Source: https://www.rivista231.it/Legge231/Pagina.asp?Id=181
Timestamp: 2019-05-23 02:43:30+00:00
Document Index: 123842561

Matched Legal Cases: ['art. 185', 'art. 501', 'art. 2628', 'art. 138', 'art. 181', 'art. 5', 'art. 181', 'art. 8', 'art. 2637', 'art. 37', 'art. 184', 'art. 180', 'art. 501', 'art. 181']

I REATI DI MARKET ABUSE - II° PARTE - di Gian Giacomo Sandrelli, Consigliere Corte di Cassazione
4. La Manipolazione del mercato (art. 185).
"1. Chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, e' punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni.
2. Il giudice puo' aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensivita' del fatto, per le qualita' personali del colpevole o per l'entita' del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare inadeguata anche se applicata nel massimo."
4.1. Premessa.
Gli abusi di mercato sottesi dalla norma si caratterizzano per una deviazione dai normali rischi finanziari a cui vanno incontro gli investitori mobiliari, risultato ottenuto con espedienti che non sono ritenuti ammissibili nel nostro (ed altri) ordinamento in quanto determinano un vantaggio che altera il profilo dell'alea contrattuale. Con l'esito di arricchimenti ingiustificabili agli occhi del risparmiatore ed anche del professionista che pure – all'interno di parametri più avveduti – consiglia ai propri clienti possibili proficui investimenti (o meno rovinosi rimedi di pregresse sfortunate operazioni).
Si tratta di reati che tutelano certamente l'ordine economico e che, calati ella specifica realtà, vengono a proteggere i beni a cui immediatamente si riferiscono, come il patrimonio societario, ovvero il regolare formarsi del prezzo dei beni o, ancora, il corretto andamento del mercato mobiliare, nel nostro caso.
In questo senso essi si apparentano, quali specificazioni, alla fattispecie che ha trovato grande simpatia presso il legislatore, il quale – sino alla riforma dei reati societari (D. L.vo 61/02) – aveva elargito un po' dovunque, adattate al caso di specie, questa figura incriminatrice (art. 501 cod. pen., art. 2628 cod. civ., art. 138 TU. Bancario; art. 181 TU finanza). Che, al contempo, aveva sorpreso in un sonno operativo le procure della Repubblica le quali, con strema esitazione, aveva contestato il delitto.
Ultimamente, però, esempi di cronaca giudiziaria, attestano lì'importanza della norma in discorso, soprattutto per la sua estesa latitudine repressiva, la vaghezza per più aspetti dei parametri di divieto sulla condotta, la natura di reato di pericolo, caratteristiche che, nel campo del reato economico, risulta tendenialmente sempre più circoscritte.
E' una particolare forma di aggiotaggio, introdotta dall'art. 5 della legge 157/91, riformulata dall'art. 181 TUF, di poi abrogata dall'art. 8, d.lgs. 11 aprile 2002, n. 61 che la inglobava nell'art. 2637 c.c.
La riforma – disfacendo il vecchio sistema – ripropone, di poco variandola, la specifica disposizione per il mercato mobiliare e, al contempo, ridisegna i contorni della norma penal/societaria (in attesa, forse, di un'ulteriore prospettazione normativa, ove arrivasse in porto l'approvazione del ddl. 5294/05 Camera, "a tutela del risparmio", art. 37).
In ogni caso, rispetto alle limitrofe fattispecie di aggiotaggio, la norma si qualifica come speciale, per i connotati oggettivi e di condotta che la contrassegnano.
L'attuale testo registra
- un'invariata assenza di connotazione specializzante dei soggetti ("chiunque"). Trattasi di una connotazione assai più lasca ed ampia rispetto a quanto previsto per l'art. 184. Infatti, non è stabilito che l'autore appartenga alla società emittente, né che da essa dipenda né che con essa collabori, ecc., poiché ciò che rileva in via esclusiva è la tipologia dell'oggetto materiale su cui cade l'azione illecita, gli "strumenti finanziari" di cui all'art. 180, lett. a) e b), i quali possono risultare emessi anche da diverso organismo rispetto a quello per cui opera il soggetto della manipolazione;
- e semplifica il profilo della condotta, articolata (con evidente derivazione dall'art. 501 cod. pen.) in due diverse modalità attuative:
4.2. La diffusione di notizie.
Il comportamento risulta immutato rispetto al vecchio art. 181, se non per l'accezione un po' più ampia di "diffonde" rispetto al "divulga" ora abrogato, ma che chiaramente priva di rilievo l'informazione diretta ad uno o a pochi destinatari.
La condotta di diffusione sottende il propalare in qualsiasi modo (a mezzo stampa, di televisione, via internet, con comunicati, in conferenze stampa, con interviste, ecc.) una (o più) notizie. Vuol, cioè, dire il far giungere il messaggio ad un novero esteso di destinatari, già determinati o (più spesso) indeterminabili, per numero specie, soggettività.
Non "diffonde", pertanto, la notizia chi la rivela ad una o ad assai poche persone.
O, ancora, la rivela a terzi con l'intesa della riservatezza al di fuori della cerchia a cui è immediatamente rivolta.
O, infine, non la "diffonde", se la diffusione si attua per fatto ad egli non imputabile, come nel caso che la notizia sia vergata per iscritto dal soggetto e del manoscritto venga in possesso un organo di informazione, fuori dal volere del redattore.
Per converso e per il meccanismo del cd. "dolo eventuale" (chiaramente soggetto a prova rigorosa) difficilmente potrà difendersi chi abbia inviato il messaggio ad un giornalista sperando che egli non ne faccia una divulgazione.
Oggetto materiale é la "notizia", un messaggio a contenuto determinato (riportante un fatto oggettivo, non un'opinione o un giudizio, ma anche una previsione purchè portatrice di dati obiettivi), non necessariamente a sfondo economico (requisito non richiesto dalla norma), ma relativo a qualsiasi evento connesso alle sorti della società emittente o dello strumento finanziario (sì che potrebbe anche ipotizzarsi l'illecito in informazioni pubblicitarie palesemente mendaci, quanto apparentemente attendibili).
La dottrina vi annovera anche la smentita di un dato vero. Connotata da un contenuto determinabile, anche per relationem, tale da escludere risposte evasive o prive di reale contenuto informativo, come il "no comment".
La "notizia" non nec.....