Source: http://marinaterragni.it/doppio-padre-nessuna-madre-la-sentenza-trento-la-scomparsa-delle-donne/
Timestamp: 2017-08-18 03:11:00+00:00
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Doppio padre, nessuna madre. La sentenza di Trento e la scomparsa delle donne - FemminileMaschile
marzo 1, 2017 | Da: Marina Terragni | Tags: gpa, legge 40, sentenza di Trento, utero in affitto
Mi scrive un’amica a proposito della sentenza di Trento che ha riconosciuto come genitori entrambi i componenti di una coppia gay: e che cosa avrebbero dovuto fare le giudici -sono tre donne-, togliere loro i bambini?
Assolutamente no, sarebbe una mostruosità. I bambini hanno 6 anni e quella è la loro famiglia.
In questione non era questo. In questione c’era la richiesta da parte della coppia –padre biologico l’uno, il suo compagno l’altro- che il nostro Paese riconoscesse entrambi gli uomini come genitori dei gemelli nati da ovodonazione e affitto di utero in Canada.
La sentenza ha dato loro ragione. Non solo il padre biologico, ma anche il suo compagno dovrà essere riconosciuto come genitore. Attenzione: non come genitore adottivo –non si tratta di adozione- ma come genitore tout court.
E come si configura una genitorialità che non sia né biologica né adottiva? Su che cosa si fonderebbe, questa genitorialità “del terzo tipo”? Non si dovrebbe essere più cauti –nel caso delle giudici, caute- quando si vanno a toccare i fondamentali?
E invece a quanto pare esistono due padri, equiparati in tutto e per tutto, e nessuna madre. Il posto della madre è occupato dall’altro padre, che la sostituisce e la surroga, anche se si fa chiamare padre. La madre surrogata è lui.
Quanto alla madre vera, quella che i bambini avrebbero riconosciuto come la loro madre, e che per la nostra legge è la loro madre (semper certa, colei che partorisce) dalla sentenza scompare totalmente. E’ fantasmizzata. Non è nemmeno una madre, è solo un utero affittato. Una temporary location. “Un surrogatO”, come si dice sempre più spesso, de-matrizzando e de-femminilizzando.
Quella donna non esiste. Senza di lei non sarebbe nato nessuno, ma la sentenza è interamente occupata dai due padri e dai due bambini.
La sentenza di Trento è un passo avanti verso la cancellazione della madre e la scomparsa delle donne dalla scena procreativa.
Vale la pena di analizzarla perché sì, si tratta di una sentenza storica, da cui certamente dipenderà il futuro della surrogacy nel nostro Paese: ricordiamo che oggi la pratica è espressamente vietata dalla legge 40 che proibisce e sanziona anche la propaganda (art. 12 comma 6: chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro).
Vediamo alcuni passaggi della sentenza.
a pag. 3 si sostiene che la coppia di uomini “per soddisfare la comune aspirazione alla genitorialità” faceva ricorso “alla procreazione medicalmente assistita all’estero”. Quindi si classifica l’affitto di utero come una delle tante metodiche di fecondazione assistita. Ma pagare una donna perché faccia un bambino e lo consegni in cambio di soldi non può essere ritenuta in alcun modo una pratica terapeutica contro la sterilità. Qui non ci troviamo in presenza di un’infertilità patologica e curabile, ma di un’”incurabile” sterilità fisiologica: una coppia di due uomini è sterile. Fatto forse doloroso, ma inaggirabile.
a pag. 5 ci si riferisce all’”incompatibilità –temporanea– della norma straniera con la legislazione nazionale vigente” e anche più oltre, a pag. 15, si parla di “principi… modificabili a opera del legislatore”, per poi tornare sul tema anche a pag. 16. Esprimendo nemmeno troppo velatamente l’auspicio che prima o poi anche l’Italia si adegui, diventando finalmente un Paese “moderno” e “civile”. Modernità a cui tuttavia perfino la civilissima Svezia intende sottrarsi, avendo recentemente ribadito, dopo un’attenta indagine governativa, l’assoluto divieto di Gpa.
a pag. 16 si introduce finalmente il concetto di “interesse superiore del minore”, che a quanto pare coincide con l’essere separato dalla madre, pagata per questo. Più avanti si menziona la convenzione di New York sul “diritto del fanciullo a preservare la propria identità… senza ingerenze illegali”. Ma per la legge del nostro Paese l’ingerenza illegale sarebbe il contratto di surrogazione.
a pag. 17, riferendosi a una sentenza della Cassazione, si osserva che “le conseguenze della violazione delle prescrizioni e dei divieti posti dalla legge 40… non possono ricadere su chi è nato”: il fatto è che le vere conseguenze per chi è nato provengono dal fatto di essere venuto al mondo per contratto da una donna che si è fatta pagare per partorire e levarsi subito di torno. Queste sì, sono temibili conseguenze per la vita di quella creatura.
La sentenza di Trento è davvero storica perché spalanca la porta all’utero in affitto –bio-business stramiliardario in aumento esponenziale e sempre a caccia di nuovi mercati-, “normalizzando” la pratica, che resta sullo sfondo come realtà acquisita, e rimuovendo a vantaggio dei potenziali clienti ogni remora derivante dall’incertezza dei legami giuridici con il genitore non-biologico. Vale per le coppie dello stesso sesso come per quelle eterosessuali: qui è stato riconosciuto come genitore un “padre” né biologico né adottivo, allo stesso modo potrebbe essere riconosciuta come madre (non biologica né adottiva, ma semplicemente madre “del terzo tipo”) la donna che non ha partorito quel figlio e non ha messo a disposizione i suoi ovociti.
Della sentenza colpisce soprattutto lo scarso rilievo dato alla nostra legislazione in materia di Gpa, legislazione ritenuta necessariamente provvisoria, transeunte e modificabile, e la mancanza del benché minimo tono sanzionatorio, anche solo moralmente, per chi secondo la legge italiana ha commesso un reato.
I legislatori, ovvero il Parlamento, dovrebbero fare valere le proprie prerogative: e invece, al netto dei commenti negativi da parte di settori del centrodestra, e non così tanti –e degli imbarazzanti festeggiamenti sui media mainstream- la sinistra tace compattamente e ostinatamente per mere ragioni di opportunismo pre-elettorale.
Il popolo nella sua stragrande maggioranza resta contrario all’utero in affitto e nonostante la propaganda martellante continua a percepire la pratica come una grave violazione dei diritti umani, in coerenza a quanto espresso dal Parlamento Europeo.
Ma la sua voce non si ascolta da nessuna parte.
15 commenti per "Doppio padre, nessuna madre. La sentenza di Trento e la scomparsa delle donne"
“Che importa se soddisfi tutto quello che desideri e poi perdi te stesso? Che darà l’uomo in cambio di se stesso?” (Matteo 16,26).
Siamo in un periodo storico dove si è completamente persa la visione di come devono essere le cose.Ovvero secondo natura.Ma l’uomo,la natura da diverso tempo ha iniziato a violentarla deturparla, asservirla al suo edonistico volere.Ed ecco sorgere la necessità di parlate di eutanasia di bimbi figli di due padri o di due madri, di vittime di terremoti e inondazioni.Pier
la “cosa” approvata da magistrate (?) che dovrebbero essere “soggette solo alla legge” non sta in piedi da ogni punto di vista; il CSM e “lo Stato” approvano? se la legge e’ legge dovrebbero sanzionare, anche pesantemente, far cambiare funzioni a gente cosi’ FUORI-LEGGE che non avrebbe diritto neanche di fare le pulizie in un Tribunale…
La notizia di oggi, che io giudico buona, è che il Procuratore Generale
ricorrerà contro la sentenza in Cassazione. C’è ancora speranza
questa notizia mi ha gettato nello sconforto, veramente.
E penso una cosa, visto che sul tema anch’io ho già detto molto, qui e altrove: le cose più semplici sono a volte le più vere e allora la prova del nove per decidere se la maternità surrogata sia una cosa normale, sta nel farsi una domanda semplice: consiglieremmo a nostra figlia o sorella di prestarsi?
Uno dei padri è biologico, la madre biologica, esattamente come in alcuni casi di eterologa per eterosessuali è una donatrice anonima.
L’altro è il padre adottivo perché è il marito del padre biologico.
La maturità di due donne, la donatrice di ovulo e la prestatrice di utero, è di molto superiore alla sua!
ma ad esempio, solo per toccare un punto della questione: la maturità della prestatrice di utero arriva fino al punto di mettere in conto l’eventualità di morire?
No perchè di casi di morte per surrogata, e non solo nei paesi poverissimi, ce ne sono stati (anche se, a occhio e croce, non pare opportuno parlarne)!
Quindi lei come si porrebbe di fronte alla morte di una donna che si è prestata – liberamente, altruisticamente, consapevolmente – alla maternità surrogata?
ne approfitto per proporle il comunicato di Arcilesbica. Anche loro omofobiche e immature, a quanto pare. ARCILESBICA NAZIONALE·MERCOLEDÌ 1 MARZO 2017 La sentenza del Tribunale di Trento ha ratificato un provvedimento emanato da uno Stato straniero; Stato in cui sono in vigore leggi che consentono lagestazione per altri. Apprezziamo il fatto che un Tribunale italiano riconosca l’esistenza di differenti modalità di genitorialità e presti l’attenzione all’istituto dell’adozione che andrebbe esteso alle persone dello stesso sesso così come il riconoscimento del legame di un bambino col genitore non biologico. Ribadiamo però la nostra contrarietà alla legittimazione illimitata della GPA. Riteniamo si… Leggi tutto »
Si sbaglia. Non si è trattato affatto di un’adozione.
Quindi quel signore non è né il padre biologico, né adottivo.
E’ un padre di terza specie.
E lei è un grande maleducato. Buona giornata
La ringrazio per l’articolo. Mi permetto di aggiungere che in gioco non c’è solo l’eliminazione della figura della madre, ma una forma di ritorno alla schiavitù dell’uomo sull’uomo e sulla donna(!) e il concetto che con il denaro si può regolamentare la morale. E’ molto pericoloso che una legge avvalli questo comportamento. Cosa è accaduto perchè il diritto giunga a tale sentenza cosi ideologica?
il diritto sia giunto, chiedo scusa
spero che la Cassazione rovesci la sentenza.
Senza peraltro veri problemi per i bambini,
per i quali si può attivare l’istituto dell’adozione in casi particolari
il problema è che queste pratiche non dovrebbero proprio essere permesse, perchè poi, a “cose” fatte, ogni successivo sviluppo e/o decisione diventa con ogni probabilità fonte di grandi sofferenze, ancora una volta e soprattutto per i bambini.
Ritengo questa “apertura” la chiusura totale di ogni ragionevole umanità. Una sciatteria comportamentale che non tiene conto del dolore “a venire”. La scomparsa della madre -come ben dici tu- e la scomparsa della “relazione per eccellenza”, quella relazione così potente e fondante da far dire a Pasolini -in una poesia dedicata alla madre- : “Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine la vita che mi hai data…….”. Accanirsi a non voler riconoscere il vuoto che “per forza (Bowlby con i suoi studi su “attaccamento e separazione” non se lo sono mai letto tutti questi “maestri” di genitorialità?) verrà a… Leggi tutto »
Perfetto, manca solo un ultimo ragionamento in grado di spiegare quanto la sinistra e il movimento femminista hanno fatto per “dare armi strumenti a una logica liberale incontrollabile”. Sono parole della sessuologa Therese Hargot, giovane testa pensante che la invito a leggere. Il suo recente libro “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” è un buon punto di partenza per chiarire le idee.