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Timestamp: 2019-04-26 14:10:14+00:00
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Quote latte: una sentenza Ue potrebbe rimettere tutto in gioco - Terra e Vita
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Quote latte: una sentenza Ue potrebbe rimettere tutto in gioco
Attesa per la pronuncia della Corte di Giustizia europea sulla questione quote latte dopo che l'Avvocato generale ha affermato che la restituzione delle multe non dovute spetterebbe anche a chi non ha versato il super prelievo «perchè l'Italia non ha superato la quota assegnata». Un caso sollevato da un ricorso del Il Caseificio San Rocco di Tezze sul Brenta (Vicenza)
Il regime delle quote latte è stato abolito nel 2015 ma la vicenda su cui è chiamata a decidere la Corte di Giustizia dell’Ue risale al 2004 ed ora è arrivata alla stretta finale.
L’Avvocato generale della Corte ha infatti depositato le sue conclusioni che se accolte dai giudici potrebbero riaprire tantissimi casi analoghi i cui fascicoli sono pendenti nei tribunali ordinari e amministrativi d’Italia.
L’Avvocato generale della Corte europea Michal Bobek ha infatti concluso la sua relazione istruttoria sostenendo che la restituzione delle multe non dovute spetterebbe anche a coloro che non hanno versato il super prelievo in fase di conferimento del latte ai primi acquirenti, in quanto l’Italia non ha superato la quota nazionale assegnata,.
Senza ripercorrere nei dettagli normativi la vicenda basta solo ricordare che il Governo italiano, nell'annosa questione delle quote latte, per contrastare il fenomeno del mancato pagamento delle multe da parte degli allevatori che, a fine campagna avevano superato la quota produttiva individuale assegnata, decise con provvedimento legislativo che i primi acquirenti trattenessero il super prelievo al momento del conferimento del latte allorquando la quantità conferita superava la quota individuale.
Ma non sempre il prelievo trattenuto veniva versato nelle casse dell’Agea o perché il primo acquirente non aveva effettuato la trattenuta o perché aveva completamente omesso di svolgere per intero le sue funzioni di esattore pubblico, vale a dire di sostituto d’imposta.
In alcune campagne si verificò che al termine della campagna risultò che la quota nazionale, quale sommatoria delle quote individuali, non era stata superata per cui venivano restituiti agli allevatori le somme trattenute nonché ridistribuite le quote produttive non utilizzate.
Il Governo italiano decise però di escludere dalle restituzioni dei super prelievi e dalle ridistribuzioni delle quote gli allevatori che non avevano avuto la trattenuta al momento del conferimento del latte al primo acquirente anche se quest’ultimo poteva ritenersi il responsabile diretto del mancato versamento.
Il Caseificio San Rocco, insieme ad alcuni allevatori, ha ritenuto opportuno rivolgersi al Tar del Lazio prima e poi al Consiglio di Stato, per lamentare la discriminazione subita, essendo stato escluso dai rimborsi per le annate 2003/2004.
Il contenzioso si è spinto sino alla Corte di giustizia europea, che non ha ancora emesso un giudizio. Ma nel frattempo l'avvocato generale ha ritenuto opportuno formulare il suo parere su questa vicenda. Un po' a sorpresa, si è espresso a favore della cooperativa ricorrente.
Le conclusioni dell’avvocato generale della corte
Secondo il parere appena depositato che secondo prassi dovrebbe essere recepito nella prossima sentenza si afferma che "gli Stati membri non potevano imporre sanzioni agli acquirenti che decidevano di non trattenere dal prezzo del latte pagato ai produttori le somme dovute a titolo di prelievo supplementare".
La trattenuta sul prezzo del latte, si legge ancora nelle motivazioni, era una facoltà e la norma nazionale non poteva dunque sancirne l'obbligatorietà.
Con queste premesse l'avvocato generale propone dunque alla Corte di dichiarare come non aderente alle norme comunitarie la distinzione dei primi acquirenti in categorie "in regola" e "non in regola".
Ne consegue che "il diritto dell'Unione osta a una disposizione nazionale che stabilisce differenti modalità e tempistiche di restituzione del prelievo in eccesso".
Per analogia non poteva esserci un trattamento differenziato nemmeno nella riassegnazione delle quote individuali.
L’Assessore Pan: «Sospendere le multe in attesa sentenza»
L’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan sta seguendo con attenzione lo sviluppo dell’iter processuale perché le tesi affermate dall’avvocato generale della Corte di Giustizia Bobek, qualora fossero confermate nel giudizio in corso, costituirebbero un ulteriore tassello per portare la chiarezza più volte perorata ed auspicata dalla Regione Veneto sul tema delle quote.
“Laddove la sentenza fosse conforme potremmo trovarci di fronte a un quadro normativo diverso dall’attuale. Per cui mi pare doveroso sottoporre ai componenti della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni il documento depositato proprio ieri dall’avvocato Bobek – dichiara l’assessore – affinché venga attentamente analizzato dagli esperti e si proceda con la richiesta al Governo di riconsiderare le modalità e i termini per il recupero dei prelievi relativi alle multe. Quanto meno fino alla definizione del procedimento in corso in Corte di Giustizia, giunto ormai alla sua fase conclusiva.”
sentenza europea
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