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Timestamp: 2017-09-24 04:47:08+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 46', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 99', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art.  90', 'art. 91', 'art. 90', 'art. 91', 'art.   100', 'art. 3', 'art. 90']

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DUVRI e lavori di breve durata, chiarimenti ministeriali
Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato una circolare volta a chiarire ulteriormente il significato e la postata delle modifiche introdotte all’articolo 26 del D.lgs 81/08, determinate dal D.lgs 106/09.
Nella circolare, si focalizza in particolare il significato di LAVORI DI BREVE DURATA, sotto i due giorni, definendoli come quei lavori che, per la loro esecuzione, si possono svolgere nell’argo di due giorni, anche se spalmati nell’ambito di più interventi, purchè rientranti in un periodo di tempo ragionevole. Il Ministero ipotizza che tale periodo di riferimento possa coincidere con l’anno o la durata del contratto.
Ecco il testo integrale della circolare: …
l’ARTICOLO CONTINUA SUL SITO DELLA FONTE
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Appalti, duvri e opere intellettuali
Posted by Christian Bernieri in Sicurezza del Lavoro on 15 aprile 2010
Dopo l’entrata in vigore del D.Lgs 81/08, in particolare dopo le modifiche introdotte dal D.Lgs 106/09, ogni impresa si confronta quotidianamente con gli adempimenti necessari per regolarizzare la sicurezza degli appalti. Le aziende non correttamente assistite, hanno la tendenza, nel dubbio, ad esigere il DUVRI Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali ad ogni attività effettuata in appalto da soggetti terzi. La materia è correntemente regolata dall’articolo 26 del D.Lgs 81/08.
La normativa è molto più precisa e fa delle importanti distinzioni che meritano di essere salvaguardate.
Innanzitutto, si esclude dall’obbligo di predisposizione del DUVRI, qualsiasi appalto i cui lavori o servizi abbiamo una durata non superiore a due giorni, intesi come lavoro complessivo pari a non più di 16 ore purchè non comportante una serie di rischi particolari e analiticamente indicati.
Sono escluse, a prescindere dalla durata, anche tutti i servizi di natura intellettuale e le mere forniture di materiali o attrezzature.
Applicare correttamente quanto sopra non è affatto semplice, anche perchè il testo di legge può essere interpretato con svariati criteri, più o meno restrittivi e, sovente, non universalmente condivisi.
Per orientarsi, occorre prendere in considerazione altre fonti oltre al mero testo di legge. Fortunatamente, in questo caso, possiamo far ricorso ai provvedimenti emanati dagli enti preposti ai controlli sull’applicazione del citato decreto.
In un recente documento avente valore di circolare, valido e vincolante per tutte le regioni e, pertanto, per tutte le ASL Si veda un nostro recente articolo pubblicato QUI, si legge un passaggio, francamente non molto condivisibile a parere dello scrivente, ma che legittima e apre la strada ad interpretazioni “di favore” del dato normativo.
Ecco il testo in questione: “…, le attività di verifica di macchine e impianti e, più in generale, le attività di controllo e vigilanza devono intendersi come “servizi di natura intellettuale” e pertanto non soggette alle disposizioni di cui al comma 3 dell’art. 26 D.Lgs. 81/2008, per effetto delle disposizioni di cui al comma 3 bis dello stesso articolo 26. Resta inteso che l’accesso degli operatori deve comunque essere garantita alle condizioni di sicurezza di cui al comma 1 e 2. Per quanto concerne i requisiti tecnico professionali di cui all’art. 26 comma 1 D.Lgs. 81/2008 e succ. mod., si presume che gli enti individuati dalla legislazione vigente per l’effettuazione delle verifiche periodiche ne siano in possesso per riconoscimento ex–lege.”
Qualificare l’attività ispettiva come meramente intellettuale è sicuramente corretto, tuttavia, le attività di verifica di macchine, che comporta necessariamente l’utilizzo di tester, l’azionamento di macchine, impianti e apparati, nonché l’accesso ad aree tecniche cavedi, locali macchine, locali tecnici e la verifica di parti interne, certamente implica qualcosa di più di una mera attività intellettuale.
In ogni caso, se un ente tanto autorevole come il “coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e Province Autonome, gruppo di lavoro interregionale Macchine e impianti“ ha definito tali attività come intellettuali, certamente con cognizione di causa, allora, ogni azienda e consulente deve prenderne atto e, dovendo valutare la natura delle prestazioni erogate, potrà, anzi, dovrà, attuale il medesimo criterio.
Infine, per inciso, definire l’attività di un ente come qualificata con riferimenti alle caratteristiche tecnico professionali, solo perchè la legge affida a quell’ente un determinato servizio, è un affermazione errata ed illogica. E’ necessario effettuare un corretto coordinamento e attuare tutti gli obblighi di legge, anche nel caso in cui si chiami, per esempio, la ASL o l’ISPES ad eseguire un attività di verifica o certificazione su impianti o macchine che, ovviamente, costituisce un appalto.
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Posted by Christian Bernieri in Diritto del Lavoro, Sicurezza del Lavoro on 30 marzo 2010
TAR: in gara possono essere richiesti adempimenti maggiori di quelli previsti nel D.lgs 81/08
Posted by Christian Bernieri in Diritto del Lavoro, Sicurezza del Lavoro on 14 febbraio 2010
Una sentenza del TAR di Milano, n. 285/2010 depositata l’8 febbraio 2010, stabilisce che nell’ambito di una gara di appalto, il committente (stazione appaltante) possa richiedere requisiti più rigorosi rispetto agli obblighi di legge previsti dal D.Lgs 81/08 in relazione alla sicurezza del lavoro.
L’unico limite viene individuato nel fatto che le ulteriori richieste non comportino una discriminazione a danno dei partecipanti o risultino abnormi rispetto alle principali norme di settore. L’orientamento è motivato dal fatto che le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro possono ripercuotersi in modo negativo, non solo sugli interessati, ma anche sulla Stazione Appaltante.
L’appalto ricade nell’ambito di applicazione del Titolo IV del D.Lgs 81/08 (edilizia) e, pertanto, vengono richiesti i requisiti di qualificazione previsti dall’allegato XVII del medesimo decreto. tale allegato prevede di comunicare il nominativo dell’RLS e l’elenco dei lavoratori impiegati con relativa idoneità sanitaria.
Una delle ditte partecipanti alla gara ha prodotto un verbale di assemblea dei lavoratori all’interno della quale, tuttavia, i lavoratori hanno deciso di non eleggere il proprio RLS.
L’azienda viene esclusa per mancanza della nomina di un RSL.
Una seconda azienda (in ATI con la prima) viene esclusa poichè non ha fornito le idoneità sanitarie dei lavoratori ma una dichiarazione con la quale dimostra che le visite mediche del medico competente sono pianificate nel mese successivo.
Anche tale azienda è stata esclusa per mancanza dell’idoneità alla mansione dei lavoratori. Non è stato applicata la regolarizzazione ex art. 46 D.Lgs. n. 163/06in luogo dell’esclusione poichè la ditta partecipante non ha integrato, successivamente, con i giudizi di idoneità e non ha mostrato giudizi di idoneità di periodi pregressi.
La sentenza è rafforzata da Consiglio Stato, sez. V, 19 novembre 2009, n. 7247
Il testo della sentenza è scaricabile da questo link: CLICCA QUI
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Posted by Christian Bernieri in 231, Diritto del Lavoro, Sicurezza del Lavoro on 12 gennaio 2010
Il documento è scaricabile liberamente dal seguente link: Linee_Indirizzo_Duvri_Lombardia_14521_29-dic-2009
La SGST srl è a disposizione per la consulenza e per l’esatto adempimento relativo ad ogni forma di appalto, per la redazione di DUVRI e per la gestione di fattispecie complesse.
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Cantieri: in Lombardia la notifica preliminare si invia solo on-line dal 01/01/2010
Posted by Christian Bernieri in Diritto del Lavoro, Sicurezza del Lavoro on 14 dicembre 2009
La Regione Lombardia e la Direzione Regionale del Lavoro per la Lombardia hanno disposto che la trasmissione della notifica preliminare inizio lavori in cantiere e dei suoi aggiornamenti avvenga tramite sistema informatizzato.
L’inserimento della notifica preliminare online garantisce la trasmissione all’ASL e alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) competente e permette la stampa dell’atto utile per l’affissione presso il cantiere.
L’utilizzo della modalità di invio informatizzata è raccomandato a partire dal mese di ottobre 2009 e diverrà obbligatorio a partire dal 1 gennaio 2010.
Cos’è la notifica preliminare inizio lavori in cantiere?
Prima dell’inizio dei lavori in cantiere, il committente o il responsabile dei lavori devono trasmettere la notifica preliminare, sia all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) che alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) territorialmente competenti, nonché gli eventuali aggiornamenti, a norma dell’art. 99 comma 1 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” e successive modifiche.
L’obbligo sussiste nei seguenti casi:
- nei cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici;
- nei cantieri che ricadono nella fattispecie sopra descritta, in un momento successivo all’inizio dei lavori;
- nei cantieri in cui opera una sola impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno.
Link al decreto della Regione Lombardia che istituisce l’obbligo di invio telematico: CLICCA QUI
Attenzione, per inviare la notifica è necessario prima registrarsi. Tutti i soggetti interessati devono espletare per tempo le necessarie formalità. L’applicazione web per l’invio della notifica preliminare è accessibile al seguente link: http://www.previmpresa.servizirl.it/cantieri/
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Circolare 33/09 del Min. Lavoro: le modifiche al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale
Posted by Christian Bernieri in Diritto del Lavoro, Sicurezza del Lavoro on 12 novembre 2009
La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 33 del 10 novembre 2009, con la quale ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modifiche apportate dall’art. 11 del D.Lvo n. 106/2009 al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale contenuta nell’art. 14 del TU sulla sicurezza (D.Lvo 81/2008).
La circolare delinea inoltre il quadro unitario delle indicazioni di cui occorre tener conto per una corretta applicazione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
La circolare presenta la tematica in oggetto con completezza e tocca i seguenti aspetti:
I soggetti affidatari del potere di sospendere l’attività imprenditoriale
Discrezionalità del provvedimento
I presupposti per l’adozione del provvedimento
Effetti del provedimento
Adozione del provvedimento su segnalazione
Revoca del provedimento
Provvedimentodi sospensione e sequestro penale
Ricorsi avverso il provvedimento di sospensione
Provvedimento interdittivo alla contrattazione con la Pubblica Amministrazione
Ecco il testo integrale e ufficiale della circolare: circolare-n33-09-sospensione.
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Modificato il D.Lgs 81/08 - Titolo IV
Posted by Christian Bernieri in Diritto del Lavoro, Sicurezza del Lavoro on 17 luglio 2009
Sulla Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161 - Supplemento Ordinario n.110, è stata pubblicata la Legge 7 luglio 2009, n. 88 recante Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008.
L’art. 90, comma 11 del Testo Unico Sicurezza Lavoro viene sostituito con il seguente:
“La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori“.
Ricordiamo che il comma 3 dell’art. 90 prevede che nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
Inoltre, all’articolo 91, comma 1, dopo la lettera b) è aggiunta la lettera b-bis che prevede che durante la progettazione dell’opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione tra le altre cose deve coordinare l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 1. Ricordiamo che l’art. 90 (Obblighi del committente o del responsabile dei lavori nei cantieri temporanei e mobili) al comma 1 recita:
“Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase di progettazione dell’opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell’esecuzione del progetto e nell’organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’articolo 15. Al fine di permettere la pianificazione dell’esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.
-  Si  riporta  il  testo  dell'art.  90,  comma 11, del
decreto  legislativo 9 aprile 2008, n. 81, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2008, n. 101, S.O., cosi' come
«11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai
lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base
alla  normativa  vigente e comunque di importo inferiore ad
euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per
la  progettazione  sono  svolte  dal  coordinatore  per  la
esecuzione  dei  lavori»;  b) all'art. 91, comma 1, dopo la
lettera  b)  e'  aggiunta  la  seguente:  «b-bis)  coordina
l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 90, comma
- Si riporta il testo dell'art. 91, comma 1, del decreto
legislativo  9 aprile 008, n. 81, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale   30  aprile  2008,  n.  101,  S.O.,  cosi'  come
«Art.    91    (Obblighi   del   coordinatore   per   la
progettazione).  - 1. Durante la progettazione dell'opera e
comunque  prima  della  richiesta  di  presentazione  delle
offerte, il coordinatore per la progettazione:
a)  redige  il piano di sicurezza e di coordinamento di
cui   all'art.   100,   comma   1,  i  cui  contenuti  sono
dettagliatamente specificati nell'allegato XV;
b)  predispone  un  fascicolo,  i  cui  contenuti  sono
definiti all'allegato XVI, contenente le informazioni utili
ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui
sono  esposti  i lavoratori, tenendo conto delle specifiche
norme  di  buona tecnica e dell'allegato II al documento UE
26 maggio 1993. Il fascicolo non e' predisposto nel caso di
lavori  di  manutenzione ordinaria di cui all'art. 3, comma
1,   lettera   a)   del   testo  unico  delle  disposizioni
legislative  e regolamentari in materia di edilizia, di cui
al  decreto  del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,
n. 380.
“b-bis)     coordina     l'applicazione     delle
disposizioni di cui all'art. 90, comma 1”.
2.  Il fascicolo di cui al comma 1, lettera b), e' preso
in  considerazione  all'atto di eventuali lavori successivi
sull'opera».
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Autovalutazione sull’opportunità di adottare un modello di gestione
Posted by Christian Bernieri in 231 on 5 febbraio 2009
E’ appena stato pubblicato un utile strumento che permette l’autovalutazione da parte delle imprese in merito all’opportunità di adottare un sistema di gestione conforme al D.Lgs 231/01. Tale norma istituisce le sanzioni per i reati commessi nell’ambito di un ente, attribuendo all’ente una autonoma e specifica responsabilità, associata ad una pesantissima sanzione di carattere pecuniario, oltre che interdittivo.
Con questo strumento, basato su un semplice questionario di 13 domande, è possibile avere una prima indicazione sulla necessità o sull’opportunità di investire tempo e denaro nell’approntamento di ciò che potrebbe, in linea teorica, esimere l’azienda dalla propria responsabilità. Dato che l’adozione di un “sistema di gestione” è molto oneroso, sia in termini economici che in termini organizzativi, è opportuno considerare con attenzione gli eventuali scenari alternativi.
Il questionario di autovalutazione è gratuito, aperto a tutti e sempre disponibile.
E’ accessibile dal seguente link: http://www.studiobernieri.com/wp/?page_id=591
Link per l’autovalutazione: clicca QUI
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6 mesi per ispezionare in tutte le scuole d’Italia
Posted by Christian Bernieri in Sicurezza del Lavoro on 2 febbraio 2009
Il ministro dell’Istruzione Pubblica, Mariastella Gelmini, ha varato una serie di provvedimenti che mirano a realizzare un obiettivo mai nemmeno ipotizzato: verificare tutte le strutture scolastiche entro 6 mesi. Al termine della fase di analisi, sarà fatta una vera e propria Valutazione dei Rischi, che consentirà alla PA di programmare gli interventi più urgenti e improcrastinabili e scadenziare i restanti interventi.
L’operazione coinvolgerà 45.000 scuole dove quotidianamente lavorano 9.000.000 di persone (docenti + personale ATA + studenti).
Le ispezioni sono finalizzate, prioritariamente, alla sicurezza del lavoro degli edifici e delle infrastrutture.
Entro 10 giorni dalla pubblicazione dell’intesa raggiunta con le Regioni, queste devono costituire i gruppi di lavoro, entro 25 giorni verranno costituite le squadre tecniche regionali. Sono previsti anche meccanismi automatici di controllo dell’attività ispettiva: se entro 40 giorni non vengono costituiti i gruppi di lavoro e la squadra tecnica, “subentrera’ il prefetto.
L’intera operazione di deve concludere entro sei mesi. Se nel corso dell’ispezione “dovessero emergere situazioni tali da mettere in pericolo l’incolumità degli alunni verranno immediatamente attivati i necessari interventi di messa in sicurezza da parte dei competenti enti locali e dei Vigili del fuoco”.
Ricordiamo che nella scuola, tutti gli adempimenti sono in capo al datore di lavoro così definito: per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attivita’, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.
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Committente: acquisizione d’ufficio del Durc
Posted by Christian Bernieri in Sicurezza del Lavoro on 29 gennaio 2009
Importante semplificazione conseguente al dal Dl anticrisi. Dal momento della conversione del decreto, a fine gennaio, il documento unico di regolarità contributiva DURC sarà acquisito d’ufficio dalle stazioni appaltanti in tutte le gare pubbliche, liberando le imprese da una procedura spesso onerosa.
A.S. 1315 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro,
occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi
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04/10/17:Corso Aggiornamento per Addetti al Primo Soccorso
11/10/17:Corso Aggiornamento RLS (4 ore - Aziende con meno di 50 dipendenti)
11/10/17:Corso Aggiornamento RLS (8 ore - Aziende con più di 50 lavoratori)
18/10/17:Addetti Antincendio e gestione delle emergenze
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8 anni, 1 mese, 27 giorni fa
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