Source: https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/proposta-reclutamento
Timestamp: 2018-02-23 07:42:14+00:00
Document Index: 150190739

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 97']

Proposta reclutamento - La Voce dei Giusti
Proposta reclutamento
Si riporta qui di seguito la proposta di reclutamento redatta da alcuni coordinatori dell'associazione 'La Voce dei Giusti'. Nel riconoscere la validità di tale documento, l'Associazione ritiene che tale soluzione costituisca probabilmente la chiave per risolvere il problema non solo dei precari che operano alle dipendenze del MIUR, ma che l'adozione di un sistema simile possa portare alla soluzione del problema dei precari che operano alle dipendenze di tutte le pubbliche amministrazioni.
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PROPOSTA RECLUTAMENTO 'La Voce Dei Giusti'
Visto l’ Art 5, c. 4-quater del Dlgs. 368/2001 secondo cui “Il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza […] nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine”;
Visto l’art. 15, comma 6 della Legge 29 aprile 1949, n. 264 secondo cui “I lavoratori licenziati da un'azienda per riduzione di personale hanno la precedenza nella riassunzione presso la medesima azienda entro un anno”;
Visto il Dlgs 368/2001 ed in particolare l’art. 1, c. 1, secondo cui “è consentita l’apposizione di un termine [sui contratti di lavoro solo] a fronte di ragioni di carattere tecnico organizzativo, sostitutivo” e l’art. 36 del Dlgs. 165/01 secondo cui “Il lavoro flessibile nelle Pubbliche Amministrazioni è consentito solo a fronte di esigenze temporanee ed eccezionali”.
Visto l’Articolo 23 Dei diritti dell'Uomo secondo cui “Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione”;
Visto l’art. 4 comma 1 del Dlgs. 368/2001 secondo cui “Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a tre anni […]” e l’art. 5 c. 4bis secondo cui “[…] qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi [equivalenti a 1080 gg. di servizio] il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato”;
Sono oltre centomila i docenti precari inseriti nelle Graduatorie Permanenti ad Esaurimento (GAE) e/o di Circolo e d’Istituto (GI) assunti annualmente dal MIUR con contratti a tempo determinato, e diverse decine di migliaia risultano essere i contenziosi aperti fra il MIUR ed i suoi dipendenti. Le numerose sentenze già emesse dai tribunali Italiani non solo attestano l’illegittimo comportamento dell’amministrazione, ma anche un disagio e malessere profondo.
L’art. 22 dei diritti inviolabili dell’uomo sancisce che “ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione […] dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità”. E’ la violazione di questo diritto, generato dall’illegittimo sfruttamento economico lavorativo che ha portato questi individui nelle aule dei tribunali e che continuerà a portarli, fino a che l’attuale sistema di reclutamento, dimostratosi negli anni del tutto inadeguato, e ormai sul punto di collassare non verrà riformato e profondamente modificato.
Al fine di ridurre i conteziosi, assicurare la continuità didattica agli alunni funzionale al buona andamento delle pubbliche amministrazioni, salvaguardare i diritti e le legittime aspettative acquisiti dai molti precari che lavorano nella scuola, nonché garantire agli insegnanti la sicurezza sociale necessaria ad una esistenza serena e dignitosa, a seguito di mesi/anni di approfondimenti giuridici e lunghe riflessioni, LVG ha elaborato un sistema equilibrato, solido ed innovativo, che basa però le proprie fondamenta sull’attuazione di diritti e principi già presenti nel nostro sistema che qui sotto ci apprestiamo con fierezza ad illustrare.
La proposta LVG è basata sulla creazione di tre differenti graduatorie. Sebbene come già avviene attualmente la posizione individuale, e quindi il punteggio di ogni candidato all’interno di ognuna di esse è stabilita in base all’attenta valutazione di più fattori, quali i titoli di studio ed artistici ed i servizi[1], lo spostamento da una graduatoria ad un’altra può essere determinato SOLO ed esclusivamente sulla base del servizio maturato insegnando presso le scuole Statali[2]. Ciò premesso questo è, a nostro parere, il principio secondo cui stabilire il criterio di appartenenza ad una graduatoria e suddivisione dei docenti:
GRADUATORIA DI I FASCIA: accedono alla prima fascia tutti coloro che abbiano maturato almeno 36 mesi di servizio (equivalenti a 1080gg.) e/o in alternativa i soggetti che abbiano stipulato almeno tre contratti su cattedra annuale (ossia fino al 30 giugno e/o 31 Agosto) e posto vacante presso Scuole Statali. Poiché ai sensi del Dlgs. 368/2001 coloro che hanno maturato tale requisito hanno diritto alla stabilizzazione, i docenti inseriti in questa graduatoria hanno diritto al mantenimento in servizio, fino all’immissione in ruolo.
GRADUATORIA DI II FASCIA: accedono alla II fascia tutti i docenti che abbiano lavorato nell’anno precedente su cattedra annuale e posto vacante, e/o in alternativa, coloro che abbiano maturato almeno 180gg. di servizio presso scuole statali. I docenti inclusi in II fascia, hanno diritto di precedenza assoluta nelle assunzioni a tempo determinato ed indeterminato rispetto i docenti inclusi in III fascia.
GRADUATORIA DI III FASCIA: accedono alla III fascia tutti i soggetti in possesso di abilitazione e/o titolo valido all’insegnamento che non abbiano ancora maturato i requisiti necessari all’inclusione in I o II fascia. La III fascia può essere eventualmente suddivisa internamente in due scaglioni, il primo dei quali, con diritto di precedenza, sarà riservato ai vincitori di un eventuale concorso che l’amministrazione vorrà in futuro bandire.
FORMAZIONE INIZIALE DOCENTI: accertato che ai sensi della vigente normativa tanto i precari inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento, quanto quelli inseriti nelle Graduatorie d’Istituto[3], debbono ritenersi possessori di titoli validi all’insegnamento ed idonei allo svolgimento della professione[4], si ritengono quindi tali soggetti già in possesso di una formazione inziale. E’ tuttavia facoltà dell’amministrazione, imporre eventualmente a tali lavoratori una ulteriore formazione e/o tirocinio di prova (come già avviene per i docenti neo immessi in ruolo). L’emanazione di un qualsiasi regolamento sulla formazione iniziale può pertanto ritenersi riferito ai SOLI FUTURI LAUREATI.
SCUOLE PARITARIE: ai sensi dell’art. 33 della Costituzione, della L. 62/2000, nonché del CCNL del comparto scuola che impongono alle Scuole Paritarie un trattamento del proprio personale docente non meno favorevole a quello riservato ai soggetti che operano alle dipendenze statali, il personale docente assunto presso scuole paritarie che abbia al pari di quello che opera presso enti statali maturato non meno di 1080gg. di servizio e/o abbia stipulato non meno di tre contratti annuali su posto vacante presso una stessa scuola, ha diritto alla stabilizzazione del contratto e al riconoscimento della qualifica.
[1] Si fa notare come tutto questo può a nostro avviso rimanere del tutto immutato e/o a piacimento del legislatore essere oggetto di ulteriori modifiche.
[2] Questo servirebbe a nostro avviso anche disincentivare l’illegittima pratica adoperata dalle scuole paritarie, che reclutano personale docente sottopagandolo e/o obbligando tali lavoratori a lavorare gratis.
[3] Rif. DM 201/2000, DM 131/2007, DM 56/09, DM 64/2011, DM 53/2007, CM 20/2007.
[4] E che pertanto ai sensi della dir 36/2005 e dell’art. 33 della Costituzione essi debbano ritenersi possessori di qualifiche professionali valide all’insegnamento e quindi pienamente abilitati allo svolgimento della professione. Diversamente ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, non sarebbe mai stato possibile per la P.A. assumere tale personale ripetutamente e per anni.
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/12/proposta-reclutamento-docenti.html