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Timestamp: 2017-01-20 07:56:12+00:00
Document Index: 98580947

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 15']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 57 del 21.02.2008
Istanza di interpello - Sig.ra X - Mutuo
ipotecario per l'acquisto dell'abitazione principale. Estinzione con successiva
accensione di un nuovo mutuo INPDAP - detrazione degli interessi passivi di cui
all'art. 15, comma 1, lett. b), del Tuir
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 15 del D.P.R. n. 917 del 1986 è
La Sig.ra X, coniugata in regime di separazione dei
beni, in data 20/10/2005 ha acquistato, in comproprietà con il marito, la sua
In occasione di tale acquisto, i coniugi procedevano
all'accollo di una parte del mutuo acceso dall'impresa che aveva costruito
L'istante fa presente di aver fruito, così come il
marito, della detrazione degli interessi passivi relativi al suddetto accollo di
La Sig.ra X, che in qualità di dipendente pubblico è
iscritta all'INPDAP, in data 26/07/2007 ha stipulato con l'Istituto un nuovo
mutuo per la sostituzione di quello in precedenza contratto.
Rispetto al nuovo contratto, la Signora risulta essere
l'unica mutuataria mentre il marito, che non avrebbe potuto assumere la qualità
di parte mutuataria non essendo un dipendente pubblico, è intervenuto all'atto,
per ragioni di capacità reddituale complessiva, nella veste di terzo datore di
Tanto premesso, l'istante chiede conferma della
possibilità di beneficiare, nei limiti previsti dalla legge, della detrazione
di tutti gli interessi passivi pagati all'INPDAP, sebbene, in relazione
all'accollo del mutuo originario, le fosse concesso di fruire di una detrazione
soltanto parziale.
A parere dell'istante, la parte mutuataria di fatto
non sarebbe variata ma solo diversamente definita.
Di conseguenza, potrebbe continuare a beneficiare della
detrazione considerando anche la parte di interessi in precedenza detratti dal
L'art. 15, comma 1, lett. b), del Tuir
prevede una detrazione d'imposta, nella misura del 19%, degli interessi passivi
e relativi oneri accessori corrisposti in dipendenza di mutui, garantiti da
ipoteca, contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad
abitazione principale entro un anno dall'acquisto stesso, per un importo non
superiore ad euro 4.000 (importo fissato, a decorrere dal 1 gennaio 2008,
dall'art. 1, comma 202,
della legge n. 244 del 2007).
Il beneficio fiscale in esame è riconosciuto anche nel
caso in cui l'originario contratto è estinto e ne viene stipulato uno nuovo di
delle spese e degli oneri correlati, così come previsto dall'art. 15, comma 1, lettera b), del Tuir.
Se il nuovo mutuo è d'importo superiore alla residua
quota di capitale incrementato degli oneri accessori, la detrazione spetta nei
limiti della predetta quota.
La previsione normativa che consente al contribuente di
conservare i benefici fiscali in occasione della sostituzione del vecchio mutuo
tende a non frapporre ostacoli fiscali alla libera scelta dell'interessato di
estinguere il vecchio mutuo e di stipularne uno nuovo.
Tale scelta di politica fiscale, in uno scenario
finanziario fortemente instabile, sembra aver orientato anche i recenti
provvedimenti normativi adottati dal legislatore. E' necessario, in particolare,
rammentare l'art. 8 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla
legge 2 aprile 2007, n. 40, recante
la disciplina relativa alla c.d. "portabilità del mutuo".
Il quesito proposto con l'istanza in esame riguarda la
possibilità per la contribuente di fruire della detrazione anche in relazione
alla quota di interessi passivi originariamente riferibili al coniuge che, a
causa dell'esclusione dalla partecipazione all'atto di mutuo (se non nella veste
di terzo datore di ipoteca) -esclusione imposta dall'INPDAP- perde il diritto a
beneficiare in proprio, pro quota, della detrazione.
La perdita di parte del beneficio fiscale
comprometterebbe il vantaggio e l'interesse a sostituire il vecchio contratto.
Ciò considerato, si ritiene che l'interprete, di
fronte ad un dato normativo potenzialmente generatore di plurime soluzioni,
abbia l'obbligo di pervenire ad un'interpretazione il più possibile aderente
alla volontà del legislatore che è quella di non frapporre ostacoli fiscali
alla possibilità di sostituire il vecchio mutuo.
Nel caso rappresentato nell'istanza di interpello, la
contribuente assume l'onere dell'intero mutuo residuo, comprensivo quindi della
quota del coniuge, realizzando una situazione simile all'accollo del vecchio
mutuo con successiva estinzione dello stesso ed accensione del nuovo mutuo
(situazione che, sulla base della prassi amministrativa, avrebbe consentito al
coniuge di continuare, attraverso la stipula del secondo mutuo, a fruire della
intera detrazione, originariamente suddivisa con l'altro coniuge).
D'altra parte, ove la contribuente avesse acceso sin
dall'inizio l'intero mutuo a suo nome, avrebbe potuto godere della detrazione
sugli interessi pagati, ancorché fosse avvenuto in comproprietà (vedi circ. 17 del 28.05.2006).
Per tale motivo si ritiene che l'istante possa
beneficiare della detrazione fiscale prevista dall'art. 15, comma 1, lett. b), del Tuir,
in relazione all'intero ammontare degli interessi passivi corrisposti in
dipendenza del nuovo contratto, rispettando, naturalmente, tutti gli altri
limiti e condizioni imposti dalla richiamata norma.
interpello presentata alla Direzione Regionale, viene resa dalla scrivente ai
sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del decreto ministeriale 26
- Albano Laziale, 18 ore fa	AteneoWeb s.r.l.