Source: http://www.paesaggiopuglia.it/pptr/glossario.html
Timestamp: 2018-09-18 15:30:59+00:00
Document Index: 158165229

Matched Legal Cases: ['art 135', 'art. 134', 'art. 143', 'art. 145', 'art. 133', 'art. 3', 'art. 143', 'art. 145']

Paesaggio Puglia - Glossario
Ambito di Paesaggio
Conferenze d’area
Decrizioni Analitiche
Figura territoriale
Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio e per i beni culturali
Patrimonio Territoriale, Ambientale e Paesaggistico
Le Regole di riproduzione delle invarianti
Ulteriori contesti paesaggistici
Valutazione di Integrità (stato di conservazione dell'invariante)
Valutazione di Rilevanza
Gli ambiti di paesaggio rappresentano una articolazione del territorio regionale in coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (comma 2 art 135 del Codice).
L’ambito è individuato attraverso una visione sistemica e relazionale in cui prevale la rappresentazione della dominanza dei caratteri che volta a volta ne connota l’identità paesaggistica
Per atlante del patrimonio si intende una struttura organizzativa del quadro conoscitivo del PPTR indirizzata a finalizzare il quadro stesso alla descrizione, interpretazione e rappresentazione identitaria dei molteplici e fortemente differenziati paesaggi della Puglia, e a stabilirne le regole statutarie di tutela e valorizzazione.
L’atlante è realizzato attraverso un impianto metodologico del quadro conoscitivo che consente di evidenziare, per l’intero territorio regionale, gli elementi patrimoniali che costituiscono l’identità paesaggistica della regione, interpretandoli come potenziali risorse per il futuro sviluppo del territorio. Per salvaguardare il valore di esistenza degli elementi patrimoniali nei progetti di trasformazione, nella seconda parte dell’atlante, in particolare al livello degli ambiti di paesaggio, vengono definite le regole fondamentali che ne hanno guidato la costruzione nel lungo periodo delle trasformazioni storiche (invarianti strutturali), lo stato di conservazione e le condizioni di riproducibilità per le trasformazioni future (regole statutarie); Le regole statutarie che ne conseguono e che confluiscono negli obiettivi di qualità paesaggistica si propongono dunque come punto di partenza, come metanorme, socialmente condivise attraverso la produzione sociale del Piano, che informano e condizionano politiche (azioni e progetti) , prescrizioni, indirizzi e direttive e rispetto alle quali si misura la coerenza di tutte le trasformazioni territoriali.
L’atlante in questa accezione non ha solo valore interpretativo dei valori patrimoniali ambientali territoriali e paesaggistici, ma assume anche valore di documento statutario che definisce i requisiti fondamentali per trasformazioni soicieconomiche e territoriali non lesive dell’identità dei paesaggi pugliesi e cooperanti alla loro valorizzazione durevole.
Sono costituiti dagli immobili e dalle aree di cui all’art. 134 del Codice. Essi sono delimitati e rappresentati, nonché sottoposti a specifiche prescrizioni d’uso ai sensi dell’art. 143, comma 1, lett. b), c) e d) del Codice, secondo le disposizioni di cui al Titolo VI delle presenti norme. L’individuazione dei beni paesaggistici costituisce riconoscimento delle caratteristiche intrinseche e connaturali di tali immobili ed aree. Le conseguenti limitazioni alla facoltà di godimento degli stessi non danno luogo ad indennizzo ai sensi dell’art. 145, comma 4 del Codice.
Sono consultazioni pubbliche periodiche, con cadenza almeno annuale, attraverso cui il PPTR promuove la partecipazione sociale nella progettazione e nel monitoraggio delle azioni di trasformazione previste. Esse sono aperte ai soggetti portatori di interessi pubblici e privati, collettivi e diffusi, agli abitanti e agli attori che, a vario titolo, cooperano alla produzione del paesaggio (amministratori, associazioni imprenditoriali, sindacali, culturali, sociali, ambientali, locali).
Un primo livello descrittivo che riguarda i dati di base utilizzati a vario titolo per la costruzione del quadro conoscitivo (dati, testi, carte storiche, iconografie, cartografie di base), dei quali si forniscono tutti gli elementi identificativi per il loro reperimento e uso;
costituiscono un secondo livello di descrizione, interpretazione e rappresentazione di tematismi di base aggregati;
Per “figura territoriale” si intende una entità territoriale riconoscibile per la specificità dei caratteri morfotipologici che persistono nel processo storico di stratificazione di diversi cicli di territorializzazione. La rappresentazione cartografica di questi caratteri ne interpreta sinteticamente l’identità ambientale, territoriale e paesaggistica. Di ogni figura territoriale-paesistica individuata vengono descritti e rappresentati i caratteri identitari costituenti (struttura e funzionamento nella lunga durata, invarianti strutturali che rappresentano il patrimonio ambientale, rurale, insediativo, infrastrutturale); il paesaggio della figura territoriale paesistica viene descritto e rappresentato come sintesi degli elementi patrimoniali.
Indicano, a livello di ambito paesaggistico, le specifiche finalità cui devono tendere i soggetti attuatori, pubblici e privati, del PPTR perchè siano assicurate la tutela, la valorizzazione ed il recupero dei valori paesaggistici riconosciuti all’interno degli ambiti, nonché il minor consumo del territorio, con particolare interesse alla salvaguardia dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Istituito ai sensi dell’art. 133 del Codice e dell'art. 3 della L.r. 7 ottobre 2009, n. 20, favorisce lo scambio di conoscenze tra saperi esperti e saperi contestuali (che caratterizzano le relazioni tra insediamenti umani e ambiente) promuovendo ricerche, seminari ed altre attività di sensibilizzazione della società pugliese soprattutto allo scopo promuovere un uso consapevole del territorio e la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale della regione.
Per patrimonio territoriale si intende denotare l’insieme interagente di sedimenti persistenti dei processi di territorializzazione di lunga durata: sedimenti materiali (naturalistici, neoecosistemici, infrastrutturali, urbani, rurali, beni culturali e paesaggistici) e sedimenti cognitivi (saperi e sapienze ambientali, costruttive, artistiche, produttive, modelli socioculturali). Per patrimonio paesaggistico si intende l’insieme dei valori del patrimonio territoriale percepibili sensorialmente, che consente di riconoscere e rappresentare l’identità dei luoghi.
La rappresentazione identitaria dei luoghi è pertanto una rappresentazione patrimoniale del territorio come bene comune che riguarda tutto il territorio di una regione.
Il patrimonio territoriale ambientale e paesaggistico, la cui rilevanza è misurata attraverso elementi estetico-. percettivi, ambientali-ecosistemici, storico-strutturali e socioculturali, ha un valore di esistenza, che riguarda la possibile fruizione dei beni patrimoniali da parte delle generazioni future; e un valore d’uso in quanto sistema di risorse essenziali che consentono la produzione di ricchezza durevole e sostenibile, a condizione di garantire nel tempo il valore di esistenza del patrimonio stesso.
La definizione delle regole generative delle figure territoriali e delle relative invarianti consente di definire le condizioni per la loro riproducibilità a fronte di trasformazioni territoriali al fine di non comprometterne l’identità e di rafforzarla. In base allo stato di conservazione queste regole consentono di definire gli obiettivi di qualità paesaggistica che il piano persegue nella parte strategica.
Comprendono le regole generative, di manutenzione e trasformazione che garantiscono la riproduzione dei caratteri indentitari delle invarianti strutturali rappresentate nelle figure territoriali e paesaggistiche
In ogni ambito di paesaggio le figure territoriali e le relative invarianti strutturali comprendono al loro interno e connettono in forma sistemica i beni paesaggistici, i beni culturali, i contesti topografici stratificati e i contesti di paesaggio presenti nella figura stessa. L’interpretazione strutturale delle invarianti consente di articolare e integrare in un quadro di riferimento coerente l’insieme degli obiettivi di qualità, dei progetti e delle politiche ed azioni integrate e intersettoriali, della normativa prescrittiva e di indirizzo.
La descrizione, la interpretazione e la rappresentazione del patrimonio territoriale e paesaggistico e delle figure territoriali che ne caratterizzano le strutture morfotipologiche; l’elaborazione delle invarianti strutturali che ne connotano le regole generative, di manutenzione e trasformazione del patrimonio stesso costituisce un insieme di atti interpretativi e regolativi che definiamo statuto del territorio.
Lo statuto definisce le condizioni d’uso, in quanto risorsa, del patrimonio territoriale a fronte di futuri scenari indirizzati allo sviluppo durevole ed auto sostenibile.
Sono costituiti dagli immobili e dalle aree sottoposti a specifica disciplina di salvaguardia e di utilizzazione ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett. e) del Codice, finalizzata ad assicurarne la conservazione, la riqualificazione e la valorizzazione, secondo le disposizioni di cui al Titolo VI delle presenti norme. L’individuazione degli ulteriori contesti paesaggistici costituisce riconoscimento delle caratteristiche intrinseche e connaturali di tali immobili ed aree. Le conseguenti limitazioni alla facoltà di godimento degli stessi non danno luogo ad indennizzo ai sensi dell’art. 145, comma 4 del Codice.
La definizione dell’integrità si qualifica come valutazione dello stato di conservazione (o di compromissione e degrado) della figura territoriale e paesaggistica individuando gli elementi detrattori e le criticità ambientali delle figure territoriali (o di singole loro parti) in relazione alle regole di riproduzione di lunga durata (invarianti strutturali) delle figure stesse, come descritte nella tipologia.
I parametri di valutazione sono del tipo:
integrità ambientale-ecologica:
integrità del paesaggio rurale;
integrità insediativa e infrastrutturale;
integrità paesistica dei caratteri identitari
La valutazione del grado di integrità dei sistemi territoriali-paesistici e delle figure territoriali-paesistiche che li compongono (compromesse, in via di parziale compromissione, trasformazione parzialmente conservativa, ben conservate), consente di delineare la parte progettuale del Piano paesistico (scenari strategici, prescrizioni, indirizzi, progetti integrati, delocalizzazione di elementi detrattori, vincoli, politiche di settore, ecc) atta a mettere in valore i sistemi stessi, garantendone l’autoriproducibilità e la durevolezza.
In questo modello interpretativo risulta fondamentale non confondere la rilevanza con l’integrità: confusione che porta sovente a definire ambiti compromessi come poco rilevanti dal punto di vista paesaggistico, escludendoli dunque a priori dall’azione del piano.
Si possono dare parti di territorio fortemente compromesse (scarsa integrità, ad esempio, in zone di margine urbano, su tratti di costa, in ambiti di diffusione urbana nel tessuto rurale, con aggressioni pesanti ai caratteri identitari) appartenenti ad ambiti e figure territoriali-paesistiche di notevole rilevanza identitaria, che richiedono dunque progetti di riqualificazione o ricostruzione paesistica delle parti degradate) e viceversa ambiti integri di minore rilevanza paesaggistica (ma non per questo da sottoporre a nuove forme di degrado).
Al fine di mettere in valore elementi patrimoniali degradati, nella parte progettuale del piano, questa distinzione è fondamentale: ad esempio per attivare progetti di delocalizzazione (o demolizione) di elementi che producono degrado rispetto alla valorizzazione turistica (vedasi il disegno di legge sul turismo); o rispetto a progetti di riqualificazione ambientale e paesistica delle periferie; rispetto alla fruibilità delle coste; o rispetto alla delocalizzazione e riqualificazione degli insediamenti produttivi in aree ecologicamente e paesisticamente attrezzate.
L’individuazione della rilevanza riguarda la definizione, per ogni figura territoriale-paesistica e dei suoi caratteri invarianti della consistenza dei valori patrimoniali. L’attribuzione di valore a ogni specifico ambito territoriale-paesistico supera dunque un approccio puramente estetico-visuale-percettivo o storico-monumentale, con classificazioni escludenti, ma si riferisce ad una griglia complessa di indicatori relativi alla consistenza dei valori patrimoniali che riguardano, oltre che la qualità estetico-percettiva:
la rilevanza istituzionale (densità e qualità di beni e aree protette);
la rilevanza ecologico-naturalistica (complessità ecosistemica e biodiversità; fertilità dei suoli; struttura idrogeomorfologica; qualità della rete ecologica);
la rilevanza storico-culturale (qualità e densità delle persistenze di sedimenti materiali e cognitivi di lunga durata);
la rilevanza simbolico/percettiva (di valori desunti dalle pratiche d’uso e dalla percezione sociale del valore paesaggistico dei beni da parte della popolazione, ai sensi della Convenzione europea del Paesaggio);
la rilevanza fruitiva (accessibilità e percorribilità del territorio, itinerari paesistici, servizi legati alla fruibilità pubblica);
la rilevanza economica in quanto giacimento di risorse economiche, energetiche, culturali, legate alle peculiarità del territorio, ecc;
la rilevanza relativa alla rarità del bene (es. Capitanata, come spazio aperto di rilevanza internazionale), e cosi via.
La definizione di rilevanza che consegue ogni ambito territoriale paesistico e delle sue figure territoriali individua gli elementi che garantiscono l’unicità identitaria del paesaggio, della quale le regole per la trasformazione del territorio (lo “statuto” richiamato anche nel DRAG), dovrebbero garantire comunque la riproduzione.