Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n69-del-28042016.html
Timestamp: 2017-01-20 14:09:05+00:00
Document Index: 102396962

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 24', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 57', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 27', 'art. 43', 'art. 6', 'art.11', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16']

Circolare INPS n.69 del 28.04.2016 REGISTRAZIONE GRATUITA
Circolare INPS n.69 del 28.04.2016 Decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, articoli 2, 3 e 4. Modifica degli artt. 16 e 26 T.U. in materia di congedo di maternità in caso di parto prematuro e sospensione del congedo in caso di ricovero del bambino. Modifica dell’art. 24 T.U. in materia di conservazione del diritto all’indennità di maternità.
Modalità di pagamento, regime fiscale e istruzioni contabili.
la circolare fornisce istruzioni in ordine all’indennità di maternità per i giorni ulteriori rispetto ai 5 mesi riconosciuti nei casi di parto molto prematuro ex art. 16 T.U., come modificato alla lett. d). Le istruzioni riguardano sia il conguaglio delle indennità anticipate dai datori di lavoro sia i casi residuali di pagamento diretto. Sono altresì fornite istruzioni per l’accreditamento della contribuzione figurativa ai fini pensionistici, sia per i lavoratori del settore privato che per i lavoratori del settore pubblico, e indicazioni operative per il monitoraggio della spesa ed il regime fiscale della prestazione.
Indice: Premessa. 1. Periodo di congedo post partum nei casi di parto prematuro. 2. Rinvio e sospensione del congedo di maternità in caso di ricovero del neonato o del minore adottato/affidato. 3. Istruzioni operative per le Strutture INPS. 4. Conservazione del diritto all’indennità di maternità in caso di licenziamento per colpa grave della lavoratrice dipendente. 5. Contribuzione figurativa per dipendenti privati e pubblici. 6. Finanziamento degli oneri e monitoraggio della spesa. 7. Modalità di compilazione del flusso Uniemens per il conguaglio delle indennità anticipate 8.Regime fiscale della prestazione. 9. Istruzioni contabili.
Nell’ottica di conciliare al meglio i tempi di vita e lavoro dei genitori lavoratori e di assicurare tutele sempre più ampie, il decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, con gli artt. 2, 3 e 4, ha apportato modifiche agli articoli 16, 24 e 26 del T.U. maternità/paternità (decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001). Queste nuove disposizioni, in vigore dal 25 giugno 2015, sono state introdotte a carattere sperimentale per l’anno 2015 ma, per effetto del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, trovano applicazione anche per gli anni successivi, salve eventuali rideterminazioni dei benefici da parte del Ministeri vigilanti (vedi successivo par. 6).
Premesso quanto sopra, si forniscono di seguito istruzioni operative in merito alle nuove disposizioni in oggetto. Per quanto non modificato, rimangono salve le istruzioni fornite nel tempo sugli argomenti trattati.
1."E' vietato adibire al lavoro le donne:
La riforma in esame interessa le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici iscritte alla Gestione separata[1] e riguarda, in particolare, i casi di parti "fortemente” prematuri da intendersi con tale accezione quelli che si verificano prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto(cioè prima dell’inizio del congedo ordinario ex lett. a dell’art. 16 cit.).
Con la riforma della lett. d) dell’art. 16 T.U., invece, su indicazione ministeriale, il congedo si calcola aggiungendo ai 3 mesi post partum ex lett. c) dell’art. 16 cit. tutti i giorni compresi tra la data del parto fortemente prematuro e la data presunta del parto, risultando così di durata complessivamente maggiore rispetto al periodo di 5 mesi precedentemente previsto.
E’ bene precisare che la riforma in esame non comporta di fatto variazioni nei casi in cui il parto prematuro si verifichi all’interno dei due mesi ante partum, ossia quando il congedo obbligatorio ante partum è già iniziato: per tali eventi infatti il congedo post partum risulta coincidente, come in precedenza, con i 3 mesi dopo il parto ai quali vanno aggiunti i giorni di congedo ante partum non goduti. Inoltre, in tali casi, se la lavoratrice ha un provvedimento di interdizione prorogata, i giorni di congedo obbligatorio ante partum non fruiti si aggiungono al termine dei 7 mesi dopo il parto.
Si riportano a titolo esemplificativo due esempi sulle due diverse fattispecie sopra descritte.
E’ bene precisare infine che gli ulteriori periodi riconosciuti alle lavoratrici madri nei casi di parto fortemente prematuro influiscono anche sulla durata del congedo di paternità che coincide, come noto, con il periodo di congedo di maternità post partum non fruito in tutto o in parte dalla madre per morte, grave infermità, abbandono del figlio o affidamento esclusivo dello stesso al padre (art. 28 del T.U. e art. 3 del DM 4 aprile 2002 - circolare INPS n. 8 del 17 gennaio 2003, paragrafo 10).
Le istruzioni per il conguaglio sono riportate al successivo par. 7.
Dalla data di pubblicazione della presente circolare, nelle more del completamento degli aggiornamenti relativi alle applicazioni per l’acquisizione delle domanda per via telematica, le domande di maternità/paternità relative a parti fortemente prematuri (esempio 1) vanno presentate in modalità cartacea, insieme al certificato medico di gravidanza[2], alla Sede INPS competente, oppure inoltrate alla Sede stessa tramite raccomandata A/R. Per tali domande è utilizzato il mod. SR01 reperibile sul sito www.inps.it, sezione "modulistica”.
In via del tutto eccezionale e provvisoria, sarà cura delle Sedi acquisire tali domande cartacee nella procedura gestionale "MALATTIA MATERNITA’ LEGGE 104/92” o "PRESTAZIONI LAVORATORI PARASUBORDINATI”.
dopo il rilascio della procedura telematica > domanda da presentare esclusivamente on line
Il nuovo art. 16-bis del T.U. disciplina il rinvio e la sospensione del congedo di maternità prevedendo che "In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo di cui all’articolo 16, comma 1, lettere c) e d), e di godere del congedo, in tutto o in parte, dalla data di dimissione del bambino.
Si riporta a titolo esemplificativo il seguente esempio.
Si allega alla presente circolare un fac simile di comunicazione (allegato 1).
Si rammenta che in caso di adozioni o affidamenti preadottivi, sia nazionali sia internazionali, la durata del congedo è pari a 5 mesi; in caso di affidamento non preadottivo il congedo è pari ad un periodo di 3 mesi. Il congedo è in ogni caso fruibile, in modo continuo o frazionato, entro 5 mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore (rif. circolare INPS n. 16 del 4 febbraio 2008).
3. Istruzioni operative per le Strutture INPS
Procedura di MALATTIA MATERNITA’ LEGGE 104/1992 e Procedura di PRESTAZIONI LAVORATORI PARASUBORDINATI In entrambe le procedure è possibile accogliere la domanda del periodo di congedo di maternità obbligatorio differito per sospensione di congedo di maternità (par. 2) o incrementato per parto fortemente prematuro (par. 1), inserendo nel campo ”Ast. ant/pos:” il codice "P” o il codice "E” nel caso di periodo comprensivo anche di un periodo di astensione per interdizione anticipata.
Solo nella procedura di malattia, maternità e legge 104/1992 è possibile utilizzare il tasto funzionale F5 presente sulla pratica per inserire una nota con i riferimenti del motivo del differimento o del prolungamento del periodo ordinario.
Prima di accogliere la domanda è necessario verificare, oltre alla documentazione, la congruenza del numero dei giorni richiesti come congedo di maternità per l’evento. In caso di rinvio e sospensione il numero totale dei giorni fruiti deve coincidere con quelli del periodo ordinario ossia il periodo che si fruisce successivamente deve coincidere con il numero dei giorni di congedo ordinario non fruiti. In caso di parto prematuro, il numero di giorni incrementato rispetto al periodo ordinario deve coincidere con il numero di giorni pari all’intervallo temporale che va dal giorno successivo al parto, al giorno precedente l’inizio dei due mesi ante partum (cfr i 19 giorni dell’esempio 1).
4. Conservazione del diritto all’indennità di maternità in caso di licenziamento per colpa grave della lavoratrice dipendente
Il comma 1 dell’art. 24 T.U. è stato riformulato nel seguente modo:
" 1. L'indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dall'articolo 54, comma 3, lettere a), b) e c), che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità previsti dagli articoli 16 e 17”.
La disposizione in esame non comporta variazioni sulle tutele già in atto.
Infatti la disposizione in argomento integra nel comma 1 dell’art. 24 T.U. maternità/paternità il disposto della sentenza della Corte Costituzionale n. 405 del 2001, in forza del quale è stata prevista la conservazione del trattamento di maternità oltre la cessazione del rapporto di lavoro anche nell’ipotesi prevista dall’art. 54, comma 3, lettera a), del T.U., ossia nel caso di licenziamento per colpa grave della lavoratrice, costituente giusta causa di risoluzione del rapporto di lavoro.
In attuazione della citata sentenza n. 405/2001, l’Istituto ha fornito a suo tempo le relative istruzioni (cfr. Circolare n. 8/2003, par. 12).
5. Contribuzione figurativa per dipendenti privati e pubblici
La valorizzazione dei periodi per i quali spetti la contribuzione figurativa relativa ai periodi di congedo avviene in base all’art. 40 della legge n. 183/2010. Ai sensi di quanto previsto dalla citata disposizione, ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizione in vigore e verificatisi nel corso del rapporto di lavoro, "è pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento. Il predetto importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi”.
Pertanto, i datori di lavoro nello svolgimento degli adempimenti informativi ai fini previdenziali comunicano all’Istituto i periodi in cui sono intervenuti eventi tutelati figurativamente con le consuete modalità.
Con specifico riferimento alla fattispecie dei parti fortemente prematuri (par. 1), posto che gli ulteriori giorni di congedo post partum riconosciuti dalla riforma allungano la durata complessiva del congedo post partum, si pone la necessità di dare separata evidenza a detti periodi.
Pertanto, il datore di lavoro dovrà valorizzare il periodo di congedo post partum aggiuntivo (equivalente al numero di giorni compresi nell’intervallo temporale che va dal giorno successivo al parto al giorno precedente l’inizio dei due mesi ante partum – cfr i 19 giorni dell’esempio 1), mediante l’utilizzo del nuovo <CodiceEvento> "PAP” avente il significato di "periodi di congedo maternità parto fortemente prematuro D.Lgs n.80/2015”. Dovranno, altresì, essere valorizzati, gli altri elementi del flusso volti a caratterizzare il verificarsi di eventi tutelati figurativamente.
Le settimane in cui si colloca l’evento PAP saranno valorizzate con "tipo copertura” 1 "Totalmente NON retribuita” o 2 "Parzialmente retribuita”.
L’elemento <DiffAccredito> conterrà la "retribuzione persa” nel mese riferita al totale dei giorni PAP fruiti.
- Elemento <Lavorato> = N
- Elemento <CodiceEventoGiorn> = PAP
Nel caso di lavoratore iscritto al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo o al Fondo pensioni sportivi professionisti non dovrà essere compilato l’elemento <Settimana>.
- dovranno essere indicati i <GiorniRetribuitiFS> ovvero <GiorniRetribuitiIPOST> avendo cura di sottrarre da 30 (valore mensile di riferimento per il mese interamente lavorato) i giorni corrispondenti all’evento PAP fruiti nel mese;
- nella medesima sezione Fondo attivando, rispettivamente, la sottosezione <Figurativi> (caso Fondo Speciale FS) e la sottosezione <FigurativiIPOST> (caso Fondo Speciale Ipost) nell’elemento <Figurativi> dovranno essere indicati i <GiorniRetribuitiFS>, ovvero nell’elemento <FigurativiIPOST>, i <GiorniRetribuitiIPOST> relativi all’evento PAP;
Nei casi di indennità a pagamento diretto il dato per la valorizzazione è trasmesso dagli archivi delle prestazioni a sostegno del reddito.
5.1 Contribuzione figurativa fuori dal rapporto di lavoro.
L’ampliamento della tutela figurativa in caso di parto prematuro riguarda anche gli eventi verificatisi fuori dal rapporto di lavoro. Ferme le condizioni già previste per l’accredito degli eventi di maternità fuori dal rapporto di lavoro, l’interessata, in tal caso, dovrà esibire certificazione medico specialistica dell’epoca rilasciata da struttura sanitaria pubblica che attesti la data presunta del parto. La valorizzazione segue le prescrizioni ed i criteri diramati riguardo all’art. 8 della legge 155/1981.
5.2 Dipendenti iscritti alle Gestioni Dipendenti Pubblici.
La modifica apportata all’art. 16, lettera d) del T.U. maternità/paternità (decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001) dal decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 (estensione del periodo di congedo di maternità oltre i già previsti 5 mesi, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta) trova applicazione anche per le dipendenti (o per i dipendenti, in relazione al congedo di paternità ex art. 28 del T.U. in argomento) delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001, nonché per le dipendenti (o per i dipendenti come prima specificato) degli enti pubblici e delle aziende municipalizzate che transitano a società private per effetto di norme di legge, di regolamento o convenzione, e che abbiano mantenuto l’iscrizione alle Gestioni Dipendenti Pubblici ex INPDAP.
La detta estensione del periodo di congedo di maternità trova applicazione sia quando l’evento "parto” si verifichi in attività di servizio sia nel caso che esso si verifichi al di fuori del rapporto di lavoro, con domanda di accredito, da parte degli interessati, della contribuzione figurativa ai sensi dell’art. 25, comma 2, del decreto legislativo n. 151/2001).
A tal fine, per il riconoscimento della contribuzione figurativa ai sensi del citato art. 25, si procederà ad implementare gli applicativi informatici delle Gestioni Dipendenti Pubblici, in modo da consentire anche il riconoscimento dell’eventuale periodo più ampio, così come previsto dalla sopra esplicata normativa, e di conseguenza verranno emanate apposite disposizioni operative con successivo messaggio Hermes. Rimane fermo che per i dipendenti in servizio il trattamento economico per il periodo di maternità continua ad essere erogato dall’Amministrazione di appartenenza secondo quanto disposto dall’art. 2 comma 2 e dall’art. 57 del decreto legislativo 151/2001.
6. Finanziamento degli oneri e monitoraggio della spesa
Per l’anno 2015, le riforme introdotte dal decreto legislativo n. 80 del 2015 sono finanziate mediante riduzione del fondo di cui all’art. 1, co. 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Gli oneri complessivi sono valutati, per l’anno 2015, in 104 milioni (art. 26 del decreto 80/2015).
Per gli anni successivi, in attuazione dell’art. 26 cit., co.4, il decreto legislativo di riforma degli ammortizzatori sociali, decreto n. 148 (pubblicato nella G.U. n. 221 del 23 settembre 2015, n.53), ha individuato all’art. 43 comma 2 le risorse necessarie per finanziare i benefici di cui agli art. dal 2 al 24 del d.lgs. 80/2015. Si riporta per comodità il citato comma 2 dell’art. 43: "i benefici di cui agli articoli dal 2 al 24 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80 sono riconosciuti anche per gli anni successivi al 2015, in relazione ai quali continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 27 del predetto decreto legislativo. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma valutato in 123 milioni di euro per l’anno 2016, 125 milioni di euro per l’anno 2017, 128 milioni di euro per l’anno 2018, 130 milioni di euro per l’anno 2019, 133 milioni di euro per l’anno 2020, 136 milioni di euro per l’anno 2021, 138 milioni di euro per l’anno 2022, 141 milioni di euro per l’anno 2023, 144 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge n. 190 del 2014 come rifinanziato dal presente articolo.”.
Si rammenta che l’art. 27 del d. lgs. n. 80/2015, menzionato nel comma 2 sopra riportato, prevede una clausola di salvaguardia in base alla quale il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali possono rideterminare i benefici di cui trattasi qualora si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni di spesa previste dall'articolo 26 del d. lgs. n. 80/2015 per l’anno 2015 e dall’art. 43, comma 2, del citato decreto legislativo n. 148/2015 per gli anni successivi. A tale fine i Ministeri vigilanti provvedono al monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni in esame, anche avvalendosi del sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
7. Modalità di compilazione del flusso Uniemens per il conguaglio delle indennità anticipate.
Per il conguaglio delle indennità anticipate alla lavoratrice dal datore di lavoro, relativamente al periodo di congedo post partum aggiuntivo (equivalente al numero di giorni compresi nell’intervallo temporale che va dal giorno successivo al parto al giorno precedente l’inizio dei due mesi ante partum – cfr i 19 giorni dell’esempio 1) dovrà essere valorizzato nell’elemento <MatACredAltre>, <CausaleRecMat>, il nuovo codice causale "L063” avente il significato di "indennità di congedo maternità parto prematuro D.Lgs n.80/2015”; nell’elemento <ImportoRecMat> il relativo importo. Rimane ferma la necessità di valorizzare i consueti codici causale, per il conguaglio delle indennità anticipate dal datore di lavoro relative al periodo ordinario di congedo, ossia data parto + 3 mesi dopo il parto + il numero di giorni relativi ai 2 mesi ante partum in base alla data presunta del parto (ossia i 62 giorni dell’esempio 1). 8. Regime fiscale della prestazione
L’indennità di maternità corrisposta dall’Istituto direttamente alle lavoratrici (lavoratrici iscritte alla gestione separata, operaie agricole, lavoratrici dello spettacolo saltuarie o con contratto a termine o a prestazione, lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari, lavoratrici disoccupate e sospese dal lavoro che non usufruiscono del trattamento cassa integrazione guadagni), sotto il profilo fiscale si configura, ai sensi dell’art. 6, secondo comma del TUIR, quale reddito appartenente alla stessa categoria di quello sostituito o perduto.
Pertanto, se l’indennità di maternità è percepita in sostituzione del reddito di lavoro dipendente o assimilato al lavoro dipendente, viene assoggetta al regime della tassazione ordinaria previsto dagli artt. 23 e 24 del DPR 600/73, con le aliquote previste all’art.11 del Tuir e con il riconoscimento delle detrazioni di cui agli artt. 12 e 13 del Tuir. Se l’indennità di maternità è percepita in sostituzione di un reddito di lavoro autonomo o di un reddito diverso, viene assoggetta alla ritenuta d’acconto prevista dal primo comma dell’art. 25 del DPR n. 600/73.
Costituisce eccezione a quanto sopra esposto, il trattamento fiscale dell’indennità di maternità corrisposta alle imprenditrici agricole ed alle familiari coadiuvanti dell'imprenditore agricolo, per la quale l’Agenzia delle Entrate, in risposta alla consulenza giuridica proposta dall’Istituto il 3 agosto 2011, ha disposto che l'INPS non deve applicare le ritenute a titolo di acconto.
L’Inps, in qualità di sostituto d'imposta, è tenuto ad effettuare il conguaglio fiscale tra le ritenute operate e l’imposta dovuta sul reddito complessivo e in tutti i casi, compresa la suindicata eccezione, a rilasciare la corrispondente certificazione fiscale ai sensi dell’art. 4, commi 6-ter e 6 quater del DPR n. 322/1998.
Per le imputazioni contabili connesse alla rilevazione degli oneri derivanti dall’applicazione delle fattispecie trattate nella presente circolare, disciplinate dagli articoli n. 2, 3 e 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, di modifica rispettivamente, degli articoli 16, 24 e 26, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), si richiamano le istruzioni già fornite, tempo per tempo, nei messaggi e nelle circolari pubblicati in materia.
In particolare, il riferimento è al paragrafo 3) della circolare n. 181 del 16 dicembre 2002 (in caso di importi conguagliati dalle aziende, per i lavoratori dipendenti, valorizzati nel flusso UNIEMENS con i consueti codici causale, nonché con il nuovo codice "L063”); al messaggio n. 245 del 05 novembre 2001, di integrazione delle disposizioni di cui al precedente messaggio n. 174 del 03/08/2001 (in caso di pagamento diretto ai lavoratori di cui al all’art. 1, comma 6, del decreto legge n. 663/1979); al paragrafo 5) della circolare n. 138 del 29 luglio 2002 e al paragrafo 4.1) della circolare n. 137 del 21 dicembre 2007 (in caso di pagamento diretto ai lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995); al paragrafo "Istruzioni contabili” del messaggio n. 1146 del 21 gennaio 2014 (per i pagamenti diretti al personale assicurato ex IPSEMA).
I rapporti finanziari con lo Stato, ai fini del rimborso degli oneri in questione, saranno curati direttamente dalla Direzione generale.
[1] Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 335/1995 alle quali, come noto, l’art. 16 del T.U. è stato esteso con decreto ministeriale 12 luglio 2007 (vedi circolare n. 137/2007)
[2] Si rammenta che il certificato medico di gravidanza va presentato alle Sede competente in busta chiusa recante la dicitura "contiene dati sensibili”.
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