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Timestamp: 2017-02-27 15:47:02+00:00
Document Index: 28784992

Matched Legal Cases: ['art. 1686', 'art. 1514', 'art. 1515', 'art. 1687', 'art. 1690', 'art. 1690', 'art. 1690', 'art. 1690', 'art. 1690', 'art. 450', 'art. 1690', 'art. 450', 'art. 1690', 'art. 817', 'art. 13', 'art. 1960']

Art. 1690 codice civile: Impedimenti alla riconsegna
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 1690 codice civile: Impedimenti alla riconsegna L’AUTORE: Redazione
Se il destinatario è irreperibile ovvero rifiuta o ritarda a chiedere la riconsegna delle cose trasportate (1), il vettore deve domandare immediatamente istruzioni (2) al mittente e si applicano le disposizioni dell’art. 1686.
Se sorge controversia tra più destinatari o circa il diritto del destinatario alla riconsegna o circa l’esecuzione di questa, ovvero se il destinatario ritarda a ricevere le cose trasportate, il vettore può depositarle a norma dell’art. 1514 o, se sono soggette a rapido deterioramento, può farle vendere a norma dell’art. 1515 per conto dell’avente diritto. Il vettore deve informare prontamente il mittente del deposito o della vendita.
(1) Gli impedimenti alla riconsegna indicati sono solo quelli di cui non sia responsabile il vettore per cui, ad esempio, non vi rientrano il furto su autofurgone lasciato incustodito o il furto non accompagnato da violenza o minaccia.
(2) Se il vettore, pur avendone la possibilità, non chiede istruzioni al mittente oppure le chiede in ritardo, sarà responsabile dei danni cagionati a quest’ultimo.
La «messa a disposizione», quale obbligazione accessoria e funzionale all'esecuzione del contratto di trasporto prevista dall'art. 1687 c.c., consiste nello scaricare a terra, dal mezzo adibito a trasporto e nel luogo fissato per la riconsegna, la merce trasportata onde consentirne l'apprensione materiale al ricevente. Ne consegue che, quando non sia possibile effettuare la consegna delle cose al momento del loro arrivo a destinazione per fatto imputabile al destinatario, il vettore ha l'onere, per liberarsi dal suo persistente obbligo di conservare e custodire la merce, di chiedere istruzioni al mittente, ai sensi dell'art. 1690, comma 1, c.c. (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la S.C. ha rigettato il ricorso della ditta autotrasportarice che, eseguito il trasporto fino a destinazione, aveva lasciato la merce nei rimorchi di cui la stessa aveva l'esclusiva disponibilità, merce che era stata trafugata da ignoti nell'area di parcheggio, prima che venisse scaricata nel luogo indicato dal destinatario, con la conseguenza che, fino al compimento di tale prestazione, essa si sarebbe dovuta considerare rimasta ancora nella sfera di detenzione e, perciò, di sorveglianza dello stesso vettore).
Cassazione civile sez. III 22 febbraio 2010 n. 4195 Se il vettore marittimo abbia, in funzione del contenimento della merce da trasportare su commissione del caricatore, locato dei containers al caricatore stesso, pattuendo un corrispettivo a tempo fino alla data in cui ne abbia conseguito nuovamente la disponibilità a seguito del ritiro della merce contenutavi da parte del ricevitore nel porto di destinazione e questi ritardi nel ritirare la merce, l'obbligazione del caricatore di corrispondere il canone di locazione (la quale costituisce oggetto di un contratto autonomo e distinto da quello di trasporto, e che pertanto permane in capo al caricatore anche nel caso di girata della polizza di carico) cessa a decorrere dal momento stesso in cui il vettore abbia omesso di dargliene tempestivo avviso, dovendo da allora considerarsi esauriti gli effetti del rapporto locativo.
Cassazione civile sez. III 04 giugno 2009 n. 12888 L’irreperibilità del destinatario della merce obbliga il vettore, ai sensi dell’art. 1690, comma 1, c.c., a domandare istruzioni al mittente e ad attenersi alle stesse. Il mancato invio di istruzioni da parte del vettore non libera il vettore dalla sua responsabilità “ex recepto”, poiché questi, per conseguire un simile risultato, non deve agire di sua iniziativa, eventualmente anche provvedendo al recapito della merce, ma piuttosto procedere al deposito, ai sensi del combinato disposto degli art. 1690, comma 1, 1686, comma 2, e 1514 c.c. La consegna effettuata dal vettore in mancanza di istruzioni da parte del mittente costituisce un inesatto adempimento alle obbligazioni contrattuali inerenti il contratto di trasporto, con il conseguente onere per lo stesso di provvedere al risarcimento dei danni arrecati al mittente.
Tribunale Forli' 13 dicembre 2008 n. 1091 Se la consegna da parte del vettore della merce trasportata al destinatario solo su presentazione della polizza di carico non è possibile, stante il necessario affidamento ad un organismo pubblico, o ad una impresa di sbarco, il vettore deve chiedere istruzioni al caricatore, a norma dell'art. 1690 c.c., salva la sua facoltà di provvedere al deposito delle merci secondo tale norma ovvero di restituire le merci al caricatore poiché la prestazione, così come richiesta, è oggettivamente impossibile
Cassazione civile sez. III 16 giugno 2003 n. 9629 In un contratto di trasporto marittimo di merci, qualora venga pattuito che la consegna deve essere effettuata dal vettore solo dietro esibizione e riconsegna della polizza di carico, se la legge del luogo di arrivo prevede il necessario affidamento della merce da consegnare a un organismo pubblico o a un'impresa di sbarco, non può ritenersi che l'inadempimento dell'obbligo di richiedere la presentazione della polizza di carico possa ritenersi incolpevole, perché il vettore avrebbe dovuto richiedere istruzioni al caricatore, ex art. 1690 c.c., richiamato dall'art. 450 c. nav., salva la sua facoltà di provvedere al deposito delle merci, o di restituirle al caricatore qualora la prestazione, così come pattuita e richiesta, fosse oggettivamente impossibile.
Cassazione civile sez. III 16 giugno 2003 n. 9629 In un contratto di trasporto marittimo di merci, qualora venga pattuito che la consegna deve essere effettuata dal vettore solo dietro esibizione e riconsegna della polizza di carico, se la legge del luogo di arrivo prevede il necessario affidamento della merce da consegnare ad un organismo pubblico o ad un'impresa di sbarco, non può ritenersi che l'inadempimento dell'obbligo di richiedere la presentazione della polizza di carico possa ritenersi incolpevole, perché il vettore avrebbe dovuto richiedere istruzioni al caricatore, ex art. 1690 c.c., richiamato dall'art. 450 c.nav., salva la sua facoltà di provvedere al deposito delle merci, o di restituirle al caricatore qualora la prestazione, così come pattuita e richiesta, fosse oggettivamente impossibile.
Cassazione civile sez. III 16 giugno 2003 n. 9629 In tema di trasporto internazionale di merci per via aerea, nella causa promossa dal mittente contro il vettore, in relazione ad un trasporto nel quale il punto di partenza ed il punto di destinazione siano situati nei territori di due Stati aderenti (nella specie, Italia e Cameroun), la responsabilità del vettore, per avere omesso di comunicare tempestivamente al mittente il rifiuto del destinatario di ricevere la merce trasportata, è regolata, non già dagli art. 1690 e 1696 c.c., bensì dalla convenzione di Varsavia del 12 ottobre 1929, resa esecutiva in Italia con l. 19 maggio 1932 n. 841, come modificata dal protocollo dell'Aja del 28 settembre 1955, reso esecutivo in Italia con l. 3 dicembre 1962 n. 1832.
Cassazione civile sez. I 30 dicembre 1994 n. 11294 Locazione di cose
In tema di locazione di immobili urbani, la presunzione di un rapporto pertinenziale, a norma dell'art. 817 c.c. tra l'appartamento adibito ad uso abitativo ed il locale per "posto macchina" sussiste - con la conseguenza della regolamentazione unitaria dell'equo canone nel modo stabilito dall'art. 13 l. 27 luglio 1978 n. 392 - qualora, gli immobili appartengano al medesimo proprietario, siano ubicati nel medesimo edificio e siano concessi in locazione allo stesso conduttore anche se con separati contratti. La presunzione anzidetta non è invece applicabile quando i distinti contratti locativi aventi ad oggetto rispettivamente l'appartamento ed il posto macchina siano stati stipulati non dall'unico proprietario dell'immobile, ma da due creditori anticritici, in veste di locatori, potendo il proprietario dimostrare implicitamente, ma inequivocamente la propria volontà di far cessare il vincolo pertinenziale attribuendo il diritto personale ex. art. 1960 c.c. sull'appartamento e sul "posto macchina" a due soggetti diversi.
Cassazione civile sez. III 20 maggio 1997 n. 4483
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