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Timestamp: 2016-10-27 14:59:53+00:00
Document Index: 92613398

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 74', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 74', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 74']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 85 del 15.06.2004
Mostre culturali. Trattamento tributario ai
fini IVA e certificazione dei corrispettivi
degli Autori ed Editori (SIAE) ha chiesto di conoscere se i corrispettivi
relativi alle visite delle mostre culturali debbano essere certificati mediante
titoli di accesso emessi attraverso gli appositi misuratori fiscali o
biglietterie automatizzate di cui ai decreti 13 luglio 2000 e 23 luglio 2001.
L'art. 74-quater
del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 detta disposizioni ai fini IVA per le attività
spettacolistiche elencate nella Tabella
C allegata al medesimo DPR n. 633.
Il punto 5) dell'anzidetta Tabella C indica espressamente tra le
attività spettacolistiche "Mostre e fiere campionarie, esposizioni
scientifiche, artistiche e industriali (...)".
Pertanto, le mostre, sulla base del richiamato punto 5)
della Tabella C, sono
riconducibili, in via generale, tra le attività spettacolistiche di cui
all'art. 74-quater del DPR n. 633
Ciò premesso, si segnala che l'art. 10, primo comma, dello stesso DPR n.
633 individua al punto n. 22) tra le operazioni esenti da IVA "le
prestazioni (...) inerenti alla visita a musei, gallerie, pinacoteche,
monumenti,(...) e simili".
L'espressione "simili", recata dal citato
art. 10, primo comma, punto n. 22),
ha formato oggetto di chiarimenti da parte dell'Amministrazione
In particolare con risoluzione n. 344655 del 2 novembre
1983 è stato precisato che l'esenzione prevista dall'art. 10, primo comma, punto n. 22) del DPR
n. 633 del 1972 è diretta ad escludere dalla tassazione i servizi di rilevante
La citata risoluzione ha, quindi, ricondotto
nell'ambito applicativo dell'esenzione prevista dall'art. 10, primo comma, n. 22) del DPR n. 633
del 1972, "un'iniziativa dagli scopi altamente culturali, oltre che
squisitamente sociali, testimoniata da accordi ufficiali tra il Governo della
Repubblica Cinese e quello della Repubblica Italiana" e ha ritenuto
"simili a quelle poste in essere dalle gallerie, musei, ecc" le
prestazioni relative all'anzidetta mostra consistente nell'esposizione in
apposite sale di quadri, stampe, statuine ecc.. oggetto di visita da parte del
La risoluzione n. 395008 del 2 maggio 1985, richiamando
la risoluzione n. 344655 del 1983 citata, ha ribadito che "le prestazioni
inerenti alla visita da parte del pubblico di quadri, stampe e qualsiasi oggetto
esposto di rilevante utilità sociale e culturale rientrano nell'esenzione IVA
prevista dall'art. 10, n. 22) del
DPR n. 633, indipendentemente dal luogo in cui gli oggetti stessi siano stati
esposti (museo, galleria, mostra...) e dal carattere di temporaneità o meno
dell'esposizione stessa."
La risoluzione n. 395008 del 1985 ha precisato,
infatti, che il termine "simili" "contenuto nell'ultima parte del
medesimo art. 10, n. 22) esclude
che le prestazioni inerenti la visita debbano riferirsi tassativamente a musei,
gallerie ecc.. ma amplia l'esenzione a tutte le prestazioni inerenti alla visita
di istituti che presentano caratteristiche similari a quelli indicati nello
stesso punto n. 22) dell'art. 10
Rilevante, secondo la medesima risoluzione, è "il
fatto che le mostre al pari dei musei, gallerie ecc.. debbano avere sempre e
solo carattere culturale e mai fini speculativi o commerciali".
Con la risoluzione n. 461079 del 20 novembre 1987 è
stato, inoltre, chiarito che il carattere culturale e sociale di una mostra in
linea di massima "si può individuare nella promozione della conoscenza
storica, artistica, ecc... che la mostra stessa persegue" precisando che i
beni esposti " non devono formare oggetto sia pure indirettamente di una
attività promozionale o di vendita".
Successivamente, con risoluzione n. 30 del 23 aprile
1998 è stato precisato che l'esenzione di cui all'art. 10, primo comma, n. 22) del DPR n. 633
è "un'esenzione oggettiva che opera ogni qual volta vengono esposti in
spazi appositamente predisposti, quadri, fotografie (...) di autori di chiara
fama, con scopo unicamente divulgativo".
In sostanza, sulla base dei chiarimenti forniti con le
risoluzioni citate, possano ricondursi tra le operazioni esenti ai fini IVA di
cui all'art. 10, primo comma, n.
22), del DPR n. 633 citato, le mostre a carattere culturale e sociale che
1) esposizione in spazi appositi di quadri,
fotografie o altri beni di rilevante utilità sociale e culturale, oggetto
di visita da parte del pubblico;
2) scopo divulgativo e quindi di promozione
della conoscenza (storica, artistica ecc.);
3) assenza di scopi speculativi o
commerciali anche indiretti.
Con riguardo agli obblighi di certificazione dei
corrispettivi relativi alla attività in argomento, si fa presente che le
mostre, in quanto riconducibili nella Tabella
C, allegata al DPR n. 633 del 1972 e, quindi, nell'art. 74-quater dello
stesso decreto, sono assoggettate, in via generale, alle modalità di
certificazione proprie delle attività dello spettacolo.
Ai sensi del comma 2 dell'art. 74-quater del DPR n. 633 del 1972 i
corrispettivi delle attività spettacolistiche devono essere certificati
mediante titoli di accesso emessi attraverso gli appositi misuratori fiscali o
le biglietterie automatizzate di cui ai decreti 13 luglio 2000 e 23 luglio 2001.
Come chiarito con la circolare n. 34 del 27 giugno 2003, tale modalità
costituisce un sistema generale di certificazione proprio delle attività
C del DPR n. 633 del 1972, ad esclusione, per espressa previsione normativa
(art. 7 del DPR 30 dicembre 1999, n. 544),
di quelle indicate al punto 6) dell'anzidetta Tabella.
Eventuali esoneri o modalità diverse di certificazione
dei corrispettivi delle attività spettacolistiche, alternative a quelle
ordinarie per mezzo del titolo di accesso, sono espressamente disciplinati dal
DPR n. 544 del 1999 o da specifiche
disposizioni settoriali.
In proposito si osserva che nessuno specifico esonero
dall'emissione del titolo di accesso è previsto per le mostre culturali di cui
Il DPR 21 dicembre 1996, n. 696 all'art. 2, comma 1,
lett. n) esonera, invece, "le cessioni e le prestazioni esenti di cui
all'art. 22, primo comma, punto 6
del DPR n. 633 del 1972" dall'obbligo di certificazione mediante rilascio
di ricevuta o scontrino fiscale.
Il citato art. 22,
primo comma, al punto 6) elenca fra le operazioni esenti quelle indicate al
punto n. 22) dell'art. 10 del DPR
Al riguardo si precisa, ribadendo l'indirizzo più
volte manifestato in materia da quest'Agenzia (c.f.r. circolare n. 165 del 7 settembre 2000, circolare n.
34 del 27 giugno 2003, risoluzione
n. 187 del 30 settembre 2003), che
gli esoneri stabiliti dal DPR n. 696 del 1996 si riferiscono alla certificazione
mediante ricevute e scontrini fiscali e, quindi, non rilevano ai fini della
certificazione mediante titoli di accesso.
Da ciò consegue che l'esonero dalla certificazione dei
corrispettivi mediante ricevute e scontrini fiscali previsto l'art. 2, comma 1,
lett. n), del DPR n. 696 del 1996 per le operazioni esenti di cui all'art. 10, primo comma, n. 22) del DPR n. 633
del 1972 non rileva ai fini dell'esonero dalla certificazione mediante titolo di
accesso dei corrispettivi relativi alle mostre culturali in argomento.
Pertanto, i corrispettivi delle visite delle mostre
culturali, al pari di quelli relativi alle altre attività di spettacolo di cui
alla Tabella C allegata al DPR n.
633 del 1972, devono essere certificati, in via generale, mediante titoli di
accesso emessi attraverso gli appositi misuratori fiscali o biglietterie
Si segnala, tuttavia, che, ai sensi dell'art. 8 del DPR
30 dicembre 1999, n. 544, "i
soggetti che effettuano gli spettacoli viaggianti, nonché quelli che svolgono
le altre attività di cui alla Tabella
C allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633, che nell'anno solare precedente
hanno realizzato un volume d'affari non superiore a cinquantamila euro, possono
documentare i corrispettivi percepiti anche mediante rilascio della ricevuta
fiscale (...) o dello scontrino fiscale manuale o prestampato a tagli fissi
(...) integrato con le indicazioni di cui all'art. 74-quater, comma 3, del DPR n. 633 del
Detta disposizione consente ai soggetti che effettuano
lo spettacolo viaggiante, nonché a quelli che svolgono le altre attività di
cui alla Tabella C che realizzano un volume d'affari non superiore a
cinquantamila euro, di certificare i corrispettivi relativi alle attività
spettacolistiche con ricevute o scontrini fiscali anziché mediante i titoli di
Pertanto, avvalendosi della disposizione dell' art. 8
del DPR n. 544 del 1999 citato, i
soggetti che organizzano le mostre culturali di cui trattasi che hanno
conseguito nell'anno solare precedente un volume d'affari non superiore a
cinquantamila euro, in quanto esonerati ai sensi dell'art. 2, comma 1, lett. n),
del DPR n. 696 del 1996 dalla certificazione mediante ricevuta o scontrino
fiscale, sono di fatto esonerati da qualsiasi certificazione fiscale.
In conclusione, i corrispettivi delle visite delle
mostre culturali in argomento:
a) sono esenti ai fini IVA ai sensi
dell'art. 10, primo comma, n. 22)
b) devono essere certificati, in via
generale, per mezzo dei titoli di accesso, ai sensi dell'art. 74-quater, comma 2, del DPR n. 633 del
c) possono essere esonerati da qualsiasi
certificazione fiscale se i soggetti che organizzano le mostre stesse hanno
realizzato nell'anno solare precedente un volume d'affari non superiore a