Source: http://docplayer.it/163857-Regolamento-delle-attivita-formative-della-scuola-superiore-sant-anna.html
Timestamp: 2016-12-08 06:45:27+00:00
Document Index: 92932613

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 41', 'art.36', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 5', 'art.11', 'art. 17', 'art.11', 'art. 17', 'art. 24']

⭐REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA
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1 REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA Emanato con D.R. n. 306 del 17/07/2012 Integrato con D.R. n /02/2014. DISPOSIZIONI PRELIMINARI Articolo 1 (Oggetto) 1. Il presente Regolamento disciplina, in conformità a quanto previsto nel Regolamento didattico di Ateneo e nell ordinamento degli studi universitari, l insieme delle attività formative erogate dalla Scuola nonché le borse di studio e le collaborazioni degli allievi e degli studenti. Articolo 2 (Struttura) 1. Il presente Regolamento si articola in cinque libri secondo il seguente ordine: - Libro primo, Corsi integrativi di primo e secondo livello; - Libro secondo, Corsi di laurea magistrale; - Libro terzo, Corsi per il conseguimento del Diploma di Philosophiæ Doctor; - Libro quarto, Master universitari di primo e secondo livello e Corsi di alta formazione e formazione continua; - Libro quinto, Borse di studio e forme di collaborazione degli allievi e degli studenti. Articolo 3 (Principio di esclusività) 1. Le disposizioni contenute nel presente Regolamento possono essere abrogate o modificate solo attraverso una previsione espressa. LIBRO I: CORSI INTEGRATIVI DI PRIMO E SECONDO LIVELLO TITOLO I - NORME GENERALI Articolo 4 (Finalità) 1. Il presente Libro, in conformità a quanto stabilito dall articolo 5, comma, 1 lett. a), del Regolamento didattico d Ateneo, disciplina i Corsi ordinari di I e II livello di cui all articolo 3, comma 2, lettere a1) e a2) dello stesso Regolamento. Articolo 5 (Definizione e obiettivi formativi) 1. I Corsi ordinari sono rivolti ad allievi ordinari della Scuola e prevedono percorsi formativi integrativi nell ambito delle scienze applicate che, mediante una stretta connessione tra formazione e ricerca scientifica, nonché attraverso la collaborazione interdisciplinare tra le aree scientifiche di cui all art. 2 del Regolamento didattico d Ateneo, si propongono di assicurare l alta qualità degli studi, una solida preparazione di base, nonché la crescita culturale e personale degli allievi2 2. I Corsi ordinari di I livello hanno durata triennale ed offrono un percorso formativo interno, complementare ai Corsi di Laurea attivati dall Università di Pisa nell ambito delle aree scientifiche di cui all art. 2 del Regolamento didattico d Ateneo ed individuati ogni anno dal Senato accademico, su proposta dei Consigli delle Classi accademiche, al momento dell approvazione del bando di concorso. 3. I Corsi ordinari di II livello hanno durata biennale e si articolano nelle seguenti proposte di formazione integrativa offerta dalla Scuola: - allievi ordinari: sono ammessi, successivamente al superamento delle apposite procedure, alla frequenza di un percorso formativo interno complementare ai Corsi di Laurea magistrale dell Università di Pisa individuati ogni anno dal Senato accademico, su proposta dei Consigli delle Classi accademiche, al momento dell approvazione del bando di concorso, e ai Corsi di Laurea magistrale attivati presso la Scuola in collaborazione con Università italiane o straniere; - allievi ordinari iscritti a Corsi di Laurea magistrale presso Università italiane o straniere nell ambito di un network nazionale ed internazionale di collaborazioni universitarie attivate dalla Scuola per consentire la specializzazione in settori particolari di studi avanzati e all avanguardia. 4. Per il Settore di Scienze Mediche sono attivati Corsi ordinari della durata di sei anni, che offrono un percorso formativo interno, complementare al Corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia dell Università di Pisa. 5. Per il settore di Scienze Giuridiche sono attivati Corsi ordinari della durata di cinque anni, che offrono un percorso formativo interno complementare al Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza dell Università di Pisa. 6. Per favorire la dimensione collegiale quale opportunità per una maggiore crescita personale e culturale, la Scuola prevede, di norma, la residenzialità per gli allievi ordinari di I e II livello. La dimensione collegiale può assumere caratteristiche specifiche per le tipologie di Corso descritte nel precedente comma 3, che sono definite e stabilite dal Senato accademico. Articolo 6 (Modalità d accesso ai Corsi ordinari di I e II livello) 1. Ai Corsi ordinari di I e II livello si accede mediante le procedure descritte nei commi successivi, volte ad accertare nei candidati, in relazione ai diversi ambiti disciplinari presenti alla Scuola, l attitudine allo studio, le potenzialità, l idoneità a seguire un percorso di studio interdisciplinare e di qualità, nonché e la disponibilità a vivere una dimensione di vita collegiale. 2. I titoli di studio necessari per l ammissione ai concorsi di cui al comma 1 sono previsti dalla normativa vigente. 3. Ai Corsi ordinari di I livello attivati presso la Scuola si accede mediante concorso pubblico. Le modalità di svolgimento del concorso sono stabilite nel relativo bando. 4. Ai Corsi ordinari di II livello si accede con le seguenti procedure: a) per gli allievi ordinari di I livello che abbiano adempiuto agli obblighi didattici, mediante la procedura di cui all art. 7 del presente Libro, volta ad accertare l elevata preparazione raggiunta, le ulteriori potenzialità di sviluppo culturale e professionale, nonché la coerenza tra il corso di laurea prescelto e gli ambiti di interesse scientifico e didattico della Scuola. Le modalità di ammissione sono approvate annualmente dal Senato Accademico sulla base delle proposte formulate dai Consigli delle Classi accademiche. La Commissione viene nominata per ciascuna delle Classi accademiche dal Rettore della Scuola; b) negli altri casi, mediante concorso pubblico per titoli ed esami. Le modalità di svolgimento del concorso sono stabilite nel relativo bando, il quale deve prevedere che il candidato non abbia un debito in crediti rispetto alla laurea magistrale alla quale intende iscriversi superiore a 30; che abbia conseguito il diploma di laurea nei dodici mesi precedenti il termine di scadenza per la presentazione delle domande o che preveda di conseguirlo entro il 31 ottobre successivo al medesimo termine; che alla data di scadenza per la presentazione della domanda non abbia compiuto i 24 anni d età; che abbia conseguito una certificazione di conoscenza della lingua inglese a livello intermedio riconosciuta a livello internazionale. Il bando può prevedere restrizioni ulteriori, relative all anno di immatricolazione. Il bando deve in ogni caso prevedere, tra i criteri che devono essere utilizzati dalle - 2 -3 commissioni per l ammissione ai corsi, il curriculum di studio e la media conseguita nelle prove sostenute nei corsi laurea. 5. Ciascuna delle prove di ammissione di cui ai commi precedenti può essere sostenuta una sola volta. 6. Coloro che abbiano superato le prove di ammissione dovranno iscriversi ad uno dei corsi di Laurea o di Laurea Magistrale dell Università di Pisa, individuati annualmente dal Senato Accademico, per il quale hanno dichiarato di concorrere. E salva l applicazione delle Convenzioni stipulate dalla Scuola con Università o istituzioni di eccellenza, italiane o straniere, di cui all art. 5, comma 3, del presente Libro. 7. I bandi di concorso sono approvati dal Senato, sentite le Classi accademiche, tenendo conto delle finalità di cui al comma Per i Corsi ordinari del Settore di Scienze Mediche è possibile concorrere per l'ammissione al primo, secondo e terzo anno, secondo le modalità d ammissione al concorso e le prove di selezione riportate nel bando di concorso. Gli allievi ammessi al secondo o terzo anno di corso devono sostenere gli esami di cui eventualmente erano in debito all'atto del concorso nei termini stabiliti ai commi 1 e 2 dell'art Per i Corsi ordinari del Settore di Scienze Giuridiche è possibile concorrere per l ammissione al primo e al secondo anno, secondo le modalità di ammissione al concorso e le prove di selezione riportate nel bando di concorso. 10. Qualora allievi ordinari di I livello che hanno completato con successo il Corso ordinario alla Scuola si iscrivano a Corsi di Laurea magistrale presso Università italiane o straniere con le quali sono attivi accordi convenzionali, che possono includere anche l'accoglienza e la residenzialità, a fronte di un programma formativo integrativo equivalente a quello degli allievi interni e di obblighi di verifica concordati, potranno conseguire il Diploma della Scuola. La Scuola, nell ambito degli accordi convenzionali di cui sopra, potrà erogare contributi a tali allievi. Articolo 7 (Prova di idoneità) 1. La procedura di valutazione di cui all art. 6 comma 4 lett. a), conformemente allo scopo di consentire un confronto tra docenti e allievi sul percorso formativo di questi ultimi e di individuare percorsi individuali confacenti alle inclinazioni e agli interessi di ciascun allievo, presenta le seguenti caratteristiche: a) prevede la partecipazione del maggior numero di docenti dell area di riferimento, oltre al tutor; b) si conclude con la formulazione di un giudizio complessivo sulla formazione dell allievo ed una valutazione in centesimi ai fini della Licenza, contenente altresì indicazioni per la continuazione ed il completamento dell iter formativo. Tale giudizio è reso dalla Commissione a ciascun allievo personalmente; c) importa l obbligo per ciascun allievo di sottoporre all esame del proprio tutor, almeno due settimane prima della data fissata per il colloquio di valutazione, una copia del proprio dossier del percorso formativo. 2. Gli allievi del Settore di Scienze Giuridiche presentano il proprio dossier del percorso formativo in occasione della verifica annuale del terzo anno dei corsi ordinari. La valutazione del dossier si aggiunge alla valutazione dell elaborato scritto oggetto della verifica annuale. 3. Qualora l allievo si trovi fuori sede, e solo in tal caso, può utilizzare gli strumenti telematici previsti per le prove di idoneità. Articolo 8 (Allievi in convenzione) 1. Per allievi in convenzione si intendono gli allievi ordinari che, superata la prova di idoneità per il passaggio al secondo livello, intendano avvalersi delle convenzioni in atto iscrivendosi ad un corso di laurea magistrale attivato in una delle sedi universitarie convenzionate, ovvero agli ultimi due anni di un corso di laurea magistrale in Giurisprudenza. 2. Gli allievi in convenzione devono rispettare gli obblighi derivanti dalla convenzione. 3. Al fine di mantenere un adeguato coordinamento con l attività formativa direttamente impartita dalla Scuola, ogni allievo in convenzione deve acquisire almeno la metà dei crediti annuali mediante le attività formative proposte dalla Scuola4 4. Il mancato rispetto degli obblighi della convenzione comporta la perdita della qualifica di allievo ordinario. Articolo 9 (Allievi aggregati) 1. Su iniziativa di un docente della Classe accademica competente, può essere attribuita la qualifica di allievi aggregati a coloro che risultino aver ottemperato nel corso della propria carriera universitaria agli obblighi previsti per gli allievi ordinari dagli articoli 19 e 23 del presente Libro. 2. In nessun caso la qualifica di allievi aggregati può essere attribuita a studenti iscritti ad un anno dei corsi universitari in relazione al quale la Scuola risulta aver attivato, al momento della presentazione della candidatura, un bando di concorso per l accesso ai corsi ordinari di I e di II livello secondo le modalità stabilite dall articolo 6 del presente Libro. 3. Su proposta del Preside della Classe accademica competente, il Rettore nomina una commissione volta ad accertare l elevato livello di preparazione dei candidati e a selezionare tra di essi i più meritevoli. 4. La selezione si svolge attraverso una procedura di valutazione comprendente esame dei titoli e colloquio sulle materie appositamente indicate e afferenti all area scientifica di riferimento. 5. La commissione conclude i propri lavori entro il 31 dicembre di ogni anno. 6. La Classe accademica competente può stabilire che agli allievi aggregati siano rilasciati attestati di frequenza e crediti formativi per le attività svolte presso la Scuola. TITOLO II - OFFERTA FORMATIVA Articolo 10 (Attività didattiche integrative) 1. Le attività didattiche integrative, rivolte agli allievi ordinari di I e di II livello, in cui si compendiano i corsi integrativi previsti dall articolo 38, comma I, dello Statuto, si articolano in: a) attività formative in uno o più ambiti disciplinari relativi alla formazione di base; b) attività formative in uno o più ambiti disciplinari affini o integrativi di quelli caratterizzanti, con particolare riguardo alle culture di contesto e alla formazione interdisciplinare; c) attività specialistiche e d approfondimento; d) altre attività formative volte ad acquisire avanzate conoscenze linguistiche, nonché abilità informatiche e telematiche, relazionali, o comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonché attività formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta dei contesti lavorativi e professionali. 2. All'atto della programmazione didattica i Consigli delle Classi Accademiche determinano, ai sensi del D.M. 22 ottobre 2004 n. 270, il valore in crediti formativi universitari delle singole attività formative. Articolo 11 (Percorso formativo predefinito dell allievo ordinario) 1. Su proposta dei docenti di ciascuna area scientifica, sentiti gli allievi e previa approvazione dei Consigli delle Classi accademiche competenti, possono essere previsti percorsi formativi predefiniti. 2. Essi si rivolgono precipuamente agli allievi dei primi tre anni dei corsi ordinari e hanno lo scopo di garantire una formazione completa e aperta alle varie aree disciplinari. 3. Resta ferma la possibilità per gli allievi degli ultimi anni dei corsi ordinari di usufruire dell offerta didattica della Scuola secondo le preferenze e le inclinazioni sviluppate nel corso degli studi. Articolo 12 (Programmazione didattica) 1. Entro il 31 luglio di ogni anno i Consigli delle Classi Accademiche approvano il quadro di riferimento delle attività didattiche integrative, relative al successivo anno accademico. 2. Tale quadro di riferimento è tempestivamente comunicato agli allievi ed agli altri soggetti eventualmente interessati, che possono presentare osservazioni e proposte entro il 15 settembre. I Presidi delle Classi - 4 -5 accademiche, raccolte tali indicazioni, elaborano una proposta di programma delle attività didattiche integrative da sottoporre al Consiglio di Classe competente, che le approva entro il 30 settembre. Articolo 13 (Tutorato) 1. La Scuola organizza un sistema d attività di tutorato finalizzate agli obiettivi indicati dal Regolamento didattico d Ateneo. Articolo 14 (Attribuzione del tutor) 1. Entro il mese d ottobre del primo anno accademico del corso di laurea o di laurea magistrale, ogni allievo individua il proprio tutor sulla base delle risultanze di un colloquio tematico effettuato dai docenti di ciascuna area scientifica. Il tutor così individuato svolge la funzione di accoglienza, di indirizzo e di supporto all inserimento dell allievo nella vita della Scuola. 2. Al termine del primo anno dei corso ordinari, il tutor così individuato decade automaticamente dalle proprie funzioni; ogni allievo, pertanto, entro il 15 ottobre del secondo anno dei corsi ordinari, indica uno o più tra professori e ricercatori della Scuola al quale richiedere di svolgere le funzioni di tutor. 3. Sulla base delle richieste presentate, tenendo conto delle aree didattiche cui è afferente ciascun docente, e onde favorire un efficace e fattivo svolgimento del servizio di tutorato, il Preside della Classe competente assegna a ciascun allievo un docente come tutor. 4. E consentito, previa richiesta motivata da parte dell allievo, procedere ad un cambiamento di tutor. In questo caso si segue la medesima procedura sopra indicata, salvo il rispetto del termine temporale. Articolo 15 (Funzioni del tutor) 1. E compito del tutor seguire con assiduità l attività didattica e di studio dell allievo, anche prendendo periodica visione del libretto personale di ciascun allievo, offrendo indicazioni e suggerimenti per la migliore riuscita dell itinerario formativo dell allievo. 2. I Consigli di Classe definiscono le modalità per coinvolgere nelle attività di tutorato allievi dei corsi di Philosophiæ Doctor, ex allievi della Scuola e collaboratori didattici e amministrativi, in possesso di specifiche competenze nelle attività di tutorato, ai sensi dell art. 11 del Regolamento didattico d Ateneo. Articolo 16 (Soggiorni fuori sede) 1. Per le attività formative svolte dall allievo fuori sede che siano ritenute meritevoli e coerenti con il percorso formativo dello stesso, la Scuola può attribuire un contributo economico da determinarsi nella misura e secondo le modalità previste nei commi successivi. 2. Entro il mese di settembre d ogni anno, il Rettore ovvero un suo delegato, insieme con i Presidi delle Classi accademiche ed i rappresentanti egli allievi ordinari in Senato accademico, definiscono, sulla base delle relative previsioni di bilancio, i criteri e le modalità d utilizzazione dei fondi stanziati per le attività di cui al comma 1 relativamente al successivo anno accademico. Tali criteri sono emanati con provvedimento del Rettore il quale provvederà a darne comunicazione ai Consigli di entrambe le Classi accademiche. 3. L allievo che intenda svolgere attività fuori sede deve preventivamente presentare apposita domanda, controfirmata dal proprio tutor per ottenere l autorizzazione da parte del Preside della Classe accademica d appartenenza. 4. Ottenuta l autorizzazione, la struttura amministrativa competente provvede all erogazione dei contributi secondo i criteri e le modalità di cui al precedente comma 2. Articolo 17 (Verifica della didattica erogata) 1. Gli allievi dei corsi ordinari di primo e secondo livello possono presentare, durante l anno accademico, le loro osservazioni e valutazioni sulla didattica offerta all interno della Scuola, evidenziando gli aspetti di - 5 -6 maggiore e minore soddisfazione da parte degli stessi, ed indicando eventuali soluzioni per migliorare la qualità dell offerta per l anno successivo. 2. Tali osservazioni e valutazioni sono presentate, da parte dei rappresentanti degli allievi nei Consigli di Classe, al Preside della Classe accademica competente, che, qualora lo ritenga opportuno, può sottoporle al Consiglio di Classe e trasmetterle al Nucleo di valutazione interna. 3. Entro il mese di giugno d ogni anno, il Preside convoca gli allievi per una verifica e valutazione sull organizzazione, sull efficacia e sulla qualità delle attività didattiche svolte, e sulla coerenza tra i crediti assegnati alle varie attività didattiche e gli specifici obiettivi formativi programmati, nonché sul funzionamento dell attività di tutorato. TITOLO III - OBBLIGHI DIDATTICI Articolo 18 (Crediti necessari per il conseguimento della Licenza e della Licenza Magistrale) 1. Per conseguire la Licenza l'allievo deve acquisire, in aggiunta ai crediti necessari per il conseguimento della Laurea presso l Università di Pisa, un numero ulteriore di crediti relativi ad attività didattiche integrative pari ad almeno 26 (ventisei), così ripartiti: - almeno 18 crediti (6 per anno di corso) per i corsi interni - almeno 6 crediti per i corsi di lingue straniere - 2 crediti per l esame di Licenza oppure per la prova di idoneità. 2. Per conseguire la Licenza Magistrale l'allievo deve acquisire, in aggiunta ai crediti necessari per il conseguimento della Laurea magistrale presso l Università frequentata, un numero ulteriore di crediti relativi ad attività formative interne pari ad almeno 20 (venti), così ripartiti: - almeno 12 crediti (6 per anno di corso) per i corsi interni - almeno 4 crediti per i corsi di lingue straniere - almeno 4 crediti per la preparazione della Tesi di Licenza magistrale. 3. Per conseguire la Licenza Magistrale gli allievi dei Corsi ordinari del Settore di Scienze Mediche (di cui all'art. 2, comma 4), devono acquisire, in aggiunta ai crediti necessari per il conseguimento della Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia presso l Università di Pisa, un numero ulteriore di crediti relativi ad attività formative interne pari ad almeno 46 (quarantasei) così ripartiti: - almeno 30 crediti per i corsi interni; - almeno 10 crediti per i corsi di lingue straniere; - almeno 6 crediti per la preparazione della Tesi di Licenza Magistrale. 4. Le Classi accademiche possono stabilire che alcune specifiche attività previste dall offerta didattica interna siano obbligatorie ai fini del conseguimento della Licenza. Articolo 19 (Piano di Studi ed obblighi didattici) 1. Gli allievi ordinari devono, entro il 1 ottobre di ogni anno, escluso il primo anno dei corsi ordinari, presentare il Piano di Studi per l'anno accademico in corso, da sottoporre all'approvazione del Consiglio della Classe accademica competente. Nel rispetto degli obblighi sanciti dall'art. 38, comma 1, dello Statuto, tale Piano di Studi dovrà essere sottoscritto dal tutor e contenere le indicazioni dei corsi da seguire presso l Università ove l allievo è iscritto e delle attività didattiche integrative della Scuola che l allievo intende seguire e di cui dovrà acquisire i relativi crediti. 2. Per modificare il proprio Piano di Studi l allievo deve presentare in tempo utile, di norma non oltre il mese di settembre, e comunque non oltre l approvazione del piano di studi per l anno accademico successivo, apposita domanda, controfirmata dal proprio tutor, da sottoporsi all'approvazione del Consiglio della Classe accademica di competenza. 3. Ogni Piano di Studi deve prevedere la partecipazione ad attività didattiche integrative per un valore di almeno sei crediti formativi universitari per ciascun anno accademico, esclusi i crediti acquisiti con i corsi di lingue straniere7 4. Su domanda dell'allievo il Consiglio della Classe accademica competente può modificare, per motivate ragioni, la ripartizione annuale dei crediti formativi universitari di cui al comma precedente, entro il limite minimo di quattro crediti formativi universitari per ciascun anno accademico, esclusi i crediti acquisiti con i corsi di lingue straniere. 5. Negli esami e nelle altre forme di verifica per l'acquisizione dei crediti formativi universitari, gli allievi devono riportare, per ciascun anno, una media complessiva non inferiore a ventisette trentesimi, ed in ciascun esame una votazione non inferiore a ventiquattro trentesimi. Ai fini della media le lodi acquisite non sono computate. 6. Ai fini del computo della media di cui al comma precedente, le votazioni conseguite negli esami e nelle altre forme di verifica relative ad attività didattiche e formative universitarie erogate dalle Università di riferimento per il conseguimento della Laurea o della Laurea Magistrale vanno tenute separate da quelle relative alle attività didattiche e formative interne alla Scuola, che non concorrono a determinare la media di cui al comma L Allievo deve conseguire la Laurea e/o la Laurea Magistrale entro il 31 Maggio dell anno successivo alla conclusione del corso di laurea. 8. Il Consiglio della Classe accademica competente può convalidare, ai fini degli obblighi di studio, un solo esame o verifica universitari, in un Corso di Laurea ovvero di Laurea magistrale, in cui l'allievo abbia conseguito una votazione inferiore a ventiquattro trentesimi, ma non inferiore a ventuno trentesimi. 9. Durante i periodi di soggiorno fuori sede per motivi di studio, appositamente autorizzati, gli allievi potranno seguire, in sostituzione di quelle previste dal Piano di Studi, attività didattiche e formative riconosciute equivalenti, preventivamente autorizzate e successivamente convalidate, sulla base d apposita documentazione, e secondo le modalità indicate dall art L'inosservanza degli obblighi di studio previsti dai commi precedenti, accertata dal Consiglio della Classe accademica, comporta per gli allievi la decadenza dal posto. Articolo 20 (Corsi di lingue straniere) 1. Per ogni anno di permanenza alla Scuola gli allievi ordinari dei corsi di I e di II livello devono seguire almeno un corso di lingua straniera e superare il relativo esame. Al termine dei corsi ordinari, gli allievi dei corsi di I livello devono avere conseguito l idoneità almeno a livello intermedio in due lingue straniere; gli allievi dei corsi di II livello devono aver conseguito l idoneità in due lingue straniere, di cui almeno una a livello avanzato. 2. La Scuola promuove in particolare lo studio della lingua inglese. I corsi sono strutturati in modo da permettere all allievo di ottenere le relative certificazioni internazionalmente riconosciute. Per il conseguimento della Licenza è richiesta la conoscenza certificata di detta lingua almeno a livello intermedio B2 secondo il quadro comune di riferimento europeo. 3. La Scuola potrà promuovere sessioni d esame della conoscenza della lingua inglese, d intesa con gli enti autorizzati alla certificazione individuati dal Senato accademico, dedicate agli allievi della Scuola e finalizzate all ottenimento delle suddette certificazioni. Laddove ciò non sia possibile, la Scuola potrà dare un contributo finanziario alla partecipazione degli allievi, per non più di una prova per allievo durante il proprio corso di studi. 4. Subito dopo l ammissione alla Scuola, gli allievi scelgono il corso di lingua straniera che intendono frequentare tra quelli attivati. Il lettore della lingua prescelta accerta con un colloquio a quale livello di conoscenza della lingua straniera l allievo viene ammesso. La medesima procedura si applica quando l allievo inizia a frequentare un nuovo corso di lingua. 5. La frequenza ai corsi di lingua straniera è obbligatoria. Per la lingua straniera prescelta non è consentito acquisire crediti per lo stesso livello di corso. I lettori devono informare periodicamente i tutors in merito alla frequenza ai corsi di lingua ed ai progressi della conoscenza della lingua straniera degli allievi. 6. Gli allievi sono tenuti a sostenere l esame, consistente in un colloquio volto ad accertare il livello di conoscenza della lingua straniera prescelta, entro l anno accademico nel quale si è svolto il relativo corso, riportando un giudizio d idoneità8 Articolo 21 (Verifica del percorso formativo) 1. Il percorso formativo dell allievo è soggetto ad una verifica annuale, di norma entro il mese di maggio, con modalità stabilite dai Consigli delle Classi accademiche, unitamente all approvazione della programmazione didattica, all inizio d ogni anno accademico, anche in forme differenziate, per Settore o per allievo. 2. Il superamento di questa prova di verifica è obbligatorio ai fini del mantenimento del posto d allievo nel primo e nel secondo anno dei Corsi ordinari di I livello, nel primo anno dei Corsi ordinari di II livello e in tutti gli anni, ad esclusione dell ultimo, dei Corsi ordinari a ciclo unico. 3. Alla verifica annuale del percorso formativo partecipano tutti i docenti dell Area scientifica cui l allievo appartiene, e in ogni caso tutti i tutors. 4. I docenti dell Area scientifica partecipano alla fase della discussione e della valutazione dell allievo che avviene, oltre che sulla base della modalità annualmente prescelta, del curriculum di studio come riportato nel libretto personale. Articolo 22 (Riconoscimento dell attività svolta presso altre università) 1. Gli allievi che intendano acquisire crediti formativi presso altre sedi universitarie italiane o straniere devono preventivamente chiedere, ai fini del riconoscimento per l assolvimento degli obblighi didattici interni, la relativa autorizzazione presentando domanda al Preside. 2. A tale fine l allievo, fermo restando quanto stabilito dall art. 10 deve presentare apposita domanda, concordata con il proprio tutor, al Preside della Classe accademica competente, allegando una documentazione mediante la quale sia possibile valutare il tipo d attività formativa, i contenuti didattici della stessa, le modalità di verifica dell apprendimento e ogni altro elemento ritenuto utile. 3. Il Preside, sentito uno o più dei docenti del Settore frequentato dall allievo, decide in ordine alla richiesta presentata, dandone comunicazione al Consiglio di Classe. 4. In ogni caso i crediti acquisiti presso altre sedi universitarie italiane o straniere possono concorrere all assolvimento degli obblighi didattici interni in misura non superiore alla metà di quelli richiesti. Articolo 23 (Termini per il superamento degli esami) 1. Gli esami ovvero le altre forme di verifica delle attività didattiche svolte presso l Università ove l allievo è iscritto che terminano nel primo semestre dell'anno accademico devono essere sostenuti entro il mese di febbraio dell'anno accademico successivo. 2. Gli esami ovvero le altre forme di verifica delle attività didattiche svolte presso l Università ove l allievo è iscritto che terminano nel secondo semestre dell'anno accademico devono essere sostenuti entro il mese di luglio dell'anno accademico successivo. 3. Ogni allievo del primo anno di corso dei Corsi ordinari di I e II livello deve conseguire, entro il mese di luglio, almeno diciotto crediti, programmati nel proprio piano di studi, presso l Università in cui è iscritto. 4. È fatto obbligo di comunicare all ufficio competente della Scuola la votazione riportata in ogni esame universitario entro cinque giorni dalla data in cui esso è stato sostenuto. Articolo 24 (Aspettativa) 1. Per gravi motivi di salute, comprovati da adeguata documentazione medica rilasciata da un medico convenzionato con la Scuola o dal Servizio Sanitario Regionale, che richiedano un periodo di riposo e cure non inferiore a tre mesi, il Consiglio della Classe Accademica può concedere all allievo interessato un periodo d aspettativa fino ad un anno. Nella delibera d autorizzazione il Consiglio di Classe, su proposta del tutor dell allievo, definisce le modalità d assolvimento degli obblighi didattici e formativi da parte dell allievo collocato in aspettativa. 2. L'aspettativa per maternità è concessa per un periodo fino ad un anno9 Articolo 25 (Stage) 1. Ogni allievo di Corsi di Laurea Magistrale può a svolgere uno stage formativo di durata massima di tre mesi presso enti o istituzioni pubblici o privati, italiani o stranieri, al fine di verificare le conoscenze acquisite confrontandole con una realtà operativa o di ricerca. 2. Per lo svolgimento dello stage, l allievo deve presentare apposita domanda, controfirmata dal proprio tutor, al Preside della Classe accademica d appartenenza. Nella domanda l allievo indica l ente o l istituzione presso il quale intende svolgere lo stage, anche sulla base dei suggerimenti offerti dal tutor o dalla Scuola. Il Preside, valutata la compatibilità con l assolvimento degli obblighi didattici e sentito il tutor, autorizza l'allievo a partecipare all'attività da lui richiesta ed incarica gli uffici competenti di provvedere agli adempimenti amministrativi richiesti ed al pagamento del contributo nei termini di cui al precedente art Entro 15 giorni dal termine dello stage, l'allievo deve consegnare agli uffici competenti della Scuola, oltre ad una relazione sull attività svolta, un attestato a firma dell'incaricato dell ente o dell istituzione presso il quale si è svolto lo stage, da cui risulti il periodo ed il tipo d attività svolta, con l eventuale indicazione di una valutazione in termini d impegno dell allievo e di capacità dimostrate, che potrà essere utilizzata dall allievo nel proprio curriculum. Articolo 26 (Esame di Licenza) 1. La Scuola rilascia la Licenza agli allievi ordinari di primo livello che abbiano ottemperato agli obblighi didattici e abbiano superato il relativo esame entro la seconda sessione dell anno solare successivo alla conclusione del corso ordinario di primo livello. Costituisce altresì titolo idoneo al conseguimento della Licenza, ferma restando l ottemperanza agli obblighi didattici, il superamento della prova di idoneità per l ammissione ai corsi ordinari di secondo livello di cui al precedente art. 7. Nel caso l allievo opti per la prova di idoneità la votazione sarà stabilita da una commissione nominata dal Rettore su indicazione del Preside della Classe che valuterà il percorso formativo nella sua interezza ed il giudizio riportato dall allievo nel corso della prova di idoneità. 2. L'esame di Licenza, consistente nella predisposizione di un elaborato scritto ed in una dissertazione orale, si svolge secondo le modalità stabilite annualmente dal Consiglio della Classe accademica competente che stabilisce almeno due sessioni di Diploma di Licenza. 3. Gli esami di Licenza sono pubblici e la relativa votazione è espressa in centesimi. I Diplomi di Licenza vengono rilasciati dopo il superamento del relativo esame e sono conferiti dal Rettore. Articolo 27 (Esame di Licenza magistrale) 1. La Scuola rilascia la Licenza magistrale agli allievi ordinari di secondo livello che abbiano ottemperato agli obblighi didattici ed abbiano superato il relativo esame entro la seconda sessione dell anno solare successivo alla conclusione del corso ordinario di secondo livello. 2. L'esame di Licenza magistrale, consistente nella predisposizione di un elaborato scritto ed in una dissertazione orale, si svolge secondo le modalità stabilite annualmente dal Consiglio delle Classe accademica competente che stabilisce almeno due sessioni di diploma di Licenza Magistrale. 3. Gli esami di Licenza magistrale sono pubblici e la relativa votazione è espressa in centesimi. I Diplomi di Licenza Magistrale vengono rilasciati dopo il superamento del relativo esame e sono conferiti dal Rettore. Articolo 28 (Commissioni giudicatrici dell'esame di Licenza e dell'esame di Licenza magistrale) 1. Le Commissioni giudicatrici degli esami di Licenza e di Licenza magistrale sono nominate dal Rettore della Scuola, su proposta del Preside della Classe accademica competente. 2. Ciascuna Commissione è composta da un numero di membri non inferiore a cinque effettivi e due supplenti. 3. Nel decreto di nomina della commissione viene indicato il Presidente ed il Segretario10 4. Il tutor dell allievo è membro della commissione giudicatrice. Gli altri membri possono essere scelti tra professori e ricercatori universitari, anche esterni, ovvero esperti d aree disciplinari attinenti alle materie d esame. LIBRO II: CORSI DI LAUREA MAGISTRALE Art. 29 (Lauree magistrali attivabili alla Scuola) 1. La Scuola Superiore Sant Anna, ai sensi dell articolo 35 dello Statuto, istituisce ed attiva corsi di laurea magistrale in convenzione con altre Università italiane o straniere, nel rispetto delle normativa nazionale vigente in materia e del presente Regolamento. 2. La Scuola Superiore Sant Anna può altresì partecipare, nell ambito di una convenzione con un altra Università italiana o straniera, ad una laurea magistrale contribuendo alla progettazione e all attuazione del percorso formativo o organizzando percorsi di eccellenza di cui al successivo art. 41. Art. 30 (Applicazioni alle Convezioni già concluse) 1. In sede di rinnovo delle convenzioni già concluse e ricadenti nelle tipologie di cui ai Titoli II e III del presente Libro, tali convenzioni saranno adeguate a quanto previsto nel presente Libro, secondo indirizzi approvati dal Senato accademico. TITOLO I NORME GENERALI SULLE LAUREE MAGISTRALI Art. 31 (Lingua inglese) 1. L attività didattica è tenuta, di norma, in lingua inglese, salvo casi adeguatamente motivati. 2. Il Regolamento didattico prevede che, di norma, i documenti relativi al corso di laurea magistrale e le comunicazioni siano messi a disposizione degli studenti anche in lingua inglese. Art. 32 (Impegno dei docenti. Divieto di mutualità) 1. L impegno dei docenti nelle singole lauree magistrali è tale da non pregiudicare l attività didattica integrativa riservata agli Allievi ordinari dei corsi di I e II livello. 2. E fatto divieto, salvo esplicita richiesta motivata al Consiglio di Classe, che decide, di mutuare insegnamenti dalla programmazione didattica dei corsi ordinari di I e II livello ovvero dalle attività di alta formazione di cui al Libro IV. Art. 33 (Accesso programmato) 1. L accesso ai corsi di laurea magistrale è, di norma, a numero programmato, salvo casi adeguatamente motivati. 2. Il numero dei posti che annualmente debbono essere banditi, se non previsto direttamente dalla convenzione o dai regolamenti, è stabilito sulla base di criteri definiti dal Senato. 3. Il numero di posti da bandire è stabilito, in ogni caso, sulla base di criteri che garantiscano, anche tenuto conto del bacino potenziale di candidati una elevata qualità e preparazione dei candidati. Art. 34 (Sperimentazione) 1. La convenzione predispone un meccanismo triennale di sperimentazione, al termine del quale il Senato valuta i risultati ottenuti e si esprime, anche ai fini del rinnovo della convenzione o della prosecuzione della laurea magistrali11 Art. 35 (Monitoraggio e valutazione) 1. Le convenzioni ed il Senato accademico, su proposta del Direttore dell Istituto interessato, istituiscono organi e meccanismi dedicati al monitoraggio ed alla valutazione delle attività didattiche e dei risultati complessivi del corso di laurea magistrale. 2. Il Nucleo di valutazione sottopone al Direttore dell Istituto e al Senato accademico, periodicamente, proposte inerenti il monitoraggio e la valutazione anche al fine di poter aggiornare, in fase di rinnovo, le singole convenzioni. TITOLO II LAUREE MAGISTRALI ISTITUITE ED ATTIVATE IN CONVENZIONE Art. 36 (Contenuti obbligatori della convenzione) 1. La convenzione fra la Scuola ed un altra Università con la quale viene istituito un corso di Laurea magistrale deve contenere i seguenti elementi: a) una premessa nella quale si espongono sinteticamente le esigenze scientifiche alla base dell accordo, le analisi di fattibilità esperite, le risorse impiegate dalle istituzioni, gli obiettivi attesi; b) denominazione del corso di laurea e classe di lauree magistrali di riferimento; c) caratteristiche del corso di laurea magistrale; d) le risorse messe a disposizione dalle istituzioni convenzionate, incluso il contributo dei docenti della Scuola alle attività didattiche; e) la ripartizione delle risorse economiche; f) la sede amministrativa e quelle didattiche; g) gli eventuali organi istituiti dalla convenzione; h) la durata ed il regime di rinnovazione. 2. Alla convenzione deve essere allegata una relazione finanziaria nella quale vengono approfonditi i contenuti di cui al comma 1, lett. d), e) ed f), anche in una prospettiva pluriennale. La relazione è predisposta anche qualora la convenzione non abbia impatto finanziario. Art. 37 (Procedimento per l approvazione della convenzione. Sottoscrizione) 1. Durante le fasi di confronto con le altre sedi universitarie, il Preside della Classe accademica di riferimento ed il Rettore sono tenuti costantemente informati. Il Consiglio della Classe accademica di riferimento ed il Senato accademico possono approvare linee di indirizzo ovvero chiedere il non avvio della procedura. 2. Lo schema di convenzione è sottoposto all esame preliminare del Consiglio della Classe accademica di riferimento che rilascia un parere da trasmettere al Senato accademico. 3. Lo schema di convenzione, preventivamente sottoposto al parere del Nucleo di valutazione, è approvato dal Senato accademico e trasmesso al Comitato regionale di coordinamento universitario. Lo schema viene trasmesso al Consiglio di amministrazione che, limitatamente agli aspetti finanziari, l approva ovvero richiede un integrazione istruttoria. Art. 38 (Sede amministrativa del corso di laurea) 1. La sede amministrativa del corso di Laurea magistrale è collocata, di preferenza, presso l Università convenzionata. 2. Laddove ciò non sia possibile, nella relazione di cui all art.36, comma 2, ne è data dettagliata motivazione. 3. La medesima relazione contiene una progettazione analitica delle strutture e delle risorse necessarie12 Art. 39 (Ammissione degli Allievi) 1. Le convenzioni prevedono, di norma, forme di accesso, anche in soprannumero, per gli Allievi ordinari di I livello che abbiano superato la prova idoneativa di cui all art. 7. Art. 40 (Rinvio al regolamento del corso di laurea magistrale) 1. Tutti gli aspetti non direttamente disciplinati dalla convenzione, sono disciplinati dal regolamento del singolo corso di laurea, in conformità alle disposizione del presente regolamento. 2. Il regolamento del singolo corso di laurea è approvato secondo le procedure stabilite dalla convenzione. In ogni caso, esso è sottoposto al Consiglio della Classe accademica di riferimento, per un parere, ed al Senato accademico, che può richiedere integrazioni e modifiche. Il Senato accademico approva indirizzi a cui i rappresentanti della Scuola negli organi istituiti dalla convenzione e competenti all approvazione del regolamento, si conformano. TITOLO III PERCORSI DI ECCELLENZA IN CONVENZIONE Art. 41 (Percorsi di eccellenza) 1. La Scuola, nell ambito di una convenzione con un altra Università italiana o straniera, può istituire percorsi di eccellenza, comunque denominati, che attribuiscono crediti ulteriori rispetto a quelli previsti dalla laurea magistrale istituita dall Università convenzionata. 2. Il percorso di eccellenza prevede didattica integrativa, esperienze di laboratorio, tirocini ed altre esperienze formative a conclusione delle quali viene rilasciato, ai sensi dell articolo 6, comma 2, lett. g), dello Statuto, un Diploma di formazione alla ricerca. Art. 42 (Contenuto obbligatorio della convenzione. Procedimento) 1. La convenzione fra la Scuola ed un altra Università con la quale viene istituito un percorso di eccellenza è allegata a quella con la quale viene eventualmente istituito un corso di laurea magistrale nell Università convenzionata. In ogni caso, deve risultare evidente quale sia il corso di laurea magistrale a cui il percorso di eccellenza si riferisce. 2. La convenzione deve contenere i seguenti elementi: a) una premessa nella quale si espone sinteticamente le esigenze scientifiche alla base dell accordo, le analisi di fattibilità esperite, le risorse impiegate dalle istituzioni, gli obiettivi attesi; b) denominazione percorso; c) caratteristiche del percorso, con l indicazione delle attività didattiche e la relativa ripartizione in crediti; d) le risorse messe a disposizione dalle istituzioni convenzionate, incluso il contributo dei docenti della Scuola alle attività didattiche; e) la ripartizione delle risorse economiche; f) la sede amministrativa e quella didattica; g) gli eventuali organi istituiti dalla convenzione; h) la durata ed il regime di rinnovazione. 3. Alla convenzione deve essere allegata una relazione tecnico finanziaria nella quale vengono approfonditi di cui al comma 1, lett. c), d) ed e), anche in una prospettiva pluriennale. La relazione è predisposta anche qualora la convenzione non abbia impatto finanziario. 4. Per quanto afferisce alla sede amministrativa del Corso, si applica l articolo13 Art. 43 (Ammissione al percorso di eccellenza) 1. L ammissione al percorso di eccellenza è subordinata all ammissione al corso di laurea magistrale dell Università convenzionata. 2. L accesso al percorso di eccellenza è a numero chiuso. Il numero di posti che annualmente debbono essere banditi, se non previsto direttamente dalla convenzione, è stabilito in modo tale da garantire l'elevata preparazione e le potenzialità di sviluppo culturale e professionale dei candidati. Art. 44 (Obblighi degli studenti) 1. Agli studenti del percorso di eccellenza si applicano le disposizioni di cui all articolo 19, commi 3, 5, 6 e 7, del presente Regolamento in quanto compatibili. 2. Ciascun percorso di eccellenza può predisporre un regolamento nel quale definire gli obblighi didattici degli studenti del percorso di eccellenza, fermo restando l inderogabilità di quelli già preveduti dal comma Tale regolamento è approvato secondo quanto previsto dall articolo 15, comma 2. Art. 45 (Decadenza dal percorso di eccellenza) 1. In caso di inadempimento degli obblighi di cui all articolo 46, la convenzione prevede la decadenza dal percorso di eccellenza. Art. 46 (Prova finale) 1. Al termine del Corso, in caso di superamento della prova finale, la Scuola rilascia il Diploma di formazione alla ricerca. Art. 47 (Programmazione didattica. Mutualità dei corsi del percorso di eccellenza) 1. La programmazione didattica del percorso di eccellenza è stabilita in conformità a quanto previsto dalla convenzione. 2. La programmazione didattica del percorso di eccellenza può mutuare insegnamenti dalla programmazione didattica dei corsi di I e II livello, previa autorizzazione del Consiglio di Classe accademica competente che valuta, con particolare attenzione, e riferisce al Senato, l adeguatezza delle strutture a disposizione della Scuola per accogliere, oltre agli Allievi ordinari, anche gli studenti del percorso d eccellenza. Art. 48 (Crediti formativi del percorso di eccellenza) 1. Il percorso di eccellenza prevede un numero di crediti formativi, aggiuntivo rispetto ai crediti previsti per il conseguimento della laurea magistrale, pari, al massimo, a venti crediti. LIBRO III: CORSI PER IL CONSEGUIMENTO DEL DIPLOMA DI PHILOSOPHIÆ DOCTOR Art. 49 (Definizione ed obiettivi generali dei Corsi) 1. Il presente Libro, in conformità a quanto stabilito dall art. 5, comma 1 lett. c) del Regolamento didattico d Ateneo e dalla normativa vigente riprodotta nell Allegato I, disciplina i Corsi di Philosophiæ Doctor (d ora innanzi Corsi PhD o semplicemente Corsi) della Scuola Superiore Sant Anna, attivati a decorrere dall anno accademico 2013/14. Esso detta i principi generali cui i Corsi devono attenersi, fermo restando che le specificità di ogni singolo percorso saranno dettate dalle relative Discipline interne anch esse allegate al presente Regolamento, Allegato II, e da considerarsi quale sua parte integrante14 2. I Corsi si propongono di formare, attraverso un percorso didattico e di ricerca di alto livello, figure di elevato profilo scientifico e professionale in grado di esercitare con successo attività di ricerca di alta qualificazione presso soggetti pubblici e privati, nonché le libere professioni, contribuendo alla realizzazione dello spazio europeo dell alta formazione e della ricerca. 3. Al termine dei Corsi, di durata non inferiore a tre anni, previo superamento di apposito esame, è rilasciato il Diploma ai sensi dell articolo 2 della legge 14 febbraio 1987, n. 41; il Diploma di Perfezionamento è a tutti gli effetti equipollente a quello di Dottore di ricerca. 4. Il titolo è abbreviato con le diciture Dott.Ric. ovvero Ph.D. TITOLO I ISTITUZIONE ED ATTIVAZIONE DEI CORSI Art. 50 (Collaborazioni) 1. Per lo svolgimento delle attività didattiche e scientifiche dei Corsi Phd la Scuola può attivare: - convenzioni con Università ed Enti di ricerca pubblici o privati italiani o stranieri in possesso di requisiti di elevata qualificazione culturale e scientifica; - Consorzi interuniversitari, in cui sia presente almeno una università italiana, ovvero, stante la condizione appena espressa, tra università ed enti di ricerca pubblici o privati di alta qualificazione anche di Paesi diversi, fermo restando che in tali casi la sede amministrativa del consorzio è l università italiana, cui spetta il rilascio del titolo accademico; - convenzioni, ai sensi dell art. 4, comma 4, della legge 3 luglio 1998 n. 210, con imprese, anche di Paesi diversi che svolgono attività di ricerca e sviluppo, fermo restando che in tali casi sede amministrativa del dottorato è la Scuola, cui spetta il rilascio del titolo accademico. 2. Al fine di ottimizzare l efficienza e l efficacia delle iniziative, l organizzazione di più Corsi può essere demandata ad una Scuola di dottorato cui sono attribuiti compiti di coordinamento degli stessi e di gestione delle attività comuni. 3. Per i dottorati in convenzione internazionale il Collegio dei docenti può proporre, al Senato accademico e/o al Consiglio di amministrazione, regole specifiche per rendere più agevole il rapporto di collaborazione con i partner internazionali, sempre nel rispetto della normativa italiana vigente. Art. 51 (Istituzione di un nuovo Corso) 1. I Corsi PhD sono istituiti previo accreditamento del Ministero dell Università dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (d ora innanzi MIUR), su parere conforme dell Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (di seguito ANVUR), con decreto del Rettore della Scuola. Per l iter della procedura di accreditamento si rimanda alla normativa MIUR (attualmente DM 8 febbraio 2013, n. 45) di cui all Allegato I. 2. La proposta di istituzione di un Corso, corredata del piano formativo strutturato di cui al successivo articolo, è presentata entro il mese di giugno, da almeno tre docenti della Scuola al Consiglio di Istituto di rispettiva afferenza, affinché lo stesso si esprima in merito alla sua istituzione. Qualora la proposta di istituzione di un Corso sia formulata da un gruppo di docenti afferenti a più Istituti della Scuola, la proposta dovrà essere approvata dagli Organi collegiali di tutti gli Istituti e dovrà indicare l Istituto cui l iniziativa afferisce. Un Corso può afferire amministrativamente ad un solo Istituto. 3. La proposta, approvata dal Consiglio di Istituto e verificata dal Nucleo di valutazione interna con riferimento alla sussistenza dei requisiti di cui alla normativa vigente, è sottoposta al Senato accademico il quale, accertata la coerenza del Corso con la programmazione e le priorità delle attività formative e di ricerca della Scuola, la qualità scientifica dell iniziativa e la sostenibilità finanziaria, decide le risorse da assegnare al Corso e l ammontare del budget. Laddove lo ritenga opportuno, il Senato accademico può acquisire il parere di personalità rilevanti del mondo scientifico nazionale ed internazionale. 4. Il Consiglio di amministrazione, in sede di approvazione del Bilancio unico di previsione annuale autorizzatorio sulla base delle indicazioni formulate in precedenza dal Senato accademico, assegna il budget15 alle iniziative, deliberando altresì le eventuali tasse di iscrizione e gli altri eventuali contributi, oltre che la disciplina degli esoneri. 5. I Corsi sono inseriti nell albo delle attività formative della Scuola e nella banca dati dell offerta formativa del MIUR. Art. 52 (Piano formativo strutturato) 1. Alla proposta di istituzione di un nuovo Corso PhD deve essere allegato il Piano formativo strutturato, nel quale siano indicate le finalità e gli obiettivi formativi e professionali, nonché i contenuti scientifici, didattici ed organizzativi del Corso. 2. Il Piano formativo strutturato deve fornire indicazioni in particolare su: a) la tipologia e la denominazione del Corso, con l indicazione dei raggruppamenti scientificodisciplinari di riferimento e le tematiche scientifiche e culturali del programma di attività, con particolare riguardo alla loro innovatività, all interdisciplinarità delle relative attività ed alla coerenza con la missione della Scuola nel suo complesso; b) la durata del Corso, il numero e la tipologia dei posti da mettere a concorso; c) il profilo culturale ed attitudinale dei candidati e le conseguenti modalità di selezione; d) l indicazione dei possibili sbocchi professionali; e) il Coordinatore; f) i criteri di istituzione e composizione del Collegio dei Docenti; g) l organizzazione delle attività di formazione e di ricerca, ivi compresa l eventuale articolazione in indirizzi, specificando: i. il tipo di impegno didattico richiesto e l eventuale misurazione in crediti; ii. le modalità di verifica dei progressi degli allievi; iii. gli eventuali periodi di soggiorno all estero ed una proposta relativa all incremento delle borse di studio per lo svolgimento di attività di ricerca all estero; iv. le modalità di conseguimento del titolo finale; v. la possibilità di rilasciare titoli o attestati di livello intermedio con l indicazione dei requisiti necessari; vi. le opportunità e le modalità di coinvolgimento degli allievi in attività didattiche e di ricerca della Scuola; h) l eventuale natura residenziale del Corso; i) gli eventuali rapporti di collaborazione con altre Università italiane e straniere, consorzi, enti pubblici e privati ed aziende allegando, per ciascun rapporto collaborativo progettato, una bozza di convenzione; j) la possibilità di integrazione della spesa a carico della Scuola con finanziamenti provenienti dai soggetti di cui alla precedente lettera i), precisando l ammontare stimato del finanziamento posto a carico di ciascuna componente; k) il numero e la tipologia delle forme di sostegno finanziario annualmente disponibili per gli allievi; l) una previsione dei costi diretti e dei costi generali a carico della Scuola. Art. 53 (Attivazione annuale di un nuovo ciclo) 1. Entro il mese di settembre di ogni anno, ciascun Coordinatore presenta al Consiglio di Istituto la relazione sulle attività svolte nell anno precedente e la proposta di attivazione/modifica di un nuovo ciclo del Corso PhD, allegando, altresì, un dettagliato piano finanziario dell intero ciclo che evidenzi anche le eventuali entrate previste. In tale sede è inoltre definito il numero complessivo dei posti a concorso. 2. Il Senato accademico, previa valutazione positiva del Nucleo di valutazione interna e dell Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (di seguito ANVUR) diretta a verificare il rispetto nel tempo dei requisiti per l accreditamento, delibera il prospetto complessivo delle attivazioni previste, decidendo l ammontare del budget destinato ai singoli Corsi, compreso l importo ed il numero delle borse di studio ed il budget per l attività di ricerca degli allievi. Il Consiglio di amministrazione, in sede di approvazione del Bilancio unico di previsione annuale autorizzatorio assegna, sulla base delle indicazioni16 formulate in precedenza dal Senato accademico, il budget alle iniziative, deliberando altresì le eventuali tasse di iscrizione e gli altri eventuali contributi, oltre che la disciplina degli esoneri. 3. I Corsi sono attivati con decreto del Rettore della Scuola contestualmente alla emanazione del relativo Bando di concorso. TITOLO II STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEI CORSI Art. 54 (Organi del Corso) 1. Sono Organi del Corso PhD, il Collegio dei Docenti ed il Coordinatore. Art. 55 (Collegio dei Docenti) 1. Il Collegio dei Docenti è preposto alla progettazione e alla realizzazione del Corso. Esso è costituito da professori di prima e seconda fascia, ricercatori universitari, ricercatori a tempo determinato della Scuola, ovvero primi ricercatori e dirigenti di ricerca, o ruoli analoghi appartenenti ad enti pubblici di ricerca eventualmente convenzionati con la Scuola in relazione alla realizzazione dello specifico Corso, nonché da esperti di comprovata qualificazione purché abbiano preventivamente ottenuto, in conformità alle fonti interne della Scuola, il titolo di affiliato all Istituto (e/o agli Istituti) proponente il Corso. Il numero dei docenti esterni affiliati agli Istituti non può essere superiore a quello dei docenti interni. Il Collegio si compone di un numero di docenti non inferiore a cinque, compreso il Coordinatore ed è integrato, a titolo consultivo per la trattazione degli aspetti didattici ed organizzativi, da un rappresentante degli allievi eletto annualmente. 2. In particolare il Collegio dei Docenti: a) definisce gli indirizzi scientifici, didattici ed organizzativi del Corso; b) sovrintende alla realizzazione del piano formativo strutturato; c) approva il programma annuale delle attività del Corso per l anno accademico successivo, sulla base delle proposte avanzate da ciascun docente; d) controlla lo svolgimento del programma annuale; e) valuta annualmente il generale andamento delle attività del Corso; f) rende parere al Coordinatore del Corso sulla relazione annuale da trasmettere, entro il mese di settembre, al Nucleo di valutazione interna e per conoscenza al Presidio della qualità ed alla Commissione paritetica; g) incarica il Coordinatore di formulare la proposta di attivazione annuale di un nuovo ciclo del Corso; h) delibera la proposta di bando di concorso; i) nomina i Tutor ed i Relatori; j) verifica almeno annualmente l avanzamento negli studi da parte di ciascun allievo, mediante esame ed approvazione di una dettagliata relazione annuale vertente sull attività di ricerca svolta, sugli sviluppi successivi del progetto individuale di ricerca e sulle più generali prospettive di studio, formazione e ricerca; k) delibera l ammissione di ciascuno degli allievi agli anni successivi ai fini del rinnovo delle borse mediante i criteri definiti dalla Disciplina interna del Corso; l) autorizza le attività di ricerca all estero ed i soggiorni fuori sede in Italia ed all estero; m) assegna, con riferimento all autorizzazione concessa circa lo svolgimento di attività di ricerca all estero, l incremento della borsa di studio di ricerca ed i contributi per i soggiorni brevi fuori sede; n) approva le richieste di precisazione del progetto individuale di ricerca, nonché tutte le altre richieste presentate dagli allievi; o) delibera l eventuale esclusione degli allievi dal Corso. 3. Il Collegio dei Docenti si riunisce almeno due volte durante l anno onde garantire un regolare svolgimento delle attività ovvero ogni qualvolta il Coordinatore lo ritenga necessario o un terzo dei suoi componenti ne rivolga richiesta scritta allo stesso; le funzioni di Segretario sono svolte da un membro nominato dal Collegio dei Docenti al suo interno su proposta del Coordinatore17 Art. 56 (Coordinatore) 1. Il Coordinatore del Collegio dei Docenti è nominato dal Direttore di Istituto, su proposta del Collegio dei Docenti, tra i docenti a tempo pieno di prima fascia, o in caso di indisponibilità, di seconda fascia della Scuola, che compongono il Collegio dei Docenti di ciascun Corso per una durata di tre anni. L incarico può essere rinnovato una sola volta. 2. Il Coordinatore ha la responsabilità della gestione didattica, scientifica ed organizzativa del Corso secondo gli indirizzi formulati dal Collegio dei Docenti, imprime impulso istituzionale in favore delle attività del Corso, informando periodicamente il Consiglio di Istituto competente sulle attività del Corso. 3. Il Coordinatore del Corso presiede il Collegio dei Docenti, lo convoca stabilendone l ordine del giorno, anche sulla base delle richieste di ciascun membro e provvede all attuazione di tutte le deliberazioni assunte riferendone in merito al Collegio stesso. 4. Il Coordinatore adotta gli atti urgenti di competenza del Collegio dei Docenti, ivi comprese le autorizzazioni di attività che comportano spese a carico del budget del Corso, sottoponendoli a ratifica del Collegio dei Docenti nella prima seduta immediatamente successiva all adozione dell atto. 4. Entro il mese di settembre di ogni anno, il Coordinatore, sentito il Collegio dei Docenti, presenta al Consiglio di Istituto competente ed al Nucleo di valutazione interna la relazione annuale sull andamento del Corso e sul raggiungimento degli obiettivi contenuti nel piano formativo strutturato. 5. Il Coordinatore, sentito il Collegio dei Docenti, propone al Rettore la composizione delle Commissioni esaminatrici di cui all articolo 64 e all articolo 70, comma In caso di assenza o impedimento, il Coordinatore è sostituito da un Vice-Coordinatore designato tra i componenti del Collegio dei Docenti. Art. 57 (Relatore e Tutor) 1. Entro due mesi dall inizio del Corso, il Collegio dei Docenti nomina, per ciascun allievo e su sua proposta un Relatore scelto tra i membri del Collegio dei Docenti e, di norma, tra i professori ed i ricercatori della Scuola esperti nell ambito di studio al quale attiene il tema di ricerca affrontato dallo studente. 2. Il Relatore indirizza e segue con assiduità l allievo nello svolgimento del suo percorso formativo e scientifico e nella impostazione e sviluppo della tesi, garantendo, a tal fine, un adeguato livello di disponibilità. Il Relatore controfirma per valutazione positiva tutte le richieste dell allievo rivolte al Coordinatore o al Collegio dei Docenti, la relazione annuale di cui all articolo 65, comma 2, nonché la tesi predisposta per l esame finale. 3. Su richiesta motivata dell allievo ovvero su iniziativa del Coordinatore, sentito l allievo stesso, il Collegio dei Docenti provvede, entro un mese, alla sostituzione del Relatore, procedendo contestualmente alla nomina del nuovo Relatore ai sensi del comma Qualora il percorso formativo dell allievo lo richieda, il collegio del Docenti può nominare un Tutor che segua l allievo nello svolgimento delle funzioni operative. Il Tutor può essere un assegnista di ricerca, un tecnico laureato o un docente esterno; egli affianca il Relatore. Art. 58 (Organi ulteriori) 1. Nel perseguimento del migliore assetto organizzativo ai fini del raggiungimento dei propri obiettivi, per ciascun Corso, in aggiunta rispetto agli organi di cui agli articoli 55 e 56, possono essere istituiti: a) comitati, distinti dal Collegio dei Docenti, composti da esperti esterni, in numero di norma non superiore a cinque, con specifiche funzioni di impulso e valutazione del complessivo andamento delle attività del Corso, indicandone le modalità di istituzione, convocazione ed organizzazione, di interazione con gli organi del Corso e di trasmissione dei relativi atti agli organi accademici della Scuola ed al Nucleo di valutazione, oltre alle risorse destinate a finanziarne il funzionamento; b) articolazioni possibili su proposta del Collegio dei Docenti ed approvate dal Senato accademico;18 c) organi congiunti con le Università italiane e straniere, i consorzi interuniversitari, le aziende e gli enti pubblici o privati con i quali la Scuola ha attivato atti convenzionali e che abbiano utilità ai fini del PhD; d) in relazione all istituzione delle articolazioni di cui alla lettera b), vice-coordinatori con funzioni operative; responsabili scientifici dei curricula, con possibilità di attribuire ad essi parte delle funzioni assegnate al Coordinatore del Corso. TITOLO III RISORSE E VALUTAZIONE Art. 59 (Gestione delle risorse a disposizione dei Corsi) 1. Il Direttore ed il Responsabile amministrativo dell Istituto di riferimento esercitano le competenze relative all utilizzo delle risorse, nel rispetto dell autonomia scientifica e gestionale del Coordinatore e del Collegio dei Docenti e delle decisioni dagli stessi assunte. Art. 60 (Valutazione) 1. L attività di monitoraggio annuale diretta a verificare il rispetto dei requisiti di eccellenza dei Corsi, nonché il rapporto tra i costi sostenuti ed i risultati raggiunti è effettuata dal Nucleo di valutazione interna, secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla normativa vigente sulla base della relazione annuale dei Coordinatori. 2. I risultati dell attività di valutazione, acquisito il parere del rappresentante degli allievi nei Collegi dei docenti dei singoli Corsi sono trasmessi, tramite la struttura amministrativo-gestionale di supporto, al Rettore, al Senato accademico ed al Consiglio di amministrazione, per gli adempimenti di competenza. 3. Il Senato accademico sulla base delle valutazioni espresse dal Nucleo di valutazione può richiedere una revisione del piano formativo strutturato. 4. L attività di controllo svolta dal Nucleo di valutazione interna costituisce un elemento dell attività di monitoraggio svolta annualmente dall ANVUR diretta a verificare il rispetto nel tempo dei requisiti richiesti per l accreditamento dei singoli Corsi. La relazione del Nucleo è inviata al Ministero ed all ANVUR, accompagnata dalle osservazioni del Senato accademico. 5. Tutte le relazioni sono trasmesse, per conoscenza, ai membri del Collegio dei Docenti, al Presidio della Qualità ed alla Commissione paritetica della Scuola. TITOLO IV DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE E DI RICERCA Art. 61 (Programma annuale delle attività del Corso) 1. Il programma annuale delle attività del Corso reca il quadro completo delle attività didattiche, scientifiche e di ricerca in cui ciascun Corso è articolato nell anno accademico di riferimento. Il programma annuale delle attività è approvato dal Collegio dei Docenti entro il mese di settembre dell anno accademico precedente l inizio di ciascun ciclo ed è immediatamente trasmesso al Consiglio di Istituto, ai fini della predisposizione della programmazione didattica. 2. L attività dei Corsi ha inizio non oltre la metà del mese di novembre. Art. 62 (Ammissione ai Corsi - Requisiti per l accesso al concorso pubblico) 1. L ammissione ai Corsi avviene sulla base di una selezione a evidenza pubblica che deve concludersi entro e non oltre il 30 settembre di ciascun anno. La disciplina interna dei singoli Corsi stabilisce le modalità operative di svolgimento delle prove in modo da assicurare, oltre al pieno rispetto della normativa in materia,19 la trasparenza delle procedure, un idonea valutazione comparativa dei candidati, la celerità nell espletamento e la pubblicità degli atti. 2. Possono accedere alla selezione, coloro che alla data di scadenza del bando siano in possesso di Laurea Magistrale, Laurea Specialistica o di titolo equipollente conseguito al termine di un corso di studi universitari almeno quadriennale, ovvero di analogo titolo accademico conseguito all estero, nei settori scientificodisciplinari di afferenza del Corso. L idoneità del titolo estero è accertata dalla commissione esaminatrice nel rispetto della normativa vigente in materia in Italia e nel Paese ove è stato rilasciato il titolo stesso, nonché dei trattati o accordi internazionali in materia di riconoscimento dei titoli. 3. Possono altresì presentare domanda di accesso alla selezione coloro che dichiarino di conseguire il titolo entro il termine massimo del 31 ottobre dello stesso anno di scadenza del bando. Questi ultimi candidati sono ammessi con riserva, pena la decadenza dall eventuale ammissione al Corso, in mancanza del conseguimento del titolo entro il predetto termine. 4. L accesso è consentito a coloro che, alla data della scadenza del bando di concorso, non abbiano compiuto i trentacinque anni di età, tranne casi eccezionali da valutare volta per volta dal Collegio dei Docenti, sulla base dell esperienza maturata dal candidato. Art. 63 (Ammissione ai Corsi - Bando di concorso) 1. Per ogni ciclo di Corso il Coordinatore, con il supporto della struttura amministrativa competente, sentito il Direttore di Istituto, predispone la proposta di bando di selezione. Il Bando è emanato con Decreto del Rettore. 2. Il bando di concorso deve indicare: a) il numero massimo degli allievi ammissibili al Corso; b) il numero e la tipologia delle forme di sostegno finanziario annualmente disponibili; c) l eventuale previsione di una quota di posti riservati a studenti laureati in università estere che abbiano conseguito il titolo di studio necessario per l ammissione al Corso, ovvero a favore di borsiti di Stati esteri o di specifici programmi di mobilità internazionale; in tal caso il bando può stabilire modalità differenziate di svolgimento della procedura di ammissione e la formazione di una graduatoria separata; d) le modalità di ammissione ed i punteggi per titoli e per colloquio,nonché la previsione di eventuali prove scritte integrative a disposizione della Commissione esaminatrice; e) l eventuale previsione di specifiche procedure di ammissione nel caso in cui nell ambito dei Corsi siano attivati progetti di collaborazione comunitari e internazionali; f) gli eventuali contributi a carico degli ammessi e la disciplina dei relativi esoneri; g) gli eventuali indirizzi o curricula in cui si articola il Corso; h) gli eventuali vincoli relativi all approfondimento di particolari temi di ricerca che siano connessi alla disponibilità di finanziamenti aggiuntivi; i) ai fini della selezione, eventuali requisiti di presentazione del progetto di ricerca. 3. Il Bando, redatto in italiano ed in inglese, è pubblicato in via telematica sull Albo on-line della Scuola, sul sito europeo Euraxess e su quello del MIUR. Art. 64 (Ammissione ai Corsi - Commissione esaminatrice - Graduatoria finale di merito) 1. La Commissione esaminatrice per l ammissione ai Corsi è nominata dal Rettore con proprio decreto, su proposta del Coordinatore, entro i dieci giorni successivi alla data di scadenza del bando. 2. La Commissione, è composta da almeno tre Professori o ricercatori universitari appartenenti ai settori scientifico-disciplinari di afferenza al Corso, di cui uno deve appartenere al corpo docente della Scuola. La Commissione può essere integrata da esperti, anche stranieri, scelti nell ambito di enti e istituzioni pubbliche e private di ricerca. 3. L ammissione al Corso fino alla concorrenza dei posti stabiliti nel bando avviene sulla base della graduatoria o delle graduatorie finali di merito degli idonei redatta dalla Commissione esaminatrice20 4. L esito della selezione è comunicato a tutti i candidati anche mediante pubblicazione delle graduatorie generali di merito sull Albo on-line della Scuola. 5. In caso di decadenza o rinuncia di candidati ammessi entro i primi trenta giorni dalla data di inizio di ciascun Corso, ad essi subentrano altri candidati idonei secondo l ordine della relativa graduatoria. 6. I candidati che intendano concorrere anche o esclusivamente a una o più delle borse vincolate a temi specifici di ricerca devono dichiararlo prima dell inizio delle prove. Le borse vincolate sono assegnate al primo in graduatoria dei candidati risultati idonei che abbia espresso tale preferenza; l attribuzione è subordinata alla verifica positiva da parte della Commissione esaminatrice sulla specifica attitudine del candidato e sulla coerenza tra il progetto individuale di ricerca proposto ed il tema a cui la borsa è vincolata. Art. 65 (Obblighi formativi degli allievi dei Corsi) 1. La Disciplina interna di ciascun Corso determina dettagliatamente gli obblighi formativi, operandone un opportuna distribuzione nelle diverse fasi in cui il relativo Corso si articola, e curandone il loro adattamento al progetto individuale di ricerca di ciascun allievo. 2. L allievo è tenuto a presentare, entro un mese dalla data di ultimazione di ogni annualità del corso, una dettagliata relazione sulle attività formative e di ricerca svolte nell anno. 3. Assolti gli obblighi determinati ai sensi del presente articolo, ciascun allievo è ammesso all esame finale. 4. Quale parte integrante del progetto formativo, i dottorandi possono svolgere, previo nulla-osta del Collegio dei Docenti e senza che ciò comporti alcun incremento della borsa di studio, attività di tutorato degli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale nonché, comunque entro il limite massimo di quaranta ore in ciascun anno accademico, attività di didattica integrativa. I dottorandi di area medica possono partecipare all attività clinico-assistenziale. 5. Gli allievi possono essere inseriti in progetti ed attività di ricerca della Scuola compatibili con il proprio percorso formativo. 6. L allievo è tenuto a presentare il dettagliato progetto di ricerca nei tempi e nei modi definiti dal Collegio dei Docenti, soggetto all approvazione del Collegio stesso. Art. 66 (Diritti degli allievi e servizi) 1. Agli allievi sono riconosciuti i diritti previsti dalla normativa vigente ivi inclusa la possibilità di beneficiare della sospensione degli obblighi formativi per maternità, per gravi e documentate malattie e, a giudizio del Collegio dei Docenti, per altri gravi e documentati motivi. 2. Dal lunedì al sabato e ad esclusione dei periodi di vacanza previsti dal calendario accademico della Scuola, gli allievi possono usufruire gratuitamente del pasto erogato dal servizio di mensa per la durata del rispettivo Corso. 3. Nella misura necessaria per assicurare e favorire il proficuo svolgimento della propria attività di studio e di ricerca, gli allievi hanno diritto ad adeguati spazi negli Istituti ed a frequentare la Biblioteca, i laboratori informatici e le altre strutture della Scuola, nonché ad usufruire dei correlati servizi. 4. Fino al termine del percorso, agli allievi è garantita la copertura assicurativa contro gli infortuni che possano occorrere loro durante lo svolgimento delle attività istituzionali. Art. 67 (Integrazioni della borsa per soggiorni fuori sede e budget per le attività di ricerca) 1. Il percorso didattico e formativo dei Corsi può essere integrato con soggiorni fuori sede presso altre Università, o aziende ed enti pubblici e privati sia in Italia che all estero. 2. Per le attività di ricerca da svolgersi all estero nell ambito del soggiorno principale, l importo della borsa di studio può essere incrementato nella misura massima del cinquanta per cento per un periodo complessivamente non superiore a dodici mesi. Previa richiesta presentata dall allievo, acquisito il nulla osta del Relatore, il Collegio dei Docenti autorizza i soggiorni e assegna la quota di budget disponibile per le attività Vedere altro
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