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Timestamp: 2016-12-07 20:14:08+00:00
Document Index: 47104884

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'sentenza ', 'art. 272', 'art. 272', 'art. 272', 'art. 270', 'art. 272', 'art. 272', 'art. 303', 'art. 272', 'art. 303', 'art. 270', 'art. 18', 'art. 272', 'art. 270']

Art. 272 codice penale: Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	[Chiunque nel territorio dello Stato fa propaganda per la instaurazione violenta della dittatura di una classe sociale sulle altre, o per la soppressione violenta di una classe sociale o, comunque, per il sovvertimento violento degli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato, ovvero fa propaganda per la distruzione di ogni ordinamento politico e giuridico della società, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Alle stesse pene soggiace chi fa apologia dei fatti preveduti dalle disposizioni precedenti.]
Articolo abrogato dall’art. 12 della L. 24 febbraio 2006, n. 85. (1) La Corte costituzionale, con sentenza 6 luglio 1966, n. 87, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo comma.
Giurisprudenza annotataPropaganda sovversiva
Integra il delitto tentato di propaganda sovversiva di cui all'art. 272 c.p. l'invio ad un quotidiano di larga diffusione nazionale di un volantino contenente la rivendicazione dell'omicidio di una personalità di primo piano nella vita istituzionale della Repubblica, trattandosi di atto pienamente idoneo, secondo un giudizio "ex ante", a farne conoscere il contenuto a una pluralità indeterminata di persone, non potendosi escludere che esso potesse venire pubblicato o che ne venisse comunque data notizia anche solo per sintesi, così realizzandosi l'intento di propaganda.
Cassazione penale sez. I 04 marzo 2004 n. 19908 Per la sussistenza del reato di cui all'art. 272 c.p., occorre che la propaganda contenuta in un documento o in un discorso tenda ad esaltare ed affermare idee che si vuol far conoscere e penetrare nella coscienza di altri soggetti allo scopo di sollecitarne la volontà per ottenerne l'adesione; ciò che distingue la propaganda di cui all'art. 272 c.p. dalla libera manifestazione del pensiero.
Corte Costituzionale 12 luglio 2001 n. 243 Il reato di cui all'art. 270 bis c.p. (associazioni con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico), è un reato di pericolo presunto, per la cui configurabilità occorre, tuttavia, l'esistenza di una struttura organizzata, con un programma comune fra i partecipanti, finalizzato a sovvertire violentemente l'ordinamento dello Stato e accompagnato da progetti concreti e attuali di consumazione di atti di violenza. Ne consegue che la semplice idea eversiva, non accompagnata da propositi concreti e attuali di violenza, non vale a realizzare il reato, ricevendo tutela proprio dall'assetto costituzionale dello Stato che essa, contraddittoriamente, mira a travolgere. Analoghe considerazioni vanno fatte per il reato di cui all'art. 272 c.p. (propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale) per il quale è necessario che l'azione sia idonea a suscitare consensi in un numero indeterminato di persone relativamente non ad un'idea bensì ad un programma violento di eversione.
Cassazione penale sez. I 11 maggio 2000 n. 3486 L'elemento discriminante tra le figure criminose rispettivamente previste dall'art. 272 e dall'art. 303 c.p. è costituito dalla diversità della condotta: l'ipotesi criminosa dell'art. 272 è costituita esclusivamente dalla propaganda per l'instaurazione di una classe sociale sulle altre o la soppressione di una classe sociale o più in generale degli ordinamenti politici e sociali e, quindi, genericamente in programmi eversivi od anarchici mentre nell'art. 303 c.p. è data dalla pubblica esaltazione apologetica dei delitti contro la personalità interna od internazionale dello Stato.
È manifestamente infondata - in riferimento agli artt. 3 e 18 cost. - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 270 c.p. (associazioni sovversive) in quanto proprio come richiede l'art. 18 comma 1 cost., la legge penale (art. 272 c.p.) vieta ai singoli di perseguire mediante opera di apologia e/o propaganda gli stessi fini di cui all'art. 270; mentre la valutazione in ordine alla disparità o alla incongruità delle pene edittali delle diverse fattispecie di reato è di natura essenzialmente politica e come tale appartiene alla discrezionalità del legislatore sottraendosi al sindacato di legittimità costituzionale.
Corte assise Roma 01 ottobre 1986
Cassazione penale sez. I 03 febbraio 1983
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