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Timestamp: 2020-07-05 19:35:16+00:00
Document Index: 146673103

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 1']

Il parere del Consiglio di Stato numero 01068/2019 sulla gara per il rilascio delle concessioni per l'esercizio del gioco del Bingo | Studio Legale Cardia e Cardia - gclegal
In Consiglio di Stato dice che manca un decreto attuativo della Conferenza Unificata che dovrebbe risolvere i problemi del 2017. Di seguito per esteso il parere del Consiglio di Stato Numero 01068/2019
Numero 01068/2019 e data 05/04/2019 Spedizione
NUMERO AFFARE 00258/2019
Con il quesito in esame il Ministero dell’economia e delle finanze ha chiesto il parere del Consiglio di Stato, ai sensi dall’art. 7 del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, sulla documentazione di gara per il rilascio di 210 concessioni per l’esercizio del gioco del “bingo” di cui al d.m. 31 gennaio 2000, n. 29, secondo quanto previsto dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificata e integrata dalla legge di stabilità per l’anno 2018 (legge n. 205 del 2017).
Il Ministero ha informato che l’articolo 1, comma 636, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014) aveva previsto l’indizione di una gara in materia di concessioni di gioco per la raccolta del bingo (gioco istituito con d.m. 31 gennaio 2000, n. 29), in relazione a quelle in scadenza negli anni 2013 (n. 26) e 2014 (n. 172), per un totale di n. 198 concessioni, alle quali il comma 638 dello stesso articolo 1 aveva aggiunto ulteriori 30 nuove concessioni “per soddisfare comunque l’eventuale domanda di nuove concessioni per la raccolta del gioco del Bingo che si manifestasse in vista della procedura di selezione….”.
Espone dunque il Ministero di aver provveduto a dare attuazione al sopra richiamato disposto normativo con la predisposizione, da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, della documentazione di gara per l’affidamento di n. 228 concessioni (198 più 30) per la gestione del gioco del bingo e la conseguente indizione della gara (in G.U.U.E. 26 luglio 2014 e G.U.R.I. – V serie speciale – n. 88 del 4 agosto 2014), previa acquisizione del parere di questo Consiglio (parere n. 1757/2014 del 29 maggio 2014), ai sensi dell’art. 7, comma 1, del d.l. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.
Sennonché – ha infine esposto il Ministero – la procedura di gara è stata annullata in sede giurisdizionale con sentenza del Tar del Lazio per illegittimità delle previsioni “nella parte in cui prescrivono che i concorrenti debbano versare metà dell’importo dell’offerta economica complessiva (e non già dell’importo a base d’asta) alla data di presentazione della domanda di partecipazione in quanto le stesse non solo violano il più generale principio della segretezza delle offerte economiche, ma anche l’articolo 1, comma 636, lett. d) della I. n. 147/2013”.
Il Ministero, dunque, ha qui trasmesso la nuova documentazione di gara (bando di gara, schema di convenzione-tipo, regole amministrative e relativi allegati, regole tecniche, nomenclatore, specifiche tecniche per la predisposizione del supporto informatico per la formulazione dell’offerta) per l’acquisizione del parere di cui al citato art. 7 del decreto-legge n. 16 del 2012, precisando che i nuovi atti sono stati rielaborati tenendo debitamente conto sia di quanto affermato dalla menzionata sentenza del TAR del Lazio, sia delle disposizioni di modificazione e integrazione contenute nella succitata legge n. 205 del 2017, sia del sopravvenuto codice dei contratti pubblici del 2016.
L’art. 7 del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, stabilisce che “Il Ministro dell’economia e delle finanze, su richiesta dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato acquisisce obbligatoriamente il parere del Consiglio di Stato per i profili di legittimità relativi: a) agli schemi degli atti di gara per il rilascio di concessioni in materia di giochi pubblici; b) agli schemi di provvedimento di definizione dei criteri per la valutazione dei requisiti di solidità patrimoniale dei concessionari, con riferimento a specifiche tipologie di gioco e in relazione alle caratteristiche del concessionario”.
Questo Consiglio ha già provveduto a esprimere il proprio parere su analoga, precedente procedura selettiva per il rilascio di n. 228 concessioni di esercizio del gioco del bingo (sez. II n. 1757/2014 del 29 maggio 2014), nonché altri pareri concernenti l’affidamento in concessione della raccolta del gioco pubblico (ad es., parere reso sulla gara per i giochi numerici a totalizzatore, richiamato in altra sede dalla medesima Agenzia). Parallelamente al presente affare (n. 258 del 2019), la Sezione, nella stessa adunanza del 27 marzo 2019, ha trattato un’analoga richiesta di parere (affare n. 257 del 2019), sempre del Ministero dell’economia e delle finanze, Agenzia delle dogane e dei monopoli, relativo alla documentazione di gara per la procedura di selezione per l’affidamento in concessione della raccolta, esclusivamente in rete fisica, di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi inclusi le scommesse su eventi simulati ed i concorsi pronostici su base sportiva ed ippica.
Conseguentemente, anche alla luce di alcuni rilievi che saranno anticipati nei prossimi paragrafi, che richiedono, come si dirà, opportuni approfondimenti e motivate risposte da parte dell’amministrazione, la Sezione potrà esprimersi in questa sede solo in termini interlocutori, rinviando l’espressione del parere conclusivo all’esito di questa interlocuzione e sulla base di una ragionata riedizione degli atti, per le parti che lo richiederanno, e di una rinnovata relazione dell’amministrazione, nei sensi e nei termini che si vanno a precisare.
Tanto precisato e chiarito circa l’ambito di esplicazione e il tipo di valutazione propri del presente parere, si forniscono qui di seguito alcune considerazioni, riguardanti l’impostazione generale degli atti sottoposti a parere e le problematiche principali che emergono già a un primo esame della documentazione.
La Sezione innanzitutto rileva, sulla scorta di quanto correttamente fatto presente nella relazione, che la gran parte dei contenuti del bando e degli altri documenti di gara risulta in sostanza predeterminata già a livello primario (l’articolo 1, comma 636, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 – legge di stabilità per il 2014, come modificato dall’art. 1, comma 934, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e, successivamente, dall’art. 1, comma 1047, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha predeterminato, ad esempio, la base d’asta, la durata del rapporto concessorio, l’ambito soggettivo della platea dei partecipanti, etc.; la legge 13 dicembre 2010, n. 220, art. 1, commi 77 e 78, ha predefinito nel dettaglio lo schema-tipo di convenzione accessiva alle concessioni per l’esercizio e la raccolta non a distanza, ovvero comunque attraverso rete fisica, dei giochi pubblici, determinando in modo analitico requisiti e obblighi dei concessionari; il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011, n. 111, art. 24 – Norme in materia di gioco -, ha imposto ulteriori obblighi a carico delle società di capitali concessionarie nel settore dei giochi pubblici, etc.). La disciplina di rango primario è stata peraltro favorevolmente vagliata dalla Corte costituzionale che, con sentenza 31 marzo 2015, n. 56, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 79, nonché dei precedenti commi 77 e 78, in quanto richiamati dal comma 79, sollevata in riferimento agli artt. 3, 41, primo comma, e 42, terzo comma, della Costituzione.
Requisiti per la partecipazione. Riguardo ai requisiti soggettivi per la partecipazione alla procedura selettiva, fermo restando quanto già sopra positivamente rilevato in ordine alla scelta di fare riferimento prioritario al codice dei contratti pubblici, oltre che alle norme speciali di settore, come si è rilevato anche per la gara per l’affidamento in concessione della raccolta in rete fisica di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, etc. (affare 257/2019), occorre pervenire a un’unitaria formulazione di tali requisiti, per quanto possibile chiara e semplice, che potrebbe, a scelta, o riprodurre pedissequamente o richiamare gli artt. 80 ss. del codice dei contratti pubblici e aggiungere le regole speciali di settore, desunte essenzialmente dalla legge n. 220 del 2010 e dal decreto-legge n. 98 del 2011, indicando puntualmente la relativa fonte normativa. È auspicabile un’unica formulazione valida per entrambe le gare (salve motivate differenze oggettive). Occorrerà, inoltre, nell’auspicabile riformulazione delle parti degli atti di gara concernenti l’indicazione dei requisiti di partecipazione (e delle connesse cause di esclusione) che l’amministrazione presti la massima attenzione alla corrispondenza delle singole clausole al testo normativo e alla prevalente interpretazione e applicazione giurisprudenziale degli eventuali profili che si sono rivelati problematici e hanno generato contenziosi. Occorrerà altresì che l’amministrazione, in linea con quanto qui già rilevato in via generale al par. 2, provveda a focalizzare eventuali scostamenti, o aggiunte o modificazioni che, rispetto al testo delle norme (e alla interpretazione comune e prevalente della giurisprudenza), sia suo intendimento di dover inserire, così da consentire a questo Consiglio di poter compiere gli adeguati e opportuni approfondimenti in modo mirato e pertinente.
In conclusione, ritiene la Sezione di doversi esprimere in questa sede solo in sede interlocutoria richiedendo all’amministrazione riferente di procedere alla rielaborazione dei testi secondo le indicazioni qui fornite e di provvedere a svolgere gli approfondimenti e a rendere i chiarimenti richiesti, sospendendo nelle more di tali adempimenti l’espressione del parere definitivo.
Bingo, Conferenza Unificata, Consiglio di Stato, gioco