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Timestamp: 2020-06-02 00:12:11+00:00
Document Index: 37834737

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 2909', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 7264 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7264 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 22/03/2017, (ud. 18/01/2017, dep.22/03/2017), n. 7264
sul ricorso 7587-2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 58/2011 della COMM. TRIB. REG. della PUGLIA
SEZ. DIST. di LECCE, depositata il 10/03/2011;
18/01/2017 dal Consigliere Dott. TRICOMI LAURA;
RENZIS LUISA che ha concluso per l’inammissibilità in subordine
1. La Commissione Tributaria Regionale della Puglia, sezione distaccata di Lecce, con la sentenza in epigafe indicata, ha confermato la prima decisione che aveva accolto l’impugnazione proposta dalla società MONTECO SRL avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) con il quale era stato rideterminato un maggior reddito imponibile, calcolando maggiore IRPEG e ILOR per l’anno di imposta 1997. La ripresa trovava la sua ragione nella differenza di valore ottenuta tra l’ammontare del prezzo del servizio normalmente praticato dalla società ai suoi clienti e quello accordato alla società SO.GE.A. SRL.
2. Secondo la Commissione, riscontrato che la controversia riguardava la medesima questione decisa per l’annualità 1999 dalla sentenza della CTP di Lecce (RG n. 1360/2004) in data 14.05.2004, passata in giudicato, riteneva che tale giudicato facesse stato anche nella presente controversia, trattandosi, testualmente “in sostanza dello stesso accertamento”. Pronunciandosi, comunque, anche nel merito, affermava che la condotta societaria non era censurabile in quanto la scelta di applicare tariffe differenziate tra i vari clienti rientrava nella autonomia riservata alle scelte aziendali.
3. L’Agenzia ricorre per cassazione su un motivo, al quale la società replica con controricorso e memoria ex art. 378 c.p.c..
1.2. Con l’unico motivo la ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 2909 c.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3).
Sostiene la ricorrente che la CTR ha errato nel ritenere intervenuta la preclusione del giudicato e, richiamata la giurisprudenza di legittimità (Cass. SU n. 14294/2007, etc.) ha rimarcato che nel caso di specie gli atti impositivi concernevano anni di imposta diversi fondati sul valore probatorio degli elementi acquisiti in relazione ai diversi periodi e posti a fondamento dei singoli accertamenti.
1.3. Il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza in quanto la critica avverso la decisione impugnata non è accompagnata dalla trascrizione dell’avviso di accertamento o degli atti processuali in base ai quali riscontrare la fondatezza della prospettazione di parte utilizzata per contestare la ricorrenza del giudicato.
1.4. Il motivo è altresì inammissibile perchè privo di decisività. La statuizione si fonda su due autonome rationes decidendi e la seconda, concernente il merito della controversia ed i criteri di determinazione del prezzo del servizio, non risulta censurata di guisa che l’eventuale accoglimento dell’unico motivo di ricorso non sarebbe idoneo a caducare la decisione.
2. In conclusione il ricorso va dichiarato inammissibile, con condanna alle spese della ricorrente nella misura liquidata in dispositivo.
– condanna l’Agenzia delle entrate alla refusione delle spese del giudizio di legittimità, che liquida nel compenso di Euro 6.000,00=, oltre spese forfettarie al 15%, IVA e Cassa ed accessori di legge.