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Timestamp: 2020-07-04 18:47:34+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 2393 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2393 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/01/2017, (ud. 14/12/2016, dep.31/01/2017), n. 2393
sul ricorso 13856/2016 proposto da:
I.G.E., difensore di B.C.,
elettivamente domiciliato presso il proprio studio in ROMA, VIA
PANAMA 74, rappresentato e difeso da sè medesimo;
avverso la sentenza n. 14320/2015 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
di ROMA, emessa il 16/04/2015 e depositata il 09/07/2015;
L’Avv. I.G.E., quale procuratore antistatario di B.C., parte controricorrente nel giudizio promosso da Poste Italiane s.p.a. con ricorso per cassazione avverso la sentenza n. 3577/2014 della Corte d’appello di Napoli, premesso che con sentenza n. 14320/2015 la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso di Poste e condannato la società ricorrente al pagamento in favore di controparte delle spese del giudizio di legittimità liquidate in Euro 100,00 per esborsi, in Euro 3.000,00 per compenso professionale “più accessori come per legge”, ha chiesto la correzione dell’errore della sentenza nella parte in cui era stato omesso di disporre il pagamento del rimborso forfettario delle spese generali del 15%.
La società Poste è rimasta intimata.
Questa Corte ha ripetutamente affermato che la mancata liquidazione in favore dell’avvocato della parte vittoriosa delle somme dovute per spese generali costituisce un errore materiale della sentenza, che può essere corretto con il procedimento di cui agli artt. 287 c.p.c. e segg., in quanto l’omissione riguarda una statuizione di natura accessoria e a contenuto normativamente obbligato, che richiede al giudice una mera operazione tecnico-esecutiva, da svolgersi sulla base di presupposti e parametri oggettivi. (v., tra le altre, Cass. n. 18518 del 2013).
Tale principio risulta applicabile anche alla liquidazione delle spese di lite regolata, come nel caso di specie, sulla base del D.M. n. 55 del 2014, applicabile ratione temporis, atteso che la obbligatorietà del rimborso spese forfettario, nella misura del 15% del compenso totale, è espressamente prevista dell’art. 2, comma 2 D.M. cit..
In base alle considerazioni che precedono, ed in conformità della proposta formulata dal Consigliere relatore, il ricorso deve essere accolto. Nulla per le spese (Cass. n. 10203 del 2009).
La Corte accoglie l’istanza di correzione e per l’effetto dispone che nel dispositivo della sentenza n. 14320/2015 di questa Corte, dopo l’espressione “compenso professionale” sia inserita l’espressione “oltre spese forfettarie determinate nella misura del 15%”. Nulla per le spese.