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Timestamp: 2020-08-10 03:41:16+00:00
Document Index: 128068695

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 43', 'art. 10', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 43', 'art. 57', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 369', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 17493 del 28/06/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17493 del 28/06/2019
Cassazione civile sez. VI, 28/06/2019, (ud. 17/04/2019, dep. 28/06/2019), n.17493
sul ricorso 652-2018 proposto da:
M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ANTONIO
SOGLIANO 70, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO LA MALFA, che
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS).
avverso la sentenza n. 2159/18/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che M.G. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Milano. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto l’impugnazione del contribuente avverso un avviso di accertamento IRES, IVA e IRAP, per l’anno 2007.
che, con il primo, il M. lamenta violazione o falsa applicazione di norme di diritto, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la CTR avrebbe omesso di applicare il disposto di cui al D.Lgs. n. 128 del 2015, ammettendo il raddoppio dei termini per l’accertamento, anche in mancanza di una denuncia di reato; che, mediante il secondo, il ricorrente assume violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 43, comma 2 bis nonchè della L. n. 212 del 2000, art. 10, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la sentenza impugnata avrebbe erroneamente applicato il raddoppio dei termini, ancorchè il termine ordinario fosse già maturato al momento della denunzia;
che, attraverso l’ultimo, il contribuente deduce l’omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5;
che il primo ed il secondo motivo – che possono essere scrutinati congiuntamente, per la loro evidente connessione sono infondati;
che, in tema di accertamento tributario, i termini previsti dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43 per l’IRPEF e dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 57 per l’IVA, come modificati dal D.L. n. 223 del 2006, art. 37, conv., con modif., in L. n. 248 del 2006, sono raddoppiati in presenza di seri indizi di reato che facciano insorgere l’obbligo di presentazione di denuncia penale, anche se questa sia archiviata o presentata oltre i termini di decadenza, senza che, con riguardo agli avvisi di accertamento per i periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data del 31 dicembre 2016, già notificati, incidano le modifiche introdotte dalla L. n. 208 del 2015, art. 1, commi 130 a 132, attesa la disposizione transitoria, ivi introdotta, che richiama l’applicazione del D.Lgs. n. 128 del 2015, art. 2, nella parte in cui sono fatti salvi gli effetti degli avvisi già notificati (Sez. 6-5, n. 11620 del 14/05/2018; Sez. 5, n. 26037 del 16/12/2016);
che l’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, riformulato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia). Ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, il ricorrente deve indicare il “fatto storico”, il cui esame sia stato omesso, il “dato”, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il “come” e il “quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua “decisività”, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sè, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014); che la doglianza non indica il fatto storico trascurato dalla CTR; che al rigetto del ricorso non segue la condanna della ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore della controricorrente, stante la mancanza di attività difensiva di quest’ultima;