Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2012/05/
Timestamp: 2017-09-22 01:01:51+00:00
Document Index: 145923050

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 47', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 15', 'art 40', 'art. 15', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 15', 'art 40', 'art 40', 'art. 40', 'art 40', 'art. 40', 'art. 40']

maggio | 2012 | Francesco Colaci's BLOG
SENATO APPROVA RIFORMA LAVORO E AMMORTIZZATORI SOCIALI
Su un pacchetto di quattro emendamenti che racchiudono l’intero testo, con qualche modifica rispetto al provvedimento varato dalla commissione Lavoro ,il Governo ha chiesto la fiducia ,che ,dopo il voto di ieri sui primi due dei quattro maxiemendamenti , e’ stata completata in data odierna con la terza e la quarta chiama per i rimanenti due .
I quattro emendamenti su cui il Governo ha posto la fiducia,che è stata accordata, concernono :
I testi degli emendamenti sono consultabili sul seguente link:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-30/ecco-nuovo-testo-riforma-164718.shtml?uuid=AbhAZrkF
PRIMI CHIARIMENTI AGENZIA ENTRATE REGIME FISCALE IMPRENDITORIA GIOVANILE E LAVORATORI IN MOBILITA’
Sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98 , l’Agenzia fornisce i primi chiarimenti con la circolare n.17/E del 30.5.2012 ,che risulta consultabile nel sottostante link ,evidenziando che il Sommario prevede:
2.2.1. Requisito comma 2, lettera a): mancato esercizio nei tre anni precedenti di un’attività artistica, professionale ovvero di impresa anche in forma associata o
2.3 I requisiti di cui all’articolo 1, commi 96 e 99 della legge n. 244 del 2007
2.4 Soggetti che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011: principi generali e disposizioni transitorie
http://www.teleconsul.it/leggiArticolo.aspx?cls=3&tip=ul&doc=SE234230.DOC&DocHits=
INAIL: RINVIO SCADENZA DATA AUTOLIQUIDAZIONE
In merito all’argomento di cui a titolo ,si richiama l’attenzione sulla sottostante nota dell’INAIL.
Direzione Centrale Rischi Ufficio Entrate
In relazione all’autoliquidazione 2011/2012 in scadenza al 18 giugno 2012, si comunica che dal 25 maggio al 18 giugno 2012 saranno disponibili sul portale Inail, all’indirizzo www.inail.it – Punto Cliente, i servizi telematici:
In via del tutto eccezionale, in sede di prima applicazione dell’obbligo telematico1, i datori di lavoro che non hanno provveduto all’invio delle dichiarazioni entro il 17 marzo possono inviarle entro il 18 giugno, fermo restando che la mancata presentazione della dichiarazione delle retribuzioni entro il suddetto termine comporta l’applicazione della sanzione amministrativa, ove ne sussistano i presupposti.
per il codice ditta non risultano precedenti dichiarazioni, quindi il premio 902012 è stato già liquidato d’ufficio ai sensi dell’art. 28, 8° comma, T.U. 1124/65.
Si ricorda che al fine di aggiornare detta lista è necessario al termine delle variazioni dei classificativi, effettuare la cancellazione dello “scarto” utilizzando l’apposita funzione “Cancella”.
INPS:MODALITA’ GESTIONE PIGNORAMENTI CONTO TERZI PRESTAZIONI SOSTEGNO REDDITO
L.’art. 15, comma 2, del Decreto legge 1 luglio 2009 n. 78, convertito nella Legge 102/2009, ha modificato l’art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997 n.449, stabilendo che “le disposizioni in materia di ritenute alla fonte […] devono intendersi applicabili anche nel caso in cui il pagamento sia eseguito mediante pignoramento anche presso terzi in base ad ordinanza di assegnazione, qualora il credito sia riferito a somme per le quali […] deve essere operata una ritenuta alla fonte. In quest’ultima ipotesi, in caso di pagamento eseguito mediante pignoramento presso terzi, questi ultimi, se rivestono la qualifica di sostituti d’imposta […] devono operare all’atto del pagamento delle somme la ritenuta d’acconto nella misura del 20% […]”.
Premesso quanto sopra ,si richiama l’attenzione sul Messaggio 25 maggio 2012, n. 9030,con cui l’Inps fornisce istruzioni operative alle struttture ed all’utenza argomento.
L’art. 15, comma 2, del Decreto legge 1 luglio 2009 n. 78, convertito nella Legge 102/2009, ha modificato l’art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997 n.449, stabilendo che “le disposizioni in materia di ritenute alla fonte […] devono intendersi applicabili anche nel caso in cui il pagamento sia eseguito mediante pignoramento anche presso terzi in base ad ordinanza di assegnazione, qualora il credito sia riferito a somme per le quali […] deve essere operata una ritenuta alla fonte. In quest’ultima ipotesi, in caso di pagamento eseguito mediante pignoramento presso terzi, questi ultimi, se rivestono la qualifica di sostituti d’imposta […] devono operare all’atto del pagamento delle somme la ritenuta d’acconto nella misura del 20% […]”.
Con il messaggio n. 10770 del 13/05/2011 la Direzione centrale Bilanci e servizi fiscali, ha fornito le prime indicazioni operative in attuazione della norma citata, del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 34755/2010 e della circolare esplicativa dell’Agenzia dell’Entrate n. 8/E del 2 marzo 2011.
Le procedure di gestione delle prestazioni a sostegno del reddito verranno a breve implementate per consentire la trattenuta per pignoramento, la rilevazione contabile della somma e i successivi adempimenti in obbligo all’INPS in qualità di terzo pignorato e sostituto d’imposta.
Nel frattempo, per garantire la massima conformità dell’operato dell’Istituto al dettato normativo, si forniscono di seguito le istruzioni operative per applicare la ritenuta d’acconto nel caso di pignoramento su prestazioni a sostegno del reddito.
Adempimenti a carico del terzo erogatore (inps)
A. Trattenuta sulla prestazione
La somma individuata dal giudice nel provvedimento di assegnazione(NOTA 1) in favore del creditore pignoratizio deve essere trattenuta sulla prestazione netta spettante al debitore pignorato, beneficiario della prestazione a sostegno del reddito, dopo che sulla stessa sia stata effettuata l’imposizione fiscale ordinaria (trattenuta IRPEF corrente).
Affinché ciò sia possibile, in considerazione che non tutte le procedure di liquidazione delle prestazioni a sostegno del reddito consentono di effettuare trattenute sugli importi netti, si distinguono le due possibilità:
1. Prestazioni per le quali è possibile effettuare la trattenuta al netto dell’IRPEF
Si dovrà in primo luogo procedere al calcolo simulato della prestazione: questo evidenzierà l’importo lordo della prestazione e l’importo dell’IRPEF, consentendo di ricavare il netto della prestazione.
Sul netto ricavato dovrà essere calcolato l’ammontare della trattenuta, a seconda di quanto disposto nel provvedimento giudiziario (1/3, 1/5 o l’intero ammontare). Ad esempio, se il giudice ha stabilito il pignoramento di una somma di 3.000 € con trattenuta di un quinto sulla prestazione dovuta al debitore pignorato, e la prestazione al netto IRPEF, ricavata con il procedimento sopra indicato, è pari a 1.500 €, la trattenuta da operare per pignoramento sarà pari a 300 €(NOTA 2).
Si può procedere, quindi, con il calcolo definitivo della prestazione acquisendo, prima dell’elaborazione finale, l’importo da trattenere per il pignoramento, quantificato nel modo precedentemente indicato, ed imputato al conto GPA10099 aprendo contestualmente specifica partita.
2. Prestazioni per le quali è possibile effettuare la trattenuta solo sull’imponibile IRPEF
Anche in questo caso dovrà procedersi con il calcolo simulato della prestazione per stabilirne l’importo lordo.
Su questo dovrà essere calcolato manualmente l’ammontare dell’IRPEF per ricavare, successivamente, l’importo netto sul quale calcolare la trattenuta secondo le indicazioni del provvedimento del giudice. Stabiliti sia gli importi della prestazione, al lordo e al netto dell’IRPEF, sia l’entità della trattenuta da operare, si dovrà procedere al calcolo della prestazione applicando un recupero totale dell’importo, di modo che non vengano emessi pagamenti da parte della procedura di liquidazione.
B. Pagamento al debitore pignorato
L’indennità che risulterà alla fine spettante (al netto delle ritenute IRPEF e della trattenuta per somma pignorata), per le prestazioni di cui al punto 1. del paragrafo precedente, verrà calcolata ed elaborata tramite la procedura di gestione della prestazione, mentre per quelle di cui al punto 2. dovrà essere posta in pagamento utilizzando la procedura “Pagamenti vari” “, previa istituzione di una apposita collezione denominata PIGNOR.DP.xx dove xx = 00 per la sede, 01, 02, ….. per i centri operativi, le cui specifiche sono dettagliate all’allegato 1. La quota spettante al beneficiario debitore pignorato andrà imputata al conto di gestione della prestazione e la somma da trattenere per pignoramento dovrà essere accantonata con imputazione al conto GPA10099, con intestazione contestuale di apposita partita.
C. Pagamento al creditore pignoratizio e applicazione della ritenuta d’acconto
La somma oggetto di pignoramento, trattenuta con le modalità indicate al punto A, deve essere posta in pagamento al creditore pignoratizio utilizzando la procedura “Pagamenti Vari”, previa istituzione di una apposita collezione denominata PIGNOR.CP.xx dove xx = 00 per la sede, 01, 02, ….. per i centri operativi, le cui specifiche sono dettagliate all’allegato 1.
Sulla somma di cui sopra, al momento del pagamento in favore del creditore, deve essere effettuata, secondo le disposizioni normative in premessa, una ritenuta d’acconto nella misura del 20%, salvo che il credito sia riferito a somme non assoggettabili a ritenute alla fonte. Riprendendo l’esempio già fatto, se la somma trattenuta per pignoramento è pari a € 300, la ritenuta d’acconto sarà di € 60 ed il pagamento netto al creditore di € 240.
La ritenuta d’acconto dovrà essere imputata al conto GPA25291.
La citata circolare dell’Agenzia dell’Entrate non pone obblighi in capo al terzo erogatore rispetto all’accertamento circa l’assoggettabilità delle somme a ritenuta d’acconto: è onere, invece, del creditore dimostrare che tali somme non debbano esservi assoggettate, anche attraverso una dichiarazione sostitutiva di notorietà (all. 2) da rendere prima del pagamento. Pertanto, in assenza di tale dichiarazione, le Strutture territoriali dovranno operare sempre la ritenuta d’acconto, a meno che:
o il pignoramento non riguardi somme trattenute in conseguenza della procedura esecutiva contemplata nel diritto di famiglia (credito periodico di mantenimento per il coniuge e/o i figli);
o il creditore pignoratizio sia soggetto diverso da persone fisiche e società di persone (es: Enti e Società di capitali).
Obblighi di comunicazione, certificazione e dichiarazione
In ottemperanza alla norma, all’INPS, in qualità di esecutore del provvedimento di assegnazione, spettano anche adempimenti di comunicazione, certificazione e dichiarazione nei confronti dei soggetti cointeressati nel procedimento di pignoramento (debitore, creditore, fisco).
· Al debitore esecutato, beneficiario della prestazione a sostegno del reddito, deve essere rilasciata una comunicazione annuale contenente l’ammontare delle somme trattenute che sono state erogate nel corso dell’anno al creditore pignoratizio. Nel caso di morte del debitore la comunicazione deve essere inviata agli eredi. Le Strutture territoriali interessate dovranno provvedere manualmente utilizzando il fac-simile in allegato 3.
· Al creditore pignoratizio deve essere rilasciata una certificazione annuale contenente l’ammontare delle somme corrisposte che sono state trattenute nel corso dell’anno al debitore esecutato e delle ritenute operate. Tale certificazione deve essere rilasciata entro il 28 febbraio dell’anno successivo al fine di consentire al destinatario l’assolvimento dei propri obblighi fiscali. La certificazione (all. 4) dovrà essere rilasciata direttamente dalla Struttura INPS territorialmente competente.
· Essendo l’INPS sostituto d’imposta nei confronti del debitore pignorato, nel modello 770, quadro SY, sezione I, devono essere dichiarati i codici fiscali del debitore e del creditore, le somme erogate e le ritenute operate. L’adempimento, che non è ancora automatizzato, deve essere effettuato anche se non sono state operate ritenute.
La ritenuta d’acconto sulle prestazioni temporanee deve essere contabilizzata nella sezione Avere del conto GPA 25291 di nuova istituzione.
L’importo delle ritenute d’acconto effettuate deve essere indicato in Procedura IRPEF al codice 18 con codice tributo 112 E.
Per il dettaglio della variazione al piano dei conti vedi l’allegato 5.
1) Trasmesso all’Unità dei servizi all’Utenza delle Prestazioni a sostegno del reddito dal competente Ufficio Legale INPS
2) Nell’esempio richiamato, il pignoramento dovrà coinvolgere più pagamenti ricorrenti della stessa prestazione o, se possibile, altre prestazioni di cui risultasse beneficiario il debitore pignorato..
Specifiche della collezione di pagamento
ISTRUZIONI PROCEDURALI PER IL PAGAMENTO AI DEBITORI PIGNORATI E AI CREDITORI PIGNORATIZI TRAMITE LA PROCEDURA “PAGAMENTI VARI”
Pagamento al debitore pignorato
Per il pagamento dell’indennità spettante al debitore pignorato (al netto delle ritenute IRPEF e della trattenuta per somma pignorata) deve essere utilizzata una specifica collezione nella procedura “Pagamenti Vari” e le operazioni da eseguire sono:
– creare una collezione di pagamenti denominata “PIGNOR.DP.xx”, dove xx = 00 per la sede e 01, 02, …… per i centri operativi, che verrà inizializzata automaticamente con i seguenti elementi:
causale “PIGNORAMENTI CONTO T ERZI SU PSR – PAGAME NTO DEB. PIGNORATO”
campi “nomi/conti” impostati con le sigle:
INDENAC, IRPEFAC, REC.NETTO, GPA10099.
– accedere al pannello di acquisizione del pagamento (Opz 5/1) inserendo nel pannello di ricerca il codice fiscale o i dati anagrafici (cognome, nome e data di nascita) la posizione deve essere presente in ARCA con il codice fiscale validato al fisco.
I dati prelevati da ARCA precompilano il pannello del pagamento anche con i dati dell’indirizzo che può essere modificato dall’operatore;
– acquisire l’importo dell’indennità nel campo “Importo”;
– indicare nel campo “Pagamento” la modalità di pagamento scelta dal beneficiario.;
– Inserire nella sezione “nomi/conti” nel campo
INDENAC l’importo lordo della presrazione,
IRPEFAC l’importo della ritenuta fiscale calcolata,
REC.NETTO l’importo della somma pignorata.
GPA10099 l’importo della somma pignorata.
– Eseguire la quadratura della collezione (Opz. 5/2) e la successiva elaborazione per produrre il file telematico e l’IP6bis da trasmettere all’ufficio ragioneria di sede.
Pagamento al creditore pignoratizio
Per il pagamento al creditore pignoratizio della somma pignorata deve essere utilizzata una specifica collezione nella procedura “Pagamenti Vari” e le operazioni da eseguire sono:
– creare una collezione di pagamenti denominata “PIGNOR.CP.xx”, dove xx = 00 per la sede e 01, 02, …… per i centri operativi, che verrà inizializzata automaticamente con i seguenti elementi:
causale “PIGNORAMENTI CONTO T ERZI SU PSR – PAGAMENTO CRED.PIGNORATIZ.”
IMP.PIGN, GPA25291.
– accedere al pannello di acquisizione del pagamento (Opz 5/1);
– prelevare i dati anagrafici che andranno a precompilare il pannello del pagamento anche con i dati dell’indirizzo che può essere modificato dall’operatore;
– acquisire l’importo in pagamento al creditore pignoratizio nel campo “Importo”;
IMP.PIGN l’importo della somma pignorata,
GPA25291 l’importo della eventuale ritenuta d’acconto.
Dichiarazione di responsabilità del creditore
ai sensi dell’art. 47 del D.P.R.445/2000 e successive modificazioni e integrazioni
__l__ sottoscritt___ _____________________________ nat__ il ______________ a ____________________________ (PR ___) C.F. _______________________ domiciliat__ nel comune ________________________________ (PR _____) Via/Piazza ___________________________________ n. ______ CAP ________
CREDITORE PIGNORATIZIO per la somma di € ____________________ nei confronti del sig. ____________________________, C.F. _______________________, presso il TERZO EROGATORE Istituto Nazionale della Previdenza Sociale in base all’ordinanza di assegnazione del _______________________________________, consapevole delle conseguenze civili e penali a carico di chi rende false dichiarazioni ai sensi degli artt. 75 e 76 del D.P.R. 445/2000, sotto la propria personale responsabilità
per le finalità di cui all’art. 15 comma 2 del D.L. 1 luglio 2009 n. 78 e del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. N. 34755 del 3 marzo 2010, che il credito vantato è relativo a somme:
– (1) non soggette a ritenute alla fonte
– (2) totalmente soggette a ritenuta alla fonte, ai sensi del titolo III del D.P.R. n.600/73 o dell’articolo 11, commi 5, 6 e 7, della L. 413/1991 o dell’articolo 33, comma 4 , del D.P.R. 42/1988
– (3) parzialmente soggette a ritenuta alla fonte, ai sensi del titolo III del D.P.R. n.600/73 o dell’articolo 11, commi 5, 6 e 7, della L. 413/1991 o dell’articolo 33, comma 4 , del D.P.R. 42/1988. La ritenuta deve essere operata sulla somma di €________________________________ .
Alle somme eventualmente corrisposte a titolo di interessi deve essere applicato il regime fiscale di cui al punto (____)
Comunicazione ai sensi dell’art. 21, comma 15, della legge n. 449/1997, come modificato dall’art. 15, comma 2, del D.L. n. 78/2009 convertito in L. 102/2009, e del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n.34755/2010.
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, in qualità di terzo erogatore di somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi,
di aver trattenuto sulle somme a Lei erogate a titolo di ________________________ nell’anno ______:
€ ____________, per pignoramento da parte di _________________________ (C.F.___________________) in base all’ordinanza di assegnazione del __________;
Dichiarazione al creditore
Dichiarazione ai sensi dell’art. 21, comma 15, della legge n. 449/1997, come modificato dall’art. 15, comma 2, del D.L. n. 78/2009 convertito in L. 102/2009, e del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n.34755/2010.
di aver corrisposto in Suo favore nell’anno ______ le seguenti somme:
€ _________________ (dati debitore) per pignoramento di _________________________________ (C.F. ________________________) in base all’ordinanza di assegnazione del _____________ e di aver operato su tale importo la ritenuta d’acconto del 20% pari ad €__________________.
Codice conto GPA 25291
Denominazione completa Ritenute erariali a titolo di acconto su somme erogate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi di quote di prestazioni economiche temporanee
Denominazione abbreviata RIT.ERAR.ACCON.PIGNOR.PREST.TEMP.
DIRETTIVE PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI MODIFICHE DISCIPLINA CERTIFICAZIONI
Sull’argomento del titolo ,si riporta il testo della Circolare P.C .M. 23 maggio 2012, n. 5,concernente l’ambito di applicazione dell’art 40, comma 02, d.P.R. n. 445 del 2000.
Al fine di dare concreta attuazione al processo di decertificazione l’art. 15, L. 12 novembre 2011, n. 183 ha novellato il d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, introducendo il comma 02 all’art. 40. Tale norma, per evitare che le Pubbliche amministrazioni continuino a chiedere al privato il deposito di certificati rilasciati da altre Pubbliche amministrazioni e per garantire il ricorso, a pieno regime, allo strumento delle autocertificazioni o dell’acquisizione d’ufficio dei certificati, ha previsto che sul certificato stesso sia apposta, a pena di nullità, la dicitura: «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi».
Tale essendo la ratio sottesa alla riforma del 2011 è evidente che Pubbliche amministrazioni non possono mai rifiutarsi di rilasciare un certificato, dovendo apporre sullo stesso la dicitura prevista dal comma 02 dell’art. 40, d.P.R. n. 445 del 2000.
In ordine alla corretta applicazione della novella introdotta dall’art. 15, L. n. 183 del 2011 sono pervenute numerose richieste di chiarimenti.
Dubbi sono sorti innanzitutto sull’obbligo di apporre la dicitura prevista dal comma 02 dell’art 40, d.P.R. n. 445 del 2000 ai certificati rilasciati per l’estero.
Segue da ciò che ove il privato chieda il rilascio di un certificato da consegnare ad altro privato residente all’estero o ad un’Amministrazione di un Paese diverso dall’Italia la dicitura prevista dall’art 40, comma 02, d.P.R. n. 445 del 2000 non deve essere apposta.
In suo luogo, per evitare che tale certificato venga poi di fatto prodotto ad una Pubblica amministrazione italiana — e sia quindi nullo — deve essere apposta la dicitura «Ai sensi dell’art. 40, d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, il presente certificato è rilasciato solo per l’estero».
Richieste di chiarimenti sono pervenute anche in ordine all’applicazione delle disposizioni dettate dall’art 40, comma 02, d.P.R. n. 445 del 2000 ai certificati da depositare nei fascicoli delle cause giudiziarie. E’ stato rappresentato che alcune Amministrazioni si rifiuterebbero di rilasciare al privato i certificati sull’assunto che anche gli uffici giudiziari sono da annoverare tra le Pubbliche amministrazioni alle quali la parte deposita un’autocertificazione.
Al riguardo si precisa che la novella introdotta dall’art. 40, comma 02, d.P.R. n. 445 del 2000 – secondo cui le Amministrazioni sono tenute ad apporre sui certificati, a pena di nullità, la dicitura: «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi» – si applica solo nei rapporti tra Pubbliche amministrazioni (e, nei limiti di cui all’art. 40, d.P.R. n. 445 del 2000, ai gestori di pubblici servizi) tra le quali non sono certamente annoverabili gli Uffici giudiziari quando esercitano attività giurisdizionale. Costituisce, infatti, principio affermato dalla Corte di cassazione che la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, così come l’auto certificazione in genere, ha attitudine certificativa e probatoria esclusivamente in alcune procedure amministrative, essendo, viceversa, priva di qualsiasi efficacia in sede giurisdizionale (Cass. Civ., sez. lav., 20 dicembre 2010, n. 25800; id. 23 luglio 2010, n. 17358, secondo cui l’autocertificazione costituisce uno strumento previsto dal diritto amministrativo, utilizzabile in via amministrativa e non giudiziaria. Infatti il soggetto, nel corso di una pratica amministrativa, può sotto la propria responsabilità attestare la verità di fatti a sé favorevoli, ma tale regola non può essere estesa al diritto processuale civile, in cui rimane ferma la regola dell’onere della prova; id., sez. V, 15 gennaio 2007, n. 703).
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