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Timestamp: 2016-10-22 07:29:00+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.184', 'art.184', 'art. 184', 'art. 198', 'art. 184', 'art. 186', 'arti 1819', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 256', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 212', 'art. 34', 'art. 183']

⭐RESIDUI DA ATTIVITÀ DI CANTIERE La gestione dei rifiuti da Costruzione & Demolizione
RESIDUI DA ATTIVITÀ DI CANTIERE La gestione dei rifiuti da Costruzione & Demolizione
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Teodoro Innocenti
1 Catania, 5 luglio 2010 Seminario RESIDUI DA ATTIVITÀ DI CANTIERE La gestione dei rifiuti da Costruzione & Demolizione Dr. Ing. Domenico Sole Greco2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO D.Lgs. n 22 del 05/02/97 e s.m.i.: (c.d. Decreto Ronchi) Attuazione delle Direttive europee sui rifiuti, sui rifiuti pericolosi e sui rifiuti di imballaggio D.M. 05/02/1998: Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del D.Lgs. 05/02/1997 D.M. 471/99: Regolamento recante criteri per la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e s.m.i. 23 NORMATIVA DI RIFERIMENTO L. 21/12/2001, n. 443 (Legge Lunardi): Art. 1 Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi [ ], comma 17, 18 e 19 Gestione terre e rocce da scavo, anche di gallerie Direttiva 9 aprile 2002 del Min. Ambiente: Indicazione per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti Trascodifica CER 34 NORMATIVA DI RIFERIMENTO Decreto MinAmbiente 12 giugno 2002, n. 161 Norme tecniche per il recupero agevolato dei rifiuti pericolosi ex Dlgs 22/1997 Dlgs 13 gennaio 2003, n. 36 Attuazione della direttiva 1999/31/Ce - Discariche di rifiuti Decreto MinAmbiente 3 agosto 2005 Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica 45 NORMATIVA DI RIFERIMENTO D.lgs. 3 aprile 2006 n Norme in materia ambientale (in vigore dal 29/04/2006) Parte quarta: Norme in materia di gestione dei rifiuti (titolo I) e di bonifica dei siti inquinati (titolo V) D.lgs.16 gennaio 2008 n. 4 (in vigore dal 13/02/2008): Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale 56 DEFINIZIONE DI RIFIUTO Dal D.Lgs. 152/06 (Testo Unico Ambientale), Art. 183, comma 1, lettera a): Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell Allegato A e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia obbligo di disfarsi DIVERSI PROBLEMI INTERPRETATIVI 67 DEFINIZIONE DI RIFIUTO 78 DEFINIZIONE DI RIFIUTO La circolare del MinAmbiente del 28/06/99, ripresa dal D.L. n. 138/2002 (Convertito nella L. n. 178/2002) ha precisato i seguenti termini: 1. si disfi : qualsiasi comportamento atto ad avviare un materiale o una sostanza ad attività di smaltimento o di recupero 2. abbia deciso : volontà di destinare ad operazioni di smaltimento e di recupero 3. abbia obbligo di disfarsi : l obbligo di avviare un materiale, una sostanza o un bene ad operazione di recupero o di smaltimento stabilito da leggi o da provvedimenti pubblici o imposto dalla natura della sostanza (es. olio usato, batterie esauste, ecc) 89 RIUTILIZZO RECUPERO SMALTIMENTO Riutilizzo: Reimpiego del materiale nel medesimo o in analogo o diverso ciclo produttivo o di consumo, senza subire alcun intervento preventivo di trattamento o senza che si renda necessaria alcuna operazione di recupero (es. pulizia, lavaggio, verniciatura, ecc.); Recupero: Le operazioni previste nell Allegato C alla parte quarta del D.Lgs. 152/06 e s.m.i (es. messa in riserva R13, trattamento e successivo test di cessione); Smaltimento: Le operazioni previste nell Allegato B alla parte quarta del presente D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (es. smaltimento D1, incenerimento D10, deposito preliminare D15) 910 SOTTOPRODOTTO D.Lgs. 152/06 T.U.A. D.Lgs. 04/08 (Correttivo) Art. 183, comma 1, lettera p) Sottoprodotto: le sostanze ed i materiali dei quali il produttore non intende disfarsi, e che: 4)siano originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione; 2) il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione, integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione o di utilizzazione preventivamente individuato e definito; 1011 SOTTOPRODOTTO Sottoprodotto: 2)soddisfino requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati per l'impianto dove sono destinati ad essere utilizzati; 3)non debbano essere sottoposti a trattamenti preventivi o a trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di qualità ambientale di cui al punto 3), ma posseggano tali requisiti sin dalla fase della produzione; 4)abbiano un valore economico di mercato. 1112 SOTTOPRODOTTO Per trasformazione preliminare s'intende qualsiasi operazione che faccia perdere al sottoprodotto la sua identità, ossia le caratteristiche merceologiche di qualità e le proprietà che esso già possiede, e che si rende necessaria per il successivo impiego in un processo produttivo o per il consumo. OPERAZIONI DI RECUPERO 1213 MATERIE PRIME SECONDARIE D.Lgs. 152/06 T.U.A. D.Lgs. 04/08 (Correttivo) Art. 181-bis, comma 1 - (MPS) Non costituiscono rifiuti le materie e i prodotti secondari che siano prodotti da un'operazione di riutilizzo, di riciclo o di recupero di rifiuti atti a garantire l'ottenimento di materiali con caratteristiche merciologiche e di standart tecnici fissate con futuro D.M. Ambiente, da emanarsi entro il 31 dicembre Sino all'emanazione del D.M. continuano ad applicarsi le disposizioni di cui ai decreti ministeriali 05/02/98, 12/06/02, n. 161 e 17/11/05, n14 CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI 1415 TRASCODIFICA CODICI CER Decisione 2000/532/CE e succ. mod.: (Decisione 2001/118/CE - Decisione 2001/119/CE - Decisione 2001/573/CE) Recepita dalla Direttiva Min. Amb. 9 aprile 2002 Modifica ed amplia l elenco delle tipologie di rifiuti e dei relativi codici CER Descrive una procedura per l attribuzione dei codici CER Introduce, per l individuazione dei rifiuti pericolosi, il duplice criterio tabellare e analitico 1516 CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI Dal 2002 e nel D.Lgs. 03/04/2006 n. 152 T.U.A. URBANI (art.184 comma 2) NON PERICOLOSI ORIGINE PERICOLOSITA Tabellare e Analitico SPECIALI (art.184 comma 3) PERICOLOSI 1617 RIFIUTI URBANI (art. 184, co. 2) Rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione Rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli adibiti ad uso di civile abitazione, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'art. 198, c. 2, lett. g del Dlgs 152/06 Rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade Rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade e aree pubbliche o sulle strade e aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua Rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali Rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale 1718 RIFIUTI SPECIALI (art. 184, co. 3) Rifiuti da attività agricole e agro industriali Rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall art. 186; Rifiuti da lavorazioni industriali Rifiuti da lavorazioni artigianali Rifiuti da attività commerciali Rifiuti da attività di servizio Rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione ed altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi Rifiuti derivanti da attività sanitarie I macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti I veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti 1819 RIFIUTI PERICOLOSI (art. 184, co. 5) Sono pericolosi i rifiuti indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell'elenco di cui all'allegato D (codici CER) alla parte quarta del presente decreto, sulla base degli Allegati G, H e I alla medesima parte quarta. Se il codice è evidenziato in rosso e * i rifiuti sono sempre pericolosi indifferentemente dalla sostanze contenute. Se il codice è evidenziato in rosso e * i rifiuti sono pericolosi se le concentrazioni sono tali da conferire al rifiuto stesso una o più delle 14 caratteristiche di pericolo di cui all'allegato I (voce a specchio) 1920 ATTRIBUZIONE CODICE CER L Allegato D del T.U. riporta il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) che identifica i rifiuti con un CODICE DI 6 CIFRE quale nomenclatura di riferimento con una terminologia comune per tutta la Comunità Obbligo del produttore: identificare in maniera corretta il codice relativo ai propri rifiuti, per le opportune operazioni di smaltimento o recupero 2021 ALLEGATO D Capitoli dell Elenco 01 Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali 02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone 04 Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile 05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone 06 Rifiuti dei processi chimici inorganici 07 Rifiuti dei processi chimici organici 08 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri 09 Rifiuti dell'industria fotografica 10 Rifiuti provenienti da processi termici 11 Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa 2122 ALLEGATO D Capitoli dell Elenco 12 Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica 13 Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12) 14 Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08) 15 Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti) 16 Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco 17 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati) 18 Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate 19 Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale 20 Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata 2223 RIFIUTI PERICOLOSI (art. 184, co. 5) Voci "specchio" Si hanno quando lo stesso rifiuto viene indicato nel CER sia come pericoloso (mediante apposizione di asterisco) sia come non pericoloso. Il criterio delle CL si applica solo ai rifiuti indicati nelle voci "specchio". In questi casi, il rifiuto è pericoloso solo se le sostanze raggiungono concentrazioni (% rispetto al peso) tali da conferire ad esso una o più delle 14 caratteristiche di pericolo di cui all allegato III alla dir. 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi (Allegato I D.Lgs. 152/06 e s.m.i.) Es. CER * terre e rocce contenenti sostanze pericolose CER terre e rocce 2324 CARATTERISTICHE DI PERICOLO (All. I) COD H1 CLASSIFIC. Esplosivo COD CLASSIFIC. Facilmente infiammabile COD H4 CLASSIFIC. Irritante H3-A H2 Comburente H5 Nocivo Infiammabile H3 Infettivo H3-B H6 Tossico 2425 CARATTERISTICHE DI PERICOLO (All. I) COD CLASSIFIC. COD CLASSIFIC. H7 Cancerogeno H12 Corrosivo H8 H13 H10 Teratogeno Ecotossico H14 H11 Mutageno 2526 DEFINIZIONI produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè il produttore iniziale e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione di detti rifiuti; detentore: il produttore dei rifiuti o il soggetto che li detiene; 2627 DEFINIZIONI gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonche' il controllo delle discariche dopo la chiusura; raccolta: l'operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all'interno di un'area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali sono originati i rifiuti. N.B. Concetto importante per deposito il temporaneo 2728 PRODUTTORE & DETENTORE Recenti sentenze della Corte di Cassazione Penale hanno sancito: Il produttore-detentore di rifiuti ha l obbligo di controllare che coloro ai quali li consegna siano soggetti autorizzati alle attività di trasporto, recupero o smaltimento; nel caso in cui tale doverosa verifica sia omessa, il produttoredetentore risponde a titolo di concorso con il soggetto qualificato nella eventuale commissione del reato di cui all art. 256, c. 1, Dlvo 152/06 (attività di gestione dei rifiuti non autorizzata). 2829 PRODUTTORE & DETENTORE Esclusione di responsabilità: La responsabilità del produttore è esclusa: In caso di conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta; In caso di conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati a condizione che il produttore abbia ricevuto il formulario controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore. Alla scadenza dei tre mesi, il produttore deve fare comunicazione alla Provincia competente per territorio e, per trasporti transfrontalieri, alla Regione. 2930 OBBLIGHI DEL PRODUTTORE A seconda del tipo di rifiuto prodotto la normativa prevede diversi obblighi e, conseguentemente, operazioni a carico del produttore Identificazione rifiuto Smaltimento e altri obblighi Il produttore deve scegliere il corretto Codice CER di identificazione del rifiuto al fine di gestire al meglio le operazioni di smaltimento 3031 RIFIUTI DA COSTRUZIONE & DEMOLIZIONE 3132 FLUSSI DEI RIFIUTI DA C & D Riutilizzo nei luoghi di produzione 3233 PRODUZIONE RIFIUTI DA C & D Costruzione e demolizione (C&D): Insieme di processi produttivi realizzati in cantieri temporanei o mobili e relativi alle attività economiche del settore delle costruzioni ed installazioni impianti. Demolizione tradizionale: E il metodo di demolizione più comune, più rapido e meno costoso dal punto di vista economico, ma genera una grande quantità di rifiuti irrecuperabili che creano danni ambientali ed occupano grandi quantità di suolo. Il prodotto di tale demolizione ha due destinazioni possibili: - Avviamento ad impianto di trattamento => MPS - Smaltimento in discarica 3334 PRODUZIONE RIFIUTI DA C & D Demolizione selettiva: strategia di demolizione che separa i rifiuti per frazioni omogenee ed orientata verso il riciclo dei materiali. E un metodo di demolizione ancor oggi poco praticato perché comporta costi elevati dovuti al massiccio impiego di mano d opera. La demolizione selettiva è un efficace metodo per separare elementi riusabili da elementi non riusabili e per allontanare dai rifiuti da demolizione sostanze inquinanti (oli, amianto, ecc). Costituisce un efficace strumento per migliorare la qualità dei rifiuti e per aumentarne la quantità di frazione riciclabile. 3435 PRODUZIONE RIFIUTI DA C & D Demolizione controllata: tecnica di demolizione che si realizza con tagli, perforazioni e/o frantumazioni delle strutture in muratura o in cemento armato degli edifici e delle strutture in genere. Vengono utilizzati moderni utensili diamantati, quali seghe a disco o seghe a fili, carotatrici, e dispositivi idraulici, quali pinze e divaricatori. Si ottengono frazioni omogenee di rifiuti facilmente recuperabili. 3536 GESTIONE DEI RIFIUTI DA C & D RIUTILIZZO MPS 3637 COMPONENT E: Trave in legno, tavolato in legno Tavella in laterizio Mattone in laterizio Concio in pietra naturale Trave in ferro (acciaio) Coppi in laterizio, tegole in laterizio Scandola in legno Lastre ondulate per coperture in materiale plastico Comignolo in laterizio (monolitico) Canale di gronda, pluviale (in lamiera metallica) Piastrelle in ceramica smaltate (pavimentazioni e rivestimenti) Piastrelle in ceramica non smaltate greificate Elementi da pavimentazione o rivestimento in pietra naturale Listoni, listelli, doghe in legno da parquet Caminetto in pietra naturale Battiscopa in legno Davanzale, soglia, gradino in marmo Ante, persiane oscuranti Finestre e porte finestre Porte esterne e portoni Porte interne Lucernari, abbaini, ecc Parapetti, balaustre, inferriate e recinzioni in profilati di acciaio saldati o chiodati Apparecchi sanitari (lavello/lavabo, bidet, vasca, piatto doccia, WC) Rubinetteria Corpo scaldante (radiatore, convettore) 3738 RIFIUTI DA C & D CATEGORIA rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati) CEMENTO, MATTONI, MATTONELLE E CERAMICHE Cemento Mattoni Mattonelle e ceramica * Miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle o ceramiche, contenenti sostanze pericolose Miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce LEGNO, VETRO E PLASTICA Legno Vetro Plastica * Vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose o da esse contaminati MISCELE BITUMINOSE, CATRAME DI CARBONE E PRODOTTI CONTENENTI CATRAME * Miscele bituminose contenenti catrame di carbone Miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce * Catrame di carbone e prodotti contenenti catrame METALLI (INCLUSE LE LORO LEGHE) Rame, bronzo, ottone Alluminio Piombo Zinco Ferro e acciaio Stagno 3839 RIFIUTI DA C & D CATEGORIA rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati) METALLI (INCLUSE LE LORO LEGHE) Metalli misti * Rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose * Cavi impregnati di olio, di catrame, di carbone o di altre sostanze pericolose Cavi, diversi da quelli di cui alla voce TERRA (COMPRESO IL TERRENO PROVENIENTE DA SITI CONTAMINATI), ROCCE E FANGHI DI DRAGAGGIO * Terra e rocce contenenti sostanze pericolose Terra e rocce diverse da quelle di cui alla voce * Fanghi di dragaggio contenenti sostanze pericolose Fanghi di dragaggio diversi da quelli di cui alla voce * Pietrisco per massicciate ferroviarie contenente sostanze pericolose Pietrisco per massicciate ferroviarie diverso da quello di cui alla voce MATERIALE ISOLANTE * Materiali isolanti contenenti amianto * Altri materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose Materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci e * Materiali da costruzione contenenti amianto 3940 RIFIUTI DA C & D CATEGORIA rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati) MATERIALI DA COSTRUZIONE A BASE DI GESSO * Materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose Materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce ALTRI RIFIUTI DELL'ATTIVITÀ DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE * Rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione contenenti mercurio * Rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione contenenti PCB (ad es. sigillanti contenenti PCB, pavimentazioni a base di resina contenenti PCB, elementi stagni in vetro contenenti PCB) * Altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione (compresi rifiuti misti) contenenti sostanze pericolose Rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione diversi da quelli di cui alle voci , e41 Altri rifiuti da C & D Categoria 17 Altri rifiuti prodotti nei cantieri edili per attività di costruzione e demolizione rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso e della rimozione di pitture e vernici * pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce * sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, diverse da quelle di cui alla voce * residui di vernici o di sverniciatori rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di adesivi e sigillanti (inclusi i prodotti impermeabilizzanti) * adesivi e sigillanti di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose adesivi e sigillanti di scarto, diversi da quelli di cui alla voce * rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce42 Altri rifiuti da C & D Categoria 17 Altri rifiuti prodotti nei cantieri edili per attività di costruzione e demolizione scarti di oli per circuiti idraulici * oli per circuiti idraulici contenenti PCB * altri oli per circuiti idraulici scarti di olio motore, olio per ingranaggi e oli lubrificanti * altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione oli isolanti e termoconduttori di scarto * oli isolanti e termoconduttori, contenenti PCB * oli sintetici isolanti e termoconduttori * altri oli isolanti e termoconduttori IMBALLAGGI (COMPRESI I R. U. DI IMBALLAGGIO OGGETTO DI R. D.) Imballaggi di carta e cartone Imballaggi in plastica Imballaggi in legno Imballaggi metallici Imballaggi in materiali compositi Imballaggi in materiali misti Imballaggi in vetro Imballaggi in materia tessile * Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze * Imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi i contenitori a pressione vuoti * assorbenti, materiali filtranti (incluso filtri dell olio) stracci e indumenti contaminate da sostanze pericolose 4243 IMBALLAGGI D.lgs. 152/06 - Parte IV - Titolo II Gestione degli imballaggi Imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo; Rifiuto di imballaggio: ogni imballaggio o materiale di imballaggio, rientrante nella definizione di rifiuto di cui all'articolo 183, comma 1, lettera a), esclusi i residui della produzione; 4344 RIFIUTI DA IMBALLAGGIO JJJ Fusti CER * Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Cisternette CER Imballaggi in materiali misti Contenitori plastici CER * Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze 4445 RIFIUTI DA IMBALLAGGIO Bancali (pallets) CER Imballaggi in legno Big bags CER Imballaggi in materiale tessile Scatole CER Imballaggi di carta e cartone 4546 RIFIUTI DA C & D PERICOLOSI 4647 RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO Legge 27/03/1992, n. 257: Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. Viene vietata l estrazione, l importazione, l esportazione, la commercializzazione e la produzione di materiali e prodotti contenenti amianto. Decreto Ministeriale 06/09/1994: Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6,comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n.257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto. T.U. sicurezza - D.Lgs. 09 aprile 2008, n. 81, mod. D.Lgs. 03/08/2009: Art Obbligo del datore di lavoro di adottare misure necessarie per l individuazione di MCA per i lavori di manutenzione/demolizione. 4748 RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO L amianto o asbesto è un minerale presente in natura costituito da silicati a struttura cristallina e fibrosa. L Italia è stato il maggior produttore europeo. Il minerale si presenta sotto diverse forme chimiche: 4849 RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO Il crisotilo o serpentino (amianto bianco), cosiddetto per la struttura spiraliforme delle fibre viste al microscopio, rappresenta da solo oltre il 90% del materiale estratto ed utilizzato. La bassa conducibilità termica e l elevata resistenza agli agenti chimici ed alla trazione, sono alla base dell elevato potere isolante e coibentante dell amianto. Molto diffuso in natura, può essere anche filato o tessuto, con eccezionali caratteristiche di incombustibilità e coibenza (capacità di isolante termico, elettrico o acustico). 4950 RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO Le fibre di amianto inalate si depositano in profondità nell apparato respiratorio e possono provocare l insorgenza di: ASBESTOSI (una forma di fibrosi polmonare) MESOTELIOMA PLEURICO O PERITONEALE CARCINOMA BRONCHIALE nonché altri tipi di neoplasie. 5051 RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO POSSIBILI LOCALIZZAZIONI DELL AMIANTO Intonaco Guarnizioni stufe Pannelli Coibentazione tubi Rivestimento camini Elettrodomestici Tubazioni idriche Materiali Isolanti Lastre di copertura Canne fumarie Serbatoi idrici 5152 RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO Sono compatti i materiali come i pannelli o tramezzi isolanti, le coperture costituite da lastre piane o ondulate (tipo Eternit), canne fumarie, alcuni pavimenti in linoleum, cassoni idrici. Sono da considerare friabili i soffitti spruzzati a scopo antincendio, anticondensa o fonoassorbente (cemento acustico), e il materiale spruzzato su travi, tubazioni e caldaie. I materiali friabili tendono con maggiore facilità a rilasciare fibre di amianto nell ambiente, i materiali compatti rilasciano le fibre solo se abrasi, perforati o frantumati. 5253 I provvedimenti di bonifica si realizzano con tre modalità: RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO Le tecniche di intervento consistono in: Rimozione o scoibentazione Incapsulamento Confinamento 5354 RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO Importante: Ogni intervento di ristrutturazione o demolizione di strutture MCA deve essere sempre preceduto dalla rimozione dell amianto stesso, al fine di eliminare il possibile rischio di dispersione delle fibre e di contaminazione dell altro materiale o rifiuto. Gli interventi di bonifica di MCA devono essere eseguiti da ditte esperte, iscritte all Albo Nazionale Gestori Ambientali alla Categoria 10 (art. 212 D.Lgs. 152/06) e previa presentazione (ai sensi dell art. 34 del D.Lgs 277/91) di un piano di lavoro da presentare all organo di vigilanza (ASP competente per territorio). 5455 OPERAZIONI DI RECUPERO E SMALTIMENTO 5556 RECUPERO DI MATERIA D.M. Ambiente 5 febbraio 1998 (mod. dal DM Ambiente 5 aprile 2006, n. 186) Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. D.M. 12 giugno 2002, n. 161 Rifiuti pericolosi sottoposti alle procedure semplificate 5657 RECUPERO DI MATERIA 3 RIFIUTI DI METALLI E LORO LEGHE 3.1 Tipologia: rifiuti di ferro, acciaio e ghisa [ ] [150104] [170405] [ ] Provenienza: [...] attività industriali, artigianali e commerciali e agricole; attività di C. & D Caratteristiche del rifiuto: rifuti ferrosi, di acciaio, ghisa e loro leghe Attività di recupero: recupero diretto in impianti metallurgici e nell industria chimica [R4], messa in riserva [R13] per la produzione di MPS per l'industria metallurgica; 5758 RECUPERO DI MATERIA 6 RIFIUTI DI PLASTICHE 6.1 Tipologia: rifiuti di plastica; imballaggi usati in plastica compresi i contenitori per liquidi, [...] [150102] [170203] [...] Provenienza: [...] attività industriali, artigianali e commerciali e agricole; attività di C. & D Caratteristiche del rifiuto: materiali plastici, compresi teli e sacchetti, [...] Attività di recupero: messa in riserva [R13] per la produzione di MPS per l'industria delle materie plastiche Caratteristiche dei prodotti ottenuti: MPS conformi alle specifiche UNIPLAST-UNI e prodotti in plastica 5859 RECUPERO DI MATERIA 7. RIFIUTI CERAMICI E INERTI 7.1 Tipologia: rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato [ ], frammenti di rivestimenti stradali, purché privi di amianto [101311] [170101] [170102] [170103] [170104] [170802] [170701] [170107] [170904] [200301] Provenienza: attività di C. & D. [ ] Caratteristiche del rifiuto: materiale inerte, laterizio e ceramica cotta anche con presenza di frazioni metalliche, legno, plastica, carta e isolanti escluso amianto 5960 RECUPERO DI MATERIA Attività di recupero: a) messa in riserva di rifiuti inerti [R13] per la produzione di MPS per l'edilizia, mediante fasi meccaniche di macinazione, vagliatura, selezione granulometrica e separazione della frazione metallica e delle frazioni indesiderate per l'ottenimento di frazioni inerti di natura lapidea a granulometria idonea e selezionata, con eluato del test di cessione conforme a quanto previsto in allegato 3 al presente decreto [R5]; 6061 RECUPERO DI MATERIA Attività di recupero: b) utilizzo per recuperi ambientali previo trattamento di cui al punto a) il recupero è subordinato all'esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto [R10]; c) utilizzo per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali e ferroviari e aeroportuali, piazzali industriali previo trattamento di cui al punto a) (il recupero è subordinato all'esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto [R5]. 6162 RECUPERO DI MATERIA Caratteristiche prodotti ottenuti: MPS per l'edilizia con caratteristiche conformi all'allegato C della circolare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio 15 luglio 2005, n. UL/2005/63 RECUPERO DI MATERIA Nota: L'allegato C della circolare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio 15 luglio 2005, n. UL/2005/5205 definisce le caratteristiche prestazionali degli aggregati riciclati in base al loro utilizzo finale, distinguendo fra: corpo dei rilevati, sottofondi stradali, strati di fondazione, recuperi ambientali, riempimenti e colmate, strati accessori aventi funzione antigelo, anticapillare, drenante, ecc. 6364 RECUPERO DI MATERIA 7. RIFIUTI CERAMICI E INERTI 7.6 Tipologia: conglomerato bituminoso [170302] Provenienza: attività di scarifica del manto stradale mediante fresatura a freddo Caratteristiche del rifiuto: rifiuto solido costituito da bitume ed inerti Attività di recupero: a) produzione conglomerato bituminoso "vergine" a caldo e a freddo [R5] 6465 RECUPERO DI MATERIA Attività di recupero: b) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero è subordinato all'esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5]. c) produzione di materiale per costruzioni stradali e piazzali industriali mediante selezione preventiva (macinazione, vagliatura, separazione delle frazioni indesiderate, eventuale miscelazione con materia inerte vergine) con eluato conforme al test di cessione secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto[r5] 6566 ILLECITO RIUTILIZZO CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. III, 19/02/2008 (Ud. 15/01/2008), Sentenza n I rifiuti da demolizione di edifici presentano caratteristiche di disomogeneità e necessitano, prima del loro nuovo uso, di preventivi trattamenti (vagliatura, cernita, separazione, rimozione di eventuali sostanze inquinanti, recupero di metalli e composti metallici, frantumazione, etc). In particolare, i residui di attività di demolizione richiedono, prima del loro reimpiego, operazioni di recupero, per cui sono disciplinati dalla normativa sui rifiuti (oggi D. L.vo n.152/2006 e s.m.). 6667 ILLECITO RIUTILIZZO Cass. n del 2003, Favale; n del 2003; n del 2005, Francucci. Secondo l orientamento di questa corte il materiale proveniente da scavo di strade non è assimilabile alle terre e rocce da scavo in quanto non è costituito esclusivamente da terriccio e ghiaia ma anche da pezzi di asfalto e calcestruzzo qualificabili pacificamente come rifiuti. Importante è, quindi, lo SCAVO SELETTIVO. 6768 SMALTIMENTO IN DISCARICA Dlgs 13 gennaio 2003, n Attuazione della direttiva 1999/31/Ce relativa alle discariche di rifiuti Articolo 4 - Classificazione delle discariche Ciascuna discarica è classificata in una delle seguenti categorie: discarica per rifiuti inerti; discarica per rifiuti non pericolosi; discarica per rifiuti pericolosi. 6869 SMALTIMENTO IN DISCARICA Dlgs 13 gennaio 2003, n. 36 Rifiuti inerti: i rifiuti solidi che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa; i rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano né sono soggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana. La tendenza a dar luogo a percolati e la percentuale inquinante globale dei rifiuti nonché l'ecotossicità dei percolati devono essere trascurabili e, in particolare, non danneggiare la qualità delle acque, superficiali e sotterranee. 6970 SMALTIMENTO IN DISCARICA Decreto 3 agosto 2005 (Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica) I rifiuti sono ammessi in discarica, esclusivamente, se risultano conformi ai criteri di ammissibilità della corrispondente categoria di discarica; Per accertare l'ammissibilità dei rifiuti nelle discariche devono essere sottoposti ad analisi; È ammesso il conferimento di rifiuti che soddisfano i criteri per l'ammissione ad ogni categoria di discarica in discariche aventi un livello di tutela superiore. 7071 SMALTIMENTO IN DISCARICA Rifiuti conteneti amianto (RCA) Discarica per rifiuti pericolosi, dedicata o dotata di cella dedicata; Discarica per rifiuti non pericolosi, dedicata o dotata di cella monodedicata, nella quale possono essere conferiti rifiuti con CER * e altri RCA, purchè sottoposti ai processi di trattamento previsti dal D.M. 248/2004 e con valori conformi a quelli indicati dal D.M. 03/08/72 DEPOSITO TEMPORANEO 7273 DEFINIZIONI (Art. 183 D.Lgs. 152/06) Stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell'allegato B alla parte quarta del presente decreto, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni dimessa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell'allegato C alla medesima parte quarta. Lo stoccaggio è una FASE di gestione e, in quanto tale, deve essere autorizzata. 7374 DEFINIZIONI (Art. 183 D.Lgs. 152/06) Deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni [ ]. Si tratta di una particolarissima forma di "stoccaggio" che precede ogni e qualsiasi fase della gestione (raccolta, trasporta, smaltimento o recupero); pertanto, non rientra nel concetto di gestione. Il deposito temporaneo è un ATTIVITÀ di gestione. 7475 Deposito temporaneo IL CONCETTO DI GESTIONE DI RIFIUTI nel D.L.gs 3 aprile 2006 n.152 A margine, prima della raccolta, e dunque prima della gestione formale, può esistere il deposito temporaneo (che non può più essere effettuato dopo il trasporto) Raccolta Trasporto (Stoccaggio) Recupero Smaltimento 7576 Deposito temporaneo Raggruppamento dei rifiuti prima della raccolta nel rispetto di specifiche condizioni previste nell art. 183 del D.Lgs 152/06, nel luogo di produzione IL CONCETTO DI GESTIONE DI RIFIUTI Raccolta nel D.L.gs 3 aprile 2006 n.152 Trasporto (Stoccaggio) Recupero Smaltimento 7677 DEPOSITO TEMPORANEO Condizioni alternative: a) il produttore può scegliere di raggruppare in deposito temporaneo quantitativo illimitato di rifiuti provvedendo alla raccolta e all'avvio alle operazioni di recupero o di smaltimento entro il termine massimo di tre mesi sia per i R.P. che per i R.N.P. ; b) il produttore può scegliere di raggruppare in deposito temporaneo un quantitativo massimo di 10 metri cubi di R.P. o 20 metri cubi di R.N.P., in tal caso provvederà alla raccolta e all'avvio alle operazioni di recupero o di smaltimento quando avrà raggiunto tale quantitativo massimo; tuttavia, anche se non si è raggiunto il quantitativo massimo di 10 o 20 metri cubi, il termine di giacenza non può superare mai un anno. 7778 DEPOSITO TEMPORANEO Condizioni : i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli [PCDD/F] in quantità superiore a 2,5 parti per milione (ppm), né policlorobifenili e policlorotrifenili [PCB/PCT] e in quantità superiore a 25 parti per milione (ppm); il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura dei rifiuti pericolosi. 7879 DEPOSITO TEMPORANEO Norme tecniche: Capitolo 4.1 della deliberazione Comitato interministeriale 27 luglio 1984 che tratta lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti, corrispondente all'attuale D15 (deposito preliminare); DM 05/02/98, Allegato 5: Norme tecniche generali per gli impianti di recupero che effettuano l'operazione di messa in riserva dei rifiuti non pericolosi (R13). Sono norme semplici e di carattere generico (misure di contenimento, separazione di materiali incompatibili, etichettatura, idoneità degli imballi ecc.). 7980 Norme tecniche - Del.Com.Int. 27/07/84 8081 Norme tecniche - Del.Com.Int. 27/07/84 81 Vedere altro
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