Source: https://www.diritto.it/i-diritti-costituzionali-vengono-limitati-per-gestire-lemergenza-epidemiologica/
Timestamp: 2020-06-05 06:30:03+00:00
Document Index: 78857393

Matched Legal Cases: ['art.13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 19']

Limitazioni diritti costituzionali per covid-19
L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha portato alla compressione e alla limitazione dei diritti garantiti a livello costituzionale da parte del nostro ordinamento, in una prospettiva di bilanciamento con il diritto, sempre di rango costituzionale, di tutela della salute.
I diritti limitati per far fronte all’emergenza sono stati adottati nel rispetto dei principi di prevenzione, precauzione, proporzionalità ed adeguatezza.
Nell’elaborato si esaminano i diritti limitati ed i principi che hanno guidato tali compressioni.
Si legga anche:”Diritti costituzionali ai tempi del covid-19. Gerarchia e legittime limitazioni”
La limitazione della libertà personale, diritto tutelato dalla Costituzione all’art.13
L‘articolo 13 della Costituzione prevede che la libertà personale è inviolabile.
La misura che limita tale libertà adottata per far fronte all’emergenza dall’ordinamento italiano è quella della “quarantena”.
Il primo atto a prevederla è l’Ordinanza del Ministero della Salute del 21 febbraio 2020 che compie una distinzione tra quarantena con sorveglianza attiva e permanenza domiciliare fiduciaria.
L’art. 1, c. 1, dell’ordinanza prevede che le Autorità sanitarie competenti sul territorio debbano disporre la quarantena con sorveglianza attiva per quattordici giorni nei confronti di coloro che abbiano avuto contatti stretti con casi di Covid-19.
L’art. 1, c. 3, invece, prescrive la permanenza domiciliare fiduciaria (per un periodo di tempo non espressamente indicato, ma si ritiene per i medesimi quattordici giorni previsti dal comma 1) per coloro che siano rientrati dalle aree della Cina interessate dall’epidemia negli ultimi quattordici giorni.
Quanto previsto dall’ordinanza ministeriale trova una sostanziale conferma nel decreto-legge n.6 del 23 febbraio 2020.
I DPCM emanati in seguito, inoltre, contengono le disposizioni attuative del decreto legge n. 6.
La limitazione della libertà di circolazione e di soggiorno
L’emergenza epidemiologica ha portato il Governo ad adottare inoltre alcune misure restrittive della libertà di circolazione e di soggiorno, tutelata dall’art. 16 della Costituzione.
L’articolo 16 della Costituzione prevede che “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanitào di sicurezza”
Il provvedimento di maggiore rilievo, sotto il profilo generale e astratto, è il decreto-legge n. 6 del 2020, che contiene un elenco delle misure che potranno essere adottate per contenere la diffusione del contagio. Fra queste, l’art. 1, c. 2, lett. a) prevede il «divieto di allontanamento dal comune o dall’area interessata» e la successiva lettera b) prevede il «divieto di accesso al comune o all’area interessata».
Sempre nel medesimo articolo del decreto-legge, alla lettera m), si legge la possibile «limitazione all’accesso o sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, ferroviario, marittimo e nelle acque interne, su rete nazionale, nonché di trasporto pubblico locale, anche non di linea, salvo specifiche deroghe previste dai provvedimenti di cui all’art. 3». È di tutta evidenza come la limitazione dei servizi essenziali di trasporto si ripercuota sul pieno godimento della libertà di circolazione.
La limitazione della libertà di riunione
L’articolo 17 della Costituzione tutela la libertà di riunione.
Anche tale libertà è stata compressa, non direttamente ma indirettamente, nel senso che venendo limitati gli assembramenti, cioè la compresenza di persone in un medesimo luogo, ne consegue che i cittadini non possono riunirsi. In particolare, vengono limitati gli assembramenti, a prescindere dal fatto che vi sia un fine comune oppure no.
In particolare, il decreto-legge n. 6 del 23 febbraio 2020 prevede all’art. 1, c. 2, lett. c), la possibile «sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale , ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico».
La limitazione della libertà di culto
Vi sono alcune previsioni che restringono la libertà di culto, riconosciuta dall’art. 19 della
Il decreto-legge n. 6 del 2020 prevede, in via generale, che le Autorità competenti possano
adottare misure volte alla sospensione di ogni manifestazione o evento anche di carattere religioso
La limitazione del diritto alla difesa
Viene previsto un generalizzato rinvio delle udienze, su tutto il territorio nazionale, a dopo il 22 marzo 2020, con una eccezionale previsione di sospensione feriale dei termini processuali dal 9 marzo al 22 marzo. Tale termine è stato ulteriormente spostato al 15 aprile dal decreto-legge cd. Cura Italia adottato il 16 marzo 2020.
Si tratta di misure che producono effetti diretti sul diritto ad agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi, nonché sul diritto alla difesa tutelato all’articolo 24 della Costituzione.
Alle norme generali di rinvio delle udienze e di sospensioni dei termini si aggiungono norme specifiche relative ai diversi tipi di processo, che allo stesso modo comprimono i diritti costituzionalmente protetti. Con riferimento al processo amministrativo, per esempio, viene disposto che le misure cautelari vengano concesse con rito monocratico, cioè senza contraddittorio fra le parti, rinviando il confronto a dopo la scadenza del termine di sospensione.
Fino a che punto è possibile limitare l’esercizio dei diritti costituzionali?
La Costituzione nel prevedere i diritti e doveri dei cittadini ne specifica anche i limiti, operando un bilanciamento tra interessi costituzionalmente rilevanti.
Anche all’articolo 16 della Costituzione si legge che la legge può stabilire limitazioni per motivi di sanità o sicurezza.
L’articolo 32 della Costituzione prevede che la salute è “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Pertanto, bilanciando gli interessi costituzionalmente rilevanti, le amministrazioni competenti adottano le misure di contrasto all’emergenza
Principi di prevenzione, precauzione, proporzionalità ed adeguatezza sono posti alla base delle limitazioni
di Cristian Mauro 8 maggio 2020