Source: https://www.avvocatofrancescodandria.it/appropriazione-indebita-pena-prevista/
Timestamp: 2020-02-20 23:06:33+00:00
Document Index: 176715741

Matched Legal Cases: ['art.61', 'art. 646', 'art. 646', 'art. 113', 'art. 1', 'art.61', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 61', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 646', 'art. 646', 'art. 61', 'art.646']

Appropriazione indebita pena prevista: cosa dice l'art.61 n°11?
Cosa dice la legge sull’appropriazione indebita e la pena prevista? In Italia, l’art. 646 c.p. punisce il reato di appropriazione indebita e prevede che: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000 euro a euro 3.000.
La norma, quindi, individua due diversi tipi di pena prevista per l’appropriazione indebita:
per la fattispecie semplice è prevista la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000 euro a euro 3.000;
la pena è aumentata rispetto alla pena semplice se ricorre la circostanza aggravante del comma 2 dell’art. 646 c.p., vale a dire se l’appropriazione ha ad oggetto cose di cui si ha il possesso a titolo di deposito necessario.
Tale norma è stata modificata ai sensi dell’art. 113, L. 24.11.1981, n. 689 e, successivamente, dall’art. 1, 1° co., lett. u, L. 9.1.2019, n. 3, a decorrere dal 31 gennaio 2019.
Il testo in vigore prima della modifica disposta dalla citata L. n. 3/2019 vedeva una pena edittale molto più blanda. Citiamo testualmente il tenore letterale della norma con la sua forbice editale: «Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032.
Si procede d’ufficio, se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel numero 11 dell’articolo 61».
Appropriazione indebita aggravata art.61 n°11: scopriamo di più
Il terzo comma è stato abrogato dall’art. 10, 1° co., D.Lgs. 10.4.2018, n. 36, a decorrere dal 9 maggio 2018. Vedi, anche, le disposizioni transitorie di cui all’art. 12 del medesimo D.Lgs. n. 36/2018.
Prima delle modifiche normative, il reato di appropriazione indebita era procedibile d’ufficio in presenza della circostanza aggravante prevista al 2° co. della norma o di taluna delle circostanze di cui all’art. 61, 1° co., n. 11. L’art. 10, D.Lgs. 10.4.2018, n. 36, che ha dato attuazione alla delega di cui all’art. 1, 16° co., lett. a) e b), L. 23.6.2017, n. 103, in tema di modifica del regime di procedibilità per alcuni reati contro la persona e contro il patrimonio, ha abrogato la previsione del 3° co. dell’art. 646, così rendendo il delitto di appropriazione indebita sempre perseguibile a querela di parte. Per i fatti perseguibili a querela ai sensi dell’art. 646, 2° co. o aggravati dalle circostanze di cui all’art. 61, 1° co., n. 11, si procede d’ufficio qualora ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale.
Oltre alla lettura su questo tema relativo all’appropriazione indebita e pena prevista, è anche utile approfondire alcuni aspetti legati al reato di appropriazione indebita, all’art.646 del codice penale, e al conto cointestato appropriazione indebita.
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