Source: http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/05/19/federalismo-intanto-nel-2009-sottratto-15-di-autonomia-impositiva/
Timestamp: 2019-05-27 07:00:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.55', 'art.56', 'art.57', 'art.58', 'art.57', 'art.59', 'art.60', 'art.61', 'art.63', 'art.\n64', 'art.66', 'art.67']

Altro che federalismo. Il governo ha tolto 1 euro su 5 agli enti locali - Percentualmente - Blog - Repubblica.it
Federalismo? A parole, ma in realtà a conti fatti il governo nello scorso anno ha tolto a Comuni e Regioni ben un quinto delle loro entrate rispetto al 2008. E non è poco.
La relazione della Corte dei Conti sulla finanza pubblica sottolinea quanto nel 2009 le decisioni del governo abbiano di fatto operato “una significativa riduzione dei margini di autonomia impositiva degli enti locali, per effetto di una combinazione perversa tra fattori normativi e crisi economica”. Pertanto è vero che la finanza di molte Regioni e di qualche Comune fa acqua, che la gestione della sanità spesso è stata pessima, ma è anche vero che nel 2009 la diminuzione del 7,1% delle entrate da imposte dirette rispetto all’anno precedente per le amministrazioni pubbliche corrisponde alla media tra il –6,7% dello Stato e il –9,9% delle amministrazioni locali. “E’ questa, presumibilmente – commenta la Corte dei Conti – la conseguenza del forte rilievo che fra le entrate degli enti territoriali hanno le addizionali comunale e regionale all’Irpef”.
Anche rispetto alle entrate derivanti dalle imposte indirette a soffrire di più sono gli enti locali. Infatti sempre per il 2009 per le imposte indirette il –4,2% del conto consolidato viene dal –0,9% riferito allo Stato e al –11,1% riferito agli enti locali. “E’ questo l’effetto – rileva la magistratura contabile – presumibilmente, delle minori entrate conseguite a titolo di Ici e di Irap: fra il 2007 e il 2009 si passa da un complesso di poco superiore ai 51 miliardi a 40,6 miliardi”. In definitiva, “le modifiche normative che hanno interessato le più importanti fonti di gettito degli enti locali hanno comportato, in sostanza, la riduzione di 1/5 della loro autonomia impositiva”.
Nonostante tutto, solo il 10% dei Comuni ha ‘sforato’ il Patto di stabilità, mentre le Regioni sono state meno virtuose.
Come andrà nel 2010? Bisogna anche vedere come procederanno le riforme. Per il momento, la Corte dei Conti rileva diversi “ritardi” e “contraddizioni”. Qualche esempio. Da un lato si introducono il blocco della leva fiscale per gli enti locali, tagli ai trasferimenti, tetti e vincoli di spesa. Dall’altro di introducono “maggiorazioni erariali fisse oltre i massimi previsti dalla legge dello Stato” nel caso di mancato rientro dei disavanzi regionali o di mancato raggiungimento degli obiettivi dei piani di rientro. Si utilizzano in molti casi per il ripianamento i fondi Fas “che, in quanto fondi vincolati, destinati alle aree sottoutilizzate, sono da considerarsi risorse aggiuntive”. E infine da un lato si tagliano i trasferimenti, e dall’altro con il Milleproroghe si trasferiscono a Comuni e Province “30 milioni a valere sul fondo ordinario”.
Tag: Comuni, Corte dei Conti, Enti locali, federalismo, finanza pubblica, Regioni
valter 19 maggio 2010 alle 20:58
D'altronde cosa vi aspettavate. si predica bene, ma si razzola male. Mi spiace per i milioni di elettori della Lega che sono in buona fede e credono alle promesse leghiste, ma li invito a riflettere.
1) Federalismo, bella parola, ma quanto costa? Nessuno lo sa, intanto gli enti locali vengono spolpati.
2) Gli extracomunitaria casa loro, ma quanti veramente tornano a casa loro? Sono sempre di più e non so se riusciremo a fermarli e allora?
3) La vostra vita é milgiorata da quando Berlusca e Lega sono al governo? Se potete rispondere si allora siete fortunati e avete fatto la scelta giusta, ma se la vostra vita é rimasta uguale o é peggiorata avete fatto una pessima scelta: la prossima volta pensateci prima di dare la fiducia a questi signori. Meditate gente, meditate!
giovanni 20 maggio 2010 alle 00:28
Proposizione della legge costituzionale:
art.55 vive
art.56 comma 1 vive;
il numero dei deputati è di 345 deputati.
Hanno diritto di voto chi ha compiuto il diciottesimo anno.
Sono eleggibili a deputati gli elettori che hanno compiuto i diciotto anni di età.
il numero dei seggi viene ripartito secondo le circosrizioni per quozienti interi con il proporzionale
giovanni 20 maggio 2010 alle 00:48
art.57 Il senato della repubblica viene eletta su base regionale.Il numero dei senatori elettivi è di 175.Tutte le regione devono essere rappresentate proporzionalmente a quozionanti interi eccetto il Molise, e la Val d'Aosta.
Hanno diritto al voto del Senato i 18-anno
Sono eleggibili a senatore tutti gli elett0ri che hanno compiuto ll diciottesimonanno
giovanni 20 maggio 2010 alle 01:50
art.58 comma 1 vive; comma 2 annullato art.57
art.59 comma 1 vive; comma 2 annullato
art.60 vive
art.61 Le elezioni delle nuove camere hanno luogo entro 45 giorni da alle elezioni precedeni .La prima riunione ha luogo non oltre 10-giorni
comma 2 vive
art.63 okart.
64 vive
ar.65 linee guide regionali
art.66 Titoli di ammissioni......,inelleggibilità
art.67 vive
Ste 20 maggio 2010 alle 08:24
Faccio notare che la LN ha solo il 12% su scala nazionale. Gli altri partiti la restante fetta di torta insieme agli astenuti.
Pdl e Pd sono uno 38% e l'altro 26% (non ricordo bene) poi ci sono Idv, Udc, Api, ecc. ecc. La LN è in minoranza e se non fosse alleata col Pdl, ma col Pd, sarebbe lo stesso. Il problema sta nel fatto che se Bossi&co fossero coerenti con le loro idee e facessero cadere sempre il governo sarebbero sempre all'opposizione (ciò che vorrebbero a Roma chi sta dietro ai Fini, ai Casini...). Alla maggioranza del parlamento (trasversalmente) lo status quo va bene, come del resto ai 2/3 dello Stato. La maggioranza del parlamento non vuole riforme, ne' tantomeno rivoluzionare lo Stato, non vuole cioè ridurre il suo potere col federalismo. Merito della LN è stato di mettere in risalto il problema dei flussi di denaro da Nord a Sud, di aver pian piano palesato l'aspetto romanocentrico e meridionale dei partiti nazionali poco attenti alle tematiche poste nella valle padana.
Ste 20 maggio 2010 alle 08:41
Il federalismo ovviamente avrà un periodo di transizione in cui pian piano si devolveranno funzioni centrali alle regioni. Ci sarà un periodo di sovrapposizione formale di competenze. Il problema sarà semmai il successivo passo: ridurre gli organi centrali, a partire dai parlamentari (non ne servono 1000 quando gli usa ne han +- 200). Se ne andranno via? Ho i miei dubbi (qui sta il vero costo). Altro punto cruciale sta nella massa critica della giurisdizione. Se ogni regione deve garantire una serie di competenze, deve avere una consistenza tale e un livello di produzione ed introito fiscale tale da poterle garantire. Ora regioni come Basilicata e Molise come faranno? Logica sarebbe che nel meridione si dovrebbe fare un lavoro di smantellamento ed accorpamento di regioni e province sorte solo per drenare denaro, e non per erogare servizi. La regione Molise con le sue due province dovrebbe essere ridotta ad una provincia per esempio. Solo dopo che s'è razionalizzato ci potrà essere il fondo perequativo. Invece si terrà la struttura Statale così com'è. Facile immaginare i costi dove sono.
Altra tematica riguarda le regioni del nord. Se non si facesse un federalismo che possa permettere loro di diventare competitive deperiranno pian piano insieme allo Stato. Non mi sembra sensata questa ipotesi.
bob 26 maggio 2010 alle 12:42
risposta a ste:
"Merito della LN è stato di mettere in risalto il problema dei flussi di denaro da Nord a Sud". Ma di che cosa parla signore, vuole forse far credere che la Cassa del Mezzogiorno se la sia mangiata Pasquale Esposito piuttosto che il Sig. Giovanni Agnelli? Ho 55 anni è da una vita sono un piccolo imprenditore in Veneto e nel Lazio e credo che qualsiasi persona di buonsenso e di minima intelligenza dovrebbe avere memoria storica, altrimenti sono drammi. Questo Paese ha bisogno solo di un Governo che Governi, cosa c'entra la buona amiinistrazione con la favola del "federalismo". Ma possiamo pensare che 20 condomini ( perchè tali sono le Regioni italiane: Molise - Friuli 800.000 abitanti)vadano ognuno per se con tutta la burocrazia che si portano dietro. Per chi ha onesta memoria questo Paese ha espresso il massimo fino agli anni 60-65 il tracollo è avvenuto, per la scuola nel '68, per il Paese nel 70 con l'avvento delle Regioni volute da un partito comunista che aspirava ad un potere parallelo a quello centrale. Mi viene la pelle d'oca a sentir dire che Bossi è un grande politico. Bossi e tutto il resto hanno riempito un voto politico creato dalla magistratura che ha distrutto una intera classe politica, che oggi appare rispetto a questa di gran lunga migliore, in quanto a lungimiranza, onesta , etica. Possibile che anche tra chi fa impresa non si leva una voce che fermi questo follia del "federalismo" e lotti per avere un sistema che dia linee guida per tutto il Paese.La prima proposta, alla ipotesi assurda del "demanio federale" ,in Veneto lo sa quale è stata riguardo al Lago di Garda? Creare un Ente di gestione tra Lombardia, Veneto e Trentino. Ha capito! Ente di Gestione ossia : PRESIDENTI, CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE, CONSIGLIERI, IMPIEGATI, TECNICI, AUTO BLU ETC.Perchè però tutto questo? Basta aprire il giornale oggi e leggere alcuni dati dell'istruzione in Italia: circa il 40% delle persone tra 16-60 anni con la terza media. In alcune Regioni si sfiora il 10% di analfabeti! Cosa vogliamo e cosa possiamo pretendere !!