Source: http://www.irre.toscana.it/autonomia/quaderno.htm
Timestamp: 2018-03-21 12:41:28+00:00
Document Index: 78197044

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 74', 'art. 1', 'arte 1', 'art. 21', 'art. 21', 'art.5', 'art. 21', 'art. 21']

QUADERNO DI LAVORO PER L'AUTONOMIA
PROVVEDITORATI DELLA TOSCANA
PROGETTO REGIONALE PER L’AUTONOMIA
QUADERNO DI LAVORO - SETTEMBRE 1998
IL quaderno contiene i prodotti elaborati in seminari ed incontri di lavoro organizzati dall’IRRSAE TOSCANA
Premessa	Indicazioni sulle modalità di lavoro
Cap. 1 Le domande più frequenti sull’autonomia
Cap. 2 I compiti del nucleo provinciale a supporto dell’autonomia
Cap. 3 Proposte di indicatori per la valutazione dei progetti "complessi" - "Scheda IRRSAE-Autonomia"
3.1. Indicazioni generali per la compilazione della scheda
3.2. Indicazioni specifiche per la compilazione della scheda
Indicazioni sulle modalità di lavoro
I seminari e gli incontri di lavoro, di cui il presente Quaderno raccoglie i risultati, hanno lo scopo di procedere ad un primo momento di confronto e di analisi di ciò che significa autonomia e della messa in atto di modalità operative che vedono l’IRRSAE esercitare attività a supporto dell’autonomia stessa.
Hanno collaborato alla stesura del Quaderno i Rappresentanti del Consiglio Direttivo dell’IRRSAE della Toscana, nominati nei Nuclei di supporto all’autonomia; i coordinatori provinciali dei nuclei; gli utilizzati che nei provveditorati fanno parte dei nuclei; gli ispettori; il presidente e il segretario generale dell’IRRSAE; i tecnici dell’IRRSAE; dirigenti scolastici e docenti di ogni grado di scuola.
Le scuole con particolare competenza progettuale e operativa sono state indicate direttamente da coloro che hanno collaborato alla stesura del Quaderno; l’elenco che ne risulta è pertanto parziale e suscettibile di integrazione anche su diretta segnalazione delle scuole stesse.
Si ricorda che la modalità di lavoro seguita è quella del "work in progress"; questo Quaderno rappresenta , quindi, solo un primo risultato della collaborazione fra le varie istituzioni che in Toscana si occupano di scuola.
Elenco domande individuate come più "frequenti"
(cfr. la logica delle FAQ – Frequently Asked Questions)
Il seguente elenco di domande possibili sull’autonomia è stato stilato senza un ordine rigoroso ed è certamente incompleto; inoltre non tutte le domande si riferiscono a tutti i gradi e ordini di scuola.
Si fa presente anche che i quesiti e le relative risposte attengono principalmente agli aspetti organizzativi dell’autonomia; si desidera però ricordare che la realizzazione dell’autonomia tocca problematiche più complesse della realtà scolastica che riguardano aspetti didattici, di ricerca e di sviluppo.
1. Come si possono attuare la flessibilità dell’orario e la diversa articolazione della durata della lezione?
2. Come si può articolare il gruppo classe anche nel rispetto del principio d’integrazione?
3. Come si può organizzare l’organo collegiale per garantire unitarietà alla programmazione e valutazione in presenza della flessibilità del gruppo classe?
4. Come si può organizzare l’orario del personale docente?
5. Quali modalità progettuali e organizzative per il recupero e il sostegno?
6. Cosa si intende per programmazione modulare?
7. Come si valutano gli apprendimenti all’interno di un modulo?
8. Come si valuta un’organizzazione didattica di tipo modulare?
9. Come costruire strumenti di autoanalisi e di auto controllo del
10. Come si certifica e si garantisce il conseguimento del livello
culturale e formativo all’interno del modulo?
11. Come utilizzare le figure di sistema?
12. Come ottenere all’interno di un organico funzionale le figure di
13. Come gestire strutture/strumenti/spazi?
14. Come fare convenzioni e contratti?
15. Quali modalità di insegnamento in una scuola dal curricolo
16. Quali saperi per un curricolo flessibile?
17. Quali rapporti con gli enti locali, il mondo del lavoro, il territorio
Le scuole citate in calce alle risposte vengono segnalate esclusivamente perché hanno attuato qualche esperienza particolare in ordine ai quesiti segnalati.
L’elenco delle stesse è sicuramente incompleto ed è stilato con la speranza di avere ulteriori segnalazioni in ambito regionale.
1. Come si possono attuare la flessibilità dell’orario e la diversa articolazione della durata della lezione ?
La flessibilità dell’orario e la diversa articolazione della durata delle lezioni devono essere realizzate per finalità didattiche e nel rispetto dei ritmi di apprendimento degli alunni ( lettera circ. n. 27814/BL del 19.5.98).
Tali possibilità sono espressione del potere di autonomia attribuiti alle scuole dal vigente contesto normativo e vanno ovviamente esercitate nel rispetto dei canoni e dei termini stabiliti dall’O.M. n.72 del 23.2.98 (calendario scolastico).
Sono concertate con interventi debitamente motivati, nel rispetto del puntuale assolvimento della funzione istituzionale della scuola.
Naturalmente non è possibile chiudere la scuola dopo i 200 giorni di lezioni, trattandosi di interruzione di pubblico servizio .
- Legge Bassanini L. 59/97 art. 21
- T.U. n. 297/94 art. 74, artt. 7-10-129-167
- L. n.352/95
- D.M. 251/98, art. 1 lett.b)
- L. 440,
- CCNL 1995
- O.M. n.266/97
- L. 41/93
Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:
Carrara: ITC Zaccagna
Cascina: ITC Pesenti
Cecina: IPC Marco Polo;
Follonica: Centri territoriali
Grosseto: I.C.Castiglione della Pescaia - I. P. Einaudi
Livorno: DD di Thouar (prog. P.I.A.);
Livorno: ITG Buontalenti
Firenze: Scuola Città Pestalozzi –
Livorno: SM Fermi/Pistelli (prog.P.I.A.)
Lucca: DD di Altopascio; Istituto Professionale Pertini;
Montevarchi: Lic.Scient. Varchi
Pisa: LS Buonarroti - IP Matteotti
Pontedera: ITC Fermi
Prato: IPS Datini -	ITG Gramsci
Scandicci: ITCG Russell
Siena SMS Angiolieri
Montepulciano: SMS Pascoli
Scuole che sperimentano il tempo flessibile
Lastra a Signa:SMS L.da Vinci -
Montale: SMS Melani
Pontedera: SMS Curtatone e Montanara
2. Come si può articolare il gruppo classe anche nel rispetto del principio d’integrazione ?
Principio ispiratore della risposta dovrebbe essere una maggiore individualizzazione dell’insegnamento a maggior ragione per gli alunni portatori di handicap.
Lett. Circ. D.M. 251/98
Follonica: DD
Grosseto: 1° Circolo
Firenze: Scuola Città Pestalozzi
Capannori: 2° Circolo
Pisa: SMS Fucini
Massa Carrara: ISA F.Palma
Carrara: IPSIA Barsanti
Premesso che la domanda non riguarda la scuola elementare fino all’emanazione di disposizioni diverse da quelle attualmente in vigore, il consiglio di classe è un organo inscindibile, pena l’annullamento delle deliberazioni, per manifesta invalidazione del principio della collegialità perfetta.
Si ritiene indispensabile fissare tempi ragionevoli di lavoro comune per la salvaguardia dell'unitarietà della classe.
La flessibilità può realizzarsi relativamente a:
attività strettamente disciplinari
CM. 167/ relativa all'epistemologia delle discipline;
Lett. Circ. n. 27814/98 parte 1, lett.b), punto 2, comma 2 per la predisposizione di griglie di informazione.
Lett.Circ. 27814/98 per la costruzione di controlli del processo dell'iniziativa e della crescita individuale dell'adulto e per la costruzione degli obiettivi trasversali sottesi
Appare comunque utile fissare degli obiettivi comportamentali e degli "standard" di conoscenze e competenze da verificare periodicamente
- da parte del Collegio dei docenti (organo di indirizzo e ratifica)
da parte del Consiglio di classe
da parte dei gruppi di disciplina
da parte dello staff di progetto (progetti verticali)
E' necessario tener conto delle diversità tra i diversi ordini e gradi scolastici: ciascuno ha infatti risorse ed esperienze peculiari
Prato: IPS Datini
Livorno: IPSIA Orlando
San Miniato/Ponte a Egola: SMS
Livorno: Lic. Scient. Cecioni
Punto critico: la flessibilità del gruppo classe dovrebbe comunque garantire la permanenza di un nucleo definito e stabile per consolidare negli allievi la percezione dell'appartenenza al gruppo.
Nell’attesa di una piena applicazione dell’art. 21 della L. 59/97, i limiti invalicabili sono costituiti da:
- Lett. Circ. n.27814/98.
la distribuzione dell’attività didattica in non meno di 5 giorni (art. 21 della L.59/97).
il rispetto di complessivi obblighi annuali di servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi (CCNL/95)
Ad esempio resta inesplorato il campo di applicazione per un obbligo di servizio che, eventualmente, si concludesse in un solo quadrimestre di lezione, come è, al momento, inesplorato il campo della valutazione per una disciplina insegnata per un solo quadrimestre.
Nel caso di articolazione dell’orario degli insegnamenti diverso da quello settimanale, è opportuno rifuggire da ogni improvvisazione e concordare fin dall’inizio la strutturazione di blocchi predeterminati (di orari) stabili nel tempo.
Pistoia: SMS Melani
Grosseto: Istituto Professionale Einaudi
Siena : SMS Angiolieri
Riguarda l'insegnamento individualizzato e l'attenzione agli stili di apprendimento attraverso:
a) recupero
c) valorizzazione
- Arricchimento dell'offerta formativa
L. 352/95
Porre attenzione all'analisi dei bisogni e alla corretta motivazione del progetto
Arezzo: ITIS Galilei
Altopascio: DD e SM Ungaretti in continuità
Cecina: IP Marco Polo
Empoli: IP Leonardo da Vinci in continuità con le Scuole Medie
Montevarchi. IPSCT Magiotti
Pistoia: SMS Melani; SMS Da Vinci; Ist. Prof. Petrocchi
Prato: IPS Datini, ITG Gramsci
S. Giovanni Valdarno: IPSIA Marconi
Siena: SMS Angiolieri
Siena: SMS Mattioli
Colle Val d'Elsa (SI) : A. Di Cambio
Castelnuovo B.ga (SI) : SMS Papini
Montepulciano (SI) SMS Pascoli
"…L’organizzazione modulare flessibile della didattica è una vera e propria strategia formativa altamente strutturata in cui l’organizzazione del curricolo, delle risorse, del tempo e dello spazio, prevede l’impiego flessibile di segmenti unitari chiamati appunto moduli, dei più lunghi percorsi di insegnamento- apprendimento, tali da avere una ben definita struttura, e altrettanto ben determinate funzioni. Anche la durata o, se si vuole, l’estensione del modulo, per quanto variabili, devono essere formalmente previste e definite.
Ciascun modulo viene a costituire una parte significativa, altamente omogenea ed unitaria di un più esteso percorso formativo, disciplinare o pluri, multi, interdisciplinare, programmato; una parte del tutto, in grado non solo di assolvere ben specifiche funzioni ma anche di far perseguire ben precisi obiettivi, prevalentemente ma non solo, cognitivi-verificabili, documentabili e capitalizzabili…"
Per la programmazione modulare è possibile riferirsi alle pubblicazioni:
L’organizzazione modulare e flessibile della didattica di G. Domenici – Unità 3 IPS Datini Prato 1997
La progettazione didattica - G.Domenici – Unità 1 – IRRSAE Toscana 1997
- D.M. 251/98
7-8. Come si valutano gli apprendimenti all’interno di un modulo?
Come si valuta un’organizzazione didattica di tipo modulare?
Secondo modalità fissate dal progetto educativo di istituto.
9. Come costruire strumenti di autoanalisi e di auto controllo del sistema?
Autoanalisi: operazione periodica che "osserva" l'andamento delle azioni per operare interventi correttivi, migliorativi.
L'operazione di autoanalisi è in stretta dipendenza dalla tipologia e articolazione del progetto da realizzare. Ci sono tuttavia delle costanti del monitoraggio: la condizione essenziale perché sia efficace è la puntuale definizione ed esplicitazione degli elementi costitutivi del progetto, con particolare riferimento a:
- motivazione (problema da risolvere)
responsabilità di attuazione
modalità di verifica ivi incluso il grado di soddisfazione dei destinatari dell’intervento educativo.
E' possibile avvalersi di forme di consulenza.
Supporto all'autoanalisi è una corretta documentazione di percorso (processo)
DM 251/98
Esperienza IRRSAE condotta con 25 Istituti tecnici della Toscana con sperimentazione IGEA (anni 92-94) e Progetto assunto dal Cnel (Rapporto del 1995)
10. Come si certifica e si garantisce il conseguimento del livello culturale e formativo all’interno del modulo?
Nella scuola secondaria la certificazione è un elemento fondamentale della progettazione modulare. Ad essa provvede il dirigente scolastico con l’elencazione puntuale degli obiettivi, dei contenuti e delle metodologie attinenti a ciascun modulo, nonché dei risultati raggiunti dall’allievo.
Come utilizzare le figure di sistema?
Come ottenere all’interno di un organico funzionale le figure di sistema?
- L. 59/97
- L.426/88 art.5
- C.M.321/98
Grosseto: Direzione Didattica di Follonica
Colle Val d'Elsa (SI) IM Don Bosco; LC Volta
Siena: IPS Caselli; ITI Sarrocchi; ITA Ricasoli; ITC Bandini
Fino a che non troverà piena applicazione l’art. 21 della L. 59/97, per tutti i gradi di scuola, l’individuazione delle figure di sistema resta difficile.
La scuola dell’autonomia presupporrebbe una diversa utilizzazione degli spazi, da realizzarsi con lo spostamento degli alunni, piuttosto che degli insegnanti per avere tutte le aule improntate ad una didattica specialistica. Raramente questa diversa fruizione è possibile, non essendoci, per lo più, sufficienti locali a disposizione.
Pistoia: ITI Fermi
Pontedera: SMS Curtatone – Montanara; Pacinotti
Montepulciano (SI): SMS Pascoli
14. Se e come fare convenzioni e contratti
La stipula di convenzioni e contratti è prassi negli istituti con personalità giuridica (istituti tecnici e professionali) ai quali è possibile fare riferimento.
Pistoia: IP Einaudi; ITC Pacini; ITI Fermi; ISA Petrocchi
Grosseto: Dir.Did. di Follonica - ITA Leopoldo II di Lorena
Prato: IP Datini, ITG Gramsci
Colle Val d'Elsa (SI): SMS A. Di Cambio
Siena: ITI Sarrocchi: ITA Ricasoli
15. Quali modalità di insegnamento in una scuola dal curricolo flessibile?
La flessibilità del curricolo implica necessariamente modificazioni nelle modalità di insegnamento che sono essenzialmente un portato dei modelli teorici di riferimento (culturali e pedagogici) e dell'epistemologia dei diversi saperi.
E' opportuno sottolineare che la flessibilità dell'organizzazione scolastica necessita di modalità di insegnamento adeguate.
D.M. 251/98
L. 59/97, art. 21, par. 1 e 9;
CC.MM. n.282/97 e n.196/98 "Nuove tecnologie"
Documento della Commissione dei Saggi.
17. Quali rapporti con gli enti locali, il mondo del lavoro, il territorio in genere?
Decreto legislativo 112, marzo 1998;
D.P.R. 233/98 – regolamento per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche
Arezzo: I.C. Terranuova Bracciolini
Siena: ITI Sarrocchi - ITC Bandini SMS Mattioli - SMS Angiolieri - SMS San Bernardino
Abbadia San Salvadore (SI) : ITI Avogadro
Colle Val d'Elsa (SI) LC Volta - IM Don Bosco
I compiti del Nucleo Provinciale di Supporto all’Autonomia Scolastica
IL NUCLEO DI SUPPORTO É
UN ORGANISMO TECNICO -AMMINISTRATIVO
NON PLETORICO PUR SE RAPPRESENTATIVO
SISTEMA DI CIRCOLAZIONE DI IDEE E DI ESPERIENZE
Competenze del Nucleo
Conferenze di Servizio programmate
INFOAUTONOMIA
- Banca Dati Telematica
ATTIVITA’ DI NATURA TECNICO-ORGANIZZATIVA PRESTATA IN MANIERA CONTINUATIVA E FINALIZZATA ALLA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI ELABORATI IN MANIERA AUTONOMA DALLE SCUOLE
Si esplica su richiesta delle scuole
Individuazione di strategie
Individuazione di riferimenti teorici
Individuazione di risorse e vincoli
ATTIVITA’ DI NATURA TECNICO-ORGANIZZATIVA PRESTATA IN MANIERA EPISODICA E SVINCOLATA DALLE FASI SUCCESSIVE DEL PROGETTO E DAI SUOI ESITI
E-Mail .........
SVILUPPO DELLA CULTURA DELL’AUTONOMIA E DELLA MESSA IN RETE DELLE ESPERIENZE
Miglioramento della qualità dell’istruzione
Programmazione mirata degli interventi
Produzione di attività di aggiornamento
Pubblicizzazione delle esperienze più significative
RILEVAZIONE E RIELABORAZIONE DI INFORMAZIONI E DATI SIGNIFICATIVI
Numero dei progetti
Costituzione di reti di scuole
Finalità complessive
Raccolta delle schede di consultazione (sui progetti, sull’autonomia, sui saperi)
ATTIVITA’ CONTINUA DI AGGIORNAMENTO, STUDIO E RICERCA PER LO SVILUPPO DI COMPETENZE E PER LA SPECIALIZZAZIONE DEI COMPONENTI DEL NUCLEO E DEL NUCLEO NELLA SUA GLOBALITA’, MIRATA ALLA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELL’AUTONOMIA
Raccolta e lettura dei bisogni delle scuole e delle esigenze del territorio.
Sviluppare l’attitudine progettuale delle scuole
Acquisire competenze organizzative finalizzate alla messa in rete di scuole e alla costituzione di consorzi
Attivita’ a livello provinciale
Attività a livello interprovinciale (in rete)
Attività a livello regionale, con il supporto IRRSAE, BDP e/o altre Agenzie specializzate
Attività a livello interistituzionale
PROPOSTA DI INDICATORI PER LA VALUTAZIONE
DEI PROGETTI COMPLESSI
"SCHEDA IRRSAE - AUTONOMIA"
SOVRINTENDENZA SCOLASTICA – CORPO ISPETTIVO
SCHEDA IRRSAE-AUTONOMIA
Dati generali sul circolo/istituto( QUADRO A- Scheda "P")
A1 % di coinvolgimento classi – istituti	o
A2 ( non valutabile)
A3 Presenza di esperienze pregresse	o
A4 Rischio educativo (socio-culturale, economico, legato al territorio)	o
A5 Dati DIspersione SCOlastica in rapporto coi dati provinciali	o
A6 Tecnologie didattiche e loro utilizzo funzionale al progetto	o
Progetto di sperimentazione di autonomia ( QUADRO B-Scheda "P")
B1 non valutabile
B2 non valutabile
B3 +B4 % di coinvolgimento docenti, non docenti, esperti, operatori	o
B5a Reti di scuole	o
b Collegamento col territorio	o
c Enti che collaborano alla fattibilità del progetto	o
Caratteristiche strutturali del progetto ( QUADRO C - Scheda "P")
C1a Coerenza con le finalità della scuola	o
b Armonizzazione delle esperienze pregresse con la sperimentazione sull’autonomia	o
C2 Costruzione del progetto attraverso la concertazione con il territorio	o
C3a- Macroindicatori dello spessore dell’innovazione
Aggrega/armonizza più progetti	o
Agisce su un elemento strategico per la successiva ricaduta	o progettuale
Presenta elementi trasferibili	o
E’ centrato sui bisogni dell’utenza	o
Cura la dimensione relazionale/comunicativa	o
Cura la dimensione motivazionale	o
Privilegia l’individualizzazione dell’insegnamento	o
Prevede l’uso di supporti informatici/telematici	o
Prevede la documentazione e la diffusione dell’esperienza	o
10 Altro o
b Esplicitazione delle fasi di realizzazione	o
C4 Aggiornamento , funzionale al progetto, del personale docente e non docente	o
Progettazione, comunicazione,valutazione ( QUADRO D - Scheda "P")
D1 Progetto costruito sulla concertazione fra le componenti scolastiche ( docenti/genitori/studenti/ATA)	o
D2 Non valutabile
D3 Misura del coinvolgimento dell’istituzione scolastica durante la realizzazione( modi e tempi)	o
D4 Misura dell ’interazione studenti/genitori/territorio durante la realizzazione
( modi, tempi, soggetti coinvolti))	o
D5a Autovalutazione ( modi, tempi, soggetti coinvolti)	o
5b Monitoraggio ( modi, tempi, soggetti coinvolti)	o
5c Verifica ( modi, tempi,, soggetti coinvolti)	o
3.1. INDICAZIONI GENERALI PER LA COMPILAZIONE DELLA "SCHEDA IRRSAE-AUTONOMIA"
Leggere la Scheda "P" prima di procedere alla valutazione;
Valutare solo ciò che è esplicitato;
Attribuire un punteggio da 0 a 3 per ogni indicatore;
Ricordare che la "scheda IRRSAE-Autonomia" intende, solamente, offrire suggerimenti di modalità d’uso degli indicatori;
Considerare che la scheda si può prestare come supporto informativo per i nuclei operanti presso i provveditorati;
Per "progetto complesso" si intende il progetto che richiede il finanziamento ulteriore del 35%;
Tener presente che sono stati condivisi dei criteri generali per individuare i progetti " COMPLESSI". Questi sono i criteri:
1 La coerenza didattica con le finalità formative della scuola
2 Lo spessore didattico-metodologico dell’innovazione
3 Le esperienze maturate in iniziative connesse all’autonomia
4 L’articolazione del progetto in rete con altre scuole, soprattutto per quelle di piccole dimensioni
5 Il coinvolgimento di altri soggetti del territorio
6 La disponibilità e l’utilizzo di tecnologie didattiche multimediali
7 La presenza di progetti di formazione e aggiornamento
3.2. INDICAZIONI SPECIFICHE PER LA COMPILAZIONE DELLA
"SCHEDA IRRSAE-AUTONOMIA"
Per quanto riguarda la compilazione del QUADRO A della scheda "P", si consideri che tale quadro può essere valutato o meno, poiché i dati qui riportati sono di carattere generale.
Dati generali sul circolo/istituto (QUADRO A - scheda "P")
A1- Lo scopo di questo indicatore è quello di valutare la complessità; di discriminare tra progetti uguali che coinvolgono % (percentuali) diverse di alunni, classi, sezioni, della scuola nel progetto.
A2- non valutabile
A6- I supporti tecnologici di cui la scuola e il progetto possono usufruire costituiscono un’indicazione importante sulle risposte che la scuola può offrire in una "società conoscitiva"
A3- Lo scopo di questo indicatore è quello di valutare comunque le esperienze pregresse( vedi criterio n.3. le esperienze maturate in iniziative connesse all’autonomia
A4- Rispetto a questo indicatore possono essere utili i dati IRPET , riportati nel piano di indirizzo della legge regionale sul diritto allo studio n.41 (controllare meglio i dati!!!!)
A5 I dati da riportare sono quelli interni alla scuola che presenta il progetto
Progetto di sperimentazione di autonomia ( QUADRO B - scheda "P")
B1- non è prevista una valutazione di questo punto perchè, in qualsiasi modo si risponda, non emerge in modo scientificamente apprezzabile una stima della complessità del progetto
B2- non valutabile
B3 e B4- Lo scopo di questi indicatori è quello di discriminare tra progetti uguali che coinvolgono ( percentuali) % diverse di soggetti , interni ed esterni alla scuola, nel progetto.
B5- a vedi criterio n. 4 L’articolazione del progetto in rete con altre scuole, soprattutto per quelle di piccole dimensioni
b vedi criterio n5 Il coinvolgimento di altri soggetti del territorio
c si ritiene che sia utile valutare la quantità degli enti che collaborano e la tipologia delle collaborazioni
Si ritiene che questa parte dell’allegato "P" sia particolarmente significativa per la valutazione della complessità del progetto.
C1- a si rimanda al criterio n. 1. La coerenza didattica con le finalità formative della scuola
b oltre alla valutazione delle esperienze pregresse( vedi A3), si è ritenuto dare un ulteriore punteggio alla
confluenza delle altre esperienze realizzate nella scuola, nel progetto.
N.B.Attenzione: questo indicatore può essere desumibile anche da altre parti dell’allegato "p"
C2- La metrica va raccordata con quella attribuita al’indicatore B5
C3- a Questo macroindicatore risponde ad una logica interna di tipo tassonomicoe ;si propone di misurare in modo significativo lo spessore dell’innovazione che il progetto intende sperimentare
-1- Attenzione! Armonizzare significa rivedere in modo significativo ogni attività progettuale della scuola, nell’ottica dell’autonomia. Aggregare può significare semplicemente aggiungere un progetto ad altri progetti già attivi nella scuola
-7- Per quanto riguarda questo punto si desidera sottolineare che qui si misurano anche gli aspetti che riguardano l’eccellenza dell’apprendimento e dell’insegnamento e la significatività metodologica e didattica dell’innovazione proposta.
- 9- Questo indicatore è particolarmente significativo nell’ottica della valutazione perché non si può valutare ciò che non è stato documentato.
C4- La presenza di attività di formazione o aggiornamento sulle tematiche dell’autonomia, sembra essere un forte elemento di garanzia per il successo dell’iniziativa proposta.
D1 Questo indicatore intende attribuire un apprezzamento misurabile al coinvolgimento delle componenti scolastiche nella proposta e nella progettazione. Naturalmente l’appezzamento sarà massimo nel caso che tutte le componenti siano state attive, con particolare riguardo alla componente dei genitori.
D3 Questo indicatore intende misurare soprattutto la partecipazione del personale della scuola alle fasi di realizzazione del progetto.
D4 Questo indicatore intende apprezzare in modo significativo il coinvolgimento dei genitori, degli studenti e del territorio nelle varie fasi progettuali. Naturalmente più soggetti saranno coinvolti, maggiore sarà l’apprezzamento da attribuire al progetto.
3.3.	Scheda "P"
Scaglioso Cosimo
Presidente IRRSAE
Segretario IRRSAE
Assante Raffaele
C.D. IRRSAE
Braccini A.Maria
Tolomei Carla
Bernardi Gloria
Coordinatrice IRRSAE
Staderini Giuseppina
Viaggi Marusca
Tecnico IRRSAE
Del Bono Secondo
Auriemma Orazio
Fornai Giancarlo
Langella Nunzio
Fierli Carla
Gentilini Marzia
Provveditorato Firenze
Brunello Paola
Giannetti Dino
IPC Grosseto
Gagliardi Ettore
Provveditorato Livorno
Dell’Osso Piera
Provveditorato Lucca
Picchi Enrica
Bertucci Sergio
Provveditorato Massa
Marchini Diana
Pedri Rossella
Provveditorato Pisa
Picchi Rino
Decaria Luigi
Provveditorato Pistoia
Zini Patrizio
Provveditorato Prato
Magelli Cristina
Bertusi Valeria
Provveditorato Siena
Busoni Daniela