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Timestamp: 2017-11-17 23:22:20+00:00
Document Index: 84488597

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 30', 'art. 5', 'art. 30']

Novità fiscali del 4 novembre 2008: cessione di azienda: procedure per il trasferimento dei crediti IVA e rimborso Iva; disciplina dei fondi immobiliari: i chiarimenti delle Entrate
1) Disciplina dei fondi immobiliari: I chiarimenti delle Entrate
2) Tassazione di redditi di fonte estera: Redditi di capitale e redditi immobiliari
3) Blocco dei pagamenti delle p.a.: incompetenza dell’Agenzia delle entrate
4) Regime di esenzione IVA: Prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei consorziati
5) Applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% alle retribuzioni per lavoro straordinario
6) Credito d’imposta per la gestione di impianti e reti di teleriscaldamento alimentate con energia geotermica
7) Cessione complesso aziendale: Procedure per il trasferimento dei crediti IVA e rimborso Iva
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 61/E del 03/11/2008, ha fornito dei chiarimenti sulla disciplina fiscale dei fondi immobiliari modificata dall’art. 82 del D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008 (cd. manovra estiva).
Si tratta di quei fondi che investono il proprio patrimonio esclusivamente o prevalentemente in beni immobili, in diritti reali immobiliari e in partecipazioni in società immobiliari.
Dal lato fiscale, è stata aumentata dal 12,50% al 20% l’aliquota della ritenuta alla fonte applicabile sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ai fondi di investimento immobiliare (di cui all’art. 7 del D.L. n. 351/2001, convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 410).
In particolare, la suddetta circolare ha dato delucidazioni su:
– regime di tassazione dei partecipanti ai fondi immobiliari;
– redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ai fondi immobiliari – l’aumento della ritenuta;
– redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ai fondi immobiliari – il regime transitorio;
– redditi diversi di natura finanziaria derivanti dalla cessione delle quote dei fondi immobiliari a ristretta base partecipativa e dei fondi familiari – l’aumento dell’imposta sostitutiva;
– nuovo regime di tassazione dei fondi immobiliari a ristretta base partecipativa e familiari;
– fondi a ristretta base partecipativa;
– fondi familiari;
– regime speciale dei fondi immobiliari a ristretta base partecipativa e dei fondi familiari;
– versamento dell’imposta sostitutiva;
– obblighi di verifica e segnalazione a carico delle società di gestione del risparmio e gli obblighi di comunicazione a carico dei partecipanti;
– nuova presunzione relativa di residenza delle societá ed enti non residenti con patrimonio prevalentemente investito in fondi immobiliari.
La nuova disciplina dei fondi immobiliari
Cambiano, dunque, le regole sulla tassazione dei fondi immobiliari, cioè che investono il proprio patrimonio esclusivamente o prevalentemente in beni immobili, in diritti reali immobiliari e in partecipazioni in società immobiliari. L’Agenzia delle Entrate ha, quindi, fornito i primi chiarimenti sulle novità previste dalla cd. manovra estiva, che ha introdotto un regime speciale per i fondi familiari o a stretta base partecipativa, non quotati in mercati regolamentati e con un patrimonio inferiore a 400 milioni.
E’ stata introdotta una imposta patrimoniale dell’1% ed innalzata dal 12,50% al 20% l’aliquota sui capital gains realizzati al momento della cessione o del rimborso delle quote.
Lo stesso aumento di aliquota dal 12,50% al 20% scatta per la generalità dei fondi immobiliari sui proventi periodici erogati e sulle somme distribuite in fase di riscatto o liquidazione.
L’area d’applicazione del regime speciale
L’imposta patrimoniale, pari all’1% del valore netto del patrimonio del fondo, ha chiarito la circolare, si aggiunge alla ritenuta alla fonte relativa ai proventi distribuiti ai partecipanti.
Il versamento deve essere effettuato in un’unica soluzione dalle società di gestione del risparmio entro il 16 febbraio dell’anno successivo al prelievo. L’applicazione del regime speciale è limitata ai soli fondi a ristretta base partecipativa e a quelli familiari.
n quest’ultimo caso, e indipendentemente dal numero dei partecipanti, si tratta di fondi riservati o speculativi in cui i due terzi delle quote risultano nella titolarità di una o più persone fisiche tra loro legate da rapporti di parentela o affinità o da società ed enti di cui le stesse persone fisiche detengono il controllo.
I fondi a ristretta base partecipativa sono invece quelli le cui quote sono possedute da meno di 10 partecipanti, salvo che almeno il 50% di tali quote risulti nella titolarità di investitori istituzionali, di soggetti residenti in Stati o territori che consentono un adeguato scambio d’informazioni, di imprese, nonchè di enti pubblici, enti di previdenza obbligatoria e di enti non commerciali.
(Agenzia delle Entrate, circolare del 03/11/2008, n. 61/E)
2) Tassazione di redditi di fonte estera: Redditi di capitale e redditi immobiliari -Convenzione contro le doppie imposizioni
L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 412/E/2008, si è soffermata, a fronte di quesiti posti da contribuente, sul trattamento fiscale, sia sotto il profilo sostanziale che con riferimento agli aspetti dichiarativi (in particolare all’obbligo di compilazione del Quadro RW del modello Unico), di proventi derivanti da beni e valori posseduti all’estero.
Preliminarmente ha esaminato i profili sostanziali, per poi passare alla disamina dei conseguenti profili dichiarativi.
Al contribuente istante, nell’ambito di un programma di denazionalizzazione di beni espropriati attuato dalla Repubblica di Slovenia, sono stati attribuiti, in qualità di “futuro unico erede” degli aventi diritto e attuale curatore speciale, due beni immobili ed un primo blocco di obbligazioni.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 31/10/2008, n. 412/E)
L’agenzia delle Entrate non è competente a rispondere sull’obbligo per le amministrazioni pubbliche di effettuare controlli preventivi sui creditori, prima di procedere a pagare somme superiori a 10mila euro.
Infatti, l’obbligo per le PA di verificare se un creditore ha cartelle di pagamento insolute, prima di procedere al versamento di una somma superiore a 10mila euro, previsto dall’articolo 48-bis del Dpr 602/1973, non rientra nella disciplina della riscossione coattiva nazionale affidata all’agenzia delle Entrate.
Viceversa, la circolare 22/2008 della Ragioneria generale dello Stato, ha fornito chiarimenti e precisazioni riguardo l’attuazione dei controlli disposti dal 48-bis. In particolare, quando si è in presenza di ritenute operate a diverso titolo, per legge o a seguito di convenzioni (ritenute previdenziali, assicurazioni, prestiti o mutui), l’Amministrazione pubblica che deve pagare le somme trattenute ai propri dipendenti non è tenuta all’obbligo di verifica nei confronti del beneficiario, perché ne potrebbe scaturire un danno per i soggetti ai quali è stata effettuata la ritenuta; questi ultimi potrebbero, infatti, essere considerati, a loro volta, inadempienti ed essere sottoposti ad azioni esecutive.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 31/10/2008, n. 413/E)
4) Regime di esenzione IVA: Prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei consorziati o soci da consorzi, società consortili e cooperative con funzioni consortili
Non é di ostacolo all’applicazione del regime di esenzione IVA il fatto che la Delta S.p.a. (1), per una delle attività esercitate con contabilità separate, ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 633/72, abbia determinato una percentuale di detraibilità dell’IVA superiore al 10%.
Infatti, la norma esentativa (2) potrebbe trovare applicazione semprechè la DELTA s.p.a., in base alla propria contabilità, sia in grado di determinare la percentuale di detraibilità, ricavabile dal rapporto tra le operazioni imponibili e le operazioni esenti effettuate nell’ambito delle diverse attività esercitate, unitariamente considerate (volume d’affari complessivo), e semprechè detta percentuale risulti non superiore al 10%.
Inoltre, ai fini del calcolo della percentuale di detraibilità in capo alla BETA AG – Filiale di Milano, si debba tenere conto dell’acquisizione del ramo d’azienda, avvenuta il 31 dicembre 2007, ovvero nell’ultimo anno del triennio da considerare in sede di applicazione del regime di esenzione.
Peraltro, la BETA AG – Filiale di Milano, società conferitaria, subentra alla società conferente in tutti gli obblighi IVA relativi all’azienda conferita.
In sostanza, ai fini dell’applicazione del regime di esenzione IVA nell’anno successivo alla cessione del ramo d’azienda deve essere preso in considerazione il volume d’affari complessivo dell’anno di imposta in cui è avvenuta la cessione.
Pertanto, nonostante la BETA AG – Filiale di Milano abbia optato per il regime di esonero dagli adempimenti previsto dall’art. 36-bis del D.P.R. n. 633 del 1972, nel calcolare la percentuale di detraibilità la società deve tenere conto anche dell’ammontare delle operazioni imponibili riconducibili al ramo di azienda acquisito.
Con la conseguenza che, ove detta percentuale sia superiore al 10%, non si può applicare il regime di esenzione.
“La ALFA, società consortile a responsabilità limitata, composta da BETA AG – Filiale di Milano, GAMMA s.p.a. e DELTA s.p.a., avendo i requisiti soggettivi per l’applicazione del regime di esenzione IVA di cui all’art. 6, primo comma, della legge 13 maggio 1999, n. 133, ha fatturato in regime di esenzione le prestazioni di servizi di carattere ausiliario effettuate nei confronti delle banche consorziate”.
“il secondo comma dell’art. 10, del D.P.R. n. 633 del 1972 stabilisce che: “Sono altresì esenti dall’imposta le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei consorziati o soci da consorzi, ivi comprese le società consortili e le società cooperative con funzioni consortili, costituiti tra soggetti per i quali, nel triennio solare precedente, la percentuale di detrazione di cui all’art. 19-bis, anche per effetto dell’opzione di cui all’art. 36-bis, sia stata non superiore al 10 per cento, a condizione che i corrispettivi dovuti dai consorziati o soci ai predetti consorzi e società non superino i costi imputabili alle prestazioni stesse”
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 31/10/2008, n. 414/E)
La tassazione agevolata (imposta sostitutiva del 10% per lavoro straordinario), non si può applicare nei confronti degli “addetti alle sistemazioni idrauliche-agrarie e idraulico forestali”, poiché assunti da amministrazioni pubbliche, nel caso di specie dalle Comunità montane, e ciò anche se prestano servizio sulla base di uno specifico contratto nazionale di lavoro privatistico.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 31/10/2008, n. 415/E)
Non spetta l’agevolazione sull’utilizzo di caldaie ausiliarie o di integrazione per fronteggiare eventi straordinari.
Il credito d’imposta riconosciuto per la gestione di impianti e reti di teleriscaldamento alimentate con energia geotermica è applicabile all’intero calore fornito anche in presenza di un impianto alimentato con altre fonti energetiche, se questo ha lo scopo di aumentare la temperatura dell’acqua proveniente dalla sorgente geotermica.
Ciò alla luce delle indicazione fornite dal ministero dello Sviluppo economico che ha fornito le indicazioni tecniche necessarie per potere individuare i limiti dell’agevolazione prevista dall’art. 8 della legge 448/1998.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 31/10/2008, n. 416/E)
La cessione di un ramo aziendale è un’operazione straordinaria nella quale si determina, in linea generale, una situazione di continuità tra i contribuenti interessati.
Così come chiarito con dalla risoluzione n. 195/E/2007 anche quando l’operazione straordinaria riguarda due soggetti non residenti che si sono identificati direttamente in Italia, valgono gli stessi obblighi e gli stessi diritti previsti dalla disciplina Iva per operazioni straordinarie tra soggetti residenti. Lo stesso vale per il caso di cessione di azienda o di uno o più rami aziendali tra due soggetti non residenti, che operano ciascuno per tramite di un proprio rappresentante fiscale in Italia (risoluzione n. 371/E/2007 in tema di conferimento di azienda).
Ne consegue che, nelle ipotesi di cessione di azienda o di più rami aziendali, che abbiano comportato l’estinzione del soggetto dante causa, come nel caso di specie, il cessionario deve assolvere tutti gli adempimenti, agli effetti dell’Iva, successivi alla data di cessione.
Sulla base dei suddetti principi di carattere generale, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato i diversi adempimenti di carattere procedimentale che il cessionario (avente causa) è tenuto a porre in essere.
Il modello AA7/9 deve essere utilizzato dai soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti, associazioni, ecc.) per le dichiarazioni d’inizio, variazione dati e cessazione attività, previste dall’articolo 35 del D.P.R. n. 633/1972.
Ne consegue che lo stesso deve essere presentato anche nelle ipotesi di trasformazioni sostanziali soggettive.
In merito agli adempimenti di carattere dichiarativo è stato identificato il momento in cui l’operazione di cessione di azienda produce effetti giuridici.
In particolare, nel caso di specie, l’operazione è avvenuta dopo la chiusura del periodo d’imposta (2007), ma prima della scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa al periodo di imposta antecedente alla cessione, determinando al contempo l’estinzione del dante causa (ALFA).
Ne consegue che il cessionario GAMMA (per il tramite del proprio rappresentante fiscale) dovrà presentare, per l’anno di imposta 2007 (periodo di imposta precedente alla cessione di azienda), la propria dichiarazione, nonché, quella del cedente (ALFA) se questi non vi abbia già provveduto in proprio.
Nella dichiarazione del cedente “devono essere indicati i dati del soggetto estinto nella parte riservata al contribuente e i dati del soggetto avente causa nel riquadro riservato al dichiarante, riportando il valore 9 nella casella relativa al codice di carica”.
Per ciò che concerne invece il periodo di imposta nel corso del quale è avvenuta la cessione (periodo di imposta 2008), l’obbligo dichiarativo incombe sempre sulla società cessionaria GAMMA che deve presentare la propria dichiarazione annuale IVA composta da due moduli, uno per sé stessa (contenente i dati delle operazioni effettuate nel 2008) e un altro per la ditta cedente, nel quale andranno indicate le operazioni effettuate per la frazione d’anno compresa fra il 1° gennaio e il 31 marzo 2008.
Infine, a partire dalla prima liquidazione successiva alla data in cui ha effetto la cessione (aprile 2008) la società cessionaria deve fare confluire nella propria liquidazione anche gli elementi contabili riferiti alla cedente del periodo antecedente alla cessione.
In merito alla possibilità di potere richiedere il rimborso del credito Iva emergente dalla dichiarazione di ALFA, presentata dalla cessionaria GAMMA (per il tramite del proprio rappresentante fiscale), la cedente avendo maturato il diritto a chiedere il rimborso (art. 30, terzo comma lett. e) del D.P.R. 633/72) può presentare il modello VR per tramite della cessionaria GAMMA.
In altri termini con la cessione dell’azienda viene inteso trasferito alla cessionaria anche il diritto a chiedere il rimborso del credito IVA relativo al periodo di imposta 2007, vantato dalla società cedente ALFA (risoluzione 7 aprile 1981, n. 331114).
In questo caso il dichiarante che presenta il modello è quindi una società diversa dal contribuente che ha maturato il diritto al rimborso e “deve essere compilato anche il campo denominato “Codice fiscale società dichiarante”, indicando in tal caso nell’apposito campo il codice di carica corrispondente al rapporto intercorrente tra la società dichiarante e il contribuente”.
Con riferimento al caso di specie deve essere indicato da GAMMA il codice di carica 9 in qualità di società beneficiaria della cessione.
Nei casi di cessione di azienda è possibile trasferire non solo il credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale, ma anche il credito IVA maturato dall’inizio dell’anno in cui è avvenuta l’operazione di cessione fino alla data in cui quest’ultima produce effetti.
A seguito della cessione d’azienda la cessionaria (GAMMA) subentra in tutti i rapporti giuridici originariamente “facenti capo” alla cedente ALFA, operante in Italia per mezzo del proprio rappresentante fiscale, compresa tutta la situazione attiva e passiva afferente al rapporto IVA.
Il trasferimento dei crediti IVA, avvenuta in tale contesto, è efficace nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, senza che sia necessario osservare la procedura formale di cessione dei crediti IVA (di cui all’art. 5, comma 4-ter, del D.L. 14 marzo 1988, n. 70).
Assodato ciò, l’Agenzia delle Entrate ritiene legittima la presentazione da parte della società cessionaria GAMMA della richiesta di rimborso (modello TR) dell’IVA maturata nel 1° trimestre atteso che, nel caso di specie, entrambi i soggetti (cedente e cessionaria) sono in possesso del presupposto previsto dall’art. 30, terzo comma, lettera e), del D.P.R. n. 633/72.
Sotto il profilo operativo GAMMA deve presentare a proprio nome per il tramite del proprio rappresentante fiscale il modello TR all’Ufficio competente compilando il riquadro “dichiarante diverso dal contribuente” con i dati del proprio rappresentante fiscale ed indicando il codice carica 6 “rappresentante fiscale di soggetto non residente”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 31/10/2008, n. 417/E)