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Timestamp: 2020-08-15 20:14:54+00:00
Document Index: 159960480

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 39', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 17', '§ 2', '§ 2', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17']

COMUNICAZIONI ED EVENTI - Results from #70
Wednesday, 22 November 2017 11:01
Vi comunichiamo che Venerdì 8 Dicembre 2017 lo Studio rimarrà chiuso in occasione della Festa dell'Immacolata Concezione.
Circolare 17/2017 - SECONDO ACCONTO 2017
Si ricorda che il 30 novembre 2017 scade il termine per il versamento della seconda o unica rata degli acconti 2017 dell’Irpef, Ires, Irap, Ivie, Ivafe, cedolare secca, contributi previdenziali e imposta sostitutiva per i contribuenti minimi (ex D.L. 98/2011) e dei forfettari (ex L. 190/2014) che, secondo le disposizioni attualmente in vigore, non potrà essere rateizzato.
La base di computo della percentuale del 60% (se l’importo è superiore ai minimi di legge) è la seguente:
- 100% per IRPEF, imposta sostitutiva nuovi contribuenti minimi, IVIE, IVAFE e IRAP dovuta dalle persone fisiche e società di persone;
- 95% per la cedolare secca dovuta dalle persone fisiche sulla locazione di immobili locativi;
- 100% per IRES e IRAP dovuta dalle società di capitali ed enti equiparati;
Esistono 2 metodi per il calcolo degli acconti:
- il primo, detto “metodo storico”, si fonda sulla quantificazione degli acconti in relazione all’ammontare dell’imposta dovuta per il periodo precedente.
- il secondo, detto “metodo previsionale”, si fonda sulla quantificazione degli acconti sulla stima delle imposte dovute per l’anno 2017, sempre al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto subite: questo metodo consente, qualora si preveda di realizzare un reddito inferiore a quello conseguito nel precedente, di versare un acconto inferiore (o non versare nulla) rispetto a quello che si sarebbe versato applicando il metodo storico.
Resta possibile adottare differenti metodologie di determinazione dell’acconto per i diversi tributi (Irpef/Ires da un lato e Irap dall’altro); così, ad esempio, è possibile scegliere il metodo previsionale per l’Irpef/Ires e quello storico per l’Irap, o viceversa.
Se adotta il metodo storico, il contribuente deve verificare che non sussistano obblighi di ricalcolo delle imposte relative al 2016, sulle quali commisurare gli acconti dovuti per il 2017, imposti da specifiche disposizioni di legge.
In caso di omesso, insufficiente o ritardato versamento degli acconti IRPEF, IRES e IRAP, oltre agli interessi, è dovuta la sanzione amministrativa del 30%, ridotta per effetto del ravvedimento operoso:
- allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, se il pagamento avviene entro i quattordici giorni successivi alla scadenza;
- all’ 1,5%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta;
- all’ 1,67%, se il pagamento viene eseguito dal 31° al 90° giorno dalla scadenza prescritta;
- al 3,75%, se il pagamento è eseguito entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa;
- al 4,29%, se il pagamento è eseguito entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello in cui la violazione è stata commessa;
- al 5% entro il termine dell’accertamento;
- al 6% dopo la notifica di un PVC.
I soli “professionisti” titolari di partita I.V.A. soggetti al contributo previdenziale Inps ex L. 335/95 (coloro cioè che addebitano o potrebbero addebitare al committente una percentuale del 4%), sono tenuti ad effettuare il versamento in acconto del contributo dovuto per il 2017. L’acconto, calcolato in base al reddito professionale dichiarato per l’anno 2016 e tenendo conto delle aliquote previste per l’anno 2017 pari a:
- 25,72% per i lavoratori autonomi, titolari di partita Iva non assicurati presso altre forme previdenziali
- 24% per i lavoratori autonomi titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica deve essere versato alle seguenti scadenze:
* entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi, nella misura corrispondente al 40% dell’importo dovuto;
* entro il 30 novembre di ciascun anno nella misura corrispondente al 40% dell’importo dovuto.
Il contributo è dovuto fino a al raggiungimento del massimale della base imponibile fissato per il 2017 in € 100.324,00.
Gli iscritti alla gestione artigiani e commercianti dell’INPS devono versare entro il 30 novembre 2017 il secondo acconto dei contributi dovuti per l’anno 2017, sulla quota di reddito eccedente il minimale.
Versamenti con compensazioni
Si ricorda che l’utilizzo di crediti di imposte dirette superiori a 5.000 euro, nonché il credito da modello IVA TR (da quello del 2° trimestre 2017) superiore a 5.000 euro, per compensare il debito da secondi acconti, necessita dell’apposizione del visto di conformità sulla relativa dichiarazione/istanza e l’F24 eventualmente a zero va presentato attraverso i canali Entratel o Fisconline così come l’F24 che chiude con un saldo a debito, ma con compensazioni parziali (salvo alcuni casi particolari).
Circolare 16/2017 - ACCONTO IVA
La presente per ricordarVi che, per l’anno 2017, il termine per il versamento dell’acconto IVA relativo all’ultimo periodo (mese o trimestre) dello stesso anno è fissato per il 27 dicembre 2017.
I contribuenti che decidono di utilizzare questo metodo, devono versare un importo pari all’88% dell’imposta dovuta per il mese di dicembre 2016, al lordo dell’acconto versato nello stesso mese (ovvero all’88% dell’IVA dovuta per il quarto trimestre 2016 per i contribuenti trimestrali).
I contribuenti che decidono di utilizzare questo metodo, devono versare un importo pari all’88% dell’imposta che presumono risulterà dovuta a consuntivo in sede di liquidazione IVA del mese di dicembre 2017 (ovvero del quarto trimestre 2017 per i contribuenti trimestrali).
La complessità deriva in particolare dal fatto che si deve tenere conto, al fine di determinare l’imposta dovuta in relazione alle operazioni attive, non solo di quella relativa alle operazioni fatturate nel periodo considerato, ma anche di quella afferente le operazioni (ivi compresi gli acquisti intracomunitari) per le quali si è già verificato entro il 20 dicembre 2017 il momento di effettuazione identificato secondo quanto disposto dall’art. 6 della legge IVA (o dall’art. 39 del D.L. n. 331/93 per gli acquisti intracomunitari) ancorché non siano ancora decorsi i termini di emissione (o integrazione) delle relative fatture. L'estrema complessità di questo metodo di calcolo ne sconsiglia l’utilizzazione.
- da mensile a trimestrale: l’acconto dell’88% va calcolato sulla base dei versamenti effettuati negli ultimi tre mesi dell’anno precedente (al lordo dell’acconto e al netto dell’eventuale eccedenza detraibile emergente dalla liquidazione relativa a dicembre 2016).
1) hanno evidenziato, nell’ultimo periodo del 2016 un credito IVA;
2) ritengono di concludere a credito il 2017;
3) applicando il “metodo delle operazioni effettuate” evidenziano un credito nel periodo 1° dicembre (o 1° ottobre se trimestrali) - 20 dicembre 2017;
4) hanno cessato l’attività prima del 30 novembre o del 30 settembre 2017, se trimestrali;
5) hanno iniziato l’attività nel 2017;
Vi comunichiamo che mercoledì 4 Ottobre 2017 lo Studio rimarrà chiuso in occasione del Santo Patrono di Bologna.
Thursday, 20 July 2017 15:14
Circolare 15/2017 - Chiusura Studio
Vi comunichiamo che la settimana dal 31 Luglio al 4 Agosto 2017 la segreteria effettuerà il seguente orario: dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 13.30 alle 17.30.
Lo Studio sarà chiuso per ferie dal 7 Agosto al 25 Agosto 2017 compresi.
Circolare 14/2017 - Nuova disciplina prestazioni occasionali
Con l'abrogazione del lavoro accessorio (è stato previsto un periodo transitorio durante il quale i voucher già acquistati fino al 17.3.2017 potranno essere utilizzati fino al 31.12.2017), a decorrere dal 24 giugno 2017, è stata introdotta una specifica disciplina delle prestazioni occasionali (art. 54-bis, D.L. n. 50/2017).
Per prestazioni di lavoro occasionali si intendono le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno solare (dall’01/01 al 31/12):
- per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000,00 euro netti;
- per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000,00 euro netti:
- per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500,00 euro netti e 280 ore nello stesso anno civile .
Divieto di ricorrere al lavoro occasionale
- Non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionale da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.
- Non possono accedere all’utilizzo del contratto di prestazione occasionale:
° i soggetti che abbiano nell’ultimo semestre (dall’ottavo al terzo mese precedente) più di 5 dipendenti a tempo indeterminato. Ai fini del computo del numero di dipendenti devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica (esclusi gli apprendisti). I lavoratori part-time sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all'orario svolto. I lavoratori intermittenti sono conteggiati in proporzione all'orario effettivamente svolto nel semestre.
° le imprese agricole (salvo eccezioni al punto 6.5 della circolare INPS 107/2017)
° le imprese edili e affini
° nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.
Tutela previdenziale e assicurativa
I prestatori di lavoro occasionale godono di una minima tutela assicurativa e previdenziale, posta a carico dell’utilizzatore, presso:
- la Gestione separata INPS ex L. 335/95, che garantisce l’assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti;
- l’INAIL, per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.
I compensi percepiti sono:
- irrilevanti ai fini dello status di disoccupato;
- computabili ai fini del calcolo del reddito necessario al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno.
Ai fini dell'accesso alle prestazioni, prestatori e utilizzatori sono obbligati a registrarsi preventivamente sulla piattaforma telematica INPS o Contact Center.
I prestatori di lavoro dovranno, inoltre, indicare l'Iban del conto corrente bancario/postale, libretto postale ovvero della carta di credito, sul quale l'Istituto provvederà, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione, a erogare il compenso pattuito.
Utilizzatori e prestatori sono obbligati a registrarsi:
- direttamente, attraverso l'accesso alla citata piattaforma telematica con l'utilizzo delle proprie credenziali personali (Pin Inps, credenziali Spid, Cns);
- avvalendosi dei servizi di contact center Inps;
- tramite gli intermediari di cui alla L. n. 12/1979;
- dagli enti di patronato, esclusivamente per il libretto famiglia.
Ciascun utilizzatore persona fisica non nell'esercizio dell'attività professionale o d'impresa può acquistare, attraverso la piattaforma informatica Inps ovvero presso gli uffici postali, un libretto nominativo prefinanziato, denominato "Libretto Famiglia", per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a suo favore da uno o più prestatori nell'ambito di:
Al termine della prestazione lavorativa, e comunque non oltre il terzo giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione stessa, l'utilizzatore tramite la piattaforma telematica Inps o avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall'Inps è tenuto a comunicare:
- il numero di titoli utilizzati per il pagamento della prestazione;
- l'ambito di svolgimento della prestazione;
- le altre informazioni per la gestione del rapporto.
Il valore dei titoli di pagamento contenuti nel Libretto Famiglia è di euro 10 (che equivalgono a 8 euro netti per il lavoratore e che costituisce il compenso orario minimo).
I soggetti quali professionisti, imprenditori, lavoratori autonomi, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata, , nonché la Pubblica Amministrazione, possono attivare il contratto di prestazione occasionale (“Presto”).
Almeno 60 minuti prima dell'inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa, l'utilizzatore, tramite la piattaforma informatica Inps o avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall'Inps, è tenuto a fornire le informazioni previste.
Qualora la prestazione non venga resa, l’utilizzatore deve comunicare, sempre tramite la procedura telematica INPS, la revoca della dichiarazione precedentemente inoltrata, purché ciò avvenga entro le ore 24.00 del terzo giorno successivo a quello originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione.
La misura del compenso è stabilita dalle parti, purché non inferiore al livello minimo orario, pari a 9 euro netti per ogni ora di lavoro (costo totale € 12,41), nonché dell’importo minimo giornaliero pari a 36 euro per 4 ore di lavoro.
Il compenso giornaliero non può essere inferiore a 36 euro netti, anche qualora la prestazione lavorativa sia inferiore a 4 ore.
Il versamento delle somme dovute per il “Libretto Famiglia” o il contratto di prestazione occasionale deve avvenire:
- con il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE) o il modello “F24 Enti pubblici” (F24 EP);
- utilizzando le causali contributo istituite con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 3.7.2017 n. 81:
° per “Finanziamento del Libretto Famiglia” codice “LIFA”
° per “Finanziamento del contratto di lavoro occasionale codice “CLOC”;
- compilando il modello F24 secondo le istruzioni contenute nella suddetta risoluzione.
È esclusa la facoltà di compensazione dei crediti.
Il rapporto si trasforma in rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato qualora sia superato, da parte di un utilizzatore diverso dalla Pubblica Amministrazione:
- il limite massimo complessivo di 2.500,00 euro, previsto per il prestatore per le prestazioni rese in favore del medesimo utilizzatore;
- il limite di durata della prestazione, pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno solare.
Con riferimento al solo contratto di prestazione occasionale, invece, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 500,00 a 2.500,00 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione, in caso di:
- violazione dell’obbligo di comunicazione;
- violazione dei limiti disposti per gli utilizzatori.
Friday, 07 July 2017 10:03
Circolare 13/2017 - Novità per i lavoratori autonomi
La L. 22.5.2017 n. 81 (c.d. “Jobs Act dei lavoratori autonomi”), in vigore dal 14.6.2017, modifica il trattamento, ai fini del calcolo del reddito di lavoro autonomo delle spese di formazione e delle spese sostenute direttamente dal committente a beneficio del professionista (c.d. spese “prepagate”).
Ai sensi dell’art. 54 co. 5 del TUIR (come modificato dalla L. 81/2017), le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale, nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, diventano integralmente deducibili dal reddito di lavoro autonomo professionale, entro il limite annuo di 10.000,00 euro con effetto dal periodo d’imposta 2017.
Sono incluse tra le spese deducibili secondo tale disciplina anche quelle di viaggio e soggiorno (relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande) ove sostenuti nell’ambito di corsi di formazione, ferma restando la suddetta soglia massima di 10.000,00 euro.
Nel silenzio della legge, nell’ipotesi di studi associati e associazioni professionali, si ritiene che il limite vada riferito al singolo socio o associato (si veda la scheda di lettura n. 122 predisposta dal Servizio bilancio del Senato a commento della versione originaria del disegno di legge).
Spese “prepagate”
L’art. 54 co. 5 del TUIR (come modificato dalla L. 81/2017) estende la disciplina prevista, fino al periodo d’imposta 2016, per le spese di vitto e alloggio “prepagate” a tutte le spese “prepagate” dal committente (quali, tra le altre, quelle di viaggio e tra­sporto), relative all’esecuzione di un incarico conferito.
In particolare, diventano irrilevanti i valori corrispondenti a tutti i beni e servizi acquistati dal committente, di cui lo stesso professionista ha beneficiato per rendere la propria prestazione:
- sia quali compensi in natura;
- sia quali spese per la produzione del reddito (da addebitare in fattura).
In pratica, i professionisti non devono “riaddebitare” in fattura tali spese al committente e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo.
Rimborso delle spese di vitto e alloggio
Viene previsto che le soglie di deducibilità ordinariamente applicabili alle spese di vitto e alloggio (75% dell’onere sostenuto, nei limiti del 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta) non si estendono ai medesimi costi se, nello stesso tempo, questi sono:
- sostenuti dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico;
- addebitati analiticamente in capo al committente.
Si consideri un professionista con compensi (comprensivi di rimborsi spese) pari a 100.000,00 euro e spese di vitto e alloggio pari a 3.000,00 euro. Tali spese, sostenute dal professionista per l’esecuzione di vari incarichi, sono riaddebitate in fattura al committente.
In base alla normativa vigente fino al periodo d’imposta 2016 si procede come segue:
- applicazione del limite del 75% alle spese (3.000,00 × 75% = 2.250,00);
- applicazione del limite del 2% ai compensi (100.000,00 × 2% = 2.000,00).
L’importo deducibile è pertanto pari a 2.000,00 euro.
Tuttavia, posto che tali spese, sostenute dal professionista, sono riaddebitate al commit­tente, l’intero rimborso (3.000,00 euro) costituisce compenso imponibile.
A partire dal periodo d’imposta 2017, invece, nel caso in esame, i limiti di deducibilità non si applicano più, con il risultato che l’ammontare deducibile della spesa (3.000,00 euro) coincide con quello imponibile del rimborso (3.000,00 euro).
Friday, 07 July 2017 08:30
Circolare 12/2017 - Novità in materia di compensazioni
Il DL 24.4.2017 n. 50 (c.d. “manovra correttiva”) è stato convertito nella L. 21.6.2017 n. 96, preve­dendo numerose novità in materia di compensazioni, che consistono, in particolare:
- nell’inasprimento dei vincoli all’utilizzo in compensazione “orizzontale” nel modello F24 dei crediti d’imposta, con estensione dell’obbligo del visto di conformità;
- nell’anticipazione del termine iniziale per la compensazione dei crediti IVA, annuali o trimestrali, di importo superiore a 5.000,00 euro annui;
- nell’introduzione di uno specifico regime sanzionatorio nel caso di compensazione “orizzontale” in violazione dell’obbligo del visto di conformità;
- nel controllo preventivo del limite massimo delle compensazioni;
- nell’estensione dell’obbligo, per i soggetti titolari di partita IVA, di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni.
Si riportano di seguito le novità introdotte a integrazione di quanto riportato nella nostra circolare n. 8 del 4/5/2017.
Obbligo del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa
L’obbligo di apposizione del visto di conformità (o della sottoscrizione alternativa) è stato esteso anche alla compensazione “orizzontale” dei crediti IVA trimestrali, se di importo superiore a 5.000,00 euro annui, che emergono dai modelli TR.
La compensazione di crediti IVA per importi superiori a 5.000,00 euro annui potrà avvenire a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del modello TR da cui emergono, a seconda che si tratti di un credito IVA annuale o trimestrale, mentre in precedenza bisognava attendere il giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del modello TR.
L’Agenzia delle Entrate, con la ris. 4.5.2017 n. 57, ha chiarito che:
- le nuove disposizioni in materia di visto di conformità si applicano alle dichiarazioni presentate dal 24.4.2017;
- i modelli F24 presentati successivamente al 23.4.2017, ma che utilizzano in compensazione, per importi fino a 15.000,00 euro, crediti emergenti da dichiarazioni già trasmesse entro tale data, non possono essere scartati.
Compensazione dei crediti d’imposta concessi a fini agevolativi
L’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 è stato esteso a tutte le compensazioni relative ai crediti d’imposta concessi a fini agevolativi, da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.
Codici tributo rilevanti ai fini dell’obbligo
La ris. Agenzia delle Entrate 9.6.2017 n. 68 (allegato sub 1) ha fornito l’elenco dei codici tributo relativi alle suddette tipologie di crediti (riportati nel relativo allegato 2), il cui utilizzo in compensazione “orizzontale”, obbliga i soli titolari di partita IVA alla trasmissione telematica del modello F24 mediante i servizi dell’Agenzia delle Entrate, fermi restando gli obblighi di utilizzare i servizi telematici della stessa Agenzia già previsti in base alle previgenti disposizioni (il relativo elenco di codici tributo è riportato nell’allegato 1).
Codici tributo non rilevanti ai fini dell’obbligo
La suddetta risoluzione ha inoltre chiarito che detto obbligo non sussiste in relazione a particolari codici tributo (riportati nel relativo allegato 3), evidenziati nel medesimo F24, che identificano l’utilizzo del credito in compensazione “verticale” o “interna”, ossia con un importo a debito della stessa imposta (tipicamente gli acconti e i versamenti periodici IVA).
Esclusione dei crediti relativi al c.d. “bonus Renzi” e ai rimborsi da modelli 730
Sono esclusi dai nuovi obblighi delle compensazioni i crediti relativi:
- al c.d. “bonus Renzi” (80,00 euro al mese);
- ai rimborsi erogati dai sostituti d’imposta a seguito della presentazione dei modelli 730.
Compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi e relative addizionali, all’IRAP e alle ritenute alla fonte
Importo: Fino ai 5.000,00 Euro
- Compensazione possibile dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta di maturazione del credito.
- Per i soggetti titolari di partita IVA, obbligo di utilizzare Entratel o Fisconline per la presenta­zione dei modelli F24, salvo che si tratti di “compensazioni interne”.
Importo: Oltre i 5.000,00 Euro
- Compensazione dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta di maturazione del credito, purché la dichiarazione dalla quale emerge venga presentata, nei termini ordinari, munita del visto di conformità o della sottoscrizione dell’organo di revisione legale dei conti.
- Obbligo di utilizzare Entratel o Fisconline per la presentazione dei modelli F24, salvo che si tratti di “compensazioni interne”.
- Compensazione solo dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichia­razione dalla quale emerge il credito, munita del visto di conformità o della sottoscrizione dell’organo di revisione legale dei conti (limite elevato a 50.000,00 euro per le start up innovative).
- Compensazione possibile dal giorno successivo a quello di presentazione del relativo modello TR.
- Compensazione solo dal decimo giorno successivo a quello di presentazione del relativo modello TR, munito del visto di conformità o della sottoscrizione dell’organo di revisione legale dei conti (limite elevato a 50.000,00 euro per le start up innovative).
- Obbligo di utilizzare Entratel o Fisconline per la presentazione dei modelli F24, salvo che si tratti di “compensazioni interne".
Circolare 11/2017 - Novità in materia di locazioni brevi
L’art. 4 del DL 50/2017 prevede una specifica disciplina fiscale per le “locazioni brevi”.
Deve trattarsi di contratti di locazione (sublocazione o locazione del comodatario) aventi a oggetto immobili a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni (per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione).
Nel campo di applicazione della norma rientrano anche le locazioni che prevedono la prestazione di servizi accessori di fornitura di bian­cheria e di pulizia dei locali.
La norma richiede che si tratti di contratti di locazione (sublocazione o locazione del comodatario) stipulati da persone fisiche, al di fuori del regime di impresa.
Rientrano nell’ambito di applicazione della nuova disciplina anche i contratti di locazione stipulati tramite soggetti che:
- esercitano attività di intermediazione immobiliare;
- gestiscono portali telematici (ad esempio la nota piattaforma Airbnb), mettendo in contatto persone in cerca di un im­mobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.
Ai contratti di locazione breve stipulati a decorrere dall’1.6.2017, possono applicarsi le norme sulla cedolare secca, di cui all’art. 3 del DLgs. 14.3.2011 n. 23.
Gli intermediari devono trasmettere, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono, i dati relativi ai:
- contratti di locazione breve conclusi per il loro tramite;
- contratti di sublocazione breve conclusi per il loro tramite;
- contratti onerosi conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento del­l’immobile da parte di terzi ed aventi le caratteristiche delle locazioni bre­vi, stipulati per il loro tramite.
L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati è punita con la sanzione:
- da 250,00 a 2.000,00 euro (art. 11 co. 1 del DLgs. 18.12.97 n. 471);
- oppure da 125,00 a 1.000,00 euro, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nello stesso termine, viene effettuata la trasmissione corretta dei dati
Obbligo di ritenuta a carico dell’intermediario
Gli intermediari residenti nel territorio dello Stato qualora incassino i canoni relativi ai contratti di locazione breve operano, in qualità di sostituti d’imposta, una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e corrispettivi, all’atto del pagamento al beneficiario e provvedono al relativo versamento e alla relativa certificazione.
Ove il conduttore paghi direttamente al locatore, non si configura quindi l’obbligo di ritenuta.
- sia stata espressa l’opzione per la cedolare secca, la ritenuta si intende operata a titolo di imposta sostitutiva;
- non sia stata espressa l’opzione per la cedolare secca, la ritenuta si intende operata a titolo di acconto delle imposte sui redditi dovute.
Gli intermediari non residenti nel territorio dello Stato se sono:
- in possesso di una stabile organizzazione in Italia, adempiono ai suddetti obblighi tramite la stabile organizzazione;
- riconosciuti privi di una stabile organizzazione in Italia, adempiono agli obblighi in esame nominando un rappresentante fiscale individuato tra i soggetti indicati nell’art. 23 del DPR 600/73.
I soggetti che incassano i canoni relativi ai contratti di locazione breve, sono responsabili del pagamento dell’imposta di soggiorno di cui all’art. 4 del DLgs. 23/2011 e del contributo di soggiorno di cui all’art. 14 co. 16 lett. e) del DL 78/2010 e di ogni ulteriore adempimento previsto dalla legge e dal regolamento comunale.
Con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dovranno essere sta­bilite le disposizioni attuative dei nuovi obblighi di comunicazione e di ritenuta.
Circolare 10/2017 - Novità in materia di IVA
Il DL 24.4.2017 n. 50 (c.d. “manovra correttiva”) è stato convertito nella L. 21.6.2017 n. 96, di seguito si indicano le principali novità.
- l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA;
- la registrazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali d’importazione.
- sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile;
- può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione IVA annuale relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto e alle condizioni esistenti al momento della sua nascita.
Il nuovo termine per l’esercizio del diritto alla detrazione IVA è anticipato di due anni rispetto a quello precedentemente previsto.
Il termine previsto per la registrazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali (art. 25 co. 1 del DPR 633/72) deve avvenire:
- anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta;
- in ogni caso, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.
Le novità sopra descritte si applicano alle fatture e bollette doganali emesse a partire dall’1.1.2017.
Ne consegue che alle fatture ricevute e non registrate nel 2015 e 2016 sono ancora applicabili i termini più ampi per la registrazione e l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA assolta.
Estensione del meccanismo dello “split payment”
Il DL 50/2017, convertito con il DM 27.6.2017, modificando l’art. 17-ter del DPR 633/72, ha esteso l’ambito di applicazione del c.d. “split payment” (scissione dei pagamenti):
- sia per quanto riguarda i soggetti passivi IVA tenuti ad applicare lo speciale meccanismo alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate;
- sia per quanto riguarda i soggetti destinatari di tali operazioni.
Funzionamento del meccanismo dello "split payment"
Pertanto, il cedente o prestatore emette la fattura con addebito dell’IVA, riportando sulla stessa l’annotazione “scissione dei pagamenti”, ma non riceve l’imposta in rivalsa da parte del cessionario o committente.
- le operazioni in reverse charge (art. 17-ter co. 1 del DPR 633/72);
- le operazioni che non prevedono l’evidenza dell’IVA in fattura, come quelle relative al regime del margine per i beni usati, al regime delle agenzie di viaggio, al regime dell’editoria, ecc. (circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2015 n. 15, § 2);
- le operazioni non documentate da fattura (circ. Agenzia delle Entrate 9.2.2015 n. 1);
- le operazioni per le quali il cessionario o committente non effettua alcun pagamento al fornitore, il quale ha già il corrispettivo nella propria disponibilità (circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2015 n. 15, § 2).
Estensione dei destinatari
- le amministrazioni pubbliche, come definite dall’art. 1 co. 2 della L. 196/2009;
- le società controllate, mediante controllo “di diritto” (art. 2359 co. 1 n. 1 c.c.) o “di fatto” (art. 2359 co. 1 n. 2 c.c.), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
- le società controllate, mediante controllo “di diritto” (art. 2359 co. 1 n. 1 c.c.), direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni o unioni di Comuni;
- le società controllate mediante controllo di diritto, direttamente o indirettamente, dalle società di cui ai due punti precedenti;
- le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.
• per le Pubbliche Amministrazioni, all’elenco ISTAT pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre dell’anno precedente;
• per le società controllate e le società quotate di cui all’art. 17-ter co. 1-bis del DPR 633/72, agli elenchi appositamente predisposti e pubblicati sul sito istituzionale del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 20 ottobre dell’anno precedente (e successivamente approvati in via definitiva con decreto ministeriale entro il 15 novembre del medesimo anno).
Per le fatture emesse a partire dall’1.7.2017 e fino al 31.12.2017, le disposizioni di cui all’art. 17-ter del DPR 633/72 si applicano:
• alle Pubbliche Amministrazioni indicate nell’elenco ISTAT pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30.9.2016 n. 229;
• alle società controllate o incluse nell’indice FTSE MIB di cui al co. 1-bis dell’art. 17-ter del DPR 633/72, che risultano tali alla data del 24.4.2017 di entrata in vigore del DL 50/2017 (individuate dagli elenchi pubblicati sul sito istituzionale del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze).
- su richiesta dei cedenti o prestatori, i cessionari o committenti sopra individuati devono rilasciare un documento che attesti la loro riconducibilità ai soggetti ai quali si applica il meccanismo dello “split payment”;
- i cedenti e prestatori in possesso della suddetta attestazione sono tenuti ad applicare il meccanismo dello “split payment”.
Estensione dei fornitori
Viene esteso il meccanismo dello “split payment” ai compensi per le prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta alla fonte (es. redditi di lavoro autonomo).
Le novità sullo “split payment” si applicano alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dall’1.7.2017.
Il dipartimento delle finanze il 28/6/2017 ha pubblicato sul proprio sito il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze attuativo delle nuove disposizioni in materia di split payment.