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Timestamp: 2020-06-01 03:21:58+00:00
Document Index: 23584762

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 712']

G.U. 15 giugno 2019, n. 139
e, p.c. Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie
Al Presidente dell'Unione delle province italiane
Al Presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani
Come noto, l'art. 1, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 152, attribuisce allo scrivente il compito di individuare i tempi di svolgimento delle attività antincendio boschivo nel periodo estivo che, per la prossima stagione, avranno inizio il prossimo 15 giugno e termine il 30 settembre 2019.
In vista della stagione estiva antincendio boschivo 2019, pertanto, al fine di una più efficace azione di contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia, nonché ai rischi conseguenti, ritengo doveroso condividere con le SS.LL. le considerazioni che fanno seguito alle raccomandazioni operative del 1° aprile 2019, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 5 aprile 2019, e che scaturiscono da quanto registrato in questi ultimi anni e nei mesi invernali del 2019, questi ultimi in particolare caratterizzati da un alto numero di eventi incendiari che hanno impegnato oltremodo il sistema di risposta agli incendi boschivi.
Partendo dall'analisi del clima dell'ultimo periodo, i dati sull'andamento delle temperature e delle precipitazioni evidenziano l'anomalia dei fenomeni metereologici che, nel giro di poche settimane, sono passati da situazioni di deficit idrico e temperature elevate per il periodo, a situazioni di piogge diffuse e grandinate, anche di elevata intensità, che hanno costituito fonti di pericolo sia per le infrastrutture e gli insediamenti che per l'ambiente agricolo e forestale. Tali eventi meteorologici sono manifestazioni di un contesto climatico in evoluzione, con impatti significativi sull'ambiente e sul territorio; la stessa vegetazione, al variare delle condizioni climatiche, è esposta a disturbi che, per intensità e frequenza, allo stato attuale, se non opportunamente valutati e fronteggiati, sono da considerarsi favorevoli almeno per quanto riguarda la predisposizione della stessa al passaggio del fuoco.
È noto che l'effetto dei cambiamenti climatici, a livello globale, renderà sempre più frequenti ed estremi questi fenomeni con impatti potenzialmente devastanti se il sistema, nel suo complesso, non avrà la lungimiranza di adottare strategie e misure specifiche per ridurne sia l'ulteriore evoluzione che gli impatti.
Tali considerazioni sono riferite anche ai sistemi deputati alla previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, perché è noto che l'effetto dei cambiamenti climatici impatta anche sul regime degli incendi, estendendo ad esempio i periodi di norma considerati a maggior rischio incendio, anche ad altri momenti dell'anno.
È necessario quindi che la tematica sia affrontata con una visione d'insieme atta a prevenire e mitigare gli effetti, aumentando la resilienza dell'intero sistema, attraverso l'impiego di tutte le risorse e competenze disponibili, che permetta di ottenere un adattamento ai nuovi scenari, con il coinvolgimento di tutte le strutture e componenti del sistema nazionale di protezione civile, cittadini compresi. Il fenomeno degli incendi boschivi infatti, pur avendo una matrice prettamente antropica, può essere efficacemente contrastato e mitigato con mirate politiche di prevenzione sia strutturale, da attuarsi con interventi silvicolturali e opere forestali, sia non strutturale, tra cui sono ricomprese le attività di promozione, tra i cittadini, della cultura di protezione civile e delle corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell'ambiente.
Per favorire maggiormente l'azione sinergica delle componenti regionali e statuali, impegnate nelle attività antincendio boschivo, e per fornire a tutti i livelli di responsabilità le indicazioni necessarie a predisporre tempestivamente il sistema antincendio, in vista della campagna del 2019, lo scorso 1° aprile sono state trasmesse le predette raccomandazioni operative a tutte le amministrazioni a vario titolo coinvolte nelle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, che qui si richiamano integralmente.
Tali raccomandazioni individuano puntualmente le priorità di azione delle varie componenti del sistema e, pertanto, l'auspicio è che ne sia stata data tempestiva attuazione dalle SS.LL., per quanto di rispettiva competenza, al fine di affrontare la campagna del 2019 con una risposta più efficace ed efficiente.
Per garantire un'azione sinergica e di sistema, il Dipartimento della protezione civile ed i referenti tecnici delle Amministrazioni regionali e statuali del sistema antincendio boschivo, tengono periodici incontri, anche nell'ambito dello specifico Tavolo tecnico interistituzionale sulle tematiche antincendio boschivo istituito nel 2018, mirati all'analisi delle diverse criticità e dei punti di forza dei singoli sistemi, cercando di far emergere gli elementi di miglioramento e proponendo le possibili soluzioni.
Per proseguire con tale approccio di sistema è necessario mantenere alto il livello di attenzione sul problema degli incendi boschivi e di interfaccia, affinché tutte le componenti e strutture operative, sia regionali sia statali, nell'ambito del Servizio nazionale della protezione civile apportino il loro contributo. Essendo oramai a ridosso dell'avvio della campagna antincendio boschivo, si auspica che le SS.LL. abbiano provveduto nell'approntamento del proprio sistema regionale di risposta, commisurato alla tipologia di fenomeni incendiari che si verificano sul proprio territorio, così che possano essere garantiti adeguati livelli di risposta. Per la riduzione del fenomeno, particolare importanza riveste il presidio del territorio da attuarsi attraverso squadre di avvistamento e di sorveglianza, anche in raccordo con le componenti statuali, al fine di svolgere funzione deterrente e di pronta segnalazione. Tale attività, adeguatamente commisurata alle caratteristiche del territorio e del fenomeno incendi, potrà essere supportata da adeguati strumenti previsionali del pericolo incendi, nonché dalle pronte segnalazioni ed informazioni che le Sale operative, afferenti alle diverse strutture coinvolte, riusciranno a scambiarsi. Adeguati flussi informativi tra le varie strutture sono, tra le altre cose, il primo strumento a supporto alle attività di investigazione e di ricerca degli autori degli atti incendiari condotte dalle Forze di polizia.
La pronta e qualificata segnalazione dei principi di incendio permetterà di ottimizzare la gestione delle risorse regionali disponibili per lo spegnimento, facendo si che il supporto dei mezzi della flotta antincendio di Stato, coordinata dal Dipartimento della protezione civile, su richiesta delle Sale operative unificate permanenti, sia residuale e non primario, con un impiego ai soli casi che realmente risultano essere non gestibili con le sole risorse, terrestri ed aeree, che comunque devono essere messe in campo dalle strutture regionali.
Per quanto attiene alla flotta aerea antincendio di Stato, per la prossima campagna estiva antincendio boschivo, essa sarà composta da quindici velivoli Canadair CL415, di cui due velivoli predisposti come capacità antincendio del Meccanismo unionale di protezione civile denominata rescEU-Transition che, pur se prioritariamente destinati ad un impiego nell'ambito del meccanismo europeo, potranno essere utilmente impiegati anche sul territorio italiano. A questi si aggiungeranno quattro elicotteri Erickson S64F ed ulteriori elicotteri del comparto Difesa, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dell'Arma dei carabinieri.
Come ogni anno, per ottimizzare l'impiego di tali velivoli, a supporto delle flotte aeree antincendio regionali, si ritiene necessario proseguire nello sforzo comune e sinergico ed, al riguardo, il Dipartimento della protezione civile continuerà nel monitoraggio e nella vigilanza delle situazioni emergenziali, al fine di garantire il concorso della componente aerea della flotta di Stato e di assicurare la dovuta collaborazione e ogni possibile forma di assistenza per la compiuta attuazione delle presenti raccomandazioni.
Sul sito istituzionale del Dipartimento della protezione civile sarà reso disponibile, anche quest'anno, il numero degli assetti regionali e statali dedicati alle attività antincendio boschivo e pertanto si invitano le SS.LL. a voler verificare che i propri uffici abbiano già comunicato le informazioni richieste, secondo le modalità già rappresentate dallo stesso Dipartimento.
Alla luce della disamina effettuata sul fenomeno incendiario in Italia, rivolgo infine alle SS.LL. le allegate raccomandazioni operative, parte integrante della presente comunicazione, per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia ed ai rischi conseguenti per la stagione estiva 2019, confidando vivamente nella tempestiva e puntuale attuazione delle stesse, anche con il concorso di tutte le diverse componenti istituzionali chiamate ad intervenire a diverso titolo, al fine di garantire il coordinamento della risposta organizzativa ed operativa, nel rispetto di quanto previsto dalla vigente legislazione nazionale e regionale.
Attività antincendio boschivo (AIB) per la stagione estiva 2019. Raccomandazioni per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia ed ai rischi conseguenti
Favorire un adeguato scambio di informazioni fra le strutture locali, regionali e statuali impiegate a vario titolo nelle attività AIB con quelle di protezione civile.
Utilizzare le informazioni disponibili presso i Centri funzionali decentrati per attività di previsione delle condizioni di pericolosità degli incendi boschivi e favorire, qualora non presente, la produzione di uno specifico bollettino incendi così come previsto dal decreto ministeriale 20 dicembre 2001. Allo scopo si rammenta che il Dipartimento della protezione civile ha sviluppato un proprio modello previsionale, disponibile in via continuativa e per tutti i giorni dell'anno presso i predetti Centri funzionali.
Promuovere forme di sensibilizzazione e di stimolo degli Enti e delle Società che gestiscono le infrastrutture, affinché attuino i necessari interventi di manutenzione mirati alla riduzione delle condizioni favorevoli all'innesco e alla propagazione degli incendi, indicando come prioritari gli interventi nelle fasce perimetrali delle zone antropizzate, delle infrastrutture strategiche, della rete viaria e di quella ferroviaria.
Supportare e promuovere presso le Amministrazioni comunali le attività di prevenzione non strutturale, indicando come prioritaria l'istituzione e l'aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, così come previsto dall'art. 10, comma 2 della legge n. 353 del 2000, strumento necessario per l'applicazione dei vincoli dettati dalla predetta legge.
Definire con le Prefetture - Uffici territoriali di Governo ed i comuni a maggior rischio di incendi boschivi attività di controllo del territorio da parte delle Forze di polizia, anche attraverso l'elaborazione di specifiche procedure di comunicazione tra le Sale operative al fine di attivare, in particolare nelle aree e nei periodi a maggior rischio, un efficace dispositivo deterrente delle possibili cause di innesco.
Promuovere ogni azione necessaria a potenziare ed ottimizzare l'organizzazione ed il coordinamento del personale appartenente alle Organizzazioni di volontariato, riconosciute secondo la vigente normativa, ed impiegate, ai diversi livelli territoriali, nelle attività di sorveglianza, vigilanza e presidio del territorio, nonché a supporto alle Autorità preposte per la lotta attiva, nelle aree e nei periodi di maggior rischio.
Coinvolgere le Associazioni di categoria silvo-pastorali presenti sul territorio, attraverso specifici protocolli d'intesa, con l'obiettivo di mettere a disposizione del sistema antincendio boschivo specifiche conoscenze e risorse delle stesse Associazioni.
Stabilire, ai sensi dell'art. 7, comma 6, della legge n. 353 del 2000, forme di incentivazione per il personale stagionale utilizzato, strettamente correlate ai risultati ottenuti in termini di riduzione delle aree percorse dal fuoco.
Provvedere alla revisione annuale del Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, di cui all'art. 3, comma 3, della legge n. 353 del 2000, redatto secondo le linee guida di cui al decreto ministeriale 20 dicembre 2001, evidenziando inoltre le procedure ed il modello di intervento da adottare anche in situazioni complesse che possono interessare sia le aree boscate che quelle di interfaccia e che possono richiedere l'impiego di forze facenti capo a diversi soggetti, anche rispetto a quanto stabilito dal decreto legislativo n. 177 del 2016.
Provvedere alla redazione di adeguate cartografie a supporto di tutte le fasi di intervento legate al fenomeno degli incendi boschivi, dall'individuazione delle possibili aree a maggior rischio incendio boschivo e di interfaccia, alla produzione di strati informativi quali le fonti di approvvigionamento idrico, nonché una suddivisione del territorio per tipo di vegetazione.
Assicurare il fondamentale raccordo tra il suddetto Piano regionale ed i Piani per i parchi e le riserve naturali dello Stato, predisposti dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dall'art. 8, della legge n. 353 del 2000.
Definire, con le società di gestione o gli enti interessati, un adeguato modello di intervento per le aree particolarmente sensibili agli incendi, come viabilità principale ed altre infrastrutture strategiche che, in caso di evento, possa limitare i rischi per l'incolumità pubblica e privata.
Assicurare specifiche azioni di protezione dei siti di interesse archeologico e culturale, in particolare quelli a maggiore afflusso turistico durante la stagione estiva, che spesso presentano situazioni di interfaccia urbano rurale, anche in considerazione della rilevanza e del valore del patrimonio culturale nazionale.
Sollecitare e sostenere i sindaci nella predisposizione e nell'aggiornamento dei piani comunali o intercomunali di protezione civile, anche di carattere speditivo, con particolare riferimento al rischio di incendi di interfaccia, oltreché nella definizione delle procedure di allertamento del sistema locale di protezione civile, nella mappatura del territorio secondo i diversi livelli di rischio di incendi di interfaccia e nelle attività di informazione alla popolazione. Stante la peculiarità del periodo estivo, si raccomanda altresì la promozione dell'elaborazione di specifici piani di emergenza per gli insediamenti, le infrastrutture e gli impianti turistici, anche temporanei, prossimi ad aree boscate o comunque suscettibili all'innesco.
Provvedere, ove possibile, alla definizione di specifiche intese ed accordi tra regioni e province autonome, anche limitrofe, nell'ambito delle quali trovare un'appropriata e coordinata sintesi delle iniziative volte ad assicurare una pronta ed efficace cooperazione e condivisione di uomini e mezzi, in particolare del volontariato, nonché di mezzi aerei da destinare ad attività di vigilanza e di lotta attiva agli incendi boschivi, sia in caso di eventi particolarmente intensi sia durante i periodi ritenuti a maggior rischio.
Adeguare i dispositivi regionali antincendio, di fondamentale importanza nella prima risposta e nel contenimento degli incendi boschivi e di interfaccia, al regime degli eventi che interessano il territorio regionale, modulando e potenziando opportunamente le forze di terra con quelle aeree.
Formare costantemente gli operatori antincendio boschivo a tutti i livelli, per implementare al meglio le tecniche di spegnimento ed aumentare la sicurezza degli operatori stessi.
Porre il massimo sforzo nel diversificare con mezzi ad ala rotante e ad ala fissa la flotta regionale, concetto più che mai attuale vista l'effettiva composizione della flotta aerea di Stato, sia in termini di assetti disponibili sia in termini di tipologia.
Assicurare la piena integrazione procedurale e operativa con le Amministrazioni statali, centrali e periferiche, in relazione all'impiego sia di risorse strumentali sia di conoscenze specialistiche, valutando, altresì, il ricorso ad accordi per l'utilizzo di figure professionali adeguate alle esigenze operative, ove non presenti nella struttura regionale o provinciale.
Garantire, altresì, l'indispensabile presenza di un adeguato numero di direttori/responsabili delle operazioni di spegnimento, dotati di professionalità e profilo di responsabilità tali da consentire l'ottimale coordinamento delle attività delle squadre medesime con quelle dei mezzi aerei.
Garantire un costante collegamento tra le Sale operative unificate permanenti (SOUP), di cui all'art. 7, della legge n. 353 del 2000, e le Sale operative regionali di protezione civile, laddove non già integrate, nonché il necessario e permanente raccordo con il Centro operativo aereo unificato (COAU) e la Sala situazione Italia del Dipartimento della protezione civile, ai fini, rispettivamente, della richiesta di concorso aereo e del costante aggiornamento sulla situazione a livello regionale delle emergenze derivanti dagli incendi di interfaccia. In proposito è indispensabile che il COAU abbia immediata, piena e costante visibilità dell'impiego tattico degli assetti regionali al fine di poter far intervenire le risorse strategiche aeree statali ove più necessario in ogni momento. Ciò al fine di evitare diseconomie in continui spostamenti attraverso la Penisola e di rendere più tempestivo ed efficace l'intervento.
Assicurare, così come previsto dall'art. 7 comma 3, della legge n. 353 del 2000, un adeguato assetto della propria SOUP prevedendone un'operatività di tipo continuativo nei periodi di maggior rischio di incendio boschivo, ed integrando le proprie strutture con quelle del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dei Corpi forestali regionali e/o provinciali, nonché, ove necessario, con personale delle organizzazioni di volontariato riconosciute, delle Forze armate, delle Forze di polizia e delle altre componenti e strutture operative di cui alla legge n. 225 del 1992.
Valutare la possibilità di definire gemellaggi tra regioni, e tra regioni e province autonome, per l'attività di lotta attiva agli incendi boschivi, intesi non solo come scambio di esperienze e conoscenze tra strutture ed operatori ma, soprattutto, come strumento di potenziamento del dispositivo di intervento. Il Dipartimento della protezione civile assicurerà il proprio supporto alle iniziative di gemellaggi tra le regioni che coinvolgono le organizzazioni di volontariato, nei limiti dei fondi disponibili.
Assicurare la diffusione e la puntuale attuazione delle «Disposizioni e procedure per il concorso della flotta aerea dello Stato nella lotta attiva agli incendi boschivi», emanate dal Dipartimento della protezione civile, onde garantire la prontezza, l'efficacia e la tempestività degli interventi, nonché l'impiego ottimale dei mezzi aerei rispetto alle tipologie di evento.
Provvedere alla razionalizzazione delle richieste di spegnimento indirizzate al COAU del Dipartimento della protezione civile, per situazioni di reale necessità rispetto all'attività di contrasto a terra.
Promuovere un'attività di sensibilizzazione presso gli aeroclub presenti sul territorio affinché, nell'ambito delle normali attività di volo e di addestramento, i piloti svolgano anche attività di avvistamento, segnalando prontamente eventuali principi di incendio boschivo all'Ente preposto alla gestione del traffico aereo.
Adottare tutte le misure necessarie, compresa l'attività di segnalazione all'Ente nazionale per l'aviazione civile ai sensi dell' art. 712 del Codice della navigazione, affinché impianti, costruzioni ed opere che possono costituire ostacolo per il volo degli aeromobili antincendio ed intralcio alle loro attività, siano provvisti di segnali, incrementando in tal modo la sicurezza dei voli della flotta aerea antincendio.
Ampliare per quanto possibile la disponibilità di fonti idriche idonee al prelievo di acqua da parte degli aeromobili impiegati in AIB; fornire il continuo aggiornamento delle informazioni, con particolare riferimento alla presenza, anche temporanea, di ostacoli e pericoli per la navigazione aerea ed al carico d'acqua.
Definire opportune intese con le Capitanerie di porto sia per identificare e garantire aree a ridosso delle coste idonee per il pescaggio dell'acqua a mare da parte dei mezzi aerei, tali da consentire anche la sicurezza per le attività di pesca e balneazione, sia per assicurare l'eventuale intervento da mare per il soccorso alle popolazioni qualora minacciate da incendi prossimi alla linea di costa.