Source: https://bertola.eu/usenet/faq/testi/faqassoc.htm
Timestamp: 2018-01-23 09:53:34+00:00
Document Index: 15109319

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 8', 'art. 2704', 'art 783', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 1', 'art.14', 'art. 6', 'art. 26', 'art. 7', 'art.14', 'art. 6', 'art.7', 'art.3', 'art 3']

FAQ Associazioni: costituzione, gestione fiscale
- Versione 97.10.4 -
! ! ! Non tutti i link sono disponibili in questo sito.
Spostarsi sulla Citta' Invisibile per avere la versione completa ! ! !
Con questo testo (reperibile su InterNet www.citinv.it/associazioni/SUR/faqassoc.htm ) desidero "codificare" l'esperienza acquisita in diversi anni, come Associazione "Con i Campesinos", attraverso contatti diretti, discussioni in rete (e non) e attraverso ricerche personali. Spero in questo modo di contribuire a rendere un po' di chiarezza nel caotico mondo della legislazione italiana.
A questo proposito penso che l'ipertesto sia lo strumento ideale per districarsi nella giungla legislativa di questo nostro paese fatta di rimandi, intergrazioni, circolari esplicative, testi unici di raccordo tra varie leggi ... il tutto scritto in perfetto burocratese! :-) Credo comunque che la telematica e le nuove tecnologie di comunicazione debbano e possano avere un ruolo molto positivo se vengono comprese, utilizzate e messe a disposizione di tutti.
Da quando questa raccolta di domande e risposte e' stata messa su InterNet e' stata soggetta a notevoli contributi da parte di Mario Leigheb che merita di essere inserito tra gli autori.
Ringrazio anche: Claudio Di Blasi, Stefano Radaelli, Elisabetta Scanabissi.
Aspettiamo suggerimenti, critiche, nuovi interrogativi e, possibilmente, anche nuove risposte. Scrivete a loris_rinaldo@rcm.inet.it
Nell'ambito delle organizzazioni collettive si contano diverse istituzioni:
Le Associazioni e i Club
Le prime 2 perseguono solo scopi di natura ideale, le ultime 2 forme possono perseguire (in molti casi è l'unico scopo) finalità di natura economica.
Le Associazioni perseguono scopi di carattere culturale, assistenziale, sportivo, filantropico, ricreativo ecc. diretti verso la collettività o una particolare categoria. [Diritto]
Il Club persegue analoghe finalità ma dirette esclusivamente (o principalmente) ai propri soci.
Le Fondazioni sono organizzazioni generalmente dotate di personalità giuridica che si occupano della gestione di un patrimonio, messo a disposizione da un soggetto privato, da destinare esclusivamente a fini di pubblica utilità (la destinazione del patrimonio è vincolata dal fondatore e non puo' essere in alcun modo modificata). [Diritto]
Ora concentriamo la nostra attenzione solo sulle associazioni, teniamo pero' presente che esistono leggi che si applicano in generale alle associazioni, altre che si applicano ad associazioni in possesso di caratteristiche particolari, riconosciute tali mediante iscrizione in appositi albi.
Schematizziamo le possibili tipologie di associazioni:
Tutte le combinazioni sono possibili (es. c1,p1,k1,s0,r0), i colori (* e > <) indicano alcuni passaggi obbligati.
Esempio: scegliendo p0 è possibile svolgere solo k0 o k1 e così per avere r1 serve c3
Orale > p00
Nessuna> k00
Nessuna > s00
Nessuna > r00
Atto Privato NON registrato
Nessuna r0
Atto Privato Registrato
(Uff. del Registro) s1
(con Notaio)
iscritta albo Regionale
iscritta albo ONLUS ... lavori in corso r1
<** SI
Domande frequenti (FAQ) - Domande e Risposte
costituzione e funzionamento delle associazioni
Altre raccolte di Domande e Risposte si trovano in
Volontariato - Servizio Consulenze: http://www.volontariato.it/consulenze/consul.htm
Le pagine di un mio omonimo Loris D'Emilio http://www.metro.it/loris/index.html
Il soggetto implicito in ogni domanda è "Un associazione"
A cosa serve registrarsi all'Ufficio del Registro?
L'associazione puo` avere un Codice Fiscale? A cosa serve?
A cosa serve e come si ottiene il Codice Contribuente?
E' una Persona Giuridica? Differenza tra associazione Riconosciuta e non.
Può accettare donazioni? Cosa sono le donazioni di modico valore?
Quali sono i libri sociali/contabili obbligatori? Devono essere vidimati?
Come si diventa Organizzazione di Volontariato?
Cosa comporta iscriversi all'albo regionale?
OdV: Come gestire la flessibilità dell'orario di lavoro previsto dalla legge 266/91 art.17?
Può svolgere vendite in bancarelle esterne?
Esiste un software per gestire la contabilità di associazioni?
In cosa consiste la contabilità per chi pratica attività commerciali occasionali?
Quali sono le leggi di riferimento per le associazioni?
Quali sono i testi/libri/riviste di riferimento? Bibliografia.
E' sufficiente riunire in modo stabile un gruppo di persone con uno scopo di natura ideale ben definito; questa condizione già di per sè costituisce un'associazione. Non credo esista un limite minimo di persone che possono formare un'associazione, possono essere anche 2.
La costituzione di un'associazione può quindi avvenire anche in forma di accordo orale. Questo tipo di formula preclude però ogni tipo di passo successivo (cfr. tabella); essa non potrà svolgere attività commerciali, accedere alle agevolazioni e/o contributi pubblici ecc.
E' quindi fortemente consigliata la costituzione in forma scritta (sia essa come atto privato che come atto pubblico). [fotocopie Stefano]
E' necessario scrivere un Contratto di Associazione, se la stesura del documento avviene con la supervisione di un notaio viene detto atto pubblico altrimenti atto privato. E' poi possibile (ma non obbligatorio) registrare questo atto presso l'Ufficio del Registro. Il Contratto di Associazione spesso si scompone materialmente in 2 documenti che pero' giuridicamente costituiscono un atto unitario [Diritto] e sono:
"E' costituita in ____luogo_____ l'associazione denominata _________.
Sono presenti i signori : Nome Cognome Residenza CF firma".
Il presidente eletto dall'assemblea costituente è _______.
Lo Statuto è invece un po' più impegnativo perchè deve tracciare le finalità e le norme di funzionamento dell'associazione. Esso è suddiviso in articoli:
Alcuni esempi: "Con i Campesinos"
Molte associazioni registrano solo un generico atto costitutivo contenente i sopracitati elementi essenziali e rimandano a successivi accordi l'elaborazione di uno Statuto dettagliato.
Per registrare ciascun atto servono 3 copie (l'originale piu' 2 copie), 3 marche da bollo (*nota) da 20.000 Lire e 200.000 Lire di costi di registrazione. Una copia la tiene l'Ufficio del Registro e 2, bollate e registrate, vengono restituite all'associazione.
(*nota) Secondo la legge i fogli su cui scrivere l'atto DEVONO essere fogli di protocollo (A3 piegato a metà) di 4 pagine, ogni pagina DEVE avere tot righe (mi pare 25), e in ogni riga DEVONO stare tot sillabe, che i margini non devono essere superati ecc. ecc.
Nell'era del computer e delle stampanti, pare che gli ufficiali giudiziari si regolino facendo pagare una marca da bollo ogni 4 pagine A4 (cioè con 5 pagine 2 bolli), e verificando a occhio che i margini siano piu' o meno giusti e che il font non sia troppo piccolo. Ho amici ai quali infatti hanno ridato indietro il foglio perchè secondo loro andava riscritto piu' largo. [Leigheb]
OdV: Per le Organizzazioni di Volontariato Esse, in virtu' dell'art. 8 della 266/91 non devono pagare questa tassa - anche se effetivamente la legge in questione lascia spazio a molti dubbi, anche tra gli stessi Dottori in Legge che scrivono sul Bollettino Tributario (nota 145 - citato in bibliografia). I dubbi sono stati definitivamente risolti (a favore della totale esenzione dall'imposta di bollo e di registro per le OdV) dalla Circolare Esplicativa del Ministero delle Finanze n. 3/25.2.92 (GU 56/92).
Come abbiamo detto, se la costituzione avviene in presenza di un notaio viene denominata scrittura in forma di atto pubblico, altrimenti scrittura in forma privata.
La scrittura privata, secondo il codice civile, vincola i firmatari e vale nei confronti di terzi fintanto che i firmatari riconoscono la propria firma. Per evitare scherzi da parte dei firmatari si ricorre all'atto pubblico, che avviene con l'autentica delle firme dal notaio (il quale autenticando le firme certifica anche la coerenza e la conformità dell'atto con la legge) e la registrazione.
La differenza materiale sta innanzitutto nei costi: il notaio costa circa 500 mila lire. La differenza sostanziale sta nel fatto che solo con un atto pubblico è possibile, in futuro, chiedere il Riconoscimento e diventare quindi Persona Giuridica. [Serv.Consulenze]
A cosa serve la registrazione all'Ufficio del Registro?
Secondo l'art. 2704 del Codice Civile la scrittura privata (cioe' non autenticata dal notaio) - che, come scritto negli artt. precedenti, puo' essere imposta a terzi, mentre ai firmatari solo finche' essi ammettono la loro firma - non ha nessuna possibilita' di essere imposta a terzi per quanto riguarda la data, a meno che la scrittura non sia stata registrata, e in quel caso vale come data la data di registrazione.
Penso quindi che nel caso di una associazione la registrazione di una scrittura privata non autenticata serve non tanto per vincolare i soci (per quello servirebbe l'autentica della firma) ma piuttosto per evitare che un estraneo se ne esca col tuo stesso nome e simbolo dopo che tu hai fondato l'associazione. [Leigheb]
E' lo scopo ideale dell'associazione. Esso deve essere un obiettivo di utilità generale/collettiva non puo' essere in alcun modo un'attività economica (non che questa non possa essere esercitata) ma non deve essere lo scopo principale, quindi bisogna evitare assolutamente di inserire tra gli scopi dell'associazione attività "per definizione" commerciali tipo "organizzazioni di viaggi e soggiorni turistici" ecc. (vedi FAQ 22); eventualmente queste attività commerciali "per definizione" possono essere scritte nello statuto in un altro articolo specificando che si tratta di attività strumentali che l'associazione potrà eventualmente svolgere per perseguire lo scopo istituzionale.
Puo` avere un codice fiscale? A cosa serve?
Certamente, se è stata costituita in forma scritta (registrata o meno). E' necessario dare comunicazione all'Ufficio delle Imposte Dirette dell'avvenuta "nascita" di questo nuovo soggetto. Questi rilascerà un codice fiscale.
E' possibile ottenere il CF anche senza essere registrati all'Ufficio del Registro: evidentemente allo Stato non importa niente chi sei purchè paghi le tasse! [Leigheb]
compilare dichiarazioni fiscali sia proprie (modd. 760, 770) che per dipendenti (modd. 101, 102);
sfruttare la clausola del TUIR secondo cui puoi chiedere un corrispettivo per un servizio che non diventa attività commerciale se il corrispettivo non supera i costi vivi, non compi attività commerciali, non fai il 760 bis, ma devi documentare i costi con le fatture, e per avere le fatture devi avere il C.F.
Se non fai nulla di tutto cio' il C.F. puoi non chiederlo.
Se si vogliono pagare collaboratori (siano essi dipendenti o autonomi, abituali o occasionali) serve, oltre al codice fiscale, anche il Codice Contribuente;
Per ottenerlo basta la forma scritta, non chiedono nè atto pubblico nè registrazione, è gratis, lo dà l'Esattoria Comunale.
[Leigheb]
Non è necessaria per le attività commerciali occasionali: l'occasionalità dell'attività non è definita per legge infatti esistono numerosissimi contenziosi riportati sulla "Bibbia" Pirola [cfr risposta 30].
Una cosa è certa, se si è in possesso di partita IVA si diventa automaticamente un soggetto che esercita attività commerciale abituale, e si è costretti ad applicare la normativa IVA per qualsiasi prestazione.
[M. Leigheb] Come si ottiene non lo so, aspetto integrazioni.
No, in generale un'associazione non è riconosciuta come Persona Giuridica per il diritto privato. Questo significa che l'associazione non è obbigata a possedere un patrimonio, che puo' accettare solo donazioni di modico valore e che le responsabilità legali sono esclusivamente a carico del Presidente (o degli amministratori); (es. per risolvere eventuali debiti dell'associazione, i creditori possono rivalersi sul patrimonio del presidente).
Facendo domanda di Riconoscimento (seguendo la procedura indicata nell'articolo 14 del Codice Civile), una associazione può acquisire Personalità Giuridica (e quindi scaricare il presidente delle responsabilità prima citate) ma è necessario che abbia un patrimonio, che sia stata fondata tramite atto pubblico. [Serv.Consulenze]
Un associazione non riconosciuta puo' accettare solo donazioni di modico valore. Esse sono somme in denaro o altri beni mobili di modico valore. Il modico valore del bene donato si valuta soprattutto in rapporto alle condizioni economiche del donante [Codice Civile art 783], in questa figura possono quindi rientrare anche notevoli somme di denaro se il donante è una persona facoltosa. [Diritto]
Il modico valore deve essere comunque inferiore a 10 Milioni di Lire, questa e' una nostra interpretazione del TU sulle donazioni (tariffa annessa al DL 346/90) perche è la cifra per la quale il ricevente non deve pagare tasse. Se la donazione supera i 10 MLit l'associazione dovrà chiedere il riconoscimento, oppure essere una Org. di Volontariato. Un associazione Riconosciuta può accettare un qualunque tipo di donazione.
Il soggetto che fa una donazione non può inserire la somma nella dichiarazione dei Redditi come "costi sostenuti" (per pagare meno tasse), cosa viceversa possibile se si trattasse di una "sponsorizzazione". Può però detrarla dal reddito, solo se l'associazione ricevente rientra in alcune ben determinate categorie (ONG, OdV, Ente religioso, associazioni culturali riconosciute che operano nel campo dei Beni Culturali, ecc.). Le Organizzazioni di Volontariato possono accettare una donazione senza chiedere necessariamente il riconoscimento, permettendo tra l'altro al donante la detrazione dal reddito, ma a tutt'oggi la normativa per le OdV ancora non è applicata integralmente.
Si, se è in possesso di codice Fiscale. Nel caso più comune di associazione non riconosciuta il bene sarà intestato all'associazione tramite il suo rappresentante legale (Presidente). Il bene è realmente di proprietà dell'associazione. Il "prestanome" non possiede alcun diritto di proprietà. [Copie Stefano]
In un associazione non riconosciuta, dotata di Codice Fiscale, l'elezione di un nuovo Presidente deve essere comunicato all'Ufficio delle Imposte, che provvede a modificare i dati del rappresentante (senza alcuna spesa) inseriti nel fogliettino blu del Codice Fiscale. In generale se cambia qualcosa (sede, presidente ecc.) il CF va corretto, e il discorso vale anche per la registrazione (?pagando?) che va rifatta se l'atto registrato viene modificato.
Quali libri sociali/contabili sono obbligatori? Devono essere vidimati?
Nessuno. Le associazioni non sono obbligate a tenere i verbali ne durante le assemblee ne tantomeno durante le riunioni del Consiglio Direttivo. Anche se sarebbe una buona cosa farlo. Lo stesso si puo` dire anche per il registro dei soci e gli altri libri sociali e contabili.
Le cose cambiano se l'associazione svolge attività commerciali, a questo punto deve sottostare agli obblighi di legge previsti.
OdV: Esistono invece obblighi per le Organizzazioni di Volontariato, iscritte all'albo regionale; devono avere:
il registro dei soci, esso deve anche essere numerato e bollato in ogni pagina e deve riportare il numero degli aderenti ai fini dell'assicurazione.
il registro delle entrate "con indicazione nominativa dei soggetti eroganti"
inoltre essendo obbligata all'esibizione di bilanci annuali dovrà in qualche modo tenere i libri contabili che consentono di soddisfare tale obbligo.
Per questi ultimi pur non essendo obbligatorio che vengano vidimati e bollati, è consigliabile numerarli e farli bollare da un segratario comunale o altro pubblico ufficiale.
[Volontariato 3/94]
In sintesi quando una associazione riceve soldi (quote e contributi associativi, donazioni, corrispettivi per attività non commeciali o per attività commerciali occasionali), dovrà rilasciare, se richiesta, una ricevuta. Se l'associazione svolge attività commerciale abituale (ed è quindi dotata di partita IVA) dovrà rilasciare, se richiesta, la fattura.
Le ricevute (quietanze) emesse da associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali e sportive per la riscossione di quote e contributi associativi sono esenti dall'imposta di bollo in modo assoluto (art. 7 tabella B D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642 come modficato dal D.P.R. 30 dicembre 1982 n. 55), mentre le altre ricevute sono soggette al bollo di 2.500 Lit se la somma versata Š superiore a 150.000 Lit (art. 13 nota 2a tariffa annessa al D.M. 20 agosto 1992 e succ. mod.).
In questi casi un foglio intestato recante l'indicazione del ricevente e della cifra pagata può essere sufficiente.
Se l'associazione emette un pagamento ad un collaboratore occasionale senza partita IVA, potrà chiedere al collaboratore una ricevuta, che l'associazione potrà eventualmente utilizzare per documentare i costi sostenuti al momento della compilazione del 760 bis (se la somma corrisposta supera le 50.000 Lit l'associazione è anche tenuta a trattenere subito la ritenuta d'acconto del 19%, e l'anno successivo a inviare al collaboratore la certificazione dei compensi e delle ritenute versate, e infine a compilare il mod. 770). Se il collaboratore possiede partita IVA, l'associazione potrà chiedere al collaboratore la fattura, che l'associazione potrà eventualmente utilizzare, oltre che per documentare i costi sostenuti, anche per detrarre l'IVA nel caso essa svolga un'attività commerciale abituale.
OdV: Se una persona (anche una persona giuridica) fa una donazione ad un'Org. di Volontariato iscritta nell'albo regionale, può (o meglio potrà quando il Min. Fin. si deciderà a scriverlo nelle istruzioni dei mod. 740 e 760) detrarre la somma dal proprio reddito, quindi serve senz'altro emettere la ricevuta, ma in virtù dell'art. 8 legge 266/91 non è necessario applicare alcun bollo.
Qui ci troviamo di fronte ad un grossissimo e sbagliatissimo luogo comune. La dicitura "senza scopo di lucro" non significa affatto che tutti i membri dell'associazione debbano essere volontari. Tale dicitura è implicita nella definizione di associazione che deve avere come fine il raggiungimento di un beneficio collettivo e si contrappone a quella di società commerciale che prevede come finalità essenziale "l'esercizio di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili" .
Vista la risposta precedente, la prima parte del quesito ha risposta affermativa: cioè è possibilissimo pagare il lavoro dei soci, circa le modalità riporto le spiegazioni di [Leigheb]
Stabilito che le organizzazioni di volontariato hanno dei limiti, si puo' tutto, bisogna avere oltre al Codice Fiscale anche il Codice Contribuente.
Quello che so per certo è per le prestazioni occasionali di lavoro autonomo. (collaboratori occasionali)
Se il compenso è inferiore a 50.000 Lire non devo effettuare ritenute, ma solo annotarmi il pagamento in un registro anche a fogli mobili, e poi non ho alcun altro obbligo DPR 600/73 art. 25 comma 3.
Se invece il compenso supera 50.000 Lire trattengo il 19% che poi versero' all'Esattoria o con CCP (entro il 15, mi pare, del mese successivo), annoto il pagamento in un registro anche a fogli mobili, e l'anno dopo faccio il 770 (dove per chi ha preso compensi superiori alle 50.000 Lire vanno segnati anche i compensi inferiori).
Il rimborso forfettario agli atleti dilettanti da parte delle società sportive, che mi pare sia al massimo di 60.000 Lire/giorno, è trattato come il compenso per prestazione occasionale di lavoro autonomo inferiore alle 50.000 Lire.
Se hai collaboratori coordinati e continuativi essi sono esclusi da IVA, devi pero' trattenere il 19% di ritenuta d'acconto.
Poi va calcolato il 10% del 95% dell'imponibile IRPEF, che andrà versato all'INPS. Di questo 10%, 1/3 lo trattieni al lavoratore e il resto lo mette l'associazione-datore di lavoro (parlo per sentito dire).
Se hai dipendenti devi tenere il libro paga e il libro matricola, contributi, INAIL, ecc. (anche qui parlo per sentito dire).
Questa denominazione è stata introdotta dalla legge 266/91, legge che erroneamente viene presa come La Legge delle Associazioni.
Questo nome viene attribuito a quelle organizzazioni (associazione, club, comitati...) in cui tutti soci prestano attività di volontariato in modo personale, spontaneo e gratuito .
In questo caso non può essere pagato alcun compenso ai soci ad esclusione di un rimborso delle spese che deve pero' sottostare a determinati parametri (es. il rimborso delle spese di viaggio deve rientrare all'enterno delle tariffe ACI).
Condizione necessaria e sufficiente per definirsi "org. di volontariato" è che venga accolta la domanda di iscrizione nei registri delle organizzazioni di volontariato (albo regionale) istituiti dalle regioni; una volta ottenuta l'iscrizione e' possibile usufruire delle agevolazioni indicate dalla legge. (Ad es. se si è iscritti da piu` di un anno, si puo' accedere ai fondi che le varie Amministrazioni destinano alle Organizzazioni di Volontariato).
Come si diventa Organizzazione di Volontariato
Le modalità dovrebbero essere indicate nella legge regionale che ha recepito le "direttive" della Legge nazionale 266/91, o in successive delibere. Dovrebbe comunque essere necessario essere costituiti, in forma scritta, come associazione (club, comitato o ...) da almeno un anno.
Riporto qui i contributi ricevuti:
LAZIO. Avendo uno statuto scritto (in forma privato o pubblica), pronto e coerente con la legge del volontariato (nel Lazio la legge regionale ricalca la nazionale) il Presidente va alla Regione, riempie il modulo e compila la domanda di iscrizione.
Nel Lazio vogliono anche la fotocopia dell'assicurazione di tutti i soci (malattie, infortuni e RC, ma per le associazioni culturali o ambientaliste le malattie non sono chieste), ma credo che in altre regioni ci si possa assicurare anche ad iscrizione avvenuta.
Invito qualun'altro a raccontare la sua esperienza.
Cosa implica l'iscrizione all'albo regionale?
Nessun socio potrà essere pagato in alcun modo, eccetto il rimborso delle spese. (ciò non esclude la possibilità di pagare persone non socie)
Occorre presentare annualmente alla Regione un rendiconto economico e descrittivo delle attività.
E' obbligatorio assicurare i propri aderenti contro infortuni, malattie e responsabilità verso terzi.
Consente di essere esentati dal pagamento delle tasse sui proventi delle attività commerciali, se queste rientrano tra quelle considerate marginali dal Decreto del 25 maggio '95.
(il commercio Equo e Solidale svolto in modo abituale non è cosiderato marginale)
Se si è iscritti da più di 2 anni, i contributi (le offerte) fatte da una persona fisica o giuridica nei confronti di tale organizzazione sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi. (Questa agevolazione favorisce indirettamente le Organizzazioni di Volontariato, in quanto una persona è incentivata a fare una donazione a questo tipo di organizzazioni anche per ricavarne un beneficio personale.)
Purtroppo nel 740/96 di quest'anno non era ancora segnata questa possibilità, nè lo è nel 760 per le imprese. Credo che il Ministero delle Finanze aspetti un regolamento attuativo della disposizione. [Leigheb]
Queste e altre cose sono ben esposte nel testo di legge.
La flessibilità dell'orario di lavoro, concessa ad un lavoratore per consentirgli di partecipare alle attività dell'org. di Volontariato, è attuabile se:
l'associazione è iscritta all'albo regionale
Il concetto di flessibilità implica il rispetto totale delle ore di lavoro (obbliga quindi al recupero) [Volontariato 10/96]
E' la figura fiscale che definisce le associazioni, le fondazioni, i club, i comitati e gli Enti pubblici. Con questa denominazione si vuole sottolineare che l'attività principale non deve essere un'attività commerciale. Questo non significa che non sia possibile esercitare attività commerciale.
Cos'è consideratà attività commerciale?
Comunque ci provo. E` considerata commerciale:
sempre la cessione di beni nuovi prodotti per la vendita, somministrazione di pasti, erogazione di acqua, gas, energia elettrica, vapore, prestazioni alberghiere, alloggio, trasporto, deposito, servizi aero/portuali, gestione spacci e mense, organizzazioni di viaggi e soggiorni turistici, fiere, esposizioni a carattere commerciale, pubblicità commerciali, tele/radio comunicazioni.
le prestazioni di servizi che avvengono in cambio del pagamento di corrispettivi specifici che eccedono i costi di diretta imputazione (credo significhi dalle quali si ricava un utile (ricavi - costi) maggiore di zero);
le attività commerciali occasionali (da non confondere con quelle marginali, terminologia utilizzata per le Org. di Volontariato). Di solito significa bancarelle saltuarie (non tutti i mesi) svolte per reperire fondi per svolgere le attività istituzionali. L'occasionalità delle iniziative fa si che esse siano escluse dal campo di applicazione IVA (non serve PI: il DPR 633/72 art. 1 e 5 riguarda esplicitamente solo attivita' abituali).
L'attività non è considerata commerciale se:
la cessione di beni, anche nuovi, non avviene in cambio del pagamento di un prezzo specifico ma sotto forma di contributo libero (offerta). Non puo` esserci un cifra minima, l'offerta deve essere a tutti gli effetti una libera erogazione.
se svolta da associazioni (politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali e sportive) nei confronti dei propri soci con diritto di voto (o di soci che fanno parte di una unica organizzazione locale o nazionale -penso alle ACLI, ARCI...-) se l'oggetto di vendita non è nuovo.
se svolta da associazioni (politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali e sportive) anche nei confronti di non soci se l'oggetto di vendita (in cambio quindi di corrispettivi specifici) è una propria pubblicazione
Vedi anche le Leggi 537/93 art.14 c. 14 e 287/91 art. 6 c. 3.
Cfr. Articolo 111 comma 3 Testo Unico delle Imposte sui Redditi.
Un'associazione può svolgere attività commerciale? Deve iscriversi al REA?
Si, l'esercizio di attività commerciali (vendita o prestazione di servizi) è consentito alle associazioni. L'attività deve rientrare nelle attività istituzionali dell'associazione direttamente o indirettamente (reperire fondi per raggiugere il fine istituzionale).
Deve pero' sottostare a tutte le regole proprie dell'attività commerciali: aprire Partita IVA, avere le eventuali licenze, pagare le imposte ILOR e IRPEG.
Un' associazione che eserciti attività commerciale ha l'obbligo di iscrizione al REA (Registro Economico Amministrativo) della Camera di Commercio; ne è esentata se è un organizzazione di volontariato (iscritta agli albi regionali secondo la 266/91). [Volontariato 5/95]
La legge, pare, consenta questa vendita a patto che si sia in possesso di licenza di vendita ambulante e se svolte in maniera abituale essa imporrebbe anche il rilascio dello scontrino fiscale.
La prassi sembra invece confermare che un'attività di questo tipo possa essere svolta (o sia tollerata?) senza possedere la licenza di vendita ambulante o altri requisiti specifici se svolta saltuariamente (il ricavato netto va comunque dichiarato nel 760 bis nella pagina "Redditi Diversi").
Per le associazioni già in possesso di partita IVA e di licenza di vendita in un negozio, lo svolgimento di attività commerciali esterne deve essere comunicato all'ufficio IVA ogni volta, oppure deve essere comunicato una sola volta all'inizio di ogni anno.
OdV: Come si identificano le attività commerciali e produttive marginali?
La risposta che segue si riferisce esclusivamente alle Organizzazione di Volontariato iscritte all'albo regionale. La legge 266/91 nella sua versione iniziale prevedeva che il Ministero delle Finanze decidesse sulla marginalità in base alla domanda presentata dall'organizzazione stessa.
Ora finalmente è stato fissato un decreto i cui punti chiave sono stati ben riassunti sulla Rivista del Volontariato 5/95 e che ora qui riporto.
L'attività commerciale deve essere svolta:
attività di prestazione di servizi (cfr DPR 633/72 - articolo 3) rese a terzi in conformità alle finalità istituzionali, verso il pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano il 50% del costo sostenuto dall'organizzazione.
ma non sono marginali i proventi derivanti da convenzioni [Sole24Ore 27.06.95] e l'attività del commercio Equo e Solidale svolto in modo abituale.
[Volontariato 5/95]
Si, è possibile. Attendo dettagli da qualcuno! Deve pero` aprire Partita IVA, tramite un Preposto iscriversi al REC, pagare le imposte ILOR e IRPEG; puo` adottare la contabilità semplificata se il fatturato è inferiore a 360 milioni, o anche scegliere per l'opzione forfettaria se il fatturato non supera lire 119.892.000 (1996; cifre adeguate ogni anno in base al costo della vita).
Qui entriamo in un campo minato ... è necessario procedere con cautela.
Deve Pagare le tasse? Si, se riceve un reddito imponibile e se non gode delle agevolazioni riservate alle Organizzazioni di Volontariato. [vedi risposte precedenti]
Reddito d'impresa - le attività commerciali e produttive[per capire cosa sia attività commerciale riferirsi alla FAQ 22];
Redditi di capitale - tranne CC bancari e postali e Titoli di Stato DPR 600/73 art. 26;
i contributi raccolti,
le donazioni (le associazioni non riconosciute solo quelle di modico valore. Cfr risposta 11)
Le imposte da pagare sono l'IVA, a meno che si tratti di attività occasionali, e in ogni caso l'ILOR (16,2%) e l'IRPEG (37%).
Perchè le associazioni non riconosciute - che non sono persone giuridiche - debbano pagare l'IRPEG (Imposta sui Redditi delle PErsone Giuridiche) rimane per me un mistero.
In generale è fortemente consigliato alle associazioni che praticano attività commerciali tenere una contabilità separata per le attività istituzionali (non tassate) e per quelle commerciali (tassate); inoltre molte associazioni che svolgono attività commerciale in modo abituale si appoggiano ad un commercialista. Chi volesse fare da sè, deve affrontare la compilazione del modulo 760 bis (relativo agli Enti Non Commerciali).
Il modulo è reperibile gratuitamente presso gli Uffici delle Imposte Dirette con le relative istruzioni (esperienza provata dal sottoscritto), oppure scaricando le immagini dei moduli nel sito del Ministero delle Finanze: http://www.finanze.interbusiness.it
Dopo averlo compilato, presso l'Esattoria (vi verrà assegnato il Codice Contribuente che poi userete anche negli anni seguenti) compilare il modulo di pagamento IRPEF / ILOR e pagare il dovuto. Infine spedire all'Ufficio Distrettuale delle Imposte o al Centro di Servizi a voi più vicino, tramite raccomandata, il 760 bis e le ricevute dei pagamenti.
Cosa significa tenere la contabilità separata?
E' il metodo consigliato alle associazioni che svolgono attività commerciale e consiste nel tenere in modo distinto gli incassi e le spese proprie dell'attività commerciale dalle entrate e uscite dell'attività istituzionale.
Si, è stato sviluppato da Igor Falcomatà può essere richiesto per una prova gratuita.
Riporto qui una breve descrizione dell'autore:
Il programma BILANCIO (ver. 3.0) permettette di gestire elenchi
di   entrate/uscite  (data,  descrizione,  importo,  codice  di
riferimento, note). Ad ogni spesa/entrata è possibile assegnare
un  codice  di  riferimento,  che  ne  identifica  il tipo (per
esempio: entrate saranno 'CPR - Contributi Provincià,  'CCM  -
Contributi Comune, uscite saranno 'CAR - Cartoleria e affini',
'BIB  - libri, giornali, riviste); questi codici possono essere
inseriti dall'utente (in numero illimitato)  e  possono  valere
come  entrate  e/o  come uscite.  E' possibile creare un numero
illimitato di archivi con nome diverso  (per  esempio  CASSA93,
CASSA94,  etc.) o tenere tutto su un unico archivio ed usare la
potentissima funzione di filtraggio, che permette di vedere  al
programma  solo  una parte dei record, decidendo così di volta
in volta se agire, p. es., su tutti i record o solo  su  quelli
del  1994  (in  tutte  le operazioni tipo stampa, esportazione,
somma, etc.) E' possibile  effettuare  stampe  dell'elenco  (su
tutte  le  principali  stampanti),  è possibile visualizzare a
video (ed eventualmente  stampare)  il  totale  generale  e  il
totale diviso per codici di riferimento. E' possibile esportare
i  record  in  formato  .dbf,  .sdf (ascii a lunghezza fissa) o
delimted (ascii racchiuso tra virgolette), per  importarlo  per
esempio  in  excel  o  publisher  e  stamparlo bello bello.  E'
possibile stampare  l'elenco  dei  codici  di  riferimento.  Il
programma  è in italiano e dotato di help on-line sensibile al
contesto.  Il programma gira su qualsiasi computer.
Quali sono gli obblighi contabili per chi pratica attività commerciali occasionali?
Ripetiamo, se l'attività è occasionale non deve nè avere Partita IVA nè rilasciare fatture.
Deve conservare le fatture che riceve per documentare le spese, come costi dell'attività
dichiarare costi e ricavi nel 760bis e sulla differenza (utile) lasciare il 53,2% (ILOR=16,2% + IRPEG=37,0%) in tasse allo Stato!!!
Inoltre deve avere un particolare registro che sostituisce i registri IVA, nel quale annotare entrate e uscite. [Leigheb]
Si riferisce alle leggi 398/91 e 66/92 Riporto qui la splendida spiegazione di Claudio Di Blasi inviata nella conferenza telematica Associazionismo di PeaceLink:
Per usufruire di tale normativa occorre mandare una dichiarazione all'ufficio Imposte Dirette e per conoscenza all'ufficio IVA da cui si dipende in cui si dichiara appunto di voler usufruire delle facilitazioni previste dalla legge.
VANTAGGI DELLA NORMATIVA IN QUESTIONE:
ci si tiene un terzo dell'IVA che si riceve quando si emette fattura per vendita di beni e servizi (poi spiego perchè)
OBBLIGHI DELLA NORMATIVA
aprire la partita IVA (100.000 lire annue per associazioni senza fini di lucro);
conservare le fatture emesse;
versare un terzo dell'IVA che si riceve con l'emissione di fatture all'ufficio IVA o all'ufficio SIAE da cui si dipende (anche in questo caso occorre fare una serie di carte e versare una cauzione di circa 100.000 lire una tantum) entro 5 giorni dall'incasso;
fare la dichiarazione dei redditi derivanti da vendita di beni e servizi come associazione ogni anno, pagando il 6% di tasse sui ricavi.
Come vedete non si può recuperare l'IVA che si paga ad altri (si è in una sorta di regime forfettario), ma su quella che si incassa si tiene circa 1/3 (un terzo si versa alla SIAE o all'Ufficio IVA, un terzo la si versa come tasse).
Personalmente ho verificato che tale norma è molto comoda, soprattutto per associazioni con giro di vendite di beni e servizi di non grandi dimensioni, tanto è vero che l'Associazione Obiettori Nonviolenti di Bergamo, di cui faccio parte, utilizza questa metodologia da oltre due anni.
L'unica vera difficoltà è consistita nel convincere gli impiegati dell'ufficio IVA di Bergamo che esisteva questa legge: abbiamo dovuto portargli la Gazzetta perchè non ci credevano!!
A vostra disposizione [Claudio di Blasi]
Alcuni indicano il limite di convenienza per questo regime intorno ai 60 milioni di fatturato.
Non so, aspetto che qualcuno faccia luce sull'argomento.
E` necessario avere un giro d'affari (fatturato) inferiore a 360 milioni.
si segnano giornalmente le entrate e le uscite legate esclusivamente all'attività commerciale. Le fatture delle spese devono essere intestate all'associazione. Le ricevute non intestate di articoli non strettamente legati all'attività commerciale (es. acquisto di scopa per pulire il negozio, lampadina bruciata...) non possono essere considerate spese dell'attività commerciale per cui non possono essere sottratte alle entrate. Un modo per aggirare questo ostacolo è quello di accollarle alla Nota Spese di una persona e rimborsarla.
servono solo i Registri ai fini IVA: Registro acquisti, Reg. vendite; e il Registro dei beni ammortizzabili.
Cfr. Testo Unico sulle Imposte sui Redditi - DPR 917/1986 articolo 79.
Su internet potete visitare http://www.andi.net/nazionale/info_fiscali/cont_semplificata.html
Credo che sia molto complicata e che nessuna associazione l'abbia adottata.
Occorrono i seguenti Libri: Giornale, Inventari, Mastro, Registro ai fini IVA, Scritture di Magazzino, Registro dei beni ammortizzabili, Registro dei beni meccanografici e Scritture dei sostituti d'imposta.
Su Internet trovate http://www.andi.net/nazionale/info_fiscali/cont_ordinaria.html
Il Codice Civile - Libro I, Titolo II, Capo II, Capo III
o in altre parole agli articoli 36, 37, 38 e 39 e anche 14, 17, 600, 783, 786, 2247 e 2704
Una fonte ciclopica, che ritrovo spesso citata, ma non ho ancora avuto modo di esplorare.
Testo Unico delle Imposte sui Redditi Persone Fisiche e Giuridiche. DPR n. 917/86
In particolare gli articoli 87 (c) e comma 2 - Soggetti passivi e 111 - Enti di tipo associativo.
Imposte sui redditi delle persone giuridiche. DPR 587/73, 598/73 e 600/73
Per fare il punto della situazione, questi testi sono stati riproposti nel '86 sotto forma del sopracitato Testo Unico emanato dal Parlamento il 22 dicembre 1986.
Opzione forfettaria per il pagamento dell'IVA, ILOR, IRPEG. L. 398/91
Estensione dell'applicabilità della legge 398/91 alle associazioni senza scopo di lucro.
Legge 66/92.
Disposizioni in materia di IVA. DPR 633/72
Disposizioni in materia di INVIM e ICI. DL 504/92 e DL 505/92. [Volontariato 7_8/96]
Agevolazioni tariffe postali per associazioni. Legge del 549/95 articolo 2 comma 27. [Volontariato 6/96]
Esenzioni pagamento diritti SIAE per intrattenimenti riservati a soci e invitati. DL 439/96 art. 7.
Leggi 537/93 art.14 c. 14 e 287/91 art. 6 c. 3
Leggi sul Bollo: DPR 642/92 art.7 Tab B - DL 792/81 convertito in legge da L 55/82 - DM 20.08.92
Testo unico sulle "donazioni" DL 346/90 art.3 comma 1.
Legge quadro sul volontariato. L. 266/91
Criteri relativi i concetti di marginalità delle attivita commerciali.
L. 413/94 o meglio?? il Decreto del 25 maggio '95. [Volontariato 6/95]
DM 21/11/91
Obbligo per le organizzazioni di volontariato ad assicurare i propri aderenti.
D.M. 14 febbraio 1992 e DM 16 novembre 1992
662/96 art 3 commi 186 e succ.
"Il fisco tende la mano al non profit" - Sole24ore 5 luglio '97 pagina 21
Disegno di Legge che dovrebbe essere approvato nel Gennaio '98
Ne esitono parecchi ma secondo me hanno il difetto di prendere la materia a livello troppo "burocratico-formale", mancano risposte precise a domande precise e ciò costringe a noiose e infinite letture.
Sulle associazioni in generale:
[Volontariato */*] Rivista del VOLONTARIATO.
Ottima fonte è la rubrica di G. P. Manganozzi sulla legislazione.
[Fotocopie Stefano]
[Diritto] Diritto Privato. Francesco Galgano; Edizioni Cedam -PD.
Potete iscrivervi alla conferenza Associazionismo della rete telematica pacifista PeaceLink e porre i vostri questi in pasto agli altri iscritti.
Potete frequentare il gruppo di discussione news://it.sociale.volontariato
Altri riferimenti in rete molto validi sono:
[Serv.Consulenze] Volontariato - Servizio Consulenze http://www.volontariato.it/consulenze/consul.htm
Le pagine WWW di un mio omonimo Loris D'Emilio http://www.metro.it/loris/index.html
Sulle questioni fiscali in particolare.
Bollettino Tributario 15-16 '94. pag. 1152
Profili fiscali delle Organizzazioni di Volontariato, V. Bianchi di Lavagna; G. Pirola
E' sicuramente il testo che mi è stato piu` utile anche se riferito alle organizzazioni di volontariato riporta alcune considerazioni di carattere generale. Se avete problemi a reperirlo recatevi all'Ufficio delle Imposte Dirette (io l'ho avuto cosi`).
Gli Enti non commerciali, Adriano Propersi - Giovanna Rossi, Pirola, 1995
E' un po' un mattone, ma contiene tutte le sentenze, circolari e pareri delle Finanze. E` la mia "BIBBIA" per gli aspetti fiscali, la consulto spesso (anche se non mi chiarisce tutte le idee).
Informatore Pirola VIII '92 pag 763
Aspetti fiscali della legge-quadro sul volontariato, G.M. Colombo
Il Fisco n. 40 '91 pag 6573
Note di commento alle agevolazioni tributarie in favore delle organizzazioni di Volontariato, SERI
Dir. Prat. Trib. '91 pag 1387.
Profili fiscali della legge-quadro sul volontariato, Marchese
Il presente testo puo` essere utilizzato e distribuito gratuitamente citatando gli autori: Loris Rinaldo, Mario Leigheb.
Se avete suggerimenti, critiche, nuovi interrogativi e, possibilmente, anche nuove risposte Scriveteci !
- Ultimo aggiornamento 4 ottobre '97 -
[Vai alla pagina principale dell'associazione "Con i Campesinos" | Conta Accessi ]