=1
La tassa sui permessi di soggiorno torna di nuovo. ecco il decreto
Con un decreto interministeriale del 5 maggio del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero dell’Interno, pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale, viene oggi in vigore la tassa sui permessi di soggiorno, cancellata l’anno scorso dalle sentenze dei tribunali e del Consiglio di Stato, che in parole povere hanno detto che il contributo sul permesso di soggiorno era “illegittimo, in quanto sproporzionato e d’ostacolo ai diritti degli immigrati e quindi non in linea con la normativa europea”.
Adesso, tenendo fino a un certo punto conto delle sentenze (che pur non dicendo con esattezza quanto doveva essere l’importo legittimo della tassa, parlavano di una cifra paragonabile con quella che si paga per la carta d’identità, poco più di 5 euro), il governo riporta in vita il contributo in misura dimezzata: invece di 80, 100 oppure 200 € adesso si pagherà 40, 50 oppure 100 € a seconda della durata del titolo di soggiorno.
Ecco il testo integrale del decreto, pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale:
DECRETO 5 maggio 2017
Modifica del decreto 6 ottobre 2011 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno. (17A03919) (GU Serie Generale n.131 del 08-06-2017)
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE di concerto con IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni ed integrazioni, recante «Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione giuridica dello straniero in Italia», ivi, in particolare, gli articoli 5, comma 2-ter e 14-bis, come modificati dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, recante «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica»;
Visto l'art. 7-vicies quater del citato decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 43/2005 che, tra l'altro: pone a carico dei soggetti richiedenti la corresponsione di un importo pari almeno alle spese necessarie per la produzione e spedizione del documento, nonche' per la manutenzione necessaria all'espletamento dei servizi connessi; prevede che l'importo e le modalita' di riscossione dei documenti elettronici siano determinati con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto col Ministro dell'interno;
Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro dell'interno, del 6 ottobre 2011 concernente il contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno;
Vista la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma, sez. II-quater, n. 6095/2016 con la quale e' stato annullato il decreto ministeriale 6 ottobre 2011 «limitatamente ai seguenti articoli (in quanto esplicitano e/o presuppongono direttamente la rilevata radicale illegittimita' dell'istituzione del contributo):
Vista la sentenza del Consiglio di Stato del 26 ottobre 2016 n. 4487 che, nel confermare la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma, sez. II-quater, n. 6095/2016, ha, tra l'altro, stabilito che: «f) nel caso di specie, deve essere disapplicata, per effetto della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 2 settembre 2015, in C-309/14, la disposizione del comma 2-ter dell'art. 5 del decreto legislativo n. 286 del 1998, nella misura in cui fissa gli importi dei contributi richiesti per tutti i permessi di soggiorno da un minimo di € 80,00 ad un massimo di € 200,00, in quanto costituenti nel loro complesso un ostacolo, per il loro importo eccessivamente elevato, ai diritti conferiti ai cittadini stranieri richiedenti i permessi UE di lungo soggiorno, con conseguente illegittimita' del decreto ministeriale qui impugnato, nelle parti gia' annullate dal T.a.r.»; «21.1. In ottemperanza della presente decisione e previa disapplicazione, nei limiti sopra esplicati, del comma 2-ter dell'art. 5 del decreto legislativo n. 286 del 1998, alla luce di quanto stabilito dalla Corte di giustizia, le Amministrazioni competenti ridetermineranno l'importo dei contributi, nell'esercizio della loro discrezionalita', in modo tale che la loro equilibrata e proporzionale riparametrazione non costituisca un ostacolo all'esercizio dei diritti riconosciuti dalla direttiva n. 2003/109/CE»;
Considerata la necessita' di adeguare la disciplina a quanto previsto dall'art. 1, comma 1, decreto legislativo 29 dicembre 2016, n. 253;
Considerato che, conseguentemente, e' necessario riformare il citato decreto interministeriale del 6 ottobre 2011;
1. All'art. 3, comma 1, lettera e), del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno del 6 ottobre 2011, dopo la parola «richiedenti», sono inserite le seguenti: «il duplicato,».
a) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Riparto delle somme soggette a riassegnazione»;
1) l'espressione «La restante quota del gettito conseguito attraverso la riscossione del contributo di cui all'art. 1,» e' sostituita dalla seguente: «La quota del gettito di cui all'art. 14-bis, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,»;
3) dopo la locuzione «di competenza del Dipartimento della Pubblica sicurezza», sono aggiunte le parole «, finalizzata alle attivita' istruttorie inerenti al rilascio e al rinnovo del permesso di soggiorno, secondo quanto previsto dall'art. 14-bis, comma 2, del decreto legislativo n. 286/1998,».
2. Il Ministero dell'interno provvede allo svolgimento delle attivita' finanziate con i proventi di cui all'art. 14-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, con le risorse disponibili a legislazione vigente nel proprio stato di previsione.
2. Il presente decreto sara' registrato a norma di legge, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entrera' in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
Registrato alla Corte dei conti il 29 maggio 2017
Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n. 760
FONTE: http://shqiptariiitalise.com/te-jetosh-ne-itali/te-jetosh-ne-itali/eksperti-pergjigjet/la-tassa-sui-permessi-di-soggiorno-torna-di-nuovo-ecco-il-decreto.html
Di nuovo il contributo per il permesso di soggiorno
Pubblicato il decreto del Ministero dell'Economia che definisce i nuovi contributi per il rilascio ed il rinnovo del titolo di soggiorno.In vigore il 9 giugno, il decreto ministeriale stabilisce l'ammontare del contributo. Pubblicata anche la circolare esplicativa del Ministro dell'Interno
in data 8 giugno 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che stabilisce la misura del contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno a carico dello straniero di età superiore ai 18 anni. Il decreto entra in vigore in data 9 giugno 2017.
Il nuovo contributo si determina come segue:
Istat: in italia meno residenti e più stranieri. continua calo nascite: -12mila sul 2015
Corso Vittorio Emanuele II 15, 20122 Milano
Partita IVA 03517030122
REA MI - 2105442
Capitale sociale 36.101,00€
Permesso di soggiorno grazie al decreto flussi 2018: ecco i numeri e quando fare la richiesta 20/06/2018
Gentiloni: ius soli, non ci sono le condizioni per l’ok entro l’estate 17/07/2017
Renzi: il pd è a favore dello ius soli 11/07/2017
In senato parte esame sullo ius soli 09/07/2017
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