Source: https://www.exeo.it/free/giusto-procedimento-piani-urbanistici-varianti-urbanistiche_10038
Timestamp: 2018-02-23 16:14:36+00:00
Document Index: 31622662

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 13', 'art.11', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art.19', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 11', 'art 19', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 11']

Il contraddittorio nelle varianti urbanistiche
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> PIANI URBANISTICI E VARIANTI URBANISTICHE --> PIANI GENERALI --> MODIFICHE TRA ADOZIONE ED APPROVAZIONE
L'Amministrazione regionale non è tenuta a confezionare una specifica e puntuale motivazione a fronte del mancato inserimento, nel piano approvato, delle osservazioni presentate da privati ed accettate dal Comune, ciò costituendo una mera facoltà di intervento autoritativo officioso dell'Amministrazione regionale il cui mancato utilizzo non è evidentemente soggetto ad onere motivazionale.
A norma dell'art. 10 della L. n. n. 1150/1942 ( e nel caso di specie del punto 3 e 4 dell'allegato II alla L.R. Campania n. 14/1982), al P.R.G., in sede di approvazione, possono essere apportate "modifiche che non mutino le caratteristiche essenziali, quantitative e strutturali del Piano ed i suoi criteri d'impostazione", oltre quelle necessarie per il rispetto delle disposizioni del Piano territoriale e concernenti la tutela del paesaggio; in suddette ipotesi non deve essere rinnovata la fase di partecipazione del privato al procedimento di formazione.
Nella fase di approvazione provinciale dello strumento urbanistico comunale, la L.P. Trento 22/1991 no... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...na fase partecipativa, neppure in caso di introduzione di modifiche d'ufficio: di conseguenza in capo gli interessati non vi è alcun diritto di controdeduzione (che peraltro non può derivare nemmeno dalla legge 241/1990).
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> PIANI URBANISTICI E VARIANTI URBANISTICHE --> REGOLAMENTO URBANISTICO
Per espressa previsione dell'art. 13 della legge n. 241 del 1990, le norme che assicurano la partecipazione al procedimento degli interessati non trovano applicazione con riferimento, tra l'altro, all'emanazione di atti di pianificazione (tra i quali pacificamente rientra il regolamento urbanistico), in quanto autonomamente disciplinati dalle norme che ne regolano la formazione.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> PIANI URBANISTICI E VARIANTI URBANISTICHE --> VARIANTI
Non sussiste alcun obbligo di carattere generale dell'Amministrazione comunale a pronunciarsi su ogni richiesta privata di avvio di specifiche procedure di variante al PRG, proposta a fini edificatori né, pertanto, sussiste alcuna legittima aspettativa per il privato istante ad ottenere la richiesta variazione urbanistica.
Le modalità pa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... previste dall'art. 11 del d.P.R. 327/2001 per il procedimento di apposizione del vincolo espropriativo sono diverse da (e non surrogabili con) quelle previste nel caso di adozione e approvazione del piano regolatore generale e degli strumenti attuativi.
In presenza di una modifica dell'assetto urbanistico determinato dall'adozione di varianti agli strumenti vigenti, il privato vanta una mera aspettativa di fatto inidonea a radicare un interesse differenziato e qualificato che non può tramutarsi in un interesse giuridicamente tutelabile per il solo fatto di aver formalmente partecipato al procedimento.
La giurisprudenza ritiene la notifica individuale necessaria per le sole varianti "puntuali", che incidono direttamente e in modo singolare su di un determinato e specifico suolo, imprimendovi un vincolo espropriativo, ma non anche qualora il vincolo discenda dallo strumento urbanistico generale, laddove si presume che l'apporto degli interessati si sia esplicato a monte, nella fase di formazione del piano, attraverso gli strumenti partecipativi predisposti in via generale (osservazioni, opposizioni etc.).
A fronte di un atto di pianificazione territoriale, quale è la variante al Prg, le garanzie di partecipazione al proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r i proprietari delle aree interessate, non sono quelle previste in generale dalla legge n. 241 del 1990, ma quelle contemplate dalle speciali norme sul procedimento amministrativo di formazione della variante urbanistica.
Secondo l'art. 13 comma 1, l. n. 241 del 1990, le disposizioni del Capo III della stessa legge non si applicano nei confronti degli atti di pianificazione e di programmazione, ivi compresi quelli di variante, per le quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione secondo la legislazione regionale di riferimento, di talché l'adozione della variante non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento nei confronti dei soggetti interessati, tranne che nell'ipotesi in cui le varianti abbiano natura localizzativa e puntuale.
Non trova applicazione l'art.11, comma 1, del d.P.R. n. 327/2001 (comunicazione individuale), qualora la variante generale al piano regolatore non si riferisca alla realizzazione di una specifica opera pubblica, contenendo variazioni urbanistiche relative a diverse zone del Comune; in tale ipotesi debbono pertanto ritenersi sufficienti le garanzie partecipative proprie degli atti di approvazione e di modifica degli strumenti urbanistici ed i connessi adempimenti.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> La consultazione della popolazione successivamente all'adozione di una variante e lo strumento delle osservazioni non sono idonei ad assolvere l'onere di partecipazione procedimentale.
Secondo l'art. 13, comma 1, della legge n. 241/1990, le disposizioni del capo III della stessa legge (articoli da 7 a 12), non si applicano nei confronti degli atti di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione .
A fronte di un atto di pianificazione territoriale qual è la variante al p.r.g., le garanzie di partecipazione al procedimento, per i proprietari delle aree interessate, non sono quelle previste in via generale dalla legge 241/1990, ma quelle contemplate dalle speciali norme sul procedimento amministrativo di formazione della variante urbanistica.
L'adozione di una variante al piano regolatore generale, in quanto provvedimento di pianificazione, non deve essere necessariamente preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento nei confronti dei soggetti interessati.
Alla luce del disposto di cui all'art. 13 della L. n. 241/1990, a fronte di un atto di pianificazione territoriale, le garanzie di partecipazione al procedimento, per i proprietari ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...interessate, non sono quelle previste in via generale dalla legge 241/1990, ma quelle contemplate dalle speciali norme sul procedimento di formazione della variante.
In ipotesi di variante urbanistica non si può ritenere, adducendo la circostanza che l'oggetto concerna specificamente l'area di proprietà degli istanti, che per ciò solo sarebbe giustificata una deroga alla disciplina di cui all'art. 13, comma 1 L. n. 241/1990 con conseguente applicazione del procedimento scandito dagli artt. 7 e ss. della medesima legge; le esigenze sottese all'istituto della partecipazione procedimentale risultano infatti comunque soddisfatte attraverso l'istituto delle osservazioni, così come previsto e disciplinato nell'ambito del procedimento di adozione della variante.
La posizione qualificata del titolare del bene (nel caso di specie determinata dall'affidamento generato da sanatorie di manufatti abusivi), impone che la variante che conferisce una nuova destinazione ai beni stessi sia precedute dalla comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 L. n. 241/1990
Alla luce del disposto dell'art. 13 della L. n. 241 del 1990, l'adozione di una variante al piano regolatore generale non deve essere preceduta dall'avvis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... precedente art. 7, a meno che la variante concerna l'esecuzione di una singola opera pubblica localizzata su di un'area ben individuata; ne consegue che, in ipotesi di atti di pianificazione di una parte del territorio comunale, legittimamente può essere omessa la comunicazione di avvio del procedimento.
Il provvedimento con cui l'Amministrazione si sia limitata a definire, preliminarmente, la localizzazione dell'area (nel caso di specie) cimiteriale, senza determinare, ancora, alcuna variante di carattere urbanistico, non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento ex art. 11 DPR 327/2001.
La variante, seppur parziale, preordinata non all'esecuzione di una singola, specifica opera pubblica, ma al riassetto urbanistico di una porzione del territorio comunale, è soggetta alle modalità di pubblicazione proprie degli strumenti urbanistici, e non alla comunicazione individuale, ex art. 11 DPR 327/2001, ai singoli proprietari, interessati da previsioni di carattere espropriativo.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> PIANI URBANISTICI E VARIANTI URBANISTICHE --> VARIANTI --> OSSERVAZIONI
Il concetto di "attinenza" della osservazione non può c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ersi qualora la stessa riguardi spazi unitari ed omogenei rispetto alle aree della cui variante parziale si tratta.
Nel caso in cui il privato chieda, in sede di osservazioni alla variante dello strumento urbanistico adottato, la realizzazione di una stradina pedonale, il rigetto di tale istanza non è adeguatamente motivato se il Comune si limita a far riferimento al contrasto con le caratteristiche della zona e con la valenza paesaggistica dell'area.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> PIANI URBANISTICI E VARIANTI URBANISTICHE --> VARIANTI --> REVOCA
La comunicazione di avvio del procedimento è obbligatoria nel caso di revoca di una variante al piano regolatore generale adottata anche nell'interesse di un soggetto privato.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> PIANI URBANISTICI E VARIANTI URBANISTICHE --> VARIANTI --> VARIANTI ACCELERATE --> ART. 19 DPR 327/2001
L'art. 11, comma 1, lettera b), del d.P.R. 8 giugno 2001, nr. 327, per l'ipotesi di variante contestuale all'approvazione del progetto, obbliga l'amministrazione procedente a dare avviso agli interessati anteriormente all'approvazione del progetto medesimo, ma non ne con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lteriore coinvolgimento prima della successiva fase di approvazione regionale.
In ipotesi di ricorso alla procedura disciplinata dall'art.19 del DPR n.327/2001, approvando il progetto definitivo ed esecutivo dell'opera in variante al vigente strumento urbanistico, va comunicata alla parte l'avviso di avvio del procedimento finalizzato all'approvazione del progetto definitivo dell'opera. Alla luce dei principi desumibili dalla L. n. 241/1990 infatti, ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, deve essere assicurato il contraddittorio con i soggetti interessati, adempiendo alle formalità all'uopo previste dalle specifiche disposizioni regolanti l'iter espropriativo a tutela appunto delle garanzie del giusto procedimento.
Della delibera con cui il Comune, a seguito del mancato dissenso della Regione, dichiara l'efficacia della delibera di approvazione del progetto definitivo, non deve essere data notizia ai proprietari interessati, a norma dell'art. 17, comma 2, d.p.r. n. 327/01, disposizione questa diretta a garantire la partecipazione dell'interessato al procedimento di determinazione dell'indennità di esproprio, e non al procedimento di approvazione della variante, che si è già esaurito nella fase preceden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Ai sensi degli artt. 9 e 19 D.P.R. n. 327/2001, nell'ipotesi in cui l'approvazione del progetto comporta l'adozione di variante (nelle forme di cui all'art. 10, comma 1, o di quella semplificata di cui agli artt. 19, commi 3 e ss.), necessita il rispetto della disciplina relativa all'adozione/approvazione degli strumenti urbanistici, ad iniziare dall'osservanza delle regole sulla partecipazione del proprietario dell'area e degli altri soggetti interessati al procedimento di adozione della variante allo strumento urbanistico comunale.
La comunicazione di avvio del procedimento va effettuata prima dell'approvazione del progetto preliminare, ai sensi dell'art. 11 comma 3 DPR 327/2001, qualora la P.A. ritenga di provvedere in detta sede all'imposizione del vincolo preordinato all'esproprio.
Illegittimo è il provvedimento di approvazione del progetto comportante dichiarazione di PU ed approvazione della variante ex art 19 DPR 327/2001, non preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> PIANI URBANISTICI E VARIANTI URBANISTICHE --> VARIANTI --> VARIANTI PUNTUALI
La giurisprudenza ha chiarito che l'art. 13 della legge 241/90 (il quale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pplicazione delle norme sulla partecipazione per gli atti di pianificazione), non si applica alle varianti localizzative, che sono in realtà provvedimenti puntuali. A tale principio generale, costituente ormai diritto vivente, non può opporsi, un diverso principio asseritamente ricavabile dalla legislazione locale, poiché l'obbligo di comunicazione d'avvio discendente dalla legge 241/90 attiene ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione (in proposito, v. art. 29 comma 2 bis della legge 241/90), ed obbliga le regione, anche a Statuto speciale, ad adeguarvisi.
L'art. 11, I comma, lett. a) del DPR 327 del 2001 positivizza l'orientamento giurisprudenziale che riconosceva l'applicazione delle garanzie partecipative esclusivamente ai casi di variante limitata e ad oggetto specifico, di variante, cioè, che riguarda un'area limitata del territorio e si propone la realizzazione di una singola opera pubblica.
Qualora la variante approvata dal Comune, pur non avendo carattere generale, riguardi tuttavia non già un'unica opera ma una serie di opere, non può ritenersi una variante ad oggetto specifico per la quale si debba adempiere all'obbligo di comuni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...avvio del procedimento previsto dall'art. 11, I comma del DPR n. 327/2001.
Il principio che impone l'obbligo di comunicazione personale delle varianti puntuali allo strumento urbanistico ha la funzione di tutelare il soggetto inciso dalla variante in senso negativo per cui non giova al soggetto esterno alla previsione urbanistica, che non ricade nell'area tutelata da tale principio.
Riguardo alle scelte urbanistiche, un obbligo di motivazione specifica si reputa esistente nel caso in cui debba riconoscersi al privato un'aspettativa qualificata, come quella discendente da una lottizzazione approvata e convenzionata o da un giudicato di annullamento del diniego di concessione edilizia o dalla reiterazione di un vincolo scaduto. Perciò, neppure in presenza di una variante, interessante una determinata area, s'impone una puntuale motivazione, relativa alla medesima, ove la scelta effettuata sia comunque coerente con i criteri generali seguiti nell'impostazione dello strumento urbanistico.
La variante motivata dalla necessità di realizzare un'opera pubblica unitariamente considerata, sebbene di ampie dimensioni, deve considerarsi una variante ad oggetto specifico per la quale il Comune ha l'obbligo di comunicazione di avvio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mento e di esame delle osservazioni presentate.
L'adozione di una variante al piano urbanistico comunale - pur di regola non soggetta all'onere di previa comunicazione dell'avvio del procedimento, secondo quanto prevede l'art. 13 della legge n. 241/1990 - è viceversa assoggettata al medesimo onere laddove concerna l'esecuzione di una precisa opera pubblica su di un'area ben individuata.
L'art. 11 del Testo unico delle espropriazioni riguarda le varianti al piano regolatore adottate per la realizzazione di una singola opera pubblica, e non le varianti generali, alle quali si applicano (cfr. art. 9 e art. 11, ultimo comma TU) le regole ordinarie sulle modalità di partecipazione degli interessati nelle fasi di adozione e approvazione degli strumenti urbanistici.
L'art. 11 DPR 327/2001 riguarda le varianti al piano regolatore adottate per la realizzazione di una singola opera pubblica e non le varianti generali, alle quali si applicano (cfr. art. 9 e art. 11 ultimo comma) le regole ordinarie sulle modalità di partecipazione degli interessati nelle fasi di adozione ed approvazione degli strumenti urbanistici.