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Timestamp: 2018-12-17 19:26:42+00:00
Document Index: 89754350

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 606', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3']

Dichiarazione redditi - affidamento mandato al commercialisti - esonero responsabilità contribuente - non sussiste
Corte di Cassazione - -Sentenza 16958 del 08.05.2012
L’affidamento al commercialista del mandato non esonera il soggetto obbligato alla dichiarazione dei redditi a vigilare affinché tale mandato sia puntualmente adempiuto
1. La Corte di Appello di ……., con sentenza emessa il 24/11/2010, confermava la sentenza del Tribunale di ……., in data 15/02/2010, appellata da (..), imputato del reato di cui all’art. 5 DLgs. 10 marzo 2000 n. 74 – per aver omesso di presentare le prescritte dichiarazioni IVA relativa agli anni di imposta 1999, 2000, 2002, 2003 – e riconosciuto colpevole limitatamente agli anni di imposta 2002 e 2003, con la conseguente condanna alla pena di anni uno e mesi due di reclusione; pena sospesa.
2. L’interessato proponeva ricorso per Cassazione, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, ex art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen..
a) che non ricorreva l’elemento soggettivo del reato de quo poiché l’omessa trasmissione delle dichiarazioni dei redditi alla competente Agenzia delle Entrate era dovuta a colpa e/o negligenza del proprio commercialista ((..)), cui aveva affidata la tenuta della contabilità;
b) che comunque non ricorreva l’elemento obiettivo del reato de quo, non risultando accertato in modo univoco il superamento della soglia di punibilità penale fissata in € 77.468,53 per ogni anno di imposta, ai sensi dell’art. 5 DLgs. 74/2000.
In particolare i giudici del merito, mediante un esame analitico ed esaustivo delle risultanze processuali, hanno accertato che (..), quale rappresentante legale della (X) srl, con sede a ……., aveva omesso di presentare la prescritta dichiarazione IVA, fra l’altro, per gli anni di imposta 2002 e 2003, con conseguente evasione della relativa imposta, rispettivamente per un importo di € 111.618,47 per l’anno 2002 e di € 210.214,67, quanto all’anno 2003 (vedi sent. 2° grado, pagg. 1, 2, 3).
Ricorrevano, pertanto, nella fattispecie gli elementi costitutivi, soggettivo ed oggettivo, del reato di cui all’art. 5 DLgs. 74/2000, come contestato in atti.
2. Le censure dedotte nel ricorso sono generiche, perché meramente ripetitive di quanto esposto in sede di Appello.
Sono infondate perché in contrasto con quanto accertato e congruamente motivato dai giudici del merito.
Sono, altresì, errate in diritto.
All’uopo va ribadito che l’affidamento ad un commercialista del mandato a trasmettere per via telematica la dichiarazione dei redditi alla competente Agenzia delle Entrate (tale è l’assunto difensivo del ricorrente) – ai sensi dell’art. 3, comma 8, DPR n. 322/1988, come modificato dal DPR n. 435/2001 – non esonera il soggetto obbligato alla dichiarazione dei redditi a vigilare affinché tale mandata sia puntualmente adempiuto [conforme Sez. III n. 9163 del 29/10/2009 (depositata 08/03/2010), [Omissis]].
3. Va dichiarato, pertanto, inammissibile il ricorso proposto da (..) con condanna dello stesso al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria che si determina in € 1.000,00.
Corte di Cassazione - Sentenza 16958 del 08.05.2012