Source: https://www.leggioggi.it/allegati/garante-privacy-il-testo-completo-del-divieto-sulle-mail-del-movimento-cinque-stelle/
Timestamp: 2019-06-25 06:15:04+00:00
Document Index: 9432801

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 68', 'art. 616', 'art. 93', 'art.11', 'art. 11', 'sentenza\n']

Garante Privacy,il testo del divieto sulle mail del MoVimento 5 Stelle
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Garante Privacy, il testo del divieto sulle mail del MoVimento 5 Stelle
Divieto del trattamento di dati personali contenuti in corrispondenza privata acquisita illecitamente – 6 maggio 2013
n. 229 del 6 maggio 2013
VISTE le notizie di stampa diffuse nei giorni scorsi relativamente all’indebita intrusione nella corrispondenza elettronica di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle e nella captazione del contenuto di loro mail private;
VISTE le più recenti informazioni secondo le quali l’intero contenuto di numerose mail appartenenti a deputati del Movimento 5 Stelle sarebbe stato pubblicato sulla rete;
TENUTO CONTO che in data 3 maggio 2013 una delegazione di parlamentari del Movimento 5 Stelle ha sollevato la questione direttamente negli uffici dell’Autorità;
RILEVATA l’effettiva reperibilità sulla rete internet di mail riconducibili a taluni deputati del Movimento 5 Stelle;
CONSIDERATO che l’attività descritta configura una grave violazione di una diritto fondamentale tutelato dall’art. 15 della Costituzione il quale garantisce l’inviolabilità della libertà e segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione;
CONSIDERATE altresì le particolari garanzie poste dall’art. 68 della Costituzione a tutela delle comunicazioni e della corrispondenza dei membri del Parlamento;
CONSIDERATO che la vicenda in esame può determinare innanzitutto responsabilità di natura penale (artt. 616 e ss. cod. pen.) il cui accertamento, per il caso di specie, è già al vaglio dell’autorità giudiziaria;
CONSIDERATO in particolare che, ai sensi del citato art. 616 cod. pen., è punibile penalmente «chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta…» (comma 1); considerato che è punito più gravemente «se il colpevole senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza… se dal fatto deriva nocumento… » (comma 2);
CONSIDERATO altresì che qualora la corrispondenza abbia “carattere confidenziale o si riferisca alla intimità della vita privata”, trova applicazione anche l’art. 93 della legge 22 aprile 1941, n. 633, il quale prevede che è necessario il consenso dell’autore e del destinatario della corrispondenza stessa affinché questa possa essere “pubblicat(a), riprodott(a) od in qualunque modo portat(a) alla conoscenza del pubblico”;
RILEVATO che la vicenda assume rilievo anche sotto il profilo della vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali (Codice in materia di protezione dei dati personali, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito “Codice”), configurandosi quale trattamento di dati riferibili a persone identificate e che il trattamento medesimo è da ritenersi illecito in quanto avvenuto in violazione della legge (art.11, comma 1, lett. a) e b) del Codice);
RILEVATO che esso ha comportato l’acquisizione e la diffusione di dati personali all’insaputa e contro la volontà degli interessati;
RILEVATO che tale violazione determina una lesione del diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali non solo dei parlamentari intestatari degli indirizzi di posta elettronica, ma di tutti coloro che sono entrati in contatto con essi attraverso tale mezzo di comunicazione, nonché eventualmente di terzi citati all’interno delle comunicazioni;
CONSIDERATO che l’illiceità ab origine del trattamento di dati personali estende i suoi effetti anche ai successivi trattamenti, rendendo illecita ogni altra successiva operazione di raccolta, conservazione e ulteriore utilizzo dei medesimi dati (art. 11, comma 2, del Codice);
RILEVATO che in caso di inosservanza del presente provvedimento si renderanno applicabili le sanzioni previste agli artt. 162, comma 2-ter e 170 del Codice;
RITENUTO di dover dare pubblicità al presente provvedimento, anche mediante la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, al fine di rendere edotti coloro che dispongono delle suddette mail del divieto di ogni loro ulteriore trattamento e del conseguente obbligo di provvedere alla loro cancellazione;
2) dispone che l’Ufficio curi la più ampia pubblicità del presente provvedimento, anche mediante la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, al fine di rendere edotti coloro che dispongono delle suddette mail del divieto di ogni loro ulteriore trattamento e del conseguente obbligo di provvedere alla loro cancellazione.
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