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Timestamp: 2017-07-20 21:20:38+00:00
Document Index: 113323017

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 12', 'art 3', 'art. 18', 'art.18', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 83', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 83', 'art. 18', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'sentenza ', 'art. 147', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 29', 'art. 29']

Vademecum per le notifiche in proprio degli avvocati tramite PEC L. 53/94 - PDF
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Gaetana Maria Fantoni
1 Vademecum per le notifiche in proprio degli avvocati tramite PEC L. 53/94 elaborato dalla Commissione Informatica del composta da: avv. Nicola Artese, avv. Guido Cappuccilli, avv. Piercarlo Cirilli, avv. Francesco De Cesare, avv. Angela Di Cicco, avv. Pierluigi Oddi, avv. Carlo Peretti, avv. Maurizio Reale. Coordinamento: avv. Maurizio Reale 12 INDICE DEGLI ARGOMENTI 1) Le novità introdotte dalla L n. 228 e dal DM 48/13 alla L. 53/94... Pag. 3 2) Tipologia di atti notificabili in proprio tramite PEC.. Pag. 3 3) Requisiti, procedimento e allegati per notifica tramite PEC.. Pag. 3 4) Gli allegati al messaggio PEC. Pag. 5 5) Il perfezionamento della notifica. Pag. 8 6) Limitazioni territoriali e temporali.. Pag. 8 7) La prova dell avvenuta notifica.. Pag. 9 8) Adempimenti fiscali... Pag. 10 9) La normativa delle notifiche in proprio tramite PEC.. Pag. 11 Legge 21 gennaio 1994 n Pag. 11 DM n. 44 Pag. 15 Specifiche tecniche del Pag. 31 LEGGE N Pag. 51 23 Premessa: la legge 148/2011 aveva sommariamente disposto che l avvocato potesse notificare in proprio gli atti, senza avvalersi dell ufficiale giudiziario, anche attraverso la PEC ma, come spesso accade quando il nostro legislatore apporta modifiche a normative esistenti, tale disposizione era carente delle modalità e dei requisiti che tale notifica doveva contenere per cui l utilizzo, se formalmente previsto, nella pratica poneva dubbi e rischi sulla effettiva esperibilità dello stesso. La legge n. 228, la stessa legge che dal 30 giugno 2014 ha introdotto l obbligatorietà del deposito telematico, ha apportato ulteriori e significative modifiche alla L. 53/94 descrivendo nei minimi particolari i requisiti ed il procedimento da seguire per procedere alle notifiche con la PEC ma subordinava l entrata in vigore delle stesse a seguito della pubblicazione di un DM che avrebbe apportato le modifiche all art. 18 del DM 44/2011 con il quale erano state emanate le nuove regole tecniche del processo telematico. Il 3 aprile 2013 veniva emanato il DM 48/2013, pubblicato in GU il 9 maggio ) Le novità introdotte dalla L n. 228 e dal DM 48/13 alla L. 53/94. La prima novità è costituita dalla rubrica del nuovo art. 18 del DM 44/2011 Notificazioni per via telematica eseguite dagli avvocati che sostituisce la precedente Notificazione per via telematica tra avvocati (non solo, quindi, notifiche tra avvocati ma notifiche degli avvocati). La seconda novità è il richiamo esplicito, al comma 1 del nuovo art. 18 DM 44/2011, all art. 3 bis della legge 21 gennaio 1994 n. 53; si chiarisce definitivamente che le notifiche eseguite ai sensi della L. 53/94 potranno effettuarsi a mezzo PEC. La terza novità è la qualifica di pubblico ufficiale dell avvocato che compila la relazione o le attestazioni di cui agli articoli 3, 3-bis e 9 o le annotazioni di cui all articolo 5 della Legge 53/94 con quanto ne consegue in termini di responsabilità (anche disciplinare). Ciò significa che l avvocato ora potrà notificare atti non solo creati da lui ma anche quelli creati da parte di terzi (ad es.: atti del Giudice). 2) Tipologia di atti notificabili in proprio tramite PEC. Ai sensi e per gli effetti dell art. 1 della L. 53/94, l avvocato può eseguire la notificazione di atti in materia: civile amministrativa stragiudiziale Rimangono quindi esclusi dagli atti notificabili quelli relativi alla materia penale. 3) Requisiti, procedimento e allegati per notifica tramite PEC. a) essere in possesso di casella PEC comunicata all Ordine di appartenenza e di firma digitale. b) aver richiesto ed ottenuto dal proprio Ordine l autorizzazione per effettuare le notifiche ai sensi della legge 21 gennaio 1994 n4 c) il mittente e il destinatario della notifica tramite PEC dovrà essere un soggetto il cui indirizzo PEC sia inserito in pubblici registri/elenchi. Prima di effettuare la notifica tramite PEC il professionista dovrà individuare e/o verificare l indirizzo PEC del destinatario avvalendosi di uno degli elenchi pubblici disponibili su internet e indicati dall art. 16 ter DL. 18 ottobre 2012 n. 179 convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012 n. 21: I pubblici elenchi consultabili dagli avvocati al fine di individuare l indirizzo PEC del destinatario sono i seguenti: - Indice nazionale indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti (INI-PEC) (consultabile dal sito - Registro delle Imprese (consultabile da - Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (Reginde) Consultabile dai PDA privati o dal PDA pubblico - Indice delle amministrazioni pubbliche (IndicePA o IPA) consultabile dal sito d) Il campo OGGETTO della PEC dovrà obbligatoriamente indicare, così come previsto dall art. 3 bis comma 4 della L. 53/94, la seguente frase: notificazione ai sensi della legge n. 53 del5 4) Gli allegati al messaggio PEC. 1) Relata di notificazione 2) Atto da notificare 3) Procura alle liti (eventuale) 1) Relata di notificazione Deve essere predisposta con il software tradizionalmente utilizzato dall avvocato (Word, Open Office, ecc.) e trasformata nel formato PDF TESTO senza scansione; chi usa Open Office, può creare il file pdf testo cliccando sul tasto pdf presente nella barra degli strumenti; chi usa Word 2010 o versioni più recenti può salvare il documento in formato PDF utilizzando la funzione presente in salva con nome, chi invece usa altri programmi che non consentono quanto sopra indicato può stamparlo in pdf con stampante virtuale usando, ad esempio, il programma gratuito PDF CREATOR o PDF24 o similari; è necessario, naturalmente, verificare di aver installato sul proprio computer una stampante virtuale PDF ( PDF CREATOR o PDF24 o similari). Dal menu FILE > STAMPA > selezionare la stampante PDF > OK > salvare il file PDF in qualsiasi cartella del computer. Il file così ottenuto dovrà essere salvato sul PC col nome Relata di notificazione e successivamente firmata digitalmente. Riepilogando: il file PDF non deve essere creato tramite la scansione del documento cartaceo, ma soltanto attraverso la conversione di un file di testo privo di elementi attivi (art. 11 e 12 DECRETO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 21 febbraio 2011 n. 44). La relata deve contenere (art. 3 bis L. 53/94): a) il nome, cognome ed il codice fiscale dell avvocato notificante; b) gli estremi del provvedimento autorizzativo del Consiglio dell Ordine nel cui Albo è iscritto l avvocato che procede alla notifica; c) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti; d) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario; e) l indirizzo di posta elettronica certificata a cui l atto viene notificato; f) l indicazione dell elenco pubblico da cui il predetto indirizzo è stato estratto; g) l attestazione di conformità (eventuale: solo se si notifica atto di terzi) di cui al comma 2 dell art. 3 bis L. 53/94; h) per le notificazioni effettuate in corso di procedimento deve, inoltre, essere indicato l ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l anno di ruolo. Si ricorda che, una volta ultimata, la relata di notificazione, prima di essere allegata alla PEC, deve essere "firmata" con FIRMA DIGITALE. 2) L atto da notificare Se la notifica ha ad oggetto, ad es., una citazione, l avvocato, oltre la relata di notificazione e la procura alle liti, dovrà allegare alla PEC: a) l atto redatto con il software tradizionalmente utilizzato dall avvocato (Word, Open Office, ecc.) e trasformato nel formato PDF TESTO senza scansione; chi usa Open Office, può creare il file 56 pdf testo cliccando sul tasto pdf presente nella barra degli strumenti; chi usa Word 2010 o versioni più recenti può salvare il documento in formato PDF utilizzando la funzione presente in salva con nome, chi invece usa altri programmi che non consentono quanto sopra indicato può stamparlo in pdf con stampante virtuale usando, ad esempio, il programma gratuito PDF CREATOR o PDF24 o similari; è necessario, naturalmente, verificare di aver installato sul proprio computer una stampante virtuale PDF ( PDF CREATOR o PDF24 o similari). Dal menu FILE > STAMPA > selezionare la stampante PDF > OK > salvare il file PDF in qualsiasi cartella del computer. Si segnala a tal proposito che l art. 19 bis delle nuove specifiche tecniche del 16 aprile 2014, pubblicate in G.U. il 30 aprile 2014 ed in vigore dal prossimo 15 maggio 2014, ha ribadito che l atto da notificarsi tramite PEC dovrà avere, come unico formato consentito, il formato PDF e ciò sia per l atto predisposto come documento originale informatico ottenuto dalla trasformazione di un documento testuale senza scansione e per il quale si ribadisce che non è ammessa la scansione di immagini, sia per le copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici. Riepilogando: il file PDF non deve essere creato tramite la scansione del documento cartaceo, ma soltanto attraverso la conversione di un file di testo privo di elementi attivi (art. 11 e 12 DECRETO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 21 febbraio 2011 n. 44). Si ricorda che, una volta ultimato, l atto da notificare, prima di essere allegato alla PEC, deve essere "firmato" con FIRMA DIGITALE. A tal proposito si segnala che l art. 12 n.2 delle nuove specifiche tecniche del 16 aprile 2014, pubblicate in G.U. il 30 aprile 2014 ed in vigore dal prossimo 15 maggio 2014, ha introdotto una nuova modalità di firma denominata PAdES-BES (o PAdES Part 3) oltre a quella già prevista dalle precedenti specifiche tecniche del 2011 e denominata CAdES-BES. Sul punto si precisa che la nuova normativa non prevede più, espressamente, che l'atto da notificare sia sottoscritto digitalmente prevedendo, invece, che l'avvocato possa procedere alla notifica allegando l'atto nel formato PDF avendo cura di firmare digitalmente la relata di notifica. Il comma 1 dell'art. 18 precisa però che anche le scansioni da notificare devono essere redatte nei formati consentiti dalle specifiche tecniche del processo telematico le quali prevedono che l'atto del processo sia, tra l'altro, in formato PDF con firma digitale p7m. Pertanto si potrebbe sostenere che la firma digitale del documento informatico contenente la scansione, eliminata dal comma 4 dell'art.18, riviva attraverso il comma 1. Per tale motivo e per eccesso di scrupolo, si suggerisce di firmare digitalmente anche l'atto da notificare e di allegare, eventualmente, alla PEC anche il medesimo atto in formato PDF non sottoscritto digitalmente. Se la notifica invece ha ad oggetto, una sentenza, l avvocato, dovrà: a) chiedere e ottenere dalla cancelleria copia conforme della sentenza; b) scansionare la sentenza e ottenere un file PDF IMMAGINE che allegherà alla PEC; c) predisporre ed allegare la relata di notificazione nella quale, dovendo compiere l asseverazione prevista dall art. 22, comma 2, del codice dell amministrazione digitale, avrà cura di inserire la dichiarazione di conformità all originale a norma dell articolo 3 bis, comma 5 della L. 53/94 e del comma 4 dell art. 18 DM 44/2011. Un esempio di relazione di notificazione potrebbe essere il seguente: 67 RELATA DI NOTIFICA A MEZZO DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA ex art. 3bis Legge 21 gennaio 1994, n. 53 Io sottoscritto Avv. iscritto all albo degli Avvocati presso l Ordine degli Avvocati di, ai sensi e per gli effetti della L. 53/94 e successive modifiche nonché in forza dell autorizzazione rilasciata, ai sensi e per gli effetti dell art. 7 della legge citata, dal Consiglio dell Ordine degli Avvocati di, giusta delibera del, quale difensore di, per il quale si procede alla presente notifica in virtù della procura alle liti che si allega ai sensi dell art. 83, 3 comma c.p.c. NOTIFICO l allegato atto a (inserire qui l eventuale domiciliazione presso un legale come, ad esempio, per gli atti di opposizione a decreto ingiuntivo) al seguente indirizzo di posta elettronica certificata estratto dal seguente elenco pubblico delle PEC (EVENTUALE) DICHIARO che la presente notifica viene effettuata in relazione al procedimento pendente avanti il Tribunale di sezione -RG (EVENTUALE) ATTESTO ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 3-bis comma 2 e 6 comma 1della L. 53/94 così come modificata dalla lettera d) del comma 1 dell art. 16-quater, D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, aggiunto dal comma 19 dell art. 1, L. 24 dicembre 2012, n. 228 e dell art. 22 comma 2 del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modifiche che l atto notificato è copia fotoriprodotta conforme all originale da cui è stata estratta. Attesto da ultimo che il messaggio PEC, oltre alla presente relata di notifica sottoscritta digitalmente, contiene i seguenti ulteriori allegati informatici: 1) 2) Luogo data Avv. (NOME E COGNOME AVVOCATO) 3) La procura alle liti Deve essere predisposta ex art. 83, comma 3, del codice di procedura civile, il quale prevede due differenti modalità: - come documento informatico sottoscritto con firma digitale dal cliente; - oppure come copia informatica tratta dalla procura rilasciata su supporto cartaceo, sottoscritta dal cliente e autenticata di pugno dall'avvocato. Nella seconda ipotesi, può essere rilasciata a margine o in calce all atto o con atto separato: PROCURA A MARGINE O IN CALCE: l avvocato dovrà stampare la prima (procura a margine) o l ultima (procura in calce) pagina dell atto e, successivamente, la stessa dovrà essere sottoscritta dal cliente per il conferimento del mandato e sottoscritta con firma autografa dall avvocato. La procura poi, dovrà essere trasformata in file PDF immagine tramite scanner e, successivamente 78 il file PDF ottenuto dovrà essere firmato tramite firma digitale prima di essere allegato al messaggio PEC. PROCURA RILASCIATA CON ATTO SEPARATO: la stessa deve contenere tutti gli elementi affinchè si possa evincere per quale tipo di atto è conferita (ad esempio: ricorso per decreto ingiuntivo a favore di Caio contro Sempronio per il pagamento di Euro ,00 da depositarsi presso il Tribunale di XXXXXXXXX); dopo averla stampata deve essere sottoscritta dal cliente per il conferimento del mandato e sottoscritta con firma autografa dall avvocato. La procura poi, dovrà essere trasformata in file PDF immagine tramite scanner ed il file PDF ottenuto dovrà essere firmato con firma digitale prima di essere allegato al messaggio PEC. Prima dell invio della PEC l avvocato dovrà accertarsi di aver selezionato, nella PEC, quale TIPO DI RICEVUTA DI AVVENUTA CONSEGNA, quella COMPLETA, così come previsto dal comma 6 dell art. 18 del DM 44/11 così come modificato dal DM 48/ ) Il perfezionamento della notifica. La notifica via PEC può dirsi perfezionata per il soggetto notificante, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione prevista dall articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e, per il destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68 (art. 3 bis comma 3 della L. 53/94). (principio enunciato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 477 del 2002 fatto proprio dalla nuova formulazione dell art. 149, III comma, c.p.c.) 6) Limitazioni territoriali e temporali. Se da una parte non esistono, per l'avvocato notificatore, le stesse limitazioni territoriali relative agli Ufficiali Giudiziari per cui la notifica di una citazione il cui giudizio debba radicarsi davanti al Tribunale di Pescara, da eseguirsi nei confronti di un destinatario residente a Teramo, può ben essere eseguita da un avvocato di Lamezia Terme, alcune incertezze vi sono circa l applicabilità o meno, alle notifiche eseguite dagli avvocati tramite PEC, delle limitazioni temporali previste dall art. 147 del codice di procedura civile: Art. 147 c.p.c. (Tempo delle notificazioni) Le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21. (Articolo così modificato dalla L. 263/2005, con decorrenza dal 01/03/06) La giurisprudenza, relativamente alla notifica di atti nel modo tradizionale, ritiene che la disposizione di tale articolo sia posta a tutela dell interesse al riposo del destinatario della notificazione e delle altre persone che possono ricevere l atto in sua vece. E applicabile, quindi, tale articolo anche alle notifiche eseguite tramite la POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA? Primo orientamento: 89 non applicabilità dell'art. 147 c.p.c. alle notifiche in proprio tramite PEC, trattandosi di norma relativa a notifica che avviene mediante consegna materiale di un documento e tramite l intervento dell ufficiale giudiziario. Nel caso di notificazione a mezzo PEC la tutela del riposo non sarebbe intaccata in quanto al destinatario non è richiesta alcuna collaborazione al fine del perfezionamento della notificazione. Secondo orientamento: applicabilità dell'art. 147 cpc considerando che le norme sulle notifiche in proprio a mezzo PEC nulla dispongono in deroga con la conseguenza che, una notifica effettuata dopo le ore 21 non sarebbe comunque nulla ma spiegherebbe i suoi effetti, per il destinatario, il giorno successivo. Questa interpretazione, apparentemente indolore per l avvocato che notifica, nella realtà potrebbe avere conseguenze pericolosissime; il Tribunale di Cagliari, pronunciatosi su un caso di notificazione cartacea dell atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo eseguita l ultimo giorno utile oltre l orario stabilito dall art. 147 c.p.c., ha stabilito che in tal caso, la predetta notifica determinerebbe l inammissibilità dell opposizione medesima, non sanabile nemmeno dalla costituzione dell opposto, atteso che il decreto ha oramai acquisito efficacia e autorità di cosa giudicata sostanziale (cfr. Trib. Cagliari 4 maggio 1994). Secondo altri, su tale punto e su tale esempio, la notificazione all'ultimo giorno, prima delle 24 sarebbe comunque valida, visto che ciò che conta per il notificante - stando alla nota sentenza della Corte Costituzionale - è il momento della "consegna" al "pubblico ufficiale" e quindi in caso di notifica tramite PEC, al Gestore della PEC. Il fatto che il destinatario visioni l'atto il giorno dopo o chissà quando, infatti, non dovrebbe inficiare la validità della richiesta di notifica. Si suggerisce prudenzialmente di effettuare, ove possibile, la notifica tramite PEC nel rispetto dell art. 147 c.p.c. 7) La prova dell avvenuta notifica. a) deposito telematico b) deposito tradizionale La prova dell avvenuta notifica nel deposito telematico: in questa ipotesi l avvocato dovrà: 1) salvare sul proprio computer il file contenente la ricevuta di accettazione ed il file contenente la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC 2) attraverso il software REDATTORE ATTI PCT creare la busta telematica nella quale dovrà inserire i due file contenenti la ricevuta di accettazione e quella di avvenuta consegna completa. Si precisa che dal 15 maggio 2014, ai sensi e per gli effetti dell art. 13 delle nuove specifiche tecniche del 16 aprile 2014, pubblicate in G.U. il 30 aprile 2014, sarà consentito allegare alla busta telematica (ai fini della prova dell avvenuta notifica) i files necessari per poter depositare telematicamente sia quanto notificato direttamente dall avvocato tramite PEC ex L. 53/94 nel rispetto di quanto previsto dall art. 9 n. 1 della citata legge sia i file contenenti le ricevute di spedizione e di avvenuta consegna nei formati.eml o.msg. La prova dell avvenuta notifica nel deposito tradizionale. 910 Quando non è possibile procedere al deposito con modalità telematiche dell atto notificato a norma dell art. 3 bis L. 53/94, l'art. 9 comma 1 bis della L. 53/94, introdotto dalla Legge 228/2012, dispone che: l'avvocato estrae copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e della ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e ne attesta la conformità ai documenti informatici da cui sono tratte ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82". L'avvocato notificatore, pertanto, stamperà su carta l'intero messaggio PEC relativo alla notifica, con i suoi allegati e con le ricevute di accettazione e di avvenuta consegna, ed attesterà la conformità di tale copia ai documenti informatici originali. 8) Adempimenti fiscali. L art. 10 della L. 53/94 prevede che agli atti notificati è apposta, al momento dell'esibizione o del deposito nella relativa procedura, apposita marca, il cui modello e importo sono stabiliti dall art. 2 del DM 27 maggio 1994 il quale prevede che i diritti di notifica siano pari a: Euro 2,58 per le notifiche fino due destinatari, Euro 7,75 per le notifiche da tre a sei destinatari ed Euro 12,40 per le notifiche aventi più di sei destinatari. Quando l atto è notificato in via telematica a mezzo PEC, ai sensi dell art. 3 bis L. 53/94, il pagamento dei diritti di notifica deve avvenire mediante sistema telematico (pagamento telematico delle spese di giustizia). In caso di violazioni della disposizione di cui all art. 10 L. 53/94 si applicano le sanzioni previste per l'imposta di bollo, con le stesse modalità e procedure, in quanto applicabili. Il presente vademecum è stato approvato dal COFA - Consiglio Ordini Forensi d Abruzzo nella riunione del 30 aprile 2014 il quale ne ha disposto la diffusione agli iscritti mediante la pubblicazione sui siti web degli Ordini appartenenti. 1011 9) La normativa delle notifiche in proprio tramite PEC. Legge 21 gennaio 1994, n. 53 (così come modificata dalla Legge n. 148/2011 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2011 e dall art. 1 comma 19 della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013). (GU n. 302 del ). Articolo 1 1. L'avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti a norma dell'articolo 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto a norma dell'articolo 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890 ovvero a mezzo della posta elettronica certificata salvo che l'autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente. Articolo 2 1. Per la notificazione di cui all'articolo 1, effettuata a mezzo del servizio postale, il notificante utilizza speciali buste e moduli per avvisi di ricevimento, di cui deve fornirsi a propria cura e spese, conformi al modello prestabilito dall'amministrazione postale per la notifica a mezzo posta. Articolo 3 1. Il notificante che procede a norma dell'articolo 2 deve: a) scrivere la relazione di notificazione sull'originale e sulla copia dell'atto, facendo menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento; b) presentare all'ufficio postale l'originale e la copia dell'atto da notificare; l'ufficio postale appone in calce agli stessi il timbro di vidimazione, inserendo quindi la copia, o le copie, da notificare nelle buste di cui all'articolo 2, sulle quali il notificante ha preventivamente apposto le indicazioni del nome, cognome, residenza o dimora o domicilio del destinatario, con l'aggiunta di ogni particolarità idonea ad agevolarne la ricerca; sulle buste devono essere altresì apposti il numero del registro cronologico di cui all'articolo 8, la sottoscrizione ed il domicilio del notificante; c) presentare contemporaneamente l'avviso di ricevimento compilato con le indicazioni richieste dal modello predisposto dall'amministrazione postale, con l'aggiunta del numero di registro cronologico. 2. Per le notificazioni di atti effettuate prima dell'iscrizione a ruolo della causa o del deposito dell'atto introduttivo della procedura, l'avviso di ricevimento deve indicare come mittente la parte istante e il suo procuratore; per le notificazioni effettuate in corso di procedimento, l'avviso deve indicare anche l'ufficio giudiziario e, quando esiste, la sezione dello stesso. 3. Per il perfezionamento della notificazione e per tutto quanto non previsto dal presente articolo, si applicano, per quanto possibile, gli articoli 4 e seguenti della legge 20 novembre 1982, n Art. 3-bis 1112 1. La notificazione con modalità telematica si esegue a mezzo di posta elettronica certificata all indirizzo risultante da pubblici elenchi, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. La notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi. 2. Quando l atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, l avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell atto formato su supporto analogico, attestandone la conformità all originale a norma dell articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. La notifica si esegue mediante allegazione dell atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata. 3. La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione prevista dall articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e, per il destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n Il messaggio deve indicare nell oggetto la dizione: notificazione ai sensi della legge n. 53 del L avvocato redige la relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale ed allegato al messaggio di posta elettronica certificata. La relazione deve contenere: a) il nome, cognome ed il codice fiscale dell avvocato notificante; b) gli estremi del provvedimento autorizzativo del consiglio dell ordine nel cui albo è iscritto; c) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti; d) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario; e) l indirizzo di posta elettronica certificata a cui l atto viene notificato; f) l indicazione dell elenco da cui il predetto indirizzo è stato estratto; g) l attestazione di conformità di cui al comma Per le notificazioni effettuate in corso di procedimento deve, inoltre, essere indicato l ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l anno di ruolo. Articolo 4 1 L'avvocato o il procuratore legale, munito della procura e dell'autorizzazione di cui all'articolo 1, può eseguire notificazioni in materia civile, amministrativa e stragiudiziale, direttamente mediante consegna di copia dell'atto nel domicilio del destinatario, nel caso in cui il destinatario sia altro avvocato o procuratore legale, che abbia la qualità di domiciliatario di una parte. 2. La notifica può essere eseguita mediante consegna di copia dell'atto nel domicilio del destinatario se questi ed il notificante sono iscritti nello stesso albo. In tal caso l'originale e la copia dell'atto devono essere previamente vidimati e datati dal consiglio dell'ordine nel cui albo entrambi sono iscritti. Articolo 5 1. Nella notificazione di cui all'articolo 4 l'atto deve essere trasmesso a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo di posta elettronica certificata che il destinatario ha comunicato al proprio ordine, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. 1213 N.B. Il comma 1 dell art. 5 è stato formalmente abrogato dall art. 16 quater della LEGGE 24 dicembre 2012, n. 228 (legge stabilità 2013) ma l abrogazione, così come disposto dal citato art. 16 quater, acquisterà efficacia a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto di cui al comma 2 (che dovrà essere emanato entro 180 giorni). 2. Quando la notificazione viene effettuata ai sensi dell'articolo 4, comma 2, l'atto deve essere consegnato nelle mani proprie del destinatario. Se la consegna non può essere fatta personalmente al destinatario, l'atto è consegnato, nel domicilio risultante al consiglio dell'ordine in cui il destinatario è iscritto, a persona addetta allo studio ovvero al servizio del destinatario. 3. Nei casi previsti dal comma 2 l'originale e la copia dell'atto notificato nonché il registro cronologico di cui all'articolo 8 sono sottoscritti dalla persona alla quale l'atto è consegnato e, quando la consegna sia effettuata a persona diversa dal destinatario, la firma deve essere seguita, su entrambi i documenti summenzionati, dalla specificazione delle generalità e della qualità rivestita dal consegnatario. Articolo 6 1. L'avvocato o il procuratore legale, che compila la relazione o le attestazioni di cui agli articoli 3, 3-bis e 9 o le annotazioni di cui all articolo 5, è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto. 2. Il compimento di irregolarità o abusi nell'esercizio delle facoltà previste dalla presente legge costituisce grave illecito disciplinare, indipendentemente dalla responsabilità prevista da altre norme. Articolo 7 1. L'avvocato o il procuratore legale, che intende avvalersi delle facoltà previste dalla presente legge, deve essere previamente autorizzato dal consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto; tale autorizzazione potrà essere concessa esclusivamente agli avvocati o procuratori legali che non abbiano procedimenti disciplinari pendenti e che non abbiano riportato la sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio professionale o altra più grave sanzione e dovrà essere prontamente revocata in caso di irrogazione delle dette sanzioni ovvero, anche indipendentemente dall'applicazione di sanzioni disciplinari, in tutti i casi in cui il consiglio dell'ordine, anche in via cautelare, ritenga motivatamente inopportuna la prosecuzione dell'esercizio delle facoltà previste dalla presente legge. 2. Il provvedimento di rigetto o di revoca, emesso in camera di consiglio dopo aver sentito il professionista, è impugnabile davanti al Consiglio nazionale forense nel termine di dieci giorni solo per motivi di legittimità ed è immediatamente esecutivo, indipendentemente dalla sua eventuale impugnazione. 3. In caso di revoca dell'autorizzazione, l'avvocato o il procuratore legale consegna al consiglio dell'ordine il registro di cui all'articolo 8, sul quale vengono annotati il provvedimento di revoca e l'eventuale annullamento del medesimo. 4. I provvedimenti del consiglio dell'ordine adottati ai sensi della presente legge sono resi pubblici nei modi più ampi. Articolo 8 1314 1. L'avvocato o il procuratore legale, che intende avvalersi delle facoltà previste dalla presente legge, deve munirsi di un apposito registro cronologico, il cui modello è stabilito con decreto del Ministro della giustizia, sentito il parere del Consiglio nazionale forense. 2. La validità del registro di cui al comma 1 è subordinata alla previa numerazione e vidimazione, in ogni mezzo foglio, da parte del presidente del consiglio dell'ordine nel cui albo il notificante è iscritto, o da un consigliere all'uopo delegato, previa l'autorizzazione di cui all'articolo Ogni notificazione eseguita ai sensi della presente legge è annotata dal notificante, giornalmente, sul registro cronologico, insieme alle eventuali annotazioni previste dagli articoli precedenti. 4. Il registro cronologico di cui al comma 1 può essere costituito da moduli continui vidimati uso computer. 4-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle notifiche effettuate a mezzo posta elettronica certificata. Articolo 9 1. Nei casi in cui il cancelliere deve prendere nota sull'originale del provvedimento dell'avvenuta notificazione di un atto di opposizione o di impugnazione, ai sensi dell'articolo 645 del codice di procedura civile e dell'articolo 123 delle disposizioni per l'attuazione, transitorie e di coordinamento del codice di procedura civile, il notificante provvede, contestualmente alla notifica, a depositare copia dell'atto notificato presso il cancelliere del giudice che ha pronunciato il provvedimento. 1-bis. Qualora non si possa procedere al deposito con modalità telematiche dell atto notificato a norma dell articolo 3-bis, l avvocato estrae copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e della ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e ne attesta la conformità ai documenti informatici da cui sono tratte ai sensi dell articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Articolo Agli atti notificati ai sensi della presente legge è apposta, al momento dell'esibizione o del deposito nella relativa procedura, apposita marca, il cui modello e importo sono stabiliti con decreto del Ministro della giustizia. Quando l atto è notificato a norma dell articolo 3-bis al pagamento dell importo di cui al periodo precedente si provvede mediante sistemi telematici. 2. Per le violazioni della disposizione di cui al comma 1 si applicano le sanzioni previste per l'imposta di bollo, con le stesse modalità e procedure, in quanto applicabili. Articolo Le notificazioni di cui alla presente legge sono nulle e la nullità è rilevabile d'ufficio, se mancano i requisiti soggettivi ed oggettivi ivi previsti, se non sono osservate le disposizioni di cui agli articoli precedenti e, comunque, se vi è incertezza sulla persona cui è stata consegnata la copia dell'atto o sulla data della notifica. Articolo 12 1415 1. I decreti del Ministro della giustizia previsti agli articoli 8 e 10 sono emanati entro novanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della presente legge. Articolo La presente legge entra in vigore il 1 luglio 1994, fatta eccezione per le disposizioni di cui all'articolo 12. Decreto Ministeriale 21 febbraio 2011, n. 44 Regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24. Capo I PRINCIPI GENERALI IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA di concerto con IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L'INNOVAZIONE Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto l'articolo 4 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, recante «Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario», convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010 n.24; Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante "Codice dell'amministrazione digitale" e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante «Codice in materia di protezione dei dati personali» e successive modificazioni; Visti gli articoli 16 e 16-bis del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185 recante «Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale», convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123, recante «Regolamento recante disciplina sull'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo dinanzi alle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, recante «Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell'articolo 27 della legge n. 16 gennaio 2003, n. 3»; Visto il decreto del Ministro della giustizia 17 luglio 2008, recante «Regole tecnico operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile»; 1516 Visto il decreto ministeriale 27 aprile 2009 recante «Nuove regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell'amministrazione della giustizia»; Visto il decreto del presidente del consiglio dei ministri 6 maggio 2009, recante «Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini»; Rilevata la necessità di adottare le regole tecniche previste dall'articolo 4, comma 1, del citato decreto, in sostituzione delle regole tecniche adottate con il decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123 e con il decreto del Ministro della Giustizia 17 luglio 2008; Acquisito il parere espresso in data 15 luglio 2010 dal Garante per la protezione dei dati personali; Acquisito il parere espresso in data 20 luglio 2010 da DigitPA; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 25 novembre 2010 e quello espresso nell'adunanza del 20 dicembre 2010; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri in data 18 gennaio 2011; A d o t t a il seguente regolamento: Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente decreto stabilisce le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24, recante «Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario» ed in attuazione del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante «Codice dell'amministrazione digitale» e successive modificazioni. Art. 2 Definizioni 1. Ai fini del presente decreto si intendono per: a) dominio giustizia: l'insieme delle risorse hardware e software, mediante il quale il Ministero della giustizia tratta in via informatica e telematica qualsiasi tipo di attività, di dato, di servizio, di comunicazione e di procedura; b) portale dei servizi telematici: struttura tecnologica-organizzativa che fornisce l'accesso ai servizi telematici resi disponibili dal dominio giustizia, secondo le regole tecnico-operative riportate nel presente decreto; c) punto di accesso: struttura tecnologica-organizzativa che fornisce ai soggetti abilitati esterni al dominio giustizia i servizi di connessione al portale dei servizi telematici, secondo le regole tecnicooperative riportate nel presente decreto; d) gestore dei servizi telematici: sistema informatico, interno al dominio giustizia, che consente l'interoperabilità tra i sistemi informatici utilizzati dai soggetti abilitati interni, il portale dei servizi telematici e il gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia; e) posta elettronica certificata: sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica attestante l'invio e la consegna di documenti informatici, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68; 1617 f) identificazione informatica: operazione di identificazione in rete del titolare della carta nazionale dei servizi o di altro dispositivo crittografico, mediante un certificato di autenticazione, secondo la definizione di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; g) firma digitale: firma elettronica avanzata, basata su un certificato qualificato, rilasciato da un certificatore accreditato, e generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; h) fascicolo informatico: versione informatica del fascicolo d'ufficio, contenente gli atti del processo come documenti informatici, oppure le copie informatiche dei medesimi atti, qualora siano stati depositati su supporto cartaceo, ai sensi del codice dell'amministrazione digitale; i) codice dell'amministrazione digitale (CAD): decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante "Codice dell'amministrazione digitale" e successive modificazioni; l) codice in materia di protezione dei dati personali: decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante "Codice in materia di protezione dei dati personali" e successive modificazioni; m) soggetti abilitati: i soggetti abilitati all'utilizzo dei servizi di consultazione di informazioni e trasmissione di documenti informatici relativi al processo. In particolare si intende per: 1) soggetti abilitati interni: i magistrati, il personale degli uffici giudiziari e degli UNEP; 2) soggetti abilitati esterni: i soggetti abilitati esterni privati e i soggetti abilitati esterni pubblici; 3) soggetti abilitati esterni privati: i difensori delle parti private, gli avvocati iscritti negli elenchi speciali, gli esperti e gli ausiliari del giudice; 4) soggetti abilitati esterni pubblici: gli avvocati, i procuratori dello Stato e gli altri dipendenti di amministrazioni statali, regionali, metropolitane, provinciali e comunali; n) utente privato: la persona fisica o giuridica, quando opera al di fuori dei casi previsti dalla lettera m); o) certificazione del soggetto abilitato esterno privato: attestazione di iscrizione all'albo, all'albo speciale, al registro ovvero di possesso della qualifica che legittima l'esercizio delle funzioni professionali e l'assenza di cause ostative all'accesso; p) certificazione del soggetto abilitato esterno pubblico: attestazione di appartenenza del soggetto all'amministrazione pubblica e dello svolgimento di funzioni tali da legittimare l'accesso; q) specifiche tecniche: le disposizioni di carattere tecnico emanate, ai sensi dell'articolo 34, dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, sentito DigitPA e il Garante per la protezione dei dati personali, limitatamente ai profili inerenti la protezione dei dati personali; r) spam: messaggi indesiderati; s) software antispam: software studiato e progettato per rilevare ed eliminare lo spam; t) log: documento informatico contenente la registrazione cronologica di una o più operazioni informatiche, generato automaticamente dal sistema informatico; u) richiesta di pagamento telematico (RPT): struttura standardizzata che definisce gli elementi necessari a caratterizzare il pagamento e qualifica il versamento con un identificativo univoco, nonché contiene i dati identificativi, variabili secondo il tipo di operazione, e una parte riservata per inserire informazioni elaborabili automaticamente dai sistemi informatici; v) ricevuta telematica (RT): struttura standardizzata, emessa a fronte di una RPT, che definisce gli elementi necessari a qualificare il pagamento e trasferisce inalterate le informazioni della RPT relative alla parte riservata; z) identificativo univoco di erogazione del servizio (CRS): identifica univocamente una richiesta di erogazione del servizio ed e' associato alla RPT e alla RT al fine di qualificare in maniera univoca il versamento; 1718 aa) prestatore dei servizi di pagamento: gli istituti di credito, Poste Italiane e gli altri soggetti che, ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 2010 n.11 e successive modifiche ed integrazioni, mettono a disposizione strumenti atti ad effettuare pagamenti. Capo II SISTEMI INFORMATICI DEL DOMINIO GIUSTIZIA Art. 3 Funzionamento dei sistemi del dominio giustizia 1. I sistemi del dominio giustizia sono strutturati in conformità al codice dell'amministrazione digitale, alle disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali e in particolare alle prescrizioni in materia di sicurezza dei dati, nonché al decreto ministeriale emanato a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera f), del decreto del Ministro della giustizia 27 marzo 2000, n Il responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia è responsabile dello sviluppo, del funzionamento e della gestione dei sistemi informatici del dominio giustizia. 3. I dati sono custoditi in infrastrutture informatiche di livello distrettuale o interdistrettuale, secondo le specifiche di cui all'articolo 34. Art. 4 Gestore della posta elettronica certificata del Ministero della giustizia 1. Salvo quanto previsto all'articolo 19, il Ministero della giustizia si avvale di un proprio servizio di posta elettronica certificata conforme a quanto previsto dal codice dell'amministrazione digitale. 2. Gli indirizzi di posta elettronica certificata degli uffici giudiziari e degli UNEP, da utilizzare unicamente per i servizi di cui al presente decreto, sono pubblicati sul portale dei servizi telematici e rispettano le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo Il Ministero della giustizia garantisce la conservazione dei log dei messaggi transitati attraverso il proprio gestore di posta elettronica certificata per cinque anni. Art. 5 Gestore dei servizi telematici 1. Il gestore dei servizi telematici assicura l'interoperabilita' tra i sistemi informatici utilizzati dai soggetti abilitati interni, il portale dei servizi telematici e il gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia. Art. 6 Portale dei servizi telematici 1. Il portale dei servizi telematici consente l'accesso da parte dell'utente privato alle informazioni, ai dati e ai provvedimenti giudiziari secondo quanto previsto dall'articolo 51 del codice in materia di protezione dei dati personali. 2. L'accesso di cui al comma 1 avviene a norma dell'articolo 64 del codice dell'amministrazione digitale e secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo Il portale dei servizi telematici mette a disposizione dei soggetti abilitati esterni i servizi di consultazione, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo19 4. Il portale dei servizi telematici mette a disposizione i servizi di pagamento telematico, secondo quanto previsto dal capo V del presente decreto. 5. Il portale dei servizi telematici mette a disposizione dei soggetti abilitati e degli utenti privati, in un'apposita area, i documenti che contengono dati sensibili oppure che eccedono le dimensioni del messaggio di posta elettronica certificata di cui all'articolo 13, comma 8, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34 e nel rispetto dei requisiti di sicurezza di cui all'articolo Il portale dei servizi telematici consente accesso senza l'impiego di apposite credenziali, sistemi di identificazione e requisiti di legittimazione, alle informazioni ed alla documentazione sui servizi telematici del dominio giustizia, alle raccolte giurisprudenziali e alle informazioni essenziali sullo stato dei procedimenti pendenti, che vengono rese disponibili in forma anonima. Art. 7 Registro generale degli indirizzi elettronici 1. Il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della giustizia, contiene i dati identificativi e l'indirizzo di posta elettronica certificata dei soggetti abilitati esterni di cui al comma 3 e degli utenti privati di cui al comma Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato, il registro generale degli indirizzi elettronici e' costituito mediante i dati contenuti negli elenchi riservati di cui all'articolo 16, comma 7, del Decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge del 28 gennaio 2009 n. 2, inviati al Ministero della giustizia secondo le specifiche tecniche di cui all'articolo Per i soggetti abilitati esterni non iscritti negli albi di cui al comma 2, il registro generale degli indirizzi elettronici e' costituito secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo Per le persone fisiche, quali utenti privati, che non operano nelle qualità di cui ai commi 2 e 3, gli indirizzi sono consultabili ai sensi dell'articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo Per le imprese, gli indirizzi sono consultabili, senza oneri, ai sensi dell'articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge del 28 gennaio 2009 n. 2, con le modalità di cui al comma 10 del medesimo articolo e secondo le specifiche tecniche di cui all'articolo Il registro generale degli indirizzi elettronici è accessibile ai soggetti abilitati mediante le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34. Art. 8 Sistemi informatici per i soggetti abilitati interni 1. I sistemi informatici del dominio giustizia mettono a disposizione dei soggetti abilitati interni le funzioni di ricezione, accettazione e trasmissione dei dati e dei documenti informatici nonché di consultazione e gestione del fascicolo informatico, secondo le specifiche di cui all'articolo L'accesso dei soggetti abilitati interni è effettuato con le modalità definite dalle specifiche tecniche di cui all'articolo 34, che consentono l'accesso anche dall'esterno del dominio giustizia. 3. Nelle specifiche di cui al comma 2 sono disciplinati i requisiti di legittimazione e le credenziali di accesso al sistema da parte delle strutture e dei soggetti abilitati interni. Art. 9 Sistema informatico di gestione del fascicolo informatico 1920 1. Il Ministero della giustizia gestisce i procedimenti utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, raccogliendo in un fascicolo informatico gli atti, i documenti, gli allegati, le ricevute di posta elettronica certificata e i dati del procedimento medesimo da chiunque formati, ovvero le copie informatiche dei medesimi atti quando siano stati depositati su supporto cartaceo. 2. Il sistema di gestione del fascicolo informatico è la parte del sistema documentale del Ministero della giustizia dedicata all'archiviazione e al reperimento di tutti i documenti informatici, prodotti sia all'interno che all'esterno, secondo le specifiche tecniche di cui all'articolo La tenuta e conservazione del fascicolo informatico equivale alla tenuta e conservazione del fascicolo d'ufficio su supporto cartaceo, fermi restando gli obblighi di conservazione dei documenti originali unici su supporto cartaceo previsti dal codice dell'amministrazione digitale e dalla disciplina processuale vigente. 4. Il fascicolo informatico reca l'indicazione: a) dell'ufficio titolare del procedimento, che cura la costituzione e la gestione del fascicolo medesimo; b) dell'oggetto del procedimento; c) dell'elenco dei documenti contenuti. 5. Il fascicolo informatico è formato in modo da garantire la facile reperibilità ed il collegamento degli atti ivi contenuti in relazione alla data di deposito, al loro contenuto, ed alle finalità dei singoli documenti. 6. Con le specifiche tecniche di cui all'articolo 34 sono definite le modalità per il salvataggio dei log relativi alle operazioni di accesso al fascicolo informatico. Art. 10 Infrastruttura di comunicazione 1. I sistemi informatici del dominio giustizia utilizzano l'infrastruttura tecnologica resa disponibile nell'ambito del Sistema Pubblico di Connettività per le comunicazioni con l'esterno del dominio giustizia. Capo III TRASMISSIONE DI ATTI E DOCUMENTI INFORMATICI Art. 11 Formato dell'atto del processo in forma di documento informatico 1. L'atto del processo in forma di documento informatico è privo di elementi attivi ed è redatto nei formati previsti dalle specifiche tecniche di cui all'articolo 34; le informazioni strutturate sono in formato XML, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34, pubblicate sul portale dei servizi telematici. 2. La nota di iscrizione a ruolo può essere trasmessa per via telematica come documento informatico sottoscritto con firma digitale; le relative informazioni sono contenute nelle informazioni strutturate di cui al primo comma, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34. Art. 12 Formato dei documenti informatici allegati 20 Vedere altro
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