Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-54-ter-cod-proc-penale-contrasti-tra-pubblici-ministeri-in-materia-di-criminalita-organizzata
Timestamp: 2019-12-15 16:35:42+00:00
Document Index: 139595787

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'sentenza ', 'art. 649', 'art. 28', 'art. 54', 'art. 669']

Art. 54-ter cod. proc. penale: Contrasti tra pubblici ministeri in materia di criminalita' organizzata | La Legge per tutti
Art. 54-ter cod. proc. penale: Contrasti tra pubblici ministeri in materia di criminalita’ organizzata
1. Quando il contrasto previsto dagli articoli 54 e 54-bis riguarda taluno dei reati indicati nell’articolo 51 comma 3-bis , se la decisione spetta al procuratore generale presso la Corte di cassazione, questi provvede sentito il procuratore nazionale antimafia; se spetta al procuratore generale presso la corte di appello, questi informa il procuratore nazionale antimafia dei provvedimenti adottati.
Il D.L. 20 novembre 1991, n. 367, convertito con modificazioni dalla L. 20 gennaio 1992, n. 8 ha disposto (con l’art. 16, comma 2) che “Le disposizioni degli articoli 2, comma 1, lettera b), 3, comma 1, lettera b), 7, 8, 9, 10, comma 1, e 11 hanno effetto a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto previsto dall’articolo 15, comma 2.”
Contrasti tra PM in materia di criminalità organizzata
In pendenza di un procedimento definito con sentenza di primo grado non irrevocabile, non è consentito celebrare, per lo stesso fatto e nei confronti della stessa persona, un nuovo processo, atteso che il principio del "ne bis in idem", il quale tende ad evitare che per lo stesso fatto-reato si svolgano più procedimenti e si emettano più provvedimenti, ha portata generale e più ampia di quella formalmente espressa dall'art. 649 c.p.p., trovando espressione nelle norme sui conflitti positivi di competenza (art. 28 c.p.p.), o sui contrasti positivi tra uffici del p.m. (art. 54 bis, ter, quater c.p.p.) e nella disciplina della ipotesi in cui, per il medesimo fatto, siano state emesse più sentenze nei confronti della stessa persona (art. 669 c.p.p.).
Cassazione penale sez. VI 25 febbraio 2002 n. 31512