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Timestamp: 2019-07-16 23:14:38+00:00
Document Index: 28638970

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art 37', 'art. 33', 'art. 54', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 38', 'art.11', 'art. 39', 'art.12', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 7', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 4', 'art.13', 'art.14']

- FORESTE DI PROPRIETÀ PUBBLICA E COLLETTIVA
- Patrimonio agricolo-forestale della Regione
- Beni del patrimonio agricolo-forestale
1. Nell’ambito della disciplina generale di cui alla legge regionale 27 dicembre 2004, n. 77 (Demanio e patrimonio della Regione Toscana. Modifiche alla legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 “Legge forestale della Toscana”), (128)
Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 32.
il patrimonio agricolo-forestale della Regione è formato:
a) dai beni agricolo-forestali trasferiti dallo Stato;
b) dagli altri beni agricolo-forestali appartenenti alla Regione, da essa all’uopo acquistati, espropriati o ad essa comunque pervenuti.
2. Per beni agricolo-forestali si intendono i terreni con colture agricolo-forestali in atto o utilmente suscettibili di tali colture ai fini di cui all’ articolo 27 , nonché gli altri terreni, i fabbricati o gli impianti la cui utilizzazione sia comunque necessaria o proficua al perseguimento di tali fini e le pertinenze, strutture ed attrezzature ad essi inerenti.
2 bis. Il coordinamento della gestione ottimale e della valorizzazione dei beni del patrimonio agricolo-forestale è di competenza dell’ente Terre regionali toscane di cui alla l.r. 80/2012 . (129)
Comma aggiunto con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 32.
- Inalienabilità (99)
Articolo così sostituito con l.r. 27 dicembre 2004, n. 77, art 37.
1. I beni immobili che fanno parte del patrimonio agricolo-forestale sono inalienabili e sono coltivati e utilizzati secondo i piani di gestione di cui all' articolo 30.
2. I beni immobili del patrimonio agricolo-forestale possono tuttavia essere alienati quando gli immobili non siano più utilizzabili, ovvero non più necessari, per loro natura o condizione, ai fini di cui all' articolo 27 , nonché nei casi in cui la cessione risulti finalizzata al soddisfacimento delle esigenze di valorizzazione del patrimonio pubblico con finalità sociali, culturali ed economiche. (130)
Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 33.
3. I proventi delle alienazioni sono interamente investiti sul patrimonio agricolo forestale regionale e sono in parte destinati all'ente competente nel cui territorio si trovano i beni alienati per effettuare interventi di miglioramento ambientale e strutturale e in parte all' ente Terre regionali toscane (181)
Parole così sostituite con l.r. 24 dicembre 2013, n. 77, art. 54.
per effettuare interventi di ampliamento, miglioramento e valorizzazione del restante patrimonio agricolo-forestale, nel rispetto delle finalità di cui all' articolo 27 Gli atti di programmazione di cui all' articolo 4 stabiliscono le percentuali di ripartizione dei proventi.
4. I contratti di permuta sono disciplinati dalla legge regionale in materia di demanio e patrimonio.
5. La dismissione dei beni immobili di cui al comma 2 e dei beni mobili connessi al patrimonio agricolo-forestale non più utilizzabili ai fini di cui all' articolo 27 avviene secondo le disposizioni della legge regionale in materia di demanio e patrimonio e del relativo regolamento di attuazione.
- Acquisti ed espropri
1. Allo scopo di dare idonee dimensioni ai complessi agricolo-forestali di cui all’ articolo 28 , di costituire altri complessi agricolo-forestali, ovvero per il perseguimento delle finalità di cui all’ articolo 27 , la Regione può acquistare beni immobili aventi le caratteristiche indicate all’ articolo 22.
2. La proposta d’acquisto può essere avanzata dall’ente gestore all’ente Terre regionali toscane che esprime il proprio parere e lo trasmette alla Regione. (131)
Comma così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 34.
3. In caso di impossibilità di accordo per provvedere all’acquisto in via contrattuale, la Regione può espropriare i beni suddetti ai sensi della normativa vigente.
- Affidamento di beni
1. Beni agricolo-forestali di proprietà dello Stato, di enti pubblici diversi dalla Regione o di privati possono essere affidati alla Regione per essere gestiti insieme con quelli del patrimonio indisponibile in vista del perseguimento degli scopi di cui all’ articolo 27.
2. L’affidamento ha luogo con convenzione stipulata fra la Regione e il proprietario del bene.
3. Possono altresì essere stipulate convenzioni con Regioni limitrofe per la gestione delle aree agricolo-forestali di proprietà regionale attraversate dai confini della Regione.
4. L’ente gestore di cui all’articolo 29, riceve le proposte e le domande di affidamento dei beni, le istruisce e le trasmette all’ente Terre regionali toscane che esprime un parere vincolante. (132)
Comma così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 35.
- Concessioni
1. Sulla base di quanto previsto nei piani di gestione di cui all’articolo 30, l’ente gestore di cui all’articolo 29, procede al rilascio delle concessioni temporanee sui beni del patrimonio agricolo-forestale. (133)
Comma così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 36.
2. Gli atti di autorizzazione e di concessione specificano le condizioni necessarie per la conservazione del patrimonio agricolo-forestale e prevedono, fra l’altro, l’uso per il quale il bene viene dato, la durata della autorizzazione o concessione e l’ammontare del canone o corrispettivo che deve essere corrisposto dall’usuario. (133)
2 bis. Gli oneri tributari e fiscali relativi ai beni in concessione gravano sul concessionario. (134)
Comma inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 36.
3. Le concessioni che modificano la destinazione d’uso del bene sono espressamente previste dal piano di gestione di cui all’ articolo 30 . Qualora non siano previste dal piano di gestione, sono soggette alla preventiva autorizzazione della Giunta regionale.
4. Scaduto il termine della concessione, la proprietà delle eventuali opere costruite rimane acquisita alla Regione.
- Finalità dell’amministrazione
1. L’amministrazione del patrimonio agricolo-forestale della Regione e dei beni in affidamento ai sensi dell’ articolo 25 persegue i seguenti fini:
a) difesa del suolo e dell’assetto idrogeologico;
b) tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle risorse di particolare interesse naturalistico, culturale e storico;
c) difesa del bosco dagli incendi, dai parassiti e da altre cause avverse;
d) difesa delle dune e delle pinete litoranee;
e) tutela della biodiversità e protezione della flora e della fauna;
f) promozione dell’uso sociale del bosco e delle attività ricreativo-culturali ad esso correlate;
g) incremento della produzione legnosa e sviluppo delle attività di trasformazione del legno;
h) valorizzazione dei prodotti non legnosi e secondari del bosco;
h bis) gestione e valorizzazione faunistico-venatoria;(135)
Lettera inserita con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 37.
i) promozione delle attività economiche nel campo della selvicoltura, dell’agricoltura, dell’allevamento del bestiame e delle attività connesse, in particolar modo nelle zone montane e depresse;
l) realizzazione di ogni altro intervento rivolto al potenziamento dell’economia locale, in particolar modo nelle zone montane e depresse.
- Complessi agricolo-forestali
1. L’amministrazione del patrimonio agricolo-forestale, ivi compresi i beni in affidamento ai sensi dell’ articolo 25 , avviene distintamente per complessi di beni aventi struttura economica e tecnica omogenea.
2. I complessi del patrimonio agricolo-forestale sono definiti, sentiti gli enti interessati, con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell’ente Terre regionali toscane. (136)
Comma così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 38.
3. Abrogato.(137)
Comma abrogato con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 38.
- Amministrazione dei complessi agricolo-forestali (30)
Articolo prima sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.11, ed ora così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 39.
1. La competenza a gestire i complessi agricolo-forestali di cui all’articolo 28 è delle unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi delle leggi regionali 37/2008 e 68/2011 , per quanto riguarda i complessi esistenti nei rispettivi territori, e dei comuni per gli altri complessi che la esercitano in conformità ai piani di cui all’articolo 30.
5. La Giunta regionale può procedere alla revoca della competenza a gestire i beni nel caso in cui la gestione non sia conforme agli indirizzi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della l.r. 80/2012 . In tal caso i beni vengono affidati all’ente Terre regionali toscane.
- Piani di gestione del patrimonio agricolo-forestale (31)
Articolo prima parzialmente modificato con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.12; ed ora così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 40.
5. L’ente Terre regionali toscane verifica la conformità del piano agli indirizzi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della l.r. 80/2012 e comunica gli esiti della verifica all’ente competente.
8. Fino all’approvazione del piano di gestione e per gli interventi non previsti dal piano di gestione aventi carattere straordinario e di eccezionalità, i tagli boschivi e gli altri interventi sono autorizzati dall’ente Terre regionali toscane, su presentazione di specifico progetto da parte dell’ente che amministra il complesso agricolo-forestale, fatte salve le autorizzazioni di legge.
- Utilizzazione del patrimonio agricolo-forestale a fini faunistico-venatori(138)
Articolo inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 41.
1. Il patrimonio agricolo-forestale è utilizzato ai fini faunistici e faunistico-venatori in coerenza con gli obiettivi generali e le strategie di intervento per la gestione del territorio agricolo forestale destinato alla protezione della fauna e alla caccia programmata contenuti negli strumenti di cui all’articolo 7 della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) (255)
Parole così sostituite con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 7.
e con le modalità stabilite per ogni complesso forestale di cui all’articolo 28, con deliberazione della Giunta regionale.
2. La deliberazione di cui al comma 1, è predisposta sulla base delle proposte avanzate dall’ente Terre regionali toscane ed è adottata previa acquisizione del parere dell’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). (178)
Si veda l'articolo 68, comma 2, della l.r. 27 dicembre 2012, n. 80.
3. Dalle attività di cui al comma 1 possono derivare proventi della gestione da impiegare secondo l’articolo 31.
- Proventi della gestione(139)
Articolo così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 42.
2. I proventi vengono destinati dagli enti gestori ad interventi di conservazione, miglioramento e potenziamento dei beni stessi.(247)
Comma così sostituito con l.r.12 aprile 2016, n. 26, art. 4.
2 bis. Entro il 31 marzo di ogni anno gli enti competenti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, trasmettono all’ente Terre regionali toscane una relazione redatta secondo uno schema tipo approvato dal direttore dell’ente Terre entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della l.r 11/2018 e corredata dalla documentazione contabile con la quale attestano, con riferimento all’annualità precedente, la destinazione dei proventi incassati al finanziamento degli interventi di cui al comma 2. (263)
Comma inserito con l.r. 20 marzo 2018, n. 11, art. 7.
3. Abrogato. (248)
Comma abrogato con l.r.12 aprile 2016, n. 26, art. 4.
- Patrimoni silvo-pastorali degli enti locali e di altri enti pubblici
- Piani di gestione dei patrimoni di altri enti pubblici (34)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.13.
1. L'amministrazione dei patrimoni silvo-pastorali dei Comuni, degli altri enti locali e pubblici è effettuata sulla base di piani di gestione, riferiti ad un periodo minimo di dieci anni.
2. Il piano di gestione prevede fra l'altro:
a) la coltura e l'assestamento dei boschi;
b) la ripresa legnosa ed il piano dei tagli;
c) l'uso e il miglioramento dei pascoli;
d) le produzioni forestali non legnose;
e) la conservazione attiva dei beni con particolare destinazione d'uso;
f) la percentuale degli utili di gestione reimpiegati per interventi di conservazione, difesa e miglioramento del patrimonio.
3. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (204)
approvano il piano di gestione adottato dal Comune o da altro ente pubblico proprietario entro novanta giorni dalla data di ricevimento del piano medesimo. Nel caso di patrimonio ricadente nel territorio di più enti, è competente quello nel cui ambito territoriale ricade la maggior parte del patrimonio stesso, sentiti gli altri enti interessati. Nel caso di patrimonio ricadente in tutto o in parte nell'ambito di un parco nazionale, regionale, provinciale o di una riserva naturale l'approvazione del piano di gestione è subordinata al nulla osta dell'Ente parco o dell'organismo di gestione, da rilasciarsi ai sensi dell' articolo 13 della l. 394/1991 .
4. Il piano di gestione può, per esigenze motivate, prevedere interventi in deroga alle disposizioni del regolamento forestale secondo quanto indicato dal regolamento stesso.
5. Fino all'approvazione del piano di gestione e per gli interventi non previsti dal piano di gestione aventi carattere straordinario e di eccezionalità, i tagli boschivi sono autorizzati la dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. (204)
6. Nei casi previsti dal comma 5, la percentuale degli utili di gestione reimpiegati per interventi di conservazione, difesa e miglioramento del patrimonio non potrà essere inferiore al 30 per cento, fatte salve eventuali deroghe autorizzate dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. (204)
- Gestione associata
1. Gli enti locali e gli enti pubblici possono amministrare i beni silvo-pastorali di loro proprietà in forma associata ai sensi del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali). (35)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.14.
2. Possono inoltre essere costituite associazioni forestali fra i proprietari pubblici e proprietari privati di beni silvo-pastorali ai sensi dell’ articolo 19.
3. L’amministrazione associata ha lo scopo di gestire in modo programmato il patrimonio silvo-pastorale di proprietà dei soggetti associati e, nelle aree montane, di promuovere e realizzare ogni altra azione volta alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio amministrato.
4. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (205)
esercitano l'attività di promozione delle associazioni di cui ai commi 1 e 2. (35)
- Patrimoni collettivi
- Boschi di proprietà collettiva
1. I boschi di originaria proprietà dei residenti di un Comune o di una comunità autonoma, ora Frazione, imputati al Comune, alla Frazione o ad Associazione agraria comunque denominata o dagli stessi posseduti, costituiscono beni collettivi o civici.
1. La Regione redige l’inventario dei beni collettivi silvo-pastorali con annotazione nel registro dei beni immobili, ai sensi della legge 31 gennaio 1994, n. 97 "Nuove disposizioni per le zone montane" articolo 3, comma 1, lettera b), numero 3).
2. L’inventario è redatto a seguito degli accertamenti effettuati ai sensi della legge 16 giugno 1927, n. 1766 "Conversione in legge del RD 22 maggio 1924, n. 751, riguardante il riordinamento degli usi civici nel Regno, del RD 28 agosto 1924, n. 1484, che modifica l’articolo 26 del RD 22 maggio 1924, n. 751, e del RD 16 maggio 1926, n. 895, che proroga i termini assegnati dall’articolo 2 del R.DL 22 maggio 1924, n. 751" ed è pubblicato, per ogni singolo Comune, nel Bollettino ufficiale della Regione.
- Amministrazione dei beni collettivi
1. All’amministrazione dei boschi di proprietà collettiva provvedono in modo autonomo e separato gli ASBUC o gli altri organismi di gestione per la cui elezione si provvede ai sensi della L.278/1957 .
2. In assenza dell’ASBUC, all’amministrazione dei boschi di proprietà collettiva provvede il Comune con bilancio separato.
3. L’amministrazione dei boschi appartenenti a proprietà collettiva è regolata dalla disciplina per la proprietà privata.