Source: http://www.docsity.com/it/reato_circostanziato/15109
Timestamp: 2016-02-14 05:50:45+00:00
Document Index: 56749141

Matched Legal Cases: ['art.59', 'art.624', 'sentenza ', 'art.62', 'art. 25', 'arte 7', 'arte 7']

reato circostanziato, Appunti di Diritto Penale	{{#items}}
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Sezione primaIL REATO CIRCOSTANZIATOIl reato circostanziato presuppone la presenza di tutti gli elementi costitutivi del reato semplice ma, è speciale rispetto ad esso, dal momento che specifica uni di tali elementi o ve ne aggiunge ulteriori. È infatti, definito come una figura speciale rispetto al reato semplice. Il codice penale non contiene alcuna definizione delle circostanze, ed anzi, spesso utilizza tale termine per riferirsi a figure giuridiche diverse come avviene ad esempio nell’art.59 ove si parla di circostanze che aggravano o attentano la pena nei primi tre commi e di circostanze di esclusione della pena nell’ultimo comma, accostando figure che non hanno alcun elemento in comune. Per cui, proprio perla terminologia usata dal legislatore, 1. il primo problema che deve porsi l’interprete è quello di stabilire se un determinato elemento debba considerarsi elemento costitutivo o circostanza attesa la diversa disciplina giuridica riservata agli elementi costitutivi del reato, alle circostanze e alle case di esclusione dell’antigiuridicità e della punibilità. I2. il secondo problema che l’interprete deve risolvere è comprendere se ci si trovi di fronte ad un reato circostanziato o se la presenza di determinate circostanze di fatto dia luogo ad un’autonoma fattispecie criminosa riconducibile ad un titolo di reato diverso. La differenza di ratio che passa tra la configurazione di una circostanza e la previsione di un’autonoma ipotesi di reato è chiara:• col delineare una nuova fattispecie incriminatrice il legislatore appresta un forma adeguata la tutela di un determinato bene giuridico contro una specifica forma di aggressione• mediante la previsione di una circostanza il legislatore mira, invece, ad adeguare la pena applicabile al maggior o minore disvalore del fatto tipico (funzione di adeguamento della sanzione al fatto).La dottrina più moderna definisce le circostanze come quegli elementi che, non richiesti per l’esistenza del reato, laddove sussistono incidono sulla sua maggiore o minore gravità, così comportando modifiche di quantitative e qualitative all’entità della pena. Si tratta di elementi che incidono sulla gravità del reato acquistando rilievo ai fini della determinazione della pena. La loro presenza trasforma il reato da semplice in circostanziale. Ad esempio, l’impossessamento, mediante sottrazione di una cosa mobile altrui al fine di trarne profitto corrisponde all’ipotesi del furto ex art.624 ma, se esso viene compiuto con destrezza o su cose esposte alla pubblica fede, si è di fronte ad un furto aggravato, mentre se il furto è commesso su cose di modico valore economico di parlerà di furto attenuato.La funzione delle circostanze è duplice:I.hanno la funzione di ridurre il divario esistente tra l’astratta previsione normativa e le modalità dell’azione criminosa, consentendo un migliore adeguamento della pena al caso concreto;
Esegui il login o registrati per scaricare il documento	II. hanno la funzione di dirigere e dominare il potere discrezionale del giudice nella determinazione della pena avendo il legislatore dettato una disciplina dettagliata delle circostanze.I criteri di individuazione delle circostanzeNon è semplice individuare con certezza quando ricorre una circostanze e quando, invece, si tratta di elementi costitutivi di una autonoma fattispecie di reato. Il vero problema in materia p quello di individuare un criterio per identificare le disposizioni normative che prevedono appunto circostanze in senso tecnico, e quelle che, invece, prevedono elementi costitutivi della fattispecie. Il problema, ovviamente, non si pone per le circostanze estrinseche, cioè quelle che attengono alla condotta o ad altri elementi del fatto tipico, risultando così estranee alla struttura del reato, pensiamo ad esempio a fatti successivi alla sua esecuzione e consumazione, come l’aver aggravato le conseguenze del delitto commesso 61 n.8. al di fuori di queste ipotesi però, non è dato rinvenire criteri di carattere sostanziale che permettono di individuare con sicurezza una circostanza come tale, considerandola, cioè, come dati che non appartengono alla struttura elementare del reato, ma che, rispetto ad essa circum stant. Tradizionalmente si distingue tra:• elementi essenziali del reato (condotta materiale, elemento psicologico, evento) che sono indispensabili per la realizzazione del tipo di reato• elementi accidentali, quale sarebbero appunto le circostanze.La qualificazione delle circostanze come elementi accidentali del reato se vale a distinguerle in sede definitoria, dalla categoria degli elementi la cui presenza contrassegna la struttura del fatto tipico in generale, non ci fornisce però alcun criteri di orientamento atto ad individuare i caratteri specifici delle circostanze,.La loro connotazione come accidentalia delicti infatti, ha un senso solo in quanto riferita alla struttura del reato nella sua forma semplice giacché le circostanze si prestano, a loro volta, come elementi sicuramente essenziali per la costituzione della fattispecie del reato circostanziato. La dottrina sottolinea, però, che le circostanze si presentano di regola come elementi specializzanti di corrispondenti elementi essenziali della fattispecie semplice. Nella maggior parte dei casi, la natura circostanziale risulta in maniera univoca dalla stessa formulazione legislativa. Quando, però, le indicazioni testuale mancano o non sono sufficienti è necessari ricorrere ad altri criteri esegetici o logici. Tra i vari criteri formulati dalla dottrina, quello che trova maggiore seguito è quello secondo cui le circostanze sono quegli elementi che sono una specificazione, un particolar modo d’essere, una variante d’intensità di corrispondenti elementi generali della fattispecie incriminatrice semplice. Gli elementi circostanziati devono cioè essere in rapporto di species a genus con i corrispondenti elementi della fattispecie semplice in modo da costituirne una specificazione. Il reato circostanziato deve costituire una sottofattispecie della fattispecie del reato semplice, in cui pertanto risulta integralmente come un ipotesi particolare.La connotazione delle circostanze come fattori di specializzazione di uno o più elementi costituivi della fattispecie semplice fornisce un utile punto di orientamento, Esegui il login o registrati per scaricare il documento	idoneo ad escludere dal novero delle circostanze le ipotesi in cui si sia di fronte ad un elemento che, anziché specificare, si sostituisce o si aggiunge al corrispondente elemento della fattispecie semplice, presentandosi, rispetto ad esso, non già come species a genus,m bensì come un dato alternativo. Nei casi dubbi, quindi, non potrà mai considerarsi circostanza quell’elementi che, anziché specificare, si sostituisce al corrispondente elemento della fattispecie semplice o si aggiunge agli elementi di questa.Tale tesi p in genere accolta dalla dottrina prevalente anche se con qualche precisazione. In particolare, si osserva che il carattere di elementi specializzante se è i dilazione necessaria a fondare la fattispecie circostanziata non è però anche sufficiente a distinguerla dalle ipotesi in cui l’elemento specializzante dà vita ad una fattispecie di reato a sé stante. La dottrina dominante ritiene che l’individuazione delle circostanze aggravanti ed attenuanti in definitiva, resti affidata prevalentemente a criteri estrinseco-formali, come:• la qualificazione normativa• una consolidata interpretazione• l’azione da parte del legislatore di un distinto nomen iurise ciò perché l’attuale assetto legislativo non consente di individuare criteri univoci e tassativi suo confini della categoria delle circostanze. Il problema si pone nel momento on cui nonostante il ricorso a tutti i possibili criteri di interpretazione suggeriti, resti ugualmente dubbio se si tratti di una circostanza o di una figura a sé di reato.Secondo una parte della dottrina si dovrebbe optare in tali casi per l’ipotesi della fattispecie autonoma poiché in tal modo sarebbe meglio garantito il rispetto del canone costituzionale di colpevolezza che costituisce regola del sistema e che può essere attenuato nella sua portata solo attraverso una norma espressa. Tale soluzione appare ragionevole e non sembra fondata l’obiezione secondo cui essa comporterebbe una violazione del principio di legalità, poiché si risolverebbe nella creazione di un’ipotesi normativa di reato sulla base di una mera svolta interpretativa e in mancanza di un’espressa norma di legge. Concludendo, possiamo dire che bisogna tener presente che i requisiti fondamentali che la disposizione circostanze presenta sono due:1. negativo, consistente nel fatto che essa non descrive un elemento essenziale2. positivo consistente nel fatto che essa prospetta i suoi effetti sulla modificazione, quantitativa e qualitativa della pena del reato.Pertanto, non devono considerarsi circostanze:gli elementi essenziali del reato (come ad esempio le cause di esclusione dell’antigiuridicità, impropriamente denominate circostanze)gli elementi che determinano un mutamento del titolo di reato (ad esempio la violenza che trasforma il furto in rapina)il concorso di persone nel reato che non aggrava l’entità del reato-tipo, ma, estende ai concorrenti la responsabilitàil tentativo rispetto al reato consumato; il tentativo influisce sul grado non sulla quantità del delitto.
Esegui il login o registrati per scaricare il documento	Le circostanze indefinite o discrezionaliNel sistema del codice penale vigente la circostanze di fatto a cui la legge ricollega come conseguenza un aumento o una dimunzione della pen edittale è caratterizzara, di regola, da un contrassegno di tipicità. Il dato che differenzia la fattispecie circostanziata dalla fattispecie semplice è descritto infatti dalla norma in modo più o meno puntuale, così da essere agevolmente riconoscibile in concreto. Fino alla sentenza 364/88 un problema di determinatezza in materia di circostanze non si poneva i meglio lo si superava rilevando che il principio di determinatezza valeva solo per gli elementi costitutivi della fattispecie, per cui, non essendo le circostanze tali, non si poneva nessun problema di costituzionalità. Con la sent. 364/88 la corte ha riconosciuto anche alle circostanze la natura di elementi significatici della fattispecie perché incidenti sul trattamento sanzionatorie, e quindi, come tali, soggetti al principio di colpevolezza e la legge 19/90 ha esteso anche alle circostanze aggravanti la regola che richiede, per la loro applicabilità, almeno la colpa dell’agente.Vi sono, tuttavia, ipotesi in cui la circostanza da cui dipende l’effetto di aumento o diminuzione della pena non appare preventivamente definita dalla norma che lo prevede, tanto da porre in crisi la stessa connotazione generale delle circostanze come elementi specializzanti del reato base. È così, in particolar,e nel caso delle circostanze indefinite, quando, ad esempio la legge di limita a stabilire che la pena sia aumentata, nei casi più gravi o al contrario, diminuita nei casi di lieve entità.La differenza di questo tipo di circostanza, rispetto al modello classico delle circostanze, è evidente. Ciò che viene in questione, infatti:1. non è solo il minor grado di definizione dell’elemento circostanziale 2. ma, si deve prendere atto che, l’aumento o la diminuzione della pena conseguono qui ad un apprezzamento ex post del giudice in ordine all’entità del contenuto di offeso che contrassegna il fatto in concreto, sia sotto il profilo del disvalore di azione che di evento. Il margine di incertezza che in mancanza di una tassativa predeterminazione legislativa caratterizza l’applicazione delle circostanze di questo tipo, giustifica la denominazione di circostanze discrezionali con cui taluni autori le contrassegnano. Tali sono ad esempio le attenuanti generiche, art.62 bis, e quelle previste da singole norme che predispongono una diminuzione di pena ove il fatto sia di lieve entità o un aggravamento nei casi più gravi o di particolare gravità. L’assenza di una fattispecie circostanziale astratta, rigorosamente predeterminata ha fatto dubitare, talvolta, della stessa pertinenza delle circostanze indefinite all’ambito delle circostanze in senso tecnico, inducendo ad escludere per esse, l’applicabilità del relativo regime giuridico. Questo punto di vista appare oggi superato. Infatti, si riconosce che il margine di incertezza che contraddistingue le circostanze indefinite non esclude che queste, una volta accertate nelle situazioni concrete, operino nello stesso ambito delle altre circostanze e debbano essere equiparate ad esse sul piano della rilevanza giuridica. La configurazione di una circostanza del reato nella forma di un’espressa previsione normativa o in quella della discrezionalità dipende da una tecnica del legislatore. La dottrina, con riguardo alle circostanze aggravanti indefinite segnala un problema di compatibilità con l’art. 25.2 cioè col principio costituzionale di determinatezza Esegui il login o registrati per scaricare il documento	La preview di questo documento finisce qui| Per favore effettua il login o registrati per leggere il documento completo o scaricarlo.	Informazioni sul documento	Caricato da:
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