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Timestamp: 2019-09-21 16:19:57+00:00
Document Index: 145082631

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 52', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 9']

RS 672.201.1 Ordinanza 1 del DFF del 6 dicembre 1967 sul computo globale d’imposta
672.201.1 Ordinanza 1 del DFF del 6 dicembre 1967 sul computo globale d’imposta
Ordinanza 1 del DFF sul computo globale d'imposta1
del 6 dicembre 1967 (Stato 1° febbraio 2019)
Il Dipartimento federale delle finanze (DFF)2,
visti gli articoli 9, 10, 11 e 24 dell'ordinanza del 22 agosto 19673 concernente il computo globale d'imposta (detta qui di seguito «ordinanza del Consiglio federale»),4
Art. 1 a 31
1 Abrogati dal n. I dell'O del DFF del 23 mar. 2001, con effetto dal 1° gen. 2001 (RU 2001 1065).
1 Fanno pure parte delle spese (art. 11 cpv. 1 dell'O del Consiglio federale) le spese di gestione, le spese generali d'amministrazione nonché le imposte relative ai redditi che possono essere dedotte dal reddito netto giusta il diritto applicabile.
2 Per il calcolo dell'ammontare massimo in relazione a dividendi ricevuti da società di capitali e cooperative, la deduzione delle spese è stabilita al 5 per cento dei dividendi allibrati.2 Rimane riservata la possibilità di provare che la quota delle spese e di altre deduzioni è essenzialmente superiore o inferiore.
3 Per il calcolo dell'ammontare massimo in relazione a diritti di licenza, la deduzione degli interessi passivi e delle spese (art. 11 cpv. 1 dell'O del Consiglio federale) è stabilita alla metà dell'ammontare lordo di tali redditi.3 Rimane riservata la possibilità di provare che la quota degli interessi passivi, delle spese e di altre deduzioni è essenzialmente superiore o inferiore.
4 Qualora le deduzioni menzionate all'articolo 11 capoverso 3 dell'ordinanza del Consiglio federale siano considerate ai fini del calcolo dell'ammontare massimo, gli ammortamenti e le perdite di capitale possono essere compensati con le rivalutazioni e i profitti di capitale corrispondenti.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFF del 14 dic. 1981, in vigore dal 1° gen. 1982 (RU 1981 1999). La presente mod. si applica ai redditi scaduti dopo il 31 dic. 1980.
2 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFF del 23 mar. 2001, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2001 1065). La presente mod. si applica ai redditi maturati dopo il 31 dic. 2000.
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFF del 23 mar. 2001, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2001 1065). La presente mod. si applica ai redditi maturati dopo il 31 dic. 2000.
La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali può, secondo il bisogno, aggiornare la distinta degli Stati contraenti figurante nel numero II dell'allegato alla presente ordinanza.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFF del 30 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5983).
La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 1968.
I.1 Tariffa del computo per i Cantoni con imposizione praenumerando biennale
Per le persone fisiche e le società in nome collettivo e in accomandita
Reddito determinante ai fini dell'imposta federale diretta
Aliquota d'imposta determinante per l'ammontare massimo
inferiore a 10 000
da 10 000 a 12 499
da 12 500 a 14 999
da 15 000 a 17 499
da 17 500 a 19 999
da 20 000 a 22 999
da 23 000 a 25 99.9
da 26 000 a 28 999
da 29 000 a 31 999
da 32 000 a 35 999
da 36 000 a 39 999
da 40 000 a 43 999
da 44 000 a 49 999
da 50 000 a 56 999
da 57 000 a 63 999
da 64 000 a 70 999
da 71 000 a 78 999
da 79 000 a 87 999
da 88 000 a 96 999
da 97 000 a 106 999
da 107 000 a 116 999
da 117 000 a 127 999
da 128 000 a 138 999
da 139 000 a 151 999
da 152 000 a 165 999
da 166 000 a 182 999
da 183 000 a 204 999
da 205 000 a 229 999
da 230 000 a 254 999
da 255 000 a 286 999
da 287 000 a 331 999
da 332 000 e più
*) Solo a carico dei Cantoni.
II.2 Distinta degli Stati contraenti
(valevole per i redditi maturati nel 2018)3
Il computo globale d'imposta deve essere operato attualmente in base alle convenzioni intese a evitare la doppia imposizione menzionate nella presente distinta; esso è concesso per i redditi e le imposte indicati per ogni Stato contraente4.
Redditi [A1]5
Imposta non recuperabile dagli Stati contraenti % [A2]
Remunerazioni per fornitura d'assistenza tecnica
15 [C8]
5 [38]
9,75 [D22]
12,8 / 15 [B26]
Canoni e compensi per prestazioni di servizi tecniche
dall'1,5 fino al 5 [D25]
di filiali (dal 10 %), qualora non vi sia un'imposizione ordinaria della società israeliana che distribuisce i dividendi
10 [C1] [C13]
10 [D3]
[B1] [B21]
10 [C17]
dal 6 fino al 7,5
5 [B40]
12 [B1] [B40]
Taipei Cinese (Taiwan)
15 [C22]
pagati a persone giuridiche
15 [C1]
[2] Le aliquote d'imposta si applicano ai casi normali. In alcuni casi le imposte effettivamente prelevate sono inferiori. Alcune legislazioni prevedono per determinati redditi riduzioni d'imposta o esenzioni d'imposta; in questi casi il computo globale d'imposta è concesso soltanto per l'imposta effettivamente prelevata. Fanno eccezione l'Egitto [C2, D22], la Giamaica [C2, D8, E2], la Malaysia [C24, D11], il Marocco [C2], il Pakistan [C17], Singapore [B14], la Tailandia [B27, C20, D19], Trinidad e Tobago [C2], la Tunisia [D8], la Turchia [C22] e il Vietnam [B33, C12, D10].
[3] Tra la Svizzera e il Taipei Cinese non esiste nessuna convenzione per evitare le doppie imposizioni. Esiste unicamente una convenzione privata per evitare le doppie imposizioni che il Consiglio federale ha riconosciuto il 9 dicembre 2011. Le relative disposizioni sono applicabili a partire dal 1° gennaio 2011.
[1] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 15 %.
[2] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 10 %.
[3] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 5 %.
[4] L'Argentina preleva un'imposta alla fonte del 7 % sui dividendi. Secondo la CDI l'Argentina sarebbe autorizzata a prelevare un'imposta alla fonte del 15 % o del 10 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 25 %.
[5] A condizione che il capitale estero investito superi 200 000 CHF o il suo controvalore in un'altra moneta.
[7] In alcuni casi («unfranked dividends») viene prelevata un'imposta alla fonte del 30 %. In questi casi viene accordato un computo globale pari al 15 %. Il computo globale d'imposta è ridotto a 5 % per una partecipazione al capitale di almeno il 10 %. Nessun computo globale d'imposta per partecipazioni al capitale di almeno l'80 %.
[8] Computo globale, a condizione che il credito cileno dell'imposta di prima categoria sia accordato sull'imposta addizionale cilena.
[9] Vale soltanto se queste somme sono deducibili per la determinazione del reddito imponibile del debitore (incluso il contributo di solidarietà). Secondo la CDI la Germania sarebbe autorizzata a prelevare un'imposta alla fonte del 30 %.
[10] L'Ecuador non preleva l'imposta alla fonte sui dividendi versati da utili tassati. Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 15 %.
[11] 10 % per i dividendi versati da società quotate, 15 % per i dividendi versati da società non quotate, se gli utili sono assoggettati all'imposta sull'utile. La Svizzera non concede il computo globale per l'imposta ivoriana alla fonte del 15 % ritenuta su dividendi provenienti da utili non assoggettati all'imposta sulle società.
[12] L'Estonia non preleva l'imposta alla fonte su dividendi. Secondo la CDI essa sarebbe autorizzata a prelevare un'imposta alla fonte del 10 % sui dividendi o dello 0 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 10 %.
[13] Eventualmente del 15 % in caso di interesse straniero preponderante nella società svizzera da parte di persone non residenti nell'UE (art. 11 par. 2 lett. b n. iii).
[14] L'Iran non preleva l'imposta alla fonte sui dividendi pagati a persone non residenti. Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 15 %.
[15] In Turchia è possibile prelevare un'imposta alla fonte («branch profits tax») del 5 % al massimo sugli utili di una stabile organizzazione (secondo il diritto interno turco: 15 %), se questi utili sono esentati in Svizzera (Stato della sede dell'impresa). L'esenzione di una stabile organizzazione è sancita nell'art. 52 LIFD e nelle pertinenti disposizioni cantonali.
[16] Il Qatar non preleva l'imposta alla fonte sui dividendi. Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare a seconda dei casi un'imposta alla fonte del 5 %, 10 % o 15 %.
[17] Nessuna imposta alla fonte per i dividendi da partecipazioni a partire dal 50 % e per un valore minimo di 1 milione di USD, se l'investimento è stato approvato dal Governo del Kazakistan ed è interamente garantito o assicurato dalla Svizzera.
[18] Se la partecipazione, a titolo della quale vengono pagati i dividendi, non è stata detenuta per un periodo ininterrotto di due anni prima del pagamento dei dividendi, l'imposta non recuperabile è del 5 %.
[20] La Malaysia non preleva l'imposta alla fonte sui dividendi. Secondo la CDI essa sarebbe autorizzata a prelevare un'imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione di almeno il 25 %.
[22] Secondo la CDI il Pakistan sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 20 %. Diversi dividendi sono imposti con aliquote che si situano tra il 7,5 e il 25 %, dunque in alcuni casi deve essere accordato un computo globale che può arrivare fino al 20 %.
[23] Singapore non preleva alcuna imposta alla fonte su dividendi, ad eccezione dei dividendi REIT («Real Estate Investment Trusts»). Secondo la CDI Singapore sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 10 %.
[24] La Slovacchia non preleva un'imposta alla fonte sui dividendi. Secondo la CDI essa sarebbe autorizzata a prelevare un'imposta alla fonte del 15 % nel caso in cui esista una partecipazione al capitale di almeno il 10 %.
[25] Nessuna imposta residua se le condizioni dell'art. 10 par. 2 lett. b e dei n. 2 e 3 del Protocollo sono soddisfatte.
[26] A partire dal 1.1.2018 viene prelevata in Francia un'imposta alla fonte del 12,8 % sui dividendi versati a persone fisiche e, di regola, del 30 % sui dividendi versati a persone giuridiche. Nel primo caso il computo globale è del 12,8 % mentre nel secondo del 15 %.
[27] Il computo globale d'imposta è del 10 % per i dividendi esentati dall'imposta thailandese o tassati a un'aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione conformemente all'«Investment Promotion Act» (B.E. 2520), al «Revenue Code» (B.E. 2481) o ad altre disposizioni specifiche della legislazione sulla promozione economica.
[28] 5 %, se la società che riceve i dividendi detiene almeno il 50 % della società che li paga.
[29] Nessun computo globale d'imposta per i redditi provenienti dagli Stati Uniti che soggiacciono all'imposta americana alla fonte a un'aliquota del 30 % conformemente agli art. 10 par. 2, 11 par. 6 o 22 della convenzione.
[30] Il Venezuela non preleva l'imposta alla fonte sui dividendi versati da utili tassati. Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 10 %, tranne nel caso di una partecipazione al capitale del 25 %.
[31] Attualmente gli Emirati Arabi Uniti non prelevano l'imposta alla fonte sui dividendi. Secondo la CDI essi sarebbero autorizzati a prelevare un'imposta alla fonte del 15 % o del 5 % in caso di una partecipazione al capitale di almeno il 10 %.
[32] Il Regno Unito non preleva nessuna imposta alla fonte sui dividendi, ad eccezione dei dividendi REIT («Real Estate Investment Trusts»). Secondo la CDI esso sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 15 %, tranne nel caso in cui esista una partecipazione al capitale del 10 %.
[33] Il computo globale d'imposta viene concesso alle aliquote previste dalla convenzione per i dividendi che in Vietnam non sono tassati o sono tassati a un'aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione a fini di promozione economica.
[34] Secondo la CDI il Vietnam sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 7 % in caso di dividendi pagati a società che detengono una partecipazione di almeno il 50 % della società distributrice, il 10 % in caso di dividendi pagati a società con una partecipazione di almeno il 25 % della società distributrice e del 15 % negli altri casi.
[35] 0 % se la società che riceve i dividendi detiene direttamente almeno il 25 % del capitale della società che distribuisce i dividendi per la durata di almeno due anni, entrambe le società sono soggette all'imposta senza beneficiare dell'esenzione di cui all'art. 2 della convenzione e nessuna delle due società risiede in uno Stato terzo con il quale è stata conclusa una convenzione intesa a evitare le doppie imposizioni ed entrambe le società hanno la forma giuridica di una società di capitali.
[36] La Tunisia riscuote un'imposta alla fonte del 10 % su dividendi, sempre che provengano da utili conseguiti dopo il 2014.
[37] Il Perù preleva un'imposta alla fonte del 5 % sui dividendi. Secondo la CDI sarebbe autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 15 %, tranne nel caso in cui vi sia una partecipazione al capitale del 10 %. In tal caso l'imposta alla fonte può essere al massimo del 10 %.
[38] La Colombia preleva un'imposta alla fonte del 5% sui dividendi versati a persone giuridiche se sono distribuiti a partire da utili generati nel 2017. Secondo la CDI sarebbe autorizzata a prelevare un'imposta alla fonte del 15 %, tranne nel caso in cui vi sia una partecipazione qualificata al capitale (almeno del 20 %).
[40] Nessuna imposta alla fonte sui dividendi distribuiti da società quotate in borsa, nei primi 5 anni dalla quotazione.
[1] Nessun computo globale d'imposta viene concesso per gli interessi che la convenzione esonera dall'imposta alla fonte nello Stato della fonte.
[2] Senza tenere conto dell'imposta effettivamente dedotta, poiché la convenzione prevede un computo fittizio d'imposta.
[4] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 10 %.
[7] L'imposta alla fonte ecuadoriana è dello 0 % sugli interessi versati a istituti finanziari internazionali privati e istituti finanziari multilaterali.
[8] 0 % sugli interessi pagati da un istituto finanziario cileno a una banca, a un istituto finanziario all'estero o a un istituto finanziario internazionale; 4 % sui conti correnti o sui depositi a termine presso istituti finanziari autorizzati e per gli interessi sui prestiti accordati da banche, da assicurazioni o da istituti finanziari internazionali autorizzati, così come per gli interessi pagati dal venditore di macchinari o impianti e legati ad una vendita a credito. 5 % sugli interessi da obbligazioni negoziate regolarmente.
[9] La Thailandia può prelevare ai sensi della convenzione un'imposta del 15 %, a condizione che non si tratti di interessi pagati per un prestito accordato da un istituto finanziario o da una società di assicurazione (cfr. [C19]). Il computo globale viene accordato per il 10 % degli interessi lordi. Quale ulteriore sgravio, solo il 95 % degli interessi lordi devono essere imposti.
[10] 2 % sugli interessi di titoli di debito di una durata di almeno 5 anni; 5 % sugli interessi di obbligazioni di una durata compresa tra i 3 e i 5 anni; 8,25 % sugli interessi versati per prestiti accordati da istituti finanziari esteri al fine di finanziare l'acquisto d'equipaggiamenti oppure sugli interessi versati a una società holding su prestiti accordati da istituti finanziari esteri al fine di finanziare l'acquisizione di partecipazioni; 10 % sugli interessi di obbligazioni di una durata fino a 12 mesi.
[11] 7 % sugli interessi pagati da istituti finanziari su depositi in moneta uruguayana o su «indexed units» la cui scadenza supera un anno; 7 % sugli interessi di obbligazioni con una scadenza superiore a 3 anni emessi mediante pubblica sottoscrizione e quotate in borsa; 7 % sui certificati di reddito emessi da trust finanziari («fideicomisos financieros») con sottoscrizione pubblica e che sono quotati, se la loro durata è superiore ai 3 anni; 7 % sugli interessi di depositi della durata di un anno o meno; 12 % in tutti gli altri casi.
[12] Il computo globale d'imposta viene concesso alle aliquote previste dalla convenzione per gli interessi che in Vietnam non sono tassati o sono tassati a un'aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione a fini di promozione economica.
[13] Sgravio integrale nello Stato della fonte sugli interessi in relazione alle vendite a credito tra imprese non collegate.
[14] Nessun computo globale possibile per interessi versati tra istituti bancari.
[15] L'imposta alla fonte messicana su interessi bancari è del 4,9 %.
[16] Nessun computo globale d'imposta se invece dell'imposta alla fonte è prelevata una «approved issuers levy» del 2 %.
[17] Computo d'imposta del 10 % degli interessi lordi di un credito approvato.
[20] Il computo globale d'imposta è del 10 % per gli interessi esentati dall'imposta thailandese o tassati a un'aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione conformemente all'«Investment Promotion Act» (B.E. 2520), al «Revenue Code» (B.E. 2481) o ad altre disposizioni specifiche della legislazione sulla promozione economica.
[21] 5 % sugli interessi per vendita a credito di merci da una ditta ad un'altra.
[22] Per l'imposizione alla fonte degli interessi con la Turchia sono state convenute le seguenti aliquote: 0 % per gli interessi pagati a uno Stato contraente o alla sua banca centrale; 5 % per gli interessi pagati a titolo di prestito o credito accordato, garantito o assicurato ai fini della promozione delle esportazioni da una banca export-import o da un istituto simile il cui obiettivo è promuovere le esportazioni; 15 % in tutti gli altri casi (n. 3 del protocollo).
[24] Applicabile anche agli interessi esonerati in Malaysia ai sensi della convenzione, pagati per prestiti approvati dalle autorità malesi.
[25] 4,99 % sugli interessi pagati da banche e istituti finanziari peruviani su prestiti all'estero, così come sulle obbligazioni emesse da banche e istituti finanziari peruviani.
[26] 5 % sugli interessi per prestiti di una durata di almeno 8 anni accordati nell'ambito di partenariati pubblico-privati. 1 % sugli interessi da accordi di leasing per elicotteri, aerei e i loro pezzi di ricambio.
[27] Va tassato solo il 95 % del reddito lordo degli interessi. L'importo del computo globale d'imposta corrisponde al 10 % del reddito lordo integrale.
[30] L'aliquota d'imposizione alla fonte può essere in alcuni casi, come ad esempio per gli interessi di certe obbligazioni, inferiore a 12,5 %.
[32] Secondo la CDI lo Stato della fonte è autorizzato a prelevare un'imposta alla fonte del 5 %.
[1] Nessun computo globale d'imposta viene concesso per canoni che la convenzione esonera dall'imposta alla fonte nello Stato della fonte.
[5] Imposta alla fonte prelevata unicamente sul 60 % dell'importo lordo dei redditi derivanti da leasing.
[6] 10 % sui canoni per l'uso o la concessione in uso di equipaggiamenti industriali, commerciali o scientifici nonché di brevetti, di marchi di fabbrica o di commercio, di disegni o di modelli, di progetti, di formule o di procedimenti segreti o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale o scientifico; 5 % sui canoni per l'uso o la concessione in uso di un diritto d'autore su un'opera letteraria, drammaturgica, musicale o su un'altra opera artistica, a condizione che il beneficiario effettivo sia l'autore o un suo erede; il 3 % per l'uso o la concessione in uso di notizie; nessun computo globale per i canoni di locazione (leasing) pagati a titolo di locazione connessa con un diritto d'opzione.
[8] Senza tenere conto dell'imposta effettivamente dedotta, poiché la convenzione prevede un computo fittizio d'imposta.
[9] Nel caso di pagamenti per leasing, possibilità di optare per un'imposizione del reddito netto (art. 12 par. 4 CDI). In questo caso, nessun computo globale d'imposta.
[10] Il computo globale d'imposta viene concesso alle aliquote previste dalla convenzione per i canoni che in Vietnam non sono tassati o sono tassati a un'aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione a fini di promozione economica.
[12] Viene imposto soltanto il 95 % dell'ammontare lordo. Il computo globale d'imposta corrisponde al 10 % dell'ammontare lordo.
[15] […]
[16] 0 % se le condizioni dell'art. 12 par. 7 della CDI sono soddisfatte (imprese associate).
[17] In caso di leasing finanziario l'imposta alla fonte è dell'1 %.
[19] Il computo globale d'imposta è del 10 % per i canoni esentati dall'imposta thailandese o tassati a un'aliquota inferiore a quella prevista nella convenzione conformemente all'«Investment Promotion Act» (B.E. 2520), al «Revenue Code» (B.E. 2481) o ad altre disposizioni specifiche della legislazione sulla promozione economica.
[20] Se il pagamento concerne l'utilizzazione di diritti di proprietà industriale l'imposta alla fonte in Costa d'Avorio ammonta al 2,5 %.
[21] Sgravio integrale nello Stato della fonte sui canoni per diritti d'autore su opere scientifiche, brevetti, marchi di fabbrica, modelli, formule segrete o per la comunicazione di esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.
[22] Va tassato solo il 97,5 % del reddito lordo dei canoni. L'importo del computo globale d'imposta corrisponde al 10 % del reddito lordo integrale.
[23] L'imposta alla fonte algerina per l'utilizzazione di programmi informatici è del 4,8 %.
[24] 5 % per l'uso o la concessione d'uso di vagoni ferroviari.
[25] L'aliquota dell'imposta alla fonte sui canoni di licenza prevista dal diritto interno iraniano dipende dalla natura del creditore e dalla capacità economica.
[1] Remunerazioni pagate a una persona fisica (diversa da un salariato del debitore della remunerazione) per prestazioni di servizi nell'ambito della gestione aziendale, di servizi tecnici o di consulenza.
[3] Secondo la CDI il Pakistan può prelevare un'imposta del 7,5 % sui compensi per prestazioni di servizio; per il calcolo possono essere dedotte spese pari al massimo al 20 % dei compensi.
III.6 Articolo 9 dell'ordinanza del Consiglio federale nel tenore del 6 dicembre 1967
1 Riservato l'articolo 10, l'ammontare massimo è calcolato in base alla aliquota d'imposta corrispondente all'onere che le imposte svizzere sul reddito dovute per l'anno della scadenza costituiscono per il beneficiario dei redditi.
2 L'aliquota d'imposta determinante in virtù del capoverso 1 è accertata nel modo seguente:
per le società anonime, in accomandita, a garanzia limitata, le cooperative, le associazioni e le fondazioni: addizionando le aliquote delle imposte sul reddito della Confederazione, del Cantone e del Comune dovute per l'anno della scadenza nel Comune ove si trova la sede della società;
per le persone fisiche e le società in nome collettivo e in accomandita: in base a una tariffa uniforme stabilita dal Dipartimento federale delle finanze, tenendo conto dell'onere fiscale medio in Svizzera; per i Cantoni e i Comuni, il cui onere fiscale si scosta notevolmente dalla media, il Dipartimento federale delle finanze, d'intesa con i Cantoni interessati, può prevedere coefficienti correttivi.
3 Qualora l'obbligo fiscale sussista soltanto per una parte dell'anno di scadenza, l'ammontare massimo dev'essere ridotto pro rata temporis.
4 L'ammontare massimo calcolato in via semplificata non può eccedere la somma delle imposte svizzere sul reddito, dovute per l'anno della scadenza.
1 Nuovo testo giusta il n. I delle O del DFF del 10 mar. 1988 (RU 1988 604), la nuova tariffa si applica ai proventi esigibili a partire dal 31 dic. 1986 (RU 1988 604 n. II cpv. 1). Aggiornato dall'O del DFF del 23 mar. 2001, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2001 1065).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del SFI del 14 dic. 2018, in vigore dal 1° feb. 2019 (RU 2019 167).
3 Per i redditi maturati nel 2017, cfr. RU 2018 57.
4 Questa distinta presenta gli sgravi fiscali sulla base delle convenzioni di doppia imposizione concluse dalla Svizzera. A determinate condizioni, l'art. 9 dell'Accordo del 26 ott. 2004 tra la Confederazione Svizzera e l'Unione europea sullo scambio automatico di informazioni finanziarie per migliorare l'adempimento fiscale internazionale (RS 0.641.926.81) prevede l'imposizione esclusiva nello Stato di residenza delle persone che ricevono dividendi, interessi o canoni di licenza pagati tra imprese associate. È ovvio che una società svizzera che riceve dividendi, interessi o canoni di licenza esenti dall'imposta alla fonte sulla base dell'art. 9 di detto Accordo non può fare valere il computo globale d'imposta per questi redditi.
5 Le note si trovano alla fine della distinta.
6 Introdotto dall'O del DFF del 23 mar. 2001, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2001 1065).
RU 1967 1753
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFF del 14 dic. 1981, in vigore dal 1° gen. 1982 (RU 1981 1999).2 Nuova denominazione secondo il DCF non pubblicato del 19 dic. 1997. Di detta mod. é tenuto conto in tutto il presente testo.3 RS 672.2014 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFF del 14 dic. 1981, in vigore dal 1° gen. 1982 (RU 1981 1999).
6 dicembre 1967
1 gennaio 1968
01.02.2019 PDF DOC
01.06.2009 PDF DOC
01.04.2005 PDF DOC
01.04.2003 PDF DOC
01.04.2002 PDF DOC