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Timestamp: 2018-08-16 08:31:55+00:00
Document Index: 126348263

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 165', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

La presente legge non rappresenta carattere di ufficialità
D.Lgs. 2-2-2001 n. 31
Pubblicato nella Gazz. Uff. 3 marzo 2001, n. 52, S.O.
3. Esenzioni.
4. Obblighi generali.
5. Punti di rispetto della conformità.
7. Controlli interni.
8. Controlli esterni.
9. Assicurazione di qualità del trattamento, delle attrezzature e dei materiali.
10. Provvedimenti e limitazioni dell'uso.
11. Competenze statali.
12. Competenze delle regioni o province autonome.
13. Deroghe.
14. Conformità ai parametri indicatori.
15. Termini per la messa in conformità.
16. Casi eccezionali.
17. Informazioni e relazioni.
18. Competenze delle regioni speciali e province autonome.
20. Norme transitorie e finali.
Allegato I - Parte I
Allegato I - Parte II
D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 31 (1).
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 3 marzo 2001, n. 52, S.O.
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante �Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europeeY (legge comunitaria 1999), e in particolare, gli articoli 1 e 2 e l'allegato A;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dei lavori pubblici dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero, delle politiche agricole e forestali, dell'ambiente e per gli affari regionali;
a) �acque destinate al consumo umanoY:
b) �impianto di distribuzione domesticoY: le condutture, i raccordi, le apparecchiature installati tra i rubinetti normalmente utilizzati per l'erogazione dell'acqua destinata al consumo umano e la rete di distribuzione esterna. La delimitazione tra impianto di distribuzione domestico e rete di distribuzione esterna, di seguito denominata punto di consegna, è costituita dal contatore, salva diversa indicazione del contratto di somministrazione;
c) �gestoreY: il gestore del servizio idrico integrato, così come definito dall'articolo 2, comma 1, lettera o-bis) del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche, nonché chiunque fornisca acqua a terzi attraverso impianti idrici autonomi o cisterne, fisse o mobili (2);
d) �Autorità d'àmbitoY: la forma di cooperazione tra comuni e province ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della legge 5 gennaio 1994, n. 36, e, fino alla piena operatività del servizio idrico integrato, l'amministrazione pubblica titolare del servizioY.
(2) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
b) alle acque destinate esclusivamente a quegli usi per i quali la qualità delle stesse non ha ripercussioni, dirette od indirette, sulla salute dei consumatosi interessati, individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dell'ambiente, dei lavori pubblici e delle politiche agricole e forestali.
3. L'applicazione delle disposizioni del presente decreto non può avere l'effetto di consentire un deterioramento del livello esistente della qualità delle acque destinate al consumo umano tale da avere ripercussione sulla tutela della salute umana, né l'aumento dell'inquinamento delle acque destinate alla produzione di acqua potabile.
a) per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto di consegna ovvero, ove sconsigliabile per difficoltà tecniche o pericolo di inquinamento del campione, in un punto prossimo della rete di distribuzione rappresentativo e nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano (3);
c) per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori e nelle confezioni in fase di commercializzazione o comunque di messa a disposizione per il consumo (4);
2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, lettera a), si considera che il gestore abbia adempiuto agli obblighi di cui al presente decreto quando i valori di parametro fissati nell'allegato I sono rispettati nel punto di consegna, indicato all'articolo 2, comma 1, lettera b). Per gli edifici e le strutture in cui l'acqua è fornita al pubblico, il titolare ed il responsabile della gestione dell'edificio o della struttura devono assicurare che i valori di parametro fissati nell'allegato I, rispettati nel punto di consegna, siano mantenuti nel punto in cui l'acqua fuoriesce dal rubinetto (5).
3. Fermo restando quanto stabilito al comma 2, qualora sussista il rischio che le acque di cui al comma 1, lettera a), pur essendo nel punto di consegna rispondenti ai valori di parametro fissati nell'allegato I, non siano conformi a tali valori al rubinetto, l'azienda sanitaria locale dispone che il gestore adotti misure appropriate per eliminare il rischio che le acque non rispettino i valori di parametro dopo la fornitura. L'Autorità sanitaria competente ed il gestore, ciascuno per quanto di competenza, provvedono affinché i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti e sui comportamenti da adottare (6).
(3) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(4) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(5) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(6) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
5. I laboratori di analisi di cui agli articoli 7 e 8 devono seguire procedure di controllo analitico della qualità sottoposte periodicamente al controllo del Ministero della sanità, in collaborazione con Istituto superiore di sanità. Il controllo è svolto nell'àmbito degli ordinari stanziamenti di bilancio.
5-bis. Il giudizio di idoneità dell'acqua destinata al consumo umano spetta all'azienda U.S.L. territorialmente competente (7).
(7) Comma aggiunto dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
1. Sono controlli interni i controlli che il gestore è tenuto ad effettuare per la verifica della qualità dell'acqua, destinata al consumo umano (8).
2. I punti di prelievo e la frequenza dei controlli interni possono essere concordati con l'azienda unità sanitaria locale (9).
3. Per l'effettuazione dei controlli il gestore si avvale di laboratori di analisi interni, ovvero stipula apposita convenzione con altri gestori di servizi idrici (10).
(8) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(9) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(10) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
2. Per quanto concerne i controlli di cui all'articolo 6, comma 1, lettera a) l'azienda unità sanitaria locale tiene conto dei risultati del rilevamento dello stato di qualità dei corpi idrici di cui all'articolo 43 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modificazioni, e, in particolare per le acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, dei risultati della classificazione e del monitoraggio effettuati secondo le modalità previste nell'allegato 2, sezione A, del citato decreto legislativo n. 152 del 1999 (11).
3. L'azienda unità sanitaria locale assicura una ricerca supplementare, caso per caso, delle sostanze e dei microrganismi per i quali non sono stati fissati valori di parametro a norma dell'allegato I, qualora vi sia motivo di sospettare la presenza in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana. La ricerca dei parametri supplementari è effettuata con metodiche predisposte dall'Istituto superiore di sanità.
6. L'azienda unità sanitaria locale comunica i punti di prelievo fissati per il controllo, le frequenze dei campionamenti e gli eventuali aggiornamenti alla competente regione o provincia autonoma ed al Ministero della sanità secondo modalità proposte dal Ministro della salute e sulle quali la Conferenza Stato-regioni esprime intesa entro il 31 dicembre 2001 e trasmette gli eventuali aggiornamenti entro trenta giorni dalle variazioni apportate (12).
7. Per le attività di laboratorio le aziende unità sanitarie locali si avvalgono delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, ai sensi dell'articolo 7-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni o di propri laboratori secondo il rispettivo ordinamento. I risultati delle analisi eseguite sono trasmessi mensilmente alle competenti regioni o province autonome ed al Ministero della sanità, secondo le modalità stabilite rispettivamente dalle regioni o province autonome e dal Ministero della sanità (13).
(11) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(12) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27. Vedi, anche, l'Acc. 18 aprile 2002.
(13) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
9. Assicurazione di qualità del trattamento, delle attrezzature e dei materiali (14).
2. Con decreto del Ministro della sanità, da emanare di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e dell'ambiente, sono adottate le prescrizioni tecniche necessarie ai fini dell'osservanza di quanto disposto dal comma 1 (15).
(14) Rubrica così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(15) In attuazione di quanto disposto dal presente articolo vedi il D.M. 6 aprile 2004, n. 174.
1. Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 13, 14 e 16, nel caso in cui le acque destinate al consumo umano non corrispondono ai valori di parametro fissati a norma dell'allegato �IY, l'azienda unità sanitaria locale interessata, comunica al gestore l'avvenuto superamento e, effettuate le valutazioni del caso, propone al sindaco l'adozione degli eventuali provvedimenti cautelativi a tutela della salute pubblica, tenuto conto dell'entità del superamento del valore di parametro pertinente e dei potenziali rischi per la salute umana nonché dei rischi che potrebbero derivare da un'interruzione dell'approvvigionamento o da una limitazione di uso delle acque erogate.
2. Il gestore, sentite l'azienda unità sanitaria locale e l'Autorità d'àmbito, individuate tempestivamente le cause della non conformità, attua i correttivi gestionali di competenza necessari all'immediato ripristino della qualità delle acque erogate.
4. Il sindaco, l'azienda unità sanitaria locale, l'Autorità d'àmbito ed il gestore informano i consumatori in ordine ai provvedimenti adottati, ciascuno per quanto di propria competenza (16).
(16) Articolo così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
1. È di competenza statale la determinazione di princìpi fondamentali concernenti (17):
d) l'adozione, previa predisposizione da parte dell'Istituto superiore di sanità, dei metodi analitici di riferimento da utilizzare per i parametri elencati nell'allegato III, punto 2, nel rispetto dei requisiti di cui allo stesso allegato (18);
g) l'adozione di norme tecniche per la installazione degli impianti di acquedotto nonché per lo scavo, la perforazione, la trivellazione, la manutenzione, la chiusura e la riapertura dei pozzi;
h) l'adozione di prescrizioni tecniche concernenti il settore delle acque destinate al consumo umano confezionate in bottiglie o in contenitori, nonché per il confezionamento di acque per equipaggiamenti di emergenza (19);
i) adozione di prescrizioni tecniche concernenti l'impiego delle apparecchiature tendenti a migliorare le caratteristiche dell'acqua potabile distribuita sia in àmbito domestico che nei pubblici esercizi;
(17) Alinea così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(18) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(19) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
c) concessione delle deroghe ai valori di parametro fissati all'allegato I parte B o fissati ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera b), e gli ulteriori adempimenti di cui all'articolo 13;
e) adempimenti relativi ai casi eccezionali per i quali è necessaria particolare richiesta di proroga di cui all'articolo 16;
1. La regione o provincia autonoma può stabilire deroghe ai valori di parametro fissati nell'allegato I, parte B, o fissati ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera b), entro i valori massimi ammissibili stabiliti dal Ministero della sanità con decreto da adottare di concetto con il Ministero dell'ambiente, purché nessuna deroga presenti potenziale pericolo per la salute umana e sempreché l'approvvigionamento di acque destinate al consumo umano conformi ai valori di parametro non possa essere assicurato con nessun altro mezzo congruo.
5. Sei mesi prima della scadenza dell'ulteriore periodo di deroga, la regione o provincia autonoma trasmette al Ministero della sanità un'aggiornata e circostanziata relazione sui risultati conseguiti. Qualora, per circostanze eccezionali, non sia stato possibile dare completa attuazione ai provvedimenti necessari per ripristinare la qualità dell'acqua, la regione o la provincia autonoma documenta adeguatamente la necessità di un ulteriore periodo di deroga.
14. Il presente articolo non si applica alle acque fornite mediante cisterna ed a quelle confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano (20) (21).
(20) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(21) Vedi, anche, il D.M. 22 dicembre 2004. Le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte dalle regioni sono state stabilite con D.M. 27 ottobre 1997 (Gazz. Uff. 14 novembre 1997, n. 266), con D.M. 26 luglio 2000 (Gazz. Uff. 10 agosto 2000, n. 186), con D.M. 20 settembre 2002 (Gazz. Uff. 10 ottobre 2002, n. 238), con D.M. 23 dicembre 2003 (Gazz. Uff. 31 dicembre 2003, n. 302), con D.M. 22 dicembre 2004 (Gazz. Uff. 20 gennaio 2005, n. 15), con D.M. 28 ottobre 2005 (Gazz. Uff. 10 novembre 2005, n. 262), con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 30 giugno 2006, n. 150), con D.M. 30 giugno 2006 (Gazz. Uff. 3 ottobre 2006, n. 230), con D.M. 30 dicembre 2006 (Gazz. Uff. 8 marzo 2007, n. 56) e con D.M. 28 gennaio 2008 (Gazz. Uff. 26 febbraio 2008, n. 48), per la Toscana; con D.M. 27 ottobre 1997 (Gazz. Uff. 14 novembre 1997, n. 266), con D.M. 26 luglio 2000 (Gazz. Uff. 9 agosto 2000, n. 185), con D.M. 23 dicembre 2003 (Gazz. Uff. 31 dicembre 2003, n. 302) e con D.M. 13 gennaio 2006 (Gazz. Uff. 24 gennaio 2006, n. 19), per l'Emilia-Romagna; con D.M. 29 dicembre 1997 (Gazz. Uff. 5 gennaio 1998, n. 3), modificato dal D.M. 4 settembre 1998 (Gazz. Uff. 15 settembre 1998, n. 215) e dal D.M. 22 aprile 1999 (Gazz. Uff. 17 maggio 1999, n. 113), con D.M. 27 luglio 2001 (Gazz. Uff. 21 settembre 2001, n. 220), con D.M. 23 dicembre 2003 (Gazz. Uff. 31 dicembre 2003, n. 302), con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 30 giugno 2006, n. 150), con D.M. 30 dicembre 2006 (Gazz.Uff. 9 marzo 2007, n. 57) e con D.M. 15 aprile 2008 (Gazz. Uff. 16 maggio 2008, n. 114), per la Lombardia; con D.M. 29 dicembre 1997 (Gazz. Uff. 5 gennaio 1998, n. 3), con D.M. 26 luglio 2000 (Gazz. Uff. 4 agosto 2000, n. 181), modificato dal D.M. 27 luglio 2001 (Gazz. Uff. 21 settembre 2001, n. 220), con D.M. 13 agosto 2004 (Gazz. Uff. 31 agosto 2004, n. 204), con D.M. 22 dicembre 2004 (Gazz. Uff. 20 gennaio 2005, n. 15), con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 30 giugno 2006, n. 150), con D.M. 30 dicembre 2006 (Gazz. Uff. 8 marzo 2007, n. 56) e con D.M. 31 dicembre 2007 (Gazz. Uff. 19 febbraio 2008, n. 42), per il Piemonte; con D.M. 15 luglio 1998 (Gazz. Uff. 29 luglio 1998, n. 175), con D.M. 27 luglio 2001 (Gazz. Uff. 21 settembre 2001, n. 220) e con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 3 luglio 2006, n. 152), per il Veneto; con D.M. 15 luglio 1998 (Gazz. Uff. 29 luglio 1998, n. 175), con D.M. 24 settembre 2001 (Gazz. Uff. 4 ottobre 2001, n. 231), con D.M. 16 gennaio 2003 (Gazz. Uff. 10 febbraio 2003, n. 33), con D.M. 23 dicembre 2003 (Gazz. Uff. 31 dicembre 2003, n. 302), con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 3 luglio 2006, n. 152), con D.M. 3 luglio 2007 (Gazz. Uff. 23 luglio 2007, n. 169) e con D.M. 28 gennaio 2008 (Gazz. Uff. 26 febbraio 2008, n. 48), per la Campania; con D.M. 15 luglio 1998 (Gazz. Uff. 29 luglio 1998, n. 175), con D.M. 13 agosto 2004 (Gazz. Uff. 30 agosto 2004, n. 203), con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 30 giugno 2006, n. 150), con D.M. 30 dicembre 2006 (Gazz.Uff. 9 marzo 2007, n. 57) e con D.M. 15 aprile 2008 (Gazz. Uff. 14 maggio 2008, n. 112), per la Sardegna; con D.M. 14 aprile 2000 (Gazz. Uff. 13 maggio 2000, n. 110), con D.M. 27 luglio 2001 (Gazz. Uff. 21 settembre 2001, n. 220), con D.M. 20 settembre 2002 (Gazz. Uff. 9 ottobre 2002, n. 237), con D.M. 20 settembre 2002 (Gazz. Uff. 11 ottobre 2002, n. 239), con D.M. 24 marzo 2003 (Gazz. Uff. 8 aprile 2003, n. 82), con D.M. 23 dicembre 2003 (Gazz. Uff. 31 dicembre 2003, n. 302), con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 30 giugno 2006, n. 150) e con D.M. 21 settembre 2007 (Gazz. Uff. 10 ottobre 2007, n. 236), per la Sicilia; con D.M. 20 settembre 2002 (Gazz. Uff. 10 ottobre 2002, n. 238), con D.M. 20 settembre 2002 (Gazz. Uff. 12 ottobre 2002, n. 240), con D.M. 14 settembre 2005 (Gazz. Uff. 22 settembre 2005, n. 221), con D.M. 13 gennaio 2006 (Gazz. Uff. 24 gennaio 2006, n. 19), con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 3 luglio 2006, n. 152), con D.M. 30 giugno 2006 (Gazz. Uff. 3 ottobre 2006, n. 230), con D.M. 29 settembre 2006 (Gazz. Uff. 22 dicembre 2006, n. 297), con D.M. 30 dicembre 2006 (Gazz. Uff. 5 aprile 2007, n. 80), con D.M. 4 ottobre 2007 (Gazz. Uff. 6 novembre 2007, n. 258) e con D.M. 15 aprile 2008 (Gazz. Uff. 13 maggio 2008, n. 111), per il Lazio; con D.M. 23 dicembre 2003 (Gazz. Uff. 31 dicembre 2003, n. 302), con D.M. 13 settembre 2004 (Gazz. Uff. 21 settembre 2004, n. 222), con D.M. 13 gennaio 2006 (Gazz. Uff. 24 gennaio 2006, n. 19), con D.M. 20 maggio 2007 (Gazz. Uff. 8 giugno 2007, n. 131) e con D.M. 15 aprile 2008 (Gazz. Uff. 16 maggio 2008, n. 114), per la Puglia; con D.M. 23 dicembre 2003 (Gazz. Uff. 31 dicembre 2003, n. 302), con due D.M. 13 gennaio 2006 (Gazz. Uff. 25 gennaio 2006, n. 20), con D.M. 11 dicembre 2006 (Gazz. Uff. 22 dicembre 2006, n. 297), con D.M. 30 dicembre 2006 (Gazz. Uff. 5 aprile 2007, n. 80), con D.M. 21 novembre 2007 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2007, n. 288) e con D.M. 15 aprile 2008 (Gazz. Uff. 17 maggio 2008, n. 115), per le province autonome di Bolzano e Trento; con D.M. 13 agosto 2004 (Gazz. Uff. 31 agosto 2004, n. 204) e con D.M. 21 marzo 2006 (Gazz. Uff. 30 giugno 2006, n. 150), per le Marche; con D.M. 15 aprile 2008 (Gazz. Uff. 15 maggio 2008, n. 113), per l'Umbria.
1. In caso di non conformità ai valori di parametro o alle specifiche di cui alla parte C dell'allegato 1, l'Autorità d'àmbito, sentito il parere dell'azienda unità sanitaria locale in merito al possibile rischio per la salute umana derivante dalla non conformità ai valori di parametro o alle specifiche predetti, mette in atto i necessari adempimenti di competenza e dispone che vengano presi provvedimenti intesi a ripristinare la qualità delle acque ove ciò sia necessario per tutelare la salute umana (22).
4. Il presente articolo non si applica alle acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano e a quelle fornite tramite cisterna (23).
(22) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(23) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
1. La qualità delle acque destinate al consumo umano deve essere resa conforme ai valori di parametro dell'allegato I entro il 25 dicembre 2003, fatto salvo quanto disposto dalle note 2, 4, 10 e 11 dell'allegato I, parte B (24).
(24) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
3. Sei mesi prima della scadenza del periodo di proroga concesso ai sensi del comma 1, la regione, o provincia autonoma interessata trasmette al Ministero della sanità un'aggiornata e circostanziata relazione sui progressi compiuti, comunicando e documentando altresì l'eventuale necessità di un ulteriore periodo di proroga in relazione alle difficoltà incontrate. Il Ministero della sanità può chiedere alla Commissione europea la concessione di una ulteriore proroga per un periodo non superiore a tre anni.
5. Il presente articolo non si applica alle acque fornite mediante cisterna ed a quelle confezionate in bottiglie o contenitori rese disponibili per il consumo umano (25).
(25) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
2. La relazione di cui al comma 1 contiene le informazioni relative alle forniture di acqua superiori a 1000 m3 al giorno in media o destinate all'approvvigionamento di 5000 o più persone. La relazione, in particolare, deve rendere conto delle misure di cui agli articoli 3, comma 1, lettera b), 4; 8; 10; 11; 13, commi 9 e 11; 14; 16 e all'allegato I, parte C, nota 10.
4. Il Ministero della sanità provvede alla redazione di una relazione da trasmettere alla Commissione europea sulle misure adottate e sui provvedimenti da prendere ai sensi dell'articolo 5, comma 3, ed in relazione al valore parametrico dei trialometani di cui all'allegato I, parte B, nota 10 (26).
(26) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
1. Chiunque fornisca acqua destinata al consumo umano, in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 4, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire venti milioni a lire centoventi milioni.
4-bis. La violazione degli adempimenti di cui all'articolo 7, comma 4, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5165 a euro 30987 (27).
5-bis. Fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali per i fatti costituenti reato, la violazione delle disposizioni emanate ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettere f), g), h), i) ed l) sono punite con la sanzione amministrativa da euro 5165 a euro 30987 (28) (29).
(27) Comma aggiunto dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(28) Comma aggiunto dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(29) Vedi, anche, quanto disposto dall'art. 165, D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
19-bis. 1. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, comma quinto, della Costituzione e fatto salvo quanto previsto dalla legge di procedura dello Stato di cui al medesimo articolo 117, nelle materie di competenze delle regioni e delle province autonome, le disposizioni di cui agli articoli precedenti del presente decreto si applicano, per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che non abbiano ancora provveduto al recepimento della direttiva 98/83/CE, sino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma. Tale normativa è adottata da ciascuna regione e provincia nel rispetto dei princìpi fondamentali desumibili dal presente decreto (30).
(30) Articolo aggiunto dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
2. Le norme tecniche adottate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, restano in vigore, ove compatibili, con le disposizioni del presente decreto, fino all'adozione di diverse specifiche tecniche in materia (31).
(31) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
Conteggio delle colonie a 22° C
Conteggio delle colonie a 37° C
Benzo( a)pirene
Nitrato (come NO3) (32)
Nitrito (come NO2) (33)
Somma delle concentrazioni di composti
specifici; Nota 9
Somma delle concentrazioni
dei parametri specifici
Clorito (34)
Indipendentemente dalla sensibilità del metodo analitico utilizzato, il risultato deve essere espresso indicando lo stesso
numero di decimali riportato in tabella per il valore di parametro.
Per le acque di cui all'articolo 5 comma 1, lettere a), b) e d), il valore deve essere soddisfatto al più tardi entro il 25 dicembre 2008. Il valore di parametro per il bromato nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 ed il 25 dicembre 2008 è pari a 25 og/l.
Il valore si riferisce ad un campione di acqua destinata ad consumo umano ottenuto dal rubinetto tramite un metodo di campionamento adeguato e prelevato in modo da essere rappresentativo del valore medio dell'acqua ingerita settimanalmente dai consumatori. Le procedure di prelievo dei campioni e di controllo vanno applicate se del caso, secondo metodi standardizzati da stabilire ai sensi dell'articolo 11 comma 1 lettera b). L'Autorità sanitaria locale deve tener conto della presenza di livelli di picco che possono nuocere alla salute umana.
Per le acque di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a), b) e d), questo valore deve essere soddisfatto al più tardi entro il 25 dicembre 2013. Il valore di parametro del piombo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 ed il 25 dicembre 2013 è pari a 25 og/l.
Nota 5 (35)
Deve essere soddisfatta la condizione: {[(nitrato/50)] + [nitrato/0.5(0.1)]} = 1, ove le parentesi quadre esprimono la concentrazione in mg/l per nitrato (NO3) e per il nitrito (NO2), e il valore di 0,10 mg/l per i nitriti sia rispettato nelle acque provenienti da impianti di trattamento.
- insetticidi organicidi
Il valore di parametro si riferisce ad ogni singolo antiparassitario. Nel caso di aldrina, dieldrina, eptacloro ed eptacloro epossido, il valore parametrico è pari a 0,030 og/l.
�Antiparassitari - TotaleY indica la somma dei singoli antiparassitari rilevati e quantificati nella procedura di controllo.
- benzo( b)fluorantene
- indeno(1,2,3-cd)pirene.
Per le acque di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a) , b) e d) , questo valore deve essere soddisfatto al più tardi entro il 25 dicembre 2006. Il valore di parametro clorito, nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 e il 25 dicembre 2006, è pari a 800 og/l.
(32) Così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(33) Così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(34) Parametro così modificato dal D.M. 5 settembre 2006 (Gazz. Uff. 3 ottobre 2006, n. 230).
(35) Nota così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
Clostridium perfringens (spore compres e)
oScm-1 a 20 °C
=6,5 e=9,5
Carbonio organico totale (TO C)
Residuo secco a 180° C **
valori consigliati: 15-50° F.
valore massimo consigliato: 1500 mg/L.
valore consigliato 0,2 mg/L (se impiegato) (36).
Valore di paramento
Tale parametro non deve essere misurato a meno che le acque provengano o siano influenzate da acque superficiali. In caso di non conformità con il valore parametrico, l'Azienda sanitaria locale competente al controllo dell'approvvigionamento d'acqua deve accertarsi che non sussistano potenziali pericoli per la salute umana derivanti dalla presenza di microrganismi patogeni quali ad esempio il cryptosporidium. I risultati di tutti questi controlli debbono essere inseriti nelle relazioni che debbono essere predisposte ai sensi dell'articolo 18, comma 1.
Nota 3 (37)
Per le acque non frizzanti confezionate in bottiglie o contenitori il valore minimo può essere ridotto a 4,5 unità di pH.
Per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, naturalmente ricche di anidride carbonica o arricchite artificialmente, il valore minimo può essere inferiore.
Per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, l'unità di misura è �Numero/250 mlY.
In caso di trattamento delle acque superficiali si applica il valore di parametro: = a 1,0 NTU (unità nefelometriche di torbidità) nelle acque provenienti da impianti di trattamento.
La regione o provincia autonoma può fare effettuare controlli sull'acqua potabile relativamente al trizio ed alla radioattività al fine di stabilire la dose totale indicativa quando sia stato accertato che, sulla base di altri controlli, i livelli del trizio o della dose indicativa calcolata sono ben al di sotto del valore di parametro. In tal caso essa comunica la motivazione della sua decisione al Ministero della Sanità, compresi i risultati di questi altri controlli effettuati.
Fermo restando quanto disposto dall'articolo 8, comma 3, a giudizio dell'Autorità sanitaria competente, potrà essere effettuata la ricerca concernente i seguenti parametri accessori con i rispettivi volumi di riferimento:
Volume di riferimento
Batteriofagi anti-E.coli
Nematodi a vita libera
Tali parametri vanno ricercati con le metodiche di cui all'articolo 8, comma 3. Devono comunque essere costantemente assenti nelle acque destinate al consumo umano gli Enterovirus, i Batteriofagi anti-E.coli, gli Enterobatteri patogeni e gli Stafilococchi patogeni (38).
(36) Nota così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(37) Nota così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(38) Il paragrafo �AvvertenzaY è stato così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
- Conteggio delle colonie a 22° C e 37° C (Nota 4)
- Batteri coliformi a 37° C
Necessario solo se usato come flocculante o presente, in concentrazione significativa, nelle acque utilizzate (*).
Necessario solo se le acque provengono o sono influenzate da acque superficiali (*).
Necessario solo se si utilizza la cloramina nel processo di disinfezione (*).
Necessario solo per le acque vendute in bottiglie o in contenitori.
* In tutti gli altri casi i parametri sono contenuti nell'elenco relativo al controllo di verifica.
Tabella B1 (39)
Controllo di routine - Numero di campioni all'anno
Controllo di verifica - Numero di campioni all'anno
(Nota 6
+1 ogni 3300 m3/g del volume totale e
+3 ogni 1000 m3/g del volume
+ ogni 10.000 m3/g del volume totale e
frazione di 10.000
+1 ogni 25.000 m3/g del volume totale e
frazione di 25.000
Una zona di approvvigionamento è una zona geograficamente definita all'interno della quale le acque destinate al consumo umano provengono da una o varie fonti e la loro qualità può essere considerata sostanzialmente uniforme.
I volumi calcolati rappresentano una media su un anno. Per determinare la frequenza minima in una zona di approvvigionamento invece che sul volume d'acqua si può fare riferimento alla popolazione servita calcolando un consumo di 200l pro capite al giorno.
Nel caso di approvvigionamento intermittente di breve durata, la frequenza del controllo delle acque distribuite con cisterna deve essere stabilita dall'Azienda unità sanitaria locale.
Per i differenti parametri di cui all'allegato I l'Azienda unità sanitaria locale può ridurre il numero dei campioni indicato nella tabella se:
Nella misura del possibile, il numero di campioni deve essere equamente distribuito in termini di tempo e luogo.
La frequenza deve essere stabilita dall'Azienda unità sanitaria locale.
1 ogni 5 m3 del volume totale e frazione di 5
1 ogni 100 m3 del volume totale e frazione di 100
(39) La tabella B1 è stata così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
I seguenti metodi di analisi relativi ai parametri biologici sono forniti per riferimento, ogni qualvolta è disponibile un metodo CEN/ISO, o per orientamento, in attesa dell'eventuale futura adozione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 12 della direttiva 98/83/CE, di ulteriori definizioni internazionali CEN/ISO dei metodi per tali parametri.
Filtrazione su membrana seguita da incubazione della membrana su agar m-CP (Nota 1) a 44 ' 1° C per 21 ' 3 ore in condizioni anaerobiche. Conteggio delle colonie gialle opache che diventano rosa o rosse dopo un esposizione di 20 - 30 secondi a vapori di idrossido di ammonio.
Il terreno di coltura m-CP agar è così composto:
Triptosio
Cloridrato di L-cisteina
Dissolvere gli ingredienti ed adeguare il pH a 7,6. Sterilizzare in autoclave a 121° C per 15 minuti.
Lasciare raffreddare e aggiungere:
B-solfato di polimixina
Beta-D-glucoside di indossile da dissolvere in 8 ml di acqua sterile prima dell'addizione
Soluzione di difosfato di fenolftaleina (allo 0,5%) filtrata - sterilizzata
FeCl3 6 H2O (al 4,5%) filtrata - sterilizzata
2.1. Per i parametri indicati di seguito, per caratteristiche di prestazione specificate si intende che il metodo di analisi utilizzato deve essere in grado, al minimo, di misurare concentrazioni uguali al valore di parametro con un'esattezza, una precisione ed un limite di rivelabilità specificati. Detti metodi, se dissimili da quelli di riferimento di cui all'articolo 11, comma 1, lettera d), devono essere trasmessi preventivamente all'Istituto superiore di sanità che si riserva di verificarli secondo quanto indicato nel decreto di approvazione dei metodi di riferimento. Indipendentemente dalla sensibilità del metodo di analisi utilizzato, il risultato deve essere espresso indicando lo stesso numero di decimali usato per il valore di parametro di cui all'Allegato I, parti B e C (40).
Limite di rivelabilità in % del valore di parametro
Idrocarbuti policiclici aromatici
Per la concentrazione di ioni idrogeno, le caratteristiche di prestazione specificate richiedono che il metodo di
analisi impiegato deve consentire di misurare concentrazioni pari al valore di parametro con un'accuratezza di
0,2 unità pH ed una precisione di 0,2 unità pH.
Nota 1 (*):
Nota 2 (*):
Nota 3 (41):
Il limite di rivelabilità è pari a:
Nota 6 (42):
Le caratteristiche di prestazione si applicano ad ogni singolo antiparassitario e dipendono dall'antiparassitario considerato. Attualmente il limite di rivelabilità può non essere raggiungibile per tutti gli antiparassitari, ma ci si deve adoperare per raggiungere tale obiettivo.
(40) Paragrafo così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(41) Nota così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
(42) Nota così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.