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Timestamp: 2017-02-19 16:28:30+00:00
Document Index: 16739637

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.2953', 'sentenza ', 'art.2953', 'art.2953', 'art. 2946', 'art. 3', 'art. 2953', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2953', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 6', 'art.6', 'art. 1', 'art. 109', 'art. 102', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 1', 'art.182']

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E DOPO LE PROCEDURE CONCORSUALI COME USCIRE DALLA CRISI? IL RILANCIO AZIENDALE 20 Ottobre 2016 – Torino, Piazza San Carlo n.196 – Sala Auditorium Banco Popolare Relatori: Dott. Alberto Mauro – Direttore della divisione Banca Popolare di Novara del Banco Popolare Come approcciare positivamente il rapporto banca – impresa nel dopo crisi Dott.ssa Clara Merlo – Dirigente Assessorato Attività Produttive della Regione Piemonte Il sostegno della Regione Piemonte al sistema produttivo piemontese Dott. Silvano Berna – Segretario Regionale Confartigianato Piemonte Il sostegno alle piccole imprese per contrastare la spirale del declino Dott. Corrado Ferriani – Dottore Commercialista e Revisore Legale, Studio Legale Associato Carnelutti La positiva esecuzione di una ristrutturazione aziendale, un trampolino per rilanciarsi e mettersi in gioco verso un’unica meta: la strada del successo e della “seconda chance” Avv. Alberto Valfrè – Avvocato in Torino, Studio Legale Pedersoli Procedure concorsuali di successo: il caso Seat Pagine Gialle Dott. Carmine D’Elia – Dottore Commercialista e Revisore Legale, Studio Legale Tributario D’Elia Il rilancio delle imprese attraverso i fondi del MI.S.E. Moderatore Dott. Gian Luca Timossi – Consulente di Zefiro Group, Esperto in ristrutturazione aziendale Orario 15.30 – 18.30 Coffee Break Ore 17.00 Il convegno è accreditato presso: L’ordine dei […]
PRESCRIZIONE BREVE ANCHE SU CARTELLE IMPUGNATE IN RITARDO
con la sentenza n.23397 del 17.11.2016 la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha sancito un importante principio di diritto: la prescrizione è sempre quinquennale, ovvero vale il termine di prescrizione del credito sottostante, dal momento che l’atto non opposto o impugnato produce solo l’irretrattabilità del credito stesso, senza determinare la riconversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale.
La questione che ha portato alla sentenza in commento riguarda la corretta interpretazione che deve essere data all’art.2953 del codice civile che disciplina la conversione del termine di prescrizione breve in quello decennale.
Il dubbio da sciogliere è se tale norma possa essere applicata nelle ipotesi nelle quali il contribuente non impugni un atto di accertamento o un provvedimento emesso dall’ente esattore, con la conseguenza che tale scelta sia idonea a produrre non solo l’effetto sostanziale della non trattabilità del credito sottostante, ma anche la conversione del termine prescrizionale da breve (cinque anni) a lungo (dieci anni).
Ciò che resta da comprendere, in altre parole, è se gli atti non impugnati, diversi rispetto ad un provvedimento giurisdizionale, quale una sentenza di condanna definitiva o un decreto ingiuntivo o un decreto penale di condanna, siano idonei ad acquisire efficacia di giudicato, in modo da determinare la trasformazione dei termini di prescrizione da breve a decennale.
Sulla questione vi sono due indirizzi giurisprudenziali:
un primo (minoritario) sostiene che in caso di mancata opposizione o impugnazione, la pretesa creditoria contenuta nell’atto impositivo non sarebbe più soggetta alla prescrizione prevista per lo specifico diritto di credito statale e si dovrebbe, pertanto, applicare l’art.2953 del c.c. con l’automatica conversione degli originari termini prescrizionali brevi in quelli decennali.
Un secondo orientamento giurisprudenziale (maggioritario) ritiene che non sia ammissibile la conversione della prescrizione da breve a decennale a seguito della mera scadenza del termine per impugnare un atto impositivo. La mancata impugnazione di un atto, infatti, non sarebbe in grado di produrre effetti di ordine processuale (ulteriori rispetto a quelli sostanziali di definitività del credito statale), con la conseguente inapplicabilità dell’art.2953 del c.c. ai fini della prescrizione.
In sintesi la prescrizione breve (cinque anni) per la riscossione dei crediti è ammissibile esclusivamente quando il titolo sulla base del quale viene avviata la riscossione non è più l’atto amministrativo, ma un provvedimento giurisprudenziale divenuto definitivo. Di conseguenza, solo il provvedimento giudiziale – e non l’atto amministrativo – può generare la conversione del termine prescrizionale da breve a decennale.
Le Sezioni Unite, aderendo all’orientamento maggioritario, ricordano che la disciplina della prescrizione è di stretta osservanza ed è insuscettibile d’interpretazione analogica e sostengono essere pacifico che:
« a) se in base all’art. 2946 cod. civ. la prescrizione ordinaria dei diritti è decennale a meno che la legge disponga diversamente, nel caso dei contributi previdenziali è appunto la legge che dispone diversamente (art. 3 comma 9 legge 335 del 1995 cit.);
b) la norma dell’art. 2953 cod. civ. non può essere applicata per analogia oltre i casi in essa stabiliti (ex multis: Cass. 29 gennaio 1968, n. 285; Cass. 10 giugno 1999 n. 5710); (…) ».
La sentenza si conclude con le seguenti affermazioni di principio, mediante le quali il contrasto può dirsi composto: « la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento (..) pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie quinquennale secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 cod. civ.
Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto alle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato ».
Effetti sulla rottamazione delle cartelle esattoriali
La citata sentenza della Corte di Cassazione assume rilevanza anche ai fini della rottamazione delle cartelle esattoriali: se una cartella viene notificata oltre i termini brevi e non è preceduta da una sentenza o da un atto interruttivo (quale sollecito o intimazione al pagamento), si potrebbe essere in presenza di un credito prescritto. In tal caso il contribuente non avrebbe così alcun interesse alla definizione agevolata.
Per tale motivo il contribuente potrebbe chiedere al giudice l’estinzione, per sopravvenuta prescrizione breve, del debito richiamando proprio il principio di diritto espresso dalle Sezioni Unite della Cassazione.
Inserito da Dott. D'Elia Carmine
LEGGE DI BILANCIO 2017 : PRINCIPALI NOVITA’
La legge di Bilancio per il 2017 incrementa le agevolazioni fiscali che rientrano nel Piano nazionale Industria 4.0. Con l’inizio della “quarta rivoluzione industriale” si punta principalmente allo stimolo degli investimenti privati nel settore dell’innovazione e dell’alta tecnologia attraverso una serie di misure agevolative che, per quanto di specifico interesse, vanno dalla previsione dell’iper-ammortamento, al potenziamento e alla semplificazione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, all’applicazione un’aliquota unica di contributo del 30% per gli investimenti eseguiti in start-up innovative. Con “Industria 4.0” si indica la quarta rivoluzione industriale fondata sulla produzione attraverso l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet (Industrial Internet of Things).
Il piano del Governo per il futuro è dunque quello di adottare un approccio diretto a favorire gli investimenti nell’innovazione cominciando dall’introdurre un ventaglio di misure agevolative con la legge di Bilancio per il 2017.
Con la legge di Bilancio per il 2017 il legislatore ha voluto incrementare le agevolazioni fiscali previste per i soggetti che investono proprio nel settore dell’innovazione e dell’alta tecnologia (Industria 4.0).
Una delle più rilevanti agevolazioni introdotte con la legge di Bilancio riguarda l’ammortamento.
Per i nuovi beni strumentali acquistati tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016 anche con contratto di locazione finanziaria (leasing) era stata introdotta una norma di favore (super-ammortamento) che prevedeva una maggiorazione, ai soli fini fiscali, del 40% del valore del bene ammortizzabile (quindi 140% del totale acquistato).
Con l’art. 3, la nuova legge di Bilancio 2017, oltre ad estendere il super-ammortamento ai beni acquistati fino al 31 dicembre 2017 (30 giugno 2018 nel caso in cui il venditore abbia accettato l’ordine di acquisto e sia stato pagato il 20% del prezzo entro il 31 dicembre 2017), ha introdotto una normativa ad hoc per favorire gli investimenti nell’automazione e nell’utilizzo di alta tecnologia.
In particolare, per i beni dell’Industria 4.0 rientranti nelle categorie di cui all’allegato alla legge di Bilancio (vedasi elenco in calce alla presente comunicazione) (ad esempio, investimenti hi-tech su big data, cloud, ultra-broad band, robotica industriale, manifattura digitale e sicurezza IT), è stata introdotta una maggiore agevolazione (iper-ammortamento), che prevede, ai soli fini fiscali, una maggiorazione del 150% del valore del bene ammortizzabile rispetto al costo storico (quindi 250% del totale acquistato).
I principali beneficiari di tale importante agevolazione sono le imprese che operano nel settore industriale della meccatronica, robotica, big data, sicurezza informatica, nanotecnologie, sviluppo di materiali intelligenti, stampa 3D ed Internet.
Per poter usufruire di tali benefici fiscali, tuttavia, bisognerà prestare particolare attenzione al soddisfacimento delle condizioni e degli specifici adempimenti previsti dalla norma.
In particolare l’impresa sarà tenuta a:
– verificare il soddisfacimento delle caratteristiche di funzionalità dei beni di cui all’Allegato A (Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità e dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica « 4.0 »);
– produrre una autocertificazione ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 resa dal legale rappresentante ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500 000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato, attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Per l’accesso al beneficio dell’iper-ammortamento, previsto dalla legge di Bilancio 2017, non basterà che il macchinario rientri all’interno dei beni elencati dalla normativa. Le regole per usufruire dell’agevolazione del 250% non saranno di semplice applicazione, come avviene, invece, per il super-ammortamento. Una perizia tecnica dovrà, infatti, attestare il possesso di una serie di requisiti minimi, tra cui l’interconnessione ai sistemi aziendali. Quali sono tutte le caratteristiche che il macchinario deve possedere per essere ammissibile all’iper-ammortamento?
Per fruire dell’iper-ammortamento, del 250%, le imprese devono fare attenzione alle condizioni per poter accedere.
La nuova agevolazione, che affiancherà il super-ammortamento, non si applicherà scegliendo semplicemente un bene tra quelli individuati dalla normativa, come succedeva facilmente con il super-ammortamento.
I beni che possono aspirare all’iper-ammortamento, oltre ad essere funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, dovranno anche dimostrare di essere interconnessi al sistema di gestione aziendale. Quest’ultimo requisito, per molte PMI, significa dover rivedere profondamento il sistema informativo interno oppure l’impossibilità di accedere al nuovo strumento.
Beni ammissibili all’agevolazione
La normativa specifica che l’iper-ammortamento è destinato a beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti. Un apposito allegato approfondisce già l’elenco dei macchinari che possono godere del 250% di ammortamento.
In particolare, sono ammesse macchine utensili per asportazione, macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici, ma anche macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime e macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali.
Inoltre, sono ammissibili macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura, macchine per il confezionamento e l’imballaggio, macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico).
Sono anche ammissibili i robot collaborativi e sistemi multi-robot, macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici, macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale.
Infine, sono agevolabili macchine, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione), magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.
Sono ammessi anche dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti, nonché filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.
Rientrare nell’elenco non è sufficiente
Non basta fermarsi alla lettura dell’elenco per capire se un macchinario può o meno beneficiare dell’iper-ammortamento.
La normativa si spinge infatti oltre ed elenca tutta una serie di caratteristiche tecniche che i macchinari devono possedere per essere agevolabili.
Tutte le macchine elencate, infatti, devono essere dotate di alcune caratteristiche quali il controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), nonché l’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program e, inoltre, l’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo.
Devono, inoltre, avere interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive e rispondere ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Tutte queste caratteristiche sono obbligatorie, pertanto, anche in assenza di una sola di queste, il macchinario non può beneficiare del super-ammortamento.
Dispositivi di monitoraggio o controllo
Laddove il macchinario da acquistare sia ricompreso nell’elenco e possegga tutti i predetti requisiti obbligatori, non è ancora possibile dire con certezza se il macchinario sia o meno ammissibile all’iper-ammortamento.
Infatti, tutte le macchine sopra citate devono essere anche dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici.
Una prima opzione è la dotazione di sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, mentre altra opzione è il monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo.
La terza opzione è rappresentata dal possesso di caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).
Almeno due di queste cinque opzioni devono essere possedute dal macchinario per ritenerlo ammissibile all’iper-ammortamento.
A differenza del super-ammortamento, la normativa prevede già la produzione di apposita documentazione a supporto dell’iper-ammortamento.
Per accedere al 250%, infatti, l’impresa è tenuta a produrre una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato, attestante che il bene possieda caratteristiche tecniche tali da includerlo nell’elenco previsto dalla normativa e sia interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Questa perizia è richiesta per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500 mila euro, mentre per i beni di costo inferiore la norma consente di produrre una più semplice dichiarazione di atto notorio resa dal legale rappresentante avente i medesimi contenuti della perizia.
Ciò non toglie che, anche in caso di beni di costo inferiore, l’attestazione richieda competenze tecniche specifiche che potrebbero non essere presenti in azienda e, soprattutto, potrebbero non essere possedute dal legale rappresentante.
Fatte quindi le dovute valutazioni di convenienza, sarà probabilmente opportuno, anche se non obbligatorio, che il legale rappresentante si rivolga comunque ad un tecnico esterno per periziare l’ammissibilità dei beni all’iper-ammortamento; in tal modo, la propria dichiarazione di atto notorio sarà comunque rafforzata da questo ulteriore documento.
Altri beni che rientrano con minori condizioni
Sarà invece più facile ricondurre all’iper-ammortamento i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità e i dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica “4.0”.
Per tali beni, infatti, sarà sufficiente la collocazione del bene all’interno dell’elenco fornito dalla normativa, nonché l’interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Se, però, la collocazione del bene nell’elenco può sembrare semplice, l’attestazione sull’interconnessione richiede invece una competenza tecnica in materia, poiché non sempre la struttura aziendale è chiaramente improntata in tal senso.
Rientrano, ad esempio, i sistemi di misura a coordinate, altri sistemi di monitoraggio in processi per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo, i sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali, i dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche, i sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità, nonché i sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine.
Rientrano inoltre in questa categoria gli strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, i filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri, i banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche automatiche, i sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature, i dispositivi wearable, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality, le interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti.
L’art. 3 del D.L. n. 145/2013 ha introdotto nel nostro ordinamento il credito d’imposta, uno strumento volto ad incentivare l’innovazione attraverso un beneficio fiscale per le imprese che sostengono spese di ricerca e sviluppo. Con l’art. 1, comma 35, della legge di stabilità per il 2015, il legislatore è poi intervenuto nuovamente ampliando, inter alia, il periodo di applicazione della misura per il quinquennio 2015-2019.
Con l’art. 4 della legge di Bilancio 2017, il beneficio non solo viene esteso fino al 2020 (prima previsto fino al 2019) ma ne viene allargato anche l’ambito soggettivo, includendo anche le imprese che effettuano attività di ricerca per conto di committenti esteri.
A partire dal 2017, infatti, potranno beneficiare del credito d’imposta i soggetti residenti anche in relazione ai costi relativi ad attività di ricerca eseguite in base a contratti stipulati con imprese committenti residenti o localizzate:
– in altri Stati membri dell’Unione europea;
– negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo;
– in Paesi facenti parte della white list (di cui al decreto Ministero delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, come da ultimo modificata dal decreto 9 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 22 agosto 2016).
Ulteriore importante novità riguarda la misura dell’agevolazione. A decorrere dal 2017, il credito d’imposta sarà concesso nella misura unica del 50% per tutte le spese ammissibili, e non soltanto per le spese relative al personale “altamente qualificato” (non più un requisito per l’agevolazione dal 2017) e quelle per la ricerca contrattuale o extra muros.
Dunque, scomparirà la differenziazione tra le aliquote previste dalla normativa vigente per le diverse tipologie di spese rilevanti. In particolare, fino al 31 dicembre 2016, il credito d’imposta è pari al:
– 50% della spesa incrementale relativa ai costi per il personale altamente qualificato e per i contratti di ricerca extra muros;
– 25% della spesa incrementale relativa ai costi connessi alle quote di ammortamento per strumenti e attrezzature da laboratorio e alle competenze tecniche e privative industriali.
Per il calcolo del beneficio fiscale rimane invariato il metodo di calcolo “incrementale”. Il credito d’imposta continuerà, quindi, ad essere determinato in base agli incrementi annuali di spesa nella attività di ricerca e sviluppo rispetto alla media dei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.
Da ultimo viene sensibilmente ampliato l’ammontare del credito massimo previsto per ciascuna impresa. Sempre nell’ottica di favorire gli investimenti volti all’innovazione, infatti, il tetto per il credito massimo concesso viene alzato da 5 milioni a 20 milioni di euro.
La disciplina agevolativa in materia di start-up innovative, contenuta nell’articolo 29 del D.L. 179/2012, è stata introdotta con il fine di stimolare l’attività di nuove imprese, il cui oggetto sociale è legato all’innovazione e alla tecnologia, nella loro fase di nascita e sviluppo.
Oltre ad una importante semplificazione degli obblighi a livello amministrativo, sono previste specifiche detrazioni e deduzioni fiscali per chi investe in tali imprese.
Una prima importante novità introdotta è rappresentata dalla durata della norma. È importante rilevare come con la legge di Bilancio 2017 il beneficio sia stato trasformato da transitorio (periodo 2012-2016) a permanente.
Una seconda importante novità è rappresentata dalla misura dell’agevolazione. Con la nuova legge di Bilancio 2017, infatti, troverà indistintamente applicazione un’aliquota unica di contributo del 30% per gli investimenti eseguiti dalle persone fisiche e delle persone giuridiche in start-up innovative a vocazione sociale, del settore energetico o in altre tipologie.
– la misura della detrazione dall’imposta lorda per i soggetti IRPEF prevista fino al 31 dicembre 2016 al:
– 25% dei conferimenti effettuati in start-up a vocazione sociale o operanti in ambito energetico;
– 19% dei conferimenti effettuati in start-up innovative diverse da quelle precedenti.
È aumentata indistintamente al 30%.
– la misura della deduzione dal reddito imponibile per i soggetti IRES prevista fino al 31 dicembre 2016 al:
– 27% dei conferimenti effettuati in start-up a vocazione sociale o operanti in ambito energetico;
– 20% dei conferimenti effettuati in start-up innovative diverse da quelle precedenti.
Con la nuova legge di Bilancio viene duplicato anche il limite massimo dell’importo su cui applicare la detrazione IRPEF, passando da 500.000 a 1 milione di euro.
Il legislatore è intervenuto anche sul periodo in cui deve essere mantenuto l’investimento per avere diritto all’agevolazione, sia a fini IRPEF che IRES: il periodo è stato prolungato da 2 a 3 anni, sempre con la finalità di garantire i benefici a chi investe effettivamente nelle start-up innovative.
Dal punto di vista delle agevolazioni di tipo amministrativo, è stata introdotta la possibilità di sottoscrivere l’atto costitutivo (e le successive modificazioni), oltre che con firma digitale, anche con firma elettronica avanzata autenticata ed è stato disposto per l’atto costitutivo l’esonero dal pagamento anche delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria (nella precedente versione era limitato al diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio).
L’efficacia di tale norma, tuttavia, è subordinata all’autorizzazione della Commissione UE che dovrà essere richiesta a cura del Ministero dello Sviluppo Economico.
Nella stessa ottica, con la finalità specifica di stimolare l’imprenditorialità, la legge di Bilancio ha previsto all’art. 15 il rifinanziamento degli interventi per l’autoimprenditorialità e per le start-up innovative con un aumento della dotazione del Fondo per la crescita sostenibile di cui all’articolo 23, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, di 50 milioni di euro per l’anno 2017 e di 50 milioni di euro per l’anno 2018, da destinare all’erogazione dei finanziamenti agevolati, per il sostegno alla nascita e allo sviluppo di imprese start-up innovative.
Allegato A – Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0
Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti:
• macchine utensili per asportazione,
• macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso,
• macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali,
• macchine utensili per la deformazione plastica dei materiali,
• macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura,
• macchine per il confezionamento e l’imballaggio,
• macchine utensili di de-produzione e re-manufacturing per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico),
• robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot,
• macchine utensili e sistemi per la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti e/o la funzionalizzazione delle superfici,
• macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale,
• macchine, strumenti e dispositivi per il carico/scarico, pesatura e/o il sorting automatico dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione),
• magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.
a) controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)
b) interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
c) integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
d) interfaccia uomo macchina semplici e intuitive
e) rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza
Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici:
– sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto,
– monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo,
– caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico),
• dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti,
• filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.
• sistemi di misura a coordinate (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro- o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica,
• sistemi di monitoraggio in-process al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e/o del processo produttivo,
• sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove/collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare in process le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (es. caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale,
• dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive,
• sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti ( ad esempio RFID – Radio Frequency. Identification),
• sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine(ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud,
• strumenti per l’etichettatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica,
• componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici,
Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0:
• banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità),
• sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/robotizzata/interattiva il compito dell’operatore,
• dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality,
• interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che supportano l’operatore in termini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione e manutenzione.
Allegato B – Beni immateriali (software e sviluppo/system integration) connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0
• soluzioni software per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale), e/o l’archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics),
• soluzioni software per la progettazione e ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni,
• sistemi di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione,
• sistemi informativi per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing),
• sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud,
• strumenti di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti, ma anche operazioni (es. di assemblaggio), sia in contesti immersivi (es. con wearable glasses, caves) o solo visuali,
• strumenti di reverse modelling and engineering, come scanner 3D, per la ricostruzione virtuale di contesti reali (es. prodotti dei competitor, oppure ambienti/impianti già esistenti, da riammodernare),
• software, sistemi, piattaforme ed applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l’ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi,
• software per il dispatching delle attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi,
• software per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi,
• software, sistemi e soluzioni per l’accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing),
• software, sistemi e soluzioni per Industrial Analytics dedicati al trattamento ed all’elaborazione dei Big Data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting),
• software e sistemi di Artificial Intelligence & Machine Learning che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell’impianto,
• software e sistemi di produzione automatizzati e resi intelligenti, caratterizzati da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem),
• software e sistemi per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine resi intelligenti da sistemi e soluzioni embedded in grado di semplificare o addirittura svolgere autonomamente delle azioni che possono essere non agevoli o pericolose per l’uomo, con importanti risvolti sul tema della sicurezza, della salute, della qualità dei prodotti finali e della manutenzione predittiva,
• software e sistemi per la gestione della realtà aumentata che consente l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, manipolate e convogliate generalmente tramite Wearable device, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. In ambito industriale sistemi, soluzioni e applicazioni di questo tipo consentono di rendere più efficienti e sicure attività di produzione, assemblaggio e manutenzione,
• sofwtare e sistemi per dispositivi e nuove interfacce uomo/macchina che consentano l’acquisizione, la veicolazione e l’elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile,
• software, sistemi e soluzioni per l’intelligenza degli impianti cha garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica,
• software, sistemi e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati,
• software e sistemi di Virtual Industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e fermi macchina lungo le linee produttive reali.
Inserito da Dott. Piruozzolo Massimo
Il decreto legge 193 del 22 ottobre 2016 dal titolo “disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili” all’art. 6 definisce termini e modalità della cosiddetta “rottamazione delle cartelle esattoriali” (definizione agevolata dei ruoli).
Vengono, in estrema sintesi, stralciate le sanzioni, gli interessi di mora e gli interessi di dilazione. Restano però dovuti la sorte capitale (il tributo o contributo originariamente dovuto e iscritto a ruolo), gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e l’aggio esattoriale oltre alle spese di eventuali procedure esecutive.
La rottamazione aperta dal decreto legge 193 del 2016 è piuttosto conveniente per il contribuente. Resta però qualche criticità circa la dilazione del pagamento che è piuttosto breve (al massimo 4 rate) su somme che possono essere anche molto elevate.
Importi iscritti a ruolo che rientrano nella rottamazione
Innanzitutto sono ammessi alla rottamazione tutti i ruoli affidati all’ente di riscossione nel periodo compreso dal 2000 al 2015, incluse le somme derivanti da avvisi di accertamento esecutivi e avvisi di addebito dell’Inps, per le quali la fase della formazione del ruolo non è prevista. Sono inclusi i ruoli in contenzioso tributario ma per questi ultimi è prevista, in caso di accesso alla rottamazione, la rinunciare ai giudizi pendenti.
Ai fini dell’individuazione dei tributi e dei contributi ammessi alla rottamazione (definizione agevolata) vi rientrano tutte le somme riscosse tramite ruolo, di natura sia patrimoniale che tributaria, compresa l’IVA. Vi rientrano inoltre anche i tributi comunali e regionali. Anche le sanzioni aventi natura contributiva riconducibili all’Inps, alle Casse Private o ad altri enti di previdenza e assistenza sembrerebbero essere interessate dallo stralcio delle sanzioni visto che dalla lettura dell’art.6 del D.L. non si ravvedono preclusioni in tal senso.
Importi iscritti a ruolo che non rientrano nella rottamazione
Restano espressamente escluse le risorse comunitarie quali i dazi e le accise, l’iva all’importazione, le somme recuperate per aiuti di Stato, i crediti da condanna della Corte dei Conti, le sanzioni pecuniarie di natura penale, le sanzioni per violazione del codice della strada.
E’ necessario, al fine di accedere alla rottamazione delle cartelle, presentare un’apposita istanza entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge con l’impegno esplicito a rinunciare al ricorso. Il termine ultimo per la presentazione della suddetta istanza è fissato per il 23 gennaio 2017.
Successivamente alla presentazione dell’istanza l’agente della riscossione comunica al debitore gli importi dovuti suddivisi per il numero di rate da questi prescelto. Si ricorda che le rate possono essere al massimo quattro e su queste sono dovuti gli interessi da dilazione nella misura del 4,5 % annuo. Le prime due rate saranno pari ad un terzo ciascuna delle somme complessivamente dovute, mentre la terza e la quarta saranno apri ad un sesto ciascuna e dovranno essere pagate rispettivamente entro il 15.12.2017 e 5.03.2018. Il pagamento può essere fatto, a scelta del contribuente, con tre diverse modalità alternative tra loro : mediante domiciliazione bancaria, mediante bollettini precompilati, direttamente allo sportello Equitalia.
La presentazione dell’istanza di rateizzazione vale come “espressa manifestazione di volontà” pertanto nel momento in cui si riceve la comunicazione di Equitalia con l’accettazione del piano e il debitore non paga nei termini una qualsiasi delle rate previste, la rottamazione decade e il debito residuo non potrà più essere rateizzato.
E’ opportuno, pertanto, che i contribuenti che si ritrovino delle rateizzazioni in corso con dilazioni molto ampie (6 anni o 10 anni per esempio) valutino attentamente la sostenibilità del nuovo piano. Presentare un’istanza per l’accesso alla rottamazione ha come effetto, sui piani in corso di rateizzazione, quello di farli decadere. La decadenza dal nuovo piano ha come effetto non solamente quello di non poter beneficiare del taglio delle sanzioni ma anche quello di non poter più essere oggetto di un nuovo piano di rientro e l’impossibilità a ripristinare la dilazione iniziale.
Effetti derivanti dalla presentazione della domanda
Dal momento della presentazione della domanda è inibita, da parte di Equitalia, sia l’adozione di nuove misure cautelari quali il fermo e l’ipoteca, sia l’adozione di nuove procedure esecutive. E’ importante però sottolineare come i fermi e le ipoteche già iscritti restano salvi cosi come risulta essere inefficace l’istanza nei confronti di procedure esecutive che siano nella fase finale. Saranno inoltre sospesi tutti i termini perentori di prescrizione e decadenza che lo stesso agente della riscossione è tenuto a rispettare ai fini della notifica dei propri atti e dell’espletamento delle azioni cautelari ed esecutive.
26. Ott 2016
DISCIPLINA DEI SUPERAMMORTAMENTI
La legge di Stabilità per il 2016 ha previsto la possibilità di operare un super-ammortamento per gli investimenti in beni materiali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La disposizione è finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini della determinazione dell’IRES e dell’IRPEF, l’imputazione al periodo d’imposta di quote di ammortamento e di canoni di locazione finanziaria più elevati.
Tra le modifiche normative introdotte dalla legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 91) ve ne sono alcune che intervengono sulla disciplina fiscale degli ammortamenti, in relazione alla quale è stata prevista la possibilità di operare un maxi ammortamento sugli investimenti in beni materiali strumentali. La disposizione è finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini della determinazione dell’IRES e dell’IRPEF, l’imputazione al periodo d’imposta di quote di ammortamento e di canoni di locazione finanziaria più elevati.
Attenzione La maggiorazione produce effetti solo ed esclusivamente ai fini del computo delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria e ciò fino al suo completamento. Restano fermi i coefficienti di ammortamento stabiliti nel D.M. 31 dicembre 1988.
Il beneficio interessa tanto i beni strumentali acquistati in proprietà quanto quelli acquisiti in leasing. Sono esclusi dal beneficio, tuttavia, gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, gli investimenti in fabbricati e costruzioni, nonché gli investimenti in beni di cui all’allegato 3 della legge di Stabilità 2016 riportanti in calce. L’acconto per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2015 e per quello successivo corrisponde a quello che si sarebbe determinato in assenza delle disposizioni in commento.
In particolare, in tale ambito, la novella disciplina ha disposto che – ai fini della deducibilità degli ammortamenti di tali nuovi cespiti – il costo sostenuto da imprese e professionisti per la loro acquisizione possa essere maggiorato del 40% rispetto a quello imputato (in base ai prescritti coefficienti tabellari) nel conto economico. Da un punto di vista pratico ciò sta a significare che gli interessati a tale agevolazione dovranno effettuare, in fase di dichiarazione dei redditi, una ulteriore variazione in diminuzione rispetto all’ammortamento imputato a conto economico per lo stesso bene: questa agevolazione di natura esclusivamente fiscale determinerà un doppio binario sul piano civilistico e fiscale: – l’agevolazione in commento determina l’irrilevanza contabile del beneficio fiscale – consentirà al contribuente di effettuare una diminuzione in sede di dichiarazione dei redditi: essendo le differenze definitive e non temporanee non è necessario stanziare alcuna fiscalità differita. Occorre tener presente che la norma può essere applicata in quanto il maggior componente negativo di natura fiscale derivante dal maggior ammortamento rispetto a quello imputato al conto economico risulta deducibile come deroga al principio di imputazione al Conto Economico (art. 109 comma 4 lettera b, TUIR) per espressa disposizione di legge. Conseguentemente in virtù della nuova previsione normativa sussiste per le fattispecie in esame la possibilità di dedurre i maggiori ammortamenti che non sono stati imputati nel Conto Economico. Godono dell’agevolazione i beni materiali strumentali nuovi. Non rientrando, quindi, nel beneficio: gli investimenti in beni immateriali e gli investimenti in beni “usati”. Per beni “nuovi” si deve intende sia il bene acquistato dal produttore, sia il bene acquistato da un soggetto diverso dal produttore e dal rivenditore purché non sia già stato utilizzato né da parte del cedente né da alcun altro soggetto (circolare n. 90/2001).
Attenzione Nell’ipotesi in cui i beni siano complessi (ossia alla realizzazione degli stessi abbiano concorso anche beni usati), per soddisfare il requisito della novità è necessario fare riferimento all’intero bene. In tale evenienza, il requisito di bene nuovo resta soddisfatto purché l’incidenza del costo relativo ai beni usati non prevalga rispetto al costo complessivamente sostenuto (Agenzia Entrate, circolari n. 5/E del 2015 e n. 44/E del 2009).
In riferimento al requisito della strumentalità è necessario che i beni siano di uso durevole e atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa. Restano, quindi, esclusi dall’agevolazione i beni merce (o, comunque, trasformati o assemblati per la vendita) e i materiali di consumo.
L’agevolazione ha natura temporanea: può essere applicata esclusivamente agli investimenti effettuati nella finestra temporale che va dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.
Attenzione Pur se la norma non lo prevede espressamente, è da ritenersi che per individuare l’esatto momento in cui l’investimento è stato effettuato, in modo da poter verificare se lo stesso rientri nell’arco temporale utile a fruire dell’agevolazione, ci si deve avvalere delle disposizioni del TUIR e far, quindi, riferimento ai criteri generali. Ne consegue che le spese sostenute per l’acquisizione dei beni mobili si devono considerare compiute alla data della consegna o spedizione ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale. AMBITO SOGGETTIVO
L’agevolazione introdotta dalla legge di Stabilità 2016 sulla disciplina fiscale degli ammortamenti effettuati trova applicazione rispetto agli investimenti effettuati sia dai soggetti titolari di reddito d’impresa, sia dagli esercenti arti e professioni.
ESEMPIO DI FUNZIONAMENTO
Di seguito si riporta un esempio per la corretta applicazione della normativa in questione.
Si supponga il caso di una società di capitali che acquista, il 1° gennaio 2016, un macchinario del costo di 50.000,00 euro. L’aliquota di ammortamento, per questo bene, è pari al 20%.
L’art. 102 TUIR prevede che “la deduzione è ammessa in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione al costo dei beni dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ridotti alla metà per il primo esercizio”.
Si riporta, quindi, una tavola per illustrare il funzionamento dell’agevolazione.
Quota ammortizzata
Totale dedotto
In pratica, nel bilancio di esercizio rileveranno esclusivamente il costo storico di acquisto del bene (euro 50.000,00) e l’ammortamento civilistico (euro 5.000,00 per il primo anno ed ultimo anno di ammortamento, euro 10.000,00 per tutti gli altri). Nella dichiarazione modello unico sarà, invece, possibile apportare una variazione in diminuzione del reddito imponibile pari al maggior ammortamento riconosciuto fiscalmente (euro 2.000,00 per il primo anno ed ultimo anno di ammortamento, euro 4.000,00 per tutti gli altri).
Sotto il profilo operativo, sarebbe opportuno che, per i beni rientranti nell’agevolazione, il registro dei beni ammortizzabili evidenziasse sia i valori civilistici (costo storico di euro 50.000,00 ed ammortamento del 20% ridotto al 10% nell’esercizio di acquisizione del bene) che i valori fiscali (costo fiscalmente riconosciuto di euro 70.000,00 e corrispondente ammortamento fiscale) in maniera tale da ricavare agevolmente le differenze tra ammortamento fiscale e civilistico da detassare in sede di modello unico. Qualora non fosse possibile modificare il tracciato del programma di gestione, sarà necessario rilevare i valori civilistici e fiscali dei beni interessati dal beneficio fiscale extracontabilmente attraverso ad esempio un foglio di excell.
REGIME FORFETARIO – Novità contenute nella Circolare 10/E del 2016
Novità contenute della Circolare dell’Agenzia delle Entrate 10/E del 04.04.2016
Come già ribadito nella precedente circolare dal 1° gennaio 2016 sono state introdotte importanti novità ad opera della Legge 208/2015 (art.1, commi da 111 a 113).
– viene eliminata la lett. d) al co. 54 dell’art. 1, L. 190/2014 che vietava l’accesso al regime agevolato se l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilato, eventualmente percepiti nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime, era pari o superiore alla misura dei redditi d’impresa o professionali conseguiti nel medesimo anno e se la somma delle diverse fattispecie reddituali eccedeva l’importo di 20.000 euro;
– con l’inserimento della lett. d-bis) al co. 57 del predetto art. 1, viene disposto che sono esclusi dal regime i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato; con questa nuova disposizione, meno penalizzante di quella del co. 54 di cui si è detto sopra, si vuole evitare che soggetti esercenti attività di lavoro dipendente o assimilato nell’anno precedente l’applicazione del regime forfetario, da cui abbiano ritratto livelli reddituali piuttosto elevati, possano beneficiare ugualmente del regime in questione per le attività d’impresa, arte o professione;
– con una modifica al co. 65, è prevista la riduzione dal 15% al 5% della misura ordinaria dell’aliquota d’imposta, per i primi cinque anni di attività (in precedenza, per i due anni successivi al primo era prevista la riduzione di un terzo del reddito);
– si rivedono, al rialzo, i limiti di ricavi e compensi indicati nell’allegato 4, annesso alla L. 190/2014, al di sotto dei quali i contribuenti esercenti impresa, arti e professioni possono accedere e permanere nel nuovo regime, fermo restando il rispetto di tutti gli altri requisiti di legge; in sintesi, dal 2016, le soglie di ricavi e compensi sono generalmente incrementate di 10.000 euro, mentre, per quanto concerne le attività svolte dagli esercenti ari e professioni e altre attività (n. 8 dell’allegato 4 alla L. 190/2014) detta soglia è aumentata di 15.000 euro;
– viene prevista l’applicazione del regime contributivo ordinario anche per i contribuenti forfetari i quali, in ogni caso, possono beneficiare della riduzione al 35% degli oneri contributivi.
Con riferimento ai chiarimenti contenuti nella Circolare 10/E del 04/04/2016, l’Agenzia delle Entrate si sofferma sui seguenti punti :
a) la verifica dei limiti ai fini dell’accesso o della permanenza nel regime, a partire dal periodo d’imposta 2016, va fatta con riferimento ai nuovi valori in vigore dal 1° gennaio 2016. Ad esempio, che laddove un professionista in regime forfetario dal 1° gennaio 2015 abbia conseguito al 31 dicembre di quell’anno compensi per un ammontare complessivo di 18.000 euro (superiori al limite di 15.000 euro in vigore nel 2015), continua ad applicare il regime anche nel 2016, in quanto la soglia dei compensi percepiti nell’anno precedente è stata elevata a 30.000 euro;
b) in merito, al limite di non aver sostenuto spese complessivamente non superiori a 5.000 euro lordi per lavoro (accessorio, dipendente o a progetto) è superata la preclusione, prevista nel regime fiscale di vantaggio, che impediva l’accesso al regime a coloro che nell’anno precedente avessero sostenuto spese per lavoro dipendente o assimilato, nel presupposto che l’esigua spesa prevista non rappresenta di per sé indice di una struttura organizzativa incompatibile con il regime forfetario;
c) il regime forfetario è incompatibile con il regime opzionale di tassazione agevolata (cd. “Patent Box”) per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili;
d) il regime forfetario è un regime naturale per i contribuenti che ne hanno i requisiti. Pertanto:
– i contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione, vi accedono senza dover fare alcuna comunicazione preventiva (con il modello AA9/12) o successiva (con la dichiarazione annuale). Tali soggetti sono, tuttavia, obbligati ad inviare apposita comunicazione telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ciascun anno se sono interessati a fruire del regime contributivo agevolato;
– i contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e che presumono di rispettare i requisiti e le condizioni previste per l’applicazione del regime in esame, hanno l’obbligo di darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12); tale comunicazione non ha valore di opzione, trattandosi di un regime naturale, ma è richiesta unicamente ai fini anagrafici;
– i soggetti che nel 2015 hanno optato per il regime ordinario possono, dal 1° gennaio 2016, revocare la scelta effettuata e accedere al regime forfetario;
– i soggetti che, al 31 dicembre 2014, applicavano il regime fiscale di vantaggio, di cui all’art. 27, co. 1 e 2, D.L. 98/2011, possono continuare ad applicarlo per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato ovvero fino al compimento del trentacinquesimo anno di età se successivo alla scadenza del quinquennio.
– anche se è prevista l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore, nei modelli di dichiarazione dei redditi, il quadro RS del modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” prevede un nuovo prospetto denominato “Regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni – Obblighi informativi” che deve essere compilato dai soli contribuenti che hanno applicato il regime forfetario in argomento nel 2015, al fine di fornire all’Amministrazione Finanziaria alcuni elementi informativi;
– il credito d’imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno (co. 98 e 99, art. 1, L. 208/2015) è compatibile con il regime forfetario.
Professionisti D’ELIA CARMINE
Posizione: Dottore Commercialista
Nato a Torino nel 1971. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli studi di Torino nel 1999. Dottore Commercialista, Revisore Legale e Tributarista è iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti nel distretto di Torino-Ivrea-Pinerolo e nel Registro dei Revisori Legali presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Docente di Diritto Tributario e Ragioneria presso Istituti di Formazione accreditati, Relatore in convegni e seminari è specializzato nella consulenza in materia fiscale, societaria, nel contenzioso tributario, nelle procedure concorsuali minori (concordato preventivo e accordi di ristrutturazione dei debiti e dei piani di risanamento), nella transazione fiscale ex art.182-ter della L.F e nelle…
Posizione: Avvocato
Nato a Torino nel 1975. Laureato a pieni voti in Giurisprudenza all'Università di Torino con il prof. Alberto Jorio, con una tesi di laurea in Diritto commerciale su "La Società a responsabilità limitata unipersonale". Avvocato iscritto al foro di Torino, nel corso della formazione professionale ha approfondito gli ambiti della responsabilità civile, del contenzioso tributario e del diritto fallimentare. Membro dell’ANF Torino-Piemonte.
Posizione: Consulente del lavoro
Nata a Torino nel 1972. Laureata in Economia e Commercio presso l'Università degli studi di Torino nel 2000. E' iscritta all’Ordine del Consulenti del Lavoro di Torino. È specializzata in amministrazione del personale, redazione del libro unico, gestione rapporti di lavoro subordinati-parasubordinato, dichiarazioni annuali: Modello 770/autoliquidazione Inail/ CUD; predisposizione e analisi di budget e dei costi del personale, vertenze sindacali.
Posizione: Dottore Commercialista Nato a Polla (SA) nel 1970. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 1999. Abilitato all’esercizio della professione di Dottore Commercialista e Revisore dei Conti. E’ specializzato nella consulenza fiscale, societaria e in materia di agevolazione e contributi alle imprese.
Posizione: Dottore Commercialista Nato a Torino il 10/10/1971. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Torino nel 1998. Abilitato all’esercizio della professione di Dottore Commercialista a far data dal 2003. Specializzato nella consulenza fiscale, societaria e in materia fallimentare, docente presso l'istiututo IAL FORMAZIONE, in materie giuridico economiche dal 2001, docente per corsi di formazione professionalizzante presso gli istituti di secondo grado.
Posizione: Ragioniere
Nato a Torino nel 1974. Diplomato in Ragioneria nel 1994 presso l'I.T.C. Rosa Luxemburg. Esperto nella gestione contabile completa di Tabaccherie ed Aziende similari, avvalendosi di un'esperienza decennale maturata all'interno della Federazione Italiana Tabaccai. Specializzato inoltre in assistenza contabile e amministrativa delle più frequenti attività CAF come ad esempio il modello 730 ed Isee.
Nato a Torino nel 1969. Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale; Laurea in Economia e Commercio presso l'Università degli studi di Torino nel 1998; Master di I° livello in Sistemi di Gestione e Responsabilità Sociale (ISO 9001 e 14001; OHSAS 18001; Esperto e Auditor 231/01 e bilancio sociale) conseguito nel 2013. E' iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili nel distretto di Torino-Ivrea-Pinerolo e nel Registro dei Revisori Contabili del Ministero di Grazia e Giustizia. Docente di Ragioneria e Diritto del Lavoro presso Istituti di Formazione accreditati, è specializzato nella consulenza fiscale, tributaria e aziendale, nella redazione dei bilanci…
Nata a Napoli nel 1966. Laureata in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II .Abilitata all’esercizio della professione di Dottore Commercialista e Revisore dei Conti. Docente in Economia Aziendale presso Istituti Tecnici. Tesoriere presso importante Onlus. Specializzata nella consulenza societaria, fiscale, aziendale e in materia di Enti Non Profit.
Posizione: Tributarista
Tributarista Lapet certificato ai sensi della legge n°4/2013 - Nata a Torino nel 1965 – diplomata in Perito Aziendale presso l’I.T.C “Rosa Luxembourg” di Torino nel 1984. E' iscritta all’Associazione Nazionale Tributaristi Lapet sede Provinciale di Torino. E' specializzata nella tenuta delle scritture contabili, delle dichiarazioni dei redditi e nella consulenza in materia di iva e imposte dirette; nella redazione dei bilanci in formato CEE e documenti accompagnatori, nella tenuta dei libri sociali. Notevole esperienza nella gestione contabile e fiscale delle cooperative di produzione lavoro e sociali.
PILECI ANNA
Posizione: Ragioniera
Nata a Torino nel 1977. Diplomata in Ragioneria presso l'Istituto Tecnico Commerciale "La Salle" nel 1996. E' specializzata nella tenuta delle scritture contabili, delle dichiarazioni dei redditi e nella consulenza in materia di iva e imposte dirette.
Posizione: Contabile
Nata a Torino il 05/08/1987. Diplomata come Tecnico della Gestione Aziendale presso l'Istituto Lagrange di Torino nel 2007. E' specializzata nella tenuta delle scritture contabili, nella redazione delle dichiarazioni dei redditi e nell'assistenza nell'ambito di tutte le attività svolte dai Centri di Assistenza Fiscale (CAF)
UHNICHENKO ANTONINA
Nata a Sumy (Ucraina) nel 1976. Laureata in Economia del settore moda e abbigliamento. E' specializzata nella tenuta delle scritture contabili, delle dichiarazioni dei redditi e nella consulenza in materia di iva e imposte dirette.
SILLA LAURA
Nata a Torino nel 1973 - diplomata in Ragioneria nel 1992 presso l’ITC “Carlo Levi” di Torino – E’ specializzata nella gestione del personale: elaborazione listini paga, Cud, 770 e autoliquidazioni inail e relativi invii telematici; gestione pratiche varie al centro per l’impiego, inail, inps; elaborazione ratei di fine anno per le registrazioni contabili, tabulati irap e studi settore.
LANOTTE PAOLA
Nata a Torino nel 1981 - diplomata in Ragioneria nel 2000 presso l’ITC “Galileo Galilei” di Avigliana E’ specializzata nella gestione del personale: elaborazione listini paga, Cud, e autoliquidazioni inail; gestione pratiche varie al centro per l’impiego, inail, inps, elaborazione dichiarazione 770 e relativi invii telematici. Specializzata inoltre nella Gestione del Personale Domestico.
TASSIN FEDERICA
Nata a Torino nel 1992. Laureata in Scienze dell’Amministrazione e Consulenza del Lavoro presso l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Culture, Politica e Società. È iscritta al registro dei praticanti Consulenti del Lavoro di Torino. È specializzata nella gestione del personale: elaborazione listini paga, Cud, 770 e autoliquidazioni inail e relativi invii telematici; gestione pratiche varie al centro per l’impiego, inail, inps.
PIRUOZZOLO MASSIMO
Posizione: Dottore Commercialista e Revisore Legale Nato ad Asti nel 1960. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli studi di Torino nel 1985. E' iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti nella circoscrizione del Tribunale di Asti e nel Registro dei Revisori Legali del Ministero di Grazia e Giustizia. Esercita la libera professione in Asti prevalentemente come collaboratore dello Studio Rosso. E’ specializzato nella consulenza fiscale, tributaria e aziendale, nella redazione dei bilanci, nelle dichiarazioni dei redditi, nel contenzioso tributario e nella fiscalità internazionale. Ricopre inoltre incarichi di sindaco in società di capitali ed è stato revisore di enti locali.
FERRARI GUALTIERO ENRICO
Posizione: Esperto in Diritto Bancario
Nato a Cremona il 28 maggio 1965, laureato presso l’Università degli Studi di Torino in Giurisprudenza e presso l’Università degli Studi di Torino in Scienze dell’Amministrazione e dell’Organizzazione. Ha conseguito un Master in Criminologia e Servizi Giuridici e un Master in Protezione Civile e Disaster Manager.
CONSULENZA FISCALE E TRIBUTARIA A TORINO La nostra assistenza professionale in materia tributaria affronta le seguenti tematiche : pareri concernenti l’interpretazione e l’applicazione della normativa fiscale nazionale. pianificazione della tassazione a livello di imposte sul reddito, IVA e altre imposte indirette. pianificazione ed ottimizzazione della tassazione delle persone fisiche assistenza e consulenza fiscale in materia […]
CONSULENZA DEL LAVORO A TORINO Nell’ambito di questa attività lo Studio provvede a: elaborazione, predisposizione, stampa e tenuta del libro unico e dei relativi documenti secondo la normativa vigente, le norme contrattuali, gli accordi interni e le singole situazioni dei lavoratori; gestione dei rapporti con le strutture provinciali per l’impiego per la costituzione, la trasformazione […]
CONSULENZA LEGALE A TORINO La nostra assistenza professionale in materia legale riguarda i seguenti settori di attività: DIRITTO SOCIETARIO E COMMERCIALE L’assistenza è diretta sia alla gestione ordinaria ed al corretto funzionamento dell’azienda sia alle fasi critiche. DIRITTO DEL LAVORO Riguarda la consulenza e l’assistenza delle aziende e dei privati in tutte le questioni inerenti […]
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