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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 28', 'art. 32', 'art. 28', 'art. 32', 'art. 25']

CORSO ESTIVO 2015 LEZIONE 3 I contratti di lavoro subordinato - ppt scaricare
PubblicatoEva Rossetti Modificato 2 anni fa
Presentazione sul tema: "CORSO ESTIVO 2015 LEZIONE 3 I contratti di lavoro subordinato"— Transcript della presentazione:
1 CORSO ESTIVO 2015 LEZIONE 3 I contratti di lavoro subordinato
Università di Urbino Facoltà di Economia sede di Fano A.A. 2014/2015 DIRITTO DEL LAVORO Natalia Paci CORSO ESTIVO 2015 LEZIONE 3 Il rapporto di lavoro subordinato I contratti di lavoro subordinato “non standard”: il contratto a termine.
2 CONTRATTI DI LAVORO SPECIALI
CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO NON STANDARD CONTRATTI DI LAVORO SPECIALI Specialità della causa: Causa mista: formazione + retribuzione Contratto di apprendistato Contratto di formazione e lavoro Rimasto per il pubblico impiego Contratto di Inserimento Abrogato dalla Riforma Fornero L. n. 92/2012 2 2
3 CONTRATTI DI LAVORO A DISCIPLINA SPECIALE
SEGUE: CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO NON STANDARD Duplicità dei rapporti CONTRATTI DI LAVORO A DISCIPLINA SPECIALE Lavoro socio di coop. Disciplina in parte diversa dal contratto di lavoro standard (a tempo pieno e indeterminato) per: Peculiarità dell’interesse perseguito dal datore Peculiarità del lavoro oggetto di prestazione Durata del contratto Orario di lavoro Uso indiretto del lavoratore Luogo di esecuzione della prestazione Part-time Contratto a termine Lavoro Somministrato Contratto di lavoro ripartito (Job Sharing ma abrogato dal Jobs Act, D. Lgs. 81/2015) Lavoro domestico Lavoro nelle p.a. Lavoro sportivo Distacco Lavoro a domicilio Contratto di lavoro Intermittente (Job on call) Lavoro giornalistico Contratto di lavoro negli appalti Il telelavoro non è una tipologia contrattuale, ma un modo di esecuzione della prestazione. 3 Fonte: Codice del Lavoro, Giuffré 3
4 IL CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO A TEMPO INDETERMINATO
Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di contratto di lavoro. Così si conferma l'incipit del recente Jobs Act (art. 1 D. Lgs. 81 del 15 giugno 2015). Tuttavia, il carattere dominante del contratto di lavoro a tempo indeterminato viene poi contraddetto dalla possibilità di assunzioni temporanee acausali generalizzate prevista inizialmente dal primo Jobs Act (DL 34/2014) ed ora, definitivamente, dagli articoli seguenti dell'ultimo Jobs Act (D. Lgs 81/2015).
5 IL CONTRATTO A TERMINE. REQUISITI (art. 19). Fonti: D. Lgs. n
IL CONTRATTO A TERMINE. REQUISITI (art. 19). Fonti: D.Lgs. n. 368/2001 (mod. da L. n. 247/07, L. n. 133/08, L. n. 92/2012, L. n. 99/2013, DL 34/2014, conv. L. 78/2014). Dal 15 giugno 2015: D. Lgs. 81/2015 1. Forma scritta, a pena di inefficacia (salvo rapporto non superiore a 12 gg.) 2. Fino a marzo 2014: Ragioni tecniche, produttive, organizzative, sostitutive, anche se riferibili alla attività ordinaria del datore di lavoro. Requisito ora non più richiesto, dopo il primo Jobs Act (DL 34/2014) che ha introdotto il contratto “acausale”. 3. Limite temporale di massimo 36 mesi ma, aggiunge il Jobs act, solo per I contratti conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale.
6 Segue. REQUISITI (art. 23). Rispetto delle “clausole di contingentamento” previste dalla cont.coll. e comunque entro il generale limite del 20% introdotto dal DL 34/2014, del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell'anno di assunzione. Il limite non si applica: - alle imprese fino a 5 dipendenti; - nella fase di avvio di nuove attività, secondo quanto specificato dai cont coll - alle start up innovativa per 4 anni dalla costituzione - per le attività stagionali - per specifici spettacoli o programmiì radiofonici o televisivi - per sostituzione di lavoratori assenti; - con lavoratori di età superiore a 50 anni - per I contratti di ricerca univesitaria vigono norme particolari.
7 DIVIETI DI CONTRATTO A TERMINE (artt. 20 )
1. Sostituzione scioperanti 2. Salvo diverso accordo sindacale, quando nei 6 mesi precedentisi sia proceduto a licenziamenti collettivi di lavoratori adibiti alle stesse mansioni 3. Quando vi sia CIG per lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto a termine 4. Per datori che non hanno effettuato la valutazione dei rischi ex D.Lgs. n.81/08
8 PROROGA DEL CONTRATTO A TERMINE (ART. 21)
1) SOLO PER CONTRATTI INFERIORI A 36 MESI 2) CON IL CONSENSO DEL LAVORATORE 3) (Prima: solo 1 volta) Ora (dopo DL 34/2014): max 5 VOLTE indipendentemente dal numero dei contratti 4) per una durata totale non superiore a 36 mesi.
9 SANZIONI Violazione del limite formale: INEFFICACIA della clausola appositiva del termine e il contratto si considera a tempo indeterminato (art. 19). Violazione del limite temporale di 36 mesi il contratto a termine si trasforma a tempo indeterminato dalla data di superamento (art. 19). Violazione di divieti il contratto a termine si trasforma a tempo indeterminato (art. 20). Violazione del limite di massimo 5 proroghe il contratto a termine si trasforma a tempo indeterminato dalla data della sesta proroga (art. 21). Nei casi di trasformazione il risarcimento del danno a favore del lavoratore consisterà in un'indennità onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione . La predetta indennità ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso tra la scadenza del termine e la pronuncia con la quale il giudice ha ordinato la ricostituzione del rapporto di lavoro
10 SANZIONE (art. 23) Per il superamento della percentiale massima consentita, si esclude la trasformazione in contratto a tempo indeterminato e si prevede solo una sanzione amministrativa di importo pari: a) al 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non è superiore a uno; b) al 50% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale è superiore a uno.
11 DECADENZA ( art. 28 D. Lgs. 81/2015 e art. 32 L. 183/2010)
L'impugnazione del contratto a tempo determinato deve avvenire entro il termine di decadenza di 120 gg. dalla cessazione del singolo contratto con inefficacia della stessa se il ricorso non è depositato nei successivi 180 giorni (art. 28, D. Lgs. 81/2015 e art. 32, 3° comma, lett. a) L. n. 183/2010, come mod. da L. n. 92/12)
12 PROSECUZIONE DI FATTO (ART. 22)
PERIODO CUSCINETTO: Maggiorazione retributiva giornaliera del 20% per i primi 10gg. e del 40% oltre. Dopo 30 o 50 gg. (NOVITA’ FORNERO: prima della L. 92 era venti o trenta) a seconda di contratto inferiore o superiore a 6 mesi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
13 RINNOVO: LIMITI ALLA SUCCESSIONE (ART. 21)
In caso di riassunzione entro 10 o 20 gg. dalla scadenza di un contratto rispettivamente inferiore o superiore a 6 mesi il secondo contratto si considera a tempo ind. Le previsioni non si applicano: 1) per i lavoratori stagionali; 2) nelle ipotesi previste dai contratti collettivi; 3) per i contratti a termine stipulati da “start-up innovative (art. 25, D.L. n. 179/2012 conv. in L. n. 221/2012).
14 DISCIPLINA DEL RAPPORTO (ARTT. 24-27)
NON DISCRIMINAZIONE (ART. 25): partià di trattamento. FORMAZIONE (ART. 26) ad opera dei contratti collettivi, formazione adeguata, per aumentarne la qualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilità occupazionale INFORMAZIONE (ART. 19) sui posti vacanti disponibili CRITERI DI COMPUTO (ART. 27) prima non computo cont inferiore a 9 mesi, ora numero medio mensile di lavoratori a termine negli ultimi due anni sulla base dell'effettiva durata del rapporto. RECESSO ANTE TEMPUS solo per giusta causa (ART C.C.) DIRITTO DI PRECEDENZA (ART. 24): vedi infra.
15 DIRITTO DI PRECEDENZA (ARTT. 24)
Diritto di precedenza per il lavoratore che abbia prestato attività lavorativa presso la stessa azienda – con uno o più contratti a termine – per un periodo superiore a 6 mesi (si computa anche il periodo di congedo di maternità), con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato (e a t.d. per le lavoratrici in congedo di maternità) effettuate nei 12 mesi successivi ed alle mansioni già da lui espletate. Diritto di precedenza per il lavoratore a termine stagionale con riferimento a nuove assunzioni a termine per le medesime attività. Il diritto di precedenza in ambedue i casi può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti la propria volontà con atto scritto rispettivamente entro 6 mesi e 3 mesi dalla data di cessazione del rapporto e si estingue comunque entro un anno dalla cessazione del rapporto.
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