Source: https://www.schultze-braun.de/index.php?id=962&L=4
Timestamp: 2019-09-18 16:12:10+00:00
Document Index: 175438641

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 102', '§ 2', 'art. 102', '§ 3', 'art. 5', 'art. 102', '§ 4', 'art. 5', 'art. 102', '§ 5', 'art. 102', '§ 6', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 102', '§ 7', 'art. 102', '§ 11', 'art. 36', 'art. 102', '§ 12', 'art. 102', '§ 22']

Normativa di attuazione del Regolamento UE 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza - Schultze & Braun
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Normativa di attuazione del Regolamento UE 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza
In relazione alle procedure fallimentari aperte a partire dal 26.6.2017 trova applicazione il nuovo Regolamento UE 2015/848 in materia di fallimenti transfrontalieri. Contestualmente è entrata in vigore in Germania la legge nazionale di attuazione della normativa comunitaria.
Specificamente, nella normativa introduttiva della legge fallimentare tedesca (EGInsVO) è stato introdotto il nuovo Art 102c che adatta e precisa alcune norme procedurali contenute nella legge fallimentare con rispetto alle previsioni del nuovo regolamento europeo.
In particolare vengono normati dettagli procedurali dei rimedi contro le decisioni del Tribunale fallimentare relative alla giurisdizione, alla competenza territoriale per procedimenti cosiddetti connessi ai sensi dell'art. 6 del Regolamento e particolari aspetti inerenti i nuovi procedimenti secondari e le procedure di coordinamento di gruppo.
Diretta applicazione del regolamento e normativa attuativa negli Stati membri
Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e non necessita di introduzione o ratifica. Tuttavia, una normativa locale di attuazione nell'ambito della normativa nazionale è risultata spesso essere opportuna al fine di favorire l'implementazione pratica della normativa comunitaria. Per questo motivo, non solo la Germania, ma anche altri Stati quali ad esempio la Francia hanno previsto una normativa attuativa. Per contro, altri, quali ad esempio la Polonia e l'Italia, non sembrano prevedere al momento specifica normativa nazionale sul punto.
Uno sguardo sulla normativa tedesca di attuazione
Segue una breve panoramica su alcune previsioni contenute nella normativa tedesca di attuazione del regolamento comunitario.
L' art. 102c § 2 EGInsO è destinato ad evitare conflitti di competenza ove in diversi Stati membri vengano presentate parallelamente più domande volte all'apertura di una procedura fallimentare (principale). Ove venisse comunque aperta una procedura fallimentare questa dovrà necessariamente essere considerata quale procedura secondaria. Nel caso non sussistano i presupposti per la continuazione di una tale procedura secondaria ai sensi degli artt. 34 - 54 del Regolamento UE 2015/848, la procedura secondaria deve essere estinta. Per questa ipotesi l'art. 102c § 3 EGInsO dispone in favore del curatore fallimentare, del debitore e del comitato dei creditori particolari diritti di essere sentiti e, in caso di estinzione della procedura secondaria, ai creditori spetta uno specifico rimedio.
Ove un soggetto intenda eccepire ai sensi dell'art. 5 del Regolamento UE 2015/848 il difetto di giurisdizione dinnanzi ai Tribunali tedeschi, l'art. 102c § 4 EGInsO individua la procedura nazionale nella cosiddetta "sofortige Beschwerde" (reclamo immediato) ai sensi dei §§ da 574 a 577 del codice di procedura civile tedesco. Il termine per detto rimedio è pari ad un mese. Il legislatore tedesco non si è avvalso della facoltà prevista nell'art. 5 c. 2 del Regolamento UE 2015/848 di prevedere che anche altri soggetti rispetto a quelli indicati nel primo comma possano procedere all'impugnazione; è pertanto esclusa la facoltà di impugnazione da parte del curatore estero. Parimenti, in Germania non è prevista la facoltà di impugnare per motivi diversi dal difetto di competenza giurisdizionale internazionale.
L'art. 102c § 5 EGInsO dispone che il debitore è tenuto ad indicare nella domanda di fallimento alcuni elementi integrativi riferiti in particolare al COMI affinché il Tribunale possa accertare la sussistenza della competenza giurisdizionale internazionale.
L'art. 102c § 6 EGInsO‎ dispone circa la competenza territoriale relativamente ad azioni connesse ai sensi dell'art. 6 del Regolamento. Più in particolare, la norma prevede che per azioni che derivano direttamente dalla procedura di insolvenza in difetto di altre norme regolanti la competenza territoriale quest'ultima coincide con il Tribunale fallimentare. Se un'azione derivante dalla procedura d'insolvenza è direttamente connessa ad un'altra azione in materia civile o commerciale, viene disposta una concentrazione di competenza e dunque stabilita la competenza del giudice competente per l'altra azione civile o commerciale.
L'art. 28 c. 1 del Regolamento dispone l'obbligo ‎di pubblicare l'avviso di apertura della procedura d’insolvenza e, ove opportuno, la nomina dell'amministratore delle procedure d'insolvenza. L'art. 102c § 7 EGInsO‎ regola presso quale Tribunale l'amministratore ovvero il debitore non spossessato dovranno depositare la relativa istanza.
Gli art. 102c § 11 - 13 EGInsO‎ regolano infine gli ulteriori requisiti necessari per contrarre un impegno ai sensi dell'art. 36 del Regolamento UE 2015/848 ove la procedura principale sia radicata in Germania; più in particolare in estensione delle previsioni di cui all'articolo 36 del Regolamento UE 2015/848 è richiesto il preventivo assenso del comitato dei creditori. L' art. 102c § 12 EGInsO‎ dispone l'obbligo di pubblicare l'impegno nonché la procedura prevista per la concessione dell'assenso a quest'ultimo, con la precisazione che i creditori locali noti devono essere individualmente informati. Le maggioranze necessarie per l'approvazione dell'impegno corrispondono a quelle normate in Germania per l' "Insolvenzplan" (paragonabile al concordato fallimentare del diritto italiani).
‎Infine l'art. 102c § 22 EGInsO‎ coordina la disciplina nazionale del fallimento di gruppi con il procedimento di cui al Regolamento, prevedendo che la normativa nazionale tedesca non si applica nell'ambito regolato dagli articoli 56 e 57 del Regolamento UE 2015/848. Più in particolare è fatto divieto di aprire una procedura di coordinamento nazionale ove la stessa potrebbe risultare di pregiudizio ad un procedimento di coordinamento di gruppo ai sensi della normativa comunitaria.