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Timestamp: 2017-01-24 03:06:35+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 476', 'art. 482', 'art. 481', 'art. 481', 'art. 482', 'art. 482', 'art. 477', 'art. 476', 'art. 477', 'art. 477', 'art. 482', 'art. 1']

Art. 482 codice penale: Falsità materiale commessa dal privato
HOME Codice penale Articoli Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015 Codice penale Art. 482 codice penale: Falsità materiale commessa dal privato L’AUTORE: Redazione
Il diploma di un istituto alberghiero e la certificazione di servizio presso lo stesso istituto dei quali sia stata accertata la falsità, rientrano nella previsione dell'art. 476 in relazione all'art. 482 c.p., trattandosi di atti provenienti da pubblico ufficiale che ne certifica il contenuto.
Tribunale Napoli sez. VI 10 novembre 2014 n. 14069 La fotocopia, di cui non sia autenticata la conformità all'originale nelle forme di legge, non ha di per sé valenza probatoria, potendo assumere una tale efficacia solo nei casi espressamente previsti dall'ordinamento giuridico, sicchè non può dirsi integrato il reato di falsità in atto pubblico di cui agli artt. 476 e 482 c.p. nella condotta dell'imputato che sia intervenuto su semplici fotocopie (fattispecie relativa ad un provvedimento della Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici con il quale si autorizzava l'esecuzione di lavori di ristrutturazione del fabbricato inviato a mezzo fax dall'imputato).
Cassazione penale sez. V 09 ottobre 2014 n. 8870 In tema di falsità in atti, il certificato di esecuzione dei lavori (CEL) rilasciato da committenti privati e funzionale a far conseguire al destinatario la qualificazione SOA per l'esecuzione di appalti pubblici costituisce certificato emesso da soggetto esercente un servizio di pubblica necessità e non atto pubblico, sicchè la sua falsificazione assume rilievo penale esclusivamente nei limiti di cui all'art. 481 cod. pen., e cioè solo nel caso di falso ideologico, e non anche nel caso di falsità materiale, non essendo l'art. 481 cod. pen. richiamato dall'art. 482 cod. pen. (In motivazione, la Corte ha evidenziato che la regolamentazione del CEL ad opera di norme di diritto pubblico non ha rilievo dirimente ai fini dell'individuazione della natura dell'atto, poichè la legge, nel disciplinare la procedura di qualificazione degli appaltatori di lavori pubblici, ha specificamente indicato quali attività della sequenza procedimentale possono considerarsi espressione dell'esercizio di funzioni di natura pubblicistica). (Rigetta in parte, App. Brescia, 26/10/2012 )
Cassazione penale sez. V 10 giugno 2014 n. 32046 Ai sensi dell'art. 482 c.p., le condotte di falsificazione di copie che tengono luogo, come nella specie, degli originali, qualora il relativo documento abbia l'apparenza dell'originale e sia utilizzato come tale, non presentandosi come mera riproduzione fotostatica (riconosciuta, nella specie, la responsabilità dell'imputato, legittimo titolare di un permesso per invalidi, che aveva utilizzato la fotocopia di tale permesso su una vettura utilizzata eccezionalmente, a causa del problema meccanico dell'automobile usata di solito; a detta della Corte, l'imputtao avrebbe potuto tranquillamente portare con sé il pass sull'altro veicolo adoperato, invece di predisporre un duplicato).
Cassazione penale sez. V 11 aprile 2014 n. 26799 Integra il delitto di falsità materiale in certificato amministrativo commesso da privato (art. 477 e 482 c.p.), la sostituzione della fotografia apposta sulla carta di identità con quella di altro soggetto, mantenendo inalterati i dati anagrafici e gli altri elementi identificativi. (Annulla senza rinvio, App. Palermo, 11/06/2012 )
Cassazione penale sez. V 18 ottobre 2013 n. 6337 Esibire al personale di un centro commerciale, addetto ai finanziamenti per gli acquisti, una falsa carta di identità, recante, in fotografie, l'effigie dell'imputato, ma i dati anagrafici di una diversa persona, è riconducibile al paradigma normativo di cui ai richiamati artt. 477 e 482 c.p.
Cassazione penale sez. V 18 ottobre 2013 n. 6337 La contraffazione degli attestati di versamento (cosiddetti modelli F24), rilasciati al privato dagli istituti di credito delegati per la riscossione delle imposte, integra il reato di falsità materiale in atto pubblico di cui agli art. 476 e 482 c.p., trattandosi di atti che attestano il pagamento, avvenuto alla presenza del dipendente della banca delegata, ed il conseguente adempimento dell'obbligazione tributaria, con efficacia pienamente liberatoria. Rigetta, App. Milano, 29/10/2012
Cassazione penale sez. V 10 ottobre 2013 n. 50569 Integra il delitto di falso per soppressione di certificati commesso da privato (art. 477, 482 e 490 c.p.), la condotta di colui che, disponendo di animali bovini regolarmente muniti di marchio identificativo auricolare e del corrispondente passaporto cartaceo - attestante l'avvenuta sottoposizione ai prescritti controlli sanitari - abbini abusivamente tali documenti ad altri animali destinati alla macellazione ed al successivo impiego alimentare, non sottoposti ai summenzionati controlli. Annulla in parte con rinvio, App. Reggio Calabria, 15/12/2011
Cassazione penale sez. V 05 marzo 2013 n. 17979 Sussiste il reato di cui agli artt. 477 e 482 c.p. tutte le volte in cui la copia del documento abbia l'apparenza e sia utilizzata come originale, considerata anche la notevole sofisticazione raggiunta dai macchinari utilizzati, e come tale sia idoneo a trarre in inganno la pubblica fede (nella specie, la Corte ha confermato la configurabilità del reato de quo nell'apposizione sul parabrezza di un auto di una copia a colori del permesso di parcheggio invalidi, in tutto simile all'originale, che consentiva di rilevare la sua reale natura solo a seguito di un attento esame, svolto dall'interno del mezzo, poiché solo nella parte posteriore, non esposta, riportava la dicitura copia, e conseguentemente poteva sfuggire ad un controllo meno approfondito).
Cassazione penale sez. fer. 17 agosto 2012 n. 40875 In tema di falsità in atti, deve ravvisarsi l’ipotesi di falso richiamata dall’art. 477 c.p. in rapporto all’art. 482 c.p., in relazione alla ricevuta di invio telematico relativa alla domanda di emersione di lavoro irregolare ex art. 1 ter l. n. 109 del 2009, che presenti numero identificativo della domanda e codice di verifica contraffatti ed indichi quale soggetto richiedente e quale lavoratore due soggetti che non risultavano avere presentato né essere destinatari di alcuna domanda di emersione.
Tribunale Torino sez. V 11 maggio 2012
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