Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_le_regioni_a_statuto_speciale.html
Timestamp: 2019-10-17 23:08:11+00:00
Document Index: 23718218

Matched Legal Cases: ['art. 138', 'art. 33', 'art. 38', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 79']

Studi Camera - Istituzioni Autonomie territoriali e finanza locale Le regioni a statuto speciale
Gli statuti speciali possono attualmente essere modificati secondo la procedura di cui all'art. 138 Cost. per l'approvazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali con alcune peculiarità introdotte dalla L. Cost. n. 2 del 2001, volte a garantire la partecipazione degli organi della regione nell'iter legislativo. Le norme di attuazione sono emanate dal Governo con decreto legislativo (in precedenza con decreto del Presidente della Repubblica) in forza della competenza loro riservata in via esclusiva dagli statuti speciali e secondo una procedura che ne prevede l'istruttoria ed il parere, o l'intesa, da parte di Commissioni paritetiche, i cui membri sono designati dal Governo e dalla rispettiva regione. A differenza di quanto solitamente avviene per gli atti di legislazione delegata, le norme di attuazione non sono sottoposte al parere parlamentare.
Negli ultimi anni il tema delle "problematiche concernenti l'attuazione degli statuti delle regioni ad autonomia speciale, con particolare riferimento al ruolo delle Commissioni paritetiche previste dagli statuti medesimi" è stato oggetto di una specifica indagine conoscitiva svolta dalla Commissione per le questioni regionali che ha approvato, al termine, un documento finale sul tema. La medesima Commissione ha altresì svolto una relazione all'Assemblea della Camera e del Senato sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali e sull'attuazione degli Statuti speciali.
L'ordinamento finanziario delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, come già ricordato, è disciplinato dai rispettivi statuti e dalle norme di attuazione degli stessi. Le norme statutarie stabiliscono ambiti e limiti della potestà impositiva, tributaria, finanziaria e contabile di ciascuna regione, riconoscono la titolarità del demanio e del patrimonio regionali, elencano i tributi erariali il cui gettito è devoluto, interamente o in parte, alla regione, attribuiscono ad essa la potestà legislativa e amministrativa sull'ordinamento finanziario degli enti locali del rispettivo territorio. Gli statuti disciplinano, inoltre, la procedura per la modifica delle norme statutarie concernenti la finanza di ciascuna regione, gli statuti (ad eccezione di quello per la Regione siciliana) contengono disposizioni specifiche, secondo le quali le modifiche possono essere apportate con legge ordinaria (su proposta del Governo, della Regione e di ciascun parlamentare), in 'accordo' con la regione interessata.
Attraverso gli accordi tra lo Stato e ciascuna autonomia, sono determinate le misure e le modalità del concorso di ciascuna regione agli obiettivi di finanza pubblica, l'attribuzione di nuove funzioni e l'eventuale variazione delle aliquote di compartecipazioni ai tributi erariali.
Il contributo alla finanza pubblica
Riguardo agli accantonamenti, si tratta della misura che è stata più utilizzata ai fini del concorso delle autonomie speciali alla finanza pubblica ed è la misura corrispondente ai tagli dei trasferimenti o alla riduzione di risorse operata nei confronti delle regioni a statuto ordinario, in ragione del fatto che il sistema di finanziamento delle autonomie speciali non prevede trasferimenti di risorse dallo Stato ma è basato su quote di gettito dei tributi erariali (stabilite da norme statutarie) riscossi nella regione. La misura complessiva delle risorse accantonate per ciascun anno, dal 2012 al 2017, è esposta a seguire e illustrata più nel dettaglio nel testo dell'audizione "Le manovre di finanza pubblica a carico delle regioni e degli enti locali" (febbraio 2018, si veda in particolare il capitolo 3) Gli obiettivi di finanza pubblica per le Autonomie speciali).
2012 1.769,7
2013 2.500,4
2014 3.452,6
2015 3.857,2
2016 3.702,0
2017 3.789,0
Attualmente il contributo alla finanza pubblica delle regioni a statuto speciale è determinato dalla legge in attuazione di accordi bilaterali. Il contributo è determinato dalla legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018, come modificata e integrata dagli articoli 33-ter e 38-quater del decreto legge n. 34 del 2019) per le regioni Valle d'Aosta (commi 876-879), Sicilia (commi 880-886) e Friuli-Venezia Giulia (commi da 875-bis a 875-septies). Per la Regione Trentino-Alto Adige e le Province autonome di Bolzano e di Trento, invece il contributo e la disciplina dello stesso sono stabilite dallo Statuto (D.P.R. n. 670 del 1972) all'articolo 79, modificato da ultimo dalla legge di stabilità 2015 (comma 407 della L. n. 190 del 2014) .
Per la regione Sardegna, invece, il comma 875 della legge di bilancio 2019 (come modificato dall'art. 33-ter del decreto legge n. 34 del 2019) determina, in via provvisoria e nelle more della definizione di un accordo bilaterale tra Stato e regione, il contributo complessivo di finanza pubblica della regione per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021.
L'accordo tra il Governo e la Regione Valle d'Aosta in materia di finanza pubblica sottoscritto il 16 novembre 2018, recepito dalla legge di bilancio 2019, ai commi 876-879, stabilisce il contributo della regione alla finanza pubblica a partire dall'anno 2018; disciplina nel dettaglio le possibilità e le modalità per lo Stato di modificare unilateralmente il contributo richiesto alla Regione ed attribuisce alla regione un contributo di 120 milioni di euro da destinare a spese di investimento in opere pubbliche. In particolare il comma 877 quantifica l'ammontare del contributo alla finanza pubblica della Regione che è pari a 194,726 milioni di euro per il 2018, a 112,807 milioni per il 2019 e a 102,807 milioni annui a decorrere dal 2020; ; il comma 886- bis infine disciplina le modalità con cui lo Stato acquisisce il contributo stesso.
L'accordo tra il Governo e la Regione siciliana sottoscritto il 19 dicembre 2018, recepito dalla legge di bilancio 2019, ai commi 880-886, determina il contributo della regione alla finanza pubblica a partire dall'anno 2018; disciplina nel dettaglio le possibilità e le modalità per lo Stato di modificare unilateralmente il contributo richiesto alla Regione ed attribuisce alla regione un contributo di 540 milioni da destinare ai liberi consorzi e città metropolitane per le spese di manutenzione straordinaria di strade e scuole. In relazione al contributo della Regione al pagamento del debito pubblico, il comma 881 ne determina l'ammontare in 1.304,945 milioni di euro per l'anno 2018 e in 1.001 milioni annui a decorrere dal 2019. L'accordo integrativo sottoscritto il 15 maggio 2019 in relazione al sostegno agli enti di area vasta della regione (dall'art. 38-quater del decreto legge n. 34 del 2019) dispone in deroga alla legislazione contabile per consentire agli stessi enti di utilizzare le risorse pubbliche e riduce il contributo regionale alla finanza pubblica: per 140 milioni di euro consentendo l'utilizzo delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, e per 10 milioni di euro come contributo dello Stato.
Per Regione Trentino-Alto Adige e le Province autonome di Bolzano e di Trento, il contributo agli obiettivi di finanza pubblica è stato stabilito con l'accordo stipulato il 15 ottobre 2014, per gli anni dal 2018 al 2022. In recepimento dell'accordo, l'articolo 79 dello statuto di autonomia (DPR 670/1972) determina il contributo alla finanza pubblica, riferito al sistema territoriale regionale integrato, in termini di saldo netto da finanziare, in complessivi 905,315 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022. Successivamente con la legge di bilancio 2018 (comma 831) è stato ridotto il contributo dovuto dalle Province autonome, per un importo di 10,5 milioni di euro per la Provincia autonoma di Trento e di 12,5 milioni di euro per la Provincia autonoma di Bolzano per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
Per la Regione Friuli-Venezia Giulia l'accordo sottoscritto il 25 febbraio 2019 stabilisce il contributo alla finanza pubblica del sistema integrato regionale per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, rispettivamente, pari a 686, 726 e 716 milioni di euro (comma 875- ter della legge di bilancio 2019).
Per la Regione Sardegna, la legge di bilancio 2019, al comma 875 (come modificato dall'art. 33- ter, comma 5, del decreto legge n. 34 del 2019) in assenza di un accordo bilaterale tra Stato e regione, determina (nella Tabella 8 allegata alla legge) il contributo di finanza pubblica dovuto dalla regione in 536 milioni di euro per ciascun anno dal 2019 al 2021.
La legge di bilancio 2019, nelle norme citate, specifica - come del resto gli accordi che ne sono alla base - che la determinazione del contributo richiesto alle regioni a statuto speciale dà attuazione alle sentenze della Corte costituzionale n. 77 del 2015, n. 154 del 2017 e n. 103 del 2018 in cui, tra l'altro, viene esplicitato il principio di leale collaborazione che regola i rapporti tra lo Stato e le autonomie speciali.
Le sentenze citate riassumono l'ampia e ormai consolidata giurisprudenza costituzionale sul concorso delle regioni a statuto speciale alla finanza pubblica. Le regioni a statuto speciale sono tenute come tutti gli altri enti a contribuire alla riduzione del debito; esse non possono per la loro specialità sottrarsi ai doveri costituzionali di solidarietà politica, economica e sociale di cui il coordinamento della finanza pubblica è espressione. Il loro ordinamento costituzionale fa sì che i rapporti finanziari tra Stato e singola regione debbano essere regolati dal principio dell'accordo inteso come «vincolo di metodo (e non già di risultato) e declinato nella forma della leale collaborazione». Anche se tale principio, in casi particolari, può essere derogato (nella forma consentita dagli statuti); permangono dei limiti all'azione unilaterale dello Stato, come la transitorietà delle misure e la possibilità per la regione di continuare comunque a svolgere le funzioni ad essa attribuite.
La Corte esorta da una parte il Governo ad evitare iniziative che si limitino ad estendere di volta in volta il limite temporale delle misure di concorso alla finanza pubblica, anziché ridefinire il quadro delle relazioni economiche e, dall'altra parte, esorta le autonomie speciali a non sottrarsi agli accordi bilaterali con lo Stato finalizzati a stabilire la quota della loro contribuzione al risanamento dei conti pubblici, anche in settori specifici (nel caso trattato dalla sentenza n. 103 del 2018, la riduzione del fabbisogno del Servizio sanitario nazionale ).
Gli ultimi accordi bilaterali sottoscritti e le norme che ne recepiscono i contenuti disciplinano, inoltre, nel dettaglio, le possibilità e le modalità per lo Stato di modificare unilateralmente il contributo richiesto alla regione.
In sostanza l'ammontare del contributo alla finanza pubblica dovuto dalla regione, può essere modificato dallo Stato unilateralmente, vale a dire senza accordo con la regione, solo se la variazione è limitata nel tempo, è adottata in presenza di "eccezionali esigenze di finanza pubblica" e l'ammontare dell'aumento non supera del 10 per cento l'importo del contributo. Qualora, per assicurare il rispetto delle norme europee in materia di riequilibrio del bilancio pubblico, sia necessario un ulteriore aumento, senza l'accordo con la regione, l'aumento complessivo non può comunque superare il 20 per cento del contributo. Così stabilisce la legge di bilancio 2019, al comma 878 per la Regione Valle d'Aosta e al comma 882 per la Regione siciliana e il punto 7 dell'accordo del 25 febbraio 2019 con la regione Friuli Venezia Giulia.
Una norma analoga era già stata inserita nello statuto del Trentino Alto Adige (art. 79, comma 4-septies) con la legge di stabilità 2015, in riferimento al contributo alla finanza pubblica dovuto dalla Regione e dalle Province autonome.
Di seguito è illustrato in sintesi il quadro delle entrate tributarie spettanti a ciascuna autonomia, nonché le modifiche più recenti e rilevanti all'ordinamento finanziario.
Con la legge di bilancio 2018, a seguito di intesa con la regione, viene completamente ridisegnato il quadro delle compartecipazioni spettanti alla regione; a seguito della modifica delle modalità di calcolo del gettito spettante, basato ora sul maturato, viene infatti stabilita un'unica aliquota (inferiore a quelle precedenti, ad eccezione dell'IRES) ed estesa la compartecipazione a quasi tutti i tributi erariali. A decorrere dal 2018 spettano alla regione i 5,91 decimi dell'IRPEF (fissata precedentemente a 6/10), dell'IRES (fissata precedentemente a 4,5/10), dell'IVA (fissata precedentemente a 9,1/10), delle accise sull'energia elettrica e sui tabacchi (fissati precedentemente a 9/10) e su tutti gli altri tributi erariali ad eccezione di alcune accise, dell'imposta sugli oli lubrificanti, delle entrate derivanti dai giochi, della tassa sulle emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto e della tassa automobilistica; rimane invece invariata la misura delle compartecipazioni al gettito dell'accisa sulle benzine (2,975/10) e dell'accisa sul gasolio (3,034/10) consumati nella regione, già stabilite dalla legge finanziaria 2008. Le norme di attuazione dello statuto speciale adottate con il D.Lgs. 26 marzo 2018, n. 45 hanno definito nel dettaglio i criteri di determinazione del gettito riferito al territorio della Regione, dei tributi erariali spettanti alla regione.
Si segnala infine che, in relazione a ciascuna autonomia, la sezione competente della Corte dei conti, in occasione della annuale verifica del rendiconto generale della regione o della provincia autonoma, svolge una dettagliata relazione sulla gestione amministrativa del bilancio e del patrimonio regionale. Di seguito sono elencate le ultime relazioni disponibili:
Sezioni Riunite per la regione Trentino-Alto Adige/ Südtirol – Relazione allegata alla parifica del rendiconto 2018 della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol (SSRRTN/3/PARI/2019/del 28 giugno 2019);
Sezioni Riunite per la regione Trentino-Alto Adige/ Südtirol – Relazione allegata alla parifica del rendiconto 2018 della Provincia autonoma di Trento (Decisione n. 4/PARI/2019 del 28 giugno 2019);
Sezioni Riunite per la regione Trentino-Alto Adige/ Südtirol – Relazione allegata alla parifica del rendiconto 2018 della Provincia autonoma di Bolzano (Decisione n. 5/PARI/2019 del 28 giugno 2019);
Sezione di controllo della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Relazione allegata al giudizio sul rendiconto 2018 della Regione Friuli Venezia Giulia (Decisione SRCFVG/19/2019/Pari del 17 luglio 2019);
Sezioni Riunite per la Regione Autonoma della Sardegna - Relazione allegata al giudizio sul rendiconto 2017 della Regione autonoma della Sardegna (Delibera n. 1/2019/SSRR/PARI del 14 maggio 2019);
Sezioni Riunite per la Regione siciliana in sede di controllo. Relazione sul rendiconto 2017 della Regione siciliana (Deliberazione n. SSRRSC/4/PARI del 20 luglio 2018 )
Sezione di controllo della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Relazione sul rendiconto 2017 della Regione Valle d'Aosta/Vallee d'Aoste (Deliberazione SRCVDA/19/2018/FRG del 13 dicembre 2018) e Relazione sul bilancio di previsione della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per gli esercizi finanziari 2018-2020 (Deliberazione n. 4/2019/FRG del 26 luglio 2019).