Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26174-del-19-12-2016
Timestamp: 2020-08-03 21:43:42+00:00
Document Index: 55473063

Matched Legal Cases: ['art. 295', 'art. 22', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 42', 'art. 337']

Sentenza Cassazione Civile n. 26174 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26174 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 16/09/2016, dep.19/12/2016), n. 26174
sul ricorso per regolamento di competenza 17864-2015 proposto da:
avverso l’ordinanza dell’R.G. 77115/2014 del TRIBUNALE DI MILANO
emessa e depositata il 05/06/2015;
sulle conclusioni del P.G. in persona del Dott. Ilia Massarelli, che
chiede che la Corte Suprema di Cassazione voglia annullare
l’ordinanza di sospensione emanata – ai sensi dell’art. 295 c.p.c. –
dal Tribunale Civile di Milano, ordinando, altresì, la prosecuzione
del processo innanzi al Tribunale medesimo ed il termine per la
riassunzione del procedimento. Con vittoria di spese, competenze ed
onorari di giudizio;
Con il provvedimento depositato il 5.6.15, il Tribunale di Milano ha sospeso il procedimento introdotto (ai sensi del D.Lgs. n. 30 del 2007 e succ. mod., art. 22) da S.L. per l’annullamento del decreto di allontanamento emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Milano.
Avverse tale provvedimento, con atto tempestivamente e regolarmente notificato e depositato, il Ministero dell’interno e la Prefettura di Milano hanno proposto regolamento di competenza.
Su tale regolamento il Procuratore generale ha depositato requisitoria sostenendo quanto segue “Il regolamento merita accoglimento, in quanto:
il giudice di merito ha ritenuto di dovere sospendere il giudizio, rivendicando esplicitamente al riguardo il proprio potere discrezionale, giustificato dal “principio del libero convincimento”;
invece la Suprema Corte da tempo ha dettato il principio per cui “Nel quadro della disciplina di cui all’art. 42 c.p.c. – come novellato dalla L. 26 novembre 1990, n. 353 – non vi è più spazio per una discrezionale, e non sindacabile, facoltà di sospensione del processo, esercitabile dal giudice al di fuori dei casi tassativi di sospensione legale: ove ammessa, infatti, una tale facoltà – oltre che inconciliabile con il disfavore nei confronti dei fenomeno sospensivo, sotteso alla riforma del citato art. 42 codice di rito – si porrebbe in insanabile contrasto sia con il principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) e della tutela giurisdizionale (art. 24 Cost.), sia con il canone della durata ragionevole, che la legge deve assicurare nel quadro del giusto processo ai sensi del nuovo art. 111 Cost.; dalla esclusione della configurabilità di una sospensione facoltativa “ope iudicis” del giudizio, deriva sistematicamente, come logico corollario, la impugnabilità, ai sensi dell’art. 42 cod. proc. civ., di ogni sospensione del processo, quale che ne sia la motivazione, e che il ricorso deve essere accolto ogni qualvolta non si sia in presenza di un caso di sospensione “ex lege”.” (Sez. U, Ordinanza n. 14670 del 01/10/2003, Rv. 567287);
d’altronde, neppure è stato invocato a sostegno del disposto arresto l’art. 337 c.p.c., comma 2, di cui comunque non risultano gli estremi”.
La Corte condivide le argomentazioni del Procuratore generale e conseguentemente cassa il provvedimento impugnato e dispone la prosecuzione del giudizio innanzi al Tribunale di Milano che provvederà anche sulle spese del presente giudizio.
Accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e rimette per la prosecuzione la causa innanzi al tribunale di Milano anche in ordine alla liquidazione delle spese.
Depositato in Cancelleria il 19 dicembre 2016.