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Timestamp: 2018-06-19 10:01:51+00:00
Document Index: 7940565

Matched Legal Cases: ['art. 1130', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 71', 'art. 64', 'art. 702']

DISEGNO DI LEGGE SU MAGISTRATURA ONORARIA E ATTRIBUZIONE COMPETENZE IN MATERIA CONDOMINIALE
È in questi giorni in discussione in Parlamento il disegno di legge di “delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”, contenente, tra l’altro, proposta di attribuzione al Giudice di Pace della competenza per le cause (e i procedimenti di volontaria giurisdizione) concernenti le controversie in materia condominiale.
NUOVO ART. 63 COMMA 2 DISP.ATT. C.C.: SOLUZIONE O AGGRAVAMENTO DEI PROBLEMI INTERPRETATIVI?
di Paolo Nasini (Magistrato)
Art. 63 c. 2°:” I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini”.
La riforma della normativa in punto crediti dei terzi nei confronti del condominio non solo non ha apportato sostanziali modifiche risolutive alle problematiche che hanno diviso dottrina e giurisprudenza negli anni passati in punto obbligazioni solidali in Condominio, ma, addirittura, ha complicato ulteriormente il panorama normativo moltiplicando le possibili interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali.
Il nuovo secondo comma disp att c.c. prevede che i creditori possano agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, ma solo dopo l’escussione degli altri condomini.
TUTTA UNA QUESTIONE DI FLUSSI
di Paolo Traverso (Amministratore di condominio)
Avete presente quella sensazione per la quale dopo tanto lavoro manca sempre qualcosa? Non so a voi, ma per quanto mi riguarda nell'attività dell'amministratore è un sentore piuttosto frequente. Sono tante le situazioni in cui, nonostante ed a causa dell'intricata situazione giuridica, sembra di non riuscire a sbrogliare la matassa, trovandosi molto spesso a dover decidere tra diversi percorsi imperfetti…uno per tutti è certamente il recupero dei crediti.
Partiamo dal principio, quando, come ogni anno, ci incontriamo in assemblea per approvare il rendiconto ed il bilancio di previsione, obbligati, tra gli altri, da un rigoroso art. 1130 c.c.. Ci si rende conto che da qui inizia il tortuoso labirintico slalom tra leggi, leggine e sentenze, spesso in concorrenza con la realtà dei fatti a cui però siamo chiamati a rispondere.
L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NELLE PARTI COMUNI DI UN EDIFICIO NON PUÒ ANDARE A VANTAGGIO DI UN SOLO CONDOMINO
Con un’interessante sentenza (n. 442 del 18 gennaio 2016), la Sezione Seconda Quater del Tar Lazio si è espressa in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche all’interno di un condominio e in merito all’impugnazione di una SCIA da parte di un condòmino.
La proprietaria di un alloggio sito in un condominio aveva proposto ricorso al Tar avverso l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune in relazione ad un esposto presentato avverso ad una SCIA depositata da un altro condòmino per l’installazione di una piattaforma elevatrice nel vano scala condominiale, lamentando che l’attività demolitoria avrebbe comportato una sensibile riduzione della larghezza dei gradini della scala.
MEDIAZIONE CIVILE OBBLIGATORIA E LITI CONDOMINIALI: SGUARDO D’INSIEME
di Stefania Romano
L’art. 5 comma 1 bis del d.lgs. 28/2010 s.m.i. ha confermato l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione avanti ad Organismi di mediazione accreditati dal Ministero della Giustizia per controversie aventi ad oggetto controversie in materia condominiale.
Nonostante si stiano affermando – secondo un’interpretazione teleologica dell’introduzione dell’obbligatorietà di tale tentativo di conciliazione – interpretazioni estensive delle materie oggetto di mediazione civile, la nozione di controversia condominiale deve essere circoscritta ai casi in cui l’oggetto della controversia è disciplinata dalle norme in materia di condominio, come peraltro recentemente riformate.
L’IMPOSTA DI BOLLO SUI CONTI CORRENTI CONDOMINIALI
L’articolo 1129 del Codice Civile, di recente innovato dall’articolo 9 della legge 220 del 2012, prevede l’obbligatorietà per il condominio di dotarsi di un conto corrente.
Detta norma, infatti, afferma che “l'amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell'amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica”.
A partire dal 18 giugno 2013, per poter svolgere l’attività di amministratore di condominio devono ricorrere particolari requisiti, come prescritto dall’art. 71 bis disp. Att. c.c.
Fino al 2014 l’amministratore di condominio era abituato a utilizzare il cd. Modello CUD, Certificato Unico Dipendente, per i lavoratori dipendenti e il Modello 770. Com’è noto, come previsto dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449, il Condominio degli edifici è un "sostituto d'imposta", essendo annoverato tra i soggetti obbligati al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili, anche a titolo di acconto. Deve esercitare la rivalsa se non è diversamente stabilito in modo espresso ai sensi dell’art. 64, comma 1, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 "Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi".
MEDIAZIONE OBBLIGATORIA DELEGATA IN CONDOMINIO, ANCHE SE IL RITO E’ A COGNIZIONE SOMMARIA
La mediazione è condizione di procedibilità dell’azione, e quindi procedimento obbligatorio, in ragione dell’oggetto del contendere.
Da ciò consegue che anche per il giudizio sommario di cognizione ex art. 702 bis c.p.c. deve trovare applicazione il procedimento mediaconcilaitivo: non è la tipologia di rito a stabilire l’obbligatorietà del procedimento di mediazione, bensì la natura della vertenza.
L'ESPOSTO DEI CONDOMINI AL SINDACO PUÒ LEGITTIMARE L'ORDINANZA DI RIDUZIONE DELL'ORARIO DI UN ESERCIZIO PUBBLICO
dell'Avv. Chiara Forneris
Nell’ipotesi in cui i condòmini siano disturbati dagli schiamazzi notturni degli avventori di un esercizio commerciale, quale strumento di tutela fornisce l’ordinamento giuridico?
LA CONSULENZA TECNICA D'UFFICIO ESPLORATIVA NON È (SEMPRE) VIETATA
Il consulente tecnico d’ufficio, ove nominato, procede a svolgere degli accertamenti tecnici per conto del giudice e valutare le prove prodotte dalle parti.
Il processo italiano, tuttavia, è improntato sul principio della domanda di parte, che vede la parte che richiede una tutela legale onerata di fornire le prove a suffragio dei fatti riportati. Collateralmente, tale obbligo costituisce il divieto per le parti di affidare tutte le proprie speranze di fornire prove alla consulenza tecnica d’ufficio.
di Stefano Ronco
Art. 1131. Rappresentanza.
La legge n. 13 del 9 Gennaio 1989, oggi parzialmente trasfusa negli artt. 77-81 del Testo Unico per l’Edilizia ( D.P.R. n. 380/2001), ha costituito la prima forma di regolamentazione, in Italia, delle procedure volte all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Essa ha rappresentato, in tale materia, il punto di arrivo di un percorso più generalizzato che ha visto la progressiva affermazione di un principio di solidarietà ricavabile dal dato costituzionale.
IL CONDOMINIO COME DATORE DI LAVORO
Il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (TUSL) è un insieme di norme emanate con il Decreto Legislativo 81 del 2008 al fine di gestire la sicurezza e la salute nell’ambito lavorativo.
Tale fonte ha comportato una serie di importanti modifiche della disciplina relativa alla sicurezza relativa ai committenti, con la creazione di svariati obblighi a carico dei condomìni e dei loro amministratori.