Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/1294
Timestamp: 2019-05-25 13:19:01+00:00
Document Index: 137029522

Matched Legal Cases: ['art. 146', 'art. 2407', 'art. 146', 'art. 1294', 'art. 72', 'art. 72', 'sentenza ', 'art. 1298', 'art. 1294']

Di alcune specie di obbligazioni
Delle obbligazioni in solido
Solidarietà tra condebitori
I. I condebitori sono tenuti in solido, se dalla legge o dal titolo non risulta diversamente.
Condominio - Contributi e spese condominiali - Obbligazioni del condominio e del singolo condomino - Rapporti del condomino con il creditore del condomino - Obbligazioni nell’interesse del condominio - Responsabilità dei condomini - Solidarietà - Esclusione - Carattere parziario dell’obbligazione - Sussistenza - Fondamento.
In riferimento alle obbligazioni assunte dall’amministratore, o comunque, nell’interesse del condominio, nei confronti di terzi - in difetto di un’espressa previsione normativa che stabilisca il principio della solidarietà, trattandosi di un’obbligazione avente ad oggetto una somma di denaro, e perciò divisibile, vincolando l’amministratore i singoli condomini nei limiti delle sue attribuzioni e del mandato conferitogli in ragione delle quote, in conformità con il difetto di struttura unitaria del condominio - la responsabilità dei condomini è retta dal criterio della parziarietà, per cui le obbligazioni assunte nell’interesse del condominio si imputano ai singoli suoi componenti soltanto in proporzione delle rispettive quote, secondo criteri simili a quelli dettati dagli artt. 752 e 1295 c.c. per le obbligazioni ereditarie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Giugno 2017, n. 14530. Segue...
Omessa vigilanza sull'operato degli amministratori - Azione di responsabilità ex art. 146 l.fall. nei confronti dei sindaci - Litisconsorzio necessario con gli amministratori - Esclusione - Fondamento
Amministratori e sindaci - Azione di responsabilità dei creditori sociali - Termine di prescrizione - Decorrenza - Illegittima riduzione del capitale per esubero - Omessa vigilanza - Dalla delibera assembleare.
La responsabilità dei sindaci di una società, prevista dall'art. 2407, comma 2, c.c., per omessa vigilanza sull'operato degli amministratori, ha carattere solidale tanto nei rapporti con questi ultimi, quanto in quelli fra i primi, sicchè l'azione rivolta a farla valere non va proposta necessariamente contro tutti i sindaci e gli amministratori, ma può essere intrapresa contro uno solo od alcuni di essi, senza che insorga l'esigenza di integrare il contraddittorio nei confronti degli altri, in considerazione dell'autonomia e scindibilità dei rapporti con ciascuno dei coobbligati in solido. (massima ufficiale)
L'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci di una società di capitali, spettante, ai sensi degli artt. 2394 e 2407 c.c., ai creditori sociali, ed altresì esercitabile dal curatore fallimentare ex art. 146 l.fall., è soggetta a prescrizione quinquennale decorrente dal momento in cui l'insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei crediti risulti da qualsiasi fatto che possa essere conosciuto, non richiedendosi, a tal fine, che essa emerga da un bilancio approvato dall'assemblea. Ne consegue che, ove ai sindaci sia stata contestata l'omessa vigilanza sulla illegittima riduzione per esuberanza del capitale sociale, che detta insufficienza abbia cagionato, quel termine comincia a decorrere già con la relativa delibera assembleare, la quale, in ragione della sua iscrizione presso il registro delle imprese e della contestuale esecuzione da parte degli amministratori, mediante il rimborso ai soci, costituisce il fatto complessivamente idoneo a rendere noto ai terzi lo squilibrio patrimoniale della società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Dicembre 2015, n. 25178. Segue...
Previdenza (assicurazioni sociali) - Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - Infortunio - In genere - Danno provocato da più soggetti - Responsabilità solidale a prescindere dal titolo, contrattuale o extracontrattuale, in base al quale si risponde - Sussistenza - Fondamento.
In tema di infortuni sul lavoro, quando un danno di cui si chiede il risarcimento è determinato da più soggetti, ciascuno dei quali con la propria condotta contribuisce alla produzione dell'evento dannoso, si configura una responsabilità solidale ai sensi dell'art. 1294 cod. civ. fra tutti costoro, qualunque sia il titolo per il quale ciascuno di essi è chiamato a rispondere, dal momento che, sia in tema di responsabilità contrattuale che extracontrattuale, se un unico evento dannoso è ricollegabile eziologicamente a più persone, è sufficiente, ai fini della responsabilità solidale, che tutte le singole azioni od omissioni abbiano concorso in modo efficiente a produrlo, alla luce dei principi che regolano il nesso di causalità ed il concorso di più cause efficienti nella produzione dei danni (patrimoniali e non) da risarcire. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 09 Aprile 2014, n. 8372. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Curatore - Obblighi - Responsabilità - Deposito delle somme afferenti alle attività di gestione in libretto bancario nominativo intestato alla procedura fallimentare - Indebiti prelievi da parte di terzi - Omessa custodia del libretto del fallimento - Responsabilità del curatore - Sussistenza.
In tema di responsabilità del cessato curatore fallimentare, l'intervenuta delega a terzi di custodia del libretto bancario intestato alla curatela e l'omissione di ogni controllo sulle relative operazioni bancarie costituiscono violazione del principio di in trasmissibilità delle funzioni di curatore e dell'obbligo di custodia del libretto; in tal caso, pertanto, eventuali indebiti prelievi da parte di terzi o di dipendenti della banca non costituiscono evento interruttivo del nesso di causalità tra la condotta negligente del curatore e l'evento dannoso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Gennaio 2011. Segue...
Contratto preliminare di vendita di bene comune indiviso - Sopravvenuto fallimento di uno dei promittenti venditori - Dichiarazione del curatore di scioglimento del contratto ex art. 72 della legge fall. - Obbligazioni restitutorie - Solidarietà passiva - Configurabilità - Conseguenze - Disparità delle quote ideali dei comproprietari - Rilevanza solo nei rapporti interni - Fondamento - Fattispecie.
In tema di contratto preliminare di vendita di un bene immobile considerato come un "unicum" inscindibile, sussistono i presupposti dell'obbligazione solidale passiva, ex artt. 1292 e 1294 cod. civ., e cioè la pluralità dei soggetti, l'identità della prestazione cui essi sono tenuti (la prestazione del consenso alla stipula di quello definitivo) e l'identità della fonte dell'obbligazione (il contratto preliminare stipulato), non rilevando la eventuale disparità delle singole quote, la quale concerne solamente il rapporto interno tra i debitori, e non anche quello esterno con i creditori. Ne consegue che, se fallisce uno dei comproprietari promittenti venditori ed il curatore dichiara lo scioglimento del contratto preliminare ex art. 72, quarto comma, della legge fall., ciascuno dei promittenti venditori "in bonis" è tenuto per intero alle restituzioni dovute. (In applicazione di tale principio, la S.C ha cassato, sul punto, la sentenza impugnata, che aveva diviso a metà la somma da restituire al promittente acquirente - in quanto versata a titolo di cauzione - tra la parte dichiarata fallita e le parti non fallite, in proporzione alle quote dominicali sul bene). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 2009. Segue...
Associazione temporanea di imprese - Contratto di servizio pubblico - Azione promossa dall'impresa mandataria per conto delle imprese riunite in associazione - Distinzione delle posizioni processuali quanto a petitum e causa petendi - Necessità..
E' inammissibile un'azione promossa contro il committente per il recupero di un credito di un'associazione temporanea d'imprese, in dipendenza di un contratto di servizio pubblico, promossa dall'impresa capogruppo quale mandataria, e dunque anche per la mandante-associata, senza tenere distinte le posizioni processuali delle imprese riunite nell'A.T.I. quanto a petitum e causa petendi, posto che i poteri della capogruppo non si estendono sino alla configurazione di un patrimonio distinto dell'associazione rispetto a quello delle associate. Al fine di rendere ammissibile una siffatta domanda cumulativa (che non tiene conto degli specifici diritti e delle specifiche pretese rispettivamente vantati dalle imprese associtae) non è neppure possibile invocare la solidarietà attiva di cui all'art. 1298 c.c., posto che nel nostro ordinamento solo la solidarietà passiva è la regola, ai sensi dell'art. 1294 c.c., quella attiva sussistendo soltanto per effetto di espressa previsione di legge ovvero di specifica pattuizione, e non essendo sufficiente a farla presumere l'identità della prestazione dovuta. (Marco Venturino) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 03 Febbraio 2009. Segue...