Source: http://docplayer.it/219134-1-descrizione-sintetica-del-progetto-definitivo-quadro-di-riferimento-progettuale.html
Timestamp: 2017-06-24 16:07:09+00:00
Document Index: 132069527

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 186', 'art. 2', 'art. 186', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 14', 'art.17', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 14', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 1', 'art 208', 'art. 121', 'art. 121']

1. DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO DEFINITIVO (Quadro di riferimento progettuale) - PDF
1. DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO DEFINITIVO (Quadro di riferimento progettuale)
Download "1. DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO DEFINITIVO (Quadro di riferimento progettuale)"
1 Allegato 3 CONTENUTI DELLO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE La Giunta regionale con Del. n. 2002/1238 del 15/7/2002 ha approvato la 'Direttiva generale sull'attuazione della disciplina procedura valutazione impatto ambientale'' e delle 'Linee guida generali per redazione e valutazione degli elaborati per la procedura di verifica (Screening) e del SIA per la procedura di VIA. In attesa di direttive specifiche, ferma restando la necessità di utilizzare la Lista di controllo generale per la procedura di Screening contenuta nella Direttiva generale ed i Criteri per la procedure di verifica (Screening) di cui all articolo 10 riportati nell Allegato D alla L.R. 9/99, nel presente Allegato sono riportati indicativamente i contenuti dello Studio di impatto ambientale. 1. DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO DEFINITIVO (Quadro di riferimento progettuale) Il Quadro di riferimento progettuale descrive il progetto e le soluzioni adottate a seguito degli studi effettuati, nonché l'inquadramento nel territorio, inteso come sito e come area vasta interessata. Esso consta di due distinte parti, la prima delle quali esplicita le motivazioni assunte dal proponente nella definizione del progetto; la seconda concorre al giudizio di compatibilità ambientale e descrive le motivazioni tecniche delle scelte progettuali, nonché misure, provvedimenti ed interventi, anche non strettamente riferibili al progetto, che il proponente ritiene opportuno adottare ai fini del migliore inserimento dell'opera nell'ambiente. Il Quadro di riferimento progettuale sintetizza le caratteristiche dell'opera progettata, con particolare riferimento a: a) il grado di copertura della domanda ed i suoi livelli di soddisfacimento; b) la prevedibile evoluzione qualitativa e quantitativa del rapporto domanda-offerta riferita alla presumibile vita tecnica ed economica dell'intervento; c) l'articolazione delle attività necessarie alla realizzazione della cava in fase di estrazione, di sistemazione finale e di gestione successiva; d) i criteri che hanno guidato le scelte del progettista in relazione alle previsioni delle trasformazioni territoriali di breve e lungo periodo conseguenti alla localizzazione dell'intervento, delle infrastrutture di servizio e dell'eventuale indotto. Per quanto attiene al Quadro di riferimento progettuale devono essere descritte: le caratteristiche tecniche e fisiche del progetto e le aree occupate durante la fase di estrazione (area interessata dall estrazione, fasce di rispetto, aree di stoccaggio, etc.), di sistemazione finale e di gestione successiva; l'insieme dei condizionamenti e vincoli di cui si è dovuto tener conto nella redazione del progetto e in particolare: Provincia di Piacenza 12 a) le norme tecniche che regolano la realizzazione dell'opera; b) le norme e prescrizioni di strumenti urbanistici, piani paesistici e territoriali e piani di settore; c) i vincoli paesaggistici, naturalistici, architettonici, archeologici, storico-culturali, demaniali ed idrogeologici, servitù ed altre limitazioni alla proprietà; d) i condizionamenti indotti dalla natura e vocazione dei luoghi e da particolari esigenze di tutela ambientale; e) le caratteristiche fisiche, biologiche ed antropiche del territorio (parametri geotecnici del terreno, condizioni idrogeologiche ed idrauliche, sismicità dell area, morfologia, fitoassociazione climax potenziale, ecc.); criteri delle scelte, raffrontando e motivando la soluzione prescelta con quelle delle alternative, con riferimento alle norme e disposizioni vigenti ed alle norme tecniche di settore, in merito a: a) tecnologie utilizzate per la coltivazione (descrizione della metodologia di scavo, del numero e tipo di mezzi impiegati in relazione alla durata dell'intervento e alle diverse fasi di coltivazione) ed il trattamento dei materiali estratti (frantumazione, selezione, ecc.); b) profondità di escavazione e, qualora al termine dell attività estrattiva sia prevista la realizzazione di uno o più laghi di cava, modalità di conformazione dei bacini lacustri (morfologia delle linee di costa, delle sponde e dei fondali) e presenza o meno di una connessione idraulica tra i bacini stessi ed altri corpi d acqua limitrofi (fiume, torrente); c) destinazione finale dei siti recuperati e modalità previste per l eventuale riutilizzo degli ambienti di cava ad attività estrattiva ultimata; d) sistemi di contenimento ed abbattimento degli inquinanti nelle immissioni in atmosfera e negli affluenti liquidi; e) sistemi di trattamento, condizionamento e smaltimento dei rifiuti solidi e dei sottoprodotti e del loro recupero o riciclaggio; f) sistemi di monitoraggio delle componenti ambientali; la stima della quantità di materiale movimentato suddiviso in suolo fertile, materiale di scarto e utile; valutazione del tipo e della quantità dei residui e delle emissioni previste (inquinamento dell'acqua, dell'aria e del suolo, rumore, vibrazioni, luce, calore, radiazioni ecc.) risultanti dall'attività di ricerca, coltivazione e trattamento dei materiali estratti (frantumazione; selezione ecc.); le infrastrutture e i mezzi di trasporto; le infrastrutture di servizio, con individuazione e descrizione degli interventi di costruzione di piste o strade, guadi e ponti, costruzione di edifici, piazzali, parcheggi, etc. Provincia di Piacenza 23 l analisi dei possibili malfunzionamenti di sistemi e/o processi con possibili ripercussioni di carattere ambientale e sull'uomo (rilasci incontrollati di sostanze inquinanti e nocive sul suolo, infiammabili in atmosfera o in corpi idrici, esplosioni ed incendi, interruzioni di attività, ecc.), descrizione dei sistemi preventivi, eventuali predisposizioni per situazioni di emergenza; l individuazione della qualità e quantità, dei materiali da smaltire in discarica, localizzando di massima le stesse e prevedendo le modalità tecniche cui attenersi per la loro sistemazione; le misure atte a minimizzare il rischio di inquinamento nei corpi idrici e nell'ambiente atmosferico, derivante dai bacini di decantazione e dalle aree di deposito sterili o di sedimentazione; l eventuale disponibilità per interventi di riequilibrio delle funzioni naturali; l eventuale disponibilità ad adottare strumenti volontari di gestione ambientale previsti dalla normativa comunitaria; gli interventi di ottimizzazione dell'inserimento nel territorio e nell'ambiente; gli interventi tesi a riequilibrare eventuali scompensi indotti sull'ambiente; il tipo e la durata dei lavori di sistemazione finale, con descrizione degli interventi di: - Rimodellamento e sistemazione morfologica con indicazione delle soluzioni adottate per garantire la stabilità del sito; - Sistemazione vegetazionale e rinaturalizzazione del sito; - Previsioni su riutilizzo e/o smantellamento di edifici, infrastrutture, impianti di trattamento inerti..; - Programma economico-finanziario; - Destinazione d uso finale e futura gestione. Qualora, conformemente all art. 5, comma 4, delle NTA siano previsti spostamenti di volumi tra comparti diversi, nell ambito del SIA dovranno essere analizzati gli effetti ambientali relativamente a ciascun comparto con particolare riferimento alla necessità di garantire le modalità di sistemazione finale previste dal PAE. Ai fini della quantificazione dei volumi che possono essere spostati tra comparti diversi si assume, salvo diversi accordi tra i proprietari delle aree incluse nei comparti, che le volumetrie pianificate dal PIAE siano proporzionali alle superfici del Polo a cui sono assegnate. Provincia di Piacenza 34 2. RELAZIONE SULLA CONFORMITÀ DEL PROGETTO ALLE PREVISIONI IN MATERIA URBANISTICA, AMBIENTALE E PAESAGGISTICA (Quadro di riferimento programmatico) (era par. 1.8) Il Quadro di riferimento programmatico fornisce gli elementi conoscitivi sulle relazioni tra la cava e gli atti di pianificazione e programmazione territoriale e settoriale. Tali elementi costituiscono parametri di riferimento per la costruzione del giudizio di compatibilità ambientale. Il Quadro di riferimento programmatico in particolare comprende: a) la descrizione del progetto in relazione agli stati di attuazione degli strumenti pianificatori, di settore e territoriali, nei quali è inquadrabile il progetto stesso; b) la descrizione dei rapporti di coerenza del progetto con gli obiettivi perseguiti dagli strumenti pianificatori; e descrive: c) l'attualità del progetto o la motivazione delle eventuali modifiche apportate dopo la sua originaria concezione; d) le eventuali disarmonie di previsioni contenute in distinti strumenti programmatori. Nella relazione dovrà essere indicata la conformità del progetto con i seguenti atti di programmazione e di pianificazione generale e di settore vigenti, fermo restando la necessità di verificare la conformità con altri Piani o Programmi vigenti al momento della redazione dell elaborato: Piani regionali e provinciali per la salvaguardia e il risanamento ambientale; Piani territoriali (PTR e PTCP) e paesistici (PTPR); Progetti di tutela, recupero e valorizzazione; Sistema delle aree naturali protette e dei Siti Rete Natura 2000; Parchi nazionali, Parchi naturali regionali e interregionali, Riserve naturali, Zone umide di interesse internazionale, Altre aree naturali protette, Zone di Protezione Speciale (ZPS), Zone Speciali di Conservazione (ZSC), Aree di reperimento terrestri e marine, Siti di Interesse Comunitario (SIC); Piani di bacino ai sensi della legge n. 183/1989 (Piano stralcio delle fasce fluviali e il Piano assetto idrogeologico dell Autorità di Bacino del Fiume Po); Piano provinciale di settore (PIAE); Strumenti urbanistici locali (Piano regolatore; Piano delle attività estrattive ecc..); Eventuali vincoli paesaggistici. Provincia di Piacenza 45 3. DESCRIZIONE DEI POTENZIALI IMPATTI AMBIENTALI, ANCHE CON RIFERIMENTO A PARAMETRI E STANDARD PREVISTI DALLA VIGENTE NORMATIVA (Quadro di riferimento ambientale e Valutazione degli impatti) (era par. 1.2) Lo Studio di impatto ambientale deve verificare che gli interventi non causino impatto ambientale significativo ovvero deve consentire di identificare misure prescrittive tali da mitigare tali impatti (Obiettivi). Gli effetti potenzialmente significativi dei progetti devono essere considerati tenendo conto in particolare: a) della portata dell'impatto (area geografica e densità della popolazione interessata); b) dell'ordine di grandezza e della complessità dell'impatto; c) della probabilità dell'impatto; d) della durata, frequenza e reversibilità dell'impatto. Lo Studio di impatto ambientale, in relazione alla tipologia, categoria e all entità dell intervento e allo scopo di ricercare le condizioni che consentano un miglioramento della qualità ambientale e paesaggistica del contesto territoriale, comprende quindi: a) lo studio sui prevedibili effetti della realizzazione dell intervento e del suo esercizio sulle componenti ambientali e sulla salute dei cittadini; b) la illustrazione, in funzione della minimizzazione dell impatto ambientale, delle ragioni della scelta del sito e della soluzione progettuale prescelta (anche con riguardo alla destinazione finale prevista per le aree di cava ad attività estrattiva ultimata), nonché delle possibili alternative localizzative e tipologiche; c) la determinazione delle misure di compensazione ambientale e degli eventuali interventi di ripristino, riqualificazione e miglioramento ambientale e paesaggistico, con la stima dei relativi costi da inserire nei piani finanziari dei lavori; d) l indicazione delle norme di tutela ambientale che si applicano all'intervento e degli eventuali limiti posti dalla normativa di settore, nonché l indicazione dei criteri tecnici che si intendono adottare per assicurarne il rispetto. Lo Studio deve definire la sensibilità ambientale delle zone geografiche che possono essere danneggiate dal progetto, tenendo conto in particolare dei seguenti elementi: a) la qualità e la capacità di rigenerazione delle risorse naturali della zona; b) l unità di paesaggio in cui l intervento è ubicato; c) la capacità di carico dell'ambiente naturale, con particolare attenzione alle seguenti zone: 1) zone montuose e forestali; 2) riserve e parchi naturali; 3) zone nelle quali gli standard di qualità ambientale della legislazione comunitaria sono già superati; 4) zone a forte densità demografica; Provincia di Piacenza 56 5) zone di importanza storica, culturale e archeologica; 6) aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle acque pubbliche; 7) effetti dell'impianto, opera o intervento sulle limitrofe aree naturali protette o Siti Rete Natura Lo Studio deve quindi essere redatto con particolare attenzione alle seguenti zone (Estensione territoriale): a) l'area di intervento propriamente detta, definita come: - il Polo o l Ambito estrattivo individuato dal PIAE e dal PAE; - area di escavazione; - aree complementari all'attività estrattiva, cioè destinate agli impianti di lavorazione, agli accumuli di stoccaggio, alle discariche, alle vasche di decantazione, ai piazzali, alle piste, gli edifici ed infrastrutture di servizio, etc.; - infrastrutture connesse all attività estrattiva, ad esempio la realizzazione di un guado o la costruzione di una pista carrabile, la realizzazione di barriere, etc.; - aree interessate da attività estrattive pregresse; - aree di riqualificazione, aree interessate dalla sistemazione finale funzionali all'intervento (fasce di rispetto fluviale, discariche di rifiuti, aree di riequilibrio ecologico, zone di transizione, etc.); b) un intorno di influenza così definito: - non meno di m in ogni direzione dal bordo del limite dell'area di intervento; - nel caso di presenza, entro i suddetti limiti, di opere artificiali, di rilevanti fenomeni di dissesto, di emergenze paesaggistiche o storico-culturali, di elementi naturalistici di pregio, di limiti morfologici significativi che fuoriescano dal limite sopra fissato, la zona di studio deve essere ampliata fino a ricomprendere completamente tali elementi; - analogamente si deve procedere nelle situazioni di particolare rischio ambientale che possano essere colte e descritte solo con un opportuno ampliamento dell'intorno di influenza del progetto; c) unità di paesaggio in cui ricade l attività estrattiva, così come individuata dal PTCP e specificata dal PSC/PRG. Con riferimento alle componenti ed ai fattori ambientali interessati dal progetto, ai fini della valutazione globale di impatto, lo Studio deve descrivere il Quadro di riferimento ambientale (analisi), in particolare: a) definisce l'ambito territoriale, inteso come sito ed area vasta, e i sistemi ambientali e le unità di paesaggio interessati dal progetto, sia direttamente che indirettamente, entro cui è da presumere che possano manifestarsi effetti significativi sulla qualità degli stessi; Provincia di Piacenza 67 b) descrive i sistemi ambientali e le unità di paesaggio interessati, ponendo in evidenza l'eventuale criticità degli equilibri esistenti; c) individua le aree, le componenti ed i fattori ambientali e le relazioni tra essi esistenti, che manifestano un carattere di eventuale criticità, al fine di evidenziare gli approfondimenti di indagine necessari al caso specifico; d) documenta gli usi plurimi previsti delle risorse, la priorità negli usi delle medesime e gli ulteriori usi potenziali coinvolti dalla realizzazione del progetto; e) documenta i livelli di qualità preesistenti all'intervento per ciascuna componente ambientale interessata e gli eventuali fenomeni di degrado delle risorse in atto; f) individua tutte le eventuali fonti d'impatto che possono incidere sia negativamente sia positivamente sulle varie componenti del territorio. Le analisi, riferite a situazioni rappresentative, sono svolte in relazione al livello di approfondimento necessario per la tipologia d'intervento proposta e le peculiarità dell'ambiente interessato, attenendosi, per ciascuno delle componenti o fattori ambientali, ai criteri indicati. Ogni qualvolta le analisi indicate non siano effettuate sarà brevemente precisata la relativa motivazione d'ordine tecnico. I risultati delle indagini e delle stime verranno espressi, dal punto di vista metodologico mediante parametri definiti (esplicitando per ognuno di essi il metodo di rilevamento e di elaborazione) che permettano di effettuare confronti significativi tra situazione attuale e situazione prevista. In relazione alle peculiarità dell'ambiente interessato, così come definite a seguito delle analisi, lo Studio deve contenere: a) la stima qualitativamente e quantitativamente degli impatti indotti dall'opera sul sistema ambientale, nonché delle interazioni degli impatti con le diverse componenti ed i fattori ambientali, anche in relazione ai rapporti esistenti tra essi. In particolare: - l analisi degli impatti ambientali della cava, con riferimento al Quadro di riferimento ambientale, deve considerare le componenti naturalistiche ed antropiche interessate, le interazioni tra queste ed il sistema ambientale preso nella sua globalità; - devono essere descritti e stimati gli impatti rilevanti prevedibili, diretti e indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e negativi, nelle fasi di coltivazione dell'attività estrattiva e a seguito della sistemazione definitiva, con riferimento agli elementi evidenziati nel Quadro di riferimento progettuale; Provincia di Piacenza 78 - le stime degli impatti, laddove lo stato dei rilevamenti non consenta una rigorosa conoscenza dei dati per la caratterizzazione dello stato di qualità dell'ambiente, devono essere svolte attraverso apposite rilevazioni e/o l'uso di adeguati modelli previsionali; possono anche essere utilizzate esperienze di rilevazione effettuate in fase di controllo di analoghe opere già in esercizio; b) la descrizione delle modificazioni delle condizioni d'uso e della fruizione potenziale del territorio, in rapporto alla situazione preesistente; c) la descrizione della prevedibile evoluzione, a seguito dell'intervento, delle componenti e dei fattori ambientali, delle relative interazioni e del sistema ambientale complessivo; d) la descrizione della modifica, sia nel breve che nel lungo periodo, dei livelli di qualità preesistenti; e) la definizione degli strumenti di gestione e di controllo e, ove necessario, le reti di monitoraggio ambientale, documentando la localizzazione dei punti di misura e i parametri ritenuti opportuni; f) l illustrazione dei sistemi di intervento nell'ipotesi di manifestarsi di emergenze particolari; g) la valutazione dei dati scientifici e tecnici di importanza strategica, atti a definire lo stato dei componenti e dei fattori della struttura di un dato sistema ambientale naturale ed antropico e dei processi che ne caratterizzano il funzionamento. Ogni componente e fattore assume la funzione di indicatore di qualità per la quantificazione dell'incidenza indotta dall'introduzione dell'opera; h) eventuali indagini archeologiche preliminari (non obbligatorie). Le componenti ed i fattori ambientali sono così intesi: a) atmosfera: qualità dell'aria e caratterizzazione meteoclimatica; b) ambiente idrico: acque sotterranee e acque superficiali (dolci, salmastre e marine), considerate come componenti, come ambienti e come risorse; c) suolo e sottosuolo: intesi sotto il profilo geologico, geomorfologico e pedologico, nel quadro dell'ambiente in esame, ed anche come risorse non rinnovabili; d) vegetazione, flora, fauna: formazioni vegetali ed associazioni animali, emergenze più significative, specie protette ed equilibri naturali; e) ecosistemi: complessi di componenti e fattori fisici, chimici e biologici tra loro interagenti ed interdipendenti, che formano un sistema unitario e identificabile (quali un lago, un bosco, un fiume, il mare) per propria struttura, funzionamento ed evoluzione temporale; f) salute pubblica: come individui e comunità; g) rumore e vibrazioni: considerati in rapporto all'ambiente sia naturale che umano; h) radiazioni ionizzanti e non ionizzanti: considerati in rapporto all'ambiente sia naturale, che umano; Provincia di Piacenza 89 i) paesaggio: aspetti morfologici e culturali del paesaggio, identità delle comunità umane interessate e relativi beni culturali. In particolare dovranno essere approfonditi, quantificati, ove possibile mediante l'uso di modelli, e descritti con carte tematiche specifiche, i seguenti aspetti: A. Atmosfera Obiettivo della caratterizzazione dello stato di qualità dell'aria e delle condizioni meteoclimatiche è quello di stabilire la compatibilità ambientale sia di eventuali emissioni, anche da sorgenti mobili, con le normative vigenti sia di eventuali cause di perturbazione meteoclimatiche con le condizioni naturali. Le analisi concernenti l'atmosfera sono pertanto effettuate attraverso: 1. i dati meteorologici convenzionali (temperatura, precipitazioni, condizioni termo-pluviometriche, umidità relativa, vento), riferiti ad un periodo di tempo significativo, nonché eventuali dati supplementari (radiazione solare, ecc.) e dati di concentrazione di specie gassose e di materiale particolato; 2. la caratterizzazione dello stato fisico dell'atmosfera attraverso la definizione di parametri quali: regime anemometrico, regime pluviometrico, condizioni di umidità dell'aria, termini di bilancio radioattivo, energetico ed idrico del suolo; 3. la caratterizzazione preventiva dello stato di qualità dell'aria (gas e materiale particolato); 4. la localizzazione e caratterizzazione delle fonti inquinanti; 5. la previsione degli effetti del trasporto (orizzontale e verticale) degli effluenti. 6. le valutazioni sulla compensazione di CO2 emessa per la coltivazione della cava secondo le indicazioni dell Allegato B. Ambiente idrico Obiettivo della caratterizzazione delle condizioni idrografiche, idrologiche e idrauliche, dello stato di qualità e degli usi dei corpi idrici è: stabilire la compatibilità ambientale, secondo la normativa vigente, delle variazioni quantitative (prelievi, scarichi) indotte dall'intervento proposto; stabilire la compatibilità delle modificazioni fisiche, chimiche e biologiche, indotte dall'intervento proposto, con gli usi attuali, previsti e potenziali, e con il mantenimento degli equilibri interni a ciascun corpo idrico, anche in rapporto alle altre componenti ambientali; con particolare attenzione a: Provincia di Piacenza 910 potenziale inquinamento di acque superficiali e/o sotterranee provocati dall'inadeguato smaltimento delle acque usate e acque di scorrimento superficiale; alterazioni dei flussi idrici superficiali o sotterranei; vulnerabilità degli acquiferi all'inquinamento; potenziali induzioni di rischi idrogeologici legati all'alterazione dell'assetto dei suoli. B1. Ambiente idrico superficiale Qualora l intervento interessi direttamente o indirettamente un corso d acqua, le analisi concernenti i corpi idrici superficiali riguardano: a) la caratterizzazione qualitativa e quantitativa del corpo idrico nelle sue diverse matrici; b) la determinazione dei movimenti delle masse d'acqua, con particolare riguardo ai regimi fluviali ed alle relative eventuali modificazioni indotte dall'intervento. Per i corsi d'acqua si dovrà valutare, in particolare, l'eventuale effetto di alterazione del regime idraulico e delle correnti. Dovranno quindi essere prodotte: - Rappresentazione geometrica di dettaglio dell'alveo e della fascia fluviale sulla base di rilievi topografici e batimetrici; - Rappresentazione delle modificazioni geometriche intervenute nella fascia fluviale in termini di abbassamento del fondo dell'alveo e di modificazioni planimetriche e delle sezioni trasversali tramite il confronto con rilievi ed elaborati cartografici storici; - Caratterizzazioni granulometriche dell'alveo e delle fasce fluviali; - Definizione delle portate di magra e di piena per tempi di ritorno compresi fra 20 e 200 anni e relative rappresentazioni dei livelli idrici di piena, delle velocità di corrente in alveo e nella fascia fluviale, tanto in presenza che in assenza dell'attività estrattiva in funzione dei più significativi stadi di coltivazione; a) Definizione dello stato qualitativo delle acque mediante indicatori e indici necessari per costruire il quadro conoscitivo dello stato ecologico ed ambientale delle acque, desunti da fonti bibliografiche inerenti il settore (Regione, ARPA, Provincia, ecc.) b) la caratterizzazione del trasporto solido naturale, senza e con intervento, anche con riguardo agli interrimenti; c) la localizzazione e caratterizzazione delle fonti e la stima del carico inquinante, senza e con intervento; Provincia di Piacenza 1011 d) la definizione degli usi attuali, ivi compresa la vocazione naturale, e previsti; con una rilevazione dell'uso (idropotabile, balneare, etc.) e della torbidità delle acque interessate per un tratto significativo a monte e a valle dell'intervento; e) qualora al termine dell attività estrattiva sia prevista la realizzazione di uno o più laghi di cava, l analisi concernente i corpi idrici superficiali deve essere ampliata considerando anche i nuovi bacini lacustri che si verranno a formare. In modo particolare devono essere appositamente individuati uno o più parametri atti a valutare preventivamente la vulnerabilità ecologica dei bacini stessi, al fine di limitare già in sede progettuale i rischi di degrado della qualità dell acqua e, di conseguenza, degli ecosistemi lacustri di nuova formazione. A tale proposito devono principalmente essere considerati i rischi connessi al verificarsi durante i mesi estivi di condizioni di ipossia o anossia nelle acque di fondo lago (ipolimnio); questi aspetti devono essere analizzati in relazione alla massima profondità di escavazione raggiunta e agli elementi che possono eventualmente destrutturare la stratificazione termica estiva delle masse d acqua (quali ad es. le piene fluviali e la circolazione idrica sotterranea). Al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati possono essere utilizzati anche i dati raccolti durante il monitoraggio di altri laghi di cava simili già in esercizio. Il SIA dovrà individuare soluzioni tecniche che garantiscano il rimescolamento delle acque nel bacino qualora si verifichino fenomeni di anossia non compatibili con il mantenimento della qualità ecologica dei bacini di nuova formazione; il monitoraggio previsto ai sensi dell allegato 8 consentirà di verificare l insorgenza di tali fenomeni e, qualora si accertino condizioni anossiche, dovranno essere attivati i presidi finalizzati al rimescolamento delle acque. Questi ultimi potranno essere realizzati anche in seguito al citato accertamento qualora sia dimostrata l assenza di impedimenti tecnici e la tempestività nella loro realizzazione e messa in esercizio. Il SIA dovrà valutare le modalità d uso dell area verificandone la sostenibilità anche nei confronti del problema dell anossia; qualora le attività previste possano determinare un incremento del carico organico nelle acque del bacino (ad es. attività di pesca con pasturazione ecc ), il Piano di gestione dovrà individuare le azioni ammissibili, gli eventuali presidi di mitigazione e le attività di monitoraggio successive all attività estrattiva, mirate a garantire nel tempo la qualità delle acque del bacino. Il SIA dovrà inoltre individuare eventuali attività, anche esterne all area di intervento estrattivo, che possano determinare un incremento del carico di materiale organico nelle acque del bacino (quali fossi provenienti da aree agricole limitrofe ), prevendendo idonee soluzioni per limitare il rischi di incremento del fenomeno dell anossia. B2. Ambiente idrico sotterraneo Le analisi concernenti i corpi idrici sotterranei devono essere finalizzate alla descrizione dell assetto strutturale degli acquiferi superficiali e profondi, alla caratterizzazione idraulica delle falde idriche (tipologia, portata, direzione e velocità di scorrimento, gradiente idraulico, minima soggiacenza), alla definizione dei rapporti con i corsi d acqua superficiali e all individuazione delle zone di alimentazione. Provincia di Piacenza 1112 Deve inoltre essere valutata, attraverso le caratteristiche dei suoli, della profondità dei serbatoi idrici e del regime idraulico delle falde idriche, la vulnerabilità degli acquiferi all inquinamento, con e senza attività estrattiva. Devono essere individuate le sorgenti naturali captate e non e i pozzi ad uso idropotabile che interessano l acquifero (tipologia dell opera, profondità, acquifero intercettato, sistema di emunzione). Devono essere valutate le interazioni delle attività estrattive e di sistemazione finale con l assetto idrogeologico attraverso l utilizzo di modelli previsionali. In particolare devono essere determinati gli abbassamenti e gli innalzamenti indotti da eventuali laghi di cava e i conseguenti effetti indotti su pozzi, sorgenti, attività agricola, corsi d acqua, etc. La descrizione deve essere corredata da una rappresentazione cartografica in scala non inferiore a 1: su base C.T.R., e da una o più sezioni geologiche. In detta cartografia devono risultare graficamente evidenti tutti i fenomeni descritti in relazione, inclusi i punti di controllo della idrografia sotterranea; le sezioni geologiche devono rappresentare la situazione fino a 10 m di profondità oltre la massima profondità di escavazione prevista, basandosi su dati raccolti con indagini geognostiche e su eventuali stratigrafie di pozzi esistenti nella zona. C. Suolo e sottosuolo Obiettivi della caratterizzazione del suolo e del sottosuolo sono: l'individuazione delle modifiche che l'intervento proposto può causare sulla evoluzione dei processi geodinamici e la determinazione della compatibilità delle azioni progettuali con l'equilibrata utilizzazione delle risorse naturali. Le analisi concernenti il suolo e il sottosuolo sono pertanto effettuate attraverso: a) la caratterizzazione geolitologica e geostrutturale del territorio, la definizione della sismicità dell'area; b) la caratterizzazione geomorfologica e la individuazione dei processi di modellamento in atto, con particolare riguardo ai fenomeni di erosione e di sedimentazione e ai movimenti in massa (dissesti s.l.), nonché per le tendenze evolutive dei versanti; d) la determinazione delle caratteristiche geotecniche dei terreni e delle rocce, con riferimento ai problemi di instabilità dei pendii; e) la caratterizzazione pedologica dell'area interessata dall'opera proposta, con particolare riferimento alla composizione fisico-chimica del suolo, alla sua componente biotica e alle relative interazioni, nonché alla genesi, alla evoluzione e alla capacità d'uso del suolo. Ogni caratteristica ed ogni fenomeno geologico, geomorfologico e geopedologico saranno esaminati come effetto della dinamica endogena ed esogena, nonché delle attività umane e quindi come prodotto di una Provincia di Piacenza 1213 serie di trasformazioni, il cui risultato è rilevabile al momento dell'osservazione ed è prevedibile per il futuro, sia in assenza che in presenza dell'opera progettata. In questo quadro saranno definiti, per l'area vasta in cui si inserisce l'opera, i rischi geologici (in senso lato) connessi ad eventi variamente prevedibili (sismici, franosi, meteorologici, ecc.) e caratterizzati da differente entità in relazione all'attività umana nel sito prescelto. Ove necessario saranno eseguite verifiche di stabilità dei fronti di scavo e dei versanti nelle diverse fasi di intervento. Le verifiche dovranno essere effettuate utilizzando parametri geotecnici rappresentativi dei vari livelli interessabili dalle possibili rotture, nelle condizioni idrogeologiche più gravose verificabili. Per la determinazione dei parametri geotecnici dovranno essere eseguite indagini in sito e prove di laboratorio, i cui certificati dovranno essere allegati allo studio. D. Vegetazione, flora e fauna La caratterizzazione dei livelli di qualità della vegetazione, della flora e della fauna presenti nel sistema ambientale interessato dall'opera (area estrattiva e viabilità interessata dal trasporto dei materiali) è compiuta tramite lo studio della situazione presente e della prevedibile incidenza su di esse delle azioni progettuali, tenendo presenti i vincoli derivanti dalla normativa e il rispetto degli equilibri naturali. Le analisi sono effettuate attraverso: a) vegetazione e flora: identificazione della flora significativa potenziale (specie e popolamenti rari e protetti, sulla base delle formazioni esistenti e del clima); Identificazione della vegetazione potenziale dell area in esame, in rapporto alla situazione climatica e alle caratteristiche fitosociologiche, pedologiche, ecc.; carta della vegetazione presente, espressa come essenze dominanti sulla base di analisi aerofotografiche e di rilevazioni fisionomiche dirette; la descrizione fisionomico strutturale delle aree a vegetazione spontanea deve comprendere anche le aree di bosco governato; per ciascuna area devono essere indicati: tipo di governo, strutture, età, frequenze di utilizzazione, data dell'ultimo intervento di eventuale ceduazione, percentuali delle specie autoctone, percentuale delle con indicazione di: eventuali specie esotiche presenti, specie erbacee spontanee o coltivate spontaneizzate, percentuale di copertura e considerazioni generali sullo stato fitosanitario e problemi legati alle fitoassociazioni presenti; carta delle unità forestali e di uso pastorale; liste delle specie botaniche d'interesse conservazionistico presenti nel sito direttamente interessato dall'opera; quando il caso lo richieda (eventuale presenza di Habitat di interesse comunitario), approfondimenti maggiori in merito alle check list floristiche ed eventuali rilievi fitosociologici nell'area di intervento; Provincia di Piacenza 1314 analisi del sistema agricolo con: Descrizione sintetica delle tipologie colturali presenti in un adeguato intorno e descrizione della rete di irrigazione e di scolo; - descrizione dell'azienda tipo della zona; - individuazione delle rete di irrigazione e di scolo; - individuazione e descrizione delle aree coltivate, delle colture erbacee e arboree, delle monocolture e delle colture in rotazione; - elementi di naturalità presenti in ambito rurale; valutazione della qualità ambientale della vegetazione naturale presente nel territorio indagato, al fine di determinarne il pregio naturalistico; per i tipi vegetazionali riscontrati e per le loro eventuali combinazioni la valutazione deve essere effettuata sulla base dei seguenti indici: - rarità (Rt): indica la facilità di reperimento della cenosi all interno dell area studiata; - climaticità (Cx): valuta lo stato di prossimità al climax; - insieme floristico (If): esprime il grado di perturbazione indotto dalle specie esotiche all interno degli aggruppamenti vegetali; - struttura (Sz): indica il grado di complessità dato dalla distribuzione spaziale verticale delle specie; - sfruttamento antropico (Aa): valuta il grado e l intensità dell intervento dell uomo sui vari aggruppamenti; - interfaccia (Ic): considera i contatti spaziali tra un aggruppamento e quelli confinanti, valutandone la congruità in rapporto alla dinamica evolutiva naturale; - capacità di autoriproduzione (Ca): esprime la probabilità che l aggruppamento si riformi naturalmente, considerando la presenza dell uomo sul territorio. b) fauna: lista della fauna vertebrata presumibile (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci) sulla base degli areali, degli habitat presenti e della documentazione disponibile; lista della fauna invertebrata significativa potenziale (specie endemiche o comunque di interesse biogeografico) sulla base della documentazione disponibile; quando il caso lo richieda, rilevamenti diretti della fauna vertebrata realmente presente, mappa delle aree di importanza faunistica (siti di riproduzione, di rifugio, di svernamento, di alimentazione, di corridoi di transito ecc.) anche sulla base di rilevamenti specifici; quando il caso lo richieda, rilevamenti diretti della fauna invertebrata presente nel sito direttamente interessato dall'opera e negli ecosistemi acquatici interessati; evidenziazione e localizzazione, nei luoghi oggetto d analisi, dell esistenza di siti di riproduzione della fauna omeoterma (tutelata con specifica legge) al fine di consentire alla Provincia l eventuale istituzione, Provincia di Piacenza 1415 in corrispondenza di detti siti, ove ricadenti nelle aree con destinazione finale naturalistica, di "oasi di protezione faunistica ; il rilievo della presenza e valutazione dell incidenza di specie rare, eteropiche e protette, con: - segnalazione di presenze faunistiche di rilievo e valutazioni sulla vocazione faunistica dell'area o delle immediate vicinanze; ipotesi circa i presunti percorsi preferenziali della fauna; - indicazione e delimitazione dei territori di gestione sociale della caccia, delle zone di ripopolamento e cattura, delle aziende faunistico-venatorie, delle oasi di protezione della fauna e di altre eventuali aree di interesse faunistico (ad esempio i SIC e ZPS); - classificazione delle acque superficiali secondo le categorie relative alla fauna ittica ed individuazione delle zone di ripopolamento e frega (nel caso in cui l intervento interessi direttamente un corso d acqua). E. Ecosistemi Obiettivo della caratterizzazione del funzionamento e della qualità di un sistema ambientale è quello di stabilire gli effetti significativi determinati dall attività estrattiva sull'ecosistema e sulle formazioni ecosistemiche presenti al suo interno; con particolare attenzione al consumo di territorio e alla frammentazione di habitat. consumi di habitat per specie vegetali o animali protette, interessate dai potenziali effetti ambientali del progetto; frammentazione significativa dell'ambiente attraversato, con potenziale pregiudizio degli assetti ecosistemici, fruitivi. Le analisi concernenti gli ecosistemi sono effettuate attraverso: a) l'individuazione cartografica delle unità ecosistemiche naturali ed antropiche presenti nel territorio interessato dall'intervento; c) la caratterizzazione almeno qualitativa della struttura degli ecosistemi stessi attraverso la descrizione delle rispettive componenti abiotiche e biotiche e della dinamica di essi, con particolare riferimento sia al ruolo svolto dalle catene alimentari sul trasporto, sull'eventuale accumulo e sul trasferimento ad altre specie ed all'uomo di contaminanti, che al grado di autodepurazione di essi; d) evidenziazione e localizzazione, nei luoghi oggetto d analisi, dell esistenza di siti di riproduzione della fauna omeoterma (tutelata con specifica legge) al fine di consentire all Amministrazione Provinciale l eventuale istituzione, in corrispondenza di detti siti, ove ricadenti nelle aree con destinazione finale naturalistica, di oasi di protezione faunistica ; e) quando il caso lo richieda, rilevamenti diretti sul grado di maturità degli ecosistemi e sullo stato di qualità di essi; Provincia di Piacenza 1516 f) la stima della diversità biologica tra la situazione attuale e quella potenzialmente presente nell'habitat in esame, riferita alle specie più significative (fauna vertebrata, vegetali vascolari e macroinvertebrati acquatici). In particolare si confronterà la diversità ecologica presente con quella ottimale ipotizzabile in situazioni analoghe ad elevata naturalità; la criticità verrà anche esaminata analizzando le situazioni di alta vulnerabilità riscontrate in relazione ai fattori di pressione esistenti ed allo stato di degrado presente. Per i Poli ricadenti all interno o nei pressi dei SIC Siti Natura 2000 e Aree Naturali Protette, nell ambito dello Studio di incidenza, qualora necessario, dovranno essere condotte analisi dettagliate sulle componenti ambientali Ecosistemi, Flora, e Fauna, approfondendo le valutazioni di incidenza sui siti stessi. In particolare dovranno essere adottate metodologie di valutazione (es. loop analysis, network analysis, ecc.). che permettano di analizzare (perlomeno a livello qualitativo) l ecosistema come sistema complesso di relazioni tra le componenti biotiche e abiotiche che lo costituiscono, evidenziando le connessioni esistenti tra questi componenti e la propagazione degli input negativi e positivi conseguenti alla realizzazione del progetto. F. Salute pubblica Obiettivo della caratterizzazione dello stato di qualità dell'ambiente, in relazione al benessere ed alla salute umana, è quello di verificare la compatibilità delle conseguenze dirette ed indirette dell attività estrattiva con gli standard ed i criteri per la prevenzione dei rischi riguardanti la salute umana a breve, medio e lungo periodo; con particolare attenzione alle emissioni di sostanze inquinanti e pericolose, con possibili conseguenze in termini di rischio ambientale e di effetti sulla salute umana. Le analisi sono effettuate attraverso: a) la caratterizzazione dal punto di vista della salute umana, dell'ambiente e della comunità potenzialmente coinvolti, nella situazione in cui si presentano prima dell'attuazione del progetto; b) l'identificazione e la classificazione delle cause significative di rischio per la salute umana da microrganismi patogeni, da sostanze chimiche e componenti di natura biologica; c) l identificazione dei rischi ecotossicologici (acuti e cronici, a carattere reversibile ed irreversibile) con riferimento alle normative nazionali, comunitarie ed internazionali e la definizione dei relativi fattori di emissione; d) la descrizione del destino degli inquinanti considerati, individuati attraverso lo studio del sistema ambientale in esame, dei processi di dispersione, diffusione, trasformazione e degradazione e delle catene alimentari; e) l'identificazione delle possibili condizioni di esposizione delle comunità e delle relative aree coinvolte; Provincia di Piacenza 1617 f) l'integrazione dei dati ottenuti nell'ambito delle altre analisi settoriali e la verifica della compatibilità con la normativa vigente dei livelli di esposizione previsti; g) la considerazione degli eventuali gruppi di individui particolarmente sensibili e dell'eventuale esposizione combinata a più fattori di rischio. Per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, l'indagine dovrà riguardare la definizione dei livelli di qualità e di sicurezza delle condizioni di esercizio, anche con riferimento a quanto sopra specificato. G. Rumore e vibrazioni La caratterizzazione della qualità dell'ambiente in relazione al rumore dovrà consentire di definire le modifiche introdotte dall'attività estrattiva, verificarne la compatibilità con gli standards esistenti, con gli equilibri naturali e la salute pubblica da salvaguardare e con lo svolgimento delle attività antropiche nelle aree interessate, con particolare attenzione agli impatti legati al traffico indotto, attraverso la definizione della mappa di rumorosità secondo le modalità precisate nelle Norme Internazionali ISO vigenti e la stima delle modificazioni a seguito della realizzazione dell'opera. La valutazione dell inquinamento acustico prodotto dalla cava deve essere effettuata mediante la redazione di una specifica Al fine di valutare con maggior dettaglio gli effetti della cava in termini di inquinamento acustico, deve essere quindi redatta una specifica Documentazione di Impatto Acustico (D.I.A) secondo i criteri della Direttiva Regionale 673/2004 Criteri tecnici per la redazione della documentazione di previsione d impatto acustico e della valutazione del clima acustico ai sensi della LR 9 maggio 2001, n. 15 recante 'Disposizioni in materia d inquinamento acustico'. Oltre i criteri indicati dalla direttiva regionale occorre approfondire le seguenti tematiche: con i seguenti contenuti: 1. Descrizione ed indicazione del volume scavato giornaliero; 2. Descrizione dell'ubicazione dell'insediamento e del contesto in cui è inserita, corredata da specifica cartografia; 3. Descrizione delle sorgenti di rumore: a) analisi delle fasi di attività (insediamento, coltivazione, sistemazione finale, ecc.) e caratterizzazione acustica delle sorgenti ai fini degli effetti esterni; per ogni fase di attività dovrà essere indicato il numero e il tipo di macchine utilizzate e per ogni macchina dovrà essere fornito il livello di potenza sonora. Qualora i dati di potenza sonora relativi a una particolare macchina non siano disponibili, si può ricorrere a dati di letteratura relativi a macchine analoghe. Se sì vogliono utilizzare, in alternativa al livello di potenza sonora, altri dati caratteristici dell'emissione sonora per esempio livello di pressione sonora misurato a una certa distanza) occorre specificare adeguatamente le condizioni in cui tale dato è stato ottenuto; Provincia di Piacenza 1718 b) indicazione delle caratteristiche temporali di funzionamento, specificando il periodo di attività a livello stagionale, la durata giornaliera prevista per le lavorazioni, la frequenza e la contemporaneità di esercizio di particolari sorgenti; c) caratterizzazione dei mezzi utilizzati per il trasporto degli inerti ed in particolare: tipologia, portata media (in volume) e flusso orario degli automezzi pesanti impiegati; identificazione del percorso dei camion nelle vicinanze della cava e comunque fino alla viabilità principale (strada provinciale, statale o comunale adeguata per il transito dei mezzi pesanti impiegati per il trasporto degli inerti);al collegamento con strade caratterizzate da intenso flusso veicolare; valutazione dei conseguenti effetti dì inquinamento acustico, almeno in termini di incremento previsto rispetto al livello in assenza della cava; d) indicazione dei flussi di traffico attuali (ante operam), distinti in flusso di veicoli leggeri e flusso di veicoli pesanti. 4. Censimento dei ricettori: indicazione degli edifici, degli spazi utilizzati da persone o comunità e degli ambienti abitativi (ricettori) presumibilmente più esposti al rumore proveniente dalla cava. 5. Indicazione e caratteristiche di eventuali terrapieni, argini, muri posti nelle immediate vicinanze dell'area di cava, sia esistenti, sia di cui si prevede la realizzazione durante l'attività della cava stessa. 6. Indicazione dei livelli di rumore esistenti su ogni ricettore individuato prima dell attivazione del nuovo insediamento, dedotti analiticamente o da rilievi fonometrici, specificando i parametri di calcolo o di misura (posizione, periodo, durata, ecc.). 7. Indicazione dei livelli di rumore dopo l'attivazione delle nuove sorgenti (presunti), tenendo conto delle barriere naturali indicate al punto 5; i parametri di calcolo o di misura dovranno essere omogenei a quelli del punto precedente per permettere un corretto confronto. Nel calcolo dei livelli di rumore previsti su ciascun ricettore le singole sorgenti vanno posizionate, a scopo cautelativo, nella posizione, all'interno dell'area di cava, più vicina al recettore stesso. Il confronto dei livelli di rumore deve essere effettuato mediante il confronto tra il livello ante-operam e il livello in-operam valutando il rispetto dei limiti assoluti e differenziali fissati dal D.P.C.M.14/11/1997. dedeve esseredei livello anteai fini di un confronto con i limiti di legge fissati dal D.P.C.M. 14/11/1997 dovranno essere valutati sia il livello assoluto previsto, sia il livello differenziale previsto. 8. Confronto tra i livelli previsti e i limiti di legge, con descrizione degli interventi di bonifica eventualmente previsti per l'adeguamento ai limiti stessi. 9. Nel caso non fosse possibile rispettare i limiti assoluti e differenziali fissati dal D.P.C.M. 14 novembre 1997 è necessario formulare Nel caso si preveda di formulare al Sindaco del Comune di competenza una richiesta di autorizzazione in deroga in ottemperanza alla deliberazione della Giunta della Regione Emilia Romagna n. 45 del 21 gennaio 2002 Criteri per il rilascio delle autorizzazioni per particolari Provincia di Piacenza 1819 attività ai sensi dell art. 11, comma 1, della L.R. 9 maggio 2001, n. 15, recante "Disposizioni in materia d inquinamento acustico. per attività rumorosa temporanea,.si intende Nella richiesta di autorizzazione in deroga devono essere indicati le tempistiche, le quali devono essere limitate a non oltre 30 giorni lavorativi, e gli esuberi rispetto al criterio differenziale e ai limiti assoluti di cui al D.P.C.M. 14 novembre indicazione di una stima dei tempi per cui ciascun ricettore risulta esposto al disturbo provocato dall attività di cava. 10. Descrizione degli interventi di bonifica possibili qualora emergessero, durante un eventuale monitoraggio acustico dell attività estrattiva, degli esuberi nei confronti del criterio differenziale e dei limiti assoluti di cui al D.P.C.M. 14/11/1997, in fase di collaudo, le previsioni si rivelassero errate ed i limiti imposti dalla Legge 447/95 non fossero rispettati. 11. Qualsiasi altra informazione ritenuta utile. 12. Gli elaborati cartografici devono contenere: - planimetria in di scala adeguata comprendente il sito di cava e le aree circostanti, edificate e non, che potrebbero essere interessate dalle emissioni sonore dell insediamento; - indicazione, anche grafica (retinatura o colorazione) della destinazione d'uso degli edifici circostanti che potrebbero essere interessati dalle emissioni sonore dell insediamento: residenziale, produttivo, di servizio o altro, specificando la classe acustica. La valutazione dell inquinamento da vibrazioni prodotto dalla cava verso l ambiente esterno deve essere effettuata quando i fabbricati si collocano a distanze inferiori a 30 metri dal limite degli scavi. La valutazione deve essere contenuta in una specifica documentazione di Impatto vibrazionale da redigere tenendo in considerazione le seguenti norme: UNI 9614 Misura delle vibrazioni negli edifici e criteri di valutazione del disturbo ; UNI 9916 Criteri di misura e valutazione degli effetti delle vibrazioni negli edifici ; ISO 2631/1 e 2631/2 Evaluation of human exposure to whole-body vibration. Oltre i criteri indicati dalla normativa elencata occorre approfondire le seguenti tematiche 1. Descrizione dell'ubicazione dell'insediamento e del contesto in cui è inserito, corredata da specifica cartografia; 2. Descrizione delle sorgenti di vibrazione: a) analisi delle fasi di attività (coltivazione, sistemazione finale, ecc.) e caratterizzazione delle sorgenti di vibrazione ai fini degli effetti esterni; per ogni fase di attività dovrà essere indicato il numero e il tipo di macchine utilizzate e per ogni macchina dovrà essere fornito lo spettro di emissione. Qualora i dati dello spettro relativo a una particolare macchina non siano disponibili, si può ricorrere a dati di letteratura relativi a macchine analoghe; si prediligono misure dirette in cantiere le quali devono essere documentate; Provincia di Piacenza 1920 b) indicazione delle caratteristiche temporali di funzionamento, specificando il periodo di attività a livello stagionale e la contemporaneità di esercizio di particolari sorgenti; 3. Censimento dei ricettori: indicazione dei fabbricati che si collocano a distante inferiori a 30 metri dal limite degli scavi e di 10 metri dal ciglio delle strade di cantiere; 4. Confronto tra i livelli previsti di vibrazione e i limiti delle norme, con descrizione degli interventi di bonifica eventualmente previsti per l'adeguamento ai limiti stessi; 5. Nel caso non fosse possibile rispettare i limiti assoluti delle norme è necessario predisporre lo stato di consistenza dell immobile e definire le modalità di monitoraggio dello stesso durante la fase di cantiere; 6. Descrizione degli interventi di bonifica possibili qualora emergessero, durante un eventuale monitoraggio vibrazionale dell attività estrattiva, danni alle strutture in elevazione; 7. Qualsiasi altra informazione ritenuta utile; 8. Gli elaborati cartografici devono contenere in scala adeguata il sito di cava e i fabbricati circostanti che potrebbero essere interessati dalle emissioni vibrazionali dell intervento estrattivo. H. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti La caratterizzazione della qualità dell'ambiente in relazione alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti dovrà consentire la definizione delle modifiche indotte dall attività estrattiva, verificarne la compatibilità con gli standard esistenti e con i criteri di prevenzione di danni all'ambiente ed all'uomo, attraverso: a) la descrizione dei livelli medi e massimi di radiazioni presenti nell'ambiente interessato, per cause naturali ed antropiche, prima dell'intervento; b) la definizione e caratterizzazione delle sorgenti e dei livelli di emissioni di radiazioni prevedibili in conseguenza dell'intervento; c) la definizione dei quantitativi emessi nell'unità di tempo e del destino del materiale (tenendo conto delle caratteristiche proprie del sito) qualora l'attuazione dell'intervento possa causare il rilascio nell'ambiente di materiale radioattivo; d) la definizione dei livelli prevedibili nell'ambiente, a seguito dell'intervento sulla base di quanto precede, per i diversi tipi di radiazione; e) la definizione dei conseguenti scenari di esposizione e la loro interpretazione alla luce dei parametri di riferimento rilevanti (standards, criteri di accettabilità, ecc.). I. Paesaggio Provincia di Piacenza 20 Vedere altro
Allegato 2 DOCUMENTAZIONE PER LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA A VIA (Screening) Indice: 1. Contenuti del Progetto preliminare di coltivazione e sistemazione finale 2. Contenuti della Relazione di individuazione Dettagli Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)
Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto Dettagli Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione Dettagli IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE
B IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE Premessa Il quadro conoscitivo del PTCP restituisce un analisi del sistema naturale ed ambientale del territorio provinciale che pone limiti ed offre opportunità alle Dettagli Direzione Ambiente. Guida tecnica
Direzione Ambiente Guida tecnica Procedimento di verifica di assoggettabilita alla VAS dei Programmi di interventi di sistemazione idrogeologica e manutenzione montana (PISIMM) ( art. 12 d. lgs. 152/2006 Dettagli Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme Dettagli Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate Dettagli Quadro di Riferimento Programmatico
ALLEGATO II Indirizzi per l elaborazione dello Studio preliminare ambientale ai fini della procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA di progetti inerenti le attività estrattive Finalità e requisiti Dettagli ACEA Distribuzione Direzione Operazioni Rete AT
Capitolato Tecnico per le prestazioni professionali relative alla redazione di documentazione inerente la gestione delle terre e rocce da scavo DATA rev. 00 ottobre 2012 Elaborato N. 7-3-329 REDATTO VERIFICATO Dettagli Il presente Piano di Urbanizzazione preventivo interessa un area sita a Torrenieri, località Pian
ARTICOLO 1 DISPOSIZIONI GENERALI Il presente Piano di Urbanizzazione preventivo interessa un area sita a Torrenieri, località Pian dell Asso, nel comune di Montalcino, delimitata a nord e ad est da aree Dettagli La RSA: introduzione metodologica
La RSA: introduzione metodologica Cos è la RSA La Relazione sullo Stato dell Ambiente (RSA) è uno strumento di informazione con il quale le Pubbliche Amministrazioni presentano periodicamente ai cittadini Dettagli Nota in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo
Nota in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo Indice 1 PREMESSA... 2 2 RIFERIMENTI NORMATIVI... 2 3 BILANCIO DEI MATERIALI IN PROGETTO... 6 4 CONFERIMENTO A IMPIANTI DI TRATTAMENTO... 7 5 CARATTERIZZAZIONE Dettagli COMPARTO C4 DI VIA VERGA OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA STUDIO DI PREFATTIBILITA AMBIENTALE
COMUNE DI TRIGGIANO COMPARTO C4 DI VIA VERGA OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA STUDIO DI PREFATTIBILITA AMBIENTALE 1 - PREMESSA Il progetto proposto all Amministrazione Comunale di Triggiano prevede la Dettagli g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee
NORME DI ATTUAZIONE Art. 1 Norma transitoria Le norme relative al dissesto sono da ritenersi transitorie fino all'approvazione (previa intesa con l'autorità di Bacino) del PTCP 2007. Il PSC dovrà adeguarsi Dettagli Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici
Quadro normativo: Legge 183/89, «Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo» Si intende: a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere infrastrutturali; Dettagli COMUNE DI CASTROCARO e TERRA DEL SOLE AREA ESTRATTIVA "MONTECCHI DI SOTTO" - POLO 17
COMUNE DI CASTROCARO e TERRA DEL SOLE AREA ESTRATTIVA "MONTECCHI DI SOTTO" - POLO 17 1. INQUADRAMENTO Comune di: Castrocaro Terme - Terra del Sole. Località: Montecchi di sotto. Elaborato cartografico Dettagli 2.2 Inquinamento acustico
Relazione ambiente 2 8-09-2011 14:36 Pagina 49 RELAZIONE SULLO STATO DELL AMBIENTE 2011 2.2 Inquinamento acustico L'inquinamento acustico è dovuto a un'eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata Dettagli AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI
DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello Dettagli Documentazione richiesta per il rilascio del parere di compatibilità acustica ambientale per attività a carattere permanente
mod. perm. 04/14 Dipartimento Tutela Ambientale - Protezione Civile U.O. Tutela dagli Inquinamenti Documentazione richiesta per il rilascio del parere di compatibilità acustica ambientale per attività Dettagli CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore)
CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore) PROGETITO FORMATIVO MODULO 1 PRESENTAZIONE DEI PARCHI ED AREE PROTETTE (8 ore) Definizione dei concetti di Parco, Dettagli 2.4 Sistema di monitoraggio e indicatori di stato
2.4 Sistema di monitoraggio e indicatori di stato La VAS prevede l avvio di un sistema di monitoraggio dei caratteri territoriali. Obiettivo del monitoraggio è assicurare il controllo sugli impatti significativi Dettagli ALLEGATO ALLA DELIBERA N. 1323 DELL 11 LUGLIO 2014
ALLEGATO ALLA DELIBERA N. 1323 DELL 11 LUGLIO 2014 Allegato A Indirizzi applicativi in materia di valutazione di incidenza di piani, progetti e interventi 1. Definizioni Procedimento di valutazione di Dettagli TERRE E ROCCE DA SCAVO art. 186 del D.lgs. n. 152/2006, così come modificato dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 LINEE GUIDA
TERRE E ROCCE DA SCAVO art. 186 del D.lgs. n. 152/2006, così come modificato dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 LINEE GUIDA Con le modifiche apportate dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 al Dettagli Studio geologico del territorio comunale (L.R. n. 41 / 1997)
R e g i o n e L o m b a r d i a Provincia di Milano COMUNE DI NERVIANO Studio geologico del territorio comunale (L.R. n. 41 / 1997) Marzo 2003 PRESCRIZIONI GEOLOGICHE PER LE N.T.A. Studio Associato di Dettagli Io sottoscritto/a in qualità di titolare/legale rappresentante (1) della Ditta/Ente (1) con sede legale in Provincia via n C.A.P.
APPROVAZIONE PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI SMALTIMENTO O RECUPERO RIFIUTI / VARIANTE SOSTANZIALE IN CORSO DI ESERCIZIO / EVENTUALE AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO D.Lgs 22/97 e ss. mm. e Dettagli Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001
Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001 A- Elaborazione della documentazione: Le fasi principali sono le seguenti: a - b - Elaborazione Dettagli C M Y K C M Y K. 5. La normativa
5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione Dettagli Documentazione richiesta per il rilascio del parere di compatibilità acustica ambientale (clima/impatto acustico)
l.g. cantieri 04/14 Dipartimento Tutela Ambientale - Protezione Civile U.O. Tutela dagli Inquinamenti Documentazione richiesta per il rilascio del parere di compatibilità acustica ambientale (clima/impatto Dettagli PRESENTA. DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO, ai sensi dell art. 8, c. 4 della legge n.447/95 e successive integrazioni.
Al Sig.Sindaco del Comune di di... e pc. All'ARPA, Servizio Territoriale Distretto di.. Il sottoscritto nato a.il./.. /19. e residente a.in (Via, Piazza).n in qualità di titolare/legale rappresentante Dettagli DOCUMENTO DI SINTESI. Trento, Bolzano, 08 novembre 2010
DIRETTIVE PER LA REDAZIONE DELLE RELAZIONI GEOLOGICHE, GEOTECNICHE E SISMICHE AI SENSI DELLE NTC, D.M. 14.01.2008, E DELLA NORMATIVA NAZIONALE E PROVINCIALE COLLEGATA DOCUMENTO DI SINTESI Trento, Bolzano, Dettagli IL CONTO EPEA DELLA PROVINCIA DI FERRARA
IL CONTO EPEA DELLA PROVINCIA DI FERRARA Premessa Il progetto CLEAR, ha come obiettivo finale l approvazione del bilancio ambientale da parte dell ente. Nella costruzione e approvazione del bilancio ambientale Dettagli 3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE
3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO DEI RS E RSP Il Piano regionale dei rifiuti secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi, Dettagli ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE IN REGIONE PIEMONTE
ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE 5 DETTAGLI E MISURE Direttiva 79/409/CEE sugli uccelli selvatici e successivi atti Dettagli ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE UMBRIA
ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE UMBRIA Standard minimo per la Relazione Geologica ai sensi delle NTC08 Il Consiglio Nazionale dei Geologi, con la deliberazione n. 209/2010, ha approvato il documento che Dettagli VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE : PROCEDURA DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA PER REALIZZAZIONE IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Nelle tavole seguenti si esaminano rispettivamente i valori storico-culturali e il patrimonio storico architettonico con la viabilità storica; in questo caso non si rilevano situazioni di particolare interesse. Dettagli Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC
Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Applicazione dell art. 14.1 del Testo Coordinato delle Norme di PSC-POC-RUE RAPPORTO PRELIMINARE (ART. 12 D.LGS. N. 152/2006 Dettagli 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti
torna all Indice Capitolo 10 10 CRITERI DI SELEZIONE DEI SITI IDONEI 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti I criteri, assunti dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), Dettagli Norme in materia di tutela e valorizzazione dei beni ambientali, paesistici e culturali.
Campania - L.R. 18-11-1995, n. 24 L.R. 18 novembre 1995, n. 24(1). Norme in materia di tutela e valorizzazione dei beni ambientali, paesistici e culturali. (1) Pubblicata nel B.U. 21 novembre 1995, n. Dettagli Valutazione di Incidenza di Piani e Progetti su i Siti Natura 2000.
Valutazione di Incidenza di Piani e Progetti su i Siti Natura 2000. COSÉ LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA La valutazione di incidenza è un provvedimento indispensabile per valutare gli effetti che le pianificazioni Dettagli TITOLO 3 VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI E PAESAGGISTICHE Art. 3.1-3.2 - Unità di paesaggio
Art. 3.1-3.2 - Unità di paesaggio Unità di paesaggio (Art. 3.1-3.2) Indicazioni generali Le unità di paesaggio, al fine di garantire una gestione del territorio coerente con gli obiettivi di valorizzazione Dettagli VALUTAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO ACUSTICO
VALUTAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO ACUSTICO CENTRO DI RECUPERO DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI Zona Industriale Brindisi IN PROCEDURA SEMPLIFICATA AI SENSI DELL ART. 216 DEL D.Lgs 152/2006 E ss.mm.ii. Dettagli Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B.
Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B. ISTRUZIONI TECNICHE PER L APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO PER L ESECUZIONE DEI CONTROLLI - REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA L.R. 6 AGOSTO 1997 N. 38 - NORME PER L ESERCIZIO Dettagli ALLEGATO I Flussi documentali
ALLEGATI 1 ALLEGATO I Flussi documentali INTERVENTI SOGGETTI A PERMESSO A COSTRUIRE e DICHIARAZIONE DI VINCOLO IDROGEOLOGICO La Richiesta di Permesso a costruire all Edilizia Privata munita di ricevuta Dettagli Azione per il progetto strategico del sistema naturale dei SICANI ALLEGATO TECNICO
REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE Dipartimento Territorio e Ambiente SERVIZIO 6 Protezione Patrimonio Naturale Via Ugo La Malfa, 169 90146 Palermo Fondo Europeo di Dettagli Assessorato territorio e ambiente Dipartimento territorio e ambiente
Assessorato territorio e ambiente Dipartimento territorio e ambiente LINEE-GUIDA PER LA GESTIONE DEI MATERIALI/RIFIUTI INERTI DERIVANTI DALLE ATTIVITÀ DI DEMOLIZIONE, COSTRUZIONE E SCAVO, COMPRESE LE COSTRUZIONI Dettagli Dott.ssa S. Anelli Dott. S. Porta
Dott.ssa S. Anelli Dott. S. Porta 1 PARCO DEL TREBBIA - Legge Regionale n. 19/2009 2 PARCO DEL TREBBIA - Legge Regionale n. 19/2009 Art. 1 Istituzione del Parco regionale, finalità e obiettivi gestionali Dettagli 6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano
6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano Art. 1 Finalità generali del Piano 1. Il presente Piano costituisce piano stralcio di bacino ai sensi del c.6 ter dell art.17 Dettagli VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE
Comune di Brugherio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE Sintesi non tecnica Marzo 2010 Il percorso di valutazione ambientale (VAS) della Variante Semplificata al P.R.G. Dettagli ACSA Ambito Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof
1 Localizzazione ecografica: Localizzazione catastale: Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof Foglio 43 Mappali 63, 65, 67, 71, 73, 75, 114. Foglio 44 Mappali 23, 24, 25, 59, 62. Foglio 45 Mappali Dettagli Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta
Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta Piani territoriali urbanistici regionali orientati dal punto di vista paesistico ed ecologico (ex l. 431/85) Piani paesistici regionali (ex l. 431/85) Dettagli INQUINAMENTO ACUSTICO
Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria INQUINAMENTO ACUSTICO Ing. Giorgio Baldinelli RIFERIMENTI NORMATIVI NAZIONALI: D.P.C.M. 01/03/91 Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti Dettagli Redazione Verifica Approvazione Mauro Marani Cristian Peotta
RAPPORTO FINALE TASK 4.1 PIANO DI MONITORAGGIO Territorio e Area industriale della Provincia di Rovigo Redazione Verifica Approvazione Mauro Marani Cristian Peotta Data emissione 20-10-2006 Il Piano di Dettagli OGGETTO: Progetto per la realizzazione di un fabbricato rurale in C/da Fosse Vill. Paradiso.
OGGETTO: Progetto per la realizzazione di un fabbricato rurale in C/da Fosse Vill. Paradiso. DITTA: Minà Adalgisa PREMESSA La seguente relazione integrativa, si è resa necessaria per integrare la valutazione Dettagli CENTRO COMMERCIALE ORTONA CENTER AMPLIAMENTO SUPERFICIE DI VENDITA STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE
CENTRO COMMERCIALE ORTONA CENTER AMPLIAMENTO SUPERFICIE DI VENDITA STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE PROCEDURA DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA VALUTAZIONE D IMPATTO AMBIENTALE ai sensi del D.Lgs n.152/2006 Dettagli SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15
SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15 VERIFICA DI COERENZA ESTERNA: Compatibilità dell intervento con le previsioni del PTCP VERIFICA DELLA VINCOLISTICA E DEGLI Dettagli Testo vigente Testo introdotto dalla Variante
estratto Testo vigente Testo introdotto dalla Variante omissis CAPO 6 : Disposizioni per le attività estrattive Art. 36 Aree per attività estrattive 1. Le attività estrattive sono ammesse esclusivamente Dettagli ALLEGATO I SCHEDE DI MONITORAGGIO AMBIENTALE
ALLEGATO I SCHEDE DI MONITORAGGIO AMBIENTALE 4 Scheda di monitoraggio ambientale per la Misura 2.3 Completamento e sviluppo di strutture insediative per il sistema economico 5 Richiedente: Titolo del'intervento: Dettagli Indicazioni per la predisposizione del Piano di Gestione dei Rifiuti di Estrazione PGRE
Indicazioni per la predisposizione del Piano di Gestione dei Rifiuti di Estrazione PGRE Il Piano di Gestione dei Rifiuti di Estrazione (PGRE), che costituirà l All. n. 5 o successivi, al provvedimento Dettagli LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA
Progetto: LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA Metodologia monitoraggio elementi chimico fisici, Dettagli Mauro De Osti Sezione Parchi, Biodiversità, Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori Regione del Veneto
Aree Natura 2000 nella Regione del Veneto Mauro De Osti Sezione Parchi, Biodiversità, Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori Regione del Veneto Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Dettagli Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO
Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO Piano di Gestione delle Acque I Aggiornamento Rapporto tra PDGAcque e altri piani di indirizzo: PDGAlluvioni, Piano di Sviluppo Rurale, Piano di Indirizzo Dettagli AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE E/O INTERVENTI IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA.
Schema della relazione paesaggistica ai sensi dell'art. 3 del D.C.P.M. 12 dicembre 2005 approvato dall'osservatorio Regionale per la qualità del Paesaggio nella seduta del 13.07.2006 SCHEDA PER LA PRESENTAZIONE Dettagli GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE
GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio Dettagli 3 INDICAZIONI DEL PPGR PER LA LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO TERMICO
Provincia di Torino Microlocalizzazione Impianto di Termovalorizzazione della Zona sud 3 INDICAZIONI DEL PPGR PER LA LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO TERMICO 3.1 IL METODO DI MICROLOCALIZZAZIONE Dettagli Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita
Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Azioni di valorizzazione turistica e culturale e strategie di tutela ambientale e paesaggistica lungo il fiume Ticino Dettagli INDICE. 1) Premessa... 2. 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela. dal Rischio Idrogeologico:...
INDICE 1) Premessa... 2 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela dal Rischio Idrogeologico:... 3 3) Lo studio di compatibilità idraulica... 8 4) Contenuti dello studio Dettagli REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e duna costiera 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Dettagli Ufficio Compatibilità Ambientale LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
1 Regione Basilicata Dipartimento Ambiente e Territorio Ufficio Compatibilità Ambientale LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE a cura del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Dettagli LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ
LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ LA NUOVA LEGGE VISTA DAL BASSO, L OPINIONE DEI COMUNI. A cura dell Arch. Dettagli Valsat Sintesi non tecnica
Valsat Sintesi non tecnica Pagina 1 di 7 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 3 2 CONTENUTI ED OGGETTO... 3 3 VERIFICA DI COERENZA... 4 4 ANALISI AMBIENTALI... 5 5 CONCLUSIONI... 7 Pagina 2 di 7 1 INTRODUZIONE La Dettagli La sostenibilità ambientale nei progetti ferroviari di Italferr
La sostenibilità ambientale nei progetti ferroviari di Italferr Torino, 02/04/2014 Andrea Nardinocchi L impegno ambientale di Italferr Italferr è da anni impegnata nella gestione delle tematiche ambientali Dettagli Regione Lombardia. Provincia di Pavia COMUNE DI CURA CARPIGNANO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
Regione Lombardia Provincia di Pavia COMUNE DI CURA CARPIGNANO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ai sensi della L. R. per il Governo del Territorio del 11.03.2005 n 12 Gennaio 2008 NORME GEOLOGICHE DI PIANO Dettagli IL RESPONSABILE DEL SETTORE
Provincia di Foggia Settore Assetto del Territorio SIT e Beni Culturali Sede: Via Telesforo, 25-71100 FOGGIA tel. 0881/791347 /401/351 fax 0881/791434 codice fiscale 00374200715 N. 3388 /7/Reg. Deter. Dettagli sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette
La Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di un sistema organico di aree protette (l.r. 86/1983), che comprende: 24 Parchi regionali, 13 Parchi naturali, 65 Riserve naturali, 32 Monumenti naturali. Dettagli RELAZIONE PAESAGGISTICA AI SENSI DEL D.P.C.M. 12/12/2005 PER LE OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO E VALUTATO MEDIANTE DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA (1)
RELAZIONE PAESAGGISTICA AI SENSI DEL D.P.C.M. 12/12/2005 PER LE OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO E VALUTATO MEDIANTE DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA (1) 1. RICHIEDENTE (2): persona fisica società impresa Dettagli PARERE. DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale. Articolo 15, comma 1, d.lgs.
DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale Articolo 15, comma 1, d.lgs. 152/2006 Valutazione ambientale strategica del Piano regionale di miglioramento della Dettagli Allo sportello unico dell edilizia Municipalità di
Allo sportello unico dell edilizia Municipalità di MODELLO SCIA.b SCIA.b - 29/08/2011 ASSEVERAZIONE ALLEGATA ALLA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ EDILIZIA ai sensi dell articolo 19, comma 1 Dettagli Zona Elementare 1891 area 03 Stra.llo Fossa Burracchione Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC
Zona Elementare 1891 area 03 Stra.llo Fossa Burracchione Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Applicazione dell art. 14.1 del Testo Coordinato delle Norme di PSC-POC-RUE RAPPORTO PRELIMINARE (ART. Dettagli Zonizzazione acustica comunale Regione Piemonte
Zonizzazione acustica comunale Regione Piemonte Preparato da Fulvio Bartolucci Area Sicurezza&Ambiente Data 11 Giugno 2002 Sommario 1. Premessa 2 2. Riferimenti normativi 2 3. Definizioni 4 3.1 Le Zone Dettagli IL DISSESTO IDROGEOLOGICO CAUSE, EFFETTI E INTERVENTI A DIFESA DEL SUOLO
IL DISSESTO IDROGEOLOGICO CAUSE, EFFETTI E INTERVENTI A DIFESA DEL SUOLO Marcello Benedini Giuseppe Gisotti Indice pag. 11 Introduzione Scopi e necessità della protezione idrogeologica 17 l. Parte prima. Dettagli TECNICO SUPERIORE PER IL MONITORAGGIO E LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL AMBIENTE
ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE AMBIENTE TECNICO SUPERIORE PER IL MONITORAGGIO E LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL AMBIENTE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO Dettagli Allegato AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE /O INTERVENTI IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA.
D.P.C.M. 12-12-2005 Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del Codice dei beni culturali Dettagli I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva.
INDICE 1. Premessa 1 2. Descrizione dei luoghi 1 3. Valutazione degli afflussi meteorici 3 4. Valutazione dei deflussi 6 5. Calcolo del DMV 7 6. Modifiche alle portate attese a seguito delle opere 10 1. Dettagli COMUNE DI MERCATO SARACENO AREA ESTRATTIVA "BARETO" - POLO 32
COMUNE DI MERCATO SARACENO AREA ESTRATTIVA "BARETO" - POLO 32 1. INQUADRAMENTO Comune di: Mercato Saraceno. Località: Bareto. Elaborato cartografico di riferimento: Tavola 266NE Mercato Saraceno. Tipo Dettagli COMUNE DI VEDANO AL LAMBRO PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO. ai sensi della LR 12/05 e s.m. e i.
COMUNE DI VEDANO AL LAMBRO PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ai sensi della LR 12/05 e s.m. e i. VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA Allegato 1 Stima degli effetti ambientali attesi Dettagli IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE
IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE Interventi programmati sui depuratori acque reflue Base: copertura della rete fognaria LEGENDA Tavola di inquadramento generale Zone di rispetto dei Dettagli WORKSHOP OICE LE BONIFICHE IN EMERGENZA NELLA REALIZZAZIONE DI GRANDI INFRASTRUTTURE
WORKSHOP OICE LE BONIFICHE IN EMERGENZA NELLA REALIZZAZIONE DI GRANDI INFRASTRUTTURE GESTIONE AMBIENTALE DEI CANTIERI: MONITORAGGIO INTEGRATO SU SITI POTENZIALMENTE INQUINATI Ing. Francesco Ventura Dott. Dettagli Parte 1: VERIFICA PROGETTO
Parte 1: VERIFICA PROGETTO Parte 1a: analisi aspetti ambientali Aspetto ambientale Impatto Rientra nel progetto Utilizzo di risorse idriche nelle proprietà Impoverimento risorse idriche dell ente Perdite Dettagli BANDI 2011 26. ambientale a livello locale. Bando con scadenza 22 aprile 2011
Bando con scadenza 22 aprile 2011 BANDI 2011 26 Piano di azione Promuovere la sostenibilità ambientale a livello locale Tutelare e valorizzare la biodiversità Il problema Lo sviluppo umano è oggi causa Dettagli COMUNICAZIONE DI CAMPAGNA DI ATTIVITA DI RECUPERO / SMALTIMENTO DI RIFIUTI TRAMITE IMPIANTO MOBILE (D.Lgs. 152/06 s.m.i.
ORIGINALE IN BOLLO 16,00 COMUNICAZIONE DI CAMPAGNA DI ATTIVITA DI RECUPERO / SMALTIMENTO DI RIFIUTI TRAMITE IMPIANTO MOBILE (D.Lgs. 152/06 s.m.i. art 208 COMMA 15) SPETT.LE PROVINCIA DI BOLOGNA ASSESSORATO Dettagli Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette
Piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali Bacino del fiume Lemene Capitolo 3 Bacino del fiume Lemene INDICE 3. CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 3.1. AREE PER L ESTRAZIONE Dettagli PETROCELTIC ITALIA S.R.L. Permesso di Ricerca B.R268.RG Pozzo Esplorativo Elsa 2 Aggiornamento 2014. Studio di Impatto Ambientale
PETROCELTIC ITALIA S.R.L. Permesso di Ricerca B.R268.RG Pozzo Esplorativo Elsa 2 Aggiornamento 2014 PETROCELTIC ITALIA S.R.L. Permesso di Ricerca B.R268.RG Pozzo Esplorativo Elsa 2 Aggiornamento 2014 Dettagli COMUNE DI TROVO Provincia di Pavia P.G.T. PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO
COMUNE DI TROVO Provincia di Pavia P.G.T. PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO RECEPIMENTO DELLE PRESCRIZIONI PREVALENTI DELLA PROVINCIA IN MERITO ALLA VERIFICA DI COMPATIBILITA CON IL P.T.C.P. ART.13 commi Dettagli Acustica Architettonica e Ambientale Campi Elettromagnetici, Radon e Radioprotezione, Sicurezza, V.I.A
Acustica Architettonica e Ambientale Campi Elettromagnetici, Radon e Radioprotezione, Sicurezza, V.I.A Via Amendola 26, 57023 Cecina (LI) Tel e Fax 0586/630474, Cell. 347/73045 e-mail: ipernucleo@interfree.it; Dettagli Analisi dell Invarianza idraulica e della rete delle fogne bianche
Analisi dell Invarianza idraulica e della rete delle fogne bianche Come previsto dalle norme tecniche del Piano stralcio (autorità Bacini Romagnoli) l area è soggetta al rispetto del principio di invarianza Dettagli TRACCIA PER LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE GEOLOGICA E DELLA RELAZIONE GEOTECNICA FACENTI PARTE DI UN PROGETTO PER COSTRUZIONI.
TRACCIA PER LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE GEOLOGICA E DELLA RELAZIONE GEOTECNICA FACENTI PARTE DI UN PROGETTO PER COSTRUZIONI. PRECISAZIONI Il presente documento nasce dalla pressante richiesta di iscritti Dettagli STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE
STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE RELAZIONE SUGLI EFFETTI AMBIENTALI Introduzione La presente relazione, annessa alla procedura di verifica di Valutazione d Impatto Ambientale (V.I.A.) ex D.P.R. 12.4.1996 Dettagli REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio Dettagli PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE DELLA SICILIA (di cui all'art. 121 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n 152)
Commissario Delegato per l Emergenza Bonifiche e la Tutela delle Acque in Sicilia PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE DELLA SICILIA (di cui all'art. 121 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n 152) Direttive Dettagli Ancona, 25.02.2014 EDISON S.p.A. Gestione Idrocarburi Operations.Sambuceto@pec.edison.it
GIUNTA REGIONALE Servizio Infrastrutture, Trasporti ed Energia Posizione di Funzione Valutazioni ed Autorizzazioni Ambientali Ancona, 25.02.2014 PEC EDISON S.p.A. Gestione Idrocarburi Operations.Sambuceto@pec.edison.it Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back