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Timestamp: 2019-06-16 13:50:01+00:00
Document Index: 177661016

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 1681', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 2054', 'sentenza ']

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Sinistro stradale: trasportato non deve dimostrare la colpa del vettore
Cassazione Civile, sez. III, sentenza 02/08/2016 n° 16037
Il trasportato non deve dimostrare la colpa del vettore: Cassazione Civile sezione III 2 agosto 2016 n. 16037. La mera possibilità che l'evento dannoso possa essere stato cagionato da una serie di altre circostanze (rispetto al solo ipotizzato "improvviso colpo di sonno"), da provarsi ad onere del trasportato, è ipotesi antigiuridica.
Un trasportato conveniva in giudizio proprietario, conducente ed assicuratrice dell'autovettura a bordo della quale era trasportato, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni riportati a seguito della fuoriuscita di strada e del ribaltamento del veicolo. Tribunale e Corte di appello respingevano la domanda, ritenendo che il trasportato non avesse dimostrato la inesistenza di altre cause dell’incidente, rispetto all’ipotizzato colpo di sonno del vettore. Il trasprtato ricorreva (ovviamente) in Cassazione.
Il trasportato deve dimostrare il fatto sorico, giammai la responsabilità del vettore. Il principio tanto vetusto, quanto incompreso dagli interpreti, risale al 1998, quando la III Sezione della Cassazione Civile, con sentenza mai sufficientemente nota del 26 ottobre 1998 n. 10629, pose fine alla inutile distinzione, in termini di prova, tra trasporto gratuito e trasporto oneroso riportata nei vecchi manuali di diritto privato. Prima del 26 ottobre 1998, si distingueva tra trasporto a titolo gratuito (ovvero amichevole, ovvero di cortesia, ovvero extracontrattuale), con quello a titolo oneroso (ovvero contrattuale): nel primo, l'onere della prova incombeva sul trasportato ex art. 2043 c.c., nel secondo la prova incombeva sul vettore, ai sensi dell'art. 1681 c.c., in forza del titolo di viaggio (biglietto).
Sulla scia di quella sentenza, la III Sezione ribadisce nella sentenza in commento: “tra i mezzi di prova utilizzabili dal giudice civile in materia di responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli vi sono le presunzioni sancite dall'art. 2054 c.c.; tale norma esprime, in ciascuno dei commi che la compongono, principi di carattere generale applicabili a tutti i soggetti che dalla circolazione comunque ricevano danni e, quindi, anche ai trasportati, qualunque sia il titolo del trasporto, di cortesia ovvero contrattuale, oneroso o gratuito, potendo il trasportato, indipendentemente dal titolo del trasporto, invocare i primi due commi dell'art. 2054 c.c. per far valere la responsabilità extracontrattuale del conducente ed il terzo comma per far valere quella solidale del proprietario, il quale può liberarsi solo provando che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà ovvero che il conducente aveva fatto tutto il possibile per evitare il danno (Cass. n. 11270 del 2014). Inoltre, il terzo trasportato, qualunque sia il titolo del trasporto, può esercitare l'azione diretta nei confronti dell'assicuratore del veicolo nel caso in cui sussista una condotta colposa dell'assicurato proprietario del veicolo (Cass. n. 23918 del 2007)”.
Alla luce delle seguenti considerazioni di diritto, la mera possibilità che l'evento dannoso possa essere stato cagionato da una serie di altre circostanze (rispetto al solo ipotizzato "improvviso colpo di sonno" nella sentenza in commento), da provarsi ad onere del trasportato, è ipotesi gravemente antigiuridica.
(Altalex, 1° settembre 2016. Nota di Carmine Lattarulo)
La norma UNI 11472 sul rilievo degli incidenti stradali: parla il presidente di ANPOP
Il rilievo degli incidenti stradali è un’attività complessa, che ha molte e importanti ricadute in termini giudiziari. In Italia sono numerosi i soggetti che abitualmente svolgono i rilievi del caso: non solo i Carabinieri o la Polizia Stradale, ma anche la Guardia di finanza, la Polizia penitenziaria e, in alcuni casi, anche il Corpo forestale dello Stato. Un ampio ventaglio di Forze dell’ordine, ognuna delle quali ha ovviamente il suo percorso di formazione e, di conseguenza, approcci peculiari a questa delicata attività di rilevamento.
Assicurazioni, addio al tagliando Rc Auto. Arriva il microchip anti-contraffazione
I nuovi sistemi elettronici che sostituiranno l’attuale contrassegno cartaceo saranno collegati a una banca dati istituita presso la direzione generale per la Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che “sarà alimentata in tempo reale”
Addio al tagliando Rc Auto, arriva il chip anti-truffa. Entro ottobre 2015, cioè a due anni dall’entrata in vigore prevista per il prossimo 18 ottobre del decreto pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, sarà completata la dematerializzazione dell’attuale contrassegno, che verrà sostituito con un sistema elettronico dotato di microchip. L’obiettivo è quello di contrastare la contraffazione e l’evasione dell’obbligo assicurativo.
I nuovi sistemi elettronici o telematici che sostituiranno l’attuale contrassegno cartaceo saranno collegati a una banca dati istituita presso la direzione generale per la Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che “sarà alimentata in tempo reale”, all’atto cioè del rilascio del certificato o della cessazione, precisa il regolamento emanato dal ministero dello Sviluppo economico, “dalle imprese di assicurazione, direttamente o, ferma restando la loro responsabilità”, tramite loro intermediari. Tale trasferimento di dati avverrà attraverso “collegamento web ed idonee interfacce messe a disposizione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti”.
“Le informazioni relative alla copertura assicurativa – precisa il regolamento – sono rese disponibili mediante l’accesso telematico gratuito alla banca dati da parte di chiunque ne abbia interesse”. I dati raccolti potranno quindi essere utilizzati per controlli incrociati telematici tra le banche dati delle targhe dei veicoli e quelle delle polizze assicurative, utilizzando anche i dispositivi o mezzi tecnici in dotazione alla Polizia Stradale per il rilevamento a distanza delle violazioni del Codice della strada. Come già avviene in altri Paesi, il controllo della validità dei contrassegni assicurativi potrà dunque avvenire, oltre che con sistemi “volanti” in uso alle Forze dell’ordine, anche con i dispositivi del Tutor autostradale e attraverso i varchi elettronici delle ZTL.
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