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Timestamp: 2018-08-14 16:29:10+00:00
Document Index: 59713325

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 338']

Parere n. 140/ Rilascio permesso a costruire impianto fotovoltaico sottoposto a vincolo urbanistico - PDF
Parere n. 140/ Rilascio permesso a costruire impianto fotovoltaico sottoposto a vincolo urbanistico
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1 Parere n. 140/ Rilascio permesso a costruire impianto fotovoltaico sottoposto a vincolo urbanistico Si chiede parere in merito alla possibilità di rilascio di un permesso di costruire avente ad oggetto la realizzazione di un impianto fotovoltaico da installare in zona sottoposta a vincolo di rispetto cimiteriale e, parzialmente, in fascia di rispetto stradale. Il parere di che trattasi riguarda il contenuto di un istanza preventiva pervenuta al Comune da un operatore privato, avente ad oggetto la verifica inerente l ammissibilità di un intervento volto alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in territorio agricolo di p.r.g., in zona però ricompresa nella fascia di rispetto cimiteriale e, parzialmente, in fascia di rispetto stradale. L intervento è certamente localizzabile nell ambito urbanistico agricolo del P.R.G. del Comune; ciò, per espressa statuizione di legge. L art. 12, comma 7, del d. lgs , n. 387 ( attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili ) stabilisce infatti che gli impianti di produzione di energia elettrica, di cui all art. 2, comma 1, lettere b) e c), possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici. La lettera c) del comma 1 art. 2 del medesimo d. lgs. 387/2003 contempla appunto gli impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili: tipicamente, ricorda l art. 1, comma 3, della legge , n. 10, il sole. Come già si è notato in precedenti pareri rilasciati sull argomento, ma relativi ad altri aspetti, la disposizione predetta rientra nel complesso, ormai intenso, di norme tese a promuovere un maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di elettricità (art. 1, comma 1, lettera a) del d. lgs. 387/2003). Nel complesso normativo in questione emergono, come è noto, il D.M. Infrastrutture e Trasporti 1-5
2 , che pone veri e propri obblighi ai Comuni nella prospettiva anzidetta; il testo oggi vigente del D.P.R , n. 380, recante Testo Unico dell edilizia; le disposizioni della legge , n. 296, che ha introdotto ulteriori obblighi a carico dei Comuni nel senso anzidetto. Non minore è l impegno della Regione Piemonte nella stessa direzione, come risulta dalla l. reg , n. 13 (in specie, artt. 17, 18, 8, 21) e, recentemente, dal bando , n. 233, e dalla delib. G.R , n E ormai pacifica l esistenza di un fortissimo favor in genere normativo, e specificatamente legislativo, inteso a far sì che non solo non sia ostacolata, ma sia promossa fortemente l installazione di impianti per l impiego delle fonti rinnovabili di energia, tra cui il fotovoltaico. La permanente condizione in cui si muove il mercato petrolifero in questo tempo evidenzia ulteriormente la necessità già derivante da varie altre ragioni dell anzidetto favor ordinamentale. In tale contesto si colloca la norma di legge dianzi citata, che dispone appunto ope legis, attuando una generalizzata integrazione (o deroga, se si preferisce quest ultima visuale) dei piani regolatori generali la compatibilità delle installazioni di che trattasi con il territorio urbanisticamente agricolo. La giurisprudenza (si veda, ad es., T.A.R. Umbria , n. 518) conferma ovviamente il quadro dianzi enunciato, anche con riguardo ad interventi particolarmente impattanti quali gli impianti eolici. Se, dunque, non vi è dubbio sulla compatibilità urbanistica dell intervento di specie con l ambito agricolo in cui è ipotizzato, sorgono problemi inerenti la circostanza segnalata dallo stesso operatore nell istanza, costituita dalla soggezione dell area medesima a vincolo di rispetto cimiteriale e, parzialmente, a fascia di rispetto stradale. Invero, l articolo 338 del testo unico delle leggi sanitarie dispone, come noto, che: i cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato. E vietato costruire intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro 2-5
3 dell impianto cimiteriale, quale risultante dagli strumenti urbanistici vigenti nel comune o, in difetto di essi, comunque quale esistente in fatto, salve le deroghe ed eccezioni previste dalla legge; le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano ai cimiteri militari di guerra quando siano trascorsi 10 anni dal seppellimento dell ultima salma; il contravventore è punito con la sanzione amministrativa fino a lire e deve, inoltre, demolire l edificio o la parte di nuova costruzione, salvi i provvedimenti di ufficio in caso di inadempienza; il consiglio comunale può approvare, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la costruzione di nuovi cimiteri o l ampliamento di quelli già esistenti ad una distanza non inferiore a 200 metri dal centro abitato, purchè non oltre il limite di 50 metri, quando ricorrano, anche alternativamente, le seguenti condizioni: a) risulti accertato dal medesimo consiglio comunale che, per particolari condizioni locali, non sia possibile provvedere altrimenti; b) l impianto cimiteriale sia separato dal centro urbano da strada pubbliche almeno di livello comunale, sulla base della classificazione prevista ai sensi della legislazione vigente, o da fiumi; per dare esecuzione ad un opera pubblica o all attuazione di un intervento urbanistico, purché non vi ostino ragioni igienico-sanitarie, il consiglio comunale può consentire, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zona di rispetto tenendo conto degli elementi ambientali di pregio dell area, autorizzando l ampliamento di edifici preesistenti o la costruzione di nuovi edifici. La riduzione di cui al periodo precedente si applica con identica procedura anche per la realizzazione di parchi, giardini e annessi, parcheggi pubblici e privati, attrezzature sportive, locali tecnici e serre. Ora, il vincolo cimiteriale ha una triplice finalità: a) la salvaguardia di esigenze igienico sanitarie; b) la necessità di mantenere un area di possibile espansione del perimetro cimiteriale; c) il rispetto della tranquillità e del decoro dei luoghi di sepoltura. La norma sopra citata ha pertanto introdotto un vincolo assoluto di inedificabilità ex lege, giustificato dalla tutela delle predette finalità. La giurisprudenza ha ripetutamente confermato i principi suesposti: vedasi, tra le tante, T.A.R. 3-5
4 Toscana Firenze, sez. I, ordinanza 20 maggio 2009 n. 397; T.A.R. Toscana Firenze, sez. II, 27 novembre 2008, n. 3046; TA.R. Abruzzo L Aquila, sez. I, 14 ottobre 2008 n. 1141; oltre alla recentissima pronuncia del Consiglio di Stato, sez. IV, 27 ottobre 2009 n ( il vincolo posto dall articolo 338 del Rd n. 1265/1934 in materia di zona di rispetto cimiteriale è un vincolo di in edificabilità ex lege, tale da prevalere addirittura anche su eventuali disposizioni contrarie del Prg, con conseguente insanabilità delle opere ivi realizzate ai sensi dell articolo 33 della legge 47/1985 ). Ha addirittura escluso l ammissibilità in tali zone di costruzioni totalmente interrate (T.A.R. Toscana Firenze, sez. III, 2 luglio 2008 n. 1712). Si esclude, poi, che possano essere effettuate valutazioni in fatto sulla concreta compatibilità dell opera con l area cimiteriale che possano in qualche modo portare ad una diversa risposta: tali valutazioni infatti sono estranee alla disciplina del vincolo di inedificabilità, che si fonda su circostanze astratte prese in considerazione una volta per tutte dal legislatore (Consiglio di Stato, sez. IV, n. 4256/2008: il vincolo di rispetto cimiteriale preclude il rilascio della concessione edilizia, anche in sanatoria, senza necessitò di valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell opera con i valori tutelati dal vincolo ). Si precisa ad ulteriore conferma di quanto sovra esposto che l articolo 338 del t.u. leggi sanitarie impone il vincolo di inedificabilità per qualsiasi manufatto edilizio, posto che pone un divieto generico di costruire, non limitato a determinate fattispecie (quali ad esempio le abitazioni dove è prevista la stabile residenza di persone): ciò proprio in virtù dei molteplici interessi pubblici perseguiti. La struttura ipotizzata, indubbiamente impattante, non pare più rispettosa della pietas nei confronti dei defunti di quanto lo sia un edificio. La stessa inoltre non rientra tra gli interventi consentiti nelle zone di rispetto cimiteriale dalla legge regionale 5 dicembre 1977 n. 56: il comma 5 dell articolo 27 di tale legge, infatti, ribadisce il divieto di nuove costruzioni e l ampliamento di quelle esistenti, ammettendo la manutenzione ordinaria e straordinaria e la ristrutturazione, senza aumento di volume, degli edifici esistenti, oltreché la realizzazione di parcheggi, di parchi pubblici, anche attrezzati, o di colture arboree 4-5
5 industriali. Appare dunque proprio escludere che, nella zona di rispetto cimiteriale, si possa realizzare un impianto fotovoltaico. Analoga conclusione deve essere tratta in relazione alla fascia di rispetto stradale, caratterizzata anch essa da vincolo di in edificabilità assoluto dettato dall esigenza di favorire la circolazione e offrire idonee garanzie di sicurezza agli utenti della strada, ma anche dalla necessità di non precludere (o semplicemente ostacolare) ampliamenti o altre utili modifiche all infrastruttura viaria. Si esclude, quindi, la compatibilità dell intervento proposto anche in relazione alla fascia di rispetto stradale, trattandosi di un opera che inciderebbe negativamente sugli interessi pubblici oggetto di tutela. 5-5
Il vincolo di rispetto cimiteriale e i parcheggi interrati
Vincoli Il vincolo di rispetto cimiteriale e i parcheggi interrati CONSIGLIO DI STATO, sez. V, 14 settembre 2010, n. 6671 - Pres. ff. Lamberti - Est. Metro - F. c. Comune di Firenze L art. 338 del Testo