Source: http://operepubbliche.blogspot.com/2009/05/
Timestamp: 2019-12-06 08:17:14+00:00
Document Index: 85903360

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4', 'art. 5', 'art. 68', 'art. 29', 'art. 92', 'art. 61', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 24', 'art.46', 'art.46', 'sentenza ']

opere pubbliche: maggio 2009
Il concetto di benessere ambientale individua un rapporto di equilibrio termico tra l’uomo e l’ambiente. Il raggiungimento di questa condizione di equilibrio è determinata da diverse variabili relative all’ambiente e riconducibili ai parametri di temperatura, umidità, rumorosità e purezza dell’aria, che vanno mantenuti entro campi di tolleranza ben definiti.
I sistemi di climatizzazione, dovendo gestire queste variabili in modo tale da garantire condizioni di benessere ottimali, indipendentemente dalle condizioni esterne, sono, pertanto assoggettati a specifiche normative.
Si riassumono nel seguito le principali norme UNI, attualmente valide per gli impianti in argomento:
UNI EN 14511-1:2008 Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti - Parte 1: Termini e definizioni
La norma, entrata in vigore il 10/07/2008, specifica i termini e le definizioni per la classificazione e la prestazione dei condizionatori raffreddati ad aria e ad acqua, dei refrigeratori di liquido e delle pompe di calore aria/aria, acqua/aria, aria/ acqua e acqua/acqua con compressore elettrico utilizzati per il riscaldamento e/o il raffrescamento degli ambienti. La norma non si applica in modo specifico alle pompe di calore per l'acqua calda sanitaria, sebbene alcune definizioni possano esservi applicate.
UNI EN 14511-2:2008 Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti - Parte 2: Condizioni di prova
La norma, entrata in vigore il 10/07/2008, specifica le condizioni di prova
per la classificazione dei condizionatori raffreddati ad aria e ad acqua, dei refrigeratori di liquido e delle pompe di calore aria/aria, acqua/ aria, aria/acqua e acqua/acqua con compressore elettrico utilizzati per il riscaldamento e/o il raffrescamento degli ambienti.
UNI EN 14511-3:2008 Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti - Parte 3: Metodi di prova
La norma, in vigore dal 10/07/2008, specifica i metodi di prova per la classificazione e la prestazione dei condizionatori raffreddati ad aria e ad acqua, dei refrigeratori di liquido e delle pompe di calore aria/aria, acqua/aria, aria/ acqua e acqua/acqua con compressore elettrico utilizzati per il riscaldamento e/o il raffrescamento degli ambienti.
UNI EN 14511-4:2008 - Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti - Parte 4: Requisiti
La norma, in vigore dal 10/07/2008, specifica i requisiti minimi per garantire l'idoneità dei condizionatori, delle pompe di calore e dei refrigeratori di liquido con compressore elettrico per l'impiego previsto dal fabbricante, quando sono utilizzati per il riscaldamento e/o il raffrescamento degli ambienti.
UNI EN 12102:2008 Condizionatori d'aria, refrigeratori di liquido, pompe di calore e deumidificatori con compressori elettrici, per il riscaldamento e il raffrescamento di ambienti - Misurazione del rumore aereo - Determinazione del livello di potenza sonora
La norma entrata in vigore il 18/09/2008, stabilisce i requisiti per determinare con un metodo normalizzato il livello di potenza sonora emessa all'esterno da condizionatori, pompe di calore, refrigeratori di liquido con compressori elettrici, utilizzati per riscaldamento e/o raffrescamento di ambienti. Sono inclusi anche sistemi multisplit raffreddati ad acqua, descritti nella UNI EN 14511 ed i deumidificatori con compressore elettrico descritti nella norma UNI EN 810:1999. La norma tratta unicamente la misurazione del rumore aereo.
UNI EN 15218:2007 Condizionatori e refrigeratori di liquido con condensatore evaporativo e compressore elettrico per raffreddamento degli ambienti - Termini, definizioni, condizioni di prova, metodi di prova e requisiti
La norma entrata in vigore1l 10/05/2007, specifica i termini, le definizioni, le condizioni di prova, i metodi di prova ed i requisiti per valutare le prestazioni dei condizionatori d'aria e refrigeratori di liquido con compressore elettrico e condensatore evaporativo utilizzati per il raffreddamento degli ambienti. Il condensatore evaporativo è raffreddato da aria e dall'evaporazione di acqua esterna aggiuntiva. L'alimentazione di acqua esterna aggiuntiva è garantita da un apposito circuito o da un serbatoio.
UNI 11135:2004 Condizionatori d'aria, refrigeratori d'acqua e pompe di calore - Calcolo dell'efficienza stagionale
La norma, in vigore dal novembre 2004, fornisce un metodo per la determinazione dell'efficienza stagionale delle macchine a ciclo inverso a compressione di vapori, quali condizionatori, gruppi refrigeratori e pompe di calore ad azionamento elettrico o con motore a combustione interna.
Etichette: Collaudo, impianti, norme UNI
Documentazione di gara. Autorità - parere n. 53/2009
L’Autorità per la vigilanza si è recentemente espressa in merito alla legittimità di un provvedimento di esclusione disposto nei confronti di un concorrente che, nella presentazione della documentazione di partecipazione alla gara per l’affidamento dei lavori di costruzione di una strada comunale, non aveva rispettato le prescrizioni formali previste dal disciplinare di gara; in particolare la Stazione appaltante aveva escluso il concorrente per aver prodotto un certificato della Camera di Commercio non in originale così come richiesto del disciplinare di gara, ma in copia con autentica notarile. In particolare, tra i documenti era espressamente richiesto a pena di esclusione: Certificato di iscrizione alla Camera di Commercio rilasciato nel periodo di pubblicazione del presente invito riportante le annotazioni relative alla situazione “Fallimentare” e “Antimafia”. Si precisa che non è ammessa in alcun caso l’autocertificazione di detto documento in quanto lo stesso è strettamente necessario ed indispensabile acquisirlo in forma originale onde procedere all’aggiudicazione definitiva e alla consegna dei lavori sotto riserva in tempi strettissimi per rispettare i termini ripartiti dalla Regione Campania.
Dopo avere richiamato la più recente giurisprudenza sull’argomento l’Autorità, nel suo parere n. 53 del 23 aprile 2009, ha affermato che qualora il bando commini espressamente l’esclusione dalla gara in conseguenza di determinate prescrizioni, l’amministrazione è tenuta a dare precisa e incondizionata esecuzione a dette prescrizioni, restando preclusa all’interprete ogni valutazione circa la rilevanza dell’inadempimento, la sua incidenza sulla regolarità della procedura selettiva e la congruità della sanzione contemplata nella lex specialis, alla cui osservanza la stessa amministrazione si è autovincolata al momento del bando. In riferimento, poi alla motivazione addotta dal concorrente a giustificazione del proprio operato e cioè di avere prodotto il certificato CC.I.A.A. in originale per partecipare ad un’altra procedura di gara indetta dal medesimo Comune - le cui operazioni si sarebbero svolte il giorno antecedente a quello fissato per l’espletamento delle operazioni relative alla procedura in questione- ha affermato che non è ammissibile che un documento prodotto ai fini della partecipazione ad una gara possa essere utilizzato, richiamandolo, anche per la partecipazione ad altre procedure. Leggi il resto dell'articolo..
Conversione in legge del D.L. n. 39/2009. Norme Tecniche per le Costruzioni – periodo transitorio fino al 30 giugno 2009
È stato convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile.
Con riguardo alle norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008, la nuova legge prevede che la scadenza del periodo transitorio, precedentemente fissata al 30 giugno 2010, venga anticipata al 30 giugno 2009, termine entro cui sarà possibile applicare anche la normativa tecnica precedente. A partire dal 1° luglio 2009, pertanto, diverranno pienamente operative le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni
Quanto sopra è stato reso possibile grazie a un emendamento al disegno di legge n. 1534, di conversione del D.L. 39/2009, che, con il comma 1, riduce di un anno il periodo transitorio, prorogato al 30 giugno 2010 per effetto del D.L. n. 207/2008 (c.d. decreto milleproroghe) convertito nella legge n. 14/2009.
Con lo stesso emendamento (comma 2), viene resa priva di effetti la recente previsione normativa (art. 5, comma 1-bis, del D.L. n. 5/2009, convertito nella Legge 9 aprile 2009, n. 33) in base alla quale era già stata stabilita l’ entrata in vigore al 30 giugno 2009 delle sole norme tecniche relative all'acciaio B450A e B450C, di cui al paragrafo 11.3.2. del D.M. 14 gennaio 2008.
Per altre notizie sulle nuove norme tecniche per le costruzioni vedi gli articoli pubblicati in data
Specifiche tecniche nelle documentazioni di gara – Autorità, parere n. 36/2009
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture con parere n. 36 del 11 marzo 2009, si è espressa, in merito al divieto di indicare nelle documentazioni di gara specifiche tecniche che possano individuare univocamente un prodotto o un produttore.
Il Codice dei contratti (D. Lgs. n. 163/2006) al comma 13 dell’articolo 68 prevede, infatti, che a meno di non essere giustificate dall'oggetto dell'appalto, le specifiche tecniche non possono menzionare una fabbricazione o provenienza determinata o un procedimento particolare né far riferimento a un marchio, a un brevetto o a un tipo, a un'origine o a una produzione specifica che avrebbero come effetto di favorire o eliminare talune imprese o taluni prodotti. L’Autorità, ha pertanto ritenuto, in considerazione - anche - del secondo periodo del citato comma 13, che… le caratteristiche tecniche operative della documentazione di gara che contengano l’indicazione di marchi specifici e non riportino la espressione “o equivalente”, sono da ritenersi in violazione dell’art. 68 del D.Lgs. 163/2006 e che la ratio legis sottesa alla disposizione in commento … consiste nell’evitare che la previsione di brevetti, ovvero la definizione di specifiche tecniche che menzionino una fabbricazione o provenienza determinata, determinino un ostacolo alla libera circolazione delle merci, mediante l’imposizione di particolari caratteristiche dei prodotti o dei servizi che implicano un determinato processo produttivo ovvero una determinata provenienza.
In sostanza in questo recente parere l’Autorità ha sostanzialmente ribadito quanto già affermato nei pareri n. 51 del 10 ottobre 2007, n. 97 del 9 aprile 2008 e n. 202 del 31 luglio 2008.
Valutazione rischi da fulminazione - D.Lgs n. 81/2008 e CEI EN 62305
L’articolo 84 del D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 prevede espressamente che il datore di lavoro deve provvedere affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini con sistemi di protezione realizzati secondo le norme di buona tecnica. Le specifiche norme di buona tecnica sono state recentemente modificate e quelle attualmente in vigore, in alcuni casi, prevedono l’adozione di sistemi di protezione non richiesti dalle precedenti norme tecniche. Inoltre, a norma del comma 3 dell’articolo 29, la valutazione dei rischi e la redazione del correlato documento, devono essere rielaborati in relazione al grado di evoluzione della tecnica.
La norma di riferimento è, infatti, costituita dalla CEI EN 62305 (CEI 81-10, in vigore dal giugno 2006); in particolare nella parte seconda "Protezione contro i fulmini. Principi generali”; viene indicata la procedura per la determinazione del rischio dovuto a fulmini a terra in una struttura o in un servizio. Dal settembre 2008, è stata introdotta la variante CEI 81-10;V1, che modificando la norma base, impone che la valutazione del rischio venga eseguita per tutte le strutture in conformità alla Norma CEI EN 62305, così come recentemente modificata, individuando, quindi, le misure di protezione necessarie a ridurre il rischio, a valori non superiori a quello ritenuto tollerabile dalla norma stessa.
L’applicazione di una norma più restrittiva, permetterà di conseguire un maggiore grado di sicurezza rispetto al passato.
DURC - Circolare Ministero del Lavoro 1 aprile 2009 n. 10
Con circolare 1 aprile 2009 n. 10 il Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali ha fornito specifiche informazioni in merito alle modalità di invio telematico delle autocertificazioni relative alla “ non commissione degli illeciti ostativi al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva, ovvero al decorso dei tempi previsti per ciascun illecito dal Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007” tramite apposito modello disponibile sul sito www.lavoro.gov.it . A tale riguardo l’articolo 9, comma 3, del citato decreto prevede appunto che “ai fini della procedura di rilascio del DURC l'interessato e' tenuto ad autocertificare l'inesistenza a suo carico di provvedimenti, amministrativi o giurisdizionali, definitivi in ordine alla commissione delle violazioni di cui all'allegato A ovvero il decorso del periodo indicato dallo stesso allegato relativo a ciascun illecito”.
L’allegato A, riporta in corrispondenza ad ogni violazione il corrispondente periodo di non rilascio del DURC.
L’utilizzo di tale procedura è subordinata alla possibilità di avvalersi della firma digitale certificata dai soggetti di cui all’elenco CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione) di cui art. 29 comma 1 del d.lgs.7 marzo 2005 n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale).
La complessità delle problematiche connesse al documento unico di regolarità contributiva (DURC) ha, recentemente, indotto il Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali ad inserire nel suo sito istituzionale (www.lavoro.gov.it ) una apposita Sezione nella quale, è possibile consultare le norme specifiche e le circolari del Ministero nonché comunicazioni, pareri e circolari degli enti interessati al rilascio del documento (INPS, INAIL, Casse Edili) ed, inoltre, i pareri espressi dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e gli interpelli relativi a specifici quesiti posti da parte di enti territoriali, enti pubblici nazionali, nonché organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative e dai consigli nazionali degli ordini professionali. Leggi il resto dell'articolo..
Dopo avere puntualizzato che l’incentivo per la progettazione ha la finalità di accrescere l’efficienza e l’efficacia degli uffici tecnici preposti a tale ramo d’amministrazione ed in secondo luogo che l’incentivo è direttamente funzionalizzato al risultato, ossia all’effettivo adempimento del concreto compito affidato ai vari soggetti potenziali beneficiari della ripartizione della somma, la Corte dei Conti ha affrontato l’argomento con riferimento alle attività iniziate prima del 1 gennaio 2009 e che proseguono oltre tale data, affermando che in tali situazioni “ la stazione appaltante, per i compensi da pagare dal 1° gennaio 2009, per la parte residua dello stanziamento utilizzabile, ossia quello al netto delle somme pagate per le attività compiute fino al 31 dicembre 2008, dovrà rimodulare la somma da ripartire e la conseguente misura del beneficio, secondo le nuove disposizioni.” e ha quindi interpretato la disposizione contenuta nel comma 7-bis del D.L. 112/2008, (convertito dalla legge n.133/2008), nel senso che il quantum del diritto al beneficio, quale spettante sulla base della somma da ripartire nella misura vigente al momento in cui questo è sorto, ossia al compimento delle attività incentivate, non possa essere modificato per effetto di norme che riducano per il tempo successivo l’entità della somma da ripartire, per cui i compensi erogati dal 1 gennaio 2009, ma relativi ad attività realizzate prima di tale data, restano assoggettati alla previgente disciplina, ossia a quella contenuta nell’art. 92 – comma 5 – del Codice dei contratti pubblici, prima della modifica apportata con il comma 7 bis – aggiunto all’art. 61 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Leggi il resto dell'articolo..
Trattativa privata - sentenza TAR Puglia n. 173/2009
Il TAR Puglia – Seconda Sezione di Lecce si è recentemente pronunciato sull’annullamento di una delibera con la quale erano stati affidati, a trattativa privata, alcuni lotti successivi all’esecuzione di un primo lotto per la realizzazione di una fognatura. In pratica anche in presenza delle condizioni che avrebbero consentito l’affidamento dei lotti successivi all’appaltatore aggiudicatario dei lavori del primo lotto, la Stazione appaltante aveva optato per l’affidamento mediante licitazione privata.
In particolare il Tar ha evidenziato che ... costituendo la trattativa privata ipotesi del tutto eccezionale, l'amministrazione appaltante è libera di indire una gara pubblica, pur quando si verifichino in astratto presupposti per aggiudicare i lavori mediante trattativa privata, senza neanche indicare le ragioni di tale scelta, rientrando ciò nelle scelte ordinarie dell'amministrazione che l'ordinamento considera di per sè preferibili (Consiglio Stato , sez. IV, 10 giugno 2004 , n. 3721) , piuttosto, al contrario, è la scelta della P.A. di procedere a trattativa privata che và adeguatamente motivata in ordine alla sussistenza dei presupposti specifici legali che di volta in volta la giustificano; mentre, qualora l'amministrazione si orienti per la gara pubblica, non occorreaddurre alcuna giustificazione, rientrando ciò nelle opzioni normali che l'ordinamento considera di per sé preferibili, anche quando si verifichino in astratto , i presupposti per aggiudicare l'affare mediante procedura negoziata (cfr. ex plurimis Cons. Stato, sez. V, 16 gennaio 2002, n. 224; sez. V, 18 settembre 1998, n. 1312; sez. VI, 16 novembre 1993, n. 854).
Difatti, mentre la gara pubblica rispetta i principi di trasparenza, efficienza e buon andamento cui le PP.AA. devono uniformare il proprio agere, la trattativa privata risulta ipotesi del tutto eccezionale alla quale è possibile, e non già doveroso, ricorrere ove ricorrano tutti i presupposti previsti dalla legge( art. 41 R.D. 23.5.1924 n. 827 ed art. 24 L. 11.2.1994 n. 109, art.46 L.R. 27/85)
Peraltro, deve ritenersi che non sussiste un obbligo a carico della P.A. di affidare determinati lavori a trattativa privata sia pure ove sussistano i presupposti per l’applicazione dell’art.46 L.R. Puglia 16.5.1985 n. 27, atteso che tale norma attribuisce la facoltà, e non già l’obbligo di procedere a trattativa privata nei casi ivi indicati e ciò lo si evince facilmente dal contesto della normativa citata la quale nell’usare il termine “ si può procedere all'affidamento dei lavori a trattativa privata quando…” attribuisce alla P.A. un’ampia discrezionalità nella scelta di tale opzione , purchè ricorrano tutti i presupposti ivi indicati.
Sulla base delle precedenti considerazioni, con sentenza 31 gennaio 2009 n. 173 il Tar ha quindi respinto il ricorso presentato dalla impresa aggiudicataria del 1 lotto ribadendo la regola generale da rispettare è in sostanza quella della gara ad evidenza pubblica, in grado di il rispetto dei principi di trasparenza, efficienza e buon andamento.
Aggiornamento sul regolamento del Codice dei Contratti
A lenti passi procede il complesso iter approvativo del nuovo regolamento di esecuzione e attuazione del Codice dei Contratti. Infatti dopo il parere, con osservazioni, reso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici il 19 dicembre 2008, il parere con proposte emendative reso il 22 gennaio 2009 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province nonché quello reso con osservazioni dalla Conferenza unificata Stato -Regioni in data 25 marzo 2009, si registra il recente parere del ministero dell’Economia e Finanze.
A questo punto mancarebbe ancora il parere del Ministero dell’Ambiente, che dovrebbe pervenire a breve, poi il testo deve essere trasmesso al Consiglio di Stato, che dovrà pronunciarsi entro 45 giorni. A questo punto il testo dovrà essere adeguato alle osservazioni intervenute e finalmente inoltrato al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione.
I tempi, quindi, non si profilano brevi e in considerazione che l’entrata in vigore è fissata dopo 180 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale, è presumibile la concreta applicazione del regolamento non possa avvenire prima della primavera 2010
Si fa presente che la materia relativa alla qualificazione delle imprese, è stata riproposta al Titolo III “Sistema di qualificazione e requisiti per gli esecutori dei lavori” dello schema di regolamento di esecuzione e attuazione del Codice, ove è prevista, tra l’altro, l’abrogazione del d.P.R. n. 34/2000. Leggi il resto dell'articolo..