Source: http://www.studiocataldi.it/guide_legali/infortunistica-stradale/la-legittimazione-passiva-nell-infortunistica.asp
Timestamp: 2016-10-22 13:41:30+00:00
Document Index: 140791641

Matched Legal Cases: ['art. 144', 'art. 126', 'art. 151', 'art. 144', 'art. 141', 'art. 142', 'art 149', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 145', 'art. 149']

� LA LEGITTIMAZIONE PASSIVA NELL'INFORTUNISTICA
La legittimazione passiva, secondo quanto previsto all’art. 144 C.d.A spetta alla impresa di assicurazione del veicolo o del natante del responsabile civile, deve perciò trattarsi di impresa di assicurazione, italiana o straniera, ma autorizzata ad esercitare in Italia il ramo R.C.A. obbligatoria, in base al combinato disposto del d.lgs 209/2005 la legittimazione passiva spetta 1) all’UCI, nell’azione diretta ex art. 126 C.d.A; 2) all’impresa di assicurazione straniera nell’azione diretta ex art. 151, quinto comma e 153 primo comma;3) l’impresa designata dall’ISVAP nell’azione diretta del danneggiato; 4) al commissario
liquidatore dell’impresa di assicurazione posta in liquidazione coatta amministrativa. Esulano invece dalla previsione dell’art. 144 CdA tre azioni previste dal Codice delle assicurazioni rappresentate da: A) l’azione diretta del trasportato danneggiato nei confronti dell’impresa di assicurazione del veicolo a bordo del quale era trasportato ex art. 141 CdA dove il responsabile non è litisconsorte necessario; B) l’azione diretta dell’ente gestore dell’assicurazione sociale nei confronti dell’impresa di assicurazione del veicolo o natante danneggiante, ex art. 142 CdA poiché si tratta di una diversa azione speciale ed anche in questo caso il responsabile non è litisconsorte necessario; C) la nuova azione diretta del proprietario –danneggiato e del conducente-danneggiato nei confronti dell’impresa di assicurazione del proprio veicolo, ex art 149 CdA, in quanto essa è esercitata direttamente dal soggetto assicurato, anche se si tratta di persona diversa dal contraente ed il responsabile non è litisconsorte necessario. I presupposti che la norma in commento richiede, ai fini del risarcimento sono dunque 1) che il danno a persone o cose sia derivato da un sinistro; 2) che il sinistro sia stato cagionato dalla circolazione di un veicolo; 3) che per il veicolo danneggiante sussista l’obbligo dio assicurazione e 4) che il veicolo danneggiante sia identificato ed assicurato.
Occorre tuttavia precisare come la dottrina e la giurisprudenza ritengano che la normativa in commento non ha fatto venir meno il disposto dell’art. 2054 cc. Il danneggiato pertanto ha conservato accanto all’azione diretta di cui alla norma in commento anche quella di cui all’art. 2054 cc contro il conducente o il proprietario del veicolo giurisprudenza superando l’originario contrasto ha dunque riconosciuto la possibilità di esperire cumulativamente le due azioni. Questa impostazione si riflette anche sul litisconsorzio necessario e sulla prescrizione dell’azione risarcitoria.
Ad ogni buon conto l’azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti per i quali vi è l’obbligo di assicurazione può essere proposta, nel termine di cui all’art. 145 CdA dopo che siano decorsi sessanta giorni, nel caso di danni a cose o di novanta nel caso di lesioni a decorrere dal giorno in cui il danneggiato abbia avanzato la propria richiesta a norma dell’art. 149 CdA , pena l’improponibilità dell’azione