Source: http://www.slideshare.net/dariogiettl/a-potabili
Timestamp: 2016-06-01 07:03:36+00:00
Document Index: 151735132

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 19', 'art.4', 'art. 19', 'art.19', 'art.19', 'art 2']

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Grazia Laganà
ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Il 25 dicembre 2003 è entrata in vigore la nuova disposizione in materia di acque potabili. </li></ul><ul><li>Il vecchio D . P. R. n ° 236 del 1988 che le regolava, va in pensione ed entra definitivamente operativo il nuovo Decreto Legislativo n. 31 del 2001 che applica una apposita direttiva dell’U. E.; </li></ul>
ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>IL CICLO NATURALE DELL'ACQUA </li></ul><ul><li>L'acqua è un elemento importantissimo del nostro ecosistema. Gli esseri umani, le piante e gli animali necessitano di molta acqua per vivere. </li></ul><ul><li>È difficile crederlo, ma l'acqua che abbiamo oggi è la stessa che esiste sul nostro pianeta da milioni di anni. Esiste una quantità fissa di acqua sul nostro pianeta. Essa si muove continuamente nell'ambiente. Questo processo si chiama ciclo dell'acqua. </li></ul><ul><li>Vediamo come funziona. </li></ul>
ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Cominciamo dall' evaporazione : </li></ul><ul><li>il sole scalda la superficie dell'acqua ed essa evapora. </li></ul><ul><li>L'evaporazione converte l'acqua del suolo e degli oceani in vapore acqueo, che sale nell'atmosfera. </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>La fase successiva è quella della condensazione . Il vapore acqueo si raffredda e si condensa, formando le nuvole. Le nuvole continuano ad ingrossarsi, fino a quando la quantità d'acqua cresce tanto che cade sulla terra. </li></ul>
ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Da queste sorgenti deriva l'acqua che beviamo e che utilizziamo per tante cose, come ad esempio coltivare la terra. </li></ul><ul><li>L'uomo costruisce cisterne, laghi artificiali, depositi per avere abbastanza riserve di acqua. </li></ul><ul><li>Il ciclo ricomincia di nuovo con l'evaporazione. </li></ul>
ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Circa 2/3 della terra sono coperti dall'acqua , ma solo una piccolissima parte è potabile. Quindi è importante conservare l'acqua potabile e non sprecarla. Si possono fare molte cose per non sprecare l'acqua come ad esempio chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti. L'acqua è un bene prezioso e dobbiamo proteggere il ciclo dell'acqua. Ad esempio, le fabbriche non devono scaricare rifiuti e sostanze tossiche nel mare e nei fiumi. Ricorda: tutta l'acqua è la stessa. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>“ Attuazione della direttiva 98/83/CEE </li></ul><ul><li>relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 OBIETTIVO
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Proteggere la salute umana dagli </li></ul><ul><li>effe tti negativi derivanti dalla </li></ul><ul><li>contaminazione delle acque </li></ul><ul><li>garantendone la SALUBRITÀ </li></ul><ul><li>e la PULIZIA (art. 1) </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Quali sono le acque destinate al consumo umano? </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>A) </li></ul><ul><li>Acque trattate o non trattate, destinate ad: </li></ul><ul><li>- uso potabile, </li></ul><ul><li>- per la preparazione di cibi e di bevande, </li></ul><ul><li>- per altri usi domestici , </li></ul><ul><li>a prescindere dalla loro origine , siano esse fornite </li></ul><ul><li>tramite una rete di distribuzione , mediante cisterne, </li></ul><ul><li>in bottiglie o in contenitori; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>B) </li></ul><ul><li>Acque utilizzate in una impresa alimentare per : </li></ul><ul><li>- la fabbricazione, </li></ul><ul><li>- il trattamento, - la conservazione o - l’immissione sul mercato di prodotti o </li></ul><ul><li>sostanze destinate al consumo umano; </li></ul><ul><li>escluse quelle individuate ai sensi dell’art. 11 cm. 1 lett. e, </li></ul><ul><li>la cui qualità non può avere conseguenze sulla salubrità </li></ul><ul><li>del prodotto alimentare finale </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>QUANDO il Decreto NON si applica </li></ul>?
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>NON SI APPLICA </li></ul><ul><li>alle acque minerali naturali e medicinali riconosciute ; </li></ul><ul><li>alle acque destinate esclusivamente a quegli usi, per i quali la qualità delle stesse non ha ripercussioni dirette o indirette sulla salute dei consumatori interessati; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Art. 4 </li></ul><ul><li>Le acque destinate al consumo umano </li></ul><ul><li>devono essere : </li></ul><ul><li>SALUBRI </li></ul><ul><li>PULITE </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>non devono contenere microrganismi e parassiti,né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; </li></ul><ul><li>devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle parti A e B dell’ allegato I; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ART. 5 </li></ul><ul><li>Stabilisce </li></ul><ul><li>Punti di rispetto della CONFORMITÀ </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Che cos’è il punto di rispetto della </li></ul><ul><li>CONFORMITÀ </li></ul><ul><li>? </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>è il punto in cui i valori di parametro fissati nell’ allegato I , devono essere rispettati </li></ul><ul><li>( conformi); </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste fuoriescono dai rubinetti </li></ul><ul><li>utilizzati per il consumo umano (punto di </li></ul><ul><li>consegna) </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Punto di consegna: CONTATORE </li></ul><ul><li>rappresenta il confine tra rete esterna e rete </li></ul><ul><li>domestica; </li></ul><ul><li>Rete esterna gestita dall’Ente Gestore; </li></ul><ul><li>Rete domestica dal condominio. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque fornite da una cisterna: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste fuoriescono dalla cisterna; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque confezionate in bottiglia o in contenitori, rese disponibili al consumo umano: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste vengono imbottigliate o </li></ul><ul><li>introdotte nei contenitori; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque utilizzate dalle imprese alimentari: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste vengono utilizzate </li></ul><ul><li>nell’impresa ; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>CONTROLLI INTERNI (art. 7) </li></ul><ul><li>Sono i controlli effettuati dall’ente gestore </li></ul><ul><li>del servizio idrico integrato per la verifica </li></ul><ul><li>della qualità delle acque destinate al </li></ul><ul><li>consumo umano; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>CONTROLLI ESTERNI ( art. 8) </li></ul><ul><li>Sono i controlli effettuati dall’ASL </li></ul><ul><li>per verificare che le acque destinate al </li></ul><ul><li>consumo umano soddisfino i requisiti </li></ul><ul><li>stabiliti dal decreto ; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>DOVE si effettuano i CONTROLLI ? </li></ul><ul><li>ai punti di prelievo delle acque superficiali e sotterranee da destinare al consumo umano; </li></ul><ul><li>agli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione; </li></ul><ul><li>alle reti di distribuzione; </li></ul><ul><li>agli impianti di confezionamento in bottiglia o in contenitori; </li></ul><ul><li>sulle acque confezionate; </li></ul><ul><li>sulle acque utilizzate nelle imprese alimentari; </li></ul><ul><li>sulle acque fornite da cisterne fissa o mobile. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>TIPOLOGIA </li></ul><ul><li>CONTROLLI di ROUTINE </li></ul><ul><li>CONTROLLI di VERIFICA </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Controlli di routine </li></ul><ul><li>Il controllo di routine mira a fornire, </li></ul><ul><li>ad intervalli regolari, informazioni sulla </li></ul><ul><li>qualità organolettica e microbiologica </li></ul><ul><li>delle acque d.c.u., nonchè informazioni </li></ul><ul><li>sull’efficacia degli eventuali trattamenti </li></ul><ul><li>(disinfezione). </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Controllo di verifica </li></ul><ul><li>Il controllo di verifica mira a fornire le </li></ul><ul><li>informazioni necessarie per accertare se </li></ul><ul><li>tutti i valori di parametro contenuti nel </li></ul><ul><li>decreto sono rispettati. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ALLEGATO I </li></ul>PARTE A PARTE C PARTE B Parametri Microbiologici Parametri Chimici Parametri Indicatori
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>A) Parametri microbiologici </li></ul><ul><li>Escherichia Coli R </li></ul><ul><li>Enterococchi </li></ul>
B) PARAMETRI CHIMICI microg/l 3.0 1. 2. dicloroetano microg/l 50 Cianuro Nota 3 mg/l 1.0 Rame microg/l 50 Cromo microg/l 5.0 Cadmio Nota 2 microg/l 10 Bromato microg/l 1.0 Boro microg/l microg/l 1.0 0.010 Benzene Benzoapirene microg/l 10 Arsenico microg/l 5.0 Antimonio Nota 1 microg/l 0.10 Acrilamide note Unità misura Valore di parametro Parametro
Nota 1 microg/l 0.5 Cloruro di vinile Somma delle [ ] dei par. specifici microg/l 30 Trialometani totale Somma delle [ ] dei par. specifici microg/l 10 Tetracloroetilene Tricloroetilene microg/l 10 Selenio Nota 9 microg/l 0.10 Idrocarburi policiclici aromatici Nota 6 e 7 Nota 6 e 8 microg/l 0.10 0.50 Antiparassitari antiparassitari totale Nota 5 mg/l 0.50 Nitrito R Nota 5 mg/l 50 Nitrato Nota 3 microg/l 20 Nichel microg/l 1.0 Mercurio Nota 3 e 4 microg/l 10 Piombo microg/l 1.50 Fluoruro Nota 1 microg/l 0.10 Epicloridrina
C) Parametri Indicatori Senza variazioni anomale Carbonio organico totale accettabile Torbidità R ° F 15 -50 Durezza mg/l 1500 Residuo secco a 180°C mg/l 0.2 Disinfettante residuo R UFC 0 Batteri coliformi a 37°C R Senza variazioni anomale Conteggio colonie a 22°C R Accettabile Sapore R mg/l 200 Sodio mg/l 250 Solfato mg/l 5.0 Ossidabilità accettabile Odore R microg/l microg/l 200 50 Ferro R Manganese unità Ph > 6.5 - < 9.5 Concentrazione ioni H R 2500 Conduttività R Accettabile Colore R UFC 0 Clostridium perfrigens R mg/l 250 Cloruro mg/l 0.50 Ammonio R microg/l 200 Allumino R Note Unità di misura Valore di parametro Parametro
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ALLEGATO II </li></ul>TABELLA A TABELLA B2 TABELLA B1 Controlli Routine Controlli Verifica Frequenza minima campionamenti Frequenza minima campionamenti per le Acque in bottiglia o contenitori
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ALLEGATO III </li></ul>SPECIFICHE PER LE ANALISI DEI PARAMETRI
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>NON CONFORMITÀ </li></ul><ul><li>Quando i valori di parametro fissati all. I </li></ul><ul><li>NON sono rispettati; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Che cosa fare nel caso di non conformità del valore di parametro? </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>L’Autorità d’Ambito, di intesa con l’ASL interessata e con il Gestore, individuate tempestivamente le cause che hanno determinato la non conformità, </li></ul><ul><li>indica i procedimenti necessari al ripristino della qualità ; ( tenendo conto dell’entità del superamento e del potenziale pericolo per la salute umana) </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Non conformità: </li></ul><ul><li>a) </li></ul><ul><li>Qualora la fornitura di acque destinate al </li></ul><ul><li>consumo umano rappresenti un potenziale </li></ul><ul><li>pericolo per la salute umana l’ASL informa </li></ul><ul><li>l’Autorità d’Ambito affinchè la fornitura </li></ul><ul><li>sia vietata o sia limitato l’uso delle acque; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>b) </li></ul><ul><li>ovvero siano adottati altri idonei </li></ul><ul><li>provvedimenti a tutela della salute, tenendo </li></ul><ul><li>conto dei rischi per la salute umana che </li></ul><ul><li>sarebbero provocati da una interruzione </li></ul><ul><li>dell’approvvigionamento o da un uso limitato </li></ul><ul><li>delle acque destinate al consumo umano; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Il Sindaco, l’ASL, l’Autorità d’Ambito ed </li></ul><ul><li>il Gestore, </li></ul><ul><li>INFORMANO </li></ul><ul><li>I Consumatori in ordine ai provvedimenti </li></ul><ul><li>adottati, ciascuno per quanto di propria </li></ul><ul><li>competenza. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>SANZIONI art. 19 </li></ul><ul><li>Chiunque fornisce acqua destinata al </li></ul><ul><li>consumo umano in violazione alle </li></ul><ul><li>disposizioni di cui all’art.4 cm. 2, è punito </li></ul><ul><li>con la sanzione amministrativa </li></ul><ul><li>pecuniaria da 20 a 120 milioni; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>SANZIONI art. 19 </li></ul><ul><li>Chiunque utilizza, in imprese alimentari, </li></ul><ul><li>mediante contatto o incorporazione per la </li></ul><ul><li>fabbricazione, il trattamento, la conservazione </li></ul><ul><li>o l’immissione sul mercato di prodotti destinati </li></ul><ul><li>al consumo umano, acqua non conforme al </li></ul><ul><li>rubinetto o che ha conseguenze per la </li></ul><ul><li>salubrità del prodotto alimentare finale,……… </li></ul><ul><li>Da 10 a 60 milioni di lire </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>DIFFERENZE con la precedente normativa: </li></ul><ul><li>I parametri, pur rimanendo dello stesso n° sono decisamente </li></ul><ul><li>cambiati: si va verso un controllo di acque a più rischio di </li></ul><ul><li>inquinamento chimico e di acque potabili di provenienza dai </li></ul><ul><li>sistemi di potabilizzazione. </li></ul><ul><li>Infatti oltre che a due controlli sugli antiparassitari si </li></ul><ul><li>ricercano sostanze di provenienza industriale a rischio </li></ul><ul><li>tossicologico quali il cloruro di vinile, benzene, benzopirene, </li></ul><ul><li>trieline, dicloroetano. Bromati ed epicloridina, possono </li></ul><ul><li>provenire dagli impianti di trattamento il primo come risultato </li></ul><ul><li>dell’utilizzo dell’ozono per la disinfezione delle acque, </li></ul><ul><li>l’altro come residuo del trattamento in sostituzione al cloro. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Va detto comunque, che se si escludono quelli </li></ul><ul><li>di competenza delle regioni come la </li></ul><ul><li>radioattività, quelli previsti per le acque </li></ul><ul><li>potabili in bottiglia, quelli accessori (lo dice la </li></ul><ul><li>parola), lasciati alla discrezionalità delle Asl , </li></ul><ul><li>quelli usati da pochissimi impianti di </li></ul><ul><li>depurazione, i parametri di controllo calano </li></ul><ul><li>evidentemente di numero, rispetto alla </li></ul><ul><li>precedente norma (50 su 62). </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Si passa dalle 5 classi di parametri </li></ul><ul><li>(organolettici, chimico-fisici, sostanze </li></ul><ul><li>indesiderabili, sostanze tossiche, </li></ul><ul><li>microbiologici) del DPR 236/88 alle 3 classi </li></ul><ul><li>(microbiologici, chimici, indicatori del D.L.vo </li></ul><ul><li>31/01. A questi vanno inoltre aggiunti il </li></ul><ul><li>nuovissimo controllo sulla radioattività </li></ul><ul><li>dell’acqua e una serie di parametri accessori di </li></ul><ul><li>tipo microbiologico, che verranno ricercati </li></ul><ul><li>“ a giudizio dell’autorità competente”. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per la vecchia normativa era sufficiente superare uno qualsiasi dei 62 parametri per andare in difformità e così obbligare i sindaci ad emettere specifiche ordinanze; </li></ul><ul><li>diversamente si applicava il codice penale; </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Con la nuova normativa se si superano i parametri batteriologici e chimici (30 in tutto) ci sono solo sanzioni amministrative da 10.329 € a 61974 €; per il superamento dei parametri indicatori non è prevista alcuna sanzione. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>In caso di difformità dei parametri “l’autorità d’ambito (figura aggiunta dal D. L. vo: è il sindaco se l’acquedotto è locale, o l’Autorità Territoriale Ottimale ATO, se l’acquedotto fornisce più cittadine e comunque ”fino alla piena operatività del servizio idrico integrato”), d’intesa con l’azienda unità sanitaria locale e con il gestore, individuate tempestivamente le cause della non conformità, indica i provvedimenti necessari per ripristinare la qualità, dando priorità alle misure di esecuzione, tenuto conto dell’entità del superamento del valore del parametro pertinente e del potenziale pericolo per la salute umana”. </li></ul>
D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 MODIFICHE
Acque destinate al consumo umano <ul><li>Il D. L. vo n. 31 del 2 febbraio 2001 </li></ul><ul><li>è stato modificato ed integrato dal successivo </li></ul><ul><li>D. L.vo n. 27 del 2 febbraio 2002; </li></ul>
Acque destinate al consumo umano <ul><li>La Regione Campania in attuazione del D. L. vo 27 / 2002 emette alcune disposizioni e direttive con il : </li></ul><ul><li>Decreto Dirigenziale </li></ul><ul><li>n. 27 del 16 febbraio 2005 </li></ul>R
Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>Disciplina le modalità di controllo e </li></ul><ul><li>vigilanza sulla qualità delle acque d.c.u. </li></ul><ul><li>per garantirne la salubrità e la pulizia </li></ul><ul><li>secondo il dettato del 31/01 e smi 27/02. </li></ul>
Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>Nel caso in cui l’ASL competente per territorio accerti: </li></ul><ul><li>1) CONFORMITÀ al punto di consegna ( prima del contatore) e la NON conformità nel punto in cui le acque fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano può disporre, a secondo dei valori dei parametri riscontrati dalle analisi, la limitazione e/o la sospensione dell’uso potabile dell’acqua e prescrive al gestore dell’ impianto domestico i tempi entro i quali deve provvedere al ripristino della potabilità dell’acqua al rubinetto. </li></ul>
Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>Se alla scadenza dei tempi prescritti, fatta salva eventuale proroga motivata e concordata tra il gestore e l’Azienda Sanitaria, a seguito di verifica i requisiti di potabilità dell’acqua al rubinetto NON dovessero risultare conformi ai parametri previsti, al Gestore della rete domestica si applicano le sanzioni di cui all’ art.19 D.Lgs. 31/01 (come modificato dal D.Lgs. 27/02); </li></ul>
Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>2) NON CONFORMITÀ al punto di consegna, dispone, entro le 24 h successive alla conoscenza del fatto, almeno altri 3 prelievi di cui uno nel punto indagato, uno a monte ed uno a valle dello stesso; </li></ul>
Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>qualora i risultati delle analisi dovessero confermare la NON conformità, a seconda della gravità del caso, disporrà la limitazione dell’uso dell’acqua e/o la sospensione dell’ erogazione e prescriverà i tempi entro i quali il Gestore della rete di distribuzione esterna dovrà provvedere a rimuovere le cause per le quali l’acqua non era conforme ai parametri di cui all’allegato I) del D.Lgs 31/01. </li></ul>
Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 Se alla scadenza dei tempi prescritti, le analisi dovessero confermare la non conformità ai parametri di cui all’all. I , al Gestore della rete di distribuzione esterna, si applicano le sanzioni di cui all’art.19 del D.Lgs.31/01, come modificato dal D.Lgs 27/02.
Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li> In ambedue i casi l’Autorità Sanitaria competente per territorio ed il Gestore, ciascuno per quanto di competenza, provvedono affinché i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti e sui comportamenti da adottare. </li></ul>
Dario Analisi VOC secondo D.Lgs 152/06 in acque sotterranee
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