Source: http://www.fgudipartimentouniversita.org/sito/leggi-e-decreti/99-leggi-e-decreti/933--legge-di-conversione-milleproroghe-le-novita-di-interesse-per-il-sistema-universitario.html
Timestamp: 2019-12-15 18:36:40+00:00
Document Index: 56186451

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 8', 'art. 4']

Venerdì 17 Marzo 2017 14:27 | Pubblicato da Redazione | |
1) Il comma 5 dell’articolo 1 proroga al 31 dicembre 2017: il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, relative alle cessazioni verificatesi nel quadriennio 2009-2012 (di cui all’articolo 3, comma 102, della L. 244/2007, e all’articolo 66, commi 9-bis, 13, 13-bis e 14, del D.L. 112/2008), in specifiche amministrazioni pubbliche, nonché il termine per concedere le relative autorizzazioni alle assunzioni, ove previste (lettera a));
2) Il comma 7 dell’articolo 1 proroga al 31 dicembre 2017 i termini per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, previsti all’articolo 1, commi 2 e 4, del D.L. 192/2014; viene, inoltre, prorogato al 31 dicembre 2017 il termine entro il quale possono essere concesse le relative autorizzazioni ad assumere, ove previste. L’articolo 1, comma 2, del D.L. 192/2014 (come da ultimo modificato dal D.L. 210/2015), ha fissato al 31 dicembre 2016 il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2013 e nell’anno 2014, previste dall’articolo 3, commi 1 e 2, del D.L. 90/2014, e dall’articolo 66, commi 9-bis e 13-bis del D.L. 112/20085, nonché il termine per la concessione delle relative autorizzazioni ad assumere, ove previste. Il successivo comma 4 ha prorogato al 31 dicembre 2016 le autorizzazioni alle assunzioni per l’anno 2014, adottate ai sensi dell’articolo 1, comma 464, della L. 147/2013, relative al Comparto sicurezza e Comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico.
Restano ferme le previsioni contenute nell’articolo 1, comma 227, della L. 208/2015, le quali hanno definito le limitazioni al turn over per le amministrazioni di cui al sopra richiamato art. 3, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 90 del 2014. Le amministrazioni interessate, pertanto, hanno facoltà, per gli anni 2016, 2017 e 2018, di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato non dirigenziale nel limite di un contingente di personale corrispondente ad una spesa pari al 25 per cento di quella relativa al medesimo personale cessato nell’anno precedente. Per il personale dirigenziale, il turn over per il 2016 è assicurato (al netto delle posizioni rese indisponibili) nei limiti delle capacità assunzionali. Si ricorda, in proposito, che la disciplina recata dall’articolo 1, comma 227, della legge di stabilità per il 2016 – lasciata invariata dal comma in esame – non si applica al personale in regime di diritto pubblico di cui all’articolo 3 del D.Lgs. 165.
3) L’articolo 4, comma 3, autorizza le università a prorogare fino al 31 dicembre 2017 (in luogo del precedente termine del 31 dicembre 2016), con risorse a proprio carico e previo parere favorevole del dipartimento di afferenza, i contratti di ricercatore a tempo determinato di “tipo b”, in scadenza prima della medesima data, ai titolari che non hanno partecipato alle procedure di abilitazione scientifica nazionale (2012, 2013 o attuale). A tal fine, novella l’art. 1, co. 10-octies, primo periodo, del D.L. 210/2015 (L. 21/2016) che, oltre a definire la suddetta data del 31 dicembre 2016, faceva riferimento alle tornate di abilitazione scientifica nazionale indette nel 2012 e nel 2013. La disposizione recata dal D.L. 210/2015 era collegabile alla mancata indizione delle tornate 2014 e 2015 delle procedure di abilitazione scientifica nazionale, il cui conseguimento avrebbe potuto consentire la chiamata nel ruolo di professore associato dei ricercatori di “tipo b”.
Al riguardo, si evidenzia che, parallelamente a quanto disposto con il citato co. 10-octies, il co. 10-septies del medesimo art. 1 del D.L. 210/2015 aveva disposto, novellando l’art. 24, co. 3, lett. b), della L. 240/2010, che i contratti in questione erano “rinnovabili non oltre il 31 dicembre 2016” (anche in considerazione del fatto che, nella disciplina previgente alle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2017, per i contratti di ricercatore a tempo determinato di “tipo b” era prevista la non rinnovabilità). Pertanto, al fine di evitare dubbi interpretativi, sembrerebbe opportuno anche abrogare il comma 10-septies dell’art. 1 del D.L. 210/2015. La relazione illustrativa faceva presente, al riguardo, che si tratta di un “ulteriore prolungamento del termine” per la proroga dei contratti, precedentemente fissato al 31 dicembre 2016, finalizzato a garantire che il meccanismo di cui all’art. 24, co. 5, della L. 240/2010 possa effettivamente scattare, nelle more degli esiti della tornata per l’acquisizione dell’abilitazione scientifica nazionale avviata con D.D. 1532 del 29 luglio 2016.
4) L’articolo 4, comma 3-bis – inserito durante l’esame al Senato – proroga (dal 31 dicembre 2017) al 31 dicembre 2019 la possibilità per le università di procedere alla chiamata nel ruolo di professore di prima e di seconda fascia, previa valutazione, di professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato già in servizio presso il medesimo ateneo, che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica nazionale. Si ricorda, preliminarmente, che le università possono destinare a tale scopo fino alla metà delle risorse equivalenti a quelle necessarie per coprire i posti disponibili di professore di ruolo. Conseguentemente, proroga (dal 2018) al 2020 il termine a decorrere dal quale le università possono utilizzare fino a metà delle risorse disponibili per coprire i posti di professore di ruolo per le chiamate a professore di seconda fascia di ricercatori a tempo determinato di “tipo b”, che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica nazionale. A tali fini, novella l’art. 24, co. 6, della L. 240/2010.
5) L’articolo 4, comma 5-quinquies, inserito durante l’esame al Senato, estende di ulteriori 2 anni la validità dell’idoneità conseguita per posti di professore e ricercatore universitari sulla base della disciplina previgente la L. 240/2010, portandola, complessivamente, a 9 anni. A tal fine, novella l’art. 6, co. 6-bis, del D.L. 150/2013 (L. 15/2014) che aveva esteso la validità dell’idoneità in questione (dai previgenti 5) a 7 anni dal conseguimento. La disposizione sembrerebbe finalizzata a consentire a coloro che hanno conseguito l’idoneità in base alla L. 210/1998 di poter ancora essere chiamati dalle università ai sensi dell’art. 29, co. 4 e 8, della L. 240/2010.
6) L’articolo 4, comma 5-sexies, – inserito durante l’esame al Senato – estende di 30 giorni il termine previsto per la conclusione, da parte delle Commissioni nazionali per l’abilitazione alle funzioni di professore universitario di prima e di seconda fascia, del lavoro di valutazione delle domande dei candidati. A tal fine, richiama l’art. 8, co. 3, del DPR 95/2016 (v. scheda art. 4, co. 3), in base al quale la commissione conclude la valutazione di ciascuna domanda nel termine di tre mesi decorrenti dalla scadenza del quadrimestre nel corso del quale è stata presentata la candidatura. Si interviene, così, con norma primaria in un ambito disciplinato con regolamento.