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Timestamp: 2018-03-22 13:51:28+00:00
Document Index: 67216398

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Condominio: Corte di Cassazione Ordinanza 10762 del 2012 | Federproprietà Abruzzo
Federproprietà AbruzzoTabelle MillesimaliCassazione Civile, Sezione VI, Ordinanza 27 giugno 2012 n. 10762
Dott. GOLDONI Umberto – Presidente -
Dott. PETITTI Stefano – Consigliere -
Dott. CARRATO Aldo – rel. Consigliere -
sul ricorso iscritto al NRG. 1083/2011 proposto dal:
CONDOMINIO DI (OMISSIS) in persona dell’amministratore pro tempore, rappresentato e difeso, in virtù di procura speciale a margine dei ricorso, dall’Avv. FABBRICATORE Claudio e domiciliato presso la Cancelleria della Corte di cassazione;
B.G. (OMISSIS) e B.S. (OMISSIS), rappresentati e difesi, in virtù di procura speciale a margine del controricorso, dall’Avv. CAMPESE Eugenio ed elettivamente domiciliati in Roma, via Gregorio Ricci Curbastro, n. 34/A4, presso lo studio dell’Avv. Alessandra Cardelli;
per la cassazione della sentenza n. 2981 del 2010 della Corte di appello di Napoli, depositata l’8 settembre 2010 (e notificata il 3 novembre 2010);
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio dell’11 maggio 2012 dal Consigliere relatore Dott. Aldo Carrato;
sentito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FUCCI Costantino, che nulla ha osservato in merito alla relazione ex art. 380 bis c.p.c. in atti;
letta la memoria difensiva depositata nell’interesse dei controricorrenti.
Rilevato che il consigliere designato ha depositato, in data 7 novembre 2011, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.: “Con atto di citazione notificato il 30 giugno 1999 i sigg. B.G. e S., quali condomini del Condominio del fabbricato sito in (OMISSIS), proponevano opposizione, dinanzi al Tribunale di Napoli, avverso la delibera approvata, in loro assenza, dall’assemblea del predetto Condominio in seconda convocazione nella riunione del 3 giugno 1999, con la quale, all’unanimità dei presenti, erano stati approvati il rendiconto consuntivo dell’anno 1998 ed il preventivo di spesa del 1999, sul presupposto che il riparto delle spese era stato effettuato sulla base di tabelle millesimali da essi preventivamente contestate, in luogo delle uniche tabelle valide allegate al regolamento di condominio predisposto dal costruttore e depositato presso la Conservatoria dei RR.II. il 7 giugno 1965. Nella dichiarata contumacia del convenuto Condominio, l’adito Tribunale, con sentenza n. 375 del 2005, dichiarava l’inammissibilità dell’opposizione.
Interposto appello avverso detta sentenza da parte dei sigg. B.G. e S., nella resistenza dell’appellato Condominio, la Corte di appello di Napoli, con sentenza n. 2981 del 2010 (depositata l’8 settembre 2010), accoglieva, per quanto di ragione, l’appello incidentale del suddetto Condominio, dichiarandone la rituale costituzione nel giudizio di primo grado; accoglieva, altresì, l’appello principale e, in totale riforma della sentenza impugnata, ritenuta l’ammissibilità della proposta opposizione alla delibera assembleare del 3 giugno 1999, dichiarava la nullità di quest’ultima nella parte in cui aveva approvato il rendiconto consuntivo 1998 e il preventivo di spesa 1999 in difformità dei millesimi posti dal regolamento condominiale trascritto; regolava la spese del giudizio di primo grado e di quello di appello.
Avverso l’indicata sentenza della Corte partenopea (notificata il 3 novembre 2010) ha proposto ricorso per cassazione (notificato il 30 dicembre 2010 e depositato il 17 gennaio 2011) il predetto Condominio di v. (OMISSIS) basato sull’unico motivo della violazione e falsa applicazione dell’art. 1136 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3.
Si sono costituiti in questa fase, con apposito controricorso, entrambi gli intimati B.G. e S..
Ritiene il relatore che sembrano sussistere, nella fattispecie, le condizioni, avuto riguardo all’art. 380 bis c.p.c. (in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5), per pervenire al possibile accoglimento del ricorso (che risponde sufficientemente ai requisiti imposti dall’art. 366 c.p.c.) per sua manifesta fondatezza.
In effetti, con la formulata doglianza, il ricorrente Condominio, facendo leva sulla sopravvenuta sentenza delle Sezioni unite di questa Corte n. 18477 del 2010 (con ha quale è stata esclusa la necessità del consenso unanime dei condomini per l’approvazione e la revisione delle tabelle millesimali, risultando sufficiente la maggioranza qualificata di cui all’art. 1136 c.c., comma 2), ha dedotto che, nella specie, avendo la Corte territoriale fondato la sua pronuncia sulla circostanza della radicale nullità della deliberazione (i cui termini risultano trascritti idoneamente nel corpo del ricorso) attinente alla modifica delle tabelle millesimali nell’assemblea del 9 marzo 1967, siccome adottata solo a maggioranza (v. pagg. 7-8 della stessa sentenza della Corte di appello), sulla scorta delle quali erano stati approvati il rendiconto e il preventivo con l’impugnata Delib. condominiale 3 giugno 1999, il giudice del gravame era incorso della prospettata violazione di legge, dovendo, invece, ravvisare la validità e la legittimità della pregressa delibera di modifica delle tabelle millesimali.
Il motivo appare manifestamente fondato perchè, in effetti, la Corte territoriale ha basato la “ratio decidendi” della sentenza oggetto del ricorso proprio sull’asserita nullità della delibera modificativa delle tabelle millesimali del 1967 (i cui criteri erano stati presi a parametro di riferimento per il computo delle spese oggetto della delibera impugnata dai B.), ragion per cui, prestandosi adesione all’intervenuto arresto delle Sezioni unite di cui alla richiamata sentenza n. 18477 del 2010, deve ritenersi che sia venuto meno il supporto logico sul quale è stata basata la sentenza impugnata, considerandosi che la suddetta delibera modificativa era stata approvata con la maggioranza prevista dall’art. 1136 c.c., comma 2 (per come evincibile sulla scorta dello stesso tenore della menzionata delibera del 9 marzo 1967) e che, peraltro, anche le delibere successive riguardanti i bilanci del Condominio erano state adottate considerandosi le tabelle millesimali così come riformulate rispetto a quelle originarie; resta, perciò, ininfluente a quest’ultimo riguardo, l’argomentazione riferita dalla Corte partenopea secondo cui le successive delibere che si erano rifatte ai criteri di riparto illegittimamente modificati non avrebbe potuto assurgere a convalida, riguardando questa forma di sanatoria unicamente gli atti annullabili.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 11 maggio 2012.
Depositato in Cancelleria il 27 giugno 2012.