Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-120-codice-civile-incapacita-di-intendere-o-di-volere
Timestamp: 2019-01-21 17:10:53+00:00
Document Index: 159705567

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 120', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 120 codice civile: Incapacità di intendere o di volere | La Legge per tutti
Il matrimonio può essere impugnato (1) da quello dei coniugi che, quantunque non interdetto, provi di essere stato incapace di intendere o di volere, per qualunque causa, anche transitoria, al momento della celebrazione del matrimonio (2).
(1) Si tratta di un’ipotesi di matrimonio annullabile.
(2) Il soggetto deve essere affetto da una menomazione della sfera intellettiva e volitiva tale da impedire una corretta valutazione dei propri atti e da annullare o diminuire fortemente la sua capacità di determinarsi. La prova dell’incapacità può essere acquisita con una consulenza tecnica disposta dal giudice, ma non sulla base di un semplice certificato medico o di dichiarazioni concordanti delle parti.
È ostativa alla delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario la convivenza prolungata dei coniugi successivamente alla celebrazione del matrimonio e non la semplice durata del matrimonio medesimo, in quanto l'ordine pubblico interno matrimoniale evidenzia un palese favor per la validità del matrimonio, inteso come matrimonio-rapporto, fondato sulla convivenza dei coniugi; è, pertanto, irrilevante in sé la mera durata ventennale dello stesso, laddove non sia dedotta e provata, nella fase di delibazione della sentenza ecclesiastica (nella specie, di nullità del matrimonio concordatario per grave difetto di discrezione di giudizio del marito), l'effettiva convivenza dei coniugi nello stesso periodo.
Cassazione civile sez. I 15 giugno 2012 n. 9844
In tema di delibazione della sentenza di un tribunale ecclesiastico dichiarativa della nullità di un matrimonio concordatario, per difetto di consenso, la situazione di vizio psichico (ob defectum discretionis iudicii) da parte di uno dei coniugi, assunta in considerazione dal giudice ecclesiastico siccome comportante inettitudine del soggetto ad intendere i diritti ed i doveri del matrimonio al momento della manifestazione del consenso, non si discosta sostanzialmente dall'ipotesi di invalidità contemplata dall'art. 120 c.c., cosicché è da escludere che il riconoscimento dell'efficacia di una tale sentenza trovi ostacolo nei principi fondamentali dell'ordinamento italiano (confermata, nella specie, la sentenza che aveva dichiarato efficace nel territorio italiano la sentenza del tribunale ecclesiastico che aveva dichiarato nullo il matrimonio, per una condizione di sostanziale immaturità del marito, tanto grave da escludere un valido consenso matrimoniale e da essere suscettibile di percezione e di valutazione nel suo esistere).