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Timestamp: 2019-12-12 16:56:25+00:00
Document Index: 156284076

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 148', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2']

Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 13 aprile 2017 recante "Determinazione dei contributi per l'uso delle frequenze televisive, per l'anno 2017" - Aeranti
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Determinazione dei contributi per l’uso delle frequenze televisive, per l’anno 2017.
Vista la delibera 622/15/Cons dell’Autorita’ del 5 novembre 2015, recante «Definizione delle modalita’ e delle condizioni economiche per la cessione della capacita’ trasmissiva delle reti televisive locali, ai sensi dell’art. 6 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come modificato dall’art. 1, comma 147, della legge 23 dicembre 2014, n. 190»;
Visto il comma 172 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilita’ 2016) che cosi’ recita: «L’importo dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze televisive in tecnica digitale, dovuto dagli operatori di rete in ambito nazionale o locale, e’ determinato, con decreto del Ministero dello sviluppo economico, da emanare entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, in modo trasparente, proporzionato allo scopo, non discriminatorio e obiettivo sulla base dell’estensione geografica del titolo autorizzato, del valore di mercato delle frequenze, tenendo conto di meccanismi premianti finalizzati alla cessione di capacita’ trasmissiva a fini concorrenziali nonche’ all’uso di tecnologie innovative. L’art. 3-quinquies, comma 4, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, e’ abrogato»;
Visto il successivo comma 174 che dispone che «Dall’importo dei contributi di cui al comma 172 e dei diritti amministrativi per gli operatori nazionali e locali, titolari di autorizzazione generale per l’attivita’ di operatore di rete televisiva in tecnologia digitale terrestre e per l’utilizzo di frequenze radioelettriche per i collegamenti in ponte radio, calcolati in base all’allegato n. 10 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, devono derivare entrate complessive annuali per il bilancio dello Stato in misura non inferiore a euro 32,8 milioni»;
Visto il comma 175 della stessa legge che stabilisce che «Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi 172, 173 e 174, pari a 11 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015, si provvede, per l’anno 2015, mediante utilizzo delle somme gia’ versate, entro il 9 dicembre 2015, all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi dell’art. 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che restano acquisite all’erario per il corrispondente importo, e, a decorrere dall’anno 2016, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’art. 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190»;
Considerato che fino all’anno 2012 – essendo ancora vigente il regime analogico – gli operatori di rete hanno assolto all’obbligo di contribuzione secondo le modalita’ previste dalle delibere dell’Autorita’ n. 353/11/CONS e n. 350/12/CONS e che tale pagamento, per espressa previsione dello stesse delibere, comprendeva sia i contributi per l’uso delle frequenze che i diritti amministrativi dovuti per il regime di autorizzazione generale;
Valutata la circostanza che il regime delineato dall’art. 5 della legge 115 del 2015 determina un diverso e ulteriore introito per l’erario e quindi tale introito previsto in circa 3 milioni di euro ma suscettibile di variazioni – secondo i calcoli piu’ recenti forniti dalla Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, radiodiffusione e postali – va tenuto conto in relazione al vincolo di ottenere entrate complessive annuali per il bilancio dello Stato in misura non inferiore a euro 32,8 milioni, come indicato dalla suddetta disposizione della legge di Stabilita’ 2016;
Considerato pertanto che per rispettare il suddetto vincolo di finanza pubblica e’ necessario ottenere dai contributi determinati dal presente decreto un introito complessivo annuale di circa 29,8 milioni di euro;
Visto il decreto ministeriale 4 agosto 2016 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2016), che in attuazione delle sopracitate disposizioni dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha determinato l’importo dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze televisive in tecnica digitale, dovuto dagli operatori di rete in ambito nazionale o locale, per gli anni 2014, 2015 e 2016, prendendo come riferimento il valore di mercato delle frequenze desunto dai ricavi medi, per ciascuna frequenza, dell’attivita’ di vendita della capacita’ trasmissiva da parte degli operatori, secondo i dati disponibili elaborati dall’Autorita’;
Visto in particolare l’art. 4 del suddetto decreto ministeriale il quale dispone che: «con successivo decreto verra’ stabilito l’importo dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze televisive in tecnica digitale dovuti per l’anno 2017 sulla base dei dati aggiornati e disponibili relativi ai ricavi degli operatori di rete in ambito nazionale e locale»;
Ravvisata pertanto la necessita’ di individuare i nuovi valori di riferimento per il calcolo dei contributi sulla base dei dati aggiornati forniti dall’Autorita’ relativamente ai ricavi medi da attivita’ televisiva degli operatori di rete, sia nazionali che locali, rilevati per l’ultimo triennio disponibile;
Considerato che il ricavo medio dell’attivita’ di vendita della capacita’ trasmissiva per ciascuna rete (multiplex), in rapporto alla capacita’ totale disponibile, ottenuto dagli operatori di rete nazionali relativamente al triennio 2013/2015, puo’ essere desunto in un importo pari a € 27.227.442;
Ritenuto necessario ai fini del calcolo del valore di riferimento del contributo dovuto per l’anno 2017 per l’utilizzo di ciascuna frequenza operante in ambito nazionale, determinare un’aliquota contributiva da applicare al suddetto ricavo medio superiore rispetto a quella del 7% individuata per il contributo relativo agli anni 2014, 2015 e 2016, a causa del decremento dell’importo del ricavo medio complessivo, e che tale aliquota possa essere stabilita nella misura del 7,5% allo scopo di ottenere la necessaria quota annuale di introiti per il bilancio dello Stato;
Considerato che nelle condizioni attuali di mercato, anche sulla base delle analisi svolte dall’Autorita’, il «valore di mercato delle frequenze» risulta molto variegato a livello locale e che pertanto occorre confermare un valore teorico rappresentativo di riferimento specifico ai fini del calcolo dei contributi dovuti per le frequenze operanti in ambito locale;
Considerato che tale valore si puo’ desumere negli importi dei ricavi medi dell’attivita’ di vendita a terzi della capacita’ trasmissiva ottenuti dagli operatori di rete locali relativamente al triennio 2013/2015, secondo i dati ponderati in base alla popolazione residente nelle regioni appositamente elaborati e forniti dall’Autorita’;
Ritenuto necessario, in quanto proporzionato allo scopo, non discriminatorio e obiettivo sulla base dell’estensione geografica del titolo autorizzato, ai fini del calcolo del contributo dovuto per l’utilizzo di ciascuna frequenza operante in ambito locale determinare un’aliquota contributiva da applicare ai suddetti valori di riferimento superiore rispetto a quella del 6% individuata per il contributo relativo agli anni 2014, 2015 e 2016, a causa del decremento dell’importo dei ricavi complessivi, e che tale aliquota possa essere stabilita nella misura del 6,5% allo scopo di ottenere la necessaria quota annuale di introiti per il bilancio dello Stato;
Considerato che in relazione alla sopracitata disposizione del comma 172 della legge n. 208 del 2016 l’importo dei contributi deve essere basato sull’estensione geografica del titolo autorizzato e che pertanto e’ necessario calcolare il contributo in proporzione al numero degli abitanti (secondo i dati dell’ultimo censimento ISTAT) corrispondenti al bacino di servizio del diritto d’uso assegnato ai singoli operatori di rete;
Considerato che nei casi di diritto d’uso assegnato con copertura locale limitata e in cui le aree indicate di servizio non coincidono con quelle delle circoscrizioni amministrative, ai fini del calcolo dell’estensione geografica del titolo autorizzato, e’ ragionevole continuare a prendere in considerazione il 50% del totale degli abitanti di tutte le circoscrizioni amministrative interessate;
Ravvisata l’esigenza di confermare la previsione di un regime agevolato per i soggetti non aventi scopo di lucro titolari di diritto d’uso in ambito locale che utilizzano la frequenza esclusivamente per la trasmissione di programmi da parte di emittenti televisive a carattere comunitario, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera n) del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come peraltro avveniva in passato per l’emittente televisiva analogica a carattere comunitario, quale «emittente per la radiodiffusione televisiva in ambito locale costituita da associazione riconosciuta o non riconosciuta, fondazione o cooperativa priva di scopo di lucro, che trasmette in tecnica analogica programmi originali autoprodotti a carattere culturale, etnico, politico e religioso, e si impegna: a non trasmettere piu’ del 5 per cento di pubblicita’ per ogni ora di diffusione; a trasmettere i predetti programmi per almeno il 50 per cento dell’orario di trasmissione giornaliero compreso tra le ore 7 e le ore 21», che generalmente non corrispondeva alcun canone per la concessione della frequenza avendo un fatturato commerciale irrisorio o pari a zero;
Ritenuto opportuno, essendo gli operatori di rete con suddette caratteristiche gia’ tenuti al pagamento annuale dei diritti amministrativi in applicazione dell’art. 5 della legge 115 del 2015, confermare la previsione per tali soggetti l’esonero dal pagamento del nuovo contributo per l’uso delle frequenze, anche in ragione del numero esiguo delle emittenti televisive ex analogiche a carattere comunitario oggi titolari di diritti d’uso come operatori di rete;
Considerato che si rende necessario confermare l’individuazione di «meccanismi premianti finalizzati alla cessione di capacita’ trasmissiva a fini concorrenziali» e che per tale finalita’ e’ ragionevole applicare una percentuale variabile di sconto sul contributo applicabile agli operatori in base alla quantita’ di capacita’ trasmissiva ceduta;
Ravvisata l’esigenza a fini concorrenziali di confermare l’applicazione di tale meccanismo premiante a favore degli operatori di rete non verticalmente integrati o che abbiano ceduto nell’anno precedente al quale si riferisce il contributo, la propria capacita’ trasmissiva a terzi non riferibili allo stesso gruppo imprenditoriale, secondo i seguenti criteri: a) cessione tra il 30% e il 50%, sconto del 20%; b) cessione tra il 50% e il 75%, sconto del 40%; c) cessione tra il 75% e il 100%, sconto del 60%;
Considerato che si rende necessario confermare l’individuazione di «meccanismi premianti finalizzati all’uso di tecnologie innovative» e che per tale finalita’ e’ ragionevole applicare una percentuale di sconto sul contributo del 20% per ciascuna rete in caso di fornitura e/o gestione di una rete con tecnologie innovative in modalita’ DVB-T2;
Ravvisata l’esigenza di confermare l’applicazione di tale meccanismo premiante a favore degli operatori di rete che abbiano sviluppato tecnologie innovative di trasmissione in modalita’ DVB-T2 in misura superiore all’80% della propria capacita’ trasmissiva;
1. Per l’anno 2017 il valore di riferimento relativo al contributo annuale dovuto per l’utilizzo di una frequenza con copertura nazionale nelle bande televisive terrestri, desunto dai ricavi medi per ciascuna frequenza dell’attivita’ di vendita della capacita’ trasmissiva da parte degli operatori di rete nazionali, applicando l’aliquota di contribuzione del 7,5%, e’ fissato in euro 2.042.058 per ciascuna rete (multiplex).
2. Per i contributi dovuti per l’anno 2017, restano confermate e pertanto si applicano le disposizioni di cui all’art. 1, commi 2, 3, 4, 5 e 6, del decreto ministeriale 4 agosto 2016.
1. Per l’anno 2017 il valore di riferimento per l’utilizzo di una frequenza con copertura locale nelle bande televisive terrestri e’ fissato per ciascuna rete (multiplex) e per ogni regione nei seguenti importi ponderati in base alla popolazione:
3. Ai fini del calcolo del contributo dovuto per l’utilizzo di ciascuna frequenza operante in ambito locale, ai valori rideterminati ai sensi del precedente comma si applica un’aliquota contributiva nella misura del 6,5%.
4. Per i contributi dovuti per l’anno 2017, restano confermate e pertanto si applicano le disposizioni di cui all’art. 2, commi 4, 5, 6, 7 e 8, del decreto ministeriale 4 agosto 2016.
4. Entro il termine del 31 maggio di ogni anno, gli operatori di rete, ai fini dell’ottenimento degli sconti presentano alla competente Direzione generale del Ministero apposite dichiarazioni attestanti gli elementi e i dati che giustificano il diritto allo sconto. Tali dichiarazioni saranno soggette a successivi controlli da parte del Ministero.
1. L’importo e le modalita’ di versamento dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze televisive in tecnica digitale dovuti per l’anno 2017 si applicano anche alle annualita’ 2018 e 2019, salva la possibilita’ di stabilire diversi importi con un successivo decreto, se in presenza di variazioni significative dei dati relativi ai ricavi degli operatori di rete in ambito nazionale e locale nell’ultimo triennio e alle entrate complessive per il bilancio dello Stato.