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Timestamp: 2017-12-15 02:53:14+00:00
Document Index: 167168562

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 60', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ']

1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. ha pronunciato la presente ex art. 60 cod. proc. amm.; REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1271 del 2015, proposto da: -OMISSIS-, rappresentata e difesa dall Avv. Fortunato Roberto con domicilio eletto in Milano, Via G. Ripamonti, 66; contro Comune di Milano, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difesa dagli Avv.ti Antonello Mandarano, Elisabetta D'Auria, Angela Bartolomeo, Salvatore Pezzulo, Anna Maria Moramarco, con domicilio eletto in Milano, presso la sede dell Avvocatura Comunale invia della Guastalla, 6; per l'annullamento del provvedimento di rigetto della domanda di deroga alla graduatoria generale di bando ex art. 14 comma 1 lett. a) del Regolamento Regionale 1/2004, emesso dal Direttore del Settore Programmazione e Assegnazioni Alloggi di erp del Comune di Milano n data e notificato in data , nonché di tutti gli atti preordinati, consequenziali e/o comunque connessi, 1
2 nonché del diritto della ricorrente all'assegnazione di un alloggio di erp ai sensi dell'art. 14 comma 1 lett. a) del Regolamento Regionale 1/2004. Visti il ricorso ed i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Milano; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 2 luglio 2015 il dott. Mauro Gatti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO Con il provvedimento impugnato il Direttore del Settore Programmazione e Assegnazione Alloggi del Comune di Milano ha respinto il ricorso proposto avverso il decreto di rigetto del dell istanza di deroga alla graduatoria ordinaria del bando per l assegnazione di alloggi di edilizia residenziale, ex art. 14 R.R. n. 1/2004, presentata in data Il Comune di Milano si è costituito in giudizio, insistendo per il rigetto del ricorso, in rito e nel merito. Alla camera di consiglio del la causa è stata trattenuta in decisione. DIRITTO Il Collegio ritiene che il giudizio possa essere definito con sentenza in forma semplificata, emessa ai sensi dell art. 60 c.p.a., adottata in esito alla camera di consiglio per la trattazione dell istanza cautelare, stante l integrità del contraddittorio, l avvenuta esaustiva trattazione delle tematiche oggetto di giudizio, nonché la mancata enunciazione di osservazioni oppositive delle parti, rese edotte dal Presidente del Collegio di tale eventualità. Osserva il Collegio che il citato decreto del , posto a fondamento del provvedimento impugnato, ha rigettato l istanza della ricorrente, ritenendo in particolare che, a fronte della 2
3 perdita dell alloggio a causa di uno sfratto per morosità, la stessa non ha dimostrato la sussistenza di situazioni eccezionali tali da giustificare un assegnazione in deroga. In base alla norma che la ricorrente assume violata, posta a fondamento del provvedimento impugnato il Comune che ha indetto il bando, in deroga alla posizione in graduatoria, ovvero in caso di mancata presentazione della domanda ai fini dell'ultima graduatoria pubblicata, purché sussistano i requisiti per l'accesso all'erp di cui all'articolo 8, può disporre con specifico atto, in via d'urgenza, l'assegnazione di un alloggio di erp ai nuclei familiari che a) debbano forzatamente rilasciare l'alloggio in cui abitano a seguito di provvedimento esecutivo e non sia possibile sopperire alla sistemazione abitativa del nucleo familiare secondo i tempi previsti per la graduatoria salvo che per sfratto per morosità di alloggi erp e/o di occupazione abusiva; b) siano assoggettati a procedure esecutive di sfratto e si trovino nelle condizioni previste dall'articolo 80, c. 20, della L , n. 388; c) abbiano rilasciato o debbano rilasciare l'alloggio a seguito di calamità naturali quali alluvioni, terremoti, frane ovvero eventi imprevisti quali esplosioni, incendi, crolli o altro ad essi riconducibili; d) necessitino di urgente sistemazione abitativa, anche, a seguito di gravi eventi lesivi dell'integrità psico-fisica e personale, con particolare riguardo alle donne e ai minori; e) siano privi di alloggio o si trovino in alloggio antigienico ovvero in alloggio improprio, benché collocati in graduatoria, e per i quali non sia stato possibile provvedere alla sistemazione abitativa del nucleo familiare, con l'ordinaria procedura della graduatoria, entro i tre mesi successivi dalla data di pubblicazione della graduatoria stessa. Alla luce di quanto precede, il ricorso va respinto, atteso che la situazione in cui versa la ricorrente non rientra nelle fattispecie che, eccezionalmente, possono essere poste a fondamento dell esercizio della deroga di cui al citato art. 14. Detta norma, come emerge in tutta evidenza dal dato letterale, non conferisce infatti alcun diritto all assegnazione in deroga, ma si limita a riconoscere una facoltà all Amministrazione, da esercitarsi previo apprezzamento discrezionale della situazione personale dei richiedenti. La materia dell edilizia residenziale pubblica é infatti informata al principio concorsuale che prevede, in via assolutamente prioritaria, l esperimento di una procedura comparativa, ed il conseguente accesso all assegnazione in ordine di graduatoria. La deroga a detta procedura è ammessa unicamente in presenza di eccezionali circostanze che l Amministrazione valuta nell esercizio di un potere ampiamente discrezionale, ponderando con grande prudenza gli interessi coinvolti, trattandosi di misure che comportano il conferimento di una utilità in pregiudizio di altri soggetti meglio posizionati in graduatoria, e quindi, da ritenersi più svantaggiati. L oggettiva precarietà delle condizioni di parte ricorrente, in un contesto caratterizzato da una fisiologica carenza delle risorse in relazione ai bisogni da soddisfare, non è pertanto elemento sufficiente ai fini della concessione dell assegnazione in deroga, dovendo ricorrere, ulteriormente, un eccezionalità dello stato di bisogno, da intendersi in senso relativo, ovvero, in relazione ai livelli di disagio che connotano la platea dei potenziali assegnatari collocati in graduatoria all esito della procedura concorsuale (T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. I, n. 7395). 3
4 In contrario, non colgono nel segno le censure di contraddittorietà ed irragionevolezza sollevate dalla ricorrente, che ad avviso del Collegio confermano in realtà la legittimità del provvedimento impugnato. In particolare, la stessa ricorrente riferisce che, in considerazione dell entità del suo reddito, precedentemente al 2009, ha sempre condiviso la propria abitazione con altri connazionali, e che la stessa ha stipulato il contratto di locazione dell alloggio oggetto dello sfratto confidando sul contributo economico del proprio convivente, il cui allontanamento le ha impedito il pagamento dei canoni. Correttamente pertanto il provvedimento impugnato ha affermato che la capacità reddituale dell istante, riferita all anno della stipulazione del predetto contratto, non era in realtà compatibile con il relativo canone di locazione, come dimostrato dal fatto che, precedentemente e successivamente alla detta convivenza, la stessa non è stata in grado di far fronte ai relativi costi. In altre parole, ritenendo fondata la tesi della ricorrente, si dovrebbe affermare l esistenza di un diritto all assegnazione in deroga in favore di qualsivoglia soggetto che, privo di un reddito autonomamente sufficiente al pagamento del canone, perda il contributo economico apportato dal convivente, ciò che tuttavia, pur dando luogo ad un oggettiva evidente situazione di difficoltà, non rientra in realtà tra le ipotesi eccezionalmente previste dalla normativa per poter accedere al beneficio negato dal provvedimento in questa sede impugnato. Infine, non risulta neppure decisivo lo stato di disoccupazione in cui la ricorrente si è trovata, per alcuni mesi, tra il 2011 ed il 2012, in primo luogo, in considerazione del carattere transitorio di tale situazione, che ha peraltro avuto luogo circa un anno prima dello sfratto ( ), ed in ogni caso, in relazione a quanto osservato in precedenza, dovendosi ritenere che la causa della morosità sia da imputare all allontanamento del convivente, ciò che, come detto, non rientra tra le circostanze eccezionali previste dal citato art. 14. In conclusione, il ricorso va pertanto respinto. Sussistono tuttavia giusti motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. 4
5 Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 2 luglio 2015 con l'intervento dei magistrati: Domenico Giordano, Presidente Elena Quadri, Consigliere Mauro Gatti, Primo Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 14/07/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 5