Source: http://www.filcams.cgil.it/c-m-ministero-del-lavoro-e-della-previdenza-sociale-25-03-2008-n-7/
Timestamp: 2018-07-19 04:19:03+00:00
Document Index: 23837991

Matched Legal Cases: ['art 11', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 20', 'sentenza ']

C.M. Ministero del lavoro e della previdenza sociale 25-03-2008, n. 7
L. n. 247/2007 – contratto a tempo parziale, intermittente, somministrazione a tempo indeterminato, contratto a tempo determinato
Con la pubblicazione della L. n. 247 del 24 dicembre 2007 è stata data attuazione agli impegni assunti nel Protocollo del 23 luglio 2007 introducendo rilevanti novità concernenti, in particolare, i contratti a termine e quelli a tempo parziale e abrogando la figura del contratto intermittente e del contralto di commini frazione di lavoro a tempo indeterminato.
A’I riguardo, d’intesa con la direzione generale per lei Tutela delle Condizioni di Lavoro e la Direzione generale del Mercato del Lavoro, appare opportuno chiarire alcuni profili conseguenti all’abrogazione delle tipologie contrattuali sopra richiamate, con specifico riferimento alla efficacia dei contratti stipulati in data antecedente a quella dì entrata in vigore della L. 247/2007 .
In primo luogo, va evidenziato che la legge non ha introdotto deposizioni di natura transitoria concernenti i contratti stipulali antecedentemente al 1° gennaio 2008.
Pertanto, poiché il Legislature non ha regolamentato le vicende relative alle situazioni pregresse, non sembra possibile né ipotizzare una conversione dei contratti di somministrazione a tempo indeterminato o dei contratti di lavoro intermittente in altra fattispecie contrattuale, né una loro perdita di efficacia.
Ne consegue che, con riferimento ai contratti in corso di svolgimento alla data di entrata in vigore della L n. 247/2007 , tale problematica possa essere risolta alla luce dei principi generali (art 11 disp. att cc) secondo cui la legge non può avere effetto retroattivo ma "dispone solo per l’avvenire"; la norma abrogata quindi cessa di avere effetto per il futuro ma continua a disciplinare i fatti avvenuti sotto la sua vigenza.
L’ art. 1 comma 45, L. n. 247/2007 , che prevede l’abrogazione degli artt. da 33 a 40 del D.Lgs. n. 276/2003 , va pertanto interpretalo nel senso che non è più possibile stipulare i contratti di lavoro intermittente o a chiamata a far data dal 1° gennaio 2008, mentre quelli stipulati prima dell’entrata in vigore della legge sono efficaci fino alla loro scadenza se stipulati a termine o, se a tempo indeterminato, mantengono la loro efficacia fino al verificarsi del recesso di una delle parti o per mutuo consenso.
Si deve peraltro evidenziare che, ai sensi comma 47 del citato articolo 1, il contratto di lavoro intermittente non scompare del tutto dal nostro ordinamento, in quanto è contemplata una peculiare ipotesi di lavoro a chiamata nei settori del turismo e dello spettacolo quando il riconto a tale specifica tipologia contrattuale sia giustificata dall’esigenza dello svolgimento di prestazioni di lavoro di carattere discontinuo durante il fine settimana, nelle festività, nei periodi di vacanze scolastiche e per tutti gli ulteriori periodi previsti dai contratti collettivi.
L’operatività di tate disciplina è tuttavia subordinata all’intervento della contrattazione collettiva stipulata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative.
Allo stesso modo, per quanto riguarda il contratto a tempo parziale, deve essere risolto il problema relativo alla validità delle clausole elastiche e flessibili stipulate antecedentemente alla L. n. 247/2007 che, innovando la disciplina precedente di cui all’art. 3, comma 7, Dlgs. n. 61/2000, stabilisce la necessaria previsione da parte della contrattazione collettiva ai fini della introduzione di tali clausole e la non fungibilità fra la disciplina collettiva e quella individuale.
Pertanto, secondo la soluzione sopra evidenziata, si deve ritenere che le clausole contrattuali stipulate fra le parti in vigenza delle vecchia formulazione dell’art. 3, comma 7, del D.Lgs. n. 61/2000 mantengono comunque la loro efficacia e continuano a produrre effetti tra le parti stesse.
Analoghe considerazioni si devono formulare anche con riferimento ai contratti di somministrazione a tempo indeterminato stipulati prima dell’entrata in vigore della L n. 247/2007 .
Peraltro, la previsione che abolisce la somministrazione a tempo indeterminato ha indirettamente interessato anche l’ art. 4, comma 1, del D.Lgs. n. 276/2003 istitutivo dell’Albo delle Agenzie e precisamente la lett. b) all’interno del quale sono iscritte le Agenzie di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato abilitate a svolgere esclusivamente una delle attività specifiche di cui all’art. 20. comma 3, lett, da a) ad h). Alla luce dell’intervenuta abrogazione, le Agenzie di somministrazione c.d., specialistiche potranno continuare ad operare somministrando lavoratori a tempo determinato, fatti salvi i rapporti commerciali instaurati antecedentemente alla entrata in vigore della legge in esame.
Occorre infatti tenere presente che è abrogata la disciplina relativa ad un contratto di natura "commerciale" e non di lavoro; pertanto, il venir meno della possibilità di ricorso allo staff leasing incide sulla sola possibilità di stipulare tale contratto commerciale e non esclude che l’Agenzia di somministrazione possa instaurare con il lavoratore un rapporto di lavoro fondato su una tipologia contrattuale diversa dal contratto a termine e, quindi, anche ricorrere al contratto a tempo indeterminato.
Con riferimento a tutte le questioni sopra evidenziate, del resto, far conseguire alla abrogazione delle norme un effetto di annullamento dei continui di lavoro già in essere. determinerebbe un paradossale "travolgimento" dei rapporti di lavoro con automatica risoluzione degli stessi e con evidenti conseguenze anche sul piano socio-economico. A quest’ultimo proposito" peraltro, non si può non ricordare la cautela della stessa Corte costituzionale nel valutare la nullità o l’annullamento dei contratti in materia di lavoro (sentenza n. 210 del 1992), la cui tendenziale conservazione rappresenta invece un principio di carattere generale posto a tutela del contraente debole.
Per quanto attiene, da ultimo, alle altre novità introdotte dalla L. n. 247/2007 in materia di contratto a termine, in considerazione della delicatezza delle questioni da affrontare, si fa riserva si fornire ulteriori chiarimenti.