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Timestamp: 2017-07-27 22:50:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 36', 'art. 3', 'art. 113', 'art 3', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 47', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 37', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 116', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 35', 'art. 47', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 445', 'art. 445', 'art.24', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 445', 'art. 445']

INFORMAZIONE PREVIDENZIALE - PDF
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1 INFORMAZIONE PREVIDENZIALE RIVISTA BIMESTRALE DELL AVVOCATURA DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE Direttore: VITTORIO CRECCO Direttore Responsabile: ANNALISA GUIDOTTI Comitato Scientifico: MAURIZIO CINELLI - ALESSANDRO GARILLI GIUSEPPE IANNIRUBERTO - PASQUALE SANDULLI - FILIPPO SATTA - ANTONIO TODARO - ANTONIO VALLEBONA In questo numero: Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB Roma - Corte Cost., 29 marzo 2007, ordinanza n Possibilità di riscossione mediante ruolo esattoriale - Violazione dei principi del giusto processo - Manifesta infondatezza - Corte Cost., 26 gennaio 2007, ordinanza n Indennità di mobilità - Modalità di calcolo - Eccezioni di incostituzionalità - Infondatezza - Corte Cass., Sez. 3 Civile, 16 marzo 2007, sentenza n Azioni surrogatorie - Ineccepibilità all INPS di concorso di colpa ex art c.c. - Diritto di integrale rimborso nei limiti di quanto effettivamente dovuto a titolo di danno patrimoniale - Sussistenza - Corte Cass., Sez. Lavoro, 22 novembre 2006, sentenza n Assenza di rischio di impresa per Associato in partecipazione - Configurabilità di lavoro subordinato - Corte Cass., Sez. 2 Penale, 18 maggio 2006, sentenza n Prepensionamento in forza di delibera CIPI - Esubero e crisi occupazionale - Assunzione successiva di lavoratori in sostituzione - Contratti meno onerosi - Configurabilità reato di truffa - Sussiste 1 GENNAIO-FEBBRAIO 20072 INFORMAZIONE PREVIDENZIALE RIVISTA BIMESTRALE DELL AVVOCATURA DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE Redattori: FAUSTO MARIA PROSPERI VALENTI MARIO POTI Comitato di redazione: PIETRO CAPURSO LIDIA CARCAVALLO ANTONIO CIMMINO MARIO INTORCIA GINO MADONIA MIRELLA MOGAVERO MAURO NORI SERGIO PREDEN COSIMO PUNZI ANTONINO SGROI STEFANIA SOTGIA SIMONA TERSIGNI Segreteria di redazione: LUCIA COLANTONIO FLAVIA GIANNETTI VALERIA MASUTTI RICCARDO MEZZETTI ANTONIO PAGLIONE Redazione, Amministrazione e Segreteria Via della Frezza, ROMA Tel Fax GENNAIO-FEBBRAIO 20073 GRAFICA PONTINA - Pomezia - Via Carlo Poma, 8 Aut. Trib. Roma N. 84 del Finito di stampare: dicembre 20074 SOMMARIO N. 1/2007 INDICI pag. V DOTTRINA GIUBBONI S.: TAGLIENTE A.: SILVESTRO C.: PASUT F.: «Individuale e collettivo nella nuova previdenza complementare»» 1 «Valore probatorio dei verbali ispettivi e delle dichiarazioni assunte dagli ispettori»» 31 «Prime riflessioni in tema di controlli sugli enti pubblici previdenziali ed assistenziali»» 45 «Open source nella Pubblica Amministrazione: dai progetti europei alla legge finanziaria»» 59 NOTE A SENTENZA MIMMO G.: «Il part-time verticale e l indennità di disoccupazione nell interpretazione della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione»» 117 MARITATO L.: «Il lavoro nei call centers. Brevi considerazioni»» 130 SGROI A.: «Ricongiunzione presso l Inpdap e precedente riscatto del periodo di laurea presso l Inps: ovvero della non conoscenza da parte della pubblica amministrazione degli orientamenti giurisprudenziali»» 135 GIURISPRUDENZA CORTE COSTITUZIONALE - Ordinanze» 140 CORTE DI CASSAZIONE - Sezioni Civili» 147 CORTE DI CASSAZIONE - Sezioni Penali» 188 CORTE D APPELLO - Sezioni Civili» 193 TRIBUNALI - Sezioni Civili» 220 CONSIGLIO DI STATO» 262 CORTE DEI CONTI» 133 TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI» 268 OSSERVATORIO DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA (a cura di E. Bergamini)» Gli articoli - che devono pervenire alla Redazione su supporto magnetico - impegnano solo la responsabilità dei rispettivi Autori. - Corte Costituzionale: si omette di indicare l intervento, tramite l Avvocatura dello Stato, della Presidenza del Consiglio dei Ministri. - Suprema Corte di Cassazione: le conclusioni del P.M. vengono riportate solo se difformi.5 6 Indice delle sentenze V INDICE DELLE SENTENZE N. 1/2007 GIURISDIZIONE NUMERO DATA PAG. DECISIONE CORTE COSTITUZIONALE (Ordinanze) 111/ / CORTE DI CASSAZIONE (Sezioni Civili) 10834/ / / / / / / / / / / CORTE DI CASSAZIONE (Sezioni Penali) 17272/ / CORTE DI APPELLO (Sezioni Civili) Ancona 174/ / Brescia 377/ / Catania 269/ / Firenze 735/ Milano 650/ / Milano 508/ / Palermo 56/ / Venezia 422/ / Venezia 354/ / TRIBUNALI (Sezioni Civili) Bergamo 237/ / Catania 130/ /7 VI Indice delle sentenze GIURISDIZIONE NUMERO DATA PAG. DECISIONE Como 383/06 13/ Forlì 290/ / Milano 3270/06 24/ Palermo 1427/ / Palermo 1228/ / Palermo 2342/ / Sondrio 65/06 15/ Sondrio 37/ / Venezia 936/ / Viterbo 953/ CONSIGLIO DI STATO Sez. VI 4738/ T.A.R. Lazio 6328/ CORTE DEI CONTI Sez. Giurisdizionale Centrale di Appello 456/8 Indice analitico VII INDICE ANALITICO N. 1/2007 AZIONE SURROGATORIA - INPS - Sinistro stradale - Ineccepibilità all INPS di concorso di colpa del danneggiato ex art c.c. - Diritto per l INPS di integrale rimborso nei limiti di quanto effettivamente dovuto dal responsabile al danneggiato a titolo di danno patrimoniale - Sussistenza. (pag. 147) CONTRATTI PUBBLICI - Fissazione dei requisiti di partecipazione e criteri di aggiudicazione - Discrezionalità - Sindacabilità in sede giudiziaria - Limiti. (pag. 268) - Polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi - Obbligo di produzione in sede di partecipazione alla gara - Ragionevolezza. (pag. 268) - Requisiti di ammissione ed elementi di valutazione - Distinzione - Fattispecie. (pag. 268) CONTRIBUTI - Iscrizione a ruolo crediti previdenziali - Termine di decadenza previsto dall art 36, comma 6, D.Lgs. n. 46 del Irretroattività - Associazione in partecipazione - Causa tipica - Partecipazione dell associato al rischio di impresa - Assenza - Configurabilità lavoro subordinato. (pag. 182) - Lavoratori autonomi - Invio diffida su testo base desunto da registrazioni informatiche - Prova del recapito a mezzo avviso di ricevimento - Efficacia interruttiva della prescrizione - Sussiste. (pag. 196) - Obbligazione contributiva - Indivisibilità - Interruzione prescrizione Efficacia nei confronti dei coobbligati - Sussistenza. (pag. 205) - Possibilità di riscossione mediante ruolo esattoriale - Violazione dei principi del giusto processo - Manifesta infondatezza. (pag. 140) - Prescrizione - Termine quinquennale di prescrizione previsto dall art. 3 legge 8 agosto 1995 n Procedure di recupero dell evasione contributiva iniziate ante Spedizione lettera raccomandata - Termine di prescrizione decennale già in vigore prima della modifica normativa - Applicabilità. (pag. 205) - Prescrizione e decadenza - Atto interruttivo - Prova -Testimonianza - Ammissibilità. (pag. 237) - Proprietario armatore di navi imbarcato nell equipaggio - Gestione previdenza marinara - Obbligo contributivo - Sussiste - Pregressa iscrizione elenchi artigiani - Debenza differenze contributive. (pag. 249) - Ricongiunzione - Riscatto corso di laurea - Inammissibilità ricongiunzione - Esclusione. (pag. 133)9 VIII Indice analitico - Società cooperativa - Opzione per regime contributivo convenzionale - Variabilità dei tempi lavorativi e delle retribuzioni - Irrilevanza - Minimale contributivo - Applicabilità. (pag. 209) - Società costituita dagli Enti Locali per la gestione dei servizi pubblici essenziali ex art. 113, lett. e ) D.Lgs n. 267/00 a prevalente capitale pubblico - Sussistenza obbligo di versamento dei contributi per CIG, DS, malattia - Esonero in applicazione dell art 3, comma 1, D.Lgs n. 865/1947 non sussiste. (pag. 231) DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE - Immobile di pregio - Diversa qualificazione in sede giudiziaria - Procedura di vendita - Esclusione per effetto della legge n. 248 del 22 dicembre Questione non manifestamente infondata di legittimità costituzionale. (pag. 262) FONDI SPECIALI - Fondo Volo - Liquidazione di una quota di pensione in capitale ex art. 34 L.859/ Domanda di ricalcolo della capitalizzazione secondo coefficienti ex art. 13 L. 1338/ Decadenza triennale ex art. 47 D.P.R. 639/1970 e succ. mod. - Applicabilità - Inammissibilità ricorso. (pag. 200) LAVORO (RAPPORTO DI) - Collaborazione professionale tra una società di gestione informazioni commerciali e di ricerche di mercato e numerosi collaboratori chiamati a svolgere compiti di tele-operatore - Natura subordinata del rapporto - Esclusione - Onere della prova - Criteri rivelatori della vera natura del rapporto. (pag. 123) - Indici di subordinazione - Unico prestatore di lavoro di azienda - Particolare rilievo ai fini qualificatori - Scarsa forza contrattuale del lavoratore - Non significatività della volontà negoziale. (pag. 213) - Lavoro subordinato - Costituzione del rapporto - Assunzione - Divieto di intermediazione e di interposizione (appalto di mano d opera) - Art. 4 della legge n del Diritti dei dipendenti degli appaltatori nei confronti degli appaltanti - Previsione del termine di decadenza di un anno, decorrente dalla cessazione dell appalto, per l esercizio di detti diritti - Inclusione in tali diritti anche di quelli relativi all adempimento degli obblighi derivanti dalle leggi previdenziali - Sussistenza - Portata - Riferibilità della citata norma, e perciò dell applicabilità del termine decadenziale, solo ai diritti esercitabili dal lavoratore e non anche a quelli suscettibili di essere fatti valere dall ente previdenziale. (pag. 169) PENALE - Truffa - Cassa Integrazione guadagni e prepensionamento - Induzione in errore dell INPS in ordine alla sussistenza dei requisiti di cui all art. 2 della legge 1115/68 ed art. 2, 5 comma, della legge 675/77 - Prepensionamento ex art. 37 della legge n. 416/ Successiva assunzione di pari numero di unità lavorative con contratto meno oneroso - Truffa ai danni dell INPS - Sussistenza. (pag. 188)10 Indice analitico IX PENSIONI - Assegno sociale - Requisito reddituale - Nozione. (pag. 193) - Benefìci previdenziali per esposizione all amianto - Lavoratori marittimi - Estensione - Fondamento. (pag. 167) - Misura - Valutazione gratuita presso l INPDAI dei periodi di pregressa contribuzione al Fondo speciale di previdenza per i dipendenti dall Enel e dalle aziende elettriche private - Limite massimo - Commisurazione - Alla pensione massima erogabile dall INPDAI al momento della maturazione del diritto. (pag. 162) - Periodi di lavoro in Svizzera - Trasferimento dei contributi - Domande di riliquidazione - Riparametrazione su retribuzioni effettive - Mancata specificazione della quantità e della collocazione temporale del lavoro all estero - Nullità ricorso. (pag. 243) PRESTAZIONI - Fondo di garanzia - Importi attribuiti per effetto di sentenza dichiarativa dell inefficacia del licenziamento - Natura risarcitoria - Richiesta di pagamento al Fondo di Garanzia - Insussistenza diritto. (pag. 220) - Indennità d accompagnamento - Lungodegenza ospedaliera - Incompatibilità. (pag. 245) - Indennità di disoccupazione - Presupposti - Periodi di mera sospensione del rapporto di lavoro - Spettanza - Esclusione. (pag. 115) - Indennità di mobilità - Modalità di calcolo - Eccezioni di incostituzionalità - Infondatezza. (pag. 143) - Integrazione salariale - Attività lavorativa spiegata dal cassintegrato - Decadenza dal diritto - Art. 8, comma 5, del d.l. n. 86 del Interpretazione letterale e ratio legis - Decadenza dal globale trattamento salariale - Rilevanza - Diversa opzione interpretazione - Effetti. (pag. 158) - Invalidità civile - Indennità di accompagnamento - Ratei ad eredi - Interessi - Decorrenza da data di messa in mora formulata dagli eredi. (pag. 203) - Invalidità civile - Legittimazione passiva A.S.S.L. - Insussistenza - Ministero dell Economia - Litisconsorzio necessario. (pag. 245) - Lavoratori agricoli a tempo determinato - Diritto alle prestazioni previdenziali - Iscrizione negli appositi elenchi - Provvedimento definitivo di iscrizione o di mancata iscrizione o di cancellazione - Termine di centoventigiorni per la proposizione dell azione giudiziaria - Decorrenza - Dalla definizione del procedimento amministrativo contenzioso - Silenzio serbato dall autorità preposta alla decisione del ricorso - Rilevanza - Fattispecie. (pag. 153) PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - Contributi unificati in agricoltura -Servizio per i contributi - Elenchi - Provvedimento definitivo di iscrizione o di mancata iscrizione o di cancellazione - Termine di centoventi giorni per la proposizione dell azione giudiziaria - Decorrenza - Dalla definizione del procedimento amministrativo contenzioso - Silenzio serbato dall autorità preposta alla decisione sul ricorso - Rilevanza - Fattispecie. (pag. 175)11 X Indice analitico PROCEDURE CONCORSUALI - Iscrizione a ruolo credito contributivo - Insinuazione tardiva - Necessità - Notifica cartella di pagamento - Inammissibilità - Giudizio di opposizione a cartella dinanzi giudice del lavoro proposto da procedura concorsuale - Improponibilità ricorso. (pag. 236) PROCESSO CIVILE - Azione esecutiva - Natura accessoria delle spese legali distratte in favore del procuratore - Esclusione. (pag. 241) - Controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie - Domanda amministrativa di prestazione previdenziale all ente erogatore - Requisito di ammissibilità della domanda giudiziaria - Presentazione della domanda amministrativa solo in corso di causa - Sanatoria - Esclusione. (pag. 181) - Domanda giudiziale di rivalutazione anzianità contributiva per esposizione ultradecennale all amianto - Legittimazione passiva INPS - Sussistenza - Legittimazione passiva INAIL - Sussistenza. (pag. 225) - Domanda giudiziale di rivalutazione anzianità contributiva per esposizione ultradecennale all amianto - Mancato previo ricorso avverso diniego di esposizione emesso dall INAIL - Istanza di istruttoria testimoniale su rischio morbigeno - Inammissibilità. (pag. 225) - Opposizione a verbale di accertamento - Interesse ad agire - Insussistenza. (pag. 240) - Prova - Valore delle dichiarazioni rese agli ispettori di vigilanza - Confessione stragiudiziale. (pag. 222) - Rito del lavoro - Estinzione - Applicabilità artt. 181 e 309 c.p.c. (pag. 199) RESPONSABILITÀ PATRIMONIALE - Compravendita di immobili tra coniugi - Trascrizione dell atto - Azione di nullità per simulazione assoluta - Legittimazione del terzo - Sussiste. Compravendita di immobili tra coniugi - Verbale di separazione personale omologato - Mancata trascrizione - Azione di nullità - Interesse del terzo - Non sussiste. Conservazione della garanzia patrimoniale per il terzo creditore - Condizioni e presupposti. (pag. 253) RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla Riforma Tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Riscossione mediante ruoli - In genere - Crediti degli enti previdenziali - Opposizione di merito - Termine ex art. 24, quinto comma, D.Lgs n. 46 del 1999 per proporre opposizione - Perentorietà - Fondamento. (pag. 149) SANZIONI AMMINISTRATIVE - Abolizione ex art. 116 co. 12 L.388/ Retroattività - Favor rei - Inapplicabilità. (pag. 213)12 Individuale e collettivo nella nuova previdenza complementare 1 STEFANO GIUBBONI Associato di Diritto del lavoro nell Università di Perugia INDIVIDUALE E COLLETTIVO NELLA NUOVA PREVIDENZA COMPLEMENTARE* Sommario: 1. Introduzione. 2. Individuale e collettivo nella recente evoluzione della disciplina della previdenza complementare. 3. Il ridisegno delle fonti istitutive. 4. Libertà di adesione e libertà di scelta del soggetto nel nuovo sistema di finanziamento della previdenza complementare. 5. Libertà di adesione e conferimento tacito del TFR. 6. La portabilità della posizione pensionistica complementare. 7. La nuova disciplina delle anticipazioni e dei riscatti. 8. Conclusioni. 1. Fedeltà al modello originario e innovazioni di regime si intrecciano nella nuova disciplina della previdenza complementare, confermando il carattere ibrido del sistema (1), anche dopo l incisiva revisione operata dal lgs. n. 252/2005 in attuazione della delega conferita dalla l. n. 243 del Nella sua versione finale, più ancora che in quella inizialmente proposta alle parti sociali (e da queste respinta), il decreto accentua, anzi, i tratti di ambivalenza (2) e i connessi momenti di tensione (se non anche di contraddizione) (3), che improntano la disciplina della previdenza complementare, lasciando inevasa come era forse inevitabile la questione della incerta collocazione costituzionale del sistema, ed irrisolta la caratterizzazione ibrida, ancipite, dello stesso. Pur senza aspirare a sciogliere i nodi più spessi ed aggrovigliati del sistema, la legge delega appariva peraltro improntata a scelte più nette, e se si vuole meno compromissorie, rispetto a quelle poi effettivamente compiute dal decreto 252/2005. All ombra * Il saggio è destinato agli studi in onore di Yasuo Suwa. (1) V. in tal senso, recentemente, R. VIANELLO, Previdenza complementare e autonomia collettiva, CEDAM, Padova, 2005, 634 ss., che individua nel carattere ibrido della previdenza complementare la vera costante normativa diacronica del sistema. Nel medesimo senso, in precedenza, tra gli altri, T. TREU, La previdenza complementare nel sistema previdenziale, in Diritto del lavoro. Commentario diretto da F. Carinci, IV, La previdenza complementare, a cura di M. BESSONE e F. CARINCI, UTET, Torino, 2004, 3 ss., spec. 10, e soprattutto M. CINELLI, ad es. in Diritto della previdenza sociale, Giappichelli, Torino, 2005, 67. (2) In tal senso, tra gli altri, G. SANTORO-PASSARELLI, La previdenza complementare tra rischio e bisogno, MGL, 2006, 976. (3) Sulla possibile accentuazione, nella riforma, delle incoerenze del sistema, v., sia pure da prospettive diverse, R. PESSI, La previdenza complementare tra funzione costituzionale e concorrenza, MGL, 484 ss., spec13 2 Giubboni del criterio direttivo della parificazione delle forme collettive e individuali di previdenza complementare e della promozione della libera circolazione dei lavoratori nell ambito del secondo pilastro dell edificio pensionistico multilivello, la l. n. 243/2004 lasciava innanzitutto presagire una forte accentuazione dei profili di concorrenzialità all interno del sistema e di connessa valorizzazione della libertà individuale come libertà di scelta tra offerte di investimento del risparmio previdenziale tra loro in competizione in un level playing field unitariamente vigilato e governato dalla COVIP (4). In questa prima linea direttrice, la legge delega appariva chiaramente ispirata dall intento di portare a compiuto svolgimento le premesse del disegno già implicito, o meglio solo parzialmente abbozzato, dal d. lgs. n. 47 del 2000, cui si deve, pur tra molte incoerenze e incertezze, un primo passo verso l attrazione della previdenza integrativa individuale entro il perimetro del secondo pilastro pensionistico (5). Nello stesso tempo, la legge delega in termini che sono apparsi contraddittori con tale prima linea direttrice (6), ma che a ben vedere risentono più immediatamente (e in ciò, se si vuole, coerentemente) della morfologia ibrida del fenomeno risultava diretta a rinsaldare il già forte legame funzionale tra primo e secondo pilastro (allargato), sia pure abbandonando l iniziale, controversa, tentazione di realizzare un livello necessario di previdenza pensionistica complementare (7). La prima linea direttrice della riforma implicava se portata alle coerenti conse- (4) Sull impianto della delega v., con diverse valutazioni, M. CINELLI, P. SANDULLI, Prime note sulla riforma pensionistica del 2004, RDSS, 2004, 587 ss. (ed ivi spec. 617 ss., per i profili relativi alla previdenza complementare); A. PANDOLFO, Una prima interpretazione della nuova legge in tema di pensioni complementari, con qualche (utile?) indicazione per il legislatore delegato, PAPP, 2004, 1225 ss.; A. TURSI, La terza riforma della previdenza complementare in itinere: spunti di riflessione, ivi, 2005, 513 ss. (5) Scelta, questa, probabilmente poco riflettuta (e forse anche poco coerente con la delega svolta dal decreto n. 47 del 2000), che un autorevole commentatore non ha esitato a definire sciagurata, soprattutto in ragione dell insufficiente assetto di governance del secondo pilastro così riconfigurato: v. L. FRANCARIO, La ridefinizione della governance nei fondi pensione con pluralità di forme previdenziali, in M. MESSORI (a cura di), La previdenza complementare in Italia, Il Mulino, Bologna, 2006, 331 ss., qui 370. Come si ricorderà anche più avanti, il d. lgs. n. 47 del 2000 aveva peraltro stabilito una tendenziale parificazione tra forme collettive e individuali essenzialmente sul piano del trattamento fiscale, circostanza, questa, che aveva indotto parte della dottrina (confortata, poi, dalla stessa prassi applicativa e dagli orientamenti della COVIP) ad escludere una completa assimilazione tra forme di previdenza propriamente complementare e forme individuali (o, secondo altra terminologia, integrative ), e, quindi, tra secondo e terzo pilastro del sistema pensionistico; v. in tal senso soprattutto A. TURSI, La previdenza pensionistica privata: forme complementari e forme individuali, RDSS, 2002, 111 ss.; A. ALAIMO, La previdenza complementare nella crisi del welfare state: autonomia individuale e nuove frontiere dell azione sindacale, ADL, 2001, 201 ss. (6) V. soprattutto PESSI, La previdenza, cit., spec. 487; ID., La nozione costituzionalmente necessitata di previdenza complementare: un commento, in MESSORI (a cura di), La previdenza, cit., 325 ss. (7) P. SANDULLI, I profili di trasparenza nella normativa italiana dei fondi pensione, in COVIP COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE, Quaderni tematici - La centralità della comunicazione nella previdenza complementare, Quaderno n. 2, Bollettino, anno VII, speciale , 21 ss., qui 22 (in nota), che giustamente scorgeva tale intenzione nella previsione di cui all art. 1, comma 2, lettera g), punto 6, del d.d.l. n AC, dal quale ha preso avvio il processo poi sfociato nella l. n. 243/2004.14 Individuale e collettivo nella nuova previdenza complementare 3 guenze, pure prefigurate dalla delega una discontinuità con l assetto regolativo del d. lgs. n. 124/1993 ben maggiore di quella virtualmente contenuta nella seconda, una volta che questa era stata privata del suo elemento innovativo potenzialmente più dirompente, quello rappresentato, appunto, dalla adesione obbligatoria, quale inizialmente prospettata, secondo la lettura più convincente, dal legislatore delegante (8). Ed è forse per questo che il legislatore delegato è alla fine riuscito a tradurre con una certa coerenza più la seconda linea direttrice che la prima (9), dimostrando, così, come il vero nodo del sistema non stia tanto nelle tensioni che derivano dal collegamento funzionale tra i due pilastri pensionistici, l uno obbligatorio e l altro facoltativo (10), quanto, piuttosto, nella linea di faglia che congiunge, nella previdenza complementare, libertà individuale e scelte collettive o, sotto diversa angolatura, mercato e mutualità, regole di concorrenza ed istanze di solidarietà di categoria o di gruppo. 2. Nella speciale disciplina di settore, individuale e collettivo stabiliscono invero un rapporto marcato da tratti di forte deviazione rispetto ai principi generali già con il d. lgs. n. 124 del L origine ed il fondamento di tale deviazione rispetto ai principi che governano l efficacia del contratto collettivo di diritto comune è tutta racchiusa nella scelta di fare della libertà individuale di adesione principio di costituzione econo- (8) In termini critici con tale originaria inclinazione del legislatore delegante v. pure M. CINELLI, Brevi note sul disegno di legge n di delega in materia previdenziale, DL Marche, 2002, 135 ss., spec (9) Ma anche qui non senza scarti rispetto al contenuto della legge delega: v. ad es. quanto nota A. TURSI, Note introduttive: la terza riforma della previdenza complementare, in ID. (a cura di), La nuova disciplina della previdenza complementare (d. lgs. 5 dicembre 2005, n. 252), NLCC, 2007, 537 ss., spec. 539, a proposito della mancata previsione, nel decreto, della contitolarità, in capo al Fondo pensione, del diritto al versamento della contribuzione a favore degli iscritti. (10) Queste sembrano, infatti, ormai metabolizzate dalla giurisprudenza costituzionale stratificatasi in materia, che mediante il richiamo all art. 38, comma 2, Cost., ha dimostrato di poter conferire il crisma della legittimità ad operazioni di funzionalizzazione della previdenza complementare a quella pubblica di base di segno decisamente dirigista (G. ZAMPINI, La previdenza complementare. Fondamento costituzionale e modelli organizzativi, CEDAM, Padova, 2004, 38 ss.), in quanto caratterizzate a tacer d altro da una forte compressione degli spazi di libertà della autoregolazione collettiva. Il manto del secondo comma dell art. 38 Cost. si è prestato così a coprire e convalidare le scelte del legislatore ordinario (si pensi alla vicenda del contributo di solidarietà e a quella della cosiddetta abolizione dei prepensionamenti integrativi) anche oltre quanto sarebbe (stato) lecito attendersi dalla coerenza e dalla capacità di tenuta analitica degli argomenti utilizzati dalla Corte costituzionale, che risentono di tutte le incertezze e le ambivalenze di inquadramento della previdenza complementare (cfr., e. g., le riflessioni critiche di G. PROIA, Aspetti irrisolti del problema dei rapporti tra previdenza pubblica e previdenza complementare, ADL, 2001, 619 ss.). Per l osservazione che il dibattito sull inquadramento costituzionale della previdenza complementare appare enfatizzato quanto meno rispetto alle conseguenze che ne derivano in ordine alla interpretazione del diritto vigente, TREU, La previdenza, cit., 9; per un accurata analisi critica della giurisprudenza costituzionale in materia cfr., inoltre, G. ZAMPINI, La previdenza complementare nella giurisprudenza. Una rassegna critica tra vecchie e nuove riforme, ADL, 2006, 313 ss.; per un riepilogo delle diverse posizioni dottrinali, infine, O. BONARDI, Tassonomie, concetti e principi della previdenza complementare, in TURSI (a cura di), La nuova disciplina, cit., 552 ss. (ma v. anche quanto si avrà modo di aggiungere nel 8).15 4 Giubboni mica, pur consegnato ad una norma di legislazione ordinaria (11), punto fermo (12), da considerare in effetti acquisito a meno di difficili ripensamenti del legislatore, a dispetto delle critiche subito suscitate ed i mai del tutto sopiti conati verso il passaggio alla obbligatorietà (13). Originale rispetto agli assetti ricevuti (14), e certo non necessitata sul piano costituzionale (15) (anche se giustificabile nella prospettiva dell ultimo comma art. 35 Cost.) (16), la scelta del legislatore di attribuire al lavoratore la libertà se aderire o meno al piano previdenziale complementare, previsto dal contratto collettivo applicabile al rapporto, si pone infatti come evidente deviazione rispetto ai principi che governano l efficacia oggettiva dello stesso, giacché configura una eccezionale facoltà di sottrarsi con una sorta di clausola di opting-out inderogabilmente imposta dalla legge (17) agli effetti tipici della fonte collettiva. La libertà di adesione costituisce, invero, come è comunemente osservato, un evidente deroga alla naturale efficacia dell accordo sindacale, istitutivo della forma previdenziale, risolvendosi nella libertà di rifiutare gli effetti naturali di quel contratto (18). Nella impostazione fatta propria dal legislatore delegato del 1993, tale deviazione che è comunque forte, perché idonea a subordinare, nel decisivo momento dell adesione, l interesse collettivo a quello individuale veniva tuttavia circoscritta e in certo senso temperata all interno di un quadro che, sotto ogni altro aspetto, finiva per riassegnare una naturale prevalenza alle scelte dell autonomia collettiva. Era pacifico, in primo luogo, che la libertà del lavoratore si consumasse tutta con la scelta di aderire (o (11) M. BESSONE, Previdenza complementare, Giappichelli, Torino, 2000, 71. (12) M. PERSIANI, La previdenza complementare tra iniziativa sindacale e mercato finanziario, ADL, 2001, 715 ss., qui 734. (13) V. G. SANTORO-PASSARELLI, La previdenza complementare, cit., 976. E si veda, da ultimo, pure P. PASSALACQUA, La previdenza complementare nel prisma della sussidiarietà tra disegno costituzionale e legislazione ordinaria, RDSS, 2007, 47 ss., spec. 52, che la considera scelta di carattere non definitivo, ma probabilmente transeunte, visto il ruolo che la previdenza complementare è chiamata ormai da anni a occupare [...]. (14) I fondi pensione preesistenti all organico intervento legislativo del 1993 erano infatti di regola improntati alla obbligatorietà della iscrizione dei lavoratori destinatari delle previsioni collettive, in linea coi comuni principi; v. soprattutto E. GHERA, Forme speciali e integrative di previdenza sociale, DL, 1988, I, 115 ss. (15) PESSI, La previdenza, cit., 487, che parla di una scelta discrezionale del legislatore del 93 (quella della libertà di adesione) priva di qualsivoglia supporto costituzionale. (16) Ma se si considera che la destinazione a previdenza complementare di parte del proprio trattamento retributivo non offre al prestatore di lavoro alcuna garanzia finale di risultato in ordine alla prestazione pensionistica, essendo essa soggetta ai rischi del mercato finanziario (rischio solo temperabile con gli strumenti di garanzia assicurativa nello stesso attivabili); e, d altra parte, che alla libertà di entrata non corrisponde una pari libertà di uscita dal sistema, l opzione del legislatore per la volontarietà della adesione del lavoratore/risparmiatore trova altresì una chiara giustificazione nell art. 47 Cost. Per tale ordine di idee, di recente, E. FORNERO, F. TEPPA, Il risparmio previdenziale: scelte consapevoli o comportamenti inerziali?, in MESSORI (a cura di), La previdenza complementare, cit., 203 ss., spec (17) Così A. BOLLANI, Fonti istitutive e autonomia collettiva nella riforma della previdenza complementare, in TURSI (a cura di), La nuova disciplina, cit., 594 ss., spec. 605 (alla nota 48). (18) PERSIANI, La previdenza complementare, cit., 730.16 Individuale e collettivo nella nuova previdenza complementare 5 meno) alla forma complementare (19), escludendosi che essa potesse riemergere in fasi successive del rapporto previdenziale, in particolare come potere di libero recesso dal fondo con diritto di riscatto della posizione maturata. Ma a rivelare questo affievolimento della libertà individuale già nel momento immediatamente successivo all adesione, non era tanto la esclusione della facoltà di recesso dal programma pensionistico complementare nella permanenza dei requisiti di appartenenza al fondo. La negazione di un libero potere di fuoriuscita dal sistema, ovvero di un potere di exit interamente rimesso alla volontà del soggetto, costituisce, infatti, a ben vedere, un portato della natura previdenziale del risparmio investito (20), prima ancora che della finalizzazione mutualistica, e quindi della inerenza ad una forma di solidarietà in senso proprio collettiva, del programma pensionistico complementare. L esclusione di un siffatto potere si attaglia, in tal senso, alle forme di previdenza complementare individuale non meno che a quelle collettive, come si sarebbe incaricato di dimostrare già il d. lgs. n. 47 del A sottolineare la preminenza del momento collettivo nel disegno del 1993 stava, semmai, sotto il profilo ora in esame, un altro indice normativo di grande rilievo nella economia del decreto n. 124: vale a dire la inesistenza di una facoltà di trasferimento libero della posizione complementare individuale e, per tal via, la sostanziale negazione di una libertà di scelta nella allocazione del risparmio previdenziale. Nella sua primitiva formulazione, l art. 10 del d. lgs. n. 124 dischiudeva l opzione del trasferimento presso un altro fondo complementare eventualmente anche aperto solo per l ipotesi in cui venissero meno i requisiti di partecipazione alla forma pensionistica (21). È soprattutto questo limite, fondante del modello di previdenza complementare voluto dal legislatore del 1993, a configurare la libertà del lavoratore essenzialmente come libertà di adesione e non anche come ulteriore, e più ampia, libertà di scelta. La preminenza della dimensione collettiva nella effettiva strutturazione della previdenza complementare si lasciava tuttavia cogliere ancor più chiaramente, nell assetto normativo del 1993, soprattutto nelle scelte compiute dal legislatore in ordine alla articolazione del sistema delle fonti istitutive. L assetto originario assegna, infatti, una primazia indiscussa al contratto collettivo e comunque a fonti di rilevanza lato sensu collettiva. In un impianto normativo che relega a funzioni del tutto residuali i fondi aperti almeno con riguardo al lavoro dipendente e che è ancora lontano anche solo dal prefigurare quella dinamica di progressiva pluralizzazione delle fonti istitutive che si sarebbe effettivamente avviata solo con il d. lgs. n. 47 del 2000, la gerarchia interna alle stesse è invero saldamente centrata sul ruolo egemone del contratto collettivo. L art. 3, comma 1, del decreto del 1993 disegna una mappa assai lineare delle fonti istitutive, che racchiude, in ordine gerarchicamente (19) V. solo P. SANDULLI, Previdenza complementare, Digesto IV, Discipline priv., sez. comm., XI, 1996, 243 ss., spec. 254, che parla appunto di integrale consumazione della libertà contrattuale nella fase costitutiva, precisando che dalla formula del quarto comma dell art. 3 del decreto n. 124/1993 non è dato ricavare l estensione del criterio di libertà, riferito al momento genetico del rapporto, fino a criterio di libertà di permanente nei termini, negativi, di dissociabilità. (20) Cfr. VIANELLO, Previdenza complementare, cit., 139 ss. (21) V. per tutti F. MAZZIOTTI, sub art. 10, in Disciplina delle forme pensionistiche complementari. Commentario a cura di M. CINELLI, NLCC, 1995,17 6 Giubboni discendente: a) gli accordi e contratti collettivi, anche aziendali, ovvero in mancanza gli accordi fra lavoratori purché promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali; b) gli accordi fra lavoratori autonomi o liberi professionisti, promossi da loro sindacati o associazioni di rilievo almeno regionale; c) infine i regolamenti di enti o aziende, naturalmente alla condizione che i relativi rapporti di lavoro non siano disciplinati da contratti o accordi collettivi. La indiscussa supremazia assegnata all autonomia collettiva nell originario disegno delle fonti istitutive non è solo funzionale ad un regime che fa della previdenza complementare un fenomeno sostanzialmente unitario e compattamente rimesso con l eccezione dell area di frangia dei fondi aperti alla gestione sindacale; ma serve anche in qualche modo a recuperare lo scarto rispetto ai principi generali consumato col riconoscimento della libertà di adesione individuale quale momento di elettiva traduzione del principio costituzionale della libertà della previdenza privata (22). Questo assetto fondamentalmente monistico del regime delle fonti istitutive, centrato sul polo dominante se non unico del contratto collettivo, ha tuttavia gradualmente ceduto il passo ad una geografia più articolata e plurale del sistema delle fonti, unitamente alla apertura, da parte del legislatore, di spazi via via crescenti alla libertà di scelta ed all autonomia individuale. I due aspetti sono, come ovvio, strettamente interrelati, e già la novellazione operata della l. n. 335 del 1995 dimostra che si tratta, in realtà, di due facce della stessa medaglia. Le pur timide aperture contenute nella legge n. 335 ad un più ampio margine di esercizio della libertà individuale in particolare con l introduzione di una prima forma di trasferimento discrezionale della posizione previdenziale (nel nuovo art. 10 del d. lgs. n. 124/1993) (23) sono, infatti, strettamente legate al potenziamento del ruolo dei fondi aperti (e, quindi, degli atti di iniziativa economica che in definitiva ne costituiscono la fonte istitutiva) ed alla conseguente immissione nel sistema di elementi di concorrenzialità commerciale in inevitabile tensione dialettica con le ragioni mutualistiche e solidaristiche di ordine professionale (24), certamente proprie della previdenza complementare collettiva sindacalmente organizzata. Ma è con il d. lgs. n. 47 del 2000, e con la sostanziale rottura di una nozione unitaria di previdenza complementare (25), derivante dalla tendenziale riconduzione delle forme individuali di nuovo conio nella sfera funzionale propria del secondo pilastro (26), che (22) Cfr. G. CIOCCA, La libertà della previdenza privata, Giuffrè, Milano, (23) Si vedano, per tutti, R. VIANELLO, Permanenza nel fondo pensione e cessazione dei requisiti di partecipazione, in C. CESTER (a cura di), La riforma del sistema pensionistico, Giappichelli, Torino, 1998, 498 ss.; A. VISCOMI, La facoltà di trasferimento della posizione pensionistica complementare, LD, 1997, 55 ss. (24) G. FERRARO, La problematica giuridica dei fondi pensione, in ID. (a cura di), La previdenza complementare nella riforma del Welfare, Giuffrè, Milano, 2000, 3 ss., qui 12. (25) V. VIANELLO, Previdenza complementare, cit., 119 ss. (26) Il riferimento è, ovviamente, alla previsione, introdotta dall art. 2 del d. lgs. n. 47/2000, delle forme pensionistiche individuali attuate mediante fondi pensione aperti e, soprattutto, mediante contratti di assicurazione sulla vita. Sul fondamentale rilievo, peraltro solo in parte realizzatosi nelle concrete dinamiche dell ordinamento, di questa riforma di sistema di segno molto forte, v. principalmente M. BESSONE, Fondi pensione e diritti soggettivi. Portability della posizione previdenziale, discipline di riscatto, il recesso per giusta causa, DLRI, 2002, 565 (da cui è tratta anche la citazione).18 Individuale e collettivo nella nuova previdenza complementare 7 autotomia collettiva e libertà individuale entrano in un rapporto nuovo. La decisa accentuazione dei profili di concorrenzialità del sistema passa, infatti, per una inevitabile valorizzazione della libertà di scelta del lavoratore, che comincia ad essere giuridicamente costruito, prima che come beneficiario elettivo (e in certo modo passivo) delle forme complementari collettivamente istituite, quale investitore consapevole e responsabile del proprio risparmio previdenziale. La previdenza complementare individuale è in realtà fenomeno sostanzialmente alternativo a quella collettiva, in quanto strutturalmente sottratto a qualunque forma di regolazione e gestione sindacale (27). La sua riconduzione nella sfera del secondo pilastro pensionistico è strumentale ad una precisa scelta di policy diretta a promuovere una più accentuata dinamica concorrenziale nella provvista della copertura previdenziale complementare. È ovvio peraltro come l ampliamento e la scomposizione della nozione di previdenza complementare, che conseguono a tale scelta, non possano non riflettersi in un diverso equilibrio tra individuale e collettivo nella strutturazione degli interessi serviti dalla previdenza complementare. La spinta alla segmentazione dell interesse collettivo (28), virtualmente derivante dalla accentuazione dei momenti di libertà di scelta del lavoratore/risparmiatore, nella riforma del 2000 ha finito, tuttavia, per essere meno forte di quanto lasciasse presagire una lettura tesa ad accreditarne radicali intenti innovatori. A suggerire l idea di una radicale riforma di sistema (29) era stata soprattutto la possibilità intravista nella previsione del nuovo testo dell art. 10 del d. lgs. n. 124/1993 di un incisiva estensione di campo alla libertà di decisione dei singoli anche quanto alle possibili alternative di investimento di risparmio con finalità previdenziale (30). Nel senso che al principio di libertà che già consentiva di decidere se sottoscrivere un contratto di adesione ad una forma pensionistica complementare, il d. lgs. n. 47 del 2000 avrebbe aggiunto la libertà di scegliere senza prescrizioni di limite (27) In essa è per definizione assente l interesse collettivo, giacché queste particolari modalità di investimento del risparmio non presuppongono alcuna comunità di scopo, né alcuna comunione di scopo, essendo destinate esclusivamente alla soddisfazione di interessi individuali (così VIANELLO, Previdenza complementare, cit., 372, che a sua volta si rifà a PERSIANI, La previdenza complementare, cit., 727). Ciò nondimeno, nella misura in cui entra nel circuito del secondo pilastro pensionistico e si avvantaggia così (pressoché interamente) della disciplina fiscale di favore per esso congegnata dal legislatore, la previdenza individuale integra la nozione (plurale) di previdenza complementare e concorre a comporre l assetto di interessi di cui questa è espressione anche nell ottica dell art. 38 Cost. La scelta del legislatore diventa così in qualche modo impegnativa pure sul piano delle qualificazioni costituzionali del fenomeno, poiché anche per la previdenza complementare individuale, in quanto accomunata a quella collettiva nella funzione di assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale, può predicarsi ciò che vale per la previdenza complementare collettiva: ovvero che essa corrisponde al soddisfacimento di interessi non privatistici e neppure necessari in senso pubblicistico ma sempre socialmente rilevanti (così TREU, La previdenza, cit., 10). A questa caratterizzazione sembra potersi sottrarre soltanto la previdenza individuale che per essere attivata da soggetti che non sono destinatari di forme di previdenza obbligatoria (perché ad esempio percettori di redditi diversi da quelli di lavoro) non realizza, in realtà, alcuna funzione in senso proprio complementare rispetto al pilastro di base. (28) Ancora VIANELLO, Previdenza complementare, cit., 374. (29) È la già richiamata espressione di BESSONE, Fondi pensione, supra cit. alla nota 26. (30) Ivi, 566.19 8 Giubboni quale forma pensionistica privilegiare (31). Sta di fatto, però, che su questa lettura che traeva argomento soprattutto dalla tendenziale parificazione del trattamento fiscale di favore riservato alle forme collettive come a quelle individuali (32) ha finito per prevalere una linea interpretativa maggiormente incline a cogliere gli aspetti di continuità con l assetto normativo previgente ed a riconoscere, in particolare, una perdurante primauté ai circuiti collettivi di destinazione del risparmio previdenziale (33). Ed avremo modo di ricordare meglio in seguito come tale primazia delle forme di origine contrattuale collettiva sia stata subito riaffermata dalla stessa COVIP sul decisivo terreno della destinazione del trattamento di fine rapporto e del contributo datoriale in caso di trasferimento (libero) della posizione complementare individuale. La legge delega del 2004 si è inserita in tale quadro ancora in evoluzione ed alla ricerca d un più stabile equilibrio, per riorientare il sistema verso una effettiva equiordinazione tra le diverse forme di realizzazione della garanzia previdenziale complementare. Per quel che più interessa nella prospettiva d analisi prescelta, tale impulso alla parificazione in chiave concorrenziale tra le diverse forme di previdenza complementare passa attraverso due linee direttrici, solo in parte tradotte, come vedremo, in tutte le loro implicazioni di sistema, dal d. lgs. n. 252/2005: la prima consiste nella sostanziale individualizzazione delle scelte in ordine alla canalizzazione delle risorse finanziarie volte ad alimentare i fondi pensione, a cominciare, come ovvio, dalla piena riconduzione alla sfera della volontà del lavoratore della decisione sul se, e soprattutto in quale direzione, destinare il proprio Tfr maturando; la seconda si concretizza nella decisa pluralizzazione delle fonti istitutive, con ingresso sulla scena di attori nuovi come anche di inediti congegni d adesione collettiva. È da quest ultima linea di riforma del sistema che conviene prendere le mosse per analizzare il nuovo rapporto tra legge, contratto collettivo e libertà individuale nella vigente disciplina della previdenza complementare. 3. La distanza tra l assetto originario delle fonti istitutive, fortemente centrato sul rilevo egemonico del contratto collettivo, e quello policentrico, multipolare (e multilivello), oggi in vigore, risulta immediatamente dal semplice confronto sinottico tra il (primo) testo dell art. 3 del d. lgs. n. 124/1993 e quello dell omologa disposizione del d. lgs. n. 252/2005. Il ridisegno del sistema è nel senso di una decisa erosione della centralità delle fonti istitutive di origine sindacale (34), che è chiaramente avvertibile nel testo della norma appena evocata. Ma è tutta la più ampia istanza di riassetto del sistema verso una sostanziale (benché ancora incompleta) parificazione tra forme col- (31) Ivi, 565. (32) Per altri ragguagli su tale ricostruzione della riforma del 2000, che trova una diversa e altrettanto autorevole esposizione in PERSIANI, La previdenza, cit., 735 ss., sia permesso un rinvio a S. GIUBBONI, Fondi pensione e competition rules comunitarie, in M. BESSONE, F. CARINCI (a cura di), La previdenza complementare, cit., 110 ss., spec. 130 ss. (33) V. principalmente A. TURCI, La previdenza pensionistica privata, cit., 111 ss. (34) BOLLANI, Fonti istitutive, cit., , che sintetizza efficacemente un osservazione largamente comune ai commentatori della riforma del 2005.20 Individuale e collettivo nella nuova previdenza complementare 9 lettive ed individuali, a premere nella stessa direzione (35). Il forte ridimensionamento della originaria, indiscussa primauté del contratto collettivo (36), è invero percepibile a prima vista anche solo scorrendo l eterogeneo elenco di fonti istitutive ora offerto dalla norma. Ai contratti ed accordi collettivi, anche aziendali che continuano ad aprire l elenco delle fonti istitutive (sub lett. a) con la significativa innovazione di contenuto sulla quale ci si soffermerà tra breve si affiancano, ora, oltre agli accordi tra lavoratori autonomi o liberi professionisti (lett. b), fra soci lavoratori di cooperative (lett. e), fra i soggetti destinatari del d. lgs. n. 565/1996, e (lett. c) ai regolamenti di enti e aziende (i soli, come in passato, in posizione di esplicita sotto-ordinazione rispetto alla fonte contrattuale collettiva), le fonti istitutive attivate: dalle Regioni, le quali disciplinano il funzionamento di tali forme pensionistiche complementari con legge regionale nel rispetto della normativa nazionale in materia (lett. d); dagli enti di diritto privato di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e 10 febbraio 1996, n. 103 (lett. g); dai soggetti abilitati alla istituzione di fondi pensione aperti (lett. h), e tra essi ancora dalle imprese assicurative per quanto concerne più in particolare le forme pensionistiche individuali accese mediante contratti di assicurazione sulla vita (lett. i). Nel testo dell art. 3, insieme alla evidente volontà di (tendenziale) equiparazione funzionale tra le diverse fonti istitutive della previdenza complementare, traspare anche una certa, e per vero impropria, tendenza del legislatore ad una sorta di personificazione delle stesse (37). E così le Regioni e le casse di previdenza (obbligatoria) privatizzate dei liberi professionisti compaiono insieme ai contratti collettivi, in quella che appare una singolare commistione tra fonti istitutive e soggetti istitutori. (35) Si pensi al superamento del vincolo, sopravvissuto alla riforma del 2000, di cui all art. 9, co. 2, d. lgs. n. 124 del 1993, col venir meno di quel rapporto di sussidiarietà che subordinava i fondi aperti rispetto a quelli chiusi di origine sindacale. Invero, la l. n. 335 del 1995, nel consentire l adesione su base collettiva ai fondi aperti pur nella confermata persistenza di detto rapporto di sussidiarietà degli stessi, aveva a ben vedere compiuto un atto di promozione della iniziativa sindacale. Come è stato osservato, il dato essenziale dell art. 9, l. n. 335/1995 finisce per consistere nell attenuazione dell emarginazione della contrattazione collettiva (e, più in generale, delle fonti collettive) in materia di fondi aperti [...] (VIANELLO, Previdenza complementare, cit., 253). Sicché la previsione dell adesione su base collettiva ai fondi aperti quale forma di affidamento collettivo ai soggetti del mercato accresce gli spazi della iniziativa sindacale in materia previdenziale, senza abbattere le barriere tra le diverse forme pensionistiche complementari. Mentre è su questo vincolo quale riveniente dal comma 2 dell art. 9, d. lgs. n. 124 del 1993 che incide ora la riforma del 2005, realizzando quel programma di riunificazione di tutte le forme pensionistiche complementari, collettive e individuali (TURSI, Note introduttive, cit., 540), solo abbozzato e prefigurato dal d. lgs. n. 47 del (36) Va peraltro notato come il contratto collettivo veda mantenuta la centralità, ed anzi la sostanziale esclusività del proprio ruolo con riguardo al settore della previdenza complementare dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni con rapporto privatizzato: cfr. l art. 3, co. 2, d. lgs. n. 252 del 2005 (su cui BOLLANI, Fonti istitutive, cit. 608). Ma si tratta di settore che come dimostra da ultimo proprio l esclusione dagli effetti della riforma di cui al d. lgs. n. 252 (v. l art. 23, co. 6) attende ancora di approdare ad assetti, non solo normativi, che ne consentano l effettivo sviluppo. Sullo stato dell arte in materia v. da ultimo V. FERRANTE, Finanziamento della previdenza complementare e devoluzione tacita del Tfr, in TURSI (a cura di), La nuova disciplina, cit., 696 ss., spec (37) L osservazione è di BOLLANI, Fonti istitutive, cit., 601. Vedere altro
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