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Timestamp: 2019-04-20 18:48:52+00:00
Document Index: 158746076

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 9', 'art. 24', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 26', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 42', 'art. 33']

Data firma: 2 marzo 2019
Validità: 01.05.2018 - 30.04.2021
Parti: Asils, Aisli e Ugl Scuola-Ugl
Settori: Servizi, Scuola privata, Asils, Aisli
Fonte: aisli.it
Art. 9 Attività stagionali
Art. 10 Durata del rapporto di lavoro
Art. 11 Apposizione del termine
Art. 12 Intensificazione dell’attività lavorativa in alcuni periodi dell’anno
Art. 13 Obblighi di informazione
Art. 14 Apprendistato Professionalizzante
Art. 15 Somministrazione
Art. 16 Lavoro intermittente
Art. 17 Prestazioni rese da terzi
Art. 18 Collaborazioni organizzate dal committente
Art. 19 Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo
Art. 5 Mansioni
Titolo III - Assunzione in servizio
Art. 10 Part-time
Art. 13 Prospetto paga
Art. 14 Tredicesima mensilità
Art. 18 Rimborso spese viaggio (forfettario)
Titolo V- Durata del lavoro
Art. 33 Permessi per i lavoratori invalidi
Allegato A) Contratto collettivo nazionale di disciplina delle collaborazioni organizzate dal committente 2018-2021 Triennio giuridico ed economico 1° Maggio 2018 - 30 Aprile 2021
Contratto Collettivo Asils -Aisli –Ugl 2018-2021
Triennio giuridico ed economico 1° Maggio 2018 - 30 Aprile 2021
Il giorno 02 marzo 2019, presso la sede Confederazione Ugl di Roma in via delle Botteghe Oscure n. 54: Asils - Associazione Scuole di Italiano come Lingua Seconda […], e Aisli - Associazione Italiana Scuole di Lingue […], e Ugl Scuola - Segreteria Nazionale […], e con l’assistenza della Confederazione Ugl […], hanno sottoscritto il CCNL 2018 - 2021
Le parti intendono promuovere e valorizzare lo strumento concertativo e la consolidata prassi del dialogo sociale anche attraverso un sistema strutturato e trasparente di informazioni e momenti di incontro così da rendere possibile la sistematicità di consultazioni su temi di reciproco interesse per favorire la vitalità del settore, l’utilizzo delle risorse umane e l'occupazione, e per garantire l’efficienza ed efficacia dei servizi erogati alla collettività.
Le parti intendono favorire a tutti i livelli e con diversi strumenti il metodo partecipativo e la prevenzione dei conflitti nonché il rispetto e l’osservanza delle norme e delle regole frutto dell’accordo tra le parti. L’attuazione delle disposizioni contrattuali è tesa a consentire, a favore dei lavoratori, l’attribuzione di benefici economici e per le imprese una gestione corretta e programmabile della propria attività, utilizzando pienamente le opportunità offerte dal mercato e valorizzando le risorse umane impiegate.
2. L'assemblea viene convocata dalle RSA/ RSU e/ o dalle OO.SS. territoriale firmatarie del presente CCNL. Le riunioni che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle RSA/RSU e/o dalle OO.SS. per la trattazione di materie di interesse sindacale e del lavoro.
3. Le richieste di assemblea devono pervenire alla Direzione con preavviso di 5 giorni. La Direzione, ricevuta la comunicazione dalla struttura sindacale preposta, informa i lavoratori con circolare e mediante affissione in luogo accessibile all’interno dell’istituto.
4. Le riunioni potranno avere luogo durante l’orario di lavoro, quando non impediscano o riducano la normale attività dei lavoratori ad esse non interessati. Lo svolgimento delle riunioni durante l’orario di lavoro dovrà aver luogo comunque con modalità che tengano conto delle esigenze di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia degli impianti e della produzione nei cicli continui.
5. Qualora nell’istituto il lavoro si svolga a turni, l’assemblea potrà essere articolata in 2 riunioni nella medesima giornata.
6. Previo preavviso al datore di lavoro la partecipazione all’assemblea è altresì garantita a dirigenti esterni delle OO.SS.
7. Nella richiesta presentata dalle RSA/RSU o dalle OO.SS. è necessario specificare il luogo, la data e l’ora nonché la durata dell’assemblea, l’ordine del giorno e gli eventuali nominativi dei dirigenti di cui al precedente punto 4.
La presente regolamentazione attua quanto previsto dall’art. 20, legge 20.5.70 n. 300.
• la contrattazione di 1° livello: contratto nazionale di categoria;
• la contrattazione di 2° livello: contratti aziendali o territoriali.
Le parti riconoscono e promuovono la contrattazione decentrata
Le materie riservate alla contrattazione aziendale a contenuto economico - nonché le inderogabili modalità per la sua attuazione - sono quelle stabilite dalla presente regolamentazione.
La contrattazione decentrata terrà conto in particolar modo delle specifiche esigenze determinate dai diversi tipi di mercato locali ed è finalizzata a perseguire il miglioramento delle condizioni di produttività, competitività, efficienza e di redditività
Ciò in modo da consentire anche il miglioramento delle condizioni di lavoro e la ripartizione dei benefici ottenuti.
Fuori dai casi previsti dall’art. 9, il rapporto di lavoro del personale dipendente delle scuole aderenti all’Asils - Aisli può essere a tempo indeterminato ovvero può prevedere l’apposizione dì un termine ai sensi di quanto contemplato dal D.Lgs. n. 81/2015 così come modificato dalla L. n. 96/2018.
11.1 Divieti della stipula di contratti a termine
• da parte delle scuole che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni.
11.2 Limiti quantitativi
Possono essere assunti lavoratori a tempo determinato in misura non superiore al 150 % dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione.
11.3 Casi di esclusione dei limiti
Sono esclusi dai limiti quantitativi di cui al punto precedente i contati a tempo determinato conclusi:
b) da imprese start-up innovative ai sensi dell’art. 23, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2015;
c) per lo svolgimento di attività stagionali di cui all’art. 9;
d) per la sostituzione di lavoratori assenti;
e) con lavoratori di età superiore a 50 anni;
11.6 Criteri di computo
Ai fini dell'applicazione di qualsiasi disciplina di fonte legale o contrattuale per la quale sia rilevante il computo dei dipendenti del datore di lavoro, si tiene conto del numero medio mensile di lavoratori a tempo determinato, compresi i dirigenti, impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell’effettiva durata dei loro rapporti di lavoro.
11.8 Esclusioni
Sono esclusi dal campo di applicazione del presente accordo sui contratti a termine, in quanto già disciplinati da specifiche normative intese tra le parti i percorsi destinata a stage o tirocini formativi.
11.9 Principio di non discriminazione
Al lavoratore a tempo determinato spetta il trattamento economico e normativo in atto nell'impresa per i lavoratori on contratto a tempo indeterminato comparabili, intendendosi per tali quelli inquadrati nello stesso livello in forza dei criteri di classificazione stabiliti dalla contrattazione collettiva, ed in proporzione al periodo lavorativo prestato, sempre che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a tempo determinato.
Ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. n. 81/2015 il datore di lavoro è tenuto a informare con cadenza annuale, le RSA e/o RSU presenti in azienda, in merito all’utilizzo del lavoro a tempo determinato.
Le parti riconoscono l’istituto dell’apprendistato professionalizzante quale strumento prioritario per l’acquisizione delle competenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa e a favorire l’incremento dell’occupazione giovanile.
Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di diritto - dovere di istruzione e di formazione, le parti individuano nel contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, lo strumento idoneo alla qualificazione di giovani da introdurre a pieno titolo nel settore della docenza e dei servizi forniti dalle scuole di lingue.
Le parti confermano di impegnarsi a tutti i livelli nei rapporti istituzionali al perseguimento dei contenuti e dei principi contenuti nel presente accordo, al fine di garantire un'applicazione omogenea in tutte le Regioni della disciplina legislativa dell’apprendistato.
A tal fine, le Parti, inoltre, si impegnano a promuovere intese con le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per le parti che ad essi la legge demanda, anche al fine dell’armonizzazione con il presente accordo.
Le parti concordano, altresì, che i datori di lavoro anche hanno sede in più Regioni possono fare riferimento al percorso formativo della regione dove è ubicata la sede legale.
14.1 Proporzione numerica
Considerato quanto disposto dall’art. 42 del D.Lgs. n. 81/2015 le parti convengono che il numero di apprendisti che il datore di lavoro ha facoltà di occupare alle proprie dipendenze è articolato secondo le seguenti proporzioni numeriche:
• aziende fino a 10 dipendenti: fino al 100% del personale qualificato;
• aziende oltre a 10 dipendenti: fino al 150% del personale qualificato;
Le scuole che occupano almeno 50 dipendenti potranno effettuare assunzioni di nuovi apprendisti se rispettano l’obbligo di conferma di almeno il 20% degli apprendisti la cui fase formativa sia terminata negli ultimi 36 mesi.
Il personale apprendista assunto in violazione dei limiti numerici sarà considerato lavoratore a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto di lavoro.
14.2 Limiti di età
Le parti convengono che, in applicazione di quanto previsto dal D.Lgs. n. 51/2015, potranno essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (entro la data anteriore del compimento del 30° anno), ovvero a partire dal compimento dei 17 anni se in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi del D.Lgs. n. 226/2005.
14.3 Durata
In virtù di quanto disposto dal D.Lgs. n. 81/2015, il contratto di apprendistato potrà avere una durata minima pari a 6 mesi e durata massima pari a 3 anni, elevabile fino al 4° anno per l’acquisizione di competenze professionali proprie dei lavoratori con qualifica al 6° livello, di cui all’art. 4 - titolo II.
In relazione alla qualificazione da acquisire, la durata del contratto di apprendistato è determinata nelle seguenti misure.
a) Fino ad un massimo di 3 anni per qualificazioni corrispondenti a mansioni del II, III e IV livello;
b) Fino ad un massimo di 2 anni per qualificazioni corrispondenti a mansioni del V livello (docenti);
c) Fino ad un massimo di 3 anni per qualificazioni corrispondenti a mansioni del VI livello;
Il periodo di apprendistato potrà essere prolungato, ad iniziativa dell’istituto, in caso di malattia, infortunio o altra causa dì sospensione involontaria del rapporto, superiore a trenta giorni. A sostegno, l’apprendista dovrà fornire adeguata documentazione per posta raccomandata.
Il periodo di apprendistato effettuato presso altre aziende o istituti, le ore di formazione per l’acquisizione di competenze base e trasversali e le ore di formazione professionalizzante saranno computate presso il nuovo datore, anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi, purché per la formazione professionalizzante, l’addestramento si riferisca alle stesse attività e non sia intercorsa, tra un periodo e l’altro, una interruzione superiore ad un anno.
14.4 Assunzione
Ai fini dell’assunzione di un apprendista è necessario un contratto scritto, nei quale devono essere indicati:
- La prestazione oggetto del contratto
- Il periodo di prova
- La qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto;
- Il piano formativo individuale dovrà essere definito in forma scritta e allegato al contratto di assunzione.
I lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti.
14.5 Qualifiche e mansioni
L’assunzione di personale con contratto di apprendistato è ammessa per le seguenti qualifiche e mansioni:
Livello II tutte le qualifiche
Livello III tutte le qualifiche
Livello IV tutte le qualifiche
Livello V docenti
Livello VI responsabili didattici, supervisori, docenti con specializzazione
14.8 Formazione
Nel rispetto delle competenze delle Regioni (ove previste) d’intesa con le parti sociali, si riportano gli adempimenti ed i criteri distintivi concernenti la formazione degli apprendisti:
a) l’azienda si obbliga ad erogare una formazione congrua ed idonea al conseguimento della qualificazione professionale prevista, nel rispetto di un monte ore di formazione formale (di tipo trasversale e professionalizzante), interna od esterna all’azienda, in misura minima di n. 120 ore per la durata di un triennio o biennio, di cui n. 42 ore relative ai contenuti di carattere trasversale n. 78 ore relative ai contenuti di carattere professionalizzante.
b) La formazione può essere erogata, in tutto o in parte, all’interno dell'istituto, presso altro istituto o presso altra struttura di riferimento riconosciuta ed idonea.
c) La formazione degli apprendisti, in raccordo con le normative regionali, sarà definita dall’istituto in forma scritta e con documento da rilasciare all’apprendista, nel quale saranno elencati i contenuti a carattere trasversale e a carattere professionalizzante, nonché gli obiettivi formativi previsti.
d) Con cadenza trimestrale l’istituto si impegna a registrare sul libretto formativo la formazione effettuata dall’apprendista, che sottoscriverà il documento per avvenuta formazione.
In relazione all’orario di svolgimento dell'attività formativa ed in materia di registrazione della formazione erogata, la formazione a carattere professionalizzante può essere svolta in aula, on the job, nonché tramite lo strumento della formazione a distanza (FAD) e strumenti di e-learning; in tal caso l’attività di accompagnamento potrà essere svolta in modalità virtualizzata e attraverso strumenti di tele affiancamento o videocomunicazione da remoto.
14.9 Tutor referente per l’apprendimento
L’attuazione del programma formativo è seguita dal referente per l’apprendistato (tutor), interno od esterno, che dovrà essere individuato all’avvio dell’attività formativa.
Il referente interno per l’apprendistato, ove diverso dal titolare dell’impresa stessa, da un socio ovvero da un familiare coadiuvante, è il soggetto che ricopre la funzione aziendale individuata dall’impresa nel piano formativo e che dovrà possedere un livello di inquadramento pari o preferibilmente superiore a quello che l’apprendista conseguirà alla fine del periodo di apprendistato e competenze adeguate.
Per l’apprendistato professionalizzante in caso l’azienda intenda avvalersi, per l’erogazione della formazione, di una struttura esterna, quest’ultima dovrà mettere a disposizione un referente per l’apprendistato provvisto di adeguate competenze.
14.10 Obblighi del datore di lavoro
a) di impartire o di far impartire nell’istituto, all’apprendista alle sue dipendenze, l’insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità per diventare lavoratore qualificato;
b) di non sottoporre l’apprendista a lavori superiori alle sue forze fisiche o che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto;
c) di consentire all’apprendista, senza operare trattenuta alcuna sulla retribuzione, lo svolgimento della formazione prevista nel piano formativo individuale, computando le ore di formazione all’interno dell’orario di lavoro;
d) di accordare all’apprendista i permessi retribuiti necessari per gli esami relativi al conseguimento di titoli di studio;
14.11 Doveri dell’apprendista
d) Osservare le norme disciplinari generali previste dalla disciplina contrattuale nazionale delle Scuole Private Asils-Aisli e le norme contenute negli eventuali regolamenti interni di azienda, purché questi ultimi non siano in contrasto con le norme contrattuali e di legge.
14.12 Trattamento normativo ed economico
L’apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo stesso trattamento normativo previsto dal presente CCNL Asils-Aisli-Ugl per i lavoratori della qualifica per la quale viene svolta la formazione. Le ore di formazione sono comprese nell’orario di lavoro.
Per quanto è riferibile alla tutela previdenziale, nonché alle disposizioni in materia di malattia e infortunio si rinvia alla disciplina generale prevista per i lavoratori subordinati.
14.13 Disposizioni finali
Le Parti si danno reciprocamente atto che, qualora intervenissero significative modifiche legislative sull’istituto dell’apprendistato, sia in merito alle disposizioni regionali, sia a nuove normative destinate a favorire l’inserimento di giovani nel mercato del lavoro, si incontreranno per operare le opportune armonizzazioni ai contenuti del presente accordo.
È ammessa l’instaurazione di contratto di somministrazione secondo la normativa vigente.
15.1 Limiti quantitativi
Il numero dei lavoratori somministrati con contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato non può eccedere il 50 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipula del predetto contratto, con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5.
Nel caso di inizio dell'attività nel corso dell’anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento della stipula del contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato.
Il numero dei lavoratori somministrati con contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato non può eccedere il 50 per cento dei lavoratori in forza.
È in ogni caso esente da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all’articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991, di soggetto disoccupati che godono, da almeno sei mesi, di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali, e di lavoratori «svantaggiati» o «molto svantaggiati» ai sensi dei numeri 4) e 99) dell’art. 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
15.2 Computo
Il lavoratore somministrato non è computato nell’organico dell’utilizzatore ai fini dell’applicazione di normative di legge o di contratto collettivo, fatta eccezione per quelle relative alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
In caso di somministrazione di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a dodici mesi, il lavoratore somministrato è computato nella quota di riserva di cui all’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68.
16.1 Divieti
c) Da parte delle imprese che non abbiamo effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
16.2 Forma e comunicazioni
Il contratto di lavoro intermittente è stipulato in forma scritta i fini della prova dei seguenti elementi
a) Indicazione della durata del contratto e delle ipotesi;
b) Luogo e la modalità della disponibilità del relativo preavviso di chiamata del lavoratore che in ogni caso non può essere inferiore ad un giorno lavorativo;
c) Il trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e la relativa indennità di disponibilità, ove prevista;
d) Indicazioni delle forme e modalità, con cui il datore di lavoro è legittimato a richiedere l’esecuzione della prestazione di lavoro, nonché delle modalità di rilevazione della prestazione;
e) I tempi e le modalità di pagamento della retribuzione;
Il datore di lavoro è tenuto a informare con cadenza annuale le rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, sull’andamento del ricorso al contratto di lavoro intermittente.
16.5 Computo
Il prestatore di lavoro intermittente è computato nell’organico dell’impresa, ai fi ni dell’applicazione di normative di legge, in proporzione all'orario di lavoro effettivamente svolto nell’arco di ciascun semestre.
Le parti concordano che a fronte di particolari esigenze tecniche - produttive, o nei casi di ricorso a prestazioni didattiche, amministrative, o connesse alla gestione e sviluppo commerciale (vendite, marketing), potranno essere richieste specifiche prestazioni attraverso la stipula di contratti con lavoratori autonomi muniti di partita Iva o attraverso collaborazioni coordinate e continuative.
Le prestazioni d’opera di lavoratori autonomi si riterranno compatibili e aggregabili ai servizi forniti dall’impresa alle seguenti condizioni:
• Redazione di apposito contratto sottoscritto dalle parti, contenente l’oggetto della prestazione, la durata e il compenso pattuito;
• Attività svolta con adeguata autonomia di gestione e discrezionalità, seppure in conformità agli obiettivi e strategie aziendali.
Le parti convengono che, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative che gli Istituiti di insegnamento della lingua italiana, della lingua inglese e delle lingue moderne presentano e attesa la necessità di attribuire incarichi a docenti anche per brevi periodi, è ammesso il ricorso a forme di collaborazione non subordinata organizzata dal committente.
Si conviene altresì che la disciplina applicabile a tali tipologie di collaborazioni è quella previste, ai sensi dell’art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2015, nel vigente Contratto Collettivo Nazionale delle Collaborazioni Organizzate dal Committente (Allegato A).
L’attività di tirocinio autorizzata dalla competente autorità scolastica o regionale non comporta per il tirocinante alcun riconoscimento normativo e/o economico ma solo la valutazione per la quale il tirocinio stesso è istituito.
Per quanto concerne la regolamentazione dello stage si rinvia a quanto previsto dalla legge 92/2012, nonché dalle disposizioni delegate alle Regioni.
a) Norme di carattere generale
E’ possibile assumere con contratti di lavoro a tempo parziale ai sensi di quanto prevede il D.Lgs. n. 81/2015 e successive modificazioni.
Il rapporto a tempo parziale deve essere stipulato per iscritto ai fini della prova.
Le parti, ai sensi dell’art. 8 L. n. 148/2011 demandano alla contrattazione di secondo livello la disciplina, anche in deroga al presente accordo, dei contratti a tempo parziale.
f) Computo dei lavoratori part - time
Ai fini delle disposizioni di legge e di contratto collettivo i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo parziale devono essere computati nell'organico aziendale in proporzione al tempo effettivo di lavoro. A tal fine l’arrotondamento opera per le frazioni di orario che eccedono la somma degli orari a tempo parziale corrispondenti a unità intere di orario a tempo pieno.
La supplenza, nei casi consentiti dalla legge e dal presente contratto, si traduce in un'assunzione a tempo determinato con conseguente applicazione della normativa di legge in materia.
Nell'ipotesi di personale docente che si assenti per uno dei casi previsti dal presente contratto l'istituto può assumere nuovo personale per supplire alla carenza dell'organico.
L'orario di lavoro è quello previsto all'atto dell'assunzione con un massimo di:
a) per personale docente l'orario convenzionale settimanale è di 25 ore (monte ore annuo 1300 ore), pari ad un orario convenzionale giornaliero di h. 4,166 da considerarsi ai fini del computo dei giorni di ferie, festività, malattia, permesso retribuito, etc.
b) per personale non docente, compreso il personale direttivo e i “quadri intermedi" l'orario settimanale e di 40 ore estendibili a 48 se comprensive del lavoro straordinario;
Non sono altresì da considerarsi lavoro effettivo, ai fini del superamento dei limiti di durata della prestazione (vedi art. 8 c. 3 d.lgs. 66/2003), le soste durante il lavoro superiori a 10 minuti, nonché quelle comprese tra l'inizio e la fine dell'orario giornaliero, il tempo per recarsi sul posto di lavoro, i riposi intermedi presi sia all’interno che all’esterno dell'istituto.
La distribuzione dell'orario di lavoro non potrà superare le 9 ore (incluso l’intervallo pranzo) al giorno contando dall'inizio della prima lezione alla fine dell’ultima.
Qualora l’orario delle lezioni ecceda le ore 22:00, ogni ora eccedente sarà considerata, in deroga all'art. 26, lavoro straordinario e notturno. Del pari se esso cade in una giornata festiva, sarà considerato lavoro straordinario, notturno e festivo.
Durante l’orario di lavoro, il lavoratore dipendente o il socio lavoratore non potrà lasciare il proprio posto senza motivo legittimo e non potrà uscire dall'istituto senza esserne autorizzato; il trattenersi nell’ambiente di lavoro da parte del lavoratore dipendente per sua determinate esigenze, non è computabile nel calcolo del lavoro effettivo.
La direzione dell'istituto può modificare l'orario di lavoro laddove vi siano giustificate ragioni organizzative. Le variazioni dell'orario di lavoro individuali divengono vincolanti se comunicate la settimana precedente e comunque almeno un giorno prima della variazione. L'orario settimanale delle lezioni consentirà ai docenti un giorno di riposo infrasettimanale.
L’ora di lezione corrisponde a 60 minuti. Eventuali lezioni di durata inferiore vengono calcolate proporzionalmente ai fini della retribuzione.
Attraverso accordi territoriali e/o accordi aziendali di II livello o regolamenti interni aziendali, le parti potranno definire sistemi di flessibilità d’orario, secondo la tipicità delle attività e sistemi organizzativi interni, da distribuirsi nell'arco dell'anno solare.
21.1 Orario di lavoro del personale docente
L'orario di lavoro del personale docente di area seconda, livelli quarto, quinto e sesto, è regolato dal sistema detto a monte ore (MOA)
a) per personale docente a tempo pieno l’orario convenzionale settimanale è di 25 ore per un monte ore annuo 1300 ore, in proporzione per il personale a tempo parziale.
b) per personale docente a tempo pieno l'orario settimanale può andare da 0 ore a 32,5 ore settimanali, in virtù del potenziamento del 30%.
c) il monte ore annuale si calcola moltiplicando l'orario convenzionale settimanale per il numero di settimane dell’anno (25 X 52).
d) per i contratti a tempo determinato, il monte ore annuale si calcola moltiplicando l’orario settimanale per il numero di settimane di assunzione.
e) ai fini del computo dei giorni di ferie, festività, malattia, permesso retribuito, etc. va calcolato un orario convenzionale giornaliero pari a h. 4,166 a prescindere dall’orario effettivo previsto in quella giornata, nel caso di M.O.A. massimo. L'ammontare va riparametrato secondo il M.O.A. per M.O.A. inferiore al massimo.
21.2 Lavoro effettivo del personale docente
Per lavoro effettivo di docenza si intende il lavoro qualificato comprensivo di preparazione delle lezioni, della correzione dei compiti, della preparazione, erogazione e correzione dei test di verifica e di fine corso e le attività di valutazione degli allievi, il reporting, nonché la gestione delle assenze e presenze nei sistemi informatizzati. Sono altresì comprensivi eventuali colloqui con i genitori dei discenti minori.
Eventuali altre attività a partecipazione obbligatoria, cosi come i tempi di percorrenza per docenza in luoghi di lavoro diversi dall'abituale, sono regolamentate attraverso accordi aziendali di II livello e/o regolamenti interni.
21.3 Potenziamento dell’orario di lavoro del personale docente
All’atto dell’assunzione dovrà essere specificato, oltre all’orario convenzionale settimanale, anche il minimo ed il massimo dell’orario settimanale esigibile.
Per i contratti a tempo determinato, oltre alla durata temporale, dovrà essere specificato il monte ore annuale risultante.
21.4 Orario di lavoro del personale di area II sesto livello con compiti di docenza e coordinamento.
Il lavoro di docenza di direttori didattici, assistenti alla direzione didattica, responsabili e coordinatori di settore con orario di lavoro misto non potrà superare le 15 ore di insegnamento settimanali (regolamentate secondo il sistema ‘Monte ore’) e l’orario di lavoro complessivo, docenze più lavoro amministrativo, viene a
37,5 ore settimanali per il tempo pieno. Fatto salvo accordi diversi tra le parti.
21.5 Ore di servizio del personale docente
Ai fini del calcolo del MOA vengono riparametrate le ore di servizio del personale docente, per le attività di non docenza, che saranno conteggiate secondo la tabella riepilogativa:
un'ora di servizio = ora di insegnamento
Accoglienza studenti/test di entrata 0,50
Partecipazione a seminari / CPD 0,00
Partecipazione a riunioni 0,50
Monitoraggio studio autonomo studenti 0,50
Vigilanza esami 0,50
Esami 1,00
In sede di contrattazione aziendale potranno essere individuate e riparametrate altre attività di non docenza.
Ferma restando la durata normale dell’orario settimanale, il lavoratore ha diritto a dodici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata (art. 7 d.lgs. 66/2003).
Qualora l'orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore, il lavoratore deve beneficiare, secondo quando dispone l'art. 8 d.lgs. 66/2003, di un intervallo per pausa. Ai fini del recupero delle energie psico - fisiche, tra l’inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro, di dieci minuti. La pausa di considera lavoro effettivo ai fini del trattamento retributivo
Per lavoro notturno si intende il lavoro prestato nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.
Per la regolamentazione delle prestazioni di lavoro notturno si rinvia a quanto previsto dal d.lgs. n. 66/2003 e successive modificazioni.
È in ogni caso vietato adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6 dall’accertamento dello stato di gravidanza e fino al compimento di un anno di età del bambino. Non sono inoltre obbligati a prestare lavoro notturno:
a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore ai tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa.
La lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni.
Per lavoro straordinario si intende il lavoro prestato oltre l'orario normale di lavoro cosi come definito dall’art. 3 d.lgs. 66/2003.
Il lavoro straordinario deve essere computato a parte e compensato con una maggiorazione del 20%. In alternativa alla maggiorazione possono essere previsti dei riposi compensativi.
Il personale ha diritto al riposo settimanale paria 24 ore, di norma coincidente con la domenica ma nulla esclude che esigenze di servizio possano giustificare la fruizione del riposo in altro giorno.
Il lavoratore è obbligato a dare immediata notizia di qualsiasi infortunio che gli sia accaduto, anche se di lieve entità, all'istituto affinché lo stesso possa procedere con le procedure del caso.
Il lavoratore deve fornire all’istituto idonea documentazione medica attestante l’inizio, la continuazione e la guarigione dall’infortunio.
Per tutto ciò che non è previsto nel presente contratto collettivo in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità si fa riferimento alla normativa di legge in vigore.
Il congedo di maternità ha una durata complessiva di 5 mesi, fruibili, a scelta della lavoratrice, due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi oppure un mese prima del parto fino a 4 mesi successivi e sempreché il medico competente accerti che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro (art. 20 d.lgs. 151/2001).
Nel caso di parti plurimi i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle previste per riposi giornalieri possono essere utilizzate anche dal padre.
Nel caso di figli affetti da handicap si rinvia a quanto previsto dall’art. 42 d.lgs. 165/2001.
I lavoratori maggiorenni affetti da handicap grave possono usufruire di permessi giornalieri retribuiti di due ore o, in alternativa, di quelli, egualmente retribuiti, per tutta la giornata fino ad un massimo di tre giorni fruibili continuativamente oppure con richiesta di mezze giornate di permesso (art. 33 1.104/92 poi modificato dalla legge 53/2000).
i) azioni o comportamenti reiterati e contrari al Regolamento interno nonché violazione dei doveri del dipendente che causino reali disservizi o danni all’istituto, dopo tre richiami comunicati con raccomandata A.R.
m) in caso di eccessiva morbilità, costituita da una pluralità di eventi morbosi intermittenti e reiterati, tali da creare un reale disservizio al regolare funzionamento dell’istituto o frazionamenti dell’attività didattica che la rendono di fatto discontinua o non proficua.
q) assenze ingiustificate superiori a tre giorni lavorativi continuativi
r) azioni o comportamenti ripetuti che provochino un danno o un disservizio all'istituto e per i quali il dipendente ha già ricevuto tre richiami scritti.
s) reiterazione di note negative e gravi sul comportamento e/o sulle modalità didattiche segnalate dagli studenti attraverso le schede di valutazione
1) Regolamento interno
L’inosservanza delle norme del regolamento interno da parte del personale può configurare ipotesi di giusta causa o giustificato motivo di licenziamento
2) Doveri del lavoratore
Il lavoratore ha l’obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri e il segreto di ufficio, di usare modi cortesi con il pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.
Il lavoratore ha l’obbligo di conservare diligentemente le merci e i materiali, di cooperare alla prosperità dell’istituto.
I dipendenti hanno l’obbligo di osservare i doveri propri del rapporto di lavoro subordinato. In particolare, è fatto obbligo a tutti i lavoratori, data la particolarità del servizio scolastico:
d) rispettare e far rispettare agli alunni il Regolamento Interno dell’istituto;
3) Personale docente:
Per il personale docente vale inoltre:
e) ottemperare a tutte le disposizioni emanate dal “capo d’istituto” con apposite circolari;
Ai docenti è garantita la libertà metodologica dell’insegnamento per la formazione dei discenti, nel rispetto della loro coscienza morale, civile e religiosa e nei limiti imposti dal Progetto Educativo dell’istituto, nell’osservanza delle attribuzioni della funzione docente e delle responsabilità che ne derivano (artt. 5, 7 e 395T.U.).
Al personale di segreteria sono affidati tutti i compiti inerenti all’ufficio, oltre eventualmente a quelli di carattere amministrativo, contabile e di cassa; ad esso è richiesta la massima collaborazione con il Dirigente e con il Gestore.
Al personale ausiliario sono affidati il controllo al di fuori delle aule e la pulizia dei locali.
Fermo restando quanto previsto in tema di licenziamento, le infrazioni commesse dal lavoratore nel corso del rapporto possono essere punite, a seconda della gravità dei fatti, con i seguenti provvedimenti disciplinari:
• richiamo verbale;
• multa non superiore all’importo di 4 ore di retribuzione base;
• sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni di effettivo di lavoro.
1) risultano assenti ingiustificati dal lavoro per uno o più giorni consecutivi fi no ad un massimo di 3 (tre) giorni;
3) abbiano ritardato senza giustificato motivo l’inizio del lavoro e/o lo sospendano e/o ne anticipino la cessazione;
5) non rispettino le norme e le regole stabilite nel presente CCNL, commettano atti che portino pregiudizio alla sicurezza, alla disciplina, all’igiene ed alla morale dell’istituto;
Il rimprovero verbale e l’ammonimento scritto saranno adottati per le mancanze di minore rilievo, la multa e la sospensione saranno adottate per le mancanze di maggiore rilievo.
6) Rinvio alle leggi
Per quanto non previsto opera il rinvio alle disposizioni di legge e, in particolare, alla legge 300/1970, alla legge 604/66, alla legge 223/1991, al D.Lgs. 23/2015.