Source: http://amsafetyconsulting.it/sicurezza-sul-lavoro/adempimenti-testo-unico-sicurezza/
Timestamp: 2020-06-04 10:38:43+00:00
Document Index: 47279740

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art.43', 'art 15', 'art 17', 'art 46', 'art.15', 'art 20', 'art 28', 'art 42', 'art 176', 'art 185', 'art 279', 'art 242']

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FORMAZIONE ED INFORMAZIONE CONTINUA DEI LAVORATORI, con specifici corsi relativi al rischio medio e alto (rilascio di attestati da Ente Bilaterale accreditato);
Redazione del PIANO DI EMERGENZA/PROCEDURE DI EMERGENZA (ove necessario);
Valutazione dei rischi incendio con relativo piano di emergenza;
Rilevazione della FONOMETRIA (ove necessaria);
Rilevazione delle VIBRAZIONI (ove necessaria);
Analisi del rischio biologico, chimico e cancerogeno (ove necessaria);
Analisi stress da lavoro correlato e microclima;
Redazione D.U.V.R.I. (ove necessario);
Redazione dei piani di sicurezza P.O.S. – P.S.C. – P.S.S.;
Nomina del coordinatore della sicurezza C.S.P. – C.S.E.;
Visite mediche per i lavoratori;
Formazione e rilascio di attestati relativi alle specifiche mansioni dei lavoratori;
Formazione e rilascio di attestati relativi agli specifici incarichi del datore di lavoro e dei lavoratori.
Altre attività di consulenza – formazione e informazione relativa al Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro.
La complessa e articolata normativa sulla sicurezza sul lavoro ha il suo punto di riferimento in Italia nel Testo Unico della Sicurezza, Decreto legislativo 9 aprile 2008 e s.m.i., che consta di 306 articoli e 51 Allegati.
L’intero documento aggiornato (ultima revisione) può essere scaricato liberamente in formato PDF direttamente dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella sezione Salute e Sicurezza sul lavoro.
Qui su AMSafetycinsulting.it abbiamo voluto affrontare alcune tematiche specifiche rintracciabili nel Testo Unico e commentarle per rendere più comprensibile la normativa.
La sicurezza Antincendio disciplinata nel Testo Unico
Testo Unico Sicurezza – Antincendio
Art. 46 del D.Lgs 81/08 “Prevenzione Incendi”.
Le principali disposizioni che disciplinano la prevenzione antincendio sui luoghi di lavoro si rintracciano nell’art. 46 del D.Lgs 81/08“Prevenzione Incendi” che affronta l’argomento seguendo linee di principio generali e introduce il ruolo cardine del corpo dei Vigili del Fuoco che, sia a livello centrale che periferico, assumono importanza strategica dal punto di vista funzionale ed operativo, come nucleo territoriale preposto alla vigilanza, alla supervisione, ed alle attività di consulenza.
Fermo restando le attribuzioni di responsabilità delle aziende, in capo come sempre al datore di lavoro, ed al di là delle disposizioni generali di prevenzione infortuni descritte nellart.43; il Testo Unico si rivolge integralmente al Decreto Ministeriale del 10 marzo 1998, che disciplina da diversi anni (seppur con le dovute integrazioni e modifiche intervenute nel corso degli anni) tutta la normativa di prevenzione incendi a cui le aziende di ogni grado e dimensione devono fare riferimento.
Più volte negli ultimi anni si è vociferato in merito all’emissione di un nuovo emendamento, sostitutivo dello storico 10/98, e nel 2013 queste voci sembravano trovare un imminente riscontro con l’emissione di un decreto attuativo; tuttavia a dispetto delle numerose indiscrezioni, ad oggi ancora non si conoscono con esattezza le tempistiche dell’approvazione del nuovo testo, tant’è che lo stesso corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, pubblicava non più tardi a novembre 2013, una nota informativa dal titolo :“Nuovo decreto ministeriale 10 marzo 1998 sulla sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro” nella quale in sintesi si avvertiva che le numerose indiscrezioni apparse in rete erano da considerarsi provvisorie e si diffidava gli utenti dal prendere provvedimenti fintantoché il nuovo decreto non fosse stato effettivamente pubblicato in GU.
Non entreremo quindi, in questo contesto, nel merito di quali e quante potrebbero essere le modifiche apportate al testo dal nuovo eventuale provvedimento, evitando così di creare false attese su dati che ancora non sono stati ufficialmente divulgati, sottolineando invece come nella recente revisione del D.Lgs 81/08 datata Maggio 2014, sia stato inserito all’interno dei decreti cui il Testo Unico fa esplicito riferimento, proprio il DM 10/03/1998.
Risulta evidente quindi come l’obiettivo del legislatore sia quello, in assenza di novità, di confermare la solidità normativa della normativa vigente, che viene di fatto inserita all’interno del panorama normativo che disciplina la Sicurezza sui luoghi di lavoro in Italia, diventando formalmente parte integrale e costitutiva del Testo Unico.
Con questa revisione il legislatore intende da un lato arginare la crescente proliferazione di notizie relative a imminenti rivoluzioni in materia di normativa antincendio, e dall’altro ribadire come il DM 10/03/98 sia ad oggi ancora da considerare come l’unico punto di riferimento valido in materia, confermandone sia l’attualità che i contenuti operativi, in attesa di un nuovo decreto.
Il sistema di prevenzione incendi secondo il Testo Unico
Testo Unico Sicurezza – Prevenzione incendi
Prevenire gli incendi sui luoghi di lavoro.
Il Testo Unico per la Sicurezza disciplina la prevenzione incendi sui luoghi di lavoro e nella versione aggiornata a maggio 2014, inserisce esplicitamente in calce al testo stesso il Decreto Ministeriale 10 marzo 1998, “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”.
Già nella prima edizione del Testo Unico, risalente al maggio 2008, erano presenti dei riferimenti di carattere generale in materia di prevenzione incendi, rintracciabili per esempio nell’art 15 comma u) in cui vengono ricordati gli obblighi del Datore di Lavoro in materia di predisposizione delle misure generali di tutela nella lotta antincendio, e nell’art 17b in merito alla nomina obbligatoria degli addetti alle squadre di emergenza, ivi compresa quella preposta alla lotta antincendio.
A questo proposito un successivo interpello del 15/11/2012, anch’esso inserito all’interno del D.Lgs 81/08; chiarisce che questo obbligo vige anche per le aziende con meno di cinque lavoratori, ove tuttavia questo ruolo può essere ricoperto anche dal datore di lavoro.
In forma generale, inoltre, l’articolo 37 definisce gli obblighi in materia di formazione ed addestramento, riconducibili al datore di lavoro, per gli addetti alla gestione di questo tipo di emergenza.
Il Testo Unico entra nel vivo degli aspetti riguardanti la Prevenzione Incendi con gli articoli 43 e 46 relativi rispettivamente alle disposizioni generali ed alla prevenzione incendi in materia di “Gestione delle Emergenze”. Nell’art 46 in particolare viene illustrato un ulteriore esplicito riferimento al DM 10/03/1998; dopo aver sancito l’obbligo di adottare adeguate misure all’interno dei luoghi di lavoro, rivolte a prevenire gli incendi per tutelare l’incolumità dei lavoratori, viene infatti definito che, in attesa di opportuni decreti che regolamentino le disposizioni in materia di misure preventive, misure precauzionali, metodi di controllo e criteri per la gestione delle emergenze; continueranno ad applicarsi i criteri generali di cui al DM del 10 Marzo 1998.
Da ultimo l’allegato XXV relativo alle prescrizioni per i cartelli segnaletici illustra nel dettaglio le caratteristiche che questi ultimi devono obbligatoriamente possedere per essere conformi alla normativa; mentre l’allegato XXVII definisce sinteticamente le prescrizioni relative alla segnaletica destinata ad identificare i presidi antincendio.
In conclusione il D.Lgs 81/08 si ripropone fin dalla nascita e quindi in diverse successive occasioni, di affrontare dettagliatamente gli argomenti relativi alla prevenzione incendi sui luoghi di lavoro, utilizzando come punto di riferimento esplicito, il DM del 10 Marzo 1998.
Testo Unico Sicurezza – Primo soccorso
Art. 45 del D.Lgs 81/08 e decreti attuativi.
Il tema relativo alla sicurezza nei cantieri coinvolge, all’interno di un complesso panorama operativo e legislativo, numerosi soggettiincaricati di tutelare la salute e la sicurezza degli operatori del settore che registra il maggior numero di infortuni sul lavoro.
Troviamo quindi in primo luogo le disposizioni relative ai servizi igienico-assistenziali che devono essere obbligatoriamente messi a disposizione dei lavoratori all’interno di un cantiere (spogliatoi, docce, servizi igienici, ecc..) e di seguito le caratteristiche minimegenerali che il cantiere deve possedere per garantire vivibilità e sicurezza (presidi antiincendio, vie di fuga, cubature dei locali, illuminazione ed aerazione).
Attrezzature e DPI sulla sicurezza lavoro
Testo Unico Sicurezza – Attrezzature
Titolo III Testo Unico Sicurezza sulle attrezzature per i lavoratori.
Il motivo di questa nuova direzione risiede nella constatazione statistica per la quale molti infortuni sul lavoro sono dovuti ad atteggiamenti impropri piuttosto che, come succedeva in passato, a difetti di attrezzature, DPI o strumenti. Ad oggi le attrezzature sui luoghi di lavoro sono diventate, per via dell’impatto tecnologico, sempre più sicure ed affidabili.
Articoli 15, 20 e 28 del Dlgs 81/08
Già nell’art.15 del Decreto si evidenzia come tra gli obblighi del progettista, o del Datore di Lavoro, ricadano anche quelli di una scelta ergonomica delle attrezzature di lavoro, spostando in questo caso quindi l’attenzione sull’ergonomia più che sulla conformità progettuale.
Questa direzione che il legislatore ha consapevolmente voluto intraprendere, viene quindi ribadita nell’art 20, dove tra gli obblighi dei lavoratori si ricorda come questi debbano “utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro” partendo dal presupposto che queste siano conformi; l’attenzione viene ancora una volta focalizzata sull’appropriato comportamento di chi le utilizza.
Prima di entrare nel vivo del Titolo III, infine, anche nell’art 28 (Valutazione dei Rischi), e fin dalla prima riga, si punta ancora una volta il dito sulla scelta delle attrezzature di lavoro, che devono essere attentamente considerate in termini di adeguatezza ed ergonomia, all’interno del contesto lavorativo aziendale.
Testo Unico Sicurezza – Sorveglianza sanitaria
Nel Testo Unico V sezione, articoli dal 38 al 42.
All’interno del Testo Unico gli aspetti relativi alla sorveglianza sanitaria sono descritti nella V sezione, articoli 38 al 42; l’argomento tuttavia è di così vasta portata da indurre il legislatore ad approfondire i singoli aspetti della sorveglianza specifica per ogni rischio di esposizione, all’interno di tutti i relativi titoli.
La sezione V funge quindi da introduzione funzionale dell’argomento, delineando quali debbano essere i requisiti posseduti dal Medico Competente, quali le sue attribuzioni e limiti di competenza e come gestire i rapporti con le pubbliche amministrazioni.
Articolo 41 e 42
In questa sede preliminare l’articolo 41 riveste un ruolo cardine; è qui infatti che vengono definite le modalità, le tempistiche, gli interlocutori e le frequenze con cui debba essere effettuata la sorveglianza sanitaria, nei casi previsti dalla legge. Viene inoltre sempre qui definito quando è possibile, da parte del lavoratore, richiedere una visita medica supplementare, e quando invece è obbligatorio esservi sottoposti, che cosa può essere accertato dalla sorveglianza e cosa invece no, come devono essere gestite le risultanze (giudizi di idoneità) e quali esami possono e/o non possono essere effettuati.
In ogni caso la Sorveglianza Sanitaria non è mai a carico del lavoratore ma sempre ed esclusivamente dell’azienda, secondo le modalità definite in collaborazione con il Medico Competente.
Come accennato inoltre (art 42 D.Lgs 81/08) il giudizio di idoneità, che ricordiamo deve essere espresso per la mansione specifica per cui il lavoratore è designato, può essere positivo o negativo, temporanea o permanente, ed in tutti i casi può prevedere prescrizioni o limitazioni.
Sorveglianza sanitaria e rischi specifici
Passando ora ai singoli Titoli relativi ai diversi fattori di rischio, è possibile già individuare quali siano i casi previsti dalla legge in cui sia obbligatoria la Sorveglianza Sanitaria, e dunque la nomina del Medico Competente. Per ogni singolo rischio viene descritto come e quando effettuare la Sorveglianza Sanitaria, quindi ad esempio per il rischio da esposizione a Videoterminali (art 176), per i rischi da agenti Fisici (art 185), per i rischi da esposizione ad agenti biologici (art 279-281) ed a sostanze pericolose (art 242-245 e 259).
In particolare questo ultimo fattore di rischio viene trattato dal legislatore con doverosa e peculiare attenzione, caratterizzando l’esposizione a sostanze chimiche, cancerogene, teratogene e mutagene.
L’esposizione a molte sostanze nocive per l’organismo può dare luogo, come noto, a malattie professionali che risultano quindi oggetto degli articoli di cui sopra, sia per la difficoltà nell’effettuare una diagnosi accurata e precoce, che per la complessità e vastità degli accertamenti possibili ed eseguibili.
Anche se l’intenzione del Testo Unico è quella di andare nel dettaglio dei singoli fattori di rischio, risulta evidente nella volontà del legislatore come le responsabilità tecniche in merito alla Sorveglianza Sanitaria sui luoghi di lavoro debbano essere demandati ai singoli Medici Competenti, che caso per caso hanno l’obbligo di valutare, in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione, modalità e contenuti degli accertamenti.
Se tuttavia gli aspetti tecnici e più rigorosamente medici ricadono naturalmente sotto la giurisdizione del Medico Competente, le responsabilità di tipo giuridico restano come sempre a carico del Datore di Lavoro che ha tra i suoi obblighi quello di organizzare e far eseguire la Sorveglianza Sanitaria nei casi previsti dalla legge.