Source: http://www.trn-news.it/portale/index.php/primopiano/itemlist/tag/Giudice%20di%20Pace
Timestamp: 2019-08-19 12:17:46+00:00
Document Index: 182984446

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“Egr. Direttore, lo scrivente spera vivamente che la nota allegata, riguardante un mancato pagamento assegnato da una sentenza del Giudice di Pace di Paola, nei confronti del sottoscritto, da parte del comune di S. Pietro in Amantea, possa trovare spazio nel suo giornale.
La richiesta di rendere pubblica la nota nasce dal fatto che ciò, inutilmente, fu chiesto agli amministratori mentre essa è stata soddisfatta il 4.9.2018 con mandato di pagamento n. 551 reso pubblico in albo on-line il 6.9.2018 sotto il n. 295/2018.
Anticipo i ringraziamenti per l'ospitalità e porgo distinti saluti”.
Questa la nota allegata:
“Al sig. sindaco Comune di S. Pietro in Amantea (Cs) (Rif. nota n. 2989 del 19.12.2017)
Al responsabile Settore AA. GG./Amm. Dr Fedele VENA Comune di S. Pietro in Amantea (Cs) (Rif. nota n.1706 del 10.7.2018)
Oggetto: Richiesta liquidazione spesa derivante da sentenza n. 660/2016 del Giudice di Paola (Paola Canino). Procedimento n. 939/2016.
Lo scrivente, in data 17 dicembre 2017, al responsabile del settore AA. GG./Amministrativi, per la quinta volta chiedeva la liquidazione della sentenza n. 660/2016 emessa dal Giudice di Pace di Paola conseguente a una presunta infrazione al codice della strada.
Il giorno seguente il sindaco, passando dalla sua alla scrivania del responsabile del settore e, servendosi della penna di questi, a mezzo della nota citata a riferimento, così rispondeva:
(…) Le comunico che la somma liquidata a suo nome nella sentenza in oggetto è stata liquidata con determina n. 13 del 29.3.2016 ed è stato emesso mandato di pagamento n. 503 del 28.8.2016. Il mandato risulta essere quietanzato da parte della tesoreria comunale a mezzo di emissione di assegno circolare inviato al suo domicilio (come allegati). (…).
Il 18 giugno 2018, allo stesso funzionario responsabile del settore veniva inoltrata nuova istanza-diffida, il quale, allineandosi allo scritto del sindaco, aggiunse:
(.) La somma di cui chiede il pagamento è stata liquidata alla S.V. con tempistica e modalità viste. Ad ogni buon conto si allegano i documenti del tesoriere a conferma dell’avvenuto pagamento. (.).
Nulla da eccepire sulla determina n. 13 del 29 marzo 2016.
Sul pagamento che detta determina scaturiva, invece, c’è da dire che la somma non fu correttamente liquidata. Fortuna-tamente, si provvide a coletta tra i dipendenti per sanare l’errore.
In merito alla “tempistica” segnalata dal responsabile del settore, pur sapendo dei super poteri riservati da madre natura alle SS. LL. ILL., domanda come fanno i suddetti provvedimenti (determina n. 13 del 29.3.2016 e pagamento n. 503 del 28.8.2016) a sanare una sentenza emessa mesi dopo, ossia il 18 novembre 2016, quando, con la determinazione n. 13/2016, il funzionario responsabile al punto 1)dichiarò: (…) di prendere atto della Sentenza del Giudice di Paola n. 6/2016 con la quale viene accolto il ricorso del sig. Policicchio Ferruccio avverso un verbale di infrazione al codice della strada.
Ma ci siete e ci fate?
Viene spontaneo considerare che: o lo scrivente è un cretino truffaldino; oppure le SS. LL. ILL, essendo insanabilmente miopi da radicata arroganza, non riescono a discernere la realtà. (È una forma elegante per non dire esser C ….ni al quadrato).
Per capirlo, ma soprattutto per evitare ulteriori aggravi a codesto Ente, al solo responsabile del settore, allega copia della sentenza originale pronta per essere presentata al Giudice dell’esecuzione.
Alle SS. LL. ILL. la scelta! Ma in un tempo assai ristretto!
Non è superfluo ricordare che, a scanso di evitare ridicole e misere collette fra i dipendenti, l’agio dovuto alla banca sull’importo riconosciuto dal Giudice non è a carico dello scrivente.
Non rivestendo il presente carteggio carattere interpersonale/privato domanda altresì che la presente nota venga pubblicata nell’albo on-line di codesto Ente.
San Pietro in Amantea 30 agosto 2018. (Ferruccio Policicchio)
Il ministero della Giustizia, su istanza del Comune, ripristina l’Ufficio del Giudice di Pace
Il ministero della Giustizia, su istanza del Comune, ha ripristinato l’Ufficio del Giudice di Pace che era stato soppresso e accorpato ad un altro a seguito della revisione della geografia giudiziaria in Calabria.
Immediata la reazione positiva del sindaco il quale ha dichiarato : “Sono estremamente soddisfatto per il risultato ottenuto, pur tra notevoli difficoltà di ogni ordine, soprattutto con riferimento al nostro personale comunale, notevolmente sottodimensionato.
Ma mantenere il Presidio ha costituito, per noi, una priorità.
Il Presidio del Giudice di Pace credo allevierà tale situazione e costituirà valido punto di riferimento per i cittadini, avvocati, tecnici e professionisti, i quali non dovranno più recarsi fuori zona per questioni di Giustizia attinenti la competenza del Giudice di Pace.
E’ doveroso, pertanto, ringraziare non solo il vice sindaco per avere seguito personalmente e direttamente tutto l’iter procedurale in uno con il referente comunale e il responsabile del settore Affari generali , ma anche e soprattutto i dipendenti comunali che si sono offerti, ciascuno con le rispettive qualifiche richieste dal ministero, a ricoprire i posti e le mansioni previste, partecipando con profitto al prescritto corso di formazione, garantendo, così, il conseguimento dell’ambito risultato che si unisce a quello dello Sportello di Giustizia”.
Il mantenimento delle strutture come è noto è da tempo a carico dei Comuni.
In prima battuta il Comune a causa del mancato reperimento di personale disponibile ad essere distaccato, non aveva partecipato alla manifestazione di interesse.
L'intervento si è avuto in seconda battuta con la riapertura dei termini.
Si attende, ora, di conoscere i nominativi dei tre Giudici che saranno designati dal Consiglio superiore della magistratura e che prenderanno possesso della sede.
In quella occasione, l’Amministrazione comunale inaugurerà ufficialmente il nuovo Presidio di Giustizia.
Nessuna paura , non è successo ad Amantea , ma a Corigliano.
Potevamo salvare l’ufficio del Giudice di Pace di Amantea
Leggiamo che una dipendente del comune di Belmonte Calabro, la dottoressa Bruno Ida, con delibera di giunta n 90 del 28 dicembre 2015, è stata confermata in comando presso l’ufficio del giudice di pace di Paola.
Nella delibera si legge che il presidente del tribunale di Paola con nota n 1849 del 27.11.2015 ha chiesto di prorogare l’impiego della nominata presso l’ufficio del giudice di Paola.
E così la giunta di Belmonte Calabro ha prorogato il comando della sunnominata.
Si legge, poi, nella delibera che l’onere per la utilizzazione del personale in comando grava per intero sull’amministrazione utilizzatrice e nella fattispecie il ministero di giustizia
Non solo ma la delibera dispone che l’amministrazione di destinazione dovrà assumere formale atto di assunzione degli oneri economici dandone formale comunicazione al comune di Belmonte Calabro.
In sostanza l’immobile era di proprietà dello stato e quindi non costava nulla ai comuni
Il personale era in parte dipendente del ministero di Giustizia e quindi non costava nulla ai comuni Il personale a comando come la dottoressa Bruno grava sul ministero di Giustizia
Ma allora ai comuni (a tutti i comuni) sarebbe gravato solo l’onere della pulizia e di un po’ di energia elettrica?
E per questi oneri Amantea ha perso l’ultimo ufficio pubblico? Ci sembra inverosimile, per non dire di più!
Perche' non iniziamo la lotta per il ripristino del Giudice di Pace di Amantea?
Il 27 novembre 2013 notiziavamo che “Amantea perde l’ultimo ufficio statale” E ci chiedevamo chi dovessimo ringraziare.
Ricordavamo ancora che restavano 34 sedi di Giudici di Pace tra cui comuni anche piccolissimi come Campana 1916 abitanti, San Sosti 2169 abitanti, Borgia 7521 abitanti, Bianco con 4212 abitanti, Caulonia con 7060 abitanti, Stilo con 2654 abitanti, Cinquefrondi con 6453 abitanti, eccetera, e che erano pochissime le vecchie sedi che avrebbero chiuso solo perché i comuni non avevano fatto domanda. Tra questi Amantea che pure ha una sede specifica.
Ovviamente ci chiedevamo :”Chi dobbiamo ringraziare se Amantea perde questo ultimo ufficio statale? “ E perché nemmeno gli avvocati protestassero.
Ora il quadro è cambiato. Sul tirreno c’erano le sedi di Scalea, Belvedere Marittimo, Cetraro, Paola ed Amantea.
Poi il decreto del 10 novembre 2014 ha lasciato aperto soltanto l'ufficio del giudice di pace di Paola sopprimendo tutti gli altri.
A Scalea ,però, grazie all'intervento dei sindaci dei Comuni interessati è stato man tenuto aperto l’ufficio. I dieci i comuni di: Aieta, Grisolia, Orsomarso, Praia a Mare, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, San Nicola Arcella, Tortora, Verbicaro e Scalea garantiranno la sede , la pulizia ed i tre dipendenti ( due per 36 ore settimanali e uno per 18)
Ed il 3 luglio i comuni di Belvedere Marittimo, Buonvicino, Bonifati, Maierà, Diamante e Sangineto tenteranno di riaprire l’Ufficio del giudice di pace.
La legge milleproroghe ha previsto, infatti, per i Comuni l' opportunità di chiedere, entro il 31 luglio, la riapertura degli Uffici del giudice di pace soppressi.
Perché non salvare l’ultimo ufficio statale di Amantea chiamando a concorrere alle spese i comuni di Aiello Calabro, Cleto, Serra d’Aiello, San Pietro in Amantea, Lago, Belmonte Calabro, Longobardi e Fiumefreddo Bruzio ed approfittando che non ci sono nemmeno costi di fitto visto che la sede è statale e va solo manutenzionata ?
Lo chiediamo ai politici di maggioranza e di minoranza, sospettando che non avremo risposta.
Forse perché……
E poi, perché non provare? Vi immaginate che bel “Film movie” ci verrebbe alla inaugurazione?
L’ultima occasione per riaprire l’ufficio del Giudice di Pace di Amantea
Il Milleproroghe è una ottima , ultima ed inattesa opportunità per riportare nel nostro comprensorio gli uffici del Giudice di pace.
Con la soppressione del Giudice di Pace Amantea ha perso l’ultimo ufficio statale ancora esistente sul suo territorio
E con la sua chiusura è stata totalmente mortificata la giustizia di prossimità.
Ora il ministero della Giustizia quale conseguenza del decreto Milleproroghe, ha riaperto i termini affinché le Unioni di Comuni si esprimano per ospitare, nell’ambito del loro territorio, gli uffici del Giudice di pace, accorpati nell’aprile del 2013 agli uffici giudiziari del capoluogo.
Amantea cioè può riavere il suo ufficio di Giudice di pace perso dopo circa 148 anni.
La nuova disposizione normativa recepisce le tante proteste che gli organi professionali e i cittadini hanno manifestato a seguito della soppressione degli uffici del Giudice di pace che erano molto meglio distribuiti sul territorio e sempre più rispondenti all’esigenza dell’amministrazione della giustizia civile e penale essendo più diretta nel rapporto col territorio e con l’utenza nei limiti di tale competenza giurisdizionale.
Già è stato un errore non difenderete l’ufficio come hanno fatto tanti piccoli comuni in Italia ed in Calabria, come Campana, Cariati, San Sosti, Spezzano Albanese, Trebisacce, Acri, Montalto Uffugo, Rogliano, San Marco Argentano, Spezzano della Sila, Cirò , Petilia Policastro ,Scalea, Cinquefrondi, Laureana di Borrello, Oppido Mamertina, Sinopoli
Ma ancora più grave sarebbe non cogliere l’occasione per riprendere un servizio che permetterebbe un disbrigo più rapido degli affari di giustizia ed un carico dimensionato alle realtà locali.
Chiediamo quindi al comune di Amantea di concordare con i comuni del comprensorio ( Aiello Calabro, a, Belmonte Calabro, Cleto, Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Lago, Longobardi, , San Pietro in Amantea, Serra d'Aiello ) la apposita istanza per riportare nel nostro comprensorio gli uffici del Giudice di pace.
Amantea ed il verde pubblico
Se qualcuno dovesse dire che Amantea non ha verde pubblico direbbe una grande , universale fesseria.
Le prove del contrario sono dappertutto.
Le foto che vi mostriamo sono esattamente indicative che il verde invade ogni cosa.
Anche i segnali stradali.
E sia chiaro che quello che vedete nella foto non è certamente l’unico.
Ma questa foto inviataci da un nostro lettore ci sembra indicativa che il verde invade ogni angolo del nostro paese .
Se , però. volete cogliere a piene mani il significato della nostra affermazione andate un attimo nell’area dello stabile che ospita( sarebbe bene dire ospitava) l’ufficio del Giudice di pace e vedrete un verde mònotono , ma comunque verde.
Per non parlare, poi, della lottizzazione Colongi
L’unico problema al momento è il punteruolo rosso che distrugge le nostre belle palme.
Ma ci restano sempre le canne.
Inattaccabili dal punteruolo.
Almeno così ci resta un po’ di verde.
Amantea muore ma nessuno sembra accorgersene
L’ufficio del Giudice di pace discende dal ben più antico ufficio del Giudice Conciliatore istituito con RD 6 dicembre 1865, n. 2626 poi soppresso con la nascita del Giudice di pace.
Amantea ha avuto come tutti i comuni il Giudice Conciliatore( indimenticabile don Rocco Cavallo) e poi anche la Pretura soppressa 25anni fa con la legge 1º febbraio 1989 n. 30 che abolì le Preture mandamentali istituendo le Preture circondariali
Restò ad Amantea un unico ed ultimo presidio di Giustizia quaera il Giudice di Pace.
Ma anche questo si è avviato a chiusura senza che alcun lo abbia difeso.
Oggi sulla costa tirrenica cosentina ci sono
Acquappesa, Aiello Calabro, Amantea, Belmonte Calabro, Cetraro, Cleto, Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Fuscaldo, Guardia Piemontese, Lago, Longobardi, Paola, San Lucido, San Pietro in Amantea, Serra d'Aiello.( Il Giudice di pace di Amantea aveva competenza per Aiello Calabro, Amantea, Belmonte Calabro, Cleto, Lago, Longobardi, San Pietro in Amantea, Serra d'Aiello)
Il territorio di Amantea si spoglia di questo ultimo presidio nella indifferenza più assoluta.
Non ne parla l’amministrazione comunale di Amantea, non ne parlano gli altri comuni del comprensorio, nessuna difesa da parte delle associazioni degli avvocati nepetini: niente di niente.
Al contrario Paola si allontana sempre di più e viaggia per il terzo millennio mentre Amantea resta al palo e miseramente muore.
Tra l’altro il comune di Amantea è uno di quelli che vanta il maggior numero di ricorsi al CdS ( leggi photored).
Ed una buona gestione degli incassi delle sanzioni per photored permetterebbe il mantenimento dell’ufficio senza problemi economici.
Diversamente, forse è il caso di togliere questi maledetti photored