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Timestamp: 2019-07-19 21:24:12+00:00
Document Index: 175864664

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 63', 'art. 1', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 2']

Legge regionale 28 dicembre 1999
Legge regionale 28 dicembre 1999, n. 40
PROMOZIONE DELLE CITTA' DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE
Bollettino Ufficiale n. 152 del 31.12.1999
Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 12 marzo 2003 n. 2
(sostituito comma 3 da art. 63 L.R. 12 marzo 2003 n. 2)
1. La Regione Emilia-Romagna riconosce le bambine ed i bambini, le ragazze e i ragazzi come soggetti sociali autonomi, portatori di diritti propri e bisogni specifici di tipo fisico, psichico, relazionale, culturale, di partecipazione alla vita sociale e civile e sostiene la promozione di diritti ed opportunita' finalizzate al
miglioramento della loro qualita' di vita, nonche' alla concreta affermazione della loro centralita' nella vita sociale, anche in attuazione delle Leggi 28 agosto 1997, n.
285 e 27 maggio 1991, n. 176.
2. In particolare la Regione Emilia-Romagna persegue il miglioramento della qualita' della vita dei minori nei contesti urbani:
a) promuovendo il rispetto dei loro diritti e dei loro bisogni nello sviluppo delle politiche e degli interventi volti ad accrescere la sostenibilita' dell'ambiente urbano e
nelle scelte relative alla pianificazione ed alla progettazione spaziale e temporale della citta';
b) promuovendo ed incentivando la realizzazione di progetti volti a favorire la loro autonomia, facilitare la loro mobilita' negli spazi esterni in condizioni di sicurezza, la
loro conoscenza ed esplorazione della citta', la loro capacita' di fruirla in modo pieno e corretto;
c) favorendo la loro partecipazione alla vita civile, ed in particolare alla definizione dei progetti, degli interventi e delle politiche di cui alle lettere a) e b).
3. La Regione persegue le finalita' di cui al presente articolo, dell'articolo 3, lettera d) e dell'articolo 7 della legge 285 del 1997, favorendo la cooperazione con gli Enti
locali, gli altri soggetti pubblici ed il Terzo settore.
4. La Regione promuove altresi' progetti interregionali, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale in merito.
5. La Regione mantiene il raccordo con organismi e programmi nazionali ed internazionali per la creazione di una rete di '' citta' amiche dell'infanzia ''.
(sostituito comma 2 da art. 63 L.R. 12 marzo 2003 n. 2)
Azioni della Regione
1. Per il perseguimento delle finalita' di cui all'art. 1, la Regione coordina con gli indirizzi della presente legge gli interventi previsti dalle leggi di settore che abbiano ricadute sulla condizione dei bambini e delle bambine, delle e degli adolescenti, in particolare nei contesti urbani.
2. La Regione realizza inoltre le seguenti azioni:
a) promuove e sostiene progetti finalizzati ad accrescere la possibilita' di fruire dell'ambiente naturale ed urbano da parte dell'infanzia, anche migliorandone l'accessibilita' spazio-temporale e la percezione;
b) promuove e sostiene il miglioramento della qualita' ambientale delle citta';
f) promuove attivita' di formazione ed aggiornamento del personale degli Enti locali per favorire la diffusione di pratiche coerenti con il rispetto dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;
i) promuove la partecipazione dei bambini e delle bambine, degli e delle adolescenti alla vita sociale e civile delle comunita';
l) diffonde la conoscenza sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, nonche' sugli interventi previsti dalla presente legge;
m) promuove la conoscenza e la trasferibilita' dei progetti che si caratterizzano per la loro particolare innovativita' e trasversalita'.
3. Per realizzare le azioni di cui al comma 2 la Regione puo' stipulare apposite convenzioni.
Indirizzi per gli strumenti urbanistici
1. Le finalita' e gli obiettivi della presente legge costituiscono indirizzi ai Comuni per la redazione e la variazione degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e dei piani comunali di regolazione degli orari.
(sostituito da art. 63 L.R. 12 marzo 2003 n. 2)
Progetti '' Citta' amiche dei bambini e delle bambine ''
1. Per il perseguimento delle finalita' della presente legge, gli Enti locali si dotano di progetti di intervento ''Citta' amiche delle bambine e dei bambini'', orientati al
miglioramento della qualita' di vita dei bambini e delle bambine, degli e delle adolescenti nelle citta'.
3. La Regione, per la realizzazione delle iniziative di  cui alla  presente  legge,  ed  in particolare  degli  interventi
indicati  all'articolo 2, comma 2, punti a, b, c, d,  concede contributi  agli Enti locali sulla base dei criteri  e  delle
modalita' definite periodicamente dalla Giunta regionale.
2.   La  Giunta,  in  collaborazione  con  il  sistema  delle autonomie  locali, effettua il monitoraggio delle  attivita',
dei  progetti  e  dei  programmi scaturiti  dall'applicazione della  presente  legge, in sintonia con  quanto  previsto  in
attuazione  della legge 28 agosto 1997, n.  285  e  relaziona annualmente alla competente commissione consiliare.
(modificato da art. 63 L.R. 12 marzo 2003 n. 2)
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, la  Regione fa fronte mediante l'utilizzo dei fondi  ad  essa
attribuiti ai sensi dell'art. 2 della L. n. 285/1997, nonche' mediante  l'istituzione  di  appositi  capitoli  nella  parte
'spesa'  del  bilancio  regionale che verranno  dotati  della necessaria disponibilita' in sede di approvazione della legge
annuale di bilancio, a norma di quanto disposto dalla legge regionale 15 novembre 2001, n. 40