Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/finanziario/7-2/Contratti+derivati
Timestamp: 2020-03-28 08:23:45+00:00
Document Index: 178297742

Matched Legal Cases: ['art. 1455', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 700', 'art. 29', 'art. 1418', 'art. 50']

Conseguenza delle violazioni connesse è che l’intermediario tenga indenne il cliente risparmiatore dal maggior aggravio economico determinato dal suo comportamento. (Laura Albanese) (riproduzione riservata) ABF Roma, 02 Febbraio 2017, n. 2441. Segue...
La prestazione di servizi di investimento che riguardi i derivati su valute rientra a pieno titolo nella nozione di investimento in strumenti finanziari e, quindi, nell'area di applicabilità della disciplina del TUF; in tal caso, infatti, oggetto dell'investimento non è direttamente la valuta, la quale costituisce il "sottostante", ma il contratto derivato la cui redditività dipende dalla fluttuazione dei tassi di cambio della prima. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 29 Gennaio 2016. Segue...
L'attività di intermediazione che abbia ad oggetto derivati legati all'andamento delle valute costituisce a tutti gli effetti attività di prestazione di servizi di investimento e non può essere esercitata dalle società di cui all'albo degli intermediari finanziari istituito ai sensi dell'articolo 106 TUB, in quanto, ai sensi dell'articolo 18 TUF, detta attività è riservata alle imprese di investimento ed alle banche ovvero, sia pure con limitazioni, alle società iscritte all'albo speciale di cui all'articolo 107 TUB. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 29 Gennaio 2016. Segue...
Contratti derivati – IRS – Funzione di copertura – Adeguatezza – Caratteristiche dell’esposizione del cliente – Risoluzione del contratto – Risarcimento del danno
Per potere ritenere sussistente la finalità di copertura di un contratto derivato, occorre che il medesimo sia coerente con le caratteristiche dell’esposizione del cliente: per quanto riguarda gli importi, la durata e le valute, ad esempio. Non può quindi ritenersi congruo – nonostante la congruità del nozionale all’esposizione debitoria della società cliente – un derivato stipulato per la durata di 7 anni, qualora la società aveva solo debiti a breve (e nell’impossibilità di valutare se l’esposizione bancaria della cliente fosse regolata a tasso fisso o a tasso variabile). Da ciò deriva che la diversa e opposta informazione fornita dalla Banca, secondo la quale il derivato era a copertura del rischio di tasso, costituisce violazione grave dei doveri di diligenza, correttezza, trasparenza e buona fede: violazione, questa, che determina la risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1455 c.c., con annesso risarcimento del danno (commisurato alla differenza tra differenziali positivi e negativi). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Maggio 2015. Segue...
Contratti derivati - Invalidità della dichiarazione di operatore qualificato - Informazione sui rischi specifici dell'operazione ai sensi degli articoli 21 e 28 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 - Necessità.
In ipotesi di operazioni in contratti derivati, qualora la dichiarazione di operatore qualificato di cui all'articolo 31, comma 2, reg. Consob n. 11522/1998 non possa ritenersi validamente resa, l'intermediario deve, ai sensi degli articoli 21 e 28 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, informare per iscritto il cliente sui rischi specifici dell'operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 04 Giugno 2012. Segue...
Accertamento tecnico preventivo – Urgenza – Fattispecie concreta di contratti derivati – Insussistenza.
Il carattere dell’urgenza, necessario per l’ammissibilità del procedimento di accertamento tecnico preventivo, ricorre unicamente quando sussista la possibilità che il trascorrere del tempo modifichi lo stato di luoghi o cose, rendendo impossibile o inefficace un successivo accertamento nel rispetto dei tempi processuali. Tale situazione non ricorre quando, pur essendo ancora in corso di esecuzione il contratto su derivati di cui si discute in concreto, l’accertamento richiesto sembri concernere inadempienze dell’intermediario relative alla fase delle negoziazioni. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Aprile 2012. Segue...
È inammissibile l’identificazione dell’illecito nella stessa stipulazione dei contratti derivati, che sono meritevoli di tutela nel nostro ordinamento giuridico, come confermato dalla giurisprudenza consolidata in merito. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Aprile 2012. Segue...
Contratti Interest rate swap – Funzione economico-sociale – Contratto non par – Inidoneità dell’up front a eliminare lo squilibrio originario – Difetto di causa in concreto – Nullità del contratto.
Ente Pubblico – Classificazione come operatore qualificato sulla base di autocertificazione di cui all’art. 31 Reg. Consob – Disapplicazione da parte dell’intermediario delle regole di condotta – Irrilevanza di una autocertificazione stilizzata – Obblighi di informazione in capo all’intermediario sul significato della autocertificazione e sulle conseguenze che ne derivano – Necessità di una dichiarazione circostanziata – Obbligo in capo all’intermediario di valutare la coerenza del contenuto della autocertificazione rispetto all’operazione da compiere.
L’autocertificazione di essere operatore qualificato ai sensi dell’art. 31 reg. consob, con tutta la diminuzione di garanzie che ne deriva, deve costituire il frutto di una serie di informazioni che la banca deve ricevere dal cliente e fornire allo stesso perché questi possa rendere una dichiarazione informata e quindi quanto più possibile aderente alla realtà. Pertanto, l’intermediario deve avvertire il cliente sul significato della dichiarazione, sulle conseguenze che ne derivano, nonché sulla tipologia e caratteristiche dello strumento finanziario in modo che quest’ultimo sia in grado di capire se e in quale misura le proprie competenze ed esperienze sussistano effettivamente. Correlativamente, il cliente dovrà indicare all’intermediario di quali esperienze e competenze dispone, in modo che l’intermediario stesso, che è soggetto professionalmente esperto, possa comprendere se la dichiarazione ricevuta rispecchi effettivamente, in relazione al caso concreto, la realtà. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Orvieto, 12 Aprile 2012. Segue...
Contratti derivati – Presenza di componente speculativa conseguente a rimodulazioni – Nullità per difetto di causa – Non sussiste – Liceità di derivati speculativi.
La originaria funzione di copertura perseguita dalle parti nella conclusione di un derivato consente di valutarne la coerenza con il rischio sottostante. Successive rimodulazioni del contratto tali da introdurre componenti speculative e di maggiore complessità non ne determinano la nullità per difetto di causa, attesa la liceità anche di derivati speculativi. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Febbraio 2012. Segue...
Contratti derivati – Aleatorietà – Squilibrio tra le obbligazioni assunte dalle parti – Non è provato dalle perdite – Non sussiste.
E’ infondata la pretesa invalidità dei contratti derivati per asserito “squilibrio delle obbligazioni assunte dalle parti” (che non può ritenersi dimostrato dalle perdite subite dai contratti) stante l’aleatorietà dei contratti stessi (i cui effetti sono legati all’andamento del mercato). Peraltro la valutazione degli effetti di un contratto derivato va effettuata tenendo conto della complessiva situazione finanziaria del contraente, ed in particolare del vantaggio ottenuto dallo stesso in termini di minori interessi pagati sui finanziamenti in riferimento a perdite sul derivato conseguenti alla diminuzione dei tassi di interesse del mercato. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Febbraio 2012. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazioni in strumenti derivati - Caratteristiche - Vantaggiosità per il cliente - Necessità - Costi di transazione sproporzionati - Sostituzione di contratto IRS.
Le operazioni in strumenti derivati dovrebbero presentarsi come potenzialmente vantaggiose per il cliente quanto meno nell'ipotesi di scenari economici a lui favorevoli. Costituisce, pertanto, un'operazione rovinosa ed insensata e sbilanciata a tutto vantaggio dell'intermediario quella che presenti costi di transazione talmente elevati da assorbire gli eventuali guadagni del cliente nel caso di andamento lui favorevole del mercato (nel caso di specie, è stata effettuata la sostituzione di un contratto di interest swap rate con altro che, al momento della stipula, presentava già un market to market negativo soprattutto a causa di rilevanti costi occulti di ristrutturazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 09 Maggio 2011. Segue...
Nell'ambito dei contratti derivati su valuta e di swap, la considerevole differenza tra i rischi assunti dall’investitore e quelli assunti dall'intermediario non è sufficiente a ritenere inesistente la aleatorietà del contratto qualora ciò possa trovare giustificazione nella specifica situazione in cui l'investitore si trova ad operare e lo stesso sia in grado di monitorare costantemente l'andamento e gli effetti del derivato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Aprile 2011. Segue...
Contratti derivati - Copertura del rischio di cambio - Motivo fondante la stipula del contratto - Dovere dell'intermediario corrette professionale - Individuazione di un prodotto adeguato alle esigenze del cliente - Onere della prova.
Qualora l'esigenza di attuare una copertura dal rischio di cambio costituisca il motivo fondante della stipula di contratti derivati sulle valute, il primo e fondamentale dovere dell'intermediario diligente, corretto e professionale è quello di proporre all'investitore un prodotto adeguato a tale esigenza e quindi tendenzialmente privo di implicazioni speculative. Grava sull'intermediario l'onere di aver operato, nei rapporti con il cliente, con tale specifica diligenza e di possedere altresì un'effettiva conoscenza degli strumenti finanziari proposti al cliente, posto che l'articolo 26, lett. F, reg. Consob 11522/98, impone, così come i principi di correttezza impongono a qualsiasi venditore, di avere un'adeguata conoscenza del prodotto offerto alla clientela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 19 Aprile 2011. Segue...
Contratti derivati - Strumenti finanziari a struttura complessa - Dovere dell'intermediario di curare l'interesse del cliente - Articolo 21 del TUF - Diligenza e correttezza - Efficiente svolgimento dei servizi e professionalità dell'intermediario - Sottoscrizione della dichiarazione di operatore qualificato - Esclusione degli adempimenti previsti dagli articoli 27, 28 e 29 del regolamento - Irrilevanza.
Qualora l'intermediario offra al cliente uno strumento finanziario a struttura complessa al fine di far fronte a specifiche esigenze (nella specie di copertura dal rischio di oscillazione delle valute), assume rilevanza il dovere di professionalità dell'intermediario che deve curare in modo particolare l'interesse del cliente ad ottenere un prodotto effettivamente adatto alle sue esigenze e che non procuri, invece, effetti negativi o dannosi. Questo dovere di correttezza e diligenza cui l'intermediario è tenuto, trova la propria fonte nell'articolo 21, comma 1, lettera A del TUF, che richiama la diligenza e la correttezza, nonché nella lettera E della stessa norma, la quale fa riferimento alle procedure e risorse volte ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi e quindi, in definitiva, alla professionalità. Si tratta di doveri di diligenza e professionalità che scaturiscono dall'articolo 21 del TUF e che, come tali, costituiscono norme imperative di settore ma che, a ben vedere, sono espressione del generale principio di buona fede oggettiva proprio del diritto generale dei contratti, principi sui quali non incide minimamente l'esclusione degli adempimenti previsti dagli articoli 27, 28 e 29 del regolamento Consob 11522/98. La correttezza (o buona fede in senso oggettivo) rappresenta in questo caso un metro di comportamento per i soggetti del rapporto (e di valutazione per il giudice), il cui contenuto non è a priori determinato in quanto necessita di un'opera valutativa di concretizzazione in riferimento agli interessi in gioco e alle caratteristiche del caso specifico e che dovrà essere compiuta alla stregua dei valori riconosciuti dall'ordinamento a livello costituzionale, quali solidarietà sociale, libertà di iniziativa economica e tutela del risparmio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Aprile 2011. Segue...
Strumento finanziario complesso - Caratteristiche completamente differenti dalle previsioni del contratto quadro - Insufficienza delle informazioni - Carenza di informazione - Violazione del dovere di correttezza e trasparenza.
Qualora il prodotto creato dalla controparte professionale sia un prodotto complesso, nella sostanza completamente avulso dalle previsioni del contratto quadro, di modo che gli elementi informativi sottoscritti dal cliente risultino del tutto insufficienti, per non dire ingannevoli, a comprenderne la natura, si verifica una totale carenza di informazione riconducibile ad un modo di agire scorretto e non trasparente dell'intermediario le cui modalità di contrattazione si pongono in conflitto con gli obblighi primari di correttezza e trasparenza e di informazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Aprile 2011. Segue...
Contratti derivati - Derivati over the counter - Esistenza di un naturale conflitto di interessi - Caratteristiche.
La contrattazione in derivati over the counter, a differenza di quella in derivati cosiddetti uniformi, porta con sé un naturale stato di conflittualità tra intermediario e cliente che discende dall’assommarsi, nel medesimo soggetto, delle qualità di offerente e di consulente; dalla centralità, in relazione al futuro andamento del rapporto, della disciplina stipulata tra le parti; dal fatto che si tratta di prodotti di secondo livello strutturabili in funzione delle specifiche esigenze delle controparti quanto a scadenza, tipologia del sottostante, liquidazione di profitti e perdite, ecc.; dall'evidente interesse dell'intermediario, controparte contrattuale portatore di un proprio interesse economico, a costruire o proporre un prodotto che possa risultare svantaggioso o inadatto al cliente, in quanto fabbricato o rinegoziato in termini geneticamente o successivamente alterati in sfavore della controparte. In tema di derivati over the counter, il conflitto di interessi tra intermediario e cliente può derivare anche dal fatto che il primo può avere in essere operazioni di segno uguale o contrario con altri soggetti e dalla necessità di piazzare prodotti sul mercato anche solo per esigenze di riposizionamento o di propria copertura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Aprile 2011. Segue...
Derivati OTC – Esecuzione differita o continuata – Sospensione cautelare – Ammissibilità.
Può essere disposta in via cautelare, ai sensi dell’art. 700 codice procedura civile, la sospensione dell’esecuzione di un contratto avente ad oggetto un’operazione in derivati ad esecuzione non istantanea ma continuata e differita nel tempo che, come tale, si presta ad essere sospesa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 13 Aprile 2010, n. 0. Segue...
Derivati OTC – Liquidabilità – Rinegoziazione – Valutazione di rischio.
La stipula di contratti derivati over the counter (otc) deve essere valutata con particolare attenzione a causa della loro difficile cedibilità che, a fronte di una evoluzione negativa, costringe il cliente alla rinegoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 13 Aprile 2010, n. 0. Segue...
Contratti (in genere) – Intermediazione finanziaria – Derivati – Rinegoziazione – Natura speculativa – Sussiste.
La rinegoziazione di un derivato aumenta la esposizione al rischio del cliente e perciò, lungi dall’avere natura assicurativa, determina la natura speculativa dello strumento finanziario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 29 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratti derivati – Struttura della fattispecie contrattuale – Consulenza tecnica – Funzione di copertura per l'impresa cliente – Determinazione dei costi espliciti ed impliciti – Esistenza di un derivato di copertura dell'intermediario – Carattere precedente contestuale o successivo del derivato di copertura dell'intermediario – Maggior costo rispetto a strumenti derivati plain vanilla o a strumenti di copertura diversi dai contratti derivati – Natura e struttura del mark to market – Suoi criteri di determinazione – Natura e struttura degli up front – Criteri di determinazione e natura di finanziamento.
Tribunale Milano, 19 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Contratto di gestione patrimoniale in futures – Soglia minima di ingresso – Mancato rispetto – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza.
L’inosservanza della soglia minima di ingresso fissata dall’intermediario finanziario per la stipula di contratti di gestione patrimoniale destinati all’investimento in futures costituisce un’operazione inadeguata per tipologia ed oggetto ed integra violazione della norma di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Febbraio 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Indicazione di prezzo e quantità dei prodotti – Opzioni – Indicazione di prezzo strike e premio – Necessità – Nullità.
L’omessa indicazione nell’ordine di negoziazione di strumenti finanziari del numero degli stessi e del relativo valore di mercato ovvero la mancanza di indicazione, nel contratto di vendita di opzioni put, della quantità dei diversi tipi di azione, del corso strike e del premio, comportano la nullità del contratto ai sensi degli artt. 1346 e 1418 c.c. per indeterminatezza dell’oggetto. Tribunale Bari, 17 Luglio 2006, n. 0. Segue...
Deve ritenersi inadeguata ad un investitore con basso profilo di rischio l’operazione di acquisto di un prodotto finanziario strutturato composto da un BTP decennale e da un contratto di vendita di un opzione put dal cliente alla banca. Tribunale Brindisi, 16 Dicembre 2005, n. 0. Segue...
E’ nullo per indeterminatezza dell’oggetto il contratto di vendita di un’opzione put che non riporti l’indicazione del prezzo base (strike price) e del premio dell’opzione. Tribunale Brindisi, 16 Dicembre 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Collocamento di prodotti derivati – Autorizzazione della Banca d’Italia – Necessità – Violazione di norma imperativa – Nullità – Sussistenza.
E’ fonte di nullità ex art. 1418, comma 1, cod. civ. la violazione della norma, avente natura imperativa, che richiede l’autorizzazione della Banca d’Italia per il collocamento di prodotti derivati, autorizzazione che si pone come requisito legale che, pur non interferendo sulla struttura e sul contenuto del contratto, incide sul momento genetico del rapporto obbligatorio investendone direttamente l’atto costitutivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Isernia, 22 Maggio 2005, n. 0. Segue...
E’ nullo per indeterminatezza dell’oggetto il contratto di vendita di un’opzione put che manchi dell’indicazione del prezzo base dell’opzione e del premio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 21 Febbraio 2005, n. 0. Segue...
Contratti di borsa – Operazioni su derivati – Violazione degli obblighi di informazione e diligenza della banca intermediaria – Insussistenza.
In materia di diritti disponibili, come quelli di carattere patrimoniale, la scriminante del consenso dell'avente diritto canonizzata dall'art. 50 c.p., rientra tra la cause giustificative che escludono, anche rispetto agli illeciti civili, la sussistenza di un danno prodotto "non iure", sicchè l'azione risarcitoria non compete al cliente che persiste nel proposito di compiere operazioni azzardate pur se la banca l'ha sconsigliato dall'effettuarle e non si è attenuta al regolamento Consob per aver omesso di esercitare il potere-dovere di pretendere l'adeguamento dei margini di garanzia. Tribunale Mantova, 13 Aprile 2004. Segue...