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Timestamp: 2018-09-24 18:25:16+00:00
Document Index: 122098882

Matched Legal Cases: ['art. 174', 'sentenza ', 'art. 20', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arty 29', 'art. 29']

Aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali - marzo 2018
Accertamento negativo di contraffazione (in via cautelare) di marchio oggetto di opposizione.
Con ordinanza del 10 gennaio scorso (RG 17291/2017) il Tribunale di Bologna ha respinto una domanda di accertamento negativo di contraffazione di un marchio (rectius: domanda di registrazione di marchio) oggetto di procedura di opposizione avanti all’UIBM ex art. 174 e ss. CPI.
GDPR: uno sguardo oltre il confine italiano.
Mancano oramai meno di tre mesi alla definitiva applicazione del GDPR (“General Data Protection Regulation – Regolamento UE n. 679/2016”) e le autorità di controllo privacy d’oltralpe più virtuose già da diverso tempo si stanno attivando per predisporre materiali e documenti utili per le imprese ai fini dell’adeguamento alla nuova normativa in materia di trattamento di dati personali.
Caso Ticketone. Interviene il TAR.
Con sentenza n. 2330 del 2 marzo u.s., il TAR Lazio ha annullato il provvedimento emesso nell’aprile 2017 dall’AGCM nei confronti di Ticketone, con il quale quest’ultima era stata ritenuta responsabile di una pratica commerciale scorretta ai sensi dell’art. 20, co. 2, del Codice del Consumo e perciò condannata al pagamento di una sanzione da un milione di euro.
Il contrasto dei contenuti illegali online.
Il primo marzo scorso la Commissione UE ha emanato una raccomandazione (Racc. (UE) 2018/334) sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online. La raccomandazione prende le mosse dall’ovvia constatazione (cons. 3) che “è spesso essenziale agire rapidamente per rimuovere i contenuti illegali o disabilitare l’accesso a questi ultimi al fine di limitarne una diffusione più ampia con il danno che ne consegue”; ed è rivolta principalmente ai prestatori dei servizi di hosting, ed in misura minore agli stati membri.
Violazione del diritto d’autore: quando si configura la responsabilità dell’App-Store.
Con sentenza n. 581 del 26.2.2018 il Tribunale di Firenze ha affrontato un’interessante questione circa la responsabilità dell’App-Store – ed in generale di tutti i “negozi” di App – nel caso in cui al loro interno vengano messe in vendita applicazioni in violazione dei diritti d’autore/diritti d’immagine.
Non esistono osservatori obiettivi (ma solo utilizzatori informati).
Con sentenza 8 marzo 2018, in causa C–395/16, la Corte di Giustizia è tornata ad occuparsi di impedimenti alla protezione dei disegni e modelli. Nell’ambito di un giudizio per contraffazione di modello, insorto tra due società tedesche produttrici di perni di centraggio per saldatura, il convenuto ha chiesto in via riconvenzionale che venissero dichiarati nulli i modelli di cui si assumeva la contraffazione, perché le caratteristiche protette erano determinate unicamente dalla loro funzione tecnica. il Giudice di appello, rinvenuti contrasti tra dottrina e giurisprudenza in merito, ha sottoposto alla Corte di Giustizia due questioni pregiudiziali.
Il Caso Poltrona Frau: Contraffazione di modello e violazione di diritto d’autore
Con la sentenza del 5 ottobre 2017, il Tribunale di Milano, Sez. Specializzata in materia d’impresa, si è espressa circa l’interpretazione delle fattispecie di “contraffazione di modello” e di “violazione del diritto d’autore” di prodotti del design industriale.
Invio di materiale promozionale ad indirizzi PEC estratti da pubblici registri.
Con il provvedimento emanato in data 1 Febbraio 2018, il Garante per la protezione dei dati personali (di seguito il “Garante Privacy”) ha evidenziato uno dei principali profili di illegittimità connessi alla materia dello spam effettuato mediante l’invio massiccio di e-mail. A tal proposito, è opportuno richiamare la definizione di e-mail contenuta nel Parere n. 5/2004, resa dal Working Party Art.29: “qualunque messaggio inviato tramite comunicazioni elettroniche, che non richieda la partecipazione simultanea del mittente e del ricevente”.
Il processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche e la profilazione
All’interno delle Linee Guida adottate in data 6 Febbraio 2018, a seguito di ultima modifica, il Gruppo di Lavoro Articolo 29 ha rilevato, preliminarmente, come un numero sempre maggiore di settori, sia pubblici che privati, utilizza gli strumenti dei processi decisionali automatizzati di contatto e la profilazione.
Notifica e Comunicazione della violazione dei dati personali (cd. “Data Breach”)
Gruppo di lavoro Articolo 29 ha adottato il 6 febbraio 2018 la versione definitiva delle Linee Guida sulla notifica delle violazioni dei dati personali (cd. “Data Breach”), ai sensi del Regolamento Europeo n. 679/2016 (cd. “GDPR”). Nel documento in esame, il Working Party 29 ha, preliminarmente, indicato che il cosiddetto “Data Breach” consiste in una violazione della sicurezza dei dati personali che comporta, accidentalmente o in modo illecito, la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione o l'accesso non autorizzato ai dati trasmessi, conservati o comunque trattati da parte del titolare del trattamento.
L’investimento in arte – storicamente antitetico a quello finanziario tradizionale – sta vivendo, già da diversi anni, una crescente ibridazione con la finanza. Il mondo del Private Banking – riferendosi a questo comparto – ha più volte palesato l’esigenza di un benchmark duraturo, attendibile e che non postuli necessariamente conoscenze specialistiche in capo agli investitori.
In particular, Law n. 167/2017 introduced a partial review of the role of data processor pursuant to art. 29 of the Italian Privacy Code, by adding a new Paragraph 4-bis and by replacing Paragraph 5, which regulate the data processor's appointment procedures and requirements.
Con la Raccomandazione 2018/334 del 01/03/2018, la Commissione UE ha preso posizione sul tema dei contenuti illegali online e sul delicato ruolo delle piattaforme, tra rispetto della libertà d’espressione e tutela della legalità in senso lato.
L’autorità per il commercio degli Stati Uniti (Office of the United States Trade Representative) ha recentemente pubblicato un report molto interessante sulle c.d. best practices utilizzate dai maggiori service providers online al fine di limitare/prevenire il più possibile le violazioni di diritti di proprietà intellettuale attraverso piattaforme digitali e marketplace offline (“The Notorious Markets List”).
In un contesto in cui le imprese della UE devono sempre più misurarsi sul piano dell’innovazione, della creatività e della qualità, la proprietà intellettuale costituisce un importante strumento per accrescere la competitività di tutte le imprese, incluse le piccole e medie imprese. Da tali premesse traggono origine le linee guide sulla Direttiva “Enforcement” n. 2004/48/CE pubblicate recentemente dalla Commissione Europea.
L’Osservatorio Web e Legalità ha partecipato alla consultazione dell’UE in tema di “Notizie false e disinformazione online”, evidenziando la propria posizione a sostegno del valore e dell’importanza della legalità sul web. L’Associazione si è espressa a favore di una maggiore responsabilizzazione degli intermediari nell’acquisizione di dati più precisi sugli utenti, che possano poi essere –a determinate condizioni- messi a disposizione dell’autorità giudiziaria e dei titolari dei diritti lesi. Tra i principali temi affrontati, quello dell’anonimato che, ad oggi, protegge e agevola l’utente nella commissione di attività illecite in un modo totalmente diverso da quanto accade nei media tradizionali.
A pochi giorni dalla sanzione erogata dal Garante per aver effettuato telefonate promozionali senza il consenso nei confronti di tutti gli ex clienti che non avevano espressamente autorizzato la ricezionedi chiamate commerciali o l’avevano revocata è entrata in vigore il 4.2.2018 la novella legislativa sul telemarketing. La recente riforma offre all’interessato la possibilità di iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni (“Registro”) non solo per le utenze fisse di cui è intestatario, bensì anche le utenze indipendentemente dal fatto che tali numerazioni siano o meno riportate negli elenchi pubblici.
Dati sanitari a fini di ricerca, rating sulla solvibilità delle imprese, sistema statistico nazionale (Sistan), Spid, telemarketing: ecco il piano ispettivo per il primo semestre 2018 del Garante Privacy. L’attività ispettiva, svolta anche in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza sulla base del protocollo di intesa siglato con Guardia di finanza, riguarderà innanzitutto i trattamenti di dati effettuati dalle ASL e poi trasferiti a terzi per il loro utilizzo a fini di ricerca, il rilascio dell’identità digitale ai cittadini italiani (Spid), l’attività delle società che si occupano di valutare il rischio e la solvibilità delle imprese, il telemarketing, il Sistema Integrato di Microdati (Sim) dell’Istat.
Secondo il rapporto Clusit 2018, del 28 febbraio u.s., che sarà presentato al pubblico il prossimo 13 marzo in apertura della decima edizione del Security Summit – gli attacchi informatici ed i danni compiuti attraverso il cyber crime, sono in costante aumento. Gli esperti evidenziano che, in Italia, i danni derivanti dal cyber crime sono equiparabili a circa 10 miliardi di euro. Si tratta di un valore dieci volte superiore a quello degli attuali investimenti in sicurezza informatica, che arrivano oggi a sfiorare il miliardo di euro.
Il Belgio sanziona Facebook ed impone a quest’ultimo, l’interruzione della raccolta per mezzo di terzi, dei dati di navigazione dei cittadini, finché non adeguerà le proprie pratiche alla legislazione locale. Ordinata, inoltre, la cancellazione di quanto finora illecitamente raccolto. La censura del tribunale belga, riguarda nello specifico il fatto che gli utenti non vengono adeguatamente informati su cosa comporti visitare ad esempio un sito terzo tramite automatismi di caricamento della pagina o condividere eventualmente dei post estranei al social stesso. Tuttavia, è proprio grazie a queste attività che Facebook ad esempio, riesce ad attivare gli automatismi di profilazione comportamentale rivendibili a terzi. Il tutto tenendo all’oscuro l’utente.