Source: http://www.slisinalp.it/sociale/casa.html
Timestamp: 2018-05-26 06:21:13+00:00
Document Index: 4770098

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 29', 'art. 26', 'art. 27']

SLI SINALP - Casa
ABITAZIONE: il diritto alla residenza
La residenza nel nostro ordinamento costituisce un diritto del cittadino. La Costituzione, infatti, tutela la libertà di circolazione e soggiorno in qualsiasi parte del territorio nazionale, salve le sole “limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza” (art. 16 Cost.).
Il diritto di residenza si esercita mediante l’iscrizione nelle liste anagrafiche della popolazione residente in un determinato comune, la cui tenuta è affidata al sindaco, nella sua veste di Ufficiale di Governo.
L’iscrizione è il presupposto per esercitare effettivamente determinati diritti fondamentali e civili, come le prestazioni di assistenza sociale, alcune prestazioni sanitarie, l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e i diritti politici.
In questo contesto, di centralità della residenza anagrafica nel nostro ordinamento, si inserisce la norma secondo cui le iscrizioni e variazioni anagrafi che dello straniero regolarmente soggiornante si effettuano alle medesime condizioni degli italiani (art. 6, co.7, testo unico delle leggi sull’immigrazione, emanato con d. lgs. n. 286/1998, di seguito definito come “TU immigrazione”), il che presuppone che lo straniero ai fi ni dell’iscrizione anagrafica ha il medesimo trattamento previsto per i cittadini italiani con il solo presupposto ulteriore della regolarità del soggiorno, anche in forza di quanto previsto dal comma 2 dello stesso art. 6, che richiede allo straniero l’esibizione del permesso di soggiorno in sede di “rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero comunque denominati”.
L’iscrizione anagrafica, oltre che diritto, costituisce anche un dovere a cui sia il cittadino che lo straniero sono chiamati ad ottemperare. L’art. 2 della Legge anagrafica (legge n. 1228/1954) ne fa esplicita prescrizione, anche nei confronti delle persone sulle quali si esercita potestà genitoriale o tutela. La funzione amministrativa concernente le anagrafi è esercitata dal comune, ma è disciplinata con leggi e regolamenti dello Stato e risponde a esigenze nazionali statistiche, di controllo e amministrazione della popolazione (art. 117 Cost.; art. 14 Testo Unico Enti Locali), al punto che, in alcuni casi, l’Ufficiale d’anagrafe ha poteri di iniziativa propri, se il cittadino non ottempera (art. 15 Regolamento anagrafi co approvato con d.p.r. 223/1989), e ha obblighi di iscrizione d’ufficio alle anagrafi (art. 5 legge n. 1228/1954).
Anche i titolari dello status di rifugiato, dello status di protezione sussidiaria o del permesso di soggiorno per motivi umanitari possono circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale (art. 29, comma 1 d. lgs. n. 251/2007) e pertanto sono titolari del diritto ad essere iscritti nelle liste anagrafi che di un comune al pari degli italiani e degli altri stranieri regolarmente soggiornanti, con alcune particolarità connesse con la loro peculiare condizione, che si descriveranno nei successivi paragrafi.
Nel caso dei rifugiati la residenza è anche oggetto della Convenzione relativa allo status dei rifugiati firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, ratificata e resa esecutiva con legge n. 722/1954. Nello specifico l’art. 26 prevede che “ciascuno Stato contraente concede ai rifugiati che soggiornano regolarmente sul suo territorio il diritto di scegliervi il loro luogo di residenza”. Di rilievo per l’ordinamento italiano è anche il successivo art. 27, il quale fa obbligo agli Stati contraenti di rilasciare i documenti d’identità “a tutti i rifugiati che risiedono sul territorio e non possiedono un titolo di viaggio valido”, in quanto l’iscrizione anagrafi ca è prerequisito necessario al rilascio della carta di identità.
Si evidenzia infine che l’assenza di iscrizione anagrafica non può rilevare ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno per richiesta asilo o protezione internazionale, posto che il permesso di soggiorno è rilasciato dal Questore del luogo di dimora e che, come già precisato, è la regolarità del soggiorno ad essere il presupposto per l’iscrizione anagrafica e non il contrario.