Source: http://www.ilrandagio.it/Lex/Norme_e_regolamentazione_della_caccia_L157/
Timestamp: 2017-10-23 15:03:47+00:00
Document Index: 58891632

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 30']

4. L'autorizzazione di cui al comma 3 può essere richiesta da coloro che ne erano in possesso nell'annata venatoria 1989-1990. Ove si realizzi una possibile capienza, l'autorizzazione può essere richiesta dagli ultra sessantenni nel rispetto delle priorità definite dalle norme regionali.
12. Ai fini dell'esercizio dell'attività venatoria è altresì necessario il possesso di un apposito tesserino rilasciato dalla regione di residenza, ove sono indicate le specifiche norme inerenti il calendario regionale, nonché le forme di cui al comma 5 e gli ambiti territoriali di caccia ove è consentita l'attività venatoria. Per l'esercizio della caccia in regioni diverse da quella di residenza è necessario che, a cura di quest'ultima, vengano apposte sul predetto tesserino le indicazioni sopra menzionate.
b) l'esercente l'attività venatoria responsabile dei danni non risulti coperto dall'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi di cui all'art. 12, comma 8.
La Corte costituzionale, con ordinanza 20-30 marzo 1995, n. 95 (G. U. 5 aprile 1995, n. 14, serie speciale), ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, primo comma, lett. h), e dell'art. 13, sollevata in riferimento agli artt. 25, secondo comma e 3 della Costituzione.
Il D.M. 30 gennaio 1993 (G. U. 15 febbraio 1993, n. 7), sostituendo il precedente D.M. 31 dicembre 1992 (G. U. 20 gennaio 1993, n. 15), ha così disposto:
Il D.P.C.M. 21 marzo 1997 (G. U. 29 aprile 1997, n. 98), entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ha escluso dall'elenco la presente specie. L'art. 3 dello stesso decreto ha disposto che le Regioni provvedano ai rispettivi atti legislativi ed amministrativi.
Il D.P.C.M. 22 novembre 1993 (G. U. 1° aprile 1994, n. 76) ha escluso dall'elenco la presente specie. L'art. 3 dello stesso decreto ha disposto che le Regioni provvedano ai rispettivi atti legislativi e amministrativi.
La Corte costituzionale, con ordinanza 20 - 30 marzo 1995, n. 95 (G. U. 5 aprile 1995, n. 14, serie speciale), ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, primo comma, lett. h), e dell'art. 13, sollevata in riferimento agli artt. 25, secondo comma e 3 della Costituzione.
La Corte costituzionale, con ordinanza 5-12 febbraio 1996, n. 32 (G. U. 21 febbraio 1996, n. 8, Serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 30, comma 3, primo periodo, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 9 della Costituzione.
La Corte costituzionale, con ordinanza 12 - 19 gennaio 1995 n. 25 (G. U. 25 gennaio 1995, n. 4, serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 30 e 31, sollevata in riferimento agli artt. 3, 9 e 42 della Costituzione.