Source: https://studiolegaleramelli.it/2020/05/10/responsabilita-amministrativa-degli-enti-va-condannato-lente-che-abbia-adottato-un-modello-organizzativo-inadeguato-e-conseguito-un-vantaggio-economico-connesso-al-risparmio-di-spesa-derivan/
Timestamp: 2020-08-06 10:34:02+00:00
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Responsabilità amministrativa degli enti: va condannato l’ente che abbia adottato un modello organizzativo inadeguato e conseguito un vantaggio economico connesso al risparmio di spesa derivante dal mancato acquisto di guanti di protezione e dal mancato rallentamento dell’attività lavorativa – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Responsabilità amministrativa degli enti: va condannato l’ente che abbia adottato un modello organizzativo inadeguato e conseguito un vantaggio economico connesso al risparmio di spesa derivante dal mancato acquisto di guanti di protezione e dal mancato rallentamento dell’attività lavorativa
Si segnala ai lettori del blog la sentenza numero 13575.2020, depositata il 6 maggio 2020, resa dalla IV Sezione penale della Corte di Cassazione, con la quale il Collegio del diritto, esprimendosi in merito ad un caso di lesioni colpose cagionate al lavoratore per violazione della normativa antinfortunistica, affronta il tema della responsabilità delle persone giuridiche derivante dai reati colposi di evento, affermando che il vantaggio economico l’ente vantaggio può essere individuato nel risparmio di spesa per l’acquisto di guanti di protezione, i costi di formazione dei lavoratori e la velocizzazione del processo produttivo a discapito della sicurezza.
Nel caso di specie, l’operaio con funzioni di attrezzista, impegnato nella rimozione della plastica che ostruiva l’iniettore, senza utilizzare guanti ad alta protezione termica e senza attendere che la camera calda si raffreddasse, riportava ferite e ustioni alla mano, colpita da un getto di plastica liquida.
All’imputato, tratto a giudizio nella qualità di amministratore unico della società, veniva addebitato il reato di lesioni colpose, per aver cagionato lesioni al lavoratore con colpa generica e colpa specifica consistente nella mancata valutazione dei rischi e nell’omessa predisposizione dei guanti di protezione.
All’ente era contestato l’illecito amministrativo ex art. 25 septies D.lgs. 231/2001, per aver adottato un modello organizzativo non idoneo a prevenire il rischio di reato e per aver conseguito un vantaggio consistente nel risparmio di spesa derivante dal mancato acquisto di guanti di protezione e dal mancato rallentamento dell’attività lavorativa.
La Corte di appello di Venezia confermava la sentenza con la quale il locale Tribunale condannava l’imputato e la persona giuridica per il reato e l’illecito amministrativo rispettivamente loro ascritti.
Contro la sentenza resa dalla Corte veneziana, il comune difensore dell’imputato persona fisica e dell’ente interponeva ricorso per cassazione, articolando plurimi motivi di impugnazione.
Ai fini del presente commento, riveste maggiore interesse la deduzione del vizio di motivazione in ordine all’affermazione della responsabilità dell’ente, con riferimento al riconoscimento di un vantaggio in capo alla persona giuridica, e della violazione degli artt. 521 e 522 c.p.p.
I Giudici di legittimità annullano senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti dell’imputato per intervenuta prescrizione del reato e rigettano il ricorso della società ritenendo infondate le censure di legittimità.
Di seguito si riportano i passaggi più significativi tratti dal compendio motivazionale della pronuncia in commento che affrontano la questione di diritto della responsabilità amministrativa derivante da reati colposi di evento:
(Sez. 4, n. 29538 del 28/05/2019, Calcinoni, Rv. 276596).
In linea con tale principio, conseguentemente all’affermazione della responsabilità dell’imputato, la Corte di appello ha logicamente confermato anche la condanna della [omissis] s.p.a. al pagamento di una sanzione amministrativa, la quale aveva risparmiato il denaro necessario all’acquisto di guanti di protezione, non aveva curato la formazione dei lavoratori mediante appositi corsi e si era avvantaggiata per l’imposizione di ritmi di lavoro, che prescindevano dalla messa in sicurezza della macchina, tramite il raffreddamento della stessa, prima dell’intervento riparatore, in tal modo conseguendo, a scapito della sicurezza dei lavoratori, un aumento della produttività. Secondo quanto esposto dalla Corte di merito, i testi non riferivano dell’esistenza di una prassi esplicita volta a favorire la produzione aziendale, ma essa era insita nel divieto di ritardare in caso di ripetizione dell’inconveniente del tappo.
Inoltre, deve escludersi la dedotta violazione dell’art. 521 cod. proc. pen. Nei procedimenti per reati colposi, la sostituzione o l’aggiunta di un particolare profilo di colpa, sia pure specifica, al profilo di colpa originariamente contestato, non vale a realizzare diversità o immutazione del fatto ai fini dell’obbligo di contestazione suppletiva di cui all’art. 516 cod. proc. pen. e dell’eventuale ravvisabilità, in carenza di valida contestazione, del difetto di correlazione tra imputazione e sentenza ai sensi dell’art. 521 dello stesso codice (Sez. 4, n. 18390 del 15/02/2018, Di Landa, Rv. 273265 […]).
Ciò posto sui principi giurisprudenziali affermati in materia, va comunque rilevato che al [omissis] ed alla società era stata ritualmente contestata un’ipotesi di colpa specifica concernente l’omessa adeguata previsione di un modello organizzativo adeguato, nel quale rientra anche la mancata formazione dei dipendenti, aspetto adeguatamente trattato nel corso del procedimento sin dal primo grado di giudizio, in ordine al quale era stata adeguatamente riconosciuta la possibilità di difendersi>.
Cassazione penale sez. IV, 28/05/2019, n.29538
In tema di responsabilità degli enti derivante da reati colposi di evento in violazione della normativa antinfortunistica, il vantaggio di cui all’art. 5, d.lg. 8 giugno 2001, n. 231, operante quale criterio di imputazione oggettiva della responsabilità, può consistere anche nella velocizzazione degli interventi manutentivi che sia tale da incidere sui tempi di lavorazione.
Cassazione penale sez. IV, 15/02/2018, n.18390
Nei procedimenti per reati colposi, la sostituzione o l’aggiunta di un particolare profilo di colpa, sia pure specifica, al profilo di colpa originariamente contestato, non vale a realizzare diversità o immutazione del fatto ai fini dell’obbligo di contestazione suppletiva di cui all’art. 516 cod. proc. pen. e dell’eventuale ravvisabilità, in carenza di valida contestazione, del difetto di correlazione tra imputazione e sentenza ai sensi dell’art. 521 stesso codice. (Nella fattispecie, in tema di omicidio colposo stradale, la Corte ha escluso la dedotta violazione di legge nell’ipotesi di condanna per imperizia e mancato rispetto di norme cautelari previste dal codice della strada, diverse da quelle in contestazione).
Cassazione penale sez. IV, 19/05/2009, n.31968
Nei procedimenti per reati colposi, la sostituzione o l’aggiunta di un particolare profilo di colpa, sia pure specifica, al profilo di colpa originariamente contestato, non vale a realizzare diversità o immutazione del fatto ai fini dell’obbligo di contestazione suppletiva di cui all’art. 516 cod. proc. pen. e dell’eventuale ravvisabilità, in carenza di valida contestazione, del difetto di correlazione tra imputazione e sentenza ai sensi dell’art. 521 stesso codice. (Nella specie, la Corte ha escluso la dedotta violazione di legge nell’ipotesi di condanna del medico per le lesioni colpose gravissime cagionate, in esito ad un parto, ad un neonato, anche per la violazione del dovere di informare la partoriente in ordine alle possibili complicanze per un parto per via vaginale per le dimensioni del nascituro, laddove la contestazione riguardava altri profili di colpa).
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