Source: http://www.slideshare.net/bulgarelli/treviso-29-92012
Timestamp: 2015-11-25 00:31:01+00:00
Document Index: 134117730

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2233', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 28', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 2233', 'art. 636', 'art. 633', 'art. 2233']

I nuovi parametri per i compensi degli avvocati
Il recupero crediti dell'avvocato
Make up: 1) Crescitalia, Liberalizzazioni 2) Parametri = tariffe
Inestensibilità comunque ininfluente se si può pervenire a medesima liquidazione 91 cpc e rapporto col cliente
Avv. Andrea BULGARELLIForo di Modenawww.studiobulgarelli.it
 I «NUOVI» PARAMETRI MINISTERIALI PER LA LIQUIDAZIONE DEI COMPENSI DEGLI AVVOCATI 1. ambito oggettivo e soggettivo 2. ambito temporale 3
COMPENSO, MERCATO, ACCORDO, PARTI QUAL È L’AMBITO DEI PARAMETRI? 7
DECRETO MINISTERIALE 08/04/2004 N. 127 Art. 51. Nella liquidazione degli onorari a carica del soccombente deve essere tenuto conto della natura e delvalore della controversia, dellimportanza e del numero delle questioni trattate, del grado dellautorità adita,con speciale riguardo allattività svolta dallavvocato davanti al giudice.2. Nelle cause di particolare importanza per le questioni giuridiche trattate, la liquidazione degli onorari acarico del soccombente può arrivare fino al doppio dei massimi stabiliti.3. Nella liquidazione degli onorari a carico del cliente…Art. 61. Nella liquidazione degli onorari a carico del soccombente, il valore della causa è determinato a norma delcodice di procedura civile, avendo riguardo nei giudizi per azioni surrogatorie e revocatorie, allentitàeconomica della ragione di credito alla cui tutela lazione è diretta, nei giudizi di divisione, alla quota o aisupplementi di quota in contestazione, nei giudizi per pagamento di somme o liquidazione di danni, allasomma attribuita alla parte vincitrice piuttosto che a quella domandata.2. Nella liquidazione degli onorari a carico del cliente, può aversi riguardo al valore effettivo dellacontroversia, quando esso risulti manifestamente diverso da quello, presunto a norma del codice di proceduracivile.3. Nelle cause avanti gli organi di giustizia amministrativa, il valore è determinato secondo i criteri indicati dalcomma 1 di questo articolo, quando loggetto della controversia o la natura del rapporto sostanziale dedottoin giudizio. o comunque correlato al provvedimento impugnato ne, consentono lapplicazione; ove ciò non siapossibile, nella liquidazione degli onorari a carico del soccombente va tenuto conto dellinteressesostanziale che riceve tutela attraverso la sentenza. Per i ricorsi straordinari e gerarchici sono dovuti glionorari di cui al paragrafo III della tabella A in quanto analogicamente applicabili.4. Nella liquidazione degli onorari a carico del cliente… 8
Parere Cons. Stato su bozza regolamento parametri (Si limita praticamente solo ad osservazioni per i compensi degli avvocati!)sembra chiarire che scopo del legislatore è stato quello didisciplinare sia la determinazione delle spese di lite, sia deicompensi degli avvocati: “Partendo dalle disposizioni generali, contenute nell’art. 1, si evidenzia come l’inciso “in difetto di accordo delle parti” limiti l’ambito di applicazione del decreto a tale presupposto, mentre la liquidazione del compenso del professionista da parte del giudice può avvenire anche d’ufficio e, pertanto, si suggerisce di aggiungere le parole “o anche d’ufficio nei casi previsti dalla legge”. 9
Relazione al DM 140/2012La specifica che il DM si applica anche alle ipotesi di liquidazioned’ufficio «quando previsto dalla legge» risulta superflua postoche la modalità d’impulso della liquidazione, se officiosa o sudomanda, non si riflette sull’ambito di applicazione oggettivodel regolamento, riferito appunto all’assenza di accordo sulcompenso (art. 9 citato, commi 2 e 4, in combinato disposto).Seppure l’organo giurisdizionale liquiderà il compenso d’ufficio,sulla base di una disposizione normativa primaria, il decreto nonpotrà che applicarsi (salva diversa disposizione di legge) se nonquando manchi l’accordo sul compenso medesimo traprofessionista e soggetto tenuto al pagamento 10
ACCORDO = CONTRATTO (COL CLIENTE)ACCORDO ≠ CONTRATTO (COL CLIENTE) ACCORDO SULLE SPESE ANCHE CON CONTROPARTE? 11
Contro: Pro:  art. 41 del d.m. non è contrario a norma art. 11 preleggi irretroattività primaria (art. 11 preleggi irretroattività legge legge) data la deroga prevista da art. 9 aspettative maturate dai comma 3 del d.l. 1/2012: protagonisti del processo al Le tariffe vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto continuano ad momento dell’instaurazione applicarsi, limitatamente alla liquidazione della causa delle spese giudiziali, fino alla data di entrata in vigore dei decreti ministeriali di cui al rimessione in termini per le parti, comma 2 e, comunque, non oltre il al fine di consentire loro di centoventesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dimostrare le spese sostenute presente decreto. nel corso del giudizio (non c’è più Il terzo comma dellart. 9, andrebbe letto il 12,5% forfetario) così: dopo che è entrato in vigore il decreto, caro giudice le tariffe non le applichi più e dovrai applicare (o prendere a riferimento) il decreto 21
Contro: Pro: presenterebbe  risponderebbe alla lettera l’inconveniente di della norma e ad una combinare due sistemi di rigorosa applicazione del liquidazione non principio tempus regit sovrapponibili (si pensi solo actum alla difficoltà di conciliare i compensi per attività previsti dalle tariffe con i compensi per fasi previsti dai parametri) 23
Contro: Pro:non risponderebbe risponderebbeespressamente alla lettera espressamente alla letteradella norma nel primo caso della norma nel secondo caso 25
Contro: Pro:non risponderebbe risponderebbeespressamente alla lettera all’applicazione del principiodella norma tempus regit processum 27
 STRUMENTI GIUDIZIARI PER IL RECUPERO CREDITI DEGLI AVVOCATI 1. permane opinamento dei C.O.A.? 2. è ancora ammissibile la procedura monitoria per i crediti degli avvocati? 30
Qual era l’ambito del parere di liquidazione dei C.O.A.? 2 tesi:a) il parere di liquidazione non si esaurisce in una mera certificazione della rispondenza del credito alla tariffa professionale, ma implica la valutazione della congruità sul quantum richiesto che deve essere adeguato all’importanza dell’opera (Cass. civ. 12 marzo 2008, n. 6534; Cass. civ. 29 ottobre 1992, n. 11765);b) il parere dellorgano professionale consiste nel formale controllo della corrispondenza tra le voci indicate nella parcella e nella tariffa di categoria e che il sindacato sulleffettiva esecuzione delle prestazioni, sul corretto adempimento delle stesse e sul valore della controversia compete allautorità giudiziaria chiamata a dirimere le eventuali controversie (Cass. civ. 18 febbraio 1967, n. 401; Cass. civ. 19 maggio 1965, n. 976; Cass. civ. 20 gennaio 1982, n. 384; Cass. civ. 30 gennaio 1997, n. 932; Cass. civ. 4 aprile 2003, n. 5321). 31
 "in tema di prestazioni professionali il Consiglio dellOrdine non è tenuto né può svolgere altre indagini sulla validità ed efficacia delle obbligazioni assuntesi dalle parti nei singoli casi e sullesatto adempimento delle stesse, su cui conosce e decide, in caso di controversia e nei limiti delle domande e delle difese, il giudice" (Cass. civ. 20 gennaio 1982, n. 384) 32
 Il Consiglio dellOrdine è ancora chiamato ad accertare se il compenso per l’attività professionale dichiarata dal professionista sia stato correttamente determinato applicando i nuovi parametri? Il parere del COA può essere ancora oggi finalizzato allaccertamento tecnico della rispondenza delle attività riportate in parcella con i parametri? Nemmeno esistono più le singole attività…esistono le fasi omnicompensive ora! Quale sarebbe l’utilità di un tale parere? Il parere del COA è ancora necessario? 33
La relazione al DM 140/2012 sostiene che:L’art. 9, comma 5, sarebbe norma speciale che deroga alleprecedenti norme codicistiche ed escluderebbe implicitamentela necessità, per l’organo giurisdizionale che debba procederealla liquidazione, di sentire «l’associazione professionale» cui siriferisce l’art. 2233 c.c. 34
Indici: articolo 1, DM 140/2012: «L’organo giurisdizionale che deve liquidare il compenso dei professionisti di cui ai capi che seguono applica, in difetto di accordo tra le parti in ordine allo stesso compenso, le disposizioni del presente decreto». articolo 1, comma 7, DM 140/2012: «In nessun caso le soglie numeriche indicate, anche a mezzo di percentuale, sia nei minimi che nei massimi, per la liquidazione del compenso, nel presente decreto e nelle tabelle allegate, sono vincolanti per la liquidazione stessa». …ma un D.M. è un D.M. e la relazione comunque una relazione a un D.M. 35
 articolo 9, comma 2, DL 1/2012: «Ferma restando labrogazione di cui al comma 1, nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del Ministro vigilante, da adottare nel termine di centoventi giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto» 36
Certo è che: Filosofia di fondo = liberalizzazione attività libero professionale in unottica di apertura dei mercati Giudice = unico soggetto in grado d’integrare il contenuto del contratto di patrocinio, fissando loggetto dell’obbligazione principale del cliente dell’avvocato, con la propria determinazione volitiva, ampiamente discrezionale Determinazione dei compensi della categoria svincolata da qualsiasi intervento dello suo organo di rappresentanza professionale 37
L’art. 9, comma 5, è norma (speciale) successiva e quindi abrogativa ex art. 15 preleggi:1. della legge 7 novembre 1957 n. 1051 (Determinazione degli onorari, dei diritti e delle indennità spettanti agli avvocati e procuratori per prestazioni giudiziali in materia civile)«I criteri per la determinazione degli onorari, dei diritti e delle indennitàspettanti agli avvocati e ai procuratori per prestazioni giudiziali in materia civilesono stabiliti dal Consiglio nazionale forense con le modalità previste dallart. 1della legge 3 agosto 1949, n. 536, e relative agli onorari e alle indennità inmateria penale e stragiudiziale». 38
L’art. 9, comma 5, è norma (speciale) successiva e quindi abrogativa ex art. 15 preleggi:2. dell’articolo 1 legge 3 agosto 1949 n. 536 (Tariffe forensi in materia penale e stragiudiziale e sanzioni disciplinari per il mancato pagamento dei contributi previsti dal decreto legislativo luogotenenziale 23 novembre 1944 n. 382):«I criteri per la determinazione degli onorari e delle indennità dovute agliavvocati e ai procuratori in materia penale e stragiudiziale sono stabiliti ognibiennio con deliberazione del Consiglio nazionale forense, approvata dalMinistro della giustizia» 39
L’art. 9, comma 5, è norma (speciale) successiva e quindi abrogativa ex art. 15 preleggi:3. degli articoli 14 lett. d, 57-62, 64 (fatta forse eccezione per qualche comma) del Regio Decreto Legge 27 novembre 1933 n. 1578:- I Consigli dell’Ordine degli avvocati:…danno il parere sulla liquidazione degli onorari di avvocato nel casopreveduto dallarticolo 59 e negli altri casi in cui è richiesto a termini delle disposizioni vigenti»- I criteri per la determinazione degli onorari e delle indennità dovute agli avvocati in materia penale estragiudiziale sono stabiliti ogni biennio con deliberazione del Consiglio nazionale forense. Nello stessomodo provvede il Consiglio nazionale forense per quanto concerne la determinazione degli onorari neigiudizi penali davanti alla Corte suprema di cassazione ed al Tribunale supremo militare. Le deliberazionicon le quali si stabiliscono i criteri di cui al comma precedente devono essere approvate dal Ministro dellagiustizia- I criteri di cui al precedente articolo, sono stabiliti con riferimento al valore delle controversie ed al gradodellautorità chiamata a conoscerne, e, per i giudizi penali, anche alla durata di essi. Per ogni atto o serie diatti devono essere fissati i limiti di un massimo e di un minimo. Nelle materie stragiudiziali va tenuto contodellentità dellaffare.- Gli onorari e gli altri diritti degli avvocati sono determinati dalle norme generali della tariffa e dallatabella unite al R.D.L. 27 ottobre 1918, n. 1774, e dalle successive modificazioni. Le tariffe per ladeterminazione degli onorari e degli altri diritti degli avvocati possono essere rivedute ogni cinque anni condecreto del Ministro della giustizia, sentito il parere del Consiglio nazionale. 40
L’art. 9, comma 5, è norma (speciale) successiva e quindi abrogativa ex art. 15 preleggi:4. dell’art. 28 della legge 13 giugno 1942 n. 794 (Onorari di avvocato per prestazioni giudiziali in materia civile) in cui si prevede la possibilità del ricorso al procedimento monitorio, e dell’articolo 27 che prevedeva la possibilità per il cliente di richiedere al Consiglio dell’ordine di invitare l’avvocato alla presentazione della parcella una volta esaurito il suo incarico:«Per la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti nei confronti delproprio cliente lavvocato, dopo la decisione della causa o lestinzione dellaprocura, se non intende seguire il procedimento di cui agli articoli 633 e seguentidel codice di procedura civile, procede ai sensi dellarticolo 14 del decretolegislativo 1° settembre 2011, n. 150» 41
L’art. 9, comma 5, è norma (speciale) successiva e quindi abrogativa ex art. 15 preleggi:5. dell’articolo 2233 c.c.6. degli articoli 633 (in parte) e 636 c.p.c.7. dell’articolo 637 c.p.c., commi 2 e 3 42
 L’organo giurisdizionale richiesto del pagamento di un compenso professionale, in mancanza della prova di un valido contratto concluso col cliente che lo predetermini, dovrà procedere alla quantificazione delle prestazioni professionali rese dallavvocato senza dover sentire «l’associazione professionale» cui fa riferimento l’art. 2233 c.c. Il giudice diviene l’unico soggetto in grado d’integrare con la propria determinazione volitiva, ampiamente discrezionale, il contenuto del contratto di patrocinio, fissando loggetto dell’obbligazione principale del cliente dell’avvocato In sede monitoria, in particolare, l’avvocato perde quindi il privilegio probatorio di “provare” il proprio credito professionale (solo) mediante la produzione della parcella delle spese e prestazioni, munita della sua sottoscrizione e corredata dal parere della competente associazione professionale (art. 636 c.p.c.) 43
 Il Consiglio dell’Ordine perde a sua volta il potere di scrutinare ex artt. 2233 o 636 c.p.c. l’entità della prestazioni del professionista pur nel quadro della compatibilità con il decoro e la dignità professionali (Corte Costituzionale 4 maggio 1984, n. 137) L’avvocato non sarà più esonerato dall’onere di provare per iscritto (altrimenti che con la mera produzione della sua parcella) il suo credito, come prevede, per ogni altro creditore, l’art. 633, n. 1, c.p.c. Il legale che aspiri ad ottenere un provvedimento monitorio dovrà quindi allegare alla domanda d’ingiunzione un contratto con forma scritta ad substantiam (art. 2233 c.c.) avente efficacia probatoria secondo le regole del codice civile per provare il mandato ricevuto e la pattuizione sull’entità del relativo compenso Il procedimento monitorio passa da “puro” a documentale non rivestendo più la dichiarazione unilaterale del professionista (sotto forma di parcella) il valore di prova scritta privilegiata 44
 In difetto di accordo col cliente che li richiami, tali parametri sono stati concepiti esclusivamente per la limitata e residuale funzione indicata e per il loro utilizzo da parte del giudice e non possono considerarsi utilizzabili dal legale, in sede monitoria, quale indicata misura del compenso preteso 45