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Timestamp: 2020-08-04 17:42:59+00:00
Document Index: 67495987

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 80', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 3', 'art. 3']

riformato con un 3 cat. dalla CMO - Pagina 2 - GrNet.it
riformato con un 3 cat. dalla CMO
Re: riformato con un 3 cat. dalla CMO
Messaggio da Roberto Mandarino » ven dic 31, 2010 8:38 pm
Caro Francesco Giuseppe,
ti ho ripetuto più volte cosa fare, invia alla tua Legione la "prima domanda" allegata in basso e attendi il giudizio sul riconoscimento della dipendenza da causa di servizio da parte del Comitato di Verifica relativamente all'Equo Indennizzo che hai richiesto per le patologie di cui al verbale di riforma totale della CMO. Successivamente, quando avrai ricevuto i decreti sul riconoscimento della dipendenza da causa di servizio da parte del Comitato di Verifica, rinnova (con la "seconda domanda" allegata in basso) alla Legione di tua appartenenza la richiesta di visita medica presso la CMO (soltanto per le patologie riconosciute dipendenti dal servizio dal Comitato) allegando questa volta copia dei decreti di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio che ti sono stati notificati.
Qualora a seguito della nuova visita AI FINI DI PENSIONE PRIVILEGIATA ORDINARIA (NON DI EQUO INDENNIZZO) la CMO ascriva ad una qualsiasi categoria della tabella A "a vita" oppure non suscettibile di miglioramento (diversamente la Pensione Privilegiata Ordinaria si intende concessa per 4 anni, quindi per prolungarne la durata alla scadenza dei 4 anni bisogna sottoporsi a nuova visita) una patologia riconosciuta dipendente dal servizio dal Comitato di Verifica, avrai diritto alla Pensione Privilegiata a vita, questa sarà dell'importo della maggiorazione del 10% della pensione d'invalidità che hai già maturato con l'anzianità di servizio comprese eventuali indennità operative.
TUTTO QUESTO SAREBBE STATO EVITATO SE AVESSI RICHIESTO SUL VERBALE DI RIFORMA (COME TI AVEVO CONSIGLIATO) LA VALUTAZIONE DELLA PATOLOGIA (RICONOSCIUTA DIPENDENTE DA CAUSA DI SERVIZIO DAL COMITATO) AI FINI DI P.P.O. (NON QUELLA AI FINI DI EQUO INDENNIZZO) E AVESSI OTTENUTO PER QUESTA L' ASCRIZIONE AD UNA CAT. DELLA TAB.A "A VITA" OPPURE NON SUSCETTIBILE DI MIGLIORAMENTO.
"PRIMA DOMANDA"
ALLA LEGIONE CC. DI....E PER CONOSCENZA ALL'INPDAP DI...
Il sottoscritto (nome e cognome) chiede che tutte le patologie di cui soffre e che sono elencate nel verbale di riforma totale (allegato in copia) già valutate ai fini di Equo Indennizzo vengano valutate dalla Commissione Medico Militare e quindi ascritte a categoria tabellare anche ai fini della Pensione Privilegiata.
"SECONDA DOMANDA"
(DA SPEDIRE SUCCESSIVAMENTE E CIOE' UNA VOLTA RICEVUTI I GIUDIZI SUL DEL RICONOSCIMENTO DELLA DIPENDENZA DA CAUSA DI SERVIZIO ESPRESSI DAL COMITATO E RELATIVI ALLE PATOLOGIE RIPORTATE SUL VERBALE DI RIFORMA)
ALLA LEGIONE CC. DI...E PER CONOSCENZA ALL'INPDAP DI....
Il sottoscritto (nome e cognome) chiede che tutte le patologie di cui soffre già riconosciute dipendenti da causa di servizio dal Comitato di Verifica ai fini di Equo Indennizzo vengano valutate dalla Commissione Medico Militare e quindi ascritte a categoria tabellare anche ai fini della Pensione Privilegiata.
Lo scrivente chiede che gli venga concessa la pensione privilegiata qualora almeno una di queste patologie venga ascritta ad una qualsiasi categoria della tab.A ai fini di P.P.O..
Si allega la relativa documentazione: verbali della Commissione Medico Militare e pareri oppure decreti del Comitato.
IN ALTERNATIVA PER ACCELLERARE L'ITER BUROCRATICO, PUOI RICHIEDERE ALLA TUA LEGIONE DI APPARTENENZA DI ESSERE INVIATO A VISITA MEDICA PRESSO LA CMO PER FAR VALUTARE E ASCRIVERE A CATEGORIA TABELLARE AI FINI DI P.P.O. ESCLUSIVAMENTE LA PATOLOGIA GIA' RICONOSCIUTA IN PASSATO DIPENDENTE DAL SERVIZIO DAL COMITATO. IN QUESTO CASO PERO' QUALORA TALE PATOLOGIA NON VENISSE ASCRITTA DALLA C.M.O. AI FINI DI P.P.O. A CATEGORIA DELLA TABELLA "A" NON AVRESTI COMUNQUE DIRITTO PER QUESTA ALLA P.P.O..
IN QUEST'ULTIMO CASO NEGATIVO, SE SUCCESSIVAMENTE VERRA' RICONOSCIUTA LA DIPENDENZA DA CAUSA DI SERVIZIO DA PARTE DEL COMITATO DI QUALCUNA DELLE ALTRE PATOLOGIE INSERITE SUL VERBALE DI RIFORMA, POTRAI PRESENTARE ANCHE IN QUESTO CASO LA "SECONDA DOMANDA" CHE TI HO ALLEGATO SOPRA, PER FAR VALUTARE DALLA CMO ANCHE QUESTE PATOLOGIE AI FINI DI P.P.O.
Saluti e Buon Anno Roberto
Iscritto il: mar mar 02, 2010 8:23 pm
Messaggio da francesco Giuseppe » sab mar 05, 2011 12:02 pm
Carissimo Roberto ti scrivo solo adesso in quanto ho avuti dei problemi familiari, in merito alla tua egregia risposta, mi sono informato e mi hanno riferito che con le attuali nuove procedure, dovrò attendere l'esito del C.di V. che dovrà esaminare tutta la mia pratica in relazione alla mia riforma e valutare anche quella causa di serv. già concessa nel 95, all' 8 cat. Pertanto dovrà valutare il tutto , ed in caso di accettazione di una delle cause di servizio all'8,ctg . La C.di V. trasmetterà tutto alla competenza CMO, la quale successivamente mi invierà comunicazione per la visita della PPO, e cosi? A questo punto cosa debbo fare.
Messaggio da Roberto Mandarino » sab mar 05, 2011 12:37 pm
nella mia precedente risposta ti ho dettagliatamente illustrato quanto mi chiedi nuovamente.
Il Comitato valuta ogni patologia una sola volta. Pertanto la patologia che risulta già riconosciuta dipendente da causa di servizio da tale organo, non verrà più sottoposta al vaglio di tale alto consesso.
Per il resto, come ti ho ampiamente spiegato riferendoti anche le possibili contromosse, è esatto quanto ti ha riferito l'amministrazione.
Messaggio da gino59 » sab mar 05, 2011 2:07 pm
francesco Giuseppe ha scritto: Carissimo Roberto ti scrivo solo adesso in quanto ho avuti dei problemi familiari, in merito alla tua egregia risposta, mi sono informato e mi hanno riferito che con le attuali nuove procedure, dovrò attendere l'esito del C.di V. che dovrà esaminare tutta la mia pratica in relazione alla mia riforma e valutare anche quella causa di serv. già concessa nel 95, all' 8 cat. Pertanto dovrà valutare il tutto , ed in caso di accettazione di una delle cause di servizio all'8,ctg . La C.di V. trasmetterà tutto alla competenza CMO, la quale successivamente mi invierà comunicazione per la visita della PPO, e cosi? A questo punto cosa debbo fare.
.....MA CHI' SONO QUESTI SCIENZIATI....????
Messaggio da panorama » ven mar 11, 2011 11:45 pm
Meglio metterlo qui questo parere del Consiglio di Stato.
Numero 03439/2010 e data 22/07/2010
Adunanza di Sezione del 6 luglio 2010
NUMERO AFFARE 04523/2009
Ministero della Difesa Direzione Generale Pensioni Militari e Collocamento al Lavoro.
RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PROPOSTO DAL SIG. “OMISSIS” , PER L’ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DEL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI – CENTRO NAZIONALE AMMINISTRATIVO – UFFICIO TRATTAMENTO ECONOMICO DI QUIESCENZA, N. OMISSIS DEL …… 2008, CON CUI NON È STATA ACCOLTA L’ISTANZA PRESENTATA DALLO SCRIVENTE IN MERITO AL RICONOSCIMENTO DI DUE MESI DI CONTRIBUZIONE FIGURATIVA PER OGNI ANNO DI SERVIZIO, A DECORRERE DAL 23/9/2005, IN APPLICAZIONE DELL’ART. 80, COMMA 3, DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2000, N. 388.
Vista la nota n. “OMISSIS” in data …… 2009 e l’acclusa relazione, con cui il Ministro della Difesa (Direzione Generale delle pensioni militari del collocamento al lavoro dei volontari congedati e della leva) ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare indicato in oggetto;
Il sig. “OMISSIS” , Appuntato dell’Arma dei Carabinieri, espone di essere stato riconosciuto, con provvedimento in data ……. 2005 del Centro Medicina Legale di Roma, “idoneo nella forma parziale al servizio militare incondizionato nell’Arma dei Carabinieri con controindicazioni per i servizi e le attività comportanti stress psicofisico e protratto con ………..”. A seguito di tale giudizio di inidoneità “parziale” il ricorrente ha comunque continuato ad essere impiegato in servizio attivo.
Egli soggiunge che l’art. 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, stabilisce che, a decorrere dall’anno 2002, ai lavoratori sordomuti di cui all’art. 1 della legge n. 381/1970, nonché agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74% o ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con d.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella A allegata al d.P.R. 30 dicembre 1981, n. 834 e successive modificazioni, è riconosciuto, a loro richiesta, per ogni anno di servizio, presso Pubbliche Amministrazioni o aziende private ovvero cooperative, effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni.
Pertanto, il sig. “OMISSIS” , in data ……… 2007, inoltrava apposita istanza per il riconoscimento del beneficio in questione, ritenendo di rientrare nella fattispecie prevista dalla norma citata.
Ciò nondimeno, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – Centro Nazionale Amministrativo – Ufficio Trattamento Economico di Quiescenza, con il provvedimento n. “OMISSIS” del …….. 2008, in base a quanto previsto dalla Circolare del Ministero della Difesa – Direzione Generale per il Personale Militare – VI Reparto, n. DGPM/VI/1000/388/2000, datata 1 luglio 2002, negava al ricorrente la concessione del beneficio.
Il ricorrente, dunque, con il ricorso posto all’esame del Collegio insorge avverso tale determinazione, reputandola illegittima per una serie di motivi, che si ritiene di dover brevemente riepilogare qui di seguito.
1. Eccesso di potere per erroneità dei presupposti.
La normativa di cui al citato art. 80, comma 3, della legge n. 388/2000, sarebbe perfettamente applicabile al ricorrente e il diniego si baserebbe sull’erroneo presupposto che la disciplina in parola non possa trovare applicazione nei confronti dei militari dell’Arma dei Carabinieri.
In particolare, il sig. “OMISSIS” rientrerebbe nella terza delle categorie previste dalla norma, ovvero tra gli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un’invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A.
2. Eccesso di potere per motivazione carente e perplessa.
L’Amministrazione non avrebbe motivato il diniego di un vero e proprio diritto soggettivo del ricorrente, limitandosi ad illustrare la normativa vigente ed a richiamare una Circolare del Ministero della Difesa.
3. Eccesso di potere per manifesta contraddittorietà e illogicità.
Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in sostanza, avrebbe riconosciuto il diritto del ricorrente ad ottenere il beneficio in questione, lasciando intendere che la sua posizione soggettiva rientri perfettamente nella fattispecie astratta contemplata dall’art. 80, comma 3, della legge n. 388/2000.
Il Ministero della Difesa, con la propria relazione, reputa infondato il ricorso, argomentando l’inapplicabilità della disciplina invocata dal ricorrente al personale dell’Arma dei Carabinieri, poiché tale personale ha già diritto alla maggiorazione di un quinto, ex art. 3, 2° comma, della legge n. 34/1984, sino ad un massimo di cinque anni complessivi.
In buona sostanza, l’interpretazione negativa del Ministero si fonda sul dato testuale di cui all’art. 39 del D.P.R. 29/12/1973, n. 1092 (recante il Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato). Tale previsione normativa così testualmente dispone:
“Un periodo di servizio, di cui sia prevista la computabilità in base a diverse disposizioni del presente testo unico, si considera una sola volta secondo la normativa più favorevole.
Il precedente comma si applica anche per i periodi di tempo comunque computabili ai fini del trattamento di quiescenza”.
Da tale articolo, si desume il principio generale del c.d. ne bis in idem, per cui non sarebbero cumulabili i benefici previsti dalla disciplina dettata dall’art. 80, comma 3, della legge n. 388/2000 con quelli (applicabili ai militari dell’Arma dei Carabinieri e più favorevoli) disciplinati dall’art. 3, secondo comma, della legge n. 34/1984.
L’interpretazione profilata dal Dicastero, tuttavia, non convince.
Innanzitutto, il dato testuale della previsione richiamata dal Ministero (ossia l’art. 39 del D.P.R. 29/12/1973, n. 1092) è sufficientemente esplicito nel circoscrivere l’operatività del precetto ai casi in cui il medesimo periodo sia considerato da “diverse disposizioni del presente testo unico”. Nel caso di specie, la previsione normativa non si innesta nel testo unico, ma rappresenta un’autonoma disposizione.
In secondo luogo, la previsione invocata dal ricorrente reca un beneficio le cui intime rationes sono sostanzialmente da individuarsi nella volontà del legislatore di dettare una normativa di sostanziale favor (riconoscendo un ulteriore periodo di contribuzione figurativa) per i lavoratori che, nonostante un’invalidità, prestino la propria attività lavorativa.
Tale beneficio ben può, dunque, ritenersi concorrente e conciliabile con quello diverso, previsto dall’art. 3, comma 2, della legge n. 34/1984 (che rinvia all’art. 3, ultimo comma, della legge 27 maggio 1977, n. 284), il quale riconosce ai militari dell’Arma (e, più in generale, al personale della polizia di Stato e delle altre Forze di polizia che espleta funzioni di polizia) il diritto alla maggiorazione di un quinto del servizio comunque prestato con percezione dell’indennità pensionabile. Si tratta, in quest’ultimo caso, di una previsione ispirata dalla considerazione di particolari condizioni e caratteristiche dell’impiego del dipendente.
Peraltro, lo stesso provvedimento impugnato, pur non riconoscendo “allo stato attuale, la possibilità di accoglimento” della richiesta avanzata dall’odierno ricorrente, contiene riserva di “avanzare, in merito, specifico quesito”, con ciò palesando un significativo grado di incertezza e perplessità della motivazione, pure denunziato dal ricorrente.
Nicolo' Pollari	Salvatore Giacchetti
Messaggio da bio » ven gen 18, 2013 2:19 pm
Buongiorno a tutti, sono un App."S" con 24 anni di servizio effettivi, Idoneo Parziale con 4^ cat. Tabella A a vita già riconosciuta si dipendente dal Comitato di verifica. Leggendo nel forum, chi è in possesso di categoria tab. A vita dalla 1^ alla 4^ categoria in base all' articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 è riconosciuto a richiesta per ogni anno di servizio presso pubbliche amministrazioni ecc. il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di 5 anni di contribuzione figurativa. Chiedo a chi ne ha fatto richiesta o ne sia a conoscenza a chi và indirizzata detta domanda e quando, e se c'è uno stampato specifico. Ringrazio sin d'ora chi saprà indicarmi la procedura da effettuare.