Source: http://www.regione.sicilia.it/famiglia/Content/faq/FAQ%20Autonomie%20Locali.htm
Timestamp: 2019-01-18 22:34:52+00:00
Document Index: 44350916

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.1', 'art.3', 'art. 3', 'art.1', 'art.38', 'art.1', 'art. 2', 'art.1', 'art.7', 'art.7', 'art.66', 'art. 66', 'art.66', 'art. 109', 'art. 109', 'art.24', 'art. 24', 'art. 109', 'art. 193', 'art. 58', 'art. 109']

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FAQ RIGUARDANTI LA FORMAZIONE DEGLI ELENCHI DEGLI ESPERTI TRA I QUALI SCEGLIERE I COMPONENTI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DEI CONCORSI PUBBLICI DEGLI ENTI LOCALI
Che validità hanno gli elenchi degli esperti tra i quali scegliere i componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi banditi dagli enti locali?
L’elenco degli esperti, approvato con decreto assessoriale, ha validità triennale a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (art.3, 5° comma della l.r. n.12/1991 e D.P.Reg. n.807 del 13/09/1993).
I consiglieri comunali e provinciali possono far parte delle commissioni giudicatrici dei concorsi banditi dagli enti locali?
Sia i consiglieri comunali e provinciali che gli amministratori degli enti indicati all’art.1 della l.r. n.12/91 non possono far parte delle commissioni giudicatrici dei concorsi banditi dagli enti di appartenenza (art.3, 8° comma, l.r. n.12/91).
Si può far parte contemporaneamente di tre o più commissioni giudicatrici di concorsi?
E’ consentito far parte contemporaneamente sino a due commissioni giudicatrici (art. 3, comma 9, l.r. n.12/91).
Come vengono scelti i componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi negli enti locali?
I componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi sono scelti mediante sorteggio pubblico, a cura dell’Amministrazione competente, tra gli iscritti negli elenchi predisposti dall’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali articolati a livello regionale e provinciali e per qualifiche e profili professionali.
L’istanza d’iscrizione negli elenchi degli esperti è assoggettata all’imposta di bollo?
La risposta è affermativa. Sull’istanza va applicata una marca da bollo di € 14,62. Al riguardo si rammenta che Il Ministero delle Finanze, interpellato sul suddetto quesito, con risoluzione n.145 del 20/09/2000 ha espressamente escluso l’esenzione dal bollo delle istanze di inserimento negli elenchi degli esperti di che trattasi.
Quando scade il termine per la presentazione dell’istanza per l’inserimento negli elenchi degli esperti tra i quali scegliere i componenti delle commissioni giudicatrici nei concorsi banditi dagli enti locali?
L’istanza d’iscrizione negli elenchi degli esperti può essere presentata entro il termine di trenta giorni a decorrere dalla data di pubblicazione nella GURS dell’avviso per la formazione degli elenchi stessi (art.1 D.P.Reg. n.807 del 13/09/1993).
Quanti elenchi di esperti sono previsti?
Sono previsti elenchi regionali e tanti elenchi provinciali uno per ciascuna provincia.
Con l’istanza in quali elenchi può chiedersi l’iscrizione?
Nell’istanza va specificata l’iscrizione negli elenchi regionali e/o nell’elenco di una o più province.
Come va presentata la domanda d’iscrizione negli elenchi degli esperti?
L’istanza può essere spedita per mezzo di raccomandata postale ovvero presentata direttamente presso l’Assessorato nelle giornate di ricevimento del pubblico. Nel primo caso per l’attestazione dell’avvenuta spedizione in tempo utile farà fede il timbro e la data dell’ufficio postale accettante, nel secondo caso non è previsto il rilascio di alcuna attestazione di avvenuta presentazione dell’istanza.
La firma dell’istanza e della dichiarazione sostitutiva di certificazione e atto di notorietà dev’essere autenticata?
Ai sensi dell’art.38 del D.P.R. n.445 del 28/12/2000, o si sottoscrivere l’istanza e la dichiarazione sostitutiva in presenza del funzionario addetto a riceversi gli atti ovvero è sufficiente inviare gli atti sottoscritti allegando agli stessi un documento di riconoscimento valido del sottoscrittore.
PROBLEMATICHE RIGUARDANTI LE PROCEDURE DEI CONCORSI PUBBLICI BANDITI DAGLI ENTI LOCALI
A chi spetta accertare il possesso dei requisiti di ammissione dei partecipanti ad un pubblico concorso?
Tale accertamento rientra tra i compiti dell’Amministrazione che ha bandito il concorso.
Nei concorsi per titoli ed esami chi valuta i titoli di studio e/o di servizio dei concorrenti?
La valutazione dei titoli rientra nella competenza della commissione giudicatrice.
Qual’è il compenso spettante ai componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi?
Per la determinazione dei compensi spettanti ai componenti delle commissioni giudicatrici occorre fare riferimento al decreto dell’Assessore regionale alla Presidenza del 27 aprile 1995 pubblicato nella GURS n.40 del 05/08/1995.
Come va determinato il compenso spettante ai componenti delle commissioni giudicatrici?
Ai fini della determinazione del compenso complessivo da corrispondere ai componenti delle commissioni giudicatrici occorre fare riferimento all’art.1 del decreto del 27/04/1995, secondo il quale detto compenso è stabilito in € 26,24 per ogni seduta, integrato da € 2,79 per ogni prova scritta o prova pratica esaminata e per ogni candidato che abbia sostenuto la prova orale.
Come va interpretato l’importo minimo di € 808,926 e massimo di € 7.746,853 indicato all’art. 2 del decreto del 27/04/1995?
Il compenso complessivo spettante a ciascun componente delle commissioni giudicatrici dev’essere determinato ai sensi dell’art.1 del decreto del 27/04/1995 e cioè in base alle sedute svolte, alle prove scritte o pratiche espletate e al numero dei candidati che hanno sostenuto la prova orale. L’importo così determinato non può in ogni caso essere inferiore all’importo minimo di € 808,926 e non superiore all’importo massimo di € 7.746,853.
Come mai i compensi spettanti ai componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi non sono stati rivalutati nonostante la previsione dell’art.7, 2° comma, della l.r. 30/04/1991, n,12?
Al riguardo va precisato che l’art.7, 2° comma della l.r. n.12/1991 prevede che alla rivalutazione dei compensi provvederà il Presidente della Regione con proprio decreto ai sensi dell’art.66 della l.r. 29/10/1985, n.41 e successive modifiche. In particolare, il 4° comma del citato art. 66 dispone che la rideterminazione dei compensi è effettuata in relazione all’incremento dell’indennità di contingenza. Pertanto, atteso che il criterio previsto dal legislatore regionale non può più trovare applicazione giacchè a decorrere dal 1992 il meccanismo dell’indennità di contingenza ha cessato di esistere, i compensi non possono essere rivalutati. Né tantomeno può applicarsi in analogia il criterio dell’indice dei prezzi al consumo FOI in quanto, non essendo stata abrogata la disposizione di cui al 4° comma dell’art.66 della l.r. n.41/1985, non si è verificato quel vuoto legislativo che avrebbe giustificato il ricorso all’analogia. In conclusione, anche in conformità al costante orientamento giurisprudenziale formatosi sulla materia “de qua”, per procedere alla rivalutazione dei compensi di che trattasi occorre un’ espressa modifica legislativa regionale.
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Quali sono le procedure nel caso in cui un ente locale non abbia ancora approvato il bilancio di previsione nei tempi previsti dalla normativa?
L'ufficio ispettivo propone ed emana un decreto per l'intervento sostitutivo, ex art. 109/bis dell'O.R.EE.LL.,con la nomina di un commissario ad acta, che curi gli adempimenti omessi dall'ente. Il commissario può trovare il consiglio già convocato sull'argomento de quo, oppure provvedere ad una nuova convocazione, assegnando un termine entro il quale il Consiglio dovrà adottare la deliberazione dei documenti finanziari sopracitati.
Il decorso infruttuoso del termine assegnato comporterà l’azione sostitutiva del commissario ed il conseguente avvio delle procedure relative all’applicazione delle sanzioni della sospensione del Consiglio e del successivo scioglimento, previsti dai commi 3 e 4 dell’art. 109/bis dell’O.R.EE.LL.
Quali sono le procedure nel caso in cui un ente locale non abbia ancora approvato il rendiconto nei tempi previsti dalla normativa?
L’ufficio ispettivo propone ed emana un decreto per l'intervento sostitutivo, ai sensi dell’art.24 della l.r. 03.12.1991, n.44, con la nomina di un Commissario ad acta, che curi gli adempimenti omessi dall’Ente.
Il commissario assegna un termine entro il quale il Consiglio dovrà adottare la deliberazione dei documenti finanziari sopracitati.
Il decorso infruttuoso del termine assegnato comporterà l’azione sostitutiva del commissario. L’eventuale approvazione della delibera commissariale, poiché l’intervento sostitutivo è stato proposto ai sensi dell’art. 24 della l.r. 03.12.1991, n.44, non porta all’avvio delle procedure relative all’applicazione delle sanzioni della sospensione del Consiglio e del successivo scioglimento, previsti dai commi 3 e 4 dell’art. 109/bis dell’O.R.EE.LL., come nel caso della mancata approvazione del bilancio di previsione.
Quali sono le procedure nel caso in cui un ente locale non abbia ancora approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio nei tempi previsti dalla normativa?
L'eventuale inadempienza dell’ente locale alle prescrizioni dell’art. 193 del d.lgs. n. 267/2000, è equiparata ad ogni effetto, ai sensi dell’art. 58, comma 1, della l.r. 01.09.1993, n. 26, alla mancata approvazione del bilancio di previsione, con l’applicazione della conseguente procedura prevista dall’ex art. 109/bis dell'O.R.EE.LL..