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Timestamp: 2020-02-21 07:16:32+00:00
Document Index: 36910941

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 34', 'art. 56', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2094', 'art. 5']

Tessili - Pelli e succedanei, P.M.I.,: CCNL, 8 aprile 1987
Data firma: 8 aprile 1987
Parti: Uniontessile-Confapi e Filta-Cisl, Filtea-Cgil, Uilta-Uil
Settori: Tessili, Pelli e succedanei, P.M.I.
Art. 7 - Occupazione - Investimenti - Mercato del lavoro
Art. 8 - Mobilità interna della manodopera
Art. 13 - Funzioni pubbliche elettive e cariche sindacali aspettative e permessi
Art. 18 - Assunzione - Documenti di lavoro residenza e domicilio
Art. 19 - Ammissione al lavoro delle donne e dei minori
Art. 31 - Lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo
Art. 34 - Inizio e fine del lavoro - Ritardi
Art. 40 - Corresponsione della retribuzione e reclami
Art. 42 - Indennità di mancata mensa e ragguaglio sulla paga
Art. 48 - Malattia e infortunio non sul lavoro - Assenze - Reperibilità - Conservazione del posto - trattamento economico
Art. 50 - Lavoratori studenti
Art. 51 - Disciplina aziendale
Art. 52 - Provvedimenti disciplinari
Art. 53 - Procedura per l’applicazione dei provvedimenti disciplinari
Art. 54 - Norme per il licenziamento
Art. 55 - Visite di inventario e di controllo
Art. 56 - Consegna e conservazione degli utensili e arnesi di lavoro
Art. 57 - Abiti di lavoro
Art. 58 - Trattenute per risarcimento danni
Art. 59 - Trasformazione, trapasso, cessazione e fallimento dell’azienda Art. 60 - Liquidazione competenze in caso di morte
Art. 61 - Fondo di solidarietà
Art. 62 - Lavoro a domicilio
A - Definizione del lavoro a domicilio
F - Maggiorazione della retribuzione
B - Periodo di addestramento per nuovi assunti di età superiore a vent' anni
C - Assunzione di giovani con diploma o attestato di qualifica
D - Regolamento dell’apprendistato
Art. 65 - Sospensione e interruzioni di lavoro
Art. 66 - Lavori discontinui
Art. 67 - Lavoro a cottimo
Art. 68 - Ferie
Art. 69 - Tredicesima mensilità
Art. 70 - Trattamento economico in caso di malattia
Art. 71 - Conservazione del posto e trattamento economico in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali
Art. 72 - Preavviso di licenziamento o di dimissioni
Art. 74 - Richiamo a disposizioni della regolamentazione per gli operai
Art. 75 - Passaggio di qualifica da operaio ad intermedio
Art. 76 - Trattamento in caso di sospensione o riduzione di lavoro
Art. 78 - Tredicesima mensilità
Art. 79 - Trattamento economico in caso di malattia
Art. 80 - Trattamento in caso di infortunio o malattie professionali
Art. 81 - Preavviso di licenziamento e dimissioni
Art. 82 - Trattamento di fine rapporto - TFR
Art. 83 - Passaggio dalla qualifica di operaio o intermedio a quella di impiegato
Art. 84 - Doveri dell’impiegato
Art. 85 - Trattamento in caso di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro
Art. 86 - Ferie
Art. 87 - Tredicesima mensilità
Art. 88 - Indennità maneggio denaro - Cauzione
Art. 89 - Trattamento economico in caso di malattia
Art. 90 - Conservazione del posto e trattamento economico in caso di infortunio sul lavoro
Art. 92 - Trattamento di fine rapporto
Protocollo II - Inquadramento lavoratori (art. 26)
Protocollo III -Accesso ai finanziamenti pubblici agevolati
Protocollo IV - Modalità di effettuazione della ritenuta delle quote di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale
Allegato n. 1 - Aumenti periodici di anzianità CCNL 21 luglio 1979 - art. 34
Allegato n. 2 - CCNL 21 luglio 1979, art. 56 Mensilizzazione del salario
Allegato n. 3 - Processi di ristrutturazione
Allegato n. 4 - Azioni positive per le pari opportunità
Allegato n. 5 - Lettera della Filta - Filtea - Uilta sul lavoro a turni
Allegato n. 6 - Verbale di accordo sull’indennità di contingenza per gli apprendisti
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori addetti alla piccola e media industria delle pelli, del cuoio e rispettivi succedanei
Addì, 8 aprile 1987, in Firenze tra l’Unione Italiana della Piccola e Media Industria Tessile dell’Abbigliamento e delle Pelli e del Cuoio (Uniontessile) e la Federazione Italiana dei Lavoratori Tessili e dell’Abbigliamento (Filta) e la Federazione Italiana Lavoratori Tessili-Abbigliamento (Filtea) e l’Unione Italiana Lavoratori Tessili Abbigliamento (Uilta) è stato stipulato il presente: contratto collettivo nazionale di lavoro da valere su tutto il territorio nazionale, per i lavoratori dipendenti delle aziende industriali del settore manufattiero delle pelli, del cuoio e rispettivi succedanei.
Il presente Contratto Collettivo Nazionale si applica ai dipendenti delle aziende industriali manifatturiere delle pelli, del cuoio ed altre materie prime per la produzione di:
pelletterie (borse, borsette, portafogli, portamonete, astucci, ecc.) - valigie e bauli-cinture e cinturini in genere-cartelle e sottobracci-articoli diversi (toeletta, scrittoio, gioco, fumo, bar, ecc.) - sedili, cuscini, selle e borsette per ciclo e motociclo-sellerie in genere e buffetterie di articoli sportivi- guarnizioni e articoli tecnici di cuoio-cinghie di trasmissione.
Per dipendenti si intendono gli operai, gli apprendisti, gli intermedi (c.d. categorie speciali), gli impiegati ed i quadri.
Le disposizioni del presente contratto, nell’ambito di ogni istituto, sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con altro trattamento.
Ferma restando la inscindibilità di cui sopra, le parti convengono che non hanno inteso modificare le condizioni più favorevoli acquisite dai lavoratori.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Rappresentanze sindacali aziendali previste dalla legge 20 maggio 1970, n. 300, e delle Commissioni interne o dei Delegati d’impresa, previste dai vigenti accordi interconfederali, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme dell’azienda, ricorrendo a trattative dirette fra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
Le parti si danno atto che quanto nel presente Capitolo concordato costituisce uno strumento di concreta informazione complessiva degli indirizzi produttivi delle aziende dalla Uniontessile rappresentate.
Le parti auspicano che i dati così raccolti, necessariamente integrati dai dati forniti da altre componenti sociali e istituzionali, possano divenire la base per la elaborazione da parte degli organi competenti e con la partecipazione di tutte le parti interessate di una reale programmazione economica della struttura produttiva italiana nelle sue articolazioni preminenti e che, in quanto tali garantiscano le possibilità di sviluppo del settore delle pelli e cuoio anche in riferimento al problema occupazionale.
L’apporto così fornito dalla Uniontessile a tale programmazione, basata su criteri di partecipazione responsabile di tutte le parti sociali, avrà la sua realizzazione al livello nazionale in cui necessariamente sono da operare le grandi scelte economiche.
1) Osservatorio di settore
Tra l’Uniontessile e la Filta-Filtea-Uilta si conviene di approfondire il reciproco rapporto informativo, con modalità che consentano la nascita di occasioni di intervento, anche congiunto, di supporto al settore per il perseguimento dell’obiettivo delle parti di consentire lo sviluppo di tutte le componenti della piccola e media industria delle pelli e cuoio anche con riferimento al dato occupazionale, attraverso l’utilizzo di conoscenze comuni.
Compiti dell’osservatorio nazionale di settore sono:
- acquisire informazioni per l’approfondimento in fase progettuale delle scelte di politica industriale;
-acquisire informazioni sull’andamento del mercato del lavoro, in particolare occupazione giovanile in rapporto con l’accordo Cgil-Cisl-Uil e Confapi sui contratti di Formazione Lavoro, nonché sull’andamento dell’occupazione femminile;
- acquisire conoscenze sull’andamento dell’innovazione tecnologica e dei suoi effetti su Organizzazione del Lavoro, problematiche occupazionali professionali, ambientali;
- acquisire informazioni sull’andamento del mercato nazionale ed internazionale;
- esprimere valutazioni sulle fasi attuative delle linee programmatiche di politica industriale del governo riguardanti il settore;
- esprimere valutazioni sullo stato del settore che necessita di appositi interventi pubblici;
- attivarsi disgiuntamente o congiuntamente nei confronti delle amministrazioni e/o enti pubblici e non, al fine di acquisire dati ulteriori ovvero, anche in via propositiva, per l’attuazione di modificazioni normative con interventi di supporto.
Su tale presupposto, pertanto, tra l’Uniontessile e la Filta-Filtea-Uilta viene istituito un osservatorio nazionale della piccola e media industria delle pelli e del cuoio.
Per gli argomenti convenuti si prevede un sistema di fasi di consultazione e di verifica congiunta di dati; a tal fine l’Osservatorio concorderà le caratteristiche delle campionature ritenute necessarie, che saranno raccolte in forma anonima dalle Sezioni territoriali Uniontessile, nonché le modalità di eventuale ricorso a strutture specializzate.
In tale Osservatorio confluiranno i dati reciprocamente in possesso che consentiranno ad Uniontessile e Filta-Filtea-Uilta di procedere ad un esame congiunto per i livelli nazionali e settoriali relativamente a:
- per quanto riguarda i problemi della scuola e della formazione professionale:
b) gli effetti sull’organizzazione del lavoro e le conseguenti problematiche occupazionali derivanti dall’introduzione di innovazioni tecnologiche;
- i programmi di investimento e le diversificazioni produttive, i finanziamenti pubblici erogati;
- previsioni rispetto alle tendenze occupazionali del settore (prestando particolare attenzione alle dinamiche del lavoro giovanile), anche in rapporto con l’accordo interconfederale Confapi- Cigl/Cisl/Uil del 7 novembre 1985 sui contratti di formazione e lavoro nonché alla legge 44/86.
Con gli stessi compiti ed articolazioni previsti per l’Osservatorio nazionale, viene costituito un Osservatorio regionale della Piccola e Media industria delle pelli e del cuoio.
In tale Osservatorio confluiranno i dati reciprocamente in possesso, che consentiranno alle strutture regionali dell’Uniontessile e della Filta-Filtea-Uilta di procedere a verifiche congiunte, finalizzate a sviluppare interventi sull’Ente Regionale in materia di:
- di incentivazione e sostegno della politica industriale di settore e del mercato del lavoro;
- condizioni ecologiche derivanti da attività industriali.
Le parti costituenti l’Osservatorio regionale potranno concordemente individuare aree-territoriali, caratterizzate da un elevato grado di omogeneità e da una significativa concentrazione di aziende associate - nelle quali approfondire il reciproco rapporto sulle problematiche previste per l’Osservatorio regionale.
2) A livello regionale, di norma attualmente o su richiesta di una delle parti, si svolgeranno incontri tra le rispettive strutture per un esame congiunto di alcuni aspetti riguardanti l’attuazione del piano di settore, quali:
- la struttura del settore nel territorio anche con riferimento al decentramento produttivo verificando la corretta applicazione delle norme contrattuali e legislative;
- i programmi di formazione e riqualificazione professionale;
- per le categorie interessate alla chiamata numerica, la quantità delle assunzioni fatte suddivise percentualmente per livello di inquadramento e per normative utilizzate (lista di collocamento, mobilità, passaggio diretto);
- la dimensione e l’evoluzione del decentramento produttivo, presente e non, nei cicli produttivi.
Le parti forniranno all’Ente regionale tutte le indicazioni necessarie per le attività di competenza dell’Ente stesso a favore del settore, con particolare riguardo: alla gestione della formazione professionale riferita anche all’area del lavoro precario, alla difesa dell’occupazione, alla concessione di agevolazione alle imprese.
- Le parti convengono che tra i requisiti per accedere a finanziamenti agevolati e/o agevolazioni fiscali e contributive o fondi per le formazioni professionali, da Enti pubblici, nazionali o regionali o dalla CEE, sia compreso il rispetto delle norme contrattuali e/o di legge in materia di lavoro, fatte salve le semplici divergenze interpretative.
In caso contrario le parti adotteranno le opportune iniziative per questioni di propria competenza.
In occasione dell’incontro annuale tra le rispettive strutture regionali le parti concorderanno gli ambiti dei singoli livelli territoriali cui riferirsi al fine di fornire l’informativa di cui al punto (3) tenuto conto delle rispettive strutture organizzative.
3) A livello territoriale, come definito al punto 2) ultimo comma le Associazioni imprenditoriali forniranno, di norma annualmente, alle Organizzazioni sindacali elementi conoscitivi globali per settori pelle e cuoio riguardanti:
- lo stato di applicazione della legge 9 dicembre 977, n. 903 (parità uomo-donna).
Su tali problemi, a richiesta di una delle parti, seguirà un incontro allo scopo di effettuare un esame congiunto sulle implicazioni prevedibili;
a) sui livelli occupazionali e sulla mobilità della mano d’opera con lo scopo di formulare indirizzi occupazionali privilegiando a seconda delle esigenze locali l’occupazione giovanile o l’occupazione femminile e le esuberanze indotte da crisi aziendali o territoriali;
4) A livello aziendale, di norma attualmente, le aziende con più stabilimenti e le unità produttive occupanti più di 85 dipendenti tramite le Sezioni territoriali Uniontessile, porteranno a preventiva conoscenza delle strutture sindacali aziendali e delle Organizzazioni sindacali di categoria competenti per territorio, elementi conoscitivi riguardanti:
- le prospettive produttive specie con riferimento alla situazione e alla struttura occupazionale (sesso, qualifica professionale);
- i programmi di investimento e di diversificazione produttiva indicando l’eventuale ricorso ai finanziamenti agevolati pubblici;
- le scelte di politica tecnologica e dell’innovazione produttiva.
In questi ultimi due casi l’informazione sarà preventiva e ne indicherà l’utilizzo.
- le modifiche alla organizzazione del lavoro e tecnologiche e le eventuali operazioni di scorporo e di concentrazione.
Su tali problemi, a richiesta di una delle due parti, seguirà un incontro allo scopo di effettuare un esame congiunto che consenta alle strutture sindacali aziendali e/o alla Organizzazione sindacale territoriale di categoria di esprimere la loro autonoma valutazione in ordine:
- alla occupazione (azienda, stabilimento, reparto);
- alla organizzazione del lavoro;
- allo stato di applicazione della legge di parità (legge 9 dicembre 1977, n. 903).
Inoltre le aziende che hanno più stabilimenti anche in zone territoriali diverse, o per i complessi industriali aventi unica gestione e un numero di addetti globalmente, superiore a 85 pur rimanendo aziende con ragioni sociali diverse forniranno:
- informazioni sulle prospettive produttive nonché eventuali piani pluriennali.
Le direzioni delle unità produttive aventi più di 85 addetti informeranno preventivamente le strutture sindacali aziendali sugli spostamenti non temporanei nell’ambito dello stabilimento che interessino gruppi di lavoratori. Potrà seguire un esame congiunto da effettuarsi entro tre giorni dalla avvenuta informazione.
Le parti, nel prendere atto del ricorso strutturale nell’ambito del settore pelli-cuoio a lavorazione presso terzi per l’effettuazione di produzioni presenti o meno nel ciclo di lavoro delle aziende committenti, affermano che il lavoro presso terzi debba avvenire nel rispetto delle leggi e dei contratti. In presenza di eventuali situazioni di aziende che non diano corso all’applicazione del contratto collettivo di lavoro di pertinenza e delle leggi sul lavoro, le parti esprimono il loro rifiuto di tali forme, si impegnano ad adoperarsi nell’ambito delle proprie competenze per il superamento di dette situazioni e favorire l’instaurazione di un sistema di contratti di committenza coerente al rispetto della normativa contrattuale di cui al presente articolo.
Per esprimere questa volontà e per consentire di conseguenza una più efficace tutela dei lavoratori occupati in imprese pelli-cuoio svolgenti lavorazioni per conto terzi nel ciclo produttivo dell’azienda committente:
1) - le aziende committenti lavorazioni a terzi, inseriranno nel contratto di commessa apposita clausola richiedente alle imprese esecutrici, operanti nel territorio nazionale, l’impegno all’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro.
2) - le aziende committenti lavoro a terzi e le aziende terziste che danno lavoro all’esterno, aventi oltre 85 dipendenti informeranno, di norma annualmente, le Rappresentanze Sindacali Aziendali sulle previsioni di ricorso al lavoro esterno per lavorazioni presenti nel ciclo aziendale con riferimento alla quantità e al tipo di lavorazione, fornendo altresì l’elenco delle aziende cui il lavoro è stato commissionato nei dodici mesi precedenti.
3) - Le Associazioni industriali e le Organizzazioni sindacali territorialmente competenti, costituiranno entro tre mesi, dalla richiesta di queste ultime, una Commissione formata da tre membri per ciascuna delle due parti con i seguenti compiti:
- acquisire gli elementi conoscitivi necessari alla valutazione del fenomeno. A tale scopo metterà a disposizione della commissione l’elenco delle aziende che commettono lavoro a terzi e l’elenco delle aziende che lavorano per conto terzi. Per ogni singola azienda avente oltre 85 dipendenti l’Associazione territoriale fornirà alla commissione anche i nominativi delle aziende cui il lavoro è stato commesso nei 12 mesi precedenti. Saranno inoltre fornite indicazioni relative alla localizzazione delle aziende terziste (anche fuori del territorio di competenza), il comparto in cui operano e il tipo di lavorazione effettuato, la loro natura industriale o artigianale;
4) - Anche in riferimento ai problemi occupazionali, nei casi di cui le aziende committenti a causa di situazioni temporanee di mercato o di crisi economiche settoriali o locali o per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali facciano ricorso a riduzioni o sospensioni di orari di lavoro o riduzione di personale, nel corso delle procedure previste dall’art. 5 della legge 20 maggio 1975, n. 164, daranno comunicazione, per un esame in materia, nell’eventuale ricorso al lavoro presso terzi presente nel ciclo produttivo delle stesse aziende committenti.
5) - al livello nazionale le parti effettueranno periodiche valutazioni del fenomeno e dei risultati raggiunti studiando gli strumenti più opportuni per il contenimento o il superamento delle situazioni irregolari, coordinando altresì quando necessario, i lavori delle Commissioni territoriali.
6) - La Commissione è vincolata al segreto d’ufficio sui nominativi forniti. In caso di violazione cesseranno per l’Associazione territoriale e le aziende gli obblighi derivanti dall’applicazione del presente articolo.
Tutto il sistema che precede sarà concretamente attuato a condizione che uguale normativa risulti inserita in ogni altro contratto nazionale stipulato dalle Organizzazioni imprenditoriali del settore pelli e cuoio.
Le parti si danno atto che, la regolamentazione che precede, si riferisce all’articolazione per sedi e materie, hanno costituito comuni presupposti per la stipulazione delle norme relative al sistema di informazioni dell’industria tessile e dell’abbigliamento minore e da quanto al riguardo convenuto comporta l’esclusione dell’applicazione di tali procedure a livello aziendale, salvo che per le imprese individuate nei presenti articoli.
Quanto indicato negli articoli precedenti per la individuazione delle aziende a cui è applicabile la parte seconda (investimenti, occupazioni, mobilità) non costituisce criterio di individuazione né indicazione delle dimensioni delle piccole e medie imprese.
Le iniziative o i comportamenti in sede nazionale, territoriale, aziendale, attuati in difformità dagli impegni così come definiti agli articoli "investimenti ed occupazione", "lavoro esterno", "mobilità", daranno facoltà alle Associazioni industriali stipulanti di dichiararsi, previo esame della situazione e tentativo di componimento da compiersi in sede nazionale con le Organizzazioni sindacali, sciolte dalle specifiche obbligazioni assunte in tali presupposti.
Per la tutela dei componenti la Commissione Interna o il Delegato d’impresa si fa riferimento alla legge del 20 maggio 1970, n. 300.
Nelle imprese da 5 a 15 dipendenti i lavoratori potranno eleggere un loro delegato d’impresa.
Al delegato d’impresa saranno applicate le tutele sindacali previste dalla legge 300/70 per le RSA.
Le riunioni saranno tenute fuori dell’orario di lavoro. Qualora la convocazione sia unitaria, è ammesso lo svolgimento delle stesse anche durante l’orario di lavoro entro il limite massimo di 10 ore nell’anno solare, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Tali riunioni dovranno normalmente aver luogo alla fine e all’inizio dei periodi di lavoro.
Le riunioni si terranno in idonei luoghi messi a disposizione dall’azienda nell’unità produttiva.
b) concordano con la direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi. In relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità Sanitarie Locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. I medici ed i tecnici appartenenti agli Istituti predetti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato.
a) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rilevazioni effettuate dagli Enti di cui al primo comma, in ordine ai seguenti fattori: microclima e gli altri fattori che interessano l’ambiente di lavoro, es.: fumo, gas, vapori, ecc.;
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattia professionale o malattia comune.
I dati rilevati devono essere oggetto di esame periodico tra azienda e Rappresentanze Sindacali Aziendali anche ai fini di un adeguato intervento antinfortunistico.
Le aziende trasmetteranno alle Rappresentanze Sindacali Aziendali copia delle denunce di esercizio e delle denunce di infortunio di cui agli artt. 12 e 53 del TU 30 giugno 1965, n. 1124.
Disposizioni contrattuali contenute nella presente regolamentazione saranno da coordinare con eventuali norme di legge disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento alle norme di attuazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
Le parti inoltre concordano di verificare a livello nazionale negli incontri di cui all’art. 7 - Parte Generale - punto 1 i risultati di indagini di particolare rilievo per il settore effettuate da Enti od Organismi scientifici di indiscussa competenza nel ramo.
1) In applicazione di quanto previsto al 1° comma le Rappresentanze Sindacali Aziendali potranno promuovere indagini tra il lavoratori relativamente all’ambiente di lavoro, allo scopo di formulare le osservazioni di cui al successivo punto 3).
2) I dati delle rilevazioni effettuate dagli Enti di cui al primo comma, seconda alinea, saranno a cura dell’azienda riportati sui registri di cui al terzo comma, conformi ai modelli che saranno fissati dal Ministro della Sanità o, in mancanza, a quegli allegati.
3) In applicazione di quanto previsto al 5° comma, le Rappresentanze Sindacali Aziendali e l’azienda effettueranno periodici esami dei dati delle rilevazioni e formuleranno le proprie osservazioni che saranno riportate in apposito verbale allegato ai registri di cui al punto 2). La documentazione così formulata sarà oggetto di ulteriore esame e discussione tra Rappresentanze Sindacali Aziendali ed azienda.
Le lavoratrici che vengano adibite a mansioni inferiori a quelle abituali conservano la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente, svolte, nonché la qualifica originale.
Qualora la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, vale il disposto dell’art. 5, lettera c della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulla tutela delle lavoratrici madri.
Il contratto a termine è consentito solo nelle circostanze e con le modalità fissate dalla legge 18 aprile 1962, n. 230, dalla legge 25 marzo 1983, n. 79 nonché dalla legge 28 febbraio 1987, n. 56.
Con riferimento a quanto stabilito dalla legge n. 230 del 18 aprile 1962, art. 1, lettera c, le parti convengono sulla possibilità di utilizzare lo strumento del contratto a termine per far fronte a condizioni eccezionali di lavoro preventivamente discusse fra le parti; detti contratti saranno quindi concordati tra le parti aziendali e rispettive organizzazioni.
Le parti stipulanti il presente contratto, sensibili al problema degli invalidi e degli handicappati, nell’intento di facilitare il loro inserimento in posti di lavoro confacenti alle loro attitudini e capacità lavorative, convengono di favorirne la collocazione nelle strutture aziendali, anche con contratto di formazione e lavoro, compatibilmente con le possibilità tecnico organizzative delle unità produttive.
In tale contesto, in occasione di avviamenti operati ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia, a livello aziendale, tra le Direzioni Aziendali e la RSA, saranno verificate tutte le opportunità per attivi inserimenti, anche mediante la frequenza di corsi di formazione o riqualificazione professionale promossi o autorizzati dall’Ente Regione, al fine di agevolarne la migliore integrazione.
L’introduzione di tali nuove modalità di organizzazione del lavoro verrà esaminata con le RSA della direzione aziendale preventivamente alla introduzione stessa.
Al fine di favorire lo sviluppo della professionalità e la mobilità verticale dei lavoratori a livello aziendale quando nell’organico si rendono disponibili stabilmente posti di livello superiore, saranno preferenzialmente tenuti presenti quei lavoratori già in forza, di livello inferiore che a parità di prestazione esigibile indipendentemente dal sesso, abbiano i requisiti e le capacità.
Per favorire il consolidamento della presenza di mano d’opera femminile e l’opportunità di offrire occasioni di sviluppo professionale, le parti convengono sulla unità di promuovere adeguate azioni di formazione professionale.
(Commissione per l’inquadramento) Al fine di realizzare un inquadramento più aderente all’evoluzione tecnologica del settore rappresentato, le parti convengono di demandare ad una apposita commissione paritetica nazionale settoriale, l’identificazione di nuove professionalità, anche in relazione ai dati emersi nell’Osservatorio di settore, attraverso l’inserimento di nuovi profili e/o l’aggiornamento di quelli esistenti.
La Commissione potrà inoltre identificare eventuali nuove mansioni, intermedie degli attuali livelli, alle quali assegnare specifiche indennità.
La Commissione è composta da tre membri in rappresentanza dell’Uniontessile e da tre membri in rappresentanza delle organizzazioni sindacali (uno per la Filta, uno per la Filtea e uno per la Uilta).
Le parti potranno farsi assistere da esperti, che esprimeranno unicamente pareri tecnici consultivi.
Le decisioni assunte dalla Commissione saranno integrate nell’inquadramento nazionale, nelle forme e modalità dalla stessa previste.
Le eventuali controversie derivanti dalla attribuzione del livello formeranno oggetto di esame tra la Direzione aziendale e le RSA.
In caso di mancato accordo la controversia sarà in prima istanza esaminata a livello territoriale e in seconda istanza a livello nazionale.
Tale procedura si esaurirà entro tre mesi dalla data d’inizio e, qualora abbia esito positivo, al lavoratore interessato verranno riconosciuti i benefici derivanti dalla attribuzione del nuovo livello dalla data d’inizio della procedura stessa.
La Commissione si insedierà non prima di due mesi dalla stipula del presente CCNL con l’obiettivo di completare i propri lavori, entro 18 mesi dalla data di stipula del presente CCNL
La Commissione potrà decidere di prolungare i lavori al fine di procedere ad ulteriori approfondimenti dell’evoluzione tecnologica ed alla conseguente identificazione di nuove professionalità emergenti.
La Commissione sarà convocata a richiesta delle parti.
Le parti riconoscono che le aziende, in uno o più periodi dell’anno o dell’esercizio produttivo, possono avere esigenze produttive connesse a fluttuazioni del mercato.
Al fine dell’attivazione degli orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità, le aziende daranno informazione previsionale alle RSA, nel corso di un apposito incontro, indicando i periodi previsti di maggiore e di minore intensità produttiva e delle ore necessarie.
Il lavoro straordinario di produzione ha carattere volontario individuale. Al fine di soddisfare le esigenze aziendali determinate da stati di necessità (ad esempio: consegne urgenti, termini di lavorazioni in corso, allestimento dei campionari, recupero dei ritardi di produzione per cause tecniche) a fronte di disponibilità volontarie alle prestazioni di lavoro straordinarie inadeguate la Direzione ne darà notizia in tempo utile alle RSA.
Le parti, nell’ambito della volontarietà individuale, procederanno all’esame della situazione per rimuovere le difficoltà esistenti, assicurando la disponibilità delle prestazioni necessarie.
È consentita la facoltà di recupero, a regime normale, delle ore o dei periodi di sospensione di lavoro dovuti a cause di forza maggiore, nonché di quelli dovuti a soste concordate tra le parti, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni susseguenti al periodo in cui è avvenuta l’interruzione; nel caso di giornata feriale non lavorata, il recupero stesso potrà essere effettuato trasferendo a tale giornata le ore perdute.
Al segnale di inizio del lavoro il lavoratore deve trovarsi al suo posto in condizioni di iniziare il proprio lavoro.
Salvo speciale permesso non è consentito al lavoratore di entrare o di trattenersi nello stabilimento in ore fuori del proprio orario di lavoro. La stessa disposizione vale per gli operai sospesi o licenziati.
Il riposo settimanale cade normalmente di domenica, come è stabilito dalla legge. Ogni eventuale deroga a questo principio, purché sia consentita dalla legge stessa, comporta l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere per il lavoro prestato nella domenica, oltre alla paga normale, la maggiorazione prevista per il lavoro festivo e di concedere al lavoratore un’altra giornata di riposo nel corso della settimana.
1) L’ammonizione verbale, che potrà avere, a seconda dei casi, carattere di appunto o di rimprovero, interverrà quando nell’osservanza degli orari, nel contegno verso i superiori ed i compagni di lavoro, nella diligenza del lavoratore siano riscontrate lacune non imputabili a deliberata volontà di mancare al proprio dovere. All’ammonizione scritta, che avrà più specifico carattere ammonitorio, si ricorrerà quando le mancanze, anche se lievi, tenderanno a ripetersi e sia quindi necessario preavvisare, in forma meno labile del rimprovero verbale, più gravi sanzioni.
2) Ove l’ammonizione verbale o scritta non abbia sortito l’effetto voluto o la mancanza abbia tale carattere da far ritenere il rimprovero adeguato, potranno essere inflitte al lavoratore o una multa, fino ad un importo equivalente a due ore del minimo contrattuale di paga o di stipendio e della indennità di contingenza, oppure, nei casi di maggiore gravità o di recidiva, la sospensione dal lavoro per un massimo di giorni 3.
c) abbandono del proprio posto di lavoro o grave negligenza nella esecuzione di lavori o ordini, che implichino pregiudizio all’incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti;
e) recidività nelle mancanze che abbiamo già dato luogo ad una sospensione per la medesima mancanza o ad una sospensione per mancanza diversa nei quattro mesi precedenti;
h) quando, lavorando solo o in comunione con altri operai, nell’interno dello stabilimento, per proprio tornaconto, ed introducendo od asportando materiali anche di sua proprietà, abbia, per il carattere continuativo di questa attività e per l’estensione della stessa, recato danno all’azienda;
Per le lavorazioni le quali, data la loro natura, comportano una particolare usura degli indumenti di lavoro, le aziende forniranno ai lavoratori interessati tali indumenti o eventuali mezzi sostitutivi. Sarà in facoltà dell’azienda di richiedere al lavoratore un concorso nella spesa nella misura del 20%.
La subordinazione, agli effetti del presente regolamento ed in deroga a quanto stabilito dall’art. 2094 cod. civ., ricorre quando il lavoratore a domicilio è tenuto ad osservare le direttive dell’imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche ed i requisiti del lavoro da eseguire nella esecuzione parziale, nel completamento o nell’intera lavorazione di prodotti oggetto dell’attività dell’imprenditore committente.
Non è lavoratore a domicilio e deve a tutti gli effetti considerarsi dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato chiunque esegua, nelle condizioni di cui ai comma precedenti, lavori in locali di pertinenza dello stesso imprenditore anche se per l’uso di tali locali e dei mezzi di lavoro in essi esistenti corrisponde al datore di lavoro un compenso di qualsiasi natura.
Non è ammessa l’esecuzione di lavoro a domicilio per attività le quali comportino l’impiego di sostanze o materiali nocivi o pericolosi per la salute e la incolumità del lavoratore e dei suoi familiari.
È fatto divieto ai committenti di lavoro a domicilio di valersi dell’opera di mediatori o di intermediari comunque denominati i quali, unitamente alle persone alle quali hanno commesso lavoro a domicilio, sono considerati, a tutti gli effetti, alle dipendenze del datore di lavoro per conto nell’interesse del quale hanno svolto la loro attività.
5) La compilazione e l’approvazione delle tariffe ed il loro aggiornamento, in esecuzione degli accordi di cui sopra, si intendono devolute alle Associazioni Territoriali dei datori di lavoro, e dei prestatori di opera con la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori a domicilio interessati, tenendo presenti i particolari caratteri delle varie produzioni e il trattamento economico riservato ai dipendenti operai cottimisti che svolgono analoghe mansioni all’interno dell’azienda o delle aziende interessate.
Le direzioni aziendali interessate al lavoro a domicilio forniranno alle Rappresentanze Sindacali Aziendali e alle Organizzazioni sindacali provinciali i nominativi dei soggetti che effettuano tale lavoro con i relativi indirizzi ed il tipo del lavoro commissionato (es.: borse, valige, portafogli, cinture ecc.).
Per l’effettuazione di tal esame le Rappresentanze Sindacali Aziendali potranno farsi assistere da un lavoratore a domicilio designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto e scelto tra quelli che esplicano la loro opera esclusivamente e continuativamente per l’azienda interessata.
A tali lavoratori a domicilio per gli interventi di cui sopra e per la partecipazione alla definizione delle tariffe di cottimo pieno di cui al precedente art. 5 punto f) saranno riconosciute sedici ore annue pro-capite, con possibilità di cumolo qualora la designazione non sia avvenuta da parte di ciascuna Organizzazione Sindacale, che verranno retribuite convenzionalmente sulla base del minimo tabellare, indennità di contingenza e minimo di cottimo dell’operaio qualificato.
Il datore di lavoro deve inoltre accordare all’apprendista, senza operare alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi necessari perché frequenti i corsi per la formazione professionale; le ore dedicate all’insegnamento complementare, anche se effettuate fuori dall’azienda, sono fissate in 4 ore settimanali che vanno considerate a tutti gli effetti ore lavorative e computate nell’orario di lavoro.
Per quanto si riferisce all’orario di lavoro, all’assunzione, alle ferie al divieto di adibire a lavoro straordinario gli apprendisti valgono le norme di legge; per quant' altro non previsto dal presente articolo valgono le norme della parte relativa alla qualifica per la quale il rapporto di apprendistato è instaurato.
B - Periodo di addestramento per nuovi assunti di età superiore a vent'anni
Riconosciuta, per le particolari condizioni dell’industria pelli-cuoio l’opportunità di consentire in linea eccezionale l’addestramento a mansioni richiedenti l’apprendistato di personale di nuova assunzione non addestrato e di età superiore a 20 anni, è ammesso un periodo di addestramento nelle mansioni stesse per una durata prestabilita in relazione alla natura delle prestazioni richieste e non superiore a 12 mesi, con la retribuzione contrattuale del personale di manovalanza.
L’apprendistato è ammesso per tutti i livelli superiori al primo e per tutte le mansioni previste del presente CCNL
Riconosciuta, per le particolari condizioni dell’industria pelli-cuoio l’opportunità di consentire in linea eccezionale l’addestramento a mansioni richiedenti l’apprendistato di personale di nuova assunzione non addestrato di età superiore a 20 anni, è ammesso un periodo di addestramento nelle mansioni stesse per una durata prestabilita in relazione alla natura delle prestazioni richieste e non superiore a 12 mesi, con la retribuzione contrattuale del personale di manovalanza.
Per i custodi e i portinai fruenti, nello stabilimento o immediate dipendenze, di alloggio e di altre eventuali agevolazioni a esso pertinenti, tale orario è di 72 ore settimanali con un massimo di 12 ore giornaliere.
L’azienda, tramite la propria Associazione sindacale, comunicherà ai competenti Sindacati dei lavoratori i criteri dei sistemi di cottimo in vigore.
Ove per postumi invalidanti il lavoratore non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo, previo esame con le RSA, a mansioni più adatte alla di lui capacità lavorativa.
Per gli istituti non previsti nella seguente regolamentazione si intendono richiamate le norme contenute nella regolamentazione per gli operai ad eccezione delle norme relative agli artt. 64 e 66.
In caso di infortunio sul lavoro, […] ove per i postumi invalidanti l’intermedio non sia in grado di assolvere al precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla sua residua capacità lavorativa.
Non è ammessa la rinuncia tacita od espressa alle ferie. […]
In caso di infortunio sul lavoro, […] ove per postumi invalidanti l’impiegato non sia in grado di assolvere al precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla sua residua capacità lavorativa.
Le parti riconoscono l’opportunità che la legislazione preveda, tra le condizioni per accedere ai finanziamenti pubblici agevolati, la dichiarazione dell’azienda di applicazione del presente contratto collettivo nazionale di lavoro Uniontessile.
Le parti si danno atto della necessità, che nell’ambito di un miglioramento delle relazioni a tutti i livelli, la gestione dei processi di ristrutturazione - soprattutto quando comportino esuberanza di personale - sia fondata sul confronto e la ricerca di soluzioni evitando i conflitti.
In tal senso invitano le aziende e le reciproche strutture e l’Uniontessile ad uniformare i comportamenti.