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Timestamp: 2020-07-04 15:02:10+00:00
Document Index: 1096114

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 74', 'art. 76', 'arti\n1', 'arte\n1', 'art. 299', 'art. 257', 'art. 237', 'art. 96']

Lawbrary | CPC - Codice di diritto processuale civile svizzero
Oggetto e campo d'applicazione(1 - 3)
Competenza dei tribunali e ricusazione
Competenza per materia e competenza funzionale(4 - 8)
Norme generali(9 - 19)
Diritto delle persone(20 - 22)
Diritto di famiglia(23 - 27)
Diritto successorio(28 - 28)
Diritti reali(29 - 30)
Azioni da contratto(31 - 35)
Azioni da atto illecito(36 - 39)
Diritto commerciale(40 - 45)
Esecuzione per debiti e fallimento(46 - 46)
Ricusazione(47 - 51)
Principi di procedura e presupposti processuali
Principi di procedura(52 - 58)
Presupposti processuali(59 - 61)
Pendenza della causa ed effetti della desistenza(62 - 65)
Parti e terzi partecipanti al processo
Capacità di essere parte e capacità processuale(66 - 67)
Rappresentanza delle parti(68 - 69)
Litisconsorzio(70 - 72)
Intervento principale(73 - 73)
Intervento adesivo(74 - 77)
Semplice denuncia della lite(78 - 80)
Azione di chiamata in causa(81 - 82)
Sostituzione di parte(83 - 83)
Azioni(84 - 90)
Valore litigioso(91 - 94)
Spese giudiziarie e gratuito patrocinio
Spese giudiziarie(95 - 103)
Ripartizione e liquidazione delle spese giudiziarie(104 - 112)
Normative speciali in materia di spese(113 - 116)
Gratuito patrocinio(117 - 123)
Direzione del processo, atti processuali e termini
Direzione del processo(124 - 128)
Forma degli atti processuali
Lingua del procedimento(129 - 129)
Atti scritti delle parti(130 - 132)
Citazione(133 - 135)
Notificazioni giudiziarie(136 - 141)
Termini, inosservanza e restituzione
Termini(142 - 146)
Inosservanza e restituzione(147 - 149)
Disposizioni generali(150 - 159)
Obbligo di cooperazione e diritto di rifiutarsi di cooperare
Disposizioni generali(160 - 162)
Rifiuto di cooperare delle parti(163 - 164)
Rifiuto di cooperare dei terzi(165 - 167)
Mezzi di prova ammessi(168 - 168)
Testimonianza(169 - 176)
Documenti(177 - 180)
Ispezione oculare(181 - 182)
Perizia(183 - 189)
Informazioni scritte(190 - 190)
Interrogatorio e deposizioni delle parti(191 - 193)
Assistenza giudiziaria tra tribunali svizzeri(194 - 196)
Campo d'applicazione e autorità di conciliazione(197 - 201)
Procedura(202 - 207)
Intesa e autorizzazione ad agire(208 - 209)
Proposta di giudizio e decisione(210 - 212)
Mediazione(213 - 218)
Campo d'applicazione(219 - 219)
Scambio di scritti e preparazione del dibattimento(220 - 227)
Dibattimento(228 - 234)
Verbale(235 - 235)
Decisione(236 - 240)
Fine del procedimento senza decisione del giudice(241 - 242)
Procedura semplificata(243 - 247)
Campo d'applicazione(248 - 251)
Procedura e decisione(252 - 256)
Tutela giurisdizionale nei casi manifesti(257 - 257)
Divieto giudiziale(258 - 260)
Provvedimenti cautelari e memoria difensiva
Provvedimenti cautelari(261 - 269)
Memoria difensiva(270 - 270)
Procedure speciali di diritto matrimoniale
Cause trattate in procedura sommaria(271 - 273)
Disposizioni generali(274 - 284)
Divorzio su richiesta comune(285 - 289)
Divorzio su azione di un coniuge(290 - 293)
Azione di nullità del matrimonio e azione di separazione(294 - 294)
Interessi dei figli nelle questioni inerenti al diritto di famiglia
Disposizioni generali(295 - 301)
campo d'applicazione (302 - 302)
Azione di mantenimento e di paternità (303 - 304)
Procedura in materia di unione domestica registrata
Pratiche della procedura sommaria(305 - 306)
Scioglimento e annullamento dell'unione domestica registrata(307 - 307)
Interessi dei figli nella procedura in materia di unione domestica registrata(307 - 307)
Decisioni appellabili e motivi d'appello(308 - 310)
Appello, risposta all'appello e appello incidentale(311 - 314)
Effetti e procedura dell'appello(315 - 318)
Reclamo(319 - 327)
Revisione(328 - 333)
Interpretazione e rettifica(334 - 334)
Esecuzione delle decisioni(335 - 346)
Esecuzione di documenti pubblici(347 - 352)
Disposizioni generali(353 - 356)
Patto d'arbitrato(357 - 359)
Costituzione del tribunale arbitrale(360 - 366)
Ricusazione, destituzione e sostituzione dei membri del tribunale arbitrale(367 - 371)
Procedimento arbitrale(372 - 380)
Lodo(381 - 388)
Ricorso(389 - 395)
Revisione(396 - 399)
Esecuzione(400 - 401)
Adeguamento di leggi(402 - 403)
Disposizioni transitorie del 19 dicembre 2008 (404 - 407)
Disposizione transitoria della modifica del 28 settembre 2012(407 - 407)
Disposizione transitoria della modifica del 20 marzo 2015(407 - 407)
Disposizione transitoria della modifica del 19 giugno 2015(407 - 407)
Referendum ed entrata in vigore(408 - 408)
I. Abrogazione
II. Modifica
1. Coordinamento del Codice di procedura civile con la nuova legge federale sulla responsabilità civile in materia nucleare
2. Coordinamento del numero 19 dell'allegato 1 CPC con la nuova LRCN
3. Coordinamento con la modifica del CC del 19 dicembre 2008 (Protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione)
del 19 dicembre 2008 (Stato 1° gennaio 2018)
visto l'articolo 122 capoverso 1 della Costituzione federale1; visto il messaggio del Consiglio federale del 28 giugno 20062,
Titolo primo: Oggetto e campo d'applicazione
Il pre­sen­te Co­di­ce di­sci­pli­na la pro­ce­du­ra di­nan­zi al­le giu­ri­sdi­zio­ni can­to­na­li per:
le ver­ten­ze ci­vi­li;
i prov­ve­di­men­ti giu­di­zia­li di vo­lon­ta­ria giu­ri­sdi­zio­ne;
le pra­ti­che giu­di­zia­li in ma­te­ria di ese­cu­zio­ne per de­bi­ti e fal­li­men­ti;
Art. 2 Relazioni internazionali
So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni dei trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li e del­la leg­ge fe­de­ra­le del 18 di­cem­bre 19871 sul di­rit­to in­ter­na­zio­na­le pri­va­to (LDIP).
Art. 3 Organizzazione dei tribunali e delle autorità di conciliazione
Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, l'or­ga­niz­za­zio­ne dei tri­bu­na­li e del­le au­to­ri­tà di con­ci­lia­zio­ne è de­ter­mi­na­ta dal di­rit­to can­to­na­le.
Titolo secondo: Competenza dei tribunali e ricusazione
Capitolo 1: Competenza per materia e competenza funzionale
1Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, il di­rit­to can­to­na­le de­ter­mi­na la com­pe­ten­za per ma­te­ria e la com­pe­ten­za fun­zio­na­le dei tri­bu­na­li.
2Se la com­pe­ten­za per ma­te­ria di­pen­de dal va­lo­re li­ti­gio­so, que­st'ul­ti­mo è de­ter­mi­na­to se­con­do il pre­sen­te Co­di­ce.
Art. 5 Istanza cantonale unica
1Il di­rit­to can­to­na­le de­si­gna il tri­bu­na­le com­pe­ten­te a de­ci­de­re, in istan­za can­to­na­le uni­ca, nei se­guen­ti am­bi­ti:
con­tro­ver­sie in ma­te­ria di pro­prie­tà in­tel­let­tua­le, com­pre­se quel­le re­la­ti­ve al­la nul­li­tà, al­la ti­to­la­ri­tà, all'uti­liz­za­zio­ne su li­cen­za, al tra­sfe­ri­men­to e al­la vio­la­zio­ne di ta­li di­rit­ti;
con­tro­ver­sie in ma­te­ria car­tel­li­sti­ca;
con­tro­ver­sie ver­ten­ti sull'uso di una dit­ta com­mer­cia­le;
con­tro­ver­sie se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 19 di­cem­bre 19861 con­tro la con­cor­ren­za slea­le, in quan­to il va­lo­re li­ti­gio­so ec­ce­da 30 000 fran­chi o in quan­to la Con­fe­de­ra­zio­ne eser­ci­ti il suo di­rit­to d'azio­ne;
con­tro­ver­sie se­con­do la leg­ge del 18 mar­zo 19832 sul­la re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le in ma­te­ria nu­clea­re;
azio­ni giu­di­zia­li con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne;
de­si­gna­zio­ne di un con­trol­lo­re spe­cia­le se­con­do l'ar­ti­co­lo 697b del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni3 (CO);
con­tro­ver­sie se­con­do la leg­ge del 23 giu­gno 20065 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi, la leg­ge del 24 mar­zo 19956 sul­le bor­se e la leg­ge del 19 giu­gno 20157 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria;
con­tro­ver­sie se­con­do la leg­ge del 21 giu­gno 20139 sul­la pro­te­zio­ne de­gli stem­mi, la leg­ge fe­de­ra­le del 25 mar­zo 195410 con­cer­nen­te la pro­te­zio­ne dell'em­ble­ma e del no­me del­la Cro­ce Ros­sa e la leg­ge fe­de­ra­le del 15 di­cem­bre 196111 con­cer­nen­te la pro­te­zio­ne dei no­mi e de­gli em­ble­mi dell'Or­ga­niz­za­zio­ne del­le Na­zio­ni Uni­te e d'al­tre or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­go­ver­na­ti­ve.
2Que­sto tri­bu­na­le è pa­ri­men­ti com­pe­ten­te per l'ema­na­zio­ne di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri pri­ma del­la pen­den­za del­la cau­sa.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
8 In­tro­dot­ta dal n. II 3 dell'all. 3 al­la L del 21 giu. 2013 sul­la pro­te­zio­ne de­gli stem­mi, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 3679; FF 2009 7425).
Art. 6 Tribunale commerciale
1I Can­to­ni pos­so­no at­tri­bui­re a un tri­bu­na­le spe­cia­liz­za­to il giu­di­zio, in istan­za can­to­na­le uni­ca, sul con­ten­zio­so com­mer­cia­le (tri­bu­na­le com­mer­cia­le).
2Vi è con­ten­zio­so com­mer­cia­le se:
la con­tro­ver­sia si ri­fe­ri­sce all'at­ti­vi­tà com­mer­cia­le di una par­te al­me­no;
la de­ci­sio­ne del tri­bu­na­le è im­pu­gna­bi­le con ri­cor­so in ma­te­ria ci­vi­le al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le; e
le par­ti ri­sul­ta­no iscrit­te nel re­gi­stro sviz­ze­ro di com­mer­cio o in un ana­lo­go re­gi­stro este­ro.
3Se sol­tan­to il con­ve­nu­to è iscrit­to nel re­gi­stro sviz­ze­ro di com­mer­cio o in un ana­lo­go re­gi­stro este­ro, ma le al­tre con­di­zio­ni ri­sul­ta­no adem­piu­te, l'at­to­re può sce­glie­re tra il tri­bu­na­le com­mer­cia­le e il giu­di­ce or­di­na­rio.
4I Can­to­ni pos­so­no al­tre­sì at­tri­bui­re al tri­bu­na­le com­mer­cia­le il giu­di­zio su:
le con­tro­ver­sie di cui all'ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 1;
le con­tro­ver­sie in ma­te­ria di so­cie­tà com­mer­cia­li e coo­pe­ra­ti­ve.
5Il tri­bu­na­le com­mer­cia­le è pa­ri­men­ti com­pe­ten­te per l'ema­na­zio­ne di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri pri­ma del­la pen­den­za del­la cau­sa.
Art. 7 Tribunale per le controversie derivanti da assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie
I Can­to­ni pos­so­no de­si­gna­re un tri­bu­na­le com­pe­ten­te a de­ci­de­re, in istan­za can­to­na­le uni­ca, le con­tro­ver­sie de­ri­van­ti da as­si­cu­ra­zio­ni com­ple­men­ta­ri all'as­si­cu­ra­zio­ne so­cia­le con­tro le ma­lat­tie se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 18 mar­zo 19941 sull'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie.
Art. 8 Azione diretta davanti all'autorità giudiziaria superiore
1Nel­le con­tro­ver­sie pa­tri­mo­nia­li in cui il va­lo­re li­ti­gio­so rag­giun­ga al­me­no 100 000 fran­chi l'at­to­re, con l'ac­cor­do del con­ve­nu­to, può de­fe­ri­re la cau­sa di­ret­ta­men­te all'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria su­pe­rio­re.
2L'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria su­pe­rio­re giu­di­ca in istan­za can­to­na­le uni­ca.
Capitolo 2: Competenza per territorio
Sezione 1: Norme generali
Art. 9 Foro imperativo
1Un fo­ro è im­pe­ra­ti­vo sol­tan­to se la leg­ge lo pre­scri­ve espres­sa­men­te.
2Le par­ti non pos­so­no de­ro­ga­re a un fo­ro im­pe­ra­ti­vo.
Art. 10 Domicilio e sede
1Sal­vo che il pre­sen­te Co­di­ce di­spon­ga al­tri­men­ti, le azio­ni si pro­pon­go­no:
con­tro una per­so­na fi­si­ca, al giu­di­ce del suo do­mi­ci­lio;
con­tro una per­so­na giu­ri­di­ca, en­ti o isti­tu­ti di di­rit­to pub­bli­co op­pu­re so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo o in ac­co­man­di­ta, al giu­di­ce del­la lo­ro se­de;
con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne, al­la Cor­te su­pre­ma del Can­to­ne di Ber­na o al tri­bu­na­le can­to­na­le del Can­to­ne di do­mi­ci­lio, se­de o di­mo­ra abi­tua­le dell'at­to­re;
con­tro un Can­to­ne, a un tri­bu­na­le del ca­po­luo­go can­to­na­le.
2Il do­mi­ci­lio si de­ter­mi­na se­con­do il Co­di­ce ci­vi­le1 (CC). L'ar­ti­co­lo 24 CC non è tut­ta­via ap­pli­ca­bi­le.
Art. 11 Luogo di dimora
1Se il con­ve­nu­to non ha un do­mi­ci­lio, è com­pe­ten­te il giu­di­ce nel luo­go del­la sua di­mo­ra abi­tua­le.
2La di­mo­ra abi­tua­le è il luo­go in cui una per­so­na vi­ve per una cer­ta du­ra­ta, an­che se ta­le du­ra­ta è li­mi­ta­ta a prio­ri.
3Se il con­ve­nu­to non ha una di­mo­ra abi­tua­le, è com­pe­ten­te il giu­di­ce del suo ul­ti­mo luo­go di di­mo­ra co­no­sciu­to.
Art. 12 Stabile organizzazione
Le azio­ni de­ri­van­ti dal­la ge­stio­ne di un do­mi­ci­lio pro­fes­sio­na­le o d'af­fa­ri o di una suc­cur­sa­le si pro­pon­go­no al giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to o al giu­di­ce del luo­go di ta­le sta­bi­le or­ga­niz­za­zio­ne.
Art. 13 Provvedimenti cautelari
Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, per l'ema­na­zio­ne di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri è im­pe­ra­ti­vo:
il fo­ro com­pe­ten­te per la cau­sa prin­ci­pa­le; op­pu­re
il fo­ro del luo­go do­ve il prov­ve­di­men­to de­ve es­se­re ese­gui­to.
Art. 14 Domanda riconvenzionale
1Al giu­di­ce ter­ri­to­rial­men­te com­pe­ten­te per l'azio­ne prin­ci­pa­le si può pro­por­re do­man­da ri­con­ven­zio­na­le se le due so­no ma­te­rial­men­te con­nes­se.
2Que­sto fo­ro sus­si­ste an­che quan­do l'azio­ne prin­ci­pa­le vie­ne me­no per qual­si­vo­glia ra­gio­ne.
Art. 15 Litisconsorzio e cumulo di azioni
1Se l'azio­ne è di­ret­ta con­tro più li­ti­scon­sor­ti, il giu­di­ce com­pe­ten­te per un con­ve­nu­to lo è an­che per gli al­tri, ec­cet­to che que­sto fo­ro ri­sul­ti sol­tan­to da una pro­ro­ga.
2Se con­tro un con­ve­nu­to so­no fat­te va­le­re più pre­te­se ma­te­rial­men­te con­nes­se, il giu­di­ce com­pe­ten­te per una di es­se lo è an­che per le al­tre.
Art. 16 Azione di chiamata in causa
Per l'azio­ne di chia­ma­ta in cau­sa è com­pe­ten­te il giu­di­ce del pro­ces­so prin­ci­pa­le.
Art. 17 Proroga di foro
1Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, le par­ti pos­so­no pat­tui­re il fo­ro per una con­tro­ver­sia esi­sten­te o fu­tu­ra in ma­te­ria di pre­te­se de­ri­van­ti da un de­ter­mi­na­to rap­por­to giu­ri­di­co. Sal­va di­ver­sa sti­pu­la­zio­ne, l'azio­ne può es­se­re pro­po­sta sol­tan­to al fo­ro pat­tui­to.
2Il pat­to de­ve es­se­re sti­pu­la­to per scrit­to o in un'al­tra for­ma che con­sen­ta la pro­va per te­sto.
Art. 18 Costituzione in giudizio del convenuto
Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, il giu­di­ce adi­to è com­pe­ten­te dal mo­men­to in cui il con­ve­nu­to si espri­me nel me­ri­to sen­za sol­le­va­re l'ec­ce­zio­ne d'in­com­pe­ten­za.
Art. 19 Volontaria giurisdizione
Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, in ma­te­ria di vo­lon­ta­ria giu­ri­sdi­zio­ne è im­pe­ra­ti­va­men­te com­pe­ten­te il giu­di­ce o l'au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­va del do­mi­ci­lio o del­la se­de del ri­chie­den­te.
Sezione 2: Diritto delle persone
Art. 20 Protezione della personalità e protezione dei dati
Per le se­guen­ti azio­ni e istan­ze è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de di una del­le par­ti:
azio­ni per le­sio­ne del­la per­so­na­li­tà;
istan­ze nell'am­bi­to del di­rit­to di ri­spo­sta;
azio­ni di pro­te­zio­ne del no­me e di con­te­sta­zio­ne del cam­bia­men­to di no­me;
azio­ni e istan­ze se­con­do l'ar­ti­co­lo 15 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19921 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti.
Art. 21 Dichiarazione di morte e di scomparsa
Per le istan­ze di di­chia­ra­zio­ne di mor­te o di scom­par­sa (art. 34-38 CC1) è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro dell'ul­ti­mo do­mi­ci­lio co­no­sciu­to del­la per­so­na scom­par­sa.
Art. 22 Rettificazione dei registri dello stato civile
Per le azio­ni di ret­ti­fi­ca­zio­ne di re­gi­stri del­lo sta­to ci­vi­le è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del cir­con­da­rio in cui i da­ti ana­gra­fi­ci so­no sta­ti re­gi­stra­ti o avreb­be­ro do­vu­to es­ser­lo.
Sezione 3: Diritto di famiglia
Art. 23 Istanze e azioni di diritto matrimoniale
1Per le istan­ze e azio­ni di di­rit­to ma­tri­mo­nia­le, in­clu­se le istan­ze di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri, è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio di una par­te.
2Per le istan­ze di se­pa­ra­zio­ne dei be­ni pro­po­ste dall'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za in ma­te­ria di ese­cu­zio­ne per de­bi­ti è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio del de­bi­to­re.
Art. 24 Istanze e azioni nell'ambito dell'unione domestica registrata
Per le istan­ze e azio­ni nell'am­bi­to dell'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in­clu­se le istan­ze di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri, è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio di una par­te.
Art. 25 Accertamento e contestazione della filiazione
Per le azio­ni di ac­cer­ta­men­to o con­te­sta­zio­ne del­la fi­lia­zio­ne è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio di una par­te.
Art. 26 Azioni di mantenimento e di assistenza
Per le azio­ni di man­te­ni­men­to in­di­pen­den­ti pro­po­ste dal fi­glio con­tro i ge­ni­to­ri e per le azio­ni per vio­la­zio­ne dell'ob­bli­go di as­si­sten­za fra pa­ren­ti è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio di una par­te.
Art. 27 Pretese della madre nubile
Per le pre­te­se del­la ma­dre nu­bi­le è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio di una par­te.
Sezione 4: Diritto successorio
1Per le azio­ni di di­rit­to suc­ces­so­rio, non­ché per quel­le di li­qui­da­zio­ne del re­gi­me dei be­ni in ca­so di mor­te di uno dei co­niu­gi o dei part­ner re­gi­stra­ti è com­pe­ten­te il giu­di­ce dell'ul­ti­mo do­mi­ci­lio del de­fun­to.
2Per le mi­su­re in re­la­zio­ne al­la de­vo­lu­zio­ne dell'ere­di­tà è im­pe­ra­ti­va­men­te com­pe­ten­te l'au­to­ri­tà dell'ul­ti­mo do­mi­ci­lio del de­fun­to. Se la mor­te non è av­ve­nu­ta nel luo­go di do­mi­ci­lio, l'au­to­ri­tà del luo­go del de­ces­so ne av­vi­sa quel­la del do­mi­ci­lio e pren­de le mi­su­re ne­ces­sa­rie per la con­ser­va­zio­ne dei be­ni che si tro­va­no nel luo­go del de­ces­so.
3Le azio­ni in­di­pen­den­ti con­cer­nen­ti l'at­tri­bu­zio­ne ere­di­ta­ria di un'azien­da o di un fon­do agri­co­li pos­so­no es­se­re pro­po­ste an­che al giu­di­ce del luo­go di si­tua­zio­ne del­la co­sa.
Sezione 5: Diritti reali
Art. 29 Fondi
1Per le se­guen­ti azio­ni è com­pe­ten­te il giu­di­ce del luo­go in cui il fon­do è o do­vreb­be es­se­re in­ta­vo­la­to nel re­gi­stro fon­dia­rio:
azio­ni rea­li;
azio­ni con­tro la co­mu­nio­ne dei pro­prie­ta­ri per pia­ni;
azio­ni di co­sti­tu­zio­ne di di­rit­ti di pe­gno le­ga­li.
2Le al­tre azio­ni che si ri­fe­ri­sco­no a di­rit­ti su fon­di pos­so­no es­se­re pro­po­ste an­che al giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to.
3Se l'azio­ne con­cer­ne più fon­di op­pu­re se il fon­do è sta­to in­ta­vo­la­to nel re­gi­stro fon­dia­rio in più cir­con­da­ri, è com­pe­ten­te il giu­di­ce del luo­go di si­tua­zio­ne del fon­do di mag­gio­re esten­sio­ne, ri­spet­ti­va­men­te quel­lo do­ve si tro­va la par­te più este­sa del fon­do.
4Nel­le cau­se di vo­lon­ta­ria giu­ri­sdi­zio­ne con­cer­nen­ti di­rit­ti su fon­di è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del luo­go in cui il fon­do è o do­vreb­be es­se­re in­ta­vo­la­to nel re­gi­stro fon­dia­rio.
Art. 30 Cose mobili
1Per le azio­ni in ma­te­ria di di­rit­ti rea­li mo­bi­lia­ri o di pos­ses­so di co­se mo­bi­li e per le azio­ni in ma­te­ria di cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno mo­bi­lia­re è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to o il giu­di­ce del luo­go di si­tua­zio­ne del­la co­sa.
2Nel­le cau­se di vo­lon­ta­ria giu­ri­sdi­zio­ne è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio o del­la se­de del ri­chie­den­te o il fo­ro del luo­go di si­tua­zio­ne del­la co­sa.
Sezione 6: Azioni da contratto
Per le azio­ni de­ri­van­ti da con­trat­to è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to op­pu­re il giu­di­ce del luo­go in cui dev'es­se­re ese­gui­ta la pre­sta­zio­ne ca­rat­te­ri­sti­ca.
Art. 32 Contratti conclusi con consumatori
1In ma­te­ria di con­tro­ver­sie de­ri­van­ti da con­trat­ti con­clu­si con con­su­ma­to­ri è com­pe­ten­te:
per le azio­ni del con­su­ma­to­re, il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de di una del­le par­ti;
per le azio­ni del for­ni­to­re, il giu­di­ce del do­mi­ci­lio del con­ve­nu­to.
2So­no con­trat­ti con­clu­si con con­su­ma­to­ri quel­li su pre­sta­zio­ni di con­su­mo cor­ren­te de­sti­na­te al fab­bi­so­gno per­so­na­le o fa­mi­lia­re del con­su­ma­to­re e of­fer­te dall'al­tra par­te nell'am­bi­to del­la sua at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o com­mer­cia­le.
Art. 33 Locazione e affitto di beni immobili
Per le azio­ni in ma­te­ria di lo­ca­zio­ne e di af­fit­to di be­ni im­mo­bi­li è com­pe­ten­te il giu­di­ce del luo­go di si­tua­zio­ne del­la co­sa.
Art. 34 Diritto del lavoro
1Per le azio­ni in ma­te­ria di di­rit­to del la­vo­ro è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to o il giu­di­ce del luo­go in cui il la­vo­ra­to­re svol­ge abi­tual­men­te il la­vo­ro.
2Per le azio­ni fon­da­te sul­la leg­ge del 6 ot­to­bre 19891 sul col­lo­ca­men­to, pro­po­ste da una per­so­na in cer­ca di im­pie­go o da un la­vo­ra­to­re, ol­tre al giu­di­ce di cui al ca­po­ver­so 1 è com­pe­ten­te an­che il giu­di­ce del luo­go del do­mi­ci­lio d'af­fa­ri del col­lo­ca­to­re o del pre­sta­to­re con cui è sta­to con­clu­so il con­trat­to.
Art. 35 Rinuncia ai fori legali
1Non pos­so­no ri­nun­cia­re ai fo­ri se­con­do gli ar­ti­co­li 32-34, né a prio­ri, né me­dian­te co­sti­tu­zio­ne in giu­di­zio:
il con­su­ma­to­re;
il con­dut­to­re o af­fit­tua­rio di lo­ca­li di abi­ta­zio­ne o com­mer­cia­li;
l'af­fit­tua­rio agri­co­lo;
la per­so­na in cer­ca d'im­pie­go o il la­vo­ra­to­re.
2Ri­ma­ne sal­va la pro­ro­ga di fo­ro pat­tui­ta do­po l'in­sor­ge­re del­la con­tro­ver­sia.
Sezione 7: Azioni da atto illecito
Per le azio­ni da at­to il­le­ci­to è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del dan­neg­gia­to o del con­ve­nu­to o il giu­di­ce del luo­go dell'at­to o dell'even­to.
Art. 37 Risarcimento in caso di provvedimenti cautelari ingiustificati
Per le azio­ni di ri­sar­ci­men­to del dan­no in ca­so di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri in­giu­sti­fi­ca­ti è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to o il giu­di­ce del luo­go in cui il prov­ve­di­men­to è sta­to ema­na­to.
Art. 38 Incidenti di veicoli a motore e di cicli
1Per le azio­ni in ma­te­ria di in­ci­den­ti di vei­co­li a mo­to­re e di ci­cli è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to o il giu­di­ce del luo­go dell'in­ci­den­te.
2Se l'azio­ne è di­ret­ta con­tro l'Uf­fi­cio na­zio­na­le di as­si­cu­ra­zio­ne (art. 74 del­la LF del 19 dic. 19581 sul­la cir­co­la­zio­ne stra­da­le, LC­Str) o con­tro il Fon­do na­zio­na­le di ga­ran­zia (art. 76 LC­Str), ol­tre al giu­di­ce di cui al ca­po­ver­so 1 è com­pe­ten­te an­che il giu­di­ce del luo­go di una del­le lo­ro suc­cur­sa­li.
Art. 39 Azione in via adesiva nel processo penale
È fat­ta sal­va la com­pe­ten­za del giu­di­ce pe­na­le per il giu­di­zio del­le pre­te­se ci­vi­li fat­te va­le­re in via ade­si­va.
Sezione 8: Diritto commerciale
Art. 40 Diritto societario
Per le azio­ni di re­spon­sa­bi­li­tà in ma­te­ria di di­rit­to so­cie­ta­rio è com­pe­ten­te il giu­di­ce del do­mi­ci­lio o del­la se­de del con­ve­nu­to o il giu­di­ce del­la se­de del­la so­cie­tà.
1 Abro­ga­to dal n. II 1 del­la LF del 28 set. 2012, con ef­fet­to dal 1° mag. 2013 (RU 2013 1103; FF 2011 6109).
Art. 42 Fusioni, scissioni, trasformazioni e trasferimenti di patrimonio
Per le azio­ni fon­da­te sul­la leg­ge del 3 ot­to­bre 20031 sul­la fu­sio­ne è com­pe­ten­te il giu­di­ce del­la se­de di uno dei sog­get­ti giu­ri­di­ci coin­vol­ti.
Art. 43 Ammortamento di titoli di credito e di polizze assicurative; divieto di pagamento
1Per l'am­mor­ta­men­to di ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del luo­go di se­de del­la so­cie­tà.
2Per l'am­mor­ta­men­to di ti­to­li di pe­gno im­mo­bi­lia­re è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del luo­go in cui il fon­do è in­ta­vo­la­to nel re­gi­stro fon­dia­rio.
3Per l'am­mor­ta­men­to de­gli al­tri ti­to­li di cre­di­to co­me pu­re del­le po­liz­ze as­si­cu­ra­ti­ve è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del do­mi­ci­lio o del luo­go di se­de del de­bi­to­re.
4Per il di­vie­to di pa­ga­men­to in ma­te­ria di cam­bia­li e as­se­gni ban­ca­ri e per il lo­ro am­mor­ta­men­to è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del luo­go del pa­ga­men­to.
Per l'au­to­riz­za­zio­ne a con­vo­ca­re l'as­sem­blea de­gli ob­bli­ga­zio­ni­sti la com­pe­ten­za per ter­ri­to­rio è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 1165 CO1.
Art. 45 Investimenti collettivi
Per le azio­ni de­gli in­ve­sti­to­ri e del rap­pre­sen­tan­te del­la co­mu­ni­tà de­gli in­ve­sti­to­ri è im­pe­ra­ti­vo il fo­ro del luo­go di se­de del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne in­te­res­sa­to.
Sezione 9: Esecuzione per debiti e fallimento
Per le azio­ni fon­da­te sul­la leg­ge fe­de­ra­le dell'11 apri­le 18891 sul­la ese­cu­zio­ne e sul fal­li­men­to (LEF) la com­pe­ten­za per ter­ri­to­rio è de­ter­mi­na­ta dal pre­sen­te ca­pi­to­lo, in quan­to la LEF non pre­ve­da un al­tro fo­ro.
Capitolo 3: Ricusazione
Art. 47 Motivi
1Chi ope­ra in se­no a un'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria si ri­cu­sa se:
ha par­te­ci­pa­to al­la me­de­si­ma cau­sa in al­tra ve­ste, se­gna­ta­men­te co­me mem­bro di un'au­to­ri­tà, pa­tro­ci­na­to­re di una par­te, pe­ri­to, te­sti­mo­ne o me­dia­to­re;
è o era uni­to in ma­tri­mo­nio, vi­ve o vi­ve­va in unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta op­pu­re con­vi­ve di fat­to con una par­te, il suo rap­pre­sen­tan­te o una per­so­na che ha par­te­ci­pa­to al­la me­de­si­ma cau­sa co­me mem­bro del­la giu­ri­sdi­zio­ne in­fe­rio­re;
è in rap­por­to di pa­ren­te­la o af­fi­ni­tà in li­nea ret­ta, o in li­nea col­la­te­ra­le fi­no al ter­zo gra­do in­clu­so, con una par­te;
è in rap­por­to di pa­ren­te­la o af­fi­ni­tà in li­nea ret­ta, o in li­nea col­la­te­ra­le fi­no al se­con­do gra­do in­clu­so, con il rap­pre­sen­tan­te di una par­te o con una per­so­na che ha par­te­ci­pa­to al­la me­de­si­ma cau­sa co­me mem­bro del­la giu­ri­sdi­zio­ne in­fe­rio­re;
per al­tri mo­ti­vi, se­gna­ta­men­te a cau­sa di ami­ci­zia o ini­mi­ci­zia con una par­te o il suo rap­pre­sen­tan­te, po­treb­be ave­re una pre­ven­zio­ne nel­la cau­sa.
2Non è in sé mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne se­gna­ta­men­te la par­te­ci­pa­zio­ne:
al­la de­ci­sio­ne cir­ca il gra­tui­to pa­tro­ci­nio;
al­la pro­ce­du­ra di con­ci­lia­zio­ne;
al ri­get­to dell'op­po­si­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 80-84 LEF1;
all'ema­na­zio­ne di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri;
al­la pro­ce­du­ra a tu­te­la dell'unio­ne co­niu­ga­le.
Art. 48 Obbligo di comunicazione
Chi ope­ra in se­no a un'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria e si tro­va in un ca­so di pos­si­bi­le ri­cu­sa­zio­ne lo co­mu­ni­ca tem­pe­sti­va­men­te e si astie­ne spon­ta­nea­men­te se ne ri­tie­ne da­to il mo­ti­vo.
Art. 49 Domanda di ricusazione
1La par­te che in­ten­de ri­cu­sa­re una per­so­na che ope­ra in se­no a un'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria de­ve pre­sen­ta­re al giu­di­ce la re­la­ti­va do­man­da non ap­pe­na è a co­no­scen­za del mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne. De­ve ren­de­re ve­ro­si­mi­li i fat­ti su cui si fon­da la do­man­da.
Art. 50 Decisione
1Se il mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne è con­te­sta­to, de­ci­de il giu­di­ce.
2La de­ci­sio­ne del giu­di­ce è im­pu­gna­bi­le me­dian­te re­cla­mo.
Art. 51 Conseguenze della violazione delle norme sulla ricusazione
1Gli at­ti uf­fi­cia­li ai qua­li ha par­te­ci­pa­to una per­so­na te­nu­ta a ri­cu­sar­si so­no an­nul­la­ti e ri­pe­tu­ti se una par­te lo ri­chie­de en­tro die­ci gior­ni da quel­lo in cui è ve­nu­ta a co­no­scen­za del mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne.
2Le pro­ve già espe­ri­te ma non più ri­pe­ti­bi­li pos­so­no es­se­re non­di­me­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne.
Titolo terzo: Principi di procedura e presupposti processuali
Capitolo 1: Principi di procedura
Art. 52 Comportamento secondo buona fede
Tut­te le per­so­ne che par­te­ci­pa­no al pro­ce­di­men­to de­vo­no com­por­tar­si se­con­do buo­na fe­de.
Art. 53 Diritto di essere sentiti
1Le par­ti han­no il di­rit­to di es­se­re sen­ti­te.
2Le par­ti han­no se­gna­ta­men­te il di­rit­to di con­sul­ta­re gli at­ti e di far­se­ne ri­la­scia­re co­pia, sem­pre che pre­pon­de­ran­ti in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti non vi si op­pon­ga­no.
Art. 54 Pubblicità del procedimento
1Le udien­ze e l'even­tua­le co­mu­ni­ca­zio­ne ora­le del­la sen­ten­za so­no pub­bli­che. Le de­ci­sio­ni so­no re­se ac­ces­si­bi­li al pub­bli­co.
2Il di­rit­to can­to­na­le de­ter­mi­na se an­che la de­li­be­ra­zio­ne del­la sen­ten­za dev'es­se­re pub­bli­ca.
3Il giu­di­ce può or­di­na­re che il pro­ce­di­men­to si svol­ga, in tut­to o par­zial­men­te, a por­te chiu­se, se l'in­te­res­se pub­bli­co o l'in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne di un par­te­ci­pan­te al pro­ces­so lo ri­chie­da­no.
4I pro­ce­di­men­ti nel­le cau­se del di­rit­to di fa­mi­glia non so­no pub­bli­ci.
Art. 55 Principio dispositivo e riserva del principio inquisitorio
1Le par­ti de­vo­no de­dur­re in giu­di­zio i fat­ti su cui pog­gia­no le lo­ro do­man­de e in­di­ca­re i mez­zi di pro­va.
2So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni di leg­ge con­cer­nen­ti l'ac­cer­ta­men­to dei fat­ti e l'as­sun­zio­ne del­le pro­ve d'uf­fi­cio.
Art. 56 Interpello
Se le al­le­ga­zio­ni di una par­te non so­no chia­re, so­no con­trad­dit­to­rie o im­pre­ci­se op­pu­re ma­ni­fe­sta­men­te in­com­ple­te, il giu­di­ce dà al­la par­te l'op­por­tu­ni­tà di ri­me­diar­vi po­nen­do­le per­ti­nen­ti do­man­de.
Art. 57 Applicazione d'ufficio del diritto
Il giu­di­ce ap­pli­ca d'uf­fi­cio il di­rit­to.
Art. 58 Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato e riserva della non vincolatività delle conclusioni delle parti
1Il giu­di­ce non può ag­giu­di­ca­re a una par­te né più di quan­to es­sa ab­bia do­man­da­to, né al­tra co­sa, né me­no di quan­to sia sta­to ri­co­no­sciu­to dal­la con­tro­par­te.
2So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni di leg­ge se­con­do le qua­li il giu­di­ce non è vin­co­la­to dal­le con­clu­sio­ni del­le par­ti.
Capitolo 2: Presupposti processuali
1Il giu­di­ce en­tra nel me­ri­to di un'azio­ne o istan­za se so­no da­ti i pre­sup­po­sti pro­ces­sua­li.
2So­no pre­sup­po­sti pro­ces­sua­li se­gna­ta­men­te:
l'in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne dell'at­to­re o in­stan­te;
la com­pe­ten­za per ma­te­ria e per ter­ri­to­rio del giu­di­ce;
la ca­pa­ci­tà di es­se­re par­te e la ca­pa­ci­tà pro­ces­sua­le;
l'as­sen­za di li­ti­spen­den­za al­tro­ve;
l'as­sen­za di re­giu­di­ca­ta;
la pre­sta­zio­ne de­gli an­ti­ci­pi e del­la cau­zio­ne per le spe­se giu­di­zia­rie.
Art. 60 Esame dei presupposti processuali
Il giu­di­ce esa­mi­na d'uf­fi­cio se so­no da­ti i pre­sup­po­sti pro­ces­sua­li.
Art. 61 Patto d'arbitrato
Se le par­ti han­no pat­tui­to di sot­to­por­re ad ar­bi­tra­to una con­tro­ver­sia com­pro­met­ti­bi­le, il giu­di­ce sta­ta­le adi­to de­cli­na la pro­pria com­pe­ten­za, ec­cet­to che:
il giu­di­ce sta­ta­le ac­cer­ti la ma­ni­fe­sta nul­li­tà o ina­dem­pi­bi­li­tà del pat­to d'ar­bi­tra­to; op­pu­re
Titolo quarto: Pendenza della causa ed effetti della desistenza
Art. 62 Inizio della pendenza della causa
1Il de­po­si­to dell'istan­za di con­ci­lia­zio­ne, del­la pe­ti­zio­ne, dell'istan­za in­tro­dut­ti­va del giu­di­zio o del­la ri­chie­sta co­mu­ne di di­vor­zio de­ter­mi­na la pen­den­za del­la cau­sa.
2Al­le par­ti è da­ta con­fer­ma del ri­ce­vi­men­to dell'at­to.
Art. 63 Pendenza della causa in caso di incompetenza e di errato tipo di procedura
1Se l'at­to ri­ti­ra­to o re­spin­to per in­com­pe­ten­za del giu­di­ce o dell'au­to­ri­tà di con­ci­lia­zio­ne adi­ti è ri­pro­po­sto en­tro un me­se da­van­ti al giu­di­ce o all'au­to­ri­tà com­pe­ten­ti, la cau­sa si con­si­de­ra pen­den­te dal gior­no in cui l'at­to fu pro­po­sto la pri­ma vol­ta.
2Lo stes­so va­le se l'azio­ne fu pro­mos­sa in er­ra­to ti­po di pro­ce­du­ra.
3So­no fat­ti sal­vi gli spe­cia­li ter­mi­ni le­ga­li d'azio­ne pre­vi­sti dal­la LEF1.
Art. 64 Effetti della pendenza della causa
1La pen­den­za del­la cau­sa pro­du­ce se­gna­ta­men­te i se­guen­ti ef­fet­ti:
im­pe­di­sce tra le par­ti la crea­zio­ne al­tro­ve di una li­ti­spen­den­za sull'og­get­to li­ti­gio­so;
man­tie­ne inal­te­ra­ta la com­pe­ten­za per ter­ri­to­rio.
2Per l'os­ser­van­za dei ter­mi­ni le­ga­li di di­rit­to pri­va­to fon­da­ti sul­la da­ta del de­po­si­to del­la pe­ti­zio­ne, dell'inol­tro del­la cau­sa o di un al­tro at­to in­tro­dut­ti­vo del giu­di­zio fa sta­to la pen­den­za del­la cau­sa ai sen­si del pre­sen­te Co­di­ce.
Art. 65 Effetti della desistenza
La par­te che de­si­ste da­van­ti al giu­di­ce com­pe­ten­te non può av­via­re con­tro la con­tro­par­te un nuo­vo pro­ces­so ine­ren­te al­lo stes­so og­get­to li­ti­gio­so se il giu­di­ce adi­to ha già no­ti­fi­ca­to la pe­ti­zio­ne al con­ve­nu­to e que­sti non ac­con­sen­te al ri­ti­ro dell'azio­ne.
Titolo quinto: Parti e terzi partecipanti al processo
Capitolo 1: Capacità di essere parte e capacità processuale
Art. 66 Capacità di essere parte
Ha ca­pa­ci­tà di es­se­re par­te chi go­de dei di­rit­ti ci­vi­li o è le­git­ti­ma­to ad es­se­re par­te in vir­tù del di­rit­to fe­de­ra­le.
Art. 67 Capacità processuale
1Ha ca­pa­ci­tà pro­ces­sua­le chi ha l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li.
2Chi non ha l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li agi­sce per mez­zo del suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.
3Se ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to, chi non ha l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li può:
eser­ci­ta­re au­to­no­ma­men­te i di­rit­ti ine­ren­ti al­la sua per­so­na­li­tà;
in ca­so di pe­ri­co­lo nel ri­tar­do, svol­ge­re prov­vi­so­ria­men­te lui stes­so gli at­ti ne­ces­sa­ri.
Capitolo 2: Rappresentanza delle parti
Art. 68 Rappresentanza contrattuale
1Ogni par­te con ca­pa­ci­tà pro­ces­sua­le può far­si rap­pre­sen­ta­re nel pro­ces­so.
2So­no au­to­riz­za­ti a eser­ci­ta­re la rap­pre­sen­tan­za pro­fes­sio­na­le in giu­di­zio:
in tut­ti i pro­ce­di­men­ti, gli av­vo­ca­ti le­git­ti­ma­ti ad eser­ci­ta­re la rap­pre­sen­tan­za di­nan­zi a un tri­bu­na­le sviz­ze­ro giu­sta la leg­ge del 23 giu­gno 20001 su­gli av­vo­ca­ti;
di­nan­zi all'au­to­ri­tà di con­ci­lia­zio­ne, nel­le con­tro­ver­sie pa­tri­mo­nia­li in pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta, non­ché nel­le pra­ti­che eva­se in pro­ce­du­ra som­ma­ria, i com­mis­sa­ri e agen­ti giu­ri­di­ci pa­ten­ta­ti, se il di­rit­to can­to­na­le lo pre­ve­de;
nel­le pra­ti­che eva­se in pro­ce­du­ra som­ma­ria se­con­do l'ar­ti­co­lo 251 del pre­sen­te Co­di­ce, i rap­pre­sen­tan­ti pro­fes­sio­na­li a te­no­re dell'ar­ti­co­lo 27 LEF2;
di­nan­zi al giu­di­ce del­la lo­ca­zio­ne e al giu­di­ce del la­vo­ro, i rap­pre­sen­tan­ti pro­fes­sio­nal­men­te qua­li­fi­ca­ti, se il di­rit­to can­to­na­le lo pre­ve­de.
3Il rap­pre­sen­tan­te de­ve le­git­ti­mar­si me­dian­te pro­cu­ra.
4Il giu­di­ce può or­di­na­re la com­pa­ri­zio­ne per­so­na­le del­le par­ti rap­pre­sen­ta­te.
Art. 69 Parte incapace di condurre la propria causa
1Se una par­te non è ma­ni­fe­sta­men­te in gra­do di con­dur­re la pro­pria cau­sa, il giu­di­ce può in­giun­ger­le di far ca­po a un rap­pre­sen­tan­te. Se la par­te non ot­tem­pe­ra a ta­le in­giun­zio­ne en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to, il giu­di­ce le de­si­gna un rap­pre­sen­tan­te d'uf­fi­cio.
2Il giu­di­ce av­vi­sa l'au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti e quel­la di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri se re­pu­ta che si deb­ba­no adot­ta­re mi­su­re pro­tet­ti­ve.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. 2 del­la LF del 19 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2010 1739; FF 2006 6593; RU 2011 725; FF 2006 6391).
Capitolo 3: Litisconsorzio
Art. 70 Litisconsorzio necessario
1Più per­so­ne de­vo­no agi­re o es­se­re con­ve­nu­te con­giun­ta­men­te se so­no par­te di un rap­por­to giu­ri­di­co sul qua­le può es­se­re de­ci­so so­lo con uni­co ef­fet­to per tut­te.
2Gli at­ti pro­ces­sua­li tem­pe­sti­vi di un li­ti­scon­sor­te vin­co­la­no an­che i li­ti­scon­sor­ti ri­ma­sti si­len­ti; so­no ec­cet­tua­te le im­pu­gna­zio­ni.
Art. 71 Litisconsorzio facoltativo
1Più per­so­ne pos­so­no agi­re o es­se­re con­ve­nu­te con­giun­ta­men­te se si trat­ta di sta­tui­re su di­rit­ti o ob­bli­ghi che si fon­da­no su fat­ti o ti­to­li giu­ri­di­ci si­mi­li.
2Il li­ti­scon­sor­zio fa­col­ta­ti­vo è esclu­so se al­le sin­go­le azio­ni non è ap­pli­ca­bi­le lo stes­so ti­po di pro­ce­du­ra.
3Cia­scun li­ti­scon­sor­te può con­dur­re la pro­pria cau­sa in­di­pen­den­te­men­te da­gli al­tri.
Art. 72 Rappresentante comune
I li­ti­scon­sor­ti pos­so­no de­si­gna­re un rap­pre­sen­tan­te co­mu­ne, al­tri­men­ti le no­ti­fi­ca­zio­ni so­no fat­te a cia­scu­no di lo­ro.
Capitolo 4: Intervento
Sezione 1: Intervento principale
1Chi af­fer­ma di ave­re sull'og­get­to li­ti­gio­so un di­rit­to to­tal­men­te o par­zial­men­te pre­clu­si­vo ri­spet­to a quel­li di en­tram­be le par­ti può pro­por­re azio­ne con­tro di es­se da­van­ti al giu­di­ce pres­so cui è pen­den­te il pro­ces­so in pri­ma istan­za.
2Il giu­di­ce può so­spen­de­re il pro­ces­so fin­tan­to che l'azio­ne dell'in­ter­ve­nien­te prin­ci­pa­le non sia pas­sa­ta in giu­di­ca­to op­pu­re riu­ni­re i due pro­ce­di­men­ti.
Sezione 2: Intervento adesivo
Chi ren­de ve­ro­si­mi­le un in­te­res­se giu­ri­di­co a che una con­tro­ver­sia pen­den­te ven­ga de­ci­sa a fa­vo­re dell'una o dell'al­tra par­te può in ogni tem­po in­ter­ve­ni­re nel pro­ces­so a ti­to­lo ade­si­vo e a tal fi­ne far­ne istan­za al giu­di­ce.
Art. 75 Istanza
1L'istan­za di in­ter­ven­to de­ve in­di­ca­re le ra­gio­ni dell'in­ter­ven­to e la par­te a so­ste­gno del­la qua­le si in­ter­vie­ne.
2Il giu­di­ce de­ci­de sull'istan­za do­po aver sen­ti­to le par­ti. La sua de­ci­sio­ne è im­pu­gna­bi­le me­dian­te re­cla­mo.
Art. 76 Diritti dell'interveniente
1L'in­ter­ve­nien­te può, a so­ste­gno del­la par­te prin­ci­pa­le, in­tra­pren­de­re tut­ti gli at­ti pro­ces­sua­li am­mis­si­bi­li se­con­do la fa­se del­la pro­ce­du­ra; può se­gna­ta­men­te far va­le­re qual­si­vo­glia mez­zo d'azio­ne e di di­fe­sa, non­ché pro­por­re mez­zi d'im­pu­gna­zio­ne.
2Gli at­ti pro­ces­sua­li dell'in­ter­ve­nien­te che con­tra­sti­no con quel­li del­la par­te prin­ci­pa­le so­no pro­ces­sual­men­te inin­fluen­ti.
Art. 77 Effetti dell'intervento
L'esi­to sfa­vo­re­vo­le del pro­ces­so per la par­te prin­ci­pa­le ha ef­fet­to an­che nei con­fron­ti dell'in­ter­ve­nien­te, ec­cet­to che:
in con­se­guen­za del­lo sta­to di avan­za­men­to del pro­ces­so al mo­men­to dell'in­ter­ven­to o di at­ti od omis­sio­ni del­la par­te prin­ci­pa­le, egli sia sta­to im­pe­di­to di pro­por­re mez­zi d'azio­ne o di di­fe­sa; op­pu­re
la par­te prin­ci­pa­le ab­bia omes­so, scien­te­men­te o per ne­gli­gen­za gra­ve, di pro­por­re mez­zi di azio­ne o di di­fe­sa di cui egli non era a co­no­scen­za.
Capitolo 5: Chiamata in causa
Sezione 1: Semplice denuncia della lite
Art. 78 Principi
1Ogni par­te che in­ten­da ri­va­ler­si su un ter­zo o ne te­ma la ri­val­sa in ca­so di soc­com­ben­za nel pro­ces­so può de­nun­ciar­gli la li­te in­giun­gen­do­gli di as­si­ster­la nel pro­ces­so.
2Il ter­zo può a sua vol­ta de­nun­cia­re la li­te ad al­tri.
Art. 79 Posizione del terzo denunciato
1Il de­nun­cia­to può:
in­ter­ve­ni­re senz'al­tro a fa­vo­re del­la par­te che gli ha de­nun­cia­to la li­te; op­pu­re
col con­sen­so del­la par­te che gli ha de­nun­cia­to la li­te, con­dur­re la cau­sa in sua ve­ce.
2Se il de­nun­cia­to ri­fiu­ta di in­ter­ve­ni­re o re­sta si­len­te, il pro­ces­so con­ti­nua non­di­me­no il suo cor­so.
Art. 80 Effetti della denuncia della lite
Si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 77.
Sezione 2: Azione di chiamata in causa
1La par­te che de­nun­cia la li­te può far va­le­re da­van­ti al giu­di­ce adi­to con l'azio­ne prin­ci­pa­le le pre­te­se che in ca­so di soc­com­ben­za ri­tie­ne di ave­re con­tro il ter­zo chia­ma­to in cau­sa.
2Il ter­zo non può a sua vol­ta chia­ma­re al­tri in cau­sa.
3L'azio­ne di chia­ma­ta in cau­sa è im­pro­po­ni­bi­le in pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta o som­ma­ria.
Art. 82 Procedura
1La par­te che in­ten­de pro­por­re azio­ne di chia­ma­ta in cau­sa de­ve far­ne istan­za nell'am­bi­to del­la ri­spo­sta al­la pe­ti­zio­ne o nell'am­bi­to del­la re­pli­ca nel pro­ces­so prin­ci­pa­le. Le con­clu­sio­ni ch'es­sa si pro­po­ne di op­por­re al ter­zo de­nun­cia­to de­vo­no es­se­re in­di­ca­te e suc­cin­ta­men­te mo­ti­va­te.
2Il giu­di­ce dà al­la con­tro­par­te e al ter­zo de­nun­cia­to l'op­por­tu­ni­tà di pre­sen­ta­re le pro­prie os­ser­va­zio­ni.
3Se l'azio­ne di chia­ma­ta in cau­sa è am­mes­sa, il giu­di­ce de­ter­mi­na il mo­men­to e l'esten­sio­ne del per­ti­nen­te scam­bio di scrit­ti; è fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 125.
4La de­ci­sio­ne cir­ca l'am­mis­si­bi­li­tà dell'azio­ne è im­pu­gna­bi­le me­dian­te re­cla­mo.
Capitolo 6: Sostituzione di parte
1Se l'og­get­to li­ti­gio­so è alie­na­to du­ran­te il pro­ces­so, l'ac­qui­ren­te può su­ben­tra­re nel pro­ces­so al po­sto dell'alie­nan­te.
2La par­te su­ben­tran­te ri­spon­de per tut­te le spe­se giu­di­zia­rie. La par­te che si ri­ti­ra ri­spon­de tut­ta­via so­li­dal­men­te per le spe­se giu­di­zia­rie già ma­tu­ra­te.
3In ca­si mo­ti­va­ti, su ri­chie­sta del­la con­tro­par­te la par­te su­ben­tran­te de­ve pre­sta­re una ga­ran­zia per l'ese­cu­zio­ne del­la de­ci­sio­ne.
4Se non vi è alie­na­zio­ne dell'og­get­to li­ti­gio­so, la so­sti­tu­zio­ne di par­te può av­ve­ni­re so­lo con il con­sen­so del­la con­tro­par­te; so­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li di leg­ge in ma­te­ria di suc­ces­sio­ne le­ga­le.
Titolo sesto: Azioni
Art. 84 Azione di condanna a una prestazione
1Con l'azio­ne di con­dan­na a una pre­sta­zio­ne l'at­to­re chie­de che il con­ve­nu­to sia con­dan­na­to a fa­re, omet­te­re o tol­le­ra­re qual­co­sa.
2Se la pre­sta­zio­ne con­si­ste nel pa­ga­men­to di una som­ma di de­na­ro, la pre­te­sa va quan­ti­fi­ca­ta.
Art. 85 Azione creditoria senza quantificazione del valore litigioso
1Se non è pos­si­bi­le o non si può ra­gio­ne­vol­men­te esi­ge­re che l'en­ti­tà del­la pre­te­sa sia pre­ci­sa­ta già all'ini­zio del pro­ces­so, l'at­to­re può pro­muo­ve­re un'azio­ne cre­di­to­ria sen­za quan­ti­fi­ca­re il va­lo­re li­ti­gio­so. De­ve tut­ta­via in­di­ca­re un va­lo­re mi­ni­mo qua­le va­lo­re li­ti­gio­so prov­vi­so­rio.
2L'at­to­re de­ve pre­ci­sa­re l'en­ti­tà del­la pre­te­sa ap­pe­na sia in gra­do di far­lo do­po l'as­sun­zio­ne del­le pro­ve o do­po che il con­ve­nu­to ha for­ni­to in­for­ma­zio­ni in me­ri­to. Il giu­di­ce adi­to ri­ma­ne com­pe­ten­te an­che se il va­lo­re li­ti­gio­so ec­ce­de la sua com­pe­ten­za per ma­te­ria.
Art. 86 Azione parziale
Se una pre­te­sa è di­vi­si­bi­le, può es­se­re pro­po­sta azio­ne an­che sol­tan­to per una par­te del­la me­de­si­ma.
Art. 87 Azione costitutiva
Con l'azio­ne co­sti­tu­ti­va l'at­to­re chie­de che ven­ga pro­nun­cia­ta la co­sti­tu­zio­ne, la mo­di­fi­ca o la sop­pres­sio­ne di un di­rit­to o di un rap­por­to giu­ri­di­co de­ter­mi­na­to.
Art. 88 Azione d'accertamento
Con l'azio­ne d'ac­cer­ta­men­to l'at­to­re chie­de che sia ac­cer­ta­ta giu­di­zial­men­te l'esi­sten­za o l'ine­si­sten­za di un di­rit­to o di un rap­por­to giu­ri­di­co de­ter­mi­na­to.
Art. 89 Azione collettiva
1Le as­so­cia­zio­ni ed al­tre or­ga­niz­za­zio­ni d'im­por­tan­za na­zio­na­le o re­gio­na­le au­to­riz­za­te da­gli sta­tu­ti a di­fen­de­re gli in­te­res­si di de­ter­mi­na­ti grup­pi di per­so­ne pos­so­no pro­por­re azio­ne in pro­prio no­me per le­sio­ne del­la per­so­na­li­tà de­gli ap­par­te­nen­ti a ta­li grup­pi.
2Con ta­le azio­ne col­let­ti­va si può chie­de­re al giu­di­ce di:
proi­bi­re una le­sio­ne im­mi­nen­te;
far ces­sa­re una le­sio­ne at­tua­le;
ac­cer­ta­re l'il­li­cei­tà di una le­sio­ne che con­ti­nua a pro­dur­re ef­fet­ti mo­le­sti.
3So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li di leg­ge con­cer­nen­ti le azio­ni col­let­ti­ve.
Art. 90 Cumulo di azioni
L'at­to­re può riu­ni­re in un'uni­ca azio­ne più pre­te­se con­tro una me­de­si­ma par­te se:
per cia­scu­na di es­se è com­pe­ten­te per ma­te­ria il giu­di­ce adi­to; e
ri­sul­ta ap­pli­ca­bi­le la stes­sa pro­ce­du­ra.
Titolo settimo: Valore litigioso
Art. 91 Principio
1Il va­lo­re li­ti­gio­so è de­ter­mi­na­to dal­la do­man­da. Gli in­te­res­si e le spe­se del pro­ce­di­men­to in cor­so o di un'even­tua­le pub­bli­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne, non­ché even­tua­li con­clu­sio­ni su­bor­di­na­te non so­no com­pu­ta­ti.
2Se la do­man­da non ver­te su una de­ter­mi­na­ta som­ma di de­na­ro e le par­ti non si ac­cor­da­no in me­ri­to op­pu­re le lo­ro in­di­ca­zio­ni in pro­po­si­to so­no ma­ni­fe­sta­men­te er­ra­te, il va­lo­re li­ti­gio­so è de­ter­mi­na­to dal giu­di­ce.
Art. 92 Rendite e prestazioni periodiche
1Le ren­di­te e pre­sta­zio­ni pe­rio­di­che han­no il va­lo­re del ca­pi­ta­le che rap­pre­sen­ta­no.
2Se la lo­ro du­ra­ta è in­cer­ta o il­li­mi­ta­ta, è con­si­de­ra­to va­lo­re ca­pi­ta­liz­za­to l'im­por­to an­nuo del­la ren­di­ta o del­la pre­sta­zio­ne mol­ti­pli­ca­to per ven­ti o, se si trat­ta di ren­di­te vi­ta­li­zie, il va­lo­re at­tua­le del ca­pi­ta­le cor­ri­spon­den­te al­la ren­di­ta.
Art. 93 Litisconsorzio facoltativo e cumulo di azioni
1In ca­so di li­ti­scon­sor­zio fa­col­ta­ti­vo e di cu­mu­lo di azio­ni le pre­te­se de­dot­te in giu­di­zio ven­go­no som­ma­te, ec­cet­to che si esclu­da­no vi­cen­de­vol­men­te.
2In ca­so di li­ti­scon­sor­zio fa­col­ta­ti­vo per­ma­ne ap­pli­ca­bi­le la stes­sa pro­ce­du­ra an­che qua­lo­ra i va­lo­ri li­ti­gio­si ven­ga­no som­ma­ti.
Art. 94 Domanda riconvenzionale
1Se all'azio­ne è con­trap­po­sta una do­man­da ri­con­ven­zio­na­le, il va­lo­re li­ti­gio­so è de­ter­mi­na­to dal­la più ele­va­ta del­le due pre­te­se.
2Per la de­ter­mi­na­zio­ne del­le spe­se giu­di­zia­rie, i va­lo­ri li­ti­gio­si ven­go­no som­ma­ti, ec­cet­to che azio­ne e do­man­da ri­con­ven­zio­na­le si esclu­da­no vi­cen­de­vol­men­te.
Titolo ottavo: Spese giudiziarie e gratuito patrocinio
Capitolo 1: Spese giudiziarie
Art. 95 Definizioni
1So­no spe­se giu­di­zia­rie:
2So­no spe­se pro­ces­sua­li:
gli esbor­si for­fet­ta­ri per la pro­ce­du­ra di con­ci­lia­zio­ne;
gli esbor­si for­fet­ta­ri per la de­ci­sio­ne (tas­sa di giu­sti­zia);
le spe­se dell'as­sun­zio­ne del­le pro­ve;
le spe­se di tra­du­zio­ne e in­ter­pre­ta­ria­to;
le spe­se per la rap­pre­sen­tan­za del fi­glio (art. 299 e 300).
3So­no spe­se ri­pe­ti­bi­li:
le spe­se ne­ces­sa­rie;
le spe­se per la rap­pre­sen­tan­za pro­fes­sio­na­le in giu­di­zio;
in ca­si mo­ti­va­ti, un'ade­gua­ta in­den­ni­tà d'in­con­ve­nien­za qua­lo­ra una par­te non sia rap­pre­sen­ta­ta pro­fes­sio­nal­men­te in giu­di­zio.
Art. 96 Tariffe
I Can­to­ni sta­bi­li­sco­no le ta­rif­fe per le spe­se giu­di­zia­rie.
Art. 97 Informazione circa le spese giudiziarie
Il giu­di­ce in­for­ma la par­te non pa­tro­ci­na­ta da un av­vo­ca­to sull'im­por­to pre­su­mi­bi­le del­le spe­se giu­di­zia­rie, non­ché sul gra­tui­to pa­tro­ci­nio.
Art. 98 Anticipazione delle spese
Il giu­di­ce può esi­ge­re che l'at­to­re an­ti­ci­pi un im­por­to a co­per­tu­ra par­zia­le o to­ta­le del­le spe­se pro­ces­sua­li pre­su­mi­bi­li.
Art. 99 Cauzione per le spese ripetibili
1Su ri­chie­sta del con­ve­nu­to, l'at­to­re de­ve pre­sta­re cau­zio­ne per le spe­se ri­pe­ti­bi­li se:
ri­sul­ta in­sol­ven­te, se­gna­ta­men­te se nei suoi con­fron­ti è sta­to di­chia­ra­to il fal­li­men­to o è in cor­so una pro­ce­du­ra con­cor­da­ta­ria o a suo ca­ri­co vi so­no at­te­sta­ti di ca­ren­za be­ni;
è an­co­ra de­bi­to­re del­le spe­se giu­di­zia­rie re­la­ti­ve a una pre­ce­den­te pro­ce­du­ra; op­pu­re
per al­tri mo­ti­vi il pa­ga­men­to del­le ri­pe­ti­bi­li ri­sul­ta se­ria­men­te com­pro­mes­so.
2In ca­so di li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio oc­cor­re pre­sta­re cau­zio­ne so­lo se tut­ti i li­ti­scon­sor­ti si tro­va­no in una del­le si­tua­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1.
3Non vi è ob­bli­go di pre­sta­re cau­zio­ne:
nel­la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta, tran­ne nel­le con­tro­ver­sie pa­tri­mo­nia­li se­con­do l'ar­ti­co­lo 243 ca­po­ver­so 1;
nel­la pro­ce­du­ra di di­vor­zio;
nel­la pro­ce­du­ra som­ma­ria, ec­cet­tua­ta la tu­te­la giu­ri­sdi­zio­na­le nei ca­si ma­ni­fe­sti (art. 257).
Art. 100 Genere e entità della cauzione
1La cau­zio­ne può es­se­re pre­sta­ta in con­tan­ti o tra­mi­te una ga­ran­zia di una ban­ca con sta­bi­le or­ga­niz­za­zio­ne in Sviz­ze­ra o di una com­pa­gnia d'as­si­cu­ra­zio­ni au­to­riz­za­ta ad eser­ci­ta­re in Sviz­ze­ra.
2La cau­zio­ne può in se­gui­to es­se­re au­men­ta­ta, ri­dot­ta o sop­pres­sa dal giu­di­ce.
Art. 101 Prestazione dell'anticipo e della cauzione
1Il giu­di­ce im­par­ti­sce un ter­mi­ne per la pre­sta­zio­ne dell'an­ti­ci­po e del­la cau­zio­ne.
2Pos­so­no es­se­re or­di­na­ti prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri già pri­ma del­la pre­sta­zio­ne del­la cau­zio­ne.
3Se l'an­ti­ci­po o la cau­zio­ne non so­no pre­sta­ti nem­me­no en­tro un ter­mi­ne sup­ple­to­rio, il giu­di­ce non en­tra nel me­ri­to dell'azio­ne o dell'istan­za.
Art. 102 Anticipo per l'assunzione delle prove
1Ogni par­te de­ve an­ti­ci­pa­re le spe­se pro­ces­sua­li per le as­sun­zio­ni di pro­ve da lei ri­chie­ste.
2Cia­scu­na par­te de­ve an­ti­ci­pa­re la me­tà del­le spe­se per l'as­sun­zio­ne di pro­ve ri­chie­ste da en­tram­be.
3L'an­ti­ci­po non pre­sta­to da una par­te può es­se­re ver­sa­to dall'al­tra; nel ca­so con­tra­rio, l'as­sun­zio­ne del­le pro­ve de­ca­de. So­no fat­te sal­ve le con­tro­ver­sie in cui il giu­di­ce esa­mi­na d'uf­fi­cio i fat­ti.
Art. 103 Impugnazione
Le de­ci­sio­ni in ma­te­ria di an­ti­ci­pa­zio­ne del­le spe­se e di pre­sta­zio­ne del­la cau­zio­ne so­no im­pu­gna­bi­li me­dian­te re­cla­mo.
Capitolo 2: Ripartizione e liquidazione delle spese giudiziarie
Art. 104 Decisione sulle spese giudiziarie
1Il giu­di­ce sta­tui­sce sul­le spe­se giu­di­zia­rie di re­go­la nel­la de­ci­sio­ne fi­na­le.
2In ca­so di de­ci­sio­ne in­ci­den­ta­le (art. 237) pos­so­no es­se­re ri­par­ti­te le spe­se giu­di­zia­rie in­sor­te fi­no a tal mo­men­to.
3In ca­so di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri la de­ci­sio­ne sul­le re­la­ti­ve spe­se giu­di­zia­rie può es­se­re rin­via­ta al giu­di­zio sul me­ri­to.
4In ca­so di giu­di­zio di rin­vio l'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria su­pe­rio­re può de­ci­de­re di la­scia­re al­la giu­ri­sdi­zio­ne in­fe­rio­re la ri­par­ti­zio­ne del­le spe­se giu­di­zia­rie del­la pro­ce­du­ra di ri­cor­so.
Art. 105 Determinazione e ripartizione delle spese giudiziarie
1Le spe­se pro­ces­sua­li so­no fis­sa­te e ri­par­ti­te d'uf­fi­cio.
2Il giu­di­ce as­se­gna le ri­pe­ti­bi­li se­con­do le ta­rif­fe (art. 96). Le par­ti pos­so­no pre­sen­ta­re una no­ta del­le lo­ro spe­se.
Art. 106 Principi di ripartizione
1Le spe­se giu­di­zia­rie so­no po­ste a ca­ri­co del­la par­te soc­com­ben­te. In ca­so di non en­tra­ta nel me­ri­to o di de­si­sten­za si con­si­de­ra soc­com­ben­te l'at­to­re; in ca­so di ac­quie­scen­za all'azio­ne, il con­ve­nu­to.
2In ca­so di soc­com­ben­za par­zia­le re­ci­pro­ca, le spe­se giu­di­zia­rie so­no ri­par­ti­te se­con­do l'esi­to del­la pro­ce­du­ra.
3Se al pro­ces­so par­te­ci­pa­no più per­so­ne co­me par­ti prin­ci­pa­li o par­ti ac­ces­so­rie, il giu­di­ce ne de­ter­mi­na la ri­spet­ti­va quo­ta di spe­se giu­di­zia­rie. Può an­che de­ci­de­re che tut­te ri­spon­da­no so­li­dal­men­te.
Art. 107 Ripartizione secondo equità
1Il giu­di­ce può pre­scin­de­re dai prin­ci­pi di ri­par­ti­zio­ne e ri­par­ti­re le spe­se giu­di­zia­rie se­con­do equi­tà se:
l'azio­ne è sta­ta so­stan­zial­men­te ac­col­ta, ma non nell'en­ti­tà del­le con­clu­sio­ni, e l'am­mon­ta­re del­la pre­te­sa di­pen­de­va dall'ap­prez­za­men­to del giu­di­ce o era dif­fi­cil­men­te quan­ti­fi­ca­bi­le;
una par­te ave­va in buo­na fe­de mo­ti­vo di agi­re in giu­di­zio;
si trat­ta di una cau­sa del di­rit­to di fa­mi­glia;
si trat­ta di una cau­sa in ma­te­ria di unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta;
la cau­sa è stral­cia­ta dal ruo­lo in quan­to pri­va di og­get­to e la leg­ge non pre­ve­de al­tri­men­ti;
al­tre cir­co­stan­ze spe­cia­li fan­no ap­pa­ri­re ini­qua una ri­par­ti­zio­ne se­con­do l'esi­to del­la pro­ce­du­ra.
2Per mo­ti­vi d'equi­tà, le spe­se pro­ces­sua­li non cau­sa­te né da una par­te né da ter­zi pos­so­no es­se­re po­ste a ca­ri­co del Can­to­ne.
Art. 108 Spese giudiziarie inutili
Le spe­se giu­di­zia­rie inu­ti­li so­no a ca­ri­co di chi le ha cau­sa­te.
Art. 109 Ripartizione in caso di transazione giudiziaria
1In ca­so di tran­sa­zio­ne giu­di­zia­ria, ogni par­te si as­su­me le spe­se giu­di­zia­rie se­con­do quan­to pat­tui­to nel­la tran­sa­zio­ne me­de­si­ma.
2Le spe­se so­no ri­par­ti­te se­con­do gli ar­ti­co­li 106-108 se:
la tran­sa­zio­ne è si­len­te in me­ri­to;
la ri­par­ti­zio­ne pat­tui­ta gra­va uni­la­te­ral­men­te una par­te cui è sta­to con­ces­so il gra­tui­to pa­tro­ci­nio.
Art. 110 Impugnazione
La de­ci­sio­ne in ma­te­ria di spe­se è im­pu­gna­bi­le a ti­to­lo in­di­pen­den­te sol­tan­to me­dian­te re­cla­mo.
Art. 111 Liquidazione delle spese giudiziarie
1Le spe­se pro­ces­sua­li so­no com­pen­sa­te con gli an­ti­ci­pi pre­sta­ti dal­le par­ti. L'even­tua­le sco­per­to è a ca­ri­co di chi è con­dan­na­to a pa­ga­re le spe­se.
2La par­te con­dan­na­ta a pa­ga­re le spe­se de­ve rim­bor­sa­re all'al­tra gli an­ti­ci­pi pre­sta­ti e pa­gar­le le ri­pe­ti­bi­li as­se­gna­te dal giu­di­ce.
3So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni sul gra­tui­to pa­tro­ci­nio.
Art. 112 Dilazione, condono, prescrizione e interessi delle spese processuali
1Per il pa­ga­men­to del­le spe­se pro­ces­sua­li il giu­di­ce può con­ce­de­re una di­la­zio­ne o, in ca­so di in­di­gen­za per­ma­nen­te, il con­do­no.
2I cre­di­ti re­la­ti­vi al­le spe­se pro­ces­sua­li si pre­scri­vo­no in die­ci an­ni dal­la chiu­su­ra del pro­ce­di­men­to.
3L'in­te­res­se di mo­ra è del 5 per cen­to.
Capitolo 3: Normative speciali in materia di spese
1Nel­la pro­ce­du­ra di con­ci­lia­zio­ne non so­no as­se­gna­te ri­pe­ti­bi­li. È fat­ta sal­va l'in­den­ni­tà di gra­tui­to pa­tro­ci­nio a ca­ri­co del Can­to­ne.
2Nel­la pro­ce­du­ra di con­ci­lia­zio­ne non so­no ad­dos­sa­te spe­se pro­ces­sua­li per le con­tro­ver­sie:
se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 24 mar­zo 19951 sul­la pa­ri­tà dei ses­si;
se­con­do la leg­ge del 13 di­cem­bre 20022 sui di­sa­bi­li;
in ma­te­ria di lo­ca­zio­ne e af­fit­to di abi­ta­zio­ni e di lo­ca­li com­mer­cia­li co­me pu­re di af­fit­to agri­co­lo;
de­ri­van­ti da un rap­por­to di la­vo­ro co­me pu­re se­con­do la leg­ge del 6 ot­to­bre 19893 sul col­lo­ca­men­to, fi­no a un va­lo­re li­ti­gio­so di 30 000 fran­chi;
se­con­do la leg­ge del 17 di­cem­bre 19934 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne;
de­ri­van­ti da as­si­cu­ra­zio­ni com­ple­men­ta­ri all'as­si­cu­ra­zio­ne so­cia­le con­tro le ma­lat­tie se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 18 mar­zo 19945 sull'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie.
Nel­la pro­ce­du­ra de­ci­sio­na­le non so­no ad­dos­sa­te spe­se pro­ces­sua­li per le con­tro­ver­sie:
Art. 115 Condanna alle spese
In ca­so di ma­la­fe­de o te­me­ra­rie­tà pro­ces­sua­li, le spe­se pro­ces­sua­li pos­so­no es­se­re ad­dos­sa­te a una par­te an­che nel­le pro­ce­du­re gra­tui­te.
Art. 116 Esenzione dalle spese secondo il diritto cantonale
1I Can­to­ni pos­so­no pre­ve­de­re al­tre esen­zio­ni dal­le spe­se giu­di­zia­rie.
2Le esen­zio­ni che il di­rit­to can­to­na­le pre­ve­de a fa­vo­re del Can­to­ne me­de­si­mo, dei Co­mu­ni e di al­tri en­ti di di­rit­to can­to­na­le val­go­no an­che per la Con­fe­de­ra­zio­ne.
Capitolo 4: Gratuito patrocinio
Ha di­rit­to al gra­tui­to pa­tro­ci­nio chiun­que:
sia sprov­vi­sto dei mez­zi ne­ces­sa­ri; e
la cui do­man­da non ap­pa­ia pri­va di pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so.
Art. 118 Estensione
1Il gra­tui­to pa­tro­ci­nio com­pren­de:
l'esen­zio­ne da­gli an­ti­ci­pi e dal­le cau­zio­ni;
l'esen­zio­ne dal­le spe­se pro­ces­sua­li;
la de­si­gna­zio­ne di un pa­tro­ci­na­to­re d'uf­fi­cio, se ne­ces­sa­rio per tu­te­la­re i di­rit­ti dell'in­te­res­sa­to, se­gna­ta­men­te se la con­tro­par­te è pa­tro­ci­na­ta da un av­vo­ca­to; il pa­tro­ci­na­to­re può es­se­re de­si­gna­to già per la pre­pa­ra­zio­ne del pro­ces­so.
2Il gra­tui­to pa­tro­ci­nio può es­se­re con­ces­so in­te­gral­men­te o in par­te.
3Il gra­tui­to pa­tro­ci­nio non esen­ta dal pa­ga­men­to del­le ri­pe­ti­bi­li al­la con­tro­par­te.
Art. 119 Istanza e procedura
1L'istan­za di gra­tui­to pa­tro­ci­nio può es­se­re pro­po­sta pri­ma o du­ran­te la pen­den­za del­la cau­sa.
2L'in­stan­te de­ve espor­re la sua si­tua­zio­ne red­di­tua­le e pa­tri­mo­nia­le e pro­nun­ciar­si sul me­ri­to e sui mez­zi di pro­va che in­ten­de pro­por­re. Può in­di­ca­re nell'istan­za il no­me del pa­tro­ci­na­to­re de­si­de­ra­to.
3Il giu­di­ce de­ci­de sull'istan­za in pro­ce­du­ra som­ma­ria. La con­tro­par­te può es­se­re sen­ti­ta. La con­tro­par­te de­ve es­se­re co­mun­que sen­ti­ta se il gra­tui­to pa­tro­ci­nio com­por­ta la di­spen­sa dal pre­sta­re cau­zio­ne per le ri­pe­ti­bi­li.
4In ca­si ec­ce­zio­na­li il gra­tui­to pa­tro­ci­nio può es­se­re con­ces­so con ef­fet­to re­troat­ti­vo.
5In se­de di ri­cor­so l'istan­za di gra­tui­to pa­tro­ci­nio può es­se­re ri­pro­po­sta.
6Tran­ne in ca­so di ma­la­fe­de o te­me­ra­rie­tà, nel­la pro­ce­du­ra di gra­tui­to pa­tro­ci­nio non ven­go­no pre­le­va­te spe­se pro­ces­sua­li.
Art. 120 Revoca del gratuito patrocinio
Il giu­di­ce re­vo­ca il gra­tui­to pa­tro­ci­nio se le con­di­zio­ni per la sua con­ces­sio­ne non so­no più o non so­no mai sta­te adem­piu­te.
Art. 121 Impugnazione
Le de­ci­sio­ni che ri­fiu­ta­no o re­vo­ca­no to­tal­men­te o par­zial­men­te il gra­tui­to pa­tro­ci­nio so­no im­pu­gna­bi­li me­dian­te re­cla­mo.
Art. 122 Liquidazione delle spese giudiziarie
1Se la par­te cui è sta­to con­ces­so il gra­tui­to pa­tro­ci­nio ri­sul­ta soc­com­ben­te, le spe­se giu­di­zia­rie so­no li­qui­da­te co­me se­gue:
il pa­tro­ci­na­to­re d'uf­fi­cio è ade­gua­ta­men­te re­mu­ne­ra­to dal Can­to­ne;
le spe­se pro­ces­sua­li so­no a ca­ri­co del Can­to­ne;
la par­te cui è sta­to con­ces­so il gra­tui­to pa­tro­ci­nio de­ve pa­ga­re le ri­pe­ti­bi­li al­la con­tro­par­te.
2Se la par­te cui è sta­to con­ces­so il gra­tui­to pa­tro­ci­nio ri­sul­ta vin­cen­te e le ri­pe­ti­bi­li non pos­so­no o non po­tran­no pre­su­mi­bil­men­te es­se­re ri­scos­se pres­so la con­tro­par­te, il pa­tro­ci­na­to­re d'uf­fi­cio è ade­gua­ta­men­te re­mu­ne­ra­to dal Can­to­ne. A pa­ga­men­to av­ve­nu­to, la pre­te­sa pas­sa al Can­to­ne.
Art. 123 Rifusione
1La par­te cui è sta­to con­ces­so il gra­tui­to pa­tro­ci­nio è ob­bli­ga­ta al­la ri­fu­sio­ne ap­pe­na sia in gra­do di far­lo.
2La pre­te­sa del Can­to­ne si pre­scri­ve in die­ci an­ni dal­la chiu­su­ra del pro­ce­di­men­to.
Titolo nono: Direzione del processo, atti processuali e termini
Capitolo 1: Direzione del processo
Art. 124 Principi
1Il giu­di­ce di­ri­ge il pro­ces­so. Pren­de le ne­ces­sa­rie di­spo­si­zio­ni or­di­na­to­rie on­de pre­pa­ra­re e at­tua­re spe­di­ta­men­te il pro­ce­di­men­to.
2La di­re­zio­ne del pro­ces­so può es­se­re af­fi­da­ta a un so­lo mem­bro del tri­bu­na­le.
3Il giu­di­ce può ten­ta­re in ogni mo­men­to di con­ci­lia­re le par­ti.
Art. 125 Semplificazione del processo
Per sem­pli­fi­ca­re il pro­ces­so il giu­di­ce può se­gna­ta­men­te:
li­mi­ta­re il pro­ce­di­men­to a sin­go­le que­stio­ni o con­clu­sio­ni;
or­di­na­re la di­sgiun­zio­ne del­la cau­sa nel­le sue even­tua­li sin­go­le azio­ni;
or­di­na­re la con­giun­zio­ne di più cau­se;
rin­via­re la do­man­da ri­con­ven­zio­na­le a un pro­ce­di­men­to se­pa­ra­to.
Art. 126 Sospensione del procedimento
1Il giu­di­ce può so­spen­de­re il pro­ce­di­men­to se mo­ti­vi d'op­por­tu­ni­tà lo ri­chie­do­no. Il pro­ce­di­men­to può es­se­re in par­ti­co­la­re so­spe­so quan­do la de­ci­sio­ne di­pen­de dall'esi­to di un al­tro pro­ce­di­men­to.
2La de­ci­sio­ne di so­spen­sio­ne è im­pu­gna­bi­le me­dian­te re­cla­mo.
Art. 127 Rimessione in caso di connessione di cause
1Se da­van­ti a giu­di­ci di­ver­si so­no pen­den­ti più azio­ni ma­te­rial­men­te con­nes­se, il giu­di­ce suc­ces­si­va­men­te adi­to può di­spor­re la ri­mes­sio­ne del­la cau­sa pen­den­te pres­so di lui a quel­lo pre­ven­ti­va­men­te adi­to, se que­sti vi ac­con­sen­te.
2La de­ci­sio­ne di ri­mes­sio­ne è im­pu­gna­bi­le me­dian­te re­cla­mo.
Art. 128 Disciplina nel processo e malafede o temerarietà processuali
1Chiun­que, du­ran­te il pro­ce­di­men­to di­nan­zi al giu­di­ce, of­fen­de le con­ve­nien­ze o tur­ba l'an­da­men­to del­la cau­sa è pu­ni­to con l'am­mo­ni­men­to o con la mul­ta di­sci­pli­na­re fi­no a 1000 fran­chi. Il giu­di­ce può inol­tre or­di­nar­ne l'al­lon­ta­na­men­to.
2Per l'ese­cu­zio­ne di quan­to da lui di­spo­sto, il giu­di­ce può far ca­po al­la po­li­zia.
3In ca­so di ma­la­fe­de o te­me­ra­rie­tà pro­ces­sua­li, la par­te e il suo pa­tro­ci­na­to­re pos­so­no es­se­re pu­ni­ti con la mul­ta di­sci­pli­na­re fi­no a 2000 fran­chi e, in ca­so di re­ci­di­va, fi­no a 5000 fran­chi.
4La mul­ta di­sci­pli­na­re è im­pu­gna­bi­le me­dian­te re­cla­mo.
Capitolo 2: Forma degli atti processuali
Sezione 1: Lingua del procedimento
Il pro­ce­di­men­to si svol­ge nel­la lin­gua uf­fi­cia­le del Can­to­ne. In pre­sen­za di più lin­gue uf­fi­cia­li i Can­to­ni ema­na­no le ne­ces­sa­rie di­spo­si­zio­ni.
Sezione 2: Atti scritti delle parti
Art. 130 Forma
1Gli at­ti di cau­sa de­vo­no es­se­re tra­smes­si al giu­di­ce in for­ma car­ta­cea o elet­tro­ni­ca. De­vo­no es­se­re fir­ma­ti.
2In ca­so di tra­smis­sio­ne per via elet­tro­ni­ca, l'at­to scrit­to de­ve es­se­re mu­ni­to di una fir­ma elet­tro­ni­ca qua­li­fi­ca­ta se­con­do la leg­ge del 18 mar­zo 20162 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca. Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na:
il for­ma­to dell'at­to scrit­to e dei re­la­ti­vi al­le­ga­ti;
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 5 dell'all. al­la L del 18 mar. 2016 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
Art. 131 Numero delle copie
Gli at­ti e al­le­ga­ti al­le­sti­ti in for­ma car­ta­cea de­vo­no es­se­re pre­sen­ta­ti in un nu­me­ro di co­pie suf­fi­cien­te per po­ter es­se­re con­se­gna­ti al giu­di­ce e a cia­scu­na del­le con­tro­par­ti; al­tri­men­ti il giu­di­ce può as­se­gna­re un ter­mi­ne sup­ple­to­rio per prov­ve­de­re in tal sen­so o far ap­pron­ta­re le ne­ces­sa­rie co­pie a spe­se del­la par­te.
Art. 132 Atti viziati da carenze formali o da condotta processuale querulomane o altrimenti abusiva
1Ca­ren­ze for­ma­li qua­li la man­ca­ta sot­to­scri­zio­ne dell'at­to o la man­can­za del­la pro­cu­ra van­no sa­na­te en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to dal giu­di­ce. Al­tri­men­ti, l'at­to si con­si­de­ra non pre­sen­ta­to.
2Lo stes­so va­le per gli at­ti il­leg­gi­bi­li, scon­ve­nien­ti, in­com­pren­si­bi­li o pro­lis­si.
3Gli at­ti scrit­ti do­vu­ti a con­dot­ta pro­ces­sua­le que­ru­lo­ma­ne o al­tri­men­ti abu­si­va so­no rin­via­ti al mit­ten­te senz'al­tra for­ma­li­tà.
Sezione 3: Citazione
Art. 133 Contenuto
La ci­ta­zio­ne con­tie­ne:
il no­me e l'in­di­riz­zo del­la per­so­na ci­ta­ta;
l'og­get­to del­la cau­sa e le par­ti;
la qua­li­tà nel­la qua­le la per­so­na è ci­ta­ta;
il luo­go, la da­ta e l'ora del­la pre­vi­sta com­pa­ri­zio­ne;
l'at­to pro­ces­sua­le per il qua­le la per­so­na è ci­ta­ta;
le con­se­guen­ze in ca­so di man­ca­ta com­pa­ri­zio­ne;
la da­ta del­la ci­ta­zio­ne me­de­si­ma e la fir­ma dell'au­to­ri­tà ci­tan­te.
Art. 134 Termine
Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, la ci­ta­zio­ne de­ve es­se­re spe­di­ta al­me­no die­ci gior­ni pri­ma del­la da­ta del­la pre­vi­sta com­pa­ri­zio­ne.
Art. 135 Rinvio della comparizione
Il giu­di­ce può rin­via­re la com­pa­ri­zio­ne per suf­fi­cien­ti mo­ti­vi:
d'uf­fi­cio; op­pu­re
su ri­chie­sta tem­pe­sti­va.
Sezione 4: Notificazioni giudiziarie
Art. 136 Documenti soggetti a notificazione
Il tri­bu­na­le no­ti­fi­ca al­le per­so­ne in­te­res­sa­te se­gna­ta­men­te:
le ci­ta­zio­ni;
le pro­prie or­di­nan­ze e de­ci­sio­ni;
gli at­ti scrit­ti del­la con­tro­par­te.
Art. 137 In caso di rappresentanza
Se una par­te è rap­pre­sen­ta­ta, le no­ti­fi­ca­zio­ni so­no fat­te al rap­pre­sen­tan­te.
Art. 138 Forma
1La no­ti­fi­ca­zio­ne di ci­ta­zio­ni, or­di­nan­ze e de­ci­sio­ni è fat­ta me­dian­te in­vio po­sta­le rac­co­man­da­to o in al­tro mo­do con­tro ri­ce­vu­ta.
2La no­ti­fi­ca­zio­ne è con­si­de­ra­ta av­ve­nu­ta quan­do l'in­vio è pre­so in con­se­gna dal de­sti­na­ta­rio op­pu­re da un suo im­pie­ga­to o da una per­so­na che vi­ve nel­la stes­sa eco­no­mia do­me­sti­ca aven­ti al­me­no 16 an­ni. So­no fat­ti sal­vi i ca­si in cui il giu­di­ce di­spo­ne che un do­cu­men­to sia no­ti­fi­ca­to per­so­nal­men­te al de­sti­na­ta­rio.
3La no­ti­fi­ca­zio­ne è pu­re con­si­de­ra­ta av­ve­nu­ta:
4Se non si trat­ta di ci­ta­zio­ni, or­di­nan­ze o de­ci­sio­ni, la no­ti­fi­ca­zio­ne può av­ve­ni­re an­che per in­vio po­sta­le or­di­na­rio.
1Con il con­sen­so del di­ret­to in­te­res­sa­to, le ci­ta­zio­ni, le or­di­nan­ze e le de­ci­sio­ni pos­so­no es­se­re no­ti­fi­ca­te per via elet­tro­ni­ca. De­vo­no es­se­re mu­ni­te di una fir­ma elet­tro­ni­ca se­con­do la leg­ge del 18 mar­zo 20162 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca.
il for­ma­to del­le ci­ta­zio­ni, del­le or­di­nan­ze e del­le de­ci­sio­ni non­ché dei re­la­ti­vi al­le­ga­ti;
il mo­men­to in cui la ci­ta­zio­ne, l'or­di­nan­za o la de­ci­sio­ne è con­si­de­ra­ta no­ti­fi­ca­ta.
Art. 140 Recapito
Il giu­di­ce può in­vi­ta­re le par­ti con do­mi­ci­lio o se­de all'este­ro a de­si­gna­re un re­ca­pi­to in Sviz­ze­ra.
Art. 141 Notificazione per via edittale
1La no­ti­fi­ca­zio­ne è fat­ta me­dian­te pub­bli­ca­zio­ne nel Fo­glio uf­fi­cia­le can­to­na­le o nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio se:
il luo­go di di­mo­ra del de­sti­na­ta­rio è sco­no­sciu­to e non può es­se­re in­di­vi­dua­to nem­me­no con de­bi­te, ra­gio­ne­vo­li ri­cer­che;
una no­ti­fi­ca­zio­ne è im­pos­si­bi­le o do­ves­se com­por­ta­re dif­fi­col­tà straor­di­na­rie;
una par­te con do­mi­ci­lio o se­de all'este­ro non ha de­si­gna­to un re­ca­pi­to in Sviz­ze­ra no­no­stan­te l'in­vi­to ri­vol­to­le dal giu­di­ce.
Capitolo 3: Termini, inosservanza e restituzione
Sezione 1: Termini
Art. 142 Decorrenza e computo
1I ter­mi­ni la cui de­cor­ren­za di­pen­de da una co­mu­ni­ca­zio­ne o dal ve­ri­fi­car­si di un even­to de­cor­ro­no a par­ti­re dal gior­no suc­ces­si­vo.
2Il ter­mi­ne fis­sa­to in me­si sca­de, nell'ul­ti­mo me­se, il gior­no cor­ri­spon­den­te per nu­me­ro a quel­lo del­la de­cor­ren­za. Man­can­do ta­le gior­no nell'ul­ti­mo me­se, il ter­mi­ne sca­de l'ul­ti­mo gior­no di det­to me­se.
3Se l'ul­ti­mo gior­no del ter­mi­ne è un sa­ba­to, una do­me­ni­ca o un gior­no che nel luo­go del tri­bu­na­le è ri­co­no­sciu­to fe­sti­vo dal di­rit­to fe­de­ra­le o can­to­na­le, il ter­mi­ne sca­de il pri­mo gior­no fe­ria­le se­guen­te.
Art. 143 Osservanza
1Gli at­ti scrit­ti de­vo­no es­se­re con­se­gna­ti al tri­bu­na­le op­pu­re, all'in­di­riz­zo di que­sto, al­la po­sta sviz­ze­ra o a una rap­pre­sen­tan­za di­plo­ma­ti­ca o con­so­la­re sviz­ze­ra il più tar­di l'ul­ti­mo gior­no del ter­mi­ne.
2In ca­so di tra­smis­sio­ne per via elet­tro­ni­ca, per l'os­ser­van­za di un ter­mi­ne fa sta­to il mo­men­to in cui è ri­la­scia­ta la ri­ce­vu­ta at­te­stan­te che la par­te ha ese­gui­to tut­te le ope­ra­zio­ni ne­ces­sa­rie per la tra­smis­sio­ne.1
3Il ter­mi­ne per un pa­ga­men­to al tri­bu­na­le è os­ser­va­to se l'im­por­to do­vu­to è ver­sa­to al­la po­sta sviz­ze­ra, op­pu­re ad­de­bi­ta­to a un con­to po­sta­le o ban­ca­rio in Sviz­ze­ra, in fa­vo­re del tri­bu­na­le, il più tar­di l'ul­ti­mo gior­no del ter­mi­ne.
Art. 144 Proroga
1I ter­mi­ni sta­bi­li­ti dal­la leg­ge non pos­so­no es­se­re pro­ro­ga­ti.
2I ter­mi­ni sta­bi­li­ti dal giu­di­ce pos­so­no es­se­re pro­ro­ga­ti per suf­fi­cien­ti mo­ti­vi se ne è fat­ta do­man­da pri­ma del­la sca­den­za.
Art. 145 Sospensione dei termini
1I ter­mi­ni sta­bi­li­ti dal­la leg­ge o dal giu­di­ce so­no so­spe­si:
2Que­sta so­spen­sio­ne dei ter­mi­ni non va­le per:
la pro­ce­du­ra di con­ci­lia­zio­ne;
la pro­ce­du­ra som­ma­ria.
3Le par­ti so­no re­se at­ten­te al­le ec­ce­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 2.
4So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni del­la LEF1 sul­le fe­rie e so­spen­sio­ni.
Art. 146 Effetti della sospensione dei termini
1In ca­so di no­ti­fi­ca­zio­ne du­ran­te la so­spen­sio­ne dei ter­mi­ni, il ter­mi­ne de­cor­re dal pri­mo gior­no suc­ces­si­vo a quel­lo del­la fi­ne del­la so­spen­sio­ne.
2Du­ran­te la so­spen­sio­ne dei ter­mi­ni non si ten­go­no udien­ze, ec­cet­to che le par­ti vi ac­con­sen­ta­no.
Sezione 2: Inosservanza e restituzione
Art. 147 Inosservanza e sue conseguenze
1Vi è inos­ser­van­za di un ter­mi­ne quan­do una par­te non com­pie tem­pe­sti­va­men­te un at­to pro­ces­sua­le op­pu­re, ben­ché ci­ta­ta, non com­pa­re.
2Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, la pro­ce­du­ra con­ti­nua il suo cor­so sen­za l'at­to pro­ces­sua­le co­sì omes­so.
3Il giu­di­ce ren­de at­ten­te le par­ti al­le con­se­guen­ze dell'inos­ser­van­za di un ter­mi­ne.
Art. 148 Restituzione
1Ad istan­za del­la par­te che non ha os­ser­va­to un ter­mi­ne, il giu­di­ce può con­ce­de­re un ter­mi­ne sup­ple­to­rio o fis­sar­ne uno nuo­vo se la par­te ren­de ve­ro­si­mi­le di non aver col­pa dell'inos­ser­van­za o di aver­ne so­lo in lie­ve mi­su­ra.
2La do­man­da de­ve es­se­re pre­sen­ta­ta en­tro die­ci gior­ni dal­la ces­sa­zio­ne del mo­ti­vo dell'inos­ser­van­za.
3Se vi è è già sta­ta pro­nun­cia del giu­di­ce, la re­sti­tu­zio­ne del ter­mi­ne non può più es­se­re do­man­da­ta tra­scor­si sei me­si dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to.
Art. 149 Procedura di restituzione
Il giu­di­ce dà al­la con­tro­par­te l'op­por­tu­ni­tà di pre­sen­ta­re le pro­prie os­ser­va­zio­ni e de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te.
Titolo decimo: Prova
Art. 150 Oggetto della prova
1Og­get­to del­la pro­va so­no i fat­ti con­tro­ver­si, se giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­ti.
2Pos­so­no pu­re es­se­re og­get­to del­la pro­va l'uso e gli usi lo­ca­li e, in ca­so di con­tro­ver­sie pa­tri­mo­nia­li, il di­rit­to stra­nie­ro.
Art. 151 Fatti notori
I fat­ti di pub­bli­ca no­to­rie­tà o co­mun­que no­ti al giu­di­ce, co­me pu­re le no­zio­ni di fat­to del­la co­mu­ne espe­rien­za non de­vo­no es­se­re pro­va­ti.
Art. 152 Diritto alla prova
1Ogni par­te può pre­ten­de­re che il giu­di­ce as­su­ma tut­ti i per­ti­nen­ti mez­zi di pro­va of­fer­ti tem­pe­sti­va­men­te e nel­le for­me pre­scrit­te.
2Il giu­di­ce pren­de in con­si­de­ra­zio­ne mez­zi di pro­va ot­te­nu­ti il­le­ci­ta­men­te sol­tan­to se l'in­te­res­se all'ac­cer­ta­men­to del­la ve­ri­tà pre­va­le.
Art. 153 Prove raccolte d'ufficio
1Il giu­di­ce prov­ve­de d'uf­fi­cio al­la rac­col­ta di pro­ve nel­le cau­se in cui i fat­ti de­vo­no es­se­re ac­cer­ta­ti d'uf­fi­cio.
2Il giu­di­ce può, d'uf­fi­cio, rac­co­glie­re pro­ve qua­lo­ra sus­si­sta­no no­te­vo­li dub­bi cir­ca un fat­to non con­tro­ver­so.
Art. 154 Ordinanze sulle prove
Pri­ma dell'as­sun­zio­ne del­le pro­ve so­no ema­na­te le ne­ces­sa­rie or­di­nan­ze sul­le pro­ve. Nel­le stes­se so­no se­gna­ta­men­te in­di­ca­ti i mez­zi di pro­va am­mes­si ed è sta­bi­li­to a qua­le par­te in­com­be la pro­va o la con­tro­pro­va ri­guar­do a da­ti fat­ti. Le or­di­nan­ze sul­le pro­ve pos­so­no es­se­re mo­di­fi­ca­te o com­ple­ta­te in ogni tem­po.
Art. 155 Assunzione delle prove
1L'as­sun­zio­ne del­le pro­ve può es­se­re de­le­ga­ta a uno o più mem­bri del tri­bu­na­le.
2L'as­sun­zio­ne del­le pro­ve av­vie­ne tut­ta­via a cu­ra dell'in­te­ro tri­bu­na­le se una par­te lo ri­chie­de per gra­vi mo­ti­vi.
3Le par­ti han­no il di­rit­to di par­te­ci­pa­re all'as­sun­zio­ne del­le pro­ve.
Art. 156 Tutela di interessi degni di protezione
Se l'as­sun­zio­ne del­le pro­ve ri­schia di pre­giu­di­ca­re in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne di una par­te o di ter­zi, co­me in par­ti­co­la­re se­gre­ti d'af­fa­ri, il giu­di­ce pren­de i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri a lo­ro tu­te­la.
Art. 157 Libero apprezzamento delle prove
Il giu­di­ce fon­da il pro­prio con­vin­ci­men­to ap­prez­zan­do li­be­ra­men­te le pro­ve.
Art. 158 Assunzione di prove a titolo cautelare
1Il giu­di­ce pro­ce­de all'as­sun­zio­ne di pro­ve a ti­to­lo cau­te­la­re qua­lo­ra:
la leg­ge au­to­riz­zi una par­te a ri­chie­der­la; op­pu­re
la par­te in­stan­te ren­da ve­ro­si­mi­le che i mez­zi di pro­va sia­no espo­sti a pe­ri­co­lo o che sus­si­sta un in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne.
2Si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri.
Art. 159 Organi di persone giuridiche
Se una per­so­na giu­ri­di­ca è par­te, nel­la pro­ce­du­ra pro­ba­to­ria i suoi or­ga­ni so­no trat­ta­ti co­me una par­te.
Capitolo 2: Obbligo di cooperazione e diritto di rifiutarsi di cooperare