Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/riviste/PenaleImpresa/legittimita/3
Timestamp: 2018-11-21 12:22:56+00:00
Document Index: 27233378

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 644', 'art. 494']

Equa riparazione nel processo penale: intervento della Consulta.
Processo penale - Equa riparazione per violazione della ragionevole durata del processo .
Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2-bis, della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell’articolo 375 del codice di procedura civile), nella parte in cui prevede che il processo penale si considera iniziato con l’assunzione della qualità di imputato, ovvero quando l’indagato ha avuto legale conoscenza della chiusura delle indagini preliminari, anziché quando l’indagato, in seguito a un atto dell’autorità giudiziaria, ha avuto conoscenza del procedimento penale a suo carico. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 23 July 2015, n. 184.
Nel processo instaurato per l'accertamento della responsabilità da reato dell'ente, non è ammissibile la costituzione di parte civile.
Responsabilità da reato dell'ente - Costituzione di parte civile - Esclusione.
Deve dunque conclusivamente affermarsi, sulla base della disciplina positiva richiamata, come la costituzione di parte civile nel processo penale per la rivendicazione del risarcimento dei danni nei confronti dell'ente responsabile ai sensi del D.Lgs. n. 231 del 2001, non sia ammessa, con la conseguente nullità della corrispondente ammissione avvenuta nel corso del presente giudizio e della successiva condanna dell'ente al risarcimento dei danni in favore delle parti civili. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 27 January 2015, n. 3786.
Trasmissione delle dichiarazioni e violazioni commesse dagli intermediari: si applica il cumulo giuridico e quindi la sanzione per la violazione più grave aumentata fino al doppio.
Sanzioni tributarie - Disposizioni generali - Interpretazione dell'articolo 12 del D. Lgs n. 472 del 1997 - Violazione della medesima disposizione - Distinzione tra unica azione od omissione o più omissioni della medesima disposizione - Irrilevanza.
L'articolo 12 del D. Lgs n. 472 del 1997, nella parte in cui prevede che "è punito con la sanzione che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave, aumentata fino al doppio, chi, con una sola azione od omissione, viola diverse disposizioni anche relative a tributi diversi ovvero commette, anche con più azioni od omissioni, diverse violazioni della medesima disposizione" deve essere interpretato nel senso che diviene irrilevante stabilire se le diverse violazioni della medesima disposizione sono frutto di un'unica omissione oppure di più omissioni della medesima disposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 June 2015, n. 11741.
Omesso versamento di ritenute fino al 17 settembre 2011 e disparità di trattamento rispetto ai più gravi delitti di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione.
Reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto - Art. 10-bis del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 - Questione di legittimità costituzionale - Disparità di trattamento - Omesso versamento delle ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti - Esclusione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - violazione dell'art. 3 della Costituzione per la irragionevole disparità di trattamento della fattispecie considerata sia rispetto ai più gravi delitti di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione (artt. 4 e 5 del d.lgs. n. 74 del 2000), integrati da condotte maggiormente insidiose e lesive degli interessi del fisco; sia rispetto alla fattispecie criminosa analoga dell’omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), prevista dall’art. 10-ter del d.lgs. n. 74 del 2000, quale risultante a seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale parziale di cui alla sentenza n. 80 del 2014 di questa Corte - dell’art. 10-bis del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 (Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell’articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205), nella parte in cui, con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011, punisce l’omesso versamento delle ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti – ovvero l’omesso versamento «di ritenute certificate, dovute in base alla relativa dichiarazione annuale» – per importi non superiori, per ciascun periodo d’imposta, ad euro 50.000, anziché ad euro 103.291,38. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 05 June 2015, n. 100.
Sequestro penale di beni acquisiti dalla massa attiva del fallimento: legittimazione del curatore ad impugnare il sequestro e competenza del giudice penale ad accertare la buona fede dei terzi.
La verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertare la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 17 March 2015, n. 11170.
Omesso versamento dell'Iva e causa di forza maggiore.
Imposta sul valore aggiunto - Omesso versamento - Applicazione alle omissioni relative all'anno 2005 - Forza maggiore - Requisiti - Esclusione.
a) il margine dì scelta esclude sempre la forza maggiore perché non esclude la suitas della condotta; b) la mancanza di provvista necessaria all'adempimento dell'obbligazione tributaria penalmente rilevante non può pertanto essere addotta a sostegno della forza maggiore quando sia comunque il frutto di una scelta o di una politica imprenditoriale volta a fronteggiare una crisi di liquidità; c) non si può invocare la forza maggiore quando l'inadempimento penalmente sanzionato sia stato con-causato dal mancato pagamento alla singole scadenze mensili e dunque da una situazione di illegittimità; d) l'inadempimento tributario penalmente rilevante può essere attribuito a forza maggiore solo quando derivi da fatti non imputabili all'imprenditore il quale non abbia potuto porvi tempestivamente rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà e che sfuggono al suo dominio finalistico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 25 February 2015, n. 8352.
Blindatura in trust dei beni immobili acquistati con il denaro ricavato dall'evasione tributaria e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte - Blindatura in trust dei beni immobili acquistati con il denaro ricavato dall'evasione tributaria - Reato di cui all'articolo 11 d.lgs 74/200.
Integra la fattispecie del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte di cui all'articolo 11 del decreto legislativo n. 74 del 2000, la condotta di colui che compie un'operazione di dismissione del patrimonio personale conclusasi con la "blindatura" in trust dei beni immobili acquistati con il denaro derivante dall'evasione tributaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 26 January 2015, n. 3416.
La Cassazione valorizza la separazione patrimoniale e il vincolo di destinazione del trust anche ai fini della tutela penale.
Trust - Tutela penale - Rilevanza del vincolo di destinazione che grava sui beni - Intestazione formale al trustee - Proprietà temporale diversa da quella di cui all'articolo 832 c.c..
(Nel caso di specie, la Corte ha condiviso la decisione del tribunale del riesame, secondo la quale il potere esercitato dall'imputato come trustee sui beni conferiti in trust non era definibile come diritto di godere e disporre dei beni stessi in modo pieno ed esclusivo, concetto nel quale si sostanzia il diritto di proprietà secondo la nota di spedizione dell'articolo 832 c.c.; detto potere era piuttosto definibile come situazione reale di proprietà finalizzata e funzionale che si esercita su di un patrimonio separato ed autonomo rispetto a quello facente capo all'imputato, svincolato, come si è detto, dal programma fiduciario che il trustee ha l'obbligo di perseguire e che è senz'altro riconducibile al concetto generale di possesso penalmente rilevante di cui all'articolo 646 c.p.; la violazione di questo vincolo funzionale e la destinazione di beni conferiti in trust a finalità proprie del trustee o comunque a finalità diverse da quelle per realizzare le quali il trust è stato istituito concreta quella interversione nel possesso che costituisce l'essenza del diritto di cui all'articolo 646 c.p.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 03 December 2014, n. 50672.
Omesso versamento di ritenute e causa di forza maggiore: l'evento deve essere inevitabile ed indipendente dalla volontà dell'agente.
Omesso versamento di ritenute - Causa di forza maggiore - Omessa riscossione di crediti - Rateizzazione dell'importo dovuto - Irrilevanza - Verificarsi di una situazione di crisi finanziaria - Irrilevanza - Indagine sulle cause e la tempistica dell'esimente - Necessità - Forza maggiore quale elemento inevitabile - Onere della prova.
Il reato di mancato versamento, per un ammontare superiore ad euro 50.000, delle ritenute complessivamente risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti entro la scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale non può ritenersi escluso, ai sensi dell'articolo 45 c.p., a causa della mancata riscossione dei crediti vantati dalla società dell'indagato nei confronti di terzi e dall'aver concordato con l'Agenzia delle entrate un piano di rateizzazione del dovuto, in quanto il mero verificarsi di una situazione di crisi finanziaria non comporta automaticamente la sussistenza di una condizione riconducibile a quella prevista dall'articolo 45 citato, assumendo rilevanza le cause e la tempistica di una tale evenienza, nonché le scelte in concreto operate dal soggetto agente. La forza maggiore, infatti, consiste in un evento di origine naturale o umana imprevedibile o, anche se preveduto, inevitabile, per cui essa non è invocabile nel caso in cui l'agente stesso si sia posto in condizioni di illegittimità, ponendo in essere una condotta non conforme alla legge o alle regole generali di prudenza e diligenza, con l'ulteriore precisazione che incombe su colui che invoca l'applicazione dell'esimente l'onere di allegare elementi precisi e specifici che consentano al giudice di verificare la sussistenza della forza maggiore o del caso fortuito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 11 December 2014, n. 51436.
La confisca deve rispettare il diritto delle banche vittime del reato di truffa che hanno iscritto ipoteca sui beni confiscati.
Confisca - Oggetto - Beni immobili - Ipoteche iscritte da banche vittime dei delitti di truffa - Cancellazione - Esclusione.
Gli istituti bancari rimasti vittime dei delitti di truffa o appropriazione indebita all’atto dell’erogazione di mutui, in forza dei quali erano state iscritte ipoteche di sugli immobili confiscati, devono essere considerati terzi estranei ai reati posti in essere dal soggetto nei cui confronti è applicata la misura di prevenzione patrimoniale e, pertanto, nei loro confronti non può essere ordinata la cancellazione della trascrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 July 2014, n. 34039.
Usura in concreto: condizioni di difficoltà economica o finanziaria e dolo generico della consapevolezza della difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e della sproporzione degli interessi.
Usura – Art. 644 c.p. – Usura in concreto – Condizioni di difficoltà economica o finanziaria – Carenza, anche solo momentanea, di liquidità – Valutazione in base a valorizzando parametri desunti dal mercato – Dolo – Consapevolezza della condizione di difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e la sproporzione degli interessi.
In tema di cd. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) il dolo generico, oltre alla coscienza e volontà di concludere un contratto sinallagmatico con interessi, vantaggi o compensi usurari, include anche la consapevolezza della condizione di difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e la sproporzione degli interessi, vantaggi o compensi pattuiti rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione. Cassazione penale, 07 May 2014, n. 18778.
L’accordo di ristrutturazione dei debiti non inibisce le azioni esecutive penali.
Le azioni cautelari ed esecutive che non possono essere iniziate e proseguite dopo la pubblicazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182 bis L.F. sono solo quelle di natura civilistica e non anche quelle penali. (Fattispecie in tema di sequestro preventivo per equivalente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 12 June 2014, n. 24875.
Falso profilo su social network: scatta il reato di sostituzione di persona.
Sostituzione di persona - Creazione e utilizzo di un "account" mediante abusivo utilizzo dell’effige di una terza persona - Reato - Sussistenza.
Integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 cod. pen.), la condotta di colui che crei ed utilizzi un “profilo” su social network, utilizzando abusivamente l’effige di una persona del tutto inconsapevole, al fine di comunicare con altri iscritti e di condividere materiale in rete. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 16 June 2014, n. 25774.