Source: http://societapiu.it/articoli/news/parlamento-lavori-corso-al-3-dicembre-2019
Timestamp: 2019-12-13 11:24:32+00:00
Document Index: 21565167

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 49', 'art. 17', 'art. 25', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 39']

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Parlamento lavori in corso al 3 dicembre 2019
03 Dicembre 2019 | La Redazione Controllo interno nella s.r.l.
Tabella di riepilogo | Modifiche al regime dell’utilizzo del contante | Modifiche della disciplina penale e della responsabilità amministrativa degli enti | Modifiche alla disciplina dei contratti di locazione |
Conversione in legge del DL 124/2019, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili (*)
La Commissione Finanze (VI) della Camera ha proseguito l’esame del provvedimento di “Conversione in legge del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili” e dei relativi emendamenti. Il seguito dell’esame è stato rinviato.
Il convertendo decreto legge ridefinisce, all’art. 18, i limiti all'uso del contante e dei titoli al portatore, disciplinati dall’art. 49 D.Lgs. 231/2007, che si applicano:
a) l trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche;
b) alla negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti (iscritti nella sezione prevista dall'art. 17 bis D.Lgs. 141/2010) i quali esercitano professionalmente nei confronti del pubblico dell'attività di cambiavalute.
In entrambi i casi il valore soglia, pari a 3.000 euro nella legislazione previgente, è ridotto:
- a 2.000 euro a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021;
- a 1.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022.
La Commissione Finanze (VI) della Camera ha proseguito l’esame del provvedimento di “Conversione in legge del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili” e dei relativi emendamenti.
La norma modifica, tra l’altro, la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti, introducendo nel D.Lgs. 231/2001 l’art. 25 quinquiesdecies (art. 39 c. 2 DL 124/2019). Le disposizioni previste saranno efficaci solo dopo la conversione in legge del decreto in commento.
Nel corso dell’esame in sede di conversione, è stato approvato l’emendamento all’art. 39 c. 2 DL 124/2019 che ne sostituisce il testo. Nel nuovo testo, l’art. 25 quinquiesdecies include tra gli illeciti che costituiscono presupposto della responsabilità anche i reati tributari di cui al D.Lgs. 74/2000.
In particolare, si applicano all'ente ritenuto responsabile le seguenti sanzioni pecuniarie:
a) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'art. 2 c. 1 D.Lgs. 74/2000, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
b) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'art. 2 c. 2 bis D.Lgs. 74/2000, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;
c) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici previsto dall'art. 3 D.Lgs. 74/2000, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
d) per il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'art. 8 c. 1 D.Lgs. 74/2000, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
e) per il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'art. 8 c. 2-bis D.Lgs. 74/2000, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;
f) per il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili previsto dall'art. 10 D.Lgs. 74/2000, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;
g) per il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte previsto dall'art. 11 D.Lgs. 74/2000, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote.
Se, in seguito alla commissione dei delitti indicati, l'ente ha conseguito un profitto di rilevante entità, la sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo.
La norma prevede anche l’applicazione delle seguenti sanzioni interdittive:
- divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio (art. 9 c. 2 lett. c) D.Lgs. 231/2001);
- esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi (art. 9 c. 2 lett. d) D.Lgs. 231/2001);
- divieto di pubblicizzare beni o servizi (art. 9 c. 2 lett. e) D.Lgs. 231/2001).
Nel testo originario del decreto, l’art. 25 quinquiesdecies D.Lgs. 231/2001 include tra gli illeciti che costituiscono presupposto della responsabilità solo il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (di cui all’art. 2 D.Lgs. 74/2000) (art. 39 c. 2 DL 124/2019).
Quando il reato di dichiarazione fraudolenta è commesso anche a vantaggio dell’ente è prevista la sanzione pecuniaria fino a 500 quote. Non sono previste sanzioni interdittive.
La Commissione 5a Senato, in sede referente, ha proseguito l'esame del “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022” (S. 1586) con l’esame e la votazione degli emendamenti presentati. Il seguito dell'esame è stato rinviato.