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Timestamp: 2018-01-16 13:25:30+00:00
Document Index: 59948972

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art.  3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'art.\n1', 'art.  17', 'art.  2389', 'art.   4', 'art. 3', 'art. 17', 'art.   24', 'art. 3', 'art.  21', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art.  2389', 'art. 3', 'art.  53', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 1', 'art.  9', 'art.\n4', 'art.  17', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 195 - Regolamento recante determinazione dei limiti massimi del trattamento economico onnicomprensivo a carico della finanza pubblica per i rapporti di lavoro dipendente o autonomo. (10G0218) - GU n. 276 del 25-11-2010 | Ingegneri.info
<MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 2 novembre 2010
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – COMUNICATO – Avviso pubblico alle Aziende Sanitarie Locali ed alle Aziende Ospedaliere per la presentazione di Manifestazioni di interesse nell’ambito delle linee di attivita’ 2.2 «Interventi di efficientamento energetico degli edifici e utenze energetiche pubbliche o ad uso pubblico» e 2.5 «Interventi sulle reti di distribuzione del calore, in particolare da cogenerazione e per teleriscaldamento e teleraffrescamento» del POI Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 195 – Regolamento recante determinazione dei limiti massimi del trattamento economico onnicomprensivo a carico della finanza pubblica per i rapporti di lavoro dipendente o autonomo. (10G0218) – GU n. 276 del 25-11-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 195 - Regolamento recante determinazione dei limiti massimi del trattamento economico onnicomprensivo a carico della finanza pubblica per i rapporti di lavoro dipendente o autonomo. (10G0218) - GU n. 276 del 25-11-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/12/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010 , n. 195
Regolamento recante determinazione dei limiti massimi del trattamento
economico onnicomprensivo a  carico  della  finanza  pubblica  per  i
rapporti di lavoro dipendente o autonomo. (10G0218)
Visto l’articolo 3, commi da 44 a 52-bis, della legge  24  dicembre
Visto l’articolo 4-quater del decreto-legge 3 giugno 2008,  n.  97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;
Visto l’articolo 24, comma 4-bis,  del  decreto-legge  31  dicembre
2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  febbraio
2008, n. 31;
Visto l’articolo 21 della legge 18 giugno 2009, n. 69;
adottata nella riunione del 2 ottobre 2009;
consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza del 9 novembre 2009;
personali in data 21 gennaio 2010;
1. Il presente regolamento, adottato in attuazione dell’articolo 3,
commi da  44  a  52-bis,  della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,
disciplina il limite massimo delle retribuzioni  e  degli  emolumenti
direttamente o indirettamente a carico delle  pubbliche  finanze  nel
della Repubblica  il  potere  di  promulgare  le  leggi  ed
– Si riporta il comma 2 dell’art. 17,  della  legge  23
– Si riportano i commi da  44  a  52-bis  dell’art.  3,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante «Disposizioni
«44.  Il  trattamento  economico   onnicomprensivo   di
chiunque riceva a carico delle pubbliche finanze emolumenti
o retribuzioni nell’ambito di rapporti di lavoro dipendente
o autonomo con pubbliche  amministrazioni  statali  di  cui
all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, agenzie, enti pubblici  anche  economici,  enti  di
ricerca, universita’,  societa’  non  quotate  a  totale  o
prevalente  partecipazione   pubblica   nonche’   le   loro
controllate, ovvero sia titolare di incarichi o mandati  di
qualsiasi natura nel  territorio  metropolitano,  non  puo’
superare  quello  del  primo  presidente  della  Corte   di
cassazione.  Il  limite  si  applica  anche  ai  magistrati
ordinari,  amministrativi  e  contabili,  ai  presidenti  e
componenti di collegi e organi di governo e di controllo di
societa’ non  quotate,  ai  dirigenti.  Il  limite  non  si
applica  alle  attivita’  di  natura  professionale  e   ai
contratti d’opera, che non possono  in  alcun  caso  essere
stipulati con chi ad altro titolo percepisce  emolumenti  o
retribuzioni ai sensi dei  precedenti  periodi,  aventi  ad
oggetto  una  prestazione  artistica  o  professionale  che
consenta  di  competere  sul  mercato  in   condizioni   di
effettiva concorrenza. Nessun  atto  comportante  spesa  ai
sensi dei precedenti periodi puo’ ricevere  attuazione,  se
non sia stato  previamente  reso  noto,  con  l’indicazione
nominativa dei destinatari e dell’ammontare  del  compenso,
attraverso    la     pubblicazione     sul     sito     web
dell’amministrazione o del  soggetto  interessato,  nonche’
comunicato  al  Governo  e  al  Parlamento.  In   caso   di
violazione,  l’amministratore   che   abbia   disposto   il
pagamento e il destinatario del  medesimo  sono  tenuti  al
rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma  pari  a
dieci volte l’ammontare eccedente la cifra  consentita.  Le
disposizioni di cui al  primo  e  al  secondo  periodo  del
presente comma non  possono  essere  derogate  se  non  per
motivate esigenze di carattere eccezionale e per un periodo
di tempo non superiore a tre anni,  fermo  restando  quanto
disposto dal periodo precedente.  Le  amministrazioni,  gli
enti e le societa’ di cui al primo e  secondo  periodo  del
presente comma per i quali  il  limite  trova  applicazione
sono tenuti alla preventiva comunicazione dei relativi atti
alla Corte dei conti. Per le  amministrazioni  dello  Stato
possono  essere  autorizzate  deroghe   con   decreto   del
Ministro per le riforme e  le  innovazioni  nella  pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell’economia
e  delle  finanze,  nel  limite  massimo  di   25   unita’,
corrispondenti alle posizioni di piu’  elevato  livello  di
responsabilita’. Coloro che sono legati da un  rapporto  di
lavoro con organismi pubblici anche  economici  ovvero  con
societa’ a  partecipazione  pubblica  o  loro  partecipate,
collegate  e  controllate,  e  che  sono  al  tempo  stesso
componenti  degli  organi  di  governo   o   di   controllo
dell’organismo o societa’ con cui e’ instaurato un rapporto
di lavoro, sono collocati di diritto in  aspettativa  senza
assegni  e  con  sospensione  della  loro   iscrizione   ai
competenti istituti di previdenza e di assistenza. Ai  fini
dell’applicazione del presente comma sono computate in modo
cumulativo le  somme  comunque  erogate  all’interessato  a
carico del medesimo o di piu’ organismi, anche nel caso  di
pluralita’ di incarichi da uno stesso  organismo  conferiti
nel corso dell’anno.  Alla  Banca  d’Italia  e  alle  altre
autorita’  indipendenti  il  presente  comma   si   applica
limitatamente alle previsioni di pubblicita’ e  trasparenza
per le retribuzioni e gli emolumenti comunque superiori  al
limite di cui al primo periodo del presente comma.
In deroga a quanto disposto dal presente comma vedi  il
comma 2 dell’art. 1, decreto-legge 23 maggio 2008,  n.  90.
Vedi, anche, il comma 4-bis dell’art. 24, decreto-legge  31
dicembre 2007, n. 248, aggiunto  dalla  relativa  legge  di
45.  Per  la  Banca  d’Italia  e  le  altre   autorita’
indipendenti la legge di  riforma  delle  stesse  autorita’
disciplina in via  generale  i  modi  di  finanziamento,  i
controlli  sulla  spesa,  nel  rispetto  degli  adempimenti
previsti   dalla   normativa   comunitaria,   nonche’    le
retribuzioni e gli emolumenti, perseguendo gli obiettivi di
riduzione  di  costi  e  contenimento  di  retribuzioni  ed
emolumenti di cui al comma 44.
46. Per le amministrazioni dello Stato,  per  la  Banca
d’Italia e le autorita’ indipendenti, ai soggetti  cui  non
si applica il limite di cui al  comma  44,  il  trattamento
economico complessivo, secondo quanto disposto dallo stesso
comma, non puo’ comunque superare il doppio di  quello  del
primo presidente della Corte di cassazione.
47. Le disposizioni di cui al comma 44 non si applicano
ai contratti di diritto privato in corso alla data  del  28
settembre 2007. Se il superamento  dei  limiti  di  cui  ai
commi 44 e 46  deriva  dalla  titolarita’  di  uno  o  piu’
incarichi, mandati e cariche di natura non privatistica,  o
da rapporti di lavoro di  natura  non  privatistica  con  i
soggetti di cui al primo e secondo periodo del comma 44, si
procede alla decurtazione annuale del trattamento economico
complessivo di una cifra pari al 25 per cento  della  parte
eccedente il limite di cui al comma 44, primo periodo, e al
comma 46. La decurtazione annuale cessa  al  raggiungimento
del limite medesimo. Alla medesima decurtazione si  procede
anche nel  caso  in  cui  il  superamento  del  limite  sia
determinato  dal  cumulo  con  emolumenti   derivanti   dai
contratti di cui al primo periodo. In  caso  di  cumulo  di
piu’ incarichi, cariche o mandati la decurtazione di cui al
presente comma opera  a  partire  dall’incarico,  carica  o
mandato da ultimo conferito.
48. Le disposizioni di cui al  comma  44  si  applicano
comunque alla stipula di  tutti  i  nuovi  contratti  e  al
rinnovo per scadenza di tutti i contratti in essere che non
possono in alcun caso essere prorogati  oltre  la  scadenza
49. A tutte le situazioni e  rapporti  contemplati  dai
commi 47 e 48 si applicano senza eccezione le  prescrizioni
di pubblicita’ e trasparenza di cui al comma 44.
50. Tutte le retribuzioni dirigenziali e i compensi per
la conduzione di trasmissioni di qualunque genere presso la
RAI – Radiotelevisione italiana Spa  sono  rese  note  alla
Commissione parlamentare  per  l’indirizzo  generale  e  la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
51. Il primo, il secondo e il terzo  periodo  dell’art.
1, comma 466, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  sono
soppressi. Alle fattispecie gia’ disciplinate  dai  periodi
soppressi si applicano i commi 44 e 45.
52. Il Presidente del  Consiglio  dei  ministri,  sulla
base  di  un  rapporto   di   analisi   e   classificazione
dell’insieme delle posizioni interessate,  predisposto  dal
amministrazione, presenta alle Camere entro il 30 settembre
2008 una relazione sull’applicazione delle disposizioni  di
cui ai commi da 44 a 51.
52-bis. Le  disposizioni  dei  commi  da  44  a  52  si
applicano a decorrere dalla data di entrata in  vigore  del
decreto del Presidente della Repubblica da emanare entro il
31 ottobre 2008, ai sensi  dell’art.  17,  comma  2,  della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro  per
la pubblica amministrazione e l’innovazione di concerto con
il Ministro dell’economia e  delle  finanze,  nel  rispetto
dell’invarianza  degli  oneri  a   carico   della   finanza
pubblica, sulla base dei seguenti criteri:
a)  esclusione,  dal  computo   che   concorre   alla
definizione del limite, della  retribuzione  percepita  dal
dipendente    pubblico    presso    l’amministrazione    di
appartenenza nonche’ del trattamento di pensione;
b)   non   applicabilita’   della   disciplina   agli
emolumenti  correlati  a  prestazioni  professionali  o   a
contratti d’opera di natura non continuativa  nonche’  agli
emolumenti  determinati  ai  sensi  dell’art.  2389,  terzo
comma, del codice civile;
c) obbligo, per la singola amministrazione o societa’
che conferisca  nel  medesimo  anno  allo  stesso  soggetto
incarichi che superino  il  limite  massimo,  di  assegnare
l’incarico medesimo secondo i principi del merito  e  della
trasparenza, dando adeguatamente conto,  nella  motivazione
dell’atto    di    conferimento,    dei    requisiti     di
professionalita’ e di esperienza del soggetto in  relazione
alla tipologia di prestazione richiesta e alla  misura  del
compenso attribuito;
d) obbligo per il soggetto che riceve un incarico  di
comunicare, all’amministrazione che conferisce  l’incarico,
tutti gli altri incarichi in corso, ai quali dare  adeguata
e) individuazione di specifiche forme di vigilanza  e
controllo  sulle  modalita’  applicative   della   presente
disciplina.».
–  Si  riporta  il   testo   dell’art.   4-quater   del
decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97 (Disposizioni urgenti in
materia di monitoraggio e  trasparenza  dei  meccanismi  di
allocazione  della  spesa  pubblica,  nonche’  in   materia
fiscale  e  di  proroga  di   termini),   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31:
«Art.   4-quater   (Differimento   dell’efficacia    di
disposizioni relative a personale a  carico  della  finanza
pubblica). – All’art. 3 della legge 24  dicembre  2007,  n.
244, dopo il comma 52, e’ inserito il seguente: «52-bis. Le
disposizioni dei commi da 44 a 52 si applicano a  decorrere
dalla data di entrata in vigore del decreto del  Presidente
della Repubblica da emanare entro il 31  ottobre  2008,  ai
sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400,   su   proposta   del   Ministro   per   la   pubblica
amministrazione e l’innovazione di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, nel rispetto dell’invarianza
degli oneri a carico della finanza pubblica, sulla base dei
c) obbligo per la singola amministrazione o societa’,
incarichi  che  superino  il  limite  massimo,  di  fornire
adeguata  e  specifica  motivazione  e   dare   pubblicita’
all’incarico medesimo;
–  Si  riporta  il  comma  4-bis  dell’art.   24,   del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di  termini
previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti
in materia  finanziaria),  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31:
«4-bis. Il comma 44 dell’art. 3 della legge 24 dicembre
2007, n. 244, ferma restando l’inapplicabilita’ dei  limiti
alle attivita’ soggette a tariffe professionali, si applica
per i contratti d’opera a decorrere dall’emanazione  di  un
decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  che
definisce le tipologie di  contratti  d’opera  artistica  o
professionale  escluse,  da  emanare  entro  il  1°  luglio
2008.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  21  della  legge  18
giugno 2009, n. 69, recante «Disposizioni per  lo  sviluppo
materia di processo civile»:
«Art. 21 (Trasparenza sulle retribuzioni dei  dirigenti
e  sui  tassi  di  assenza  e  di  maggiore  presenza   del
personale). – 1. Ciascuna delle  pubbliche  amministrazioni
di cui all’ art. 1, comma 2,  del  decreto  legislativo  30
marzo  2001,  n.  165,  e  successive   modificazioni,   ha
l’obbligo  di  pubblicare  nel  proprio  sito  internet  le
retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli  indirizzi  di
posta  elettronica   e   i   numeri   telefonici   ad   uso
professionale dei dirigenti  e  dei  segretari  comunali  e
provinciali nonche’ di  rendere  pubblici,  con  lo  stesso
mezzo, i tassi  di  assenza  e  di  maggiore  presenza  del
personale distinti per uffici di livello dirigenziale.
2. Al comma 52-bis dell’art. 3 della legge 24  dicembre
2007, n. 244, la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:
«c)  obbligo,  per  la  singola   amministrazione   o
societa’ che  conferisca  nel  medesimo  anno  allo  stesso
soggetto incarichi  che  superino  il  limite  massimo,  di
assegnare l’incarico medesimo secondo i principi del merito
e  della  trasparenza,  dando  adeguatamente  conto,  nella
motivazione dell’atto di  conferimento,  dei  requisiti  di
compenso attribuito».
3. Il  termine  di  cui  all’alinea  del  comma  52-bis
dell’art. 3 della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  e’
differito fino al sessantesimo giorno successivo alla  data
di entrata in vigore della presente legge.».
– Per il testo dell’art. 3, commi da 44 a 52-bis, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, si  veda  nelle  note  alle
Soggetti conferenti
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3, commi 44  e  46,
della legge 24  dicembre  2007,  n.  244,  in  relazione  alla  Banca
d’Italia  e  alle  altre  autorita’   indipendenti,   sono   soggetti
conferenti le amministrazioni dello  Stato  di  cui  all’articolo  1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  le  agenzie,
gli enti pubblici economici e non economici, gli enti di ricerca,  le
universita’,  le  societa’  non  quotate  a   totale   o   prevalente
partecipazione pubblica e le loro controllate.
– Per il testo dell’ art. 3, commi 44 e 46, della legge
24 dicembre 2007, n. 244, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme  generali
1. Sono soggetti destinatari le persone  fisiche  che  percepiscono
retribuzioni o emolumenti  direttamente  o  indirettamente  a  carico
delle  pubbliche  finanze  in  ragione  di  un  rapporto  di   lavoro
subordinato o autonomo, ivi compresi il contratto d’opera  di  natura
continuativa,  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa  e  di
collaborazione a progetto, con i soggetti di cui all’articolo 2.
Limite massimo retributivo
1. Il limite massimo annuale delle retribuzioni e degli  emolumenti
non  puo’  superare  il  trattamento  economico  annuale  complessivo
spettante  per  la  carica  al  Primo  Presidente  della   Corte   di
cassazione. A tal fine  il  Ministro  della  giustizia  entro  il  31
gennaio  di  ogni  anno  comunica  al  Ministro   per   la   pubblica
amministrazione e l’innovazione ed al Ministro dell’economia e  delle
finanze l’ammontare del trattamento. Per la Banca d’Italia e le altre
autorita’ indipendenti si fa riferimento al limite  massimo  previsto
dall’articolo 3, comma 46, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
2. Ai fini della verifica del rispetto del limite non e’  computato
il corrispettivo globale percepito per il rapporto  di  lavoro  o  il
trattamento  pensionistico  corrisposti  al  soggetto   destinatario,
rispettivamente,   dall’amministrazione   o   dalla    societa’    di
appartenenza e dall’ente previdenziale. Ai fini  della  verifica  del
rispetto del limite non e’ computata la parte  del  compenso  che  il
soggetto  destinatario  e’  obbligato  a  versare  in  fondi.   Negli
incarichi  di  durata  pluriennale   con   compenso   cumulativamente
previsto, ai fini della determinazione del  limite,  il  compenso  e’
computato in parti uguali per gli anni di riferimento, tenendo  conto
delle frazioni di anno.
3. Le attivita’ soggette a tariffa professionale, le  attivita’  di
natura professionale non continuativa, i contratti d’opera di  natura
non continuativa ed i compensi  determinati  ai  sensi  dell’articolo
2389, terzo comma, codice civile, degli amministratori delle societa’
non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica e  le  loro
controllate investiti di particolari cariche,  non sono  assoggettati
al rispetto del limite di cui al presente regolamento.
4. Salvo quanto previsto dall’articolo 3, comma 44, ottavo periodo,
della citata legge n. 244 del 2007,  i  soggetti  conferenti  possono
derogare al limite massimo solo per esigenze di carattere eccezionale
e per un periodo di tempo non superiore  a  tre  anni.  Si  intendono
esigenze di carattere eccezionale, da sottoporre al vaglio preventivo
del  Dipartimento  della  funzione  pubblica  della  Presidenza   del
Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze,
quelle derivanti da eventi imprevedibili cui non si possa far  fronte
con l’attivita’ dei dipendenti e dei consulenti e che richiedano  una
prestazione lavorativa straordinaria in termini sia di  qualita’  che
di  quantita’  oraria  giornaliera.  Il  provvedimento  previsto  dal
presente comma deve contenere una dettagliata motivazione a  supporto
del conferimento.
5.  Nel  caso  in  cui  la  singola  amministrazione   o   societa’
attribuisce ad un medesimo  soggetto  una  pluralita’  di  incarichi,
rapporti o simili nello stesso anno, in deroga al limite  massimo  di
cui al comma 1, l’atto  di  conferimento  deve,  nell’osservanza  dei
principi del merito e della  trasparenza,  motivare  specificatamente
circa i requisiti di professionalita’ e di  esperienza  del  soggetto
destinatario in relazione alla tipologia di prestazione richiesta  ed
alla  misura  del  compenso  attribuito  e  recare  in  allegato   il
curriculum vitae del destinatario.
– Per il testo dell’art. 3, commi 44 e 46, della  legge
– Si riporta il testo del terzo  comma  dell’art.  2389
«La rimunerazione  degli  amministratori  investiti  di
particolari  cariche  in  conformita’  dello   statuto   e’
stabilita dal  consiglio  di  amministrazione,  sentito  il
parere del collegio sindacale. Se lo  statuto  lo  prevede,
l’assemblea puo’ determinare un importo complessivo per  la
remunerazione di tutti gli amministratori,  inclusi  quelli
investiti di particolari cariche.».
1. Salvo quanto previsto dall’articolo 3, comma 44, quarto periodo,
della legge 24 dicembre 2007,  n.  244,  il  soggetto  conferente  e’
tenuto a rendere noto, attraverso la pubblicazione sul  proprio  sito
istituzionale, ciascun atto di conferimento soggetto alla  disciplina
di cui al presente regolamento, con specifica indicazione  del  tipo,
della  durata,  del  compenso   previsto   e   del   nominativo   del
destinatario, nonche’ tutti gli altri eventuali incarichi, rapporti o
simili, con l’indicazione  dei  compensi  spettanti,  comunicati  dal
destinatario ai sensi del comma 2, ove non gia’ resi  noti  ai  sensi
dell’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165.  In
caso di incarico  il  cui  compenso  va  riversato,  integralmente  o
parzialmente, in fondi, l’obbligo di  pubblicita’  riguarda  solo  la
parte di compenso direttamente erogata  dal  soggetto  conferente  al
2. Il soggetto destinatario e’  tenuto  a  comunicare  al  soggetto
conferente tutti gli altri incarichi in corso rilevanti ai  fini  del
limite di cui all’articolo 4, comma 1,  sulla  base  del  modello  di
comunicazione allegato al presente regolamento.
– Per il testo dell’ art. 3, comma 44  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, si veda nelle note alle premesse.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  53  del   decreto
«Art.  53  (Incompatibilita’,  cumulo  di  impieghi   e
incarichi).  –  1.  Resta  ferma  per  tutti  i  dipendenti
pubblici la disciplina delle incompatibilita’ dettata dagli
articoli 60  e  seguenti  del  testo  unico  approvato  con
3, salva la deroga prevista dall’art. 23-bis  del  presente
decreto,  nonche’,  per  i  rapporti  di  lavoro  a   tempo
parziale, dall’art. 6, comma 2, del decreto del  Presidente
del  Consiglio  dei  ministri  17  marzo  1989,  n.  117  e
dall’art. 1, commi 57 e seguenti della  legge  23  dicembre
1996, n. 662. Restano ferme altresi’ le disposizioni di cui
agli articoli 267, comma 1, 273, 274, 508 nonche’  676  del
decreto legislativo 16 aprile 1994,  n.  297,  all’art.  9,
commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n. 498, all’art.
4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412,  ed  ogni
altra  successiva  modificazione  ed   integrazione   della
relativa disciplina.
1-bis.  Non  possono  essere  conferiti  incarichi   di
direzione di strutture deputate alla gestione del personale
a soggetti che rivestano o abbiano rivestito  negli  ultimi
due anni cariche in partiti politici  o  in  organizzazioni
sindacali  o  che  abbiano  avuto  negli  ultimi  due  anni
le predette organizzazioni.
2. Le pubbliche amministrazioni non  possono  conferire
ai dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e  doveri
di  ufficio,  che  non  siano  espressamente   previsti   o
disciplinati da legge o altre fonti normative,  o  che  non
siano espressamente autorizzati.
3.  Ai  fini  previsti  dal  comma  2,   con   appositi
regolamenti, da emanarsi ai sensi dell’art.  17,  comma  2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400,  sono  individuati  gli
incarichi  consentiti  e  quelli  vietati   ai   magistrati
ordinari, amministrativi,  contabili  e  militari,  nonche’
agli avvocati e procuratori dello Stato,  sentiti,  per  le
diverse magistrature, i rispettivi istituti.
4. Nel caso in cui i regolamenti di cui al comma 3  non
siano emanati, l’attribuzione degli incarichi e’ consentita
nei soli casi espressamente previsti dalla legge o da altre
5. In ogni caso, il conferimento  operato  direttamente
dall’amministrazione,       nonche’        l’autorizzazione
all’esercizio    di    incarichi    che    provengano    da
amministrazione pubblica diversa da quella di appartenenza,
ovvero  da  societa’  o  persone  fisiche,   che   svolgono
attivita’  d’impresa  o  commerciale,  sono  disposti   dai
rispettivi organi competenti secondo  criteri  oggettivi  e
predeterminati,   che   tengano   conto   della   specifica
professionalita’,    tali    da    escludere    casi     di
incompatibilita’,   sia   di   diritto   che   di    fatto,
nell’interesse   del   buon   andamento   della    pubblica
6. I commi da 7 a 13 del presente articolo si applicano
ai  dipendenti  delle  amministrazioni  pubbliche  di   cui
all’art. 1, comma 2, compresi quelli di cui all’art. 3, con
esclusione dei dipendenti con rapporto di  lavoro  a  tempo
parziale  con  prestazione  lavorativa  non  superiore   al
cinquanta per cento di quella a tempo  pieno,  dei  docenti
universitari a tempo definito e delle  altre  categorie  di
dipendenti pubblici ai quali e’ consentito da  disposizioni
speciali lo svolgimento di attivita’  libero-professionali.
Gli incarichi retribuiti, di cui ai  commi  seguenti,  sono
tutti gli incarichi, anche occasionali,  non  compresi  nei
compiti e doveri di ufficio, per i quali e’ previsto, sotto
qualsiasi forma,  un  compenso.  Sono  esclusi  i  compensi
a)  dalla   collaborazione   a   giornali,   riviste,
enciclopedie e simili;
b) dalla utilizzazione economica da parte dell’autore
o  inventore  di  opere  dell’ingegno   e   di   invenzioni
d) da incarichi per i quali e’  corrisposto  solo  il
rimborso delle spese documentate;
e) da incarichi  per  lo  svolgimento  dei  quali  il
dipendente e’ posto in posizione di aspettativa, di comando
o fuori ruolo;
f)  da  incarichi  conferiti   dalle   organizzazioni
sindacali a dipendenti presso le  stesse  distaccati  o  in
f-bis)  da  attivita’  di   formazione   diretta   ai
7. I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi
retribuiti che non  siano  stati  conferiti  o  previamente
autorizzati  dall’amministrazione  di   appartenenza.   Con
riferimento ai professori universitari a tempo  pieno,  gli
statuti o i regolamenti degli atenei disciplinano i criteri
e le procedure per il rilascio dell’autorizzazione nei casi
previsti dal presente decreto. In caso di inosservanza  del
divieto, salve le piu’ gravi sanzioni e ferma  restando  la
responsabilita’ disciplinare, il  compenso  dovuto  per  le
prestazioni eventualmente svolte  deve  essere  versato,  a
cura dell’erogante o, in difetto, del percettore, nel conto
dell’entrata   del   bilancio    dell’amministrazione    di
appartenenza  del  dipendente  per  essere   destinato   ad
incremento  del  fondo  di   produttivita’   o   di   fondi
8. Le pubbliche amministrazioni non  possono  conferire
incarichi retribuiti a dipendenti di altre  amministrazioni
pubbliche     senza      la      previa      autorizzazione
dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
Salve le piu’ gravi sanzioni, il conferimento dei  predetti
incarichi, senza la previa autorizzazione,  costituisce  in
ogni  caso  infrazione  disciplinare  per  il   funzionario
responsabile del procedimento; il relativo provvedimento e’
nullo di diritto.  In  tal  caso  l’importo  previsto  come
corrispettivo  dell’incarico,  ove  gravi   su   fondi   in
disponibilita’    dell’amministrazione    conferente,    e’
trasferito   all’amministrazione   di   appartenenza    del
dipendente ad incremento del fondo di  produttivita’  o  di
fondi equivalenti.
9. Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non
possono  conferire  incarichi   retribuiti   a   dipendenti
pubblici      senza      la      previa      autorizzazione
In  caso  di  inosservanza  si  applica   la   disposizione
dell’art. 6, comma 1, del decreto legge 28 marzo  1997,  n.
79, convertito, con modificazioni, dalla  legge  28  maggio
1997, n. 140, e successive modificazioni  ed  integrazioni.
All’accertamento delle violazioni e  all’irrogazione  delle
sanzioni provvede il Ministero delle  finanze,  avvalendosi
della Guardia di finanza,  secondo  le  disposizioni  della
legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive  modificazioni
ed integrazioni. Le  somme  riscosse  sono  acquisite  alle
entrate del Ministero delle finanze.
10. L’autorizzazione, di cui ai commi precedenti,  deve
essere richiesta all’amministrazione  di  appartenenza  del
dipendente dai soggetti pubblici o privati,  che  intendono
conferire l’incarico; puo’, altresi’, essere richiesta  dal
dipendente interessato. L’amministrazione  di  appartenenza
deve pronunciarsi sulla richiesta di  autorizzazione  entro
trenta giorni dalla ricezione della richiesta stessa.
Per il personale che presta  comunque  servizio  presso
amministrazioni   pubbliche   diverse    da    quelle    di
appartenenza, l’autorizzazione  e’  subordinata  all’intesa
tra le due amministrazioni. In  tal  caso  il  termine  per
provvedere e’ per l’amministrazione di appartenenza  di  45
giorni e  si  prescinde  dall’intesa  se  l’amministrazione
presso la  quale  il  dipendente  presta  servizio  non  si
pronunzia entro 10 giorni dalla ricezione  della  richiesta
di intesa da parte  dell’amministrazione  di  appartenenza.
Decorso il termine  per  provvedere,  l’autorizzazione,  se
richiesta per incarichi da  conferirsi  da  amministrazioni
pubbliche, si intende accordata; in  ogni  altro  caso,  si
intende definitivamente negata.
11. Entro il 30 aprile  di  ciascun  anno,  i  soggetti
pubblici  o  privati  che  erogano  compensi  a  dipendenti
pubblici per gli incarichi di cui al comma 6 sono tenuti  a
dare comunicazione all’amministrazione di appartenenza  dei
dipendenti   stessi   dei   compensi   erogati    nell’anno
12.  Entro  il  30   giugno   di   ciascun   anno,   le
amministrazioni pubbliche che  conferiscono  o  autorizzano
incarichi retribuiti ai propri  dipendenti  sono  tenute  a
comunicare,  in  via  telematica  o  su  apposito  supporto
magnetico, al Dipartimento della funzione pubblica l’elenco
degli  incarichi  conferiti  o  autorizzati  ai  dipendenti
stessi nell’anno precedente, con l’indicazione dell’oggetto
dell’incarico e del compenso  lordo  previsto  o  presunto.
L’elenco e’ accompagnato da una relazione nella quale  sono
indicate le norme in applicazione delle quali gli incarichi
sono  stati  conferiti  o  autorizzati,  le   ragioni   del
conferimento o dell’autorizzazione, i criteri di scelta dei
dipendenti  cui  gli  incarichi  sono  stati  conferiti   o
autorizzati e la rispondenza dei medesimi  ai  principi  di
buon andamento dell’amministrazione, nonche’ le misure  che
si intendono adottare  per  il  contenimento  della  spesa.
Nello  stesso  termine  e  con  le  stesse   modalita’   le
amministrazioni  che,  nell’anno  precedente,   non   hanno
conferito o autorizzato  incarichi  ai  propri  dipendenti,
anche se comandati o fuori ruolo, dichiarano  di  non  aver
conferito o autorizzato incarichi.
13. Entro lo stesso termine  di  cui  al  comma  12  le
amministrazioni di appartenenza sono tenute a comunicare al
Dipartimento della funzione pubblica, in via  telematica  o
su apposito supporto magnetico,  per  ciascuno  dei  propri
dipendenti e distintamente per ogni  incarico  conferito  o
autorizzato, i compensi, relativi all’anno  precedente,  da
esse  erogati  o  della  cui   erogazione   abbiano   avuto
comunicazione dai soggetti di cui al comma 11.
14. Al  fine  della  verifica  dell’applicazione  delle
norme di cui all’art. 1, commi 123 e 127,  della  legge  23
dicembre  1996,  n.  662,  e  successive  modificazioni   e
integrazioni, le amministrazioni pubbliche  sono  tenute  a
comunicare al Dipartimento della funzione pubblica, in  via
telematica o su supporto magnetico, entro il 30  giugno  di
ciascun anno, i compensi percepiti  dai  propri  dipendenti
anche per incarichi relativi a compiti e doveri  d’ufficio;
sono altresi’ tenute a comunicare  semestralmente  l’elenco
dei collaboratori esterni e dei  soggetti  cui  sono  stati
affidati incarichi di consulenza, con  l’indicazione  della
ragione  dell’incarico  e   dell’ammontare   dei   compensi
corrisposti.  Le  amministrazioni  rendono  noti,  mediante
inserimento  nelle  proprie  banche  dati  accessibili   al
pubblico  per  via  telematica,  gli  elenchi  dei   propri
consulenti indicando l’oggetto, la  durata  e  il  compenso
dell’incarico. Entro il 31  dicembre  di  ciascun  anno  il
Dipartimento della funzione pubblica trasmette  alla  Corte
dei conti l’elenco delle amministrazioni che  hanno  omesso
di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto  l’elenco
affidati incarichi di consulenza.
15. Le amministrazioni che omettono gli adempimenti  di
cui ai commi  da  11  a  14  non  possono  conferire  nuovi
incarichi fino a quando non adempiono. I soggetti di cui al
comma 9 che omettono le comunicazioni di cui  al  comma  11
incorrono nella sanzione di cui allo stesso comma 9.
16. Il Dipartimento della funzione pubblica,  entro  il
31 dicembre di ciascun anno, riferisce  al  Parlamento  sui
dati raccolti, adotta le relative misure di  pubblicita’  e
trasparenza e formula proposte per  il  contenimento  della
spesa per gli incarichi  e  per  la  razionalizzazione  dei
criteri di attribuzione degli incarichi stessi.
16-bis. La Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  –
Dipartimento  della   funzione   pubblica   puo’   disporre
verifiche del  rispetto  delle  disposizioni  del  presente
articolo e dell’art. 1, commi 56 e seguenti, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, per il tramite dell’Ispettorato  per
la  funzione  pubblica.  A  tale  fine  quest’ultimo  opera
d’intesa con i Servizi ispettivi di  finanza  pubblica  del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.».
Vigilanza, controllo e monitoraggio
1. Fermi restando gli obblighi  di  comunicazione  preventiva  alla
Corte dei conti di cui all’articolo  3,  comma  44,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, l’Ispettorato per la  funzione  pubblica,  che
opera  alle  dirette  dipendenze  del  Ministro   per   la   pubblica
amministrazione e l’innovazione, esercita il potere  di  vigilanza  e
controllo sul  rispetto  del  presente  regolamento  con  particolare
riguardo ai compensi eccedenti il limite di cui all’articolo 4, comma
2.  Il  Dipartimento  della  funzione  pubblica,  d’intesa  con  il
Ministero dell’economia e delle finanze, in attuazione  dell’articolo
3, comma 52-bis, lettera e), della legge n. 244 del 2007, provvede  a
monitorare  gli  incarichi  di  chiunque  percepisca  retribuzioni  o
emolumenti nell’ambito di rapporti di lavoro dipendente  o  autonomo,
direttamente o indirettamente a carico delle pubbliche  finanze,  con
le  amministrazioni  dello  Stato,  le  agenzie,  gli  enti  pubblici
economici e non economici, gli enti di ricerca,  le  universita’,  le
societa’ non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica  e
le loro controllate, anche in caso di mancato superamento del  limite
di cui all’articolo 4, comma 1, del presente regolamento. Il Ministro
per  la  pubblica  amministrazione  e   l’innovazione   presenta   al
Parlamento, entro il 31 dicembre di ogni anno,  una  relazione  sugli
esiti del monitoraggio.
– Per il testo dell’art. 3, commi 44  e  52-bis,  della
1. Le  disposizioni  del  presente  regolamento  e  quelle  di  cui
all’articolo 3, commi da 44 a 52, della legge 24  dicembre  2007,  n.
244, si applicano ai contratti stipulati o rinnovati e agli incarichi
conferiti dopo l’entrata in vigore del presente regolamento.
2.  Per  quanto  non   direttamente   disciplinato   dal   presente
regolamento adottato ai sensi dell’articolo 3,  comma  52-bis,  della
legge n. 244 del 2007, sono fatte salve le disposizioni del  medesimo
articolo 3, commi da 44 a 52.
Registrato alla Corte dei conti il 17 novembre 2010
Ministeri istituzionali, registro n. 19, foglio n. 21
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 195 – Regolamento recante determinazione dei limiti massimi del trattamento economico onnicomprensivo a carico della finanza pubblica per i rapporti di lavoro dipendente o autonomo. (10G0218) – GU n. 276 del 25-11-2010 redazione redazione 2015-05-05T20:33:55+00:00