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Timestamp: 2018-03-24 04:27:31+00:00
Document Index: 29994620

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 3']

Per il corretto calcolo dei premi assicurativi bisogna valutare l’attività nel suo complesso
Nella sentenza n. 25020/2014, depositata ieri, la Suprema Corte ricorda i principi guida per una corretta applicazione delle tariffe dei premi assicurativi: non solo bisogna attenersi alla classificazione tecnica decretata da INAIL e Ministero del Lavoro, ma si deve valutare l’intero ciclo di operazioni, anche sussidiarie e complementari, necessarie alla lavorazione.
Consiglio di Stato, sentenza 21 novembre 2014, n. 5735.pdf
La recente sentenza n. 5735/2014, nel valutare il ricorso di un cittadino straniero cui era stata negata la regolarizzazione, ricorda come l'appartenenza all'accordo di Schengen imponga di evitare, o di ridurre al minimo, i casi in cui la valutazione compiuta da uno Stato aderente venga annullata o comunque messa in discussione.
In tema di obblighi contributivi verso le gestioni previdenziali e assistenziali, l’omessa o infedele denuncia mensile all’INPS attraverso i modelli DM10 circa rapporti di lavoro e retribuzioni erogate integra evasione contributiva e non la meno grave omissione contributiva. Ne consegue che grava sul datore di lavoro inadempiente l’onere di provare l’assenza d’intento fraudolento e, quindi, la propria buona fede.
I lavoratori hanno il diritto, ma non anche il dovere, di riunirsi all’interno del luogo di lavoro. Mentre il datore di lavoro non ha in generale alcun interesse proprio allo svolgimento dell’assemblea ed alle sue modalità, una volta fatta salva la sicurezza dell’azienda nel senso più ampio.
Fruizione dell’aspettativa sindacale e Statuto dei lavoratori
Costituisce comportamento antisindacale negare i giorni di aspettativa non retribuita – considerandoli assenza ingiustificata – al dipendente soltanto perché chiamato a far parte dell'ufficio nazionale del sindacato tramite cooptazione: lo ha ribadito la Cassazione nella sentenza n. 24393/2014 depositata ieri.
Insolvenza della società già provata: l’Inps liquidi il t.f.r.
17 Novembre 2014 | di La Redazione
L’evoluzione della giurisprudenza di legittimità, derivante da una lettura della legge nazionale orientata nel senso voluto dalla direttiva CE n. 987/1980, impone di evitare inutili formalismi, quale sarebbe quello di pretendere che il lavoratore si sobbarchi oneri e spese per vedere soddisfatto ciò che costituisce un suo diritto o per dimostrare lo stato d’insolvenza del datore di lavoro ovvero l’apertura del fallimento, di cui è già presente in atti la prova.
Danni da mancata fruizione della pensione: le Sezioni Unite ricordano i limiti temporali
Oggetto della sentenza n. 24281/2014 il ricorso per la sospensione del trattamento pensionistico per un errore di computo della Pubblica Amministrazione: risalendo i fatti al 1994, la ricorrente avrebbe dovuto rivolgersi al giudice amministrativo. L’AGO è competente, infatti, soltanto in ordine alle questioni di rapporto di lavoro successive al 30 giugno 1998.
Il datore non tutela le condizioni di lavoro: l’assenza per malattia è esclusa dal periodo di comporto
16 Novembre 2014 | di La Redazione
Perché l’assenza possa essere detratta dal periodo di comporto, non è sufficiente che si tratti di malattia professionale, meramente connessa cioè alla prestazione lavorativa, ma è necessario che in relazione a tale malattia, e alla sua genesi, sussista una responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell’art. 2087 c.c. (tutela delle condizioni di lavoro).
Nessuna procedura concorsuale, nessun esonero dal contributo di mobilità
L’esenzione dal pagamento del contributo di mobilità prevista dall’art. 3, comma 3, della l. n. 225 del 1991, si applica nella sola ipotesi in cui il licenziamento collettivo sia disposto dagli organi di una procedura concorsuale.