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Timestamp: 2018-12-14 11:24:41+00:00
Document Index: 130651621

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 30', 'art.56', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 38']

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ENTRATA IN VIGORE mediante pubblicazione della Deliberazione, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 51 del 20 dicembre 2007
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Albano Danieli
1 CITTÀ DI DOMODOSSOLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA REGOLAMENTO EDILIZIO 3^ MODIFICA di integrazione APPROVATA con Deliberazione Consiliare n. 64 del 27 novembre 2007 immediatamente esecutiva ENTRATA IN VIGORE mediante pubblicazione della Deliberazione, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 51 del 20 dicembre 2007 Il Dirigente Il Sindaco Il Segretario Arch. Paolo TECCHIO Michele MARINELLO Dott. Gianfranco COTUGNO 0
2 INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI...3 Art. 1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R. E.)...3 Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia...4 Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia...5 Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia...6 TITOLO II - ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI...7 Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.)...7 Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.)...8 Art. 7 Richiesta di permesso di costruire e progetto municipale...9 Art. 8 Rilascio di permesso di costruire...12 Art. 9 Diniego di permesso di costruire...13 Art. 10 Comunicazione dell'inizio dei lavori...14 Art. 11 Voltura di permesso di costruire...15 Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità TITOLO III - PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI...17 Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf)...17 Art. 14 Altezza della costruzione (H)...18 Art. 15 Numero dei piani della costruzione (Np)...18 Art. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds)...18 Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc)...19 Art Superficie Utile Lorda della Costruzione (Sul o S.L.P.)...19 Art. 19 Superficie utile netta della costruzione (Sun)...19 Art. 20 Volume della costruzione (V)...20 Art. 21 Superficie fondiaria (Sf)...20 Art. 22 Superficie territoriale (St)...20 Art. 23 Rapporto di copertura (Rc)...20 Art. 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf)...20 Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut)...21 Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If)...21 Art. 27 Indice di densità edilizia territoriale (It)...21 TITOLO IV - INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI...22 Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione...22 Art. 29 Allineamenti...22 Art. 30 Salvaguardia e formazione del verde...23 Art. 31 Requisiti delle costruzioni...24 Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni...24 Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private...25 Art. 34 Interventi urgenti...26 Art. 35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione...26 TITOLO V - PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI...28 Art. 36 Altezza interna dei locali abitativi...28 Art. 37 Antenne...29 Art. 38 Chioschi e mezzi pubblicitari...30 Art. 39 Coperture, canali di gronda e pluviali...31 Art. 40 Cortili e cavedi...32 Art. 41 Intercapedini e griglie di aerazione...33 Art. 42 Misure contro la penetrazione di animali nelle costruzioni...34 Art. 43 Muri di sostegno
3 Art. 44 Numeri civici...36 Art. 45 Parapetti e ringhiere...37 Art. 46 Passaggi pedonali e marciapiedi...38 Art. 47 Passi carrabili...39 Art. 48 Piste ciclabili...40 Art. 49 Portici e "pilotis"...40 Art. 50 Prefabbricati...40 Art. 51 Rampe...41 Art. 52 Recinzioni e cancelli...42 Art. 53 Serramenti...43 Art. 54 Servitù pubbliche...44 Art. 55 Soppalchi...45 Art. 56 Sporgenze fisse e mobili...46 Art. 57 Strade private...47 Art. 58 Terrazzi...48 Art. 58 bis Centro Storico...48 Art. 58 ter Ambienti soggetti a tutela...48 TITOLO VI - ESECUZIONE DELLE OPERE...49 Art. 59 Prescrizioni generali...49 Art. 60 Richiesta e consegna di punti fissi...49 Art. 61 Disciplina del cantiere...50 Art. 62 Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie...51 Art. 63 Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali...52 Art. 64 Scavi e demolizioni...53 Art. 65 Rinvenimenti...54 Art. 66 Ripristino del suolo e degli impianti pubblici...54 TITOLO VII - VIGILANZA E SANZIONI...55 Art. 67 Vigilanza e coercizione...55 Art. 68 Violazione del regolamento e sanzioni...55 TITOLO VIII - DISPOSIZIONI FINALI...56 Art. 69 Ricostruzione di edifici crollati in tutto o in parte in seguito ad eventi accidentali...56 Art. 70 Deroghe...56 Art. 70bis Tolleranze...56 TITOLO IX - ARREDO URBANO...58 Art. 71 Insegne...58 Art. 72 Targhe...58 Art. 73 Dehors SPECIFICAZIONI DELLE ESIGENZE INDICATE ALL'ART ELENCO DELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI RIFERIBILI ALLE ESIGENZE INDICATE ALL'ART ADEMPIMENTI IN OTTEMPERANZA ALLE NORMATIVE DI SICUREZZA, DI CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI, DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI...65 ESTREMI DI APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO...67 ALLEGATI:
4 TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R. E.) 1. Il Regolamento Edilizio, in conformità ai disposti del D.P.R. 380/01 e, per quanto non in contrasto, all'art. 2 della legge regionale 8 luglio1999, n. 19 (Norme in materia di edilizia e modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 Tutela ed uso del suolo ), disciplina: a) la formazione, le attribuzioni ed il funzionamento della Commissione Edilizia; b) gli adempimenti inerenti alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio e le relative procedure; c) i parametri e gli indici edilizi ed urbanistici; d) l'inserimento ambientale, i requisiti prestazionali ed il decoro del prodotto edilizio; e) le prescrizioni costruttive e funzionali per i manufatti; f) l'esercizio dell'attività costruttiva e dei cantieri; g) la vigilanza e le sanzioni. 2. Il Regolamento contiene in allegato i modelli secondo i quali devono essere redatti gli atti dei procedimenti. 3. Per quanto non espresso nel presente regolamento, si rimanda alle specifiche leggi. 3
5 Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia 1. La Commissione Edilizia è l organo tecnico consultivo nel settore urbanistico ed edilizio che svolge funzione di supporto all attività dell ufficio tecnico comunale. 2. La Commissione è composta dal Dirigente del Servizio Edilizia Privata, o suo delegato, che la presiede, e da 9 (nove) membri effettivi nominati dal Consiglio Comunale. La Commissione è costituita da: - Almeno un avvocato esperto in diritto urbanistico-edilizio - almeno un architetto esperto in Beni Ambientali - almeno un ingegnere esperto in impianti tecnologici - almeno un geologo - almeno un geometra esperto di Catasto - almeno uno storico, esperto riconosciuto del territorio comunale 3. I membri elettivi sono scelti dal Consiglio fra i cittadini di maggiore età, ammessi all esercizio dei diritti politici, che abbiano competenza, provata dal possesso di adeguato titolo di studio, e dimostrabile esperienza nelle materie attinenti all architettura, all urbanistica, all attività edilizia, all ambiente, allo studio e alla gestione dei suoli. 4. Non possono far parte della Commissione gli organi politici del Comune e i soggetti che per legge, in rappresentanza di altre Amministrazioni, Organi o Istituti, devono esprimere pareri obbligatori sulle stesse pratiche sottoposte alla Commissione. 5. La Commissione resta in carica fino al rinnovo del Consiglio Comunale che l ha eletta: pertanto all insediamento del nuovo Consiglio Comunale, la Commissione conserva le proprie competenze e facoltà per non più di quarantacinque giorni ed entro tale periodo deve essere ricostituita. 6. I componenti della Commissione possono rassegnare le proprie dimissioni in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta al Presidente: in tal caso, restano in carica fino a che il Consiglio Comunale non li abbia sostituiti. 7. I componenti della Commissione decadono: a) per incompatibilità, ove siano accertate situazioni contemplate al precedente comma 4; b) per assenza ingiustificata a tre sedute consecutive. 8. La decadenza è dichiarata dal Consiglio Comunale. 9. I componenti della Commissione decaduti o dimissionari devono essere sostituiti entro quarantacinque giorni dalla data di esecutività della deliberazione che dichiara la decadenza o da quella del ricevimento della lettera di dimissioni. 4
6 Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia 1. La Commissione esprime il proprio parere non vincolante al dirigente preposto al rilascio dei provvedimenti edilizi, per: il rilascio di permessi di costruire particolarmente rilevanti dal punto di vista edilizio, urbanistico e ambientale e di loro varianti per gli interventi nei lotti di completamento e di nuovo impianto; il rilascio di tutti i permessi di costruire nei nuclei di antica formazione, nel centro storico, nei nuclei isolati in territorio montano, nelle aree con vincolo d inserimento ambientale; i progetti di opere pubbliche, ancorché da autorizzare con determinazioni equivalenti a permessi di costruire o urbanistici; modifiche ai regolamenti di valenza edilizia; ulteriori aspetti sottoposti dallo stesso dirigente. 2. Il parere della Commissione è consultivo e non costituisce presunzione del rilascio del permesso di costruire che è riservato esclusivamente al dirigente del Servizio Edilizia Privata, il quale può assumere determinazioni difformi dandone puntuale motivazione. 3. La Commissione valuta le caratteristiche di qualità costruttiva dei fabbricati, il loro decoro costruttivo e architettonico nonché il loro corretto inserimento nell ambiente urbano, l estetica dell igiene urbana ai fini della salvaguardia dell ambiente urbano e naturalistico, la difesa dalle varie forme d inquinamento, tutto secondo una visione più consona alle accresciute esigenze di qualità della vita dell uomo moderno. 4. La Commissione svolge la propria attività nel rispetto dello snellimento dell attività amministrativa e il ricorso al parere non dovrà causare appesantimento del procedimento o comportare ritardi rispetto ai termini stabiliti dalla legge per il rilascio dell atto abilitante richiesto, nel qual caso il dirigente potrà procedere direttamente all emissione del provvedimento. Pertanto nei casi di assenza del numero legale alla data di convocazione, il dirigente prosegue nell iter procedimentale. 5. La Commissione stabilisce nella prima seduta, con specifico documento, i criteri di valutazione dell'inserimento del progetto edilizio nel contesto ambientale ed il controllo preventivo dello "standard" di qualità delle costruzioni; il contenuto del documento costituisce norma ai sensi del presente Regolamento. 6. Le presenti disposizioni prevalgono sulle N.T.A. dello S.U. generale. 5
7 Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia 1. La Commissione, su convocazione del Presidente, si riunisce ordinariamente due volte al mese e, straordinariamente, ogni volta che il Presidente lo ritenga necessario; le riunioni della Commissione non sono pubbliche e sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti. 2. Il Dirigente designa il funzionario chiamato a svolgere le funzioni di segretario della Commissione, senza diritto di voto. 3. Assistono ai lavori della Commissione, senza diritto di voto, i tecnici comunali istruttori degli atti sottoposti all'esame della Commissione stessa. 4. I componenti della Commissione interessati alla trattazione di argomenti specifici devono astenersi dall'assistere all'esame, alla discussione ed al giudizio, allontanandosi dall'aula; dell'osservanza di tale prescrizione, deve essere fatta menzione nel verbale di cui al successivo comma Vi è interesse all'argomento quando il componente della Commissione partecipi alla progettazione, anche parziale, dell'intervento; quando partecipi in qualsiasi modo alla richiesta del permesso di costruire; quando sia proprietario o possessore od usufruttuario o comunque titolare, in via esclusiva o in comunione con altri, di un diritto sull'immobile, tale da fargli trarre concreto e specifico vantaggio dall'intervento sottoposto all'esame della Commissione; quando appalti la realizzazione dell'opera; quando sia parente od affine entro il quarto grado del richiedente o del progettista. 6. La Commissione esprime i propri pareri, a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, sulla base di adeguata istruttoria esperita dall'ufficio comunale competente; in caso di parità prevale il voto del Presidente. 7. La Commissione, con decisione assunta a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, ha facoltà - con le stesse modalità decisionali - di convocare e sentire i richiedenti i permessi di costruire, o i loro delegati, anche insieme ai progettisti, e di eseguire sopralluoghi collegiali. 8. La Commissione deve sempre motivare l'espressione del proprio parere. 9. Il Segretario della Commissione redige il verbale. 10. Il verbale deve indicare il luogo e la data della riunione; il numero e i nominativi dei presenti; il riferimento all'istruttoria della pratica o all'argomento puntuale trattato; il parere espresso con la relativa motivazione o l esigenza di integrazioni; l'esito della votazione e, su richiesta dei membri, eventuali dichiarazioni di voto. 11. Il verbale è firmato dal Segretario estensore, dal Presidente della Commissione, dai membri componenti. 6
8 TITOLO II - ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.) 1. La richiesta del certificato urbanistico (C.U.) può essere formulata dal proprietario o dal titolare di altro diritto che conferisca la facoltà di svolgere attività edilizie; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce. 2. Il certificato urbanistico è rilasciato dall Autorità comunale entro sessanta giorni dalla richiesta e specifica, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) i tipi e le modalità d'intervento consentiti; d) le prescrizioni urbanistiche ed edilizie da osservare; e) le eventuali prescrizioni concernenti obblighi amministrativi, in particolare per quanto concerne urbanizzazioni e dismissioni; f) i vincoli incidenti sull'immobile. 3. Il C.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. 7
9 Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) 1. La richiesta del certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) può essere formulata dal proprietario o dal possessore dell'area interessata; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce. 2. Il C.D.U. è rilasciato dall Autorità comunale entro trenta giorni dalla richiesta, fatte salve le disposizioni del D.P.R. 380/01, e specifica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) le modalità d'intervento consentite; d) la capacità edificatoria consentita; e) i vincoli incidenti sull'immobile. 3. Il C.D.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento e conserva validità per un anno dalla data del rilascio, salvo che intervengano modificazioni degli strumenti urbanistici. Note - In caso di mancato rilascio nel termine, il C.d.U. può essere sostituito dalla dichiarazione dell'alienante o di un condividente che attesti l'avvenuta presentazione della domanda di rilascio e che precisi la destinazione urbanistica dell'area secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati, oppure l'inesistenza di questi, o che specifichi, infine, se l'area è sottoposta, o meno, a strumento urbanistico esecutivo ad opera del P.R.G. vigente. - Per quanto disposto al comma 3, si rammenta che la dichiarazione che non sono intervenute modificazioni degli strumenti urbanistici è resa dall'alienante o da un condividente, in sede di formazione dell'atto al quale il certificato va allegato (comma 2, art. 30, D.P.R. 380/01). 8
10 Art. 7 Richiesta di permesso di costruire e progetto municipale 1. Il proprietario, il titolare di diritto reale che consenta di eseguire trasformazioni e chiunque, per qualsiasi altro valido titolo, abbia l'uso o il godimento di entità immobiliari con l'anzidetta facoltà, richiede all Autorità comunale il permesso di costruire per eseguire qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica od edilizia del territorio e degli immobili. 2. La richiesta di permesso di costruire è composta dei seguenti atti: a) domanda indirizzata all Autorità comunale contenente: 1) generalità del richiedente; 2) numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società del proprietario e del richiedente; 3) estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; b) documento comprovante la proprietà o l'altro titolo che abilita a richiedere l'atto di assenso edilizio a norma di legge; c) progetto municipale. 3. Qualora il richiedente intenda obbligarsi all'esecuzione diretta di opere di urbanizzazione, la domanda di cui al precedente comma 2, lett. a), deve essere integrata con una dichiarazione concernente la disponibilità ad eseguire le opere sulla base di uno specifico progetto e di un apposito capitolato concordati con gli uffici tecnici comunali ed approvati dagli organi comunali competenti. 4. Il progetto municipale è formato dai seguenti atti: d) estratto della mappa catastale; e) estratti degli elaborati del P.R.G.C., rilasciati dall U.T.C., e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l'area d'intervento; f) rappresentazione dello stato di fatto, costituita da una planimetria del sito d'intervento, a scala non minore di quella catastale, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, manufatti ed alberature esistenti; per gli interventi su edifici esistenti, inoltre, da piante, prospetti e sezioni di rilievo dell'esistente (in scala 1:20-1:50 se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, 1:100; 1:200), con specificazione delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, dei materiali, delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici, artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica; g) specificazione delle opere di urbanizzazione primaria esistenti; h) documentazione fotografica del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente; i) simulazione, possibilmente fotografica, dell'inserimento del progetto nella situazione esistente nel caso di interventi aventi forte impatto per le dimensioni proprie o per le caratteristiche storiche, artistiche o ambientali del contesto in cui si collocano; j) planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l'indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici, ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, degli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.); k) piante, sezioni, prospetti (in scala 1:100; 1:200) e particolari (in scala 1:10; 1:20) idonei a rappresentare il manufatto in ogni sua parte; gli elaborati devono rispondere ai seguenti requisiti: 1) le piante sono redatte per ogni piano, dall'interrato al sottotetto, con indicate le destinazioni d'uso e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura; 9
11 2) le sezioni, almeno due, indicano le altezze nette dei piani, dei parapetti, delle aperture ed i profili del terreno naturale e sistemato; 3) i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell'edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui; 4) i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori; 5) nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l'indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso; 6) relazione illustrativa, redatta secondo il modello allegato al presente Regolamento, contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici. 5. Il progetto municipale deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, prescritti da norme speciali o da leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall'ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità. 6. Tutti gli elaborati del progetto municipale devono riportare la denominazione ed il tipo dell'intervento, la firma dell'avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti. 7. La richiesta di variante al permesso di costruire segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicate ai commi precedenti: il progetto municipale deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto all'originaria stesura. 8. E consentita la presentazione di progetto municipale semplificato, per la richiesta di Permesso di costruire o presentazione di DIA in merito ad insegne pubblicitarie, tende, bacheche, copertura di plateatici ecc. con riferimento all art.56 della L.R.56/77 e s.m.i., a condizione che siano all esterno del centro storico o ad altre aree soggette a vincoli ambientali e di P.R.G.C. INTERVENTI (1) A IN ZONE E/O EDIFICI SOGGETTI A VINCOLO (ambientale, paesaggistico, architettonico, monumentale) (1) B IN ZONE E/O EDIFICI NON SOGGETTI A VINCOLO (ambientale, paesaggistico, architettonico, monumentale) DOCUMENTAZIONE DA FORNIRE (art. 7 IV comma) TIPI DI INTERVENTO (2) SU IMMOBILI ESISTENTI MO MS RC1 RC2 REA REB D - MD AS D+NC SE -RU MO MS RC1 RC2 REA REB D - MD AS D+NC SE -RU a) b) c) e) f) h) i) a) b) c) e) f) g) h) i) a) b) c) e) f) g) h) i) a) b) c) e) h) i) a) b) c) e) g) h) i) a) b) c) e) g) h) i) DI NUOVA EDIFICAZIONE a) b) c) d) e) f) g) h) i) a) b) c) d) e) g) h) i) 10
12 (1) Aree e immobili ricadenti nei vincoli di cui: - L. 1497/39 - L. 1089/39 - L. 431/85 - aree protette in base a leggi o indicazioni di strumenti di pianificazione di livello comunale e/o sovra-comunale Classificazione dei tipi di intervento (riferimento alle definizioni di P.R.G.C.): M manutenzione ordinaria MS manutenzione straordinaria RC1 risanamento conservativo RC2 restauro conservativo REA ristrutturazione edilizia di tipo A REB ristrutturazione edilizia di tipo B D demolizione MD modifica di destinazione d uso AS ampliamento e/o ampliamento con sopraelevazione D+NC demolizione con ricostruzione secondo forme, dimensioni e localizzazione preesistenti SE demolizione con ricostruzione secondo forme, dimensioni e localizzazione diverse dalle preesistenti NC nuova costruzione RU ristrutturazione urbanistica 11
13 Art. 8 Rilascio di permesso di costruire 1. I permessi di costruire sono rilasciati dal Dirigente comunale in forma scritta e sono redatte secondo il modello allegato al presente Regolamento. 2. I permessi di costruire rilasciati sono pubblicati all'albo pretorio del Comune e sono annotati nell'apposito registro tenuto ai sensi della legge regionale urbanistica. 3. I permessi di costruire devono contenere: a) il riferimento alla domanda (generalità e codice fiscale del richiedente, data di presentazione, numeri di protocollo e del registro pubblico delle domande di permesso di costruire); b) il riferimento agli elaborati tecnici e descrittivi ed agli atti che costituiscono la documentazione allegata alla domanda; un originale di detti elaborati ed atti, vistato dal dirigente comunale, è allegato al permesso di costruire, del quale costituisce parte integrante; c) l'indicazione del tipo di intervento e delle destinazioni d'uso; d) l'identificazione catastale dell'immobile oggetto dell'intervento, la sua ubicazione (località, via, numero civico), il riferimento all'area urbanistica nella quale l'immobile è situato; e) il riferimento al titolo in forza del quale è richiesto l'atto di assenso edilizio; f) il riferimento agli eventuali pareri e autorizzazioni vincolanti costituenti presupposto per il rilascio dell'atto; in quest'ultimo devono essere riportate le eventuali condizioni imposte nei provvedimenti preventivi predetti; g) il riferimento ai pareri obbligatori non vincolanti preventivamente espressi, e quello agli eventuali pareri facoltativi assunti; h) negli atti di assenso edilizio onerosi, gli estremi delle deliberazioni del Consiglio comunale con le quali sono stabilite le modalità di applicazione del contributo di permesso di costruire; i) negli atti di assenso edilizio onerosi, l'entità e le modalità di riscossione del contributo di permesso di costruire e la determinazione delle relative garanzie finanziarie; j) negli atti di assenso edilizio non onerosi, la precisa citazione della norma a cui è riferita la motivazione di gratuità; k) il riferimento all'eventuale atto con il quale il richiedente assume l'impegno di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione (a scomputo totale o parziale della quota di contributo ad esse relativa) e l'assenso ad eseguire dette opere; l) le modalità dell'eventuale cessione al Comune, o dell'assoggettamento ad uso pubblico, delle aree necessarie per la realizzazione di opere di urbanizzazione; m) i termini entro i quali i lavori devono essere iniziati ed ultimati; n) le prescrizioni per gli adempimenti preliminari all'inizio dei lavori; o) le eventuali prescrizioni particolari da osservare per la realizzazione delle opere; p) le condizioni e le modalità esecutive imposte al permesso di costruire; q) il riferimento alla convenzione o all'atto di obbligo, qualora il rilascio dell'atto di assenso sia subordinato alla stipula di una convenzione ovvero alla presentazione di un atto d'obbligo unilaterale che tenga luogo della stessa; l'atto di impegno richiesto dalla legge per gli interventi edificatori nelle zone agricole è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. 12
14 Art. 9 Diniego di permesso di costruire 1. Il diniego del permesso di costruire è assunto dal dirigente comunale. 2. Il provvedimento deve essere motivato e deve indicare le disposizioni, di legge o di regolamento, che impediscono il rilascio del permesso di costruire. 3. Il provvedimento di diniego è notificato al richiedente. 13
15 Art. 10 Comunicazione dell'inizio dei lavori 1. Il titolare del permesso di costruire deve comunicare con atto scritto al dirigente comunale la data di inizio dei lavori, non oltre l'inizio stesso. 2. La comunicazione è redatta secondo il modello allegato al presente regolamento e deve menzionare: a) la data ed il protocollo del deposito, presso il competente ufficio, della pratica inerente alle opere in cemento armato, ove presenti; b) i nominativi e le qualifiche degli operatori responsabili della direzione, esecuzione e sorveglianza dei lavori. 3. Qualsiasi variazione relativa agli operatori deve essere resa nota al Comune, a cura del titolare del permesso di costruire, entro il termine di giorni otto dall'avvenuta variazione. 4. Per gli ampliamenti e le recinzioni, il Comune può effettuare, anche su richiesta degli interessati, apposita visita intesa a verificare tracciati o quote altimetriche e planimetriche, prima o al momento dell'inizio dei lavori, fissando, se del caso, appositi capisaldi. 5. Qualora sia accertata la violazione dei disposti di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, il dirigente comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. 14
16 Art. 11 Voltura di permesso di costruire 1. Il trasferimento del permesso di costruire ad altro titolare (voltura) deve essere richiesto al dirigente comunale contestualmente alla presentazione dei documenti attestanti il titolo per ottenerlo. 2. L'istanza di voltura è corredata dagli atti che comprovano l'avvenuto trasferimento della qualità di avente titolo al permesso di costruire. 3. La voltura del permesso di costruire è rilasciata entro 30 giorni dal deposito della relativa istanza. 4. Qualora sia accertata la violazione del disposto di cui al comma 1 del presente articolo, il dirigente comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. 15
17 Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità. 1. Entro il termine per la conclusione dei lavori, e fatta salva la richiesta di un'ulteriore permesso di costruire per le opere mancanti, il titolare del permesso di costruire deve comunicare al dirigente comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori, l'ultimazione dei lavori di esecuzione dell'opera assentita. 2. Contestualmente o successivamente, il proprietario richiede al dirigente comunale, se dovuto, il certificato di agibilità, con le procedure e gli obblighi stabiliti dalle norme vigenti. 3. La comunicazione di ultimazione dei lavori e la richiesta del certificato di agibilità sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento. Note - Sono fatte salve le disposizioni contenute nel D.P.R. 380/01. 16
18 TITOLO III - PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf) 1 - Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. 2 - Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in metri [m o mt], tra l estradosso dell ultimo solaio ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più elevata rispetto ad esso ed il punto più basso della linea di spiccato; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1,10 metri. 3 - L ultimo solaio è quello che sovrasta l ultimo spazio abitabile o agibile ivi compresi i sottotetti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili con esclusione dei volumi tecnici. Per sottotetto agibile si intende lo spazio sottostante la copertura a falde dell edificio e avente altezza media interna uguale o superiore a mt. 1,80, calcolata dividendo l intero volume interno lordo del sottotetto per la superficie interna lorda dell intero piano sottotetto; nel caso di edifici a piani sfalsati il computo del volume và eseguito per singoli piani. Il sottotetto che non sia accessibile con scala, non entra in alcun modo in volumetria. 4 - Il filo di gronda è dato dall intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l intersezione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. 5 - La linea di spiccato è data dall intersezione della superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 6 - Nel caso in cui l ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l altezza virtuale della linea di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il volume dell ultimo spazio 17
19 abitabile o agibile (comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente, al netto di eventuali soppalchi; l altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l altezza di ciascun fronte. 7 - Dal computo dell altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è necessario collocare al di sopra dell ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/o la refrigerazione, impianti per l utilizzo di fonti energetiche alternative. 8 - In caso di nuova costruzione di edifici con copertura piana, questa dovrà sovrastare l ultimo piano abitabile. Art. 14 Altezza della costruzione (H) 1. L'altezza della costruzione, misurata in metri [m], è la massima tra quelle dei fronti, determinate ai sensi del precedente art. 13. Art. 15 Numero dei piani della costruzione (Np) 1. Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani abitabili o agibili - compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati tali - e di quelli seminterrati il cui livello di calpestio sia, anche solo in parte, fuori terra rispetto ad uno qualunque dei fronti dell'edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 2. Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti interamente interrato e che non emergano dal suolo per più di 1,20 m, misurati dal più alto dei punti dell'intradosso del soffitto al più basso dei punti delle linee di spiccato perimetrali (definite ex art. 13, comma 5), nonché gli eventuali soppalchi. Art. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) 1. Le distanze di cui al titolo del presente articolo sono misurate in metri [m] e riferite al filo di fabbricazione della costruzione. 2. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1,50 m; sono inclusi nel perimetro anzidetto i "bow window", le verande, gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaperti di scale ed ascensori. 3. La distanza tra: a) filo di fabbricazione di una costruzione e filo di fabbricazione di un'altra costruzione (D), b) filo di fabbricazione di una costruzione e linea di confine della proprietà (Dc), 18
20 c) filo di fabbricazione di una costruzione e confine di una strada o, in assenza di questo, ciglio di una strada (Ds), è rappresentata dai raggi della minima circonferenza avente centro in uno dei due elementi e tangente all altro. Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc) 1. La superficie coperta è l'area, misurata in metri quadrati [m 2 ], della proiezione orizzontale dell'intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i "bow window", i vani scala, i vani degli ascensori, i porticati e le altre analoghe strutture. 2. Sono esclusi dal computo della superficie coperta gli elementi decorativi, i cornicioni, le pensiline ed i balconi aperti a sbalzo, aggettanti per non più di 1,50 m dal filo di fabbricazione. Art Superficie Utile Lorda della Costruzione (Sul o S.L.P.) 1 - La superficie utile lorda, misurata in metri quadrati [m2 o mq], è la somma delle superfici utili lorde di tutti i piani entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano. 2 - Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai bow window ed alle verande; b) ai piani di calpestio dei soppalchi; sono escluse le superfici relative: c) ai volumi tecnici, anche se emergenti dalla copertura del fabbricato, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, impianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; d) ai porticati, ai pilotis, alle logge, ai balconi, ai terrazzi; e) agli spazi compresi nel corpo principale o a quello coperti ad esso esterni adibiti al ricovero ed alla manovra dei veicoli, per uso esclusivo dei residenti o comunque pertinenziali; f) ai locali cantina interrati per almeno i 2/3 dell altezza interna; g) alle soffitte ed ai locali sottotetto che soddisfino le seguenti condizioni : - abbiano altezza media inferiore a mt. 1,80, calcolata dividendo l intero volume del sottotetto per la superficie interna lorda dell intero piano - aperture di dimensioni non superiore a mq. 0,60 e superficie complessiva delle aperture non superiore a 1/20 del pavimento. h) ai cavedii. Art. 19 Superficie utile netta della costruzione (Sun) 1. La superficie utile netta, misurata in metri quadrati [m 2 ], è la somma delle superfici utili nette di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso - ricavate deducendo da quelle utili lorde, così come definite all'art. 18, tutte le superfici non destinate al calpestio. 2. Le soglie di passaggio da un vano all'altro e gli sguinci di porte e finestre sono convenzionalmente considerate superfici non destinate al calpestio fino ad una profondità massima 19
21 di 0,50 m e, come tali, sono dedotte dalle superfici lorde; soglie e sguinci di profondità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. Art. 20 Volume della costruzione (V) 1. Il volume della costruzione, misurato in metri cubi [m3 o mc], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l altezza misurata tra i livelli di calpestio del piano medesimo e del piano superiore. 2. Per l ultimo piano, sottotetto abitabile o agibile compreso, l altezza di cui sopra è quella tra il livello di calpestio e l estradosso dell ultimo solaio o in sua assenza l estradosso della superficie di copertura. 3. Nel caso in cui l ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzionalmente l altezza virtuale alla quale è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto, nelle presenti Norme, nella definizione dell altezza dei fronti della costruzione (Hf). 4 Nelle nuove costruzioni sono escluse dal computo della volumetria e dalle superficie utile lorda gli aumenti di spessore realizzati per esigenze di miglioramento dei livelli di coibentazione termica, acustica e di inerzia termica per tutto lo spessore dei muri perimetrali e dei solai eccedente i 30 cm. ; il presente criterio di calcolo vale anche per le altezze massime, per le distanza dalle strade comunali. L applicazione del presente comma comporterà il deposito del progetto riferito sia alla situazione reale che a quella virtuale. Art. 21 Superficie fondiaria (Sf) 1. E' l'area del terreno asservita e/o asservibile alle costruzioni realizzate e/o realizzabili, misurata in metri quadrati [m 2 ], al netto delle superfici destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. Art. 22 Superficie territoriale (St) 1. E' l'area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati [m 2 ], comprendente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. Art. 23 Rapporto di copertura (Rc) 1. Il rapporto di copertura è il quoziente, espresso in percentuale [%], tra la superficie coperta dalle costruzioni edificate e/o edificabili e la superficie fondiaria pertinente (Rc = Sc/Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/o edificabile sulla superficie fondiaria. Art. 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) 1. L'indice di utilizzazione fondiaria è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie fondiaria (Uf = Sul/Sf): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 2 ]/[m 2 ]. 20
22 Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) 1. L'indice di utilizzazione territoriale è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie territoriale (Ut = Sul/St): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 2 ]/[m 2 ]. Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If) 1. L'indice di densità edilizia fondiaria è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edificabile e la superficie fondiaria (If = V/Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 3 ]/[m 2 ]. Art. 27 Indice di densità edilizia territoriale (It) 1. L'indice di densità edilizia territoriale è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edificabile e la superficie territoriale (It = V/St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 3 ]/[m 2 ]. 21
23 TITOLO IV - INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione 1. E' vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano stati utilizzati come deposito di materiali insalubri (immondizie, letame, residui organici, ecc.) se non dopo aver risanato il sottosuolo corrispondente. E necessaria la verifica e la dimostrazione, attraverso specifici elaborati, delle condizioni di salubrità delle aree dimesse, o che potranno essere dimesse, dall uso produttivo, artigianale e industriale nei casi d interventi di modifica della destinazione d uso. 2. Il giudizio concernente l'opera di risanamento è dato dall'organo competente in materia igienico-sanitaria, previa acquisizione della documentazione e dei pareri tecnici ritenuti necessari, i cui oneri sono a carico del richiedente. 3. Se il terreno da edificare è umido e/o soggetto alle infiltrazioni di acque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio e debbono essere adottati gli accorgimenti atti ad impedire che l'umidità si trasmetta dalle fondazioni alle murature e/o alle strutture sovrastanti. 4. In ogni caso devono essere adottate soluzioni costruttive tali da impedire la risalita dell'acqua per capillarità e le parti murarie dei locali sotterranei o seminterrati devono essere protette mediante la posa di manti impermeabili o la realizzazione di intercapedini. 5. I pavimenti non devono appoggiare direttamente sul terreno e l'edificio deve essere isolato dal suolo mediante vespaio di altezza non inferiore a 0,30 m, ventilato tramite condotti sfocianti in bocchette di aerazione. 6. Il pavimento del piano terreno non deve essere, di norma, situato ad una quota inferiore rispetto al piano dell'area esterna alla soglia di accesso. 7. Possono essere ammesse, su conforme parere del Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente in materia ovvero su asseverazione del progettista, soluzioni tecniche diverse da quelle disciplinate nei commi 5 e 6 del presente articolo, atte a conseguire i medesimi risultati circa la protezione dall'umidità e dalle infiltrazioni di acqua, soprattutto nel caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente. 8. Il solaio dei locali, abitabili e non, deve sempre essere posto ad un livello superiore a quello della falda freatica o a quello di massima piena del sistema fognario di scarico. 9. E vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che emettono sorgenti radioattive nocive alla salute. E vietato utilizzare materiali che emettono radiazioni in quantità nocive alla salute. Art. 29 Allineamenti 1. L'allineamento con edifici o manufatti preesistenti è quello riferito alla costruzione più arretrata rispetto al sedime stradale, salvo che, per garantire il rispetto dell'unitarietà compositiva o 22
24 il mantenimento di caratteri formali, non risulti più conveniente allineare la costruzione in progetto ad una cortina più avanzata. Si rimanda al P.R.G.C. per i casi da questo disciplinati. Art. 30 Salvaguardia e formazione del verde 1. La conservazione, la valorizzazione e la diffusione della vegetazione in genere, sia sulla proprietà pubblica sia su quella privata, sono riconosciute quali fattori di qualificazione ambientale. 2. L Autorità comunale, con ordinanza o con esplicita condizione apposta agli atti di assenso relativi a procedimenti edilizi, può imporre la piantumazione di alberi, arbusti, siepi o la creazione di superfici arboree su aree di proprietà privata fronteggianti spazi pubblici. 3. La vegetazione può oltrepassare il limite fra la proprietà ed il sedime stradale solo quando l'aggetto dei rami sia a quota superiore a 4,00 m rispetto al medesimo. 4. E' fatto obbligo ai proprietari di alberi, o di altra vegetazione adiacente alla via pubblica, di effettuare i tagli necessari affinchè non sia intralciata la viabilità veicolare e pedonale, o compromessa la leggibilità della segnaletica, la visione di eventuali specchi riflettenti e la visibilità della carreggiata. 5. Qualora, per qualsiasi causa, cadano sul piano stradale alberi, arbusti o ramaglie afferenti a terreni privati il proprietario di essi è tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile a sue spese, ferma restando la responsabilità degli eventuali danni arrecati. 6. L Autorità comunale, può imporre, con ordinanza, il taglio di alberi ed arbusti che costituiscano potenziali situazioni di pericolo per l'integrità delle reti impiantistiche o che rappresentino insuperabile ostacolo per la loro realizzazione. 23
25 Art. 31 Requisiti delle costruzioni 1. Chiunque diriga ed esegua lavori di realizzazione di manufatti edilizi, di costruzione di nuovi fabbricati, di ristrutturazione, restauro e manutenzione di fabbricati esistenti, di installazione o modifica di impianti tecnologici a servizio dei fabbricati, di installazione o modifica di impianti destinati ad attività produttive all'interno dei fabbricati od in aree ad essi pertinenti, deve provvedere, sotto personale responsabilità, che le opere siano compiute a regola d'arte e rispondano alle norme di sicurezza e di igiene prescritte dalle leggi, dai regolamenti e dalle direttive in vigore. 2. Le norme di settore alle quali debbono conformarsi i requisiti tecnici e prestazionali degli interventi edilizi sono riferite alle sotto riportate esigenze di: a) resistenza meccanica e stabilità; b) sicurezza in caso di incendio; c) tutela dell'igiene, della salute e dell'ambiente; d) sicurezza nell'impiego; e) protezione contro il rumore; f) risparmio energetico e ritenzione del calore; g) facilità di accesso, fruibilità e disponibilità di spazi ed attrezzature. 3. Se per il soddisfacimento dei requisiti, le vigenti norme impongono di procedere a deposito di atti, approvazione di progetti, collaudi, controlli finali o altro, presso istituzioni pubbliche diverse dal Comune, il professionista incaricato ai fini della conformità ai suddetti requisiti deve comunicare all Autorità comunale gli estremi dei relativi atti e la denominazione dell'ufficio pubblico competente. 4. Nel caso di approvazione condizionata, soggetta a prescrizione, il professionista incaricato ai fini della conformità al requisito deve produrre copia del documento rilasciato dal pubblico ufficio competente, riportante per esteso le condizioni imposte; il Comune, in sede di controllo, ha facoltà di richiedere copia completa della pratica presentata presso l'ufficio suddetto. Note Si rimanda alle specifiche normative di settore in vigore alla data di presentazione del progetto edilizio. Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni 1. Tutte le costruzioni devono essere inserite armonicamente nel contesto ambientale. 2. I fabbricati di nuova costruzione, o soggetti a ricostruzione o a recupero, devono armonizzare nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture con gli edifici circostanti, in particolare con quelli costituenti matrice ambientale, anche senza essere necessariamente simili a questi, nonché inserirsi convenientemente nell'ambiente urbano o naturale rispettandone le caratteristiche peculiari. 3. Il dirigente, sentito il parere della Commissione Edilizia, in sede di rilascio degli atti di assenso all'edificazione, ha facoltà di prescrivere, con congrua motivazione, soluzioni progettuali specifiche e di imporre direttive intese ad ottenere specifici risultati di inserimento ambientale. 24
26 4. Il dirigente, sentita la Commissione Edilizia, può altresì disporre la sostituzione o la rimozione di elementi accessori esistenti - quali scritte, insegne, decorazioni, sovrastrutture, ecc. - che non si accordano con le caratteristiche ambientali. 5. I lavori e le opere necessarie per l'arredo complementare, secondo le prescrizioni imposte negli atti di assenso all'edificazione, devono essere totalmente compiuti allo scadere del periodo fissato. Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private 1. Le costruzioni, le singole parti delle stesse e le aree di pertinenza debbono essere mantenute efficienti, per quanto attiene alla sicurezza, all'estetica, al decoro, all'igiene. 2. E' prescritta la conservazione degli elementi architettonici aventi caratteristiche storicoartistiche di pregio, nonché interesse di testimonianza storica, quali fontane, esedre, lapidi, bassorilievi, edicole sacre, antiche targhe e simili. 3. Il proprietario ha l'obbligo di eseguire i lavori di manutenzione, di riparazione e di ripristino necessari, nonché quelli di intonacatura e ritinteggiatura delle costruzioni deterioratesi. 4. Il prospetto architettonicamente unitario deve essere tinteggiato in modo omogeneo o armonico; detta omogeneità va mantenuta anche se gli interventi di tinteggiatura avvengono in tempi diversi e riguardano proprietà diverse. 5. La scelta del colore della tinteggiatura di edifici non soggetti a specifico vincolo di tutela è sottoposta all'approvazione degli uffici comunali competenti presso i quali deve essere esibita e depositata specifica campionatura. 6. Le aree libere inedificate, a destinazione non agricola o di pertinenza delle costruzioni, devono essere convenientemente mantenute: è vietato procurarne o consentirne lo stato di abbandono ed è altresì vietato l'accumulo e l'abbruciamento di materiali o di rifiuti. 7. Ove le condizioni delle costruzioni e delle singole parti delle stesse o lo stato delle aree siano degradati tanto da arrecare pregiudizio all'ambiente o alla sicurezza ed alla salute delle persone, il dirigente ha facoltà di ingiungere, entro un termine prestabilito, al proprietario o al possessore dell'immobile l'esecuzione dei lavori necessari per rimuovere ogni inconveniente; in caso di inottemperanza, totale o parziale, il dirigente può disporre l'esecuzione d'ufficio a spese dell'inadempiente; tali spese devono essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta; in difetto, salve restando eventuali disposizioni speciali di legge, esse sono riscosse coattivamente con la procedura di cui al R.D. 14 aprile 1910, n. 639 e s.m.i. 8. Sono consentiti senza alcuna procedura edilizia piccoli manufatti prefabbricati ad uso giardino armonicamente inseriti con le seguenti dimensioni massime consentite: - mq di superficie lorda; - altezza media massima mt. 2.30; La struttura non dovrà essere infissa stabilmente al suolo, dovrà avere struttura in legno e tetto a falde, potrà essere realizzato nella misura di un manufatto per edificio abitativo inserito nel tessuto edilizio residenziale definito dal PRGC. 25
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