Source: http://www.arcadiaconcilia.it/decreto-legislativo-n-28-del-2010-integrato
Timestamp: 2019-08-22 05:28:55+00:00
Document Index: 85417875

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art. 2643', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art.12', 'art. 17', 'art.5', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 36', 'art. 16']

Decreto Legislativo n.28 del 2010 integrato - Arcadia Concilia - Mediazione civile
e) registro: il registro degli organismi istituito con decreto del Ministro della giustizia ai sensi dell’articolo 16 del presente decreto, nonché’, sino all’emanazione di tale decreto, il registro degli organismi istituito con il decreto del Ministro della giustizia 23 luglio 2004, n. 222.
2. Il regolamento deve in ogni caso garantire la riservatezza del procedimento ai sensi dell’articolo 9, nonché’ modalità di nomina del mediatore che ne assicurano l’imparzialità e l’idoneità al corretto e sollecito espletamento dell’incarico.
1 La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all’articolo 2 è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia[1]. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all’organismo territorialmente competente presso il quale è stata presentata la prima domanda. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data del deposito dell’istanza[2].
2. L’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa. 3. All’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l’avvocato e l’assistito è annullabile. Il documento che contiene l’informazione è sottoscritto dall’assistito e deve essere allegato all’atto introduttivo dell’eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione
Art.5 Condizione di procedibilità e rapporti con il processo
1. omissis[3]
1-bis. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria[4] e da diffamazione con mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall’avvocato[5], preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione e’ condizione di procedibilità della domanda giudiziale. La presente disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi alla data della sia entrata in vigore. Al termine di due anni dalla medesima data di entrata in vigore è attivato su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione[6]. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.
2. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello[7], valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può disporre[8] l’esperimento del procedimento di mediazione; in tal caso, l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale anche in sede di appello. Il provvedimento di cui al periodo precedente è adottato prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6 e, quando la mediazione non è già stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.
2-bis. Quando l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l’accordo.[9]
5. Fermo quanto previsto dal comma 1bis e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto ovvero l’atto costitutivo dell’ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l’arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo il giudice o l’arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La domanda è presentata davanti all’organismo indicato dalla clausola, se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all’articolo 4, comma 1. In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente al contratto o allo statuto o all’atto costitutivo, l’individuazione di un diverso organismo iscritto.
1.Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a tre[10] mesi.
2. Il termine di cui al comma 1 decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto periodo del comma 1bis dell’articolo 5, non è soggetto a sospensione feriale.
1. Il periodo di cui all’articolo 6 e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 1bis, non si computano ai fini di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89.
1. All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta[11] giorni dal deposito della domanda. Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato. Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento[12]. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari.
1. 1. Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell’organismo.
2. 2. Il mediatore si adopera affinchè le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia.
3. 3. Quando non può procedere ai sensi del comma 1, ultimo periodo, il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali. Il regolamento di procedura dell’organismo deve prevedere le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti.
4. 4. bis[13]. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.
Art.10 Inutilizzabilità e segreto professionale
1. Se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo. Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta in qualunque momento del
procedimento. Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all’articolo 13.
1. Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l’accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell’ordine pubblico[14]. Nelle controversie transfrontaliere di cui all’articolo 2 della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, il verbale è omologato dal presidente del tribunale nel cui circondario l’accordo deve avere esecuzione.
Art.15 Mediazione nell’azione di classe
Art.16 Organismi di mediazione e registro. Elenco dei formatori
2. La formazione del registro e la sua revisione, l’iscrizione, la sospensione e la cancellazione degli iscritti, l’istituzione di separate sezioni del registro per la trattazione degli affari che richiedono specifiche competenze anche in materia di consumo e internazionali, nonché’ la determinazione delle indennità spettanti agli organismi sono disciplinati con appositi decreti del Ministro della giustizia, di concerto, relativamente alla materia del consumo, con il Ministro dello sviluppo economico. Fino all’adozione di tali decreti si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei decreti del Ministro della giustizia 23 luglio 2004, n. 222 e 23 luglio 2004, n. 223. A tali disposizioni si conformano, sino alla medesima data, gli organismi di composizione extragiudiziale previsti dall’articolo 141 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.
4-bis. Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori. Gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a ciò finalizzati, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 55-bis del codice deontologico forense. Dall’attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica[15].
Art.17 Risorse, regime tributario e indennità
d) le riduzioni minime delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis, ovvero è disposta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2.
5-bis. Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis, ovvero è disposta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del presente decreto, all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni. A tale fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato[16].
5-ter. Nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione[17].
6. Il Ministero della giustizia provvede, nell’ambito delle proprie attività istituzionali, al monitoraggio delle mediazioni concernenti i soggetti esonerati dal pagamento dell’indennità di mediazione. Dei risultati di tale monitoraggio si tiene conto per la determinazione, con il decreto di cui all’articolo 16, comma 2, delle indennità spettanti agli organismi pubblici, in modo da coprire anche il costo dell’attività prestata a favore dei soggetti aventi diritto all’esonero. 7. L’ammontare dell’indennità può essere rideterminato ogni tre anni in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto Nazionale di Statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel triennio precedente.
Art.20 Credito d’imposta
4. Il credito d’imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione di cui al comma 3, in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonché’, da parte delle persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi. Il credito d’imposta non da’ luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Art.22 Obblighi di segnalazione per la prevenzione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo Art. 22 1. All’articolo 10, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, dopo il numero 5) è aggiunto il seguente: «5-bis) mediazione, ai sensi dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69;».
2. Restano ferme le disposizioni che prevedono i procedimenti obbligatori di conciliazione e mediazione, comunque denominati, nonché’ le disposizioni concernenti i procedimenti di conciliazione relativi alle controversie di cui all’articolo 409 del codice di procedura civile. I procedimenti di cui al periodo precedente sono esperiti in luogo di quelli previsti dal presente decreto.
In virtù dell’art. 84 bis della L. 98/2013►art. 2643 c.c.
Modifica all’articolo 2643 del codice civile
1. All’articolo 2643 del codice civile, dopo il numero 12) è inserito il seguente:
«12-bis) gli accordi di mediazione che accertano l’usucapione con la sottoscrizione del processo verbale autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato».[18]
[1] È stato introdotto il principio di competenza territoriale per gli organismi coincidente con il giudice territorialmente competente per la controversia.
[2] Il deposito dell’istanza individua l’organismo presso il quale svolgere l’incontro e non più la comunicazione alla controparte. La data di deposito fissa il termine di decorrenza per le fasi successive.
[3] La Corte Costituzionale ha dichiarato, con sentenza n° 272 del 2012, l’illegittimità dell’art. 5 comma 1, il Parlamento ha reintrodotto l’obbligatorietà inserendo il comma 1-bis.
[4] È stata introdotta l’obbligatorietà per ogni attività inerente la sanità.
[5] Si introduce l’obbligo di assistenza legale per le materie di cui all’articolo 5 comma 1-bis.
[6] È stato stabilito un periodo sperimentale di quattro anni per l’obbligatorietà. Al termine del secondo anno è stata inserita una fase di monitoraggio da parte del Ministero non meglio precisata. Attualmente è già prevista una trasmissione trimestrale dei dati dettagliati delle mediazioni svolte.
[7] Ritorna la facoltà del giudice di disporre anche in appello il rinvio alla mediazione.
[8] Il giudice nella prima versione del d.lgs. 28/2010 “invitava” le parti a procedere alla mediazione, ora invece “dispone” il rinvio conferendo la natura di condizione di procedibilità.
[9] Uno degli elementi caratterizzanti del nuovo decreto è l’introduzione dell’incontro preliminare per verificare se sussistono le condizioni per avviare la procedura di mediazione, lo svolgimento del primo incontro ed è sufficiente a soddisfare la condizione di procedibilità.
[10] La durata del procedimento di mediazione è stata ridotta da 4 mesi a 3 mesi.
[11] L’incontro tra le parti deve essere svolto nei trenta giorni successivi al deposito dellistanza di mediazione a differenza dei 15 gg prima previsti.
[12] Sin dall’incontro preliminare è prevista la presenza obbligatoria dell’avvocato per le materie di cui all’art. 5 comma 1-bis. Tale ultima precisazione circa la presenza necessarie dell’avvocato per le materie obbligatorie sarebbe stata almeno opportuna per evitare dubbi, successivamente fugati da una interpretazione complessiva del d.lgs. che tiene conto delle interconnessioni tra i vari articoli (cifr. Art.5 c.1-bis, art.12 c.1, art. 17 c.5bis). nell’incontro preliminare vengono illustrate le modalità del procedimento di mediazione. Il mediatore al termine invita i partecipanti ad esprimersi sulle possibilità di continuare o meno verso la mediazione.
[13] Il comma 4, divenuto inefficace per effetto della dichiarazione di illegittimità dell’art.5 comma 1, è stato reintrodotto integralmente con la numerazione 4 bis.
[14] L’accordo sottoscritto dagli avvocati assume efficacia esecutiva in alternativa alla omologazione del Presidente del Tribunale. Può desumersi che la presenza dell’avvocato sia obbligatoria esclusivamente per le materie di cui all’art. 5 comma 1-bis così come espressamente previsto dalla norma testé menzionata, tale tesi è, altresì, deducibile dall’incipit dell’art. 12 dove la presenza dei legali viene introdotta da un periodo ipotetico e rafforzata, al terzo periodo dello stesso comma, dalla possibilità alternativa di omologazione.
[15] L’introduzione del comma 4-bis permette agli avvocati di essere mediatori civili al pari di altri professionisti che hanno frequentato uno specifico percorso formativo. Resta l’obbligo di aggiornamento professionale.
[16] La previsione del gratuito patrocinio per le sole materie obbligatorie è a sostegno dell’interpretazione di cui alla nota 14 all’art. 12, secondo cui la presenza obbligatoria dell’avvocato è riferibile esclusivamente alle materie di cui all’art. 5 c.1bis altrimenti non si spiegherebbe tale limitazione.
[17] L’incontro preliminare, introdotto per evitare ulteriori futuri giudizi di incostituzionalità in contrasto con l’art. 24 della Costituzione, è gratuito fatte salve le spese di avvio oltre le spese vive, ponendo, così, dubbi di incostituzionalità per conflitto con l’art. 36 Cost. Peraltro gli organismi non possono rifiutarsi di svolgere la mediazione per le materie obbligatorie ai sensi dell’art. 16, c.9, DM180/2010, infine nell’ipotesi di gratuito patrocinio, non è prevista alcuna azione di rivalsa nei confronti dell’erario da parte degli organismi..
[18] L’accordo di mediazione che accerta l’usucapione rientra, quindi, nel novero degli atti trascrivibili ponendo fine all’ostruzionismo di alcune conservatorie.
Tempo di esecuzione: 0.07687783241272