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Timestamp: 2017-11-23 18:15:17+00:00
Document Index: 102000657

Matched Legal Cases: ['art. 2710', 'art. 2704', 'art. 2710', 'art. 2704', 'art. 2710', 'art. 2704', 'art. 2751', 'art. 14', 'art. 2855', 'art. 2855', 'art. 36', 'art. 2751', 'art. 2083', 'art. 95']

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Procedure Concorsuali - Giurisprudenza e novità
Procedure Concorsuali - Giurispudenza e novità
24/10/2013 - Istanza di ammissione al passivo - Documenti a sostegno del credito privi di data certa - Regime probatorio applicabile alla curatela - Inapplicabilità art. 2710 c.c. - Applicazione art. 2704 c.c. - Curatore terzo rispetto agli atti del fallito - Fatto impeditivo del riconoscimento del diritto fatto valere - Eccezione in senso stretto - Potere/dovere del giudice di sollevare le eccezioni rilevabili d'ufficio - Dovere del giudice di sollecitare il contraddittorio sull'eccezione
Cassazione civile, Sezioni Unite, 20 febbraio 2013 n. 4213 - P. Presidente, dott. Preden - Relatore, dott. Piccininni. Istanza di ammissione al passivo - Documenti a sostegno del credito privi di data certa - Regime probatorio applicabile alla curatela - Inapplicabilità art. 2710 c.c. - Applicazione art. 2704 c.c. - Curatore terzo rispetto agli atti del fallito - Fatto impeditivo del riconoscimento del diritto fatto valere - Eccezione in senso stretto - Potere/dovere del giudice di sollevare le eccezioni rilevabili d'ufficio - Dovere del giudice di sollecitare il contraddittorio sull'eccezione Rilevato che il regime probatorio di cui all'art. 2710 c.c. opera soltanto fra imprenditori, in relazione a rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa, si deve escludere la riferibilità della citata norma al curatore fallimentare, cui è attribuibile esclusivamente la funzione di semplice gestore del patrimonio del fallito, salvo che egli sia subentrato nella posizione sostanziale e processuale di quest'ultimo. Il curatore, dunque, non avendo preso parte al rapporto giuridico posto a base della pretesa creditoria fatta valere in sede di ammissione, si dovrà considerare terzo rispetto ad esso, conseguendone pertanto, in sede di verifica dei crediti, ai fini della determinazione della data di scritture private, la piena applicazione l'art. 2704 c.c., comma I. L'eventuale mancanza di data certa nella documentazione prodotta, in sede di ammissione, dal creditore istante non integra un fatto costitutivo del credito ma costituisce un semplice fatto impeditivo del riconoscimento del diritto fatto valere; la deduzione di tale fatto, non dovrà essere oggetto di eccezione in senso stretto, in quanto tale sollevabile soltanto dalla parte, ossia dal curatore, ma potrà essere oggetto di eccezione in senso lato rilevabile anche d'ufficio dal giudice quando il dato risulti dagli atti.
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23/10/2013 - PRIVILEGIO STUDIO ASSOCIATO
Cass. 11 luglio 2013, n. 17207: Ai fini del riconoscimento del privilegio sui crediti da prestazioni professionali espletate direttamente dal singolo professionista, è irrilevante il fatto che la richiesta provenga dallo studio legale associato di cui questi faccia parte. Tuttavia, ove sia l'associazione professionale a proporre la domanda di ammissione al passivo fallimentare, si verifica una presunzione di esclusione della personalità del rapporto professionale, superabile solo dalla prova contraria, da fornirsi attraverso la produzione di documentazione in grado di individuare i compensi riferiti alle prestazioni direttamente e personalmente effettuate dal singolo professionista appartenente allo studio ricorrente. Si vedano anche Cass. 8 settembre 2011, n. 18455 e Cass. ord. 2 luglio 2012, n. 11052: La proposizione della domanda di ammissione al passivo fallimentare da parte di uno studio associato lascia presumere l'esclusione della personalità del rapporto d'opera professionale, e dunque l'inesistenza dei presupposti per il riconoscimento del corrispondente privilegio, salva l'allegazione e la prova della intervenuta cessione, allo studio associato, del credito derivante dalla prestazione personalmente svolta dal singolo associato [Cass. 11052/12], altrimenti privo di legittimazione attiva all'ammissione al passivo con rango privilegiato, in quanto mero centro autonomo di interessi, non assimilabile al soggetto individuale favorito dall'art. 2751bis, n. 2, c.c., norma insuscettibile di applicazione analogica, ex art. 14 prel., in quanto jus singulare [Cass. 18455/11]
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23/10/2013 - Fallimento - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Vendita di immobile in ambito fallimentare - Prelazione del creditore ipotecario ammesso al passivo - Estensione ai frutti civili dell'immobile - Configurabilità - Fondamento.
Cassazione civile, sez. I, 9 maggio 2013, n. 11025 - Pres. Vitrone, Rel. Di Amato. La prelazione del creditore ipotecario, ritualmente ammesso al passivo fallimentare, si estende anche ai frutti civili (nella specie, canoni di locazione) prodotti dall'immobile ipotecato dopo la dichiarazione di fallimento, mancando nella disciplina dell'esecuzione concorsuale una previsione contraria od incompatibile che osti all'estensione della disciplina dell'esecuzione individuale, né potendo attribuirsi un significato diverso a disposizioni, quali gli artt. 2808 cod. civ. e 54 legge fall., che adoperano le medesime espressioni letterali per disciplinare, seppure in sedi diverse, la medesima materia.
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23/10/2013 - Fallimento – Ammissione al passivo – Credito ipotecario – Estensione dell’ipoteca – Interessi corrispettivi - Interessi moratori.
Qualora venga iscritta ipoteca per un capitale, l’estensione del privilegio ipotecario agli interessi – secondo le condizioni specificate dall’art. 2855, co. 2 e 3, cod. civ., richiamate dalla L. Fall. agli artt. 54, co. 3 e 55, co. 1 – opera limitatamente agli interessi corrispettivi, con conseguente esclusione di quelli moratori: l’espressione “capitale che produce interessi”, di cui all’art. 2855 cod. civ., deve, infatti, ritenersi circoscritta ai soli interessi che costituiscono remunerazione del capitale medesimo, senza che, neppure in via analogica, possano ritenersi in essi inclusi quegli interessi che trovano fondamento nel ritardo imputabile al debitore
23/10/2013 - NUOVO CREDITO ARTIGIANO - PRIVILEGIO
CREDITO ARTIGIANO - PRIVILEGIO Cass. 8 agosto 2013, n. 18966 (in Fall., 2013, 1258) ha negato la natura interpretativa, e quindi il valore retroattivo, dell’art. 36 d.l. 5/12, di modifica dell’art. 2751-bis n. 5 c.c. nel senso che "hanno privilegio generale sui mobili crediti dell'impresa artigiana, definita ai sensi delle disposizioni legislative vigenti" , ribadendo, per il periodo anteriore, la necessità di riscontro dei parametri ex art. 2083 c.c. per l’imprenditore individuale, e per le imprese collettive la necessità di accertare il lavoro personale della maggioranza dei soci e la sua prevalenza sul capitale nel processo produttivo (conf. Cass. n. 11154/12)
06/06/2013 - Sentenza cassazione civile 22/05/2013, n. 12550 procedimento prefallimentare - eccezione di incompetenza territoriale
06/06/2013 - Fallimento e riforma Fornero
11/09/2009 - Giudizio di opposizione – rito intermedio – proposizione di nuovi documenti nel giudizio
11/09/2009 - Autorità: Cassazione civile sez. I
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07/10/2008 - Basta la previsione di pregiudizio ai creditori per far scattare l'azione revocatoria ordinaria
13/08/2008 - Inopponibilità decreto ingiuntivo – art. 95 c. 3 L.F. -
01/07/2008 - Azione revocatoria- anticipazioni su fatture- bonifico del terzo- carattere solutorio
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01/07/2008 - Azione revocatoria- pagamento- bonifico bancario - conseguenze
12/06/2008 - Pres. Proto Vincenzo - Est. Bernabai Renato - P.M. Russo Libertino Alberto - G.G. c. Fallimento gruppo Nadini S.P.A. in liquidazione
12/06/2008 - Credito di rivalsa IVA - privilegio
27/04/2008 - Azione revocatoria fallimentare – conoscenza dello stato di insolvenza del debitore – prova anche attraverso elementi indiziari
27/03/2008 - Azione revocatoria – famiglia – separazione consensuale
23/07/2007 - Legittimazione in relazione agli atti compiuti dal socio ed imprenditore individuale fallito