Source: http://docplayer.it/1576952-Operazione-prevenzione-2012-2013-per-la-sanita-pubblica-nelle-marche.html
Timestamp: 2017-06-24 13:07:13+00:00
Document Index: 88197284

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 8', 'art.2', 'art. 15', 'art. 1']

OPERAZIONE PREVENZIONE PER LA SANITA PUBBLICA NELLE MARCHE - PDF
OPERAZIONE PREVENZIONE PER LA SANITA PUBBLICA NELLE MARCHE
Download "OPERAZIONE PREVENZIONE 2012-2013 PER LA SANITA PUBBLICA NELLE MARCHE"
1 SEZIONE REGIONALE MARCHE Associazi one SEZIONE MARCHE - ABRUZZO Italiana Tecnici della Prevenzione nell Ambiente e nei Luoghi di Lavoro SEZIONE REGIONALE MARCHE SEZIONE REGIONALE MARCHE 25 gennaio 2013 OPERAZIONE PREVENZIONE PER LA SANITA PUBBLICA NELLE MARCHE 2 Contesto Le Marche: un milione e mezzo di abitanti, ai vertici nel contesto nazionale (assieme a quelli delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano) per la speranza di vita alla nascita rispetto alle altre parti d Italia, sia per le femmine che per i maschi; una popolazione alquanto stabile e radicata con un integrazione complessivamente buona e scarsamente conflittuale dei numerosi immigrati da altri Paesi; uno stile e una qualità di vita che negli anni hanno assunto carattere di tipicità e come tali sono anche esternamente riconosciuti; una forte integrazione tra città e campagne, un sistema economico caratterizzato da una forte presenza pubblica e da un gran numero di aziende di piccole e piccolissime dimensioni, una crisi economica che morde pur con effetti meno diffusi e devastanti che in altre aree del Paese, ma anche un tessuto produttivo e sociale che man mano intacca le sue riserve, il suo patrimonio strutturato nel corso di generazioni e la sua capacità di tamponare le difficoltà all interno dei piccoli centri, delle piccole e piccolissime imprese, delle famiglie E noto che tra i determinanti di salute in una popolazione, quelli socio-economici hanno pesi predominanti. E ragionevole assumere che per le Marche l hardware socio-economico, le reti relazionali, gli stili di vita individuali basati su contesti di riferimento favorevoli costituiscano fattori di forza anche ai fini della longevità e dello star bene, così come è ragionevole aspettarsi che un deterioramento di tali presupposti avrà già nel breve periodo effetti negativi sullo scenario di patologia, sul ricorso ai servizi sanitari territoriali, sul consumo di farmaci, sull ospedalizzazione, sul ricorso all istituzionalizzazione delle cronicità. Si pensi al riemergere di malattie sociali che si reputavano sconfitte come la tubercolosi. La Sanità Pubblica marchigiana: una Regione con compiti di coordinamento e indirizzo che all erogazione dei servizi sanitari dedica circa l 80 % del proprio bilancio, supportata sul piano tecnico da una ARS (Agenzia Regionale Sanitaria); un ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale) oggi suddivisa in cinque aree vaste territoriali in luogo di precedenti tredici Aziende Sanitarie Locali, in fase transitoria divenute tredici Zone Territoriali dell ASUR medesima; due aziende ospedaliere (Ospedali Riuniti di Ancona e Marche Nord); l INRCA (Istituto Nazionale Ricovero e Cura Anziani); una relazione strutturata con il sistema universitario pubblico che garantisce attività sia di ricerca sia di assistenza, oltre ad avere in affidamento alcune funzioni di base, fondamentali anche a fini di prevenzione, ad esempio in tema di registri di patologia; una relazione strutturata con l ARPAM (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Marche), con l INAIL (anche riguardo all attività della sua CONTARP Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) e con la rete degli Istituti zooprofilattici. 23 L investimento economico attuale in prevenzione: variamente calcolato, per l Italia nel suo complesso viene stimato da un minimo dello 0.6 % a un massimo comunque inferiore al 5 % della spesa sanitaria pubblica, che dovrebbe costituire un parametro di riferimento vincolante. ASSISTENZA SANITARIA COLLETTIVA IN AMBIENTE DI VITA E LAVORO Nell anno 2008 mediamente il 96% delle Asl risulta dotata dei Dipartimenti di prevenzione; tuttavia il livello di copertura totale è stato raggiunto in sedici regioni italiane, mentre valori comunque superiori al 75% si rilevano in Piemonte, Liguria e Sicilia (per le P.A di Trento e Bolzano i dati non sono disponibili). Riguardo all incidenza complessiva del costo sostenuto in ciascuna regione per assicurare le prestazioni, la media italiana, come accennato, è del 4,19% contro la soglia ribadita nel Patto della Salute del 5%. Ma in particolare, in due regioni, Friuli V.G. e Liguria, l indicatore non raggiunge il 3% mentre in Valle D Aosta, Sardegna, Umbria e Basilicata il costo del macrolivello supera il 5% dei costi complessivi. La ripartizione percentuale della spesa sanitaria nazionale per le diverse aree di appartenenza al livello vede al primo posto i servizi di igiene e sanità pubblica, che occupano il 44,5% della spesa totale, seguito dai servizi di sanità pubblica veterinaria (23,8%), di prevenzione per la sicurezza negli ambienti di lavoro (13,3%) e dai servizi di igiene alimenti e nutrizione (10,5%). (quotidianosanità.it ) Riguardo alla percentuale della spesa sanitaria pubblica investita in prevenzione, non si hanno indicazioni di una situazione marchigiana sostanzialmente diversa da quella sopra descritta per l Italia nel suo complesso. Il valore economico della prevenzione: non sono state reperite esatte stime quantitative riferite al nostro contesto, ma nemmeno risultano obiezioni al solido riferimento generale emergente da tutte le ricerche di Health Tecnology Assesment per cui un investimento in prevenzione oculato ed efficace dà anche ritorni economici superiori all investito. Il valore sociale ed etico della prevenzione: sani si vive meglio, si soffre meno, si pesa di meno su chi ci è vicino, si costa meno alla collettività. Attuare azioni sistemiche di prevenzione non vuol dire semplicemente offrire prestazioni tecniche, pur logiche e di buona qualità, ma anche offrire un contributo tecnicoscientifico, di educazione, di comunicazione adeguato alla tenuta e allo sviluppo di quegli elementi del tessuto ambientale, economico e sociale che notoriamente costituiscono determinanti di salute molto più forti di quanto non riescano ad essere gli interventi sull individuo. Criticità istituzionali E in corso una ristrutturazione dell impianto organizzativo della Regione Marche relativo ai servizi sanitari e sociali, delle relazioni tra Regione e sistema erogatore ASUR / Aziende Ospedaliere / INRCA, nonché del coordinamento tra tali Enti, da cui ci si attende un potenziamento della programmazione e del governo clinico del sistema ma di cui non sono ancora chiari connotati e prospettive. Da lungo tempo, particolarmente sotto la pressione delle restrizioni di finanziamento della sanità pubblica, anche per l area della prevenzione si è assistito alla prevalenza, su ogni altro, del parametro della riduzione dei costi 34 economici o nel migliore dei casi del lavoro a isorisorse. Per paradosso, proprio in una fase storica di crisi si è arrestato il processo di valutazione EBP della razionalità e dell efficacia delle attività di prevenzione, sia tradizionali sia di nuova proposta, e quindi di abbandono delle pratiche obsolete o semplicemente inutili: un percorso che si era avviato con l interesse delle Istituzioni e con il contributo tecnico di molti operatori e che anche nelle Marche aveva portato all abrogazione di vari obblighi formalmente prevenzionistici, di fatto inutili per l utenza e onerosi per i Dipartimenti di Prevenzione: anzi, di pratiche inutili ed onerose sembrano affacciarsene di nuove, con incongruo consumo delle risorse già in diminuzione per gli impegni essenziali. Alcuni anni fa un impulso notevole allo sviluppo delle attività pubbliche di prevenzione fu dato, uniformemente in tutte le Marche, dall erogazione di finanziamenti dedicati al potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione - cosiddetti D1 ; questa forma di investimento sul futuro non è stata più ripetuta. La legge imporrebbe di reinvestire integralmente in prevenzione i fondi introitati dalle ASL (qui ASUR) in esito a sanzioni comminate per violazioni in materia di igiene e sicurezza del lavoro e di salute alimentare: nelle Marche ciò viene a tutt oggi garantito solo in parte e solo in alcune realtà, entro un quadro di riferimento dato da accordi regionali ancora in parte generici e comunque disomogeneamente applicati. Un coordinamento da diverso tempo flebile delle attività di prevenzione sulla scala regionale ha comportato un offerta di attività di prevenzione disomogenea sul territorio, con duplicazioni e carenze, spesso con difformità rispetto ai LEA. Il personale delle ASL, poi dell ASUR dedicato alla prevenzione è andato progressivamente riducendosi di numero per mancate sostituzioni a fronte di pensionamenti e trasferimenti. La contrazione è stata significativa ancor più sul versante del personale del comparto che su quello della dirigenza, così sempre più scivolando verso una situazione da presenza di ufficiali in assenza di esercito. Nel contempo si è anche assistito a una forte estensione della precarizzazione dei rapporti di lavoro (contratti a termine, Co.Co.Co, collaborazioni professionali ), sia per il comparto sia per la dirigenza, con pochissimi nuovi professionisti inseriti nel sistema a tempo indeterminato. Quindi: meno operatori, tra questi, molti meno operatori stabili e molti più operatori instabili, una questione anagrafica di età media elevata (pochissimi professionisti con meno di 40 anni, soprattutto tra gli stabili ) e di carente ricambio generazionale dal punto di vista culturale e del trasferimento di esperienze / competenze. La spesa pubblica per la prevenzione deriva, a parte quella per i vaccini, principalmente dalla spesa per il personale, in piccolissima parte da altre voci (acquisto e manutenzione di strumenti, campionamenti e analisi, iniziative di promozione della salute, formazione e assistenza, ricerca applicata). Risparmiare sulla prevenzione pubblica oggi vuol dire, quindi, principalmente ridurre la numerosità del personale dedicato, in qualche misura pagarlo un po di meno, di fatto ridurre i controlli sugli ambienti di vita e di lavoro e sulle 45 produzioni alimentari e le relative reti di distribuzione, gli interventi di promozione della salute, l informazione e l assistenza ai cittadini, agli Enti Pubblici e al sistema delle imprese, le attività di ricerca sul campo ad esempio in termini di valutazione dell appropriatezza, della qualità e dell efficacia di ciò che si fa e di programmazione ragionata di ciò che si intende fare. Malgrado la contrazione delle dotazioni organiche e dei finanziamenti dedicati alla prevenzione di parte pubblica, ormai in atto da alcuni anni, i numeri delle prestazioni dei Dipartimenti di Prevenzione dell ASUR reggono e questo può creare un immagine di apparente, completa tenuta del sistema: ma è chiaro che se, ad esempio, con meno personale di vigilanza si deve controllare un numero invariato di cantieri edili, ciò che andrà a diminuire non potrà essere che il livello di approfondimento delle verifiche. Un altro indicatore della perdita di intensità dei controlli è dato dal valore degli ammortamenti, da tempo molto prossimo allo zero (testimonianza di un invecchiamento delle dotazioni strumentali che non vengono più aggiornate e rinnovate) e dalla diminuzione delle indagini analitiche non strettamente dovute per legge. Nelle tredici Aziende Sanitarie Locali marchigiane, poi Zone Territoriali dell ASUR, vi erano: tredici Dipartimenti di Prevenzione, ciascuno con i sei Servizi (Unità Operative Complesse UOC) previsti dalla normativa quale dotazione minima : quindi per un totale di 78 UOC (il numero effettivo di queste era alquanto inferiore per la mancanza di svariate posizioni apicali, in parte perché mai realmente attivate, in parte perché non più coperte dopo i pensionamenti); tredici direttori di Dipartimento di Prevenzione, ciascuno che oltre a svolgere tale incarico continuava a svolgere quello di responsabile di uno, a volte di più di uno, dei Servizi / UOC di cui sopra. Le cinque Aree Vaste Territoriali dell ASUR MARCHE comporteranno la riduzione dei Dipartimenti di Prevenzione marchigiani a cinque (uno per ciascuna), con cinque direttori di Dipartimento di Prevenzione: quindi, in un accezione rigida dei programmi di riassetto finora noti, 30 UOC dedicate alla prevenzione di parte pubblica in tutte le Marche. Va evidenziato, peraltro, come più atti regionali strategici (DGR 1537 / 2012, DGR 1590 / 2012, DGR 1696 / 2012) affermino univocamente che in ciascuna Area Vasta Territoriale vi devono essere almeno i sei Servizi classici, non che non ve ne possano essere anche altri. In ogni caso, il passaggio dall assetto precedente a quello previsto in ragione delle cinque Aree Vaste Territoriali è, a più di un anno di distanza dall attivazione di queste e nonostante i Piani di Area Vasta adottati, ancora del tutto in corso d opera, con conseguenti incertezza, mancanza di prospettive chiare, stagnazione progettuale. Opportunità istituzionali Le tre suddette determine della Giunta Regionale delle Marche rapidamente succedutesi tra la fine di ottobre e l inizio di dicembre 2012 (DGR 1537 / 2012, DGR 1590 / 2012, DGR 1696 / 2012) delineano ad oggi, in positivo, un sistema della prevenzione pubblica basato su otto reti della prevenzione, sei delle quali 56 corrispondenti ai sei Servizi dipartimentali classici (Igiene e Sanità Pubblica, Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, Igiene Animale e delle Produzioni Zootecniche, Igiene degli Alimenti di Origine Animale, Sanità Animale) e due, in buona parte innovative, corrispondenti l una all epidemiologia e l altra alla promozione della salute, nonché su due altri contenitori che attengono all offerta di prestazioni per screening rispettivamente in età adulta e in età infantile e che ragionevolmente dovrebbero anch essi strutturarsi a rete. Le strutture dedicate a epidemiologia, promozione della salute e screening potrebbero assumere valore di Servizio / UOC particolarmente laddove garantissero anche un service esterno rivolto all intero territorio regionale o a parte considerevole di esso, sulla base di competenza ed esperienza specifiche; nei casi in cui servissero solo singole aree vaste territoriali potrebbero anche prevedere, invece, responsabilità di Unità Operative Semplici (UOS) o Incarichi di Alta Specializzazione (IAS). In ogni caso, degli staff dipartimentali adeguati (i collaboratori diretti dei direttori di Dipartimento, ma anche il service interno di tutte le unità operative e tutti gli operatori) potrebbero dare supporto al coordinamento tra Servizi, professionalità e culture diversi, con attenzione specifica, ad esempio, all integrazione tra igiene industriale e igiene ambientale e all integrazione tra SIAN e Servizi veterinari. Esperienze condotte in alcune altre Regioni italiane (segnatamente, il Veneto e l Emilia Romagna) danno evidenza della possibilità normativa e pratica di individuare dei direttori dei Dipartimenti di Prevenzione che, durante l efficacia di un mandato a termine per tale ruolo, temporaneamente passano la mano ad altri per la direzione dei singoli Servizi di provenienza. Adottando tale modello i responsabili / organizzatori della rete dei Dipartimenti di Prevenzione, quali titolari pro tempore (come del resto oggi qualsiasi primario ) di una UOC specifica, potrebbero dedicarsi adeguatamente al ruolo che in un contesto di area vasta li impegnerà sul versante programmatorio, gestionale e di verifica molto più di quando dovevano dedicarsi a una singola, piccola ASL prima e Zona Territoriale poi. L ASUR si è costituita senza avere, a tutt oggi, presso di sé un supporto tecnico forte e direttamente interfacciato con l alta direzione sui versanti della conoscenza documentata dello stato di salute delle popolazioni, della comunicazione dei rischi, delle attività svolte, dei risultati raggiunti, delle prospettive di evoluzione dei bisogni e dei servizi. Poche UOC di personale del mondo della prevenzione direttamente strutturate presso l ASUR potrebbero garantire le funzioni suddette e il raccordo a matrice con i Dipartimenti di Prevenzione sul territorio. Senz altro un apparato di 78 (teoriche) UOC in tredici Dipartimenti di Prevenzione era pesante e pletorico; senz altro un apparato ridotte a sole 30 UOC in cinque Dipartimenti di Prevenzione sarebbe foriero di una perdita di contatto con i territori e di un appiattimento burocratico sui soli doveri d istituto ( si fa solo ciò che la legge obbliga a fare ). Applicando per intero i modelli sommariamente descritti nei precedenti capoversi, il sistema pubblico della prevenzione delle Marche svilupperebbe una ossatura robusta e tale da sostenere 67 un organizzazione in movimento, mirata all efficacia, in continua evoluzione: per la qual cosa sarebbe necessaria non più di una cinquantina di UOC con adeguata dotazione di personale (muscolatura, organi di senso e organi interni del sistema: senza i quali lo scheletro rimane fermo e inutile). I costi complessivi della prevenzione resterebbero modesti anche garantendo l integrale rimpiazzo del personale andato in pensione o trasferito, con conseguente ricambio generazionale. La progressiva, integrale stabilizzazione del personale precario (che oggi, come del resto in tutta la sanità pubblica, garantisce non solo le sostituzioni temporanee, le punte di produzione e il soddisfacimento di alcune necessità di professionalità particolari per i progetti a termine, ma sempre più anche l ordinaria amministrazione) costerebbe meno e renderebbe maggiormente, a parità di unità complessivamente in forza ai Dipartimenti di Prevenzione, di quanto non derivi dall attuale sistema farraginoso e instabile di contratti di lavoro in rapida scadenza, affannose ricerche di opportunità di sostituzione di quanti vengono a mancare, programmazione strategica ed operativa spesso impossibile oltre l anno solare in corso. Un uso corretto nel diritto e tecnicamente ragionato degli introiti da sanzioni e degli introiti da prestazioni rese nell interesse di privati (ad esempio, per il rifinanziamento dei controlli ufficiali ex art. 7 comma primo lettera a) DLgs 194/08) potrebbe garantire, tra l altro, il rinnovo e il miglioramento di attrezzature di lavoro che man mano vanno deteriorandosi e rendendosi obsolete, una buona opportunità di formazione e aggiornamento per il personale, un set di pacchetti di attività aggiuntiva su progetti finalizzati anche di lungo periodo. La garanzia di possibilità di progressione di carriera anche per le professioni sanitarie e tecniche, tramite una rete di posizioni organizzative dei Servizi (POS) e dipartimentali (POD) nonché di posizioni di coordinamento su base territoriale, potrebbe anch essa garantire, pressoché senza incidere sulla spesa globale, un miglioramento della fluidità del lavoro, della motivazione degli operatori e del clima organizzativo interno ai Servizi, anche implementando lo sviluppo del Dipartimento delle Professioni Sanitarie previsto dalla normativa regionale. La rete dei servizi offerti dai Dipartimenti di Prevenzione andrebbe chiaramente tarata sulle diverse necessità locali (particolarmente complesse per realtà ampie e variegate come quella dell area vasta territoriale n. 2 dell ASUR); numero e tipologia delle strutture a ciò dedicate in ciascun Dipartimento di Prevenzione potrebbero variare anche in ragione della numerosità della popolazione servita e della dimensione e della complessità del territorio di riferimento. In altri termini, per determinate funzioni strutturali, in alcuni Dipartimenti potrebbe essere necessaria una UOC (se del caso, anche con funzioni di service per l intera realtà marchigiana o parte di essa) mentre in altri potrebbe essere sufficiente una UOS. Andrebbe sviluppata e completata la rete regionale dell offerta di formazione universitaria per il tecnico della prevenzione e l assistente sanitario che, oltre al medico e al veterinario, hanno competenze professionali specifiche ed espressamente definite (Decreto Interministeriale 2 aprile 2001 Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie). Andrebbe inoltre ricercata, d intesa con l Università, la possibilità di offrire anche sul territorio 78 marchigiano, l opportunità di riconversione creditizia per il conseguimento del diploma di laurea per i tecnici della prevenzione e gli assistenti sanitari, così come l attivazione di master specialistici di cui all art. 6 comma lettera c) della Legge 43/2006 per le professioni sanitarie dell area della prevenzione. Andrebbe sistematizzata e completata la rete regionale dell offerta di addestramento ed aggiornamento per tutte le figure professionali della prevenzione (medici, veterinari, tecnici della prevenzione, assistenti sanitari, infermieri professionali, ingegneri, biologi, chimici, amministrativi ed altre figure pur meno frequentemente rappresentate nei Dipartimenti di Prevenzione). Oggi tale offerta è ricca e diffusa, ma priva di una programmazione comune. Proposte di (ri)organizzazione 1) In ciascuna AVT, un Dipartimento di Prevenzione con un direttore titolare di autonoma UOC (e solo di quella) e i sei Servizi dipartimentali classici (Igiene e Sanità Pubblica, Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, Igiene Animale e delle Produzioni Zootecniche, Igiene degli Alimenti di Origine Animale, Benessere Animale): totale 35 UOC. 2) Un set di reti complete di UOC e UOS rispettivamente dedicate alle funzioni di Promozione della Salute, Epidemiologia di Comunità, Epidemiologia Occupazionale, Epidemiologia Veterinaria, Screening dell Età Adulta e Screening dell Età Pediatrica e collocate anch esse entro i Dipartimenti di Prevenzione. Laddove un supporto tecnicoscientifico e un coordinamento adeguati non siano affidati alle posizioni centrali dell ASUR o all ARS, le UOC di cui sopra possono anche garantire funzioni di service per ambiti più ampi di quello dell AVT. In ogni caso, la rete epidemiologica dovrebbe assicurare con risorse adeguate, anche per l analisi e la comunicazione dei dati, il sistema dei registri di patologia delle cause di morte, senza doversi di volta in volta affidare a finanziamenti occasionali ed incerti. 3) Un set di UOC collocate presso l ASUR per garantire all alta direzione un adeguato supporto di evidenze circa lo stato di salute delle popolazioni, le necessità di valutazione delle attività svolte, dei risultati raggiunti, delle prospettive di evoluzione dei bisogni e dei servizi, il raccordo a matrice con i Dipartimenti di Prevenzione sul territorio, la comunicazione dei bisogni, dei rischi, dei risultati raggiunti, dei programmi che si prospettano. 4) La garanzia del mantenimento, in ciascuna AVT, di tutte le sedi operative territoriali con adeguate dotazioni di personale per tutti i Servizi dedicati alla Prevenzione, della piena copertura dei posti vacanti, del progressivo superamento del lavoro precario al di fuori degli scopi per cui i contratti a termine sono stati creati: sostituzioni temporanee, punte di produzione e soddisfacimento di fabbisogni di professionalità particolari per progetti a termine. 89 5) Una rete di UOS, POS, POD e posizioni di coordinamento su base territoriale ragionata ed esplicitata sulla base di una strategia organizzativa di livello regionale, secondo quanto previsto dall art. 8 della Legge Regionale 13/2003, tale da garantire costantemente la gestione e il governo sul campo di funzioni a carattere permanente, in parte già definite nel PSSR , tra le quali, ad esempio, le vaccinazioni umane e più in generale il controllo delle malattie infettive diffusive (anche in funzione delle criticità derivanti dai fenomeni migratori e dall incremento dei viaggi all estero riguardo alla circolazione di agenti patogeni preoccupanti), l igiene industriale ed ambientale in genere, la tenuta delle anagrafi animali, gli sportelli informativi e di assistenza per il pubblico, l offerta di formazione prevenzionistica per gli operatori ASUR e per soggetti terzi. 6) Un finanziamento ordinario, sistematico, certo a copertura delle necessità per tutte le attività permanenti di cui al punto 5) e per quelle di miglioramento organizzativo (anche nell ottica dell integrazione funzionale tra strutture, professioni, saperi diversi), di ricerca e sviluppo, di aggiornamento della strumentazione tecnica, di esecuzione di determinazioni di laboratorio. 7) Una programmazione coordinata Regione / ASUR per l attivazione, la conduzione e la valutazione sistematica di attività progettuali specifiche a termine, finanziate con risorse economiche ad hoc (ad esempio, progetti CCM) nonché con gli introiti da sanzioni comminate per violazioni in materia di igiene e sicurezza del lavoro e di salute alimentare ed altri introiti diretti. 8) Una programmazione coordinata Regione / ASUR / Università per la formazione universitaria di tutte le più diffuse figure professionali della prevenzione (medici, veterinari, tecnici della prevenzione, assistenti sanitari), attivando sul territorio marchigiano anche il corso di laurea per assistenti sanitari oggi mancante e un offerta di riconversione creditizia ai fini del conseguimento della laurea triennale per i tecnici della prevenzione e gli assistenti sanitari. 9) Una programmazione coordinata Regione / ASUR / Università per la formazione permanente mirata, l addestramento e l aggiornamento di tutte le figure professionali della prevenzione. 10) Una gestione strategica armonizzata delle funzioni di prevenzione tra Regione e ASUR con il contributo tecnico dell ARS. Glossario 910 Agenzia Regionale Protezione Ambiente Marche = ARPAM Agenzia Sanitaria Regionale = ARS Azienda Sanitaria Unica Regionale = ASUR Area Vasta Territoriale = AVT CCM = Centro Controllo Malattie del Ministero della Salute EBP = Evidence Based Prevention Istituto Nazionale Ricovero e Cura Anziani = INRCA LEA = Livelli Essenziali di Assistenza PSSR = Piano Socio-Sanitario Regionale Servizio Igiene e Sanità Pubblica = SISP Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione = SIAN Servizio Igiene Alimenti di Origine Animale = SIAOA Servizio Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche = SIAPZ Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro = SPSAL / SPreSAL Servizio Sanità Animale = SA 10 Documenti analoghi
PER UNA PREVENZIONE UTILE: LE PROPOSTE DEGLI OPERATORI DELLA REGIONE MARCHE
Marche, 21 ottobre 2014 PER UNA PREVENZIONE UTILE: LE PROPOSTE DEGLI OPERATORI DELLA REGIONE MARCHE Cinque diverse organizzazioni, tra società scientifiche e associazioni professionali, rappresentative Dettagli I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica. Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008
I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008 1 Questa presentazione Informazioni sui LEA Processo di revisione Risultati Punti di Dettagli Le competenze dell infermiere: una chiave per il cambiamento del sistema salute. Coordinamento Regionale Collegi IPASVI del Friuli Venezia Giulia
Le competenze dell infermiere: una chiave per il cambiamento del sistema salute Coordinamento Regionale Collegi IPASVI del Friuli Venezia Giulia A World Without Nurses http://www.youtube.com/watch?v=xsjnxwiw28w Dettagli PROPOSTE OPERATIVE DELL ASSOCIAZIONE NAZIONALE INGEGNERIA DELLA SICUREZZA
PROPOSTE OPERATIVE DELL ASSOCIAZIONE NAZIONALE INGEGNERIA DELLA SICUREZZA 1) Potenziamento e riassetto degli Organi di Vigilanza 2) Formazione e promozione della cultura della prevenzione. Inserimento Dettagli Facoltà di Economia e Commercio
Facoltà di Economia e Commercio Una analisi comparata degli obiettivi dei Piani Sanitari e Socio Sanitari delle Regioni e delle Province Autonome : 2003-2005 di: Eleonora Todini (*) (*) Il presente contributo Dettagli ECONOMIA E GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI E SANITARI II PARTE I SERVIZI SANITARI
ECONOMIA E GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI E SANITARI II PARTE I SERVIZI SANITARI OBIETTIVI 1. DARE STRUMENTI PER COMPRENDERE MEGLIO LA REALTA E LE SPECIFICITA DELLA GESTIONE DELLE AZIENDE SANITARIE 2. APPREZZARE Dettagli Gli Ambiti territoriali sociali: dimensionamento e prospettive Franco Pesaresi Jesi, 27 giugno 2014. Convegno regionale
Gli Ambiti territoriali sociali: dimensionamento e prospettive Franco Pesaresi Jesi, 27 giugno 2014 Convegno regionale Ciò che occorre fare Sono passati 12 anni da quando gli Ambiti sociali hanno iniziato Dettagli La Psicologia in Lombardia: cornice normativa, attività e prospettive. G. De Isabella, U. Mazza, R. Telleschi
La Psicologia in Lombardia: cornice normativa, attività e prospettive G. De Isabella, U. Mazza, R. Telleschi Psicologia psicoterapia Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) 2002-2004 Psicologia Psichiatria Dettagli REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali
REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali PIANO REGIONALE DELLE POLITICHE SOCIALI Interventi e Servizi Sociali in Puglia (approvato con Del. G.R. n. 1104/2004 in attuazione Dettagli LE CURE A CASA IN UNO SCENARIO DI QUALITÀ E SICUREZZA: DAL CENSIMENTO AL LIBRO BIANCO
LE CURE A CASA IN UNO SCENARIO DI QUALITÀ E SICUREZZA: DAL CENSIMENTO AL LIBRO BIANCO Il medico di medicina generale nelle cure a casa: quale ruolo? Antonio Calicchia, Responsabile Nazionale FIMMG per Dettagli CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato CATANOSO GENOESE
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2473 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato CATANOSO GENOESE Disposizioni per l inquadramento di soggetti incaricati di funzione dirigenziale Dettagli Ministero della Salute
Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Rapporto nazionale sull utilizzo Dettagli i formazione 2009-2011
Piano di formazione 2009-2011 per la formazione di base, professionale e manageriale del personale del Servizio Sanitario Regionale, e del Sistema regionale per l Educazione Continua in Medicina (ECM). Dettagli LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2011. 17 luglio 2012. INCIDENZA DI POVERTÀ RELATIVA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2008-2011, valori percentuali
17 luglio 2012 Anno 2011 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2011, l 11,1% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila). Dettagli IL MERCATO DEL CREDITO NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI
Direzione Affari Economici e centro studi IL MERCATO DEL CREDITO NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI I dati della Banca d Italia sul mercato del credito mostrano un diverso andamento per quanto riguarda i mutui Dettagli 158 infosalute 08. 3.6 La spesa sanitaria di parte corrente
3.6 La spesa sanitaria di parte corrente La spesa corrente del Servizio sanitario nazionale si è attestata per l anno 2008 a 106.621.951 migliaia di euro (nel 2007=103.095.707 migliaia di euro; nel 2006=99.231.005 Dettagli Stili di vita e salute in Italia: alcuni dati sull attività fisica
Stili di vita e salute in Italia: alcuni dati sull attività fisica Gianluigi Ferrante Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità Razionale I Dettagli Art. 1 Oggetto del regolamento
Art. 1 Oggetto del regolamento Allegato alla Delibera n Il presente regolamento disciplina l organizzazione interna del Dipartimento della Prevenzione (di seguito chiamato Dipartimento), ai sensi di quanto Dettagli Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo
Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione Dettagli Bollettino Ufficiale Serie Ordinaria n.31 - Giovedì 04 agosto 2011 LA GIUNTA REGIONALE
Bollettino Ufficiale Serie Ordinaria n.31 - Giovedì 04 agosto 2011 D.g.r. 28 luglio 2011 - n. IX/2061 Determinazione in ordine alla promozione di iniziative di sviluppo e confronto tra aziende lombarde Dettagli Il percorso assistenziale alla non autosufficienza:
Il percorso assistenziale alla non autosufficienza: Ruolo e prospettive degli operatori del settore socio-sanitario 30 Marzo 2011 A cura di Chiara Bartolini DATI NAZIONALI E CONFRONTI REGIONALI SULLA NON Dettagli 9. Assistenza ospedaliera
9. Assistenza ospedaliera Keystone LaPresse Assistenza ospedaliera 9.1. Assistenza ospedaliera per acuti e lungodegenti Il sistema SSN si avvale per l assistenza ospedaliera di 1.410 Istituti di ricovero Dettagli PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni
PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni (aggiornamento del 29 ottobre 2014) NOTA ALLA LETTURA La tabella sottostante riporta lo Dettagli LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014
14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 Dettagli PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni
PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni (aggiornamento del 13 marzo 2014) NOTA ALLA LETTURA La tabella sottostante riporta lo Dettagli OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Comune di Bologna OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA SINTESI DELLA RICERCA SU: Le famiglie povere nelle regioni italiane. Aspetti oggettivi e soggettivi Dettagli Attribuzione Funzioni di Coordinamento nell ambito dei diversi Profili Professioni per la copertura di postazioni di lavoro afferenti alla Direzione
Attribuzione Funzioni di Coordinamento nell ambito dei diversi Profili Professioni per la copertura di postazioni di lavoro afferenti alla Direzione Assistenziale 24 Maggio 2007 1 Premessa Il ruolo del Dettagli Atto di indirizzo per la medicina convenzionata
Atto di indirizzo per la medicina convenzionata Premessa L approvazione del Decreto Balduzzi, oltre alla necessità di rivedere gran parte dell impianto normativo degli ACN vigenti, ha aperto e stimolato Dettagli Allegato A. 1. Requisiti di partecipazione
Allegato A Avviso di selezione pubblica, mediante richiesta di disponibilità, per il reperimento di un contingente di 341 operatori sociali/esperti ratione materiae per l espletamento degli adempimenti Dettagli STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA
STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA Prefazione Alla fine degli anni 90, i programmi di controllo della tubercolosi (TBC) in Italia sono stati adeguati alla mutata realtà epidemiologica, caratteristica di un Dettagli APPRENDISTATO, UNO STRUMENTO PER AIUTARE I GIOVANI
L uso dei dispositivi di sicurezza in Italia. I dati del Sistema Ulisse di Giancarlo Dosi L utilità dei dispositivi di sicurezza L utilità del casco e delle cinture di sicurezza è ormai fuori discussione. Dettagli CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. baiocco dino Data di nascita 10/11/1956. Numero telefonico dell ufficio. Fax dell ufficio 0696669640
INFORMAZIONI PERSONALI Nome baiocco dino Data di nascita 10/11/1956 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio medico veterinario ASL DI RM/F Responsabile - U.O.C. area A Dettagli a cura di: Società Italiana di Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali
EROGATA DALLE STRUTTURE ORGANIZZATIVE COMPLESSE DI PSICOLOGIA, TERRITORIALI ED OSPEDALIERE, DEL S. S. N. E PER GLI INTERVENTI A FAVORE DELLO SVILUPPO DELL INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA. a cura di: Società Dettagli CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI
CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI Un decennio di profonde trasformazioni: l agricoltura Campana ha affrontato un periodo di grandi cambiamenti nello scenario socio-economico Dettagli Dossier di documentazione IL GOVERNO DEL PERSONALE NEL SETTORE SANITARIO
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Ufficio di Segreteria della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano Dossier di documentazione IL Dettagli La sanità nella Legge Finanziaria 2008 Il Patto per la salute si consolida
La sanità nella Legge Finanziaria 2008 La sanità nella Legge Finanziaria 2008/1 Per la sanità prosegue la politica di potenziamento dei servizi e dei livelli di assistenza Cresce ancora il fondo sanitario Dettagli Lavoratori non comunitari e lavoro in somministrazione a tempo determinato
Lavoratori non comunitari e lavoro in somministrazione a tempo determinato Roma, 26 ottobre 2006 Giovanna Altieri Emanuele Galossi Maria Mora I Lavoratori immigrati: una componente strutturale della nostra Dettagli Randagismo e Pappataci, un fattore di rischio per la diffusione della Leishmaniosi. Luciano Venturi
Progetto integrato di formazione dei Dipartimenti di Sanità Pubblica Area Vasta Romagna - Regione Emilia-Romagna Corso di formazione Una panoramica sui principali infestanti urbani di interesse sanitario Dettagli Roma, 18/07/2013. e, per conoscenza, Circolare n. 110
Direzione Centrale Organizzazione Direzione Centrale Risorse Umane Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Roma, 18/07/2013 Circolare Dettagli CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE MARCHIONI, FRONER
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 3759 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI MARCHIONI, FRONER Disciplina delle attività professionali di estetista e di operatore di Dettagli PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE INERENTI LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E DEI MANGIMI NEL TERRITORIO DELLA ASL n.
Allegato alla Deliberazione n. 1459/C del 24/11/2010 PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE INERENTI LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E DEI MANGIMI NEL TERRITORIO DELLA ASL n. 7 DI CARBONIA INDICE Dettagli IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DEGLI INCIDENTI STRADALI IN TOSCANA
IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DEGLI INCIDENTI STRADALI IN TOSCANA Fabio Voller Dirigente Settore Servizi Sociali Integrati Osservatorio di Epidemiologia Agenzia Regionale di Sanità Toscana Incidenti stradali Dettagli NOTA IN MERITO ALLA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI
NOTA IN MERITO ALLA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI LE MISURE DI SICUREZZA OGGI La legge 9/2012, come modificata dal Decreto Legge 25 marzo 2013, n. 24, sancisce che "Dal 1 aprile 2014 Dettagli L analisi e la gestione dei problemi nelle organizzazioni sanitarie. Sottotitolo: semplice, complicato, complesso
L analisi e la gestione dei problemi nelle organizzazioni sanitarie Sottotitolo: semplice, complicato, complesso Dal primo Servizio sanitario, sul modello Bismark, in circa un secolo di storia si è passati Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 60/ 25 DEL 5.11.2008
IBERAZIONE N. 60/ 25 5.11.2008 Oggetto: LR3/2008, art. 8, comma 5. Programma di interventi sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali della Sardegna. Euro 4.000.000 (UPB S05.01.013) Dettagli LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2012. 17 luglio 2013
17 luglio 2013 Anno 2012 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2012, il 12,7% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 3 milioni 232 mila) e il 6,8% lo è in termini assoluti (1 milione 725 mila). Le Dettagli I L L A V O R O P U B B L I C O T R A V I N C O L I E P R O C E S S I D I I N N O V A Z I O N E
IL LAVORO PUBBLICO TRA VINCOLI E PROCESSI DI INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A V I N C O L I E P R O C E S S I D I I N N O V A Z I O N E di Francesco Verbaro 1 La Dettagli DOCUMENTO OPERATIVO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE IN EDILIZIA 2008-2010 29 novembre 2007
DOCUMENTO OPERATIVO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE IN EDILIZIA 2008-2010 29 novembre 2007 1. Premessa: a) la Commissione Salute delle Regioni e Province Autonome ha approvato il Dettagli Posizioni dirigenziali di prima fascia.
Nota informativa alle Organizzazioni Sindacali sulla proposta di ristrutturazione degli assetti organizzativi dell Agenzia delle Dogane (posizioni dirigenziali di vertice e posizioni dirigenziali di seconda Dettagli PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni
PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni (aggiornamento del 4 febbraio 2014) NOTA ALLA LETTURA La tabella sottostante riporta lo Dettagli PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI PER AFFRONTARE LA CRISI OCCUPAZIONALE DEI GIOVANI
PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI PER AFFRONTARE LA CRISI OCCUPAZIONALE DEI GIOVANI AGENZIA DEL LAVORO COMMISSIONE PROVINCIALE PER L IMPIEGO 1. LA CONDIZIONE GIOVANILE SUL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI TRENTO Dettagli X RAPPORTO SULL'APPRENDISTATO Ministero del Lavoro Isfol (scheda di sintesi)
X RAPPORTO SULL'APPRENDISTATO Ministero del Lavoro Isfol (scheda di sintesi) Presentazione X Rapporto di monitoraggio sullo stato di avanzamento dell apprendistato, appuntamento annuale dell Isfol, che Dettagli proposta di legge n. 302
REGIONE MARCHE 1 ASSEMBLEA LEGISLATIVA proposta di legge n. 302 a iniziativa della Giunta regionale presentata in data 17 febbraio 2009 NORME IN MATERIA DI TUTELA DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI (669) REGIONE Dettagli L ANDAMENTO DELLA SPESA FARMACEUTICA TERRITORIALE NEL 2013
CONVEGNO LABORATORIO FARMACIA LA GESTIONE DELLA CRISI D IMPRESA NEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE DEL FARMACO: STRATEGIE E STRUMENTI DI RISANAMENTO Pisa, 9 ottobre 2014 L ANDAMENTO DELLA SPESA FARMACEUTICA Dettagli Fiducia nel credito Esperienze di microcredito per l impresa ed il sociale. Alessandro Rinaldi Dirigente Area Studi CamCom Universitas Mercatorum
Fiducia nel credito Esperienze di microcredito per l impresa ed il sociale Alessandro Rinaldi Dirigente Area Studi CamCom Universitas Mercatorum IL REDDITO DISPONIBILE DELLE FAMIGLIE: LIVELLI, DIFFERENZIALI Dettagli Il lavoro occasionale accessorio (o conosciuto più semplicemente voucher o buoni lavoro) come modalità di occupazione degli stranieri
Studi e ricerche sull economia dell immigrazione Il lavoro occasionale accessorio (o conosciuto più semplicemente o buoni lavoro) come modalità di occupazione degli Anni 2009, 2010, 2011 Cos è il lavoro Dettagli I MEDICI DI MEDICINA GENERALE a cura di Marco Perelli Ercolini
I MEDICI DI MEDICINA GENERALE a cura di Marco Perelli Ercolini Diminuiscono i medici di medicina generale. I medici di famiglia sono passati dai 47.262 del 1999 ai 46.97 del. Infatti, per garantire una Dettagli I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI
14 Maggio 2015 Anno 2013 I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI Nel 2013 le entrate complessive accertate delle amministrazioni provinciali sono pari a 10.363 milioni di euro, in diminuzione Dettagli Romagna preposto all esercizio delle funzioni tecniche per la prevenzione collettiva e per i controlli ambientali, nonché all erogazione di
Prot. N. (PRC/07/58324) LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Visti: - la Legge Regionale 12 luglio 1994 n. 27 "Disciplina dello smaltimento dei rifiuti", così come successivamente modificata ed integrata; Dettagli La sanità nella manovra Finanziaria 2008 Il Patto per la salute si consolida
La sanità nella manovra Finanziaria 2008 La sanità nella manovra Finanziaria 2008/1 Più risorse per i livelli essenziali di assistenza e cresce il Fondo per i non autosufficienti Potenziato il piano pluriennale Dettagli Organizzazione dei servizi sanitari. Dr. Silvio Tafuri
Organizzazione dei servizi sanitari Dr. Silvio Tafuri Premessa metodologica Classificazione dei sistemi sanitari in base alle fonti di finanziamento: n n n n Sistemi assicurativi Sistemi finanziati dalla Dettagli IL CREDITO NEL SETTORE NELLE COSTRUZIONI IN ITALIA
N 4/2011 I trim. 2011 Direzione Affari Economici e Centro Studi IL CREDITO NEL SETTORE NELLE COSTRUZIONI IN ITALIA INDICE I MUTUI PER NUOVI INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI -------------------------------------------------------- Dettagli I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA
I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA Contributo di Laura Chies Esperta dell Agenzia e Dises - Università di Trieste e di Chiara Donati e Ilaria Silvestri Servizio statistica e affari Dettagli ATTO DI INDIRIZZO PER IL RINNOVO DELLA CONVENZIONE NAZIONALE CON LE FARMACIE PUBBLICHE E PRIVATE
Testo trasmesso al Governo dal Comitato di Settore Sanità delle Regioni ATTO DI INDIRIZZO PER IL RINNOVO DELLA CONVENZIONE NAZIONALE CON LE FARMACIE PUBBLICHE E PRIVATE L ATTUALE CONTESTO NORMATIVO Il Dettagli Politiche di contrasto della povertà e grave emarginazione: priorità di intervento
2.7 Politiche di contrasto della povertà e grave emarginazione: priorità di intervento Obiettivi di integrazione - Si rileva una disomogeneità nelle modalità di raccordo e collaborazione tra il Servizio Dettagli DIRETTORE SC PEDIATRIA
DIRETTORE SC PEDIATRIA PROFILO OGGETTIVO Caratteristiche e attività dell Azienda L Azienda Ospedaliera Ospedale Maggiore di Crema è costituita dalle seguenti strutture: Presidio Ospedale Maggiore di Crema Dettagli CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale
CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale Realizzato dall EURES Ricerche Economiche e Sociali in collaborazione con il Consiglio Regionale dell Economia Dettagli Ministero della Salute
Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Tempi di attesa nei siti web delle Dettagli Indice. 1. La formazione nelle organizzazioni sanitarie-------------------------------------------------------3
LEZIONE LA FORMAZIONE NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE DOTT.SSA MARIA ANTONIETTA DE LUCA Indice 1. La formazione nelle organizzazioni sanitarie-------------------------------------------------------3 1.1. Dettagli SALUTE E ANZIANI IN ITALIA
Definire la domanda di salute della popolazione anziani in Italia è un tema chiave da affrontare, specie in un paese come il nostro che invecchia sempre di più e che destina più della metà delle sue risorse Dettagli protocollo@pec.anticorruzione.it
DIREZIONE GENERALE ORGANIZZAZIONE, PERSONALE, SISTEMI INFORMATIVI E TELEMATICA REG. DEL TIPO ANNO NUMERO CFR. FILE SEGNATURA.XML CFR. FILE SEGNATURA.XML A.N.AC. Autorità Nazionale Anticorruzione e per Dettagli Budget 2009. Chiusura processo di negoziazione. 05 marzo 2009. Dr. Renzo Alessi DIRETTORE GENERALE
Budget 2009 Chiusura processo di negoziazione Dr. Renzo Alessi DIRETTORE GENERALE 05 marzo 2009 Missione dell Azienda L Azienda ULSS 5 assicura ai cittadini l erogazione di prestazioni Socio-Sanitarie Dettagli I risultati del Progetto Mattone Internazionale - PMI Pasqualino Rossi, Ministero della salute
I risultati del Progetto Mattone Internazionale - PMI Pasqualino Rossi, Ministero della salute 02 LUGLIO 2015 Roma Il contesto di riferimento sul quale, nei suoi 5 anni di attività, il PMI ha costruito Dettagli Programmazione e tempi di riparto
Laboratorio FIASO sul riparto dei fondi sanitari regionali Programmazione e tempi di riparto La ripartizione dei fondi tra le Aziende sanitarie avviene in quadro di programmazione definito dai Piani sanitari Dettagli Nota metodologica 283
Nota metodologica Questo volume, indirizzato sia ai giovani che stanno per iscriversi a un corso di laurea, sia a quelli che stanno per completare gli studi, concentra la propria attenzione sulle prospettive Dettagli NORME PER LA PREVENZIONE, LA DIAGNOSI E LA CURA DEL DIABETE MELLITO DELL ETÀ ADULTA E PEDIATRICA
NORME PER LA PREVENZIONE, LA DIAGNOSI E LA CURA DEL DIABETE MELLITO DELL ETÀ ADULTA E PEDIATRICA Legge regionale 11 novembre 2011, n. 24 (BUR n. 85/2011) [sommario] [RTF] Art. 1 - Finalità. 1. La Regione Dettagli Ministero della Salute
Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III 2 Rapporto Nazionale sull utilizzo Dettagli In arrivo i nuovi piani di organizzazione aziendali
In arrivo i nuovi piani di organizzazione aziendali 17 L obiettivo delle presenti linee, nell ambito dell autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica aziendale Dettagli Pensionati e pensioni nelle regioni italiane
Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Adam Asmundo POLITICHE PUBBLICHE Attraverso confronti interregionali si presenta una analisi sulle diverse tipologie di trattamenti pensionistici e sul possibile Dettagli Relazione illustrativa
Relazione illustrativa Relazione illustrativa Schema di DPCM ai sensi del comma 10-ter dell art.2 del Dl 95/2012 Riorganizzazione del MIBACT 1. Le ragioni della riforma 1.1. L attuazione delle misure di Dettagli Indice. p. 1. Introduzione. p. 2. Il consumo medio annuo pro capite di gas. p. 2. Il costo del gas con la tariffa di Maggior Tutela dell AEEG p.
Gas: le Regioni Italiane con il maggior numero di consumi e quelle con il risparmio più alto ottenibile Indice: Indice. p. 1 Introduzione. p. 2 Il consumo medio annuo pro capite di gas. p. 2 Il costo del Dettagli Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica:
VERSIONE PROVVISORIA Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott. Roberto Monducci Direttore Dettagli PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni
PROGETTO Pianificazione Operativa Territoriale Apprendistato: ricognizione sullo stato di attuazione nelle Regioni (aggiornamento del 26 febbraio 2014) NOTA ALLA LETTURA La tabella sottostante riporta Dettagli PER UNA REVISIONE DEL FINANZIAMENTO E DELL OFFERTA DEI SERVIZI ODONTOIATRICI L INTERVENTO PUBBLICO E I FONDI INTEGRATIVI
PER UNA REVISIONE DEL FINANZIAMENTO E DELL OFFERTA DEI SERVIZI ODONTOIATRICI L INTERVENTO PUBBLICO E I FONDI INTEGRATIVI Giovanni Maria Mazzanti e Gianluca Fiorentini 1 INDICE DEI CONTENUTI Caratteristiche Dettagli La povertà in Italia nel 2009
15 luglio 2010 Anno 2009 La povertà in Italia nel 2009 L'Istituto nazionale di statistica comunica i dati relativi alla povertà relativa e assoluta delle famiglie residenti in Italia, sulla base delle Dettagli PIANO FORMATIVO EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA (ECM) ANNO 2015
PIANO FORMATIVO EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA (ECM) ANNO 2015 1 2 INDICE Premessa pag. 3 Piano e Obiettivi formativi pag. 3 Popolazione destinataria pag. 4 Metodologia pag. 5 Valutazione della formazione Dettagli La Gestione del Personale nelle PMI
La Gestione del Personale nelle PMI 1 GIRO D ITALIA AIDP Verso il 41^ Congresso Nazionale 3^ tappa Orvieto, 13 marzo 2012 LA GESTIONE DEL PERSONALE NELLE PMI APPROCCI E TESTIMONIANZE TRA NORMATIVA E FATTORI Dettagli STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE
STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE Titolo 3 - PROGRAMMAZIONE E SVILUPPO DELLA RETE PEDIATRICA REGIONALE Art. 20 - Art. 21 - Art. 22 - Art. 23 - Art. 24 - Art. 25 - Verso Dettagli ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER LO SVILUPPO DELLA RETE PER LA VALUTAZIONE SISTEMATICA DELLE TECNOLOGIE SANITARIE - HTA (RIHTA)
ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER LO SVILUPPO DELLA RETE PER LA VALUTAZIONE SISTEMATICA DELLE TECNOLOGIE SANITARIE - HTA (RIHTA) 10/022/CR6d/C7 Accordo di collaborazione (ex art. 15 Legge 7 agosto 1990, n Dettagli CONTINUA LA STRETTA DEL CREDITO PER LE IMPRESE DI COSTRUZIONI
Direzione Affari Economici e centro studi CONTINUA LA STRETTA DEL CREDITO PER LE IMPRESE DI COSTRUZIONI Dopo sei anni di continui cali nelle erogazioni per finanziamenti per investimenti in edilizia, anche Dettagli I nuovi scenari della medicina
Dove sta andando la medicina? L appropriatezza terapeutica e la ricerca di nuove evidenze I nuovi scenari della medicina Sergio Dompé Presidente Farmindustria Milano, 12 dicembre 2009 Dalle nuove tecnologie Dettagli La sicurezza sul lavoro nella P.A.
La normativa italiana D.Lgs. 81/2008 Le disposizioni contenute nel D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008 costituiscono attuazione dell art. 1 della Legge 3/8/2007, n. 123 per il riassetto e la riforma delle norme Dettagli ASSOCIAZIONE DEI COMUNI DEL MIRANESE
ASSOCIAZIONE DEI COMUNI DEL MIRANESE PER IL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE GIOVANILI CONVENZIONE 2015 2017 Testo approvato con deliberazioni consiliari di Martellago del, n., Mirano del, n., Noale del, Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA. Master and back. La formazione di eccellenza post lauream e la specializzazione professionale
La formazione di eccellenza post lauream e la specializzazione professionale Cagliari, 1 febbraio 2006 Iscritti all università per regione Anno 2004 - tasso di iscritti all università per regione di residenza Dettagli Primi bilanci delle misure di contrasto alla crisi
Primi bilanci delle misure di contrasto alla crisi G. Benedetto Responsabile Direzione Attività Produttive Autorità di Gestione del POR Regione Piemonte L azione di Governo in risposta alla crisi: Interventi Dettagli Rapporto Artigiancassa sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane. 12 edizione. 60 anni Artigiancassa.
Rapporto Artigiancassa sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane 12 edizione 60 anni Artigiancassa Abstract SOMMARIO Descrizione sintetica dei risultati del Rapporto 3 Finanziamenti Dettagli ASPETTI STORICI DELLA LEGISLAZIONE SANITARIA
LEZIONE: ELEMENTI DI LEGISLAZIONE SANITARIA (PRIMA PARTE) PROF. MASSIMO BUJA Indice 1 INTRODUZIONE -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dettagli Prove Esame di Stato
Prove Esame di Stato 2012 SEZ. A 1 Prova L Assistente Sociale specialista responsabile di un servizio sociale riceve dal proprio riferimento politico (Assessore alle politiche sociali) l incarico di redigere Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back