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Timestamp: 2018-11-17 22:28:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 34', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 2', 'art.17']

Commercio elettronico indiretto | Il Commercialista Online
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Commercio Elettronico Indiretto o E-commerce: ecco come stare in regola….
11 aprile 2017 /16 Commenti/in Aprire Partita IVA, Ditta Individuale /da Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela
Ci sono giunte diverse richieste di informazioni sulle lettere inviate da Amazon ai propri venditori. Abbiamo quindi pensato di aggiornare un “vecchio articolo” per fare un pò di chiarezza sull’argomento.
Commercio elettronico indiretto o eCommerce: che cos’è? Qual è il trattamento fiscale per questo tipo di cessioni? Occorre emettere gli scontrini fiscali? Ecco tutto ciò che devi da sapere per stare in regola!
Il commercio elettronico indiretto consiste in una tipologia di transazioni in cui:
“la fase preliminare di ordine ed anche il pagamento vengono effettuati on-line, ma il bene viene poi fisicamente spedito al domicilio o alla sede dell’acquirente. Si tratta della vendita di beni tradizionali (come vino, libri, computer, eccetera) che ha delle analogie con la vendita per corrispondenza e che si avvantaggia della forma elettronica per espandere i propri canali e le proprie vendite”.
In base ai soggetti che prendono parte al processo di vendita, il commercio elettronico indiretto può essere classificato come segue:
business to consumer (B2C): si tratta delle transazioni commerciali di beni e servizi tra imprese e consumatori finali;
business to business (B2B): si tratta dell’insieme delle transazioni commerciali effettuate tra imprese.
Inoltre, a seconda del paese in cui avviene la cessione cambia la disciplina IVA; nel dettaglio occorre distinguere tra:
cessioni effettuate in Italia;
cessioni EXTRA UE.
In questo articolo ci soffermiamo sulle cessioni B2C.
Come funziona l’IVA sulle cessioni effettuate in Italia?
Il commercio elettronico indiretto è assimilato, anche ai fini della disciplina IVA, alle vendite per corrispondenza e quindi non è obbligatoria l’emissione di fattura/scontrino/ricevuta fiscale, a meno che il cliente non ne faccia esplicita richiesta al momento di effettuazione dell’operazione. È quindi opportuno predisporre il sito internet in modo che sia possibile, per l’acquirente, effettuare la relativa opzione e, conseguentemente, indicare i dati necessari per la fatturazione.
Cosa succede se il compratore restituisce la merce?
L’emissione della fattura, in caso di restituzione della merce al venditore (ad esempio esercitando il diritto di recesso), permette di recuperare l’IVA a norma dall’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972. Il problema sorge quando i beni ceduti, per cui non è statA prodotta la fattura, vengono restituiti al fornitore e normalmente per tali operazioni non sarebbe possibile recuperare l’IVA. Per risolvere il problema l’Agenzia delle Entrate consente di recuperare l’IVA sui resi di merce nell’ambito delle attività di commercio elettronico indiretto che non comportino l’obbligo di emissione di fattura/scontrino/ricevuta fiscale, ma il contribuente deve fornire la documentazione che consenta l’identificazione degli elementi necessari a correlare la restituzione al medesimo bene risultante dal documento che prova la vendita originaria quali:
Come funziona l’IVA sulle cessioni effettuate negli Stati UE?
Le cessioni effettuate per corrispondenza in altri Stati UE sono soggette ad IVA in Italia alle seguenti condizioni:
i beni devono essere spediti o trasportati dal cedente o per suo conto nel territorio di altro Stato membro;
i cessionari non devono essere soggetti IVA;
le vendite in ciascuno Stato membro non devono superare l’importo annuo di € 100.000 o il minor ammontare previsto in ogni Stato a norma dell’art. 34 della Direttiva 2006/112/CE.
Il cedente può optare, anche nel caso in cui non superi la soglia dei € 100.000, per l’applicazione dell’IVA nell’altro Stato membro, nominando un rappresentante fiscale nello Stato UE di destinazione oppure identificandosi direttamente.
Quando invece per le cessioni UE l’IVA viene applicata nel paese dell’acquirente?
A questo proposito, proprio in questi giorni Amazon sta inviando ai propri venditori una informativa, che riguarda la disciplina applicabile ai soggetti passivi IVA che vendono i propri beni a consumatori finali all’interno dell’Unione Europea. In particolare, sono previste per ogni stato membro delle soglie di vendita al superamento delle quali occorre identificarsi in quello Stato, direttamente o tramite un rappresentante fiscale, applicare IVA prevista secondo la normativa locale e ad adempiere agli obblighi contributivi e previdenziali vigenti nello Stato.
Quali sono le soglie per singolo Paese?
La disciplina europea infatti ha stabilito dei valori soglia delle vendite complessive annuali per ciascun Paese europeo ovvero:
Stato UE Soglia annua per le vendite
Austria 35.000€
Belgio 35.000€
Bulgaria 35.000€
Cipro 35.000€
Croazia 270.000HRK
Danimarca 280.000DKK
Estonia 35.000€
Finlandia 35.000€
Francia 35.000€
Germania 100.000€
Grecia Indicazione non fornita
Irlanda 35.000€
Islanda Indicazione non fornita
Italia 35.000€
Lettonia 35.000€
Liechtenstein Non si applicano le regole sull'IVA
Lituania 35.000€*
Lussemburgo 100.000€
Paesi Bassi 100.000€
Portogallo 35.000€
Regno Unito 70.000 GBP
Rep. Ceca 1.140.000 CZK
Romania 35.000€
Slovacchia 35.000€
Slovenia Indicazioni non fornite
Spagna 35.000€
Svezia 310.000 SEK
Ungheria Indicazioni non fornite
Qual è la disciplina IVA per cessioni EXTRA UE?
Per quanto riguarda le cessioni EXTRA UE trattasi di operazioni non imponibili ai sensi dell’art. 8, del D.P.R. n. 633/1972, a condizione che sia provata l’uscita dei beni dal territorio della UE. L’esportazione deve risultare da:
apposito documento doganale (DAU);
vidimazione apposta dall’Ufficio doganale su copia della fattura o della bolla di accompagnamento o del documento di trasporto.
Tags: commercio elettronico, e-commerce, e-commerce indiretto, lettere di amazon
https://www.ilcommercialistaonline.it/wp-content/uploads/2016/02/e-commerce-indiretto.png 320 724 Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela https://www.ilcommercialistaonline.it/wp-content/uploads/2015/10/logo_doppiariga_300x100.png Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela2017-04-11 08:24:392018-11-16 10:44:51Commercio Elettronico Indiretto o E-commerce: ecco come stare in regola....
17 novembre 2016 en 21:44
fermo restando che abbiamo capito che é obbligatoria la fattura solo in caso sia richiesta e che va tenuto un registro corrispettivi, ho una curiosità: il registro dei corrispettivi deve contenere anche le operazioni con fattura (vendita ad aziende o a privati che hanno inserito codice fiscale) oppure deve essere scorporato e registrato solo l’ammontare non fatturato al cliente?
18 novembre 2016 en 12:48
la fattura va registrata nel registro dei corrispettivi se viene adottato solo quest’ultimo registro. In alternativa, occorre compilare sia il registro delle fatture che dei corrispettivi.
28 dicembre 2016 en 15:53
avrei una domanda: da Gennaio devo aprire il registro delle vendite per Corrispettivo, per vendite On-Line (e-commerce Indiretto BtoC), fino ad oggi abbiamo emesso solo fatture Accompagnatorie.
Dato che con i Corrispettivi non è obbligatorio l’emissione della Fattura / Ricevuta Fiscale / Scontrino, quale documento dobbiamo spedire con il pacco? Potrebbe andare bene un ns. documento “interno” numerato come i Corrispettivi, con riportato “Copia Documento non valida ai fini fiscali – DPR n. 627/78” con descrizione merce, quantità, prezzi, e tot. pagato. Documento che per noi avrebbe validità anche a garanzia del prodotto venduto… Ho fatto una ricerca su internet, ma non ho trovato nessun chiarimento in merito. Sembra che si possa spedire la merce anche senza documenti, come fanno alcuni e-commerce, ma non ci pare neppure corretto dal punto di vista del cliente.
30 dicembre 2016 en 16:40
nel pacco non è obbligatorio inserire alcun documento. Trattasi comunque di operazioni tracciabili e riconducibili, per le modalità di pagamento con carta di credito, bonifico, etc.
Se ritiene può inserire un documento non valido ai fini fiscali.
10 aprile 2017 en 14:40
E’ sicura che non occorra un documento di trasporto.
In molti dicono che basta registrare sui corrispettivi… Molti altri, anche autorevoli che basta si registrare sui corrispettivi, ma serve anche ddt o bolla o scontrino o ldv basta che siano numerati progressivamente ed abbiano tutti i requisiti del ddt.
Possibile avere una notizia certa?
10 aprile 2017 en 14:58
l’agenzia delle entrate già con la risoluzione n. 274 del 3 luglio 2008, si era espressa sulla possibilità di certificare i corrispettivi derivanti da ecommerce diretto, effettuate
nei confronti di consumatori mediante riepilogo giornaliero nel registro dei corrispettivi.
La vendita di beni materiali si configura come “commercio elettronico indiretto” ovvero la transazione commerciale è telematica, ma il cliente riceve la consegna fisica della merce (Agenzia delle Entrate, risoluzioni 5 novembre 2009, n. 274/E, 21 luglio 2008, n. 312/E e 15 novembre 2004, n. 133/E).
Ai fini IVA, le operazioni di commercio elettronico indiretto sono assimilabili alle vendite per corrispondenza, con la conseguenza che le stesse:
– (ai sensi dell’art. 22, comma 1, n. 1, D.P.R. n. 633/1972) non sono soggette all’obbligo di emissione della fattura, se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione;
– (ai sensi dell’art. 2, lettera oo, D.P.R. n. 696/1996) non sono soggette all’obbligo di certificazione mediante rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale.
Di conseguenza, non essendo tenuti ad emettere la fattura, i beni possono viaggiare senza DDT.
11 aprile 2017 en 19:35
Il mio dubbio nella legge risiede qua: “Presunzioni di cessione e di acquisto”
“Si presumono ceduti i beni acquistati(…) che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente esercita la sua attivita’ (…) salvo che sia dimostrato che i beni stessi: (…) sono stati consegnati a terzi (…) in dipendenza di contratti (…) trasporto, ecc”.
Quindi chi vende online ed usa un corriere (no Poste) deve fare il ddt?
12 aprile 2017 en 23:51
E PER IL COMMERCIO ELETTRONICO DI AUTO USATE??? QUAL’è LA DISPOSIZIONE LEGISLATIVA E LE REGISTRAZIONI CONTABILI?
26 luglio 2017 en 14:10
noi abbiamo sia negozio fisico che vendite online. Nel registro dei corrispettivi il totale giornaliero deve essere diviso per le 2 tipologie di vendite o si può fare un’unico totale tutto insieme?
Noi adoperiamo un software gestionale sul computer presente in negozio per registrare i corrispettivi giornalieri ma stampiamo solo a fine mese il registro completo. Va bene o bisogna tenere un registro manuale cartaceo giornaliero?
Inoltre mi chiedevo se si può adoperare un metodo misto cioè se i clienti che lo chiedono mettere lo scontrino cartaceo nel pacco e quindi non riportarlo manualmente nel registro e per gli altri non mettere lo scontrino fiscale cartaceo e riportare la vendita nel registro?
26 luglio 2017 en 14:47
sarebbe meglio tenere distinti i due totali per eventuali controlli. Ok per quello che definisce metodo misto.
28 luglio 2017 en 19:13
innanzitutto complimenti per l’articolo, davvero molto utile e chiaro.
Una domanda, forse banale o forse non ho ben capito, quando vendo un articolo in una nazione UE dove l’IVA è differente da quella italiana, ad esempio in Germania è il 19%, se vendo in questa nazione il prezzo dell’articolo deve essere ivato al 22 o al 19?
7 agosto 2017 en 16:27
l’iva dipende dal soggetto verso cui emette fattura in quanto se trattasi di operazioni B2B non va proprio addebitato. Se invece trattasi di operazioni B2C occorre addebitare l’IVA ma dipende dal prodotto venduto.
7 febbraio 2018 en 16:55
intanto volevo complimentarmi per la completezza delle informazioni contenute. Io mi occupo della riparazione degli smartphone e vorrei inserire anche la vendita di dispositivi nuovi su internet. Come lei ben saprà, la vendita dei cellulari è regolata dalla normativa del reverse charge e quindi i cellulari vengono acquistati con fattura esente iva (art.17) e rivenduti al cliente finale aggiungendo l’iva al prezzo di vendita. Funziona lo stesso con il commercio elettronico indiretto? Oppure vengono acquistati e venduti con iva esente?
9 febbraio 2018 en 15:40
mi perdoni Riccardo non ho ben capito la domanda.
Comunque, sull’acquisto non cambia nulla, per le vendite dipende da chi acquista.
17 febbraio 2018 en 16:42
Gentile Dott.ssa Michela
dalla lettura del suo articolo se ho capito bene devo impostare il sistema di ecommerce in modo che per utenti B2C l’iva venga impostata al 22% se il fatturato annuo non supera la soglia minima prevista da ogni Stato membro, qualora dovesse superarla l’aliquota deve essere relativa allo Stato membro (es. 19% Germania) obbligatoriamente ed identificarsi in quello Stato UE.
Ma se avvio l’ecommerce senza pensare di superare la soglia e quindi fatturando al 22%, se il superamento di tale soglia avviene durante l’anno bisogna identificarsi fiscalmente nello stato membro e variare le aliquote di iva?
Per quanto riguarda il B2B se ho capito bene non si applica mai l’iva nè in cessioni intracomunitarie nè in quelle extra UE.
22 febbraio 2018 en 9:23
se la soglia viene superata durante l’anno, la nuova aliquota decorre da quel momento e non dall’inizio dell’anno.
ok per il B2B.
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