Source: http://www.irpiniajob.it/prt_news.asp?id=689
Timestamp: 2018-01-19 15:43:13+00:00
Document Index: 146918904

Matched Legal Cases: ['art.49', 'art.23', 'art.48', 'art.49', 'art.21', 'sentenza ', 'art.53', 'art.53', 'art.8', 'art.1', 'art.21', 'art.24', 'art.4']

Irpinia Job - CHIARIMENTI SU APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE
CHIARIMENTI SU APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE
Circolare Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali n°27 del 10.11.08
Con la circolare n°27 del 10.11.08, la Direzione Generale per l'Attività Ispettiva - Direzione Generale della Tutela e delle Condizioni di Lavoro - del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali -, ha inteso fornire una risposta organica ad alcuni dei principali dubbi interpretativi in materia di apprendistato professionalizzante.
Con l'art.49, comma 3, introdotto dall'art.23, comma 1, della Legge 133/2008, è stato cancellato, relativamente alla durata dell'apprendistato professionalizzante, il limite minimo dei due anni, in quanto i contratti stipulati da associazioni dei datori di lavoro e prestatori di lavoro più rappresentative sul piano nazionale o regionale stabiliscono la durata del contratto di apprendistato professionalizzante che, in ogni caso non può essere superiore ai due anni. Da ciò discendono alcune considerazioni che possono così sintetizzarsi:
il potere di disciplinare l'apprendistato per cicli stagionali è rimesso alla contrattazione nazionale o territoriale, secondo il criterio della rappresentanza comparativa a livello nazionale tra le varie associazioni;
la durata della formazione esterna all'azienda non può essere superiore alle 120 ore annue, mentre quella interna può essere stabilita per un numero di ore diverso e inferiore;
i contratti collettivi stipulati nel settore turismo sono coerenti con il nuovo impianto normativo e, quindi, idonei a consentire l'assunzione di apprendisti da utilizzare per cicli stagionali;
i giovani che possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante debbono avere, all'atto della costituzione del rapporto, un'età compresa tra i 18 e i 29 anni. Inoltre, poichè non ha trovato ancora piena attuazione l'art.48 del D.Lgs. 276/2003 sull'apprendistato, inteso quale assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione e, non avendo trovato piena applicazione, ai fini della qualifica professionale, anche la Legge 53/2003, non è possibile anticipare di un anno la stipula del contratto di apprendistato professionalizzante, 17 anni invece che 18, come stabilito dall'art.49, comma 2.
Trasformazione anticipata del rapporto
L'art.21, comma 6, della Legge 56/1987, consente ai datori di lavoro che hanno trasformato il rapporto anticipatamente di usufruire dell'agevolazione contributiva, pari al 10% della retribuzione imponibile per i 12 mesi successivi. Questo è possibile a patto che la trasformazione anticipata non sia frutto di comportamenti datoriali elusivi della disposizione che tutela, sempre, un rapporto di lavoro ove la formazione interna o esterna all'impresa, è una parte essenziale e decisiva. Tale rischio è maggiore ora che è divenuto possibile l'apprendistato anche per brevi rapporti stagionali, atteso che il D.L. 112/2008, convertito nella Legge 133/2008, ha stabilito. a partire dal 25.06.08, l'abolizione del limite legale minimo della durata del rapporto. Detto questo, anche alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n°845 del 30.06.88, non ci sono ostacoli alla trasformazione.
Nei chiarimenti espressi nella circolare, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali riprendendo la risposta fornita all'interpello n°50/2008, ritiene che la formazione esclusivamente effettuata all'interno dell'azienda si possa applicare da subito, nel rispetto, per ciascun profilo formativo, dell'individuazione della durata e delle modalità di erogazione della formazione, del riconoscimento della qualifica e della registrazione sul libretto formativo.
Sotto inquadramento del lavoratore e profili retributivi
L'art.53, comma 1, del D.Lgs. 276/2003 offre al datore di lavoro la possibilità, durante il rapporto di apprendistato, di inquadrare il giovane fino a due livelli inferiori rispetto ai lavoratori addetti a funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al cui conseguimento è finalizzato il contratto.
L'ar.13, comma 1, della Legge 25/1955, tuttora in vigore, prevede la determinazione della retribuzione dell'apprendista in misura percentuale che sale gradualmente ed è correlata all'anzianità di servizio. La percentuale è fissata sulla base della retribuzione del lavoratore livellato dal contratto collettivo.
Con la risposta all'interpello n°28/2007 venne stabilità la non cumulabilità tra i due istituti.
Con la circolare in esame, si sostiene che è possibile combinare i due istituti perche l'art.53, comma 1, del D.Lgs. 276/2003, non stabilisce alcun automatismo sulla retribuzione, essendo di per se stesso ininfluente e norma che si riferisce all'inqudramento dell'apprendista.
Da ciò discende la possibilità che l'apprendista possa ricevere durante lo svolgimento del rapporto una retribuzione in percentuale inferiore a quella del sotto inquadramento, intesa come soglia retributiva iniziale, sotto l'aspetto della progressione retributiva, come traguardo finale.
Cumulabilità dei rapporto di apprendistato
La circolare affronta, poi, il problema del raccordo tra l'art.8 della Legge 25/1955, tuttora in vigore, e la disciplina dell'apprendistato contenuta nel D.Lgs. 276/2003, affermando che il percorso formativo iniziato dal giovane con un datore di lavoro può essere, anche, completato presso un altro datore di lavoro da cui sia stato, successivamente, assunto. Il precedente rapporto di lavoro va considerato, come già affermato nella risposta all'interpello n°3/2008, non solo per computare la durata complessiva dell'apprendistato, ma anche per rimodulare i contenuti formativi dello stesso.
La nota ministeriale ricorda come risultino abrogati a partire la 25.06.08, data di intrata in vigore del D.L. 112/2008 convertiro con Legge 133/2008:
l'art.1 del Decreto ministeriale n°359 del 07.10.99 che imponeva l'obbligo al datore di lavoro di comunicare ai Centri per l'Impiego territorialmente competenti una serie di dati relativi sia all'apprendista che al tutor aziendale;
l'art.21 (che conteneva l'obbligo di comunicare ai familiari, almeno ogni sei mesi, l'andamento in azienda del giovane) e, l'art.24, commi 3 e 4, (che imponeva ai datori di lavoro di comunicare entra dieci giorni ai Centri per l'Impiego le qualificazioni raggiunte dagli apprendisti) del D.P.R 1668/1956;
l'art.4 della Legge 25/1955 relativo all'obbligo della visita sanitaria per gli apprendisti. Ovviamente per i lavoratori minorenni continuano ad applicarsi le tutele, anche sanitarie, previste dalla Legge 977/1967 e dal D.Lgs. 345/1999. In via generale, si rammenta che trova applicazione la disciplina generale sulla sorveglianza sanitaria di cui al D.Lgs. 81/2008.
data creazione: 11/11/2008 « indietro