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Timestamp: 2020-05-30 04:41:46+00:00
Document Index: 85771979

Matched Legal Cases: ['art. 415', 'art. 415', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 415', 'art. 6', 'art. 34', 'art. 415', 'art. 4']

﻿ Emesse le disposizioni relative al deposito telematico da parte della difesa degli atti ex art. 415-bis c.p.p. | ilpenalista.it
13 Maggio 2020 | Antonella Marandola Procedimento e processo
Com’è noto fra gli effetti derivanti dal Covid-19 si segnala la particolare accelerazione da parte del Ministero della Giustizia dell’adozione di innovative disposizioni relative al deposito con modalità telematica delle memorie, dei documenti, delle richieste e delle istanze previste all’art. 415-bis, comma 3, c.p.p.
In questa direzione si colloca l’art. 83, comma 12-quater.1 del d.l. 17 marzo 2020, n. 18, recante Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare, convertito con modificazioni nella l. 24 aprile 2020, n. 27, recante Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse con l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l’adozione di decreti legislativi, come recentemente, modificato dal d.l. 30 aprile 2020, n. 28, recante Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid. La novità normativa, interviene, dunque, sulle forme del processo penale telematico, la disposizione, in linea con quanto disposto dai commi 13-15 del citato art. 83, prevede la facoltà, fino al 31 luglio 2020 e nel caso in cui l’ufficio del pubblico ministero ne faccia richiesta, di depositare, con modalità telematica, memorie, documenti, istanze previste dall’art. 415-bis, comma 3, c.p.p., secondo le disposizioni fissate dal Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, anche in deroga alla disciplina vigente.
In ottemperanza, il Dipartimento Generale dei sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia (DGSIA), nella persona del suo Direttore Generale S.I.A., ha emanato, in data 12 maggio 2020. il provvedimento contenente le disposizioni relative al deposito con modalità telematica dei menzionati atti. In particolare si prevede che il servizio è accessibile dal PST all’indirizzo http://pst.giustizia.it, tramite l’Area Riservata. L’identificazione informatica dei difensori per l’accesso all’Area Riservata avviene con le modalità previste all’art. 6 del provvedimento datato 16 aprile 2014 del Responsabile per i sistemi informativi automatizzati della Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della giustizia, contenente le specifiche tecniche previste dall'art. 34, comma 1, del Regolamento, come modificato dal decreto 28 dicembre 2015.
Il portale di deposito degli atti penali consente, con apposita e distinta procedura, il deposito degli atti di nomina del difensore successivamente alla avvenuta notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis c.p.p. L’atto di nomina, deve, in tal caso, avere la forma di documento informatico e deve rispettare i requisiti stabiliti all’art. 4 comma 2 del provvedimento.
La dimensione massima consentita per ciascun deposito di atti ed eventuali allegati è pari a 30 Megabyte
Il deposito da parte dei difensori degli atti del procedimento ed i documenti allegati è compiuto all’ufficio giudiziario del P.M. secondo la procedura prevista sul portale deposito atti penali, che consiste nelle seguenti attività: a) inserimento dei dati richiesti dal sistema; b) caricamento dell’atto del procedimento e dei documenti allegati; c) esecuzione del comando di invio. Il portale di deposito degli atti penali, al termine della procedura, genera la ricevuta di accettazione del deposito che contiene: a) un identificativo unico nazionale nella forma anno/numero; b) i dati inseriti dal depositante; c) la data e l’orario dell’operazione di invio rilevati dai sistemi del Ministero. La ricevuta è scaricabile e resta a disposizione del difensore sul portale deposito atti penali. Il difensore può, in ogni momento, verificare lo stato del deposito, accedendo al menzionato portale individuando i possibili valori di stato ( inviato: eseguita con successo l’operazione di “Invio”; in transito: in attesa di smistamento al sistema dell’Ufficio del pubblico ministero destinatario; in fase di verifica: il deposito è pervenuto nei sistemi dell’ufficio del pubblico ministero destinatario; accolto: intervenuta associazione dell’atto inviato al procedimento di riferimento; rigettato: rifiuto del deposito; la motivazione è riportata sul portale; errore tecnico: si è verificato un problema in fase di trasmissione; il difensore è invitato dal messaggio di stato ad effettuare nuovamente il deposito).