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Timestamp: 2020-07-12 23:55:36+00:00
Document Index: 71548751

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 2051', 'art. 2043', 'art. 2051', 'art. 2', 'art.2051']

Sentenza Cassazione Civile n. 20021 del 06/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20021 del 06/10/2016
Cassazione civile sez. III, 06/10/2016, (ud. 15/06/2016, dep. 06/10/2016), n.20021
sul ricorso 17227-2013 proposto da:
A.C., (OMISSIS), A.P. (OMISSIS), elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA EUSTACHIO MANFREDI 17, presso lo studio
dell’avvocato DEMETRIO ZEMA, che li rappresenta e difende giusta
REGIONE CALABRIA, in persona del legale rappresentante pro-tempore,
Presidente della Giunta Regionale, elettivamente domiciliata in
ROMA, V.LE GIULIO CESARE 61 INT.7, presso lo studio dell’avvocato
GIUSEPPE TOSCANO, rappresentata e difesa dall’avvocato FERDINANDO
MAZZACUVA giusta procura speciale a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 28/2013 della CORTE D’APPELLO di REGGIO
udito l’Avvocato G.M. TOSCANO per delega;
La Corte d’appello di Reggio Calabria, con sentenza depositata il 17 gennaio 2013, a modifica della decisione di primo grado, ha rigettato la domanda proposta da C. e A.P. nei confronti della Regione Calabria, volta ad ottenere il risarcimento del danno subito dai fondi di loro proprietà a causa dello straripamento del torrente (OMISSIS), e della conseguente inondazione di acqua e fango verificatasi nell’ottobre 1996.
C. e A.P. propongono ricorso con due motivi.
1. Preliminare è l’esame della eccezione di inammissibilità del ricorso per mancanza del requisito dell’esposizione sommaria di fatto di cui all’art. 366 c.p.c., n. 3.
L’eccezione è infondata in quanto il ricorso introduttivo contiene l’esposizione dei fatti idonea a far comprendere il tema decidendum e lo sviluppo delle fasi del processo.
2. Con il primo motivo di ricorso si denunzia violazione o falsa applicazione dell’art. 2051 c.c. per avere la Corte di merito fatto riferimento all’art. 2043 c.c. anzichè all’art. 2051 c.c. con la conseguente presunzione di responsabilità.
3. Con il secondo motivo si denunzia la violazione falsa applicazione della R.D. 20 luglio 1904, n. 523.
Sostengono i ricorrenti che sulla base del R.D. su citato, art. 2 la Corte d’appello avrebbe dovuto ritenere che era a carico della regione Calabria provvedere alla manutenzione del torrente e dell’argine.
4. I due motivi si esaminano congiuntamente per la stretta connessione logico giuridica che li lega e sono infondati.
La Corte d’appello ha ritenuto che secondo quanto affermato dagli stessi ricorrenti e dalla perizia giurata da essi prodotta, la causa dell’evento era da attribuire ad un alluvione e quindi ad un evento atmosferico di eccezionale portata e come tale plausibilmente ascrivibile a caso fortuito, non essendo dedotto nè tantomeno dimostrato che in presenza di eventi di normale portata, e prevedibilità l’inondazione si sarebbe ugualmente verificata con le medesime conseguenze.
I motivi dì ricorso non censurano la ratio della decisione che, tenendo conto delle stesse deduzioni formulate dai ricorrenti, ha ritenuto la causa del danno dovuta ad un evento atmosferico di eccezionale portata e imprevedibilità e quindi riconducibile al fortuito.
Con tale motivazione la Corte di merito ha comunque valutato superata la presunzione di responsabilità prevista dall’art.2051 c.c. Le spese del giudizio seguono la soccombenza.
La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 2.900,00, di cui Euro 200,00 per esborsi oltre accessori e spese generali come per legge.