Source: https://www.jusdicere.it/Ragionando/avv-daniela-gattoni-e-le-specializzazioni-non-ci-sono-piu/
Timestamp: 2020-01-21 15:31:21+00:00
Document Index: 23875346

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4']

Avvocato – Specializzazioni: annullato il regolamento (in parte) | Avv. Daniela Gattoni
Avvocato – Specializzazioni: annullato il regolamento (in parte) sentenza Tar Lazio, Sez. I, 14/04/2016, n. 04424
By Avv. Daniela Gattoni | 15/04/2016
L’art. 3 del D.M. 12/08/2015, n. 144, che prevedeva in dettaglio gli specifici settori di specializzazione per l’avvocato che voleva fregiarsi del titolo di specialista, è stato annullato ieri dal Tar Lazio, Sez. I, con la sentenza 14/04/2016, n. 04424.
Come si ricorderà, infatti, in attuazione dell’art. 9 L. 31/12/2012, n. 247 (Riforma Forense) che prevedeva la possibilità, per gli avvocati, di ottenere ed indicare il titolo di specialista, era stato emanato il D.M. 12/08/2015, n. 144 contenente il relativo regolamento, il quale, all’art. 3, per quanto concerneva le specializzazioni, prevedeva quanto segue:
«l’avvocato puo’ conseguire il titolo di specialista in non piu’ di due dei seguenti settori di specializzazione:
t) diritto dell’informatica»
Ora, a seguito di impugnazione del suddetto regolamento da parte dell’O.U.A. (Organizzazione Unitaria dell’Avvocatura), con l’intervento ad opponendum dell’Unione delle Camere Penali; dell’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori; dell’Associazione Giuslavoristi Italiani; dell’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi; con la sentenza 14/04/2016, n. 04424, il Tar Lazio, in accoglimento parziale del ricorso, ha dichiarato illegittimo proprio l’art. 3 contenente la suddivisione dei settori di specializzazione e per l’effetto lo ha annullato.
Le ragioni che hanno condotto il Tar Lazio ad annullare il citato art. 3 D.M. 144/2015 sono la sostanziale irragionevolezza delle suddivisioni. Precisamente il Tar Lazio ritiene che:
«né dalla mera lettura dell’elenco, né dalla relazione illustrativa del Ministero è dato, infatti, cogliere quale sia il principio logico che ha presieduto alla scelta delle diciotto materie.
Ed infatti non risulta rispettato né un criterio codicistico, né un criterio di riferimento alle competenze dei vari organi giurisdizionali esistenti nell’ordinamento, né infine un criterio di coincidenza con i possibili insegnamenti universitari, più numerosi di quelli individuati dal decreto»
E detta irragionevolezza, secondo il Tar Lazio, appare tanto rilevante da consentirgli di spingersi fino al merito, a tutela della maggiore comprensione delle specializzazioni da parte dei consumatori. Esattamente:
«Considerata la delicatezza della disciplina posta e la necessaria funzionalizzazione della normazione secondaria alla perseguita finalità di rendere il mercato delle prestazioni legali più leggibile per i consumatori, non è dunque possibile condividere l’argomentazione difensiva spesa dall’amministrazione e dagli interventori ad opponendum, secondo cui la censura impingerebbe in una valutazione di merito riservata all’amministrazione»
Ed il Tar conclude affermando che:
«l’attuale irragionevolezza della disposizione, infine, diversamente da quanto sostenuto dagli interventori ad opponendum, non può essere elisa dalla teorica (e futura) possibilità di revisione dell’elenco prevista dall’art. 4 del d.m.»
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