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Timestamp: 2020-06-03 02:54:48+00:00
Document Index: 140695098

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 1322', 'art. 1815', 'art. 644', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 1182', 'art. 20', 'art. 644', 'art. 19', 'art. 1']

Atto di diritto civile - Formazione Giuridica
Formazione Giuridica > Atto di diritto civile
Art. 1182, comma 3 sulla disciplina circa pattuizione di interessi ultralegali
Art. 1284, comma 3, sulla necessaria forma scritta nella pattuizione di interessi ultralegali
Artt. 1939 e 1945 in tema di fideiussione, sulle eccezioni proponibili
Art. 1322, comma 2, sul giudizio di meritevolezza degli interessi nei contratti atipici
Art. 1815, comma 2, c.c., art. 644 c.p., art. 1, D.L. n. 394/2000, art. 19, paragrafo 2, della direttiva 2008/48/CE sulla nozione di usura rilevante
Artt. 18 e 20 c.p.c. sui fori territorialmente competenti
Cass. Civ., sez. III, 22/11/2001, n. 14852: Ai fini della determinazione della competenza territoriale ex art. 20 c.p.c., il locus destinate solutionis dell’obbligazione del fideiussore si identifica con il luogo in cui deve essere eseguita l’obbligazione garantita, in quanto le modalità di adempimento di quest’ultima si estendono, salva diversa previsione del titolo, al debito fideiussorio.
Cass. Civ., sez. VI, ord. 18/4/2014, n. 9028: Ai fini dell’individuazione del giudice territorialmente competente, occorre avere riguardo ai fatti per come prospettati dall’attore, attenendo al merito l’accertamento della fondatezza delle contestazioni formulate dal convenuto e dovendosi tenere separate le questioni concernenti il merito della causa da quelle relative alla competenza.
Cass. Civ., Sez. Un., 18/2/2010, n. 3947: Il contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag), espressione dell’autonomia negoziale ex art. 1322 c.c., ha la funzione di tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione gravante sul debitore principale, che può riguardare anche un fare infungibile (qual è l’obbligazione dell’appaltatore), contrariamente al contratto del fideiussore, il quale garantisce l’adempimento della medesima obbligazione principale altrui (attesa l’identità tra prestazione del debitore principale e prestazione dovuta dal garante); inoltre, la causa concreta del contratto autonomo è quella di trasferire da un soggetto ad un altro il rischio economico connesso alla mancata esecuzione di una prestazione contrattuale, sia essa dipesa da inadempimento colpevole oppure no, mentre con la fideiussione, nella quale solamente ricorre l’elemento dell’accessorietà, è tutelato l’interesse all’esatto adempimento della medesima prestazione principale. Ne deriva che, mentre il fideiussore è un “vicario” del debitore, l’obbligazione del garante autonomo si pone in via del tutto autonoma rispetto all’obbligo primario di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita, perché non necessariamente sovrapponibile ad essa e non rivolta all’adempimento del debito principale, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto mediante il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore
Cass. Civ., sez. I, 31/7/2015, n. 16213: Al fine della configurabilità del contratto autonomo di garanzia è decisiva l’esclusione della legittimazione del debitore principale a chiedere al garante di opporre al creditore garantito le eccezioni nascenti dal rapporto principale, in deroga, quindi, alla disciplina legale dell’obbligazione fideiussoria tipica e accessoria di quella principale, in cui il fideiussore ha l’onere di preavvisare il debitore principale che intende procedere al pagamento allo scopo di metterlo in condizione di fare tempestiva opposizione, ove sussistano idonee ragioni da eccepire al creditore opponibili al fideiussore che abbia pagato senza osservare l’onere del preavviso.
Cass. Civ., sez. I, 9/1/2013, n. 5286: Ai fini dell’applicazione dell’art. 1815 c.c. e dell’art. 644 c.p., si considerano usurari gli interessi che superano il limite stabilito nella legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo, e quindi anche a titolo d’interessi moratori.
Trib. Reggio Emilia, sez. II, 24/2/2015: è necessario siano non usurari sia il tasso corrispettivo, sia il tasso moratorio concretamente applicati; ma in tutta evidenza, irrilevante ai fini dello scrutinio sull’usura è la sommatoria del tasso corrispettivo e del tasso usurario, atteso che detti tassi sono dovuti in via alternativa tra loro, e la sommatoria rappresenta un ‘non tasso’ od un ‘tasso creativo’, in quanto percentuale relativa ad interessi mai applicati e non concretamente applicabili al mutuatario
In tema di determinazione della competenza territoriale, infatti, l’art. 20 c.p.c., accanto al foro generale del convenuto di cui all’art. 18 c.p.c., offre in via aggiuntiva e alternativa all’attore la possibilità di adire il giudice del luogo dove l’obbligazione dedotta è sorta, o dove la stessa deve essere eseguita.
Posto allora che oggetto del proposto procedimento monitorio è una domanda di pagamento di una somma di denaro, può trovare applicazione la norma di cui all’art. 1182, comma 3, c.p.c. che individua nel domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza dell’obbligazione, il luogo dove questa deve essere adempiuta.
Né tale conclusione sarebbe diversa qualora si ritenesse che nell’individuazione del foro alternativo di cui al predetto art. 20 c.p.c. si debba avere riguardo all’obbligazione che deriva non dal contratto di garanzia ma da quello principale di apertura di credito in conto corrente, dal momento che entrambi sono da individuarsi nell’adito foro di Milano dove ha sede l’odierna convenuta opposta.
Quest’ultima ipotesi deriva dall’applicazione della regola generale per cui la competenza, anche territoriale, si determina al momento della domanda e con riferimento ai fatti per come prospettati dall’attore (da ultimo c.f.r. Cass. Civ., sez. VI, ord. 18/4/2014, n. 9028); e alla luce dell’orientamento che considera il locus destinate solutionis quale modalità di adempimento dell’obbligazione che si va a trasmettere all’obbligazione fideiussoria (Cass. Civ., sez. III, 22/11/2001, n. 14852).
Tuttavia e per quanto sarà nel seguito motivato circa la natura del contratto esistente tra gli odierni comparenti, potrebbe affermarsi che l’autonomia della garanzia non comporta il predetto effetto trasmissivo.
– Sulla natura del contratto di garanzia e sulla validità della previsione degli interessi ultralegali.
– Sul mancato superamento del tasso soglia per la verifica della natura usuraria degli interessi.
Anche l’eccezione di nullità della pattuizione degli interessi, ex adverso motivata per l’assunto superamento del tasso soglia di usura, appare infondata.
La contestazione è da muoversi sotto un duplice profilo.
Può anzitutto eccepirsi che il carattere di usurario non può essere attribuito alla categoria degli interessi moratori: ciò alla luce tanto della nozione di usura accolta dall’art. 644 c.p., che fa riferimento alla sola categoria degli interessi corrispettivi, quanto del disposto dell’art. 19, paragrafo 2, della direttiva 2008/48/CE la quale, nel fornire la disciplina dei contratti di credito ai consumatori, espressamente esclude che nel calcolo del tasso applicato possa essere incluso quanto dovuto a titolo di penale.
Non dimentica comunque questa difesa che, secondo diversa interpretazione, fondata sul disposto dell’art. 1, D.L. n. 394/2000, che considera rilevante ai fini della normativa antiusura gli interessi che siano dovuti a qualunque titolo, anche gli interessi moratori possono concorrere nell’operazione di verifica del superamento del tasso soglia; come, del resto, mostra di fare la stessa giurisprudenza di legittimità (Cass. Civ., sez. I, 9/1/2013, n. 350).
Al fine tuttavia di verificare l’effettivo superamento del tasso soglia che controparte denuncia, occorre approfondire l’aggiuntiva questione circa la possibilità di effettuare, nell’esecuzione della predetta operazione, la sommatoria tra interessi compensativi e interessi moratori: ciò in quanto l’eccezione di nullità proposta da controparte si riferisce soltanto a quest’ultima eventualità.
La soluzione della questione pare potersi ricondurre al diverso inquadramento giuridico e alla diversa funzione che le due categorie di interessi in parola hanno; e, conseguentemente, al loro diverso operare in concreto.
Gli interessi compensativi costituiscono la remunerazione di cui beneficia il concedente il mutuo; mentre gli interessi moratori costituiscono la liquidazione preventiva e convenuta del danno conseguente all’inadempimento del debitore obbligato alla restituzione del mutuo stesso.
Dalla loro diversa natura e funzione deriva poi che la loro applicazione avviene in via alternativa: l’applicazione del tasso moratorio avviene cioè solo in via eventuale e in una fase patologica del rapporto.
Ciò posto, sembra allora potersi affermare che la verifica dell’avvenuto superamento del tasso soglia possa essere effettuata solo in modo autonomo per gli interessi compensativi e per quelli moratori, senza possibilità di procedere alla loro sommatoria: il tasso che ne deriverebbe sarebbe, come affermato dalla giurisprudenza di merito, un “non tasso” o un “tasso creativo”, perché esprimerebbe un saggio di interessi che in concreto non viene mai applicato al mutuatario. (Trib. Reggio Emilia, sez. II, 24/2/2015)
La soluzione non consta di alcun precedente di legittimità specifico, ma è quella che sembra venire emergendo in modo prevalente nella giurisprudenza di merito (tra le altre cfr. Trib. Roma, sez. IV, ord. 16/9/2014, n. 41860); non può in particolare trovare applicazione il citato precedente di cui a Cass. Civ., sez. I, 9/1/2013, n. 350, che si limita ad affermare l’applicabilità della disciplina sui tassi usurari anche agli interessi moratori.
Procura speciale alle liti. Io sottoscritto _________, in qualità di legale rappresentante della banca Alfa (C.F. e part. IVA________), con sede in Milano, via________, delego a rappresentare e difendere il convenuto istituto di credito, con ogni facoltà di legge, l’Avv.________ con studio in Milano, via_______, presso il quale eleggo domicilio. Dichiaro inoltre di aver ricevuto tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e 13 del D.Lgv. 30 giugno 2003, n. 196 e presto il consenso al trattamento dei dati personali e sensibili per l’espletamento del mandato conferito.