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Timestamp: 2020-02-22 23:09:19+00:00
Document Index: 143810333

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ']

Tuesday 14 October 2014 19:03:36
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 9.10.2014
Il mero possesso della laurea magistrale in giurisprudenza non consente di stare in giudizio senza l’assistenza di un difensore abilitato e iscritto al previsto albo professionale, fatta eccezione per i giudizi in materia di accesso, in materia elettorale e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell’Unione Europea e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Neppure è accettabile sostenere che il diritto di stare in giudizio personalmente trovi fondamento nell’art. 24 della Costituzione o nell’articolo 6, n. 3, lett. c) della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, dal momento che, come è stato giustamente evidenziato dal giudice di primo grado nella sentenza impugnata, la Corte Costituzionale ha riconosciuto la discrezionalità del legislatore nel disciplinare i casi in cui è necessario il patrocinio di un avvocato e ha stabilito, riguardo alla citata norma della Convenzione europea, che ad essa non può attribuirsi il significato di riconoscimento di un diritto assoluto di difendersi in giudizio da sé, ma solo quello di un diritto limitato dal diritto dello Stato di emanare disposizioni relative alla necessità della presenza di un avvocato davanti ai tribunali (per tutte, ordinanza n. 460/2006 e sentenza n. 188/1980). Peraltro per quanto attiene al patrocinio innanzi al Consiglio di Stato il Collegio ha rilevato che "L’articolo 22, comma 2 del Codice del processo amministrativo dispone che per i giudizi davanti al Consiglio di Stato è obbligatorio il ministero di avvocato ammesso al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori. Conseguentemente, non discostandosi dalla giurisprudenza di questa Sezione (ex multis, sentenza del 23 aprile 2012, n. 2398), il Collegio, accertato che l’appello è stato sottoscritto da persona non fornita della qualità necessaria per esercitare l’ufficio di difensore presso il giudice adito, deve constatare la mancanza di una valida instaurazione del rapporto processuale per nullità dell’atto difensivo." Per scaricare gratuitamente il testo integrale della sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".
sul ricorso numero di registro generale *del 2013, proposto da:
Università degli studi di Bologna, in persona del Rettore in carica, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in persona del Ministro pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura generale dello Stato, con domicilio eletto in Roma, in via dei Portoghesi, n. 12
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’ Universita' degli Studi di Bologna Alma Mater Studiorum e di Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca;
Relatore, nella Camera di consiglio del giorno 22 luglio 2014, il Cons. Carlo Mosca e uditi per le parti l’avvocato Pastrani per la Regione Emilia Romagna.;
3. Avverso la citata sentenza del Tribunale amministrativo, veniva proposto in proprio dall’originario ricorrente il presente appello, anche in questo caso invocando l’autodifesa e lamentando la gravità della decisione assunta dal giudice di prime cure che avrebbe disatteso quanto previsto dall’articolo 24 della Costituzione, dalla vigente normativa in tema di riconoscimento del titolo di laurea magistrale in giurisprudenza e dagli articoli 55, 60, 27 e 2 del Codice del processo amministrativo, omettendo di motivare. In particolare, l’appellante, con i suoi dieci motivi di censura, ha eccepito la violazione dell’art. 55 del citato Codice, l' omessa valutazione di elementi rilevanti in sede cautelare, il difetto di valide motivazioni, la violazione della legge costituzionale e comunitaria, l’abuso di diritto, la violazione del bando di concorso e del giusto processo, nonché l’eccesso di potere, il difetto di istruttoria, l’illogicità, il diniego di giustizia e la responsabilità per comportamenti illeciti. L’appellante ha, infine, invocato una misura risarcitoria.
5. .L'appello è inammissibile. L’articolo 22, comma 2 del Codice del processo amministrativo dispone che per i giudizi davanti al Consiglio di Stato è obbligatorio il ministero di avvocato ammesso al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori. Conseguentemente, non discostandosi dalla giurisprudenza di questa Sezione (ex multis, sentenza del 23 aprile 2012, n. 2398), il Collegio, accertato che l’appello è stato sottoscritto da persona non fornita della qualità necessaria per esercitare l’ufficio di difensore presso il giudice adito, deve constatare la mancanza di una valida
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) pronunciando sull’appello in epigrafe (ricorso n. 3228 del 2013), lo dichiara inammissibile.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del giorno 22 luglio 2014, con l'intervento dei magistrati: