Source: http://www.osservatoriocedu.eu/Schede/2009%2001/Monedero%20Angora%20c%20Spagna.html
Timestamp: 2019-01-18 12:41:38+00:00
Document Index: 25770181

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 6']

Camera, sentenza 7 ottobre 2008, ricorso n. 41138/05, Monedero Angora c. Spagna
Condizioni di ricevibilità - Manifesta infondatezza - Ratione materiae - Nulla poena sine lege - Reato - Pena più grave - Momento in cui l’azione o l’omissione è stata commessa - Diritto ad un processo equo - Diritti ed obblighi di carattere civile - Accusa in materia penale - Processo equo - Tribunale imparziale - Tribunale indipendente - Presunzione di innocenza - Termine ragionevole - Diritto ad un ricorso effettivo - Diritto alla libertà e sicurezza - Estradizione
Arresto e detenzione del ricorrente ai fini della sua consegna alle autorità francesi in esecuzione di un mandato di arresto europeo – Pretesa violazione del diritto alla libertà personale (art. 5, par. 1, CEDU) per essere stato il ricorrente detenuto durante lo svolgimento della procedura per la sua consegna alle autorità francesi – Irricevibilità della doglianza per manifesta infondatezza – Pretesa violazione del diritto ad un equo processo (art. 6 CEDU) e del divieto di retroattività della legge penale (art. 7 CEDU), sotto i profili dell’indipendenza ed imparzialità del giudice, del termine ragionevole di durata del processo, del principio di legalità e di reciprocità e del principio della presunzione di innocenza – Il diritto a non essere estradato non figura, in quanto tale, tra i diritti e le libertà tutelati dalla CEDU e la procedura di estradizione non riguarda una “contestazione sui diritti e le obbligazioni di carattere civile” del ricorrente, né la “fondatezza di un’accusa in materia penale” elevata nei suoi confronti – Il mandato di arresto europeo sostituisce la procedura tradizionale di estradizione tra gli Stati membri dell’Unione europea e persegue le medesime finalità, vale a dire la consegna ad n altro Stato di una persona sospettata di aver commesso un reato o già condannata in via definitiva – Secondo la sua giurisprudenza, una tale procedura non concerne dunque la fondatezza di un’accusa in materia penale – Irricevibilità delle doglianze per incompatibilità ratione materiae con le disposizioni convenzionali – Pretesa violazione del diritto ad un ricorso interno effettivo (art. 13 CEDU) – Nonostante l’assenza di ricorsi ordinari avverso la decisione di consegna alle autorità dello Stato richiedente, il ricorrente ha beneficiato della possibilità di avvalersi di un ricorso per amparo – Irricevibilità della doglianza per manifesta infondatezza.
La sentenza concerne l’esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso da un pubblico ministero francese contro un cittadino spagnolo. Si tratta del primo caso nel quale viene esaminata la speciale procedura di trasferimento istituita dal Consiglio dell’Unione europea nella decisione-quadro del 13 giugno 2002.
La Corte ha constatato che il mandato d’arresto europeo sostituisce la procedura di estradizione tra gli Stati membri dell’Unione europea e che l’esecuzione del mandato è praticamente automatica. Al pari di quanto in precedenza statuito in materia di estradizione, la Corte ha ritenuto che la procedura del mandato di arresto europeo non abbia ad oggetto una “accusa in materia penale” e che, pertanto, non trovino applicazione nella specie le garanzie dell’equo processo di cui all’art. 6 CEDU.