Source: https://www.stormfront.org/forum/t859394-8/
Timestamp: 2018-05-23 13:47:10+00:00
Document Index: 3659072

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 118', 'art. 120', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 34', 'art 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 173', 'art. 138', 'art. 173']

Liberalizzazioni Taxi - Page 8 - Stormfront
02-17-2012, 07:47 AM #71
SINDACALISTI DI CATEGORIA TAXI DALLA COMMISSIONE DEL SENATOAudizione informale in Ufficio di Presidenza 10ª Commissione permanente del SenatoLa Presidenza della 10^ Commissione del Senato ha programmato per lunedì 6 febbraio alle ore 19.00, l'audizione di una delegazione ristretta (10) in rappresentanza di tutte le Organizzazioni nazionali di Categoria.La delegazione è composta:Alessandro Atzeni ( CIISA) Loreno Bittarelli ( URI ) Nicola Di Giacobbe, ( unica CGIL )Raffaele Grassi ( satam cna ) Ciro Langella ( UTI )Pietro Marinelli ( UGL) Marino Masucci ( CISL ) Alessandro Nordio ( CONFARTIGIANATO taxi ) Giovanni Valli ( confcooperative ) Nereo Villa ( CNA ) .La delegazione si è riunita alle ore 14.30 di lunedì presso la sede della Cna di Roma, in via Guattani 1, al fine di definire l'ordine degli interventi e rappresentare l'esposizione degli emendamenti, considerato che il tempo a disposizione della delegazione sarà di 30/35 minuti.
02-20-2012, 06:45 PM #72
AUDIZIONE DELLE RAPPRESENTANZE NAZIONALI DI CATEGORIA TAXILe Rappresentanze nazionali di Categoria del settore taxi sono state ascoltate presso la 10^ Commissione permanente Industria, Commercio, Turismo del Senato della Repubblica, in data 07-02-2012 alle ore 19,00.LEGGETE LE MODIFICHE AL TESTO DEL DECRETO "ANTI-CRISI" DEL GOVERNO MONTI PROPOSTE DAI SINDACATI DI CATEGORIA TAXI : ACAI/TAM - ANCST/LegaCoop - ARAT Sicilia - CASARTIGIANI - CIISA Taxi CNA/FITA - CONFARTIGIANATO - FAST - FIT/CISL - CLAAI - FEDERLAVORO/CCI FEDERTAXI/CISAL - S.A.Ta.M./C.N.A. - SITAN ATN - UGL TAXI - UIL Trasporti - UNCI UNICA TAXI/CGIL - UNIMPRESA - U.R.I. - URITAXI - USB Trasporti Taxi - UTI Esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante:“Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”PremessaOnorevole Presidente, Onorevoli Senatori, desideriamo ringraziare la 10^ Commissione del Senato della Repubblica, anche a nome di tutti rappresentanti sindacali che per ovvi motivi numerici non sono presenti, ma soprattutto in nome e per conto delle decine di migliaia di operatori esercenti il servizio taxi nel nostro Paese, per aver voluto audire una delegazione dei Rappresentanti sindacali nazionali del settore Taxi, nell’ambito dei lavori di codesta Commissione, per l’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”. Il decreto legge in discussione interviene per la 4^ volta in meno di 8 mesi nel settore taxi, la continua legiferazione di normative relative al comparto ha creato una forte preoccupazione e disorientamento degli operatori, quasi a voler addebitare le responsabilità della crisi economica del nostro Paese al settore taxi, peraltro vale la pena di ricordare che il numero delle licenze dei taxi non sono bloccate, le competenze in tal senso sono accreditate ai Comuni, il sistema è programmato, così come avviene in quasi tutte le città del mondo.Rispetto ai provvedimenti attuati dai governi che si sono succeduti negli ultimi mesi dobbiamo evidenziare che oltre a subire come cittadini l’aumento impressionante di imposte, tasse e contributi, costo dei servizi di assistenza e diminuzione delle prestazioni, come imprenditori dobbiamo subire anche i costi derivanti dai processi di apertura dei mercati e dalla maggiore concorrenza vista come panacea dei mali del paese e come elemento salvifico in grado, da solo di risolvere le contraddizioni di scelte economiche quanto meno azzardate attuate dalla finanza mondiale.In questo modo invece siamo chiamati a pagare due volte rispetto agli altri cittadini ed abbiamo la preoccupazione, in quanto soli, come dirigenti (unico sostegno i nostri Consorzi e associazioni di categoria ) di dover spiegare ancora una volta ai colleghi che e’ necessario crescere, investire, lavorare di più e meglio con maggiore efficienza e qualità, ridurre ancor di più la già magra resa oraria, avere una migliore organizzazione il tutto coniugato a standard europei in funzione anche degli obiettivi dati al paese in generale e alle imprese in particolare dal documento della C.E. conosciuto come Europa 2020.Abbiamo istituito turni integrativi, doppie guida, servizi innovativi, sperimentali, uso collettivo del taxi, tariffe a tratta fissa, tariffe sociali senza alcuna contropartita economica. Su questo tema delle tariffe sociali sommessamente facciamo presente che sentenze della corte di giustizia europea prevedono la compartecipazione del costo da parte degli enti pubblici che le richiedono per garantire un equo utile di esercizio alle imprese soggette all’obbligo.NOTA ILLUSTRATIVADecreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1Art. 1 Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle impreseSi rileva che l’art. 34 del D.L. n° 201/11 convertito nella Legge 214/11 prevede l’esclusione dall’ambito di applicazione delle Liberalizzazioni delle attività economiche del trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea: in cui rientrano i taxi.Analoga previsione è reiterata all’art. 1 c. 5, del D.L. 24 gennaio 2012 n. 1, il cui testo presenta, tuttavia, un atecnicismo definitorio che richiede la riqualificazione terminologica del servizio in correlazione con la legge 21/92.Ne consegue che rimane ferma la Legge Nazionale 21/92 e successive novelle e le singole Leggi regionali di regolamentazione del settore.Art. 36(Regolazione indipendente in materia di trasporti)L’attribuzione, prevista dall’art. 36, comma 2, ad una costituenda Autorità indipendente di regolazione dei trasporti dei poteri di cui al successivo punto 8, lettere a-b-c-d-e-f, viola l’art. 118 della Costituzione che attribuisce la Funzione Amministrativa ai Comuni.In base a tale articolo è, infatti, all’Ente locale più vicino ai cittadini che compete, in via naturale e prioritaria, il compito di esercitare concretamente l’attività amministrativa.Nella fattispecie, il rilascio di licenze per il servizio taxi, la determinazione del loro numero, la regolamentazione dei turni di servizio, la determinazione delle tariffe, si evidenziano come oggettivamente, connaturali, al diritto di programmazione territoriale che non può che essere di competenza propria ed esclusiva dei singoli Comuni che lo esercitano in coordinamento con l’Ente territoriale di riferimento.E ciò non solo in quanto il Comune ha la percezione diretta delle specifiche e contingenti esigenze che il proprio territorio di volta in volta esprime, ma anche per il fondamentale principio democratico di raccordo della responsabilità politica nelle scelte di governo del territorio con l’Amministrazione che le determina.L’ipotesi di attribuire le funzioni amministrative in questione ad una Autorità indipendente non risponde, dunque, ad alcuno dei criteri che possono giustificare il “ribaltamento” delle funzioni amministrative a livelli di governo superiore (principio di sussidiarietà, principio di adeguatezza, principio di differenziazione).Sotto altro profilo è, altresì, da rilevare l’inutilità dell’attribuzione delle funzioni amministrative in questione ad una Autorità indipendente posto che, in base al successivo art. 120 della Costituzione, lo Stato e le Regioni (Corte Costituzionale, Sentenze n° 43/2004; 167/2005; 69 e 236 del 2004) possono esercitare il potere sostitutivo nei confronti dei Comuni che risultino inadempienti rispetto ad atti o attività obbligatorie, e nel caso di inerzia o di inadempimento da parte degli stessi, al fine di salvaguardare interessi unitari e di mercato che sarebbero compressi dall’inerzia o dall’inadempimento dei medesimi.***Ciò comporta, comunque, l’illegittimità dei poteri attribuiti all’Autorità Indipendente, con le lettere da a) ad f) del richiamato punto 8 che risultano in palese violazione dei principi e criteri di regolamentazione contenuti nelle richiamate norme di legge nazionali e regionali che – certamente – il potere regolamentare di una Autorità Indipendente non può derogare o modificare.Ne consegue la necessità di emendare art. 36, comma 2, numero 1, sopprimendo la dizione “e alla mobilità urbana collegata a stazioni, aeroporti e porti” ed il comma 8 con la rimodulazione dei poteri conferiti alle Autorità in termini di monitoraggio e verifica, anziché deliberative.***1) I CONTENUTI DI MERITO DEL PUNTO 8a) Incremento del numero delle licenze.E’ da premettere che il contenuto di tale norma risulta del tutto inutile, posto che già in base alla richiamata normativa vigente – nazionale e regionale – i Comuni possono provvedere all’incremento del numero delle licenze qualora ne ravvisino la necessità sul territorio.E’ recente l’esempio del Comune di Roma che ha provveduto al rilascio di duemila nuove licenze: facendolo, peraltro, contro l’opinione della categoria.Non appare in alcun modo condivisibile, la considerazione che l’affidamento ad una Autorità Indipendente di consimili decisioni affrancherebbe i Sindaci dalle pressioni politiche della categoria.E ciò in quanto il controllo politico da parte dei cittadini sugli atti amministrativi dei Comuni è alla base dell’ordinamento democratico e, risulterebbe inaccettabile, sullo stesso piano della legittimità che il Governo e il Parlamento creino le condizioni legislative per sottrarre pezzi, così rilevanti, di democrazia alle fondamenta democratiche dello Stato.E’, infatti, palese la dedotta illegittimità dell’affidamento della regolamentazione degli interessi concreti dei cittadini e delle comunità territoriali ad una Autorità Indipendente i cui membri non rispondono politicamente ed in alcun modo delle loro scelte.Ciò premesso, è da rilevare che, comunque, nel merito il meccanismo di “compensazioni” previsto dal punto, risulta viziato da manifesta illogicità al punto da risultare inintelligibile.In base a tale norma, ad esempio, in un Comune, con mille licenze il rilascio di ulteriori duecento licenze comporterebbe:il conferimento di ulteriori licenze a chi già le detiene, con la conseguenza che le licenze emesse sarebbero mille e duecento, anziché duecento (se fossero, invece, solo duecento: a chi, tra i mille, andrebbero conferite?);Fermo restando che la norma comporterebbe la violazione del divieto di cumulo della titolarità delle licenze taxi previsto dall’art. 8, comma 2 della legge 21/92.Peraltro, i meccanismi compensativi in caso di ampliamento del numero sono già previsti dalla Legge n. 248 del 4 agosto 2006 (Decreto Bersani).Ne consegue che la lettera a) del comma 8 andrebbe abrogata.b) Sostituzione alla guida La norma è pienamente condivisibile in quanto consente ai Comuni di far lavorare – all’occorrenza – ogni taxi fino h24, raddoppiando potenzialmente il numero dei taxi in servizio che sarebbero, così, messi in grado di rispondere ai picchi di domanda senza necessità di intervenire sul numero delle licenze.Al riguardo, però, occorre intervenire modificando, in tal senso, l’art. 10 della legge 21/92.c) Licenze part-timeLa previsione di una licenza part-time risulta inutile in quanto la norma precedente consente ai Comuni nei casi di necessità di immettere più taxi in circolazione, fino addirittura al raddoppio delle vetture disponibili: con possibilità di funzionalizzare il sostituto alla guida a garantire la flessibilità nell’erogazione del servizio che si voleva ottenere mediante la licenza part-time. Ne consegue che la lettera c) del comma 8 andrebbe abrogata.d) L’extra territorialitàL’extra territorialità del servizio sulla base dell’assenso convergente dei Sindaci interessati risulta condivisibile.Occorre, però, anche in tal caso modificare la legge 21/92 inserendo tale aspetto all’art. 5 bis.e) Organizzazione del servizioContenuto condivisibile.Anche in questo caso, occorre modificare la legge 21/92, integrandone in tal senso l’art. 2.f) TariffeLa norma risulta del tutto illegittima ed incompatibile con il servizio taxi che rientra nel TPL non di linea come servizio pubblico a tariffa amministrata dal Comune che vi provvede esercitando il suo potere regolamentare di competenza del Consiglio Comunale.Il richiamato art. 34 comma 8 del D.L. 201/11 convertito con Legge 214/11 esentando il servizio taxi dalle attività economiche liberalizzabili conferma la necessità di tariffe amministrate.Ne consegue che la lettera f) del comma 8 andrebbe abrogata.EMENDAMENTO N° 1Il comma 5 dell’art 1 del D.L. 24 gennaio 2012 n° 1 è sostituito dal seguente:5. Sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente articolo gli autoservizi pubblici non di linea di trasporto di persone e cose, i servizi finanziari come definiti dall’art. 4 del Dlgs 26 marzo 2011 n. 59 e i servizi di comunicazione come definiti dall’art. 5 del Dlgs. 26 marzo 2010 n°. 59 di attuazione della Direttiva n° 2006/123/CE relativa ai servizi ne mercato interno, e le attività specificatamente sottoposte a regolazione e vigilanza di apposita Autorità indipendente.EMENDAMENTO N° 2Il vigente testo dell’art. 36, comma 2, n° 8 del D.L. 24/01/2012 n° 1 è sostituito dal seguente:8) Con particolare riferimento al servizio taxi a monitorare e verificare la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualità delle prestazioni, alle esigenze dei diversi contesti urbani, secondo i criteri di ragionevolezza e proporzionalità, allo scopo di garantire il diritto di mobilità degli utenti;a) la lettera a) è abrogata;b) l’art. 10, comma 1, della legge 15/01/1992 n° 21 è abrogato e sostituito dal seguente:“I titolari di licenza per l’esercizio del servizio di taxi possono essere sostituiti alla guida da persone iscritte nel ruolo di cui all’art. 6 ed in possesso dei requisiti prescritti.La sostituzione alla guida può avvenire nell’ambito dei turni di servizio del titolare della licenza o di quelli integrativi in cui lo stesso rientra”.c) la lettera c) è abrogata;d) all’art. 5 bis della legge 15/01/1992 n° 21 è aggiunto il seguente comma:“2. Per il servizio di taxi è consentito l’esercizio dell’attività anche al di fuori del territorio dei Comuni che hanno rilasciato la licenza sulla base di accordi sottoscritti dai Sindaci dei Comuni interessati”;e) all’art. 2 della legge 15/01/1992 n° 21 è aggiunto il seguente comma:“4. E’ consentito ai Comuni di prevedere che i titolari di licenza per il servizio taxi, possano svolgere servizi integrativi quali il taxi ad uso collettivo o mediante altre forme di organizzazione del servizio”;f) la lettera f) è abrogata.
02-20-2012, 06:50 PM #73
Corrado Passera conferma stop sindaci su numero licenze taxiRoma, 9 feb. (Adnkronos) - Non spettera' ai sindaci decidere il numero delle licenze dei taxi. E' quanto ha sottolineato il ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera, secondo quanto si legge nei resoconti stenografici dell'audizione informale che si e' tenuta ieri in commissione Industria al Senato, che sta esaminando il decreto legge liberalizzazioni. Il ministro, nel suo intervento ha rivendicato ''l'opportunita' della scelta di sollevare il sindaco dall'onere di decidere l'ampliamento del numero di licenze dei tassisti''.
02-20-2012, 07:43 PM #74
Ciao Panzer Tiger !
02-23-2012, 07:15 PM #75
DENUNCIATI E ARRESTATI NCC ABUSIVIRoma: Ncc con licenza del Comune di Ardea lavorava nella Capitale, denunciato dai Carabinieri.Ardea, 16 feb. - (Adnkronos) - I carabinieri della Tenenza di Ardea hanno denunciato un 36enne romano, titolare di una licenza di noleggio con conducente, con le accuse di truffa, falsita' in scrittura privata e frode nelle pubbliche forniture. Nel corso dell'attivita' di indagine, i Carabinieri hanno accertato che l'uomo, pur essendo munito di licenza per il servizio di Ncc rilasciata dal comune di Ardea, di fatto svolgeva tale attivita' al di fuori del comune di competenza, in violazione della legge quadro secondo cui il servizio deve essere diretto all'utenza locale con partenza e rientro nel Comune ove la licenza e' stata emessa.A conferma della violazione contestata, i carabinieri hanno anche appurato che l'indagato, pur avendo dichiarato la disponibilita' in quel centro di idonea autorimessa per la custodia del veicolo adibito a Ncc, di fatto l'auto era sempre posteggiata nella Capitale, a dimostrazione del fatto che il 36enne non esercitava il servizio nel Comune di Ardea.Sono in corso altre indagini da parte dei carabinieri nell'ambito degli altri Comuni della giurisdizione della compagnia di Anzio al fine di accertare altre eventuali violazioni da parte di Ncc che, pur munite per convenienza di licenze per il servizio rilasciate dagli enti comunali di provenienza, esercitano la loro attivita' prevalentemente nel Comune di Roma, dove la richiesta e' certamente maggiore. NCC ABUSIVO VIOLA 248 VOLTE ZTL DI ROMA, DENUNCIATO BLOCCATO A AEROPORTO FIUMICINO, SEQUESTRATA AUTO E LICENZA... (ANSA) -FIUMICINO (ROMA), 16 FEB - Con una licenza falsa di noleggiatore, ha violato ben 248 volte la Zona a traffico limitato di Roma con una Mercedes di lusso di sua proprietà, denunciata come rubata, con la quale si procacciava clienti. Protagonista un cinquantenne noleggiatore con conducente «abusivo», romano, pregiudicato, denunciato in stato di libertà per truffa, falso ideologico e simulazione di reato dalla polizia locale di Fiumicino e dal Git di Roma.
02-23-2012, 07:18 PM #76
NON MI AVETE VOTATO? LIBERALIZZAZIAMO I TAXI! Ecco un altro "amico" della categoria taxi, l'onorevole ENRICO MUSSO, suoi gli emendamenti a favore degli ncc e del ruolo primario dell'authority... Cinque anni fa si presentava come candidato sindaco a Genova e chiese anche i voti dei tassisti, con un rappresentante di categoria taxi candidando tra le sue fila, ma non fu eletto per pochi voti, per cui cambiò partito e venne eletto senatore. Il prossimo maggio a Genova sarà il nuovo candidato a sindaco indovinate per quale schieramento? ovviamente terzo polo con Casini, Fini e company... i maggiori nemici di categoria taxi. Riflettete e ricordate chi vi è ostile, prima di votare alle prossime elezioni.He111
02-24-2012, 08:39 AM #77
LA LEGGE VIETA I CELLULARI A TASSISTI ED AUTISTI. Anche i conducenti di taxi, noleggio con conducente e autobus di linea e dei veicoli adibiti ai servizi di strade e autostrade non potranno più usare il telefonino durante la guida. Lo prevede la legge 13 febbraio 2012, n. 11. (Fonte: Ansa)Recante «Modifiche all'articolo 173 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida», pubblicata sulla G.U. n. 43 di ieri (si veda ItaliaOggi del 31/1/2012). Il testo attualmente vigente dell'art. 173, comma 2, del codice della strada, vieta al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici o di usare cuffie sonore, fatta eccezione per:- i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all'art. 138, comma 11 (Polizia di stato, Guardia di finanza, Corpo di polizia penitenziaria, Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Corpi dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e Bolzano, Croce rossa italiana, Corpo forestale dello stato, Corpi forestali operanti nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano e Protezione civile nazionale, della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano), e di polizia,- i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi.Dato atto che l'utilizzo del telefonino durante la guida rappresenta un fattore di alta incidentalità, il disegno di legge approvato dal Parlamento introduce il divieto di utilizzare durante la marcia il telefonino da parte dei conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade e delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi (autobus di linea, taxi, noleggio con conducente).E per qualunque utilizzo del cellulare: chiamate, sms, consultazione della rubrica ecc. Resterà per costoro, comunque, la facoltà di usare apparecchi a viva voce o dotati di auricolare a condizione che chi guida abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani.Ma, dal 7 marzo, data di entrata in vigore della legge, in caso di utilizzo del telefonino durante la guida incorreranno nelle sanzioni previste dall'art. 173, comma 3-bis, del Codice della strada: il pagamento in misura ridotta di 152 euro, la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi in caso di reiterazione nel biennio e la decurtazione di 5 punti sulla licenza di guida.
02-24-2012, 06:02 PM #78
INTESA DEL GOVERNO SULLA BOZZA DELL'EMENDAMENTO TAXI. IL SERVIZIO TAXI E I TAXISTI POTRANNO CONTINUARE A SOPRAVVIVERE, IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL RAFFAELE BONANNI E VARIE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI DIVENTANO NERI DALLA RABBIA!Un emendamento al decreto definisce che a stabilire i livelli di offerta siano Comuni e Regioni. I consumatori: "Tutto come prima"Saranno comuni e regioni a stabilire i livelli di offerta dei taxi. Mentre l’Autorità di regolazione dei trasporti dovrà dare un parere non vincolante. Lo prevede una bozza dell’emendamento al decreto legge liberalizzazioni presentato dai relatori su cui ci sarebbe l’intesa del governo. "I comuni e le regioni, nell’ambito delle proprie compentenze, - si legge nel provvedimento - provvedono previa acquisizione del parere obbligatorio e non vincolante da parte dell’Autorità, ad adeguare il servizio dei taxi alle necessità, seguendo i criteri di ragionevolezza e proporzionalità".Reazioni - Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "E' un importante riconoscimento dell’autonomia e delle prerogative dei Comuni l’indicazione di mantenere ai Comuni stessi la competenza sul numero delle licenze taxi e la facoltà di incrementarle se necessario. I taxi sono un trasporto pubblico locale non di linea che non può non essere regolato dai Comuni". Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni scuote la testa sconsolato: "E' un mese e mezzo che dico che il governo non può essere forte con i deboli e debole con i forti". Dello stesso parere le associazioni dei consumatori aderenti a Casper, "si tratta dell'ennesima sconfitta per il Governo Monti, nuovamente battuto dalla lobby dei tassisti. Una liberalizzazione dei taxi come quella che si starebbe profilando - spiegano le associazioni - con una Autorità dei trasporti di fatto inutile e che non può decidere un bel nulla, e il potere di stabilire licenze e tariffe in capo ai sindaci, di fatto annulla qualsiasi beneficio in favore degli utenti".
02-28-2012, 05:22 AM #79
TAXI: I POTERI ALL'AUTORITY DEI TRASPORTI SONO INCOSTITUZIONALI. «Togliere ai Comuni la gestione dei servizi taxi avrebbe voluto dire cambiare la Costituzione. Nessuna Authority può decidere quanti taxi ci debbano essere nei singoli Comuni, deve e può avere servizi efficienti e a costi accessibili nelle singole città, a Roma come a Palermo, a Milano come a Bologna».Lo ha affermato il Senatore Filippo Bubbico, relatore nella 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) al Senato in una intervista rilasciata giovedì 23 febbraio al quotidiano “Il Messaggero”“Secondo alcune notizie di stampa, il Governo starebbe predisponendo alcune modifiche al testo del Decreto sulle liberalizzazioni, concordato in commissione al Senato dai due relatori, che renderebbero il parere della costituenda autorità dei trasporti vincolante per i sindaci e conferirebbero alla stessa poteri sanzionatori e sostitutivi, che a nostro avviso violerebbero gli articoli 118 e 120 della costituzione e i più elementari principi democratici. I relatori della commissione Industria del Senato, nel loro testo avevano correttamente applicato i due citati articoli della costituzione, attribuendo ai comuni la funzione amministrativa nel caso di rilascio di nuove licenze, limitando il parere dell’autorità alla funzione di monitoraggio e verifica del rispetto dei principi di adeguatezza alla domanda dei singoli territori e lasciando allo Stato e in primis alle Regioni, l’esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza dei comuni. Ed a maggiore garanzia, il testo dei relatori ha previsto anche il potere di impugnativa diretta al Tar - Lazio da parte della stessa autorità.. In tal modo era stata formulata una normativa che risultava pienamente rispondente al fondamentale e primario principio democratico tutelato dai due richiamati articoli della Costituzione, che sottopongono la verifica delle decisioni amministrative ai cittadini che ne sono destinatari, attraverso la verifica democratica del voto elettivo e confermativo nei confronti degli amministratori che le hanno assunte. Sarebbe dunque gravissimo e drammaticamente inaccettabile se il Governo volesse violare la Costituzione e sostituire al potere degli amministratori comunali - legittimamente e democraticamente eletti - tre signori strapagati (professori universitari?) che nessuno ha mai eletto e che, essendo inamovibili, non risponderebbero mai a nessuno delle loro scelte amministrative. Con una simile evenienza si sostituirebbe alla democrazia responsabile la tecnocrazia irresponsabile, il metodo democratico del consenso elettorale sarebbe sostituito dal metodo antidemocratico delle decisioni tecnocratiche imposte, da signori che magari del lavoro e della fatica - come unica risorsa di vita - non ne hanno mai avuta alcuna cognizione ed esperienza. Qualora una simile incredibile decisione venisse realmente presa, magari presentandola al Parlamento con la violenza impositiva della fiducia, alla scontata reazione dei sindaci si unirà l'altrettanto corale e decisa reazione dei tassisti, sia in piazza, che in sede giudiziaria, con decine di migliaia di singoli ricorsi e denunce in tutte le competenti sedi nazionali e comunitarie. I tassisti e le loro famiglie, che vivono di questo lavoro, sono pronti e decisi a una battaglia di libertà e di democrazia che li vede forti delle loro ragioni e sorretti dall’esasperazione di una persecuzione che sembra ora aver raggiunto un punto di inaudita violenza impositiva”.Credo l'abbiate capito, il braccio di ferro in commissione al Senato continua, perché vorrebbero arretrare rispetto al testo dell'emendamento fatto dai due relatori e sul quale aveva dato l'ok anche il Governo. Ora, dietro le forti pressioni provenienti da varie parti politiche e dalla stampa rispondente ad esse, si vorrebbe far dietrofront.Ma noi non glielo permetteremo. Quindi bisogna tenere ancora alta la guardia, almeno fino a mercoledì. He111
02-28-2012, 06:05 PM #80
TAXI: IL POTERE RIMANE AI COMUNI. Saranno i comuni a poter decidere sulle licenze dei taxi e il parere dell'Authority sarà obbligatorio ma non sarà più scritto nero su bianco che debba essere "vincolante". Qualora il parere fosse disatteso, potrà essere impugnato al Tar. Lo riferisce la relatrice al dl liberalizzazione Simona Vicari (Pdl). (ANSA)