Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-31681-del-04-12-2019
Timestamp: 2020-08-07 18:42:40+00:00
Document Index: 170435394

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'art. 122', 'art. 136', 'art. 480', 'art. 2935', 'art. 136']

Sentenza Cassazione Civile n. 31681 del 04/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31681 del 04/12/2019
Cassazione civile sez. II, 04/12/2019, (ud. 08/02/2019, dep. 04/12/2019), n.31681
sul ricorso iscritto al n. 23152/2015 R.G. proposto da:
B.D., in persona del legale rappresentante pro tempore,
rappresentata e difesa dall’Avv. Paolo Tassini, con domicilio eletto
in Roma, via Monte del Gallo n. 4;
Generale dello Stato, con domicilio eletto ex lege in Roma, via dei
avverso l’ordinanza emessa dal Presidente del Tribunale di Ravenna n.
5855/15 pubblicata l’8.07.2015;
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio dell’8 febbraio
2019 dal Consigliere Dott. Milena Falaschi, riconvocata il 25
Con ordinanza n. 5855/2015 dell’8 luglio 2015 il Presidente del Tribunale di Ravenna, pronunciando sull’opposizione di B.D. proposta con ricorso D.P.R. n. 115 del 2002, ex artt. 84 e 170 avverso il provvedimento del medesimo ufficio di rigetto dell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato presentata dalla stessa, respingeva l’opposizione ritenendo la manifesta infondatezza della domanda attorea di petizione ereditaria per la prevedibilità della formulazione dell’eccezione di prescrizione del diritto della controparte.
Avverso tale provvedimento propone ricorso per cassazione la B. sulla base di un unico articolato motivo.
E’ rimasto intimato il Ministero della giustizia.
– con l’unico articolato motivo, benchè graficamente suddiviso in tre sottotitoli, la ricorrente deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), in relazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 122 e art. 136, comma 2, e art. 480 c.p.c., comma 2, per avere il Presidente del Tribunale di Ravenna, nel rigettare l’opposizione per manifesta infondatezza, ritenuto la domanda della B. “se non temeraria, quanto meno, ardita”, nonchè prescritto il diritto di accettare l’eredità da parte della medesima.
Il Tribunale ordinario di Ravenna, nel motivare l’ordinanza di rigetto dell’opposizione presentata dalla B., ha rilevato la manifesta infondatezza della domanda proposta sulla base di una mera previsione, consistente nella supposizione (prevedibile) che la controparte avrebbe formulato eccezione di prescrizione del diritto di accettare l’eredità.
E’, tuttavia, principio di diritto inderogabile quello per cui l’eccezione preliminare di merito – come si configura nel caso di specie l’eccezione di prescrizione – non è rilevabile d’ufficio ma può essere fatta valere solo dalla parte che vi abbia interesse. L’eccezione di prescrizione deve, infatti, sempre fondarsi su fatti allegati dalla parte ed il debitore che la solleva ha l’onere di allegare e provare il fatto che, permettendo l’esercizio del diritto, determina l’inizio della decorrenza del termine, ai sensi dell’art. 2935 c.c., restando escluso che il giudice possa accogliere l’eccezione sulla base di un fatto diverso (Cass. 18 giugno 2018 n. 15991).
L’ordinanza impugnata non pare cogliere la distinzione fra la decisione sul merito della vicenda – il cui esame è effettivamente precluso al giudice dell’opposizione – e l’accertamento della sussistenza del presupposto per la revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, che in sè non comporta alcuna statuizione nel merito, ma impone di verificare se vi fosse la colpa grave che giustifica la revoca.
Ciò comporta una mancata applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 136, comma 2, oltrechè – in assenza del richiesto sindacato sul presupposto – la sostanziale privazione del mezzo di impugnazione consentito al destinatario della revoca ed il mancato esame dell’unico fatto controverso dedotto in giudizio.
Per tali motivi, la domanda proposta dalla B., non risulta valutata nè come temeraria, nè come ardita.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione seconda Civile, il 8 febbraio 2019, riconvocato il 25 settembre 2019.