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Timestamp: 2013-05-26 09:35:18+00:00
Document Index: 155291779

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 23', 'sentenza ']

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Caliendo, Caselli, Castelli, Ciampi, Ciarrapico, Contini, Davico, Dell'Utri, Giovanardi, Mantica, Mantovani, Messina, Palma, Pera, Ramponi, Viceconte e Viespoli.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Bianchi, Coronella, Mazzuconi e Negri, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
Il senatore Fantetti entra a far parte del Gruppo Misto.
In data 5 marzo 2010 è stata presentata la seguente proposta di modificazione del Regolamento d'iniziativa dei senatori:
Saro e Sarro. - "Modifiche agli articoli 19, 135, 135-bis, e 135-ter del Regolamento del Senato" (Doc. II, n. 23).
Introduzione dei collegi uninominali e delle primarie per l'elezione dei Consiglieri regionali, nonché delle primarie per i Presidenti delle Giunte regionali (2059)
(presentato in data 05/3/2010);
senatori Giaretta Paolo, Stradiotto Marco, Bubbico Filippo, Fioroni Anna Rita, Sangalli Gian Carlo
Misure per incrementare l'efficienza degli impianti termici negli edifici (2060)
(presentato in data 08/3/2010).
Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo dello Stato del Qatar per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l'evasione fiscale, con Protocollo Aggiuntivo, fatta a Roma il 15 ottobre 2002 e del Protocollo di rettifica del testo in lingua italiana della Convenzione e del suo Protocollo Aggiuntivo, fatto a Doha il 19 marzo 2007 (2024)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale)
(assegnato in data 08/03/2010).
"Roma, 4 marzo 2010
informo la S.V. che il Presidente della Repubblica, con propri decreti in data odierna, adottati su mia proposta, sentito il Consiglio dei Ministri, ha nominato Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il sen. Andrea Augello, l'on. Laura Ravetto e la dott.ssa Daniela Santanchè e all'Istruzione, all'università e alla ricerca il sen. Guido Viceconte.
f.to Silvio Berlusconi".
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 4 marzo 2010, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2, comma 250, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo all'utilizzo delle disponibilità del Fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33 (n. 195).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 8 marzo 2010 - alla 5a Commissione permanente che esprimerà il parere entro il 7 aprile 2010.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 18 febbraio 2010, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, le relazioni d'inchiesta relative:
ad incidente aereo occorso in località Casoli di Terenzo (PR) il 21 giugno 2008 (Atto n. 339);
ad incidenti aerei occorsi in località Termon (TN) il 12 maggio 2009, in località Carona (BG) il 22 aprile 2007 ed in località Sestola (MO) il 13 agosto 2009 (Atto n. 340);
ad incidenti aerei occorsi in località Palermo Boccadifalco il 10 giugno 2006, in località Saint Cristophe (AO) il 5 aprile 2008, in località Verona Boscomantico il 20 gennaio 2005, in località Passo Prè de Lame - Rezzoaglio (GE) l'11 luglio 2004 ed in località Bagheria (PA) il 21 luglio 2007 (Atto n. 341).
I predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente.
Con lettera in data 26 febbraio 2010, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente la revoca dello scioglimento del consiglio comunale di Bologna (BO).
Il Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con lettera in data 19 febbraio 2010, ha inviato il testo di una segnalazione al Governo - ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera c), della legge 31 luglio 1997, n. 249, sulle competenze regolamentari in materia di servizi postali.
Il predetto documento è stato trasmesso, per opportuna conoscenza, alla 8a e alla 14a Commissione permanente (Atto n. 342).
La Commissione europea, in data 8 marzo 2010, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio che istituisce un'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex) (COM 2010 61 definitivo).
Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, il predetto atto è stato deferito alla 3ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 22 aprile 2010.
La 14ª Commissione permanente potrà formulare osservazioni e proposte alla Commissione di merito entro il 15 aprile 2010.
I senatori Pertoldi, Lumia, Sangalli e Paolo Rossi hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02805 dei senatore Giaretta ed altri.
STIFFONI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il Ministro dell'istruzione dell'università e della ricerca attraverso i decreti ministeriali n. 90 e n. 124 del 2009 ha creato le condizioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica n. 212 del 2005, art. 10, comma 1, affinché i singoli conservatori di musica possano inviare al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca le proprie autonome proposte di regolamento didattico e gli schemi curricolari per la messa in ordinamento dei trienni (diplomi accademici di I livello), corsi di studio che dall'emanazione della legge di riforma del settore n. 508 del 1999 si sono realizzati su tutto il territorio nazionale solo in via sperimentale;
in base alle disposizioni date ai conservatori e agli Istituti musicali pareggiati (Imp) (cfr. nota del direttore generale per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam), dottor Giorgio Bruno Civello, prot. 1261 del 5 marzo 2010), il Ministero si è impegnato a valutare e approvare in tempi rapidi tali documenti al fine di autorizzare l'ordinamento nei conservatori e Imp a partire dall'anno accademico 2010/11 (che inizierà il 1? novembre 2010), dando finalmente conclusione all'iter della riforma a dieci anni dal suo inizio, nei limiti massimi previsti anche dalla normativa europea (processi di Bologna e Lisbona);
una volta avviato il nuovo ordinamento, in base al decreto del Presidente della Repubblica n. 212 del 2005, art. 14, il precedente ordinamento (basato su percorsi formativi "atipici" di durata dai cinque ai dieci anni e tutt'ora vigente in base a regi decreti del 1918 e 1930) verrà abrogato;
come da tradizione quasi secolare il vigente ordinamento prevede la possibilità per gli studenti che frequentano scuole di musica civiche (non pareggiate), scuole di musica o studiano in privato di accedere agli esami intermedi del corso di studio (esami denominati "licenze" e "compimenti") e alla prova finale di diploma, anche senza essere iscritti ad un conservatorio o Imp. Dal 2011, una volta abrogato il vecchio ordinamento, tale possibilità potrà quindi essere garantita solo agli studenti già iscritti ad un conservatorio o Imp che decideranno di concludere gli studi nell'ordinamento con cui hanno inziato;
alle centinaia di studenti che stanno concludendo privatamente il loro ciclo di studi (in maggioranza di durata decennale), sarà quindi negato l'accesso alla prova conclusiva finale in conservatorio, in quanto il titolo cui farebbero richiesta non corrisponderà più ad un percorso di studi esistente; contemporaneamente, per lo stesso motivo, non sarà concesso loro di potersi iscrivere in un conservatorio per concludere i loro studi;
ad oggi non è ancora stata fornita alcuna informazione ufficiale circa il destino del corso di studi previsto per quegli studenti non iscritti ad un conservatorio (anche per via dei limitati posti a disposizione o per motivi di lontananza dalla sede abitativa) che stanno seguendo un percorso formativo parallelo a quello del conservatorio con l'aspettativa di poter vedere riconosciuto attraverso un esame in conservatorio (come prevede la normativa vigente) la valutazione delle loro abilità e competenze intermedie,
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di risolvere il problema esposto in premessa;
se non ritenga opportuno intervenire in tempi brevi al fine di informare conservatori e Istituti musicali pareggiati su come comportarsi con gli studenti privatisti che chiederanno, una volta avviato il nuovo ordinamento, di poter sostenere esami negli istituti statali di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
(3-01207)
D'ALI' - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
la riforma del sistema sanitario della Regione Siciliana disciplina la composizione dei collegi sindacali delle nuove aziende sanitarie nella Regione prevedendo che essi siano nominati dal Ministero della salute e dagli assessorati alla sanità ed al bilancio della Regione Siciliana, ai fini di un puntuale controllo di legittimità e contabile sugli atti deliberativi e sui bilanci delle stesse aziende;
con delibera del 12 novembre 2009 l'avvocato Biagio Bosco è stato designato dal Ministero della Salute quale componente del collegio sindacale dell'Azienda sanitaria provinciale di Trapani;
con riferimento alla suddetta designazione e nonostante il tempo trascorso dall'istituzione dell'Azienda sanitaria provinciale di Trapani, il 1° settembre 2009, ad oggi non risulta ancora insediato il collegio sindacale della stessa azienda per la mancata osservanza delle necessarie procedure di formazione e nomina dei restanti componenti del detto collegio sindacale da parte della Regione Siciliana;
il mancato insediamento del collegio sindacale costituisce un'anomalia assai grave, poiché la suddetta Azienda sanitaria provinciale di Trapani si trova ad operare da oltre sei mesi senza organo di controllo, in prossimità peraltro dei termini di approvazione del bilancio consuntivo dell'esercizio 2009, che non potrà essere approvato senza la relazione del collegio sindacale;
dal 1° settembre 2009 non vengono eseguite le necessarie verifiche di cassa trimestrali da parte dello stesso Collegio, poiché non ancora insediato;
l'attuale situazione di paralisi del Collegio sindacale e la mancanza di qualsivoglia controllo della gestione aziendale determinata dalla colpevole mancata designazione di alcuni dei suoi componenti può configurare palesi vizi di legittimità delle decisioni assunte e da assumersi con determinazioni dirigenziali così svincolate da ogni forma di controllo previsto dalle norme;
la paralisi amministrativa dell'Ente farebbe ricadere sull'Azienda sanitaria provinciale di Trapani non augurate conseguenze di mancata funzionalità con grave pregiudizio per i cittadini tutti interessati al regolare svolgimento delle azioni legate al servizio sanitario,
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei motivi per cui le Autorità preposte non abbiano provveduto all'insediamento del collegio sindacale dell'Azienda sanitaria provinciale di Trapani;
se tale gravissima anomalia funzionale riguardi anche altre aziende del servizio sanitario della Regione Siciliana;
se le determinazioni dirigenziali assunte nel periodo di prolungata assenza del collegio sindacale possano considerarsi esenti da vizi di legittimità;
se, al fine di rimediare a questa situazione di evidente e pregiudiziale inerzia della Regione Siciliana, i Ministri in indirizzo non ritengano utilizzare il potere sostitutivo e disporre l'immediata nomina dei componenti ancora non designati e l'immediato insediamento dei collegi sindacali ancora non attivi nelle aziende sanitarie della Regione Siciliana, assicurando così alle stesse l'indispensabile presenza operativa dell'organo di controllo.
(3-01210)
in occasione della recente visita conoscitiva svolta al carcere di Capanne di Perugia dal Presidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato, unitamente all'interrogante, sono risultate confermate e circostanziate, fra le altre, tre criticità importanti che rischiano di compromettere l'alto livello di efficienza e funzionalità della moderna struttura, assicurato ancora dalla direzione e dal personale preposto e pur oggettivamente constatato:
a) parti importanti della struttura, per quanto realizzata in tempi recenti, risultano danneggiate dal sensibile terremoto che nei mesi scorsi ha funestato la zona che si estende da alcuni territori della media valle del Tevere, soprattutto Marsciano, a parti del territorio di Perugia, sicché si è dovuto ricorrere ad armature di emergenza e dichiarazioni di inagibilità di ampi locali, con la conseguenza che questi risultano sottratti alle molteplici attività ritenute invece essenziali ad una corretta gestione e alle molte attività realizzabili dalla popolazione detenuta;
b) l'insufficienza quantitativa del personale di Polizia penitenziaria, già evidente e più volte lamentata, è diventata una vera emergenza con l'invio al carcere di cospicui flussi di detenuti provenienti da altre strutture detentive, di cui è risultato necessario lo sfollamento, tanto da spingere la direzione e le organizzazioni di categoria ad invocare, in attesa di una reale copertura dell'organico, almeno la destinazione a Perugia di un rinforzo di urgenza di qualche decina di unità;
c) il già realizzato centro clinico, tale da aver comportato rilevanti investimenti, è nella maggior parte inattivo, sia perché si è innestato un contenzioso tra stazione appaltante e impresa esecutrice che ha bloccato l'ultimazione, sia perché l'Azienda sanitaria locale perugina, dopo il trasferimento alla Regione e alle Aziende sanitarie locali dei compiti della sanità carceraria, non mostra intenzione di voler assumere effettivamente e concretamente la gestione del servizio ed il relativo onere; laddove il centro clinico potrebbe rappresentare un vanto di funzionalità per tutta l'Amministrazione, una risorsa straordinaria al servizio di tutti e quattro gli istituti detentivi dell'Umbria se non addirittura di altri extraregionali, una leva preziosa di risparmio di denaro pubblico, mezzi e personale, e invece langue nell'inattività, cui si accompagnano tristi segni di degrado del tutto ingiustificabili a fronte delle spese di impianto dedicatevi,
quale sia la stima dei danni cagionati alle strutture del carcere di Capanne dai recenti terremoti, quali misure siano state adottate per fronteggiarli e in che tempi si conti di poter attuare gli interventi tecnicamente necessari a recuperare la piena agibilità dei locali compromessi;
se il Governo ritenga di poter essere in condizioni, pur nel noto e innegabile quadro di grande difficoltà nazionale accumulatosi negli anni a carico del sistema carcerario, di destinare in tempi ravvicinati almeno qualche decina di unità di Polizia penitenziaria in più al carcere di Capanne, allo scopo di fronteggiare intanto gli aspetti più eclatanti di un'emergenza che si è determinata anche per l'arrivo di molti detenuti in esito allo sfollamento di altri istituti insostenibilmente congestionati;
quali interventi siano stati adottati dal Governo e dai competenti dipartimenti e soprattutto quali si intenda adottare per ottenere che, senza ulteriori ritardi, la Regione Umbria e l'Azienda sanitaria locale di competenza assumano la gestione del centro clinico realizzato all'interno del carcere perugino, affinché siano completati prontamente i lavori, siano riparate le manifestazioni di degrado, sia garantita insomma la piena funzionalità di un centro tanto strategico, vuoi per il potenziamento qualitativo dell'intero complesso detentivo di Capanne, vuoi per il prezioso servizio che il centro stesso può mettere a disposizione dell'intera rete penitenziaria dell'Umbria e di altri territori.
(3-01211)
DELLA SETA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, ha previsto una serie di norme volte a semplificare i controlli amministrativi a carico delle imprese soggette a certificazione ambientale o di qualità. In particolare l'articolo 30 ha disposto che, per le certificazioni ambientali o di qualità rilasciate da soggetti certificatori accreditati, i controlli periodici degli enti certificatori sostituiscono quelli degli organi amministrativi, ai quali spettano solo poteri di verifica della certificazione;
il comma 2 del suddetto articolo ha, poi, chiarito che questa disposizione "è espressione di un principio generale di sussidiarietà orizzontale ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione", precisando che resta ferma la potestà delle Regioni e degli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela;
il comma 3, infine, ha previsto che con regolamento, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, sono individuati le tipologie dei controlli e gli ambiti nei quali trova applicazione la disposizione, con l'obiettivo di evitare duplicazioni e sovrapposizioni di controlli, nonché le modalità necessarie per la compiuta attuazione della disposizione medesima;
la Corte costituzionale, con sentenza n. 322 del 2009 del 4 dicembre 2009, ha confermato la legittimità del principio recato dall'art. 30, secondo il quale, appunto, per le certificazioni ambientali (Emas o Ecolabel) o di qualità rilasciate da soggetti certificatori accreditati, i controlli periodici degli enti certificatori sostituiscono quelli degli organi amministrativi;
a due anni dall'entrata in vigore del decreto-legge n. 112 del 2008, e a tre mesi dalla citata sentenza della Corte costituzionale, ancora non è stato emanato il regolamento di cui al comma 3 dell'articolo 30,
quali siano i motivi che hanno impedito, fino ad oggi, di emanare il regolamento che individua le tipologie dei controlli e gli ambiti di applicazione delle certificazioni ambientali;
se tali impedimenti siano stati superati e in quali tempi verrà emanato il previsto regolamento.
(3-01212)
D'ALI' - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e degli affari esteri - Premesso che:
da tempo una nave-laboratorio, denominata "Atlantic Explorer", della Compagnia multinazionale Shell, è stata rilevata a navigare in acque prossime al Sud-ovest delle Isole Egadi, nel Canale di Sicilia;
la suddetta nave-laboratorio effettua, per conto della Compagnia Shell, attività di esplorazione dei fondali con l'obiettivo di rilevare, intorno ad un'area di 4.300 chilometri quadrati contigua all'Arcipelago delle Egadi e all'Isola di Pantelleria, l'eventuale presenza di giacimenti petroliferi;
l'attività di esplorazione finalizzata alla scoperta di giacimenti petroliferi e di idrocarburi comporta per sua natura operazioni invasive dei fondali e degli ambienti marini;
la suddetta area di mare ricomprende, nella zona esplorativa individuata dalla compagnia Shell e dalla nave-laboratorio ivi operante, superfici marine ad altissima concentrazione naturalistica e vi è compresa l'Area marina protetta delle Isole Egadi, la più grande del Mediterraneo, nonché una zona di cautela marina particolare quale quella dell'Isola di Pantelleria;
aree marine, per la loro bellezza naturalistica e paesaggistica, nonché per la presenza al proprio interno di fauna e flora marina di assoluto pregio e rarità, non possono essere oggetto di attività invasive antropiche come quelle descritte in premessa e, al contrario, debbono godere di prerogative di tutela e conservazione al fine di preservarne le caratteristiche naturali, estensibili per quanto più ampiamente possibile ai tratti di mare circostante;
le attività di esplorazione dei fondali potrebbero dare seguito a tentativi di perforazione per l'attivazione di pozzi estrattivi sperimentali;
il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha avviato le pratiche per l'istituzione, prevista dalla legge, di due parchi nazionali ricompresi nell'area sopra interessata e precisamente il Parco nazionale di Pantelleria e il Parco nazionale delle Isole Egadi e del litorale trapanese, il cui pregio è chiaramente legato anche all'integrità dei mari circostanti;
i fondali di quella vasta area di mare si sono nel recente passato rivelati anche uno straordinario giacimento di reperti di archeologia subacquea tra i più importanti al mondo (vedi per tutti il Satiro di Mazara del Vallo), oltre ad ospitare le più pregiate colonie di coralli marini;
infine, le popolazioni dell'Isola di Pantelleria, delle Isole Egadi e dell'intera Sicilia occidentale hanno nel passato da sempre proposto fiera opposizione ad ogni tentativo di insediamento di attività estrattive nei loro mari e di impianti di lavorazione di idrocarburi lungo le loro coste, scegliendo invece e più opportunamente la via della conservazione e valorizzazione delle caratteristiche naturali e storiche del loro mare e dei loro territori, il che ha consentito di avviare una proficua stagione di turismo compatibile che oggi ne rappresenta la voce di maggior sostegno economico con ulteriori notevolissime prospettive;
ogni altra attività legata a prospettive di estrazione di idrocarburi in mare e a terra, ancorché meramente esplorativa, intaccherebbe l'integrità dei siti, marini e terrestri, e l'immagine ad alto valore naturalistico che sempre più si va imponendo all'attenzione del turismo internazionale,
se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle proprie specifiche competenze, siano effettivamente a conoscenza delle attività descritte in premessa;
quando, in quale forma e da quale specifica Autorità eventualmente sia stata rilasciata un'autorizzazione per l'espletamento di tale attività di esplorazione invasiva degli ambienti marini, da tutelare in quanto contigui all'area marina protetta dell'Arcipelago delle Isole Egadi e dell'Isola di Pantelleria e contenenti uno degli ambienti di vita più ricchi del Mediterraneo;
se intendano disporre l'immediata sospensione di quelle attività che stanno suscitando vivissima preoccupazione presso le Comunità locali e, ove le autorizzazioni promanino da Stati esteri, ne vogliano con immediatezza verificare l'esatta compatibilità con gli accordi internazionali sulla disciplina di attività con riferimento alle piattaforme continentali;
se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare confermi la volontà di far sì che qualsiasi tipo di autorizzazione in merito ad attività di esplorazione dei fondali marini di contiguità, di prossimità e di possibile pregiudizio dell'ecosistema di riferimento delle isole di Pantelleria e delle isole Egadi venga immediatamente revocata.
(3-01206)
GASPARRI, COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
il regista Jafar Panahi, aperto sostenitore di Moussavi nella campagna presidenziale, è stato arrestato insieme alla moglie e alla figlia dalla polizia iraniana;
il Governo di Teheran, in aperta violazione dei principi dei diritti dell'uomo, sta promuovendo sempre più delle campagne repressive nei confronti dei suoi oppositori;
le condanne a morte decise dall'Iran, non ultima quella di Mohhamad Amid Valian, colpevole di aver partecipato a manifestazioni nei mesi scorsi, confermano la politica violenta e intransigente della dirigenza iraniana,
si chiede di sapere se il Governo non ritenga di sollevare la questione del rispetto dei diritti umani da parte dell'Iran sia in ambito comunitario che nella sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, al fine di porre fine ad un sistema di terrore che lede i principi della democrazia e delle libertà individuali.
(3-01209)
VITA, MARCUCCI, FRANCO Vittoria - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che,
la ALES - Arte Lavoro e Servizi SpA è una società mista costituita nel 1998 per volontà e iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali (MIBAC), unitamente a Italia lavoro SpA, con il duplice obiettivo della realizzazione di un inedito multi service, destinato al settore dell'arte e della cultura, e della creazione di attività occupazionali;
la costituzione della società era stata autorizzata con l'articolo 20 della legge n. 196 del 1997 (cosiddetto «Pacchetto Treu »), che all'uopo aveva stanziato 50 miliardi di lire, di cui 1,5 per la capitalizzazione;
la missione di Ales SpA era quella di assorbire una parte dei circa 1800 lavoratori addetti ai lavori socialmente utili da anni assegnati al Mibac, in cambio di contratti di servizio quinquennali, da stipulare, ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 468 del 1997, con i singoli centri di spesa del Ministero (Istituti periferici, ma anche amministrazione centrale), nei termini previsti da una Convenzione fra Ministero ed Ales SpA, sottoscritta il 5 ottobre 1999 e rinnovata il 24 marzo 2003;
a tutt'oggi Ales fornisce servizi al Mibac e ai suoi organi periferici, quali soprintendenze, archivi e biblioteche, operando secondo il principio dell'in house providing;
in seguito alle ultime inchieste giornalistiche - riportate su "La Repubblica" a firma di Statera del 27 febbraio e di Lopapa del 28 febbraio, su "L'Espresso" a firma di Turano del 4 marzo - si evincono nuove funzioni attribuite all'Ales SpA rispetto alla funzione iniziale di perseguire l'obiettivo della progressiva stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili: dal nuovo Statuto si legge che la società, «a titolo indicativo e non esaustivo», svolge per il Ministero «la gestione di musei, aree archeologiche e monumentali, biblioteche, archivi, la guardiania, le visite guidate, la biglietteria, il bookshop, la gestione dei centri di ristoro, la gestione del marchio e dei diritti d´immagine, il supporto tecnico-operativo per le attività di prestiti. L´esercizio di attività di pubblicità e promozione in tutte le sue forme, anche attraverso l'organizzazione di uffici stampa e piani di comunicazione, di mostre, convegni, fiere promozionali, spettacoli e, in generale, di eventi culturali; l'attività di editoria in generale e in particolare la pubblicazione, produzione e coedizione di libri»;
il 4 marzo 2010, il Ministro in indirizzo scrive una lettera sul quotidiano "La Repubblica" nella quale dichiara che da quando è stata creata la direzione generale per la valorizzazione del Patrimonio, "Ales è ricaduta sotto l'egida del responsabile di questa direzione, Mario Resca, il quale ha proposto di potenziarla nella convinzione di utilizzare al meglio risorse interne al Ministero." Infatti nel regolamento del Ministero nell'ambito della direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale stabilisce che: "Il Servizio supporta il Direttore generale nella attività inerenti l'esercizio dei diritti dell'azionista, secondo gli indirizzi impartiti dal Ministro, sulla società Ales SpA;
rilevato che il Fondo unico per lo spettacolo è stato depauperato, le fondazioni lirico-sinfoniche si trovano in serie difficoltà finanziarie, centinaia di prestigiose associazioni culturali vengono private del necessario sostegno economico, soprintendenze e biblioteche nazionali hanno gravissimi problemi di organico e sussistono difficoltà persino nel pagamento delle utenze,
quali siano gli attuali oneri sostenuti dal bilancio pubblico per la società Ales SpA e quelli previsti in relazione alle nuove funzioni che si intendono attribuire alla medesima e se gli eventuali maggiori oneri verranno posti a carico di un dicastero già fortemente penalizzato dai tagli di bilancio;
se il Ministro in indirizzo intenda rendere noti al Parlamento i motivi che hanno indotto il Ministro e il Direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i beni e le attività culturali dottor Mario Resca a non utilizzare le risorse interne, bensì ad ampliare le competenze di una società che di fatto viene a sostituirsi al personale del Ministero stesso.
(4-02818)
BARBOLINI, GIARETTA, PERDUCA, DI NARDO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
nella XV legislatura furono presentati dai diversi schieramenti politici tre disegni di legge recanti una garanzia sovrana dello Stato a favore delle imprese creditrici della Libia. Tali disegni di legge furono calendarizzati e posti all'esame della 6a Commissione permanente (Finanze e tesoro) del Senato, ma non approvati a causa della chiusura anticipata della legislatura;
nella presente legislatura, i predetti disegni di legge sono stati ripresentati in Senato con lo stesso testo, risultante dall'articolato elaborato nella precedente legislatura. Tali disegni di legge sono stati assegnati per l'esame alla 6a Commissione permanente del Senato che da oltre un anno attende l'individuazione della copertura finanziaria, puramente cautelativa, pari a 650 milioni di euro previsti e ripartiti nelle prossime sette annualità finanziarie;
in sede di ratifica del "Trattato di amicizia con la Libia", in Senato furono approvati all'unanimità e con parere favorevole del Governo tre ordini del giorno che impegnavano l'Esecutivo a favorire l'approvazione dei suddetti disegni di legge e a trovare la relativa copertura finanziaria;
con la sottoscrizione del Trattato si è inteso porre fine, tra le altre cose, allo storico contenzioso tra Italia e Libia, senza tuttavia individuare - in tale sede - gli strumenti e le risorse per dare sufficienti garanzie ed esplicite risposte alle legittime aspettative delle imprese italiane creditrici della Libia;
se da una parte è comprensibile la strategia dell'amicizia nei confronti del Governo libico in ragione di taluni significativi mutamenti di rotta in politica internazionale e, segnatamente in tema di lotta all'immigrazione clandestina, e alla chiusura del contenzioso riguardante i danni di guerra e del periodo coloniale, con la firma del Trattato di amicizia del 30 agosto 2008, dall'altra non si comprendono le motivazioni che impediscono al Governo italiano di tutelare i crediti vantati dalle imprese italiane a fronte del rifiuto, o comunque alla reticenza, dello Stato Libico di provvedere a tale fine;
tale lacuna rappresenta un fattore di ingiustificata penalizzazione nei confronti di imprese che hanno proficuamente operato per lo sviluppo del lavoro italiano, secondo lo spirito e la lettera dell'articolo 35 della Carta costituzionale, non riuscendo ancora, dopo un annoso contenzioso, a vedersi riconosciuti i diritti acquisiti,
quali siano le valutazioni sul comportamento dello Stato libico che non intende riconoscere alle imprese italiane quanto loro dovuto, in considerazione del fatto che tale situazione è ricompressa nel "Trattato di amicizia" sottoscritto dallo Stato italiano e da quello libico;
quali siano i motivi per i quali non viene data copertura ai disegni di legge orientati al riconoscimento di una garanzia sovrana dello Stato a favore delle imprese creditrici della Libia, tuttora all'esame della 6a Commissione permanente del Senato, neanche in quota ridotta a 250 milioni di euro riguardanti i reali crediti accertati dal rapporto UBAE del 18 febbraio 2003.
(4-02819)
MORRI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che la strada statale 73-bis di Bocca Trabaria alla progressiva kilometrica 14 + 300 in territorio umbro risulta completamente chiusa alla circolazione a causa di movimento franoso dai primi giorni di gennaio 2010;
l'arteria rappresenta per i Comuni marchigiani della Valle del Metauro l'unico collegamento con l'Umbria e la Toscana e, in particolare, per i cittadini dei Comuni di Borgo Pace Mercatello sul Metauro e S. Angelo in Vado il disagio è ulteriormente aggravato dal fatto che per recarsi a lavoro o a scuola sono costretti a percorsi alternativi che comportano un allungamento di circa 80 chilometri;
il disagio che persiste da più di due mesi sta arrecando gravi ripercussioni sotto ogni punto vista e in particolare all'economia del territorio;
i primi giorni successivi al movimento franoso si era provveduto a organizzare un senso unico alternato successivamente rimosso e tale rimozione ha comportato la completa chiusura dei collegamenti;
è inspiegabile che un pubblico servizio sia interrotto da giorni senza che i cittadini ne siano adeguatamente informati;
i Comuni marchigiani della Valle del Metauro hanno presentato un esposto alla Procura per interruzione di pubblico servizio ma né il Ministero, né l'ANAS hanno finora dimostrato la volontà di accelerare l'intervento,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda far valere il ruolo di indirizzo e vigilanza del Ministero stesso verso l'ANAS in modo tale che venga approntato un immediato intervento (se risulterà possibile dopo le verifiche ministeriali) che consenta una circolazione alternata e che i lavori necessari vengano iniziati e terminati il prima possibile.
(4-02820)
DELLA SETA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
la "Israeli Apartheid Week", giunta alla sesta edizione, è una settimana internazionale di mobilitazione nelle università contro lo Stato d'Israele, presentato dai promotori come l'artefice di un sistema di segregazione razziale a danno della popolazione arabo-palestinese. L'evento è stato lanciato in Canada nel 2005 e nel 2010 ha raccolto 45 adesioni, soprattutto nei Paesi anglosassoni: si tiene in 10 università canadesi, 8 statunitensi, 5 britanniche, 5 sudafricane. L'Italia, con 3 adesioni, è alla pari con l'Olanda. Nessuna adesione in Spagna, Francia e Germania;
sono Pisa, Roma "La Sapienza" e Bologna le tre università italiane nelle quali si svolgono iniziative legate alla "Israeli Apartheid Week". Quest'anno l'evento, terminato domenica 7 marzo 2010, aveva per tema "Boicottaggio, disinvestimento, sanzioni": l'idea è di promuovere contro Israele misure punitive come quelle che colpirono a suo tempo il Sudafrica;
tali misure punitive, secondo gli organizzatori dell'evento, non dovrebbero riguardare solo i rapporti economici, ma estendersi anche al campo culturale e accademico;
l'equiparazione tra lo Stato d'Israele e il Sudafrica dell'apartheid va ben al di là della contestazione anche radicale nei confronti delle politiche dei Governi israeliani: mette in discussione il diritto stesso all'esistenza dello Stato d'Israele, fornendo supporto e alimento alla diffusione di sentimenti non solo anti-israeliani ma anche inevitabilmente anti-ebraici. Peraltro, va sottolineato che la "Israeli Apartheid Week", promossa da forze e persone vicine all'integralismo islamico, rimuove del tutto la circostanza - essa sì indiscutibile perché oggettiva - che Israele è l'unico Stato mediorientale dove sono garantite a tutti i cittadini libertà politiche, civili e religiose;
è del tutto legittimo che singole persone e singoli gruppi politici condividano e sostengano le iniziative e le finalità della "Israeli Apartheid Week". È invece inaccettabile che esse vengano avallate da istituzioni culturali pubbliche come le università di Roma, Bologna e Pisa, che hanno messo a disposizione dell'evento i loro spazi: diverse aule e addirittura, nel caso dell'università di Pisa, l'atrio della Facoltà di lettere dove è stata ospitata una mostra della "Settimana";
in particolare, è del tutto ingiustificabile che delle università pubbliche, pagate con i soldi degli italiani, offrano spazio e legittimità ad un'iniziativa che punta, tra l'altro, a boicottare ogni rapporto di scambio e di dialogo con gli atenei israeliani, e che con ogni evidenza rappresenta l'opposto dei valori di apertura culturale e libero confronto che le istituzioni universitarie pubbliche dovrebbero presidiare,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza di quest'iniziativa e se non ritenga impropria la partecipazione di tre importanti atenei pubblici italiani alle iniziative legate alla "Israeli Apartheid Week".
(4-02823)
FERRANTE, DELLA SETA, BUBBICO, CHITI, DE LUCA, MAZZUCONI, MOLINARI, RANUCCI, SANGALLI, TOMASELLI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
mentre il Governo italiano sceglie di ritornare dopo 20 anni all'energia nucleare, i grandi Paesi industrializzati, anche quelli che il nucleare non l'hanno mai abbandonato, incentrano le proprie politiche di innovazione energetica sul risparmio, sulle fonti rinnovabili, sulla ricerca, vedendo in tali opzioni le strade maestre per fronteggiare i problemi ambientali legati ai cambiamenti climatici e per rendere le proprie economie più moderne e competitive;
il Parlamento prima ha approvato, con il voto contrario del Partito democratico (Pd), il complesso di norme che consentono il ritorno al nucleare in Italia (la cosiddetta "legge sviluppo"), e successivamente, di nuovo con l'orientamento contrario del Pd, ha dato parere favorevole sullo schema di decreto legislativo, frutto di una delega contenuta nella citata legge sviluppo, che fissa i criteri per la localizzazione dei nuovi impianti nucleari e del deposito nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive;
solo dopo tre settimane dall'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta peraltro senza avere acquisito il parere della Conferenza Stato-Regioni, il suddetto decreto legislativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale;
secondo notizie riportate da vari quotidiani, e in particolare da "Quotidiano Energia", ad impedire finora la pubblicazione sarebbero state alcune divergenze o incomprensioni tra il Ministero della giustizia e quello dello sviluppo economico. Firmato dal Presidente della Repubblica il 15 febbraio 2010, ultimo giorno utile per esercitare la delega, - come si legge nel richiamato articolo - il provvedimento è stato infatti immediatamente trasmesso dal Quirinale al Ministero della giustizia per il vaglio finale del testo che precede il visto del Guardasigilli e quindi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. "Vaglio da cui sarebbero emersi alcuni errori materiali e incongruenze. Di qui il rinvio del decreto al Ministro dello sviluppo economico per le correzioni"; il testo corretto sarebbe poi stato ritrasmesso al Ministero della giustizia pubblicato infine sulla Gazzetta Ufficiale,
se il Ministro in indirizzo non ritenga che questa vicenda confermi quello che agli interroganti pare un alto grado di improvvisazione e approssimazione nell'ambito del programma nucleare varato dal Governo;
se la tardiva pubblicazione del suddetto decreto legislativo sulla Gazzetta Ufficialerispetto all'approvazione dello stesso da parte del Consiglio dei ministri, vada interpretata come un ripensamento sui contenuti e le procedure del programma di ritorno al nucleare.
(4-02824)
BUTTI - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione - Premesso che:
generalmente i documenti ufficiali delle pubbliche amministrazioni vengono stampati in più copie;
l'interrogante si riferisce in particolare ai documenti ufficiali, quali resoconti o verbali, risultanti dalle sedute dei Consigli comunali, o da riunioni più o meno ufficiali di amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli;
questi documenti di centinaia e centinaia di pagine, pubblicati in numerose copie, per un totale di migliaia di pagine, vengono stampati tutti rigorosamente su un solo lato, con un evidente e inspiegabile spreco di carta;
l'attività del Ministro in indirizzo è precipuamente diretta a razionalizzare ed ottimizzare gli strumenti utilizzati dalla pubblica amministrazione,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga utile proporre alle pubbliche amministrazioni centrali e locali, attraverso appositi strumenti amministrativi, la stampa dei documenti di sedute ufficiali solo nelle copie strettamente necessarie a garantire la pubblicità degli stessi, prevedendo inoltre l'imposizione della modalità di stampa "fronte-retro".
(4-02825)
SERAFINI Anna Maria, AMATI, ANTEZZA, BASSOLI, DONAGGIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
la legge n. 285 del 1997, recante "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza", ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza finalizzato alla realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale per favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell'infanzia e dell'adolescenza, privilegiando l'ambiente ad esse più confacente ovvero la famiglia naturale, adottiva o affidataria, in attuazione dei principi della Convenzione sui diritti del fanciullo resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, e degli articoli 1 e 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
la legge n. 285 del 1997 ha aperto un nuovo approccio nelle politiche socio-educative in Italia, superando la tradizionale ottica assistenzialistica e riparatoria nei confronti dei minori. Essa ha creato le condizioni operative per promuovere i diritti e le opportunità dei bambini e degli adolescenti, attuando concretamente i principi della Convenzione ONU per l'infanzia, ratificati in Italia con la legge n. 176 del 1991;
dal 1° gennaio 2010, 32 centri socio-educativi, finanziati dal Comune di Palermo con i fondi della legge n. 285 del 1997, sono stati privati del sostegno economico in attesa dell'espletamento del nuovo bando e, dopo anni di presenza e di impegno sul territorio, rischiano di chiudere;
si tratta di oltre 3.000 ragazzi e oltre 300 operatori sociali, animatori, educatori, psicologi impegnati nei centri che in questi mesi sono stati abbandonati al loro destino dal Comune di Palermo;
sono state chiuse le convenzioni in attesa che venisse completata la nuova assegnazione dei servizi, lasciando alla responsabilità degli enti e degli operatori l'accoglienza dei bambini e dei ragazzi;
ad oggi non si sa nulla sui tempi previsti dalla competente commissione consiliare per completare il lavoro di valutazione dei progetti;
secondo quanto dichiarato dagli operatori, la commissione non si riunisce da settimane,
se sia corretta e condivisibile la procedura messa in atto dal Comune di Palermo che ha sospeso i servizi per l'infanzia e l'adolescenza in attesa delle nuove procedure, invece di prorogare tali sevizi fino all'espletamento delle nuove gare;
se il Governo intenda, nell'ambito delle proprie competenze, ed in particolare in applicazione delle disposizioni della legge n. 285 del 1997 relative all'attività di monitoraggio, verificare presso l'amministrazione comunale di Palermo i motivi di un tale ritardo che sta determinando conseguenze estremamente negative sui destinatari dei servizi per l'infanzia e l'adolescenza.
(4-02826)
il comma 1, lettera e), dell'art. 10-sexies del decreto-legge 13 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25 (pubblicata nel Supplemento ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2010), ha soppresso le provvidenze relative all'editoria di cui all'art. 11 della legge n. 67 del 1987, all'art. 8 della legge n. 250 del 1990 e all'art. 23 della legge n. 223 del 1990, che venivano annualmente riconosciute dalla Presidenza del Consiglio dei ministri a favore delle imprese radiofoniche e televisive locali;
tali provvidenze hanno contribuito, negli anni, all'affermazione del ruolo dell'emittenza locale nell'informazione sul territorio e allo sviluppo dell'occupazione nel comparto;
è stata anche possibile la stipula, nell'ottobre 2000, tra l'associazione di categoria delle emittenti locali Aeranti-Corallo e la Federazione nazionale della stampa italiana, sindacato dei giornalisti, del contratto collettivo nazionale di lavoro, rinnovato da ultimo nel gennaio 2010, con il quale vengono disciplinati i rapporti di lavoro giornalistico nelle imprese radiofoniche e televisive locali;
il Governo, in sede di discussione nell'Aula del Senato del disegno di legge n. 1955-B, ha accolto l'ordine del giorno G10-sexies.100 che impegna il Governo, tra l'altro, "a prevedere, anche al fine di garantire il pluralismo dell'informazione, l'inclusione delle imprese di radiodiffusione sonora e televisiva di carattere locale fra i soggetti beneficiari dei contributi all'editoria per l'annualità 2009 e per le annualità successive";
sussiste infine anche un ritardo nell'emanazione dei decreti di riconoscimento delle provvidenze relative all'editoria per quanto riguarda gli anni 2007 e 2008,
l'interrogante chiede di sapere come il Governo intenda operare al fine di dare attuazione al citato ordine del giorno G10-sexies.100, e come intenda operare riguardo all'emanazione dei decreti di riconoscimento delle provvidenze per l'editoria per le imprese radiofoniche e televisive locali, relative agli anni 2007 e 2008.
(4-02829)
CARLONI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il quotidiano "Il Mattino" nell'edizione di domenica 7 marzo 2010 reca notizia di un rapporto riservato inviato dal direttore dott. Cosimo Giordano al capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria dott. Franco Ionta relativamente alla situazione del carcere di Poggioreale in Napoli. Nell'articolo, a firma Giuseppe Crimaldi, si documenta una situazione di grave sovraffollamento e di assenza delle minime norme di sicurezza;
il dossier in questione, riferito all'11 febbraio 2010, documenta le seguenti situazioni: data una pianta organica di 690 agenti di Polizia penitenziaria (su 946 previste) sono detenute oltre 2.600 persone (a fronte di una capienza massima tollerata di 1.743), tra cui 633 detenuti per associazione camorristica, 606 detenuti tossicodipendenti, 264 stranieri, 38 sieropositivi;
a conferma di quanto più volte denunciato dalle associazioni di volontari e dai sindacati della Polizia penitenziaria aumentano i dati di sofferenza psichica e gli atti di autolesionismo che passano dai 52 del 2008 ai 96 del 2009 (incluso un suicidio);
lo stato in cui versano le strutture di sicurezza è particolarmente grave. La caserma per gli agenti di Polizia penitenziaria versa in tali condizioni di precarietà da rendere impossibile il pernottamento del personale in servizio. Inoltre, "Poggioreale è al momento sprovvisto di impiantistica di sicurezza in quanto per caratteristica edilizia è dotato di una cinta muraria di circa 1.500 metri con garitte e camminamento perimetrale. Data la vetustà (…)". Sono inoltre inesistenti le strutture minime di socializzazione a cominciare dalla palestra . Poche le classi di scuola elementare (solo 9 per 90 persone) e di scuola media (4 per 40 persone). Il centro clinico è da ristrutturare;
con i fondi attualmente disponibili si è riusciti nel 2009 a ristrutturare parzialmente il padiglione Livorno e parte del padiglione Salerno;
grazie ad un finanziamento della Regione Campania di 120.000 euro è prevista la realizzazione di un campo di calcetto (Poggioreale è l'unico carcere in Europa privo di un campo sportivo). La Regione Campania ha deliberato un ulteriore stanziamento di 600.000 euro per la ristrutturazione dei laboratori di falegnameria, tipografia e officina,
confermare i dati e le notizie del rapporto citato, riferiti dal quotidiano "Il Mattino";
dare attuazione agli indirizzi anche di carattere normativo (relativi alla riforma del sistema carcerario) recentemente assunti con l'approvazione delle mozioni sulla situazione carceraria dal Senato (esaminate nelle sedute n. 335 e n. 336 del 16 e del 17 febbraio 2010);
attuare celermente il "piano carceri" annunciato dal Governo, prevedendo la chiusura di quelle strutture che non siano adeguabili a moderni criteri architettonici rispettosi della dignità umana;
convocare rapidamente un tavolo tecnico con le istituzioni locali per la necessaria integrazione delle politiche urbanistiche, di sicurezza, prevenzione e sviluppo delle misure alternative alla detenzione.
(4-02831)
GRAMAZIO - Ai Ministri della salute, per i rapporti con le Regioni e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
il quotidiano "Libero", domenica 7 marzo 2010, in un articolo a firma Giovanni Tagliapietra e Chiara Galea, dal titolo "Ospedale dei Castelli, Guzzanti svela il bluff", riporta la seguente dichiarazione del professor Elio Guzzanti, Commissario ad acta del Governo per la sanità del Lazio, che afferma: "Cari signori, il progetto esecutivo dell'ospedale dei Castelli potrà essere preso, eventualmente, in considerazione soltanto in seguito all'approvazione della rete ospedaliera; fino a quel momento non potrà essere concesso il nulla osta per l'avvio dei lavori";
nonostante questa diffida, il vice presidente della Giunta regionale del Lazio, Esterino Montino (esponente del Partito democratico e, in precedenza, de L'Ulivo), ha posto per la settima volta la prima pietra dell'ospedale dei Castelli, così come ha affermato il Consigliere regionale del Lazio Tommaso Luzzi;
è ampiamente riportato in una serie di interrogazioni in Consiglio regionale e in Parlamento come il costo dell'opera superi di 110 milioni di euro l'originale preventivo di spesa e che tale opera sia priva di tutte le necessarie autorizzazioni regionali;
inoltre, tale esborso comporterebbe un ulteriore pesante aggravio sulla spesa sanitaria, mentre si continuano ad effettuare tagli indiscriminati di posti letto pubblici ed accreditati,
l'interrogante chiede di sapere dai Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, se e quali azioni intendano compiere nei confronti della Regione Lazio per impedire la richiamata iniziativa che, a giudizio dell'interrogante, costituisce un ennesimo abuso.
(4-02832)
una sentenza del Consiglio di Stato autorizza anche in Italia la coltivazione di mais geneticamente modificato (ogm);
oltre ai dubbi riguardanti eventuali rischi per la salute, la decisione rischia di danneggiare seriamente il nostro impareggiabile patrimonio agroalimentare che ci distingue nel mondo;
in un Paese come l'Italia, è la tipicità del prodotto, e non la produzione standardizzata, a costituire il carattere distintivo della differenziazione;
l'assenza dei piani di coesistenza dovrebbe impedire qualsiasi passo in tal senso;
il fine è quello di tutelare le coltivazioni biologiche, le produzioni tipiche di qualità e l'insieme della biodiversità;
la contaminazione alle produzioni tipiche e biologiche è stata più volte accertata laddove si è dato avvio alla coesistenza tra coltivazioni ogm e coltivazioni tradizionali;
il Consiglio di Stato francese, nell'agosto del 2009, ha annullato il decreto che avrebbe dovuto trasferire anche nel diritto francese la direttiva europea sugli ogm, perché i cittadini d'oltralpe non sarebbero stati sufficientemente informati sugli studi in materia di effetti sulla salute;
a quanto risulta all'interrogante, il 72 per cento degli italiani è contraria agli ogm e ritiene dannoso introdurre coltivazioni ogm in Italia, a tutela invece del pregio, della qualità e dell'eccellenza della nostra produzione agroalimentare,
se non si ritenga opportuno sospendere di fatto la sperimentazione in campo aperto e l'avvio delle coltivazioni di organismi geneticamente modificati su tutto il territorio nazionale, fino a quando le Regioni non abbiano adottato i "Piani di coesistenza";
se non si ritenga necessario predisporre delle disposizioni e direttive di massima, affinché le Regioni, si adoperino alla individuazione - nel territorio di competenza - di aree omogenee, fissando regole ed ordinamenti rigorosi che obblighino gli enti locali all'adozione del piano di coesistenza e dando vita all'istituzione di un fondo destinato al ripristino delle condizioni agronomiche preesistenti agli eventi dannosi, cagionati dall'inosservanza o mancanza del Piano stesso;
quali urgenti iniziative si intendano sollecitamente adottare - stante l'assenza dei piani di coesistenza - al fine di tutelare le coltivazioni biologiche, le produzioni tipiche di qualità e l'insieme della biodiversità.
(4-02833)
l'efficienza, la funzionalità e il potenziamento della linee ferroviarie in Calabria sono tre prerogative importanti e indispensabili per questa regione, i cui percorsi in treno necessitano di moderne soluzioni di trasporto e di maggiore velocizzazione per appianare le diversità territoriali-economiche tra Settentrione e Mezzogiorno;
la mobilità ferroviaria nel Meridione, e in Calabria in particolare, è una questione antica ed ancora irrisolta;
le scelte perseguite da parte del Gruppo Trenitalia in questa regione hanno prodotto servizi di trasporto ferroviario molto scadenti sul piano della qualità ed inadeguati su quello della velocità;
le condizioni in cui si viaggia, nonostante l'impegno e le sollecitazioni, da parte del Ministro in indirizzo, risultano ancora precarie e soluzioni urgenti andrebbero prese in considerazione;
la decisione di sopprimere, a partire dal 1° marzo 2010, alcuni treni che collegano la Calabria al Nord del Paese, porterà una reale involuzione per l'economia turistica, in cui la mobilità è il valore fondamentale e le distanze sono un grande problema;
il turismo culturale è una grande opportunità per lo sviluppo della Calabria;
appare indispensabile trovare efficaci ed immediate soluzioni affinché la Regione non resti fuori dai flussi turistici;
rilevato che in Calabria occorre al più presto porre mano ad una ristrutturazione del piano ferroviario sia per le linee locali che per quelle a lungo percorso, onde evitare che i tragitti si effettuino prevalentemente su gomma,
se il Ministro in indirizzo non ritenga utile emanare opportune indicazioni onde favorire l'azione di monitoraggio dello stato dei servizi ferroviari;
se non ritenga necessario intervenire affinché i viaggiatori non siano costretti a subire servizi di trasporto ferroviario insufficienti e scadenti sul piano della qualità;
se non ritenga, infine, utile agire con atti di competenza affinché siano ripristinati i treni che collegano la Calabria al Nord del Paese.
(4-02834)
3-01211, del senatore Benedetti Valentini, sul carcere di Capanne (Perugia);
3-01208, del senatore Molinari, sull'aliquota IVA versata dai centri benessere e fitness;
7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacoli e sport):
3-01207, del senatore Stiffoni, sul nuovo ordinamento dei conservatori e degli istituti musicali pareggiati (Imp);
3-01212, del senatore Della Seta, sui controlli certificati che, a certi livelli, sostituiscono quelli di organi amministrativi.
È stata ritirata l'interrogazione 4-02083, del senatore D'Ubaldo.