Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2014/12/13/01/comunic.htm
Timestamp: 2019-06-18 15:13:48+00:00
Document Index: 10087096

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﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - sabato 13 dicembre 2014
TESTO AGGIORNATO AL 18 DICEMBRE 2014
Sabato 13 dicembre 2014. — Presidenza del presidente Francesco Paolo SISTO. — Intervengono il ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi e il sottosegretario di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto.
Testo base C. 2613 cost. Governo, approvato dal Senato, C. 8 cost. d'iniziativa popolare, C. 14 cost. d'iniziativa popolare, C. 21 cost. Vignali, C. 32 cost. Cirielli, C. 33 cost. Cirielli, C. 34 cost. Cirielli, C. 148 cost. Causi, C. 177 cost. Pisicchio, C. 178 cost. Pisicchio, C. 179 cost. Pisicchio, C. 180 cost. Pisicchio, C. 243 cost. Giachetti, C. 247 cost. Scotto, C. 284 cost. Francesco Sanna, C. 355 cost. Lenzi, C. 379 cost. Bressa, C. 398 cost. Caparini, C. 399 cost. Caparini, C. 466 cost. Vaccaro, C. 568 cost. Laffranco, C. 579 cost. Palmizio, C. 580 cost. Palmizio, C. 581 cost. Palmizio, C. 582 cost. Palmizio, C. 757 cost. Giancarlo Giorgetti, C. 758 cost. Giancarlo Giorgetti, C. 839 cost. La Russa, C. 861 cost. Abrignani, C. 939 cost. Toninelli, C. 1002 cost. Gianluca Pini, C. 1319 cost. Giorgia Meloni, C. 1439 cost. Migliore, C. 1543 cost. Governo, C. 1660 cost. Bonafede, C. 1706 cost. Pierdomenico Martino, C. 1748 cost. Brambilla, C. 1925 cost. Giancarlo Giorgetti, C. 1953 cost. Cirielli, C. 2051 cost. Valiante, C. 2147 cost. Quaranta, C. 2221 cost. Lacquaniti, C. 2227 cost. Civati, C. 2293 cost. Bossi, C. 2329 cost. Pag. 4Lauricella, C. 2338 cost. Dadone, C. 2378 cost. Giorgis, C. 2402 cost. La Russa, C. 2423 cost. Rubinato, C. 2441 cost. Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, C. 2458 cost. Matteo Bragantini, C. 2462 cost. Civati e C. 2499 cost. Francesco Sanna.
(Seguito dell'esame e conclusione – Abbinamento dei progetti di legge C. 329, C. 357, C. 1259 e C. 1273).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 12 dicembre 2014.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, comunica che è stata avanzata la richiesta che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante l'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Comunica altresì che il deputato Rosato sottoscrive e ritira gli emendamenti Famiglietti 12.47 e 12.48; la deputata Centemero ritira l'emendamento Brunetta 2.64, di cui è cofirmataria; il deputato Lattuca ritira l'articolo aggiuntivo a sua firma 24.02.
Ricorda che i relatori nella giornata di ieri hanno presentato gli emendamenti 10.114, 10.115, 10.116 e 40.3 (vedi allegato 1), ai quali sono stati presentati subemendamenti (vedi allegato 1).
Emanuele FIANO (PD), relatore, scusandosi con la Commissione, chiede che l'inizio della seduta sia ulteriormente differito, fino alle ore 12, per consentire la conclusione della riunione del gruppo del Partito Democratico, in corso di svolgimento, avente ad oggetto l'esame delle proposte emendative riferite agli articoli che la Commissione si accinge ad esaminare nella seduta odierna.
Cristian INVERNIZZI (LNA), nell'accettare le scuse formulate alla Commissione da parte del collega Fiano, ritiene che il perdurare di tali riunioni del gruppo del Partito Democratico stia, evidentemente, incidendo negativamente sul buon andamento dei lavori della Commissione.
Ricordando che l'inizio dell'esame del provvedimento in Assemblea è previsto per martedì 16 dicembre, si domanda se vi sia l'effettiva volontà da parte della maggioranza di esaminare gli articoli non ancora votati, che riguardano questioni di non poco conto. Sottolinea come i problemi interni ai gruppi parlamentari che sostengono la riforma costituzionale in atto non debbano in alcun modo interferire con l'andamento dei lavori della Commissione e che si ponga oggettivamente l'esigenza di usare un maggiore rispetto verso i parlamentari dell'opposizione.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, esprimendo apprezzamento per il tono pacato dell'intervento svolto dal collega Invernizzi, assicura che, da parte della presidenza della Commissione, saranno garantite le condizioni affinché il provvedimento sia discusso compiutamente, in tutte le sue parti, prima dell'approdo in Assemblea. Al riguardo, specifica che la determinazione dell'avvio dell'esame in Assemblea esula dalle competenze della Commissione, spettando invece alla Conferenza dei presidenti di gruppo, che ha calendarizzato il provvedimento in oggetto senza la clausola «ove concluso».
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S) ringrazia il relatore Fiano per le scuse rivolte ai membri della Commissione, ma ritiene che l'attuale andamento dei lavori della Commissione e l'avvicinarsi dell'inizio dell'esame del provvedimento in Aula, induca a svolgere alcune serie considerazioni. In particolare, a nome del gruppo del Movimento 5 Stelle, data l'importanza delle questioni affrontate dal disegno di legge costituzionale in oggetto, chiede alla presidenza della Commissione di fare da tramite con il Presidente della Camera affinché il provvedimento stesso possa essere inserito direttamente nel calendario di gennaio alla luce dell'andamento dei lavori, per cui si rischia che non vi siano i tempi per un esame approfondito di tutti gli articoli.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, esprimendo apprezzamento per il Pag. 5tono pacato degli interventi svolti dai colleghi, assicura che, da parte della presidenza della Commissione, saranno garantite le condizioni affinché il provvedimento sia discusso compiutamente, in tutte le sue parti, prima dell'approdo in Assemblea. Al riguardo, specifica che la determinazione dell'avvio dell'esame in Assemblea esula dalle competenze della Commissione, spettando invece alla Conferenza dei presidenti di gruppo, che ha calendarizzato il provvedimento in oggetto senza la clausola «ove concluso», per cui allo stato attuale non si può prescindere dalla data del 16 dicembre.
Stefano QUARANTA (SEL), nel sottolineare come non siano in discussione la correttezza del comportamento sia del relatore Fiano che della presidenza, si chiede come si possano conciliare i tempi di esame che restano a disposizione della Commissione ed i numerosi articoli che occorre ancora esaminare e che riguardano materie di particolare delicatezza e complessità. Dopo aver fatto notare come durante l'esame del provvedimento non vi sia stato alcun atteggiamento ostruzionistico da parte delle opposizioni, sottolinea che da ieri la maggioranza sta bloccando i lavori della Commissione, ritenendo opportuno che tale circostanza sia portata all'attenzione del Presidente della Camera.
Ignazio ABRIGNANI (FI-PdL) ritiene che, mancando pochi minuti all'orario di inizio della seduta secondo la richiesta del relatore Fiano, si possa serenamente dare inizio al seguito dell'esame del provvedimento, senza ulteriori interruzioni.
Matteo BRAGANTINI (LNA) sottolinea che sarebbe stato opportuno informare i deputati delle opposizioni che questa mattina i lavori non sarebbero potuti iniziare prima delle ore 12, per rispetto nei loro confronti.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la seduta riprenderà alle ore 12.15.
La seduta, sospesa alle 11.50, è ripresa alle 12.20.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, dopo aver dato conto delle sostituzioni pervenute da parte dei vari gruppi, avverte che la Commissione passerà all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 3.
Al riguardo, fa presente che i pareri che i relatori esprimeranno terranno conto dell'approvazione, avvenuta nella seduta del 10 dicembre scorso, degli identici emendamenti Lauricella 2.46 e Quaranta 2.49, che sostituiscono interamente il primo comma del nuovo articolo 57 della Costituzione – introdotto dall'articolo 2 del provvedimento in esame – prevedendo che «il Senato della Repubblica è composto da cento senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali».
Invita quindi al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, anche a nome del relatore Fiano, i presentatori di tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 3, ad eccezione degli identici emendamenti Lattuca 3.16, Lombardi 3.17 e Costantino 3.18, rispetto ai quali fa presente che i relatori, sulla base dell'approvazione degli identici emendamenti Lauricella 2.46 e Quaranta 2.49, come già ricordato, si rimettono alla Commissione.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 3.
Emanuele COZZOLINO (M5S), con riferimento all'emendamento Dieni 3.1, di cui è cofirmatario, rileva come esso sia volto a sopprimere l'articolo 3 del provvedimento in esame, in quanto quest'ultimo, pur modificando taluni aspetti della disciplina relativa ai senatori non elettivi, ne mantiene la presenza in Parlamento. Nel sottolineare come il permanere di senatori di nomina presidenziale costituisca un anacronismo rispetto al sistema costituzionale vigente, conferma la posizione del Movimento 5 Stelle a favore della soppressione di tale istituto, ovvero al ridimensionamento delle prerogative riconosciute Pag. 6ai senatori non eletti dai cittadini. Nel ricordare quanto affermato da illustri costituzionalisti nel corso delle audizioni tenutesi presso la Commissione, sull'opportunità che i senatori di nomina presidenziale siedano alla Camera, anziché al Senato, giudica inoltre assolutamente illogico il fatto che essi entrino a far parte di un organo la cui composizione e le cui funzioni saranno strettamente connesse alle autonomie territoriali.
Evidenzia, infine, la contraddizione che si verrà a creare all'interno del testo costituzionale, posto che gli identici emendamenti Lauricella 2.46 e Quaranta 2.47, approvati dalla Commissione, hanno modificato il provvedimento in esame, prevedendo che il Senato sia composto esclusivamente da cento senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali.
Stefano QUARANTA (SEL), nel ricordare come il suo gruppo stia tentando di contribuire, nell'ambito dei lavori della Commissione, al miglioramento del testo di riforma della Costituzione attraverso la presentazione di emendamenti di carattere non ostruzionistico, sottolinea l'illogicità del provvedimento laddove prevede che persone che hanno illustrato la patria per meriti nel campo sociale, ovvero culturale, vengano nominate membri di un organo costituzionale che avrà competenze politiche limitate, essendo espressione delle autonomie locali. Chiede, quindi, al Governo di esplicitare la ratio della propria posizione.
Matteo BRAGANTINI (LNA), nel preannunciare il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Dieni 3.1, interamente soppressivo dell'articolo 3 del provvedimento, ribadisce le proprie perplessità circa il fatto che persone che hanno illustrato la patria per meriti in ambito culturale o sociale vengano nominate membri del Senato, i cui membri saranno espressione delle autonomie locali. Sottolinea, quindi, la profonda irrazionalità del testo proposto dal Governo con riferimento alla modifica dell'articolo 59 e spera che, coerentemente con la scelta effettuata dalla Commissione con l'approvazione degli identici emendamenti Lauricella 2.46 e Quaranta 2.47, sia del tutto eliminata la previsione di senatori di nomina presidenziale, anche ai fini di una maggiore omogeneità complessiva dell'assetto costituzionale.
Francesco SANNA (PD) ritiene che le disposizioni contenute negli articoli 2 e 3 del provvedimento in discussione disegnino un impianto coerente e assolutamente logico della composizione del Senato e, al suo interno, della presenza di senatori di nomina presidenziale.
Nell'evidenziare come ciò passi attraverso una modifica significativa dell'articolo 59 della Costituzione, reputa rilevante che, a seguito delle modifiche delle funzioni del Senato, i senatori non elettivi non svolgeranno un ruolo politico, sottolineando, in particolare, come essi non voteranno la fiducia al Governo, posto che la titolarità del rapporto di fiducia con il Governo sarà di esclusiva spettanza della Camera. Fa presente, quindi, che tale scelta si mantiene nel solco del riconoscimento del ruolo terzo e super partes del Presidente della Repubblica, preannunciando il suo voto contrario sugli emendamenti soppressivi dell'articolo 3.
Stefano QUARANTA (SEL), nel replicare al collega Sanna, ritiene non convincenti le motivazioni addotte a sostegno dell'articolo 3 del provvedimento, sottolineando come, a suo avviso, il problema del peso dei voti espressi dai senatori a vita sulla fiducia al Governo sia sostanzialmente già superato dalla legge elettorale attualmente all'esame del Senato, che prevede l'assegnazione di un rilevante premio di maggioranza alle forze politiche che avranno ottenuto un determinato numero di voti.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, fa presente che gli emendamenti De Mita 3.2 e Naccarato 3.4, identici all'emendamento Dieni 3.1, sono stati ritirati dai presentatori. Constata, poi, che i presentatori dell'emendamento Bianconi Pag. 73.3, identico all'emendamento Dieni 3.1, sono assenti: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Dieni 3.1.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che i presentatori dell'emendamento Bianconi 3.5 sono assenti: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritira il suo emendamento 3.6 e l'identico emendamento Bianconi 3.8, di cui è cofirmataria.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive l'emendamento Lattuca 3.16, identico agli emendamenti Lombardi 3.17 e Costantino 3.18, e lo ritira.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Lombardi 3.17 e Costantino 3.18.
Teresa PICCIONE (PD) ritira il suo emendamento 3.9.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive l'emendamento Giorgis 3.10 e lo ritira.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritira l'emendamento Bianconi 3.14, di cui è cofirmataria.
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S) illustra l'emendamento Nuti 3.12, di cui è cofirmatario, volto a ridimensionare il ruolo svolto dai senatori di nomina presidenziale, prevedendo che essi non abbiano diritto di voto. Nel rilevare, infatti, come essi siano diretta espressione del Presidente della Repubblica, ritiene che, ove l'articolo 59 della Costituzione non fosse modificato nel senso proposto dall'emendamento in esame, il riconoscimento del diritto di voto comporterebbe uno sbilanciamento dell'equilibrio tra i diversi poteri dello Stato a favore del Presidente della Repubblica.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Nuti 3.12 e gli identici emendamenti Costantino 3.11 e Nuti 3.13.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritira l'emendamento Bianconi 3.15, di cui è cofirmataria.
Stefano QUARANTA (SEL) illustra il suo emendamento 3.19, il quale propone che le figure scelte dal Presidente della Repubblica in base al riconoscimento dei loro meriti in campo sociale e culturale diventino di diritto giudici della Corte costituzionale, anziché senatori, proprio al fine di valorizzare il loro ruolo di garanzia super partes, a difesa della Costituzione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Quaranta 3.19 e Costantino 3.20.
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sugli emendamenti Fraccaro 3.21, 3.22 e 3.23, ne illustra le finalità, sottolineando come essi siano volti a subordinare la nomina dei senatori a vita, da parte del Presidente della Repubblica, alla richiesta di un numero specifico di elettori.
Più in generale, sottolinea come la previsione della nomina dei senatori a vita, nel contesto dell'attuale riforma del Senato delle autonomie, risulti quanto mai anacronistica e che sarebbe preferibile, al limite, prevedere la presenza dei senatori a vita alla Camera dei deputati, ricordando, al riguardo, l'esperienza del Parlamento francese.
Il ministro Maria Elena BOSCHI desidera intervenire in questa fase del dibattito per chiarire la posizione del Governo sull'articolo 3 del disegno di legge costituzionale in esame. Ricorda come si tratti di un tema antico, ampiamente discusso anche nell'ambito dell'Assemblea costituente, e che anche in questo progetto di riforma il Governo ha deciso di mantenere la presenza al Senato di personalità che rappresentino le eccellenze del Paese e che Pag. 8possano fornire, dunque, il proprio contributo presso quel ramo del Parlamento, esercitando peraltro il loro mandato a titolo gratuito.
Sottolinea come il nuovo Senato delle autonomie rappresenti la Camera alta, alla quale resta comunque attribuita la funzione legislativa in materie fondamentali e non solo in quelle attinenti alle competenze regionali. Dopo aver chiarito che tale scelta è stata compiuta indipendentemente da come si andrà a configurare la futura legge elettorale, evidenzia che la collocazione dei senatori nominati dal Presidente della Repubblica presso il Senato è garanzia dell'indipendenza di questi ultimi, dal momento che il Senato non è legato dal rapporto fiduciario al Governo.
Avendo chiarito lo spirito con cui il Governo ha inteso proporre la disposizione in esame, ritiene che a questo punto spetti ai gruppi parlamentari, ovviamente, compiere le proprie valutazioni politiche al riguardo.
Emanuele COZZOLINO (M5S) evidenzia come sarebbe opportuno valutare in maniera più approfondita la scelta compiuta dal Governo, che di fatto finisce per attribuire ai cinque senatori in oggetto un ruolo di maggiore rilevanza rispetto agli altri senatori che compongono quel ramo del Parlamento.
Cristian INVERNIZZI (LNA) ribadisce la difficoltà a comprendere le ragioni per le quali si voglia continuare a difendere un istituto che appartiene al passato. Se davvero si vuole promuovere il ruolo delle personalità di eccellenza che hanno illustrato con merito il Paese, si potrebbero trovare tranquillamente altri sistemi; ricorda, ad esempio, che negli Stati Uniti vengono attribuiti dei riconoscimenti ad hoc sotto forma di medaglie al merito.
Ritiene, infatti, che tali personalità, una volta nominati senatori per sette anni, continueranno a svolgere la propria attività lavorativa e, pertanto, non può che ribadire l'assoluta contrarietà a tale istituto.
Stefano QUARANTA (SEL) ritiene utili i chiarimenti forniti dal Ministro Boschi, condividendo nella sostanza il ragionamento svolto. Al riguardo, si chiede tuttavia perché i senatori nominati dal Presidente della Repubblica non debbano svolgere il loro compito presso la Camera dei deputati, visto che il Senato delle autonomie, piuttosto che esercitare la funzione legislativa, sarà chiamato a svolgere prevalentemente una funzione di controllo.
Matteo BRAGANTINI (LNA) dichiara, con estrema franchezza, di non comprendere la logica della scelta compiuta dall'Esecutivo. Ritiene infatti che, trattandosi di personalità di eccellenza chiamate a dare il loro contributo in Parlamento, costoro dovrebbero essere cittadini eletti e, quindi, la collocazione più appropriata è presso la Camera dei deputati. Evidenzia, altresì, come, pur non essendo prevista un'indennità in favore dei senatori nominati dal Presidente della Repubblica, debbano essere comunque considerati i costi indiretti connessi all'esercizio del loro mandato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Fraccaro 3.21, 3.22 e 3.23 e Costantino 3.24.
Daniel ALFREIDER (Misto-Min.Ling.) sottoscrive l'emendamento Merlo 3.25 e lo ritira.
La Commissione respinge l'emendamento Costantino 3.26.
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S), intervenendo sull'emendamento Nuti 3.27, di cui è cofirmatario, ne illustra le finalità, sottolineando come esso miri ad allineare la durata della carica dei senatori di cui al nuovo articolo 59, secondo comma, della Costituzione, a quella del mandato del Presidente della Repubblica.
La Commissione respinge l'emendamento Nuti 3.27.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritira gli emendamenti Bianconi 3.28 e 3.29 e Brunetta 3.31, di cui è cofirmataria.
Celeste COSTANTINO (SEL) ritira l'emendamento a sua prima firma 3.32.
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S), intervenendo sull'emendamento Nuti 3.33, ne illustra le finalità, chiarendo come esso preveda che i senatori nominati dal Presidente della Repubblica non debbano ricevere alcuna indennità a carico del Senato e che, non avendo alcuna legittimazione democratica, neppure indiretta, non hanno diritto di voto. Ribadisce, infine, che la previsione di tali senatori attribuisce un ruolo particolarmente invadente al Presidente della Repubblica, proprio in un momento in cui si riducono funzioni e poteri del Senato, oltre al numero dei senatori.
La Commissione respinge l'emendamento Nuti 3.33.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che si passerà all'esame dell'articolo 10.
Anche a nome del relatore Fiano, esprime parere favorevole sull'emendamento 10.49, ove riformulato, nei seguenti termini: al comma 1, capoverso Art. 70, primo comma, sostituire le parole: le leggi che danno attuazione all'articolo 117, secondo comma, lettera p), con le seguenti: le leggi sull'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo e l'individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane e che recano le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni.
Esprime, poi, parere contrario sul subemendamento Matteo Bragantini 0.10.114.1 presentato all'emendamento dei relatori 10.114. Raccomanda, quindi, l'approvazione degli emendamenti dei relatori 10.114 e 10.115. Con riguardo ai subemendamenti presentati all'emendamento dei relatori 10.116, esprime parere contrario sul subemendamento Cozzolino 0.10.116.1, parere favorevole sui subemendamenti Gasparini 0.10.116.4 e Parisi 0.10.116.6, parere contrario sui subemendamenti Cozzolino 0.10.116.2 e 0.10.116.3, nonché sul subemendamento Mazziotti Di Celso 0.10.116.5.
Raccomanda, altresì, l'approvazione dell'emendamento dei relatori 10.116.
Invita, quindi, al ritiro, i presentatori di tutte le altre proposte emendative, esprimendo altrimenti parere contrario.
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO esprime parere conforme a quello dei relatori. Esprime, altresì, parere favorevole sugli emendamenti dei relatori 10.114, 10.115 e 10.116.
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) ritira l'emendamento 10.103, di cui è prima firmataria.
Stefano QUARANTA (SEL) illustra l'emendamento Sannicandro 10.1, volto a sopprimere l'articolo 10, che trova del tutto non convincente. A suo avviso, infatti, il superamento del bicameralismo paritario andava attuato attraverso una divisione per materie. Con la proposta del testo del Governo si va, invece, incontro a un procedimento farraginoso, con il rischio di contenzioso.
Osserva, tuttavia, con favore che i relatori, attraverso uno dei loro emendamenti, indicano la procedura per dirimere i contrasti tra le due Camere. Ribadisce comunque che, nel complesso, il testo del nuovo articolo 70 della Costituzione non va nel senso di una semplificazione del procedimento legislativo.
Emanuele COZZOLINO (M5S) illustra l'emendamento Nuti 10.2, identico all'emendamento Sannicandro 10.1. Dichiara la forte contrarietà del suo gruppo verso un procedimento legislativo che elimina la doppia lettura prevista dal bicameralismo paritario e svuota le funzioni del Senato. Inoltre, viene fornito alla Camera lo strumento per superare il veto del Senato a maggioranza semplice, in un sistema che prevede una legge elettorale maggioritaria come quella approvata dalla Pag. 10Camera. Osserva che non è vero che negli altri Paesi europei, pur in situazioni di bicameralismo differenziato, non sia previsto lo stesso esame da parte delle due Camere per alcune leggi ordinarie. Sottolinea come il disegno di legge complichi il quadro legislativo prevedendo ben quattro tipi di procedimento legislativo e come assegni tempi ristretti per l'esame al Senato. Ricorda che molti degli esperti intervenuti in audizione hanno evidenziato le criticità dell'articolo 70, come novellato dal disegno di legge in esame.
Rileva, quindi, che gli emendamenti presentati dal suo gruppo, oltre a quello soppressivo in esame, tendono a un miglioramento del testo, in particolare nel senso di allargare le competenze del Senato.
Matteo BRAGANTINI (LNA) dichiara, a nome del suo gruppo, il voto favorevole sugli identici emendamenti 10.1 e 10.2.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Sannicandro 10.1 e Nuti 10.2, gli emendamenti Sannicandro 10.3, Invernizzi 10.21 e Toninelli 10.13.
Marilena FABBRI (PD) ritira gli emendamenti Giorgis 10.22 e 10.24, di cui è cofirmataria.
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S) illustra l'emendamento Fraccaro 10.7, di cui è cofirmatario, volto ad esplicitare le materie di competenza di entrambe le Camere.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Fraccaro 10.7, Dadone 10.11, Cozzolino 10.12, Dadone 10.15 e 10.16.
Celeste COSTANTINO (SEL) illustra l'emendamento 10.23, di cui è prima firmataria, volto ad ampliare le materie di competenza del Senato, in particolare alle leggi riguardanti i diritti umani.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Costantino 10.23 e Toninelli 10.25.
Emanuele COZZOLINO (M5S) illustra l'emendamento Toninelli 10.14, di cui è cofirmatario, che si pone lo scopo di attribuire maggiori competenze al Senato.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 10.14.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Bianconi 10.9 e 10.10: s'intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 10.8.
Dorina BIANCHI (NCD) ritira l'emendamento 10.18, di cui è prima firmataria.
La Commissione respinge l'emendamento Sannicandro 10.19.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) sottoscrive l'emendamento Biancofiore 10.17 e lo ritira. Ritira, altresì, gli emendamenti 10.42, 10.53, 10.79, 10.90 e 10.101, di cui è firmataria.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Scotto 10.26 e 10.27, Duranti 10.28, Sannicandro 10.29, Scotto 10.30, Costantino 10.31, 10.32, 10.33 e 10.34, Scotto 10.35 e 10.36 e Daniele Farina 10.37 e 10.38.
Massimo PARISI (FI-PdL) ritira il suo emendamento 10.39.
La Commissione respinge l'emendamento Scotto 10.41.
Cristian INVERNIZZI (LNA) illustra l'emendamento Giancarlo Giorgetti 10.44, di cui è cofirmatario, e ne raccomanda l'approvazione.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 10.44 e Toninelli 10.45. Respinge altresì, con distinte votazioni, gli emendamenti Toninelli 10.46 e Giancarlo Giorgetti 10.47.
Dorina BIANCHI (NCD) ritira il suo emendamento 10.48. Accoglie, altresì, la riformulazione del suo emendamento 10.49, proposta dai relatori nella fase di espressione dei pareri.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere favorevole sull'emendamento Dorina Bianchi 10.49, come riformulato dal presentatore.
Matteo BRAGANTINI (LNA) non condivide la riformulazione dell'emendamento Dorina Bianchi 10.49, che a suo avviso sottrae ulteriormente potere al Senato, contribuendo a rendere la riforma costituzionale in esame una riforma orientata contro le autonomie e a favore della centralizzazione.
Emanuele FIANO (PD), relatore, replica ai rilievi critici formulati dal deputato Bragantini, evidenziando che l'emendamento in oggetto, come riformulato, è volto a chiarire che il richiamo all'articolo 117, secondo comma, lettera p), contenuto nel testo approvato dal Senato, con riguardo alle funzioni fondamentali di comuni e città metropolitane, deve intendersi – sulla scorta della giurisprudenza costituzionale in materia – riferito all'individuazione di tali funzioni fondamentali.
Matteo BRAGANTINI (LNA) reputa non soddisfacenti le spiegazioni fornite dal relatore Fiano, rilevando che la riformulazione proposta rende meno incisivo l'emendamento Dorina Bianchi 10.49, nella sua formulazione originaria.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, fa notare che il procedimento legislativo introdotto dalla riforma costituzionale in oggetto configura un modello di monocameralismo «partecipato», rispetto al quale l'emendamento in esame, come riformulato, contribuisce a chiarire i termini della partecipazione del Senato al procedimento legislativo stesso.
Cristian INVERNIZZI (LNA) esprime dissenso nei confronti dell'emendamento in discussione, in quanto ritiene che equivalga a un ulteriore passo verso una tendenza alla «ricentralizzazione» delle competenze.
Emanuele FIANO (PD), relatore, precisa che, nell'ambito del procedimento legislativo, è prevista la funzione di richiamo che il Senato può esercitare, su richiesta di determinate maggioranze, e che ne garantisce la partecipazione al procedimento legislativo stesso.
Evidenzia, poi, come sia erroneo contrapporre il Senato delle autonomie ad una Camera dei deputati di cui si presume il carattere «centralista», in quanto la Camera sarà composta da deputati provenienti dalle varie regioni italiane.
Cristian INVERNIZZI (LNA) obietta che le motivazioni addotte dal relatore Fiano sarebbero smentite dal fatto che la legge elettorale che la maggioranza intende approvare si baserebbe su un collegio unico nazionale.
La Commissione approva l'emendamento Dorina Bianchi 10.49 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Dorina Bianchi 10.49, risulta precluso l'emendamento Dorina Bianchi 10.50.
La Commissione respinge il subemendamento Matteo Bragantini 0.10.114.1.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI), intervenendo sull'emendamento 10.114 dei relatori, dichiara che il suo gruppo voterà a favore, ritenendo che si tratti di una proposta emendativa migliorativa del testo dell'articolo 10 del provvedimento in esame, che, tuttavia, a suo avviso richiede ulteriori modifiche, anche nel corso del successivo iter del provvedimento in Assemblea, in quanto la disciplina del procedimento legislativo presenta ancora numerosi problemi.
Andrea GIORGIS (PD), esprimendosi a favore dell'emendamento 10.114 dei relatori, ritiene che, in ogni caso, la disciplina del procedimento legislativo richieda ulteriori interventi, al fine di ridurre al minimo le incertezze che altrimenti si verrebbero a creare nella fase applicativa. Occorre, dunque, introdurre regole certe che garantiscano al Senato la partecipazione e l'esercizio della funzione di richiamo su tematiche di particolare delicatezza.
Dorina BIANCHI (NCD), pur esprimendo apprezzamento per l'emendamento 10.114 dei relatori e dichiarando il voto favorevole del suo gruppo, ritiene tuttavia che la disposizione del progetto di riforma costituzionale concernente il procedimento legislativo debba essere ulteriormente rivista, anche nel corso dell'esame in Assemblea.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) condivide le osservazioni svolte dai colleghi che l'hanno preceduto circa la necessità di modificare il testo del nuovo articolo 70 della Costituzione, come sostituito dall'articolo 10 del provvedimento in oggetto, al fine di ottenere un procedimento legislativo meno complesso e farraginoso, che non crei problemi a livello di contenzioso nel momento in cui sarà applicato.
La Commissione approva l'emendamento 10.114 dei relatori (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che è stata avanzata dai presentatori la richiesta di abbinare le seguenti proposte di legge costituzionale: C. 329 Peluffo, recante «Modifiche alla parte II della Costituzione per assicurare il pieno sviluppo della vita democratica e la governabilità del Paese», C. 357 Lauricella recante «Modifiche agli articoli 138 e 139 della Costituzione, concernenti il procedimento per l'approvazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali, nonché i limiti alla revisione costituzionale», C. 1259 Laffranco, recante «Modifiche alla parte II della Costituzione in materia di elezione e funzioni del Presidente della Repubblica e di struttura del Governo», C. 1273 Ginefra, recante «Modifica all'articolo 84 della Costituzione, concernente il requisito di età per l'elezione a Presidente della Repubblica».
Fa quindi presente, al riguardo, che tali proposte di legge vertono su materia analoga a quella trattata da altre proposte già precedentemente abbinate al provvedimento in esame. Ritiene pertanto che, in assenza di obiezioni, si possa procedere all'abbinamento richiesto.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la Commissione procederà ora alla votazione dell'emendamento Toninelli 10.51.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 10.51.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Toninelli 10.54, Costantino 10.55 e 10.56, Scotto 10.57, Costantino 10.58, Quaranta 10.59, Daniela Farina 10.60.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) sottoscrive l'emendamento Mazziotti Di Celso 10.61 e lo ritira.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti D'Ambrosio 10.62 e 10.63, Toninelli 10.64, 10.65, 10.66 e 10.67 e Sannicandro 10.69.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) ritira la sua proposta emendativa 10.70.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori Pag. 13dell'emendamento Bianconi 10.71: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Sannicandro 10.72 e Toninelli 10.73 e 10.74.
Massimo PARISI (FI-PdL) ritira la sua proposta emendativa 10.75.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, comunica il ritiro dell'emendamento Giorgis 10.77.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 10.76.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 10.78.
Dorina BIANCHI (NCD) ritira la sua proposta emendativa 10.80.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 10.81.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive l'emendamento Lauricella 10.82 e lo ritira.
La Commissione respinge l'emendamento Sannicandro 10.83.
Massimo PARISI (FI-PdL) ritira la sua proposta emendativa 10.84.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Scotto 10.85 e Lombardi 10.86.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bianconi 10.87: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Giancarlo Giorgetti 10.88.
Dorina BIANCHI (NCD) ritira le sue proposte emendative 10.89 e 10.91.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Toninelli 10.92 e approva l'emendamento 10.115 dei relatori (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che, in virtù dell'approvazione dell'emendamento 10.115 dei relatori, risultano preclusi i successivi emendamenti De Mita 10.93, Toninelli 10.94, gli identici Bianconi 10.95 e Naccarato 10.96, Toninelli 10.99, Dorina Bianchi 10.100 e Dieni 10.102.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Scotto 10.97 e Toninelli 10.98.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che si procederà ora alla votazione dell'emendamento dei relatori 10.116 e dei relativi subemendamenti.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge il subemendamento Cozzolino 0.10.116.1 e approva il subemendamento Gasparini 0.10.116.4 (vedi allegato 2).
Elena CENTEMERO (FI-PdL) sottoscrive il subemendamento Parisi 0.10.116.6.
Laura RAVETTO (FI-PdL) sottoscrive il subemendamento Parisi 0.10.116.6.
La Commissione, con distinte votazioni, approva il subemendamento Parisi 0.10.116.6 (vedi allegato 2) e respinge il subemendamento Cozzolino 0.10.116.2.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) ritira il suo subemendamento 0.10.116.5. Dichiara, inoltre, che si asterrà sull'emendamento dei relatori 10.116, in quanto ritiene che la disposizione costituzionale concernente il procedimento legislativo, come modificata dall'articolo 10 del provvedimento in oggetto, debba essere profondamente rivista nella fase dell'esame del provvedimento stesso in Assemblea.
La Commissione respinge il subemendamento Cozzolino 0.10.116.3.
Dorina BIANCHI (NCD) fa notare che l'articolo in esame, anche con le modifiche apportate attraverso gli emendamenti dei relatori, rischia di introdurre un procedimento legislativo farraginoso, rendendo peraltro di difficile definizione la competenza dei due rami del Parlamento, dal momento che le materie prese in considerazione risultano vaghe e generiche. Preannuncia, pertanto, che si asterrà sull'emendamento 10.116 dei relatori, auspicando un miglioramento del testo in sede di esame in Assemblea.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) ritiene che la scelta di affidare all'intesa tra i due Presidenti delle Camere la determinazione del procedimento legislativo da applicare possa aumentare il pericolo di stallo istituzionale, già alimentato, peraltro, da norme che definiscono in modo incerto le competenze tra i due rami del Parlamento. Ritenuto che l'unica soluzione percorribile per favorire un effettivo snellimento delle procedure, a vantaggio delle governabilità, sia quella di impedire che il Senato deliberi sulle proposte di modificazione dei testi, preannuncia il suo voto di astensione sull'emendamento 10.116 dei relatori.
Emanuele COZZOLINO (M5S) ritiene che l'emendamento in esame ponga un'inutile misura «tampone» che non consentirà di migliorare un testo che rischia di introdurre un sistema di bicameralismo imperfetto totalmente inefficiente, determinando forti rallentamenti delle procedure. Si chiede, inoltre, come possano confrontarsi a livello paritario i due Presidenti delle Camere, a fronte della loro diversa legittimità politica, l'una strettamente connessa alla maggioranza di Governo, l'altra riferita al sistema delle autonomie locali. Preannuncia, quindi, il suo voto contrario sull'emendamento 10.116 dei relatori.
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) ritira il suo emendamento 10.103.
Rosy BINDI (PD) ritira il suo emendamento 10.104.
La Commissione approva l'emendamento 10.116 dei relatori, così come risultante dall'approvazione dei subemendamenti Gasparini 0.10.116.4 e Parisi 0.10.116.6 (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 10.116 dei relatori, così come risultante dall'approvazione dei subemendamenti Gasparini 0.10.116.4 e Parisi 0.10.116.6, risultano preclusi gli emendamenti Schullian 10.105 e Quaranta 10.106.
La Commissione respinge l'emendamento Scotto 10.107.
Emanuele COZZOLINO (M5S), illustrando il suo emendamento 10.108, fa notare che esso mira ad introdurre nel testo contrappesi volti a limitare lo strapotere del Governo e della maggioranza. Paventa il rischio che, nella sua attuale formulazione, il provvedimento vada verso l'introduzione di una sorta di Repubblica presidenziale, che non sarà in grado di funzionare in maniera adeguata.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 10.108.
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S), illustrando l'emendamento 10.109, a sua prima firma, fa notare che esso mira a sopprimere il sesto comma del nuovo articolo 70 che, a suo avviso, così come attualmente formulato, rischia di attribuire poteri eccessivi al Senato, suscettibili di paralizzare i lavori legislativi.
Matteo BRAGANTINI (LNA) ritiene che la previsione del sesto comma del nuovo articolo 70 della Costituzione sia condivisibile, dal momento che, attribuendo poteri conoscitivi al Senato, può contribuire a prevenire l'insorgenza di eventuali conflitti. Si chiede, tuttavia, se non sia il caso di riflettere su una diversa formulazione della norma in questione, prevedendo un coordinamento tra i due regolamenti delle Camere, tenuto conto che, allo stato, si fa Pag. 15riferimento al solo regolamento del Senato.
La Commissione respinge l'emendamento D'Ambrosio 10.109.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD), illustrando l'emendamento 10.110, di cui è cofirmatario, chiede ai relatori e al Governo di rivalutarne il parere, dal momento che tale proposta di modifica mira a riconoscere la specificità dei territori montani, prevedendo che il regolamento del Senato disciplini la composizione di una Commissione permanente per le questioni della montagna.
Matteo BRAGANTINI (LNA), pur giudicando di estremo interesse il tema testé richiamato, ritiene non sia il caso di introdurre una norma di carattere così specifico in Costituzione.
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO giudica che la norma prevista dall'emendamento Dellai 10.110 sia eccessivamente di dettaglio, facendo notare che già l'articolo 20 del provvedimento in esame prevede che il Senato possa disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le autonomie territoriali.
Roger DE MENECH (PD), pur prendendo atto delle considerazioni giuridiche testé volte, auspica che, in armonia con i regolamenti delle Camera, si possa in futuro prevedere uno strumento specifico di tutela di tale aree importanti del Paese, che rischiano di essere poco considerate a causa del loro scarso peso demografico.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD), preso atto delle considerazioni testé volte, ritira l'emendamento Dellai 10.110.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Toninelli 10.111 e Dadone 10.112.
Emanuele COZZOLINO (M5S), illustrando l'emendamento Dadone 10.113, in qualità di cofirmatario, fa notare che esso, coinvolgendo anche il Senato nell'elezione delle autorità amministrative indipendenti, mira a introdurre nel sistema degli elementi di contrappeso, al fine di contrastare l'eccessivo potere della maggioranza di Governo.
Stefano ALLASIA (LNA) sottoscrive l'emendamento Giancarlo Giorgetti 10.68.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Dadone 10.113 e Giancarlo Giorgetti 10.68.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, anche a nome del relatore Fiano, invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, i presentatori di tutte le proposte emendative riferite all'articolo 12, ad eccezione dell'emendamento Costantino 12.4, ove sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), degli emendamenti Lauricella 12.6 e Piccione 12.8, purché siano riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), nonché degli emendamenti Gasparini 12.27, Lauricella 12.43, Giorgis 12.36 e Mazziotti Di Celso 12.42, ove riformulati nei termini indicati in allegato (vedi allegato 2).
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S) sottolinea che l'articolo 12 introduce le norme dall'impatto più «devastante» fra tutti gli articoli del progetto di riforma della Costituzione. Osserva che, non a caso, l'introduzione dell'istituto del voto a data certa è stata tenuta nascosta al dibattito pubblico. Evidenzia che, in tal modo, il Governo diventerebbe l'unico titolare del procedimento legislativo e che questa previsione, insieme alla clausola di supremazia e alla nuova legge elettorale che si sta prefigurando, farebbe aumentare il rischio di una svolta autoritaria, comprimendo fortemente gli spazi per l'opposizione parlamentare. Ritiene significativo il fatto che anche esponenti del Partito Democratico Pag. 16abbiano parlato in proposito di «torsione» della forma di governo e che abbiano presentato numerosi emendamenti all'articolo 12 per modificare gli aspetti più controversi.
Ricorda, inoltre, che numerose e rilevanti criticità, rispetto all'articolo in discussione, sono emerse anche nel corso delle audizioni di esperti svolte presso la Commissione. Chiede, pertanto, ai colleghi di tutti i gruppi parlamentari di esprimersi apertamente sulle modifiche alla forma di Governo derivanti dall'eventuale approvazione dell'articolo 12, anche alla luce del fatto che l'attuale maggioranza potrebbe negli anni successivi diventare opposizione.
Matteo BRAGANTINI (LNA) evidenzia che l'articolo 12 appare strutturato in modo erroneo, a cominciare dai tempi troppo ristretti di esame da parte del futuro Senato in caso di votazione a data certa, tenendo conto anche del fatto che i futuri senatori saranno contemporaneamente consiglieri regionali o sindaci e, pertanto, gravati da altri impegni.
Sottolinea che l'articolo in esame introduce disposizioni, a suo avviso, illiberali, che conducono verso uno Stato di stampo presidenzialista. Richiamando anche la disposizione relativa alla deliberazione dello stato di guerra, paventa il rischio di una deriva autoritaria, con un uomo solo al comando, come purtroppo già accaduto nel nostro Paese prima dell'approvazione dell'attuale Costituzione repubblicana.
In conclusione, rileva che all'interno di alcuni partiti della maggioranza si sta creando un clima di «intimidazione» verso i propri componenti, con il rischio di impedire di esprimersi a coloro che hanno visioni differenti.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, giudica inopportuno qualunque parallelismo con l'esperienza autoritaria vissuta in passato nel nostro Paese, ricordando che la Costituzione è nata proprio con la finalità di superare tale esperienza.
Matteo BRAGANTINI (LNA) concorda con il presidente Sisto sul fatto che la Costituzione vigente è nata come reazione al regime dittatoriale e che reca, pertanto, numerose disposizioni a salvaguardia delle minoranze. Ribadisce, in ogni caso, la sua personale valutazione circa il fatto che, dal combinato disposto di numerose disposizioni recate dalla proposta di riforma costituzionale e della legge elettorale che si sta configurando, scaturisca il rischio di una deriva autoritaria, anche al di là delle intenzioni dei proponenti.
Celeste COSTANTINO (SEL), dichiarando preliminarmente di non voler utilizzare riferimenti storici, esprime in ogni caso grande preoccupazione per il contenuto del nuovo articolo 72 della Costituzione, che giudica il più dannoso dell'intero impianto della riforma. Rileva, infatti, che si concede al Governo un'ampia discrezionalità nell'ambito del procedimento legislativo, anche con il rischio che vi sia disinteresse a procedere effettivamente nell'esame parlamentare, al fine di giungere ad un'approvazione dei testi senza modifiche. Ribadisce, in conclusione, la delicatezza dei temi in discussione, preannunciando una battaglia politica anche in Assemblea e invitando i colleghi della maggioranza a dimostrare che non vi sono rischi di autoritarismo in conseguenza delle modifiche proposte.
Dorina BIANCHI (NCD) dichiara il suo completo disaccordo rispetto agli interventi dei colleghi intervenuti in precedenza, osservando che il voto a data certa serve ad evitare l'eccessivo ricorso ai decreti-legge e alla posizione della questione di fiducia. Richiama, in proposito, l'esperienza di Paesi di forte tradizione democratica, come la Francia e la Gran Bretagna, dove all'Esecutivo è affidato un ruolo fondamentale nel procedimento legislativo, al fine di garantire la governabilità.
Giuseppe D'AMBROSIO (M5S) osserva che, se l'obiettivo è quello di agevolare il Governo, come sostiene la deputata Dorina Pag. 17Bianchi, lo si agevola in questo modo fin troppo, considerato che il percorso parlamentare dei disegni di legge governativi viene reso così veloce che il Parlamento diventerà in modo definitivo il mero ratificatore delle decisioni del Governo, il che sembra un bene all'attuale maggioranza, che però dimentica che i tempi cambiano e che la maggioranza di oggi può essere minoranza domani.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Dieni 12.1 e Matteo Bragantini 12.2.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritira l'emendamento Bianconi 12.3, di cui è cofirmataria.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che, alla luce della nuova formulazione proposta dai relatori, l'emendamento Costantino 12.4 sarà posto in votazione dopo l'emendamento Quaranta 12.14.
La Commissione respinge l'emendamento Fraccaro 12.5.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che, alla luce della riformulazione proposta dai relatori, si passa ora alla votazione degli emendamenti Lauricella 12.6 e Piccione 12.8.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive l'emendamento Lauricella 12.6 e lo riformula nei termini indicati dai relatori.
Teresa PICCIONE (PD) riformula il suo emendamento 12.8 nei termini indicati dai relatori.
Il ministro Maria Elena BOSCHI dichiara che il parere del Governo è favorevole sugli emendamenti Lauricella 12.6 e Piccione 12.8, come riformulati dai presentatori.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti Lauricella 12.6 (Nuova formulazione) e Piccione 12.8 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2), e respinge gli emendamenti Quaranta 12.12 e Toninelli 12.9.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritira gli emendamenti Bianconi 12.10 e 12.13, dei quali è cofirmataria.
Emanuele COZZOLINO (M5S), intervenendo sul suo emendamento 12.11, chiarisce che la richiesta di sopprimere il quarto comma dell'articolo 72 nasce dalla considerazione che consentire l'approvazione delle leggi da parte delle Commissioni in sede legislativa equivale a consentire l'approvazione delle leggi, non solo da parte di un numero ridottissimo di deputati, ma con pochissima pubblicità dei lavori. Ricorda, infatti, che il regime di pubblicità dei lavori delle Commissioni è in generale molto insoddisfacente, come dimostra il fatto che oggi soltanto l'agenzia di stampa ANSA può seguire i lavori attraverso il circuito chiuso.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che la trasmissione dei lavori della Commissione attraverso il circuito è fruibile dalla sala stampa e che l'accesso alla stessa è consentito a tutte le testate giornalistiche, previo accredito da parte dell'ufficio stampa.
Emanuele COZZOLINO (M5S) obietta che, essendo oggi sabato, la sala stampa è chiusa e che l'accesso al circuito è disponibile di fatto soltanto per l'ANSA, con grave danno per il pluralismo dell'informazione.
Emanuele FIANO (PD), relatore, ribatte che quanto affermato dal deputato Cozzolino non corrisponde al vero, in quanto anche la RAI, con la testata di «TG Parlamento», è presente in sala stampa e sta seguendo i lavori della Commissione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cozzolino 12.11 e Quaranta 12.14.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che si passa all'emendamento Costantino 12.4, del quale i relatori hanno proposto una riformulazione.
Celeste COSTANTINO (SEL) riformula il suo emendamento 12.4 nei termini indicati dai relatori.
Il ministro Maria Elena BOSCHI dichiara che il parere del Governo sull'emendamento Costantino 12.4, come riformulato dal presentatore, è favorevole.
La Commissione approva l'emendamento Costantino 12.4 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive e ritira gli emendamenti Gitti 12.15 e Marco Di Maio 12.16.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 12.20.
Teresa PICCIONE (PD) ritira l'emendamento D'Attorre 12.22, di cui è cofirmataria.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive e ritira l'emendamento Lauricella 12.23.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Quaranta 12.25 e Lombardi 12.21.
Emanuele COZZOLINO (M5S), intervenendo sul suo emendamento 12.28, osserva che la previsione del voto a data fissa rappresenta un vero e proprio «bavaglio» per tacitare le minoranze, il quale si aggiunge al dimezzamento dei tempi di discussione e all'abolizione del bicameralismo paritario con conseguente attribuzione del potere legislativo alla sola Camera: una Camera che, con la nuova legge elettorale, sarà eletta con un sistema fortemente maggioritario e rappresenterà pertanto un numero potenzialmente molto limitato di elettori. Sottolinea che il suo emendamento 12.28 rappresenta una proposta di mediazione, in quanto non elimina la possibilità del voto bloccato, ma la circoscrive, consentendo il ricorso ad essa non più di tre volte l'anno. Si dichiara, peraltro, disponibile a riformulare l'emendamento per elevare il limite fino a sei volte l'anno.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, premesso che l'introduzione di un limite massimo di volte nelle quali il Governo può ricorrere a richieste di voto bloccato non è opportuna, in quanto qualunque numero può risultare incongruo rispetto alle esigenze del Governo, fa presente che la proposta dei relatori di riformulazione degli emendamenti Gasparini 12.27, Lauricella 12.43, Giorgis 12.36 e Mazziotti Di Celso 12.42 attenua l'effetto di penalizzazione del Parlamento prodotto dal settimo comma dell'articolo 72, nella nuova formulazione del disegno di legge in esame.
Emanuele FIANO (PD), relatore, illustra la proposta di riformulazione degli emendamenti Gasparini 12.27, Lauricella 12.43, Giorgis 12.36 e Mazziotti Di Celso 12.42 (vedi allegato 2).
Emanuele COZZOLINO (M5S) fa presente che il progetto di modifica del regolamento della Camera dei deputati all'esame della stessa Camera prevede già la possibilità di votazione a data fissa dei disegni di legge del Governo. Anche per questa ragione, ritiene necessario sospendere la discussione delle riforme regolamentari in attesa di verificare l'esito dei lavori parlamentari per la discussione delle riforme costituzionali. Insiste per la votazione del suo emendamento 12.28.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cozzolino 12.28 e 12.26.
La seduta, sospesa alle 17.25, è ripresa alle 17.30.
Emanuele FIANO (PD), relatore, intervenendo sulla proposta di riformulazione degli emendamenti Gasparini 12.27, Lauricella Pag. 1912.43, Giorgis 12.36 e Mazziotti Di Celso 12.42, predisposta dai relatori e condivisa dal Governo, ritiene che la stessa sia da considerare un importante risultato, che recepisce sostanzialmente il contenuto di diverse proposte emendative presentate su questo tema.
Ricorda, quindi, che nell'ambito del procedimento legislativo, come risulterebbe dalle riformulazioni proposte, viene esaltato il lavoro parlamentare, mantenendosi il giusto equilibrio nei rapporti tra l'Esecutivo – che potrà utilizzare il nuovo strumento per portare avanti la sua azione di governo – e il Parlamento.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, precisa che la predetta riformulazione del settimo comma del nuovo articolo 72 della Carta costituzionale non prevede un «voto bloccato» in Parlamento e che ciò va incontro alle istanze sottese a diversi emendamenti presentati su questo aspetto. Sottolinea come la previsione, in tale nuovo comma, che il termine possa essere differito in relazione ai «tempi di esame da parte della Commissione, nonché alla complessità del disegno di legge» garantisce sia una maggiore speditezza dell'azione di governo sia una non eccessiva compressione dei tempi dell'esame parlamentare. Sottolinea, inoltre, come il termine per la pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati sia stato elevato agli attuali settanta giorni dalla deliberazione sulla richiesta cui vanno aggiunti altri eventuali quindici giorni.
Stefano QUARANTA (SEL) reputa che nella suddetta riformulazione del settimo comma del nuovo articolo 72 della Carta costituzionale siano stati compiuti dei passi in avanti, preannunciando, anche a nome del suo gruppo, l'astensione sulla stessa. Ritiene, infatti, che sarebbe stato opportuno prevedere anche il numero di volte che la procedura in discussione può essere attivata dal Governo.
Rosy BINDI (PD) ritiene molto importante la mediazione raggiunta, che ha portato a un superamento del «voto bloccato» – già previsto nel testo licenziato dal Senato – a favore di un «voto a data certa», che non altera il rapporto tra Governo e Parlamento. Dopo aver rilevato che lo strumento introdotto dal nuovo settimo comma dell'articolo 72 della Costituzione è assai importante nell’iter parlamentare, annuncia il voto favorevole sullo stesso, pur rilevando delle criticità connesse alla parte consequenziale dell'emendamento riformulato in discussione. Osserva, infatti, che la modifica dei regolamenti parlamentari richiede notoriamente molto tempo; paventa, quindi, che l'adeguamento del regolamento della Camera, previsto nella parte consequenziale dell'emendamento in discussione, possa non essere disposto tempestivamente, invitando, quindi, i relatori a prevedere che, fino a quando il regolamento della Camera non sarà modificato, non verrà applicato lo strumento del «voto a data certa».
Marco MELONI (PD) ritiene la riformulazione proposta dai relatori, attualmente in discussione, caratterizzata da un'adeguata elasticità, che permette lo svolgimento di un corretto rapporto Governo-Parlamento. Facendo riferimento a quanto testé affermato dalla collega Bindi, reputa che sia interesse anche del Governo il rapido adeguamento del regolamento della Camera, previsto dalla parte consequenziale della proposta emendativa in discussione.
Dorina BIANCHI (NCD) valuta favorevolmente la proposta di riformulazione degli emendamenti Gasparini 12.27, Lauricella 12.43, Giorgis 12.36 e Mazziotti Di Celso 12.42.
Marilena FABBRI (PD) si sofferma sulla parte consequenziale dei predetti emendamenti, rilevando come la stessa necessiterebbe, forse, di una formulazione più chiara, atta a consentire che i disegni di legge con votazione «a data certa» siano effettivamente attuabili. Rileva, poi, una minore attenzione da parte della Commissione verso le considerazioni da lei stessa Pag. 20formulate, a differenza di quanto avvenuto nei confronti di altri colleghi.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, rassicura che la Commissione presta la necessaria attenzione agli interventi di tutti i suoi componenti.
Marilena FABBRI (PD), preso atto delle rassicurazioni fornite dal presidente Sisto, rileva, con riferimento alla parte consequenziale della proposta di riformulazione in discussione, che la norma transitoria ivi disposta sia assai ampia, pressoché senza limiti. Paventando la possibilità che il Governo, in qualche modo, riesca a influire sulla modifica del regolamento della Camera ivi indicata, reputa opportuno realizzare una mediazione che attui una tutela reciproca tra Esecutivo e Parlamento. Chiede, quindi, che si valuti l'opportunità di inserire un limite quantitativo all'utilizzo dello strumento del disegno di legge con votazione «a data certa».
Matteo BRAGANTINI (LNA) apprezza lo sforzo compiuto mediante la riformulazione degli emendamenti in discussione, proposta dai relatori, che allunga i termini originariamente previsti.
Rileva, tuttavia, che la previsione del nuovo settimo comma dell'articolo 72 della Costituzione, di ridurre della metà i termini previsti dal nuovo articolo 70, terzo comma, della medesima Carta costituzionale, imporrebbe al Senato della Repubblica, il quale presumibilmente si riunirà con una frequenza minore di quella attuale, un'oggettiva difficoltà ad intervenire nel procedimento legislativo. Invita, quindi, i relatori a valutare l'opportunità di un'ulteriore riformulazione del testo degli emendamenti in oggetto, al fine di intervenire sulla questione da ultimo segnalata.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) sottolinea che la riformulazione proposta rappresenta una mediazione tra le varie posizioni, anche molto differenti tra di loro. Non considera possibile inserire dei limiti numerici e si dichiara contrario all'ipotesi di un'ulteriore riformulazione.
Andrea GIORGIS (PD) ritiene necessario svolgere un approfondimento sulle conseguenze ordinamentali che deriverebbero dall'introduzione del nuovo istituto proposto dal testo. Bisogna partire dal fatto che è necessario costruire un'alternativa allo strumento e alla tempistica del decreto-legge, cosa che già si cerca di fare in sede di riforma del regolamento, ipotizzando corsie preferenziali per i provvedimenti del Governo. Ma è altrettanto indispensabile porre dei limiti affinché uno strumento straordinario non diventi uno strumento di legislazione ordinaria. Ricorda anche che la Costituzione vigente mette dei paletti ai decreti-legge, con i requisiti di necessità e urgenza. Nella riformulazione proposta, l'introduzione dei limiti viene demandata al regolamento della Camera, compiendo un'inversione del rango delle fonti normative. Chiede chiarimenti in merito ai relatori, in particolare, se la norma transitoria che si inserisce nella parte consequenziale comporti un'immediata applicazione dell'istituto del voto a data certa senza limiti, limiti che, a suo avviso, devono essere inseriti in Costituzione.
Il ministro Maria Elena BOSCHI chiarisce che la differenza sostanziale introdotta dalla riformulazione proposta è affidare al Parlamento la possibilità di decidere se concedere o meno al Governo l'applicazione dell'istituto del voto a data certa. Ritiene che questo rappresenti un limite per il Governo e una garanzia per il Parlamento. Sarà poi il regolamento della Camera a fissare ulteriori limiti.
Andrea GIORGIS (PD) osserva che l'istituto in questione diventerebbe uno strumento ordinario di legislazione con limiti che sono posti in capo alla stessa maggioranza parlamentare che sostiene il Governo. Ricorda che la norma costituzionale è costruita per limitare il potere e trova, quindi, incoerente l'interpretazione che viene data della riformulazione proposta Pag. 21rispetto all'impianto costituzionale. Ribadisce, poi, che i limiti vanno posti in Costituzione e non demandati a una fonte subordinata.
Rosy BINDI (PD) ricorda che quanto da lei affermato nel suo precedente intervento trova conferma nelle parole del Ministro. Con l'introduzione dell'istituto in oggetto, si trasformerebbe il rapporto tra Governo e Parlamento, demandando, inoltre, l'introduzione di limiti ai regolamenti parlamentari, la cui riforma è difficile che venga attuata dalla maggioranza parlamentare che sostiene il Governo. Ritiene la mediazione raggiunta non accettabile e, in particolare, se non sarà soppressa la norma transitoria, fa presente che non sussistono le condizioni per un suo voto favorevole.
Ettore ROSATO (PD) sottolinea che il testo approvato dal Senato era molto differente da quello proposto con la riformulazione, che pone al centro l'esigenza dell'organizzazione del lavoro parlamentare, un principio, a suo avviso, da salvaguardare. Rileva che la procedura in esame è straordinaria perché ha dei limiti individuati in un giudice garante, che è il presidente della Camera, e nello stesso voto della Camera. Osserva che attualmente il Governo non avrebbe limiti nell'uso del decreto-legge, ma li trova in quelli imposti dalla politica. Ritiene, pertanto, il testo della riformulazione equilibrato, osservando che sarà il Parlamento a porre dei limiti.
Rileva inoltre che, con l'introduzione in Costituzione dell'istituto del voto a data certa, ci sarà un miglioramento della legislazione in quanto il dibattito parlamentare avrà ad oggetto norme non ancora entrate in vigore, diversamente da quanto accade oggi per i decreti-legge. Pur comprendendo le preoccupazioni espresse, osserva che una modifica regolamentare può essere fatta in tempi molto stretti.
Rileva, infine, che sono da approfondire, nel corso dell'esame in Assemblea, le tematiche poste dal collega Bragantini sui tempi troppo limitati dati al Senato per l'esame dei provvedimenti.
Emanuele COZZOLINO (M5S) fa osservare al collega Rosato che il Governo in questa legislatura ha fatto un uso abnorme dello strumento del decreto-legge e che le leggi vanno sempre discusse in Parlamento. La discussione parlamentare non può mai, a suo avviso, rappresentare un rallentamento dei lavori.
Celeste COSTANTINO (SEL) ritiene opportuno valutare un accantonamento degli emendamenti ai quali si riferisce la riformulazione, anche perché reputa importante che la mediazione tenga conto di tutti gli elementi emersi dal dibattito.
Emanuele FIANO (PD), relatore, nel sottolineare la validità di tutti contributi offerti dai colleghi con i loro interventi, desidera far presente che nella riformulazione viene riportato al Parlamento quello che prima era rimesso al Governo. Infatti, viene introdotta una corsia preferenziale per il Governo, ma il Parlamento potrebbe deliberare di non concederla, ferma restando la possibilità per il Parlamento medesimo di modificare il testo del Governo. Quindi, se è vero che i limiti saranno indicati nel regolamento, è anche vero che i limiti già ci sono e consistono nel voto del Parlamento. A suo avviso, è un passo avanti rispetto all'uso del decreto-legge, provvedimento che entra subito in vigore.
In conclusione, ritiene che la mediazione raggiunta rappresenti un notevole passo avanti, anche se ritiene che ci siano spazi per un'ulteriore riflessione in vista dell'esame in Assemblea.
Dorina BIANCHI (NCD) non condivide un'impostazione che tende a limitare la soluzione normativa individuata, giudicata in grado di velocizzare l’iter parlamentare senza per questo minare le garanzie di contraddittorio, riconducendo, peraltro, la decretazione d'urgenza entro limiti fisiologici.
Citando l'esempio di Paesi come la Francia e l'Inghilterra, fa notare, peraltro, che in tutte le democrazie europee più importanti il Governo è considerato il soggetto guida del procedimento legislativo.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI), auspicato che la riformulazione proposta non venga ulteriormente modificata, fa notare che ciò che si propone rappresenta una mediazione di buon senso, dal momento che si determina un freno all'abuso della decretazione di urgenza, prevedendosi un procedimento comunque eccezionale, che garantisce la speditezza dell’iter legislativo. Ritiene, inoltre, infondato il rischio che la maggioranza imponga con la forza dei numeri soluzioni regolamentari lesive delle prerogative delle minoranze.
Alessia MORANI (PD) ritiene che la soluzione individuata sia equilibrata, in quanto introduce uno strumento alternativo al decreto-legge, garantendo al Governo, soprattutto in talune materie delicate come, ad esempio, quella penale – nelle quali il ricorso alla decretazione d'urgenza sarebbe azzardato – tempi certi di approvazione, senza precludere comunque la possibilità di approfondimento da parte del Parlamento.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, facendo riferimento alle considerazioni testé svolte dal deputato Morani, fa notare che desta qualche preoccupazione l'ipotesi di un Governo che faccia ricorso al procedimento in discussione per materie delicate come quella penale, confidando, in ogni caso, sul fatto che il buon senso da parte degli Esecutivi garantirà un utilizzo corretto di tale strumento.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD), pur apprezzando le finalità recate dagli emendamenti in oggetto, dei quali si propone la riformulazione, ritiene che vi sia in essi un errore di prospettiva, che non considera i rischi di corto circuito istituzionale posti dalla legge elettorale all'esame del Parlamento la quale, prevedendo un ampio premio di maggioranza, imporrebbe quantomeno di considerare l'introduzione di una norma di garanzia in sede di modifica del regolamento della Camera.
Stefano QUARANTA (SEL) paventa il rischio che lo strumento procedurale del quale si propone l'introduzione – che valuterebbe favorevolmente solo se fosse posto in alternativa alla decretazione d'urgenza – finisca per sostituire il procedimento ordinario, con evidenti rischi di delegittimazione del Parlamento.
Marco MELONI (PD) giudica opportuno prevedere una disposizione transitoria che, nelle more dell'adozione della prevista norma regolamentare, non solo fissi dei limiti temporali, ma indichi anche dei criteri generali che scongiurino il rischio di un abuso dell'istituto in oggetto. Fa notare che, in caso contrario, qualsiasi maggioranza parlamentare potrebbe giudicare non conveniente disciplinare, attraverso norme da inserire nel regolamento della Camera dei deputati, le modalità e i limiti di tale istituto.
Teresa PICCIONE (PD) giudica equilibrata e di buon senso la riformulazione proposta in relazione agli emendamenti in discussione, dal momento che favorisce l'introduzione di uno strumento procedurale in grado di garantire l'iniziativa legislativa del Governo, nel rispetto delle prerogative del Parlamento. Fatto notare che qualsiasi ulteriore miglioramento tecnico del testo sarà possibile in sede di esame in Assemblea, auspica l'approvazione degli emendamenti in esame, nella riformulazione proposta dai relatori.
Rosy BINDI (PD) auspica che quantomeno venga proposta una ulteriore riformulazione che inserisca da subito nel testo l'elemento dell'omogeneità della materia, impedendo che nella fase transitoria, nelle more di una riforma regolamentare, vi sia un ricorso senza limiti all'istituto del voto a data certa.
Emanuele FIANO (PD), relatore, ritenendo che la proposta di riformulazione degli emendamenti in questione sia equilibrata, giudica corretto sottoporla al voto senza procedere ad ulteriori modifiche. Preso atto, tuttavia, della delicatezza delle Pag. 23considerazioni svolte, si impegna ad approfondire seriamente le questioni ancora aperte – soprattutto con riferimento alle problematiche poste dai deputati Meloni e Bindi – riflettendo su ulteriori ipotesi di modifica, da valutare in sede di esame in Assemblea.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, fa notare che l'obiettivo della riformulazione proposta è quello di migliorare il testo nell'ottica di garantire una snellezza delle procedure, pur in un contesto di garanzie parlamentari forti, da stabilire attraverso lo strumento del regolamento della Camera dei deputati. Pur precisando che non vi è alcuna intenzione da parte dei relatori di favorire la costruzione di un sistema di formazione delle leggi senza limiti per il Governo, che porti a far diventare definitiva una situazione transitoria, riconosce, tuttavia, la fondatezza di talune delle questioni poste, per le quali si dichiara disponibile a svolgere ogni forma di approfondimento, d'intesa con l'altro relatore e con il Governo.
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) accetta la riformulazione del suo emendamento 12.27, proposta dai relatori.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive l'emendamento Lauricella 12.43, accettandone la riformulazione proposta dai relatori.
Marilena FABBRI (PD) accetta la riformulazione proposta dai relatori dell'emendamento Giorgis 12.36, di cui è cofirmataria.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) accoglie la proposta di riformulazione del suo emendamento 12.42, avanzata dai relatori.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere favorevole sugli emendamenti Gasparini 12.27, Lauricella 12.43, Giorgis 12.36 e Mazziotti Di Celso 12.42, così come riformulati dai presentatori.
Rosy BINDI (PD), confidando nel lavoro che i relatori svolgeranno in ossequio all'impegno che hanno assunto, e attendendo di vederne l'esito, preannuncia la propria astensione dalla votazione degli emendamenti in oggetto.
La Commissione approva gli identici emendamenti Gasparini 12.27 (Nuova formulazione), Lauricella 12.43 (Nuova formulazione), Giorgis 12.36 (Nuova formulazione) e Mazziotti Di Celso 12.42 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che, a seguito dell'ultima votazione, risultano preclusi i seguenti emendamenti: Scotto 12.29, Toninelli 12.30, Cozzolino 12.31, Costantino 12.32 e 12.33, Cozzolino 12.34 e 12.35, Giorgis 12.37, Cozzolino 12.38 e 12.39, gli identici Quaranta 12.40 e Cozzolino 12.41, gli identici Cozzolino 12.17 e Quaranta 12.18 e gli identici Quaranta 12.44 e Bianconi 12.45. Ricorda, altresì, che gli emendamenti Famiglietti 12.47 e 12.48 sono stati ritirati.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive e ritira l'emendamento Giorgis 12.46.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Toninelli 12.49 e Dadone 12.50 e l'articolo aggiuntivo Cozzolino 12.01.
La seduta, sospesa alle 19.05, è ripresa alle 19.40.
Roberta LOMBARDI (M5S) annuncia che il gruppo del Movimento 5 Stelle ha assunto la decisione di abbandonare i lavori della Commissione e che, pertanto, ritira tutte le proposte emendative non ancora esaminate, preannunciandone la ripresentazione in vista dell'esame in Assemblea. Al riguardo, preannuncia, altresì, la presentazione di una relazione di minoranza.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, si dichiara dispiaciuto per la Pag. 24decisione assunta dai colleghi del Movimento 5 Stelle, rilevando come finora essi hanno fornito un contributo accurato e utile ai fini dello svolgimento dei lavori della Commissione.
Avverte, quindi, che la Commissione passerà all'esame dei seguenti emendamenti riferiti all'articolo 13, precedentemente accantonati: Scotto 13.7, 13.8 e 13.9, Giorgis 13.16, Toninelli 13.17, Quaranta 13.18, Giorgis 13.19, Toninelli 13.20, Lauricella 13.27, Mazziotti Di Celso 13.31 e Famiglietti 13.32. Ricorda, altresì, che tutti gli emendamenti presentati dal deputato Gelmini all'articolo 13 e precedentemente accantonati sono stati già ritirati e che l'emendamento 13.11, già ritirato dal deputato Gelmini, è stato successivamente sottoscritto dai deputati Giorgis, Piccione, D'Attorre, Cozzolino, Dadone, D'Ambrosio, Dieni, Fraccaro, Lombardi, Nuti, Toninelli, Fabbri, Costantino, Monchiero, Giancarlo Giorgetti e Lattuca, mentre l'emendamento 13.12, già ritirato dal deputato Gelmini, era stato sottoscritto dal deputato Giorgis.
Ricorda, altresì, che l'emendamento Lauricella 13.33 (ex 26.3) è stato accantonato per riferirlo all'articolo 13.
Emanuele FIANO (PD), relatore, precisando di intervenire non in qualità di relatore, bensì a titolo di capogruppo del Partito Democratico presso la Commissione Affari costituzionali, dichiara di comprendere pienamente la logica delle proposte emendative miranti ad abbassare il quorum per la richiesta di giudizio preventivo di legittimità costituzionale per la legge elettorale. Invita, tuttavia, i colleghi del suo gruppo a ritirare gli emendamenti proposti in tal senso, ritenendo allo stato non vi siano le condizioni per recepirne le istanze, auspicando che nel prosieguo dell’iter del provvedimento maturino i presupposti per approfondire questo tema.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Scotto 13.7, 13.8 e 13.9.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che tutti i firmatari degli emendamenti 13.11 e 13.12 hanno ritirato la propria firma.
Andrea GIORGIS (PD), sulla base delle considerazioni svolte dal collega Fiano, ritira gli emendamenti 13.16 e 13.19, di cui è primo firmatario.
Stefano QUARANTA (SEL), nell'esprimere il proprio rammarico per la scelta compiuta dai colleghi del Movimento 5 Stelle, si rammarica per il fatto che la discussione in Commissione non sempre abbia consentito di approfondire tutti i temi, pur chiarendo che con tale affermazione non intende attribuire responsabilità a nessuno in particolare.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, rileva che l'esame in Commissione si è finora svolto con tempi adeguati e con ritmi di lavoro intensi e di qualità. Ricorda, in particolare, al collega Quaranta che l'articolo 13 è già stato ampiamente esaminato e che la Commissione sta valutando, nella seduta odierna, esclusivamente gli emendamenti precedentemente accantonati. Ribadisce che non vi è alcuna intenzione di comprimere il dibattito, pur nel rispetto del termine stabilito dalla Conferenza dei presidenti di gruppo per l'avvio dell'esame del provvedimento in Assemblea.
Matteo BRAGANTINI (LNA) rileva che quasi tutte le proposte emendative presentate dal suo gruppo sono state finora respinte e che i lavori della Commissione si sono svolti con un ritmo meno intenso rispetto a quanto sarebbe stato possibile. Ritiene, pertanto, inutile continuare a partecipare ai lavori della Commissione e annuncia il ritiro di tutti gli emendamenti presentati dal gruppo Lega Nord, ad eccezione degli emendamenti Giancarlo Giorgetti 30.140 e 32.9, precedentemente accantonati.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, prende atto della scelta politica annunciata dal collega Bragantini, contestando però l'inutilità della partecipazione Pag. 25ai lavori della Commissione, come testimoniato anche dall'importante apporto fornito proprio dal collega Bragantini.
Emanuele FIANO (PD), relatore, pur rispettando la scelta effettuata dai colleghi del gruppo della Lega Nord, esprime il proprio rammarico. Osserva, tuttavia, che la Commissione ha finora esaminato con attenzione tutte le proposte emendative presentate, assicurando il pieno rispetto delle opinioni di tutti i componenti.
Matteo BRAGANTINI (LNA) dà atto al collega Fiano del rispetto sempre garantito a tutti i gruppi parlamentari, auspicando che vi sia la possibilità di un confronto aperto e approfondito in Assemblea.
La Commissione respinge l'emendamento Quaranta 13.18.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) ritira l'emendamento a sua prima firma 13.31, auspicando che il tema del giudizio preventivo di legittimità costituzionale della legge elettorale attualmente all'esame del Parlamento possa trovare idonea soluzione nel prosieguo dell’iter del provvedimento in Assemblea.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD), nel ricordare che anche il suo gruppo ha una posizione fortemente critica rispetto all'impostazione della legge elettorale in discussione al Senato, sia associa alle considerazioni espresse dal collega Mazziotti Di Celso.
Rosy BINDI (PD) sottolinea che le disposizioni recate dall'articolo 13 rappresentano un punto cruciale della proposta di riforma costituzionale e ritiene che il tema della legittimità costituzionale della legge elettorale possa essere affrontato in sede di esame delle disposizioni transitorie.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive e ritira gli emendamenti Famiglietti 13.32 e Lauricella 13.27 e 13.33 (ex 26.3).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la Commissione procederà ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 16. Comunica, quindi, il ritiro i presentatori degli emendamenti Bianconi 16.3 e 16.14, Schullian 16.25 e 16.27, Gasparini 16.26 e Giorgis 16.23.
Emanuele FIANO (PD), relatore, anche a nome del presidente e relatore Sisto, invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, i presentatori degli emendamenti Sannicandro 16.4, Lauricella 16.10 e Marco Di Maio 16.9. Esprime, poi, parere favorevole sull'emendamento Gasparini 16.12, previa una sua riformulazione, che è in corso di predisposizione. Esprime, altresì, invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, il presentatore dell'emendamento Scotto 16.17. Propone, quindi, l'accantonamento degli emendamenti Famiglietti 16.20 e 16.21 e Marco Di Maio 16.22, al fine di una loro riformulazione. Invita, infine, al ritiro i presentatori degli emendamenti Scotto 16.16, Giorgis 16.23 e Scotto 16.8.
La Commissione acconsente all'accantonamento degli emendamenti Famiglietti 16.20 e 16.21 e Marco Di Maio 16.22. Respinge, quindi, l'emendamento Sannicandro 16.4.
Stefano ALLASIA (LNA) preannuncia che il suo gruppo presenterà una relazione di minoranza sul disegno di legge di riforma in esame.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la seduta sarà brevemente sospesa per procedere ad alcuni approfondimenti sulle proposte emendative riferite all'articolo 16 e accantonate.
La seduta, sospesa alle 20.10, è ripresa alle 20.30.
Emanuele FIANO (PD), relatore anche a nome del relatore Sisto, propone al presentatore dell'emendamento Gasparini 16.12 di riformularlo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) accetta di riformulare il suo emendamento 16.12 nei termini proposti dai relatori.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere favorevole sull'emendamento Gasparini 16.12, come riformulato dal presentatore (Nuova formulazione).
Teresa PICCIONE (PD) chiede chiarimenti in merito al significato del termine di quaranta giorni indicato nella proposta di riformulazione.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, chiarisce che tale termine si riferisce al lasso di tempo spettante alla Camera per trasmettere il provvedimento al Senato.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Gasparini 16.12 (Nuova formulazione) e respinge l'emendamento Scotto 16.17.
Luigi FAMIGLIETTI (PD) ritira il suo emendamento 16.20.
Emanuele FIANO (PD), relatore, anche a nome del presidente e relatore Sisto, propone ai presentatori degli emendamenti Famiglietti 16.21 e Marco Di Maio 16.22 di riformularli nei seguenti termini: al comma 1, lettera d), capoverso, primo comma, dopo le parole: «articolo 72, quinto comma» aggiungere le seguenti: «, con esclusione, per la materia elettorale, della disciplina del procedimento elettorale, della sua organizzazione e dello svolgimento delle elezioni».
Luigi FAMIGLIETTI (PD) accetta di riformulare l'emendamento 16.21 nei termini indicati dai relatori.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive l'emendamento Marco Di Maio 16.22 e accetta di riformularlo nei termini indicati dai relatori.
Marilena FABBRI (PD) ritiene che, trattandosi di materie nelle quali il Governo può adottare decreti-legge, sia opportuno espungere del tutto, per evitare equivoci, il riferimento al procedimento elettorale.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ritiene che le osservazioni svolte dalla collega Fabbri siano meritevoli di riflessione e dispone, pertanto, una breve sospensione dei lavori.
La seduta, sospesa alle 20.40, è ripresa alle 21.10.
Emanuele FIANO (PD), relatore, a seguito degli approfondimenti svolti, propone un'ulteriore formulazione degli emendamenti Famiglietti 16.21 e Marco Di Maio 16.22, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, prende atto che la proposta di riformulazione degli emendamenti Famiglietti 16.21 e Marco Di Maio 16.22 viene accettata dai presentatori.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti Famiglietti 16.21 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2) e Marco Di Maio 16.22 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2) e respinge gli emendamenti Scotto 16.16 e 16.8.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che si passa ora all'esame degli emendamenti all'articolo 21.
Emanuele FIANO (PD), relatore, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 21, fatta eccezione per l'emendamento D'Attorre 21.25, sul quale il parere è favorevole, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che tutti gli emendamenti presentati all'articolo 21 dai deputati del gruppo Movimento 5 Stelle e del gruppo Lega Nord Autonomie sono stati ritirati.
Ettore ROSATO (PD) annuncia che i deputati del gruppo del Partito Democratico ritirano tutti gli emendamenti da loro presentati agli articoli 21, 22, 23 e 24, riguardanti il Presidente della Repubblica, tranne l'emendamento D'Attorre 21.25, che viene sottoscritto dai deputati del gruppo presenti in Commissione, compreso il presidente Roberto Speranza, nella riformulazione proposta dai relatori.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritira tutti gli emendamenti a firma Bianconi e Centemero.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Capezzone 21.1: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Stefano QUARANTA (SEL), intervenendo sull'emendamento Costantino 21.9, di cui è cofirmatario, rileva che a questo punto – con un Senato composto di soli cento membri e una Camera destinata, una volta approvata la nuova legge elettorale, a essere eletta con un sistema elettorale ipermaggioritario – il problema delle garanzie per le minoranze si pone con molta forza. Il suo gruppo chiede che almeno per l'elezione del Presidente della Repubblica si scelgano soluzioni in grado di garantire anche le minoranze, posto che il rafforzamento del Governo operato dal disegno di legge è indiscutibile. L'emendamento D'Attorre 21.25, anche nella nuova formulazione proposta dai relatori, attenua questo problema, ma non lo risolve. Per garantire le minoranze, è necessario, infatti, non solo elevare i quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica, ma anche ampliare la platea degli elettori. L'elezione da parte delle due Camere non è una garanzia da questo punto di vista, dato che al Senato sarà verosimilmente presente un numero ridotto di forze politiche e che la maggioranza sarà probabilmente, dal punto di vista politico, la stessa della Camera, con la conseguenza che la soglia di tre quinti, per quanto alta, rischia di essere raggiunta dal solo partito di maggioranza. Per ampliare davvero la platea degli elettori, occorre qualcos'altro: per esempio includervi gli eletti al Parlamento europeo o i delegati regionali.
Ciò premesso, dichiara che il suo gruppo prende atto che il dibattito in Commissione è ormai terminato e che non intende pertanto parteciparvi oltre. Nel preannunciare la presentazione di una relazione di minoranza, aggiunge di considerare la discussione svolta come una sconfitta per la sua parte politica, la quale, qui alla Camera, a differenza di quanto fatto al Senato, ha scelto di presentare un numero contenuto di emendamenti migliorativi del testo, sperando di poter contribuire a migliorare il testo. Al termine del dibattito, deve invece constatare che la scelta non ostruzionistica non è servita a nulla. Troppi problemi importanti sono stati rinviati all'Aula soltanto per consentire alla maggioranza di prendere tempo, per discutere al suo interno, e non certo per trovare un accordo con le opposizioni.
Ritiene che si tratti di un metodo sbagliato, che induce nel Paese e in quanti credono ancora nella politica un sentimento di sfiducia verso le istituzioni.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, invita i deputati del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà a non abbandonare i lavori della Commissione, ai quali hanno dato, con la loro costante presenza e con gli emendamenti presentati, un contributo a suo giudizio fondamentale; che poi gli emendamenti effettivamente approvati siano stati meno di quelli sperati dal gruppo, è solo una naturale conseguenza dei rapporti di forza tra maggioranza e opposizione.
Emanuele FIANO (PD), relatore, rileva che il gruppo di Sinistra Ecologia Libertà Pag. 28annuncia di voler abbandonare l'aula proprio mentre la Commissione si accinge a votare una proposta emendativa che va nel senso di accrescere le garanzie per le opposizioni, elevando il quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica in modo da includervi anche le minoranze. Dà atto che il contributo dei deputati del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà è stato prezioso e assicura che i relatori e la maggioranza hanno ascoltato attentamente le proposte delle opposizioni e si sono sforzati, quando è stato possibile senza tradire le ragioni della riforma, di tenerne conto e di prevedere meccanismi atti a coinvolgere le opposizioni nelle scelte fondamentali per la vita del Paese.
Alfredo D'ATTORRE (PD) dichiara il proprio rammarico per la decisione dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà – i quali hanno sempre contribuito a rendere viva la discussione in Commissione – di abbandonare i lavori proprio ora che la Commissione sta per votare un emendamento che apporta uno dei miglioramenti a suo avviso più importanti al testo. Osserva, infatti, che il quorum dei tre quinti dei votanti per l'elezione del Presidente della Repubblica è un innalzamento piuttosto significativo della soglia attuale, tanto più che, in una votazione così importante, i votanti tendono a coincidere con i componenti, dato che le assenze sono limitate. Ricorda che ben tre volte il Presidente della Repubblica è stato eletto con le soglie della Costituzione del 1948, le quali non tengono conto del fatto che la legge elettorale non era più da tempo proporzionale. Inoltre, l'abbassamento del quorum viene previsto dopo un numero di votazioni maggiore rispetto all'attuale, forse addirittura eccessivo: si tratta di un punto sul quale, a suo giudizio, occorre un'ulteriore riflessione per evitare il rischio di impasse.
Rosy BINDI (PD) si associa all'invito rivolto ai deputati appartenenti al gruppo Sinistra Ecologia Libertà affinché non abbandonino i lavori della Commissione, soprattutto nel momento in cui si sta per procedere alla votazione di una proposta emendativa che, introducendo la previsione della maggioranza dei tre quinti ai fini dell'elezione del Presidente della Repubblica, ripristina quelle garanzie che erano venute meno nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento.
Stefano QUARANTA (SEL), dichiarando di non volere entrare nel merito della riforma del testo dell'articolo 83 della Costituzione in questo momento, evidenzia che la decisione adottata dai componenti del suo gruppo, di abbandonare i lavori della Commissione, non equivale affatto a disconoscere la cortesia usata nei loro confronti dalla presidenza e dagli altri membri della Commissione. Tale decisione è determinata, invece, dal senso di frustrazione derivante dalla consapevolezza di aver voluto fornire un contributo alla riforma costituzionale in atto senza che ciò abbia prodotto alcun esito, ad eccezione dell'approvazione di un unico emendamento, per la quale al suo gruppo è stata rivolta l'accusa di essere un «manipolo di guastatori». Precisa, pertanto, che l'abbandono dei lavori della Commissione è determinato dalla considerazione per cui le condizioni in cui si sta svolgendo l'esame del progetto di riforma costituzionale sono ben lontane da quelle che dovrebbero caratterizzare una vera e propria fase costituente.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD), esprimendo apprezzamento per la proposta di riformulazione dell'emendamento D'Attorre 21.25, avanzata dai relatori, in quanto considera centrale il tema delle garanzie nell'ambito del nuovo impianto costituzionale, ritiene tuttavia che un ulteriore miglioramento potrebbe essere introdotto ampliando la platea dei cosiddetti «grandi elettori», includendo i delegati regionali ovvero i parlamentari europei nel collegio che ha il delicato compito di eleggere il Presidente della Repubblica.
Massimo PARISI (FI-PdL) rileva, innanzitutto, che il suo gruppo reputa centrale il tema concernente l'elezione del Pag. 29Capo dello Stato, soprattutto nel momento in cui si riduce l'assemblea dei votanti e, contemporaneamente, si sta procedendo alla riforma della legge elettorale. Ritiene, in particolare, che la riformulazione dell'emendamento D'Attorre 21.25 proposta dai relatori comporti un significativo miglioramento del testo rispetto alle modifiche apportate all'articolo 83 della Costituzione nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento. Infatti, nel testo licenziato dal Senato, era ritenuta sufficiente la maggioranza assoluta, dopo l'ottavo scrutinio, ai fini dell'elezione, con il risultato che un solo partito, in teoria, avrebbe avuto a disposizione i voti per eleggere il Presidente della Repubblica.
Non condivide, invece, le considerazioni svolte da parte di coloro che auspicano un ampliamento della platea, includendovi i delegati regionali ovvero i parlamentari europei.
Francesco SANNA (PD) valuta favorevolmente l'ipotesi dell'innalzamento del quorum, alla base della proposta di riformulazione dell'emendamento in discussione, ma ritiene che un ulteriore miglioramento potrebbe essere introdotto includendo nell'assemblea dei votanti per l'elezione del Presidente della Repubblica anche i parlamentari europei. Costatando che i tempi non sono evidentemente maturi per introdurre tale innovazione, auspica che in futuro essa possa essere comunque recepita, analogamente a quanto è accaduto in altri Stati europei.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI), intervenendo in dissenso rispetto all'ipotesi di ampliamento della platea ai fini dell'elezione del Capo dello Stato, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di riformulazione dell'emendamento D'Attorre 21.25, pur paventando il rischio di una situazione di «stallo» connessa all'elevata maggioranza ivi prevista. Al riguardo, rileva che la maggioranza dei tre quinti dell'assemblea, analogamente alla maggioranza dei tre quinti dei votanti, rappresenti un quorum non facilmente raggiungibile, diversamente da quanto ritenuto dai colleghi del gruppo Sinistra Ecologia Libertà, i quali purtroppo hanno abbandonato i lavori.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, preso atto dell'abbandono dei lavori della Commissione da parte dei componenti del gruppo Sinistra Ecologia Libertà, dichiara decaduti gli emendamenti Costantino 21.9 e 21.15 e Quaranta 21.20.
Dorina BIANCHI (NCD) ritira il suo emendamento 21.13.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) ritira il suo emendamento 21.14.
Alfredo D'ATTORRE (PD) accoglie la proposta di riformulazione del suo emendamento 21.25, avanzata dai relatori in sede di illustrazione dei pareri sugli emendamenti riferiti all'articolo 21.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere favorevole sull'emendamento D'Attorre 21.25, come riformulato dal presentatore.
La Commissione approva l'emendamento D'Attorre 21.25 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento D'Attorre 21.25 (Nuova formulazione), si intendono preclusi i restanti emendamenti riferiti alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 21. Ricorda, peraltro, che gli articoli aggiuntivi all'articolo 21 sono stati ritirati.
Passando, dunque, all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 22, 23 e 24, fa presente che non vi sono votazioni da effettuare, in quanto gli emendamenti concernenti tali articoli sono stati tutti ritirati.
La seduta, sospesa alle 21.50, è ripresa alle 22.05.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la Commissione passerà ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 36. Invita, quindi, al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, i presentatori di tutte le proposte emendative riferite all'articolo 36, ad eccezione dell'emendamento Scotto 36.7 e degli identici emendamenti Giorgis 36.3, Dorina Bianchi 36.4 e Mazziotti Di Celso 36.5 e dell'emendamento Brunetta 36.12, a condizione che siano riformulati negli stessi termini dell'emendamento Scotto 36.7 (vedi allegato 2).
Daniel ALFREIDER (Misto-Min.Ling.), in qualità di cofirmatario, ritira l'emendamento Schullian 36.11.
Andrea GIORGIS (PD) accetta la proposta di riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 36.3, proposta dai relatori.
Dorina BIANCHI (NCD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 36.4, proposta dai relatori.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) accetta la riformulazione del suo emendamento 36.5, proposta dai relatori.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) accetta, in qualità di cofirmatario, la riformulazione dell'emendamento Brunetta 36.12, proposta dai relatori.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere favorevole sugli emendamenti Dorina Bianchi 36.4, Mazziotti Di Celso 36.5 e Brunetta 36.12, come riformulati dai presentatori.
Ettore ROSATO (PD), sottoscrive l'articolo aggiuntivo Lauricella 36.05 e lo ritira. Rileva la complessità del tema dell'elezione dei giudici costituzionali, sottolineando che occorrerà una grande fermezza affinché anche il Senato condivida l'impostazione che s'intende adottare, con la riformulazione proposta dai relatori, della loro elezione da parte del Parlamento in seduta comune che, a suo avviso, garantisce meglio il disegno della Costituzione.
Massimo PARISI (FI-PdL) condivide le osservazioni svolte dal collega Rosato, ribadendo la rilevanza del tema dell'elezione dei giudici costituzionali, esprime apprezzamento per la previsione di tale elezione da parte del Parlamento in seduta comune, superando così l'impostazione seguita dal testo approvato dal Senato, che configurava tali giudici come garanti, in parte, di interessi particolari e non di tutta la nazione.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, condivide le considerazioni svolte dal collega Parisi, manifestando la sua preferenza per l'attribuzione al Parlamento in seduta comune del delicato compito di eleggere i giudici della Corte costituzionale.
Ettore ROSATO (PD) annuncia, a nome di tutti i deputati del suo gruppo, facenti parte della I Commissione, la sottoscrizione dell'emendamento Giorgis 36.3, come riformulato dal presentatore.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Scotto 36.7: s'intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione approva gli identici emendamenti Giorgis 36.3 (Nuova formulazione), Dorina Bianchi 36.4 (Nuova formulazione), Mazziotti Di Celso 36.5 (Nuova formulazione) e Brunetta 36.12 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Scotto 36.10 e Merlo 36.16: s'intende che vi abbiano rinunciato. Essendosi così concluso l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 36, Pag. 31avverte che la Commissione passerà all'esame degli emendamenti concernenti l'articolo 37.
Emanuele FIANO (PD), relatore, invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, i presentatori di tutte le proposte emendative riferite all'articolo 37, ad eccezione degli emendamenti Famiglietti 37.23 e Marco Di Maio 37.25 e 37.26, sui quali esprime parere favorevole.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere conforme a quello del relatore.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) sottoscrive e ritira gli emendamenti Biancofiore 37.4 e Russo 37.17.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive e ritira l'emendamento Giuseppe Guerini 37.2, e sottoscrive gli emendamenti Marco Di Maio 37.25 e 37.26.
Daniel ALFREIDER (Misto-Min.Ling.) in qualità di cofirmatario, ritira l'emendamento Schullian 37.11.
Massimo PARISI (FI-PdL) ritira il suo l'emendamento 37.19.
Luigi FAMIGLIETTI (PD) ritira il suo emendamento 37.27.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) ritira l'emendamento De Mita 37.22, di cui è cofirmatario.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Quaranta 37.9, Marcon 37.15 e Quaranta 37.24: s'intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Famiglietti 37.23 e Marco Di Maio 37.25 e 37.26 (vedi allegato 2).
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la Commissione passerà ora all'esame delle proposte emendative, precedentemente accantonate, relative agli articoli 26, 30, 32 e 34.
Emanuele FIANO (PD), relatore, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Vargiu 26.02, a condizione che sia riformulato nei termini indicati in allegato (vedi allegato 2) ed invita al ritiro degli articoli aggiuntivi Schullian 26.05 e Bindi 26.01.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI), in qualità di cofirmatario, accetta la riformulazione proposta dal relatore dell'articolo aggiuntivo Vargiu 26.02.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Vargiu 26.02 (Nuova formulazione).
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Vargiu 26.02 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Daniel ALFREIDER (Misto-Min.Ling.), in qualità di cofirmatario, ritira l'articolo aggiuntivo Schullian 26.05.
Rosy BINDI (PD) ritira il suo articolo aggiuntivo 26.01, pur rilevando di non comprendere le ragioni del parere espresso dal relatore.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, rileva che esiste già una normativa che prevede la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo e che non appare, pertanto, utile l'inserimento di una previsione in tal senso nel testo della Costituzione.
Passando all'esame delle proposte emendative afferenti all'articolo 30 e precedentemente accantonate, avverte che l'emendamento Giancarlo Giorgetti 30.140 è da ritenersi decaduto a causa dell'assenza dei presentatori.
Alessandro NACCARATO (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 30.5, precedentemente accantonato.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che l'emendamento Giancarlo Giorgetti 32.9 era stato accantonato al fine di esaminarlo insieme alle proposte emendative concernenti l'articolo 30, già accantonate, vista l'analogia con la materia trattata dal suddetto emendamento Giancarlo Giorgetti 30.140. Fa presente, quindi, che l'emendamento Giancarlo Giorgetti 32.9 è da considerarsi decaduto a causa dell'assenza dei presentatori.
Elena CENTEMERO (FI-PdL), in qualità di cofirmatario, ritira l'emendamento Brunetta 34.6, precedentemente accantonato.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la Commissione passerà all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 38.
Emanuele FIANO (PD), relatore, invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, i presentatori di tutte le proposte emendative relative all'articolo 38.
Il ministro Maria Elena BOSCHI (PD) esprime parere conforme a quello del relatore.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) sottoscrive gli emendamenti Biancofiore 38.6 e 38.9 e li ritira.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) ritira l'emendamento De Mita 38.3, di cui è cofirmatario.
Massimo PARISI (FI-PdL) sottoscrive l'emendamento Bianconi 38.5 lo ritira, preannunciando che esso sarà ripresentato in sede di esame di Assemblea, tenuto conto della rilevanza della tematica trattata.
Ettore ROSATO (PD) dichiara di sottoscrivere gli emendamenti Rubinato 38.25 e 38.30 e Lattuca 38.37 e di ritirarli in qualità di cofirmatario.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Costantino 38.10 e 38.11: s'intende che vi abbiano rinunciato. Prende atto, altresì, del ritiro degli emendamenti Roberta Agostini 38.14 e 38.12 da parte dei presentatori che si riservano di ripresentarli in Assemblea.
Marilena FABBRI (PD) dichiara di ritirare, in qualità di cofirmataria, l'emendamento Roberta Agostini 38.13, riservandosi di ripresentarlo in Assemblea.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Quaranta 38.15 e 38.18: s’ intende che vi abbiano rinunciato.
Andrea GIORGIS (PD), illustrando l'emendamento 38.21, a sua prima firma, rileva che esso prevede che in sede di prima applicazione nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quinto dei componenti di una Camera, le leggi che disciplinano l'elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possano essere sottoposte al giudizio di legittimità costituzionale. Ripercorrendo le vicende che hanno condotto la Corte costituzionale, con la sentenza n. 1 del 2014, a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di una legge elettorale, evidenzia il carattere specifico e fondamentale delle leggi elettorali e la necessità che queste ultime siano conformi alla Costituzione. A seguito del richiamato intervento della Corte costituzionale, evidenzia come l'emendamento in esame miri ad abbassare la soglia per l'attivazione, da parte della Camera, del giudizio preventivo di legittimità costituzionale, rendendolo possibile anche per i gruppi parlamentari minori, che potrebbero essere esclusi e danneggiati da eventuali accordi politici stipulati tra i gruppi numericamente più consistenti in sede di approvazione della Pag. 33legge elettorale. Ritenuto che la proposta emendativa in oggetto non rischia di incidere sui tempi di approvazione della stessa legge elettorale, auspica che i relatori, il Governo e gli stessi gruppi possano riflettere con attenzione su di essa e giungere ad accoglierla unitariamente, a prescindere dalle rispettive convinzioni politiche, tenuto conto della sua indubbia utilità. Per testimoniare la sua disponibilità al dialogo e al confronto, dichiara che non parteciperà al voto, rinviando qualsiasi altra valutazione alla fase dell'esame del provvedimento in Assemblea.
Massimo PARISI (FI-PdL) dichiara il suo voto contrario sull'emendamento Giorgis 38.21.
Francesco SANNA (PD), entrando nel merito della questione, ritiene che sia opportuno mantenere il quadro di garanzie già assicurate dalla sentenza n. 1 del 2014, in base alla quale qualsiasi cittadino può promuovere il ricorso sulla legittimità costituzionale della legge elettorale immediatamente dopo la sua entrata in vigore. Ritenendo che l'emendamento Giorgis 38.21 sancisca, al contrario, un diritto esclusivo dei parlamentari, ne auspica il ritiro, rimandando qualsiasi altra valutazione ad un momento successivo.
Rosy BINDI (PD) ritiene necessario che i gruppi lancino al Paese un segnale importante e politicamente opportuno, rendendo possibile un giudizio preventivo di legittimità sulla legge elettorale prima della sua applicazione, secondo le modalità previste dall'emendamento Giorgis 38.21.
Condividendo le considerazioni svolte al riguardo dal deputato Giorgis, preannuncia che non parteciperà al voto sull'emendamento in discussione, a dimostrazione della sua massima disponibilità a dialogare su tale importante tematica.
Laura RAVETTO (FI-PdL), rilevato come dal dibattito in corso emerga una scarsa fiducia nella capacità dei parlamentari di elaborare riforme elettorali prive di vizi costituzionali, fa notare che il giudizio preventivo di costituzionalità rischia di ridimensionare il ruolo di garanzia costituzionale svolto dal Presidente della Repubblica.
Marco MELONI (PD) invita i gruppi a riflettere seriamente sull'emendamento in esame, valutando l'opportunità di sottoporre preventivamente al sindacato della Corte costituzionale la legge elettorale, evitando così che si ripeta quanto già accaduto in precedenza, ovvero che la legge sia dichiarata incostituzionale dopo lo svolgimento delle elezioni. Auspica, quindi, il ritiro dell'emendamento e la sua presentazione in Assemblea al fine di favorire un'adeguata riflessione – che auspica sia scevra da strumentalizzazioni politiche – da parte di tutti i gruppi parlamentari.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) dichiara la propria astensione sull'emendamento Giorgis 38.21, rilevando, come già osservato con riferimento all'articolo 13 del testo in esame, che sarebbe preferibile eliminare la previsione del sindacato preventivo della Corte costituzionale sulla legge elettorale, che sicuramente non va a vantaggio del Parlamento.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) concorda con le osservazioni svolte dal collega Mazziotti Di Celso, sottolineando l'opportunità che il giudizio della Corte costituzionale sulla nuova legge elettorale in fase di discussione al Senato, intervenga prima che essa sia sperimentata per la prima volta.
Dorina BIANCHI (NCD) dichiara il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Giorgis 38.21.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Giorgis 38.21 e 38.22.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Attaguile 38.23 e 38.26: s'intende che vi abbia rinunciato. Pag. 34Comunica, inoltre, il ritiro degli emendamenti Giorgis 38.28 e 38.29.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) illustra la propria proposta emendativa 38.32. Ritiene che la stessa sia utile al fine di interpretare il comma 11 dell'articolo 38 del testo in esame, riferito agli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome, evitando l'insorgere di eventuali conflitti dinanzi alla Corte costituzionale nel periodo che precede la revisione degli Statuti, a meno che il Governo non chiarisca che tale precisazione non sia necessaria perché ultronea. Chiede al Governo di esprimersi in merito.
Il ministro Maria Elena BOSCHI chiarisce che esiste già una norma vigente che disciplina il tema trattato dall'onorevole Gigli.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD), ringraziando il ministro della precisazione, ritira la sua proposta emendativa 38.32.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, comunica che l'emendamento Nicoletti 38.33 è stato ritirato.
Albrecht PLANGGER (Misto-Min.Ling.) illustra e ritira, in qualità di cofirmatario, l'emendamento Alfreider 38.34, ricordando che la riforma in atto non deve avere lo scopo di ridimensionare l'attuale autonomia delle regioni a statuto speciale e delle province autonome, bensì di rafforzare le competenze delle regioni a statuto ordinario. Rileva, infine, che alcune competenze attribuite alla provincia autonoma di Bolzano sono state sostanzialmente svuotate.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) interviene sull'emendamento Alfreider 38.34, testé ritirato, concordando con quanto testé affermato dal collega Plangger e auspicando che l'argomento oggetto della predetta proposta emendativa possa essere discusso adeguatamente in Assemblea.
Ettore ROSATO (PD), intervenendo sull'emendamento Alfreider 38.34, rileva come la valutazione di questo emendamento sembri viziata da una discussione poco approfondita – che si sarebbe dovuta svolgere nel corso dell'esame del presente provvedimento, e in generale nelle aule parlamentari – sul ruolo delle regioni a statuto speciale. Preso atto del ritiro del predetto emendamento, auspica che il tema del rapporto tra lo Stato e le regioni a statuto speciale possa essere adeguatamente affrontato successivamente in Assemblea.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Quaranta 38.35: s'intende che vi abbiano rinunciato. Avverte, quindi, che, essendo terminato l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 38, la Commissione procederà all'esame delle proposte emendative relative all'articolo 39 del provvedimento in esame.
Emanuele FIANO (PD), relatore, anche a nome del presidente e relatore Sisto, invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, i presentatori di tutte le proposte emendative riferite all'articolo 39, che non siano già state ritirate.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive e ritira gli emendamenti Famiglietti 39.2, Lattuca 39.7 e Lauricella 39.16.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Quaranta 39.3: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Sergio BOCCADUTRI (PD) ritira i suoi emendamenti 39.4 e 39.5.
Roger DE MENECH (PD), intervenendo sulle sue proposte emendative 39.10, 39.11 e 39.12, le illustra e, successivamente, le ritira. Osserva, in particolare, come le stesse intendano assicurare forme e condizioni particolari di autonomia ai territori delle attuali province di Verbania, Sondrio e Belluno.
Gian Luigi GIGLI (PI-CD) si associa alle considerazioni svolte dal collega De Menech a proposito dell'emendamento 39.12, rilevando la grave difficoltà in cui si trovano i territori di montagna oggetto delle suddette proposte emendative. Rileva inoltre la sostanziale identità dell'emendamento De Menech con l'emendamento 29.13 e con lo spirito dell'emendamento 10.110, emendamenti di cui è firmatario insieme al collega Dellai. Ritira, quindi, la sua proposta emendativa 39.14.
Albrecht PLANGGER (Misto-Min.Ling.) ritira il proprio emendamento 39.17.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la Commissione procederà all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 40.
Ettore ROSATO (PD) sottoscrive e ritira l'emendamento Lauricella 40.2.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, prima di porre in votazione l'emendamento 40.3 dei relatori, con il quale si conclude l'esame del presente provvedimento da parte della Commissione, desidera ringraziare tutti coloro che hanno concorso a svolgere un lavoro di qualità nell'esame della riforma costituzionale. Ringrazia, in particolare, il ministro Maria Elena Boschi e i sottosegretari Ivan Scalfarotto, Sesa Amici e Luciano Pizzetti per il prezioso contributo apportato ai lavori della Commissione. Ringrazia, quindi, sia le forze di maggioranza sia quelle di opposizione, le quali hanno partecipato alle sedute della Commissione con spirito costruttivo. Ringrazia, inoltre, gli uffici per l'accurato lavoro svolto. Rileva, infine, con compiacimento, come la Commissione abbia lavorato alacremente, con la stessa cura con cui affronta ogni provvedimento.
Il ministro Maria Elena BOSCHI esprime parere favorevole sull'emendamento 40.3 dei relatori.
La Commissione approva l'emendamento 40.3 dei relatori.
Emanuele FIANO (PD), relatore, si associa ai ringraziamenti formulati dal presidente e relatore Sisto a tutta la Commissione e al Governo per lo svolgimento di un lavoro proficuo, che non ha tralasciato di affrontare nessuna problematica.
Si rammarica per l'assenza di alcuni gruppi di opposizione, che hanno contribuito in modo costruttivo e con senso di responsabilità ai lavori della Commissione.
Il ministro Maria Elena BOSCHI porge i propri ringraziamenti a tutta la Commissione e ai relatori per l'esame ampio e approfondito svolto senza contingentamento dei tempi, pur nel rispetto della scadenza fissata dalla Conferenza dei presidenti di gruppo per l'avvio dell'esame in Assemblea del provvedimento.
La Commissione delibera i conferire ai relatori, deputati Fiano e Sisto, mandato a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame.