Source: http://iloapp.studioloi.it/blog/farmacie?Home&category=0
Timestamp: 2019-06-20 21:49:39+00:00
Document Index: 68947699

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3']

FISCO E FARMACIEPosted by giovanni Thu, May 30, 2019 07:02:05
Una delle poche opportunità che la Legge sulla concorrenza (Legge n.124/2017) ha offerto a quei “farmacisti-titolari” interessati non tanto a vendere, quanto piuttosto a conservare la loro farmacia, riguarda la possibilità di ampliare la compagine societaria attraverso il coinvolgimento di terzi, spesso famigliari, non-farmacisti.
È così accaduto che, a partire dalla seconda metà del 2017, molti titolari abbiano approfittato delle nuove disposizioni al fine di efficientare la propria struttura organizzativo-gestionale oppure per superare le problematiche connesse alla trasmissione ereditaria della Farmacia. Problematiche recentemente acuitesi con l’inasprimento dei termini di tolleranza per la “gestione provvisoria” (art. 7, comma 9, Legge n. 362/1991) ad opera prima di Bersani (Legge n. 248/2006) e poi di Monti (Legge n.27/2012).
Con stupore, rammarico, rabbia, rassegnazione, nelle ultime settimane molti di questi farmacisti sono stati raggelati dalla richiesta di un contributo annuale a favore dell’Enpaf.
Un nuovo, ulteriore contributo nella misura -udìte! udìte!- dello 0,5% del fatturato annuale della farmacia.
Il Regolamento emanato dall’Ente di previdenza lo scorso 16 aprile, richiamando testualmente il disposto normativo (art. 1, comma 441 della Legge 27 dicembre 2017 n. 205 - Legge di Bilancio per l’anno 2018) ha infatti previsto che: “a decorrere dal 1° gennaio 2018, le società di capitali nonché le società cooperative a responsabilità limitata e le società di persone, titolari di farmacia privata, rispettivamente con capitale maggioritario di soci non farmacisti o con maggioranza di soci non farmacisti, versano all’ENPAF un contributo previdenziale pari allo 0,5 per cento del fatturato annuo al netto dell’IVA. Il contributo è versato annualmente entro il 30 settembre dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio”.
Pertanto non solo le società di capitali, ma anche le società di persone (le S.a.s. e le S.n.c.) in cui il numero dei soci-non-farmacisti sia superiore al numero dei soci-farmacisti, sono obbligate al versamento del nuovo contributo.
Va tuttavia osservato che lo spirito della norma in realtà non era quello di colpire i farmacisti, ma obbligare le società di capitali titolari di farmacie private al versamento contributivo a favore dell’Ente previdenziale di categoria. Infatti, ciò che la norma doveva scongiurare erano i contraccolpi alle casse dell’Enpaf per effetto della progressiva acquisizione di farmacie private da parte delle società di capitali in seguito -appunto- alla nuova Legge sulla concorrenza.
Proprio per questo i senatori D’Ambrosio Lettieri e Mandelli già nel dibattito che portò alla formazione della Legge n.124/2017, avevano presentato un emendamento per cui: “le società di capitali, le società cooperative a responsabilità limitata e le società di persone proprietarie di farmacie private, con capitale maggioritario di soci non farmacisti, dovranno versare all'Enpaf un contributo pari allo 0,5% sul fatturato netto IVA. Il contributo dovrà essere versato all'Ente previdenziale annualmente entro il 30 settembre dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio”.
L’emendamento non fu accolto. Tuttavia, gli stessi senatori non si scoraggiarono e alla prima occasione utile, nel corso dell’approvazione della Legge n. 205/2017, lo riproposero (emendamento n.41.0.52): questa volta con successo. Un successo che venne subito riconosciuto da tutta la categoria.
Invero, nell’iter parlamentare di conversione in Legge, il tenore della disposizione era stato in parte alterato, aggiungendo l’infelice il riferimento, per le sole società di persone, alla “maggioranza di soci non farmacisti”. Ciononostante lo spirito della norma non venne stravolto. Infatti, come si evince dagli atti parlamentari e in particolare dalla Relazione illustrativa alla Legge di Bilancio, in commento appunto all’art.1, comma 441, il legislatore volle precisare che l’intento della norma era “rendere pressoché neutrale il prelievo contributivo rispetto allo status giuridico del titolare della farmacia privata, persona fisica o società”.
Lo stesso Enpaf, nella Newsletter n.1/2018, al riguardo ha prontamente affermato che: “La Legge di bilancio 2018 (L. 205/2017, art. 1, comma 441) ha stabilito che le società di capitali, le società cooperative a responsabilità limitata e le società di persone proprietarie di farmacie private, con capitale maggioritario di soci non farmacisti, dovranno versare all’Enpaf un contributo pari allo 0,5% sul fatturato al netto dell’Iva. Il contributo dovrà essere versato annualmente entro il 30 settembre dell’anno successivo alla chiusura di esercizio. La misura ha la finalità sostanziale di compensare il minor gettito che deriverà all’Enpaf dalla modifica introdotta dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza che ha previsto la possibilità della gestione societaria delle farmacie in capo a soggetti non farmacisti”.
In modo ancor più evidente il “Regolamento di attuazione relativo al contributo dello 0,5%”, licenziato in via provvisoria dallo stesso Consiglio nazionale dell’Enpaf, tenutosi il 24 aprile 2018, nel richiamare il dettato normativo (art. 1, comma 441, Legge n. 205/2017), precisò che: “per quanto riguarda le società di persone, la maggioranza dei soci non farmacisti deve essere individuata sulla base dell’ammontare delle quote di partecipazione e non del numero degli stessi”.
Il nuovo Regolamento, pubblicato il 16 aprile 2019, nel disciplinare l’ambito e le modalità di applicazione del contributo, si è tuttavia dimenticato di richiamare l’importante precisazione che “per quanto riguarda le società di persone, la maggioranza dei soci non farmacisti deve essere individuata sulla base dell’ammontare delle quote di partecipazione e non del numero degli stessi”.
Una dimenticanza non da poco, che costerà molti soldi a tanti farmacisti. Una norma che doveva essere a difesa della categoria, si è rivelata un boomerang, una pugnalata alle spalle.
Una vicenda -insomma- che lascia molto amaro in bocca e non solo perché fa in gran parte decadere uno dei pochi vantaggi della Legge sulla concorrenza, ma soprattutto perché esprime tutta la debolezza di una categoria da troppi anni vessata da norme contrarie.
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post89
FISCO E FARMACIEPosted by giovanni Tue, April 16, 2019 20:27:22
Il nuovo Regolamento di Previdenza della Fondazione Enpaf, che recepisce le modifiche approvate con le Note del Ministero del Lavoro n.36/0005378/13.07 dell’11 aprile 2019, reca un’interessante agevolazione a favore di quei molti farmacisti che si trovano nella duplice condizione di essere contemporaneamente:
- pensionati Enpaf;
- titolari o soci di farmacia o comunque ancora percipienti redditi derivanti dall’esercizio della professione di farmacista (quali per esempio libero-professionisti, collaboratori di impresa familiare, associati in partecipazione, ecc.).
Questi farmacisti-pensionati, da sempre obbligati al versamento in misura intera dei contributi Enpaf annuali, a decorrere dal 1° gennaio 2019 avranno infatti la possibilità, ai sensi del nuovo art. 21-bis del citato Regolamento, di versare il contributo previdenziale nella misura ridotta del 33,33% o del 50%, previa presentazione entro il 30 settembre di apposita domanda di riduzione.
La modulistica necessaria per richiedere l’applicazione della riduzione può essere scaricata direttamente dal sito web dell’Ente: www.enpaf.it.
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post88
FISCO E FARMACIEPosted by giovanni Sat, March 02, 2019 12:52:19
La recente Manovra di Bilancio, intervenendo sull’art. 2, comma 1, del DLgs 5 agosto 2015, n. 127, ha previsto per gli esercenti attività di commercio al minuto e assimilate (ovvero i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633) a decorrere dal 1° gennaio 2020 (termine anticipato al 1° luglio 2019 per gli esercenti che realizzino un volume d’affari annuo superiore a 400 mila euro) l’obbligo di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati dei corrispettivi giornalieri.
Ne discende pertanto che una gran parte delle Farmacie tra quattro mesi si ritroverà a fare i conti con una nuova rivoluzione amministrativo-fiscale-tecnologica, dopo quella appena vissuta con la fatturazione elettronica.
Una rivoluzione che, come la precedente, non solo implicherà l’adozione di nuove competenze e procedure, ma anche investimenti nel rinnovamento tecnologico dei propri registratori di cassa.
Invero le Farmacie, al pari di tutti gli esercenti che inviano i dati al Sistema tessera sanitaria, potrebbero assolvere l’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri non solo attraverso un “registratore di cassa telematico”, ma anche attraverso il gestionale utilizzato per generare il flusso dei dati inviato al Sistema tessera sanitaria per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata (art. 2, comma 6-quater, DLgs n.127/2015).
Tuttavia questa alternativa si presenta al momento nebulosa e incerta. Da un lato è infatti facile attendersi che il Garante sulla privacy assuma anche in merito alla trasmissione telematica dei corrispettivi una posizione analoga a quella della fatturazione elettronica delle operazioni rientranti nel Sistema tessera sanitaria, dall’altro non è chiaro se l’impiego del Sistema tessera sanitaria per l’assolvimento dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi comporti la fiscalizzazione del gestionale utilizzato dalla Farmacia.
Al momento è quindi facile attendersi che anche per le Farmacie si porrà il problema del rinnovamento tecnologico, della sostituzione o adattamento dei registratori di cassa esistenti.
Al riguardo, la stessa normativa (art. 2, comma 6-quinquies, DLgs n.127/2015) ha previsto la concessione di un “piccolo” contributo in favore di quei soggetti che nel 2019 e nel 2020 per effetto delle nuove disposizioni dovranno acquistare un nuovo registratore o adattare l’esistente.
Il contributo, che è pari al 50% della spesa sostenuta per ogni misuratore fiscale (fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento), si sostanzia in un credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24, a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’IVA successiva al mese di registrazione della fattura relativa all’acquisto/adattamento del misuratore fiscale, purché il relativo corrispettivo sia pagato con modalità tracciabile.
Lo scorso 28 febbraio 2019 l’Agenzia delle entrate ha pubblicato con la Nota prot. n. 49842/2019 le modalità attuative dell’agevolazione, per fruire del credito d'imposta, nonché il regime dei controlli e ogni altra disposizione necessaria al monitoraggio dell’agevolazione stessa e al rispetto dei limiti di spesa.
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post86
FISCO E FARMACIEPosted by giovanni Tue, January 22, 2019 22:45:20
Come noto, dallo scorso 1° gennaio, in applicazione del disposto di cui all’art. 1, comma 909, della Legge n. 205/2017, la fatturazione elettronica è divenuta obbligatoria nelle relazioni commerciali tra soggetti passivi Iva privati (B2B) e verso i consumatori finali (B2C), a completamento di quel processo iniziato ancora nel 2014 con l’introduzione della fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione (B2G).
Tuttavia l’art. 1, commi 53 e 54, della Legge di bilancio per l’anno 2019, recependo le indicazioni avanzate dal Garante per la privacy, ha stabilito che sono escluse dagli obblighi di certificazione attraverso fatturazione elettronica le operazioni i cui dati siano oggetto di trasmissione al Sistema tessera sanitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, come previsto dall’art. 3, comma 3, del D.Lgs. n. 175/2014.
Pertanto con riguardo alle prestazioni di servizi e alle cessioni di beni oggetto di trasmissione al Sistema tessera sanitaria, per tutto il periodo d’imposta 2019, oltre alle Farmacie (sia pubbliche che private) devono astenersi dall’emettere la fattura in formato elettronico:
- Gli iscritti all’Albo dei Medici Chirurghi, degli Odontoiatri, degli Psicologi, Infermieri, Ostetrici, Tecnici sanitari di radiologia, Veterinari;
- Le ASL, le Aziende ospedaliere, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i Policlinici universitari, le Strutture per l’erogazione di prestazioni di assistenza protesica e integrativa;
- I Presidi di specialistica ambulatoriale, gli altri Presidi e Strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari, le Strutture sanitarie autorizzate e non accreditate con il SSN;
- Gli esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico;
Il divieto di fatturazione elettronica per quest’ampia categoria di soggetti, seppur limitatamente a specifiche operazioni, è sintomatico delle importanti problematiche in ambito privacy insite nel nuovo adempimento.
Il Garante della privacy sul finire dello scorso anno, si era infatti ufficialmente lamentato nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per non essere stato adeguatamente coinvolto in fase preliminare nella progettazione del processo di fatturazione elettronica, considerato che comporta il trattamento sistematico di dati personali su larga scala.
In particolare il Garante ha criticato il fatto che l’Agenzia delle Entrate, dopo aver recapitato le fatture in qualità̀ di “postino”, non si limiti ad archiviare i dati necessari ad assolvere gli obblighi fiscali, ma conservi la fattura vera e propria, che contiene informazioni non necessarie a fini fiscali, che riguardano per esempio la descrizione delle prestazioni, i rapporti fra cedente e cessionario, gli sconti applicati, le fidelizzazioni, le abitudini di consumo, oltre a dati obbligatori imposti da specifiche normative di settore, con particolare riguardo ai trasporti, alle forniture di servizi energetici o di telecomunicazioni (tipologie dei consumi, fatturazione dettagliata, regolarità̀ dei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti).
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post84
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post82
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post80
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post79
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post78
FISCO E FARMACIEPosted by giovanni Wed, April 04, 2018 14:03:10
Il prossimo 25 maggio diventerà applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, compresa l’Italia, la nuova Legge sulla privacy ovvero il Regolamento 2016/679, concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati.
Molti, in questi giorni, ripensando agli sforzi profusi poco più di una decina di anni fa per adeguare la propria Farmacia alle disposizioni dell’allora Codice della privacy, di cui al D.Lgs n. 196 del 30 giugno 2003, si stanno chiedendo se fosse proprio necessario emanare una nuova Legge. Il timore è infatti quello di subire una burocrazia fine a se stessa che, sotto la minaccia di un severo sistema sanzionatorio, obblighi il farmacista a nuovi adempimenti e a ulteriori costi amministrativi. Il timore -insomma- di scivolare nell’inutile-già-visto. Allora la domanda: ne avevamo proprio bisogno?
La mia risposta è: sì! Ce n’è un bisogno fondamentale.
In questi ultimi tre lustri il mondo è profondamente cambiato. Il generalizzato miglioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione, grazie alla diffusione di internet e dei vari sistemi tecnologici interconnessi, ha pagato un prezzo molto salato: la nostra “intimità”.
Giorno dopo giorno ci siamo scoperti sempre più tracciati, conosciuti, nudi. Ogni volta che navighiamo in internet, che strisciamo una fidelity o il bancomat, che prenotiamo un esame, una visita specialistica, che usiamo il cellulare o il telepass, inviamo dati sulla nostra persona, sulle nostre abitudini, sulle nostre azioni, i nostri interessi, sul “chi siamo”.
Michal Kosinski, un ricercatore della Cambridge Analytica, ha sviluppato un algoritmo in grado di prevedere e anticipare le risposte degli utenti, facendo leva sulle loro emozioni. Secondo il ricercatore sono sufficienti informazioni su 70 like (“mi piace”) postati su Facebook per conoscere la personalità di un individuo più dei suoi amici, 150 per conoscerla meglio dei suoi genitori, 300 meglio del suo partner e così via fino ad arrivare a conoscerla più dello stesso individuo.
Il caso Cambridge Analytica e il possibile coinvolgimento di Facebook nella raccolta e rielaborazione dei dati di milioni di utenti al fine di condizionarne gli indirizzi elettorali, ha così riportato proprio in questi giorni l’attenzione dei media sul delicatissimo tema della tutela della privacy e sulla vulnerabilità degli attuali sistemi di controllo. In questo contesto assume quindi una particolare valenza, la profonda e sistematica riforma della normativa sulla protezione dei dati attuata dall’Unione Europea attraverso il nuovo Regolamento 2016/679.
La riforma, che nel nostro Paese manda in pensione il vecchio Codice della privacy (DLgs 196/2003), si articola su 6 componenti fondamentali:
- Norme coerenti;
- Azioni coordinate;
- Coinvolgimento degli utenti;
- Informazioni più efficaci;
- Rafforzamento dei poteri volti a garantire il rispetto delle norme anche attraverso l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.
Per le Farmacie, che per natura trattano “dati sensibili”, si pone quindi l’urgente problema di adeguarsi alla nuova normativa, attuando tutte quelle misure tecniche e organizzative necessarie a garantire il corretto trattamento dei dati.
Nelle prossime settimane le Farmacie dovranno quindi individuare il proprio responsabile e incaricato al trattamento dei dati, svolgere un’attenta valutazione dei rischi, dotarsi di un Registro in formato cartaceo ed elettronico in cui indicare le diverse attività poste in essere con riguardo al corretto trattamento dei dati. Dovranno soprattutto comprendere come la privacy possa rappresentare un momento di crescita della cultura aziendale, di riorganizzazione e miglioramento dell’intera struttura, ponendo maggior attenzione alla gestione delle informazioni e alle esigenze di riservatezza della propria clientela.
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post77
Comments(0)//farmacie.studioloi.it/#post74