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Timestamp: 2020-02-27 19:58:41+00:00
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Equitalia Archives - Pagina 2 di 3 - CONFCONSUMATORI
Equitalia condannata a Ferrara e Reggio EmiliaDue vittorie di Confconsumatori danno un segnale chiaro: «Anche le concessionarie governative devono rispettare le norme»
Reggio Emilia, 26 agosto 2015 – Lo sportello di Confconsumatori di Reggio Emilia ha ricevuto nei mesi scorsi diversi associati che chiedevano assistenza contro azioni di recupero crediti da Equitalia. L’associazione invita chi riceve una cartella esattoriale a prestare molta attenzione e a consultare un esperto prima di pagare. Due recenti vittorie ottenute dalla sede, infatti, dimostrano che in alcuni casi i crediti pretesi sono ormai prescritti o comunque non più esigibili. Alla fine di maggio, infatti, i legali di Confconsumatori, Lorenzo Zappaterra e Sergio Di Chiara, hanno ottenuto importanti vittorie davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Ferrara e al Tribunale di Reggio.
FERRARA, DIFESO UN CONTRIBUENTE – Equitalia, con un giudizio brevissimo di soli 4 mesi, è stata condannata a pagare le spese processuali per aver attivato una cartella esattoriale di 38.495,95 euro a carico di un consumatore di Ferrara, per omesso o carente versamento dell’Irpef e Irap per l’anno di imposta 2007 (dichiarazione del 2008). Il giudice ha affermato nella sentenza l'illegittimità di chiedere il versamento di somme relative alla dichiarazione dei redditi oltre «il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni a decorrere dal primo gennaio 2004». La cartella, annullata dalla sentenza, era stata notificata in ritardo nel febbraio 2014. Il Giudice della Commissione Tributaria di Ferrara ha, inoltre, confermato la competenza della Commissione e non del Giudice Ordinario in caso di pretese tributarie avanzate dal fisco e contestate dal contribuente. Un aspetto curioso, evidenziato dai legali, è che dopo la sentenza Equitalia, di fronte alla condanna a pagare 1.000 euro di spese processuali, ha autopignorato la propria sede di Ferrara.
Scarica la sentenza della Commissione Tributaria di Ferrara.
REGGIO EMILIA, MULTE PRESCRITTE – Un cittadino reggiano aveva ricevuto da Equitalia una serie di cartelle esattoriali su contravvenzioni del codice della strada per oltre 8 mila euro e gli era stato addirittura notificato un preavviso di fermo amministrativo dell'autovettura. Il Tribunale ha risolto una diatriba giurisprudenziale disponendo che ad essere competente era, appunto, il Giudice Ordinario e non i vari Giudici di Pace per ogni singolo Comune in cui si era verificata la contravvenzione. Le due ordinanze del Tribunale di Reggio Emilia hanno, inoltre, accertato la prescrizione di una parte delle cartelle per 3.676 euro, sospendendo le cartelle prescritte e rimandato la sentenza finale a un solo Giudice di Pace, evitando così frammentazioni del giudizio e ulteriori costi. Di particolare importanza la pronuncia del Giudice di Reggio Emilia che afferma il nuovo orientamento sulla prescrizione decennale delle cartelle esattoriali: «deve essere valorizzato il recente indirizzo giurisprudenziale, inaugurato con la sentenza della Corte di Cassazione 24 febbraio 2014, n. 4338, secondo cui, una volta divenuta definitiva la pretesa dell'ente impositore, il termine prescrizionale è quello decennale».
Scarica le due ordinanze del Tribunale di Reggio Emilia: ordinanza1, ordinanza2.
«Equitalia non vince sempre – commentano soddisfatti i legali Zappaterra e Di Chiara – molti rinunciano a tentare le vie legali, ma abbiamo dimostrato che anche le concessionarie governative sono tenute al rispetto della norma. Spesso, come nel primo caso di Ferrara, Equitalia ci prova nonostante sappia che ci sono cartelle prescritte». Della stessa opinione anche Secondo Malaguti, presidente regionale di Confconsumatori: «É un luogo comune quello che non c'è nulla da fare contro Equitalia: abbiamo sfatato questo mito. Il presidente Mattarella ha detto che non bisogna lasciare soli i cittadini davanti alle Istituzioni. Noi non lo abbiamo fatto e continueremo così».
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Equitalia: ancora un mese per la rateizzazioneLe rateizzazioni si confermano la soluzione più adottata da famiglie e imprese per pagare le cartelle di Equitalia
Bari, 7 luglio 2014 – Equitalia: i cittadini hanno ancora un mese per chiedere la rateizzazione delle cartelle Equitalia da pagare. A chiarire la questione è il presidente di Confconsumatori Puglia, l'avvocato Antonio Pinto: "A seguito della conversione in legge del DL 66/2014 anche i contribuenti che decaduti dal beneficio della rateazione entro e non oltre il 22 giugno 2013 possono comunque richiedere, in via eccezionale, la concessione di un nuovo piano di rateizzazione, presentando istanza in tal senso entro e non oltre il 31 luglio 2014".
L’ulteriore rateazione potrà arrivare fino a un massimo di 72 rate mensili. Occorre ricordare che ci sono, però, alcuni limiti rispetto alle regole generali sulla rateizzazione: il nuovo piano non è concesso ed i contribuenti cesseranno dal beneficio in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive. La modulistica è consultabile e scaricabile dal portale di Gruppo all’indirizzo http://www.gruppoequitalia.it/, all’interno della sezione “Rateizzare”. Le rateizzazioni si confermano la soluzione più adottata da famiglie e imprese per pagare le cartelle di Equitalia. Ad oggi ne risultano attive 2,3 milioni per un importo di oltre 25 miliardi di euro.
Riscossione tributi: le novità per i cittadiniDopo la conversione in legge del Decreto del Fare ecco cosa cambia nel rapporto tra cittadino e concessionario della riscossione tributi
Brindisi, 10 settembre 2013 – Dopo la conversione in legge (n. 98 del 9 agosto 2013) del c.d. “Decreto del fare”, il coordinamento costituito tra Confconsumatori Brindisi e l’associazione nazionale Dalla Parte del Consumatore manifesta la propria soddisfazione per l’intervento legislativo dal quale dovrebbero derivare dei benefici per i consumatori che, stante la grave crisi economica italiana, si trovano nell’impossibilità di fare fronte alle richieste di pagamento della società concessionaria della riscossione tributi. È stata, infatti, prevista:
1) la possibilità per il contribuente di chiedere la dilazione del pagamento dei debiti tributari in 120 rate mensili , vale a dire in 10 anni, qualora ricorra una grave situazione di difficoltà;
2) la decadenza dal piano di rateizzazione solo dopo che non siano state pagate 8 rate (e non 2 rate come avveniva in passato) anche non consecutive;
3) divieto di espropriazione dell’unico immobile di proprietà del debitore adibito a casa di abitazione dello stesso.
Con riferimento alla possibilità per il contribuente di chiedere la dilazione del pagamento dei propri debiti in 120 rate, si evidenzia che la concessione non è automatica. Il legislatore, infatti, ha previsto che debba sussistere una comprovata e grave situazione di difficoltà, in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) accertata impossibilità per il contribuente di eseguire il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateizzazione ordinario; b) solvibilità del contribuente, valutata in relazione al piano di rateizzazione concedibile ai sensi del presente comma (art. 52 c.d. Decreto del Fare).
« Consigliamo ai contribuenti che decidano di chiedere la dilazione, di recarsi allo sportello della società concessionaria per la riscossione muniti della documentazione necessaria a dimostrare l’impossibilità a rispettare gli impegni che derivano da un piano di dilazione ordinario (che ha una durata massima di 72 rate mensili) ma anche che la situazione di crisi economica non pregiudica il pagamento di un piano di rientro straordinario in 120 rate, vale a dire in 10 anni » afferma l’ avv. Emilio Graziuso, componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori.
Di particolare importanza, è la modifica dell’art. 76 d.p.r. 602/1973 in materia di espropriazione immobiliare da parte del concessionario della riscossione.
« Il concessionario della riscossione – conclude l’ avv. Graziuso – non potrà dare corso alla espropriazione immobiliare del debitore qualora l’immobile: costituisca l’unico immobile di proprietà del debitore; sia adibito ad uso abitativo; costituisca la residenza anagrafica del debitore. Inoltre non potrà procedere ad espropriazione immobiliare qualora l’importo complessivo dovuto dal contribuente non superi € 120.000,00 e qualora non siano decorsi almeno 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca prevista dall’art. 77 dpr 602/1973 senza che il debito sia stato estinto ».
Scarica l'articolo di approfondimento dell'avvocato Emilio Graziuso.
Per ulteriori informazioni 347 – 0628721
Annullata a Ragusa cartella esattoriale da 5.800 euro risalente al 1993 A distanza di 20 anni la Serit Sicilia S.p.A. intimava a una pensionata settantunenne il pagamento di circa 5.800 euro risalenti al 1993
Ragusa, 5 aprile 2012 – A distanza di 20 anni era arrivata una richiesta di pagamento di circa 5.800 euro per tributi riferiti al 1993: Confconsumatori ha ottenuto l’annullamento. Nel giugno del 2012 una pensionata settantunenne di Ragusa aveva ricevuto da Serit Sicilia S.p.A. (oggi Riscossione Sicilia S.p.A.) un’intimazione di pagamento di 5.759,61 €, relativa a somme iscritte a ruolo a titolo di IRPEF e SSN, oltre a interessi e sanzioni, per l’anno 1993.
A distanza di ben 20 anni, dunque, l’Agente della Riscossione ha preteso di riscuotere delle somme, nel frattempo incrementate a dismisura: secondo Serit Sicilia Sp.A. solo gli interessi di mora maturati al giugno 2012 erano pari a 2.607,65 €. Gli Avvocati Maira Crocco e Samantha Nicosia, di Confconsumatori Ragusa, hanno presentato tempestiva impugnazione dinanzi alla competente Commissione Tributaria, ottenendo l’annullamento totale dell’atto, dal momento che, come hanno espressamente chiarito i giudici nella sentenza: «nel caso di specie, sia che si opti per la prescrizione quinquennale che per quella decennale, la intimazione di pagamento è stata notificata oltre il decennio ed a maggior ragione oltre il quinquennio».
A nulla, dunque, è valsa la difesa dell’Agente della Riscossione che, nel corso del giudizio, ha dichiarato, ma non provato, di aver provveduto nel 2003 alla notifica di un’ulteriore intimazione di pagamento avente ad oggetto le suddette somme.
Incubo Equitalia: un altro caso risolto a Latina una cartella del 2006, già annullata, torna a minacciare un utente che si è trovato addirittura un'ipoteca sulla casa
Latina, 28 giugno 2012 – Una cartella pazza del 2006, frutto di un errore ormai archiviato, ritorna dopo anni come un incubo per un cittadino di Latina che, addirittura, si è trovato un’ipoteca, illegittima , sulla casa di proprietà. Ancora una volta, un utente ha dovuto rivolgersi alla Confconsumatori di Latina per poter essere difeso e tutelato dalle continue richieste illegittime formulate da Equitalia .
Inizialmente l’utente aveva ricevuto una cartella di pagamento da Equitalia per la somma di € 72.617,59 nel lontano 2006 ma, in seguito, la cartella era stata annullata dall’Agenzia delle Entrate poiché non dovuta . Nonostante questo provvedimento di sgravio, Equitalia nel 2011 aveva notificato una nuova intimazione di pagamento, fondata sulla stessa cartella già annullata e aveva provveduto alla iscrizione di ipoteca su di un immobile di proprietà dell’utente. Il cittadino, così, si è visto costretto a proporre ricorso avverso l’intimazione di pagamento dinanzi alla Commissione Tributaria di Latina, tramite i legali di Confconsumatori.
Il Collegio giudicante ha dichiarato la cessata materia del contendere anche in conseguenza del fatto che l’Agenzia dell’Entrate, costituendosi in giudizio, ha precisato e confermato la circostanza dell’annullamento della cartella esattoriale e del consequenziale ritiro della pratica di recupero.
“ Quanto è accaduto è estremamente grave – dichiara l’avvocato Barbara Romano legale della Confconsumatori Latina che ha difeso il cittadino in giudizio – poichè si tratta di un caso di evidente errore e nonostante l’annullamento della cartella nel lontano 2006, Equitalia imperterrita ha continuato a vessare il cittadino con richieste illegittime arrivando sino alla iscrizione della ipoteca sulla casa di proprietà ”.
“ Questa sentenza – continua l’avv. Franco Conte Presidente della Confconsumatori Latina – dimostra ancora una volta come troppo spesso Equitalia proceda con l’attività di riscossione anche in casi in cui non sussiste alcun diritto recando gravi danni ai consumatori. Nel caso specifico il nostro assistito aveva, tra l’altro, l’urgente necessità di vendere l’immobile e l’iscrizione di ipoteca gli ha di fatto creato notevoli disagi per i quali l’associazione sta già predisponendo per il tramite dei suoi legali un azione di risarcimento danni ”.