Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=4657
Timestamp: 2020-07-10 15:51:37+00:00
Document Index: 106847081

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 25', 'art. 134', 'art. 13', 'art. 74', 'art. 25', 'art. 134']

DELIBERAZIONE N. 50 Adunanza del 18 maggio 2011
E’ pervenuta all’Autorità una segnalazione in data 23.04.2010 in forma anonima relativa ad alcune irregolarità nella conduzione dell’appalto in oggetto, eseguito per conto del comune San Nicola Baronia (AV) nel 2004 ed affidati ad una ATI verticale composta dalle imprese “Pagano geom. Felice s.r.l.” e “C.F. Costruzioni” di Colella Francesco.
Diversamente da come riportato nell’esposto, e secondo quanto si rileva dall’atto costitutivo dell’ATI aggiudicataria, la stessa era costituita dalla ditta “C.F. Costruzioni” (mandataria) e dall’impresa “Pagano geom. Felice s.r.l.” (mandante); la prima qualificata in OG 3 (categoria prevalente) e la seconda in OG 10 (categoria scorporabile) a qualificazione obbligatoria.
Infine, la stazione appaltante chiarisce di non aver mai ricevuto da parte dell’impresa Pagano geom. Felice s.r.l. alcun documento inerente il presunto fallimento, ma solo una dichiarazione attestante l’impossibilità ad eseguire i lavori in OG 10, comunque non ancora iniziati, per sopraggiunte difficoltà economiche.
Tuttavia, preme evidenziare che nel presente caso di subentro tra mandataria e mandante, lo stesso non è stato operato a seguito di fallimento della mandante dell’ATI, poiché la ditta “Pagano geom. Felice s.r.l.”, secondo quanto si legge da apposita visura camerale, risulta fallita con sentenza dichiarativa in data 15.12.2004 e quindi, successivamente alla data di ultimazione dei lavori.
Anche l’Amministrazione appaltante ha, tra l’altro, chiarito che in nessuna occasione l’impresa “Pagano geom. Felice s.r.l.” avrebbe comunicato il proprio fallimento, anzi, che è presente agli atti della stessa, una sola dichiarazione (datata 29.12.2003) dalla quale risulta che l’impresa “...intende esercitare il recesso dagli obblighi scaturenti dal contratto rep. n° 351/2003...per sopraggiunte difficoltà economiche....e che tale facoltà ......deve ritenersi consentita, pur in assenza di un’espressa disciplina legislativa. Pertanto, ....lo scrivente (geom. Felice Pagano) nel comunicare lo scioglimento volontario e consensuale dell’associazione, fa presente di non avere alcuna pretesa creditoria circa i lavori di che trattasi, essendo gli stessi non ancora iniziati, esonerando da qualsiasi responsabilità la stazione appaltante...”; tale dichiarazione risulta allegata ad una nota trasmessa dall’impresa mandataria in data 30.12.2003, con la quale veniva comunicato alla SA la volontà di proseguire nell’adempimento contrattuale, senza alcuna sostituzione dell’impresa receduta.
Le predette date attribuite alle citate note, risultano, quindi, in contrasto con quanto riportato nella delibera di G.C. per l’approvazione della perizia di variante datata 16.7.2004, nella quale si legge testualmente “...(Delibera di) approvare lo schema di Atto di sottomissione, sottoscritto dall’impresa ATI fra le imprese “C.F. Costruzioni”, del geom. Colella Francesco e l’Impresa “Pagano geom. Felice s.r.l.”, con i nuovi prezzi indicati dal DL, impegnativo per l’impresa e subordinato ad approvazione per l’Amministrazione comunale;....”, ma soprattutto con quanto riportato nel Certificato di regolare esecuzione in cui a pag. 3 si legge: “...Considerato: che con nota del 21.8.2004 l’impresa mandante “Pagano geom. Felice s.r.l.” comunicava all’impresa capogruppo l’intenzione a voler recedere dall’esecuzione delle lavorazioni di cui alla categoria OG10 per sopraggiunte difficoltà economiche-finanziarie; Vista: la nota del 21.8.2004 con la quale l’impresa capogruppo “C.F. Costruzioni”, del geom. Colella Francesco comunicava alla direzione lavori l’intenzione di proseguire i lavori da solo senza sostituzione dell’impresa recessa, in quanto in possesso dei requisiti per l’esecuzione di tali lavorazioni: tale richiesta veniva debitamente accolta dalla stazione appaltante... ”. Tale circostanza è avvallata sia dall’impresa mandataria con la nota del 21.06.2010, con la quale ribadisce che la nota dell’impresa mandataria di voler recedere dagli obblighi del presente appalto è quella datata 29.12.2003, e sia dalla stazione appaltante nella nota del 18.06.2010 che menziona sempre e solo la stessa dichiarazione dell’impresa mandataria.
In particolare, secondo quanto previsto dall’art. 25, comma 3, secondo periodo della legge 109/94, vigente all’epoca dell’intervento in esame, l’ammissibilità di varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità, è subordinata al ricorrere delle seguenti condizioni: a) devono essere disposte nell'esclusivo interesse dell'amministrazione; b) devono essere finalizzate al miglioramento dell’opera e alla sua funzionalità e di ciò va data motivazione nella relazione che accompagna la variante; c) devono essere motivate da obiettive esigenze sopravvenute e non prevedibili al momento del contratto; d) non devono comportare modifiche sostanziali.
L'importo in aumento relativo a tali varianti non può, inoltre, superare il 5 per cento dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera.
A ciò deve aggiungersi il fatto che l’art. 134, comma 10, del Regolamento, dispone che tali varianti debbano essere “...approvate dal responsabile del procedimento, previo accertamento della loro non prevedibilità, e che alla loro copertura si provveda attraverso l'accantonamento per imprevisti o mediante utilizzazione, ove consentito, delle eventuali economie da ribassi conseguiti in sede di gara”.
In merito alle succitate opere subappaltate, si evidenzia che la presenza agli atti del Certificato rilasciato ai sensi della legge n. 46/90 e ss.mm.ii. dalla ditta Rossi Michele, in vigore durante l’appalto, attesta che la stessa ha effettuato lavorazioni in OG 10; infatti, ciò trova conferma nella nota del 21.06.2010, inviata dal titolare della ditta “C.F. Costruzioni”, geom. Colella Francesco, con la quale viene precisato che la predetta impresa Rossi ha effettuato solo delle opere modeste e solo in occasione dell’ultimazione dei lavori, tali comunque da poter rilasciare il certificato ai sensi della legge n. 46/90 e ss.mm.ii., avendo verificato la bontà dei materiali impiegati nell’esecuzione delle lavorazioni e sopratutto avendo eseguite opere per un importo modesto, pari ad euro 1.650,00. Tale circostanza, era anche necessaria perché l’impresa “C.F. Costruzioni” non era in possesso dell’abilitazione al rilascio di detta certificazione, come risulta dal certificato camerale dell’impresa.
Il caso in specie rientra tre quelli previsti dal comma 12 dell’articolo 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55 e ss.mm.ii. che prevede : "ai fini del presente articolo è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedono l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell'importo dei lavori affidati o di importo superiore a 100.000 ECU e qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell'importo del contratto da affidare”.
violazione di quanto previsto dall’art. 13 co 5 bis della legge 109/94 e dell’ art. 74, comma 2, del D.P.R. 554/1999, rispettivamente per l’esecuzione delle opere affidate all’impresa mandante e per la mancanza dei requisiti nella categoria OG 10;
approvazione di una perizia di variante e suppletiva superiore al 5% in difformità dell’art. 25 co 3 della legge 109/94 e dell’art. 134, co. 10 sempre del DPR 554/99;