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Timestamp: 2018-12-19 14:43:39+00:00
Document Index: 90991546

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', '§ 9', '§ 9', 'art. 1', '§ 9', 'art. 1', '§ 9']

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Corte di Giustizia, Sez. V, 12 settembre 2013 nella causa C-526/11
Sulle condizioni che devono sussistere affinché un ordine professionale sia qualificabile come organismo di diritto pubblico ai sensi dell’art. 1, § 9, II comma, lett. c) della Direttiva 2004/18/CE.
1. Organismo di diritto pubblico – Nozione – Art. 1, § 9, II comma, lett. c) della Direttiva 2004/18/CE – individuazione.
2. Organismo di diritto pubblico – Ordini professionali – Configurabilità – Condizioni – Finanziamento maggioritario e controllo della gestione da parte dell’autorità pubblica.
1. Conformemente all’art. 1, § 9, secondo comma, della direttiva 2004/18, un ente costituisce un organismo di diritto pubblico ai sensi di tale disposizione, quando siano soddisfatte tre condizioni cumulative, ossia che esso sia stato istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale (lettera a)), che sia dotato di personalità giuridica (lettera b)) e che la sua attività sia finanziata in modo maggioritario dall’autorità pubblica, oppure che la sua gestione sia soggetta al controllo di quest’ultima, oppure ancora che più della metà dei membri del suo organo d’amministrazione, di direzione o di vigilanza sia designata dall’autorità pubblica (lettera c)).
2. L’art. 1, § 9, secondo comma, lett. c), della direttiva 2004/18 deve essere interpretato nel senso che un ordine professionale di diritto pubblico non sempre può essere qualificato come organismo di diritto pubblico. In particolare, tale organismo non soddisfa né il criterio relativo al finanziamento maggioritario da parte dell’autorità pubblica, quando è finanziato in modo maggioritario dai contributi versati dai suoi membri, il cui importo è fissato e riscosso in base alla legge dallo stesso organismo, nel caso in cui tale legislazione non stabilisca la portata e le forme delle attività che tale organismo deve svolgere nell’ambito dell’esercizio delle sue funzioni istituzionali che tali contributi sono destinati a finanziare, né il criterio relativo al controllo della gestione da parte dell’autorità pubblica, per il solo fatto che la decisione con cui lo stesso organismo fissa l’importo dei suddetti contributi deve essere approvata da un’autorità di controllo.
«Cons. Stato, Sez. III, 18 ottobre 2013, n. 5069 – Sui limiti di applicabilità alle procedure a evidenza pubblica del principio di eterointegrazione dei bandi di gara.
Ordinanza del 17 ottobre 2013, n. 848 Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia – RAPPORTO TRA RICORSO PRINCIPALE E RICORSO INCIDENTALE.»