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Timestamp: 2018-09-25 04:53:01+00:00
Document Index: 81750078

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 572', 'art. 572', 'sentenza ', 'art. 623']

Maltrattamenti in famiglia, condotta, fatti occasionali, incofigurabilità - Cassazione penale , sez. VI, sentenza 20.01.2014 n° 2326 :: Alberto Bazzurri
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Il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi di cui all'art. 572 c.p. richiede, per la sua configurazione, una serie abituale di condotte che possono estrinsecarsi in atti lesivi dell'integrità psico - fisica, dell'onore, del decoro o di mero disprezzo e prevaricazione del soggetto passivo, attuati anche in un arco temporale ampio, ma entro il quale possono agevolmente essere individuati come espressione di un costante atteggiamento dell'agente di maltrattare o denigrare il soggetto passivo.
Invece, fatti occasionali ed episodici, pur penalmente rilevanti in relazione ad altre figure di reato (ingiurie, minacce, lesioni) determinati da situazioni contingenti (ad es. rapporti interpersonali connotati da permanente conflittualità) e come tali insuscettibili di essere inquadrati un una cornice unitaria, non possono assurgere alla definizione normativa di cui all'art. 572 c.p. (1)
(1) Cfr. Cass. Pen., sez. VI, sentenza 2 dicembre 2010, n. 45037.
(Fonte: Massimario.it - 6/2014)
Sentenza 8 - 20 gennaio 2014, n. 2326
Sotto il diverso profilo della violazione di legge, deduce inoltre il carattere occasionale dei presunti maltrattamenti; il timore mai palesato dalla denunziante nei confronti del marito, quale evidenziato dal tenore dei colloqui intrattenutisi tra gli stessi per via telematica; l'assenza totale di motivazione in ordine alle esigenze cautelari ed alla pericolosità sociale dell'indagato, ritenute sussistenti solo in ragione del clima coniugale emerso dalla vicenda e dalle azioni di controllo, condotte mediante apparecchiatura di registrazione, che il ricorrente avrebbe attuato durante il periodo di maggiore tensione coniugale.
4. All'accoglimento del ricorso consegue l'annullamento dell'impugnata ordinanza ed il rinvio ai sensi dell'art. 623 c.p.p., comma 1, lett. a) al Tribunale di Roma per nuovo esame.
annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Roma.
(Fonte:https://news.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.php?maltrattamenti-famiglia-denunce-gonfiate-evitare-addebito-separazione-8dfb6df30c6365b718f7898e5b782ba4)