Source: http://www.debunking.it/2014/09/lapologia-del-fascismo/
Timestamp: 2017-01-16 14:56:39+00:00
Document Index: 181890630

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 28', 'art.4', 'sentenza ', 'art.4', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ']

L’apologia del fascismo. | Debunking
L’apologia del fascismo.
Bufale settembre 14, 2014aprile 17, 2016 Debunking.it	Da qualche anno su Facebook sono comparse pagine “fasciste” che esaltano il ventennio e il duce Benito Mussolini. Possiamo trovare vari esempi:
Io amo Benito Mussolini
Nuovi Camerati
Fascismo: uno stile di vita
Fare un elenco completo è pressoché impossibile perché sono davvero tante.
Ci hanno chiesto spesso se queste pagine commettono il reato di apologia del fascismo e se ci occupiamo di segnalarle.
Vediamo di far luce sul reato di apologia del fascismo. Quando si può essere perseguiti per questo reato? Praticamente mai e vediamo perché.
Nel 1952 la legge Scelba che prevedeva il reato di apologia del fascismo recita nell’articolo 4 quanto segue:
“Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità ideate nell’art. 1 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000. .
La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per usi periodo di cinque anni.”
Quindi, secondo questa legge, i gestori delle pagine che esaltano il fascismo e i suoi capi carismatici sarebbero perseguibili penalmente ai sensi dell’art.4.
In realtà chi pensa che dichiararsi fascista sia reato, oppure esaltare i metodi della dittatura fascista sia perseguibile secondo questa legge, non ha approfondito bene le informazioni. La legge Scelba, infatti, negli anni successivi è stata modificata con una sentenza della Corte Costituzionale nel 1957, considerando che l’art.4 violava in qualche modo i principi della libertà di pensiero della Costituzione. La modifica è stata emessa come segue:
“Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 (le cui norme, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10, cesseranno di avere vigore appena saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale), l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione”
C’è un’altra sentenza del 1977 che rafforza quella del 1957:
“La Costituzione della repubblica, mentre vieta in modo assoluto la riorganizzazione del disciolto partito fascista, non pone invece alcun limite alla libertà di manifestare il proprio pensiero, neppure quando la manifestazione abbia per oggetto persone, fatti e disegni politici del fascismo. Pertanto, per costituire reato, l’apologia del fascismo deve consistere in una esaltazione tale da poter portare alla riorganizzazione del partito fascista”
Diversamente, invece, il reato di istigazione all’odio razziale è punito dalla legge Mancino. In realtà è molto sottile il filo che divide le pagine fasciste con le pagine che fomentano l’odio razziale. Se la pagina fascista pubblica post che istigano al razzismo, allora commette un reato, ma non di apologia del fascismo.
Il “saluto romano”, invece, è ancora considerato reato a tutti gli effetti, ma si tratta di istigazione al razzismo più che apologia del fascismo. Anche qui ci sono delle perplessità. Dove e quando fare il saluto romano diventa reato? Su Wikipedia si legge:
“Il saluto romano è vietato in Italia dalla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (“Legge Scelba”), successivamente modificata con la Legge n. 205 del 25 giugno 1993 (“Legge Mancino”), ma solo qualora compiuto con intento di “rivolgere la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o a compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista” e può essere punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 200 euro a 500 euro.” La Cassazione ha recentemente confermato una sentenza di condanna per il saluto romano.
Dunque, è molto complicato stabilire se il saluto romano è stato fatto per incitare all’odio razziale, o semplicemente a esaltare il fascismo.
Riassumendo e rispondendo alle vostre domande frequenti:
Una pagina fascista può essere considerata fuorilegge semplicemente per esaltare il fascismo? No
Se la pagina fascista pubblica contenuti che istigano all’odio razziale può essere perseguita? Si, ma per la legge Mancino e non per la legge Scelba e le sue successive modifiche. In effetti, esistono innumerevoli siti e pagine di propaganda estremamente razzista che non menzionano il ventennio fascista. In queste pagine, ci sono persone che incitano alla pulizia etnica, all’eccidio di massa e a sciagure. Gli amministratori condividono questi commenti, dato che non li censurano. Quindi per essere razzisti non è necessario essere fascisti. Mentre è facile sconfinare dal fascismo al razzismo. Anche queste pagine, sono considerate innocue dalle autorità dato che non intervengono per cercare di rimuoverle.
Concludendo, cosa ne pensiamo delle pagine fasciste? Non ci interessano a meno che non pubblichino bufale e, se lo fanno, sono idioti più che fascisti. Possiamo dire che sono completamente inutili tutti i sogni che ritorni il regime fascista o un partito al governo che abbracci le ideologie del partito fascista. È anche inutile auspicare che ritorni in vita un uomo che è da 70 anni sotto tre metri di terra. Alcuni potrebbero obiettare le mie affermazioni dicendo che muoiono gli uomini ma non le idee. Non ci sono più in Italia e in Europa Occidentale le condizioni sociopolitiche per la restaurazione di una dittatura fascista o per la nascita di una comunista. Continuare, quindi, a sognare e desiderare, ma anche temere, il ritorno di un regime ormai non più di in vigore da 70 anni, è assurdo. Chi chiede il ritorno del fascismo e di Mussolini, deve proprio trovare un’altra soluzione. Gli admin di queste pagine possono continuare senza avere problemi con la giustizia la loro esaltazione su Facebook del fascismo, solo che…resterà tutto solo su Facebook. D’altra parte, è anche esagerato preoccuparsi che ritorni il fascismo per alcuni esaltati che fanno il saluto romano. Non hanno vissuto un battito di ciglia del periodo fascista, e le poche volte che si presentano alle elezioni difficilmente raggiungono l’1-2% delle preferenze. Il razzismo, invece, deve essere combattuto in modo molto deciso e perentorio, ma non solo nell’ambito dei gruppi neofascisti.
Cosa facciamo contro le pagine fasciste?
Nulla, se proprio non vi piacciono segnalatele, ma non sperate che le autorità intervengano ravvisando il reato di apologia del fascismo. Se una pagina, anche se non espressamente fascista, istiga all’odio razziale allora segnalatela a Facebook e all’UNAR.
Fonte: http://www.qelsi.it/2012/dichiararsi-fascista-e-reato-falso-ecco-perche/
Tags apologia, fascismo, reato, saluto romano	Debunking.it
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