Source: http://www.studiolegalezuco.it/corretto-esercizio-potere-ordinanza-contingibile-e-urgente-tar-marche-435-2019/
Timestamp: 2019-10-15 03:39:34+00:00
Document Index: 52325321

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 32', 'art. 2', 'sentenza ']

Esercizio dell'ordinanza contingibile e urgente e inquinamento acustico
20 settembre 2019 Avv. Alessandro ZucoGiurisprudenza
T.A.R. Marche, Ancona, Sez. I, sent. n. 435 del 26 giugno 2019 (ud. del 20 marzo 2019)
Pres. Filippi, Est. De Mattia
Rumore. Esercizio del potere di ordinanza contingibile e urgente. Art. 9 Legge n. 447/95.
L’esercizio del particolare potere di ordinanza contingibile e urgente delineato dall’art. 9 della legge 26 ottobre 1995 n. 447 deve ritenersi “normalmente” consentito allorquando gli appositi accertamenti tecnici effettuati dalle competenti agenzie Regionali di Protezione Ambientale rivelino la presenza di un fenomeno di inquinamento acustico, tenuto conto sia che quest’ultimo – ontologicamente (per esplicita previsione dell’art. 2 della legge n. 447 del 1995) – rappresenta una minaccia per la salute pubblica, sia che la legge quadro sull’inquinamento acustico non configura alcun potere di intervento amministrativo ordinario che consenta di ottenere il risultato dell’immediato abbattimento delle emissioni sonore inquinanti. In siffatto contesto normativo, l’accertata presenza di un fenomeno di inquinamento acustico (pur se non coinvolgente l’intera collettività) appare sufficiente a concretare l’eccezionale ed urgente necessità di intervenire a tutela della salute pubblica con l’efficace strumento previsto soltanto dall’art. 9, comma 1, della citata legge n. 447 del 1995
00435/2019 REG.PROV.COLL.
00601/2018 REG.RIC.
Questo Tribunale, tuttavia, ha già avuto modo di osservare, in precedenti pronunce (sentenze nn. 2 e 3 del 2 gennaio 2018) che la pianificazione acustica del territorio è assimilata, sotto taluni profili, alla pianificazione urbanistica, seguendone la relativa disciplina. In particolare, per quel che qui occupa, così come per le regole di un piano urbanistico che disciplinano la zonizzazione e la localizzazione vi è l’onere di immediata impugnazione, altrettanto è a dirsi per le norme che stabiliscono la zonizzazione e la classificazione acustica del territorio. La giurisprudenza, infatti, distingue, in tema di disposizioni dirette a regolamentare l’uso del territorio negli aspetti urbanistici ed edilizi, contenute nel piano regolatore, nei piani attuativi o in altro strumento generale individuato dalla normativa regionale: a) le prescrizioni che, in via immediata, stabiliscono le potenzialità edificatorie della porzione di territorio interessata (nel cui ambito rientrano le norme di c.d. zonizzazione, la destinazione di aree a soddisfare gli standard urbanistici, la localizzazione di opere pubbliche o di interesse collettivo); b) le altre regole che, più in dettaglio, disciplinano l’esercizio dell’attività edificatoria, generalmente contenute nelle norme tecniche di attuazione del piano o nel regolamento edilizio (disposizioni sul calcolo delle distanze e delle altezze, sull’osservanza di canoni estetici, sull’assolvimento di oneri procedimentali e documentali, regole tecniche sull’attività costruttiva, ecc.); secondo il suddetto indirizzo, per le disposizioni appartenenti alla prima categoria si impone, in relazione all’immediato effetto conformativo dello ius aedificandi dei proprietari dei suoli interessati che ne deriva, ove se ne intenda contestare il contenuto, un onere di immediata impugnativa in osservanza del termine decadenziale a partire dalla pubblicazione dello strumento pianificatorio; invece, le prescrizioni di dettaglio contenute nelle norme di natura regolamentare destinate a regolare la futura attività edilizia, che sono suscettibili di ripetuta applicazione ed esplicano effetto lesivo nel momento in cui è adottato l’atto applicativo, possono essere oggetto di censura in occasione della impugnazione di questo (ex plurimis, Consiglio di Stato, sez. IV, 26 aprile 2019, n. 2680). Ne consegue, facendo applicazione dei suesposti principi al caso in esame, che le contestate disposizioni del Piano, in quanto norme di zonizzazione e classificazione acustica delle relative aree, andavano immediatamente impugnate, nei consueti termini decadenziali, indipendentemente dall’adozione dei successivi atti applicativi.
2.1. In ogni caso, anche a voler seguire la prospettazione della ricorrente, si osserva che, dalle previsioni di Piano oggetto di gravame, sono discesi, per le imprese già esistenti, specifici obblighi di adeguamento ai sensi dell’art. 8 del regolamento adottato con delibera comunale n. 39 del 19 aprile 2000, anche a prescindere da una diffida o da un ordine del Comune ad adempiere. Anche in questa prospettiva, pertanto, non può negarsi l’immediata lesività delle norme disciplinanti la zonizzazione e la classificazione acustica del territorio comunale.
3.1. Quanto alla legittimità dell’esercizio del particolare potere di ordinanza contingibile e urgente delineato dall’art. 9 della legge 26 ottobre 1995 n. 447, il Collegio non ha motivo per discostarsi – condividendolo – dall’orientamento secondo cui esso deve ritenersi “normalmente” consentito allorquando gli appositi accertamenti tecnici effettuati dalle competenti agenzie Regionali di Protezione Ambientale rivelino la presenza di un fenomeno di inquinamento acustico, tenuto conto sia che quest’ultimo – ontologicamente (per esplicita previsione dell’art. 2 della legge n. 447 del 1995) – rappresenta una minaccia per la salute pubblica, sia che la legge quadro sull’inquinamento acustico non configura alcun potere di intervento amministrativo ordinario che consenta di ottenere il risultato dell’immediato abbattimento delle emissioni sonore inquinanti. In siffatto contesto normativo, l’accertata presenza di un fenomeno di inquinamento acustico (pur se non coinvolgente l’intera collettività) appare sufficiente a concretare l’eccezionale ed urgente necessità di intervenire a tutela della salute pubblica con l’efficace strumento previsto soltanto dall’art. 9, comma 1, della citata legge n. 447 del 1995 (T.A.R. Umbria Perugia, sez. I, 15 maggio 2015, n. 215; T.A.R. Lombardia Brescia, sez. I, 30 agosto 2011, n. 1276; T.A.R. Campania Napoli, sez. V, 6 luglio 2011, n. 3556).
– l’art. 9, comma 1, della legge n. 447 del 1995 “non può essere riduttivamente intesa come una mera (e, quindi, pleonastica) riproduzione, nell’ambito della normativa di settore in tema di tutela dall’inquinamento acustico, del generale potere di ordinanza contingibile ed urgente tradizionalmente riconosciuto dal nostro ordinamento giuridico al Sindaco (quale Ufficiale di Governo) in materia di sanità ed igiene pubblica, ma che invece la stessa deve essere logicamente e sistematicamente interpretata nel particolare significato che assume all’interno di una normativa dettata -in attuazione del principio di tutela della salute dei cittadini previsto dall’art. 32 della Costituzione- allo scopo primario di realizzare un efficace contrasto al fenomeno dell’inquinamento acustico, tenendo nel dovuto conto il fatto che la Legge n. 447/1995 (nell’art. 2 primo comma lettera “a”) ha ridefinito il concetto di inquinamento acustico, qualificandolo come “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane”, sancendo espressamente che esso concreta (in ogni caso) “un pericolo per la salute umana”” (testualmente, TAR Lombardia Brescia, sentenza n. 1276 del 2011, citata)
Scarica in pdf il testo della sentenza: t.a.r. marche, ancona, sez. 1, sent. n. 435-2019
Taggato arpam, D.P.C.M. 5 dicembre 1997, diritto ambientale, giurisprudenza, impatto acustico, inquinamento acustico, Legge n. 445/95, legge quadro, limite differenziale di immissione, NTA, ordinanza contingibile e urgente, ordinanza sindacale, PRG, relazione acustica, RILEVAZIONE FONOMETRICA, rumore, stabilimento produttivo, t.a.r. n. 435/2019, Tribunale Amministrativo Regionale, zonizzazione