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Timestamp: 2016-10-27 20:38:00+00:00
Document Index: 170598254

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'DTF ', 'art. 84', 'art. 269', 'sentenza ', 'art. 32', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'DTF ', 'in fine', 'art. 269', 'art. 23', 'art. 278', 'DTF ', 'art. 84']

Composizione della Corte: giudici federali Schubarth, presidente della Corte, Schneider, Wipr�chtiger, Kolly e Escher.
A.- Il 26 gennaio 1999, le guardie federali di confine fermavano a Chiasso, in localit� Brogeda, sedici stranieri penetrati in Svizzera attraverso la rete di confine con l'Italia diretti verso nord. Quest'ultimi furono condotti al posto di polizia del valico doganale per identificazione, registrazione delle impronte digitali e allontanamento.
Uno di loro, che si era identificato come certo Agron Ndreci, cittadino originario del Kosovo nato a Pristina il 9 marzo 1966 e residente a De�ia, risult� essere in realt� A.________, cittadino italiano, giornalista presso il Quotidiano X.________ e autore di un articolo pubblicato nel mese di gennaio 1999 intitolato "Io, clandestino, liberato dagli italiani" con il sottotitolo "in Svizzera arrestato dai gendarmi con i kosovari. Espulso, a Ponte Chiasso mi dicono: Vattene".
B.- L'8 marzo 1999, il Procuratore pubblico emanava un decreto di accusa nei confronti di A.________ per "essere entrato illegalmente in Svizzera a Chiasso, il 26 gennaio 1999, privo di validi certificati di identit� nonch� passando fuori valico da un buco nella rete di confine" e ne proponeva la condanna a una multa di fr. 500.--.
E.- Con tempestivi ricorsi di diritto pubblico e per cassazione A.________ � insorto dinanzi al Tribunale federale contro la sentenza del CCRP, chiedendone l'annullamento, con protesta di spese e ripetibili. Egli insta altres� affinch� venga accordato l'effetto sospensivo ai suoi gravami.
1.- Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con libero potere d'esame l'ammissibilit� del rimedio esperito, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 126 I 81 consid. 1; 125 I 253 consid. 1a e rinvii). Il ricorso di diritto pubblico ha natura sussidiaria (art. 84 cpv. 2 OG). Con quest'ultimo pu� essere censurata in particolare la violazione dei diritti costituzionali, mentre la lesione del diritto federale va fatta valere con ricorso per cassazione (art. 269 PP [RS 312. 0]).
Come test� enunciato, il ricorrente si duole essenzialmente della violazione del diritto federale nella misura in cui la Corte cantonale ha negato l'esistenza di un interesse legittimo, nella fattispecie l'esercizio della libert� di stampa, che giustificherebbe l'illecito commesso.
b) La scriminante extralegale della salvaguardia d'interessi legittimi, come rileva in modo diffuso e pertinente la CCRP (sentenza impugnata, pagg. 5-6 consid. 5a e b), costituisce una causa giustificativa in aggiunta a quelle previste dagli art. 32 a 34 CP. Essa deve essere interpretata restrittivamente con esigenze particolarmente severe per quanto concerne la valutazione della sussidiariet� e della proporzionalit�. I suoi presupposti risultano adempiuti esclusivamente qualora l'atto illecito costituisca non solo un mezzo necessario e consono per difendere interessi legittimi d'importanza nettamente superiore al bene protetto dalla norma trasgredita, ma anche la sola via possibile. Queste condizioni sono cumulative (DTF 120 IV 208 consid. 3a; 117 IV 170 consid. 3b; 113 IV 4 consid. 3 e rinvii; Philippe Graven, L'infraction p�nale punissable, 2a ed., Berna 1995, pagg. 150 e 160; Martin Killias, Pr�cis de droit p�nal g�n�ral, Berna 1998, pagg. 110-111). La libert� di stampa pu� di per s� rappresentare una causa giustificativa (Killias, op. cit. ; Denis Barrelet, Le journalisme d'investigation devant la loi p�nale, in RPS 108/1990 pagg. 329-330).
c) Nella fattispecie � accertato in modo insindacabile (DTF 123 IV 155 consid. 1a; 122 IV 156 consid. 2b; 119 IV 1 consid. 5a; 110 IV 85 consid. 3) che il ricorrente � penetrato illegalmente sul territorio Svizzero per "raccogliere informazioni di prima mano per un servizio giornalistico con oggetto le vicissitudini dei profughi che entrano clandestinamente nel nostro paese" (sentenza impugnata, pag. 6 consid. 5b).
d) La stessa CCRP ammette che, di maniera astratta, poich� la tematica litigiosa era un argomento di interesse generale, il diritto all'informazione del pubblico prevaleva sul puro interesse dell'autorit� amministrativa a controllare l'entrata di un cittadino estero sul territorio nazionale. Essa concede, sempre a ragione, che il mezzo scelto dal ricorrente, ossia quello di unirsi ai clandestini per entrare in Svizzera, era adeguato allo scopo perseguito (sentenza impugnata, pag. 6 e 7 consid. 5b e 5e). La Corte cantonale conclude, tuttavia, che tale mezzo non era il solo a disposizione, e neppure l'unico adeguato, per informare i lettori (sentenza impugnata, pag. 7 consid. 5d).
e) Il ricorrente, dal canto suo, sostiene che non avrebbe potuto informare altrimenti il pubblico con notizie raccolte di "prima mano" (ricorso, pagg. 14-15). Egli voleva raccontare l'approccio tra i profughi e i passatori in Italia, in particolare come i primi vengono accompagnati al confine, come si trovano i varchi nella rete e, infine, come le guardie svizzere intercettano i clandestini e espletano le formalit� di identificazione nonch� di allontanamento.
f) Siffatti argomenti difettano di elementi concreti per rendere verosimile che il servizio non avrebbe potuto essere realizzato altrimenti. Sicuramente, il contenuto dell'articolo incriminato sarebbe stato sensibilmente diverso e la raccolta di informazioni rilevanti risultata pi� laboriosa; tuttavia, come gi� sottolineato dalla CCRP (sentenza impugnata, pag. 8, consid. 5f), il fine protetto non era l'effetto giornalistico ma l'informazione oggettiva del pubblico. Il contatto diretto con i profughi, considerato come determinante dal Pretore (sentenza pretorile, pag. 5 consid. 4.3.1), non era, in queste condizioni, indispensabile. Un'altra possibilit� si offriva quindi a A.________, possibilit� a cui egli avrebbe potuto ricorrere, o quanto meno tentare di ricorrere, senza infrangere la legge.
g) Neppure il richiamo al diritto alla libert� di stampa (art. 17 nCost. e 10 CEDU [RS 0.101]) giova al ricorrente.
Tuttavia, questo dovere fondamentale non dispensa il singolo giornalista dall'obbligo di conformarsi ai limiti imposti dall'ordine giuridico in vigore, in particolare dalle norme penali di diritto comune (Frank Hoffmeister, Art. 10 EMRK in der Rechtsprechung des Europ�ischen Gerichtshofs f�r Menschenrechte 1994-1999, in EuGRZ 2000 pag. 364; Dragana Damjanovic/Anja Oberkofler, Neue Akzente aus Strassburg - Die Rechtsprechung zu Art. 10 EMRK, in Medien und Recht 2000 pagg. 71-72; J�rg Paul M�ller, Grundrechte in der Schweiz im Rahmen der Bundesverfassung von 1999, der UNO-Pakte und der EMRK, 3a ed., Berna 1999, pagg.
249-250; Martin Schubarth, Grundfragen des Medienstrafrechtes im Lichte der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in RPS 113/1995 pag. 150; G�rard Cohen-Jonathan, L'art. 10 CEDH, in Louis-Edmond Pettiti, Emmanuel Decaux, Pierre-Henri Imbert ed., La Convention europ�enne des droits de l'homme, Commentaire article par article, Paris 1995, pagg. 373 e 398; sentenza del 3 ottobre 2000 della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Du Roy e Malaurie c. Francia, destinata alla pubblicazione, consid. 27; sentenza del 21 gennaio 1999 della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Fressoz e Roire c.
Francia, EuGRZ 1999 pag. 5, consid. 51 e 53; sulla portata del margine di apprezzamento accordato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo vedi Patrick Wachsmann, Une certaine marge d'appr�ciation: consid�rations sur les variations du contr�le europ�en en mati�re de libert� d'expression, in Les droits de l'homme au seuil du troisi�me mill�naire, M�langes en hommage � Pierre Lambert, Bruxelles 2000, in particolare pagg. 1020, 1030-1032 e 1035-1042). Il dovere dei media d'investigare per svolgere pienamente la loro funzione di "cane da guardia" non giustifica di per s� la commissione di qualsiasi atto illecito. Quest'ultimo deve apparire come l'ultima ratio, il solo mezzo esistente per ottenere notizie "realmente di primaria importanza" per il pubblico e impossibili a diffondere altrimenti (Denis Barrelet, op. cit. , pag. 331). Tale condizioni, come test� enunciato (supra, consid. 2f), non sono adempiute nella fattispecie, dato anche il contenuto delle informazioni litigiose che, di primo acchito - pur ammettendo che all'epoca dei fatti il contesto in cui si inserivano suscitava interesse nonch� la curiosit� del pubblico -, non appaiono di primordiale importanza. Esse descrivono essenzialmente la tragedia umana dei compagni di viaggio del ricorrente con toni per lo pi� scandalistici.
Al riguardo, � sufficiente ribadire che gli stranieri hanno l'obbligo di entrare e di uscire dalla Svizzera attraverso determinati posti di confine ufficiali e di essere in possesso di un passaporto valido e riconosciuto (art. 2 e 21 dell'ordinanza del 4 gennaio 1998 concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri [OEnS, RS 142. 211]; DTF 119 IV 164 consid. 2b). � incontestato che il ricorrente ha contravvenuto intenzionalmente a tale obbligo.
(Valentin Roschacher, Die Strafbestimmungen des Bundesgesetzes �ber Aufenthalt und Niederlassung der Ausl�nder vom 26. M�rz 1931 (ANAG), Tesi Zurigo, 1991, pagg. 33-34).
L'indiscussa poca gravit� di quest'ultimo ha correttamente influito sull'ammontare della multa, manifestamente contenuta, dato il ventaglio legale, nonch� adeguata alle circostanze del caso.
i) Il ricorrente si duole infine del paradosso risultante dal fatto che si sia proceduto a suo carico solo una volta scoperta la sua falsa identit�, mentre i profughi che si introducono clandestinamente in Svizzera non vengono perseguiti (ricorso, pag. 15 in fine). Tale argomento, alquanto confuso, sembra voler invocare una disparit� di trattamento nell'illegalit�, censura inammissibile in sede di ricorso per cassazione (art. 269 cpv. 2 PP).
3.- Discende da quanto precede che la CCRP, nel condannare il ricorrente per violazione dell'art. 23 cpv. 1 LDDS, non ha violato il diritto federale. Il ricorso per cassazione � pertanto infondato. La tassa di giustizia � posta a carico del ricorrente soccombente (art. 278 cpv. 1 PP).
4.- In sede di gravame di diritto pubblico, il ricorrente si duole della violazione del diritto alla libert� di stampa. Sostanzialmente, egli solleva le stesse censure gi� esaminate nell'ambito del ricorso per cassazione sulla pretesa errata applicazione della scriminante extralegale della salvaguardia d'interessi legittimi. Ora, come gi� enunciato, tale questione concerne l'interpretazione e l'applicazione conformi alla Costituzione e alla CEDU del diritto federale, proponibile solo in sede di ricorso per cassazione (DTF 119 IV 107 consid. 1). Il ricorso di diritto pubblico, di natura sussidiaria, � pertanto inammissibile (art. 84 cpv. 2 OG e 269 PP).
1. Il ricorso per cassazione � respinto.
2. Il ricorso di diritto pubblico �inammissibile.
2'000.-- � posta a carico del ricorrente.