Source: https://www.derra.eu/it/consulenza-legale/aree_di_attivita_particolare/diritto-della-protezione-dei-dati.html
Timestamp: 2019-06-19 22:13:02+00:00
Document Index: 157827758

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'sentenza ', '§ 89', 'art. 1751', 'art. 1751', '§ 89', 'sentenza ']

La normativa in materia di protezione dei dati è recentemente diventata sempre più importante negli affari di tutti i giorni. In ogni divisione – rapporti con la clientela, relazioni con i fornitori, marketing online e marketing diretto, prevenzione delle frodi e in relazione ad ogni circostanza che concerne i dipendenti – viene in considerazione la normativa in materia di protezione dei dati. Anche in pubblico e nelle relazioni con i partner contrattuali il tema della protezione dei dati come aspettativa nei confronti dell’azienda ha acquisito un proprio valore – e ciò non soltanto per le procedure di grande impatto sull’opinione pubblica atte ad imporre sanzioni.
In questo modo, la normativa in materia di protezione dei dati è diventata una componente obbligatoria di ogni organizzazione aziendale e di ogni strategia di conformità e deve essere presa in considerazione nelle decisioni e nei progetti aziendali.
Il 25.05.2016 è entrato in vigore il cosiddetto Regolamento UE sulla protezione dei dati. Entro il 25.05.2018 qualsiasi trattamento di dati personali deve essere reso conforme con i requisiti del Regolamento sulla protezione dei dati - un compito di particolare importanza in vista del significativo aumento delle sanzioni per le violazioni delle norme sulla protezione dei dati.
Abbiamo quindi fatto della normativa in materia di protezione dei dati uno dei focus dei nostri servizi di consulenza e vi offriamo consulenza ed assistenza legale complete. Abbiamo quindi la possibilità di riunire in base alle vostre richieste le nostre competenze in diritto del lavoro, bancario, societario, commerciale, fallimentare, del mercato dei capitali, penale, di distribuzione e della concorrenza con il diritto sulla protezione dei dati. Vi offriamo una consulenza legale ritagliata sulle vostre esigenze.
controllo di conformità alla normativa in materia di protezione dei dati
adattamento del trattamento dei dati nella vostra azienda ai requisiti del Regolamento UE sulla protezione dei dati
pareri e valutazioni per provare la conformità dei trattamenti dei dati da voi effettuati alla normativa sulla protezione dei dati e per elaborare nuove idee aziendali e modelli di business
assistenza nell’approntare e nell’implementare attività di marketing offline e online, compresi i sistemi di marketing guidato dai dati (Data Driven Marketing) e i sistemi di gestione delle relazione con i clienti (CRM)
protezione dei dati in internet e configurazione conforme alla privacy di siti web, negozi online e portali online
supporto per progetti nel contesto di Industria 4.0, Machine2Machine Communication e Internet of things
creazione e utilizzo dei servizi cloud - soprattutto transfrontalieri-, in particolare da "Infrastructure as a Service" a "Communication / Collaboration as a Service" sino a "Business Process as a Service"
consulenza sulla normativa in materia di protezione dei dati nell’ambito dell’outsourcing e della vendita di aziende, in particolare nella vendita di rami di azienda
consulenza specifica sulla privacy nei settori delle telecomunicazioni e bancario
formazione sulla protezione dei dati per la vostra azienda in base alle esigenze della vostra azienda e / o formazione su tematiche specifiche
coaching e supporto ai responsabili interni ed esterni della protezione dei dati
supporto ai curatori fallimentari in questioni di privacy
rappresentanza e tutela dei vostri interessi in caso di quesiti, richieste di informazioni e ispezioni da parte dell’Autorità garante della protezione dei dati
supporto interno nelle attività per affrontare le indagini dell’Autorità garante della protezione dei dati
Düsseldorf | Ulma | Berlino
Dresda | Chemnitz
Dresda | Berlino
Ulma | Düsseldorf
Recesso dal contratto di agenzia durante il periodo di prova: va pagata l’indennità di fine rapporto
Un agente può avere diritto all’indennità di fine rapporto ...
Un agente può avere diritto all’indennità di fine rapporto, anche quando il contratto viene terminato durante il periodo di prova.
Della problematica si è recentemente occupata la Corte di Giustizia UE. Nella fattispecie specifica, un agente che lavorava il Francia aveva un periodo di prova di 12 mesi. Il contratto è stato terminato dopo sette mesi e il preposto si è rifiutato di pagare l’indennità.
La Corte Europea ha deciso che nonostante la risoluzione del contratto di agenzia durante il periodo di prova, all’agente spetta l’indennità di fine rapporto. Il periodo di prova non esclude il diritto alla indennità. I casi in cui il pagamento è escluso vengono disciplinati dall’art. 18 della Direttiva concernente gli agenti di commercio del 1986. Sebbene la sentenza riguardi una fattispecie che ha avuto luogo in Francia, la decisione riguardante la cessazione del rapporto di agenzia ha rilevanza anche per la Germania e l’Italia. In entrambi i paesi è stata recepita la direttiva.
Le norme nazionali che disciplinano i casi in cui l’indennità di fine rapporto non è dovuta riportano i casi previsti dalla direttiva (§ 89 b comma 3 codice di commercio tedesco ed art. 1751 comma 2 cc). Pertanto, le norme nazionali vanno interpretate in conformità con la direttiva concernente gli agenti di commercio.
Questo significa che in caso di recesso dal contratto di agenzia durante il periodo di prova, anche il giudice italiano o tedesco dovrà seguire le indicazione della Corte Europea.
Un ulteriore precisazione della Corte sul recesso dal contratto di agenzia durante il periodo di prova
La Corte ha aggiunto, inoltre, un’altra cosa. Anche mediante un accordo contrattuale non è lecito escludere il diritto all’indennità di fine rapporto a seguito del recesso dal contratto di agenzia per il periodo di prova perché renderebbe maggiormente gravoso il diritto dell’agente a ricevere l’indennità. Come, tra l’altro previsto anche dall’art. 1751 c.c. e dal § 89 b codice del commercio tedesco.
Pertanto, il preposto deve prepararsi a pagare l’indennità di fine rapporto anche in caso di risoluzione del contratto di agenzia durante il periodo di prova.
(Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 19 aprile 2018, causa C-645/16)
Ulteriori inasprimenti della normativa sulla protezione dei dati previsti dal Regolamento privacy
Questa seconda parte della nostra serie di articoli è dedicata alla spiegazione dei singoli cambiamenti intervenuti nella normativa sulla protezione dei dati personali apportati del Regolamento privacy.
Questa seconda parte della nostra serie di articoli è dedicata alla spiegazione dei singoli cambiamenti intervenuti nella normativa sulla protezione dei dati personali apportati del Regolamento privacy. Cercheremo di fornire una visone d’insieme dei cambiamenti più rilevanti.
La prassi prevista per le sanzioni non è l’unico inasprimento della normativa sui dati personali previsto dal Regolamento privacy. Il Regolamento apporta ulteriori modifiche che influenzano anch’esse l’applicazione delle sanzioni. In particolare:
- Obblighi informativi completi e proattivi
In futuro, ogni qual volta vi sarà l’utilizzazione di dati personali, l’interessato dovrà essere informato molto più proattivamente in merito all’utilizzo dei suoi dati. In alcuni casi, dovrà essere indicato il fondamento giuridico che giustifica la raccolta dei dati di una persona. Questo è possibile solo se il responsabile dei dati personali svolge indagini e verifiche in merito al trattamento dei dati.
- Ampliamento della copertura degli errori sui dati
Nei casi di cosidetto“data breach”, ossia, ogni qual volta si verifichi la violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati, bisogna notificare lo stesso “data breach” all’autorità di sorveglianza competente e al soggetto protetto. Questa comunicazione da fornire dovrà essere molto più ampia rispetto a quanto avveniva precedentemente e dovrà essere fatta in pochi giorni. L’omissione della notificazione degli errori commessi è di nuovo di per sé sanzionabile.
- Obbligo di coordinamento con l’autorità di sorveglianza.
Quando vengono trattati dati personali rischiosi è necessario valutare le possibili conseguenze del trattamento e, allo stesso tempo, bisogna consultare l’autorità di vigilanza in merito al trattamento dei dati.
- Ampliamento della responsabilità
il risarcimento del danno dovuto dal prestatore di servizi, in relazione alla sua responsabilità, verrà incrementato. Figurativamente parlando, per quanto riguarda la sua responsabilità, il prestatore di servizi sarà “sulla stessa barca” di colui che ha conferito l’incarico. In questo caso sarà necessario regolare contrattualmente la limitazione della responsabilità.
- I nuovi diritti dei soggetti protetti
Le informazioni dovranno essere in futuro rilasciate ai soggetti interessati senza ritardi, in ogni caso entro un mese. In più è previsto anche il diritto alla portabilità, così come il diritto all’oblio dei dati. Sono previste sanzioni se i dati dei soggetti protetti verranno trattati in maniera scorretta. I diritti degli interessanti vengono infatti ampliamente rafforzati, gran parte del Regolamento è dedicato ai singoli diritti degli interessati e alla loro modalità di esercizio. A tal proposito sono stati introdotti numerosi cambiamenti in tema di diritto di limitazione del trattamento, in tema di diritto alla portabilità dei dati e in tema di diritto di opposizione alla profilazione. Il Regolamento privacy prevede inoltre in alcuni casi delle restrizioni all’esercizio dei diritti sopraindicati (ad. es. nei casi di sicurezza nazionale, in quelli in cui diventa rilevante la prevenzione e repressione dei reati, ecc.).
- Obblighi di organizzazione
Il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali obbliga in molti casi, come ad esempio per quanto riguarda la realizzazione dei diritti degli interessati, a costruire strutture organizzative. La sola mancanza di queste strutture è di per sé sanzionabile.
Il nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali definisce esplicitamente un completo e sfaccettato catalogo di principi generali, la cui osservanza - diversamente da prima - è demandata alla sola impresa. Questo significa che, non solo il rispetto della legislazione sulla protezione dei dati personali viene verificato nei singoli casi, ma anche che la compliance sulla protezione dei dati personali viene trasferita nel “campo organizzativo”.
Anche la disciplina sul trasferimento dei dati personali all’estero viene riformulata in maniera innovativa dalla nuova legislazione in materia di privacy.
Il regolamento subordina la legittimità dei trasferimenti di dati verso Paesi extra Ue ad una valutazione di adeguatezza da parte della Commissione europea circa il livello di protezione assicurato in quel determinato Stato. In assenza di una decisione di questo tipo, il trasferimento potrà avvenire solo in presenza di garanzie adeguate (ad es., clausole tipo di protezione dei dati, norme vincolanti d’impresa, clausole contrattuali) o nel caso ricorrano particolari evenienze.
Il Safe Harbor e lo scudo americano-europeo sulla privacy sono temi che hanno particolarmente colpito l’opinione pubblica e che hanno messo al centro della discussione dei soggetti coinvolti, dell’autorità e dell’opinione pubblica il tema del trasferimento dei dati personali all’estero. Vengono poste domande nuove soprattutto in relazione all’impiego di soluzioni IT da parte dei prestatori di servizi – non solo per il Cloud-Computing - e in relazione al trasferimento dei dati tra aziende collegate fra loro.
- Scoperta di infrazioni
Le infrazioni interne all’azienda devono essere valutate alla luce della legislazione in materia di protezione dei dati personali. Anche le strutture di compliance aziendali e le azioni da mettere in atto nel caso di infrazioni interne all’azienda– come attualmente è stato reso noto dalla stampa- devono adattarsi alla nuova normativa sul trattamento dei dati personali. Se questi obblighi sono prescritti dalla legge, oppure, se sono autoimposti dall’azienda stessa (per es. Whistleblowing), essi devono essere obbligatoriamente rivalutati prendendo come riferimento il nuovo Regolamento. La compliance relativa alla normativa sulla protezione dei dati deve essere assicurata anche dopo l’entrata in vigore del regolamento privacy.
- La compliance del trattamento dei dati personali come obbiettivo da perseguire per i mandatari e per i fornitori
Sempre di più, l’azienda stipula contratti, soprattutto nel caso dei contratti di collaborazione, con i quali il mandante viene obbligato contrattualmente al rispetto della protezione dei dati personali. La mancanza di trasposizione nei contratti delle disposizioni del regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali porta, in aggiunta alle sanzioni previste dal Regolamento, alla violazione degli obblighi contrattuali.
Multe, Richiami, azione collettiva
Oltre al problema delle sanzioni vi è anche il pericolo di ricevere richiami per attività di concorrenza sleale. È stata infatti introdotta alla fine del 2015 la possibilità di avvalersi dell’azione collettiva nei casi di violazione della normativa sul trattamento dei dati personali. Il regolamento privacy contemplerà ulteriori tipi di azioni legali.
IL NUOVO REGOLAMENTO PRIVACY DELL’UNIONE EUROPEA - UN PRIMO APPROCCIO
Il 25.05.2016 è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (regolamento privacy).
Il 25.05.2016 è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (regolamento privacy). Il Regolamento privacy riforma completamente la disciplina del trattamento dei dati personali.
Il Regolamento è parte del Pacchetto protezione dati, l'insieme normativo che definisce un nuovo quadro comune in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell'UE e comprende anche la Direttiva (UE) 2016/680 in materia di trattamento dei dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.
Il periodo che precede il 25.05.2018, giorno prefissato per l’inizio dell’applicazione del Regolamento privacy, dovrà essere utilizzato per adattare il sistema di elaborazione dei dati personali alla nuova normativa.
Vediamo in questo primo articolo che introduce i successivi interventi che pubblicheremo sul nuovo Regolamento Privacy a chi si applica il Regolamento, quali sono le conseguenze della mancata applicazione e perché occorre rispettare le nuove regole.
1. A quali situazioni si applicano le nuove regole?
Nell’immediato e in futuro, al fine di applicare correttamente il Regolamento europeo privacy, è determinante sapere se vengono trattati i dati di una persona fisica. Il regolamento privacy si applica infatti a tutti dati riconducibili alla persona fisica. Non vengono protetti i dati relativi alle persone giuridiche (per es.: S.r.l., S.p.A., cooperative).
Diversamente da quanto previsto dalla normativa per la tutela dei consumatori e da quella per la salvaguardia della concorrenza e dei mercati non è essenziale determinare se i dati trattati siano quelli di un piccolo imprenditore, di un consumatore, o di un privato; il Regolamento tutela senza fare alcuna distinzione tutte le persone fisiche. Il Regolamento si applica chiaramente ai privati, sia in quanto clienti, che in quanto dipendenti di un’azienda, si applica inoltre ai clienti di un’impresa, ai fornitori e a tutte le persone coinvolte nelle relazioni commerciali. Occorre tenere presente che anche nei rapporti commerciali tra due persone giuridiche (per es. quando si stipula un contratto) possono emergere di fatto i dati relativi alle persone fisiche (si pensi per es. ai dati del referente, del rappresentate legale, ecc.).
Il Regolamento privacy si è soprattutto focalizzato su temi che riguardano il web, come Cookies e indirizzi IP. Il Regolamento non si applica invece ai dati provenienti esclusivamente dai macchinari, i quali nell’ambito dell’ l’industria 4.0, hanno notevole importanza. Talvolta, si tralascia però la necessità di dover applicare la normativa in materia di protezione dei dati personali a quei dati che emergono quando indirettamente si viene a conoscenza dei dati personali di una persona fisica (ad es. i dati relativi alla persona che consegna il macchinario in azienda). In questo caso infatti il “Big Data” non riesce a capire di dover effettuare una verifica sui dati personali.
Il regolamento privacy mostra i suoi limiti proprio nelle tematiche relative al web e ai nuovi procedimenti che interessano i dati già elaborati una prima volta. Per questo è di importanza fondamentale verificare l’ambito di applicazione della nuova normativa e identificare e valutare le forme alternative di strutturazione dei dati.
In conclusione, è difficile trovare un ambito dell’impresa che non viene incluso nella disciplina della protezione dei dati personali
2. Le conseguenze della normativa sulla protezione dei dati personali
I dati relativi alle persone fisiche possono essere trattati solamente quando vi è il consenso della persona coinvolta oppure quando una disposizione di legge ne permette l’elaborazione (Divieto con riserva di autorizzazione).
Ciò significa che ogni tipo di trattamento dei dati personali di una persona fisica è proibita quando colui che elabora i dati non può provare e giustificare la liceità del trattamento. Questa regola, da tempo prevista nel nostro ordinamento e ripresa dal regolamento privacy, non subirà alcun cambiamento. Le modifiche approntate dal regolamento verranno più avanti approfondite nel paragrafo intitolato: “Ciò che è lecito non rimarrà automaticamente lecito”!
La legislazione sulla protezione dei dati personali identifica, come principio fondamentale da rispettare, la trasparenza della procedura del trattamento dei dati nei confronti delle persone coinvolte. In breve: è necessario assicurarsi, informando proattivamente la persona coinvolta, che essa sappia in ogni momento chi, per cosa e con quale scopo tratta i suoi dati personali. Mentre la vecchia normativa considerava quanto sopra descritto in tema di obbligo di trasparenza sufficiente, il Regolamento privacy amplia notevolmente questo ambito della disciplina. Le novità sono così ampie che in futuro tra le informazioni da comunicare alla persona coinvolta ci saranno l’indicazione dei fondamenti giuridici e degli interessi legittimi alla base del trattamento dei dati.
In relazione all’informativa proattiva a favore delle persone coinvolte saranno necessari degli adattamenti. Si rischia infatti di violare la normativa palesemente e di incorrere in sanzioni che sono difficili da contestare.
I dati personali relativi alle persone fisiche possono essere utilizzati solo allo scopo per cui sono stati legittimamente raccolti. Per utilizzare questi dati per un altro scopo deve esserne verificata l’ammissibilità, ovvero, bisogna accertare che vi sia il consenso della persona oppure, che la legge ne ammetta il trattamento.
Il principio che prevede il vincolo del trattamento dei dati allo scopo da perseguire comporta quindi che anche i dati raccolti una prima volta legittimamente non potranno essere trattati una seconda volta liberamente.
Il principio che postula di evitare o minimizzare la trasmissione dei dati richiede che vengano raccolti e utilizzati solo i dati necessari allo scopo prefissato e che tutti i procedimenti e i sistemi utilizzati siano strutturati in modo che venga rispettato lo scopo del trattamento. Tutto questo richiederà uno sforzo aggiuntivo. Fino ad oggi infatti, questo principio è stato trascurato a causa dei problemi strutturali del sistema sanzionatorio. Il Regolamento privacy prevede invece sanzioni che seguono il principio che postula di evitare o minimizzare la trasmissione dei dati, stabilendo sanzioni che possono arrivare fino a 20 milioni di euro, inoltre, l’incaricato del trattamento dei dati personali è da ritenere, in relazione all’applicazione di questo principio, legalmente responsabile per le sue azioni.
3. Perché la Sua azienda dovrà adeguarsi alle nuove regole
L’ambito di applicazione sopra descritto non è nuovo. Se si segue il motto “avanti così” si rischia però di non vedere quali sono i mutamenti apportati dal nuovo Regolamento.
Difatti la vera novità è costituita dal rischio che le infrazioni siano scoperte. Il regolamento privacy non solo inasprisce le sanzioni in modo drastico, ma prevede anche il rispetto di ulteriori requisiti nel trattamento dei dati.
Le sanzioni potranno arrivare fino a 10 / 20 milioni di euro a seconda dell’infrazione commessa
Le sanzioni saranno sicuramente più elevate e allo stesso tempo è prospettabile, che a seguito dell’applicazione del Regolamento privacy, vengano comminate una quantità maggiore di sanzioni. Il legislatore esige l’effettività delle sanzioni quando sono prescritte dalla legge. La discussione sulla nuova normativa è ancora in corso ed è ancora aperto il problema se l’autorità di sorveglianza possa, come ha fatto in precedenza, desistere dal comminare una sanzione, quando essa è prevista dalla legge (parola chiave: obbligo di sanzionare). Anche le stesse autorità di sorveglianza per la protezione dei dati personali non escludono che in futuro saranno inflitte sanzioni d’importo maggiore e numericamente più elevate.
Gli obblighi, la cui inosservanza porta a comminare una sanzione, vengono ampliati dal regolamento privacy. Quindi come si diceva prima, se si segue il motto “avanti così” e non si rispettano gli obblighi introdotti dal regolamento si rischia di cadere nelle trappole della nuova normativa.
Dr. Jens Eckhardt / Rüpke / v. Lewinski
Herausgeber eines inhaltlichen aufbereiteten Gesetzestextes zur DS-GVO
TKMmed!a (2. Auflage 2019)
Dr. Jens Eckhardt / Kramer / Tausch
Datenschutz und Marketing – Praxisleitfaden für Datenschutzbeauftragte und Geschäftsleitung
BDSG/DS-GVO (Mitautor)
Dr. Jens Eckhardt / Bergmann / Möhrle / Herb
Verlag C. H. Beck München, Mitautor seit 1. Auflage
Leitfaden – Datenschutz und Cloud Computing
Mitautor und Leiter der Taskforce „Datenschutz“ der AG „Rechtsrahmen im Cloud Computing“, Trusted Cloud-Initiative des BMWi
Beck‘scher Online-Kommentar BDSG/DS-GVO (Mitautor)
Dr. Jens Eckhardt / Wolff / Brink
Beck’scher TKG Kommentar
Verlag C. H. Beck München, Mitautor seit 4. Auflage, 2013
Bspw. „Wann ist ein Datum ein personenbezogenes Datum?“
Dr. Jens Eckhardt / Dr. Brink (Landesbeauftragter für den Datenschutz Baden-Württemberg)
ZD Editorial 1/2015 und ZD 2015, 205 ff.
EuroCloud_eco-Leitfaden „Durchsuchung als wichtiger Bestandteil der IT-Security“
Dr. Jens Eckhardt / Ralph E. Walker / Konrad Menz
Big Data im Marketing – Chancen und Möglichkeiten für eine effektive Kundenansprache
Haufe Gruppe, 2015
Digitalisierung und Transformation im Unternehmen (Mitautor)