Source: http://concordati.ilcaso.it/codice_sovraindebitamento/8
Timestamp: 2020-07-02 08:38:34+00:00
Document Index: 102869502

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 571', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 186', 'art. 147', 'art. 182', 'art. 182', 'art 7', 'art. 124', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 6']

Contenuto dell'accordo o del piano del consumatore
2. Nei casi in cui i beni e i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità dell'accordo o del piano del consumatore, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per assicurarne l'attuabilita'.
3-bis. Con riferimento alla proposta di accordo o di piano del consumatore presentata da parte di chi svolge attivita' d'impresa, possono prestare le garanzie di cui al comma 2 i consorzi fidi autorizzati dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 107 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, nonche' gli intermediari finanziari iscritti all'albo previsto dall'articolo 106 del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni, assoggettati al controllo della Banca d'Italia. Le associazioni antiracket e antiusura iscritte nell'albo tenuto presso il Ministero dell'interno possono destinare contributi per la chiusura di precedenti esposizioni debitorie nel percorso di recupero da sovraindebitamento cosi' come definito e disciplinato dalla presente legge. Il rimborso di tali contributi e' regolato all'interno della proposta di accordo o di piano del consumatore. (2)
4. La proposta di accordo con continuazione dell'attivita' d'impresa e il piano del consumatore possono prevedere una moratoria fino ad un anno dall'omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione.
(2) Comma aggiunto dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. La modifica si applica dal 21 agosto 2015, data di entrata in vigore della legge di conversione.
Sovraindebitamento - Moratoria ultra-annuale del creditore ipotecario - Inammissibilità.
Non è condivisibile l’impostazione della sentenza della Cassazione n. 17834 del 2019, secondo la quale la norma di cui all’art. 8 ultimo comma della legge 3/2012 non è di ostacolo alla previsione di una dilazione del pagamento del creditore privilegiato superiore ad un anno, qualora sussista la attestazione dell’OCC circa la soddisfazione del privilegiato nei limiti della capienza, ovvero nella misura del valore presumibile di mercato del bene su cui insiste la prelazione, in quanto tale norma ha carattere eccezionale ed è pertanto inderogabile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 11 Novembre 2019. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti e piani del consumatore – Dilazione del pagamento dei crediti prelatizi – Modalità
Piano del consumatore – Limite di durata – Esclusione.
Negli accordi di ristrutturazione dei debiti e nei piani del consumatore, è possibile prevedere la dilazione del pagamento dei crediti prelatizi anche oltre il termine di un anno dall'omologazione previsto dall'art. 8, comma 4, della legge n. 3 del 2012, ed al di là delle fattispecie di continuità aziendale, purché si attribuisca ai titolari di tali crediti il diritto di voto a fronte della perdita economica conseguente al ritardo con cui vengono corrisposte le somme ad essi spettanti o, con riferimento ai piani del consumatore, purché sia data ad essi la possibilità di esprimersi in merito alla proposta del debitore (cfr.Cass. sent. n. 17834 del 2019).
La diversa conclusione non può trovare ostacolo nel fatto che il piano del consumatore non prevede la possibilità del voto, atteso che l'asimmetria (rispetto all'accordo di composizione proponibile dal debitore ex art. 7 della medesima legge. ndr) può essere colmata, alfine, in via interpretativa, nell'ambito delle regole che attengono a quel piano; regole che, per come formulate, non escludono la possibile rilevanza di libere ed appropriate forme di manifestazione di volontà cui associare la tutela del creditore.
Non può aprioristicamente escludersi che gli interessi del creditore risultino meglio tutelati con un piano del consumatore, che preveda una dilazione di significativa durata (anche superiore ai 5-7 anni), piuttosto che per mezzo della vendita forzata dei beni del patrimonio del debitore. Ciò accade, ad esempio, ogniqualvolta il piano preveda il pagamento integrale del debito, mentre il patrimonio del debitore, aggredibile tramite esecuzione forzata, non sia in grado di soddisfare integralmente le ragioni del creditore, in quanto costituito da un unico bene di rilievo (si pensi all'immobile adibito ad abitazione) il cui valore sia pari od inferiore all'ammontare dei debiti. Come è noto, infatti, con la vendita all'incanto, ed in particolare quella di beni immobili, è difficile ricavare una somma maggiore o pari al valore di stima degli stessi, ma anzi, generalmente, il creditore ottiene una somma anche inferiore (spesso di molto) rispetto a tale valore sia perché gli offerenti alle aste si avvalgono sovente della facoltà, prevista dall'art. 571, comma 2 cod. proc. civ., di offrire un corrispettivo ridotto fino ad un quarto rispetto al prezzo base, sia a causa della decurtazione dei costi della procedura dal ricavato.
Se, pertanto, la ratio dell'applicazione del limite implicito di durata massima è quella di tutelare il creditore, nei casi appena visti non si vede perché non possa derogarsi a tale limite, concedendo l'omologa al piano, anche se di durata ultraquinquennale.
Depone in questo senso, del resto, l'ulteriore argomento rappresentato dal fatto che la durata della procedura va computata con riguardo al decreto di omologa, non potendosi ricomprendere la fase esecutiva nell'ambito operativo della legge Pinto ai fini del computo del termine.
Questa Corte, invero, ha precisato che «in tema di equa riparazione per violazione della durata ragionevole del processo, deve escludersi la responsabilità dello Stato ai sensi della legge 29 marzo 2001, n. 89, con riferimento alla protrazione nel tempo dell'attività dei liquidatori nominati con la sentenza di omologazione del concordato preventivo, poiché, chiudendosi questo con il passaggio in giudicato della sentenza di omologazione, ed essendo i liquidatori non organi della procedura pubblica, bensì mandatari dei creditori per il compimento di tutti gli atti necessari alla liquidazione dei beni ceduti, detta attività non rientra nell'organizzazione del servizio pubblico della giustizia» (cfr. Cass. n. 7021 del 2012).
Sotto altro profilo, tale soluzione ha il merito di valorizzare il principio ispiratore delle procedure in esame, vale a dire il principio, di origine comunitaria, della cd. second chance, che trova oggi enunciazione positiva nel regolamento europeo sulle procedure di insolvenza (cfr. "considerando" 10 Reg. 848/2015 UE), e mira a garantire una seconda opportunità agli imprenditori o ai consumatori che si distinguono per meritevolezza e non abbiano causato il proprio dissesto economico in mala fede o in modo fraudolento.
Non può sottacersi, peraltro, che il legislatore prevede - con riguardo ai crediti fiscali - la possibilità di una moratoria molto più lunga dei termini di cui alla cd. legge Pinto. 7.3.2.5. L'adozione di un'interpretazione eccessivamente restrittiva dell'ammissione alle procedure in esame, ed in particolare al piano del consumatore, che consideri come elemento dirimente per negare l'omologa la durata ultraquinquennale dello stesso, rischia, dunque, di minare l'effettività dello strumento e mal si concilia con il processo in atto a livello europeo di cambiamento della cultura giuridica a favore della logica del salvataggio e della seconda chance. Né va dimenticato, poi, che la legge n.3 del 2012 è stata introdotta non soltanto su spinta delle istituzioni europee, ma anche al fine di arginare un fenomeno particolarmente risentito all'interno del nostro Paese, ossia il ricorso al mercato dell'usura da parte di imprenditori o consumatori sovraindebitati (cfr. relazione illustrativa alla legge n. 3 del 2012, in cui si annovera, tra le finalità della legge, quella "di evitare inutili collassi economici con la frequente impossibilità di soddisfacimento dei creditori ma, soprattutto, con il ricorso al mercato dell'usura e, quindi, al crimine organizzato"). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Ottobre 2019, n. 27544. Segue...
Procedura di sovraindebitamento – Fattibilità giuridica – Dilazione ultrannuale pagamento dei creditori prelatizi – Limiti di ammissibilità
Piano del consumatore – Dilazione ultrannuale nel pagamento di creditori prelatizi – Patti paraconcorsuali – Conversione alternativa della procedura in accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento.
Nelle procedure di sovraindebitamento il pagamento dei privilegiati, analogamente a quanto avviene nei procedimenti concorsuali maggiori, deve essere di regola integrale e non dilazionato. E’ peraltro prevista dall’art. 8 co. 4, analogamente a quanto stabilito dall’art. 186 bis co. 2 lett. c) l.f. sul concordato in continuità, che, in caso di piani che prevedano la conservazione nel patrimonio dei beni su cui grava la prelazione, il debitore ha una duplice facoltà: a) proporre ai privilegiati la moratoria di un anno, salvo riconoscimento degli interessi derivanti dalla dilazione, il che equivale alla soddisfazione integrale e comporta l’esclusione dall’esercizio del voto; b) proporre ai privilegiati una moratoria ultrannuale, equivalente ad una soddisfazione non integrale, compensandoli, solo in tal caso, con la facoltà di esercitare il diritto di voto in una misura corrispondente al sacrificio in concreto sofferto rispetto alle alternative concretamente praticabili (Cass. 23 febbraio 2018, n. 4451; Cass. 3 luglio 2019, n. 17834).
Nella procedura di piano del consumatore, non essendo previsto un meccanismo di espressione del voto, la dilazione ultrannuale nel pagamento dei creditori prelatizi presuppone una manifestazione di consenso da parte di questi ultimi da acquisirsi tramite “accordi paraconcorsuali” di adesione al piano, ferma restando la possibilità per il proponente, che non riesca ad acquisire il consenso spontaneo degli interessati, di coartarne la volontà mediante conversione della procedura in accordo di composizione della crisi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 21 Ottobre 2019. Segue...
Piano del Consumatore – Omologa – Creditore Ipotecario – Falcidia dei creditori privilegiati – Condizioni – Rigorosa valutazione – Reclamo – Ammissibilità
Piano del Consumatore – Omologa – Creditore Ipotecario – Falcidia dei creditori privilegiati – Regole di attestazione – Perizia di parte – Assenza – Reclamo – Ammissibilità.
Il Giudice deve verificare con attenzione la sussistenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi ed in particolare dell’esatta applicazione dei principi in tema di moratoria infrannuale per la soddisfazione dei crediti prelazionari e la ricorrenza dei presupposti per la falcidia dei creditori privilegiati.
Va dichiarato inammissibile il piano del consumatore che prevede la falcidia del credito privilegiato in carenza di una espressa indicazione, nella relazione particolareggiata del professionista delegato, circa l’incapienza dell’attivo messo a disposizione del piano per il soddisfo integrale dei privilegiati.
Deve essere dichiarato inammissibile il piano del consumatore che prevede la falcidia del credito privilegiato in assenza di una perizia e senza compiere un reale riferimento al valore dell’immobile. (Andrea Bianchi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 03 Giugno 2019. Segue...
Sovraindebitamento – Socio illimitatamente responsabile di società di persone – Requisiti soggettivi – Sussistenza – Accesso alla procedura – Ammissibilità
Sovraindebitamento – Soci illimitatamente responsabili di società di persone – Proposte contestuali e condizionate – Ammissibilità
Sovraindebitamento – Accordo di composizione della crisi – Art. 7 l. 3/2012 – Falcidia dell’IVA e delle ritenute operate e non versate – Ammissibilità – Esclusione .
Il debitore che intende ristrutturare debiti sia personali (alcuni dei quali derivanti dall’aver prestato garanzia per società commerciali), sia relativi alla sua qualifica di socio illimitatamente responsabile di società di persone può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento ex lege 3/2012 essendo in possesso dei requisiti soggettivi di accesso alle medesime : egli infatti non è imprenditore commerciale, come tale assoggettabile a fallimento in via autonoma e diretta; il suo fallimento può essere pronunziato solo per estensione di quello della società ex art. 147 l. fall., né può affermarsi che ai fini dell’esdebitazione il socio illimitatamente responsabile debba necessariamente attendere la dichiarazione di fallimento della società di persone di cui fa parte.
Deve ritenersi ammissibile l’accesso del socio illimitatamente responsabile alla procedura di sovraindebitamento ex lege 3/2012 ogni qualvolta analoga procedura sia avviata dagli altri soci della compagine sociale e la società promuova un accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. per la definizione dei debiti sociali (nella specie, anticipata dalla domanda di sospensione delle azioni esecutive e cautelari ex art. 182 bis sesto comma l. fall.), essendo tutte le procedure finalizzate ad una sistemazione complessiva delle posizioni debitorie personali di ciascun debitore e della società (fattispecie in cui le tre proposte di composizione della crisi risultavano collegate espressamente tra loro e condizionate ciascuna all’omologazione delle altre).
Va dichiarata inammissibile la proposta di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento che prevede lo stralcio di IVA e ritenute operate e non versate, stante l’inequivocabile tenore dell’art 7 primo comma l. 3/2012 - su cui, al momento della espressione di accordo da parte dei creditori, non può prevedersi siano intervenute modifiche legislative o declaratorie di illegittimità costituzionale - che consente la sola dilazione, e non la falcidia, dell’IVA e delle ritenute previdenziali. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 09 Marzo 2019. Segue...
Sovraindebitamento – Colpevolezza del finanziatore – Meritevolezza – Durata del piano.
Ai fini della ammissione alla procedura di cui alla L. 3/2012, la qualifica di consumatore è riconosciuta non in relazione all’attività svolta dall’istante quanto al titolo delle obbligazioni inadempiute che hanno determinato il sovraindebitamento.
Il sovraindebitamento è equiparabile al concetto di insolvenza ovvero una grave situazione di illiquidità del debitore, incapace di far fronte alle proprie obbligazioni.
La colpevolezza del sovraindebitamento è da ravvisarsi nella relazione giuridica tra la condotta del debitore e l’evento in cui il comportamento del consumatore si pone come causa esclusiva della situazione di squilibrio economico.
Non sussiste colpa del consumatore quando il finanziatore non abbia ottemperato all’obbligo imposto dall’ art. 124-bis co.1 TUB ovvero di valutare l’accesso al credito con l’obiettivo di tutelare non solo il mercato creditizio ma altresì gli interessi del richiedente il finanziamento.
Il consumatore non è colpevole del proprio sovraindebitamento per aver riposto fiducia nel finanziatore il quale è l’unico obbligato a valutare, per professionalità ed esperienza, il merito creditizio del richiedente il finanziamento.
Ai fini della convenienza del piano rispetto alla alternativa liquidatoria è necessaria una valutazione comparativa della percentuale di soddisfazione del ceto creditorio ipotizzata nel piano con l’alternativa procedura esecutiva.
La durata del piano deve tenere conto delle previsioni di durata di cui alla legge Pinto, ovvero quattro anni per la procedura esecutiva e 6 anni per il processo di cognizione necessario per la formazione del titolo esecutivo, ovvero un termine maggiore ma a condizione che garantisca in proporzione una percentuale di soddisfazione superiore per i creditori. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 21 Dicembre 2018. Segue...
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Falcidia del credito privilegiato – Indicazione nella relazione circa la incapienza dell’attivo al soddisfo integrale – Necessità
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Giudizio di sostenibilità finanziaria della proposta di composizione della crisi – Necessità – Manifesta inadeguatezza del piano – Inammissibilità.
Sotto il profilo dell’art. 7 co. 3 della l. n. 3/2012 si osserva che la falcidia dei crediti muniti di privilegio è possibile solamente ove assicuri in ogni caso il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione. Va quindi dichiarato inammissibile il piano del consumatore che prevede la falcidia del credito privilegiato in carenza di una espressa indicazione nella relazione particolareggiata del professionista circa l’incapienza dell’attivo messo a disposizione del piano per il soddisfo integrale dei privilegiati (nella specie rappresentato dal TFR che sarà accreditato al debitore). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Ove il giudice ravvisi l’inadeguatezza formale e sostanziale della proposta rispetto alle disposizioni di legge, inadeguatezza non colmabile con una mera richiesta di integrazione e di produzione di ulteriori documenti, a norma dell’art. 9 comma 3 ter L. 3/2012 - trattandosi non di integrare, ma di modificare in radice il piano stesso -, la domanda va dichiarata inammissibile, senza che debba essere fissata l’udienza per l’omologa a norma dell’art. 12 bis comma 1 l. cit., non essendo, in particolare, soddisfatti i requisiti di cui agli art. 7 ed 8 l. cit. e risultando ictu oculi non soddisfatto quello della meritevolezza (per ipotesi analoghe, Tribunale di Udine 4-1-2017; Tribunale di Ravenna 17-12-2014). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 17 Dicembre 2018. Segue...
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Moratoria ultra-annuale nel pagamento dei creditori privilegiati – Inammissibilità.
Non è ammissibile il piano del consumatore che preveda una moratoria superiore ad un anno per il pagamento dei creditori privilegiati, non essendo alla fattispecie applicabili i principi elaborati dalla giurisprudenza in tema di accordi di ristrutturazione dei debiti e di concordato preventivo, ove i creditori possono tutelarsi esprimendo voto contrario alla proposta diversamente dal piano del consumatore che non prevede tale possibilità, non essendo caratterizzato da alcun genere di accordo con i creditori, e riservando, invece, al giudice l’approvazione a seguito di semplice discussione alla presenza delle parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 13 Giugno 2018. Segue...
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Domanda subordinata di accordo di composizione della crisi.
La domanda del debitore “di essere ammesso ai benefici di cui alla legge 3/2012” può essere interpretata come domanda principale di ammissione nelle forme del piano del consumatore e, in via subordinata, in quelle dell’accordo di composizione della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 13 Giugno 2018. Segue...
Accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento - Continuazione dell'attività di impresa - Moratoria ultrannuale nel pagamento dei creditori privilegiati - Applicazione analogica dei principi elaborati in tema di concordato con continuità aziendale ex art. 186-bis l.f. - Corresponsione degli interessi e riconoscimento del diritto di voto.
In tema di accordo in continuazione dell’attività di impresa, può ritenersi valido l’orientamento giurisprudenziale (Cass. Civ., sez. I, 9 maggio 2014, n. 10112) che nel concordato in continuità ai sensi dell’art. 186-bis, comma 2, legge fall. ammette la moratoria ultrannuale del pagamento dei creditori muniti di diritto di prelazione su beni non liquidati ma utilizzati per la continuazione dell’impresa, moratoria compensata, sul piano economico, dalla corresponsione degli interessi, e, sul piano giuridico, dall’esercizio del diritto di voto; ciò in considerazione del fatto che, come è stato condivisibilmente affermato (Trib. Rovigo 13 dicembre 2016), la legge n. 3/12 e succ. mod. ha introdotto istituti «implicitamente ispirati a quelli della gestione della crisi e dell’insolvenza dell’imprenditore “fallibile” ai sensi dell’art. 1, comma 2, legge fall.», con la conseguente «necessità di usufruire dell’interpretazione dottrinale e giurisprudenziale formatasi sulle norme della predetta legge, nell’intento di ricostruzione degli istituti della l. n. 3/12, pur sempre riconoscendone l’inapplicabilità diretta». (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 29 Maggio 2018. Segue...
Crisi da Sovraindebitamento – Accordo omologato ex artt. 8 e 12 l. 3/2012 – Efficacia obbligatoria verso tutti i creditori concorsuali – Sussistenza .
L’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento che abbia ottenuto l’adesione dei crediti nella percentuale prevista dalla legge, spiega efficacia obbligatoria e vincolante verso tutti i creditori concorsuali anteriori, e dunque anche nei confronti del creditore rimasto silente. Va dunque sospesa la provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto ottenuto da detto creditore per l’intero ammontare del credito nelle more del termine di adempimento dell’accordo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 23 Maggio 2018. Segue...
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Giudizio di meritevolezza – Criteri
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Giudizio di sostenibilità finanziaria della proposta di composizione della crisi – Necessità – Manifesta inadeguatezza del piano – Inammissibilità
Sovraindebitamento – Natura concorsuale delle procedure di composizione della crisi – Sussistenza – Trattamento dei crediti privilegiati – Condizioni.
Ai fini dell’omologa del piano del consumatore ex lege 3/2012, nella fase preliminare il Tribunale è chiamato a valutare la sussistenza dei presupposti giuridici (soggettivi ed oggettivi) richiesti dalla legge per l’ammissione alla procedura - quindi, oltre alla qualifica di consumatore, anche la conformità del piano a disposizioni inderogabili di legge - nonché la correttezza formale e completezza della documentazione allegata al ricorso.
L’art. 12 bis L. 3/2012, per l’omologa del piano del consumatore, richiede che il giudice escluda che il consumatore abbia assunto le obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere, ovvero che lo stesso abbia colposamente determinato il sovraindebitamento anche facendo un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Ove il giudice ravvisi l’inadeguatezza formale e sostanziale della proposta rispetto alle disposizioni di legge, inadeguatezza non colmabile con una mera richiesta di integrazione e di produzione di ulteriori documenti, a norma dell’art. 9 comma 3 ter L 3/2012, trattandosi non di integrare, ma di modificare in radice il piano stesso, la domanda va dichiarata inammissibile, senza che debba essere fissata l’udienza per l’omologa a norma dell’art. 12 bis comma 1 l. cit., non essendo, in particolare, soddisfatti i requisiti di cui agli art. 7 ed 8 e risultando ictu oculi non soddisfatto quello della meritevolezza (per ipotesi analoghe, Tribunale di Udine 4-1-2017; Tribunale di Ravenna 17-12-2014).
(Fattispecie in cui il Tribunale ha dichiarato l’inammissibilità di un piano del consumatore in cui il debitore risultava dover sostenere spese per la famiglia pari ad € 1414 mensili, a fronte di un reddito netto mensile indicato in € 1200 – 1400, in assenza di fonti integrative di terzi e con il coniuge lavoratore stagionale privo di un contratto di lavoro rinnovato). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Attesa la natura concorsuale della procedura di soluzione della crisi da sovraindebitamento, quale si evince dagli specifici richiami ai crediti muniti di privilegio, contenuti negli art. 7 comma 1 e comma 1 bis, e 8 comma 4 L. 3/2012, il trattamento dei privilegiati non può essere equiparato a quello dei chirografari: la loro falcidia può intervenire solo in caso di incapienza dei beni del debitore, come attestato dall’OCC e la loro dilazione non può superare l’anno dall’omologa. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 19 Aprile 2018. Segue...
Sovraindebitamento - Falcidia dell’iva e degli altri tributi ex art. 7 l. 3/12 - Principio di carattere generale - Applicabilità.
Anche nel sovraindebitamento deve ritenersi applicabile la falcidia dell’iva e degli altri tributi ex art. 7 l. 3/12 in quanto la sentenza della Corte di Giustizia del 7.4.2016 esprime un principio di carattere generale, immediatamente applicabile a tutte le procedure che regolano l’uscita di un soggetto da una situazione di incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni. (Cecilia Marino) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 07 Agosto 2017. Segue...
Omologazione dell’accordo con i creditori - Voto favorevole ai fini del raggiungimento della maggioranza - Applicazione in via analogica dell’art. 177, comma 3, L.F..
Il creditore ipotecario non integralmente soddisfatto ha diritto ad esprimersi sulla proposta solo per la parte di credito stralciata. Alla procedura per la composizione delle crisi da sovraindebitamento (accordo con i creditori), si applica, in via analogica, l’art. 177, comma 3, L.F., per quanto compatibile. (Nicola Di Benedetto) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 17 Gennaio 2017. Segue...
Sovraindebitamento - Piano del consumatore - Moratoria di un anno per il pagamento dei creditori muniti di prelazione - Derogabilità - Esclusione.
Il chiaro dettato legislativo di cui all’articolo 8 della legge n. 3 del 2012 non consente di derogare al limite di un anno per la moratoria nel pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 13 Dicembre 2016. Segue...
Sovraindebitamento - Piano del consumatore - Durata.
Benché la legge n. 3 del 2012 non ponga alcun limite temporale alla durata del piano del consumatore, può validamente applicarsi il limite temporale quinquennale individuato dalla giurisprudenza con riferimento alla durata del piano di concordato preventivo, soluzione da interpretarsi con particolare rigore in considerazione della natura sostanzialmente coattiva del piano del consumatore, ove i creditori non possono votare ed esprime il proprio consenso o dissenso sulla proposta del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 13 Dicembre 2016. Segue...
Sovraindebitamento - Consumatore - Nozione - Obbligazioni contratte nell'esercizio dell'attività di impresa o professionale - Trattamento di tributi, iva e ritenute.
La nozione di consumatore di cui alla legge 27 gennaio 2012 n. 3, secondo la quale deve ritenersi tale esclusivamente il debitore persona fisica che abbia contratto obbligazioni per far fronte ad esigenze personali o familiari o comunque derivanti dall'estrinsecazione della propria personalità, non esclude coloro che esercitino o abbiano esercitato attività di impresa o professionale purché, al momento della presentazione del piano, non residuino obbligazioni assunte nell'esercizio di dette attività. A detta limitazione fanno eccezione i debiti di cui all'articolo 7, comma 1, terzo periodo (tributi costituenti risorse proprie dell'Unione Europea, imposta sul valore aggiunto e ritenute operate e non versate), i quali debbono essere pagati in quanto tali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Febbraio 2016, n. 1869. Segue...
Accordo o piano del consumatore - Qualifica di consumatore - Interpretazione rigorosa.
La verifica del requisito di cui all'articolo 6 della legge numero 3 del 2012 della qualifica di consumatore del soggetto che chiede di essere ammesso alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi dell'articolo 8 della citata legge (accordo o piano del consumatore) deve essere effettuata interpretando in senso stretto e rigoroso il rapporto di funzionalità al privato consumo delle obbligazioni contratte, poiché diversamente non potrebbero giustificarsi i benefici procedimentali riconosciuti a tale procedura, caratterizzata dalla maggiore semplicità del procedimento rispetto a quello degli accordi di composizione della crisi da sovraindebitamento e dalla soggezione al solo controllo del tribunale e non alla approvazione dell'accordo dalla maggioranza dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Maggio 2015. Segue...
Accordo o piano del consumatore - Fideiussione contratta in favore di società - Qualifica di consumatore - Esclusione.
L'obbligazione fideiussoria contratta dal socio unico e amministratore unico per assicurare finanziamenti alla società non può dirsi attinente alla sfera personale e familiare del soggetto, il quale non può quindi qualificarsi consumatore ai sensi e per gli effetti dell'art. 6 della legge n. 3/2012. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Maggio 2015. Segue...
Sovraindebitamento - Creditori garantiti da fideiussione di soci di società di persone che abbia presentato domanda di concordato preventivo - Formazione di autonoma classe senza diritto di voto.
I creditori garantiti da fideiussione rilasciata da soci di una società di persone che abbia presentato domanda di concordato preventivo, nell'ambito della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento riguardante i singoli soci possono essere raggruppati in apposita classe senza diritto di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014. Segue...