Source: http://www.italiaadozioni.it/la-ricerca-delle-origini/
Timestamp: 2020-08-14 17:17:15+00:00
Document Index: 75031922

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art 28', 'art. 28', 'art. 30', 'art.93', 'art. 24']

– 31 marzo 2012Postato in: Raccontare la storia
Shy colors, (CC BY-NC-ND 2.0) by Hathu-
Uno dei profili più complessi e variegati dell’intera tematica relativa all’adozione riguarda la conoscenza della condizione di figlio adottivo e la ricerca delle proprie radici. In tale ambito sono coinvolti infatti, aspetti giuridici, morali e sociali. Senza entrare nel ginepraio dei risvolti psicologici, morali e sociali inerenti la ricerca delle proprie origini che comunque, da madre adottiva quale sono, mi interrogano profondamente, cercherò di dare un quadro dell’orizzonte giuridico che si profila.
Qual è il bene che l’ordinamento giuridico intende tutelare con i divieti che la legge sull’adozione pone in materia di ricerca delle proprie radici?
L’art. 27, ultimo comma, L. n. 184/1983 lo chiarisce laddove, prevedendo espressamente la cessazione dei rapporti tra il minore e la famiglia di origine, intende tutelare il minore adottato e la sua famiglia da eventuali interferenze da parte dei parenti biologici del minore stesso.
Ai sensi dell’art 28 L. 184/1983, come modificato dalla L. 28/03/2001 n. 149, l’ufficiale di stato civile, l’ufficiale di anagrafe e qualsiasi altro ente pubblico o privato, autorità o pubblico ufficio devono rifiutarsi di fornire notizie, informazioni, certificazioni, estratti o copie dai quali possa risultare il rapporto di adozione, salvo espressa autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Nello stesso articolo viene espresso che non è necessaria l’autorizzazione qualora la richiesta provenga dall’ufficiale di stato civile, per verificare se sussistano impedimenti matrimoniali. Il 4° comma dell’art. 28 sancisce che le informazioni concernenti l’identità dei genitori biologici possono essere fornite ai genitori adottivi, quali esercenti la potestà dei genitori, su autorizzazione del tribunale per i minorenni, solo se sussistono gravi e comprovati motivi. Il tribunale accerta che l’informazione sia preceduta e accompagnata da adeguata preparazione e assistenza del minore.
Le informazioni possono essere fornite anche al responsabile di una struttura ospedaliera o di un presidio sanitario, ove ricorrano i presupposti della necessità e della urgenza e vi sia grave pericolo per la salute del minore. Raggiunta l’età di venticinque anni l’adottato può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l’identità dei propri genitori biologici. L’istanza deve essere presentata al tribunale per i minorenni del luogo di residenza. L’autorizzazione non è richiesta per l’adottato maggiorenne quando i genitori adottivi sono deceduti o sono irreperibili. Resta esclusa la possibilità di richiedere informazioni sulla madre biologica che, alla nascita del figlio, abbia dichiarato di non voler essere nominata (D.P.R. 3/11/2000 n. 396 art. 30 co. 1).
Sono state molteplici le pronunce giurisprudenziali che hanno riconosciuto nella tutela normativa del diritto della madre all’anonimato un’esigenza di tutela della riservatezza della persona e il diritto alla salvaguardia di interessi giuridici e sociali sia della eventuale famiglia legittima e dei suoi componenti che degli stessi figli non riconosciuti.
Lo stesso Consiglio di Stato, con pronuncia del 17/06/2003, precisa che non si può affermare che nella legislazione precedente la l. 184/1983 esistesse un diritto alla conoscenza delle proprie origini espressamente tutelato e prevalente sul diritto all’anonimato del genitore e che anzi le disposizioni sull’ordinamento dello Stato civile contemplavano la possibilità che il genitore restasse anonimo e che tali disposizioni integravano uno dei casi di divieto di divulgazione in presenza dei quali è escluso l’esercizio del diritto di accesso.
Per la giurisprudenza prevale la scelta del genitore di mantenere l’anonimato rispetto all’interesse del figlio di conoscere l’identità del genitore. Tale orientamento è stato confermato anche dalla Corte Costituzionale (sent. 16-25/11/2005 n. 425) che ha identificato la ratio della norma limitativa del diritto a conoscere le proprie origini nell’esigenza di tutelare la gestante che “trovandosi in situazioni particolarmente difficili dal punto di vista personale, economico o sociale, abbia deciso di non tenere con sé il bambino, offrendole la possibilità di partorire in una struttura sanitaria appropriata e di mantenere al contempo l’anonimato nella conseguente dichiarazione di nascita”.
Solo trascorsi 100 anni dalla nascita questi figli possono accedere alle informazioni. Attualmente esiste una petizione per ottenere l’abbassamento a 40 anni anziché 100 per ottenere l’accesso alle informazioni sulla madre biologica.
Nella sezione area legale di questo sito ItaliaAdozioni si può trovare sullo stesso argomento: Ricerca delle origini (L’accesso alle informazioni sulla famiglia di origine)
Tag: leggi, ricerca delle origini
Postato luglio 2, 2013 alle 11:33 AM
ho trovato il sito molto interessante .
sono un genitore di un bimbo di 5 anni affetto da una sindrome malformativa congenita.
Lo amiamo moltissimo e ci piacerebbe avere un altro bimbo anche se non naturale.
Mi avvicino molto timidamente a tutto ciò in quanto il contesto è delicato.
Mi spaventano il tempo necessario ed i costi .
Postato luglio 18, 2013 alle 8:16 AM
Buongiorno, vorrei poterla contattare per richiedere informazioni riguardo a come rintracciare mia madre biologica, mi sono gia’ rivolta all’ambasciata e ho scritto a giornali locali, si tratta di un’adozione internazionale di 28 anni fa.
Postato maggio 23, 2015 alle 12:40 PM
sono stata addottata amilano e io sono nata nel 1954 la mia adoziene e avvenuta due anni e mezzo circa dopo io so di avere dei fratelli vorrei conoscerli ma da loro voglio solo amicizia e nulla d altro grazie rita rotta
Postato giugno 16, 2015 alle 11:04 AM
Un invito ai legislatori perché non facciano confusione su diritti, doveri, prerogative, desideri, necessità, scelte consapevoli, impegni presi e garanzie.
”Quando ho letto la notizia credo che il mio mondo si sia dissolto in un attimo, ho guardato i miei familiari, ignari, e ho visto la fine della vita che con fatica mi sono costruita e guadagnata. Non vi voglio raccontare il mio passato doloroso, so però che non sarei in grado di riviverlo (…).
Non posso rivivere tutto di nuovo, non ho la forza di raccontare tutto alla mia famiglia attuale, non lo posso immaginare, mi sento morire e nell’attesa di questa condanna, io mi sento morire piano piano.
Che Dio mi perdoni se a volte vorrei farla finita, anche se poi non so se ne avrei il coraggio. La mia vita ormai dipende dal legislatore, vi prego non smettete di lottare per il parto anonimo, per questo non vi ho mai ringraziato abbastanza, quelle come me non possono palesarsi, non possono parlare ai dibattiti, devono solo aspettare! (…)
Ho cominciato a vivere nel terrore che un giorno arrivi a casa una raccomandata che mi obblighi a presentarmi in tribunale (come una malvivente), ho il timore di dover ripercorrere quella esperienza terribile (…).
Io ho la certezza che non riuscirò a sopportare tutto questo (…).
Uno Stato non può tradire in questo modo un patto stipulato che mi ha portato a fare questa scelta, anche se imposta, che mi ha permesso di non abortire. Sono disperata all’idea di poter fare soffrire i miei cari. Spero anche che la creatura che ho messo al mondo e per la quale prego sempre (sono aiutata da un padre spirituale) sia serena, considerando le sue origini, quelle delle persone che lo hanno adottato, loro sono i veri genitori”.
Naty Emme
Postato settembre 13, 2016 alle 11:47 AM
Io sono figlia adottiva…purtroppo NON ho MAI avuto 1 buon rapporto con i “miei genitori” adottivi…anzi tutt’altro…ho sempre avuto in me la voglia di sapere ki sono, da dove vengo, ke sangue scorre nelle mie vene, a ki assomiglio…il mio voler sapere è aumentato da quando sono diventata madre…sapevo e so ke potrei far star male “loro”, ma sono stanca di guardare alla sofferenza altrui…addosso è ora ke guardo 1 po’ ai miei sentimenti, al mio cuore e alla mia anima!!!…soprattutto se “loro” mi hanno girato le spalle quando avevo + bisogno!!!
Alida faraone
Postato settembre 30, 2017 alle 3:16 PM
Cerco i miei nonni o i miei zii il mio papà si chiama Luciano nato a Palestrina il 14.08.1949 e dato in adozione in pochi giorni il cognome dato dall istituto era Ottavi fino alle 14.08.1957 questo è tutto ciò che so vi ringrazio
transata giuseppina
Postato ottobre 8, 2017 alle 10:08 PM
cerco mia madre biologica, sono nata a Napoli, presso Ospedale Francesco Crispi in data 28.02.1947 e poi portata presso la SS Annunziata di Napoli.
Marcella scanu
Postato giugno 18, 2018 alle 5:25 PM
Buonasera sono Marcella sono nata ha Cagliari presso l ospedale San Giovanni di Dio il 26 06 1975 i miei genitori adottivi sono morti mio padre adottivo e morto che avevo 8 anni mia madre 17 sono madre di 5 figli cresciuti da sola in quanto i miei parenti mi volevano interdire e nn ho mai avuto una famiglia ,ora ho 43 anni è ho deciso se riesco di trovare un pezzo della mia vita già burrascosa prima di nascere , qualcuno mi sa dare qualche informzione vi prego aiutatemi
Postato giugno 29, 2018 alle 7:29 PM
Ciao Marcella la legge n. 149/2001 in materia di accesso alle origini, consente all’adottato venticinquenne che sia stato riconosciuto alla nascita di accedere alle informazioni che riguardano “la sua origine e l’identità dei propri genitori biologici”.
Il Tribunale per i minorenni può autorizzare l’accesso a tali informazioni a conclusione di una specifica procedura .che prevede l’audizione delle persone di cui ritenga opportuno l’ascolto. L’autorizzazione del Tribunale non è necessaria quando la richiesta provenga da un adottato maggiorenne (anche se non ha ancora compiuto i venticinque anni) i cui genitori adottivi risultino deceduti o irreperibili.
L’accesso non è invece consentito agli adottati non riconosciuti alla nascita. L’art.93 del Codice privacy precisa inoltre che il certificato di assistenza al parto o la cartella clinica contenente i dati personali della madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata possono essere rilasciati in copia integrale a chi vi abbia interesse “decorsi cento anni dalla formazione del documento“.
Per cui nel tuo caso se sei stata riconosciuta alla nascita puoi fare richiesta al Tribunale per avere informazioni sulle tue origini.
Postato settembre 11, 2019 alle 7:53 AM
Da genitore adottivo alla luce di quanto mi è successo vorrei parlare della ricerca delle origini “fai da te” a cui non si dà l’adeguata attenzione, dico questo alla luce di quanto mi è successo. Mia figlia allontanata dalla famiglia biologica a otto anni, con noi dai nove anni, a quindici mentre era in una comunità utilizzando i social ha ritrovato la famiglia biologica, quindi è stata accompagnata dalla madre biologica e lasciata a pranzo, gli educatori l’aspettavano nel bar sotto casa. La decisione fu presa da servizi sociali, psicologhe, psicoterapeuta con cui rielaborava i traumi subiti, senza informare noi ne autorizzati, per il tribunale lo stesso che l’aveva allontanato dalla famiglia biologica per gravissimi motivi nulla da eccepire, non solo nessuno ci ha chiesto come abbiamo vissuto quanto avvenuto ne ha valutato le conseguenze. Il tutto con buona pace dell’art. 24 Legge 149/2001, senza parlare della responsabilità genitoriale di noi genitori adottivi. A oggi nessuno mi ha dato una spiegazione di quanto avvenuto, noi non eravamo contrari, ma pensavamo avvenisse con un progetto condiviso.
Postato dicembre 12, 2019 alle 11:05 PM
È da un po’ di tempo che penso che sono stata adottata,ma nessuno mi dice la verità.E’ possibile che non sono nata nel luogo indicato dalla carta d’identità? A chi mi devo rivolgere per sapere se sono stata adottata?
Postato dicembre 17, 2019 alle 11:18 AM
Ciao Mary , posso dirti per esperienza personale di mamma adottiva che nella carta di identità normalmente viene indicato il reale luogo di nascita dell’adottato sia nazionale che internazionale. Premesso che reputo sempre fondamentale ed importante parlare ,chiedere spiegazioni e confrontarsi con i genitori , posso dirti che se hai raggiunto i 25 anni di età potresti rivolgerti al Tribunale per i minorenni competente in relazione al luogo di nascita o di residenza e verificare l’esistenza o meno di una procedura sempre che il Tribunale possa darti informazioni o che ce ne siano . Ti consiglio comunque di farti seguire da un avvocato che possa guidarti . Cordiali saluti, Avv. Emanuela Signorelli.