Source: http://diritto.typepad.com/
Timestamp: 2017-08-23 17:22:38+00:00
Document Index: 70594009

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 50']

Comparare i diritti fondamentali in Europa
Le Camere hanno convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale.
Tra le novità di rilievo, di particolare Importanza sembrano l’istituzione, all’art. 1, di sezioni giurisdizionali specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e circolazione dei cittadini dell’UE cui vengono affidate specifiche competenze per materia (art. 3), la cancellazione di un grado di ricorso, essendo ora possibile ricorrere contro la decisione di un Tribunale sulla decisione di una commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato solo per Cassazione e al termine di un iter speciale (art. 6), la nuova denominazione di centro di permanenza per i rimpatri per i vecchi CIE (art. 19).
13/apr/2017 06:30:00 | diritto
La relazione della Corte di Giustizia per il 2016
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha pubblicato sul suo sito l’Annual Report per il 2016 - Judicial Activity (Provisional Version - Synopsis of the judicial activity of the Court of Justice, the General Court and the Civil Service Tribunal). Sul sito, sono disponibili anche altri documenti correlati, i report precedenti e il riassunto sul report annuale stesso (“The year in review”).
Dignità umana e diritti fondamentali: caratteri, conseguenze e pericoli della costituzionalizzazione dell’emergenza.
Recensione a “Costituzione. Emergenza e terrorismo”, Jovene Editore, Napoli 2016 di Giovanna De Minico
La discussione sulla funzione di garanzia che i diritti fondamentali – e quindi la dignità umana – devono avere in ambito costituzionale si è necessariamente dovuta confrontare, nel corso del XXI secolo, con l’emergere della minaccia terroristica e la conseguente rimodulazione del sistema dei valori della modernità.
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10/apr/2017 06:30:00 | diritto
La Corte di giustizia non si “svela”: discriminazioni indirette e neutralità religiosa nei luoghi di lavoro. Il cliente (non) ha sempre ragione!
Anche la Corte di giustizia, dunque, è intervenuta sulla questione del velo islamico con due decisioni attese da tempo.
Lo scorso 14 marzo la Grande Sezione si è pronunciata su due rinvii pregiudiziali della Corte di cassazione belga e della Corte di cassazione francese (C-157/15 Achbita v. G4S Secure Solutions NV; C-188/15 Asma Bougnaoui, ADDH v. Micropole SA).
Ai giudici di Lussemburgo è stato chiesto se il divieto di indossare il velo sul luogo di lavoro costituisca una discriminazione ai sensi della direttiva 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
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07/apr/2017 06:30:00 | diritto
Digitalizzata la raccolta della Lettera del Coccodrillo
Il Centro di eccellenza Altiero Spinelli (CeAS) dell’Università Roma Tre, il Consiglio italiano del Movimento europeo (CIME) e gli Archivi storici dell’Unione europea (ASUE) dell’Istituto Universitario Europeo (IUE) sono lieti di annunciare la pubblicazione on line della raccolta completa della “Lettera” del Club del Coccodrillo (Crocodile) nato nel 1980 per iniziativa di Altiero Spinelli. Si tratta di una raccolta ricca di interesse storico-documentale e di motivi di attualità, resa accessibile a tutta la comunità degli studiosi e al pubblico in generale come contributo di riflessione sulle sorti del progetto di unificazione europea, tanto più utile e significativo nell’occasione delle celebrazioni del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma.
Consulta la raccolta della Lettera del Coccodrillo
Digitized Crocodile Newsletters
The EU Centre of excellence Altiero Spinelli (CeAS), the Italian Council of the European Movement (CIME) and the Historical Archives of the European Union (European University Institute) are pleased to announce the online publication of the complete collection of the Newsletters of the Crocodile Club, which was founded in 1980 on the initiative of Altiero Spinelli.
The digitized Newsletters provide a rich collection of historically important topics that are still relevant. Therefore, as a contribution for the reflection on the fate of the European integration project, the institutes have made the Newsletters available to the scholarly community and the general public on the occasion of the 60th anniversary of the signing of the Treaties of Rome.
Access the Crocodile Newsletters
05/apr/2017 06:30:00 | diritto
Nuovi percorsi di Diritto Comparato
Mercoledì 5 Aprile - Milano
Legge elettorale, Costituzione, comparazione
Lunedì 10 Aprile - Perugia
04/apr/2017 06:30:00 | diritto
Quel rôle pour les parlements dans l’Union de demain ?
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Des origines à Lisbonne
En 60 ans, le rôle des parlements nationaux dans le processus d’intégration européenne a été radicalement modifié comme on sait. D’après le Traité de Rome, l’Assemblée parlementaire était composée de 142 membres délégués par les parlements nationaux « désign[és] en leur sein selon la procédure fixée par chaque Etat membre » (art. 138-1 Traité CEE). Il était, de plus, attendu que « L'Assemblée élabore[] des projets en vue de permettre l'élection au suffrage universel direct selon une procédure uniforme dans tous les États membres. Le Conseil statuant à l'unanimité [devait] arrêter[] les dispositions dont il recommandera[it] l'adoption par les États membre, conformément à leurs règles constitutionnelles respectives » (art. 138-3 Traité CEE). Ceci fut enfin possible en 1974 quand, notamment après le départ du Général de Gaulle, les chefs de gouvernements réunis à Paris se mirent d’accord sur la nécessité d’instaurer des élections au suffrage universel le plus tôt possible. Les parlements nationaux demeurèrent par la suite absents du texte des Traités jusqu’au Traité de Maastricht dans lequel ils firent l’objet d’une déclaration. Le Traité d’Amsterdam renforça encore leur rôle mais c’est véritablement le Traité de Lisbonne qui leur accorda un rôle à part entière : celui de « contribue[r] activement au bon fonctionnement de l’Union » (art. 12 TUE).
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03/apr/2017 06:30:00 | diritto
The Hungarian Constitutional Court enters the dialogue on national constitutional identity
In a long-awaited decision published in December (Decision no. 22/2016 (XII.5.) AB of 30 November 2016, the only one officially translated into English that year), the Hungarian Constitutional Court seems to have settled some of the questions related to the relationship between the EU legal order and Hungary’s constitutional order. In this decision, the Hungarian constitutional judges offer some guidance on two important concepts: state sovereignty and constitutional self-identity.
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30/mar/2017 06:30:00 | diritto
Dottorato di ricerca in Scienze giuridiche - Programma di Giustizia costituzionale e diritti fondamentali
Sessione di Aprile - Pisa
Costituzione Federalismo Secessione, un itinerario
Venerdì 31 Marzo - ore 17:00 - Napoli
Giellismo e Azionismo, Cantieri aperti
6 Aprile - Roma
4-5 Maggio - Torino
28/mar/2017 06:30:00 | diritto
Book Review: Giorgio Pino, Teoria analitica del diritto I – La norma giuridica (ETS, 2016)
“Dall’ordinamento al ragionamento”: la via per dirsi ancora normativisti nel diritto contemporaneo. Potrebbe riassumersi così il senso profondo di “Teoria analitica del diritto I – La norma giuridica”, libro snello, ma ambizioso, del prof. Giorgio Pino.
Il testo tocca molti dei temi centrali della teoria del diritto contemporanea: dalla distinzione regole/principi alle gerarchie normative, dal dibattito sulla regola di riconoscimento alla tassonomia delle norme.
Il trait d’union nella relativa eterogeneità dei temi affrontati, e ciò che conferisce sistematicità al lavoro, è proprio questo: il concetto di norma giuridica come “unità fondamentale” su cui costruire gran parte della comprensione (e autocomprensione) dell’attività dei giuristi. Ma come restituire un ruolo veramente esplicativo ad una nozione più volte sottoposta ad attacchi assai pesanti, dalle “demistificazioni” della famiglia dei realismi giuridici, alle rivendicazioni di superiorità per il concetto di “istituzione”, tipica delle correnti (neo)istituzionaliste?
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27/mar/2017 07:30:00 | diritto
Ci sono provvedimenti giudiziari che per profondità di analisi somigliano molto da vicino a veri e propri trattati di dottrina. È il caso dei due decreti rilasciati l’8 marzo 2017 da due diversi collegi del Tribunale per i minorenni di Firenze che, con articolate motivazioni, hanno riconosciuto efficacia in Italia a provvedimenti esteri di adozione a favore di due coppie di uomini (v. A. Schillaci, “Una vera e propria famiglia”: da Firenze un nuovo passo avanti per il riconoscimento dell’omogenitorialità, in Articolo29.it, 13.3.2017).
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23/mar/2017 06:30:00 | diritto
Applying the Charter of Fundamental Rights of the European Union
15-16 May 2017 - Bucharest
24 Marzo 2017 - ore 09.45 - 18.15 - Roma
L’attacco allo stato di diritto e la persecuzione dei giuristi in Turchia
3 aprile 2017 - ore 16:30 - Siena
Call for paper "Maternità, filiazione e genitorialità tra Italia ed Europa. Il divieto di discriminazioni dice tutto quello che c'è da dire?"
19 maggio 2017, ore 11:00-1600 - Roma
21/mar/2017 06:53:00 | diritto
Il caso del Politecnico di Milano
Uno degli elementi di maggior rilievo caratterizzanti il XXI secolo è, indubbiamente, la compiuta affermazione della dimensione globale e multiculturale nel quotidiano svolgersi della vita economica, culturale e sociale di ciascuno. In particolare, oggi, qualsiasi professionista – e, ancor prima, qualsiasi studente – è costretto a confrontarsi con colleghi provenienti da altri Paesi, portatori di idee e conoscenze nuove, frutto di una visione del mondo diversa e parallela alla propria.
Il consolidarsi di una sì fitta trama di relazioni e scambi, culturali e commerciali, indifferenti alle distanze e ai confini geografici tra le Nazioni, impone, però, l’avvio di una seria riflessione sul rapporto tra il multiculturalismo e l’esigenza di difesa dell’identità nazionale.
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20/mar/2017 06:30:00 | diritto
16/mar/2017 09:51:21 | diritto
La “qualifica” di rifugiato e le politiche anti-terrorismo. Nuovi sviluppi per il diritto d’asilo UE con il caso Lounani.
La crescente preoccupazione dettata dalle minacce terroristiche e i cruenti episodi avvenuti in diversi territori degli Stati Membri, pongono sotto i riflettori la possibile (e non sempre certa) relazione che intercorre tra i flussi migratori e l’eventuale presenza di soggetti appartenenti a gruppi di natura eversiva tra coloro che richiedono una forma di protezione internazionale. Proprio per tali questioni, il quadro normativo europeo si interseca tra quanto stabilito dalla legislazione in materia di anti-terrorismo (a partire dalla Decisione Quadro 2002/475/GAI) e quanto previsto dal più esteso corpus del cosiddetto diritto d’asilo Ue. Il vero punto d’incontro risiede nella Direttiva 2004/83/CE, all’art. 12(2)(c), quando si determina che un cittadino di un paese terzo o un apolide è escluso dallo status di rifugiato se «si sia reso colpevole di atti contrari alle finalità e ai principi delle Nazioni Unite quali stabiliti nel preambolo e negli articoli 1 e 2 della Carta delle Nazioni Unite». Il suddetto enunciato, che rientra nell’ambito di attuazione dell’art. 1D della Convenzione di Ginevra, si applica alle persone che istigano o concorrono alla commissione dei reati o degli atti in questione. Perciò, lo status di rifugiato e la qualifica di “terrorista” sono legalmente incompatibili tra loro. Tuttavia, è necessario sempre verificare quando un determinato soggetto può considerarsi tale, alla luce della cd. Direttiva Qualifiche.
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16/mar/2017 06:30:00 | diritto
Verso un secondo referendum per l’indipendenza della Scozia?
Per la seconda volta nel giro di appena un lustro, il popolo scozzese potrebbe essere chiamato alle urne per decidere nuovamente del proprio destino politico. Il 13 marzo 2017, la leader dello Scottish National Party, Nicola Sturgeon, ha annunciato infatti che richiederà al Parlamento di Holyrood – dove i nazionalisti scozzesi godono di una maggioranza relativa di 63 seggi sui 129 totali – l’autorizzazione per procedere ad un negoziato con il Governo britannico mediante il quale stabilire i dettagli di un “30 Section Order”, ovvero di avviare la procedura con la quale autorizzare il Parlamento scozzese, tramite lo strumento dello Order in Council, a legiferare in materia di referendum. L’intenzione della First Minister di Scozia è quella di indire, entro i prossimi due anni, una consultazione popolare per decidere sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Si tratterebbe, ancora una volta, di un referendum “consultivo”, posto il principio della sovranità parlamentare, la quale permane comunque in capo a Westminster (Caravale). Lo stesso principio della sovranità parlamentare è stato d’altro canto riaffermato con forza dalla Supreme Court britannica, che con la sentenza del 24 gennaio scorso sulle modalità di attivazione delle procedure ex art. 50 TUE, ha di fatto “respinto la teoria della sovranità popolare non mediata dagli organi rappresentativi” (Lanchester).
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15/mar/2017 06:30:00 | diritto
diritticomparati
Gioacchino Giorgio Nastasi : Lei non ritiene che i cittadini Britannici resi... | per saperne di più »
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