Source: http://docplayer.it/2300230-Associazione-professionale-petracci-marin-www-petraccimarin-it.html
Timestamp: 2017-04-30 17:07:06+00:00
Document Index: 14667814

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 335', 'art. 3', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 2103', 'art. 114', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 115', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 617', 'art. 617', 'art. 2363', 'art. 60', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 28', 'art. 23', 'art. 57', 'art. 180', 'art. 180', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 310', 'art. 311']

Arnaldo Vittorio Monti
1 LA FUNZIONE DI RESPONSABILE AZIENDALE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE DEI RISCHI NON E COMPATIBILE CON QUELLA DI RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA In base al decreto legislativo 19 settembre 1994 n. 626 (Cassazione Sezione Lavoro n del 15 settembre 2006, Pres. Sciarelli, Rel. Celentano). La s.r.l. Madonna dei Miracoli ha assegnato al suo dipendente Umberto D., nell ottobre del 1998, la funzione di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi prevista dall art. 2 lettera e) del decreto legislativo 19 settembre 1994 n Umberto D. ha rifiutato l incarico, facendo presente che esso era incompatibile con quello, in precedenza da lui assunto, di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, previsto dall art. 2 lettera f) della stessa legge. Per questo rifiuto l azienda lo ha licenziato. Egli ha chiesto al Pretore di L Aquila l annullamento del licenziamento, sostenendo che il rifiuto da lui opposto alla richiesta aziendale doveva ritenersi giustificato. Il Pretore ha rigettato la domanda. Questa decisione è stata riformata dalla Corte d Appello di L Aquila che ha annullato il licenziamento. La Corte ha ritenuto giustificato il rifiuto del lavoratore di svolgere le funzioni di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, affidategli dal datore di lavoro, atteso che tali mansioni erano incompatibili con quelle di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. L azienda ha proposto ricorso per cassazione censurando la sentenza della Corte di L Aquila per vizi di motivazione e violazione di legge. La Suprema Corte (Sezione Lavoro n del 15 settembre 2006, Pres. Sciarelli, Rel. Celentano) ha rigettato il ricorso. Nel sistema delineato dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 ha osservato la Corte la funzione di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, designato dal datore di lavoro (art. 2, lett. e), e quella di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 2, lett. f) non sono cumulabili nella stessa persona. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione è un soggetto che rappresenta il datore di lavoro nell espletamento di un attività che questi, in determinati casi, potrebbe svolgere personalmente (art. 10 del d.leg.vo n. 626 ed all. I); esercita quindi prerogative proprie del datore di lavoro in tema di sicurezza del lavoro; contribuisce a determinare gli oneri economici che il datore di lavoro deve sopportare perché il lavoro in azienda sia e rimanga sicuro, atteso che le misure relative alla sicurezza non devono comportare oneri finanziari per i lavoratori (art. 3, comma 2). Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è chiamato, invece, a svolgere una funzione di consultazione e di controllo circa le iniziative assunte dall azienda nel settore della sicurezza; deve essere consultato dal datore di lavoro sulla designazione delle persone addette all espletamento dei compiti del servizio di prevenzione e protezione, fra cui il responsabile del servizio (art. 8, comma 2); deve essere consultato in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell azienda (art. 19, comma 1, lett. b), nonché sulla designazione degli addetti all attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori (art. 19, comma 1, lett. c), e sulla organizzazione della formazione di tali addetti (art. 19, comma 1, lett. d); svolge tutta una serie di funzioni, elencate nell art. 19, che possono, in sintesi, definirsi di costante controllo dell attività svolta, in materia di sicurezza, dal datore di lavoro e dal servizio di prevenzione da questi istituito, compresa la facoltà di fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impieganti per attuarle non siano idonee a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro (lett. o); fruisce delle stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali. 12 Concentrare nella stessa persona le funzioni di due figure cui il legislatore ha attribuito funzioni diverse, ancorché finalizzate al comune obiettivo della sicurezza del lavoro ha affermato la Corte significa eliminare ogni controllo da parte dei lavoratori, atteso che il controllato ed il controllante coinciderebbero; è come se, nei casi in cui può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 10, primo comma), il datore di lavoro fosse eletto dai lavoratori come loro rappresentante per la sicurezza; chiaramente diversa è la volontà della legge, che richiede entrambe le figure per una azione di prevenzione costantemente perseguita da parte datoriale e controllata dai lavoratori. Corte di Cassazione Sentenza n /2006 Cass. civ. Sez. lavoro, , n *** Svolgimento del processo Con sentenza del 24 ottobre 2001/7 novembre 2002 la Corte di Appello di L'Aquila, riformando la decisione di primo grado, dichiarava l'invalidità del licenziamento intimato ad D.R.U., con lettera del 17 dicembre 1998, dalla società cooperativa a r.l. Madonna dei Miracoli; condannava la società a reintegrare l'appellante nel posto di lavoro e a versare retribuzione e contributi, nonché a pagare la somma di Euro 8.000,00 a titolo di risarcimento danni derivante dalla parziale inattività del dipendente dal (OMISSIS) al licenziamento; rigettava le domande di risarcimento del danno biologico ed alla vita di relazione. I Giudici di appello ritenevano giustificato il rifiuto del lavoratore di svolgere le funzioni di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, affidategli dal datore di lavoro con atto del 26/10/1998, atteso che tali mansioni erano incompatibili con quelle di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Ritenevano che il datore di lavoro non potesse far venir meno la designazione operata dai lavoratori imponendo al proprio dipendente di accettare una mansione incompatibile con quella di rappresentante per la sicurezza. Per la parziale inattività cui era stato costretto l'appellante dal novembre 1995 alla data del licenziamento ritenevano equo liquidare Euro 8.000,00 a titolo di risarcimento danno alla professionalità; ritenevano generiche le domande di risarcimento del danno biologico e di quello alla vita di relazione. Per la cassazione di tale decisione ricorre, formulando due motivi di censura, la società cooperativa a r.l. Madonna dei Miracoli; D.R. U. resiste con controricorso e propone ricorso incidentale, contenente anch'esso due motivi. Motivi della decisione 1. Ricorso principale e ricorso incidentale vanno preliminarmente riuniti ( art. 335 c.p.c.). 2. Con il primo motivo del ricorso principale, denunciando violazione falsa applicazione del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, artt. 8 e 18, in relazione agli artt e 2119 cod. civ., della L. n. 604 del 1966, art. 3 e della L. n. 300 del 1970, art. 18, nonché vizio di motivazione, la difesa della società critica la sentenza nella parte in cui ha ritenuto incompatibili le mansioni di responsabile del servizio di prevenzione e protezione 23 assegnate al lavoratore con lettera del 24/10/1998, con quelle di rappresentante per la sicurezza; e, di conseguenza, ingiustificato il rifiuto del signor D. R. di svolgere le mansioni affidategli. Sostiene che nessuna norma vieta il cumulo delle due funzioni, per cui ben potrebbe il rappresentante per la sicurezza, eletto dai lavoratori, continuare a godere della loro fiducia pur dopo essere stato designato dal datore di lavoro come responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Se, poi, i lavoratori ritenessero di designare, per ragioni di opportunità, un nuovo rappresentante per la sicurezza in luogo di quello divenuto (anche) responsabile del servizio di prevenzione e protezione, nulla impedirebbe loro una nuova elezione o designazione. Sostiene, quindi, la illegittimità del rifiuto del lavoratore di svolgere le funzioni di responsabile del servizio di prevenzione e protezione e la legittimità del licenziamento. 3. Con il secondo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art c.c., ed omessa motivazione su punto decisivo, la difesa della cooperativa critica la sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto sussistente un declassamento del lavoratore, sia pure dal novembre Deduce che i Giudici di appello non hanno considerato che era stato il lavoratore a rendersi parzialmente inattivo, a causa del rifiuto delle mansioni di responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Sostiene che è stato violato l'art 2103 c.c., perchè si sarebbe affermata la oggettiva responsabilità del datore di lavoro per ogni diminuzione quantitativa delle mansioni assegnate al lavoratore, anche nel caso in cui detta diminuzione sia dovuta alla volontà del lavoratore, che abbia rifiutato di svolgere mansioni equivalenti. 4, Con il primo motivo del ricorso incidentale, denunciando violazione degli artt. 1218, 1223, 1226 c.c. e art. 114 c.p.c., nonchè vizio di motivazione, la difesa di D.R.U. critica la sentenza nella parte in cui ha liquidato, a titolo di risarcimento del danno alla professionalità, la somma di Euro 8.000,00. Sostiene che la relativa motivazione ("considerato che in quel periodo non rimase completamente inattivo") non contiene i criteri adottati per la quantificazione del risarcimento. Rileva che la liquidazione dei Giudici di appello risulta svincolata da qualsiasi parametro e, rapportata alla retribuzione del lavoratore nel periodo di demansionamento, corrisponde ad una percentuale di circa il 12/13% della stessa, nel mentre altri Giudici di merito sono orientati a riconoscere, per danno da dequalificazione, percentuali che vanno dal 40% in su. 5. Con il secondo motivo, denunciando violazione degli artt. 112 e 414 c.p.c., n. 4, in procedendo e vizio di motivazione, la difesa D.R. critica la sentenza nella parte in cui ha rigettato la domanda di risarcimento del danno biologico e del danno alla vita di relazione per la ritenuta genericità della formulazione della domanda. Deduce che risultavano, invece, enunciati sia la causa petendi che petitum. Riporta uno stralcio del ricorso introduttivo del giudizio ("Fa subito detto che la condotta datoriale come sopra descritta (sicuramente illegittima) protrattasi per anni e anni ha causato un graduale declino della condizione psicofisica del ricorrente con conseguente difficoltà per lo stesso di svolgere anche i ruoli familiari e sociali. Tale situazione si è ancora più accentuata in seguito al licenziamento (...). In sostanza la condotta volontaria e dolosa della Soc. Coop. Madonna dei Miracoli ha cagionato al D.R. la patologia definita 34 sindrome depressivo di tipo distimico ed ansiosa nonché il conseguente aggravamento delle stesse") ed afferma che seguivano le corrispondenti domande di condanna relative a ciascuna componente di danno. Riporta poi una stralcio della consulenza tecnica di parte: "Il Sig. D.R. presenta indubbiamente una sintomatologia rilevante reattiva e conseguente alle sue vicende lavorative definibile con una diagnosi di Sindrome depressiva di tipo distimico e ansiosa. A questa situazione è conseguito un danno lavorativo conseguente al licenziamento, ma anche danni pratici e morali personali correlati alla marcata diminuzione della capacità di prestazione nell'ambito personale, familiare, sociale". Deduce la legittimità e la necessità, a fini di concisione, del richiamo ai punti salienti di un documento, a maggior ragione quanto si tratti di una perizia medico-legale, la cui valutazione va rimessa ad altri esperti del settore (con una C.T.U., nella fattispecie richiesta). Sostiene che l'indicazione dei danni richiesti non può esser definita generica, essendo sufficiente una anche minima allegazione in fatto, atteso che il demansionamento professionale, anche secondo la giurisprudenza di questa Corte, da luogo ad una pluralità di pregiudizi, relativi sia alla vita professionale che a quella di relazione, suscettibili di risarcimento e di valutazione anche equitativa, anche nell'ipotesi in cui sia mancata la dimostrazione di un effettivo pregiudizio patrimoniale. Aggiunge che, una volta accertata la lesione del patrimonio professionale del Signor D.R., la Corte del merito avrebbe dovuto procedere alla liquidazione di tutte le componenti del danno, ivi compreso quello biologico ed alla vita di relazione. Sottolinea di aver reiterato in fase di gravame la richiesta di consulenza tecnica di ufficio. 6. Il primo motivo del ricorso principale non è fondato. Nel sistema delineato dal D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, la funzione di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, designato dal datore di lavoro (art. 2, lett. e), e quella di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 2, lett. f) non sono cumulabili nella stessa persona. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione è un soggetto che rappresenta il datore di lavoro nell'espletamento di un'attività che questi, in determinati casi, potrebbe svolgere personalmente (D.Lgs. n. 626, art. 10, all. I); esercita quindi prerogative proprie del datore di lavoro in tema di sicurezza del lavoro; contribuisce a determinare gli oneri economici che il datore di lavoro deve sopportare perchè il lavoro in azienda sia e rimanga sicuro, atteso che le misure relative alla sicurezza non devono comportare oneri finanziari per i lavoratori (art. 3, comma 2). Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è chiamato, invece, a svolgere una funzione di consultazione e di controllo circa le iniziative assunte dall'azienda nel settore della sicurezza; deve essere consultato dal datore di lavoro sulla designazione delle persone addette all'espletamento dei compiti del servizio di prevenzione e protezione, fra cui il responsabile del servizio (art. 8, comma 2); deve essere consultato in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell'azienda (art. 19, comma 1, lett. b), nonchè sulla designazione degli addetti all'attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori (art. 19, comma 1, lett. c), e sulla organizzazione della formazione di tali addetti (art. 19, comma 1, lett. d); svolge tutta una serie di funzioni, elencate nell'art. 19, che 45 possono, in sintesi, definirsi di costante controllo dell'attività svolta, in materia di sicurezza, dal datore di lavoro e dal servizio di prevenzione da questi istituito, compresa la facoltà di fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non sono idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro (lett. o); fruisce delle stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali. Concentrare nella stessa persona le funzioni di due figure cui il legislatore ha attribuito funzioni diverse, ancorché finalizzate al comune obiettivo della sicurezza del lavoro, significa eliminare ogni controllo da parte dei lavoratori, atteso che il controllato ed il controllante coinciderebbero. E'come se, nei casi in cui può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 10, comma 1), il datore di lavoro fosse eletto dai lavoratori come loro rappresentante per la sicurezza. Chiaramente diversa è la volontà della legge, che richiede entrambe le figure per una azione di prevenzione costantemente perseguita da parte datoriale e controllata dai lavoratori. 7. Anche il secondo motivo del ricorso principale non è fondato. Dal rigetto del primo motivo discende, infatti, che non è vero che la riduzione del lavoro dipese da un illegittimo comportamento del lavoratore. Va rilevato che la società ricorrente fonda il proprio ricorso esclusivamente sulla dedotta cumulabilità degli incarichi, non muovendo alcuna censura avverso la impossibilità giuridica di designare responsabile del servizio di prevenzione e protezione colui che già è stato eletto rappresentante per la sicurezza. 8. Il primo motivo del ricorso incidentale non è fondato. Nello scegliere il criterio della liquidazione equitativa del danno (da dequalificazione professionale o da qualsiasi altro fattore produttivo di danno) - criterio invocato nella specie anche dalla difesa del lavoratore - il Giudice del merito compie una valutazione discrezionale, basata anche su presunzioni e presupposizioni, nonché su apprezzamenti di probabilità; il potere è legittimamente esercitato quando, ferma la prova della sussistenza e dell'entità del danno (cfr., fra le tante, Cass., 18 novembre 2002 n ), risulti obiettivamente impossibile o particolarmente difficile provarne il preciso ammontare. Nella fattispecie in esame il Giudice ha liquidato la somma di Euro 8.000,00 a titolo di risarcimento del danno alla professionalità limitatamente al periodo (OMISSIS), osservando che in quel periodo il D.R. non rimase completamente inattivo. In tale liquidazione sono stati tenuti presenti, sia esplicitamente che implicitamente, vari elementi: a) la durata della dequalificazione; b) l'entità della lamentata inattività; c) la presumibile retribuzione di un lavoratore con la qualifica dell'appellante. Non è vero, quindi, che non siano stati indicati i criteri adottati per la quantificazione del risarcimento. In realtà la difesa del ricorrente si limita a contrapporre a quella della Corte aquilana una diversa quantificazione equitativa: non il 12-13% della retribuzione del periodo, ma il 40-50%. Il che rende la censura inammissibile prima che infondata. 9. Il secondo motivo del ricorso incidentale è fondato nei limiti di seguito precisati. 56 Va sul punto ricordato che le Sezioni Unite della Corte, chiamate a risolvere il contrasto che si era manifestato sulla questione della sussistenza in re ipsa di un danno da demansionamento o della necessità dell'assolvimento, da parte del lavoratore, dell'onere di provare l'esistenza del pregiudizio, con sentenza n del 2 febbraio/24 marzo 2006, hanno affermato il seguente principio di diritto: "In tema di demansionamento e di dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico, esistenziale, che asseritamente ne deriva - non ricorrendo automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale - non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio medesimo; mentre il risarcimento del danno biologico è subordinato alla esistenza di una lesione dell'integrità psicofisica medicalmente accertabile, il danno esistenziale - da intendere come ogni pregiudizio (di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile) provocato sul fare areddituale del soggetto, che alteri le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto alla espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno - va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni, per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, conoscibilità all'interno e all'esterno del luogo di lavoro della operata dequalificazione, frustrazione di precisate e ragionevoli aspettative di progressione professionale, eventuali reazioni poste in essere nei confronti del datore di lavoro comprovanti la avvenuta lesione dell'interesse relazionale, effetti negativi dispiegati nelle abitudini di vita del soggetto) - il cui artificioso isolamento si risolverebbe in una lacuna del procedimento logico - si possa, attraverso un prudente apprezzamento, coerentemente risalire al fatto ignoto, ossia all'esistenza del danno, facendo ricorso, ex art. 115 cod. proc. civ., a quelle nozioni generali derivanti dall'esperienza, delle quali ci si serve nel ragionamento presuntivo e nella valutazione delle prove. Nella fattispecie in esame il ricorrente aveva chiaramente indicato, nel ricorso introduttivo, la malattia che assumeva contratta a causa della condotta datoriale e sulla quale fondava la domanda di risarcimento del danno biologico: sindrome depressiva di tipo distimico ed ansiosa. Tale sindrome, meglio descritta nella relazione medica prodotta unitamente al ricorso introduttivo, costituisce quella "lesione dell'integrità psico-fisica" che le Sezioni Unite hanno chiarito che deve essere dedotta e "medicalmente accertatile". I Giudici di appello hanno erroneamente ritenuto generica tale domanda, perchè la relazione medica era solo richiamata e non riprodotta nell'atto introduttivo. E'vero, invece, che la produzione di una consulenza medica di parte ha la funzione di dimostrare la esistenza della malattia che il ricorrente assume di aver contratto, a prescindere dalla sua riproduzione o meno nell'atto introduttivo, essendo sufficiente che nello stesso la malattia venga indicata e la documentazione medica citata. Di fronte alla dedotta malattia ed alla documentazione medica prodotta a sostegno i Giudici del merito avrebbero dovuto procedere ad un accertamento medico legale per verificare esistenza ed eziologia della sindrome ansioso depressiva. Quanto, invece, alla componente del danno esistenziale relativa alla vita di relazione, la affermazione della sentenza di L'Aquila sulla genericità della relativa domanda non viene superata dalla indicazione di specifici passi del ricorso introduttivo che specifichino i 67 comportamenti relazionali modificati a seguito del subito demansionamento. Sicché la relativa censura non merita accoglimento. 10. In conclusione vanno rigettati il ricorso principale ed il primo motivo del ricorso incidentale, mentre il secondo motivo di quest'ultimo va accolto per quanto di ragione. La sentenza impugnata va cassata in relazione alla censura accolta e la causa va rinviata, per nuovo esame, ad altro Giudice di secondo grado, che si indica nella Corte di Appello di Campobasso. Il Giudice di rinvio, che si atterrà al principio di diritto sopra riportato, come enunciato dalle S.U. nella sentenza n. 6572/06, regolerà le spese dell'intero processo, ivi comprese quelle relative a questo giudizio di legittimità. P.Q.M. La Corte riunisce i ricorsi, rigetta il principale ed il primo motivo dell'incidentale, accoglie per quanto di ragione il secondo motivo di quest'ultimo ricorso, in relazione al quale cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, alla Corte di Appello di Campobasso. Così deciso in Roma, il 15 luglio Depositato in Cancelleria il 15 settembre Documenti analoghi
www.unicolavoro.ilsole24ore.com Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile Sentenza 24 marzo 2010, n. 7045 Integrale Sanzioni disciplinari - trasferimento del lavoratore per giustificato motivo tecnico, Dettagli TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.
Civile Sent. Sez. 1 Num. 26065 Anno 2014 Presidente: SALVATORESALVAGO Relatore: Data pubblicazione: SENTENZA sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA GRAZIA Elettivamente Dettagli IL RISARCIMENTO DEL DANNO
IL RISARCIMENTO DEL DANNO Il risarcimento del danno. Ma che cosa s intende per perdita subita e mancato guadagno? Elementi costitutivi della responsabilità civile. Valutazione equitativa. Risarcimento Dettagli Il nominativo dell RLS riguarda il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.), e non, come
Breve riassunto operativo per la notifica: 1. La comunicazione all INAIL riguarda gli RLS in carica alla data del 31/12/2008. 2. Se non vi sono RLS in carica in tale data, non va effettuata alcuna comunicazione. Dettagli STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro
L irregolarità della notifica dell atto di precetto e l opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. di Antonella Nigro L opposizione agli atti esecutivi è disciplinata dall'art. 617 del Codice di Dettagli Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte
«Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte» (Cassazione civile, Sez. III - Sentenza 17 Marzo 2015, n.5197) Invalidità permanente responsabilità Dettagli Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa
N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE Dettagli Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili
Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Assunzione Tipologie contrattuali Ai lavoratori avviati mediante il cd. collocamento obbligatorio vanno applicate le norme valide per la generalità Dettagli Tale eccezione non può trovare accoglimento per le seguenti ragioni.
Il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia ed onnicomprensiva, all interno della quale non è possibile ritagliare ulteriori sotto-categorie. Pertanto il c.d. danno esistenziale, inteso quale Dettagli REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI
Allegato alla Deliberazione n. 1576 del 19/11/2012 REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Art. 1 OGGETTO E DESTINATARI Il presente regolamento Dettagli CONTRATTO PRELIMINARE (COMPROMESSO).
74 Quesito n. 9 n., rappresentati, assistiti e difesi dall avv., c.f., presso il cui studio in, elettivamente domiciliano per mandato in calce al presente atto, il quale, ai sensi e per gli effetti dell Dettagli L INFORMAZIONE GIURIDICA
L INFORMAZIONE GIURIDICA note di giurisprudenze sulla responsabilità professionale medica nota II/2009 a cura di Alessandro Riccioni e Nicola Mazzera, avvocati in Roma LA CLINICA (DI REGOLA) RISPONDE DELL Dettagli PART-TIME VERTICALE E LAVORO STAGIONALE La stagionalità pluriennale non implica pluralità di contratti di lavoro di Clarenza Binetti
PART-TIME VERTICALE E LAVORO STAGIONALE La stagionalità pluriennale non implica pluralità di contratti di lavoro di Clarenza Binetti Corte di Cassazione Sez. lavoro Sentenza 28 ottobre 2009 n. 22823 (Pres. Dettagli 7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)
Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina Dettagli Art. 54 decreto legge
Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico Dettagli FONDI FINITIMI: LO SONO SOLO QUELLI CONFINANTI O ANCHE QUELLI SEPARATI DA ALTRO FONDO?" Riccardo MAZZON
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO -SEZIONE III - N. RS Anno 2009 N.7088 RGR Anno 1996 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n.7088 Dettagli RISOLUZIONE N. 211/E
ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro Dettagli Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).
Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo Dettagli RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,
RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni Dettagli 5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto
412 Successivamente, il CCNL del terziario, stipulato il 3 novembre 1994, accorpava il CCNL dei viaggiatori e piazzisti prevedendo espressamente l applicabilità della disciplina del part-time anche agli Dettagli Chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS
Chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS Definizione di RLS (Art 2, comma 1, lettera i) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per Dettagli Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti
N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul Dettagli Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza
Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza di Pietro Gremigni Consulente aziendale in Milano in breve Argomento Il mese di agosto è considerato di solito il periodo classico di utilizzazione delle Dettagli DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Si può apporre un termine al contratto di lavoro solo in presenza di casi particolari, per cui son necessari alcuni requisiti fondamentali come la forma del contratto e la Dettagli DECISIONE. contro. per la riforma
1 di 8 04/05/2009 8.00 REPUBBLICA ITALIANA N.2401 Reg.Sent. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Anno 2009 IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE N.4481 Reg.Ric. Sezione Quinta Anno 2008 ha pronunciato la Dettagli Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione
13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della Dettagli N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte.
N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA.
Civile Sent. Sez. 1 Num. 22580 Anno 2014 Presidente: SALVAGO SALVATORE Relatore: GENOVESE FRANCESCO ANTONIO Data pubblicazione: 23/10/2014 Cron.225;20 SENTENZA Rep. 39(4 sul ricorso 24811-2007 proposto Dettagli RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE.
RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE. CASS. CIV., SEZ. III, 13 LUGLIO 2011, N. 15394. Gli enti sportivi sono tenuti a tutelare la salute degli atleti anche attraverso la prevenzione Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA
Massima:...Al riguardo, infatti, non si ravvisa alcun deficit motivazionale a carico della valutazione della Commissione di gara, che ha precisato l impossibilità di tenere conto delle indicazioni fornite Dettagli 2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.
L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1. Dettagli DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO
DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio Dettagli Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero.
Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero Milano, 31/1/13 1. Premessa - 2. L art. 32 L. 183/10-3. La riforma Fornero - L art. 28 DL 179/12. 1. Premessa Il contratto a termine detiene un Dettagli Consiglio di Stato n. 3580 del 05.07.2013
MASSIMA Ad avviso di questo Collegio, né l art. 23 della l. 18 aprile 2005, n. 62 (legge comunitaria 2004), né l art. 57 D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, né i principi comunitari consolidati in materia Dettagli TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267
TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco Dettagli 10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera
10. di Mauro Soldera La Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero) interviene in maniera significativa sulla disciplina dei licenziamenti individuali regolamentati dall art. 18 della Legge n. 300/1970 (Statuto Dettagli Pagina 1 di 13 N. 01842/2015REG.PROV.COLL. N. 08855/2009 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato Dettagli Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO Dettagli Tribunale Bari, Sezione L civile. Sentenza 15 gennaio 2014, n. 215
www.unicolavoro.ilsole24ore.com Tribunale Bari, Sezione L civile Sentenza 15 gennaio 2014, n. 215 Integrale INQUADRAMENTO E MANSIONI - RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE - DANNO DERIVANTE DA DEMANSIONAMENTO Dettagli DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese
IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale Dettagli Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della
Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a Dettagli 32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
DEFINIZIONE 32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO LICENZIAMENTO INDIVIDUALE DEFINIZIONE Il licenziamento è la risoluzione del rapporto di lavoro subordinato Dettagli RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro
N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al Dettagli La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA
LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni Dettagli Consiglio di Stato n. 1757 del 27/03/2013
MASSIMA nell appalto integrato, il concorrente alla gara è l appaltatore, il quale deve dimostrare il possesso dei requisiti professionali previsti nel bando per la redazione del progetto esecutivo in Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE CIVILE SEZIONE SECONDA
Cass. Civ., sez. II, 23.01.07, n. 1391 Presidente F. Pontorieri, Relatore E. Malpica Aria- Inquinamento elettromagnetico - Emittente radiotelevisiva - Produzione di emissioni elettromagnetiche entro il Dettagli La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali
La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3. Dettagli Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana
Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Ambito dell'accesso REGOLAMENTO PER L'ACCESSO AGLI ATTI ED AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (G.U.R.S. n. 28 del 20/06/2008) Dettagli Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo
Dipartimento per le Infrastrutture, gli affari generali ed il personale Direzione generale del personale e degli affari generali Divisione 4 Ufficio Ispettivo e Disciplina Via Nomentana, 2 00161 Roma tel.06.4412.3285 Dettagli REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC.
Pagina 1 di 5 REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE Dettagli LINEE DI INDIRIZZO PERSONALE COMPARTO RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. ART. 1 ( Definizione)
PARITA DI TRATTAMENTO TRA LAVORATORI di Lorenzo Marinelli* Il presente elaborato intende porsi il problema relativo alla possibilità per il datore di lavoro nell ambito dei rapporti privatistici di porre Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI COMO SEZIONE DISTACCATA DI MENAGGIO
Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni Dettagli Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali
Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali Si è cercato il punto di equilibrio tra la tutela dei soci e la salvaguardia del buon funzionamento della società e della certezza dei rapporti societari Dettagli Previdenza ed assistenza sociale
Previdenza ed assistenza sociale - Società cooperativa artigiana a responsabilità limitata - Compensi erogati ai soci che hanno prestato attività lavorativa - Contribuzione Assoggettamento. Previdenza Dettagli Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08)
Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08) Diritto ad un processo equo In ordine alla retroattività delle leggi Dettagli SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014
Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle Dettagli LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.
Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 1 Riserve: generalità Riserva come preannuncio di disaccordo (=firma con riserva) Riserva come domanda Dettagli Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della
Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in persona del Giudice Unico, dott.ssa Consiglia Invitto ha pronunciato la seguente Dettagli Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa
DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il Dettagli I mezzi di impugnazione
4 I mezzi di impugnazione SOMMARIO 1. L appello previsto dall art. 310 c.p.p. 2. Il ricorso per Cassazione previsto dall art. 311 c.p.p. 2.1. La impossibilità di scelta per la difesa del c.d. ricorso per Dettagli MORALE VS BIOLOGICO C O S A E C A M B I A T O?
IL DANNO NON PATRIMONIALE A TRE MESI DALLE SEZIONI UNITE MORALE VS BIOLOGICO C O S A E C A M B I A T O? Quattro Sezioni Unite sul danno non patrimoniale (sentenze dell 11.11.2008 nn. 26972 26975) hanno Dettagli Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi
Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera Dettagli DANNO NON PATRIMONIALE E DANNO ESISTENZIALE
DANNO NON PATRIMONIALE E DANNO ESISTENZIALE di Gianluigi Morlini Giudice del Tribunale di Reggio Emilia Reggio Emilia, 18 ottobre 2014 * * * * * Sommario: - 1. L evoluzione giurisprudenziale in tema di Dettagli CRITERI GENERALI IN MATERIA DI INCARICHI VIETATI AI DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
CRITERI GENERALI IN MATERIA DI INCARICHI VIETATI AI DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE I criteri indicati nel presente documento esemplificano una serie di situazioni di incarichi vietati per i Dettagli Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego
Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART-TIME, DELLE INCOMPATIBILITA' E DEI SERVIZI ISPETTIVI
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART-TIME, DELLE INCOMPATIBILITA' E DEI SERVIZI ISPETTIVI Approvato con D.G. N.40 DEL 10.04.2000 Modificato con D.G. N.79 DEL 04.11.2002 Modificato con D.G. N.70 DEL 13.11.2006 Dettagli LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici
LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE Prof. Mariacarla Giorgetti Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici fondamentali, strettamente collegate: il principio della Dettagli http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario
Pagina 1 di 6 DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 23 Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00037) Dettagli ai sensi del D.Lgs 231/2001
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO GASPARINA DI SOPRA Società Cooperativa Sociale Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Sistema Disciplinare 1 ELENCO DELLE Dettagli Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Civile Sent. Sez. 1 Num. 23874 Anno 2014 Presidente: Relatore: GIANCOLA MARIA CRISTINA Data pubblicazione: 07/11/2014 SENTENZA sul ricorso 23172-2007 proposto da: RUGGHIA ETTORE, nella qualità di procuratore Dettagli S E N T E N Z A N. 318/A/2013. nei giudizi in materia di responsabilità amministrativa iscritti ai nn. 4279
R E P U B B L I C A I T A L I A N A In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE D APPELLO PER LA REGIONE SICILIANA composta dai magistrati: dott. Salvatore CILIA dott. Salvatore Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back