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Timestamp: 2019-02-20 05:42:53+00:00
Document Index: 178807071

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 78', 'art. 6']

GURS Parte I n. 23 del 2001
PARTE PRIMA PALERMO - MARTEDÌ 15 MAGGIO 2001 - N. 23
Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2001 pag. 1
DECRETO 8 marzo 2001.
Ulteriore modifica del decreto 20 luglio 2000, concernente rimodulazione delle branche e del numero dei posti letto di media e bassa assistenza di alcune case di cura private della Regione pag. 3
Bando pubblico di selezione per l'assegnazione di finanziamenti per i Progetti integrati territoriali pag. 6
Provvedimenti concernenti autotrasporti in conces sione pag. 26
CIRCOLARE 8 maggio 2001, n. 8/AG.
Attività socialmente utili - Articolo 78, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (finanziaria statale 2001) - Convenzione stipulata con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale il 7 febbraio 2001 - Ultrattività delle prestazioni in lavori socialmente utili pag. 26
Considerato che l'Unione europea ha finanziato, nell'ambito del V Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo, il progetto "Rete tematica su raccomandazioni pratiche per le costruzioni sostenibili" denominato "PRESCO";
Visto l'accordo sottoscritto in data 11 agosto 2000, con il quale la Regione siciliana aderisce alla realizzazione di tale progetto di ricerca;
Considerato che l'accordo prevede un rimborso spese per la partecipazione della Regione al progetto di ricerca;
Considerato che il Belgian Building Research Institute, individuato quale coordinatore principale del progetto, quantifica in Euro 7.137, pari a L. 13.819.160 (arrotondate), la prima quota in acconto spettante alla Regione siciliana;
Vista la nota n. 302.A2.8 - Uff. RM, con la quale la Presidenza della Regione chiede l'iscrizione delle somme spettanti con allocazione nelle risorse in capitoli di entrata e spesa gestiti dalla Segreteria generale;
Ritenuto necessario, per quanto in premessa specificato, apportare le necessarie variazioni sia in termini di competenza che di cassa al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2001;
Visto l'art. 8 della legge regionale n. 47/77;
3593 Assegnazioni dell'Unione europea per la realizzazione del progetto "PRESCO"
codici: 021101 - 12 V + 13.819.160 Reg. CEE n. 2052/88.
CATEGORIA 2 - Consumi intermedi
104517 Spese per la partecipazione al Progetto "PRESCO".
codici: 020214 - 01.01 V + 13.819.160 Reg. CEE n. 2052/88.
Presidenza della Regione - Segreteria generale
Titolo 2 Entrate extratributarie - Categoria 11 - Trasferimenti correnti + 13.819.160
Di cui interventi comunitari e connessi cofinanziamenti + 13.819.160
Titolo 1 Spese correnti - Categoria 2 - Consumi intermedi + 13.819.160
(2001.12.575)
Ulteriore modifica del decreto 20 luglio 2000, concernente rimodulazione delle branche e del numero dei posti letto di media e bassa assistenza di alcune case di cura private della Regione.
Visti il decreto n. 32564 del 20 luglio 2000 ed il decreto n. 32756 del 20 settembre 2000, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 52 del 17 novembre 2000, con il quale sono state ritenute accoglibili le istanze formulate da parte di alcune case di cura private della Regione siciliana, volte alla rimodulazione delle branche e del numero dei posti letto di media e bassa assistenza, secondo le indicazioni e le limitazioni di cui alla direttiva di questo Assessorato prot. n. 2N23/04622 del 9 novembre 1999, così come riportate negli allegati A1 e B1 al medesimo provvedimento;
Considerato che in tali provvedimenti, l'istanza della casa di cura Morgagni di Catania era stata ritenuta non accoglibile;
Vista la nota della casa di cura Villa Maria Eleonora di Palermo, del 19 ottobre 2000, con la quale si segnala la necessità di correzione, per la stessa casa di cura, nelle tabelle A1 e B1 del succitato provvedimento, della dizione della branca cardiochirurgia ed emodinamica in chirurgia cardio-toraco-vascolare;
Viste le note della casa di cura Morgagni diCatania, prot. n. 378 del 7 giugno 2000, prot. n. 399 del 12 giugno 2000, prot. n. 451 del 28 giugno 2000, prot. n. 481 dell'11 luglio 2000, nonché l'atto n. 028848 del 2 agosto 2000 e telegramma del 29 settembre 2000, con le quali si chiede il riesame della richiesta di variazione delle branche specialistiche di media e bassa assistenza;
Vista la nota a protocollo congiunto, prot. n. 2N23/00558 del 23 gennaio 2001 e prot. n. 4N41/00111 del 23 gennaio 2201, dei competenti gruppi 23° e 41°, con la quale si ritiene che siano accoglibili le istanze prodotte dagli amministratori della casa di cura Villa Maria Eleonora di Palermo e della casa di cura Morgagni di Catania;
Ritenuto, pertanto, opportuno di dovere provvedere alla correzione della dizione riguardante la casa di cura Villa Maria Eleonora, nonché all'accoglimento della richiesta della casa di cura Morgagni, così come riportato nell'allegato C al presente decreto;
Per quanto in premessa specificato, le tabelle A1 e B1 allegate al decreto n. 32756 del 20 settembre 2000, riguardante la rimodulazione delle branche e del numero dei posti letto di media e bassa assistenza esercitate dalle case di cura private della Regione siciliana, vengono sostituite le parti riguardanti la casa di cura Villa Maria Eleonora di Palermo e la casa di cura Morgagni con quanto riportato nell'allegato C, nonché le tabelle riepilogative dei posti letto relative sia alla provincia diCatania che a tutta la Regione e riportate nell'allegato D.
Resta immutato quant'altro previsto dal decreto n. 32756 del 20 settembre 2000.
Il presente decreto, munito del visto della Ragioneria centrale sanità, sarà trasmesso alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la relativa pubblicazione.
Palermo, 8 marzo 2001.
Vistato dalla Ragioneria centrale dell'Assessorato della sanità in data 14 marzo 2001, al n. 122.
(2001.12.580)
Bando pubblico di selezione per l'assegnazione di finanziamenti per i Progetti integrati territoriali.
Secondo le finalità contenute nei documenti: Quadro comunitario di sostegno per le Regioni italiane dell'obiettivo I (2000-2006) sezz. 3.10 e 6.4.7 - Decisione C(2000)2050 dell'1 agosto 2000 Programma operativo regionale Sicilia 2000-2006 Decisione C(2000) 2346 dell'8 agosto 2000 Complemento di programmazione
1. La Presidenza della Regione - Dipartimento della programmazione - responsabile dell'attività di coordinamento del POR Sicilia, con il presente bando intende promuovere l'attivazione e la realizzazione di un numero qualificato di Progetti integrati territoriali (PIT) che possono utilmente concorrere all'attuazione della strategia del POR Sicilia e al conseguimento degli obiettivi di integrazione e di concentrazione, allo scopo di ancorare più efficacemente alla specificità dei sistemi locali le politiche settoriali della Regione.
2. PIT viene definito come "un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo unitario".
3. Il PIT deve identificare una idea-forza e una strategia di sviluppo locale sostenibile che valorizzi le specifiche risorse del contesto territoriale individuato e il ruolo degli attori locali, nel quadro della strategia e degli obiettivi del POR.
4. L'attuazione dei PIT concorrerà inoltre al conseguimento degli obiettivi trasversali agli assi (sostenibilità ambientale, occupazione, pari opportunità, società dell'informazione), degli obiettivi di accelerazione della spesa e della premialità regionale, così come all'attivazione di risorse finanziarie aggiuntive.
Oggetto e finalità dei PIT
1. I PIT, in conformità al POR e come descritti nel Complemento di programmazione, costituiscono una modalità operativa di attuazione del POR per consentire che una serie di azioni - che fanno capo ad assi e misure diversi - siano esplicitamente collegate tra loro e finalizzate a un comune obiettivo di sviluppo. Devono essere strutturati in modo da costituire progetti di eccellenza e di innovazione in grado di incidere in maniera significativa sulle variabili di rottura del sistema socio-economico locale individuate nel QCS 2000-2006.
2. I progetti integrati devono assumere a riferimento la programmazione europea, nazionale, regionale e locale, le linee strategiche, gli obiettivi e le linee di intervento territoriali, settoriali e di filiera, ed i metodi di concertazione e collaborazione tra soggetti pubblici e privati esplicitati nel Programma operativo regionale.
3. I progetti integrati si devono configurare quali insiemi di azioni pubbliche e private, articolate mediante integrazione progettuale, in un determinato ambito territoriale, i quali:
a) assicurino adeguato riconoscimento agli interventi che rispondano a un principio di integrazione e di concentrazione, sia funzionale che territoriale, e siano quindi basati su di un'idea-forza di sviluppo esplicitata e condivisa dai diversi attori dello sviluppo locale;
b) prevedano, a fronte della complessità di realizzazione di queste azioni, modalità di attuazione e gestionali unitarie, organiche e integrate, in grado di consentire l'effettivo conseguimento degli obiettivi nei tempi prefissati, e adeguati strumenti di controllo preventivo, in itinere e successivo.
4. La strategia di sviluppo locale del PIT deve fare riferimento agli obiettivi specifici degli assi e delle misure del POR. In particolare essa deve:
a) possedere immediati elementi di sostenibilità territoriale, socio-economica e istituzionale;
b) prefigurare esplicitamente le nuove linee di sviluppo e di crescita dell'economia locale, anche in senso occupazionale;
c) prevedere un uso concentrato delle risorse e la molteplicità degli apporti finanziari necessari alla sua implementazione.
5. L'idea-forza individuata nel PIT deve:
a) essere chiaramente legata alle vocazioni ed alle peculiarità del territorio;
b) costituire un'intuizione originale circa le modalità di valorizzazione delle risorse ambientali, culturali, umane, produttive ed infrastrutturali del territorio e in grado di incidere almeno su alcune variabili di rottura individuate nel QCS 2000-2006.
Risorse finanziarie dei PIT
1. Le risorse finanziarie pubbliche del POR disponibili per la realizzazione dei PIT di cui al presente bando ammontano complessivamente a 1.447.510.925 Euro secondo la seguente articolazione provinciale:
Agrigento 156.625.336 Euro
Caltanissetta 95.281.756 "
Catania 303.507.728 "
Enna 94.253.611 "
Messina 176.444.571 "
Palermo 333.733.025 "
Ragusa 70.316.620 "
Siracusa 99.499.790 "
Trapani 117.848.488 "
2. L'articolazione indicativa delle risorse pubbliche per asse e per fondo per ciascun territorio provinciale è riportata nelle tabelle incluse nell'allegato A del presente bando.
1. L'individuazione dell'idea-forza e dell'ambito territoriale del PIT, così come degli obiettivi specifici, della strategia di intervento e degli approcci metodologici più coerenti, è rimessa all'iniziativa dei soggetti promotori, secondo le modalità definite nel Complemento di programmazione, in conformità del quale:
a) ciascun PIT deve essere proposto, a pena di inammissibilità, da almeno due enti locali territoriali siti in un medesimo territorio provinciale, ad eccezione dei comuni di Palermo, Catania e Messina che possono presentare proposte di PIT riferite ad un solo contesto urbano; previa intesa con i comuni interessati, i PIT possono essere promossi anche dalle province regionali; per motivate ragioni relative ai caratteri di omogeneità socio-territoriale e di coerenza con l'idea-forza, potranno essere promossi PIT che comprendano territori comunali siti in più province contermini, qualora vi sia l'adesione delle province regionali interessate;
b) i soggetti promotori, ai fini dell'individuazione del complesso degli interventi e delle azioni del PIT e di una piena responsabilizzazione degli attori locali dello sviluppo del territorio sono chiamati ad adottare il metodo della concertazione e ad attivare il partenariato con soggetti pubblici e privati che concorrono in maniera qualificata alla definizione ed alla attuazione del PIT stesso;
c) un apposito protocollo d'intesa attesta il metodo della concertazione e definisce i ruoli del partenariato attivo, esplicitando l'impegno dei diversi soggetti in ordine alla progettazione, al concorso di risorse finanziarie e organizzative e all'attivazione in maniera coordinata delle procedure di attuazione e controllo;
d) il protocollo d'intesa indica in maniera univoca il soggetto rappresentante dei promotori del PIT, individuandolo tra gli enti pubblici dotati di poteri adeguati alle attività comprese nel PIT e definendone i relativi poteri di rappresentanza, iniziativa e coordinamento.
MODALITA' DI PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE DEI PIT, CRITERI E PROCEDURE PER LA SELEZIONE
1. In conformità alle previsioni del Complemento di programmazione, la selezione delle iniziative, per il triennio 2000-2003, si articola in due fasi:
a) fase di selezione preliminare, finalizzata ad accertare la sussistenza dei requisiti di ammissibilità di cui al presente bando e a valutare la coerenza con le misure del POR e la qualità dell'idea-forza;
b) fase di selezione definitiva, finalizzata ad individuare, tra quelli selezionati nella fase preliminare, i PIT ammessi a finanziamento, sulla base dei criteri di valutazione e con le modalità previste nei successivi artt. 10, 11, 12, 13.
Requisiti di ammissibilità e criteri per la selezione preliminare
1. I seguenti requisiti costituiscono condizione di ammissibilità; la mancata produzione anche di uno solo di essi comporta l'esclusione della proposta di PIT:
a) univocità del riferimento territoriale: per ogni territorio determinato è ammissibile un solo PIT; la localizzazione degli interventi previsti deve fare riferimento a territori di comuni racchiusi in un'area di intervento unica e continua che hanno sottoscritto il protocollo di intesa;
b) soglia dimensionale: area di intervento minima coincidente con almeno due territori comunali contigui della medesima provincia aventi popolazione complessiva pari almeno a 50.000 abitanti residenti, secondo l'ultimo censimento ISTAT disponibile, ovvero, in caso di numero di residenti inferiore, con la partecipazione di almeno 10 comuni; fanno eccezione le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina dove si pongono specifiche problematiche di integrazione territoriale che giustificano la possibilità di presentare proposte di PIT riferite a un solo territorio;
c) responsabilizzazione degli enti locali: i comuni possono partecipare a un solo PIT. Di norma i PIT sono proposti da comuni ricadenti nello stesso territorio provinciale; in caso di dimostrata omogeneità morfologica, ambientale, sociale, economica e culturale del contesto territoriale di riferimento, in via eccezionale i PIT possono essere proposti da comuni contermini ricadenti in province diverse; in questa ipotesi è richiesta la sottoscrizione del protocollo d'intesa da parte delle province di riferimento;
d) tetto massimo di risorse pubbliche del POR utilizzabili per il PIT: non superiore al totale delle risorse assegnate al territorio provinciale di riferimento ai sensi dell'art. 3 ai fini del presente bando; in ogni caso non superiore a 200 miliardi di lire. Non può essere superato il limite di 100 miliardi di lire, nel caso in cui il PIT interessi territori comunali il cui numero complessivo di abitanti residenti, secondo l'ultimo censimento ISTAT disponibile, risulti inferiore a 100.000. Il limite massimo di 200 miliardi di lire non si applica per i PIT individuati in sede di accordi provinciali;
e) integrazione degli interventi: gli interventi previsti dal PIT devono fare riferimento all'integrazione di misure afferenti a uno o più assi del POR; l'interconnessione funzionale del complesso delle azioni del PIT deve risultare dalla compresenza di investimenti per infrastrutture, altre azioni pubbliche ed azioni private che utilizzano regimi di aiuti;
f) rispetto dei termini e completezza, ove prevista, della documentazione: con espresso riferimento al termine e alle modalità di presentazione della domanda di partecipazione di cui all'art. 7, e alla documentazione di cui all'articolo 8.
2. La valutazione preliminare prevede la verifica dei seguenti criteri:
a) coerenza con le misure del POR: congruenza degli interventi e/o delle tipologie di intervento previsti dal PIT con le misure del POR;
b) qualità dell'idea-forza: condizione per condurre un radicale mutamento delle modalità di utilizzazione delle risorse esistenti nel territorio per creare evidenti discontinuità nel processo di sviluppo, incidendo sulle variabili di rottura del sistema socio-economico locale (di cui al punto 2.2 del QCS).
1. La domanda di partecipazione alla selezione, redatta in triplice copia e su supporto informatico (floppy disk), unitamente alla documentazione di cui all'art. 8, dovrà pervenire, in plico sigillato, alla Presidenza della Regione siciliana, Dipartimento della programmazione, piazza L. Sturzo, 36 - 90139 Palermo entro le ore 14 del 29 giugno 2001. La domanda e la documentazione in plico sigillato potranno essere consegnate a mano, ovvero inviate per mezzo raccomandata A/R, nel qual caso, al fine di non ritardare l'avvio dell'istruttoria, fa fede la data e l'orario di arrivo presso gli uffici della Regione siciliana sopraindicati. Sul plico dovrà essere riportata la dicitura: "Progetto integrato territoriale" e la denominazione prescelta per il PIT.
2. Non saranno ammesse le domande pervenute prima della pubblicazione del presente bando o in data successiva alla scadenza di cui al comma 1.
3. La domanda, redatta in carta semplice, in lingua italiana, deve essere sottoscritta dal soggetto rappresentante dei promotori, il cui legale rappresentante allega copia fotostatica non autenticata di un proprio documento di identità.
Documentazione richiesta per la selezione preliminare
1. Alla domanda dovrà essere allegata, a pena di inammissibilità, la seguente documentazione:
a) protocollo d'intesa con esplicita indicazione del soggetto rappresentante dei promotori della proposta PIT e della persona fisica che lo rappresenta, desumibile da specifica clausola di conferimento del potere di rappresentanza;
b) dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale il soggetto rappresentante dei promotori della proposta PIT, ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, dichiara:
b1) i poteri e le competenze del soggetto rappresentante dei promotori della proposta PIT;
b2) le modalità di sottoscrizione del protocollo d'intesa, con l'elenco dei soggetti che prendono parte all'iniziativa;
b3) i territori comunali oggetto degli interventi del PIT;
b4) la circostanza che i comuni aderenti non partecipano ad altre iniziative di progettazione integrata territoriale, con esplicito riferimento agli atti dai quali la circostanza si desume;
b5) la sussistenza dell'eventuale accordo in ambito provinciale in conformità al Complemento di programmazione;
b6) la veridicità dei fatti, dei dati e delle indicazioni contenuti nelle documentazioni allegate alla domanda;
c) documento di presentazione della proposta di PIT, con univoca denominazione connessa all'idea-forza, conforme al modello allegato "B" del presente bando;
d) copia dell'eventuale accordo stipulato in ambito provinciale in conformità al Complemento di programmazione.
Procedimento della selezione preliminare
1. Il Dipartimento regionale della programmazione, di concerto con i responsabili di misura, accerta la sussistenza delle condizioni e dei requisiti di ammissibilità ed opera le valutazioni di cui all'art. 6 del presente bando.
2. Il Dipartimento regionale della programmazione, entro 60 giorni dalla data di scadenza della presentazione delle domande, definisce l'elenco dei PIT da escludere, in quanto in contrasto con le prescrizioni di cui all'art. 6.
3. L'elenco di cui al comma 2, approvato con decreto, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana. Con il medesimo decreto è approvato l'elenco dei PIT ritenuti ammissibili.
4. Qualora il rispetto delle disposizioni di cui all'art. 6 comma 2, lettera a), possa essere assicurato mediante modifiche non sostanziali del progetto, l'ammissione dello stesso alla fase di selezione definitiva è condizionata al rispetto delle prescrizioni eventualmente indicate dal Dipartimento regionale della programmazione.
Avvio della selezione definitiva
1. Ai fini della partecipazione alla selezione definitiva i soggetti pubblici aderenti al PIT definiscono i poteri del rappresentante, gli obblighi, gli impegni e le responsabilità rispettive con la stipula di un apposito accordo, ai sensi dell'art. 16 della legge regionale 30 aprile 1991 n. 10 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Ai fini della partecipazione alla selezione definitiva i soggetti rappresentanti dei promotori della proposta PIT dovranno fare pervenire, in triplice copia, la documentazione di cui all'art. 13 alla Presidenza della Regione siciliana, Dipartimento della programmazione, piazza L. Sturzo, 36 - 90139 Palermo, in plico sigillato entro le ore 14 del novantesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto di cui al precedente art. 9, comma 3. La documentazione in plico sigillato potrà essere consegnata a mano, ovvero inviata per mezzo raccomandata A/R, nel qual caso, al fine di non ritardare l'avvio dell'istruttoria, fa fede la data e l'orario di arrivo presso gli uffici della Regione siciliana sopraindicati. Sul plico dovrà essere riportata la dicitura: "Progetto integrato territoriale" e la denominazione del PIT.
3. Non saranno presi in considerazione i PIT non compresi nell'elenco di quelli ammissibili di cui al precedente art. 9, ovvero quelli la cui documentazione sia pervenuta prima della sua pubblicazione o in data successiva alla scadenza di cui al comma 2.
Procedimento della selezione definitiva
1. In conformità al Complemento di programmazione, entro 90 giorni dalla scadenza del termine di cui all'art. 10, comma 2, il Dipartimento regionale della programmazione, previa verifica della documentazione allegata alle proposte di PIT pervenute, avvalendosi del supporto del nucleo di valutazione provvede alla istruttoria ed alla valutazione di ciascun PIT. Dei lavori si tiene processo verbale.
2. Il Dipartimento regionale della programmazione richiede al soggetto rappresentante dei promotori del PIT le eventuali integrazioni alla documentazione necessarie per l'ulteriore corso dell'istruttoria, assegnando un termine entro il quale, a pena di decadenza, devono pervenire all'ufficio.
3. Completata la istruttoria di cui ai commi 1 e 2 e all'esito delle valutazioni ivi operate, condotte con i criteri di cui al successivo art. 12, il Dipartimento regionale della programmazione indica per ciascun PIT le azioni ritenute essenziali per la sua attuazione ed il conseguimento dei suoi obiettivi di sviluppo, che devono essere realizzate a pena di decadenza dal finanziamento. Provvede, quindi, alla definizione della graduatoria di merito dei PIT, articolata per territorio provinciale.
4. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta di Governo regionale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana:
- è approvata la graduatoria dei PIT per ciascun territorio provinciale;
- approvata l'ammissione a finanziamento di ciascun PIT utilmente collocato in graduatoria, fino all'esaurimento delle risorse finanziarie destinate al PIT in ciascun territorio provinciale.
5. A seguito del decreto di cui al comma 4, l'autorità di gestione provvede alla modifica del Complemento di programmazione, introducendo le schede relative ai PIT e modificando le schede delle misure interessate, in maniera tale da riservare a ciascun PIT le risorse finanziarie occorrenti per la realizzazione del programma di interventi pubblici e privati previsti e ritenuti ammissibili.
Criteri della valutazione definitiva
1. Nella valutazione per la selezione definitiva, ferma restando la rispondenza alle regole e alle politiche trasversali previste dai regolamenti comunitari, si tiene conto dei seguenti criteri, attribuendo un punteggio a ciascun gruppo di essi sino ad un massimo specificato tra parentesi:
A) qualità della programmazione e coerenza interna (sino a 30 punti). Verranno valutati:
- validità dell'idea-forza, dell'analisi di contesto, delle strategie e degli obiettivi specifici del Progetto integrato territoriale, con specifico riferimento a:
- identificabilità e specificità dell'idea-forza;
- individuazione degli elementi di discontinuità in essa presenti;
- approfondimento dell'analisi di contesto ed interpretazione dei processi storico-culturali ed economici sottostanti la strategia del PIT, anche in confronto con le tendenze regionali;
- coerenza tra obiettivi specifici ed interventi da porre in atto e coerenza tra analisi di contesto (ivi compresa l'eventuale analisi SWOT) e obiettivi specifici del PIT;
- integrazione degli interventi, con specifico riferimento a:
- effetto sinergico derivante dagli interventi compresi nel PIT rispetto ad un utilizzo non coordinato di misure del POR;
- individuazione ex-ante degli effetti attesi dalla strategia del PIT su un insieme di obiettivi di riferimento (target), esplicitati in termini quantitativi e/o qualitativi;
- grado di innovazione degli interventi, ulteriormente specificato in:
- attivazione o potenziamento di processi di filiera (integrazione verticale) o di integrazione orizzontale (partnership o creazioni di reti) tra operatori economici, e tra questi e gli operatori sociali e istituzionali;
- innovazione tecnologica e organizzativa, con particolare riferimento all'utilizzo di innovazioni di processo e di prodotto nell'ambito della produzione di beni e/o servizi pubblici e privati;
- innovazioni sociali, nelle relazioni industriali e nei rapporti di lavoro;
- innovazione istituzionale, ivi comprese quelle scaturenti da reti tra istituzioni;
B) contributo alle priorità regionali (sino a 20 punti). In termini di:
- grado di coerenza con gli obiettivi specifici degli assi e delle misure del POR;
- grado di coerenza con le strategie trasversali del POR (vedi art. 1, comma 4), nonché con le priorità strategiche individuate dalla Commissione europea (competitività regionale, occupazione e coesione sociale, sviluppo delle zone urbane e rurali);
- grado di intensità della strategia del PIT sulle variabili di rottura, di cui al punto 2.2 del QCS;
- presenza di interventi discendenti dagli studi di fattibilità ex delibera CIPE 70/98 o da studi di fattibilità compiuti per altri programmi nazionali e comunitari;
- integrazione con altri interventi di valenza regionale ricadenti nel territorio del PIT;
- grado di integrazione e coerenza con strumenti di programmazione per lo sviluppo locale in corso di realizzazione nel territorio di riferimento;
- concentrazione degli interventi nelle misure ad integrazione prioritaria;
- appartenenza ad uno dei sistemi territoriali di interesse prioritario individuati nel CdP;
C) sostenibilità tecnico-progettuale (sino a 8 punti). Saranno presi in considerazione:
- livello di progettazione delle opere e/o azioni pubbliche o di interesse pubblico previste;
- coerenza degli interventi con gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale vigenti;
- completamenti e funzionalizzazione di opere ed infrastrutture esistenti.
- mappatura ed individuazione cartografica degli interventi;
D) sostenibilità ambientale (sino a 8 punti). Saranno valutati:
- analisi dell'impatto ambientale degli interventi previsti;
- presenza di interventi rispondenti ai criteri di sostenibilità contenuti nei documenti: "Linee guida per la VAS", predisposto dal Ministero dell'ambiente, dal Ministero dei beni ed attività culturali e dall'Agenzia nazionale per protezione dell'ambiente, e "Ambiente e fondi strutturali nel Mezzogiorno" predisposto dallo Steering Committee Ambiente nel dicembre 1999;
- presenza di azioni di riduzione del degrado e/o di riqualificazione dell'ambiente naturale e antropizzato;
- coerenza con le linee guida del Piano paesistico regionale.
E) sostenibilità finanziaria (sino a 8 punti). Saranno valutati:
- risultati dell'analisi finanziaria;
- risorse finanziarie proprie rispetto alle risorse (pubbliche e private) a valere sul POR;
- project financing ed altri strumenti di ingegneria finanziaria individuati;
F) sostenibilità economica, sociale ed istituzionale. Impatti (sino a 8 punti). Saranno valutati:
- effetti previsti sul sistema socio-economico territoriale oggetto del PIT, in termini di variazione attesa dei principali indicatori economici, nonché effetti previsti sul sistema socio-economico provinciale e regionale;
- effetti previsti sul tasso di disoccupazione dell'area oggetto del PIT con riferimento alla rioccupazione di lavoratori precedentemente disoccupati, alla riduzione della disoccupazione giovanile e femminile e alla disoccupazione di lunga durata;
- capacità di contribuire alla riqualificazione del mercato del lavoro, con specifico riferimento al grado di partecipazione al mercato del lavoro, all'incremento della professionalità della forza lavoro e alla riduzione delle tendenze all'emigrazione;
- risultati dell'analisi costi-benefici per le infrastrutture che superano il costo di 30 miliardi;
- presenza di interventi per incentivare la legalità e la sicurezza;
G) sostenibilità amministrativa e di gestione (sino a 18 punti). In termini di:
- coerenza delle competenze componenti il partenariato rispetto agli obiettivi ed agli interventi del PIT;
- ricorso a modelli organizzativi e gestionali innovativi;
- presenza di sportelli unici per le attività produttive;
- misure di semplificazione delle procedure amministrative utili all'attuazione del PIT;
- presenza di sistemi informativi territoriali per la promozione, la gestione e il monitoraggio degli interventi;
- strutture e processi di monitoraggio degli interventi.
2. Nell'applicazione dei criteri per ciascuno degli ambiti valutativi (A, B, C, D, E, F, G) su esposti, la valutazione terrà conto della natura dei singoli PIT.
Documentazione richiesta per la selezione definitiva
1. La documentazione da trasmettere per la selezione definitiva, a pena di esclusione, è la seguente:
a) copia dell'accordo di cui all'art. 10, comma 1, contenente esplicita indicazione circa le modalità di recepimento delle eventuali prescrizioni indicate dal Dipartimento della programmazione ai fini dell'ammissibilità del PIT:
a1) la circostanza che i comuni aderenti non partecipano ad altre iniziative di progettazione integrata territoriale, con esplicito riferimento agli atti dai quali la circostanza si desume;
a2) la veridicità dei fatti, dei dati e delle indicazioni contenuti nelle documentazioni allegate;
b) documento finale di presentazione del PIT, con univoca denominazione connessa all'idea-forza, che illustri e contempli tutti gli elementi e le informazioni utili per la valutazione definitiva puntualmente riportati nel precedente art. 12;
c) le schede analitiche dei singoli interventi, su modello predisposto dall'Amministrazione con indicazione grafica della localizzazione su cartografia in scala adeguata;
d) il calendario e le modalità che si intendono seguire per attivare l'insieme delle azioni in cui il piano si articola;
e) i regimi di aiuto che si intendono utilizzare e, in relazione a questi, la disponibilità di progetti di investimento per iniziative imprenditoriali;
f) le procedure e i sistemi di controllo, monitoraggio e rendicontazione, in analogia con le indicazioni comunitarie, nazionali e regionali, da prevedere in relazione ai vari stadi di avanzamento del progetto;
g) ipotesi del modello di attuazione e gestione del PIT e sua modalità di attivazione. L'ipotesi dovrà contemplare almeno:
g1) l'indicazione della natura e delle caratteristiche del soggetto coordinatore dell'attuazione del PIT,
g2) le modalità con cui ad esso vengono attribuiti adeguati poteri,
g3) le modalità complessive con cui il soggetto assicura l'attuazione degli interventi del PIT.
2. L'Amministrazione si riserva di richiedere eventuali chiarimenti e/o integrazioni sulla documentazione presentata.
3. Per la predisposizione della documentazione il soggetto rappresentante dei promotori del PIT può avvalersi del supporto di assistenza tecnica e richiedere finanziamenti a valere sulla misura 4.1.4 del POR, che prevede alla lettera b) una specifica linea di intervento volta a soddisfare la domanda di supporto tecnico espressa dai soggetti istituzionali promotori di Progetti integrati territoriali.
Attuazione del PIT
1. Entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto di cui al comma 4 dell'art. 11, il Dipartimento regionale della programmazione e i soggetti promotori dei PIT ammessi a finanziamento definiscono le modalità e le necessità per l'attuazione del PIT.
2. Qualora si identifichi l'opportunità di procedere alla definizione di un accordo di programma, il Dipartimento regionale per la programmazione propone al Presidente della Regione la convocazione di una conferenza con tutti i soggetti interessati per l'esame al fine di attivare l'accordo di programma relativo all'attuazione del PIT. Alla convocazione della conferenza ed alla partecipazione ai suoi lavori può essere delegato il capo del Dipartimento regionale della programmazione. Le modalità e i contenuti per la definizione dell'accordo di programma saranno definiti in maniera esemplificativa dal Dipartimento regionale per la programmazione sulla base del Complemento di programmazione e delle specifiche caratteristiche degli interventi previsti dai PIT ammessi a finanziamento.
Il presente bando sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana in attesa del completamento delle procedure di controllo sul Completamento di programmazione.
Il Dirigente generale: PALOCCI
Gli allegati sono consultabili in formato PDF sul sito
Sportello Sicilia-Europa del Dipartimento della Programmazione della Presidenza della Regione,
all'indirizzo http://www.regione.sicilia.it/presidenza/programmazione/Bozza/pdf/Bando PIT.PDF (2001.18.950)
Provvedimenti concernenti autotrasporti in conces sione.
1) Con decreto n. 16/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società autoservizi Angelo e Raffaele Cuffaro & Co., con sede in Raffadali (AG), il rinnovo dell'autolinea gran turismo San Biagio Platani-Sant'Angelo Muxaro-S.Elisabetta-Raffadali-Agrigento per Piano Battaglia.
2) Con decreto n. 17/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società autoservizi Federico Nicolò, con sede in Caltagirone (CT), il rinnovo delle autolinee gran turismo: Caltagirone-Etna e Caltagirone-Gole Alcantara.
3) Con decreto n. 18/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società autoservizi Jurato Giuseppe, con sede in Carlentini, il rinnovo dell'autolinea gran turismo Catania-Camping Plaja-Lentini-Sortino-Necropoli Pantalica-Palazzolo Acreide-Megara Hyblea-Catania.
4) Con decreto n. 19/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società A.M.A.T., con sede in Palermo, il rinnovo dell'autolinea gran turismo Giro della Città di Palermo e din torni.
5) Con decreto n. 20/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società Giuntabus s.r.l., con sede in Messina, il rinnovo dell'autolinea gran turismo (Isole Eolie) Milazzo Porto-Palermo-Monreale e Milazzo Porto.
6) Con decreto n. 21/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società Etna Trasporti S.p.A., con sede in Catania, il rinnovo delle autolinee gran turismo: Catania-Zafferana-Riposto Lidi; Palermo-Giarre-Etna (Piano Provenzano); Ragusa-Catania-Etna (Piano Provenzano), S.Croce Camerina-Ragusa-Catania-Giardini-Taormina, Catania-Aidone-Piazza Armerina (scavi Casale)-Lago Pergusa, Giro di Sicilia Nastro d'Oro.
7) Con decreto n. 22/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società Segesta Autolinee s.r.l., con sede in Palermo, il rinnovo delle autolinee gran turismo: Trapani-strada provinciale di Mozia, Palermo-A29-Trapani, Palermo-A29-Segesta, Trapani-A29-Segesta.
8) Con decreto n. 23/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società Interbus S.p.A., con sede in Enna, il rinnovo delle autolinee gran turismo: "Taormina-Catania-Palermo e giro città", "Taormina-Siracusa e giro città", "Taormina-Valle dell'Etna Taormina", "Taormina-Etna sud-Taormina", "Taormina-Messina-Milazzo Tindari con escursione Isole Eolie", "Enna-Catania-Taormina", "Catania-A18-Giardini-Taormina", "Messina-A18-Taormina", "Taormina-Agrigento-Templi", "Taormina-Scavi Casale-Taormina", "Taormina-Villa Ragabo", "Taormina-Gole Alcantara-Taormina", "Messina-A18-Etna", "Siracusa-SS. 114-Catania-A19-Palermo e giro città", "Palermo-A19-Catania-SS. 114-Siracusa e giro città", "Caltanissetta-Piano Battaglia", "Caltanissetta-S. Cataldo-Serradifalco-Agrigento- Templi.
9) Con decreto n. 24/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società autoservizi Molca Franco Giuseppe, con sede in Gioiosa Marea, il rinnovo delle autolinee gran turismo: "Porto Rosa-Vigliatore-San Biagio-Milazzo e vic.", "Capo d'Orlando-Messina-Taormina-Etna e vic.", "Capo d'Orlando-Barcellona-A20-Messina-A18-Catania (aereoporto)-Siracusa e giro città", "Villa Nettuno (Capo d'Orlando)-Tindari-Portorosa e vic.
10) Con decreto n. 25/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società autoservizi Rosario Pappalardo di Giuseppa da Campo & Co. s.a.s., con sede in Catania, il rinnovo dell'autolinea gran turismo "Catania-A18-Taormina sud-Gole Alcantara e vic.".
11) Con decreto n. 26/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società autolinee Lombardo e Glorioso s.r.l., con sede in Cefalù, il rinnovo delle autolinee gran turismo: "Cefalù-Etna", "Cefalù-Agrigento".
12) Con decreto n. 27/2TR del 12 marzo 2001, il Dirigente generale, Dipartimento trasporti e comunicazioni, ha accordato per l'anno 2001 alla società autonoleggi D'Amico s.a.s., con sede in Catania, il rinnovo dell'autolinea gran turismo "Taormina-Giadini Naxos-Cefalù, con prolungamento domenicale a Gibilmanna".
(2001.12.596)
Attività socialmente utili - Articolo 78, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (finanziaria statale 2001) - Convenzione stipulata con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale il 7 febbraio 2001 - Ultrattività delle prestazioni in lavori socialmente utili.
Agli Enti promotori di progetti di utilità collettiva di cui agli articoli 11 e 12 della legge regionale 23 dicembre 1995, n. 85
Al Dipartimento regionale formazione professionale
Alla Sede regionale dell'I.N.P.S. - Palermo
Ai gruppi ed aree dei Dipartimenti dell'Assessorato regionale del lavoro
In conformità all'avviso della Commissione regionale per l'impiego, espresso nella seduta del 18 aprile 2001, ed alla direttiva rivolta agli uffici periferici del lavoro con nota di questa Agenzia prot. n. 1116 del 18 aprile 2001, si forniscono i seguenti chiarimenti con invito a divulgare gli stessi presso le strutture dipendenti e presso i soggetti interessati.
Preliminarmente va chiarito che, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, ai lavoratori destinatari del regime transitorio regionale trovano applicazione le disposizioni statali.
Come è noto, a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, le attività socialmente utili non sono strutturate in progetti.
L'utilizzazione dei singoli lavoratori, in base alla richiamata normativa, è attuata dagli enti per due periodi un primo di sei mesi (dal 1° maggio 2000 al 30 ottobre) ed un secondo di otto mesi (dal 1° novembre 2000 al 30 giugno 2001), in quanto l'art. 78, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (finanziaria statale 2001), eleva da sei a otto la durata massima del secondo periodo di impiego nelle attività socialmente utili.
In considerazione della straordinarietà della situazione regionale, ai sensi di quest'ultima norma statale, la Regione siciliana ha stipulato il 7 febbraio scorso una convenzione con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale che - nel prevedere specifici programmi di stabilizzazione dei soggetti impegnati in lavori socialmente utili (che per il primo anno non potrà essere inferiore al 30% della platea dei destinatari) - consente di utilizzare in attività socialmente utili i lavoratori interessati fino al 31 dicembre 2001.
La predetta convenzione potrà essere annualmente rinnovata, a condizione che vengano definiti, anche in base ai risultati raggiunti, gli obiettivi di stabilizzazione dei soggetti interessati.
Nella considerazione che la legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 prevede il rifinanziamento delle attività in parola, gli enti utilizzatori potranno proseguire le attività socialmente utili in corso adottando una nuova delibera, con efficacia dall'1 maggio 2001.
Dette attività potranno proseguire fino alla data del 31 ottobre 2001.
La deliberazione dovrà contenere, oltre all'assunzione degli oneri assicurativi a carico degli enti utilizzatori, l'indicazione della platea di appartenenza dei soggetti cui gli interventi sono rivolti.
Al riguardo risulta opportuno che venga predisposta una specifica separata deliberazione per ciascuna delle seguenti categorie di lavoratori da utilizzare:
1) lavoratori ex leggi regionali nn. 85/95 e 24/96;
2) lavoratori ex circolare assessoriale n. 331/99;
3) lavoratori finanziati con oneri a carico del Fondo nazionale per l'occupazione;
4) lavoratori destinatari del regime transitorio rientranti nell'art. 6, comma 2, della legge regionale n. 24/2000.
Alla deliberazione dovrà essere allegato elenco nominativo dei lavoratori, distinto per platea di appartenenza, contenente l'indicazione dei dati anagrafici completi, nonché della qualifica e/o titolo di studio di utilizzazione.
Detta delibera dovrà essere resa esecutiva ed inviata alle sezioni circoscrizionali per l'impiego, all'Agenzia regionale per l'impiego e la formazione professionale - Area II Progettazione - via Imperatore Federico n. 52 - Palermo ed alle sedi dell'INPS territorialmente competenti.
La presente circolare potrà essere consultata, con possibilità di scaricare in formato Word, sul sito ufficiale della Regione siciliana, all'indirizzo www.regione.sicilia.it/lavoro.
Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere al Dipartimento dell'Agenzia regionale per l'impiego e la formazione professionale - Area II Progettazione - via Imperatore Federico n. 52.
(2001.19.984)