Source: https://www.slideshare.net/annatapessima/corso-resp-03-lezione-adempimenti-amministrativi
Timestamp: 2017-07-24 19:21:45+00:00
Document Index: 7475477

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 184', 'art. 183', 'art. 74', 'art. 181', 'art. 183', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 37', 'art. 2135', 'art. 2083']

Segnalazione anac discarica saturni...
I principi: Testo Unico <ul><li>Ordine di priorità nella gestione dei rifiuti: la prevenzione e riduzione della produzione e pericolosità, il recupero dei rifiuti (es. riciclaggio, riutilizzo come materia prima o per produzione combustibile o energia) e lo smaltimento (fase residuale) </li></ul><ul><li>Strumenti: sviluppo tecnologie pulite, promozione strumenti economici, eco-bilanci, azioni informazione e sensibilizzazione, marchio ecologico, immissione su mercato di prodotti che riducano quantità e e pericolosità rifiuti; condizioni di appalto e promozione di accordi e contratti che valorizzino prevenzione/riduzione rifiuti. </li></ul><ul><li>Dalla concezione di prodotto dannoso o pericoloso a quella di merce/risorsa </li></ul>
<ul><li>In particolare, le pubbliche amministrazioni devono perseguire tali finalità mediante: </li></ul><ul><li>Sviluppo di tecnologie pulite , che permettano un uso più razionale e un maggiore risparmio di risorse naturali </li></ul><ul><li>Messa a punto tecnica e l’immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire , o contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti e i rischi di inquinamento </li></ul><ul><li>Lo sviluppo di tecniche appropriate per l’eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di favorirne il recupero </li></ul>
ALLEGATI Allegato A (previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera a) Categorie di rifiuti Allegato B (previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera g) Operazioni di smaltimento Allegato C (previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera h ) Operazioni di recupero Allegato D (previsto dall'articolo 184, comma 4) Elenco dei rifiuti istituito conformemente all'articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti e all'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi 11.
ALLEGATI Allegato E (previsto dall'articolo 37, comma 1) Obiettivi di recupero e di riciclaggio Allegato F (previsto dall'articolo 43, comma 3) Requisiti essenziali concernenti la composizione e la riutilizzabilità e la recuperabilità (in particolare la riciclabilità) degli imballaggi Allegato G Categorie o tipi generici di rifiuti pericolosi elencati in base alla loro natura o all'attività che li ha prodotti Allegato H Costituenti che rendono pericolosi i rifiuti dell'allegato G.2 quando tali rifiuti possiedono le caratteristiche dell'allegato I Allegato I Caratteristiche di pericolo per i rifiuti 12.
DEFINIZIONE DI RIFIUTO: Definizione di rifiuto del DPR 915/82 <ul><li>Sono considerati rifiuti …. </li></ul>“… qualsiasi sostanza o oggetto derivante da attività umana o da cicli naturali, abbandonata o destinata all’abbandono”. Concetto ABROGATO ! 14.
Definizione di rifiuto del Ronchi <ul><li>D. lgs. 05/02/1997 n.22 </li></ul><ul><li>art. 6 comma 1, lettera a) </li></ul>“ RIFIUTO: qualsiasi sostanza o oggetto che rientra nella categorie riportate nell’allegato A e di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. È il primo concetto GIURIDICO di Rifiuto 15.
Definizione di rifiuto del D. Lgs. 152/06 <ul><li>Testo Unico Ambientale </li></ul><ul><li>D. lgs. 3 aprile 2006 n. 152 art. 184 c.1 </li></ul>“ RIFIUTO: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nella categorie riportate nell’allegato A alla parte quarta del presente Decreto e di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. È l’ attuale concetto giuridico di Rifiuto . 16.
NON SONO RIFIUTI <ul><li>Emissioni di effluenti gassosi in atmosfera  Parte Quinta D.lgs. 152/06 (art. 183 c. 1 lett. z) </li></ul><ul><li>Acque reflue di scarico  Parte Terza D.lgs 152/06 (art. 74 c. 1 lett. g, h, i) </li></ul><ul><li>Rifiuti radioattivi  D.lgs 230/95 (Euratom) </li></ul><ul><li>Rifiuti da prospezione, estrazione, trattamento ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento di cave </li></ul><ul><li>Carogne  D.Lgs. 508/92 </li></ul><ul><li>Rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell’attività agricola, in particolare materiali litoidi o vegetali e terre di coltivo, anche fanghi da pulizia e lavaggio prodotti vegetali riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei fondi rustici ecc…) </li></ul>
NON SONO RIFIUTI <ul><li>Materiali, sostanze od oggetti che, senza necessità di operazioni di trasformazione, già presentino caratteristiche delle MPS , dei combustibili o dei prodotti individuati da art. 181 D.Lvo 152/06, a meno che il detentore se ne disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsene </li></ul><ul><li>Sottoprodotti : prodotti dell’attività di impresa che, pur non costituendo l’oggetto dell’attività principale, scaturiscono dal processo industriale e di cui l’impresa non si disfi, non sia obbligata a disfarsi, non abbia deciso di disfarsi, impiegati direttamente dall’impresa che li produce o commercializzati a condizioni economicamente favorevoli per l’impresa stessa direttamente per il consumo o per l’impiego, senza la necessità di operare trasformazioni preliminari in un successivo processo produttivo. </li></ul><ul><li>In questo contesto: ceneri di pirite, polveri di ossidi di ferro, provenienti dal processo di arrostimento della pirite per la produzione dell’acido solforico (art. 183 comma 1 lett. n) D.Lvo 152/06. </li></ul>
Analisi della definizione giuridica di rifiuto qualsiasi sostanza o oggetto che rientra nella categorie riportate nell’allegato A e di cui il detentore ……. Azione oggettiva (flagranza sostanziale) Caso incerto, come comportarci? Fonte normativa/regolamentare che crea l’obbligo (atto giuridico) si disfi abbia deciso obbligo di disfarsi 19.
Recupero / Smaltimento SMALTIMENTO: è l’eliminazione del rifiuto RECUPERO: è la trasformazione del rifiuto in materia prima secondaria o energia 20.
Definizione di smaltimento D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale” 22.
Recupero D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale” 24.
Classificazione rifiuti - 1 Rifiuti Urbani Art. 184 c. 1 D.lgs. 152/06 secondo l’origine Rifiuti Speciali 26.
Classificazione rifiuti – 2 Rifiuti Urbani Art. 184 comma 5 secondo caratteristiche di pericolosità (rifiuti NON domestici, contenuti in allegato D con asterisco) Rifiuti Speciali Rifiuti non pericolosi Rifiuti pericolosi 27.
CODICE EUROPEO DEL RIFIUTO (CER)‏ categoria o attività che genera i rifiuti primi due numeri secondi due numeri terzi numeri processo produttivo che genera il rifiuto identificano il singolo rifiuto Modifiche dei codici CER dal 01/01/2002 su decisione della Commissione Europea 2001/118/CE e 2001/119 /CE, differenze principali dal precedente elenco: 1 - è un elenco unificato (rifiuti pericolosi e non pericolosi)‏ 2 - i rifiuti pericolosi sono evidenziati da un asterisco 3 - sono state introdotte le voci speculari per i rifiuti che diventano pericolosi solo se superano concentrazioni limite predefinite 30.
CAPITOLI DELL’ELENCO 01 Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali 02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone 04 Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile 05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone 06 Rifiuti dei processi chimici inorganici 07 Rifiuti dei processi chimici organici 09 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa 09 Rifiuti dell'industria fotografica 10 Rifiuti provenienti da processi termici 11 Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa 31.
ALLEGATO I: CARATTERISTICHE DI PERICOLOSITA’ sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, presentano una forte reazione esotermica Comburente H2 sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del dinitrobenzene Esplosivo H1 sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi Infettivo H3 SPECIFICHE CLASSIFIC. COD 34.
sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è pari o > a 21°C e < o pari a 55°C; Infiammabile H3-B <ul><li>sostanze e preparati: </li></ul><ul><li>liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21°C (compresi i liquidi estremamente infiammabili), o </li></ul><ul><li>che a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono riscaldarsi e infiammarsi, o </li></ul><ul><li>solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida azione di una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo l'allontanamento della sorgente di accensione, o gassosi che si infiammano a contatto con l'aria a pressione normale, o che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas facilmente infiammabili in quantità pericolose </li></ul>Facilmente infiammabile H3-A SPECIFICHE CLASSIFIC. COD 35.
sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria Irritante H4 sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute di gravità limitata Nocivo H5 sostanze e preparati (comprese le sostanze e i preparati molto tossici) che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute gravi, acuti o cronici e anche la morte Tossico H6 SPECIFICHE CLASSIFIC. COD 36.
sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre malformazioni congenite non ereditarie o aumentarne la frequenza Teratogeno H10 sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o aumentarne la frequenza Cancerogeno H7 sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva Corrosivo H8 sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza Mutageno H11 SPECIFICHE CLASSIFIC. COD 37.
Sostanze e preparati suscettibili, dopo eliminazione, di dare origine in qualche modo ad un'altra sostanza, ad esempio ad un prodotto di lisciviazione avente una delle caratteristiche sopra elencate H13 Sostanze e preparati che, a contatto con l'acqua, l'aria o un acido, sprigionano un gas tossico o molto tossico H12 sostanze e preparati che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più settori dell'ambiente Ecotossico H14 SPECIFICHE CLASSIFIC. COD 38.
<ul><li>Si hanno quando lo stesso rifiuto viene indicato nel CER sia come pericoloso (mediante apposizione di asterisco) sia come non pericoloso. Il criterio delle CL si applica solo ai rifiuti indicati nelle voci &quot;specchio&quot;. </li></ul><ul><li>In questi casi, il rifiuto è pericoloso solo se le sostanze raggiungono concentrazioni (% rispetto al peso) tali da conferire ad esso una o più delle 14 caratteristiche di pericolo di cui all’allegato III alla dir. 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi </li></ul><ul><li>(si veda box successivo) </li></ul>Voci &quot;specchio&quot; 39.
<ul><li>H3 - H4 - H5 - H6 - H7 - H8 - H 10 - H11 </li></ul><ul><li>(le voci &quot;specchio&quot; sono previste solo per queste caratteristiche di pericolo) : </li></ul><ul><li>Si applicano le CL di sostanze pericolose riportate all’articolo 2, decisione 2000/532/CE (come modificato dalla decisione 2001/118/CE) (1) . </li></ul><ul><li>Si ripete che tale criterio di identificazione si applica solo ai rifiuti indicati nelle voci &quot;specchio&quot;. </li></ul><ul><li>Si procede così: </li></ul><ul><li>Individuare la/e sostanza/e classificata/e pericolosa/e in base alle frasi di rischio (R) delle singole sostanze presenti nel rifiuto ed indicate nella direttiva 67/548/CEE; </li></ul><ul><li>Individuare la relativa classificazione di pericolosità; </li></ul><ul><li>Sommare tra loro le CL in % rispetto al peso delle sostanze appartenenti alla stessa categoria di pericolo; </li></ul><ul><li>Verificare se ciascuna delle sostanze appartenenti alla stessa categoria di pericolo raggiunga le relative soglie indicate all’articolo 2 della decisione 2000/532/CE (1) . </li></ul><ul><li>Solo in questo caso il rifiuto è pericoloso. </li></ul><ul><li>Tale indagine e tale conclusione valgono solo se il rifiuto è classificato in una voce &quot;specchio&quot;. </li></ul><ul><li>Diversamente, la pericolosità deriva solo dall’origine (2) . </li></ul><ul><li>(si veda box successivo) </li></ul>Caratteristiche di pericolo A)‏ 40.
<ul><li>L’articolo 3 della decisione 2000/532/CE, dispone che un rifiuto pericoloso dell’elenco, in casi eccezionali, può essere considerato non pericoloso anche se non riportato nella decisione 2001/118/CE; cioè lo Stato membro può decidere, in casi eccezionali, che un rifiuto classificato &quot;pericoloso&quot; non presenta nessuna caratteristica di pericolo o che, viceversa, un rifiuto classificato &quot;non pericoloso&quot; presenta caratteristiche di pericolo. </li></ul><ul><li>Tale eventualità è riferita a casi specifici, ben individuati ed opportunamente documentati. In particolare, nell’ipotesi di rifiuto classificato &quot;pericoloso&quot; nell’elenco e che il detentore ritenga non presenti nessuna caratteristica di pericolo, è tale detentore che ha l’onere di fornire, per lo specifico rifiuto, l’opportuna documentazione che attesti l’assenza delle citate caratteristiche di pericolo. </li></ul>Casi Eccezionali <ul><li>H1 - H2 - H9 - H12 - H13 - H14 </li></ul><ul><li>Non è prevista alcuna innovazione rispetto al passato; pertanto, si prescinde dalle indagini analitiche e i rifiuti che le presentano sono pericolosi a prescindere dai valori delle CL. </li></ul><ul><li>In pratica, vige solo il criterio dell’origine </li></ul>Caratteristiche di pericolo B)‏ 41.
SMALTIMENTO ETICHETTATURA DEPOSITO TEMPORANEO art. 6 comma 1 lettera m registrazione nel Registro c/s dei rifiuti stoccati entro una settimana dalla produzione SMALTIMENTO tramite ditta autorizzata FORMULARIO Registrazione nel registro c/s dei rifiuti entro una settimana dallo smaltimento RIFIUTO RICICLAGGIO 42.
RIFIUTO CER 130802 Registrazione entro una settimana nel registro carico/scarico rifiuti RIFIUTI NON PERICOLOSI asporto a due mesi oppure ai 10mc, se non supera 10mc 1 volta all’anno Registrazione nel registro c/s dei rifiuti smaltiti entro una settimana dallo smaltimento Smaltimento tramite ditta autorizzata Formulario 44.
Catalogo Europeo dei Rifiuti (2002) pericoloso 160213 SCHEDA DEL RIFIUTO CER 2002 apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12 160213 SCARTI PROVENIENTI DA APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE 1602 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NELL'ELENCO 16 45.
RIFIUTO CER 160213 Registrazione entro una settimana nel registro carico/scarico rifiuti RIFIUTI NON PERICOLOSI asporto a due mesi oppure ai 10mc, se non supera 10mc 1 volta all’anno Registrazione nel registro c/s dei rifiuti smaltiti entro una settimana dallo smaltimento Smaltimento tramite ditta autorizzata Formulario 46.
Procedure semplificate di recupero Dm 5 febbraio 1998 (versione &quot;CER 2002&quot;) Il rifiuto individuato dal codice 170405 può essere sottoposto alla seguente procedura semplificata di recupero: Tipologia: rifiuti di ferro, acciaio e ghisa e, limitatamente ai cascami di lavorazione, i rifiuti identificati dai codici. 3.1 RECUPERO DI MATERIA (Allegato 1, suballegato 1 - &quot;Norme tecniche generali per il recupero di materia dai rifiuti non pericolosi&quot;) 48.
RIFIUTO CER 17 04 05 Registrazione entro una settimana nel registro carico/scarico rifiuti RIFIUTI NON PERICOLOSI asporto a tre mesi oppure ai 20mc, se non supera 20mc 1 volta all’anno Registrazione nel registro c/s dei rifiuti smaltiti entro una settimana dallo smaltimento Smaltimento tramite ditta autorizzata Formulario 49.
RIFIUTO BIDONE omologato ONU per trasporto sostanze pericolose su strada <ul><li>Elenco sostanze contenute </li></ul><ul><li>1 bottiglia solvente </li></ul><ul><li>1 bottiglia sgrassante </li></ul><ul><li>1 bottiglia prodotto chimico </li></ul>PROCEDURA DI CLASSIFICAZIONE-ETICHETTATURA STOCCAGGIO SMALTIMENTO RIFIUTI PRODOTTI PERICOLOSI 51.
Catalogo Europeo dei Rifiuti (2002) pericoloso 140603 SCHEDA DEL RIFIUTO CER 2002 altri solventi e miscele di solventi 140603 SOLVENTI ORGANICI, REFRIGERANTI E PROPELLENTI DI SCHIUMA – AEROSOL DI SCARTO 1706 SOLVENTI ORGANICI, REFRIGERANTI E PROPELLENTI DI SCARTO (TRANNE LE VOCI 07 E 08) 14 52.
RIFIUTO CER 14 06 03 Registrazione entro una settimana nel registro carico/scarico rifiuti RIFIUTI PERICOLOSI asporto a due mesi oppure ai 10mc, se non supera 10mc 1 volta all’anno Registrazione nel registro c/s dei rifiuti smaltiti entro una settimana dallo smaltimento Smaltimento tramite ditta autorizzata Formulario 53.
DIVIETO DI MISCELAZIONE DI SOSTANZE DIVERSE RIFIUTO CER 13 02 08 CER 14 06 03 CER 13 08 02 54.
REGISTRO CARICO-SCARICO <ul><li>Con D.M. 1.04.1998 n° 148 il Ministero dell'Ambiente ha approvato i nuovi modelli di registro Carico/Scarico (che non va più vidimato dall’ufficio del registro). </li></ul><ul><li>I registri integrati con i formulari relativi al trasporto dei rifiuti sono conservati per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione </li></ul><ul><li>Il produttore di rifiuti potrà preferire per una delle seguenti soluzioni per la tenuta dei registri : </li></ul><ul><ul><li>o presso la propria sede produttiva; </li></ul></ul><ul><ul><li>o presso le associazioni di categoria (fino a 1 t/anno per Rifiuti Pericolosi - 5 t/anno per i Rifiuti Non Pericolosi)‏ </li></ul></ul><ul><li>Il Registro di carico scarico, deve essere tenuto ed annotato anche per gli oli minerali usati. Per quanto riguarda gli oli usati prodotti in quantità superiore ai 300 kg/anno, c'è l'obbligo di tenere ed aggiornare lo specifico registro degli oli usati. </li></ul>
Registro di carico e scarico 59.
Registro di carico e scarico <ul><li>i soggetti individuati nell’art. 11, comma 3, del D.L.vo 22/97 (raccolta e trasporto, commercianti e intermediari, recupero e smaltimento, produttori di rifiuti pericolosi e non) hanno l’obbligo di tenere il registro di carico e scarico </li></ul>
Registro di carico scarico scarico X carico operazione N. 21 formulario N. s/12 PRODUTTORE DETENTORE da registrare entro una settimana dallo scarico Registro di carico scarico scarico carico X operazione N. 73 formulario N. s/12 DESTINA-TARIO da registrare entro 24 ore dalla presa di carico formulario di identificazione serie e N. s/12 N. Registro 21 Produttore ROSSI Trasportatore VERDI destinatario copia n.1 formulario di identificazione serie e N. s/12 N. Registro 73 Produttore ROSSI Trasportatore VERDI destinatario copia n.2 formulario di identificazione serie e N. s/12 N. Registro 73 Produttore ROSSI Trasportatore VERDI destinatario copia n.4 73.
Registro di carico scarico scarico carico operazione N. 59 formulario N. s/12 TRASPOR-TATORE da registrare entro una settimana dal trasporto formulario di identificazione serie e N. s/12 N. Registro 59 Produttore ROSSI Trasportatore VERDI destinatario copia n.3 77.
DENUNCIA ANNUALE M.U.D. L'obbligo della &quot;comunicazione ambientale&quot; è stato introdotto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70 ed ha scadenza annuale. Il termine ultimo per la presentazione del MUD alle Camere di Commercio è stabilito al 30 aprile di ogni anno, a meno che non intervengano modifiche nel modello da compilare 78.
Trasporto dei rifiuti non pericolosi <ul><li>Il trasporto dei rifiuti speciali non pericolosi può essere effettuato: </li></ul><ul><li>In conto proprio dal produttore in qualsiasi quantità </li></ul><ul><li>Da ditte autorizzate (iscritte all’Albo Gestori Rifiuti – categorie 2 e 4)‏ </li></ul>
Trasporto dei rifiuti pericolosi <ul><li>Il trasporto dei rifiuti speciali pericolosi può essere effettuato: </li></ul><ul><li>In conto proprio dal produttore per quantità fino a 30 kg </li></ul><ul><li>Da ditte autorizzate (iscritte all’Albo Gestori Rifiuti – categorie 3 e 5)‏ </li></ul>
Rispondenza tra formulario e registro 84.
MUD – modello unico di dichiarazione <ul><li>i soggetti obbligati alla presentazione del MUD sono stabiliti dal D.L.vo 22/97 </li></ul><ul><ul><li>dall’art. 11, commi 3 e 4, per quanto riguarda i rifiuti; </li></ul></ul><ul><ul><li>dall’art. 37, comma 2, per quanto riguarda gli imballaggi; </li></ul></ul>
MUD – modello unico di dichiarazione <ul><li>sono esonerati dalla presentazione del Mud </li></ul><ul><ul><li>gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a 15 milioni di vecchie lire e, limitatamente alla produzione di rifiuti non pericolosi, i piccoli imprenditori artigiani, di cui all’art. 2083 del codice civile, che non hanno più di tre dipendenti </li></ul></ul>
MUD – modello unico di dichiarazione <ul><li>Il MUD si può presentare sia su supporto cartaceo che su supporto informatico </li></ul><ul><li>Coloro che eseguono attività di gestione dei rifiuti, comprese le attività di commercio e intermediazione, nonché gli autodemolitori, devono presentare il MUD esclusivamente su supporto informatico </li></ul>
Confartigianato Imprese Varese Corso Rifiuti 01 Lezione Adempimenti Amministrativi