Source: http://www.diritto-penale.it/azione-penale-archiviazione-e-avviso-di-concluse-indagini.htm
Timestamp: 2014-12-21 15:48:11+00:00
Document Index: 150089940

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 171', 'art. 240', 'art. 8', 'art.\n15', 'art. 6', 'art. 1', 'art.\n406', 'art. 553', 'art. 41', 'art. 31', 'art. 11', 'art. 56', 'art. 53', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 97', 'art. 32', 'art.\n61', 'art. 1', 'in fine', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 240', 'art. 171', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 90', 'art.\n17', 'art. 152', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 409', 'art. 358', 'art. 326', 'sentenza ', 'art. 4096', 'art. 4082', 'art. 34', 'art. 16', 'art. 172', 'sentenza ']

azione penale archiviazione e avviso di concluse indagini
Oggi1039Dal 12/06/093562873	lo studio legale
azione penale archiviazione e avviso di concluse indagini	L'inizio dell'azione penale, il termine delle indagini preliminari, le proroghe, la richiesta di archiviazione, il decreto di archiviazione, l'av viso di concluse indagini
Argomenti correlati la richiesta di archiviazione avviso conclusione indagini la richiesta di rinvio a giudizio l'udienza preliminare la sentenza di non luogo a procedere il decreto che dispone il giudizio l'incidente probatorio ARTICOLO 405
penale. Forme e termini. 1. Il pubblico ministero, quando non deve richiedere
l'archiviazione [408, 411, 415; 125 att.], esercita
l'azione penale [50; 27 min.], formulando
l'imputazione [60], nei casi previsti nei titoli II, III, IV, e V del libro
VI ovvero con richiesta di rinvio a
giudizio [416]. 1-bis. Il pubblico ministero, al termine delle indagini, formula richiesta di archiviazione quando la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di
colpevolezza, ai sensi dell'articolo 273, e non sono stati acquisiti, successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini
2. Salvo quanto
previsto dall'articolo 415-bis, il
pubblico ministero richiede il rinvio a
giudizio entro sei mesi [406, 407; 240-bis coord.] dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito
il reato è iscritto nel registro
delle notizie di reato [335, 414, 415, 436; 258 trans.]. Il termine è di un
anno se si procede per taluno dei delitti indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a) (2).
3. Se è necessaria la querela
[336], l'istanza [341] o la richiesta [342] di procedimento, il termine
decorre dal momento in cui queste
pervengono al pubblico ministero [345].
4. Se è necessaria l'autorizzazione
a procedere [343], il decorso del termine è sospeso dal momento della richiesta [344] a quello in cui l'autorizzazione perviene al pubblico
ministero [345] (3) (4). (1) La Corte cost., con sentenza 24 aprile 2009, n. 121, ha
dichiarato l'illegittimità
costituzionale del comma. Tale comma era stato inserito dall'art. 3 l. 20
febbraio 2006, n 46.
(2) Comma dapprima modificato dall'art. 6 d.l. 8 giugno
1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356, e
successivamente dall'art. 171l. 16 dicembre 1999, n. 479. Si tenga tuttavia
presente che nei procedimenti per reati di criminalità organizzata non opera la
sospensione dei termini per le indagini preliminari nel periodo feriale: v. sub
art. 240-bis coord.
(3) Per i termini delle indagini in tema di reati
ministeriali, e per la relativa proroga, v. l'art. 8 l. 5 giugno 1989, n. 219.
(4) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art.
15 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.
(1) Proroga del
termine. 1. Il pubblico ministero, prima della scadenza, può richiedere al giudice [328; 258 4
trans.], per giusta causa, la proroga
del termine previsto dall'articolo 405 [3934]. La richiesta contiene
l'indicazione della notizia di reato
[330 s., 369] e l'esposizione dei motivi
che la giustificano.
2. Ulteriori proroghe
possono essere richieste dal pubblico ministero nei casi di particolare complessità delle indagini
ovvero di oggettiva impossibilità di
2-bis. Ciascuna proroga può essere autorizzata dal giudice per un tempo non superiore a sei mesi [407;
240-bis coord.]. 2-ter. Qualora si proceda per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma, e 590, terzo comma,
del codice penale, la proroga di cui al comma 1 può essere concessa per non più di una volta (2).
3. La richiesta di proroga è notificata, a cura del giudice, con l'avviso della facoltà di presentare memorie entro
cinque giorni dalla notificazione, alla persona
sottoposta alle indagini nonché alla persona offesa dal reato [90, 91] che, nella notizia di reato o
successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere esserne informata [408 2]. Il giudice provvede entro dieci giorni dalla
4. Il giudice autorizza
la proroga del termine con ordinanza
emessa in camera di consiglio senza intervento del pubblico ministero e dei
5. Qualora ritenga che allo stato degli atti non si debba concedere la proroga, il giudice,
entro il termine previsto dal comma 3, secondo periodo, fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e
ne fa notificare avviso al pubblico
ministero, alla persona sottoposta
alle indagini nonché, nella ipotesi
prevista dal comma 3, alla persona
offesa dal reato [90, 91]. Il procedimento si svolge nelle forme previste
dall'articolo 127.
5-bis. Le disposizioni dei commi 3, 4 e 5 non si applicano se si procede per
taluno dei delitti indicati nell'articolo 51
comma 3-bis e nell'articolo 407, comma 2, lettera a), numeri 4 e 7-bis. In
tali casi, il giudice provvede con
ordinanza entro dieci giorni dalla presentazione della richiesta, dandone
comunicazione al pubblico ministero (3). 6. Se non ritiene di respingere la richiesta di proroga, il
giudice autorizza con ordinanza il
pubblico ministero a proseguire le indagini.
7. Con l'ordinanza che respinge
la richiesta di proroga, il giudice, se il termine per le indagini preliminari è già scaduto, fissa un termine non superiore a dieci giorni per la
formulazione delle richieste del pubblico ministero a norma dell'articolo
8. Gli atti di
indagine compiuti dopo la
presentazione della richiesta di proroga
e prima della comunicazione del provvedimento del giudice sono comunque
utilizzabili, sempre che, nel caso
di provvedimento negativo, non siano
successivi alla data di scadenza del termine originariamente previsto per
le indagini [415-bis5] (4).
(1) Articolo così sostituito dall'art. 6 d.l. 8 giugno 1992,
n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356. Tale testo era stato
già modificato dall'art. 1 d.lgs.. 22 giugno 1990, n. 161. Il comma 2 dell'art.
406 e il comma 2 dell'art. 553 erano stati successivamente dichiarati costituzionalmente
illegittimi con Corte cost. 15 aprile 1992, n. 174 «nelle parti in cui
prevedono che il giudice possa prorogare il termine per le indagini preliminari
solo "prima della scadenza" del termine stesso». Di tale sentenza,
come si vede, ha tenuto conto il legislatore con l'ultima novella. (2) Comma inserito dall'art. 41l. 21 febbraio 2006, n. 102. (3) Comma così modificato dapprima dall'art. 31d.l. 24
novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4, e
successivamente dall'art. 11d.l. 5 aprile 2001, n. 98, conv., in l. 14 maggio
2001, n. 196.
16 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.
massima delle indagini preliminari (1). 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 393, comma 4 [409 4, 412 1, 413, 414, 415, 4193, 430, 436 2], la
durata delle indagini preliminari non
può comunque superare diciotto mesi [173, 240-bis coord.].
a) i delitti appresso
1) delitti di cui agli articoli 285, 286, 416-bis e 422 del codice penale, 291-ter, limitatamente
alle ipotesi aggravate previste dalle lettere a), d) ed e) del comma 2, e
291-quater, comma 4, del testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 (2);
2) delitti consumati
o tentati di cui agli articoli 575, 628, terzo comma, 629, secondo comma, e 630
dello stesso codice penale;
3) delitti commessi avvalendosi
delle condizioni previste dall'articolo 416-bis del codice penale ovvero al
fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo;
4) delitti commessi per finalità
di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale per i quali la
legge stabilisce la pena della reclusione non
inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni, nonché
delitti di cui agli articoli 270, terzo comma, e 306, secondo comma, del codice
penale (3);
5) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello
Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o
aperto al pubblico di armi da guerra o
tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più
armi comuni da sparo, escluse quelle previste dall'articolo 2, terzo comma,
della legge 18 aprile 1975, n. 110;
6) delitti di cui agli articoli 73, limitatamente alle
ipotesi aggravate ai sensi dell'articolo 80, comma 2, e 74 del testo unico
delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,
7) delitto di cui all'articolo 416 del codice penale nei casi in cui è obbligatorio l'arresto in
flagranza [3802m)];
7-bis) dei delitti previsti dagli articoli 600, 600-bis, primo comma, 600-ter, primo
comma, 601, 602, 609-bis nelle ipotesi aggravate previste dall'articolo
609-ter, 609-quater, 609-octies del codice penale, nonché dei delitti
previsti dall'articolo 12, comma 3, del testo unico di cui al decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni (4) (5);
b) notizie di reato che rendono particolarmente complesse le investigazioni per la molteplicità di
fatti tra loro collegati ovvero per l'elevato numero di persone sottoposte alle
indagini o di persone offese;
c) indagini che richiedono il compimento di atti all'estero [727 s.];
d) procedimenti in cui è indispensabile mantenere il collegamento tra più uffici del pubblico
ministero a norma dell'articolo 371.
3. Salvo quanto previsto dall'articolo 415-bis, qualora il
pubblico ministero non abbia esercitato
l'azione penale [405] o richiesto
l'archiviazione [408, 411, 415] nel
termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice, gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza
del termine non possono essere utilizzati [191, 415-bis5] (6).
(1) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti
amministrativi dipendenti da reato, v. art. 56 d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.
(2) Numero così sostituito dall'art. 53l. 19 marzo 2001, n.
92. (3) Numero dapprima modificato dall'art. 12d.l. 5 aprile
2001, n. 98, conv. in l. 14 maggio 2001, n. 196, e successivamente, in sede di
conversione, dall'art. 15-quaterd.l. 18 ottobre 2001, n. 374, conv., con
modif., nella l. 15 dicembre 2001, n. 438. Un'ulteriore modifica era originariamente
stata disposta al presente numero dall'art. 2 2 d.l. n. 374, cit., poi
soppresso in sede di conversione. V., inoltre, art. 3 1 d.l. n. 374, cit. e
art. 97l. 16 marzo 2006, n. 146. (4) Numero aggiunto dall'art. 32d.l. 24 novembre 2000, n.
341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4, e poi modificato dall'art.
61 c)l. 11 agosto 2003, n. 228, che ha inserito le parole «600,» e «602,».
L'art. 1, comma 27, della l. 15 luglio 2009, n. 94, ha ulteriormente modificato
questo numero, aggiungendo, in fine, le parole: ", nonché dei delitti
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni" (5) Lettera così sostituita da ultimo dall'art. 21 l. 8
agosto 1995, n. 332. Il testo della presente lettera era stato precedentemente
sostituito a quello originario dall'art. 6 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv.,
con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356. Si tenga inoltre presente che nei
procedimenti per reati di criminalità organizzata non opera la sospensione dei
termini per le indagini preliminari nel periodo feriale: v. sub art. 240-bis
(6) Comma così modificato dall'art. 171l. 16 dicembre 1999,
n. 479. Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 16 d.lgs.. 28
agosto 2000, n. 274.V., inoltre, l'art. 9 d.l. n. 341, cit., come modificato
dall'art. 13 d.l. 25 ottobre 2002, n. 236, conv. con modif., in l. 27 dicembre
2002, n. 284.
archiviazione per infondatezza della notizia di reato. 1. Entro i termini previsti dagli articoli precedenti, il
pubblico ministero, se la notizia di
reato [330 s.] è infondata [125 att.], presenta al giudice [328] richiesta di archiviazione [411, 415].
Con la richiesta è trasmesso il
fascicolo contenente la notizia di
reato, la documentazione relativa alle indagini espletate [357, 373] e i verbali degli atti compiuti davanti
al giudice per le indagini preliminari [294, 391, 401] (1) (2).
2. L'avviso della
richiesta è notificato, a cura del
pubblico ministero, alla persona offesa [90, 91] che, nella notizia di
reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l'eventuale
archiviazione [406 3; 126 att.].
3. Nell'avviso è precisato che, nel termine di dieci giorni, la persona offesa [90,
91] può prendere visione degli atti e
presentare opposizione [410] con richiesta
motivata di prosecuzione delle indagini preliminari. (1) Per il procedimento di archiviazione relativo ai reati
ministeriali ed a quelli indicati nell'art. 90 Cost., v. l. cost. 16 gennaio
1989, n. 1 e l. 5 giugno 1989, n. 219.
(2) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art.
17 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.
giudice sulla richiesta di archiviazione. 1. Fuori dei casi
in cui sia stata presentata l'opposizione
prevista dall'articolo 410, il giudice [328], se accoglie la richiesta di archiviazione [408, 411], pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti
al pubblico ministero. Il provvedimento che dispone l'archiviazione
è notificato alla persona sottoposta
alle indagini se nel corso del procedimento è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare
2. Se non accoglie
la richiesta, il giudice fissa la data
dell'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle indagini e
alla persona offesa dal reato [90, 91]. Il procedimento si svolge nelle
forme previste dall'articolo 127. Fino al giorno dell'udienza gli atti restano
depositati in cancelleria con facoltà del difensore di estrarne copia (2) (3).
3. Della fissazione
dell'udienza il giudice dà inoltre comunicazione [153] al procuratore generale presso la corte di appello [412].
4. A seguito dell'udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini, le indica con ordinanza al pubblico ministero,
fissando il termine indispensabile per
il compimento di esse (4).
5. Fuori del caso previsto dal comma 4, il giudice, quando non accoglie la richiesta di archiviazione,
dispone con ordinanza che, entro dieci
giorni, il pubblico ministero formuli l'imputazione [405]. Entro due giorni
dalla formulazione dell'imputazione, il giudice fissa con decreto l'udienza preliminare. Si osservano, in quanto
applicabili, le disposizioni degli articoli 418 e 419 [128 att.] (5).
6. L'ordinanza di archiviazione è ricorribile per cassazione
[606] solo nei casi di nullità previsti dall'articolo 127, comma 5 (6).
(1) Comma così modificato dall'art. 152l. 16 dicembre 1999,
n. 479.
(2)La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto,
25 novembre 1993, n. 418, ha affermato che dalla lettura coordinata degli artt.
409, 127 e 61 c.p.p. si desume che il difensore dell'indagato è ricompreso nel
novero dei destinatari dell'avviso dell'udienza in camera di consiglio fissata
dal giudice per le indagini preliminari per l'adozione di provvedimenti sulla
(3) Comma così modificato dall'art. 12 l. 7 dicembre 2000,
n. 397.
(4) Nel dichiarare la manifesta infondatezza di una
questione di legittimità costituzionale degli artt. 4094 e 412 c.p.p., La Corte
cost., con sentenza 16 luglio 1991, n. 353 ha affermato che «se, da un lato, il
pubblico ministero ha l'obbligo di compiere le indagini indicate dal giudice a
norme dell'art. 409, quarto comma, c.p.p., tale obbligo non è avulso né
autonomo rispetto a quello di compiere "ogni attività necessaria" per
assumere le determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale (art. 358
in relazione all'art. 326 c.p.p.), di talché l'indicazione del giudice opera
come devoluzione di un tema di indagine che il pubblico ministero è chiamato a
sviluppare in piena autonomia e libertà di scelta circa la natura, il contenuto
e le modalità di assunzione dei singoli atti che ritenga necessari ai fini
suddetti». La Corte ha inoltre sottolineato che «l'intervento sostitutivo del
procuratore generale previsto dalla norma denunciata non è in sé destinato a
"modificare" le conclusioni del pubblico ministero o a surrogare una
obiettiva inerzia in ordine alle scelte sulla azione ovvero, ancora, a dirimere
patologiche - e perciò stesso non disciplinabili - situazioni di stallo, ma
unicamente a consentire ad un diverso ufficio del medesimo organo di apprezzare
se in concreto l'attività di indagine sia stata o meno esauriente ai fini che
sono istituzionalmente imposti al pubblico ministero».
(5) Vedi Corte cost., 12 giugno 1991, n. 263.
(6) La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto,
16 luglio 1991, n. 353 ha affermato, sulla base della ratio della disposizione
dell'art. 4096, che è ricorribile per cassazione da parte della persona offesa
il decreto di archiviazione emesso de plano essendo stato illegittimamente
omesso l'avviso a detta persona della richiesta di archiviazione formulata dal
pubblico ministero, nonostante la sua espressa domanda di essere preavvertita
(v. art. 4082). Nello stesso senso, v. Corte cost., ord. 27 maggio 1993, n.
richiesta di archiviazione. 1. Con l'opposizione alla richiesta di archiviazione [408, 411]
la persona offesa dal reato [90, 91]
chiede la prosecuzione delle indagini
preliminari indicando, a pena di inammissibilità, l'oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di
2. Se l'opposizione è inammissibile e la notizia di reato è
infondata, il giudice [328] dispone l'archiviazione con decreto motivato e
restituisce gli atti al pubblico ministero.
3. Fuori dei casi
previsti dal comma 2, il giudice provvede a norma dell'articolo 409, commi 2, 3, 4 e 5, ma, in caso di più persone
offese, l'avviso per l'udienza è notificato al solo opponente.
Altri casi di archiviazione. 1. Le disposizioni degli articoli 408, 409 e 410 si
applicano anche quando risulta che manca
una condizione di procedibilità [345], che il reato è estinto [150 s. c.p.] o che il fatto non è previsto dalla legge come reato [425] (1). (1) Per i procedimenti relativi a reati di competenza del
giudice di pace, v. art. 34 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.
Avocazione delle
indagini preliminari per mancato esercizio dell'azione penale. 1. Il procuratore
generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato l'avocazione [512, 533, 372] delle indagini
preliminari se il pubblico ministero non
esercita l'azione penale [405] o non
richiede l'archiviazione [408, 411, 415] nel termine stabilito dalla legge
o prorogato dal giudice [127 att.; 2584 trans.]. Il procuratore generale svolge le indagini
preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni dal decreto di avocazione
[413; 706 ord. giud.].
2. Il procuratore generale può altresì disporre l'avocazione
a seguito della comunicazione prevista dall'articolo 409, comma 3 [706 ord.
giud.].
persona sottoposta alle indagini o della persona offesa dal reato. 1. La persona sottoposta
alle indagini o la persona offesa
dal reato [90, 91] può chiedere al procuratore
generale di disporre l'avocazione a
norma dell'articolo 412, comma 1.
2. Disposta l'avocazione, il procuratore generale svolge le indagini
preliminari indispensabili e formula le sue richieste [405, 408, 411, 415]
entro trenta giorni dalla richiesta proposta a norma del comma 1.
indagini. 1. Dopo il
provvedimento di archiviazione emesso a norma degli articoli precedenti, il giudice [328] autorizza con decreto
motivato la riapertura delle indagini su
richiesta del pubblico ministero motivata dalla esigenza di nuove investigazioni.
2. Quando è autorizzata la riapertura delle indagini, il
pubblico ministero procede a nuova
iscrizione a norma dell'articolo 335 [405-407].
(1) Reato commesso da
persone ignote. 1. Quando è ignoto
l'autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di
reato [335], presenta al giudice [328] richiesta
di archiviazione ovvero di autorizzazione
a proseguire le indagini.
2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di
autorizzazione a proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al
pubblico ministero [17 reg.]. Se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata
ordina che il nome di questa sia
iscritto nel registro delle notizie di reato [335, 405-407].
3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre
4. Nell'ipotesi di cui all'articolo
107-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto
del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con l'eventuale
indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono
escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal decreto.
(1) Articolo così sostituito dall'art. 16 l. 16 dicembre
1999, n. 479.
all'indagato della conclusione delle indagini preliminari. 1. Prima della
scadenza del termine previsto dal comma 2 dell'articolo 405, anche se
prorogato, il pubblico ministero, se non deve formulare richiesta di archiviazione ai sensi
degli articoli 408 e 411, fa notificare
alla persona sottoposta alle indagini e al difensore avviso della conclusione delle indagini preliminari [5522].
2. L'avviso contiene la sommaria
enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumomo violate, della data e del luogo del fatto, con l'avvertimento che la
documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato e il suo difensore hanno
facoltà di prenderne visione ed estrarne
3. L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di
venti giorni, di presentare memorie,
produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni
del difensore, chiedere al pubblico
ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni [374] ovvero chiedere di essere sottoposto ad
interrogatorio [64, 65]. Se l'indagato chiede
di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi.
4. Quando il pubblico ministero, a seguito delle richieste
dell'indagato, dispone nuove indagini,
queste devono essere compiute entro
trenta giorni dalla presentazione della richiesta. Il termine può essere
prorogato dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico
ministero, per una sola volta e per non più di sessanta giorni [406].
5. Le dichiarazioni
rilasciate dall'indagato, l'interrogatorio del medesimo ed i nuovi atti di indagine del pubblico
ministero, previsti dai commi 3 e 4, sono utilizzabili
se compiuti entro il termine stabilito dal comma 4, ancorché sia decorso il
termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice per l'esercizio
dell'azione penale o per la richiesta di archiviazione [405, 407].
(1) Articolo inserito dall'art. 172l. 16 dicembre 1999, n.
Argomenti correlati la richiesta di archiviazione avviso conclusione indagini la richiesta di rinvio a giudizio l'udienza preliminare la sentenza di non luogo a procedere il decreto che dispone il giudizio l'incidente probatorio CERCA ANCORA IN QUESTO SITO Ricerca personalizzata