Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/sanzione
Timestamp: 2018-02-23 08:48:39+00:00
Document Index: 124265824

Matched Legal Cases: ['art. 2106', 'art. 2106', 'art. 7', 'art. 2106', 'art. 54', 'art. 41']

Sanzione – La Legge per tutti
Che significa? Sanzione
Sanzione (t. gen.): È sinonimo di pena, castigo.
Per assicurare l’osservanza delle norme giuridiche, il legislatore ha predisposto:
— sanzioni punitive consistenti nella comminazione di un castigo a seguito dell’inosservanza di norme giuridiche, al fine di scoraggiare i soggetti dall’inosservanza delle stesse;
— misure premiali che mirano a incentivare l’obbedienza alla legge.
Tra le Sanzioni punitive, inoltre, si distingue tra:
— Sanzioni impeditive, le quali hanno lo scopo di evitare che l’atto posto in essere, contrario alla norma, produca i suoi effetti (es. nullità del contratto);
— Sanzioni afflittive, le quali si riflettono sulla persona che ha agito incidendo su di un bene giuridico del tutto diverso da quello oggetto dell’obbligo. Esempio tipico è la pena [vedi].
— civili [vedi Risarcimento del danno; Invalidità];
— penali [vedi Pena];
— amministrative [vedi].
Sanzione amministrativa (d. amm.)
Costituisce la conseguenza di un illecito amministrativo [vedi] ovvero di un comportamento di disobbedienza a un obbligo imposto dall’ordinamento.
Le Sanzioni si distinguono dalla pena sia per il soggetto che le applica (la P.A. stessa) sia per il procedimento, sia, infine, per la qualità della Sanzione, che non può mai avere carattere detentivo. Esse, infatti, tendono al rafforzamento e alla realizzazione indiretta della pretesa esecutiva dell’amministrazione.
Le Sanzioni amministrative si dividono in Sanzioni:
— che incidono sullo status di un soggetto, ad es. l’interdizione;
— che incidono sul patrimonio, come quelle pecuniarie, la confisca [vedi] etc.;
— che incidono sulle attività svolte dal soggetto colpito, ad es. la chiusura di un esercizio commerciale.
In tema di Sanzioni amministrative, un ruolo importante è stato assolto dalla L. 689/1981 che ha ridisciplinato le stesse a seguito della disposta depenalizzazione di alcuni reati trasformando determinati illeciti penali in illeciti amministrativi e assoggettandoli a Sanzioni amministrative pecuniarie non penali.
Sanzioni disciplinare nelle imprese private (d. lav.)
Il potere disciplinare del datore, riconosciuto dall’art. 2106 c.c., è stato sottoposto dal legislatore (L. 300/1970) a limitazioni volte a condizionare la discrezionalità di chi lo esercita.
La legittimità delle Sanzioni è subordinata ai seguenti requisiti sostanziali:
— sussistenza e imputabilità del fatto, ovvero di una colpevole violazione dei doveri contrattuali da parte del lavoratore;
— adeguatezza e proporzionalità della sanzione, posto che ai sensi dell’art. 2106 c.c. le Sanzioni sono applicate secondo la gravità dell’infrazione;
— limite alla rilevanza della recidiva, in quanto non si può tenere conto delle (—) decorsi due anni dalla loro applicazione.
Lo Statuto dei lavoratori (art. 7 L. 300/1970), nel delineare la tipologia delle Sanzioni applicabili (richiamo verbale, ammonizione scritta, multa, sospensione e licenziamento), ne stabilisce anche i limiti quantitativi e qualitativi ed in specie:
— la Sanzione non può consistere in un mutamento definitivo del rapporto di lavoro (retrocessione di categoria e qualifica), salvo che vi siano i presupposti del cd. licenziamento disciplinare [vedi];
— la multa non può essere comminata per un importo superiore a 4 ore della retribuzione base;
— la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione non può essere disposta per un periodo superiore a 10 giorni.
LE SANZIONI DISCIPLINARI NELLE IMPRESE PRIVATE
Il procedimento per l’irrogazione delle sanzioni consta delle seguenti fasi:
– predeterminazione e pubblicità del codice disciplinare e cioè delle infrazioni e delle relative sanzioni che devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti;
– preventiva e specifica comunicazione dell’addebito per cui le infrazioni devono essere tempestivamente contestate al lavoratore, specificando i fatti imputati con sufficiente precisione, in modo da non lasciare incertezza sulle questioni in ordine alle quali il lavoratore è tenuto a svolgere le sue difese;
– diritto di difesa del lavoratore che, fatta eccezione per il rimprovero verbale, ha il diritto, su sua richiesta, di essere sentito e di presentare eventuali difese scritte (con facoltà di farsi assistere da un rappresentante sindacale) entro un termine non inferiore a 5 giorni.
Nei confronti del provvedimento disciplinare la tutela del lavoratore può esplicarsi mediante:
– ricorso al Tribunale in funzione di giudice del lavoro, preceduto dall’eventuale tentativo (che è facoltativo) di conciliazione (il ricorso non sospende l’esecutività della sanzione);
– procedura arbitrale presso la Direzione territoriale del lavoro, effettuabile su richiesta del lavoratore nel termine di 20 giorni (la richiesta determina la sospensione della sanzione, non ancora eseguita, fino alla pronuncia sulla controversia);
–analoghe procedure arbitrali previste nei contratti collettivi.
Sanzione disciplinare nel rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni (d. amm.)
La responsabilità disciplinare, nei rapporti di pubblico impiego trova fondamento nelle stesse norme privatistiche che disciplinano il potere disciplinare del datore di lavoro privato, in particolare nell’art. 2106 c.c.
Le Sanzioni vengono, quindi, comminate a seguito della mancata ottemperanza agli obblighi connessi al rapporto di lavoro.
Per il pubblico impiego valgono tuttavia delle regole particolari:
— in primo luogo, è da ricordare che per i pubblici dipendenti vige un codice di comportamento uniforme, destinato ad assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione della corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell’interesse pubblico (art. 54 D.Lgs. 165/2001). Questo codice (D.P.R. 62/2013) trova applicazione per tutti i pubblici dipendenti privatizzati. La violazione degli obblighi previsti dal codice integra comportamenti contrari ai doveri d’ufficio e, ferme restando le ipotesi in cui detta violazione dà luogo anche a responsabilità civile, penale, amministrativa e contabile, è fonte di responsabilità disciplinare per il dipendente, accertata all’esito del relativo procedimento disciplinare;
— la tipologia delle infrazioni e delle Sanzioni è definita dalla contrattazione collettiva, fatta eccezione per le norme introdotte nel D.Lgs. 165/2001, cd. T.U. pubblico impiego della riforma Brunetta.
Sanzione fiscale (d. trib.)
Le violazioni degli obblighi tributari comportano l’irrogazione di Sanzione tanto più numerose e opportune quanto maggiore è il danno che il contribuente ha arrecato o intendeva arrecare alla collettività.
Le Sanzioni hanno sia funzione repressiva sia funzione intimidatrice: non a caso spesso colpiscono non già l’evasione di imposta ma il comportamento attivo o omissivo del soggetto.
L’ordinamento tributario contempla, inoltre, una vasta gamma di sanzioni accessorie che sono la diretta conseguenza dell’applicazione della sanzione principale: si pensi a sospensione di licenze; sospensione dagli albi professionali; ritiro della patente di guida; chiusura degli esercizi; non eleggibilità a membro di commissioni tributarie.
Sanzione internazionale (d. int.)
L’art. 41 della Carta delle Nazioni Unite le definisce misure non implicanti l’uso della forza e ne prevede diverse gradazioni: interruzione totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni ferroviarie, marittime, aeree, postali, telegrafiche, radio ed altre, e la rottura delle relazioni diplomatiche.
Le Sanzioni internazionali si distinguono in:
— individuali: applicate, in funzione di autotutela, da uno Stato nei confronti di un altro e per reagire ad una turbativa subita;
— collettive: applicate da una pluralità di Stati o da un’organizzazione internazionale [vedi].
Particolare importanza rivestono le Sanzioni adottate dal Consiglio di sicurezza [vedi], per prevenire ed allontanare le minacce alla pace e reprimere ogni atto di aggressione o rottura della medesima