Source: http://www.agronomiforestaliasti.org/index.php/amministrazione-trasparente-2/prevenzione-della-corruzione-2
Timestamp: 2020-06-01 16:11:32+00:00
Document Index: 45518087

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 6', 'art.1', 'art. 11', 'art. 43', 'art.2', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 26', 'art. 11', 'art. 54']

Il responsabile interno della prevenzione della corruzione, in ottemperanza all'articolo 1 della Legge 6 novembre 2012, n. 190 ha redatto il piano triennale di prevenzione della corruzione e il programma triennale per la trasparenza 2017-2019 che è stato recepito ed adottato dall'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori forestali della Provincia di Asti in data 31 gennaio 2017
La versione stampabile del piano, è scaricabile cliccando qui. La versione originale è conservata e visionabile dagli iscritti presso la segreteria dell'Ordine.
Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e Programma Triennale per la Trasparenza 2017-2019
L'art. 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190 Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione-ha introdotto nell'ordinamento la nuova nozione di "rischio di corruzione". Tuttavia il fenomeno corruttivo non è espressamente definito dalla legge. Secondo la circolare n. 1, del 25/01/2013 del Dipartimento della funzione pubblica, il concetto di "corruzione" è da intendersi «comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso dell'attività amministrativa, si riscontri l'abuso, da parte di un soggetto, del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati. Si tratta dunque di un accezione ampia di quella penalistica e tale da includere tutte i casi in cui può verificarsi un malfunzionamento dell'amministrazione a causa dell'uso a fini privati delle funzioni attribuite.
Al fine di contrastare tali comportamenti, la citata legge 19/01/2012 prevede che ogni amministrazione pubblica, o ad essa equiparata, tramite il proprio organo di indirizzo politico, individui un soggetto interno quale responsabile della prevenzione della corruzione e, su proposta di questo, adotti piano triennale di prevenzione della corruzione, curandone la trasmissione al Dipartimento della funzione pubblica ». Il responsabile della prevenzione della corruzione, individuato nella seduta di Consiglio del 17/12/2014 nella persona di dott. DEGIOANNI Davide già consigliere e Segretario dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Asti.
Il presente documento risponde di dotarsi dello strumento previsto dalla legge. Il piano copre un arco temporale di tre anni ed è aggiornato annualmente, secondo una logica di programmazione scorrevole, tenendo conto dei nuovi obiettivi strategici posti dagli Consiglio Nazionale, delle modifiche e delle indicazioni fornite dal Dipartimento della Funzione Pubblica, dalla Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche.
1. Organizzazione e funzioni dell’ODAF di Asti.
L’ODAF di Asti fa parte degli Enti pubblici non economici, dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria in quanto finanziati esclusivamente con contributi degli iscritti. Per tutte le informazioni sull'assetto istituzionale ed organizzativo, la sede, le risorse umane, la situazione economico finanziaria, la mission, il quadro delle gli obiettivi strategici e operativi si invita a consultare la sezione amministrazione trasparente, del sito, all'indirizzo: dove è possibile visionare e scaricare, tra l'altro:
- lo Statuto e i regolamenti;
- gli indirizzi di posta elettronica e posta elettronica certificata di cui è possibile per contattare l’ODAF;
- i dati concernenti la struttura organizzativa;
- circolari e delibere di pubblica utilità.
La disponibilità di tali informazioni sul web risponde alla logica integrata voluta dal legislatore, che vede tra loro strettamente correlati i profili della accountability, della trasparenza ed integrità e della prevenzione della corruzione, nella prospettiva di:
a) dotare l'ente degli strumenti per una gestione consapevole delle risorse, la pianificazione dell'attività e la verifica dei risultati;
b) assicurare l'accessibilità ad una serie di dati, notizie ed informazioni concernenti l’ODAF territoriali e gli iscritti;
c) consentire forme diffuse di controllo sociale dell'operato a tutela della legalità, della cultura dell'integrità ed etica pubblica;
d) garantire, in definitiva, una buona gestione delle risorse attraverso il "miglioramento continuo" delle stesse e nell'erogazione dei servizi agli iscritti.
2. Procedimento di elaborazione del Piano.
Nella redazione del Piano, l'ODAF di Asti ha tenuto presenti le indicazioni desumibili della legge 19/01/2012, al fine di assicurare una certa omogeneità nel processo di elaborazione del documento. In attesa dell'emanazione del Piano nazionale anticorruzione, in questa fase sono state altresì tenute in considerazione le Linee di indirizzo predisposte dal Comitato interministeriale 16 gennaio 2013.
Il Piano di prevenzione della corruzione per il triennio 2017-2019, è stato redatto attraverso un processo strutturato come segue:
2.1 Mappatura dei processi e la verifica del rischio di corruzione ad essi collegato.
In questa fase si è tenuto conto delle specifiche articolazioni e compiti dell' ODAF di Asti; L'identificazione dei rischi ha tratto origine dall'analisi di tutti gli eventi che possono essere correlati al rischio di corruzione. E' stata operata, una prima analisi del rischio connesso ai singoli processi. Si è proceduto ad escludere i processi non ritenuti significativamente passibili di fatti corruttivi. Un rischio, quindi, è da ritenersi critico qualora pregiudichi il raggiungimento degli obiettivi strategici, determini violazioni di legge, comporti perdite finanziarie, metta a rischio la sicurezza del personale, comporti un serio danno per l'immagine o la reputazione dell'ODAF di Asti e si incardini in un'attività o un processo frequentemente svolto (valutazione: alto impatto -alta probabilità).
2.2 Individuazione delle aree di intervento prioritario, cioè quelle per le quali è elevato il rischio di corruzione.
In considerazione dell'assoluta novità di questo adempimento e del quadro di regole ancora non del tutto definito all'approssimarsi della scadenza di legge, per la prima predisposizione di questo Piano Triennale, si è ritenuto limitare gli approfondimenti e lo sviluppo di tutto il processo di management alle sole aree critiche di attività, ossia quelle aree che presentano il profilo di alta probabilità ed alto impatto. In futuro, tenendo conto dei chiarimenti interpretativi che interverranno e degli esiti del monitoraggio sull'applicazione del Piano -in dialogo con i responsabili degli uffici - si valuterà il modo per estendere il processo di riduzione del rischio anche alle attività inizialmente percepite come meno rischiose.
2.3 Individuazione delle misure idonee a ridurre il rischio nei processi che vi sono maggiormente sottoposti.
Alla fase di individuazione dei processi maggiormente "a rischio" è seguita la fase di individuazione delle misure idonee a fronteggiarlo. Si propone l'impiego di 3 possibili strumenti: 1) formazione degli operatori coinvolti; 2) adozione di procedure idonee a prevenire il fenomeno corruttivo; 3) controlli sui processi per verificare eventuali anomalie sintomatiche del fenomeno (controlli che si traducono anche in effetti deterrenti dal porre in essere comportamenti non corretti). La riflessione sul punto ha riguardato l'idoneità dello strumento proposto e il suo eventuale adeguamento alle esigenze dell’ODAF di Asti. Si è proceduto quindi ha individuare specifiche misure di adeguate a ciascun processo oggetto di attenzione. Nel corso del 2017 saranno operati interventi di monitoraggio audit per le misurazioni del rischio effettuate e verificare la validità delle azioni di mitigazione poste in essere, anche al fine dell'aggiornamento del Piano. Sino a questa fase, tutte le attività descritte, al fine dell'elaborazione del Piano, sono state coordinate dal Responsabile per la prevenzione della corruzione, ed hanno visto il coinvolgimento attivo dei responsabili dei singoli uffici, attraverso riunioni e incontri individuali.
2.4 Approvazione del piano.
L'approvazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione è di competenza del Consiglio, e deve avvenire entro il 31 gennaio di ogni anno in sede di prima a ai sensi 34-bis, comma 4, del D.L. 1791/2012.
3. Attività nelle quali è più elevato il rischio di corruzione.
Dall’analisi del rischio di cui al punto precedente, sono emersi una serie di processi per i quali è più elevato il rischio di corruzione, rispetto ai quali sono state programmate le misure di prevenzione e contenimento meglio descritte di seguito. Rispetto alle attività indicate dal combinato disposto del comma 9, let. a) e del comma 16 1, Legge 19/01/2012 occorre precisare che, in relazione agli specifici compiti del ODAF di Asti, in base alla legislazione vigente, non si rinvengono attività di concessione e autorizzazione. L’attività della struttura è rilevante solamente sotto il profilo attuativo delle decisioni assunte dal Consiglio e/o dei bandi da questi deliberati. I processi individuati per la programmazione delle azioni di prevenzione e contenimento, dettagliatamente descritti al punto seguente, appartengono alle aree: - approvvigionamento e gestione dei beni; - affidamento consulenze, incarichi e mandati; - gestione liquidità.
4. Meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonei a prevenire il rischio di corruzione per le attività individuate nel punto 3.
Questa sezione del Piano è dedicata all'individuazione dei processi considerati maggiormente a rischio di corruzione e delle azioni programmate per la sua prevenzione e contenimento, attraverso la presentazione di schede analitiche per ciascuno di essi. La tipologia di intervento prescelta è stata quella di strutturare procedure che, unite ai correlati controlli, permettano di conseguire l'obiettivo di prevenzione voluto. Non è stato possibile programmare la rotazione dei responsabili dei diversi uffici, in quanto la ridotta dimensione del ODAF di Asti e la sua dotazione organica non consentono una fungibilità dei dipendenti, tenuto conto anche dell'elevata complessità dei processi (che spesso non si riduce al ridursi della dimensione e della necessità di specializzazione del personale ad essi dedicato.
5. Obblighi di informazione
L'informazione bidirezionale, da e nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione, costituisce elemento essenziale per la redazione e l'aggiornamento del Piano, per la sua attuazione e monitoraggio. Piano triennale di prevenzione della corruzione è portato a conoscenza dei dipendenti mediante pubblicazione sul sito internet. Il responsabile della prevenzione della corruzione vigila sul funzionamento e sull'osservanza del piano; egli informa periodicamente i dipendenti, sull'evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia di corruzione. Responsabile della prevenzione della corruzione porterà a conoscenza dei dipendenti il Codice di comportamento che sarà approvato dal Governo ai sensi 54 del 16512001, come sostituito dal comma 44, art. 1 della L. 19/01/2012, nonché lo specifico codice che sarà eventualmente adottato ai sensi dei comma 5 dello stesso art. 54, organizzando apposito intervento formativo sullo stesso. Fermi gli obblighi informativi derivanti da specifiche disposizioni di legge (cfr. ad es. art. 6, comma 6-bis, L. 241/1990), i dipendenti informano tempestivamente il responsabile della prevenzione della corruzione circa di ogni elemento o circostanza utile alla verifica del grado di delle attività ed alla predisposizione di strumenti idonei a prevenire e contrastare il fenomeno corruttivo. Essi informano altresì il Responsabile, per quanto di loro competenza, dell'attuazione e dell’esito delle misure di prevenzione della corruzione previste dal Piano, nonché degli esiti del relativo monitoraggio Ai sensi dell’art.1, comma 14, L. 190/2012, entro il 15 dicembre di ogni anno il Responsabile della prevenzione della corruzione redige la relazione sui risultati svolta, la trasmette al Consiglio e la pubblica sul sito web del ODAF di Asti.
6. Monitoraggio sul rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti
Il responsabile della prevenzione della corruzione, nonché, per i procedimenti di rispettiva competenza, i singoli responsabili di area, vigilano costantemente sul rispetto dei termini previsti dalla legge e dai regolamenti per la conclusione dei procedimenti.
7. Monitoraggio sui rapporti tra l'ODAF di Asti e soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere
Il responsabile della prevenzione della corruzione, nonché, per i procedimenti di rispettiva competenza, i singoli responsabili, operano un costante monitoraggio sui rapporti tra ODAF di Asti e soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere.
Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità 2017-2019
Con il presente Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità l’Ordine Professionale dei
Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Asti, intende rendere nota la piena
attuazione del principio di trasparenza (giusta definizione del concetto di trasparenza art. 11 del
D.lgs. n. 150 del 27 Ottobre 2009) ai propri Iscritti, nel corso del periodo 2017-2019, in funzione
della prevenzione della corruzione, ed in coerenza con il principio di accessibilità come disciplinato
dalla Legge n. 190/2012 e dal D.lgs. 33/2013; svolgendo in tal modo gli interessi dei propri Iscritti
per il tramite del Consiglio Direttivo Territoriale. In via generale, occorre sottolineare che la
trasparenza assolve ad una molteplicità di funzioni infatti, oltre ad essere uno strumento per
garantire un controllo sociale diffuso ed assicurare la conoscenza, da parte dei cittadini, dei servizi
resi dalle Pubbliche Amministrazioni, assolve anche un’altra importantissima funzione quale
strumento volto alla promozione dell’integrità, allo sviluppo della cultura della legalità in funzione
preventiva dei fenomeni corruttivi.
Il D.lgs. n. 33 del 14 Marzo 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 Aprile 2013 ed in
vigore dal 20 Aprile 2013, recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità,
trasparenza e diffusioni di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, ha ampliato e
specificato la normativa in questione, intanto obbligando anche le amministrazioni di cui al comma
2 dell’articolo 1, del D.lgs. n. 165/2001 (fra cui gli enti locali) alla predisposizione ed alla
pubblicazione del Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità, ed inoltre ha introdotto
l’istituzione del diritto di accesso civico, l’obbligo di nominare il Responsabile della Trasparenza in
ogni amministrazione, l’obbligo di definire sulla Home Page del sito istituzionale di ciascun ente
un’apposita sezione denominata “Amministrazione Trasparente”. Una particolarità molto
importante introdotta dal decreto è, appunto, l’istituto dell’accesso civico, che consiste nella potestà
attribuita a tutti i cittadini, senza alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva e senza
obbligo di motivazione, di avere accesso e libera consultazione a tutti gli atti – documenti,
informazioni o dati – della Pubblica Amministrazione per i quali è prevista la pubblicazione.
Il Responsabile della Trasparenza dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della
Provincia di Asti, ai sensi dell’art. 43 del D.lgs. n. 33 del 14 Marzo 2013, è stato individuato nella
persona della dr. Forestale Davide Degioanni, già Consigliere, Segretario del Consiglio Direttivo
Territoriale, Responsabile della prevenzione della corruzione, nominato con delibera della seduta di
Consiglio del 09/01/2017.
L’Ordine Professionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Asti, al fine
di perseguire efficacemente il proprio mandato Istituzionale, opera attraverso il Consiglio Direttivo
Territoriale che, giusto art.2 del D.P.R. n. 169 del 8 Luglio 2005, considerato un numero
complessivo di iscritti all’Albo Professionale inferiore a cento, risulta composto da sette
componenti, iscritti alle sezioni A e B del medesimo Albo Professionale, con mandato
quadriennale. L’attuale Consiglio Direttivo Territoriale dell’Ordine Professionale dei Dottori
Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Asti, è in carica dal 26 Settembre 2013, data del
suo insediamento al termine delle procedure elettorali, e concluderà il proprio mandato nel 2017.
Le principali attività svolte dal Consiglio Direttivo Territoriale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e
dei Dottori Forestali della Provincia di Asti, puntualmente individuate dalla fondamentale Legge n.
3 del 7 Gennaio 1976 e ss.mm.ii., sono:
- Curare l’osservanza della legge professionale e di tutte le altre disposizioni concernenti la
- Vigilare per la tutela del titolo di Dottore Agronomo e di Dottore Forestale, di Agronomo junior
e Forestale junior, di Zoonomo e di Biotecnologo agrario, svolgendo le attività dirette alla
repressione dell’esercizio abusivo della professione;
- Curare la tenuta dell’Albo e provvedere alle iscrizioni, ai trasferimenti, alle cancellazioni degli
- Compilare annualmente il bilancio preventivo ed il conto consuntivo da sottoporre
all’approvazione dell’assemblea degli Iscritti;
- Designare i propri rappresentanti chiamati a far parte di commissioni presso Pubbliche
Amministrazioni, Enti od organismi di carattere locale;
- Designare i Dottori Agronomi ed i Dottori Forestali chiamati a comporre, in rappresentanza
della categoria, la commissione degli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale;
- Rilasciare certificazioni e attestazioni relative agli Iscritti;
- Stabilire le quote annuali dovute dagli Iscritti, le quote per l’iscrizione all’albo Professionale e
gli importi dovuti per il rilascio di certificati, tessere e pareri sulla liquidazione degli onorari;
- Sospendere dall’Albo Professionale gli iscritti giudicati inadempienti dal relativo procedimento
- Curare il perfezionamento tecnico e culturale degli Iscritti, anche attraverso la divulgazione e/o
l’organizzazione di eventi per la Formazione Professionale Continua (Art. 7, comma 1 del D.P.R.
n. 137 del 07.08.2012);
I Procedimenti disciplinari sono affidati al Consiglio di Disciplina Territoriale, costituito in
attuazione dell’art. 8, comma 3 del D.P.R. n° 137 del 7 Agosto 2012, regolato dall’apposito
Regolamento per la designazione dei consigli di Disciplina approvato dal C.O.N.A.F. con delibera
del 21 Novembre 2012 e pubblicato sul bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia n° 1 del 15
Gennaio 2013. L’ufficio della segreteria amministrativa dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei
Dottori Forestali della Provincia di Asti, è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00
alle ore 13.00, nonché il lunedì ed il mercoledì dalle ore 16.00 alle ore 19.00.
3. AZIONI DA INTRAPRENDERE PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO TRIENNALE PER LA
TRASPARENZA E L’INTEGRITÀ
L’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Asti ha provveduto alla opportuna
predisposizione della sezione “Amministrazione Trasparente” sul sito web istituzionale, con i
contenuti e lo schema previsto dal D.lgs. n. 33/2013. Pertanto il programma che l’Ordine
Professionale mira a portare avanti è finalizzato all’assolvimento di tali obblighi finalizzati a
garantire agli Iscritti un maggiore livello di trasparenza. L’integrità dei processi amministrativi è
garantita attraverso il rispetto del D.lgs. n. 33/2013 e l’adozione di tutte le procedure previste dalla
Legge per ogni procedimento, il tutto è poi affidato ad un responsabile del procedimento, indicato
in ogni atto e che risponderà del proprio operato in ogni sede. Tutti i soggetti responsabili dei
procedimenti, per quanto di rispettiva competenza, partecipano al processo di adeguamento agli
obblighi relativi alla trasparenza, svolgendo l’attività informativa nei confronti del Responsabile
della Trasparenza, assicurando l’osservanza del Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità.
Per l’assolvimento della completa attuazione del Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità,
oltre a quanto precedentemente predisposto ed attuato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali
della Provincia di Asti, si provvede a pubblicare sul sito web istituzionale:
- l’elenco dei Delegati e dei Responsabili nominati dal consiglio Direttivo Territoriale;
- i Regolamenti interni adottati dal Consiglio Direttivo Territoriale.
4. TERMINI E MODALITÀ DI ADOZIONE DEL PROGRAMMA
L’approvazione del Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità è di competenza del Consiglio
Direttivo Territoriale. Il presente Piano è stato approvato dal Consiglio Direttivo Territoriale
dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Asti nella seduta del 30
Dicembre 2014. I dati devono essere pubblicati tempestivamente ed aggiornati periodicamente, ai
sensi del D.lgs. n. 33/2013. La pubblicazione deve essere mantenuta per un periodo di 5 anni e
comunque finché perdurano gli effetti degli atti (artt. 6, 7 e 8 del D.lgs. n. 33/2013). L’attuazione
della trasparenza deve essere in ogni caso contemperata con l’interesse costituzionalmente protetto
della tutela della riservatezza. Quindi nel disporre la pubblicazione si dovranno adottare tutti
controlli necessari per evitare un’indebita diffusione di dati personali, che comportino un
trattamento illegittimo, consultando gli orientamenti del Garante per la protezione dei dati personali
per ogni caso dubbio. In particolare si richiamano le disposizioni dell’art. 11 del D.Lgs. n.
196/2003, sui principi di non eccedenza e pertinenza nel trattamento, nonché dei commi 3 e 6
dell’art. 4 e comma 4 dell’art. 26 del D.lgs. n. 33/2013, che contengono particolari prescrizioni
sulla protezione dei dati personali. Per il trattamento illecito dei dati personali si determina la
sanzione con l’obbligo del risarcimento del danno, anche non patrimoniale, con l’applicazione di
sanzioni amministrative e la responsabilità penale (D.lgs. n. 196/2003).
5. PUBBLICAZIONE E AGGIORNAMENTO DATI
Il Responsabile della pubblicazione e dell’aggiornamento dei dati, fatto salvo ogni obbligo e
responsabilità del responsabile del servizio che gestisce il sito informatico dell’Ordine dei Dottori
Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Asti, viene identificato con il Consiglio
Direttivo Territoriale. Inoltre, secondo le recenti direttive i dati devono essere:
a) aggiornati: per ogni dato occorre indicare la data di pubblicazione e di aggiornamento, il periodo
di tempo a cui si riferisce;
b) tempestivi: la pubblicazione dei dati deve avvenire con adeguata e congrua tempistica affinché
gli stessi possano essere utilmente fruiti dall’utenza (es. i bandi di concorso dalla data di
origine/redazione degli stessi, ecc.);
Inoltre i dati devono essere pubblicati in formato aperto, in coerenza con le “linee guida dei siti
web”, preferibilmente in più formati aperti (ad es. XML o ODF o PDF, etc).
6. MONITORAGGIO E VIGILANZA DEGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA
Il monitoraggio sull’attuazione degli obblighi di trasparenza è svolto dal Responsabile della
Trasparenza con cadenza annuale, inoltre nella sezione “Amministrazione Trasparente” sarà
pubblicato un invito espresso a tutti gli interessati ad inviare al Responsabile della Trasparenza
eventuali suggerimenti, critiche e proposte di miglioramento. La prima verifica dovrà avere ad
oggetto il processo di attuazione del Programma, nonché la fruibilità e l’effettivo utilizzo dei
medesimi dati. Inoltre il Responsabile della Trasparenza pubblicherà sul sito istituzionale
dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Asti, nella sezione
“Amministrazione Trasparente”, un prospetto riepilogativo sullo stato di attuazione del Programma
in cui siano indicati gli scostamenti dal piano originario e le relative motivazioni, nonché le
eventuali azioni nuovamente programmate l’adeguamento alla normativa vigente in materia di
7. IL PRINCIPIO DELL’INTEGRITÀ
Il concetto di integrità coinvolge gli aspetti di “legalità e di sviluppo della cultura dell’integrità”
che le amministrazioni sono impegnate a garantire:
attivando specifiche iniziative;
adottando strumenti di prevenzione e di lotta alla corruzione;
sollecitando le proprie unità organizzative a concorrere “alla definizione di misure idonee a
prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione e a controllarne il rispetto da parte dei dipendenti”,
ai sensi dell’articolo 16 del Decreto Legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 e ss.mm.ii. L’integrità si
fonda su valori e principi:
che ispirano la gestione al di là dei risultati che si ottengono e degli obiettivi che si perseguono;
che devono essere condivisi dagli stakeholder interni ed esterni;
il cui rispetto è promosso e monitorato dall’Organismo indipendente di valutazione della
performance, nell’ambito delle linee guida predisposte dalla Sezione per l’integrità nelle
amministrazioni pubbliche. Strettamente correlati sono i concetti di trasparenza e integrità, difatti
più elevati sono la trasparenza e il livello di controllo sociale, minore è il rischio che si verifichino
fenomeni corruttivi;
al contrario l’opacità e l’indeterminatezza favoriscono una maggiore probabilità del verificarsi di
situazioni di pregiudizio per la legalità e l’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni. Il concetto
di integrità della Pubblica Amministrazione rimanda a principi e norme di comportamento etico su
cui deve fondarsi l’attività della Pubblica Amministrazione. Tali valori e principi ispirano la
gestione al di là dei risultati che si ottengono e degli obiettivi che si perseguono e devono essere
condivisi dagli stakeholder interni ed esterni. Mediante l’emanazione del D.lgs. n. 33/2013, il
legislatore ha voluto sostenere la partecipazione degli stakeholder alle attività delle Pubbliche
Amministrazioni, con l’intento di implementare forme di monitoraggio sulla gestione della
performance, utili a promuovere l’integrità ed a prevenire fenomeni di corruzione. L’art. 11 del
D.lgs. n. 150 del 27 Ottobre 2009, emanato in attuazione della delega contenuta nella Legge n. 15
del 4 Marzo 2009, ha introdotto i concetti di trasparenza della performance, rendicontazione della
performance ed integrità, principi che le pubbliche amministrazioni sono tenute a garantire in ogni
fase del ciclo di gestione della performance. L’onestà ed il corretto comportamento dei pubblici
funzionari non è un principio generale di buon senso né giuridico, bensì un principio enunciato
dall’art. 54 della Costituzione, a norma del quale “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli
alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”. I cittadini cui sono affidate funzioni
pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi
previsti dalla legge. Vi è dunque un’etica pubblica, distinta e ulteriore rispetto a quella privata: i
pubblici funzionari hanno doveri particolari che discendono dalla Costituzione e sono enunciati in
documenti quali il “Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni”.