Source: https://www.ordineavvocatitrani.it/pubblica/articolo.php?articolo=7334
Timestamp: 2020-04-03 03:49:43+00:00
Document Index: 70134261

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 97', 'art. 14']

ASSEMBLEA GENERALE 16.04.2019: RELAZIONE MORALE DEL PRESIDENTE - Ordine degli Avvocati di Trani
ASSEMBLEA GENERALE 16.04.2019: RELAZIONE MORALE DEL PRESIDENTE
Si pubblica, di seguito, il testo della Relazione Morale del Presidente pronunciata nell'Assemblea Generale degli Iscritti del 16 Aprile 2019.
in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo 2018
e del bilancio preventivo 2019
il primo messaggio col quale ho deciso di iniziare ogni anno questa mia relazione è quello di ringraziamento per la vostra partecipazione all’assemblea di approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo, in quanto la vostra presenza e la vostra vicinanza sono di conforto per tutti i consiglieri che quotidianamente si impegnano e dedicano il loro tempo al servizio dell’Avvocatura Tranese.
Devo e dobbiamo sempre ringraziare le nostre efficientissime segretarie Carmela, Giovanna, Rosa, Porzia e Rosalba, le quali in ogni momento ed in ogni circostanza ci coadiuvano nel lavoro istituzionale.Coloro i quali hanno già vissuto l’esperienza consiliare, ma anche coloro i quali si limitano a sporadici approcci con i nostri uffici, sanno che le nostre signore del Consigliocostituiscono il cuore di ognuna delle articolazioni amministrative dell’Ordine e senza i loro quotidiani aiuto e collaborazione la complessa macchina organizzativa si paralizzerebbe. Dopo i primi quattro anni di mandato consiliare posso affermare che Carmela, Giovanna, Rosa, Porzia e Rosalba provano affetto nei confronti del loro lavoro e di tutti gli Avvocati del Foro. E di ciò noi le siamo grati.
gli Avvocati Riccardo Bonadies, Giovanna Testini, Carlo Barracchia, Giuseppe Dello Russo e Francesco Mascoli, per il grande contributo di esperienza e professionalità che hanno apportato al Consiglio Distrettuale di Disciplina, tra mille difficoltà e ristrettezza di mezzi, oggi sostituiti dagli Avvocati Domenico Insanguine, nominato Vice presidente del CDD, Francesco Mascoli segretario del CDD, Lucia Massaro, Giulia Murolo, Mariantonietta Martinelli, Domenico Franco e Arturo Ferlicchia;
il preparatissimo avv. Davide De Gennaro, delegato alla Cassa Forense e responsabile dello sportello previdenziale del nostro COA, sempre propositore di iniziative in favore degli Avvocati del Foro e del Consiglio;
il Presidente emerito avv. Antonio Giorgino, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione, il quale ha manifestato in più occasioni di voler sempre anteporre l’orgoglio dell’appartenenza agli Avvocati di Trani ad ogni altra cosa;
l’avv. Rino Mazzilli, direttore insostituibile e infaticabile della Scuola Forense e sempre disponibile nella sua opera di tutoraggio in favore dei ragazzi iscritti nel nostro Registro dei praticanti. A lui e ai suoi più stretti collaboratori (tra cui, consentitemi di citare l’Avv. Pia Panessa) si devono gli innumerevoli successi dei nostri praticanti nel torneo nazione di oratorio forense “Scacco d’Atto”;
l’avv. Nella Vitti, presidente e cuore pulsante del Comitato per le pari opportunità, degnamente sostenuta da tutti i Colleghi componenti il direttivo;
l’avv. Francesco Tedeschi, DPO per il nostro Consiglio, oltre che esperto informatico;
tutti i Delegati al congresso, che nel corso di questi due anni hanno continuato a seguire con passione gli eventi che interessavano l’Avvocatura;
l’Avv. Tiziana Carabellese, componente dell’Organismo congressuale forense, attivissima sul nostro territorio ed ora anche a livello nazionale: è tra le pochissime Colleghe che sono state elette in quello che potremmo definire il braccio operativo del congresso e, già dopo pochi mesi, ha messo in luce le sue alte capacità professionali e lavorative;
i Presidenti emeritie, consentitemi senza offesa per alcuno, un ringraziamento particolare per l’Avv. Bruno Logoluso, perché se ho avuto l’onore e il prestigio di svolgere il mandato presidenziale lo devo in gran parte anche a lui e a quanto ho imparato standogli accanto: un Avvocato con la “A” maiuscola e un vero Signore;
i Presidenti e i rappresentanti delle Associazioni forensi oggi presenti.
Un ringraziamento particolare merita certamente l’Avvocato Francesco Logrieco, insostituibile e instancabile exVice Presidente del CNF, nonché presidente emerito del nostro Ordine, il quale ha reso in silenzio un servizio in favore di tutta l’Avvocatura degno dei migliori statisti. Nel corso del suo mandato nell’Istituzione nazionale ha lavorato incessantemente perché il futuro degli Avvocati e della Giustizia fosse il migliore possibile e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Solo questioni di campanile (ma vorrei definirle diversamente) hanno impedito la sua conferma per il secondo mandato, nonostante il Consiglio abbia svolto ogni genere di passaggio istituzionale per ottenere il sostegno degli altri Fori. Purtroppo, ragioni numeriche e il nuovo sistema elettorale per il CNF hanno impedito che questo nostro sforzo portasse i frutti sperati. Riprendendo quanto scritto dall’amico e Collega Chico Monterisi: “grazie Francesco”.
Ringrazio i Colleghi che hanno donato il 5 per mille alla Onlus Ordine Forense di Trani. Le donazioni sono state accreditate, risulta un fondo di oltre 20.000 Euro, e anche quest’anno potranno essere destinate per intraprendere iniziative a sostegno dei Colleghi in difficoltà. Rivolgo, quindi, un invito forte a ciascuno di noi affinché nella prossima dichiarazione dei redditi decida di destinare il 5 × 1000 in favore della ONLUS ordine forense di Trani.
A questo punto devo ringraziare tutti i precedenti componenti del Consiglio dell’Ordine, che hanno cessato il mandato, per il loro lavoro, per il loro impegno e per il loro affetto.
Ciascuno di loro meriterebbe un pensiero ad hoc, incompatibile però con le ragioni di tempo e di spaziotipografico.
Consentitemi, tuttavia, ringraziare ed elogiare l’Avv.Aldo Balducci. È stato un tesoriere ineccepibile, puntuale, attento al risparmioeugualmente promotore di molti investimenti in attività che favoriscono la crescita professionale e qualitativa del Foro. Nel corso della presentazione del bilancio consuntivo al 2018 sarà possibile apprezzare il lavoro certosino che è stato fatto per tenere in ordine i conti, senza mai lesinare alcunché su quelle opere che producano effetti positivi per la nostra vita professionale. Aldo, la cui amicizia reciproca si è saldata ancora di più in questi anni, è certamente il prototipo del tesoriere: sempre attento alle esigenze di tutti, pronto all’investimento, con un occhio di riguardo alla correttezza e alla trasparenza delle spese.
Nelle prime riunioni del Consiglio neoeletto c’è stata una novità assoluta che ho il piacere e l’orgoglio di portare a conoscenza di tutti voi presenti: all’unanimità abbiamo istituito la figura del Consigliere Segretario Emerito. Ciò è stato fatto perché se il lavoro del Consiglio scorre fluido, se il Presidente può anche dedicarsi ai rapporti istituzionali ed essere presente nei vari consessi nazionali, se l’opera di tutti i Consiglieriproduce gli effetti sperati lo si deve solo al lavoro incessante, certosino, puntuale, ma nell’ombra, del Consigliere Segretario.
Conseguentemente, su concorde opinione di tutti i consiglieri neoletti, il 5 marzo 2019 è stata adottata la seguente delibera:
- che nel 2003 veniva deliberato il riconoscimento del titolo di Presidente Emerito a coloro i quali avevano rivestito la carica di Presidente del nostro prestigioso Ordine e tale era l’unica posizione finora valutata;
- che, tuttavia, l’Avv. Donato de Tullio ha ricoperto la carica di Consigliere Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani negli anni dal 2016 al 2018 e, nell’espletamento di tale incarico, ha operato con sensibilità umana e istituzionale, disponibilità ed efficienza, ma, al contempo, con determinazione e fermezza quando si è trattato di sostenere i valori più alti di giustizia sostanziale e sociale;
- che l’Avv. de Tullio, con la sua opera, la sua signorilità e con sacrificio personale, talvolta superando anche disagi fisici pur di non far mancare il suo apporto al Foro ed al Consiglio, ha fatto conseguire all’Avvocatura Tranese importanti successi, affrontando con padronanza e professionalità tutti i temi che hanno coinvolto la classe forense;
- che nello svolgimento dell’attività di Consigliere Segretario ha avuto un ruolo fondamentale nella vita consiliare, sostenendo da solitario non solo il carico di lavoro proprio della funzione, ma dedicandosi anche ad altre discipline, studiandole ed approfondendole, per garantire la massima efficienza di tutto l’ufficio;
al Consiglio di istituire il titolo di Consigliere Segretario Emerito e di conferire all’Avv. Donato de Tullio il titolo di Consigliere Segretario Emerito.
Il Consiglio, per acclamazione, condividendo tutto quanto su illustrato,
di istituire il titolo di Consigliere Segretario Emerito e di conferire il titolo di Consigliere Segretario Emerito all’Avv. Donato de Tullio.
Conclusivamente, abbraccio tutti i “vecchi” consiglieri, la cui stima e affetto non mi sono mai mancati nel corso di questi quattro anni.
Un breve sguardo, ora, deve essere rivolto alla politica giudiziaria nazionale in quanto, con l’avvento della nuova maggioranza di Governo, il quadro dei rapporti istituzionali con la rappresentanza della Avvocatura, se formalmente sembra essere rimasto cordiale, in realtà dalla legislazione recentemente approvata e dalle proposte che vengono affacciate sugli organi di stampa sembra che vi sia una sostanziale impermeabilità ideologica delle forze di maggioranza alle istanze che provengono dal mondo della Giustizia. Le audizioni al Governo e in Parlamento sono praticamente quotidiane, ma nella sostanza le riforme proseguono quasi come se non si fosse mai dialogato.
Di conseguenza, si è reso necessario celebrare pochi giorni fa un Congresso straordinario che conferisse un mandato esplicito all’OCF per trattare anche nella materia penale con la politica. Le mozioni in materia civile, infatti, erano già state approvate nel Congresso di Catania del 2018.
A fronte di questa particolare e disagevole situazione risulta quanto mai opportuno che l’Avvocatura, dopo un attento e significativo confronto interno, porti all’attenzione delle forze politiche un progetto unitario di modifiche, ove necessarie, che non costituisca il frutto di ideologie estremiste ma che realizzi gli strumenti processuali necessari per migliorare il Servizio giustizia e consentaalle istanze dei cittadini di essere vagliate e soddisfatte attentamente e in termini ragionevoli.
È necessario, quindi, continuare in un percorso di recupero di unità e orgoglio per far sentire con voce forte, decisa e unitaria quali sono i programmi e le aspettative dell’Avvocatura. E ciò lo si può e lo si deve fare anche con il pieno coinvolgimento delle Associazioni Forensi, le quali sono fonte inesauribile di sviluppo e maturazione dei giovani Colleghi, avviandoli alla politica forense, e rappresentano il necessario contributo all’attività di ciascun Consiglio nella predisposizione e realizzazione di eventi culturali e professionali di altissimo livello.
Passando ai fatti di “casa nostra”, va subito detto che dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia e delle nostre tradizioni: infatti quel gentlemen agreement degli anni ’80 del secolo trascorso, consistito nella regola pattizia del doppio mandato consiliare, ha consentito all’Ordine degli Avvocati di Trani di non avere alcuna difficoltà né alcuna incertezza nel momento in cui si è proceduto al rinnovo dei componenti del Consiglio, anche dopo la famosa sentenza delle Sezioni Unite Civili di dicembre 2018, con cui si è fissato il principio della retroattività del limite del doppio mandato scritto per la prima volta nella nuova Legge Professionale.
Quella sentenza e la successiva norma di interpretazione autentica della legge sull’elezione del Consiglio dell’ordine (la Legge n. 113/2017) non hanno creato alcun imbarazzo nei candidati tranesi, in quanto da oltre trent’anni noi abbiamo osservato tale criterio.
È certamente una grande soddisfazione perché, oltre ad essere tra i pochissimi Ordini d’Italia a non aver dovuto rinviare le elezioni, ciò rappresenta un riconoscimento all’alto impegno morale e alla signorilità nei comportamenti istituzionali e professionali che gli Avvocati di Trani osservano quotidianamente.
Posso dire di essere stato veramente orgoglioso, sia in ambito pugliese e sia in ambito nazionale, quando con la testa alta ho potuto dire a tanti Colleghi Presidenti che noi non avevamo alcuna necessità di rinviare le elezioni perché da anni osservavamo la regola del doppio mandato; una regola che consente a tutti coloro i quali abbiano la voglia e il tempo di spendersi in favore dell’Avvocatura di partecipare democraticamente alla vita consiliare. Ancora una volta Trani e i suoi Avvocati hanno avuto lungimiranza e correttezza.
Di ciò dobbiamo essere fieri. Non c’è mai stato alcun attaccamento alla poltrona, ma solo spirito di servizio e sacrificio. In una parola, abbiamo rappresentato e rappresentiamo il vero spirito dell’Avvocatura.
L’anno appena trascorso impone, però, una seria riflessione sulla questione morale e sull’etica dell’avvocatura che compone il Foro di Trani.
L’identità delle professioni italiane viene costantemente messa sott’assedio dalle nuove condizioni di mercato, che impongono la supremazia del principio della libera concorrenza, e la necessità di dover essere concorrenziali spesso diventa la prima causa di giustificazione per abdicare ai doveri propri di Avvocato.
Forse qualcuno ambisce ad assimilarci ad una qualunque attività di natura commerciale – le ultime riforme parlano chiaro! – ma occorre ricordare come la nostra attività professionale, la quale risponde alla necessità ancestrale di Giustizia e che ora si appresta ad avere piena collocazione nella nostra Carta Costituzionale, deve conformarsi ai principi scolpiti nel nostro codice deontologico del quale è forse il caso di ricordare l’incipit:
“l’Avvocato esercita la propria attività in piena libertà, autonomia e indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi della persona, assicurando la conoscenza delle leggi e contribuendo in tal modo all’attuazione dell’Ordinamento per i fini della giustizia nell’esercizio della sua funzione; l’avvocato vigila sulla conformità delle leggi ai principi della Costituzione, nel rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e dell’Ordinamento comunitario; garantisce il diritto alla libertà e sicurezza e l’inviolabilità della difesa; assicura la regolarità del giudizio e del contraddittorio. Le norme deontologiche sono essenziali per la realizzazione e tutela di questi valori.”
Comprendete bene che la nostra professione, se non è accompagnata dal rispetto di irrinunciabili valori etici e morali, diventa un mestiere come tanti altri.
Rincresce dunque constatare come tanti di noi si siano trovati a dover fronteggiare non il proprio avversario, ma il difensore designato d’ufficio che, profittando di un ritardo o di una dimenticanza, è entrato a gamba tesa nel rapporto con il cliente; nello stesso modo rincresce che questa triste prassi si sia consolidata grazie alla reiterata assenza dei difensori designati dal nostro Ordine.
Ma soprattutto, che ruolo hanno avuto gli Avvocati negli scandali giudiziari che hanno interessato il nostro Foro? Ne sono stati solo vittime e spettatori passivi?
L’Avvocato è solo un giurista o a lui è riservato il compito di vivere civilmente e di essere cittadino modello e di esempio di legalità per la società civile?
Dalla normativa professionale del lontano 1874, ad oggi, non è mai venuta meno – neppure durante l’epoca fascista – la grande rilevanza pubblica degli Avvocati.
Già Calamandrei ricordava la doppia natura della Professione: l’Avvocato rappresenta la libera professione, che ha un’innegabile connotazione pubblica, frutto del suo ruolo di collaboratore della magistratura nella determinazione e nell’applicazione delle leggi.
Badate bene, Calamandrei usa il termine collaboratore, non servo, non lacchè.
Nel quadro culturale generale sono gli Avvocati deputati alla formazione del legalismo, tanto radicato nel senso comune, e che ha caratterizzato il rapporto tra cultura giuridica e realtà nazionale nel processo di costruzione dello Stato di diritto.
Gli Avvocati, in quanto operatori del diritto, sono parte integrante di quella cultura giuridica che ha contribuito a formare la cultura delle classi dirigenti.
E mi auguro vivamente che oggi questo Foro non vorrà cambiare la storia.
La nota dolente, a questo punto. Come tutti saprete, a gennaio è stata eseguita un’operazione da parte della magistratura leccese che ha colpito al cuore il tribunale di Trani. A prescindere dagli esiti dei processi penali che si svolgeranno e sempre riconoscendo a chiunque il principio di non colpevolezza, è chiaro che tali vicende ci devono indurre a svolgere due riflessioni. La prima consiste certamente, come detto, nella “questione morale”, nel senso che se il mondo della giustizia e, quindi, anche quello dell’avvocatura vogliono mantenere una credibilità ed una affidabilità, è necessario che ciascuno di noi avvocati si ponga quale obiettivo primario delle proprie condotte il “fine della giustizia e la tutela dell’assistito nelle forme e secondo i principi del nostro ordinamento”, esattamente così come recita la nuova formula dell’impegno solenne.
Dobbiamo abbracciare con forza i principi deontologici ed essere assolutamente impermeabili a qualsiasi tentazione, a qualsiasi deviazione dalla strada madre: solo così potremo camminare a testa alta, consapevoli che vicende del generenon dovranno mai più verificarsi.
È chiaro che per poter ottenere tale risultato è necessario anche il contributo delle altre componenti del mondo giustizia, magistrati-cancellieri-forze dell’ordine, ma ciò non ci esime dal mantenere alta l’attenzione, al fine di evitare che anche piccole situazioni di disagio possano verificarsi.
A questo scopo il Consiglio dell’ordine è pronto ad affiancare ed a sostenere ciascun singolo Collega nel momento in cui quest’ultimo dovesse segnalare atteggiamenti e “procedure” non consoni: saranno i consiglieri a farsi carico di portare all’attenzione dell’autorità competente quelle rimostranze fondate su fatti certi ed acclarati, così come è già successo qualche anno fa e nel recente passato.
La seconda riflessione si sostanzia nel fatto che se determinati episodi vengono alla luce significa che il “sistema giustizia” funziona, che esistono cioè degli anticorpi i quali entrano in funzione nel momento in cui si verificano accadimenti scorretti. Di ciò dobbiamo esserne consapevoli e ci deve spingere a recuperare compattezza ed armonia al nostro interno. Se l’Avvocatura si mostrerà come un corpo unico, serio, affidabile, corretto e intransigente sui principi, a nessuno verrà il desiderio di piegare le norme processuali per ottenere guadagni illeciti.
A Trani abbiamo delle tradizioni straordinarie, come ricordato poco prima, e tocca a noi rimanere fedeli a quelle tradizioni ed essere guida nei confronti dei più giovani, sia sotto il profilo professionale e sia sotto quello deontologico.
Quanto al problema dell’edilizia giudiziaria, va evidenziato che la procedura per l’inizio dei lavori a Palazzo Carcano, per la sua integrale ristrutturazione, è stata avviata e a breve dovrebbe essere pronto il piano esecutivo delle opere. Si tratta certamente di una notizia che ci rallegra e che riempie l’animo di speranza, facendoci vivere al meglio possibile la situazione di grave disagio nella quale attualmente ci troviamo, soprattutto nel settore civile. In riferimento al quale, se il progetto del Presidente de Luce di risistemazione dell’atrio di PalazzoCandidodovesse avere accoglimento e rapida soluzione, vi preannunzio che è intenzione del Consiglio di allestire e arredare tale zona di modo che i Colleghi e i loro clienti possano trascorrere più agevolmente le attese e possano discutere dei vari processi in modo più comodo.
Il sistema dei monitor di chiamata delle udienze, fatto installare a Palazzo Candido con i fondi dell’Ordine degli Avvocati, sta producendo i suoi frutti sia pure limitatamente, per ora, alle sole udienze collegiali. In effetti, per quanto riguarda le udienze monocratiche si sta procedendo all’istallazione sui computer di ciascun magistrato del software necessario per poter gestire la chiamata informatizzata delle udienze.
Si tenga presente, però, che già da ora sono consultabili on-line sugli smartphone o sui tablet tutti quei dati che sono pubblicati sui monitor, così che è possibile seguire anche a distanza l’avanzamento della trattazione dei processi a ruolo.
Dopo che il sistema avrà acquisito la piena efficienza, coprendo cioè tutte le udienze che vengono simultaneamente trattate, si passerà ad una fase successiva che prevede la realizzazione di una “app” che consenta all’Avvocato interessato alla singola causa di essere avvisato tramite SMS (o altro messaggio simile) dell’imminente chiamata del proprio processo. Ciò consentirà ulteriormente di ridurre le inutili attese e la presenza massiva di persone che si assiepano nei corridoi.
Stiamo anche attendendo di sottoscrivere con il Comune di Trani il contratto di affitto dei locali ove era ubicata l’agenzia delle dogane (piazza Sacra Regia Udienza), per potervi trasferirel’Organismo di Mediazione. Si tratta di una ubicazione certamente più consona ed efficiente, con accesso facilitato per i disabili e, soprattutto, dotata di un cablaggio elettrico e telematico autonomi.
Sempre per aiutare e venire incontro alle esigenze dei portatori di disabilità, il Consiglio dell’ordine ha aderito ad un protocollo sottoscritto tra il Tribunale di Trani – Sezione Lavoro e l’ASL: da un paio di mesi le visite mediche eseguite in occasione di ATP previdenziali si svolgono presso la sede dell’ex Ospedale civile di Trani. Ciò ha consentito anche una razionalizzazione dei tempi e degli spostamenti dei Colleghi, non essendo più costretti a peregrinare tra i vari studi medici dei periti per poter accompagnare e seguire correttamente i propri clienti. La presidente della Sezione Lavoro dott.ssa Angela Arbore, non più tardi di qualche giorno fa, mi ha garantito che chiederà ufficialmente alla ASL di mettere a disposizione ulteriori ambienti, sempre allocati presso la stessa struttura, di modo che si riducano al minimo i tempi di attesa tra il conferimento dell’incarico peritale e lo svolgimento della visita medico – legale.
Il numero degli esposti disciplinari nel 2018 è evidentemente calato rispetto all’anno precedente, essendone pervenuti “solo” 57 (erano 78 nel 2017), così come anche le richieste di conciliazione sono state di numero inferiore rispetto al passato: 17.
Fatta eccezione per alcuni casi davvero paradossali, la maggior parte delle segnalazioni ha riguardato comportamenti, sia pur in astratto deontologicamente rilevanti, tutto sommato di poco momento. È il segno evidente, quindi, che il recupero morale e l’osservanza delle regole di comportamento stanno ritornando ad essere componente primaria del nostro Foro.
Proprio al fine di diffondere la cultura della legalità e delle regole, già tre anni or sono abbiamo avviato una collaborazione con alcuni istituti scolastici del circondario nella realizzazione di progetti di Alternanza Scuola Lavoro per un totale di 100 ore con ciascuna scuola.
Oggi stiamo svolgendo questo percorso di legalità con ben sette istituti diffusi sul territorio (Trani, Bisceglie, Molfetta, Giovinazzoe Corato) e centinaia di ragazzi. L’impresa è sempre ardua, ma i circa 60 Colleghi coinvolti (a titolo assolutamente gratuito) sono entusiastidi questo nuovo “lavoro” e stanno realizzando con grande slancio il progetto ASL. A questi volontari va il mio più sincero ringraziamento, senza dimenticare la preziosissima opera realizzata dall’ubiquo e multitasking Avv. Giulio Guarino, responsabile per il Circondario di tutti i progetti in essere e referente nazionale per il nostro COA, dall’Avv. Domenico Facchini, componente del comitato scientifico per l’ASL presso il CNF e pilastro fondamentale dell’organizzazione del progetto stesso, dall’Avv. Pia Panessa e dall’Avv. Mariantonietta Martinelli, coordinatrici territoriali dei singoli progetti e straordinariamente operative.
Cari Colleghe e Colleghi, possiamo certamente dire che abbiamo svolto un’opera meritoria.
Abbiamo rinnovatoil contratto per offrire gratuitamente a tutti il collegamento con il processo civile telematico. Credevo non fosse necessario, ma siccome la campagna di disinformazione impera, occorre ricordare che nei Fori limitrofi non sempre questo servizio è offerto dal COA; e il tutto senza aumentare la quota di iscrizione all’Albo. Ora si sta gradualmente passando al nuovo sistema di PCT, tutto residente in cloud, e in relazione a ciò posso dirvi che sarete contattati singolarmente per aggiornare il vostro computer.
Nel penale, la Procura della Repubblica sta facendo partire in via sperimentale il fascicolo informatico delle indagini preliminari, preludio necessario per avere il fascicolo cosiddetto 415 bis (fascicolo delle indagini preliminari) informatizzato, in modo che, soprattutto nei maxiprocessi, non si debbano aspettare tempi biblici per ottenere le copie richieste. Il tutto è subordinato, però, all’informatizzazione ab origine di tutto il materiale delle indagini: quindi sin dalla notitia criminis. Per fare ciò, sono già stati organizzati più incontri con le Forze dell’Ordine del territorio perché anche loro si dotino della strumentazione adatta per modernizzare il processo penale.
A riguardo della tassa di iscrizione, proprio per andare incontro ai giovanissimi e consentire loro di destinare le risorse finanziare alla miglior preparazione possibile, abbiamo confermatola delibera, già assunta nel 2017, di esenzione dal pagamento della tassa di prima iscrizione all’Albo.
Per contenere i costi, senza ridurre i servizi, quest’anno è stata ulteriormente informatizzata la procedura di pagamento del MAV: non sarà più necessario stamparlo, ma si potrà procedere al pagamento accedendo alla propria pagina del sistema “RICONOSCO” e utilizzare il codice QR oppure il codice numerico ivi indicato per vedersi compilare automaticamente, nel proprio sistema di home banking, il bollettino di pagamento.
Con il locale Consiglio dei Commercialisti abbiamo stretto una forte collaborazione per adeguarci alle ulteriori novità legislative: la creazione e l’avvio di un Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. A questo riguardo, abbiamo già sottoscritto lo statuto di una associazione che gestirà l’OCC e stiamo già organizzando il secondo corso per acquisire le capacità tecnico-professionali per essere inseriti nell’elenco dei compositori. In questa attività formidabili collaboratori e artefici del progetto sono gli Avvocati Paola Nasca, la quale ha sommato tale incarico a quello ancor più gravoso di Consigliere Segretario, e Domenico Monterisi.
Nel corso dell’ultimo anno, sempre in contro tendenza rispetto all’andamento nazionale, c’è stato un lieve aumento del numero degli iscritti all’Albo: siamo arrivati oltre quota 2200, nonostante sia in vigore oramai da tempo l’obbligo di iscrizione alla Cassa Avvocati. Infatti le cerimonie del giuramento dei giovani Colleghi sono state molte e, talvolta, anche con 15 avvocati a battesimo.
Il colpo d’occhio è stato davvero esaltante, perché vedere ragazze e ragazzi in toga che pronunziavano la nuova formula dell’impegno solenne è stata una sensazione che ci ha riempito di orgoglio, allo stesso modo dei numerosissimi parenti che assiepavano la nostra Biblioteca storica. In definitiva, il numero dei nuovi iscritti nel corso del 2018 è stato di 74 Avvocati, mentre i cancellati sono stati in totale 52.
Il numero dei praticanti iscritti nel Registro è anch’esso aumentato (84 iscrizioni a fronte di 68 cancellazioni) e ciò testimonia anche la qualità della nostra Scuola Forense. A quest’ultimo riguardo, è necessario sottolineare sempre l’enorme impegno e la profonda dedizione che il nostro direttore della Scuola Forense, l’Avv. Rino Mazzilli, dedica quotidianamente alla preparazione dei programmi, alla verifica della progressione delle lezioni presso la nostra aula multimediale, al costante contatto con i nostri apprezzabilissimi docenti, la cui dedizione ha consentito ai frequentanti dei corsi di raggiungere ogni anno un numero di promossi davvero esaltante rispetto alla media stabilita in tutto il Distretto. Ma ciò che più conta non è il solo dato aritmetico, quanto la qualità dimostrata da ciascuno di questi giovanissimi Colleghi. La controprova di quanto dico la si trova in un’altra manifestazione che ha dato lustro al lavoro dei praticanti e dei tutor della Scuola Forense: il torneo “Scacco d’Atto”. Sapete già di cosa si tratta perché siamo giunti alla terza edizione, mentre la quarta è in fase di allestimento. Bene, nel corso delle tre precedenti manifestazioni abbiamo conseguito splendidi risultati, raggiungendo due secondi posti e vincendo una volta. E i COA partecipanti sono sempre più numerosi.
La bontà di questi risultati va riconosciuta in parte anche ai Consiglieri che compongono la commissione di verifica pratica (cioè tutti), capitanati fino al 31 dicembre 2018 dall’Avv.Giuseppe Limongelli, i quali hanno contribuito in modo altrettanto significativo alla maturazione professionale dei giovani Colleghi, nella misura in cui nel corso delle verifiche semestrali hanno loro fatto cogliere il vero significato di quel momento, nel senso di un confronto con se stessi e con il loro processo di maturazione.
Nel pieno rispetto della Legge professionale e aderendo alle richieste di alcuni giovanissimi, il COA ha già stipulato le convenzioni per il cosiddetto semestre anticipato di tirocinio. Questi accordi raggiunti con le Università consentono ai laureandi di iniziare il loro percorso di praticantato negli ultimi sei mesi del corso di laurea. Ben inteso, questi tirocinanti non hanno goduto di alcun trattamento di riguardo quanto a frequenza delle udienze, partecipazione alla Scuola Forense e colloquio semestrale, se non ciò che è previsto dalla Legge Professionale.
Tutte le difficoltà organizzative, dovute innanzitutto alla durata di “soli” 18 mesi del tirocinio, ma anche alle forme alternative di formazione che nulla hanno a che vedere con la preparazione allo svolgimento della professione di avvocato, sono state brillantemente superate dall’operosissimo staff della Scuola Forense.
Ringrazio con vero affetto l’Avv.Cherubina Palmieri la qualefino a pochi giorni fa, nella funzione di consigliere segretario della Fondazione Forense, ha svolto un lavoro efficientissimo e costante, sempre pronta a cogliere le possibili disfunzioni e a suggerire soluzioni, e l’Avv.Francesco Tedeschi, attento tesoriere fino al 28 febbraio 2019 e vasto conoscitore delle problematiche afferenti la privacy, tanto da essere stato individuato dal CNF come referente nazionale sulla materia. Nell’arduo compito di organizzare il lavoro della Fondazione hanno svolto un ruolo di grande importanza fino al 28 febbraio 2019 anche gli Avvocati Nella Vitti, Giuseppe Limongelli, Lucia Massaro e Maurantonio Di Gioia. Ringrazio anche coloro i quali hanno composto il Comitato Scientifico della Fondazione, nelle persone dell’Avv. Antonio Giorgino (presidente), Avv. Bruno Logoluso, Avv. Mimmo Insanguine, Avv. Davide de Gennaro e Avv. Livio Campanile.
Sempre rimanendo nell’ambito della formazione professionale, anche quest’anno passato il COA, con l’aiuto delle Associazioni, ha proceduto all’organizzazione e all’accreditamento di oltre 100 convegni, che hanno visto la partecipazione di personaggi illustrissimi nel panorama italiano della avvocatura e della magistratura.
Un elogio particolare va fatto all’Avv.Rocco Cantatore, già coordinatore della commissione consiliare per l’accreditamento degli eventi formativi.
La maggior parte degli eventi formativi si è svolta in questa sede prestigiosissima, nostro fiore all’occhiello, e per venire incontro alle modeste casse delle associazioni circondariali e territoriali, anche per il 2018 abbiamo mantenuto il costo “politico” di utilizzo della sala, concedendone spesso l’uso gratuito nel momento in cui l’Associazione organizzatrice si fosse impegnata a garantire la gratuità della partecipazione all’evento formativo. Ovviamente, anche per il 2019 il costo per avere la disponibilità della Biblioteca Storica è rimasto uguale.
Al fine di aumentare gli orizzonti operativi di ciascuno di noi, in collaborazione e sinergia con la Commissione di diritto internazionale, lo scorso anno sono stati organizzatialcuni incontri, nel corso dei quali si è approfondita la conoscenza della Normativa transnazionale. Tale attività ci è sembrata di particolare importanza, vista l’efficacia paracostituzionale che riveste il diritto internazionale rispetto alla Legge ordinaria italiana. Tale, difatti, è la dimensione operativa che la Corte Costituzionale ha assegnato al diritto sovranazionale con le due sentenze cosiddette “gemelle”. Per tutta questa attività devo ringraziare i componenti della commissione, saggiamente coordinati dall’Avv. Gero Piccolo e dalla Prof.ssa Antonietta Damato.
Consentitemi una parola sulla formazione continua.
L’art. 11 della Nuova Legge Professionale, in combinato disposto con l’art. 15 del Codice deontologico, ha stabilito la necessità di curare il proprio aggiornamento professionale.
Il Consiglio, anche con la fattiva collaborazione delle Associazioni, ha approntato un ventaglio di offerte formative imponente, per un totale di oltre 400 ore.
L’obbligo della formazione continua è legge già da più di sei anni e, quindi, bisogna rispettarlo, anche perché nel 2020, cioè alla fine del presente triennio formativo (2017-2019), il Consiglio in carica sarà chiamato ad una difficile opera di verifica della sussistenza dei requisiti minimi stabiliti nel Decreto Ministeriale n. 47/2016 «Regolamento recante disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione forense», entrato in vigore il 22 aprile 2016.
Tra quei requisiti obbligatori, previsti dall’art. 2, lett. e) del decreto citato, vi è anche quello dell’aver assolto l’obbligo di aggiornamento professionale secondo le modalità e le condizioni stabilite dal Consiglio Nazionale Forense per ciascun anno del triennio in questione. La mancanza di un numero minimo di crediti formativi, quindi, verrà sanzionata purtroppo con la cancellazione dall’Albo, ex art. 3, e la nuova iscrizione non potrà avvenire prima di 12 mesi,ex art. 4, secondo comma.
A proposito della condizione economica nazionale e locale, dobbiamo ricordare che le domande di concessione del patrocinio a spese dello Stato in sede civile lo scorso anno hanno mantenuto sostanzialmente il trend di crescita di circa 150 all’anno e la relativa commissione consiliare, saggiamente e con grande esperienza guidata dall’Avv. Maurantonio Di Gioia, ha rilasciato 1336 ammissioni provvisorie, su un totale di 1389 istanze pervenute. A questo riguardo, ringrazio con vero affetto e stima il caro Mauro per quanto ha fatto ed ha ripreso a fare dopo essersi brillantemente ripreso da un impasse che lo ha costretto per qualche mese lontano dal suo Consiglio. E ringrazio per la fattiva collaborazione nella materia gli Avvocati Paola Nasca, Valentina Gesmundo, Annamaria Caputo e Rocco Cantatore. Anche questo lavoro è stato svolto in modo assolutamente egregio.
Lo scorso anno vi dissi di un protocollo che era stato sottoscritto con la Presidenza del Tribunale, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, teso ad organizzare in modo efficiente la procedura di liquidazione degli onorari, alla luce del quale si riteneva che non avremmo avuto “sorprese” dopo l’ammissione provvisoria operata dal Consiglio, in quanto nell’accordo programmatico era previsto che l’Agenzia delle Entrate ci fornisse una “guida rapida” sulla base della quale noi Avvocati avremmo fatto l’analisi preventiva e sommaria dell’esistenza delle condizioni di reddito per l’ammissibilità dell’istanza.
Fatto sta che, a dire dei Colleghi, nonostante ci si sia adeguati alle indicazioni dell’Ufficio Pubblico, stanno giungendo diverse revoche di quelle ammissioni.
Se la circostanza dovesse assumere dimensioni rilevanti, è chiaro che andrà fatta un’analisi del fenomeno, in un tavolo congiunto con la Presidenze del Tribunale, per verificare dove e come il sistema si stia inceppando.
Certo è che il Consiglio sta seguendo con grande attenzione questo settore, in quanto è di fondamentale importanza per il corretto funzionamento dell’intero Sistema Giustizia e per rendere attuale e concreto il dettato dell’art. 24 della Costituzione.
La commissione consiliare che si è interessata della Difesa d’Ufficio è stata largamente interessata dalle modifiche normative intervenute, per cui i suoi componenti sono stati chiamati ad un’incessante opera di modernizzazione del sistema e ad un costante intervento presso i nostri iscritti perché si adeguassero alle nuove disposizioni.
Il mio ringraziamento va agli Avvocati Mario Malcangi il coordinatore, Patrizia Carobello, Valentina Gesmundo e Rocco Cantatore.
Da ultimo, con il nuovo Consiglio, si è elaborato un Regolamento per la Difesa d’Ufficio, con il quale si è voluto dare un assetto più chiaro al sistema disciplinato dall’art. 97 del codice di procedura penale e, soprattutto, si è provato a disciplinare anche il compenso dovuto ai Colleghi che impegnano la loro attività in favore di quegli imputati provvisoriamente sprovvisti di una Difesa tecnica. Il merito di quest’opera va riconosciuto aglAvvocati Carmine Sarcinelli (nuovo coordinatore della commissione), Mario Malcangi, Valentina Gesmundo, Pia Panessa, Francesco Montingelli, Sabina Iacobone e Giovanna Vista.
Rinnovo il ringraziamento a Donato de Tullio, per i sistematici interventi in ausilio dei Colleghi inceppatisi innanzi alla procedura telematica di inserimento della richiesta di permanenza nell’elenco nazionale dei difensori d’ufficio.
Abbiamo completato la sistemazione di tutti i volumi di proprietà del Consiglio, mediante la rilegatura, la spolveratura, la catalogazione e l’inserimento dei dati nel sistema nazionale delle biblioteche SBN.
Questa attività è stata assiduamente seguita dal vice presidente Graziano Ciccarelli,il quale, coadiuvato dall’esperta dott.ssa Esther Larosa, ha ultimato un percorso di recupero e valorizzazione di questo patrimonio librario già iniziato dai precedenti Consigli e lo ha fatto con grande slancio e con affetto.
È un’altra opera meritoria, perché dà ulteriore lustro al nostro Foro ultracentenario. E che sia così è testimoniato dall’ultimo riconoscimento che abbiamo conseguito: a seguito della visita fatta dal Provveditore, la bellezza e la completezza della nostra biblioteca hanno colpito l’interlocutore, il quale ci ha fatto pervenire il riconoscimento di «particolare interesse storico». Dobbiamo essere fieri di questo lavoro.
Nella liquidazione deipareri di congruità, tutti i consiglieri, nessuno escluso, è stato interessato della gestione di questa attività.
Come sapete, nel corso del 2016 abbiamo adottato un regolamento sul rilascio dell’opinamento, in quanto la giurisprudenza amministrativa ha esteso anche ai COA le regole sull’interessamento della parte controinteressata, ai sensi della Legge 241/90.
Ne è conseguito che delle 38 istanze pervenute, solo 26 si sono potute liquidare, mentre quelle ritirate-conciliate sono state 5.
È continuata l’attività di ascolto dei privati attraverso lo sportello del cittadino, a cui hanno partecipato tutti i consiglieri, sotto il coordinamento dell’Avv. Michele Musci.
Anche in questo caso, l’opera svolta è stata degna di segnalazione, perché moltissimi cittadini e/o stranieri si sono presentati presso i nostri locali per chiedere aiuto e provare a risolvere situazioni che, in qualche caso, erano davvero incresciose.
Il tempo dedicato a tale attività, che viene svolta esclusivamente presso gli uffici del Consiglio e ovviamente a titolo gratuito, è stato davvero notevole, nella misura in cui abbiamo un turno di ricevimento di due giorni a settimana.
L’Avv. Giovanni Marchio, attuale Consigliere Tesoriere, per conto del Consiglio ha intrapreso un percorso di apprendimento per la realizzazione di progetti relativi ad investimenti e crowdfunding, in modo che nel futuro si possa aprire uno sportello di europrogettazione in seno al COA per la realizzazione di programmi di sviluppo per i professionisti o, anche, di assistenza ai professionisti per i loro clienti.
L’Avv. Sabino Palmieri, quale responsabile per la trasparenza, ha dovuto affrontare alcune questioni di non facile soluzione, ma grazie al suo impegno e preparazione ha adottato dei provvedimenti che sono stati confermati dalle Autorità garanti nella materia. Anche a Sabino va il nostro ringraziamento.
Il Comitato per le pari Opportunità, presieduto dalla nostra Nella Vitti, anche quest’anno si è adoperato attivamente nel mettere in campo azioni concrete per attuare le pari opportunità nell’accesso, nella formazione e nello sviluppo dell’attività professionale e sta concludendo il suo primo mandato, essendo in scadenza il 26 giugno 2019.
Si è regolarmente e periodicamente riunito, per studiare e approfondire numerose tematiche ed elaborare iniziative ed azioni; tanti sono stati gli eventi a cui il CPO è stato invitato e ha partecipato, tramite la presenza dei suoi componenti: incontri presso il CNF e la Cassa Forense, nonché, presso la Regione Puglia, in particolare per un corso formativo sulla leadership al femminile e un corso per la formazione specifica per professioniste che aspirano ad essere nominate nei consigli di amministrazione e organi di controllo, in base alla legge Golfo Mosca.
Ha organizzato eventi in rete con altri CPO della Puglia, nonché un Corso di Alta Formazione in diritto antidiscriminatorio ed ha continuato ad collaborare, insieme al Consiglio dell’Ordine di Trani, al progetto “Alternanza Scuola e Lavoro” presso l’Istituto “Valdemaro Vecchi” di Trani sul tema delle pari opportunità, discutendodei modelli di femminilità e mascolinità, sostenendo chel’intervento in questi ambiti può aiutare a prevenire comportamenti stereotipati, debellando il bullismo e la violenza di genere, portando ad un cambiamento culturale.
Continua a portare avanti, in collaborazione con i centri antiviolenza presenti sul territorio, iniziative per contrastare ogni forma di violenza di genere. Ha affrontato, attraverso eventi formativi, il fenomeno della violenza sulle donne, purtroppo in crescita, con particolare attenzione alle ricadute che tali odiose condotte comportano quando vi sono minori coinvolti e che assistono indifesi. Ha organizzato l’evento “L’Odio in rete: violenza e intolleranza nell’era digitale”, affrontando i temi della comunicazione via internet, con particolare riferimento a comportamenti ossessivi, molestie, offese, espressioni di odio razziale, politico e della violenza verbale online, che caratterizzano i fenomeni come lo stalking e il cyber bullismo.
Continua a sostenere i progetti già avviati negli anni precedenti, come lo “Sportello di Ascolto e Informativo” e“Il servizio sostituzione di udienza”.
Il CPO di Trani continua a far parte del progetto “WEAVV” insieme agli altri CPO e Ordini degli Avvocati della Puglia per accedere al Fondo Regionale che sostiene gli Avvocati e le Avvocate genitori, finanziato dall’Assessorato al Welfare della Regione Puglia. In considerazione dell’esistenza di un residuo del fondo stesso, la Regione Puglia ha concesso una proroga fino al 31.12.2019, con lo scopo di continuare a fornire supporto economico, sulla base di predeterminati criteri di accessibilità alle previdenze e alle provvidenze previste, ai giovani professionisti genitori che si dibattono con difficoltà tra la necessità di dover affrontare indifferibili e onerose spese legate alla professione e la necessità di far fronte alle spese familiari, soprattutto in presenza di situazioni personali di particolare disagio.
Infine, il CPO ha provveduto a completare la realizzazione del progetto “Sportelli di Prossimità” teso a favorire lo sviluppo economico dell’Avvocatura (Bando approvato dal CDA del 3/08/2016 art. 14 lett.a7 del regolamento per l’erogazione dell’Assistenza) finanziato dalla Cassa Forense per una somma pari ad €. 21.098.41 IVA inclusa. Sono stati inaugurati n.5 “Sportelli di Prossimità” nelle località di Minervino, Spinazzola, Canosa, Andria e Trani. Il CPO ha provveduto, sempre nell’ambito del progetto, ad organizzare un corso di Alta Formazione per Avvocati sull’Arbitrato nel sistema dell’ADR (disciplina e tecnica per la gestione della procedura arbitrale) con la partecipazione di illustri relatori. Al corso hanno partecipato n.65 avvocati, avendo il CPO limitato il numero dei partecipanti per una migliore riuscita. Sempre nell’ambito del progetto, si sono acquistati n.7 computer, di cui n.5 sono stati già installati nelle sedi inaugurate dello “Sportello di Prossimità”. Questo progetto è nato dall’esigenza di sostituire la giustizia ordinaria con altri sistemi alternativi di ADR (Alternative Dispute Resolution) per la risoluzione di controversie di natura economica e commerciale, individuando in tutti i Comuni del Circondario del Tribunale di Trani, in cui sono state soppresse le sezioni distaccate, opportuni spazi da destinare alla attività della procedura dell’arbitrato. L’auspicio è quello di favorire tutti i colleghi e le colleghe, nonché gli stessi cittadini che desiderano un’alternativa alle lunghe cause in Tribunale, permettendo agli operatori del diritto, soprattutto alle colleghe, di svolgere con professionalità l’attività di Avvocato nelle proprie sedi e meglio conciliare esigenze lavorative e familiari.
Il nostro Ordine è dotato di una camera arbitrale, in attuazione di quanto previsto dalla L.247/2012 e in virtù del D.lgs. del 14.02.2017 n.34 sulle modalità di “costituzione delle camere arbitrali, di conciliazione e di organismi di risoluzione alternativa delle controversie” ha adottato un nuovo regolamento della camera arbitrale e lo statuto, con l’allegato relativo ai compensi, a cui si farà riferimento qualora si volesse ricorrere all’arbitrato amministrato dalla camera arbitrale di Trani.
Tutto ciò è solo la punta dell’iceberg di un’attività che viene portata avanti quotidianamente dalla presidente del CPO e da Giovanna Vista, Michela Croce, Cecilia Tedone, Maurizio Altomare, Concetta Pizzolorusso, Sabina Iacobone, Maria Teresa Leone e Felice Cuocci, a cui vanno i nostri ringraziamenti per quanto hanno realizzato e per l’impegno che profondono in ogni attività.
Nello smaltimento del carico di processi in sede civile continua il ricorso alla mediaconciliazione, sperando che nel futuro prossimo possa essere l’arma vincente.
Devo ringraziare le Colleghe che mi hanno aiutato e assistito in tale organismo, Angela Napoletano, Giulia Murolo, Annamaria Caputo e Lucia Massaro, perché quanto è stato realizzato nel corso di questi anni è solo grazie a loro. Nonostante tutti questi sforzi, anche economici, messi in campo, le domande di mediazione presentate sono diminuite rispetto al precedente anno.
I dati statistici dell’O.M.T.:
l) domande di mediazione depositate nel 2018 n. 528;
2) accordi raggiunti n. 28;
3) procedimenti definiti con esito negativo per mancato accordo n. 140;
4) procedimenti definiti con esito negativo per mancata partecipazione delle parti n. 342;
4) procedimenti ancora pendenti al 31.12.2018 n. 16.
Un dato deve essere analizzato con attenzione.
Se i procedimenti definiti con esito negativo per mancata partecipazione delle parti sono in numero così preponderante rispetto al totale delle procedure trattate significa che vi è ancora imperante un sentimento di sostanziale sfiducia nei confronti di questo metodo alternativo di risoluzione delle controversie. Allora, il nostro impegno sarà anche quello di favorire la cultura della mediazione, perché non ci si può opporre alle novità ma bisogna saperle sfruttare.
Chiudo l’argomento ringraziando con affetto quei mediatori iscritti all’Organismo forense, i quali hanno anche offerto spontaneamente la loro collaborazione per la realizzazione delle simulazioni presso gli istituti scolastici, nell’ambito del progetto ASL.
In conclusione, dopo il primo mandato, consentitemi di ringraziare tutti i Consiglieri perché, ciascuno con le proprie qualità personali e professionali e nei limiti della propria disponibilità, hanno offerto sempre un contributo effettivo e sostanziale alle molteplici attività consiliari. Con ciascuno di loro è nato un rapporto che va oltre la semplice conoscenza professionale e che rimarrà tale sempre.
Grazie a Donato de Tullio, Aldo Balducci, Graziano Ciccarelli, Rocco Cantatore, Annamaria Caputo, Patrizia Carobello, Luigi Carpentiere, Maurantonio Di Gioia, Valentina Gesmundo, Giulio Guarino, Giuseppe Limongelli, Mario Malcangi, Giovanni Marchio,Lucia Massaro,Cosimo Damiano Matteucci, Michele Musci, Paola Nasca, Cherubina Palmieri, Sabino Palmieri e Nella Vitti.
Ringrazio i Consulenti ed i loro collaboratori per l’impegno profuso, e un grazie particolare lo rivolgo al Dott. Michele Lotito, che non mi stancherò mai di lodare per il suo attaccamento al nostro Ordine, e all’Avv. Antonio Lattanzio, nostro revisore dei conti, anch’egli puntuale e affettuosamente vicino all’Ordine. Così come ringrazio il Dott. Claudio Mazzocca, presidente dei revisori della Fondazione, e i componenti dott. Giuseppe Luglio e Avv. Giuseppe Canfora.
Ringrazio il notaioSalvatore Consolo, sempre disponibile ad offrire la sua consulenza e la sua professionalità, rigorosamente presso la nostra sede istituzionale, manifestazione di grande rispetto per l’Ordine forense.
Consentitemi ancora di ringraziare i miei giovanissimi Colleghi di studio, gli Avvocati Nicola Lambo e Monica Palermo e i dottori Francesca Di Chiano e Domenica Piccolomo, perché senza il loro aiuto non avrei potuto reggere la mole di lavoro che grava ogni giorno sul presidente, e la mia famiglia, sempre in secondo piano e un passo indietro rispetto alle esigenze del Consiglio. Hanno accettato tutto ciò e mi sostengono fino alla fine.
Grazie anche voi che siete qui presenti e che avete avuto la forza di attendere sino alla conclusione di questa mia relazione, perché dimostrate attaccamento e stima nei confronti del Consiglio e onorate degnamente la nostra professione.
Trani, 16 aprile 2019