Source: http://informazionipertutti.blogspot.com/2008/09/licenziamento.html
Timestamp: 2013-05-21 09:17:38+00:00
Document Index: 160775613

Matched Legal Cases: ['art. 2119', 'art. 3', 'art. 1455', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 18', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 700', 'art.700', 'sentenza ']

Informazioni per tutti: Licenziamento
Il licenziamento di un lavoratore può avvenire solo per giusta causa o giustificato motivo.
Giusta Causa:
La giusta causa è un inadempimento del lavoratore talmente grave da non consentire anche in via provvisoria la prosecuzione del rapporto di lavoro.- L'art. 2119 c.c. prevede che il datore di lavoro può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, senza necessità di preavviso, qualora si verifichi appunto una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria del rapporto medesimo.- La giurisprudenza ha specificato che la giusta causa si sostanzia in un inadempimento talmente grave che qualsiasi altra sanzione diversa dal licenziamento risulti insufficiente a tutelare l'interesse del datore di lavoro, al quale non può pertanto essere imposto l'utilizzo del lavoratore in un'altra posizione.- La giusta causa non è rappresentata esclusivamente da comportamenti costituenti notevoli inadempienze contrattuali, ma può essere determinata anche da comportamenti estranei alla sfera del contratto e diversi dall'inadempimento, purchè idonei a produrre effetti riflessi nell'ambiente di lavoro e a far venire meno la fiducia che impronta di sé il rapporto.- Giustificato motivo:
Il giustificato motivo di licenziamento costituisce una causa di risoluzione del rapporto di lavoro e in base all'art. 3 della legge n. 604 del 1966, può essere soggettivo o oggettivo cioè o riferito a comportamenti del lavoratore o ad esigenze prettamente aziendali.- Giustificato motivo soggettivo:
Il giustificato motivo soggettivo si realizza quando il lavoratore incorre in un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali: per la determinazione di tale nozione si fa riferimento all'art. 1455 c.c., la quale richiede, perchè il contratto possa essere risolto, che l'inadempimento non abbia scarsa importanza, avuto riguardo all'nteresse dell'altro contraente.-
Quello soggettivo dunque è un notevole inadempimento del lavoratore; si differenzia in ogni caso dalla giusta causa, che è invece un gravissimo inadempimento, in quanto consente la prosecuzione del rapporto sia pure nei limiti del periodo di preavviso.- Al riguardo spesso i contratti collettivi individuano precisamente le ipotesi in cui può ricorrere il licenziamento per giustificato motivo soggettivo; in particolare essi elencano le infrazioni disciplinari, che per la loro gravità, sono ritenute tali da giustificare il licenziamento.- Giustificato motivo oggettivo:
Il giustificato motivo oggettivo, in base all'art. 3 della legge n. 604 del 1966, è un motivo attinente all'attività produttiva, alla organizzazione del lavoro dell'impresa e al regolare funzionamento di essa. In tal caso non c'è un inadempimento del lavoratore, ma vi sono esigenze tecniche ed economiche dell'organizzazione produttiva che giustificano il provvedimento espulsivo.- E' comunque opportuno sottolineare che è carico del datore di lavoro provare la reale esistenza dei dedotti motivi di recesso, nonchè la sussistenza di un concreto nesso di causalità fra detti motivi, oltre alla impossibilità di una diversa profiqua utilizzazione del lavoratore licenziato.- Disciplina dei licenziamenti collettivi: La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali dovono essere effettuati i licenziamenti stessi.-
Impugnazione del licenziamento:
Il licenziamento deve essere impugnato entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione, con qualsiasi atto scritto idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore, il quale ritenga il licenziamento viziato per una o più ragioni. Il termine dei 60 giorni decorre dalla comunicazione del licenziamento ovvero dalla comunicazione dei motivi ove questa non sia contestuale a quella del licenziamento.-
I lavoratori licenziati a seguito delle procedure di mobilità, sono iscritti in apposite liste, qualora siano stati assunti con un rapporto di lavoro a tempo continuativo e se l'anzianità di servizio maturata presso l'azienda è pari almeno a 12 mesi.-
L'iscrizione nelle liste di mobilità ha lo scopo di agevolare il reinserimento nel mercato del lavoro, e costituisce presupposto per l'erogazione da parte dell'INPS dell'indennità di mobilità; l'indennità viene erogata per un periodo colcolato in base all'età del lavoratore alla data del licenziamento e all'ubicazione dell'unità produttiva di appartenenza.-
Il lavoratore licenziato a livello individuale o comunque non a seguito delle procedure di mobilità, ha diritto alla corresponsione dell'indennità di discoccupazione. I requisiti per ottenere l'indennità sono i seguenti:
Effettivo stato di disoccupazione involontaria
Possesso di almeno due anni di anzianità assicurativa INPS
La domanda va presentata entro 60 giorni dall'inizio della disoccupazione indennizzabile, (periodo di carenza otto giorni). La presentazione tardiva comporta che l'indennità sarà corrisposta dall'INPS solo a partire dal quinto giorno successivo alla presentazione della domanda.- Diritto di prelazione:
La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato ilperiodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-
Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.- Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it”
Anonimo27 marzo 2013 23:58Buonasera Signor Gianfranco,il 21 agosto 2012 io e una mia collega siamo state licenziate, così abbiamo impugnato subito il licenziamento ma per vari motivi non abbiamo chiesto la disoccupazione. La mia domanda è questa.posso richiederla adesso all'Inps?Perchè navigando su internet ho letto un'articolo in cui si dice che chi ha impugnato il licenziamento con un foglio del giudice che certifica la sentenza si può richiedere la disoccupazione. Cordiali SalutiRispondiEliminaRisposteGianfranco01 aprile 2013 18:47Purtroppo NO!La domanda di indennità di disoccupazione ordinaria va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro anche se si impugna il licenziamento.-EliminaRispondiAnonimo28 marzo 2013 17:05salve,mi chiamo Cristina,e lavoro come cameriere.ho un contratto di lavoro a tempo determinato(lavoro con 4 ore settimanali e ho iniziato dal 1 settembre a lavorare).il mio dattore di lavoro vuole spostarsi con la sua attivita a 15 km,e io non posso seguirlo.e in questo punto mi ha detto che o firmo le dimissioni o mi manda 3 lettere e vengo licenziata automaticamente.la mia domanda e:in questo caso e meglio firmare?io lavoro con 4 ore settimanali e ho iniziato dal 1 settembre a lavorare.RispondiEliminaRisposteGianfranco01 aprile 2013 18:52Ciao Cristina!La chiusura di un contratto di lavoro di 4 ore settimanali purtroppo non Ti da diritto ad alcuna agevolazione o indennità di disoccupazione, quindi o presenti le dimissioni o ti fai licenziare è la stessa cosa.- EliminaAnonimo08 aprile 2013 23:46Grazie per l'attenzione.oggi ho firmato il licenziamento!!EliminaGianfranco10 aprile 2013 16:12Prego!Alla prossima!!!EliminaRispondiAnonimo28 marzo 2013 19:09salve, volevo un'informazione a riguardo della lettera di licenziamento il mio lavoro è collaboratrice domestica e baby-sitter. in quanto la prima lettera era in data 18-03-2013 mentre il mio datore di lavoro per equivoci con il suo commercialista mi ha datato un nuova lettera di licenziamento datata il 15-03-2013 strappando la prima lettera mi voleva far firmare tutta la documentazione dicendomi che all' Inps aveva ormai fatto cosi e non si poteva far altro. Io non ho firmato nulla anche perché il bonifico non mi è ancora arrivato.Mi potrebbe dire cosa devo fare, la ringrazio RispondiEliminaRisposteGianfranco01 aprile 2013 19:00Presumo che sia stata comunicato per errore da parte del Tuo datore di lavoro all'INPS e al Centro per l'Impiego il giorno 15 marzo 2013 come data di cessazione del Tuo rapporto di lavoro.-Se il Tuo problema è solo una giornata di lavoro penso che puoi metterti d'accordo con il Tuo datore di lavoro, non mi pare infatti un motivo sufficente per aprire una vertenza sindacale.- EliminaRispondiAnonimo01 aprile 2013 14:50Vorrei un'info sulla nuovissima tassa sul licenziamento. io sono stata licenziata a metà febbraio per l'ormai prossima chiusura dell'attività. Il mio datore di lavoro, un anziano professionista, tiene aperto il suo studio ancora per qualche mese, per condurre a termine i pochi lavori ancora in piedi. Sarà costretto a pagare la tassa per avermi licenziata fintanto che ancora lavora, oppure sarà condannato a pagarla per tutto il periodo in cui io percepirò l' ASPI? cioè un anno? f.to Michela.RispondiEliminaRisposteGianfranco01 aprile 2013 19:07Ciao Michela!Misura della tassa di licenziamentoIn luogo del precedente parametro del 50% del trattamento Aspi spettante al lavoratore cessato viene previsto ora il 41% del massimale mensile. Viene così effettuato un riferimento legislativo alla somma limite della legge n.92/2012 che, per l’anno 2013, è stabilita in 1.180,00 euro. Un valore che però viene annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Di conseguenza per le interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute nel 2013, a decorrere dal 1 gennaio, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, la contribuzione da versare sarà pari a € 483,80. Per i soggetti che possono vantare 36 mesi di anzianità aziendale, l’importo massimo da versare nel 2013 sarà invece di 1.451,00 euro. Per i rapporti di lavoro inferiori ai 12 mesi invece il contributo va rideterminato in proporzione al numero dei mesi di durata del rapporto di lavoro. A tal fine, si considera mese intero quello in cui la prestazione lavorativa si sia protratta per almeno 15 giorni di calendario.La tassa di licenziamento è dovuta anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi compreso il recesso del datore di lavoro al termine del periodo di formazione , mentre è dovuto nei casi di dimissioni dell’apprendista per giusta causa o intervenute durante il periodo tutelato di maternità.EliminaAnonimo02 aprile 2013 17:10chiedo scusa, ma ho domandato se il mio capo -in procinto di chiudere il suo studio professionale - sarà obbligato a pagare questo importo per tutti i 12 mesi in cui io percepirò l' ASPI oppure fintanto che mantiene lo studio aperto? questa tassa ci ha strabiliato tutti e due, tanto è demenziale -visto che chiaramente si chiude un'attività perché non rende più - Insomma: se chiude e si ritira fra tre mesi o cinque mesi, deve pagare avanti ??? Michela.EliminaGianfranco04 aprile 2013 19:39Ciao Michela!Evidentemente non mi sono spiegato bene!Per le interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute nel 2013, a decorrere dal 1 gennaio, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, la contribuzione da versare sarà pari a € 483,80.Per i soggetti che possono vantare 36 mesi di anzianità aziendale, l’importo massimo da versare nel 2013 sarà invece di 1.451,00 euro.-Nel tuo caso l'importo che dovrà versare il Tuo datore di lavoro varierà da 483,80 euro a 1.451,00 in base alla Tua anzianità di servizio, e sarà un versamento unico.- EliminaRispondifranco03 aprile 2013 19:34Buonasera ,sono un ex vigile contratto indeterminato, perché licenziato nel 2008 grazie ad un errore della segreteria corsi di capannelle che ha omesso che mi trovavo sotto infortunio,riportando che ero sotto malattia. Mi sono rivolto da n°2 avvocati i quali mi hanno sconsigliato di ricorrere perché vigeva la malattia ,ma dopo 10 mesi mi è stata riconosciuta la patologia con conseguente causa di servizio riconosciuta tab b e al dipendente idoneo al servizio d’istitutoPurtroppo i tempi erano scaduti quindi mi sono rivolto ad un avvocato il quale ha impugnato il ricorso al tar dopo aver mandato una lettera all’amministrazione che ha risposto se vincevo la causa rientravoPurtroppo il tar come responso mi ha dato inammissibile ,ricorso al consiglio di stato mi ha respinto la cautelare ,ora attendo l’udienza finale secondo la vostra segreteria si potrebbe fare qualche cosa anche una possibilità di reintegro .Spero in notizie al più presto grazie. RispondiEliminaRisposteGianfranco04 aprile 2013 19:45Ciao Franco!Purtroppo NO!Mi pare che stai percorrendo tutte le strade possibili, quindi se nemmeno il ricorso al tar si concluderà a Tuo favore, non vedo altre possibilità.- EliminaRispondiAnonimo04 aprile 2013 07:42Buongiorno GianfrancoSono stato licenziato oggi 4/4/13, ma veramente me lo hanno detto due messi a voce. La lettera di preavviso e con data 5/4/13 dove dice che lavoro fine al 12/4/13, oggetto: preavviso di licenziamento per riduzione del personale.nella lettera dice che il periodo di preaviso contractual e di 6 giorni lavorativi (non so che dice mi contrato perche non lo trovo) io lavoro in questa dita dal 2005.E una dita di trasporti private con meno di 15 dipendenti. Come per la valutazione compare un criterio, e come sono persone che rimangono che non hanno carico di famiglia pero si più vecchi in età di me. (io una moglie e una bambina di tre anni a carico) volevo chiederli si il preavviso e giusto in tempo e el criterio per il licenziamento anche? E si quello non lo é ho diritto a un risarcimento. Grazie mille.RispondiEliminaAnonimo04 aprile 2013 15:39Ho chiamato alla direzione provinciale del lavoro e mi hanno detto che pur troppo la data di 6 giorni e correcta e che Por essere una ditta piccola possono licenziare a qualsiesi senza procedura ..... E cosi? RispondiEliminaRisposteGianfranco04 aprile 2013 19:49La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:- Carichi di famiglia- Esigenze tecnico-produttive- Anzianità di servizio presso l'aziendaTi consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio Contratti e Vertenze della CGIL per impugnare il licenziamento.-EliminaAnonimo09 aprile 2013 21:44Grazie mille andro al ufficio contratti. Ma e uquale si la ditta e di meno di 15 lavoratore anche li, si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi?Grazie mille ancora per il suo aiuto !!!EliminaAnonimo09 aprile 2013 21:47Ah mi dementicavo solo mi hanno licenciato a me a nessuno altro per motivo per riduzione del personale. Lavoriamo nella ditta in totale 10 persone. GrazieeeeeeEliminaGianfranco10 aprile 2013 16:10SI!La normativa vale tutti i licenziamenti, quindi anche per le aziende che hanno meno di 15 dipendenti.- EliminaAnonimo12 aprile 2013 09:57Grazie mille andro al Ufficio Contratti e Vertenze della CGILGrazieeeeeeeeeeeeeee milleEliminaGianfranco16 aprile 2013 21:55Prego!Alla prossima!!!EliminaRispondiAnonimo04 aprile 2013 18:21Un saluto ,io avrei bisogno di un consiglio sono un operatore socio sanitario con contratto a tempo determinato ,presso una casa di cura ,la cooperativa che gestiva il personale precedentemente è fallita e siamo in causa per gli stipendi arretrati e tfr ,in questi giorni sta subentrando una nuova coooperativa che assorbe personale e struttura co è stato richiesto di firmare due moduli ,uno che mi licenziavo dalla gestione della cooperativa che c'era prima e l'assunzione alla nuova cooperativa. cosa mi consigliate ?RispondiEliminaRisposteGianfranco04 aprile 2013 19:55Strano!Se la nuova cooperativa ti assume non vedo perchè devi dare le dimissioni dalla vecchia in quanto potrebbero tranquillamente licenziarti per cessazione dell'attività, Ti consiglio quindi di consultare al sede più vicina della CGIL per verificare se c'è una qualche "fregatura".-EliminaRispondifranco05 aprile 2013 11:06buongiorno corpo di appartenenza vigili del fuoco tar inammissibile ora mi trovo al c.d.s cautelare respinta ,la mia domanda era l'udienza finale potrebbe accogliere la mia causa ?RispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 15:38Ciao Franco!SI!L'udienza finale potrebbe accogliere la tua causa, anche se purtroppo nessuno può offrirti delle certezze in merito.-EliminaRispondiAnonimo05 aprile 2013 19:48Buonasera,lavoro in uno studio medico come segretaria ed oggi ho ricevuto il preavviso di licenziamento per riduzione di personale,sono l'unica dipendente part time a 12 h settimanali,(ultimo g. di lavoro 30 aprile). vorrei sapere se il mio datore di lavoro può riprendere del personale da una cooperativa sociale, anche se con orario settimanale ridotto (penso 4 ore settimanali).Grazie per la risposta.RispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 15:42Il Tuo studio medico se ti licenzia per riduzione di personale non può assumere altri dipendenti al posto Tuo e se ha bisogno di un'altra segretaria con un orario di lavoro più ridotto rispetto al Tuo, prima deve consultare te se sei disponibile.- EliminaRispondiAnonimo06 aprile 2013 13:11sono una guardia giurata, l'istituto di vigilanza presso il quale lavoro, minaccia una riduzione di personale per esubero. puo'procedere a licenziamenti, prima di aver fatto esaurire ferie e permessi residui a tutti, considerando che ognuno di noi ha circa 60 giorni in media da fare ? siamo 15 dipendenti di un distaccamento, l'azienda ha in totale circa 100 dipendenti.RispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 15:47Purtroppo SI!L'azienda può procedere a licenziamenti per riduzione di personale anche se i dipendenti hanno un residuo di ferie e permessi; ovviamente le ferie e i permessi residui se non verranno goduti dovranno essere retribuiti.-EliminaRispondiAnonimo06 aprile 2013 14:55Buon giorno Dott, Gianfranco, sono in cassa integrazione in deroga a ore zero presso una ditta di ristorazione collettiva, avendo trovato un'altra occupazione è necessario dare il preavviso di licenziamento e aspettare che passino i giorni con le mani in mano o una volta spedita la raccomandata posso iniziare a lavorare nella nuova azienda? grazie per una sua rispstaRispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 15:50Purtroppo SI!Anche se sei in cassa integrazione in deroga, in caso di dimissioni devi dare comunque il preavviso previsto dal Tuo CCNL per il Tuo livello di inquadramento e per la Tua anzianità di servizio.-EliminaRispondimelissa06 aprile 2013 19:36buongiorno ho ricevuto un richiamo disciplinare con sospensione cautelare pur precisando come la stessa non costituiscali di x se,una sanzione dispiplinare trattondosi di mera cautela destinata ad esaurirei suoi effetti al termine del procedimento displinare.posso essere licenziato essendo il primo richiamo ?se fossi licenziato x questo motivo ho diritto lo stesso alla disocupazione ordinaria?come mi consiglia di comportarmi nei 5 giorni che ho a disposizione?mi aiuti x favore la ringrazio molto RispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 15:57NO!Essendo il primo richiamo non puoi essere licenziato, ma ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per contestare se possibile per iscritto la motivazione del richiamo.-Anche se vieni licenziato per giusta causa avrai comunque diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria (ASPI).- EliminaRispondiAnonimo07 aprile 2013 03:00buona sera signor gianfranco io mi sono licenziato e non sono piu un dipendente dell azienda da lunedi 1 aprile, il giorno 5 aprile ho ricevuto il mio ultimo stipendio e ho scoperto che mi sono stati trattenuti 380 euro circa per delle multe prese durante l ultimo anno...la domanda è, può il mio titolare trattenermi dei soldi dalla busta paga senza il mio consenso? ? ho chiesto informazioni a dei vigili e mi hanno detto che è un abuso...vorrei anche un giudizio di un esperto, ti ringrazio a prestoRispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 16:04Purtroppo SI!Se utilizzi un'auto aziendale sei tenuto al rispetto del codice della strada come quando utilizzi l'auto propria, quindi se la multa che arriva all'azienda è riconducibile a Te, l'azienda se vuole può girartela per competenza, come potrebbe segnalare alle forze dell'ordine il Tuo nominativo in caso di decurtazione di punti della patente.- EliminaRispondiAnonimo08 aprile 2013 17:50Gentilissimo Gianfranco,mi aiuti per favore perche' ho dei dubbi..Sono stata licenziata dalla mia azienda per giustificati motivi poiche' ho commesso un piccolo errore comunque giudicato grave dall'area manager. Sono stata regolarmente liquidata e ho presentato subito domanda all'inps per la disoccupazione.Ecco il mio dubbio sta proprio qui', mi tocca in questo caso l'indennita' di disoccupazione ? Chiedo a lei perche' sono oltre due mesi che la mia domanda all'inps risulta essere ancora in stato di istruttoria e nessuno mi da una risposta precisa.Ringrazio tantissimo e invio cordiali saluti. MariaRispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 16:08Ciao Maria!SI!Anche in caso di licenziamento per giusta causa si ha diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria (ASPI) ma è prevista la penalizzazione di un mese, cioè l'indennità decorrerà dopo 38 giorni dalla data di presentazione della domanda.-EliminaRispondifranco09 aprile 2013 18:08scusami volevo chiederti un altro quesito ,l'istanza per abbreviare i tempi al c.d.s. potrei farla io o serve il mio avvocato vedi licenziamento malattia mentre mi trovavo sotto infortunio presso i vigili del fuoco,grazie RispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 16:15Ciao Franco!Purtroppo devi ricorrere al tuo avvocato, e Ti consiglio di non "scavalcarlo" comunque, perchè potrebbe richiederti il pagamento della sua parcella senza assumersi più alcun impegno nei tuoi confronti.- EliminaRispondiAnonimo09 aprile 2013 21:09Buongiorno, se uno viene licenziato per "motivo oggettivo" individualmente, (con la scusa della crisi) , poi fa causa eil giudice gli da ragione in primo grado, e poi riceve dopo qualche anno anni una raccomandata dal datore che gli dice di tornare al lavoro, secondo lei Gianfranco cosa converrebbe fare in questo periodo di crisi? Varrebbe la pena tornare, e secondo lei cosa lo aspetta questo povero lavoratore al ritorno, un mobbing feroce?(ramo ufficio)RispondiEliminaRisposteGianfranco10 aprile 2013 16:22Se il lavoratore è stato licenziato per giustificato motivo oggettivo e ha fatto causa presentando opposizione al licenziamento, richiedendo il reintegro in servizio, se l'azienda lo richiama non può far altro che rientrare in servizio, e verificare le vere intenzioni del datore di lavoro.-Se il lavoratore verrà sottoposto a un mobbing feroce da parte dell'azienda vorrà dire che sarà costretto a riprendere la "lotta".-EliminaRispondiAnonimo10 aprile 2013 16:33Lavoro come unico amministrativo presso un'azienda con un totale 4 dipendenti eche ha la sede amministrativa (unità locale) a Firenze, mentre la sede legale e delle altre attività in altra città fuori regione.In caso di chiusura dell'unità locale non vorrei accettare nessun trasferimento mi venga anche proposto. L'azienda può trovare il modo per licenziarmi in modo che mi sia possibile iscrivermi alle Liste di disoccupazione e ottenere l'Indennità? GrazieRispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 21:26SI!Se Ti chiedono un trasferimento ad altra sede e Tu lo rifiuti l'azienda può licenziarti.-EliminaRispondiAnonimo10 aprile 2013 18:06Buonasera, sono stato messo in cassa integrazione da febbraio dicendomi che allo scadere della cassa che sarà il 25 maggio, sarò licenziato. però l'azienda ha passato a tempo indeterminato una impiegata al mio stesso livello salariale e con le mie medesime funzioni. dal mio sindacalista mi è stato detto che devo aspettare la lettera di licenziamento e poi impugnare questa. ma la domanda è? quanto tempo prima dello scadere della cassa integrazione il titolare è tenuto a comunicarmi il licenziamento??? sono in una ditta edile. GrazieRispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 21:31Il titolare purtroppo può comunicarti il licenziamento quando vuole, nel senso che alla scadenza della cassa integrazione può licenziarti con preavviso o senza preavviso pagandoti il mancato preavviso.- EliminaAnonimo26 aprile 2013 16:15ciao ma con contratto solidarieta si puo essere licenziati senza preavisoEliminaGianfranco28 aprile 2013 12:28Probabilmente non mi sono spiegato bene!NO!Non si può essere licenziati senza preavviso, ma se il datore di lavoro ti licenzia senza preavviso e ti paga i giorni di mancato preavviso previsti dal Tuo CCNL non puoi farci nulla.-EliminaRispondinini&#39;11 aprile 2013 12:19ciao Gianfranco. sono stato licenziato per esubero del personale.il sindacato lo impugna. nel frattempo posso richiedere l'indennità di disoccupazione o la mobilità?grazie ciaoRispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 21:34SI!Anche se il sindacato impugna il licenziamento puoi comunque presentare la domanda per l'indennità di disoccupazione ordinaria (ASPI), ed hai 60 giorni tempo per presentarla.-EliminaRispondiAnonimo11 aprile 2013 13:13Salve Gianfranco.io vorrei licenziarmi dalla ditta in cui lavoro.come posso fare?? ho gia scritto la lettera di licenziamento ma poi non so come fare.grazie RispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 21:41Spero che Tu abbia un altro lavoro in vista perchè se presenti le dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali tipo ASPI o Mini Aspi.-Comunque se vuoi dimetterti devi scrivere nella lettera l'ultimo giorno di lavoro, e cioè se vuoi effettuare il preavviso previsto dal Tuo CCNL e consegnarla all'azienda facendoti firmare una copia, o spedirla per raccomandata A/R.- EliminaRispondiAnonimo11 aprile 2013 21:00buonasera,la mia azienda ha 2 magazzinieri uno sono io l'altro è il figliastro del titolare..hanno deciso di licenziare me,io ho anzianità e carichi familiari lui nessuna delle 2 cose. ho speranze di vincere una eventuale causa? la ringrazio in anticipo per la risposta.RispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 21:47Non so cosa intendi per vincere un'eventuale causa, nel senso che se pensi di essere reintegrato in servizio hai pochissime probabilità, mentre se pensi a un congruo risarcimento danni è una causa che puoi vincere.- EliminaRispondiAnonimo11 aprile 2013 21:26Buonasera...Volevo che mi chiarisse un dubbio molto grave: nel caso in cui il giudice d'appello dichiarasse il licenziamento giusto e legittimo(cioè il lavoratore perde), il lavoratore sarebbe condannato a restituire il risarcimento del danno(= mancati stipendi dal licenziamento alla sentenza di primo grado che ha disposto la reintegra), e fin qui ci sono; MA nel caso che il lavoratore abbia ripreso a LAVORARE effettivamente dopo che è stato invitato dal datore , sarebbe condannato a restituire ANCHE gli stipendi guadagnati col sudore della fronte (e forse anche in ambiente ostile) col lavoro EFFETTIVO dal momento in cui TORNA a lavorare dopo la sentenza di primo grado e fino al momento della sentenza di appello??? Mii chiarisca questo perchè lavorare col pensiero che forse si è sgobbato gratis è una cosa abbastanza rivoltanteRispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 21:54NO!Il lavoratore può essere condannato solo a restituire il risarcimento del danno, cioè i mancati stipendi dal licenziamento fino alla sentenza di primo grado.- EliminaRispondifrancesco12 aprile 2013 10:35salve signor gianfranco sono un dipendente di un azienda con 41 dipendenti che fa servizio di pulizia presso il un tribunale anche se se io ed altri 4 siamo stati assunti per fare facchinaggio vorrei sapere visto che la ditta non ci paga da febbraio (solo a noi 5) e che noi siamo gli ultimiassunti da circa 3 anni mentre gli altri da circa 10 se possono fare questo non dovrebbe essere un unica tipologia di contratto? io sono padre di tre minori e so che comunque ci dovrebbero essere dei criteri da tenere presente quelli che dice anche lei come anzianità di servizio carico familiare ecc. quindi vorrei sapere se mi spetta quanto gli altri o l'azienda dovrebbe fare uno stop a girare per tutti i 41 dipendenti mi aiuti a capire scusise mi sono dilungato ma purtroppo la situazione per me si è fatta molto pesante. RispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 22:24Ciao Francesco!Se le mansioni di voi 5 assunti per fare facchinaggio sono le stesse degli altri lavoratori, cioè un servizio di pulizia, dovete richiedere il cambio del vostro contratto in modo che diventi uguale per tutti.- EliminaRispondiAnonimo13 aprile 2013 08:55Buongiorno.La multinazionale per cui lavoro dal 1982,sta mettendo periodicamente personale in cig.Però nello stesso tempo impegna un numero crescente di prestatori d'opera in funzioni equivalenti dei dipendenti cassaintegrati.I rappresentanti sindacali cgil affermano che lo può fare.Io ho alcuni dubbi.Lei che ne pensa?Saluti Roberto.RispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 22:33Ciao Roberto!Ho anch'io qualche dubbio anche se temo che l'azienda abbia comunque qualche giustificazione più o meno valida per poter fare quello che vuole.-EliminaRispondiAnonimo15 aprile 2013 18:39MOBING O LICENZIAMENTO?Uno dei problemi + gravi per un lavoratore è il mobing. sono stato assunto a metà gennaio, per un anno dopo un breve periodo di disoccupazione e mobilità. Ora la mia azienda ha scoperto che assumendo neolaureati risparmierebbe un sacco di soldi sui dipendenti impiegati. e non potendomi licenziare fino al prossimo gennaio, sta facendo del terrorismo che non mi permette di svolgere le mie mansioni. non entro nel dettaglio su ciò che mi è stato detto e su cosa sono stato costretto a fare. ma vorrei andare via e chiudere questa faccenda senza perdere l'idennità di disoccupazione. Alcuni mi hanno detto che basterebbe non presentarmi a lavoro e farmi licenziare per giusta causa. QUALCUNO SA DIRMI SE MI LICENZIANO PER ASSENZE INGIUSTIFICATE PERDO LA DISOCCUPAZIONE?RispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 22:37NO!Se vieni licenziato per assenze ingiustificate non perdi il diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria (ASPI).- EliminaRispondiAnonimo15 aprile 2013 23:06Buongiorno, volevo sapere se , ricevendo raccomandata del datore che dice di tornare al lavoro(dopo verdetto del giudice di primo grado) e se uno non si sente di tornare dopo molto tempo, e non torna entro trenta giorni, senza fare alcuna azione (cioè semplicemente non presentandosi)gli spetterà comunque il risarcimento danni dei mancati stipendi del periodo di interruzione del lavoro, nel caso che nei gradi success di giudizio venga confermata la sentenza favorev per lavorat???( tre anni di mancati stipendi, licenziamento ancora secondo vecchia normatìva. Mi rsiponda urgente ho pochi gg per decidereRispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 22:43INDENNITÀ SOSTITUTIVA DELLA REINTEGRAZIONE: fermo il diritto all'indennità (nel minimo di 5 mensilità), il lavoratore che non intenda riprendere il proprio posto, può chiedere al datore, in luogo della reintegrazione nel posto, un'indennità pari a 15 mensilità di retribuzione globale di fatto; in presenza di una simile richiesta, il datore non ha altre opzioni ed è obbligato a pagare (art 18, c. 5, L. 300/1970). La richiesta del lavoratore di ottenere, in luogo della reintegrazione, l'indennità sostitutiva costituisce esercizio di un diritto derivante dall'illegittimità del licenziamento, quindi il risarcimento del danno , il cui diritto è fatto salvo anche nel caso di opzione per la succitata indennità, va commisurato alle retribuzioni che sarebbero maturate fino al giorno del pagamento dell'indennità sostitutiva e non fino alla data in cui il lavoratore ha operato la scelta (Cass. 4.9.2009, n. 19244; Cass. 27.7.2007, n. 16675; ). Ne consegue che il ritardo nel pagamento da parte del datore comporta il risarcimento del danno in misura pari alle retribuzioni ulteriormente perdute fino a che il lavoratore non sia stato effettivamente soddisfatto (Cass. 16.11.2009, n. 24199). La sentenza non definitiva che dichiari l'illegittimità del licenziamento e contenga il solo ordine di reintegrazione nel posto, senza quantificazione dei danni, è idonea a far decorrere per il lavoratore il termine per l'esercizio dell'opzione in favore dell'indennità sostitutiva della reintegra (Cass. 6.11.2000, n. 14441). Il lavoratore può adire il giudice chiedendo direttamente l'indennità sostitutiva in luogo della reintegrazione nel posto: questa gli spetta in ragione dell'avvenuta illegittima cessazione del rapporto, anche qualora il datore abbia in seguito unilateralmente revocato il recesso ma il dipendente non abbia in alcun modo accettato di riprendere servizio (Cass. 3.1.2011, n. 36).EliminaRispondiAnonimo16 aprile 2013 12:05Se sono licenziata disciplinare per asenza dal lavoro posso prendere disoccupazione??? Grazie milleRispondiEliminaRisposteGianfranco16 aprile 2013 22:45SI!Se vieni licenziata per assenza dal lavoro avrai comunque diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria (ASPI).-EliminaRispondiLuca17 aprile 2013 12:09Salve Gianfranco, chiedo cortesemente un chiarimento perché non riesco a capire a quale norma io debba far riferimento.In alcuni interventi precedenti, per esempio questi:Anonimo 07 marzo 2013 19:58Sara Grammatica 08 marzo 2013 20:15Anonimo 16 marzo 2013 13:05viene chiesto un consiglio per sapere a quale norma ricorrere per licenziamenti di tre persone nel primo caso, si presuppone uno nel secondo e quattro nel terzo caso.Sono andato a leggere la norma da Lei citata in risposta, cioè l'art. 5 L. 233/91 e ho trovato questo:Il licenziamento collettivo si realizza allorché l'imprenditore che occupi più di 15 dipendenti, a seguito di riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, in un arco di 120 giorni, intenda procedere ad almeno 5 licenziamenti in un'unica unità produttiva..Non capisco, come è possibile applicare l'art. 5 L. 233/91 se non si tratta di licenziamento collettivo?Grazie.LucaRispondiEliminaRisposteGianfranco21 aprile 2013 21:48Ciao Luca!I criteri inerenti la scelta dei lavoratori da licenziare sono gli stessi sia per i licenziamenti individuali che collettivi.-EliminaRispondiMAURIZIO19 aprile 2013 00:16salve. gianfranco.. vorrei sapere da lei se ho diritto alla disoccupazione avendo fatto 2 anni di contratto indeterminato ( CONTRATTO che nn mi viene piu' rinnovato causa una nuova assunzione con contratto determinato) grazie MAURIZIORispondiEliminaMAURIZIO19 aprile 2013 00:24SCUSA MA la mia professione e di BARISTARispondiEliminaRisposteGianfranco21 aprile 2013 21:52Ciao Maurizio!SI!I criteri necessari per il diritto all'ASPI sono i seguenti:- Bisogna avere almeno 2 anni di iscrizione all'INPS.-- Bisogna avere almeno 1 anno di lavoro negli ultimi due.-- Bisogna essere licenziati o deve essere scaduto il contratto.- EliminaRispondikatja19 aprile 2013 19:54salve gianfranco vorrei sapere....sono stata licenziata il 10 febbraio per giustificato motivo oggettivol'azienda srl è in liquidazione ed io non ho ricevuto il mese in questione ,13 e 14ma ,tfr.ora mi viene dato solo 700 euro in acconto e poi mi viene detto che non ci sono altri soldi e che devo chiederli all'inps!!!quale procedura devo attivare??posso fare tutto da sola o devo metter tutto in mano ad un'avvocato e spendere dei soldi per avere quanto mi spetta???grazie infiniteRispondiEliminaRisposteGianfranco21 aprile 2013 21:57Ciao Katja!Se vuoi fare da sola puoi provare, anche se credo che non riuscirai a venirne a capo, Ti consiglio quindi o di rivolgerti a un sindacato o a un avvocato per farti assistere in tutto l'iter burocratico e legale.- EliminaRispondimanu20 aprile 2013 20:33buonasera,leggo sempre dalle sue risposte che per esubero di personale bisogna rispettare anzianità e carichi familiari... lavoro in una ditta di 130 dipendenti,a febbraio ci saranno circa 40 esuberi,nel caso non rispettassero tale norma(ne sono certa)il mio posto di lavoro non lo potrò più avere..mi spetteranno solo un pò di soldi se farò ricorso!ALLORA PERCHè I DATORI DI LAVORO DOVREBBERO RISPETTARE I CRITERI DI SCELTA SE COMUNQUE Và A FINIRE COSI!! RispondiEliminaRisposteGianfranco21 aprile 2013 22:03Purtroppo se le aziende sono disposte a pagare un pò di soldi in più rispetto a quelli dovuti, per potersi scegliere i lavoratori da licenziare, non possiamo farci nulla perchè hanno la legge dalla loro parte.- EliminaRispondicarlo22 aprile 2013 10:57Salve..io e mio marito siamo assunti da 23 anni in un albergo . Io svolgo le mansioni di reception di secondo livello e mi occupo anche di ufficio fatturazione. Mio marito invece si occupa della manutenzione di tutto l'albergo con annesso ristorante.Alla reception si prevedono 3 turni lavorativi, ma effettivamente l'unica assunta sono io.Il turno della mattina lo svolge il titolare anche se nn in regola. Fra ristorante e albergo siamo in totale 5 persone assunte tutti a 40 ore settimanali a tempo indeterminato , lo stabile è composto da 88 camere una grande sala ristorante e albergo tre sale convegni.Da un mio conteggio risulta che l'albergo guadagna circa 1000,00 euro al giorno e il ristorante circa 700,00 al giorno. IO e mio marito stiamo subendo da parte del titolare un ricatto bello e buono e cioè: o PASSIAMO A tempo20 ore settimanali ciascuno così da dimezzare lo stipendio oppure ci licenzia lasciando tutti gli altri dipendenti a 40 ore settimanali nonostante siamo i più anziani in servizio (23 anni che ci occupiamo del'albergo con interesse ) .Può lui obbligarci alle 20 ore? Occupando le mie restanti ore settimanali lui senza essere in regola . Può accanirsi solo nei nostri confronti nonostante l'anzianità di servizio. Può lui con l'incasso annuo del'albergo che a conti fatti risulta più che positivo farci questo?Vi prego rispondete dieci a chi dobbiamo rivolgerci aiutatemi . GrazieRispondiEliminaRispostecarlo24 aprile 2013 01:04Ciao Gianfranco rispondi quando puoiEliminaGianfranco28 aprile 2013 12:40NO!Il titolare non può imporvi una riduzione dell'orario di lavoro da 40 a 20 ore settimanali, ma deve essere concordato tra le parti.-Purtroppo però lavorando entrambi nello stesso albergo potreste essere licenziati uno dei due per riduzione di personale, Vi consiglio quindi di rivolgerVi alla sede più vicina della CGIL per farvi assistere al meglio.-Non so cosa intendi per titolare non in regola, perchè sono i dipendenti che debbono essere messi in regola e non i datori di lavoro.-Eliminacarlo30 aprile 2013 02:15Ciao Gianfranco intanto grazie per aver risposto..cmq io credo che nn possa licenziare nessuno dei due visto che mio marito è l'unico manutentore ed io l'unica persona assunta alla reception. Cmq per titolare in regola intende dire che lui non ha nessuna qualifica per stare dietro una reception e tra l'altro nn ha le capacità di svolgere le mansioni di receptionist ,apparte questo io so che lui per poter lavorare la dentro pur essendo il titolare deve versare i contributi per risultare lavoratore. Mi sbaglio? Tra l'altro devi sapere che da due mesi nn ci paga lo stipendio mentre agli altri dipendenti li paga regolarmente..questo é mobbing a mio avviso nn credi?EliminaGianfranco03 maggio 2013 10:49Sul fatto che il datore di lavoro non possa licenziare nessuno dei due ho qualche dubbio, e sulle sue mansioni e funzioni in albergo non hai titolo per entrare nel merito, mentre evete diritto ad essere retribuiti regolarmente.-Io ho il sospetto invece che il titolare sia convinto che può fare a meno di entrambi e cerchi quindi di fare in modo che ve ne andiate, Vi consiglio pertanto di tutelarvi in qualche modo rivolgendovi al sindacato.-Eliminacarlo08 maggio 2013 09:52Ok perfetto adesso lui licenziandomi per crisi aziendale deve andare a dimostrare che la crisi sussiste quando invece só perfettamente che nn esiste affatto anzi...lo ha fatto solo per sistemare la figlia. Farò causa per l'accaduto EliminaGianfranco13 maggio 2013 15:39Ciao Carlo!OK!Alla prossima!!! EliminaRispondiAnonimo23 aprile 2013 22:33Salve, sono l'unico dipendente di un'azienda privata, assunto full-time con un ccml. Durante il mio periodo di ferie, che sarebbe durato circa 1 mese, ho ricevuto la lettere di licenziamento, causa riduzione di personale. Nella lettera veniva specificato che il licenziamento avrebbe avuto efficacia dopo 15 giorni e che avrei dovuto ricevere l'indennità per un mancato preavviso di un mese. (da contratto ho diritto a 45 gg di preavviso). La lettera è stata firmata dal datore e quindi da me. Mi organizzo quindi con il trasloco, poiché ho residenza in un altra città ma dopo 6 giorni a causa di un problema di salute mi metto in malattia (Ho scoperto solo ora che la malattia interrompe il preavviso di licenziamento). 2 giorni prima che il licenziamento sia efficace ricevo una raccomandata con cui mi viene revocato il licenziamento. Io sono tuttora in malattia poiché il mio problema di salute non è ancora risolto. Vorrei sapere si può intimare un licenziamento durante il periodo di ferie? e si può revocarlo dopo 10 giorni, prima ancora che questo risulti efficace tutto questo durante il periodo di ferie e contemporaneamente di malattia? Sono obbligato ad accettare queste condizioni? Io purtroppo dopo aver ricevuto la comunicazione del licenziamento avevo provveduto già a lasciare casa. Ora sono costretto a trovarmi un nuovo alloggio, a sostenere spese di trasloco, e quelle di albergo finché non troverò un nuovo alloggio solo perché il mio datore ha improvvisamente, dopo appena 10gg, e misteriosamente risolto i suoi problemi economici tali da revocare un licenziamento. Non è possibile che io sono costretto ad accettare oppure a dare le dimissioni e quindi lavorare o pagare i 45 giorni di preavviso. In tutto questo ho sprecato anche le mie ferie!! Cosa posso fare?RispondiEliminaAnonimo23 aprile 2013 22:34*ccnlRispondiEliminaRisposteGianfranco28 aprile 2013 12:50Se il datore revoca il licenziamento, nel termine di 15 giorni, il lavoratore ha diritto solo alla retribuzione maturata nel frattempo.Nel silenzio della legge, si ritiene che il lavoratore non possa rifiutare la revoca del licenziamento.Pertanto, se il lavoratore non riprende il servizio, sarà considerato come assente ingiustificato e sottoposto a procedimento disciplinare, all’esito del quale potrebbe anche essere licenziato.-EliminaAnonimo28 aprile 2013 17:36La ringrazio per avermi risposto. Effettivamente era quello che temevo. Grazie ancora per la sua disponibilitàEliminaGianfranco03 maggio 2013 10:35Prego!Alla prossima!!!EliminaRispondiFrancesco24 aprile 2013 09:06salve signor gianfranco le ho scritto qualche giorno fa ( 12 Aprile) e le mansione che io ho avuto e stata di fachinaggio e non di pulizie come gli altri 36 vorrei sapere visto che non c'è più il servizio di facchinaggio se l'azienda e tenuta a passarmi nel servizio di pulizie (visto che è ancora in piena attività) o può tenerci ancora sospesi o peggio licenziarci. e in ultimo vorrei sapere se per chi è in permesso non retribuito (forzato visto che non l'abbiamo chiesto noi) può usufruire di qualche ammortizzatore sociale anche se la vedo dura perchè l'azienda fa apparire la cosa come se l'avessimo chiesto noi questo permesso.RispondiEliminafrancesco24 aprile 2013 10:30p.s. l'azienda non ne vuole sentire di inserirci a fare le pulizie con il resto del gruppo.RispondiEliminaRisposteGianfranco28 aprile 2013 12:56Ciao Francesco!Purtroppo se in azienda non c'è più il servizio di facchinaggio, il datore di lavoro non è obbligato a passarti al servizio di pulizie, ma potrebbe anche licenziarti per riduzione di personale.- Si ha diritto agli ammortizzatori sociali solo in caso di licenziamento.- EliminaRispondiAnonimo26 aprile 2013 18:11Egr.Signor Gianfranco, una ditta mi vuole assumere,e mi ha chiesto se posso farmi licenziare dall'attuale per avere agevolazioni!ho 53 anni e la ritengo un ottima possibilita!La ringrazio per l'eventuale rispostaMarco BertoniRispondiEliminaRisposteGianfranco28 aprile 2013 13:01Ciao Marco!Lo credo anch'io che è un'ottima possibilità per te, ma il problema è se il Tuo attuale datore di lavoro è d'accordo, perchè se ti licenzia per riduzione di personale dopo non può assemere qualcun'altro al posto Tuo, quindi non è così semplice come pensa chi ti vuole assumere.-Ovviamente sa l'azienda per cui lavori è disposta ad aderire alla Tua richiesta non ci sono problemi.-EliminaAnonimo30 aprile 2013 09:23La ringrazio, immaginavo ci fosse qualche problema, ma speravo ci fosse qualche scappatoia per l'età!Grazie per la risposta.Marco BertoniEliminaGianfranco03 maggio 2013 10:34Ciao Marco!Prego!Alla prossima!!!EliminaRispondiAnonimo30 aprile 2013 15:05salve,mio marito ha lavorato per una cooperativa per un anno e mezzo.adesso per il calo di lavoro li hanno proposto di firmare le dimissioni,ma lui ha detto che aspeta le lettera di licenziamento.qual e la strada giusta per lui,che deve fare?perche non lo vogliono licenziare?grazie!RispondiEliminaRisposteGianfranco03 maggio 2013 10:54Tuo marito non deve assolutamente firmare le dimissioni, perchè con le dimissioni non avrebbe diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi neanche all'indennità di disoccupazione ordinaria.-Se la cooperativa ha avuto un calo di lavoro può licenziare Tuo marito per riduzione di personale, e il fatto che non lo faccia mi fa venire il sospetto che in realtà voglia che Tuo marito se ne vada per assumere poi qualcun altro al posto suo.-EliminaRispondiRosy01 maggio 2013 09:25buongiorno sig gianfrancolavoro in un ist di suore e ieri il mio datore di lavore mi ha fatto pervenire una lettere tramite una mia collega,dove mi propone un periodo di due mesi di aspettativa,chiedendomi di firmare per evitare il peggio,premetto che io lavoro dal 1992,e dopo dieci anni è stata assunta un altra con le stesse mansioni,io non sono sposata e ho 2 figli minori a carico,lei ha solo una figlia di 18 anni e non sposata.La mia domanda è: è corretto il comportamento del mio datore,chiedendomi questo periodo di astensione senza stipendio,quasi minacciandomi che se non accetto mi licenzia? Come devo comportarmi sig Gianfranco? La ringrazio tanto per la risposta.Sono preoccupatissima e sull orlo di un crollo psicolog.RispondiEliminaRosy01 maggio 2013 09:34ps:il motivo di questa proposta sarebbe esubero di personale,però non trovo giusto che gli altri continuino indisturbati e venga penalizzata solo io,considerando che il lavoro non manca.Penso la sua sia una vendetta visto che per un periodo di un mese circa (che ancora sto scontando) mi sono dovuta mettere sotto mutua a causa di un piccolo incidente extra lavorativo.Consideri che il mio orario di lavoro è solo di 2 misere ore al giorno.RispondiEliminaRisposteGianfranco03 maggio 2013 11:03Ciao Rosy!NO!Il comportamento del Tuo datore di lavoro non è assolutamente corretto!Il problema nel Tuo caso è di decidere se accettare il ricatto o far valere i tuoi diritti, cioè tradotto in soldoni, se vuoi arrenderti o "combattere.-Se vuoi far valere i tuoi diritti Ti rifiuti di firmare la richiesta di aspettativa ed aspetti gli sviluppi successivi, rivolgendoti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-EliminaRispondiRajat01 maggio 2013 11:14Salve gianfranco,lavoro per un societa' informatica di 35 diendenti da 2 anni e 2 mesi....ho un contratto a tempo indeterminato.ieri sera la mia azienda mi ha chiamato che vuole tagliare le persone includendo me...vorrei sapare se veramente possono mandarmi via anche con contratto a tempo indeterminato? con quali motivi possono mandarmi via? sono andato ad un sindacato in CGIL e mi hanno detto che non devo firmare nessun dimmissione e hanno detto che se la mia azienda taglia le persone devono darci buon uscita/risarcimento/ alcune menisilita' di stipendio prima di mandarci via...volevo sapere se e' corretto :1) se ci possono mandarci via?se ci mandano via devono pagarci buonuscita/risarcimento? 2)ci sono avvaocati o persone di riferimento a chi posso rivolgere per aiuto? in questi tempi di crisi la gente non trova lavoro anche aspettando da 1-2 anni e senza lavoro siamo in difficolta'..3)In internet le info non sono chiare si parla del buon uscita ma con trattative fatta con aziendasono straniere e quando avevo firmato contratto l'azienda aveva firmato anche un'altro documento che si chiama contratto di soggiorno e l'azienda aveva dichiarato queste cose:a) di non aver effettuato negli ultimi 12 mesi licenziamenti per riduzione di personale né di aver attualmente in forza lavoratori in C.I.G. aventi qualifica corrispondente a quella di assunzione del lavoratore non appartenente all’UE; b) che il rapporto di lavoro non sarà risolto, se non per motivi di legge o di contratto prima della scadenza prevista;i due punti su possono aiutarmi?RispondiEliminaRajat01 maggio 2013 11:18Sono sempre Rajatl'azinda mi aveva detto che stanno facendo ristrutturaiione e stanndo dividendo l'azienda in due parti e durante questo divisione voglione eliminare tutti i dipendenti informatici che lavoravano tramite la loro societa' presso un particolare cliente. il loro ragione e' che non vogliono piu' continuare con quel cliente e a causa di questo tutti i loro dipendenti che lavoravano per quel cliente saranno mandate via..la mia societa' di informatica e una societa' che lavaro come una societa' di consulenza informaticaRispondiEliminaRisposteGianfranco03 maggio 2013 11:15Ciao Rajat!In caso di licenziamento per riduzione di personale, la scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:- Carichi di famiglia- Esigenze tecnico-produttive- Anzianità di servizio presso l'aziendaNel tuo caso quindi se Ti sei già rivolto alla CGIL devi seguire le indicazioni del sindacato senza cercare informazioni da altre parti che ti creerebbero solo confusione.-Quindi se verrai licenziato il sindacato presenterà opposizione al licenziamento richiedendo o il reintegro in servizio o un congruo risarcimento danni, oltre ovviamente a tutte le competenze maturate.-La CGIL è convenzionata con avvocati competenti in materia di diritto del lavoro quindi se sarà necessario ti verrà fornita tutta l'assistenza necessaria.-EliminaRispondiAnonimo01 maggio 2013 15:13buongiorno lavoro come commessa in un negozio con 5 dipendenti. la mia titolare mi ha chiesto di mettermi in malattia o chiedere qualche settimana di aspettativa perche' in questo periodo c'e poco lavoro. ho capito che la situazione non e' delle migliori visto il calo di lavoro e ho acconsentito e quindi ho fatto 2 settimane di malattia anche perche' realmente avevo dei problemi di salute. tra qualche giorno devo rientrare al lavoro ma il mio timore e' che vogliano ridurre il personale x esubero. siccome io sono l ultima arrivata(assunta comunque 6 anni fa)penso inizino da me. come devo comportarmi?RispondiEliminaRisposteGianfranco03 maggio 2013 11:18In caso di licenziamento per riduzione di personale, la scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:- Carichi di famiglia- Esigenze tecnico-produttive- Anzianità di servizio presso l'aziendaQuindi se verrai licenziata ti rivolgerai a un sindacato per presentare opposizione al licenziamento richiedendo o il reintegro in servizio o un congruo risarcimento danni, oltre ovviamente a tutte le competenze maturate.-EliminaRispondiAnonimo03 maggio 2013 23:35salve sig. gianfranco la mia azienda di 120 dipendenti, ci sono 30 esuberi. nel mio reparto ne sono 7 esuberi, 6 dipendenti gia l'hanno scelto come 7 hanno scelto me.Pero faccio presente che io ho un figlio a carico e sono assunto da 10 anni,mentre c'e un altro operaio che lavora da 5 anni è ha 2 figli a carico poi ci sono operari che lavorano da 15 anni senza nessun carico familiare,pero loro hanno scelto me non so se funziona cosi e se è giusto ,sig gianfranco la ringrazio in anticipo per la risposta e se gentilmente mi puo dare un consiglio Bserata.RispondiEliminaRisposteGianfranco07 maggio 2013 23:28La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali dovono essere effettuati i licenziamenti stessi.-La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:- Carichi di famiglia- Esigenze tecnico-produttive- Anzianità di servizio presso l'aziendaEliminaRispondiAnonimo06 maggio 2013 16:24Salveoggi ho ricevuto tramite raccomandata la lettera di licenziamento per riduzione del personale, nella lettera c'è scritto che cessa il rapporto il giorno stesso. Cosa ho diritto?oltre agli stipendi arretrati...grazieRispondiEliminaRisposteGianfranco07 maggio 2013 23:31La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali dovono essere effettuati i licenziamenti stessi.-La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:- Carichi di famiglia- Esigenze tecnico-produttive- Anzianità di servizio presso l'aziendaSe non impugni il licenziamento hai diritto a tutte le competenze maturate e all'indennità di mancato preavviso.-EliminaRispondiLuca Pagano08 maggio 2013 10:59Buongiorno Sig. Gianfranco,lavoravo in un'azienda Grafica con meno di 15 dipendenti, da quasi 4 anni a tempo indeterminato, con un orario che andava dalle 6.00 alle 20.00; purtroppo veniva registrato quello che doveva essere l'orario reale.A febbraio dopo continue discussioni, l'azienda ha voluto terminare il rapporto lavorativo offrendomi una trattativa. Non accettandola mi sono rivolto ai sindacati che sono riusciti a farmi avere la lettera di licenziamento, quindi ho provveduto, in primo luogo alla disoccupazione, in secondo all'impugnazione del licenziamento in quanto secondo loro motivato da chiusura del mio reparto per mancanza di lavoro; non reale perché il mio licenziamento è avvenuto perché ci sono stati continui scontri con la moglie del titolare a cui brevemente non andavo a genio.Ad oggi i sindacati in contatto con l'avvocato dell'azienda mi hanno comunicato che sono disposti come trattativa a versare 2,5 mensilità. In più non ho ancora percepito né lo stipendio di febbraio, né TFR, ore di roll e ferie che ammontano a quasi 2 mesi. Come mi consiglia di procedere, visto che il mio avvocato mi ha chiesto se accettare o meno le 2,5 mensilità, o se posso aspettarmi di più; invece sui pagamenti dovuti se posso procedere con un ingiunzione giudiziaria.Grazie per la sua AttenzioneRispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 15:52Ciao Luca!Se accetti la transazione presumo che l'azienda Ti obblighi a firmare un documento nel quale attesti che hai percepito tutto quello che ti spettava e ti impegni quindi a non fare atti giudiziari per reclamare altro, pertando do per scontato che ti pagheranno il tutto.-Sull'opportunità di accettare o meno la proposta, con atti giudiziari potresti arrivare anche a 6 mensilità aggiuntive, però per incassare il tutto dovresti attendere forse anche 4 o 5 anni, quindi è una scelta che devi fare Tu.- EliminaRispondiAnonimo08 maggio 2013 14:12Salve mi chiamo roberta,a settembre del 2011sn andata in maternità obbligatoria...ke nn mi e stata dato nessun soldo...cmq adesso ha 2 mesi ke nn vado a lavoro xke' ho la bimba piccola ed essendo un lavoro notturno nn posso lasciarla,adesso la ditta mi vuole licenziare x mancata presentazione a lavoro,volevo sapere se mi spetta la dissocupazione,grazieRispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 15:55Ciao Roberta!SI!Se hai almeno 2 anni di assicurazione all'INPS e almeno un anno di lavoro negli ultimi 2 hai diritto all'Indennità di disoccupazione ordinaria (ASPI), anche se vieni licenziata per mancata presentazione al lavoro.-EliminaRispondiAnonimo08 maggio 2013 14:30salve sono eli, ho un dubbio, praticamente sono in maternità facoltativa che finisce a giugno e ho anche un debito con una finanziaria che non riesco più a pagare, volevo chiedere s'è meglio licenziarmi o farmi licenziare per poter usufruire della disoccupazione e farmi che la assicurazione possa coprire il debito, visto che ho la mia bimba a casa e non riesco a lavorare perché non ho nessuno che mi dia una mano con lei. grazie in anticipoRispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 15:59Ciao Eli!Se la bimba non ha ancora un anno d'età la ditta non può licenziarti, quindi devi presentare le dimissioni, che debbono però essere convalidate dall'Ispettorato del Lavoro, Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti preparare la lettera di dimissioni.- EliminaRispondivapo10 maggio 2013 13:24Buongiorno Sig.Gianfranco,le chiedo se sia possibile che il mio ex datore di lavoro debba ancora consegnarmi il cedolino del tfr. Mi sono licenziata e l`ultimo giorno di lavoro e`stato il 5dic12.Ho ricevuto un cedolino a gennaio con anticipo della meta`del tfr ma non il bonifico e ad oggi neanche il cedolino con la seconda meta`. Ho spedito una raccomandata chiedendo notizia ma non ha risposto. Che fare??RispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 16:03Il TFR per legge deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio Vertenze della CGIL per aprire una vertenza sindacale per il recupero delle Tue competenze.-EliminaRispondialessandro10 maggio 2013 22:58buona sera sig. Gianfranco sono un lavoratore sospeso in "orario non retribuito" senza giustificato motivo (dicono per crisi) e senza aver richiesto ne firmato nulla da circa 4 mesi facente parte di un azienda di circa 40 operai nel settore delle pulizie ho provato gia con il sindacato (c.g.i.l.)ma niente ho provato anche all' U.P.L. ma continuavano a non presentarsi accampando una miriade di scuse solo per perdere tempo quindi il verbale lo abbiamo chiuso in maniera negativa e ricorrerò sicuramente ad un avvocato volevo sapere se mi consiglia l'avvocato del sindacato (che già so che non mi costerebbe nulla) o uno privato perchè non posso permettermi di perdere la causa la mia famiglia è composta oltre che da me, da mia moglie e 3 minori ed è monoreddito (il mio)per questo le chiedo se è possibile richiedere con il legale la richiesta a carattere di urgenza (ex art. 700)anche nel caso di una sospensione e non di un licenziamento (sa le bollette ormai sono arrivate sopra la mia testa)in attesa di una sua delucidazione porgo cortesi saluti.RispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 16:08Ciao Alessandro!Penso che la risposta te la sei data da solo nel senso che Tu stesso scrivi che con l'avvocato del sindacato non spenderesti nulla, infatti se ricorri a un altro avvocato, devi trovarlo competente in materia di diritto del lavoro e dovresti comunque pagarlo a prescindere dall'esito della causa.- EliminaRispondigiovanni11 maggio 2013 12:27salve io faccio parte di un azienda con 41 dipendenti che si occupa di servizi di pulizia ma io ed altri 4 pur avendo un contratto come addetti alle pulizie ci hanno sempre impiegato nel servizio di facchinaggio ,servizio che da gennaio 2013 non viene più svolto per mancanza di fondi mentre quello delle pulizie viene regolarmente svolto. quindi l’azienda senza a mio avviso giustificato motivo e senza che noi avessimo richiesto ne firmato nulla ci ha messo in “permesso di lavoro non retribuito” una sorta di aspettattiva insomma,abbiamo provato con il sindacato a sbloccare la faccenda (c.g.i.l.) poi li abbiamo convocati all’ufficio provinciale del lavoro ma niente continuavano a chiedere rinvii per fantomatici inpegni fino a che siamo stati costretti a chiudere il verbale in modo negativo.Vorrei una sua opinione sulla vicenda e se mi consiglio un avvocato privato o del sindacato (che non pagherei) pechè questa è una causa che non posso permettermi di perdere (la mia famiglia e monoreddito con tre figli minori a carico) e volevo sapere se anche per le sospensioni l’ex art.700 (carattere d’urgenza) è valido visto che sono anche in arretrato con diverse bollette.dimenticavo l’azienda per gli altri 36 operai ha attivo un contratto di solidarietà a mio parere totalmente fittizio visto che non solo non c’è una riduzione d’orario e quindi di stipendio ma gli danno ogni mese 150 euro di buoni pasto in nero per non farli lamentare . mi scusi se mi sono dilungato ma la mia situazione è davvero difficile in attesa di una sua risposta le porgo cortesi saluti.RispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 16:13Ciao Giovanni!Penso che la risposta te la sei data da solo nel senso che Tu stesso scrivi che con l'avvocato del sindacato non spenderesti nulla, infatti se ricorri a un altro avvocato, devi trovarlo competente in materia di diritto del lavoro e dovresti comunque pagarlo a prescindere dall'esito della causa.- EliminaRispondiAnonimo12 maggio 2013 09:02Buongiorno,sono un impiegato di un'impresa edile che contava fino al 31/12/2012 ventuno dipendenti. A gennaio per la crisi il mio titolare ha licenziato 6 dipendenti, ed ora vuole ridurre ulteriormente il personale e ilmi ha convocato dicendomi che non riesce più a pagare gli stipendi e che quindi se io accetto è disposto a liquidare con un bonus di 6 mensilità.vorrei. sapere se io accetto come posso tutelare il mio diritto alla disoccupazione, se invece mi oppongo a cosa vado incontro.premetto che ho 41 anni e da sei lavoro in questa impresa e dopo di me sono stati assunti altri tre dipendenti. Ho chiesto perché prima io e mi è stato detto che Sn celibe e tra i tre uno è stato imposto, l'altro ha una figlia disabile e il terzo è un apprendista. Cosa possofare ? E se accetto come possono pagare questo bonus.devo oppormi?RispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 16:17Per aver diritto all'indennità di disoccupazione non devi presentare le dimissioni ma la transazione deve risultare da un accordo sindacale, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.- EliminaRispondiGIANFRANCO13 maggio 2013 08:55BUON GIORNO SIG. GIANFRANCO HO FATTO IL RICORSO CONTRO IL LICENZIAMENTO E VENERDI 10 MAGGIO DAVANTIAL GIUDICE DI LAVORO DI BARI MI HANNO DATO RAGIONE FACENDOMO OPTARE TRA IL RIMBORSO DI CIRCA 6-7 MILA EURO OPPURE IL RIENTRO X POI CHIUDERE DEFINITAMENTE IL 30 MAGGIO IO SINCERAMENTE HO SCELTO IN QUEL MOMENTO IL RIMBORSO FORSE TEMENDO IL RIFIUTO AL LAVORO MA SINCERAMENTE DEI 6-7 MILA EURO NON SO CHE FARMENE XCHE QUELLO CHE VORREI E RIPRENDERE HA LAVORARE. LA DOMANDA CHE VI PONGO EGREGIO GIANFRANCO E QUESTA: VENERDI DAVANTI AL TRIBUNALE NON HO FIRMATO NIENTE QUINDI POTRI CAMBIARE IDEA E CHIDERE DI ESSERE RIASSUNTO INVECE DI PRENDERE I SOLDI ? SPERO SIG.GIANFRANCO CHE MI SONO SPIEGATO XCHE IN QUEL MOMENTO DAVANTI AL GIUDICE MI SENTIVO IN INBARAZZO E UN PO CONFUSO ....GRAZ. DELLA VOSTRA CORTESE ATTENZZIONE...SALUTI DA GIANFRANCORispondiEliminaRisposteGianfranco13 maggio 2013 16:26Ciao Gianfranco!Purtroppo NO!Tu davanti al giudice non dovevi fimare nulla, ma eri solo chiamato a fare una scelta, scelta che hai fatto e che quindi non puoi più rimangiarti, perchè sicuramente c'erano dei testimoni che hanno attestato la scelta effettuata, Ti consiglio quindi di lasciar perdere il passato e di pensare al futuro.-EliminaGIANFRANCO13 maggio 2013 21:46EGREG SIG . GIANFRANCO FACENDO RIFERIMENTO ALLA DOMANDA SOPRA INDICATA HO DIMENTUCATO DI DIRVI CHE IO NON HO FIRMATO NIENTE MA ERA RIMANDATO IL TUTTO AL 30 MAGGIO....QUINDI LA DOMANDA CHE VI RIPONGO E QUESTA: POSSO SEMPRE OPTARE X IL RIENTRO E NON X L INDENNIZZO. GTRAZIE ANCORA SCUSANDOMI SE NONB MI SONO SPIGATO BENE. CORDIALI SALUTI GIANFRANCO-BARIEliminaGianfranco18 maggio 2013 16:02Ciao Gianfranco!Purtroppo NO!La scelta Tu l'hai già effettuata e il 30 maggio dovrai solo firmare il ricevimento della somma concordata quale indennizzo.- EliminaRispondifrancesca14 maggio 2013 17:51Gentilissimo gianfranco, lavoro da oltre 3 anni per una cooperativa sociale.Sto attraversando un periodo molto difficile con un principio di esaurimento nervoso, per questo non mi sto presentando al lavoro da 3 giorni e non rispondo nemmeno al telefono. Non ho nemmeno la forza di andare dal medico e vorrei licenziarmi.Ovviamente preferirei lo facessero loro.A cosa vado incontro non presentandomi? Rischio una denuncia?La ringrazio tantissimo per la sua attenzione.RispondiEliminaRisposteGianfranco18 maggio 2013 16:04Ciao Francesca!NO!Se non ti presenti più al lavoro rischi "solo" il licenziamento per giusta causa.- EliminaRispondiAnonimo15 maggio 2013 10:15buon giorno ,lavoro in un negozio da cinque anni ,oggi ho ricevuto una lettera di contestazione dal mio titolare ,questa e la terza ,può licenziarmi per questo ? il mio contratto e a tempo ideterminato ed il settore e commercioRispondiEliminaRisposteGianfranco18 maggio 2013 16:06Purtroppo SI!Se alle due precedenti lettere di contestazione Tu non hai fornito giustificazioni sufficienti, alla terza può seguire il licenziamento per giusta causa.-EliminaRispondiALEXDP15 maggio 2013 19:39-BUONGIORNO GIANFRANCO, SONO STATO LICENZIATO DEVO FARE VERTENZA. SICCOME HO LAVORATO CON QUESTA SOCIETA' DA PIU' DI 20 ANNI, VORREI SAPERE SE E' VERO CHE LE DIFFERENZE ECONOMICHE SI POSSONO PRETENDERE SOLO SUGLI ULTIMI 5 ANNI? -IL LICENZIAMENTO E' STATO PER MOTIVO OGGETTIVO (CRISI), L'AZIENDA HA MENO DI 15 DIPENDENTI ISCRITTI, PERO' IN REALTA C'E' NE LAVORANO 19, 5 SONO SCRITTI AD ALTRE SOCIETA',APPARTENENTI ALLO STESSO GRUPPO,PER0' HANNO RAGIONE SOCIALE DIFFERENTE. SI PUO' IMPUGNARE IL LICENZIAMENTO, PROVANDO TRAMITE TESTIMONI IL FATTO CHE I NUMERO DEI DIPENDENTI E' PIU' DI 15?-INOLTRE VORREI SAPERE SE E' VERO CHE IN CASO DI CAUSA LE SPESE PROCESSUALI SONO A MIO CARICO, VISTO CHE IL REDDITO MIO E DI MIA MOGLIE E' DI 40.000 EURO LORDI?GRAZIE E SCUSA SE MISONO DILUNGATO TROPPO.RispondiEliminaRisposteGianfranco18 maggio 2013 16:14- SI! Per quanto riguarda le eventuali differenze economiche si possono richiedere solo sugli ultimi 5 anni.-- NO! Si può impugnare il licenziamento se non sono stati seguiti i criteri di legge, ma non perchè ci sono più società appartenenti allo stesso gruppo.-- Se ti rivolgi a un avvocato le spese processuali saranno a Tuo carico mentre se ti rivolgi a un sindacato dovrai provvedere solo parzialmente.- EliminaRispondiMario15 maggio 2013 19:57Buona sera sig. Gianfranco.Vorrei ringraziala prima per la sua disponibilità e i suggerimenti concreti quale leggo che dà alle persone con incertezze come me.La mia situazione è tale che ho veramente bisogno di un consiglio d’esperta. Lavoro preso una dita metalmeccanica con meno di 15 dipendenti da più di 10 anni /primo di anzianità/. Io e i tutti miei colleghi siamo oggetto di un comportamento insopportabile da parte del nostro titolare quale è indietro con diversi pagamenti e soprattutto non per una volta ci ha detto di guardarci intorno per un altro lavoro. Siamo tutti con tempo indeterminato e presumo che non siamo anche tanto comodi come lavoratori. Ora, visto che io sono padre di famiglia con moglie disoccupata da più due anni e due figli minorenni a carico, tre mutui /casa, macchina e prestito agenzia finanziamenti/, stipendio dimezzato /da tempo senza straordinari, reperibilità di servizio/ con tanti pagamenti scaduti - ho pensato che trovando un altro lavoro posso almeno ritirare la TFR e tappare qualche buco di mancati pagamenti. Quindi ho trovato per fortuna un posto, dove posso trasferirmi. Navigando su internet vedo che la migliore possibilità di trasferimento sarebbe un passaggio diretto – per non perdere l’anzianità, livello ecc. Però mi viene un dubbio – la TFR la prendo o sarà trasferita al nuovo datore di lavoro? Cosa mi consiglia di fare al merito del passaggio. Firmare un precontratto o lettera d’Impegno col nuovo datore di lavoro? Le miei esigenze sono di non perdere assolutamente il contratto di lavoratore in tempo indeterminato, conservare l’anzianità come specialista e ritirare la TFR. Si può fare? E visto che è il presente datore di lavoro è in difficoltà finanziaria – quale rischi corro che la TFR non sarà pagata? Ed invece sé si va contro un fallimento della ditta – quanto tempo ci vuole per saldare i conti. La ringrazio anticipatamente. RispondiEliminaRisposteGianfranco18 maggio 2013 16:25Ciao Mario!Ti ringrazio per i complimenti!Un passaggio diretto significa solo che non ci sono giorni lavorativi vuoti per il passaggio da un'azienda e l'altra ma la nuova azienda non ha alcun obbligo di mantenere lo stesso livello e perdi comunque l'anzianità di servizio, ma puoi ovviamente concordare una maggiorazione retributiva a compensazione.-Il TFR per legge dovrebbe essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, ma se lo farà o meno nessuno può saperlo in anticipo.-In caso di fallimento della ditta per il pagamento del TFR provvede il fondo di garanzia dell'INPS in genere dopo circa 6 mesi dalla data della sentenza.-EliminaRispondialex15 maggio 2013 21:20Io sono nuovo su questo blog, ma vorrei chiedere na cosa : qualche anno fa ho lavorato 3 anni in una ditta nel piacentino, con 1 anno, licenziato perchè ? Bo ? La scusa era che ero lento....Richiamato dalla stessa 8 mesi dopo, contratto 2 anni di seguito e poi di nuovo licenziato per sta crisi ....Io mi chiedo : Avevo diritto ad essere assunto al di la della crisi, mi prendevo la cassintegrazione oppure pagato a casa in attesa di essere richiamato ?RispondiEliminaRisposteGianfranco18 maggio 2013 16:28Ciao Alex!Se sei stato licenziato anche la seconda volta avevi diritto solo all'indennità di disoccupazione ordinaria che non so se hai percepito.-EliminaRispondiAnonimo16 maggio 2013 16:07Salve sig Gianfranco,sono dipendente di una srl cnl metalmeccanico da 9 anni compiuti,e ho svolto ruolo di tecnico specializzato presso i clienti con , da piu di 1 anno1/2 incasso la mensiità con ritardo di 7(il 2 maggio 2013 ho percepito la busta di settembre 2012), anche se ho preso somme con media da 40 a 50 gg di distanza resta il fatto che ho 7 buste in arretrato.da gennaio ad oggi o intensificato ad esporre il mi disaggio al titolare ricevendo semplicemente promesse e richieste di avere pazienza per il bene dell'azienda e comune e mai vedendomi esposto un serio piano di rientro del debito.Stanco della situazione e di produrre fatturato senza benefcio e riconoscimento alcuno.Da lunedi avendo io lasciato(riconsegnando) mezzo aziendale ,attrezzature varie in dotazione, telefono, carta pagamenti, e tutto ciò che avevo in consegna , esponendo la mia intenzione di lasciare l'azienda è sortita una discussione con il titolare che mi ha esposto (dato che in estremis) come intendeva estinguere gli arretrati cominciando con il versamento di 1/3 fin da martedì.io mi sono preso dei giorni ditempo per ripensarci anche per vedere se mantenesse la parola visto che ha espressamente detto che a prescindere della mia decisione di permanenza in dittalui avrebbe comunque effettuato i versamenti perchè questi erano i programmi......(a mio parere fatti la stessa mattina)poi vedendo che sono rimasto nella decisione di pensarci e quindi ho lasciato tutto per come ho aperto la discussione; ( essendo lui esperiente di una precedente dimissione per giusta causa con sessi motivi), mi ha risposto che era disposto a fare lui il licenziamento (dato che ho detto che avrei comunque lasciato l'azienda dato i ritardi delle buste),Premesso il fatto che nell'ultimo periodo ho sperimentato la possibilità di effettuare il lavoro in proprio "avendo riscontri positivi" e quindi intendo definitivamente risolvere il rapporto di lavoro, scondo lei mi conviene farmi licenziare? io potrei fare dimissioni per giusta causa! e se mi faccio licenziare (in accordo) quale voce giustificativa devo leggere per non incappare in brutte sorprese, che macchiano la mia curricula. Mi scuso di essere stato lungo o poco chiaro ma vorrei avere la possibilità di poter accedere nel primo periodo all'indennità di disoccupazione. grazie per il tempo che mi vorrà dedicare e complimenti per il blog..RispondiEliminaRisposteGianfranco18 maggio 2013 16:38Ti ringrazio per i complimenti!Se presenti le dimissioni non hai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali.-Viceversa se vieni licenziato hai comunque diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria (ASPI), che può durare fino ad un massimo di 8 mesi, se Tu hai un'età inferiore ai 50 anni.- Se vieni licenziato per giustificato motivo oggettivo non ci sono problemi, perchè vuol dire che vieni licenziato solo per diminuzione del fatturato aziendale, invece se vieni licenziato per giusta causa il discorso è diverso nel senso che vieni licenziato a causa di un Tuo grave inadempimento.- EliminaRispondiGirolamo17 maggio 2013 11:10salve le scrivo per sapere se può essere considerato ritorsivo verso solo alcuni dei suoi dipendenti l’atteggiamento di un azienda che ha la scadenza di un appalto ad agosto e tiene questi da febbraio in sospensione non retribuita in attesa che cessi l’appalto così poi secondo loro la questione se la sbrigherà l’azienda subentrante.abbiamo paura di rivolgerci ad un sindacato o ad un legale perchè loro ci hanno minacciato che avrebbero fatto dei licenziamenti per motivi economici così come ho letto da un post precedente (che ha ragione) il datore di lavoro potrebbe essere condannato al massimo ad una sanzione che va da 12 a 24 mensilità ma perderemmo il posto di lavoro in quanto il giudice non avrebbe in questo caso il potere di reintegro al lavoro è un ricatto vero e proprio.e vorrei sapere se c’è una legge che ci possa tutelare anche se la fornero con Monti hanno distrutto il diritto del lavoratore facendoci tenere tutti in ostaggio con il potere del ricatto dai datori di lavoro e questa è la giustizia Italiana grazie.RispondiEliminaRisposteGianfranco18 maggio 2013 16:51Ciao Girolamo!Se non intendete rivolgerVi ne a un sindacato ne a un legale non capisco che ve ne fate di una legge che possa tutelarVi, ammesso che esista, se poi non vi affidate a qualcuno che possa farla rispettare.-Comunque nel Vostro caso o accettate il ricatto aziendale o dovete rivolgerVi a un sindacato per farVi assistere e tutelare per il meglio, e non mi risultano altre opzioni possibili.- EliminaRispondiAnonimo19 maggio 2013 01:59ciao gianfranco RispondiEliminaAnonimo19 maggio 2013 02:07sono un ragazzo di 22 anni e lavoro come lavapiatti adesso ti volevo chiedere un info. si come ho un contratto per 3 messi dal 14/03/2013 al 30/06/2013 adesso il datore di lavoro mi dice di dimettermi io, e io non ci penso neanche se lo vuole la fa lui e io no, se io mi metto in malattia lui mi può licenziare prima che scade il contratto o no? e consigliami come devo fare grazie a presto ^?^ RispondiEliminaAnonimo19 maggio 2013 02:14ho un contratto di 15 ore settimanali e adesso il datore di lavoro non mi vuole più pero mi dice di dimettermi io e io non voglio se io mi metto in malattia lui mi può licenziare o no? te cosa mi consigli di fare e un ristorante dove lavoro e lui non ha neanche un lavoratore in regola ha 4 persone che lavorano (cuoco,pizzaiolo,cameriere 2) e nessuno in regola come faccio io dammi un consiglio cosa li posso fare grazie ::??? RispondiEliminaAnonimo19 maggio 2013 20:33Sono Ettore , lavoravo da oltre 12 anni in un ditta di servizi, com meno di 15 dipend. che ha assunto 3 persone negli ultimi 6 mesi . Mi hanno licenziato perchè la mia figura professionale non rientra più nei piani aziendali, hanno suddiviso i miei compiti a tre persone diverse. Cosa posso fare! Ho impugnato il licenziamento, cosa mi aspetta di indennità licenziamento, ho diritto alla mobilità. RispondiEliminaAnonimo20 maggio 2013 10:01ciao ,sono stata ssunta 3 anni fa con l'assunzione fisa il mio datore di lavoro mi ha fatto firmare il licenziamentose no nn mi dava lavoro fisso,ora chiedo è cambiato qualcosa sui licenziamenti ci vuole delle fotocopie bisogna essere fatti in certe maniere??? o lui basta che lo tiri fuori sto licenziamentoo e sono a piedi quando voglio...grazieRispondiEliminaAnonimo20 maggio 2013 11:50Buongiorno, sono stata licenziata per giusta causa la metà di aprile, per i primi di maggio ho impugnato il licenziamento. La mia domanda è la seguente:entro quanti giorni l'azienda può rispondere dalla data dell'impugnazione?GrazieRispondiEliminaAnonimo20 maggio 2013 20:51Buongiorno, volevo chiederle se secondo lei è regolare e rientra nella prassi che il sindacato mi chieda di versare una quota percentuale sulla vincita ottenuta in primo grado. D'accordo non mi ha messo fretta e la cifra chiesta è piccola, però mi chiedevo se secondo lei può starci che mi chiedano di pagarli prima che la sentenza sia definitiva, in quanto l'azienda ha fatto ricorso in appello e il sindacato lo sa. Inoltre vorrei sapere se devo chiedere un attestazione scritta e di che tipo, del fatto che li ho pagati, in quanto devo andare in sede di sindacato a pagarli..RispondiEliminaAggiungi commentoCarica altro...