Source: http://sicurezzapubblica.wikidot.com/armi-da-guerra
Timestamp: 2014-04-17 09:44:27+00:00
Document Index: 109003299

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 13', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 34', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 38', 'art. 35']

Armi da guerra - Sicurezza Pubblica
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FABBRICAZIONE, ASSEMBLAGGIO E RIPARAZIONE
SPECIALI OBBLIGHI
Armi e munizioni raccolte nei musei (art. 32 legge 110/75).
INTRODUZIONE NELLO STATO, TRANSITO, ESPORTAZIONE DI ARMI DA GUERRA
Introduzione nello Stato, importazione in transito, importazione definitiva
DEMILITARIZZAZIONE E DISATTIVAZIONE (art. 13-bis L. 110/1975)
Demilitarizzazione delle armi portatili
Annotazione sul registro ex art. 35 TULPS
Voci correlate: Materiali d'armamento
Sono le armi di ogni specie che, per la loro spiccata potenzialità di offesa, sono o possono essere destinate al moderno armamento delle truppe nazionali o estere per l’impiego bellico (art. 1 legge 110/75).
Per classificare un’arma tra quelle da guerra, occorre quindi far riferimento a due parametri indicatori:
alla spiccata potenzialità di offesa;
alla attuale o possibile destinazione al moderno armamento delle truppe per impiego bellico.
In base a questi indicatori, possono rientrare tra le armi da guerra solo quelle da sparo: le armi bianche non possiedono infatti la potenzialità per essere impiegate in guerra come moderno armamento delle truppe. Di conseguenza la baionetta non può essere classificata tra le armi da guerra in quanto manca di ambedue i requisiti: quello della potenzialità offensiva spiccata e quello della destinazione ai moderni armamenti di truppe per l’impiego bellico.
Secondo la Corte di Cassazione la baionetta non può nemmeno essere considerata parte di arma da guerra ed è quindi da classificare tra le armi comuni (proprie) non da sparo.
Sono inoltre armi da guerra:
le bombe di qualsiasi tipo o parte di esse;
gli aggressivi chimici (cioè i gas asfissianti, tossici, nervini che operano la paralisi dei centri nervosi, i gas lacrimogeni usati in ordine pubblico);
i congegni bellici micidiali di qualunque natura (ad esempio le mine e congegni analoghi);
bottiglie o involucri esplosivi od incendiari (tra cui le bottiglie molotov).
Secondo la classificazione della legge 110/75: «sono armi tipo guerra quelle che pur non rientrando tra le armi da guerra possono utilizzare lo stesso munizionamento delle armi da guerra o sono predisposte al funzionamento automatico per l’esecuzione del tiro a raffica o presentano caratteristiche balistiche o di impiego comuni con le armi da guerra».
Sono munizioni da guerra le cartucce ed i relativi bossoli, i proiettili o parti di essi destinati al caricamento delle armi da guerra (art. 1 legge 110/75).
Per la fabbricazione e l'assemblaggio delle armi da guerra, tipo guerra o parti di esse, occorre la licenza del Ministero dell’Interno valida due anni (art. 28 T.U.L.P.S.). Per la fabbricazione e l'assemblaggio delle armi comuni da sparo occorre invece aver ottenuto la licenza del questore valida tre anni (art. 31 T.U.L.P.S.).
In ambedue i casi, il rilascio dell’autorizzazione è subordinato al possesso della capacità tecnica, accertata mediante un esame sostenuto innanzi a una commissione tecnica nominata dal prefetto.
Tuttavia la licenza del Ministro, per la fabbricazione di armi da guerra consente ora tutte le attività commerciali connesse e la riparazione delle armi prodotte (non delle armi prodotte da altri).
È però ammessa la detenzione di armi demilitarizzate, cioè trasformate in armi comuni da sparo, che debbono essere denunciate ai sensi dell’art. 38 T.U.L.P.S. .
allo Stato e agli enti pubblici nell’esercizio di attività di carattere storico e culturale;
a chi sia autorizzato alla fabbricazione, per esigenze di studio, esperimento o collaudo.
Poiché non possono essere concesse nuove licenze, è chiaro che le armi da guerra non possono essere liberamente cedute né acquisite. I trasferimenti possono avvenire solo:
per successione a causa di morte;
per versamento ai competenti organi del Ministero della Difesa;
per cessione allo Stato o agli enti pubblici;
per cessione ai soggetti muniti di autorizzazione per la fabbricazione di armi da guerra o tipo guerra;
per cessione ad enti o persone residenti all’estero.
+++Divieto di lLocazione e comodato
• si tratti di armi per uso scenico ovvero di armi destinate ad uso sportivo o di caccia;
• il conduttore o comodatario sia munito di autorizzazione per la fabbricazione di armi e munizioni ed il contratto avvenga per esigenze di studio, di esperimento o di collaudo.
Il prefetto può, per ragioni di ordine pubblico, disporre in qualunque tempo che le armi (anche quelle da armi da guerra) siano consegnate per essere custodite in determinati depositi a cura dell’autorità di P.S. o dell’autorità militare. L’ordine può essere dato con pubblico manifesto (art. 40 T.U.L.P.S.).
I Direttori dei musei di Stato, di altri enti pubblici o appartenenti ad enti morali cui è affidata la custodia e la conservazione di raccolta di armi da guerra o tipo guerra o di parti di esse, di munizioni da guerra, di collezioni di armi comuni da sparo, di collezioni di armi artistiche, rare o antiche, devono redigere su apposito registro l’inventario dei materiali custoditi. Essi debbono altresì curare il puntuale aggiornamento dell’inventario comunicando le variazioni al questore.
L’inventario e i relativi aggiornamenti devono essere esibiti ad ogni richiesta degli ufficiali o agenti di P.S., i quali vi appongono la data e la firma ogni qualvolta procedono al loro esame.
++TRASPORTO
Secondo l’art. 34 T.U.L.P.S., il commerciante, il fabbricante di armi o chi esercita l’industria della riparazione delle armi, non può trasportarle fuori del proprio negozio od opificio senza preventivo avviso all’autorità di pubblica sicurezza.
L’obbligo dell’avviso spetta anche al privato che per qualunque motivo deve trasportare armi all’interno dello Stato.
Per l’introduzione nello Stato di armi da guerra occorre la licenza del Ministro per l’Interno (art. 28 T.U.LP.S.).
Tuttavia per l'introduzione nel territorio dello Stato e vendita delle armi da fuoco semiautomatiche o a ripetizione camerate per il munizionamento calibro 9x19 “parabellum”, destinate alle forze armate o ai corpi armati dello Stato ovvero all’esportazione, è sufficiente la licenza del questore di cui all’art. 31 T.U.L.P.S.(art. 2, comma 2 L. 110/1975).
Per i materiali di armamento, la materia è ora disciplinata dalla legge 185/90 che prevede l’autorizzazione del Ministro degli affari esteri.
Per l’importazione in transito di materiali d'armamento, necessita la licenza prevista dalla legge 185/1990).
Si ha importazione in transito quando le armi provengono da uno Stato estero e sono dirette ad altro Stato estero passando attraverso il territorio italiano.
Per l’esportazione di armi da guerra occorre la licenza del Ministro dell’Interno. L’autorizzazione deve essere esibita agli uffici di dogana.
L’esportazione deve avvenire entro 90 gg. dal rilascio della licenza, salvo giustificati motivi.
Sono obbligatori la visita doganale e il riscontro della Guardia di Finanza (art. 16 legge 110/75).
Se il trasferimento di armi da fuoco deve avvenire verso uno Stato membro dell’Unione europea, la licenza è subordinata alla preventiva autorizzazione della competente autorità nazionale dello Stato di residenza, di transito e di destinazione, laddove richiesta. La licenza deve accompagnare le armi fino a destinazione e deve essere esibita ad ogni richiesta delle autorità degli Stati membri (art. 8 D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 527) (1).
Per i materiali d’armamento, la materia è disciplinata dalla Legge 185/90.
Per demilitarizzazione si intende la trasformazione di un’arma da guerra o tipo guerra in un’arma comune da sparo. La procedura di demilitarizzazione e' effettuata secondo le modalita' definite con decreto del Ministro dell'interno
Per disattivazione si intende una operazione tecnica mediante la quale un'arma portatile da guerra o comune da sparo, viene resa inerte e portata allo stato di mero simulacro anche nelle sue parti essenziali, in modo permanente ed irreversibile, secondo le modalita' definite con decreto del Ministro dell'interno.
Le armi di proprieta' delle Forze armate e delle Forze di polizia dichiarate fuori uso, in quanto non piu' in dotazione, possono essere immesse sul mercato civile, a condizione che siano state demilitarizzate.
La demilitarizzazione deve essere effettuate da soggetti muniti della licenza di fabbricazione di armi da guerra o da stabilimenti militari, ovvero da altri soggetti pubblici contemplati dall'articolo 10, comma 5, della legge 110/1975, purchè muniti delle necessarie attrezzature tecniche.
Le armi demilitarizzate ( e divenute armi comuni da sparo) possono essere cedute solo a soggetti muniti delle necessarie autorizzazioni all'acquisto.
I possessori delle armi demilitarizzate debbono ovviamente effettuare la denuncia di detenzione di arma comune ai sensi dell’art. 38 del TULPS.
Le armi disattivate possono essere alienate senza autorizzazione.
La disattivazione delle armi da guerra deve essere effettuate da soggetti muniti della licenza di fabbricazione di armi da guerra o da stabilimenti militari, ovvero da altri soggetti pubblici contemplati dall'articolo 10, comma 5, della legge 110/1975, purchè muniti delle necessarie attrezzature tecniche. .
Le operazioni di disattivazione devono rendere l’arma inidonea in modo assoluto ad essere usata come tale ed altresì rendere impossibile il ripristino e la utilizzazione delle parti di essa.
I soggetti muniti di licenza di fabbricazione di armi da guerra i abilitati alla effettuazione delle operazioni di demilitarizzazione e di disattivazione delle armi da sparo sono tenuti ad annotare le operazioni in esame sul registro di cui all’art. 35 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, sul quale devono riportarsi, fra l’altro, le generalità delle persone con cui le operazioni stesse sono compiute.
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