Source: https://www.adrintesa.it/tribunale-di-monza-i-sez-civile-ordinanza-20-ottobre-2014
Timestamp: 2020-05-26 12:55:34+00:00
Document Index: 182004452

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4']

Tribunale di Monza, I sez. civile, ordinanza 20 ottobre 2014.
Home / News / Tribunale di Monza, I sez. civile, ordinanza 20 ottobre 2014.
News, Slideshow giurisprudenza mediazione civile, ordinanza mediazione civile, sentenza mediazione civile
Ancora sull’effettività della mediazione delegata dal giudice ex art. 5, co. 2, D.lgs 28/2010
Ancora una pronuncia nella quale, in tema di mediazione delegata ai sensi dell’art. 5, co. 2, D.lgs 28/2010, si evidenziano i principi di effettività del tentativo e di partecipazione personale delle parti all’incontro di mediazione che rappresentano i tratti salienti del c.d. “orientamento fiorentino”, originato dalle ordinanze 17 e 19 marzo 2014 del Tribunale del capoluogo toscano.
Come è noto, secondo la giurisprudenza citata per mediazione disposta dal giudice deve intendersi un tentativo di mediazione effettivamente avviato, ossia che le parti, anziché limitarsi ad incontrarsi ed informarsi, per poi non aderire alla proposta del mediatore di procedere, adempiano effettivamente all’ordine del giudice, partecipando alla vera e propria procedura (auspicabilmente) conciliativa, salvo, naturalmente, l’emergere di questioni pregiudiziali (di natura – pertanto – oggettiva) ostative al suo svolgimento.
In altri termini, il tentativo di mediazione, con riferimento alle ipotesi di cui all’art. 5, co. 2, deve svolgersi effettivamente, dal momento che una formale e “burocratica” presenza delle parti (o, peggio, dei soli avvocati delle stesse) volta a soddisfare la condizione di procedibilità della domanda (tramite, ovviamente, formazione di verbale negativo) finirebbe con il trasformarsi in una totale elusione dell’ordine del giudice, il quale avrà già provveduto in prima persona alle valutazioni del caso circa la “mediabilità” della controversia.
Si osserva infatti come l’assenza della parte determini conseguenze rilevanti sulla natura stessa del tentativo di mediazione che, in quanto tale, dovrebbe dipanarsi in modo tale da consentire agli interessati di assurgere quanto più possibile al ruolo di autentici protagonisti della vicenda (auspicabilmente) destinata a favorire il recupero del rapporto tra le parti, anticamera di ogni ipotesi di conciliazione. Una trattativa svolta dai soli avvocati potrebbe anche portare ad un esito fruttuoso, ma non rappresenterebbe una mediazione vera e propria, assumendo piuttosto le sembianze di una mera transazione, in quanto tale ispirata alla ben diversa logica delle reciproche rinunce.
R.G. 13253/2013
TRIBUNALE ORDINARIO DI MONZA I SEZIONE CIVILE
nella causa vertente tra xxx
-letto ed applicato l’art. 5, comma II, d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, dispone l’ esperimento della mediazione e assegna agli opponenti termini di trenta giorni per depositare la domanda di mediazione dinanzi a un organismo abilitato, avuto riguardo ai criteri dell’art. 4 I comma del d.lgs. 28/2010, salva la facoltà delle parti di scegliere concordemente un Organismo avente sede in luogo diverso da quello indicato nell’art. 4 citato;
– fissa nuova udienza in data15 aprile 2015, ore 12.00, per verificare l’esito della procedura di mediazione.