Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-35-del-06032006.html
Timestamp: 2017-01-18 18:22:24+00:00
Document Index: 156435945

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 5', 'art. 2135', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 17', 'art.\n5', 'art.\n5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2135', 'art. 2', 'art.1', 'art.1', 'art.\n1', 'art. 2135', 'art. 26', 'art. 2612', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 2135', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2135', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 8']

Esoneri per calamità alle aziende agricole ex
D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 102. D.M. 21 luglio 2005, pubblicato su G.U. 12 ottobre
2005, n. 238
SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Finalità - 3.
Interventi compensativi - 4. Agevolazioni previdenziali - 5. Misure dell�'esonero
- 6. Oggetto dell�'esonero - 7. Richiesta dell�'esonero - 8. Pubblicità degli
interventi - 9. Adempimenti delle Sedi - 10. Convalida o revoca del beneficio
Con i messaggi 019101 del 16 giugno 2004 e 011560
dell�'11 marzo 2005 è stata comunicata l�'abrogazione della legge 185/1992,
che ha disciplinato la concessione degli esoneri previdenziali per le calamità
intervenute entro l�'8 maggio 2004.
L�'abrogazione è intervenuta con la pubblicazione,
sulla G.U. del 23 aprile 2004, del D.lgs. 29 marzo 2004, n.102, non
immediatamente attuativo perché ha demandato a un Decreto Ministeriale la
determinazione della percentuale dell�'esonero, fino ad un massimo del 50%.
Il D.M. in questione, firmato il 21 luglio 2005, è
stato pubblicato sulla G.U. del 12 ottobre 2005 n. 238 e, pertanto, a
scioglimento delle riserve contenute nei due messaggi citati, vengono ora
fornite le disposizioni attuative.
2. FINALITA�'.
La normativa introdotta dal D.lgs. 102/2004, che
subentra alla legislazione precedente (Leggi 364/1970, 590/1981 e 185/1992), ha
lo scopo di garantire le produzioni agricole e zootecniche, nonché le strutture
ed infrastrutture aziendali, dai danni conseguenti a calamità naturali o ad
eventi eccezionali, tramite azioni di prevenzione volte alla salvaguardia delle
Per il raggiungimento delle suddette finalità tramite
la concessione di contributi pubblici, vengono previsti, innanzi tutto,
interventi volti a favorire (a decorrere dal 2005) la stipula di contratti
assicurativi (art.2, co. 4) mentre, con il decreto 17 marzo 2005, il Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali ha individuato quali sono le colture
assicurabili, gli allevamenti e le strutture.
Inoltre, solo limitatamente ai rischi non ammessi alla
copertura assicurativa, vengono previsti interventi compensativi dei danni per
favorire la ripresa economica e produttiva delle aziende colpite da calamità o
1. 3. INTERVENTI COMPENSATIVI.
Ai sensi dell�'art. 5, co. 1, del D.lgs. in esame,
possono beneficiare degli aiuti compensativi . le imprese agricole di
cui all�'art. 2135 del codice civile, nonché le cooperative di raccolta,
lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e le
organizzazioni dei produttori riconosciute, ricadenti nelle zone delimitate ai
sensi dell�'art. 6, che abbiano subito danni non inferiori al 20 per cento
della produzione lorda vendibile, qualora siano ubicate nelle aree svantaggiate
di cui all�'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17
maggio 1999, ed al 30 per cento della produzione lorda vendibile se ubicate
nelle altre zone. Nel caso di danni alle produzioni vegetali, sono escluse dal
calcolo dell�'incidenza di danno sulla produzione lorda vendibile le produzioni
zootecniche.
Al co. 2, del medesimo art. 5, è previsto che l�'entità
del danno deve essere determinata ai sensi della decisione della Commissione
Europea del 16 dicembre 2003 ( paragrafo 75 e seguenti), punto 11.3, il quale
dispone che, per la quantificazione delle perdite, vanno presi in considerazione
soltanto i danni che hanno inciso sulle singole colture in misura superiore al
20%, nelle aree svantaggiate di cui all�'articolo 17 del regolamento (CE)
n.1257/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999, ed al 30%, nelle altre aree,
prendendo a riferimento la produzione media ordinaria delle tre campagne
precedenti, esclusi gli anni in cui si sono verificate avversità dichiarate
Per la individuazione delle Aree svantaggiate, di
cui all�'articolo 17 del regolamento (CE) n.1257/1999 del Consiglio del 17
maggio 1999, occorre tener presente che le stesse non coincidono con i territori
definiti dal D.P.R. 601/1973, dall�'art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n.
984, e dalla delibera CIPE 42/2000 al fine della concessione delle agevolazioni
per territori agevolati e non agevolati, posto che lo stesso legislatore fa
riferimento all�'art. 17 del Regolamento (CE) n. 1257 /1999 del 17/05/99.
Alle aziende in possesso dei requisiti di cui all�'art.
5, co. 1, del D.lgs. 102/2004, sono concessi aiuti compensativi, tra i quali, l�'art.
5, co. 2, lettera d), del D.lgs., prevede le agevolazioni previdenziali
quali individuate dal successivo art. 8.
4. AGEVOLAZIONI PREVIDENZIALI
L�'art. 8, co. 1, appena citato del D.lgs.
102/2004 prevede che : Alle imprese agricole in possesso dei requisiti di cui
all�'articolo 5, co. 1, iscritte nella relativa gestione previdenziale, è
concesso, a domanda, l�'esonero parziale del pagamento dei contributi
previdenziali ed assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti, in scadenza
nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l�'evento.
Dall�'inciso dell�'art. 8 (iscritte nella relativa
gestione previdenziale) traspare l�'intento legislativo di individuare,
quali imprese beneficiarie, quelle di cui all�'art. 2135 c.c., solo quelle
condotte da soggetti iscritti alla relativa gestione previdenziale in forma
singola (coltivatoti diretti, colono-mezzadri e imprenditori agricoli
professionali) o associata, di cui ai D.lgs. 228/2001, 99/2004 e 101/2005.
In proposito si ricorda che le imprese associate che,
se iscritte nella relativa gestione previdenziale, rientrano tra le destinatarie
del beneficio sono:
a. Società agricole di persone qualora
almeno il 50% dei soci abbia il requisito di coltivatore diretto (art. 2, co. 3,
D.lgs. 99/2004);
b. Società agricole di persone qualora
almeno un socio sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo
professionale, per le società in accomandita la qualifica si riferisce ai soci
accomandatari (art.1, co. 3, lett. a, D.lgs. 99/2004);
c. Società agricole di capitali o
cooperative, quando almeno un amministratore, che sia anche socio per le
società cooperative, sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo
professionale. (La qualifica di imprenditore agricolo professionale può essere
apportata da parte dell�'amministratore ad una sola società. (art.1, co. 3,
lett. c, D.lgs. 99/2004, così
modificato dal D.lgs. 101/2005);
d. Cooperative di raccolta , lavorazione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che, ai sensi dell�'art.
1, co. 2, del D.lgs. 228/2001, utilizzano per lo svolgimento delle attività di
cui all�'art. 2135 del c.c., prevalentemente prodotti dei soci, iscritti alla
relativa gestione, ovvero forniscono prevalentemente ai soci beni e servizi
diretti alla cura ed allo sviluppo del ciclo biologico,
e. Organizzazioni di produttori le quali,
ai sensi dell�'art. 26, co. 2, D.lgs. 228/2001, devono assumere una delle
seguenti forme giuridiche:
- Società agricole di capitali
 quando almeno un amministratore sia in possesso della qualifica di
imprenditore agricolo professionale- aventi per oggetto sociale la
commercializzazione dei prodotti agricoli, il cui capitale sociale sia
sottoscritto da imprenditori agricoli o da società costituite dai medesimi
soggetti o da società cooperative agricole e loro consorzi;
- società cooperative agricole
 quando almeno un amministratore, che sia anche socio, sia in possesso della
qualifica di imprenditore agricolo professionale- e loro consorzi  quando
tutte le cooperative aderenti al consorzio abbiano un amministratore, che sia
anche socio, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale
- consorzi con attività
esterne di cui all�'art. 2612 e seguenti del c.c. o società consortili di cui
all�'articolo 2615-ter del c.c., costituiti da imprenditori agricoli o loro
forme associate.
Si ricorda, inoltre, a proposito dei destinatari, che
per l�'art. 1, co. 5-bis, del D.lgs. 101/2005 L�'imprenditore agricolo
professionale persona fisica, anche ove socio di società di persone o
cooperative, ovvero amministratore di società di capitali, deve iscriversi
nella gestione previdenziale ed assistenziale per l�'agricoltura. Ai soci
lavoratori di cooperative si applica l�'art. 1, co. 3, della legge 3 aprile
2001, n. 142.
5. MISURA DELL�'ESONERO.
Con l�'art. 1 del D.M. 21 luglio 2005, previsto
dall�'art. 8 del D.lgs. in esame, per la quantificazione della percentuale dell�'esonero
contributivo, è stato previsto che: A decorrere dal 9 maggio 2004 alle
imprese agricole di cui all�'art. 2135 del codice civile, alle cooperative di
raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
ed alle organizzazioni dei produttori riconosciute, iscritte nella relativa
gestione previdenziale, in possesso dei requisiti previsti dall�'art. 5, comma
1, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, è concesso, a domanda, l�'esonero
parziale del pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e
per i lavoratori dipendenti, in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in
cui si è verificato l�'evento calamitoso, come definito dall�'art. 1, comma
2, del medesimo decreto legislativo n. 102 del 2004, nelle seguenti misure
- diciassette per cento per le aziende che
abbiano subito danni in misura non inferiore al venti per cento, qualora ubicate
nelle aree svantaggiate di cui all�'art. 17 del regolamento (CE) n. 1257 del
Consiglio del 17 maggio, ovvero al trenta per cento se ubicate nelle altre zone,
e non superiore al settanta per cento della produzione lorda vendibile;
- cinquanta per cento per le aziende che
abbiano subito danni in misura superiore al settanta per cento della produzione
lorda vendibile.
L�'esonero parziale del pagamento dei contributi
decorre dalla data finale dell�'evento stesso, quale risulta dal relativo
Nel caso di concorrenza di più calamità nello stesso
periodo, ai fini dell�'esonero di cui trattasi deve essere presa in
considerazione la percentuale di danno più alta.
Con l�'art. 2 del medesimo D.M. è precisato che : A
decorrere dal 9 maggio 2004 la misura dell�'esonero, di cui all�'art. 1, è
aumentata del dieci per cento nel secondo anno e per gli anni successivi qualora
le condizioni di cui all�'art. 5, comma 1, del citato decreto legislativo n.
102 del 2004, si verifichino a carico della stessa azienda per due o più anni
consecutivi.
La concessione dell�'ulteriore esonero del 10% si
verifica quando le calamità intervengono:
- entro 365 giorni dalla data finale della
precedente calamità;
- dopo 365 giorni dalla data finale della
precedente calamità, sempre che l�'evento si verifichi nell�'anno solare
consecutivo alla prima calamità.
6. OGGETTO DELL�'ESONERO.
Costituiscono oggetto dell�'esonero i versamenti
per contributi previdenziali ed assistenziali, propri e dei lavoratori
dipendenti, dovuti dalle imprese agricole di cui all�'art. 2135 del c.c., dalle
cooperative di raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di
prodotti agricoli e dalle organizzazioni di produttori riconosciute, iscritte
nella relativa gestione previdenziale, in scadenza nei dodici mesi successivi
alla data in cui si è verificato l�'evento.
I contributi oggetto di esonero sono solo quelli
previdenziali ed assistenziali. Non vi rientrano, quindi, i contributi
associativi, integrativi e di assistenza contrattuale, previsti dai contratti
nazionali o provinciali.
7. RICHIESTA DELL�'ESONERO.
All�'art. 8, co. 3, del menzionato D.lgs. n.
102/2004 è precisato che : L�'esonero è accordato dall�' ente impositore
su presentazione di apposita domanda degli interessati, corredata da
dichiarazione resa ai sensi e per gli effetti della legislazione in materia.
Il D.lgs. 102/2004 non indica alcun termine per la
presentazione della domanda all�'art. 8, mentre, all�'art. 5, co. 5, è
previsto solo un termine di quarantacinque giorni per la richiesta degli
Tuttavia, al fine di evitare il recupero coattivo
conseguente al mancato versamento di contributi, è consigliabile che gli
interessati presentino la domanda entro la scadenza del periodo cui si riferisce
Per la presentazione della domanda sia per i contributi
previdenziali ed assistenziali propri, che per la monadopera occupata, viene
fornito il modulo allegato alla presente circolare (all.1).
8. PUBBLICITA�' DEGLI INTERVENTI.
Come già in passato per altri provvedimenti
consimili, anche il decreto legislativo in esame prevede un apposito regime
pubblicitario degli interventi adottati. Infatti, l�'art. 10 del citato D.lgs.
prevede che:  Gli elenchi nominativi dei danneggiati, nonché gli atti
contenenti la valutazione dei danni e le provvidenze concesse, ai sensi degli
articoli 5, 7, 8 e 9, sono accessibili ai cittadini ed esposti per quindici
giorni all�'albo pretorio dei comuni interessati.
In conseguenza di quanto sopra, sarà cura delle Sedi
compilare un elenco delle aziende richiedenti il beneficio (all.2) da inviare ai
competenti comuni per l�'esposizione nell�'albo pretorio, al solo fine,
peraltro, di soddisfare il diritto d�'informazione ed accesso dei cittadini
agli atti amministrativi.
Il che, peraltro, non preclude la possibilità degli
interessati di esercitare l�'accesso direttamente presso le Sedi.
9. ADEMPIMENTI DELLE SEDI.
Le Sedi, ricevute le domande, dovranno procedere al
controllo della sussistenza dei seguenti requisiti:
- appartenenza del richiedente alla
gestione interessata, la quale generalmente coincide con la gestione degli
autonomi ma - come precisato al punto 4, ultimo capoverso  coincide invece
con la gestione del fondo pensioni lavoratori dipendenti nel caso di soci di
cooperative che abbiano optato ai sensi dell�'art. 1, co. 3, della legge 142/2001;
- ubicazione dell'azienda nei territori
colpiti dall'evento e individuazione degli stessi in base all�'art. articolo 17
del regolamento (CE) n.1257/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999;
- corrispondenza delle colture dichiarate
nella domanda a quelle previste dalla regione ai sensi dell�'art. 6, co. 1, del
D.lgs. 102/2004.
Dovranno, inoltre, esperire ogni attività istruttoria
ritenuta utile per definire la domanda, acquisire le domande e compilare
l'elenco delle aziende richiedenti, da inviare ai comuni per la pubblicazione
nell'albo pretorio.
Per le domande non accoglibili, invece, le Sedi
dovranno emanare un provvedimento formale di reiezione con le consuete
Dopo l�'acquisizione delle domande formalmente valide,
le Sedi, se necessario, provvederanno a riemettere uno o più modelli F24 in
sostituzione di quelli già in possesso del contribuente, determinando l'importo
residuo in base sia alla riduzione spettante che ai versamenti già effettuati
dal contribuente nel periodo dell'esonero.
Può verificarsi, infatti, che il decreto di esonero
venga emanato con ritardo rispetto alla data dell'evento calamitoso e che, nelle
more dell'emanazione del decreto stesso, il contribuente effettui pagamenti
senza tener conto dell'esonero o tenga altri comportamenti, da valutare di volta
in volta dall�'operatore di Sede.
E' opportuno rilasciare, insieme ai nuovi modd. F24
rideterminati, anche una lettera con cui si informa il contribuente circa il
carattere non definitivo del provvedimento, in quanto subordinato alla decisione
Si precisa che, nel caso di esonero, la riduzione degli
importi, nei modelli F24 ancora da emettere al momento dell�'acquisizione della
domanda accolta, verrà effettuata direttamente dalla procedura di tariffazione
cd/cm/iap.
Invece per i modelli F24 relativi ai lavoratori
dipendenti dai soggetti elencati al punto 4, il ricalcalo deve essere effettuato
dalle Sedi.
Le Sedi dovranno porre particolare attenzione
nell'acquisizione delle domande ed in particolare dei seguenti dati:
- la data dell'evento
- la percentuale dell'esonero desunta dalla
A tale proposito si rimanda alla procedura rilasciata
dalla D.C.S.I.T. con messaggio n. 12251 del 21.12.98.
10. CONVALIDA O REVOCA DEL BENEFICIO.
In assenza di una normativa specifica che
disciplini l'effettuazione di controlli sul diritto al beneficio di cui
trattasi, si invitano le Sedi Regionali a concordare con le competenti autorità
regionali modalità e tempi per l'effettuazione di riscontri, quali, ad esempio,
quelli sulla valutazione dei danni, al fine della convalida o revoca del
beneficio di cui trattasi.
In proposito si fa osservare che i diversi elenchi
previsti dall'art. 10 del D.lgs. 102/2004, e riferentisi ai vari interventi
previsti, possono non contenere gli stessi nominativi pur concernendo la
medesima calamità. Ad esempio, negli elenchi compilati dai consorzi di difesa
ed organismi equiparati (art. 9 D.lgs. 102/2004) non saranno presenti quei
soggetti che, interessati esclusivamente al beneficio dell'esonero contributivo
ex art. 8, non hanno presentato domande per contributi economici e, quindi, non
hanno subito la verifica dei competenti consorzi e la conseguente esclusione dai
relativi elenchi. In tal caso, gli elenchi compilati dai consorzi non sono
esaustivi ai fini delle verifiche che potranno essere svolte dalle sedi dell'inps.
Qualora dagli accertamenti amministrativi ed ispettivi
dovesse risultare che il contribuente non aveva diritto all'esonero, dovrà,
ovviamente, farsi luogo al recupero con conseguente applicazione delle somme
- Modena, 12 minuti fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Grottaglie, 1 ora e 31 minuti fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017