Source: http://www.giurcost.org/decisioni/2010/0327s-10.html
Timestamp: 2020-08-06 00:30:50+00:00
Document Index: 61982369

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 117', 'art. 97', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 30', 'art. 9', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 9', 'art. 30', 'art. 97', 'art. 30', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 30', 'art. 30']

Consulta OnLine - Sentenza n. 327 del 2010
1. ¾ Con ordinanza del 2 ottobre 2008, notificata il 10 febbraio 2009 ed iscritta al n. 92 del registro ordinanze dell’anno 2009, il Consiglio di Stato, quinta Sezione giurisdizionale, ha sollevato, in riferimento agli articoli 97, terzo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’articolo 30 della legge della Regione Puglia 16 aprile 2007, n. 10 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009 della Regione Puglia).
1.2. ¾ La disposizione censurata prevede che, «In attuazione della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007), la Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delibera un piano per la stabilizzazione del personale» (personale c.d. precario) «in possesso dei requisiti previsti dalla legge sopracitata».
1.3. ¾ In attuazione di questa disposizione, la Giunta regionale della Regione Puglia ha adottato la delibera 15 ottobre 2007, n. 1657 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 565. Piano di stabilizzazione del personale precario in servizio presso le Aziende Sanitarie e degli IRCCS pubblici in applicazione dell’art. 30 della legge regionale 16 aprile 2007, n. 10. Criteri applicativi), che, nel disciplinare la stabilizzazione del personale c.d. precario, prevede, tra l’altro, che, «per i profili professionali del comparto, oggetto del processo di stabilizzazione, le Aziende Sanitarie e gli IRCSS pubblici non possono procedere ad indire e/o proseguire procedure concorsuali ovvero ad utilizzare le graduatorie dei concorsi già espletati per la copertura dei posti vacanti da destinare all’attuazione del suddetto processo».
2. ¾ Il Collegio remittente premette, in fatto, di essere investito dell’appello avverso la sentenza 19 gennaio 2008, n. 125 del Tribunale amministrativo regionale per la Regione Puglia, sede di Lecce, Sez. III, che ha rigettato l’impugnazione proposta avverso la delibera n. 1657 del 2007 della Giunta regionale della Regione Puglia da parte di alcuni soggetti, impiegati a tempo determinato della Azienda unità sanitaria locale di Brindisi, che hanno partecipato al concorso per la copertura di 75 posti di collaboratore professionale sanitario – infermiere categoria “D” e sono stati inseriti nella graduatoria dei candidati riconosciuti idonei approvata nel mese di gennaio 2007.
2.1. ¾ Il Collegio remittente, «indottovi dalle censure formulate dagli appellanti, dubita della legittimità costituzionale dell’art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007, con il quale la Regione Puglia, nell’ambito della competenza riconosciutale dal’art. 117, quarto comma, della Costituzione, ha ritenuto di fare propria la normativa di cui alla legge statale n. 296 del 2006».
2.2. ¾ Questa disposizione, per il remittente, si porrebbe, anzitutto, in contrasto con l’art. 97, terzo comma, della Costituzione, in quanto, consentendo la stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato dalle aziende sanitarie locali e, pertanto, consentendo la copertura da parte di questo personale c.d. precario dei posti vacanti nella pianta organica a detrimento di coloro che, come i ricorrenti abbiano partecipato ad un concorso pubblico e siano in attesa di essere nominati sui predetti posti man mano che si rendono vacanti nel corso del biennio successivo alla approvazione della graduatoria in cui sono inseriti, sovvertirebbe un sistema (quello del c.d. scorrimento delle graduatorie, regolato, per quanto interessa il caso di specie, dall’art. 9 della legge n. 207 del 1985 e dall’art. 12, comma 9, della legge della Regione Puglia n. 12 del 2005), che costituirebbe applicazione del principio costituzionale del pubblico concorso per l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni.
2.3. ¾ Il remittente ritiene, infine, che la questione di legittimità costituzionale dell’art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 sia rilevante «in quanto la deliberazione della Giunta regionale impugnata, che applica al personale delle unità sanitarie locali la norma ora citata, preclusiva in via definitiva della loro assunzione, è immediatamente lesiva delle posizioni giuridiche degli appellanti che, essendo stati riconosciuti idonei al concorso per infermieri professionali e inseriti nella relativa graduatoria, hanno conseguito un’aspettativa all’assunzione in relazione ai posti che si rendessero vacanti nel corso del biennio successivo all’approvazione della graduatoria».
3. ¾ Si è costituita in giudizio la Regione Puglia, con una memoria nella quale sostiene l’inammissibilità e l’infondatezza della questione.
3.1. ¾ Secondo la difesa regionale, posto che la disposizione regionale censurata non avrebbe un suo contenuto precettivo autonomo, ma sarebbe meramente riproduttiva della disciplina statale in materia di stabilizzazione del personale c.d. precario e che costituirebbe solo «il vettore di recepimento del suggerimento statale di armonizzazione», la questione sarebbe inammissibile, in quanto «priva di oggetto», non essendo stata estesa dal remittente anche alla disposizione statale, che sarebbe l’unica ad avere un contenuto normativo sostanziale e che avrebbe abilitato le Regioni a trasferire all’interno del proprio ordinamento giuridico il predetto contenuto normativo.
3.2. ¾ Nel merito, la difesa regionale ritiene la questione infondata sotto vari profili.
4. ¾ Si è costituita in giudizio anche la Azienda sanitaria locale (d’ora in poi: Asl) della Provincia di Brindisi, con una memoria nella quale sostiene la inammissibilità e la infondatezza della questione.
4.1. ¾ L’Asl eccepisce, anzitutto, la carenza di interesse degli appellanti nel giudizio principale. Ciò, in quanto non avrebbero in alcun modo dimostrato di essere collocati in una graduatoria oggettivamente utilizzabile, in caso di scorrimento, ai fini della loro assunzione in luogo dei lavoratori precari oggetto della procedura di stabilizzazione contestata. In particolare, gli stessi non avrebbero dimostrato se la graduatoria in cui risultavano inclusi sia stata approvata o meno ai sensi dell’art. 9 della legge n. 207 del 1985, invocato quale parametro del giudizio amministrativo.
4.2. ¾ La Asl di Brindisi eccepisce, poi, la manifesta irrilevanza della questione proposta e la carenza di motivazione della ordinanza di remissione in ordine alla prospettata immediata lesività dell’art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 sulle posizioni giuridiche degli appellanti. Motivazione che, secondo la parte costituita, sarebbe stata assolutamente necessaria, posto che l’art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 non avrebbe alcun contenuto lesivo ed esprimerebbe solo una dichiarazione di intenti in tema di stabilizzazione dei c.d. precari, limitandosi a demandare alla delibera della Giunta regionale la definizione di criteri e modalità della stabilizzazione stessa.
4.3. ¾ Nel merito la Asl di Brindisi sostiene la infondatezza della questione sotto vari profili.
5. ¾ Si sono costituiti in giudizio anche D. R. ed altri, appellanti nel giudizio a quo, con una memoria nella quale chiedono l’accoglimento della questione.
5.1. ¾ Gli appellanti del giudizio a quo aderiscono, in buona sostanza, agli argomenti sviluppati nell’ordinanza di remissione e ribadiscono, in particolare, il carattere obbligatorio del ricorso alle graduatorie per la copertura dei posti vacanti nel biennio di validità, ai sensi dell’art. 9 della legge n. 207 del 1984. Disposizione quest’ultima, che sarebbe applicabile alla graduatoria cui sono iscritti, essendo la relativa procedura stata indetta nella vigenza di questa disciplina normativa.
1. ¾ Il Consiglio di Stato, quinta Sezione giurisdizionale, dubita della legittimità costituzionale dell’art. 30 della legge della Regione Puglia 16 aprile 2007, n. 10 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009 della Regione Puglia), il quale prevede che, in attuazione della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007), la Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa, delibera un piano per la stabilizzazione del personale in possesso dei requisiti previsti dalla legge sopracitata.
2. ¾ Così interpretato e delimitato l’oggetto del presente giudizio, deve, preliminarmente, dichiararsi l’inammissibilità della ulteriore questione di legittimità costituzionale proposta dalle parti costituite, appellanti nel giudizio a quo, in riferimento all’art. 97, terzo comma, Cost., in quanto l’impugnato art. 30 della legge della Regione Puglia n. 10 del 2007 avrebbe previsto una irragionevole procedura concorsuale riservata, che si risolverebbe in un arbitrario privilegio a favore di una generica categorie di persone.
3. ¾ Sempre in via preliminare, devono essere disattese le eccezioni di inammissibilità prospettate dalle parti costituite.
3.1. ¾ La Regione Puglia sostiene l’inammissibilità della questione, perché la legge regionale censurata, limitandosi a recepire la scelta normativa statale, non avrebbe contenuto precettivo suo proprio o, comunque, avrebbe dovuto essere contestata unitamente alla disposizione statale.
3.2. ¾ La Asl di Brindisi, a sua volta, sostiene la inammissibilità della questione per carenza di interesse degli appellanti nel giudizio a quo sull’assunto della inutilizzabilità della graduatoria concorsuale in cui sono inseriti gli appellanti, in quanto questa, ai sensi dell’art. 18, comma 7, del d.P.R. 27 marzo 2001, n. 220 (Regolamento recante disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del Servizio sanitario nazionale), che secondo la difesa della Asl sarebbe applicabile al caso de quo ratione temporis, in luogo dell’art. 9 della legge n. 207 del 1985, non sarebbe utilizzabile per posti di nuova istituzione, quali sarebbero quelli cui gli appellanti in concreto aspirerebbero, essendo stata variata la pianta organica dopo la indizione del concorso, da parte della delibera 28 febbraio 2008, n. 541 della Asl.
3.3. ¾ La Asl di Brindisi, inoltre, sostiene la manifesta irrilevanza della questione proposta e la carenza di motivazione della ordinanza di remissione in ordine alla prospettata immediata lesività dell’art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 sulle posizioni giuridiche degli appellanti. Motivazione che, secondo la parte costituita, sarebbe stata assolutamente necessaria, posto che l’art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 non avrebbe alcun contenuto lesivo ed esprimerebbe solo una dichiarazione di intenti in tema di stabilizzazione dei c.d. precari, limitandosi a demandare alla delibera della Giunta regionale la definizione di criteri e modalità della stabilizzazione stessa.
4. ¾ Nel merito la questione prospettata non è fondata in quanto si basa su un erroneo presupposto interpretativo.