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Timestamp: 2020-04-08 08:35:52+00:00
Document Index: 90896521

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 11']

Antiriciclaggio: titolari effettivi, Persone Politicamente Esposte (PEP) e nuove regole tecniche per i commercialisti - Studio Cerbone
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Il D.Lgs. n. 125/2019 entrato in vigore il 10 novembre 2019, con cui è stata recepita la V Direttiva (n. 20018/843), ha apportato numerose modifiche al Decreto legislativo n. 231/2007, norma per contrastare l’utilizzo del sistema finanziario per il riciclaggio dei proventi e finanziamento di attività criminali e/o terroristiche.
Le novità più rilevanti sono di seguito indicate in tema di:
ampliamento della platea dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio e divieto di emissione e utilizzo di prodotti di moneta elettronica anonimi;
maggiore accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva e specifiche sul titolare effettivo;
nuove misure di adeguata verifica rafforzata per intermediari bancari o finanziari;
nuovi poteri alla Gdf
implementazione del ruolo degli Organi di autoregolamentazione.
sanzione a seguito della violazione delle disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni
divieto di di emissione e utilizzo di prodotti di moneta elettronica anonimi
Antiriciclaggio e nuovi obblighi per i commercialisti dal 2020
Il 23 gennaio 2019 sono state emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCE) le nuove regole tecniche in merito alla valutazione del rischio, adeguata verifica della clientela e conservazione dei documenti in relazione alla normativa sull’antiriciclaggio. (“Obblighi di valutazione del rischio, adeguata verifica della clientela, conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni: regole tecniche ai sensi dell’art. 11, co. 2, del d.lgs. 231/2007 come modificato dal d.lgs. 25 maggio 2017, n. 90“)
Per un approfondimenti si rinvia a “Antiriciclaggio le nuove linee guida approvate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti: Autovalutazione, Adeguata verifica della Clientela e conservazione dei documenti”
Inizialmente il termine per adeguarsi alle nuove regole tecniche per i commercialisti era stato fissato al 23 luglio 2019, ma con la nota informativa n. 68/2019 del CNDCEC il termine è stato differito al 1° gennaio 2020.
In particolare le nuove regole tecniche per i commercialisti riguardano:
valutazione del rischio (articoli 15 e 16 del dlgs 231/2007),
adeguata verifica della clientela (articoli 17-30),
conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni (articoli 31-32 e 34).
Esaminiamo i vari temi oggetti delle modifiche disposte dal D.Lgs. n. 125 del 2019
Ampliamento dei soggetti obbligati
Con la nuova versione dell’articolo 3 del del D.lgs. 231 del 2007 risultano ampliati i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio.
Infatti tra i destinatari della normativa e degli obblighi antiriciclaggio rientrano anche:
le succursali “insediate” degli intermediari assicurativi (ossia le succursali insediate in Italia di agenti e broker aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro o in uno Stato terzo);
i soggetti che commerciano in cose antiche e opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle medesime opere, anche quando tale attività è eseguita da gallerie d’arte o case d’asta di cui all’articolo 115 TULPS qualora il valore dell’operazione, anche se frazionata o di operazioni collegate sia pari o superiore a 10.000 euro;
gli agenti in affari anche quando agiscano in qualità di intermediari della locazione di un immobile con canone mensile pari o superiore ai 10 mila euro.
Altra modifica introdotta dal D.Lgs. n. 125/2019 rigurada l’ampliamento della definizione di prestatori di servizi, persone fisiche o giuridiche, facendo rientre in essi anche quelli che utilizzano le monte virtuali. Per cui viene individuata la classificazione di prestatori di servizi di portafoglio digitale definiti come la “persona fisica o giuridica che fornisce a terzi, a titolo professionale, anche online, servizi di salvaguardia di chiavi crittografiche private per conto dei propri clienti, al fine di detenere, memorizzare e trasferire valute virtuali”.
Sui predetti operatori, rientranti nella nuova classificazione di prestatori di servizi di portafoglio digitale, grava l’obbligo dell’iscrizione in una sezione speciale del registro gestito dall’Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (Oam).
Nel novero dei prestatori di servizio sono ricompresi anche “(…) in rappresentazioni digitali di valore, ivi comprese quelle convertibili in altre valute virtuali nonché i servizi di emissione, offerta, trasferimento e compensazione e ogni altro servizio funzionale all’acquisizione, alla negoziazione o all’intermediazione nello scambio delle stesse valute”.
Criteri per la individuazione della titolarità effettiva e specifiche sul titolare effettivo
Ulteriori modifiche riguardano i criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche.
Con le modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 125/2019 è chiaramente stabilito che qualora il cliente sia una persona giuridica privata, debbano essere cumulativamente individuati, come titolari effettivi:
i titolari di poteri di rappresentanza legale, direzione e amministrazione.
Nelle sole ipotesi, in via residuale, è statuito che qualora i criteri stabiliti dalla normativa non permetta di individuare univocamente uno o più titolari effettivi, il titolare effettivo debba “coincide con la persona fisica o le persone fisiche titolari, conformemente ai rispettivi assetti organizzativi o statutari, di poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società o del cliente comunque diverso dalla persona fisica”.
Le novità del decreto legislativo in commento prevedono l’istituzione del “Registro dei titolari effettivi” rinviando la sua effettiva istituzione, regolamentazione e modalità operative ad un apposito decreto del MEF, in concerto con il MiSE, con cui saranno stabiliti quali soggetti avranno ad esso accesso ed i diritti da pagare.
cambiano i criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche.
I titolari effettivi per i clienti diversi dalle persone fisiche vanno individuati nella persona/e fisica/e cui, in ultima istanza, è riferibile:
Il termine entro cui il MEF, in concerto con il MiSE, dovrà emanare, con apposito decreto, il regolamento del Registro dei titolari effettivi è il 3 luglio 2020. L’accesso ai dati del Registro potrà essere, in casi eccezionali, può essere escluso, in tutto o in parte, qualora l’accesso esponga il titolare effettivo a un rischio sproporzionato di frode, rapimento, ricatto, estorsione, molestia, violenza o intimidazione ovvero qualora il titolare effettivo sia una persona incapace o minore d’età, secondo un approccio caso per caso e previa dettagliata valutazione della natura eccezionale delle circostanze. Per quanto riguarda i trust l’accesso al registro per individuazione dei titolari effettivi sarà limitato ai soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi diffusi, titolari di un interesse giuridico rilevante e differenziato.
Il Decreto legislativo introduce, per la clientela che opera con paesi ad alto rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, misure di adeguata verifica rafforzata.
A carico degli intermediari finanziari e bancari sono previsti specifici obblighi di segnalazione periodica per le transazioni effettuate con i soggetti operanti in questi Paesi.
Le misure di adeguata verifica rafforzata dovranno essere adottate anche per le operazioni avente ad oggetto:
prodotti del tabacco,
manufatti culturali e altri beni mobili di importanza archeologica, storica, culturale e religiosa o di raro valore scientifico,
avorio e specie protette
Il Decreto legislativo n. 125 del 2019 prevede una serie di strumenti che possono essere utilizzati dalle autorità di vigilanza per ridurre il rischio connesso ai Paesi terzi. A titolo esemplificativo e non esaustivo si elencano:
diniego all’autorizzazione all’attività per intermediari bancari o finanziari esteri
diniego all’apertura di succursali in Paesi ad alto rischio per gli intermediari italiani.
Le modifiche apportate all’articolo 16 del D.Lgs. n. 231 del 2007 dal D.Lgs. n. 125/2019 prevedono che “In caso di gruppi, la capogruppo adotta un approccio globale al rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo secondo le modalità stabilite dalle autorità di vigilanza di settore nell’esercizio delle attribuzioni di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a). […]
4-bis. Se l’ordinamento di un paese terzo non consente alle succursali e alle società di un gruppo ivi stabilite di adeguarsi alle procedure di gruppo di cui al comma 1, la società capogruppo applica le misure previste dal regolamento delegato della Commissione europea di cui all’articolo 45, paragrafo 7, della direttiva. Laddove queste misure non siano idonee a ridurre il rischio di riciclaggio connesso all’operatività nel paese terzo, le autorità di vigilanza di settore intensificano i propri controlli sul gruppo e possono vietare al gruppo di instaurare rapporti d’affari o di effettuare operazioni per il tramite delle succursali e delle società stabilite nel paese terzo nonche’, se necessario, imporre al gruppo di cessare del tutto la propria operatività nel paese.”
Viene modificato anche il Titolo I, Capo III, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, in tema di collaborazione e scambio di informazioni tra autorità nazionali.
Possibilità di poter esercitare i poteri ispettivi e di controllo anche nei confronti dei soggetti ai quali gli “obbligati” abbiano esternalizzato funzioni aziendali essenziali o importanti per l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio.
Nuovi poteri della Guardia di finanza
La nuova versione dell’art. 9 del d.lgs. 231/2007, a seguito delle modifiche di cui al D.Lgs. 125/2019, prevede la possibilità di effettuare ispezioni e controlli da parte del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza per le finalità antiriciclaggio, oltre a poter svolgere gli approfondimenti investigativi delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dalla Uif.
Inoltre la Gdf può, ora, svolgere attività di acquisizione documentale ai fini antiriciclaggio anche nei confronti di soggetti non sottoposti alla sua vigilanza (es.: intermediari bancari e finanziari sottoposti alla vigilanza di Bankitalia).
Ai fini del contrasto le attività di riciclaggio la Gdf ha accesso oltre che ai dati bancari/finanziari contenuti nell’anagrafe tributaria (art. 7, commi 7 e 11, dpr 605/73) ed alle informazioni sul titolare effettivo di persone giuridiche e trust espressi anche a dati e informazioni contenute nell’anagrafe immobiliare integrata (ex art. 19, dl 78/2010).
Il ruolo degli Organi di autoregolamentazione
Gli ordini dei dottori commercialisti, avvocati, notai e consulenti del lavoro avranno il compito del monitoraggio dei propri iscritti e di procedere alla pubblicazione annuale delle sanzioni antiriciclaggio a cui i professionisti sono stati sottoposti dalle autorità competenti. Nel documento annuale si dovrà procedere alla indicazione anche delle sanzioni disciplinari adottate dall’ordine nei confronti dei propri iscritti e le segnalazioni di operazioni sospette effettuate dagli stessi.
Quindi gli Ordini professionali entro il 30 maggio di ogni anno dovranno procedere, dopo averne data preventiva comunicazione al Comitato di sicurezza finanziaria, alla pubblicazione di una relazione sugli eventi dell’anno antecedente contenente:
Il Decreto legislativo modifica la lettera c), inserendo dopo le parole «che siano persone politicamente esposte» le seguenti: «, salve le ipotesi in cui le predette persone politicamente esposte agiscono in veste di organi delle pubbliche amministrazioni. In dette ipotesi, i soggetti obbligati adottano misure di adeguata verifica della clientela commisurate al rischio in concreto rilevato, anche tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 23, comma 2, lettera a), n. 2»;
Mentre con le modifiche disposte per l’articolo 1, comma 2, lettera dd), numero 3, il punto 3.1 e’ sostituito dal seguente: «3.1. le persone fisiche che, ai sensi del presente decreto detengono, congiuntamente alla persona politicamente esposta, la titolarita’ effettiva di enti giuridici, trust e istituti giuridici affini ovvero che intrattengono con la persona politicamente esposta stretti rapporti d’affari;»;
Per cui sono da considerare politicamente esposte anche le persone fisiche che decreto detengono, congiuntamente alla persona politicamente esposta, titolarità effettiva di enti giuridici, trust e istituti giuridici affini ovvero che intrattengono con la persona politicamente esposta stretti rapporti d’affari.
Il decreto legislativo n. 125 del 2019 ha introdotto delle modifiche anche inerenti la normativa sulla riservatezza dei dati che di seguito si riportano rigardanti il D.Lgs. n. 231/2007:
all’articolo 2, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente: «6-bis. Il trattamento dei dati personali effettuato per le finalità di cui al comma 1 è considerato di interesse pubblico ai sensi del regolamento (UE) 2016/679, del Parlamento europeo e del Consiglio e della relativa normativa nazionale di attuazione.»;
all’articolo 39, comma 1, dopo le parole «di finanziamento del terrorismo.» sono aggiunte le seguenti: «In relazione al trattamento di dati personali connesso alle attività di segnalazione e comunicazione di cui al presente comma, i diritti di cui agli articoli da 15 a 18 e da 20 a 22 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, si esercitano nei limiti previsti dall’articolo 2-undecies del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni.»
Nuova sanzione
L’articolo 62 (Disposizioni sanzionatorie specifiche per soggetti obbligati vigilati) del D.Lgs. n. 231 del 2007 viene modificato introducendo il comma 7-bis che statuisce:
7-bis. Fermo quanto previsto dagli articoli 56, 57 e 58, per l’inosservanza delle disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni, di cui agli articoli 7, 15 e 16, adottate nei confronti degli operatori non finanziari vigilati di cui all’art. 3, comma 5, lettera f), la Banca d’Italia irroga una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 350.000 euro. Nei casi di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime, la sanzione di cui al presente comma puo’ essere aumentata fino al triplo del massimo edittale ovvero fino al doppio dell’importo dei profitti ricavati dalle violazioni accertate, quando tale importo e’ determinato o determinabile.
All’accertamento e contestazione delle violazioni provvede l’autorità che, nell’esercizio dei suoi poteri, rilevi l’inosservanza degli obblighi di cui al presente decreto.
Antiriciclaggio: Commercialisti, differita al 1° gennaio 2020 l’applicazione delle regole tecniche emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili
Antiriciclaggio - Ordine dei Commercialisti - Nota 08 settembre 2017, n. 39 - Normativa antiriciclaggio e ruolo degli ordini professionali alla luce del D.Lgs. 231/2007 (
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Antiriciclaggio - stato dell'arte delle regole tecniche emanate dal CNDCEC ai sensi dell'art. 11. co. 2. d.lgs. 231/2007 - CONSIGLIO NAZIONALE DOTT COMMI E ESP CON - Nota 23 luglio 2018, n. 55
Antiriciclaggio - regole tecniche emanate dal CNDCEC ai sensi dell’art. 11, co. 2, d.lgs. 231/2007 - CONSIGLIO NAZIONALE DOTT COMM E ESP CON - Nota 23 gennaio 2019, n. 8
Regole Tecniche Antiriciclaggio - CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Comunicato 24 settembre 2019