Source: http://www.agriatlante.it/index.php/flaminio-nuova-mappa-con-soprese-del-rischio-idrogeologico/
Timestamp: 2018-04-25 23:37:49+00:00
Document Index: 50328304

Matched Legal Cases: ['art.14', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 27', 'art.12', 'art.3', 'art. 23', 'art.3', 'art. 10', 'art. 3']

Flaminio: nuova mappa (con soprese) del rischio idrogeologico |
L’AutoritÃ di Bacino del FiumeÂ Tevere ha effettuato una nuova perimetrazione delle aree a rischio esondazione al Flaminio che rimetteÂ in gioco i parcheggi interrati privati su suolo pubblico (PUP),Â mentre sembrerebbe escludere la realizzazione di quelli previsti al servizio del nuovo quartiere della CittÃ della Scienza.
L’areaÂ del Flaminio/Tor di Quinto, Ã¨ l’unica zona urbanizzata diÂ RomaÂ che secondoÂ il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico), varato nel 2006,Â Ã¨ a Â rischio R3 (1), cioÃ¨ a rischio elevato: unaÂ classificazioneÂ che comportaÂ il divieto diÂ “nuova realizzazione di vani interrati o seminterrati“(2) . Â Abbiamo appreso recentemente che l’8 giugno 2015 l’ABFT,Â in seguito a un nuovo studio, ha riperimetrato le zone a rischio, cosÃ¬ che alcune aree Â sono passate daÂ R3Â a R2Â (3), cioÃ¨ allaÂ classe di rischio “lieve”,Â che permette la realizzazione di vani interrati con prescrizioni (4). Una delle prime conseguenze Ã¨ che potranno essere rivisti i pareri negativi dati per i numerosi interventi del Piano Urbano Parcheggi previsti al Flaminio, a partire da quelli di Piazza Mancini e Via Stern,Â dove le procedureÂ per la realizzazioneÂ si erano fermate proprio per i pareri contrari dell’AutoritÃ di Bacino e dell’Ardis (5), l’Agenzia regionale per la difesa del suolo, oggi assorbita dal dipartimento regionale (6). MoltiÂ Pup del quartiereÂ Flaminio – Villaggio Olimpico potrebbero quindiÂ riprendere l’iter, visto che, rispettandoÂ alcune prescrizioni (come allarmi sonori e visivi in caso di rischio esondazione) Ã¨ possibile realizzare anche locali interrati. Mentre, a guardare la nuova mappa, si direbbe che l’area dove dovrebbe sorgere il nuovo quartiere della CittÃ della Scienza, in Via Guido Reni di fronte al MAXXI (Museo delle Arti del XX secolo) progetto che comprende alcune palazzine di appartamenti privati con i sottostanti prescritti parcheggi pertinenziali, resterebbe a rischio elevato, cioÃ¨ continuerebbe a non esservi la possibilitÃ di costruire garages.
L’ultima piena del Tevere nel febbraio 2014Â a Ponte Milvio (foto ambm)
In realtÃ la situazione avrebbe dovuto essere risolta da tempo: era ilÂ dicembre 2008 quando il rischio di esondazione del Tevere a PonteÂ Milvio era assurto agli onori delle cronacheÂ eÂ l’allora Sindaco Alemanno era statoÂ immortalato dalle TV di tutto il mondo traÂ barriere di sacchetti di sabbia costruiti dalla Protezione Civile. Ma nonostante l’accantonamento di una cifra consistente per costruire il cosiddetto “muretto di sponda”(7)- un muro di circa 1,20 lungo la strada tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio – e il ripetersi piÃ¹ volte negli anni successivi del “rischio esondazione” , progetto e finanziamenti si erano persi per strada.
Cittadinanzattiva Flaminio e il Coordinamento dei Comitati NO PUP/Sosta sostenibile avevano allora chiesto e ottenuto un’ audizione alla Commissione Sicurezza del Comune di Roma (marzo 2012), Â consegnando un corposoÂ dossier, e, dopo mesi di ulteriori sollecitazioni,Â lettere e audizioni, finalmente i lavori erano iniziati nell’agosto 2012 e il muretto portato a termine all’inizio del 2014.
Non ci risulta tuttavia che l’Ardis o l’ufficio regionale ora preposto abbiano ancoraÂ collaudato l’operaÂ – che appare anche incompleta per quanto riguarda gli accessi, che dovrebbero essere a tenuta stagna – , quindi laÂ Â perimetrazione delle aree interessate dal rischio esondazione al Flaminio sembra non siaÂ stata modificata in base alla valutazione dell’efficacia della nuovaÂ struttura.
Carteinregola contatterÃ Â le autoritÃ competenti: la Regione Lazio, per conoscere lo stato dell’opera e se sia stata collaudata;l’AutoritÃ di Bacino del Fiume Tevere, per chiedere la pubblicazione dello studio alla base della depermetrazione dell’area a rischio.
lavori costruzione muretto di sponda (in alto, lungo la strada) nel 2013
scarica la tavola del rischio esondazione dal sito dell’ABFT autoritaÌ€ bacino fiume tevere -r86
(1) Rischio R3 – rischio elevato: “quando esiste la possibilitÃ di: a) danni a persone o beni; danni funzionali ad edifici ed infrastrutture che ne comportino l’inagibilitÃ ; b) interruzione di attivitÃ socio- economiche“*
(2) Scarica documento integraleNorme_di_attuazione PAI Lazio Vedi la sintesi in calce
(…) Nella fascia B2 [rischio elevato NDR] non Ã¨ consentito lâ€™uso abitativo degli scantinati esistenti, nonchÃ© lo stoccaggio, negli stessi, di materiali o sostanze pericolose e/o inquinanti eccedenti le minime quantitÃ necessarie per il fabbisogno domestico giornaliero. Nella fascia B2 non Ã¨ consentita la nuova realizzazione di vani interrati o seminterrati. (…)
(3)Rischio R2Â rischio lieve :”â€¨quando esistono condizioni che determinano la possibilitÃ di danni agli edifici e alle infrastrutture senza pregiudizio diretto per lâ€™incolumitÃ delle persone e senza comprometterne lâ€™agibilitÃ “*.
(4) “Gli interventi dovranno essere realizzati con tipologie costruttive finalizzate alla riduzione della vulnerabilitaÌ€, attestata dal progettista
Nella fascia C non eÌ€ consentito lâ€™uso abitativo degli scantinati e dei vani interrati o seminterrati noncheÌ lo stoccaggio, negli stessi, di materiali o sostanze pericolose e/o inquinanti eccedenti le minime quantitaÌ€ necessarie per il fabbisogno domestico giornaliero“*
(5)Lâ€™ AutoritÃ di Bacino del Fiume Tevere , il 25 marzo 2009, a proposito del progetto del parcheggio di Piazza Mancini, mette per iscritto Â che lâ€™area Ã¨ a rischio esondazione e che â€œpotrÃ essere messa in sicurezza e conseguentemente deperimetrata una volta realizzate le necessarie opere sulle arginature nellâ€™area di Ponte Milvioâ€. In pratica non si puÃ² costruire nessun parcheggio o locale interrato finchÃ© non si innalzano gli argini a Ponte Milvio. ma pareri negativi sulla realizzazione di locali interrati erano giÃ stati formulati almeno dal 2007, a proposito del progetto di un Museo della Scienza, che doveva sorgere in unâ€™area adiacente al MAXXI, per il quale lâ€™ARDIS inserisce, tra le misure da adottare, â€œlâ€™assenza di realizzazione di vani interrati, anche se adibiti ad impiantiâ€ , e l’AutoritÃ di Bacino del Fiume Tevere, nel 2008, prescrive che â€œnon devono in ogni caso essere previsti livelli interratiâ€
(6) L’Ardis Ã¨ stato soppresso il 22 ottobre 2015 vedi http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb/news_dettaglio.php?id=2104&tblId=NEWS#.Vrw8J1LYWEA
(7) Il 27 novembre 2009 La presidenza del Consiglio dei Ministri â€“ Dipartimento per la Protezione Civile e il Presidente della Regione Lazio in qualitÃ di Commissario delegato (per il superamento dellâ€™emergenza per gli eventi atmosferici etc) con il Decreto 118 approva il Piano generale di interventi indifferibili e relative risorse finanziarie in cui Ã¨ compreso lâ€™intervento â€œL6: Realizzazione del muretto di sponda di sinistra del Fiume Tevere nel tratto a monte di Ponte Milvioâ€ per un costo di 770.000,00â‚¬.Â Ma i lavori del muretto saranno avviati solo nel
*NORME DI ATTUAZIONE DEL PAI LAZIO (estratti)Â scarica documento integraleNorme_di_attuazione PAI Lazio
ART. 3 (Effetti giuridici)
Il Piano Ã¨ coordinato con i programmi nazionali, regionali e sub-regionali di sviluppo economico e di uso del suolo e prevale, ai sensi dellâ€™art.14 della L.R.39/96, su tutti gli strumenti di piano e programmatici della Regione Lazio e degli Enti locali;
Nelle aree vincolate ai sensi del precedente comma 3 sono fatti salvi gli interventi giÃ autorizzati e iniziati alla data di adozione del Piano, a condizione che i lavori vengano completati entro il termine di tre anni come previsto dallâ€™art. 15, comma 4, del D.P.R. 380/2001; sono altresÃ¬ fatti salvi i piani attuativ
Al titolare della concessione o dellâ€™atto amministrativo di cui ai precedenti commi 4 e 5, deve essere tempestivamente notificata da parte dellâ€™Amministrazione comunale la condizione di pericolo rilevata;
Nelle aree vincolate ai sensi del precedente comma 3, per il decorso dellâ€™iter istruttorio relativo agli interventi in attesa di concessione in sanatoria, il titolare deve acquisire e successivamente presentare allâ€™Ente Comunale territorialmente competente:
a) Â nelle aree di cui agli artt. 16, 17, 18 e 19, il parere dellâ€™AutoritÃ , presentando la documentazione di cui allâ€™allegato 7;
b) Â nelle aree di cui agli artt. 23, 23bis, 24, 25, 26 e 27, ad eccezione delle aree di cui ai commi 5 e 7 dellâ€™art. 27, presentando, qualora richiesto, la documentazione di cui allâ€™allegato 8, il parere dellâ€™autoritÃ idraulica competente rappresentata:
ï‚· Â dallâ€™A.R.D.I.S., per agli aspetti attinenti al dissesto idraulico, relativamente alle aste fluviali di competenza regionale ai sensi dellâ€™art. 8 della L.R. 53/98 ed identificate con D.G.R. n.5079 del 12/10/99;
ï‚· Â dalla Provincia territorialmente competente, per gli aspetti attinenti al dissesto idraulico, relativamente alle aste fluviali attribuite ai sensi dellâ€™art. 9 della L.R. 53/98.
C) Â nelle aree di cui allâ€™art. 27 commi 5 e 7, aree di attenzione idraulica e aree di cui agli articoli 23bis, 25 e 26 ricadenti in territori di bonifica dove il regime idraulico Ã¨
regolato e gestito mediante canali e/o impianti di sollevamento idrico, il parere del Consorzio di Bonifica competente.
Il parere di cui ai precedenti commi 7 e 8 puÃ² indicare, in aggiunta a quanto previsto dagli allegati 7 e 8, ulteriori prescrizioni tecniche da attuare in sede esecutiva per conseguire unâ€™opportuna eliminazione del rischio, alle quali i soggetti interessati si dovranno attenere previa sottoscrizione di atto dâ€™obbligo;
Lâ€™approvazione dei nuovi strumenti urbanistici comunali o delle varianti agli strumenti vigenti da parte delle strutture preposte, Ã¨ subordinata allâ€™acquisizione del preventivo parere dellâ€™AutoritÃ ;
I manufatti lambiti o attraversati dal limite della perimetrazione delle aree a diverso grado di pericolositÃ di cui agli artt. 16, 17, 18, 19, 23, 23bis, 24, 25, 26 e 27, sono compresi nei limiti della perimetrazione interessata dalle prescrizioni piÃ¹ restrittive;
ART. 8 (Rischio idrogeologico)
Il rischio idrogeologico viene definito dall’entitÃ attesa delle perdite di vite umane, feriti, danni a proprietÃ , interruzione di attivitÃ economiche, in conseguenza del verificarsi di frane o inondazioni;
Il Piano individua il rischio nellâ€™ambito delle aree in frana o che possono essere inondate, caratterizzate dalla contestuale presenza di elementi esposti a rischio;
Gli elementi esposti a rischio sono costituiti dall’insieme delle presenze umane e di tutti i beni mobili ed immobili, pubblici e privati, che possono essere interessati e direttamente coinvolti dagli eventi calamitosi;
Nelle finalitÃ del Piano, le situazioni di rischio vengono raggruppate, ai fini della programmazione degli interventi (art.12), in due categorie:
a) Â rischio di frana;
b) Â rischio d’inondazione.
Per ciascuna categoria di rischio sono definiti tre livelli:
ï‚· Â rischio molto elevato (R4):â€¨quando esistono condizioni che determinano la possibilitÃ di: a) perdita di vite umane o lesioni gravi alle persone; b) danni gravi e collasso di edifici o infrastrutture; c) danni gravi ad attivitÃ socio-economiche;
ï‚· Â rischio elevato (R3):â€¨quando esiste la possibilitÃ di: a) danni a persone o beni; danni funzionali ad edifici ed infrastrutture che ne comportino l’inagibilitÃ ; b) interruzione di attivitÃ socio- economiche;
ï‚· Â rischio lieve (R2):â€¨quando esistono condizioni che determinano la possibilitÃ di danni agli edifici e alle infrastrutture senza pregiudizio diretto per lâ€™incolumitÃ delle persone e senza comprometterne lâ€™agibilitÃ .
23â€¨(Disciplina delle aree a pericolo d’inondazione molto elevato) â€“ aree a pericolo A1 â€“
Nella fascia A1, come definita dall’articolo 7, il Piano persegue l’obiettivo di garantire le condizioni di sicurezza idraulica, assicurando il libero deflusso della piena con tempo di ritorno di 30 anni, nonchÃ© il mantenimento o il recupero delle condizioni di equilibrio dinamico dell’alveo;
Nella fascia A1 non Ã¨ consentito effettuare tutte le opere ed attivitÃ di trasformazione dello stato dei luoghi ivi compresi i campeggi e le attrezzature turistico-ricreative allâ€™aperto e quelle di carattere urbanistico e edilizio, ad esclusiva eccezione di quelle di seguito elencate:
a) Â interventi di demolizione senza ricostruzione;
b) Â interventi sul patrimonio edilizio esistente, di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, cosÃ¬ come definiti alle lettere a), b) e c) dell’art.3 del D.P.R. n.380/2001, senza aumento di superfici e di volumi ad esclusione dei cambi di destinazione dâ€™uso che comportino aumento di carico urbanistico;
c) Â gli interventi volti alla tutela, alla salvaguardia e alla manutenzione dei manufatti e delle aree vincolate ai sensi del D. Lgs 42/04 e ss. mm. ed ii., Parte II e Parte III, nonchÃ© quelli classificati di valore storico-culturale negli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale vigenti;
d) Â interventi di adeguamento del patrimonio edilizio esistente per il rispetto delle normative vigenti, nonchÃ© interventi di riparazione di edifici danneggiati da eventi sismici e di miglioramento ed adeguamento sismico;
e) Â interventi finalizzati alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture, delle reti idriche e tecnologiche, delle opere idrauliche esistenti e delle reti viarie;
f) Â interventi di sistemazione idraulica volti alla messa in sicurezza delle aree e/o degli edifici e/o delle infrastrutture a rischio, previa approvazione dell’AutoritÃ , a condizione che non pregiudichino le attuali condizioni di sicurezza a monte e a valle dell’area oggetto dell’intervento;
g) Â interventi volti a diminuire il grado di vulnerabilitÃ effettuati sui beni e sugli edifici esistenti esposti al rischio, senza aumento di superficie e di volume;
h) Â interventi di ampliamento e ristrutturazione delle opere pubbliche o di interesse pubblico riferite ai servizi essenziali e non delocalizzabili, nonchÃ© la sola realizzazione di nuove infrastrutture lineari o a rete non altrimenti localizzabili, compresi i manufatti funzionalmente connessi, purchÃ© vengano realizzati in condizioni di sicurezza idraulica in relazione alla natura dellâ€™intervento e al contesto territoriale e che non precludano la possibilitÃ di attenuare o eliminare le cause che determinano le condizioni di rischio, previa approvazione dell’AutoritÃ ;
i) Â le pratiche per la corretta attivitÃ agraria o forestale effettuate in conformitÃ con le procedure indicate dal regolamento in materia di gestione delle risorse forestali, con esclusione di ogni intervento che comporti modifica della morfologia del territorio o produca ostacolo al libero deflusso delle piene;
j) Â interventi volti alla bonifica dei siti inquinati, al recupero ambientale ed in generale alla ricostruzione degli equilibri naturali alterati e all’eliminazione dei fattori d’interferenza antropica, previa approvazione dell’AutoritÃ ;
k) Â occupazioni temporanee, se non riducono la capacitÃ di portata dell’alveo, realizzate in modo da non recare danno o da risultare di pregiudizio per la pubblica incolumitÃ in caso di piena, previa approvazione dellâ€™AutoritÃ ;
l) Â interventi di manutenzione idraulica.
Nella fascia A1 non Ã¨ consentito lâ€™uso abitativo degli scantinati esistenti, nonchÃ© lo stoccaggio, negli stessi, di materiali o sostanze pericolose e/o inquinanti eccedenti le minime quantitÃ necessarie per il fabbisogno domestico giornaliero.
Nella fascia A1 non Ã¨ consentita la nuova realizzazione di vani interrati o seminterrati.
ART. 24 â€¨(Disciplina delle aree a pericolo d’inondazione elevato) â€“ aree a pericolo B1 â€“
Nella fascia B1, come definita dallâ€™articolo 7, il Piano persegue lâ€™obiettivo di garantire le condizioni di sicurezza idraulica, mantenendo o aumentando le condizioni dâ€™invaso della piena con tempo di ritorno di 200 anni, unitamente alla conservazione e al miglioramento delle caratteristiche naturali e ambientali;
Nella fascia B1 non sono consentite tutte le opere ed attivitÃ di trasformazione dello stato dei luoghi e quelle di carattere urbanistico e edilizio ad esclusiva eccezione di quelle di seguito elencate:
a) Â gli interventi consentiti nella fascia A1, con le stesse modalitÃ di cui allâ€™art. 23;
b) Â gli interventi di ristrutturazione edilizia, cosÃ¬ come definiti alla lettera d) dell’art.3 del D.P.R. n.380/2001, e ricompresi allâ€™art. 10 comma 1 lett. c) dello stesso decreto a condizione che gli stessi non aumentino il livello di rischio, non comportino significativo ostacolo al deflusso delle acque o riduzione dellâ€™attuale capacitÃ dâ€™invaso delle aree stesse e siano compatibili con i livelli di piena attesi e con le caratteristiche idrodinamiche della piena con tempo di ritorno di 200 anni, derivanti da apposita modellazione idraulica, previa approvazione dellâ€™AutoritÃ ;
c) Â i depositi temporanei conseguenti e connessi ad attivitÃ estrattive autorizzate, da realizzarsi secondo le modalitÃ prescritte dai dispositivi di autorizzazione.
Nella fascia B1 non Ã¨ consentito lâ€™uso abitativo degli scantinati esistenti, nonchÃ© lo stoccaggio, negli stessi, di materiali o sostanze pericolose e/o inquinanti eccedenti le minime quantitÃ necessarie per il fabbisogno domestico giornaliero.
Nella fascia B1 non Ã¨ consentito la nuova realizzazione di vani interrati o seminterrati.
Art. 25â€¨ (Disciplina delle aree a pericolo dâ€™inondazione elevato) â€“ aree a pericolo B2 â€“
Nella fascia B2, come definita dallâ€™articolo 7, il Piano persegue lâ€™obiettivo di garantire le condizioni di sicurezza idraulica;
Nella fascia B2 sono consentiti:
a) Â tutti gli interventi consentiti nella fascia A1, A2 e B1, con le stesse modalitÃ di cui ai rispettivi artt. 23, 23 bis e 24;
b) Â qualsiasi altro intervento oltre a quelli previsti alla precedente lettera a), purchÃ© munito di un adeguato studio idraulico, eseguito da professionista abilitato,
approvato ai sensi dellâ€™art. 3 comma 6, e rispondente ai requisiti minimi stabiliti dal Piano indicati nellâ€™Allegato 8, atto a dimostrare che :
ï€­ Â lâ€™intervento proposto sia compatibile con i livelli di piena attesi per un tempo di ritorno di 200 anni;
ï€­ Â lâ€™intervento proposto e le eventuali opere di messa in sicurezza delle aree, anche con riferimento ai volumi sottratti alla naturale espansione della piena, con tempo di ritorno di 200 anni, non aumentino le attuali condizioni di pericolo nelle aree limitrofe.
Nella fascia B2 non Ã¨ consentito lâ€™uso abitativo degli scantinati esistenti, nonchÃ© lo stoccaggio, negli stessi, di materiali o sostanze pericolose e/o inquinanti eccedenti le minime quantitÃ necessarie per il fabbisogno domestico giornaliero.
Nella fascia B2 non Ã¨ consentita la nuova realizzazione di vani interrati o seminterrati.
ART. 26 (Disciplina delle aree a pericolo d’inondazione lieve) â€“ aree a pericolo C â€“
Nella fascia C, come definita dall’articolo 7, il Piano persegue l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza delle popolazioni mediante la predisposizione prioritaria, da parte degli Enti competenti ai sensi della L. 24/2/1992 n. 225 e successive modificazioni e integrazioni, di programmi di previsione e prevenzione, noncheÌ di piani d’emergenza, tenuto conto delle ipotesi di rischio derivanti dalle indicazioni del Piano;
I programmi di previsione e prevenzione ed i piani d’emergenza per la difesa delle popolazioni e dei loro territori investono anche i territori individuati come fascia A e fascia B;
Gli interventi dovranno essere realizzati con tipologie costruttive finalizzate alla riduzione della vulnerabilitaÌ€, attestata dal progettista;
Nella fascia C non eÌ€ consentito lâ€™uso abitativo degli scantinati e dei vani interrati o seminterrati noncheÌ lo stoccaggio, negli stessi, di materiali o sostanze pericolose e/o inquinanti eccedenti le minime quantitaÌ€ necessarie per il fabbisogno domestico giornaliero.