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Timestamp: 2020-04-01 19:55:55+00:00
Document Index: 38567397

Matched Legal Cases: ['art. 2120', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 2116', 'art. 15', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 19', 'art 54', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 2222', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 409', 'art 634', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 23']

Blog e News | Pagina 11 di 12 | Terrazzini & Partners - Studio paghe a Milano
CIRCOLARE n. 22bis/2017 – CCNL METALMECCANICA piccola e media industria accordo di rinnovo
In data 3 luglio 2017 è stato sottoscritto l’accordo di rinnovo del CCNL METALMECCANICA piccola e media industria.
Si esaminano di seguito le principali novità.
Il CCNL ha durata quadriennale (scadenza 31 ottobre 2020) e regola sia la parte economica che normativa.
Minimi tabellari fino al 31/10/2017
Livelli Minimi contrattuali Indennità di funzione Elemento retributivo Superminimo collettivo
9Q 2.492,75 69,72 59,39 —
9 2.492,75 — 59,39 —
8Q 2.241,48 49,06 59,39 —
8 2.241,48 — 59,39 —
7 2.061,16 — — —
6 1.921,23 — — —
5 1.791,89 — — —
4 1.672,79 — — —
3 1.603,29 — — —
2 1.445,00 — — —
1 1.308,43 — — 5,16
Minimi tabellari dal 01/11/2017
9Q 2.495,24 69,72 59,39 —
9 2.495,24 — 59,39 —
8Q 2.243,72 49,06 59,39 —
8 2.243,72 — 59,39 —
7 2.063,22 — — —
6 1.923,15 — — —
5 1.793,68 — — —
4 1.674,46 — — —
3 1.604,89 — — —
2 1.446,45 — — —
1 1.309,74 — — 5,16
A decorrere dal 2018, nel mese di giugno di ciascun anno di vigenza del CCNL, i minimi contrattuali per livello saranno adeguati sulla base della dinamica inflativa consuntivata misurata con l’IPCA al netto degli energetici importati così come fornita dall’ISTAT applicata ai minimi stessi. Le parti si incontreranno nel mese di maggio di ciascun anno di vigenza del CCNL per calcolare, sulla base dei dati forniti dall’ISTAT, gli incrementi dei minimi contrattuali per livello con i criteri di cui al punto precedente.
A decorrere dall’1/11/2017, gli aumenti dei minimi tabellari assorbono gli aumenti individuali riconosciuti successivamente a tale data, salvo che siano stati concessi con una clausola espressa di non assorbibilità, nonché gli incrementi fissi collettivi della retribuzione eventualmente concordati in sede aziendale successivamente alla medesima data ad esclusione degli importi retributivi connessi alle modalità di effettuazione della prestazione lavorativa (ad esempio: indennità/maggiorazioni per straordinario, turni, notturno, festivo).
Con la retribuzione afferente il mese di Ottobre 2017, a tutti i lavoratori in forza alla data dell’1/7/2017, sarà corrisposta a titolo di una tantum una somma forfetaria pari ad 80,00 euro lordi suddivisibili in quote mensili in funzione della durata del rapporto di lavoro nel periodo 1/8/2017 – 31/10/2017.
La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero. Sono utile ai fini della maturazione dell’una tantum tutti i periodi di sospensione o riduzione della prestazione per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, congedo parentale, congedo matrimoniale, comprese tutte le tipologie della Cig.
Non sono utili ai fini della maturazione dell’una tantum tutti i casi di aspettativa non retribuita.
Inoltre, in attuazione di quanto previsto dal secondo comma dell’art. 2120 c.c. l’una tantum è esclusa dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto.
A decorrere dall’1/3/2018 le aziende attiveranno a beneficio di tutti i lavoratori dipendenti piani di flexible benefits per un costo a carico azienda di 150 euro da utilizzare entro il 31/12/2018. Tale importo di 150 euro sarà successivamente attivato a decorrere dall’1/1/2019 e dall’1/1/2020 da utilizzare entro il 31 dicembre di ciascun anno di riferimento. Hanno diritto a quanto sopra i lavoratori, superato il periodo di prova, in forza al 1 gennaio di ciascun anno o successivamente assunti entro il 31 dicembre di ciascun anno:
– con contratto a tempo indeterminato;
– con contratto a tempo determinato che abbiano maturato almeno tre mesi, anche non consecutivi, di anzianità di servizio nel corso di ciascun anno (1 gennaio – 31 dicembre ).
Dal 1° giugno 2018 le aziende verseranno a favore di tutti i lavoratori iscritti alla previdenza complementare Fondapi, compresi gli apprendisti, un’aliquota pari al 1,8% dei minimi contrattuali superando il principio della pariteticità dei versamenti (cioè i lavoratori iscritti avranno diritto alla contribuzione del 1,8% versando una contribuzione almeno pari all’1,2% del minimo contrattuale). A decorrere dal 1 gennaio 2020 la contribuzione versata dalle imprese viene incrementata al 2%.
Dal 1° gennaio 2018 per tutti i lavoratori in forza a tale data sono attivate prestazioni sanitarie integrative, salvo rinuncia scritta.
Sono destinatari i lavoratori, non in prova, con contratto a tempo indeterminato (anche part time), di apprendistato ed a tempo determinato non inferiore a 5 mesi alla data di iscrizione.
La contribuzione a carico azienda è pari ad € 60 annui (12 quote mensili da € 5), comprensiva delle coperture per i familiari fiscalmente a carico, compresi i conviventi di fatto ex L. n. 76/2016. I lavoratori potranno iscrivere, versando gli importi previsti dal Fondo, i familiari non fiscalmente a carico appartenenti al nucleo familiare, compresi i conviventi more uxorio.
La contribuzione è dovuta anche per i lavoratori in aspettativa per malattia, in Cig e, per 12 mesi, per i licenziati ex Lege n. 223/1991 ovvero percettori di Naspi.
Nelle aziende in cui sussistano forme di sanità integrativa riconosciute unilateralmente dall’azienda, la contribuzione non potrà essere inferiore, dal 1° gennaio 2018, ad € 60 annui.
Nelle aziende in cui sussistano altre forme di sanità integrativa derivanti da accordi collettivi, questi saranno armonizzati in modo da adeguare, entro il 31 marzo 2018, la contribuzione a carico azienda in misura non inferiore ad € 60 annui.
Al fine di aggiornare e rivedere l’inquadramento si avvierà un lavoro di ridefinizione delle declaratorie e dei profili professionali dell’attuale inquadramento e una sperimentazione nelle aziende per realizzare una proposta di un nuovo sistema di inquadramento per tutta la categoria anche sulla base di nuove aree/fasce professionali.
Viene recepito l’accordo Interconfederale sul Telelavoro con particolare riferimento:
al mantenimento dei diritti e degli obblighi del rapporto di lavoro, anche se svolto con modalità diverse rispetto a quelle ordinarie, delle tutele relative alla salute e sicurezza, dei diritti e delle agibilità sindacali;
allo svolgimento in un luogo predeterminato e comunque fisso della prestazione (domicilio o luogo diverso) e alla previsione di rientri periodici nell’impresa;
alla volontarietà del lavoratore, all’esame congiunto, su richiesta di una delle parti, e alla concessione anche a tempo determinato;
all’obbligo dell’azienda a fornire e sostenere i costi relativi alle attrezzature, all’obbligo del lavoratore a consentire gli accessi, richiesti con congruo preavviso, agli organi istituzionali e ai rappresentanti aziendali oltre che a dimostrare la conformità degli impianti elettrici.
L’attuale articolo 6 del CCNL (Appalti) viene integrato con l’introduzione dell’obbligo nelle aziende con più di 50 dipendenti di attivare una informazione preventiva alla Rsu in caso di cambio appalto per favorire la stabilità occupazionale e contrattuale dei lavoratori coinvolti.
Viene inoltre introdotto nel CCNL un nuovo articolo, il 6 bis, che prevede l’attivazione di una procedura di consultazione sindacale nei casi di cambio appalto relativamente a lavori pubblici di servizi.
In particolare, l’azienda uscente dovrà informare la Rsu con un preavviso non inferiore a 15 giorni antecedenti la data di cessazione; su richiesta , anche disgiunta di ciascuna delle parti, dovrà essere attivato un tavolo di confronto, a cui sarà invitata a partecipare l’impresa subentrante, sulle attività e sui lavoratori interessati al cambio appalto finalizzato alla salvaguardia dell’occupazione.
Viene adeguata l’età anagrafica per i lavoratori che possono essere trasferiti solo in casi eccezionali da esaminare in sede sindacale (da 50 a 52 anni per gli uomini e da 45 a 48 anni per le donne). Viene, poi, superamento il concetto di comprensorio e definito un raggio di 25 Km dalla sede dello stabilimento per l’attivazione della procedura prevista dal contratto in caso di trasferimento.
Viene recepito quanto previsto dalla normativa sul rispetto del tempo di riposo minimo giornaliero ex art. 7 D.Lgs. n. 66/2003 e vengono adeguati dal 1 novembre 2017 i trattamenti economici di trasferta pari a:- trasferta intera euro 42,85- quota per pasto pomeridiano o serale euro 11,73- quota per pernottamento euro 19,39.
Si prevede la possibilità, per i lavoratori migranti, di usufruire di periodi continuativi d’assenza dal lavoro attraverso l’utilizzo oltre che delle ferie anche degli altri permessi retribuiti previsti dal CCNL eventualmente disponibili;
Le richieste, tenuto conto delle esigenze tecnico-organizzative, saranno valutate positivamente secondo l’ordine cronologico di presentazione e nella misura del 2% dei lavoratori in forza nelle aziende con più di 50 dipendenti e del 3% dei lavoratori in forza nelle aziende con più di 150 dipendenti.
In caso di valutazione negativa, l’azienda dovrà informare il lavoratore sui motivi del diniego e il lavoratore potrà farsi assistere da un componente della Rsu.
Si prevede un impegno ad aprire un confronto con le istituzioni competenti per risolvere le tematiche relative al trattamento fiscale e contributivo di ore di ferie e par cedute volontariamente dai lavoratori a titolo gratuito a colleghi che debbano assistere figli minori che necessitano di cure costanti a causa di particolari condizioni di salute; la contrattazione aziendale potrà disciplinare ulteriori modalità.
Diritto allo studio / Formazione continua
Per la frequenza dei corsi di studio volti a migliorare la propria cultura, anche in relazione all’attività dell’azienda, i lavoratori possono usufruire di permessi retribuiti per un massimo di 150 ore “pro capite” per triennio, utilizzabili anche in un solo anno, a condizione che il corso al quale si intende partecipare si svolga per un numero di ore doppio rispetto a quelle richieste come permesso.
Il monte ore di permessi è elevato a 250 ore annue (comprensive delle prove di esame) per la frequenza di corsi:
– sperimentali per il recupero della scuola dell’obbligo;
– di alfabetizzazione degli adulti;
– di lingua italiana per stranieri allo scopo di agevolarne l’integrazione.
In questi casi, il rapporto tra le ore di permesso e quelle di frequenza è elevato a 2/3, sino a concorrenza delle predette 250 ore.
Ai lavoratori che intendano frequentare, anche in orari non coincidenti con l’orario di lavoro, l’ultimo triennio per il conferimento di diploma di scuola media superiore attinente alle mansioni svolte, spettano ulteriori 40 ore annue di permessi retribuiti (non cumulabili con quelle per i lavoratori studenti), per non più di 2 anni nel corso del rapporto di lavoro.
Per ciò che riguarda la formazione professionale, hanno diritto di usufruire di permessi retribuiti a carico del monte ore triennale sotto indicato (v. infra Norme comuni):
– i lavoratori che, al fine di migliorare la preparazione professionale specifica, intendono frequentare corsi di formazione presso sedi operative pubbliche o private indicate dalle commissioni territoriali tra quelle accreditate dalle regioni;
– i dipendenti che intendano partecipare a corsi di formazione professionale concordati a livello aziendale anche in coordinamento con le commissioni territoriali, ovvero promossi dalle commissioni stesse su proposta aziendale, qualora in possesso dei requisiti e delle caratteristiche individuate negli accordi.
Per la frequenza dei corsi i lavoratori possono usufruire di permessi retribuiti per un massimo di 150 ore “pro capite” per triennio, utilizzabili anche in un solo anno, a condizione che il corso al quale si intende partecipare si svolga per un numero di ore doppio rispetto a quelle richieste come permesso; in tal caso viene altresì accordato al lavoratore una priorità nell’utilizzo delle ore a suo credito accumulate nel conto ore individuale e nella banca ore.
Il CCNL stabilisce in dettaglio le modalità da seguire per l’esercizio del diritto di studio e per la partecipazione ai corsi di formazione professionale. Durante la frequenza dei corsi le aziende erogano acconti mensili conguagliabili, commisurati alle ore di permesso usufruito, fermo restando che il presupposto per il pagamento di dette ore è costituito dalla regolare frequenza dell’intero corso.
Dal 1° novembre 2017 i lavoratori a tempo indeterminato saranno coinvolti, ogni triennio, in programmi di formazione continua di 24 ore pro capite, al cui costo l’azienda parteciperà fino ad un massimo di € 300.
All’inizio di ogni triennio viene determinato il monte ore messo a disposizione di tutti i dipendenti per l’esercizio del diritto allo studio e per la formazione professionale (ottenuto moltiplicando 7 ore annue per 3 e quindi per il numero totale dei dipendenti occupati nell’azienda in quella data, salvo conguagli successivi in relazione alle variazioni del numero dei dipendenti).
Le assenze contemporanee per la partecipazione ai corsi di studio e a quelli di formazione professionale non possono superare, rispettivamente, il 2% del totale della forza occupata e comunque il 3% complessivo (nelle aziende fino a 200 dipendenti l’eventuale frazione risultante dall’applicazione della percentuale indicata viene arrotondata all’unità superiore).
Sono confermati i permessi per i giorni di esame e le 120 ore annue non retribuite per i lavoratori studenti, anche con meno di 5 anni di anzianità aziendale.
Fermo restando il diritto a fruire i permessi previsti dalla legge 104, il lavoratore presenterà un piano di programmazione mensile dei permessi con un anticipo di 10 giorni rispetto al mese di fruizione, fatti salvi i casi di urgenza e necessità.
Viene previsto l’obbligo dell’impresa a consultare preventivamente e tempestivamente gli Rls sulla valutazione dei rischi e alla verifica della prevenzione in azienda, dandone una informazione trimestrale ai lavoratori sui temi della salute e della sicurezza, sugli infortuni e anche sui “quasi infortuni”. Inoltre, è stabilito il diritto dei lavoratori a ricevere, su loro richiesta, copia della cartella sanitaria e gli esiti degli accertamenti sanitari. Sperimentati, poi, nelle aziende con più di 200 dipendenti in accordo con la Rsu, due incontri annuali tra gruppi di lavoratori, Rspp e Rls per esaminare eventuali fattori di rischio e individuare eventuali soluzioni; la partecipazione sarà a carico per il 50% dell’azienda e per il 50% dei lavoratori con anche brevi incontri formativi di 15/20 minuti in orario di lavoro per permettere al lavoratore di ripercorrere le procedure operative di sicurezza. Sono incrementati anche i permessi retribuiti degli Rls a 72 ore annue nelle aziende con oltre 300 dipendenti e a 76 ore annue nelle aziende con più di 1000 dipendenti.
Le parti in sede di stesura definitiva del CCNL procederanno alla riformulazione delle normative contrattuali inerenti i seguenti istituti:
– conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro, banca del tempo;
– lavoro agile / smart working.
I lavoratori non iscritti al sindacato, saranno chiamati a versare, con la modalità del silenzio/assenso, una quota contratto di 35 euro con la busta paga del mese di febbraio 2018 (vedi allegato 1). Le aziende ne daranno comunicazione dal 1º al 31 ottobre 2017 in bacheca e distribuiranno il modulo che consente al lavoratore di accettare o rifiutare la richiesta con la busta paga del mese novembre 2017 (vedi allegato 2). Il lavoratore che non intende versare tale quota deve darne comunicazione all’azienda entro il 15 dicembre 2017.
Le aziende daranno tempestiva comunicazione tramite le API territoriali alle Organizzazioni sindacali FIM, FIOM e UILM territoriali del numero delle trattenute effettuate. Le quote trattenute saranno versate su conto corrente bancario intestato a FIM, FIOM e UILM , IBAN IT82X 01005 03200 000000045111.
CIRCOLARE n. 22/2017 – DIS-COLL indennità disoccupazione collaboratori e assegnisti e dottorandi
Con circolari n. 115/2017 e n. 122/2017 l’INPS fornisce un riepilogo delle disposizioni che regolano l’indennità di disoccupazione DIS-COLL che a decorrere dal 1° luglio 2017 è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto – già destinatari della prestazione – nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data del 1° luglio 2017.
Sono destinatari della indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione (n.b.: sono esclusi dal novero dei destinatari, gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica).
il titolare di eventuale partita IVA attiva ma non produttrice di reddito (c.d. silente), ai fini della presentazione della domanda di DIS-COLL, dovrà provvedere preliminarmente alla chiusura della suddetta partita IVA;
laddove – nel periodo di osservazione ai fini della ricerca del diritto, della determinazione della durata e della misura della prestazione DIS-COLL – l’assicurato, per un dato arco temporale, abbia in essere contemporaneamente un rapporto di collaborazione/ assegno di ricerca/ dottorato di ricerca con borsa di studio ed un rapporto di lavoro subordinato, può considerarsi soddisfatto il requisito della iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata limitatamente al periodo in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto di collaborazione ed il rapporto di lavoro subordinato.
a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, comma 1 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 (stato di disoccupazione); in particolare, si considerano disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al sistema informativo unitario, delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego (n.b.: la domanda di DIS-COLL presentata all’INPS dall’interessato equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro);
b) possano fare valere almeno tre mesi di contribuzione (accredito contributivo di tre mensilità) nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (n.b.: per la prestazione in argomento NON vige il principio dell’automaticità delle prestazioni di cui all’art. 2116 c.c., pertanto la contribuzione deve essere stata effettivamente versata).
L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni mesi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento, con esclusione dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedenti DIS-COLL.
Per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione (art. 15, co. 1, D.Lgs. n. 22/2015) devono presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di 68 giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione (n.b.: al fine di gestire adeguatamente le cessazioni dei rapporti di collaborazione intercorse tra la data del 1° luglio 2017 e il 19 luglio 2017, il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda di DIS-COLL decorre dalla suddetta data del 19 luglio).
Il beneficiario della prestazione DIS-COLL può svolgere prestazioni di lavoro occasionale ex D.L 50/2017 (ex voucher) nei limiti di compensi di importo non superiore a € 5.000 per anno civile. Entro detti limiti l’indennità DIS-COLL è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario della prestazione DIS-COLL non è tenuto a comunicare all’INPS il compenso derivante dalla predetta attività.
L’indennità DIS-COLL viene finanziata mediante l’incremento (+ 0,51%) dal 01/07/2017 dell’aliquota contributiva applicabile ai soggetti iscritti alla gestione separata INPS privi di altra copertura previdenziale obbligatoria, non pensionati e non titolari di partita IVA e i cui compensi derivano da:
Ne deriva che restano esclusi dall’aumento dell’aliquota contributiva i compensi corrisposti come:
– Rapporti occasionali autonomi (art. 44 L. 326/2003);
– Medici in Formazione specialistica (art. 1, c. 300, L. 266/2005)
CIRCOLARE n. 21bis/2017 – CCNL METALMECCANICA aziende industriali FONDO METASALUTE
Facendo seguito alla ns. circolare n. 6bis / 2017 del 09/03/2017 ricordiamo che, dal 01/10/2017, in forza della previsione di cui all’art. 16 del CCNL METALMECCANICA aziende industriali l’adesione al fondo MetaSalute (di seguito Fondo) è estesa a tutti i lavoratori cui viene applicato tale CCNL.
Per il periodo dal 1 settembre al 31 dicembre 2017 il funzionamento del Fondo sarà disciplinato come di seguito specificato.
A decorrere dal 1 ottobre 2017 le aziende che applicano il CCNL METALMECCANICA aziende industriali sono tenute ad aderire al Fondo ed ad iscrivere, superato il periodo di prova, tutti i lavoratori dipendenti a cui vengono applicati i seguenti contratti, fatto salvo quanto previsto in caso di forme di sanità integrativa preesistenti in azienda (vedi infra):
– a tempo indeterminato compresi i lavoratori part-time;
– a tempo determinato di durata non inferiore a 5 mesi a decorrere dall’iscrizione.
n.b: è facoltà del lavoratore rinunciare all’adesione al Fondo dandone comunicazione scritta alla propria azienda.
Sono destinatari delle prestazioni del Fondo anche i familiari (coniuge e figli) ed i conviventi di fatto ex L. 76/2016 fiscalmente a carico (ossia soggetti con reddito annuo NON superiore a € 2.840,51=) dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo (i familiari ed i conviventi di fatto NON fiscalmente a carico potranno aderire al Fondo dal 01/01/2018 secondo termini e modalità che saranno successivamente resi noti dal Fondo stesso).
Per consentire l’adesione dei loro dipendenti le aziende – dal 4 settembre 2017 – dovranno preventivamente registrarsi al Fondo accedendo alla sezione “Area Riservate” del sito www.fondometasalute.it e generare le credenziali necessarie per l’accesso all’Area Riservata all’interno della quale dovranno essere inserite – trasmettendo l’ultimo Uniemens disponibile inviato all’INPS – le anagrafiche dei lavoratori dipendenti; tali informazioni dovranno poi essere aggiornate mensilmente secondo le specifiche tecniche che verranno comunicate dal Fondo.
I lavoratori iscritti al Fondo dovranno registrarsi sul portale del Fondo accedendo alla sezione “Aree Riservata presente sul sito www.fondometasalute.it per generare le credenziali che gli consentiranno l’accesso all’Area Riservata, all’interno della quale potrà essere verificata e/o modificata l’anagrafica, iscritto il proprio nucleo familiare / convivente di fatto fiscalmente a carico e gestite le richieste di prestazioni sanitarie.
n.b.: tutti gli utenti, aziende e lavoratori, anche se già iscritti al Fondo, dovranno effettuare la registrazione on-line per generare le NUOVE credenziali d’accesso. Le credenziali d’accesso attualmente in uso per le aziende e per i lavoratori NON saranno più valide, infatti, dal 1 ottobre p.v.
A decorrere dal 1 ottobre 2017 la contribuzione per ogni lavoratore dipendente iscritto al Fondo, pari a € 156= annui (suddivisi in 12 quote mensili da € 13,00= cadauna), sarà a totale carico dell’azienda.
L’intera contribuzione mensile è dovuta in misura piena anche nel caso di:
– aspettativa per malattia;
– CIG in tutte le sue tipologie;
– maternità facoltativa;
– NASPI a seguito di procedure di licenziamento collettivo di cui alla L. 223/1991 ovvero individuale ai sensi dell’art. 7 della L.604/1966. In tal caso la contribuzione sarà dovuta per un periodo massimo di 12 mesi e dovrà essere versata in un’unica soluzione all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro attraverso le procedure di pagamento indicate dal Fondo.
Per il versamento mensile della contribuzione relativa ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2017 le aziende dovranno accedere all’area riservata e generare un MAV con l’importo da versare ENTRO il giorno 10 di ciascun mese di riferimento (n.b.: per i pagamenti a partire da 01/2018 modalità e tempistiche verranno successivamente comunicate dal Fondo).
L’omissione parziale o totale del versamento dei contributi dovuti dall’azienda per i dipendenti iscritti determina la sospensione delle prestazioni sanitarie.
Il Fondo, accertata l’omissione, procede all’invio di una comunicazione alle aziende interessate con la quale viene sollecitata la regolarizzazione del saldo della contribuzione dovuta entro e non oltre giorni 10 dalla ricezione del sollecito. Trascorso tale termine la mancata regolarizzazione dell’azienda determinerà l’automatica sospensione delle prestazioni sanitarie per tutti i dipendenti dell’azienda e per i corrispondenti nuclei familiari (solo a seguito della verifica da parte del Fondo della completezza del versamento della contribuzione verrà riattivata l’erogazione delle prestazioni sanitarie dandone conferma all’azienda ed al dipendente).
Il diritto alle prestazioni da parte dei lavoratori dipendenti e del nucleo familiare fiscalmente a carico /convivente di fatto ex L. 76/2016 si estingue nei casi di seguito elencati:
a) decesso del dipendente e/o dei componenti del nucleo familiare fiscalmente a carico e dei conviventi di fatto;
b) cessazione del rapporto di lavoro del dipendente o applicazione di CCNL diverso da quello dell’industria metalmeccanica e della installazione di impianti;
c) esclusione disposta in presenza di omissioni contributive;
d) aspettativa non retribuita (per cause diverse dall’aspettativa per malattia e per maternità facoltativa) n.b.: le prestazioni sanitarie sono riattivate dal 1° giorno del mese successivo all’avvenuta comunicazione della fine dell’aspettativa;
e) esclusione disposta dal CdA del Fondo in caso di dolo o colpa grave dell’iscritto;
f) rinuncia;
g) scioglimento, liquidazione o cessazione, per qualsiasi causa, di Fondo MetaSalute.
Le aziende in cui sono presenti forme di sanità integrativa ad adesione volontaria sono tenute ad aderire al Fondo MetaSalute al fine di iscrivere i lavoratori dipendenti che non godono di alcuna copertura sanitaria integrativa.
Le aziende in cui sono presenti polizze sanitarie, ma che tuttavia intendono far aderire tutti i loro dipendenti al Fondo MetaSalute con decorrenza delle prestazioni sanitarie dal 1 gennaio 2018 devono preventivamente registrarsi sul sito del Fondo e comunicare entro il 30 novembre 2017 i flussi anagrafici.
CIRCOLARE n. 21/2017 – Proroga modello 770-2017
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato 26 luglio 2017, n. 131, rende noto che è
in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il DPCM con il quale viene prorogata la scadenza di invio
del Modello 770/2017 unificato dal prossimo 31 luglio al 31 ottobre.
CIRCOLARE n. 20/2017 – Incentivi occupazione studenti alternanza scuola lavoro
L’INPS ha emanato la circolare n. 109/2017, con la quale fornisce le indicazioni e le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi all’esonero contributivo a favore dei datori di lavoro privati per le assunzioni a tempo indeterminato, anche in apprendistato, effettuate nel corso degli anni 2017 e 2018 ai sensi dell’art. 1, commi 308 e seguenti, L. 232/2016).
L’esonero contributivo (pari all’esonero dal versamento per tre anni dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi INAIL, nel limite massimo di € 3.250= su base annua) riguarda le assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2018) spetta ai datori di lavoro privati che assumono, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro pari, alternativamente, almeno al:
30% delle ore di alternanza (ai sensi dell’articolo 1, comma 33, L. n. 107/2015);
30% del monte ore previsto per le attività di alternanza all’interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III D.Lgs. n. 226/2015;
30% del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi di cui al capo II DPCM 25 gennaio 2008;
Inoltre, tale esonero può trovare applicazione per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, di studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.
L’esonero contributivo riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (sia nuove assunzioni che trasformazioni), compresi i rapporti di apprendistato, anche nelle ipotesi di regime di part-time, con l’eccezione dei contratti: a) riguardanti gli operai agricoli; b) di lavoro domestico; c) contratti di lavoro intermittente / a chiamata.
Il diritto alla fruizione dell’incentivo è altresì subordinato al rispetto, da un lato, dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015), e, dall’altro, delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori; in particolare:
– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.
n.b.: nel rispetto di tutte le suddette condizioni l’esonero contributivo è applicabile anche nel caso in cui l’assunzione costituisca attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o dalla contrattazione collettiva
L’esonero contributivo NON è cumulabile con altre agevolazioni di tipo contributivo previste dalla normativa vigente ma è, invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica.
Ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’incentivo è pari all’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, al netto delle riduzioni che scaturiscono dall’applicazione delle eventuali misure compensative ed esoneri, con eccezione di:
– dei premi e i contributi dovuti all’INAIL;
– del contributo, ove dovuto, al Fondo Tesoreria;
– del contributo, ove dovuto, ai fondi di solidarietà di cui agli artt. 26, 27, 28 e 29 del D.Lgs. n. 148/2015;
– del contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R.;
– del contributo dello 0,30%, destinato – o comunque destinabile – al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua;
– del contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria di cui alla Legge n. 166/1991;
– del contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi professionisti, di cui all’art. 1, D.Lgs. n. 182/1997.
L’esonero non può comunque essere superiore alla misura massima di € 3.250,00= su base annua, da rapportare al singolo periodo di paga mensile (3.250,00 / 12 = euro 270,83); per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 8,90 (3.250,00 / 365 gg) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. La contribuzione eccedente la soglia mensile può formare comunque oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima su base annua.
La durata dell’esonero è stabilita in un triennio e decorre dalla data di assunzione del lavoratore, che deve intervenire nell’arco di tempo che va dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. Il periodo di godimento dell’agevolazione può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo il differimento temporale del periodo di fruizione dei benefici.
I datori di lavoro interessati devono inoltrare una richiesta attraverso l’apposita procedura telematica “308-2016”, disponibile dall’11 luglio all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet dell’Inps (www.inps.it). In particolare, occorre inviare una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, anche per assunzioni non ancora in corso, indicando:
– il lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione;
– l’aliquota contributiva datoriale che verrà applicata;
– la tipologia oraria del rapporto e l’eventuale percentuale di part time.
Entro 48 ore dalla trasmissione del modulo telematico, l’Inps calcolerà l’importo dell’incentivo spettante e verificherà la disponibilità della risorse; in caso di esito positivo, l’Istituto informerà il datore di lavoro che è stato prenotato in suo favore l’importo dell’incentivo. Quindi, entro 10 giorni di calendario dall’accoglimento della prenotazione, il datore di lavoro avrà l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta stipula del contratto di assunzione a tempo indeterminato, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore. Con riferimento ai rapporti a tempo parziale, al fine di gestire le ipotesi di variazione in aumento della percentuale oraria in corso di rapporto, compreso il caso di successiva trasformazione a tempo pieno, le procedure telematiche accantoneranno in via prudenziale un importo già parametrato alla ipotetica retribuzione relativa ad un rapporto con orario a tempo pieno. Ciò premesso, sarà onere del datore di lavoro fruire mensilmente degli importi effettivamente spettanti, a prescindere da quanto autorizzato in eccesso dalle procedure.
L’esonero sarà riconosciuto, nei limiti delle risorse disponibili, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fatte salve le seguenti precisazioni.
Le istanze relative alle assunzioni effettuate tra il giorno 01/01/2017 e il giorno 10/07/2017 pervenute nei 15 giorni successivi al rilascio della modulistica di richiesta dell’incentivo (ossia dal 11/07/2017) saranno oggetto di un’unica elaborazione cumulativa posticipata secondo il criterio di decorrenza dell’assunzione.
L’incentivo potrà essere fruito esclusivamente tramite conguaglio nelle denunce contributive mensili / uniemens a partire dal mese di competenza LUGLIO 2017.
CIRCOLARE n. 19/2017 – Prestazioni di lavoro occasionali (ex Voucher) istruzioni operative
b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; a tal fine i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese dai seguenti soggetti sono computati in misura pari al 75% del loro importo:
– giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
– persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015;
– percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito;
– il numero di titoli utilizzati per il pagamento della prestazione; – la durata della prestazione;
Il periodo da assumere a riferimento per il calcolo della forza aziendale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è il semestre che va dall’ottavo al terzo mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa occasionale. Ai fini del computo devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica compresi gli apprendisti. I lavoratori part- time sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all’orario svolto. I lavoratori intermittenti sono conteggiati in proporzione all’orario effettivamente svolto nel semestre di riferimento.
– nella sezione “CONTRIBUENTE”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che effettua il versamento;
– nella sezione “ERARIO ED ALTRO”:
TERRAZZINI & PARTNERS – 06/07/2017
CIRCOLARE n. 18/2017 – Mod. 770/2017 Unificato. Richiesta integrazione informazioni
A seguito dei chiarimenti forniti da Agenzia delle Entrate circa la corretta compilazione del nuovo mod. 770/2017 Unificato (vedi ns. Circolare 15/2017), informiamo che dovrà essere specificato nel Frontespizio la presenza di uno o più invii di modelli 770/2017.
Con la presente, pertanto, vi chiediamo di fornirci le informazioni necessarie alla corretta compilazione del Frontespizio, restituendo la presente alla funzionaria di riferimento previo inserimento dei dati richiesti.
Denominazione Azienda ________________________
Codice Fiscale Azienda ________________________
Tipologia redditi erogati nell’anno 2016
di Lavoro Dipendente___________
__SI__
di Lavoro Autonomo/Diversi______
di Capitale__________________
Precisiamo che dovrà essere barrato “SI” anche in caso di erogazione di una tipologia di reddito ed incarico di spedizione del relativo 770/2017 a professionista diverso dallo scrivente.
TERRAZZINI & PARTNERS – 27/06/2017
CIRCOLARE n. 17/2017 – PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher)
In data 15/06/2017 è stata approvata la Legge di conversione del D.L 50/2017 (ed è in corso di pubblicazione in G.U.), contenente (art 54-bis) una nuova disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali.
Vengono definite prestazioni occasionali, le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:
Il prestatore ha diritto:
– all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione separata INPS;
– all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali INAIL;
– al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali.
Ai fini della tutela e della sicurezza del prestatore si applica l’art. 3, c. 8, D.Lgs. 81/2008; in particolare lo svolgimento di prestazioni di lavoro occasionali nei confronti di committente imprenditore o professionista comporta l’applicazione delle disposizioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro previste dal D.Lgs. 81/2008.I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Premesso che NON possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa, alle suddette prestazioni possono fare ricorso:
– gli altri utilizzatori, mediante il c.d. contratto di prestazione occasionale.
L’accesso a tali prestazioni occasionali richiede alcuni adempimenti da parte di utilizzatori e prestatori. In particolare è richiesta la registrazione, anche tramite un intermediario, all’interno di un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’INPS, di seguito denominata “piattaforma informatica INPS”, che supporta le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi e di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico. I pagamenti possono essere altresì effettuati utilizzando il modello di versamento F24, con esclusione della facoltà di compensazione dei crediti. Alla data di pubblicazione della presente circolare la piattaforma informatica INPS, NON è ancora disponibile.
Utilizzatori persone fisiche NON esercenti attività professionale o di impresa – Libretto Famiglia
Ciascun utilizzatore persona fisica, NON esercente attività professionale o d’impresa, entro i limiti di importo suesposti, può acquistare, attraverso la piattaforma informatica INPS o presso gli uffici postali un libretto nominativo prefinanziato, denominato “Libretto Famiglia”, per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a suo favore da uno o più prestatori nell’ambito di:
– piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
– insegnamento privato supplementare.Il Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora. Per ciascun titolo di pagamento sono interamente a carico dell’utilizzatore:
– la contribuzione alla Gestione Separata INPS (€ 1,65=);
– il premio per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali INAIL (€ 0,25=);
– oneri gestionali (€ 0,10=)in pratica ciascuna ora lavorata verrà retribuita 10 euro netti corrispondenti a 12 euro di costo.L’utilizzatore, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, deve comunicare, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di SMS o di posta elettronica.Altri utilizzatori – Contratto di prestazione occasionale
Gli altri utilizzatori, entro i limiti di importo suesposti, potranno acquisire attraverso il contratto di prestazione occasionale prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità alle seguenti condizioni.
– da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazionedi materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
– da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da titolari di pensione divecchiaia o di invalidità, da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, da persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015 e da percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito, a condizione che tali soggetti NON risultino iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
Ai fini dell’attivazione del contratto, ciascun utilizzatore versa, attraverso la piattaforma informatica INPS, le somme utilizzabili per compensare le prestazioni. La misura minima oraria del compenso è pari a 9 euro, tranne che nel settore agricolo, per il quale il compenso minimo è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Sono interamente a carico dell’utilizzatore:
– la contribuzione alla Gestione Separata INPS (33,00 % del compenso);
– il premio per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali INAIL (3,50 % del compenso);
– oneri gestionali (1,00% degli importi versati) in pratica ciascuna ora lavorata verrà retribuita un minimo di 9 euro netti corrispondenti a ca 12,38 euro di costo.
L’utilizzatore è tenuto a trasmettere almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact-center messi a disposizione dall’INPS, una dichiarazione contenente, tra l’altro, le seguenti informazioni:
d) la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione ovvero, se imprenditore agricolo, la durata della prestazionecon riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni;
e) il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiorea quattro ore continuative nell’arco della giornata, fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo.
Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di SMS o di posta elettronica.
Nel caso in cui la prestazione lavorativa non abbia luogo, l’utilizzatore è tenuto a comunicare, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, la revoca della dichiarazione trasmessa all’INPS entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione. In mancanza della predetta revoca, l’INPS provvede al pagamento delle prestazioni e all’accredito dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.
Con riferimento a tutte le prestazioni rese nell’ambito del Libretto Famiglia e del contratto di prestazione occasionale nel corso del mese, l’INPS provvede, nel limite delle somme previamente acquisite a tale scopo dagli utilizzatori, al pagamento del compenso al prestatore il giorno 15 del mese successivo, attraverso accredito delle spettanze su conto corrente bancario risultante sull’anagrafica del prestatore ovvero, in mancanza della registrazione del conto corrente bancario, mediante bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici della società Poste italiane Spa. Gli oneri di pagamento del bonifico bancario domiciliato sono a carico del prestatore.
– del limite di compenso massimo di € 2.500 per le prestazioni rese da ogni prestatore per lo stesso utilizzatore e/o
– del limite di durata di 280 ore nell’arco di un annocomporta la trasformazione del rapporto occasionale in lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato (per il settore agricolo, il limite di 280 ore annue è pari al rapporto tra il limite di € 2.500 e la retribuzione oraria individuata dal CCNL).
– dei divieti attinenti al contratto di prestazione occasionale.N.B.: sia il c.d Libretto Famiglia che il c.d. contratto di prestazione occasionale saranno utilizzabili solo a seguito della pubblicazione in G.U. della Legge di conversione del D.L 50/2017 e all’emanazione da parte dell’INPS delle note operative.
TERRAZZINI & PARTNERS – 23/06/2017
CIRCOLARE n. 16/2017 – JOBS ACT AUTONOMI – SMART WORKING / LAVORO AGILE
E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 135 del 13 giugno 2017 – ed è entrata in vigore il 14/06/2017 – la Legge 22 maggio 2017, n. 81, c.d. Jobs Act autonomi, recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.
La legge si divide in due Capi (Capo I “Tutela del lavoro autonomo” / Capo II “Lavoro agile”)
Capo I “Tutela del lavoro autonomo”
Ambito di applicazione – Lavoro autonomo (art. 1)
La disciplina del Capo I applica a tutti i rapporti di lavoro autonomo individuati dal titolo III del libro V del codice civile, incluse anche le collaborazioni occasionali disciplinate dall’art. 2222 cod. civ
Tutela nelle transazioni commerciali – Lavoro autonomo (art. 2)
Nell’ambito delle transazioni tra lavoratori autonomi e imprese o pubbliche amministrazioni e tra lavoratori autonomi, in assenza di un diverso termine contrattualmente stabilito, il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della fattura o di una richiesta di pagamento equivalente. Decorso tale termine decorrono gli interessi di mora al tasso legale vigente. Il termine contrattualmente stabilito dalle parti non può comunque superare i 60 giorni.
Clausole e condotte abusive – Lavoro autonomo (art. 3)
– la facoltà, in capo al committente, di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o di recedere da esso senza congruo preavviso;
– termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di pagamento.
Costituisce abuso anche il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta.
In questi casi il lavoratore autonomo ha diritto al risarcimento dei danni.
Vietate anche le condizioni contrattuali che integrano situazioni di abuso di dipendenza economica da intendersi come la situazione in cui un soggetto sia in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un altro soggetto, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi.
Invenzioni – Lavoro autonomo (art. 4)
Salvo il caso in cui l’attività inventiva costituisca già di per sé l’oggetto del contratto di lavoro, i diritti di utilizzazione economica riguardanti gli apporti originali e le invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto spettano al lavoratore autonomo, cui si applica in toto la disciplina vigente per la tutela dei diritti d’autore e della proprietà industriale.
Deleghe al Governo – Lavoro autonomo (artt. 5, 6, 11 e 16)
La legge conferisce delega espressa al Governo per l’adozione, entro 12 mesi, di uno o più decreti legislativi in applicazione dei seguenti principi e criteri direttivi:
– individuazione degli atti delle P.A. che possono essere rimessi anche ai professionisti;
– estensione delle prestazioni erogabili dalle Casse di previdenza professionale di diritto privato, previa apposita contribuzione, a tutela di casi di riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla volontà degli iscritti anche a seguito di gravi patologie;
– ampliamento dei requisiti utili alla fruizione delle prestazioni di maternità per gli iscritti alla Gestione separata non titolari di pensioni e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
– estensione della platea dei beneficiari dell’indennità di malattia in favore degli iscritti alla Gestione separata prevedendo l’esclusione della corresponsione dell’indennità per i soli eventi di durata inferiore a 3 giorni;
– incremento, fino ad un massimo dello 0,5%, dell’aliquota contributiva aggiuntiva per maternità;
– semplificazione della normativa su salute e sicurezza degli studi professionali, con la relativa razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio.
Stabilizzazione ed estensione della DIS-COLL (art. 7)
A decorrere dal 1° luglio 2017 è prevista la stabilizzazione della DIS/COLL (indennità di disoccupazione in favore dei collaboratori) e la sua estensione agli assegnisti e dottorandi con borsa di studio.
Da tale data, per i collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno diritto di percepire la DIS- COLL, nonché per gli amministratori e i sindaci, è dovuta un’aliquota contributiva pari allo 0,51 per cento.
Disposizioni fiscali e sociali (artt. 8, 9 e 13)
A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017, tutte le spese relative all’esecuzione dell’incarico (comprese quelle alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande) se sostenute: 1) dal professionista sono integralmente deducibili se addebitate analiticamente al committente; 2) direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista.
A partire dal periodo d’imposta 2017, sono integralmente deducibili: 1) le spese di partecipazione a convegni, congressi, corsi di aggiornamento professionale, incluse le relative spese di viaggio e soggiorno, entro il limite di 10.000 euro l’anno; 2) le spese sostenute per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità, volte al conseguimento di sbocchi occupazionali concreti ed adeguati entro il limite annuo di 5.000 euro; 3) gli oneri sostenuti per la stipula di forme assicurative o di solidarietà sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo.
Le lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps, non titolari di pensioni e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, con almeno 3 mensilità di contribuzione maggiorata accreditate nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile, hanno diritto ad un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo complessivo tra entrambi i genitori di 6 mesi, entro i primi 3 anni di vita del bambino.
L’indennità è pari al 30% del reddito di lavoro per cui è stata versata la contribuzione maggiorata.
Se il congedo è fruito entro il primo anno di vita del bambino, l’indennità spetta a prescindere dal requisito contributivo (3 mesi nei 12 mesi precedenti) nella misura del 30% del reddito preso a riferimento per la corresponsione dell’indennità di maternità/paternità. Le disposizioni valgono anche in caso di adozione o affidamento preadottivo.
I periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportano una inabilità lavorativa temporanea pari al 100% sono equiparati alla degenza ospedaliera.
L’indennità di maternità è riconosciuta, per i 2 mesi antecedenti la data del parto e per i 3 mesi successivi, a prescindere dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa.
Accesso a bandi, appalti pubblici e mercato del lavoro – Lavoro autonomo (artt. 10 e 12)
E’ prevista l’apertura, presso i Centri per l’impiego e gli organismi autorizzati all’attività di intermediazione in materia di lavoro, di sportelli dedicati al lavoro autonomo, anche attraverso la stipula di convenzioni gratuite con ordini, collegi professionali e le maggiori associazioni di categoria.
Le P.A., in qualità di stazioni appaltanti, promuovono la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi e ai bandi per l’assegnazione di incarichi di consulenza o ricerca.
A tal fine, è previsto che anche i soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, possono costituire:- reti, anche miste, di esercenti la professione;- consorzi stabili professionali;- associazioni temporanee professionali.
Gravidanza, malattia e infortunio – Lavoro autonomo (art. 14)
La gravidanza, la malattia e l’infortunio dei lavoratori autonomi che prestano attività in via continuativa per il committente non determinano l’estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per ciascun anno solare, salvo il venir meno dell’interesse del committente.
In caso di maternità, la lavoratrice può, con l’accordo del committente, farsi sostituire da soci o lavoratori autonomi di fiducia che siano in possesso dei necessari requisiti professionali. Possono essere previste anche forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.
In caso di malattia o infortunio tali da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, è prevista la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per un periodo massimo di 2 anni, decorsi i quali il lavoratore dovrà versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a 3 volte i mesi di sospensione.
Modifiche al codice di procedura civile (art. 15)
Modificato l’art. 409 c.p.c. specificando che, relativamente ai rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato, “La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l’attività lavorativa”.
Modificato l’art 634 c.p.c. riconoscendo anche ai lavoratori autonomi la possibilità di ottenere un decreto ingiuntivo su esibizione delle scritture contabili.
Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo (art. 17)
E’ istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo a cui è riconosciuto il compito di formulare proposte in materia di politiche attive del lavoro autonomo con particolare riguardo ai modelli previdenziali, di welfare ed alla formazione professionale.
Capo II “Lavoro agile”
Normato il c.d smart working / lavoro agile non come nuova tipologia contrattuale ma come modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione del lavoro, agevolando così la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
In particolare il cd. smart working / lavoro agile è dunque una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Forma e recesso (art. 19)
L’accordo, che deve essere stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e della prova, disciplina: – l’esecuzione della prestazione anche all’esterno dei locali aziendali; – le modalità di esercizio del potere direttivo da parte del datore di lavoro; – i tempi di riposo e il diritto alla disconnessione del lavoratore.
Il suddetto accordo può essere a termine o a tempo indeterminato; in tale ultimo caso il recesso può avvenire con un termine di preavviso non inferiore a trenta giorni (novanta giorni in caso di lavoratori disabili). In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato.
Trattamento, diritto all’apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore (art. 20)
Gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro sono applicabili anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile.
Inoltre, è riconosciuto il diritto all’apprendimento permanente e alla certificazione periodica delle competenze. Potere di controllo e disciplinare (art. 21)
L’accordo relativo alla modalità di lavoro agile disciplina l’esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione dal lavoratore all’esterno dei locali aziendali, nel rispetto di quanto disposto dall’art. 4, legge n. 300/1970 e individua le condotte che danno luogo all’applicazione delle sanzioni disciplinari.
Sicurezza sul lavoro (art. 22)
Il datore di lavoro deve garantire la salute e sicurezza del lavoratore agile e tal fine deve consegnare, con cadenza almeno annuale, al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza una informativa scritta contenente i rischi generali e specifici connessi a questa particolare modalità di svolgimento del rapporto di lavoro.
Il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro riguardo la prestazione eseguita all’esterno dei locali aziendali.
Assicurazione obbligatoria per gli infortuni e malattie professionali (art. 23)
Il lavoratore agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi all’esterno dei locali aziendali o in itinere (ossia occorsi durante il normale percorso andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, quando la scelta di tale luogo sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza).
TERRAZZINI & PARTNERS – 20/06/2017
CIRCOLARE n. 15/2017 – Mod. 770/2017 Unificato
Con decorrenza 01.01.2016, la dichiarazione dei sostituti di imposta è costituita dalla Certificazione Unica e dal mod. 770. Con Provvedimento del 02 maggio 2017 l’Agenzia delle Entrate ha disposto l’accorpamento dei mod. 770/Semplificato e mod. 770/Ordinario, nel mod. 770/2017 Unificato con cui i sostituti dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati fiscali relativi alle ritenute operate nell’anno 2016, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni effettuate nonché il riepilogo dei crediti, nonché gli altri dati contributivi ed assicurativi richiesti. Deve essere inoltre utilizzato dagli intermediari e dagli altri soggetti intervenuti in operazioni fiscalmente rilevanti e tenuti, sulla base di specifiche disposizioni normative, a comunicare i dati relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi di capitale erogati nell’anno 2016 od operazioni di natura finanziaria effettuate nello stesso periodo, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni operate ed i crediti d’imposta utilizzati.
La trasmissione telematica deve essere effettuata entro il 31 luglio 2017.
Il frontespizio del mod. 770/2017 dovrà riportare i dati anagrafici:
– del dichiarante e del relativo legale rappresentante/titolare in essere al momento della trasmissione
– degli intermediari incaricati della trasmissione
– degli incaricati alla relazione di revisione o presidente del collegio sindacale (ove presenti)
– del domicilio per la notificazione degli atti (se diverso da domicilio fiscale/residenza anagrafica)
– del responsabile che rilascia il visto di conformità per l’utilizzo in compensazione dei crediti per importi superiori a 5.000 euro annui
È data facoltà ai sostituti d’imposta di suddividere il Mod. 770 inviando, oltre al frontespizio, i seguenti flussi separati
prospetti SS, ST, SV, SX ed SY relativi alle ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati (casella “Dipendente” sul Frontespizio/Quadri compilati)
prospetti SS, ST, SV, SX, ed SY relativi alle ritenute operate sui redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi (casella “Autonomo” sul Frontespizio/Quadri compilati)
tutti i quadri relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi e redditi di capitale con i connessi quadri SS, ST, SV, SX e SY (casella “Altre ritenute” sul Frontespizio/Quadri compilati)
L’invio separato potrà essere effettuato purché non siano state effettuate compensazioni “interne” tra i versamenti attinenti ai redditi di lavoro dipendente e quelli di lavoro autonomo, né tra tali versamenti e quelli riguardanti i redditi di capitale.
Diversamente dal passato, in caso di invio separato, NON dovranno essere indicati i codici fiscali degli intermediari incaricati alla trasmissione.
Vista la casistica cui è soggetta la compilazione del mod. 770/2017, in allegato alla presente Vi trasmettiamo “Scheda anagrafica Azienda” da compilare in ogni sua parte e da ritornare via email o fax alla Funzionaria di riferimento entro il 23/06/2017 unitamente a:
– copia leggibile della documentazione comprovante gli avvenuti versamenti (mod. F24) riferiti al 2016 incluso l’eventuale mod. F24 contenente il tributo 1713 versato entro il 16.02.2017 a debito o a credito e/o i tributi 1655 e/o 6781-6782 nonché tutti gli altri tributi a credito gestiti entro l’invio della dichiarazione; sono esonerati dal fornire questa documentazione i clienti che abbiano già attivo con lo studio il servizio “Consultazione cassetto Fiscale”;
– in caso di versamenti in ritardo regolarizzati con ravvedimento operoso, specifica dell’ammontare della quota capitale e degli interessi – si ricorda che il ravvedimento è consentito fino al 30.07.2017;
– in caso di invio di dichiarazione integrativa con cui modificato il credito anno precedente copia della medesima;
– evidenza dei crediti emergenti dal mod. 770/2016 utilizzati – entro l’invio della dichiarazione – in compensazione di tributi non collegati all’elaborazione paghe;
– segnalazione di eventuali modifiche alla stato della società (normale attività/liquidazione/estinta) ed alla situazione della Società (normale periodo di imposta/inizio procedure,liq./fall. etc)
– Quadri ST – SX (ed altri quadri da inviare) versione mod. 770/2017 (prelevabile dal sito www.agenziaentrate.gov.it) precompilati – nel caso di scelta di invio dei flussi dati degli “Autonomi” e/o “Altre ritenute” con importi indicati senza troncamento.
CENTRO STUDI – 15/06/2017
Scarica il pdf del Modello 770/2017 Scheda anagrafica azienda.