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Timestamp: 2020-06-07 08:04:40+00:00
Document Index: 143245209

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 116', 'art. 360', 'art. 2054', 'art. 360', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 116', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 24504 del 17/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24504 del 17/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/10/2017, (ud. 30/03/2017, dep.17/10/2017), n. 24504
sul ricorso 14767/2016 proposto da:
O.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUIGI
CALAMATTA 27, presso lo studio dell’avvocato LUIGI GRECO,
rappresentato e difeso dall’avvocato GIACOMO RAFFAELE ESPOSITO;
ALPHABET ITALIA SPA, S.E.;
UNIQUA ASSICURAZIONI SPA, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
PANAMA, 68, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO LOMBARDO,
rappresentato e difeso dall’avvocato MICHELE LOMBARDO;
avverso la sentenza n. 330/2016 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
Con sentenza n. 330 del 2016 la Corte d’Appello di Palermo, in parziale accoglimento del gravame interposto dal sig. O.M. e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Trapani n. 908 del 2011 di parziale accoglimento della domanda originariamente proposta dai genitori del medesimo nei confronti del sig. S.E., nonchè delle società Alphabet Italia s.p.a. e Uniqa protezione s.p.a. di risarcimento dei danni sofferti in conseguenza del sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS), ha rideterminato in aumento il quantum a tale titolo liquidatogli dal giudice di prime cure.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito l’ O. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 2 motivi, illustrati da memoria.
Resiste con controricorso la società Uniqa Assicurazioni s.p.a. L’altra intimata non ha svolto attività difensiva.
Con il 1^ motivo il ricorrente denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 116 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 2^ motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 2054 c.c., comma 2, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Va anzitutto posto in rilievo che risulta invero del tutto difettare il requisito della esposizione sommaria dei fatti di causa prescritto a pena di inammissibilità del ricorso per cassazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3, il base al quale il ricorso per cassazione, pur non dovendo necessariamente contenere una parte relativa alla esposizione dei fatti strutturata come premessa autonoma e distinta rispetto ai motivi o tradotta in una narrativa analitica o particolareggiata dei termini della controversia, deve offrire elementi tali da consentire una cognizione chiara e completa non solo dei fatti che hanno ingenerato la lite, ma anche delle varie vicende del processo e delle posizioni eventualmente particolari dei vari soggetti che vi hanno partecipato, in modo che si possa di tutto ciò avere conoscenza esclusivamente dal ricorso medesimo, senza necessità di avvalersi di ulteriori elementi o atti, ivi compresa la sentenza impugnata (v. Cass., 22/5/2014, n. 11308; Cass., 28/2/2006, n. 4403; Cass., 19/4/2004, n. 7392).
Deve ulteriormente sottolinearsi che il ricorso risulta formulato altresì in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso il ricorrente pone a suo fondamento atti e documenti del giudizio di merito (es., le “risultanze istruttorie”, la “copia integrale del rapporto di sinistro stradale per cui è processo”) limitandosi meramente a richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte Suprema di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Senza sottacersi, con particolare riferimento al 1^ motivo, che giusta principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità la violazione dell’art. 116 c.p.c., è apprezzabile, in sede di ricorso per cassazione, nei limiti del vizio di motivazione di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – e non anche come nella specie prospettato in termini di violazione di legge, dovendo emergere direttamente dalla lettura della sentenza, non già dal riesame degli atti di causa, inammissibile in sede di legittimità.
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Uniqa Assicurazioni s.p.a., seguono la soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di Cassazione, che liquida in complessivi Euro 2.000,00, di cui Euro 1.800,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge, in favore della controricorrente società Uniqa Assicurazioni s.p.a..