Source: http://winescout.it/disciplinare/docg/barbaresco+
Timestamp: 2018-01-16 09:38:53+00:00
Document Index: 120293067

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1']

Vino DOCG Barbaresco – WineScout
Vino DOCG Barbaresco
Approvato DOC con
Approvato DOCG con
DPR 23.04.1966
DPR 03.10.1980
DM 21.02.2007
DM 16.04.2010
G.U.145-14.06.1966
G.U. 242 - 03.09.1981
G.U. 51 - 02.03.2007
G.U. 95 - 24.04.2010
G.U. 295 - 20.12.2011
Prodotti Dop e Igp -Vini
D.M. 17.04.2015
(concernente correzione dei disciplinari) GU n.
97 del 28.04.2015 Pubblicato sul sito ufficiale
del Mipaaf -Sezione Prodotti Dop e Igp- Vini
1. La denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» è riservata ai vini rossi che
rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di
- «Barbaresco»;
- «Barbaresco» riserva;
- «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva, con una delle «menzioni geografiche aggiuntive» riportate
al successivo art. 7 alle quali può essere aggiunta la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo
alle condizioni stabilite dall'art. 7, comma 5.
2. Le delimitazioni delle «menzioni geografiche aggiuntive» sono definite tramite l'allegato in calce
al presente disciplinare di produzione.
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco», devono essere ottenuti da
uve provenienti dai vigneti composti esclusivamente dal vitigno Nebbiolo.
1. La zona di origine delle uve atta a produrre i vini a denominazione di origine controllata e
garantita «Barbaresco» comprendente i territori già delimitati con decreto ministeriale 31 agosto
1933, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238, del 12 ottobre 1933, nonché quelli per i quali
ricorrono le condizioni di cui al secondo comma dell'art. 1 del decreto del Presidente della
Repubblica 12 luglio 1963, n. 930, include l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive,
denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» devono essere quelle tradizionali
della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di
- giacitura: collinare; sono da escludere categoricamente i terreni di fondovalle, umidi, pianeggianti
e non sufficientemente soleggiati;
- altitudine: non superiore a 550 m s.l.m.;
- esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve, ma con l'esclusione del versante
- densità d'impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e
numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d'impianto, non inferiore a 3.500;
- forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forma di allevamento:
controspalliera; sistema di potatura: Guyot);
3. La resa massima di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini a
denominazione di origine controllata e garantita: «Barbaresco» con o senza «menzione geografica
aggiuntiva», «Barbaresco» riserva con o senza «menzione geografica aggiuntiva», ed il titolo
alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione devono
essere rispettivamente i seguenti:
«Barbaresco»
«Barbaresco» riserva con menzione geografica aggiuntiva:
«Barbaresco» riserva
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata
e garantita «Barbaresco», «Barbaresco» riserva, entrambi con «menzione geografica aggiuntiva» e
«vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale deve essere:
----------------------------------------------------------------------------«Barbaresco» riserva
----------------------------------------------------------------------------Nel caso in cui la denominazione d'origine controllata e garantita «Barbaresco» con «menzione
geografica aggiuntiva» e «vigna» con relativo toponimo o nome tradizionale, fosse utilizzata per
vigneti con meno di sette anni d'età, la produzione di uve ad ettaro ammessa è pari a:
------------------------------------------------------------------------------al terzo anno
------------------------------------------------------------------------------al quarto anno
------------------------------------------------------------------------------al quinto anno
------------------------------------------------------------------------------al sesto anno
------------------------------------------------------------------------------Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» devono essere riportati nei limiti di
cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermo restando i limiti
resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
4. In caso di annata sfavorevole, che lo renda necessario, la Regione Piemonte su proposta del
Consorzio di Tutela fissa una resa inferiore a quella prevista dal presente disciplinare anche
differenziata nell'ambito della zona di produzione di cui all'art. 3.
5. I conduttori interessati, che prevedano di ottenere rese maggiori rispetto a quelle indicate dalla
Regione Piemonte, ma non superiori a quelle fissate dal precedente punto 3, dovranno
tempestivamente, e comunque almeno 5 giorni prima della data d'inizio della propria vendemmia,
segnalare, con lettera raccomandata agli organi competenti per territorio preposti al controllo, la
data di inizio delle operazioni e la stima della maggiore resa, per consentire gli opportuni
6. Nell'ambito della resa massima fissata in questo articolo, la Regione Piemonte su proposta del
Consorzio di Tutela può fissare limiti massimi di uva classificabile per ettaro inferiori a quelli
previsti dal presente disciplinare di produzione in rapporto alla necessità di conseguire un miglior
equilibrio di mercato. In questo caso non si applicano le disposizioni di cui al comma 5.
7. La Regione Piemonte, su richiesta del Consorzio di Tutela e sentite le rappresentanze di filiera,
vista la situazione del mercato, può stabilire la sospensione e/o la regolamentazione, anche
temporanea, delle iscrizioni allo schedario viticolo con idoneità alla DOCG Barbaresco per i vigneti
di nuovo impianto e/o di reimpianto che aumentano il potenziale produttivo della denominazione.
1. Le operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio dei vini. a denominazione di origine
controllata e garantita «Barbaresco» devono essere effettuate all'interno della zona di produzione di
cui all'art. 3 del presente disciplinare di produzione.
E' facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sentito il Consorzio di tutela,
di consentire che le suddette operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio siano
effettuate in stabilimenti situati nell'intero territorio del comune di Alba.
Tali stabilimenti devono dimostrare di possedere un titolo di conduzione dei vigneti della durata
non inferiore a quindici anni.
2. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, può altresì consentire che le suddette
operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio siano effettuate dalle aziende che,
avendo stabilimenti situati nei territori delle province di Cuneo, Asti, Alessandria inclusi nell'art. 4
del disciplinare annesso al decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1966, dimostrino che
già effettuarono tali operazioni, previa attestazione della competente camera di commercio.
-----------------------------------------------------------------------------«Barbaresco» riserva
------------------------------------------------------------------------------Per l'impiego della menzione geografica aggiuntiva seguita da «vigna», fermo restando la resa
percentuale massima uva-vino di cui al paragrafo sopra, la produzione massima di vino hl/ha
ottenibile è determinata in base alle rese uva t/ha di cui all'art. 4, punto 3.
Qualora tale resa superi la percentuale sopraindicata, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non ha diritto
alla denominazione di origine controllata e garantita; oltre detto limite percentuale, decade il diritto
alla denominazione di origine per tutto il prodotto.
4. La resa massima dell'uva in vino finito al termine del periodo di invecchiamento obbligatorio non
dovrà essere superiore a:
------------------------------------------------------------------------------5. Nella vinificazione e invecchiamento devono essere seguiti i criteri tecnici più razionali ed
effettuate le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le migliori caratteristiche di qualità, ivi
compreso l'arricchimento, secondo i metodi e i limiti riconosciuti dalla legislazione vigente.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------«Barbaresco» riserva
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------L'immissione al consumo è consentita soltanto a partire dalla data, per ciascuno di essi, di seguito
alla vendemmia;
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------«Barbaresco» riserva
del quinto anno
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------7. All'atto della certificazione, trascorso il tempo di invecchiamento come stabilito al paragrafo
precedente, il produttore può fare esplicita richiesta della tipologia “riserva”
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» all'atto dell'immissione al
- colore: rosso granato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol; con «menzione geografica
aggiuntiva» e «vigna»: 12,50% vol;
2. Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Barbaresco» tipologia «riserva»,
3. E' in facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, modificare con proprio
decreto, i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore minimo .
1. La denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva
può essere seguita da una delle seguenti «menzioni geografiche aggiuntive», amministrativamente
definite nell'allegato al presente disciplinare di produzione:
Albesani, Asili, Ausario, Balluri, Basarin, Bernadot, Bordini, Bricco di Neive, Bricco di Treiso,
Bric Micca, Ca' Grossa, Canova, Cars, Casot, Castellizzano, Cavanna, Cole, Cottà, Currà, Faset,
Fausoni, Ferrere, Gaia-Principe, Gallina, Garassino, Giacone, Giacosa, Manzola, Marcarini,
Marcorino, Martinenga, Meruzzano, Montaribaldi, Montefico,
Montersino, Montestefano, Muncagota, Nervo, Ovello, Paje', Pajore', Pora, Rabaja', Rabaja-Bas,
Rio Sordo, Rivetti, Rizzi, Roccalini, Rocche Massalupo, Rombone, Roncaglie, Roncagliette,
Ronchi, San Cristoforo, San Giuliano, San Stunet, Secondine, Serraboella, Serracapelli, Serragrilli,
Starderi, Tre Stelle, Trifolera, Valeirano, Vallegrande e Vicenziana. Le suddette menzioni
geografiche aggiuntive, possono essere accompagnate dalla menzione «vigna» seguita dal relativo
toponimo, alle condizioni previste al successivo comma 4. Detta menzione «vigna» dovrà essere
indicata soltanto se unita ad una delle menzioni geografiche aggiuntive di cui sopra.
2. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita
«Barbaresco» di cui all'art. 1, è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle
previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, naturale,
scelto, selezionato, vecchio e similari.
3. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita
«Barbaresco» di cui all'art. 1, è consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o
ragioni sociali o marchi privati, purché non si confondano con le «menzioni geografiche
aggiuntive», fatto salvo il rispetto dei diritti acquisiti, non abbiano significato laudativo, non
4. Nella designazione e presentazione dei vini «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva, la «menzione
geografica aggiuntiva» dovrà essere riportata immediatamente sotto la denominazione e non potrà
avere dimensione superiore a quelle utilizzate per indicare «Barbaresco».
5.Nella designazione e presentazione dei vini «Barbaresco» e «Barbaresco» riserva , la DOCG può
essere accompagnata dalla menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale a
condizione che sia rivendicata anche la «menzione geografica aggiuntiva» e purché la vinificazione
e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, venga riportata sia
nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri
nell'apposito elenco regionale ai sensi dell'art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010
( Allegato 1).
Coloro i quali, nella designazione e presentazione dei vini Barbaresco intendono accompagnare la
denominazione di origine e la menzione geografica aggiuntiva con l'indicazione della vigna abbiano
effettuato la vinificazione delle uve e l'imbottigliamento del vino.
La menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale deve essere riportata in
etichetta con caratteri di dimensione inferiore o uguale al 50% del carattere usato per la DOCG
6. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata Barbaresco
come all'Art.1, è obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.
1. Le bottiglie nelle quali vengono confezionati e commercializzati i vini a denominazione di
origine controllata e garantita «Barbaresco», di cui all'art. 1, devono essere di forma tradizionale, di
vetro scuro con dispositivi di chiusura ammessi dalla vigente normativa in materia.
2. Le bottiglie nelle quali vengono confezionati e commercializzati i vini a denominazione di
origine controllata e garantita «Barbaresco» di cui all'art. 1, devono essere di capacità consentita
dalle vigenti leggi, ma comunque non inferiore a 37,5 cl, con l'esclusione di quelle da 200 cl.
3. E' vietato il confezionamento e la presentazione in bottiglie, che possano trarre in inganno il
consumatore o che siano comunque tali da offendere il prestigio del vino.
4. Su richiesta delle ditte interessate, a scopo promozionale, può essere consentito, con specifica
autorizzazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l'utilizzo di contenitori
tradizionali di capacità di litri 6, 9, 12 e 15.
Il Barbaresco nasce nelle langhe, termine che secondo alcuni studiosi deriverebbe da "Langues"
che non sono altro che delle lingue di terra che si estendono in un vivace gioco di profili, modulati
dal mutare delle stagioni. Dal punto di vista geologico, le Langhe hanno origine nell'Era Terziaria o
Cenozoica, iniziata quasi 70 milioni di anni fa. La marna tufacea bianca caratterizza il comprensorio
di produzione, sulle colline alte a dominare il fiume Tanaro. Il terreno di cui è composto il territorio
nella sua massima parte appartiene a quella formazione geologica che si chiama "terreno
tortoriano", uno dei 14 strati dai quali è formata la pila dei terreni sedimentari che compongono il
Queste marne sono di un colore grigio-bluastro, non molto resistenti e danno luogo a colline
biancheggiati piuttosto basse e rotondeggianti, sono molto favorevoli alla coltivazione della vite.) Il
Barbaresco è ottenuto da Nebbiolo in purezza e viene coltivato in tre comuni a Nord-Est di Alba
che è compresa in parte nell'area di produzione. Viene coltivato da sempre secondo i metodi
tradizionali della zona: potatura a guyot e sistema di allevamento a spalliera con vegetazione
assurgente. Il Nebbiolo nella zona del Barbaresco origina vini dal colore rosso granato con riflessi
arancioni, dal profumo etereo, gradevole e intenso, dal sapore asciutto, pieno e delicato, vellutato,
Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
Possiamo distinguere i colli di Barbaresco e Neive dove si originano vini caratterizzati da una parte
da struttura, pienezza tannica e potenza, dall'altra da morbidezza, ricchezza fruttata e finezza; ed i
colli di Treiso che originano vini con caratteristiche più legate alla finezza e all'eleganza che alla
struttura. Il terreno di cui è composto il territorio di Barbaresco nella sua massima parte appartiene a
quella formazione geologica che si chiama "terreno tortoriano", uno dei 14 strati dai quali è formata
la pila dei terreni sedimentari che compongono il bacino terziario del Piemonte. Il terreno
Tortoniano è caratterizzato da marne e sabbie straterellate. Queste marne sono di un colore grigiobluastro, non molto resistenti e danno luogo a colline biancheggiati piuttosto basse e rotondeggianti,
sono molto favorevoli alla coltivazione della vite.
Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
La coltivazione del Nebbiolo in questa zona ha origini molto antiche: secondo alcuni furono i Galli i
primi ad essere attratti dal vino Barbaritium e per questo giunsero in Italia; altri sostengono che il
Barbaresco derivi il suo nome dai popoli Barbari che causarono la caduta dell'impero romano.
Quale che sia la sua origine, oggi poco importa: certamente è una delle prime denominazioni
riconosciute in Italia nel 1966 insieme al Barolo.
Corso Enotria, 2/C – Ampelion