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Timestamp: 2020-08-03 21:46:21+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 24842 del 05/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24842 del 05/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/12/2016, (ud. 26/10/2016, dep. 05/12/2016), n.24842
sul ricorso 16456-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 1101/3/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DELLA CALABRIA, emessa il 10/10/2013 e depositata il
20/05/2014;
26/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GIULIA IOFRIDA.
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivi, nei confronti di V.L. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Calabria n. 1101/03/2014, depositata in data 20/05/2014, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di una cartella di pagamento, notificata da EQUITALIA ETR Cosenza nel 2008, in relazione all’anno d’imposta 1994, recante iscrizione a ruolo a titolo definitivo (a seguito di sentenza divenuta definitiva) di tributi – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso del contribuente. In particolare, i giudici d’appello hanno dichiarato inammissibile il gravame dell’Agenzia delle Entrate, in citiamo non proposto anche nei confronti del Concessionario EQUITALIA ETR spa, che aveva partecipato al giudizio di primo grado, in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2. I giudici d’appello precisavano che la nullità non poteva essere sanata con ordine di integrazione del contraddittorio, non sussistendo, nella specie, un “litisconsorzio necessario tra l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia s.p.a.” ed essendo scaduto anche il termine lungo per proporre appello nei suoi confronti”.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, in combinato disposto con gli artt. 331 e 332 c.p.c..
Per costante giurisprudenza di questa Corte, in presenza di cause scindibili, in applicazione dell’art. 332 c.p.c., pur essendo la sentenza di primo grado unica, la stessa ha, in realtà, deciso su distinti rapporti giuridici, cosicchè, laddove l’impugnazione sia stata proposta soltanto da alcuna delle parti o nei confronti di alcuna di esse, il giudice deve limitarsi ad ordinare (non l’integrazione del contraddittorio, come previsto, in presenza di cause inscindibili, dall’art. 331 c.p.c., ma) la notificazione dell’impugnazione anche ai soggetti nei cui confronti l’impugnazione stessa non sia preclusa, ai fini di una litis denuntiatio, per consentire loro di proporre eventualmente appello incidentale. L’omessa osservanza dell’ordine del giudice determina soltanto la sospensione del processo fino a che non siano scaduti i termini di impugnazione, ex artt. 325 e 327 c.p.c., per i soggetti che non abbiano ricevuto la notificazione.
Nella specie, l’Agenzia delle Entrate, a fronte di una sentenza di primo grado che aveva annullato nel merito la cartella di pagamento, respingendo le eccezioni pregiudiziali sollevate dalla contribuente sui vizi di inesistenza della notifica della cartella, legittimamente, ha scelto di evocare in giudizio la sola parte Contribuente, impugnando la statuizione della sentenza che l’aveva vista soccombente.
La sentenza della C.T.R. è pertanto meritevole di cassazione, in quanto non avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile l’appello principale.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del ricorso, va cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. della Calabria, anche in ordine alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il secondo motivo del ricorso, respinto il primo, cassa la sentenza impugnata, con rinvio, anche in ordine alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità, alla C.T.R. della Calabria.