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Timestamp: 2019-07-19 17:42:43+00:00
Document Index: 984616

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 18']

Assogestioni – Protocollo di autonomia per la gestione dei conflitti d’interessi
Assogestioni, l’associazione italiana del risparmio gestito, ha trasmesso oggi al Governatore della Banca d’Italia e al Presidente della Consob il nuovo “Protocollo di Autonomia per la gestione dei conflitti d’interessi” approvato dal Consiglio Direttivo il 19 giugno 2010.
Il documento, che sostituisce e innova l’attuale “Protocollo di autonomia per le società di gestione del risparmio”, è uno strumento per tutelare ulteriormente i risparmiatori e i fondi, prevenendoi possibili conflitti d’interessi delle società di gestione e delle SICAV attraverso un rafforzamento dell’autonomia delle Società di Gestione del Risparmio (SGR) all’interno del gruppo di appartenenza.
Le modifiche al Protocollo fanno riferimento alle disposizioni generate dalla direttiva europea sui servizi finanziari (Mifid), in ordine all’identificazione e alla gestione dei conflitti d’interessi nella prestazione dei servizi di investimento e del servizio di gestione collettiva.
Le raccomandazioni in tema di gestione dei conflitti d’interessi individuano misure sia di carattere organizzativo sia di tipo procedurale fornendo indicazioni sulle diverse tipologie di conflitti. Le raccomandazioni di carattere organizzativo si sostanziano nell’identificazione delle competenze di organi e funzioni aziendali, nella definizione della disciplina del cumulo di funzioni e nelle attribuzioni dei consiglieri indipendenti. Il nuovo protocollo prevede che i consiglieri indipendenti siano presenti in numero significativo rispetto alle dimensioni dell’organo di gestione e all’operatività della società e, in osservanza di quanto previsto dal protocollo di autonomia già in vigore, mantengano il loro ruolo centrale nell’attività di controllo.
L’adesione al Protocollo si Autonomia prevede che, entro il 30 giugno di ogni anno e a partire dal 2011, ciascuna società associata provveda all’invio di una relazione con cui comunica ad Assogestioni e al mercato le modalità di adesione (totale o parziale) e le eventuali ragioni della non adesione (comply or explain).
La revisione del documento segue il solco tracciato dal “Rapporto del Gruppo di lavoro sui fondi comuni italiani” istituito dalla Banca d’Italia e risponde alle innovazioni del mercato e della cornice normativa conseguente al recepimento della Mifid.
Cliccare per scaricare il testo del Protocollo di Autonomia e della Relazione Introduttiva
Tags: Assogestioni, Banca d'Italia, fondi comuni di investimento, Mifid, Sgr, Sicav
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Consob – Richiesta di elementi informativi riguardanti l’attività di “consulenza in materia di investimenti”
Comunicazione n. DIN/9076005 del 18-8-2009
Richiesta di elementi informativi riguardanti l'attività di
"consulenza in materia di investimenti"
Si fa seguito alla nota del …, con cui la S.V. ha chiesto chiarimenti
circa la riconducibilità o meno al servizio di consulenza in materia
di investimenti delle attività di seguito descritte, «esercitat[e] da
una persona fisica o da uno studio associato o da un soggetto
collettivo (persona giuridica o società di persone) tramite un Sito
Web»:
a) nella prima fattispecie prospettata, l'attività consisterebbe nel
«fornire, con carattere di continuità, … segnali operativi
discrezionali o generati da appositi trading system aventi ad oggetto
specifici e ben individuati valori mobiliari e strumenti finanziari
…, indicando specificamente il prezzo di acquisto o di vendita, lo
stop loss, il target profit». I «segnali operativi» verrebbero forniti
«tramite il sito Web, … l'utilizzo di e-mail, … l'utilizzo di
sms». Al cliente verrebbero, inoltre, forniti «report sull'andamento
dei mercati, di singoli valori mobiliari e strumenti finanziari,
quotati o non quotati, attraverso l'utilizzo dell'analisi tecnica e
fondamentale; consigli/analisi/raccomandazioni su operazioni già
effettuate dagli abbonati; valutazioni, analisi, giudizi, consigli su
qualsiasi prodotto finanziario, anche di natura assicurativa, di
natura strutturata etc, presente sul mercato nazionale ed
internazionale; risposte a eventuali quesiti dei soggetti registrati»;
b) nella seconda fattispecie prospettata, l'attività consisterebbe
«nell'indicare dei portafogli modello di investimento», suddivisi in
base alla tipologia di rischio (basso, medio, elevato). Nell'ambito di
tali portafogli, verrebbero indicati i pesi non solo delle singole
asset class, ma anche «degli specifici valori mobiliari e strumenti
finanziari di ogni asset class». Verrebbe, inoltre, monitorato
costantemente l'andamento dei portafogli, «ai fini di suggerire
eventuali modifiche di asset allocation tattica».
Entrambe le attività verrebbero svolte, previa sottoscrizione di un
apposito abbonamento e rilascio di una password di accesso al sito, a
favore del «pubblico dei risparmiatori indistinto, di cui non si tiene
conto delle caratteristiche di adeguatezza dell'operazione
consigliata». Sia il servizio di trading sia quello di asset
allocation, strategica e tattica, vengono espressamente qualificati
come «non personalizzat[i]».
In proposito, si osserva quanto segue(1).
A seguito delle modifiche al quadro legislativo di riferimento,
introdotte dalla normativa di recepimento della MiFID (d.lgs. n.
164/2007), la consulenza in materia di investimenti è stata ricondotta
fra i "servizi e attività di investimento" (cfr. art. 1, comma 5,
d.lgs. n. 58/1998 – di seguito anche "il TUF" –), il cui esercizio
professionale nei confronti del pubblico è riservato a soggetti
abilitati(2) .
L'art. 1, comma 5-septies, del TUF fornisce una definizione di tale
servizio di investimento, precisando che «per "consulenza in materia
di investimenti" si intende la prestazione di raccomandazioni
personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del
prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad
un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è
personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è
basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una
raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico
mediante canali di distribuzione(3)».
Tratti caratterizzanti la nozione sono, dunque:
1) che la raccomandazione sia "personalizzata", ossia «presentata come
adatta per il cliente» ovvero «basata sulla considerazione delle
caratteristiche del cliente» stesso. Tale elemento distingue la
consulenza "servizio di investimento" dalla prestazione di
raccomandazioni generali, le quali formano invece oggetto, insieme
alla ricerca in materia di investimenti e analisi finanziaria, di un
servizio accessorio (cfr. art. 1, comma 6, lett. f), TUF). Al
riguardo, si precisa che, ai fini della configurabilità del servizio
di consulenza, è sufficiente che la raccomandazione sia «presentata»
come adatta per quel cliente o basata sulle sue caratteristiche
personali. Resta, dunque, una distinzione fra la configurazione della
fattispecie "consulenza" e la disciplina della stessa (incentrata,
come noto, sulla necessaria valutazione di adeguatezza delle
raccomandazioni fornite). In altri termini, se un consiglio (avente ad
oggetto uno specifico strumento finanziario) viene "presentato" come
adatto al cliente, si avrà una fattispecie di "consulenza", salvo poi
verificare se questa è stata svolta correttamente, nel rispetto dei
doveri di articolata conoscenza del cliente e della conseguente
valutazione di adeguatezza delle operazioni consigliate (e dunque se è
stata osservata la disciplina del servizio);
2) che l'oggetto di tale raccomandazione personalizzata sia costituito
da un determinato strumento finanziario. Tale elemento distingue il
servizio di investimento dalla cd. "consulenza generica", la quale
riguarda un tipo di strumento finanziario (azioni, obbligazioni, ecc.)
e non uno strumento specifico. Nell'ambito della consulenza generica,
che non costituisce servizio di investimento, può essere ricondotta
anche l'attività di financial planning, nella misura in cui la stessa
non si traduca nella raccomandazione di singoli strumenti finanziari.
Nel caso in esame, le attività descritte si sostanziano in
raccomandazioni che possono avere ad oggetto anche specifici strumenti
finanziari. La riconducibilità o meno delle stesse alla fattispecie
"consulenza in materia di strumenti finanziari" è, peraltro,
subordinata all'accertamento dell'ulteriore requisito della
"personalizzazione": le raccomandazioni in questione integreranno gli
estremi del servizio di investimento qualora, in concreto, risultino
presentate come adeguate al cliente, o comunque basate sulle
caratteristiche del singolo cliente.
Come indicato, l'esercizio professionale, nei confronti del pubblico
del servizio di consulenza in materia di investimenti è riservato, ai
sensi dell'art. 18, comma 1, del TUF, alle imprese di investimento e
alle banche(4).
Peraltro, ai sensi dell'art. 18-bis del TUF (rubricato "consulenti
finanziari indipendenti") la riserva di attività sopra descritta «non
pregiudica la possibilità per le persone fisiche, in possesso dei
requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali
stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell'economia e delle
finanze(5), sentite la Banca d'Italia e la Consob, di prestare la
consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro
o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti». Il legislatore,
peraltro, ha subordinato l'esercizio del servizio in esame
all'iscrizione in un apposito albo di nuova istituzione. L'albo sarà
tenuto da un costituendo Organismo, cui vengono riconosciute funzioni
di vigilanza e potestà sanzionatoria nei confronti degli iscritti e i
cui rappresentanti dovranno essere nominati con decreto del Ministro
dell'Economia e delle Finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob.
L'art. 18-bis, comma 5, TUF rimette alla potestà regolamentare della
Consob la definizione dei principi e dei criteri relativi, fra
l'altro, alla formazione di tale albo e alle condizioni, nonché alle
modalità di iscrizione allo stesso(6).
Analogamente, ai sensi dell'art. 18-ter del TUF (recentemente
introdotto per effetto dell'art. 2 della legge n. 69 del 18 giugno
2009 e rubricato "società di consulenza finanziaria") «a decorrere dal
1° ottobre 2009, la riserva di attività di cui all'articolo 18 non
pregiudica la possibilità per le società costituite in forma di
società per azioni o società a responsabilità limitata, in possesso
dei requisiti patrimoniali e di indipendenza stabiliti con regolamento
adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca
d'Italia e la Consob, di prestare la consulenza in materia di
investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di
pertinenza dei clienti».
Anche in questo caso, l'esercizio dell'attività è subordinato
all'iscrizione in un'apposita sezione dell'albo dei consulenti
finanziari indipendenti.
L. Spada F.Macaluso
(1) Per maggiori dettagli sulle caratteristiche del servizio di
investimento in esame si rinvia anche alle "prime linee di indirizzo
in tema di consulenza in materia di investimenti", che formano parte
integrante del documento "Nuovo Regolamento Intermediari — esiti della
consultazione" pubblicato sul sito CONSOB (30 ottobre 2007).
(2) Al riguardo si rammenta che, prima del recepimento della suddetta
normativa comunitaria, l'attività in esame era annoverata fra i
servizi accessori, il cui esercizio non era dunque soggetto a riserva.
La consulenza, dunque, poteva esser svolta liberamente da chiunque,
sia in forma individuale che in forma societaria. Nel caso in cui il
servizio venisse svolto da intermediari autorizzati alla prestazione
di servizi di investimento, la consulenza era assoggettata, in via
generale, alle regole di condotta dettate dal TUF; ciò non era,
invece, previsto per il caso in cui l'attività fosse svolta da
soggetti diversi dagli intermediari autorizzati.
(3) In proposito, si richiama il 79° considerando della direttiva
2006/73/CE, ai sensi del quale «la consulenza in merito a strumenti
finanziari fornita in un quotidiano, giornale, rivista o in qualsiasi
altra pubblicazione destinata al pubblico in generale (incluso tramite
Internet) o trasmissione televisivo o radiofonica non deve essere
considerata come una raccomandazione personalizzata ai fini della
definizione di "consulenza in materia di investimenti" di cui alla
direttiva 2004/39/CE».
(4) Il citato art. 18, al comma 2, TUF prevede che il servizio di
consulenza possa essere prestato professionalmente nei confronti del
pubblico anche dalle SGR nonché dalle società di gestione armonizzate,
qualora autorizzate nello Stato membro d'origine.
(5) Cfr. decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 24
dicembre 2008 n. 206.
(6) Si segnala che è in fase di adozione il Regolamento Consob che
darà attuazione a tale previsione normativa. In proposito, si richiama
il documento di consultazione "regolamento di attuazione dell'articolo
18-bis, del d.lgs. n. 58/1998 in materia di consulenti finanziari"
pubblicato sul sito Consob.
http://www.consob.it/main/documenti/bollettino2009/c9076005.htm
Tags: Consob, consulenti finanziari, intermediari, Mifid, Sgr
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Assogestioni – Mifid linee guida
Assogestioni ha pubblicato sul suo sito una guida alle linee guida sul Mifid.
Tags: Assogestioni, Mifid
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Consob – Validazione delle linee-guida di Abi, Assosim e Federcasse sui prodotti illiquidi e di Assogestioni sulla gestione di portafogli
La Consob, il 5 agosto 2009, ha validato, in esito alla procedura pubblicata il 2 maggio 2008
("Policy per la validazione delle linee-guida elaborate dalle associazioni degli intermediari"), nuove
“linee guida” elaborate da associazioni degli intermediari sulle materie concernenti il Regolamento
intermediari, come modificato a seguito del recepimento della direttiva Mifid.
Con il provvedimento della Commissione sono state validate, in quanto ritenute conformi al quadro
normativo di riferimento, le linee-guida interassociative elaborate da Abi, Assosim e Federcasse in
materia di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi.
Sono state inoltre validate le linee guida elaborate da Assogestioni in materia di contratti relativi al
servizio di gestione di portafogli.
Il testo delle linee-guida sarà disponibile sui siti internet delle associazioni degli intermediari
Nello scorso mese di marzo la Consob aveva validato le linee guida messe a punto da: Abi, in tema
di "contratti per i servizi di investimento con i clienti retail dopo la Mifid"; Assogestioni, in materia
di "adeguatezza/appropriatezza" e di "best execution"; Assoreti, in tema di "relazione di servizio
con il cliente".
Tags: Abi, Assogestioni, Assosim, Consob, intermediari, Mifid
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Piani d’accumulo: il risparmio intelligente
A cura di BNP Paribas Asset Management membro di BNP Paribas Investment Partners
La crisi dei mercato del credito, esplosa nell’estate del 2007, rapidamente trasmessasi ai mercati finanziari in generale, e trasformatasi infine in vera e propria crisi economica, ha determinato un effetto domino arrivando, alla fine del suo percorso, a coinvolgere molti aspetti della vita delle persone: il lavoro, le decisioni d’acquisto, il risparmio.
In un clima di generale sfiducia, i risparmiatori hanno conseguentemente rimesso in discussione le proprie scelte d’investimento, abbassando drasticamente la propria propensione al rischio.
L’esperienza di questi ultimi anni conferma come l’emotività possa indurre scelte dettate alternativamente dall’euforia o dal panico (ingresso sui massimi e uscita sui minimi) che compromettono il rapporto dei risparmiatori con i mercati finanziari.
Infatti, in contesti come l’attuale, anche in presenza di quotazioni di mercato interessanti, i timori di sbagliare il momento dell’investimento inducono spesso all’immobilismo. Ovvio che il timing costituisca una componente fondamentale per la determinazione del risultato, ma non è sempre facile stabilire a priori il momento giusto.
La congiuntura attuale, insieme ad una sempre crescente attenzione verso una corretta pianificazione finanziaria (che ha tratto ulteriore impulso dal recepimento della direttiva Mifid nel contesto normativo italiano), ha focalizzato nuovamente l’attenzione sui programmi di investimento mirati alla realizzazione di obiettivi di accumulo nel lungo periodo.
Il “piano di accumulo” ha, nello sviluppo della nostra industria, una storia ormai lunga: come modalità di partecipazione è apparsa fin dai primi anni successivi alla legge istitutiva dei fondi comuni di investimento (l. 77/83). Si tratta infatti di uno strumento versatile, che consente di avvicinare al risparmio anche chi non dispone di somme elevate da investire, permettendo di modulare non solo la frequenza bensì anche l’importo dei versamenti.
Tra i vantaggi del PAC, quello forse maggiormente citato risiede nel realizzare l’acquisto di quote a prezzi diversi nel tempo, riducendo significativamente l’effetto del market timing e dunque la volatilità complessiva dell’investimento.
Senza pretesa di eccessivo rigore metodologico, un semplice esempio grafico può aiutare ad illustrare questo effetto. Se per comodità prendiamo in esame la serie storica dell’indice S&P 500 (tra i più “longevi”), possiamo per ipotesi comparare l’andamento di un piano di accumulo decennale rispetto al corrispondente investimento in unica soluzione dal dicembre 1972 al dicembre 1982[i]. Si tratta di un periodo contraddistinto da due shock petroliferi, durante il quale il mercato azionario americano è arrivato a perdere più del 45%, terminando con un risultato positivo di circa il 19%.
Su questo orizzonte il piano di accumulo ottiene risultati migliori di un “PIC” di ammontare pari al totale dei versamenti del piano (Fig.A). Ciò è vero sia che si consideri il PAC come strategia a sé stante, sia che si assuma la disponibilità iniziale del capitale, e dunque l’investimento delle somme in attesa di destinazione al PAC in uno strumento di liquidità[2]. Si tratta peraltro di una soluzione simile a quella in pratica spesso adottata da chi già dispone di un capitale allocato su attività finanziarie a basso rischio: in questo caso, allocando all’investimento più volatile la plusvalenza periodicamente maturata su quello conservativo, è possibile aumentare le potenzialità di rendimento del patrimonio senza metterne sostanzialmente a rischio il valore nominale.
Ma ciò che qui interessa è l’effetto di riduzione della volatilità che le strategie di accumulo consentono di cogliere: se, sull’orizzonte esaminato, si misura l’andamento dell’investimento in relazione al capitale versato (Fig. B), si può notare che il valore delle strategie PAC resta costantemente al di sopra delle strategie PIC. In altri termini, il “cost averaging” del piano di accumulo permette di ridurre il rischio di capitale nel corso dell’investimento.
Si tratta, come è ovvio, di un risultato connesso al periodo preso in esame: è evidente che in contesti di mercato contraddistinti da crescita sostenuta e relativamente stabile dei listini (si pensi al periodo ottobre 1990 – ottobre 2000) l’investimento in unica soluzione renda di più. Tuttavia, anche nella sfortunata evenienza di un progetto di investimento iniziato ad aprile 1999 (che avrebbe attraversato una sorta di “tempesta perfetta” segnata sia dallo scoppio della bolla tecnologica, sia dalla più recente crisi dei mercati) le strategie di accumulo avrebbero consentito di ammortizzare l’impatto delle crisi, pur realizzando un risultato negativo.
Per concludere, l’investimento ricorrente e pianificato di lungo periodo appare una soluzione appropriata nei periodi di elevata incertezza. Ad esso è tuttavia necessario affiancare una solida attività di consulenza che imposti correttamente la diversificazione del portafoglio: a tal proposito, appare utile che lo sviluppo di prodotto si orienti verso una sempre maggiore flessibilità dello strumento, al fine di permettere – anche per i PAC – sia un’allocazione efficiente degli attivi in funzione del profilo del risparmiatore, sia una maggiore convergenza verso l’obiettivo prefissato, prevedendo meccanismi di correzione dell’esposizione al rischio con l’approssimarsi della scadenza del piano.
[1]Ipotesi:
– PAC composto da 120 versamenti mensili di 100 euro ciascuno;
– rendimento in euro del fondo pari al rendimento dell’indice (recupero integrale del TER e copertura rischio cambio).
[2]Si ipotizza conservativamente che l’investimento privo di rischio renda il 2% su base annua
http://www.assogestioni.it/index.cfm/1,207,5075,49,html/piani-d-accumulo-il-risparmio-intelligente
Tags: Assogestioni, fondi comuni di investimento, Mifid, Pac, Sgr, Sicav
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EXANE: collocamento Certificate Crescendo Rendimento SX5E 7%_ 15 maggio 2009_2015 ISIN FR0010748517
PREZZO DI EMISSIONE: 1.000
PERIODO DI COLLOCAMENTO: INIZIO 10 aprile 2009 – FINE 12 maggio 2009
SOTTOSTANTE: Indice delle 50 società a maggiore capitalizzazione della Zona Euro (Eurstoxx 50)
STRIKE MINIMO INIZIALE: Il valore di Strike Minimo sarà pari al valore dell’indice alla data del 15 maggio 2009
TAGLIO MINIMO: EURO 1.000,00 E MULTIPLI DI 1.000,00 EURO
OPZIONE DI PROTEZIONE: 40%
ulteriori informazioni nel prospetto
http://www.exane.com/exaneIssues
Avvertenza – Prima di sottoscrivere il Certificate bisogna compilare il modulo Mifid e leggere il prospetto informativo.
Tags: certificates, Exame, Mifid
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MiFID e Linee Guida Assogestioni
Il quadro normativo di attuazione della MiFID si caratterizza per una disciplina costituita prevalentemente da principi che, nella loro concreta applicazione da parte degli intermediari, necessitano di essere integrati da specifici orientamenti interpretativi. Ciò ha indotto la Consob a sviluppare, secondo più direttrici, gli strumenti volti ridurre i margini di incertezza nell’applicazione del Nuovo Regolamento Intermediari:
http://www.assogestioni.it/index.cfm/1,647,0,49,html/mifid-e-linee-guida-assogestioni
Tags: Assogestioni, Consob, intermediari, Mifid
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Inora Life lancia Optimiz Best Start Platinum
Inora Life lancia sul mercato Optimiz best Start Platinum a capitale non garantito di durata massima otto anni con possibilità di essere richiamato dal terzo anno. Nei primi due anni la cedola è garantita al tasso lordo del 10% annuo e dal 3 alla scadenza cedola garantita del 5% lordo annuo. Sulle plusvalenze si applica la ritenuta del 12,50%
A scadenza si possono verificare una di queste 3 ipotesi:
Se la performance del Paniere di Riferimento è superiore al
Coupon Flashback, l’investitore riceve: 100% del capitale investito
all’inizio + 100% della performance del Paniere di Riferimento rispetto al valore iniziale
Se la peformance del Paniere di Riferimento è inferiore al
Coupon Flashback ma superiore alla barriera di riferimento
dell'anno 8, l'investitore riceve: 100% del capitale investito all'inizio
+ il Coupon Flashback dell'anno 8 pari a 60%
Altrimenti, al termine degli 8 anni l’investitore riceve: 100% del
valore finale del Paniere di Riferimento + ultimo coupon fisso.
possibile a partire dall’anno 3
A partire dall’anno 3, non appena la performance del Paniere
di Riferimento supera una soglia annua, come definita a ciascuna data di osservazione, si attivano 3 Effetti:
1 Effetto Sicurezza
Scadenza anticipata…
recupero del 100% del capitale inizialmente investito.
2 Effetto Flashback
Versamento almeno del
Coupon Flashback*
pari al 10% moltiplicato
per il numero di anni
trascorsi a partire
dall’anno 3 incluso
3 Effetto Best Start
Il Meccanismo Best Start ottimizza le barriere annuali.
Al termine di ogni mese, per i primi sei mesi, si osserva il valore
del paniere. Il minimo fra i sette valori osservati verrà
considerato come valore di riferimento per ottimizzare le
barriere annuali (compreso il valore alla data di strike)
Il Meccanismo Best Start è particolarmente importante in
presenza di un contesto ribassista nel corso dei primi 6 mesi di investimento e permette di evitare date di lancio sfavorevoli.
EMTN, a capitale non garantito
SGA Société Générale Acceptance N V
Quando sottoscrivere?
Le sottoscrizioni sul mercato primario sono possibili
fino al 12/02/2009. Dopo questa data è comunque
N.V. possibile sottoscrivere Infatti ogni EMTN può essere
Programma d'emissione garantito(*) da
Société Générale (Moody’s Aa2, Standard & Poor’s
sottoscrivere. sottoscritto in ogni momento al Valore di Mercato,
che può essere superiore o inferiore al valore di
Riferimento, in base alla naturale evoluzione dei
E’ possibile uscire dall’investimento prima della
(in mercato primario)
Autorizzazione e Deposito Consob
Optimiz Best Start Platinum è costruito con la
prospettiva di un investimento per la durata totale
dell’EMTN con uscita al 16/02/2017 o ad una delle
seguenti date: 16/02/2012, 21/02/2013, 20/02/2014,
19/02/2015, 18/02/2016 ossia le date di attivazione
della scadenza anticipata.
Data di strike
Un’uscita dall’investimento ad una data differente
dalla data di scadenza effettiva o anticipata sarà
effettuata ad un prezzo che dipenderà dalle
quotazioni di mercato di quel giorno. Il sottoscrittore
pertanto, qualora decida di uscire dall’investimento
ad una data precedente alla prevista, si assume un
rischio non misurabile a priori.
Commissioni ed altre remunerazioni
Société Générale paga agli Intermediari Collocatori
una remunerazione annua fino ad un massimo
dell'1,75% all'anno degli EMTN effettivamente
venduti (**)
Come cambia il valore del prodotto nel corso
Dall’inizio fino a scadenza, il valore del prodotto
evolve in funzione dei parametri di mercato, in
particolare in funzione dei corsi azionari, della
volatilità e dei tassi di interesse.
XS0398133438
(*) La garanzia non ha ad oggetto la restituzione dema l'assolvimento dei pagamenti dell'emittente.
(**) Gli intermediari collocatori che in base alla Direttiva sui Mercati in Strumenti Finanziari (MiFID) e o ad altra normativa hanno l’obbligo, espliciteranno ai
clienti ed ai potenziali clienti il dettaglio di qualunque remunerazione corrisposta da SGA Société Générale Acceptance N.V. a detti intermediari in ragione
del collocamento dell’EMTN.
Gli investitori dovranno procedere ad una propria analisi dei rischi e dovranno consultare anticipatamente i
propri consulenti giuridici, finanziari, fiscali, contabili o di altra natura. Al momento della sottoscrizione,
dell’acquisto o della detenzione di Optimiz Best Start Platinum gli investitori devono essere consapevoli di
incorrere in determinate circostanze di rischio relative alla possibilità di ricevere un valore di rimborso inferiore
a quello del capitale inizialmente investito.
Questo prodotto non è a capitale garantito. Nell’ipotesi di uno scenario avverso, gli investitori potrebbero
fronteggiare la perdita dell’intero ammontare investito.
E’ raccomandabile una sufficiente diversificazione degli E investimenti effettuati al fine di non essere unicamente
esposti ai rischi del presente EMTN. La sottoscrizione o l’acquisto di tale prodotto può essere oggetto di
restrizioni per certe persone o Paesi in base alla normativa nazionale applicabile a tali persone. E’ dunque
necessario verificare la propria possibilità di sottoscrivere o acquistare questo prodotto.
Laddove il presente EMTN sia tra gli investimenti previsti da una polizza assicurativa si rinvia alla Nota
Informativa, al Prospetto Informativo, alle Condizioni di Polizza ed al Regolamento del Fondo interno della
stessa e comunque a tutti i documenti che devono essere consegnati al contraente prima della sottoscrizione
Questo documento non costituisce in alcun modo un’offerta al pubblico, né un invito alla sottoscrizione di una
contratto di assicurazione o un’offerta di acquisto dell’attivo sottostante.
Tags: Assicurazioni, consulenti finanziari, Index Linked, Inora Life, Mifid
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