Source: http://www.palla-knoll.it/it/aktuellrundschreiben_show.asp?id=%7BE8460F47-23DF-418E-9749-0EA7537A4C36%7D
Timestamp: 2018-10-22 11:42:27+00:00
Document Index: 58582015

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 74', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 20']

home > attualità > circolari > Fatturazione: nuove regole previste dalla Legge di Stabilità 2013
con la legge di stabilità 2013 sono stati modificati ed inseriti i commi 6, 6-bis e 6-ter dell’art. 21 del DPR n. 633/72 (decreto Iva) e si è previsto un generale obbligo di emissione della fattura, ove nei casi in cui sulla fattura non viene esposta l’IVA, deve essere riportata una specifica annotazione, con l’eventuale indicazione della relativa norma nazionale o comunitaria.
La sostanziale differenza con la precedente normativa riguarda il nuovo obbligo di emissione della fattura verso soggetti passivi comunitari, debitori d’imposta nel loro stato, per tute le operazioni (escluse quelle finanziarie esenti dell’art. 10, commi da 1) a 4) e 9) del decreto Iva) non territoriali in Italia ex artt. da 7 a 7-septies (e non solo quelle dell’art. 7-ter come in precedenza) e per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dall’unione Europea (extra – UE).
L’altra differenza, decisamente meno rilevante, consiste nel fatto che non vi è più l’obbligo di indicare anche la norma di legge che prevede l’esenzione, l’esclusione, la non rilevanza o la non imponibilità - detta indicazione è solo aggiuntiva ed eventuale - mentre vi è l’obbligo della annotazione di cui occorre rispettare scrupolosamente la terminologie e non utilizzare terminologie non coerenti con la norma di legge prevista.
- per le cessioni di beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette ad IVA ex art. 7-bis, comma 1, va riportata l’annotazione “operazione non soggetta”;
- per le operazioni non imponibili ex artt. 8, 8-bis, 9 e 38-quater, va riportata l’annotazione “operazione non imponibile”; la stessa annotazione va riportata in presenza di vendite intracomunitarie;
- per operazioni esenti ex art. 10, ad eccezione di quelle indicate al n. 6, va riportata l’annotazione “operazione esente”;
- per le operazioni soggette al regime del margine di cui al D.L. n. 41/95, va riportata una diversa annotazione a seconda del bene commercializzato:
• “regime del margine – beni usati”;
• “regime del margine – oggetti d’arte”;
• “regime del margine – oggetti di antiquariato o da collezione”;
- per le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo soggette al regime del margine ex art. 74-ter, va riportata l’annotazione “regime del margine – agenzie di viaggio”;
- per le cessioni di beni e prestazioni di sevizi (art. 7 a 7-septies), diverse da quelle di cui all’art. 10, comma 1, nn. da 1) a 4) e 9), previste dal nuovo comma 6-bis, lett. a) dell’art. 21, effettuate nei confronti di soggetti passivi UE debitori d’imposta nel loro stato, va riportata l’annotazione “inversione contabile”;
- per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non territoriali in Italia (art. 7 a 7-sepites), effettuate nei confronti di soggetti extra UE, va riportata l’annotazione “operazione non soggetta”;
- per le fatture emesse dal cessionario del bene o committente del servizio, quando è debitore d’imposta, va riportata l’annotazione “autofatturazione”.
Ancorché non previsto obbligatoriamente dalla norma, si consiglia di utilizzare per chiarezza contabile la annotazione “operazione non soggetta” o in alternativa quella di “operazioni fuori campo IVA” (oppure F.C. Iva) anche per tutte le NON cessioni beni e le NON prestazioni di servizi di cui non è obbligatoria la fatturazione, ma che potrebbero presentarsi all’interno di fatture complesse, previste dagli articoli da 2 a 5 del decreto Iva, nonché la annotazione “operazione esclusa” per la casistica, tassativa e non estensibile ad altre operazioni , prevista dall’art. 15 dello stesso decreto.
L’obbligo di emissione della fattura verso soggetti passivi comunitari, debitori d’imposta nel loro stato, per tutte le operazioni non territoriali in Italia ex artt. da 7 a 7-septies e per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dall’UE, comporta inevitabilmente l’obbligo di registrazione delle stesse e la loro partecipazione al volume d’affari IVA, così come riformulato nel nuovo art. 20 del decreto IVA. Questo comporta che in sede di liquidazione dei contributi dovuti alla cassa di appartenenza, il professionista deve versare il contributo integrativo sul volume d’affari IVA al netto dello stesso. E’ quindi necessario che a partire dalle fatture emesse dal 01.01.2013, i suddetti professionisti addebitino in fattura il contributo integrativo anche per le prestazioni non territoriali ex artt. da 7-ter a 7-septies rese nei confronti di clienti non residenti o residenti fuori dal territorio doganale.
Restiamo a Vs. disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e cogliamo l’occasione per porgere,