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Timestamp: 2018-04-26 22:48:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.434', 'art.434', 'art.158', 'art.158', 'sentenza ', 'art.434', 'art.434', 'art.434', 'art-434', 'art.191', 'art.14', 'art. 32', 'art. 9']

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Terra dei fuochi : annullare la prescrizione per il reato di disastro ambientale (art.434 c.p)
Terra dei fuochi :annullare la prescrizione per il reato di disastro ambientale (art.434 c.p) La tematica della prescrizione dei reati ambientali si lega alla questione relativa all'inclusione degli stessi nel novero dei cd reati permanenti. In assenza di una specifica definizione legislativa ,l'individuazione dei caratteri propri di tale categoria di reati è stata operata al livello dottrinale e giurisprudenziale prendendo le mosse dall'unico appiglio normativo,costituita dall'art.158 c.p. sulla "Decorrenza della prescrizione":Tale norma stabilisce che per il reato permanente o continuato la prescrizione decorre "dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione".
Si può affermare ,dunque,che il tratto caratterizzante del reato permanente è costituito dal fatto che l'evento lesivo e la sua consumazione perdurano per un certo periodo di tempo:l'offesa al bene giuridico tutelato si protrae nel tempo per effetto di una condotta persistente o volontaria del soggetto agente. Mentre quindi il reato istantaneo si consuma con unico atto in un preciso momento temporale,il reato permanente è caratterizzato da un'ininterrotta attività dell'agente (Cassazione Penale 47630/2008),di modo che la condotta e l'evento si presentano come un complesso unitario,sostenuto dalla volontà di protrarre nel tempo la violazione .
La consumazione del reato permanente coincide conseguentemente con la cessazione della permanenza stessa,e cio' costituisce la distinzione principale rispetto al reato istantaneo. L'individuazione del momento di consumazione del reato assume grande rilevanza nell'ambito dei reati in materia urbanistica ed edilizia poiché essa ha ricadute sull'individuazione del momento in cui inizia a decorrere il termine prescrizionale. La giurisprudenza unanime include gli illeciti ambientali nel novero dei reati permanenti ;si legge infatti in Cassazione Sezioni Unite Penali (12878/2003) che "i reati edilizi hanno natura permanente e la relativa consumazione perdura fino alla cessazione delle attività abusiva". Si aggiunga che secondo quanto stabilito dalla Legge 5 dicembre 2005 n°251 (cd. Ex Cirielli),il criterio di calcolo del termine prescrizione è ancora il tempo di maturazione della stessa al massimo della pena edittale stabilita dalla legge,con il correttivo costituito dalla fissazione di un minimo di 6 anni se si tratta di delitto e di 4 anni per le contravvenzioni.
la prescrizione per il reato permanente- anche ai sensi dell'art.158 c.p.- decorre,attualmente,dal compimento dell'azione che interrompe la condotta illecita ovvero,se la permanenza non risulti cessata,dalla data della sentenza di primo grado. Evidentemente,tanto produce evidenti distorsioni nel perseguimento degli illeciti ambientali posto che: -mediamente l'attivita' di indagine per i reati ambientali impegna un periodo pari a 2/4 anni; -la celebrazione del primo grado di giudizio arriva ad impegnare anche 6/7 anni -la definizione dell'intero procedimento supera,in molti casi,anche i 10 anni la prescrizione interviene,in molti casi ,già nel primo grado di giudizio per diventare,in modo quasi sistematico nei gradi successivi,la via di fuga assicurata di coloro i quali,anche avendo ampie disponibilità economiche da spendere nella vicenda giudiziaria,possono utilizzare la lungaggine processuale al fine i procurarsi una sostanziale impunità rispetto ai reati commessi.
Il dato centrale è dunque duplice: -individuare il momento consumativo del reato,che non può che coincidere con la verificazione dell'evento lesivo per la salute pubblica e non con gli atti diretti a cagionare il disastro ambientale -individuare il tempo di commissione del reato che,non puo' ritenersi arrestato alla mera cessazione della condotta antigiuridica(anche per effetto dell'intervento dello stato)ma che deve necessariamente considerarsi perdurare fino alla completa e definitiva rimozione degli effetti lesivi prodotti dalla stessa condotta antigiuridica . diventa di fatto indispensabile-onde evitare che si pervenga con estrema facilità a dichiararsi la prescrizione per un reato tanto grave e devastante per la salute pubblica - ,arrivare ad un intervento del Legislatore che puntualizzi il dato per il quale la permanenza del reato non cessa con il compimento dell'azione che interrompe la condotta illecita,ma perdura fino alla rimozione degli effetti conseguiti alla condotta stessa. Sarebbe opportuno che il Legislatore- utilizzando la teoria del cd. doppio binario che trova largo uso nei reati di mafia -intervenga sulla norma facendo obbligo al giudicante di condizionare la concessione di qualsivoglia beneficio alla documentata rimozione del pericolo per la pubblica incolumità,gravando lo stesso reo della prova della bonifica del territorio interessato dalle attività antigiuridiche di cui all'art.434 del c.p.
Due ,all'uopo,possono essere gli interventi ipotizzabili : - Arrivare alla introduzione di una specifica fattispecie di reato,cristallizzando il delitto di disastro ambientale attraverso l'introduzione di un nuovo articolo 434 bis c.p. "Disastro ambientale" - Modificare l'art.434 c.p aggiungendo la previsione speciale della perduranza del reato fino alla rimozione degli effetti antigiuridici della condotta antigiuridica perseguita.
Terra dei fuochi :annullare la prescrizione per il reato di disastro ambientale (art.434 c.p) Sincerely,
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Pubblicato da MAURIZIO CIPIRI a 22:43 Nessun commento:
ABOLIZIONE LEGGE GASPARRI E TUTELA CONTRO L'ELETTROSMOG
Al Ministero dell’Ambiente, dell’Istruzione, della Salute e dello Sviluppo Economico
In data 27 dicembre 2013 , nel terreno di un privato cittadino del Comune di Pedavena , Belluno, alle porte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, in una zona ad alta densità abitativa, vicino ad una scuola dell’infanzia ed alla biblioteca civica, veniva installata un’antenna Telecom “BU-33” per trasmissione dati (4G) contro la volontà della popolazione (erano state raccolte 800 firme in quattro giorni nell’autunno 2012) e contro la volontà dell’amministrazione comunale che , in tal senso, aveva deliberato all’unanimità.
Delibera successivamente impugnata da Telecom per abuso di potere tramite ricorso al T.A.R., ma vinta dallo stesso comune di Pedavena nell’estate 2013.
Ciò è potuto avvenire solo in ottemperanza al dettato del Decr. Legisl. 259/2003 (Legge Gasparri).
In tutta Italia esistono crescenti e numerosi esempi di opposizione a questo tipo di installazioni in primis per motivi di salvaguardia della salute pubblica e della tutela del paesaggio, non ultimo dell’interesse puramente economico legato al diritto di godimento di una proprietà.
Ritenendo non indispensabile l’investimento di milioni di euro per la realizzazione di questi apparati tecnologici, senza tener conto che lo IARC (International Agency for Research on Cancer) nel 2011 ha classificato i campi elettromagnetici di radiofrequenza come possibili cancerogeni di “classe 2B” ,e soprattutto, avendo ben presente l’Appello di Friburgo del 2002 redatto e sottoscritto da un gruppo internazionale di medici e studiosi tra i più stimati nel mondo scientifico
Il rispetto del principio di precauzione (di cui all’art.191 paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) ;
Una riduzione dei valori di esposizione innalzati nel 2012 all’interno del “decreto sviluppo-bis”, art.14 decreto-legge n.179 del 2012 da 6V/m a “0,6 V/m e nel medio termine ridurli a 0,2V/m” come espresso dal rapporto Bioinitiative 2012 e dall’ICEMS (International Commission for electromagnetic safety) citati anche dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento europeo;
Programmazione di periodici controlli sulle emissioni e sanzionare le inadempienze;
Programmazione di adeguati investimenti su metodologie più sicure per la salute dell’uomo come reti via cavo in fibra ottica che ad oggi rappresentano l’unica tecnologica per trasmissione voce e dati efficiente e priva di controindicazioni per la salute dell’uomo;
Programmazione della sostituzione delle antenne con la metodologia sopra citata;
Garanzia della tutela della salute dell’uomo (art. 32 Costituzione) e la salvaguardia degli aspetti paesaggistico-ambientali dell’intero territorio nazionale (art. 9 Costituzione);
Che parte degli utili derivati dall’extragettito della gara LTE , 4 M€ sono quelli ottenuti contro una previsione di 2,4 M€, vengano destinati alla ricerca scientifica sugli effetti dei campi elettromagnetici di radiofrequenza sugli esseri umani e per l’implementazione della fibra ottica.
Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell'Istruzione,
ABOLIZIONE LEGGE GASPARRI TUTELA CONTRO L'ELETTROSMOG
E RIORDINO DELLA NORMATIVA SULLA INSTALLAZIONE
DI ANTENNE CELLULARI RADIOBASE
firma qui : http://www.change.org/it/petizioni/ministero-dell-ambiente-abolizione-legge-gasparri-e-tutela-contro-l-elettrosmog?share_id=oCTwyvszQv&utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_true
Etichette: ABOLIZIONE, ANTENNE, CELLULARI, Contro, ELETTROSMOG, GASPARRI, legge, TUTELA
Marijuana ed eroina non sono la stessa cosa.
La Fini-Giovanardi venga dichiarata illegittima.
FIRMA QUI https://www.change.org/it/petizioni/corte-costituzionale-marijuana-ed-eroina-non-sono-la-stessa-cosa-la-fini-giovanardi-venga-dichiarata-illegittima?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=46214&alert_id=esAqcNTIWu_QgOJZXoiHK
Etichette: dichiarata, DROGHE, eroina, Fini-Giovanardi, Firmare questa petizione, illegittima, legge, leggere, Marijuana, pesanti
Pubblicato da MAURIZIO CIPIRI a 06:22 Nessun commento: