Source: http://www.assistenzalegalepremium.it/avvocato-incidente-stradale/incidenti-stradali-quali-e-quanti-danni-si-possono-chiedere/
Timestamp: 2017-10-22 09:49:29+00:00
Document Index: 29951651

Matched Legal Cases: ['art. 1223', 'art. 2727', 'art. 2059', 'art. 138', 'sentenza ', 'art. 139']

Incidenti stradali quali e quanti danni si possono chiedere - Assistenza Legale Premium
Chiarito quali sono i soggetti legittimati a richiedere il risarcimento del danno, occorre quindi capire quali danni possono essere risarciti e in che modo il giudice quantifica/monetizza tali danni.
Una prima distinzione che deve essere effettuata è quella tra danni patrimoniali e danni non patrimoniali.
Incidenti stradali quali e quanti danni si possono chiedere:
I danni patrimoniali sono quei danni di natura prettamente economica, che riguardano direttamente il patrimonio e non la persona del danneggiato stesso. Come tali risultano essere agevolmente quantificabili e monetizzabili.
Compongono tale categoria di danno tanto il lucro emergente quanto il lucro cessante, così come individuati dall’art. 1223 del c.c.
Art. 1223. Risarcimento del danno
La norma ci parla infatti di “perdita subita dal creditore”, nonché di “mancato guadagno”: la perdita subita corrisponde al danno emergente, mentre il mancato guadagno al lucro cessante.
In buona sostanza, nel caso di sinistro, il danno emergente patito dalla vittima dell’incidente è dato dalle somme pagate da questa per far fronte alle conseguenze provocate dall’incidente stesso. Tale voce di danno corrisponde quindi all’impoverimento direttamente subito dal danneggiato e derivante dal sinistro.
Si pensi ad esempio alle somme pagate per far riparare il veicolo incidentato, o alle spese mediche sostenuto in seguito al sinistro.
Ovviamente per chiedere al giudice il risarcimento delle spese sopportate sarà necessario produrre in giudizio idonea documentazione delle stesse.
Il lucro cessante, nell’ipotesi in esame, corrisponde invece a quelle somme che sarebbero dovute entrare nel patrimonio del danneggiato, ma che in conseguenza dell’incidente non sono più potute entrare. Fa certamente parte di questa categoria di danno la perdita di reddito.
Frequentemente gli incidenti stradali provocano infatti dei danni fisici, che impediscono ai soggetti coinvolti di avere la stessa capacità produttiva che avevano in precedenza. Secondo il gergo tecnico si dice cioè che determinano una perdita della capacità lavorativa e una conseguente perdita di reddito, che dovrà essere opportunamente risarcita.
DANNI PATRIMONIALI SPETTANTI AI PROSSIMI CONGIUNTI
Ovviamente anche soggetti diversi dalla vittima del sinistro potranno trovarsi a subire dei danni patrimoniali in conseguenza dell’intervenuto incidente (sia in termini di danno emergente che in termini di lucro cessante).
Si pensi ad esempio al caso in cui il sinistro abbia determinato il decesso di un parente: le spese provocate da tale evento laddove sopportate da soggetti terzi potranno certamente essere risarcite (es. spese funerarie) purchè rigorosamente provate.
Il decesso di una persona (così come una sua invalidità rilevante), cagionato da sinistro stradale può inoltre determinare anche dei danni da lucro cessante in capo ai prossimi congiunti della vittima.
Tali danni si identificano infatti con quei contributi e sovvenzioni che il defunto forniva ai propri familiari e che in seguito all’incidente non potranno più essere forniti.
Ne consegue che, per ottenere il risarcimento di tale tipo di danno, chi lo domanda avrà l’onere di provare – anche per presunzioni, ex art. 2727 c.c. – una stabile contribuzione del defunto in proprio favore.
La seconda macrocategoria di danni risarcibili è quella dei danni non patrimoniali, così come individuati dall’art. 2059 c.c.
Il danno non patrimoniale non corrisponde ad una perdita patrimoniale effettiva, ma identifica i pregiudizi che derivano da lesione dei diritti della persona e non hanno rilievo economico.
E’ quindi un danno di non immediata monetizzazione, a contrario del danno patrimoniale.
In particolare vanno a comporre questa categoria di danno: il danno biologico, il danno morale, ed il danno esistenziale, nonché il danno parentale, ed il danno catastrofico
Danno biologico: corrisponde alle lesioni psico-fisiche subite dal danneggiato ed è suscettibile di accertamento medico-legale. Tale danno esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente dalla sua capacità di produrre reddito (così come affermato dall’art. 138 c.3 A) del Codice delle Assicurazioni).
Il danno biologico viene quantificato quindi dal medico-legale, che tramite una visita specialistica giunge ad individuare la percentuale di invalidità provocata dal sinistro: più la percentuale sarà elevata, più alto sarà il danno patito ed il conseguente risarcimento (a riguardo si veda il capitolo 5. “Documenti necessari. La perizia medico-legale”).
Danno morale: per tale voce di danno si intende il turbamento transuente dello stato d’animo, ovvero la sofferenza morale patita a seguito del sinistro.
Questa voce di danno è strettamente connessa con il danno biologico, poiché è logico ritenere che, maggiore è il danno pisco-fisico patito, maggiore sarà il patimento subito.
Per tale ragione, viene spesso identificato quale percentuale del danno biologico.
Danno esistenziale: Il danno esistenziale è definibile come il danno arrecato all’esistenza, cioè quel danno che si traduce in un peggioramento della qualità della vita, pur non essendo inquadrabile nel danno alla salute.
Si pensi al caso in cui un soggetto, dopo un incidente, abbia riportato delle gravi ustioni in volto che ne abbiano compromesso irrimediabilmente l’aspetto.
In buona sostanza è il danno che consegue all’alterazione della personalità del danneggiato e del suo modo di rapportarsi con gli altri nell’ambito della vita comune di relazione, sia all’interno che all’esterno del nucleo familiare, tale da imporgli (in modo conscio o inconscio) scelte di vita diverse.
DANNI NON PATRIMONIALI SPETTANTI AI PROSSIMI CONGIUNTI
Danno da morte del congiunto (danno parentale): Il familiare di una vittima, deceduta in conseguenza di un incidente causato da un fatto illecito altrui, ha diritto ad un risarcimento per la sofferenza patita a causa del decesso del congiunto.
Tale tipologia di danno è definita come danno da perdita parentale, o più sinteticamente danno parentale.
Il danno parentale consiste quindi proprio nella privazione di un valore non economico ma personale, che “va al di là del crudo dolore che la morte in sé di una persona cara, tanto più se preceduta da agonia, provoca nei prossimi congiunti che le sopravvivono,” ed è costituito dalla irreversibile perdita del godimento del congiunto (Cass., 19 agosto 2003, n. 12124).
In altre parole il danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale, consistente nello sconvolgimento delle abitudini di vita e nella improvvisa privazione del contributo di esperienza, suggerimenti, consigli e sostegno morale assicurati dal defunto.
La liquidazione del danno parentale va effettuata con criterio equitativo (artt. 1226 e 2056 c.c.), tenuto conto dell’intensità del vincolo familiare, della situazione di convivenza, e di ogni ulteriore utile circostanza, quali la consistenza più o meno ampia del nucleo familiare, le abitudini di vita, l’età della vittima e dei singoli superstiti, con un’equa e ponderata valutazione che tenga conto di tutte le conseguenze connesse alla morte del familiare nella sua cerchia degli affetti.
Incidenti stradali quali e quanti danni si possono chiedere: tipologie di danni
Danno biologico: Ovviamente la perdita di un familiare può determinare oltre che sofferenza morale, anche veri e propri danni alla salute (si pensi ad esempio al sorgere di una sindrome depressiva, tachicardia, una malattia psicosomatica). In tal senso il familiare della vittima potrà essere vittima di danni biologici meritevoli di risarcimento: tali danni dovranno essere accertati a mezzo di apposita perizia medico-legale (si veda sempre il capitolo …).
Danno biologico terminale: tale voce di danno è riscontrabile nelle ipotesi in cui tra l’evento mortale (determinato dal sinistro) e le lesioni colpose che l’hanno causata trascorre un apprezzabile lasso di tempo, ed è volta a risarcire le conseguenze negative che la lesione comporta alla qualità della vita della vittima del sinistro.
Viene considerato quale vero e proprio danno alla salute e quindi calcolato quale danno da inabilità temporanea.
Il danno biologico terminale, rientrando nella sfera patrimoniale della vittima risulta essere trasmissibile iure hereditatis, e potrà quindi essere richiesto ed ottenuto dagli eredi di quest’ultima.
Danno catastrofico: è stato riconosciuto dalle famose sentenze di San Martino (Cass. Civ., Sez. Unite, 11.11.2008 nn. 26972/2008 e 26973/2008). In particolare la giurisprudenza ha definito il danno catastrofico come quel danno non patrimoniale conseguente alla sofferenza patita dalla persona che, a causa delle lesioni sofferte, nel lasso di tempo compreso tra l’evento che le ha provocate e la morte, assiste alla perdita della propria vita.
Perché possa configurarsi tale voce di danno è tuttavia necessario che tra il sinistro e l’evento mortale si intercorso un breve lasso di tempo.
Il risarcimento del danno catastrofico può essere fatto valere iure ereditario a condizione che sia effettivamente entrato a far parte del patrimonio della vittima al momento della morte; ciò significa che la persona offesa doveva essere vigile e cosciente, quantomeno per un breve lasso di tempo, nel periodo intercorrente le lesioni subite e l’evento morte.
Danno morale: Nel caso in cui il sinistro determini delle lesioni invalidanti sulla vittima del sinistro, e tali lesioni determinino un sensibile e radicale cambiamento nelle condizioni e nelle abitudini dei parenti a lui più vicini, quest’ultimi potranno agire al fine di ottenere il risarcimento dei danni morali patiti.
Si noti che in caso di decesso del prossimo congiunto i danni morali patiti dai parenti di quest’ultimo verranno liquidati congiuntamente ai danni parentali così come sopra definiti.
COME SI CALCOLA L’AMMONTARE DEL RISARCIMENTO?
Se il calcolo dei danni patrimoniali appare tutto sommato semplice, (poiché fondamentalmente basato sul rimborso delle spese sostenute ed attestate documentalmente, oppure sui mancati guadagni), di più difficile individuazione appare la quantificazione dei danni non patrimoniali (in particolare danno biologico, danno morale, danno esistenziale, danno parentale, danno catastrofico).
CALCOLO RISARCIMENTO SPETTANTE ALLA VITTIMA DI SINISTRO
Proprio per la corretta ed uniforme quantificazioni dei danni non patrimoniali sono state elaborate delle apposite tabelle che permettono di identificare le somme spettanti al danneggiato.
Attualmente esistono due tipologie di tabelle:
Un primo tipo, applicabile alle c.d. lesioni macropermaenti, cioè in caso di menomazioni alla integrità psicofisica (attestate dal medico-legale – si veda il capitolo …) di non lieve entità, comprese tra i 10 ed i 100 punti percentuali (Art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private – Dlgs 209/2005).
Sebbene ogni Tribunale italiano sia fornito di proprie tabelle finalizzate alla liquidazione dei danni non patrimoniali patiti, la Corte di Cassazione sembra attualmente avere imposto l’utilizzo delle Tabelle elaborate dal Tribunale di Milano a livello nazionale.
Già con sentenza n.12408/2011 la Suprema Corte aveva infatti riconosciuto che le tabelle elaborate dai giudici di Milano disponessero di parametri più validi sotto il profilo equitativo in ambito nazionale e, pertanto, ad esse si sarebbero dovuti ispirare tutti gli altri giudici nella determinazione del quantum risarcitorio per le lesioni di non lieve entità (dal 10 al 100%).
Le tabelle in oggetto risultano così strutturate:
Il risarcimento del danno è modulato sulla base dell’età della vittima e della percentuale di invalidità derivante dal sinistro (più il danneggiato è giovane e più è alta la percentuale di invalidità, maggiore è il risarcimento riconosciuto).
Si consideri che le somme così individuate all’interno delle tabelle di Milano sono somme omnicomprensive, volte a risarcire tanto il danno biologico patito, quanto il danno morale ad esso collegato.
Tuttavia per garantire una maggiore libertà discrezionale al giudice, nonché una più attenta valutazione del caso concreto, le tabelle in oggetto individuano altresì percentuali di aumento delle somme in esse riportate. Ciò garantisce un’adeguata “personalizzazione” della liquidazione laddove il caso concreto presenti peculiarità che vengano allegate e provate (anche in via presuntiva) dal danneggiato.
Tali peculiarità devono essere tali da far presumere un maggior grado di patimento rispetto a quello mediamente sofferto da un soggetto con quel tipo di lesioni e con quell’età.
Ovviamente rimane ferma la possibilità per il giudice di modulare la liquidazione oltre i valori minimi e massimi individuati dalle tabelle, in relazione a fattispecie eccezionali rispetto alla casistica comune degli illeciti.
Un secondo tipo di tabelle è invece applicabile alle c.d. lesioni micropermanenti, cioè in caso di menomazioni sotto i 9 punti di invalidità permanente (art. 139 Codice delle Assicurazioni Private).
Tali tabelle valutative ed economiche sono state formulate sulla base delle indicazioni tassative fornite dal legislatore tramite la Legge 57/2001. Anche in tale caso l’ammontare del risarcimento viene modulato sulla base dell’età e della percentuale di invalidità del danneggiato. Non sono però previsti all’interno delle tabelle delle percentuali di aumento dei valori individuati, come invece accade nel caso delle tabelle predisposte per le c.d. lesioni macropermanenti.
CALCOLO RISARCIMENTO SPETTANTE A SOGGETTI TERZI
Meritevole di un discorso a parte il risarcimento del danno da perdita parentale, anche in questo caso appare opportuno fare riferimento alle già menzionate tabelle milanesi. Tali tabelle, per questa tipologia di danni, riconoscono ai prossimi congiunti una somma onnicomprensiva (a risarcimento di tutte le sofferenze patite a seguito del decesso).
Tale somma varia da un minimo ad un massimo in considerazione di alcuni elementi, quali: l’intensità del vincolo familiare, la situazione di convivenza, la consistenza più o meno ampia del nucleo familiare, le abitudini di vita, l’età della vittima e dei singoli superstiti.
A favore di ciascun genitore per morte di un figlio € 163.990,00 € 327.990,00
A favore del figlio per morte di un genitore € 163.990,00 € 327.990,00
A favore di un coniuge (non-separato) o del convivente sopravvissuto € 163.990,00 € 327.990,00
A favore del fratello per morte di un fratello € 23.740,00 € 142.420,00
A favore del nonno per morte di un nipote € 23.740,00 € 142.420,00
Tabella: Incidenti stradali quali e quanti danni si possono chiedere
Il ricorso a tabelle di tale tipo permette di avere una visione unitaria del pregiudizio ed assicura una uniformità di base risarcitoria, con possibilità di personalizzazione in relazione alle condizioni soggettive della fattispecie, consentendo la determinazione del danno senza alcun automatismo che possa dare adito a sperequazioni risarcitorie sia pure partendo da una base predeterminata.
Anche nell’ipotesi di grave lesione della salute del familiare la misura del danno non patrimoniale risarcibile alla vittima secondaria è disancorato dal danno biologico subito dalla vittima primaria.
L’ammontare del risarcimento di tale voce di danni viene individuato sempre in via equitativa dal giudice, che dovrà ovviamente tenere conto di tutte le variabili del caso concreto.
Tuttavia attualmente si ritiene che il giudice non possa andare oltre i tetti massimi di liquidazione così come individuati alla tabella che precede.
Da ultimo, l’utilizzo delle tabelle milanesi è previsto anche per quanto attiene il calcolo del danno terminale biologico. Proprio recentemente l’Osservatorio della giustizia presso il Tribunale di Milano, lavorando sulla predisposizione delle nuove tabelle Milanesi, è intervenuto operando delle significative modifiche rispetto il calcolo di tale voce di danno, che dovrà essere liquidato sulla base della seguente tabella:
TRIBUNALE DI MILANO – LIQUIDAZIONE DEL DANNO TERMINALE – TABELLE 2016
Danno non patrimoniale terminale, comprensivo della componente biologica temporanea: valori standard di liquidazione e percentuali massime di personalizzazione
Giorni Importo tot.
Fino a 3 Fino a 30.000
Giorni Oltre Importi giornalieri Aumento personalizzato(massimo sconvolgimento)
4 1.000,00 28 774,00 52 549,00 76 323,00
5 991,00 29 765,00 53 539,00 77 314,00
6 981,00 30 756,00 54 530,00 78 304,00
7 972,00 31 746,00 55 521,00 79 295,00
8 962,00 32 737,00 56 511,00 80 286,00
9 953,00 33 727,00 57 502,00 81 276,00
10 944,00 34 718,00 58 492,00 82 267,00
11 934,00 35 709,00 59 483,00 83 257,00
12 925,00 36 699,00 60 474,00 84 248,00
13 915,00 37 690,00 61 464,00 85 239,00
14 906,00 38 680,00 62 455,00 86 229,00
15 897,00 39 671,00 63 445,00 87 220,00
16 887,00 40 662,00 64 436,00 88 210,00
17 878,00 41 652,00 65 427,00 89 201,00
18 868,00 42 643,00 66 417,00 90 192,00
19 859,00 43 633,00 67 408,00 91 182,00
20 850,00 44 624,00 68 398,00 92 173,00
21 840,00 45 615,00 69 389,00 93 163,00
22 831,00 46 605,00 70 380,00 94 154,00
23 821,00 47 596,00 71 370,00 95 145,00
24 812,00 48 586,00 72 361,00 96 135,00
25 803,00 49 577,00 73 351,00 97 126,00
26 793,00 50 568,00 74 342,00 98 116,00
27 784,00 51 558,00 75 333,00 99 107,00
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