Source: http://www.amministrazionicondominialifalcioni.it/2018/02/27/spese-parti-uguali/
Timestamp: 2018-06-25 07:46:49+00:00
Document Index: 107042929

Matched Legal Cases: ['art. 1123', 'art. 1123', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ']

Nulla la delibera che ripartisce le spese in parti ugualiNUNZIA FALCIONI
Il provvedimento. Con riferimento ai criteri di ripartizione della spesa – così è stato precisato in Ordinanza – ogni qual volta vi sia una condanna giudiziale definitiva del condominio, in persona dell’amministratore, al pagamento di una somma di denaro in favore di un creditore della gestione condominiale, la ripartizione tra i condòmini degli oneri derivanti dalla condanna va fatta alla stregua dei criteri dettati dall’art. 1123 c.c., salvo diversa convenzione (argomentazione tratta dalla pronuncia resa sempre dalla Corte di Cassazione Sez. 2, 12/02/2001, n. 1959).
La deliberazione adottata a maggioranza di ripartizione in parti uguali degli oneri derivanti dalla condanna del condominio, in deroga all’art. 1123 c.c., è stata, dunque, ritenuta nulla (conformemente: cfrCass. Sez. 2, 16/02/2001, n. 2301; Cass. Sez. 2, 04/12/2013, n. 27233).
Egualmente fondato è stato ritenuto l’altro motivo di gravame spiegato da parte di Tizio, ovverosia quello volto a chiedere l’esonero dalla contribuzione alla spesa, in quanto parte vittoriosa e contrapposta alla stessa compagine..
In punto è stato ribadito l’assunto sulla invalidità della deliberazione dell’assemblea che, all’esito di un giudizio che abbia visto contrapposti il condominio ed un singolo condomino, disponga anche a carico di quest’ultimo, “pro quota”, il pagamento delle spese sostenute dal medesimo per il compenso del difensore nominato in tale processo, non trovando applicazione nella relativa ipotesi, nemmeno in via analogica, gli articoli 1132 e 1101 c.c. (Cass. Sez. 2, 18/06/2014, n. 13885; Cass. Sez. 2, 25/03/1970, n. 801).
Conclusione. L’articolo 1123 codice civile non è derogabile nemmeno attraverso il ricorso ad una ripartizione in parti uguali, se non nel caso eccezionale in cui la relativa modifica sia stata disposta da tutti i condòmini all’unanimità.
La presenza di clausole derogatorie alla previsione legale di cui all’articolo 1123 codice civile si rinvengono, in genere, nei regolamenti condominiali di natura contrattuale, laddove trascritti, in uno agli atti di compravendita, presso i registri immobiliari. Ma questo è un altro discorso.
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