Source: http://rete.italiasemplice.gov.it/suap-conferenza-di-servizi-rete-italiasemplice/discussione/ricevuta-scia-unica?page=0%2C0%2C0%2C1
Timestamp: 2020-04-08 19:15:04+00:00
Document Index: 38083134

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 18', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 5', 'art.5', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 18']

Ricevuta SCIA Unica | Rete Italiasemplice
SUAP - Conferenza di servizi
letto 8070 volte • pubblicato il 22/11/2017 - 15:21 nel forum Forum generale, in SUAP - Conferenza di servizi, Rete Italiasemplice
Visto l'interesse e l'utilità del tema si è ritenuto di farne un tema di discussione autonomo.
franco della nera • 28/11/2017 - 19:41
Concordo anche io con la necessità di un confronto nazionale per identificare un "canovaccio comune" per la ricevuta eventualmente da personalizzare a livello regionale/locale ( sul modello di quello che facciamo per la modulistica unificata.
Anche questo puo' essere un ulteriore piccolo passo di uniformazione "lato impresa" che puo' contribuire a dare rilievo all'idea di una P.A. unica indipendentemente dalla collocazione geografica.
Sarebbe interessante poter avere il fac simile di ricevuta che rilascia il portale camerale per i SUAP in delega alle CCIAA.
Ornella Donat • 29/11/2017 - 12:58
questa è la ricevuta SUAP che rilascia automaticamente il portale camerale per i suap in delega; la ritengo abbastanza "semplice" da leggere, mettendomi dalla parte dell'impresa (o del professionista) anche se semplice, ormai, nell era della digitalizzazione dei procedimenti, non lo è mai abbastanza; inoltre i contenuti sono conformi alle norme di legge (art. 6 allegato tecnico dPR 160/2010 e art. 18 bis l. 241); sarei per evitare di inviare più ricevute all'utente , perché appunto ridondanti e forse creerebbero confusione.
ricevuta_suap.pdf
Ricevuta SCIA
Gloria Gerlero • 28/11/2017 - 16:20
Nel condividere le considerazioni già esposte e soprattutto la necessità di uniformare i processi di gestione delle pratiche e gli atti procedimentali che vengono adottati (fondamentale l'approfondimento sulla gestione telematica), ho inserito come contributo alla discussione la bozza di ricevuta, che abbiamo impostato per il ns. Suap (gestione associata di 38 Comuni, su due ambiti territoriali provinciali, 3 Asl) e che viene adattata rispetto alla specifica tipologia di attività, partendo dal template generato dal sistema di gestione (SuapPiemonte). E' una ricevuta ulteriore a quella automatica rilasciata dal portale o dalla PEC, nella quale abbiamo cercato di inserire le informazioni utili al cittadino/impresa, i riferimenti normativi, i dati relativi all'ufficio, ecc. e che utilizziamo anche come lettera di invio agli enti terzi per le verifiche e per la richiesta delle precisazioni/chiarimenti/integrazioni, che si rendono necessari già al primo controllo formale. E' una sorta di mediazione tra adempimenti di legge e strumento di gestione operativo.
bozza_ricevuta_scia.pdf
Atti digitali vs atti cartacei
Michele Deodati • 28/11/2017 - 09:15
Utili le considerazioni dei colleghi: è vero che automatizzare la fase ingresso (controllo formale, protocollazione, assegnazione, fascicolazione,...) è un compito arduo, ma semplicemente perché non lo abbiamo mai fatto, e stiamo piano piano iniziando ora. L'importante è avere chiara la visione di dove vogliamo arrivare. Se riusciamo ad organizzare meticolosamente le procedure, ad inserire i contenuti giusti, a coordinare interventi e condizioni, allora la "perdita di contatto" con il cittadino sarà compensata da un migliore servizio reso da un sistema informatizzato che funziona.
Certo la complessità dei contenuti normativi e delle casistiche non ci aiuta. In questo senso è indispensabile sensibilizzare il Legislatore sull'importanza di portare avanti il lavoro iniziato con lo Scia2 e semplificare davvero, cercando di superare il sistema dei compartimenti stagni e delle classificazioni delle attività, che sono ancora quelle del 1998! (vedi parere del Consiglio di Stato n.1784 del 4 agosto 2016).
Rispetto alle domande poste da Annalisa Abis, noi rilasciamo un documento .pdf firmato digitalmente con il sistema PADES, in modo che il cittadino possa leggerlo con un normale lettore di pdf, senza bisogno di altri software. Un gesto banale se vogliamo, ma che rappresenta un bel salto in avanti in termini di accessibilità per l'utenza! (spesso non sanno cos'è un .p7m). Per assolvere agli obblighi di esposizione, non abbiamo una soluzione che soddisfi in pieno il dettato normativo attuale. Nel testo dell'atto è indicato che si tratta di un documento firmato in originale informatico, per cui la stampa cartacea costituisce semplice copia dell'originale. Ovviamente la copia non contiene l'attestazione di conformità all'originale informatico rilasciata da parte di un pubblico ufficiale che invece l'art. 23 CAD richiede. Sarebbe più agevole richiamare l'applicabilità dell'autodichiarazione di conformità all'originale ai sensi dell'art. 19-bis TU documentazione amm.va. Qualcuno ha altre idee?
Questa difficoltà nel coordinare le potenzialità del digitale con certi meccanismi procedurali pensati per l'ambiente cartaceo ci dimostra un altro elemento di forte criticità, che vede il Legislatore predicare bene quando si tratta di inneggiare al digitale e razzolare male quando invece si passa alla disciplina degli adempimenti procedimentali (mi si passi la bonaria provocazione!). Insomma, si predica in digitale ma si lavora ancora in cartaceo, per cui è indispensabile un minuzioso e approfondito lavoro di ripulitura del quadro normativo dalle incrostazioni del modello operativo di tipo cartaceo. Se ci pensate, buona parte dell'impianto della l. 241, del recentissimo Scia1, della normativa sugli atti amministrativi in generale, sull'edilizia statale e regionale, e di tanto altro ancora, è pensata per le esigenze di un flusso cartaceo, come se ancora si lavorasse così. Da qui le enormi e numerose difficoltà in sede applicativa, di cui l'obbligo di pubblicazione costituisce un esempio. Continuiamo a confrontarci!
Considerazioni Ricevuta SCIA digitale - esposizione al pubblico
Annalisa Abis • 27/11/2017 - 18:53
Leggiamo con attenzione le considerazioni di tutti e cerchiamo di recepirle nei nostri modelli di ricevute, che vengono precompilate dal software regionale SardegnaSUAPE, ma sono poi adattabili e integrabili da ogni amministrazione comunale.
Vedo con favore con favore un tavolo nazionale con l’obiettivo di standardizzare, di recepire le esigenze di tutti con strumenti di dettaglio e dinamici che diano risposte più repentine rispetto a ciò che può fare una modifica legislativa. Mi auguro che la standardizzazione abbia una connotazione di supporto alle pubbliche amministrazioni, che lasci però anche la possibilità di apportare le personalizzazioni di informazioni ritenute utili da ogni singolo sportello.
Condivido anche le considerazioni sulla trasformazione del processo digitale e le difficoltà che oggi comporta tradurla operativamente, conscia anche io che gli automatismi nel rilascio di una ricevuta automatica del software che si sostituisca alla verifica di ricevibilità dell’operatore, non siano facilissimi da raggiungere. In Sardegna la piattaforma regionale gestisce il 100% delle pratiche SUAP e SUE ogni volta che proviamo a dare delle regole di compilazione bloccanti abbiamo molta paura, perché quando pensiamo le regole in astratto, spessissimo poi nel caso concreto spunta fuori l’eccezione che se avessimo messo un blocco si sarebbe impedito l’invio di pratica legittima. Anche in questo caso il confronto su scala nazionale potrebbe aiutare.
Colgo l’occasione per chiedere ai colleghi un altro scambio di idee sempre sulla ricevuta digitale della SCIA ma in generale su tutti gli atti in genere generati in origine digitalmente. Quando la norma di settore prevede di esporre al pubblico il titolo abilitativo se generato in origine digitalmente come deve essere esposto? Si espone la copia analogica e se richiesto si mostra l’originale digitale? Si espone la scritta che è possibile visionare il titolo abilitavo e si mette a disposizione un dispositivo elettronico? Avete già affrontato e risolto il problema?
Chiara Martin • 28/11/2017 - 09:37
Ho letto con attenzione le considerazioni espresse da tutti. Davvero molto interessanti e fonte di spunti e di riflessioni molto utili!
Condivido appieno il pensiero espresso dalla Dott.ssa Abis sulla possibilità di costituire un tavolo nazionale di standardizzazione e l'augurio che la standardizzazione svolga la funzione di supporto per le P.A., anche garantendo uno spazio 'minimo' di personalizzazioni per gestire informazioni ritenute utili dagli Sportelli Suap e Sue (ed eventuale ulteriore Sportello per gestione del Piano di informatizzazione dell'Ente, per tutti gli ulteriori procedimenti che non sono riconducibili ai primi due sportelli)
Emanuela Di Stefano • 28/11/2017 - 16:37
Condivido appieno le considerazioni formulate in merito alla costituzione di un tavolo nazionale di standardizzazione, ma ritengo che se vogliamo essere di vero supporto per la PA dovremmo maggiormente semplificare e standardizzare i singoli modelli e non dettagliarli sulle specifiche esigenze delle singole Regioni.
Esposizione SCIA e ricevuta
Chiara Martin • 28/11/2017 - 08:55 (aggiornato 28/11/2017 - 08:55)
Con riferimento alla nostra esperienza, riporto che per lo più viene esposta la copia analogica della SCIA, unitamente alla ricevuta generata dal portale ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 5, comma 4, del D.P.R. 160/2010 (la nostra 'prima' ricevuta generata dal portale), poichè è questa che conferisce il 'titolo' ad avviare l'attività . Spesso, quando il portale restituisce anche la seconda ricevuta all'utente, quella comprensiva dell'informazione circa l'avvenuta protocollazione della SCIA medesima, vedo che pubblicano anche questa seconda ricevuta. Consigliamo alle Imprese, se possibile, di tenere a disposizione un dispositivo elettronico (che molto frequentemente hanno a disposizione, anche perchè rappresenta un proprio strumento di lavoro).
Stiamo lavorando per far si che gli Organi accertatori, con il codice identificativo di quella SCIA esposta possano consultare direttamente lo Sportello del Comune competente, al fine di consultare direttamente i documenti 'originali'. Se gli Organi accertatori potessero svolgere la loro attività di vigilanza con propria strumentazione elettronica (e relative abilitazioni di accesso), potrebbero in 'tempo reale' verificare la corrispondenza ai files originali di quanto esposto.
In questi termini, l'operatività attualmente in uso - legata a quanto si faceva in una gestione cartacea degli adempimenti amministrativi - potrebbe essere semplificata nel futuro. Attualmente è stata mantenuta tale e quale poichè gli stessi Organi accertatori ne chiedevano l'esposizione, ritenendo che l'Impresa potesse essere colpevole di un qualche inadempimento la dove non vi avesse provveduto.
Massimo Puggioni • 27/11/2017 - 18:26
Trovo che tutti gli interventi contengano spunti molto interessanti; anche io sono d'accordo per definire modelli condivisi, di facile e chiara lettura e utili al cittadino, che deve soprattutto capire il senso di quello che riceve. In questo senso la norma ci dice i contenuti minimi, ma bisogna fare uno sforzo anche se va un po' al di là del livello di dettaglio che la legge - ovviamente - non può avere, purché ovviamente se ne seguano i principi.
Concordo sul fatto che la verifica formale dovrebbe essere qualcosa di informatico e automatizzato, ma per esperienza, avendo perseguito per anni questo obiettivo, dico che è difficilissimo automatizzare un simile controllo in modo efficace; a tutt'oggi in Sardegna abbiamo un sistema totalmente codificato che controlla alcune cose, ma un intervento umano non siamo ancora riusciti ad eliminarlo. Troppe le variabili e troppo complesso e variegato il panorama dei procedimenti, il cittadino si "perde" e la qualità delle pratiche ne risente, per esperienza purtroppo sono ancora troppo poche le pratiche presentate bene, quasi sempre mi capita di dover richiedere correzioni e integrazioni già in fase di controllo formale.
Michele Deodati • 27/11/2017 - 17:56
Anch'io condivido l'utilità di creare una prassi comune, che deve necessariamente passare attraverso i contenuti degli atti e delle comunicazioni, quindi ben vengano iniziative in tal senso come da proposta di Silvia Paparo.
Sui contenuti della ricevuta: "breve" o "lunga" non importa, piuttosto dovremmo fare in modo che sia quanto più possibile UTILE al cittadino. Al di là dello scarno contenuto minino richiesto dalla legge, dovremmo cogliere l'occasione per farne un valido strumento informativo, scritto in termini semplici e comprensibili. Capita spesso che un'importante innovazione o un salto in avanti nella qualità percepita si faccia grazie ad iniziative non previste dalla legge, non dobbiamo temere l'innovazione "non normata".
Ricevuta SCIA - Completezza formale - Valore giuridico ricevuta
Monica Feletig • 27/11/2017 - 17:00 (aggiornato 27/11/2017 - 17:00)
concetto di “completezza formale” espresso dall’art.5, comma 4 del DPR 160/10: Il SUAP, al momento della presentazione della SCIA, verifica, con modalita' informatica, la completezza formale della segnalazione e dei relativi allegati. In caso di verifica positiva, rilascia automaticamente la ricevuta e...(omissis)
Il controllo di completezza formale garantisce la presenza di tutti i moduli ed allegati necessari al procedimento o all’insieme di procedimenti selezionati, nonché la presenza delle firme digitali.
Il controllo di completezza formale deriva quindi da un’operazione neutra, di tipo informatico: non lo effettua un essere umano, lo effettua il software, che blocca l’invio della pratica in caso di verifica negativa (così lascia intendere il DPR 160/10). Se la pratica telematica non viene inviata non c’è emissione di ricevuta e non scatta alcuna abilitazione all’avvio dell’attività.
La ricevuta attesta data/ora/minuto di invio, dati del segnalante, tipo di attività avviata, lista moduli e allegati consegnati, ed abilita all’avvio dell’attività anche in assenza di protocollazione.
Valore giuridico della ricevuta telematica: la ricevuta del portale ha lo stesso valore giuridico della ricevuta di consegna di un messaggio PEC o della ricevuta di ritorno di una posta raccomandata, a prescindere dalla sua protocollazione. L’effetto abilitante scaturisce dalla sua emissione.
Appoggio l'idea della dott.ssa Paparo "di proporre a regioni e anci, nell'ambito del tavolo per la semplificazione, di lavorare alla standardizzazione anche di questa modulistica"
Ipertrofia comunicativa e adempimenti inutili
Simone Chiarelli • 27/11/2017 - 09:56
Mi permetto qualche spunto, forse un po' polemico e poco tecnico, ma che vuole evidenziare alcuni "rischi" nel tentativo di semplificare e comunicare all'interessato pur nel rispetto formale della normativa:
1) la scia non è un procedimento amministrativo in senso tecnico. Da essa derivano obbligo di controllo, anche a campione, con termini differenziali (30 edilizia, 60 in generale, 18 mesi limite massimo salvo false dichiarazioni senza limiti). FONDAMENTALE che la ricevuta non dia la sensazione all'interessato di ricevere una sorta di "autorizzazione". In questo senso la dizione "La presente non costituisce titolo abilitativo" o formula analoga è a mio avviso fondamentale.
2) la ricevuta rischia di essere un duplicato del protocollo se contiene la mera riproduzione, come è stato detto, di informazioni già note all'interessato .... meglio sarebbe stata una norma che prevedesse espressamente la non necessità della protocollazione (costituendo il sistema di ricevuta un "protocollo particolare") ....
3) a stretto rigore un contenuto COMPLETO dovrebbe contenere indicazioni sull'ufficio competente sula SCIA in via primaria e diretta (nei 30/60 giorni) e sugli uffici competenti sul controllo dell'attività successivamente ... ma questo determinerebbe una ipertrofia comunicativa.
4) la ricevuta ha senso se costituisce un automatismo del sistema. Se prevede un intervento "umano" ... amplifica i problemi anche di carico amministrativo sugli uffici.
- ridurrei al minimo il contenuto informativo della ricevuta
- renderei chiaro che "abilita ma non legittima"
Chiara Martin • 27/11/2017 - 13:51
Aggiungo un mio commento, condividendo i punti 3 e 4 del collega.
Io dico, siamo la generazione di pubblica amministrazione che - nati professionalmente (vale per me) in un momento in cui la gestione telematica dei processi era appannaggio di pochi - sta accompagnando le nostre Amminisrazioni e i nostri utenti per la gestione telematica dei vari adempimenti amministrativi. Siamo - in questi termini - la generazione che se ne accollerà la maggiore fatica (perchè dovremo affrontare in questa prima fase anche le inefficenze per attività non ancora compiutamente automatizzate). Aggiungo che la nostra fatica serve anche per capire 'cosa serve' e 'dove dobbiamo andare'...
Certamente l'obiettivo da raggiungere è quello dell'automatismo della ricevuta generata dal sistema adottato da ciascuna P.A. ed è altresì quello - a mio parere - di una 'mappatura puntuale' di ogni procedimento, di modo che - ogni qual volta sia noto che un determinato procedimento amministrativo trasmesso, per i contenuti delle sue autocertificazioni, ecc. - deve vedere anche il coinvolgimento di un'altra P.A., oppure di un altro Ufficio, in aggiunta all'Ente/Ufficio competente, ciò avvenga informaticamente, restituendo nella 'ricevuta' anche questa informazione al suo destinatario.
Nella nostra esperienza, abbiamo cercato di fare questo.
Le nostre ricevute sono perfettibili senz'altro, come ogni attività umana lo è. Condivido che il 'caricamento manuale' del protocollo comunale possa essere oggi un 'peso' nell'operatività, ma lo ritengo un 'onere' che scontiamo ora, quando certamente ad un orizzonte non lontano si prospetta - come obiettivo di lavoro - la cooperazione applicativa con i diversi protocolli dei Comuni. Sono consapevole quanto sia importante quel protocollo, perchè attorno ad esso ruota tutto il tema della fascicolazione e della conservazione a norma dei nostri procedimenti telematici, ed in questo senso non ci voglio rinunciare.
Personalmente ho grandi aspettative per le progettualità che ruotano attorno agli obiettivi di 'Piano di informatizzazione' degli Enti e la cooperazione applicativa tra sistemi informativi. Ed ho grandi aspettative e fiducia per questi tavoli di lavoro della Funzione Pubblica, e per l'attenzione che si sta dando all'intero processo di informatizzazione, visto congiuntamente alla semplificazione amministrazione ed alla restituzione trasparente dell'azione amministrativa.
Silvia Paparo • 24/11/2017 - 13:01
Discussione davvero molto utile. Ritengo che la ricevuta della SCIA e della SCIA unica, come ricordato dai colleghi, non possa indicare il termine del procedimento in quanto la SCIA è un atto del privato, che non avvia un procedimento amministrativo. La ricevuta, a mio avviso, deve indicare ai sensi dei commi 3 e 6 bis dell'art. 19, i termini per l'effettuazione dei controlli da parte delle amministrazioni competenti.Diverso è il caso della SCIA condizionata in cui c'è un' istanza.
Del resto l'articolo 18- bis prevede che il termine del procedimento sia indicato "ove previsto"
Per le stesse ragioni, non essendovi un procedimento, la ricevuta non può essere qualificata come comunicazione di avvio del procedimento ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge n.241 del 1990.
Molto interessanti gli ultimi suggerimenti relativi alle informazioni utili per il cittadino da inserire nella ricevuta telematica.
Sinora non abbiamo predisposto una modulistica nazionale, ma stiamo raccolgliendo gli esempi della modulistica in uso.
Alla fine si questa discussione, si potrebbe proporre a regioni e anci, nell'ambito del tavolo per la semplificazione, di lavorare alla standardizzazione anche di questa modulistica.
Chiara Martin • 24/11/2017 - 14:47
Condivido quanto scritto dalla Dott.ssa Paparo e Dott. Della Nera
Certamente nei procedimenti di SCIA o SCIA unica la ricevuta 'automatica' (e telematica) generata dal Portale e completa, per le informazioni presenti e riferite al procedimento avviato, a quanto stabilito dall'art. 18-bis, c. 1, della L.241/1990 consente la sua immediata efficacia (e fissa la decorrenza dei termini di quanto avviato dall'utenza).
Anche noi abbiamo implementato nei contenuti le ricevute 'automatiche' generata dal nostro Portale, per gli effetti di quanto previsto dal citato art. 18-bis, sia la ricevuta di 'avvenuta consegna', che fissa la decorrenza dei termini, sia quella ulteriore che viene generata sempre automaticamente al momento dell'inserimento dell'informazione sull'avvenuta protocollazione di quanto trasmesso.
Per i procedimenti del Suap, questa seconda ricevuta assolve a quanto fissato all'art. 6 dell'Allegato tecnico del D.P.R. 160/2010 (sempre) ed altresi' - per i procedimenti ordinari di Suap, Sue, o in caso di procedimenti ordinari in attuazione del Piano di Informazione della P.A. - costituisce comunicazione di avvio del procedimento, per quanto ulteriormente stabilito nell'ultima parte del comma 1 dell'art. 18-bis della L. 241/1990, purchè venga compilata nel Portale anche l'informazione del funzionario nominato responsabile del procedimento.
Noi abbiamo spinto per l'informatizzazione di queste 'ricevute', raccomandando altresì agli Sportelli Suap e Sue dei Comuni aderenti al progetto sulla necessità di procedere con una 'ricevuta' integrata nei contenuti qualora quanto trasmesso fosse ricondubile ad un procedimento ordinario con obbligo di rilascio del provvedimento espresso (perchè necessario, in questo caso, integrare la ricevuta anche delle informazioni - puntuali - sui rimedi esperibili in caso di ritardo della P.A.)
Aver assunto la scelta che il Portale le generi automaticamente e sempre - alla compilazione dell'informazione del 'protocollo' - fa si che vengano generate automaticamente anche per le SCIA e SCIA unica.
Siamo consapevoli che, in questo caso, non assumono affatto la funzione di 'comunicazione di avvio del procedimento', in quanto non ne sono assoggettate; ritengo che risulti comunque utile all'utente vedersi recapitata con questa seconda ricevuta oltre che l'informazione dell'avvenuta protocollazione, anche l'informazione - per tutti i casi in cui questo sia possibile - del funzionario che sta seguendo /seguirà l'attività di controllo di quanto trasmesso.
Non riesco nell'immediatezza a caricare le 'nostre' ricevute, ma vedo di farlo a breve
SILVIA CIGANA • 24/11/2017 - 14:42
Concordo con quando detto da dott.ssa Paparo e altri colleghi in merito ai termini. E' pur vero che se gli uffici effettuano le verifiche sulle dichiarazioni sostitutive prodotte in sede di SCIA una comunicazione di avvio del procedimento forse è necessaria? Vi sono sentenze che propendono per l'una o l'altra ipotesi. A scopo cautelativo abbiamo ritenuto comunque di adottare la formula dell'avvio del procedimento ove le SCIA sono sottoposte a verifica
franco della nera • 24/11/2017 - 13:24
Concordo con Silvia sul principio, spesso ancora non chiaro soprattutto ai professionisti che supportano l'impresa , che la SCIA ( ora SCIA e SCIA UNICA ) consentono l'immediato avvio dell'attività e quindi l'avvio del procedimento amministrativo passa dalla P.A. al cittadino comportando da un lato l'abbattimento totale dei tempi burocratici ( impresainungiorno...) ma dall'altro le responsabilità delle dichiarazioni . Nel nostro sistema regionale Calabriasuap , per le SCIA ( SCIA e SCIA UNICA) costituisce titolo abilitativo per l'apertura la ricevuta automatica ( alla PEC dell'impresa o del procuratore, o dell'Agenzia per le Imprese) che rilascia il sistema che attesta minuto, ora, giorno, i dati del Segnalante, la tipologia di attività economica.
Da quel momento partono i 60 gg ( o i 30 per la SCIA edilizia ) per le verifiche. Noi abbiamo molte pratiche inserite il sabato o la domenica ( i consulenti hanno l'ufficio chiuso e approfittano per inserire le pratiche con calma ). Il sistema, quando il SUAP apre la pratica ( il lunedì..) gli consente di inserire la data del protocollo ( diversa da quella di presentazione della pratica ) ma non gli consente di modificare la data di presentazione proprio perchè i giorni per le verifiche partono da lì. Il SUAP è obbligato ( altrimenti il sistema non gli consente di gestire la pratica, di inviarla telematicamente agli Enti / uffici interessati ) ad emettere la ricevuta della pratica nella quale oltre alle previsioni sul codice univoco, i dati dell'impresa, la tipologia di attività e di procedimento amministrativo ( SCIA; Autorizzatorio, Cds) viene elencato tutto quanto è stato allegato alla pratica ( modulistica e documentazione allegata ). Per le SCIA viene segnalato che l'attività puo' essere avviata immediatamente ( confermando la data e gli effetti della ricevuta automatica rilasciata al momento dell'inserimento della pratica nel sistema).
So bene che non siamo ancora a quanto realmente prevede la norma che vorrebbe che i sistemi informatici "verificassero" moduli e documentazione allegata rilasciando una ricevuta automatica che oltre alle informazioni di cui sopra "valida la completezza formale di quanto presentato".
NB. la ricevuta che allego è su una pratica inserita nella demo del portale e quindi fittizia.
Ricevuta SUAP del portale Calabriasuap
Procedimento digitale, avvio di procedimento e altro
Michele Deodati • 24/11/2017 - 12:13
Ho letto i commenti molto interessanti dei colleghi. Proviamo a cambiare prospettiva: in ambiente digitalizzato, la comunicazione di avvio del procedimento per come è stata pensata nel lontano 1990 e rivista nel 2005 è ormai superata, in quanto offre contenuti che l'interessato forse già conosce quando presenta la pratica o può conoscere accedendo semplicemente alla pagina web del SUAP. Quindi, sarebbe utile arricchire il testo della ricevuta automatica con una serie di informazioni ulteriori e molto più utili al cittadino, che comprendano i contenuti richiesti dagli artt. 7 e 8 l. 241 e vadano anche ben oltre. Mi spiego: in caso di scia semplice, non è dovuto l'avvio del procedimento, ma sarà utile indicare ad esempio: che l'attività può essere iniziata da subito, a quali enti la pratica sarà inviata (se previsto), entro quanto tempo gli uffici potranno effettuare i controlli e di che natura sono questi ultimi. entro quali termini e con quali modalità l'ente potrebbe agire in autotutela, ecc. In caso di Scia unica, oltre a queste informazioni, al cittadino è utile sapere a chi ed in quanto tempo il SUAP trasmetterà le altre scia/comunicazioni/istanze, cercando di evidenziare quali subprocedimenti sono da attivare e che tempi hanno. Sembra complicato ma ottimizzando le funzionalità dei sistemi è possibile arrivare anche più in là... La stessa impostazione andrebbe impiegata in caso di conferenza di servizi asincrona, che ormai rappresenta quasi la regola, con un sistema di conteggio automatico dei tempi porcedurali già definiti in modo standard a seconda degli interventi proposti. Per quanto riguarda la segnalazione di eventuali carenze formali, i sistemi dovrebbero prevenire questa criticità bloccando l'invio in mancanza della documentazione obbligatoria (ad es. asseverazione titolo edilizio, istanza, relazione geologica, ecc.). Per chi avesse voglia di approfondire differenze e potenzialità dell'istruttoria digitalizzata rispetto a quella cartacea, mi permetto molto sommessamente di fare rinvio al mio libro sul procedimento amministrativo digitale
Ricevuta SCIA UNICA - Comunicazione avvio del procedimento
Annalisa Abis • 24/11/2017 - 10:23
Come scrive Massimo ci siamo posti ai sensi del combinato disposto degli articoli 18 bis, 7 e 8 della 241/90, ossia se a monte in caso di SCIA unica fosse prevista una comunicazione di avvio del procedimento, infatti a rigore l'articolo 7 prevede la comunicazione "ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti ...". Nella SCIA dove manca il provvedimento finale la comunicazione d’avvio è dovuta? Nel dubbio abbiamo ragionato, nel senso che se anche non fosse dovuta, fosse sicuramente opportuno anche per la SCIA fornire tutte le informazioni previste per la comunicazione di avvio del procedimento, ma non esistendo normalmente un provvedimento finale, avendo invece un titolo ad efficacia immediata, abbiamo omesso il termine di conclusione del procedimento.
Abbiamo ragionato se si potesse intendere come procedimento quello dei controlli. Siamo aperti al confronto e alla riflessione, ma consapevoli che il ragionamento potrebbe portarsi dietro problemi interpretativi ulteriori legati ai controlli meramente eventuali e a campione e non unici come la SCIA UNICA, ai termini differenti per effettuarli (si pensi ad una SCIA Unica con ad esempio una SCIA edilizia a 30 giorni ed una altra SCIA a 60 giorni), alle differenti amministrazioni competenti ed infine avevamo anche dubbi sul dies a quo dei medesimi.
Per tutte queste motivazioni abbiamo preferito prevedere nella Ricevuta/ Comunicazio di Avvio del procedimento della SCIA unica tutti i titoli abilitativi ricompresi, e lasciare alle singole amministrazioni competenti l’eventuale comunicazione di avvio di procedimento di controllo.
Se si dovesse giungere ad una standardizzazione ad una interpretazione differente a livello nazionale siamo pronti a riportare il termine che si dovesse ritenere opportuno inserire.
SILVIA CIGANA • 23/11/2017 - 14:35 (aggiornato 23/11/2017 - 14:35)
In allegatola ricevuta che rilascia suap Pordenone per le pratiche, per così dire, ex commercio (negozi, bar, commercio aree pubbliche, ecc.) ove sono indicati i termini - sono ben accetti suggerimenti e correzioni!
Altre ricevute sono rilasciate per l'area "Costruire" (pratiche edilizie, dei Vigili del fuoco, AUA, ecc.) o per le pratiche della Questura, o della CCIAA (commercio ingrosso) e così via
avvio_ricevuta_aprire_attivita_solo_suap.pdf
Ricevuta SCIA UNICA (Sardegna): approfondimento.
Alessandro Servetti • 23/11/2017 - 11:54 (aggiornato 23/11/2017 - 11:54)
Abbiamo preso visione dell'esempio "Ricevuta SCIA UNICA" (Regione Sardegna) riscontrando essere un'ottima base di partenza per adempiere a quanto previsto dalla normativa vigente. Avremo però da esporre una perplessità: nell'intestazione della ricevuta è riportato "Il presente documento vale quale comunicazione di avvio del procedimento ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge n. 241/1990" ma nel corpo della stessa non sono riportati i termini entro i quali deve concludersi il procedimento in ottemperenza dell'art. 8 c. 2 lett. c-bis), sarebbe opportuno integrare tale informazione (come peraltro presente nell'esempio "Ricevuta Conferenza di servizi, SCIA Condizionata e comunicazione di avvio del procedimento (Sardegna)") o ci sfugge qualche dettaglio?
Termini di conclusione del procedimento in caso di SCIA
Massimo Puggioni • 24/11/2017 - 08:09
Ci siamo posti il problema, ma ha senso inserire un termine di conclusione del procedimento per una SCIA? Certo, bisognerebbe precisare che la SCIA consente l'immediato avvio dell'attività, ma per il resto quali termini mettereste, forse quelli dei controlli?
Stando a quanto previsto dall
Alessandro Servetti • 24/11/2017 - 11:27
Stando a quanto previsto dall'art. 18-bis la ricevuta deve riportare per istanze, segnalazioni e comunicazioni, "... i termini entro i quali l'amministrazione è tenuta, ove previsto, a rispondere, ovvero entro i quali il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento dell'istanza... " quindi ipotizziamo che in caso di SCIA semplice dovrebbe comunque riportare che la stessa è immediatamente efficace e che vi sono 30 o 60 gg di tempo a seconda se edilizia o altro per la PA per effettuare le verifiche.