Source: https://www.ambientediritto.it/sentenze/2011/TAR/Tar_Sicilia_PA_2011_n.396.htm
Timestamp: 2018-01-18 21:35:19+00:00
Document Index: 163625310

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 3']

DIRITTO URBANISTICO - Determinazione degli oneri concessori - Motivazione - Necessità - Esclusione - Fondamento. TAR SICILIA, Palermo, Sez. II - 3 marzo 2011, n. 396
T.A.R. SICILIA, Palermo, Sez. II - 3 marzo 2011, n. 396
DIRITTO URBANISTICO - Determinazione degli oneri concessori - Motivazione - Necessità - Esclusione - Fondamento. I provvedimenti relativi alla determinazione degli oneri concessori non necessitano di motivazione in ordine alla somma indicata, in quanto risultano da un mero calcolo materiale da effettuarsi sulla base di puntuali indicazioni normative, senza che in proposito residui un margine di discrezionalità.. Non è pertanto configurabile a carico dell’amministrazione, nella redazione di tali atti aventi natura paritetica, un onere di specificare le ragioni della decisione adottata, sicché l'interessato può solo contestare l'erroneità dei conteggi effettuati dall'ente (in tal senso, Tar Toscana, sez. III, 18 dicembre 2001, n. 2037; Tar Campania, Salerno, 21 luglio 2005, n. 1319; T.A.R. Lazio, Sez. II, 18 febbraio 2005, n. 1410; T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. II, 5 maggio 2004, n. 1620; T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. I, 29 marzo 2000 n. 1911; T.A.R. Puglia Bari, sez. III, 03 giugno 2009, n. 1376; T.A.R. Campania Napoli, sez. VIII, 17 settembre 2009, n. 4983). Pres. ed Est. Monteleone - G.M. e altro (avv.ti Dell'Utri e Giglia) c. Comune di Serradifalco (avv. Cocilovo) - TAR SICILIA, Palermo, Sez. II - 3 marzo 2011, n. 396
sul ricorso numero di registro generale 2769 del 2005, proposto da Geraci Domenico e Schifano Maria Concetta, rappresentati e difesi dagli avv.ti Massimo Dell'Utri e Giovanna Giglia, con domicilio eletto presso l’avv. Anna Maria Caronia in Palermo, piazza Edison 2;
-il Comune di Serradifalco, rappresentato e difeso dall'avv. Antonio Campione, con domicilio eletto presso l’avv. Massimo Cocilovo in Palermo, via R. Settimo n. 73;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Serradifalco;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 21 febbraio 2011 il Presidente dott. Nicolo' Monteleone e uditi per le parti i difensori, come specificato nel verbale;
1) violazione e/o falsa applicazione dell'art. 9 lettera D della L. n. 10/1977 – eccesso di potere per errore nei prespposti, travisamento dei fatti, sviamento della causa tipica e violazione dei precetti di logica;
2) violazione e/o falsa applicazione dell'art. 13 della L. n. 47/1985 – eccesso di potere per errore nei presupposti, travisamento dei fatti, sviamento della causa tipica e violazione dei precetti di logica;
3) mancata e/o falsa applicazione dell'art. 14 della L. n. 70/1971 – eccesso di potere per carenza di motivazione, errore nei presupposti e travisamento dei fatti;
4) mancata applicazione degli artt. dell'art. 3 e 5 della L. n. 10/1077 - eccesso di potere per errore nei prespposti, travisamento dei fatti, difetto di motivazione e violazione dei precetti di logica;
5) violazione dell’art. 3 della L. n. 241/1990 e dell'art. 3 della L.R. n. 10/1991 – violazione del principio di logica e di buon andamento.
Privi di giuridico pregio sono i primi due motivi d’impugnazione (che, per la loro intrinseca omogeneità, possono esaminarsi congiuntamente), in quanto, se è vero che i ricorrenti si sono limitati a chiedere, con l’istanza del 30 aprile 2055, il rilascio di concessione edilizia in variante, è altrettanto vero che dalla relazione allegata alla stessa istanza risulta che la variante attiene in buona parte ad opere già eseguite senza titolo concessorio, e cioè la demolizione totale dell’edificio, in difformità a quanto previsto dalla concessione edilizia n. 6012 del 23 agosto 2004 (in atti), che riguardava soltanto il autorizzato il recupero dell'edificio e la ricostruzione del solo suo corpo centrale.
Parimenti infondato si appalesa il terzo motivo (mancata e/o falsa applicazione dell'art. 14 della L.r. n. 70/1971 – eccesso di potere per carenza di motivazione, errore nei presupposti e travisamento dei fatti).
Osserva, invero, il Collegio che la riduzione degli oneri concessori, prevista dall’art. 14 della L.r. n. 70/1981, riguarda i “fabbricati destinati a residenza stabile per uso proprio, quando questi hanno caratteristiche dell'edilizia economica e popolare e i richiedenti non risultino proprietari di altri immobili”; nel caso di specie, era il fabbricato preesistente ad essere classificato di tipo economico e non già quello oggetto della concessione edilizia in questione e sulle cui caratteristiche i ricorrenti non forniscono alcun principio di prova.
Non meno infondato è il quarto motivo di ricorso (mancata applicazione degli artt. dell'art. 3 e 5 della L. n. 10/1077 - eccesso di potere per errore nei presupposti, travisamento dei fatti, difetto di motivazione e violazione dei precetti di logica), in quanto legittimo appare l’operato del Comune che, prima del rilascio della concessione in sanatoria, pretende il pagamento degli oneri concessori, come si può agevolmente desumere dall’art. 37, comma 1, della L. n. 47/1985 nonchè dall’art. 16, comma 2, del D.P.R. n. 3802001, secondo cui “la quota dio contributo relativa gli oneri di urbanizzazione è corrisposta al comune all’atto del rilascio del permesso di costruire”.
Va disatteso, infine, il quinto motivo d’impugnazione (violazione dell’art. 3 della L. n. 241/1990 e dell'art. 3 della L.R. n. 10/1991 – violazione del principio di logica e di buon andamento), stante che, secondo costante giurisprudenza, i provvedimenti relativi alla determinazione degli oneri concessori non necessitano di motivazione in ordine alla somma indicata, in quanto risultano da un mero calcolo materiale da effettuarsi sulla base di puntuali indicazioni normative, senza che in proposito residui un margine di discrezionalità.. Non è pertanto configurabile a carico dell’amministrazione, nella redazione di tali atti aventi natura paritetica, un onere di specificare le ragioni della decisione adottata, sicché l'interessato può solo contestare l'erroneità dei conteggi effettuati dall'ente (in tal senso, Tar Toscana, sez. III, 18 dicembre 2001, n. 2037; Tar Campania, Salerno, 21 luglio 2005, n. 1319; T.A.R. Lazio, Sez. II, 18 febbraio 2005, n. 1410; T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. II, 5 maggio 2004, n. 1620; T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. I, 29 marzo 2000 n. 1911; T.A.R. Puglia Bari, sez. III, 03 giugno 2009, n. 1376; T.A.R. Campania Napoli, sez. VIII, 17 settembre 2009, n. 4983).
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del 21 febbraio 2011, con l'intervento dei signori magistrati: