Source: http://www.sistriforum.com/t13029-adeguamento-volumetricoschiacciamento-e-o-triturazione-prima-del-deposito-temporaneo
Timestamp: 2019-01-22 04:48:39+00:00
Document Index: 182204256

Matched Legal Cases: ['art.208', 'art.208', 'art. 208', 'art. 208', 'art. 183', 'art. 208', 'art.208', 'art. 183', 'art. 208', 'art.208']

adeguamento volumetrico(schiacciamento e/o triturazione) prima del deposito temporaneo
Ezio il Mer Ott 03, 2018 11:26 am
Mi trovo a cavillare su questi argomenti per i quali chiedo cortesemente un vostro parere:
- esiste una definizione normativa di "adeguamento volumentrico" che indichi quali attività (schiacciamento, triturazione, ecc.) esso comprende? La domanda mi è sorta in quanto un parere della Paola Ficco (rif. "Gestire i rifiuti tra legge e tecnica", paragrafo 7.4, pagg.145÷147), sull'art.208 comma 15 del dlgs 152/06, esclude da autorizzazione gli impianti mobili "schiacciarifiuti" (presse), ma non gli impianti di triturazione;
- il citato art.208 comma 15 del dlgs152/06 esclude dalle autorizzazioni gli impianti mobili che effettuano adeguamento volumetrico. E' questo l'articolo applicabile agli impianti fissi, tipo le presse per carta/cartone o fusti metallici o trituratori di plastica, utilizzati sovente dal produttore prima del deposito temporaneo? Se tale articolo non è applicabile, quale norma esentiva può essere applicabile a tali impianti?
Ringrazio anticipatamente per un Vostro contributo.
Re: adeguamento volumetrico(schiacciamento e/o triturazione) prima del deposito temporaneo
isamonfroni il Gio Ott 04, 2018 11:06 am
Non sono sicurissima di avere capito appieno la tua domanda, però ho la sensazione che tu faccia un po' di confusione.
L'art. 208, c. 15 disciplina l'autorizzazione degli impianti di trattamento di rifiuti "mobili" ovvero quelli che si devono utilizzate per il trattamento di rifiuti in un cantiere. In bbuona sostanza significa portare l'impianto dove stanno i rifiuti invece del sistema tradizionale che prevede di portare i rifiuti dove sta l'impianto.
Questo è, per esempio, il caso di un impianto mobile di soil washing per trattare terreni in un intervento di bonifica (quando li scavi e li togli dal sito diventano rifiuti) oppure di un impianto, sempre mobile di trattamento chimico fisico ecc..
In questi casi, si deve far autorizzare la "campagna di trattamento rifiuti fuori sede" secondo le regole di cui all'art. 208, c. 15.
Perchè ho continuato a sottolineare la parola rifiuti?
Perchè le norme sulla gestione dei rifiuti si applicano a quei materiali che sono qualificati come rifiuti ai sensi di legge.
Per venire alla tua seconda domanda, se tu sei un produttore (di qualunque cosa) e produci un rifiuto rappresentato, per esempio, da imballaggi di cartone, mi pare normale, oltrechè giusto e doveroso che tu desideri schiacciarli con la pressa per ridurne il volume.
Però tieni presente che l'operazione di schiacciamento del cartone fa ancora parte del ciclo tecnologico di lavorazione che produrrà il rifiuto rappresentato dalla scatola schiacciata, e quindi la pressa non è un impianto di trattamento dei rifiuti e non richiede specifica autorizzazione
Questo rifiuto tu metterai nel tuo deposito temporaneo presso il produttore che, ex art. 183,c. 1 lettera bb, non richiede alcuna forma di autorizzazione in quanto non ricadente nelle operazioni di gestione dei rifiuti.
Ben diverso è il caso in cui le tue scatole sane sane le portassi a schiacciare dalla ditta Filibertuzzi srl esplicitamente autorizzata al trattamento di rifiuti. La Filibertuzzi srl deve essere espressamente autorizzata al trattamento ma non secondo l'art. 208, c. 15, bensì secondo il 208, c. 1 o secondo tutte le altre forme di autorizzazione (semplificate o AIA) che riguardano la gestione dei rifiuti.
Sapevatelo il Gio Ott 04, 2018 11:54 am
Giustissimo e in riferimento al trattamento di "rifiuti" su un mezzo attrezzato alla triturazione documentale (Già discusso in questo forum) a mio parere richeide lo stesso tipo di autorizzazione, in quanto, dato che il produttore intende disfarsene, sono rifiuti fin dal loro allontanamento dalla sede del cliente all'impianto posto sul mezzo. Quindi per come la vedo io il tragitto dalla sede del produttore al "camion attrezzato" richiede un formulario (dato che stiamo parlandodi rifiuti in considerazione del fatto che il produttore ha deciso di disfarsene (altrimenti non ne farebbe coriandoli)) e tanto di autorizzazione in cat 4 per il trasporto dei rifiuti non pericolosi. Lo stesso "camion attrezzato" deve essere autorizzato come impianto mobile.
Purtroppo (e dico ciò perchè c'è uno splendido articolo dove si premia tale iniziativa proprio da parte della camera di commercio), mi risulta che tale servizio sia svolto da aziende iscritte nella sola cat 2 dell'albo gestori ambientalli, le quali figurano quindi come "produttori del rifiuto" e compilano il formulario inserendosi come produttori e trasportatori, con destinazione presso un impianto autorizzat al trattamento della carta e cartone.
Detto ciò, a parte il fatto che al "cliente del servizio" non rimane nulla che possa certificare l'avvenuta distruzione (se non la fattura di acquisto del servizio), mi chiedo come sia possibile che la stessa CamCom rilasci addirittura un premio per l'iniziativa seppur non a norma.
Ezio il Gio Ott 04, 2018 1:11 pm
isamonfroni ha scritto: Non sono sicurissima di avere capito appieno la tua domanda, però ho la sensazione che tu faccia un po' di confusione.
Grazie Isa della risposta e mi scuso della mancanza di chiarezza.
La domanda era per capire quali attività di trattamento dei propri rifiuti un produttore può svolgere senza autorizzazioni e se esiste un riferimento normativo che elenchi tali tipologie di attività (es. riduzione volumetrica mediante compattazione, pressatura, triturazione, ecc.).
(Il riferimento all'art.208 c.15 ed al parere della P.Ficco, era solo quale esempio parallelo, ancorchè riferito a impianti mobili e non ad attività di un produttore con propri impianti fissi, in cui per adeguamento volumetrico escluso da autorizzazioni, viene considerato lo schiacciamento, ma non la triturazione).
isamonfroni il Gio Ott 04, 2018 3:14 pm
E allora non mi sono spiegata...
Non si possono svolgere attività di trattamento dei propri rifiuti senza autorizzazione.
I propri rifiuti si possono soltanto detenere senza autorizzazione in regime di deposito temporaneo presso il produttore ex art. 183, c. 1, lettera bb,
Se ci vuoi fare qualche trattamento sopra, tipo tritarli o schiacciarli lo devi fare PRIMA che diventino rifiuti e cioè PRIMA di metterli in deposito temporaneo e caricarli sul registro, le attività di condizionamento dei residui di lavorazione prima che vengano messi a deposito temporaneo, devono far parte del ciclo produttivo che li genera. .
1) poniamo il caso che tu svolga un'attività commerciale, tipo supermercato. Va da sè che i tuoi rifiuti saranno prevalentemente scatole e scatoloni vuoti. Il ciclo produttivo che genera questo tipo di rifiuti è il seguente: estrazione dello scatolone dal magazzino prodotti in arrivo -->trasporto in reparto--> apertura scatoloni e posizionamento prodotti su scaffale---> schiacciamento scatoloni vuoti (manuale o meccanico)---> trasporto scatoloni vuorti e schiacciati [ora sono rifiuti] al deposito temporaneo
2) poniamo il caso che nel tuo stabilimento ci sia un depuratore per i reflui industriali, il depuratore produce dei fanghi che, ogni tanto,vanno smaltiti come rifiuti. Questi fanghi sono assai umidi e vanno disidratati con sistemi meccanici (filtropresse) oppure naturali (vasche di essiccazione - ma per queste serve un sacco di spazio e clima secco e assolato). Il ciclo produttivo che genera questi rifiuti è il seguente: equalizzazione reflui--> trattamento (chimico fisico o biologico o entrambi) --> decantazione fanghi--> disidratazione fanghi (con filtropressa o per essiccazione naturale)--> trasporto dei fanghi disidratati [ora sono rifiuti] al deposito temporaneo.
Il riferimento all'art. 208, c. 15 non c'entra assolutamente nulla perchè disciplina una fattispecie affatto diversa (quella della gestione dei rifiuti presso cantieri temporanei, con dispositivi mobili).
Quindi non si possono fare arditi paralleli con la gestione ordinaria di impianti produttivi fissi. E' come sommare le mele con le pere.
Ezio il Gio Ott 04, 2018 4:30 pm
Ti eri e ti sei spiegata ed avevo ed ho capito cosa intendi.
Ti chiedo però un ulteriore atto di pazienza, facendoti tre esempi di rifiuti inseriti in cicli produttivi leggermente diversi e chiedendoti un parere:
Esempio 1) fusti metallici
La ditta A : trasporto di fusto con materia prima in reparto --> consumo prodotto contenuto nei fusti metallici --> trasporto fusti metallici vuoti nel cassone posto nell'area del deposito temporaneo;
La ditta B : trasporto di fusto con materia prima in reparto --> consumo prodotto contenuto nei fusti metallici --> schiacciamento in area apposita dei fusti metallici vuoti con pressa --> trasporto fusti metallici vuoti pressati nel cassone posto nell'area del deposito temporaneo;
Esempio 2) scarti di legno
La ditta A : taglio di pannelli di truciolare --> trasporto degli scarti di pannello truciolare nel cassone posto nell'area del deposito temporaneo;
La ditta B : taglio di pannelli di truciolare --> trasporto degli scarti di pannello truciolare ad un mulino che li macina --> trasferimento con nastro trasportatore degli scarti macinati dall'area mulino ad un cassone posto nell'area deposito temporaneo.
Esempio 3) croste di pulizia impianti di verniciatura
La ditta A : vernicia a spruzzo semilavorati e l'overflow di verniciatura si deposita in parte formando croste negli impianti e condotti di aspirazione --> periodicamente le croste secche vengono tolte dagli impianti --> le croste secche vengono trasportate in cassoni posti nell'area di deposito temporaneo;
La ditta B : vernicia a spruzzo semilavorati e l'overflow di verniciatura si deposita in parte formando croste negli impianti e condotti di aspirazione --> periodicamente le croste secche vengono tolte dagli impianti --> le croste secche vengono portate in un frantumatore per la macinazione --> trasferimento mediante nastro trasportatore delle croste macinate in big bag --> trasferimento dei big bag nell'area di deposito temporaneo.
Tutte le fasi di questi processi produttivi sono esenti da qualsiasi tipo di autorizzazione ?
Ti ringrazio e mi scuso se son stato prolisso, ma è per aver chiaro che quelle fasi di processo produttivo in più della ditta B non vengano considerate, da un qualche ispettore, una forma di trattamento da autorizzare su un rifiuto che l'ispettore stesso consideri di per sé già prodotto.
cirillo il Gio Ott 04, 2018 5:46 pm
Ezio ha scritto: Ti eri e ti sei spiegata ed avevo ed ho capito cosa intendi.
Ti chiedo però un ulteriore atto di pazienza, facendoti tre esempi di rifiuti inseriti in cicli produttivi leggermente diversi e chiedendoti un parere:...Ezio
IT38V040682740009300008253 IBAN* di isamonfroni... (scusa Isa se mi sono intromesso)
ovviamento è un numero totalmente inventato
Ezio il Gio Ott 04, 2018 7:28 pm
Cirillo, molto spiritoso! Messaggio ricevuto!
Tengo a precisare però che se ho reiterato le domande con esempi generici non è per avere una consulenza, ma solo per centrare la questione (e non parlo dell'art.208 c.15) che mi pare sia sfuggita e che, in passato, è stata anche oggetto di cause penali, quindi non di banale o immediata risoluzione.
In ogni caso la questione è stata risolta e ringrazio nuovamente per la disponibilità la dott.ssa Isa.
cirillo il Gio Ott 04, 2018 8:16 pm
Ezio, è solo una battuta, davvero solo una battuta, per un sorriso...
isamonfroni il Ven Ott 05, 2018 9:49 am