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Timestamp: 2017-01-24 17:30:11+00:00
Document Index: 34924606

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 51', 'art. 48', 'art.\n51', 'art.\n48', 'art.\n51', 'art. 51', 'art. 13']

Risoluzione Agenzia Entrate n.106 del 21.12.2015 REGISTRAZIONE GRATUITA
Risoluzione Agenzia Entrate n.106 del 21.12.2015 Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - Reddito di
lavoro dipendente - Rimborso spese di accesso corrisposto ai
medici specialistici ambulatoriali - art. 51, commi 1 e 5, del
DPR n. 917 del 1986
L’Azienda Sanitaria istante chiede quale sia il corretto trattamento fiscale
da riservare al "rimborso spese di accesso”, riconosciuto ai medici specialisti
ambulatoriali convenzionati quando svolgono l’incarico presso ambulatori
ubicati in un comune diverso da quello di residenza.
L’istante fa presente che la richiesta di chiarimenti si è resa necessaria a
seguito dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 6793 del 2 aprile 2015 che ha
riconosciuto funzione risarcitoria e non retributiva, a tale corresponsione e,
conseguentemente, la non imponibilità ai fini IRPEF delle relative somme.
L’organismo istante, in ragione di quanto disposto dall’articolo 51, comma
5, del TUIR, ha sempre considerato il rimborso in esame imponibile ai fini
Il trattamento fiscale del "rimborso spese di accesso” è stato oggetto di
esame da parte dell'Amministrazione Finanziaria con la risoluzione dell’11 luglio
2000, n. 107, laddove è stato precisato che tali emolumenti "vengono corrisposti
in funzione degli spostamenti del lavoratore dal comune di residenza al luogo di
lavoro. Tale fattispecie non rientra nella previsione del richiamato art. 48 (ora art.
51), comma 5, che …. prevede delle soglie di non tassabilità per le indennità di
trasferta corrisposte al dipendente per svolgere incarichi in un comune diverso da
quello della sede di lavoro. Conseguentemente se dalla documentazione relativa
al rapporto di lavoro non è rilevabile che il medico specialista effettui l'accesso in
un comune diverso da quello nel quale è situata la propria sede di lavoro, tali
erogazioni sono interamente soggette a tassazione ai sensi del comma 1 dell’art.
48 (ora 51).”.
Considerato che la normativa esaminata con il citato documento di prassi
coincide con quella attualmente in vigore, la scrivente ritiene di dover
confermare l’orientamento dell'Amministrazione Finanziaria in merito e,
conseguentemente, considerare imponibili i rimborsi spese in esame, ai sensi del
comma 1 dell’articolo 51 del TUIR.
In relazione all’ordinanza n. 6793 del 2 aprile u.s. della Corte di
Cassazione, si rileva che con tale pronuncia i giudici di legittimità hanno
riconosciuto la non imponibilità del rimborso spese in base alla sua funzione
Le motivazioni poste a base dell’ordinanza de quo riprendono quelle
addotte dalla Corte di Cassazione in relazione alla natura del rimborso spese
corrisposto ai dipendenti del Ministero del Lavoro in occasione di ispezioni
effettuate presso cooperative.
In tali pronunce (sentenze n. 5081 del 1999, n. 9107 del 2002 e n. 21517
del 2006), tuttavia, i giudici di legittimità si sono pronunciati in merito al
trattamento fiscale delle somme corrisposte a ristoro delle spese sostenute dal
lavoratore per raggiungere, dalla sede di lavoro, il luogo dell’ispezione e, quindi,
hanno esaminato una fattispecie diversa da quella in esame.
Sul piano normativo si rileva che il "rimborso spese di accesso” è
corrisposto ai medici specialisti ambulatoriali interni, in ragione dei loro
spostamenti dal Comune di residenza al luogo di lavoro, sempreché lo specialista
non risieda nello stesso Comune sede del presidio di competenza.
Le disposizioni sulla determinazione del reddito di lavoro dipendente
prevedono l’imponibilità di tutte le somme e valori, a qualunque titolo percepiti,
anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro (art.
51, co. 1, del TUIR).
Con riguardo alle somme corrisposte e ai servizi prestati in relazione agli
spostamenti per raggiungere dal luogo di residenza la sede di lavoro, il legislatore
ha previsto la non imponibilità delle sole prestazioni di servizi di trasporto
collettivo rivolte alla generalità o a categorie di dipendenti (art. 51, co. 2, lett. d,
Una lettura a contraris delle disposizioni richiamate porta
necessariamente a ritenere che il rimborso delle spese in esame sia imponibile,
altrimenti la previsione da ultimo citata sarebbe inutiliter data.
Al riguardo, l’A.F. ha più volte precisato che eventuali indennità
sostitutive del servizio di trasporto sono assoggettate interamente a tassazione,
così come è interamente assoggettato a tassazione l’eventuale rimborso al lavoratore di biglietti o di tessere di abbonamento per il trasporto (tra l'altro, circ.
n. 326 del 1997 e risoluzioni n.191 del 2000 e n. 126 del 2007).
In relazione, poi, alle diversità con il regime fiscale previsto dall'articolo
51, comma 5, del TUIR per le trasferte o missioni del lavoratore, si ribadisce che
tale disposizione è relativa allo spostamento del lavoratore dalla propria sede di
lavoro al luogo di missione/trasferta, cui è tenuto a recarsi su incarico e per
esclusivo interesse del datore di lavoro. È tale circostanza a giustificare il
particolare regime di favore ivi previsto per i rimborsi spese.
Considerato che, diversamente, lo spostamento casa-lavoro avviene al di
fuori dell'orario di lavoro e comunque a partire da un’abitazione scelta dal
dipendente, la differenza sul trattamento fiscale non appare irragionevole.
Peraltro, l’art. 13 del TUIR riconosce ai lavoratori dipendenti un’apposita
detrazione anche in funzione delle spese di produzione del reddito.
Inoltre, le somme corrisposte dal datore di lavoro ai dipendenti a titolo di
rimborso spese, al di fuori dei casi previsti dall'articolo 51 del TUIR, possono
considerarsi non imponibili nella sola ipotesi in cui il dipendente abbia sostenuto
le spese in nome e per conto del datore di lavoro, per l'acquisto di materiali
utilizzati nell'attività lavorativa.
Non si ritiene, infine, che tali rimborsi possano essere considerati da
risarcimento danni, in quanto, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del TUIR sono
esenti da imposizione le sole indennità conseguite a titolo di risarcimento di
danni derivanti da invalidità permanente o da morte, costituendo le altre
indennità "redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti.”.
Per quanto in precedenza evidenziato si ritiene che il riconoscimento della
non imponibilità del rimborso spese in esame sulla base del carattere risarcitorio
dell’emolumento sarebbe in contrasto con le vigenti disposizioni del TUIR e,
considerato che l’ordinanza in esame è attualmente isolata, si ritiene di
confermare l'imponibilità del rimborso previsto dall’articolo 46 dell’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti
Rimane ferma che il particolare regime delle trasferte potrà essere
applicato nella sola ipotesi in cui il lavoratore sia autorizzato a recarsi al luogo di
missione, e non al luogo di lavoro, partendo dalla sua residenza