Source: https://www.studiolegalemichieli.com/calcolo-parcelle/
Timestamp: 2019-01-23 07:03:28+00:00
Document Index: 78231662

Matched Legal Cases: ['art.14', 'art. 68', 'art. 92', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 542', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 32', 'art 18', 'sentenza ']

Calcolo parcelle - Studio legale Michieli.
Per chiarire alcuni dubbi che possono sorgere sui metodi per calcolare la parcella legale e sulle regole utilizzare per calcolare le spese di lite si riporta un esauriente articolo dello Studio Canestrini sull'argomento. Se si desidera calcolare l'ammontare della nota spese o della fattura si possono utilizzare gli appositi strumenti presenti in questa pagina.
Come si determina la parcella dell'avvocato? E quando si ha diritto al rimborso?
C'è chi teme le spese legali, non sapendo che l'avvocato - che risponde per eventuali inesattezze nella assistenza ed è obbligato ad avere una assicurazione professionale - si deve attenere a rigidi criteri determinati dalla legge nella redazione della parcella.
Chi tenta il "fai da te" spesso finisce per spendere molto di più (anche in termini di energia).
2. I SISTEMI DI TARIFFAZIONE: COMPENSO FORFETTARIO, A PERCENTUALE, SECONDO LA TARIFFA PROFESSIONALE FORENSE
I compensi degli avvocati - d'ufficio o di fiducia, non vi è differenza alcuna - prima dell'entrata in vigore del DL 1/2012 - erano regolati in per legge dalla Tariffa Professionale Forense approvata con Decreto del Ministero della Giustizia 8 aprile 2004, n. 127; altri metodi di retribuzione sono previsti dalla legge 248/2006 attuativa del cd. decreto Bersani; il sistema è stato nuovamente ritoccato dal DL 1/2012 sulla competitività.
Il decreto Bersani prevede che si possa concordare un importo fisso onnicomprensivo (a forfait, siam come somma unica che come forfait annuale)), o variabile a seconda dell'esito della vertenza (patto di quota lite).
Il Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1 ha abrogato le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico, stabilendo che il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimento dell'incarico professionale. Secondo tale decreto legge, il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi; l'inottemperanza disciplinare del professionista.
Il Decreto Legge 1/2012 ha dunque superato il previgente principio secondo il quale in assenza di diverso accordo si applicava la tariffa forense: le spese legali che potevano essere richieste variavano secondo il sistema abrogato tra un minimo ed un massimo per ogni attività professionale resa dall'avvocato, a seconda delle circostanze del caso concreto (difficoltà, impegno richiesto, importanza, condizioni patrimoniali dell'assistito, ...).
L'entità dei compensi, nel diritto civile dipende principalmente dal valore della causa, neldiritto penale dall'autorità giudiziaria competente (giudice di pace, tribunale corte di assise, ..) competente (che varia a seconda della gravità del reato).
Le principali voci di una parcella erano raggruppati in diritti (remunerazione per l'attività materiale) ed onorari (remunerazione per l'attività intellettuale); così, ad esempio, l'avvocato che andava in udienza può chiedere sia la remunerazione per l'attività materiale (partecipazione fisica) che per quella intellettuale (cioè aver fatto valere le ragioni del cliente).
Ai diritti ed agli onorari vanno inoltre aggiunti gli esborsi (cioè le spese vive), le spese generali (12,5% secondo l'art.14 D.M.127/04), il contributo previdenziale del 4% e l'I.V.A. al 21% (aumentata ex d.lgs. 138/2011).
Riepilogando le voci della parcella prima del DL 1/2012:
- diritti (fissi nel loro ammontare ed aumentano in base al valore della causa)
- onorari (per ogni scaglione di valore hanno un minimo ed un massimo)
- 12,5 % rimborso forfettario spese generali (segreteria, luce, materiale consumabile, ..)
- spese (imponibili I.V.A. e non imponibili: bolli, copie in tribunale, ..)
- 4 % C.N.P.A. contributo previdenziale cassa avvocati (non c'è l'I.N.P.S.)
- 21 % I.V.A.
La trasparenza è un diritto.
Il Consiglio dell'Ordine - prima del DL 1/012 - era competente anche per il rilascio del parere sulla liquidazione degli onorari per l'attività professionale svolta (cd. opinazione o parere di congruità): chi ritenga la richiesta economica del proprio legale ingiustificata, può infatti rivolgersi all'Ordine forense di appartenenza (ricerca avvocato sul sito del Consiglio Nazionale forense o sulle pagine dei singoli ordini).
3. IL RIMBORSO IN CASO DI VITTORIA / ASSOLUZIONE
In sinstesi, (purtroppo) nel processo civile non sempre chi vince recupera anche (tutte) le spese legali mentre nel processo penale chi è stato sssolto quasi mai riesce a recuperare quanto speso per l'avvocato.
Qualora però sollevi una eccezione, si rifiuterà anche di pagare la notula dell'avvocato: quando entrambe le parti siano assistite da un avvocato, in caso di accordo ognuno pagherà il proprio. Si noti che in caso di una transazione in una vertenza già iniziata, le parti sono solidalmente responsabili per il pagamento del compenso degli avvocati incaricati (anche quello di controparte!), salvo diverso accordo (art. 68 Legge Professionale Forense).
II principio della soccombenza però viene mitigato nel nostro ordinamento dall'art. 92 c.p.c., che fornisce al giudice il potere - utilizzato più frequentemente di quanto non si creda - dicompensare le spese in tutto o in parte qualora ci sia soccombenza reciproca oppure concorrano giusti motivi (praticamente insindacabili).
:: se la controparte condannata al rimborso è nullatenenete, chi deve pagare il prprio avvocato è sempre il cliente;
La legge dispone, come abbiamo avuto modo di constatare, che le spese possono essee compensate per "altri giusti motivi" (nel testo novellato "per eccezionali e gravi ragioni"), senza però darne una definizione. E' stata la giurisprudenza, in verità, ad indiciduare fattispecie più o meno tipizzate di giusti motivi, quali la peculiarità in fatto e in diritto della questione affrontata ad esempio, l'impossibilità prima del giudizio e dell'esito dell'istruttoria di formarsi un'idea chiara sul torto o la ragione); la novità della fattispecie da un punto di vista giurisprudenziale (cioè, fattispecie in ordine alla quale non sussistano precedenti); l'estrema opinabilità della questione controversa; l'esistenza di giurisprudenza in notevole contrasto o l'intervenuto mutamento dell'opinione giurisprudenziale dominante; l'accoglimento della domanda avvenuto soltanto in forza di jus superveniens o di dichiarazione di illegittimità della norma ad oper della Corte Costituzionale; la difficoltà interpretativa di disposizioni di lege o di contratti. E' chiaro che tale elencazione non può essere meramente esemplificativa e che nessuna elencazione tassativa di giusti motivi di compensazione sarà mai possibile.
Per dirla con la Corte di Cassazione: "In tema di danni provocati dalla attività giudiziaria l’ordinamento vigente prevede la riparazione del danno patito
E' possibile - ma estremamente difficile - il risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie dai magistrati, che nonostante la sentenza della Grande Camera della Corte di giustizia (sentenza 13 giugno 2006, causa C-173/03, Traghetti del Mediterraneo SpA c. Repubblica Italiana) rispondono dei danni solo se hanno agito con dolo o colpa grave, oltre che per diniego di giustizia (cfr. legge 13 aprile 1988, n. 117).
In caso di reati procedibili a querela, la procedura penale prevede che in caso di assoluzione dell'accusato il querelante possa essere condannato al rimborso delle spese legali (oltre che ad un risarcimento del danno; art. 542 c.p.p.). La norma trova però rara applicazione nella pratica.
A determinate condizioni può essere risarcita però l'ingiusta detenzione.
A certe condizioni (interpretate in maniera molto restrittiva: si veda infra)), i dipendenti di amministrazioni statali (ivi compresi agenti ed ufficiali di PS, compreso Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Carabinieri, Gurdia di Finanza, ..) possono essere rimborsati delle spese legali sopportate per procedimenti subiti in conseguenza di fatti o atti connessi con l'espletamento del servizio o con l'assolvimento di obblighi istituzionali e conclusisi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità.
· istanza dell’interessato prodotta ai sensi dell'art. 40 DPR n.164/02 (anticipo);
· nomina dell'Avvocato di fiducia;
· luogo e data di nascita, residenza e fotocopia del tesserino del codice fiscale dell'interessato;
· numero del c/c bancario o postale ed Istituto bancario presso il quale é acceso il conto dell'interessato e dell’Avvocato di fiducia;
· l’importo di cui si chiede l’anticipo;
· copia degli atti di maggior rilievo del procedimento, in particolare: informazione di garanzia (invito e/o verbale di interrogatorio o altro atto preliminare del procedimento penale), richiesta e decreto di archiviazione, richiesta di rinvio a giudizio e sentenza con attestazione del passaggio in giudicato;
· dettagliato rapporto, da parte del Direttore dell’Istituto o Servizio, sui fatti oggetto del procedimento a carico del dipendente, con formulazione, inoltre, di un sintetico parere in merito alla richiesta ed alla connessione dei fatti con il servizio istituzionale e sullo stato di servizio del dipendente.
luogo e data di nascita, residenza e fotocopia del tesserino fiscale
· istanza ai sensi dell’art. 32 L. 152/75;
· progetto di parcella rilasciata dal legale che ha patrocinato il dipendente, contenente la specificazione degli onorare delle spese e delle competenze, indicati in modo analitico con riferimento al numero delle singole prestazioni effettuate, secondo gli importi della tariffa professionale;
· istanza si sensi dell’art 18 D.L. 67/97;
· sentenza di assoluzione o archiviazione dell'Autorità giudiziaria competente;
· parcella dell'Avvocato di fiducia regolarmente quietanzata;
· luogo, data di nascita, residenza e fotocopia del tesserino fiscale del dipendente;
· coordinate bancarie o postali del dipendente.
:: in caso di contestazioni, il giudice non è vincolato dal parere del Consiglio dell'Ordine.
:: il diritto dell'avvocato al compenso si prescrive in tre anni (si tratta di prescrizione presuntiva).
:: l'avvocato può ottenere il pagamento della parcella con:
- procedimento a cognizione ordinaria (atto di citazione, non richiede il previo parere del Consiglio dell'Ordine ove è iscritto l'avvocato);
- decreto ingiuntivo sul parere del Consiglio dell'Ordine;