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Timestamp: 2020-07-11 21:10:02+00:00
Document Index: 33079718

Matched Legal Cases: ['art.18', 'art.18', 'art.18', 'art. 18', 'art.18', 'art. 62', 'art. 6']

Sospensione dei versamenti per imprese e lavoratori autonomi | ProntoProfessionista.it
2. Sospensione di versamenti tributari e contributivi di imprese e lavoratori autonomi con sede o domicilio nel territorio dello Stato
3. Circolare 9/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate e osservazioni conclusive
4. Quadro sinottico
Invero, il predetto decreto, all’art.18 (al fine di permettere alle aziende di far fronte alla crisi di liquidità causata dall’emergenza epidemiologica), ha esteso a tutte le imprese, a prescindere dall’attività economica concretamente esercitata o da limiti dei ricavi o compensi dell’esercizio precedente, la sospensione dei versamenti in autoliquidazione in scadenza nei mese di aprile e maggio 2020, relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, all’imposta sul valore aggiunto e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l'assicurazione obbligatoria, purché l’impresa abbia subito una contrazione del fatturato per oltre il 33% rispetto ai mesi di marzo e aprile relativi al periodo d’imposta 2019.
Oggetto del presente elaborato è, dunque, l’articolo 18 del suddetto DL, rubricato “Sospensione di versamenti tributari e contributivi”, che specificamente prevede:
“1. Per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta, sono sospesi, rispettivamente, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti in autoliquidazione relativi:
b) all'imposta sul valore aggiunto.
2. Per i soggetti di cui al comma 1 sono sospesi, altresì, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria.
3. Per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta, sono sospesi, rispettivamente, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti in autoliquidazione relativi:
4. Per i soggetti di cui al comma 3 sono sospesi, altresì, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria.
5. I versamenti di cui ai commi da 1 a 4 sono sospesi anche per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l'attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 31 marzo 2019. I versamenti di cui alle lettere a) dei predetti commi 1 e 3 nonché quelli di cui ai commi 2 e 4 sono altresì sospesi per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d'impresa.
6. La sospensione dei versamenti dell'imposta sul valore aggiunto si applica per i mesi di aprile e maggio 2020,a prescindere dal volume dei ricavi e dei compensi del periodo d'imposta precedente, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, che hanno subito rispettivamente una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta.
7. I versamenti sospesi ai sensi dei commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
8. Per i soggetti aventi diritto restano ferme, per il mese di aprile 2020, le disposizioni dell'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, e dell'articolo 61, commi 1 e 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, per i mesi di aprile 2020 e maggio 2020, le disposizioni dell'articolo 61, comma 5, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. La ripresa della riscossione dei versamenti sospesi resta disciplinata dall'articolo 61, commi 4 e 5, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.
9. L'INPS, l'INAIL e gli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103, comunicano all'Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno effettuato la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione obbligatoria di cui ai commi precedenti. L'Agenzia delle entrate, nei tempi consentiti dagli adempimenti informativi fiscali previsti dalla normativa vigente, comunica ai predetti enti previdenziali l'esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul fatturato e sui corrispettivi di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 6 con modalità e termini definiti con accordi di cooperazione tra le parti. Analoga procedura si applica con riferimento ai soggetti di cui all'articolo 62, comma 2, dei decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.
Enucleata la norma oggetto del presente contributo, occorre a questo punto rilevare che da un’analisi della stessa, emerge inequivocabilmente come in un momento di grave emergenza sanitaria ed economica, il Governo abbia inteso ridisegnare anche il calendario dei versamenti tributari e contributivi di imprese e lavoratori autonomi con sede o domicilio nel territorio dello Stato. Pertanto, con il presente paragrafo saranno forniti chiarimenti in merito alla sospensione dei suddetti versamenti per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione.
1. per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi uguali o inferiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 9.04.2020, e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del precedente periodo d'imposta;
2. nonché per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 9.04.2020,e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d'imposta;
3. e ancora per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l'attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 31.03.2019 (quindi, a prescindere dalla riduzione del fatturato o dei corrispettivi);
• dei versamenti in autoliquidazione relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (artt. 23 e 24 Dpr 600/1973), alle trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d'imposta;
• dei versamenti in autoliquidazione dell'Iva;
• dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria sul lavoro dipendente.
Inoltre, ai sensi del co.5 dell’art.18 cit., sono stati, altresì, sospesi per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d'impresa, i versamenti delle ritenute alla fonte e dei contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Sul punto, l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare 9/E/2020 del 13 aprile scorso ha precisato che non è stata prevista la sospensione dell’Iva in quanto potenzialmente questi enti ne sono esclusi, ma potrebbero essere debitori di imposta con riferimento agli acquisiti intracomunitari. Nell’ipotesi, invece, di eventuale attività commerciale (non prevalente) esercitata dai suddetti enti, la Circolare ha rinviato ai parametri dettati per le imprese dai commi 1 e 3 dell’art.18 cit..
Una speciale disciplina è stata, invece, prevista dal co. 6 dell’art. 18 per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, per i quali è stata stabilita, a prescindere dall’entità dei ricavi o compensi del periodo d’imposta precedente, la sospensione dei versamenti IVA, per i mesi di aprile e maggio 2020, alla sola condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto precedente periodo d’imposta 2019.
Tanto chiarito, in merito alla ripresa della riscossione, è di fondamentale importanza rilevare che, ai sensi del co.7 dell’art.18 cit., i versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 30.06.2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020 e che, inoltre, non si farà luogo al rimborso di quanto già versato.
Analogamente, per le federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, resta ferma la sospensione fino al 31 maggio 2020, con ripresa dei versamenti entro il 30 giugno o mediante rateizzazione in cinque rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.
E ancora, occorre rilevare che il co.9 del citato articolo prevede, invece, ai fini della verifica del rispetto del requisito della diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, forme di cooperazione tra l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, l’Inail e gli altri enti previdenziali e assistenziali. Più specificamente, l'Inps, l'Inail e gli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza dovranno comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno effettuato la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione obbligatoria. L'Agenzia delle Entrate, a questo punto, comunicherà ai predetti enti previdenziali l'esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul fatturato e sui corrispettivi con modalità e termini definiti con accordi di cooperazione tra le parti. Analoga procedura si applicherà con riferimento ai soggetti di cui all'art. 62, c. 2 D.L. 18/2020 (soggetti con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro).
o del mese di marzo 2020 rispetto al mese di marzo 2019 (relativamente ai versamenti da eseguire ad aprile 2020);
o del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019 (relativamente ai versamenti da eseguire a maggio 2020).
Alla luce di tanto, quindi, in ordine alle possibili modalità di reperimento dei dati, occorre indagare sulla nozione di “fatturato”, che deve essere intesa con le fatture emesse a fronte di operazioni effettuate ai sensi dell’art. 6 del decreto IVA e richiede una verifica di quelle emesse e registrate nei mesi di marzo e aprile 2019 e specularmente nei mesi di marzo e aprile 2020.
Di fatto, la verifica del fatturato semplifica certamente il riscontro da parte dei contribuenti, come anche la fatturazione elettronica facilita il compito per l’Agenzia delle Entrate che, per l’ultimo comma dell’articolo 18, dovrà confermare agli enti Inps e Inail l’esito dei riscontri effettuati per la legittimità della sospensione [1].
A tal proposito, si ribadisce che la stessa Agenzia delle Entrate con la citata Circolare ha chiarito che il calcolo del fatturato e dei corrispettivi relativi, rispettivamente, ai mesi di marzo e aprile del 2019 e del 2020, da confrontare al fine di verificare la riduzione percentuale disposta dall’articolo 18 del Decreto, va eseguito prendendo a riferimento le operazioni eseguite nei mesi di marzo e aprile e fatturate o certificate, e che, conseguentemente, hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di marzo 2019 (rispetto a marzo 2020) e del mese di aprile 2019 (rispetto ad aprile 2020), cui vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in detti mesi non rilevanti ai fini IVA. In sostanza, la data da prendere a riferimento è, dunque, quella di effettuazione dell'operazione che:
• per le fatture c.d. immediate e i corrispettivi, è rispettivamente la data della fattura (nel caso di fattura elettronica il campo 2.1.1.3) e la data del corrispettivo giornaliero;
• mentre per la fattura c.d. differita è la data dei DDT (documento di consegna che coincide con la effettuazione della operazione) o dei documenti equipollenti richiamati in fattura (nel caso di fattura elettronica il campo 2.1.8.2 ). Ad esempio, nel calcolo dell’ammontare del fatturato del mese di marzo 2020 e 2019, andranno escluse le fatture differite emesse nei citati mesi (entro il giorno 15) relative ad operazioni effettuate nel corso dei mesi di febbraio 2020 e 2019, mentre andranno incluse le fatture differite di marzo 2020 e 2019 emesse entro il 15 aprile 2020 e 2019.
Le imprese e i professionisti dovranno, quindi, verificare l’andamento del fatturato dei mesi di marzo e aprile 2020 in confronto agli stessi mesi dello scorso anno, per rinviare i versamenti di aprile e maggio. La riduzione del fatturato (del 33% ovvero del 50%) si farà per «competenza» e cioè in base al momento di effettuazione dell’operazione, ma tale scostamento produrrà i sui effetti sulla «cassa», e cioè nel mese in cui i tributi devono essere versati [2].
- ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato;
- imposta sul valore aggiunto. Versamenti di aprile e maggio 2020 dei contributi e premi previdenziali e assistenziali.
Esercenti attività d'impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza
Enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività non in regime d’impresa.