Source: https://job.fanpage.it/bonus-nido-2019-di-1-500-euro-guida-requisiti-domanda-e-documenti/
Timestamp: 2019-03-26 00:53:59+00:00
Document Index: 48354074

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 27', 'art. 2', 'art.47', 'art.1', 'art.47']

job news 5 gennaio 2019 14:05
Con la circolare Inps n. 88 del 22 maggio 2017 son state dettagliate non solo l’ambito di applicazione ma anche le modalità per la presentazione della domanda Bonus Nido per l'anno 2017.
Per la domanda Bonus Nido dell'anno 2018 e per i relativi requisiti, è stata emanata la circolare Inps n. 14 del 29 gennaio 2018.
La normativa del bonus Nido 2019 è l'art. 1, comma 488 della Legge di Bilancio 2019, ossia la Legge n. 145 del 30 dicembre 2018, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018, in vigore dal 1 gennaio 2019. Il comma 488 che proroga e aumenta a 1.500 euro il Bonus Nido per l'anno 2019, 2020 e 2021 stabilisce quanto segue: All’articolo 1, comma 355, primo periodo, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole: « a partire dall’anno 2017, un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a undici mensilità » sono sostituite dalle seguenti: « un buono di importo pari a 1.000 euro su base annua, parametrato a undici mensilità, per gli anni 2017 e 2018, elevato a 1.500 euro su base annua per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021; l’importo del buono spettante a decorrere dall’anno 2022 è determinato, nel rispetto del limite di spesa programmato e in misura comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 settembre 2021 tenuto conto degli esiti del monitoraggio di cui al quinto periodo del presente comma ». L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1091, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è ridotta di 40 milioni di euro per l’anno 2020″.
La circolare Inps n. 14/2018, stabilisce che "per “asili nido privati autorizzati” si intendono le strutture che abbiano ottenuto l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento da parte dell’Ente locale competente, a seguito della verifica del rispetto di tutti i requisiti tecnico-strutturali, igienicosanitari, pedagogici e di qualità previsti dalle vigenti normative nazionali e locali ai fini dello svolgimento del servizio educativo di asilo nido.
La norma fa riferimento all'anno di nascita ai fini dell'importo spettante, quindi per i bambini nati nel 2016 o 2017 o 2018, il genitore richiedente (che deve avere i requisiti che ora vedremo) può incassare 1.000 euro distribuiti su undici mensilità, mentre per i nati negli anni 2019, 2020 e 2021, l'importo sale a 1.500 euro.
Poi c'è una fase diversa e successiva alla nascita, che è quella di maturazione del diritto alla domanda, che è appunto la frequenza dell'asilo nido del minore e la possibilità del genitore richiedente di ottenere il contributo previsto dalla normativa da parte dell'Inps. E qui entra in gioco il discorso dell'anno scolastico (che può essere 2017-2018, 2018-2019, ecc.). Ed è appunto lì che matura il diritto alla domanda e la necessità di presentare la domanda stessa secondo le regole annuali previste dall'Inps.
L'Inps infatti dice che "nel caso in cui il richiedente intenda accedere al bonus previsto per far fronte al pagamento delle rette di asili nido dovrà indicare le mensilità per le quali intende ottenere il beneficio relative ai periodi di frequenza scolastica". E allora potrà capitare che nel 2019 il genitore abbia bisogno di richiedere il contributo o Bonus Nido per la frequenza 2019-2020, ma riferendosi sempre all'importo spettante in base alla nascita del bimbo (se è 2018, l'importo è 1.000 e non 1.500 euro).
In questa ottica, se per gli anni 2016 e 2017 c'è la circolare Inps n. 88/2017, se per la presentazione della domanda per il 2018 c'è la circolare n. 14 del 29 gennaio 2018, che tra l'altro ripercorre i requisiti previsti dal DPCM e della circolare del 2017, per la presentazione della domanda per il Bonus Nido 2019 bisognerà attendere una circolare dell'Inps dove probabilmente saranno riepilogate le novità per l'anno 2019 (ossia l'aumento a 1.500 euro) e verranno poi dettagliate le modalità di presentazione telematica della domanda per il solo anno 2019 (quindi frequenza asilo nido anno 2019).
Nelle more della pubblicazione della circolare Inps sul bonus Nido 2019, contenente le modalità di presentazione della domanda, vediamo come funziona nel concreto il Bonus Nido sulla base delle altre circolari Inps, la cui circolare del 2018 probabilmente sarà simile a quella del 2019 in termini di richiesta del Bonus Nido per l'anno 2019.
Il DPCM 17 febbraio 2017 e la circolare Inps n. 88/2017 dettagli i requisiti del soggetto richiedente il buono nido di 1.000 euro, che erano validi per i nati nell'anno
Cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni – Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), ovvero una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea previste dagli artt. 10 e 17 del D.Lgs. n.30/2007;
Bonus Nido: quali cittadini stranieri sono equiparati agli italiani. La circolare Inps stabilisce che "Ai fini del presente beneficio ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria (art. 27 del D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251). I cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno considerato valido ai fini del bonus autocertificano il possesso di tale titolo inserendone gli estremi nella domanda telematica (numero identificativo attestazione; autorità che lo ha rilasciata; data di rilascio; termine di validità). Le verifiche dei titoli di soggiorno sono effettuate dall’INPS mediante accesso alle banche dati rese disponibili dal Ministero degli Interni e da altre Amministrazioni. All’esito di tali verifiche, la sede INPS territorialmente competente potrà richiedere l’esibizione del titolo di soggiorno qualora ciò si renda necessario per esigenze istruttorie".
Negli anni in cui il Bonus Nido è di 1.000 euro, il contributo asilo nido mensile erogato dall'Inps è pari a 90,91 euro al mese per 11 mesi. Il bonus Nido per gli anni 2019, 2020 e 2021 è di 1.500 euro erogati per 11 mensilità, quindi il contributo asilo nido mensile erogato dall'Inps è pari a 136,36 euro al mese per 11 mesi consecutivi.
Il Bonus nido è alternativo alla detrazione del 19% per asilo nido. Leggendo nel dettaglio la misura, si apprende che “Il beneficio di cui al presente comma non è cumulabile con la detrazione prevista dall’articolo 1, comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n. 266”. Ed infatti la circolare Inps precisa che “Il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione prevista dall'art. 2, comma 6, della legge 22 dicembre 2008 (detrazioni fiscali frequenza asili nido). L’INPS comunicherà pertanto tempestivamente all’Agenzia delle Entrate l’avvenuta erogazione”.
Nella domanda telematica bisogna fare attenzione in quanto la circolare Inps precisa che “il richiedente sarà pertanto tenuto ad autocertificare l’esistenza di tali condizioni ai sensi dell'art.47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”.
L’Inps nella circolare n. 88/2017, che sarà ripresa nella nuova circolare per l'anno 2019, precisa che “Il bonus di 1.000 è cumulabile con i benefici di cui all’art.1, commi 356 e 357, della legge n. 232 del 2016” aggiungendo che “Non può tuttavia essere fruito, nel corso dell'anno, in mensilità coincidenti con quelle di fruizione degli stessi”.
Cosa conviene fare? Alla famiglia da qualche anno è consentita la possibilità, alla madre lavoratrice, di vedersi concedere, in alternativa al congedo parentale, e negli 11 mesi dopo il congedo di maternità obbligatorio (astensione obbligatoria generalmente fruita due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto), la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, da richiedere al datore di lavoro.
Anche in questo caso nella domanda telematica bisogna fare attenzione in quanto la circolare Inps precisa che “il richiedente sarà pertanto tenuto ad autocertificare l’esistenza di tali condizioni ai sensi dell'art.47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”.
Le ricevute corrispondenti ai pagamenti delle rette relative ai mesi successivi dovranno essere allegate entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il 31 gennaio 2019, per le domande relative all'anno 2018.
Risorse disponibili. Si legge nella bozza che “Il beneficio è riconosciuto nel limite massimo di 144 milioni di euro per l’anno 2017, 250 milioni di euro per l’anno 2018, 300 milioni di euro per l’anno 2019 e 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020”. La normativa prevede che nel caso in cui, in sede di attuazione, si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al limite di spesa programmato l'INPS non prende in esame ulteriori domande finalizzate ad usufruire del beneficio. In sostanza, esaurite le risorse, l’Inps non riconoscerà più il Buono nido di 1.000 euro ad ulteriori famiglie.