Source: https://www.orizzontescuola.it/guida/infortunio-sul-lavoro-e-malattia-dovuta-a-causa-di-servizio-ecco-le-differenze-periodo-di-comporto-retribuzione-visita-fiscale/
Timestamp: 2020-08-03 20:51:22+00:00
Document Index: 89767635

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 12']

Infortunio sul lavoro e malattia dovuta a causa di servizio: ecco le differenze (periodo di comporto, retribuzione, visita fiscale)
Una utile guida su periodo di comporto, retribuzione, visita fiscale di infortunio sul lavoro e malattia dovuta a causa di servizio.
L’art. 20 comma 1 del cit. CCNL prevede che in caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, non si computa ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto il periodo di malattia necessario affinché il dipendente giunga a completa guarigione clinica. In tale periodo al dipendente spetta l’intera retribuzione di cui all’art. 17, comma 8, let. a).
E il comma 2 che fuori dei casi previsti nel comma 1, se l’assenza è dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta l’intera retribuzione per tutto il periodo di conservazione del posto di cui all’art. 17, commi 1, 2 e 3.
La disciplina contenuta nell’art. 20 del cit. CCNL riguarda espressamente i casi di assenza dovuti ad infortunio sul lavoro (comma 1) e a malattia dipendente da causa di servizio (comma 2).
Le previsioni contenute nel succitato art. presuppongono l’avvenuto riconoscimento dell’infortunio sul lavoro o della causa di servizio ai fini dell’attuazione del beneficio previsto dalla norma stessa.
Pertanto, la formulazione letterale della predetta disposizione non consente di estenderne l’ambito di applicazione anche alla fase in cui non si sia ancora conclusa la fase di accertamento della spettanza del trattamento giuridico ed economico migliorativo rispetto alle ordinarie assenze per malattia.
Il periodo di comporto per le assenze dovute ad infortunio è un unico periodo di 36 mesi, durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto e alla retribuzione in misura intera.
Le assenze per infortunio sul lavoro, ovviamente dopo l’avvenuto riconoscimento dell’infortunio da parte dell’INAIL, sono pertanto conteggiate “a parte” fino a completa guarigione e quindi non si computano ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto (al pari, per esempio, delle assenze dovute alla grave patologia o alle assenze dovute ad una interruzione di gravidanza).
Sono inoltre sempre retribuite sempre per intero senza che sia quindi necessario operare le differenti retribuzioni previste per la malattia ordinaria.
Se l’assenza è dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta l’intera retribuzione per tutto il periodo di conservazione del posto di cui all’art. 17, commi 1, 2 e 3 cit. CCNL (primo periodo di 18 mesi più ulteriori 18 mesi se il dipendente ne ha fatto richiesta).
Fatto salvo il predetto trattamento economico più favorevole, ad ogni modo, la malattia per causa di servizio è cumulabile con le malattie ai fini del raggiungimento dei 18 mesi dell’art. 17 del CCNL.
Infatti, il CCNL prevede che non sono cumulabili, ai fini del superamento del periodo di comporto, esclusivamente le assenze per gravi patologie ai sensi dell’art. 17 comma 9 e quelle per infortunio sul lavoro art. 20 comma 1.
Pertanto, le assenze per malattia dovuta a causa di servizio, pur essendo retribuite al 100%, rilevano ai fini del periodo massimo di assenza per malattia di cui all’art. 17 del CCNL (18 mesi più ulteriore periodo di 18 mesi su richiesta del dipendente in casi particolarmente gravi)
Trattenuta fino a 10 giorni
Non si procede alla trattenuta né per infortunio sul lavoro (art. 20, comma 1, cit. CCNL), né per infermità riconosciuta dipendente da causa di servizio (art. 20, comma 2, cit. CCNL);
• Causa di servizio
È possibile non rispettare le fasce orarie di reperibilità (9-13/15-18) solo per causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
In caso di infortuni sul lavoro, occorre fare riferimento all’art. 12 della legge 67/1988 che attribuisce all’INAIL la competenza in materia di accertamenti, certificazioni e ogni altra attestazione medico legale sui lavoratori infortunati. Spetta pertanto esclusivamente all’INAIL l’eventuale convocazione del dipendente presso la sede territorialmente competente per procedere ai necessari accertamenti sanitari. Per tale personale non si provvede quindi all’invio della visita fiscale perché non rientra trai i casi in cui è previsto l’obbligo della reperibilità.