Source: http://www.diritto-civile.it/utilita/nuove-tariffe-e-liquidazioni.html
Timestamp: 2018-03-19 07:07:19+00:00
Document Index: 85725122

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 9', 'art. 4']

nuove tariffe e liquidazioni
Le Sezioni Unite in merito all'applicazione delle nuove tariffe ai procedimenti giudiziali in corso e conclusi
Con il D.M. 20 luglio 2012, n. 140, sono stati introdotti nuovi criteri per la liquidazione giudiziale dei compensi dovuti ai professionisti. Il Capo II del decreto in particolare è dedicato alle modalità di liquidazione dei compensi agli avvocati in relazione all'attività giudiziale e stragiudiziale, con riferimento a meterie civili, penali, amministrative e tributarie. Il compenso è determinato per fasi processuali tenuto conto dei parametri individuati dal decreto. Con l'allegato A sono determinati gli importi forfettari per fase, sulla base dello scaglione di valore tra i 25.000,00 euro e i 50.000,00 euro. Tale valore forfettario può essere poi aumentato o diminuito. Una questione che si è subito affacciata all'attenzione delle Sezioni Unite della Suprema Corte è quella del dies a quo di applicazione delle nuove liquidazioni. La Suprema Corte ha chiarito che, in nessun caso, è ammessa una liquidazione frazionata, in parte sulla base dei vecchi criteri (in ordine alle attività concretamente espletate prima dell'approvazione del DM) ed in parte sulla base dei nuovi parametri individuati dal citato DM. A mente dell'art. 41 del DM, infatti, tutte le liquidazioni successive all'approvazione del DM dovranno essere effettuate secondo i nuovi criteri. Tuttavia, hanno precisato le SSUU, continueranno ad applicarsi le vecchie norme e criteri di liquidazione laddove l'attività professionale sia stata interamente svolta sotto il vigore della precedente normativa ("... Vero è che il D.L. n. 1 del 2012, art. 9, comma 3 stabilisce che le abrogate tariffe continuano ad applicarsi, limitatamente alla liquidazione delle spese giudiziali, sino all'entrata in vigore del decreto ministeriale contemplato nel comma precedente; ma da ciò si può trarre argomento per sostenere che sono quelle tariffe - e non i parametri introdotti dal nuovo decreto - a dover trovare ancora applicazione qualora la prestazione professionale di cui si tratta si sia completamente esaurita sotto il vigore delle precedenti tariffe.)
Cassazione civile sez. un. 12 ottobre 2012 n. 17405
Secondo quanto previsto dall'art. 41 d.m. n. 140 del 2012, che ha dato attuazione alla prescrizione contenuta nell'art. 9 comma 2 d.l. n. 1 del 2012, conv. dalla l. n. 27 del 2012, le disposizioni con cui detto decreto ha determinato i parametri ai quali devono esser commisurati i compensi dei professionisti, in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono destinate a trovare applicazione quando la liquidazione sia operata da un organo giurisdizionale in epoca successiva all'entrata in vigore del medesimo decreto. L'art. 41, infatti, deve essere letto nel senso che i nuovi parametri debbano trovare applicazione ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta in epoca precedente, quando ancora erano in vigore le tariffe professionali abrogate.
4. Il comune ricorrente, essendo rimasto soccombente, dovrà però rifondere alla controparte le spese del giudizio di legittimità, che vengono liquidate come in dispositivo, in applicazione dei criteri stabiliti D.M. 20 luglio 2012, n. 140.
A tale ultimo riguardo giova ricordare che, a norma del D.M. 20 luglio 2012, n. 140, art. 41, che ha dato attuazione alla prescrizione contenuta nel D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, art. 9, comma 2, convertito dalla L. 24 marzo 2012, n. 271, le disposizioni con cui detto decreto ha determinato i parametri ai quali devono esser commisurati i compensi dei professionisti, in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono destinate a trovare applicazione quando, come nella specie, la liquidazione sia operata da un organo giurisdizionale in epoca successiva all'entrata in vigore del medesimo decreto.
Reputa il collegio che, per ragioni di ordine sistematico e dovendosi dare al citato art. 41 del decreto ministeriale un'interpretazione il più possibile coerente con i principi generali cui è ispirato l'ordinamento, la citata disposizione debba essere letta nel senso che i nuovi parametri siano da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorchè tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta in epoca precedente, quando ancora erano in vigore le tariffe professionali abrogate.
Vero è che il D.L. n. 1 del 2012, art. 9, comma 3 stabilisce che le abrogate tariffe continuano ad applicarsi, limitatamente alla liquidazione delle spese giudiziali, sino all'entrata in vigore del decreto ministeriale contemplato nel comma precedente; ma da ciò si può trarre argomento per sostenere che sono quelle tariffe - e non i parametri introdotti dal nuovo decreto - a dover trovare ancora applicazione qualora la prestazione professionale di cui si tratta si sia completamente esaurita sotto il vigore delle precedenti tariffe.
Non potrebbe invece condividersi l'opinione di chi, con riferimento a prestazioni professionali (iniziatesi prima, ma) ancora in corso quando detto decreto è entrato in vigore ed il giudice deve procedere alla liquidazione del compenso, pretendesse di segmentare le medesime prestazioni nei singoli atti compiuti in causa dal difensore, oppure di distinguere tra loro le diverse fasi di tali prestazioni, per applicare in modo frazionato in parte la precedente ed in parte la nuova regolazione. Osta ad una tale impostazione il rilievo secondo cui - come anche nella relazione accompagnatoria del più volte citato decreto ministeriale non si manca di sottolineare - il compenso evoca la nozione di un corrispettivo unitario, che ha riguardo all'opera professionale complessivamente prestata; e di ciò non si è mai in passato dubitato, quando si è trattato di liquidare onorari maturati all'esito di cause durante le quali si erano succedute nel tempo tariffe professionali diverse, giacchè sempre in siffatti casi si è fatto riferimento alla tariffa vigente al momento in cui la prestazione professionale si è esaurita (cfr., ad esempio, Cass. n. 5426 del 2005, e Cass. n. 8160 del 2001). L'attuale unificazione di diritti ed onorari nella nuova accezione omnicomprensiva di "compenso" non può non implicare l'adozione del medesimo principio alla liquidazione di quest'ultimo, tanto più che alcuni degli elementi dei quali l'art. 4 del decreto ministeriale impone di tener conto nella liquidazione (complessità delle questioni, pregio dell'opera, risultati conseguiti, ecc.) sarebbero difficilmente apprezzabili ove il compenso dovesse esser riferito a singoli atti o a singole fasi, anzichè alla prestazione professionale nella sua interezza. Nè varrebbe obiettare che detti elementi di valutazione attengono alla liquidazione del compenso dovuto al professionista dal proprio cliente, sembrando inevitabile che essi siano destinati a riflettersi anche sulla liquidazione giudiziale effettuata per determinare il quantum delle spese processuali di cui la parte vittoriosa può pretendere il rimborso nei confronti di quella soccombente.
Così deciso in Roma, il 25 settembre 2012.
Depositato in Cancelleria il 12 ottobre 2012
Diminuzione del 10% del valore medio di liquidazione relativo ai
procedimenti esecutivi mobiliari, con i medesimi aumenti e
Diminuzione del 20% del valore medio di liquidazione relativo ai
Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro 900; aumento:
Fase decisoria: valore medio di liquidazione euro 900; aumento: fino
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per il
- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi e delle
a) sul totale dei componenti positivi di reddito lordi: dallo 0,10%
c) sul totale delle passivita' risultanti dal bilancio di fine
- sul totale delle attivita' delle situazioni patrimoniali
- sul capitale mutuato o erogato, ovvero sui capitali e valori
- Dichiarazione dei redditi con o senza studi di settore delle
- sull'importo complessivo delle imposte, tasse, contributi,
per ogni euro 100.000.000 di valore in piu' o frazione, rispetto a