Source: http://www.sicurezzacgs.it/t-r-lazio-sanzione-disciplinare-mancata-informazione-dei-superiori-gerarchici-notizie-relative-indagini-penali-corso-d-lgs-n-1772016/
Timestamp: 2018-12-11 07:52:46+00:00
Document Index: 100044326

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 18', 'art.329', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 37', 'art. 347', 'art.18']

Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, con sentenza n. 7147/2018 del 26 giugno 2018, ha accolto il ricorso proposto da un appartenente alla Polizia di Stato avverso una sanzione disciplinare comminatagli per non aver provveduto ad informare i superiori gerarchici di notizie riguardanti indagini in corso, così contravvenendo alle prescrizioni impartite dalla normativa sub secondaria adottata ai sensi dell’art. 18 comma 5, del Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 177.
“il problema del rapporto tra il segreto istruttorio ex art.329 c.p.p. (…) e l’obbligo delle forze di polizia di riferire alla scala gerarchica, fino al vertice delle forze medesime, quanto necessario ad assolvere le finalità di cui all’art. 18, comma 5, del Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 177 è di tale importanza che – … – il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, in relazione al citato art. 18, comma 5, del D.Lgs. n. 177 del 2016 (…) è stato dichiarato ammissibile, ai sensi dell’art. 37 della legge n. 87 del 1953 con ordinanza della Corte costituzionale n.273 del 18.12.2017”;
“la Direttiva n. 555/Doc/C/DIPPS/FUN/CTR/6684/16 dell’8 ottobre 2016 – la cui violazione è stata contestata al ricorrente – prevede in capo ai responsabili di ciascun presidio di polizia l’obbligo di riferire al superiore gerarchico le notizie inerenti al procedimento penale, che si concretizza nel momento in cui è stata inviata all’Autorità giudiziaria una comunicazione di reato ex art. 347 c.p.p.”;
“tale obbligo – secondo quanto indicato nella Direttiva – comprende anche gli “ulteriori atti, eseguiti o comunque curati dall’articolazione di polizia”, ma è comunque “circoscritto ai soli dati e notizie indispensabili a garantire un coordinamento informativo ai diversi livelli organizzativi della Forza di Polizia””;
“mentre l’attività di pubblica sicurezza, ossia tutta l’azione preventiva e programmatica di contrasto alla criminalità è affidata all’apparato esecutivo nella sua declinazione gerarchica, l’attività di polizia giudiziaria, ossia quella di repressione dei reati oramai commessi, è, per la fase investigativa, di configurazione della fattispecie di reato e del coordinamento delle indagini, di esclusiva competenza dell’autorità giudiziaria e, segnatamente, dell’Ufficio del Pubblico Ministero”;
“l’omessa comunicazione di tale informazione – per quanto di indubbia rilevanza politica e mediatica, tale da creare imbarazzo nei vertici gerarchici venuti a conoscenza della stessa solo a seguito della divulgazione dei contenuti dell’ordinanza di custodia cautelare – non può ritenersi, tuttavia, né una notizia “minima ed essenziale” del procedimento penale né tantomeno una informazione “indispensabile a garantire un adeguato coordinamento informativo ai diversi livelli organizzativi delle Forze di Polizia”, secondo quanto chiarito dalla richiamata circolare che, nel conciliare le esigenze di segretezza investigativa con quelle perseguite dal richiamato art.18 comma 5, D.lgs. n.177/2016 limita, appunto, l’obbligo di comunicazione ai soli “dati e notizie indispensabili a garantire un adeguato coordinamento informativo ai diversi livelli organizzativi delle Forze di Polizia””.
Il Collegio giudicante ha quindi accolto il ricorso, disponendo l’annullamento del provvedimento impugnato, condannando l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese di lite.
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Consiglio di Stato – Sezione IV – Sentenza n. 3621/2016. Esclusione dal concorso per il reclutamento di allievi finanzieri per difetto del requisito di condotta (possesso di modica quantità di stupefacenti).
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