Source: https://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com/2007/07/16/
Timestamp: 2020-01-19 21:18:41+00:00
Document Index: 40594643

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 103', 'art. 305', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

2007 luglio 16 «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
Processo civile – interruzione del processo relativo a cause scindibilità – divisibilità lunedì, Lug 16 2007
avvocato and Cassazione and codice procedura civile and giurisprudenza and sentenza and studi legali mgraziamei 1:07 pm
Componendo un contrasto di giurisprudenza, le Sezioni Unite hanno statuito che, nel caso di trattazione unitaria o di riunione di più procedimenti relativi a cause connesse e scindibili, che comporta di regola un litisconsorzio facoltativo tra le parti dei singoli procedimenti confluiti in un unico processo, qualora si verifichi un evento interruttivo che riguardi una delle parti di una o più delle cause connesse, l’interruzione opera di regola solo in riferimento al procedimento di cui è parte il soggetto colpito dall’evento. Nel caso, non è necessaria o automatica la separazione del processo interrotto dagli altri riuniti o trattati unitariamente, che non devono subire una stasi temporanea; salvo sempre il potere attribuito al giudice dall’art. 103, secondo comma, cod. proc. civ., per il quale, in caso di mancata tempestiva riassunzione ovvero quando questa o la ripresa del procedimento interrotto siano avvenute nei termini dell’art. 305 cod. proc. civ., ma vi sia stata, nelle more della quiescenza da interruzione, attività istruttoria rilevante anche per la causa de qua, detto giudice potrà disporre la separazione dagli altri procedimenti di quello colpito da evento interruttivo, per il quale potranno eventualmente rinnovarsi tutti gli atti istruttori assunti senza la partecipazione della parte colpita dalla perdita di capacità processuale.
Sentenza n. 15142 del 5 luglio 2007
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Se il consulente tecnico tiene conto di documenti non ritualmente prodotti, la sua attività è viziata da nullità relativa lunedì, Lug 16 2007
avvocato and Cassazione and codice procedura civile and giurisprudenza and sentenza and studi legali mgraziamei 12:28 pm
Che deve essere tempestivamente eccepita
Comunicazione alla società della violazione di omissione contributiva sotto forma di notifica, di contestazione o missiva lunedì, Lug 16 2007
avvocato and Cassazione and contratto di lavoro and diritto civile and diritto del lavoro and giurisprudenza and lavoro and processo civile and processo del lavoro and sentenza and studi legali mgraziamei 8:05 am
Suprema Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 6 luglio 2007, n. 26054.
L’amministratore deve dimostrare di non averla ricevuta.
La Suprema Corte di Cassazione, Sezione terza penale, con la sentenza del 6 luglio 2007, n. 26054 in materia di “immedesimazione organica tra la persona fisica dell’amministratore e la persona giuridica della s.a.s.”, ha stabilito che in caso di omissione contributiva l’amministratore (o il legale rappresentante) deve provare di non essere venuto a conoscenza, senza sua colpa, del contenuto della comunicazione che può essere stata data sotto forma di notificazione, di contestazione o di missiva.
Per la Cassazione la comunicazione ha rilevanza sia dal punto di vista amministrativo per quanto attiene al pagamento delle somme aggiuntive e delle altre sanzioni pecuniarie che la legge prevede a carico della persona giuridica, sia penalmente per consentire alla persona fisica di evitare le sanzioni previste nel caso che entro tre mesi dalla comunicazione le ritenute omesse non siano versate all’istituto previdenziale.
La Corte d’Appello di Cagliari aveva riformato la sentenza del locale tribunale, aveva ridotto a venti giorni di reclusione ed euro 90 di multa la pena irrogata al legale responsabile di una ditta che aveva omesso di versare all’Inps le ritenute previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni corrisposte a quattro lavoratori dipendenti.
La comunicazione della violazione era notificata a mezzo lettera raccomandata indirizzata alla società ed il legale rappresentante della società stessa, come datore di lavoro, era obbligato al versamento delle ritenute previdenziali…[continua…]