Source: http://gnosis.aisi.gov.it/sito/MainDB.nsf/Pagine/Leggi?OpenDocument
Timestamp: 2019-05-25 23:53:06+00:00
Document Index: 151251665

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 40', 'art. 48', 'art. 56', 'art. 57', 'art. 60', 'art. 68', 'art. 75', 'art. 79', 'art. 88', 'art. 96', 'art. 107', 'art. 111', 'art. 114', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 119', 'art. 120', 'art. 121', 'art. 122', 'art. 123', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 126', 'art. 127', 'art. 128', 'art. 129', 'art. 130', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 134', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 138', 'art.2', 'art.1', 'art.3', 'art. 8']

(Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298). (*)
Art. 57. (9)
Art. 116. (21)
Con l’entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull’ordinamento provvisorio dello Stato. (50)
Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l’Assemblea Costituente può essere convocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98. (51)
(*) Il testo della Costituzione italiana con le successive modifiche costituzionali, qui riprodotto, è in tutto conforme a quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (del 1947 e degli anni successivi). Questa edizione con le note che seguono è stata curata dal Servizio Studi.
(1) - Nota all’art. 7, secondo comma.
(2) - Nota all’art. 8, terzo comma.
(3) - Nota all’art. 10, quarto comma.
(4) - Nota all’art. 26, secondo comma.
(5) - Nota all’art. 27, quarto comma.
(6) - Nota all’art. 40.
(7) - Nota all’art. 48, terzo comma.
(8) - Nota all’art. 56.
(9) - Nota all’art. 57.
(10) - Nota all’art. 60, primo comma.
(11) - Nota all’art. 68.
(12) - Nota all’art. 75, quinto comma.
(13) - Nota all’art. 79.
(14) - Nota all’art. 88, secondo comma.
(15) - Nota all’art. 96.
(16) - Nota all’art. 107, primo comma.
(17) - Nota all’art. 111.
(18) - Nota al Titolo V.
(19) - Nota all’art. 114.
(20) - Nota all’art. 115.
(21) - Nota all’art. 116.
(22) - Nota all’art. 117.
(23) - Nota all’art. 118.
(24) - Nota all’art. 119.
(25) - Nota all’art. 120.
(26) - Nota all’art. 121.
(27) - Nota all’art. 122.
(28) - Nota all’art. 123.
(29) - Nota all’art. 124.
(30) - Nota all’art. 125.
(31) - Nota all’art. 126.
(32) - Nota all’art. 127.
(33) - Nota all’art. 128.
(34) - Nota all’art. 129.
(35) - Nota all’art. 130.
(36) - Nota all’art. 131.
(37) - Nota all’art. 132.
(38) - Nota all’art. 134.
(39) - Nota all’art. 135.
(40) - Nota all’art. 135, quinto comma.
(41) - Nota all’art. 135, sesto comma.
(42) - Nota all’art. 135, settimo comma.
(43) - Nota all’art. 136, secondo comma.
(44) - Nota all’art. 137, primo comma.
(45) - Nota all’art. 137, secondo comma.
(46) - Nota all’art. 138.
(47) - Nota alla IV delle disposizioni transitorie e finali.
(48) - Nota alla VII delle disposizioni transitorie e finali.
(49) - Nota alla XI delle disposizioni transitorie e finali.
(50) - Nota alla XV delle disposizioni transitorie e finali.
(51) - Nota alla XVII delle disposizioni transitorie e finali.
- 9 febbraio 1963, n. 2: "Modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione"(G.U. n. 40 del 12 febbraio 1963);
- 27 dicembre 1963, n. 3: "Modificazioni agli articoli 131 e 57 della Costituzione e istituzione della Regione Molise" (G.U. n. 3 del 4 gennaio 1964);
- 22 novembre 1967, n. 2 : "Modificazione dell'articolo 135 della Costituzione e disposizioni sulla Corte costituzionale" G.U. n. 294 del 25 novembre 1967);
- 16 gennaio 1989, n. 1: "Modifiche degli articoli 96, 134 e 135 della Costituzione e della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, e norme in materia di procedimenti per i reati di cui all'articolo 96 della Costituzione" (G.U. n. 13 del 17 gennaio 1989);
- 4 novembre 1991, n. 1: "Modifica dell'articolo 88, secondo comma, della Costituzione" (G.U. n. 262 dell'8 novembre 1991);
- 6 marzo 1992, n. 1: "Revisione dell'articolo 79 della Costituzione in materia di concessione di amnistia e indulto" (G.U. n. 57 del 9 marzo 1992);
- 29 ottobre 1993, n. 3: "Modifica dell'articolo 68 della Costituzione" (G.U. n. 256 del 30 ottobre 1993);
- 22 novembre 1999, n.1:"Disposizioni concernenti l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l'autonomia statutaria delle Regioni" (G.U. n. 299 del 22 dicembre 1999);
- 23 novembre 1999, n. 2: "Inserimento dei principi del giusto processo nell'articolo 111 della Costituzione" (G.U. n. 300 del 23 dicembre 1999);
- 17 gennaio 2000, n. 1 : "Modifica all'articolo 48 della Costituzione concernente l'istituzione della circoscrizione Estero per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero" (G.U. n. 15 del 20 gennaio 2000).
- 23 gennaio 2001, n.1: "Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero di deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all'estero" (G.U. n. 19 del 24 gennaio 2001)
- 18 ottobre 2001, n. 3: "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione" (G.U. n. 248 del 24 ottobre 2001)
Legge 30 dicembre 1991, n.410, art.2 (Stralcio)
Legge 14 dicembre 2001, n. 431, art.1 co.3 (Stralcio)
Legge 24 ottobre 1977 n° 801
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 7 novembre 1977, n. 303.
2. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituito un Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza con funzioni di consulenza e proposta, per il Presidente del Consiglio dei Ministri, sugli indirizzi generali e sugli obiettivi fondamentali da perseguire nel quadro della politica informativa e di sicurezza.
Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri ed è composto dai Ministri degli affari esteri, dell'interno, di grazia e giustizia, della difesa, dell'industria e delle finanze.
3. E' istituito, alla diretta dipendenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Comitato esecutivo per i Servizi di informazione e di sicurezza (CESIS).
E' compito del Comitato fornire al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai fini del concreto espletamento delle funzioni a lui attribuite dall'articolo 1, tutti gli elementi necessari per il coordinamento dell'attività dei Servizi previsti dai successivi articoli 4 e 6; l'analisi degli elementi comunicati dai suddetti Servizi; l'elaborazione delle relative situazioni. E' altresì compito del Comitato il coordinamento dei rapporti con i servizi di informazione e di sicurezza degli altri Stati.
La segreteria generale del Comitato è affidata ad un funzionario dell'amministrazione dello Stato avente la qualifica di dirigente generale, la cui nomina e revoca spettano al Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Comitato interministeriale di cui all'articolo 2.
4. E' istituito il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMi). Esso assolve a tutti i compiti informativi e di sicurezza per la difesa sul piano militare dell'indipendenza e della integrità dello Stato da ogni pericolo, minaccia o aggressione. Il SISMi svolge, inoltre, ai fini suddetti compiti di controspionaggio.
Il Ministro della difesa, dal quale il Servizio dipende, ne stabilisce l'ordinamento e ne cura l'attività sulla base delle direttive e delle disposizioni del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 1.
Il direttore del Servizio e gli altri funzionari indicati nelle disposizioni sull'ordinamento sono nominati dal Ministro della difesa, su parere conforme del Comitato interministeriale di cui all'articolo 2.
Il SISMi è tenuto a comunicare al Ministro della difesa e al Comitato di cui all'articolo 3 tutte le informazioni ricevute o comunque in suo possesso, le analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e tutto ciò che attiene alla sua attività.
5. I reparti e gli uffici addetti alla informazione, sicurezza e situazione esistenti presso ciascuna Forza armata o Corpo armato dello Stato hanno compiti di carattere esclusivamente tecnico-militare e di polizia militare limitatamente all'ambito della singola Forza armata o Corpo. Essi agiscono in stretto collegamento con il SISMi.
E' abrogata la lettera g) dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965, n. 1477.
6. E' istituito il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDe). Esso assolve a tutti i compiti informativi e di sicurezza per la difesa dello Stato democratico e delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento contro chiunque vi attenti e contro ogni forma di eversione.
Il Ministro dell'Interno, dal quale il Servizio dipende, ne stabilisce l'ordinamento e ne cura l'attività sulla base delle direttive e delle disposizioni del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 1.
Il direttore del Servizio e gli altri funzionari indicati nelle disposizioni sull'ordinamento sono nominati dal Ministro dell'Interno, su parere conforme del Comitato interministeriale di cui all'articolo 2.
Il SISDe è tenuto a comunicare al Ministro dell'Interno e al Comitato di cui all'articolo 3 tutte le informazioni ricevute o comunque in suo possesso, le analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e tutto ciò che attiene alla sua attività.
7. Il personale di ciascuno dei Servizi istituiti dagli articoli 4 e 6 e del Comitato di cui all'articolo 3 è costituito da dipendenti civili e militari dello Stato che vengono trasferiti, con il loro consenso, alle esclusive dipendenze dei Servizi stessi, nonché da personale assunto direttamente. In nessun caso i Servizi possono avere alle loro dipendenze, in modo organico o saltuario, membri del Parlamento, consiglieri regionali, provinciali, comunali, magistrati, ministri di culto e giornalisti professionisti.
La consistenza dell'organico del Comitato di cui all'articolo 3 e di ciascun Servizio, i casi e le modalità relativi al rientro dei dipendenti pubblici nelle amministrazioni di originaria appartenenza, il trattamento giuridico-economico e i casi e le modalità di trasferimento ad altra amministrazione dello Stato del personale assunto direttamente, sono stabiliti, anche in deroga ad ogni disposizione vigente, rispettivamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro della difesa e dal Ministro dell'interno su parere conforme del Comitato interministeriale di cui all'articolo 2 e di concerto con il Ministro del tesoro. Il trattamento giuridico ed economico del personale del Comitato di cui all'articolo 3 e dei Servizi di cui agli articoli 4 e 6, non può comunque essere inferiore a quello delle qualifiche corrispondenti del pubblico impiego.
Il Comitato e i Servizi istituiti dagli articoli 3, 4 e 6 possono utilizzare, per determinazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta rispettivamente dei Ministri della difesa e dell'interno e di concerto con gli altri Ministri interessati, mezzi e infrastrutture di qualsiasi amministrazione dello Stato.
8. Non possono appartenere in modo organico o saltuario al Comitato di cui all'art.3 e ai Servizi di cui agli articoli 4 e 6, persone che, per comportamenti od azioni eversive nei confronti delle istituzioni democratiche, non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà ai valori della Costituzione repubblicana ed antifascista.
9. Gli appartenenti al Comitato di cui all'articolo 3 e ai Servizi di cui agli articoli 4 e 6 non rivestono la qualità di ufficiali o di agenti di polizia giudiziaria; tale qualità è sospesa durante il periodo di appartenenza al Comitato e ai Servizi per coloro che la rivestono in base agli ordinamenti dell'amministrazione di provenienza.
In deroga alle ordinarie disposizioni, gli appartenenti ai Servizi hanno l'obbligo di fare rapporto, tramite i loro superiori, esclusivamente ai direttori dei Servizi, che ne riferiscono rispettivamente al Ministro della difesa e al Ministro dell'Interno e, contemporaneamente, al Presidente del Consiglio dei Ministri tramite il Comitato di cui all'articolo 3.
I direttori dei Servizi istituiti dagli articoli 4 e 6 hanno l'obbligo, altresì, di fornire ai competenti organi di polizia giudiziaria le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati.
L'adempimento dell'obbligo di cui al precedente comma può essere ritardato, su disposizione del Ministro competente con l'esplicito consenso del Presidente del Consiglio, quando ciò sia strettamente necessario per il perseguimento delle finalità istituzionali dei Servizi.
10. Nessuna attività comunque idonea per l'informazione e la sicurezza può essere svolta al di fuori degli strumenti, delle modalità, delle competenze e dei fini previsti dalla presente legge.
Nella prima applicazione della presente legge, e fino alla formulazione dei ruoli dei Servizi previsti dagli articoli 4 e 6, i Servizi stessi si avvalgono, con l'osservanza di quanto disposto dall'art. 8, di personale dei servizi fin qui esistenti presso i Ministeri della difesa e dell'interno (SID e SdS).
Tali servizi cessano comunque di operare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e tutti i mezzi, la documentazione e le strutture tecniche confluiranno, su determinazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri dell'Interno e della difesa, nei Servizi istituiti dagli articoli 4 e 6, secondo le competenze e le funzioni loro attribuite.
11. Il Governo riferisce semestralmente al Parlamento, con una relazione scritta, sulla politica informativa e della sicurezza, e sui risultati ottenuti.
Un Comitato parlamentare costituito da quattro deputati e quattro senatori nominati dai Presidenti dei due rami del Parlamento sulla base del criterio di proporzionalità, esercita il controllo sull'applicazione dei principi stabiliti dalla presente legge.
A tale fine il Comitato parlamentare può chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Comitato interministeriale di cui all'articolo 2 informazioni sulle linee essenziali delle strutture e dell'attività dei Servizi e formulare proposte e rilievi.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri può opporre al Comitato parlamentare, indicandone con sintetica motivazione le ragioni essenziali, l'esigenza di tutela del segreto in ordine alle informazioni che a suo giudizio eccedono i limiti di cui al comma precedente.
12. Sono coperti dal segreto di Stato gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno alla integrità dello Stato democratico, anche in relazione ad accordi internazionali, alla difesa delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento, al libero esercizio delle funzioni degli organi costituzionali, alla indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e alle relazioni con essi, alla preparazione e alla difesa militare dello Stato.
13. Le parole «segreto politico o militare» contenute nel primo e nel secondo comma dell'articolo 342 del codice di procedura penale sono sostituite dalle parole «segreto di Stato».
Le parole «provvede a norma del secondo capoverso dell'articolo 352» contenute nel secondo comma dell'articolo 342 del codice di procedura penale sono sostituite dalle parole «provvede a norma dell'articolo 352».
14. La rubrica dell'articolo 351 del codice di procedura penale è così modificata: «Diritto d'astenersi dal testimoniare e divieto di esame determinati dal segreto professionale o di ufficio».
Il primo comma dell'articolo 352 del codice di procedura penale è inserito, quale secondo comma, nell'articolo 351 dello stesso codice.
15. L'articolo 352 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:
«Dovere d'astenersi dal testimoniare e divieto di esame determinati dal segreto di Stato.
Se l'autorità procedente non ritiene fondata la dichiarazione fatta da alcuna delle predette persone in ordine alla segretezza, interpella il Presidente del Consiglio dei Ministri che, ove ritenga di confermarla, deve provvedervi entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta. In tal caso non si procede per il delitto di cui all'articolo 372 del codice penale e, se la conoscenza di quanto coperto dal segreto di Stato sia essenziale, l'autorità procedente dichiara di non doversi procedere nell'azione penale per l'esistenza di un segreto di Stato».
16. Di ogni caso di conferma dell'opposizione del segreto di Stato ai sensi dell'articolo 352 del codice di procedura penale il Presidente del Consiglio dei Ministri è tenuto a dare comunicazione, indicandone con sintetica motivazione le ragioni essenziali, al Comitato parlamentare di cui all'articolo 11 della presente legge. Il Comitato parlamentare, qualora ritenga a maggioranza assoluta dei suoi componenti infondata la opposizione del segreto, ne riferisce a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni politiche.
17. Il Presidente del Consiglio dei Ministri dà comunicazione alle Camere con la relativa motivazione di ogni caso di opposizione del segreto di Stato ai sensi degli articoli 11 e 15 della presente legge.
18. Sino alla data di emanazione di una nuova legge organica relativa alla materia del segreto, le fattispecie previste e punite dal libro II, titolo I, capi primo e quinto del codice penale, concernenti il segreto politico interno e internazionale, debbono essere riferite alla definizione di segreto di cui agli articoli 1 e 12 della presente legge.
19. Le spese relative al Comitato di cui all'articolo 3 e quelle dei Servizi istituiti dagli articoli 4 e 6 sono iscritte in apposita rubrica - denominata «Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza» - da istituirsi nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza, determina, con propri decreti, le somme da assegnare al CESIS per spese di organizzazione e di funzionamento e al SISMi e al SISDe per spese di organizzazione e di funzionamento, nonché per spese riservate da iscrivere, rispettivamente, nello stato di previsione della spesa della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri della difesa e dell'Interno. Il Ministro del tesoro, sulla base dei provvedimenti anzidetti, provvede, con propri decreti, ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Le spese riservate sono iscritte in appositi capitoli e non sono soggette a rendicontazione.
In sede di prima applicazione confluiscono nell'anzidetta rubrica gli stanziamenti già iscritti, per analoghe esigenze, negli stati di previsione della spesa dei Ministeri dell'Interno e della difesa. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni di bilancio che, ove necessario, potranno interessare anche il conto dei residui passivi.
La presente legge, munita del sigillo di Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addì 24 ottobre 1977
ANDREOTTI-COSSIGA-BONIFACIO-RUFFINI-STAMMATI
1. Nell'ambito delle attività per le informazioni e la sicurezza dello Stato previste dalla legge 24 ottobre 1977, n. 801, ferme restando le attribuzioni e la disciplina degli ordinamenti ivi previsti, spetta al SISDe ed al SISMi, rispettivamente per l'area interna e quella esterna, svolgere attività informativa e di sicurezza da ogni pericolo o forma di eversione dei gruppi criminali organizzati che minacciano le istituzioni e lo sviluppo della civile convivenza. A tal fine, il Presidente del Consiglio dei Ministri, con proprio decreto, di concerto con i Ministri della difesa e dell'interno, emana le direttive e determina i criteri di adeguamento dell'attività informativa del SISDe e del SISMi alle specifiche finalità previste dal presente decreto.
Legge 14 dicembre 2001, n.431, Art.1 co.3 (Stralcio)
3. Il Comitato, con propria delibera, d'intesa con la Banca d'Italia, individua gli ulteriori dati ed informazioni, acquisiti in base alla vigente normativa sull'antiriciclaggio, sull'usura e sugli intermediari finanziari, che le pubbliche amministrazioni sono obbligate a trasmettere al Comitato stesso. Il Comitato puo' richiedere ulteriori accertamenti all'Ufficio italiano dei cambi, ((alla Commissione nazionale per le societa' e la borsa)) e al Nucleo speciale di polizia valutaria. Ove se ne ravvisi la necessita' ((per le strette finalita' di cui al comma 1,)) puo' anche richiedere lo sviluppo di eventuali attivita' informative alla Guardia di finanza, ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68. Il presidente del Comitato puo' trasmettere dati ed informazioni al Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza ed ai direttori dei Servizi per la informazione e la sicurezza, anche ai fini dell'attivita' di coordinamento spettante al Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 ottobre 1977, n. 801.