Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/9_10_18102010.htm
Timestamp: 2019-06-18 13:06:54+00:00
Document Index: 119367547

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 45', 'arte 5', 'art. 45', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 49', 'art. 55', 'art. 4']

Seduta di lunedì 18 Ottobre 2010
La seduta inizia alle 13,09
Annunzio di interrogazioni, interpellanza e mozioni
Legge le interrogazioni, l’interpellanza e le mozioni presentate alla Presidenza.
Abbiamo presentato un progetto di legge di modifica della cosiddetta legge sul Piano casa, per dare la possibilità di una proroga ai Comuni riguardo al comma 8 dell’articolo 6, che fissava in 60 giorni i termini entro i quali i Comuni possono disporre l’esclusione di alcune aree o l’individuazione o perimetrazione di ambiti diversi.
Originariamente, la proroga proposta era di 30 giorni, e, di comune accordo anche con i gruppi consiliari dell’opposizione, abbiamo stabilito al comma 8, articolo 6 della legge regionale 21 dell’11 agosto 2010, di sostituire la parola “60” con la parola “105” e al comma 12, articolo 6, della legge regionale la frase “dalla scadenza del termine di 60 giorni, dal termine previsto dal comma 8” con la frase “dal 120° giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge”.
Ciò per venire incontro, soprattutto, ad una richiesta specifica dell’Anci e di tante amministrazioni comunali, tenuto conto del fatto che la legge è stata approvata in agosto e che richiede sicuramente interventi per adeguarla a quelli che sono gli strumenti urbanistici vigenti. Ritengo questa una necessità, per dare la possibilità ai Comuni di avere questi ulteriori 45 giorni, e 60 anche per i cittadini, che hanno poi 15 giorni di tempo in più dall’approvazione delle eventuali modifiche che apporterebbero i Consigli comunali per adeguare alle loro richieste di Scia o di altre esercizi.
Considero questo provvedimento improrogabile, visto che va a scadenza nei prossimi giorni, per cui chiederei al Consiglio l’accettazione di questa modifica della legge.
L’onorevole Dattolo chiede l’inserimento all’ordine del giorno di questa proposta di legge, che riguarda la proroga dei termini nei confronti dei Comuni. Dato che c’è bisogno del consenso da parte del Consiglio, secondo lo Statuto e il Regolamento, avevano chiesto di intervenire Guccione, Principe e Giordano.
Credo che sia quantomeno opportuna la richiesta avanzata dal collega Dattolo, Presidente della Commissione ambiente e territorio, perché sia l’Anci Calabria sia molti sindaci hanno chiesto di differire il termine dei 60 giorni, per dare la possibilità ai Consigli comunali di adempiere alle direttive della legge cosiddetta “Piano casa”.
C’è un altro punto sul quale credo che ci debba essere l’impegno – e c’è già stato – del Presidente Dattolo in Commissione, che è quello dei regolamenti: nella legge regionale c’è un impegno preciso all’emanazione di regolamenti su una serie di questioni rilevanti per l’applicazione della legge. Credo che questo sia un aspetto fondamentale e, nel momento in cui i regolamenti saranno pronti, daremo il nostro contributo nel merito.
Considero che questa sia una proposta da accettare, perché va nella direzione di dare la possibilità ai Comuni di adempiere al loro compito.
La parola all’onorevole Principe.
Presidente, interverrò dopo e sulla richiesta fatta da più di dieci consiglieri di inserire all’ordine del giorno una modifica dell’articolo 4 della stessa legge, parleremo successivamente, ma adesso mi attengo all’oggetto illustrato dal collega Dattolo.
Noi abbiamo presentato una proposta di legge uguale nel merito, chiedendo, però, di dare ai Comuni ulteriori 180 giorni. La proposta di legge è firmata da tutti i capigruppo di minoranza e mi pare che lei l’abbia annunciata poco fa, ma noi siamo minoranza in questo Consiglio, quindi …
Vorrei chiedere un po’ di silenzio all’Aula, perché non si capisce assolutamente l’intervento dei colleghi.
L’onorevole Dattolo chiede che siano concessi ai Comuni ulteriori 45 giorni per adottare questa delibera che è molto importante, perché la delibera comunale ci dirà su quali parti del territorio si applica questa legge e potrà stabilire anche alcune specificità in termini di altezza e di distanza. Non è una cosa semplice, perché richiede studi, ci vuole un confronto anche sotto l’aspetto della consistenza idrogeologica dei terreni, ci vogliono delle tavole.
Io penso che 45 giorni non siano sufficienti. In ogni caso, se la maggioranza non intende muoversi dal termine di 45 giorni, noi non possiamo che dire sì a questa idea, pur manifestando che, comunque, si tratta di un termine ristretto.
Poi volevo chiederle, Presidente, se alla fine di questo punto il Consiglio può osservare un minuto di silenzio in memoria dell’onorevole Fortugno, di cui sabato si è celebrato il quinto anniversario della sua dipartita.
Intervengo solo per associarmi anch’io alla richiesta fatta dall’onorevole Principe, tra l’altro la proposta di legge che l’onorevole Principe ha richiamato, fatta da tutti i capigruppo di minoranza, andava in quella direzione, cioè rispetto all’appello dei Comuni, dell’Anci di avere un termine più congruo per poter adottare i provvedimenti in maniera più articolata.
Quindi, faccio appello alla maggioranza di valutare, perché ritengo che 45 giorni possano non essere sufficienti. Comunque, prendo anche atto che c’è da parte della maggioranza la volontà di procedere a una proroga, che è opportuna, e chiedo di valutare in Consiglio serenamente un termine che può rendere più efficace un’analisi da parte dei Comuni più approfondita, vista la delicatezza dell’argomento.
La parola all’onorevole Dattolo.
Per una replica, solo per una puntualizzazione: dobbiamo tenere conto che questi 45 giorni vanno sicuramente nella direzione di stimolare, perché c’è una grande maggioranza di Comuni che ha già approvato ed è già andata in Consiglio, per cui non si possono neanche mortificare questi Comuni che sono stati solleciti, quindi sembrerebbe anche una forma di mancanza di rispetto nei loro confronti.
Poi, per ciò che chiedeva l’onorevole Guccione, l’assessore Aiello e l’assessore Gentile, in una delle prossime Giunte, approveranno i loro regolamenti, che esamineremo in Commissione.
Penso che siano questi gli indirizzi di chi vuole regolamentare in modo corretto questo comparto, perché non dimentichiamo che questa è una legge di accompagnamento a quello che dovrebbe essere uno sviluppo urbanistico armonico, quindi è una legge speciale, un modo per dare la possibilità anche di uscire fuori dalle secche di una crisi economica con il rilancio dell’edilizia, che è lo strumento principale.
Pertanto, è cura di questa Giunta approvare in tempi rapidi i regolamenti, sia quello urbanistico-architettonico che quello sull’energia, proprio per dare la possibilità ai cittadini ed alle imprese di applicare in maniera ordinata e rigorosa questo nuovo strumento, che è uno con le caratteristiche migliori, secondo le recensioni di alcuni articoli di stampa, cito soltanto “Sole 24 ore”.
Possiamo procedere alla votazione, per come proposta dall’onorevole Dattolo, che riguarda i 45 giorni, per poi passare agli altri punti. Pongo in votazione la proposta di inserimento all’ordine del giorno.
Proposta di legge numero 84/9^ d’iniziativa dei consiglieri Dattolo e Gentile recante: “Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2010, n. 21 “Misure straordinarie a sostegno dell’attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”
Pongo ai voti la proposta per come l’ha già esposto l’onorevole Dattolo.
In memoria del consigliere Francesco Fortugno
Come richiesto dall’onorevole Principe invito l’Aula di osservare un minuto di raccoglimento, per commemorare i cinque anni dalla scomparsa dell’onorevole Fortugno.
Adesso c’era la proposta dell’onorevole Principe, firmata da tredici consiglieri regionali, di inserimento all’ordine del giorno che riguarda le modifiche dell’articolo 4, comma 1, della legge 21 del 2010. Anche qui, per inserirla all’ordine del giorno, c’è bisogno prima del voti dei due terzi dei consiglieri, e poi si vota il contenuto.
Darei la parola all’onorevole Principe per illustrarla, poi vediamo come l’Aula si determina.
Signor Presidente, avverto una grande difficoltà nell’ illustrare questa richiesta e mi affido –lo dico con grande umiltà – a quelli che sono i suoi compiti, la sua responsabilità di Presidente di questa Assemblea.
Quando abbiamo discusso questa legge – poi l’onorevole Dattolo ci leggerà la sua relazione, che cronologicamente è fatto avvenuto prima, quello che conta è cosa ha deliberato l’Aula – ebbene, in quella occasione io presentai insieme ai colleghi del gruppo un emendamento all’articolo 4, che era chiarissimo nella sua dizione: che l’aumento del 20 per cento della volumetria, previsto nel testo licenziato dalla Commissione in modo indiscriminato su tutti i fabbricati presenti sul territorio calabrese, venisse limitato ai fabbricati con una volumetria non superiore a 1.000 metri cubi, il che vuol dire che si potevano aumentare 200 metri cubi. Ma nella mia proposta si parlava di fabbricati unifamiliari o bifamiliari e, per giunta, si diceva di “altezza non superiore ai 7 metri dalla gronda al piano terreno”, quindi era chiarissima. Sennonché la Giunta, nelle persone rispettabilissime dell’assessore Gentile e dell’assessore Aiello, presentò un emendamento – vediamo se riesco a trovarlo fra tutte queste carte – sostanzialmente identico, in cui si parla di interventi edilizi di ampliamento sugli immobili che abbiano una volumetria già esistente alla data, eccetera, eccetera, non superiore ai 1.000 metri cubi.
Si avvicinò a me il Presidente del gruppo del partito del Popolo della libertà, onorevole Fedele, il quale mi disse: “Arriviamo a un coordinamento formale, togliamo unifamiliari e bifamiliari e lasciamo fabbricato o immobile”. Per cui il coordinamento formale doveva trovare o un termine terzo tra fabbricato e immobile o, comunque, riflettere la volontà dell’Aula.
Presidente, la volontà dell’Aula, di cui lei è garante, ha stabilito che gli aumenti volumetrici del 20 per cento si debbono applicare ad edifici o fabbricati non superiori a 1.000 metri cubi. Il testo che ne è uscito fuori parla di unità immobiliari. Io non so se l’Aula si renda conto di che cosa comporti tutto ciò: comporta che, se c’è un edificio con 50 appartamenti, teoricamente ogni appartamento potrebbe usufruire di questo ampliamento. E’ vero che la norma poi parla di uniformità, ma in ogni caso viene stravolta quella che è la volontà del Consiglio, perché per esempio per fabbricati più piccoli di 5-6 metri cubi, ogni unità immobiliare potrebbe usufruire di questo ampliamento, e noi non abbiamo deliberato questo!
Ebbene, con la proposta di legge presentata a nome di tutti i capigruppo di minoranza – non è una questione di Principe, è una proposta di tutta la minoranza in questo Consiglio regionale – noi chiediamo che sia ripristinata l’esatta volontà del Consiglio regionale. Per questo motivo chiediamo a lei e all’Aula di mettere all’ordine del giorno questa proposta, che ancora la Commissione competente non ha istruito, evidentemente.
Come diceva in apertura anche l’onorevole Principe, l’emendamento è stato poi assegnato, da coordinare, a firma dei consiglieri Guccione, Scalzo, eccetera, ma era stato già bocciato dalla Commissione, così come quello dell’onorevole Giordano, che ribadiva lo stesso contenuto ed era stato respinto.
Dopo di ciò, ricordo a me stesso, citando dall’intervento che ho fatto in Consiglio in qualità di relatore del provvedimento sull’emendamento che era stato presentato dagli assessori Gentile ed Aiello: “Chiedo scusa se intervengo, purtroppo devo distinguere, perché l’emendamento dell’onorevole Principe si legge un po’ male” – questo è proprio tratto pedissequamente dal resoconto integrale – “perché dovrebbe sostituire l’intero comma 1; quello degli assessori Aiello e Gentile è un’altra cosa, c’è solo il limite volumetrico”.
Poi andavo sotto e dicevo: “Noi possiamo essere d’accordo su un limite volumetrico, che tra l’altro amplia addirittura i 60 metri quadri perché – come ho detto prima – 1.000 metri cubi sono 300 metri quadri, si arriverebbe a consentire un ampliamento di massimo 66 metri quadri invece di 60, quindi è migliorativo, senza che venga esclusa la possibilità di interventi, perché questo era l’aspetto premiante della legge, cioè dare la possibilità ai condomini di accedere a questo beneficio”.
“Posso accogliere da parte dell’onorevole Principe la parte di emendamento relativa al tetto volumetrico che, addirittura, di fatto, aumenta l’ampliamento massimo possibile per coloro i quali usufruiscono di questo strumento, ma non posso accogliere la parte rimanente da lui proposta, che sicuramente andrebbe a stravolgere il comma 1 della legge. Non lo posso accettare e lo dico da relatore, assumendomi la responsabilità, quindi non può andare in coordinamento perché non ce n’è motivo, in quanto sono due cose completamente diverse e, a parte l’indice volumetrico, che tra l’altro prevede i 7 metri, è utile ricordare che nella maggior parte delle costruzioni calabresi i 7 metri sono ampiamente superati. Approvare questo emendamento vorrebbe dire annullare completamente il senso di parte della legge”. Ecco perché l’onorevole Principe esprimeva la sua soddisfazione.
Cosa voglio dire con questo? Io non sono il depositario della verità, questi sono atti depositati ed è chiaro che il coordinamento formale non poteva non andare verso questa direzione, cioè nella direzione nella quale aveva lavorato anche la Commissione.
Per cui ritengo che sia assolutamente superfluo questo esercizio – l’ho già detto anche personalmente all’onorevole Principe, che rispetto per le sue considerazioni, ci mancherebbe altro, non è il caso di dare giudizi – ma sicuramente, nel testo che l’assessore Aiello poco fa mi ha dato per una presa visione,queste ipotesi sono ricomprese, laddove si possono fare gli aumenti che riguardano i condomini. Non è che si possono fare interventi così, a spot, da una parte e dall’altra. Quindi ci sarà un’uniformità che andrà sicuramente a migliorare e la parte architettonica e abitativa. Per cui, se noi dovessimo andare incontro a questa richiesta, stravolgeremmo tutta la legge, quindi dovremmo sicuramente dire ai calabresi che abbiamo fatto una specie di elogio della vanità.
Questo ritengo che sia assolutamente da non prendere in considerazione. E’ la mia impressione, poi è chiaro che ci saranno anche gli altri che si esprimeranno.
La parola all’assessore Aiello.
Ho ascoltato e preso atto delle considerazioni che vengono sia dalla minoranza che dalla maggioranza. Quando l’assessore Gentile ed io abbiamo presentato l’emendamento per l’approvazione della legge in questione, l’intento della Giunta era quello di non creare anarchia, infatti la nostra preoccupazione, presentando quell’emendamento, era di fare in modo che non si riferisse alle unità immobiliari.
No, questo era il nostro intento ed è giusto dire la verità, perché ci riferivamo solo ed esclusivamente ad unità strutturali, ad immobili che non dovevano superare i 1.000 metri cubi., non ad unità immobiliari – tant’è che siamo rimasti sorpresi da come è stata stampata la norma, questo ad onor del vero –.
Chiedo, quindi, che ci si riveda un attimo al tavolo, Presidente, per specificare meglio questa questione.
Presidente, va bene se veniamo al tavolo, ma io già prendo atto della specificazione fatta dall’onorevole Aiello, che tra l’altro richiama l’emendamento che allora era stato acquisito. E’ chiaro che non può essere “unità immobiliare”, immaginerete quello che succederebbe in edifici che hanno 20-30-40 unità immobiliari, uno stravolgimento delle cubature e quindi un’anarchia totale.
Sono d’accordo nel venire adesso al banco della Presidenza, per specificare e mettere ordine ad un errore evidente che c’è stato in sede di scrittura della legge.
Se i capigruppo vengono un attimo al banco, così ne discutiamo. La seduta è sospesa.
La seduta sospesa alle 13,55 è ripresa alle 14,22
La Conferenza dei capigruppo chiamata qui al banco ha individuato questo percorso: rinviare questo progetto di legge presentato dall’onorevole Principe alla Commissione, con l’impegno che sarà inserito alla prossima seduta del al primo punto all’ordine del giorno. Questa è la decisione unanime dei gruppi, quindi possiamo rinviare questo argomento alla Commissione competente, che dovrà affrontarlo in tempi brevi, per dare la possibilità di discuterla nella prossima seduta.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 85/9^ di iniziativa dei consiglieri Talarico, Fedele, Bilardi, Bova, Tripodi, Ciconte, Principe, Serra, De Gaetano, Giordano, recante: “Modifiche all’articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale”
Concluso questo argomento, andiamo avanti con l’ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo n. 85/9^ di iniziativa dei consiglieri Talarico, Fedele, Bilardi, Bova, Tripodi, Ciconte, Principe, Serra, De Gaetano, Giordano, recante: “Modifiche all’articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale”, ossia la modifica che introduce all’interno del Regolamento del Consiglio il question time.
Il relatore è l’onorevole Magno, al quale do la parola.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, componenti della Giunta, la Commissione ha esaminato la proposta di provvedimento amministrativo numero 85/9^ presentata da tutti i capigruppo consiliari, che riguarda la modifica dell’articolo 122 del Regolamento interno al Consiglio regionale. Nello specifico, l’articolo tratta le interrogazioni a risposta immediata.
Un esame approfondito ha consentito alla Commissione di valutare la positività di questa modifica, nel senso che si dà l’opportunità a tutti i consiglieri che presentano interrogazioni di avere, in un’apposita seduta del Consiglio regionale, una risposta immediata rispetto ai problemi che vorranno sottoporre. Queste interrogazioni saranno poste ai primi punti all’ordine del giorno del Consiglio con un tempo predefinito, in cui si dà la possibilità al Presidente della Giunta, agli assessori e ai sottosegretari di rispondere alle interrogazioni che vengono poste.
E’ chiaro che questo è uno strumento importante che è stato annunciato nella prima seduta di insediamento del Consiglio regionale dal Presidente Talarico e che, oggi, si concretizza attraverso l’approvazione dell’articolo 122.
Se il Presidente vuole, leggo l’intero articolato, altrimenti possiamo anche rinviarlo alla lettura dei singoli consiglieri, poiché ce l’hanno in cartella tutti quanti. Se vuole, comunque posso leggerlo e poi esaminiamo gli eventuali emendamenti. Lo diamo per letto? Sì.
Non ci sono interventi per discussione generale…
Prego, onorevole Principe.
Per la parte che ci riguarda, va bene l’articolato che viene proposto dal relatore e che abbiamo esaminato in Conferenza dei capigruppo. Pregherei, però, il Presidente di valutare con l’Ufficio di Presidenza la trasmissione televisiva della parte di seduta riguardante il question time. Ove non si voglia inserire proprio nell’articolato, di verificare come Ufficio di Presidenza come si può arrivare alla trasmissione televisiva.
C’è già un emendamento a riguardo. Quindi possiamo procedere alla votazione degli emendamenti. Quello dell’onorevole Magno è ritirato.
Il primo emendamento protocollo numero 9727 a firma dell’onorevole Giordano recita: “Alla fine del comma 2 dell’articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio sono aggiunte le parole: <<e lo svolgimento delle interrogazioni a risposta scritta inserite all’ordine del giorno>>”.
Intervengo solo per illustrare la finalità dell’emendamento, che tra l’altro era stato introdotto nella Conferenza dei capigruppo.
Questo emendamento, che integra il comma 2 dell’articolo 122, è teso a far sì che in Aula, oltre alle interrogazioni a risposta immediata, trovino una risposta le interrogazioni a risposta scritta che non vengono esaurite nell’arco temporale, che il Regolamento prevede nei 20 giorni.
Con questo emendamento si prescrive che “le interrogazioni a risposta immediata sono svolte dopo l’approvazione del verbale e la lettura delle comunicazioni e lo svolgimento delle interrogazioni a risposta scritta inserite all’ordine del giorno”.
Vorrei aggiungere, per evitare che ci siano poi confusioni nella preparazione dell’ordine del giorno, “risposta scritta inserite all’ordine del giorno per le quali è trascorso il termine di risposta per la Giunta dei 20 giorni o a termini di Regolamento”. Se la vogliamo articolare, possiamo farla pure al banco un attimo con i capigruppo.
Purtroppo –non lo faccio notare con vena polemica – io come tanti colleghi di minoranza e qualcuno di maggioranza abbiamo presentato in questi mesi tantissime interrogazioni alla Giunta, alle quali non è pervenuta nessuna comunicazione. Questo per far sì che nell’Aula si possa procedere a un confronto anche per questa tipologia di interpellanze, che sono nelle prerogative del consigliere.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.
Capisco la motivazione che spinge l’onorevole Giordano a questo emendamento e, in parte, posso anche condividerla, però noi non dobbiamo confondere le interrogazioni a risposta scritta col question time, che è un’altra cosa. Sarà il Presidente a sollecitare il Presidente della Giunta affinché le risposte scritte arrivino, troveremo un sistema, ma il question time è un’altra cosa, altrimenti se inseriamo anche qui le risposte scritte, vanifichiamo quella che è la natura del question time.
Per cui, solo per questo non siamo d’accordo. Siamo d’accordo, invece, che il Presidente solleciti, attraverso il Presidente della Giunta, gli assessori a rispondere entro un certo termine.
Senza voler fare polemica, si tratta di far funzionare meglio l’istituto del question time, cioè le interrogazioni a risposta scritta: vogliamo prevedere la possibilità che vengano trattate durante il question time, senza che ci sia la necessità della loro riproposizione? Non vedo quale sia l’impedimento per il Presidente del Consiglio, trascorso il periodo dei venti giorni prescritto e non essendo pervenuta la risposta, ad iscriverla all’ordine del giorno, salvo che il consigliere interrogante non rinunci, perché nel frattempo può darsi pure che nei venti giorni il fatto si sia chiarito.
Ma perché non prevedere nel question time che ci sia la possibilità del consigliere interrogante di confrontare in Aula?
Abbiamo esaminato anche questa richiesta del consigliere Giordano in Commissione, in maniera approfondita, ma abbiamo ritenuto la fattispecie non pertinente all’articolo 122 del Regolamento, che riguarda soltanto le interrogazioni a risposta immediata. Per cui il nostro parere è sfavorevole.
Si passa all’emendamento protocollo numero 9745 a firma dell’onorevole Fedele che così recita: “Al comma 4, dopo la parola <<fattispecie>> aggiungere le parole <<di rilevante importanza>>”.
Prego, onorevole Fedele.
Al comma 4, dopo la parola “fattispecie”, aggiungere le parole “di rilevante importanza”.
Se lei mi consente, Presidente, sono brevi e li posso illustrare in una volta, così li votiamo uno per volta.
Per quanto riguarda il prossimo emendamento - protocollo numero 9746 sempre a mia firma - bisogna aggiungere al comma 9 le seguenti parole “l’assenza in Aula dell’interrogante comporta la decadenza dell’interrogazione”. Mi sembra ovvio, ma è meglio chiarirlo perché, se non c’è l’interrogante, è inutile.
Il terzo emendamento protocollo numero 9747, sempre a mia firma, è quello che diceva in parte l’onorevole Principe, recita “il Presidente del Consiglio può disporre le forme più adeguate per informazioni e pubblicità delle interrogazioni di cui al presente articolo”,perché è chiaro che ci vuole una giusta pubblicità di questo question time.
Nessuno chiede di intervenire. Parere del relatore? Favorevole.
Pongo in votazione l’emendamento 9745.
Pongo in votazione l’emendamento 9746.
Pongo in votazione l’emendamento 9747.
Pongo in votazione l’articolo 122 nel suo complesso come emendato.
Onorevole Fedele, per quanto riguarda le interrogazioni precedenti, doveva fare un intervento? In merito all’interrogazione già presentata, a risposta scritta e risposta orale?
Come accennavo anche a lei e ai colleghi: sarebbe il caso di ripresentare quelle già presentate, perché altrimenti lei stesso non sa come fare a scegliere, a decidere i tempi e non tempi; si ripresentano e ricominceranno dalla prossima seduta .
Questa è la mia proposta, poi il Consiglio può determinarsi.
Accogliendo la sua richiesta, il punto è esaurito
Proposta di legge n. 3/9^ di iniziativa del consigliere Morelli, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 30 del 7 agosto 2002: “Provvedimenti tributari in materia addizionale all’Irpef e di tasse automobilistiche”
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno, che riguarda la proposta di legge n. 3/9^ di iniziativa del consigliere Morelli, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 30 del 7 agosto 2002: “Provvedimenti tributari in materia addizionale all’Irpef e di tasse automobilistiche”.
E’ relatore l’onorevole Morelli, che ha facoltà di intervenire.
Francesco MORELLI, relatore
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la presente proposta di legge si propone di sostenere le attività svolte dal mondo del volontariato, in modo particolare il mondo che fa riferimento alle associazioni che operano nel campo socio-sanitario e che svolgono con una diuturna abnegazione un lavoro encomiabile per la tutela e la promozione della dignità umana, soprattutto a favore di quelle realtà che vivono in condizioni di forte disagio e forte bisogno, in favore soprattutto dei cosiddetti “vinti dalla vita”.
La proposta di legge nasce per dare un segnale di attenzione concreta da parte della Regione verso l’associazionismo, consentendo, in un momento seppur di grave crisi finanziaria, di beneficiare di una seppur minima agevolazione.
D’altro canto, se mi si consente, con questa proposta di legge andiamo a recuperare ben cinquantasette anni di ritardi, se pensiamo a un decreto del Presidente della Repubblica del 5 febbraio del 1953; scendiamo a ben tredici anni se andiamo a pensare alle estensioni permanenti statuite dal decreto legislativo 460 del 1977; scendiamo a cinque anni di ritardo, se pensiamo ad una sentenza della Corte costituzionale, la 455 del 2005.
Seguendo le coordinate metodologicamente sopra menzionate ed eseguendo un lavoro certosino tra le strutture dell’Ufficio di Presidenza della Commissione e l’ufficio del dipartimento del bilancio, sono state esaminate in tutte le sue sfaccettature e minuzie di tutte quelle possibili ed eventuali controversie che potessero incorrere nel vaglio di un’impugnativa da parte del Governo o, ancora di più, da parte della Corte costituzionale.
La Commissione bilancio, nella seduta del 5 ottobre 2010, ha approvato il progetto di legge, emendando l’originario testo grazie al contributo dei colleghi componenti della Commissione e – se mi si consente – ai rilievi costruttivi elevati e rilevati dall’onorevole Censore,ed è stato autorizzato – ricordo a me stesso – il coordinamento formale del testo che oggi giunge in Aula. Infatti, nel corso dei lavori, sono state esaminate le diverse opzioni che possono essere adeguate e adattate al nostro ordinamento regionale.
Ne dico due a mo’ di esempio, non esaustivo: sono state individuate limitazioni da porre alle concessioni, all’esigenza di restringere l’oggetto dell’agevolazione ad autovetture utilizzate esclusivamente per attività propria su servizi di natura socio-sanitaria e all’opportunità di limitare il numero e la cilindrata dei veicoli esentabili.
Particolare attenzione – voglio sottolineare al Presidente e agli onorevoli colleghi – è stata posta all’aspetto della quantificazione degli oneri finanziari – e qui mi corre l’obbligo di sottolineare la sensibilità del Presidente Scopelliti e dell’assessore Mancini – che è stato possibile articolare in ben 26 mila euro totali -una minima copertura finanziaria, che porta per queste categorie svantaggiate un grande beneficio. Un piccolo segno di attenzione che, però, sottolineerà la sensibilità del Consiglio regionale.
Mi permetto, a conclusione di questo intervento, di rappresentare la proposta di legge, prima di chiedere al Presidente l’esame dell’articolato e l’approvazione, di rappresentare comunque l’esigenza che ho avvertito ed è stata elevata in Commissione bilancio, peraltro già enunciata dallo stesso Presidente Scopelliti e dall’assessore Mancini, ossia quella di pervenire in tempi brevi ad una proposta organica del riordino dell’intera materia dei tributi regionali, perché oggi come oggi risulta dispersa in molte norme del nostro ordinamento. Credo, appunto, che un riordino da parte di tutte le norme dei tributi regionali sparsi e dispersi potrà essere un buon viatico per un buon bilancio partecipato.
La Commissione bilancio, ovviamente, darà il suo contributo propositivo di sprone, ma non solo di sprone, quanto di supporto all’attività dell’esecutivo.
Vorrei ringraziare il Presidente della Commissione bilancio, onorevole Morelli, perché a seguito del coordinamento formale che c’è stato rispetto al testo che era stato discusso in Commissione, vedo che viene a cessare ogni dubbio rispetto ad alcune questioni che io avevo sollevato in Commissione e, dalla lettura del testo, mi pare che questo risponda in maniera piena ai requisiti richiesti dal legislatore nazionale. Quindi c’è la volontà di sostenere le attività svolte dal mondo del volontariato, ma vi è di più, vi è una regolamentazione, nel senso che l’esenzione è destinata alle autovetture che realmente effettuano il trasporto di disabili, è inserito nel testo di legge che questa non può riguardare più di una sola autovettura, che c’è una riduzione per quanto riguarda anche la cilindrata, valutato anche il fatto che è stato fatto uno studio per quanto attiene ai profili di costituzionalità della legge, difatti nella relazione ho avuto modo di leggere pure le valutazioni della giurisprudenza costituzionale in materia di esenzione.
A questo punto, penso che come gruppo del partito democratico possiamo esprimere un voto convinto che va nella direzione di venire incontro alle Onlus e alle società non profit, che si adoperano per andare incontro alle persone che hanno disagi fisici.
Non ci sono altre richieste di intervento, quindi possiamo votare l’articolo unico, l’articolo 2 bis E’ un’integrazione a quella legge, non è una legge nuova.
Pongo in votazione l’articolo 2 bis.
Pongo in votazione l’articolo 2 ter.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 6/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: Intesa istituzionale di Programma Governo-Regione Calabria. Definanziamento degli interventi che non hanno assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti, ai sensi della delibera Cipe 14 del 2006. Punto 5.1. e riparto delle risorse finanziarie programmabili derivanti dai rientri finanziario, ai sensi del Punto 15 dell’Accordo Stato-Regioni del 12.2.2009 – Modifica delibera Giunta regionale n. 185/2009”
Passiamo al terzo punto all’ordine del giorno, che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo n. 6/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Intesa istituzionale di programma Governo-Regione Calabria. Definanziamento degli interventi che non hanno assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti, ai sensi della delibera Cipe 14 del 2006. Punto 5.1. e riparto delle risorse finanziarie programmabili derivanti dai rientri finanziario, ai sensi del Punto 15 dell’Accordo Stato-Regioni del 12.2.2009 – Modifica delibera Giunta regionale n. 185/2009”.
E’ relatore l’onorevole Zappalà, che ha facoltà di intervenire.
Santi ZAPPALA’, relatore
La proposta di provvedimento in questione prende atto dei disimpegni di risorse finanziarie sull’intesa istituzionale di programma Stato-Regioni, dovuti alla non aggiudicazione di alcune opere nei termini previsti dalla normativa vigente.
Con detto provvedimento la Giunta regionale ha individuato, da un lato, gli interventi che devono essere definanziati ai sensi della delibera Cipe numero 14 del 2006, dall’altro le risorse finanziarie che sono riprogrammabili ai sensi dell’articolo 6 quater della legge numero 133 del 2008.
Si prende atto del definanziamento di opere per complessivi euro 58.599.271,55, dovuto alla mancata assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti nei termini previsti dalla delibera Cipe numero 14 del 2006.
Le risorse complessive che sono disponibili o si renderanno disponibili a conclusione delle procedure di verifiche con i ministeri competenti ammontano a complessivi euro 369.109.188,34, le cui disponibilità sono così differenziate: euro 70 mila, che risultano impegnati ed iscritti in bilancio a copertura degli impegni finanziari assunti sulle risorse Fas con i seguenti accordi di programma quadro stipulati tra l’1 giugno del 2008 e il 20 agosto del 2009:
- Primo atto integrativo Apq “Tutela e risanamento ambientale”, unità previsionale di base 3.3.04.01;
- Apq “Istruzione”;
- Apq “Politiche giovanili”;
- Quarto atto integrativo Apq beni culturali, unità previsione di base 5.3.01.01. euro 104.800.000, sui quali questa Regione, con due deliberati di Giunta, ha costituito impegni di natura programmatica per i seguenti interventi: accordo di programma quadro “difesa del suolo”, primo atto integrativo per circa 38 milioni di euro; procedura ad evidenza pubblica denominata “Selezione di progetti integrati per la riqualificazione, recupero e valorizzazione dei centri storici della Calabria” per circa 66 milioni e mezzo di euro; euro 194.300.000, sui quali questa Regione con il provvedimento in esame costituisce impegni, sempre di natura programmatica, per i seguenti interventi: opere per 58 milioni di euro, definanziati per mancata assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti; opere di difesa del suolo da realizzare nel contesto di un accordo di programma quadro per circa 135 milioni di euro.
Su questo provvedimento si sono espressi in senso favorevole tanto la sesta Commissione da me presieduta, quanto la seconda Commissione interessata per l’esame dell’implicazione finanziaria.
La Commissione bilancio, nel parere che ha rilasciato, dopo aver puntualmente ricostruito ed individuato la genesi procedimentale di questi atti di programmazione, ha rimarcato la necessità di riordinare in modo più sistematico l’intero quadro programmatico delle risorse finanziarie disponibili, demandando al Presidente della Giunta o suo delegato il compito di negoziare con il ministero per lo sviluppo economico modalità e tempi di assegnazione di queste risorse. E’ evidente, infatti, che un eventuale disimpegno programmatico sui rientri finanziari risultanti dalla nota ministeriale del 31 marzo del 2009 in questa fase creerebbe il rischio di subire ulteriori decurtazioni sulle risorse Fas 2000-2006.
Propongo, pertanto, di approvare il provvedimento, demandando al Presidente della Giunta regionale o a un suo delegato, in luogo del dirigente generale del dipartimento 3 “programmazione nazionale e comunitaria”, come previsto alla pagina 10 del provvedimento, il compito di negoziare con il ministero dello sviluppo economico modalità e tempi di assegnazione delle risorse.
Non ci sono richieste di intervento, per cui pongo in votazione il provvedimento amministrativo n. 6/9^ nel suo complesso.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 8/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Programmazione regionale unitaria 2007-2013. Progetto integrato di sviluppo regionale di valenza strategica “Sistema delle aree urbane regionali”. Integrazione alla delibera della Giunta regionale n. 181 del 20.4.2010”.
Il quarto punto all’ordine del giorno riguarda la proposta di provvedimento amministrativo n. 8/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Programmazione regionale unitaria 2007-2013. Progetto integrato di sviluppo regionale di valenza strategica “Sistema delle aree urbane regionali”. Integrazione alla delibera della Giunta regionale n. 181 del 20.4.2010”.
La proposta di provvedimento amministrativo in questione riguarda la modifica del quadro finanziario del Piano attuativo regionale 2007-2013, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione 359 del 6 agosto del 2009, per ricomprendere l’area vasta delle città della Piana e dell’Aspromonte nel Programma di sostegno al sistema delle aree urbane regionale.
Il provvedimento prevede l’inserimento nel Progetto integrato di sviluppo regionale denominato “Sistema delle aree urbane regionali” l’area vasta delle città della Piana e dell’Aspromonte, che ricomprende i dieci Comuni del Pit 19 e i ventitré Comuni del Pit numero 20.
Su questo provvedimento si sono espressi in senso favorevole tanto la sesta Commissione quanto la seconda, interessata quest’ultima per l’esame dell’implicazione finanziaria.
Le due Commissioni hanno licenziato il provvedimento sulla base dei seguenti presupposti: l’estensione ai Comuni della Piana dell’intervento previsto nel Progetto integrato “Sistema aree urbane regionali” è coerente con la definizione del quadrante territoriale regionale, che ha definito il sistema urbano intermedio denominato “Sistema dell’area di Gioia Tauro”; l’inserimento dell’intervento nel Programma attuativo regionale 2007-2013, con un incremento del quadro finanziario pari a circa 23 milioni di euro, troverà copertura con le risorse liberate dal Por Calabria 2000-2006 e le economie derivanti dai ribassi d’asta; che comunque la concreta realizzazione dell’intervento dipenderà dalle sorti complessive del Fas 2007-2013, per il quale è tuttora in corso il negoziato con il ministero dello sviluppo economico.
Concludo questo intervento rappresentando all’Aula l’opportunità di recepire la raccomandazione con cui la sesta Commissione ha concluso l’esame di questo provvedimento, che mira a ricomprendere nella programmazione delle aree urbane regionali anche i Comuni con popolazione tra i 10 mila e i 30 mila abitanti, individuando idonee risorse finanziarie nel contesto della programmazione regionale unitaria.
Sulla questione delle polarità urbane, cortesemente vorrei un chiarimento, perché forse a me sfugge qualche passaggio burocratico relativo a qualche vecchia delibera.
Oggi noi stiamo votando l’integrazione rispetto ad un’altra area. Nella scorsa legislatura, per quanto riguarda le polarità urbane, ne erano state deliberate altre , quelle delle province di Crotone e Vibo Valentia, che esula dal fatto che erano inserite la città di Vibo e la città di Crotone.
Vorrei sapere, dato che in questa delibera sono citate queste polarità urbane, se le altre fanno parte di un’altra delibera o se sono escluse, perché a rigore dovremmo includere anche queste, la polarità della provincia di Crotone e la polarità della provincia di Vibo.
Non so se l’onorevole Zappalà può rispondere oppure qualcuno della Giunta…
Presidente, fanno parte di un’altra delibera.
Prego, onorevole Censore.
Siccome è un’integrazione, nella scorsa legislatura avevamo motivato il fatto che in altre province, oltre alle città capoluogo, era riconosciuta la polarità, questo sistema, ad altri territori. Allora noi, per difendere le piccole province, quella di Vibo e di Crotone, oltre alle città avevamo esteso il beneficio a tutte le province.
Dato che si fa l’integrazione della delibera, credo che dovrebbe riguardare pure queste altre due polarità. Grazie.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Zappalà. Ne ha facoltà.
Chiedo scusa, onorevole Censore, queste sono già comprese tanto che in Commissione una nota - se vuole gliela leggo – a firma dell’onorevole Mancini confermava, appunto, la valenza del provvedimento adottato dalla precedente Giunta.
Se vuole le posso fornire anche l’atto deliberativo della precedente Giunta. Di fatto, noi non stiamo modificando niente ma stiamo integrando con la rete due Pit, ma quello a cui lei faceva cenno fa parte dell’atto deliberativo originale.
Se vuole glielo posso pure fornire.
Votiamo così com’è il punto 4 all’ordine del giorno.
Prego, onorevole Sulla.
Presidente, dovrebbe essere come dice lui. Ma dato che potrebbe essere sfuggito, perché non c’è scritto in questa delibera, in quel caso, l’impegno del Consiglio è che dalla prossima seduta si ripropongano le aree urbane di Crotone e di Vibo Valentia. E’ solo questo il dubbio che ha il collega Censore e che viene anche a me, non rilevando la volontà del Consiglio precedente.
Si tratta solo di ripristinare questa realtà, nel caso non fosse come dice il collega Zappalà.
Sono convinto, l’abbiamo deliberato, … io mi ricordo che l’abbiamo fatto…
Votiamo così com’è il punto e poi…
Pongo in votazione la proposta.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 83/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Aiuti di stato n. 723/2007 <<Interventi per il rilascio di garanzie di cui al regime n. 391/2003>>. Modifica dell'importo massimo garantibile e capitalizzazione del fondo a norma dell'articolo 11, comma 2 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 8”
Si passa al punto cinque all’ordine del giorno che recita Proposta di provvedimento amministrativo n. 83/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Aiuti di stato n. 723/2007 <<Interventi per il rilascio di garanzie di cui al regime n. 391/2003>>. Modifica dell'importo massimo garantibile e capitalizzazione del fondo a norma dell'articolo 11, comma 2 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 8”.
Ha facoltà di svolgere la relazione, l’onorevole Zappalà.
Grazie Presidente, questa proposta di provvedimento amministrativo numero 83/9^ modifica, di fatto, l’importo massimo dei prestiti previsti dall’aiuto di Stato numero 723 del 2007 concessi ad imprese agricole che possono beneficiare della garanzia aumentandolo da euro 200 mila ad un milione.
Inoltre, capitalizza il fondo di garanzia regionale con ulteriori 10 milioni di euro utilizzando le misure di investimento del paragrafo 5.2.7 del Psr della Regione Calabria in attuazione all’articolo 11, comma 2 della legge numero 8 del 26 febbraio 2010.
Colgo l’occasione per ricordare che il programma di sviluppo rurale, che opera sul territorio regionale, è il principale strumento di programmazione e finanziamento per gli interventi nel settore agricolo, forestale e di sviluppo rurale.
Il piano di sviluppo rurale attiva i finanziamenti previsti dalla Unione europea per garantire un tenore di vita equo alla popolazione agricola, stabilizzare i mercati, assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori e modernizzare le infrastrutture agricole.
Gli imprenditori agricoli e forestali vengono incoraggiati ad utilizzare pratiche agricole sostenibili che proteggano l’ambiente ed il paesaggio e contribuiscono a migliorare la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari.
La Giunta regionale per agevolare le imprese agricole all’accesso al credito intende modificare il fondo previsto dall’aiuto di Stato numero 723 del 2007 che prevedeva il rilascio di garanzia alle imprese agricole fino all’80 per cento dell’importo massimo finanziabile di euro 200 mila, elevando il massimo di riferimento ad un milione di euro.
Gli interventi di garanzia richiesti devono essere limitati ad investimenti conformi e coerenti a quanto previsto dalle misure strutturali del programma di sviluppo rurale.
Dal provvedimento si desume che il fondo previsto dall’aiuto di Stato numero 723 del 2007 è stato costituito dalla Regione Calabria con apposita convenzione con il tesoriere regionale accendendo un conto dedicato.
La Giunta ritiene necessario capitalizzare il fondo trasferendo sul conto dedicato 10 milioni di euro.
Le risorse finanziarie sono assicurate dalle misure di investimento del paragrafo 5.2.7 ovvero “Criteri di applicazione dell’abbuono degli interessi di sistemi di capitalizzazione, altra operazione di ingegneria finanziaria del piano di sviluppo rurale”.
Il provvedimento precisa che le variazioni previste non costituiscono una variazione del piano di sviluppo rurale in quanto non ne modifica la dotazione finanziaria.
Su questi aspetti le misure interessate alla variazione finanziaria e le valutazioni procedurali fatte per escludere che si tratti di una rimodulazione, è intervenuto nella seduta del 5 ottobre ultimo scorso dalla sesta Commissione da me presieduta, il dirigente del settore dipartimento agricoltura.
Con il suo intervento sono stati chiariti alcuni punti della delibera di Giunta in oggetto specificando che il provvedimento non adotta una rimodulazione del piano di sviluppo rurale, atteso che la dotazione finanziaria non subisce variazioni ma consentirà di accelerare la spesa sulle misure 121, 122, 123 e 311.
Concludo, quindi, ricordo che la Commissione si è espressa favorevolmente sul provvedimento in oggetto con la seguente raccomandazione “definire in sede di attuazione delle misure del piano di sviluppo rurale 2007-2013 criteri di selezione delle operazioni che consentano la parità di accesso al regime di aiuto per l’impresa agricola”.
Propongo, pertanto, l’approvazione finale da parte del Consiglio regionale precisando che il provvedimento dispiegherà i suoi effetti dopo l’approvazione della Commissione europea delle modifiche in esso previsto. Grazie.
Non essendoci richieste di parola pongo in votazione il quinto punto all’ordine del giorno.
Si passa al sesto punto all’ordine del giorno che recita Proposta di provvedimento amministrativo numero 84/9^ d'Ufficio, recante: “Programma di attività e fabbisogno finanziario del Corecom Calabria per l'anno 2011 (articolo 10 legge regionale n. 2/2001)”.
Signor Presidente, proporrei di rinviare questo punto anche perché si tratta del programma di attività del fabbisogno del Corecom, che era stato stabilito dal precedente Comitato.
Considerato che c’è, adesso, sono stati nominati i nuovi componenti del Comitato, sarebbe bene che chiaramente fossero loro a dare il programma più adatto per quanto riguarda i prossimi anni.
Ne proporrei quindi il ritiro, per riproporlo – mi auguro a breve – quando sarà pronto il prossimo programma che sarà sicuramente migliorato rispetto a questo.
Penso che possiamo accogliere la richiesta dell’onorevole Fedele. Pertanto, viene rinviato al Comitato.
Esaurito l’ordine del giorno, la seduta è tolta , il Consiglio sarà convocato a domicilio.
Hanno chiesto congedo i consiglieri Stillitani, Trematerra, Loiero; l’assessore Capua e la Vicepresidente della Giunta regionale Stasi.
“Modifica articolo 30 della legge regionale n. 7 del 21 agosto 2006 e ss.mm.ii. e articolo 20 della legge regionale n. 22 del 5 ottobre 2007 e ss.mm.ii. (Delibera G.R. 633 del 28.9.2010)” (P.L. n. 79/9^)
Sono stati presentati, inoltre, alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri:
Giordano – “Tutela delle aree produttive” (P.L. n. 68/9^)
Tripodi – “Interventi e iniziative a favore di soggetti affetti da allergie e intolleranze alimentari” (P.L. n. 69/9^)
Principe, Giordano, Ciconte, De Gaetano – “Modifica della legge regionale n. 21 dell’11 agosto 2010” (P.L. n. 70/9^)
Talarico F., Fedele, Bilardi, Bova, Tripodi, Ciconte, Principe, Serra, De Gaetano, Giordano – “Costituzione a memoria di <<Francesco Fortugno>> e relativo Statuto” (P.L. n. 71/9^)
Magarò – “Norme per l’erogazione di contributi ai disabili gravi” (P.L. n. 72/9^)
Nucera – “Norme per lo sviluppo delle politiche giovanili” (P.L. n. 73/9^)
Nucera – “Istituzione della scuola di enologia e viticoltura della Regione Calabria” (P.L. n. 74/9^)
Bilardi, Fedele, Tripodi, Serra – “Interventi in materia di sport nella Regione Calabria” (P.L. n. 75/9^)
Morelli – “Disposizioni in materia di tutela dall’inquinamento acustico” (P.L. n. 76/9^)
Morelli – “Qualificazione del territorio rurale mediante la valorizzazione di produzioni tipiche – fave e piselli, risorsa dell’Alto Ionio Cosentino” (P.L. n. 77/9^)
Aiello F., Guccione, Censore, De Gaetano – “Interventi straordinari ed urgenti per la riparazione dei danni causati dagli eventi eccezionali e avversi verificatisi negli anni 2009 e 2010, e per fronteggiare il rischio idrogeologico in Calabria” (P.L. n. 78/9^)
Nicolò – “Riconoscimento e sostegno ai gruppi folkloristici calabresi” (P.L. n. 80/9^)
Tripodi – “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 24/2008 avente come oggetto: “Norme in materia di autorizzazione, accreditamento, accordi contrattuali e controllo delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private” (P.L. n. 81/9^)
Giordano – “Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” (P.L. n. 82/9^)
Giordano – “Norme per il sostegno dei gruppi acquisto solidale (Gas) e per la promozione dei prodotti da filiera corta e di qualità” (P.L. n. 83/9^)
Gentile, Dattolo – “Modifica alla legge regionale n. 21/2010 avente ad oggetto: “Misure straordinarie a sostegno dell’attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale” (P.L. n. 84/9^)
“Bilancio di previsione dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) per l’anno finanziario 2010 – (Delibera G.R. n. 657 del 5.10.2010)” (P.P.A. n. 86/9^)
E’ stata presentata, inoltre, la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dei consiglieri Talarico F., Fedele, Bilardi, Bova, Tripodi, Ciconte, Principe, Serra, De Gaetano, Giordano:
“Modifiche all’articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale” (P.L. n. 85/9^)
E’ stata assegnata alla quinta Commissione consiliare - Riforme e decentramento.
La quarta Commissione consiliare, con nota n. 217 del 22.9.2010, ha comunicato che nella seduta del 21 settembre 2010 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 557 del 2.8.2010, recante: “Legge regionale n. 15 del 13 giugno 2008, art. 45. Adempimenti relativi all’anno 2010” (Parere n. 8/9^)
La terza Commissione consiliare, con nota n. 616 del 29.9.2010, ha comunicato che nella seduta del 27 settembre 2010 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 537 del 2.8.2010, recante: “Regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento delle Commissioni aziendali per l’autorizzazione e l’accreditamento ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale 18 luglio 2008, n. 24” (Parere n. 7/9^)
Il consigliere Rosario Mirabelli, con nota del 13 settembre 2010, acquisita in pari data al protocollo n. 9415 del Settore Segreteria Assemblea, ha aderito al gruppo consiliare Misto.
Il consigliere regionale, onorevole Francesco Morelli, nella seduta della prima Commissione del 21 settembre 2010, ha dichiarato di ritirare la proposta di legge n. 29/9^, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 26 febbraio 2010, n. 7”, pertanto il provvedimento di che trattasi viene stralciato dall’ordine del giorno generale.
Accorpamento di proposta di legge a legge regionale
La proposta di legge n. 39/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proroga termini legge regionale 7 dicembre 2009, n. 49” (Delibera G.R. n. 460 del 22 giugno 2010) è stata assorbita dalla legge regionale13 luglio 2010, n. 17”.
In data 24 settembre 2010, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sotto indicata legge regionale. La stessa è stata pubblicata sul Bur supplemento straordinario n. 4 del 30 settembre 2010:
legge regionale 24 settembre 2010, n. 24, recante: “Norme per la pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri regionali, degli assessori non consiglieri, dei sottosegretari e dei soggetti indicati nell’articolo 15 della legge 5 luglio 1982, n. 441”.
Nomina di nuovo Presidente di gruppo consiliare
I consiglieri regionali del gruppo “Italia dei valori” con nota del 14 ottobre 2010, acquisita al protocollo n. 9748/S.A in data 18 ottobre 2010 del Settore Segreteria Assemblea, hanno proceduto alla nomina del nuovo Presidente del gruppo “Italia dei valori” nella persona del consigliere regionale Emilio De Masi. La nota di che trattasi sarà trasmessa all’Ufficio di Presidenza per i provvedimenti di competenza.
Guccione, Franchino, Sulla, Censore, Aiello. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla cultura ed ai beni culturali. Per sapere – premesso che:
i tagli del personale Ata previsti in Calabria per l’anno scolastico 2009-2010 hanno determinato la perdita di 2.613 posti di lavoro così suddivisi, provincia per provincia: 487 a Catanzaro, 926 a Cosenza, 214 a Crotone, 752 a Reggio Calabria e 233 a Vibo Valentia;
per effetto di tali tagli e della cosiddetta “Riforma Gelmini” l’inizio dell’anno scolastico 2010-2011 registra nella nostra regione un avvio contrassegnato da disagi e contrattempi che colpiscono soprattutto gli alunni e le loro famiglie in un contesto caratterizzato da forti incertezze ed allarme per l’ulteriore riduzione degli organici del personale scolastico. In Calabria, infatti, i dati ministeriali prevedono un’altra drastica riduzione del personale Ata;
in una situazione che presenta tassi di disoccupazione di gran lunga superiori alla media nazionale numerosi plessi scolastici rischiano di non essere nelle condizioni più idonee per essere operativi e assicurare l’adeguata sicurezza agli studenti;
una scuola che non garantisce i servizi essenziali ed il diritto allo studio a tutti è destinata a cadere nel disordine e nell’abbandono più assoluto, con conseguenze pesantissime soprattutto per una regione come la nostra in cui, invece, ci sarebbe maggiore bisogno di scuola, sapere e conoscenza. La Calabria, infatti, registra, il picco più alto di dispersione scolastica, un fenomeno che spesso diventa il serbatoio che va ad alimentare la manovalanza di una criminalità organizzata sempre più vorace, pervasiva e soffocante -:
quali iniziative si intendono assumere al fine di individuare ed adottare le misure più idonee per garantire un inizio d’anno scolastico sereno a tutti, per dare una risposta immediata ed efficace ai lavoratori precari della scuola e per predisporre un piano di misure che, salvaguardando gli attuali posti di lavoro contribuiscano alla costruzione di una scuola capace di dare ai nostri giovani una speranza per il futuro.
(34; 15.09.2010)
Talarico D., Giordano, De Masi. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alle attività produttive. Per sapere - premesso che:
presso il Dipartimento n. 5/Attività Produttive - Settore Politiche Energetiche della Regione Calabria è in corso un procedimento autorizzatorio per la conversione a biomasse della centrale Enel della Valle del Mercure in quel di Laino Borgo (CS), la cui ubicazione è all'interno di un'area doppiamente protetta a livello nazionale e comunitario (Parco Nazionale del Pollino e Zona di Protezione Speciale Pollino e Orsomarso);
l'attivazione di tale centrale determinerebbe non soltanto inaccettabili rischi per la salute delle popolazioni residenti, ma anche danni irreparabili all'ambiente e alle specie protette, animali e vegetali, presenti nell'area, nonché alle attività economiche esistenti sul territorio e, infine, ma non certo da ultimo, allo sviluppo occupazionale dell'intera area calabrese e lucana interessata;
al progetto di che trattasi, si oppongono con grande forza e determinazione l'intera popolazione della Valle, nonché le Amministrazioni delle comunità maggiormente coinvolte nell'eventuale attivazione della centrale e l'Ente Parco Nazionale del Pollino, oltre a varie Istituzioni, tra cui la Provincia di Potenza, ed a rappresentanti politici e amministratori di ogni estrazione, associazioni e comitati locali e nazionali;
l'Ente Parco Nazionale del Pollino, in quanto organo di governo dell'area protetta, con deliberazione del Consiglio direttivo n. 67 del 12.10.2009, prendendo atto di apposito parere dell'avvocatura distrettuale dello stato di Potenza, ha deciso per la revoca del proprio parere favorevole rilasciato alla conferenza di servizi, svoltasi presso l'Ente Provincia di Cosenza in data 30.07.2009;
la stessa Comunità del Parco, riunitasi a Castrovillari in data 10.12.2009, ha approvato un documento nel quale si è espressa netta contrarietà alla riattivazione della centrale;
la Conferenza di Servizi, indetta dall'Ente Provincia di Cosenza, è stata annullata dal Tar prima e dal Consiglio di Stato poi, per incompetenza della Provincia stessa, con conseguente trasferimento del procedimento al succitato Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Calabria;
l'iter dei procedimenti autorizzatori, come quello in esame, è disciplinato da specifica legge regionale (n. 42/2008), le cui prescrizioni, con riferimento al progetto di che trattasi, sembra che ad oggi non sarebbero state puntualmente osservate -:
se, in sede di valutazione preliminare, si è tenuto conto della sostenibilità del Progetto in riferimento alle caratteristiche ambientali ad alla vocazione economica del territorio in cui dovrebbe essere riattivata la centrale;
se sono stati riscontrati profili di illegittimità e carenze progettuali relativamente all'istanza presentata da Enel S.p.A.;
quali urgenti misure intendano assumere a tutela dell'area protetta del Parco del Pollino e delle popolazioni calabresi e lucane che vi abitano.
(35; 21.09.2010)
Talarico D., Giordano, De Masi. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
codesta Presidenza, nell'esercizio delle sue prerogative e su mandato ricevuto dall'Assemblea, ha provveduto in data 17.09.2010 ad effettuare le nomine di competenza del Consiglio regionale in vari Enti;
tra le altre sono state effettuate le nomine nel Comitato di esperti per la programmazione e lo sviluppo regionale dell'attività teatrale;
la legge regionale 9 febbraio 2004 n. 3, recante “Norme per la programmazione e lo sviluppo delle attività teatrali”, prevede che del predetto Comitato facciano parte 5 membri di acclarata competenza e prestigio internazionale nel campo del teatro di prosa;
i componenti prescelti risultano essere tutti di due province della Calabria;
tra i nominativi non risultano esperti provenienti dalla provincia di Cosenza, dove, com'è noto, insistono l'80% delle strutture teatrali e delle imprese di produzione dell'intera Regione;
nondimeno si registra l'assenza di esperti provenienti dalla Provincia di Crotone, sede del Teatro Stabile di Calabria, struttura produttiva tra le più importanti del Mezzogiorno;
nell'ambito delle attività che il Comitato è chiamato a svolgere, fondamentale sarà il rapporto con le varie realtà produttive e le strutture teatrali presenti sull'intero territorio regionale -:
quali criteri sono stati adottati nell'individuazione degli esperti nominati nel Comitato di che trattasi, anche in relazione agli specifici profili professionali dei medesimi;
se, ed in che modo, è stata considerata la mappatura delle imprese di produzione teatrale diffuse sul territorio regionale, stante la vistosa esclusione, dal novero degli esperti nominati, di professionisti ovvero di operatori culturali in campo teatrale provenienti dalle province di Cosenza e Crotone;
se intende operare dei correttivi alle nomine di cui sopra, riconoscendo l'esperienza e le alte professionalità operanti nei territori di Cosenza e Crotone.
(36; 21.09.2010)
Imbalzano. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
a seguito del D.L. 25/06/2008 n. 112, convertito in legge 6/8/2008, n. 133, i lavoratori precari del Comparto Scuola (Ex Lsu- Ata), sono stati messi fuori organico dagli Uffici Scolastici Provinciali e, per effetto della successiva "Riforma Gelmini", dopo ben 14 anni di riconosciuta professionalità prestata, con la qualifica di "Assistente Amministrativo" all'interno degli istituti scolastici, gli stessi, intravedono il rischio concreto di perdere il posto di lavoro;
per effetto di un intervento legislativo nell'autunno 2009, che si è concretizzato in un emendamento al collegato alla Finanziaria 2010, è stata assicurata fino al 31/12/2010 la proroga delle attività da loro svolte;
preso atto della dichiarata disponibilità del ministro della Giustizia, onorevole Angelino Alfano di colmare le carenze organiche, in atto esistenti, del personale amministrativo degli uffici giudiziari della provincia di Reggio Calabria, con personale “Ex Lsu-Ata”, anche alla luce di omologa proposta formulata dalla Prefettura di Reggio Calabria con lettera del 21/12/09, a supporto del personale attualmente in servizio;
vi è la necessità e la possibilità di stabilizzare anche i 100 lavoratori calabresi "Ex Lsu-Ata" che, nell'ambito del più ampio bacino del precariato, "vantano" una anzianità di servizio così continuata -:
se non ritengano quanto mai opportuno voler formalizzare al Sig. Presidente del Consiglio dei ministri ed al Sig. ministro della giustizia, la proposta di utilizzo e successiva stabilizzazione, mediante adeguate formule contrattuali, di detto personale “Ex Lsu-Ata” presso gli uffici Giudiziari della Provincia di Reggio Calabria, consentendo, in tal modo, di superare la precarietà troppo a lungo fin qui protrattasi, assicurando una maggiore efficienza, efficacia ed economicità all'azione della pubblica amministrazione nel comparto "Giustizia" di questo territorio, con l'utilizzo di professionalità già esistenti e sperimentate nel tempo.
(37; 22.09.2010)
Sulla. Al Presidente della Giunta regionale e agli assessori al personale, alle infrastrutture e lavori pubblici. Per sapere - premesso che:
con delibera n. 204 del 3 marzo 2010, recante “Approvazione della Struttura del Dipartimento 9 – Infrastrutture, Lavori Pubblici, Politiche della Casa, Erp, Abr, Risorse Idriche, Ciclo Integrato delle Acque”, la Giunta regionale, su proposta dell'assessore al personale, ha istituito nella provincia di Crotone il Servizio Vigilanza e Controllo OO.PP. – Sismico – Supporto Tecnico Protezione Civile;
a distanza di sei mesi dall’approvazione della sopra citata delibera, Crotone continua ad essere l'unica provincia della Calabria nella quale tale ufficio non è ancora presente. Circostanza questa che, come ovvio, produce un notevole disagio a cittadini, tecnici ed istituzioni che si vedono costretti, per porre in essere gli adempimenti previsti dalle normative sia nazionali che regionali, ad onerose trasferte a Catanzaro;
certamente tali disagi aumenteranno con l’entrata in vigore sia della legge regionale 19 ottobre 2009 n. 35 (Procedure per la denuncia, il deposito e l'autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica), che della legge regionale 11 agosto 2010, n. 21 (Misure straordinarie a sostegno dell'attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale);
è evidente l'importanza che detto servizio riveste, anche alla luce dell'entrata in vigore delle leggi regionali di cui sopra, non solo in materia di lavori pubblici ed edilizia, ma anche di tutela delle acque e di progettazione e studio sui fattori di rischio sismico, geologico e idrogeologico, facilitando la possibilità di intervento e interazione fra la Regione e gli enti locali -:
lo stato di attuazione della delibera in questione.
(38; 28.09.2010)
l'Arpacal, nell'anno 2006, ha bandito una serie di concorsi a tempo indeterminato per completare la propria pianta organica, sulla base del plano triennale di assunzioni approvato con delibere regionali n. 596 e n. 1051 del 2004;
i concorsi, quasi tutti espletati entro il 2008, hanno portato all'assunzione dei vincitori, nonché degli idonei collocati in posizione utile, relativamente al fabbisogno della seconda annualità di assunzioni, per come stabilito nelle succitate delibere;
nel giugno del 2009 il Consiglio regionale ha approvato la terza annualità di assunzioni, per completare l'organico dell'ente e conseguentemente far scorrere le graduatorie in essere;
nonostante tale approvazione, non solo non si sono verificati gli scorrimenti previsti, ma sono state effettuate ulteriori selezioni di personale per altre categorie professionali;
l'Arpacal, con delibera D.G. n. 1969 del 9.12.2009, ha provveduto a rimodulare la pianta organica, riducendo i posti ed approvando un nuovo plano di assunzioni per il triennio 2010/12;
ad oggi non è ancora stato dato seguito al piano di assunzioni per il triennio 2010/2012;
in una Regione come la nostra, dove spesso l'accesso al pubblico impiego negli enti regionali e strumentali subregionali è avvenuto sulla base di norme “eccezionali”, gli idonei delle varie graduatorie concorsuali, che hanno superato la prova di un formale concorso pubblico, rappresentano comunque una risorsa, un patrimonio di professionalità da tutelare ed utilizzare -:
quando e se sarà attuato il nuovo plano di assunzioni deciso dall’Arpacal per il triennio 2010/2012;
quali iniziative si intendono intraprendere riguardo agli idonei delle varie graduatorie concorsuali a tempo indeterminato presso il medesimo ente;
se possono ritenersi legittime le selezioni di personale per altre categorie professionali richiamate in premessa e quali iniziative si intendono intraprendere, qualora le stesse dovessero risultare in contrasto con le leggi vigenti e lo stesso piano di assunzione deliberato dal Consiglio regionale.
(40; 30.09.2010)
la soppressione da parte di Trenitalia di due treni ad alta velocità che collegano la nostra regione alla Capitale rappresenta l'ennesimo, intollerabile scippo al Sud e alla Calabria;
il Mezzogiorno e la Calabria hanno subito, soprattutto negli ultimi anni, pesanti tagli nei collegamenti con il resto del Paese e, in particolare, con il centro e il nord Italia;
i grandi investimenti concentrati nel settore dei trasporti non sono mai stati spalmati in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale;
la situazione dei collegamenti su ferro registra un progressivo peggioramento nella nostra regione, con gravi disagi soprattutto per studenti e lavoratori, che sono i principali utenti di un servizio pubblico essenziale;
proseguono inesorabilmente le soppressioni giornaliere di convogli locali a media e a lunga percorrenza, nonostante siano state avviate in un passato non molto lontano numerose iniziative parlamentari e petizioni popolari a seguito della soppressione di diversi treni;
a tutto questo si accompagna un servizio sempre più carente ai passeggeri;
molti treni del trasporto regionale non hanno gli orari ottimizzati al fine di garantire all'utenza le coincidenze con i treni a lunga percorrenza (Eurostar ed Intercity, in particolare);
giornalmente nella tratta Catanzaro Lido - Lamezia Terme centrale, e viceversa, vengono sostituiti con bus i sottoelencati treni:
Treno 3773 LTC-CZ Lido partenza ore 12.13 arrivo ore 13.00
Treno 3781 LTC-CZ Lido partenza ore 16.13 arrivo ore 17.00
Treno 3768 CZ Lido-LTC partenza ore 09.40 arrivo ore 10.37
Treno 3778 CZ Lido-LTC partenza ore 14.40 arrivo ore 15.37
giornalmente vengono soppressi i seguenti treni nella tratta Melito-Reggio Calabria-Villa San Giovanni, e viceversa per mancanza mezzi di trazione (automotrice, elettromotrice, minuetto). Media giornaliera:
Treno 25382 RC-VSG partenza ore 11.45 arrivo ore 12.10
Treno 25231/2 VSG- Melito Porto Salvo partenza ore 12.20 arrivo ore 13.20
Treno 25228 RC-Melito Porto Salvo partenza ore 11.45 arrivo ore 12.20
Treno 25333/4 Melito Porto Salvo-VSG partenza ore 12.35 arrivo ore 13.40
Treno 25239/40 VSG-Melito Porto Salvo partenza ore 14.20 arrivo ore 15.25
Treno 25325 RC-VSG partenza ore 11.12 arrivo ore 11.35
Treno 25229 VSG-RC partenza ore 11.55 arrivo ore 12.20
Treno 25206 RC-Melito Porto Salvo partenza ore 06.15 arrivo ore 06.50
Treno 25313/4 Melito Porto Salvo-VSG partenza ore 07.35 arrivo ore 08.35
Treno 25223/4 VSG- Melito Porto Salvo partenza ore 10.20 arrivo ore 11.20
Treno 25315/6 Melito Porto Salvo-Rosarno partenza are 08.00 arrivo ore 09.50
Treno 25320 RC-VSG partenza ore 09.35 arriva ore 09.58 -:
se non ritenga necessario intraprendere un'adeguata iniziativa istituzionale al fine di impedire che la Calabria rischi nel trasporto ferroviario l’isolamento totale, considerate le reiterate scelte e i tagli operati da Trenitalia nel tempo;
se non ritenga necessario attivare un tavolo di confronto con la presenza dei rappresentanti dei ministeri competenti, della Regione Calabria e di Trenitalia per rivedere le scelte fin qui operate e promuovere un piano di investimenti per rilanciare il trasporto su ferro nella nostra regione.
(42; 04.10.2010)
Morelli. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
quanto previsto dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante il "Testo unico della radiotelevisione" pubblicato nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 208, del 7 settembre 2005, di seguito denominato "Testo unico" e, in particolare, l'art. 45, comma 4, dello stesso;
quanto stabilito dal decreto sopra citato, all'articolo 49, rubricato "Disciplina della Rai Radiotelevisione italiana Spa;
con la delibera n. 614/09/CONS, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha provveduto ad approvare le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo;
quanto stabilito al punto 58 delle linee guida dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
la bozza del contratto di servizio 2010-2012 approvata dal C.d.A. Rai l’11 febbraio 2010, non indica alcun riferimento a norme che prevedono l'obbligo, per l'azienda stessa, di rendere accessibile alle persone con disabilità sensoriale la programmazione sui nuovi canali del digitale terrestre;
in data 9 giugno 2010 la Commissione Bicamerale di Vigilanza Rai, nell'esprime il parere obbligatorio sul contratto di servizio 2010-2012, ha emendato l'art. 13 del contratto di servizio in tema di "programmazione sociale", inserendo anche i programmi su digitale terrestre tra quelli che la Rai è obbligata a rendere accessibili alle persone con disabilità;
il contratto di servizio per gli anni 2010-2012 non è ancora stato sottoscritto e che durante l'incontro convocato dalla Rai per il 10 settembre 2010, presso la sede di Viale Mazzini, l'Ing. Michele Frosi della Divisione Digitale Terrestre della Rai ha risposto al quesito posto dal rappresentante dell'Ente Nazionale Sordi Onlus in ordine ai tempi ed alle prospettive per la sottotitolazione e traduzione LIS dei programmi diffusi sui canali digitali che "i sottotitoli e la finestrella con l'interprete LIS occupano banda e la RAI ha già esaurito tutte le frequenze e la banda ad essa assegnate per la realizzazione di canali". -:
se non ritiene opportuno intervenire presso il Direttore Generale della RAI, Dr. Mauro Masi, per garantire l'attuazione della direttiva inerente il LIS, la Lingua Italiana dei Segni, ovvero:
se saranno recepiti nel contratto di servizio 2010-2012 gli emendamenti migliorativi apportati dalla Commissione di Vigilanza RAI all'art. 13 del contratto di servizio che, come previsto dalla normativa comunitaria e domestica (linee guida dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), obbligano la RAI a rendere accessibili i programmi diffusi sul digitale terrestre;
se il Direttore generale è al corrente che nel passaggio dall'analogico al digitale la RAI, non ha previsto la quantità di banda necessaria per la sottotitolazione, la traduzione in LIS e l’audiodescrizione dei nuovi programmi e, se ciò corrisponde al vero, quali iniziative urgenti intenda porre in essere per risolvere questa grave ed incresciosa situazione;
entro quale lasso di tempo le persone con disabilità sensoriale potranno fruire in modo accessibile della programmazione dell'azienda diffusa sui canali della piattaforma digitale terrestre.
(43; 5.10.2010)
i regolamenti relativi alla politica di sviluppo rurale prevedono un meccanismo di disimpegno automatico (n+2) delle risorse impegnate annualmente sul bilancio comunitario e non spese nei due anni successivi all’impegno stesso;
la regola si attua a livello di singolo Programma di sviluppo rurale. In Italia, quindi, si applica a livello regionale;
in particolare i PSR italiani dovranno spendere entro il 31 dicembre 2010 un ammontare pari alle somme impegnate dalla Commissione europea nel 2007 e 2008, sulla base di quanto previsto dal piano finanziario annuale di ciascun PSR;
nel calcolo delle somme che andranno a costituire la spesa riconosciuta come utile per la verifica del raggiungimento della soglia del disimpegno automatico rientrano, gli acconti versati dalla Commissione europea a valere sui singoli PSR contestualmente all'approvazione dei PSR e, i pagamenti intermedi erogati dagli Organismi pagatori ai beneficiari finali previsti dalle diverse misure dei PSR, pagamenti per i quali siano state prodotte idonee dichiarazioni di spesa da parte degli Organismi pagatori;
la Regione Calabria per evitare il disimpegno automatico, entro il 31 dicembre 2010, delle somme impegnate sul proprio PSR nel 2007 e 2008 dovrà garantire un'ulteriore spesa di circa 138 milioni di euro, dei quali circa 84 milioni di euro di quota FEASR (su cui si calcola il disimpegno) a cui aggiungere ulteriori 54 milioni di euro di cofinanziamento nazionale;
la situazione analitica del PSR Calabria al 31 marzo 2010 è la seguente:
impegni 2007 e 2008 sul bilancio comunitario 182.236.000,00 (quota FEASR);
pagamenti in acconto 43.633.870 (quota FEASR);
pagamenti intermedi 54.123.137,84 (quota FEASR);
somme da liquidare per evitare il disimpegno automatico 84.478.992,16 (quota FEASR). -:
quali sono le iniziative in atto per evitare il non ben augurale disimpegno automatico della quota Fears pari a 84.478.992,16 euro.
(44; 5.10.2010)
Censore, Bruni. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
la Strada Statale 182 “Trasversale delle Serre” costituisce un importante asse di collegamento Est-Ovest della Calabria che attraversa le province di Catanzaro e Vibo Valentia congiungendo la Strada Statele 106 con l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria;
la realizzazione di questa arteria viaria è da decenni molto attesa dalle Amministrazioni e dalle popolazioni locali che lamentano l'isolamento dei loro territori e l’impossibilità a sostenere ulteriormente le conseguenze economiche derivate dalle carenze e dalle difficoltà legate alla mobilità delle merci e delle persone;
il Governo regionale della passata legislatura aveva destinato la somma di 44 milioni 299 mila euro a valere sui fondi del Por 2000-2006 per l’esecuzione dei lavori lungo il Tronco 3, Lotto 1 (Vallelonga-Cimbello) e per l’appalto dei lavori nel Tronco 1, Lotto 1 (Fondo Valle Mesima-Vazzano) e lotto 2 (Fondo Valle Mesima-Viadotto Scornari);
lo stesso Governo regionale, la Commissione affari della Unione europea e relazioni con l’estero e proceduralmente il Consiglio regionale avevano destinato oltre 200 milioni di euro delle risorse finanziarie del Par-Fas per la strada Statale 182 “Trasversale delle Serre” relativamente ai lavori del Tronco 5, Lotto 4 (Gagliato-Satriano-Svincolo Soverato) e del Tronco 2 (Vazzano-Vallelonga) nonché diel tratto Svincolo A3-Tropea. -:
quali sono le iniziative che la Giunta regionale ha assunto nei confronti del Governo centrale per assicurare la disponibilità delle risorse finanziarie a valere sul Programma attuativo regionale 2007-2013 allo stato bloccate;
qual è lo stato delle procedure che avrebbero dovuto portare alla firma dell'Accordo di programma quadro con il Governo, centrale per il sistema regionale dei trasporti e se, una volta avviato l’accordo e sbloccate le risorse finanziarie sarà confermato il completamento dei lavori della S.S. 182 “Trasversale delle Serre”;
qual è lo stato della procedura d’appalto relativa ai lavori del Tronco 3, Lotto 1 (Vallelonga-Cimbello) e del Tronco 1, Lotto 1 (Fondo Valle Mesima-Vazzano) e lotto 2 (Fondo Valle Mesima-Viadotto Scornari).
(45; 05.10.2010)
Giordano, Talarico D., De Masi. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore all’agricoltura. Per sapere - premesso che:
la Regione con legge n. 29 del 14 agosto 2008 ha inteso promuovere la valorizzazione delle produzioni agricole regionali e prodotti agricoli a chilometri zero, favorendo il consumo e la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle aziende agricole ubicate nel territorio regionale e assicurando un'adeguata informazione ai consumatori sull'origine e le specificità di tali prodotti;
l'articolato normativo prevede all'art. 2 il divieto, ai soggetti gestori dei servizi di ristorazione collettiva pubblica, di somministrare cibi e bevande contenenti organismi geneticamente modificati nonché alimenti ottenuti da animali nutriti con mangimi contenenti organismi geneticamente modificati;
l'art. 3 prevede che i gestori dei servizi di ristorazione collettiva pubblica devono garantire che nella preparazione dei pasti siano utilizzati prodotti agricoli regionali in misura non inferiore al 50 per cento, in termini di valore, dei prodotti agricoli, anche trasformati, complessivamente utilizzati su base annua;
la violazione delle suddette norme comporta la risoluzione di fatto del contratto e al fine di garantire l'osservanza delle stesse l'art. 7 prevede che la Regione, le Province ed i Comuni, nell'ambito delle proprie competenze, esercitino i controlli per l'accertamento delle infrazioni alle disposizioni di cui alla presente legge, si avvalgano degli organi di polizia amministrativa locale, anche attraverso l'istituzione nell'ambito degli stessi organi di appositi gruppi di intervento;
dalle notizie giunte dalle varie associazioni di categoria, vedasi in ultimo l'intervento sugli organi di stampa del Presidente regionale della Coldiretti, si apprende di una violazione sistematica della normativa regionale, anche per l'assenza o inesistenza di controlli; il tutto con grave pregiudizio per l'economia agricola calabrese. -:
se e in quale misura sono stati attivati i controlli previsti dalla legge regionale n. 29 del 14 agosto 2008 e se sono stati costituiti gli appositi gruppi di intervento;
se il dipartimento agricoltura ha attivato, per quanto di sua competenza, i dovuti controlli e contestualmente sollecitato gli enti territoriali competenti affinché avviassero una campagna di controlli nell'ambito delle ristorazione pubbliche e collettive;
quali iniziative si intendono intraprendere, ove i controlli risultassero carenti, per avviare una campagna di monitoraggio e controllo al fine di sanzionare le imprese inadempienti.
(48; 12.10.2010)
Salerno. Al Presidente della Giunta regionale nella qualità di assessore alla sanità. Per sapere – premesso che:
il settore sanitario ha vissuto una fase particolarmente delicata caratterizzata da diversi episodi di "malasanità" saliti agli onori della cronaca nazionale;
l’efficacia e l’efficienza del settore risultano intaccate da precedenti gestioni non improntate a criteri di oculatezza, trasparenza e razionalità economica;
quanto di negativo verificatosi in ambito sanitario ha ingenerato un senso di sfiducia nei cittadini e ha compromesso l’immagine dell’intero settore e delle Istituzioni;
la situazione economica e finanziaria del comparto presenta gravi elementi di criticità e denuncia una condizione debitoria ai limiti della sostenibilità;
l’assetto organizzativo, la funzionalità, lo stato dell’equilibrio finanziario delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere calabresi sono stati oggetto di report televisivi e giornalistici a livello nazionale;
il sottoscritto, in qualità di Presidente della Commissione "Attività sociali, sanitarie, culturali, formative", sta svolgendo una dettagliata attività di monitoraggio degli ospedali calabresi anche al fine di far emergere tutti gli elementi che, di fatto, impediscono il corretto funzionamento della Sanità;
il governo regionale sta per procedere all’attuazione del Piano di riorganizzazione sanitaria mirante al ripianamento della situazione debitoria e all’innalzamento degli standard di qualità;
il rilancio del settore passa anche dal grado di efficienza e credibilità dell’azione dei vertici delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere, nonché di coloro che rivestono ruoli inerenti alla responsabilità finanziaria e amministrativa;
il governo regionale, ai fini di una puntuale e concreta riorganizzazione della Sanità, è chiamato ad accertare e rimuovere ogni caso o circostanza che presenti eventuali caratteri di irregolarità e/o illegittimità;
il Commissario ed i sub commissari ad acta per l’attuazione del piano di rientro, con apposito decreto, hanno proceduto alla revoca di tutte le autorizzazioni allo svolgimento dei concorsi in quanto concesse, dalla precedente Giunta, in palese violazione al disposto del piano di rientro. -:
se, in ordine alle assunzioni di personale dirigenziale presso le Aziende Sanitarie sia Ospedaliere che Provinciali, il Dipartimento Tutela della Salute ha condotto specifica ricognizione finalizzata ad accertarne l’effettiva esigenza;
se i Direttori generali dell’epoca abbiano motivato le esigenze per la determinazione della richiesta di assunzioni e se tali richieste siano state vagliate precedentemente dal Dipartimento tutela della salute;
se il Dipartimento tutela della salute ha rilasciato formali autorizzazioni allo svolgimento dei concorsi e su quali presupposti ha concesso tali autorizzazioni;
se ed in quale Azienda è stato ampliato il numero dei vincitori attraverso scorrimenti di graduatoria e, in caso positivo, quali le motivazioni che giustificano tale ampliamento e se lo scorrimento sia considerabile un provvedimento legittimo;
se alcuni dei concorsi già espletati siano oggetto di indagine da parte dell’Autorità Giudiziaria competente per territorio;
se il vincitore del concorso per un posto di dirigente medico presso l’unità operativa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria “Bianchi Melacrino Morelli” sia in rapporto di parentela con un componente della precedente Giunta regionale;
se, rispetto alla grave e documentata carenza, nella stessa Azienda, all’epoca dell’indizione e dell’espletamento del concorso di dirigenti medici che rendeva e rende tutt’ora precaria l’erogazione di prestazioni presso unità operative importanti quali Radioterapia/Dialisi/Ostetricia/Otorino/Oncologia etc. fosse necessario e prioritario acquisire dirigenti medici nell’unità operativa di Dermatologia;
se uno dei componenti della commissione del concorso suddetto per dirigente medico dell’unità operativa di Dermatologia sia oggi candidato all’incarico di primario presso la stessa unità operativa;
se, nell’attuale situazione, sia necessario ricoprire il posto di primario dell’unità operativa di Dermatologia considerato, per di più, che essa nella gestione 2004-2005 era stata considerata struttura operativa dipartimentale e non struttura complessa.
(49; 13.10.2010)
Principe, Amato. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore ai lavori pubblici. Per sapere – premesso che:
il Consiglio regionale della Calabria nella seduta n. 56 dell'8 ottobre 2008 ha approvato la legge regionale n. 16 ottobre 2008, n. 36 “Norme di indirizzo per programmi di edilizia sociale”;
la legge persegue tra le finalità principali il diritto alla riserva per le seguenti categorie di beneficiari: giovani coppie, studenti universitari fuori sede, anziani, lavoratori extra-comunitari, ragazze madri, appartenenti alle forze dell'ordine;
in attuazione dell'art. 5 della stessa legge, il Dipartimento regionale lavori pubblici ed acque ha approvato con decreto D.D.G. n. 22874 del 31/12/2008, il “Bando di concorso per la realizzazione di alloggi sociali da offrire in locazione o in proprietà”;
il bando regolava criteri e procedure per il finanziamento ed invitava gli operatori individuati dalla legge, a presentare proposte di intervento dal 03/03/2009 al 31/03/2009;
nel mese di giugno 2009, con decreto del D.D.G. è stata nominata apposita commissione, composta dal dirigente di Settore, n. 3 rappresentanti indicati dalle Università calabresi, n. 2 rappresentanti gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri e n. 1 rappresentante dell'Anci Calabria, al fine di formare le relative graduatorie;
in data 07 ottobre 2009 con decreti del D.D.G n. 17859, n. 17865, n. 17868, n. 17869 e n. 17872, sono state approvate n. 5 graduatorie indicate dalla suddetta commissione:
per le cooperative per la realizzazione di alloggi di proprietà;
per le cooperative per la realizzazione di alloggi in locazione;
per le imprese per la realizzazione di alloggi di proprietà;
per le imprese per la realizzazione di alloggi di locazione;
per le Aterp e per i Comuni;
con deliberazione n. 474 del 28 giugno 2010, la Giunta regionale, ai sensi dell'art. 21 quater della legge 7 agosto 1990 n. 241 e s.m.i., ha stabilito una sospensione cautelare dell'efficacia ed esecutività delle graduatorie;
successivamente con decreti n. 10462 del 19 luglio e numero 1296 del 15 settembre 2010 a firma del direttore generale del dipartimento lavori pubblici si è deciso di procrastinare la sospensione delle graduatorie di 60 giorni con il primo e di 20 giorni con il secondo decreto;
tale sospensione sta provocando gravi danni finanziari ai vincitori del bando ed il disagio e la preoccupazione delle famiglie che avrebbero potuto beneficiare dell'attuazione della legge regionale n. 36/08;
in data 21 settembre sul sito della Regione Calabria compare l'approvazione di una delibera di Giunta regionale n. 622 avente ad oggetto: “Legge regionale 16 ottobre 2008 n. 36. Bando di concorso per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale da offrire in locazione o in proprietà. Adozione provvedimenti”. -:
a) quali sono le ragioni tecnico-amministrative e giuridiche che hanno determinato la sospensione delle graduatorie sopra citate;
b) il contenuto dell'atto deliberativo n. 622 avente ad oggetto: “Legge regionale 16 ottobre 2008 n. 36. Bando di concorso per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale da offrire in locazione o in proprietà. Adozione provvedimenti” ed in particolare, in cosa consistono i provvedimenti adottati in quanto a tutt'oggi del richiamato atto deliberativo si conoscono solo il numero e l'oggetto.
(39; 28.09.2010)
Magarò. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
nel territorio ricadente nel comune di Scalea è presente la struttura denominata Aviosuperficie Scalea;
predetta struttura, gestita dalla società Idroscalo Turistico, con sede a Scalea, gode delle autorizzazioni Enac;
l'Aviosuperficie di Scalea possiede le caratteristiche tecniche per la trasformazione ad aeroporto di terza categoria;
il pieno utilizzo della struttura darebbe forte impulso all'intero comprensorio dell'Alto Tirreno cosentino. -:
quali iniziative la Regione Calabria intende adottare per favorire la piena entrata in funzione dell'Aviosuperficie di Scalea.
(41; 30.09.2010)
Guccione, Censore, Sulla, Aiello F. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
la sospensione da parte della Regione Calabria del finanziamento di 100 milioni di euro destinati alla realizzazione dei Contratti di Quartiere dei Comuni di Lamezia Terme, Catanzaro, Cosenza, Corigliano, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone rischia di ritardare un intervento necessario ed urgente per aree e quartieri altamente degradati e la riqualificazione di almeno mille alloggi;
c’è stata la revoca da parte dell'Assessorato regionale ai Lavori Pubblici ai Comuni, alle Aterp, alle imprese e alle cooperative dei finanziamenti per la realizzazione di tremila alloggi di edilizia sociale, di cui alla legge regionale n. 36 del 2008, a cui erano destinati 150 milioni di euro di risorse pubbliche, che sviluppa un investimento da parte dei privati di oltre un miliardo di euro. -:
quali iniziative urgenti intende assumere, considerato che tali provvedimenti impediscono la costruzione ed il recupero di 4 mila alloggi di edilizia sociale in Calabria. Tale blocco, inoltre, provoca un notevole danno all'economia calabrese, alle imprese, ai Comuni, alle Aterp e alle cooperative che hanno già contratto obbligazioni e sono già molto avanti con le procedure di cantierizzazione dei lavori e lede il sacrosanto diritto ad ottenere un alloggio sociale a migliaia di famiglie calabresi svantaggiate economicamente.
(46; 8.10.2010)
Mirabelli. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
l'interrogante consigliere è venuto a conoscenza della delibera con la quale si è stabilito, tra l'altro, il tetto massimo di spesa per l'acquisto delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale da privato accreditato per gli anni 2010-2011-2012, riducendo la cifra da 80 milioni di euro, cui si era addivenuti, a seguito della delibera di Giunta n. 393 del 24 maggio 2010, nell'incontro del 26 maggio 2010 tra associazioni di categoria delle strutture e dei professionisti eroganti tali prestazioni e la dirigenza del Dipartimento regionale alla salute, fino a circa 72 milioni di euro, poi divisi tra le Asp regionali in modo assolutamente iniquo e tale da garantire in alcune aree (Reggio e Crotone) l'acquisto di un numero di prestazioni sufficiente fino all'autunno od oltre, in altre (Cosenza, Catanzaro e Vibo) l'acquisto delle prestazioni già erogate nel corso del solo primo semestre 2010;
già nel mese di luglio 2010 è stata posta interrogazione senza avere alcuna risposta. In questi ultimi giorni, non essendo intervenuto alcunché in merito alla vicenda, si è avuta la notizia, dai quotidiani locali, del diniego della firma dei contratti di attività per l'anno 2010 da parte di tutti gli erogatori privati accreditati di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale dell'Asp di Cosenza;
si è, quindi, venuta a concretizzare la gravissima situazione già paventata a luglio scorso con l'interruzione dell'attività in nome e per conto del Ssr da parte degli operatori privati;
il diniego della firma dei contratti deriva dall'inopportuna ripartizione dei fondi, già denunciata a luglio, e dall'inaudita imposizione da parte regionale e, più precisamente, dalla circolare prot. n. 23062 datata 28 settembre 2010 con cui si sostiene:
le tariffe sono quelle del DM 96, alias Tariffario Bindi, nonostante le ripetute sentenze di Tar e Cds le abbiano annullate;
i budget agli erogatori derivanti dalla Dgr 489/10 sono comprensivi dei ticket pagati dagli utenti, in spregio sia agli accordi con le associazioni di categoria degli operatori che allo stesso riferimento della delibera di Giunta, l'anno 2008, periodo in cui i ticket non rientravano, appunto, nei budget;
a fronte di tale situazione che vede il diniego del contratto, ad esempio, di oltre 70 strutture sanitarie private della provincia di Cosenza, non vi è nemmeno la sussidiarietà delle strutture pubbliche, attesa la chiusura del punto prelievi dell'Asp di Viale Mancini e lo scarso intervento dell'Ospedale dell'Annunziata che, già da tempo, ha ridotto la propria attività per gli utenti non ricoverati al 10% di ciò che faceva in passato;
è evidente la gravità della situazione che vede l'impossibilità concreta del cittadino ad avere le prestazioni se non a proprio totale carico economico. Grave è poi la situazione delle strutture che non potranno tollerare l'inattività derivante da tale scelta obbligata ed a breve ricorreranno ai licenziamenti dei propri addetti se non alla chiusura definitiva. -:
quali siano le iniziative della Giunta in merito ai luoghi presso cui i calabresi potranno recarsi in vece delle strutture private accreditate dell'Asp di Cosenza che ora lavorano non per conto del Ssr;
se è stato considerato l'attuale livello delle liste d'attesa delle strutture pubbliche (anche oltre i 6-12 mesi) per ottenere le prestazioni comprese nei Lea;
quali siano le iniziative della Giunta in merito agli interventi in favore della larga parte della popolazione, poco o non abbiente, che sarà costretta, in caso di necessità e/o di urgenza, a pagare di tasca propria cifre di denaro che non possiede e che, quindi, comprometterebbe ulteriormente lo stato di salute ed il livello economico già disastrato;
quali siano gli interventi della Giunta in merito alla prossima perdita del posto di lavoro per gli oltre 600 lavoratori del settore interessato nelle tre provincie citate;
se non vi sia la necessità, per tutte le motivazioni in premessa, di scongiurare qualsiasi ipotesi di sospensione dell'accreditamento, ponendo in essere tutte le attività istituzionali per definire la situazione con i rappresentanti di Asa ed Sbv;
se tale tipo d'iniziativa non provoca ulteriore migrazione dei cittadini calabresi e l'aumento dei tempi delle liste di attesa vista l'esplosione delle stesse e, addirittura, la creazione di una nuova lista mai creatasi prima d'ora, quella dei prelievi finalizzati agli esami di laboratorio, con ulteriore percezione di sfiducia nelle istituzioni regionali, considerata l’incapacità di risolvere i problemi relativi al settore sanitario.
(47; 12.10.2010)
Aiello F. Al Presidente e alla Vicepresidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
il 30 settembre 2010, in Calabria, sono scaduti i tempi di emanazione del bando re­lativo all'applicazione della legge regionale n. 20 del 21 agosto 2007, recante “Di­sposizioni in materia di promozione e tutela dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà” e che, in assenza di siffatta importante pro­grammazione e più in generale per lo sviluppo delle politiche di genere, per la Re­gione Calabria il rischio evidente è quello di ampliare ancor di più forme di discriminazioni in danno delle donne maltrattate. -:
quali iniziative urgenti intendono assumere, considerato che tali provvedimenti impediscono la regolare erogazione di un servizio e di un sostegno inelimi­nabile per molte donne, in stato spesso di evidente pericolo;
inoltre, quali iniziative intendono assumere affinché vengano rimossi, con urgenza, gli ostacoli burocratici che impedisco­no l'attuazione della legge regionale n. 20 del 21 agosto 2007 a sostegno dei Centri antiviolenza, ovvero la mancata pubblicazione del relativo ban­do annuale, il cui limite è fissato nella legge al 30 settembre 2010.
(50; 14.10.2010)
Gallo. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore ai trasporti. Per sapere – premesso che:
la strada statale 106, denominata ionica, è unico anello di congiunzione tra il corridoio adriatico e quello tirrenico e per questa sua importanza risulta inserita tra le infrastrutture prioritarie nazionali;
la stessa nel tratto calabrese, attraversa ancora diversi centri abitati, con grave pericolo per la salute e la sicurezza dei cittadini, oltre che degli stessi automobilisti;
per evitare l'attraversamento del centro abitato di Montegiordano, nel 1996 si formulò ed approvò la progettazione per la realizzazione, tra i chilometri 402.400 e 405.950, di una variante consistente nella creazione di un percorso alternativo, a quello esistente, mediante la perforazione di due gallerie;
i lavori per la realizzazione di detta variante furono regolarmente appaltati nel 1998;
nel 2001, alla presenza delle autorità civili e religiose, si provvide all'abbattimento dell'ultimo diaframma delle richiamate gallerie, da allora, tuttavia, nonostante una spesa complessiva di circa 150 milioni di euro, le suddette gallerie ed il tracciato alternativo non sono mai state aperte alla viabilità;
tale ritardo - spiegava in Parlamento nel 2006 l'allora ministro alle infrastrutture Antonio Di Pietro - era da ricondursi a sopravvenute disposizioni normative comportanti la necessità di un adeguamento degli impianti tecnologici;
in ossequio a ciò, si incaricò l'Anas di procedere alla progettazione ed all'affidamento dell’appalto dei lavori legati al necessario adeguamento delle due gallerie;
i medesimi lavori furono consegnati alla ditta appaltatrice nel marzo del 2009;
in risposta ad una precisa richiesta informativa del Dipartimento per le infrastrutture - Direzione generale per le infrastrutture stradali - del Ministero delle infrastrutture, in data 18 dicembre 2009 l'Anas faceva presente che i lavori di adeguamento sarebbero stati ultimati entro il giugno 2010, ritenendo non doversi procedere ad alcuna modifica della geometria delle gallerie, risultando le stesse regolarmente collaudate e perfettamente idonee ad accogliere il traffico leggero e pesante;
ad oggi, tuttavia - spirato invano da mesi il termine del giugno 2010 - i cantieri sono ancora attivi ed il tratto in questione resta ancora chiuso al traffico, con conseguente deviazione dello stesso all'interno del centro abitato montegiordanese e con evidenti, gravi ripercussioni sulla sicurezza e la salute dei suoi abitanti;
il governo regionale attualmente in carica, all'atto del suo insediamento, ha assunto l'impegno di adoperarsi per la risoluzione delle questioni legate alle deficienze infrastrutturali di cui l'intera Regione soffre. -:
se e come lo stesso, pur non avendo competenza alcuna nel merito della questione, in coerenza con gli indirizzi programmatici, intenda adoperarsi per far sì che le gallerie montegiordanesi e la realizzanda variante tra i chilometri 404.400 e 405.950 della strada statale ionica possano essere quanto prima aperte al traffico veicolare.
(4; 22.09.2010)
il Sistema infrastrutturale calabrese, in particolare quello stradale, presenta da decenni gravissime criticità e costituisce uno dei veri ostacoli allo sviluppo del nostro territorio;
il problema del miglioramento del tracciato della S.S. 106 Jonica continua a rimanere un problema atavico e irrisolto sia per il sostanziale scarso impegno di tutti i Governi che si sono succeduti in questi decenni sia per l’insipienza della classe politica calabrese;
nonostante lo sporadico impegno di Parlamentari e Istituzioni locali, i risultati, anche per cause estranee al cronico disinteresse della classe politica del Paese, sono stati fino ad oggi assolutamente deficitari, mentre grandi investimenti infrastrutturali continuano ad essere sistematicamente destinati ai problemi, non altrettanto drammatici, delle aree forti del Paese;
nonostante le lodevoli iniziative del Comitato di Comuni della fascia ionica calabrese, gli impegni, assunti nel tempo dall'Anas, sono stati sempre disattesi, anche per lamentate carenze di risorse destinate dai diversi Governi;
è venuto il momento di inquadrare il problema della S.S. 106 in un nuovo contesto nazionale e internazionale in quanto, da una parte, vitale per lo sviluppo dell'intera Regione Calabria ma anche per le oggettive implicazioni con il sistema infrastrutturale del resto del Paese, dall'altra perché il suo completamento influisce direttamente sul sistema dei Corridoi Stradali Europei, in quanto cerniera importante tra il Meridione d'Italia, e quindi tra il centro geografico del Mediterraneo e l'Europa dell'Est;
si intende sottoporre alla responsabile attenzione, valutazione e discussione della massima Assemblea elettiva calabrese un problema d'importanza strategica anzitutto per l'intera Regione Calabria, della quale fino ad oggi è stato uno dei principali ostacoli al suo sviluppo;
il Consiglio regionale, nell'ambito dei propri poteri, è chiamato a confrontarsi e a fornire precisi indirizzi alla Giunta regionale, anche con il diretto e preventivo coinvolgimento di tutti i soggetti direttamente coinvolti, a partire dalla citata Anas;
si ritiene ineludibile:
1) avviare un urgente, costruttivo ma stringente confronto con i vertici dell'Anas per focalizzare lo stato attuale degli interventi in corso sull'intera tratta e per avere un quadro realistico dei finanziamenti necessari per il completamento dell'importante arteria stradale;
2) promuovere un urgente incontro con i rappresentanti del Governo, a partire dal ministro Matteoli, direttamente coinvolti, al fine di conoscere le reali intenzioni dell'Esecutivo del Paese in ordine al reperimento delle imponenti risorse, ordinarie e/o straordinarie, che, a nostro giudizio, ancora sono necessarie per avviare il completamento dell'opera;
stante l'importanza e la complessità della problematica nonché le ormai ineludibili attese delle popolazioni calabresi, a valutare l'opportunità di assegnare preliminarmente, e per eventuali audizioni, la presente mozione alla Commissione consiliare competente al fine di mettere il Consiglio regionale nelle migliori condizioni per adottare le conseguenti e più opportune deliberazioni sull’argomento.
(8; 16.09.2010) Imbalzano
nelle scorse settimane il gruppo Ansaldo Breda-Finmeccanica, a seguito di gara indetta da Trenitalia ha vinto una maxi commessa da 1,5 miliardi di euro per la fornitura di nuovi treni super veloci V300 Zefiro, unitamente al gruppo canadese Bombardier;
il nuovo super treno, battendo la concorrenza del Gruppo francese Alstom, sarà destinato sia per soddisfare le esigenze del mercato nazionale, che per i paesi emergenti dell'Asia, del Sud America e per i ricchi corridoi ferroviari dell'Europa centro-settentrionale;
i primi prototipi dovranno essere forniti a Trenitalia per i relativi test entro 300 giorni e che le consegne dovranno essere effettuate entro i primi mesi del 2013;
lo stabilimento reggino, pur essendo specializzato nel settore delle metropolitane, ha dato in questi anni significativi contributi nel campo delle costruzioni ferroviarie e che quindi la maxi commessa, a differenza di quanto affermato nelle prime dichiarazioni di commento da parte del Top Management del Gruppo, potrà avere una caratterizzazione nazionale e non esclusivamente "pistoiese", coinvolgendo direttamente anche altri stabilimenti del Gruppo stesso, a partire da quello di Reggio in importanti lavorazioni della stessa commessa;
la Regione Calabria, a parte alcune ben enfatizzate intenzioni manifestate sui media locali e riportate dagli stessi organi di stampa nel mese di giugno 2009, dal precedente assessore regionale ai trasporti, non ha mai inteso, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni, creare le giuste sinergie per rinnovare il materiale rotabile utilizzato per il trasporto regionale, privilegiando i prodotti dello stabilimento reggino, pur avendo questo sito costruito per anni, "chiavi in mano", modelli tecnologicamente avanzati che potevano e possono andare bene anche per il nostro trasporto regionale su rotaie;
altresì, le stesse Ferrovie della Calabria, nonostante i cospicui introiti a fronte del contratto di servizio esistente, si sono sempre negativamente distinte per l'assenza di attenzione verso l'avanzato stabilimento di Reggio-Torre Lupo e nonostante sia la stampa locale, sia rappresentanti delle Istituzioni locali e non, che autorevoli rappresentanze sindacali abbiano più volte, anche recentemente, messo in evidenza che il parco rotabile ferroviario utilizzato in Calabria è assolutamente desueto e, spesso, considerato da terzo mondo;
con la presente mozione, si intende sottoporre alla responsabile valutazione e discussione della massima Assemblea elettiva calabrese una problematica di importanza strategica non solo per la città di Reggio ma per l'intero territorio della nostra regione;
il Consiglio regionale, nell'ambito dei propri poteri, è chiamato a confrontarsi e a fornire precisi indirizzi, nella fattispecie, sul destino di un sito industriale che, dal punto di vista tecnologico, rappresenta uno dei centri di eccellenza dell'intero Mezzogiorno e coinvolge direttamente il destino di circa 600 maestranze, tra lavoratori diretti e occupati nell'importante indotto;
1) avviare un costruttivo e urgente confronto con i vertici del Gruppo Ansaldo Breda in ordine al possibile coinvolgimento, con conseguenti ricadute occupazionali, dello stabilimento di Reggio Calabria relativamente alla maxi commessa citata in premessa;
2) dare seguito, ove ancora in itinere e necessariamente rimodulate, a precedenti eventuali iniziative, costituendo comunque un immediato tavolo di lavoro e di concertazione tra la Regione Calabria, le Ferrovie della Calabria, Trenitalia e l'Università Mediterranea Facoltà di Ingegneria dei Trasporti, per dare una forte accelerazione al Piano regionale dei trasporti e per individuare le sinergie ed i campi di intervento ritenuti utili per favorire lo sviluppo delle grandi potenzialità dello stabilimento reggino;
3) coinvolgere operativamente il sito di Torre Lupo nel progetto di miglioramento in corso del sistema di mobilità all'interno della Regione Calabria, con particolare riferimento ai consistenti investimenti messi in campo per realizzare le metropolitane di superficie all'interno del territorio calabrese;
stante l'importanza e la complessità della problematica in questione per un preliminare e congiunto coinvolgimento delle Commissioni consiliari competenti (attività produttive, trasporti e fondi comunitari), degli assessori e/o consiglieri regionali delegati per il settore, al fine di programmare le necessarie audizioni, a partire dalle organizzazioni sindacali regionale, per mettere il Consiglio regionale nelle condizioni di adottare le conseguenti e più opportune deliberazioni di indirizzo politico ed economico in un settore così strategico per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini calabresi.
(9; 25.08.2010) Imbalzano
se alla data di scadenza del termine del 15.6.2010 risulta essere stata presentata una sola offerta o più offerte;
se è vero che negli anni precedenti era stata sempre prevista nel bando di gara relativo all'affidamento del servizio di vigilanza dell'Asp di Vibo Valentia la clausola della partecipazione di almeno tre ditte ai fini dell'aggiudicazione;
se non sia opportuno sospendere la procedura di gara e richiedere parere all'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici sulla ragionevolezza e proporzionalità della clausola in predicato.
Risposta – “In riferimento all’interrogazione in oggetto, pervenuta a questa Autorità regionale in data 28/07/2010, si forniscono di seguito gli elementi utili per la risposta.
Gli articoli 41 e 42, del codice degli appalti prevedono quali siano i documenti che dimostrino le capacità tecniche e professionali che devono essere possedute dagli operatori economici. In particolare il comma 2 dell'art. 41, prevede la possibilità per le Stazioni appaltanti di richiedere altri requisiti che ritengono utili ai fini della dimostrazione della qualificazione professionale.
La dimostrazione del fatturato per servizio analogo a quello oggetto dall'appalto non è una libera previsione di questa Autorità regionale ma una prescrizione del comma 1, lettera c), dell’articolo 41 del D.lgs.vo 163/06 e s.m.i..
Si è richiesto di aver espletato un servizio presso almeno un’azienda sanitaria o ospedaliera attesa la peculiarità dell'oggetto dell'appalto che non è assimilabile ad un servizio reso presso un ente qualsiasi.
Il principio della libera concorrenza non implica l'assenza di qualificazione tecnica e professionale e non si configura alcuna limitazione concorrenziale chiedendo un’adeguata qualificazione.
Non sono stati assolutamente sovrastimati i livelli di capacità e la richiesta di stesso servizio è sicuramente connessa all'oggetto.
E' vero che i principi tutelabili, ex art. 2 del D.Lgs.vo 163/06 e s.m.i. sono quelli evidenziati ma è anche vero che il medesimo articolo, al comma l, dice che l’affidamento deve garantire la -qualità delle prestazioni.
Il Codice degli Appalti ha contemperato la necessità di qualificazione a tutela delle Stazioni Appaltanti prevedendo, all'art. 49, l'istituto dell'avvalimento che consente agli operatori economici di "avvalersi" dei requisiti di altri soggetti ai fini della partecipazione a procedure di gara, che sono sempre a rilevanza comunitaria, qualora non posseggano i requisiti di qualificazione professionale richiesti.
Alla data di scadenza del termine è pervenuta una sola istanza. Non si è a conoscenza di clausole di almeno tre offerte previste da altre stazioni appaltanti che non possono essere previste in quanto attivando una procedura aperta, ai sensi degli artt. 54 e 55 del D.Lgs.vo 163/06 e s.m.i., l’unica clausola inseribile è quella di non procedere ad aggiudicazione nel caso di una sola offerta valida (comma 4, art. 55); l'inserimento di altre clausole sarebbe illegittimo.
La procedura di gara è già in fase di aggiudicazione definitiva e non si ritiene opportuna alcuna sospensione per il preventivo parere dell'AVCP in quanto non si riscontra la non proporzionalità dei requisiti richiesti che sono analoghi ed in linea con le previsioni richieste negli atti di gara di altre Stazioni Appaltanti”.
Dott. Salvatore Boemi (Commissario Stazione unica appaltante)
Talarico D. Al Presidente della Giunta regionale e all'assessore ai lavori pubblici. Per sapere – premesso che:
Risposta – “In riferimento all'interrogazione n. 12 del 16/06/2010 la risposta che può fornirsi alle questioni poste è unica e si fonda sulla natura della "verifica preliminare della domanda".
La verifica preliminare delle istanze di autorizzazione unica demandata dalla L.R. 42/08 al Settore Politiche Energetiche è infatti una mera “Verifica Documentale” che ha ad oggetto l'esattezza e la conformità della domanda e della documentazione ad essa allegata al contenuto previsto dall'art. 4 dell'Allegato Sub 1 alla legge 42/08.
In sede di verifica preliminare il Settore Politiche Energetiche, secondo la stessa legge, provvede esclusivamente a verificare la completezza della domanda con riferimento alla documentazione elencata al punto 4, chiedendo eventualmente un'integrazione della stessa e provvedendo in caso di esito positivo alla convocazione della Conferenza dei servizi.
E’ poi nella Conferenza dei servizi che gli aspetti progettuali di dettaglio (ed eventuali carenze) vengono prese in considerazione dagli Enti invitati a partecipare ai lavori.
Punti quali la destinazione delle ceneri, l'autorizzazione degli scarichi nel fiume ecc, non rientrano nell'oggetto della verifica preliminare dell'istanza ma costituiscono, viceversa, materia di valutazione in sede di Conferenza dei servizi.
Analogo discorso può compiersi con riferimento a questioni quali la sostenibilità del progetto in riferimento alle caratteristiche del territorio, la cui valutazione non rientra nell'ambito della verifica preliminare della domanda ai sensi del punto 4, né tantomeno nelle competenze del Settore Politiche Energetiche per come definite dalla L.R. 42/08.
Le osservazioni ed i rilievi al progetto riportati nell'interrogazione sono stati infatti correttamente proposti dalla Provincia di Cosenza in sede di prima riunione di conferenza ed eventuali integrazioni e correttivi prodotti dalla Società proponente costituiranno oggetto della prossima riunione”.
Antonio Stefano Caridi (Assessore alle attività produttive)
Proposta di provvedimento amministrativo n. 85/9^, recante: “Modifiche all’articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale” (Del. n. 52)
vista la proposta di modifica al Regolamento Interno, esaminata dalla 5^ Commissione consiliare “Riforme e Decentramento” nella seduta del 13 ottobre 2010;
di modificare, con gli emendamenti introdotti, l'articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale approvato con deliberazione n. 5 del 27 maggio 2005, come appresso specificato:
l'articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale è sostituito dal seguente:
1. L'interrogazione a risposta immediata consiste in una sola domanda, semplice e concisa, su argomenti di particolare rilievo politico ed istituzionale, che presentino caratteri d'urgenza o di attualità.
3. L'interrogazione a risposta immediata deve essere presentata al Presidente del Consiglio inderogabilmente entro le ore 12:00 del settimo giorno lavorativo antecedente la seduta di svolgimento.
8. Il Presidente della Giunta, l'Assessore o il Sottosegretario competente per materia devono motivare formalmente la loro impossibilita a rispondere. Le interrogazioni non svolte sono iscritte ai primi punti dell'ordine del giorno della seduta successiva dedicata alle interrogazioni a risposta immediata.
9. L'interrogante dispone di due minuti per illustrare l'interrogazione. Il Presidente della Giunta, l'Assessore o il Sottosegretario competente per materia o delegato dispone di tre minuti per rispondere. L'interrogante ha diritto di replica per non più di un minuto. L'assenza in Aula dell'interrogante comporta la decadenza dell’interrogazione.
10. Il Presidente del Consiglio può disporre le forme più adeguate per informazione e pubblicità delle interrogazioni di cui al presente articolo”.
Proposta di legge n. 3/9^, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 30 del 7 agosto 2002: <<Provvedimenti tributari in materia addizionale all’Irpef e di tasse automobilistiche>>” (Del. n. 53)
1. Dopo l'articolo 2 della legge regionale 7 agosto 2002, n. 30 (Provvedimenti tributari in materia di addizionale all’IRPEF e di tasse automobilistiche) sono inseriti i seguenti articoli:
(Esenzione a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale)
1. Sono esentabili dal pagamento della tassa automobilistica le organizzazioni non lucrative di utilità sociale regolarmente iscritte presso l'albo regionale di cui all'articolo 26 della legge regionale 5 dicembre 2003, n. 23.
2. L'esenzione, è concessa con decreto del dirigente della struttura tributaria regionale previa istanza di ammissione al beneficio.
3. L'istanza è prodotta alla struttura tributaria regionale con i seguenti allegati:
a) la carta di circolazione del veicolo;
c) l'attestazione di iscrizione all'albo indicato nel comma 1.
4. L'istanza è prodotta secondo modalità determinate con decreto del dirigente generale del Dipartimento che sovraintende alla struttura tributaria.
5. Il beneficio della esenzione è concesso limitatamente ad un singolo veicolo, utilizzato esclusivamente per l'attività propria di servizio, di cilindrata non superiore ai 1.200 centimetri cubi se alimentato a benzina o a gasolio, ovvero non superiore ai 1.400 centimetri cubi se alimentato ancorché non esclusivamente tramite combustibile gassoso ovvero dotato ancorché non esclusivamente di motore elettrico.
6. In deroga al comma 5, il beneficio della esenzione è concesso indipendentemente dal numero e dalla cilindrata nel caso di veicoli che, dalla carta di circolazione, risultino adibiti esclusivamente a trasporto di natura sanitaria.
1. Agli oneri derivanti dalle minori entrate conseguenti l'attuazione dell'articolo 2 bis, quantificati in euro 26.000,00 si tiene conto in sede di predisposizione ed approvazione del bilancio 2011”.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 6/9^, recante: “Intesa istituzionale di Programma Governo-Regione Calabria. Definanziamento degli interventi che non hanno assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti, ai sensi della delibera Cipe 14 del 2006. Punto 5.1. e riparto delle risorse finanziarie programmabili derivanti dai rientri finanziario, ai sensi del Punto 15 dell’Accordo Stato-Regioni del 12.2.2009 – Modifica delibera Giunta regionale n. 185/2009” (Del. n. 54)
richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 158 del 27 febbraio 2010, recante in oggetto "Intesa Istituzionale di Programma Governo-Regione Calabria. Definizione degli interventi che non hanno assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti ai sensi della Delibera Cipe 14 del 2006, punto 5.1 e riparto delle risorse finanziarie programmabili derivanti dai rientri finanziari ai sensi del punto 15 dell'accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009 - modifica delibera Giunta regionale n. 185/2009";
la delibera CIPE n. 14 del 22 marzo 2006 sulla programmazione delle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate mediante le intese istituzionali di programma e gli accordi di programma quadro;
la delibera CIPE n. 1 del 6 marzo 2009 sull'aggiornamento della dotazione del fondo aree sottoutilizzate, dell'assegnazione di risorse ai programmi strategici regionali, interregionali ed agli obiettivi di servizio e modifica della delibera 166/2007;
la delibera di Giunta regionale n. 59 del 30 gennaio 2007 sugli adempimenti della delibera CIPE n. 3/2006, riparto programmatico per settore;
la delibera di Giunta regionale n. 185 del 20 aprile 2009 sull'intesa Istituzionale di Programma Governo-Regione Calabria. Ricognizione e riparto delle risorse finanziarie programmabili derivanti dalle economie e dai rientri finanziari ai sensi del punto 15 dell’Accordo Stato-Regione del 12 febbraio 2009;
la delibera di Giunta regionale n. 167 del 27 febbraio 2010 sull'Intesa Istituzionale di Programma Governo-Regione Calabria (1999). Modifica alla delibera di Giunta regionale n. 467 del 21.7.2008. Approvazione della proposta di I Atto Integrativo all'Accordo di Programma Quadro in materia di "Difesa del Suolo-Erosione delle Coste". Attuazione della delibera di Giunta regionale n. 186 del 20.4.2009 e s.m.i. in ordine al riparto delle risorse finanziarie programmabili derivanti dai rientri finanziari ai sensi del punto 15 dell’Accordo Stato-Regioni del 12.2.2009;
la delibera di Giunta regionale n. 171 del 27 febbraio 2010 sull'Intesa Istituzionale di Programma Governo-Regione Calabria (1999). Modifica alla delibera della Giunta regionale n. 603 dell'8.8.2008. Approvazione della proposta IV Atto Integrativo all’Accordo di programma Quadro "Emergenze Urbanistiche e Territoriali". Modifica alla delibera di Giunta regionale n. 170 dell'8.4.2009. Ricognizione delle risorse finanziarie per il completamento del Programma Centri Storici della Calabria nelle more di approvazione del PAR Calabria FAS 2007-2013;
vista la legge regionale del 5 gennaio 2007, n. 3 recante"Disposizioni sulla partecipazione della Regione Calabria al processo normativo comunitario e sulle procedure relative all'attuazione delle politiche comunitarie" ed in particolare l'articolo 11;
di ratificare la delibera della Giunta regionale n. 158 del 27 febbraio 2010 concernente l'oggetto”.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 8/9^, recante: “Programmazione regionale unitaria 2007-2013. Progetto integrato di sviluppo regionale di valenza strategica “Sistema delle aree urbane regionali”. Integrazione alla delibera della Giunta regionale n. 181 del 20.4.2010” (Del. n. 55)
richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 180 del 3 marzo 2010, recante in oggetto "Programmazione regionale comunitaria 2007-2013. Progetto Integrato di Sviluppo Regionale di Valenza Strategica "Sistema delle Aree Urbane Regionali". Integrazione alla delibera della Giunta regionale n. 181 del 20 aprile 2009";
il patto per il Governo del Territorio in Calabria del 23 settembre 2005;
il D.L. n. 185 del 29 novembre 2008 recante disposizioni in materia di "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", ed in particolare l'articolo 20;
il Decreto Dirigenziale n. 21617 del 30 novembre 2009 del Dipartimento Urbanistica e Governo del Territorio recante disposizioni in materia di: "Programmazione Regionale Unitaria 2007-2013 - Progetto Integrato di Sviluppo Regionale di Valenza Strategica "Sistema delle Aree Regionali". DPGR n. 191 del 27 luglio 2009 - Assunzione schema Protocollo d'Intesa Programmatico";
la delibera di Giunta regionale n. 181 del 20 aprile 2009 recante disposizioni in materia di "Programmazione Regionale Unitaria 2007-201 3 - Progetto Integrato di Sviluppo Regionale di Valenza Strategica "Sistema delle Aree Regionali" - Istituzione del Tavolo di Partenariato regionale, Definizione del Quadro delle Risorse finanziarie e delle Azioni per l'Avvio del Progetto";
la delibera di Giunta regionale n. 10 del 13 gennaio 2010 recante disposizioni in materia di "Attuazione legge regionale 16.4.2002 n. 19 articoli 17 e 25. Approvazione del Documento Finale del Quadro Territoriale Regionale con valenza Paesaggistica (QTRIP) e "Norme tecniche di attuazione del QTRIP" e trasmissione della proposta di relativo provvedimento amministrativo al Consiglio regionale ex articolo 25 comma 4 della legge regionale n. 19/2002";
la delibera di Giunta regionale n. 11 del 13 gennaio 2010 recante disposizioni in materia di: "Programmazione Regionale Unitaria 2007-2013. Progetto Integrato di Sviluppo Regionale di Valenza Strategica "Sistema delle Aree Urbane Regionale". Criteri di riparto delle risorse dell'Asse VIII - Settore "Città ed Aree Urbane" del POR Calabria FESR 2007-2013. Presa d'atto dell'inefficacia della delibera della Giunta regionale n. 769 del 18 novembre 2009;
richiamato l'estratto POR Calabria FESR 2007-2013;
di ratificare la delibera della Giunta regionale n. 180 del 3 marzo 2010 concernente l'oggetto, con la raccomandazione di ricomprendere nella programmazione del sistema delle aree urbane regionali anche i comuni con popolazione tra i 10.000 ed i 30.000 abitanti, individuando idonee risorse finanziarie nel contesto della programmazione regionale unitaria”.
Proposta di provvedimento amministrativo n. 83/9^, recante: “Aiuti di stato n. 723/2007 <<Interventi per il rilascio di garanzie di cui al regime n. 391/2003>>. Modifica dell'importo massimo garantibile e capitalizzazione del fondo a norma dell'articolo 11, comma 2 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 8” (Del. n. 56)
richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 563 del 23 agosto 2010, recante in oggetto "Aiuti di stato n. 723/2007 "Interventi per il rilascio di garanzie di cui al regime n. 391/2003". Modifica dell'importo massimo garantibile e capitalizzazione del fondo a norma dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale 26 febbraio 2010, n, 8";
il Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR);
il Regolamento (CE) n. 1974/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 recante “Disposizione di applicazione del Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR)”;
la decisione del Consiglio n. 2006/144/CE del 20 febbraio 2006 relativa agli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale (periodo di programmazione 2007-2013);
gli aiuti di Stato n. 391/2003 e n. 723/2007;
l'articolo 11 della legge regionale del 26 febbraio 2010 n. 8;
il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 approvato con decisione n. C(2010) 1164 del 26.2.2010;
richiamato il paragrafo 5.2.7 del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 che nel disciplinare i regimi agevolativi diversi dagli aiuti diretti a fondo perduto prevede la facoltà per la Regione di avvalersi dello strumento "Fondo di garanzia" per sostenere i processi di investimento delle imprese agricole;
di ratificare la delibera della Giunta regionale n. 563 del 23 agosto 2010 concernente l'oggetto, con la raccomandazione di definire, in sede di attuazione delle misure del PSR 2007-2013, criteri di selezione delle operazioni che consentano la parità di accesso al regime di aiuto per la piccola e media impresa agricola”.