Source: http://www.fisac.net/wpgisp/adesioni-allesodo-perimetro-intesa-sanpaolo.html?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2019-06-25 09:50:45+00:00
Document Index: 31534574

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 3', 'art. 3', 'art 3', 'art.3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3']

ADESIONI ALL’ESODO PERIMETRO INTESA SANPAOLO | FISAC IntesaSanPaolo
ADESIONI ALL’ESODO PERIMETRO INTESA SANPAOLO
15 novembre 2017 FISAC CGIL gisp	110 commenti
L’azienda ci ha comunicato che sono pervenuti oltre 6.000 fax di adesione, di cui va verificata la sussistenza dei requisiti. L’azienda prevede che saranno necessari circa 15 giorni per finire le verifiche e definire quindi la platea e la graduatoria.
Sono previste circa 600/700 uscite alla prima finestra del 31 dicembre 2017, iniziando a coinvolgere una parte di coloro che maturano i requisiti entro il 2020.
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110 pensieri su “ADESIONI ALL’ESODO PERIMETRO INTESA SANPAOLO”
MARCO POGLIANO ha detto:
15 novembre 2017 alle 20:43
IO CHE MATURO IL DIRITTO ALLA PENSIONE IL 01/01/2021 COME SONO MESSO?
Daniele Volpicelli ha detto:
Buongiorno, ieri ho letto molti commenti che criticano aspramente l’operato del sindacato. Mi riferisco su gli scaglioni reddituali protetti, mi domando: ma i colleghi che hanno fatto quei commenti guadagnano di più???
ESODO: anche io sono interessato ai risultati, vorrei far riflettere un poco tutti quelli che non riescono a vedere la situazione in maniera pratica
Le domande le ha ricevute la banca – che chi sa come ha organizzato il lavoro
Sono arrivate oltre 6.000 domande – alcuni per non sbagliare sembra ne abbiano mandate 2
Ora pensa di dover sistemare 6.000 documenti nelle cartelline dei clienti…
C’è chi va in pensionamento anticipato, chi per vecchiaia, chi con la 104 ecc.
Serve del tempo che sembrerà lungo, se questo lavoro fosse stato affidato al sindacato ….
16 novembre 2017 alle 06:51
tutti i richiedenti esodo avranno modo di visualizzare la graduatoria?
16 novembre 2017 alle 08:34
Spero che al tavolo delle trattative farete notare all’ azienda che questo è il vero barometro di filiale, non la pagliacciata che ci viene propinata mensilmente, se quasi tutti se ne vogliono andare da questo “paradiso terrestre” vorrà pur dire qualcosa…
approvo in pieno… parole ” sante ” … visto che di paradiso si parla….
condivido pienamente, situazione pesante e sarà sempre peggio.
Bravo Marco, il doppio delle adesioni per un gruppo che qualche mese fa non aveva bisogno di riduzione del personale la dice tutta…. e senza considerare che in questa platea mancano parecchi colleghi che maturano la pensione nei prossimi 24 mesi ai quali non è convenuto aderire al fondo….
De Paoli Massimo ha detto:
16 novembre 2017 alle 15:23
40 anni e mezzo di lavoro! Il lavoro è cambiato d’accordo, ma vorrei andarmene prima perché una fase lunga della vita si è esaurita e si avrebbe voglia di far altro, secondo perché è eticamente giusto che alziamo le terga augurandoci di lasciar posto a qualcuno più giovane. I paradisi non stanno da nessuna parte.
28 novembre 2017 alle 09:39
Gioacchino Catena ha detto:
16 novembre 2017 alle 08:37
…e quindi, per una proiezione ipotizzabile.. chi ci rientra nei 3000 eletti?… tutti coloro che maturano nel 2021 o anche oltre? Grazie.
16 novembre 2017 alle 09:08
CHE SPERANZA HA CHI MATURA I REQUISITI A MARZO 2023? NESSUNA PENSO..OPPURE E’ GIA’ PREVISTO ULTERIORE INSERIMENTO? E DI QUANTI?
scafuri anna ha detto:
…sono d’ accordo con Marco e aspetto con ansia il prossimo esodo….
16 novembre 2017 alle 09:53
E’ assolutamente temerario fare qualsiasi previsione allo stato dell’arte. Alcuni altri soggetti (aziendali e/o sindacali) lo fanno, ma questo purtroppo non fa che alimentare false speranze o, per contro, inutili timori. Ci sono molte domande duplicate, occorre verificare i requisiti pensionistici domanda per domanda, occorre anche verificare la sussitenza delle 104 in stato di gravità per sè e così via. I 15 giorni di attesa sono individualmente lunghi, ma sono anche il tempo minimo necessario per fare un lavoro accurato.
Nell’incontro di verifca verà resa pubblica la data ultima di maturazione del diritto che consentirà l’inserimento nella lista dei 3.000. Questo renderà trasparente chi può rientrare e chi no. Inoltre tutti coloro che rientrano riceveranno comunicazione individuale.
Come abbiamo scritto nella nostra guida all’esodo e come abbiamo ribadito più volte nei commenti alle varie news da un mese a questa parte, le domande che non potranno essere accettate in questo esodo costituiranno il bacino prioritario di adesione al’eventuale esodo che verrà definito dopo il varo del nuovo piano industriale.
come al solito molto esaustivo , chiaro, trasparente e soprattutto molto paziente a fronte anche di affermazioni che personalmente ritengo sono fuori misura.
Unico dubbio che ho quando verrà comunicata la data ultima valida delle adesioni si intenderà il fine mese antecedente alla data del diritto alla pensione? (il primo di ogni mese?
16 novembre 2017 alle 12:10
L’accordo prevede che venga individuata una data specifica di maturazione del diritto pensionistico, come data ultima suffciente a realizzare 3.000 uscite. Questo significa proprio quella data e NON tutti coloro che rientrano nella finestra pensionionistica del mese successivo.
volevo aggiungere un’ osservazione sul BAROMETRO DI FILIALE, strumento più che inutile direi ingannevole e beffardo.
Fonti ufficiali della banca precisano che non è stato ideato affinché noi potessimo esprimere tutto il nostro malcontento su pressioni commerciali, procedure che non funzionano ecc ecc ecc bensì per far emergere problematiche per l’appunto di FILIALE del tipo:
il direttore fa la riunione alla lavagna? ti stressa abbastanza con i dati?
In effetti se si analizzano le domande, questo è!!!
Siamo noi ad avere delle aspettative sbagliate.
Mi ricordo che i primi tempi c’era una domanda del tipo: ti senti abbastanza supportata dalla sede? ed io mi toglievo la soddisfazione di rispondere col numero 1 …
Ora, non è per colpa mia, ma quella domanda da mò non la trovate più…..e certo! mica riguardava la filiale!!!…
silvana redaelli ha detto:
io direi che non azzardare ipotesi su cifre, date ecc. sia solo una dimostrazione di serietà del nostro sindacato. penso a quanto siano ridicoli coloro che girano per le filiali sparando numeri a caso o dicendo (da anni) che la banca avrebbe fatto esodi fino ai 7 anni: ma quando? ma perchè??? aspettiamo ancora 15 gg e ….incrociamo le dita
16 novembre 2017 alle 12:14
Certo che è strano il comportamento aziendale. Da un lato massima attenzione ai costi e dall’altro scegliere di scaglionarli a gruppi di 600/700. C’è qualcosa che mi sfugge ???
Non ci è chiara la domanda. In ogni caso la suddivisione in scaglioni e non tutti insieme non è legata a questione di costi diretti, ma piuttosto alla necessità di ri-organizzare il lavoro in quelle filiali / uffici dove si realizzeranno (magari in modo più concentrato che in altri) le uscite.
16 novembre 2017 alle 12:23
Vedo di chiarire: l’azienda usufruisce di soldi pubblici per erogare prestazioni agli esodati, è molto attenta al risparmio sui costi ma poi ritarda di 4 o 6 mesi pagando di tasca propria.
Ti ricordo che a maggio 2017, a noi over 60, hanno proposto il part time come agevolazione ma poi hanno fatto marcia indietro e solo dopo abbiamo capito che erano mesi che trattava con il Governo per Veneto Banca. L’azienda nasconde qualcosa anche questa volta ?
E’ chiara la domanda ?
La domanda è più chiara. Ma i presupposti sono sbagliati.
L’azienda ha ricevuto una cifra dal Governo che è più alta del costo degli esodi per coprire (parzialmente) i costi dell’integrazione di due banche virtualmente fallite e tornare a renderle in attivo. Questi costi comportano certamente gli esodi, ma anche la migrazione informatica, la formazione, i costi di integrazione, i costi di riallocazione delle filiali e così via. Costi che sono appunto pagati parzialmente dallo stanziamento del Governo. In questo ambito occorre garantire la continuità operativa (già messa a rischio dai processi di integrazione) tenendo anche conto che gli esodi si distribuiscono in maniera casuale sulla base dell’età dei dipendenti (ci sono regioni con età medie più alte e altre più basse) e della loro decisione individuale di aderire o meno e NON sulla base delle effettive concentrazioni degli esuberi. Per fare un esempio, in tutta la provincia di Torino ci sono solo 2 filiali ex Venete (per un totale di 9 colleghi), mentre presumibilmente coloro che usciranno per esodo da ISP, ISGS, Sede centrale, Private e Prossima saranno alcune centinaia. Questo renderà assolutamente necessario uno scaglionamento, se si vorrà garantire di poter aprire filiali e uffici.
Infine – e solo per doverosa correttezza – non fu l’azienda a ritirarsi dal Part Time agevolato, ma è l’INPS a non aver mai dato l’autorizzazione al versamento dei contributi maggiorati (cosa che peraltro tutt’ora continua a non essere possibile).
16 novembre 2017 alle 14:35
Mi stai dicendo che prima l’azienda ha pubblicizzato che c’erano agevolazioni per gli over 60, ha emanato la circolare, ha creato una procedura, nell’impegno scritto tutti noi abbiamo firmato che in caso di esuberi avremmo aderito e poi ha chiesto l’autorizzazione all’ Inps ? E solo casualmente nello stesso periodo stava trattando per Veneto Banca.
Perdonami ma per me 2 + 2 fa ancora 4.
Trovo la tua risposta inaspettatamente aziendalista, non me l’aspetto da Cgil……………me ne farò una ragione.
Guarda, non è a me che devi credere. Le verifiche sulla possibilità o meno di versare i contributi pieni per i part Time è possibile farla direttamente presso l’INPS. Certo puoi sospettare che anche l’INPS sia in combutta con l’Azienda (oltre alla CGIL), ma a questo non ho rimedi.
Voglio solo precisare che chi aveva aderito alla possibilità del Part Time Agevolato NON aveva assunto alcun impegno di aderire anche a un’eventuale futuro esodo. Semplicemente l’adesione al Part Time Agevolato non precludeva l’eventuale futura adesione volontaria.
pietro caporossi ha detto:
16 novembre 2017 alle 11:40
premesso che probabilmente rientrerò nei 3000, per chiarezza devo dire che non mi pare sia stata data tutta questa “pubblicità” ad un eventuale nuovo esodo, grazie
Beh, dipende da cosa intendi per pubblicizzare. Ovviamente stiamo parlando di un evento futuro e non ancora deliberato: quindi nessuno lo dà (o lo ha dato) per certo. Tuttavia, riteniamo anche che sia un evento non solo possibile, ma abbastanza probabile. E in questi termini ne abbiamo parlato fin dalla redazione della guida il 13 ottbre (che è lì, consultabile, a testimoniarlo) e nelle verie risposte ai vari commenti alle news successive.
Ho qualche perplessità anche sul fatto che i non rientranti “costituiranno il bacino prioritario di adesione all’eventuale esodo che verrà definito dopo il varo del nuovo piano industriale”. In questo modo non si rischia di penalizzare coloro i quali non hanno aderito in questa tornata e potrebbero farlo alla prossima, magari avendo un data di maturazione del diritto anche più prossima di quelli confluiti nel bacino? Questo criterio (prossimità alla data di pensionamento) non deve essere sempre quello prevalente?
E’ una questione irrilevante nella sostanza. Se le domande si confermeranno realmente poco meno di 6.000 vorrà dire che nei fatti avrà chiesto di aderire una percentuale altissima di colleghi. Inoltre statisticamente e storicamente coloro che non aderiscono a un’offerta di uscita non aderiscono nemmeno alla successiva, sopratutto se estremamente ravvicinata. In realtà i numeri di coloro che potrebbero cambiare idea non potranno che essere pochissimi.
Inoltre, sempre in punta di diritto, il criterio di maggior prossimità è un criterio di buon senso (oltre che vantaggioso economicamente), ma NON è un criterio obbligatorio: è un criterio negoziale. L’attivazione del Fondo Esuberi (nella sua versione “volontaria”) prevede nercessariamente un accordo sindacale. E ovviamente nell’accordo di attivazione dell’eventuale prossimo esodo prevederemo che tutti coloro che hanno inoltrato domanda per l’esodo precedente (avendone i requisiti) debbano rientrare (fatta salva la possibilità individuale di cambiare idea) in quello che verrà avviato.
Al momento penso proprio che non rientrerò nei 3000 visto che la mia data è 30 GIUGno 2023. Sono stata adesso autorizzata dall’INPS al versamento di 12 settimane di contribuzione volontaria per una aspettativa per gravi motivi che ho preso nel corso di quest’anno. Ciò non mi farebbe avanzare di molto ma andrei a 1 Marzo 2023. Si potrà vedere la graduatoria, in modo che mi possa rendere conto se potrà valere la pena di avanzare di 3 mesi oppure se non cambierebbe niente ai fini dell’esodo?
16 novembre 2017 alle 19:37
Come ho detto la graduatoria in sé NON sarà pubblica, ma sarà pubblico il giorno ultimo valido per l’inserimento. Se, come temo, tale giorno sarà prima di marzo 2023 allora non ci saranno questioni possibili per il tuo caso.
“Sono previste circa 600/700 uscite alla prima finestra del 31 dicembre 2017, iniziando a coinvolgere una parte di coloro che maturano i requisiti entro il 2020” Questa previsione come è stata elaborata? La logica direbbe che siete in possesso di dati tali da far intendere che nella prima tornata andranno via tutti del 2019 e parte del 2020. E’ giusta questa considerazione?
16 novembre 2017 alle 13:42
Riprendo quanto evidenziato da Marco ed Angelo, che condivido pienamente, circa il BAROMETRO DI FILIALE per sottoporre alla vostra attenzione la statistica pubblicata da Panorama che riporta le TOP 400 (i migliori 400 datori di lavoro in Italia). Caso strano INTESA SANPAOLO NON C’E’!!!! Coma mai? Nonostante il nostro Paradiso !!!!
Intesa Sanpaolo è ben lungi dall’essere un paradiso. E non c’è bisogno di considerare le adesioni all’esodo per rendersene conto: tutti noi che ci lavoriamo lo sappiamo molto bene, lo denunciamo ripetutamente e sindacalmente cerchiamo anche di intervenire.
Tutto ciò detto, utilizzare le adesioni all’esodo come argomento non ha invece molto senso: probabilmente le adesioni si attesteranno tra il 70 e l’80% della platea e quindi in misura assolutamente in linea (e in nessuna misura maggiore) con tutti gli esodi precedenti che sono stati fatti dal 2001 in avanti in Sanpaolo prima e in Intesa Sanpaolo poi. Se questo è il criterio, il paradiso è da molto che non è più in azienda.
Per non parlare del fatto che noi (la FISAC) riteniamo molto difficile in assoluto che un’azienda possa essere in qualche modo un paradiso…
Personalmente non ho inviato domanda di adesione perché certa di non rientrare in questo esodo e sono quindi a chiedere,nell’eventualita’che possa rientrare nel “forse prossimo” se sara’ data la possibilita’di richiedere l’accesso con il nuovo ” piano”.
Si certo, potrai aderire. Come risposto prima, i colleghi che hanno fatto domanda e non l’hanno vista accolta hanno un prelazione, NON l’esclusiva.
scadenza 01/05/21. vista la valanga di adesioni sono entrato ufficialmente in depressione e mi viene anche da piangere
Come detto sopra, è proprio sbagliato fare previsioni al buio. Qualche giorno e la graduatoria sarà definita ufficialmente.
NALDI GIUSEPPE ha detto:
Se inserito nei 3000 costituisce priorità per accedere alla prima finestra di uscita (31/12/17) beneficiare delle agevolazioni L.104 art. 33 C3? Grazie
16 novembre 2017 alle 19:51
Si, è uno degli elementi di priorità.
Scusate, avete risposto a tutti tranne me. Avete difficoltà in tal senso? E’ importante, penso x noi tutti aspiranti esodati (in modo speciale x le classi + a rischio esclusione), sapere che incidenza abbia avuto l’operazione sulle fasce a finestre pensionistiche “brucianti” .
No, nessuna difficoltà. E’ solo che tra i tanti commenti è “saltata” la tua risposta. Scusa.
Premesso comunque che NON siamo in possesso di alcun dato sulle adesioni, come ribadito più volte, è invece certo (è stato scritto nell’accordo) che i pensionamenti incentivati (sia quelli col 75% della RAL, che quelli con il premio di tempestività) NON concorrono a definire le 3.000 uscite. La lista dei 3.000 verrà redatta esclusivamente attingendo alle domande di esodo.
salve…mia finesta uscita con aspettative vita 1/4/2020…pensate che possa essere nel 1 esodo di dicembre?? anche 104 x mio suocero…grazie bgiornata
Se allo stato attuale non è possibile fare ipotesi collettive sull’inserimento nella lista dei 3.000, figurati quelle individuali negli scaglioni di uscita.
In via generale avere la finestra pensionistica e i benifici della 104 rende probabile l’inserimento nello scaglione di uscita di dicembre. In questa frase sono decidive le parole “in via generale” e “probabile”.
MORICONI ALBERTO ha detto:
17 novembre 2017 alle 11:39
Una sola cosa, che non è una domanda, ma una semplice constatazione: una graduatoria stilata dall’azienda, ma non resa pubblica, si configura come una pura e semplice presa per i fondelli. Basta rendersene conto, farsene una ragione e la vita diventa più semplice, anche per quei colleghi che vorrebbero andare ma, purtroppo per loro, non andranno. E chissà, forse la mancanza di pubblicità potrà favorire qualche operazione, magari non del tutto giustificata sulla base dei criteri previsti, ma sicuramente legittimata da “improcrastinabili esigenze di servizio”.
L’Italia è un paese fondato sul complotto e quindi non ci pensiamo nemmeno di poter modificare questo approccio.
Però un elemento oggettivo rimane e non può essere bypassato: la graduatoria individuale non sarà pubblica per ovvi (e sacrosanti davvero) motivi di privacy (motivi peraltro tutelati dalla legge NON superabili in nessun modo), ma sarà pubblica la data del singolo giorno in cui bisognerà aver maturato il diritto pensionistico per poter essere inseriti nella lista dei 3.000. Come del tutto evidente, tale pubblicazione impedisce l’inserimento in lista di chi non ha il requisito o l’esclusione di chi ce l’ha.
E la lettera a latere? A. Non conta niente. B. Conta molto c. Può essere usata a discrezione della banca
17 novembre 2017 alle 13:23
La lettera a latere non conta nulla per l’inserimento nella lista dei 3.000, mentre è uno dei criteri che definisce la priorità per l’inserimento negli scaglioni di uscita per color oche sono inseriti nella lista dei 3.000.
Non sono d’accordo. Cito testualmente : disponibilità della banca a far accedere prioritariamente al fondo (nessun riferimento ai 3000), nel rispetto dei criteri di accesso definiti nel suddetto protocollo (che è esclusivamente il 31.12.2023). Infatti da nessuna parte sta scritto che la lettera a latere vale per i 3000. A mio avviso è una interpretazione arbitraria e fuorviante.e poi si tratta di colleghi disagiati che il sindacato dovrebbe tutelare,non escludere.
Come dici tu, cito testualmente dal testo dell’accordo: “Nel caso in cui, il numero di domande di adesione risultasse superiore alle 3.000 uscite previste, verrà redatta apposita graduatoria, unica a livello di Gruppo, dando priorità ai titolari delle previsioni ex art. 3, comma 3 della L. 104/1992 per sé e, a seguire, degli altri lavoratori in base alla maggiore prossimità alla maturazione del diritto a pensione e, a parità di “maturazione del diritto”, alla maggiore età anagrafica. Detta “offerta al pubblico” si intenderà valida e circoscritta alle risorse risultanti da detta graduatoria entro il limite quantitativo richiamato di 3.000 unità, che saranno informate della positiva inclusione”.
La lettera a latere richiama esplicitamente questa norma, quando parla di “rispetto dei criteri di accesso definiti nel suddetto protocollo”.
17 novembre 2017 alle 12:54
le nuove aspettative di vita che sposteranno l’età pensionabile di 6 mesi che effetto avranno sulle liste ?
La lista viene redatta tenedo conto dell’allungamento determinato dalal normasull’aspettativa di vita.
Continuo a non essere d’accordo con la vs interpretazione. Il 13.10 (data della lettera a latere) nessuno sapeva che si sarebbero superate le 3000 adesioni (vista la volontarietà). Quindi la lettera indica,come confermato da un legale del lavoro da me interpellato, il primo criterio (31.12.2023) e non ..”nel caso in cui”. Mi spiace anche non avere visto risposta sui concetti di tutelare e di escludere. Grazie
Guarda, essere o non essere d’accordo per quanto riguarda le questioni legali è poco importante. Quello che conta è appunto la questione della gerarchia delle fonti. Una lettera a latere di un testo (in questo caso il protocollo) non può che rimandare ai contenuti del testo di cui è appunto un “di cui”. E così fa questa lettera. Se invece il tuo avvocato la pensa diversamente, potrai valutare con lui la percorribilità legale di un’impugnazione dei criteri.
Diversa invece la valutazione sull’opportunità o meno di redigere o meno il protocollo in quella forma. Infatti non è che il protocollo nasca dal nulla o sia il frutto di un’imposizione. E’ invece il frutto di un negoziato in cui il sindacato ha valutato che l’unico criterio prevalente rispetto alla prossimità al diritto fosse la legge 104 in stato di gravità per il lavoratore. E’ una valutazione opinabile (questa sì), ma è quella che in Intesa Sanpaolo le parti sociale hanno deciso di applicare fin dal primo esodo e hanno rinnovato ogni volta. I criteri con cui valutare l’esclusione o l’inclusione sono molteplici e l’incremento di qualcuno di essi necessariamente modifica quello che è universalmente considerato come il criterio prevalente rispetto alla questioni previdenziali e di accompagnamento alla pensione: la maggior prossimità al diritto. E si è valutato che solo la presenza di un grave handicap in capo al lavoratore potesse sovvertire questo criterio.
Molto ma molto opinabile. Che differenza passa con chi ha una legge 104 art. 3 comma 3 con disabile nel proprio stato di famiglia o una grave patologia ? Nei precedenti fondi esuberi, al contrario di quanto scritto da fisac in tutti gli altri esodi anche queste categorie erano prioritarie. Sinceramente é difficile capirne e difenderne la ratio come state facendo
La scelta è certo opinabile. Ma non ha nulla a che vedere con quanto affermi.
Non c’è alcuna differenza tra la legge 104 (in gravità) e la grave patologia (che infatti dà diritto questa condizione).
La differenza, ai fini del nostro accordo è se la condizione di beneficio della legge 104 è per sé (in questo caso dà diritto alla priorità rispetto all’inserimento nei 3.000) oppure per un familiare (e in questo caso dà diritto alla priorità solo per gli scaglioni di uscita).
E ribadiamo che è sempre stato così. Gli accordi precedenti sono ancora in linea e consultabili da chiunque voglia.
Ultima replica e poi la chiudo qui. Tanto è un dialogo tra sordi.dici che La lettera a latere è un di cui se si supera i 3000. E se non si superavano? Non era più un di cui? Era un pezzo di carta senza valore? È un di cui quando fa comodo? Andava precisato che è un di cui altrimenti è parte integrale del protocollo. E poi ,se vedi bene, nel 2011 e 2013 la lettera a latere era riportata nella circolare!! Non era un di cui.
Hai ragione. E’ un dialogo tra sordi. Ti chiedo solo il favore (davvero un favore, se ritieni di poterlo fare) di farmi poi sapere come sarà andata l’impugnazione legale di un accordo così sballato e privo di fondamento giuridico.
volevo solo ringraziati per la grande professionalità e pazienza nel rispondere a tutti .
18 novembre 2017 alle 18:01
Grazie a te. La cosa importante è che sia un lavoro utile. Se poi è apprezzato, è anche meglio… 🙂
Patrizia Pirri ha detto:
27 novembre 2017 alle 15:03
ed io vorrei unirmi a questi meritatissimi ringraziamenti!
a volte penso che i toni di livore di alcuni colleghi, semplicemente, sbaglino bersaglio…
17 novembre 2017 alle 15:55
Scusa ma vorrei se possibile un ulteriore chiarimento
Ho un disabile nel mio stato di famiglia con legge 104 art 3 comma 3. Sono equiparabile, secondo Voi , a quello con legge 104 per sê? Non vedo nessuna differenza. E chi ha un figlio disabile? Non é giusto dargli un’opportunitá di uscita prioritaria e sociale per di piú utilizzando fondi pubblici?Grazie per il tempo dedicatomi e saluti
17 novembre 2017 alle 16:36
Da un punto di vista sociale assolutamente sì. Avere un figlio con una grave infermità è un grave problema, non c’è assoltamente nessuna intenzione di negare questo fatto, anzi.
Tuttavia bisogna anche considerare che il Fondo Esuberi non è in alcun modo uno strumento di gestione di questioni sociali, ma di problematiche lavorative. E questo indipendentemente dal fatto che in questo frangente sia stato finanziato con denaro pubblico. Tale finanziamento infatti è destinato esclusivamente ed esplicitamente alla tutela dei lavoratori in quanto talie non in quanto soggetti “sociali”. Quindi ricade pienamente sotto le previsioni proprie delle iniziative di ssotegno per il mondo del lavoro. In quata cornice le uniche deroghe possibili al puro criterio della prossimità pensionistica non possono che riguadare la condizione diretta del lavoratoe, ovvero una sua speifica e personale condizione di malattia.
Detto questo, ti invito con serietà e con rispetto – e non come contentino (non è nelle nostre corde) – a considerare come nei fatti sia estremamente probabile l’attivazione di un nuovo esodo post piano industriale e come tale attivazione potrà sanare tutte le domande che non avranno trovato accoglimento in questa tornata.
18 novembre 2017 alle 11:42
A questo proposito, anche se stiamo parlando solo di una ipotesi, anche se mi pare di capire piuttosto probabile, secondo voi quale potrebbe essere la tempistica della definizione del nuovo esodo? 2018 o oltre?
Se ci sarà un esodo, sarà perché il nuovo piano industriale previsto per i primi mesi del 2018 ne creerà le condizioni. Quindi se ci sarà crediamo di poterlo definire nell’ambito del 2018.
ma la lettera a latere cosa e’? io ho mandato la domanda senza nessuna altra lettera: se ho capito bene partecipo alla gara per i 3000 ma non per altri eventuali esodi? mia fine lavoro 31122021
La “lettera a latere” è un documento complementare di un accordo che regola alcune questioni specifiche e “derivate” di quanto definito nell’accordo che va a integrare. Nel nostro caso è un documento che, tra le altre cose, prevede che chi è entrato nella graduatoria dei 3.000 avrà priorità di inserimento nei primi scaglioni di uscita nel caso in cui abbia un familiare con legge 104.
Non ha nulla a che vedere con la definizione della graduatoria dei 3.000 o con documenti da inviare in allegato a domande varie.
Riprendo la nostra conversazione delle 15.34 (anche se mi ero riproposto di chiudere il confronto). 1. non ho mai scritto, nè tanto meno la penso, che si tratti di un ” accordo così sballato e privo di fondamento giuridico” anzi mi pare un buon compromesso ed elogio l’attenzione posta alle 104 per sè. 2. mi sembra poco consono all’etica sindacale dire ad un lavoratore “fai causa e fammi sapere come è andata” 3. di fatto non rispondi alla domanda chiave che ruota intorno alla lettera a latere : se non si arrivava a 3000 adesioni quale era il “valore” di questo documento visto che vale solo per i primi 3000? a tal proposito ti rammento che il perimetro è stato ampliato di un anno proprio perchè si temeva di non arrivare a 3000 domande. 4. quindi che senso ha fare una lettera a latere riservata ad eventi del tipo “nel caso in cui”. sarebbe stato più logico fare una graduatoria dei primi 3000 e chiuderla lì visto che la banca si è riservata la totale discrezionalità nell’uso delle finestre.5. questo è un estratto della circolare del luglio 2013 : “Saranno considerate prioritariamente le accettazioni pervenute da soggetti portatori di handicap grave ovvero da coloro nel cui nucleo familiare siano presenti persone portatrici di handicap grave o risultino
affette da gravi e documentate patologie. A tal fine il personale in questione dovrà segnalare, se del caso documentandole, dette
condizioni all’atto della presentazione della proposta di accettazione dell’offerta al pubblico di cui sopra” .6. tanto per chiarirsi io sono un dicembre 2020 e quindi non ho nessun interesse specifico alla lettera a latere. 7. faccio un esempio . caso A. 2999 adesioni , uscite prioritarie a 104 e poi via in anzianità .Lettera a latere ? vale per far uscire prima disabili ,104 in stato di famiglia e gravi patologie ? da come dici credo proprio di SI ( è scritto nella lettera stessa “nel rispetto dei criteri di accesso al fondo” è riportato nel testo ) quindi graduatoria modificata . Caso B. 3300 domande , lettera a latere automaticamente in funzione per i primi 3000 e quindi di nuovo graduatoria stravolta. e allora mi chiedo che senso ha la lettera a latere se la considera, come affermi , sostenendo che ” Non ha nulla a che vedere con la definizione della graduatoria dei 3.000 o con documenti da inviare in allegato a domande vari ” Risposta : NESSUNO perchè , di fatto , non cambia niente .8. non credo che pubblicherete questa mia replica 9. un cordiale saluto e grazie per la pazienza.
18 novembre 2017 alle 17:51
Copio e incollo il tuo commento, perché così è per me più facile rispondere. Lo farò in coda a ciascuna tua argomentazione. Il tuo testo in corsivo, il mio no (così si distingue meglio).
Riprendo la nostra conversazione delle 15.34 (anche se mi ero riproposto di chiudere il confronto).
Prendersi degli impegni (peraltro non richiesti) e poi disattenderli non sembrerebbe una cosa meravigliosa. Però c’è anche da dire che cambiare idea è comunemente ritenuto un sintomo di intelligenza e quindi va benissimo così.
1. non ho mai scritto, nè tanto meno la penso, che si tratti di un ” accordo così sballato e privo di fondamento giuridico” anzi mi pare un buon compromesso ed elogio l’attenzione posta alle 104 per sè. Cito testualmente dal tuo ultimo commento: “Andava precisato che è un di cui altrimenti è parte integrale del protocollo. E poi ,se vedi bene, nel 2011 e 2013 la lettera a latere era riportata nella circolare!! Non era un di cui.”
Secondo me un testo che contiene così tante e divergenti possibilità interpretative non può che essere un testo giuridicamente sballato. Peraltro è la stessa opinione del tuo avvocato che sulla base di questo testo pensa di poter ottenere conclusioni opposte all’interpretazione sindacale. Per di più non ho detto che lo pensi tu, ho solo chiesto di essere informato sulla tenuta in tribunale di un testo che un avvocato pensa di impugnare e che quindi lui (professionista del diritto) deve ritenere attaccabile e sballato.
2. mi sembra poco consono all’etica sindacale dire ad un lavoratore “fai causa e fammi sapere come è andata”.
Come ho risposto nel punto precedente, ritengo invece doveroso per un sindacato informarsi sulla tenuta giuridica dei suoi accordi.
3. di fatto non rispondi alla domanda chiave che ruota intorno alla lettera a latere : se non si arrivava a 3000 adesioni quale era il “valore” di questo documento visto che vale solo per i primi 3000? a tal proposito ti rammento che il perimetro è stato ampliato di un anno proprio perchè si temeva di non arrivare a 3000 domande.
La lettera a latere vale solo per i primi 3.000 (o meno di 3.000 se non ci fossero state sufficienti domande, perché qualsiasi sia il numero di uscite che si potrà realizzare volontariamente, occorrerà comunque definire una graduatoria di uscita all’interno di questo numero). Se le domande fossero state anche solo 2.000 si sarebbe sempre dovuto decidere in che ordine far uscire le persone: la lettera a latere serve a questo.
4. quindi che senso ha fare una lettera a latere riservata ad eventi del tipo “nel caso in cui”. sarebbe stato più logico fare una graduatoria dei primi 3000 e chiuderla lì visto che la banca si è riservata la totale discrezionalità nell’uso delle finestre.
5. questo è un estratto della circolare del luglio 2013 : “Saranno considerate prioritariamente le accettazioni pervenute da soggetti portatori di handicap grave ovvero da coloro nel cui nucleo familiare siano presenti persone portatrici di handicap grave o risultino affette da gravi e documentate patologie. A tal fine il personale in questione dovrà segnalare, se del caso documentandole, dette condizioni all’atto della presentazione della proposta di accettazione dell’offerta al pubblico di cui sopra”.
Esattamente come in questo caso: stabilita la lista dei 3.000 saranno considerate come prioritarie ai fini dell’uscita tutte le fattispecie di cui sopra, ovvero quelle riportate nella lettera a latere. Con la differenza che nel caso del 2017 l’esodo nel perimetro di Intesa Sanpaolo prevede un numero massimo di adesioni, che non possono superare le 3.000 e i criteri per definire questi tremila sono contenuti nell’accordo (maggior prossimità e 104 grave per sé) e io li ho riportati per esteso in uno dei commenti precedenti.
6. tanto per chiarirsi io sono un dicembre 2020 e quindi non ho nessun interesse specifico alla lettera a latere.
Questa è per te un’ottima situazione. Se hai fatto domanda sicuramente rientrerai trai 3.000.
7. faccio un esempio . caso A. 2999 adesioni , uscite prioritarie a 104 e poi via in anzianità .Lettera a latere ? vale per far uscire prima disabili ,104 in stato di famiglia e gravi patologie ? da come dici credo proprio di SI ( è scritto nella lettera stessa “nel rispetto dei criteri di accesso al fondo” è riportato nel testo ) quindi graduatoria modificata . Caso B. 3300 domande , lettera a latere automaticamente in funzione per i primi 3000 e quindi di nuovo graduatoria stravolta. e allora mi chiedo che senso ha la lettera a latere se la considera, come affermi , sostenendo che ” Non ha nulla a che vedere con la definizione della graduatoria dei 3.000 o con documenti da inviare in allegato a domande vari ” Risposta : NESSUNO perchè , di fatto , non cambia niente .
Non cambia nulla ai fini della definizione di chi saranno i 3.000, MA determinerà l’ordine in cui questi 3.000 usciranno. Magari tu ritieni questa cosa il nulla ed è una legittima opinione, ma giuridicamente è invece qualcosa (con buona pace del tuo avvocato) e può fare una certa differenza perfino concretamente. Chi ha un grave handicap spesso fa fatica a continuare a lavorare, talvolta deve fare molte assenze e d è a rischio costante di essere lasciato a casa (nel senso di licenziato, non di messo in fondo esuberi) per superamento del periodo di comporto. Farlo uscire il prima possibile è un dovere morale, oltre ad essere la concreta applicazione di un fondo a tutela dalla perdita del lavoro e questa è la ragione per cui la 104 (grave) per sè è valida ai fini della composizione dei 3.000. Tuttavia anche avere una situazione familiare complessa, pur se non in grado di compromettere irrimediabilmente la propria situazione lavorativa, è comunque una cosa seria. E per questo si è deciso di tenerne conto nella distribuzione delle uscite, DOPO aver definito la lista dei 3.000.
8. non credo che pubblicherete questa mia replica.
Mai fare previsioni troppo sicure su quello che farà qualcun altro. 🙂
9. un cordiale saluto e grazie per la pazienza.
Un buonissimo week end anche a te.
20 novembre 2017 alle 08:23
considerato che la graduatoria dei 3000 e’ top secret sara’ possibile almeno sapere fino a che finestra pensionistica e a quale data anagrafica sono statri inseriti? grazie scusate la curuosita’
Si (come specificato nelle risposte precedenti)
secondo Voi l’azienda nel prossimo piano impresa fara’ un altro esodo??e’ una cosa realistica??grazie e saluti.antonio
20 novembre 2017 alle 09:17
Ne abbiamo parlato diffusamente nelle risposte precedenti
Chiedo gentilmente ancora un chiarimento, che magari è già stato specificato ma fra le decine di commenti e risposte non ho trovato: i tremila colleghi esodandi della lista avranno la comunicazione della data di uscita entro breve oppure la riceveranno soltanto 30 giorni prima via via all’approssimarsi delle varie date di uscita previste (31/12/2017 – 30/04/2018 – 30/06/2018 ecc ecc ) ???? Questa seconda ipotesi sarebbe veramente una tortura !!!
I colleghi inseriti nella lista dei 3.000 riceveranno comunicazione individuale al termine delle verifiche.
Scusate, specifico la domanda : in queste comunicazioni individuali è prevista anche un’indicazione della data di uscita della persona destinataria ?
In fase iniziale solo per le uscite di dicembre. Per le altre si procederà successivamente. Ovviamente chiederemo la comunicazione completa di una scalettatura completa nel minor tempo possibile.
Se dovessi usciere con data 31/12/2017 ed ho ancora ferie quando prima sarò avvisato? Dato che è in accordo l’obbligo di farle tutte.
I colleghi saranno informati al termine delle verifiche, previste entro fine mese. Entro lo stesso lasso di tempi saranno informati coloro che es Ono a fine anno.
62 anni il prox gennaio – pensione anticipata (escluso prossimo adeguamento) 1/3/2020; pensi che possa avere speranze di restarmene a casa già da dicembre?
È possibile, ma come ribadito più volte nelle risposte precedenti, non facciamo previsioni su quanto sarà comunque certo a breve.
20 novembre 2017 alle 16:34
Ho una domanda da fare, chi è beneficiario della legge 104 art.3 comma 1 per se, perché non è menzionato? non dovrebbe avere priorità su chi beneficia della 104 nel cui nucleo familiare è presente persona disabile?
E comunque, nella lettera a latere, si fa riferimento a “personale disabile”
…..quindi si intende estensibile 104 art.3 comma 1 per se?
I 104 per sé (grave) hanno persino la priorità nella lista dei 3.000. A maggior ragione nelle finestre di uscita.
Umberto però si riferiva a chi ha la 104 art. 3 comma 1 (di cui si fa menzione nella lettera a latere) e non chi ha la 104 art. 3 comma 3 che ormai è risaputo ha la priorità assoluta (giustamente).
In realtà la lettera a latere parla espressamente di personale disabile (senza specificare la gravità ) che è quello che appunto ha i benefici della 104, in stato di gravità o meno.
Chiedo scusa ma non mi è chiara questa cosa: chi come me ed Umberto che ha una 104 non grave ha quindi la stessa priorità di chi ha una 104 grave?
Nell’ambito dei 3.000 ha la stessa priorità di chi ha un familiare con handicap.
Prima le 104 gravi per sé e poi le 104 non gravi e quelle per i familiari.
GRAZIE PER AVER RISPOSTO CON SOLERZIA E RAPIDITA’……….COME SEMPRE IL SILENZIO E’ D’ ORO!!!!!!!
Ieri è oggi siamo tutti al Direttivo., per questo le risposte on so o state istantanee. Ora (notturna) e giorni (sabati e domeniche) di moltissime risposte anche a commenti di questa news dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio quanto sia fuori luogo la tua accusa.
Ciao, circola la voce (a quanto pare attendibile) che le domande leggi 104 per sé siano state molte di più del previsto (anche per il ns. ufficio del personale.Ma come è possibile?). Si parla di circa 500 (500 su 3000? Un disabile o comunque una patologia invalidante su sei????).
Se parliamo di una banca seria essa dovrebbe controllare chi è in possesso dei requisiti sopra esposti prima della data dell’accordo e chi invece li ha acquisiti ultimamente . Mi pare logico e corretto che abbiano validità solo quelle preesistenti.
Voi del sindacato cosa ne pensate? Farete pressioni perché questi diritti (e quelli di tutti con equità e giustizia) vengano tutelati?
Per quanto a nostra conoscenza 500 colleghi con 104 in stato di gravità per sé è un dato molto sovrastimasto. Anche se il bacino ovviamente non è 3.000 (che sono coloro che accederanno all’esodo), ma oltre 8.000 (tutti i colleghi con requisito pensionistico entro il 2023). Comunque farà parte dei dati da verificare puntualmente nell’apposito incontro.
Peraltro è bene ricordare che il possesso dei benefici per la 104 in stato di gravità doveva essere preesistente alla domanda di esodo. E che l’esistenza o meno di tali benefici è certificata dall’INPS e non può essere “manomessa” in alcun modo.
È bene ricordare che per avere diritto bisogna godere dei benefici della legge 104 per sè art 3 comma 3 cioè grave situazione non basta avere art. 1 comma 3 che l’hanno in molti
Per avere diritto a essere inseriti prioritariamente nella lista dei 3.000 bisogna avere la gravità per sé. Per avere diritto a essere inseriti prioritariamente negli scaglioni di uscita la gravità non è necessaria.
Mi rendo conto che circa 90 commenti sono tanti da leggere, tuttavia buona parte di essi riguarda proprio questa distinzione. Davvero non credo sia possibile (almeno per le mie capacità) spiegarlo più chiaramente di così.
22 novembre 2017 alle 08:44
Vediamo se ho capito 🙂
Io maturo i requisiti pensionistici a maggio 2023 ed ho un’invalidità NON grave.
Se la banca comunica che nei 3000 sono compresi quelli che maturano i requisiti al 31/12/2022, vanno via quelli che hanno la 104 per sé grave e chi matura nel 2022 mentre io sono fottuto.
Se invece sono compresi tutti fino al 2023 ( o anche giugno 2023 per quanto mi riguarda), vado via anch’io solo che, per quanto riguarda gli scaglioni d’uscita, vanno via prima i 104 gravi, poi i 104 non gravi o chi ha un disabile in famiglia, e poi gli altri.
22 novembre 2017 alle 09:29
No credo sia per nulla “Esatto” e spiego perché:
nel protocollo del 12/10 si legge:” Nel caso in cui, il numero di domande di adesione risultasse superiore alle 3.000 uscite previste,
verrà redatta apposita graduatoria, unica a livello di Gruppo, dando priorità ai titolari delle previsioni ex art. 3, comma 3 della L. 104/1992 per sé e, a seguire, degli altri lavoratori in base alla maggiore prossimità alla maturazione del diritto a pensione e, a parità di “maturazione del
diritto”, alla maggiore età anagrafica. Detta “offerta al pubblico” si intenderà valida e circoscritta alle risorse risultanti da detta graduatoria entro il limite quantitativo richiamato di 3.000 unità, che saranno informate della positiva inclusione.
Si chiarisce che ai fini della determinazione della citata graduatoria:
o la titolarità delle previsioni ex art. 3, comma 3 della L. 104/1992 per sé deve risultare alla ata di accettazione dell’ “offerta al pubblico”;
o l’eventuale riscatto e/o ricongiunzione di periodi contributivi che consente la “maturazione del diritto” sopra definita dovrà risultare già richiesto alla data di accettazione dell’ “offerta
al pubblico” e dovrà essere interamente perfezionato entro il 30 aprile 2018, pena la decadenza dalla graduatoria stessa.”
Nella lettera a latere, sempre del 12/10 si legge: “Con riferimento al Protocollo per l’integrazione delle ex Banche Venete in Intesa Sanpaolo sottoscritto in data odierna ed alle precisazioni intervenute nel corso del confronto, Intesa Sanpaolo – anche in qualità di Capogruppo – conferma:
· la disponibilità della Società a far accedere prioritariamente al Fondo, nel rispetto dei criteri di accesso definiti nel suddetto Protocollo, il personale disabile ovvero quello nel cui nucleo familiare siano presenti persone disabili o in gravi e documentate condizioni di malattia”.
Adesso, se capisco quello che leggo, chi matura i requisiti per i trattamenti pensionistici il 31/12/2023, ed è beneficiario di legge 104, sia 3.3 che 3.1 che per conto terzi, ha sicuramente accesso prioritario alla graduatoria…….. scavalcando chi raggiunge i requisiti nel 2019 e non è in possesso di 104.
22 novembre 2017 alle 15:50
Questa risposta è stata già data. in ogni modo, per avere diritto a essere inseriti prioritariamente nella lista dei 3.000 bisogna avere la gravità per sé (Art3.comma3).
Non è necessaria la gravità (cioè basta Art.3 comma 1.) per avere diritto a essere inseriti prioritariamente negli scaglioni di uscita .
L’unica cosa ancora non nota è come (una volta rientrati nei 3000) si potrà esercitare tale diritto. Una lettera alla banca con allegata la certificazione INPS ed un eventuale stato di famiglia?
Nella lettera a latere dell’accordo, l’azienda ha dato disponibilità a permettere prioritariamente l’uscita dei colleghi con disabilità o con familiari portatori di handicap o gravemente malati, fermo restando che siano ricompresi nella graduatoria. I colleghi in queste situazioni dovranno segnalare la loro richiesta in merito alla finestra di uscita al proprio Gestore del Personale, indicando le motivazioni e allegando eventuale documentazione (certificazione stato di handicap del familiare e della situazione di malattia).
Maturo i requisito 01/02/2020 ho la possibiltà di uscire il 31/12/2017?
Come abbiamo già ribadito più volte non possiamo fare delle previsioni, si deve attendere il risultato della verifica.
23 novembre 2017 alle 14:30
Mia finestra, ultimo giorno di lavoro 31/12/2021, c’è un lumicino di speranza ho posso rassegnarmi. Grazie
24 novembre 2017 alle 10:15
L’azienda si prenderà fino all’ultimo giorno e fino all’ultimo minuto prima di dire qualcosa, rassegnamoci
27 novembre 2017 alle 12:36
Sicuramente avrete letto tutti le notizie di stampa in merito allo scivolo previsto con il nuovo piano industriale 2018/2021: speriamo bene per noi probabili esclusi da questa tornata. 🙂
Confesso la mia ignoranza in merito: positive o negative per noi “quasi ertamente” esclusi?
Posto che che le fonti giornalistiche sapranno cosa è previsto davvero nel piano industriale nel momento in cui verrà pubblicato (esattamente come il Sindacato e – sopratutto – come i mercati), tutte le valutazioni di buon senso fanno ritenere probabile, allo stato dell’arte, l’attivazione di un nuovo esodo all’indomani della pubblicazione del medesimo piano industriale. Esattamente come abbiamo suggerito in molte delle risposte precedenti che trovate qui sopra.
Certo che siamo passati da: “non abbiamo esuberi, siamo diversi dagli altri” a 6000 + 4000 Veneto Banca probabili esuberi e questo cambiamento di valutazione si è realizzato nell’arco di 6 mesi. Quando ho espresso dei dubbi sulle poco comprensibili scelte aziendali qualcuno ha storto il naso ma era proprio così. Auguriamoci di non pagarne le spese
28 novembre 2017 alle 15:10
Le stesse fonti di stampa parlano di circa 5000 richieste ancora da verificare.
29 novembre 2017 alle 09:53
L’AZIENDA HA GIA FISSATO LA DATA DELL’INCONTRO PER COMUNICARE I DATI DEFINITIVI RIGUARDANTI LE RICHIESTE D’ESODO?
QUANTO SOPRA ANCHE ALLA LUCE DELLE DICHIARATE USCITE AL 31 DICEMBRE 2017 CHE DEVONO ESSERE – SALVO ERRORI – COMUNICATE DALL’AZIENDA ALL’INTERESSATO ALMENO 30 GIORNI PRIMA DELLA DATA PROGRAMMATA
Abbiamo pubblicato poco fa questa news: ESODO PERIMETRO INTESA SANPAOLO
1 dicembre 2017 alle 08:58
Interessante quello dichiarato dal nostro Presidente
Intesa, Gros-Pietro: potremmo accontentare richieste uscite oltre piano Venete
https://it.reuters.com/article/businessNews/idITKBN1DU29X-OITBS