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Timestamp: 2018-07-20 05:05:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 74', 'art. 74', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 74', 'art. 6']

20 Luglio 2018, ore 07:05:39
Autore Discussione: OMESSA DICHIARAZIONE ICI (Letto 28311 volte)
Salve a tutti. Sono proprietario di un immobile dal 1990. Nell'anno in cui Ã¨ stata introdotta l'ici (ossia 1992) ho omesso di presentare la dichiarazione ici ma ho sempre provveduto ai versamenti annuali dell'ici sulla base della rendita presunta. Vorrei sapere se la mancata presentazione della dichiarazione Ã¨ sanata dai pagamenti da me puntualmente effettuati annualmente.
Il Comune ove Ã¨ sito l'immobile mi ha notificato atto di accertamento e contestuale liquidazione dell'ici con irrogazione di sanzioni amministrative per infedele denuncia e insufficiente versamento per gli anni 1996-97-98-99 senza avermi mai notificato prima di allora la rendita definitiva.
Per esplicita previsione (art. 11, comma 2, del Dlgs 504/92), nel caso di omessa presentazione della dichiarazione Ici, l'avviso di accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione stessa avrebbe dovuto essere presentata. Il Comune, quindi, ha correttamente notificato entro i termini prescrizionali l'avviso di accertamento per l'imposta relativa alle annualitÃ 1996 e successive.
Se la rendita catastale Ã¨ stata attribuita dall'Agenzia del territorio prima del 31 dicembre 1999 ed eventualmente pubblicata all'albo pretorio, il Comune ha diritto di recuperare la maggiore imposta dovuta sulla base della rendita attribuita. Sulla differenza di imposta non sono computabili nÃ© sanzioni, nÃ© interessi e l'avviso di accertamento costituisce a tutti gli effetti anche atto di notificazione della predetta rendita (art. 74 della legge 342/2000 e circolare ministeriale 4/FL del 13 marzo 2001). Qualora invece la rendita sia stata notificata per la prima volta nel corso dell'anno 2002, nel senso che per i periodi precedenti (fino al 31 dicembre 1999) la rendita stessa non risulti nÃ© adottata nÃ© pubblicata all'albo pretorio, troverebbe applicazione la regola generale sancita nel comma 1 dell'art. 74 della legge 342/2000, in forza della quale gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci soltanto a decorrere dalla data della loro notificazione e, quindi, il Comune non potrebbe esigere neanche la differenza di imposta (in senso conforme, Commissione tributaria provinciale di Firenze, sezione XIX, sentenza 17 del 13 marzo 2001; contra: Commissione tributaria provinciale di Perugia, sentenza 550 del 19 maggio 2001; Commissione tributaria regionale di Firenze, sezione XI, sentenza 17 del 7 giugno 2002).
Infine, va rilevato che l'omessa presentazione della dichiarazione Ici Ã¨ violazione ben diversa dalla presentazione della dichiarazione o della denuncia infedeli, come diverse sono le misure sanzionatorie. Sul punto Ã¨ bene evidenziare che solo in presenza di dichiarazione infedele la violazione si rinnova di anno in anno, fino a quando il contribuente non provveda alla correzione e a ricondurre la dichiarazione stessa a fedeltÃ (si veda circolare ministeriale 184/E del 13 luglio 1998).
Nel caso di specie, invece, la violazione per omessa presentazione della dichiarazione nel 1993 Ã¨ ormai caduta in prescrizione e il Comune impositore non puÃ² trovare alcuna giustificazione giuridica per sanzionare le annualitÃ di imposta per le quali non sussisteva l'obbligo dichiarativo.
Innanzitutto volevo sapere da dove si evince la data in cui la rendita Ã¨ stata adottata.
Poi , se la rendita Ã¨ stata adottata entro il 31/12/99 ma il Comune non Ã¨ in grado di provare che la rendita catastale sia stata pubblicata all'albo pretorio entro la stessa data, la differenza d'imposta per gli anni pregressi Ã¨ dovuta o no?
La sanzione relativa al 1996 si Ã¨ prescritta o no?.
SÃ¬, Ã¨ dovuta.
Ma, nel quesito del 9 settembre, non aveva scritto di avere omesso di presentare la dichiarazione Ici? In proposito le avevamo citato l'articolo di riferimento per l'esercizio dell'attivitÃ di accertamento.
1) Nell'avviso di accertamento non c'Ã¨ scritta la data in cui la rendita definitiva Ã¨ stata adottata. Nel prospetto relativo al dettaglio immobili nel riquadro intitolato "ACCERTATO" c'Ã¨ solo scritta la categoria catastale e la rendita definitiva. Io ho fatto una visura catastale dove nella sezione intitolata "DATI DERIVANTI DA" c'Ã¨ scritto "ATTO PUBBLICO n.... del... in atti dal 22/01/1993". Volevo capire se quella data del 22/01/1993 sia la data di attribuzione della rendita definitiva.
3) Riguardo alla questione dell'omessa presentazione della dichiarazione Ici io la dichiarazione non riesco a trovarla, comunque non ricordo di averla presentata. Nel prospetto relativo al dettaglio immobili dell'avviso nel riquadro "DICHIARATO" c'Ã¨ scritto 0, e io non capisco perchÃ¨ mi parlino nell'avviso di infedele denuncia visto che pare che io non abbia mai presentato alcuna dichiarazione o denuncia.
4) Le annualitÃ d'imposta arretrate devono essere richieste entro il 31 dicembre del quinto anno successivo all'anno a cui si riferiscono? Se la risposta Ã¨ sÃ¬, allora perchÃ¨ nel 2002 mi viene chiesta la differenza d'imposta relativa al 1996, visto che dovrebbe essersi prescritta entro il 31 dicembre 2001?
Ho letto la Circolare 184 13/07/98 sul ravvedimento ma non ho trovato gli estermi per affermare che l'obbligo dichiarativo si Ã¨ concluso con la dichiarazione iniziale. Infatti, cosÃ¬ si giustificherebbe il fatto che Ã¨ prescritta la sanzione per il 1993. Ma da qualche parte ho letto (non mi ricorso assolutamente dove, in questo momento) che la dichiarazione ICI Ã¨ fittizziamente riporposta di anno in anno, salvo variazioni, e ciÃ² ha il corollario che in mancanza di dichiarazione iniziale ogni anno Ã¨ sanzionabile per omessa denuncia. Tanto Ã¨ vero che nel caso in specie: omessa dichiarazione il Comune ha fatto un accertamento d'ufficio fin dal 1996 poichÃ¨ c'era obbligo dichiarativo (avvalorando la tesi) non essendo mai stata presentata denuncia e non dal 1997 come se non ci fosse stato tale obbligo.
Chiedo pertanto se ho capito male la prima risposta dato oppure quali sono le regioni normative per negare l'applicabilitÃ delle sanzioni per omessa denunicia (e poi se del caso comunicazione) in questi casi.
Nella mia risposta del 10 settembre, citando la circolare ministeriale n. 184/E del 13 luglio 1998, ho scritto che "solo in presenza di dichiarazione infedele la violazione si rinnova di anno in anno". Infatti, dalla circolare 184/E si evince chiaramente che fino a quando il contribuente non proceda allla correzione e a ricondurre a fedeltÃ o minore infedeltÃ la dichiarazione infedele, le sanzioni si rinnovano annualmente nella loro interezza, stante il particolare sistema dichiarativo.
Ma il caso prospettato da "frater" non attiene all'infedeltÃ , bensÃ¬ all'omessa dichiarazione. In proposito, Ã¨ bene ricordare che per esplicita previsione (art. 10, comma 4, del Dlgs 504/92) la dichiarazione Ici, pur riguardando un'imposta annuale, non deve essere periodicamente presentata per confermare le condizioni di tassazione relative all'anno di imposizione. Solo in presenza di variazioni di soggettivitÃ passiva o di destinazione dell'immobile, il contribuente Ã¨ tenuto a denunciarne le modificazioni intervenute. Pertanto, appare logico e sensato desumere che non puÃ² trovare alcuna giustificazione giuridica la tesi secondo la quale il Comune impositore debba sanzionare anche le annualitÃ di imposta per le quali non sussiste l'obbligo dichiarativo.
Tornando al caso in esame, se il contribuente doveva presentare la dichiarazione nell'anno 1993, il Comune non puÃ² accertare la violazione per le annualitÃ di imposta successive ('96, '97, '98 e '99), in quanto per queste annualitÃ la disciplina dell'Ici non contempla alcun obbligo di presentare la dichiarazione.
Sig. Fausto, nel mio messaggio precedente ho formulato 4 quesiti. A parte la questione dell'omessa dichiarazione ICI sulla quale mi ha risposto, le chiedo se cortesemente puÃ² rispondermi anche agli altri 3 che le avevo prospettato, poichÃ¨ per me sono particolarmente importanti.
Il funzionario procede all'attivitÃ di accertamento quest'anno, nel 2002.
L'anno d'imposta 1993, chiaramente, Ã¨ prescritto, quindi non Ã¨ possibile emettere alcun avviso di accertamento d'ufficio, pena la nullitÃ dell'atto stesso ( e figura immonda del funzionario in CTP . ).
Come si comporta il funzionario per le annualitÃ 1997 e successive?
Non puÃ² emettere avviso di accertamento in rettifica: la dichiarazione non Ã¨ stata presentata dal contribuente, perciÃ² non c'Ã¨ nulla che possa essere rettificato.
Non puÃ² emettere avviso di liquidazione: per espressa previsione dell'art. 11 del D. Lgs. n. 504/92, la liquidazione si effettua sulla base della dichiarazione presentata dal contribuente (e, in questo caso, la dichiarazione manca).
Il funzionario che fa? :unsure: (:053: ) Se ho inteso bene ciÃ² che scrive Fausto, il funzionario non puÃ² fare nulla. E se il contribuente avesse omesso dichiarazione e versamento? In questo modo non si finisce per "premiare" comportamenti poco corretti? (insomma, si tratta pur sempre di evasione). PerchÃ¨ il legislatore ha inteso sanzionare nel modo piÃ¹ pesante (100% - 200%) l'omessa presentazione della dichiarazione se poi al funzionario Ã¨ negata la possibilitÃ di emettere avviso di accertamento se non per l'anno d'imposta 1993? L'art. 10, cosÃ¬ interpretato, non sarebbe incostituzionale? :unsure: :unsure: :unsure:
in risposta al sig. "frater" non ho scritto che il funzionario responsabile dell'ufficio Ici non puÃ² fare nulla, ma ho solo affermato che il Comune ha correttamente notificato entro i termini prescrizionali l'avviso di accertamento per l'imposta relativa alle annualitÃ 1996 e successive. Infatti, in caso di omessa dichiarazione (come nella fattispecie), l'avviso di accertamento d'ufficio puÃ² essere notificato entro il 31 dicembre del sesto anno successivo e cioÃ¨ entro il 31 dicembre 2002. Ho inoltre aggiunto che il Comune ha il diritto di recuperare la maggiore imposta dovuta sulla base della rendita attribuita, senza perÃ² l'applicazione di sanzioni ed interessi, in forza dell'art. 74 della Legge 342/2000. Infine ho voluto precisare che la violazione e la relativa sanzione per omessa presentazione della dichiarazione non si rinnovano di anno in anno, come invece avviene per la denuncia infedele, in quanto la disciplina dell'Ici non contempla alcuna disposizione in tal senso.
In merito al tuo intervento, non posso che concordare con quanto affermi nel primo punto. Riguardo al secondo punto, Ã¨ vero che per le annualitÃ '97 e successive il funzionario non puÃ² emettere avviso di accertamento in rettifica ed avviso di liquidazione, ma puÃ² emettere avviso di accertamento d'ufficio come ho giÃ affermato nelle righe precedenti. In relazione all'ultimo punto, ho espresso all'inizio il mio pensiero.
Ringraziandoti per l'attenzione costante verso il nostro lavoro, ti invio i miei piÃ¹ affettuosi saluti.
La disposizione regolamentare che le interessa puÃ² trovarla nello Statuto del Comune, adottato a norma dell'art. 6 del Dlgs. 18 agosto 2000, n. 267.
In caso di omessa dichiarazione, l'avviso di accertamento d'ufficio puÃ² essere notificato entro il 31 dicembre del sesto anno successivo e cioÃ¨ entro il 31 dicembre 2002.
Vorrei porre una domanda in merito all' accertamento per l' anno 1996 per omessa dichiarazione, nel caso in esame frater ha detto di non aver mai dichiarato nel 1993 i suoi immobili, nel caso avesso dichiarato e smarrito la dichiarazione? l'accertamento drovebbe partire dal 1997 e non piÃ¹ dal 1996 ! :lol: