Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/patrimonio
Timestamp: 2018-08-22 05:37:04+00:00
Document Index: 136571538

Matched Legal Cases: ['art. 2740', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 624', 'art. 627', 'art. 628', 'art. 629', 'art. 630', 'art. 633', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 636', 'art. 637', 'art. 638', 'art. 639', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 641', 'art. 642', 'art. 643', 'art. 645', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 2447', 'art. 2447', 'art. 2447', 'art. 2447']

Patrimonio – La Legge per tutti
Patrimonio (d. civ.): Il Patrimonio è costituito da un insieme di rapporti giuridici attivi e passivi (diritti ed obblighi) facenti capo ad una persona (cd. titolare) e valutabili economicamente.
La nozione giuridica è quindi più vasta di quella comune: infatti, in senso giuridico, è titolare di un Patrimonio anche chi ha solo debiti, in quanto è soggetto passivo di rapporti giuridici.
Patrimonio autonomo e separato (d. civ.): Il Patrimonio autonomo è quello che, distaccatosi dal proprio titolare, viene attribuito ad un nuovo soggetto mediante la creazione di una persona giuridica [vedi], oppure ad un soggetto che, anche se sprovvisto di personalità giuridica [vedi], è dotato di autonomia patrimoniale imperfetta [vedi Autonomia patrimoniale] (es.: associazioni non riconosciute).
Il Patrimonio separato è costituito da quei beni che, in virtù di una particolare destinazione, sono deputati al soddisfacimento di obbligazioni contratte per la realizzazione di finalità determinate e sono quindi assoggettati ad una disciplina che deroga in varia misura alle regole dettate dall’art. 2740 c.c. (es.: fondo patrimoniale [vedi]).
Patrimonio comune dell’umanità (d. int.): Principio di diritto internazionale in base al quale le risorse delle aree non sottoposte alla sovranità di alcuno Stato devono essere gestite in maniera tale da assicurare l’equa distribuzione.
La dottrina del Patrimonio comune dell’umanità, che costituisce un’evoluzione del principio di res communis omnium, fu enunciata per la prima volta dal delegato maltese Arvid Pardo in seno all’Assemblea Generale dell’O.N.U. [vedi] nel 1967.
In seguito l’Assemblea Generale adottò il principio del Patrimonio comune dell’umanità in relazione alle risorse dei fondi marini internazionali, nella Risoluzione XXV/2749 del 1970.
A livello convenzionale, il principio è stato recepito in due importanti trattati multilaterali: l’Accordo del 1979 sulla Luna e gli altri corpi celesti e la Convenzione di Montego Bay del 1982.
Il principio è fortemente sostenuto dai Paesi in via di sviluppo [vedi PVS], ma non trova una generale e incondizionata adesione tra i Paesi sviluppati [vedi], soprattutto a causa delle particolarità del regime di amministrazione delle risorse che, secondo i Paesi in via di sviluppo, dovrebbero avere spiccate caratteristiche di sovranazionalità e ampi poteri sugli Stati.
Patrimonio degli enti territoriali (d. pub.): È il Patrimonio attribuito ex art. 119 Cost. (nella dizione novellata dalla L. cost. 3/2001) a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.
Infatti, secondo quanto disposto dal primo periodo dell’ultimo comma dell’art. 119 Cost., «i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio Patrimonio attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato». Si tratta di una riproposizione quasi letterale di quanto disposto dal medesimo articolo prima della riforma del 2001. Tuttavia, rispetto al precedente testo, è possibile evidenziare due differenze sostanziali:
— il Patrimonio viene ora espressamente attribuito non solo alle Regioni, ma anche agli altri enti territoriali, ovvero Comuni, Province e Città metropolitane;
— il precedente testo attribuiva alle Regioni «un proprio demanio e Patrimonio». Nel nuovo testo non vi è traccia di questa distinzione, facendosi ora riferimento soltanto al «Patrimonio»; scompare, quindi, ogni riferimento al demanio regionale.
Delitti contro il Patrimonio (d. pen.): Il codice penale dedica ai delitti contro il Patrimonio il Titolo XIII.
In realtà non tutti i reati contro il Patrimonio sono contenuti in tale sede poiché altri se ne trovano in altri Titoli: ad es. il peculato si trova tra i reati contro la P.A.
— delitti contro il Patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone tra cui: furto (art. 624 c.p.), sottrazione di cose comuni (art. 627 c.p.) [vedi], rapina (art. 628 c.p.) [vedi]; estorsione (art. 629 c.p.) [vedi], sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.) [vedi], invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.), danneggiamento (art. 635 c.p.) [vedi], danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635bis c.p.), introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo (art. 636 c.p.), ingresso abusivo nel fondo altrui (art. 637 c.p.), uccisione o danneggiamento di animali altrui (art. 638 c.p.), deturpamento e imbrattamento di cose altrui (art. 639 c.p.);
— delitti contro il Patrimonio mediante frode tra cui: truffa (art. 640 c.p.) [vedi]; truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640bis c.p.); frode informatica (art. 640ter c.p.) [vedi]; insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.); fraudolenta distruzione di cose proprie e mutilazione fraudolenta della propria persona (art. 642 c.p.); circonvenzione di persone incapaci (art. 643 c.p.) [vedi]; usura (644 c.p.) [vedi]; frode in emigrazione (art. 645 c.p.); appropriazione indebita (646 c.p.) [vedi]; ricettazione (art. 648 c.p.) [vedi]; riciclaggio (art. 648bis c.p.) [vedi]; impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648ter c.p.).
Patrimonio destinato a uno specifico affare (d. comm.): Identifica un’operazione che permette di limitare ulteriormente il rischio di impresa, evitando il ricorso alla costituzione di tante società quanti sono gli affari da realizzare; si utilizza, invece, il Patrimonio della società assegnandogli mirate destinazioni sulle quali si commisura il rischio di impresa che, dunque, interessa la società costituente il Patrimonio destinato nei limiti di quanto investito nello specifico affare.
Due sono le tipologie di Patrimonio cd. dedicati: si tratta dei Patrimonio destinati e dei finanziamenti dei terzi.
In particolare, l’art. 2447bis c.c. stabilisce che la società può:
— costituire uno o più Patrimonio ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno specifico affare. Vi è dunque una netta separazione, anche dal punto di vista giuridico, di singoli cespiti rispetto al Patrimonio unitario della società;
— convenire che, nel contratto relativo al finanziamento di uno specifico affare, al rimborso totale o parziale del finanziamento medesimo siano destinati i proventi dell’affare stesso, o parte di essi. In tal caso la società beneficia di un finanziamento che è erogato da terzi — nei cui confronti risponde esclusivamente il Patrimonio separato, salva l’ipotesi di garanzia concessa dalla società — per la realizzazione di uno specifico affare.
Entrambe le ipotesi sono dirette a facilitare il finanziamento di specifici affari.
La destinazione del Patrimonio ad uno specifico affare importa che:
— delle obbligazioni contratte perrealizzare lo specifico affare risponde solo il Patrimonio ad esso destinato (art. 2447quinquies, co. 3, c.c.);
— il Patrimonio destinato allo specifico affare e i frutti o i proventi da esso derivanti non rispondono delle obbligazioni della società (art. 2447quinquies, co. 1, c.c.);
— ogni atto compiuto in relazione allo specifico affare deve avere indicato espressamente il vincolo di destinazione: in mancanza diviene direttamente responsabile la società, che ne risponde con il suo Patrimonio residuo. Resta in ogni caso salva la responsabilità illimitata della società per le obbligazioni derivanti da fatto illecito.
Nel finanziamento destinato ad uno specifico affare, invece, la società ottiene un finanziamento da parte di terzi, il quale è finalizzato alla realizzazione di un certo affare, e nel contratto di finanziamento si stabilisce che al suo rimborso saranno destinati i ricavi dell’affare stesso (v. art. 2447bis, lett. b), c.c.).
Patrimonio sociale (d. comm.): Mentre il capitale sociale [vedi] è il valore in danaro dei conferimenti degli azionisti, quale risulta dalla valutazione fatta nell’atto costitutivo, il Patrimonio sociale rappresenta l’effettivo ammontare delle risorse economiche di una società, costituito, cioè, dal complesso di attività e passività della società effettivamente esistenti in un dato momento.
Nel Patrimonio rientrano infatti gli investimenti del capitale sociale, il capitale non investito, gli utili non distribuiti, le riserve e ogni altro rapporto giuridico a contenuto economico.
Il Patrimonio e il capitale sociale coincidono:
— nel caso, senz’altro teorico, in cui il capitale della società resti inoperoso, non venga cioè investito;
— solo all’atto costitutivo della società, momento in cui vi è perfetta identità tra capitale e Patrimonio, proprio perché la società non ha intrapreso ancora nessuna attività.
Durante la vita della società, invece, può accadere che il valore effettivo del Patrimonio netto sia superiore alla cifra capitale, in conseguenza di incrementi patrimoniali dipendenti dall’attività sociale e non distribuiti ai soci; oppure si riduca al di sotto della cifra capitale, in conseguenza di perdite.