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Timestamp: 2020-04-02 16:13:14+00:00
Document Index: 155064275

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art, 380', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 331', 'art. 5', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 13962 del 05/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13962 del 05/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/06/2017, (ud. 27/04/2017, dep.05/06/2017), n. 13962
sul ricorso 13905/2016 proposto da:
M.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA
avverso la sentenza n. 6404/21/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO, depositata il 02/12/2015;
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art, 380 bis c.p.c., Delib. di procedere con motivazione semplificata;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di M.A. avverso un avviso di accertamento IRPEF per l’anno 2005;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che, all’atto dell’inoltro dell’avviso, si fosse ormai prescritta l’azione penale, costituente il presupposto per il raddoppio del termine di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43.
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale l’Agenzia lamenta violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3: la CTR avrebbe erroneamente applicato la sentenza della Corte Costituzionale n. 247/2011, giacchè per il corretto uso del termine raddoppiato non sarebbe stato necessario l’accertamento della fondatezza della violazione, ma solo la sussistenza dell’obbligo di denuncia ex art. 331 c.p.c., con un giudizio ex ante;
che, nella specie, risulta essere intervenuta una denuncia penale a carico del legale rappresentante della società, per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, essendo l’imposta evasa superiore al limite individuato dal D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 5. Peraltro, anche con riguardo alla specifica posizione del socio di società a ristretta base sociale, come chiarito dalla Consulta, il raddoppio dei termini per l’accertamento consegue dal mero riscontro di fatti comportanti l’obbligo di denuncia penale, indipendentemente dall’effettiva presentazione della denuncia o dall’inizio dell’azione penale (Sez. 5, n. 26037 del 16/12/2016; Sez. 5, n. 16728 del 09/08/2016; Sez. 6-5, n. 13483 del 30/06/2016; Sez. 5, n. 20043 del 07/10/2015);
che, come emerge dagli atti, i presupposti per il coinvolgimento del M. avrebbero dovuto essere ricondotti al fatto che l’accertamento si riferiva all’anno 2005, allorquando il contribuente era ancora socio maggioritario della Delphia s.r.l.;
che i giudici di merito non si sono dunque attenuti ai principi di cui sopra e, pertanto, la sentenza va cassata;