Source: https://www.calcoloimu.org/Aliquote-Imu.htm
Timestamp: 2018-06-24 14:17:28+00:00
Document Index: 52605582

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1']

Aliquote e delibere Imu dei comuni italiani
Aliquote Imu - Guida al Calcolo Imu -
Modifiche recate dall’art. 1, comma 380, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
VERSAMENTO DELLA PRIMA RATA DELL’IMU E PUBBLICAZIONE SUL SITO DEL MEF DELLE DELIBERE DI APPROVAZIONE DELLE ALIQUOTE.
Ai soli ai fini del versamento della prima rata dell’IMU, da effettuarsi entro il 17 giugno (poiché il 16 cade di domenica), il contribuente deve tenere conto delle aliquote pubblicate, entro il 30 aprile 2013, sul sito informatico www.finanze.it
L'art. 13, comma 13-bis, del D. L. n. 201 del 2011 stabilisce che, a partire dall’anno di imposta 2013, l’efficacia delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e della detrazione dell’IMU, decorre dalla data di pubblicazione nel predetto sito informatico e che gli effetti delle deliberazioni stesse retroagiscono al 1° gennaio dell’anno di pubblicazione nel sito informatico, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell'anno a cui la delibera si riferisce.
In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno.
Pertanto, nel caso in cui, alla data del 30 aprile 2013, non risulti pubblicata alcuna deliberazione relativa al 2013, il contribuente dovrà verificare l’avvenuta pubblicazione sullo stesso sito della deliberazione relativa al 2012 ed applicare le aliquote deliberate
Tuttavia, nel caso in cui la deliberazione non risulti pubblicata neanche per l’anno 2012, il contribuente applicherà le aliquote fissate dalla legge (si veda il testo in basso).
Il comune che intende modificare per il 2013 le aliquote già applicabili per l’anno 2012, deve inviare, esclusivamente in via telematica, le nuove deliberazioni, mediante inserimento delle stesse nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, entro il 23 aprile 2013.
Non potranno, quindi, essere prese in considerazione le deliberazioni inviate con modalità diverse, quali, ad esempio, la posta elettronica, la posta certificata, il fax e la spedizione del documento in forma cartacea.
IMMOBILI CLASSIFICATI NEL GRUPPO CATASTALE D.
L’art. 13, comma 4, lett. d), del D. L. n. 201 del 2011, prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, il moltiplicatore applicabile per determinare la base imponibile dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 è elevato a 65.
A decorrere dalla stessa data, l’art. 1, comma 380, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità per l’anno 2013) ha introdotto significative novità alla disciplina degli immobili classificati nel gruppo catastale D
• la lett. f) ha riservato allo Stato il gettito dell’IMU, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76 per cento, prevista dal comma 6, primo periodo, dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011;
• la lett. g) ha stabilito che i comuni possono aumentare sino a 0,3 punti percentuali l’aliquota standard dello 0,76 per cento, prevista dal comma 6, primo periodo, dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011, per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.
Pertanto, essendo mutata, in via generale, la disciplina sostanziale della fattispecie in questione, si ritiene che il calcolo per il versamento della prima rata deve essere effettuato tenendo conto, innanzitutto, del moltiplicatore elevato a 65 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5.
Si deve, inoltre, precisare che, in coerenza con le citate esigenze di semplificazione, e, in considerazione della formulazione dell’emendamento in via di approvazione, i contribuenti applicano in ogni caso l’aliquota vigente nei dodici mesi dell’anno precedente per la fattispecie in questione, anche nel caso in cui detta aliquota risulti inferiore a quella standard stabilita dal citato art. 1, comma 380, lett. f), della legge n. 228 del 2012. 6
Ovviamente, in sede di versamento della seconda rata dell’IMU, i contribuenti dovranno applicare l’aliquota dello 0,76% o quella eventualmente elevata dai comuni per l’anno 2013, in virtù della lett. g) del citato comma 380.
L'ALIQUOTA DELL'ABITAZIONE PRINCIPALE E DELLE RELATIVE PERTINENZE
• L’aliquota per l’abitazione principale e per le relative pertinenze è pari a 0,4%;
• I comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,2 punti percentuali;
• Detta aliquota potrà, pertanto, oscillare da un minimo di 0,2% ad un massimo di 0,6%
ALTRI FABBRICATI L’ALIQUOTA DI BASE
• L’aliquota di base è pari a 0,76 %.
• I comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali.
• Detta aliquota potrà, pertanto, oscillare da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%.
L'ALIQUOTA PER I TERRENI
L’aliquota di base è pari a 0,76%;
 I comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali;
 Detta aliquota potrà, pertanto, oscillare da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%
LE ALIQUOTE PER I FABBRICATI RURALI
• L’aliquota per i fabbricati rurali ad uso strumentale è pari a 0,2 %
 I comuni possono solo diminuirla sino a 0,1%.