Source: http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/opencms/AALL/Servizi/pareri-2015/specifico.jsp?txtidpareri=6067
Timestamp: 2018-01-19 09:49:15+00:00
Document Index: 37490930

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 9', 'art. 118', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 24', 'art. 31', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1']

Protocollo 13216
Adesione del comune al Consorzio per la “Scuola mosaicisti del Friuli”.
L’art. 1, c. 562, lett. a), L. 27 dicembre 2013, n. 147, ha abrogato, tra l’altro, i commi 1 e 6 dell’art. 9, D.L. n 95/2012, che stabilivano, il primo, per la dichiarata finalità di contenimento della spesa, una riduzione di almeno il 20 per cento dei costi del funzionamento degli enti strumentali degli enti locali, il secondo, il divieto di istituire nuovi enti strumentali degli enti locali.
In conseguenza dell’abrogazione dei commi 1 e 6 sopra richiamati, la Corte dei conti ha ritenuto superflua ogni osservazione sulla sussistenza di dubbi interpretativi originati dalle disposizioni medesime.
Il Comune intende aderire al “Consorzio per la Scuola mosaicisti del Friuli” (di seguito, Consorzio) e chiede se ciò sia possibile alla luce dell’art. 9, D.L. n. 95/2012, che contiene disposizioni sulla razionalizzazione amministrativa e sul contenimento della spesa. In proposito, il Comune osserva che la costituzione del Consorzio è stata prevista dalla L.R. n. 15/1988, prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 95/2012.
In via preliminare, si osserva che l’adesione di un ente locale ad un consorzio rientra nella sua sfera di discrezionalità amministrativa[1], per cui solo in via collaborativa si esprimono le considerazioni che seguono, che l’Ente potrà valutare al fine di orientare le proprie determinazioni.
Ai sensi dell’art. 1, L.R. n. 15/1988, come novellato dalla L.R. n. 9/2010, l’Amministrazione regionale riconosce e sostiene finanziariamente la Scuola mosaicisti del Friuli, come la struttura atta a svolgere attività didattica, promozionale e produttiva per lo sviluppo e la conservazione nel settore musivo (comma 1); la gestione delle attività svolte dalla Scuola è affidata a un consorzio tra enti locali a cui possono aderire anche altri enti pubblici[2].
Ai sensi dell’art. 1, c. 3, L.R. n. 15/1988 novellata, è stata sottoscritta, il 20 luglio 2011, dagli enti aderenti, la Convenzione costitutiva del consorzio tra enti locali denominato “Consorzio per la scuola mosaicisti del Friuli”, dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio Statuto, che ne disciplina l’ordinamento interno e fissa l’entità delle quote ordinarie di partecipazione dei consorziati.
L’Ente vorrebbe appunto aderire a detto Consorzio e chiede se questo sia possibile, avuto riguardo alle previsioni di cui all’art. 9, D.L. n. 95/2012 e tenuto conto che il Consorzio è stato costituito prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 95/2012.
Si osserva sin da subito che le disposizioni di interesse contenute nell’art. 9 invocato dall’Ente sono state abrogate dall’art. 1, c. 562, lett. a), L. 27 dicembre 2013, n. 147, a decorrere dall’1 gennaio 2014.
In particolare, l’abrogato comma 1 dell’art. 9 in argomento, nel dichiarato intento di assicurare il coordinamento e il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, il contenimento della spesa e il migliore svolgimento delle funzioni amministrative, stabiliva che “le regioni, le province e i comuni sopprimono o accorpano o, in ogni caso, assicurano la riduzione dei relativi oneri finanziari in misura non inferiore al 20%, enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, esercitano, anche in via strumentale, funzioni fondamentali di cui all’art. 117, comma secondo, lettera p), della Costituzione o funzioni amministrative spettanti a comuni, province, e città metropolitane ai sensi dell’art. 118, della Costituzione”.
Inoltre, l’abrogato comma 6 dell’art. 9, D.L. n. 95/2012, faceva divieto agli enti locali di istituire enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che esercitassero una o più funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite ai sensi dell’art. 118, della Costituzione.
Successivamente a tale abrogazione, la Corte dei conti – nel contesto di una richiesta di parere sulla possibilità di aderire ad una fondazione Onlus, alla luce del previgente comma 1 richiamato, che, per le finalità di finanza pubblica ivi dichiarate richiedeva il contenimento o, in ogni caso, la riduzione non inferiore al 20% di partecipazione in enti ed organismi comunque denominati, ed alla luce, altresì, del divieto stabilito dal previgente comma 6 richiamato di istituire nuovi enti strumentali degli enti locali – ha ritenuto superflua ogni osservazione sulla sussistenza di dubbi interpretativi originanti dalle disposizioni abrogate dell’art. 9, D.L. n. 95/2012[3] .
Peraltro, l’abrogazione dell’art. 9, D.L. n. 95/2012, non esime il Comune dal considerare tutte le implicazioni dell’operazione prospettata di adesione al Consorzio sul piano finanziario, in ossequio ai principi di sana gestione che sempre devono informare l’attività concreta degli enti locali e l’utilizzo delle risorse pubbliche[4].
La scelta del Comune di aderire al Consorzio, con quel che ne deriva in termini di impiego di risorse per l’assunzione di partecipazioni e sottrazione delle stesse ad altri impieghi, implica pertanto un’attenta valutazione da parte del Comune medesimo, chiamato a distribuire le risorse pubbliche disponibili di modo che possa essere assicurato il soddisfacimento dei molteplici interessi pubblici della collettività rappresentata[5], secondo criteri di razionalizzazione della spesa che devono informare l’azione delle pp.aa. in ragione dei principi generali dell’ordinamento[6].
[1] Cfr. Corte conti sez. reg. contr. Lombardia, 23 gennaio 2014, n. 26, su un quesito concernente l’adesione di un comune ad una (nuova, in quel caso) società consortile.
[2] È consentita altresì l’adesione al consorzio di enti privati purché le quote di partecipazione siano in maggioranza detenute dagli enti pubblici (comma 2). In relazione a quest’ultima previsione, si osserva che la L.R. n. 15 novellata rappresenta normativa speciale rispetto alla disciplina generale in tema di consorzi tra enti locali. Infatti, ai sensi dell’art. 24, L.R. n. 1/2006, i consorzi tra enti locali possono essere costituiti tra enti locali oppure tra enti locali ed altri enti pubblici; parimenti, ai sensi dell’art. 31, D.Lgs. n. 267/2000, i consorzi possono essere costituiti dagli enti locali con l’eventuale partecipazione di altri enti pubblici.
[3] Corte dei conti sez. reg. contr. Veneto, 6 febbraio 2014, n. 49.
Si osserva che la medesima Sezione Veneta, prima che l’art. 9 venisse abrogato, aveva espresso l’avviso per cui il divieto di costituire nuovi enti, unitamente al preciso obbligo di razionalizzare i costi di quelli già esistenti, si porrebbe in contrasto con la scelta di effettuare una nuova adesione ad un consorzio, ancorché già costituito, ante D.L. n. 95/2012 (Corte dei Conti, sezione controllo Veneto, parere 20 marzo 2013, n. 77, richiamato nella nota di questo Servizio n. 18556/2013).
Di diverso avviso, la Corte dei conti Lombardia, 16 gennaio 2013, n. 15, secondo cui l’art. 9, D.L. n. 95/2012 era evidentemente diretto a disciplinare i soli enti o organismi non ancora costituiti all’entrata in vigore della norma medesima, il 7 luglio 2012.
[4] Corte dei conti sez. reg. contr. Veneto 28 maggio 2014, n. 345, peraltro con riferimento all’assunzione di partecipazioni di un comune in enti di natura privatistica.
[5] Cfr. Corte dei conti Veneto, n. 345/2014 cit..
[6] Corte dei conti sez. reg. contr. Campania, 25 maggio 2017, n. 73. In quella sede, si discuteva in merito ad un consorzio cui aderivano comuni e anche enti privati.
Per completezza espositiva, con riferimento alle norme in tema di razionalizzazione delle partecipazioni societarie, contenute nell’art. 1, c. 611, L. n. 190/2014 e nel D.Lgs. n. 175/2016, come osservato dalla Corte dei conti, le stesse si riferiscono unicamente alle società e alle partecipazioni societarie detenute dagli enti locali anche indirettamente (Cfr. Corte dei conti, sez. reg. contr. Veneto, 25 marzo 2015, n. 205, e Corte dei conti Campania n. 73/2017 cit., la prima precedente, l’altra successiva all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2016).