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Timestamp: 2020-04-03 02:19:06+00:00
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Cassazione: modifica del giudice della sanzione disciplinare non consentita
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 22150 del 29 ottobre 2015, ha affermato che il Giudice, in caso di impugnazione di un provvedimento disciplinare, non ha la facoltà di modificare l’ammontare della sanzione applicata, fermo restando la possibilità di convalidare o annullare la pena. I giudici della Suprema Corte evidenziano, infatti, come a stabilire la sanzione deve essere il datore di lavoro proporzionandola alla gravità dell’illecito.
Cassazione: licenziamento per rifiuto trasformazione rapporto part-time
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 21875 del 27 ottobre 2015, ha espresso il principio secondo il quale il datore di lavoro non può comminare il licenziamento al dipendente che rifiuta la trasformazione dell’orario lavorativo. Si specifica che qualora dovessero sorgere oggettive esigenze aziendali, dimostrate in giudizio, che impediscono la prosecuzione del rapporto a tempo pieno, il divieto di licenziamento decade.
Attraverso il comunicato ISTAT del 14 ottobre 2015 è stato rielaborato il coefficiente di rivalutazione valido per il mese di settembre 2015 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro, lo stesso risulta pari a 1,125000.
Stando a quanto anticipato sulla Legge di Stabilità 2016 dovrebbe essere riproposto lo sgravio contributivo anche per l’anno 2016, in misura però inferiore a quanto stabilito per l’anno 2015. Sia la durata per il quale sarà possibile usufruire dello sgravio, che il massimale verranno ridotti significativamente. Nello specifico potrà essere possibile usufruire dello sgravio per soli due anni mentre sarà portato a 4.030 euro il massimale per lo sgravio contributivo in luogo di quello da 8.060 euro applicato durante quest’anno.
In considerazione di quanto anzidetto, ove le anticipazioni si riveleranno corrette, vi sarà maggiore convenienza per i datori di lavoro, qualora sia possibile, assumere e/o stabilizzare lavoratori entro lo scadere dell’anno solare in corso.
Cassazione: licenziamento impresa cessionaria
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 20319 del 09 ottobre 2015, ha espresso il principio secondo il quale l’azienda cessionaria subentra totalmente alla impresa cedente in caso di passaggio d’azienda. Secondo quanto appena indicato, quindi, l’azienda cessionaria può risolvere il rapporto di lavoro con un dipendente per il quale sia presente la sentenza di condanna penale per fatti accaduti durante il rapporto di lavoro in capo all’azienda cedente.
Jobs Act: eliminato l’obbligo di tenuta del registro infortuni
Il Decreto semplificazioni, attuativo del Jobs Act, ha eliminato il vincolo di tenuta del Registro infortuni a partire dal 23 dicembre 2015. Dal momento in cui sarà abrogato tale obbligo verrà sanzionata unicamente la mancata comunicazione telematica degli infortuni superiori a tre giorni.
Ministero del Lavoro: verifiche ispettive rafforzate per la fruizione dell’esonero contributivo
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso il comunicato stampa del 30 settembre 2015, informa che saranno rafforzate le attività ispettive di verifica dei casi di fruizione indebita dell’esonero contributivo previsto dalla Legge n. 190/2015 – Legge di Stabilità 2015. Il Ministero del Lavoro aveva già avviato nel mese di giugno 2015 specifici accertamenti al riguardo, ad oggi comunica la collaborazione con l’Inps che fornirà supporto alla identificazione di aziende che, attraverso la precostituzione artificiosa delle condizioni utili a godere dell’esonero, si trovano in una situazione di fruizione illecita dello sgravio.
Garante Privacy: vietato per l’azienda spiare le conversazioni telematiche dei dipendenti
Il Garante per la protezione dei dati personali, sul proprio sito internet, ha pubblicato la Newsletter n. 406 del 28 settembre 2015, con la quale esprimendosi in materia di conversazioni di tipo elettronico o telematico in azienda, specifica che
il datore di lavoro non può spiare le conversazioni telefoniche (ad esempio Skype) dei dipendenti. Il principio è stato affermato dal Garante della Privacy nell’accogliere il ricorso proposto da una dipendente che lamentava l’illegittima acquisizione di dati durante le conversazioni avute con alcuni clienti e/o fornitori, posta poi alla base del suo licenziamento.
Cassazione: demansionamento in caso di sottrazione quantitativa della prestazione
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 18966 del 24 settembre 2015 ha affermato il principio secondo il quale non rappresenta demansionamento la sottrazione di alcune mansioni al lavoratore (sottrazione quantitativa) qualora quelle conservate risultino equivalenti (di pari contenuto professionale).
Cassazione: licenziamento per giusta casa in mancanza d’esposizione del codice disciplinare
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 17366 del 1 settembre 2015 ha affermato il principio secondo il quale il licenziamento per giusta causa, comminato al lavoratore che risultava colpevole di gravissime negligenze e superficialità idonee a esporre il datore di lavoro a rischi economici, risulta legittimo anche in mancanza dell’affissione del codice disciplinare nella sede lavorativa del dipendente.