Source: https://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_13947.asp
Timestamp: 2019-03-25 11:34:26+00:00
Document Index: 145966978

Matched Legal Cases: ['art. 1175', 'art 1457', 'art 1372', 'art. 1659', 'art. 109', 'art. 1591', 'art. 1587', 'art 1804', 'art. 1809', 'art. 1590']

La notevole crescita dell'attività alberghiera in età moderna ha indotto il legislatore a disciplinarne, in maniera sempre più organica, la materia, ciò al fine di tutelare sia gli interessi privati dei soggetti parte del rapporto contrattuale, sia gli interessi generali alla sicurezza, all'igiene e alla morale.
Nel nostro sistema giuridico non sussiste alcuna norma che definisce espressamente il "contratto di albergo"; di tale contratto, difatti, vengono disciplinati solo alcuni aspetti particolari, come, appunto, il deposito di oggetti di proprietà del cliente presso la struttura recettiva. La Suprema Corte, infatti, ha ritenuto che il contratto di albergo non può in sé considerarsi un contratto tipico, non trovando alcuna specifica regolamentazione nel codice civile, né nella legislazione speciale. Esso è, invece, un contratto atipico consensuale ad effetti obbligatori che conosce una ampia diffusione nella pratica sociale.
Si tratta, dunque, di una figura contrattuale complessa, questo perché il suo contenuto consiste in prestazioni molteplici. Ciò è confermato dalla Suprema Corte che ha stabilito che il contratto di albergo "ha per oggetto una molteplicità di prestazioni che si estendono dalla locazione dell'alloggio alla fornitura di servizi, senza che la preminenza da riconoscere alla locazione dell'alloggio possa valere a fare assumere alle altre prestazioni carattere accessorio sotto il profilo causale".( Cass. Civ. Sez. III, 22.01.2002, n. 707).
Perché si possa parlare di contratto di albergo devono, dunque, sussistere le obbligazioni di prestare l'alloggio e le prestazioni necessarie collegate alla fornitura dell'alloggio.Va, comunque, evidenziato che l'albergatore non è tenuto a compiere anche le altre prestazioni accessorie, se non richieste, così, come il cliente non è obbligato ad avvalersi di tutti quei servizi che la struttura ricettiva gli offre (ristorante, bar, uso del telefono…).
- l'albergatore ;
- il cliente.
- l'esercizio di un'attività economica, consistente nell'esercizio di atti (rectius: affari) volti al raggiungimento di uno scopo comune, generalmente considerato di lucro;
- l'organizzazione dell'attività economica, cioè l'esercizio di un'attività economica;
- lo svolgimento di un'attività economica, diretta a realizzare uno scambio di beni o servizi tra l'imprenditore e i terzi;
- la professionalità nell'esercizio dell'attività economica, consistente nella continuità ed abitualità e non nel mero svolgimento occasionale.
Cliente è colui che beneficia dei servizi di ospitalità offerti dall'albergatore. Non sempre coincide con il contraente dal momento che il contratto può essere concluso da una persona fisica o giuridica che non corrisponde al fruitore del servizio ( si pensi all'ipotesi di prenotazione alberghiera effettuata da una agenzia di viaggio).
Quanto alla forma il contratto de quo è un contratto a forma libera che può concludersi per iscritto tramite telegramma, fax, lettera cartacea o elettronica, ovvero verbalmente, di persona o telefonicamente o, infine, attraverso un comportamento concludente. In questo ultimo caso, non è sufficiente l'ingresso nei locali dell'albergo, ma occorre, invece, che sia formulata la richiesta di alloggio e che vi sia la relativa disponibilità, indipendentemente dalla concreta assegnazione e, a maggior ragione, dell'occupazione dell'alloggio. Chi scrive ritiene che la forma scritta sia da preferire perché nel caso in cui dovessero sorgere, successivamente, contrasti circa l'esistenza dell'accordo, i termini, le modalità d'esecuzione del contratto, lo scritto costituirà prova inconfutabile delle reciproche obbligazioni e diritti. Il contratto d'albergo può, anche, concludersi per via telematica ovvero mediante la compilazione degli appositi moduli reperibili sui siti internet degli alberghi. In tal caso trovano applicazione le disposizioni della Direttiva sul commercio elettronico CE 31/2000, recepita dall'ordinamento italiano con d.lgs. 70/2003, secondo cui l'albergatore deve dare conferma dell'ordine al cliente senza ritardo e per via elettronica.
Quando il contratto di albergo si ritiene concluso?
Alla luce di ciò, appare più corretto sostenere che il momento perfezionativo del contratto è costituito dalla prenotazione del servizio da parte del cliente. Ma qual è la funzione della prenotazione?
La prenotazione ha la funzione di accettazione di una proposta contrattuale formulata in questo caso dall'albergatore. Il contratto si intende, quindi, concluso quando l'albergatore ha avuto conoscenza della avvenuta accettazione tramite la prenotazione. Nell'ipotesi in cui il cliente arrivi in albergo senza prenotazione alcuna, il contratto si intende concluso, quando il cliente accetti la tariffa offerta dall'albergatore e occupi l'alloggio assegnato.
L'albergatore può tuttavia impegnarsi a tener ferma la proposta per un certo periodo di tempo (questo si verifica solitamente per le prenotazioni di gruppi), per cui l'albergatore rimane vincolato alla propria offerta, mentre la controparte è libera di accettarla o meno nel termine fissato. Naturalmente, in base al principio del comportamento secondo correttezza (art. 1175 c.c.), è un dovere di correttezza avvertire in caso di rinuncia o impedimento. Con la prenotazione, dunque, l'albergatore si obbliga a tenere a disposizione del cliente un alloggio e a predisporre le prestazioni collegate.
A seconda che la prenotazione sia accompagnata o meno dal versamento di una somma, essa assume contenuti e conseguenze diverse. Distinguiamo tra prenotazione semplice e prenotazione rafforzata:
Il cliente, viceversa, rimane libero di avvalersi o meno della prenotazione effettuata. Chi scrive, consiglia, al fine di conservare traccia documentale degli accordi confermare con l'invio di un fax il contenuto degli accordi raggiunti vale a dire data di arrivo e partenza, prezzo, eventuali servizi accessori, ecc... Ciò, anche, se l'albergatore non lo richieda espressamente. Il ricevimento di quel fax darà maggiore tranquillità sia all'albergatore (che sarà indotto a dare maggiore credibilità alla prenotazione scritta), sia al cliente-viaggiatore (che avrà una "prova" del proprio diritto). In mancanza di documentazione scritta, se quando arriviamo in albergo tutte le camere sono già assegnate ad altri, non c'è alcun rimedio. In questi casi gli albergatori si tutelano, inserendo nel contratto un c.d. time limit; cioè la camera viene tenuta a disposizione del cliente- viaggiatore fino ad un determinato orario (in genere le 18.00 del giorno di arrivo). Il time limit configura un termine essenziale, possiamo qualificarlo come un termine di carattere perentorio la cui inosservanza comporta l'automatica risoluzione del contratto ( art 1457 c.c.). Si tratta di termine soggettivo in quanto sono le parti che collegano all'infruttuosa scadenza del termine gli effetti di risoluzione del contratto. La violazione del time limit comporta, dunque, lo scioglimento del contratto senza che a tal fine sia necessaria una pronuncia giudiziale o un atto del creditore; si tratta di una risoluzione di diritto.
b) prenotazione rafforzata o con anticipazione di somme
La prenotazione rafforzata è la prenotazione accompagnata dal versamento di una caparra o dalla garanzia di una carta di credito. In questo caso si crea a carico di entrambe le parti un vincolo giuridico di carattere bilaterale che comporta inadempimento contrattuale nel caso in cui non venga rispettato; pertanto, l'albergatore ha l'obbligo di tenere la camera a disposizione e il cliente ha l'obbligo di presentarsi o disdire entro i termini fissati. La disdetta di una della parti deve quindi essere considerata inadempimento contrattuale. L'importo della caparra è stabilito dall'accordo delle parti. Si noti, peraltro, che nelle prenotazioni di gruppo, oltre al versamento della caparra, è spesso richiesto il pagamento anticipato totale, in genere da effettuarsi in più saldi.
Se, invece, agli accordi verbali, l'albergatore chiede di fare seguire l'invio di una somma, comunque denominata (acconto, caparra, deposito) allora significa che l'impegno deve intendersi a carico di entrambe le parti. In questo caso l'obbligo al risarcimento del danno sorge sia per l'inadempimento dell'albergatore mancata disponibilità della camera), sia per l'inadempimento del cliente (mancata presentazione in albergo).
Una volta concluso il contratto ha tra le parti forza di legge (art 1372 c.c.); cioè vincola i contraenti a rispettare l'impegno assunto nel contratto. Le parti non possono, infatti, sciogliersi unilateralmente dal vincolo contrattuale.
Quanto agli obblighi che l'albergatore assume con questo contratto sono:
5. divieto di apportare variazioni al contratto e alle modalità convenute se il cliente non le ha autorizzate (art. 1659 c.c.).
6. obblighi di protezione, che possono farsi risalire agli articoli 1175 c.c. (comportamento secondo correttezza) e 1375 c.c. (buona fede contrattuale). Con l'espressione "obblighi di protezione" si intende indicare l'obbligo, per l'albergatore, di garantire la sorveglianza, l'igiene e la sicurezza dei luoghi ove si svolge il servizio, nel rispetto delle normative vigenti; ovvero garantire la sicurezza e l'incolumità fisica del cliente. Si ritiene così, ad esempio, responsabile l'albergatore per i danni subiti dal cliente a causa dell'illuminazione non funzionante e della mancanza di punti di appoggio lungo le scale; o, ancora, per i danni causati da un pavimento sconnesso; o, ancora, per i danni subiti dal cliente scivolato nel vano doccia privo di box, maniglie e tappetini antisdrucciolo. L'albergatore è esonerato, in toto o parzialmente, da tale responsabilità se l'evento dannoso è riconducibile alla condotta negligente del cliente o se a tale negligenza vi ha concorso. L'eventuale danno patito dal cliente a causa della mancata predisposizione di tali cautele è riconducibile, senza ombra di dubbio, nell'ambito della cosiddetta responsabilità contrattuale.
La ratio della responsabilità dell'albergatore in commento va individuata nel fatto che il cliente entra in una struttura all'interno della quale non può esercitare alcuna forma di controllo. Egli ha, pertanto, diritto al risarcimento poiché non è in grado di salvaguardare da pericoli se stesso e i propri beni. Il cliente non si trova nella propria abituale abitazione dove ha eventualmente collocato dispositivi idonei a preservarlo da eventuali furti e danneggiamenti. In sostanza il cliente si è completamente affidato ad un altro soggetto , l'albergatore, il quale sarà tenuto in ogni modo a garantirgli un soggiorno sicuro. Il verificarsi di eventi dannosi si presume che derivi da una mancanza o da un difetto dell'organizzazione predisposto dall'albergatore e va, perciò, necessariamente a lui imputato prescindendo dalla sua colpa e dal suo comportamento: si parla in questo caso di responsabilità oggettiva nel senso che la responsabilità si fonda soltanto su di un nesso di causalità tra l'evento dannoso e l'attività alberghiera.
L'albergatore ha poi l'obbligo di contrarre con chiunque ne faccia richiesta, con esclusione di qualsiasi comportamento discriminatorio. Il rifiuto è legittimo solo in mancanza di alloggi disponibili e, nel caso, di mancanza, da parte del cliente, di documenti idonei all'identificazione. L'albergatore, infatti, ha l'obbligo di conservare una scheda riportante le generalità del cliente e di trasmettere copia all'autorità di pubblica sicurezza (art. 109 T.U.L.P.S.)
1. l'obbligo di pagare il corrispettivo, a meno che il pagamento non avvenga tramite agenzia o tramite altra azienda o persona;
2. l'obbligo di occupare e rilasciare i locali nel termine stabilito. Se rilascia la camera in ritardo dovrà corrispondere il corrispettivo, anche, per il periodo di ritardo, salva la possibilità di risarcire all'albergatore il maggior danno consistente nella più alta tariffa che l'albergatore avrebbe ottenuto da altra persona (art. 1591 c.c.);
3. il rispetto dei locali nei quali è alloggiato, che non vanno danneggiati (art. 1587 e 1588 del c.c.) utilizzando la struttura con diligenza nel rispetto dei regolamenti interni;
4. il rispetto degli spazi comuni (hall, bar, ristorante);
5. custodire le cose con la diligenza del buon padre di famiglia a lui consegnate o che trova in camera (si pensi ad es. alla chiave della stanza o agli asciugamani da usare in piscina o agli apparecchi radiotelevisivi che trova in camera) e può servirsene solo per l'uso a cui sono destinati (art 1804 c.c.), restituendole al momento del rilascio dell'alloggio (art. 1809 c.c.);
6. restituire l'alloggio all'albergatore nello stato medesimo in cui l'ha ricevuto (art. 1590 c.c.).
Il modo normale di estinguere le obbligazioni è l'adempimento. Nel contratto de quo l'adempimento contrattuale si verifica da parte del cliente quando questi corrisponde la tariffa concordata, mentre da parte dell'albergatore con la prestazione dei servizi indicati nel contratto (es. prima colazione…)
Spesso può accadere che l'albergatore possa ospitare il cliente solo per un numero di notti inferiori a quelle prenotate o che il cliente all'arrivo diminuisca il numero dei suoi pernottamenti: in questo caso si verifica un adempimento parziale.
Causa di risoluzione tipica del contratto è l'inadempimento. Trattandosi, però, anche di contratto commutativo a prestazioni corrispettive è applicabile la disciplina della risoluzione per impossibilità sopravvenuta e eccessiva onerosità, anche se sono fattispecie piuttosto infrequenti.
• il mancato arrivo;
• l'arrivo ritardato o la partenza anticipata, che comporta per l'albergatore l'impossibilità di destinare ad altri clienti le camere di cui era stata effettuata la prenotazione;
• il mancato pagamento del conto da parte del cliente. In questo caso l'albergatore ha diritto a far sequestrare il bagaglio del cliente, a garanzia del suo credito;
• il cliente, che ha effettuato la prenotazione dell'hotel, non trova disponibile l'alloggio;
• il cliente è sistemato in una stanza di tipologia inferiore a quella prenotata;
• il cliente è alloggiato per un numero di notti inferiori a quelle originariamente prenotate.
Il mancato arrivo del cliente e la mancata predisposizione della camera configurano un inadempimento totale; mentre si configura un inadempimento inesatto quando il cliente soggiorna per un numero di notti inferiori a quelle prenotate oppure quando l'albergatore sistema il cliente in un alloggio di categoria inferiore rispetto alla camera prenotata.
Si ha, invece, inadempimento relativo quando la prestazione è provvisoriamente ineseguita, ad esempio nel caso in cui il cliente prenotato per più giorni si presenta in albergo il giorno successivo, ovvero rilascia la camera prima, in anticipo.
L'albergatore può sostituire la prestazione dedotta in contratto con altra conforme a quella dovuta; Ciò si verifica quando l'albergatore non dispone della camera prenotata e assegna una tipologia differente (il cliente ha prenotato una matrimoniale, gli viene assegnata una a due letti; il cliente ha prenotato una doppia uso singola, gli viene assegnata una singola). In tal caso è bene che la tariffa pagata dal cliente subisca una riduzione; riduzione che deve essere proporzionale in base alla reale inesattezza qualitativa della prestazione fornita dall'albergatore.
Come abbiamo visto, nel caso di inadempimento del cliente (mancata cancellazione o mancato arrivo), l'entità del danno è in genere già preventivamente fissato dall'albergatore con la previsione di apposita clausola penale (per le prenotazioni individuali è in genere pari alla tariffa di una notte). Se, invece, è versata una caparra confirmatoria, l'albergatore ha diritto di trattenerla a titolo di risarcimento, fatto salva la possibilità di richiedere il risarcimento del danno effettivo.
Se, invece, manca una preventiva determinazione dell'entità del risarcimento, non c'è uniformità di soluzioni. In questo caso è prassi dell'attività alberghiera, quantificare il risarcimento al costo di un pernottamento.
Nella speranza di aver dato una chiara visione dei diritti e dei doveri scaturenti dal contratto di albergo che, ormai, tutti, ogni anno, chi più chi meno, si accingono a stipulare per ragioni di lavoro, per ragioni di vacanza, chi scrive, così, chiude " Occhio alla scelta e buon soggiorno!!!".
(17/07/2013 - Avv.Luisa Camboni)