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Timestamp: 2020-08-08 15:40:05+00:00
Document Index: 138825813

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 38', 'art. 12', 'art. 42', 'art. 56', 'art. 74']

Numero 45 29 novembre 2017
OMAGGI ASPETTI FISCALI
Agevolazioni, Imu, Iva e redditi di impresa
Compravendita Ue di veicoli nuovi
In relazione ai mezzi di trasporto nuovi commercializzati all’interno della Ue, l’ Iva è dovuta, in ogni caso, nel Paese di destinazione, a prescindere, cioè, dallo status del cedente e/o acquirente . Nell’ambito del commercio internazionale di veicoli nuovi (ma anche usati), i frequenti comportamenti fraudolenti da parte degli operatori economici volti a sottrarsi agli obblighi fiscali ai fini dell' Iva , inoltre, hanno reso necessaria l’introduzione di provvedimenti che fanno dipendere l’ immatricolazione o la voltura dei veicoli dall’adempimento degli obblighi relativi all’applicazione dell’ Iva . Gli adempimenti previsti sono, tuttavia, differenziati in rapporto alla circostanza che l’acquirente sia o meno un soggetto che opera nell’esercizio di imprese , arti e professioni o, ancora, nella prima ipotesi, che tale soggetto sia o meno un rivenditore abituale degli stessi beni. Per quanto concerne, invece, le cessioni intracomunitarie di tali beni da parte di soggetti nazionali, occorre tener presente che nella fattura oppure nell’atto di cessione o altra documentazione equipollente devono essere indicati i dati identificativi del mezzo di trasporto oggetto del trasferimento. In caso di cessione da parte di soggetti non Iva , infine, questi ultimi hanno la possibilità di ottenere il rimborso dell’ Iva pagata sull’ acquisto o sull’ importazione dei mezzi di trasporto oggetto del trasferimento.
Il Parlamento ha approvato la Legge di delega che attribuisce al Governo il compito di riordinare – con uno o più Decreti attuativi, da pubblicare entro 12 mesi – la Legge Fallimentare , la disciplina sulla composizione della crisi da sovraindebitamento e quella riguardante il sistema dei privilegi e delle garanzie . Le principali novità riguardano l’introduzione delle procedure di allerta – con doveri di segnalazione a carico di sindaci, revisori e creditori pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, enti previdenziali e Concessionario per la Riscossione delle imposte) – e di composizione assistita della crisi , la previsione di norme di favore per gli accordi di ristrutturazione dei debiti e di disposizioni maggiormente puntuali in tema di concordato preventivo . È, inoltre, stabilita la modifica di alcune disposizioni del Codice civile, con particolare riferimento al dovere imprenditoriale dell’adozione di assetti organizzativi adeguati a rilevare le situazioni di difficoltà , e ai casi di nomina obbligatoria , da parte della S.r.l. , dell’ organo di controllo o del revisore legale .
Con il presente intervento ci soffermiamo sulla nuova opportunità concessa dal Legislatore, nell’ambito del codice del Terzo settore, di potere operare anche le operazioni straordinarie di fusione e scissione tra le associazioni/fondazioni, oltre che dal lato civilistico , da un punto di vista fiscale (quest’ultimo aspetto ancora non meglio disciplinato da nuovi regole, occorre quindi, applicarne quelle esistenti). In base a quanto prevede l’ art. 42-bis, c.c. , introdotto D.Lgs. 3.7.2017, n. 117 e pubblicato sulla G.U. 2.8.2017, n. 179 le associazioni riconosciute e non e le fondazioni possono procedere con reciproche operazioni di fusione o scissione, oltre che di trasformazione (per quest’ultima operazione straordinaria rinviamo al precedente numero de La Settimana Fiscale n. 40 del 25.10.2017 ). In particolare, tale norma prevede che alle fusioni e alle scissioni si applicano, rispettivamente, ove compatibili, le disposizioni recate dalla sezione II (Della fusione delle società, artt. da 2501 a 2505-quater) e dalla sezione III (Della scissione delle società, artt. da 2506 a 2506-quater) del Capo X, titolo V, libro V del Codice civile. Nel caso di enti del Terzo settore, gli atti relativi alle fusioni e alle scissioni, oltre che alle trasformazioni, vanno iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore . Si tratta quindi dei seguenti casi:
Credito d'imposta per ricerca & sviluppo
L’Agenzia delle Entrate, dopo la C.M. 13/E/2017, con le RR.MM. 121/E/2017 e 122/E/2017, illustra alcune peculiarità che impattano sulle novità alle regole del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo delle imprese , introdotto dall’art. 3, D.L. 145/2013 [CFF8469] (Piano Destinazione Italia), dalla Legge di bilancio 2017.
Atti agevolati di trasferimento immobiliare per successione e donazione
L' art. 69, L. 21.11.2000, n. 342 [CFF2604] ha innovato il regime che regola i tributi dovuti nell’ambito degli atti di successione e donazione , estendendo l' agevolazione « prima casa » anche agli immobili trasferiti a titolo gratuito mortis causa o inter vivos , sia pure con riferimento alle sole imposte ipotecarie e catastali , le quali vengono versate in misura fissa . L’Agenzia delle Entrate con la R.M. 17.10.2017, n. 126/E ha chiarito che, nell’ambito di una successione testamentaria , tale agevolazione si può applicare anche se il soggetto beneficiario (nella fattispecie, l’unica erede testamentaria) possedeva , prima della morte del de cuius , la proprietà di quote dell’ immobile oggetto del trasferimento , in quanto immobile in comproprietà con il defunto marito. N on risulta, infatti, preclusiva alla fruizione dell’agevolazione la circostanza che prima del decesso , la contribuente possedesse detti immobili in comproprietà con il coniuge , in quanto, con la morte del de cuius , il regime di comunione viene meno . Nemmeno appare preclusiva la circostanza che per effetto della successione la contribuente divenga proprietaria esclusiva di detti immobili , in quanto la dichiarazione che viene resa dalla contribuente (e la verifica della veridicità della stessa) deve essere riferita ad immobili diversi da quelli che, proprio per effetto della successione, vengono acquistati .
Investimenti all'estero non dichiarati
Con Ordinanza 27.9.2017, n. 22554 la Corte di Cassazione, con orientamento nuovo, ha sostanzialmente stabilito che se il contribuente risulta titolare, da documentazione valutaria anonima rinvenuta presso il confine (Pvc), di investimenti finanziari realizzati all’ estero , l’ accertamento sintetico nei suoi confronti è legittimo . Spetta al contribuente dimostrare che gli investimenti non gli appartengono. Ciò nel rispetto del principio generale in tema di accertamento dei redditi con metodo sintetico ex art. 38, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF6338] . Nell’accogliere il ricorso dell’ Agenzia delle Entrate , con riferimento all’ omessa compilazione del Quadro RW , la Corte ha inoltre aggiunto che la decisione della Commissione tributaria regionale è erronea perché risulta basata sull’individuazione di un discrimine temporale del tutto irrilevante , in quanto concernente non già la data di effettuazione dell' incremento patrimoniale , bensì quella del rinvenimento della documentazione ad esso relativa.
Osservazioni del contribuente al P.V.C.
L ’art. 12, co. 7, L. 27.7.2000, n. 212 [CFF6726] , consente al contribuente, dopo il rilascio della copia del p.v.c. , al termine delle operazioni di verifica, di comunicare entro 60 giorni osservazioni e richieste , rimesse alla valutazione degli Uffici impositori, che devono attendere detto termine prima di emanare l' avviso di accertamento , salvo casi di particolare e motivata urgenza. L’ obbligo di motivazione della pretesa è disciplinato, ai fini delle imposte dirette, dall' art. 42, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF6342] , che prescrive, a pena di nullità , che gli avvisi di accertamento e rettifica devono recare, fra l’altro, la motivazione della pretesa e le ragioni giuridiche che li hanno determinati, in relazioni alle norme applicate, distintamente per i singoli redditi delle varie categorie. Ai fini Iva , l’ art. 56, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF256] , riproduce sostanzialmente le stesse indicazioni.
Con l’Ordinanza 28.9.2017, n. 22789, la Corte di Cassazione ha ritenuto che l’ omessa notifica dell’ attribuzione o rettifica della rendita catastale , adottata dopo il 31.12.1999, ne preclude l’utilizzabilità ai fini della determinazione della base imponibile dell’ Ici . La Suprema Corte prende in esame l’art. 74, co. 1, L. 342/2000 [CFF4069] , secondo la quale, a decorrere dall’ 1.1.2000 , le rendite catastali hanno efficacia solo a decorrere dalla loro notificazione . Quindi, per le rendite attribuite a partire dall’ 1.1.2000 , il requisito della notifica da parte degli Uffici finanziari è imprescindibile e la sua omissione determina l’ illegittimità dell’ atto accertativo fondato sulle rendite medesime. I successivi commi della norma citata si riferiscono alla regolamentazione del periodo transitorio , riferito alle rendite in atti al 31.12.1999 e non ancora notificate. Solo relativamente a tali rendite è consentito ai Comuni di provvedere direttamente alla notifica delle stesse, per mezzo della trasmissione degli avvisi di accertamento Ici . In tal caso, l’atto impositivo del Comune svolge una funzione doppia: una di accertamento tributario e una di notifica della rendita catastale .