Source: https://www.exeo.it/Articoli/8535/cessazione-concessione-demaniale-marittima.aspx
Timestamp: 2019-08-26 01:12:47+00:00
Document Index: 76462222

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 80', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 75', 'art. 21', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 21', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art, 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 45', 'art. 49', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 42', 'art. 1454', 'art. 42', 'art. 49', 'art. 934', 'art. 936', 'art. 49', 'art. 230', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 47', 'art. 39', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 45', 'art. 96', 'art. 46', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46']

L’espressione cessazione della concessione di cui all’art. 49 del Cod. Nav. ricomprende, oltre la fattispecie della scadenza naturale del termine d’efficacia, anche quella dell’annullamento giurisdizionale della concessione.
L'avvenuta scadenza della concessione demaniale marittima e l’esito del successivo procedimento di gara a favore di altra impresa giustificano pienamente il subentro di quest’ultima nella gestione dell’area demaniale e, di conseguenza, lo sgombero del precedente concessionario dall’area in argomento.
La valutazione dei presupposti per la dichiarazione di decadenza della concessione demaniale marittima ex art. 47, lett. a) e lett. f), Cod. nav. non può arrestarsi, in modo meccanicistico, ad un semplice raffronto quantitativo tra valore in denaro degli interventi previsti nel piano di investimento e valore monetario degli interventi realizzati, ma la stessa deve essere la risultante di un giudizio di gravità delle inadempienze contestate che tenga conto dei profili qualitativi degli interventi realizzati nel contesto complessivo di quelli prescritti, del grado di determinatezza degli interventi prescritti, dei tempi procedimentali necessari al rilascio dei titoli autorizzativi e del comportamento del titolare della concessione da valutare in controluce rispetto all’azione delle amministrazioni coinvolte nei procedimenti autorizzatori e della stessa amministrazione concedente; valutazione ponderata dell’assetto complessivo di interessi connotante il rapporto concessorio e la sua evoluzione nel tempo.
Ai fini dell'adozione della pronuncia di decadenza, ex art. 47, lett. f), cod. nav., per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di legge o di regolamento, assumono rilievo le inadempienze del concessionario che compromettano con carattere di definitività il proficuo prosieguo del rapporto ovvero rendano inattuabili gli scopi per i quali la concessione stessa è stata rilasciata.
... _OMISSIS_ ...o;attività di intrattenimento danzante non autorizzata ai sensi dell’art. 80 T.U.L.P.S. in luogo dell’attività di minigolf assentita con la concessione demaniale marittima costituisce un mutamento sostanziale dell’oggetto del titolo, che legittima l’adozione da parte della P.A. di una pronuncia di decadenza ai sensi dell’art. 47 cod. nav..
Al ricorrere delle ipotesi decadenziali disciplinate dall'art. 47 cod. nav. la P.A. concedente esercita una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi essa cioè limitare al riscontro dei relativi presupposti fattuali.
Una volta accertata la sussistenza dei presupposti per l’adozione del provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima, quest’ultimo ha natura sostanzialmente vincolata, con conseguente esclusione di ogni possibile bilanciamento tra l'interesse pubblico e le esigenze del privato concessionario.
L’acclarato mutamento dello scopo della concessione demaniale marittima, il disturbo della quiete pubblica e l’inadempienza protratta nel tempo giustificano l’adozione del provvedimento di decadenza prevista dall’art. 47 cod. nav..
In materia di provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima, la verifica in ordine all’eventuale violazione del principio di proporzionalità va parametrata all’entità e alle altre caratteristiche, inclusa la durata, delle violazioni contestate.
L’inadempimento che può dar luogo alla decadenza della concessione demaniale marittima ai sensi dell’art. 47, lett. d), cod. nav. deve essere di una certa consistenza e deve essere dimostrato sulla base di elementi probatori inequivoci, precisi e concordanti.
La decadenza della concessione demaniale marittima per omesso pagamento del canone per il numero di rate fissato dall’atto di concessione deve essere dichiarata dalla P.A. nel rispetto dei principi di gradualità e proporzionalità.
Ove il provvedimento di diniego di proroga del termine di ultimazione dei lavori sia stato sospeso in via cautelare dal G.A., la P.A. non può dichiarare la decadenza della concessione demaniale marittima per mancato rispetto dei termini: questa preclusione dura finché la causa relativa al diniego della proroga del termine non sia decisa ovvero fino a quando la P.A. non si determini nuovamente sull’istanza di proroga.
Il fatto che un’impresa sia sottoposta a concordato preventivo non giustifica il mancato pagamento del canone demaniale, che costituisce un’ipotesi di decadenza della concessione ai sensi dell’art. 47, co. 1, lett. d), cod. nav..
La misura della decadenza dalla concessione demaniale marittima non si giustifica a fronte di un "non uso" protrattosi... _OMISSIS_ ...ntenuto e determinato da un fatto imputabile non alla responsabilità del concessionario ma a forza maggiore (nella specie, un incendio).
E’ legittimo il provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima in caso di mancato utilizzo continuato della concessione o per inadempimento agli obblighi del concessionario che compromettano in modo definitivo il proficuo prosieguo del rapporto concessorio.
Ai fini dell’adozione della pronuncia di decadenza della concessione demaniale marittima in corso di validità, assumono particolare rilievo le inadempienze del concessionario, che compromettano con carattere di definitività il proficuo prosieguo del rapporto.
Al ricorrere delle ipotesi di decadenza da concessione demaniale marittima disciplinate dall'art. 47 del codice della navigazione, l'Amministrazione concedente esercita una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi essa cioè limitare al riscontro dei relativi presupposti fattuali. Ciò comporta sul piano sostanziale che - una volta appunto accertata la sussistenza di detti presupposti - il provvedimento di decadenza ha natura sostanzialmente vincolata, con conseguente esclusione di ogni possibile bilanciamento tra l'interesse pubblico e le esigenze del privato concessionario.
In presenza delle ipotesi decadenziali della concessione demaniale marittima di cui all'art. 47 del Codice della Navigazione l’autorità procedente ha una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi limitare al riscontro della ricorrenza dei presupposti di fatto.
L’art. 47 del codice della navigazione, nel consentire l’adozione di un provvedimento amministrativo di “decadenza” dalla concessione demaniale marittima a causa dell’omesso pagamento del canone, realizza una tutela “rinforzata” di una prestazione economica avente una peculiare caratterizzazione giuridica “di stampo pubblicistico”. Tale elemento giuridicamente caratterizzante la prestazione patrimoniale determina, quale effetto, l’impossibilità di utilizzazione di “compensazioni” con altre tipologie di obbligazioni (ordinarie e paritetiche) o formulazione di eccezioni di inadempimento, non trovandosi le obbligazioni ad un pari livello.
E' legittimo e correttamente motivato il provvedimento di decadenza che fa espresso riferimento, ad esito di apposito sopralluogo, al riscontro di manufatti difformi dal titolo concessorio demaniale, ritenendo per questo che sia stato violato l’art. 47 del codice della navigazione in relazione a più di una della cause di decadenza in esso previste e, specificamente, quelle di cui alle lettere b), c) e f).
La presentazione di istanze di condono non è sufficiente ad escludere la configurazione delle ragioni di decadenza del co... _OMISSIS_ ...ssenzialmente basate, nell’art. 47 del codice della navigazione, sull’uso improprio della concessione, di per sé testimoniato dalla realizzazione di abusi.
Al ricorrere delle ipotesi decadenziali disciplinate dall'art. 47 del codice della navigazione l'Amministrazione concedente esercita una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi essa cioè limitare al riscontro dei relativi presupposti fattuali.
Una volta accertata la sussistenza dei presupposti di legge, il provvedimento di decadenza ha natura sostanzialmente vincolata, con conseguente esclusione di ogni possibile bilanciamento tra l'interesse pubblico e le esigenze del privato concessionario.
L'inadempimento generalizzato dell’obbligo di pagamento dei canoni di una concessione demaniale marittima, a diffferenza del caso di mancato pagamento di un numero di canoni determinato nell’atto concessorio, comporta l'applicazione dell’articolo 47 c.1 lett. f del codice della navigazione, che prevede la risoluzione per l’inadempienza da parte del concessionario degli obblighi derivanti dal rapporto concessorio, e non può che portare alla decadenza della concessione.
L’art. 47 (Decadenza dalla concessione) del Codice della navigazione (r.d. 30 marzo 1942 n. 327) prevede che l’amministrazione possa dichiarare la decadenza del concessionario per mancata esecuzione delle opere prescritte o anche per non uso continuato o per cattivo uso (e per esempio per mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo per il quale è stata fatta la concessione).
Ai fini della legittimità della decadenza dalla concessione demaniale marittima è irrilevante il nomen iuris utilizzato, non potendosi avere dubbi di sorta in ordina alla circostanza che costituisca atto di decadenza il provvedimento emanato in seguito al venir meno del concessionario ai vari doveri di utilizzo ai quali era tenuto.
E' da ritenere legittimo e conforme all'art. 47 cod. nav. il provvedimento dichiarativo di decadenza per mancato utilizzo continuato della concessione demaniale marittima o per inadempimento agli obblighi del concessionario che compromettano in modo definitivo il proficuo prosieguo del rapporto.
Per giustificare il non uso della concessione con l'occupazione di parte del terreno occorre dimostrare l'importanza della parte occupata al fine della difficoltà di utilizzo della concessione e della l’impossibilità di adempiere agli obblighi assunti nei confronti dell'amministrazione.
Qualora la concessione demaniale prevedeva espressamente, a pena di decadenza, l’obbligo di smontaggio della struttura alla fine della stagione balneare, l'irrogazione di tale sanzione è legittima a prescindere da qualsiasi valutazione sulla minore o maggiore gravità della violaz... _OMISSIS_ ...dimento di decadenza della concessione demaniale marittima ha natura sanzionatoria e sostanzialmente vincolata atteso che l’Amministrazione concedente esercita una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi essa cioè limitare al riscontro dei relativi presupposti fattuali.
E' illegittima la decadenza dalla concessione demaniale marittima comminata per omessa esecuzione delle opere prescritte nell’atto di concessione se queste presuppongono la previa definizione, da parte del Comune, delle domande di autorizzazione edilizia per la realizzazione delle opere medesime.
La contestazione della mancata rimozione di alcuni abusi non consente la decadenza dalla concessione demaniale marittima qualora, all’esito del sopralluogo eseguito in loco, i tecnici abbiano rilevato l’insussistenza di abusi sotto l’aspetto demaniale, imputando quelli evidenziati nel corso degli accertamenti precedenti ad approssimazioni grafiche e a evidenti errori rispetto alle quote rappresentate.
Il provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima emesso ai sensi dell'art. 47, co. 1, lett. b) e c), cod. nav. non può essere «riqualificato» né come provvedimento di decadenza ex tunc ai sensi dell'art. 75 D.P.R. 445/2000 né come provvedimento di autotutela ex art. 21-nonies legge 241/1990 ove nella motivazione dell'atto manchi ogni indicazione sulla sussistenza dei presupposti per l'emanazione di questi ultimi due provvedimenti (rispettivamente: non veridicità delle dichiarazioni sostitutive; illegittimità originaria del provvedimento, interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione diverso dal mero ripristino della legalità, e assenza di posizioni consolidate in capo ai destinatari).
Al ricorrere delle ipotesi decadenziali disciplinate dall’art. 47 cod. nav., la P.A. concedente esercita una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi essa cioè limitare al riscontro dei relativi presupposti fattuali.
Una volta appurata la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 47 cod. nav., il provvedimento di decadenza ha natura sostanzialmente vincolata, con conseguente esclusione di ogni possibile bilanciamento tra l’interesse pubblico e le esigenze del privato concessionario.
La natura demaniale del bene comporta la sussistenza in re ipsa di un interesse pubblico alla sottrazione del bene stesso all’uso improprio che di esso fa il soggetto che ne ha la disponibilità in forza del titolo concessorio.
La decadenza della concessione demaniale marittima ha effetti solamente ex nunc, in quanto non incide sull'atto ma sul rapporto.
Lo stato di abbandono e di degrado integra la mancata esecuzione delle attività di cura dei luoghi connesse alla concessione demaniale ed è dunque pi... _OMISSIS_ ...icare la decadenza, ai sensi della previsione di cui alla lettera a) dell’art. 47 C.N.
La mancata produzione del promesso progetto di manutenzione straordinaria delle strutture della concessione demaniale marittima costituisce violazione di un obbligo assunto in ragione della concessione ed è dunque pienamente sufficiente a giustificare la decadenza, ai sensi della previsione di cui alla letterf a) dell’art. 47 C.N.
Lungi dall'imporre la conservazione di ogni concessione demaniale in essere, l’interesse pubblico non riceve adeguata considerazione se si mantiene attiva una concessione che non è ritenuta utile dall’utenza (che non se ne avvale) e che non risponde perciò ad alcuna concreta esigenza della stessa.
Nel caso in cui la concessione preveda che il concessionario debba destinare parte del suolo di sua proprietà a passaggio pedonale, onde garantire a tutti i possibili utenti della costa il libero accesso al mare e tale obbligo non sia adempiuto, legittimamente la P.A. adotta un provvedimento con cui ordina al concessionario di realizzare l'opera, minacciando la decadenza del titolo concessorio.
In tema di beni demaniali, l'art. 47, lett. f), del codice della navigazione correla la potestà di dichiarare la decadenza dalla concessione per omesso pagamento del canone unicamente all’accertamento dell’inadempimento e non fa salva nessuna facoltà di successiva sanatoria.
Lo strumento sanzionatorio della revoca-decadenza della concessione demaniale, attivabile in caso di inadempimento agli obblighi derivanti dalla concessione, non rientra nella previsione di cui all'art. 21-quinquies della legge 241/90, richiedendo quest'ultimo valutazioni di opportunità che non intervengono nelle determinazioni sanzionatorie conseguenti alla violazione di specifiche disposizioni normative.
L'adozione del provvedimento di decadenza ai sensi dell'art. 47 cod. nav. per abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione non richiede la dimostrazione che dalla sostituzione sia derivato un danno alla P.A.: invero, il vulnus all’interesse pubblico è rappresentato dal fatto in sé della sostituzione soggettiva, che esautora inammissibilmente la P.A. dal potere di scegliere i soggetti cui affidare i beni demaniali.
Qualora sia stata dichiarata la decadenza della concessione demaniale marittima per abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione e poi l'area sia stata data in concessione al soggetto nominato custode dei beni in sequestro dello stabilimento balneare, è legittimo il provvedimento con il quale la P.A. rigetta l'istanza di volturazione del titolo a favore del figlio presentata dal soggetto dichiarato decaduto.
L’installazione sul suolo demaniale di manufatti privi di titolo ... _OMISSIS_ ...are sia l’ipotesi di “cattivo uso” della concessione di cui alla lettera b) del primo comma dell’art. 47 del codice della navigazione, sia quella di “inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di leggi o di regolamenti”, configurata dalla successiva lettera f).
Pur sussistendo un contrasto giurisprudenziale sul punto, la declaratoria di decadenza dalla concessione demaniale marittima va correttamente considerata quale manifestazione di un potere di autotutela vincolato e, come tale, non richiede di essere sorretta da specifiche valutazioni in ordine all’interesse pubblico alla sua adozione, ovvero all’interesse del privato che viene inciso dal provvedimento accertativo.
A fronte di un provvedimento che ricollega la declaratoria di decadenza a distinte fattispecie legittimanti l’esercizio del potere, la fondatezza della censura inerente l’insussistenza dei presupposti di una parte di esse non è idonea, secondo i principi in tema di atto plurimotivato, a comportare l’annullamento dell’atto nella sua interezza.
La decadenza sanzionatoria della concessione demaniale marittima scatta automaticamente, ai sensi dell’art. 47 del codice della navigazione e dell’art. 16, comma 1, del connesso regolamento di esecuzione, al ricorrere di determinati presupposti (tra i quali il mancato pagamento del canone concessorio), senza che al riguardo debba essere tenuto conto del tempo trascorso né di un particolare interesse pubblico a far valere il descritto meccanismo sanzionatorio.
La dichiarazione di decadenza della concessione demaniale marittima per mancato pagamento del canone non è automatica, ma va disposta previa adeguata istruttoria (e motivazione) al fine di perseguire l’equilibrato bilanciamento dei contrapposti interessi.
Prima di dichiarare la decadenza della concessione demaniale marittima per mancato pagamento del canone, la P.A. deve comunque fissare un termine entro il quale l'interessato può presentare le sue deduzioni, garantendo così l’effettivo contraddittorio secondo i principi del giusto procedimento amministrativo.
È illegittimo il provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima adottato ai sensi dell'art. 47 cod. nav. che sia emanato a notevole distanza di tempo dall'acquisizione delle controdeduzioni presentate dal concessionario.
La procedura di decadenza regolata dall'art. 47 cod. nav. postula un contraddittorio che rispetti una necessaria continuità logica e cronologica fra le sue dinamiche caratterizzate dall’addebito, dalla discolpa e dalla decisione: pertanto, deve ritenersi che eccessive pause e ritardi tra una fase e l’altra impediscono un regolare svolgimento della procedura, determinando una pato... _OMISSIS_ ...lla misura irrogata.
Il provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima adottato ai sensi dell'art. 47 cod. nav. deve comunque caratterizzarsi da un’attendibile conseguenzialità temporale rispetto ai passaggi istruttori che ne precedono l'adozione , i quali risulterebbero invece sostanzialmente vanificati da una pausa istruttoria e decisoria che supera le normali esigenze organizzative della P.A., specie se tale pausa non venga quantomeno anticipata e/o preannunciata al destinatario, allegando fondati motivi a sua giustificazione.
Il richiamo all’art. 47 cod. nav. in un atto di rettifica dello scopo della concessione demaniale marittima comporta che tale atto debba configurarsi, in realtà, come una decadenza parziale dalla stessa.
La pronuncia di decadenza di una concessione demaniale marittima ex art. 47 cod. nav. si riconnette ad un’inadempienza, da parte del concessionario, degli obblighi previsti a suo carico, presentando, dunque, una valenza sanzionatoria.
Rientra nei poteri discrezionali dell’autorità regionale pronunciare la decadenza dalla concessione demaniale in caso di mancato smontaggio della struttura entro il 31 ottobre di ogni anno se tale obbligo è espressamente previsto nella concessione demaniale marittima.
E' legittima e doverosa la decadenza dalla concessione demaniale marittima disposta per non uso continuato del bene pubblico.
Dal combinato disposto degli artt. 46 e 47 cod. nav. discende inequivocamente che in via generale (e salvo diversa autorizzazione) il concessionario ha l’obbligo di esercitare direttamente la concessione demaniale marittima.
Al ricorrere delle ipotesi decadenziali disciplinate dall’art. 47 cod. nav. la P.A. concedente esercita una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi essa cioè limitare al riscontro dei relativi presupposti fattuali.
Una volta accertata la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 47 cod. nav. il provvedimento di decadenza ha natura sostanzialmente vincolata, con conseguente esclusione di ogni possibile bilanciamento tra l’interesse pubblico e le esigenze del privato concessionario.
La decadenza prevista dall'art. 47, lett. e), cod. nav. per il caso di "abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione" si applica anche al caso in cui il concessionario abbia ceduto il complesso aziendale ma, per il mancato pagamento del prezzo, l'acquirente non sia stato immesso nel possesso dei beni.
La decadenza prevista dall'art. 47, lett. e), cod. nav. è posta a presidio di ogni mutamento che possa investire il privato - sia quale persona fisica, sia quale compagine societaria – al quale è stato assegnato l’uso speciale del bene.
L'automatico rinnovo per... _OMISSIS_ ... d.l. 400/1993 presuppone l’identità soggettiva del concessionario, e, dunque, non si applica in caso di cessione del complesso aziendale ad altro soggetto.
Nel comminare la decadenza ai sensi dell'art. 47, lett. a) e d), cod.nav., l’Amministrazione può riferirsi non già a generici inadempimenti, da essa ritenuti più o meno gravi, rilevanti e/o essenziali, ma solo a quanto previsto nell’atto di concessione, stante il testuale richiamo alla mancata esecuzione delle opere “prescritte nell’atto di concessione”, al mancato inizio della gestione “nei termini assegnati..”, all’omesso pagamento del canone “per il numero di rate fissato a questo effetto dall’atto di concessione".
L’omessa indicazione delle circostanze comportanti la decadenza nell’atto di concessione importa l’impossibilità di “dichiarare” la decadenza automatica, perché non affatto desumibile da fatti già qualificati idonei a sancirla come previsti ex ante nell’atto contrattuale concessorio, imponendo al contrario una previa fase di contestazione delle inadempienze, la fissazione di un termine per sanarle e, così come l'art, 47 cod.nav. prescrive espressamente nel caso di cui alle lettere a) e b), addirittura la possibilità di accordare una proroga (per eseguire le opere ovvero per l’inizio della gestione).
Il mero stazionamento di imbarcazioni e un solo caso di lavaggio carena (qualificabile alla stregua di manutenzione ordinaria) non possono qualificarsi in termini di esercizio di attività cantieristica, ovvero di costruzione o riparazione navale.
In tema di decadenza, l'art. 47 del codice della navigazione attribuisce alla P.a. competente la potestà discrezionale di adottare il provvedimento sanzionatorio, cui si correla un obbligo di valutazione delle ragioni di pubblico interesse, attinenti tra l'altro l'uso turistico ricreativo del demanio marittimo.
Eventuali parziali difformità dalla concessione demaniale marittima possono legittimare la diffida a rimuovere le irregolarità, mentre deve ritenersi palesemente sproporzionata la comminatoria della decadenza della concessione.
Deve escludersi che agli effetti della decadenza del titolo concessorio, la situazione di non uso possa assumere rilievo nei soli limiti temporali ed effetti eventualmente previsti nel disciplinare di concessione: l'art. 47 lett. b) cod. nav. trova applicazione anche in assenza nell'atto di concessione di una clausola che fissi il periodo di non uso sanzionabile con la decadenza.
L'amministrazione può dichiarare la decadenza dalla concessione demaniale marittima non solo quando della stessa non se ne faccia alcun uso, ma anche nel caso in cui gli usi posti in essere siano... _OMISSIS_ ....
Le vicende che riguardano le modalità gestorie di una concessione demaniale sono sicuramente rilevanti ai fini della adozione di eventuali provvedimenti decadenziali quando le stesse si concretano, all’esito delle opportune verifiche istruttorie, in fatti gravi integranti un inadempimento del concessionario rispetto agli obblighi di buona conservazione e custodia del bene affidatogli.
La mancata opposizione e la mancata segnalazione alle competenti autorità da parte del concessionario di uno spazio acqueo dell'occupazione abusiva altrui costituisce giusta causa di revoca della concessione.
L'apertura del procedimento di rinnovo della concessione non impedisce di dichiarare la decadenza dal rapporto qualora il concessionario abbia destinato il bene ad un uso diverso da quello risultante dal titolo.
In caso di abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione demaniale marittima, l'omessa richiesta di autorizzazione preventiva ex art. 45-bis cod. nav. non giustifica l'automatica adozione del provvedimento di decadenza dalla concessione, che è atto che deve essere adottato previa valutazione delle ragioni di pubblico interesse, attinenti l'uso del demanio marittimo da condurre avendo presente la posizione del privato sul quale il provvedimento di decadenza va ad incidere.
Non può ritenersi illegittimo il provvedimento di decadenza dalla concessione demaniale marittima per mancata realizzazione delle opere oggetto della concessione solo perché la P.A. ha utilizzato il nomen iuris di «revoca»; questo perché il dato sostanziale (tipologia di potere utilizzato) prevale sempre rispetto a quello formale.
L'omessa verbalizzazione dell'immissione in possesso non impedisce l'effettiva utilizzazione del bene oggetto di concessione demaniale marittima, e non può essere motivo di illegittimità del provvedimento che dichiara la decadenza della concessione demaniale marittima per mancata realizzazione delle opere.
Il mancato apprestamento delle strutture necessarie per agevolare l’accesso al mare ai soggetti portatori di handicap, se costituisce oggetto di un'obbligazione autonoma inserita nell'atto concessorio giustifica la declaratoria di decadenza della concessione demaniale marittima.
Il principio dell'accessione gratuita di cui all'art. 49 Cod. nav. non trova applicazione quando il titolo concessorio è stato oggetto di rinnovo automatico prima della data di naturale scadenza della concessione -nel caso di specie, in forza di una espressa norma di legge- tanto da configurare il rinnovo stesso, al di là del nomen iuris, come una piena proroga dell&rsquo... _OMISSIS_ ...oluzione di continuità.
Se anche scade la concessione demaniale, non per questo i manufatti preesistenti divengono abusivi, dovendosi al più discutere circa l’inadempimento da parte del concessionario dell’eventuale obbligo di rimuovere le opere allo scadere della concessione.
E' legittimo ingiungere la cessazione dell’attività di stabilimento di balneazione e dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitate sul suolo pubblico in assenza della concessione demaniale marittima (nella specie in quanto scaduta, non rinnovata, non prorogata e non oggetto di alcun provvedimento cautelare da parte del Giudice investito della controversia).
L'art. 45-bis cod. nav. ricomprende sia il c.d. sub-ingresso nella concessione che la sub-concessione, pertanto la previa autorizzazione dell’autorità concedente è necessaria in ogni caso in cui il terzo, a prescindere dalle vicende riguardanti il rapporto concessorio sia nel lato interno (sub-ingresso) che esterno (sub-concessione), si sostituisca materialmente nella conduzione dell’attività al concessionario.
L'autorizzazione all’affidamento in gestione dell’attività oggetto della concessione, ex art. 45-bis cod. nav. presuppone necessariamente la sussistenza del titolo concessorio demaniale, pertanto è legittimo il diniego opposto dalla P.A. in ragione della decadenza del titolo concessorio.
L'art. 45-bis cod. nav., che prevede il concessionario, previa autorizzazione dell’autorità competente, possa affidare ad altri soggetti la gestione delle attività oggetto della concessione o la gestione di attività secondarie nell’ambito della concessione, è applicabile anche alla materia delle operazioni e dei servizi portuali.
L'art. 45-bis cod. nav. non garantisce ai concessionari la possibilità di attuare in via autonoma sostituzioni nel godimento della concessione o di affidare ad altri la gestione dell’attività oggetto di concessione, rimanendo all’Amministrazione il potere di valutare se consentire o meno l’esercizio di tale facoltà.
Una volta che la P.A. ha consentito l'affidamento ad altri, ex art. 45-bis cod. nav., della gestione dell’attività oggetto di concessione, il soggetto ... _OMISSIS_ ...di specifiche situazioni giuridiche soggettive, nei confronti anche della P.A., non solo in ordine allo svolgimento, ma anche alla conservazione di tale gestione.
Il Comune, prima di revocare la concessione demaniale per violazione degli artt. 45 bis e 46 del Codice della Navigazione, deve consentire all’interessato di difendersi per verificare se la tesi dell’illegittima sostituzione di altri nella concessione potesse o meno trovare conferma, in esito ad un contraddittorio endoprocedimentale con l’interessato.
Poiché la concessione demaniale marittima, in quanto avente ad oggetto una porzione di suolo pubblico, è un provvedimento amministrativo ampiamente discrezionale, con il quale la competente p.a. sottrae il bene all’uso comune e lo mette a disposizione di determinati soggetti (c.d. uso particolare), il contrario provvedimento, che revoca la concessione, deve essere sorretto da una congrua motivazione in ordine ai mutamenti eventualmente intervenuti nella situazione di fatto, ovvero alle ragioni per cui una situazione, immutata sino a quel momento, debba essere cons... _OMISSIS_ ...erso, rispetto alla valutazione effettuata al momento del rilascio della concessione stessa.
In materia di concessioni demaniali marittime, l'art. 42 codice della navigazione stabilisce, con riguardo ai casi in cui non vi sia una regolamentazione convenzionalmente pattuita tra le parti per il caso di anticipata revoca della concessione, un criterio proporzionale, per il quale il concessionario ha titolo a percepire un indennizzo, in considerazione del costo delle opere realizzate e da rimuovere. Tale norma dà alla parte pubblica e a quella privata la possibilità di disporre diversamente da quanto previsto in essa, di tal che l'indennizzo spetta solo nel caso in cui le parti nulla abbiano previsto, per l'ipotesi di revoca anticipata della concessione, potendo l’amministrazione prevedere (nella concessione o nell'accordo ad essa collegato) l'esclusione della spettanza dell'indennizzo, ovvero determinare criteri per essa meno onerosi.
E' incompatibile con la concessione demaniale limitata all’esercizio della somministrazione per i soli clienti dei natanti, arrivati per via d’acqua, l'attività di somministrazione di alimenti e bevande a beneficio di tutti i clienti: laddove l'interessato intenda svolgere questa attività, la concessione demaniale può essere legittimamente revocata.
Costituisce violazione del dovere di chiarezza, oltre che di proporzionalità, il contegno dell'amministrazione che ingiunge al privato il pagamento degli importi arretrati e contestualmente revoca la concessione demaniale: sulla base dei principi evincibili dal disposto di cui all’art. 1454 c.c, l'amministrazione deve dapprima ingiungere per iscritto al ricorrente il pagamento dei canoni scaduti, assegnandogli congruo termine per adempiere, e preavvisandolo altresì che, in difetto, provvederà a revocare la concessione in essere: soltanto in un secondo momento, preso atto dell’inutile decorso del termine, essa potrebbe emanare l'atto di riesame.
Il provvedimento di revoca della conce... _OMISSIS_ ...rave; congruamente motivato con riguardo alla necessità di riottenere la disponibilità delle aree demaniali precedentemente concesse al fine di poter avviare i programmati interventi di riqualificazione della darsena del porto, da destinare, successivamente, ad accogliere la nautica da diporto.
L’opportunità di sospendere la concessione demaniale piuttosto che revocarla attiene al merito e per questo non può essere sindacata in sede giurisdizionale.
Per le concessioni demaniali di durata non superiore a 4 anni, l’art. 42 del c.n. lascia alla Amministrazione un largo margine di discrezionalità nel disporre la revoca, non circoscrivendola alla sussistenza di particolari motivi di pubblica utilità.
Alla scadenza di una concessione demaniale, in assenza di diversa previsione, le opere inamovibili edificate sul demanio marittimo sono devolute ex lege allo Stato ragion per cui il provvedimento d’incameramento al demanio ha efficacia meramente dichiarativa dell’effetto acquisitivo già prodottosi.
L'acquisizione pubblica di opere non amovibili ... _OMISSIS_ ... non costituisce una conseguenza ineluttabile della scadenza della concessione, in quanto l’amministrazione ben può ordinare la demolizione all’intestatario della concessione scaduta e, in caso di inottemperanza, procedervi d’ufficio oppure concordare con il concessionario subentrante l’accollo a suo carico delle operazioni di rimessa in pristino.
L'art. 49 cod. nav., nello statuire, a proposito dei beni edificati su suolo demaniale in concessione, che quando venga a cessare la concessione, le opere non amovibili, costruite sulla zona demaniale, restano acquisite allo Stato, senza alcun compenso o rimborso, salva la facoltà dell'autorità concedente di ordinarne la demolizione con la restituzione in pristino, confermandosi da un lato il principio generale dell'accessione al suolo di quanto su di esso costruito, enunciato dall'art. 934 c.c., e dall'altro deroga all'art. 936 c.c., che riconosce un indennizzo al costruttore delle opere ove il proprietario voglia ritenerle.
L'art. 49 cod. nav. va interpretato nel senso che l'accessione in favore dell'Amministrazione delle opere non amovibili costruite sul suolo del demanio marittimo si verifica al termine del periodo di concessione durante il quale le opere furono costruite e tale acquisto si compie, in modo automatico ed “ipso iure”, per il solo fatto della scadenza della concessione.
L'atto di incameramento (redazione del testimoniale e del verbale di constatazione) delle opere valutate come inamovibili realizzate sul suolo del demanio marittimo dal concessionario assume carattere puramente ricognitivo di un effetto “ope legis” prodottosi, indipendentemente dalla determinazione in parola e dalle norme che prevedono l'iscrizione dei beni di proprietà dello Stato in appositi registri di consistenza o di inventario, trattandosi di formalità non costitutive, la cui omissione è incapace di incidere sulla produzione di un effetto traslativo automatico.
È legittimo il provvedimento della... _OMISSIS_ ...fficace la licenza di subingresso nella concessione demaniale marittima ove l'atto di cessione dell'azienda sulla base del quale era stato rilasciato detto provvedimento sia stato dichiarato inefficace dal giudice civile per effetto dell'esercizio del diritto di prelazione previsto dall'art. 230-bis c.c., e ciò a prescindere dal fatto che la sentenza del giudice civile non fosse ancora passata in giudicato.
L'autorizzazione ex art. 45-bis cod. nav. non non costituisce una sorta di parentesi nell’ambito di una vicenda negoziale tra il concessionario e il terzo affidatario delle attività oggetto della concessione, ma costituisce una variabile dipendente nel più vasto ambito della vicenda concessoria retta da regole e condizioni proprie del diritto pubblico.
L'attività per la quale è stata rilasciata l'autorizzazione ex art. 45-bis cod. nav. deve essere svolta con caratteri di concretezza, effettività e attualità, altrimenti l'autorizzazione deve ritenersi decaduta.
Il subingresso si ha quando un soggetto si sostituisce nel rapporto concessorio all’originario concessionario dando vita alla novazione soggettiva di esso, e pertanto il rapporto per effetto della successione conserva il carattere bilaterale; la subconcessione si ha quando all’intestatario della concessione si aggiunge, in un rapporto di derivazione e di subordinazione, un terzo, ferma rimanendo l’identità soggettiva dell’originaria concessione, e pertanto all’originario rapporto (pubblicistico) bilaterale se ne aggiu... _OMISSIS_ ...a), che riguarda direttamente il concessionario ed il terzo e, indirettamente in quanto avente ad oggetto pur sempre il bene gestito in concessione, l’autorità concedente. Entrambi devono essere autorizzati ex art. 45-bis cod. nav..
L'autorizzazione di cui all'art. 45-bis cod. nav. non ha più lo scopo di riservare alla P.A. il potere d’individuare e controllare il soggetto responsabile della gestione, ma piuttosto quello di garantire che sia salvaguardata la concorrenza e la pari opportunità d’accesso a tutti gli eventuali aspiranti alla concessione dell’uso economico di quei beni: nel caso del subingresso l’autorizzazione previene l’elusione dei principi della gara pubblica, nel caso della subconcessione scongiura il pericolo che il concessionario acquisisca una posizione forte (anche se non dominante) nel mercato di riferimento concentrando su di sé concessioni e accollando sui terzi le obbligazioni e gli oneri di gestione, ottenendo rendite speculative o economie di scala allorché la sub-concessione sia attribuita al terzo con contratto a titolo gratuito di comodato.
La tipicità delle modalità di gestione delle stazioni di servizio di distribuzione di carburanti, che vede, ai sensi dell’art. 1, co. 6, d. lgs. 32/1998, la compagnia petrolifera titolare degli impianti e dell’autorizzazione affidare ad altri la gestione, non deroga alla disciplina dell’art. 45-bis cod. nav., con cui va coordinata: pertanto, l'autorizzazione relativa alla gestione della stazione di servizio non esclude né assorbe affatto quella demaniale: semmai va ricercata la concentrazione delle valutazioni rimesse ai diversi organi competenti in un unico modulo procedimentale per snellire, a vantaggio dell’istante, l’azione amministrativa.
Il concessionario è responsabile dell’osservanza delle prescrizioni e delle condizioni contenute nel titolo concessorio anche in relazione a violazioni commesse dal subaffidatario ex art. 45-bis cod. nav..
L’impegno della ditta che chiede il subentro nella concessione demaniale marittima a versare i canoni pregressi maturati dal precedente concessionario e non corrisposti è sufficiente ad evitare la decadenza ex art. 47, lett. d), cod. nav..
Il sub-ingresso nella concessione demaniale marittima è disciplinato dal codice della navigazione come isti... _OMISSIS_ ...llo del rilascio della concessione, in quanto accede al precedente titolo in essere, quanto a condizioni e scadenze.
Il subingresso in concessione demaniale marittima non necessita di procedura ad evidenza pubblica.
Il sub-ingresso determina unicamente la sostituzione di un soggetto nell’ambito di un medesimo rapporto concessorio ovvero la novazione soggettiva.
Qualora il regolamento comunale vieti il subentro nelle concessioni rilasciate ai fini indicati dall’art. 39, co. 2, cod. nav. (beneficienza o altri fini di pubblico interesse), deve ritenersi illegittima l’autorizzazione al subentro che finisca col trasformare una concessione di un’area ad un ente ecclesiastico per colonia marina in una concessione con finalità turistica.
È illegittima l’autorizzazione al subingresso in una concessione che abbia esaurito i propri effetti.
L’acquisizione del ramo di azienda o di altro titolo idoneo costituisce il presupposto necessario in sede di procedimento di subingresso ex art. 46 co. 1 e 2 cod. nav..
Nella procedura di subingresso in una concessione demaniale marittima non è necessario applicare i principi di evidenza pubblica, non essendo tale procedura intesa a stimolare il mercato con la presentazione di istanze in concorrenza, ma a provocare una novazione soggettiva del rapporto in favore del cessionario o affittuario di azienda o di ramo di azienda, ferma restando l’identità oggettiva della concessione, quanto a durata ed oggetto; questo connotato vale a differenziare il subingresso dal rinnovo, che, essendo volto ad estendere la durata della concessione, provoca invece un vulnus alla concorrenza e richiede la procedura ad evidenza pubblica.
L’art. 46 cod. nav. non è applicabile nell’ipotesi in cui il contratto definitivo di cessione del ramo d’azienda stipulato dal concessionario non abbia avuto ad oggetto anche lo stabilimento balneare e la porzione di arenile oggetto della concessione, indipendentemente dal contenuto del preliminare.
Laddove il concessionario modifichi la propria struttura societaria e la compagine sociale, senza perdere per questo la propria identità, non può dirsi che siano state violata le norme del Codice della navigazione disciplinanti il subingresso che hanno per presupposto che si intenda “sostituire altri nel godimento della concessione”.
L'autorizzazione data dalla P.A. concedente al subentro di un terzo nel rapporto concessorio non è configurabile come una mera condicio iuris sospensiva dell'efficacia del contratto privatistico s... _OMISSIS_ ... e il terzo subentrante, integrando, invece, un esercizio effettivo del potere autorizzatorio spettante alla P.A. per la tutela dell'interesse pubblico.
Con la modifica all'art. 45-bis cod.nav. introdotta nel 2001 risulta elevata “a sistema” la facoltà di gestione non solo in modo “diretto” (da parte cioè dello stesso concessionario), ma anche in forma “indiretta” (cioè tramite soggetti terzi) dell’attività contemplata nella concessione demaniale marittima (primaria o secondaria che sia).
Non configura un'inammissibile sostituzione di soggetto del tutto estraneo all’A.T.I. legittimamente incaricata di gestire il compendio demaniale la legittima applicazione della previsione dell’art. 96 del d.p.r. 21 dicembre 1999, n. 554, che attribuisce la facoltà alle imprese riunite in A.T.I. di «costituire tra loro una società anche consortile, ai sensi del libro V del titolo V, capi 3 e seguenti del Codice Civile, per l'esecuzione unitaria, totale o parziale, dei lavori», destinata a subentrare nell’appalto «senza che ciò costituisca ad alcun effetto subappalto o cessione di contratto e senza necessità di autorizzazione o di approvazione».
L’interdipendenza funzionale tra titolo amministrativo e compendio economico delle opere oggetto della concessione, e con essa l’eccentricità di una concessione nuda priva di contenuto sostanziale, escludono la configurabilità di una posizione differenziata rispetto all’autorizzazione al subingresso alla concessione, ed alla concessione stessa, in capo al soggetto che abbia alienato la proprietà delle opere tutte necessarie per l’esercizio della concessione.
Il soggetto, il quale abbia conseguito in sede di concordato fallimentare la proprietà delle opere interessate dalla concessione demaniale, è legittimato a chiedere l’autorizzazione al subingresso senza necessità di acquisizione del consenso dell’originario concedente.
La necessità di procedere al progressivo sfoltimento degli ormeggi a gavitello in tutti i porti del compartimento costituisce ragione sufficiente ... _OMISSIS_ ...o sull'istanza di subingresso nella concessione demaniale marittima di un ormeggio a gavitello per imbarcazione da diporto.
L’art. 46, comma 3, del Codice della Navigazione, il quale disciplina in generale il subingresso nella concessione di demanio marittimo, è disciplina completa ed organica della fattispecie del subingresso nella concessione in caso di morte del concessionario e non può offrirsi di essa una interpretazione restrittiva, volta a ritenerla riferita solo ad alcune ipotesi (morte dell’unico concessionario), mentre altre (morte di un concessionario in ipotesi di concessione cointestata) sarebbero regolate da altre e diverse regole, non previste dalla norma di legge, e ricavate in via interpretativa.
Il Comune non ha il potere di imporre un generalizzato divieto di sub-concessione per le attività stagionali, non potendo emanare atti generali in contrasto con l’art. 45 bis del Codice della Navigazione, che espressamente ammette la possibilità di sub-concessione “in gestione”, a terzi, delle attività oggetto della concessione (primarie e/o secondarie), previa (solo la) autorizzazione dell’ente concedente.
L'art. 46 del codice della navigazione riguarda il subingresso nella concessione demaniale, per cui non trova applicazione laddove l'interesato, a seguito del decesso dell'originario titolare, chieda il rinnovo del titolo.
L'istituto del subentro degli eredi nel godimento della concessione (art. 46 cod. nav.) non opera ipso jure quale automatica conseguenza del fenomeno successorio, ma presuppone pur sempre l’adozione di un provvedimento amministrativo (atto di «conferma») caratterizzato da apprezzabili margini di discrezionalità sia amministrativa che tecnica in capo all’Ente concedente.
Il termine di sei mesi per la presentazione dell'istanza di subentro da parte degli eredi decorre non già dal momento di apertura della successione, bensì dal momento (che può essere diverso, come nel caso di beni affidati ad un cu... _OMISSIS_ ...quo;erede abbia conseguito in modo effettivo il “godimento della concessione” e, pertanto, sia stato immesso nella concreta disponibilità dei beni ereditari.
La verifica da parte della P.A. del possesso dei necessari requisiti di idoneità tecnica o economica di cui all'art. 46, co. 3, cod. nav. deve essere svolta necessariamente svolta in relazione alle caratteristiche soggettive degli eredi che hanno presentato l'istanza di subentro, non essendo ammissibile una sorta di rinvio «per avvalimento» ai requisiti posseduti da terzi soggetti, neppure nelle ipotesi in cui si intenda ricorrere all’istituto dell’affidamento a terzi soggetti di cui all’art. 45-bis cod. nav..
Il provvedimento che accerta l'inidoneità tecnica degli eredi del concessionario ai sensi dell'art. 46, terzo comma, cod. nav., ha natura discrezionale.
Non è illogico il provvedimento con il quale si afferma l'inidoneità tecnica degli eredi del concessionario, ai sensi dell'art. 46 cod. nav., perché essi non hanno mai operato né evidenziato all’Amministrazione di voler operare nel settore della cantieristica navale.
Ai fini della conferma della concessione in capo agli eredi del concessionario, ai sensi dell'art. 46, comma terzo, cod.nav., non è normativamente contemplato alcun tipo di esperimento pratico della loro idoneità tecnica, tantomeno in sede di valutazione comparat... _OMISSIS_ ...