Source: http://guidacondominio.eu/show_article.php?id=113
Timestamp: 2018-11-18 16:29:57+00:00
Document Index: 133953345

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art. 2051', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 2051', 'art. 155', 'art. 166', 'art. 163', 'sentenza ']

Con il primo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell'art. 2697, comma 1, c.c. in relazione all'art. 2051 c.c. e agli artt. 115, comma 1, 116, 163, comma 3, n. 5, c.p.c., nonche' il vizio di motivazione per avere la corte di merito accolto la domanda attorea pur in assenza di prova, in entrambi i gradi di giudizio, delle continue infiltrazioni e dei continui allagamenti esistenti nella cantina di loro proprieta', come emergeva dalla stessa consulenza tecnica di ufficio, di cui il giudice del gravame avrebbe estrapolato alcune frasi per basare il suo convincimento. Conclude il motivo il seguente quesito: "Dica la Suprema Corte di Cassazione se vi e' stata violazione o falsa applicazione della norma di diritto ex art. 360, comma 1, n. 3 s/o insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo del giudizio ex art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. in relazione: a) al violato art. 2697, comma 1, c.c., disapplicato dalla Corte di appello per omesso onere della prova da parte degli attori - appellanti M-C in entrambi i gradi del giudizio di merito; b) al violato art. 2051 c.c., erroneamente applicato dalla Corte di appello, nonostante l'inesistenza del "danno cagionato" alle cose in custodia e nonostante gli eseguiti interventi del condominio nel corso del 1999; c) al violato art. 155, comma 1, c.p.c. per avere la Corte di appello fondato la sua decisione su prove inesistenti e mai proposte dagli attori; d) al violato art. 166 c.p.c. per avere la Corte di appello valutato senza alcun prudente apprezzamento la consulenza tecnica d'ufficio; e) al violato art. 163, comma 3, n. 5 c.p.c. per avere la Corte di appello pronunciato la sentenza appellata stante l'omessa specifica indicazione dei mezzi di prova e l'omessa produzione documentale da parte degli attori appellanti".
Nel primo caso la consulenza presuppone l'avvenuto espletamento dei mezzi di prova e ha per oggetto la valutazione di fatti i cui elementi sono gia' stati completamente provati dalle parti; nel secondo caso la consulenza puo' costituire essa stessa fonte oggettiva di prova (cfr Cass. 1 ottobre 1999 n. 10871; Cass. 31 marzo 1990 n. 2629; Cass. 4 aprile 1989 n. 1620; Cass. 19 aprile 1988 n.3064).
Per consolidato orientamento di questa corte la denuncia di vizi di attivita' del giudice non tutela l'interesse all'astratta regolarita' dell'attivita' giudiziaria, ma garantisce soltanto l'eliminazione del pregiudizio concretamente subito dal diritto di difesa della parte in dipendenza della denunciata violazione. Sicche', non potendosi configurare un generico ed astratto diritto alla regolarita' del processo fine a se stesso, e' inammissibile l'impugnazione con la quale si lamenti un mero vizio del processo, senza prospettare a fondamento dell'impugnazione stessa le ragioni per le quali tale violazione abbia comportato l'ingiustizia del processo stesso, causata dall'impossibilita' di difendersi a tutela di quei diritti o di quelle posizioni giuridicamente protette (cfr Cass. 19 agosto 2003 n.12122).