Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2007/12/novita-fiscali-del-17-dicembre-2007-in-evidenza-iva-e-conferimento-dazienda-in-societa-non-si-presenta-la.html
Timestamp: 2018-02-23 14:47:57+00:00
Document Index: 35246568

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 26', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1655', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 53', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 135', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 44']

Novità fiscali del 17 dicembre 2007. In evidenza: I.V.A. e conferimento d’azienda in società; non si presenta la dichiarazione sugli aiuti dichiarati incompatibili; bonus aggregazioni, niente deroga se manca l’indipendenza;
1) Contrasto alle operazioni elusive ed abusive ai fini IVA<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Con la Circolare 13 dicembre 2007, n. 67, l’Agenzia delle Entrate, recependo le direttive di una Sentenza della Corte UE, ha fornito chiarimenti agli Uffici in merito al comportamento elusivo ed abusivo ai fini IVA ed alle operazioni realizzate al solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale.
Secondo l’Agenzia, qualora il contribuente ponga in essere un comportamento abusivo anche se formalmente corretto, al solo scopo di ottenere un vantaggio di imposta, l’amministrazione fiscale potrà:
– Chiedere, con effetto retroattivo, il rimborso delle somme detratte abusivamente per ciascuna operazione rilevante;
– consentire al soggetto passivo di effettuare le detrazioni che sarebbero state lecite, comunque, in assenza di comportamento abusivo.
Per effetto della sentenza 21 febbraio 2006, C-255/02 (con la quale la Corte di Giustizia CE ha posto termine ad una controversia che opponeva alcune società inglesi all’amministrazione finanziaria del Regno Unito), in materia di operazioni elusive IVA, l’Amministrazione fiscale potrà procedere al recupero delle somme detratte in virtù di operazioni realizzate al solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale altrimenti non conseguibile.
Secondo quanto affermato dalla Corte di Giustizia CE, nel settore IVA si manifesta un comportamento abusivo quando le operazioni controverse, nonostante l’applicazione formale delle condizioni previste dalle pertinenti disposizioni, siano idonee a procurare un vantaggio fiscale la cui concessione contrasta il fine perseguito da quelle stesse norme. Pertanto, qualora sia stato constatato che il contribuente ha posto in essere un comportamento abusivo le operazioni implicate ­devono essere ridefinite in maniera da ristabilire la situazione quale sarebbe esistita senza le operazioni che quel comportamento hanno comportato.
In sostanza, la Corte afferma l’esistenza – nel sistema IVA, come disciplinato dalla VI direttiva – di una regola generale antielusiva che, in presenza di determinate circostanze, legittima l’amministrazione fiscale nazionale a disconoscere il vantaggio fiscale ottenuto attraverso l’effettuazione di operazioni elusive, o poste in essere al solo fine di ottenere un risparmio d’imposta, attraverso la riqualificazione delle operazioni stesse in maniera da ristabilire la situazione quale sarebbe esistita senza le operazioni che quel comportamento hanno fondato.
Pertanto, l’amministrazione fiscale ha il diritto di chiedere, con effetto retroattivo, il rimborso delle somme detratte per ciascuna operazione rilevante, consentendo al soggetto passivo di effettuare quelle detrazioni che avrebbe potuto effettuare in assenza del comportamento abusivo.
Alla luce di queste considerazioni, l’Agenzia delle Entrate deve quindi tenere conto, in sede di controllo, ei principi enunciati in via generale dalla Corte di Giustizia in tema di abuso del diritto, applicandoli in tutti i casi in cui possono configurarsi i presupposti richiamati.
Ad esempio, oltre al caso di interposizione soggettiva specificatamente esaminato dalla Corte di Giustizia nella citata sentenza, queste di seguito sono alcune possibili fattispecie di abuso.
a) Fatturazione anticipata
La fatturazione anticipata (rispetto agli eventi in presenza dei quali l’operazione si considera effettuata), ove non supportata da valide ragioni economiche da parte di contribuenti soggetti ad un regime di detraibilità limitata, potrebbe comportare un vantaggio fiscale a favore di questi ultimi in termini di maggiore detrazione con riferimento al pro rata di detraibilità del periodo; ciò ovviamente nei casi in cui lo strumento della rettifica alla detrazione non possa essere utilizzato per correggere questo effetto.
b) Variazioni in diminuzione
La variazione in diminuzione ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/1972, rileva nel sistema come mera facoltà del contribuente.
Tuttavia, in merito alle operazioni di cessione effettuate, magari in regime speciale, possono emergere profili di elusività soprattutto quando l’operazione avviene tra soggetti collegati in base all’appartenenza al medesimo gruppo.
Nell’ipotesi che il cedente emetta fattura con l’aliquota propria del bene ceduto, ma operi la detrazione in maniera forfetaria, con ciò realizzandosi un vantaggio economico che la legge riconosce solo al soggetto che opera nell’ambito del predetto regime speciale, al verificarsi di eventi che diano luogo ad una variazione in diminuzione, si può configurare un abuso delle norme disciplinanti il regime speciale qualora si ometta di effettuare detta variazione, con la conseguenza che di fatto parte del vantaggio economico
attribuito dal sistema all’operatore in regime speciale transita verso il cliente di quest’ultimo.
c) Fenomeni di abuso nella prassi commerciale
Ai sensi dell’art. 13 del Regolamento CE n. 1777/2005, recante norme di applicazione della VI direttiva IVA (ora direttiva 112/2006) “allorché un fornitore dei beni o un prestatore di servizi esige che per l’accettazione del pagamento mediante carta di credito o di debito il cliente paghi un importo a lui stesso o ad un’altra impresa e allorché il prezzo complessivo che tale cliente deve pagare resta invariato a prescindere dalla modalità di pagamento, tale importo é parte integrante della base imponibile per la cessione di beni o la prestazione di servizi, a norma dell’articolo 11 della direttiva 77/388/CEE.”
La ratio della disposizione comunitaria è volta a contrastare possibili fenomeni elusivi sottesi ad alcune pratiche invalse in campo commerciale, che tendono a ridurre, ma solo fittiziamente, la base imponibile dell’IVA.
(Circolare Agenzia delle Entrate 13/12/2007, n. 67E)
2) Dogane: Istruzioni per la presentazione delle domande di partecipazione all’assegnazione di 70.000 tonnellate di biodiesel previste per l’anno 2007
Nel sito internet dell’Agenzia delle Dogane, il giorno 6 dicembre 2007, è stata pubblicata la nota del Direttore dell’Area centrale verifiche e controlli, recante istruzioni per la presentazione delle domande di partecipazione all’assegnazione delle 70.000 tonnellate di biodiesel previste, per l’anno 2007.
(Agenzia delle Dogane, Comunicato 13/12/2007, in G.U. 13/12/2007, n. 289)
3) IVA: Gestione flussi di gas naturale nell’ambito di un impianto
Non si applicano le presunzioni di cessione e di acquisto di gas naturale, cui al D.P.R. n. 441/1997, qualora, per la consegna a terzi, il contribuente utilizzi strumenti contabili che consentono il puntuale controllo delle movimentazioni dei beni stessi.
Possono non avere rilevanza fiscale gli squilibri giornalieri che si verificano tra le quantità di Gas naturale liquefatto consegnate dagli operatori economici al Terminale e quelle riconsegnate ai committenti.
Rilevano, invece, fiscalmente, gli squilibri eventualmente riscontrabili alla fine del mese, la cui rendicontazione non può fare a meno delle risultanze dei documenti obbligatori.
In particolare, gli obblighi contabili previsti dall’art. 1, comma 5, e dall’art. 3, comma 2, del D.P.R. n. 441/1997, possono essere adempiuti mediante la contabilizzazione di dati certi e definitivi, relativi alle consegne e riconsegne del prodotto, disponibili a consuntivo al termine di ciascun mese; ai fini della determinazione delle quantità di GNL (Gas naturale liquefatto) consegnate al Terminale, si può fare riferimento alle risultanze della documentazione doganale, mentre, per i flussi di gas immesso nella rete nazionale attinente a ciascun operatore, ai verbali “di misura” e “di allocazione”, che documentano la quantità totale di gas immesso ed estratto in ciascun mese, e l’elaborazione dei dati parziali giornalieri.
In sostanza, la società che gestisce il Terminale di rigassificazione effettua, per ciascun operatore economico, la chiusura e il saldo mensile relativo alla gestione dei flussi di prodotto rigassificato e delle singole partite di GNL, riequilibrando gli sbilanci giornalieri verificatisi nella restituzione del prodotto ai diversi operatori.
Naturalmente, le differenze non fisiologiche rilevabili al termine di tali registrazioni definitive sono soggette alle presunzioni di cessione e di acquisto disciplinate dall’art. 1 e dall’art. 3 del DPR n. 441/1997.
A tal fine, l’Agenzia delle Entrate con circolare n. 31/2006, in merito alle differenze inventariali riscontrabili nel settore della grande distribuzione, ha affermato un principio generale secondo cui l’applicazione degli artt. 1 e 3 del DPR n. 441/1997, non può prescindere dall’analisi complessiva della posizione economica, patrimoniale e gestionale dell’azienda controllata.
Il rapporto contrattuale, effettuato tra la società, che è titolare delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione di un terminale di rigassificazione, e la società che ha il diritto di utilizzare, in qualità di operatore commerciale, l’80% della capacità di rigassificazione del Terminale, riguarda la trasformazione di determinate quantità di materia prima in altrettante quantità di prodotto finito avente le caratteristiche richieste dal committente.
Il corrispettivo pattuito tra le parti rappresenta la remunerazione dell’attività di trasformazione.
Il contratto stipulato ha, pertanto, effetti obbligatori ed è riconducibile al contratto di appalto di cui all’art. 1655 del codice civile.
L’art. 1, comma 1, del DPR n. 441/1997 stabilisce che “Si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, nè in quelli dei suoi rappresentanti…”.
Il comma 5 dello stesso articolo dispone che, nel caso di consegna di beni a terzi a titolo non traslativo della proprietà, la predetta presunzione non opera quando la consegna risulta “… a) dal libro giornale o da altro libro tenuto a norma del codice civile o da apposito
registro tenuto in conformità all’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 o da atto registrato presso l’ufficio del registro, dai quali risultino la natura, qualità, quantità dei beni medesimi e la causale del trasferimento; b) dal documento di trasporto previsto dall’articolo 1 , comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472, integrato con la relativa causale, o con altro valido documento di trasferimento; c) da apposita annotazione effettuata, al momento del passaggio dei beni, in uno dei registri previsti dagli articoli 23 , 24 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, contenente, oltre alla natura, qualità e quantità dei beni, i dati necessari per identificare il soggetto destinatario dei beni medesimi e la causale del trasferimento.”
L’art. 3 del citato decreto prevede che i beni che si trovano in uno dei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni “si presumono acquistati se lo stesso non dimostra di averli ricevuti in base ad un rapporto di rappresentanza o ad uno degli altri titoli di cui all’art. 1”.
La presunzione di acquisto viene superata, in mancanza di idonea certificazione contabile, mediante “…un’apposita annotazione nel libro giornale o in altro libro tenuto a norma del codice civile, o in apposito registro tenuto e conservato ai sensi dell’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, ovvero nel registro previsto dall’articolo 25 dello stesso decreto, contenente l’indicazione delle generalità del cedente, la natura, qualità e quantità dei beni e la data di ricezione degli stessi.”
Le citate norme escludono l’operatività delle presunzioni di cessione e di acquisto, nel caso in cui la consegna di beni a terzi non abbia effetti reali, a condizione che il contribuente utilizzi strumenti contabili che consentono il puntuale controllo delle movimentazioni dei beni stessi.
L’annotazione delle operazioni effettuate sul libro giornale o altro registro tenuto a norma dell’art. 39 del DPR n. 633 del 1972, deve, infatti, essere idonea ad individuare con esattezza la natura, la qualità e quantità del bene consegnato, nonché la data della consegna e i soggetti interessati.
L’Amministrazione Finanziaria con risoluzione n. 500084 del 27 luglio 1974 ha chiarito, con riferimento al settore petrolifero, che nel caso di lavorazione a ciclo continuo, nella quale è ininfluente che la materia prima sia fornita da un committente anzichè da un altro, gli sbilanci che si verificano ogni giorno in relazione alla consegna e riconsegna del prodotto, per altro destinati a mutare in continuazione a favore dell’uno o dell’altro dei committenti, non sono da considerarsi cessioni di prodotto finito tra gli stessi committenti, posto che siano soddisfatte tutte le formalità previste dall’art. 53 del DPR n. 633/1972 (le cui norme sono state sostituite dal DPR n. 441/1997); rilevano in tal senso solo le eventuali differenze che, alla data di scadenza prevista dal contratto, risultano dal registro tenuto ai sensi del suddetto articolo.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 13/12/2007, n. 370/E)
4) IVA – conferimento d’azienda in società: Obblighi del rappresentante fiscale
Riguardo la possibilità di differire l’esigibilità dell’Iva anche dopo l’atto di conferimento d’azienda, la società conferitaria, in applicazione del cd. principio di continuità, subentra in tutti i diritti e obblighi del soggetto conferente e, pertanto, si può avvalere della facoltà di versare l’imposta, per il tramite del proprio rappresentante fiscale, al momento del pagamento dei relativi corrispettivi da parte degli enti pubblici.
Come è noto l’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972, prevede, per il soggetto non residente, senza stabile organizzazione, né identificato direttamente ai sensi del successivo art. 35-ter, la nomina di un rappresentante fiscale residente in Italia al fine di adempiere esercitare, nei modi ordinari, gli obblighi e i diritti derivanti dall’applicazione delle norme in materia di Iva relativamente alle operazioni effettuate nel territorio dello Stato.
Nel caso di specie, il rappresentante fiscale della ditta individuale con sede nella Repubblica di San Marino, relativamente alle operazioni di cessione di beni effettuate in Italia nei confronti dello Stato e degli enti pubblici assimilati, ha maturato un debito Iva la cui esigibilità é stata differita “all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi”, ai sensi dell’articolo 6, comma 5, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972.
Conferimento di azienda: Soggetto tenuto al versamento dell’imposta sospesa
Dal momento che la ditta individuale estera intende conferire la propria azienda in una costituenda società (anch’essa residente nella Repubblica di San Marino), che provvederà a nominare un nuovo rappresentante fiscale, acquisendo un nuovo numero di partita Iva, occorre individuare il soggetto tenuto al versamento dell’imposta sospesa.
Al riguardo, nell’ipotesi di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive (qual è il conferimento di azienda), in applicazione del principio di continuità tra i soggetti partecipanti alla trasformazione, la società conferitaria subentra in tutti i diritti e obblighi del soggetto conferente (che si estingue) e, in particolare, deve assolvere tutti gli adempimenti, agli effetti dell’Iva, successivi alla data di trasformazione.
Inoltre, anche nell’ipotesi in cui il conferimento d’azienda in società avviene tra due soggetti non residenti, che operano ciascuno tramite un proprio rappresentante fiscale in Italia, valgono le stesse regole previste dalla normativa Iva per i soggetti residenti, poiché con l’istituto della rappresentanza fiscale il soggetto estero mantiene tale status ma nel contempo è destinatario degli obblighi e dei diritti previsti dalla disciplina fiscale interna per le operazioni rilevanti nel territorio italiano.
A seguito del conferimento d’azienda, la società avente causa che subentra nella situazione giuridica attiva e passiva del soggetto dante causa è tenuta ad assolvere, tramite il proprio rappresentante fiscale, tutti gli adempimenti, agli effetti dell’IVA, successivi alla data dell’operazione straordinaria.
Conferimento di azienda: Soggetto obbligato al pagamento del debito d’imposta
Pertanto, nel caso di specie, il soggetto obbligato al pagamento del debito d’imposta in sospensione non è il rappresentante fiscale della ditta conferente ma il rappresentante fiscale della società conferitaria.
Quest’ultimo (rappresentante fiscale della società conferitaria), ai fini Iva, deve presentare, nei termini, al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate, la dichiarazione di inizio attività di cui all’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972, modello AA7/8.
Il rappresentante fiscale del soggetto che si estingue deve a sua volta presentare il modello AA9/8 per evidenziare la cessazione dell’attività della ditta conferente.
Inoltre, l’obbligo dichiarativo dell’ultimo periodo d’imposta compete alla società conferitaria, per il tramite del proprio rappresentante fiscale, che deve presentare la dichiarazione annuale Iva composta da due moduli, uno per sè e l’altro per la ditta conferente, nel quale vanno indicate le operazioni effettuate per la frazione d’anno compresa fino all’ultima liquidazione eseguita prima del conferimento.
In merito alla possibilità di differire l’esigibilità dell’Iva anche dopo l’atto di conferimento d’azienda, la società conferitaria, in applicazione del cd. principio di continuità, subentra in tutti i diritti e obblighi del soggetto conferente e, pertanto, è legittimata a valersi della possibilità di versare l’imposta, per il tramite del proprio rappresentante fiscale, al momento del pagamento dei relativi corrispettivi da parte dello Stato o degli enti pubblici cessionari, ai sensi dell’art. 6, comma 5, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 13/12/2007, n. 371/E)
5) Finanziaria 2008: I testi dei maxi-emendamenti
Sono stati resi disponibili, soltanto il 14/12/2007, i testi dei maxi-emendamenti, interamente sostitutivi degli articoli del disegno di legge Finanziaria per il 2008, all’esame della Camera dei Deputati (C3256).
Si tratta degli emendamenti 1.1000, sostitutivo dell’art. 1 e soppressivo degli artt. da 2 a 22, 23.1000, sostitutivo dell’art. 23 e soppressivo degli artt. da 24 a 134-bis, 135.1000, sostitutivo dell’art. 135 e soppressivo degli articoli da 136 a 151.
(Comunicato Camera dei deputati 14/12/2007)
6) Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura: Emanati i decreti attuativi
Sono stati emanati i decreti attuativi del D.M. 6/7/2007 del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, recante le modalità operative di funzionamento del Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura, istituito dall’art. 1, comma 1068, legge n. 296/2006.
I decreti disciplinano la concessione di:
– borse di studio per la frequenza di master universitari da parte di giovani imprenditori agricoli;
– contributi a copertura delle spese sostenute da giovani imprenditori agricoli per i servizi di sostituzione;
– un premio e un contributo per la partecipazione del giovane imprenditore agricolo (o di un proprio collaboratore) a forum per lo scambio di conoscenze tra imprese, a concorsi, mostre e fiere,
– nonché la procedura concorsuale per la selezione di progetti di ricerca e sperimentazione nel settore dell’agricoltura proposti dalle piccole e medie imprese condotte da giovani imprenditori agricoli, da realizzarsi attraverso la collaborazione di Istituzioni pubbliche di ricerca.
(Comunicato 13/12/2007, G.U. 13/12/2007, n. 289 – Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali)
7) Comunicazione dei compensi riscossi da parte delle strutture sanitarie private:
Entro il 30/04/2008 tali strutture devono comunicare i dati relativi ai compensi riscossi nel periodo dal 1° marzo al 31/12/2007
Dal 1/3/2007 le strutture sanitarie private, in qualsiasi forma organizzate sono tenute ad assolvere i seguenti adempimenti (Legge 27/12/2006 n. 296, art. 1, commi da 38 a 42):
– Riscossione accentrata, in nome e per conto dei professionisti, dei compensi corrisposti dai pazienti per le prestazioni di lavoro autonomo mediche e paramediche effettuate nei loro confronti nell’ambito delle stesse strutture sanitarie private in locali concessi in uso;
– registrazione dei compensi riscossi, consistente nell’annotazione, distintamente per ciascuna operazione di riscossione, della data di pagamento e degli estremi della fattura emessa dal professionista, delle generalità e del codice fiscale del destinatario del compenso, dell’ammontare del corrispettivo riscosso, della modalità di pagamento;
– il riversamento a ciascun percipiente medico o paramedico degli importi riscossi, in caso di pagamento in contante, nonché la consegna dei documenti ritirati o emessi, in caso di pagamenti alternativi al contante stesso;
– l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate l’ammontare dei compensi complessivamente riscossi per ciascun percipiente medico e paramedico in ciascun anno solare.
Per il primo anno di applicazione la comunicazione dei dati, che le strutture sanitarie private sono tenute ad effettuare entro il 30/4/2008, riguarda i compensi riscossi nel periodo dal 1/3 al 31/12/2007.
L’Agenzia delle Entrate, il 14/12/2007, ha pubblicato sul proprio sito il modello e le istruzioni validi per la suddetta comunicazione.
Le strutture sanitarie private dovranno, pertanto, comunicare al fisco i compensi riscossi in nome e per conto di medici e paramedici che prestano la loro attività di lavoro autonomo direttamente a favore dei pazienti all’interno delle strutture stesse.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha infatti firmato il provvedimento che dà piena attuazione alle norme contenute nella finanziaria 2007 volte a favorire la tracciabilità e la trasparenza dei pagamenti che i pazienti effettuano a medici e paramedici per le loro prestazioni rese all’interno delle strutture sanitarie private in qualsiasi forma organizzate.
Le strutture devono trasmettere all’Agenzia oltre ai compensi riscossi per ciascun percipiente, i relativi dati anagrafici e il codice fiscale.
Per il primo anno di applicazione devono essere trasmessi entro il 30/4/2008 i compensi complessivamente riscossi per ciascun percipiente nel periodo dal 1 marzo al 31 dicembre 2007.
La tracciabilità dei compensi consentirà all’Agenzia delle Entrate di rafforzare i controlli fiscali sui professionisti del settore sanitario.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stato pubblicato il provvedimento che ha approvato il modello per la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei compensi complessivamente riscossi in nome e per conto degli esercenti attività mediche e paramediche da parte delle strutture sanitarie private.
Infine, l’Agenzia delle Entrate, fornirà gratuitamente ai soggetti obbligati alla trasmissione telematica dei dati un prodotto informatico denominato “COSSP” pubblicandolo sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 14/12/2007)
8) Imposte indirette: Accordo pre-giudiziario per il trasferimento dei beni ai figli va soggetto a tassazione
L’accordo con il quale i coniugi trasferiscono ai figli i beni di loro proprietà (immobili) e di cui prende atto il Tribunale nella propria sentenza, é soggetto a tassazione ai fini dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali, non trattandosi di un accordo che trova la sua causa essenziale nello scioglimento del rapporto matrimoniale, ma di un atto dispositivo del proprio patrimonio.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 14/12/2007, n. 372/E)
9) IVA: Permuta immobiliare
Nel caso di permuta immobiliare tra due società, in cui uno dei due trasferimenti ha “effetti deviati” in favore di un Comune, si applica l’ordinaria disciplina prevista, in tema di imposta sul valore aggiunto, per le permute.
Per conseguenza, saranno assoggettate a Iva, nella misura ordinaria, entrambe le cessioni immobiliari.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 14/12/2007, n. 373/E)
10) Non si presenta la dichiarazione sugli aiuti dichiarati incompatibili dalla Commissione europea ogni volta che si beneficia di aiuti di stato automatici
Non occorre produrre la dichiarazione relativa agli aiuti dichiarati incompatibili dalla Commissione europea ogni volta che si beneficia di aiuti di stato automatici: E’ sufficiente che l’adempimento sia assolto in occasione della prima fruizione. Tra le agevolazioni per le quali va presentata la dichiarazione, anche le maggiorazioni delle deduzioni Irap per gli incrementi occupazionali (art. 11, comma 4-quinquies, Dlgs 446/1997).
Per conseguenza, i contribuenti che nel 2007 hanno versato il saldo Irap 2006, devono presentare la dichiarazione sostitutiva entro il 31/12/2007.
Viceversa non vi rientra la deduzione Irap di 10mila euro concessa per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel Mezzogiorno (art. 11, comma 1, lettera a, n. 3, Dlgs 446/1997; riduzione del cuneo fiscale).
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 14/12/2007, n. 375/E)
11) Bonus aggregazioni, niente deroga se manca l’indipendenza
L’agevolazione fiscale per le aggregazioni aziendali non può essere concessa se manca il requisito dell’indipendenza nella gestione delle società che, attraverso la fusione, si intende creare un nuovo soggetto con maggiore potenzialità competitiva.
Infatti, nel momento in cui il controllo delle stesse viene accentrato nelle mani delle medesime persone, si disattendono le ragioni fondamentali della norma agevolativa che intende premiare soltanto le “unioni” tra imprese autonome e non quelle che si presentano come semplici riorganizzazioni interne.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 14/12/2007, n. 374/E)
12) Misure fiscali di sostegno a favore dei contribuenti a basso reddito
L’art. 44 del D.L. 1 ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, ha previsto misure di sostegno a favore dei contribuenti a basso reddito, in attesa dell’introduzione delle misure fiscali volte ad assicurare il riconoscimento di una imposta negativa in favore dei medesimi contribuenti.
Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 8 novembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 278 del 29 novembre 2007, ha individuato le categorie di contribuenti destinatari del beneficio tributario e ha definito le modalità di erogazione del predetto beneficio, diversificate sulla base della tipologia di reddito posseduta dai destinatari medesimi.
Adesso, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 68 del 14/12/2007 ha illustrato le necessarie modalità applicative.
(Agenzia delle Entrate, Circolare 14/12/2007, n. 68/E)