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Timestamp: 2019-08-18 14:45:53+00:00
Document Index: 48301746

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 61', 'art. 12', 'art. 134', 'sentenza ', 'art. 1']

Riccardo Calantropio | lo scommettitore
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Autore: Riccardo Calantropio
3 luglio 2019 Riccardo Calantropio Senza categoria
Scommesse, Tribunale di Vibo Valentia assolve titolare di un ctd collegato a bookmaker senza concessione e privo della licenza di Pubblica Sicurezza
Il Tribunale di Vibo Valentia ha assolto un 62enne di Zungri, accusato del reato di esercizio abusivo di attività di trasmissione dati per via telematica di scommesse sportive. L’uomo gestiva un centro collegato con un bookmaker maltese in assenza di concessione italiana e non aveva mai chiesto la licenza di pubblica sicurezza. La difesa ha posto l’accento sul contrasto delle norme nazionali in tema di raccolta di scommesse con i principi comunitari inderogabili e sull’applicazione in tal senso delle numerose sentenze di legittimità e di merito dei tribunali e della Corte di cassazione orientate verso l’assoluzione degli imputati soggetti al libero esercizio di attività e scommesse che non abbiano avuto la prescritta autorizzazione. Il Tribunale ha disposto anche il dissequestro di tutto il materiale informatico presente nel locale. cdn/AGIMEG
1 luglio 2019 Riccardo Calantropio Senza categoria
1 Luglio 2019 – 16:21
Cassazione: condannato per appropriazione indebita il Ctd che trattiene i proventi spettanti al bookmaker estero Stanleybet
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del titolare di una ‘ricevitoria’ collegata al concessionario Stanleybet riconosciuto responsabile del delitto di appropriazione indebita continuata e pluriaggravata (dall’abuso della prestazione d’opera e dall’aver cagionato alla persona offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità) in danno della società di diritto maltese Stanleybet Malta Ltd e, di conseguenza, lo aveva condannato alla pena di mesi 9 di reclusione ed Euro 800 di multa, con il beneficio della sospensione condizionale, oltre al pagamento delle spese processuali. L’esercente era stato inoltre condannata a risarcire il danno patito dalla costituita parte civile ed a rifonderne le spese di costituzione e di assistenza.
“Il capo di imputazione dava conto, con chiarezza, dell’esistenza, tra le parti, di un contratto di ricevitoria, riconducibile alla categoria dei contratti dì prestazione d’opera; come chiarito da questa stessa Sezione in una fattispecie del tutto analoga, “trattasi di caratteristiche che senz’altro connotano i rapporti intercorrenti tra la società di scommesse sportive Stanleybet e l’imputato, che con la predetta aveva stipulato un contratto – all’evidenza fiduciario – di ricevitoria, in forza del quale era stato autorizzato a gestire per conto della predetta società un’agenzia per la raccolta di scommesse sportive, assumendo gli obblighi di trasmettere alla dante causa le puntate versate dai clienti, di ricevere e trattenere a titolo di deposito la totalità delle vincite e di trasmettere senza indugio il saldo dovuto secondo il conteggio settimanalmente ricevuto (così la sentenza di primo grado ricostruisce gli obblighi contrattuali dell’imputato nei confronti della Stanleybet)” avendo perciò potuto concludere nel senso che “il contratto di ricevitoria, in virtù del quale una società abbia concesso ad un soggetto la licenza per gestire un’agenzia per la raccolta di scommesse sportive, comporta l’insorgere tra le parti di “relazioni di prestazione d’opera” che possono integrare la circostanza aggravante di cui all’art. 61, comma 1, n. 11 cod. pen.” (cfr., Cass. Pen., 2, 2.3.2018 n. 25.912, Ortolani). 1.3 Ed allora, sussistendo la contestata aggravante che, all’epoca, rendeva l’azione penale procedibile di ufficio, occorre far riferimento alla disciplina transitoria di cui all’art. 12 del D. Lg.vo 36 del 2018 e, dunque, limitarsi in realtà a prendere atto che la querela (indipendentemente dal rispetto del termine di cui all’art. 134 cod. pen.) era stata comunque proposta; il che, evidentemente, esclude la necessità di rimettere la persona offesa in termini per provvedere in tal senso”, si legge nella pronuncia.
“Dalla corretta risoluzione del problema relativo all’esistenza del rapporto intercorrente tra il XXXX e Stanleybet Malta Ltd come delineato nelle sentenze di merito, discende quella della configurabilità del delitto di appropriazione indebita nella condotta di chi, come nel caso di specie, abbia trattenuto somme che, proprio in virtù di tale rapporto, avrebbero dovuto essere riversate alla società preponente e che, invece, abbia trattenuto vantando un diritto al pagamento di spettanze in suo favore. È pacifico ed incontroverso, infatti, nella giurisprudenza di questa Corte, che nel reato di appropriazione indebita non opera il principio della compensazione con credito preesistente, allorché si tratti – come nel caso di specie in cui la stessa difesa non è stata in grado di precisare alcunché in tal senso – di crediti non certi, né liquidi ed esigibili (cfr., Cass. Pen., 2, 4.12.2013 n. 293, Silvano; Cass. Pen., 2, 9.1.2009 n. 6.080, Odarda; Cass. Pen., 2, 7.11.2007 n. 45.992, Cravosio). La consapevolezza dell’altruità della somme trattenute, pur in presenza di una pretesa da far valere nei confronti del preponente, integra infine l’elemento soggettivo del delitto in esame consistente, per l’appunto, nella nella coscienza e volontà di appropriarsi del denaro o della cosa mobile altrui, posseduta a qualsiasi titolo, sapendo di agire senza averne diritto, ed allo scopo di trarre per sé o per altri una qualsiasi illegittima utilità (cfr., Cass. Pen., 2, 27.3.2012 n. 27.023, Schennbri).
12 giugno 2019 Riccardo Calantropio Senza categoria
Giugno 11, 2019 da GiocoNews Scritto da Ac
Importante decreto di archiviazione del Tribunale di Catania per una causa contro un gestore Stanleybet
7 giugno 2019 7 giugno 2019 Riccardo Calantropio Senza categoria
Cliccando nel LINK sotto, il decreto del Tribunale in PDF.
https://www.stanleybetcorporate.com/wp-content/uploads/2019/06/Tribunale-Catania-Decreto-di-Archiviazione-27-04-2019.pdf?fbclid=IwAR16luJB4hveY-bg2UL4slRqhGbdzrl2QeVx4fOk_-BPP1uQ2ai2_9z-aHo
Scommesse sportive: in dirittura di arrivo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale di riforma. Si parte con il cash out
6 giugno 2019 Riccardo Calantropio Senza categoria
Ci vorrà ancora un po’ di attesa per vedere pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto con il quale si riforma il regolamento delle scommesse sportive, Decreto che a febbraio aveva avuto il via libera dal MEF. In queste ore erano infatti circolate voci di una pubblicazione del Decreto in G.U. in tempi brevissimi. Secondo quanto appreso invece da Agimeg da fonti istituzionali, il Decreto sarà tra qualche giorno al Ministero della Giustizia e prenderà quindi la strada per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’Iter dovrebbe comunque concludersi entro poco tempo. La riforma del regolamento delle scommesse sportive, porterà novità molto attese. Insieme all’errore materiale, che darà la possibilità all’operatore di non pagare scommesse vincenti (nel caso di evento singolo) o pagare senza la quota incriminata (nel caso di scommesse multiple vincenti) derivanti da quote palesemente sbagliate ed all’handicap asiatico, arriva anche il molto atteso cash out. Secondo quanto appreso da Agimeg da fonti istituzionali, la nuova modalità di scommessa sarà la prima a vedere la luce. Per il cash out (in pratica viene data la possibilità ai bookmaker italiani di pagare una scommessa ai giocatori, o di rinegoziarla, prima che l’evento sia terminato. Il giocatore ha così la certezza che qualunque cosa capiti prima della fine dell’evento, incasserà una buona parte delle vincita iniziale anche con la quota ridotta) previsto un periodo di collaudo prima dell’entrata a regime. Ogni modifica al regolamento sarà ovviamente messa in pratica con le modalità previste dal relativo Decreto Attuativo. lp/AGIMEG
Scommesse. Commissione Tributaria: l’imposta unica è sempre dovuta, anche in assenza di concessione, ma solo per gli anni a partire dal 2011.
6 Giugno 2019 – 17:23
L’imposta unica sulle scommesse è dovuta in ogni caso, anche quando l’operatore non è un concessionario autorizzato, ma solo per gli anni a partire dal 2011. E’ quanto ribadisce la Commissione Tributaria del Lazio.
È dovuta l’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse anche sulle scommesseaccettate nel territorio italiano di qualunque tipo relative a qualunque evento anche se svolte all’estero ed ancorché la raccolta del gioco, compresa quella a distanza, avvenga in assenza della concessione rilasciata dal MEF. E’ quanto ribadisce la Commissione Tributaria Regionale del Lazio con una sentenza. ”
Il soggetto d’imposta è chiunque gestisca con qualunque mezzo, anche telematico, per conto proprio o di terzi, anche ubicati all’estero, concorsi pronostici o scommesse di qualsiasi genere.
Normativa la cui legittimità costituzionale è stata affermata dalla Corte Costituzionale con sentenza 27/2018 con la quale è stato precisato che, in mancanza di una regolazione degli effetti transitori ed in considerazione della portata interpretativa dell’art. 1 co. 66 lett. b) legge 220/2010, tale disposizione è destinata ad applicarsi anche ai rapporti negoziali perfezionati prima della sua entrata in vigore, osservando tuttavia come, per i rapporti sorti antecedentemente all’entrata in vigore della norma interpretativa, non possa aver luogo la traslazione dell’imposta dal ricevitore al bookmaker giacché l’entità delle commissioni pattuite si era già cristallizzata sulla base del regime normativo precedente all’entrata in vigore della l. 220/2010, confermando l’assoggettamento all’imposta unica sulle scommesse sia del ricevitore italiano sia del bookmaker estero privo di concessione solo per gli anni d’imposta a partire dal 2011.