Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=ecli:ECLI:EU:C:2009:18
Timestamp: 2020-01-19 04:42:28+00:00
Document Index: 78974728

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 234', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7']

Sentenza della Corte (grande sezione) del 20 gennaio 2009.
Gerhard Schultz-Hoff contro Deutsche Rentenversicherung Bund (C-350/06) e Stringer e a. contro Her Majesty's Revenue and Customs (C-520/06).
Domande di pronuncia pregiudiziale: Landesarbeitsgericht Düsseldorf (C-350/06) - Germania e House of Lords (C-520/06) - Regno Unito.
Condizioni di lavoro - Organizzazione dell’orario di lavoro - Direttiva 2003/88/CE - Diritto alle ferie annuali retribuite - Congedo per malattia - Ferie annuali coincidenti con un congedo per malattia - Indennità sostitutiva di ferie annuali retribuite non godute alla fine del contratto a causa di malattia.
Cause riunite C-350/06 e C-520/06.
Cause riunite C‑350/06 e C‑520/06
Stringer e altri
(domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Landesarbeitsgericht Düsseldorf e dalla House of Lords)
«Condizioni di lavoro — Organizzazione dell’orario di lavoro — Direttiva 2003/88/CE — Diritto alle ferie annuali retribuite — Congedo per malattia — Ferie annuali coincidenti con un congedo per malattia — Indennità sostitutiva di ferie annuali retribuite non godute alla fine del contratto a causa di malattia»
1. Politica sociale — Tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori — Organizzazione dell’orario di lavoro — Diritto alle ferie annuali retribuite
2. Politica sociale — Tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori — Organizzazione dell’orario di lavoro — Diritto alle ferie annuali retribuite
3. Politica sociale — Tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori — Organizzazione dell’orario di lavoro — Diritto alle ferie annuali retribuite
(Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2003/88, art. 7, n. 2)
1. L’art. 7, n. 1, della direttiva 2003/88, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che non osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che un lavoratore in congedo per malattia non abbia diritto di fruire di ferie annuali retribuite nel corso di detto congedo.
D’altro lato, la direttiva 2003/88 non osta neppure a disposizioni o a prassi nazionali le quali consentano a un lavoratore in congedo per malattia di fruire, durante tale periodo, di ferie annuali retribuite.
Infatti, spetta agli Stati membri definire, nella loro normativa interna, le condizioni di esercizio e di attuazione del diritto alle ferie annuali retribuite, precisando le circostanze concrete in cui i lavoratori possono avvalersene; essi devono, però, astenersi dal condizionare la costituzione stessa di tale diritto, il quale scaturisce direttamente dalla suddetta direttiva.
(v. punti 28, 31‑32, dispositivo 1)
2. L’art. 7, n. 1, della direttiva 2003/88, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che il diritto alle ferie annuali retribuite si estingua allo scadere del periodo di riferimento e/o di un periodo di riporto fissato dal diritto nazionale anche quando il lavoratore è stato in congedo per malattia per l’intera durata o per una parte del periodo di riferimento e la sua inabilità al lavoro è perdurata fino al termine del rapporto di lavoro, ragione per la quale egli non ha potuto esercitare il suo diritto alle ferie annuali retribuite.
(v. punti 49, 52, dispositivo 2)
3. L’art. 7, n. 2, della direttiva 2003/88, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, non sia dovuta alcuna indennità finanziaria sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute al lavoratore che sia stato in congedo per malattia per l’intera durata o per una parte del periodo di riferimento e/o di un periodo di riporto, ragione per la quale egli non ha potuto esercitare il suo diritto alle ferie annuali retribuite.
Ai fini del calcolo della suddetta indennità finanziaria è parimenti determinante la retribuzione ordinaria del lavoratore, la stessa che deve essere mantenuta durante il periodo di riposo corrispondente alle ferie annuali retribuite.
Nei procedimenti riuniti C‑350/06 e C‑520/06,
aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Landesarbeitsgericht Düsseldorf (Germania) (C‑350/06) e dalla House of Lords (Regno Unito) (C‑520/06), rispettivamente, con decisioni 2 agosto e 13 dicembre 2006, pervenute in cancelleria il 21 agosto e il 20 dicembre 2006, nelle cause
Stringer e altri (C‑520/06)
Causa C‑520/06
Causa C‑350/06
20 Con la prima questione deferita nella causa C‑520/06 il giudice del rinvio chiede essenzialmente se l’art. 7, n. 1, della direttiva 2003/88 debba essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che un lavoratore in congedo per malattia non abbia diritto di fruire nel corso di detto congedo di ferie annuali retribuite.
22 Secondo una costante giurisprudenza, il diritto di ogni lavoratore alle ferie annuali retribuite deve essere considerato come un principio particolarmente importante del diritto sociale comunitario, al quale non si può derogare e la cui attuazione da parte delle autorità nazionali competenti può essere effettuata solo nei limiti esplicitamente indicati dalla direttiva del Consiglio 23 novembre 1993, 93/104/CE, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro (GU L 307, pag. 18) (v. sentenze 26 giugno 2001, causa C‑173/99, BECTU, Racc. pag. I‑4881, punto 43; 18 marzo 2004, causa C‑342/01, Merino Gómez, Racc. pag. I‑2605, punto 29, nonché 16 marzo 2006, cause riunite C‑131/04 e C‑257/04, Robinson-Steele e a., Racc. pag. I‑2531, punto 48).
26 La Corte ha già dichiarato che un congedo garantito dal diritto comunitario non può pregiudicare il diritto di fruire di un altro congedo pure garantito dal diritto comunitario (v. sentenze Merino Gómez, cit., punti 32 e 33; 14 aprile 2005, causa C‑519/03, Commissione/Lussemburgo, Racc. pag. I‑3067, punto 33, nonché 20 settembre 2007, causa C‑116/06, Kiiski, Racc. pag. I‑7643, punto 56). In particolare, nella citata sentenza Merino Gómez, essa ha dichiarato che l’art. 7, n. 1, della direttiva 93/104 deve essere interpretato nel senso che, in caso di coincidenza tra le date di un congedo per maternità di una lavoratrice e quelle delle ferie annuali fissate in via generale per tutto il personale da un contratto collettivo, i dettami della direttiva concernenti le ferie annuali retribuite non possono considerarsi rispettati.
30 Come risulta dalla giurisprudenza della Corte, infatti, se è vero che l’effetto positivo delle ferie annuali retribuite sulla sicurezza e sulla salute del lavoratore si esplica pienamente se le ferie vengono prese nell’anno all’uopo previsto, cioè l’anno in corso, detto periodo di riposo permane interessante sotto tale profilo anche qualora se ne fruisca in un momento successivo (sentenza 6 aprile 2006, causa C‑124/05, Federatie Nederlandse Vakbeweging, Racc. pag. I‑3423, punto 30).
32 Alla luce di quanto precede, alla prima questione deferita nella causa C‑520/06 occorre rispondere che l’art. 7, n. 1, della direttiva 2003/88 deve essere interpretato nel senso che non osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che un lavoratore in congedo per malattia non abbia diritto di fruire di ferie annuali retribuite durante tale congedo.
33 Con la prima questione e, in via subordinata, con la terza, nella parte in cui quest’ultima fa riferimento al diritto alle ferie e non all’indennità finanziaria sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute, deferite nella causa C‑350/06, il giudice del rinvio chiede essenzialmente se l’art. 7, n. 1, della direttiva 2003/88 debba essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che il diritto alle ferie annuali retribuite si estingua allo scadere del periodo di riferimento e/o di un periodo di riporto fissato dal diritto nazionale anche quando il lavoratore è stato in congedo per malattia per l’intera durata o per una parte del periodo di riferimento e la sua inabilità al lavoro è perdurata fino al termine del rapporto di lavoro.
36 Occorre dunque esaminare quali limiti a detto principio si impongano nelle circostanze specifiche della causa C‑350/06.
44 Orbene, occorre rilevare che un lavoratore il quale, come il ricorrente nella causa C‑350/06 relativamente all’anno 2005, si trovi in congedo per malattia per l’intera durata del periodo di riferimento e oltre il periodo di riporto fissato dal diritto nazionale, non ha periodi di tempo in cui fruire delle ferie annuali retribuite.
52 Alla luce di quanto precede occorre risolvere la prima questione e la terza, nella parte in cui quest’ultima si riferisce al diritto alle ferie e non all’indennità finanziaria sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute, deferite nella causa C‑350/06, che l’art. 7, n. 1, della direttiva 2003/88 deve essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che il diritto alle ferie annuali retribuite si estingua allo scadere del periodo di riferimento e/o di un periodo di riporto fissato dal diritto nazionale anche quando il lavoratore è stato in congedo per malattia per l’intera durata o per una parte del periodo di riferimento e la sua inabilità al lavoro è perdurata fino al termine del rapporto di lavoro, ragione per la quale egli non ha potuto esercitare il suo diritto alle ferie annuali retribuite.
53 Con la seconda questione e, in via subordinata, con la terza, nella parte in cui quest’ultima si riferisce all’indennità finanziaria sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute, deferite nella causa C‑350/06, nonché con la seconda questione sollevata nella causa C‑520/06, i giudici del rinvio chiedono essenzialmente se l’art. 7, n. 2, della direttiva 2003/88 debba essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che al momento della cessazione del rapporto di lavoro non sia dovuta alcuna indennità finanziaria sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute quando il lavoratore è stato in congedo per malattia per l’intera durata o per una parte del periodo di riferimento e/o del periodo di riporto. In caso di soluzione affermativa di tale quesito, il giudice del rinvio nella causa C‑520/06 chiede di specificare secondo quali criteri debba essere calcolata detta indennità finanziaria.
62 Alla luce di quanto precede occorre risolvere la seconda questione e la terza, nella parte in cui quest’ultima si riferisce all’indennità finanziaria sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute, deferite nella causa C‑350/06, nonché alla seconda questione sollevata nella causa C‑520/06, che l’art. 7, n. 2, della direttiva 2003/88 deve essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o a prassi nazionali le quali prevedano che, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, non sia dovuta alcuna indennità finanziaria sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute al lavoratore che sia stato in congedo per malattia per l’intera durata o per una parte del periodo di riferimento e/o di un periodo di riporto, ragione per la quale egli non ha potuto esercitare il suo diritto alle ferie annuali retribuite. Ai fini del calcolo della suddetta indennità finanziaria è parimenti determinante la retribuzione ordinaria del lavoratore, la stessa che deve essere mantenuta durante il periodo di riposo corrispondente alle ferie annuali retribuite.
* Lingue processuali: il tedesco e l’inglese.