Source: http://legislazionetecnica.it/rubrica/massimario-giurisprudenza?page=7
Timestamp: 2018-06-25 00:38:29+00:00
Document Index: 182853513

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 83', 'art. 79', 'art. 83', 'art. 79', 'art. 117', 'art. 107', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 92', 'art. 13', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 86']

Massimario di giurisprudenza n. 9/2003
7-8 2003
Massimario di giurisprudenza n. 7-8/2003
Massimario di giurisprudenza n. 5/2003
Massimario di giurisprudenza n. 4/2003
Massimario di giurisprudenza n. 3/2003
Massimario di giurisprudenza n. 2/2003
Massimario di giurisprudenza n. 1/2003
Massimario di giurisprudenza n. 12/2002
Massimario di giurisprudenza n. 11/2002
Massimario di giurisprudenza n. 10/2002
Massimario di giurisprudenza n. 9/2002
7-8 2002
Massimario di giurisprudenza n. 7-8/2002
Massimario di giurisprudenza n. 6/2002
Massimario di giurisprudenza n. 5/2002
Massimario di giurisprudenza n. 3/2002
Massimario di giurisprudenza n. 2/2002
Massimario di giurisprudenza n. 1/2002
Massimario di giurisprudenza n. 12/2001
FAST FIND : GP16339
1. Procedimenti amministrativi - Diritto di accesso agli atti - Legittimazione - Valutazione dell'inerenza del documento richiesto all'interesse del richiedente - Sufficienza - Valutazione dell’utilità del documento al fine del soddisfacimento della pretesa correlata - Esclusione. 2. Edilizia e urbanistica - Abusi e reati edilizi - Tettoia - Ordine di demolizione - Diritto di accesso agli atti di un procedimento analogo - Legittimazione - Art. 22, comma 1, lett. b) e 24, comma 7, L. 241/1990 - Interesse diretto, concreto e attuale - Sussistenza.
1. In tema di diritto di accesso ai documenti amministrativi, l’art. 24, comma 7, della L. n. 241/1990 prevede che sia comunque garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Al riguardo deve ritenersi che la documentazione richiesta deve costituire mezzo utile o necessario per la difesa dell'interesse giuridicamente rilevante, ma non strumento di prova diretta della lesione di tale interesse. L'interesse all'accesso ai documenti deve essere cioè considerato in astratto, escludendosi che, con riferimento al caso specifico, possa esservi spazio, per l'amministrazione, per compiere apprezzamenti sulla fondatezza o sulla ammissibilità della domanda giudiziale che gli interessati potrebbero eventualmente proporre sulla base dei documenti acquisiti mediante l'accesso, e quindi la legittimazione all'accesso non può essere valutata alla stessa stregua di una legittimazione alla pretesa sostanziale sottostante.
2. Nel caso di istanza di accesso ai documenti amministrativi deve riconoscersi la sussistenza di un interesse differenziato, diretto, concreto e attuale a conoscere “cosa sia avvenuto” in una situazione analoga, ai sensi degli articoli 22, comma 1, lett. b) e 24, comma 7, L. n. 241/1990. (Nel caso di specie è stato riconosciuto l’interesse diretto, concreto e attuale del proprietario di una tettoia abusiva in zona vincolata colpita da ordine di demolizione, ad accedere agli atti di un procedimento amministrativo edilizio relativo ad un immobile nella medesima situazione, non rilevando che le due abitazioni fossero distanti diversi chilometri).
Vedi anche T.A.R. Lazio-Roma, sez. III-ter, sent. 03/02/2017, n. 1832; T.A.R. Lazio-Roma, sez. I-bis, sent. 07/11/2017, n. 11087.
FAST FIND : GP16336
Appalti pubblici di servizi di consulenza alle aziende agricole
Sent. C. Giustizia UE 01/03/2018, n. C-9/17
Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Direttiva 2004/18/CE - Procedura di aggiudicazione di appalti pubblici di servizi di consulenza alle aziende agricole - Sussistenza o meno di un appalto pubblico - Sistema di acquisizione di servizi consistente nell'ammettere come prestatori tutti gli operatori economici che soddisfano condizioni prestabilite - Sistema non aperto al successivo accesso di altri operatori economici.
L’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, deve essere interpretato nel senso che non costituisce un appalto pubblico, ai sensi di tale direttiva, un sistema di consulenza alle aziende agricole, come quello di cui trattasi nel procedimento principale, mediante il quale un ente pubblico seleziona tutti gli operatori economici che soddisfano i requisiti di idoneità stabiliti dal bando recante invito a presentare proposte e che superano l’esame menzionato in detto bando, anche se nessun nuovo operatore può essere ammesso durante il periodo di validità limitata di tale sistema.
FAST FIND : GP16335
Ritardato versamento del contributo ANAC
1. Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione - Contributo ANAC - Ritardato versamento - Revoca dell’aggiudicazione - Illegittimità. 2. Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione - Contributo ANAC - Mancato versamento - Soccorso istruttorio - Ammissibilità.
1. Il tardivo versamento del contributo dovuto all’ANAC ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 23 dicembre 2005, n. 266 non legittima la revoca dell’aggiudicazione. (Nel caso di specie è stato respinto il ricorso contro la sentenza del T.A.R. che aveva annullato la revoca dell’aggiudicazione per l’affidamento dei lavori di realizzazione della schermatura in cemento armato per un acceleratore elettrostatico, disposta a causa del tardivo pagamento - in data successiva a quella di scadenza delle offerte - del contributo ANAC).
2. È ammesso il soccorso istruttorio in caso di mancato versamento del contributo ANAC, laddove non richiesto a pena di esclusione dalla normativa di gara, dal momento che tale adempimento non inerisce “all’offerta economica e all’offerta tecnica”, per il quale la regolarizzazione della domanda di partecipazione alla gara ai sensi dell’art. 83, comma 9, D. Leg.vo n. 50 del 2016 è preclusa (nella versione risultante dalle modifiche introdotte con il correttivo al codice dei contratti pubblici, di cui al D. Leg.vo 19 aprile 2017, n. 56, con funzione di chiarificazione rispetto alla versione originaria).
Vedi T.A.R. Lazio-Roma 06/11/2017, n. 11031 confermata dal Consiglio di Stato. Per la giurisprudenza europea vedi Corte di giustizia 02/06/2016, causa C-27/15 e 28 febbraio 2018, C-523/16.
FAST FIND : GP16334
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Permesso di costruire - Condizione sospensiva o risolutiva - Esclusione se non nei casi espressamente previsti dalla legge.
Secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, in via di principio, e fatti salvi i casi espressamente stabiliti dalla legge, una condizione, sia essa sospensiva o risolutiva, non può essere apposta ad una concessione edilizia, stante la natura di accertamento costitutivo a carattere non negoziale del provvedimento. Ne consegue che, a parte tali limitazioni, il permesso di costruire, una volta riscontratane la conformità alla vigente disciplina urbanistica, deve essere rilasciato dal comune senza condizioni che non siano espressamente previste da una norma di legge.
Per l'ammissibilità del permesso di costruire recante "prescrizioni" vedi T.A.R. Molise, sez. I, 04/08/2011, n. 517.
FAST FIND : GP16333
Aiuti in favore dell’imprenditoria femminile
Sent. Corte Cost. 20/04/2018, n. 83
Giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 79, comma 1, e 83 della legge della Regione Veneto 30 dicembre 2016, n. 30 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2017).
G.U. 26/04/2018, n. 17
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 79, comma 1, della legge della Regione Veneto 30 dicembre 2016, n. 30 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2017);
2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 83, comma 1, della legge reg. Veneto n. 30 del 2016, limitatamente alle parole «aventi sede operativa in Veneto».
3) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 79, comma 1, della legge reg. Veneto n. 30 del 2016, in riferimento all’art. 117, primo comma, Cost., in relazione all’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, come modificato dall’art. 2 del Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 e ratificato dalla legge 2 agosto 2008, n. 130.
FAST FIND : GP16332
IVA - Affitto e locazione di beni immobili
Sent. C. Giustizia UE 28/02/2018, n. C-672/16
Rinvio pregiudiziale - Imposta sul valore aggiunto - Direttiva IVA - Esenzione delle operazioni di affitto e locazione di beni immobili - Diritto di opzione a favore dei soggetti passivi - Attuazione da parte degli Stati membri - Detrazione dell’imposta assolta a monte - Utilizzo ai fini delle operazioni soggette ad imposta del soggetto passivo - Rettifica della detrazione operata inizialmente - Inammissibilità.
G.U.U.E. C 23/04/2018, n. 142
Gli articoli 167, 168, 184, 185 e 187 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una normativa nazionale che prevede la rettifica dell’imposta sul valore aggiunto inizialmente detratta per il motivo che un immobile, per il quale è stato esercitato il diritto di opzione per l’imposizione, è ritenuto come non più utilizzato dal soggetto passivo ai fini delle proprie operazioni soggette ad imposta, qualora l’immobile sia rimasto inoccupato per più di due anni, anche se è stato dimostrato che il soggetto passivo ha cercato di darlo in locazione durante tale periodo.
FAST FIND : GP16331
Quote emissioni effetto serra
Sent. C. Giustizia UE 28/02/2018, n. C-577/16
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Sistema di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra nell'Unione europea - Direttiva 2003/87/CE - Sfera di applicazione - Articolo 2, paragrafo 1 - Allegato I - Attività soggette al sistema di scambio - Produzione di polimeri - Utilizzazione di calore fornito da un impianto terzo - Domanda di assegnazione di quote di emissioni a titolo gratuito - Periodo 2013-2020.
L’articolo 2, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio, come modificata dalla direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, dev’essere interpretato nel senso che un impianto di produzione di polimeri, in particolare di policarbonato, come quello oggetto del procedimento principale, cui il calore necessario ai fini della produzione venga fornito da un impianto terzo, non ricade nel sistema di scambio di quote di emissioni di gas ad effetto serra istituito dalla direttiva medesima qualora non generi emissioni dirette di CO2.
FAST FIND : GP16330
Piano strategico nazionale mobilità sostenibile
Sent. Corte Cost. 19/04/2018, n. 78
Giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 615, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019).
riservata a separate pronunce la decisione delle restanti questioni di legittimità costituzionale promosse con il ricorso in epigrafe;
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 615, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), nella parte in cui non prevede alcuna forma di coinvolgimento decisionale delle Regioni, in relazione all’approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile e all’emanazione dell’ivi previsto decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
FAST FIND : GP16329
Compensazione spese tra le parti
Sent. Corte Cost. 19/04/2018, n. 77
Giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 92, secondo comma, del codice di procedura civile, come modificato dall'art. 13 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile).
FAST FIND : GP16328
Limiti all'avvalimento
1. Appalti e contratti pubblici - Gara - Requisiti di partecipazione - Avvalimento - Art. 89, comma 7, D. Leg.vo 50/2016 - Divieto dei concorrenti di avvalersi di una stessa impresa ausiliaria - Finalità. 2. Appalti e contratti pubblici - Gara - Requisiti di partecipazione - Avvalimento - Principi giurisprudenza comunitaria - Avvalimento plurimo o frazionato - Ammissibilità - Limiti - Finalità. 3. Appalti e contratti pubblici - Gara - Requisiti di partecipazione - Requisito di capacità economico-finanziaria - Avvalimento plurimo - Ammissibilità - Condizioni. 4. Appalti e contratti pubblici - Gara - Requisiti di partecipazione - Requisito di capacità economico-finanziaria - Mancata presentazione della seconda referenza bancaria - Soccorso istruttorio - Ammissibilità.
1. L’art. 89, comma 7, del D. Leg.vo 50/2016 (codice dei contratti pubblici) - il quale recita “in relazione a ciascuna gara non è consentito, a pena di esclusione, che della stessa impresa ausiliaria si avvalga più di un concorrente, ovvero che partecipino sia l’impresa ausiliaria che quella che si avvale dei requisiti” - pone nella prima parte un divieto che operatori economici in competizione in gara si avvalgano della stessa impresa per qualificarsi. Il divieto in questione ha la funzione di assicurare la lealtà del confronto concorrenziale ed impedire che della stessa capacità tecnico-organizzativa o economico-finanziaria si avvalgano più partecipanti alla medesima gara, oltre che di prevenire che anche le offerte possano essere alterate. Per ragioni analoghe la disposizione in esame vieta all’impresa ausiliaria di assumere la veste del concorrente nella medesima procedura di affidamento. Per contro, l’avvalimento all’interno dei partecipanti ad un raggruppamento temporaneo di imprese è espressamente consentito (art. 89, comma 1), così come è riconosciuto l’avvalimento di più imprese ausiliarie (comma 6), a differenza dell’avvalimento “a cascata”, invece vietato dal medesimo comma 6.
2. In linea con gli orientamenti espressi dalla Corte di giustizia europea (sent. 10/10/2013, C-94/12 e sent. 02/06/2016, C-27/15), deve ritenersi che in caso di avvalimento frazionato ciò che rileva è la dimostrazione da parte del concorrente che si avvale delle capacità di più imprese di potere disporre effettivamente dei mezzi di questi ultimi necessari all’esecuzione dell’appalto. Inoltre l’applicazione dell’avvalimento plurimo o frazionato non è senza limiti e questa forma di prestito può legittimamente essere vietata quando l’appalto da affidare presenti caratteristiche “tali da richiedere una determinata capacità che non si ottiene associando capacità inferiori di più operatori”. In altri termini, deve ritenersi che le finalità di massima partecipazione sottese all’istituto dell’avvalimento non devono andare a discapito dell’interesse della stazione appaltante a contrarre con operatori economici affidabili ed effettivamente in possesso dei requisiti di qualificazione previsti dalla normativa di gara.
3. L’avvalimento del requisito di capacità economico-finanziaria, finalizzato ad assicurare la stazione appaltante circa l’idoneità del concorrente a sostenere le obbligazioni derivanti dal contratto sul piano patrimoniale, a favore di più mandanti dello stesso raggruppamento temporaneo non è di per sé ostativo alla partecipazione alla gara, se e nella misura in cui questa modalità di prestito plurimo non si risolva in una elusione dei requisiti previsti, e si consenta quindi ad imprese non qualificate di essere ammesse alla procedura di affidamento oppure si privi l’ausiliaria del requisito stesso.
4. In conformità all’art. 86, comma 4, D. Leg.vo 50/2016 è ammesso il ricorso al soccorso istruttorio in caso di mancata presentazione di alcune delle referenze bancarie richieste dal disciplinare di gara.
In tema di avvalimento cumulativo o frazionato vedi anche T.A.R. Piemonte, sez. I, 02/01/2018, n. 1; T.A.R. Sicilia-Catania, sez. I, 07/04/2016, n. 984.