Source: https://guidomelis.wordpress.com/2009/01/08/proposta-di-legge-presentata-come-primo-firmatario/
Timestamp: 2019-01-17 13:31:46+00:00
Document Index: 15240082

Matched Legal Cases: ['art. 158', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 12', 'in fine']

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Proposta di legge presentata come primo firmatario
Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18. Istituzione delle circoscrizioni Sardegna e Sicilia per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia ( 2023 )
Guido Melis, Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marrocu, Arturo Parisi, Caterina Pes, Amalia Schirru
Modifiche alla legge 24 gennaio 179, n. 18, concernente l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia.
Onorevoli Colleghi! – La presente proposta di legge tiene conto di un elemento comune a tutte le proposte presentate in questa legislatura come nelle due precedenti e intende intervenire su un punto particolare della normativa vigente per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia (legge 24 gennaio 1979, n. 18 e successive modificazioni). Intento della proposta è infatti di attribuire una più adeguata rappresentanza elettorale alla Sardegna, regione che, nell’attuale riparto delle circoscrizioni ex lege n. 18/1979 appare quasi impossibilitata ad esprimere suoi rappresentanti per essere accorpata in un’unica circoscrizione con la Sicilia (cfr. Tabella A della legge citata e successive modificazioni).
Si rammenta, a giustificazione della proposta, che l’art. 158, secondo paragrafo, del Trattato che istituisce la Comunità europea, come modificato dal Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997, ratificato con legge 16 giugno 1998, n. 209, assegna specificamente alla Comunità europea il compito di “ridurre il divario tra i vari livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite o insulari”.
In particolare, la Dichiarazione sulle regioni insulari, allegata al suddetto Trattato, evidenzia la specificità delle regioni insulari, precisando che l’ordinamento comunitario deve tener conto dei particolari svantaggi strutturali che condizionano lo sviluppo di queste regioni.
L’insularità della Sardegna viene altresì in rilievo, a livello europeo, per effetto delle norme contenute sia nell’art. 2 del Trattato sull’Unione europea, nel testo firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 (“l’Unione si fonda sui valori del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti di persone appartenenti a minoranze”), sia sulla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali aperta alla firma a Strasburgo il 1° febbraio 1995, ratificata dall’Italia con legge 28 agosto 1997, n. 302.
Per effetto della successiva legge 15 dicembre 1999, n. 482 (recante norme sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche), che alla suddetta Convenzione è ispirata, la Sardegna gode dello status di minoranza linguistica ai sensi dell’art. 6 della Costituzione. Ciò accresce la legittimità di una rivendicazione di rappresentanza diretta della Sardegna nell’ambito del Parlamento europeo in quanto portatrice di specifiche istanze culturali e linguistiche.
D’altra parte conviene ricordare che lo stesso ordinamento comunitario, nei suoi più recenti e significativi sviluppi, ha posto in evidenza l’obiettivo di un’ “Europa delle regioni”, cioè di un assetto nel quale tutte le regioni, in quanto enti esponenziali di comunità territoriali dislocate al centro come alla periferia dei rispettivi Stati nazionali, debbono poter concorrere democraticamente e paritariamente alla determinazione degli indirizzi comuni.
Né va dimenticato che il principio di “prossimità”, espressamente riconosciuto nell’art. 1 del Trattato sull’Unione europea (“le decisioni devono essere prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini”), mette in risalto il rapporto esistente fra “Europa delle regioni” ed “Europa dei cittadini”. L’esigenza di coinvolgere i cittadini europei “in un dialogo permanente” con le istituzioni è profondamente avvertito nell’Unione europea.
Da ultimo, l’art. 10 del Trattato sull’Unione europea (nel testo firmato a Lisbona) solennemente afferma che” i cittadini sono direttamente rappresentati, nell’Unione, nel Parlamento europeo, precisando che “ogni cittadino ha diritto di partecipare alla vita democratica dell’Unione”.
Considerata dunque la collocazione geografica della Sardegna, unica vera grande isola dell’Italia, come anche la sua identità storica, culturale, etno-antropologica, linguistica), dai principi esistenti a livello europeo e in precedenza richiamati si può agevolmente desumere come la specificità di questa Regione esiga il riconoscimento di una specifica rappresentanza, che consenta la piena partecipazione dei sardi, in prima persona, al processo di costruzione dell’Europa unita.
Per contro, in una fase in cui l’ “intergruppo delle isole” del Parlamento europeo sviluppa una intensa azione volta ad ottenere l’attuazione dei principi posti dai trattati comunitari a favore delle regioni insulari, la Sardegna è di fatto esclusa, non potendo avere nella Assemblea di Strasburgo propri rappresentanti, più sensibili di altri presumibilmente a quella prospettiva.
Rispetto a quanto fin qui evidenziato, la legge 24 gennaio 1979, n. 18 e successive modificazioni, recante norme in materia di elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, appare gravemente inadeguata. In base alla normativa vigente, infatti, la ripartizione dei seggi ha luogo nell’ambito di circoscrizioni elettorali composte di più regioni, da cui consegue una quasi sicura esclusione (salvo accordi in senso differente tra i partiti) dal Parlamento europeo di quelle regioni – come, appunto, la Sardegna – che, all’interno di una data circoscrizione, abbiano un bacino elettorale notevolmente inferiore rispetto a regioni più popolose alle quali siano aggregate.
Si fa notare come l’esigenza di porre fine a questo, che si può definire legittimamente come un deficit di rappresentanza, sia stata più volte posta senza esito fortunato anche in passate legislature e da più parti politiche di tutti gli schieramenti. Anche di recente, in Sardegna, istituzioni, partiti e associazioni di cittadini hanno ripetutamente avanzata la medesima richiesta (in particolare, con una proposta di legge di iniziativa popolare presentata nella XIII Legislatura e sottoscritta da molte migliaia di cittadini nonché, da ultimo, con un ordine del giorno del 1° ottobre 2008, il Consiglio regionale della Sardegna e, con un analogo ordine del giorno del 4 novembre 2008, il Consiglio comunale di Cagliari).
Per tutte queste ragioni, al fine di assicurare piena rappresentanza alla Sardegna nell’ambito del Parlamento europeo, la presente proposta di legge introduce la cancellazione alla Tabella A della vigente legge 24 gennaio 1979, n. 18, della circoscrizione unica “V. Italia insulare. Sicilia e Sardegna” e l’istituzione in sua vece di due distinte circoscrizioni: “V. Sicilia” e “VI. Sardegna”.
1. Dopo il primo comma dell’art. 2 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni, è inserito il seguente:
“La regione Sardegna e la regione Sicilia costituiscono ciascuna una distinta circoscrizione elettorale”.
1. Al secondo comma dell’art. 12 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“Nelle circoscrizioni V e VI le liste dei candidati debbono essere sottoscritte da non meno di 5.000 e non più di 10.000 elettori”.
La tabella A allegata alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni, è sostituito dala seguente:
Circoscrizioni Capoluogo
I Italia nord-occidentale Milano
II Italia nord-orientale Venezia
III Italia centrale Roma
IV Italia meridionale Napoli
V Sicilia Palermo
VI Sardegna Cagliari
This entry was posted on giovedì, 8 gennaio 2009 at 6:38 pm and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.