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Timestamp: 2018-12-12 21:18:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'arte 2', 'arte 1', 'sentenza ']

CAP II Le fonti del diritto internazionale (	Il diritto internazionale… Coggle
CAP II Le fonti del diritto internazionale (	Il diritto internazionale…
CAP II Le fonti del diritto internazionale
Il diritto internazionale come sistema giuridico
Siamo partiti dalla definizione del diritto internazionale come sistema giuridico vigente nella comunità internazionale e complesso di norme che regolano i rapporti tra i stati. E solo un fondamento giuridico proprio, che può essere inteso come norma base unica, nell'ottica del normativisi come gruppo di norme fondamentali che imprimono al diritto internazionale il suo peculiare modo di essere o semplicemente come espressione di un fatto storico di cui il sistema ha tratto origine.
In quanto dotato del carattere del originalità, di diritto internazionale coesiste con altri sistemi giuridici equiparati sistemi giuridici statali, ordinamenti delle organizzazioni internazionali, ordinamenti dell'Unione europea, ordinamento della Chiesa cattolica. In posizione corretta e quelle del pluralismo dei sistemi giuridici originali, separate tra loro, ma collegate per molteplici versi.
Nel diritto internazionale, la funzione normativa, consistente nella produzione di norme giuridiche, esercitata dai membri della base sociale della comunità internazionale, per cui legislatori e destinati delle norme Ci confondono punto le fonti del diritto sono, in questo sistema, quelli più adatti alla struttura organizzata e di coordinamento proprie della società internazionali, la consuetudine e la corda.
La consuetudine all'accordo Faceva riferimento CPGI nella decisione del 1927 sul caso Lotus. Rapporto di copertura del diritto internazionale tra Stati indipendenti. le norme di legge vincolanti per gli stati pertanto emanano dalla loro libera volontà espressa in convenzioni o usi generalmente riconosciuti come prinsipoli di legge e stabiliti per regolare la relazione tra le esistenti comunità indipendenti o in vista dell'archiviazione di comuni mira. La limitazione all'indipendenza degli stati non può essere presunta
Poiché gli accordi creano nome validi solo per le parti e non hanno effetti per i terzi, l'insieme delle norme pattizie è insufficiente a reggere la totalità delle relazioni giuridiche tra gli stati. ora, la vita di relazione internazionale presuppone un quadro giuridico unitario. essenziale un diritto generale, che è di natura essenzialmente consuetudinaria. le fonti materiali operano a Monte Delle Fonti in senso formale o fatti di produzione giuridica, che creano modificano o estinguono norme del diritto internazionale.
2.1. Le fonti del diritto internazionale. L’art. 38 dello statuto della CIG
L'art. 38 dello Statuto della CIG che riproduce l'art. corrispondente dello Statuto della CPDI del 1920 ci offre lo spunto sul sistema delle fonti del diritto internazionale. L'interesse dell'art. 38 deriva dal fatto che esso indica le varie categorie di norme che la corte applica per risolvere conformemente al diritto internazionale controversie che ne sono sottoposti.
L’art. 38 è composto di due paragrafi. Il primo stabilisce che la corte, la cui funzione è di decidere in base al diritto internazionale alle controversie che le sono sottoposti, applica:
a) Le controversie internazionali sia Generali che particolari, che stabiliscono norme espressamente riconosciute dagli Stati in lite.
b) La consuetudine internazionale, come prova di una pratica generale accettata come diritto.
c) I principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni Civili
d) Con riserva delle disposizioni dell'articolo 59 la decisioni giudiziarie e la dottrina degli autori più qualificati delle varie nazioni come mezzi sussidiari per la determinazione delle norme giuridiche.
2.2. La dottrina e le decisioni giuridiche
Nel art. 38 parte una di voi statuto stesso precisa che esso costituiscono mezzi ausiliari determinazione delle regole di diritto e sono quindi fonti di conoscenza del diritto, non fonte di produzione.
Per quanto riguarda la dottrina, intesa come Complesso delle conoscenze scientifiche ottenute attraverso la ricerca e lo studio, già nel 1900, La corte suprema degli Stati Uniti aveva firmato, nel caso de pasquer Habana, che lavori dottrinale di giustizia eminenti non sono fonti del diritto internazionale, Ma strumenti essenziali per L'interpretazione delle norme fondate su trattati, consuetudine e principi generali del diritto.
Le decisioni giudiziali, che costituiscono anche essere una fonte di cognizione del diritto internazionale, un mezzo sussidiario per la determinazione delle norme giuridiche. La CIG richiama presso la sua giurisprudenza precedente, è compresa quella della CPGI e alcune decisioni classifiche gli altri Tribunali internazionali, come la sentenza arbitrale del giudice Max Huber nel caso della isola di Palmas.
Se vuoi il caso riguardo materie nelle quali la giustezza dei Giudici nazionali e rilevanti ai fini della determinazione dell'opinione iuris e del contenuto di una norma consuetudinaria, Allora riferimento dalla giurisprudenza Nazionale appare indispensabile, come nel caso della decisione del 3 febbraio 2012 sull'immunità giurisdizionale dello Stato Germania contro Italia.
Si può quindi concludere su questo punto affermando che le fonti menzionate dall'art. 38 parte una d) dello Statuto di corte Intesa di giustizia vale a dire la dottrina e le decisioni giuridiche cosa sono fonti di cognizione e non di produzione del diritto internazionale.
3.1. Le sentenze ex aequo et bono
L'unica ipotesi in cui una decisione giudiziaria internazionale è da considerare fonti del diritto internazionale In particolare Fonte subordinata alla corda di terzo grado e quelle della sentenza dispositiva.
Adesso fa riferimento l'articolo II parte 2 dello Statuto della c e g, quando le parti autorizzano La Corte a risolvere lavoro controversi applicando criteri extragiuridici , creando, quindi, una nuova norma applicabile alla controversia stessa.
Condizione perché ciò possa venire e che l'accordo sia stata espressamente autorizzata dalle parti a decidere la controversia ex aequo et bono. Si tratta quindi di un eccezione rispetto alla parte 1 secondo il quale la corte decide secundum ius. Nell'esperienza della Corte di Giustizia però non si sono dati i casi in cui le parti le abbiano conferito queste potere. Anche nella più generale giurisprudenza internazionale, per l'altro i casi di sentenza ex aequo et Bono sono rari.