Source: http://www.anacap.it/2012/12/
Timestamp: 2018-03-17 06:17:04+00:00
Document Index: 100598666

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 373', 'sentenza ']

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CONVENZIONE ALBERGO ANACAP – HOTEL CICERONE
11 dicembre 2012 Pubblicato nella categoria Convenzioni
CONVENZIONE ALBERGO CON HOTEL CICERONE
CONVENZI…
Decreto Ministeriale 200 del 19/11/2012 in tema di applicazione dell’IMU agli enti non commerciali
11 dicembre 2012 Pubblicato nella categoria Approfondimenti, IMU, Prassi Ammininistrativa Tags: IMU
applicazione dell’IMU agli enti non commerciali
D.M.200-del-19-11-2012-IMU-ENTI-NON-COMMERCIALI
Consiglio di Stato parere n. 4802 del 13/11/2012
11 dicembre 2012 Pubblicato nella categoria Approfondimenti, Giurisprudenza, IMU Tags: IMU
Parere del Consiglio di Stato in tema di applicazione IMU agli immobili degli enti non commerciali.
Consiglio di Stato parere 4802 del 13.11.2012
MEF 25501 del 20.11.2012 IMU Chiarimenti su fabbricati inagibili a seguito di eventi sismici
11 dicembre 2012 Pubblicato nella categoria IMU, Prassi Ammininistrativa Tags: IMU
MEF criteri per esenzione IMU, immobili gravati da sisma e inagibili
CTP Venezia 79 del 25/10/2012: applicabile la TOSAP ai cavalcavia autostradali
4 dicembre 2012 Pubblicato nella categoria Approfondimenti
Con la sentenza n. 79 del 25/10/2012 la Commission…
Cassazione 19125 del 7/11/2012: classamento – rettifica fabbricato da rurale ad urbano
4 dicembre 2012 Pubblicato nella categoria Giurisprudenza, ICI Tags: Affidamento Servizi
Cassazione 19125 del 7.11.2012
Con ordinanza n. 19125 del 7/11/2012 la Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato l’illegittimità del classamento effettuato senza sopralluogo in caso di rettifica da fabbricato rurale a fabbricato urbano. Nella fattispecie la CTR non considerava che si trattava di tre fabbricati rurali siti nei fondi acquistati, e
che non potevano essere ritenuti di carattere urbano, atteso che il loro classamento era stato modificato nel 1998, ed annotato al catasto, giusta l’indicazione riportata nella relativa certificazione rilasciata dall’agenzia del territorio nel 2002 e 2004, e prodotta in giudizio sia in primo che in secondo grado, senza che la stima del funzionario di tale ufficio, peraltro redatta in mancanza di sopralluogo, potesse inficiare i dati ufficiali risultanti dagli attestati suindicati. La Cassazione censura l’operato della CTR ritenendo la motivazione della sentenza impugnata piuttosto insufficiente, tanto da non consentire di individuare le ragioni, in virtù delle quali tutti i dati analitici risultanti dai certificati dell’agenzia del territorio siano da ritenere inattendibili a fronte della stima del funzionario di tale ufficio. Inoltre i Giudici di Piazza Cavour evidenziano che la CTR non aveva considerato i dati emergenti dai certificati sopra richiamati, e che la stima del tecnico era stata redatta senza il necessario preventivo sopralluogo, ma secondo i dati emergenti con riferimento ad altri immobili, come si evince dal tenore della relazione riportata in ricorso. Invero il canone determinativo del classamento e della conseguente attribuzione della rendita catastale per gli immobili di categoria D deve basarsi, a norma del d.P.R. primo dicembre 1949, n. 1142, e dell’art. 34 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, sulla stima diretta, che tenga conto delle caratteristiche del bene, potendo all’uopo essere utilizzate le risultanze emergenti dalla perizia prodotta dalla parte interessata senza necessità di sopralluogo. Questo, infatti, a mente dell’art. 11 del D.L. 14 marzo 1988, n. 70, convertito in legge 13 maggio 1988, n. 154, può essere effettuato “salvo successive verifiche con riferimento ad unità già censite aventi medesime caratteristiche”, sicché in tale chiave il riferimento alle strutture analoghe ha solo valore rafforzativo e integrative del metodo legale utilizzato, essendo idoneo a confermare l’adeguatezza della rendita attribuita sulla base della stima diretta (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 7410 del 11/04/2005, n. 12446 del 2004).
Corte Costituzionale 254 del 15/11/2012: sospensione delle sentenze tributarie anche in presenza di ricorso per cassazione
4 dicembre 2012 Pubblicato nella categoria Contenzioso Tributario, Giurisprudenza Tags: Affidamento Servizi
Corte Costituzionale 254 del 15.11.2012
Con ordinanza n. 254 del 15/11/2012 la Corte Costituzionale ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 49, comma 1, del d.lgs. n. 546/1992 (disposizioni sul processo tributario), riguardante l’impugnazione delle sentenze ed in particolare la sospensione delle stesse in presenza di ricorso per cassazione. La Consulta evidenzia in primo luogo che la questione è stata dichiarata inammissibile con la sentenza n. 217/2010, sul rilievo che la rimettente Commissione tributaria regionale della Campania non aveva assolto all’onere di tentare un’interpretazione costituzionalmente orientata della disposizione denunciata, in assenza di diritto vivente. Nella fattispecie il giudice a quo segnala, per altro, come la Corte di cassazione sia intervenuta sul tema, affermando, anche in epoca successiva alla sentenza n. 217 del 2010, che nel processo tributario sarebbe esclusa ogni possibilità di tutela cautelare nei confronti dell’efficacia esecutiva della pronuncia di secondo grado (Corte di cassazione, sentenze n. 21121 e n. 7815 del 2010). In data successiva al promovimento della questione, la Corte di cassazione è intervenuta nuovamente sul tema in esame, con la sentenza n. 2845 del 2012, affermando il principio di diritto secondo cui «al ricorso per cassazione avverso una sentenza delle commissioni tributarie regionali si applica la disposizione di cui all’art. 373 c.p.c., comma 1, secondo periodo […]»; Dopo la richiamata pronuncia della Corte di cassazione, è intervenuta la sentenza n. 109 del 2012 della Consulta (in TN n. 9/2012), che ha dichiarato non fondata questione analoga all’odierna, sul rilievo della «riscontrata possibilità di un’interpretazione conforme a Costituzione della disposizione denunciata» nei termini indicati dall’organo di nomofilachia. Pertanto, la questione risulta superata dalla successiva evoluzione della giurisprudenza – che ha individuato un’interpretazione della norma censurata compatibile con i principi evocati – e deve essere dichiarata manifestamente infondata.
Ministero Interno 16/11/2012: le spettanze ai comuni dall’attività di recupero dei tributi erariali
Con un comunicato del 16/11/2012 il Ministero dell…
Emendamenti DDL conversione decreto-legge 179/2012 (crescita-bis)
In sede di conversione in legge del decreto n. 179…
Emendamenti ANCI al DDL di conversione del decreto-legge 174/2012 (salva-enti)
Il 23/11/2012 l’ANCI ha presentato in Commission…