Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32524-del-14-12-2018
Timestamp: 2020-05-25 00:37:44+00:00
Document Index: 154483423

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2941', 'art. 2948', 'art. 2941', 'art. 2941', 'art. 232']

Sentenza Cassazione Civile n. 32524 del 14/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32524 del 14/12/2018
Cassazione civile sez. I, 14/12/2018, (ud. 09/10/2018, dep. 14/12/2018), n.32524
sul ricorso 10476/2016 proposto da:
T.C., domiciliato in Roma, p.zza Cavour, presso la
dall’avvocato Nicla D’Angelo, giusta procura in calce al ricorso;
B.D., elettivamente domiciliata in Roma, Via Degli
Scipioni n. 157, presso lo studio dell’avvocato Pieralli Massimo,
rappresentata e difesa dall’avvocato Paone Antonio, giusta procura
avverso la sentenza n. 53/2015 della CORTE D’APPELLO dell’AQUILA,
09/10/2018 dal cons. Dott. CAIAZZO ROSARIO.
Resisteva la B..
Il Tribunale respinse l’opposizione sul rilievo che la prescrizione restava sospesa per effetto del perdurante vincolo matrimoniale, a norma dell’art. 2941 c.p.c., n. 1.
Con il primo motivo è denunziata violazione e falsa applicazione dell’art. 2948 c.c. e art. 2941 c.c., n. 1, nonchè del principio di equiparazione del regime di prescrizione dei diritti post-matrimoniali e delle azioni esercitate dai coniugi separati. Al riguardo, il ricorrente ha richiamato recente giurisprudenza di questa Corte nel senso della non sospensione della prescrizione in ordine al credito derivante dal mantenimento al coniuge separato.
Il primo motivo va accolto in conformità dell’ormai consolidato orientamento di questa Corte a tenore del quale la sospensione della prescrizione tra coniugi di cui all’art. 2941 c.c., n. 1, non trova applicazione al credito dovuto per l’assegno di mantenimento previsto nel caso di separazione personale, dovendo prevalere sul criterio ermeneutico letterale un’interpretazione conforme alla ratio legis, da individuarsi tenuto conto dell’evoluzione della normativa e della coscienza sociale e, quindi, della valorizzazione delle posizioni individuali dei membri della famiglia rispetto alla conservazione dell’unità familiare e della tendenziale equiparazione del regime di prescrizione dei diritti post-matrimoniali e delle azioni esercitate tra coniugi separati. Nel regime di separazione, infatti, non può ritenersi sussistente la riluttanza a convenire in giudizio il coniuge, collegata al timore di turbare l’armonia familiare, poichè è già subentrata una crisi conclamata e sono già state esperite le relative azioni giudiziarie, con la conseguente cessazione della convivenza, il venir meno della presunzione di paternità di cui all’art. 232 cod. civ. e la sospensione degli obblighi di fedeltà e collaborazione (Cass., n. 7981/14; ord. n. 18078/14; n. 8987/16).