Source: http://arbitratogiudiziario.sitonline.it/1/statuto_e_regolamento_4001156.html
Timestamp: 2020-05-30 19:34:29+00:00
Document Index: 32638202

Matched Legal Cases: ['art. 657', 'art. 54', 'art 29', 'art 82', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 49', 'art. 35', 'art. 50', 'art. 34', 'arti\n1', 'art. 53', 'art. 47', 'art. 49', 'art. 27', 'art. 27', 'art.2', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art.2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7']

Statuto e Regolamento | arbitratogiudiziario
Statuto dell'ENAAC
L’Ente Nazionale di Qualificazione e Certificazione dei Giudici Arbitri Giudiziari è un’Associazione senza scopo di lucro, ai sensi degli articoli 14 e seguenti del Codice Civile, che opera con il riconoscimento dello Stato in quanto costituita per Atto Pubblico. L’Associazione ha sede in Roma, e la sua durata è illimitata.
1. L'Ente Nazionale di Qualificazione e Certificazione dei Giudici Arbitri Giudiziari, in sigla ENAAC, è l’Organismo Confederale Nazionale ed Internazionale di Qualificazione e Certificazione professionale dei Giudici Arbitri Giudiziari e di tutti gli enti costituiti per l'applicazione dell'arbitrato anche in materia dei diritti compromettibili (*) oltre che per tutti gli enti costituiti che rilasciano certificazioni ed effettuano attività di ispezione in materia di Arbitrato.
(*) diritti compromettibili:
- le controversie in materia condominiale (Cass. 5.6.1984, n. 6406 – Cass. 10.1.1986, n. 73 – Cass. 29.1.1993, n. 1142), purché la clausola arbitrale sia contenuta nel regolamento condominiale, sia stato esso approvato all'unanimità (regolamento di origine interna) o accettato da tutti i condomini (regolamento di origine esterna o contrattuale), ma non le controversie relative alla proprietà esclusiva del singolo condomino (Cass. 15.4.1971, n. 1057);
- le controversie societarie (sia di cooperative che di capitali) relativamente ai diritti del singolo socio (ma non quelle che concernono interessi collettivi, non compromettibili (Cass. 12.9.2000, n. 12412)); in particolare si è deciso che sono controversie inerenti a diritti disponibili del socio la liquidazione di quota sociale, il recesso, i conferimenti del socio, la sua esclusione (Cass. 3.8.1988, n. 4814); - in proposito si è precisato che non sono compromettibili le impugnazioni delle delibere assembleari, quali l’approvazione del bilancio, aumento o riduzione del capitale sociale, la revoca per giusta causa, le deliberazioni che coinvolgono l'interesse della società o interessi collettivi (Cass. 18.2.1988, n. 1739);
- le controversie a cognizione ordinaria in materia di locazione di immobili urbani (Cass. 11.5.1999, n. 4652), ad eccezione delle controversie previste dagli art. 657 e 658 c.p.c. (procedimenti per convalida di sfratto, o di licenza), per i quali sussiste la competenza giudiziale ed inderogabile del Tribunale (Cass. 16.1.1991, n. 387) “limitatamente peraltro alla prima fase a cognizione sommaria” (Cass. 23.6.1995, n. 7127), e fatto salvo quanto previsto dall’art. 54 della L. 392/78, sulla nullità della clausola con la quale “le parti stabiliscono che le controversie relative alla determinazione del canone sono decise da arbitri”;
2. L’ENAAC è inoltre l’Istituto di Ricerca ed Analisi attivo in Italia per la produzione e l’aggiornamento di uno schema di riferimento ufficiale (Format) che individui un complesso di elementi tipizzanti relativamente alla professione di “Giudice Arbitro Giudiziario”.
3. L’ENAAC ha lo scopo di contribuire allo sviluppo e alla diffusione della cultura dell’arbitrato giudiziale attraverso l’istituzione del proprio Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale (regolamentato dall’art 29 all’ art 82 del presente statuto), oltre che dell’unico Sindacato Confederale Italiano, per mezzo del quale si perseguono la tutela degli interessi morali ed economici dei Giudici Arbitri, la cura del loro prestigio professionale, dell’integrità morale dell’intera categoria, nonché le relazioni di questa con le Istituzioni dello Stato Italiano e con altre Istituzioni in sede internazionale.
4. L’ENAAC si propone di rispondere in maniera efficace alle crescenti e differenziate esigenze di qualificazione delle competenze professionali richieste dal mercato oltre che di riconoscere e garantire la competenza, la professionalità e il rispetto della deontologia in maniera oggettiva e continuativa nel tempo assicurando:
imparzialità nella valutazione delle competenze del professionista ai sensi della normativa internazionale;
aggiornamento professionale continuo che deve essere documentato tramite attestati di formazione e seguito dal superamento di una prova d’esame.
5. L’ENAAC:
adotta un codice di condotta ai sensi dell’art. 27-bis del Codice del Consumo e individua sanzioni disciplinari da irrogare per violazioni del medesimo;
vigila sulla condotta professionale degli associati;
promuove forme di garanzia a tutela dell’utente dei propri servizi;
promuove la concorrenza dei servizi giudiziari, creando nuova impresa;
decongestiona il settore della Giustizia, creando nuova occupazione;
6. L’ENAAC persegue tutti i programmi già inseriti nella Strategia di Lisbona del 2000 e nell’Agenda "Europa 2020", volute dall’Unione Europea, in cui è sottolineata l’importanza della qualità nei servizi professionali per favorire la tutela del consumatore/cliente e una concorrenza libera ma non a discapito della qualità delle prestazioni offerte.
7. Le attività dell’Ente si svolgono in riferimento al Quadro Europeo delle Qualificazioni:
adottando le misure necessarie affinché tutte le certificazioni delle qualificazioni rilasciate riportino un chiaro riferimento agli standard Europei per l'apprendimento permanente;
traducendo in lingua inglese, con riconoscimento legale, le certificazioni riferibili al Quadro europeo delle qualificazioni, ai fini della loro maggiore portabilità e spendibilità nel contesto europeo;
I soci dell’ENAAC si distinguono in Soci fondatori, Soci effettivi e Soci benemeriti.
Art. 3 - I Soci fondatori
1. Sono Soci fondatori tutti coloro che per mezzo della loro espressione e solidarietà hanno costituito, a mezzo del presente atto riconosciuto, L'Ente Nazionale di Qualificazione e Certificazione dei Giudici Arbitri Giudiziari, denominato ENAAC.
2. I soci Fondatori dell’ENAAC nominano, in sede di Atto Costitutivo, le seguenti figure Istituzionali:
3. Dette cariche saranno effettive per anni quattro e potranno essere rinnovate senza alcuna limitazione.
4. Il primo storico “Presidente dell’ENAAC” e il primo storico “Presidente del Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale”, alla scadenza del loro mandato vedranno tramutarsi la loro carica istituzionale in quella di Presidente Onorario a vita rispettivamente dell’ENAAC e del sopra citato Tribunale Arbitrale.
Art. 4 - I Soci effettivi
Sono Soci effettivi tutti gli iscritti quali:
Associazioni di categoria interessate all’attività del Giudice Arbitrale;
Imprese collegate all’arbitrato giudiziario;
Enti sia pubblici che privati che svolgono attività tecnica, scientifica, e di istruzione in relazione al settore della giustizia arbitrale;
Giudici Arbitri Giudiziari professionisti.
Art. 5 - I Soci Benemeriti
Sono Soci Benemeriti tutti coloro che abbiano acquisito notorietà per avere svolto studi e lavori notevoli nel campo della formazione e della diffusione della cultura dell' Arbitrato Giudiziario.
Art. 6 - L’ammissione all’ENAAC
1. Chi intenda far parte dell’ENAAC deve inoltrare apposita domanda al Presidente. In essa deve essere indicata, eventualmente, la persona che ha la rappresentanza legale del richiedente.
2. La presentazione della domanda importa di per sé l’accettazione dello Statuto e dei Regolamenti dell’ENAAC.
3. Le domande di ammissione all’ENAAC da parte degli Enti pubblici e privati, delle Aziende, delle Imprese, delle Associazioni, degli Enti tecnici, scientifici, di istruzione, professionali, economici, vanno corredate della copia del loro Statuto e dei loro Regolamenti dai quali risultino gli scopi sociali e il settore di competenza che devono risultare in armonia con le disposizioni del presente Statuto.
4. Le deliberazioni adottate circa l’ammissione vengono comunicate direttamente al richiedente.
5. Contro la denegata ammissione, l’interessato può ricorrere al Collegio dei Probiviri entro il termine di 15 giorni.
6. Il Collegio dei Probiviri decide sui ricorsi in via definitiva.
Art. 7 - La Quota associativa
1. I Soci effettivi debbono versare una somma “una tantum” per l’importo indicato dall’Ufficio di Segreteria all’atto dell’iscrizione oltre al contributo annuale stabilito annualmente dal Consiglio Direttivo.
2. I Soci fondatori e i Soci benemeriti non sono tenuti al pagamento di alcuna quota associativa annuale.
1. I Soci sono tenuti all’osservanza dello statuto, del regolamento e del codice etico. Inoltre essi debbono adoperarsi per apportare il loro contributo per il raggiungimento dello scopo sociale.
2. I Soci sono tenuti al pagamento della quota associativa la quale è rinnovata tacitamente in assenza di recesso scritto da inviare al Presidente a mezzo R.R. almeno 120 giorni prima del 31 dicembre.
Art. 9 - I diritti dei Soci
I Soci dell’ENAAC hanno diritto di intervenire all’Assemblea secondo quanto stabilito dal regolamento attuativo.
Art. 10 - L’esclusione dei Soci
I Soci non in regola con la quota annuale non godono del diritto di recesso, e ove risultassero morosi da più di un anno, decadono dalla qualità di socio subendo il provvedimento di esclusione. In assenza di giustificativi, da produrre entro e non oltre giorni 40 al Collegio dei Probiviri, l’esclusione sarà definitiva e non più appellabile. Quando si ritenessero valide le giustificazioni, la decisione di ripristinare lo status originale di socio spetta al Presidente, il cui responso è definitivo.
Art. 11 - Espulsione dei Soci
Il socio che sia venuto meno ai doveri sociali, che abbia svolto attività in contrasto con gli scopi sociali o che si sia macchiato di comportamenti non deontologici ovvero in contrasto con il regolamento attuativo, sarà espulso con provvedimento appositamente deliberato.
Il patrimonio dell’ENAAC è costituito:
dalle elargizioni, donazioni e lasciti disposti in suo favore a titolo non specificato, salvo che il Consiglio Direttivo non deliberi di erogarne l’importo per il raggiungimento degli scopi sociali;
dalle eventuali eccedenze attive delle gestioni annuali, salvo che l’Assemblea, in sede di approvazione del conto consuntivo, non deliberi diversamente.
dai proventi della vendita delle pubblicazioni;
dai proventi derivanti dalla prestazione di servizi per conto della P.A. o di terzi.
2. L’Assemblea è convocata a mezzo fax, e-mail, telegramma o raccomandata, comunque con l'adeguato riscontro della ricezione dell'avviso, anche fuori della sede legale, purché in Italia. L’avviso di convocazione deve essere inviato almeno dieci giorni prima di quello fissato per la riunione e deve contenere il giorno e l’ora della prima e della seconda convocazione, nonché l’Ordine del Giorno.
3. L’Assemblea ordinaria deve essere convocata dal Presidente almeno una volta all’anno, entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale. Tale termine può essere elevato a centoottanta giorni, qualora particolari esigenze lo richiedano.
4. L’Assemblea straordinaria è convocata dal Presidente, su conforme delibera del Consiglio Direttivo.
5. L’Assemblea è convocata altresì quando ne venga avanzata richiesta scritta e motivata da almeno un quinto di tutti i Soci. Hanno diritto di intervenire in Assemblea i Soci in regola con il pagamento delle quote sociali.
6. I Soci partecipano in Assemblea con i Legali rappresentanti, o con persona all’uopo delegata, anche rappresentante un altro Socio. La stessa persona non può rappresentare in Assemblea più di tre Soci.
7. I Consiglieri, i Membri del Collegio Sindacale nonché i Dipendenti dell’ENAAC , non possono rappresentare i Soci, né ricevere deleghe.
8. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Ente o da un Vice Presidente o, in mancanza, dalla persona designata dall’Assemblea stessa. Le funzioni di Segretario sono svolte dal Direttore Generale o, in sua assenza, da altra persona indicata dall’Assemblea.
9. Le deliberazioni dell’Assemblea devono risultare da Verbali redatti e sottoscritti dal Presidente e dal Segretario, anche in forma sintetica.
10. L’Assemblea ordinaria dell’Ente è validamente costituita, in prima convocazione con la presenza di almeno la metà dei Soci ordinari.
11. In seconda convocazione, l’Assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno un terzo dei Soci ordinari. L’Assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti.
12. L’Assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza dei tre quarti dei Soci ordinari; in seconda convocazione con la presenza dei due terzi dei Soci ordinari. L’Assemblea straordinaria delibera a maggioranza dei presenti, purché con il voto favorevole di almeno la metà dei Soci.
13. Per deliberare lo scioglimento dell’Ente e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i due terzi dei Soci ordinari.
Art. 14 - L’Assemblea Ordinaria
a) approva il bilancio consuntivo annuale e la relazione sull’attività svolta;
b) approva il budget previsionale ed il relativo programma di attività;
c) determina su proposta del Consiglio Direttivo l’importo delle quote di ammissione dei nuovi Soci, e l’ammontare delle quote associative annuali e dei contributi straordinari eventualmente necessari per far fronte a specifiche iniziative di carattere eccezionale;
d) compone il Consiglio Direttivo. A tal fine stabilisce, entro il massimo di otto, il numero dei Membri del Consiglio che vengono eletti dai Soci ordinari come propri rappresentanti; ratifica inoltre le designazioni espresse dai Soci;
e) determina gli emolumenti ed i compensi da corrispondere al Presidente, ai Vice Presidenti, al Collegio Sindacale ove costituito, ai Membri del Consiglio Direttivo e per la revisione legale dei conti;
f) nomina e revoca i Membri del Collegio Sindacale e, nel rispetto di quanto previsto, dispone l’incarico per effettuare la revisione legale dei conti;
g) approva, su proposta del Consiglio Direttivo, il Regolamento Generale di Applicazione del presente Statuto e le successive modifiche;
h) delibera sulle azioni di responsabilità contro Amministratori, Sindaci, Incaricati della revisione legale dei conti e Liquidatori;
i)ratifica l’adesione di nuovi Soci ed il recesso di quelli esistenti; delibera circa l’esclusione dei Soci e sui ricorsi al diniego delle domande di ammissione;
J) richiede, quando ritenuto necessario, al Comitato Direttivo un rapporto sul funzionamento generale dell’attività dell’Ente;
K) delibera su qualsiasi altra questione sottoposta al suo esame dal Consiglio Direttivo.
Art. 15 - L’Assemblea Straordinaria
a) delibera sullo scioglimento dell’Ente;
b) delibera sulle modalità di devoluzione del patrimonio residuo;
d) delibera sulle proposte di modifica dello Statuto.
1. l Consiglio Direttivo è l’Organo responsabile della gestione dell’Ente ed elegge il Presidente ed il Vice Presidente vicario, con facoltà di individuarli anche al di fuori dei propri componenti.
2. Il Consiglio Direttivo è composto, oltre che dal Presidente e dal Vice Presidente vicario, da un numero massimo di quattro Componenti eletti dai Soci ordinari in Assemblea in base alle candidature pervenute. Tra questi, un numero massimo di due è riservato alle Associazioni, alle Imprese o agli Enti che siano Soci ENAAC. I Consiglieri durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili o nuovamente designabili.
3. I Membri del Consiglio Direttivo devono, in ogni caso, agire con obiettività per il perseguimento degli scopi sociali, e nel rispetto dei principi di deontologia professionale, garantendo di essere liberi da ogni indebita pressione commerciale, economica o di altro tipo che potrebbe compromettere la loro imparzialità ed indipendenza.
4. Il Consiglio Direttivo può delegare proprie attribuzioni al Comitato Esecutivo, composto dal Presidente, dai Vice Presidenti e da un massimo di cinque Membri, ovvero ad uno o più dei suoi Componenti, che possono essere anche il Presidente o uno dei Vice Presidenti. Il Consiglio determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega, con facoltà di impartire direttive all'Organo delegato ed avocare a sé operazioni rientranti nella delega. I Membri eletti in rappresentanza delle Associazioni e dei soggetti accreditati? non possono essere eletti in qualità di Presidente, né ricevere deleghe. Non sono comunque suscettibili di delega le materie di cui alle lettere a), b), c), d), e), f), g), h), k), l), n) e p) del successivo art. 17.
5. Il Consiglio Direttivo fornisce tempestiva comunicazione ai Soci di ogni atto riguardante le nomine di propria competenza.
6. Il Consiglio Direttivo decade quando viene meno la maggioranza dei Consiglieri in carica. Il Presidente, in tale caso, provvede a convocare con urgenza l’Assemblea ordinaria e, nel frattempo, può compiere gli atti di ordinaria amministrazione. In difetto, provvede il Collegio Sindacale.
7. I Soci possono revocare i propri rappresentanti nel Consiglio Direttivo e provvedere alla loro sostituzione. Il Consiglio Direttivo provvede alla cooptazione del nuovo Rappresentante, nella prima seduta utile, con successiva ratifica dell’Assemblea. In caso di impedimento o dimissioni di un Rappresentante dei Soci ordinari, il seggio rimane vacante fino a nuova elezione, da parte della prima Assemblea successiva.
8. Un Consigliere eletto o designato nel corso del quadriennio cessa unitamente agli altri in carica.
9.Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, a mezzo fax, e-mail, telegramma o raccomandata, comunque con l'adeguato riscontro della ricezione dell'avviso, da inviare personalmente a ciascun consigliere ed a tutti gli aventi diritto di intervento, almeno otto giorni prima di quello fissato per la riunione. L’avviso di convocazione deve specificare la data, l’ora, il luogo della riunione e l’Ordine del Giorno.
10. Il Consiglio Direttivo, in caso di urgenza, può essere convocato almeno tre giorni lavorativi prima di quello fissato per la riunione. Il Consiglio Direttivo è altresì convocato dal Presidente o, in caso di rifiuto, dal Collegio Sindacale, quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi Membri.
11.Alle riunioni partecipa il Direttore Generale che, se presente, svolge funzioni di Segretario.
12.Le riunioni sono validamente costituite con la presenza di almeno la metà dei Membri in carica; non è ammessa delega, ma è consentita la partecipazione mediante mezzi di telecomunicazione.
13.Le deliberazioni vengono assunte a maggioranza dei voti dei presenti; a parità di voti, prevale il voto di chi presiede la riunione.
Art. 17 - I compiti del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo provvede all’Amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Ente, con facoltà di compiere tutti gli atti, ritenuti opportuni per il raggiungimento degli scopi sociali, tranne quelli riservati dal presente Statuto, alla competenza dell’Assemblea o degli altri Organi dell’Ente.
a) determina le direttive generali per l’attività dell’Ente ed esercita ogni e più ampio potere in ordine alla gestione e all’amministrazione dell’Ente e del suo patrimonio, emanando, ove necessario, appositi regolamenti e disposizioni;
b) delibera sulle proposte di bilancio consuntivo e di budget previsionale da presentare annualmente all’Assemblea;
c) approva, al termine di ogni esercizio, una relazione da sottoporre all’Assemblea sull’attività svolta e sul programma futuro dell’Ente;
d) elegge, tra i propri Componenti, i cinque Membri che compongono, con il Presidente ed i Vice Presidenti, il Comitato Esecutivo;
e) delibera sull’ammissione dei nuovi Soci;
f) propone motivatamente all’Assemblea l’esclusione dei Soci;
g) può decidere sull’opportunità di costituire al proprio interno un Comitato per il Coordinamento con le Pubbliche Amministrazioni che siano Soci dell’Ente;
h) nomina e revoca, su proposta del Presidente, e di concerto con il Vice Presidente vicario, il Direttore Generale;
i) disciplina l’attività degli Organi sociali deliberando in merito all’istituzione, soppressione o accorpamento;
l) determina gli emolumenti ed i compensi da corrispondere ai componenti gli Organi dell’Ente;
m) delibera la nomina e la revoca del personale dirigente e/o il passaggio alla qualifica dirigenziale di personale già in servizio;
n) approva le procedure ed i Regolamenti interni relativi al funzionamento dei diversi Organi dell’Ente, eccezion fatta per l’Assemblea ed il Collegio dei Sindaci; propone all’Assemblea l’approvazione del Regolamento Generale del presente Statuto e delle successive modifiche;
o) delibera su tutte le iniziative che ritenga idonee al conseguimento degli scopi sociali;
P) delibera, in assoluta indipendenza ed autonomia di concerto con il Presidente e il Vice Presidente vicario, lo spostamento della sede principale e delle sedi secondarie oltre che l’apertura di nuove sedi.
1. Il Comitato Esecutivo è presieduto dal Presidente dell’Ente. Per le convocazioni, la regolarità delle sedute, la verbalizzazione ed ogni altro elemento riguardante il suo funzionamento si applicano le medesime regole previste per il Consiglio Direttivo.
2. Oltre alle competenze ad esso delegate dal Consiglio Direttivo, il Comitato Esecutivo ha la funzione di approfondire le tematiche di competenza del Consiglio Direttivo, preparandone le delibere, con particolare riguardo per quelle di natura amministrativa e gestionale. In particolare, il Comitato:
a) predispone i documenti di bilancio e vigila sulla gestione del budget;
b) adotta nei casi di urgenza deliberazioni di competenza del Consiglio Direttivo, con l’obbligo di sottoporle alla ratifica del Consiglio alla prima seduta utile;
c) determina per il Direttore Generale compensi ed eventuali attribuzioni aggiuntive, dandone comunicazione al Consiglio Direttivo.
3. Alle riunioni del Comitato Esecutivo vengono invitati il Collegio dei Sindaci ed il Presidente del Comitato per l’Attività di Qualificazione.
Art. 19 - Il Presidente e il Vice Presidente vicario
1. Il mandato del Presidente e del Vice Presidente vicario coincide con quello del Consiglio che li elegge. Entrambi hanno potere di firma disgiunta e possono essere rieletti senza alcuna limitazione. Il Vice Presidente vicario esercita le funzioni di Presidente del Consiglio in caso di assenza o di impedimento temporaneo del Presidente. Nell’ipotesi di impossibilità del Vice Presidente vicario, le funzioni di Presidente del Consiglio sono esercitate dall'altro Vice Presidente. In assenza o impedimento anche di quest'ultimo, le funzioni sono esercitate dal Consigliere più anziano d'età presente in Consiglio.
2. In caso di cessazione dalla carica, per qualsiasi motivo, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione del Presidente e del Vice Presidente vicario. I sostituti restano in carica sino alla scadenza del mandato del Presidente e/o del Vice Presidente vicario. Il Presidente :
a) ha funzioni di rappresentanza istituzionale dell’Ente;
b) ha funzioni di legale rappresentanza dell’Ente nei confronti di Soci e di terzi, anche in giudizio;
c) vigila sull’esecuzione delle deliberazioni del Comitato Esecutivo, del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea e sulla osservanza delle disposizioni statutarie e regolamentari;
d) convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo;
e) esercita tutti gli atti e le funzioni previsti dal presente Statuto o che gli vengono delegate dal Consiglio Direttivo;
f) promuove e sostiene azioni in giudizio in nome dell’Ente, sia esso attore o convenuto, in qualunque sede giudiziaria, civile, penale o amministrativa e in qualunque grado di giurisdizione; si costituisce parte civile nei processi in cui l’Ente sia offeso dal reato; rappresenta legalmente l’Ente anche in sede stragiudiziale; nomina e revoca Avvocati e Procuratori speciali determinandone i poteri; transige controversie;
g) rende esecutive, firmando i relativi documenti, le decisioni del Comitato di Qualificazione relativamente al rilascio, rinnovo e revoca della Qualificazione.
3. In caso di assenza o impedimento del Presidente e del Vice Presidente Vicario, le funzioni sono svolte dal Vice Presidente in carica.
Art. 20 - Il Collegio Sindacale
1. Il Collegio Sindacale è composto da tre Sindaci effettivi e due supplenti, tutti iscritti nell’apposito registro dei revisori legali. Il loro mandato è di tre esercizi e, durante tale periodo, esso può essere revocato dall’Assemblea solo per giusta causa.
2. Il Collegio Sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e su tutte le altre materie attribuite dalla legge al Collegio Sindacale delle Società per Azioni.
3. I Membri del Collegio Sindacale, per esercitare il loro mandato, hanno potere di accesso, ispezione e controllo su tutta la documentazione contabile dell’Ente, anche disgiuntamente.
4. Le riunioni avvengono di norma ogni novanta giorni e possono svolgersi anche in videoconferenza; i Sindaci, inoltre, sono invitati alle riunioni del Consiglio Direttivo ove fosse necessario, del Comitato Esecutivo e alle Assemblee.
5. L’Assemblea può affidare al Collegio Sindacale la revisione legale dei conti, ovvero conferire autonomamente tale incarico ad un revisore legale, iscritto nell’apposito registro. La revisione legale viene effettuata secondo la disciplina prevista dalla Legge per le Società per Azioni.
6. Il Consiglio Direttivo indica il nominativo del Presidente del Collegio Sindacale. In mancanza di tale indicazione, l’Assemblea individua un Presidente di comprovata esperienza amministrativa nel settore.
Art. 21 - Il “Comitato per l’attività di Qualificazione e Certificazione dei Giudici Arbitri”
1. Il “Comitato per l’attività di Qualificazione e Certificazione dei Giudici Arbitri” opera in materia di Qualificazione, Certificazione ed aggiornamento di tale figura professionale nel rispetto del principio della competenza tecnica e secondo le modalità di funzionamento indicate nel Regolamento Generale, nonché in conformità con quanto disposto dalle procedure interne dell’ENAAC.
2. Il Comitato per l’Attività di Qualificazione e Certificazione è composto da quattro Membri e un Presidente, il quale costituisce il collegamento tecnico fra i Responsabili della Formazione e gli altri Organi dell’Ente.
4. Detto Comitato svolge i seguenti compiti:
a) predispone, aggiorna e svolge attività di stretta vigilanza sul livello e sulla qualità dei programmi dei “Corsi formativi per gli aspiranti Arbitri Giudiziari”, proponendone l’approvazione al Consiglio Direttivo;
b) esercita un rigoroso controllo preventivo sui titoli e sulle competenze dei Docenti Formatori che devono rispondere a criteri di assoluto prestigio professionale;
c) presta assistenza in sede di test ed esame finale di verifica di fine corso;
d) decide in materia di rilascio, rinnovo, sospensione e revoca degli attestati di Qualificazione e Certificazione.
e) esprime, su richiesta del Consiglio Direttivo, un parere tecnico a fronte di delibere che possano avere impatto sui requisiti per la Qualificazione e la Certificazione.
5. Tutti i Membri del Comitato per l’Attività di Qualificazione e Certificazione devono garantire indipendenza di comportamenti ed imparzialità di giudizio.
6. Tutti i Membri del Comitato per l’Attività di Qualificazione e Certificazione durano in carica tre esercizi e possono essere riconfermati. Un Membro nominato nel corso del triennio cessa unitamente agli altri in carica.
7. Le riunioni del Comitato per l’Attività di Qualificazione e Certificazione sono regolarmente costituite con la presenza di almeno la metà dei Componenti, e non è ammessa delega. Le decisioni sono valide quando vengono approvate a maggioranza dai presenti.
8. Alle riunioni del Comitato per l’Attività di Qualificazione e Certificazione può intervenire, senza diritto di voto, il Direttore Generale, che, se presente, svolge funzioni di Segretario.
9. I Membri del Comitato di Qualificazione e Certificazione possono essere integrati, per le attività istruttorie su specifiche pratiche, con Esperti Tecnici esterni, che partecipano alle riunioni fornendo un parere tecnico per la decisione. La loro presenza non viene conteggiata, ai fini della verifica del numero legale.
10. L'Elenco degli Esperti Tecnici è approvato dal Comitato per l'Attività di Qualificazione e Certificazione.
Art. 22 – La Commissione d’Appello
1. La Commissione d’Appello è l’Organo deputato ad esaminare e deliberare sui ricorsi che vengano presentati avverso le deliberazioni assunte in materia di Qualificazione e Certificazione. Essa è composta da un minimo di quattro ad un massimo di otto Membri individuati tra i componenti del Consiglio Direttivo che li nomina avendo cura di garantire i concetti di indipendenza e di imparzialità, nonché l’apporto delle competenze tecniche in materia di certificazione e problematiche correlate.
2. Le riunioni della Commissione sono convocate dal Presidente della Commissione, d’intesa con il Direttore Generale, che funge da Segretario delle riunioni.
5. Alle riunioni della Commissione d’Appello possono essere invitati altri appartenenti agli Organi dell’Ente i quali tuttavia non partecipano alle deliberazioni sui ricorsi che devono essere assunte e motivate dai soli componenti della Commissione;
6. La Commissione può altresì procedere ad ascoltare la parte ricorrente, coloro che hanno partecipato alle fasi del provvedimento oggetto del ricorso, ed esperti in grado di fornire apporti di competenza sulla materia in discussione.
Art. 23 – Il Direttore Generale
1.Oltre alle funzioni ad esso esplicitamente attribuite dal presente Statuto e dal Consiglio Direttivo, al Direttore Generale dell’Ente spettano le seguenti attribuzioni:
a) curare l’attuazione delle delibere degli Organi Statutari;
b) assicurare la gestione amministrativa conformemente agli atti approvati dagli Organi dell’Ente, esercitando tutte le funzioni e curando tutti gli adempimenti connessi, con facoltà di delegare parte di tali funzioni;
c) assistere il Presidente nello svolgimento dei compiti istituzionali e di rappresentanza;
d) svolgere le funzioni di Segretario del Consiglio Direttivo, del Comitato Esecutivo, del Comitato della Commissione d’Appello. Tale funzione, in caso di assenza o impedimento, può essere svolta anche da persona di volta in volta incaricata dall’Organo interessato;
e) stabilire, in accordo con il Consiglio Direttivo, l'inquadramento ed il conseguente trattamento economico per il personale non dirigente, in conformità con le vigenti disposizioni in materia di diritto del lavoro;
g) assumersi la responsabilità della sorveglianza del Sistema di gestione dell'Ente.
Art. 24 – Gli Ispettori
1. Gli Ispettori addetti all'attività di Qualificazione e Certificazione, devono essere almeno tre, ed hanno la funzione di garantire l'assenza di conflitti d'interesse, indipendentemente dal rapporto contrattuale che li lega all'Ente di qualificazione.
2.La nomina degli Ispettori, e la relativa lista è approvati dal Comitato per l'Attività di Qualificazione e Certificazione. Gli incarichi ispettivi vengono conferiti alle persone inserite in suddetto elenco.
Art. 25 – Esercizio sociale e bilancio
1. Fatto salvo il primo esercizio, il primo bilancio chiuderà il 31 dicembre 2015; gli esercizi sociali iniziano il 1° gennaio e si chiudono il 31 dicembre di ogni anno.
2. Il Consiglio Direttivo provvede alla formazione del bilancio da sottoporre all’Assemblea dei Soci secondo i criteri di redazione del bilancio come per legge. Ferma restando l’unitarietà del bilancio, al fine di favorire l’efficienza operativa ed il controllo di gestione delle diverse attività, il Consiglio Direttivo, nell’ambito di regole comuni, determina obiettivi programmatici ed attribuisce dotazioni di budget annuali.
3.È vietata la distribuzione di utili o avanzi di gestione e la ripartizione tra i Soci di fondi e riserve.
L’applicazione del presente Statuto deve svolgersi in conformità del “Regolamento Generale”, approvato dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo.
Art. 27 – Pubblicazioni
1. L’ENAAC, a sua discrezione, può diffondere con gli strumenti che più ritiene opportuni, ed anche a mezzo stampa, le informazioni di pubblica utilità in relazione all’attività svolta e ai progetti in corso di realizzazione.
2. L’Ente si riserva di diffondere con strumenti idonei pubblicazioni di carattere tecnico in materia di Qualificazione e Certificazione in tema di arbitrato giudiziale ed attività correlate.
1. Le proposte di scioglimento dell’Ente sono presentate all’Assemblea straordinaria, per iscritto, dal Presidente o da almeno i due terzi dei Soci.
2. Deliberato lo scioglimento dell’Ente, l’Assemblea straordinaria procede alla determinazione delle modalità di liquidazione, nominando uno o più Commissari liquidatori e definendone i poteri.
3.Il patrimonio è devoluto ad Enti senza scopo di lucro aventi analoghe finalità e/o in beneficenza.
Art. 29 Regolamento del Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale.
L’Ente apporta il suo contributo allo sviluppo e alla diffusione della cultura dell’arbitrato giudiziale attraverso l’istituzione del proprio Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale il quale si propone di svolgere i seguenti compiti:
a) diffondere l’idea e l’uso dell’arbitrato;
b) studiare i problemi pratici, tecnici e teorici dell’arbitrato, dell’arbitraggio, della conciliazione e della perizia contrattuale;
c) organizzare il servizio di arbitrato rituale per la risoluzione di una o più questioni con poteri ed obblighi della funzione giurisdizionale ordinaria ai sensi degli articoli 806 e ss. c.p.c.;
d) organizzare il servizio di arbitrato irrituale per l’ottenimento di decisioni aventi fra le parti valore negoziale;
e) organizzare arbitraggi aventi per oggetto la determinazione di quantità, prezzo o di altri elementi contrattuali incerti o ignoti o comunque non determinati;
f) fornire perizie contrattuali quali semplici accertamenti di natura tecnica;
g) prendere contatti ed eventuali accordi con organismi arbitrali già esistenti, con enti pubblici, con organizzazioni ed associazioni interessate a questi problemi o con analoghi finalità onde promuovere iniziative, eventualmente congiunte, intese a studiare, diffondere ed utilizzare l’arbitrato commerciale come metodo di risoluzione nelle controversie;
h) fare quanto reputa opportuno e/o necessario nell’interesse del miglioramento delle relazioni commerciali attraverso la pacificazione dei rapporti mediante composizioni amichevoli.
Art. 30 – Organi del Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale:
I soci Fondatori dell’ENAAC nominano, in sede di Costituzione, quale figura Istituzionale del Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale, il Presidente nella persona di Marco PEPE. Detta carica sarà effettiva per anni quattro e potrà essere rinnovata senza alcuna limitazione.
Il Presidente della Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale ha la rappresentanza legale e processuale dell’istituzione, vigila sulla corretta applicazione dello Statuto, convoca e presiede il Consiglio Arbitrale. In caso di assoluta necessità e urgenza può adottare i provvedimenti di competenza del Consiglio Arbitrale, che li dovrà ratificare nella prima seduta utile.
Art. 31 – Il Consiglio Arbitrale
1.Il Consiglio Arbitrale è composto dal Presidente e da 6 membri.
2. I Membri del Consiglio Arbitrale sono nominati dal Presidente e dal Vicepresidente tra persone di provata esperienza particolarmente in campo giuridico, economico e commerciale. Essi durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati.
3.La qualità di “Membro del Consiglio Arbitrale” è incompatibile con quella di arbitro.
4. Il Membro del Consiglio Arbitrale che non partecipa a tre sedute consecutive senza giustificato motivo può essere dichiarato decaduto con decisione dello stesso Consiglio Arbitrale. Il sostituto dovrà essere nominato nella prima successiva seduta della Giunta camerale.
Art. 32 – Assenza del Presidente
In caso di assenza o di impedimento del Presidente, il Consiglio Arbitrale è presieduto dal suo Vicepresidente.
Art. 33 – Convocazione del Consiglio Arbitrale
Il Consiglio Arbitrale è convocato d’iniziativa del suo Presidente o, in caso di impedimento, dal suo Vicepresidente esso deve, inoltre, essere convocato entro dieci giorni dalla presentazione alla segreteria di richiesta scritta firmata da almeno tre membri del Consiglio stesso.
Art. 34 – Poteri e competenze del Consiglio Arbitrale
Il Consiglio Arbitrale dispone di tutti i poteri e di tutte le facoltà necessarie al conseguimento delle finalità sociali.
a) nomina gli Arbitri;
b) predispone clausole compromissorie-tipo anche per particolari rapporti o specifici settori economici o commerciali;
c) propone al Consiglio Direttivo dell’Ente le modifiche dello Statuto e del Regolamento, e fissa le regole deontologiche per gli Arbitri;
d) avanza proposte ed esprime pareri in ordine allo svolgimento delle procedure di arbitrato;
e) esprime pareri sulle proposte di convenzione da stipulare con altri enti o istituzioni in materia arbitrale, da sottoporre successivamente a deliberazione del Consiglio Direttivo dell’Ente;
f) predispone, per l’utilizzo interno, un elenco degli Arbitri cui poter fare riferimento, scelti tra persone di particolare e provata esperienza e competenza, mantenendolo aggiornato in funzione delle nomine arbitrali;
g) decide in via definitiva sulle richieste di ricusazione dell’arbitro;
h) svolge tutte le attribuzioni previste dal Regolamento;
i) delibera su ogni altra questione o attività demandata e non attribuita alla specifica competenza di altri Organi.
Art. 35 – Le deliberazioni del Consiglio Arbitrale
Il Consiglio Arbitrale delibera con la presenza della maggioranza dei componenti, compreso il Presidente, il Vicepresidente o chi ne fa le veci. Le sue deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti dei membri presenti.
Art. 36 – Il Segretario della Camera Arbitrale
1. Il Presidente nomina un proprio funzionario per l’espletamento dell’incarico di Segretario della Camera Arbitrale.
2. Il Segretario attua le decisioni del Consiglio Arbitrale, redige i verbali delle sedute, è responsabile nei confronti del Consiglio Direttivo del funzionamento della segreteria ed ha la direzione del personale addetto alla Camera Arbitrale.
Art. 37 – La Segreteria della Camera Arbitrale
La Segreteria provvede all’esercizio delle competenze previste nel Regolamento di arbitrato e dalle leggi vigenti.
Art. 38 – L’obbligo della riservatezza nella Camera Arbitrale
I componenti degli Organi della Camera Arbitrale ed il personale che svolge le funzioni di segreteria sono obbligati a custodire con la massima riservatezza qualsiasi notizia relativa ai procedimenti arbitrali conclusi ed in corso. L’accettazione dell’incarico di Arbitro è collegata all’obbligo di riservatezza su tutte le notizie relative ai procedimenti per cui sono stati nominati.
Art. 39 – L’elenco degli Arbitri, dei Conciliatori e dei Periti
La formazione dell’Elenco degli Arbitri ed i procedimenti di arbitrato, di arbitraggio, di conciliazione e di perizie contrattuali sono disciplinati dal Regolamento, annesso al presente Statuto, di cui è parte integrante.
Art. 40 – La Camera Arbitrale
Il Tribunale assicura i mezzi per il funzionamento della Camera Arbitrale.
Art. 41 – Le modifiche allo Statuto e al Regolamento
Lo Statuto del Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale ed il Regolamento della Camera Arbitrale potranno essere modificati dal Consiglio Direttivo, su proposta del Consiglio Arbitrale.
ART. 42 – L’applicazione del Regolamento del Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale
1. Il Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale presta la propria opera per lo svolgimento di arbitrati richiesti sul fondamento di una convenzione di arbitrato (clausola compromissoria o compromesso), redatta in forma scritta, che faccia riferimento al Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale.
3. Le controversie che hanno ad oggetto la convenzione di arbitrato, ed in particolare quelle relative alla natura rituale o irrituale dell’arbitrato, sono decise dagli arbitri con lodo vincolante le Parti.
4. Qualora non esista fra le Parti una convenzione di arbitrato, oppure essa non faccia riferimento al Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale , la Parte che abbia interesse a promuovere un arbitrato davanti al Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale può farne richiesta nella domanda di arbitrato, in conformità di quanto stabilito dall’art. 49 del presente Statuto; se l’adesione a tale richiesta, unitamente alla risposta alla domanda di arbitrato, non perviene alla Segreteria entro un termine che, salvo diversa indicazione della parte richiedente, è di trenta giorni dalla data in cui la controparte ha ricevuto la domanda, la Segreteria informa le Parti che l’arbitrato non può avere luogo.
ART. 43 – Le norme applicabili al procedimento arbitrale
1. Il procedimento arbitrale è retto dal Regolamento in vigore al momento della presentazione della domanda; in subordine, dalle regole fissate di comune accordo dalle Parti; in ulteriore subordine, dalle regole fissate dal Tribunale Arbitrale.
3. È comunque salvaguardato il principio del contraddittorio e della parità di trattamento delle Parti.
ART. 44 – Le norme applicabili al merito della controversia
ART. 45 – Sede dell’arbitrato
1. La sede per lo svolgimento dei procedimenti arbitrali è presso il Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale.
2. Il Tribunale Arbitrale, con il consenso delle Parti, può stabilire che le udienze o altre attività del procedimento si svolgano in luogo diverso dalla sede.
ART. 46 – Lingua dell’arbitrato
Il testo dello Statuto continua nel box seguente fino all'ART. 87
Statuto / artt. 46-87
Continua dal box precedente - dall'ART 47 fino all'ART. 87
ART. 47 – Deposito e trasmissione degli atti
3. Se non è diversamente previsto dal Regolamento, le comunicazioni della Segreteria, delle parti, degli Arbitri, dei Consulenti Tecnici e di tutti i soggetti del processo in genere sono eseguite mediante notificazione, trasmissione con lettera raccomandata, telefax, posta elettronica, ovvero con ogni altro mezzo idoneo alla prova della loro ricezione.
ART. 48 – Termini
1. I termini previsti dal Regolamento o fissati dal Consiglio Arbitrale, dalla Segreteria o dal Tribunale Arbitrale non sono a pena di decadenza, se la decadenza non è espressamente prevista dal Regolamento o stabilita dal provvedimento che li fissa.
2. Il Consiglio Arbitrale, la Segreteria e il Tribunale Arbitrale possono prorogare, prima della loro scadenza, i termini da essi indicati. I termini fissati a pena di decadenza possono essere prorogati soltanto per gravi motivi ovvero con il consenso di tutte le parti.
ART. 49 – La Domanda di arbitrato
1. L’attore deve depositare presso la Segreteria la Domanda di arbitrato.
2. La domanda è sottoscritta dalla Parte o dal Difensore munito di procura e contiene, ovvero è accompagnata, da:
b) la descrizione della controversia e le domande con l’indicazione del relativo valore;
c) la nomina dell’Arbitro ovvero le indicazioni utili sul numero degli Arbitri e sulla loro scelta;
d) l’eventuale indicazione dei mezzi di prova richiesti a sostegno della domanda e ogni documento che la parte ritenga utile allegare;
g) la convenzione arbitrale, ovvero l’invito alla controparte a dichiarare se accetta l’arbitrato; h) la prova dell’avvenuta trasmissione della stessa alla controparte, nel caso in cui sia l’attore a trasmettere direttamente la domanda di arbitrato al convenuto.
3. La Segreteria trasmette la Domanda di arbitrato al convenuto entro cinque giorni lavorativi dalla data del deposito. Su richiesta dell’attore, la Segreteria esegue la trasmissione mediante notificazione a mezzo di Ufficiale Giudiziario. L’attore può anche trasmettere direttamente la Domanda di arbitrato al convenuto, fermo restando il deposito della domanda stessa presso la Segreteria, che non trasmetterà in tal caso la domanda al convenuto, sempre che vi sia la prova dell’avvenuta trasmissione ad opera dell’attore.
4. Nell’ipotesi prevista dall’art. 35, primo comma, del d.lgs. 5/2003, la Segreteria provvede a trasmettere la Domanda di arbitrato al competente Registro delle Imprese.
ART. 50 – La Memoria di risposta
1. Il convenuto deve depositare presso la Segreteria la Memoria di risposta entro trenta giorni dalla ricezione della Domanda di arbitrato. Tale termine può essere prorogato dalla Segreteria per giustificati motivi.
2. La risposta è sottoscritta dalla Parte o dal Difensore munito di procura e contiene, ovvero è accompagnata, da:
a) il nome e il domicilio del convenuto;
b) l’esposizione, anche breve e sommaria, delle difese;
d) l’eventuale indicazione dei mezzi di prova richiesti a sostegno della risposta e ogni documento che la parte ritenga utile allegare;
g) l’eventuale Dichiarazione di accettazione dell’arbitrato.
3. La Segreteria trasmette la Memoria di risposta all’attore entro cinque giorni lavorativi dalla data del deposito. Su richiesta del convenuto, la Segreteria esegue la trasmissione mediante notificazione a mezzo di Ufficiale Giudiziario. Il convenuto può anche trasmettere direttamente la Memoria di risposta all’attore, fermo restando il deposito della memoria stessa presso la Segreteria, che in tal caso non la trasmetterà all’attore, sempre che vi sia la prova dell’avvenuta trasmissione ad opera del convenuto.
ART. 51 – Domanda riconvenzionale e chiamata in causa di terzi
1. Il convenuto, con la Memoria di risposta, può proporre Domanda riconvenzionale, indicandone il valore.
2. Se il convenuto propone Domanda riconvenzionale, l’attore può depositare presso la Segreteria una Memoria di replica entro trenta giorni dalla ricezione della Memoria di risposta. Tale termine può essere prorogato dalla Segreteria per giustificati motivi. La Segreteria trasmette la memoria di ulteriore replica dell’attore al convenuto entro cinque giorni dalla data del deposito, fermo quanto previsto in alternativa per la comunicazione dall’art. 50 n. 3.
ART. 52 – Numero degli Arbitri
2. In assenza di un accordo delle Parti sul numero degli Arbitri, il Tribunale Arbitrale è composto da un Arbitro Unico. Tuttavia, il Consiglio Arbitrale può deferire la controversia ad un Collegio di tre membri, se lo ritiene opportuno, per la complessità o per il valore della controversia.
4. Se la convenzione arbitrale prevede un numero pari di Arbitri, il Tribunale Arbitrale è composto dal numero dispari di Arbitri superiore a quello previsto nella convenzione.
ART. 53 – Nomina degli Arbitri
2. Se non è diversamente stabilito nella convenzione arbitrale, l’Arbitro Unico è nominato dal Consiglio Arbitrale.
3. Se le Parti hanno stabilito di nominare l’Arbitro Unico di comune accordo senza indicare un termine, tale termine viene assegnato dalla Segreteria. Se l’accordo tra le Parti non viene raggiunto, l’Arbitro Unico è nominato dal Consiglio Arbitrale.
a) ciascuna Parte, nella Domanda di arbitrato e nella Memoria di risposta, nomina un arbitro; se la Parte non vi provvede nel termine fissato, l’Arbitro è nominato dal Consiglio Arbitrale;
5. Se le Parti hanno diversa nazionalità o domicilio in Stati diversi, il Consiglio Arbitrale nomina quale Arbitro Unico o quale Presidente del Tribunale Arbitrale una persona di nazionalità terza, salva diversa e concorde indicazione delle parti.
6. Se l’arbitrato è disciplinato dall’art. 34 del d.lgs. 5/2003, ed in ogni altro caso in cui per previsione di legge è obbligatorio deferire ad un terzo la nomina di uno o più Arbitri, a tutte le nomine necessarie provvede il Consiglio Arbitrale.
ART. 54 – Nomina degli Arbitri nell’arbitrato con pluralità di parti
1. Quando le Parti siano più di due, il Consiglio Arbitrale - ove manchino o siano inidonei i patti fra le Parti sulla costituzione dell’organo arbitrale, o quando le Parti non riescano a costituire l’Organo arbitrale entro il termine previsto per la risposta alla Domanda di arbitrato - stabilisce, per quanto occorra, il numero e le modalità di nomina degli Arbitri, e può provvedere direttamente alla loro nomina, allorquando le Parti non vi abbiano proceduto entro il termine loro assegnato.
ART. 55 – Controversie connesse
1. Qualora, prima della costituzione del Tribunale Arbitrale, siano proposte controversie tra loro connesse, il Consiglio Arbitrale, considerate le caratteristiche delle controversie e tenuto conto delle norme applicabili al procedimento, può stabilire che i relativi procedimenti siano affidati al medesimo organo arbitrale, su accordo delle Parti, autorizzando la riunione dei procedimenti affinché le controversie siano decise con unico lodo.
2. Qualora una stessa delibera sia oggetto di una pluralità di impugnazioni, il Consiglio Arbitrale, oppure il Tribunale Arbitrale dispongono che tali impugnazioni siano decise con un unico lodo.
ART. 56 – Incompatibilità
a) i Membri della Camera Arbitrale;
b) i Revisori dei conti della Camera Arbitrale;
c) i Dipendenti della Camera Arbitrale;
d) gli associati professionali, i dipendenti e coloro che hanno stabili rapporti di collaborazione professionale con le persone indicate sub a, b, c.
ART. 57 - Accettazione degli Arbitri
La Segreteria comunica la nomina agli Arbitri i quali devono trasmettere alla Segreteria per iscritto la Dichiarazione di accettazione della nomina e del Regolamento entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione.
ART. 58 – Dichiarazione di indipendenza e conferma degli Arbitri
a) qualunque relazione con le Parti o i loro Difensori rilevante in relazione alla sua imparzialità e indipendenza;
4. Decorso il termine previsto dal comma 3 di questo articolo, l’Arbitro è confermato dalla Segreteria se ha inviato una dichiarazione di indipendenza senza rilievi e se le parti non hanno comunicato osservazioni. In ogni altro caso, sulla conferma si pronuncia il Consiglio Arbitrale.
5. La Dichiarazione di indipendenza deve essere ripetuta nel corso del procedimento arbitrale fino alla sua conclusione, se ciò si rende necessario per fatti sopravvenuti o su richiesta della Segreteria.
ART. 59 – La ricusazione degli Arbitri
3. L’istanza è comunicata agli Arbitri, alle altre parti e alla Segreteria la quale assegna loro un termine per l’invio di eventuali osservazioni.
4. Le altri Parti possono, entro dieci giorni dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione di cui al comma seguente, proporre istanza di ricusazione incidentale, anche se è già trascorso il termine per proporre istanza di ricusazione in via principale.
5. Sull’istanza di ricusazione decide il Consiglio Arbitrale.
ART. 60 - SOSTITUZIONE DEGLI ARBITRI
c) il Consiglio Arbitrale accoglie l’istanza di ricusazione proposta nei confronti dell’Arbitro;
d) il Consiglio Arbitrale rimuove l’Arbitro per la violazione dei doveri imposti dal Regolamento al Tribunale Arbitrale o per altro grave motivo;
2. La Segreteria sospende il procedimento per ciascuna delle ipotesi previste dal precedente comma 1.
3. Il nuovo Arbitro è nominato dallo stesso soggetto che aveva nominato l’Arbitro da sostituire.
4. Se la Parte non vi provvede entro i termini di cui all’art. 53, oppure l’Arbitro nominato in sostituzione deve a sua volta essere sostituito, il nuovo Arbitro è nominato dal Consiglio Arbitrale.
5. Il Consiglio Arbitrale determina l’eventuale compenso spettante all’Arbitro sostituito, tenuto conto dell’attività svolta e del motivo della sostituzione.
6. In caso di sostituzione dell’Arbitro, il nuovo Tribunale Arbitrale può disporre la rinnovazione totale o parziale del procedimento svoltosi fino a quel momento.
ART. 61 – Il procedimento per la Costituzione del Tribunale Arbitrale
4. Se ha luogo la sostituzione di Arbitri dopo che il Tribunale Arbitrale si è costituito, la Segreteria trasmette ai nuovi Arbitri copia degli atti e dei documenti del procedimento. La Costituzione del nuovo Tribunale Arbitrale ha luogo ai sensi dei precedenti commi 2 e 3, e di quello corrente.
ART. 62 – I Poteri del Tribunale Arbitrale
1. In qualunque momento del procedimento, il Tribunale Arbitrale può tentare di comporre la controversia e può invitare le Parti a svolgere il tentativo di conciliazione presso la Camera di Commercio. Il provvedimento con cui il Tribunale Arbitrale dispone l’esperimento del tentativo di conciliazione sospende i termini per l’emissione del lodo fino alla conclusione del tentativo stesso, per un massimo di 60 giorni salvo diverso accordo delle parti.
2. Il Tribunale Arbitrale può pronunciare tutti i provvedimenti cautelari, urgenti e provvisori, anche di contenuto anticipatorio, che siano consentiti dalle norme applicabili al procedimento. La Parte che, prima dell’inizio del procedimento arbitrale o nel corso di esso, ottenga dall’autorità giudiziaria un provvedimento cautelare, deve darne sollecita notizia alla Segreteria, la quale ne informa prontamente il Tribunale Arbitrale, ed eventualmente l’altra parte.
ART. 63 – Le Ordinanze del Tribunale Arbitrale
5. L’ordinanza, con la quale l’Arbitro sollevi la questione di legittimità costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge, è depositata insieme al fascicolo di arbitrato presso la Segreteria della Camera Arbitrale. La Segreteria trasmette l’ordinanza e il fascicolo alla Corte Costituzionale, e notifica l’ordinanza al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Presidente della Giunta Regionale, a seconda che la questione riguardi una norma statale o regionale. L’ordinanza, sempre a cura della Segreteria, è notificata altresì ai Presidenti delle due Camere del Parlamento ovvero, se si tratta di norma regionale, al Presidente del Consiglio Regionale interessato.
6. Se l’ordinanza non è stata emessa in udienza, essa è comunicata alle Parti con le modalità di cui all’art. 47 del presente del presente Statuto.
ART. 64 – Le udienze
ART. 65 – L’istruzione probatoria
4. Ove il Tribunale Arbitrale richieda l’ordine di comparizione del testimone, la Parte più diligente provvede al deposito dell’ordinanza nella cancelleria del Tribunale della sede dell’arbitrato, e cura le successive incombenze.
ART. 66 – La Consulenza Tecnica
1. Il Tribunale Arbitrale può nominare uno o più Consulenti Tecnici d’Ufficio o chiederne la designazione al Consiglio Arbitrale.
2. Il Consulente Tecnico d’Ufficio ha gli stessi doveri imposti dal Regolamento agli Arbitri e a lui viene applicata la stessa disciplina della ricusazione prevista per gli Arbitri.
4. Se sono nominati dei Consulenti Tecnici d’Ufficio, le Parti possono designare dei Consulenti Tecnici di Parte. Le operazioni di consulenza tecnica cui hanno assistito i consulenti tecnici designati dalle Parti si considerano eseguite in presenza di queste ultime.
ART. 67 – Le domande nuove
a) la Parte, contro la quale la domanda è proposta, dichiara di accettare il contraddittorio o di non propone eccezione di inammissibilità preliminarmente ad ogni difesa sul merito, e il Tribunale Arbitrale non rifiuta espressamente la decisione;
ART. 68 – Intervento volontario e chiamata in causa di un terzo
1.Il terzo che, intervenendo volontariamente nel processo, propone una domanda, deve depositare presso la Segreteria un atto, avente il contenuto di cui all’art. 49, comma 2, lettere a) b) c) d) e) f) del presente Statuto. La Segreteria trasmette l’atto di intervento alle parti ed agli Arbitri.
2. Qualora la domanda proposta con l’atto di intervento non sia compresa nell’ambito di efficacia della convenzione di arbitrato, la Segreteria assegna alle Parti ed agli Arbitri un termine non inferiore a venti e non superiore a trenta giorni per esprimere il proprio consenso. Ove, entro il termine fissato, non pervenga alla Segreteria il consenso delle Parti e degli Arbitri, la Segreteria avverte il terzo che il suo intervento è improcedibile.
3. Il terzo, che interviene volontariamente nel processo senza proporre una domanda, deve depositare presso la Segreteria un atto contenente la sua richiesta di intervento, debitamente motivata. La Segreteria trasmette l’atto di intervento alle Parti ed agli Arbitri.
4. L’ordinanza, con la quale il Tribunale Arbitrale dispone la chiamata in causa del terzo, nelle ipotesi in cui lo consentono le norme applicabili al procedimento, è trasmessa dalla Segreteria al terzo entro cinque giorni lavorativi dalla data del deposito.
ART. 69 – Precisazioni delle conclusioni
2. Se lo ritiene opportuno, o se una parte lo richiede, il Tribunale Arbitrale fissa un termine per il deposito di Memorie conclusionali. Il Tribunale Arbitrale può, inoltre, fissare ulteriori termini per Memorie di replica e un’udienza di discussione finale.
ART. 70 – Transazione e rinuncia agli atti
1. Le Parti, o i loro Difensori, comunicano alla Segreteria la rinuncia agli atti a seguito di transazione o di altro motivo, esonerando il Tribunale Arbitrale, se già costituito, dall’obbligo di pronunciare il lodo.
ART. 71 – Deliberazione del lodo
ART. 72 – Forma e contenuto del lodo
e) l’indicazione delle domande proposte dalle Parti;
i)la data, il luogo e le modalità della deliberazione.
4. La Segreteria segnala al Tribunale Arbitrale che abbia richiesto al Consiglio Arbitrale l’esame di una bozza del lodo prima della sua sottoscrizione, l’eventuale mancanza dei requisiti formali richiesti da questo articolo.
ART. 73 – Deposito e comunicazione del lodo
2. La Segreteria trasmette ad ogni Parte un originale del lodo entro dieci giorni dalla data del deposito.
ART. 74 – Termine per il deposito del lodo definitivo
1. Il Tribunale Arbitrale deve depositare presso la Segreteria il lodo definitivo entro centottanta giorni dalla sua costituzione, ponendo fine al procedimento.
2. Il termine previsto dal comma 1 può essere prorogato per giustificati motivi dal Consiglio Arbitrale o, quando vi sia il consenso scritto delle Parti, dalla Segreteria.
3. Il termine previsto dal comma 1 è sospeso dal Consiglio Arbitrale, oltre che nei casi espressamente previsti dal Regolamento, in presenza di altro giustificato motivo.
ART. 75 – Lodo parziale e lodo non definitivo
3. Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 2, il Tribunale Arbitrale dispone con ordinanza la prosecuzione del procedimento.
4. Il lodo parziale e il lodo non definitivo non modificano il termine di deposito del lodo definitivo, fatta salva la facoltà degli Arbitri di richiedere proroga al Consiglio Arbitrale.
ART. 76 – Correzione del lodo
2. L’istanza di correzione deve essere depositata presso la Segreteria che la trasmette al Tribunale Arbitrale.
3. Il Tribunale Arbitrale decide con ordinanza, sentite le Parti, entro un mese dal ricevimento dell’istanza di correzione.
ART. 77 – Valore della controversia
3. In ogni fase del procedimento la Segreteria, a richiesta di una delle Parti, può suddividere il valore della controversia in relazione alle domande di ciascuna Parte e richiedere ad ognuna gli importi correlati a tali domande.
ART. 78 – Spese del procedimento
2. Il provvedimento di liquidazione disposto dal Consiglio Arbitrale è comunicato al Tribunale Arbitrale, che lo menziona nella decisione sulle spese contenuta nel lodo. La liquidazione disposta dal Consiglio Arbitrale non pregiudica la decisione del Tribunale Arbitrale in ordine alla ripartizione dell’onere delle spese tra le Parti.
a) onorari del Consiglio Arbitrale;
b) onorari del Tribunale Arbitrale;
c) onorari dei Consulenti Tecnici d’Ufficio;
d) rimborsi spese degli Arbitri;
e) rimborsi spese dei Consulenti Tecnici d’Ufficio.
5. Gli onorari del Consiglio Arbitrale per l’amministrazione del procedimento sono determinati in base al valore della controversia.
6. Gli onorari del Tribunale Arbitrale sono determinati in base al valore della controversia. Nella determinazione degli onorari del Tribunale Arbitrale il Consiglio Arbitrale tiene conto dell’attività svolta, della complessità della controversia, della rapidità del procedimento e di ogni altra circostanza. Possono essere determinati onorari differenziati per i singoli Membri del Tribunale Arbitrale. (Possono essere determinati onorari di importo molto basso in casi di conclusione anticipata del procedimento e importi molto elevati in casi straordinari. )
7. Gli onorari dei Consulenti Tecnici d’Ufficio sono determinati dal Consiglio Arbitrale con equo apprezzamento, tenendo conto della tariffa professionale, della tariffa giudiziale e di ogni altra circostanza.
8. I rimborsi spese degli Arbitri e dei Consulenti Tecnici d’Ufficio devono essere comprovati dai relativi documenti di spesa. In difetto di una loro esibizione, essi si considerano assorbiti dai relativi onorari.
ART. 79 – Versamenti anticipati e finali
2. La Segreteria può richiedere alle Parti successive integrazioni del fondo iniziale in relazione all’attività svolta ovvero in caso di variazione del valore della controversia, e fissa il termine per i versamenti.
4. Gli importi previsti dai commi 1, 2 e 3 sono richiesti a tutte le Parti in eguale misura se la Segreteria definisce un unico valore di controversia, calcolato sommando le domande di tutte le Parti, ovvero sono richiesti a ciascuna Parte in quote differenti in ragione del valore delle rispettive domande.
ART. 80 – Mancato pagamento
2. In ogni caso di mancato pagamento entro il termine fissato, la Segreteria può sospendere il procedimento, anche limitatamente alla domanda per la quale vi sia inadempimento. La sospensione è revocata dalla Segreteria, verificato l’adempimento.
3. Decorsi due mesi dalla comunicazione del provvedimento di sospensione previsto dal comma 2 senza che il versamento sia stato eseguito dalle Parti, la Segreteria può dichiarare l’estinzione del procedimento, anche limitatamente alla domanda per la quale l’inadempimento si sia verificato.
ART. 81 – Conservazione degli atti
1. La Segreteria restituisce il proprio fascicolo a ciascuna delle Parti entro sei mesi dalla cessazione del processo arbitrale.
2. Il fascicolo dell’ufficio è conservato dalla Segreteria per dieci anni.
3. Su richiesta di Parte, la Segreteria rilascia copie conformi all’originale del lodo depositato presso la Segreteria stessa. Se la Parte lo richiede, la copia è fatta autenticare da un notaio.
ART. 82 – Riservatezza
1. La Camera Arbitrale, il Tribunale Arbitrale, i Consulenti Tecnici, le Parti ed i loro Difensori sono tenuti a mantenere riservata ogni notizia o informazione relativa al procedimento.
2. Il lodo non può essere pubblicato se le Parti abbiano manifestato volontà contraria. In ogni caso, la pubblicazione del lodo deve essere effettuata con modalità che escludano l’individuazione delle Parti, salvo che le stesse vi acconsentano espressamente.
Art. 83 –Arbitrato
Eventuali controversie relative all’interpretazione e all’applicazione del presente Statuto tra i Soci, tra i Soci (o ex Soci) e l’Ente, nonché tra i Soci (o ex Soci) e gli Organi dell’Ente, e tra l’Ente ed i suoi Organi, sono definite mediante arbitrato con decisione avente esclusivamente efficacia negoziale, resa da un Collegio Arbitrale così composto: ciascuna delle parti nomina un proprio Arbitro, mentre il Presidente del Tribunale di Roma nomina un Arbitro se le Parti in contrasto sono pari, oppure due Arbitri se le Parti sono dispari.
Gli Arbitri decidono secondo le norme di diritto, osservando le regole di procedura nei termini massimi previsti dalla legge.
Art. 84 – Competenza giurisdizionale
L’Ente è sottoposto alla giurisdizione dell’Autorità Giudiziaria della sede legale in ROMA.
Art. 85 – Rinvio
Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa rinvio al Regolamento Generale dello Statuto, al Codice Civile e alle altre leggi vigenti in materia.
di applicazione dello Statuto ENAAC
Le disposizioni del presente Regolamento e delle deroghe applicate agli articoli Statutari, al pari dei principi o delle disposizioni che regolano l’Ente Nazionale di Qualificazione e Certificazione dei Giudici Arbitri Giudiziari, devono essere considerate vincolanti per lo Statuto ENAAC, in quanto esse sono state desunte dall’analisi del contenuto degli stessi articoli Statutari introducendo una disposizione speciale, definita deroga, che sottrae particolari fattispecie alla disciplina generale. Le deroghe in questione assumono la connotazione di una norma speciale e convivono con la regola generale. In particolare le deroghe agli articoli statutari ENAAC permettono di disciplinare alla fonte la specifica fattispecie in modo diverso, senza entrare in contrasto con la norma. In definitiva, l’articolo Statutario ENAAC derogato conferma il principio generale, e quindi le deroghe rispetto allo Statuto debbono essere considerate come “articoli deroga o norme dispositive” che valgono come norme di esecuzione o di completamento dello Statuto medesimo.
a) Il Regolamento Generale è redatto in conformità all’Articolo 26 dello Statuto di ENAAC, al fine di disciplinare l’applicazione dello Statuto medesimo e, più in generale, stabilire indirizzi e criteri per l’efficace organizzazione e il buon funzionamento dell’Associazione;
b) Gli Articoli del presente Regolamento possono fare riferimento alle voci dello Statuto associativo in cui viene fatto esplicito richiamo al Regolamento stesso – nonché ad altre voci per le quali si ritiene utile una migliore precisazione. L’ammissione all’Associazione comporta l’accettazione del presente Regolamento, oltre che dello Statuto dell’Associazione;
c) L’associazione ENAAC ha natura privatistica e risponde ai requisiti stabiliti dai commi 1,2,3 e 4 dell’articolo 2 della legge 4/2013. E’ fondata su base volontaria senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza;
d) Lo Statuto e le clausole associative dell’ENAAC sono finalizzate a garantire la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati, l'osservanza dei principi deontologici, nonché una struttura organizzativa e tecnico-scientifica finalizzata all'effettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione;
e) L’ENAAC promuove anche attraverso specifiche iniziative la formazione permanente dei propri iscritti, adottando un codice di condotta ai sensi dell'art. 27-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206; vigila, inoltre, sulla condotta professionale degli associati stabilendo le sanzioni disciplinari da irrogare loro per le violazioni del codice stesso.
f) L’ENAAC promuove forme di garanzia a tutela dell'Utente, tra cui:
- l'attivazione di uno sportello di riferimento per i cittadini consumatori/fruitori dei servizi offerti, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell'art. 27-ter del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206;
- l’ottenimento di informazioni relative all'attività professionale in generale e agli standard qualitativi richiesti agli iscritti”. g) Ai sensi del comma 6 dell’art.2 della legge sopracitata non è consentito ai professionisti iscritti all’ENAAC, l'esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui essi dimostrino il possesso dei requisiti legali e l'iscrizione al relativo albo professionale. I professionisti iscritti all’Associazione ENAAC possono in definitiva esercitare anche attività riservate, a patto che essi dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo albo professionale. h) .L’ENAAC autorizza i propri iscritti ad utilizzare il riferimento all'iscrizione all'associazione come marchio/attestato di qualità dei propri servizi, essendosi sottoposta alle condizioni previste all'art.5, comma 2. A tal fine dichiara, sotto la propria responsabilità:
 di aver adottato il codice di condotta previsto dall’art.5, c.1, lettera a,b,c,d,e,f, - legge 4/2013;
 di pubblicare sul proprio sito web l’elenco completo dei propri iscritti con aggiornamenti aventi cadenza almeno annuale;
 di essere presente sul territorio nazionale in almeno tre regioni;
 di disporre di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione permanente degli associati, in forma diretta o indiretta;
 di possedere un sistema di qualità conforme alla norma UNI, certificato da un organismo di valutazione di conformità regolarmente accreditato;
 di curare l’attuazione, a tutela degli Utenti, delle garanzie previste dall’art.5, c.2, lettera f), ed in particolare dello sportello di riferimento per il cittadino consumatore previsto dall’art.2, comma 4, della citata legge;
 di rendere pubblici gli elementi informativi previsti dall’articolo 5, comma 2, della citata legge sul proprio sito web, anche ai sensi dell’articolo 81 del D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59;
ART. 1 - DENOMINAZIONE E MARCHI
1.1 Proprietà intellettuale Il logo dell’ENAAC è un marchio registrato e depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) della Camera di Commercio. Esso è concesso all’associazione “Ente Nazionale di Qualificazione e Certificazione dei Giudici Arbitri Giudiziari” per mezzo di una convenzione sottoscritta il 28 settembre 2014 il cui uso è consentito solo in contesti autorizzati dietro esplicito consenso con riserva di tutti i diritti d’autore. Il nome ENAAC o qualsiasi marchio che comprenda il nome ENAAC al suo interno non possono essere utilizzati come indirizzo Internet di altri siti, o quali parti di tali indirizzi, senza la preventiva autorizzazione scritta. Ogni uso improprio o non autorizzato è perseguibile nei modi consentiti dalla legge. Il contenuto del relativo sito Internet è protetto dalla normativa italiana in vigore posta a tutela della proprietà intellettuale e dalle convenzioni internazionali cui l'Italia aderisce. Tutti i diritti sono riservati ed esclusivi. Il predetto contenuto non può essere riprodotto con alcun mezzo e su alcun supporto senza esplicita autorizzazione dell’ENAAC. È consentita la citazione a norma di legge (cronaca, studio, ecc.), purché vengano menzionati il titolare del diritto d'autore, il nome ENAAC e la fonte delle informazioni nella forma dell'indirizzo Internet www.enaac.com . L'alterazione, la contraffazione, l'utilizzazione non autorizzata, in tutto o in parte, del contenuto del sito Internet sono vietate e perseguibili a norma di legge. Gli associati ENAAC, nello svolgimento della loro attività per l'Associazione, ne possono adottare logo e marchi . Gli associati che vogliano apporre il logo su biglietti da visita, carta intestata, siti web, devono utilizzare i modelli predisposti o autorizzati per iscritto dal Consiglio Nazionale; il logo deve essere comunque sempre accompagnato dalla dicitura "Associato ENAAC".
1.2 L’Associazione potrà utilizzare, i loghi ed i nomi di eventuali Organismi di qualificazione e certificazione che siano confluiti nell’Ente o che ne abbiano consentito in via formale l’utilizzo, esclusivamente in forma congiunta al logo ed al
nome “ENAAC” al quale si accompagnerà l’espressione, in forma abbreviata, “Ente Nazionale di Qualificazione e Certificazione”.
ART.2– ATTIVITA’ DI QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE ED UTILIZZO DI PERSONALE
2.1 L’attività di Qualificazione e Certificazione si svolge in modo da non entrare in concorrenza con quella svolta dagli Organismi di valutazione della conformità che ricorrono all’accreditamento (sia volontariamente che per obbligo) regolamentato dal settore pubblico.
2.2 L’eventuale impiego di personale pubblico dipendente, eccezion fatta per i ruoli ricoperti negli Organi dell’Ente, potrà avvenire esclusivamente per l’effettuazione di valutazioni di conformità, quali visite ispettive, esami documentali, et similia, ovvero per l’emissione di pareri, in qualità di esperti competenti nelle materie in cui l’Ente opera.
2.3 Fatto salvo quanto disciplinato dalle singole convenzioni, o dagli accordi che l’Ente dovesse stipulare con le Pubbliche Amministrazioni interessate, tale impiego non inficia la caratteristica di “pubblico dipendente” di tali persone che, pertanto, dovranno essere preventivamente autorizzate dall’Amministrazione di appartenenza, nel rispetto della vigente disciplina amministrativo-fiscale. Il pagamento delle prestazioni rese da detti Soggetti verrà effettuato in base ai giorni di lavoro effettivamente prestati ed anche loro saranno chiamati a sottoscrivere il Codice Etico dell’Ente e gli impegni che l’ENAAC richiede ai propri Collaboratori ed Ispettori, in termini di riservatezza, indipendenza, imparzialità. Essi dovranno in particolare comunicare, sia all’inizio della prestazione che con successivi aggiornamenti, di non aver intrattenuto, nei 3 anni precedenti, rapporti in qualità di Consulente o Amministratore con gli Organismi certificati - o certificandi - che dovessero venire da loro valutati.
ARTICOLO 3 – CLASSIFICAZIONE DEI SOCI (ART. 2 DELLO STATUTO - I Soci )
3.1 Il Consiglio Direttivo, che può disporre in piena autonomia per la creazione di nuove figure sociali o istituzionali al fine e per il raggiungimento dello scopo sociale, in sede di assemblea - a completamento della lista inerente alla classificazione dei Soci già prevista nell’art. 2 dello Statuto - approva l’istituzione della figura del socio “Simpatizzante”.
3.2 Il Socio Simpatizzante non fa parte dell’assemblea dei soci ordinari e quindi nemmeno del Consiglio Direttivo.
3.3 Il “Socio Simpatizzante”, contemplato nel Regolamento Generale dello Statuto dell’associazione, non ha diritto di voto in assemblea ma può presentare delle proposte scritte alla stessa ed è obbligato, per la propria iscrizione, al versamento di una quota pari a 10,00 euro (dieci euro).
3.4 Le quote associative dei Soci per l’anno in corso sono determinate come segue:
g) socio neodiplomato: iscrizione gratuita nel primo anno dal conseguimento del diploma.
3.5 In merito alle modalità di adesione, i richiedenti dovranno compilare un modulo per l’adesione, contenente le generalità, che dovrà essere indirizzato al Comitato Direttivo per le valutazioni previste dallo Statuto.
3.6 La quota associativa (art. 7 dello Statuto, Comma 2) - Tutti i nuovi soci fondatori che si siano iscritti all’ENAAC successivamente alla data del 29.09.2014 (data della Costituzione) sono sempre tenuti al pagamento della quota annuale, oltre all’ottemperamento delle norme che regolano i soci fondatori.
ARTICOLO 4 – PARTECIPAZIONE ALL’ASSEMBLEA
4.1 La delega per la partecipazione all’Assemblea deve essere sottoscritta da persona in grado di rappresentare il Socio.
4.2 Il Presidente dell’Assemblea potrà accettare deleghe sottoscritte dal legale rappresentante nonché quelle firmate da dirigenti quali il Segretario Generale o persone in possesso di mandato specifico (es. delibera dell’Ente, procura speciale, etc.).
5.1 I contributi associativi (quota di ammissione e quota associativa annuale) sono proposti dal Consiglio Direttivo e sono definitivamente fissati dall’Assemblea ordinaria convocata per l’approvazione del budget previsionale di ogni anno. Le richieste di pagamento delle quote associative annuali vengono immediatamente emesse da ENAAC a seguito di tale delibera assembleare e il pagamento degli importi richiesti deve essere effettuato entro trenta giorni dalla data della richiesta.
5.2 La quota associativa annuale deve essere corrisposta per intero, qualunque sia il momento dell’anno in cui il Socio è ammesso a far parte dell’Associazione. Per i nuovi Soci, il pagamento degli oneri associativi (quota di ammissione e quota associativa annuale), deve essere effettuato entro trenta giorni dalla data della richiesta di pagamento emessa da ENAAC, subito dopo la delibera di ammissione da parte dell’Assemblea.
5.3 Per il pagamento delle quote associative e/o per donazioni ed altri conferimenti finanziari all'Associazione si deve usare il conto corrente (postale o bancario) le cui coordinate saranno pubblicate sul sito web.
ARTICOLO 6 – ELEZIONE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
6.1 In attesa della ratifica dell’Assemblea, i Membri del Consiglio Direttivo designati dai Soci fondatori, possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo, con pieno diritto di voto e senza che le delibere assunte durante tale periodo perdano di validità.
6.2 La procedura di elezione, di seguito descritta, è riferita ai Membri del Consiglio Direttivo eletti in rappresentanza dei Soci ordinari. Prima di procedere all’elezione,
l’Assemblea deve determinare il numero di tali Consiglieri, che deve esser compreso tra un minimo di 3 ed un massimo di 8, come da Statuto.
6.3 Contestualmente alla ricezione della lettera di convocazione dell’Assemblea che è chiamata a procedere a suddetta elezione, tutti i Soci ordinari di ENAAC – aventi diritto di intervento e di voto ai sensi dello Statuto e interessati ad essere rappresentati nel Consiglio Direttivo – hanno facoltà di comunicare per iscritto, al Presidente di ENAAC in carica, il nominativo dei candidati che intendono proporre per l’elezione a Consigliere. Tali candidature possono essere anche presentate direttamente in sede assembleare. I Soci ordinari possono rinunciare ad esprimere una propria candidatura e possono proporre o sostenere candidature riconducibili ad altri Soci ordinari. Nel corso dell’Assemblea, il Presidente dell’Assemblea comunica le candidature pervenute e richiede direttamente la ratifica delle medesime, nel caso in cui queste siano in numero non superiore al numero dei Consiglieri da eleggere, precedentemente stabilito dall’Assemblea. Nel caso in cui il numero di candidature presentate sia superiore al numero di cui sopra, dopo aver reso note le candidature suddette, il Presidente fa distribuire a tutti i Soci ordinari presenti in Assemblea e aventi diritto di voto le schede di votazione. Ciascun Componente dell’Assemblea riceverà un numero di schede corrispondente al numero di Soci ordinari che sta rappresentando. Le votazioni si svolgono separatamente: una, per l’elezione dei rappresentanti delle Associazioni dei Soggetti accreditati, riservata alla partecipazione dei rappresentanti di tali Associazioni; una per l’elezione dei rappresentanti degli altri Soci ordinari, senza la partecipazione delle Associazioni dei Soggetti certificati. Su ciascuna scheda si potrà indicare un numero massimo di due nominativi. Risulteranno eletti i candidati che avranno ricevuto il maggior numero di voti, fino a copertura dei posti disponibili. Si redigeranno a tal fine due distinte graduatorie; una per i posti riservati alle Associazioni dei Soggetti certificati; l’altra per gli altri Consiglieri.
6.4 Tutte le votazioni effettuate dall’Assemblea per la nomina o elezione di persone sono effettuate a scrutinio segreto. Degli esiti delle votazioni viene redatto un Verbale specifico, redatto dal Presidente e dal Segretario.
6.5 Per la sostituzione di uno o più Consiglieri eletti come sopra, che si dovesse rendere necessaria a seguito di impedimento, dimissioni o decadenza dei suddetti, alla prima Assemblea utile, si procederà all’elezione dei Consiglieri da sostituire, seguendo la procedura sopra descritta.
ARTICOLO 7 – COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
7.1 I Membri del Consiglio Direttivo di ENAAC devono possedere competenze ed esperienze in tema di amministrazione e gestione aziendale, ovvero sulle materie tecniche trattate da ENAAC;
7.2 I Membri del Consiglio Direttivo di ENAAC non possono essere anche dipendenti dell’Ente ovvero persone che svolgano attività ispettive per conto di Soggetti certificati da ENAAC, o comunque dipendenti di Enti ed Organismi di valutazione della conformità operanti negli stessi settori coperti da certificazione ENAAC;
7.3 La carica di “Consigliere ENAAC” è incompatibile con quelle di “Membro del Comitato di Qualificazione e Certificazione” e “Membro del Collegio Sindacale”.
7.4 E’ fatto obbligo ai Componenti il Consiglio Direttivo di segnalare al Presidente di ENAAC posizioni non conformi ai precedenti commi (7.1 – 7.2 – 7.3).
7.5 Per le riunioni in videoconferenza, é necessario che il Presidente e il Segretario della seduta si trovino nella stessa sede, e che il Presidente abbia preventivamente verificato la possibilità di collegarsi da parte di tutti i Consiglieri.
ARTICOLO 8 – ELEZIONE DEI CONSIGLIERI, DEL PRESIDENTE E DEI VICE PRESIDENTI
8.1 In prossimità della scadenza del quarto esercizio del mandato del Consiglio Direttivo, il Presidente uscente chiederà ai Soci fondatori di effettuare le designazioni dei Consiglieri. La conferma del Consigliere uscente, ovvero la sua sostituzione, deve essere formalizzata. Per le altre tipologie di Soci, oltre che per le designazioni sottoscritte dal legale rappresentante, il Presidente potrà accettare anche quelle firmate da Dirigenti quali il Direttore Generale, il Segretario Generale o persone in possesso di mandato specifico (es. delibera dell’Ente, procura speciale, etc.).
8.2 Il Consiglio Direttivo, una volta completato con l’elezione da parte dell’Assemblea, dei Membri in rappresentanza dei Soci ordinari, alla scadenza dei quattro anni di mandato previsti, procede, nella prima seduta utile, all’elezione del Presidente, del Vice Presidente vicario e dei Vice Presidenti. Tale riunione viene convocata, nel più breve tempo possibile, dal Direttore Generale, e verrà presieduta dal Consigliere più anziano di età, fra i presenti. Stante il numero variabile dei Vice Presidenti, il Presidente di ENAAC può porre in qualunque momento all’Ordine del Giorno del Consiglio Direttivo, la nomina di Vice Presidenti in numero non superiore a quello delle cariche di Vice Presidenti vacanti. Tutte le votazioni effettuate dal Consiglio Direttivo per le cariche sociali si svolgono a scrutinio segreto, salvo il caso in cui ci sia corrispondenza tra il numero dei candidati e quello dei posti da ricoprire. Il Consiglio Direttivo procede all’elezione di Presidente e Vice Presidenti separatamente: per la carica di Presidente, tramite ratifica, nel caso in cui ci sia una sola candidatura. Se ci sono più candidature, il Presidente della riunione distribuisce le schede precompilate, con i nomi dei candidati. Ciascun Consigliere può esprimere un solo voto, e non sono ammesse deleghe. Risulta eletto il candidato che ottiene almeno la metà più uno dei voti validamente espressi. Qualora nessun candidato ottenga tale quorum, si procede ad una o più votazioni di ballottaggio, tra i due candidati che hanno ottenuto più voti. La votazione verrà ripetuta sino a quando uno dei due candidati ottenga la maggioranza richiesta. Si procede successivamente all’elezione dei Vice Presidenti. A tale riguardo il Consiglio Direttivo deve preventivamente stabilire il numero dei Vice Presidenti da eleggere, stabilendo altresì se uno o più di essi siano deputati a sovrintendere a corrispondenti funzioni nell’ambito di ENAAC. In tal caso si procede separatamente per ciascun Vice Presidente deputato a ciascuna funzione, con il medesimo metodo seguito per il Presidente. Se ci sono candidature per il ruolo – ovvero i ruoli - di Vice Presidente senza collegamento ad alcuna funzione, può procedersi in un secondo momento alla votazione per l’assegnazione della funzione. Il procedimento è analogo a quello previsto per il Presidente, eccezion fatta per il ballottaggio, che non si effettuerà in quanto vengono comunque eletti Vice Presidenti i candidati che ottengono il maggior numero di voti. Degli esiti delle votazioni viene redatto il Verbale firmato dal Presidente e dal Direttore Generale.
Il Comitato Esecutivo, per l’esercizio delle proprie funzioni segue, per analogia, le medesime regole di funzionamento del Consiglio Direttivo, eccezion fatta per il preavviso di convocazione, che è ridotto a quattro giorni lavorativi.
ARTICOLO 10 – FUNZIONI DEI VICE PRESIDENTI
10.1 Quando alla figura di Vice Presidente è attribuita la delega di sovrintendere ad una o più funzioni, fatto salvo quanto previsto dallo Statuto in relazione all’attribuzione della delega ed alle competenze del Consiglio Direttivo, tale funzione comporta l’obbligo, in particolare per il Direttore Generale, di consultare
preventivamente il Vicepresidente in merito alle scelte di maggior rilievo con riferimento alla funzione a lui assegnata.
10.2 I Vice Presidenti con delega a sovrintendere a determinate funzioni, inoltre, vengono costantemente aggiornati in merito all’andamento delle attività di Qualificazione e Certificazione (nuove Certificazioni, provvedimenti sanzionatori, eventuali reclami, ecc.) e sono invitati a presenziare a tutti gli eventi di ENAAC con rilevanza esterna, alle riunioni del Comitato di Qualificazione e Certificazione, nonché alla scelta dei candidati al ruolo di Ispettore e di Docenti Formatori, aggiornamento e qualificazione degli Ispettori medesimi.
ARTICOLO 11 – COMITATO DI QUALIFICAZIONE E CERTIFICAZIONE - COMPONENTI
11.1 Le disposizioni del presente articolo, e quelle del successivo articolo 12, si intendono riferite ed applicate indistintamente a tutti i membri del Comitato di Qualificazione e Certificazione, i quali devono possedere adeguata competenza ed esperienza nelle materie e discipline connesse con le attività oggetto di Qualificazione e Certificazione, oltre che indiscussa familiarità con le normative di riferimento e con i procedimenti valutativi attraverso i quali la qualificazione e la certificazione stesse si esplicano.
11.2 L’incarico di Membro del Comitato di Qualificazione e Certificazione è incompatibile con i seguenti incarichi e funzioni:
a) Ispettore ENAAC;
b) Amministratore, Dipendente o Collaboratore di altro organismo operante nel settore della giustizia arbitrale;
c) Amministratore, Dipendente o Collaboratore di Soggetti in rapporto di collaborazione professionale con l’ENAAC (laboratori tecnici, studi peritali, sistemi di gestione informatica, ecc);
d) Amministratore, Dipendente o Collaboratore di Associazioni rappresentative dei Soggetti certificati da ENAAC, o di Soggetti in via di certificazione, ovvero di Soggetti attivamente interessati alle attività di certificazione dell’ENAAC.
Il Consiglio Direttivo, contestualmente alla nomina del Presidente del Comitato per l’Attività di Qualificazione e Certificazione, stabilisce il numero degli altri
Componenti e li nomina, con facoltà di individuarli anche al di fuori dei propri Componenti.
11.3 Nel caso di cessazione dall’incarico di un Membro del Comitato per l’Attività di Qualificazione e Certificazione nel corso del triennio, a seguito di dimissioni o impedimenti di varia natura, il Consiglio Direttivo può procedere alla sostituzione, o lasciare l’incarico vacante fino alla conclusione del mandato del Comitato.
ARTICOLO 12 – COMITATO DI QUALIFICAZIONE E CERTIFICAZIONE
12.1 Il Consiglio Direttivo, nel definire i compiti del Comitato di Qualificazione e Certificazione, avrà cura di garantirne l’operatività per scopi omogenei, prendendo a riferimento eventuali norme tecnico-giuridiche che possano facilitare l’individuazione delle competenze necessarie per la definizione di uno “schema di riferimento” specificamente concepito per la normazione e la formazione della “figura professionale del “Giudice Arbitro”. Le competenze del “Giudice Arbitro Professionista” devono derivare da esperienze concrete e devono essere documentate attraverso la presentazione ad ENAAC di adeguate referenze professionali. I dati e tutti gli altri elementi inerenti all’aspirante “professionista qualificato e/o certificato”, sono raccolti in opportuna documentazione sottoposta a valutazione dal Comitato di Qualificazione e Certificazione dell’ENAAC.
12.2 Ove siano stati identificati aspetti critici (ad es. durante le attività di sorveglianza o di ispezione), tale condizione - a mezzo apposita relazione scritta - dovrà essere portata a conoscenza del Comitato di Qualificazione e Certificazione che provvederà ad un’analisi approfondita del caso di specie.
12.3 Ogni deliberazione assunta, proposta formulata o valutazione espressa dal Comitato di Qualificazione e Certificazione, deve essere chiaramente riportata in apposito Verbale firmato dal Presidente del Comitato stesso.
ARTICOLO 15 – COMMISSIONE D’APPELLO
15.1 I Membri della Commissione d’Appello devono possedere competenza ed esperienza nelle diverse materie e discipline connesse con le attività oggetto di Qualificazione e Certificazione oltre che familiarità con le normative di riferimento e con i procedimenti valutativi attraverso i quali detta attività si esplica.
15.2 Di ogni riunione della Commissione d’Appello viene redatto il Verbale firmato dal Presidente e dal Segretario della riunione.
15.3 La Commissione d’Appello, per valutare il ricorso, ha accesso a tutta la documentazione disponibile presso l’Associazione; può procedere non solo all’audizione del ricorrente, ma anche di ogni altra parte interessata, nonché di eventuali esperti esterni.
15.4 I Membri della Commissione durano in carica tre anni e possono essere riconfermati. Nel caso in cui nel corso del mandato un Membro dia le dimissioni, si provvede alla sua sostituzione con le stesse modalità previste per la nomina della Commissione, per la durata residua del mandato.
15.5 Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza di almeno i tre quinti dei Membri in carica; non è ammessa delega.
15.6 Le deliberazioni vengono adottate con voto favorevole di almeno i tre quinti dei Membri della Commissione.
15.7 Alle riunioni della Commissione d’Appello partecipa il Presidente della Commissione stessa, o un suo delegato “ad hoc”, per i ricorsi presentati all’Ente. Il Consiglio Direttivo viene tempestivamente informato sulle decisioni della Commissione.
ARTICOLO 16 – ISPETTORI ENAAC
16.1 I criteri di selezione, qualifica e conferimento degli incarichi agli Ispettori ENAAC devono essere conformi alle norme tecniche applicabili ed agli indirizzi generali esposti nel seguito.
16.2 ENAAC può scegliere per le ispezioni persone di comprovata preparazione tecnica che siano indifferentemente Soggetti Dipendenti o Collaboratori esterni i quali operino senza vincolo di esclusiva per l’ENAAC, purché non svolgano altre attività potenzialmente conflittuali con le attività ispettive. Inoltre, qualora la consulenza alle imprese rappresenti l’attività principale del Soggetto in questione, tale condizione deve essere resa nota ad ENAAC che potrà richiedere la sottoscrizione di impegni particolari, oltre a quelli normalmente previsti.
16.3 La qualifica di Ispettore ENAAC è compatibile con le funzioni di Ispettore per conto di altro Ente di Certificazione estero, o di uno o più Soggetti certificati da
ENAAC, fermo restando il rispetto sia dell’impegno formale a non porsi in condizioni di conflitto di interesse e sia dell’obbligo alla riservatezza, indipendenza ed imparzialità, che l’Ispettore stesso sottoscrive al momento dell’accettazione dell’incarico.
16.4 La qualifica di Ispettore ENAAC è compatibile con la partecipazione a Organi deliberanti il rilascio di attestazioni di conformità di Soggetti accreditati da ENAAC, fatto salvo quanto previsto dal comma seguente del presente articolo.
16.5 La qualifica di Ispettore ENAAC è incompatibile con lo svolgimento di attività di consulenza o con l’effettuazione di attività di verifiche ispettive interne a Soggetti certificati/certificandi da ENAAC ovvero con la detenzione di cariche amministrative o lo svolgimento di mansioni direttive/operative, come personale dipendente o Collaboratore, presso Soggetti certificati/certificandi da ENAAC.
16.6 Gli Ispettori ENAAC non possono ottenere incarichi di verifica nei confronti di Soggetti con cui hanno avuto rapporti economici nei tre anni precedenti. Gli stessi si devono impegnare a non averne neppure nei tre anni successivi alla verifica e devono sottoscrivere l’accettazione del Codice Etico dell’ENAAC, qualora non abbiano già provveduto in tal senso in altra forma e sede (es. Ispettori certificati).
ARTICOLO 17 – BILANCIO E BUDGET
17.1 L’indicazione dello Statuto verso la redazione del bilancio consuntivo con i criteri vigenti per le Società per azioni, è da intendersi in modo orientativo non obbligatorio, e non vincolante per tutti gli aspetti specificamente fissati dal Codice Civile.
17.2 Il Collegio Sindacale vigilerà sul rispetto di tale principio.
17.3 Il Presidente predispone un budget generale dell’Ente, riferito all’anno solare, che sarà discusso ed approvato dal Comitato Esecutivo e dal Consiglio Direttivo, prima di essere sottoposto all’approvazione dell’Assemblea.
17.4 Il budget viene articolato nei dettagli e deve essere accompagnato dal parere positivo del o dei Vice Presidenti deputati a sovrintendere alle funzioni loro assegnate. Tra le finalità principali dell’articolazione in budget, vi è quella di garantire l’equilibrio di gestione dell’Ente nel suo complesso.
17.5 È facoltà del Comitato Esecutivo:
a) indirizzare l’attività del Presidente e del o dei Vice Presidenti al raggiungimento di obiettivi prefissati;
b) legare al raggiungimento di tali obiettivi l’eventuale erogazione di specifici incentivi.
ARTICOLO 18 – TARIFFARIO DELL’ENAC
18.1 TARIFFA DEI SERVIZI ARBITRALI ENAAC (Art. 77 dello Statuto: valore della controversia) in vigore dal 1° gennaio 2015
Diritti di registrazione € 500,00 - Diritti d'intervento € 2.000,00 - Diritti di nomina € 1.000,00
VALORE DELLA LITE IN RELAZIONE AI DIRITTI AMMINISTRATIVI
fino a € 50.000,00: € 400,00
da € 50.000,01 a € 100.000,00: € 400,00
da € 100.000,01 a € 200.000,00: € 1.500,00
da € 200.000,01 a € 500.000,00: € 3.000,00
da € 500.000,01 a € 1.000.000,00: € 4.800,00
da € 1.000.000,01 a € 2.500.000,00: € 7.050,00
da € 2.500.000,01 a € 5.000.000,00: € 11.550,00
da € 5.000.000,01 a € 10.000.000,00: € 16.550,00
da € 10.000.000,01 a € 25.000.000,00: € 23.050,00
da € 25.000.000,01 a € 50.000.000,00: € 30.550,00
da € 50.000.000,01 a € 100.000.000,00: € 43.050,00
da € 100.000.000,01: € 53.050,00
Tetto massimo € 100.000,00
VALORE DELLA LITE - MINIMI E MASSIMI IN RELAZIONE A ONORARI E SPESE DEGLI ARBITRI (Art. 77 dello Statuto: valore della controversia)
fino a € 50.000,00: € 700,00 /€ 2.500,00
da € 50.000,01 a € 100.000,00: € 700,00 /€ 2.500,00
da € 100.000,01 a € 200.000,00: € 2.450,00 /€ 4.500,00
da € 200.000,01 a € 500.000,00: € 4.450,00 /€ 8.400,00
da € 500.000,01 a € 1.000.000,00: € 9.850,00 /€ 18.900,00
da € 1.000.000,01 a € 2.500.000,00: € 17.350,00 /€ 28.900,00
da € 2.500.000,01 a € 5.000.000,00: € 32.350,00 /€ 52.900,00
da € 5.000.000,01 a € 10.000.000,00: € 54.850,00 € 77.900,00
da € 10.000.000,01 a € 25.000.000,00: € 84.850,00 € 107.900,00
da € 25.000.000,01 a € 50.000.000,00: € 99.850,00 /€ 137.900,00
da € 50.000.000,01 a € 100.000.000,00: € 122.350,00 /€ 175.400,00
da € 100.000.000,01: € 225.400,00
18.2 Ai fini della fissazione dei diritti Amministrativi dell’ENAAC e degli onorari dei Giudici Arbitri Giudiziari, il valore della lite è determinato sulla base della domanda di arbitrato e dell’eventuale domanda riconvenzionale: in caso di valore indeterminato, la Segreteria della Corte fissa provvisoriamente l’ammontare del deposito previsto dal Regolamento sulla base dei €100.000,00.
18.3 Relativamente ai procedimenti affidati al Tribunale Arbitrale composto da tre Giudici Arbitri, la Corte può moltiplicare l’ammontare degli onorari del singolo arbitro, determinato in base alla tariffa sopra riportata, fino ad un massimo corrispondente al numero degli arbitri. In presenza di norme di legge in materia, di natura inderogabile, l’onorario degli arbitri verrà determinato in conformità delle norme stesse.
ARTICOLO 19 - TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI DEGLI ASSOCIATI
19.1 Il Libro associati viene conservato dal Segretario in ossequio alle vigenti normative sul trattamento e la tutela dei dati personali.
19.2 Il titolare del trattamento dei dati di cui al comma precedente è l'Associazione nella persona del suo Direttore Generale.
19.3 I dati personali degli associati saranno conservati e trattati esclusivamente per uso interno e non verranno forniti a terze parti in alcun caso, ad eccezione delle Pubbliche Autorità alle quali, su richiesta, si forniranno tali dati per gli scopi previsti dalla legge.
19.4 I soggetti cui si riferiscono i dati personali hanno il diritto in qualunque momento di ottenere la conferma dell'esistenza o meno dei medesimi dati; conoscerne il contenuto e l'origine; verificarne l'esattezza; chiederne l'integrazione o l'aggiornamento, oppure la rettificazione (art. 7 del D.lgs. n. 196/2003).
19.5 Ai sensi del medesimo articolo si ha il diritto di chiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento. In ogni momento, il soggetto che ha conferito i dati può esercitare i diritti di cui all'art. 7 del D.lgs. n. 196/2003, nei confronti del Titolare del trattamento, inviando una e-mail all'indirizzo enaac.segreteria@gmail.com contattando il Responsabile del trattamento dei dati.
ARTICOLO 20 - RILASCIO ATTESTATI DI CERTIFICAZIONE
20.1 - Le Delegazioni non possono rilasciare autonomamente Attestati di Qualificazione e/o Certificazione e riconoscimenti che saranno di competenza esclusiva della sede Direzionale dell’ENAAC.
20.2 Eventuali accordi internazionali di mutuo riconoscimento che ENACC dovesse stipulare con gli altri Enti di qualificazione e Certificazione europei dei Paesi Membri godranno di un reciproco riconoscimento internazionale.
ARTICOLO 21 – AUTONOMIA DI PERSONALITA’ DELL’ ENAAC
L’ente ENAAC, pur ispirando la costituzione di un proprio tribunale e di un proprio sindacato, è fornito di personalità autonoma ed indipendente; altrettanto può dirsi di questi ultimi rispetto all’ENAAC. L’elemento di collegamento fra l’Ente ENAAC con il suddetto Tribunale Arbitrale Giudiziario Internazionale e il suddetto Sindacato di categoria dei Giudici Arbitri Giudiziari, è, oltre che nella condivisione del nome, nell’insieme di valori e di competenze che li accomuna, e nell’interscambio culturale e professionale; tutti elementi che sono alla base delle tre istituzioni.
ARTICOLO 22 - MODIFICHE AL REGOLAMENTO
Il Consiglio Nazionale può modificare questo regolamento con apposita delibera del solo Consiglio Direttivo.
ARTICOLO 23 – ESPULSIONE DEL SOCIO (Art. 11 dello Statuto: Espulsione dei Soci)
Il socio può essere espulso nel rispetto di specifico iter. L'organo preposto a tale compito è il Collegio dei Probiviri che non è obbligatorio. In assenza del Collegio dei Probiviri, il provvedimento di espulsione può essere deliberato dal Consiglio Direttivo e/o dall'Assemblea dei Soci. Il socio espulso non può frequentare la sede sociale. Tutti i Soci devono impegnarsi a partecipare alle attività di aggiornamento professionale organizzate dall’Associazione che rilascia a tal fine specifici attestati di professionalità denominati CFPM (crediti formativi di project management). In particolare, ai partecipanti ai convegni e seminari da essa organizzati l’Associazione rilascia 1 CFPM per ogni ora ed a coloro che svolgono il ruolo di relatori agli stessi convegni e seminari rilascia 3 CFPM per ogni ora. In caso di comportamenti contrastanti con le finalità dell’Associazione definite dallo Statuto e dal Regolamento Generale, ovvero di violazione del Codice Deontologico, il Consiglio Direttivo può deliberare l’espulsione o la sospensione di un socio dall’Associazione. Le espulsioni verranno comunicate dal C.D. al socio per iscritto mediante lettera raccomandata o altro mezzo, anche telematico, ritenuto idoneo. In caso di espulsione il Socio può ricorrere entro 30 giorni contro il provvedimento al Collegio dei Probiviri. La valutazione finale del Collegio dei Probiviri è insindacabile e deve essere accettata dal Consiglio Direttivo.