Source: http://docplayer.it/15466336-Etica-e-compliance-responsabilita-e-buone-pratiche-nel-settore-dei-servizi-tecnici-professionali.html
Timestamp: 2018-06-21 09:20:55+00:00
Document Index: 186037681

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 407', 'art. 74', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 473', 'art. 474', 'art. 25', 'art. 513', 'art. 514', 'art. 515', 'art. 517', 'art.517', 'art. 25', 'art. 2625', 'art. 2638', 'art.25', 'art. 25', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 601', 'art. 602', 'art. 25', 'art. 184', 'art. 187', 'art. 25', 'art. 589', 'art. 590', 'art. 25', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 377', 'art. 25', 'art. 727', 'art. 733', 'art. 137', 'art. 256']

1 Etica e Compliance Responsabilità e buone pratiche nel settore dei servizi tecnici professionali Seminario formativo 8 ore in Aula Brescia, 19 maggio 2014 Camera di Commercio, Via Einaudi 23 Avv. Davide Nervegna
2 Il Modello di Organizzazione e Gestione ex Decreto 231/01 Avv. Davide Nervegna
3 Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Introduzione Introduzione Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 (di seguito, il Decreto 231 ) ha previsto: la responsabilità amministrativa degli enti in conseguenza della commissione di alcuni determinati reati, nell interesse o a vantaggio degli enti, da parte di Amministratori, Direttori, Rappresentanti o di Soggetti sottoposti alla loro direzione o vigilanza
4 Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Introduzione Introduzione La responsabilità dell ente è diretta e autonoma e si aggiunge a quella delle persone fisiche: Si tratta di un terzo genere di responsabilità che coniuga i tratti del sistema penale con quelli del sistema amministrativo. L azione è disciplinata dal giudice in sede penale
5 Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 I destinatari Destinatari: gli enti forniti di personalità giuridica le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica (incluse le associazioni professionali) alle società estere che operano in Italia (con o senza succursali)
6 Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 I destinatari Destinatari: soggetti esclusi Stato enti pubblici territoriali (es. Regioni, Province, Comuni, Comunità montane) altri enti pubblici non economici nonché gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale (ordini professionali, ACI, ASL, INPS, CNR, INAIL, ISTAT, ENASARCO, scuole)
7 Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 La responsabilità Responsabilità dell ente: Per un illecito tra quelli contemplati dal Decreto 231 (reati presupposto) Commesso da un soggetto apicale o sottoposto a controllo e direzione del primo Nell interesse e/o a vantaggio dell ente Assenza di esimente (MOG adottato ed efficacemente implementato)
8 Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 La responsabilità I Soggetti Apicali persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente sono individuati in base ad un criterio oggettivo-funzionale relativo all attività svolta (la gestione e il controllo dell ente), piuttosto che alla qualifica formalmente rivestita Rientrano nella definizione di Soggetti in Posizione Apicale ad esempio: gli amministratori, i direttori generali, i preposti a sedi secondarie e, in caso di organizzazione divisionale, i direttori di divisione (sempre che essi siano dotati di autonomia finanziaria e funzionale), ma anche in via più generale, tutti coloro che, indipendentemente dalla carica ricoperta, esercitano di fatto la gestione e il controllo dell ente Luogo e data
9 Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 La responsabilità Le persone Sottoposte alla direzione o alla Vigilanza di soggetti in Posizione Apicale: tutti coloro che siano legati all azienda dal vincolo di subordinazione tutti i lavoratori autonomi che siano sottoposti a poteri di indirizzo o controllo di un soggetto apicale, quali ad esempio gli agenti, i rappresentanti, i terzisti, sub-appaltatori Secondo la dottrina prevalente sono invece esclusi dall ambito di applicazione del D.Lgs. 231/2001 i componenti del collegio sindacale e i soggetti cui la legge attribuisce funzioni di controllo della società Brescia 19 maggio 2014
10 Interesse e vantaggio dell Ente Interesse e/o Vantaggio dell ente condizioni alternative e non complementari interesse è un obiettivo/utilità prefigurato/a che potrebbe anche non realizzarsi il vantaggio è il risultato ottenuto indipendentemente dal fatto che tale vantaggio sia la conseguenza voluta, preventivata o inattesa della condotta posta in essere dall agente profitto un utilità economica, da valutarsi ex post in termini di effettivo accrescimento patrimoniale per l ente (species del vantaggio )
11 Interesse e vantaggio dell Ente Responsabilità amministrativa nei gruppi di imprese: Rapporto organico: un ente non può essere chiamato a rispondere per un reato commesso da un soggetto legato da un rapporto organico con altra società appartenente al medesimo gruppo La dottrina e la giurisprudenza sostengono che il concetto di interesse o vantaggio proprio dell ente debba essere interpretato in modo estensivo ricomprendendo anche i casi in cui il reato sia stato commesso nell interesse o a vantaggio della controllante da un soggetto legato da rapporto organico con la società controllata e viceversa
12 Responsabilità Responsabilità amministrativa nei gruppi di imprese: l appartenenza dell ente ad un gruppo di società deve essere adeguatamente considerato nella predisposizione del MOG, prevedendo appositi sistemi di coordinamento tra i diversi modelli delle società del gruppo e gli strumenti di applicazione previsti per ciascuna società, inclusa l'istruzione e l'attività dei vari Organismi di vigilanza Occorre considerare le aree di rischio specifiche di tutte le società del gruppo Responsabilità amministrativa nelle succursali Italiane di società estere: MOG locale?
13 Sanzioni Sanzioni: pecuniarie e/o interdittive confisca del prezzo o del profitto di reato pubblicazione della sentenza di condanna (eventuale) qualora venga applicata una sanzione interdittiva
14 Sanzioni Sanzioni pecuniarie: La sanzione pecuniaria, pena principale dell impianto sanzionatorio di cui al Decreto, da applicarsi per tutte le ipotesi di responsabilità dell ente, viene applicata per quote, con valore variabile per singola quota. La legge delega ha indicato i limiti massimi e minimi, in valori assoluti L'importo di una quota va da un minimo di euro 258 ad un massimo di euro L importo massimo è di Euro aumentabile fino al triplo nel caso di pluralità di illeciti commessi con un unica azione od omissione ovvero commessi nello svolgimento di una medesima attività), mentre quello minimo è di
15 Sanzioni Determinazione della sanzione pecuniaria ampio margine discrezionale a favore del giudice, il quale dovrà considerare diverse variabili, quali: la gravità del fatto (ex art. 133 c.p., desunta dalla natura del fatto, dalla gravità del danno, dall intensità del dolo, ecc.) il grado di responsabilità dell ente (desunta dalla struttura organizzativa e gestionale dell ente stesso, ad es. se ha adottato un modello organizzativo e se questo è efficace per l ente) l attività svolta dall ente per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto l attività svolta dall ente per prevenire la commissione di ulteriori reati Brescia - 19 giugno 2014
16 Sanzioni Le sanzioni interdittive: interdizione dall esercizio dell attività sospensione o revoca di autorizzazioni divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi e revoca di quelli già in essere divieto nel pubblicizzare beni o servizi Brescia - 19 giugno 2014
17 Sanzioni Le sanzioni interdittive (segue): si applicano in relazione ai reati per i quali sono espressamente previste e al ricorrere di determinate condizioni le sanzioni interdittive possono avere una durata compresa tra i tre mesi e i due anni possono essere applicate in via cautelare, cioè prima della sentenza definitiva, quando sussistono gravi indizi circa la responsabilità dell ente per un illecito amministrativo dipendente da reato Luogo e data
18 Sanzioni Chiusura dell Impresa (segue): l interdizione definitiva dall esercizio dell attività, ovvero la chiusura dell impresa può essere disposta se l ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità; e è già stato condannato, almeno tre volte negli ultimi sette anni, all interdizione temporanea dall esercizio dell attività; oppure È stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire la commissione dei reati in relazione ai quali è prevista la sua responsabilità Brescia - 19 giugno 2014
19 Sanzioni La confisca: è una sanzione volta a sottrarre il prezzo e il profitto dell illecito all autore dello stesso, non incontra limiti di valore per «prezzo» si intende il denaro o altra utilità economica data o promessa per indurre o determinare un altro soggetto a commettere il reato il «profitto» del reato si intende l utilità economica immediata ricavata dal fatto di reato
20 Sanzioni MOG esimente ha adottato ed efficacemente attuato un MOG idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi ha affidato ad un organismo dell ente (ODV), dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza dei modelli, curandone il loro aggiornamento il reato è stato commesso (ad opera di una persona fisica) eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo incaricato Luogo e data
21 MOG IL MOG Art. 6, secondo comma, del Decreto 231, il MOG deve: individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati prevedere specifici protocolli decisionali e operativi in relazione ai reati da prevenire individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie destinate all attività nel cui ambito possono essere commessi i reati prevedere obblighi di informazione nei confronti dell Organismo di vigilanza e l osservanza dei modelli introdurre un sistema di sanzioni per il mancato rispetto delle misure indicate nel MOG
22 MOG La predisposizione del MOG: a. lo studio e l analisi della documentazione sociale b. l individuazione delle aree aziendali a rischio reato (c.d. mappatura di rischio) c. la gap analisys d. la predisposizione dei protocolli
23 Sanzioni a. Lo studio e l analisi della documentazione sociale statuto, organigramma, funzionigramma deleghe e procure conferite regolamenti operativi e procedure formalizzate regolamento di spesa regime disciplinare (infrazioni e sanzioni) codice etico gli standards seguiti dall Internal audit e i piani di verifica (se esistenti, altrimenti gli esiti dei controlli del collegio sindacale) contrattualistica rilevante bilanci piano industriale Brescia - 19 giugno 2014
24 MOG b. Mappatura dei processi e delle attività a rischio Tale attività deve avvenire attraverso l esame della documentazione + alcune interviste a soggetti in grado di fornire le informazioni necessarie (resp. di processo) Le interviste vanno verbalizzate e sintetizzate in schede analitiche che costituiscono la rappresentazione dei concreti profili di rischio di commissione di un reato-presupposto
25 MOG c. Gap anlysis si analizzano i sistemi e i presidi di controllo/prevenzione già esistenti si indicano a fronte delle eventuali carenze individuate e remediations da intraprendere d. La predisposizione dei protocolli contengono le regole e procedure volte a prevenire i reati nei processi e nelle attività a rischio illustrano i reati da prevenire, le attività a rischio, le condotte vietate e le procedure da seguire.
26 MOG IL MOG: Informativa sulla responsabilità amministrativa delle società Breve descrizione relativa all attività della società e delle aree di rischio rilevanti Individuazione e descrizione dei principi di Corporate Governance Descrizione del sistema di deleghe e procure Codice etico Mappatura delle aree a rischio OdV: composizione, funzioni e poteri Flussi informativi Reporting dell OdV Regime disciplinare Formazione Aggiornamento Parte speciale -Protocolli
27 Flussi informativi Il reporting dell OdV nei confronti degli organi societari Le informazioni oggetto di reporting, sono: comunicazioni periodiche: o piano delle attività che si intende svolgere nel corso dell anno o stato di avanzamento del programma fissato all inizio dell anno o relazione annuale in merito all attuazione del MOG o risultati delle verifiche comunicazioni specifiche: o segnalazioni di eventuali comportamenti/azioni non in linea con le procedure aziendali
28 Reporting L OdV deve essere informato, mediante un apposita segnalazione da parte dei soggetti tenuti all osservanza del MOG, in merito a: eventi, circostanze, attività, operazioni che potrebbero ingenerare responsabilità della società ai sensi del D.Lgs. 231/2001 notizie relative all applicazione di procedimenti disciplinari e alle sanzioni irrogate ogni informazione che possa essere utile al fine dell aggiornamento del MOG quali, ad esempio, modifiche nelle attività di business, nelle procedure operative, ecc. il MOG deve prevedere: modalità di raccolta e conservazione delle informazioni fornire concrete indicazioni sulle modalità attraverso le quali coloro che vengano a conoscenza di eventi circostanze attività, operazioni che potrebbero ingenerare responsabilità della società ai sensi del D.Lgs. 231/2001 possano riferire all OdV (ad es. attraverso l invio di un messaggio anche anonimo ad una casella di posta elettronica appositamente creata a questo
29 Informazione e Formazione Informazione e Formazione Il MOG deve essere portato a conoscenza di tutti coloro che siano tenuti a conformarvisi approvato il MOG, l ente provvederà a trasmetterlo ai dipendenti, ai collaboratori e, in ogni caso, a chiunque sia tenuto a rispettarlo (eventualmente anche attraverso il sito internet dell ente) e a renderlo agli stessi obbligatorio anche mediante apposita clausola contrattuale Va programmato un adeguato piano di formazione (HR + OdV)
30 GiioMOG Aggiornamento del MOG Le modifiche possono rendersi necessarie in caso di: modifiche del contesto normativo/regolamentare significative violazioni del MOG significative modificazioni dell assetto societario/delle modalità di svolgimento delle attività di impresa/dei modelli di organizzazione aziendale commissione di un reato sensibile senza che vi sia stata violazione del MOG
31 OdV L Organismo di Vigilanza Il D.Lgs. 231/2001 prevede, tra le condizioni per l esclusione della responsabilità amministrativa, che l ente abbia istituito al suo interno un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, deputato a vigilare sul funzionamento e sull osservanza del MOG nonché a curarne l aggiornamento (di seguito l Organismo di Vigilanza o anche l OdV )
32 OdV Compiti dell OdV : Verificare, nel concreto della realtà aziendale, l idoneità del MOG a prevenire la commissione dei reati tramite: verifiche periodiche sulle operazioni di maggior rilievo verifiche periodiche sulle operazioni di gestione finanziaria e di tesoreria interventi immediati in caso di ispezioni od accertamenti della pubblica autorità verifiche sulla gestione dei fondi della società (al fine di evitare la costituzione di fondi neri o riserve occulte verifiche sulla regolarità formale dei moduli previsti nei protocolli, della documentazione di supporto, di eventuali fatture e rendicontazioni contabili, ecc. controlli su voci e poste di bilancio in caso di presenza di anomalie verifiche sulla mappatura delle aree a rischio verifiche sul documento di Valutazione dei Rischi in ambito di sicurezza e del suo costante aggiornamento interventi coordinati con il responsabile della sicurezza per monitorare l adeguatezza degli impianti e delle misure di salvaguardia del luogo di lavoro adottate.
33 OdV Ulteriori Compiti dell OdV 1. attività di aggiornamento del MOG 2. attività di formazione 3. obblighi di segnalazione I requisiti dell OdV 1. autonomia decisionale, d azione e di spesa nei limiti di budget 2. indipendenza gerarchica 3. professionalità 4. continuità di azione 5. onorabilità ed assenza di conflitti di interesse
34 OdV Composizione, nomina e responsabilità OdV monosoggettivo OdV plurisoggettivo Il Collegio Sindacale e l OdV L OdV e le funzioni di Audit e Compliance La nomina e la revoca dell Organismo di Vigilanza Responsabilità dei membri dell OdV
35 Reati presupposto (art. 24) reati in danno della PA reati di indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico (artt. 316-bis, 316-ter, 640, 640-bis, 640-ter (art. 24-bis) reati di criminalità informatica ai danni della PA (art. 24-ter) delitti di criminalità organizzata (art. 407, comma 2, lett. a), n. 5) del c.p.p.; artt. 416, 416-bis, 416-ter, 630 del c.p.; art. 74 del D.P.R. 309/1990 (art. 25) reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione (artt. 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322, 322-bis del c.p.) (art. 25-bis) reati di falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo, carte filigranate, contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi, brevetti, modelli e disegni (art. 473 c.p.) e introduzione nello Stato e commercio di prodotti importati con segni falsi (art. 474 c.p.) (art. 25-bis.1) delitti contro l industria e il commercio libertà dell industria e del commercio (art. 513 del c.p.), illecita concorrenza con minaccia e violenza (art bis del c.p.) frodi contro le industrie nazionali (art. 514 del c.p.) frode nell esercizio del commercio (art. 515 del c.p.) fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter del c.p.), contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art.517-quater del c.p.) Luogo e data
36 Reati presupposto (art. 25-ter) reati societari di false comunicazioni / sociali falso in prospetto impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.) formazione fittizia di capitale (art c.c.) indebita restituzione dei conferimenti (art c.c.) Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art c.c.), illecite operazioni sulle azioni o quote sociali e della società controllante (art c.c.) operazioni in pregiudizio dei creditori (art c.c.), indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (2633 c.c.), corruzione tra privati (art c.c.), illecita influenza sull assemblea (art c.c.), aggiotaggio (art del c.c.), omessa comunicazione del conflitto di interessi (art bis del c.c.) e ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, commi 1 e 2, del c.c.); (art.25-quater) reati con finalità di terrorismo e di eversione dell ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi penali Luogo e data
37 Reati presupposto (art. 25-quinquies) reati contro la libertà individuale ed in particolare delitti di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 del c.p.), prostituzione minorile (art. 600-bis del c.p.) pornografia minorile (art. 600-ter del c.p.) detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater del c.p.) iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies del c.p.), tratta di persone (art. 601 del c.p.) e acquisto o alienazione di schiavi (art. 602 c.p.); (art. 25-sexies) reati di abuso di informazioni privilegiate (art. 184 del T.U.F.) e di manipolazione del mercato (art. 187 del TUF) previsti dalla parte V, titolo I- bis, capo II, del TUF. (art. 25-septies) Sicurezza sul lavoro: delitti di omicidio colposo (art. 589 c.p.) lesioni colpose gravi o gravissime (art. 590 c.p.) commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro (art. 25-octies) reati di ricettazione (art. 648 c.p.), riciclaggio (art. 648-bis) e impiego di denaro, beni, o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter)
38 Reati presupposto (art. 25-novies) delitti in materia di violazione del diritto d autore (artt. 171, comma 1, lett. a)-bis e comma 3, 171-bis, 171-ter, 171-septies,171-octies della L. 633/41) (art. 25-decies) delitto di induzione a non rendere o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria (art. 377-bis del c.p.) (art. 25-undecies) reati ambientali ed in particolare: art. 727-bis c.p. (Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette) art. 733-bis c.p. (Distruzione o deterioramento di habitat all interno di un sito protetto) art. 137 D.Lgs. 3 aprile 2006 n.152 (Scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose) art. 256 D.Lgs. 3 aprile 2006 n.152 (Attività di gestione dei rifiuti non autorizzata).
39 Reati presupposto Aree a rischio rilascio di autorizzazioni, abilitazioni e concessioni Corruzione, reati contro la P.A. Agevolazioni e/o finanziamenti pubblici Corruzione, reati contro la P.A. Partecipazione a gare /appalti pubblici e privati Corruzione, reati contro la P.A. Negoziazione e acquisizione di appalti privati Corruzione tra privati, corruzione e reati contro la P.A. forniture, acquisto materiali Corruzione tra privati, corruzione, reati contro la P.A., ricettazione Consulenze e servizi Corruzione tra privati, corruzione, reati contro la P.A. Contabilità, redazione dei documenti di bilancio, flussi di pagamento Reati societari, Corruzione tra privati, corruzione, reati contro la P.A., riciclaggio comunicazioni sociali, informazioni riservate Aggiotaggio, market abuse, insider trading Brescia 19 maggio 2014
40 Aree a Rischio Aree a rischio: selezione personale Corruzione, sfruttamento di manodopera extra-ue Marchi, brevetti e altri segni distintivi Reati contro l industria e il commercio Attività produttive Sicurezza sul lavoro Smaltimento rifiuti Reati ambientali
41 Processi e protocollo Processi e protocolli Governance deleghe, procure, processo decisionale mansioni e responsabilità codice etico e standard comportamentali gestione delle informazioni aziendali comunicazione interna ed esterna Approvigionamento selezione fornitori, sub-appaltatori, consulenti: criteri si scelta e selezione (necessita, professionalità, competenza, rispettabilità) codice etico e MOG (valutazione sicurezza sul lavoro, rispetto ambiente etc.) certificazione antimafia, documento unico di regolarità contributiva DURC negoziazione condizioni economiche e SLA verifica della qualità della corrispondenza del servizio fornitura al capitolato pagamento a fronte verifica della fornitura Brescia 19 maggio 2014
42 Processi e protocollo Processi e protocolli Sub-appalti Criteri selezione sub-appaltatori Obbligo di adesione al codice etico e MOG (valutazione sicurezza sul lavoro, rispetto ambiente, corruzione, infiltrazioni mafiose, riciclaggio, delitti contro l industria e il commercio); certificazione antimafia, documento unico di regolarità contributiva DURC negoziazione condizioni economiche e SLA Obbligo contrattuale di denunciare eventuali richieste di denaro o di altra utilità Controlli su sicurezza sul lavoro e ambientale, congruenza con capitolato etc. Obbligo di aggiornamento in caso si modifiche società, amministratori soci verifica della qualità della corrispondenza del servizio fornitura al capitolato pagamento a fronte verifica della fornitura Risoluzione in caso di condanne per reati di corruzione contro PA, mafia sicurezza sul lavoro, sicurezza ambientale, o altri illeciti a carico della società o comunque collegati alle attività della società Luogo e data
43 Processi e protocolli Processi e protocolli commesse (gare ed appalti pubblici + gare private) Criteri di partecipazione alle gare pubbliche e private Processo decisionale valutazione tecnica Definizione del prezzo e/o ribasso Predisposizione offerta e selezione degli eventuali Partners (ATI); certificazione antimafia, documento unico di regolarità contributiva DURC, MOG e Codice Etico per i partners Stato Avanzamento Lavori Conservazione documentazione Fatturazione registrazione incassi Brescia 19 maggio 2014
44 Reati presupposto Processi e protocolli Processo Finanziario Apertura utilizzo conti correnti Scadenziario delle posizioni debitorie Verifica dei pagamenti in entrata e in uscita Riscontro documentazione giustificativa incassi Riscontro documentazione giustificativa uscite Riconciliazione bancarie Contante Flussi da e per l estero Gestione delle risorse finanziarie Processo decisionale Analisi del fabbisogno finanziario Analisi degli investimenti Gestione degli investimenti
45 Reati presupposto Processi e protocolli Processo gestione Sicurezza Definizioni responsabile Valutazione rischio salute e sicurezza predisposizione del DVR Controlli monitoraggio adeguamenti normativi e non Formazione Processo gestione sicurezza ambientale Processo decisionale Analisi del fabbisogno finanziario Analisi degli investimenti Gestione degli investimenti
46 Reati presupposto Processi e protocolli Azienda in generale Processo finanziario e contabile Anti-Corruzione/Operazioni con fondi pubblici/rapporti con la PA, in generale Sicurezza sul lavoro Sicurezza Ambientale Gestione personale fornitori e consulenti Regali, scontistica, sponsorizzazioni, donazioni, eventi Redazione e controllo dei documenti contabili Certificazione di bilancio Incarico amministratori, collegio sindacale Conflitti di interesse Operazioni personali Sistemi Informativi Market Abuse, Agiottaggio, Insider trading Brescia -19 maggio 2014
47 Altri presidi di controllo Presidi di controllo CDA Collegio Sindacale OdV Compliance Audit Risk management Società di revisione Certificazione del sistema di gestione per la qualità Certificazione del sistema di salute e sicurezza sul lavoro Sistema di controllo di gestione Sistema delle deleghe di gestione Brescia -19 maggio 2014
48 Avv. Davide Nervegna Of Counsel Norton Rose Fulbright Studio Legale Piazza San Babila, 1, 20123, Milan, Italy Tel Mob Fax