Source: https://forum.commercialistatelematico.com/iva-intrastat-spesometro-san-marino/48431-credito-iva-2.html
Timestamp: 2019-12-09 16:57:31+00:00
Document Index: 164605666

Matched Legal Cases: ['art.53', 'art. 51', 'art.12', 'art.62', 'art.62', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 73']

credito IVA - Pagina 2
09-02-12, 11:51 AM #11
09-02-12, 12:08 PM #12
Ah capito....solo che potevi inserirlo tranquillamente, perchè per le due liquidazioni a debito ormai arriverrà cartella e il credito dovevi riportarlo nell'anno successivo....adesso se lo riporti in dichiarazione iva nel rigo credito anno precedente giustamente lo va a calcolare come defalcato nelle liquidazioni...cosa che effettivamente nn è accaduto.
09-02-12, 04:23 PM #13
Infatti va beh anche questa è esperienza!! sai perchè mi piace questo forum, perchè si ha la possibilità di confrontarsi con altre persone, e la vedo come una forma di arricchimento professionale e umana, perchè trovi persone come te Danilo shailendra e tanti altri pronti a condividere le proprie esperienze e a darti una mano!!!! Spero che anch'io riesca a mia volta ad aiutare qualcuno!!!
09-02-12, 04:34 PM #14
Da quando hanno introdotto restrizioni sul credito IVA, io non inserirsco più pagamenti periodici non effettuati.
A memoria, la prassi è quella di inserire tutto, ma le istruzioni dicono altro.
09-02-12, 04:44 PM #15
In questo caso non stiamo parlando di grandi importi. Però anche a me è venuto il dubbio in caso di importi elevati. In quel caso la prassi si va a far benedire? i rischi sono elevati sopratutto se l'importo di questo credito "fittizio" è alto. sarebbe bello sapere come si comporterebero gli altri.
Anch'io forse farei come te in questo caso. Per fortunaancora non mi è capitto però........meglio saperlo prima no?
09-02-12, 04:49 PM #16
In caso di problemi, la prassi non esiste, vale solo la legge. Sia noi che loro sappiamo che inserire le liquidazioni facilita il lavoro di entrambi, ma siamo sempre in un comportamento intelligente ma illecito.
Se hai dubbi segui la norma: non sarà la scelta migliore, ma non è sanzionabile.
09-02-12, 05:05 PM #17
Nel caso in cui il credito annuale Iva deriva in tutto o in parte dall'indicazione in dichiarazione annuale dei versamenti periodici non effettuati, la sua compensazione è da sanzionare come "credito inesistente" oppure vengono sanzionati gli omessi versamenti periodici e pertanto il credito è da considerarsi esistente?
1° trim. iva a debito 1.000 non versata
2° trim iva a debito 2.000 non versata
3° trimestre iva a debito 4.000 non versata
4° trimestre credito 5.000 in dichiarazione annuale vengono indicati come effettuati i versamenti periodici e la dichiarazione chiude con il credito di 5.000 derivante dal 4° ed ultimo trimestre
L'utilizzo in compensazione di tale credito è considerato utilizzo di credito inesistente oppure sanzionandomi i singoli trimestri non versati e facendomi versare la relativa imposta il credito è effettivamente esistente?
a) dal contenuto della stessa dichiarazione o dal confronto della medesima con le liquidazioni periodiche o con la dichiarazione precedente;
b) dal confronto dei dati indicati nella dichiarazione con quelli risultanti dai registri previsti dagli artt. 23, 24 e 25 del decreto Iva;
c) dall'esame della competenza e della veridicità delle registrazioni sulla scorta delle fatture (quelle emesse e quelle ricevute), nonché sulla scorta di tutti gli altri dati e notizie o documenti e registri acquisiti nei modi previsti dagli artt. 51 e 51 bis del decreto Iva, anche avvalendosi delle presunzioni previste dall'art.53 del D.P.R. 633/1972 o di altre presunzioni semplici ma gravi precise e concordanti;
d) attraverso l'esistenza di prove certe e dirette risultanti da verbali, questionari e fatture acquisiti a norma dell'art. 51, ed in ogni caso risultanti da atti o documenti in possesso dell'ufficio.
e) mediante l'utilizzo dei coefficienti presuntivi (i cosiddetti parametri di cui all'art.12 del D.L. 2 marzo 1989, n.69 convertito nella L. 27 aprile 1989, n.154.
Inoltre, ai sensi del comma 3 dell'art.62-sexies del D.L. 30 agosto 1993, n.,331 convertito nella L. 29 ottobre 1993, n.427, l'accertamento può essere fondato anche sull'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, o dagli studi di settore elaborati ai sensi dell'art.62-bis dello stesso D.L. 331.
Le istruzioni inerenti alla compilazione del modulo della dichiarazione Iva puntualizzano che l'importo da indicare nel campo "debiti" di ogni rigo del quadro VH corrisponde all'IVA dovuta per ciascun periodo (anche se non effettivamente versata), al netto degli speciali crediti d'imposta previsti da particolari disposizioni, nonché dei crediti ricevuti dalle società di gestione del risparmio, utilizzati in conto versamenti periodici.
Nell'ipotesi di liquidazioni trimestrali ai sensi dell'art. 7 del D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542 e successive modificazioni, (vedi istruzioni al rigo VO2), l'IVA così determinata deve essere maggiorata degli interessi dell'1%. Conseguentemente, il relativo importo coincide, se il versamento è stato regolarmente eseguito per ogni periodo, con l'ammontare dell'IVA indicato nella colonna "importi a debito versati" del relativo modello F24.
Sempre in relazione al quadro RH, si ritiene opportuno rammentare che i contribuenti che hanno effettuato le liquidazioni trimestrali ai sensi dell'art. 7 citato, devono indicare i dati relativi alle liquidazioni periodiche nei righi VH3, VH6, VH9 senza, pertanto, compilare il rigo VH12, in quanto l'IVA dovuta (o a credito) per il quarto trimestre da tali soggetti deve essere computata ai fini del versamento in sede di dichiarazione annuale. L'eventuale conguaglio risultante in sede di dichiarazione annuale deve essere indicato nel rigo VL32 se a debito o nel rigo VL33 se a credito (i soggetti Iva che effettuano le liquidazioni trimestrali ai sensi degli artt. 73, comma 1, lett. e) e 74, comma 4, relativamente ai quattro trimestri solari, indicano i dati delle proprie liquidazioni periodiche in coincidenza dei righi VH3, VH6, VH9 e VH12, con riferimento, quest'ultimo, all'ultimo trimestre solare).
In caso di regolarizzazione di un omesso versamento d'imposta relativo ad una precedente liquidazione periodica, il contribuente non deve tener conto nel rigo del quadro VH corrispondente al periodo in cui viene effettuata la regolarizzazione, degli importi versati a tale titolo. Ciò in quanto, in corrispondenza di ogni periodo (mese o trimestre) deve essere indicato l'importo da versare di competenza di quel periodo, anche se il versamento non è stato poi effettuato nei termini prescritti. In presenza di versamenti effettuati a seguito di ravvedimento di cui all'art. 13 del D.Lgs. 472/1997, è necessario barrare la relativa casella nel rigo corrispondente al periodo di liquidazione per il quale il contribuente si è avvalso del predetto istituto.
Il totale dei versamenti periodici, compresi l'acconto IVA e gli interessi trimestrali effettivamente corrisposti, nonché l'imposta versata a seguito di ravvedimento di cui all'art. 13 del D.Lgs. 472/1997, relativi al 2010, deve essere indicato nel rigo VL29, al campo 1.
A maggior chiarimento si puntualizza che l'ammontare complessivo dei versamenti periodici non devono essere necessariamente coincidenti con quanto indicato nel quadro RH, ma devono risultare dalla somma dei dati IVA riportati nella colonna "Importi a debito versati" della "Sezione erario" dei modelli di pagamento F24, anche se non effettivamente versati a seguito di compensazione con crediti relativi ad altri tributi (o anche ad IVA), contributi e premi, per i quali siano stati utilizzati i codici tributo da 6031 a 6033 per i versamenti trimestrali e il 6034 per il versamento del quarto trimestre effettuato dai contribuenti di cui all'art. 73, comma 1, lett. e) e 74, comma 4 del decreto Iva, nonché dal codice tributo 6035 per l'eventuale acconto.
In relazione ai dati in esempio, nel rigo VL32 non deve essere evidenziato alcun versamento periodico e, quindi, anche se nell'ultimo trimestre dell'anno si è concretizzato un credito di entità inferiore ai debiti dei precedenti tre trimestri, il dato che risulta dal quadro VL è certamente un debito e non un credito (e, quindi, non è ipotizzabile alcuna compensazione).
Se, invece, prima della presentazione dell'adempimento dichiarativo Iva il contribuente procede ad applicare correttamente il ravvedimento operoso (con indicazione nel quadro RH dell'avvenuto adempimento), nel rigo VL29 deve essere indicato l'entità dei versamenti effettuati con il mod. F24 e, quindi, il credito risultante potrà validamente costituire oggetto di compensazione.
09-02-12, 05:19 PM #18
da questa risposta capisco che ti danno ragione. Non versi le liquidazioni? le inserisci nel quadro VH ma non nel VL29 (si farà una forzatura) in modo tale che risulta il debito effettivo!!!! Pensavo nel mio caso se è così mi conviene rettificare la dichiarazione dell'anno scorso? così non ho problemi quest'anno. che ne pensi?
09-02-12, 05:31 PM #19
09-02-12, 05:37 PM #20
Ed infatti!!! vComunque fintantochè parliamo di importi piccoli ok..ma se il credito è superiore a 10.000 eurini? sarei curiosa di sapere quale procedura adoterebbero!!!!!