Source: https://www.dimensioneinfermiere.it/privacy-in-sanita-dlgs-101-2018-come-cambiano-le-regole/
Timestamp: 2019-06-19 20:51:50+00:00
Document Index: 20916463

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 9', 'art. 2', 'art 21', 'art. 22', 'art. 154']

Privacy in Sanità e le novità con il DLgs 101/2018: come cambiano le regole
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Dlsg 101 2018 Privacy in sanità
E’ stato pubblicato nei giorni scorsi, in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legislativo 10 agosto 2018 n. 101 (DLgs 101/2018) di adeguamento del nostro ordinamento al nuovo Reg. UE 2016/679. La materia del provvedimento, frutto di un processo molto articolato, conduce l’ordinamento privacy italiano (disciplinato sino ad ora dalla Dir 95/46/CEE e dal Codice Privacy) alla nuova architettura legislativa adesso vigente.
Il nuovo impianto stabilisce cosa resta in vigore e cosa viene abrogato, modificando tuttavia in maniera chirurgica il Codice Privacy ed introducendo inoltre articoli specifici per definire tempi e modi di modifica di tutti gli atti (autorizzazioni, codici deontologici, provvedimenti,…).
DLgs 101/2018 – Privacy: approvato il decreto di adeguamento al regolamento UE
In sostanza, in area sanitaria, la grande novità è il venir meno dell’obbligo di consenso quando i dati sono trattati per finalità di diagnosi e cura (art. 2-septies del Codice privacy emendato dal DLgs 101/2018 in combinata lettura con l’art. 9 GDPR).
Il mondo della sanità passa così da un sistema centrato fondamentalmente sul consenso (dove cioè si chiedeva il consenso per tutto) ad un sistema in cui occorre prima chiedersi e capire quali sono le ragioni per cui i dati sono trattati (cioè la finalità del trattamento come, ovviamente, la diagnosi e cura, la ricerca, il monitoraggio,..) per poi valutare, proprio alla luce della finalità identificata, quale sia il fondamento di liceità di tale trattamento: in altre parole è la finalità che comanda, che guida e declina le prescrizioni, in una mutata architettura centrata sullo scopo dell’acquisizione dati.
Cosa cambia con il DLgs 101/2018
E’ dunque una disciplina meno burocratica (non devo chiedere il consenso), ma molto più complessa concettualmente poiché obbliga ad analizzare tutti i processi di trattamento per capire impianto e fondamento normativo.
Le novità del DLgs 101/2018
Nel nuovo decreto legislativo vi sono infine altri aspetti che meritano di essere evidenziati per una prima, per quanto veloce, analisi:
Il trattamento di dati genetici, biometrici e relativi alla salute dovrà rispettare misure di garanzia che saranno stabilite ogni due anni dal Garante: il provvedimento che adotta tali misure sarà sottoposto a consultazione pubblica per non meno di 60 giorni permettendo quindi alle parti sociali di partecipare al processo (art. 2 septies comma 3 Codice Privacy come emendato).
le autorizzazioni generali del Garante al trattamento di dati sensibili emanate in vigenza del “vecchio” Codice Privacy verranno attualizzate dal Garante con provvedimento da sottoporre a consultazione pubblica (art 21 del DLgs 101/2018 – decreto di adeguamento).
i provvedimenti del Garante continuano ad applicarsi, ma solo in quanto compatibili (art. 22 comma 4 DLgs 101/2018), previsione questa piuttosto critica in quanto chiama il titolare a valutare in autonomia la compatibilità dei provvedimenti emanati negli anni dal Garante, assumendosi la responsabilità di valutarne o meno l’attuale prescrittibilità.
il Garante acquista poi il potere di introdurre meccanismi di semplificazione per le micro, piccole e medie imprese, con riferimento agli obblighi del titolare del trattamento (art. 154-bis comma 4 del Codice Privacy emendato);
Il quadro normativo è, come si vede, di complessa applicazione e richiede a tutti i soggetti e gli attori un impegno efficace ed un discernimento consapevole per apprenderne gli strumenti di migliore applicazione.
Avvocato; giornalista pubblicista; copywriter. Esperto di diritto sanitario a seguito di un percorso formativo in ambito legale con il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Catania ed il successivo ampliamento delle conoscenze in ambito sanitario e giornalistico.
Le schede di valutazione del personale, se non congrue, possono essere impugnate dal giudice del lavoro.