Source: https://macosamidicimai.org/2017/02/26/litalicum-e-la-corte-2/
Timestamp: 2017-07-27 08:52:21+00:00
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L’Italicum e la Corte: le motivazioni | macosamidicimai
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Posted on 26 febbraio 2017 by macosamidicimai	Da quando la Corte Costituzionale con la sentenza n. 35/2017 si è espressa al riguardo di alcuni ricorsi presentati sulla legge elettorale nota come Italicum si leggono e si sentono commenti che ondeggiano dai toni trionfalistici – di chi è stato sostenitore dell’Italicum – allo sconforto tra chi ha sempre avversato questa legge elettorale.
Riguardo al tema del capolista bloccato … sono state proposte questioni marginali con argomenti contorti e illogici.
In particolare, l’ordinanza di rimessione alla Corte solleva la questione che il capolista bloccato potrebbe provocare che le liste di minoranza si ritrovino esclusivamente con eletti scelti dai partiti e non dagli elettori.
La Corte nella sentenza n. 35/2017 afferma “così formulata, la questione non è fondata”.
Sono due gli argomenti dirimenti che non sono stati messi adeguatamente in luce o totalmente ignoranti.
1) La nuova disciplina elettorale prevedendo che prima sono eletti i capilista e poi gli altri in base alle preferenze comporta che nell’ipotesi in cui sia censurato il ballottaggio – come in effetti è successo – e nessun partito superi il 16% tutti gli eletti sarebbero esclusivamente i capolista. Quindi, se la vecchia disciplina prevedeva la certezza che “alla totalità dei parlamentari eletti, senza alcuna eccezione, manca il sostegno della indicazione personale dei cittadini” la nuova disciplina sostituisce tale certezza con una probabilità. E’ sufficiente ciò per non ferire “la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione”?
No, non è sufficiente: la logica costituzionale della rappresentanza risulta ferita … ma non è stata denunciata la ferita.
Le nuove norme “coartano la libertà di scelta degli elettori nell’elezione dei propri rappresentanti” … come nella vecchia normativa, ma la certezza della coartazione è diventata una probabilità di coartazione totale, restando la certezza di una significativa coartazione perché nella più rosea ipotesi avremmo 200 deputati su 618 nominati dai partiti e questa probabilità potrebbe arrivare a rappresentare qualcosa come 378 su 618; vale a dire dal 32% al 61% dei deputati saranno figli della coartazione della libertà di scelta degli elettori. E senza il ballottaggio potremmo avere il 100% di parlamentari nominati.
2) Il secondo motivo richiede di richiamare il concetto di conoscibilità dei candidati su cui a lungo in tanti hanno equivocato.
C’è chi sostiene che i giudici con la sentenza n. 1/2014 abbiano suggerito che se il legislatore vuole ricorrere a liste bloccate debba escogitare un sistema che preveda liste corte con pochi candidati perché in questo modo è garantita la conoscibilità dei candidati da parte degli elettori.
Questa tesi è il frutto di una lettura capziosa o frettolosa della sentenza n. 1/2014.
I giudici hanno infatti richiamato una molteplicità di principi: i partiti non ledono alcun diritto nel decidere l’ordine di presentazione dei candidati purché l’elettore sia “pur sempre libero e garantito nella sua manifestazione di volontà, sia nella scelta del raggruppamento che concorre alle elezioni, sia nel votare questo o quel candidato incluso nella scelta prescelta attraverso il voto di preferenza (sentenza n. 203/1975)”; “le funzioni dei partiti devono essere preordinate ad agevolare la partecipazione alla vita politica dei cittadini (…) al fine di consentire una scelta più chiara e consapevole anche in riferimento ai candidati”.
Dopo aver ricordato questi principi, la Corte scrive: “Simili condizioni di voto (…) rendono la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte, nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l’effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l’effettività della scelta e la libertà del voto (al pari di quanto accade nel caso dei collegi uninominali).”
La Corte afferma che il Porcellum è incomparabile con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate.
Se i collegi sono piccoli e i candidati pochi c’è la ragionevole possibilità che l’elettore possa conoscere i candidati ma questo non è l’unico elemento richiesto e precisato dalla Corte; infatti, l’elettore
a) non ha scelto i candidati messi in lista
b) non può votare il candidato che preferisce senza favorire l’elezione del capolista
Resta, dunque, il fatto che molti deputati sarebbero eletti in blocco senza alcuna possibilità per l’elettore di favorirne uno sugli altri.
Quindi, se i collegi sono piccoli e si eleggono pochi parlamentari l’elettore avrà maggiori probabilità di conoscere i candidati ma sarà sempre escluso sia dalla selezione di chi candidare, prerogativa che resta in mano agli organi direttivi di partito, sia dalla scelta del candidato poiché votando il suo candidato preferito, concorre alla elezione del capolista, che magari non apprezza proprio per nulla. In cosa consiste il pregio della conoscibilità dei candidati se l’unico modo di cui l’elettore dispone per non favorire l’elezione di un candidato sgradito è cambiare lista? Quale sarebbe il pregio della conoscibilità se il candidato sgradito ai più potrebbe risultare eletto per il solo fatto che il partito a cui appartiene ha conquistato almeno 100 seggi? Con l’Italicum, prima sono eletti i capolista e poi gli altri in base alle preferenze. Ne consegue che non basta conoscere chi si candida nel proprio collegio poiché ovunque l’elettore voti favorisce l’elezione di tutti i capolista; dovrebbe come minimo conoscere i 100 capolista di ogni partito!
I capolista bloccati violano la logica della rappresentanza perché alterano il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti; alterazione che in potenza può riguardare l’intero complesso dei deputati.
C’è poco dunque dal gongolare per la sentenza della Corte che non ha affatto “promosso” il premio e i capolista bloccati; ha certamente bocciato alcune delle argomentazioni presentate per insufficiente motivazione.
Ci riflettano i politici e i legislatori, che hanno consolidato la propria incapacità di scrivere buone leggi elettorali, gli studiosi e anche i giornalisti.
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