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Timestamp: 2020-06-01 15:47:55+00:00
Document Index: 128046653

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 70', 'art. 360', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 97', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25562 del 13/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25562 del 13/12/2016
Cassazione civile, sez. lav., 13/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep.13/12/2016), n. 25562
sul ricorso 27517/2011 proposto da:
C.M.R., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in
ANGELIS, rappresentata e difesa dagli avvocati CRISTIANA ZANELLA,
DANIELE PORENA, ANTONIO DE ANGELIS, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 327/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 30/06/2011 R.G.N. 114/2010;
1. La Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte da C.M.R., collaboratore scolastico (appartenente al personale ATA), volte, in via principale, alla dichiarazione di nullità dei termini apposti dal Ministero ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e la conseguente conversione in rapporto a tempo indeterminato, del D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del
D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
2. La Corte territoriale, precisato che i contratti a termine del settore scolastico, tanto per il personale docente quanto per quello amministrativo, tecnico ed ausiliario, non sono disciplinati dal D.Lgs. n. 368 del 2001, ma dalle norme speciali contenute nel D.Lgs. n. 297 del 1994 e nella L. n. 124 del 1999, ha escluso che la speciale disciplina fosse in contrasto con la direttiva 1999/70/CE ed ha affermato che, pur a ritenere applicabile il D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1, alla fattispecie dedotta in giudizio, la valutazione “ex ante” delle ragioni sottese a ciascuna tipologia contrattuale a termine, “tipizzata” dalla L. n. 124 del 1999, art. 4, commi. 1, 2 e 3, assolveva in maniera idonea e sufficiente l’onere di specificazione imposto al datore di lavoro dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1.
4. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso C.M.R. sulla base di quattro articolati motivi. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha resistito con controricorso.
6. Con il primo motivo (lett. a-b) la parte ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 70, nonchè della Direttiva Europea 70/99/CE sul rilievo che dovrebbe farsi applicazione congiunta delle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 165 del 2001 e D.Lgs. n. 368 del 2001, al fine di rendere conforme alla Direttiva Europea la disciplina dei contratti a termine del personale scolastico, posto che la disciplina sulle supplenze scolastiche non conterrebbe alcuna disposizione volta a reprimerne la reiterazione.
7. Con il secondo motivo (lett. c-d) la parte ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c. 1 n. 3 c.p.c., violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36 e del D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1 e 5.
80. Il comma 97 della legge in esame stabilisce che si tratta di un concorso “riservato” ai soggetti iscritti, alla data di entrata in vigore della legge (a) nelle graduatorie del concorso pubblico per titoli ed esami a posti e cattedre bandito con D.Dirett. MIUR n. 82 del 2012 e (b) nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente di cui della L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 605, lett. c) e successive modificazioni (la disposizione è conforme all’art. 97, comma 4, u.p. (“ex multis” Corte Cost., sentenze nn. 134/2014; 217/2012; 89/2003; 320/1997; 205/1996, dianzi richiamate).
127. Non è configurabile alcuna abusiva reiterazione dei contratti a termine stipulati dal MIUR con C.M.R., atteso che dalla lettura della sentenza impugnata risulta che le assunzioni a termine della ricorrente sono avvenute esclusivamente su posti di organico di fatto (supplenze temporanee fino al termine dell’attività didattica) ovvero per necessità contingenti e nell’arco temporale dal 1999 al 2002.
Nè le assunzioni effettuate possono venire in rilievo ai fini del computo del termine triennale. In relazione a siffatta tipologia di assunzioni, per le quali non è configurabile in sè alcun abuso ai sensi dell’Accordo Quadro, non risulta, infatti, che la ricorrente abbia allegato che vi fu, nella concreta attribuzione delle supplenze sui posti in organico di fatto, un uso improprio o distorto del potere di macrorganizzazione delegato dal legislatore al Ministero in ordine alla ricognizione dei posti e delle concrete esigenze del servizio e nemmeno che la medesima abbia allegato e provato circostanze concrete atte a dimostrare che negli Istituti in cui la prestazione fu eseguita non sussisteva un’effettiva esigenza temporanea (vd. punti 97-102 e 125 H. di questa sentenza).