Source: https://giuricivile.it/esame-avvocato-2018-parere-civile-traccia-1/
Timestamp: 2019-07-22 22:26:31+00:00
Document Index: 18553781

Matched Legal Cases: ['art. 1158', 'sentenza ', 'art. 2643', 'art. 2644', 'sentenza ', 'art. 2644', 'art. 2643', 'sentenza ', 'sentenza ']

Esame Avvocato 2018 - Parere Civile 1° traccia: questione e sentenze
Home Esame di avvocato Esame Avvocato 2018. Parere civile 1° traccia: testo, questione e sentenze in...
Tra le tracce della prima prova scritta, relativa al parere civile, per l’esame da avvocato 2018, veniva richiesto di redigere parere motivato sul rapporto tra l’acquisto della proprietà per usucapione e l’istituto della trascrizione.
Guarda anche: Esame Avvocato 2018. Parere Civile 2° Traccia: Questioni e sentenze
Il nostro codice distingue tra modi di acquisto della proprietà a titolo derivativo e a titolo originario, definendo questi ultimi come quei modi di acquisto della proprietà che non dipendono dal diritto di un precedente titolare ma nascono direttamente nel patrimonio dell’attuale titolare.
L’acquisto a titolo originario si realizza pertanto:
quando il diritto di proprietà su un bene sorge per la prima volta in capo a un soggetto
oppure quando l’acquisto della proprietà non deriva dal diritto del precedente titolare e prevale anche su questo
In particolare, l’art. 1158 c.c. definisce la cd. usucapione come il modo di acquisizione della proprietà a seguito del possesso pacifico, non violento e ininterrotto di un bene mobile o immobile per un periodo temporale di almeno vent’anni.
Gli effetti giuridici dell’usucapione si producono come conseguenza di un fatto giuridico: ne consegue che la sentenza che li accerta ha valore soltanto dichiarativo. Sul punto, giurisprudenza consolidata ha dunque sancito il principio della retroattività reale dell’usucapione in base al quale l’usucapente si ritiene titolare del diritto usucapito a decorrere dalla data di inizio del possesso valido ai fini dell’usucapione.
La trascrizione è considerata una forma di pubblicità legale del nostro ordinamento mediante la quale è possibile rendere note ai terzi le vicende giuridiche connesse alle categorie di beni elencate all’art. 2643 c.c..
Va chiarito che si tratta di una forma di pubblicità dichiarativa e non costitutiva che si attua mediante l’annotazione in un pubblico registro degli atti riguardanti beni immobili e beni mobili registrati.
In particolare, l’art. 2644 c.c. sancisce il cd. principio di continuità delle trascrizioni ai sensi del quale colui che trascrive per primo l’atto ha la preferenza rispetto ai diritti degli altri aventi causa (laddove tali diritti siano incompatibili).
In altre parole, una volta eseguita la trascrizione, contro colui che ha trascritto non può avere più effetto alcuna trascrizione o iscrizione di diritti acquistati verso il suo autore, indipendentemente dal fatto che l’acquisto risalga a data anteriore.
Con la disposizione in esame, si sancisce cioè l’opponibilità dell’atto nei confronti di altri che l’hanno trascritto successivamente.
La sentenza: Cass. 2161 del 3/2/2005
Sulla questione rapporto tra l’acquisto della proprietà per usucapione e l’istituto della trascrizione, si è espressa la Corte di legittimità la quale, in applicazione del regime ordinario del codice civile, ha risolto il conflitto tra l’acquirente a titolo derivativo e quello per usucapione a favore dell’usucapiente.
E ciò indipendentemente dalla trascrizione della sentenza che accerta l’usucapione e dell’anteriorità della trascrizione di essa o della relativa domanda rispetto alla trascrizione dell’acquisto a titolo derivativo.
La Suprema Corte ha giustificato tali conclusioni rilevando che il principio di continuità delle trascrizioni, dettato dall’art. 2644 c.c., con riferimento agli atti indicati nell’art. 2643 c.c., non risolve il conflitto tra acquisto a titolo originario e acquisto a titolo derivativo, ma unicamente quello tra più acquisti a titolo derivativo dal medesimo dante causa.
Il motivo dell’esclusione degli acquisti a titolo originario dalle regole sulla continuità delle trascrizioni va cercato nel fatto che la fattispecie dell’acquisto per usucapione si fonda sempre su una particolare ed esclusiva relazione in cui il soggetto si trova con la res e si verifica a prescindere dai diritti che chiunque altro abbia su di essa.
Di conseguenza, tra l’usucapiente e colui che ha acquistato dal precedente proprietario, pur avendo trascritto il proprio titolo, deve prevalere il primo “ancorché la sentenza non sia stata trascritta” o sia stata trascritta posteriormente.
L’effetto acquisitivo dell’usucapione avviene infatti per legge. È comunque nell’interesse dell’acquirente far risultare il suo acquisto in via giudiziale ma resta il fatto che il relativo giudizio è di mero accertamento e la sua sentenza ha soltanto valore dichiarativo.