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Timestamp: 2018-05-21 18:30:58+00:00
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I RECENTI ARRESTI GIURISPRUDENZIALI SUI MOTIVI DI REVOCAZIONE. - [Legali.com]
Articolo pubblicato online il 17 maggio 2018
2. Dal ricorso per revocazione è sospeso il termine per ricorrere in Cassazione (Cass. ord. n. 11832/2017).
3. La sentenza è oggetto di revocazione per “svista percettiva sull’intero oggetto del contendere” (Cass. Ord. n. 7617/2018).
4. E’errore revocatorio l’omissione della comunicazione della fissazione dell’udienza o dell’adunanza (Cass.n.603/2018).
2. Le sentenze per le quali è scaduto il termine per l’appello possono essere impugnate per i motivi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell’art. 395 del codice di procedura civile purché la scoperta del dolo o della falsità dichiarata o il recupero del documento o il passaggio in giudicato della sentenza di cui al numero 6 dell’art. 395 del codice di procedura civile siano posteriori alla scadenza del termine suddetto.
3. Se i fatti menzionati nel comma precedente avvengono durante il termine per l’appello il termine stesso è prorogato dal giorno dell’avvenimento in modo da raggiungere i sessanta giorni da esso”.
•	dolo di una delle parti in danno dell’altra. Per rappresentare motivo di revocazione il comportamento doloso deve avere avuto influenza decisiva ai fini della soluzione della causa( Cass., 10 marzo 2005, n. 5329; Cass., 26 gennaio 2004, n. 1369);
•	prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza, oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza. La prova della falsità deve esistere al momento della proposizione della domanda di revocazione, pena l’inammissibilità della stessa. La prova rivelatasi falsa deve avere influito sulla decisione impugnata, deve essere stata, cioè, decisiva, ai fini dell’orientamento del giudice, ovvero aver concorso alla pronuncia;
•	rinvenimento di documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. È fondamentale che si tratti di documenti esistenti al momento del processo e dotati di efficacia decisiva nella formazione del convincimento del giudice, ossia tali che se conosciuti da quest’ultimo avrebbero potuto condurre ad una diversa decisione;
•	errore di fatto risultante dagli atti e dai documenti della causa. L’errore de quo deve essere essenziale e riguardare un aspetto decisivo della sentenza. Inoltre, l’atto o documento di causa da cui risulta l’errore commesso deve essere già acquisito agli atti processuali al momento in cui è stata resa la sentenza che si ritiene viziata (Cass., 20 giugno 2002, n. 8974);
•	contrasto con sentenza precedente avente tra le parti autorità di cosa giudicata, purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione. Perché una sentenza possa considerarsi contraria ad altra precedente avente autorità di cosa giudicata, è necessario che tra i due giudizi vi sia identità di soggetti e di oggetto, tale che l’oggetto del secondo giudizio sia costituito dal medesimo rapporto tributario definito irrevocabilmente nel primo, oppure che in quest’ultimo sia stato definitivamente compiuto un accertamento radicalmente incompatibile con quello operante nel giudizio successivo( Cass., sez. trib., 7 agosto 2008, n. 21322);
•	dolo del giudice, accertato con sentenza passata in giudicato. In presenza di sentenza passata in giudicato che abbia accertato il dolo del giudice, la revocazione consegue automaticamente senza necessità di avere alcuna ulteriore verifica.
2.	Dal ricorso per revocazione è sospeso il termine per ricorrere in Cassazione (Cass. ord. n. 11832/2017).
La quaestio iuris
3.	La sentenza è oggetto di revocazione per “svista percettiva sull’intero oggetto del contendere” (Cass. Ord. n. 7617/2018).
La CTR affermava che il giudice di merito si è così pronunciato poiché ha ritenuto che si tratti di un errore di diritto e non di fatto “… dovuto a una falsa interpretazione della norma, incorrendo quindi in un tipico errore d’interpretazione di diritto che dev’essere oggetto di ricorso per Cassazione".
"a) deve consistere nell’erronea percezione degli atti di causa che si sostanzia nella supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa, oppure nella supposizione dell’inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita, sempre che il fatto oggetto dell’asserito errore non abbia costituito un punto controverso sul quale la sentenza impugnata per revocazione abbia pronunciato e purchè, da un lato, la realtà desumibile dalla sentenza sia frutto di supposizione, e non di valutazione o di giudizio, e, dall’altro, quella risultante dagli atti e documenti di causa non sia stata contestata dalle parti;
c) deve risolversi esclusivamente in un vizio di assunzione del "fatto", che può anche consistere nel contenuto degli atti processuali oggetto di cognizione del giudice (quali la sentenza impugnata o gli atti di parte), ed è configurabile, in tal caso, soltanto in ipotesi di mancata percezione, da parte del giudice e in particolare di questa Corte, dell’esistenza stessa di un motivo di ricorso, del tutto ignorato nella pronuncia, non potendo mai cadere, invece, per definizione, sul contenuto concettuale delle tesi difensive delle parti, sia perché le argomentazioni giuridiche non costituiscono "fatti", sia poiché un tale errore si configura necessariamente non come errore percettivo, bensì come errore di giudizio, investendo per sua natura l’attività valutativa ed interpretativa del giudice (tra le tante, Cass., sez. un., nn. 5303 del 1997, 26022 del 2008, 13181 del 2013; nonchè Cass. nn. 17443 del 2008, 836 e 9835 del 2012, 4605 e 22569 del 2013)".
4.	E’errore revocatorio l’omissione della comunicazione della fissazione dell’udienza o dell’adunanza (Cass.n.603/2018).
Il principio ermeneutico enunciato dalle Sezioni Unite è il seguente: “La revocazione della sentenza (o dell’ordinanza) di cassazione è consentita per vizi del procedimento di cui non si sia tenuto conto per un errore percettivo riguardante anche l’esame degli atti dello stesso processo di cassazione: è pertanto deducibile come causa di errore revocatorio la circostanza che la sentenza (o l’ordinanza) impugnata si fondi su un fatto – l’avvenuta regolare comunicazione della fissazione dell’udienza a
Secondo la giurisprudenza di legittimità “tale principio di diritto parrebbe suggerire che le Sezioni Unite abbiano fatto l’affermazione della deducibilità come errore revocatorio tanto della omissione dell’avviso, quanto quella dell’invio di un avviso affetto da nullità. Tale seconda eventualità parrebbe suggerita dal riferimento alla <>”.
Lecce, 16 maggio 2018