Source: https://mail.polesineonline.com/notizie-polesane/medio-polesine/rovigo/2222-attacco-all-ambiente-e-al-territorio-dopo-il-fallimento-in-centro
Timestamp: 2019-10-14 00:19:34+00:00
Document Index: 40717780

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art 216', 'art. 23']

"Attacco all'ambiente e al territorio dopo il fallimento in centro"
(Fonte: RovigoOggi) - INTERPORTO ROVIGO Il Psi ricorda al sindaco Bruno Piva l'iter che ha portato all'articolo 23 delle Norme attuative del Prg: intervento in extremis su un territorio già compromesso - La lettera del Partito socialista italiano sulle intenzioni del sindaco Bruno Piva di modificare l'art. 23
della Variante al Prg del Comune di Rovigo per le zone interportuali.
Il sindaco Piva, di fronte al completo fallimento delle proprie proposte presentate alla cittadinanza in tema di urbanistica e riqualificazione del centro storico, volge la sua attenzione verso lo sviluppo, la tutela e la salubrità dell'ambiente. Alimentare la discussione intorno alla modifica dell'art. 23 della Variante al Prg del Comune di Rovigo per le zone interportuali (e non la variante all'art. 23 del Regolamento Edilizio come erroneamente citato dal nostro primo cittadino) è la diretta conseguenza di una volontà esclusivamente politica: mettere in discussione l'esito di lunghi anni di battaglia, sostenuta dai comitati e dal nostro partito, contro l'uso indiscriminato del territorio intorno ai centri abitati di Borsea, S. Apollinare, e i comuni di Pontecchio Polesine e Ceregnano.E' doveroso ricordare al sindaco Piva, che tra l'altro è la massima autorità sanitaria cittadina, che la riscrittura dell'art. 23, è stata eseguita, con delibera di consiglio comunale, per intervenire in extremis all'interno di un territorio già ampiamente compromesso in termini di qualità ambientale e igienico-sanitaria. Quella riscrittura non limita di fatto la tipologia degli insediamenti possibili, ovviamente escludendo le attività che rientrino tra quelle disciplinate dal "Decreto Legislativo 238/2005, 152/2006 parte seconda e incluse tra quelle insalubri di prima classe, previste dall'art 216 del regio decreto 1265 del 30/4". Anzi le attività potranno insediarsi a patto che il gestore metta in atto adeguati e concreti interventi, per evitare ogni ulteriore aggravio alla salubrità e alla qualità dell'ambiente circostante. Ciò è dimostrato infatti dal concreto intervento di alcune grosse realtà industriali come le società Solmec, Bellelli Engineering, che utilizza anche la via navigabile, ed altre, che credono certamente nei vantaggi dell'intermodalità.Il Sindaco e la sua maggioranza, ma anche autorevoli voci della minoranza, comprese quelle che oggi sostengono il sogno renziano della "green economy", si riparano dietro al falso problema della necessità di creare nuove opportunità di lavoro alla nostra martoriata città. Non vediamo quale sia il vantaggio economico, se ottenuto dall'insediamento di attività "improprie", a fronte di un danno erariale incalcolabile e visto che le aree intorno all'Interporto diverranno di fatto inabitabili. Se invece l'Interporto, a patto che vi siano un presidente e un cda degni di questo nome, si vorrà definitivamente aprire ad attività realmente compatibili con il suo contesto ambientale e funzionale non vi è alcuna ragione per modificare l'art. 23 e nessun impedimento ad accedere ai finanziamenti della Comunità Europea finora rimasti nel cassetto per la palese assenza di progettualità. Ognuno tragga le dovute conclusioni.