Source: http://www.spigarellimariano.it/2013/01/Le-nuove-regole-IVA-dal-2013
Timestamp: 2019-06-26 12:59:08+00:00
Document Index: 42541350

Matched Legal Cases: ['art. 2424', 'art. 7', 'art. 6', 'art.7', 'art.10', 'art.74', 'art.21', 'art.38', 'art.46', 'art. 47']

Le nuove regole IVA dal 2013 - Approfondimento di Spigarelli Mariano dottore commercialista
Le nuove regole IVA dal 2013
La Legge di stabilità 2013 ha introdotto, con operatività dal 1 gennaio 2013, alcune modifiche alla norme relative alla fatturazione ai fini IVA:
-	I corrispettivi dovuti e le spese e gli oneri sostenuti in valuta estera sono computati secondo il cambio del giorno di effettuazione dell’operazione, o, nel caso di omessa indicazione nella fattura, del giorno di emissione della fattura. In mancanza, il calcolo è eseguito sulla base della quotazione del giorno antecedente più prossimo.
- Nel caso di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione Europea, il cessionario o committente adempie agli obblighi di fatturazione e registrazione di cui agli artt. 46 e 47 del D.L. n.331/93, procedendo a numerare la fattura e a indicare il controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile dell’operazione, nonché dell’ammontare dell’imposta.
- Nella fattura emessa dal cedente senza addebito dell’imposta è obbligatorio inserire l’annotazione “inversione contabile”.
- E’ confermato il principio di irrilevanza nella determinazione del volume d’affari dei passaggi di beni tra attività separate e delle cessioni di beni ammortizzabili, precisando che rientrano anche le voci B.I.3) e B.I.4) dello stato patrimoniale attivo di cui all’art. 2424 c.c. (diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno, concessioni, licenze, marchi e diritti simili).
- E’ stata soppressa l’esclusione delle prestazioni di servizi rese a soggetti stabiliti in un altro Paese UE, non soggette all’imposta ai sensi dell’art. 7-ter del DPR n.633/72. Tali operazioni non rilevano, tuttavia, ai fini dell’acquisizione dello status di esportatore abituale.
- E’ stato precisato che per fattura elettronica s’intende quella emessa e ricevuta in qualunque formato elettronico, il cui ricorso è subordinato all’accettazione da parte del destinatario. La fattura, cartacea od elettronica, si considera emessa, oltre che nei casi di consegna, spedizione o trasmissione, all’atto della messa a disposizione del cessionario o committente.
- E’ ampliato il contenuto minimo obbligatorio della fattura, con la previsione delle seguenti ulteriori indicazioni:
- numero di partita Iva del cessionario o committente, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione Europea, numero di identificazione Iva attribuito nel Paese di stabilimento. Qualora il cessionario o committente, residente o domiciliato nel territorio dello Stato, non agisca nell’esercizio di impresa, arte o professione, deve essere indicato il codice fiscale dello stesso.
- corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio od abbuono.
- Sono state inserite diverse deroghe al principio di emissione della fattura al momento dell’effettuazione dell’operazione, relative, tra l’altro, ai seguenti casi:
- prestazioni di servizi rese a soggetti passivi stabiliti in un altro Stato comunitario, non soggette all’imposta: la fattura è emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
- prestazioni di servizi di cui all’art. 6, co.6, primo periodo del DPR n.633/72, rese a o ricevute da un soggetto passivo stabilito al di fuori dell’Unione Europea: la fattura è emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
- E’ prevista l’indicazione obbligatoria in fattura delle seguenti annotazioni:
- operazione non soggetta	per cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all’imposta, a norma dell’art.7-bis, co.1 del DPR n.633/72;
- operazione non imponibile	per le operazioni non imponibili quali le esportazioni di cui agli articoli 8, 8-bis, 9 e 38-quater, del DPR 633/72;
- operazione esente	per le operazioni esenti di cui all’art.10 del DPR n.633/72, ad eccezione di quelle indicate al n.6) della medesima disposizione;
- Regime del margine – beni usati, regime del margine – oggetti d’arte, regime del margine – oggetti di antiquariato o collezione a seconda dei casi di cui al D.L. n. 41/95;
- regime del margine –agenzie di viaggio	per le operazioni soggette alla disciplina di cui all’art.74-ter del DPR n.633/72.
- Sono state inserite due nuove disposizioni:
- i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato sono obbligati ad emettere fattura anche in relazione ad operazioni non territorialmente rilevanti in Italia, quali quelle effettuate nei confronti di un soggetto passivo debitore dell’imposta in un altro Stato comunitario; e quelle effettuate al di fuori dell’Unione Europea.
- le fatture emesse dal cessionario o committente, in virtù di un obbligo proprio, devono riportare l’annotazione “autofatturazione”.
- E’ prevista la possibilità di emettere la fattura in forma semplificata, dotata di un contenuto minimale, purché sia di ammontare complessivo non superiore ad € 100.
- Tenuta e conservazione dei registri e documenti
- Le fatture elettroniche devono essere conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni del DM emanato ai sensi dell’art.21, co.5, del D.Lgs. n.82/05. È, inoltre, previsto che possono essere conservate elettronicamente le fatture create in formato cartaceo ed elettronico, comprese quelle generate in formato elettronico, ma che non possono definirsi fatture elettroniche a causa della mancata accettazione da parte del destinatario.
- Modifiche alla disciplina IVA comunitaria
- Il momento di effettuazione della cessione o dell’acquisto intracomunitario di beni coincide con la data di consegna o spedizione dei beni a partire dallo Stato membro di provenienza.
- È stato abrogato l’obbligo di emissione della fattura per gli acconti incassati in relazione ad una cessione intracomunitaria.
- Le cessioni intracomunitarie di beni la fattura è emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
- Il cessionario di un acquisto intracomunitario che non ha ricevuto la relativa fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, deve procedere all’emissione della stessa, in un unico esemplare, non oltre il 15 del terzo mese successivo a quello del predetto momento di effettuazione dell’operazione.
- Diversamente, qualora la fattura sia stata effettivamente ricevuta, ma risulta emessa per un corrispettivo inferiore a quello reale, il cessionario deve emettere una fattura integrativa entro il 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria.
- Il riferimento al “giorno 15 del mese successivo” è stato inserito anche per la distinta annotazione, rispetto alla data di ricezione, e con riguardo al mese precedente, nel registro dei documenti emessi, delle fatture relative agli acquisti intracomunitari di cui al precedente art.38, co.2 e 3, lett.b), previa integrazione, a norma dell’art.46, co.1, fermo restando che, ai fini della detrazione dell’Iva, tali fatture devono essere annotate distintamente anche nel registro degli acquisti.
- È, infine, sostituito il co. 4 dell’art. 47 del D.L. n.331/93, per effetto del quale le fatture relative alle cessioni intracomunitarie sono annotate distintamente nel registro delle fatture emesse, secondo l’ordine della numerazione ed entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione.