Source: https://www.slideshare.net/eambiente/piano-ditutela-delle-acque-gestori-e-pta-adempimenti-richiesti-scadenze-e-problematiche
Timestamp: 2017-11-23 17:48:49+00:00
Document Index: 153786955

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 22', 'art. 40', 'art. 22', 'art. 32', 'art. 2812']

PIANO DITUTELA DELLE ACQUE Gestori e PTA: adempimenti richiesti, scad…
PIANO DITUTELA DELLE ACQUE Gestori e PTA: adempimenti richiesti, scadenze e problematiche
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Analisi della nuova D.G.R.V. 842/2012 - scadenze, soluzioni e casi
Divisione Certificazione e Controllo Ambientale - eAmbiente S.r.l.
1. PIANO DI TUTELA DELLE ACQUEGestori e PTA: adempimenti richiesti, scadenze eproblematiche Analisi della nuova D.G.R.V. 842/2012 - scadenze, soluzioni e casi pratici Andrea Cuman Divisione Certificazione e Controllo Ambientale - eAmbiente S.r.l. VEGA PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO Venezia, Marghera 13 luglio 2012
2. INDICE ITER DI MODIFICA DEL PTA MODIFICHE RILEVANTI PER GESTORI E UTILIZZATORI DELLA RETE FOGNARIA NUOVE DEROGHE E PROROGHE SCADENZE PER GESTORI E PARTI INTERESSATE
3. ITER DI MODIFICA DEL PTA DCR n.107/2009 “PTA” in vigore dal 08/12/2009 DGRV n.3856 del 15/12/2009 Individuazione degli agglomerati DGRV n.578 del 10/05/2011: Linee guida applicative delle norme tecniche di attuazione del PTA
4. ITER DI MODIFICA DEL PTA PTA Linee guida applicative delle NTA Definizione degli agglomerati Raccolta di deduzioni Raccolta di deduzioni e osservazioniDGRV n.145 del 15/02/2011 Proroga dei termini di cui all’articolo 32 c.2 delle NTA DGRV n.1580 del 04/10/2011: Modifiche all’art. 40 delle NTA DGRV n.842 in vigore dal 05/06/2012: Nuove NTA
5. MODIFICHE DEL PTA 2012L’allegato D della DGR 578/2012 sostituisce le Norme tecniche di attuazionedel Piano di Tutela delle Acque del Veneto.Le novità più rilevanti riguardano:• Art. 21 – Sistemi di trattamento individuale per edifici isolati• Art. 22 – Disposizioni per i sistemi di trattamento inferiori a 2000 AE• Art. 32 – Adeguamento degli scarichi esistenti di acque reflue urbane (interessa i GESTORI del Servizio Idrico Integrato)• Art. 34 – Acque reflue assimilabili alle acque reflue domestiche• Art. 38 - Scarichi di acque reflue industriali che recapitano in pubblica fognatura• Art. 39 - Acque meteoriche di dilavamento, acque di prima pioggia e acque di lavaggio• Art. 40 – Azioni per la tutela quantitativa delle risorse sotterranee
6. MODIFICHE GIA’ PRESENTI PRIMA DEL 2012 Alcune delle modifiche al PTA erano già state introdotte da alcuni provvedimenti usciti dopo l’8 dicembre 2009: DGRV 145 del 15/02/2011: proroga temporale per l’obbligo di eliminazione degli scarichi industriali in fognature servite da impianti con solo trattamento primario - es. vasche imhoff (modifica all’art. 22 c.4 del PTA). La deroga a tale divieto è stata prorogata di tre anni, cioè fino al 31/12/2014 solo per gli impianti industriali che abbiano presentato un programma di adeguamento entro il 31/12/2011 (termine già scaduto)
7. MODIFICHE GIA’ PRESENTI PRIMA DEL 2012 DGRV 1580 del 04/10/2011: deroga al divieto di realizzare pozzi ad uso domestico purché questo sia destinato esclusivamente allinnaffiamento di giardini ed orti, e purché sia realizzato mediante pozzi con profondità non superiore alla prima falda (modifica all’art. 40 c.9 del PTA). Nella prima versione del PTA il divieto di realizzare pozzi ad uso domestico ancorché per il solo innaffiamento di orti e giardini era previsto nel caso in cui fosse disponibile la fornitura di acqua potabile pubblica. Resta tuttora lobbligo di allacciarsi allacquedotto per la parte di utilizzo potabile (umano e animale) se risulta disponibile il servizio.
8. NOVITA’ PER SPECIFICHE CATEGORIE DI SOGGETTITra le novità che riguardano i GESTORI e gli UTILIZZATORI reali e potenziali delle reti fognarie e di acquedotto tratteremo:• Art. 21 – Sistemi di trattamento individuale di edifici isolati• Art. 22 – Disposizioni per i sistemi di trattamento inferiori a 2000 AE• Art. 32 – Adeguamento degli scarichi esistenti di acque reflue urbane (interessa i GESTORI del Servizio Idrico Integrato)• Art. 34 – Acque reflue assimilabili alle acque reflue domestiche• Art. 38 - Scarichi di acque reflue industriali che recapitano in pubblica fognatura• Art. 40 – Azioni per la tutela quantitativa delle risorse sotterranee
9. DEFINIZIONIGESTORI:• Conduttori di impianti di depurazione di reflui urbani (gestori del servizio idrico integrato)• Conduttori di impianti di depurazione di reflui industriali (con scarico in fognatura o in corpo idrico/su suolo)UTILIZZATORI DEL S.I.I.:• Utenze domestiche o assimilate allacciate alla fognatura pubblica (provvista di impianto di depurazione finale)• Utenze industriali allacciate alla fognatura pubblica (provvista di impianto di depurazione finale) Un “Gestore” può essere anche “Utilizzatore”
10. SCARICHI INDUSTRIALI IN FOGNATURAArt. 21 c.6È stato aggiunto che i sistemi individuali di trattamento provenienti da edificiisolati con meno di 50 AE già esistenti alla data di pubblicazione delladeliberazione di approvazione del Piano, possono continuare a esistere se èpresente l’autorizzazione di scarico su suolo rilasciata dal comune.La modifica al comma 6 era stata avanzata dal Comune di Selvazzano e interessamoltissimi comuni del Veneto.Resta fermo che i tipi di trattamento individuale sono quelli previsti dalla DCIdel 04/02/1977, a seconda del tipo di terreno:•Vasca imhoff con subirrigazione e drenaggio in corpo idrico superficiale•Vasca imhoff con subirrigazione•Vasca imhoff con vassoio o letto assorbente
11. SCARICHI INDUSTRIALI IN FOGNATURAArt. 22Non è più richiesto che gli scarichi industriali abbiano un “prevalente caricoorganico” per poter scaricare in fognatura servita da impianti conS < AE < 2000.La modifica al comma 9 era stata avanzata dalla Provincia di Belluno, in quanto ilrequisito di carico organico non avrebbe più permesso a circa 40 aziende del territoriobellunese di recapitare i propri scarichi in fognatura.Resta fermo che gli allacciamenti industriali nei casi di tali reti fognarie sonoammessi solo se non comportano un superamento dei limiti allo scarico deisistemi di trattamento.Per i parametri scaricati che non possono essere abbattuti dall’impianto ditrattamento finale, gli scarichi industriali devono rispettare i limiti di Tab. 1 All. Bcolonna “corpo idrico superficiale”
12. LIMITI ALLO SCARICO REFLUI INDUSTRIALI (1/2)
13. LIMITI ALLO SCARICO REFLUI INDUSTRIALI (2/2)
14. SCARICHI INDUSTRIALI IN FOGNATURAArt. 32L’art. 22 c.4 attuale stabilisce che dal 01/01/2012 sono vietati gli scarichiindustriali in fognature sprovviste di trattamenti finali adeguati (impianti sottosoglia S con presenza del solo trattamento primario di sedimentazione/tratt.biologico).L’art. 32 concede una deroga a questo divieto nel caso in cui:a) le AATO abbiano provvisto entro il 31/12/2011 a predisporre un piano di adeguamento di tali reti fognarie, da realizzare entro il 31/12/2014;b) gli stabilimenti industriali abbiano provvisto a presentare un piano per il trattamento autonomo dei propri reflui industriali, da realizzare entro il 31/12/2014 (tale condizione è necessaria anche se si verifica già la prima).Di fatto, ad oggi l’impresa che non ha ancora provvisto a presentare il piano di interventi nonpuò più scaricare in fognature munite di solo trattamento primario e non ha più possibilità diulteriori deroghe e il Gestore deve revocare l’autorizzazione allo scarico.
15. REFLUI ASSIMILATI AI DOMESTICIArt. 34Le nuove NTA hanno specificato ulteriormente In rosso i limiti più restrittivi e in verde i limiti menole attività che generano scarichi con restrittivi rispetto al precedentecaratteristiche qualitative equivalenti a quelle Parametro Limitedomestiche (senza bisogno di verifica analitica Portata 15 mc/giorno Temperatura 30 °Cperché si prescinde da questa) e hanno pH 5,5 – 9,5modificato i limiti per quelle assimilabili per Colore Non percepibile con diluizione 1:40qualità del refluo: Materiali grossolani Assenti Solidi sospesi 200 mg/LSono assimilabili alle domestiche: COD 500 mg/L le acque reflue provenienti da specifiche BOD5 250 mg/L attività economiche (l’elenco è stato esteso Rapporto COD/BOD5 2,2 Azoto nitroso, N 0,6 mg/L rispetto al precedente), indipendentemente Azoto nitrico, N 30 mg/L dalla qualità del refluo (non sono prescritte N ammoniacale 30 mg/L P totale 10 mg/L analisi); Tensioattivi 4 mg/L le acque reflue diverse dalle precedenti che, Grassi animali e 40 mg/L vegetali prima di ogni trattamento depurativo, siano caratterizzate da parametri contenuti entro i limiti di cui alla tabella a lato.
16. REFLUI ASSIMILATI AI DOMESTICIArt. 34Per gli inquinanti non specificati nella tabella, i reflui devono rispettare, primadell’immissione in fognatura, i limiti:- di Tab. 1 All.B colonna “fognatura” se l’impianto finale di depurazione è in grado di trattare refluiindustriali;- di Tab. 1 All.B colonna “corpo idrico superficiale” o Tab. 2 All.C (“scarico su suolo”) viceversa.
17. SCARICHI IN FOGNATURA – DEROGHE AI LIMITIArt. 38Le nuove NTA stabiliscono che è facoltà del gestore della rete fognaria distabilire, per gli allacci industriali in rete fognaria, dei limiti MENO restrittivi diquelli di Tab.1 All.A colonna “fognatura” (tranne che per gli inquinanti come Zn,Cr, Cd, oli minerali, pesticidi, ecc.): sempre, se non sono presenti sfioratori di piena nella rete fognaria; fino al 31/12/2015 se sono presenti sfioratori di piena (tale scadenza può essere prorogata solo per specifici casi e parametri e solo a fronte della dimostrata impossibilità delle aziende a provvedere al trattamento delle proprie acque reflue nel rispetto dei limiti allo scarico in fognatura); Introdotto da nuovo PTALa deroga va dimostrata da parte del titolare dello scarico sulla base di unostudio di rischio.INTERESSANTE: Nel caso di presenza di sfioratori lungo la rete, la deroga è sempre ammessase il titolare dello scarico dimostra di poter trattenere i reflui per tutto il tempo in cui lo sfioro èattivo.
18. SCARICHI IN FOGNATURA – DEROGHE AI LIMITIArt. 38Le nuove NTA stabiliscono che è facoltà del gestore della rete fognaria distabilire, per gli allacci industriali in rete fognaria, dei limiti MENO restrittivi di Lo studio di rischio dovrà tenere conto di:quelli di Tab.1 All.A situazione“fognatura” (tranne che per gli inquinanti come Zn, • colonna della fognatura;Cr, Cd, oli minerali, pesticidi, ecc.):punta; • immissioni di sempre, se non sono presenti sfioratoritemporali nella rete fognaria; • caratteristiche qualitative, quantitative e di piena fino degli scarichi industriali, inclusi i flussi di massa; piena (tale scadenza può al 31/12/2015 se sono presenti sfioratori di essere prorogata soloazienda per i pretrattamenti; • spazio disponibile in per specifici casi e parametri e solo a fronte della dimostrata impossibilitàcircostante, dei corpi idrici • situazione ambientale delle aziende a provvedere al trattamento delle proprie acque reflue neldei corpi idrici limiti allo scarico in fognatura); superficiali recettori e rispetto dei sotterranei potenzialmente interessati.La deroga va dimostrata da parte del titolare dello scarico sulla base di unostudio di rischio.INTERESSANTE: Nel caso di presenza di sfioratori lungo la rete, la deroga è sempre ammessase il titolare dello scarico dimostra di poter trattenere i reflui per tutto il tempo in cui lo sfioro èattivo.
19. TUTELA QUANTITATIVA DELLE ACQUE SOTTERRANEEArt. 40Le nuove NTA ammettono l’assenso al rilascio della concessione per laderivazione di acque sotterranee per uso domestico-privato non a fine di lucroper: l’irrigazione di giardini e orti (anche in zone servite dall’acquedotto); l’irrigazione di struttura sportiva (se il consorzio non può garantire il servizio); per pozzi che non si spingono al di sotto della prima falda freatica.Inoltre, tutte le fontane a salienza naturale e getto continuo, dal 30/06/2012devono essere chiuse.
20. TUTELA QUANTITATIVA DELLE ACQUE SOTTERRANEEArt. 40Le nuove NTA ammettono l’assenso al rilascio della concessione per laderivazione di acque sotterranee per uso domestico-privato non a fine di lucroper: l’irrigazione di giardini e orti (anche in zone servite dall’acquedotto); l’irrigazione di struttura sportiva (se il consorzio non può garantire il servizio); Regio Decreto 1975 del 1933 per pozzi che non si spingono al di sotto della prima falda freatica. Art.93. Il proprietario di un fondo, anche nelle zone soggette aInoltre, tutte le fontanedella pubblica amministrazione,continuo, dal 30/06/2012 tutela a salienza naturale e getto a norma deglidevono essere chiuse. seguenti, ha facoltà, per gli usi domestici, di articoli estrarre ed utilizzare liberamente, anche con mezzi meccanici, le acque sotterranee nel suo fondo, purché osservi le distanze e le cautele prescritte dalla legge. Sono compresi negli usi domestici linnaffiamento di giardini ed orti inservienti direttamente al proprietario ed alla sua famiglia e labbeveraggio del bestiame.
21. RIEPILOGO DELLE SCADENZE PER I GESTORI/UTILIZZATORI1 31/07/2012 Presentazione di domanda di autorizzazione per le emissioni derivanti dalla D.Lgs linea di trattamento dei fanghi di depurazione interne agli impianti che 152/2006 eseguono il trattamento dei fanghi. art. 2812 09/12/2012 Applicabilità dei limiti più restrittivi di area sensibile per tutti gli impianti Art. 25 urbani di trattamento che servono agglomerati con più di 10.000 AE.3 31/12/2014 A) Termine per la realizzazione dei programmi di adeguamento per attività Art. 32 c.2 industriali che scaricano in reti fognarie provviste di solo impianto di quater trattamento primario.4 B) Termine per la realizzazione del piano di interventi (facoltativo) Art. 32 c. 2 eventualmente predisposto dalle AATO finalizzato al trattamento dei reflui ter industrali.5 C) Termine per l’allacciamento di tutti gli scarichi privati compresi negli Art. 20 c.1 agglomerati < 2.000 AE alla rete fognaria (salvo analisi costi-benefici sfavorevole).6 01/01/2015 Divieto di scaricare acque reflue industriali in reti di cui al punto 3) (per Art. 32 imprese che hanno presentato un programma di adeguamento).7 01/01/2016 Da tale data non saranno più ammesse deroghe ai limiti per gli scarichi Art. 38 industriali che scaricano in reti fognarie provviste di sfiori (salvo rari casi giustificati).
22. PROBLEMATICHE APERTE Creazione di agglomerati di notevoli dimensioni e discrasie rispetto allo sviluppo esistente della rete fognaria e ai programmi di investimento dei gestori approvati dalle AATO L’applicazione dei limiti di area sensibile a tutti gli impianti che servono agglomerati con più di 10.000 AE sarà difficilmente rispettata dai piccoli impianti sotto i 2000 AE o sotto soglia S che ricadono in tale obbligo Gli obblighi di collettamento previsti per gli agglomerati < 2.000 AE dovranno prevedere l’adeguamento da parte dei gestori dei piccoli impianti urbani affinché questi possano continuare a ricevere i reflui industriali Emissioni da linee di trattamento fanghi di depurazione: definizione di “trattamento”? non si possono autorizzare emissioni diffuse: convogliamento? adeguamenti impiantistici?
23. CARTA DEGLI AGGLOMERATI – DGRV 3856/2009Esempio:Agglomerato di Thiene: carico generato di 168.759 AE THIENE Sono incluse nell’agglomerato anche contrade montane distanti oltre 30 km L’agglomerato è servito da: •n.33 impianti di trattamento < soglia S •n. 2 impianti < 10.000 AE •n.1 impianto > 100.000 AE
24. Grazie per l’attenzione prestata www.eambiente.it Facebook.com/eAmbiente Andrea Cuman Work e-mail: a.cuman@eambiente.it
SUPER CRITICAL FLUID AND THEIR TEXTILE APPLICATION