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Timestamp: 2018-06-21 18:47:26+00:00
Document Index: 163124853

Matched Legal Cases: ['arti\n1', 'art. 6', 'art. 52', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 21', 'art. 42', 'art. 40', 'art. 39']

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Livello 3 Mifid: : la distribuzione di strumenti finanziari illiquidi; il rapporto tra gestore e negoziatore
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Agostina Annunziata Sarti
1 Livello 3 Mifid: : la distribuzione di strumenti finanziari illiquidi; il rapporto tra gestore e negoziatore Edoardo Guffanti Milano 11 Dicembre 2008 MIFID LIVELLO 3 1
2 Parte I Il rapporto tra gestore e negoziatore MIFID LIVELLO 3 2
3 1. Il rapporto tra gestore e negoziatore Ai fini dell individuazione delle condizioni di ricevibilità della ricerca, quale prestazione non monetaria (c.d. soft commission) ) fornita al gestore da un soggetto diverso dal cliente, rileva la disciplina in tema di inducements di cui agli artt. 26, comma 1, lett. b) della direttiva di livello 2 (art. 6, c. 2, TUF; art. 52, c. 1, lett. b),, e 73, comma 1, lett. b),, del Regolamento Intermediari). In base a tali disposizioni, gli inducements (anche nella forma di soft commission) ) sono ritenuti ammissibili qualora determinino un incremento della qualità del servizio di gestione reso al cliente o all OICR non ostacolino l obbligo l di servire al meglio gli interessi del cliente o degli OICR; Vi sia una specifica disclosure. MIFID LIVELLO 3 3
4 1. Il rapporto tra gestore e negoziatore La nozione di "ricerca" in materia di investimenti" è prevista dall art. art. 24 della direttiva 2006/73/CE della Commissione Europea (cd. "direttiva di livello 2"), e dall art. art. 27 del Regolamento congiunto Consob Banca d Italia, d secondo cui "per" ricerca in materia di investimenti si intendono ricerche o altre informazioni che raccomandano o suggeriscono, esplicitamente o implicitamente, una strategia di investimento, riguardante uno o diversi strumenti finanziari o gli emittenti di strumenti finanziari, compresi i pareri sul valore o il prezzo attuale o futuro di tali strumenti, destinate a canali di distribuzione o al pubblico" MIFID LIVELLO 3 4
5 1. Il rapporto tra gestore e negoziatore Poiché,, nella prospettiva del gestore, la ricezione di ricerca fornita dallo stesso soggetto che provvede all esecuzione degli ordini impartiti per conto dei portafogli gestiti può influenzare il perseguimento del miglior risultato possibile per il cliente/oicr, è opportuno richiamare, nella cornice normativa di riferimento, anche le previsioni in tema di best execution. In base a tali disposizioni, i gestori, laddove non intendano eseguire direttamente gli ordini, debbano stabilire una strategia di trasmissione (c.d. transmission policy) ) che identifichi i negoziatori cui "instradare" gli ordini in virtù delle strategie di esecuzione da questi adottate. MIFID LIVELLO 3 5
6 1.1 La posizione della Commissione UE Il CESR non si è mai pronunciato con specifico riguardo alla legittimità ed ammissibilità della fattispecie di soft commission in parola, nén alle implicazioni connesse con il rispetto della best execution (cfr. "Best Execution under MiFID" Maggio 2007). Al riguardo, la Commissione europea in data 10 ottobre 2007 ha pubblicato sull argomento una Q&A.. In tale Q&A n. 112, si precisa che il gestore deve ottenere sufficienti informazioni dal broker al fine di giustificare l allocazione l del costo tra attività di esecuzione e di ricerca; allocazione che, al fine di assicurare il miglior interesse del cliente, non può essere arbitraria o irragionevole. Viene fatta salva l applicazione l alla fattispecie in esame della disciplina normativa in tema di soft commission. MIFID LIVELLO 3 6
7 1.2 La disciplina UK I regulators dei principali Paesi membri hanno dettato regole apposite sul tema in oggetto. Merita particolare menzione la normativa britannica, che, in aggiunta alla generale disciplina in materia di inducements, prevede specifiche disposizioni in tema di using of dealing commission. Tale disciplina consente al gestore di ricevere dal negoziatore ricerca in aggiunta all esecuzione degli ordini dei propri clienti purché la ricerca ricevuta: sia in grado di fornire valore aggiunto alla decisione, rappresenti un elaborazione originale, sia rigorosa e raggiunga conclusioni significative; sia oggetto di specifici obblighi di informativa preventiva e periodica. MIFID LIVELLO 3 7
8 1.2 La disciplina UK Inoltre, gli accordi che prevedano la fornitura di ricerca unitamente all esecuzione di ordini non devono compromettere la capacità dei gestori di rispettare l obbligo l di best execution. Il report della FSA denominato "Use" of dealing commission results of thematic review" " del gennaio 2008, chiarisce che : investment managers should give their clients better information about the respective costs of execution and research,, and the overall expenditure on these services; investment managers should be encouraged to seek,, and brokers to provide, clear payment mechanisms that enable individual services to be purchased separately MIFID LIVELLO 3 8
9 2. La ricerca come elemento del processo di investimento L attività di ricerca costituisce un momento essenziale del processo di investimento del gestore ai fini della formulazione di previsioni e dell effettuazione effettuazione di analisi su cui fondare le strategie di investimento. L efficiente L valutazione delle possibili opportunità di investimento è,, infatti, strettamente connessa con la qualità e con la pluralità delle informazioni disponibili. Poiché la ricerca costituisce, nel senso sopra precisato, un elemento imprescindibile di ogni attività di gestione patrimoniale, la stessa risulta essere già remunerata dalle management fees prelevate a valere sui portafogli gestiti MIFID LIVELLO 3 9
10 2.1 Condizioni di ricevibilità della ricerca Pertanto: La ricerca resa al gestore dal negoziatore va correttamente inquadrata nella fattispecie della soft commission,, ovverosia di una prestazione non monetaria fornita da un terzo. In quanto tale, la legittimità della stessa deve essere vagliata alla luce degli artt. 52, comma 1, lett. b), e 73, comma 1, lett. b) del Regolamento Intermediari; l attività di ricerca ricevuta dal gestore dovrà determinare un incremento della qualità del servizio reso al cliente o all OICR in assenza di pregiudizio dei loro interessi ed essere oggetto di disclosure. MIFID LIVELLO 3 10
11 2.1 Condizioni di ricevibilità della ricerca Affinché la ricerca ricevuta dal gestore comporti un effettivo incremento di qualità del servizio prestato e non ostacoli l obbligo di servire al meglio gli interessi del cliente, la stessa deve soddisfare i seguenti requisiti: a) In primo luogo, deve essere caratterizzata dal requisito della novità,, assicurando valore aggiunto al servizio prestato dal gestore nei confronti dei clienti o degli OICR gestiti. La ricerca deve quindi risultare complementare e non sostitutiva rispetto a quella previamente elaborata o acquisita dal gestore per l adozione l delle scelte di investimento. Infatti, il gestore, ove intenda indirizzare ad un negoziatore l esecuzione di un ordine, deve aver già elaborato una strategia e, quindi, acquisito e valutato le informazioni micro e macroeconomiche poste a suo fondamento; MIFID LIVELLO 3 11
12 2.1 Condizioni di ricevibilità della ricerca b) Deve rappresentare un elaborazione originale.. In tal senso, può consistere in considerazioni e valutazioni critiche di fatti nuovi o già esistenti ma non nella mera ripetizione o riformulazione di dati esistenti o già diffusi; c) Deve essere rigorosa e non si deve limitare all affermazione affermazione di ciò che è comunemente noto o evidente; d) Deve comprendere un analisi o un elaborazione di dati volte a raggiungere conclusioni significative.. In tal senso, non può ritenersi ammissibile un attivit attività di ricerca consistente nella mera fornitura di prezzi o di serie storiche di prezzi priva di un attivit attività di analisi volta a pervenire a conclusioni significative. MIFID LIVELLO 3 12
13 2.2. Disclosure Ai sensi degli artt. 52 e 73 del Regolamento Intermediari, la prestazione non monetaria deve essere oggetto di informativa. In linea con tale disciplina, nell informativa concernente la ricerca quale soft commission devono essere precisati l oggetto delle prestazioni fornite e i termini essenziali degli accordi che le regolano, nonché la sua rilevanza economica per linee di gestione e OICR gestiti. Per assolvere a tali obblighi, il gestore potrebbe utilizzare un qualsiasi documento previsto dalla regolamentazione vigente che, per natura e tempistica di diffusione, risulti idoneo allo scopo (ad es., il prospetto d offerta). d MIFID LIVELLO 3 13
14 3. Best execution La ricezione da parte del gestore della ricerca fornita dal negoziatore, inquadrata normativamente nella fattispecie degli inducements,, comporta implicazioni anche sul piano della best execution. Infatti, la ricezione della ricerca fornita dallo stesso soggetto che presta al gestore anche un attivit attività di negoziazione può distogliere quest ultimo ultimo dall assicurare assicurare al cliente/oicr il miglior risultato possibile nell attivit attività di esecuzione degli ordini per conto dei patrimoni gestiti. Ne consegue che il gestore, nel ricevere la tipologia di soft commission in oggetto, dovrà ad ogni modo agire nel rispetto degli obblighi imposti dalla normativa vigente in tema di best execution. MIFID LIVELLO 3 14
15 3. Best execution Le disposizioni vigenti prevedono, infatti, che i gestori, laddove non intendano eseguire direttamente gli ordini per conto dei portafogli gestiti, debbano stabilire una strategia di trasmissione (c.d. transmission policy) ) che identifichi i negoziatori cui "instradare" gli ordini in virtù delle strategie di esecuzione da questi adottate. A tal fine, il gestore deve tener conto di determinati fattori e criteri,, fissandone l importanza l relativa. Tra i fattori rientrano il prezzo, i costi, la rapidità e la probabilità di esecuzione e di regolamento, le dimensioni, la natura dell ordine o qualsiasi altra considerazione pertinente ai fini della sua esecuzione. Tra i criteri rientrano gli obiettivi di investimento e i rischi specifici del cliente/oicr gestito, le caratteristiche dell ordine, le caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto dell ordine e delle condizioni di liquidabilità dei medesimi, nonché le caratteristiche delle sedi di esecuzione. MIFID LIVELLO 3 15
16 3. Best execution Alla luce di quanto sopra, va considerata l eventualitl eventualità che il negoziatore fornisca al gestore, in abbinamento all esecuzione degli ordini impartiti, un attivit attività di ricerca e di assistenza connessa all esecuzione delle operazioni di investimento e disinvestimento dei portafogli gestiti. Sotto il profilo della best execution,, tale attività di ricerca, ancorché non esplicitamente e separatamente remunerata dalle commissioni applicate sui patrimoni gestiti, costituisce un utilit utilità suscettibile di autonomo apprezzamento economico. In tale ottica, in sede di applicazione della transmission policy, il suddetto apprezzamento economico deve considerarsi ai fini della corretta valutazione del costo dell esecuzione esecuzione dell ordine. MIFID LIVELLO 3 16
17 3. Best execution L osservanza degli obblighi in tema di transmission policy implica che il gestore, ai fini della migliore esecuzione nell interesse del cliente/oicr, consideri soltanto il costo rigorosamente necessario all esecuzione degli ordini. A tal fine, l apprezzamento l economico della ricerca deve essere determinato in base a criteri di ragionevolezza, oggettività ed attendibilità e non può, quindi, essere irragionevolmente sovra o sottostimato. Il relativo processo valutativo dovrebbe basarsi sulle informazioni acquisite dal negoziatore e dovrebbe, comunque, condurre ad una decisione verificabile in base ai predetti criteri e ad un risultato conforme a quanto comunicato in sede di disclosure ai sensi degli artt. 52 e 73. MIFID LIVELLO 3 17
18 3. Best execution Il ragionevole apprezzamento economico della ricerca da parte del gestore è finalizzato esclusivamente alla corretta applicazione della norme in tema di transmission policy e di disclosure sugli inducements e non incide sull unitaria unitaria contabilizzazione delle commissioni di negoziazione. Il rispetto dei principi di best execution presuppone, inoltre, che l oggetto l della ricerca fornita dal negoziatore al gestore sia coerente con la specifica competenza operativa del broker cui vengono "instradati" gli ordini per conto dei patrimoni gestiti (a titolo esemplificativo, un broker che operi sul mercato asiatico potrà fornire ricerca esclusivamente con riferimento a tale mercato). La coerenza dovrà essere valutata in maniera più stringente nel caso di un negoziatore specializzato nella trattazione di una sola categoria di titoli ed in modo più attenuato qualora il negoziatore prescelto sia solito operare su una pluralità di categorie di strumenti finanziari. MIFID LIVELLO 3 18
19 Parte II La distribuzione di strumenti finanziari illiquidi rapporto MIFID LIVELLO 3 19
20 1. Il contesto di mercato Nel mercato nazionale risulta particolarmente significativo l investimento diretto da parte di soggetti non professionali delle proprie disponibilità finanziarie, che, per una porzione rilevante, vengono indirizzate verso prodotti con elevato rischio di liquidità quali obbligazioni bancarie, polizze assicurative a contenuto finanziario nonché derivati OTC. La domanda tende a percepire i prodotti della specie (ed in particolare le obbligazioni bancarie, anche strutturate, e le polizze assicurative) come a basso rischio finanziario (o di copertura) ed a "capitale garantito", potendo sottostimare l eventuale componente aleatoria insita nei prodotti. D altro canto l offertal commerciale, veicolata a mezzo di canali bancari, potrebbe essere indotta a preferirli nell attivit attività di distribuzione in ragione della elevata redditività e dell "immediato" consolidamento del risultato economico che essi possono garantire alle reti di vendita. MIFID LIVELLO 3 20
21 1.2 Il contesto giuridico Nell attuale contesto normativo il dovere di best execution è espressamente ritenuto applicabile dal legislatore comunitario (cfr. considerando n. 69 della direttiva n. 2006/73 c.d. direttiva di "livello 2") anche nel caso di attività di negoziazione per conto proprio con la clientela e (70 considerando) "a tutti i tipi di strumenti finanziari. L applicazione diretta di specifici precetti normativi può risultare tuttavia difficoltosa. Talune regole sono infatti definite, nella loro declinazione di dettaglio, nell assunto che il prodotto oggetto della transazione sia trattato in una pluralità di sedi di esecuzione liquide e trasparenti; questa condizione dovrebbe assicurare che il prezzo espresso rappresenti valutazioni indipendenti dei profili di rischio del prodotto. Quando ciò non sia, in particolare, l implementazione l pratica di alcune specificazioni del principio di best execution può non essere immediata. MIFID LIVELLO 3 21
22 1.2 Il contesto giuridico Peraltro, la disciplina comunitaria prevede specificatamente il dovere per gli intermediari di agire "in modo onesto, equo e professionale per servire al meglio gli interessi dei loro clienti" (art della MiFID,, art. 21 TUF). L attività di intermediazione mobiliare, come tratteggiata dalla nuova normativa di derivazione comunitaria, assume così i contorni di un servizio svolto nell interesse del cliente, perdendo i connotati di mera attività di vendita di prodotti per conto di altre categorie di soggetti terzi (le società prodotto, gli emittenti). E richiesto di conseguenza un significativo cambiamento del modello relazionale intermediario-cliente, con il passaggio da una logica incentrata sullo specifico "prodotto" commercializzato ad una logica incentrata sul "servizio" reso al cliente MIFID LIVELLO 3 22
23 2. Ambito di applicazione È quindi necessaria, avuto riguardo al principio del miglior interesse del cliente, la specificazione, nell ambito delle misure di "livello 3", delle regole di condotta che il distributore deve seguire in sede di trattazione di prodotti finanziari illiquidi, nonché delle cautele proprie del caso in cui questo aspetto si abbini a profili di complessità dei prodotti stessi. A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, Consob fa espresso riferimento alle obbligazioni bancarie, alle polizze assicurative ed ai derivati negoziati over the counter. Tuttavia i principi esposti dovranno essere tenuti in considerazione dagli intermediari per tutte le transazioni poste in essere con clientela retail su quegli strumenti che mancano sia di un intrinseco meccanismo di fair valuation sia, spesso, della possibilità (di diritto o di fatto) di una pronta ed efficiente liquidabilità dell investimento. MIFID LIVELLO 3 23
24 3. Le indicazioni di Consob Preliminarmente ed in via più generale si richiama l attenzione l degli operatori affinché nella definizione della propria politica commerciale: valutino la compatibilità dei singoli strumenti inseriti nel proprio portafoglio prodotti, avuto riguardo alla loro complessiva morfologia, con le caratteristiche ed i bisogni della clientela cui si intende offrirli. La scelta di un determinato target di clientela, specie di quella retail,, richiede riflessioni approfondite nella fase di concreta selezione dei prodotti da distribuire e, a fortiori, nella possibile fase di ingegnerizzazione. definiscano meccanismi di incentivo della struttura aziendale secondo criteri non contrapposti al miglior interesse del cliente. e. In tale ambito, particolare attenzione andrà posta alle modalità di remunerazione di dipendenti, collaboratori e promotori finanziari in relazione alle differenti tipologie di prodotti offerti nonché agli obiettivi di budget ed ai correlati premi fissati per la rete di vendita. MIFID LIVELLO 3 24
25 3.1 Le indicazioni: la trasparenza Le attività descritte, approvate dagli organi di vertice dell intermediario, dovranno essere verificate dalla funzione di compliance aziendale. In aggiunta, particolari indicazioni sono fornite in merito alla trasparenza e, in particolare: L unbundling delle diverse componenti che giustificano il complessivo esborso finanziario sostenuto dal cliente per l assunzione della posizione nel prodotto illiquido. Quantificazione del fair value,, che potrà utilmente essere ulteriormente suddiviso per evidenziare il valore fair della eventuale componente derivativa, nonché i diversi costi che gravano, implicitamente o esplicitamente, sul cliente, ripartendoli per tipologia. MIFID LIVELLO 3 25
26 3.1 Le indicazioni: la trasparenza Indicazione dei costi cui il cliente va incontro nel porre in essere l operazione, l con riferimento a qualsiasi tipo di onere, anche se a manifestazione differita rispetto al momento della transazione. Indicazione del fair value assunto dall investimento nell istante immediatamente successivo alla transazione, ipotizzando l invarianza l delle condizioni di mercato. Trasmissione di informazioni in merito alle modalità di smobilizzo delle posizioni assunte, con evidenziazione espressa delle eventuali criticità insite nei mercati di scambio e dei conseguenti effetti in termini di costi (spread denaro-lettera) e tempi di esecuzione della liquidazione. In tale ambito andrà eventualmente comunicata al cliente la circostanza che l unica l fonte di liquidità è costituita dallo stesso intermediario o da entità del medesimo gruppo. MIFID LIVELLO 3 26
27 3.1 Le indicazioni: la trasparenza Giustificazione del livello delle maggiorazioni applicate rispetto al prezzo teorico in termini comprensibili ed in maniera oggettiva, (ad esempio specificando la quota imputabile allo spread denaro-lettera sui fattori di rischio, quella da rischio di controparte e così via). Inserimento nel set informativo da fornire al cliente confronti con prodotti succedanei di larga diffusione, aventi caratteristiche comparabili ma con adeguata liquidità,. Trasmissione di informazioni dettagliate sui prodotti detenuti. In particolare per le obbligazioni bancarie ed i derivati OTC è necessario che nel set informativo, periodicamente trasmesso, sia chiaramente esplicitato il fair value del prodotto, nonché il presumibile valore di realizzo determinato sulla base delle condizioni che sarebbero applicate effettivamente al cliente in caso di smobilizzo. MIFID LIVELLO 3 27
28 3.2 Le indicazioni: la correttezza Consob indica anche i presidi di correttezza: Gli intermediari che intendono operare ponendosi in contropartita diretta dei clienti per eseguirne le disposizioni devono avere strumenti di determinazione del fair price basati su metodologie riconosciute e diffuse sul mercato. Il processo di determinazione delle condizioni da applicare alle operazioni deve essere strutturato in modo da guidare ex ante la discrezionalità degli addetti mediante la fissazione di precisi criteri cui questi ultimi dovranno attenersi. I parametri utilizzati per la definizione del prezzo teorico saranno acquisiti o determinati dagli addetti sulla base di specifiche indicazioni contenute nelle procedure aziendali. Inoltre, il valore base di tali parametri sarà ben distinguibile, nei sistemi informativi dell intermediario, dalle maggiorazioni eventualmente dal medesimo applicate a titolo di mark-up up. MIFID LIVELLO 3 28
29 3.2 Le indicazioni: la correttezza Tali maggiorazioni saranno giustificate al cliente in ragione di fondate e comprovabili motivazioni economiche. Il loro livello sarà predefinito all interno delle procedure aziendali, eventualmente differenziate per tipo di strumento trattato e, nel caso di derivati OTC, anche per rischio di controparte dello specifico cliente. Al fine di minimizzare il rischio di condotte opportunistiche, Consob suggerisce che il sistema di pricing interno dell intermediario non costituisca l unico l riferimento cui affidare la formazione delle migliori condizioni da applicare alla propria clientela. Le procedure aziendali saranno strutturate per garantire un effettiva ricerca delle migliori condizioni possibili per l esecuzione l delle transazioni, prevedendo una congrua serie di fonti informative da consultare prima della conclusione dell operazione. MIFID LIVELLO 3 29
30 3.2 Le indicazioni: l appropriatezzal Per i clienti con i quali, sulla base del contratto, l intermediario sia tenuto a valutare la sola appropriatezza (art. 42 del Reg /2007) dovranno essere tenute in debito conto le peculiari caratteristiche dei prodotti illiquidi, in specie se caratterizzati da profili di complessità, raffrontandole al grado di conoscenza finanziaria e di esperienza del cliente che richiede l investimento. l Saranno così giudicate inappropriate le operazioni della specie per i clienti con livelli di esperienza e conoscenza non elevati e quindi non in grado di comprendere realmente i profili di rischio sottesi ai prodotti in esame. Per i prodotti composti, che inglobano una componente derivativa, la valutazione dovrà specificamente tenere conto della intelligibilità,, per la clientela ordinante, della natura e degli effetti aleatori del derivato incorporato, affinché sia verificata la consapevolezza delle scelte da questa condotte. MIFID LIVELLO 3 30
31 3.2 Le indicazioni: la consulenza Con specifico riferimento ai derivati negoziati OTC, CONSOB Afferma che l assistenza l fornita alla clientela nella fase di strutturazione di queste operazioni, per definizione create (o quantomeno presentate come) "su misura" per la controparte, pur in una logica di parziale standardizzazione, presuppone intrinsecamente che il prodotto sia presentato come adatto alla clientela e rende, quindi, imprescindibile l applicazione del regime di adeguatezza previsto in caso di svolgimento del servizio di consulenza in materia di investimenti. L intermediario dovrà dotarsi di stringenti procedure che consentano agli addetti alla relazione con la clientela l effettiva valutazione dell ottimalit ottimalità del prodotto illiquido in relazione ai bisogni del cliente. Deve essere posta attenzione ai diversi fattori che possono incidere sul livello di costo di strumenti illiquidi, quali lo spread denaro-lettera nella fase di successivo eventuale smobilizzo. MIFID LIVELLO 3 31
32 3.2 Le indicazioni: la consulenza Così l esistenza di prodotti succedanei nel portafoglio prodotti dell intermediario, ritenuti tutti adeguati per le caratteristiche di un determinato cliente, ma che presentino differente onerosità,, dovrà essere tenuta in considerazione nell espressione espressione del consiglio. In tali circostanze, infatti, seguendo il principio del miglior interesse del cliente, la raccomandazione dell intermediario non potrà che vertere sul prodotto meno costoso. L eventuale iniziativa di un cliente volta all acquisto acquisto di specifici prodotti finanziari potrà essere messa in relazione a prodotti diversi oggetto di consulenza dell intermediario solo nel caso che questi sia in grado, a mezzo delle procedure aziendali di cui si è dotato, di svolgere un effettivo confronto, nell interesse del cliente, fra le soluzioni di investimento in discorso (quella del cliente e l alternativa l raccomandata), in modo da indirizzarlo verso il prodotto più adatto. MIFID LIVELLO 3 32
33 3.2 Le indicazioni: l adeguatezzal La valutazione di adeguatezza (art. 40 del Reg /2007) conseguente alla prestazione del servizio di consulenza avente ad oggetto queste tipologie di prodotti dovrà parimenti essere condotta con particolare cura, in relazione sia alla profilatura dei clienti sia alla mappatura dei prodotti. Per tali ulteriori aspetti, il processo di valutazione dell adeguatezza dovrà essere, per quanto possibile, di tipo "multivariato", prevedendo il confronto di più variabili afferenti, da un lato, alle caratteristiche del cliente e, dall altro, altro, a quelle del prodotto, piuttosto che limitarsi ad un mero raffronto di un indice sintetico di rischio del prodotto con il profilo di rischio, altrettanto sintetico, assegnato al cliente. MIFID LIVELLO 3 33
34 3.2 Le indicazioni: l adeguatezzal In particolare, al fine di giudicare l adeguatezza l di un operazione, con riguardo alla situazione finanziaria ed agli obiettivi di investimento, occorrerà valutare separatamente le conseguenze delle diverse tipologie di rischio determinate dall eventuale assunzione della posizione: rischio di credito, rischio di mercato e rischio di liquidità. In tale ambito occorrerà così porre particolare peso al "periodo di tempo per il quale il cliente desidera conservare l investimento" " (cfr. art. 39, comma 4, Reg ), come rilevato dall intermediario nella ricognizione informativa sulle caratteristiche del medesimo. Per le operazioni in questione, il parametro costituito dal holding period del cliente deve infatti assumere autonomo rilievo ai fini delle valutazioni di adeguatezza. MIFID LIVELLO 3 34
35 3.2 Le indicazioni: l adeguatezzal Esso andrà direttamente e specificamente rapportato alle caratteristiche di durata e liquidità dell operazione consigliata al cliente, piuttosto che inglobato in maniera inevitabilmente approssimativa nel profilo sintetico del medesimo. Dovranno così ritenersi inadeguate, e, come tali, mai oggetto di consulenza, le operazioni su strumenti illiquidi per quella clientela che avesse dichiarato un orizzonte temporale dell investimento inferiore alla durata "anagrafica" del prodotto. MIFID LIVELLO 3 35
36 3.2 Le indicazioni: l adeguatezzal Nel caso di contratti derivati OTC espressamente distribuiti con finalità di copertura, gli intermediari si doteranno di procedure idonee a valutare l adeguatezza l dell operazione raccomandata con riguardo alle reali necessità di hedging dei clienti ed a suggerire i prodotti più idonei sotto il profilo dell efficacia efficacia e dell efficienza, efficienza, tenuto anche conto del costo delle opportunità alternative. Dopo la conclusione del contratto, le procedure aziendali devono consentire di monitorare nel tempo, per tutta la durata dell operazione, l evoluzione l delle posizioni coperte e di copertura. In tal modo l intermediario l sarà nelle condizioni di poter segnalare al cliente l eventuale l disallineamento della struttura ideata rispetto alle finalità che hanno condotto all impostazione originaria dell operazione. MIFID LIVELLO 3 36
IL DOVERE DELL INTERMEDIARIO DI COMPORTARSI
LIVELLO 3 REGOLAMENTO INTERMEDIARI DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE IL DOVERE DELL INTERMEDIARIO DI COMPORTARSI CON CORRETTEZZA E TRASPARENZA IN SEDE DI DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI FINANZIARI ILLIQUIDI 26 maggio