Source: http://www.ingegnerececere.it/2016/05/31/decreto-sblocca-italia-1642014-principali-modifiche-e-novita-al-dpr-3802001/
Timestamp: 2019-10-16 02:54:38+00:00
Document Index: 34763257

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 17', 'art. 31', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 17']

DECRETO SBLOCCA ITALIA 164/2014 – Principali Modifiche e Novità al DPR 380/2001 – Studio Tecnico Bari – INGEGNERE QUIRICO CECERE
Con legge 11 novembre 2014 n. 164 (G.U. S.O. n. 261 dell’11/11/2014) è stato convertito con modifiche il decreto legge 12 settembre 2014 n. 133 (c.d. Sblocca Italia) recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”.
Le modifiche apportate al decreto legge con la legge di conversione, piuttosto corpose, sono in vigore dal 12 novembre; il decreto legge è in vigore dal 13 settembre 2014.
Qui di seguito si propone una sintesi delle principali novità che lo Sbocca Italia approvato apporta alla disciplina dell’edilizia privata e dell’urbanistica:
Manutenzione straordinaria (art. 3, comma 1 lett.b)
È modificata la definizione di manutenzione straordinaria che ora ricomprende anche il frazionamento o l’accorpamento di unità immobiliari con opere e con aumento di carico urbanistico, purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.
Lo strumento urbanistico individua gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione. Il Comune può favorirne nel pubblico interesse, la riqualificazione attraverso forme compensative. Nelle more dell’attuazione del piano il proprietario può eseguire solo interventi conservativi, esclusa la demolizione o ricostruzione salva che non sia giustificata da improrogabili ragioni di ordine statico od igienico sanitario.
Sono attuali con CILA gli interventi di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari con opere di manutenzione straordinaria, purché non riguardino parti strutturali. Secondo la nuova definizione di manutenzione straordinaria, è ammessa la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari e del carico urbanistico, nel rispetto della volumetria complessiva degli edifici e dell’originaria destinazione d’uso.(Se l’intervento di aumento o riduzione delle unità immobiliari interessa le strutture è attuabile con SCIA). La contestuale modifica all’art. 17, comma 4 riconduce la manutenzione straordinaria tra gli interventi onerosi per l’incidenza delle sole opere di urbanizzazione, qualora comporti aumento di carico urbanistico e purché ne derivi un aumento della superficie calpestabile.
Le opere interne ai fabbricati produttivi sono attuabili con CILA, solo se non riguardano parti strutturali.(Nella versione previgente la specificazione non era contenuta e l’interpretazione non era uniforme).
La prescrizione di presentare l’elaborato progettuale a corredo della comunicazione asseverata, cancellata dal decreto legge, è stata reintrodotta con la legge di conversione.Il comma riformulato amplia i contenuti dell’asseverazione a firma di tecnico abilitato, che deve attestare che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati ed al regolamento edilizio vigente, che non interessano le parti strutturali e che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico.
La CIL e la CILA integrata dalla comunicazione di fine lavori, è valida anche ai fini dell’aggiornamento catastale ed è tempestivamente inoltrata da parte del Comune ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate.
Sale da € 258 a € 1.000, la sanzione pecuniaria per la mancata presentazione della CIL o della comunicazione asseverata; è ridotta di due terzi se depositata spontaneamente in corso di esecuzione.
Occorre il permesso di costruire per gli interventi di ristrutturazione edilizia che portano ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente, solo se comportano modifiche alla volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti. Non sono invece più assoggettati a permesso invece le modifiche a: numero delle unità immobiliari, volume, prospetti , superfici.La modifica è in raccordo con la nuova definizione di manutenzione straordinaria che ammette frazionamenti ed accorpamenti attuabili con CILA o con SCIA
È ammesso il rilascio del permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici per interventi di ristrutturazione edilizia in aree industriali dimesse (eliminata con la conversione in legge la possibilità di deroga anche per gli interventi di ristrutturazione urbanistica). La deroga può riguardare anche le destinazioni d’uso. E’ il Consiglio Comunale (su richiesta del privato) che deve attestare l’interesse pubblico alla deroga. Il mutamento di destinazione d’uso non può comportare aumento della superficie coperta prima dell’intervento di ristrutturazione.Per gli insediamenti commerciali è fatto salvo quanto disposto dall’art. 31, comma 2, del D.L. 201/2011 conv. dalla L. 214/2011.
La proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori può essere accordata, con provvedimento motivato:- per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso;- in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.La proroga dei termini di inizio e ultimazione dei lavori è sempre dovuta qualora gli stessi non possano essere iniziati o conclusi per iniziative dell’amministrazione o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate.
Ampliati i criteri che devono essere utilizzati per la definizione delle tabelle parametriche. Nel fissare gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, vanno incentivati in particolare nelle aree a maggior densità del costruito, gli interventi di ristrutturazione edilizia, anziché quelli di nuova costruzione. Le Regioni devono stabilire nelle tabelle parametriche, i criteri e le modalità per l’applicazione delle riduzioni; nelle more i Comuni provvedono in via provvisoria con deliberazione del Consiglio Comunale, sulla bade di parametri fissati dal comma 4 dell’at. 16.Per incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente i Comuni possano inoltre deliberare, per gli interventi di ristrutturazione edilizia un costo di costruzione inferiore a quello determinato per le nuove costruzioni. (la ratio è quella della riduzione del consumo del suolo).
Nelle tabelle parametriche, oltre a quanto indicato al punto che precede sulla ristrutturazione, deve essere stabilito il criterio per calcolare il maggior valore di aree od immobili, in conseguenza di variante urbanistica in deroga o con cambio di destinazione d’uso.Almeno il 50% del maggior valore deve essere versato al Comune come contributo straordinario ed è vincolato alla realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in cui ricade l’intervento. Sono fatte salve diverse disposizioni regionali o degli strumenti urbanistici comunali.
L’art. 22 del TUE resta rubricato “Interventi subordinati a denuncia di inizio attività” (d’altronde continua a ricomprendere al comma 3 gli interventi soggetti a DIA (c.d. Superdia) alternativa al permesso di costruire. )Nei commi 1 e 2 è sostituita la dizione denuncia di inizio attività con segnalazione certificata di inizio attività.Il comma 2-bis aggiunto dispone che le varianti non essenziali al permesso di costruire sono realizzate con SCIA da presentare a fine lavori, fermo l’obbligo di acquisire preventivamente le autorizzazioni/atti di assenso prescritti dalle normative di settore e l’obbligo di realizzare i lavori nel rispetto delle prescrizioni della strumentazione urbanistica.
È mutamento della destinazione d’uso rilevante ogni forma di utilizzo dell’immobile o di singola u.i. diversa da quella originaria, con o senza opere, che comporti il passaggio ad una diversa categoria funzionale tra le cinque seguenti:
1) residenziale; 2) turistico-ricettiva; 3) produttiva e direzionale; 4) commerciale; 5) rurale.
La destinazione d’uso di un fabbricato o di unità immobiliari è quella prevalente in termini di superficie utile. Il cambio d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre ammesso. Le Regioni entro il 10 febbraio 2015 adeguano la propria legislazione ai principi della disposizione statale, in mancanza decorso il termine si applica la norma statale.
L’art. 6, comma 3-bis introdotto con la legge di conversione del D.L. “sblocca Italia” inserisce tra le opere di urbanizzazione primaria di cui all’art. 4 L. 847/1964, le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione del Codice delle comunicazioni elettroniche D.lgs. 259/2003 artt. 87 e 88 e le opere di infrastrutturazione per la realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga effettuate anche all’interno degli edifici.
La conversione in legge del decreto “sblocca Italia” conferma all’art. 6 comma 4 l’esclusione dall’autorizzazione paesaggistica per l’installazione e modifica di impianti radioelettrici, da eseguire su edifici e tralicci preesistenti che comportino realizzazione di pali di supporto per antenne di altezza non superiore a 1,5 metri e superficie delle medesime antenne non superiore a 0,5 metri quadrati.
La modifica apportata dall’art. 25 rende più celere il procedimento in quanto prevede che decorsi 60 giorni dalla ricezione degli atti da parte del Soprintendente senza che questi si esprima., l’Amministrazione competente provvede comunque sulla domanda. (E’ stata eliminata la facoltà attribuita all’Amministrazione competente di convocare la conferenza di servizi qualora il Soprintendente non emetta nei termini il parere. Va finalmente in porto la modifica che era già contenuta sia nel D.L. 69/2013 e sia nel D.L. 83/2014, poi cassata con la rispettiva legge di conversione).
Piani attuativi (art. 28 L. 1150/1942) attuabili per stralci-Potere sostitutivo
Attuabili per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. La convenzione urbanistica dovrà quantificare gli oneri e opere di urbanizzazione e relative garanzie per l’attuazione parziale (art. 17, comma 4 dello sblocca ItaliaLe Regioni devono stabilire con legge il potere sostitutivo attivabile qualora decorrano i termini assegnati ai Comuni per l’adozione dei piani (art. 17, comma 3 dello sblocca Italia).
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