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Timestamp: 2018-06-18 16:50:06+00:00
Document Index: 34472953

Matched Legal Cases: ['art. 563', 'art. 2652', 'sentenza ', 'art. 1415', 'art. 1415', 'art. 563', 'art. 2652', 'art. 2690', 'art. 1415', 'art. 2652', 'art. 100', 'art. 1415', 'art. 24', 'art. 1415', 'art. 563']

SKU: 7417082170
9788849533835
L’opera esamina la legittimazione del futuro riservatario ad agire in simulazione quando è ancóra in vita il disponente, per attivare strumenti di tutela conservativa di eventuali diritti ereditari. Tradizionalmente risolta in senso negativo dalla dottrina dominante nell’impianto originario del codice civile del 1942, la questione è oggetto di ripensamento anche alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale successiva, segnatamente dopo la riforma dell’art. 563, comma 4, c.c. Centrale è la considerazione dell’interesse del legittimario in pectore a fare opposizione alla donazione (dissimulata), per ottenere, prima della morte del donante, una tutela in via anticipata e cautelare cui è funzionale la trascrizione della domanda di accertamento della simulazione ex art. 2652, n. 4, c.c. La trattazione rivolge lo sguardo anche al versante delle liberalità non donative, dove tuttora aperta è la questione sulla fondatezza dell’assunto in limine circa l’esistenza di un interesse del legittimario ad una anticipazione di tutela rispetto agli acquisti dei terzi subacquirenti da liberalità indirette (al pari delle provenienze da donazioni dissimulate).
Antonio Musto, dottore di ricerca in Diritto privato europeo, specializzato presso la Scuola di Specializzazione in Diritto civile di Camerino, è autore di saggi, note a sentenza in materia di successioni, diritti reali e contratti. Attualmente collabora con l’Ufficio Studi del Consiglio Nazionale del Notariato.
Presentazione di Giuseppe Trapani
Presentazione di Mauro Leo
Simulazione presuccessoria e aspettativa di legittima. Impostazione del problema
1. La simulazione negoziale nella civilistica del Novecento: analisi delle principali ricostruzioni della struttura, muovendo dalla funzione della intesa simulatoria, di là dalla prospettiva tradizionale delle questioni terminologiche e concettuali
2. Lo «stato dell’arte», caratterizzato da una minore attenzione per l’incidenza dell’accordo simulatorio nella fase presuccessoria e, piú in generale, per l’ammissibilità di una tutela delle attese dei futuri riservatari
3. Impostazione del problema, finalità e delimitazione dell’àmbito della ricerca
La pretesa carenza di interesse ad agire in simulazione del futuro legittimario ante mortem del disponente: analisi e superamento della impostazione metodologica tradizionale
1. Interesse a simulare e variabilità della struttura delle convenzioni surrettiziamente concluse per ledere le attese dei futuri legittimari: la compravendita dissimulata
1.1. Segue: La previsione di un onere di rendita vitalizia, di un pactum fiduciae di ritrasmissione del bene a un terzo coerede, di una riserva di usufrutto a favore dell’ereditando, di un differimento del pagamento del prezzo. La simulazione dei contratti di mutuo, locazione, divisione, deposito, cessione di quota societaria, trasferimento di ramo di azienda, fideiussione. Rinvii d’oltralpe al trust
2. Aspirazione del potenziale riservatario ad una anticipazione di tutela e preclusioni dell’interpretazione tradizionale, fra rigidi dogmatismi, letteralità ermeneutica, assoluta libertà di disporre dell’ereditando in un sistema ispirato alla titolarità individuale dei rapporti
3. Necessaria rilettura critica delle tesi che escludono una autonoma rilevanza dell’azione di simulazione presuccessoria rispetto alle alienazioni simulate come alle donazioni dissimulate. Indagine sul ruolo interpretativo dell’art. 1415, comma 1, c.c. e utilità di un raffronto sistematico con gli artt. 563, comma 4 e 2652, comma 1, n. 4, c.c.
3.1. Segue: Revisione delle opinioni contrarie ad una loro applicazione alle donazioni dissimulate. Rovesciamento di prospettiva nel prisma di una interpretazione sistematica ed assiologica. Primi rilievi conclusivi. La possibile configurazione dell’azione di simulazione presuccessoria (art. 1415, comma 2, c.c.) in termini di antecedente logico-giuridico rispetto all’esercizio dell’atto di opposizione alle donazioni dissimulate (art. 563, comma 4, c.c.), nonché di strumento necessario agli effetti ex art. 2652, n. 4, c.c. (richiamato, per i beni mobili registrati, dall’art. 2690, comma 1, n. 1, c.c.)
3.2. Segue: Corollario ulteriore della rilevanza sistematica dell’art. 1415 c.c.: l’utilità di una anticipazione di tutela rispetto alle alienazioni simulate
4. Assenza nel sistema ordinamentale di una norma a tutela della aspettativa dei legittimari rispetto ad un patrimonio non ancóra relitto. Anacronismo del richiamo al paradigma secondo il quale ante mortem del disponente la posizione del legittimario è tamquam non esset, mentre l’azione di simulazione è negata per difetto di legittimazione. Ripensamento delle indicazioni emerse come prevalenti. Ruolo e rilievo giuridico del canone metodologico della ragionevolezza nella interpretazione dell’art. 2652, n. 4, c.c., opzione ermeneutica per una prevalenza del legittimario che abbia trascritto la domanda di simulazione anteriormente alla trascrizione dell’acquisto del terzo sub-acquirente dal donatario
4.1. Segue: Mancato riferimento nell’articolo 1415, comma 2, c.c. alla posizione del futuro riservatario
4.2. Segue: Strettissimo legame della norma contenuta nell’articolo 1415, comma 2, c.c. con quella dell’art. 100 c.p.c.: necessario superamento dell’asserita assenza di un interesse giuridicamente apprezzabile ad agire in giudizio con riferimento ad una successione non ancóra aperta
5. Preordinazione logico-giuridica dell’azione di simulazione all’azione di riduzione: strumentalità invalicabile e preclusiva dell’ammissibilità di strumenti di tutela nunc pro futuro
6. Introduzione dell’atto di opposizione stragiudiziale alla donazione con funzione di prenotazione del diritto d’agire in restituzione contro i terzi. Pretesa (in)influenza di una legislazione moderna sui risultati raggiunti dalla esperienza giuridica tradizionale
7. Non necessità di un accertamento della simulazione ante tempus in considerazione di una plausibile trascrizione di un atto di opposizione anche contro un contratto in apparenza non donativo. Critica e rinvii
8. Finalità e ricadute applicative di una ipotesi di ricerca
Gli strumenti di tutela nunc pro futuro dei potenziali legittimari, vivente il simulato donante
1. Autonomia negoziale e donazioni dissimulate, fra regulae iuris e valori protetti
2. Il ragionevole bilanciamento tra la assoluta libertà di disporre dell’ereditando e l’aspirazione del futuro riservatario ad una anticipazione di tutela delle attese ereditarie, secondo una interpretazione dell’art. 1415, comma 2, c.c. costituzionalmente conforme all’art. 24 Cost. La precostituzione di una prova da esibire in giudizio contro le donazioni lesive una volta aperta la successione
3. La rilettura in chiave assiologica della regola contenuta nell’art. 1415, comma 2, c.c., e la sua riferibilità anche alla posizione del potenziale legittimario, quale soggetto portatore di un interesse preesistente – qui certat de damno vitando, da preferire rispetto alla posizione di colui il quale certat de lucro captando – enucleabile sin dall’instaurazione del rapporto di filiazione ovvero dalla celebrazione del matrimonio o dal perfezionamento dell’unione civile
4. Il riconoscimento ermeneutico di una autonomia assiologica dell’azione di simulazione. Il grand arrêt del nesso di esclusiva strumentalità all’azione di riduzione. La eterogenesi di fini dell’interesse ad agire in simulazione in maniera strumentale, nella fase presuccessoria, all’atto di opposizione alla donazione; in uno con l’azione di riduzione, o anche autonomamente, in funzione dell’esercizio del diritto alla riunione fittizia delle liberalità, nella fase successoria
5. La rilevanza giuridica delle attese ereditarie de iure condito e nella disponibilità dei privati. Peculiarità degli interessi in conflitto e princípi giuridici in concorso. Possibile bilanciamento ed opportunità di inquadramento dell’azione di simulazione presuccessoria nell’àmbito delle piú ampie dinamiche degli strumenti di tutela nunc pro futuro
6. L’inquadramento dell’azione di simulazione e della opposizione alla donazione dissimulata ante mortem del de cuius nell’àmbito degli strumenti di tutela nunc pro futuro
6.1. Segue: L’interesse anticipato del legittimario a far valere la simulazione nella singolare ipotesi nella quale sia l’unico erede oppure nessuno dei coeredi abbia ricevuto donazioni eccedenti la disponibile
7. Il rilievo ermeneutico della aspettativa riguardo all’esperimento dell’azione di simulazione in funzione dell’esercizio dell’atto di opposizione e del mantenimento della tutela nei confronti dei terzi subacquirenti. L’unità nella diversità: dal dualismo strutturale al monismo assiologico-funzionale? Prime considerazioni, tra tendenze tradizionali (in crisi) e recenti prospettive
L’incidenza di una anticipazione di tutela del legittimario sulle liberalità non donative e di beni mobili comuni
1. Àmbito e confini dell’azione di simulazione presuccessoria: ragioni di attenzione oltre i margini della donazione simulata di beni immobili e mobili registrati
2. La donazione di beni mobili comuni non trascrivibili: posizione del problema e individuazione della normativa di riferimento. Preclusioni di una iniziale lettura formalistica. Passaggio ad una interpretazione funzionale, con spazi per una anticipazione di tutela strumentale all’atto di opposizione
3. Le liberalità non donative e quelle miste: (im)possibilità di postulare una relazione giuridicamente rilevante fra legittimario leso e terzo subacquirente da beneficiario di liberalità indiretta e (in)utilità di una anticipazione di tutela del legittimario strumentale all’atto di opposizione. Parabola del pensiero giuridico dominante in dottrina e ius receptum in giurisprudenza
4. Necessità di approfondire l’indagine e opportunità di superare alcuni rilievi formulati dalla dottrina circa l’incompatibilità di un atto di opposizione con una donazione indiretta
5. Potenzialità di un rovesciamento di prospettiva a séguito dell’esame di un fenomeno contiguo, nella genesi, a quello della simulazione, ed affine, sul piano funzionale, a quello delle donazioni dirette
6. Esigenza di vagliare il rischio di una fuga dal tipo degli atti formalmente donativi a vantaggio di un modello di liberalità atipica, quale ostacolo al coniuge, ai parenti in linea retta del donante, al contraente di unione civile di avvalersi degli effetti sospensivi ex art. 563, comma 4, c.c.
7. Esame del meccanismo di funzionamento dei princípi e delle regole che governano il regime di opponibilità del vittorioso esperimento dell’azione di riduzione ai terzi subacquirenti dal destinatario di una donazione diretta
8. Utilità di una distinzione fra liberalità non donative nelle quali la liberalità è evidente e quelle nelle quali è occulta. Possibilità di un concorso, in entrambe le ipotesi, dei meccanismi di tutela del credito anche nell’àmbito dei rapporti tra legittimario leso e terzi aventi causa dal donatario indiretto. Necessità, per le liberalità c.dd. occulte, di una preventiva azione del legittimario diretta a fare accertare e dichiarare per tempo la natura gratuita (anche solo parziale) dell’atto negoziale, rendendola cosí ostensibile all’esterno attraverso il sistema della pubblicità legale
9. Rilievi conclusivi: compatibilità con una tutela restitutoria per equivalente di un atto di opposizione e di un esercizio anticipato dell’azione di accertamento della reale natura del negozio
L’azione di simulazione presuccessoria: prospettive e regime di uno strumento di revisione della situazione in atto
1. L’immediata legittimazione del legittimario in pectore ad agire in simulazione oppure per l’accertamento della natura gratuita (anche parziale) dell’atto negoziale, a garanzia di una aspettativa d’acquisto giuridicamente tutelata
2. L’azione di simulazione presuccessoria tra la prospettiva egemonica della legittima quale ius ad rem – diritto ad assegnazioni integrative in natura – ed una idea della legittima per equivalente – diritto di credito ad un valore –, in funzione applicativa ed evolutiva
3. Individuazione nel sistema di conferme nel senso di una possibile ‘riconcettualizzazione’ della legittima in prospettiva prevalentemente creditoria, con conseguente riqualificazione della azione di riduzione
4. Sintesi delle conclusioni raggiunte e ulteriori prospettive di indagine: rilevanza giuridica e implicazioni della legittimazione ad agire ante mortem del disponente per l’accertamento di una donazione dissimulata, indiretta e mista