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Timestamp: 2018-05-21 10:59:07+00:00
Document Index: 61273968

Matched Legal Cases: ['art. 410', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 49', 'art. 13', 'art 48', 'art.49', 'art 49', 'art. 49', 'art. 21']

Circolare della PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE - Nota 20 ottobre 2016 Voucher Lavoro accessorio – obbligo di comunicazione | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Circolare della PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE - Nota 20 ottobre 2016 Voucher Lavoro accessorio – obbligo di comunicazione
Inviato da redazione il Dom, 23/10/2016 - 00:12
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala la Circolare della PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE - Nota 20 ottobre 2016 Voucher Lavoro accessorio – obbligo di comunicazione<.
Voucher Lavoro accessorio – obbligo di comunicazione, Circolare della PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE - Nota 20 ottobre 2016<
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE - Nota 20 ottobre 2016<
Lavoro accessorio – obbligo di comunicazione<
il decreto legislativo n. 185/2016< stabilisce che i committenti imprenditori non agricoli o professionisti che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio devono comunicare, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, all’Ispettorato del lavoro i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, nonché il luogo della prestazione, il giorno della prestazione e l’ora di inizio e di fine della prestazione.
I committenti imprenditori agricoli sono, invece, tenuti a comunicare, anch’essi, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, nonché il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni consecutivi.
Per gli altri committenti non sussiste l’obbligo di comunicazione.
Le comunicazioni devono avvenire tramite email senza nessun allegato al seguente indirizzo:
voucher@provincia.bz.it<
per ciascun lavoratore e ciascuna giornata di lavoro. Le indicazioni di cui al formato riportato in calce alla presente circolare devono essere riportate esclusivamente nell’oggetto.
La comunicazione della prestazione di lavoro accessorio all’Ispettorato del lavoro diviene obbligatoria lunedì, 24 ottobre 2016.
Rimane in ogni caso ferma la dichiarazione di inizio attività da parte del committente già prevista nei confronti dell’INPS.
Per la violazione degli obblighi di comunicazione preventiva delle prestazioni di lavoro accessorio è prevista una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro.
Per ulteriori informazioni è a disposizione l’Ispettorato del lavoro.
Formato della comunicazione:
(committenti imprenditori non agricoli e professionisti)
luogo della prestazione;
giorno della prestazione (gg/mm/aaaa)
ora inizio della prestazione (hh:mm);
ora fine della prestazione (hh:mm).
LKJSRT68A20I789D; KLLSTT70A13I589D; Appiano;
10/11/2016; 09:00; 18:00.
Avvertenza: le indicazioni vanno riportate solo nell’oggetto della comunicazione; il campo testo rimane vuoto.
(committenti imprenditori agricoli)
durata della prestazione non superiore a 3 giorni
HJLLKR70A15X387H; LNMOTR92B12X327G; Chiusa; 10.11.2016; 11.11.2016; 12.11.2016;
Documento della Regione Sicilia, integrativo della Circolare n. 1/2016 dell’ispettorato nazionale del lavoro<
Voucher - Lavoro Accessorio - approfondimento della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro<
Circolare INL n. 1/2016 del 17/10/2016 con oggetto: decreto correttivo Jobs Act – lavoro accessorio – indicazioni operative<
“Protocollo d’intesa per il coordinamento dell’attività di vigilanza nella Regione Sicilia”, firmato dall’Ispettorato nazionale del Lavoro e dalla Regione.<
Protocollo d’intesa tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l‘ispettorato nazionale del lavoro e la Circolare n. 29/2016.<
JOBS ACT quarta parte - Decreto Correttivo del Jobs Act, D. Lgs. 24 settembre 2016, n. 185<
JOBS ACT terza parte - Decreto Correttivo del Jobs Act, D. Lgs. 24 settembre 2016, n. 185<
JOBS ACT seconda parte - Decreto Correttivo del Jobs Act, D. Lgs. 24 settembre 2016, n. 185<
JOBS ACT prima parte - Decreto Correttivo del Jobs Act, D. Lgs. 24 settembre 2016, n. 185<
Circolare n. 29/2016 con Oggetto: Ispettorato nazionale del lavoro – Protocollo per l’avvalimento delle strutture del Ministero del lavoro e delle politiche sociali<
Documento della Regione Sicilia, integrativo della Circolare n. 1/2016 dell’ispettorato nazionale del lavoro.<<
Foglio della Regione Sicilia n. di prot. 53459 del 19 ottobre 2016<<
Oggetto: Decreto correttivo Jobs Act – Lavoro accessorio – indicazioni operative
Agli Ispettorati Territoriali del lavoro loro sedi
Alla Consulta Regionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
Al coordinamento Regionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Si trasmette, in allegato, la circolare n. 1/2016 del 17/10/2016 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, integrata degli indirizzi di posta elettronica relativi agli ispettorati Territoriali del Lavoro
Gli obblighi di Comunicazione sono dettagliatamente descritti nell’allegata nota, così come le modalità per l’inoltro della comunicazione da parte del committente.
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Agrigento
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caltanissetta
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Enna
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Messina
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Palermo
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ragusa
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Siracusa
ipagc00@regione.sicilia.it<<
ipclc00@regione.sicilia.it<<
ipctc00@regione.sicilia.it<<
ipenc00@regione.sicilia.it<<
ipmec00@regione.sicilia.it<<
ippac00@regione.sicilia.it<<
iprgc00@regione.sicilia.it<<
ipsrc00@regione.sicilia.it<<
iptpc00@regione.sicilia.it<<
Ing. Claudio Cortese
Dott.ssa Maria Antonietta Bullara
Voucher – Lavoro accessorio, le FAQ di Fondazione Studi.<<<
Gli Approfondimenti della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro Approfondimento del 18.10.2016.<<<
A seguito dell’emanazione della Circolare n.1/16 da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro relativa alle nuove comunicazioni per il lavoro accessorio, così come introdotte dal DLgs n.185/16 (correttivo del Jobs Act) dall’8 ottobre 2016, Fondazione studi emana una serie di FAQ per chiarire alcuni punti ancora controversi.
1. A quale sede dell’Ispettorato devo inviare l’email con la nuova comunicazione, nell’ipotesi in cui la sede legale non coincida con il luogo di lavoro?
Nell’individuazione della sede dell’Ispettorato competente occorre riferirsi alla lettura del combinato disposto di cui agli art. 410 e 413 cpc. Per cui, anche in linea con la finalità ispettiva, ci si deve riferire alla sede competente per il luogo ove la prestazione si è svolta. Sul punto si veda anche la nota del Ministero del lavoro n. 14773 del 26 luglio 2016 sulla competenza territoriale in materia di vigilanza. Comunque si ritiene che ove la comunicazione venga indirizzata ad altra sede, il committente non può essere passibile di sanzioni, in quanto la comunicazione risulta effettuata. Ovviamente è sempre estremamente opportuno conservare copia delle email trasmesse.
2. Quanti lavoratori al massimo possono comunicare nell’email?
La comunicazione dovrà riguardare ogni singolo lavoratore, ma non si riscontra alcun limite di soggetto per ogni email.
3. E’ possibile effettuare la trasmissione dell’ email all’Ispettorato anche dall’indirizzo email del Consulente del Lavoro?
Si. Questo sia in analogia con le regole sul lavoro intermittente , sia perché la Circolare n.1/16 non esclude espressamente questa possibilità.
4. Per l’invio dell’ email posso utilizzare la posta elettronica ordinaria o devo inviare una PEC?
L’invio può avvenire con posta elettronica ordinaria. Questo anche perché l’indirizzo che riceve non risulta essere un indirizzo PEC.
5. Quale regime sanzionatorio vige per il periodo dall’8 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del DLgs correttivo) al 17 ottobre 2016 (data di emanazione della circolare dell’Ispettorato?
Sul tema si esprime espressamente la circolare 1/16 dell'INL. L'assenza di indicazioni operative nel corso di questo periodo ha impedito l'assolvimento dell'obbligo e la vigilanza dovrà tenerne conto.
6. Posso inviare un SMS invece dell’ email con i dati richiesti dalle nuove regole?
No. Fino alla creazione di un’apposita infrastruttura tecnologica, l’unica modalità ammessa dall’Ispettorato è quella indicata, cioè l’ email.
7. L’ email sostituisce l’attivazione del voucher (dichiarazione di inizio attività) all’Inps?
No. Si tratta di un adempimento aggiuntivo.
8. Le modifiche e le integrazioni come e quando vanno comunicate all’Ispettorato?
Per email e non oltre 60 minuti prima dell’attività alla quale si riferiscono, andranno comunicate anche modifiche e/o integrazioni.
DIPARTIMENTO SCIENTIFICO della FONDAZIONE STUDI Via del Caravaggio 66 00145 Roma (RM)fondazionestudi@consulentidellavoro.it<<<;
Autori: Luca Caratti, Silvia Bradaschia
Dal Portale ILA
Circolare INL n. 1/2016 del 17/10/2016 con oggetto: decreto correttivo Jobs Act – lavoro accessorio – indicazioni operative<<<
Circolare INL n. 1/2016 del 17/10/2016 con oggetto: decreto correttivo Jobs Act – lavoro accessorio – indicazioni operative<<
Circolare INL n. 1/2016 del 17/10/2016<<<
INL CIRCOLARI REGISTRAZIONE N.1 DEL 17/10/2016
CIRCOLARE N. 1/2016<<<
Alle Direzioni interregionali e territoriali
Direzione centrale vigilanza prevenzione e
contrasto dell’economia sommersa
Al Ministero del lavoro e delle politiche
Direzione generale dei sistemi informativi
dell'innovazione tecnologica e della
Al Comando Carabinieri per la Tutela del
All’Ispettorato regionale del lavoro di
Al Consiglio Nazionale dei Dottori
Con il decreto legislativo n. 185/2016<<<, correttivo al Jobs Act, il Governo ha introdotto alcune disposizioni che integrano e modificano, fra l’altro, il c.d. codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 81/2015<<<.
Il nuovo art. 49, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015<<< stabilisce anzitutto che “i committenti imprenditori non agricoli o professionisti che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione. I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al primo periodo, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni”.
Gli obblighi di comunicazione descritti dalla norma – riferiti esclusivamente ad imprese e professionisti – richiamano quanto già previsto con riferimento al lavoro intermittente, con alcune specificità.
Con un apposito decreto il Ministero del lavoro potrà peraltro indicare “modalità applicative della disposizione (…) nonché ulteriori modalità di comunicazione in funzione dello sviluppo delle tecnologie”; nelle more della sua adozione si rappresentano di seguito le modalità, condivise con predetto il Ministero, per adempiere ai nuovi obblighi di legge.
Va anzitutto evidenziato che resta ferma la dichiarazione di inizio attività da parte del committente già prevista nei confronti dell’INPS (v. ML nota 25 giugno 2015, n. 3337<<< e INPS circ. n. 149/2015<<<).
Il committente dovrà inoltre, entro 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro, inviare una e-mail alla competente Direzione del lavoro, agli indirizzi di posta elettronica creati appositamente ed indicati in allegato. Le e-mail dovranno essere prive di qualsiasi allegato e dovranno riportare i dati del committente e quelli relativi alla prestazione dilavoro accessorio sopra indicati.
Al fine di informare i committenti sulle modalità di adempimento dei nuovi obblighi nonché sulla opportunità di conservare copia delle e-mail trasmesse, così da semplificare le attività di verifica da parte del personale ispettivo, le Direzioni del lavoro potranno organizzare appositi incontri divulgativi con associazioni datoriali e ordini professionali, anche ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 124/2004<<<.
La violazione dell’obbligo di comunicazione in questione comporta l’applicazione della “sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione” (art. 49, comma 3, D.Lgs. n. 81/2015<<<), senza peraltro la possibilità di avvalersi della procedura di diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004<<<. Vale la pena inoltre ricordare che l’assenza, oltre che di tale comunicazione, anche della dichiarazione di inizio attività all’INPS, comporterà l’applicazione della maxisanzione per lavoro nero.
Il personale ispettivo terrà invece in debito conto, in relazione alla attività di vigilanza sul rispetto dei nuovi obblighi, l’assenza di indicazioni operative nel periodo intercorso tra l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 185/2016<<< e la presente circolare.
Ispettori del Lavoro Associati<<<<
Circolare INPS n. 149/2015 del 12/08/2015<<< Direzione Centrale Entrate
Oggetto: Lavoro accessorio. Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 artt. 48; 49; 50: Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (Allegato Circolare INPS n. 149/2015 del 12/08/2015<<<)
Il d.lgs. n. 81 del 15 giugno 2015<<< (G.U. n. 144 del 24 giugno 2015-Supplemento ordinario n. 34<<<) ha abrogato e sostituito integralmente gli articoli da 70 a 73 del d.lgs. n. 276/2003<<<, nell’ottica di consentire il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative in tutti i settori produttivi, garantendo, nel contempo, la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati.
L’art 48, comma 1, del citato decreto legislativo innalza il limite massimo del compenso che il prestatore può percepire da 5000 a 7000 euro (rivalutabili annualmente) stabilendo che “per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7 .000 euro(lordo € 9.333) nel corso di un anno civile (dal 1 gennaio al 31 dicembre), annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati”.
Con circolare n. 77 del 16 aprile 2015<<< è stato comunicato il valore, in riferimento all’anno 2015, “annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente”. Tale valore, per l’anno in corso è paria a 2.020 euro (lordo 2.693).
a) alle attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito delle attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'università;
b) alle attività agricole svolte a favore di soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633<<<. Tali attività, non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
Non possono essere, dunque, acquistati buoni lavoro cartacei presso le sedi INPS, ad eccezione, e comunque fino al 31/12/2015, di quelli riferiti alla corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting introdotti, in via sperimentale, dall’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge n. 92/2012<<< per il triennio 2013 – 2015.
Per tale fattispecie si rimanda alla Circolare 169 del 16/12/2014<<< nella quale, al punto 3.1 è previsto che i buoni lavoro consegnati dall’INPS alle madri richiedenti sono unicamente cartacei.
In attesa dell’emanazione del decreto di cui al comma 1 dell’art.49, e fatte salve le prestazioni rese nel settore agricolo, il valore nominale del buono orario è fissato in 10 euro e nel settore agricolo è pari all'importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
L’art 49, comma 3, prevede, inoltre, l’obbligo di comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente,prima dell’inizio della prestazione, attraverso modalità telematiche, ivi compresi sms o posta elettronica, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché il luogo della prestazione lavorativa, con riferimento ad un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi. Tuttavia, il Ministero del Lavoro, con nota n.3337 del 25 giugno 2015<<< ha chiarito che, al fine dei necessari approfondimenti in ordine all’attuazione dell’obbligo di legge e nelle more della attivazione delle relative procedure telematiche, la comunicazione in questione sarà effettuata secondo le attuali procedure.
Lo stesso comma prevede, tuttavia, che nelle more dell’emanazione del decreto, i concessionari sono individuati nell’INPSe nelle agenzie per il lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lettere a) e c) e 6, commi 1,2 e 3, del decreto legislativo n. 276 del 2003<<<.
In base al disposto dell’art. 49, comma 8, infine, fino al 31 dicembre 2015 resta ferma la previgente disciplina per l’utilizzo dei buoni già richiesti alla data di entrata in vigore del d.lgs. 81/2015<<<.
Circolare INPS n. 149/2015 del 12/08/2015<<<
Allegato Circolare INPS n. 149/2015 del 12/08/2015<<<
Nota n. 3337 del 25.06.2015 congiunta della Direzione Generale per i sistemi informativi, l’innovazione tecnologica e la comunicazione e la Direzione Generale dell’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (m_lps.33.REGISTRO UFFICIALE MINISTERO.PARTENZA.0003337.25-06-2015)<<<
Nota n. 3337 del 25.06.2015 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali<<<
Oggetto: Decreto legislativo 24 giugno 2015, n. 81<<< Recante Disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183<<<.Comunicazione telematica della prestazione di lavoro accessorio.
In data 24 giugno 2015 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 144 – Supplemento Ordinario n. 34<<< – il decreto legislativo n. 81<<<, attuativo della legge 10 dicembre 2014, n. 183<<< (Legge Delega sul Jobs Act) recante la disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni.
In particolare, l’articolo 49, comma 3, rispondendo all’intenzione del legislatore della legge delega di razionalizzare tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, prevede che la comunicazione di inizio della prestazione di lavoro accessorio vada comunicata alla Direzione territoriale del lavoro competente con modalità esclusivamente telematiche.
Ai fini dei necessari approfondimenti in ordine alla attuazione dell’obbligo di legge e nelle more della attivazione delle relative procedure telematiche, si informa che la comunicazione in questione sarà effettuata agli Istituti previdenziali secondo le attuali procedure.
circolare n. 77 del 16 aprile 2015<<<
Circolare 169 del 16/12/2014<<<
decreto legislativo n. 185/2016<<<
D.Lgs. n. 81/2015<<<
D.Lgs. n. 124/2004<<<
‹ Circolare del Ministero della Salute n. 7348 - 17.03.2016 “Chiarimenti applicativi art. 21 del D.lgs. 151/2015” su Circolare n. 129 dell’Inps con Oggetto: Decreto Legislativo n. 151/2015 – Modifica della disciplina delle sanzioni civili per i casi di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro ›