Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=46
Timestamp: 2020-02-19 23:42:03+00:00
Document Index: 182911785

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 218', 'art. 24', 'sentenza ']

Sentenza 46/2011 (ECLI:IT:COST:2011:46)
Norme impugnate: Art. 6 del decreto Presidente della Repubblica 29/03/1973, n. 156.
Massime: 35356 35357
Atti decisi: ord. 214/2010
Massima n. 35356 Massima successiva
Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - Tardiva costituzione in giudizio di una delle parti del processo a quo - Istanza di rimessione in termini - Reiezione, attesa l'inapplicabilità al processo costituzionale dell'istituto della sospensione feriale dei termini.
Nel giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale deve essere respinta l'istanza di rimessione in termini avanzata dalla parte privata, perché l'istituto della sospensione feriale dei termini non è applicabile nel processo costituzionale, chiamato a rispondere a particolari esigenze di rapidità e certezza.
Sul punto, v., da ultimo, la sentenza n. 278 del 2010.
decreto del Presidente della Repubblica 29/03/1973 n. 156 art. 6
Massima n. 35357 Massima precedente
Poste - Esclusione di responsabilità dell'Amministrazione e dei concessionari del servizio telegrafico per il ritardato recapito delle spedizioni effettuate con il servizio postacelere - Ingiustificato privilegio in favore del gestore - Violazione del canone di ragionevolezza e del principio di uguaglianza - Illegittimità costituzionale in parte qua - Assorbimento della questione posta con riferimento ad altro parametro.
E' costituzionalmente illegittimo, per violazione del canone di ragionevolezza e del principio di uguaglianza di cui all'art. 3 Cost., l'art. 6 del d.P.R. 29 marzo 1973, n. 156 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni) - ove ancora applicabile, ratione temporis, anche dopo l'abrogazione disposta dall'art. 218 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 - nella parte in cui dispone che l'Amministrazione ed i concessionari del servizio telegrafico non incontrino alcuna responsabilità per il ritardato recapito delle spedizioni effettuate con il servizio postacelere; detta norma, infatti, determina in favore del gestore un ingiustificato privilegio, svincolato da qualsiasi esigenza connessa con le caratteristiche del servizio, senza realizzare alcun ragionevole equilibrio tra le esigenze del gestore e quelle degli utenti del servizio, equilibrio che il legislatore avrebbe invece dovuto realizzare, essendo venuta meno la concezione puramente amministrativa del servizio postale.
Rimane assorbita la questione sollevata, nei confronti della medesima disposizione, in riferimento all'art. 24 della Costituzione.
Per analoga declaratoria di illegittimità costituzionale, relativa al mancato recapito di telegramma, v. la sentenza n. 254 del 2002.