Source: http://acutocomeunapalla.blogspot.com/2015/07/stupro-e-bigotti.html
Timestamp: 2018-04-25 08:38:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Acuto come una palla: Stupro e bigotti
Ed in realtà nemmeno in questo caso mi sento di schierarmi con chi pretende una condanna, ma in quanto alcuni giornali riportano delle motivazioni della sentenzatrovo decisamente troppi riferimenti a giudizi moralistici e poco o nulla attinenti sui comportamenti e stile di vita sia della vittima che degli imputati, che mi fanno ritenere che i giudici non siano stati all'altezza nè in grado di astrarsi da evidenti pregiudizi sulla vittima e sul contesto in cui il fatto è avvenuto ("discutibile momento di debolezza e di fragilità", "vita non linerare", "Apprezzabile è stata la volontà ... di stigmatizzare quell’iniziativa", "non aveva palesato particolare fastidio per le avances ricevute (strusciamenti e palpeggiamenti)", "rapporto di gruppo che alla fine, nel suo squallore...", "partecipare ... al workshop estivo Sex in Transition o ... interpretare un film splatter del regista imputato al processo, intriso di scene e di violenza"), a fianco ad un cenno ai motivi per cui avrei potuto trovare ragionevole una assoluzione ("gli elementi a favore dell’accusa ... restano davvero labili, fumosi e volatili") ed a pochi discutibili elementi a supporto di questa posizione (secondo i giudici la ragazza poteva essere ritenuta sobria, ma aveva bisogno di essere sorretta sino all'auto; non dimostrava segni di malessere, ma una passante ritiene di chiederle se ha bisogno di aiuto).
In sintesi quello che leggo mi pare possa tradursi così: "Assolviamo tutti perchè non ci sono prove sufficienti per affermare che da parte della ragazza non vi fosse consenso, ma d'altra parte in un contesto di simile immorale depravazione è ovvio che certe cose succedano, che ci volete fare.".
E la parte delle motivazioni che confusamente mescola i giudizi sul piano penale e quelli sul piano morale inficia pesantissimamente l'attendibilità di chi ha sentenziato evidentemente senza limitarsi a valutare i soli fatti: le abitudini sessuali, i ruoli interpretati, i comportamenti (tutti ampiamente leciti) dell'accusatrice non hanno peso nè valore nè motivo di essere citati perchè nulla dicono sul suo consenso ai rapporti di cui è stata parte in causa e, di conseguenza, non dovevano essere inserite in sentenza.
il 7/23/2015 08:25:00 AM
(Mi risulta sentenza d'Appello, non Cassazione).
Non ho voglia di discutere.
Prova solo a leggerti i commenti a questi post (se ne hai tempo e voglia):
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/23/violenza-sessuale-io-sto-con-la-ragazza-della-fortezza-da-basso/1898930/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/21/stupro-quella-perversa-abitudine-di-processare-la-vittima/1892411/
Magari ti capiterà di rivedere un pochino il tuo giudizio.
So bene che tu (e Tommaso) siete molto più consapevoli di me su come ci si possa formare un'opinione diversa a seconda di quali frasi vengano estrapolate dal contesto e raggruppate.
(E di come tutti ci sentiamo con troppa facilità "più meglio" dei C.t. della nazionale e dei giudici di un processo).
24 luglio 2015 04:01
"Mi risulta sentenza d'Appello, non Cassazione."
Grazie della segnalazione, ho corretto. Gli imbrattacarte prendano atto di cosa dovrebbe essere la loro etica professionale :-)
Avevo già letto almeno parte dei commenti di articoli su questo argomento e, rispetto alla maggior parte di loro che vuole utilizzare per far pendere la colpa da una parte piuttosto che dall'altra, non mi riconosco.
Non mi riconosco in nessuna delle due fazioni che vorrebero una sentenza di condanna o di assoluzione, non ho elementi sufficienti per avere una opinione in merito.
Non mi riconosco in particolare nella diffusa pretesa che vedo avanzare spesso per il reato di stupro di una sostanziale inversione dell'onere della prova, giustificata dalla difficoltà di produrne nel momento in cui si parla di provare l'esistenza o meno di un assenso. Non è possibile pensare che possa sostanzialmente bastare la testimonianza di una delle parti per giungere ad una condanna. Alla domanda "Cosa serve per essere credute?" la risposta, malgrado la particolare natura del reato, rimane la stessa: prove e indizi. E il fatto che per questa tipologia di reati possa essere più difficile che per altri produrne non può, a mio avviso, essere motivo per fare un passo indietro: è giusto che, da un punto di vista giuridico, si rimanga innocenti sino a quando non viene provato il contrario.
Il punto del mio post però è un altro: non ho intenzione di riscrivere interpretazioni, non contesto nemmeno che i giudici possano averci azzeccato, nè che si possa o debba indagare anche sulla vita della vittima (faccio un caso estremo: non credo che ogni segno di violenza e brutalità possa essere considerato una prova o indizio a carico nel caso la vittima sia abitualmente dedita a pratiche sadomaso).
Il fatto è che in quella sentenza mi pare siano presenti pregiudizi moralistici anche pesanti nei confronti di determinati comportamenti (pur leciti) che secondo me rendevano i giudici inadatti al ruolo.
Per fare un parallelo sportivo: il campionato di basket della squadra di mia figlia l'anno scorso è stato vinto da una squadra che ha giocato la final four sul campo di casa (uno dei pochi ad avere un certo tipo di fondo e tabelloni), ed è stata l'unica ad essere arbitrata sia in semifinale che in finale dall'unico arbitro che ha valutato due partite, arbitro che nella stagione precedente era il vice del loro allenatore. Ho l'impressione che non fosse l'arbitro adatto, anche se non riesco a dire che chi ha vinto non lo meritasse...
Un po' come se Giovanardi venisse chiamato a giudicare reati in materia di stupefacenti o Adinolfi in materia di gioco d'azzardo...
Sempre @ Sandro:
ho inutilmente scritto un commento prolisso per dire in maniera più confusa che, citando la pseudosintesi della sentenza che riportavo nel post, il problema secondo me non è la parte in cui si dice "Assolviamo tutti perchè non ci sono prove sufficienti per affermare che da parte della ragazza non vi fosse consenso", ma il fatto che quella in cui si dice che "d'altra parte in un contesto di simile immorale depravazione è ovvio che certe cose succedano, che ci volete fare." rende poco credibile la precedente valutazione perchè mostra come siano stati considerati nella valutazione -diversamente non sarebbero inseriti nella motivazione della sentenza- elementi ininfluenti e su cui i giudici nutrono pregiudizi di natura morale (e quindi personale e non giuridica)...
Scusa per il doppio link nel commento precedente (svista).
24 luglio 2015 10:45
Ho visto solo ora che mi avevi risposto.
Sì, avevo capito il tuo punto.
Hai fatto bene a precisare, però, la tua opinione sugli altri aspetti (con la quale sostanzialmente concordo).
Non ho ancora letto tutta la sentenza.
Non so ancora se contenga elementi che potrebbero far ricredere te riguardo i "giudici inadatti al ruolo" o magari me...
24 luglio 2015 10:55
la sentenza è piuttosto corposa, per cui cercherò di leggerla nel WE, quando avrò un po' di tempo...
Mi è però saltato all'occhio un dettaglio nelle prime pagine che mi fa pensare che potrei effettivamente aver motivo di rivedere almeno parzialmente il mio giudizio, visto che una delle citazioni che si trovano negli articoli non sembra essere riferibile ai giudici d'appello, ma parte del dispositivo del processo di primo grado...
24 luglio 2015 15:54
Io l'ho letta: sono a casa in ferie ed evidentemente non ho un cacchio di meglio da fare :) (non è vero... ma sono multi-tasking... :) :) ).
Qualche difficoltà per capire - chi ha fatto/detto cosa - la pone la mancanza dei nomi (ci fossero stati nomi di fantasia, sarebbe stato più facile).
Non ti anticipo altro.
24 luglio 2015 16:33
mi sono con qualche difficoltà letto e riletto la sentenza e tornerò sull'argomento domani.
Non ti anticipo altro :-)
Mi farebbe piacere se avessi tempo / modo di dare un tuo contributo...
27 luglio 2015 11:31
Mi sono appena svegliato e fra poco andrò a lavorare.
Dall'orario, potrai facilmente desumere che non si tratta di lavoro in un tribunale o in uno studio legale.
Dall'alto della mia INcompetenza di ex-studente di Giurisprudenza (tutte time mi vengono :) ) che ha abbandonato dopo una manciata di esami, posso dire che preferirei di gran lunga essere giudicato da quel collegio, piuttosto che da uno/a qualsiasi dei bloggher che hanno scritto dell'argomento sul Fatto Quotidiano, sia che fossi querelato, sia che fossi querelante, per qualsivoglia reato.
Per il resto, posso rimandarti ai commenti di alcuni di cui condivido le osservazioni e che hanno avuto la bontà di argomentare con maggiore pazienza e - suppongo - capacità di me.
Li nomino negli ultimi commenti in questa pagina:
http://rockitout.ilcannocchiale.it/comments/2828623
27 luglio 2015 22:16
"Tutte time" ???
Intendevo scrivere "tutte Rime", naturalmente.
27 luglio 2015 22:25