Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/01/novita-fiscali-del-27-gennaio-2011-trasmissione-dichiarazioni-intrastat-regolari-gli-adempimenti-effettuati-entro-il.html
Timestamp: 2018-04-20 14:19:50+00:00
Document Index: 134869068

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 10', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 59', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 11']

Novità fiscali del 27 gennaio 2011: trasmissione dichiarazioni Intrastat: regolari gli adempimenti effettuati entro il 26/1/2011; chi presenterà dichiarazione annuale IVA entro il 28 febbraio eviterà l’appuntamento con la comunicazione annuale IVA; IVA comunitaria: nuova bozza di regolamento; locazioni: indice Istat di dicembre 2010; approvata direttiva sulle transazioni commerciali: nuove regole sui ritardi nei pagamenti; lavoratori italiani operanti in Paesi extracomunitari; iscrizione nell’archivio VIES: basta la raccomandata postale
1) Chi presenterà la dichiarazione annuale Iva entro il 28 febbraio eviterà l’appuntamento con la comunicazione annuale Iva
2) IVA comunitaria: nuova bozza di regolamento
3) Locazioni: Indice Istat di dicembre 2010
4) Approvata la direttiva sulle transazioni commerciali: nuove regole sui ritardi nei pagamenti
5) Trasmissione dichiarazioni Intrastat: regolari gli adempimenti effettuati entro il 26/1/2011
6) Lavoratori italiani operanti in Paesi extracomunitari
7) Iscrizione nell’archivio Vies: Basta la raccomandata postale
Chi presenta la dichiarazione annuale Iva entro il 28 febbraio evita l’appuntamento con la comunicazione (cd. sintetica) annuale Iva: La regola vale per tutti i contribuenti.
Niente più disparità di trattamento tra i soggetti Iva. Lo ha comunicato l’Agenzia della Entrate, all’interno della propria circolare n. 1/E del 25 gennaio 2011.
Nell’ottica della semplificazione degli adempimenti Iva, coerentemente agli obiettivi di riduzione degli oneri amministrativi di cui all’art. 25 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, l’Agenzia ritiene, pertanto, che la possibilità di non comprendere la dichiarazione Iva in quella unificata possa essere riconosciuta nei confronti di tutti i contribuenti.
Indipendentemente dalla presenza di un credito o di un debito annuale, tutti i soggetti passivi d’imposta possono presentare la dichiarazione Iva entro il mese di febbraio di ciascun anno e, in tale ipotesi, sono esonerati dall’obbligo di presentazione della comunicazione annuale dati Iva.
La presentazione in via autonoma della dichiarazione annuale Iva comporta che il versamento del saldo annuale debba essere effettuato entro il 16 marzo. E’, pertanto, preclusa la possibilità di effettuare i versamenti entro le scadenze del Modello Unico.
La dichiarazione Iva anticipata è per tutti
La presentazione entro febbraio svincola dalla comunicazione dati. Stop alla comunicazione annuale dati Iva per i contribuenti con saldo a debito che presentano la dichiarazione Iva entro febbraio.
La circolare 1/E del 2011, per favorire la semplificazione degli adempimenti Iva a carico degli operatori economici e garantire a tutti un eguale trattamento, prevede che, sia in presenza di un credito sia di un debito nei confronti dell’Erario, i contribuenti possono presentare la dichiarazione Iva separatamente dal modello Unico e trasmetterla entro il mese di febbraio.
In questo caso non sarà più necessario inviare alle Entrate la comunicazione annuale dati Iva.
Si tratta di una semplificazione, riconosciuta in via interpretativa dalle Entrate, che equipara i contribuenti che hanno una posizione debitoria a quelli che vantano invece un credito.
L’art. 10 del D.L. 78 del <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />2009 ha, infatti, previsto per i contribuenti con anno d’imposta coincidente con quello solare la possibilità di presentare la dichiarazione Iva slegata da quella unificata.
In entrambi i casi la presentazione anticipata del modello entro febbraio rende di fatto inutile l’invio della comunicazione annuale dati Iva.
Inoltre, la circolare precisa che, in caso di presentazione in via autonoma della dichiarazione annuale Iva, non è possibile effettuare i versamenti in base alle scadenze del modello Unico. Il versamento del saldo annuale deve, quindi, essere effettuato entro il 16 marzo.
Normativa più coordinata con la nuova bozza di regolamento. Il Consiglio ECOFIN del 18 gennaio 2011 ha, infatti, raggiunto un accordo politico sulla proposta di regolamento comunitario per l’implementazione della direttiva n. 2006/112/CE sull’Iva – COM(2009)672 del 17 dicembre 2009.
La proposta di regolamento sarà approvata, senza ulteriori modifiche, nel corso di uno dei prossimi meeting del Consiglio. E’ quanto è stato precisato in Ipsoa del 25 gennaio 2011.
In particolare, la bozza introduce:
-Misure di implementazione della direttiva n. 2008/8/CE, con riguardo al luogo di prestazione dei servizi;
-misure di adeguamento delle disposizioni del regolamento n. 1777/2005 alla direttiva IVA;
-altre misure minori di implementazione della direttiva IVA.
Finalità della nuova normativa è la codificazione di elementi contemplati dal regolamento n. 1777/2005, che era stato adottato in virtù della sesta direttiva IVA.
La Direttiva IVA rappresenta, quindi, una sorta di testo unico di tutte le norme sul regime comunitario dell’IVA, poiché coordina e “consolida” le numerose e sostanziali modifiche intervenute nel tempo.
Il recepimento da parte degli Stati membri delle modifiche sostanziali sarebbe dovuto avvenire entro il 1° gennaio 2008.
Viene poi segnalata la disposizione contenuta nell’art. 44, che precisa che la territorialità delle prestazioni di servizi effettuate da un intermediario che agisce in nome e per conto terzi (intermediario con rappresentanza) sia sempre da ricondurre al luogo in cui avviene l’operazione principale cui si riferisce la prestazione, salvo il caso in cui il destinatario della prestazione sia identificato ai fini IVA in uno Stato membro diverso da quello nel cui territorio è effettuata l’operazione principale (in ossequio ai principi di cui alla sentenza della Corte di Giustizia del 27 maggio 2004, relativa alla causa C-68/03).
Altra modifica sostanziale riguarda la definizione di prodotti soggetti ad accisa ai fini dell’applicazione della disciplina sull’IVA.
Ai sensi dell’art. 59 della direttiva IVA, in relazione alla territorialità delle prestazioni di telecomunicazione, è obbligatorio il ricorso alla regola dell’utilizzazione o dell’impiego effettivi per i servizi forniti a cittadini extra-comunitari che non siano soggetti passivi d’imposta (in analogia al criterio quello previsto per le prestazioni di commercio elettronico).
La direttiva IVA è stata recepita nell’ordinamento italiano con legge del 25 febbraio 2008, n. 34.
La direttiva n. 2008/8/CE, sulla territorialità delle prestazioni di servizi è entrata in vigore il 1° gennaio 2010.
Essa fissa alcuni principi generali per la determinazione del luogo della prestazione dei servizi ai fini IVA.
Per i servizi resi a soggetti di imposta e agli enti non commerciali si applica il criterio generale del luogo in cui risiede il committente.
I servizi prestati tramite mezzi elettronici (cd. “e-commerce”) sono disciplinati agli articoli 11 e 12 del regolamento n. 1777/2005.
In particolare, l’art. 11 fornisce, in ottica interpretativa, una definizione/classificazione di tali servizi, i quali vengono individuati quali “servizi forniti attraverso Internet o una rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e, in assenza della tecnologia dell’informazione, impossibile da garantire”.
Gli elementi caratterizzanti i servizi prestati tramite mezzi elettronici sono dunque:
– l’automatizzazione della prestazione;
– la mancanza (o minima presenza) dell’apporto umano;
– la scarsa rilevanza dell’intervento umano nell’erogazione dei servizi medesimi.
Inoltre, l’art. 11 elenca, nel secondo paragrafo, i servizi considerati rientranti nell’ambito di applicazione dell’e-commerce, se forniti attraverso internet o una rete elettronica, mentre, invece, l’art. 12 indica le cessioni di beni e le prestazioni di servizi escluse da tale ambito di applicazione.
Tra i servizi esclusi:
– i servizi dei professionisti (avvocati, consulenti finanziari, ecc.) che svolgono attività di consulenza mediante posta elettronica;
– i servizi di insegnamento, nei casi in cui il corso è tenuto da un insegnante attraverso internet o una rete elettronica.
Il regolamento n. 1777/2005 precisa che l’elencazione dei servizi elettronici di cui agli art. 11 e 12 non è da ritenersi esaustiva, ma esemplificativa.
Stabile organizzazione a misura Ue
Nella bozza del regolamento di rifusione del regolamento n. 1777/2005 viene introdotta per la prima volta la definizione comunitaria di stabile organizzazione ai fini Iva.
I criteri definitori di stabile organizzazione proposti (permanenza ed idoneità della struttura con presenza di risorse materiali ed immateriali) sono allineati alle indicazioni della Corte di Giustizia Ue in materia.
Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativi al mese di dicembre 2010, resi noti ai fini delle locazioni di immobili. Per il mese di dicembre l’indice è stato fissato nella misura del 1,9%.
(Comunicato del 24/01/2011 in G.U. n. 18 del 24/01/2011)
Il Consiglio dell’Ue ha adottato il 24 gennaio 2011 una nuova direttiva che prevede nuove regole sui ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali.
La direttiva stabilisce, per tutte le transazioni commerciali, termini specifici per il pagamento delle fatture e il diritto alla compensazione in caso di ritardi.
Le norme si applicheranno quindi sia ai contratti tra imprese pubbliche e imprese private, sia tra imprese e enti pubblici.
Secondo le nuove regole, ove non sia stato espressamente previsto in contratto, il periodo per il pagamento non potrà superare i 60 giorni; decorso tale termine, al creditore in regola con gli obblighi a suo carico, che non abbia ricevuto il pagamento, spetteranno gli interessi per il ritardo, anche in assenza di diffida.
(Consiglio CE, comunicato stampa del 24/01/2011)
A causa di problemi tecnici del servizio per la presentazione telematica degli elenchi INTRASTAT, l’Agenzia delle Dogane, con il comunicato stampa del 25 gennaio 2011 ha comunicato che i relativi adempimenti in scadenza il 25 gennaio 2011 sono intesi regolarmente eseguiti anche se effettuati entro il 26 gennaio 2011.
L’Inail, con la circolare n. 11 del 25 gennaio 2011 ha reso noto le retribuzioni convenzionali per l’anno 2011 per i lavoratori italiani operanti in Paesi extracomunitari dove non sono previsti da accordi sulla sicurezza sociale.
E’ quanto ha reso noto il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.
Le retribuzioni convenzionali mensili da prendere a base per il calcolo dei contributi 2011 dovuti per i lavoratori operanti all’estero in Paesi extracomunitari sono fissate nella misura risultante, per ciascun settore, dalle tabelle contenute nell’Allegato 1.
Ai fini assicurativi INAIL, sono, pertanto, esclusi dall’ambito di applicazione del regime delle retribuzioni convenzionali in argomento:
1. Stati membri dell’Unione Europea
Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia,Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania.
Stati ai quali si applica la normativa comunitaria
Liechtenstein, Norvegia, Islanda
Per questi Paesi la normativa comunitaria di riferimento è il Regolamento CEE n. 1408/71 ed il suo Regolamento di applicazione n. 574/72 e successive modificazioni ed integrazioni.
Stati con i quali sono state stipulate convenzioni di sicurezza sociale
Canada (Provincia dell’Ontario; Provincia del Quebec)
ex Jugoslavia (Repubbliche di Bosnia Erzegovina, Macedonia e Repubblica Federale di Jugoslavia costituita da Serbia, Montenegro e Kosovo)
Le retribuzioni convenzionali mensili fissate sono frazionabili in 26 giornate nei casi di:
– risoluzioni del rapporto di lavoro
– trasferimenti da o per l’estero intervenuti nel corso del mese.
A decorrere dal 1° gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2011, il calcolo dei premi dei lavoratori italiani operanti in Paesi extracomunitari è effettuato sulla base delle retribuzioni convenzionali determinate con il decreto 3 dicembre 2010.
A tali retribuzioni devono essere ragguagliate le prestazioni, secondo i criteri vigenti.
In particolare, per i lavoratori per i quali sono previste fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile da assoggettare a contribuzione è determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, di cui alle citate tabelle.
Bonus malus Inail al 28 febbraio
Slitta il termine per presentare le domande. A partire da quest’anno l’incentivo subisce una sostanziale riforma a favore soprattutto delle piccole imprese.
Le proposte di modifica del Commissario straordinario sono in dirittura di arrivo in quanto recepite con un decreto ministeriale di prossima emanazione.
E’ stati triplicato l’incentivo del bonus malus alle piccole aziende (fino a 10 lavoratori all’anno), lo sconto sale al 30% (oggi 10%) per scendere gradualmente al 7% per le imprese con più di 500 lavoratori annui (oggi 5%). E’ stata, inoltre, semplificata la procedura di attribuzione dell’incentivo con l’eliminazione dei criteri di valutazione.
Il termine per presentare le domande, in attesa dell’ok al nuovo incentivo, slitta dal 31 gennaio al 28 febbraio.
Le novità si applicano da quest’anno, con riferimento agli interventi migliorativi della sicurezza realizzati durante il 2010, e, a tal fine, slitta al 28 febbraio il termine per la presentazione delle richieste, in scadenza lunedì prossimo.
Lo ha reso noto l’Inail nella nota protocollo n. 507 del 24 gennaio 2011.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota di gennaio 2011)
L’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che l’inserimento nell’archivio Vies comporta il monitoraggio specifico della posizione da parte dell’Agenzia: ove inutilmente effettuato, potrebbe depotenziare l’efficacia dello strumento per il contrasto delle frodi intracomunitarie, cui è specificamente finalizzato.
Lotta alle frodi Iva
Due provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 dicembre scorso hanno dato attuazione all’obbligo di dichiarazione di volontà, previsto dal D.L. n. 78/2010, per quanti vogliono operare con l’estero.
In particolare, sono state regolate da un lato le modalità di diniego o revoca dell’autorizzazione a effettuare operazioni intracomunitarie in base all’esito delle verifiche svolte dall’Agenzia, dall’altro i criteri e le modalità di inclusione delle partite Iva nel Vies.
Come previsto nel primo provvedimento, verso la fine del mese di febbraio si concluderà la ricognizione delle partite Iva che non hanno i requisiti per essere incluse nell’archivio, cancellandole dalla lista.
Online gli operatori autorizzati
Già dal 1° febbraio 2011 sarà comunque disponibile nel sito Internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it, un servizio che permetterà di consultare preventivamente l’elenco delle partite Iva che, alla data del 30 gennaio 2011, risulteranno in possesso dei requisiti per essere incluse nel Vies. Tali operatori non dovranno chiedere di essere inclusi nell’archivio, poiché vi rientreranno automaticamente a partire dalla fine di febbraio.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 26 gennaio 2011)
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