Source: http://www.sisac.info/anteprimaNewsHome.do?tipo=WEB&idArea=201011221610481056&idNews=201303251441413148&tit=&cat=&ddal=&dal=25/08/2019
Timestamp: 2020-02-21 12:17:52+00:00
Document Index: 48567744

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art 32', 'art. 42', 'art 42', 'art. 46', 'art. 52', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 32']

5, comma 1 e 2 ACN 8/7/2010 (208/2013)
Oggetto: quesito relativo all'applicazione dell'incremento di cui all'art. 8, tabella B, del corrente ACN per la medicina specialistica ambulatoriale ed altre professionalità.
Con riferimento all' art. in oggetto la scrivente [omissis] osserva come alcune aziende USL riportino nelle buste paga dei medici specialisti convenzioriati la quota di aumento in oggetto non già in aggiunta alla quota oraria (descritta in busta paga come quota oraria di ponderazione"), ma separatamente, con la descrizione ?incremento AIR ACN 08-07-2010», sottraendo, di fatto, questo incremento (0,41 euro) al relativo computo del
compenso per l'attività esterna (art 32) che risulta così pari a 28,71 euro per ogni ora di servizio (art. 42, lettera A, commi i e 2). Per effetto di questa originale interpretazione, lo specialista ambulatoriale che effettua sia attività esterna che attività ambulatoriale, viene retribuito con un compenso forfetario aggiuntivo pari alla quota oraria di 29,12 euro in ambulatorio e con un compenso forfetario aggiuntivo pari alla quota oraria di 28,71 euro per ogni prestazione in atvità esterna, con tempo di esecuzione rapportato a 60'.
Di conseguenza, il compenso orario per la medesima attività professionale risulta difforme nella stessa unità di tempo, addirittura con valutazione monetaria inferiore quando la prestazione viene eseguita in attività esterna. E' ovvio che qualsiasi rivendicazione in sede giudiziaria, proposta dai sanitari interessati, non potrà che ottenere pronta soddisfazione dall'autorità competente, considerando inoltre che sono già stati corrisposti gli arretrati relativi alla quota AIR, calcolati dal 01-01-2010. Pertanto la scrivente [omissis] richiede un rapido pronunciamento alla SISAC che chiarisca se la quota di spettanza dell'AIR debba essere applicata incrementando il compenso di cui aIl'art 42, lettera A, commi i e 2, e vada, di conseguenza, ad aumentare, a partire dal 01-01-2010, il compenso aggiuntivo dovuto per l'attività esterna.
Prot. n. 208/2013
Si riscontra Vs. richiesta [omissis], priva di protocollo ed assunta ai registri della Scrivente in pari data con prot. n. [omissis], rappresentando che questa Struttura, in ottemperanza a quanto stabilito dall'art. 46, comma 1 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, in combinato disposto con l'art. 52, comma 27 della L. 27 dicembre 2002, n. 289, allo scopo di garantire l'omogenea applicazione della disciplina negoziale, risponde ai quesiti inerenti alle clausole negoziali controverse, posti per iscritto dai competenti uffici degli assessorati Regionali alla Salute o dalle OO.SS. nazionali rappresentative e firmatarie degli AACCNN, per il tramite di pareri di carattere generale.
Per quanto attiene il merito della richiesta, appare utile premettere che l'art. 5, comma 1 dell'Accordo Collettivo Nazionale 8 luglio 2010 per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, medici veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) prevede che gli "Accordi Integrativi Regionali (AIR) sono siglati e resi operativi dagli appositi provvedimenti regionali entro 9 mesi dall'entrata in vigore del presente Accordo Collettivo Nazionale" (ndr 8 aprile 2011). Limitando il campo di analisi alla sola categoria degli specialisti ambulatoriali interni, in aderenza alla richiesta avanzata da codesta O.S., si rappresenta che, ai sensi del citato articolo 5, comma 2, 2° alinea, in caso di mancata stipula dell'AIR, le risorse definite dall'ACN per l'AIR, pari a 0,46 Euro/ora (art. 8, comma 1, tabella B), sono da attribuirsi, "previa riduzione del 10%".
L'incremento risultante, inoltre, deve essere riconosciuto "...secondo le stesse modalità e proporzioni concordate per l'attribuzione della quota nazionale degli incrementi contrattuali definiti dal presente ACN" (5, comma 2, 1° alinea).
Orbene, ciò premesso, preme sottolineare che non attiene alle competenze della Scrivente pronunciarsi in merito a questioni inerenti gli atti amministrativo-contabili propri delle Aziende Sanitarie in ordine al pagamento degli stipendi ma che, tuttavia, a prescindere dall'esposizione formale sul cedolino dell'incremento derivante dall'applicazione della clausola contrattuale di cui all'art. 5 dell'ACN 8/7/2010, non deve essere pregiudicato il corretto computo dell'emolumento forfetario aggiuntivo per attività esterna e pronta disponibilità, secondo le modalità previste dall'art. 32, commi 4 e 5 dell'ACN 23/3/2005 e smi, che quindi deve tener conto dell'incremento disposto dal vigente ACN.