Source: https://lexscripta.it/codici/codice-procedura-civile/articolo-391-bis/storia
Timestamp: 2018-10-23 12:56:49+00:00
Document Index: 84587597

Matched Legal Cases: ['art. 391', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Nuovo art. 391-bis c.p.c. modificato e aggiornato al 2018 | Lexscripta
Codici Codice di Procedura Civile Libro II Titolo III Art. 391-bis Storia
Storico delle modifiche apportate all'articolo 391-bis Codice di Procedura Civile aggiornato al 2018
Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 391-bis c.p.c. ( Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione.) da ultimo modificato con D.L. 31 agosto 2016, n. 168 convertito con modificazioni dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197 (in G.U. 29/10/2016, n. 254)., aggiornato al 2018.
Atto di modifica: D.L. 31 agosto 2016, n. 168 convertito con modificazioni dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197 (in G.U. 29/10/2016, n. 254). Entrata in vigore: 31/08/2016
Se la sentenza o l'ordinanza pronunciata ai sensi dell'articolo 375, primo comma, numeri 4) e 5), [pronunciata] dalla Corte di cassazione è affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'articolo 287 ovvero da errore di fatto ai sensi dell'articolo 395, numero 4), la parte interessata può chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli articoli 365 e seguenti da notificare entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione della sentenza, ovvero di un anno dalla pubblicazione della sentenza stessa.
In caso di impugnazione per revocazione della sentenza della Corte di cassazione non è ammessa la sospensione dell'esecuzione della sentenza passata in giudicato, né è sospeso il giudizio di rinvio o il termine per riassumerlo.
Se la sentenza o l'ordinanza pronunciata dalla Corte di cassazione è affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'articolo 287, ovvero da errore di fatto ai sensi dell'articolo 395, numero 4), la parte interessata può chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli articoli 365 e seguenti. La correzione può essere chiesta, e può essere rilevata d'ufficio dalla Corte, in qualsiasi tempo. La revocazione può essere chiesta entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione ovvero di sei mesi dalla pubblicazione del provvedimento.
Sulla correzione la Corte pronuncia nell'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 380-bis, primo e secondo comma.
Sul ricorso per revocazione, anche per le ipotesi regolate dall'articolo 391-ter, la Corte pronuncia nell'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 380-bis, primo e secondo comma, se ritiene l'inammissibilità, altrimenti rinvia alla pubblica udienza della sezione semplice.