Source: https://www.perungiorno.it/cicerone-pro-cluentio-102-111..html
Timestamp: 2020-01-19 22:58:25+00:00
Document Index: 121645926

Matched Legal Cases: ['arte 102', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arte 02']

Cicerone, Pro Cluentio: 102 - 111
« Svetonio, Vite dei dodici cesari: Libro 03, Par 01 - 30
Cicerone, In Verrem: 02; 02-01-05 »
Latino: dall'autore Cicerone, opera Pro Cluentio parte 102 - 111
[102] Cominii cum hoc agerent, quod nos in tota causa egimus, probaverunt
Quam ob rem si Staieni damnatione Oppianicum iudicium corrumpere voluisse, Oppianicum iudici ad emendas sententias dedisse pecuniam iudicatum est, cum ita constitutum sit ut in illa culpa aut Cluentius sit aut Oppianicus, Cluenti nummus nullus iudici datus ullo vestigio reperietur, Oppianici pecunia post iudicium factum ab iudice ablata est, potest esse dubium quin illa damnatio Staieni non modo non sit contra Cluentium, sed maxime nostram causam defensionemque confirmet
XXXVII [103] Ergo adhuc Iuni iudicium video esse eius modi ut incursionem potius seditionis, vim multitudinis, impetum tribunicium, quam iudicium appellandum putem [102] I Cominii, basandosi sugli stessi argomenti su cui mi baso io, per tutta la causa, ebbero la meglio
Quindi, se allora attraverso la condanna di Staieno si stabilì che Oppianico aveva voluto inquinare il processo, che Oppianico aveva dato il denaro a un giudice per comprare anche i voti degli altri, una volta accertato che la colpa ricade o su Cluenzio o su Oppianico, dato che ancora oggi non si trova nessuna traccia di neanche un soldo di Cluenzio che sia stato consegnato a un giudice, mentre il denaro di Oppianico dopo la sentenza è stato tolto dalle mani di un giudice, ormai noto tutto ciò, si può forse dubitare che quella condanna di Staieno non solo si rivolge contro Cluenzio, ma che al contrario diventa il più forte pilastro della nostra linea di difesa
XXXVII[103] Fin qui, quindi, vedo che il processo a carico di Giunio è tale da meritare, secondo il mio modo di vedere, lappellativo di aggressione sediziosa, di violenza di massa, di attacco guidato da un tribuno piuttosto che quello di processo
Quod si quis illud iudicium appellet, tamen hoc confiteatur necesse est, nullo modo illam multam quae ab Iunio petita sit cum Cluenti causa posse coniungi
Illud igitur Iunianum per vim factum est: Bulbi et Popili et Guttae contra Cluentium non est: Staieni etiam pro Cluentio est
Videamus ecquid aliud iudicium, quod pro Cluentio sit, proferre possimus
Dixitne tandem causam C Fidiculanius Falcula, qui Oppianicum condemnarat, cum praesertim, id quod fuit in illo iudicio invidiosissimum, paucos dies ex subsortitione sedisset
Dixit et bis quidem dixit; in summam enim L Quinctius invidiam contionibus eum cotidianis seditiosis et turbulentis adduxerat E se cè qualcuno che lo chiama processo, costui deve ammettere di necessità che in nessun modo quella sanzione inflitta a Giunio può essere rapportata alla causa di Cluenzio
Insomma, la sentenza contro Giunio è sorta da un atto di sopraffazione, quelle a carico di Bulbo, Popilio e Gutta non ricadono su Cluenzio, mentre quella di Staieno è addirittura a suo favore
Vediamo se esiste qualche altra sentenza che possiamo addurre a favore di Cluenzio
Non è forse vero, quindi, che C Fidiculanio Falcala, dopo aver votato la condanna di Oppianico, fu chiamato a difendersi in tribunale solamente per il motivo, peraltro fattore massimo di ostilità in quel processo, che aveva svolto per pochi giorni i compiti di giudice supplente dopo il sorteggio
Dovette difendersi non una, ma addirittura due volte; L Quinzio, arringando giornalmente assemblee sediziose e turbolente, gli aveva suscitato contro la più feroce ostilità
Cicerone, Pro Cluentio: 152 - 161
Uno iudicio multa est ab eo petita, sicut ab Iunio, quod non suae decuriae munere neque ex lege sedisset
Paulo sedatiore tempore est accusatus quam Iunius, sed eadem fere lege et crimine: quia nulla in iudicio seditio neque vis nec turba versata est, prima actione facillime est absolutus
Non numero hanc absolutionem; nihilo minus enim potest, ut illam multam non commiserit, accepisse tamen ob rem iudicandam [pecuniam, sicut causam pecunia] capta nusquam Staienus eadem lege dixit
Proprium crimen illud quaestionis eius non fuit
[104] Fidiculanius quid fecisse dicebatur
Accepisse a Cluentio HS CCCC milia
Cuius erat ordinis
Senatorii In un primo processo si chiese che gli fosse data unammenda, come a Giunio, perché aveva fatto parte del collegio giudicante contro le prerogative della propria decuria e, dunque, illegalmente
Quando laccusato fu lui, la situazione era un po più tranquilla rispetto a quella in cui si era svolto il processo di Giunio, ma termini di legge e imputazioni erano quasi gli stessi: fatto sta che, non influenzando landamento del processo, né sedizioni, né violenze, né rivolte, egli fu assolto in prima istanza con assoluta facilità
Non prendo in considerazione questa assoluzione: pur non essendo incorso in quellammenda, egli potrebbe infatti aver ricevuto denaro per esprimere un verdetto, così come Staieno, pur avendo ricevuto denaro per il suo voto, non fu mai chiamato a difendersi davanti a nessun tribunale, almeno ai sensi della stessa legge
Quel capo daccusa non rientrava nelle competenze di un simile tribunale
[104] Di quale colpa era accusato Fidiculanio
Di aver preso da Cluenzio quattrocentomila sesterzi
A quale ordine apparteneva
A quello dei senatori
Cicerone, Pro Cluentio: 01 - 09
Qua lege in eo genere a senatore ratio repeti solet
de pecuniis repetundis
Ea lege accusatus honestissime est absolutus; acta est enim causa more maiorum, sine vi, sine metu, sine periculo; dicta et eita et demonstrata sunt omnia; adducti iudices sunt non modo potuisse honeste ab eo reum condemnari qui non perpetuo sedisset, sed, aliud si is iudex nihil scisset nisi quae praeiudicia de eo facta esse constarent, audire praeterea nihil debuisse
XXXVIII [105] Tum etiam illi quinque qui, imperitorum hominum rumusculos aucupati, tum illum absolverunt, iam suam clementiam laudari magno opere nolebant Secondo quale legge si è soliti chieder conto a un senatore di reati di questo genere
La legge sulla concussione
Quando fu accusato ai sensi di questa legge, egli fu assolto con tutti gli onori; infatti la causa poté essere sostenuta secondo lusanza dei nostri antenati, senza violenza, senza minaccia, senza pericolo: tutto fu dichiarato, argomentato e dimostrato; i giudici furono portati a credere non soltanto che limputato era stato condannato con pieno diritto da uno che non aveva partecipato a tutto il dibattimento, ma anche che se quel giudice avesse saputo soltanto i giudizi preliminari già pronunciati, come si sapeva, a carico dellimputato, egli non avrebbe dovuto stare ad ascoltare nientaltro
XXXVIII[105] Allora anche quei cinque che, prendendo al volo le voci di gente incompetente, avevano assolto quelluomo col proprio voto, ormai volevano evitare che si innalzassero lodi della loro clemenza
A quibus si qui quaereret sedissentne iudices in C Fabricium, sedisse se dicerent; si interrogarentur num quo crimine is esset accusatus praeterquam veneni eius quod quaesitum Habito diceretur, negarent; si deinde essent rogati quid iudicassent, condemnasse se dicerent; nemo enim absolvit
Eodem modo quaesitum si esset de Scamandro, certe idem respondissent; tametsi ille una sententia est absolutus, sed illam unam nemo tum istorum suam dici vellet
[106] Uter igitur facilius suae sententiae rationem redderet: isne qui se et sibi et rei iudicatae constitisse dicit, an ille qui se in principem maleficii lenem, in adiutores eius et conscios vehementissimum esse respondet A chi avesse loro domandato se erano stati giudici al processo contro C Fabrizio, avrebbero risposto di sì; alla domanda se gli fosse stato contestato qualche altro crimine oltre quello presunto di aver cercato di avvelenare Abito, avrebbero risposto di no; se poi si fosse domandato loro che verdetto avevano emesso, avrebbero detto di aver votato la condanna: nessuno, infatti, votò per lassoluzione
Allo stesso modo, se si fossero rivolte loro tali domande a proposito di Scamandro, sicuramente avrebbero risposto allo stesso modo; anche se egli avesse ricevuto soltanto un voto di assoluzione, nessuno di questi avrebbe voluto farsi attribuire quellunico voto
[106] Chi tra i due, dunque, avrebbe potuto più facilmente giustificare il proprio voto: chi afferma di essere rimasto coerente con se stesso e con i giudizi preliminari, o chi risponde di essere indulgente verso il mandante del delitto e, al contrario, spinto dalla severità verso i suoi sicari e complici
Cicerone, Pro Cluentio: 132 - 141
Quorum ego de sententia non debeo disputare; neque enim dubito quin ii tales viri suspicione aliqua perculsi repentina de statu suo declinarint
Qua re eorum qui absolverunt misericordiam non reprehendo, eorum qui in iudicando superiora iudicia secuti sunt (sua sponte, non Staieni fraude) constantiam comprobo, eorum vero qui sibi non liquere dixerunt sapientiam laudo, qui absolvere eum quem nocentissimum cognorant, et quem ipsi bis iam antea condemnarant nullo modo poterant, condemnare, cum tanta consilii infamia et tam atrocis rei suspicio esset iniecta, paulo posterius patefacta re maluerunt Non sono in obbligo di discutere lopinione di costoro; e, daltra parte, non ho alcun dubbio che uomini tali abbiano cambiato il loro atteggiamento in quanto scossi da un repentino sospetto
Con questo non voglio biasimare la compassione dimostrata da coloro che votarono lassoluzione; approvo la coerenza di coloro che, spontaneamente, e non perché ingannati da Staieno, hanno emesso una sentenza conforme a quelle precedenti; elogio la saggezza di coloro che si astennero biasimando linsufficienza di elementi probatori: costoro non potevano in nessun modo mandare assolto colui della cui colpevolezza erano del tutto certi e che essi stessi avevano già condannato due volte precedentemente, ma, considerando il discredito gettato sulle decisioni della giuria e del sospetto di una così tremenda responsabilità insinuato ai loro danni, preferirono che la condanna arrivasse un po più tardi, quando la storia fosse stata chiarita
[107] Ac ne ex facto solum sapientes illos iudicetis, sed etiam ex hominibus ipsis quod hi fecerunt rectissime ac sapientissime factum probetis, quis P Octavio Balbo ingenio prudentior, iure peritior, fide, religione, officio diligentior aut sanctior commemorari potest
Non absolvit
Quis Q Considio constantior, quis iudiciorum atque eius dignitatis quae in iudiciis publicis versari debet peritior, quis virtute, consilio, auctoritate praestantior
Ne is quidem absolvit
Longum est de singulorum virtute ita dicere; quae cognita sunt ab omnibus verborum ornamenta non quaerunt
Qualis vir M Iuventius Pedo fuit ex vetere illa iudicum disciplina, qualis L Caulius Mergus, M Basilus, C Caudinus [107] E affinché non li reputiate saggi soltanto per ciò che hanno fatto, ma anzi proprio perché stimandoli di per sé come individui possiate giustamente approvarne il comportamento così giusto e saggio, dunque: chi più di P Ottavio Balbo merita una lode per lindole illuminata, la vasta competenza giuridica, la lealtà, la scrupolosa coscienza, lo zelo e il senso del dovere
Egli non votò per lassoluzione
Chi più di Q Conidio può meritarne una per la fermezza, chi per lesperienza processuale e per quel senso di dignità che deve caratterizzare le cause penali, chi infine per le doti di virtù, saggezza, autorevolezza
Neanche lui votò per lassoluzione
Sarebbe troppo lungo continuare a discutere così della virtù di ognuno; virtù che, essendo nota a tutti, non ha bisogno di ornamenti verbali
E che grande uomo fu M Giovenzio Pedone, rappresentante della nostra scuola giudiziaria, e L Caulio Mergo, M Basilo, C Caudino
Cicerone, Pro Cluentio: 162 - 171
Qui omnes in iudiciis publicis iam tum florente re publica floruerunt
Ex eodem numero L Cassius, Cn Heius, pari et integritate et prudentia; quorum nullius sententia est Oppianicus absolutus
Atque in his omnibus natu minimus, ingenio et diligentia et religione par eis quos antea commemoravi, P Saturius, in eadem sententia fuit
[108] O innocentiam Oppianici singularem, quo in reo qui absolvit ambitiosus, qui distulit cautus, qui condemnavit constans existimatur
XXXIX Haec tum agente Quinctio neque in contione neque in iudicio demonstrata sunt; neque enim ipse dici patiebatur nec per multitudinem concitatam consistere cuiquam in dicendo licebat La loro reputazione di giudici nei processi penali fiorì quando lo stato stava fiorendo
Dello stesso gruppo fanno parte L Cassio e Cn Eio, la cui onestà era pari alla saggezza; dal voto di nessuno di loro Oppianico fu assolto
E anche il più giovane fra tutti loro, allo stesso livello per indole, zelo e coscienziosità a coloro che ho ricordato, P Saturio, fu dello sesso parere
[108] Particolare davvero linnocenza di Oppianico, con un tale imputato chi ha votato per lassoluzione è un intrigante, chi ha richiesto un differimento della sentenza diventa avveduto, chi ne ha votato la condanna è stimato un uomo coerente
XXXIX Tutto ciò allora, grazie al polverone che Quinzio continuava a sollevare, non fu chiaro né in assemblea, né in tribunale; da un lato, infatti, era lui stesso che non permetteva che se ne parlasse, dallaltro era leccitazione della folla a non concedere a nessuno la facoltà di alzarsi a parlare con la calma necessaria
Itaque ipse postquam Iunium pervertit, totam causam reliquit; paucis enim diebus illis et ipse privatus est factus et hominum studia defervisse intellegebat
Quod si per quos dies Iunium accusavit Fidiculanium accusare voluisset, respondendi Fidiculanio potestas facta non esset
Ac primo quidem omnibus illis iudicibus qui Oppianicum condemnarant minabatur
[109] Iam insolentiam noratis hominis, noratis animos eius ac spiritus tribunicios
Quod erat odium, di immortales, quae superbia, quanta ignorantia sui, quam gravis atque intolerabilis arrogantia
Qui illud iam ipsum acerbe tulerit, ex quo illa nata sunt omnia, non sibi ac defensioni suae condonatum esse Oppianicum: proinde quasi non satis signi esse debuerit ab omnibus eum fuisse desertum qui se ad patronum illum contulisset E così, sempre lui, dopo aver annientato Giunio non si interessò più della faccenda ; in pochi giorni ridiventò un privato cittadino e, daltronde, capiva che gli animi si erano calmati
Se avesse voluto accusare Fidiculanio nei giorni in cui rivolse le sue accuse contro Giunio, Fidiculanio non avrebbe avuto modo di replicare
Ora, almeno in un primo momento, egli rivolgeva le sue minacce contro tutti quei giudici che avevano votato la condanna di Oppianico
[109] E voi anche già conoscevate bene linsolenza del personaggio, il suo ardore presuntuoso, la sua turbolenza di tribuno
Che odio, dèi immortali, che superbia, che presunzione, che fastidiosa e insopportabile arroganza
E già non aveva assimilato, da qui nacque tutto il resto, che a lui e alla sua arringa difensiva non si fosse fatto dono dellassoluzione di Oppianico; come se lessersi rivolto ad un tale difensore non dovesse piuttosto significare in modo abbastanza eloquente che lui, Oppianico, era stato abbandonato da tutti
Erat enim Romae summa copia patronorum, hominum eloquentissimorum atque amplissimorum, quorum certe aliquis defendisset equitem Romanum, in municipio suo nobilem, si honeste putaset eius modi causam posse defendi
XL [110] Nam Quinctius quidem quam causam umquam antea dixerat, cum annos ad quinquaginta natus esset
Quis eum umquam non modo in patroni, sed in laudatoris aut advocati loco viderat
Qui quod rostra iam diu vacua locumque illum post adventum L Sullae a tribunicia voce desertum oppresserat, multitudinemque desuefactam iam a contionibus ad veteris consuetudinis similitudinem revocarat, idcirco cuidam hominum generi paulisper iucundior fuit A Roma cera, infatti, una straordinaria abbondanza di difensori, tutte persone dotate di eccelse qualità oratorie e di assoluto prestigio, e qualcuno di loro avrebbe di certo assunto la difesa di un cavaliere romano, famoso nel suo municipio, se soltanto avesse stimato che una simile causa poteva essere sostenuta con onore
XL[110] E Quinzio, daltronde, quando mai prima dallora, in quasi cinquanta anni di vita, aveva difeso una causa in tribunale
Chi lo aveva mai visto, non dico come difensore, ma almeno nel ruolo di testimone a discarico o di assistente legale
Fu solo per il fatto di aver impresso le sue orme sul palco degli oratori, vuoto ormai da tempo, dove, dopo la venuta di L Silla, era stato abbandonato dalla voce dei tribuni e per aver richiamato la folla, ormai non più abituata alle assemblee cittadine, a una parvenza dellantica consuetudine, che egli ottenne per un po qualche consenso presso un certo gruppo di persone
Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 02-01-05