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Timestamp: 2020-07-14 14:04:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 110', 'art. 727', 'art. 428', 'art. 1325', 'art. 782', 'art. 1418', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 2128 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2128 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. II, 27/01/2017, (ud. 02/12/2016, dep.27/01/2017), n. 2128
sul ricorso 22740-2014 proposto da:
G.A.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE
QUATTRO FONTANE 15, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO CANEPA,
che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato LIBERO
COSLOVICH;
T.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTE SANTO, 2,
presso lo studio dell’avvocato SIMONA CARLONI, rappresentata e
difesa dall’avvocato ROBERTA BANDELLI;
avverso la sentenza n. 318/2014 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,
02/12/2016 dal Consigliere Dott. CORRENTI VINCENZO;
udito l’Avvocato CANEPA Francesco, difensore della ricorrente che si
udito l’Avvocato ROMEO Fulvio, con delega depositata in udienza
dell’Avvocato Roberta BANDELLI, difensore della resistente che si
Il Tribunale di Gorizia respinse le domande di G.A.M. nei confronti di T.E. intese ad accertare che l’attrice, quale erede testamentaria di B.E., aveva titolo esclusivo per incassare l’importo di Lire 80.000.000 sequestrato in sede penale con ordine di dissequestro in suo favore con condanna della convenuta ai danni.
La corte di appello di Trieste rigettò il gravame dando atto che la somma era stata sequestrata in un procedimento penale per circonvenzione di incapace a carico della T. conclusosi in primo grado con la condanna ed in appello con il proscioglimento per prescrizione e che la T. aveva ammesso di aver ricevuto assegni per l’importo indicato ma motivando il rigetto sulla scorta di massime indicate.
Ricorre G. con unico motivo, resiste T..
Si denunzia violazione degli artt. 459, 460 e 588 c.c., art. 110 c.p.c., art. 727 c.c., artt. 651 e 654 c.p.p., art. 428 c.c., art. 1325 c.c., n. 2 e n. 4, art. 782 c.c., art. 1418c.c., perchè la G. quale erede poteva esercitare le azioni spettanti al dante causa e la corte di appello penale aveva rimesso al Giudice civile la determinazione in ordine al soggetto legittimato a riscuotere.
Le due massime citate in sentenza (Cass. n. 24082 del 2011 e Cass. n. 3181 del 2011), valutate congiuntamente, dovevano condurre all’accoglimento del gravame posto che la sentenza del giudice penale di estinzione del reato per prescrizione spiega effetti nel giudizio civile in ordine ai fatti accertati mentre inconferente è il riferimento all’azione di petizione ereditaria in quanto la G. in quanto erede subentrava al suo dante causa, di cui era stata accertata la circonvenzione e l’incapacità naturale, ed aveva titolo per agire.
Il patrimonio ereditario include i diritti di credito che vengono reclamati (ex multis Cass. nn. 22100/2015, 3939/2001, 3067/1974).
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla Corte di appello di Trieste, altra sezione.