Source: https://www.ilcommercialistainrete.com/search/label/Maternit%C3%A0
Timestamp: 2020-05-31 02:34:53+00:00
Document Index: 161222768

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 45', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 70', 'art. 70', 'sentenza ', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 70', 'art. 72', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28']

Il Commercialista in Rete: Maternità
Un libero professionista percepisce nel 2013 l'indennità di maternità dalla propria cassa di previdenza. In quale quadro di Unico 2014 va dichiarata?
L'indennità di maternità è un contributo indennitario che sostituisce il reddito professionale. I proventi conseguiti in sostituzione di redditi costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti (articolo 6, comma 2, del Tuir). Tali somme, pertanto, devono essere dichiarate utilizzando gli stessi quadri del modello di dichiarazione nei quali sarebbero stati dichiarati i redditi sostituiti. Nel caso del libero professionista costituiranno pertanto un reddito da lavoro autonomo, assoggettato alla ritenuta d’acconto del 20%, da esporre nel quadro RE del modello Unico.
Un libero professionista percepisce nel 2013 l'indennità di maternità dalla propria cassa di previdenza. In quale quadro di Unico 2014 v...
Etichette: Indennità, Maternità
alle mercoledì, luglio 16, 2014
A fronte della Legge Fornero, nei contratti a tempo determinato le sostituzioni per maternità rientrano nel computo dei 36 mesi?
La L. n. 92/2012 (c.d. Riforma Fornero) ha apportato alcune modifiche alla disciplina dei contratti di lavoro subordinato a tempo determinato (art. 1, commi da 9 a 13, della L. n. 92/2012).
Quanto al termine di durata massima di 36 mesi dei rapporti a tempo determinato conclusi tra lo stesso lavoratore e lo stesso datore di lavoro, comprensivi di proroghe e rinnovi e indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l'altro, termine previsto dall'art. 5, comma 4-bis, del D.Lgs. n. 368/2001, la Riforma Fornero ha previsto che, ai fini del computo del periodo massimo di 36 mesi, si tiene altresì conto degli eventuali periodi di somministrazione di lavoro a tempo determinato.
Dal momento che nulla è previsto, neanche a seguito della Riforma Fornero, con specifico riferimento ai contratti a termine stipulati per sostituzione di dipendenti assenti per maternità, pare doversi ritenere che, ai fini del computo del periodo di 36 mesi, si debba tener conto anche di tali contratti.
Domanda A fronte della Legge Fornero, nei contratti a tempo determinato le sostituzioni per maternità rientrano nel computo dei 36 mesi? ...
alle martedì, aprile 16, 2013
Tra due contratti in sostituzione maternità non è necessaria l'interruzione di 60 o 90 giorni
Il Ministero del Lavoro, con un parere dd. 04/10/2012, ha chiarito che tra due contratti a termine stipulati con lo stesso soggetto in sostituzione di due dipendenti assenti per maternità, non devono essere rispettati i termini minimi previsti dall'articolo 5, comma 3 del D.Lgs n. 368/2001, così come modificato dalla Legge n. 92/2012, cioè 60 giorni nel caso di primo contratto inferiore a 6 mesi ovvero 90 giorni se superiore tale durata. Nel dettaglio, il Ministero ritiene che la disciplina specifica prevista dal TU sulla maternità (art. 4, D.Lgs n. 151/2001) che legittima il contratto in sostituzione maternità, prevalga sulle disposizioni, peraltro successive, previste dal D.Lgs n. 368/2001. Pertanto, dovendosi interrompere il rapporto con il sostituto al rientro effettivo del sostituito, il datore di lavoro può riassumere il medesimo lavoratore in sostituzione di un altro dipendente assente per maternità senza dover rispettare i termini di successione di cui all'art. 5, comma 3 del D.Lgs n. 368/2001.
Fonte: Seac 25/10/2012
Il Ministero del Lavoro, con un parere dd. 04/10/2012, ha chiarito che tra due contratti a termine stipulati con lo stesso soggetto in sos...
Etichette: contratto a termine, contratto di lavoro, Maternità
alle giovedì, ottobre 25, 2012
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 7/E del 12 gennaio 2012, ha istituito la causale contributo per l’utilizzo in compensazione d...
Istituita, con la risoluzione n. 7/E, la causale contributo “MATA”, denominata “Aziende Agricole OTI - Importi anticipati per indennità di maternità a carico INPS”. Il codice, esposto nella sezione “INPS” dell’F24, consente l’utilizzo in compensazione degli importi dovuti per la prestazione di maternità a carico Inps, anticipata ai lavoratori agricoli a tempo indeterminato (OTI) dai datori di lavoro agricolo.
Con la stessa risoluzione è stata soppressa la causale “INFA” denominata “Aziende agricole per OTI - importi anticipati per infortunio sul lavoro a carico INAIL”.
Istituita, con la risoluzione n. 7/E, la causale contributo “MATA”, denominata “Aziende Agricole OTI - Importi anticipati per indennità di m...
alle venerdì, gennaio 13, 2012
Quesito: maternità e disoccupazione.
sono una donna nell'ottavo mese di gravidanza, dal terzo percepisco l'indennità di maternità da parte dell'inail (ex ipsema) in quanto ho avuto complicazioni e sono entrata in maternità a rischio. preciso che il mio era un contratto marittimo a tempo determinato che sarebbe (ed è effettivamente) scaduto il 10 luglio 2011. vorrei sapere se allo scadere del 3° mese post parto, una volta terminato di ricevere l'indennità obbligatoria, potrò presentare la domanda di disoccupazione ordinaria ( maturerei le 52 settimane di contributi solo tenendo conto almeno dei contributi figurativi dei 5 mesi di maternità obbligatoria) o almeno quella per i requisiti ridotti tenendo conto delle 55 giornate effettivamente lavorate più 32 giornate in maternità a rischio precedenti lo scadere del contratto.
mi rendo conto che è una situazione complicata, perciò scriverò il dettaglio delle giornate di lavoro e di maternità
nel 2010 ho lavorato 22 settimane
nel 2011 ho lavorato 8 settimane di effettivo lavoro + 4 settimane in maternità a rischio ma prima della scadenza del contratto di lavoro a tempo determinato
poi come ho già detto ho continuato a percepire l'indennità di maternità dall'IPSEMA (inail) fin'ora che sono all'ottavo mese e la riceverò fino a 3 mesi dopo il parto ossia fino al 30 marzo 2012.
ho letto che i contributi figurativi maturati durante la maternità obbligatoria al di fuori del rapporto di lavoro sono validi al fine di maturare la disoccupazione solo se si possono vantare 5 anni di lavoro assicurato "in costanza".....cosa significa?
sono una donna nell'ottavo mese di gravidanza, dal terzo percepisco l'indennità di maternità da parte dell'inail (ex ipsema) in ...
Etichette: Maternità, Quesiti
alle lunedì, novembre 07, 2011
Modifica disposizioni Testo Unico maternità e paternità.
Con la circolare 139 del 27 ottobre 2011, vengono rese note le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011 agli articoli 16 e 45 del Testo Unico per la tutela e sostegno della maternità e della paternità (decreto legislativo 151/2011). In particolare, le modifiche introdotte si riferiscono alla disciplina del congedo di maternità in caso di interruzione di gravidanza successiva al 180° giorno nonché in caso di decesso del nato al momento della nascita o nei periodi di congedo post partum (art. 16 T.U.) e dei riposi giornalieri “per allattamento” in caso di adozione e affidamento (art. 45 T.U.).
Con la circolare 139 del 27 ottobre 2011, vengono rese note le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011 agli a...
alle mercoledì, novembre 02, 2011
Interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno: congedo di maternità.
In caso di interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno può la lavoratrice rinunciare al congedo di maternità e tornare volontariamente al lavoro?
Fino al 10 agosto 2011, ai sensi dell'art. 12, comma 2, del DPR n. 1026 del 25 novembre 1976, l'interruzione della gravidanza spontanea o terapeutica, avvenuta dopo il 180° giorno dall'inizio della gestazione, era considerata parto a tutti gli effetti per cui alla lavoratrice spettavano obbligatoriamente il congedo di maternità post partum per tre mesi (INPS, circolare n. 139 del 29 luglio 2002).
Inoltre il divieto di adibizione al lavoro della lavoratrice era stato sottolineato dal Ministero del Lavoro nell'interpello n. 51/2009, in cui era stato chiarito che il veto non poteva decadere né in presenza di un'esplicita rinuncia della lavoratrice al diritto di fruire del periodo di congedo obbligatorio post partum, trattandosi di diritto indisponibile, né in presenza dell'attestazione da parte del medico curante o del medico competente dell'assenza di controindicazioni alla ripresa dell'attività lavorativa.
Infatti, l'inosservanza del suddetto divieto costituiva ipotesi di reato penalmente sanzionata, poiché l'illecito ricorreva sulla base della semplice presunzione legislativa della idoneità della condotta a ledere, o mettere in pericolo, la salute della lavoratrice nel periodo di congedo post partum.
In tal senso si era espressa anche la giurisprudenza di legittimità confermando l'assoluta indifferenza dello stato di salute della donna, data l'obbligatorietà dell'astensione dal lavoro(Cass., Sez. Lav. n. 2466/2000).
L'art. 2 del D.Lgs. n. 119/2011, in vigore dall'11.8.2011 ha modificato il dettato normativo ed ha aggiunto il comma 1-bis all'art. 16, D.Lgs. n. 151/2001, per cui attualmente, in caso di interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180° giorno dall'inizio della gestazione, nonché in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità, le lavoratrici hanno la facoltà di riprendere in qualunque momento l'attività lavorativa, con un preavviso, da dare al datore di lavoro, di almeno dieci giorni.
Tuttavia è richiesto, come ulteriore condizione, che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della donna.
Nonostante il silenzio della normativa, ed in attesa di chiarimenti ministeriali, chi scrive ritiene:
- che la richiesta al datore di lavoro vada fatto per iscritto ;
- nella generalità dei casi dovrebbe bastare solo la certificazione del medico specialista del SSN, eccetto che nel caso in cui via sia l'obbligo di sorveglianza sanitaria, analogamente alla flessibilità di cui all'art. 20 del D.Lgs. n. 151/2001.
Domanda In caso di interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno può la lavoratrice rinunciare al congedo di maternità e tornare volontaria...
alle martedì, settembre 13, 2011
Assenza dal lavoro per astensione obbligatoria: calcolo della tredicesima mensilità.
Il quesito riguarda un'impiegata assunta con Ccnl Commercio - Confesercenti, che nel corso dell'anno 2010 ha goduto di congedo obbligatorio per maternità. Per tutti i 5 mesi, nel calcolo del cedolino paga, l'azienda non ha dovuto integrare l'indennità c/inps, in quanto l'importo corrisposto pari all'80% risultava essere più alto rispetto alla paga ordinaria che la lavoratrice avrebbe percepito se avesse lavorato. Nel calcolo della RMG è stato aggiunto il rateo di 13° e 14° mensilità. Il problema è sorto nel momento dell'erogazione da parte dell'azienda della 13° mensilità. Nel cedolino di tale mensilità alla lavoratrice non è stato erogato, per il periodo di astensione obbligatoria alcun rateo per intero ma solo l'importo pari al 20% considerando che per tale periodo l'azienda non era tenuta ad alcuna integrazione. E' corretta tale interpretazione di calcolo?
In merito al quesito richiesto si precisa che, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, la tredicesima mensilità matura durante l'astensione obbligatoria (e congedo paternità) ma non durante quella facoltativa.
Ricordiamo in particolare che il calcolo della tredicesima mensilità nell'ipotesi di assenza dal lavoro per astensione obbligatoria nel corso dell'anno di maturazione viene effettuato secondo le seguenti modalità/ipotesi:
- nel caso in cui l'azienda abbia l'obbligo di integrare al 100% la tredicesima, questa deve essere pagata interamente in quanto le quote di mensilità aggiuntiva inserite nell'indennità Inps risultano già state recuperate in sede di integrazione dell'indennita stessa;
- nel caso in cui l'azienda non abbia obblighi di integrazione al momento dell'erogazione della tredicesima, occorre trattenere le quote di tredicesima gia comprese nell'indennità Inps. Dal momento che la somma erogata dall'Inps è pagata anticipatamente dal datore di lavoro non è sottoposta a contributi previdenziali occorre procedere alla c.d. lordizzazione.
In conclusione, quindi, secondo quanto sopra riportato e alla luce delle informazioni in possesso, risulta corretto l'operato dell'azienda.
Domanda Il quesito riguarda un'impiegata assunta con Ccnl Commercio - Confesercenti, che nel corso dell'anno 2010 ha goduto di conge...
Etichette: Astensione dal lavoro, Maternità
alle mercoledì, marzo 02, 2011
Non lede i principi costituzionali la previsione dell'articolo 70 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nella parte in cui riconosce l'indennità alle sole madri, libere professioniste. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 285 del 28 luglio 2010 ha dichiarato, rispettivamente, inammissibile e non fondate, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 70 sollevate, l’una dalla Corte d’appello di Venezia, l’altra dalla Corte d’appello di Firenze, in riferimento agli artt. 3, 29 e 31 della Costituzione.
Secondo la Corte d’appello di Venezia l’art. 70 del D.Lgs. n. 151/2001, nel riconoscere il diritto di percepire l’indennità di maternità alla sola madre libera professionista, pone una limitazione alla tutela del superiore interesse del bambino, in quanto non consente ai genitori di effettuare quelle scelte familiari – tra le quali rientra quella di stabilire chi tra il padre e la madre debba assentarsi dal lavoro in occasione della nascita – tese a garantire la migliore cura e assistenza della prole.
Secondo la Corte d’appello di Firenze, l’articolo 70 in questione si pone in contrasto con il principio di uguaglianza, in quanto l’indennità di maternità è riconosciuta al padre, sia nel caso di adozione o affidamento (sentenza n. 385 del 2005), sia in quello in cui egli svolga attività di lavoro dipendente (art. 28 D.Lgs. n. 151 del 2001).
Con la richiamata sentenza n. 285/2005 la Corte Costituzionale, seppure con riferimento ad un caso di adozione preadottiva, ha infatti sancito l'illegittimità costituzionale degli artt. 70 e 72 del D.Lgs. n. 151/2001, nella parte in cui non prevedono il principio che al padre spetti di percepire in alternativa alla madre l'indennità di maternità, attribuita solo a quest'ultima.
La previsione che solo alle madri libere professioniste iscritte ad un ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza, e non anche al padre libero professionista, sia riconosciuta un'indennità di maternità (art. 70), estesa dall'art. 72, primo comma, all'ipotesi di adozione o affidamento, fu giudicata nel 2005, un vulnus sia del principio di parità di trattamento tra le figure genitoriali e fra lavoratori autonomi e dipendenti, sia del valore della protezione della famiglia e della tutela del minore.
Il Tribunale di Firenze in qualità di giudice del lavoro, con sentenza n. 710 del 20 giugno 2008, condannava, in applicazione della norma censurata, la Cassa di Previdenza forense al pagamento in favore di un avvocato iscritto dell’indennità di maternità conseguente alla nascita del figlio avvenuta l’8 maggio 2006.
Avverso tale sentenza presentava ricorso la Cassa di previdenza.
Da qui la richiesta di intervento della Corte Costituzionale, che ritiene che il caso della madre biologica sia del tutto diverso da quello dell’affidamento preadottivo, fattispecie nella quale non si pone l’esigenza di tutela della gravidanza e del puerperio di una madre biologica.
Con la sentenza n. 285 in esame, la Corte Costituzionale dichiara, pertanto, non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata argomentando, fra l’altro, che l’art. 28 del D.Lgs. n. 151/2001 non assimila la posizione del padre naturale dipendente a quella della madre, potendo il primo godere del periodo di astensione dal lavoro e della relativa indennità solo in casi eccezionali e ciò proprio in ragione della diversa posizione che il padre e la madre rivestono in relazione alla filiazione biologica.
In questo caso, alla tutela del nascituro si accompagna quella della salute della madre, alla quale è finalizzato il riconoscimento del congedo obbligatorio e della collegata indennità.
(Sentenza Corte Costituzionale 28/07/2010, n. 285)
Non lede i principi costituzionali la previsione dell'articolo 70 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nella parte in cui rico...
Etichette: Indennità, Maternità, Professionisti
alle sabato, luglio 31, 2010
Sono una lavoratrice autonoma, artigiana, ho richiesto l'indennità di maternità a gennaio 2010, la mia bambina è nata il 21 dicembre 2009. non ero in regola con le contribuzioni pertanto mi hanno bloccato l'erogazione, dandomi comunicazione verso aprile che avrei avuto 30 gg per sanare la posizione.cio non è stato possibile entro i termini da loro richiesti.
Il mio commercialista ha però valutato che dai conti ero a credito verso l'inps e che ora sono a posto con le contribuzioni fino al novembre 2010.Ha predisposto F24 con i dati a credito o in pari, ora non ricordo di preciso.
Mi spetta ancora la maternità?
Sono una lavoratrice autonoma, artigiana, ho richiesto l'indennità di maternità a gennaio 2010, la mia bambina è nata il 21 dicembre 200...
alle giovedì, luglio 29, 2010
Quesito: informazioni sulla maternità.
ho un problema, siccome al momento sono in disoccupazione ordinaria e dal 22 giugno andrò in maternità, vorrei sapere se posso presentare il 730 e indicare l'inps come sostituto d'imposta, oppure devo fare il modello unico?
ho un problema, siccome al momento sono in disoccupazione ordinaria e dal 22 giugno andrò in maternità, vorrei sapere se posso presentare il...
alle lunedì, maggio 24, 2010
La maternità per gli autonomi.
L'INPS spiega le modalità di calcolo della contribuzione figurativa da accreditare per i periodi di astensione da lavoro per maternità, sia nei casi di congedo di maternità (ordinario e/o anticipato o prorogato), sia in quelli di congedo di paternità. Esteso alle lavoratrici a progetto e categorie assimilate, associate in partecipazione e libere professioniste iscritte alla Gestione separata il diritto alla contribuzione figurativa per tutti i casi per i quali è corrisposta l’indennità di maternità (D.M. 12 luglio 2007).
La nuova normativa – nell’estendere ai committenti ed agli associanti in partecipazione il divieto di adibire al lavoro le collaboratrici a progetto e categorie assimilate nonché le associate in partecipazione, durante i periodi di cui agli artt. 16 e 17 del decreto legislativo n. 151/2001 – prevede tra l’altro che, “per i periodi di astensione da lavoro per i quali è corrisposta l’indennità di maternità, sono accreditati i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione e della determinazione della misura stessa”.
Il calcolo della contribuzione figurativa da accreditare va effettuato secondo il principio per cui il valore dei contributi figurativi dovrà essere calcolato prendendo in esame la retribuzione percepita nello stesso anno solare nel quale è collocato il periodo di astensione o di interdizione dal lavoro da riconoscere al soggetto avente diritto. Qualora nell’anno solare non risulti corrisposta alcuna retribuzione, il valore da accreditare al periodo figurativo sarà calcolato sulle retribuzioni dell’anno solare immediatamente precedente.
Allo scopo di determinare la contribuzione figurativa, il reddito medio di riferimento andrà moltiplicato per il numero dei giorni di fruizione dell’indennità. Il reddito medio di riferimento è pari al reddito conseguito nell’anno di riferimento, rapportato al periodo dell’anno non coperto da indennità di maternità (non computando i periodi antecedenti la prima iscrizione alla gestione separata); sarà cioè calcolato dividendo il relativo importo per il numero dei giorni non coperti dall’indennità. Detto valore medio sarà applicato ad ogni giorno di fruizione dell’indennità.
(Circolare INPS 13/05/2010, n. 64)
L'INPS spiega le modalità di calcolo della contribuzione figurativa da accreditare per i periodi di astensione da lavoro per maternità, ...
alle sabato, maggio 15, 2010
Prestazioni economiche di maternità.
Con la circolare n. 62 del 29 aprile 2010 , l’Inps interviene a chiarire alcuni aspetti sulle prestazioni economiche di maternità. Nella cir...
alle lunedì, maggio 03, 2010
Nuove indicazioni per l’assegno di maternità comunale alle cittadine non comunitarie.
L’assegno di maternità di base concesso dai Comuni viene pagato anche alle cittadine non comunitarie residenti in Italia in possesso della “carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’Unione” quinquennale oppure della “carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di una Stato membro”, che presentano la domanda di assegno di maternità entro sei mesi dall’evento. La domanda delle cittadine non comunitarie che siano in attesa del rilascio del “permesso di soggiorno CE” è invece tenuta in sospeso dal Comune di residenza fino all’avvenuto rilascio del permesso.
Circolare n. 35 del 9 marzo 2010
L’assegno di maternità di base concesso dai Comuni viene pagato anche alle cittadine non comunitarie residenti in Italia in possesso della “...
alle mercoledì, marzo 10, 2010
lavoro in uno studio notarile.
Ho un contratto di lavoro a tempo parziale ed indeterminato di 30 (trenta)
ore settimanali distribuite in 5 (cinque) giorni con la qualifica di addetta a
mansioni d'ordine di segretaria 4^ livello del CCNL Studi Professionali.
So che mi spettano 5 mesi di maternita' all'80%,
potrebbe gentilmente inviarmi la cifra (netta) che mi spetta per ciascun mese
in busta paga in base al mio contratto?
lavoro in uno studio notarile. Ho un contratto di lavoro a tempo parziale ed indeterminato di 30 (trenta) ore settimanali distribuite in 5 ...
Pagamento delle indennità di malattia e maternità ai lavoratori part-time.
Con la circolare n.30 del 3 marzo 2010, l’Inps indica le modalità per il pagamento diretto delle indennità di malattia e maternità in favore dei lavoratori non agricoli con contratto di lavoro part-time (orizzontale, verticale o misto) utilizzando le informazioni contenute nelle denunce retributive mensili (uniemens), utili anche ai fini della individuazione della “retribuzione teorica” cui devono essere commisurate le indennità.
Con la circolare n.30 del 3 marzo 2010 , l’Inps indica le modalità per il pagamento diretto delle indennità di malattia e maternità in favor...
Etichette: Indennità, INPS, Maternità
alle lunedì, marzo 08, 2010
Pagamento dell’indennità di maternità/paternità ai lavoratori domestici somministrati.
In merito alla richiesta di chiarimenti per le modalità di pagamento dell’indennità di paternità/maternità a favore dei lavoratori domestici somministrati, coloro che sono assunti da agenzie interinali come lavoratori dipendenti, l’Inps precisa che l’agenzia di somministrazione provvede al versamento dei contributi tramite F24, secondo le modalità ed i termini previsti per i lavoratori dipendenti. L’agenzia, inoltre, deve trasmettere mensilmente all’Inps, i dati dei lavoratori tramite UNIEMENS.
Le indennità sono pagate direttamente dall’Inps come per la generalità dei lavoratori domestici.
E’ quanto comunicato con il messaggio n. 5409 del 23 febbraio 2010.
In merito alla richiesta di chiarimenti per le modalità di pagamento dell’indennità di paternità/maternità a favore dei lavoratori domestici...
alle mercoledì, febbraio 24, 2010