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Timestamp: 2018-07-18 16:34:50+00:00
Document Index: 26481739

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 11', 'art. 77', 'art. 82', 'art. 19', 'art.21']

Segnalazione certificata di agibilità: tutto quello che occorre sapere | Ingegneri.info
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Il Decreto SCIA 2 ha modificato l'iter: vediamo con la nostra esperta come funziona la Segnalazione Certificata di Agibilità
Patrizia Mazzella 15 dicembre 2016
Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 222 (il cosiddetto Decreto SCIA 2) che ha modificato l’art. 24 e successivi del D.P.R. n. 380/2001, l’iter procedurale per l’ottenimento del certificato di agibilità è stato sostituito dalla presentazione allo Sportello Unico della Segnalazione Certificata di Agibilità, che attesta “la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità”.
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La Segnalazione Certificata di Agibilità va presentata con riferimento ai seguenti interventi:
Può presentare allo Sportello Unico la Segnalazione Certificata di Agibilità il soggetto titolare del Permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, o suoi successori o aventi causa, ovvero chiunque abbia un interesse giuridicamente apprezzabile ad utilizzare l’edificio al quale si riferisce.
La Segnalazione Certificata di Agibilità, redatta compilando il modello apposito disponibile presso ogni Comune o scaricabile via Internet, va presentata allo Sportello Unico entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento e deve essere corredata della seguente documentazione:
attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità;
certificato di collaudo statico (art. 67 DPR 380/2001) o dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, come definiti dalla normativa tecnica (art. 67, c. 8-bis, DPR 380/2001). Il deposito del certificato di collaudo statico equivale al certificato di rispondenza dell’opera alle norme tecniche per le costruzioni (ovvero il certificato di rispondenza sismica) previsto dall’articolo 62 (art. 67, c. 7, DPR 380/2001), in modo da evitare il sovrapporsi di adempimenti simili;
dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche indicata dall’art. 11 del D.M. LL.PP. n. 236/89 e art. 77 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i. per gli edifici privati, e art. 82 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i. per gli edifici pubblici o privati aperti al pubblico;
gli estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale, estesa alle aree e ai suoli che formano parte integrante delle unità immobiliari, o concorrono a determinarne l’uso e la rendita;
Fotocopia di un Documento in corso di validità del dichiarante ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
Le differenze sostanziali con il Certificato di Agibilità consistono nel fatto che è il direttore dei lavori o il professionista abilitato ad attestare quanto richiesto dalla normativa – in una sorta di autocertificazione – e che l’utilizzo degli immobili è consentito dalla data di presentazione della SCIA allo Sportello Unico. Fermo restando l’obbligo di conformare l’immobile alle eventuali prescrizioni stabilite dagli organi e dalle amministrazioni competenti a esito delle verifiche successive effettuate nel termine di cui all’art. 19, comma 6-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241, anche con visite ispettive svolte con modalità stabilite da Regioni, Province autonome, Comuni e Città metropolitane, ognuna nell’ambito della propria competenza.
In tal caso, se la revoca comporta pregiudizi in danno ai soggetti direttamente interessati, l’art.21 quinquies della L. 7 agosto 1990, n.241 prevede l’obbligo di loro indennizzo da parte dell’amministrazione. In genere con l’emanazione di una nuova norma tecnica gli edifici già costruiti diventano automaticamente fuori norma, ma ciò non può comportare la revoca dell’agibilità, in quanto la struttura è stata realizzata seguendo le norme in vigore all’atto della presentazione del progetto al comune, e risulta, pertanto, regolare.
Patrizia Mazzella
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Architetto, laureata in Storia delle Arti Industriali con una tesi intitolata “Gino Franzi Architetto (1898-1971)”, ha svolto la sua attività professionale principalmente nei campi della ristrutturazione edilizia e della pianificazione urbanistica, occupandosi di Progetti Speciali e Piani di Fattibilità per il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico. Attualmente è coordinatrice e co-autrice della pubblicazione on-line “TEKNOSolution” (Ambiente, Edilizia ed Urbanistica), realizzata dalla WOLTERS KLUWER Italia S.r.l., nonché consulente tecnico esterno di ICCREA BANCAIMPRESA S.p.A.
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Segnalazione certificata di agibilità: tutto quello che occorre sapere Patrizia Mazzella Patrizia Mazzella 2018-03-09T15:26:31+00:00 Ingegneri.info