Source: https://www.diritto.it/organo-sede-normativa/decreto/page/4/
Timestamp: 2020-02-25 15:09:10+00:00
Document Index: 50000676

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 460', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 204', 'art. 60', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 142', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 4', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 58', 'art. 53', 'art. 139', 'art. 41', 'art.41', 'art. 1', 'art. 6']

Decreto Archivi - Pagina 4 di 9
D.M. 8/8/2013, n. 111
Art. 1 Recupero forfettizzato
1. Le spese del processo penale anticipate dall’erario, diverse da quelle indicate nell’articolo 2, sono recuperate nella misura fissa stabilita nella tabella A, allegata al presente regolamento, nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarieta’.
Art. 2 Recupero per intero e per quota
1. Le spese del processo penale anticipate dall’erario per la consulenza tecnica e per la perizia, per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e per la demolizione di opere abusive e la riduzione in pristino dei luoghi, di cui all’articolo 205, comma 2, ultimo periodo, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115, e successive modificazioni, sono recuperate per intero nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarieta’. In caso di pluralita’ di condannati, il recupero delle spese avviene in parti uguali.
2. Fino all’emanazione del decreto ministeriale previsto dallo stesso articolo 205, comma 2-bis, le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche al recupero delle spese relative alle prestazioni previste dall’articolo 96 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, e di quelle funzionali all’utilizzo delle prestazioni medesime.
Art. 3 Disposizioni transitorie
1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano alle spese anticipate dall’erario, relative a processi penali per i quali la sentenza di condanna e’ stata emessa dopo l’entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69.
Dato a Roma, addi’ 8 agosto 2013
Tipologia di processo Importo
1) I grado
a) Dibattimento a seguito di decreto che dispone il 180 euro
b) Dibattimento a seguito di citazione diretta 150 euro
a giudizio;
giudizio direttissimo;
giudizio abbreviato;
giudizio immediato;
remissione di querela;
giudizio davanti al giudice di pace ex art. 20,
20 bis, 20 ter, 21 e 30 D.Lgs 274/2000;
c) Giudizio abbreviato a seguito di giudizio 80 euro
direttissimo;
procedimento di oblazione;
d) Decreto penale di condanna (art. 460 c.p.p.); 60 euro
sentenza di applicazione della pena su
richiesta delle parti, in caso di condanna alle
spese (art. 445 c.p.p. e art. 204 D.P.R. 115/2002).
Corte d’assise Maggiorazione di 30 euro
2) II grado
a) Tutti i giudizi di impugnazione o gravame 60 euro
anche a seguito di richiesta di riesame.
b) Corte di assise d’appello Maggiorazione di 30 euro
3) Corte di cassazione
a) Tutti i procedimenti davanti alla Corte 60 euro
Altri procedimenti 60 euro
D.M. 27/3/2013
D.M. 12/9/2012
Art. 1 Ripetibilita’ delle spese di notifica
1. Sono ripetibili le spese per i compensi di notifica degli atti impositivi e degli atti di contestazione e di irrogazione delle sanzioni, stabiliti in applicazione della legge 20 novembre 1982, n. 890, quelle derivanti dall’esecuzione degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, ai sensi dell’art. 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonche’ le spese derivanti dall’applicazione delle altre modalita’ di notifica previste da specifiche disposizioni normative.
Art. 2 Costo della notifica
1. L’ammontare delle spese di cui all’art. 1, ripetibile nei confronti del destinatario dell’atto notificato, e’ fissato nella misura unitaria di euro 5,18 per le notifiche effettuate mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento e nella misura di euro 8,75 per le notifiche effettuate ai sensi dell’art. 60 del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e dell’art. 14 della legge 20 novembre 1982, n. 890.
2. L’ammontare delle spese di cui all’art. 1, escluse quelle relative alla traduzione degli atti, ripetibili nei confronti del destinatario degli atti stessi, e’ fissato nella misura unitaria di euro 8,35 per le notifiche eseguite all’estero, ai sensi dell’art. 60, primo comma, lettera e-bis), quarto e quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, degli articoli 37 e 77 del decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, e dell’art. 142 del codice di procedura civile, salvo quanto diversamente previsto dalle disposizioni contenute nelle convenzioni internazionali.
Art. 3 Esclusioni
1. Non sono ripetibili le spese per la notifica di atti istruttori e di atti amministrativi alla cui emanazione l’amministrazione e’ tenuta su richiesta.
2. E’ esclusa, altresi’, la ripetizione relativamente all’invio di qualsiasi atto mediante comunicazione.
Art. 4 Effetti
1. Le disposizioni del presente decreto hanno effetto dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
D.M. 19/10/2012
Il massimale della copertura assicurativa collettiva minima, che deve prevedere la copertura di tutti i danni provocati ai terzi nell’esercizio dell’attività del notaio ivi inclusi quelli di natura non patrimoniale, è fissato in misura pari ad almeno euro 150.000,00 per ogni sinistro e per ogni anno assicurativo con retroattività illimitata e ultrattività decennale per i Notai che cessano l’attività nel periodo di vigenza della polizza.
Il massimale della copertura assicurativa minima per ogni Notaio, che deve prevedere la copertura di tutti i danni provocati ai terzi nell’esercizio dell’attività del notaio ivi inclusi quelli di natura non patrimoniale, è fissato in misura pari ad almeno euro 3.000.000,00 per ogni sinistro e per ogni anno assicurativo con retroattività illimitata e ultrattività decennale per i notai che cessano l’attività nel periodo di vigenza della polizza.
D.M. 15/10/2012, n. 209
Art. 1 Modifiche all’articolo 13 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44
1. All’articolo 13, comma 4, del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il primo periodo e’ soppresso;
b) al secondo periodo, le parole: «Fuori del caso di rifiuto per omessa sottoscrizione,» sono soppresse;
c) al secondo periodo, le parole: «dal codice di procedura civile» sono sostituite dalle seguenti: «dalla vigente normativa processuale».
Art. 2 Modifiche all’articolo 15 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44
1. All’articolo 15 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «L’atto del processo, redatto in formato elettronico da un soggetto abilitato interno e sottoscritto con firma digitale, e’ depositato telematicamente nel fascicolo informatico.»;
b) al comma 4 le parole «e vi appone la sua firma digitale, ove previsto» sono sostituite dalle seguenti: «e provvede a depositarlo nel fascicolo informatico, apponendovi la propria firma digitale».
Art. 3 Modifiche all’articolo 16 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44
1. All’articolo 16 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole «ricevuta di avvenuta consegna breve», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «ricevuta di avvenuta consegna»;
b) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4. Fermo quanto previsto dall’articolo 20, comma 6, e salvo il caso fortuito o la forza maggiore, negli uffici giudiziari individuati con il decreto di cui all’articolo 51, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel caso in cui viene generato un avviso di mancata consegna previsto dalle regole tecniche della posta elettronica certificata, si procede ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 51 e viene pubblicato nel portale dei servizi telematici, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34, un apposito avviso di avvenuta comunicazione o notificazione dell’atto nella cancelleria o segreteria dell’ufficio giudiziario, contenente i soli elementi identificativi del procedimento e delle parti e loro patrocinatori. Tale avviso e’ visibile solo dai soggetti abilitati esterni legittimati ai sensi dell’articolo 27, comma 1, del decreto ministeriale 21 febbraio 2011 n. 44».
Art. 4 Modifiche all’articolo 17 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44
1. All’articolo 17, comma 6, del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44, le parole «nei modi di cui agli articoli 138 e seguenti del codice di procedura civile» sono sostituite dalle seguenti: «con le modalita’ previste dalla normativa processuale vigente».
Art. 5 Modifiche all’articolo 18 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44
1. All’articolo 18 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole «ricevuta di avvenuta consegna breve» sono sostituite dalle seguenti: «ricevuta di avvenuta consegna»;
b) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «Quando il difensore procede alla notificazione delle comparse o delle memorie, ai sensi dell’articolo 170, quarto comma, del codice di procedura civile, la notificazione e’ effettuata mediante invio della memoria o della comparsa alle parti costituite ai sensi del comma 1.».
Art. 6 Modifiche all'articolo 29 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44    1. L'articolo 29  del  decreto  del  Ministro  della  giustizia  21 febbraio 2011, n. 44, e' sostituito dal seguente:   «1. Il portale dei servizi telematici  e  il  gestore  dei  servizi telematici garantiscono la  disponibilita'  dei  servizi  secondo  le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34. In ogni caso e' garantita la  disponibilita'  dei  servizi  di  consultazione  nei giorni feriali dalle ore otto  alle  ore  ventidue,  dal  lunedi'  al venerdi', e dalle ore otto alle ore tredici del sabato e  dei  giorni ventiquattro e trentun dicembre.».   2. Fino alla adozione delle specifiche tecniche di cui al comma che precede,  il   portale   dei   servizi   telematici   garantisce   la disponibilita' dei servizi di consultazione nei giorni feriali  dalle ore otto alle ore ventidue, dal lunedi' al venerdi', e dalle ore otto alle ore tredici del sabato e  dei  giorni  ventiquattro  e  trentuno dicembre.
Art. 7 Modifiche all'articolo 35 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44    1. All'articolo  35,  comma  1,  del  decreto  del  Ministro  della giustizia 21 febbraio 2011, n.  44,  dopo  le  parole  «L'attivazione della trasmissione  dei  documenti  informatici»,  sono  inserite  le seguenti «da parte dei soggetti abilitati esterni».
Art. 8 Clausola di invarianza    Dall'attuazione del presente decreto non devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.   Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
D.M. 11/10/2012
Art. 1 Presupposti per l’applicazione della liquidazione IVA per cassa
1. I soggetti che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attivita’, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a due milioni di euro, possono optare per la liquidazione dell’IVA secondo la contabilita’ di cassa, di seguito denominata «IVA per cassa», come disciplinata dall’art. 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e dalle disposizioni contenute nel presente decreto.
2. Per i soggetti che esercitano l’opzione di cui al comma 1, l’imposta sul valore aggiunto relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione, diviene esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi. L’imposta diviene, comunque, esigibile decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, salvo che il cessionario o committente, prima del decorso di detto termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali.
3. Per i soggetti che esercitano l’opzione di cui al comma 1, il diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto relativa agli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi.
4. Per i cessionari o committenti delle operazioni di cui al comma 2, che non abbiano esercitato l’opzione di cui al comma 1, il diritto alla detrazione sorge in ogni caso al momento di effettuazione dell’operazione.
Art. 2 Operazioni attive escluse dalla liquidazione dell’IVA secondo la contabilita’ di cassa
1. Sono escluse dalla disciplina contenuta nel presente decreto:
a) le operazioni effettuate nell’ambito di regimi speciali di determinazione dell’imposta sul valore aggiunto;
b) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti che non agiscono nell’esercizio d’imprese, arti o professioni;
c) le operazioni effettuate nei confronti dei soggetti che assolvono l’imposta mediante il meccanismo dell’inversione contabile;
d) le operazioni di cui all’art. 6, quinto comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
Art. 3 Operazioni passive escluse dal differimento del diritto alla detrazione
1. Sono escluse dal differimento del diritto alla detrazione:
b) gli acquisti intracomunitari di beni;
Art. 4 Adempimenti relativi alle operazioni attive del cedente o prestatore
1. Per le operazioni di cui all’art. 1 il cedente o prestatore adempie gli obblighi di cui al titolo secondo del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
2. Le operazioni di cui all’art. 1 concorrono a formare il relativo volume d’affari del cedente o prestatore e partecipano alla determinazione della percentuale di detrazione di cui all’art. 19-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, con riferimento all’anno in cui le operazioni sono effettuate.
3. Le operazioni di cui all’art. 1 sono computate nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre nel corso del quale e’ incassato il corrispettivo, ovvero scade il termine di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.
4. Nel caso in cui sia effettuato un incasso parziale del corrispettivo, l’imposta diventa esigibile ed e’ computata nella liquidazione periodica nella proporzione esistente fra la somma incassata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione.
5. Le fatture emesse in sede di applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto recano l’annotazione che si tratta di operazione con «IVA per cassa», con l’indicazione dell’art. 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83.
Art. 5 Adempimenti relativi alle operazioni passive del cedente o prestatore
1. Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni acquistati o servizi ricevuti e’ esercitato, ai sensi degli articoli 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, a partire dal momento in cui i relativi corrispettivi sono pagati, o comunque decorso un anno dal momento in cui l’imposta diviene esigibile secondo le regole ordinarie ed alle condizioni esistenti in tale momento.
2. Nel caso in cui sia effettuato un pagamento parziale del corrispettivo, il diritto alla detrazione dell’imposta sorge in capo al cedente o prestatore nella proporzione esistente fra la somma pagata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione.
Art. 6 Esercizio dell’opzione
1. L’opzione di cui all’art. 1 e la revoca della stessa sono esercitate secondo le modalita’ individuate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
2. L’opzione ha effetto a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui e’ esercitata ovvero, in caso di inizio dell’attivita’ nel corso dell’anno, dalla data di inizio dell’attivita’.
3. Le operazioni gia’ liquidate alla data del 31 dicembre dell’anno precedente quello di esercizio dell’opzione sono escluse dalla disciplina dell’IVA per cassa.
Art. 7 Termine dell’opzione
1. Qualora nel corso dell’anno sia superato il limite di due milioni di euro di volume d’affari, le disposizioni di cui all’art. 1 non si applicano alle operazioni attive e passive effettuate a partire dal mese successivo a quello in cui il limite e’ stato superato.
2. Nel caso di cui al comma 1, ovvero in caso di revoca dell’opzione, nella liquidazione relativa all’ultimo mese in cui e’ stata applicata l’IVA per cassa e’ computato a debito l’ammontare dell’imposta, che non risulti ancora versata, relativa alle operazioni effettuate ed i cui corrispettivi non sono stati ancora incassati. A partire dalla stessa liquidazione puo’ essere esercitato, ai sensi dell’art. 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, il diritto alla detrazione dell’imposta, che non risulti ancora detratta, relativa agli acquisti effettuati ed i cui corrispettivi non sono stati ancora
Art. 8 Efficacia
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° dicembre 2012.
D.M. 9/7/2012
Art. 1 Finalita’ del decreto
1. Il presente decreto definisce i nuovi contenuti degli allegati 3A e 3B e le modalita’ di trasmissione delle informazioni di cui al comma 1 dell’art. 40 del Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.
Art. 2 Contenuti della cartella sanitaria e di rischio
1. I contenuti della cartella sanitaria e di rischio, tenuta sia su supporto cartaceo che informatico, sono specificati nell’allegato I del presente decreto recante la modifica dell’ Allegato 3A del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.
2. I contenuti previsti nell’allegato I sopra richiamato sono da considerarsi come informazioni minime della cartella sanitaria e di rischio.
3. Il medico competente risponde della raccolta, dell’aggiornamento e della custodia delle informazioni di cui al periodo che precede.
Per la mancata fornitura da parte del datore di lavoro delle informazioni di propria esclusiva pertinenza non puo’ essere imputata alcuna responsabilita’ al medico competente che le abbia richieste.
Art. 3 Contenuti e modalita’ di trasmissione dei dati aggregati e di rischio dei lavoratori
1. I contenuti delle informazioni da comunicare ai sensi del comma 1 dell’art. 40 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, sono specificati nell’allegato II del presente decreto, recante le modifiche dell’allegato 3B del richiamato decreto legislativo.
2. La trasmissione dei dati utilizzabili a fini epidemiologici, di cui al comma che precede deve essere effettuata dal medico competente entro il primo trimestre dell’anno successivo all’anno di riferimento, salvo quanto previsto dal successivo art. 4.
3. La trasmissione dei dati di cui ai commi 1 e 2 che precedono deve essere effettuata unicamente in via telematica.
Art. 4 Disposizioni transitorie e entrata in vigore
1. Al fine di consentire una valutazione approfondita della rispondenza delle previsioni del presente decreto a criteri di semplicita’ e certezza nella raccolta e delle modalita’ di trasmissione delle informazioni, e’ individuato un periodo transitorio di mesi 12 a far data dall’entrata in vigore del presente decreto per la sperimentazione delle disposizioni previste.
2. Unicamente con riferimento al periodo di sperimentazione di cui al precedente comma, il termine per la trasmissione delle informazioni di cui all’allegato 3B, cosi’ come modificato nell’allegato II del presente decreto, scade il 30 giugno 2013.
3. Al termine del periodo di sperimentazione di cui precedente comma, sentite le associazioni scientifiche del settore, potranno essere adottate con successivi decreti modifiche relative ai contenuti degli allegati 3A e 3B e alle modalita’ di trasmissione dei dati di cui al comma I dell’art. 40, comma 1.
4. Per la durata del periodo transitorio di sperimentazione, con riferimento a possibili difficolta’ di raccolta e trasmissione telematica delle informazioni di cui al comma 1 dell’art. 40, la sanzione di cui all’art. 58, comma 1, lettera e), e’ sospesa sino al termine della sperimentazione di cui al comma che precede.
5. Il presente decreto entra in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
(Allegato 3A, D.Lgs. n. 81/2008)
Contenuti della cartella sanitaria e di rischio.
(Allegato 3B, D.Lgs. n. 81/2008)
Contenuti e modalita’ di trasmissione delle informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori
CONTENUTI MINIMI della cartella sanitaria e di rischio:
ANAGRAFICA DEL LAVORATORE:
DATI RELATIVI ALL’AZIENDA:
Ragione Sociale o codice conto (nel caso di natanti)
Unita’ Produttiva sede di lavoro / numero certificato unita’ navale
Indirizzo Unita’ produttiva
Attivita’ svolta2
REPARTO3 E MANSIONE SPECIFICA DI DESTINAZIONE
FATTORI DI RISCHIO4
ANAMNESI LAVORATIVA5
ANAMNESI PATOLOGICA REMOTA6
ANAMNESI PATOLOGICA PROSSIMA6
PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA SANITARIA (protocollo sanitario)
ESAME OBIETTIVO (con particolare riferimento agli organi bersaglio)
ACCERTAMENTI INTEGRATIVI7
EVENTUALI PROVVEDIMENTI DEL MEDICO COMPETENTE8
GIUDIZIO DI IDONEITA’ ALLA MANSIONE SPECIFICA9
SCADENZA VISITA MEDICA SUCCESSIVA10
FIRMA DEL MEDICO COMPETENTE
VISITE SUCCESSIVE11
REPARTO1 E MANSIONE SPECIFICA
FATTORI DI RISCHIO (se diversi o variati rispetto ai precedenti
controlli12 )
RACCORDO ANAMNESTICO
VARIAZIONI DEL PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA SANITARIA
ACCERTAMENTI INTEGRATIVI9
CONTENUTI MINIMI DELLA COMUNICAZIONE SCRITTA DEL GIUDIZIO DI
IDONEITA’ ALLA MANSIONE:
GENERALITA’ DEL LAVORATORE
RAGIONE SOCIALE DELL’AZIENDA
REPARTO3 , MANSIONE E RISCHI
GIUDIZIO DI IDONEITA’ ALLA MANSIONE SPECIFICA
DATA DELLA ESPRESSIONE DEL GIUDIZIO DI IDONEITA’
SCADENZA VISITA MEDICA SUCCESSIVA (periodicita’)
INFORMAZIONI SULLA POSSIBILITA’ DI RICORSO
DATA DI TRASMISSIONE DEL GIUDIZIO AL LAVORATORE
FIRMA DEL LAVORATORE13
DATA DI TRASMISSIONE DEL GIUDIZIO AL DATORE DI LAVORO
Le pagine della cartella sanitaria e di rischio devono essere
numerate in ordine progressivo.
1 Indicare Comune e Provincia, indirizzo, recapito telefonico.
2 riferita a comparto/lavorazione/codice categoria naviglio.
3 da non indicare in caso di reparto unico.
4 Specificare quali fattori di rischio, indicando anche, nei casi
previsti dalla normativa vigente, i livelli di esposizione
5 Specificare, con riferimento all’intera storia lavorativa del
soggetto, comparti/lavorazioni svolte, relativo periodo e principali
rischi riferiti dal lavoratore e tipologia contrattuale.
6 Indicare sempre tipologia di invalidita’ (lavorativa o civile),
malattie professionali riconosciute, tipologia e anno infortuni
riferiti dal lavoratore.
7 Elencare gli accertamenti eseguiti riportando in forma sintetica
i risultati e allegando alla cartella i relativi referti.
8 Indicare gli eventuali provvedimenti adottati dal medico
competente quali ad esempio 1° certificato di malattia professionale
ai sensi dell’art. 53 D.P.R. 1124/65, segnalazione di malattia
professionale ex art. 139 D.P.R. 1124/65, lettere al curante, ecc…
9 Ai sensi dell’art. 41 c 6.
10 Da indicare solo se diversa da quella riscontrabile dal
protocollo sanitario.
11 Specificare la tipologia di visita di cui all’art.41 comma 2.
12 Specificare quali con riferimento alla valutazione dei rischi,
indicando anche, nei casi previsti dalla normativa vigente, i
livelli di esposizione individuale.
13 La firma del lavoratore dovra’ attestare l’informazione circa il
significato e i risultati della sorveglianza sanitaria, la corretta
espressione dei dati anamnestici, l’informazione circa la
possibilita’ di ricorrere contro il giudizio di idoneita’.
D.M. 23/6/2012, n. 138
Entrata in vigore del provvedimento: 29/08/2012
Art. 1 Modello standard dell’atto costitutivo e dello statuto della societa’ a responsabilita’ limitata semplificata
1. L’atto costitutivo, recante anche le norme statutarie, della societa’ a responsabilita’ limitata semplificata di cui all’articolo 2463-bis del codice civile e’ redatto per atto pubblico in conformita’ al modello standard riportato nella tabella A allegata al presente decreto.
2. Si applicano, per quanto non regolato dal modello standard di cui al comma 1, le disposizioni contenute nel libro V, titolo V, capo VII del codice civile, ove non derogate dalla volonta’ delle parti.
Art. 2 Individuazione dei criteri di accertamento delle qualita’ soggettive dei soci della societa’ a responsabilita’ limitata semplificata
1. Il notaio, nel ricevere l’atto di cui all’articolo 1, accerta, con le modalita’ di cui all’articolo 49 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, che l’eta’ delle persone fisiche che intendono costituire una societa’ a responsabilita’ limitata semplificata e’ quella prevista dall’articolo 2463-bis del codice civile.
(art. 1, comma 1)
L’anno ………., il giorno ………. del mese di ………. in ……….,
innanzi a me ………. notaio in ………. con sede in ……….
è/sono presente/i il/i signore/i ………. cognome, nome, data, luogo di nascita, domicilio, cittadinanza), della cui identità personale ed età anagrafica io notaio sono certo.
1. Il/I comparente/i costituisce/costituiscono, ai sensi dell’articolo 2463-bis del codice civile, una società a responsabilità limitata semplificata sotto la denominazione “………. società a responsabilità limitata semplificata”, con sede in ………. (indicazione di eventuali sedi secondarie).
2. La società ha per oggetto le seguenti attività: ……….
3. Il capitale sociale ammonta ad € ………. e viene sottoscritto nel modo seguente:
il Signor/la Signora ………. sottoscrive una quota del valore nominale di € ………. pari al ……… percento del capitale.
4. E’ vietato il trasferimento delle quote, per atto tra vivi, a persone che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della cessione trasferimento e l’eventuale atto è conseguentemente nullo.
5. L’amministrazione della società è affidata a uno o più soci scelti con decisione dei soci.
6. Viene/vengono nominato/i amministratore/i il/i signori: ………. (eventuale specificazione del ruolo svolto nell’ambito del consiglio d’amministrazione), il quale/i quali presente/i accetta/no dichiarando non sussistere a proprio/loro carico cause di decadenza o di ineleggibilità ad amministratore della società.
7. All’organo di amministrazione spetta la rappresentanza generale della società.
8. L’assemblea dei soci, ove sia richiesta deliberazione assembleare per la decisione dei soci, è presieduta dall’amministratore unico o dal presidente del consiglio di amministrazione.
9. I soci dichiarano che conferimenti sono stati eseguiti nel modo seguente:
Il signor/la signora ……… ha versato all’organo amministrativo, che ne rilascia ampia e liberatoria quietanza, la somma di € ………. a mezzo di ………. .
L’organo amministrativo dichiara di aver ricevuto la predetta somma ed attesta che il capitale sociale è interamente versato.
10. Il presente atto, per espressa previsione di legge, è esente da diritto di bollo e di segreteria e non sono dovuti onorari notarili.
Richiesto, io notaio ho ricevuto il presente atto, scritto con mezzi elettronici da persona di mia fiducia e composto di ………. fogli per ………. intere facciate e parte fin qui, da me letto alla/e parte/i che
lo ha/hanno approvato e sottoscritto alle ore…..……
Firma dei comparenti
Firma del notaio
D.M. 1/6/2012
1. Il presente decreto disciplina le modalita’ di attuazione dell’articolo 24, commi 14 e 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, individuando, alla tabella di cui al successivo articolo 6, la ripartizione dei soggetti interessati ai fini della concessione dei benefici di cui al medesimo comma 14 e ai sensi dello stesso comma 15, nel limite delle risorse complessivamente previste dal medesimo comma 15.
1. I lavoratori di cui alle categorie indicate in premessa accedono ai benefici di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, alle seguenti condizioni:
a) lavoratori di cui alla lettera a) del citato comma 14:
cessazione dell’attivita’ lavorativa alla data del 4 dicembre 2011 con perfezionamento dei requisiti entro il periodo di fruizione dell’indennita’ di mobilita’ di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) lavoratori di cui alla lettera b) del citato comma 14:
cessazione dell’attivita’ lavorativa alla data del 4 dicembre 2011;
c) lavoratori di cui alla lettera c) del citato comma 14:
titolarita’ al 4 dicembre 2011 della prestazione straordinaria a carico dei Fondi di solidarieta’ di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; titolarita’ della medesima prestazione da data successiva al 4 dicembre 2011 se l’accesso alla stessa risulta autorizzato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, fermo restando che gli interessati restano a carico dei Fondi fino al compimento di 62 anni di eta’;
d) lavoratori di cui alla lettera d) del citato comma 14:
perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico secondo la disciplina vigente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legge;
questi lavoratori non devono aver comunque ripreso attivita’ lavorativa successivamente all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione e devono avere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011;
e) lavoratori di cui alla lettera e) del citato comma 14: esonero dal servizio alla data del 4 dicembre 2011;
f) lavoratori di cui alla lettera e-bis) del citato comma 14:
congedo per assistere figli con disabilita’ grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, con perfezionamento, entro 24 mesi dalla data di inizio del predetto congedo, del requisito contributivo per l’accesso al pensionamento indipendentemente dall’eta’ anagrafica, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 243;
g) lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 2l6, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attivita’ lavorativa;
h) lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attivita’ lavorativa.
2. I lavoratori di cui alle lettere g) e h) del comma 1 del presente articolo conseguono il beneficio a condizione che la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi quali le comunicazioni obbligatorie alle Direzioni Territoriali del lavoro, ovvero agli altri soggetti equipollenti individuati sulla base di disposizioni normative o regolamentari. La documentazione da produrre per comprovare quanto precede e’ indicata al successivo articolo 4.
3. I soggetti di cui alle lettere g) e h) del comma 1 del presente articolo devono risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011.
1. I lavoratori di cui alla lettera c) delle premesse, per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la data del 4 dicembre 2011 il diritto di accesso ai fondi di solidarieta’, restano a carico dei predetti fondi fino al compimento del sessantaduesimo anno di eta’.
1. I soggetti di cui alle lettere e) ed f), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, presentano istanza di accesso ai benefici di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti in base alla residenza degli stessi.
2. Per i soggetti di cui alla lettera e), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, l’istanza di cui al comma 1 del presente articolo deve essere corredata da una dichiarazione sostitutiva di certificazioni ai sensi dell’articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modifiche ed integrazioni, relativa al provvedimento di esonero, con indicazione degli estremi dello stesso ai fini del reperimento del medesimo da parte della competente Direzione Territoriale del lavoro.
3. Per i soggetti di cui alla lettera f), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, l’istanza di cui al comma 1 del presente articolo deve essere corredata da una dichiarazione sostitutiva di certificazioni ai sensi dell’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modifiche ed integrazioni, relativa al provvedimento di congedo, con indicazione degli estremi dello stesso ai fini del reperimento del medesimo da parte della competente Direzione Territoriale del lavoro.
4. I soggetti di cui alle lettere g) e h), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, presentano istanza di accesso ai benefici di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, corredata dall’accordo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro secondo le seguenti modalita’:
a) nel caso in cui si tratta di soggetti cessati in ragione di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, l’istanza e’ presentata alla Direzione Territoriale del lavoro innanzi alla quale detti accordi sono stati sottoscritti;
b) in tutti gli altri casi, l’istanza e’ presentata alla Direzione Territoriale del Lavoro competente in base alla residenza del lavoratore cessato.
5. Le istanze di cui al presente articolo devono essere presentate entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.
6. Presso le Direzioni Territoriali del Lavoro di cui ai commi 1 e 4 del presente articolo, sono istituite specifiche Commissioni per l’esame delle istanze di cui ai commi che precedono.
7. Le Commissioni di cui al comma 6 sono composte da due funzionari della Direzione Territoriale del Lavoro, di cui uno con funzioni di Presidente, nonche’ da un funzionario dell’INPS, designato dal Direttore provinciale della Sede dello stesso Istituto.
8. Per il funzionamento delle Commissioni di cui al comma 6 non sono previsti oneri a carico della Pubblica amministrazione.
1. Le decisioni di accoglimento emesse dalle Commissioni di cui all’articolo 4, comma 6, del presente decreto vengono comunicate con tempestivita’ all’INPS, anche con modalita’ telematica.
2. Avverso i provvedimenti delle Commissioni di cui all’articolo 4, comma 6, del presente decreto l’interessato puo’ presentare istanza di riesame, entro 30 giorni dalla data di ricevimento dello stesso, innanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro presso cui e’ stata presentata l’istanza.
1. In conformita’ agli articoli 1 e 2 del presente decreto, il numero dei lavoratori aventi titolo all’ottenimento del beneficio di cui al comma 14 e ai sensi del comma 15 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, e’ determinato in 65.000 unita’, ripartite come segue:
Tipologia di soggetti Contingente
Mobilita’ [articolo 2, comma 1, lett. a), del presente
decreto] 25.590
Mobilita’ lunga [articolo 2, comma 1, lett. b), del
presente decreto] 3.460
Fondi di solidarieta’ [articolo 2, comma 1, lett. c),
del presente decreto] 17.710
Prosecutori volontari [articolo 2, comma 1, lett. d),
del presente decreto] con decorrenza entro il 2013 10.250
Lavoratori esonerati [articolo 2, comma 1, lett. e),
del presente decreto] 950
Genitori di disabili [articolo 2, comma 1, lett. f),
del presente decreto] 150
Lavoratori cessati ai sensi dell’art. 6, comma 2-ter,
del decreto-legge n. 216 del 2011, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 14 del 2012 [articolo 2,
comma 1, lett. g) ed h), del presente decreto] 6.890
TOTALE 65.000
1. I lavoratori che intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari presupposti e requisiti, del beneficio delle decorrenze disciplinato dall’articolo 12, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, sono computati nel contingente di cui all’articolo 6 del presente decreto.
1. Il numero complessivo dei lavoratori indicato all’articolo 6, aventi titolo ai benefici di cui al presente decreto, comporta un fabbisogno finanziario complessivo nel limite individuato dall’articolo 24, comma 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni e, pertanto, con riferimento all’inclusione tra i beneficiari dei lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2012, n. 14, non occorre applicare la clausola di salvaguardia di cui all’articolo 6-bis, del predetto decreto-legge n. 216 del 2011.
Il presente decreto viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, previo visto e registrazione della Corte dei conti.