Source: http://m.contabilitalowcost.it/mobi/1/la_deduzione_irap_dalle_imposte_dirette_si_divide_in_due_668968.html
Timestamp: 2018-03-18 05:33:57+00:00
Document Index: 138541381

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 2', '§ 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 73', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5']

La deduzione IRAP dalle imposte dirette si divide in due | Contabilità Low Cost
Se, nello stesso esercizio, sono sostenuti sia interessi passivi, sia costi per lavoro dipendente o assimilato, la deduzione aumenta, nel senso che saranno deducibili dall’IRPEF/IRES: - la parte di imposta IRAP relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni di legge (ai sensi dell’art. 2 del DL 201/2011); - un’ulteriore quota pari al 10% dell’IRAP residua corrisposta nel periodo d’imposta (ai sensi dell’art. 6 del DL 185/2008). È questo l’effetto dell’emendamento apportato all’art. 2 del DL 201/2011 in sede di conversione in legge. Per effetto dell’emendamento, in pratica dal 2012 potranno presentarsi tre situazioni:
- al contribuente che, con riferimento al periodo d’imposta in cui intende operare la deduzione, ha sostenuto solo interessi passivi, competerà solo la deduzione del 10% dell’IRAP pagata nel periodo d’imposta. Con specifico riferimento alla deduzione forfetaria, secondo quanto precisato dalla circ. Agenzia Entrate 14 aprile 2009 n. 16 (§ 1), non è necessario individuare in via analitica la quota di IRAP riferibile agli interessi passivi, i quali possono perciò essere anche di importo relativamente basso, sempre che questo “risponda a criteri di inerenza, ragionevolezza ed economicità e risulti coerente con gli obiettivi di politica aziendale perseguiti”. È stato, invece, confermato che le nuove regole si applicheranno dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 (e, quindi, dal 2012, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare). Pertanto, fino al modello UNICO 2012, la deduzione andrà operata secondo le consuete modalità. La manovra Monti non è intervenuta direttamente sul testo del citato art. 6 del DL 185/2008 (che regola l’attuale deduzione), ma ha previsto una nuova deduzione.
Non appariva quindi chiaro se la “nuova” deduzione si sostituisse alla vecchia (con una sorta di abrogazione implicita dell’art. 6 del DL 185/2008) oppure se le due agevolazioni continuassero a coesistere, in questo caso con evidenti problemi di coordinamento tra le medesime. A tale dubbio ha posto rimedio l’emendamento all’art. 2 del DL 201/2011, che ha sancito la facoltà di applicare le due deduzioni nel medesimo periodo d’imposta, sempre che ricorrano i relativi requisiti di legge. In proposito si ricorda, tra l’altro, che i soggetti beneficiari continueranno ad essere:
- le società di capitali, nonché gli enti commerciali di cui all’art. 73, comma 1, lett. a) e b) del TUIR (ivi inclusi i trust), compresi i soggetti esercenti attività bancaria e finanziaria e assicurativa; - le società di persone commerciali (snc, sas e soggetti equiparati); - le persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo; - le società semplici e le associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni. Come confermato dalla relazione governativa di accompagnamento al DL, il beneficio compete a tutti i soggetti passivi IRAP che determinano la base imponibile secondo i criteri “ordinari”, ivi inclusi, ad esempio, gli imprenditori agricoli (sempre che abbiano optato per la determinazione della base imponibile secondo le norme dell’art. 5 del DLgs. 446/97, oppure ricadano naturalmente nell’ambito applicativo di tale norma ai sensi dell’art. 9, comma 3 del DLgs. 446/97), gli enti privati non commerciali (per l’attività commerciale eventualmente esercitata in via non prevalente) e le Amministrazioni pubbliche per l’attività commerciale eventualmente esercitata e per la cui determinazione abbiano optato per le disposizioni dell’art. 5 del DLgs. 446/97.