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Timestamp: 2017-02-20 23:05:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 222', 'art. 222', 'art. 222', 'art. 34', 'art. 222', 'art. 225', 'art. 222', 'art. 222', 'art. 268', 'art. 222', 'art. 135', 'art. 222', 'art. 34', 'art. 197', 'art. 222', 'art. 3', 'art. 222']

HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 4 maggio 2015 Codice proc. penale Art. 222 cod. proc. penale: Incapacità e incompatibilità del perito L’AUTORE: Redazione
Il divieto di assumere l'incarico di perito previsto dall'art. 222 c.p.p. per chi è stato nominato consulente tecnico non è applicabile all'ausiliario designato dal perito (nella specie, per la formulazione dell'anamnesi sulla persona offesa vittima di abusi sessuali). (Annulla con rinvio, App. Trento sez. dist. Bolzano, 01/10/2012)
Cassazione penale sez. III 10 dicembre 2013 n. 11096 L'art. 222 c.p.p. vieta che sia attribuito l'incarico di perito a chi sia stato già nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in altro connesso, ma non che assuma la veste di perito chi, essendo già stato nominato tale nel medesimo procedimento, si veda nuovamente conferire l'incarico da parte di un giudice diverso. (Nella specie, a seguito di modifica nella composizione del collegio giudicante, e in omaggio al principio dell'immutabilità del giudice, si era reso necessario procedere al rinnovo della perizia già disposta ed espletata). Rigetta, Gip Trib, Avellino, 07/05/2012
Cassazione penale sez. VI 18 ottobre 2012 n. 43797 L'espletamento di una perizia dichiarata nulla non costituisce causa di incompatibilità del perito ai fini del conferimento di un nuovo incarico nel medesimo procedimento penale, in quanto al perito si applicano i casi di incompatibilità previsti dall'art. 222 c.p.p. e non le cause di incompatibilità previste per il giudice dall'art. 34 c.p.p., con la conseguenza che tale circostanza non costituisce motivo di ricusazione. Rigetta, Gip Trib. Avellino, 07/05/2012
Cassazione penale sez. VI 18 ottobre 2012 n. 43797 È legittimo, nel caso di sopravvenuta modifica della composizione del collegio giudicante e stante la necessità di ricorrere alla rinnovazione della perizia, il conferimento dell'incarico al perito già designato dal precedente e diverso collegio, non sussistendo divieti in tal senso nell'art. 222, comma 1, lett. e), c.p.p. Rigetta, App. Roma, 25/11/2010
Cassazione penale sez. IV 27 maggio 2011 n. 38704 Non trovano applicazione, neppure in via analogica nei confronti dei consulenti tecnici del p.m. le ipotesi di incapacità ed incompatibilità dei periti previste dall'art. 225, comma 3, c.p.p., né sussiste alcuna inutilizzabilità degli accertamenti eventualmente compiuti dai consulenti tecnici che si trovino in una delle situazioni di cui all'art. 222 c.p.p. (In applicazione di tale principio, la Corte ha escluso che sussistesse l'incompatibilità di un esperto di psicologia infantile, nominato dal p.m. quale consulente tecnico in un procedimento per reati sessuali, già incaricato dal tribunale dei Minorenni per seguire il minore abusato). Rigetta, App. Firenze, 12/01/2009
Cassazione penale sez. III 07 aprile 2010 n. 24294 L'incompatibilità ad assumere l'ufficio di perito per chi è stato nominato consulente tecnico in un procedimento connesso, prevista dall'art. 222, comma 1, lett. e), c.p.p., non opera con riguardo all'attività di trascrizione delle intercettazioni, disciplinata dall'art. 268, comma 7, c.p.p., atteso che il rinvio contenuto in tale norma alle forme, ai modi ed alle garanzie previste per l'espletamento delle perizie non comporta l'equiparazione del trascrittore al perito, dovendo il primo - a differenza del secondo, chiamato ad esprimere un "giudizio tecnico" - porre in essere soltanto una "operazione tecnica", non implicante alcun contributo tecnico-scientifico e connessa esclusivamente a finalità di tipo "ricognitivo". Rigetta, App. Salerno, 15/05/2008
Cassazione penale sez. I 26 marzo 2009 n. 26700 Non sussiste la preclusione di cui all'art. 222, lett. e), c.p.p. nei confronti di chi abbia svolto le funzioni di tecnico previste dall'art. 135, comma 2, c.p.p., cioè di assistente dell'ausiliario e non del giudice e venga successivamente incaricato di effettuare la trascrizione della registrazione, non trattandosi di ausiliario in senso tecnico ma di soggetto estraneo all'amministrazione della giustizia che svolge temporaneamente operazioni previste dalla legge.
Cassazione penale sez. II 18 giugno 2008 n. 27952 L'espletamento di una perizia dichiarata nulla non costituisce causa di incompatibilità del perito ai fini del conferimento di un nuovo incarico nel medesimo procedimento penale, in quanto al perito si applicano i casi di incompatibilità previsti dall'art. 222 c.p.p. e non le cause di incompatibilità previste per il giudice all'art. 34 c.p.p., con la conseguenza che tale circostanza non costituisce motivo di ricusazione.
Cassazione penale sez. III 21 gennaio 2003 n. 9202
Cassazione penale sez. III 26 novembre 2001 n. 4526 È inutilizzabile la deposizione di chi, nell'ambito del medesimo procedimento, abbia assunto la funzione di ausiliario del p.m., contribuendo ad un rilevante atto di indagine e per di più essendo chiamato a testimoniare su un tema afferente al giudizio di attendibilità della medesima persona offesa, quand'anche sia sentito come consulente e non come testimone. E ciò, sia perché in quanto ausiliario l'art. 197, lett. e, c.p.p. sancisce la sua incapacità a testimoniare, sia perché, ai sensi del combinato disposto degli art. 222, lett. d, 225, comma 3, e 233, comma 3, c.p.p., la sua nomina a consulente tecnico deve ritenersi illegittima.
Cassazione penale sez. III 26 novembre 2001 n. 4526 Non è manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3 e 32 cost., la q.l.c. dell'art. 222 c.p., nella parte in cui tale disposizione, prevedendo un'applicazione indifferenziata della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario nei confronti dell'imputato prosciolto per infermità mentale psichica o addirittura nei confronti dell'indagato o di colui non ancora condannato (e ritenuto socialmente pericoloso), prescinde dalla natura e dal tipo d'infermità mentale e soprattutto dal tipo di cura più idonea al recupero o attenuazione del deficit e della pericolosità sociale.
Tribunale Cagliari 27 gennaio 2000
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