Source: http://www.confconsumatorilombardia.com/?cat=3
Timestamp: 2018-08-16 19:59:08+00:00
Document Index: 88253132

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7']

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Volo cancellato a un’ora dalla partenza: la Confconsumatori di Milano ottiene il rimborso
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Volo cancellato a un’ora dalla partenza: la Confconsumatori di Milano ottiene il rimborso per due associati
La compagnie Easyjet tenta di attribuire il danno a un guasto tecnico imprevisto ma per la legge “mancano le caratteristiche di imprevedibilità e impossibilità di prevenire l’evento”
Milano 19 marzo 2010 – La compagnia Easyjet Airline Company è stata costretta a pagare i diritti di compensazione per volo cancellato a due associati della Confconsumatori di Milano.
I due passeggeri avevano acquistato, al prezzo di 440,40 euro oltre spese di gestione pari a 53,12 euro, due biglietti di sola andata per Atene. La partenza era prevista il 3 agosto 2008 con arrivo nella capitale greca in tarda mattinata, in modo da raggiungere, come da itinerario prescelto, il porto del Pireo e imbarcarsi, avendo già acquistato i biglietti, sulla nave per Sifnos alle ore 17,00.
Circa un’ora prima dell’orario previsto per la partenza del volo, dopo il check in e il ritiro delle carte d’imbarco, veniva comunicata la improvvisa ed inspiegabile cancellazione del volo. Il primo volo utile per Atene della medesima compagnia aerea era previsto solo per il 6 agosto (quindi tre giorni dopo!); pertanto essi prenotavano due nuovi biglietti su un volo AirOne per Atene delle ore 19.40 del giorno stesso (3 agosto) per un importo complessivo di € 592.10.
Giunti ad Atene solo in tarda serata, gli associati furono costretti a consumare un pasto in aeroporto e a trascorrere una notte non prevista presso un’hotel della città, dovendo così rinviare la partenza sulla nave al giorno successivo.
Tornati dalla vacanza, i primi di settembre i due associati effettuavano richiesta alla Easyjet Company per ottenere il rimborso delle spese sostenute a causa della cancellazione del volo (il prezzo dei due biglietti AirOne, oltre le spese di pernottamento e pasti), chiedendo altresì €800,00 (400,00 per passeggero) a titolo di compensazione pecuniaria secondo quanto previsto dagli artt. 5 e 7 Regolamento CE n. 261/2004.
La Easyjet Airline Company accoglieva solo parzialmente la richiesta dei passeggeri rimborsando i biglietti AirOne e, solo in parte le ulteriori spese. Non riconosceva però i diritti di compensazione in quanto, secondo quanto riferito da Easyjet, la cancellazione del volo era attribuibile ad un guasto tecnico che non poteva essere imputato alla Compagnia Aerea, poiché classificabile come circostanza straordinaria.
A fronte di tale posizione, gli associati tentavano di ottenere il riconoscimento dei loro diritti mediante esposti all’ENAC che, però, non interveniva in alcun modo; infine si rivolgevano alla Confconsumatori e successivamente proponevano un giudizio davanti al Giudice di Pace sulla base della normativa italiana ordinaria e di quella comunitaria, in particolare il regolamento CE n. 261/2004 entrato in vigore il 17/02/2005.
Alla luce delle disposizioni normative citate, in caso di mancata esecuzione del trasporto, si presume la responsabilità del vettore, salvo il caso in cui questi riesca a fornire prova liberatoria che trattasi di evento ad esso non imputabile, e cioè evento eccezionale ed imprevedibile. L’art. 5, co, 3) Regolamento citato specifica che la compagnia è esonerata dall’obbligo di pagare i diritti di compensazione qualora “la cancellazione è dipesa da circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso” .
Val la pena, comunque, di riassumere gli obblighi posti a carico del vettore aereo dall’art. 5 del Reg. citato, il quale stabilisce che, in caso di cancellazione del volo, ai passeggeri coinvolti: a) è offerta l’assistenza del vettore operativo a norma dell’art. 8 (rimborso entro sette giorni del prezzo pieno del biglietto, allo stesso prezzo al quale è stato acquistato…); b) è offerta l’assistenza del vettore operativo a norma dell’art. 9, par. 1, lett. a) e par. 2)….(diritto a titolo gratuito a pasti e bevande, alla sistemazione in albergo…, al trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione, ad effettuare due chiamate telefoniche o messaggi telefax o fax o posta elettronica) c) spetta la compensazione pecuniaria del vettore aereo operativo a norma dell’art. 7, a meno che i passeggeri:
i) siano stai informati della cancellazione del volo almeno due settimane prima dell’orario di partenza previsto;
ii) oppure siano stati informati della cancellazione del volo nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima dell’orario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di due ore prima dell’orario di partenza previsto…;
iii) oppure siano stati informati della cancellazione del volo meno di sette giorni prima dell’orario di partenza previsto e sia stato offerto loro di partire con un volo alternativo non più di un’ora prima dell’orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo previsto.
Il diritto alla compensazione pecuniaria, previsto dal legislatore comunitario al fine di rafforzare la tutela del viaggiatore-consumatore nell’ipotesi di cancellazione del volo, consiste in un indennizzo pecuniario di entità variabile dai 250,00 ai 600,00 euro a seconda della lunghezza della tratta aerea; tale indennizzo è sempre riconosciuto ai passeggeri ad esclusione dei casi tassativamente indicati dall’art. 5 lett. c) ed è riducibile sino al 50% se ai viaggiatori è offerto un volo alternativo il cui orario di arrivo abbia un ritardo inferiore ad un tempo da due a quattro ore secondo la lunghezza della tratta (art. 7 co. 2). Nel caso in questione i passeggeri sono stati avvisati dell’avvenuta cancellazione del volo circa un’ora prima della partenza, tant’è vero che gli stessi avevano già effettuato il “check in” e ritirato le carte d’imbarco. Nessun dubbio quindi sulla sussistenza del diritto alla compensazione pecuniaria prevista dall’art. 7 Regolamento citato, quantificabile nel caso di specie in € 400,00 per passeggero in ragione della lunghezza della tratta. Altresì indubitabile la responsabilità di EasyJet che adduceva guasti tecnici improvvisi: motivazione priva delle caratteristiche della imprevedibilità e della impossibilità di prevenire l’evento.
Ricevuto l’atto di citazione, la compagnia riconosceva il diritto degli associati e provvedeva al pagamento di una somma comprendente i diritti di compensazione oltre le ulteriori spese in precedenza non riconosciute.
Avv. Wanda Zurlo Confconsumatori Milano