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Timestamp: 2013-06-20 10:57:42+00:00
Document Index: 9922884

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art.8', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 21']

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Monday November 17, 2008 20:03 by GASPARE SERRA POLITICATTIVA at EMAIL dot IT
L'ITALIA E' ANCORA UNO STATO LAICO?
Come sottolineato dalla sentenza n. 203 della Corte Costituzionale, per la Costituzione Italiana la laicit� � un "principio supremo dello Stato": "il principio di laicit�, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libert� di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale."
Nei fatti la situazione � molto diversa da quel che appare: l�affermazione della piena laicit� delle Istituzioni � ben lontano dall�essere una conquista comune e condivisa, apparendo ancora una meta cui ambiziosamente tendere.
I motivi sono molto diversi ma tutti legati all�ingombrante presenza e alla forte autorit� esercitata dalla Chiesa cattolica nella Societ� e sulle Istituzioni: - il cattolicesimo � fortemente presente in Italia mente le altre religioni sono presenti in percentuale molto bassa
- l'Italia ha instaurato un rapporto privilegiato con lo Stato della Citt� del Vaticano, con cui ha stipulato e rinnovato accordi di forte integrazione (Patti Lateranensi e Concordato)
- per quasi tutta la seconda met� del XX secolo, un solo partito (la Democrazia Cristiana, esplicitamente ispirato ai principi del cattolicesimo) ha assunto una posizione di quasi predominio ideologico nel Paese
- l�associazionismo cattolico, rappresentato principalmente dalle ACLI, dall'Azione Cattolica e dall'AGESCI, ha assunto un�influenza decisiva sulla classe politica.
La ragione di fondo, per�, � un�altra: la Chiesa Cattolica giudica negativamente la visione laica dello Stato perch�, al contrario, ad esempio, delle Chiese Protestanti che prediligono un rapporto diretto con i fedeli e sono convinte della necessit� di non imporre alcun loro precetto per legge anche a coloro che non sono credenti, i Cattolici ritengono la Politica uno strumento a servizio della loro Verit�!
La nostra Democrazia parlamentare, a ragione della sua debolezza e mancanza di autorevolezza, sui pi� importanti temi etici (che richiedono risposte dalla Politica) e su argomenti pi� svariati risulta, di fatto, sotto commissariamento delle gerarchie vaticane, incapace di rispondere alla domanda di nuovi diritti che proviene dalla Societ� moderna senza tener conto dei moniti della Cei e delle posizioni di Avvenire. La diffusione della cultura legata alla Chiesa Cattolica fa si che nel nostro ordinamento siano accettate norme e usanze legate alla tradizione cattolica bench� lesive dell'uguaglianza fra i cittadini.
Nessuno vuole imbavagliare il diritto della Chiesa di esprimersi liberamente: il Capo dello Stato Vaticano, in qualit� di rappresentante della grande Comunit� cristiana presente in Italia, oppure il card. Bagnasco, a capo della Cei, hanno pieno diritto a manifestare il loro dissenso sull�agenda di Governo e i provvedimenti allo studio del Parlamento. La Costituzione italiana, per�, non riconoscere loro alcun potere di veto n� alcuna funzione istituzionale (come tal volta sembrano assumere!).
Secondo l�art. 7 della nostra Costituzione, �Lo Stato e la Chiesa cattolica sono (rectius: dovrebbero essere), ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani�. Il dubbio che ci� sia vero, per�, sussiste e trova una prima ragion d�essere proprio in Costituzione: - nello stesso art. 7, che riconosce alla Chiesa cattolica il rango di �potere indipendente�, tutelato dai Patti e dal Concordato, mentre regola, al successivo art.8, il rapporto tra lo Stato e le altre confessioni religiose sulla base di pi� modeste, arbitrarie ed eventuali intese
- e sia nell�art. 7 che 8, ove prevedono speciali garanzie e privilegi per chi professa una confessione religiosa mentre si dimenticano di far cenno minimamente alla libert� di religione �in negativo�: atei, agnostici e simili non hanno formalmente riconosciuto il diritto di non professare alcuna religione. E tale appunto non � meramente formale!
In Italia esiste una grave distanza tra la politica ufficiale e la societ� civile nell�affrontare temi etici (specie in un Parlamento in cui non sono pi� rappresentate le forze politiche d�ispirazione pi� laica). Nonostante il contagio del pi� bieco servilismo nei confronti dei poteri forti che colpisce sempre pi� ampia parte della Politica, resiste ancora (e ad essa dobbiamo dare voce) un�altra Italia, un�Italia laica:
- che crede che la convivenza civile si fondi sul rispetto, sulle libert� e sullo spirito critico di ognuno
- che condanna ogni forma d�integralismo ideologico
- che non vorrebbe mai imporre a nessuno valori unici e verit� assolute
- che crede che la libert� e la democrazia trovi fondamento sulla autonomia delle Istituzioni da ogni potere forte
- e che confida nell�individuo quale padrone di s� e libero di scegliersi la propria morale.
La cosa che pi� sconcerta non sono le pretese clericali di decidere l�agenda di governo (si veda il caso dei DICO o del Testamento biologico) o le ingerenze della Chiesa sui pubblici poteri e sul funzionamento della democrazia in Italia (si veda il ruolo decisivo di �Comitato per il NO� che ha assunto il Vaticano in occasione del referendum sulla procreazione assistita nel 2005), bens� l�acquiescenza e i segnali di resa delle forze politiche e culturali del Paese.
La realt� � che l�Italia non � uno Stato moderno perch� manca di attuazione uno dei principi su cui lo stato moderno si fonda (assieme a quello dello separazione dei poteri): il principio di �laicit��, quello che ha salvato l�Europa dalle guerre religiose e ha garantito la libert� di culto, la distinzione tra diritto e morale.
La gerarchia ecclesiastica interviene quasi quotidianamente e pesantemente sull�attivit� del Governo e del Parlamento, addirittura sulle trattative per la formazione degli esecutivi. Poich� al mondo cattolico manca il grande partito di riferimento che fu la DC, � la Chiesa stessa a �farsi partito�, dimenticando la sua funzione unicamente spirituale di guida delle anime.
Le elezioni politiche dello scorso aprile hanno rappresentato l�ennesimo banco di prova, con numerosi vertici della Chiesa �scesi in campo�, sull�onda della battaglia ideologica iniziata da Luciano Ferrara:
- per rivendicare la necessit� di rivedere la legge 194
- per condannare ogni promessa elettorale di regolamentazione delle coppie di fatto - e per invitare l�elettorato italiano, a pochi giorni dal voto, a tener conto della posizione dei partiti sui temi etici prima di scegliere nelle urne. Addirittura all�interno del PD abbiamo assistito alla nascita di una corrente politica (i �Teodem�, guidati dall�on. Binetti) apertamente ispirata a posizione tendenzialmente �teocratiche�!
Come non denunciare, poi, gli attacchi e i moniti alla magistratura italiana proferiti, in primis, da mon. Bagnasco prima e contro la sentenza dello scorso 13 novembre delle S.U. della Cass. sul caso di Eluana Englaro? E la dura condanna della sentenza che ne � seguito, con l�invito alle forze amiche dell�attuale maggioranza politica di approvare al pi� presto una legge per impedire che sentenze del genere si ripetano?
Esempi del genere non fanno pi� scandalo perch� costantemente ed ossessivamente ripetuti con ampio spazio concesso dal mondo dell�informazione: dopo il nostro Presidente del Consiglio, � il papa il personaggio che trova pi� spazio nell�informazione televisiva! Tornando indietro con la memoria di qualche anno, poi, si scopre come il clima non sia mai cambiato.
Risalgono al 1999 le pesanti parole sul tema dell�immigrazione dell�allora arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi, dichiarante che �lo Stato italiano dovrebbe consentire ai musulmani in Italia solo ci� che nei paesi musulmani � effettivamente consentito agli altri. Lo Stato (�) faccia quello che la Chiesa non pu� fare: adottare il piccolo strumento della reciprocit� come pressione sull�Islam�. In pratica, un invito al Governo italiano a non trattare gli immigrati in egual modo bens� in relazione alla loro fede religiosa e a selezionare l�immigrazione favorendo quella cattolica, in pieno dispregio dell�art. 3 della nostra Costituzione!
E come dimenticare quanto hanno sbraitato le autorit� vaticane, nel 2000, per impedire una libera e pacifica manifestazione ritenuta �inopportuna� nell�anno del Giubileo: ossia il �World gay pride�? Fortunatamente l�unico risaltato ottenuto � stato costringere l�allora Sindaco di Roma, Rutelli, a negare il patrocinio alla manifestazione e, indirettamente, sollecitare migliaia di famiglie comuni a scendere in piazza anche solo per rivendicare quanto sia bello vivere in una Repubblica democratica in cui vige ancora l�art. 21 della Cost.! Gi�, ma come non dar peso all�amaro lapsus dell�allora Ministro degli Interni, Giuliano Amato, che, come a volersi giustificare agli occhi della Chiesa, si � lasciato scappare un �purtroppo� al riconoscimento che quella manifestazione era legittima e che non avrebbe potuto far nulla per impedirla?!
Il tema della laicit� non solo � costantemente attuale ma riguarda sorprendentemente la vita di ognuno di noi pi� di quanto traspaia: se l�Italia � il paese occidentale con la legislazione pi� arretrata sul piano dei diritti civili e di libert� ci� � dovuto proprio alla mancanza di autonomia della Politica dai poteri forti!
Uno Stato forte e democratico � uno Stato in cui in Parlamento siedono rappresentanti della Societ� civile che si fanno carico dei bisogni espressi dalla Comunit� nazionale ed in cui un Governo operi libero da ogni altro condizionamento che non sia il benessere generale. Uno Stato laico � uno Stato che rende chiara la differenza tra il governare ed il guidare spiritualmente un Paese.
Il giorno in cui la Politica italiani, senza pregiudizi, condizionamenti e visiere: - sapr� discutere di come affrontare il problema della revisione della legge Merlin sulla prostituzione o della legge 40 sulla procreazione assistita o il dramma della droga o della mancanza informazione sessuale dei giovani (specie sull�utilizzo dei contraccettivi come arma per combattere l�AIDS)
- sapr� metter� all�ordine del giorno un d.d.l., come quello sull�indulto o sul testamento biologico o sui DICO, senza che sia la Cei ad indicare l�agenda del Parlamento
- sapr� mettere un punto fermo su alcune conquiste di civilt� ottenute a fatica, come la legge 194 sull�interruzione di gravidanza, e sapr� aprire la strada a nuove conquiste, come la pillola ru486
questo sar� il tempo in cui anche l�Italia potr� essere indicata come uno Stato moderno, una Democrazia matura ed una Societ� che non ha paura del proprio futuro. (continua �)
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