Source: http://www.romanacondomini.it/
Timestamp: 2018-02-25 21:29:19+00:00
Document Index: 2129818

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 17', 'art. 49', 'art. 10', 'art. 49', 'art. 1130', 'art. 1130', 'art. 49', 'art. 17']

Amministrazione condomini Roma: Romana Condomini
Articoli di nex1973 on 14 Feb 2018
﻿Linee Guida di ANACI Roma su riscossione dei tributi, convocazione dell’assemblea e computo delle relative maggioranze per le delibere riguardanti servizi a rimborso nei condomìni di edifici in cui sono presenti immobili di proprietà ATER Gli amministratori dei condomìni in cui sono presenti immobili di proprietà della Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Roma (“ATER”) stanno ricevendo, in questi giorni, una nota con la quale, richiamando quanto disposto dall’art. 49 bis della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27, come modificato dall’art. 17, comma 65, della legge regionale 14 agosto 2017, n. 9, viene loro rappresentato che «[…] In ottemperanza alla indicata legge “per le delibere relative alle spese ed alle modalità di gestione dei servizi a rimborso, ivi compreso il riscaldamento” gli amministratori nelle riunioni condominiali sono tenuti a convocare gli assegnatari degli alloggi ed inoltre agli stessi compete “di agire in giudizio per il recupero – nei confronti degli assegnatari – qualora gli stessi si dovessero rendere morosi” […]». Con la medesima nota, le amministrazioni condominiali vengono, quindi, invitate dall’ATER “[…] a richiedere direttamente agli assegnatari tutte le quote relative alla gestione dei servizi che, per l’effetto, non verranno più corrisposte da questa Azienda […] in caso di inadempienza degli obblighi ad agire giudizialmente nei confronti degli stessi con la massima tempestività, e comunque entro i termini di legge, dandone contestuale comunicazione a questa Azienda […]”. La nota dell’ATER pone, quindi, le amministrazioni condominiali dinanzi ad un duplice ordine di problemi: l’esatta individuazione del soggetto (ente pubblico proprietario o assegnatario in locazione) al quale indirizzare la richiesta di pagamento dei contributi connessi alla gestione dei servizi a rimborso e, in caso di inadempienza, nei confronti del quale agire giudizialmente per il recupero di quanto dovuto; l’esatta individuazione del soggetto (ente pubblico proprietario o assegnatario in locazione) al quale indirizzare l’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale ove la stessa sia chiamata a deliberare (anche) sui servizi a rimborso 1 e, quindi, le modalità di computo dei relativi quorum (costitutivo e deliberativo). 1 Fonte www.aterprovinciadiroma.it: sono servizi quelli resi per per igiene ambientale, servizi idrici, energia elettrica, ascensori, aree a verde, riscaldamento. * * * E’ opportuno, preliminarmente, riportare quanto disposto dall’art. 49 bis, comma 5, della soprarichiamata legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27, ai sensi del quale: ” Gli assegnatari in locazione di alloggi compresi negli stabili a regime condominiale hanno il diritto di voto, in luogo dell’ente gestore, per le delibere relative alle spese ed alle modalità di gestione dei servizi a rimborso, ivi compreso il riscaldamento. Le spese relative a tali servizi sono versate direttamente all’amministrazione di condominio, cui compete di agire anche in giudizio per il recupero nei confronti degli assegnatari in locazione inadempienti o morosi“. La disposizione normativa testé richiamata, per un verso, riproduce sostanzialmente l’art. 10, comma 1, della legge 7 luglio 1978, n. 392 circa il diritto di voto riservato al conduttore in luogo del proprietario nelle delibere dell’assemblea condominiale relative alle spese ed alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria; per altro verso, invece, sembrerebbe, all’apparenza, derogare alla disciplina codicistica che individua nel proprietario/condomino l’unico soggetto obbligato ai fini della contribuzione nelle spese per la conservazione ed il godimento della cosa comune (artt. 1104, 1123, comma 1, e 63 disp. att. c.c.). Fatte queste premesse, si procede ad esaminare i due sopramenzionati profili di criticità. * * * Circa il primo profilo [sub (i)], si deve ritenere che la novella apportata all’art. 49 bis della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27 non alteri in alcun modo l’equilibrio dei rapporti tra il condominio e l’ente pubblico proprietario degli alloggi assegnati in locazione, che...
Articoli di nex1973 on 26 Lug 2017
Il rendiconto condominiale è quel documento che l’amministratore deve presentare all’assemblea e che contiene il quadro economico-finanziario del condominio in relazione all’anno di gestione appena trascorso e comunque più in generale alla situazione finanziaria della compagine. L’amministratore, giova ricordarlo, è tenuto a presentare il rendiconto di gestione entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio al quale si riferisce (art. 1130 n. 10 c.c.); la norma fa riferimento al lasso temporale ma non al momento da cui parte il conteggio. Una lettura complessiva degli articoli dedicati al documento contabile lascia intendere che i suddetti centottanta giorni decorrano da quel momento. È altresì utile rammentare che l’omessa o tardiva presentazione del rendiconto all’assemblea può portare alla revoca giudiziale dell’amministratore per gravi irregolarità nella gestione (Art. 1129, dodicesimo comma n. 1, c.c.). L’approvazione del rendiconto da parte dell’assemblea– che può comunque essere soggetto a revisione negli anni successivi (art. 1130-bis c.c.) – fa sì che le spese in esso indicate – a livello generale e rispetto ai singoli condòmini – siano fatte proprie dell’assemblea stessa che, in quel modo, ratifica o comunque certifica o prende atto dell’operato dell’amministratore per l’anno precedente. Eccezion fatta per il caso di errori nella ripartizione delle spese, di deliberazioni con maggioranze inferiori a quelle prescritte dalla legge, oppure di eccesso di potere, falsità o incompetenza, il rendiconto non è contestabile. In altre parole: non ci si può rivolgere all’Autorità Giudiziaria per chiedere che dichiari illegittima l’approvazione di una spesa che era nelle prerogative dell’assemblea approvare, se la suddetta...
Articoli di nex1973 on 5 Lug 2017
Quali sono i quorum che è necessario raggiungere affinché sia validamente deliberata l’annullamento o la modifica di una precedente delibera dell’assemblea condominiale? Per sostituzione di delibera condominiale deve intendersi una successiva decisione, assunta dall’assemblea volta a: a) porre nel nulla una decisione assunta precedentemente; b) sostituirla con altra di contenuto differente (es. modificativo di alcuni aspetti); c) sostituirla con altra identica, al fine di emendare la precedente da profili d’invalidità. Alcuni esempi chiariranno meglio...
Articoli di nex1973 on 29 Mag 2017
Il dissenso alle liti, in base all’Art. 1132 del codice civile, può essere manifestato soltanto in ordine alle cause, attive o passive, alle quale il condominio abbia deciso di partecipare in forza di una delibera assembleare. L’articolo 1132 c.c. è tra quelli che non sono stati toccati dalla riforma del 2012, mentre avrebbe avuto bisogno di una radicale riscrittura, meglio ancora sarebbe stata la sua eliminazione. Infatti la norma in esame è confusa, si...
Amministrazione condominiale ed immobiliare a Roma
Amministratore condomini a Roma zona San Giovanni, Parioli, Tuscolana, Torvaianica e Pomezia
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14 Feb Amministrazione Condominiale a Roma
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﻿Linee Guida di ANACI Roma su riscossione dei tributi, convocazione dell’assemblea e computo delle relative maggioranze per le delibere riguardanti servizi a rimborso nei condomìni di edifici in cui sono presenti immobili di proprietà ATER Gli amministratori dei condomìni in cui sono presenti immobili di proprietà della Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Roma (“ATER”) stanno ricevendo, in questi giorni, una nota con la quale, richiamando quanto disposto dall’art. 49 bis della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27, come modificato dall’art. 17, comma 65, della legge regionale 14 agosto 2017, n. 9, viene loro rappresentato che «[…] In ottemperanza alla indicata legge “per le delibere relative alle spese ed alle modalità di gestione dei servizi a rimborso, ivi compreso il riscaldamento” gli amministratori nelle riunioni condominiali sono tenuti a convocare gli assegnatari degli alloggi ed inoltre agli stessi compete “di agire in giudizio per il recupero – nei confronti degli assegnatari – qualora gli stessi si dovessero rendere morosi” […]». Con la medesima nota, le amministrazioni condominiali vengono, quindi, invitate dall’ATER “[…] a richiedere direttamente agli assegnatari tutte le quote relative alla gestione dei servizi che, per l’effetto, non verranno più corrisposte da questa Azienda...
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