Source: https://bmbarch.wordpress.com/2011/03/12/piano-casa-2-in-umbria/
Timestamp: 2017-10-23 15:22:14+00:00
Document Index: 171090250

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 33']

Piano Casa (2) in Umbria*
Written by bmbarchPostato il marzo 12, 2011 gennaio 7, 2015 Lascia un commento
Buongiorno a tutti. Grazie per alla CNA per l’invito che ci ha rivolto.
Innanzi tutto, consentitemi due parole sul Comitato Interprofessionale. E’ composto dagli Ordini degli Architetti, Ingegneri, Dottori Agronomi e Forestali delle province di Perugia e Terni, l’Ordine regionale dei Geologi, i Collegi dei Periti Agrari e Periti Laureati, Periti industriali e Periti industriali laureati ed infine i Collegi dei Geometri e dei Geometri laureati delle province di Perugia e Terni. Gli obiettivi, come è facilmente intuibile, è unirsi e fare massa critica per cercare di risolvere tutti i problemi che possono accomunarci.
Piano Casa ex LR27/2010. Bisogna essere intellettualmente onesti: come professionisti ci rendiamo conto che la LR 27/2010 può essere un modo per ridare uno slancio ad un’economia stagnante. In un momento di crisi come quello attuale va benissimo. E’ altrettanto evidente, però, che non possiamo pensare di stabilizzare un intero comparto produttivo (quello delle costruzioni), con interventi straordinari. Ben venga la logica dell’incentivazione per guidare la domanda di sostituzione del bene casa (siamo ormai in un mercato maturo): va forse agganciata a logiche di tipo ambientale (rischio frana, esondazione), a logiche di tipo ecologico (corridoi ecologici, rete ecologica, regionale), a logiche di tipo energetico (il comparto dell’edilizia pesa sul bilancio energetico nazionale per circa il 45%), a logiche di tipo paesaggistico (costruzioni da delocalizzare).
Bisogna dunque favorire strategicamente la riqualificazione di edifici che da un punto di vista energetico (diciamoci la verità), sono una vera schifezza, la demolizione di detrattori ambientali od estetici, la delocalizzazione di edifici in frana o in zone esondabili. Per fare questo occorrono risorse pubbliche e private. Il pubblico può benissimo disporre premialità per incentivare questo movimento. Premialità edificatorie, che a mio avviso vanno accompagnate da strumenti finanziari e da agevolazioni fiscali. Infine occorre creare le condizioni legali per un mercato in cui chi è virtuoso, chi ha la casa in Classe A può chiedere ed ottenere un prezzo più alto.
Nel merito della legge. Mi faccio portavoce anche di alcune sollecitazioni che mi sono pervenute da colleghi tecnici e cittadini.
Occorre leggere facendo innanzi tutto delle chiare distinzioni.
La prima è quella tra Premialità ex LR 17/2008 (Sostenibilità ambientale, per intenderci), e incremento ai sensi del Capo II (Interventi straordinari per il rilancio dell’economia).
La premialità (art. 32), è un premio che la legge offre a chi è virtuoso e consegue dei nuovi edifici classificabili in classe A o B ai sensi della LR 17/2008: da non confondere quindi né con Casaclima né con altri standard in materia di energia. Per la Classe A il bonus di potenzialità edificatoria è del 25% e del 15% per chi va in Classe B. Dico potenzialità edificatoria perché così recita la norma: se il Comune è passato alla SUC si parla di superficie, altrimenti si continua a parlare di volume.
L’incremento è invece un bonus straordinario e temporaneo per il rilancio dell’economia (Capo II, artt. 33 e seguenti). L’art. 33, dopo aver dichiarato le finalità, individua il campo d’applicazione (più o meno ampio: non voglio qui approfondire). Una sola piccola digressione: tra tutti i casi di esclusione era forse il caso di salvare quelli in aree PAI, dare loro un ampliamento ancora maggiore consentendo l’edificazione in altre aree edificabili di proprietà, o in aree di atterraggio predisposte dal Comune. Poteva essere l’avvio di quella delocalizzazione prevista dalle NTA del PAI e ribadita dalla DGR 707/2007 applicativa. Iniziare insomma quell’azione strategica di riqualificazione che ricordavo prima.
Il meccanismo con cui queste due diverse leve (premialità ambientale ed incremento straordinario), interagiscono non è sempre agevole da capire. Lascio qualche interrogativo ai colleghi della Regione (Nazareno Annetti e dott. Angelo Pistelli), per dar loro l’opportunità, se vorranno, di chiarirli.
1) Centri storici. La premialità “ambientale” non si applica per i nuovi edifici. Mentre mi sembra applicabile per gli ampliamenti di edifici esistenti.
2) Sull’art. 34 (ampliamento di edifici a destinazione residenziale), convergono due norme di difficile coordinamento: la prima è quella dell’art. 32, dove si definiscono le premialità e si specifica che in zona agricola si applicano solo sulla SUC in ampliamento; la seconda è il comma 5 bis art. 33 dove si dice che gli incrementi degli art. 34 35 36 sono cumulabili con le premialità dell’art. 32 per un ulteriore 10% in caso di edifici in classe A. Ulteriore rispetto a cosa? E in caso di ampliamento di edificio rurale la premialità ambientale è quella dell’art. 32 (25% o 15%), o è quella più un ulteriore 10% nel caso si vada in Classe A?
3) Sempre in zona agricola, in caso di edifici non censiti come beni sparsi ai sensi dell’art. 33 della LR 11/2005, è possibile demolire e ricostruire con incremento del 25% in classe B e del 35% in Classe A, se ho letto bene il comma 5 dell’art. 33?
In materia di energia ed ambiente non posso approfondire così tanto come ho fatto sul Piano Casa.
Prendiamo atto che con questo regolamento vengono abrogate le precedenti DGR in materia: 420, 1016, ecc. e questo semplifica un po’ le cose. Non possiamo tuttavia esimerci dal constatare che a mio avviso l’approvazione del recente decreto in materia di energie rinnovabili costringerà la regione a tornare nuovamente su questa dgr e in materia edilizia. Si nota in generale un disallineamento tra i tempi della legislazione nazionale e quella concorrente regionale. Più che un disallineamento è proprio un’asincronia. Io non so se questa cosa possa essere riallineata, facendo della Conferenza Stato-Regioni un momento anche di coordinamento legislativo. A noi tecnici farebbe un gran comodo.
Chiudo con tre richieste nei confronti della Regione.
La prima preghiera è sullo stile di scrittura della legge. Io qui rappresento dei tecnici, che vorrebbero comunque seguitare a fare il loro lavoro, e non diventare tutti avvocati o esperti amministrativisti. Gli articoli devono essere “atomizzati” e cioè scritti in una forma veramente piana, evitando letture congiuntive, disgiuntive, avverbi, frasi subordinate, coordinate, ecc. Dire solo l’essenziale: alcune frasi del tipo “l’istanza è trasmessa al Comune” o “gli interventi devono essere realizzati in conformità alle norme tecniche sulle costruzioni”, non hanno molto senso. Vi è qualcuno che costruisce ignorando scientificamente le nuove norme sulle costruzioni? E se anche fosse, è sufficiente una piccola frase per farlo desistere?
La seconda preghiera: nel momento in cui la Regione pubblica una legge od una DGR che va a modificare altre leggi, può prendersi l’obbligo (etico) di ripubblicare le nuove leggi coordinate? In questo caso la LR 27/2010 ha incidenza su altre 6 leggi, di cui modifica qualche parola, o qualche articolo, e a noi tecnici spetta il compito di coordinare i rinvii, che non è proprio il nostro lavoro.
Terza preghiera: è urgente la redazione di un Testo Unico, non come collazione o raccolta delle leggi urbanistiche ed edilizie in Umbria, ma una vera e propria codificazione, un Codice in materia urbanistica edilizia ambientale, che coordini ed integri la VAS con il PRG, il PRG con i procedimenti attuativi, i titoli edilizi con le sanzioni, l’urbanistica con gli espropri, i lavori pubblici con l’urbanistica. Che coordini da subito leggi regionali e regolamenti regionali, facendo tesoro anche delle successive interpretazioni e chiarimenti. A quel punto anche la richiesta precedente sarebbe più facile in quanto si tratterebbe di riaggiornare una sola legge. Come Ordine e come comitato interprofessionale noi diamo la nostra disponibilità alla Regione per redigere questo atto che sarebbe fondamentale. Grazie.
* Traccia dell’intervento presso il seminario organizzato dalla CNA di Perugia – Park Hotel Ponte San Giovanni – 11 marzo 2011
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