Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=7775:tar-puglia-lecce-sez-1-28-febbraio-2012-n-378-mancata-esplicitazione-nellofferta-economica-dei-costi-della-sicurezza&amp;catid=20&amp;Itemid=138
Timestamp: 2019-05-21 21:01:03+00:00
Document Index: 167708814

Matched Legal Cases: ['art. 112', 'art. 86', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 86', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 87', 'art. 26', 'art. 87']

T.A.R. Puglia - Lecce, Sez. 1, 28 febbraio 2012, n. 378 - Mancata esplicitazione, nell'offerta economica, dei costi della sicurezza
N. 00378/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01374/2011 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1374 del 2011, proposto da:
I. Spa, rappresentato e difeso dagli avv. Antonio Quinto, Francesco Saverio Marini, Ulisse Corea, con domicilio eletto presso Antonio Quinto in Lecce, via Garibaldi N. 43;
Autorità Portuale di Taranto, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata in Lecce, via F.Rubichi 23;
Rina Check Srl, rappresentato e difeso dagli avv. Roberto Damonte, Valeria Pellegrino, con domicilio eletto presso Valeria Pellegrino in Lecce, via Augusto Imperatore, 16; Conteco Spa, No Gap Controls Srl;
del provvedimento adottato nella seduta pubblica n. 2 del 9/8/2011 e comunicato con lettera fax prot. n. 6236/TEC/AMM del 10/8/2011, con cui l'Autorità Portuale di Taranto ha escluso la società ricorrente dalla gara indetta per l'affidamento del "servizio di verifica, di cui all'art. 112 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., finalizzata alla validazione di progetti di interventi inseriti nel programma LL.PP. 2011-13", per "non avere esplicitato, nell'offerta economica, i propri costi della sicurezza, così come invece esplicitamente previsto, a pena di esclusione, dal punto 10 del Disciplinare di Gara"; nonché per l'annullamento del disciplinare di gara in parte qua; della nota prot. 6475/AMM/GARE del 25/8/2011 con la quale l'Autorità Portuale di Taranto ha denegato l'avvio del procedimento in autotutela e confermato il provvedimento di esclusione; nonché per l'annullamento dei successivi atti di gara, e degli atti connessi o conseguenti all'esclusione e dell'eventuale provvedimento di aggiudicazione, se intervenuto, nonché per il risarcimento dei danni subiti e subendi da I. spa.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Autorità Portuale di Taranto e di Rina Check Srl;
Visto l'atto di costituzione in giudizio ed il ricorso incidentale proposto dal ricorrente incidentale Società Rina Check Srl, rappresentato e difeso dall'avv. Roberto Damonte e dall’avv. Valeria Pellegrino, con domicilio eletto presso Valeria Pellegrino in Lecce, via Augusto Imperatore, 16;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 febbraio 2012 il dott. Roberto Michele Palmieri e uditi per le parti gli avv.ti C. Giorgiani, in sostituzione degli avv.ti A. Quinto, F.S. Marini e U. Corea, A. Cursi, in sostituzione dell'avv.to V. Pellegrino, e l'Avvocato dello Stato G. Pedone.;
Il ricorrente ha partecipato, unitamente all’ATI Rina Check s.r.l. (mandataria), Conteco s.p.a, No Gap Controls s.r.l, alla gara, bandita dall’amministrazione resistente, volta all’affidamento del servizio di “Verifica finalizzata alla validazione di progetti di interventi inseriti nel programma LL.PP. 2011-13”. In particolare, nella sezione VI, punto 3, lett. b), si precisava che: “l’importo per gli oneri della sicurezza è pari a 0, trattandosi di servizi di natura intellettuale”. Viceversa, al punto 10 del disciplinare di gara si stabiliva che nella presentazione dell’offerta economica “il concorrente (ex art. 86 c. 3 bis e 87, c. 4, ultimo periodo del d. lgs. n. 163/2006) deve indicare e specificare analiticamente a pena di esclusione, i propri costi (espressi in euro e non in percentuale) relativi alla sicurezza d’impresa sostenuti in ottemperanza agli obblighi previsti dal d. lgs. n. 81/2008, che devono risultare congrui rispetto all’entità e alle caratteristiche del servizio de quo in relazione alle risorse impiegate e non sono soggetti a ribasso”.
Ritenuta l’incongruenza tra le suddette disposizioni, la ricorrente, al momento della presentazione dell’offerta economica, ha omesso di specificare tali costi.
Nella seduta pubblica del 9.8.2011 la Commissione ha disposto l’esclusione di essa ricorrente dalla procedura di gara, “per non avere esplicitato, nell’offerta economica, i propri costi della sicurezza, così come invece esplicitamente previsto, a pena di esclusione, dal punto 10 del Disciplinare di Gara”.
Avverso tale provvedimento, nonché quelli successivi, è insorta la ricorrente, per i seguenti motivi, di seguito sintetizzati: 1) violazione del’art. 46 co 1 bis d. lgs. n. 163/06; eccesso di potere per sviamento, irragionevolezza; 2) illegittimità del disciplinare di gara, per contraddittorietà delle clausole in esso contenute; violazione dei principi di ragionevolezza e “favor partecipationis”; eccesso di potere, sviamento, difetto di istruttoria, illogicità manifesta; 3) violazione dei principi in materia di soccorso istruttorio; instando altresì per il risarcimento dei danni.
A tal fine, ha dedotto la ricorrente la contraddittorietà dell’azione dell’amministrazione, per avere essa indicato nel bando e nel disciplinare di gara previsioni tra di loro discordanti. La ricorrente ha poi eccepito la violazione, ad opera della stazione appaltante, della previsione di cui all’art. 46 co 1 bis d. lgs. n. 163/06, per avere quest’ultima previsto una causa di esclusione dalla gara diversa e ulteriore rispetto a quelle tassativamente previste. Da ultimo, ha eccepito la ricorrente la violazione dei principi in materia di soccorso istruttorio, non avendo l’amministrazione fatto precedere il provvedimento di esclusione da una preventiva richiesta di integrazione della documentazione presentata da essa ricorrente.
Costituitasi in giudizio, Rina Check s.r.l, società mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese composto, oltre che da detta società, anche da Conteco s.p.a. e No Gap Controls s.r.l, ha chiesto il rigetto del ricorso, e con lo spiegato ricorso incidentale ha chiesto, subordinatamente all’accoglimento del ricorso principale, l’annullamento degli atti in epigrafe indicati.
Con ordinanza resa nella camera di consiglio del 17.11.2011 il Tribunale ha sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato, e in accoglimento della domanda cautelare formulata dal ricorrente incidentale ha disposto la rivalutazione delle offerte secondo i criteri espressi in motivazione.
All’udienza del 22.2.2012 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
Il ricorso principale è infondato, e deve pertanto essere rigettato.
Questo esime il Collegio dall’esame delle questioni di inammissibilità sollevate dalla resistente.
Va anzitutto esaminato, per ragioni di priorità logica, il secondo motivo di gravame, con il quale la ricorrente ha eccepito la contraddittorietà dell’azione dell’amministrazione, che avrebbe elaborato prescrizioni tra di loro discordanti, atteso che mentre nel bando di gara (Sezione VI, punto 3, lett. b)), si precisava che: “l’importo per gli oneri della sicurezza è pari a 0, trattandosi di servizi di natura intellettuale”, viceversa, al punto 10 del disciplinare di gara si stabiliva che nella presentazione dell’offerta economica “il concorrente (ex art. 86 c. 3 bis e 87, c. 4, ultimo periodo del d. lgs. n. 163/2006) deve indicare e specificare analiticamente a pena di esclusione, i propri costi (espressi in euro e non in percentuale) relativi alla sicurezza d’impresa”.
La specificazione contenuta nel bando di gara, con l’indicazione dei costi per la sicurezza pari a zero, risponde ad uno specifico obbligo della stazione appaltante, quello cioè di indicare i rischi da interferenze. A tal fine, dispone infatti l’art. 26 co. 3 d. lgs. n. 81/08, che: “Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove cio' non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto”.
Dispone poi il successivo art. 26, co. 3 bis, che “… l’obbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale”.
Trattasi di disposizioni la cui ratio è da ricercarsi nel fatto che soltanto la stazione appaltante è in grado di prevedere i rischi da interferenze esterne (quelle derivanti, ad es, dalle particolari condizioni del luogo in cui dovrà svolgersi l’attività oggetto di appalto; dalle caratteristiche delle materie prime che dovranno essere utilizzate, ecc.), sicché soltanto essa è in grado di quantificare detti rischi, che dovranno, ovviamente, avere un’incidenza eguale per tutti i partecipanti alla gara. Per tali ragioni, è fatto obbligo alla stazione appaltante di indicare partitamente tali rischi nel bando di gara.
I rischi da interferenze esterne, tuttavia, non sussistono nel caso di servizi di natura intellettuale, ed è per questa ragione che il cennato art. 26 co. 3 bis, esclude in tal caso l’obbligo, per la stazione appaltante, di indicazione degli stessi nel bando di gara.
In ossequio alle suddette previsioni normative, il bando di gara ha correttamente previsto che “l’importo per gli oneri della sicurezza è pari a 0, trattandosi di servizi di natura intellettuale”. Nel far ciò, tuttavia, l’amministrazione ha chiaramente voluto riferirsi unicamente ai rischi da interferenze esterne – rischi che, si ribadisce, soltanto la stazione appaltante è in grado di apprezzare - e giammai a quelli derivanti dall’organizzazione di lavoro dei soggetti partecipanti alla gara. Rischi, questi ultimi, che vanno invece esplicitati a cura di ciascuno dei concorrenti, e che costituiscono oggetto di specifica valutazione (nell’ambito dell’offerta economica) da parte della stazione appaltante.
Coerentemente, allora, il disciplinare di gara ha previsto la necessità, per le imprese partecipanti alla gara, di indicare i propri costi relativi alla sicurezza d’impresa, in ossequio, tra l’altro, alla previsione di cui all’art. 87 co. 4 d. lgs. n. 163/06.
Alla luce di tali considerazioni, la relativa censura di parte ricorrente è infondata, e deve pertanto essere rigettata.
In particolare, ciò deve affermarsi avuto riguardo: a) alla ratio delle prescrizioni di cui al suddetto art. 26 d. lgs. n. 81/08 e 87 d. lgs. n. 163/06, che è quella di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro. Trattasi pertanto di prescrizioni che rispondono ad evidenti interessi di rilievo pubblicistico (il contrasto al drammatico fenomeno delle c.d. morti bianche), la qual cosa esclude la possibilità di deroga ad opera così della stazione appaltante, come delle imprese partecipanti alla gara;b) alla necessità che la stazione appaltante abbia tutti gli elementi per valutare l’anomalia dell’offerta ai sensi dell’art. 87,quarto comma,del d,lgs. n.163 del 2006 ( “Nella valutazione dell’anomalia la stazione appaltante tiene conto dei costi relativi alla sicurezza, che devono essere specificamente indicati nell’offerta e risultare congrui rispetto all'entità e alle caratteristiche dei servizi o delle forniture “ ).
Va da ultimo rigettato il terzo motivo di ricorso, relativo alla violazione dei principi in tema di c.d. soccorso istruttorio, avendo la giurisprudenza da tempo condivisibilmente chiarito che tale istituto, per non risolversi in una non consentita alterazione della par condicio competitorum, opera soltanto nel caso di documentazione incompleta, e giammai in quello – quale appunto quello in esame – di documentazione del tutto omessa.
Conclusivamente, il ricorso deve, per le suddette ragioni, reputarsi infondato.
Ne consegue il suo rigetto.
Il rigetto del ricorso principale comporta l’inammissibilità di quello proposto da Rina Check in via incidentale.
Ricorrono gravi motivi, rappresentati dalla novità delle questioni trattate, per la compensazione delle spese di lite.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta. Dichiara l’inammissibilità del ricorso incidentale.
Giuseppe Esposito, Primo Referendario