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Timestamp: 2020-08-11 22:22:37+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 26255 del 16/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26255 del 16/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 16/10/2019, (ud. 16/05/2019, dep. 16/10/2019), n.26255
sul ricorso 14439-2018 proposto da:
S.P., B.I., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA
MONTE SANTO, 25, presso lo studio dell’avvocato ANDREA BOTTI,
rappresentati e difesi dagli avvocati DEANNA BIANCHINI, CESARE
MONTALI;
F.A., F.M., R.A., elettivamente domiciliati
in ROMA VIA CASSIA 929 presso lo studio dell’avvocato ANTONELLA
RUSTICO, rappresentati e difesi dall’avvocato MARISA MARTINI;
BA.CA., D.M.G.;
avverso la sentenza n. 3051/2017 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
ritenuto che B.I. e S.P., comproprietari, unitamente a Ba.Ca. e D.M.G., di un’area cortiliva con retrostante terreno, avevano citato in giudizio F.A., F.M. e R.A.M., perchè venisse accertato il loro diritto di proprietà sulla striscia di terreno, in forza dell’atto di acquisto del 31/3/1998 e la corrispondente assenza i diritti reali in capo ai convenuti, dei quali chiedevano la condanna alla cessazione della turbativa e al risarcimento del danno derivante dall’illegittima occupazione;
che il Tribunale, ordinata l’integrazione del contraddittorio nei confronti del Ba. e della D., dichiarò che la striscia di terreno indicata in citazione si apparteneva in esclusiva proprietà agli attori e ai chiamati, disattendendo anche la subordinata domanda riconvenzionale, con la quale i convenuti avevano rivendicato l’esistenza di un diritto di servitù di passaggio;
che con la sentenza di cui in epigrafe la Corte d’appello di Bologna, per quel che è ancora qui di utilità, accertò, riformando sul punto la sentenza di primo grado, l’esistenza di una servitù di passaggio in favore del fondo in proprietà di F.A., F.M. e R.A.M. ai danni del fondo in proprietà degli appellati B.I. e S.P.;
ritenuto che avverso la statuizione d’appello B.I. e S.P. propongono ricorso sulla base di unitaria censura e che gli intimati F.A., F.M. e R.A. resistono con controricorso, ulteriormente illustrato da memoria;
ritenuto che con l’esposto motivo i ricorrenti deducono violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1031 e 1058, c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, evidenziando, in sintesi, che:
– la Corte locale aveva errato nell’affermare che fosse bastevole il riconoscimento del diritto reale di servitù da parte del proprietario del fondo asseritamente servente perchè si reputasse acclarato un tal diritto, in violazione dei modi legali di costituzione dello stesso, così discostandosi dall’orientamento di legittimità;
– i titoli richiamati dalla sentenza d’appello non erano costitutivi della riconosciuta servitù, stante che un tal diritto, inopponibile ai ricorrenti, non avrebbe potuto essere trasferito ai controricorrenti dal loro dante causa;
considerato che il ricorso appare manifestamente fondato, in quanto:
a) questa Corte ha già avuto modo di condivisamente affermare che i modi di costituzione delle servitù prediali sono tipici, sicchè il riconoscimento, da parte del proprietario di un fondo, della fondatezza dell’altrui pretesa circa la sussistenza di una servitù mai costituita è irrilevante ove non si concreti in un negozio idoneo a far sorgere la servitù in via convenzionale; del pari, è inidonea a costituire la servitù la confessione di uno dei comproprietari del fondo servente circa l’esistenza della stessa, non essendo ipotizzabile l’estensione a terzi di effetti inesistenti (Sez. 2, n. 2853, 12/2/016, Rv. 638969);
b) la sentenza impugnata afferma: “I titoli costitutivi in atti, con particolare riferimento a quello più risalente nel tempo e cioè la compravendita tra Bu.Wi. e Società Cooperativa Agricola Modenese, ai rogiti Notaio G. del 6.12.1954 re. 3187/1035, confermano la servitù di passaggio, ma il Giudice di Prime Cure ne ha omesso la declaratoria, come lamentato dall’appellante”;
c) il lapidario e apodittico asserto contrasta con le regole legali in materia di costituzione e opponibilità delle servitù prediali, non avendo la statuizione verificato e intelligibilmente spiegato perchè il fondo acquistato dagli odierni ricorrenti fosse gravato dal peso reale in discorso, essendo evidente che la sussistenza, consistenza e opponibilità dello stesso al proprietario del fondo assunto come servente deve trovare fonte nella trascrizione pregiudizievole a carico del fondo di quest’ultimo, non potendo costituire fonte opponibile la dichiarata sussistenza della servitù attiva nel titolo di provenienza di coloro che vantano il diritto di servitù (cfr., Sez. 2, n. 21501, 31/8/2018);
d) la sentenza impugnata non consta avere fatto corretta applicazione del principio di diritto di cui sopra, non avendo chiarito la ragione per la quale dai titoli esaminati il fondo sarebbe risultato sottoposto alla servitù di passaggio, ragione che, come sopra si è chiarito, non poteva risiedere nella circostanza che i controricorrenti avessero acquistato fondo che il venditore aveva dichiarato dominante, senza che l’onere del peso reale risultasse imposto e trascritto a carico del fondo asseritamente servente;
considerato che, pertanto, la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio, rimettendosi al Giudice del rinvio anche il compito di regolare le spese del presente giudizio.
accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d’appello di Bologna, altra sezione, anche per il regolamento delle spese del giudizio di legittimità.