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Timestamp: 2017-02-21 00:57:40+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 574', 'art. 30', 'art. 147', 'art.2048', 'art.2048', 'art. 5']

Asti, 31 marzo 2014 Calcagno Franco. Prima di entrare nel merito della materia, occorre evidenziare fin da subito lesistenza di una corresponsabilità. - ppt scaricare
PubblicatoUdalrico Gallo
Presentazione sul tema: "Asti, 31 marzo 2014 Calcagno Franco. Prima di entrare nel merito della materia, occorre evidenziare fin da subito lesistenza di una corresponsabilità."— Transcript della presentazione:
Asti, 31 marzo 2014 Calcagno Franco
Prima di entrare nel merito della materia, occorre evidenziare fin da subito lesistenza di una corresponsabilità educativo - formativa dei genitori e della scuola nel processo di crescita del minore. Oltre che sul piano della funzione educativa, la scuola è comunque coinvolta anche ed in modo giuridicamente importante sul terreno dellobbligo di sorveglianza sui minori nel tempo in cui questi sono ad essa affidati. Si pensi agli episodi di bullismo e alle frequenti cause intentate dai genitori della vittima per chiedere il risarcimento del danno (di natura fisica e psicologica) subito dal figlio durante lorario scolastico, asserendo che tali danni siano imputabili ad inadeguata attività di vigilanza da parte del personale scolastico. A fronte di tali questioni, ci si domanda come la scuola possa difendersi in questi casi e se il dolo presente in alcune condotte del minore debba risultare imputabile esclusivamente alla scuola per non aver vigilato gli alunni nel momento in cui si è verificata lazione o se debbano ravvisarsi altre responsabilità.
Pensiamo alleventualità di un ritardo o di assenza del docente che deve prendere in consegna la classe al cambio dellora di lezione o alla possibilità che la pausa della ricreazione si svolga contemporaneamente in locali diversi dellistituto scolastico (classe- corridoio-cortile), o allipotesi in cui più classi risultino scoperte causa dellassenza di alcuni insegnanti e ad altre simili situazioni.
Comportamento omissivo la condotta degli insegnanti che, durante la ricreazione, invece che dedicarsi alla vigilanza sugli allievi in tenera età, erano intenti alla preparazione del caffè (Trib. Firenze 19 marzo 1993, in Arch. civ., 1993, 561).
Ladempimento del dovere di vigilanza deve valutarsi non in modo assoluto, bensì in modo relativo, con riferimento alle caratteristiche del caso concreto, con particolare riguardo alletà degli allievi ed al tipo di attività svolta sotto la vigilanza dellinsegnante. In particolare, è un dato acquisito che le modalità della vigilanza devono essere tanto più rigorose, quanto minore è letà degli allievi, mentre la responsabilità per la vigilanza si attenua in relazione agli allievi delle classi superiori.
Occorre chiarire in linea generale che anche ai capi di istituto, si richiede di adoperarsi con la diligenza del buon padre di famiglia, nellimpartire organizzative adeguate a fronteggiare ogni situazione di criticità tendenzialmente ricorrente a scuola.
In alcuni casi il dirigente scolastico con disposizioni generiche, prive cioè di effettive e concrete disposizioni organizzative, realizzi un affidamento indifferenziato di un numero imprecisato di alunni a docenti, così gravandoli di unobbligazione di risultato.
Il dirigente, pur nella molteplicità delle sue funzioni, svolge unattività amministrativa, fungendo da organo dellistituzione scolastica: pertanto, non rivestendo la qualità di precettore risponde per violazione dellart (e non dellart come nel caso dellinsegnante).
…art Codice Civile Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. tutore La stessa disposizione si applica all'affiliante. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.affiliante precettori
Il risarcimento del danno per fatto illecito è previsto nell'ordinamento giuridico italiano dall'articolo 2043 del codice civile:fatto illecito italianocodice civile "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno".danno ingiusto
Ai sensi dei suddetti articoli, gli impiegati statali, e tra questi il personale insegnante, rispondevano civilmente verso i terzi solo per dolo o colpa grave per tutte le attività inerenti al loro ufficio. Non rispondevano invece nellipotesi di colpa lieve, rispetto alla quale la giurisprudenza aveva affermato la responsabilità diretta dello Stato, che poteva tuttavia promuovere lazione di rivalsa sul dipendente ai sensi degli artt. 18 e 22 del DPR. n.3 del In base alle disposizioni limitative della responsabilità del suddetto Testo Unico, si poteva ritenere che gli insegnanti statali, non avrebbero dovuto essere onerati della responsabilità aggravata di cui allart CC.
Al fine di mitigare la responsabilità dei docenti, interviene nel 1980 la legge n. 312 che allart. 61 secondo comma esonera gli stessi dalla responsabilità civile verso i terzi: la pubblica amministrazione si surroga – prevede la disposizione de qua – al personale...docente...della scuola materna, elementare, secondaria di I e II grado nelle responsabilità civili per danni causati a terzi dal comportamento degli alunni sottoposti alla vigilanza del personale stesso, salvo rivalsa nei casi di dolo o colpa grave. Lintento della norma (ripresa senza alcuna fondamentale modificazione dallart. 574 del D.L.vo n. 297 del 1994), è chiaramente quello di porre fine alla responsabilità diretta e personale dei docenti per i fatti illeciti commessi nellesercizio delle proprie funzioni, salvo rivalsa nei casi di dolo o colpa grave dei docenti.
Al cambio dellora di lezione o alla possibilità che la pausa della ricreazione si svolga contemporaneamente in locali diversi dellistituto scolastico (classe- corridoio-cortile), o allipotesi in cui più classi risultino scoperte a causa dellassenza di alcuni insegnanti e ad altre simili situazioni.
Altro momento scolastico frequentemente interessato dalla Culpa in vigilando dellinsegnante e quello della pratica sportiva a scuola. In merito è opportuno distinguere la situazione dannosa originata dal c.d. rischio sportivo dal danno da inadeguata vigilanza.
a) in primo luogo è necessario che linsegnante dimostri di aver esercitato la doverosa vigilanza; b) si deve provare, altresì, che nonostante la necessaria vigilanza, non è stato possibile impedire levento dannoso (Cass. civ., 16 giugno 2005, n ; Cass. civ., 20 agosto 2003, n , in Guida al diritto, 2003, 40, 47).
Gli atleti, quindi, rispondono soltanto dei comportamenti (dannosi) totalmente avulsi dalla dinamica dello sport praticato, concretandosi in reazioni violente gratuite, che non risultino connesse alle specifiche finalità del gioco.
È pacifico, infatti, che la prova liberatoria in questione si basa su due distinti elementi, egualmente imprescindibili: a) in primo luogo è necessario che linsegnante dimostri di aver esercitato la doverosa vigilanza; b) si deve provare, altresì, che nonostante la necessaria vigilanza, non è stato possibile impedire levento dannoso (Cass. civ., 16 giugno 2005, n ; Cass. civ., 20 agosto 2003, n , in Guida al diritto, 2003, 40, 47).
La prova delladeguatezza della vigilanza prestata, come premesso, non è sufficiente ad escludere la responsabilità dellinsegnante (istruttore), poiché è necessario altresì dimostrare di aver adottato tutte le necessarie misure organizzative idonee ad evitare il sorgere della situazione di pericolo (Cass. civ. 21 febbraio 2003 n. 2657).
Occorre una attenta valutazione della compatibilità dello specifico esercizio (attività) fatto eseguire, in relazione alle caratteristiche degli allievi chiamati a svolgerlo.
Interessante è la valutazione effettuata dalla Cassazione nel caso di danno causato ad uno studente di scuola elementare dal lancio di una biro ad opera di un compagno di classe durante lo svolgimento dellattività didattica: in tale fattispecie è stata acclarata dalla Cassazione la natura accidentale dellatto lesivo - e pertanto la ricorrenza del caso fortuito, che come tale elimina lingiustizia del danno. Latto compiuto dal minore - acclara la Cassazione - ha avuto natura certamente accidentale, repentina nellesecuzione e quindi non prevedibile, con esito di offesa non voluta e, sicuramente, in considerazione della giovanissima età dellallievo, nemmeno previsto come possibile rischio di gioco estemporaneo ed allapparenza innocuo.
Inoltre, lutilizzo di strumenti tipicamente connessi alle normali attività didattiche (la biro) evidenzia lassenza di significativi profili di rischio prevedibile che necessitavano nel caso di specie, in relazione alle attività che trovano concreto svolgimento, di una particolare attenzione ed un maggior governo della situazione da parte dellinsegnante presente.
La Suprema Corte aveva ritenuto sussistente la responsabilità degli insegnanti per culpa in vigilando nellipotesi in cui un alunno delle scuole medie, durante la lezione di educazione musicale, mentre teneva il flauto tra le labbra e apprestandosi a suonarlo, era stato colpito casualmente da un compagno con una gomitata che gli aveva procurato la rottura di due incisivi.
grava sullinsegnante per il fatto illecito dellallievo non solo la dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un intervento correttivo o repressivo, dopo linizio della serie causale sfociante nella produzione del danno, ma anche la dimostrazione di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale. In particolare lamministrazione scolastica non è liberata da responsabilità adducendo la mera natura repentina del movimento dellalunno che ha provocato levento lesivo ma è necessario dimostrare lavvenuta adozione di misure preventive necessarie a consentire sia la libertà dei movimenti degli allievi, sia lordinato svolgimento della lezione.
In buona sostanza, dallincrocio tra una seria applicazione della normativa in materia di sicurezza e concrete e preventive misure di protezione dai rischi per lincolumità degli studenti, condiviso dal dirigente scolastico e dal corpo docente, può scaturire un innalzamento del livello di protezione di vigilanza sugli studenti.
In caso di infortunio allo studente spetta al Dirigente e allinsegnante provare di avere adempiuto alle rispettive obbligazioni e di non essersi comportati con colpa.
È opportuno dotarsi di polizza assicurativa per coprire gli eventuali risarcimenti danni nel caso il giudice valuti insufficienti le disposizioni organizzative adottate.
La vigilanza sugli alunni durante lo svolgimento di visite guidate o viaggi distruzione dovrà essere costantemente assicurata dai docenti accompagnatori, assegnati in tale compito nel rapporto di un docente ogni quindici alunni (C.M. n. 291/1992). In caso di partecipazione di uno o più alunni portatori di handicap, la visita dovrà essere organizzata in modo che sia designato – in aggiunta al numero di accompagnatori dovuto in proporzione al numero dei partecipanti – un accompagnatore fino a due alunni disabili.
Poiché durante lesercizio delle attività didattiche, il responsabile della vigilanza sugli alunni della classe è il docente assegnato alla classe in quella scansione temporale, il Regolamento distituto deve prevedere che: «Il docente che, durante lespletamento dellattività didattica debba, non per futili motivi, assentarsi temporaneamente dalla classe, prima di allontanarsi dalla scolaresca deve incaricare un collaboratore scolastico di vigilare sugli alunni sino al suo ritorno». Il collaboratore scolastico non si può rifiutare di effettuare la vigilanza su richiesta del docente, come disposto dal profilo professionale (CCNL 2006/2009). Il collaboratore scolastico è responsabile per i danni subiti dagli alunni a causa della sua omessa vigilanza, solo se aveva precedentemente ricevuto laffidamento dei medesimi.
Al fine di regolamentare lingresso degli alunni nelledificio scolastico allinizio di ogni turno di attività, antimeridiano o pomeridiano, occorre che il Dirigente si accerti, anche tramite la collaborazione del DSGA, che presso ciascun ingresso delledificio sia presente un collaboratore scolastico che presti la dovuta vigilanza sugli alunni. Gli altri collaboratori scolastici in servizio nel turno vigileranno il passaggio degli alunni nei rispettivi piani o anditi di servizio fino allentrata degli stessi nelle proprie aule. Per assicurare laccoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dellinizio delle lezioni.
Al fine di assicurare la continuità della vigilanza sugli alunni durante il cambio di turno dei docenti, il regolamento deve disporre che i collaboratori scolastici di ciascun piano siano tenuti a favorire in maniera tempestiva lo stesso cambio degli insegnanti, recandosi sulla porta di una delle aule interessate al cambio di turno. Il Dirigente deve notificare al personale una circolare con cui ricorda che il docente che abbia appena lasciato la classe, sostituito nella vigilanza dal collaboratore scolastico, si recherà tempestivamente nellaula in cui è programmata la lezione successiva, consentendo a sua volta al docente che era in attesa del proprio cambio di recarsi nella classe di competenza. In tal modo si attiverà un movimento a catena, che consentirà di assicurare la continuità della vigilanza sugli alunni. A questo proposito si deve ricordare ai docenti interessati al cambio di turno di non intrattenere colloqui con i colleghi, onde evitare lunghe attese nei cambi previsti. Sempre per favorire il cambio di turno tra i docenti, quindi per garantire la continuità della vigilanza sugli alunni, i docenti che entrano in servizio a partire dalla 2 a ora in poi o che hanno avuto unora libera, sono tenuti a farsi trovare, al suono della campana, già davanti allaula interessata per consentire un rapido cambio del docente sulla scolaresca. I collaboratori scolastici, allinizio delle lezioni antimeridiane o pomeridiane o ai cambi di turno dei docenti nelle scolaresche, debbono accertarsi di eventuali ritardi o di assenze dei docenti nelle classi. In caso di ritardo o di assenza dei docenti, non tempestivamente annunciati dagli stessi, i collaboratori scolastici sono tenuti a vigilare sugli alunni dandone, nel contempo, avviso allUfficio di Presidenza.
Al fine di regolamentare la vigilanza sugli alunni durante lintervallo-ricreazione si deve disporre che detta vigilanza venga effettuata da quei docenti già impegnati nelle classi nellora che immediatamente precede la ricreazione, permanendo nellaula. Ciò in quanto nellintervallo è richiesta una maggiore attenzione per la prevedibile esuberanza degli alunni, che determina maggiori rischi di eventi dannosi. I collaboratori scolastici durante lintervallo vigileranno, oltre al corridoio di competenza, anche i bagni. I collaboratori scolastici, per favorire nelle classi il cambio di turno degli insegnanti e per intervenire in caso di eventuali necessità, sono tenuti a presidiare costantemente il proprio piano di servizio, senza allontanarsi, se non per chiamata degli Uffici della Scuola o per esigenze impellenti.
Al fine di regolare luscita degli alunni dalledificio scolastico al termine di ogni turno di attività, antimeridiano o pomeridiano, occorre disporre e accertarsi che presso ciascuna porta di uscita delledificio sia presente un collaboratore scolastico con il compito di prestare la dovuta vigilanza nel passaggio degli alunni. Per assicurare la vigilanza, come detto in precedenza, gli insegnanti sono tenuti ad assistere gli alunni sino alla porta di uscita delledificio, posizionandosi davanti alla scolaresca (a tal proposito si vedano le indicazioni di Cass /2010, ampiamente commentata).
Nel periodo di interscuola: mensa e dopo-mensa La vigilanza sugli alunni in questo caso è affidata al docente. In riguardo ai minori bisognosi di soccorso La vigilanza sugli alunni portatori di handicap grave, particolarmente imprevedibili nelle loro azioni e impossibilitati ad autoregolamentarsi, deve essere sempre assicurata dal docente di sostegno, educatore o assistente comunale o dal docente della classe eventualmente coadiuvato, in caso di necessità, da un collaboratore scolastico. Durante il tragitto scuola–palestra, laboratori, aule speciali e viceversa La vigilanza sugli alunni in questo caso è affidata al docente.
La vigilanza sugli alunni durante lo svolgimento di visite guidate o viaggi distruzione dovrà essere costantemente assicurata dai docenti accompagnatori, assegnati in tale compito nel rapporto di un docente ogni quindici alunni (C.M. n. 291/1992). In caso di partecipazione di uno o più alunni portatori di handicap, la visita dovrà essere organizzata in modo che sia designato – in aggiunta al numero di accompagnatori dovuto in proporzione al numero dei partecipanti – un accompagnatore fino a due alunni disabili. Ai docenti accompagnatori, per i quali tale compito costituisce a tutti gli effetti prestazione di servizio espletata in modo particolare e in tempi eccezionalmente dilatati, non è consentito in alcun momento abbandonare la vigilanza sugli alunni, in considerazione della imprevedibilità delle loro azioni.
È indiscutibile che lautorizzazione dei genitori non possa attenuare – e tanto meno eliminare – il dovere di vigilanza sui minori affidati, che incombe sul personale addetto, e così «il formale rispetto della normativa vigente, sia per quanto riguarda l'iter di proposta, approvazione, comunicazione alle famiglie e autorizzazione, sia per quanto riguarda i parametri di sorveglianza nell'effettuazione della gita, non esaurisce, nelle accertate condizioni dei luoghi, l'obbligo di esatto adempimento della prestazione dovuta» (così Trib. Milano, 11 giugno 2004). Anche in questo contesto, comunque, permane la possibilità per il docente di sollevarsi dalla presunzione di responsabilità a suo carico, se prova di avere adottato le opportune misure disciplinari e di non aver potuto impedire il fatto, e per il Dirigente scolastico se dimostra di aver adottato, dal punto di vista organizzativo, ogni provvedimento astrattamente idoneo ad evitare levento dannoso.
Con riferimento ai genitori, invece, occorre considerare - oltre al 1° comma dellart c.c. ai sensi del quale Il padre e la madre o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi (..) - il disposto di cui allart. 30 Cost. a mente del quale è dovere e diritto dei genitori (mantenere, istruire ed) educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio, nonché lart. 147 c.c. che, parimenti, prevede (..) lobbligo di (mantenere, istruire ed) educare la prole, tenendo conto delle capacità, dellinclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.
Si sottolinea, infine, che laffidamento dei figli minori allamministrazione scolastica e, per il suo tramite al personale docente, non esclude la responsabilità dei genitori per il fatto illecito da quelli commesso. Infatti la responsabilità del genitore ai sensi dellart.2048, 1° c., e quella del precettore, ex art.2048, 2° c., per il fatto commesso dal minore capace durante il tempo in cui è ad esso affidato, non sono tra loro alternative ma concorrenti poiché laffidamento a terzi solleva il genitore soltanto dalla presunzione di colpa in vigilando, non anche da quella di colpa in educando, " rimanendo i genitori tenuti a dimostrare di aver impartito al minore uneducazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti "
(cfr. Cass. 21 settembre 2000, n.12501, in Giust. Civ., 2000, I, 2835 ; cfr. anche Cass. 26 novembre 1998 n.11984, in Giust. Civ. mass. 1998, 2460, secondo cui linefficacia delleducazione impartita dai genitori, ai fini dellaffermazione della loro responsabilità per il risarcimento del danno causato dai loro figli, è desumibile anche dalla condotta di questi in violazione di leggi e regolamenti). Nel caso di specie, il minore si era allontanato da scuola durante lorario scolastico alla guida di un motorino altrui, senza avere il patentino, con a bordo una compagna di cui aveva provocato la morte in uno scontro contro unauto. Nello stesso senso si veda. anche Cass. 9 ottobre 1997 n. 9815, in Studium Juris, 1998, 426, e Cass , n
Molto spesso i fatti lesivi commessi dagli studenti versi i terzi sono sintomatici di un deficit educativo familiare, cioè della mancanza di unadeguata educazione impartita al figlio minore capace di intendere e di volere, dalla famiglia. Lart comma 1 del C.C., disciplina tale fattispecie prevedendo una responsabilità genitoriale per i fatti lesivi commessi dai figli nei confronti dei terzi.
Si noti poi che – come precisa Cass. civ. – Sez. III - Sent. 21/03/2007 n – il genitore affidatario, esercente la potestà, non può eludere i propri obblighi di vigilanza adducendo la non coabitazione con il minore. Infatti la dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto va fornita attraverso la prova di aver esercitato la massima vigilanza sul minore e di esser di fronte ad una condotta episodica che può sfuggire al controllo del genitore.
la prova liberatoria richiesta ai genitori dallart cod. civ. di non aver potuto impedire il fatto illecito commesso dal figlio minore capace di intendere e di volere si concreta, normalmente, nella dimostrazione, oltre che di aver impartito al minore uneducazione consona alle proprie condizioni sociali e familiari, anche di aver esercitato sullo stesso una vigilanza adeguata alletà e finalizzata a correggere comportamenti non corretti e, quindi, meritevoli di unulteriore o diversa opera educativa.
A tal fine non occorre che i genitori provino la propria costante ed ininterrotta presenza fisica accanto al figlio - ricadendosi, altrimenti, nellobbligo di sorveglianza che lart cod. civ. impone ai genitori di minore incapace - quando per leducazione impartita, per letà del figlio e per lambiente in cui egli viene lasciato libero di muoversi, risultino correttamente impostati i rapporti del minore con lambiente extrafamiliare, facendo ragionevolmente presumere che tali rapporti non possano costituire fonte di pericoli per sé e per i terzi.
La responsabilità del genitore per il fatto illecito del minore, a norma dellarticolo 2048 cod. civ., non è esclusa neppure da un impedimento del genitore stesso (lontananza o altro) allesercizio della patria potestà.
I casi richiamati ci danno la misura dei limiti dellobbligo di sorveglianza. Infatti, come ampiamente argomentato, non tutti i fatti illeciti del minore sono astrattamente riferibili solo allobbligo di vigilanza. Vi sono comportamenti che, per loro natura, appaiono avere radici ben più lontane e profonde rispetto al momento del loro concreto accadimento. Luso, talvolta reiterato, di violenza da parte del minore e condotte che attestano lincapacità o la difficoltà del minore di percepire il disvalore sociale del proprio comportamento rappresentano molto di più che il risultato di una semplice distrazione del docente in classe.
La giurisprudenza, come abbiamo visto, conferma lastratta possibilità del concorso di colpa tra il soggetto tenuto alleducazione del minore (generalmente i genitori) ed il diverso soggetto tenuto a vigilare lo stesso (di regola gli insegnanti). Infatti nel procedimento di responsabilità civile promosso per il risarcimento dei danni cagionati dallallievo minorenne ad un compagno nel corso di una lezione, possono essere convenuti in giudizio sia i genitori dellautore del danno, a titolo di "culpa in educando ex art comma 1 c.c., sia il Ministero della pubblica istruzione per il fatto dannoso del dipendente responsabile a titolo di "culpa in vigilando (..) di talché i convenuti rispondono in via solidale ex art c.c. del fatto illecito del minore (..) (Cass. civ. – Sez. III – Sent. 21/09/2000 n ).
Parallelamente è stato ritenuto imputabile a culpa in educando dei genitori e concorrentemente a culpa in vigilando della scuola il danno provocato da un minore che, uscito dalledificio scolastico durante lorario di lezione, aveva investito un passante guidando il ciclomotore di un compagno senza avere il patentino, malgrado la scuola fosse riuscita a provare in giudizio che ciò era vietato e che vi fosse un controllo alle uscite per garantire il rispetto del divieto (Cass. civ. – Sez. III – Sent..26/11/1998 n già citata).
I casi richiamati e i relativi arresti giurisprudenziali permettono di cogliere con chiarezza come nel processo di crescita del minore assuma rilievo una vera e propria corresponsabilità educativo- formativa dei genitori e della scuola, i quali sono chiamati non solo ad una indispensabile attività di vigilanza e controllo, ma anche e soprattutto ad una comunicazione e collaborazione reciproca e costante che consenta nel modo migliore di perseguire e conseguire congiuntamente i comuni obiettivi educativi.
Gli strumenti certamente non mancano: si pensi al patto educativo di corresponsabilità (art. 5 bis dello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria di cui al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, adottato anche dalla scuola primaria come strumento volontario di autoregolamentazione) il cui scopo è proprio quello di impegnare le famiglie, fin dal momento delliscrizione, a condividere con la scuola i nuclei fondanti dellazione educativa.
Lintroduzione del patto di corresponsabilità è orientata a porre in evidenza il ruolo strategico che può essere svolto dalle famiglie nellambito di unalleanza educativa che coinvolga la scuola, gli studenti ed i loro genitori ciascuno secondo i rispettivi ruoli e responsabilità.
Innanzitutto egli deve adottare le misure organizzative concernenti la vigilanza degli alunni, a norma del regolamento distituto vigente nella scuola, attraverso apposite circolari e provvedimenti (anche disciplinari per il personale che ometta di rispettare i doveri di vigilanza cui è gravato): 1) durante lo svolgimento delle attività didattiche; 2) dallingresso delledificio fino al raggiungimento dellaula; 3) durante i cambi di turno tra i docenti; 4) durante lintervallo/ricreazione/pausa didattica; 5) durante il tragitto aula-uscita dalledificio al termine delle lezioni; 6) nel periodo di interscuola: mensa e dopo-mensa; 7) in riguardo ai minori bisognosi di soccorso; 8) durante il tragitto scuola-palestra, laboratori, aule speciali e viceversa; 9) durante le visite guidate/viaggi distruzione.
In generale si può affermare che sul piano giuridico può ritenersi scriminante e congruo (e, quindi, difendibile anche sulleventuale terreno giudiziario) un atteggiamento degli organi dellistituto scolastico che, seppure non idoneo a risolvere il problema in via definitiva, passi attraverso: a) la formale enunciazione (attraverso, ad esempio, circolari alle famiglie) della non accettazione da parte della scuola di autorizzazioni alluscita degli alunni non accompagnati; b) la richiesta ai genitori della nominativa indicazione di soggetti (maggiorenni) cui delegare laffidamento degli alunni alluscita da scuola (comprendendo ovviamente anche i genitori di compagni di classe); c) il coinvolgimento della amministrazione locale ove possibile, al fine della più idonea organizzazione del servizio di trasporto scolastico.
Strumenti vincenti per: Culpa in vigilando Culpa in educando Culpa in organizzando Nota MIUR , prot. n Partecipazione e Responsabilità Rendicontazione sociale Patto di corresponsabilità Dalla partecipazione alla condivisione Regolamento distituto.
Documenti: Modulo ritiro alunni Verbale collegio docenti Circolari mirate Orario pre e post scuola Faldone Sicurezza
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