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Timestamp: 2019-01-16 06:29:33+00:00
Document Index: 31637041

Matched Legal Cases: ['art.126', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 14']

OSSERVAZIONI SULLO SCHEMA DI REGOLAMENTO ISVAP DI CUI ALL ARTICOLO 2 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005, N - PDF
OSSERVAZIONI SULLO SCHEMA DI REGOLAMENTO ISVAP DI CUI ALL ARTICOLO 2 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005, N
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1 Roma, 28 settembre 2007 OSSERVAZIONI SULLO SCHEMA DI REGOLAMENTO ISVAP DI CUI ALL ARTICOLO 2 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005, N CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE - CONCERNENTE LE ISTRUZIONI APPLICATIVE SULLA CLASSIFICAZIONE DEI RISCHI ALL INTERNO DEI RAMI. L ANIA ha esaminato i contenuti del Regolamento in oggetto, pubblicato in consultazione dall ISVAP il 20 luglio u.s., e con il presente documento intende formulare le proprie osservazioni, suddivise in commenti generali, osservazioni specifiche sui singoli articoli ed ulteriori osservazioni. COMMENTI GENERALI Il Regolamento in oggetto persegue la condivisa finalità di definire alcuni rischi non assicurabili e di specificare la classificazione di alcune garanzie all interno dei rami assicurativi. Si nota che il Regolamento prevede un regime transitorio che fa riferimento ai contratti di assicurazione in corso alla data di entrata in vigore del Regolamento. Al riguardo, si osserva che il Regolamento dovrebbe far riferimento ai soli contratti di nuova stipulazione e a quelli da rinnovare, in quanto esso non sembra debba intervenire sui contratti in corso, in assenza di una specifica delega legislativa. I contratti in parola, infatti, hanno forza di legge tra le parti e dovrebbero continuare a rispettare le regole secondo le quali sono stati stipulati, in omaggio al generale principio tempus regit actum, salvo l intervento in senso contrario di una espressa disposizione di rango primario. Pertanto, si chiede di specificare che il Regolamento si applichi solamente ai nuovi contratti e a quelli da rinnovare. Sotto il profilo operativo, occorre rilevare che le nuove disposizioni potrebbero, per alcune imprese, comportare pesanti adeguamenti, fino alla necessità di dover costituire una nuova impresa di assicurazione con relativa richiesta di autorizzazione all esercizio. 1
2 Inoltre, gli adeguamenti conseguenti alla riclassificazione senz altro sproporzionati nella denegata ipotesi che dovessero riguardare i contratti esistenti sia nei rami danni sia nei rami vita, comportano interventi sui processi di contabilizzazione e sui relativi supporti informatici. Infine, si ricorda che attualmente le imprese sono sottoposte ad un intensa attività di recepimento di nuove disposizioni regolamentari, di prossima entrata in vigore, in via di emanazione da parte sia di codesto Istituto sia di altre Autorità di vigilanza. Tutto ciò premesso, si osserva che la tempistica di adeguamento prevista dal Regolamento non appare sufficiente a garantire un ordinata ed efficiente ottemperanza alle suddette disposizioni. Si richiede pertanto di consentire alle imprese, la cui operatività non dovesse risultare conforme alle norme del Regolamento in oggetto, l adeguamento alle stesse entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del Regolamento e che, a tal fine, presentino all Istituto il piano di adeguamento previsto entro quattro mesi dalla medesima data di entrata in vigore. Conseguentemente tali imprese dovrebbero continuare ad operare senza soluzione di continuità secondo le precedenti classificazioni fino alla scadenza del periodo di adeguamento, salvo l impossibilità di assumere o rinnovare garanzie non più assicurabili. OSSERVAZIONI SPECIFICHE SUI SINGOLI ARTICOLI Art. 4 - Rischi non assicurabili In via preliminare si osserva che l inassicurabilità di determinate categorie di rischi costituisce materia disciplinata a livello normativo primario: dall articolo 1900 c.c., che esclude l assicurabilità dei fatti dolosi del contraente, dell assicurato e del beneficiario; dall articolo 12 del Codice delle assicurazioni, che, tra l altro, vieta espressamente le assicurazioni che abbiano per oggetto il trasferimento del rischio di pagamento di sanzioni amministrative. L articolo 4 del regolamento, rispetto alle fonti primarie, estende l inassicurabilità alle conseguenze indirette dell applicazione di sanzioni amministrative, nello specifico caso con riferimento alle conseguenze economiche derivanti da violazione delle norme del Codice della strada. Da questo punto di vista, pur considerando le motivazioni espresse nel documento di presentazione del regolamento - meritorie di attenzione nell ottica di un approccio naturalmente etico, che non è in discussione si osserva che l estensione in parola non sembra consentita ad una fonte regolatoria, in assenza di uno specifico principio di delega, né appare coerente con una corretta ricostruzione delle fattispecie da cui si fa discendere l inassicurabilità del rischio. Ciò premesso e venendo al contenuto della disposizione, il comma 1 dell articolo, andando oltre il consolidato indirizzo in materia di assicurazione ritiro patente (Ministero Industria, circolare n. 223/1965, e ISVAP, circolare n. 112/1989, ora 2
3 sostituita dal presente Regolamento), esplicita senza più distinzioni di sorta l inassicurabilità del rischio di perdite pecuniarie derivanti dal ritiro temporaneo o sospensione della patente di guida a seguito di violazioni del Codice della Strada, in quanto dispone che non sono assicurabili le conseguenze indirette delle applicazioni di sanzioni amministrative per violazioni allo stesso Codice come la corresponsione di diarie, il rimborso del costo di corsi per il recupero dei punti patente (art.126 bis Nuovo Codice della Strada) persi a seguito delle violazioni e del rimborso del costo per la revisione e per il riottenimento della patente stessa. Fermo quanto rappresentato in tema di gerarchia delle fonti, si osserva che, anche volendo seguire l impostazione secondo cui le conseguenze economiche indirette della sanzione del ritiro o della sospensione (nonché della decurtazione dei punti) della patente a seguito di violazione delle norme del Codice della Strada integrerebbero un rischio inassicurabile poiché la violazione in quanto tale presupporrebbe una coscienza e volontà dell azione assimilabili al dolo, dovrebbe essere quanto meno confermata, esplicitandolo per opportuna chiarezza, l assicurabilità delle conseguenze economiche derivanti dalla sospensione della patente ove, indipendentemente da una violazione del Codice della Strada, vi sia stato un evento sicuramente non voluto e quindi non prodotto con dolo, quale è il caso in cui dall incidente sia conseguita la morte o lesioni personali o gravi danni ai veicoli (a condizione naturalmente che non si ravvisino gli estremi dell omissione volontaria di soccorso). In tali ipotesi, infatti, è evidente che la garanzia assicurativa è esclusivamente collegata ad un fatto involontario, quale ad esempio quello delle lesioni personali, e non già alla eventuale violazione del Codice. Quanto al comma 2, si comprende l intento di evitare di garantire il rischio finanziario puro, tuttavia suscita perplessità la circostanza che nella Relazione illustrativa al Regolamento si fornisca una lista esemplificativa delle garanzie che non sarebbero assicurabili, in quanto ritenute di natura meramente finanziaria, la quale comprende svariati esempi del tutto privi di tale caratteristica. Si pensi ad operazioni non meramente finanziarie quali il credito commerciale legate ad alcune operazioni richiamate nella Relazione di presentazione: in tal caso l assicurazione del credito potrebbe essere utilizzata per ottenere uno sconto commerciale o un operazione di factoring sul credito anche attraverso una clausola di vincolo. Oppure si pensi ad un operazione di cartolarizzazione il cui sottostante sia composto da crediti commerciali nella quale l assicurazione sia stipulata dal soggetto che cede il credito. Pertanto, il comma 2 andrebbe così riformulato: Ad eccezione di quanto indicato nell art. 14, comma 1, non sono assicurabili le garanzie rilasciate a fronte di obbligazioni di dare, derivanti da disposizioni contrattuali, quando il rischio sottostante ha natura esclusivamente finanziaria, ossia riferito ad operazioni di finanziamento o di provvista di mezzi finanziari prive di finalizzazione contrattualizzata o non correlate, direttamente o indirettamente, ad 3
4 operazioni commerciali e il cui rimborso forma oggetto della garanzia che si intende prestare. Art. 6 - Attività di servizi L articolo in esame al comma 1 fornisce la definizione dei servizi non assicurativi. A tale proposito si chiede se per configurare i servizi come non assicurativi debbano ricorrere tutte le condizioni ivi indicate congiuntamente oppure se sia sufficiente una sola di esse. Il comma 2 precisa che detti servizi possono essere offerti dalle imprese autorizzate al ramo assistenza in accessorio alle garanzie prestate a condizione che costituiscano impegno marginale, siano forniti contestualmente all adempimento degli obblighi assicurativi e nel contratto venga data separata evidenza del loro costo. A nostro avviso, qualora il costo di tali servizi non assicurativi risulti nullo, perché offerti utilizzando le capacità produttive dell organizzazione in essere senza nessun costo aggiuntivo (si pensi alle informazioni sulle vaccinazioni in Paesi esotici o sulle condizioni meteorologiche) dovrebbe essere in ogni caso esclusa l indicazione di detto costo nel contratto. Il comma 3 dello stesso articolo estende la possibilità prevista al comma 1 anche alle imprese autorizzate ai rami infortuni e malattia, limitatamente alle prestazioni di assistenza sanitaria a domicilio che configurano servizi di tipo puramente tecnico e il cui costo non è assorbito nella copertura assicurativa ma resta a carico dell assicurato (si pensi ai prelievi di campioni biologici a domicilio). Peraltro la norma, in difformità da quanto riportato nel comma 1, non richiama le condizioni di cui alle lett. a) e b) del comma 2, ma quelle dell'articolo 19 - Rischi accessori, il quale però concerne i rischi assicurativi accessori ad altri rischi assicurativi. Si suppone che si tratti di un refuso e pertanto il riferimento all art. 19 dovrebbe essere sostituito con il riferimento alle lettere a) e b) del comma 2 dell articolo in esame. Art. 7 - Assicurazione contro le malattie gravi Il comma 3 dell articolo in esame prevede la classificazione della garanzia nel ramo danni 2. Malattia in presenza di rimborso delle spese sostenute per ricoveri, interventi chirurgici, visite specialistiche. Dal momento che la definizione del ramo 2. Malattia prevede anche il rimborso di spese in via forfetaria, sembra opportuno poter ricomprendere nel ramo malattia anche le spese per malattie gravi coperte attraverso la corresponsione di una prestazione forfetaria predeterminata o una indennità temporanea e non solo quelle rimborsate in forma analitica. 4
5 Pertanto si propone la seguente stesura del comma 3: Quando, a seguito di malattia grave, l'assicurato viene tenuto indenne delle conseguenze dannose dovute alla malattia per i costi di assistenza sanitaria e socio-sanitaria fruita e fruibile attraverso il loro rimborso o la corresponsione di una prestazione forfetariamente predeterminata o di una indennità temporanea, la garanzia è classificata nel ramo danni 2. Malattia". Inoltre, si chiedono chiarimenti sulla classificazione della garanzia in esame per tutti quei casi in cui la stessa, offerta in combinazione con una garanzia principale, preveda una connessione tra le prestazioni. In particolare, a titolo di esempio, si ipotizzi il caso di un assicurazione costituita da una garanzia principale vita e da una garanzia malattie gravi, offerte in combinazione, dove si preveda l esonero in favore del contraente dal pagamento dei premi in caso di insorgenza di una delle malattie assicurate. Art. 8 - Assicurazione contro il rischio di non autosufficienza Il comma 1 prevede le caratteristiche e le condizioni che comportano la classificazione del rischio in questione nel ramo vita IV. In particolare, si fa riferimento alla copertura del rischio per l'intera vita dell'assicurato. A tal riguardo, si osserva che il mercato è fortemente caratterizzato, soprattutto nell'ambito delle polizze collettive, dalla presenza di coperture che prevedono l'erogazione di una rendita vitalizia per i sinistri che si manifestano durante un arco temporale predeterminato (ad es. cinque anni). Si sottolinea che l'attuale formulazione del comma 1 si porrebbe in pieno conflitto con tale tipologia di offerta, limitandone l'applicabilità da parte del mercato, con evidenti ripercussioni negative, senza peraltro ravvisarne sostanziali utilità. Si chiede, pertanto, di eliminare dal presente comma il riferimento all'intera vita dell'assicurato. Lo stesso comma 1 fa inoltre riferimento alla prestazione condizionata all esistenza in vita dell assicurato. A tale riguardo si osserva che l erogazione della rendita deve essere condizionata non solo all esistenza in vita dell assicurato, ma anche alla permanenza dello stesso nello stato di non autosufficienza. Infatti, nelle coperture attualmente esistenti sul mercato l erogazione della rendita è generalmente condizionata alla permanenza dello stato di non autosufficienza, sebbene poi sia previsto che la prestazione scatti allorquando la perdita dell autosufficienza sia anche solo presumibilmente permanente. Si chiede pertanto di adeguare la disposizione in questione introducendo il concetto di permanenza dell assicurato nello stato di non autosufficienza per evitare di dover modificare la citata prassi di mercato. Inoltre, in analogia con quanto osservato sotto l articolo 7, si chiedono chiarimenti sulla classificazione della garanzia in esame per tutti quei casi in cui la stessa, offerta in combinazione con una garanzia principale, preveda una connessione tra le prestazioni. In particolare, a titolo di esempio, si ipotizzi il caso di un assicurazione costituita da una garanzia principale vita e da una garanzia contro il rischio di non autosufficienza, 5
6 offerte in combinazione, dove si preveda l esonero in favore del contraente dal pagamento dei premi in caso si manifesti lo stato di non autosufficienza dell assicurato. Art Assicurazioni prestate a garanzie di mutui per l acquisto di immobili L'articolo in esame classifica nel ramo 15. Cauzione le coperture relative ad obbligazioni inerenti a contratti di mutuo per l acquisto di immobili rilasciate nei limiti del venti per cento del mutuo erogato, assistite da garanzia reale. Si nota in proposito che la Circolare Banca d Italia 229/99 al Titolo V, Cap. 1, Sez. II prevede che il rapporto tra l'ammontare del finanziamento e la somma del valore del bene immobile ipotecato e delle garanzie integrative medesime non superi il limite dell'80 per cento e quindi la formulazione attuale dell'articolo 12 non appare conforme a quanto stabilito dalla Banca d Italia. Per meglio chiarire l argomento, si riportano due esempi: Caso A (esempio sulla base della formulazione attuale dello schema di Regolamento) Valore dell immobile: , Importo del Mutuo: , Garanzia integrativa: Rapporto previsto dalle Istruzioni di Banca d Italia: 83,33% ( / ) Caso B (esempio sulla base di interpretazione alternativa): Valore dell immobile: , Importo del Mutuo: , Garanzia integrativa: Rapporto previsto dalle Istruzioni di Banca d Italia: 80% ( / ) Si ritiene che il senso corretto della norma sia quello riportato nel caso B e, allo scopo di coordinare le due previsioni, si chiede di elevare il limite al venticinque per cento. Inoltre, considerato che le coperture dei crediti ipotecari sono in genere di pertinenza del ramo credito con una apposita categoria di rischio, sembra opportuno che, in parziale analogia con quanto previsto per la cessione del quinto al successivo art. 14, venga prevista anche qui la distinzione tra l attribuzione al ramo credito nel caso di copertura stipulata nel proprio interesse dall istituto di credito, come contraente e beneficiario, e l attribuzione al ramo cauzione nel caso di garanzia stipulata dal mutuatario come contraente e avente come beneficiario l istituto di credito. Infine, in linea con quanto già detto in precedenza, riteniamo che vada espunto il riferimento all art. 4, comma 2, posto all inizio dell articolo in esame, in quanto si tratta di copertura di finanziamenti impegnati ad una precisa destinazione sin dalla loro erogazione e addirittura assistiti da apposita garanzia reale. Art Polizze fideiussorie a prima richiesta 6
7 Al fine di mantenere il rapporto di accessorietà tra fideiussione e obbligazione principale, sembrerebbe opportuno completare l articolo anche con la previsione che la garanzia non rechi clausole di esclusione/ rinunzia per azioni dirette nei confronti del beneficiario nel caso che le somme ad esso pagate dal garante risultino successivamente non dovute. Art Assicurazioni prestate a fronte di finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio In merito alla copertura perdite pecuniarie di cui al comma 2, si rileva che essa sembrerebbe dover funzionare come effettiva e paritetica alternativa alla copertura credito prevista dal comma 1, altrimenti rischierebbe di non avere significato nel quadro complessivo dell art. 14. Di conseguenza, e considerato che nella prassi del mercato è del tutto atipica la stipulazione da parte del mutuatario, dovrebbe essere chiarito che nel contratto può essere inserita una clausola di vincolo nei confronti del predetto ente finanziatore, onde permettere a quest ultimo di intervenire nel contratto stesso. Inoltre, la disciplina della surroga, pure condivisibile nei principi, dovrebbe recare maggiori dettagli secondo le singole fattispecie di cessazione del rapporto di lavoro. In particolare, si dovrebbe precisare che l esclusione del diritto di rivalsa per l assicuratore deve essere incondizionata per i casi di morte e di sopravvenuta invalidità totale e permanente da infortunio o da malattia successivi alla stipulazione del mutuo, mentre può recare delle carenze iniziali per i casi di licenziamento, al fine di evitare la copertura di prestiti programmati proprio in connessione con previsti licenziamenti. Dette carenze permetterebbero di superare i gravosi problemi posti dalla limitazione della rivalsa ai soli casi di perdita dell impiego per dolo o colpa del dipendente mutuatario, considerata anche l elevata onerosità di tale prova da parte dell assicuratore, che, da un lato, non riesce più ad ottenere dal datore di lavoro le motivazioni della cessazione del rapporto di lavoro a causa delle limitazioni imposte dalla disciplina sulla riservatezza e la tutela dei dati personali e, dall altro, si trova costretto all accertamento del dolo o della colpa in sede giudiziaria. Inoltre, la surroga dell assicuratore dovrebbe pur sempre essere consentita nei confronti di somme quali trattamento di fine rapporto, indennità di quiescenza, indennità di buonuscita o indennità premio di servizio, importi oggetto di riscatto che in ogni caso sarebbero indisponibili per il mutuatario, poiché da questi già ceduti contrattualmente all ente finanziatore. 7
8 Art Assicurazione per i danni del datore di lavoro conseguenti alla sospensione o al ritiro temporaneo della patente di guida di propri dipendenti L articolo in esame, ferme restando le ulteriori delimitazioni introdotte dal Regolamento all articolo 4 e le nostre osservazioni su tale articolo cui rinviamo, ritiene assicurabile il rischio di danni economici subiti dal datore di lavoro o dall azienda a seguito di ritiro temporaneo o sospensione della patente disposti nei confronti di un dipendente assunto con mansioni prevalentemente costituite dalla guida di veicoli a motore. Si osserva in proposito che tale locuzione può apparire estremamente restrittiva per l utenza assicurativa se riferita unicamente ai lavoratori dipendenti inquadrati come autisti. Al contrario essa dovrebbe comprendere anche dipendenti per i quali l utilizzo di un veicolo a motore è strettamente correlato e necessario per lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative (si pensi, ad esempio, agli addetti delle aziende di produzione e commercializzazione, agli ispettori commerciali, nonché agli agenti rappresentanti commerciali regolarmente assunti in qualità di dipendenti), nonché ai soci (anche se di società di capitali), agli amministratori, ai rappresentanti od ai collaboratori, qualora venga provato un rapporto di lavoro tra costoro e la società e qualora quest ultima sopporti conseguenze economiche derivanti dalla sospensione o ritiro della patente di questi soggetti. Dovrebbe parimenti essere esplicitato che il veicolo condotto dal soggetto indicato possa non essere necessariamente di proprietà dell assicurato (azienda/ datore di lavoro). Pertanto le parole nei confronti di un dipendente con mansioni prevalentemente costituite dalla guida di veicoli a motore dovrebbero essere sostituite dalle parole nei confronti di quanti svolgano per il datore di lavoro o per l azienda attività o mansioni per le quali risulti rilevante l utilizzo di veicoli a motore, di proprietà o meno del datore di lavoro o dell azienda. Occorrerebbe, infine, chiarire un altro profilo della garanzia in esame, vale a dire la possibilità per il datore di lavoro o l azienda di assicurarsi anche per il caso in cui debbano contrattualmente anticipare i costi dei corsi previsti per il recupero dei punti patente persi dal proprio dipendente/ collaboratore, o i costi connessi alla revisione o al riottenimento della patente stessa, a condizione beninteso che sia previsto per il datore di lavoro o per l azienda il diritto di rivalsa nei confronti del dipendente/ collaboratore (ciò che consente il regresso dell assicuratore del rischio ritiro patente). Art. 20 Disposizioni transitorie 8
9 In conformità di quanto illustrato in premessa nell ambito dei Commenti generali, è evidente che l articolo in esame non potrebbe più recare disposizioni transitorie che riguardino i contratti in corso alla data di entrata in vigore del Regolamento. Ciò posto, si ritiene che l articolo 20 possa essere eliminato, dal momento che per la gestione bilancistica sarebbero applicabili le disposizioni generali in materia. Art. 23 Entrata in vigore In conformità di quanto illustrato in premessa nell ambito dei Commenti generali, il comma 1 dell articolo in esame dovrebbe rendere esplicito che il Regolamento si applica solo ai contratti stipulati o rinnovati successivamente all entrata in vigore del Regolamento stesso. Peraltro, in correlazione con il comma 1, il comma 2 dell articolo in esame dovrebbe consentire alle imprese che si trovino nella necessità di adeguare la propria attività alle nuove disposizioni ad esempio, mediante l ottenimento di nuove autorizzazioni o addirittura la costituzione di specifiche imprese assicuratrici di provvedere al riguardo in tempi più idonei usufruendo al contempo di una ultrattività della normativa precedente. Pertanto, i commi 1 e 2 andrebbero sostituiti con i seguenti: 1. Il presente Regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel Bollettino dell ISVAP e sul sito internet dell Autorità, e si applica ai contratti stipulati o rinnovati successivamente a detta data. 2. Le imprese, la cui operatività alla data di entrata in vigore del presente Regolamento non risulti conforme alle norme in esso contenute, si adeguano entro il termine di dodici mesi. In tale periodo possono, anche in deroga a quanto previsto al comma 1, continuare ad applicare la classificazione preesistente, ferma restando l impossibilità di stipulare o rinnovare contratti aventi ad oggetto rischi non più assicurabili ai sensi del presente Regolamento. Ai fini dell adeguamento, entro quattro mesi dall entrata in vigore del presente Regolamento, presentano all ISVAP un apposito piano.. ULTERIORI OSSERVAZIONI Da ultimo, si rappresenta l esigenza, sentita dal mercato aeronautico, di avere un chiarimento relativamente alla corretta imputazione del rischio legato alla responsabilità civile del paracadutista anche se l argomento riguarda un livello di dettaglio apparentemente eccessivo rispetto alla portata più generale del Regolamento. Il chiarimento è necessario per permettere una omogeneità di comportamento delle imprese, infatti sussiste il dubbio se attribuire tale rischio al ramo 13. Responsabilità civile generale oppure al ramo 11. Responsabilità civile aeromobili. La preferenza espressa dal mercato specializzato è di classificare tale rischio nel ramo 11 per le seguenti motivazioni: 9
10 - in molti paesi (USA, UK, Francia, Australia, Belgio, Olanda, etc.) tale rischio è classificato nella responsabilità civile dell aeromobile e si ricorda che il settore, per sua natura, è altamente internazionalizzato; - il settore aziendale che segue tali coperture è generalmente quello che tratta il ramo 11; - il rischio è afferente, sia pure in senso ampio, alla navigazione. *** Si auspica che i commenti riportati possano essere utili per valutare al meglio la versione definitiva del Regolamento. 10
A TUTTE LE IMPRESE. Regolamento ISVAP n. 29 sulla classificazione dei rischi
Prot. 0097 Circolare Roma, 25 Marzo 2009 Ass. Aeronautiche Ass. Assistenza Ass. Auto Ass. Cauzioni Ass. Credito Ass. Infortuni Ass. Malattia Ass. Perdite Pecuniarie Ass. R.C. Generale Ass. Trasporti Ass.
Esiti della pubblica consultazione Roma, 16 marzo 2009
REGOLAMENTO N. 29 DEL 16 MARZO 2009 CONCERNENTE LE ISTRUZIONI APPLICATIVE SULLA CLASSIFICAZIONE DEI RISCHI ALL INTERNO DEI RAMI DI ASSICURAZIONE AI SENSI DELL ARTICOLO 2 DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE