Source: http://www.associatitv.it/rassegna-stampa-fiscale/
Timestamp: 2018-07-20 16:11:18+00:00
Document Index: 72290335

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36']

Rassegna Fiscale | Studio Carlo Corocher – Giorgio Ornella & Associati
Il Sole 24 Ore - Pagina 2
La bozza di decreto del Mise che ritocca i parametri di riferimento degli sconti fiscali per la riqualificazione energetica è destinata a cambiare i connotati dell'ecobonus. L'introduzione di massimali unitari, parametrati al metro quadrato o al kilowatt, punta a rendere più trasparente il sistema: con prezzi vicini ai valori di mercato sarà, infatti, più difficile portare in detrazione lavorazioni che non dovrebbero rientrare nel perimetro dell'efficientamento energetico. Anche perché Enea potrà effettuare controlli a campione sugli interventi. Il problema, però, è che in alcune situazioni questi valori sono troppo bassi, secondo i calcoli dei produttori. Così, c'è il rischio di far perdere a imprese e cittadini molti euro di potenziali detrazioni. L'esempio più lampante è quello degli infissi. Per l'acquisto e la posa in opera in zona climatica C (ad esempio la Campania) servono circa 800 euro al metro quadrato. Di questo costo sarà possibile recuperare 350 euro al metro quadrato. Quindi una detrazione di 175 euro contro gli attuali 400. Con una perdita secca di oltre il 50% dello sconto fiscale.
Bonus elettrico e gas in automatico con l'Isee
Bonus elettrico e gas: concessione automatica. Va in questa direzione il decreto ministeriale previsto dalla legge concorrenza per semplificare il meccanismo. Stando all'attuale orientamento del Mise, quando l'Inps attesterà un valore Isee nei limiti previsti per l'accesso al bonus (8.107 euro), il riconoscimento scatterà in via automatica. Fino ad oggi la necessità di presentare la domanda costituiva uno dei motivi della limitata diffusione dei bonus erogati sotto forma di compensazione della spesa energetica. L'Istituto Bruno Leoni propone, innanzitutto, di passare a un unico bonus per includere nell'agevolazione le famiglie che non usano gas naturale perché impiegano per il riscaldamento legna o pellet. In questo modo, inoltre, non si penalizzerebbe chi usa solo il vettore elettrico, perché per scaldarsi usa pompe di calore o altri apparecchi elettrici. L'Istituto propone, inoltre, di trasferire l'importo spettante nella Carta Rei (l'ex social card).
L'Isee precompilato slitta al 2019 Bonus cultura per altri 12 mesi
Il Sole 24 Ore - Pagina 18
Inizia a prendere forma il milleproroghe estivo. La bozza parte da 19 proroghe. Vi figurano il rinvio al 2019 dell'Isee precompilato e la replica del bonus cultura ai diciottenni. Si lavora, tuttavia, per inserire nel decreto legge gli investimenti di regioni e comuni e la riforma degli appalti. Sono diversi i dossier aperti e sarà necessario mediare fra le ambizioni della maggioranza e la prudenza del Mef. Le prime prove significative sono rappresentate dai primi passi di flat tax e dalla riforma del credito cooperativo. Per l'Isee precompilato si dovrà attendere un anno in più, perché l'incrocio telematico dei dati fra Inps e Agenzia delle Entrate è ancora da oliare. A settembre, quando scadranno le dichiarazioni attuali usate da milioni di famiglie per accedere a welfare e servizi pubblici, la richiesta dovrà quindi seguire le modalità tradizionali. La sperimentazione della dichiarazione unica precompilata, che sarebbe dovuta partire a marzo, si è incagliata sui problemi di privacy. (Ved. Anche Italia Oggi: 'L'Isee precompilato va al 2019' – pag. 25)
Il Fisco contro le compensazioni senza l'attestazione dei requisiti
Il Sole 24 Ore - Pagina 19
Il Fisco conferma la linea dura sulla vicenda delle autocertificazioni per i requisiti patrimoniali delle società aderenti alla liquidazione Iva di gruppo. Per le compensazioni delle eccedenze con i debiti Iva i gruppi devono avere una garanzia contestuale alla presentazione della dichiarazione annuale. Ma le imprese virtuose cioè quelle in possesso dei requisiti patrimoniali sono esonerate e basta un'autocertificazione che attesta il possesso di tali requisiti. In passato non era chiaro se l'autocertificazione dovesse essere trasmessa alle Entrate o soltanto predisposta e consegnata a richiesta. Il mancato invio dell'autocertificazione contestualmente al modello VR Iva è stato sanzionato, al pari dell'omesso versamento, con una sanzione del 30%. Questa interpretazione, tuttavia, trova un primo limite nel fatto che l'alternativa alla garanzia rilasciata da un istituto di credito è costituita da requisiti patrimoniali e non dall'autocertificazione.
La legge non prevede penalità
Nel ricorso contro l'atto di contestazione delle sanzioni per la tardiva presentazione dell'autocertificazione dei requisiti patrimoniali delle imprese virtuose è possibile far valere l'assenza di un termine per l'adempimento. In altre parole non esiste sanzione per simili violazioni. Il decreto legislativo di riforma si è limitato ad introdurre specifiche sanzioni solo per la consegna tardiva della garanzia ( e non dell'autocertificazione). Così per il passato non esisteva alcuna sanzione per la tardiva consegna della garanzia, dato che solo ora è stata introdotta, e ancora adesso continua a non essere sanzionata la mancanza dell'autocertificazione. Si tratta, comunque, di un mero adempimento formale. Affinché un adempimento possa essere considerato tardivo, occorre una norma che preveda espressamente il termine entro il quale si debba adempiere.
Resi e premi dell'anno precedente: principio di competenza in bilico
Il Sole 24 Ore - Pagina 20
Assonime dedica la circolare n. 15 alle operazioni successive alla chiusura dell'esercizio e alla loro rilevanza fiscale. Sul tema si era già espresso il Cndcec con il documento di ricerca datato 24 aprile. L'argomento è trattato anche nel principio contabile Oic 29, ma l'avvento del principio della derivazione rafforzata, e quindi dell'eventuale rilevanza anche fiscale delle singole operazioni, ha reso il tema di stringente attualità. L'Oic 29 sostiene che devono essere recepiti quei fatti, positivi e/o negativi, che evidenziano condizioni già esistenti alla data di riferimento del bilancio, ma che si manifestano solo dopo la chiusura dell'esercizio, e che richiedono modifiche ai valori delle attività e passività in bilancio, in conformità al postulato della competenza. L'Agenzia delle Entrate ha condiviso la tesi dell'Oic stabilendo che i fatti sopravvenuti di cui occorre tener conto servono a quantificare meglio le poste che attengono economicamente al bilancio dell'esercizio già chiuso. Restano, tuttavia, delle incognite sulla gestione dei resi dopo la chiusura dell'esercizio e sul riconoscimento di premi.
La vecchia sostitutiva rende meno costosa la nuova rivalutazione
Con la sentenza 1877/07/2018, depositata lo scorso 11 luglio, la Commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna ha affermato che la prima rata da versare a seguito di una nuova rivalutazione delle quote di partecipazione può essere compensata con l'imposta sostitutiva pagata per un precedente affrancamento. L'ufficio, quindi, non può disconoscere la validità della seconda rivalutazione semplicemente perché la prima rata non è stata versata ma compensata ed iscrivere a ruolo, ritenendo non perfezionata la prima rivalutazione, le rate successive alla prima oltre a sanzioni ed interessi. Secondo i giudici tributari d'appello la compensazione del ricorrente non può essere censurata solo perché effettuata in modo diverso rispetto a quello ritenuto corretto dall'ufficio. La circostanza che il contribuente avesse provveduto a compensare l'imposta già pagata, anziché detrarla direttamente da quella emergente dalla nuova rivalutazione, rappresenta una irregolarità che non ha dato luogo ad evasione né a danni per l'Erario.
Trust successori regolari
Italia Oggi - Pagina 27
Il Tribunale di Roma, con la sentenza emessa lo scorso 18 luglio, dà il via libera alla reintestazione del conto corrente ai trustees. L'operazione, per i giudici, non configura né sottrazione fraudolenta di imposta né operazione sospetta. Si chiude così con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste la vicenda giudiziaria di Cy Twombly artista di fama mondiale. Sentenza di assoluzione piena, dunque, nei confronti dei tre gestori del trust di diritto americano istituito nel 2005 da uno dei più acclamati artisti contemporanei americani E.P. Twombly (al secondo Cy Twombly).
Scudo fiscale, evasori senza saldo delle imposte
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 33833 di ieri, ha sancito che lo scudo fiscale non fa cadere l'evasione senza prova del pagamento delle imposte. Non basta la dichiarazione che i capitali sono detenuti all'estero. Respinto il ricorso di un contribuente al quale erano stati sequestrati beni e denaro. L'uomo aveva aderito allo scudo fiscale denunciando i beni posseduti all'estero. Ma questo non era bastato a scriminare, cioè a far cadere il reato: sarebbe stato necessario provare l'effettivo pagamento delle imposte dopo la dichiarazione.
Italia Oggi - Pagina 28
La task force Gafi lavora per sviluppare nuove politiche finalizzate a proteggere il sistema finanziario globale. Per affrontare il fenomeno delle criptovalute sono state sviluppate quatto soluzioni che vanno dal divieto dell'uso delle criptovalute alla regolamentazione degli intermediari, dal monitoraggio delle transazioni sospette a regole ad hoc. Il report anticipa quello che sarà il lavoro del Gafi fino al 2019: predisporre e aggiornare le regole antiriciclaggio ricomprendendo anche le criptovalute. Per farlo il cantiere riformulerà le 40 raccomandazioni Gafi. Il documento evidenzia che il Gafi sta monitorando le varie aree geografiche per capire come il fenomeno delle criptovalute è gestito dai vari paesi.
L'accordo col fisco riduce la confisca dell'evasore
La confisca dei beni del presunto evasore dev'essere ridotta d'ufficio dal giudice in relazione alle rate già pagate dall'imprenditore. A maggior ragione dopo la riforma fiscale del 2015. Ad affermarlo la Corte di cassazione con la sentenza n. 33389 di avanti ieri. Gli 'ermellini' hanno accolto il secondo motivo del ricorso presentato dalla difesa del contribuente. L'uomo era stato accusato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Per questo era scattato il sequestro finalizzato alla confisca di beni e denaro a copertura del debito con l'Erario. Questo nonostante l'imprenditore avesse già sottoscritto un piano di rateizzazione. In giudizio la difesa chiedeva, invano, il dissequestro. La Suprema corte ribaltava il verdetto disponendo di svincolare i beni relativi alle rate già saldate.
La rata di adesione non decade per ritardo
Il breve ritardo con cui un contribuente paga una rata da adesione, acquiescenza, mediazione o conciliazione giudiziale non comporta il disconoscimento dell'intera dilazione. Ad affermarlo la Ctr della Lombardia con la sentenza n. 2925/2018 depositata lo scorso 26 giugno. La vertenza tratta di una cartella di pagamento scaturita da un controllo ex art. 36-bis del Dpr 600/1973 e 54-bis del Dpr 633/1972 sulla dichiarazione Unico 2012. La pretesa discendeva dalla tardività del versamento della prima rata dell'importo della comunicazione di irregolarità; con conseguente decadenza dalla rateazione, l'iscrizione a ruolo dell'intera somma dovuta e l'irrogazione della sanzione del 30%.
Terzo settore, primo sì alla proroga della riforma
Ieri il Senato ha approvato il disegno di legge che concede quattro mesi in più per i correttivi al Codice del Terzo settore. Senza la proroga il termine sarebbe scaduto i primi di agosto. Ora si punta a spostare la scadenza a inizio del prossimo mese di dicembre. Il testo ora passa alla Camera per cercare di ottenere un via libera sprint, proprio in considerazione dei tempi stretti. Il relatore al testo ieri ha motivato la necessità della proroga con il fatto che il parere sul correttivo presentato dal Governo Gentiloni avrebbe dovuto essere espresso dalla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama entro il 21 luglio. Ma l'assegnazione in commissione ancora manca in quanto si attende il parere del Consiglio di Stato.