Source: http://legislazionetecnica.it/2055396/prd/pagina-informativa/classificazione-dei-rifiuti-base-allorigine-e-base-alla-pericolosit%C3%A0
Timestamp: 2018-07-19 15:32:58+00:00
Document Index: 12696753

Matched Legal Cases: ['art. 198', 'art. 184', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 185', 'art. 4', 'art. 185', 'art. 185', 'art. 185', 'art. 185', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 184']

Classificazione dei rifiuti in base all'origine e in base alla pericolosità | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW3860
2055396 4608530
I rifiuti sono classificati:
- secondo l'origine;
- secondo le caratteristiche di pericolosità.
2055396 4608531
Classificazione in base all’origine: rifiuti urbani e rifiuti speciali
Secondo l’origine i rifiuti si distinguono in:
- rifiuti urbani, a loro volta comprendenti:
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), che i Comuni possono assimilare ai rifiuti urbani (cfr. art. 198, comma 2, lettera g), del D. Leg.vo 152/2006);
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade e aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e);
- rifiuti speciali a loro volta comprendenti:
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo;
La qualifica di rifiuto “urbano” è, evidentemente, di grande rilevanza per la disciplina giuridico-amministrativa del suo trattamento. I rifiuti urbani infatti sono gestiti sulla base della divisione del territorio in Ambiti territoriali ottimali col concorso delle Amministrazioni comunali. Per essi sono dettate specifiche norme giuridico-amministrative sulla raccolta differenziata, il traporto e il trattamento e valore, anche di contenuto tecnico, in deroga alle norme altrimenti previste per gli altri generi di “rifiuto”.
2055396 4608532
Classificazione in base al pericolo: rifiuti pericolosi e non pericolosi
Secondo le caratteristiche di pericolosità i rifiuti si distinguono in rifiuti non pericolosi e rifiuti pericolosi. Tali caratteristiche sono fissate da combinato disposto:
- dell’art. 184 del D. Leg.vo 03/04/2006, n. 152;
- del c.d. “Catalogo europeo dei rifiuti”, contenuto nell’allegato D della parte IV del D. Leg.vo n. 152/2006, come sostituito a decorrere dal 01/06/2015 dall’allegato alla Dec. Comm. UE 18/12/2014, n. 955 N1;
- delle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti indicate nell’allegato I della parte IV del citato, D. Leg.vo 152/2006, come sostituito a decorrere dal 01/06/2015 dall’allegato al Regolamento 18/12/2014, n. 1357 dell’Unione europea N1;
- dal Regolamento 08/06/2017, n. 997 dell’Unione europea sulle caratteristiche di pericolo dei rifiuti ecotossici HP 14 a decorrere dal 05/07/2018.
Chiarimenti e orientamenti tecnici per la corretta interpretazione e applicazione della citata normativa europea in materia di classificazione dei rifiuti e di identificazione delle caratteristiche di pericolo sono stati inoltre forniti alle autorità e alle imprese dalla Commissione europea con la Comunicazione 09/04/2018, pubblicata nella GUUE 09/04/2018, n. C 124.
Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell'elenco di cui all'allegato D alla parte IV del D. Leg.vo n. 152/2006, che reca i codici europei dei rifiuti (“codici CER”). La qualifica di “rifiuto pericoloso” consegue alle attività di analisi dei componenti il rifiuto stesso, di classificazione e attribuzione al medesimo del relativo codice CER: nel caso al rifiuto vada assegnato un codice contrassegnato con “asterisco” lo stesso è da considerarsi pericoloso.
I rifiuti contrassegnati nell'elenco di cui all’allegato D citato possono essere:
- classificati con codice CER pericoloso “assoluto”, che sono considerati pericolosi senza alcuna ulteriore specificazione. Le proprietà di pericolo, definite da H1 ad H15, possedute dal rifiuto, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione;
- classificati con codici CER speculari, uno pericoloso ed uno non pericoloso, in questo caso pertanto per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso debbono essere determinate le proprietà di pericolo che esso possiede.
Le indagini da svolgere per determinare le proprietà di pericolo che un rifiuto possiede sono le seguenti:
- la scheda informativa del produttore;
- la conoscenza del processo chimico;
- il campionamento e l'analisi del rifiuto;
- la normativa europea sulla etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi;
- le fonti informative europee ed internazionali;
- la scheda di sicurezza dei prodotti da cui deriva il rifiuto;
Se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo aspecifico, e non sono perciò noti i composti specifici che lo costituiscono, per individuare le caratteristiche di pericolo del rifiuto devono essere presi come riferimento i composti peggiori, in applicazione del principio di precauzione.
Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità di cui sopra, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.
2055396 4608533
Caratteristica di pericolo HP 14 “ecotossico”: Regolamento UE n. 997/2017 e norme transitorie fino al 05/07/2018
Le condizioni per la classificazione dei rifiuti ecotossici (rifiuti che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali) sono state stabilite a decorrere dal 05/07/2018, dal Regolamento UE 08/06/2017, n. 997. Secondo gli orientamenti dettati dalla Commissione europea con la Comunicazione 09/04/2018, nel periodo antecedente alla data di applicazione di detto Regolamento, ossia prima del 05/07/2018, le autorità e gli operatori devono fare riferimento alle norme nazionali in vigore nel proprio Stato membro.
Al riguardo risulta utile segnalare che il comma 9-ter dell’art. 7, del D.L. 78/2015 (conv. L. 125/2015), aveva introdotto una disposizione transitoria per l’attribuzione ai rifiuti della caratteristica di pericolo HP14 “ecotossico” nelle more dell’adozione, da parte della Commissione europea, degli specifici criteri per l’attribuzione ai rifiuti di tale caratteristica. Il menzionato art. 7, comma 9-ter, del D.L. 78/2015, recita “nelle more dell’adozione, da parte della Commissione europea, di specifici criteri per l’attribuzione ai rifiuti della caratteristica di pericolo HP 14 ‘ecotossico’, tale caratteristica viene attribuita secondo le modalità dell’Accordo europeo relativo al trasporto internazionale delle merci pericolose su strada (ADR) per la classe 9 - M6 e M7”. La norma è esplicitamente finalizzata a favorire la corretta gestione dei centri di raccolta comunale per il conferimento dei rifiuti presso gli impianti di destino, nonché per l’idonea classificazione dei rifiuti. L’ADR (Accordo internazionale per il trasporto di merci pericolose su strada) prevede 9 classi di pericolosità per le merci. La classe 9 è una classe “residuale” che comprende le materie e gli oggetti che, durante il trasporto, presentano un pericolo diverso da quelli compresi sotto il titolo delle altre classi. Le sottocategorie M6 e M7 riguardano materie pericolose per l’ambiente acquatico, rispettivamente liquide o solide.
Si rammenta che in data 29/11/2011 è stato emanato un Parere ISPRA/ISS69 Visualizza PDF in merito all’applicazione della classificazione dei rifiuti, con particolare riferimento alla caratteristica H 14 (ora HP 14) introdotta dagli allegati D e I del D. Leg.vo 152/2006, sempre in via transitoria e prima della definizione dei criteri univoci in sede europea.
Comunicaz. Comm. UE 09/04/2018
Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti.
La Comunicazione fornisce orientamenti tecnici su alcuni aspetti della Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti (Direttiva quadro sui rifiuti) e della Decisione 2000/532/CE relativa all'elenco dei rifiuti (elenco dei rifiuti). In particolare, essa fornisce chiarimenti e orientamenti alle autorità nazionali, ivi incluse le autorità locali, e alle imprese (ad esempio per le autorizzazioni), riguardo alla corretta interpretazione e applicazione della pertinente normativa UE in materia di classificazione dei rifiuti, segnatamente in merito all'identificazione delle caratteristiche di pericolo, valutando se i rifiuti presentano una qualche caratteristica di pericolo e, in ultima analisi, classificando i rifiuti come pericolosi o non pericolosi.
La comunicazione è strutturata in tre capitoli e quattro allegati:
- il capitolo 1 fornisce un contesto generale per la classificazione dei rifiuti, nonché istruzioni su come leggere gli orientamenti;
- il capitolo 2 presenta brevemente le parti pertinenti della normativa UE in materia di rifiuti, sottolineandone la rilevanza per la definizione e la classificazione dei rifiuti (pericolosi);
- il capitolo 3 presenta le fasi generali della classificazione dei rifiuti evidenziando i concetti fondamentali;
- l'allegato 1 fornisce informazioni sull'elenco dei rifiuti e sulla selezione delle voci appropriate dell'elenco dei rifiuti;
- l'allegato 2 presenta le diverse fonti di informazione sulle sostanze pericolose e la loro classificazione;
- l'allegato 3 descrive i principi per la valutazione delle singole caratteristiche di pericolo da HP 1 a HP 15;
- l'allegato 4 riprende i concetti fondamentali e fa riferimento alle norme e ai metodi disponibili per quanto concerne il campionamento dei rifiuti e le analisi chimiche dei rifiuti.
La Commissione precisa che il documento fornisce chiarimenti in conformità alla normativa UE esistente e che tiene conto degli orientamenti sulla classificazione dei rifiuti messi a disposizione dai vari Stati membri dell'UE.
Regolam. Cons. UE 08/06/2017, n. 997
REGOLAMENTO (UE) 2017/997 DEL CONSIGLIO dell'8 giugno 2017 che modifica l'allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la caratteristica di pericolo HP 14 «Ecotossico».
Il Regolamento sostituisce la voce HP 14 dell'allegato III della Direttiva 2008/98/CE - che contiene l'elenco delle caratteristiche di pericolo per i rifiuti - relativa ai rifiuti ecotossici, ossia i rifiuti che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali. Il provvedimento si applica a decorrere dal 05/07/2018.
Chiarimenti interpretativi in merito alla nuova classificazione dei rifiuti introdotta dal Regolamento UE 1375/2014 e dalla Decisione UE 855/2014.
La Nota ministeriale, che sostituisce la precedente emanata in data 25/09/2015 con n. 11719 correggendo alcuni refusi, fornisce alcuni limitati ed iniziali chiarimenti in merito alle novità introdotte dal Regolam. Comm. UE 18/12/2014, n. 1357, che ha sostituito l'Allegato III della Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti concernente le caratteristiche di pericolo per i rifiuti, e dalla Dec. Comm. UE 18/12/2014, n. 955, che ha modificato la Decisione 2000/532/CE relativa all'elenco dei rifiuti ai sensi della Direttiva 2008/98/CE. Le novità introdotte dai sopra citati provvedimenti sono pienamente operative a far data dal 01/06/2015, con conseguente disapplicazione delle disposizioni nazionali vigenti, ove in contrasto (allo stato attuale al momento dell'emanazione della nota in commento e prima del loro pieno adeguamento, gli Allegati D ed I alla Parte IV del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 152/2006).
Regolam. Comm. UE 18/12/2014, n. 1357
REGOLAMENTO (UE) N. 1357/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2014 che sostituisce l'allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive.
Il provvedimento sostituisce l’allegato III della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti - per quanto riguarda le caratteristiche di pericolo per i rifiuti - e si applica direttamente a partire dalla suddetta data di fatto superando le disposizioni contenute nell’Allegato I alla Parte IV del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 152/2006.
Le modifiche scaturiscono dalla necessità di adeguare l’allegato III della citata Direttiva 2008/98/CE ai progressi tecnici e scientifici, nonché per allineare le definizioni delle caratteristiche di pericolo con quanto indicato nel Regolamento (CE) 1272/2008 (cosiddetto “Regolamento CLP” - classificazione, etichettatura e imballaggio), e per sostituire i riferimenti alla Direttiva 67/548/CEE e alla Direttiva 1999/45/CE con riferimenti al Regolamento (CE) 1272/2008. Si noti che per evitare una possibile confusione con i codici delle indicazioni di pericolo di cui al Regolamento CLP, le caratteristiche di pericolo da H1 a H15, di cui all’allegato III della Direttiva 2008/98/CE, sono state ridenominate, mediante sostituzione della sigla “H” con quella “HP”.
Quanto sopra descritto arriva a valle dell’entrata in vigore, dal 18/02/2015, delle novità in precedenza introdotte sul punto dall’art. 13, comma 5, lettera b-bis), del D.L. 91/2014 (conv. L. 116/2014), il quale - operando delle modifiche nell’Allegato D alla Parte IV del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 152/2006 - aveva elencato nuovi principi di classificazione dei rifiuti e modalità per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso. Queste disposizioni, tra l’altro molto contestate poiché suscettibili di attrarre nella gestione dei rifiuti “pericolosi” molte tipologie di materiali che in precedenza non lo erano, vanno quindi considerate superate da quelle comunitarie, gerarchicamente superiori, a partire dal 01/06/2015.
Dec. Comm. UE 18/12/2014, n. 955
DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2014 che modifica la decisione 2000/532/CE relativa all'elenco dei rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
Il provvedimento modifica la decisione 2000/532/CE relativa all’elenco dei rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio - per quanto riguarda l’elenco dei rifiuti - e si applica direttamente a partire dalla suddetta data di fatto superando le disposizioni contenute nell’Allegato D alla Parte IV del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 152/2006.
Le modifiche sono scaturite dalla necessità di adeguare alcune caratteristiche di pericolo dei rifiuti al progresso tecnico e scientifico e alle nuove disposizioni sulle sostanze chimiche nonché di allineare la terminologia a quella utilizzata nel Regolamento (CE) 1272/2008 (cosiddetto “Regolamento CLP” - classificazione, etichettatura e imballaggio).
Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale.
Oltre a disposizioni urgenti in materia di rifiuti per la regione Campania, il D.L. proroga fino al 31/07/2012, in attesa di un D.M. che li regolamenti, la commercializzazione di sacchi di asporto merci (o sacchetti di plastica), inoltre, reca interpretazione autentica dell’art. 185 del D. Leg.vo 152/2006, al fine di escludere dalla disciplina dei rifiuti di cui al Titolo I della Parte IV del medesimo Testo Unico, anche i materiali di riporto.
I materiali da riporto c.d. "storici", di cui all’Allegato 2 alla Parte IV del D. Leg.vo 152/2006, sono costituiti da una miscela eterogenea di materiali di origine antropica e terreno naturale che, utilizzati nel corso dei secoli per successivi riempimenti e livellamenti del terreno, si sono stratificati e sedimentati nel suolo fino a profondità variabili e che si sono assestati compattandosi ed integrandosi con il «terreno naturale.
Con la norma di interpretazione autentica introdotta dall'art. 4 del D.L. 2/2012 in commento si è inteso dunque ricomprendere nel concetto di "suolo" anche la matrice ambientale materiale di riporto, al fine di poter escludere, ai sensi dell’art. 185 del D. Leg.vo 152/2006, l’applicazione della disciplina dei rifiuti nei casi in cui il medesimo materiale di riporto sia:
- contaminato e non venga scavato (art. 185 del D. Leg.vo 152/2006, comma 1, lettera b);
- non contaminato, escavato nel corso di attività di costruzione e riutilizzato allo stato naturale nel medesimo sito a fini di costruzione (art. 185 del D. Leg.vo 152/2006, comma 1, lettera c);
- escavato non contaminato, e debba essere valutato per l’utilizzo in siti diversi da quello in cui è stato escavato (art. 185 del D. Leg.vo 152/2006, comma 4).
Il secondo comma dell’art. 3, modificando l’art. 39, comma 4, del D. Leg.vo 205/2010, chiarisce che anche per le matrici materiali di riporto le condizioni alle quali possono essere considerate sottoprodotto saranno stabilite con il decreto ministeriale previsto dal comma 2, dell'art. 184-bis del D. Leg.vo 152/2006.
Dec. Comm. UE 03/05/2000, n. 532
Decisione della Commissione del 3 maggio 2000, n. 2000/532/CE che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all’articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE del consiglio relativa ai rifiuti e la decisione 94/904/CE del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE del consiglio relativa ai rifiuti pericolosi.
Premi a prevenzione e recupero da Italia Oggi Sette
Sui rifiuti occorre un Mud per ogni unità locale da Il Sole 24 Ore
Frazione Onna - L'Aquila 12/10/2018
Roma 05/10/2018