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Timestamp: 2016-10-26 17:06:42+00:00
Document Index: 102567113

Matched Legal Cases: ['art. 476', 'art. 477', 'art. 478', 'art. 479', 'art. 480', 'art. 481', 'art. 482', 'art. 483', 'art. 484', 'art. 485', 'art. 486', 'art. 487', 'art. 488', 'art. 489', 'art. 490', 'art. 492', 'art. 493', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 30', 'art. 6']

1.3 Le sanzioni 1.4 Azioni esimenti dalla responsabilità amministrativa
2. IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, DI GESTIONE E DI CONTROLLO DI GOODYEAR DUNLOP TIRES ITALIA S.P.A. 2.1 IL Modello DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DA PARTE DI GOODYEAR DUNLOP TIRES ITALIA S.P.A.
Si tratta dei seguenti reati: falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale (art. 476 c.p.); falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 477 c.p.); falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici o privati e in attestati del contenuto di atti (art. 478 c.p.); falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.); falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative (art. 480 c.p.); falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità (art. 481 c.p.); falsità materiale commessa da privato (art. 482 c.p.); falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 c.p.); falsità in registri e notificazioni (art. 484 c.p.); falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.); falsità in foglio firmato in bianco in atti privati o in atti pubblici (art. 486 e art. 487 c.p.); altre falsità in foglio firmato in bianco (art. 488 c.p.); uso di atto falso (art. 489 c.p.); soppressione, distruzione e occultamento di atti veri (art. 490 c.p.); copie autentiche che tengono luogo degli originali mancanti (art. 492 c.p.); falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un servizio pubblico (art. 493 c.p.).
Ai sensi dell’art. 6, comma 4, del Decreto 231 negli enti di piccole dimensioni, il compito di vigilanza possa essere svolto direttamente dall’organo dirigente. Inoltre, ai sensi dell’art. 6, comma 4-bis, del Decreto 231, nelle società di capitali, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo sulla gestione possono svolgere le funzioni dell’organismo di vigilanza.
In particolare, l’art. 30 del D.Lgs. n. 81 del 2008 dispone quanto segue: 1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate. 2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1. 3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell'organizzazione e dal tipo di attività svolta, un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. 4. Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo 6. 5-bis. La commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro elabora procedure semplificate per la adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese. Tali procedure sono recepite con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. 6. L'adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell'articolo 11.
Si richiamano in questa sede le “Linee Guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001” approvate da Confindustria, nella versione aggiornata al 31 marzo 2008 che recano indicazioni specifiche per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo in base al dettato normativo. In particolare, le Linee Guida di Confindustria, in linea con l’art. 6 del Decreto 231, suggeriscono di :