Source: https://avvocatoimmigrati.it/cittadinanza-iure-sanguinis
Timestamp: 2018-07-15 23:03:30+00:00
Document Index: 88978555

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'sentenza ']

Assistiamo coloro che intendono ottenere la cittadinanza italiana per discendenza da avi italiani emigrati all'estero
La nuova legge 5 febbraio 1992, n. 91, per quanto innovativa, non ha determinato fratture con i princìpi guida già fissati nella Legge del 13 giugno 1912, n. 555, che è rimasta legge fondamentale per oltre ottanta anni.
Rimane principio cardine in materia di acquisto della cittadinanza quello dello ius sanguinis, fondato sull’art. 1 della Legge n. 91/1992, in forza del quale è cittadino italiano per nascita il figlio di genitori cittadini, mentre è confermato il carattere residuale dello ius soli.
In applicazione del principio del ius sanguinis, il discendente di emigrato italiano, il quale non abbia conseguito la cittadinanza straniera, può rivendicare a sua volta la cittadinanza italiana.
Da ciò deriva la concreta possibilità che i discendenti di seconda, terza e quarta generazione, ed oltre, di emigrati italiani, siano dichiarati cittadini italiani per filiazione.
La fattispecie interessa - e ha interessato in passato - soprattutto i discendenti di avi italiani nati nei Paesi di antica emigrazione, come Brasile, Argentina, Canada, Australia, ecc.
Si ricorda che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 30 del 9 febbraio 1983, ha dichiarato incostituzionale l’art. 1 della L. n. 555/1912, nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino italiano per nascita il figlio di madre cittadina, in violazione degli artt. 3 e 29 della Costituzione.
Sulla scorta dell'intervento della Corte Costituzionale, l'equiparazione tra uomo e donna in materia di cittadinanza è stato affermato a livello normativo dapprima con la Legge n. 123 del 21 aprile 1983, art. 5 ("E' cittadino italiano il figlio minorenne, anche adottivo, di padre cittadino o madre cittadina"), e successivamente dall’art. 1, lettera a) della Legge n. 91 del 1992, il quale recita, più incisivamente, che "è cittadino italiano per nascita il figlio di padre o di madre cittadini".
Questo è l'orientamento seguito dal Ministero dell'Interno, ma la Corte di Cassazione, con una sentenza a Sezioni Unite del 2009, ha riconosciuto il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana in sede giudiziale anche per i discendenti per via materna nati prima del 1948.
In via giudiziaria, mediante ricorso da proporsi dinanzi al Tribunale Civile di Roma, con il patrocinio di un difensore, nel solo caso dei discendenti da linea materna nati prima del 1° gennaio 1948. Per loro, infatti, l'unica strada possibile per ottenere il l'accertamento della cittadinanza italiana è avviare un processo in Italia.
certificato di residenza (se l'istanza viene presentata in Italia).
Ai sensi del D.P.R. 445/2000, tutti i documenti sopra elencati che sono stati formati all'estero, devono essere tradotti in lingua italiana e muniti di legalizzazione consolare (o Apostille, se lo Stato in questione aderisce alla Convenzione dell'Aja del 1961).
Riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis con lo Studio legale Avvocato Francesco Boschetti