Source: http://ilsorpassomts.com/2015/10/08/azienda-speciale-interessata-da-sentenza-420/
Timestamp: 2018-06-19 17:43:59+00:00
Document Index: 114669190

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Azienda Speciale interessata da sentenza 420? - Il Sorpasso
8 ottobre 2015 11 ottobre 2015 admin 0 Commenti Azienda Speciale, biblioteca, biblioteca comunale, biblioteca montesilvano, primo piano, sentenza 420
Riportiamo il commento, pubblicato dal quotidiano Italia Oggi il 04/09/15, della recente sentenza del giudice del lavoro del tribunale ordinario di Monza n° 420 del 04 agosto 2015. Non sappiamo se l’Azienda Speciale abbia nel tempo, dal momento della sua costituzione, adempiuto a quanto richiamato dal giudice, chiaro è che va tenuto conto della sentenza. Il dubbio sulla cristallina selezione per competenze e non per casato alberga nella mente dei più in città, perlomeno è la diffusa percezione.
Il giudice del lavoro di Monza ha respinto il ricorso di un dipendente licenziato, concludendo per l’assenza di una reale selezione pubblica improntata al concorso, osservando l’inesistenza di elementi per comprovare che la società avesse gestito un’effettiva procedura concorsuale, tanto che nel contratto di assunzione si dà atto che essa discende da «precedenti accordi verbali».
La società, dunque, ha doverosamente interrotto il rapporto di lavoro, basato su atti illegittimi, tanto che secondo il giudice del lavoro nel caso di specie «va dichiarata la nullità del contratto di assunzione a tempo indeterminato, in quanto posto in essere in violazione di norme imperative», quali l’articolo 18 citato della legge 133/2008 e dell’articolo 28 del dlgs 165/2001.
«La sentenza è il primo precedente di applicazione dell’art. 18 del dl 112/2008 in materia di rapporti di lavoro», sottolinea l’avvocato Mariano Delle Cave dello Studio Legale Tonucci & Partners, che ha assistito la società pubblica nella controversia risolta dal Tribunale di Monza. «Questa norma ha natura inderogabile e obbliga le società, totalmente partecipate da una p.a., esercenti servizi pubblici locali, ad adottare meccanismi analoghi a quelli delle amministrazioni controllanti, secondo l’art. 35 del dlgs n. 165/2001. D’altronde, è coerente con quanto sempre sostenuto dalla Corte dei conti sotto il profilo della responsabilità erariale. L’art. 18 non inventa nulla. È applicazione dell’art. 97 Costituzione, che riguarda tutto ciò che è gestito con risorse pubbliche e per finalità pubbliche. La violazione di queste norme non è solo un problema di responsabilità contabile di chi assume, ma anche di validità del rapporto, che potrebbe essere cessato in ogni momento in quanto nullo». «Peraltro», conclude Delle Cave, «la sentenza cade in un momento storico particolar, visto che la riforma della p.a. delega il governo a intervenire sulla disciplina del personale delle partecipate. Sarà l’occasione per fare chiarezza tra processo di reclutamento, che deve essere rigorosamente pubblico, e gestione del rapporto, che è squisitamente di natura privatistica, senza applicazione del Testo unico del pubblico impiego».
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