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Timestamp: 2020-05-28 17:46:16+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 18035 del 14/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18035 del 14/09/2016
Cassazione civile sez. trib., 14/09/2016, (ud. 10/06/2016, dep. 14/09/2016), n.18035
sul ricorso 22835/2011 proposto da:
ORNIELLO SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’Avvocato GIOVANNI
PASANISI con studio in L’AQUILA VIA G. POLIDORO 1 (avviso postale ex
avverso la sentenza n. 28/2011 della COMM. TRIB. REG. di L’AQUILA,
10/06/2016 dal Consigliere Dott. MARINA MELONI;
udito per il ricorrente l’Avvocato MADDALO che si riporta e chiede
L’Agenzia delle Entrate, Ufficio di L’Aquila emetteva avviso di liquidazione per imposte suppletive di registro, ipotecarie e catastali dovute a seguito di acquisto di aree fabbricabili perchè versate in misura ridotta sebbene mancanti i presupposti di cui alla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 33, comma 3. Infatti secondo l’Ufficio l’agevolazione sopra indicata non spettava ai contribuenti perchè non risultava ancora adottata al momento della stipula dell’atto di compravendita una convenzione di lottizzazione tra i proprietari del terreno ed il Comune.
La contribuente società Orniello srl impugnò l’avviso dell’Ufficio davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di L’Aquila la quale dichiarò inammissibile il ricorso in quanto proposto dalla società contribuente e non dal Notaio rogante al quale invece era stato notificato l’avviso.
La Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo accolse il ricorso in appello della Orniello srl avverso la sentenza di primo grado motivando sul presupposto che la norma agevolativa imponeva necessariamente l’intervento edificatorio entro cinque anni dall’acquisto del bene immobile ma non prevedeva la stipula di una convenzione sottoscritta prima del trasferimento del bene.
Avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate con tre motivi. La Orniello srl ha resistito con controricorso.
Con il primo motivo di ricorso la ricorrente Agenzia delle Entrate denuncia omessa motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto il giudice di secondo grado ha omesso di pronunciarsi sulla inammissibilità del ricorso introduttivo proposto dalla Orniello srl, società priva di legittimazione attiva in quanto l’avviso di liquidazione era stato notificato unicamente al Notaio rogante.
Con il secondo motivo di ricorso la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, comma 3, D.P.R. n. 131 del 1986, art. 10, comma 1, lett. B), artt. 42 e 57, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto il giudice di secondo grado ha ritenuto legittimata ad impugnare la Orniello srl sebbene l’avviso di liquidazione fosse stato notificato unicamente al Notaio rogante che non lo aveva impugnato e la società fosse priva di legittimazione attiva.
Con il terzo motivo di ricorso la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione della L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 33, comma 3, ed L. n. 350 del 2003, art. 2, comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto, erroneamente, la CTR ha ritenuto che l’agevolazione di cui alla legge sopra citata spetterebbe ai soggetti coinvolti nella compravendita anche se la stipula dell’atto sia successiva a quella della convenzione di lottizzazione tra Comune e proprietario.
In ordine al primo motivo di ricorso giova ricordare che (Sez. 2, Sentenza n. 20311 del 04/10/2011) “per integrare gli estremi del vizio di omessa pronuncia non basta la mancanza di un’espressa statuizione del giudice, ma è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto: ciò non si verifica quando la decisione adottata comporti la reiezione della pretesa fatta valere dalla parte, anche se manchi in proposito una specifica argomentazione, dovendo ravvisarsi una statuizione implicita di rigetto quando la pretesa avanzata col capo di domanda non espressamente esaminato risulti incompatibile con l’impostazione logico-giuridica della pronuncia”. Nella sentenza impugnata non si ravvisa pertanto un vizio di omessa motivazione essendo chiaro ed evidente che il giudice di secondo grado, seppur implicitamente, ha ritenuto la Orniello srl legittimata attivamente a proporre il ricorso.
In ordine al secondo motivo di ricorso occorre osservare che la contribuente Orniello srl è sicuramente legittimata ad agire in quanto destinataria degli effetti sostanziali dell’avviso di liquidazione pur notificato al solo Notaio rogante.
Sul punto si è espressa questa Corte con Sez. 5, Sentenza n. 18493 del 10/08/2010 “In tema di imposta di registro, l’avviso di liquidazione per l’integrazione dell’imposta versata, notificato al notaio rogante che, in sede di rogito di compravendita immobiliare si sia avvalso della procedura di registrazione telematica, ai sensi del D.Lgs. n. 463 del 1997, come modificato dal D.Lgs. n. 9 del 2000, ed in tale veste abbia provveduto alla relativa autoliquidazione ed al corrispondente versamento, può essere impugnato anche dalle parti contraenti in quanto la previsione dell’avviso di liquidazione al notaio vale, solo, a costituirlo quale responsabile d’imposta, tenuto all’integrazione del versamento, del D.lgs. n. 472 del 1997, ex art. 13, ma non incide sul principio, fissato dal D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, per cui soggetti obbligati al pagamento dell’imposta restano le parti sostanziali dell’atto medesimo”.
In ordine al terzo motivo di ricorso questa Corte ha poi chiarito che Sez. 5, Sentenza n. 24085 del 12/11/2014: “In tema di agevolazioni tributarie, il beneficio di cui alla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 33, comma 3, si applica anche nel caso in cui al momento della registrazione dell’atto di trasferimento, pur sussistendo l’inserimento dell’immobile in un piano particolareggiato, non sia stata ancora stipulata la convenzione attuativa con il Comune, ai sensi della L. 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, purchè sia rispettato il termine quinquennale per l’utilizzazione edificatoria, in quanto tale disposizione sancisce che la sottoscrizione della convenzione di lottizzazione dà diritto all’agevolazione, ma non che essa deve precedere l’atto di disposizione. Ne consegue che tale agevolazione deve essere riconosciuta anche nell’ipotesi di area inserita in un piano di lottizzazione non ancora approvato alla data dei rogiti di trasferimento del bene, ove l’approvazione intervenga successivamente e le costruzioni siano realizzate tempestivamente nel rispetto delle norme urbanistiche di riferimento”.
Ciò premesso, sulla base delle considerazioni che precedono deve senz’altro essere respinto il ricorso proposto in ordine a tutti i motivi e l’Agenzia ricorrente deve essere condannata alle spese del giudizio di legittimità.
Rigetta il ricorso, condanna l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che si liquidano in Euro 5.000,00 complessivamente, oltre spese generali e accessori come per legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Quinta Civile, il 10 giugno 2016.
Depositato in Cancelleria il 14 settembre 2016