Source: http://studiotributarioferrari.org/index.php/it/giurisprudenza1/282-l-impugnazione-dell-avviso-di-addebito-inps-determina-l-indispensabile-sospensione-del-ruolo-per-il-rilascio-del-durc-regolare
Timestamp: 2018-05-22 02:37:02+00:00
Document Index: 105549428

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 24']

Sei qui: Home Giurisprudenza L'impugnazione dell'Avviso di Addebito INPS determina la sospensione del ruolo per il rilascio del Durc "regolare".
In caso di impugnazione dell'Avviso di Addebito Inps ai sensi e per gli effetti dell'art. 24, co. 3 del D.Lgs. n. 46/'99, nelle more del giudizio di primo grado, la sospensione del ruolo - tanto in via giudiziale quanto amministrativa - configura una conditio sine qua non in grado di incidere sulla sfera economico-fiscale dell'azienda o del soggetto debitore.
L'art. 1, co. 1175 della Legge n. 296/2006 ha subordinato la fruizione dei benefici contributivi previsti dalla normativa di settore al possesso del Durc "regolare".
Il Durc "interno" è appunto il documento unico di regolarità contributiva richiesto ai datori di lavoro per: l'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, agevolazioni di cui alla Legge n. 190/2014, il rilascio dell'attestazione SOA, ecc. ...
Nell'ipotesi in cui, a seguito di impugnazione dell'Avviso di Addebito e, per l'effetto, del suo mancato pagamento, venga accertata una situazione di irregolarità, al fine dell'emissione del Durc regolare, viene comunicato al contribuente un "preavviso di accertamento negativo" con il quale viene assegnato un termine non superiore a 15 giorni per il pagamento degli importi dovuti a titolo di contributi previdenziali e di sanzioni, decorso inutilmente il quale il ricorrente sarà decaduto - con effetto retroattivo - dalle suddette agevolazioni.
Orbene, atteso che la locuzione "gravi motivi" usata dall'art. 24, co. 6 cit. ("Nel corso del giudizio di primo grado il giudice del lavoro può sospendere l'esecuzione del ruolo per gravi motivi") presuppone una delibazione sommaria della vicenda da parte del giudice alla stregua dei consueti requisiti del "periculum in mora" e del "fumus boni iuris", il presente contributo è volto ad individuare tanto le ragioni in diritto quanto il pregiudizio sottesi all'esigenza di una sospensione immediata del ruolo, anche inaudita altera parte.
Quanto al "fumus", già con la nota n. 10849 del 18 giugno 2010, il Ministero del Lavoro ha ritenuto necessario intervenire sulla questione relativa al rilascio del Durc ("in pendenza di contenzioso, la regolarità può essere dichiarata sino alla decisione che respinge il ricorso"), esludendo ogni forma di valutazione in ordine ai contenuti del contenzioso.
Con successivo Decreto del 30 gennaio 2015, poi, sempre il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disposto all'art. 3, co. 2, lett. e) che "La regolarità sussiste comunque in casi di: e) crediti in pendenza di contenzioso giudiziario sino al passaggio in giudicato della sentenza, salva l'ipotesi di cui all'art. 24, co. 3 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46".
Principio, questo, da ultimo recepito anche dall'Inps con Circolare n. 126/2015.
Quanto al "periculum", invece, va da sè che in caso di notifica del "preavviso di accertamento negativo" esso è concreto ed attuale, stante l'imminente recupero ad opera dell'Inps degli importi dovuti una volta decorso il termine di 15 giorni suddetto.
Passando, ora, dall'astratto al concreto, nel caso ad esempio di Durc con esito "non regolare" in ordine alle agevolazioni di cui alla Legge n. 190/2014 (esonero contributivo per l'assunzione di giovani lavoratori), una volta decorso il termine anzidetto (15 giorni), l'Inps comunica le c.d. "Note di Rettifica" mediante le quali provvede a recuperare - anche retroattivamente - le agevolazioni contributive (in media pari ad €. 173,00 mensili) afferenti all'intero triennio (periodo di esonero contributivo), con l'avvertenza che in caso di mancato pagamento "le somme addebitate verrano richieste con Avviso di Addebito avente valore di titolo esecutivo consegnato all'Agente della Riscossione".
Posta l'istanza cautelare in tali termini, dunque, e fatta salva la disposizione di cui all'art. 24, co. 3 cit., essendo in re ipsa l'attualità e concretezza dei danni erariali subiti e subendi, il giudice non potrà che concedere l'immediata sospensione del ruolo richiesta.
In tali termini si è espresso il Tribunale di Messina, Sezione Lavoro, mediante Ordinanza dello scorso 10 aprile 2018 il cui contenuto qui si riporta: "rilevata la sussitenza di gravi motivi; visti gli artt. 24 del d.lgs. n. 46/99 e 295 c.p.c. ... sospende l'efficacia esecutiva del ruolo esattoriale sotteso agli avvisi di addebito opposti". (Cfr. Trib. Messina, Sez. Lav., Ord. 10.04.2018)