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Timestamp: 2016-10-26 15:28:59+00:00
Document Index: 126013617

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 60', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 87', 'art. 60', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 2135', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 8']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 293 del 10.09.2002
Istanza di interpello. Art. 11, legge 27-7-2000, n. 212. Credito d'imposta
di cui all'art. 8 della legge n. 388/2000 e successive modifiche
Direzione Regionale, il sig. XY, in qualità di titolare dell'impresa agricola " Z di XY ", avente ad oggetto la coltivazione di ortaggi ed uva da
vino, ha sottoposto un quesito concernente l'esatta applicazione del credito di imposta, previsto dall'art. 8 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000,
così come modificato dall'art. 60 della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
L'istante è titolare di un'impresa agricola che si occupa della
coltivazione di ortaggi ed uva da vino, ed, in tale qualità, intende acquistare, da un'impresa di costruzioni, un immobile nuovo da utilizzare
come deposito di attrezzi e macchinari agricoli. Tale immobile, a costruzione ultimata,
verrà censito in catasto nella categoria C/6 (locale deposito attrezzi).
L'interpellante chiede, pertanto, di conoscere se, in relazione
all'acquisto del predetto immobile strumentale, possa usufruire del credito di imposta previsto dall'art. 8 della legge n. 388/2000,
L'istante ritiene, per l'acquisto del locale suddetto, di poter
usufruire del credito di imposta previsto dall'art. 8 della legge n. 388/2000, in misura percentuale pari al 55% del costo sostenuto, atteso che
l'investimento viene realizzato da un agricoltore di età inferiore ai 40 anni.
imprese che operano in determinati settori di attività, le quali, fino alla chiusura del periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006,
effettuano nuovi investimenti nelle aree ammissibili alla deroga prevista dall'art. 87, paragrafo 3, lett. a), del Trattato istitutivo della
Comunità europea, nonché in altre aree svantaggiate, è attribuito un contributo
nella forma di credito di imposta entro limiti massimi di spesa predeterminati.
Successivamente, l'art. 60 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 ha
introdotto delle modifiche al predetto art. 8, a seguito delle quali le agevolazioni dallo stesso previste per gli investimenti nelle aree
svantaggiate vengono estese anche alle imprese agricole di tutto il territorio nazionale, definite sulla base dell'art. 1 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che effettuano nuovi investimenti.
Il recente decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito dalla legge n. 178 dell'8 agosto 2002, illustrata, a livello interpretativo, dalla
circolare n. 68 del 13 agosto 2002, ha integrato la disciplina
dell'agevolazione in argomento.
In particolare, l'art. 11 del decreto legge n. 138/2002 ha confermato l'estensione dell'agevolazione in commento in favore delle imprese agricole
che effettuano nuovi investimenti sull'intero territorio nazionale. Sono pertanto da considerarsi destinatari del beneficio le imprese individuali,
le società semplici, le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice, ed i soggetti di cui all'art.
più delle attività agricole richiamate dall'art. 2135 del codice civile, così come modificato dall'art. 1 del decreto legislativo
Il decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali del 2
agosto 2002, emanato in attuazione del richiamato art. 11, ha precisato, tra l'altro, che costituiscono spese ammissibili ai fini dell'accesso al
beneficio fiscale nel settore agricolo, la costruzione, l'acquisizione o il miglioramento di beni immobili.
Nel caso in esame, l'interpellante, nella
qualità di titolare di un'impresa agricola, intende acquistare un immobile nuovo, da adibire a
deposito di attrezzi e macchinari agricoli dell'impresa, che sarà ricondotto nella categoria catastale C/6 (locale deposito attrezzi).
Ciò premesso, si ritiene che sussistano, nella situazione prospettata,
i requisiti richiesti dalla normativa per l'applicazione del beneficio, posto che l'interpellante, come si accenna nell'istanza,
è una persona fisica che svolge un'attività d'impresa agricola ai sensi dell'art. 2135
del codice civile, la quale acquista uno dei beni in relazione ai quali, sulla base del citato
D.M., è concesso il credito di imposta.
Il contribuente istante, quindi, in relazione al programmato acquisto
del locale da adibire a deposito attrezzi agricoli, potrà presentare l'istanza di ammissione al beneficio prevista dal comma 1-bis dell'art. 8 della legge n. 388/2000, introdotto dall'art. 10 del decreto legge 8 agosto
2002 n. 138, secondo le modalità riportate nel paragrafo 3.4 della
circolare n. 59/E del 24 luglio 2002. In particolare, ai fini
dell'ammissione al beneficio si ricorda che, come precisato anche nella circolare 68/E/2002, l'articolo 11, comma 3, del decreto legge n.
138/2002 prevede che "possono richiedere il contributo sotto forma di credito
d'imposta solo le imprese che hanno già presentato domanda su investimenti ammissibili ad agevolazioni ai sensi del regolamento CE n. 1257/1999, a
valere sui relativi bandi emanati dalle regioni e dalle province autonome, e per i quali l'ente incaricato ha espresso parere favorevole".
A seguito delle recenti modifiche illustrate dalla predetta circolare n. 59/E, inoltre, il credito d'imposta non
è più concesso automaticamente, ma solo per effetto della presentazione di un'istanza telematica all'Agenzia
E' opportuno sottolineare che le imprese agricole che determinano il
reddito su base catastale ai sensi dell'art. 29 del TUIR debbono, come indicato nella citata circolare 68/E/2002, "determinare l'ammontare degli
investimenti netti agevolabili deducendo dal loro ammontare complessivo il valore degli ammortamenti relativi ai beni strumentali utilizzati
nell'impresa, calcolati extracontabilmente applicando al loro valore di acquisto i coefficienti di ammortamento previsti dal decreto del Ministero
delle Finanze 31 dicembre 1988. Altresì, tali imprese dovranno determinare l'ammontare degli investimenti in beni strumentali dismessi o ceduti
ricostruendo il costo residuo in misura pari al valore d'acquisto del bene dismesso o ceduto diminuito delle virtuali quote di ammortamento calcolate
applicando i medesimi coefficienti di ammortamento".
Si rammenta che il previsto credito d'imposta non
può essere chiesto per percentuali superiori a quelle indicate nelle tabelle A e B allegate al
richiamato decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali del 2 agosto 2002, ovvero, se inferiori, a quelle previste nei rispettivi Piani di
sviluppo regionali o nei Programmi operativi regionali. E' altresì consentita la
cumulabilità con altro aiuto nazionale o comunitario eventualmente previsto per i medesimi investimenti; tuttavia, in caso di
cumulo con altre sovvenzioni il credito d'imposta può essere richiesto solo in misura pari alla differenza fra la percentuale prevista dalle tabelle
allegate al citato decreto e la percentuale accordata con l'altro aiuto.
Ne consegue pertanto, che l'impresa agricola del sig. XY
potrà accedere al beneficio in esame nella misura del 50% (trattandosi di area
svantaggiata), ovvero nella misura inferiore eventualmente prevista dal Piano di Sviluppo Regionale o dal Programma Operativo Regionale. La misura
dell'agevolazione potrà poi essere aumentata di un ulteriore 5%, atteso che l'investimento viene effettuato da un "giovane agricoltore" (di
età inferiore ai 40 anni) di cui all'art. 8 del Regolamento CEE n. 1257/99,
così come previsto dall'allegato A al Decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali n. 262 del 2 agosto 2002, sempre che l'investimento
avvenga entro cinque anni dall'insediamento.