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Timestamp: 2018-05-21 01:36:02+00:00
Document Index: 121709570

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.  1', 'art.  47', 'art. 2', 'art. 18', 'art.  6', 'art. 8', 'art. 4', 'art.\n1', 'art. 1', 'art. 4']

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 201 - Attuazione della direttiva 2005/32/CE relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia. (GU n. 261 del 9-11-2007 | Ingegneri.info
DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 201 – Attuazione della direttiva 2005/32/CE relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia. (GU n. 261 del 9-11-2007
DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 201 - Attuazione della direttiva 2005/32/CE relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia. (GU n. 261 del 9-11-2007 - Suppl. Ordinario n.228)
DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007 , n. 201
Attuazione  della direttiva 2005/32/CE relativa all’istituzione di un
quadro   per   l’elaborazione  di  specifiche  per  la  progettazione
ecocompatibile dei prodotti che consumano energia.
Vista   la  direttiva  2005/32/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del  6 luglio 2005, relativa all’istituzione di un quadro
per  l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile
dei prodotti che consumano energia;
Vista  la  legge  6 febbraio  2007,  n. 13 recante disposizioni per
adottata nella riunione del 30 agosto 2007;
lo  Stato,  le regioni e la province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del 20 settembre 2007;
Considerato   che   le  competenti  Commissioni  del  Senato  della
Repubblica non hanno espresso il proprio parere nei termini previsti;
Su  proposta  del  Ministro  per le politiche europee, del Ministro
dello  sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela
del  territorio  e  del mare, di concerto con i Ministri degli affari
esteri,  della  giustizia  e  dell’economia e delle finanze e per gli
1. Il  presente  decreto  fissa  un  quadro  per  l’immissione  sul
mercato,  la  messa in servizio e la libera circolazione dei prodotti
che  consumano  energia  oggetto  delle  misure  di  esecuzione della
direttiva  2005/32/CE  relativa alla progettazione ecocompatibile dei
prodotti che consumano energia.
2.  Il  presente  decreto  non  si applica ai mezzi di trasporto di
passeggeri o merci.
– La  Direttiva 6 luglio 2005, n. 2005/32/CE ï¿½Direttiva
del   Parlamento   europeo   e   del   Consiglio   relativa
all’istituzione   di   un   quadro  per  l’elaborazione  di
specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti
che  consumano  energia  e recante modifica della direttiva
92/42/CEE  del  Consiglio  e  delle  direttive  96/57/CE  e
2000/55/CE  del  Parlamento  europeo  e  del Consiglioï¿½, e’
pubblicata nella G.U.U.E. 22 luglio 2005, n. L 191.
– La  legge  24 novembre  1981,  n.  689, ï¿½Modifiche al
sistema  penaleï¿½,  e’  pubblicata  nella Gazzatte Ufficiale
30 novembre 1981, n. 329, supplemento ordinario.
– Il  decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ï¿½Norme
in   materia   ambientaleï¿½  e’  pubblicato  nella  Gazzatte
Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88, supplemento ordinario.
– La  legge  6 febbraio  1996, n. 52, ï¿½Disposizioni per
dell’Italia  alle  Comunita’  europee  –  legge comunitaria
1994ï¿½,  e’  pubblicata nella Gazzatte Ufficiale 10 febbraio
1996, n. 34, supplemento ordinario.
– La  legge  legge 6 febbraio 2007, n. 13 ï¿½Disposizioni
2006ï¿½,  e’  pubblicata nella Gazzatte Ufficiale 17 febbraio
2007, n. 40, supplemento ordinario.
– Per  la  Direttiva  6 lugli  2005,  n. 2005/32/CE, si
a) “prodotto   che   consuma  energia”:  un  prodotto  che,  dopo
l’immissione  sul  mercato ovvero la messa in servizio, dipende da un
input  di  energia (energia elettrica, combustibili fossili e energie
rinnovabili)  per  funzionare  secondo  l’uso  cui  e’ destinato o un
prodotto  per  la  generazione,  il trasferimento e la misurazione di
tale  energia,  incluse  le parti che dipendono da input di energia e
che  sono  destinate  a essere incorporate in un prodotto che consuma
energia  contemplato  dalla  presente  direttiva, immesse sul mercato
ovvero messe in servizio come parti a se’ stanti per gli utilizzatori
finali,  e  le  cui prestazioni ambientali possono essere valutate in
maniera indipendente;
b) “componenti  e  sottounita”:  le  parti  destinate  ad  essere
incorporate in un prodotto che consuma energia e che non sono immesse
sul  mercato ovvero messe in servizio come parti a se’ stanti per gli
utilizzatori  finali  o  le  cui  prestazioni  ambientali non possono
essere valutate in maniera indipendente;
c) “misure   di   esecuzione”:  le  misure  adottate,  in  ambito
comunitario,   in   forza  della  direttiva  2005/32/CE  per  fissare
specifiche  per  la  progettazione  ecocompatibile,  per  determinati
prodotti  che  consumano energia o per gli aspetti ambientali ad essi
d) “immissione  sul  mercato”:  l’introduzione per la prima volta
sul  mercato  comunitario  un  prodotto  che consuma energia in vista
della   sua  distribuzione  o  del  suo  utilizzo  all’interno  della
Comunita’  europea,  contro  compenso o gratuitamente e a prescindere
dalla tecnica di vendita utilizzata;
e) “messa  in  servizio”:  il  primo  impiego  di un prodotto che
consuma energia utilizzato ai fini previsti dall’utilizzatore finale;
f) “fabbricante”:  la  persona  fisica  o  giuridica che fabbrica
prodotti che consumano energia contemplati dal presente decreto e che
e’  responsabile  della  conformita’ al presente decreto del prodotto
che consuma energia, in vista della sua immissione sul mercato ovvero
messa  in  servizio  con  il nome o marchio del fabbricante o per suo
uso.  In  mancanza di un fabbricante secondo la definizione di cui al
precedente   periodo   o   di  un  importatore  quale  definito  alla
lettera h),  e’ considerato fabbricante la persona fisica o giuridica
che  immette  sul  mercato  ovvero  mette  in  servizio  prodotti che
consumano energia contemplati dal presente decreto;
g) “mandatario”:  la  persona  fisica o giuridica con domicilio o
sede  nel  territorio  comunitario che ha ricevuto dal fabbricante un
mandato  scritto  per  espletare totalmente o parzialmente a suo nome
gli obblighi e le formalita’ connessi alla presente direttiva;
h) “importatore”:  la  persona fisica o giuridica con domicilio o
sede  nel  territorio  comunitario  che  immette sul relativo mercato
comunitario  un  prodotto  proveniente  da  un Paese terzo nel quadro
delle sue attivita’;
i) “materiali”:  tutti  i materiali impiegati durante il ciclo di
vita dei prodotti che consumano energia;
l) “progettazione   del  prodotto”:  la  serie  di  processi  che
trasformano   le   specifiche  giuridiche,  tecniche,  di  sicurezza,
funzionali,  di mercato o di altro genere cui il prodotto che consuma
energia deve ottemperare nelle specifiche tecniche di tale prodotto;
m) “aspetto  ambientale”:  un  elemento  o  una  funzione  di  un
prodotto   che   consuma   energia  suscettibili  di  interagire  con
l’ambiente durante il suo ciclo di vita;
n) “impatto    ambientale”:   qualsiasi   modifica   all’ambiente
derivante  in  tutto  o  in  parte dai prodotti che consumano energia
durante il loro ciclo di vita;
o) “ciclo  di  vita”:  gli  stadi  consecutivi  e collegati di un
prodotto  che consuma energia dal suo impiego come materia prima allo
smaltimento definitivo;
p) “riutilizzo”:   qualsiasi  operazione  mediante  la  quale  un
prodotto  che  consuma energia o i suoi componenti, giunti al termine
del  loro primo uso, sono utilizzati per lo stesso scopo per il quale
sono  stati  concepiti,  incluso  l’uso continuato di un prodotto che
consuma   energia,  conferito  a  punti  di  raccolta,  distributori,
riciclatori  o  fabbricanti, nonche’ il riutilizzo di un prodotto che
consuma energia dopo la rimessa a nuovo;
q) “riciclaggio”:  lo  specifico  riciclaggio  in  un processo di
produzione  di  materiali  di  rifiuto  per lo scopo originario o per
altri scopi, escluso il recupero di energia;
r) “recupero  di  energia”:  l’uso dei rifiuti combustibili quale
mezzo  per  produrre energia attraverso l’incenerimento diretto con o
senza altri rifiuti ma con recupero del calore;
s) “recupero”:  ognuna  delle operazioni previste nell’allegato C
della  parte  IV  del  decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152, e
t) “rifiuto”:  qualsiasi  sostanza  od  oggetto che rientra nelle
categorie  riportate  nell’allegato  A  della  parte  IV  del decreto
legislativo  3 aprile  2006, n. 152, e successive modificazioni, e di
cui il detentore si disfa o ha deciso o ha l’obbligo di disfarsi;
u) “rifiuto   pericoloso”:   ogni   tipo   di  rifiuto  riportato
nell’elenco  contenuto  nell’allegato  D  della  parte IV del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, contrassegnato con un asterisco;
v) “profilo  ecologico”:  la  descrizione,  in  conformita’  alla
misura  di  esecuzione  applicabile  al prodotto che consuma energia,
degli  input  e  degli  output (quali materiali, emissioni e rifiuti)
connessi al prodotto nel corso dell’intero suo ciclo di vita che sono
significativi  sotto  il  profilo  del  suo impatto ambientale e sono
espressi in quantita’ fisiche misurabili;
z) “prestazione  ambientale”:  i  risultati  della gestione degli
aspetti  ambientali  del  prodotto  da  parte  del  fabbricante, come
riportati nel suo fascicolo tecnico;
aa)  “miglioramento delle prestazioni ambientali”: il processo di
miglioramento delle prestazioni ambientali di un prodotto che consuma
energia, nel succedersi delle generazioni, sebbene non sia necessario
che  cio’ avvenga contemporaneamente per tutti gli aspetti ambientali
bb)  “progettazione ecocompatibile”: l’integrazione degli aspetti
ambientali   nella   progettazione   del   prodotto  nell’intento  di
migliorarne  le prestazioni ambientali nel corso del suo intero ciclo
cc)  “specifica  per  la progettazione ecocompatibile”: qualsiasi
prescrizione con riferimento a un prodotto che consuma energia o alla
progettazione  di  un  siffatto  prodotto  intesa a migliorare le sue
prestazioni  ambientali  o qualsiasi prescrizione per la fornitura di
informazioni  con riguardo agli aspetti ambientali di un prodotto che
consuma energia;
dd)  “specifica  generale  per  la progettazione ecocompatibile”:
qualsiasi  specifica  per la progettazione eco-compatibile basata sul
profilo  ecologico  di  un  prodotto che consuma energia senza valori
limite stabiliti per particolari aspetti ambientali;
ee)  “specifica particolare per la progettazione ecocompatibile”:
la   specifica   quantitativa   e  misurabile  per  la  progettazione
eco-compatibile  riguardante  un particolare aspetto ambientale di un
prodotto  che  consuma  energia,  come  il consumo di energia durante
l’uso, calcolata per una data unita’ di prestazione di output;
ff)  “norma  armonizzata”:  una  specifica tecnica adottata da un
organismo   di   normalizzazione   riconosciuto   su   mandato  della
Commissione  in  conformita’ alle procedure stabilite nella direttiva
che  prevede  una  procedura d’informazione nel settore delle norme e
delle  regolamentazioni tecniche, al fine di fissare una prescrizione
europea, il cui rispetto non e’ obbligatorio.
– Per  la  Direttiva  6 luglio  2005, n. 2005/32/CE, si
vedano le note alle premesse
– Per  il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si
– Gli  allegati  C,  A  e  D della parte IV del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, cosi’ dispongono:
ï¿½Allegato C
N.B. Il presente allegato intende elencare le operazioni di
recupero  come  avvengono  nella  pratica. I rifiuti devono
essere  recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e
senza  usare  procedimenti  o  metodi  che  possano  recare
R1  Utilizzazione  principale  come combustibile o come
altro mezzo per produrre energia.
R2 Rigenerazione/recupero di solventi.
R3   Riciclo/recupero   delle  sostanze  organiche  non
utilizzate   come   solventi  (comprese  le  operazioni  di
compostaggio e altre trasformazioni biologiche.
R4   Riciclo/recupero   dei   metalli  e  dei  composti
R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche.
R6 Rigenerazione degli acidi o delle basi.
R7  Recupero  dei  prodotti  che  servono a captare gli
R8 Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori.
R9 Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli.
R10  Spandimento sul suolo a beneficio dell’agricoltura
o dell’ecologia.
R11  Utilizzazione  di  rifiuti  ottenuti  da una delle
operazioni indicate da R1 a R10.
R12  Scambio  di  rifiuti  per  sottoporli  a una delle
operazioni indicate da R1 a R11.
R13  Messa  in  riserva di rifiuti per sottoporli a una
delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 (escluso il
deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui
R14  Deposito  temporaneo,  prima  della  raccolta, nel
luogo  in  cui  sono prodotti i rifiuti qualora non vengano
rispettate   le   condizioni   stabilite   dalla  normativa
vigente.ï¿½.
ï¿½Allegato A
Q1  Residui  di produzione o di consumo in appresso non
Q2 Prodotti fuori norma.
Q3 Prodotti scaduti.
Q4 Sostanze accidentalmente riversate, perdute o aventi
subito   qualunque   altro   incidente,  compresi  tutti  i
materiali,  le  attrezzature,  ecc., contaminati in seguito
all’incidente in questione.
Q5  Sostanze  contaminate  o  insudiciate in seguito ad
attivita’  volontarie  (a  esempio residui di operazioni di
pulizia, materiali da imballaggio, contenitori, ecc.).
Q6  Elementi  inutilizzabili  (a esempio batterie fuori
uso, catalizzatori esausti, ecc.).
Q7  Sostanze  divenute  inadatte all’impiego (a esempio
acidi    contaminati,   solventi   contaminati,   sali   da
rinverdimento esauriti, ecc.).
Q8  Residui  di processi industriali (a esempio scorie,
residui di distillazione, ecc.).
Q9  Residui  di procedimenti antinquinamento (a esempio
fanghi  di  lavaggio  di  gas, polveri di filtri dell’aria,
filtri usati, ecc.).
Q10   Residui   di  lavorazione/sagomatura  (a  esempio
trucioli di tornitura o di fresatura, ecc.).
Q11   Residui   provenienti   dall’estrazione  e  dalla
preparazione   delle   materie  prime  (a  esempio  residui
provenienti da attivita’ minerarie o petrolifere, ecc.).
Q12 Sostanze contaminate (a esempio olio contaminato da
PCB, ecc.).
Q13  Qualunque  materia,  sostanza  o  prodotto  la cui
utilizzazione e’ giuridicamente vietata.
Q14  Prodotti  di cui il detentore non si serve piu’ (a
esempio  articoli messi  fra  gli  scarti dell’agricoltura,
dalle  famiglie,  dagli uffici, dai negozi, dalle officine,
Q15    Materie,   sostanze   o   prodotti   contaminati
provenienti da attivita’ di riattamento di terreni.
Q16  Qualunque  sostanza,  materia  o  prodotto che non
rientri nelle categorie sopra elencate.ï¿½.
ï¿½Allegato D
Elenco  dei rifiuti istituito conformemente all’art. 1,
lettera a),  della direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti
e  all’art.  1,  paragrafo 4,  della  direttiva  91/689/CEE
relativa  ai rifiuti pericolosi di cui alla Decisione della
Commissione   2000/532/CE   del  3 maggio  2000  (direttiva
Ministero  dell’Ambiente  e  della  Tutela  del  Territorio
9 aprile 2002).ï¿½,
– La  Direttiva  22 giugno 1998, n. 98/34/CE ï¿½Direttiva
del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio che prevede una
procedura  d’informazione  nel  settore delle norme e delle
regolamentazioni   tecniche  e  delle  regole  relative  ai
servizi  della  societa’  dell’informazioneï¿½, e’ pubblicata
nella  G.U.C.E.  21 luglio  1998,  n.  L 204. E’ entrata in
vigore il 10 agosto 1998.
Immissione sul mercato, messa in servizio e libera circolazione
1. L’immissione  sul  mercato  ovvero  la  messa  in  servizio  dei
prodotti  che consumano energia oggetto delle misure di esecuzione di
cui  all’articolo 2,  comma 1, lettera c), e’ consentita solo se tali
prodotti   ottemperano   a  tali  misure,  ovvero  sono  conformi  ai
provvedimenti che danno attuazione alle medesime misure. In ogni caso
i  medesimi  prodotti  devono  essere  provvisti  della  marcatura CE
conformemente  all’articolo 9.  La  circolazione di detti prodotti e’
2.   E’  consentito  che  vengano  presentati,  in  particolare  in
occasione di fiere commerciali, esposizioni e dimostrazioni oppure di
riunioni  scientifiche o tecniche, prodotti che consumano energia non
conformi  al  presente decreto, a condizione che sia indicato in modo
chiaramente  visibile  che  gli stessi non possono essere immessi sul
mercato,  ne’  messi  in  servizio  prima che il fabbricante o il suo
mandatario  li  abbia  resi  conformi  alle disposizioni del presente
1. Il  Ministero  dello  sviluppo  economico e’ designato autorita’
competente   prevista  dall’articolo 3  della  direttiva  2005/32/CE,
assicurando   il   coordinamento  con  le  regioni  e  con  le  altre
Amministrazioni   interessate   per   le   attivita’   di  rispettiva
Funzioni dell’autorita’ competente
1. L’autorita’  competente di cui all’articolo 4 svolge le seguenti
a) vigila   sul   rispetto   delle   prescrizioni   del  presente
b) organizza  controlli  e  verifiche,  su  scala adeguata, della
conformita’ dei prodotti che consumano energia alla pertinente misura
di  esecuzione applicabile, ovvero al provvedimento che da attuazione
alla medesima misura; a tale fine l’autorita’ competente puo’ esigere
la   fornitura  di  tutte  le  informazioni  necessarie  dalle  parti
interessate, come specificato nelle misure di esecuzione;
c) obbliga,   nel   caso   di  prodotti  non  conformi  ai  sensi
dell’articolo 9,  il fabbricante, il suo mandatario o in sua mancanza
l’importatore  a  rendere  i  prodotti  conformi ed a porre fine alla
violazione entro un congruo termine, adottando, se del caso, tutte le
misure  necessarie  per limitare o vietare l’immissione sul mercato e
la vendita dei prodotti in questione;
d) e’    responsabile   dell’applicazione   delle   clausole   di
salvaguardia di cui all’articolo 10;
e) irroga le sanzioni di cui all’articolo 18;
f) garantisce   un’efficace   sorveglianza   del  mercato,  anche
attraverso l’uso di appropriate analisi del mercato e la cooperazione
e  lo scambio di informazioni con le autorita’ competenti degli altri
g) tiene  informata  la  Commissione  europea dei risultati della
sorveglianza del mercato;
h) provvede  affinche’  i  consumatori  e  gli  altri interessati
possano  presentare  osservazioni  in  merito  alla  conformita’  dei
Supporto tecnico dell’autorita’ competente
1. L’Ispettorato   tecnico   dell’Industria   del  Ministero  dello
sviluppo  economico,  l’ENEA  e l’APAT, a valere sulle risorse umane,
strumentali  e  finanziarie ad essi in dotazione, forniscono supporto
all’autorita’  competente ai fini dello svolgimento delle funzioni ad
esse assegnate.
1. L’autorita’  competente  dispone i controlli sui prodotti di cui
all’articolo 1   per   verificarne  la  conformita’  alle  misure  di
esecuzione, ovvero ai provvedimenti che ad esse danno attuazione.
2.  Per  i controlli di cui al comma 1, l’autorita’ competente puo’
avvalersi,  oltre  che  dei  laboratori  del Ministero dello sviluppo
economico,  anche  dell’ENEA, dell’APAT o di altri organismi pubblici
aventi competenza in materia e puo’ avvalersi degli accordi stipulati
con la Guardia di finanza per analoghe finalita’. Per tali finalita’,
i   predetti  soggetti  provvedono  a  valere  sulle  risorse  umane,
strumentali e finanziarie ad essi in dotazione.
3.  Le norme procedurali per i controlli di cui all’articolo 1 sono
stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico.
4.  Le spese relative ai controlli dei prodotti e alle verifiche di
conformita’  sono poste a carico dei fabbricanti o dei loro mandatari
autorizzati,  o,  in  mancanza  di  questi ultimi, degli importatori,
secondo  tariffe e modalita’ di versamento, da stabilirsi, sulla base
del costo effettivo delle prestazioni, con decreti del Ministro dello
finanze,  da  emanarsi,  nel  rispetto  dell’articolo 47  della legge
6 febbraio  1996, n. 52, e successive modificazioni, entro centoventi
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  di  ciascuna  misura di
esecuzione,  ovvero  dei  provvedimenti  che  danno  attuazione  alle
medesime misure. Le predette tariffe sono aggiornate ogni due anni.
5.  Al  fine  di  promuovere il conseguimento degli obiettivi della
direttiva,  il  Ministero  dello sviluppo economico puo’ stipulare un
accordo di programma con le parti sociali interessate.
– L’art.  47  della legge 6 febbraio 1996, n. 52, cosi’
ï¿½Art.  47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedure    di   certificazione   e/o   attestazione   per
l’apposizione  della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria,  nonche’  quelle conseguenti alle procedure di
riesame  delle  istanze presentate per le stesse finalita’,
sono  a  carico  del  fabbricante  o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2.   Le   spese  relative  alle  procedure  finalizzate
all’autorizzazione   degli   organismi   ad  effettuare  le
procedure  di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le  spese  relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati   sono   a   carico   di  tutti  gli  organismi
autorizzati  per  la  medesima  tipologia  dei  prodotti. I
controlli   possono   avvenire  anche  mediante  l’esame  a
3.  I  proventi  derivanti  dalle  attivita’  di cui al
comma 1,   se  effettuate  da  organi  dell’amministrazione
centrale  o periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui
al  comma 2,  sono  versati  all’entrata del bilancio dello
Stato  per  essere successivamente riassegnati, con decreto
del  Ministro  del  tesoro,  agli  stati  di previsione dei
Ministeri    interessati    sui   capitoli   destinati   al
funzionamento  dei  servizi  preposti,  per  lo svolgimento
delle    attivita’   di   cui   ai   citati   commi e   per
l’effettuazione  dei  controlli  successivi sul mercato che
possono   essere   effettuati  dalle  autorita’  competenti
mediante  l’acquisizione  temporanea  a titolo gratuito dei
prodotti   presso   i   produttori,  i  distributori  ed  i
4.  Con  uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia,  di  concerto  con  il  Ministro  del tesoro, sono
per  le  attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’  di  cui  al  comma 1  se  effettuate  da  organi
dell’amministrazione  centrale  o  periferica  dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’   di  riscossione  delle  tariffe  stesse  e  dei
proventi  a  copertura delle spese relative ai controlli di
cui  al  comma 2.  Con  gli  stessi  decreti  sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in    base    alla    vigente   normativa,   al   personale
dell’amministrazione  centrale  o  periferica  dello  Stato
addetto  alle  attivita’  di  cui  ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la  successiva  eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei  controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente.  L’effettuazione  dei  controlli  dei prodotti sul
mercato,  come  disciplinati  dal  presente comma, non deve
comportare  ulteriori  oneri  a  carico  del bilancio dello
5.  Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente    articolo,   sono   abrogate   le   disposizioni
incompatibili    emanate   in   attuazione   di   direttive
6.  I  decreti  di  cui  al  comma 4 sono emanati entro
sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  dei
provvedimenti  di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione  della  marcatura CE; trascorso tale termine,
si  provvede  con  decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri,  di  concerto  con  il  Ministro  del tesoro, del
bilancio    e    della    programmazione    economica;   le
amministrazioni  inadempienti  sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza.ï¿½.
Responsabilita’ dell’importatore
1. Quando  il  fabbricante  non  ha domicilio o sede nel territorio
comunitario  e  non  vi  e’  un  mandatario,  spetta  all’importatore
a) garantire  che  il  prodotto  che  consuma energia immesso sul
mercato  o messo in servizio rispetti il presente decreto e la misura
di esecuzione applicabile;
b) ottenere  la  dichiarazione di conformita’ e la documentazione
tecnica  relativa  alla  valutazione  di  conformita’ eseguita e alle
dichiarazioni di conformita’ emesse.
Marcatura e dichiarazione di conformita’
1. Anteriormente  all’immissione  sul  mercato ovvero alla messa in
servizio  di  un prodotto che consuma energia oggetto delle misure di
esecuzione,  su di esso e’ apposta una marcatura di conformita’ CE ed
e’   emessa   una  dichiarazione  di  conformita’  con  la  quale  il
fabbricante  o  il  suo  mandatario  autorizzato,  o,  in  assenza di
quest’ultimo,   l’importatore,   garantiscono  e  dichiarano  che  il
prodotto   che   consuma   energia   rispetta   tutte  le  pertinenti
disposizioni  della  misura  di  esecuzione  applicabile,  ovvero del
provvedimento che da attuazione alla medesima misura.
2. La marcatura di conformita’ CE consiste delle iniziali “CE” come
indicato nell’allegato I.
3.   La   dichiarazione   di   conformita’  contiene  gli  elementi
specificati  nell’allegato  II,  rinvia  alla  pertinente  misura  di
esecuzione  ed  e’  resa  e  conservata  dal  fabbricante  o  dal suo
mandatario  ovvero,  nei  casi  di  cui  all’articolo 8,  acquisita e
conservata dall’importatore.
4.  E’  proibita l’apposizione, sui prodotti che consumano energia,
di  marcature  suscettibili  di trarre in inganno gli utilizzatori in
merito al significato o alla forma della marcatura CE.
5.  Le informazioni che devono essere fornite dal fabbricante o dal
suo  mandatario  ai  sensi  dell’allegato III sono redatte, in lingua
italiana, al momento in cui il prodotto che consuma energia raggiunge
l’utilizzatore   finale.  L’uso  complementare  di  altre  lingue  e’
ammesso,  purche’  le  informazioni  siano esattamente corrispondenti
alle informazioni riportate in lingua italiana.
6. In aggiunta alle indicazioni espresse in lingua italiana o altre
lingue  ai  sensi  del  comma 5,  e’ consentito l’impiego di simboli,
codici  o  altri  accorgimenti  individuati, con decreto del Ministro
dello  sviluppo  economico, sulla base delle disposizioni adottate in
sede   comunitaria,   idonei   a   fornire   all’utilizzatore  finale
indicazioni relative alle modalita’ di impiego del dispositivo.
1. L’autorita’ competente dispone, a cura e a spese del fabbricante
o   del   suo   mandatario,   o,   in   mancanza   di   quest’ultimo,
dell’importatore,  il  ritiro temporaneo dal mercato, o dal servizio,
dei  prodotti  che  consumano energia immessi sul mercato, o messi in
servizio,   privi   della  marcatura  CE  e  della  dichiarazione  di
2.  Qualora  vi siano prove sufficienti che un prodotto che consuma
energia possa essere non conforme, ovvero qualora il fabbricante o il
suo  mandatario,  o,  in mancanza di quest’ultimo, l’importatore, non
consentano   la   tempestiva   acquisizione   dei   campioni,   della
dichiarazione  di conformita’ e della relativa documentazione tecnica
per  le necessarie verifiche, l’autorita’ competente, previa diffida,
dispone  il  divieto di commercializzazione del prodotto per il tempo
strettamente   necessario   all’accertamento  della  conformita’  del
prodotto e, comunque, per un periodo non superiore a sessanta giorni.
3. Ove sia constatato, a seguito delle procedure di accertamento di
cui  all’articolo 7,  che  il  prodotto  che consuma energia, benche’
munito  della  marcatura CE e della dichiarazione di conformita’, non
e’   conforme   alla   relativa   misura  di  esecuzione,  ovvero  al
provvedimento  che  da  attuazione  alla medesima misura, l’autorita’
competente  ordina  al fabbricante o al suo mandatario, o in mancanza
di  quest’ultimo  all’importatore, di conformare tale prodotto. Se la
mancanza di conformita’ del prodotto non e’ sanabile o persiste oltre
il  termine  assegnato,  l’autorita’  competente,  con  provvedimento
motivato,  ne vieta o limita l’immissione sul mercato ovvero la messa
in servizio, a cura e a spese del fabbricante o del suo mandatario, o
in  mancanza  di  quest’ultimo dell’importatore. In caso di divieto o
ritiro dal mercato, l’autorita’ informa immediatamente la Commissione
europea e gli altri Stati membri.
4. Ogni provvedimento adottato dall’autorita’ competente sulla base
del  presente  decreto,  che  limita o vieta l’immissione sul mercato
ovvero  la  messa  in  servizio  di  un prodotto che consuma energia,
indica  i  motivi  che  ne  sono  all’origine.  Tale provvedimento e’
notificato  entro  il  termine di sessanta giorni al fabbricante o al
suo  mandatario,  che  sono  contestualmente  informati dei possibili
mezzi di ricorso e dei termini per la loro proposizione.
5.  L’autorita’ informa immediatamente la Commissione europea e gli
altri  Stati  membri  in  merito  a  qualsiasi provvedimento adottato
conformemente  al comma 1, indicandone i motivi e, in particolare, se
la non conformita’ e’ riconducibile:
a) alla  mancata soddisfazione delle prescrizioni della misura di
esecuzione applicabile;
b) all’applicazione  scorretta  delle  norme  armonizzate  di cui
all’articolo 13, comma 2;
c) a  carenze  delle  norme  armonizzate  di cui all’articolo 13,
6.  I  provvedimenti  adottati  in forza del presente articolo sono
resi pubblici.
Valutazione di conformita’
1. Prima  di immettere sul mercato ovvero di mettere in servizio un
prodotto  che  consuma energia oggetto delle misure di esecuzione, il
fabbricante  o  il  suo  mandatario,  o, in mancanza di quest’ultimo,
l’importatore,  accerta  la  conformita’  di tale prodotto a tutte le
pertinenti  prescrizioni  della  misura di esecuzione applicabile. La
valutazione  della  conformita’  deve  avvenire  secondo  le relative
procedure  di  valutazione  specificate  nelle  misure di esecuzione,
attraverso   il   controllo   della  progettazione  interno,  di  cui
all’allegato  IV,  ovvero il sistema di gestione, di cui all’allegato
2.  Se  un  prodotto  che  consuma  energia oggetto delle misure di
esecuzione    e’    progettato    da   un’organizzazione   registrata
conformemente  al regolamento (CE) n. 761/2001 del Parlamento europeo
e  del  Consiglio,  del 19 marzo 2001, sull’adesione volontaria delle
organizzazioni  a  un  sistema comunitario di ecogestione e di audit,
EMAS,  e  la funzione di progettazione e’ inclusa nell’ambito di tale
registrazione,  si  presume  che  il  sistema  di  gestione  di  tale
organizzazione  ottemperi  alle  prescrizioni dell’allegato IV. Se un
prodotto  che  consuma  energia oggetto delle misure di esecuzione e’
progettato da un’organizzazione che dispone di un sistema di gestione
comprendente la funzione di progettazione del prodotto, ed e’ attuato
conformemente alle norme armonizzate i cui numeri di riferimento sono
stati  pubblicati  nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, tale
sistema  di  gestione  e’  ritenuto  attuativo  delle  corrispondenti
prescrizioni dell’allegato IV.
3.  Dopo  aver  immesso sul mercato o messo in servizio un prodotto
che   consuma   energia   oggetto  delle  misure  di  esecuzione,  il
fabbricante    o   il   suo   mandatario   tengono   a   disposizione
dell’autorita’,  per  ispezione,  per  un  periodo di 10 anni dopo la
fabbricazione dell’ultimo di tali prodotti, i documenti relativi alla
valutazione   di   conformita’   eseguita  e  alle  dichiarazioni  di
conformita’  emesse. I pertinenti documenti sono messi a disposizione
entro   10   giorni   dal  ricevimento  di  una  richiesta  da  parte
dell’autorita’ competente.
– Il  Regolamento  (CE)  19  marzo  2001,  n.  761/2001
ï¿½Regolamento   del   Parlamento  europeo  e  del  Consiglio
sull’adesione  volontaria delle Organizzazioni a un sistema
comunitario  di  ecogestione e audit (EMAS)ï¿½, e’ pubblicato
nella G.U.C.E. 24 aprile 2001, n. L 114.
Presunzione di conformita’
1. Sono  considerati  conformi  alle  misure  di  esecuzione di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera c), i prodotti che consumano energia
immessi  sul  mercato  o  messi  in  servizio  conformemente a questo
decreto, che rechino la marcatura CE di cui all’articolo 9.
2.  Il  prodotto che consuma energia immesso sul mercato o messo in
servizio  conformemente  a  questo  decreto  per il quale siano state
applicate  le  norme  armonizzate,  i  cui numeri di riferimento sono
stati  pubblicati  nella  Gazzetta  Ufficiale dell’Unione europea, e’
considerato conforme a tutte le pertinenti specifiche della misura di
esecuzione applicabile cui tali norme si riferiscono.
3.  Il  prodotto  che  consuma  energia  cui  e’ stato assegnato un
marchio  comunitario  di  qualita’ ecologica ai sensi del regolamento
(CE)  n.  1980/2000 e’ considerato rispondente alle specifiche per la
progettazione  ecocompatibile della misura di esecuzione applicabile,
fintanto che tali specifiche sono soddisfatte dal marchio di qualita’
–  Il  Regolamento  (CE)  17  luglio 2000, n. 1980/2000
relativo    al   sistema   comunitario,   riesaminato,   di
assegnazione  di  un  marchio  di  qualita’  ecologicaï¿½, e’
pubblicato nella G.U.C.E. 21 settembre 2000, n. L 237.
1. L’autorita’   competente   di  cui  all’articolo 4  assicura  la
consultazione  delle  parti interessate a livello nazionale in merito
al processo di preparazione e monitoraggio delle norme armonizzate.
2.   Allorche’   l’autorita’  competente  considera  che  le  norme
armonizzate, la cui applicazione sia richiesta al fine di ottemperare
alle disposizioni specifiche di una misura di esecuzione applicabile,
non soddisfano appieno tali disposizioni, essa informa, spiegandone i
motivi,  il  comitato  permanente  istituito ai sensi dell’articolo 5
della direttiva 98/34/CE.
3.  L’autorita’  competente  provvede  affinche’  le determinazioni
della  Commissione  europea in materia di interpretazione o di revoca
delle  norme  armonizzate  siano  rese  note nella Gazzetta Ufficiale
– Per  la  Direttiva  22  giugno  1998, n. 98/34/CE, si
vedano le note all’art. 2.
Disposizioni per i componenti e le sottounita’
1. Qualora  richiesto  dalle misure di esecuzione, i fabbricanti, i
loro rappresentanti autorizzati, e, in mancanza di questi ultimi, gli
importatori,  che  immettono  sul  mercato ovvero mettono in servizio
componenti  e  sottounita’,  devono  fornire  al  fabbricante  di  un
prodotto  che  consuma energia contemplato dalle misure di esecuzione
le pertinenti informazioni sulla composizione materiale e sul consumo
di energia, materiali ovvero risorse dei componenti o sottounita’.
Collaborazione amministrativa e scambio di informazioni
1. L’autorita’  competente  collabora con le autorita’ responsabili
dell’applicazione della direttiva 2005/32/CE negli altri Stati membri
e  scambia  con queste e con la Commissione europea informazioni atte
ad  agevolare  l’attuazione  del  presente decreto e, in particolare,
l’applicazione dell’articolo 10.
– Per  la  Direttiva  2005/32,  si  vedano le note alle
1. I  fabbricanti  garantiscono  che  i consumatori di prodotti che
consumano energia ottengano:
a) l’informazione  necessaria  sul  ruolo che possono svolgere in
materia di uso sostenibile del prodotto;
b) il    profilo    ecologico   del   prodotto   e   i   vantaggi
dell’ecoprogettazione,  qualora  cio’  sia  richiesto  dalla relativa
misura di esecuzione.
2.  Le  informazioni di cui sopra saranno rese note ai consumatori,
in  conformita’  alla  misura  di  esecuzione  applicabile, ovvero al
1. Costituiscono  misure  di esecuzione ai sensi dell’articolo 2 le
seguenti direttive comunitarie:
a) direttiva   92/42/CEE   del  Consiglio,  del  21 maggio  1992,
concernente  i  requisiti di rendimento per le nuove caldaie ad acqua
calda alimentate con combustibili liquidi o gassosi;
b) direttiva 96/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
3 settembre   1996,   sui   requisiti  di  rendimento  energetico  di
frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di uso domestico;
c) direttiva  2000/55/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio,
del  18 settembre  2000, sui requisiti di efficienza energetica degli
alimentatori per lampade fluorescenti.
2.  L’immissione  sul  mercato  ovvero  la  messa  in  servizio dei
prodotti  che  consumano  energia  oggetto  delle direttive di cui al
comma 1 e’ possibile solo se:
a) tali  prodotti  sono  conformi  ai seguenti provvedimenti, che
danno attuazione alle medesime misure:
1)  decreto  del  Presidente  della  Repubblica del 15 novembre
1996,  n.  660,  recante regolamento per l’attuazione della direttiva
92/42/CEE  concernente  i requisiti di rendimento delle nuove caldaie
ad acqua calda, alimentate con combustibili liquidi o gassosi;
2)   decreto  del  Ministro  dell’industria,  del  commercio  e
dell’artigianato  10 novembre  1999,  recante  norme sui requisiti di
rendimento energetico di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni
di uso domestico, in conformita’ alla direttiva comunitaria 96/57/CE,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 16 novembre 1999;
3)  decreto  del  Ministro  delle attivita’ produttive 26 marzo
2002,  recante  attuazione  della direttiva 2000/55/CE del Parlamento
europeo  e  del  Consiglio  concernente  i  requisiti  di  efficienza
energetica  degli  alimentatori  per lampade fluorescenti, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 2002;
b) in  ogni caso siano provvisti della marcatura CE conformemente
3.   Il   Ministero  dello  sviluppo  economico  adotta,  ai  sensi
dell’articolo 17,  comma 3  della  legge  23 agosto  1988,  n. 400, e
previo  parere  della  Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano i
decreti  di  recepimento  delle  direttive  concernenti  le eventuali
misure di esecuzione della direttiva 2005/32/CE.
– La  Direttiva 21 maggio 1992, n. 92/42/CEE ï¿½Direttiva
del  Consiglio concernente i requisiti di rendimento per le
nuove  caldaie  ad  acqua calda alimentate con combustibili
liquidi  o gassosiï¿½, e’ pubblicata nella G.U.C.E. 22 giugno
– La Direttiva 3 settembre 1996, n. 96/57/CE ï¿½Direttiva
del  Parlamento  europeo  e  del Consiglio sui requisiti di
rendimento  energetico  di  frigoriferi, congelatori e loro
combinazioni   di   uso  domesticoï¿½,  e’  pubblicata  nella
G.U.C.E. 18 settembre 1996, n. L 236.
– La   Direttiva   18  settembre  2000,  n.  2000/55/CE
ï¿½Direttiva  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio sui
requisiti  di  efficienza energetica degli alimentatori per
lampade   fluorescentiï¿½,   e’   pubblicata  nella  G.U.C.E.
1ï¿½ novembre 2000, n. L 279.
–  Il   decreto   del   Presidente   della   Repubblica
15 novembre  1996,  n.  660,  ï¿½Regolamento per l’attuazione
della   direttiva  92/42/CEE  concernente  i  requisiti  di
rendimento  delle  nuove caldaie ad acqua calda, alimentate
con   combustibili  liquidi  o  gassosi,  pubblicato  nella
Gazzatte  Ufficiale  27 dicembre  1996, n. 302, supplemento
– Il  decreto  ministeriale 10 novembre 1999 ï¿½Norme sui
requisiti   di   rendimento   energetico   di  frigoriferi,
congelatori  e  loro  combinazioni  di  uso  domestico,  in
conformita’   alla   direttiva  comunitaria  96/57/CEï¿½,  e’
pubblicato  nella  Gazzatte  Ufficiale 16 novembre 1999, n.
– Il  decreto  ministeriale  26  marzo 2002 ï¿½Attuazione
della  direttiva  2000/55/CE  del  Parlamento europeo e del
Consiglio  concernente i requisiti di efficienza energetica
degli  alimentatori per lampade fluorescenti, e’ pubblicato
nella Gazzatte Ufficiale 4 aprile 2002, n. 79.
legge   23 agosto   1988,   n.  400,  recante:  ï¿½Disciplina
del Consiglio dei Ministriï¿½:
Art. 17 (Regolamenti). – 1.-2. (Omissis).
1. Chiunque  mette  in commercio o mette in servizio prodotti privi
della marcatura CE o della dichiarazione CE di conformita’ ovvero con
marcatura  o dichiarazione contraffatta e’ punito, salvo che il fatto
sia  previsto  come  reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria
del   pagamento   di   una   somma   da   euro   ventimila   a   euro
centocinquantamila.
2.  Il  fabbricante,  il  suo  mandatario  o l’importatore, che non
rispettano  il  divieto  di  commercializzazione  disposto  ai  sensi
dell’articolo 10,  comma 2,  e’ punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria  del  pagamento  di  una  somma  da  euro diecimila a euro
3.  Il  fabbricante,  il  suo  mandatario  o l’importatore, che non
rispettano  il  divieto  o  la  limitazione  di  cui all’articolo 10,
comma 3,  secondo  periodo,  e’ punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria  del  pagamento  di  una somma da euro quarantamila a euro
4.  Chiunque viola le disposizioni di cui all’articolo 11, comma 3,
e’  punito,  salvo  che  il  fatto  sia  previsto  come reato, con la
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro
cinquemila a euro trentamila.
5.   Le   sanzioni   di  cui  al  presente  articolo sono  irrogate
dall’autorita’  competente ed al procedimento si applicano per quanto
compatibili con il presente decreto le disposizioni di cui alla legge
Nota all’art. 18:
– Per  la  legge 24 novembre 1981, n. 689, si vedano le
1. Sono   abrogati   il   comma 3   dell’articolo 6;   il   punto 2
dell’allegato  I  e  l’allegato  II  del decreto del Presidente della
Repubblica 15 novembre 1996, n. 660.
– L’art.  6 del decreto del Presidente della Repubblica
15 novembre  1996,  n. 660, come modificato dal decreto qui
pubblicato, risulta il seguente:
ï¿½Art.   6   (Immissione   in  commercio).  –  1.  Prima
dell’immissione  in  commercio,  le  caldaie  devono essere
contrassegnate  dalla  marcatura CE di cui all’allegato I e
corredate dalla dichiarazione CE di cui all’art. 8.
2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma 1 si applicano
altresi’ agli apparecchi commercializzati separatamente. In
tal  caso  nella  dichiarazione  CE  di conformita’ vengono
riportati  i  parametri che consentono di ottenere, dopo il
montaggio, i tassi di rendimento utile di cui all’art. 4.
4.  La  marcatura  CE  e le altre indicazioni di cui al
presente  regolamento  sono  apposte  sulle caldaie e sugli
apparecchi  in  modo  visibile,  facilmente leggibile e con
sistema  indelebile.  E’  vietato  apporre su tali prodotti
qualsiasi  altro  segno  che  possa  trarre  in inganno sul
significato e sul simbolo grafico della marcatura CE.ï¿½.
– L’allegato  I  del  suddetto decreto, come modificato
dal decreto qui pubblicato, risulta il seguente:
ï¿½Allegato  I  MARCATURA  CE  DI CONFORMITA’ E MARCATURE
1. Marcatura CE di conformita’.
– La  marcatura  CE  di conformita’ e’ costituita dalle
iniziali ï¿½CEï¿½ secondo il simbolo grafico che segue: CE.
– In  caso di riduzione o ingrandimento della marcatura
CE  devono  essere  rispettate  le proporzioni indicate nel
simbolo graduato di cui sopra.
– I  diversi  elementi della marcatura CE devono essere
sostanzialmente  la  stessa  dimensione  verticale, che non
puo’ essere inferiore a 5 mm.ï¿½.
1. Le  disposizioni  relative  ai  rendimenti minimi degli impianti
termici  per  la  climatizzazione  invernale  degli  edifici e per la
preparazione  dell’acqua  calda per usi igienici e sanitari di cui al
comma 1,  lettera a),  dell’articolo 4  e all’articolo 12 del decreto
legislativo  19 agosto  2005,  n. 192, e successive modificazioni, si
applicano  fino alla data di entrata in vigore della eventuale misura
di esecuzione relativa al prodotto in questione.
2. Le disposizioni del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 134,
si  applicano  fino  alla  data  di entrata in vigore delle eventuali
misure di esecuzione relative ai prodotti in questione.
– Gli articoli 4 e 12 del decreto legislativo 19 agosto
2005,   n.   192  (Attuazione  della  direttiva  2002/91/CE
relativa    al    rendimento   energetico   nell’edilizia),
pubblicato  nella  Gazzatte Ufficiale 23 settembre 2005, n.
222, supplemento ordinario, cosi’ dispongono:
ï¿½Art.   4   (Adozione   di  criteri  generali,  di  una
metodologia   di  calcolo  e  requisiti  della  prestazione
energetica).  –  1.  Entro  centoventi giorni dalla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto, con uno o piu’
decreti del Presidente della Repubblica, sono definiti:
a) i  criteri generali, le metodologie di calcolo e i
requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di
energia e al raggiungimento degli obiettivi di cui all’art.
1,  tenendo  conto  di quanto riportato nell’allegato ï¿½Bï¿½ e
della  destinazione  d’uso  degli  edifici.  Questi decreti
disciplinano     la     progettazione,     l’installazione,
l’esercizio,  la  manutenzione e l’ispezione degli impianti
termici  per  la  climatizzazione invernale ed estiva degli
edifici,  per  la  preparazione  dell’acqua  calda  per usi
igienici  sanitari  e,  limitatamente al settore terziario,
per l’illuminazione artificiale degli edifici;
b) i  criteri  generali di prestazione energetica per
l’edilizia   sovvenzionata  e  convenzionata,  nonche’  per
l’edilizia   pubblica   e   privata,  anche  riguardo  alla
ristrutturazione degli edifici esistenti e sono indicate le
metodologie  di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al
raggiungimento  degli  obiettivi di cui all’art. 1, tenendo
conto   di  quanto  riportato  nell’allegato  ï¿½Bï¿½  e  della
destinazione d’uso degli edifici;
c) i   requisiti   professionali   e   i  criteri  di
accreditamento   per   assicurare   la   qualificazione   e
l’indipendenza  degli  esperti  o  degli  organismi  a  cui
affidare  la  certificazione  energetica  degli  edifici  e
l’ispezione  degli impianti di climatizzazione. I requisiti
minimi  sono  rivisti  ogni  cinque  anni  e  aggiornati in
funzione dei progressi della tecnica.
2.  I  decreti  di  cui  al  comma 1  sono  adottati su
proposta   del  Ministro  delle  attivita’  produttive,  di
concerto   con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti  e  con  il Ministro dell’ambiente e della tutela
del   territorio,  acquisita  1’intesa  con  la  Conferenza
unificata,  sentiti  il Consiglio nazionale delle ricerche,
di  seguito  denominato CNR, l’Ente per le nuove tecnologie
l’energia  e  l’ambiente,  di  seguito  denominato ENEA, il
Consiglio   nazionale  consumatori  e  utenti,  di  seguito
denominato CNCU.ï¿½.
ï¿½Art.  12  (Esercizio,  manutenzione  e ispezione degli
impianti termici). – 1. Fino alla data di entrata in vigore
dei decreti di cui all’art. 4, comma 1, il contenimento dei
consumi  di  energia  nell’esercizio  e  manutenzione degli
impianti  termici esistenti per il riscaldamento invernale,
le   ispezioni  periodiche,  e  i  requisiti  minimi  degli
organismi  esterni  incaricati  delle ispezioni stesse sono
disciplinati   dagli   articoli 7  e  9,  dal  decreto  del
Presidente  della  Repubblica del 26 agosto 1993, n. 412, e
successive  modificazioni,  e  dalle  disposizioni  di  cui
all’allegato L.ï¿½.
– Il  decreto  legislativo  27  gennaio  1992,  n. 134,
ï¿½Attuazione  della  direttiva 86/594/CEE relativa al rumore
aereo  emesso  dagli  apparecchi  domesticiï¿½, e’ pubblicato
nella   Gazzatte   Ufficiale   19 febbraio   1992,  n.  41,
maggiori  oneri  a  carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni
interessate  provvedono  agli  adempimenti  previsti  con  le risorse
Dato a Roma, addi’ 6 novembre 2007
Pecoraro Scanio, Ministro dell’ambiente
e  della  tutela  del  territorio e del
(previsto dall’articolo 9)
—->  Vedere logo a pag. 99   in formato zip/pdf
La  marcatura  CE  deve  avere  un’altezza  di  almeno  5 mm. Se le
dimensioni della marcatura CE sono ridotte o
ingrandite,  vanno  rispettate  le proporzioni del disegno in scala
graduata sopra presentato.
La  marcatura  CE  va apposta sul prodotto che consuma energia. Nel
caso   in   cui   non   sia   possibile,   la  marcatura  va  apposta
sull’imballaggio e sui documenti di accompagnamento.
La dichiarazione di conformita’ deve contenere i seguenti dati:
1)   nominativo   e   indirizzo   del   fabbricante   o  del  suo
rappresentante autorizzato;
2)   una   descrizione   del  modello  sufficiente  a  garantirne
l’individuazione senza ambiguita’;
3) se del caso, i riferimenti alle norme armonizzate applicate;
4)  se  del  caso,  le  altre  norme  tecniche  e  le  specifiche
5)  se  del  caso,  il riferimento ad altra normativa comunitaria
contemplante l’apposizione del marchio CE applicata;
6)  indicazione e firma della persona avente titolo per vincolare
il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato.
SPECIFICHE PER LA FORNITURA DI INFORMAZIONI
Le  misure  di esecuzione possono richiedere la fornitura, da parte
del  fabbricante,  di  informazioni  suscettibili  di  influenzare le
modalita’  di trattamento, uso o riciclaggio del prodotto che consuma
energia da parte di soggetti diversi dal fabbricante.
Tali informazioni possono includere se del caso:
a) informazioni  in  merito al processo di fabbricazione da parte
del disegnatore progettista;
b) informazioni  ai  consumatori  sulle  caratteristiche  e sulle
prestazioni ambientali significative di un prodotto, che accompagnano
il  prodotto  immesso  sul  mercato, per consentire al consumatore di
comparare tali aspetti dei prodotti;
c) informazioni  ai consumatori sulle modalita’ di installazione,
uso  e  manutenzione  del  prodotto,  al  fine  di  ridurne al minimo
l’impatto  sull’ambiente e di consentirne la durata ottimale, nonche’
sulle modalita’ di restituzione del dispositivo a fine vita e, se del
caso,  informazioni  sul  periodo  di  disponibilita’  delle parti di
ricambio e le possibilita’ di potenziamento dei prodotti;
d) informazioni  per  gli  impianti di trattamento in merito allo
smontaggio, al riciclaggio o allo smaltimento a fine vita.
Le informazioni dovrebbero essere fornite se possibile sul prodotto
Tali  informazioni  tengono conto degli obblighi derivanti da altre
normative comunitarie quali la direttiva 2002/96/CE.
(previsto dall’articolo 11)
CONTROLLO DELLA PROGETTAZIONE INTERNO
1. Il  presente  allegato  descrive  la procedura con la quale il
fabbricante  o  il  suo  rappresentante autorizzato cui incombono gli
obblighi  precisati  al  punto  2  del presente allegato assicurano e
dichiarano che il prodotto che consuma energia soddisfa le pertinenti
prescrizioni della misura di esecuzione applicabile. La dichiarazione
di  conformita’  puo’  comprendere  uno  solo  o piu’ prodotti e deve
essere conservata dal fabbricante.
2.  Il  fabbricante  deve  compilare  un  modulo  di documentazione
tecnica  che  consenta una valutazione della conformita’ del prodotto
che  consuma  energia  alle  prescrizioni  della misura di esecuzione
La documentazione contiene in particolare:
a) una  descrizione  generale  del prodotto che consuma energia e
dell’uso cui e’ destinato;
b) i  risultati  dei  pertinenti  studi di valutazione ambientale
condotti  dal  fabbricante  ovvero i riferimenti agli studi di caso o
alla letteratura di valutazione ambientale utilizzati dal fabbricante
per valutare, documentare e determinare le soluzioni di progettazione
c) il profilo ecologico, se richiesto dalla misura di esecuzione;
d) gli  elementi  delle  specifiche di progettazione del prodotto
relative agli aspetti di progettazione ambientale dello stesso;
e) un  elenco  delle  norme  appropriate  di cui all’articolo 12,
applicate  per  intero  o in parte, e una descrizione delle soluzioni
adottate  per  soddisfare  le prescrizioni della misura di esecuzione
applicabile  allorche’ le norme di cui all’articolo 12 non sono state
applicate o non soddisfano completamente le disposizioni della misura
f) una  copia  delle  informazioni  riguardanti  gli  aspetti  di
progettazione  ambientale  del  prodotto  fornite  conformemente alle
prescrizioni di cui all’allegato III;
g) i   risultati   delle  misurazioni  delle  specifiche  per  la
progettazione   ecocompatibile  condotte,  compresi  ragguagli  sulla
conformita’  di  tali misurazioni con riferimento alle specifiche per
la  progettazione ecocompatibile precisate nella misura di esecuzione
3.  Il  fabbricante  deve  adottare  tutte  le  misure necessarie a
garantire   che   il   prodotto  sia  fabbricato  conformemente  alle
specifiche  di  progettazione  di  cui al punto 2 e alle prescrizioni
della misura ad esso applicabile.
SISTEMA DI GESTIONE DI VALUTAZIONE DELLE CONFORMITA’
1.  Il  presente  allegato  descrive  la  procedura con la quale il
fabbricante  che  ottempera  agli  obblighi  di  cui  al  punto 2 del
presente  allegato  assicura  e  dichiara che il prodotto che consuma
energia   soddisfa   le   prescrizioni  della  misura  di  esecuzione
applicabile.  La  dichiarazione  di  conformita’ puo’ comprendere uno
solo o piu’ prodotti e deve essere conservata dal fabbricante.
2. Per valutare la conformita’ del prodotto che consuma energia, ci
si  puo’  avvalere  di  un sistema di gestione purche’ il fabbricante
attui  gli  elementi  ambientali  specificati al punto 3 del presente
3. Sistema di gestione degli elementi ambientali
Nel  presente  punto sono specificati gli elementi di un sistema di
gestione  e  le  procedure  attraverso  i  quali  il fabbricante puo’
dimostrare  l’ottemperanza  del  prodotto  che  consuma  energia alle
prescrizioni della misura di esecuzione applicabile.
3.1. La politica di prestazioni ambientali del prodotto
Il  fabbricante  deve  essere in grado di dimostrare la conformita’
alle   prescrizioni   della  misura  di  esecuzione  applicabile.  Il
fabbricante  deve  inoltre essere in grado di istituire un quadro per
la fissazione e la revisione di indicatori e obiettivi di prestazione
ambientale   del  prodotto  al  fine  di  migliorare  le  prestazioni
ambientali complessive del prodotto.
Tutte   le  misure  adottate  dal  fabbricante  per  migliorare  le
prestazioni  ambientali  complessive  del  prodotto  ed  elaborare il
profilo  ecologico  di  un prodotto che consuma energia, se richiesto
dalla   misura  di  esecuzione,  attraverso  la  progettazione  e  la
fabbricazione  devono  essere  documentate  in  maniera sistematica e
ordinata sotto forma di istruzioni e procedure scritte.
Tali   istruzioni  e  procedure  devono  contenere  in  particolare
un’adeguata descrizione di quanto segue:
a) l’elenco  dei  documenti  da  predisporre  per  dimostrare  la
conformita’  del  prodotto  che  consuma  energia  e, se del caso, da
mettere a disposizione;
b) gli  indicatori  e gli obiettivi di prestazione ambientale del
prodotto  e  la struttura organizzativa, le responsabilita’, i poteri
del  management  e  l’assegnazione  di risorse con riguardo alla loro
attuazione e al loro perfezionamento;
c) i  controlli  e i test da effettuare dopo la fabbricazione per
verificare le prestazioni del prodotto in rapporto agli indicatori di
prestazione ambientale;
d) le  procedure  per  controllare  la documentazione richiesta e
garantirne l’aggiornamento;
e) il  metodo  di verifica dell’attuazione e dell’efficacia degli
elementi ambientali del sistema di gestione.
3.2. Pianificazione
Il fabbricante deve fissare e rivedere:
a) procedure   per   l’elaborazione  del  profilo  ecologico  del
b) indicatori e obiettivi di prestazione ambientale del prodotto,
che prendono in considerazione le opzioni
tecnologiche tenuto conto delle esigenze tecniche ed economiche;
c) un programma per conseguire tali obiettivi.
3.3. Attuazione e documentazione
3.3.1.   La  documentazione  riguardante  il  sistema  di  gestione
dovrebbe specificare quanto segue in particolare:
a) sono definite e documentate le responsabilita’ e le autorita’,
allo  scopo di garantire efficaci prestazioni ambientali del prodotto
e   di  analizzarne  la  realizzazione  a  fini  di  revisione  e  di
b) sono  redatti documenti per illustrare le tecniche di verifica
e  di  controllo  della progettazione messe in atto e i processi e le
misure sistematiche adottati in sede di progettazione del prodotto;
c) il   fabbricante  redige  e  perfeziona  le  informazioni  per
descrivere  gli  elementi  ambientali  fondamentali  del  sistema  di
gestione e le procedure di controllo di tutti i documenti richiesti.
3.3.2.  La  documentazione  riguardante  il  prodotto  che  consuma
energia contiene in particolare:
d) sono  redatti  documenti  per  descrivere  i  risultati  delle
misurazioni   condotte   con   riguardo   alle   specifiche   per  la
progettazione    ecocompatibile,    comprendenti    ragguagli   sulla
conformita’  di  tali  misurazioni  alle  prescrizioni  precisate  al
riguardo nella misura di esecuzione applicabile;
e) il fabbricante redige specifiche per indicare, in particolare,
le  norme  applicate  e,  qualora le norme di cui all’articolo 10 non
siano  applicate  o  non soddisfino interamente le prescrizioni della
pertinente   misura   di  esecuzione,  gli  strumenti  impiegati  per
garantire la conformita’;
prescrizioni di cui all’allegato III.
3.4. Azione di controllo e correttiva
a) il   fabbricante   deve  adottare  tutte  le  misure  atte  ad
assicurare  che  il  prodotto  che  consuma energia sia fabbricato in
conformita’  delle  specifiche  di progettazione e delle prescrizioni
della misura di esecuzione applicabile;
b) il  fabbricante  istituisce  e  perfeziona le procedure atte a
individuare  e  a  trattare la mancanza di conformita’ e ad apportare
modifiche   alle   procedure   documentate   in  forza  di  un’azione
c) il  fabbricante  conduce almeno ogni tre anni un audit interno
completo  del  sistema  di  gestione ambientale relativamente ai suoi
elementi ambientali.
DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 201 – Attuazione della direttiva 2005/32/CE relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia. (GU n. 261 del 9-11-2007 redazione redazione 2015-05-05T13:39:38+00:00