Source: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/verifica-impianto-elettrico-del-singolo-condomino-68964/
Timestamp: 2019-07-18 20:28:00+00:00
Document Index: 133641891

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1117', 'art.1117', 'art. 1130', 'art.1177', 'art. 1117', 'art.1117', 'art.1117', 'art 1130', 'art 1130', 'art.1130', 'art. 1130', 'sentenza ']

Da adrobe, 23 Ottobre, 2014
Gli elettricisti ci insegnano che un'anomalia, un guasto o una cattiva realizzazione dell'impianto elettrico di un appartamento possono avere gravi ripercussioni sugli altri appartamenti del fabbricato. Ad esempio si ha spesso la cattiva abitudine di collegare il cavo di terra alla montante dell'acqua: in caso di guasto elettrico la corrente si scarica verso terra attraverso le condutture dell'acqua e può giungere tensione elettrica all'interno delle abitazioni di condomini estranei al guasto. E' vero che con impianto di messa a terra condominiale realizzato a regola d'arte il pericolo non sussiste o è fortemente limitato, però sarebbe utile ed opportuno ai fini della sicurezza che il singolo appartamento abbia la certificazione elettrica o "dichiarazione di rispondenza" al d.m. 37/2008.
Dalle mie indagini presumo che l'amministratore del condominio non abbia alcun potere nei confronti del singolo condomino riguardo il rilascio di tale certificazione, né ha il potere di imporre un sopralluogo tecnico per una verifica dell'impianto.
Vorrei avere una conferma di ciò e, comunque, sarei ben lieto di una vostra smentita. Grazie.
Hai detto bene, l'amministratore non ha il potere di esigere che gli impianti domestici siano a norma.
Certco che in caso di sinistro l'assicurazione dello stabile o di terzi potrà rivalersi sul proprietario i cui impianti non sono a norma ed hanno causato un danno.
Recentemente il DL 145/13 ha specificato che il registro di anagrafe condominiale deve contenere " ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell'edificio". A seguito di tale modifica, alcuni sostengono che l'amministratore non è più tenuto a richiedere la DICO o la DIRI ( specifico solo i dati e non le copie - se poi uno vuol dare la copia del documento nulla osta ma è bene che si sappia-) dell'impianto elettrico delle singole unità immobiliari,ma soltanto delle parti comuni. Tale tesi non è condivisibile poichè le suddette dichiarazioni devono essere richieste dall'amministratore per garantire la sicurezza non delle singole unità immobiliari ma delle parti comuni. Infatti, visto che un difetto dell'impianto elettrico di una unità immobiliare può determinare rischi nelle parti comuni, le DICO o DIRI dell'impianto elettrico delle singole unità immobiliari costituiscono senz'altro un "dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell'edificio" e devono dunque essere dall'amministratore richieste ed inserite nel registro di anagrafe condominiale. In proposito è opportuno leggere la relazione illustrativa al DL 145/13, che spiega la ratio della modifica introdotta dall'art.1 comma 9 lett. c di tale decreto.Con la lettera c si specifica che i dati relativi alle condizioni di sicurezza da inserire nell'anagrafe condominiale sono quelli relativi alle parti comuni dell'edificio, di cui all'art.1117 del Codice Civile, evitando che la formulazione normativa più generica possa dar luogo a intromissioni nelle proprietà individuali anche allorché le attività ivi realizzate non interferiscano in alcun modo con la tutela delle strutture essenziali e comuni ( tra cui quelle portanti dell'edificio), indicate nell'art.1117".
Con la modifica legislativa il legislatore ha dunque inteso evitare " intromissioni nelle proprietà individuali anche allorché le attività ivi realizzate non interferiscano in alcun modo con la tutela delle strutture essenziali e comuni". Risulta quindi evidente che la modifica operata dal DL 145/13 non intende invece evitare "intromissioni" nelle proprietà individuali ( quale é la richiesta dei dati della DICO o DIRI da parte dell'amministratore) quando tali intromissioni siano finalizzate alla "tutela delle strutture essenziali e comuni". Dunque , a meno di sostenere che non costituisce " tutela delle strutture comuni " l'acquisizione di dati di documenti utili, ad esempio, per evitare che una persona rimanga folgorata toccando il cancello d'ingresso del condominio o un palo d'illuminazione condominiale, ne consegue che l'amministratore deve richiedere la DICO o la DIRI (sempre dati) dell'impianto elettrico delle singole unità immobiliari. La modifica introdotta dal DL 145/13 chiarisce invece che l'amministratore non è tenuto ad inserire i dati che sono necessari per garantire soltanto la sicurezza delle singole unità immobiliari e non delle parti comuni.
N.B. Ad esempio un guasto a terra nell'impianto di un alloggio, privo del differenziale, può causare la folgorazione di una persona che tocca un palo dell'illuminazione esterna condominiale o il cancello di ingresso del condominio.
Grazie per la risposta molto esaustiva. Ma in quale specifica norma è sancito che l'amministratore deve richiedere al singolo condomino i dati della DICO o della DIRI del suo impianto elettrico?
da nessuna norma .
allora quanto sopra scritto da Nicola L. è solo un auspicio?
sara' una sua opinione .
Che io sappia, l'unico riferimento normativo in questo caso è il rinnovato art. 1130 del c.c., che cita testualmente: "...l'amministratore deve curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza." E' un po' poco per dedurne che deve sapere se esiste una DICO o DIRI per quell'appartamento.
Difatti Ora I dati sulla sicurezza sono quelli delle parti comuni .
La mia opinione è supportata da fatti e conoscenze tecniche in materia di " sicurezza elettrica". Le tue carenti opinioni in questa attività e materia tecnica lasciano molto a desiderare. L'amministratore deve tutelare le strutture essenziali delle parti comuni elencate nell'art.1177 del c.c.( a meno che non sostenere che non fanno parte) e per farlo è essenziale assicurarsi che un guasto a terra nell'impianto di un alloggio,privo del differenziale, può causare la folgorazione di una persona che tocchi un palo della illuminazione esterna condominiale o il cancello d'ingresso. Per questo è essenziale che l'amministratore - per garantire le parti comuni venga a conoscenza -attraverso la richiesta dei dati della DICO o della DIRI dell'impianto elettrico della singola unità abitativa.
Ognuno poi è libero di pensare e fare quello che vuole.
All'amministratore non interessa sapere se uno in casa ha i fili appesi o meno; li può anche avere e questi sono affari del proprietario di casa. L'importante è che, sotto l'aspetto sicurezza , non crei problemi alle parti comuni dell'edificio e per dimostrarlo - il proprietario dovrebbe fornire i dati della DICO o della DIRI - dichiarazioni che non può dichiarare o certificare il proprietario di casa.
"Le tue carenti opinioni in questa attività e materia tecnica lasciano molto a desiderare."
Anzitutto non c' è bisogno di offendere.
Poi bisogna distinguere l'aspetto tecnico (su cui sicuramente hai ragione) dall'aspetto normativo, che purtroppo anche in questo caso si presta a varie interpretazioni.
E' questo secondo aspetto che desideravo approfondire e anche rileggendo l'art. 1117 del c.c. (non il 1177 che hai citato) non credo di poterti dare ragione su questo punto.
Adrobe e perché ti dovevo offendere? - la mia risposta è diretta a peppe. L'offeso sono io.( vedi post #10 rispondo a peppe).
Ho scritto 1177 ma volevo scrivere 1117: è stato un errore di battitura.
Se vogliamo escludere dalle parti comuni,elencate nell'art.1117 del c.c. i seguenti elementi allora ti posso dare ragione anzi ha ragione anche peppe e tutta la tiritera su menzionata nel post #3 cade nel nulla: ma non è così.
Cosa non ti convince dell'art.1117?
Delle parti comuni dell'edificio fanno parte anche gli impianti dell'acqua, del gas, dell'energia elettrica,del riscaldamento anche i pilastri e le travi portanti delle strutture dell'edificio.
scusa ma "sara' una sua opinione " non mi sembra un 'offesa .
secondo ,questo e' cio che domandava adrobe
"Ma in quale specifica norma è sancito che l'amministratore deve richiedere al singolo condomino i dati della DICO o della DIRI del suo impianto elettrico? "
la risposta non puo' essere che una ,nessuna .
detti dati (dico o diri ) potevano essere chiesti prima della modifica effettuata dal dl 145/13.
p.s. anche io ho conoscenze tecniche in materia di sicurezza elettrica ,ma qui si sta valutando l'aspetto normativo e non la questione tecniche . una cosa e' dire devo farmi dare le dico o le diri per un obbligo di legge ,altra e' devo farmi dare le dico o diri per una questione tecnica .
art 1130 comma 6 prima della modifica da parte del dl 145/13 (si potevano chiedere dati sulle condizioni di sicurezza delle unita abitative ,quindi i dati (non documentazioni)relativi anche a dico o diri di impianti privati )
6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza . Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all'amministratore in forma scritta entro sessanta giorni. L'amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe. Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l'amministratore acquisisce le informazioni necessarie, addebitandone il costo ai responsabili
art 1130 comma 6 dopo modifica dl 145/13 (il legislatore con la modifica ha specificato quali dati relativi alla sicurezza vanno chiesti ovvero "delle parti comuni dell'edificio" )
Il mio "non c'è bisogno di offendere" era un invito generale, rivolto da chicchessia a chicchessia.
Devo dire che peppe64 ha risposto in maniera esattamente pertinente a ciò che io chiedevo (forse mi ero espresso male).
Peppe non sono un cretino e ho buon senso: certo che è un'offesa nei miei confronti -detta da te.
Io almeno un'opinione,supportata con questioni tecniche e logiche, c'è l'ho e le ho postate nel post#3
Tu c'è l'hai una tua opinione? ( lascia l'aspetto normativo - mettici un po di buon senso).
1))L'aspetto che devi considerare- a questo punto -sono gli aspetti relativi alla sicurezza: con quelli normativi non approdi da nessuna parte.
2) L'amministratore deve tutelare tutte le parti comuni dell'edificio - tra cui l'impianto elettrico -
3) All'amministratore non interessa se l'impianto elettrico dell'unità immobiliare è Ok.
4)All'amministratore interessa il dato di quella u.i. perchè è una informazione utile a garantire la sicurezza dell'impianto elettrico delle parti comuni.
5)E' inutile che continui a postare l'art.1130 - lo conosciamo bene come conosciamo bene anche la postilla aggiunta "delle parti comuni dell'edificio". Ma veramente pensi che una cosa del genere passava inosservata? Alla fine - nelle giuste sedi è stato spiegato e recepito bene il concetto. Qualcuno pensava di avere a che fare con degli imbecilli analfabeti.
6)Visto che conosci bene il DM.37/08 - ti sei reso conto che tutti gli impianti elettrici sono considerati adeguati? Se ti sei reso conto allora comunicare i dati delle certificazioni DICO o DIRI non deve essere un problema per nessuno.
Perché - visto le tue perplessità - non cerchi di partecipare a qualche convegno dove puoi porre tante domande. Certamente farai un'esperienza utile sotto diversi aspetti e alla fine ti renderai conto di molte cose.
Diverse associazioni condominiali hanno già recepito quest'aspetto fondamentale della sicurezza in ambito condominiale e domestico.
appunto sono opinioni (rispettabilissime ma non sono legge ) adrode non ha chiesto cosa per buon senso o per altri motivi e' opportuno chiedere ma "Ma in quale specifica norma è sancito che l'amministratore deve richiedere al singolo condomino i dati della DICO o della DIRI del suo impianto elettrico? "
ovvero chiede una risposta giuridica ,non chiede opinioni o risposte dettate dal buon senso .
1 la norma non esiste .
2 la norma esiste ,e se esiste basta indicare i riferimenti .
certo ma il problema e' che non e' un obbligo ma eventualmente una scelta del condomino fornire i dati della dico o diri del suo impianto privato .
post 3 , hai dimenticato di postare il link del copia-incolla .
http://www.overtec.it/articoli-condominio/registro-anagrafe-condominiale
Io continuo a pensare che il legislatore a riguardo sia ancora poco chiaro, perché anche dalla lettura del dl 145/13 (che dovrebbe chiarire il già rinnovato art. 1130) non si ricava una deduzione univoca sull'obbligo o meno di richiedere o fornire DICO o DIRI della singola unità abitativa. Immagino che ci sarà una futura sentenza di Tribunale (meglio se Cassazione) atta a fare chiarezza.
Per l'informazione #3 ti avevo detto la fonte: "TuttoNormel n.°4/2014" qualche mese fa.
non essendo una discussione privata ma un post sul forum le fonti vanno sempre citate (non lo dico io lo dicono le regole sia del forum che le leggi a tutela deel copyright e diritti d'autore )
Non venire a parlare di corde in casa dell'impiccato.
Le fonti le cito sempre - quando necessario.
quasi sempre . 🙂
Siete veterani di cdw cercate di superare questi inutili qui pro quo.
Sempre vi siete rispettati e sempre lo farete non sarà certo una parola mal esposta a farvi capitolare,vero?
Nell'assemblea dove la maggioranza, non interessa i diritti del singolo condomino, e gli si rivolta contro, non lede i diritti del singolo condomino?