Source: http://www.cartellopoli.net/2015/06/
Timestamp: 2019-01-22 13:17:44+00:00
Document Index: 163831468

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 23', 'art. 38', 'art. 42', 'art. 47', 'art. 51']

http://www.vasroma.it/gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3-che-entro-il-20-maggio-2015-non-sono-stati-convertiti-sullo-stesso-posto-in-impianti-di-mt-3-x-2/
Su questo stesso sito il 22 dicembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Il TAR del Lazio accoglie parzialmente il ricorso della SCI sospendendo fino al 20 maggio 2015 la decorrenza della conversione degli impianti pubblicitari di formato 4 x 3”, che dava notizia della Ordinanza n. 06520 del 18 dicembre 2014 con cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio aveva prorogato fino al 20 maggio 2015 il temine ultimo utile entro cui convertire tutti gli impianti di formato 4 x 3, che invece il Dott. Francesco Paciello aveva fissato al 31 gennaio 2015, diffidando le ditte con Nota prot. LR BG 61384 del 23 settembre 2014. (http://www.vasroma.it/il-tar-del-lazio-accoglie-parzialmente-il-ricorso-della-sci-sospendendo-fino-al-20-maggio-2015-la-decorrenza-della-conversione-degli-impianti-pubblicitari-di-formato-4-x-3/).
La proroga fino al 20 maggio 2015 che la seconda Sezione del TAR del Lazio ha concesso alle suddette 6 ditte pubblicitarie per trasformare i propri impianti dal formato 4 x 3 a mt. 3 x 2 non poteva non valere conseguentemente anche per tutte le altre ditte pubblicitarie.
È quanto ha espressamente riconosciuto il Dott. Francesco Paciello con la seguente Nota prot. QH/1631 del 13 gennaio 2015 con cui ha rettificato la diffida trasmessa con Nota prot. LR/BG/61384 del 23 settembre 2014 ed ha comunicato che “non si procederà a sanzionare gli impianti pubblicitari di dimensioni superiori al formato 3 x 2 fino al 20 maggio 2015”, precisando che la decisione è “in aderenza alle decisioni fino ad oggi assunte dal Tar in sede cautelare” e che ”per motivi di equità, il termine suddetto è esteso a tutte le Società inserite nella Nuova Banca Dati, ancorché non ricorrenti o che hanno già avviato la trasformazione degli impianti pubblicitari”.
Come si può bene vedere, il Dott. Francesco Paciello considera cessati dallo scorso 21 maggio “gli effetti della tutela cautelare concessa dal TAR Lazio fino all’udienza del 20.5.2015” e comunica contestualmente che “si procederà all’accertamento degli impianti ancora esistenti nel formato 4 x 3 e di quelli il cui colore non è conforme alle prescrizioni fissate con Deliberazione G.C. n. 380/2014”.
Riguardo al colore prescritto c’è da sapere che con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 è stato tenuto conto delle 6 Ordinanze cautelari emanate dal TAR del Lazio il 18.12.2014, per cui è stato deciso, “altresì, di stabilire che, entro il 20 maggio 2015, in applicazione dell’art. 19 comma 2 del Regolamento di Pubblicità (deliberazione Assemblea Capitolina n. 50/2014) tutti gli impianti pubblicitari, sia SPQR che di proprietà privati, già inseriti nella Nuova Banca Dati e mantenuti sul territorio ai sensi dell’art. 34 comma 9 del Regolamento di Pubblicità devono presentare la caratteristica tecnica del colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305, allo scopo di assicurare uniformità tra gli impianti installati sul territorio e migliorarne l’impatto visivo complessivo nonché l’inserimento nel contesto urbano”.
La nota è indirizzata anche a tutti i Centri Media per avvertirli che, “in quanto già a conoscenza del divieto di utilizzo del formato 4 x 3, saranno considerati responsabili della violazione”: allo stesso riguardo la nota precisa inoltre che “sarà considerato responsabile in solido il soggetto pubblicizzato”.
La nota si chiude precisando che “la presente comunicazione costituisce comunicazione di avvio del procedimento ai sensi della legge 241/90 a tutela, oltre che delle disposizioni predette, anche della parità di trattamento tra gli operatori del settore e del principio di concorrenza”: ricorda infine che “nel termine di 10 giorni dal ricevimento della presente è possibile inviare eventuali osservazioni corredate da documenti”.
Nei 10 giorni successivi diverse ditte pubblicitarie che non avevano provveduto alla rimozione degli impianti di mt. 4 x 3 entro il 20 maggio 2015 hanno trasmesso un proprio cronoprogramma entro cui si sono impegnate a convertire tutti gli impianti di loro proprietà di queste dimensioni.
Con specifiche Determinazioni Dirigenziali il Dott. Francesco Paciello ha approvato il cronoprogramma di un certo numero di ditte, a cui ha concesso l’utilizzo del formato 3 x 2 sugli impianti di mt. 4 x 3 per tutto il tempo che non verranno convertiti in impianti di mt. 3 x 2.
Come risulta dall’aggiornamento all’8 giugno 2015 dell’elenco delle ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati, con specifiche Determinazioni Dirigenziali tutte del 4 giugno 2015 il Dott. Francesco Paciello ha approvato nell’ordine il cronoprogramma delle seguenti ditte:
I.G.A. (IMPIANTI GESTIONE AFFISSIONI S.R.L.) (codice NBD 0513) – D.D. n. 1284 prot. 40350 del 4 giugno 2015
GREGOR (codice NBD 0074) – D.D. 1285 prot. n. 40354 del 4 giugno 2015
A.P.A. (AGENZIA PUBBLICITÀ AFFISSIONI) – (codice NBD 0044) – D. D. n. 1286 prot. n. 40355 del 4 giugno 2015
CLEAR C HANNEL AFFITALIA – (codice NBD 0025) D.D. n. 1287 prot. n. 40361 del 4 giugno 2015
Dall’ulteriore Elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 12 giugno 2015 risultano altre 4 Determinazioni Dirigenziali tutte dell’8 giugno 2015 con cui il Dott. Francesco Paciello ha approvato nell’ordine anche il cronoprogramma delle seguenti ditte:
MEDIA GROUP S.R.L. UNIPERSONALE (codice NBD 0446) – D.D. 1288 prot. n. 40363 dell’8 giugno 2015
SARILA (codice NBD 0064) – D.D. 1300 prot. n. 41128 dell’8 giugno 2015
UNIGAMMA (codice NBD 0093) – D.D. 1301 prot. n. 41131 dell’8 giugno 2015
S.E.P. (codice NBD 0083) – D.D. 1302 prot. n. 41132 dell’8 giugno 2015
Va fatto anzitutto presente che tutte ed 8 le suddette ditte pubblicitarie risultano avere adempiuto entro il 31 gennaio 2015 alla dichiarazione NBD 2015, avendo pagato quanto meno le prime rate del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.) e/o del canone di locazione degli impianti SPQR anche e soprattutto per gli impianti di mt. 4 x 3 che si sono impegnati a convertire entro un congruo termine e su cui hanno quindi acquisito il diritto di utilizzo ai fini pubblicitari: ma va precisato che per motivi di equità e soprattutto per evitare disparità di trattamento in particolare con le ditte pubblicitarie che hanno già convertito i propri impianti da 4 x 3 a mt. 3 x 2, il Dott. Francesco Paciello ha dovuto concedere un utilizzo temporaneo della sola pubblicità da mt. 3 x 2 su impianti di mt. 4 x 3 non ancora convertiti.
Si sono iniziate così a vedere affissioni pubblicitarie i mt. 3 x 2 su impianti ancora di dimensioni di 4 x 3, come attestano le seguenti foto.
Impianto pubblicitario in viale Mazzini (foto scattata l’11 giugno 2015)
Va al tempo stesso messo in grande risalto che debbono essere perseguite e sanzionate le ditte pubblicitarie che non hanno rimosso i propri impianti di mt. 4 x 3 entro il 20 maggio 2015 né hanno presentato e comunque avuto approvato un cronoprogramma entro cui mettersi in regola, ma che continuano ad utilizzarli speculativamente con la pubblicità di manifesti di mt. 4 x 3 affissi illecitamente sui medesimi impianti, come attestano le seguenti foto.
Va altresì precisato che gli 8 cronoprogrammi fin qui approvati dal Dott. Francesco Paciello non hanno una ugual durata, ma non vanno oltre il prossimo mese di settembre: non essendo ancora state pubblicate le 8 Determinazioni Dirigenziali, non è possibile al momento conoscere il termine ultimo di tempo entro cui ognuna delle suddette 8 ditte pubblicitarie si è impegnata a convertire tutti i propri impianti di mt. 4 x 3, scaduto comunque il quale senza avere ottemperato in tutto o in parte saranno sanzionabili tutti gli impianti non ancora convertiti.
Fanno eccezione gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 della ditta “S.C.I. (SOCIETÀ CONCESSIONI INTERNAZIONALI) installati lungo i tracciati ferroviari, per i quali sembra essere stato concessa la scadenza del 10 ottobre 2015 per convertirli tutti in impianti di mt. 3 x 2: i motivi sarebbero legati ai tempi di perfezionamento con RFI del subentro nella concessione alla CBS.
Una conferma indiretta verrebbe dalla constatazione che tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 installati sulla via Cassia a ridosso della ferrovia San Pietro-La Storta sono al momento oscurati.
Parimenti oscurati risultano gli impianti installati in Viale di Tor di Quinto a ridosso del rilevato ferroviario che erano prima in concessione alla CBS.
Ma va al tempo stesso messo in rilievo che la S.C.I. non risulta al momento avere un cronoprogramma approvato né risulta avere convertito i propri impianti di mt. 4 x 3 entro lo scorso 20 maggio, come attestano le seguenti foto scattate il 13 giugno 2015, su cui continua ad essere illecitamente sfruttata la pubblicità di manifesti di mt. 4 x 3 affissi illecitamente sui medesimi impianti.
Va messo poi in evidenza che, ad eccezione dell’A.P.A., della GREGOR, dell’UNIGAMMA e della MEDIA GROUP UNIPERSONALE, tutte le rimanenti 4 ditte pubblicitarie hanno installato anche degli impianti “senza scheda”, con la I.G.A. che risulta avere installato pure 5 impianti “senza scheda” da mt. 4 x 3: va quindi messo in risalto che tutti questi impianti “senza scheda” rimangono abusivi a tutti gli effetti e che per quelli di formato 4 x 3 non vale conseguentemente il cronoprogramma così come approvato dal Dott. Francesco Paciello.
A distanza di 6-10 giorni dalla approvazione dei rispettivi cronoprogrammi, la situazione a cui si assiste sul territorio della capitale denota un comportamento delle ditte pubblicitarie che non appare del tutto coerente con quanto ognuna di esse si è impegnata a fare.
Analizziamone i singoli comportamenti.
(codice NBD 0025)
A 10 giorni di distanza dalla approvazione del suo cronoprogramma risulta che nella sola zona di Roma Nord questa ditta ha convertito alcuni dei suoi impianti da mt. 4 x 3 a mt. 3 x 2, come attesta la seguente foto.
Risulta anche avere già utilizzato manifesti di mt. 3 x 32 su propri impianti di mt. 4 x 3 ancora non convertiti, come attestano le foto seguenti.
Questa ditta dalla fine del 2013 si è distinta per avere riempito Roma di megaimpianti di mt. 8 x 3 che sono stati ottenuti affiancando due impianti di mt. 4 x 3 e che risultavano quindi del tutto illeciti prima ancora che il nuovo Regolamento di Pubblicità, approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, abolisse gli impianti di formato 4 x 3.
Il 1° comma dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità dispone che a decorrere dal 1 gennaio 2015 devono essere convertiti in impianti di mt. 3 x 2 anche tutti gli impianti di dimensioni superiori ai 12 mq., vale a dire i 4 x 3: entro il 20 maggio 2015 la GREGOR non ha provveduto a rimuovere nessuno dei suoi impianti di mt. 8 x 3.
A 10 giorni di distanza dalla approvazione del suo cronoprogramma risulta che nella sola zona di Roma Nord questa ditta ha provveduto per ora solo ad oscurare due di questi megacartelloni, come attestano le foto seguenti: sarà interessante vedere al riguardo come vi verranno utilizzati formati pubblicitari di mt. 3 x 2 (presumibilmente uno per cartellone di mt. 4 x 3).
A.P.A. (AGENZIA PUBBLICITÀ AFFISSIONI)
(codice NBD 0044)
Il responsabile delle ditte “SARILA” (codice NBD 0064) ed “UNIGAMMA” (codice 0093) mi ha contattato telefonicamente per farmi presente che con le Determinazioni Dirigenziali n. 1300 prot. n. 41128 dell’8.6.2015 e n. 1301 prot. n. 41131 sempre dell’8.6.2015 il Dott. Francesco Paciello ha approvato il rispettivo cronoprogramma proposto dalle due suddette ditte, ma non per l’utilizzo del formato 3 x 2, bensì per la “colorazione impianti”.
Mi ha spiegato che il motivo è dovuto al fatto che entrambe le suddette ditte hanno provveduto a convertire tutti i propri impianti da mt. 4 x 3 a mt. 3 x 2 addirittura entro il mese di dicembre del 2014, non potendo ottemperare contestualmente anche all’obbligo di verniciare quanto meno i medesimi impianti di colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305 dal momento che è stato prescritto dopo, con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014, pubblicata per giunta il 22 gennaio 2015 (vedi http://www.vasroma.it/e-stata-finalmente-pubblicata-la-delibera-con-cui-la-giunta-capitolina-ha-affidato-lincarico-per-la-redazione-dei-15-piani-di-localizzazione-prescritti-dal-prip/).
Una mia svista, dovuta ad una lettura veloce dell’ Elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 12 giugno 2015 mi ha portato a ritenere che tutti i cronoprogrammi approvati dal Dott. Francesco Paciello riguardassero sempre e soltanto l’utilizzo del formato 3 x 2, quando invece non è così per ben tre ditte: ad un riesame del suddetto elenco ho accertato infatti che anche per la ditta “S.E.P.” (codice NBD 0083) la Determinazione Dirigenziale 1302 prot. n. 41132 dell’8.6.2015 ha riguardato sempre la “Approvazione cronoprogramma colorazione impianti”, perché presumibilmente anche questa ditta ha provveduto a convertire tutti i suoi impianti di mt. 4 x 3 prima che subentrasse l’obbligo anche della loro riverniciatura.
Me ne scuso anche con la “S.E.P.”, oltre che ovviamente con la “SARILA” e la “UNUIGAMMA”.
Colgo l’occasione anche per precisare che ognuno degli impianti della ditta “SARILA”, registrato come “senza scheda” sulla Nuova Banca Dati, risulta però come “impianto non in uso” in quanto “rimosso spontaneamente” (vedi “AGGIORNAMENTO” http://www.vasroma.it/la-rimozione-dei-145-impianti-pubblicitari-senza-scheda-selezionati-da-vas-nel-xv-municipio/).
Ne deriva in conclusione che, fatta salva l’eventuale approvazione di ulteriori cronoprogrammi, di cui si verrà caso mai a conoscenza con i successivi aggiornamenti degli elenchi dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati, la situazione aggiornata a tutt’oggi è la seguente:
– a 3 ditte pubblicitarie (SARILA, UNIGAMMA e S.E.P.) è stato approvato il rispettivo cronoprogramma con la concessione invece della proroga della verniciatura degli impianti.
http://www.vasroma.it/la-concezione-della-legalita-secondo-il-segretario-nazionale-della-ugl-credito/
Una affermazione del genere attesta quale sia il grado di legalità che concepisce il sig. Fabio Verelli, dal momento che – anziché un comunicato di scuse che ci si sarebbe dovuti aspettare, come scritto nell’articolo a firma di Filippo Guardascione pubblicato il 7 giugno 2015 sul sito “diarioromano (http://www.diarioromano.it/marta-leonori-fa-coprire-i-manifesti-abusivi-ugl-e-il-sindacato-replica-in-modo-vergognoso/#comments) – ritiene che l’illegalità della capitale debba riguardare esclusivamente gli scandali di “Mafia Capitale” e non certo “l’affissione di manifesti dell’Ugl”, in quanto “organizzazione dei lavoratori”.
http://www.vasroma.it/chiarimenti-dellufficio-comunale-competente-sulla-decisione-della-giunta-capitolina-di-far-riverniciare-dai-privati-le-strisce-pedonali-in-cambio-di-spazi-pubblicitari-sulle-transenne-paraped/
Su questo stesso sito il 1 giugno 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Più ombre che luci sulla decisione della Giunta Capitolina di far riverniciare dai privati le strisce pedonali in cambio di spazi pubblicitari”, in cui ho esposto in 12 punti le ragioni delle mie perplessità sulla delibera approvata il 29 maggio dalla Giunta Capitolina. (http://www.vasroma.it/20272/)
Lo stesso giorno ho trasmesso all’Assessore Marta Leonori l’articolo in allegato al seguente messaggio di posta elettronica: “Per opportuna conoscenza trasmetto in allegato l’articolo che con il titolo di cui all’oggetto ho pubblicato stamattina sul sito www.vasroma.it.
Mi aspetto di avere al riguardo tutti i dovuti chiarimenti ufficiali riguardo alle critiche tecnico-giuridiche che ho espresso e su cui è gradita una risposta che dimostri che sia io ad avere sbagliato giudizio e che rassicuri soprattutto non solo il sottoscritto sul rischio di ritardare anziché accelerare l’entrata a regime del PRIP e dei Piani di Localizzazione con i veri bandi che si debbono fare.”
Non avendo avuto alcun risposta ufficiale da parte sia dell’Assessore Leonori che del suo staff, nella giornata di ieri sono riuscito a mettermi in contatto telefonico con il Responsabile dell’Ufficio competente del Comune di Roma, che mi ha spiegato le ragioni per cui la decisione presa dalla Giunta Comunale non avrebbe niente a che vedere né con il PRIP né con i Piani di Localizzazione.
Ho avuto anzitutto i dovuti chiarimenti riguardo alla “superficie massima di 300 centimetri quadrati” di “4 parapedonali con otto facciate totali” su cui secondo l’Assessore Pucci “potrà essere installata della pubblicità”, così come alla dichiarazione rilasciata dall’Assessore Leonori allo stesso riguardo, secondo cui “l’iniziativa che rispetta i regolamenti su pubblicità e sponsorizzazioni dell’amministrazione, prevede che lo sponsor abbia diritto alla propria visibilità in un apposito spazio, di dimensioni non superiori a 300 cmq, sul parapedonale posto in prossimità dell’attraversamento oggetto di intervento, secondo quanto prescritto dal regolamento sulla pubblicità di cui alla Deliberazione A.C. n. 50/2014”.
Mi è stato confermato che il vigente nuovo Regolamento di Pubblicità parla espressamente di superfici di 300 centimetri quadrati, disciplinandole espressamente, come ho poi potuto accertare a conclusione di un più attento esame della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014.
L’ultimo periodo del 2° comma dell’art. 23 del nuovo Regolamento di Pubblicità, dedicato alle “Modalità di applicazione del canone”, dispone infatti che “non si fa luogo ad applicazione del canone per superfici inferiori a trecento centimetri quadrati”.
La stessa disposizione è confermata sul sito www.aequaroma.it che riguardo al Canone per le iniziative pubblicitarie (CIP) riserva una apposita pagina alle “Agevolazioni e riduzioni” (http://www.aequaroma.it/tributi/cip/agevolazioni-cip.html) in cui precisa che “il canone non viene comunque applicato per superfici inferiori a trecento centimetri”.
Aequa Roma precisa altresì che “gli impianti parapedonali … collocati in connessione tra loro si considerano, agli effetti del calcolo della superficie, come un unico mezzo pubblicitario”, confermando il massimo dei “4 parapedonali con otto facciate totali” specificato dall’Assessore Pucci.
Debbo al riguardo mettere in evidenza il non corretto richiamo della suddetta normativa, che è stato operato tanto dall’Assessore Pucci che parla di “superficie massima di 300 centimetri quadrati” quanto dall’Assessore Leonori che parla di “dimensioni non superiori a 300 cmq”, dal momento che entrambi avrebbero caso mai dovuto parlare di una superficie inferiore (e non certo uguale o peggio che mai superiore) a trecento centimetri quadrati.
Ma il suddetto chiarimento riguardo alla esenzione dal pagamento del canone di pubblicità non spiega di per sé perché la “pubblicità” comunque consentita sulle transenne parapedonali non avrebbe niente a che vedere né con il PRIP né con i Piani di Localizzazione e quindi in sostanza con le perplessità da me espresse.
Mi è stato chiarito al riguardo che sulle transenne parapedonali non verrebbe installata della “pubblicità” vera e propria, che pur sotto i 300 centimetri quadrati concessi farebbe comunque rientrare la casistica nella disciplina dettata dal PRIP e dai Piani di Localizzazione, perché a chi vincerà il bando di gara verrebbe concesso di installare soltanto il proprio logo.
Alla luce del suddetto chiarimento si comprende meglio solo ora quanto dichiarato dall’Assessore Leonori, che non ha infatti parlato di “pubblicità” vera e propria, ma di iniziativa che “prevede che lo sponsor abbia diritto alla propria visibilità in un apposito spazio, di dimensioni non superiori a 300 cmq, sul parapedonale posto in prossimità dell’attraversamento oggetto di intervento”.
Per capire la questione da un punto di vista tecnico e giuridico bisogna rifarsi al Codice della Strada, che distingue fra transenne parapedonali intese come segnale stradario e transenne parapedonali intese come impianto pubblicitario.
Nel 1° caso per il Codice della Strada le transenne parapedonali vanno comprese tra i “segnali ed attrezzature complementari”, ai sensi della lettera d) del 1° comma dell’art. 38 e del successivo art. 42 del D. Lgs. n. 285/1992.
transenne parapedonali come attrezzature di servizio
Nel 2° caso ai sensi del comma 7 dell’art. 47 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16.12.1992, viene definito «’impianto pubblicitario di servizio’ qualunque manufatto avente quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell’ambito dell’arredo urbano e stradale .. recante uno spazio pubblicitario che può anche essere luminoso sia per luce diretta che per luce indiretta».
La loro ubicazione lungo le strade è disciplinata dal comma 8 dell’art. 51 del D.P.R. n. 495 del 16.12.1992.
Spazi pubblicitari all’interno del contesto stradale che svolgono la doppia funzione di sicurezza pedonale e di pubblicità aziendale
Nell’un caso come nell’altro, a fronte dello scopo primario di sicurezza dei pedoni che con tale tipo di barriere si intende assicurare, la collocazione delle transenne parapedonali è sicuramente riservata all’Ente proprietario della Strada (nel nostro caso il Comune di Roma), che in proposito può decidere di provvedere in proprio alla loro installazione (anche nel caso di impianti parapedonali pubblicitari) oppure avvalersi della collaborazione di altri soggetti da individuare con procedura di evidenza pubblica, vale a dire con apposito bando di gara.
Come chiarito dal responsabile dell’ufficio competente del Comune di Roma, le transenne parapedonali su cui “lo sponsor” avrà “diritto alla propria visibilità in un apposito spazio, di dimensioni non superiori a 300 cmq” non sono da assimilare ad impianti pubblicitari, ma vanno considerate come vere e proprie “attrezzature complementari”, del tutto nuove e comunque distinte dalle transenne parapedonali individuate dai 15 Piani di Localizzazione, che la Giunta Comunale ha deciso di autorizzare come corrispettivo per avere in cambio la riverniciatura delle strisce pedonali.
In conclusione l’iniziativa presa dalla Giunta Capitolina consiste nel mettere a gara nuove transenne parapedonali, che verrebbero autorizzate per un anno con una procedura a sé stante che non interferisce in nulla sulla procedura con cui verrà assegnata la gestione decennale sia delle transenne parapedonali di proprietà comunale che di quelle di proprietà privata, individuate dai Piani di Localizzazione.
Per evitare ad ogni modo qualsiasi interferenza tra le due procedure, le nuove transenne parapedonali dovranno essere posizionate sul territorio in punti diversi da quelli già individuati dai Piani di Localizzazione per i parapedonali con pubblicità da mt. 1,00 x 0,70.
Ho accolto i suddetti chiarimenti con viva soddisfazione perché mi hanno rassicurato sul rischio da me paventato che la decisione presa dalla Giunta Comunale potesse ritardare anziché accelerare l’entrata a regime del PRIP e dei Piani di Localizzazione con i veri bandi che si debbono fare quanto prima, possibilmente entro l’anno e prima dell’inizio del Giubileo.
La deliberazione della Giunta Capitolina non è stata ancora pubblicata all’Albo on line del Comune: rimango in attesa di conoscerne i contenuti per avere una definitiva conferma che l’iniziativa non appare in conflitto e comunque non contrasta né ritarda l’entrata a regime che Roma aspetta da più di vent’anni.