Source: http://competenzerup.it/start/index.php/en/dm-143-2013-procedure-applicative-e-programma-gratuito-del-cnappc-e-cni
Timestamp: 2019-05-26 04:18:43+00:00
Document Index: 139815634

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5']

www.competenzerup.it - DM 17 giugno 2016: calcolo parcella e programma gratuito dai CNAPPC e CNI
You are here: Home DM 17 giugno 2016: calcolo parcella e programma gratuito dai CNAPPC e CNI
DECRETO MINITERIALE 17 GIUGNO 2016: PROGRAMMA GRATUITO COMPLETO E ILLUSTRAZIONE DELLA METODOLOGIA DI CALCOLO DEL COMPENSO PROFESSIONALE
Hits: 128090
DM 143/2013 : l'entrata in vigore del DM 17 Giugno 2016 non ha modificato la procedura di calcolo che rimane identica a quella del DM 143/2013 qui illustrata.
ILLUSTRAZIONE DELLA PROCEDURA DI CALCOLO DEL COMPENSO MEDIANTE L'APPLICAZIONE DEL DM 17 GIUGNO 2016
ESEMPIO OPERATIVO DI CALCOLO (INCARICO PER COORD. SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE)
AREA DOWNLOAD: DM 17 GIUGNO 2016; PROGRAMMA DI CALCOLO GRATUITO
In data 20/12/2013 è stato pubblicato in GU il nuovo DM 31 ottobre 2013 n. 143 (decreto parametri-bis); il giorno dopo la sua pubblicazione ossia il 21/12/2013 lo stesso è entrato in vigore.
Il suddetto decreto individua i parametri per la determinazione del corrispettivo da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria di cui al D.Lgs. 163/2006.
Chi è interessato a capire operativamente come si calcola il compenso professionale secondo il metodo stabilito dal DM 143/2013, può accedere alla seguente lezione on-line (divisa in due parti), nella quale è illustrata passo dopo passo la procedura da seguire:
Calcolo tariffa professionale con il DM 143/2013 - parte 1/2
Calcolo tariffa professionale con il DM 143/2013 - parte 2/2
Chi invece desidera approfondire ulteriormente la trattazione, potrà continuare a leggere il presente articolo.
E' opportuno evidenziare che il DM 140/2012 non è stato abrogato dal DM 143/2013 e continuava ad essere applicato per la determinazione dei compensi da parte degli organi giurisdizionali, per le altre fattispecie di professioni in esso previste. Ma con l'entrata in vigore il 3 aprile 2014 del DM 10 marzo 2014 n. 55 ad oggetto "Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell'articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247" secondo la giurisprudenza del Tribunale di Milano (a firma del magistrato dott. G. Buffone) il DM 140/2012 deve “intendersi abrogato in quanto il DM 55/2014 regolamenta ex novo l’intera materia dei compensi forensi con una disciplina di nuovo conio (cd. abrogazione implicita) e, là dove non conferma disposizioni che erano presenti nel DM del 2012, mette mano ad una precisa scelta legislativa che prevale sulla precedente (abrogazione tacita) ”
Ritornando al nuovo decreto parametri-bis, è possibile notare una particolare coincidenza: il suddetto DM è il n. 143, uguale alla legge n. 143 sulle tariffe professionali degli ingegneri ed architetti del 1949, oggi abrogata, tuttavia ancora richiamata e - per certi versi - presa ancora a riferimento nel nuovo DM 143/2013.
Entrando nel merito dei contenuti del decreto, si evidenzia innanzi tutto che l'art. 1 c. 4 del DM 143/2013 ribadisce in maniera inequivocabile il rispetto di quanto previsto dall'art. 9, ultimo periodo, del DL n. 1/2012 convertito dalla legge 27/2013, secondo il quale il corrispettivo calcolato non deve condurre alla determinazione di un importo a base di gara superiore a quello derivante dall'applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in vigore dello stesso D.L. 1/2012.
Tale condizione sembra quindi imporre alle amministrazioni, per ogni procedura di gara relativa all'affidamento di un incarico professionale, la necessità di effettuare tre calcoli diversi del compenso: il primo ai sensi del nuovo DM 143/2013 da porre a base di gara, il secondo ed il terzo ai sensi dei previgenti D.M. 4 aprile 2001 e L. 143/1949 allo scopo di accertare che l'importo da questi risultanti sia uguale o superiore a quello derivante dall'applicazione del nuovo DM 143/2013.
Evitando ogni commento al riguardo, in questa sezione del sito si intende dare un aiuto concreto ed operativo a tutti i tecnici che dovranno calcolare il compenso da porre a base di gara mediante il DM 143/2013, lasciando ad altri siti gli approfondimenti e le considerazioni generali sull'iter travagliato e sulle condizioni al contorno dello stesso decreto.
L'intento che qui ci si propone è infatti quello di spiegare in maniera semplice ma dettagliata il "funzionamento" del decreto (ossia come si calcola praticamente il compenso da porre a base di gara) e come recuperare gli strumenti informatici necessari per la sua corretta applicazione.
Alcuni chiarimenti ed approfondimenti sull'applicazione del Decreto Parametri (DM 143/2013) sono stati inoltre forniti dal CNI e CNAPPC con la circolare n. 417 del 5/09/2014, scaricabile dall'AREA DOWNLOAD del presente articolo. Una breve disamina degli argomenti trattati dalla suddetta circolare è disponibile nell'articolo scritto da EDILPORTALE, raggiungibile da qui.
In particolare, al termine della presente trattazione, dall' AREA DOWNLOAD , è possibile:
Scaricare il DM 143/2013, e relativo allegato costituito dalle tavole con i parametri fissati dallo stesso decreto;
Scaricare il documento redatto dal CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori) e dal CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) nel quale vengono illustrati alcuni esempi di calcolo del compenso professionale;
Scaricare la Circolare CNI e CNAPPC n. 417 del 5/09/2014;
Accedere al sito per il download del programma completo e gratuito per il calcolo del compenso professionale messo a disposizione degli stessi CNAPPC e CNI in collaborazione con la società Blumatica (programma semplice ed intuitivo, che nulla ha da invidiare a programmi più elaborati, complessi e ... costosi);
SE NON INTERESSA LA SPIEGAZIONE DEL DM 143/2013, CLICCARE QUI PER ANDARE DIRETTAMENTE ALL'AREA DOWNLOAD
ILLUSTRAZIONE DELLA PROCEDURA DI CALCOLO DEL COMPENSO MEDIANTE L'APPLICAZIONE DEL DM 143/2013
Prima di entrare nel merito della procedura per il calcolo del compenso professionale è necessario ricordare e precisare quanto segue:
1) Durante la trattazione che segue si farà riferimento alle tavole allegate al DM 143/2013, pertanto è opportuno tenerle a portata di mano per consultarle quando occorre; qualora non si dispone ancora del decreto è possibile scaricarlo da qui ;
2) Il compenso determinato secondo la procedura prevista dal DM 140/2013 non comprende le spese da rimborsare al professionista, che sono definite in maniera forfettaria in termini di percentuale rispetto al compenso complessivo, secondo quanto stabilito all'art. 5 dello stesso D.M. 143/2013:
Opere di importo fino a € 1.000.000,00: importo spese ed oneri accessori non superiori al 25% del compenso;
Opere di importo pari o superiore a € 25.000.000,00: importo spese ed oneri accessori non superiori al 10% del compenso;
Opere di importo intermedio: importo spese non superiore alla percentuale determinata per interpolazione lineare;
3) Non sono altresì compresi oneri e contributi dovuti a qualsiasi titolo;
4) I corrispettivi per le prestazioni diverse da quelle previste nella Tav. Z2 vengono calcolati per analogia e, ove non riconducibili a quelle contenute nella Tav. Z2, in ragione del tempo impiegato utilizzando le vacazioni orarie di seguito riportate:
a) professionista incaricato €/ora (da 50,00 a 75,00)
b) aiuto iscritto €/ora (da 37,00 a 50,00)
c) aiuto di concetto €/ora (da 30,00 a 37,00)
Si evidenzia infine, per chi ha ben chiaro il procedimento applicato mediante il precedente D.M. 140/2012, che il nuovo D.M. 143/2013 ha sostanzialmente confermato l'impostazione di calcolo di cui al D.M. 140/2012 modificando però i parametri e le relative tabelle di individuazione delle prestazioni, ma soprattutto ha eliminato la discrezionalità dei valori da potere attribuire al parametro "G" (grado di complessità della prestazione) attraverso l'individuazione dettagliata delle opere che è possibile realizzare e la determinazione per ognuna di esse di un preciso e prefissato grado di complessità.
si cercherà di chiarire ora l'art. 4 del DM 143/2013, ovvero come e perchè il compenso per la prestazione professionale (CP) è determinato dalla formula:
A tale scopo introdurremo quattro concetti che ci faranno arrivare a comprendere nel dettaglio il significato e la modalità d'uso della suddetta formula: ogni concetto riguarderà uno dei parametri della formula stessa (i parametri sono: V, G, Q e P).
I° CONCETTO (costo economico delle singole categorie componenti l'opera, definito parametro "V")
Ogni opera può essere considerata composta da una o più categorie tra quelle indicate nella prima colonna della tavola Z-1 (allegata al DM 143/2013).
Esempio: un edificio scolastico si può supporre che sia composto dalle seguenti categorie: edilizia, strutture, impianti. Ogni categoria è poi suddivisa (con riferimento alla stessa tavola Z-1, colonna 2) in più "destinazioni funzionali" (es. la categoria impianti contiene, tra le altre, le seguenti destinazioni funzionali: "impianti meccanici a fluido a servizio delle costruzioni", "impianti elettrici e speciali a servizio delle costruzioni - singole apparecchiature per laboratori e impianti pilota", ecc.), ogni "destinazione funzionale" è costituita a sua volta da più opere (es. nella destinazione funzionale "impianti meccanici a fluido a servizio delle costruzioni" è compresa, tra le altre, l'opera "IA.01: impianti per l'approvvigionamento, la preparazione e la distribuzione di acqua ..." e l'opera "IA.02: impianti di riscaldamento - impianti di raffrescamento, climatizzazione ...")
il valore complessivo dell'opera V, dovrà essere suddiviso in più parti (V1, V2, ...) ognuna delle quali è costituita dalle opere "elementari" individuate in ciascuna delle definizioni delle ID_OPERE riportate nella tavola Z-1
consideriamo la costruzione di una nuova scuola materna il cui valore complessivo stimato è V = € 790.000,00
Detto importo complessivo lo possiamo considerare quale somma dei valori di cinque opere "elementari" (ID_OPERE) individuate nella tavola Z-1, ognuna delle quali corrisponde ad una determinata categoria e destinazione funzionale:
EDILIZIA sanità, Istruzione, Ricerca E.08 ... asilo nido, scuola materna, scuola elementare ... V1
STRUTTURE Strutture, Opere infrastrutturali puntuali S.03 Strutture o parti di strutture in cemento armato ... V2
IMPIANTI Impianti meccanici a fluido a servizio delle costruzioni IA.02 Impianto di riscaldamento V3
Impianto di fognatura;
Impianto a gas;
V4 € 80.000,00
impianti elettrici e speciali a servizio delle costruzioni ...
IA.03 Impianto elettrico
Si noti dalla suddetta tabella, che l'importo di V4 è dato dalla somma degli importi relativi ai diversi impianti, tutti afferenti all'unico ID_OPERE : IA.01
Si consideri infine, che l'esatto valore economico "Vi" delle singole opere "elementari" noi lo conosceremo solo a seguito della stesura del computo metrico, una volta che sarà redatto il progetto esecutivo. Per poter determinare a priori detti valori economici (V1, V2, V3, ecc.) necessari per poter calcolare l'importo del compenso da porre a base di gara, è ovvio quindi che dovremo fare riferimento (come confermato dall'art. 35 del DM 140/2012 e dall'art. 3 del DM 143/2013) al preventivo di progetto, al mercato e/o alla comparazione con opere o lavori simili già eseguiti, o ancora (aggiungerei a titolo personale) all'esperienza e conoscenza (= competenza) del singolo tecnico.
II° CONCETTO (parametro base da applicare al costo delle singole categorie, definito parametro "P")
In maniera molto, ma molto semplicistica (che andremo nei successivi passi a perfezionare e complicare) potremmo dire che il compenso totale che spetta al professionista (CP) non è altro che una percentuale del valore complessivo dell'opera, determinato però come somma delle percentuali applicate agli importi delle singole opere "elementari" costituenti l'opera nel suo complesso: ossia al valore economico di ogni ID_OPERE in cui abbiamo suddiviso la nostra opera complessiva (nell'esempio: V1, V2, V3, V4, V5) applicheremo una ben determinata percentuale che chiameremo "Pi" ed i compensi parziali che otterremo li sommeremo per individuare il compenso complessivo da riconoscere al professionista.
Nel nostro esempio quindi, applicheremo agli importi V1, V2, V3, V4 e V5 le percentuali P1, P2, P3, P4 e P5: il compenso complessivo al professionista (CP) sarà determinato dalla somma dei risultati parziali così ottenuti:
CP = ∑i Vi x Pi = (V1 x P1) + (V2 x P2) + (V3 x P3) + (V4 x P4) + (V5 x P5)
La generica percentuale "Pi" la chiameremo "parametro base", perchè così la definisce il DM 143/2013.
Il valore del generico parametro base "P" viene trovato mediante l'applicazione della seguente formula imposta dal DM 143/2013 :
Notiamo che essendo "V" al denominatore ed inoltre elevato a potenza (minore di 1), il risultato non sarà lineare e di conseguenza (come ci saremmo dovuti aspettare) all'aumentare dell'importo delle singole destinazioni funzionali "Vi", diminuisce la percentuale da riconoscere al professionista in maniera non lineare (cioè non proporzionale).
Facciamo un altro e diverso esempio per chiarire le idee:
supponiamo di aver suddiviso l'opera in quattro parti elementari (avremo trovato cioè quattro ID_OPERE diverse) e fissiamo i seguenti importi economici per le componenti "Vi":
V1 = € 200.000,00; V2 = € 80.000,00; V3 = € 70.000,00; V4 = € 50.000,00
determiniamo adesso i corrispondenti parametri "P" e riportiamoli in un grafico, avremo:
come possiamo osservare nel grafico, all'aumentare degli importi delle componenti dell'opera (valori posti sulle ascisse), la relativa percentuale (posta sulle ordinate) che determina il corrispettivo da riconoscere al professionista, diminuisce in maniera non proporzionale, o che è lo stesso, ma da un altro punto di vista, al diminuire dell'importo dei lavori da realizzare, la percentuale che spetta al professionista aumenta sempre più velocemente.
Ricordiamo comunque che in base all'art. 3 c. 5 del D.M. 143/2013 "Per importi delle singole categorie componenti l'opera inferiori a € 25.000,00 il parametro "P" non può superare il valore del parametro "P" corrispondente a tale importo" e che pertanto per valori Vi < € 25.000,00, bisognerà sempre e comunque assumere "P" non maggiore di P = 20,411%.
III° CONCETTO (complessità della prestazione, definita parametro "G")
Le novità maggiori del D.M. 143/2013 rispetto a quanto precedentemente previsto dal D.M. 140/2012, riguardano proprio la determinazione del parametro "G".
Facciamo un passo avanti e consideriamo una qualsiasi componente dell'opera, ad esempio nella destinazione funzionale degli "impianti meccanici a fluido a servizio delle costruzioni" soffermiamoci sulla componente: "impianto di riscaldamento" (appartenente alla ID_OPERE IA.02): la realizzazione di tale impianto ha una sua specifica difficoltà; per tenere conto di tale difficoltà introduciamo un ulteriore parametro che chiameremo "G".
Ebbene per ogni "Categoria" > "Destinazione funzionale" > "ID_OPERE" costituente l'opera nel suo complesso, il DM 143/2013 stabilisce un preciso ed unico valore del parametro "G" da applicare ai compensi parziali che avevamo già determinato.
Per capire come usare tale parametro, consideriamo nell'esempio iniziale il compenso parziale (CP) riferito alla categoria "impianti", destinazione funzionale dell'opera "impianti meccanici a fluido a servizio delle costruzioni" e ID_OPERE "IA.01" ("impianto idraulico, impianto fognatura, impianto a gas"), ossia:
CP(4) = V4 x P4 = € 80.000,00 x 13,93% = € 11.144,00
per tenere conto del grado di complessità di tali impianti dobbiamo moltiplicare il suddetto compenso per il grado di complessità "G" fissato nella tavola Z-1 del DM 143/2013 e pari a 0,75, ottenendo così il nuovo compenso parziale pari a:
CP(4) = V4 x G4 x P4 = 80.000,00 x 0,75 x 13,93% = € 8.358,00.
Estendendo tale ragionamento a tutte le "categorie" e "destinazioni funzionali dell'opera" e "ID_OPERE", si otterrà il seguente compenso parziale complessivo da riconoscere al professionista:
CP = ∑i Vi x Gi x Pi = (V1 x G1 x P1) + (V2 x G2 x P2) + (V3 x G3 x P3) + (V4 x G4 x P4) + (V5 x G5 x P5)
IV° CONCETTO (specificità della prestazione, definita parametro "Q")
Negli esempi presi in considerazione fino ad ora, abbiamo sempre fatto riferimento alla progettazione di una scuola in maniera molto generica: non abbiamo mai precisato se stavamo considerando la progettazione preliminare, definitiva o esecutiva; inoltre il professionista potrebbe essere chiamato a svolgere molti più compiti di quelli presi in considerazione negli esempi precedenti, come ad esempio la direzione lavori, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, ecc.
Naturalmente il compenso dovrà tener conto e dipendere da quante e quali prestazioni il professionista sarà chiamato ad effettuare.
Sulla base di tali considerazioni, sorge spontanea una domanda: "ma allora, i compensi che abbiamo trovato in precedenza, come ad esempio l'ultimo valore determinato pari a V4 x G4 x P4 = € 8.358,00 a cosa corrisponde? Considerato che il suddetto compenso era riferito alla destinazione funzionale dell'opera "impianti meccanici a fluido" e "ID_OPERE" IA.01, è forse l'importo di € 8.358,00 il compenso che spetterebbe al professionista qualora rispetto a tali impianti svolgesse tutti gli incarichi possibili nessuno escluso (consulenza e studio di fattibilità, prog. preliminare, definitiva ed esecutiva, D.L., contabilità, coordinatore sicurezza, accatastamento, ecc. ecc.), previsti dal DM 143/0/2013? E' plausibile pensare che nel caso in cui il professionista svolga invece solo alcuni di tali incarichi allora il corrispettivo diminuisca e corrisponda solo ad una percentuale del suddetto importo di € 8.358,00?"
Se la domanda è chiara, la risposta non lo sarà altrettanto: " NO, non è esattamente così, ma ci siamo vicini. "
Il compenso di € 8.358,00 potremmo considerarlo come un VALORE FORFETTARIO DI BASE che può ancora aumentare o diminuire a seconda del numero e del tipo di incarichi che dovrà svolgere il professionista.
Per ogni singola prestazione verrà calcolato il relativo corrispettivo che corrisponderà ad una aliquota di detto importo, attraverso l'applicazione di un nuovo parametro "Q" ( che chiamiamo "specificità della prestazione"), ma la somma di tutte queste aliquote potrebbe determinare un importo maggiore dell'importo forfettario di base sopra calcolato e pari ad € 8.358,00.
Ad esempio, se per gli "impianti meccanici a fluido" ID_OPERE "IA.01" il professionista dovrà redigere solo la prestazione "schema di contratto, capitolato speciale d'appalto, cronoprogramma" relativo alla sola fase della "progettazione esecutiva", gli toccherà un valore del parametro Q = 0,020 (prestazione Qb.III.04 della Tavola Z-2) e di conseguenza un compenso finale pari a:
CP(4) = V4 x G4 x Q4 x P4 = 80.000,00 x 0,75 x 0,20 x 13,93% = € 1.671,60
I valori del parametrio "Q" sono stabiliti per ogni singola prestazione e per ogni categoria (es. "edilizia", "strutture", "impianti") nella tavola Z-2 allegata al DM 143/2013.
Supponiamo invece di volere affidare al professionista (sempre con riferimento ai suddetti impianti) molte più prestazioni professionali, che riguardano le fasi relative allo studio di fattibilità, alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, all'esecuzione dei lavori ed al collaudo.
Ad ogni singola prestazione corrisponderà sulla tavola Z-2 un ben determinato valore di "Q"; per calcolare il corrispettivo finale che compete al professionista potremo allora sommare tutti i valori di "Q" corrispondenti ciascuno alle diverse singole prestazioni, e moltiplicare il risultato così ottenuto per il "valore forfettario di base": si noti che così facendo potrebbe verificarsi una situazione nella quale la somma di tutti i valori di "Q" da considerare è superiore al valore 1, e di conseguenza il valore del corrispettivo finale sarà anch'esso maggiore del valore forfettario di base.
Nella tabella che segue sono riportate tutte le prestazioni richieste al professionista riguardo la destinazione funzionale degli impianti meccanici a fluido, e nell'ultima colonna sono indicati i relativi valori assunti dal parametro "Q" desunti dalla tavola Z-2:
Calcoliamo quindi il corrispettivo finale da riconoscere al professionista ( o meglio: da porre a base di gara) per l'affidamento di tutte le prestazioni indicate nella tabella soprastante:
Compenso con DM 143/2013 : CP(4) = V4 x G4 x Q4 x P4 = € 80.000,00 x 0,75 x 1,65 x 13,93% = € 13.797,70
Giusto per evidenziare la differenza dei valori dei parametri introdotti dal DM 143/2013 rispetto a quelli precedenti del DM 140/2012, si consideri che per le stesse opere e prestazioni sopra considerate, con il DM 140/2012 avremmo ottenuto un valore del parametro ΣQi = 1,82, mentre per il parametro G si sarebbe dovuto scegliere un valore in un range compreso tra 0,8 ed 1,1 (consideriamo ragionevolmente G=1), con un conseguente aumento del compenso da porre a base di gara:
Compenso con DM 140/2012 : CP(4) = V4 x G4 x Q4 x P4 = € 80.000,00 x 1,00 x 1,82 x 13,93% = € 20.282,08
In conclusione, per determinare il compenso complessivo (CP) da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura e all'ingegneria, dovremo sommare tutti i corrispettivi parziali calcolati come sopra illustrato, relativi alle "destinazioni funzionali di cui si compone l'opera", ottenendo così il seguente importo finale:
CP = ∑i Vi x Gi x Qi x Pi
Vale la pena infine di spendere ancora qualche parola riguardo l'utilizzo della tavola Z-2 relativa alla definizione dei valori del parametro "Q" :
La tavola Z-2 denominata "Prestazioni e parametri Q di incidenza" è suddivisa nelle seguenti sezioni in cui si articolano tutte le prestazioni:
1) Pianificazione e Programmazione;
2) Attività propedeutica alla progettazione;
3) Progettazione preliminare;
4) Progettazione definitiva;
5) Progettazione esecutiva;
6) Esecuzione dei lavori;
7) Verifiche e collaudi;
8) Monitoraggi;
ciò che qui si vuole evidenziare, è che molti incarichi che noi tecnici eravamo abituati a trattare come autonomi e ben individuati, come ad esempio l'incarico per il coordinamento della sicurezza (sia in fase di progettazione che di esecuzione) o la redazione dell'attestazione di certificazione energetica, nel DM 143/2013 sono stati suddivisi in più parti ed ognuna di esse è stata considerata come "singola prestazione" in una o più delle 8 "sezioni" di cui si compone la tavola Z-2, ed è quindi la somma di queste singole prestazioni elementari, afferenti ad un determinato incarico che ci restituisce lo stesso nella sua "interezza".
Tutto sarà più chiaro con un esempio pratico da seguire passo passo.
Ci proponiamo di calcolare il compenso da porre a base di gara per l'incarico di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione di una scuola materna.
Supponiamo di aver redatto il "Documento Preliminare alla Progettazione" e di aver stimato i seguenti valori (stessi dati di quelli utilizzati nella trattazione teorica del paragrafo precedente):
Importo complessivo dell'opera V = € 790.000,00
Il compenso CP sarà determinato dalla formula:
CP = (V1 x G1 x Q1 x P1) + (V2 x G2 x Q2 x P2) + (V3 x G3 x Q3 x P3) + (V4 x G4 x Q4 x P4) + (V5 x G5 x Q5 x P5)
Ricaviamo i valori del parametro G dalla tavola Z-1 ed i valori del parametro P dalla formula :
8,743%
12,297%
13,934%
13,430%
I valori del parametro Q si ricavano invece dalla Tavola Z-2, in corrispondenza delle categorie e delle prestazioni richieste (estratto dalla Tavola Z-2):
Qb.I.16
Qb.II.23
ricordando ora la tabella iniziale di stima dell'opera, dove venivano riportate le categorie ed i relativi importi, avremo:
CP = (V1 x G1 x Q1 x P1) + (V2 x G2 x Q2 x P2) + (V3 x G3 x Q3 x P3) + (V4 x G4 x Q4 x P4) + (V5 x G5 x Q5 x P5) = € 29.804,40
Essendo l'importo dell'opera da realizzare minore di € 1.000.000,00 in base all'art. 5 del DM 143/2013, l'aliquota non può essere superiore al 25% del compenso, pertanto:
Importo Spese = 25% di € 29.804,40 = € 7.451,10
CP = € 29.804,40 + € 7.451,10 = € 37.255,50
Si noti che applicando il programma gratuito messo a disposizione dal CNAPPC e CNI in collaborazione con Blumatica, al quale è possibile accedere dal successivo paragrafo, si arriva a determinare un compenso di € 37.256,30, sostanzialmente identico a quello sopra ricavato mediante il procedimento testè illustrato.
Utilizzare un programma automatico per il calcolo del compenso professionale è inevitabile, ma pensare di utilizzarlo senza aver capito la procedura stabilita dal DM 17 Giugno 2016, è ... improbabile.
D.M. 17 giugno 2016 (con tavole Z-1 e Z-2 allegate)
LINK AL SITO PER IL DOWNLOAD GRATUITO DEL
PROGRAMMA DI CALCOLO DEL COMPENSO PROFESSIONALE
(programma messo a disposizione dal CNAPPC e
CNI in collaborazione con l'azienda BLUMATICA)