Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19147-del-28-09-2016
Timestamp: 2020-04-08 02:42:01+00:00
Document Index: 145970635

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2727', 'art. 2697', 'art. 2727', 'art. 2697', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 19147 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19147 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 27/06/2016, dep. 28/09/2016), n.19147
sul ricorso 14761-2015 proposto da:
PALESTRINA 19, presso l’avvocato dello studio legale BALDUCCI,
rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO PAOLO SISTO giusta
avverso la sentenza n. 2385/15/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI del 06/06/2014, depositata il 24/11/2014;
27/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. VELLA Paola.
FATTO E DIRFITO
1. Il ricorso è articolato, testualmente, sulle seguenti censure: 1) “violazione art. 2727 c.c.. Presunzioni che sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto noto. Violazione art. 2697 c.c.”; 2) “violazione della normativa di applicazione dell’IRAP – D.Lgs. n. 444 del 1997”; 3) “Erronea applicazione delle sanzioni indicate ai punti 2/5/6 della pagina 10 dell’avviso di accertamento”; 4) “violazione art. 2727 c.c., Presunzioni che sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto noto. Violazione art. 2697 c.c.”.
2. I motivi sono tutti manifestamente inammissibili.
3. In particolare, del tutto generici risultano i primi due, il secondo dei quali non appare nemmeno chiaramente riconducibile ai vizi di cui l’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3), 4) o 5).
4. A titolo esemplificativo, nel primo motivo si legge, tra l’altro: “la sentenza impugnata basa gli elementi probatori sulla semplice indicazione dell’Uffici, operando, in tal senso, una presunzione da presunzione palesemente vietata dalla legge… infatti tutta la ricostruzione reddituale è in dimostrata ed immotivata perchè l’atto impositivo è fondato su una catena di elementi male interpretati e comunque erronee”. A sua volta, nel secondo si legge: “eccezione di nullità della sentenza in quanto nel giudizio non sono debitamente provati i fatti l’impugnata sentenza, così come formulata, è generica e vaga che dalla stessa non è dato desumete quale sia l’iter logico in base al quale i giudici abbiano deciso”.
5. Gli ulteriori due motivi sono invece rivolti a censurare l’operato dell’Ufficio, piuttosto che la decisione impugnata, così tradendo l’intento di ottenerne una rivisitazione nel merito, che però è incompatibile con le connotazioni del giudizio dì legittimità (ex plurimis Cass. s.u. n. 7931/13; Cass. nn. 12264/14 e 3396/15).
6. In conclusione, il ricorso va respinto e la parte ricorrente va condannata, in ragione della soccombenza, alla rifusione delle spese del presente giudizio in favore dell’amministrazione controricorrente.
La Corte dichiara inammissibili i motivi di ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 5.600,00 oltre spese prenotate a debito.