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Timestamp: 2017-11-19 03:14:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1117', 'art. 19', 'art. 90', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 2', 'sentenza ']

Novità fiscali del 13 maggio 2009: ICI 2009: approvato il modello di dichiarazione e le relative istruzioni; preavviso di fermo amministrativo auto: è atto impugnabile presso il giudice tributario; esenzione dall’ICI per immobili di enti sportivi; elenchi aggiornati del 5 per mille; l'IVA sulla fattura dell'avvocato la paga chi soccombe
Novità fiscali del 13 maggio 2009: ICI 2009: approvato il modello di dichiarazione e le relative istruzioni; preavviso di fermo amministrativo auto: è atto impugnabile presso il giudice tributario; esenzione dall’ICI per immobili di enti sportivi; elenchi aggiornati del 5 per mille; l’IVA sulla fattura dell’avvocato la paga chi soccombe
1) Preavviso di fermo amministrativo auto: è atto impugnabile presso il giudice tributario
2) Non si applica la maxi sanzione Inps per le carenze organizzative della Camera di Commercio
3) ICI 2009: Approvato il modello di dichiarazione e le relative istruzioni
4) Esenzione dall’ICI: Le condizioni per fruirne sugli immobili utilizzati per le attività sportive
5) Pubblicati gli elenchi aggiornati sul 5 per mille del 2009
6) Spese processuali: L’IVA sulla fattura del legale deve essere pagata dal soccombente
7) Giurisdizione tributaria sul canone per installazione dei mezzi pubblicitari
La Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 10672/2009, ha stabilito che il preavviso di fermo amministrativo dell’autoveicolo, emesso dall’Amministrazione finanziaria nei confronti del contribuente moroso, è un atto impugnabile.
Infatti, tale atto, pur non essendo contenuto nell’elenco dei provvedimenti impugnabili ai sensi dell’art. 19, D.Lgs. n. 546/1992, è immediatamente lesivo della posizione soggettiva del contribuente, giacché avvisa il medesimo soggetto sulla procedura di fermo aperta nei suoi confronti.
Pertanto, la competenza a decidere nel merito riguarda il giudice tributario, poiché si tratta di procedura speciale attinente crediti di natura tributaria.
In sostanza, per i giudici supremi il preavviso di fermo svolge una funzione analoga a quella dell’avviso di mora nel quadro della comune procedura esecutiva esattoriale.
(Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 10672/2009)
Non è sanzionabile il lavoratore autonomo, il titolare di impresa individuale o il socio di una società di persone o di capitali, regolarmente iscritta nel Registro delle imprese, per il fatto di non risultare assicurato all’INPS, gestione artigiani e commercianti, a causa di carenze organizzative della Camera di commercio o dell’Istituto.
Il Ministero del lavoro ha precisato che, in tale ipotesi, è ammesso il recupero dei contributi dovuti dalla data di costituzione della società, applicando il tasso ufficiale di riferimento aumentato di 5,5 punti percentuali, fino al limite del 40%.
In particolare, il Ministero del Lavoro con la lettera n. 6690/2009 ha risposto ad un quesito di una D.P.L. in merito all’applicazione della c.d. maxi sanzione ad imprenditori a società iscritte al Registro delle imprese precisando di non avere ritenuto imputabile al lavoratore autonomo, titolare d’impresa individuale o socio di una società di persone o di capitali, regolarmente iscritta nel Registro delle imprese, il fatto di non risultare assicurato all’INPS, gestione artigiani e commercianti, per carenze organizzative della Camera di commercio o dell’Istituto.
Per conseguenza, in tale caso, non deve essere applicata alcuna sanzione amministrativa ed in particolare la cosiddetta maxi-sanzione per “lavoro nero”, fermo restando il recupero dei contributi dovuti dalla data di costituzione della società, applicando il tasso ufficiale di riferimento aumentato di 5,5 punti percentuali, fino al limite del 40%.”
(Nota Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali n. 6690 del 07.05.2009)
Il Ministero dell’Economia e Finanze con il Decreto del 12.05.2009, ha approvato, con le relative istruzioni, l’annesso modello di dichiarazione agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili per l’anno 2008 e seguenti, da utilizzare per gli adempimenti attualmente previsti in materia di riduzione dell’imposta e nei casi in cui le modificazioni soggettive ed oggettive che danno luogo ad una diversa determinazione degli importi dovuti dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche.
Tale modello di dichiarazione deve essere, altresì, utilizzato in tutti gli altri casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta comunale sugli immobili non sono acquisibili da parte dei comuni attraverso la consultazione della banca dati catastale.
Per i casi ordinari non si presenta più la dichiarazione ICI
La semplificazione ha comportato che non deve essere presentata la dichiarazione ICI quando gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta comunale dipendono da atti per i quali sono applicabili le procedure telematiche riguardanti la disciplina del modello unico informatico (MUI).
Casi in cui si deve, invece, presentare la dichiarazione ICI
Le medesime norme di semplificazione prevedono che la dichiarazione ICI deve comunque essere presentata quando:
– Gli immobili godono di riduzioni dell’imposta;
– Gli immobili sono stati oggetto di atti per i quali non è stato utilizzato il MUI (in questa tipologia rientra anche il caso degli immobili ubicati nei comuni dove le funzioni amministrative statali in materia di catasto sono delegate alle province autonome di Trento e di Bolzano – Bozen);
– Il comune non è comunque in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria.
– l’immobile è stato oggetto di locazione finanziaria;
– l’atto costitutivo, modificativo o traslativo del diritto ha avuto ad oggetto un’area fabbricabile;
– l’immobile è assegnato al socio della cooperativa edilizia a proprietà indivisa oppure è variata la destinazione ad abitazione principale dell’alloggio;
– l’immobile è stato concesso in locazione dagli istituti autonomi per le case popolari (IACP) e dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità;
– l’immobile ha perso oppure ha acquistato durante l’anno di riferimento il diritto all’esenzione o all’esclusione dall’ICI (non si deve comunque presentare la dichiarazione nel caso in cui l’esenzione riguardi l’abitazione principale disposta dall’art. 1 del D. L. 27 maggio 2008, n. 93, convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 126);
– è intervenuta, relativamente all’immobile, un’estinzione del diritto di abitazione, uso, enfiteusi o di superficie, a meno che tale estinzione non dipenda da atto per il quale sono state applicate le procedure telematiche del MUI;
– le parti comuni dell’edificio indicate nell’art. 1117, n. 2 del codice civile sono accatastate in via autonoma (nel caso in cui venga costituito il condominio la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto di tutti i condomini);
– l’immobile è oggetto di diritti di godimento a tempo parziale di cui al D. Lgs. 9 novembre 1998, n. 427 (multiproprietà): L’art. 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ha, infatti, stabilito che solo il pagamento dell’ICI deve essere effettuato dall’amministratore del condominio o della comunione, mentre l’obbligo di presentazione della dichiarazione resta a carico dei singoli soggetti passivi;
(Ministero dell’Economia e Finanze, Decreto del 12.05.2009, prot. 14640)
Riguardo la problematica dell’esenzione dall’ICI per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, in una nota apparsa sulla rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate del 11.05.2009 è stato precisato che:
“L’esenzione deve essere riconosciuta agli immobili dove vengono esercitate le attività sportive rientranti nelle discipline riconosciute dal CONI, a condizione che siano svolte dalle associazioni sportive e dalle relative sezioni non aventi scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi dell’art. 90 della legge n. 289 del 2002.
Per quanto attiene alle modalità di esercizio, è necessario che l’ente svolga nell’immobile esclusivamente attività sportiva agonistica “organizzata” direttamente (ad esempio: partite di campionato, organizzazione di corsi, tornei) e non si limiti a mettere a disposizione l’immobile per l’esercizio individuale dello sport (ad esempio: affitto di campi da tennis, gestione di piscine con ingressi a pagamento, affitto di campi da calcio a singoli o gruppi).
Da quanto esposto consegue che l’esenzione non deve essere riconosciuta ai palazzotti dello sport, ai campi ed agli impianti sportivi nei quali l’attività svolta dall’ente non è direttamente quella “sportiva”, ma di affitto degli spazi”.
Quindi, in presenza di tali condizioni le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono direttamente l’attività sportiva possono usufruire dell’esenzione da ICI per gli immobili utilizzati.
Si ricorda che l’ultima, recente, prolissa circolare del Ministero delle Finanze, emanata sullo stesso argomento, in taluni punti ha, invece, fornito interpretazioni della norma che avevano sollevato dubbi tra gli operatori del settore.
Sono stati aggiornati gli elenchi del 5 per mille: Sono 46.361 i soggetti ai quali i contribuenti potranno destinare una quota della propria Irpef con la dichiarazione di quest’anno.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 11.05.2009 sul sito, www.agenziaentrate.gov.it, gli elenchi aggiornati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e della ricerca scientifica.
Nessuna modifica per l’elenco della ricerca sanitaria.
I nuovi elenchi, che sostituiscono quelli pubblicati il 28.04.2009, tengono conto delle rettifiche di alcuni dati anagrafici e sono integrati con i nominativi di enti ammessi a seguito della verifica di errori di iscrizione.
Il risultato è che gli enti iscritti nell’elenco del volontariato sono ora 31.884, mentre nella precedente versione erano 31.849.
Le associazioni sportive dilettantistiche passano a 5.861, a fronte delle precedenti 5.855, e gli enti dell’Università e della ricerca aumentano di due unità, e sono ora 423.
Restano immutati, invece, i 93 enti della ricerca sanitaria.
In totale, quindi, i soggetti presenti nei quattro elenchi definitivi sono 38.261. A questi si sommano anche gli 8.100 Comuni italiani, che possono ricevere le preferenze, per le attività sociali svolte, dai cittadini in ciascuno di essi residenti.
I contribuenti possono consultare agevolmente gli elenchi pubblicati, utilizzando l’apposito motore di ricerca che consente l’individuazione, per denominazione, codice fiscale o per provincia di appartenenza.
Viene ricordato che gli enti del volontariato, iscritti nell’elenco curato dall’Agenzia, dovranno inviare, entro il 30 giugno 2009, a pena di decadenza, a mezzo raccomandata a.r., alla direzione regionale dell’Agenzia territorialmente competente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui attestano il permanere dei requisiti per essere ammessi nell’elenco.
Alla dichiarazione, che deve essere resa dal legale rappresentante dell’ente e redatta su modulo conforme a quello approvato con DPCM del 3 aprile 2009 e pubblicato sul sito dell’Agenzia, deve essere allegata, anche in questo caso a pena di decadenza, copia fotostatica del documento di riconoscimento del legale rappresentante dell’ente che sottoscrive l’atto.
Anche le associazioni sportive dilettantistiche, inserite nell’apposito elenco curato dall’Agenzia delle Entrate, dovranno compilare una dichiarazione sostitutiva secondo il modello, scaricabile dal sito dell’Agenzia.
La dichiarazione sostitutiva va inviata, sempre a pena di decadenza, entro il 30 giugno prossimo, alla struttura periferica del CONI territorialmente competente.
Una volta completata l’acquisizione delle dichiarazioni sostitutive, le amministrazioni interessate (Agenzia delle Entrate, CONI e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) attiveranno i controlli a campione per gli enti di rispettiva competenza, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti dichiarati, necessari per l’ammissione al beneficio.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 11.05.2009)
L’IVA, infatti, rientra nel computo degli oneri di lite dovuti dalla parte soccombente.
È obbligo del soccombente rimborsare la parte vittoriosa dell’Iva da quest’ultima versata al proprio legale di fiducia in sede di rivalsa.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 10336/2009, ha respinto il ricorso di una Asl che si era opposta, senza successo, a un decreto ingiuntivo, emesso nei suoi confronti, per il recupero delle spese processuali di un farmacista.
Il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari ha natura tributaria.
La Corte costituzionale ha, in tal modo, respinto la questione di legittimità sollevata dalla Commissione provinciale di Genova.
La Consulta, con la sentenza n. 141 del 08.05.2009, ha, in particolare, dichiarato non fondata la questione di legittimità – sollevata dalla C.T.P. di Genova in riferimento all’art. 102, comma 2, della Costituzione – della norma secondo cui “appartengono alla giurisdizione tributaria…le controversie attinenti l’imposta o il canone comunale sulla pubblicità” (art. 2 del D.Lgs. n. 546/1992).
(Corte Costituzionale, sentenza n. 141 del 08.05.2009)