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Timestamp: 2018-08-15 13:36:42+00:00
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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 17 maggio 2017, n. 2348 - Avvocato Renato D'Isa
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 17 maggio 2017, n. 2348
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Occorre il titolo edilizio per la realizzazione di nuovi manufatti, quand’anche sotto il profilo civilistico essi si possano qualificare come pertinenze. La qualifica di pertinenza urbanistica è applicabile soltanto ad opere di modesta entità e accessorie rispetto ad un’opera principale, quali ad esempio i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici et similia, ma non anche opere che, dal punto di vista delle dimensioni e della funzione, si connotino per una propria autonomia rispetto all’opera cosiddetta principale e non siano coessenziali alla stessa, tale, cioè, che non ne risulti possibile alcuna diversa utilizzazione economica. Nell’ordinamento statale, infatti, vi è il principio generale per il quale occorre il rilascio della concessione edilizia (o del titolo avente efficacia equivalente), quando si tratti di un manufatto edilizio: salva una diversa normativa regionale o comunale, ai fini edilizi manca la natura pertinenziale quando sia realizzato un nuovo volume, su un’area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio, ovvero sia realizzata una qualsiasi opera, come una tettoia, che ne alteri la sagoma. Viceversa, il testo unico attribuisce rilevanza urbanistica ed edilizia alle pertinenze, ammettendo all’art. 3, comma 1, lett. e.6) che specifiche regole siano contenute nelle norme tecniche degli strumenti urbanistici
sentenza 17 maggio 2017, n. 2348
sul ricorso numero di registro generale 150 del 2017, proposto dal signor Da. Bu., rappresentato e difeso dall’avvocato An. La., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via (…)
Roma Capitale – XIV Municipio, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Cr. Mo., con domicilio eletto presso il suo ufficio in Roma, via (…);
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 11 maggio 2017 il pres. Luigi Maruotti e udito l’avvocato An. La.;
1. L’appellante è proprietario di un immobile sito nel territorio di Roma Capitale, alla via (omissis).
– «la struttura sanzionata era già destinata a posto auto», sicché – contrariamente a quanto ha rilevato la sentenza del TAR – non è aumentato il’carico urbanisticò.
«Nell’ordinamento statale, infatti, vi è il principio generale per il quale occorre il rilascio della concessione edilizia (o del titolo avente efficacia equivalente), quando si tratti di un manufatto edilizio (cfr. Sez. VI, 24 luglio 2014, n. 3952): salva una diversa normativa regionale o comunale, ai fini edilizi manca la natura pertinenziale quando sia realizzato un nuovo volume, su un’area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio, ovvero sia realizzata una qualsiasi opera, come una tettoia, che ne alteri la sagoma».
«Viceversa, il testo unico attribuisce rilevanza urbanistica ed edilizia alle pertinenze, ammettendo all’art. 3, comma 1, lett. e.6) che specifiche regole siano contenute nelle norme tecniche degli strumenti urbanistici».
Così deciso in Roma, presso la sede del Consiglio di Stato, Palazzo Spada, nella camera di consiglio del giorno 11 maggio 2017, con l’intervento dei magistrati:
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-05-31T16:00:28+00:0031 maggio 2017|Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2017, Diritto Amministrativo, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti