Source: http://www.semaforo-verde.it/cassazione-civile-sentenza-numero-13364-del-12-06-2014/
Timestamp: 2019-06-19 01:48:56+00:00
Document Index: 154886696

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 41', 'art. 1227', 'art. 37', 'art. 673', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 2051', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cassazione Civile, sentenza numero 13364 del 12/06/2014 – Semaforo verde
Il (OMISSIS), all’altezza della confluenza di una strada comunale in una provinciale, in territorio del comune di (OMISSIS), si verificava uno scontro fra l’autovettura condotta da G. G. D. e quella guidata da D. V., a seguito del quale quest’ultimo decedeva, mentre l’altro conducente riportava lesioni.
Assumendo che il sinistro era stato determinato dall’insufficienza della segnaletica stradale, che non gli aveva consentito di avvistare tempestivamente la confluenza nella strada provinciale, il G. conveniva in giudizio il Comune di (OMISSIS) e l’Amministrazione Provinciale di (OMISSIS) per sentirli condannare al risarcimento dei danni dal medesimo subiti.
In sede di gravame, la Corte di Appello di Ancona confermava la sentenza impugnata e, previa compensazione delle spese di primo grado fra il G., il Comune di (OMISSIS) e la U. Assicurazioni s.p.a., condannava l’appellante alla rifusione delle spese del grado nei confronti della Provincia di (OMISSIS), del Comune di (OMISSIS) e della M. Assicurazioni s.p.a..
2. Il ricorrente prospetta motivi ex art. 360 c.p.c., n. 3, (il primo, il secondo, il terzo, il quinto sub B), il settimo e il decimo) nonché motivi ex art. 360 c.p.c., n. 5, (il quarto, il quinto, sub A), il sesto, l’ottavo e il nono); mentre gli ultimi due concernono la condanna del G. alla rifusione delle spese in favore delle compagnie terze chiamate in causa, tutti gli altri motivi censurano la sentenza impugnata per avere escluso l’efficienza causale del fatto colposo delle amministrazioni convenute (segnatamente, del comune di (OMISSIS)), che il ricorrente individua nella mancata adozione delle necessarie segnalazioni (verticali e orizzontali) atte a rendere edotto il conducente proveniente dalla strada comunale (nel caso, il G.) della presenza dell’intersezione con la strada provinciale.
3. Ad eccezione del settimo e del decimo, tutti i motivi che deducono violazione e falsa applicazione di norme di diritto – indicate negli artt. 2043 e 1227 c.c., artt. 40 e 41 c.p. (primo motivo), art. 2043 c.c., e art. 41 c.p., comma 2, (secondo motivo), art. 1227 c.c., comma 1 (terzo motivo), art. 37 C.d.S., e art. 673 c.p. (quinto motivo, sub B) – appaiono volti principalmente a sollecitare – ancorché sotto il profilo della violazione di legge – una diversa valutazione dei fatti.
5.2. Sul punto, la sentenza impugnata spiega che “per i beni del demanio stradale la possibilità in concreto della custodia… va esami nata oltre che in relazione all’estensione delle strade anche alle loro caratteristiche, alla loro posizione e alle dotazioni che l’ente preposto di volta in volta appresta condizionando le aspettative degli utenti che sono ben diverse a seconda dell’importanza della strada (è indubbio che chi percorre una strada statale può ragionevolmente presumere di trovarsi di fronte a una segnaletica perfettamente rapportata allo stato dei luoghi a differenza dell’utente di una strada secondaria: la diligenza che è richiesta al danneggiato nell’uso del bene demaniale… sarà diversa a seconda che si tratti, a titolo puramente esemplificativo, di una strada campestre o del corso principale della città, pur facendo capo entrambe al demanio stradale dello stesso comune, proprio perché il danneggiato fa affidamento su una diversa attività di controllo custodia, che quindi ritiene esigibile, in relazione ai due tipi di strada del medesimo demanio)”; aggiunge la Corte territoriale che “nel caso in esame trattasi di strada ubicata in territorio extraurbano del Comune di Montegranaro per le cui caratteristiche…
non appare possibile esercitare su di essa la custodia intesa quale potere di fatto sulla stessa da parte dell’ente gestore nel senso suindicato… cosi come non vi è dubbio che la strada provinciale avente, nell’occorso, diritto di precedenza, oltre ad essere destinata ad un uso generale e diretto da parte di una molteplicità di utenti abbia un’estensione tale da non consentire all’ente proprietario di esercitare sulla stessa l’efficace controllo summenzionato”.
Ciò premesso, deve tuttavia ritenersi che tale distinzione non abbia ragione di essere invocata in relazione all’adeguatezza della segnaletica stradale, giacché rispetto ad essa non possono darsi quelle evenienze (di imprevedibilità o impossibilità di immediato intervento) che in alcuni casi consentono di escludere – in concreto – un effettivo potere di controllo su beni compresi nel demanio stradale.
E’ evidente, infatti, che l’attività diretta all’ordinaria “apposizione e manutenzione della segnaletica stradale” (disciplinata dall’art. 37 C.d.S. e segg.) non è soggetta a imprevisti di sorta e può (e – dunque – deve) essere realizzata secondo criteri di completezza e adeguatezza per ogni tipo di strada (a prescindere dal fatto che la stessa sia statale o provinciale o comunale, urbana o extraurbana) e con necessità di tener conto, in ogni caso, delle concrete caratteristiche del tratto stradale e delle effettive necessità di segnalazione.
Non può dunque affermarsi che, quanto alla collocazione della segnaletica, l’ente gestore si trovi in posizione differente per le strade comprese nel perimetro urbano e per quelle extraurbane, ne’ può riconoscersi un qualche rilievo all’estensione del bene o al numero degli utenti; deve allora affermarsi il seguente principio di diritto: “in relazione a qualunque tipo di strada, l’ente proprietario o gestore ha sempre la possibilità di collocare la segnaletica prevista dal Codice della Strada, con la conseguenza che, ove si prospetti l’esistenza di un rapporto causale fra l’inidoneità della segnaletica e un sinistro stradale, non può predicarsi l’esclusione dell’applicazione del paradigma dell’art. 2051 c.c., per il solo fatto che la strada sia extraurbana”.
Sebbene il giudice non sia tenuto a confutare analiticamente le argomentazioni prospettate dalle parti, essendo sufficiente che, dopo averle vagliate nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il suo convincimento (implicitamente disattendendo quelli logicamente incompatibili con la decisione adottata), ritiene il Collegio che, nel momento in cui ha scelto di riconoscere prevalente rilevanza alle risultanze del rapporto della Polstrada, la Corte non avrebbe potuto non dar conto di avere effettivamente vagliato tutti gli elementi risultanti da detto rapporto, spiegando perché – nelle condizioni date ed anche a fronte del fatto che, dopo il sinistro, venne apposto un secondo segnale di stop – l’unico segnale all’epoca esistente sia stato ritenuto idoneo – da solo e in difetto di adeguata segnaletica orizzontale – ad assolvere all’obbligo di segnalare adeguatamente la presenza dell’incrocio (tanto più che il giudizio di “avvistabilità” dell’unico segnale presente, espresso dall’autore del rapporto, non è assistito dalla fede privilegiata).
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