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Timestamp: 2020-02-23 10:54:19+00:00
Document Index: 134409587

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 17', 'art, 6', 'art. 10', 'art. 40', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 11']

Testo: Titolo I
Norme per garantire il funzionamento
2. Allo scopo di contemperare l'esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, di cui al primo comma, la presente legge dispone le regole da rispettare e le procedure da seguire in caso di conflitto collettivo, per assicurare l'effettività, nel loro contenuto essenziale, dei diritti medesimi, in particolare nei seguenti servizi e limitatamente all'insieme delle prestazioni individuate come indispensabili ai sensi dell'art. 2;
a) per quanto concerne la tutela della vita, della salute, della libertà e della sicurezza della persona, dell'ambiente e del patrimonio storico artistico: la sanità; l'igiene pubblica; la protezione civile; la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani e di quelli speciali, tossici e nocivi; le dogane, limitatamente al controllo su animali e su merci deperibili; l'approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi; l'amministrazione della giustizia, con particolare riferimento ai provvedimenti restrittivi della libertà personale ed a quelli cautelari ed urgenti, nonché ai processi penali con imputati in stato di detenzione; i servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali;
1. Quando lo sciopero riguardi i servizi di trasporto da e per le isole, le imprese erogatrici dei servizi sono tenute a garantire, d'intesa con le organizzazioni sindacali e in osservanza di quanto previsto al secondo comma dell'art. 2, le prestazioni indispensabili per la circolazione delle persone nel territorio nazionale e per il rifornimento delle merci necessarie per l'approvvigionamento delle popolazioni, nonché per la continuità delle attività produttive nei servizi pubblici essenziali relativamente alle prestazioni indispensabili di cui all'art. 2, dandone comunicazione agli utenti con le modalità di cui al sesto comma dell'art. 2.
1. All'art. 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300, sono aggiunti, infine, i seguenti commi:
Qualora il comportamento antisindacale sia lesivo anche di situazioni soggettive inerenti al rapporto di impiego, le organizzazioni sindacali di cui al primo comma, ove intendano ottenere anche la rimozione dei provvedimenti lesivi delle predette situazioni, propongono il ricorso davanti al tribunale amministrativo regionale competente per territorio, che provvede in via di urgenza con le modalità di cui al primo comma. Contro il decreto che decide sul ricorso è ammessa, entro quindici giorni dalla comunicazione del decreto alle parti, opposizione davanti allo stesso tribunale, che decide con sentenza immediatamente esecutiva>>.
3. Le somme percepite ai sensi del primo comma sono devolute all'Istituto nazionale della previdenza sociale, gestione dell'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria.
4. Le sanzioni sono irrogate con decreto dalla stessa autorità che ha emanato l'ordinanza. Avverso il decreto è proponibile l'impugnazione ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge 24 novembre 1981, n.689.
per le relazioni sindacali nei servizi pubblici
6. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari a lire 2.300 milioni per ciascuno degli anni 1990, 1991 e 1992, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini del bilancio triennale 1990-1992, al capitolo 6856 dello stato di previsione del ministero del Tesoro per l'anno 1990 all'uopo utilizzando l'accantonamento <>. Il ministro del Tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
a) valuta, anche di propria iniziativa, l'idoneità delle prestazioni individuate ai sensi dei commi 1, secondo periodo e 2 dell'art. 2, a garantire il contemperamento dell'esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, di cui al primo comma dell'art. 1, e qualora non le giudichi idonee, sottopone alle parti una proposta sull'insieme delle prestazioni da considerarsi indispensabili. In caso di mancato accordo tra le parti sulle prestazioni medesime o sulle loro modalità di svolgimento, compie, su richiesta delle parti o di propria iniziativa, un tentativo di conciliazione e, in caso di esito negativo del medesimo, formula la propria proposta. Le parti devono pronunciarsi sulla proposta della Commissione entro quindici giorni dalla notifica; su richiesta congiunta delle parti interessate, la Commissione può inoltre emanare un lodo sul merito del conflitto;
b) esprime il proprio giudizio sulle questioni interpretative o applicative dei contenuti degli accordi di cui al secondo comma dell'art. 2, per la parte di propria competenza, su richiesta delle Commissioni di valutazione istituite da contratti o accordi collettivi o da codici di autoregolamentazione ovvero, qualora queste non siano state istituite, su richiesta congiunta dalle parti o di propria iniziativa. Nel caso in cui il servizio sia svolto con il concorso di una pluralità di amministrazioni ed imprese, formula alle parti interessate una proposta intesa a rendere omogenei i regolamenti di cui al comma 2 dell'art. 2, tenuto conto delle esigenze del servizio nella sua globalità;
c) su richiesta delle parti o di propria iniziativa, considerate anche le cause di insorgenza del conflitto, valuta il comportamento dei soggetti che proclamano lo sciopero, o vi aderiscono, rilevando eventuali inadempienze o violazioni, e segnalandole ai fini previsti dal terzo comma dell'art. 4;
d) formula la proposta di cui all'art. 14 e può indire le consultazioni previste dal medesimo articolo;
e) riferisce ai presidenti delle Camere, su richiesta dei medesimi o di propria iniziativa, sugli aspetti di propria competenza dei conflitti nazionali e locali relativi a servizi pubblici essenziali, valutando la conformità della condotta tenuta dai soggetti collettivi ed individuali, dalle amministrazioni e dalle imprese, alle norme di autoregolamentazione o alle clausole sulle prestazioni indispensabili; a tale scopo, nei casi di conflitto di particolare rilievo nazionale, può acquisire i termini economici e normativi della controversia e sentire le parti interessate, chiarendo gli aspetti che riguardano l'interesse degli utenti;
f) trasmette ai presidenti delle Camere, che li portano a conoscenza del Parlamento e del governo, e ne assicurano la divulgazione tramite i mezzi di informazione, gli atti e le pronunce di propria competenza.
Modifiche alla legge 29 marzo 1983, n. 93
1. All'art. 11 della legge 29 marzo 1983, n. 93, il comma quinto è sostituito dal seguente:
1. I commi ottavo e nono dell'art. 6 della legge 29 marzo 1983, n. 93, sono sostituiti dai seguenti:
Nei quindici giorni successivi all'emanazione del decreto del presidente della Repubblica di cui al comma precedente la Corte di Conti controlla la conformità del decreto alla pronuncia di cui al precedente comma e procede alla registrazione ai sensi del citato Testo unico, approvato con Rd. 12 luglio 1934, n. 1214, fatte comunque salve le disposizioni degli articoli 25 e seguenti del medesimo testo unico. Decorsi 15 giorni senza che sia intervenuta una pronuncia, il controllo si intende effettuato senza rilievi e il decreto diviene produttivo a tutti gli effetti>>.
2. In deroga all'art. 17, comma 1, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, per l'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica di cui al comma ottavo dell'art, 6 della legge 23 marzo 1983, n. 93, così come sostituito dal comma primo del presente articolo, non è previsto il parere del Consiglio di stato.
COMPARTO DEL PERSONALE DELLE REGIONI E DEGLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI DA ESSE DIPENDENTI, DEI COMUNI, DELLE PROVINCE, DELLE COMUNITA' MONTANE,
LORO CONSORZI O ASSOCIAZIONI. (ART. 4 D.P.R. 68/1986)
CGIL - CISL - UIL - CIDA - CISNAL - CISAL - CONFSAL - CONFEDIR.
CGIL/FUNZIONE PUBBLICA/ENTI LOCALI
CISL/FUNZIONE PUBBLICA/FIDEL
UIL/UNDEL.
Le sottoscritte organizzazioni sindacali allo scopo di regolamentare l'esercizio del diritto di sciopero nel Comparto del Personale delle Regioni e degli Enti Pubblici non Economici da esse dipendenti, dei Comuni, delle Province, delle Comunità Montane,loro Consorzi o Associazioni, individuato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 68/1986, assumono, ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988 n. 395, il presente codice di comportamento, tenute presenti anche le norme contenute nella legge n. 93/1983.
Il diritto di sciopero - sancito dall'art. 40 della Costituzione - costituisce diritto fondamentale di ciascun lavoratore. Esso si esercita nel rispetto delle disposizioni contenute all'art. 11, comma 5, della legge n. 93/1983, salvo quanto previsto dal successivo art. 3 e le modifiche legislative che dovessero intervenire.
Le organizzazioni sindacali si impegnano ad esercitare il diritto di sciopero secondo le modalità contenute nelle disposizioni successive.
Il presente codice non si applica - oltre che nei casi in cui fossero in gioco i valori fondamentali delle libertà civili e sindacali, della democrazia e della pace - nelle vertenze di carattere generale che interessano la generalità del mondo del lavoro.
Si conferma il termine di preavviso di giorni quindici di cui all'art. 11, comma 5, lettera a), della legge n. 93/1983.
Nel periodo che intercorre fra il giorno della proclamazione e la data dell'azione collettiva di astensione dal lavoro, si attiveranno le procedure di cui alle disposizioni contenute nel capo VI del decreto del Presidente della Repubblica n. 13/1986 e da quelle definite dal contratto di comparto; in ogni caso l'attivazione di tale procedura non interrompe i termini di preavviso dell'azione sindacale proclamata.
Sono escluse manifestazioni di sciopero nei periodi seguenti:
- cinque giorni prima e cinque giorni dopo la data di effettuazione delle consultazioni elettorali europee, nazionali, regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali e referendarie nazionali e locali;
- dal 23 dicembre al 7 gennaio;
- cinque giorni prima delle festività pasquali e tre giorni dopo;
- dal 10 al 20 agosto;
- tre giorni prima e tre giorni dopo la commemorazione dei defunti;
- il giorno di pagamento degli stipendi.
Scioperi proclamati o in corso di effettuazione saranno immediatamente sospesi in caso di avvenimenti eccezionali o di calamità naturali.
La titolarità a dichiarare, sospendere e revocare gli scioperi è di competenza delle strutture sindacali nazionali, regionali, territoriali, e aziendali del comparto contrattuale delle singole organizzazioni sindacali secondo regole interne di ciascuna organizzazione.
Il primo sciopero per qualsiasi tipo di vertenza, non può superare, anche nelle strutture complesse e organizzate per turni, la durata di una intera giornata di lavoro.
Ciascuno di quello successivo al primo - per la stessa vertenza - non potrà superare le due giornate di lavoro.
Nel caso di scioperi della durata inferiore alla giornata, lo sciopero si svolge in un unico e continuativo periodo riferito a ciascun turno di lavoro.
La proclamazione dello sciopero di competenza delle strutture nazionali va comunicata:
- alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica;
- alle associazioni degli enti;
- ai rappresentanti degli enti;
- ai rappresentanti delle Regioni.
Per tutti gli altri livelli di competenza la proclamazione dello sciopero va comunicata alle rispettive controparti interessate.
Alla cittadinanza va data notizia all'atto stesso della proclamazione di sciopero, divulgando anche per iscritto i motivi ed i contenuti dell'azione collettiva.
La effettuazione di ogni azione di autotutela collettiva deve aver riguardo alla sicurezza dei cittadini, dei dipendenti, degli impianti e dei mezzi a disposizione delle pubbliche amministrazioni.
Saranno assicurate condizioni di funzionalità delle attività che incidono sui bisogni essenziali degli utenti.
A tal fine saranno assicurati - a cura dell'amministrazione competente - con appositi presidi costituiti da lavoratori esonerati dalla partecipazione allo sciopero, i servizi essenziali nei settori nei quali si rivela impossibile, senza grave giudizio per gli utenti, la sospensione totale delle attività.
L'applicazione concreta di dette norme e demandata ad accordi tra le parti a livello decentrato.
Il presente codice, vincola le strutture sindacali a tutti i livelli, di ciascuna organizzazione firmataria del presente protocollo e i lavoratori ad essa iscritti.
Ogni comportamento difforme, costituisce violazione degli statuti ed è come tale, soggetto alle relative sanzioni.
CONFED. SINDACALI ------------- ORGANIZZAZ. SINDACALI
C.G.I.L. ___________________ CGIL-FUNZIONE PUBBLICA-ENTI LOCALI
C.I.S.L. ___________________ CISL-FUNZIONE PUBBLICA-FIDEL
U.I.L. _____________________ UIL-UNDEL
PARTE PUBBLICA - SINDACATI
Le parti si impegnano a concordare nel prosieguo della trattativa del comparti "Regioni - Enti Locali" per il triennio 1988-90 un sistema di "Relazioni Sindacali" da considerarsi parte necessaria e complementare della disciplina relativa alle norme di "Garanzia del Funzionamento dei Servizi Pubblici Essenziali" in ordine a:
a) Tempi, modalità, procedure di recepimento e applicazione dell'accordo in tutti gli enti del comparto;
b) Tempi e procedura per la contrattazione decentrata;
c) Forme di verifica al fine di risolvere eventuali casi di inadempienza.
DICHIARAZIONE DI IMPEGNO DELLA PARTE PUBBLICA
La Parte Pubblica - preso atto delle norme intese a garantire la continuità delle prestazioni indispensabili per assicurare il rispetto dei valori e diritti costituzionalmente tutelati e preso atto della presentazione da parte delle Confederazioni ed Organizzazioni Sindacali del codice unificato di autoregolamentazione dell'esercizio del diritto di sciopero nel Comparto del Personale delle Regioni e degli Enti Pubblici non Economici da esse dipendenti, dei Comuni, delle Province, delle Comunità Montane, loro Consorzi o Associazioni - si impegna all'osservanza delle seguenti norme di comportamento:
1) realizzare ed attuare nella loro interezza, e nell'osservanza dei termini prescritti, le norme risultanti dagli accordi di comparto e decentrati riguardanti il personale del Comparto "Regioni-Enti Locali";
2) intrattenere corrette relazioni sindacali definite nell'accordo di Comparto, anche ricercando preventivamente tutti gli strumenti più idonei per comporre le controversie al fine di evitare agitazioni pregiudizievoli del corretto funzionamento sei servizi demandati alle Amministrazioni ricomprese nel Comparto "Regioni-Enti Locali";
3) demendare alle valutazioni della istituenda Commissione per le relazioni sindacali nei servizi pubblici l'eventuale comportamento della Parte Pubblica difforme dagli impegni di cui ai punti precedenti e convocare, entro 10 giorni dal giudizio di difformità, le Organizzazioni Sindacali firmatarie dell'Accordo per valutare eventuali danni provocati dai comportamenti difformi delle Amministrazioni;
4) escludere dai procedimenti contrattuali di comparto e decentrati le Confederazioni e le Organizzazioni sindacali che adottino comportamenti in violazione dei codici di autoregolamentazione dell'esercizio del diritto di sciopero.