Source: http://jonathanx.altervista.org/articoli/sconfitta_scomparsa_20110420.html
Timestamp: 2017-08-21 08:26:20+00:00
Document Index: 121687614

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 97', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

La sconfitta scomparsa dei sindaci-sceriffi.
Come far scomparire una notizia sgradita (e cercare di continuare a fregare i cittadini).
Il 7 aprile 2011 è stato un giorno importante. Ma gran parte, direi la maggior parte degli italiani non se n’è accorta.
Eppure quel giorno la più alta autorità del sistema giudiziario italiano, la Corte Costituzionale, con la Sentenza n.115 ha detto BASTA ad una situazione di ABUSI ai danni dei cittadini, portati avanti da quasi tre anni nel quasi totale silenzio dei commentatori.
http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/index.php?num=3503
Il più alto grado della Giustizia italiana ha detto, con estrema chiarezza, che i poteri legislativi assegnati nel 2008 ai sindaci dal cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” erano INCOSTITUZIONALI.
Ovvero illegali al massimo grado, violando la legge fondamentale della Repubblica: la Costituzione.
E che pertanto la maggior parte della pletora di ordinanze emesse dai sindaci-sceriffi sulla base di quel provvedimento di legge è parimenti illegale.
La parte censurata del “Pacchetto Sicurezza”, quella che aveva sciaguratamente ed illegalmente conferito poteri legislativi locali incontrollati ai sindaci, è stata riconosciuta violare la Costituzione in più punti.
Viola l'art. 23 della Costituzione ("Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge").
Viola anche l’art. 97, primo comma, della Costituzione ("I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione").
E, non ultimo, viola anche l’art. 3, primo comma, della Costituzione, uno dei principii fondamentali ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali").
Tutto questo, il riconoscimento della situazione di illegalità nella quale dal 2008 hanno operato centinaia di sindaci-sceriffi, è avvenuto nel quasi-silenzio dei media, che fa seguito ad un quasi-silenzio di anni di coloro che per ruolo dovrebbero sorvegliare l’operato dei poteri.
Escludiamo Curzio Maltese, che già nell’ottobre 2008 dimostrava di aver capito perfettamente la negatività del concedere tali poteri ai sindaci, con un articolo su “La Repubblica” che mi piace riportare ancora qui:
Non si possono dare troppi poteri ai sindaci. Il decreto Maroni è stato in questo senso una vera sciagura. La classe politica nazionale italiana è mediocre, ma spesso il ceto politico locale è, se possibile, ancora peggio. Delegare ai sindaci una parte di poteri, ha significato in questi mesi assistere a un delirio di norme incivili, al grido di "tolleranza zero". In provincia come nelle metropoli, nella Treviso o nella Verona degli sceriffi leghisti, come nella Roma di Alemanno e nella Milano della Moratti.
Escludiamo anche questo piccolo sito ed il suo piccolo Forum, che oltre a denunciare le conseguenze del “Pacchetto Sicurezza” ha da sempre sostenuto che non era giuridicamente pensabile che un sindaco potesse creare a suo arbitrio leggi a valenza locale, in violazione della legislazione nazionale.
Escludiamo le proteste di organizzazioni come il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute o l’associazione “Razzismo Stop” che ha lodevolmente portato il problema all’attenzione del TAR del Veneto, che a sua volta ha sollevato la questione davanti alla Consulta.
Ma se guardiamo al resto del panorama dei commentatori e della “società civile”, di Sinistra come di Destra, ci troviamo di fronte al quadro sconfortante di una vergognosa acquiescenza, peggio: sostegno e complicità, verso un provvedimento legislativo palesemente illegale al suo livello massimo possibile di illegalità, in quanto incostituzionale (e non c’era bisogno di essere giuristi per dirlo, qui lo scrivevamo da anni), che in tre anni ha portato a centinaia di ordinanze sindacali abusive, spesso grottesche, in qualche caso degne di Mussolini o Pinochet.
Un provvedimento che era stato chiesto a gran voce dai sindaci di ogni colore politico, compresi tantissimi sindaci cosiddetti “di Sinistra”.
Si spiega così il riprovevole muro di silenzio che è stato subito eretto dai media, in modo bipartisan, verso la notizia della sentenza.
Incredibilmente, la notizia non è durata neppure mezza giornata nella prima pagina dei siti de “La Repubblica” e del “Corriere della Sera”. E cito solo questi proprio per citare media schierati “a Sinistra” o comunque non nel campo berlusconiano.
Alcuni quotidiani web, per esempio il Messaggero ( http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=144704 ) hanno lodevolmente mantenuto la notizia in evidenza almeno per l’intera giornata, la maggior parte l’ha occultata rapidamente.
La verità è che questa sentenza ha dato enorme fastidio, a Destra come a Sinistra.
Questa sentenza ha rotto le uova nel paniere non solo ai sindaci-sceriffi della Lega o del PdL, ma anche a quelli del PD.
Questa sentenza ha evidenziato come gli attentati allo Stato di Diritto in questo paese sono obiettivi perseguiti non solo a livello nazionale ma anche a livello locale e con grande sintonia tra Destra e Sinistra.
Qualcuno si ricorderà delle pubbliche attestazioni di intesa tra questi due personaggi:
Non sorprende, quindi, che se andate in giro a chiedere ai cittadini se hanno saputo della sentenza della Consulta riceverete quasi sempre risposte stupite, di chi non ne sapeva nulla.
E’ del tutto evidente che, in poche ore e con la complicità di molti media, in certi ambienti si è imbastita un’azione di emergenza per occultare la notizia, si è volutamente cercato di tenere all’oscuro i cittadini italiani.
Per evitare che si rivoltino contro gli abusi.
Per evitare che facciano ricorso per recuperare le decine di migliaia di multe fatte.
Per evitare che comprendano da che razza di personaggi, fondamentalmente antidemocratici, sono spesso governati.
E pure per poter, ILLEGALMENTE, tenere ancora in vita quelle ordinanze, magari con la scusa che “avevano una data di termine” (quando la sentenza della Consulta dice chiaramente che le ordinanze possibili devono essere “contingibili ed urgenti”, ovvero fatte sulla base di una vera ed autentica emergenza e dalla durata limitata all’emergenza stessa).
Oppure per cercare di salvarle o riproporle in altra forma ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-18/poteri-sindaci-verifica-caso-063753.shtml ) o di reinserirle truffaldinamente nei regolamenti di Polizia Urbana, cosa che ha già portato ad un forte ammonimento da parte di un emerito giurista costituzionale come Valerio Onida ( http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/11-aprile-2011/gobbo-ridaremo-sindaci-poteri-pubblica-sicurezza-190413398560.shtml ).
Il 7 aprile i sindaci-sceriffi (e chi ha conferito loro quei poteri abusivi) sono stati sconfitti e sbugiardati.
Questo non vuol dire affatto che la battaglia è vinta.
Questa gente la conosciamo, dai livelli più alti a quelli più bassi, dal Ministro degli Interni alle migliaia di Zanonato e di Tosi che per anni si sono arrogati il diritto di creare leggi a proprio piacimento, come neppure lo Sceriffo di Nottingham si sarebbe permesso di fare andando oltre le leggi del Re.
Dato che li conosciamo, sappiamo che proveranno a continuare negli abusi (del resto, il fascista Alemanno l’ha detto da subito).
E noi dovremo continuare a denunciarli come arroganti autoritari ed abusivi.
Ma dal 7 aprile abbiamo un’arma in più.
Grazie al cielo, abbiamo una gran Costituzione. Teniamocela stretta.
(L’articolo può essere letto e commentato anche nel Forum: http://jonathanxforum.byethost14.com/viewtopic.php?f=9&t=714 )