Source: https://www.studiodipietro.eu/category/civile/
Timestamp: 2020-08-15 01:01:00+00:00
Document Index: 123971846

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 130', 'art. 135', 'sentenza ']

Civile Archivi - Studio legale Avvocato Roberto Di Pietro__ in Avezzano L'Aquila Abruzzo
Posted by: diprob Posted on: 18 Febbraio 2020
La Prima Sezione civile della Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite della seguente questione di massima di particolare importanza, di rilevante impatto sul contenzioso in materia di separazioni e divorzi: se, ai sensi dell’art. 29, comma 1-bis, della legge n. 52 del 1985, introdotto dall’art. 19, comma 14, del d.l. n. 78 del 2010, conv. in legge n. 122 del 2010, la sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio, pronunciata su ricorso congiunto delle parti, possa contenere una clausola con la quale si attui un trasferimento immobiliare senza che sia demandata al notaio, ai fini della validità dell’atto, la verifica di conformità ipocatastale dell’immobile richiesta dalla norma. (Nella specie, l’accordo traslativo, elemento indispensabile del complessivo e definitivo assetto degli interessi delle parti nella prospettazione del ricorso congiunto, era stato corredato di relazione tecnica giurata contenente attestazione di conformità energetica ed elettrica, di visura e planimetria catastale, nonché di una dichiarazione di obbligo di effettuare a spese e cura delle parti le formalità di trascrizione, di depositare la ricevuta di avvenuta presentazione della richiesta di pubblicità e la nota di trascrizione, con esonero della cancelleria da ogni responsabilità).
Trattasi dell’ordinanza n. 3089 del 10/02/2020
Nominando il secondo avvocato si perde il gratuito patrocinio
Posted by: diprob Posted on: 7 Febbraio 2020
Nel processo civile, l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è esclusa se il richiedente è assistito da più di un difensore; del pari, ove tale ammissione sia stata già concessa, i suoi effetti cessano dal momento in cui il beneficiario nomina un secondo difensore di fiducia.
Lo ha confermato la Seconda Sezione Civile della Cassazione con Sentenza n. 1736 del 27/01/2020.
Questo è il passo decisivo della motivazione:
Vizi del bene e risarcimento del danno
Posted by: diprob Posted on: 30 Gennaio 2020
In tema di vendita di beni di consumo affetti da vizio di conformità, ove la riparazione o la sostituzione risultino, rispettivamente, impossibile ovvero eccessivamente onerosa, va riconosciuto al consumatore, benché non espressamente contemplato dall’art. 130, comma 2, cod. consumo, ed al fine di garantire al medesimo uno standard di tutela più elevato rispetto a quello realizzato dalla Direttiva n. 44 del 1999, il diritto di agire per il solo risarcimento del danno, quale diritto attribuitogli da altre norme dell’ordinamento, secondo quanto disposto dall’art. 135, comma 2, del cod. consumo.
Lo afferma la Seconda Sezione Civile della Cassazione con sentenza n. 1082 del 20 gennaio 2020 .
Ecco il link per leggere la decisione
V.E. chiamava in giudizio davanti al Tribunale di Mondovì P.G., titolare della omonima ditta individuale, dal quale aveva acquistato una partita di larice, posizionata nell’orditura del tetto del predetto fabbricato, poi rilevatasi difettosa a causa di un anomalo restringimento derivante dalla perdita di umidità delle perline dopo la posa. L’attore chiedeva, in via principale, la condanna del convenuto all’eliminazione dei vizi già riscontrati in sede di accertamento tecnico preventivo; in via subordinata, il risarcimento di tutti i danni subiti in conseguenza dei vizi del materiale fornito, consistenti nelle spese necessarie per il ripristino del tetto. P.G.si costituiva in giudizio e contestava la pretesa. Chiedeva inoltre di essere autorizzato a chiamare nel giudizio la G. legnami s.r.I., produttore del materiale che egli aveva poi rivenduto all’attore senza operare su di esso alcuna manipolazione. Si costituiva la G. Legnami s.r.I., che contestava l’esistenza dei vizi e negava che ci fosse coincidenza di oggetto delle due vendite.
Il tribunale rigettava la domanda principale intesa a ottenere la eliminazione dei vizi, ritenendo eccessivamente oneroso per il venditore l’intervento di ripristino; accoglieva, nei limiti della quota ereditaria dell’attrice, la domanda subordinata di risarcimento del danno, condannando il venditore al pagamento della somma di € 25.303,73, pari ai 2/3 della somma occorrente per la riparazione del tetto secondo la quantificazione del consulente tecnico. Negli stessi limiti accoglieva la domanda di garanzia proposta dal convenuto contro il terzo chiamato.
Interponevano appello P.G. e la G. legnami Srl.La corte d’appello accoglieva i due gravami. Essa partiva dalla considerazione che il rigetto della domanda principale, di eliminazione dei vizi, non aveva formato oggetto di impugnazione e che, conseguentemente, si era formato giudicato interno sull’accertata eccessiva onerosità dell’intervento di ripristino. Da ciò ne conseguiva, secondo la corte di merito, che il danno conseguente al vizio del materiale aveva una rilevanza esclusivamente estetica. Esso, pertanto, non poteva consistere nella spesa occorrente per la riparazione del tetto, ma nel costo occorrente per eliminare le fessure o l’incidenza delle fessure sul valore dell’immobile. Tuttavia tali conseguenze non avevano costituito oggetto della domanda risarcitoria avanzata dall’attore, che aveva chiesto solamente la condanna del venditore a pagare le spese necessarie per il ripristino del tetto, con lo smontaggio del tetto e la sostituzione dei listelli difettosi, che costituiva però misura equivalente all’esatto adempimento negato dal primo giudice. La corte condannava il proprietario del tetto al pagamento delle spese del doppio grado del giudizio.
Il proprietario del tetto ricorre in Cassazione la quale osserva:
Posted by: diprob Posted on: 26 Dicembre 2019	area , auto , copertura , incidente , privata , rc , sinistro
Posted by: diprob Posted on: 18 Dicembre 2019