Source: https://www.studiovasini.it/news/circolare-10/
Timestamp: 2020-04-09 11:33:36+00:00
Document Index: 83667498

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2188', 'art. 2468', 'art. 2468', 'art. 2474', 'art. 5', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 17']

Circolare 10 :: Studio Vasini snc Amministrazioni Condominiali e Immobiliari, Servizi e Consulenze c/Terzi
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Santarcangelo 09/10/2012
Circolare Clienti n. 10
Comunicato Stampa del Ministero del Lavoro del 5.10.2012
Lavoro per giovani e donne, attivato Fondo oltre 230 milioni di euro Firmato il decreto interministeriale per risorse subito disponibili. Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero ha firmato il decreto interministeriale che consentirà di riconoscere ai datori di lavoro privati incentivi da destinare al sostegno dell’occupazione dei giovani e delle donne. La misura, che ha carattere straordinario e può contare su risorse finanziarie di oltre 230 milioni di euro, riguarderà i rapporti di lavoro stabilizzati o attivati entro il 31 marzo 2013. I contributi verranno riconosciuti per contratti stipulati con giovani di età fino a ventinove anni ovvero con donne indipendentemente dall’età anagrafica, secondo limiti numerici per ciascun datore di lavoro che consentano di rispettare la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato.
Nascono le start up innovative, agevolazioni e adempimenti
Con le start up innovative si intende favorire la crescita, lo sviluppo tecnologico, l’occupazione, in particolare giovanile, in un quadro di sviluppo coerente con gli obiettivi dell’Unione europea ed in linea con le raccomandazioni formulate dal Consiglio dei Ministri dell’Unione europea e recepite nel Programma Nazionale di Riforma 2012 pubblicato in allegato al Documento di Economia e Finanza (DEF) del 2012, di nuova cultura imprenditoriale, di creazione di un ecosistema maggiormente favorevole all’innovazione, di maggiore mobilità sociale e attrazione di talenti e capitali dall’estero.
Di seguito si sintetizza la disciplina che regola le nuove forme societarie, con l’avvertenza che, nella versione finale del D.L. che andrà in G.U. (e a cui si rimanda per un quadro definitivo) ci potrebbero essere alcune lievi differenze rispetto a quanto sotto riportato.
Start up innovative: introduzione e requisiti
Si tratta di una società di capitali, anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europae, fiscalmente residente in Italia, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione che possiede i seguenti requisiti:
1) le spese in ricerca e sviluppo sono superiori al 30 per cento del maggiore valore fra spese totali e valore della produzione della start up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l’acquisto di beni immobili. Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start up innovativa;
Inoltre, viene disposto che le società già costituite alla data di entrata in vigore del decreto e già in possesso dei requisiti di cui sopra, sono considerate start up innovative se entro 60 giorni dalla stessa data depositano presso il registro delle imprese una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che attesti il possesso dei predetti requisiti. In tal caso, la nuova disciplina si applica per un periodo:
- di 4 anni dalla data di entrata in vigore del D.L., se la start up innovativa è stata costituita entro i 2 anni precedenti;
- di 3 anni, se è stata costituita entro i 3 anni precedenti;
- di 2 anni, se è stata costituita entro i 4 anni precedenti.
Infine, vengono definite start up a vocazione sociale le start up innovative che operano in via esclusiva nei settori indicati per le imprese sociali (art. 2 comma 1 D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 155).
Incubatori di start up innovative
Viene anche introdotta la figura dell’incubatore di start up innovative certificato: si tratta di una società di capitali, anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europae, fiscalmente residente in Italia, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start up innovative ed è in possesso dei seguenti requisiti:
a) dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere start up innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;
b) dispone di attrezzature adeguate all’attività delle start up innovative, quali sistemi di accesso alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;
d) ha regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start up innovative;
e) ha adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a start up innovative.
Il possesso dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) è autocertificato dall’incubatore di start up innovative, al momento di iscrizione al R.I., mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale, sulla base di indicatori e relativi valori minimi che sono stabiliti con un apposito decreto del MSE da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.
Il possesso del requisito di cui alla lettera e) è autocertificato dall’incubatore di start up innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale, sulla base di valori minimi individuati con il medesimo decreto MSE con riferimento ai seguenti indicatori:
a) numero di candidature di progetti di costituzione e/o incubazione di start up innovative ricevute e valutate nel corso dell’anno;
b) numero di start up innovative avviate e ospitate nell’anno;
c) numero di start up innovative uscite nell’anno;
e) percentuale di variazione del numero complessivo degli occupati rispetto all’anno, precedente;
f) tasso di crescita media del valore della produzione delle start up innovative incubate;
g) capitale di rischio raccolto dalle start up innovative incubate;
h) numero di brevetti registrati dalle start up innovative incubate, tenendo conto del relativo settore merceologico di appartenenza.
Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura istituiranno una apposita sezione del registro delle Imprese di cui all’art. 2188 c.c. per l’iscrizione delle start up innovative e degli incubatori certificati.
Ai fini dell’iscrizione nella sezione del R.I., la sussistenza dei requisiti per l’identificazione della start up innovativa e dell’incubatore certificato è attestata mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale rappresentante.
Le imprese start up innovative e gli incubatori certificati assicurano l’accesso informatico alle suddette informazioni dalla home page del proprio sito Internet.
Per l’iscrizione nella nuova sezione del registro imprese viene previsto che:
- la start up innovativa deve compilare e presentare apposita domanda in formato elettronico, contenente le seguenti informazioni:
i) elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale;
- l’incubatore certificato deve compilare e presentare apposita domanda in formato elettronico, contenente le seguenti informazioni recanti i valori degli indicatori, conseguiti dall’incubatore certificato alla data di iscrizione:
h) indicazione dell’esperienza acquisita nell’attività di sostegno a start up innovative.
Le informazioni di cui sopra debbono essere aggiornate con cadenza non superiore a sei mesi.
Inoltre, entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della start up innovativa o dell’incubatore certificato attesta il mantenimento del possesso dei requisiti previsti e deposita tale dichiarazione presso l’Ufficio del registro delle imprese.
Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti, la start up innovativa o l’incubatore certificato sono cancellati d'ufficio dalla sezione speciale del R.I., permanendo l'iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle imprese.
Deroga al diritto societario
Per le nuove figure vengono previste alcune deroghe in materia societaria.
Tra gli altri, viene previsto che l’atto costitutivo delle start up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata può creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, commi 2 e 3, c.c..
• non si applicano le norme in materia di società di comodo;
• in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, comma 1, c.c., le quote di partecipazione in start-up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali di introdotti dal D.L., nei limiti previsti dalle leggi speciali;
• nelle start-up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’art. 2474 c.c. non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali;
• l’atto costitutivo delle start up innovative e degli incubatori certificati può prevedere, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479-bis c.c.;
• la start-up innovativa e l’incubatore certificato dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese sono esonerati dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio. L’esenzione è dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l’acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quarto anno di iscrizione
Start-up innovative e incubatori certificati: remunerazione con strumenti finanziari
Prevista l’esenzione da tassazione IRPEF e da contribuzione del reddito di lavoro derivante dall’assegnazione, da parte delle start up innovative e degli incubatori certificati, ai propri amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi di strumenti finanziari o di ogni altro diritto o incentivo che preveda l’attribuzione di strumenti finanziari o diritti similari ovvero la corresponsione in denaro del valore di tali strumenti finanziari o diritti, nonché dall’esercizio di diritti di opzione attribuiti per l’acquisto di tali strumenti finanziari.
L’agevolazione decade nel caso in cui tali strumenti finanziari o diritti siano riacquistati dalla start up innovativa, dalla società emittente o da qualsiasi soggetto che direttamente o indirettamente controlla o è controllato dalla start up innovativa ovvero è controllato dallo stesso soggetto che controlla la start up innovativa.
Tale esenzione:
- si applica esclusivamente con riferimento all’attribuzione di azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o diritti emessi dalla start up innovativa e dall’incubatore certificato con la quale i soggetti suddetti intrattengono il proprio rapporto di lavoro, nonché di quelli emessi da società direttamente o indirettamente controllate da una start up innovativa o da un incubatore certificato,
- si applica con riferimento al reddito di lavoro derivante dagli strumenti finanziari e dai diritti attribuiti e assegnati ovvero ai diritti di opzione attribuiti e esercitati dopo l’entrata in vigore del D.L..
- le azioni, le quote e gli strumenti finanziari partecipativi emessi a fronte dell'apporto di opere e servizi resi in favore di start up innovative o di incubatori certificati, ovvero di crediti maturati a seguito della prestazione di opere e servizi, ivi inclusi quelli professionali, resi nei confronti delle stesse, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del soggetto che effettua l'apporto, al momento della loro emissione o al momento in cui è operata la compensazione che tiene luogo del pagamento;
- le plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso degli strumenti finanziari di cui sopra sono assoggettate ai regimi loro ordinariamente applicabili.
Agevolazioni in materia di lavoro dipendente
Previste, per le start up innovative, specifiche regole in materia di rapporti di lavoro dipendente che si applicano per il periodo di 4 anni dalla data di costituzione, ovvero per il più limitato periodo di cui si è detto in precedenza, per le società già costituite.
In particolare, viene disposto che le start up innovative possono stipulare contratti di lavoro dipendente a tempo determinato per una durata minima di 6 mesi ed una massima di 36 mesi.
Entro il predetto limite di durata massima, successivi contratti a tempo determinato possono essere stipulati senza l’osservanza dei termini di legge (art. 5, comma 3, D.Lgs. n. 368/2001), o anche senza soluzione di continuità.
In deroga al predetto limite di durata massimo di trentasei mesi, un ulteriore successivo contratto a tempo determinato tra gli stessi soggetti può essere stipulato per la durata residua massima di cui si è detto sopra, a condizione che la stipulazione avvenga presso la Direzione territoriale del lavoro competente per territorio.
- per effetto di successione di contratti a termine stipulati in base alla nuove disposizioni, o comunque a norma del D.Lgs. n. 368/2001 o di altre disposizioni di legge, il rapporto di lavoro tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi, comprensivi di proroghe o rinnovi, ed indipendentemente dagli eventuali periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato;
- tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, decorsi i termini massimi previsti di durata del contratto o dei contratti a termine di cui sopra, può procedersi esclusivamente alla stipulazione di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, rimanendo preclusa la possibilità di stipulare altre tipologie di rapporti di lavoro, compresi quelli di natura autonoma;
- ai rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati in base alle nuove norme non trova si applica il contributo addizionale dell’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (art. 2, comma 28, legge n. 92/2012);
- la retribuzione dei lavoratori assunti dalle start up innovative è costituita da una parte che non può essere inferiore al minimo tabellare previsto, per il rispettivo livello di inquadramento, dal contratto collettivo applicabile, e, dall’altra, da una parte variabile, consistente in trattamenti collegati all’efficienza o alla redditività dell’impresa, alla produttività del lavoratore o del gruppo di lavoro, o ad altri obiettivi o parametri di rendimento concordati tra le parti, incluse l’assegnazione di opzioni per l’acquisto di quote o azioni della società e la cessione gratuita delle medesime quote o azioni.
Per le start up innovative viene che previsto che:
- per gli anni 2013, 2014 e 2015, dall’IRPEF lorda si detrae un importo pari al 19% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start up innovative. L’ammontare, in tutto o in parte, non detraibile nel periodo d’imposta di riferimento può essere portato in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo. Inoltre, l’investimento massimo detraibile, non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 500.000 euro e deve essere mantenuto per almeno due anni; l’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali;
- per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015, non concorre alla formazione del reddito ai fini Ires il 20% della somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start up innovative. L’investimento massimo deducibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 1.800.000 euro e deve essere mantenuto per almeno due anni. L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento, diversa da una di quelle disciplinate dagli articoli 175, 177 e 178 TUIR, prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio ed il recupero a tassazione dell’importo dedotto, maggiorato degli interessi legali.
Gli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in imprese start up innovative e le start up innovative non beneficiano delle suddette agevolazioni.
Per le nuove start up innovative vengono introdotte anche altre disposizioni che prevedono:
- la possibilità di raccolta diffusa di capitali di rischio tramite Portali on line;
- l’istituzione di una sezione speciale del Fondo di garanzia per interventi a loro favore di start up innovative;
- il sostegno al loro processo di internazionalizzazione;
- il non assoggettamento delle stesse alle procedure concorsuali.
Decadenza dei requisiti e attività di controllo
Stringente è la disciplina che regola la decadenza dei benefici previsti per le start up innovative.
In particolare, qualora la start up innovativa perda uno dei requisiti previsti dalle nuove norme prima della scadenza dei quattro anni dalla data di costituzione (dalla data di entrata in vigore del D.L. per i soggetti già esistenti), e, in ogni caso, una volta decorsi quattro anni dalla data di costituzione, cessa l’applicazione delle nuove disposizioni. Per la start up innovativa costituita in forma di società a responsabilità limitata, le clausole eventualmente inserite nell’atto costitutivo, mantengono efficacia limitatamente alle quote di partecipazione già sottoscritte e agli strumenti finanziari partecipativi già emessi.
Il controllo del rispetto delle nuove disposizioni viene delegato al Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di finanza.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 40/E dell'8 ottobre, con la quale fornisce i primi chiarimenti sulle disposizioni contenute nell’articolo 13-ter del Dl n. 83 del 2012 (“decreto crescita”). Tali norme hanno modificato, a decorrere dal 12 agosto 2012, la disciplina in materia di responsabilità fiscale nell’ambito dei contratti d’appalto e subappalto di opere e servizi, prevedendo la responsabilità dell’appaltatore e del committente per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dell’Iva dovuta dal subappaltatore e dall’appaltatore. Ora la Circolare n. 40/E/2012 definisce l’ambito applicativo delle nuove norme e la documentazione idonea ad attestare la regolarità dei versamenti delle ritenute e dell’Iva.
Redditometro a novembre
Il nuovo redditometro 2.0 dovrebbe essere ufficializzato a novembre ed essere operativo entro la fine dell’anno
Lo scudo fiscale protegge anche dal redditometro
In commissione tributaria prevale l’intepretazione che i capitali scudati non possono essere accertati con il redditometro
Negli accertamenti per maggior reddito contestati dall’amministrazione tributaria molti recenti giudizi di merito delle commissioni tributarie provinciali e tributarie (come CTR Trieste 76-01-2012 e CTP Rimini 155/12) affermano che il contribuente che ha regolarizzato le sue attività finanziarie estere con lo scudo fiscale ex DL 78/2009 è immune da qualsiasi tipo di accertamento.
Beni concessi in godimento a soci o familiari - Ulteriori chiarimenti dell'Agenzia
Ulteriori chiarimenti sulla disciplina dei beni in godimento a soci o familiari, in particolare l’Agenzia delle Entrate risponde ai dubbi sull’applicazione delle nuove disposizioni evitando il fenomeno della doppia imposizione, e fornisce precisazioni sul fronte della “certificazione”; Circolare del 24.09.2012 n. 36
Con circolare del 15 giugno 2012 n. 24/E l’Agenzia ha fornito i primi chiarimenti sulle modalità applicative dell’articolo 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, che ha introdotto delle disposizioni volte a contrastare il fenomeno della concessione in godimento di beni relativi all’impresa a soci o familiari dell’imprenditore per fini privati. Con quest'ultima Circolare, del 24 settembre 2012 n. 36/E fornisce ulteriori precisazioni, in particolare rispondendo ai dubbi sull’applicazione delle nuove disposizioni evitando il fenomeno della doppia imposizione, e sul fronte della “certificazione”.
L’applicazione delle nuove disposizioni può determinare, un fenomeno di doppia imposizione sulla base del medesimo presupposto impositivo che, in base ai principi generali del nostro ordinamento, deve essere evitato. Tale circostanza si può verificare nell’ipotesi in cui l’utilizzatore coincide con l’imprenditore individuale o con il socio di società di persone e di società trasparenti per opzione di cui all’articolo 116 del TUIR. In queste ipotesi si produrrebbe la tassazione di un maggior reddito d’impresa imputato all’imprenditore individuale o attribuito al socio per trasparenza, corrispondente all’indeducibilità in capo al concedente dei costi del bene dato in godimento, e la concomitante tassazione di un reddito diverso determinato ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera h-ter) del TUIR.
Si supponga a titolo di esempio che una società, alla quale partecipino due soci ciascuno per una quota pari al 50 per cento, conceda in godimento ad uno dei soci un bene immobile strumentale ad un corrispettivo inferiore al valore normale del diritto di godimento e che l’impresa abbia sostenuto dei costi in relazione a tale bene.
Il reddito diverso da assoggettare a tassazione è determinato come segue:
Beni aziendali dati in godimento all’ imprenditore individuale e a soci di società di persone e di società trasparenti per opzione
Ulteriori chiarimenti sul godimento di autoveicoli
Il primo aspetto che viene affrontato dalle Entrate riguarda la documentazione relativa la concessione in godimento dei beni. In particolare, richiamando quanto disposto dalla C.M. 24/2012, l’agenzia ribadisce che il corrispettivo annuo e le altre condizioni contrattuali devono risultare da apposita certificazione scritta di data certa antecedente alla data di inizio dell’utilizzazione del bene.
Con il recente documento di prassi, viene altresì precisato che in assenza di apposita certificazione scritta con data certa, il contribuente può comunque diversamente dimostrare l’esistenza dell’accordo (ad es. mediante bonifici bancari, assegni, ecc..)
Indagini bancarie: movimentazioni su conti terzi utili all’accertamento
L’Amministrazione finanziaria può effettuare un accertamento su una società tenendo conto di dati desunti dai rapporti finanziari intestati a terze persone
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 15217 del 12 settembre in tema di indagini bancarie, ha affermato che i prelievi ed i versamenti ingiustificati risultanti dai conti correnti intestati a persone terze legate da uno stretto rapporto con la società sottoposta a verifica, possono essere posti alla base dell’accertamento del maggior reddito imponibile in capo alla società stessa da parte dell’Amministrazione. Questa deve dimostrare, anche tramite presunzione, la natura fittizia dell’intestazione del conto ovvero la sostanziale riferibilità alla società accertata delle operazioni effettuate sui conti medesimi. Resta ferma la possibilità di fornire prova contraria alla presunzione.
Se non ho presentato la dichiarazione dei redditi entro il termine, cosa devo fare?
Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi è diversa dalla dichiarazione tardiva
Se la dichiarazione non viene presentata entro il termine di scadenza previsto dalla legge, (nel 2012 era il 30 maggio per la presentazione cartacea e il 1 ottobre per quella telematica ), il contribuente può regolarizzarsi trasmettendola entro i 90 giorni successivi. Il legislatore considererà valide tali dichiarazioni, c.d. tardive, ferma restando l’applicazione della sanzione amministrativa compresa tra 258 € e 1.032 € (aumentabile fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili).
Il contribuente può però evitare la sanzione piena sopra indicata se, sempre entro i 90 giorni versa spontaneamente la sanzione ridotta di 25 € (1/10 di 258 con troncamento). La sanzione ridotta di 25 € deve essere versata per ciascuna dichiarazione tardiva presentata (redditi, Iva, Irap, 770), anche se se compresa nel Modello Unico. Solo Il modello studi di settore non costituisce una dichiarazione “autonoma e quindi per questa eventuale mancanza non va applicata una specifica sanzione.
il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’annoü successivo, ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso e beneficiando, pertanto, di sanzioni ridotte;
il 31 dicembre del 4° anno successivo aü quello in cui è stata presentata la dichiarazione, senza riduzione delle sanzioni (per esempio, entro il 31 dicembre 2016 si può correggere l’Unico 2012).
Agenti e mediatori finanziari: iscrizione nei nuovi elenchi entro il 31 ottobre
Il passaggio dai vecchi elenchi degli agenti finanziari e mediatori creditizi a quelli nuovi tenuti dall’OAM non è automatico
Entro il 31 ottobre prossimo, gli agenti in attività finanziaria ed i mediatori creditizi iscritti prima del 30 giugno 2011 negli appositi albi tenuti da Bankitalia, per poter continuare la propria attività devono chiedere l’iscrizione nei nuovi elenchi gestiti dal nuovo Organismo degli agenti e dei mediatori (OAM). Il passaggio dai vecchi ai nuovi albi, infatti, non è automatico. A fissare il termine del 31 ottobre per la richiesta è stato l’art. 17 del D. Lgs. n. 169/2012, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 230 del 2 ottobre scorso. L’iscrizione deve avvenire telematicamente registrandosi nel sito dell’OAM e dotandosi di una firma digitale e di una PEC. E’, inoltre, richiesto il versamento di un contributo.