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Timestamp: 2020-07-04 07:09:33+00:00
Document Index: 160275006

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 60', 'art. 8', 'art. 60', 'art. 43', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 5', 'art. 16']

RS 916.151.2 Ordinanza del DEFR dell' 11 giugno 1999 concernente la produzione e la commercializzazione del materiale di moltiplicazione e delle piante di specie da frutto certificati (s.l.) (Ordinanza del DEFR sulle piante da frutto)
Ordinanza del DEFR concernente la produzione e la commercializzazione del materiale di moltiplicazione e delle piante di specie da frutto certificati (s.l.)
(Ordinanza del DEFR sulle piante da frutto)1
dell’11 giugno 1999 (Stato 1° gennaio 2013)
Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR),2
visto l’articolo 21 capoverso 1 dell’ordinanza del 7 dicembre 19983 sulle sementi,
1 La presente ordinanza disciplina la produzione e la commercializzazione del materiale di moltiplicazione e delle piante certificati in senso lato (s.l.) delle specie e dei generi seguenti destinati alla produzione di frutti:
1 Abrogato dal n. I dell’O del DEFR del 2 nov. 2006, con effetto dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5189).
Art. 2 Varietà comunemente nota
Per varietà comunemente nota si intendono una varietà protetta dalla legge del 20 marzo 19751 sulla protezione delle novità vegetali o che ha una descrizione ufficiale.
Art. 3 Materiale di moltiplicazione e pianta
1 Per materiale di moltiplicazione si intende le sementi, le parti di piante e tutti i materiali di piante, compresi i portainnesto e i nesti, destinati alla moltiplicazione e alla produzione di piante.
2 Per pianta si intende una pianta destinata ad essere piantata o ripiantata dopo la sua commercializzazione.
Art. 4 Nucleo di conservazione
Per nucleo di conservazione si intende il luogo dove è conservata la più piccola unità utilizzata di una varietà ammessa alla certificazione.
Art. 5 Materiale iniziale
1 Per materiale iniziale si intende il materiale di moltiplicazione e le piante:
prodotti secondo metodi generalmente ammessi al fine di conservare l’identità della varietà e di prevenire la contaminazione da parte degli organismi nocivi;
ottenuti direttamente per via vegetativa da un materiale impiantato nel nucleo di conservazione;
destinati alla produzione di materiale di base;
prodotti da un organismo ufficiale;
rispondenti alle condizioni stabilite nell’allegato 3 per il materiale iniziale;
prodotti e certificati (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
2 Una pianta iniziale deriva dall’utilizzazione di materiale di moltiplicazione iniziale.
Art. 6 Materiale di base
1 Per materiale di base si intendono il materiale di moltiplicazione e le piante:
ottenuti per via vegetativa direttamente o in un numero limitato di generazioni da un materiale di moltiplicazione iniziale;
destinati alla produzione di materiale certificato;
prodotti da un produttore riconosciuto;
prodotti in particelle registrate e conformi alle esigenze previste negli allegati 1 e 2 per la produzione di materiale di base;
rispondenti alle condizioni stabilite nell’allegato 3 per il materiale di base;
2 Una pianta di base deriva dall’utilizzazione di materiale di moltiplicazione di base.
Art. 7 Materiale certificato
1 Per materiale certificato si intendono il materiale di moltiplicazione e le piante:
prodotti secondo metodi generalmente ammessi al fine di conservare l’identità della varietà e di prevenire la contaminazione da parte di organismi nocivi;
ottenuti per via vegetativa direttamente o in numero limitato di generazioni da un materiale di base;
prodotti in particelle registrate e conformi alle esigenze previste negli allegati 1 e 2 per la produzione di materiale certificato;
rispondenti alle condizioni stabilite nell’allegato 3 per il materiale certificato;
2 Una pianta certificata deriva dall’utilizzazione di materiale di moltiplicazione certificato.
Sezione 3: Ammissione nell’elenco delle varietà certificabili
Art. 8 Elenco delle varietà ammesse alla certificazione
1 L’Ufficio federale dell’agricoltura (Ufficio federale) pubblica l’elenco delle varietà ammesse alla certificazione per i generi e le specie menzionati nell’articolo 1.
2 Nel caso di una certificazione clonale, i cloni della varietà ammessi alla certificazione sono menzionati nell’elenco.
1 Una varietà è ammessa dall’Ufficio federale nell’elenco delle varietà alle seguenti condizioni:
è comunemente nota, e
l’Ufficio federale l’ha esaminata secondo metodi riconosciuti a livello internazionale, in particolare dall’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante, al fine di determinare se essa o il clone è indenne da organismi di cui all’allegato 2.
2 L’Ufficio federale ammette nell’elenco le varietà o i cloni la cui condizione di ammissione giusta il capoverso 1 lettera b è stata esaminata da un servizio ufficiale estero dopo aver verificato che i metodi utilizzati da tale servizio sono equivalenti a quelli utilizzati in Svizzera.
3 Una varietà la cui descrizione ufficiale è in preparazione può essere ammessa provvisoriamente nell’elenco per un periodo che non supera la durata della preparazione della descrizione sempreché soddisfi la condizione di cui al capoverso 1 lettera b.
1 Le domande di ammissione nell’elenco delle varietà sono presentate all’Ufficio federale dal costitutore o dal suo rappresentante.
2 Il richiedente è tenuto a presentare un fascicolo di iscrizione conforme alle indicazioni dell’Ufficio federale.
3 L’Ufficio federale può, su domanda di un gruppo di produttori o di un’organizzazione professionale, ammettere nel catalogo una varietà non protetta dalla legge federale del 20 marzo 19751 sulla protezione delle novità vegetali, se la varietà presenta un interesse particolare per la frutticoltura.2
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DEFR del 2 nov. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5189).
Art. 11 Stralcio dall’elenco
È possibile stralciare dall’elenco una varietà o un clone:
se le condizioni di cui all’articolo 9 capoverso 1 non sono più rispettate; o se
al momento della domanda di ammissione e della procedura d’ammissione, sono state fornite indicazioni false o fallaci.
Sezione 4: Produzione e certificazione del materiale certificato (s.l.)
Art. 12 Condizioni generali
1 Possono essere prodotti e certificati (s.l.) unicamente il materiale di moltiplicazione e le piante:
di una varietà ammessa nell’elenco delle varietà;
derivanti direttamente da materiale di moltiplicazione, secondo le norme di filiazione definite negli articoli 5 a 7;
prodotti da un produttore riconosciuto per la produzione della specie e della categoria (art. 14); e
prodotti in particelle che sono state registrate (art. 17) e ammesse per la produzione di materiale certificato (s.l.) (art. 19).
2 Nel caso di una certificazione clonale, sono ammessi alla certificazione solo i cloni menzionati nell’elenco delle varietà.
3 Il numero massimo di generazioni ai sensi dell’articolo 6 capoverso 1 lettera b è fissato a:
una per il melo, l’albicocco, il ciliegio, l’agriotto, il susino, il pesco, il pero e il cotogno;
due per la fragola.1
4 Il numero massimo di generazioni ai sensi dell’articolo 7 capoverso 1 lettera b è fissato a una per il melo, l’albicocco, il ciliegio, l’agriotto, il susino, il pesco, il pero, il cotogno e la fragola.2
5 L’Ufficio federale può autorizzare, in deroga al capoverso 3, la moltiplicazione di una generazione supplementare di materiale di base se la disponibilità in materiale iniziale sul mercato è insufficiente. Esso stabilisce le esigenze relative a questa produzione.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DEFR del 2 nov. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5189).
Art. 13 Condizioni relative al nucleo di conservazione
1 Solo il materiale che soddisfa le condizioni di cui all’articolo 9 capoverso 1 lettera b può essere impiantato nel nucleo di conservazione.
2 Il materiale impiantato nel nucleo di conservazione è destinato alla produzione di materiale iniziale.
3 Il materiale impiantato nel nucleo di conservazione è mantenuto in condizioni atte ad escludere qualsiasi contaminazione da parte degli organismi nocivi elencati nell’allegato 2.
4 L’Ufficio federale può autorizzare, in deroga all’articolo 5 capoverso 1 lettera d, un produttore riconosciuto a produrre materiale iniziale; l’Ufficio federale stabilisce le esigenze relative a questa produzione.
Art. 14 Riconoscimento dei produttori
1 Le domande di riconoscimento come produttore devono essere inoltrate all’Ufficio federale il quale accorda il riconoscimento e attribuisce un numero a ogni produttore.
2 Un riconoscimento specifico è necessario:
per ogni specie di cui all’articolo 1; e
per ogni categoria di materiale certificato (s.l.) definita negli articoli 5 a 7.
3 I produttori sono riconosciuti per un periodo di un anno, che può essere prolungato tacitamente di anno in anno fintanto che le condizioni sono adempiute e la qualità del materiale certificato (s.l.) prodotto soddisfa le esigenze della presente ordinanza.
Art. 15 Obblighi dei produttori
I produttori riconosciuti sono tenuti a:
stilare e tenere a disposizione dell’Ufficio federale un registro che informi sul materiale di moltiplicazione e sulle piante acquistati a fini d’immagazzinamento o di piantagione, in produzione nell’azienda e commercializzati, nonché sul numero di etichette ufficiali utilizzate;
effettuare ispezioni visive delle loro particelle di moltiplicazione al fine di individuare la comparsa degli organismi nocivi elencati nell’allegato 2 e ad annotare le proprie osservazioni;
combattere, sin dalla comparsa degli organismi o, se del caso, distruggere, fatte salve le disposizioni dell’ordinanza del 28 febbraio 20012 sulla protezione dei vegetali relative all’obbligo di segnalare la comparsa di fitofagi e di malattie generalmente pericolose, il materiale di moltiplicazione e le piante che presentano indizi o sintomi di organismi nocivi menzionati nella lettera b;
stilare e tenere a disposizione dell’Ufficio federale un registro che informi sulle misure adottate, in particolare su tutti i trattamenti chimici effettuati.
2 [RU 2001 1191, 2002 945, 2003 548 1858 n. II 4477 n. IV 69 4925, 2004 1435 n. II 2201, 2005 1103 1443 n. II 2603 art. 8 n. 2, 2006 n. II, 2007 1469 all. 4 n. 55 2369 4723 5823, 2008 4377 all. 5 n. 13 5865 II III, 2009 5435 n. II, 2010 1057. RU 2010 6167 art. 60]. Vedi ora l’O del 27 ott. 2010 (RS 916.20).
Art. 16 Revoca del riconoscimento
L’Ufficio federale può revocare, parzialmente o totalmente, il riconoscimento a un produttore se constata che:
le condizioni relative al riconoscimento, alla registrazione delle particelle o all’ammissione delle particelle per la produzione di materiale certificato (s.l.) non sono più soddisfatte; o
la qualità del materiale di moltiplicazione e delle piante commercializzati non adempie più le esigenze della presente ordinanza;
gli obblighi di cui all’articolo 15 capoverso 3 non sono più adempiuti.
Art. 17 Registrazione delle particelle di moltiplicazione di materiale certificato (s.l.)
1 Le domande di registrazione delle particelle di moltiplicazione di materiale certificato (s.l.) vanno presentate all’Ufficio federale.
2 Le particelle di moltiplicazione sono registrate dall’Ufficio federale se le condizioni definite nell’allegato 1 sono soddisfatte e se le varietà impiantate sono conformi alla descrizione di cui all’articolo 9. In occasione di un’ispezione ufficiale della particella, un controllore riconosciuto dall’Ufficio federale verifica se tali condizioni sono rispettate.
3 Ogni nuovo impianto di piante madri in una particella di moltiplicazione già registrata richiede una nuova registrazione della particella secondo la procedura descritta nei capoversi 1 e 2.
4 La durata della registrazione dei diversi tipi di particelle di produzione è definita nell’allegato 1.
5 La decisione di registrazione può essere revocata in qualsiasi momento, parzialmente o totalmente, se le condizioni non sono più adempiute e se il materiale di moltiplicazione o le piante prodotti non soddisfano più le esigenze stabilite nell’allegato 3.
Art. 18 Partita
1 Una partita può contenere solo materiale di moltiplicazione o piante della medesima categoria e di una medesima varietà, eventualmente di uno stesso clone, prodotto da uno stesso produttore. Se nel caso dei portainnesti il materiale non appartiene a una varietà, la partita può contenere soltanto materiale di una stessa specie o dello stesso ibrido interspecifico.
2 L’Ufficio federale può, mediante decisione, limitare l’origine di una partita a una pianta madre o a un gruppo di piante madri.
Art. 19 Ammissione delle particelle e certificazione del materiale
1 Una partita di materiale è certificata (s.l.) alle seguenti condizioni:
la partita proviene da una particella registrata; e
la particella è ammessa per la produzione di materiali certificati (s.l.).
2 Il produttore notifica ogni particella di moltiplicazione all’Ufficio federale.
3 Le particelle di moltiplicazione sono ammesse per la produzione di materiali certificati (s.l.) se soddisfano le esigenze stabilite nell’allegato 2. Queste esigenze sono controllate sulla base di ispezioni ufficiali effettuate da un controllore riconosciuto dall’Ufficio federale.
4 La certificazione di una partita vale per l’anno che segue l’ammissione della particella.
5 Se sospetta la presenza di organismi nocivi, il controllore può prelevare un campione di materiale di moltiplicazione per farlo analizzare in un laboratorio autorizzato.
6 In caso di rifiuto dell’ammissione della particella, il produttore può presentare un’opposizione scritta all’Ufficio federale entro i tre giorni feriali che seguono la comunicazione del parere del controllore. L’Ufficio federale è tenuto a eseguire una controperizia definitiva entro quattro giorni feriali a decorrere dalla data di ricezione dell’opposizione. Durante questo periodo non possono essere apportate modifiche allo stato della coltura.
Sezione 5: Condizionamento delle partite
Art. 20 Manipolazione delle partite
1 Al momento della produzione, del raccolto e dell’immagazzinamento, il materiale di moltiplicazione e le piante sono tenuti in partite separate e contrassegnate.
2 Qualora, fatte salve le disposizioni dell’articolo 8 capoverso 2, materiale di moltiplicazione o piante di origine diversa siano riuniti o mescolati in occasione dell’imballaggio, dell’immagazzinamento, del trasporto o della consegna, il produttore segna in un registro la composizione della partita e l’origine delle sue varie componenti.
Art. 21 Imballaggi, chiusura ed etichettatura (s.l.)
1 Gli imballaggi sono chiusi sotto la responsabilità del produttore.
2 Gli imballaggi sono chiusi mediante un sistema di chiusura non riutilizzabile o un sistema nel quale è integrata l’etichetta in modo che non possano essere aperti senza che il sistema di chiusura o l’etichetta venga danneggiato.
3 Le esigenze relative all’imballaggio del materiale di moltiplicazione sono definite nell’allegato 4.
4 Le etichette ufficiali devono essere distribuite sotto il controllo dell’Ufficio federale in base a una valutazione del potenziale di produzione della particella, effettuata in occasione dell’ispezione ufficiale di cui all’articolo 19.
5 L’apposizione delle etichette di cui all’articolo 23 avviene sotto la responsabilità del produttore secondo le istruzioni dell’Ufficio federale. Il produttore tiene una contabilità degli imballaggi e delle etichette che deve essere costantemente aggiornata.
6 L’Ufficio federale può controllare in qualsiasi momento i luoghi di produzione, di condizionamento e d’immagazzinamento al fine di stabilire se sono rispettate le disposizioni del presente articolo.
Sezione 6: Commercializzazione
Art. 22 Commercializzazione
1 Possono essere commercializzati come materiale certificato (s.l.) solo il materiale di moltiplicazione e le piante delle categorie materiale iniziale, materiale di base e materiale certificato che soddisfano le esigenze stabilite nell’allegato 3.
2 Il materiale di moltiplicazione e le piante certificati (s.l.) possono essere commercializzati soltanto sotto forma di partite omogenee in imballaggi chiusi e muniti di un’etichetta ufficiale conformemente alle esigenze di cui all’articolo 21. La commercializzazione di piccole quantità destinate a un consumatore finale non professionista non soggiace a queste condizioni.
3 Sono salve le disposizioni dell’ordinanza del 28 febbraio 20011 sulla protezione dei vegetali.2
4 Se lo stato fitosanitario del materiale di moltiplicazione e delle piante lo richiede, l’Ufficio federale può ordinare che essi vengano trattati con prodotti per il trattamento delle piante o con altri procedimenti efficaci contro le malattie e i fitofagi trasmissibili attraverso il materiale di moltiplicazione.
1 [RU 2001 1191, 2002 945, 2003 548 1858 n. II 4477 n. IV 69 4925, 2004 1435 n. II 2201, 2005 1103 1443 n. II 2603 art. 8 n. 2, 2006 n. II, 2007 1469 all. 4 n. 55 2369 4723 5823, 2008 4377 all. 5 n. 13 5865 II III, 2009 5435 n. II, 2010 1057. RU 2010 6167 art. 60]. Vedi ora l’O del 27 ott. 2010 (RS 916.20).
Art. 23 Etichetta
1 Gli imballaggi devono essere muniti, all’esterno, di un’etichetta ufficiale conforme alle disposizioni previste nell’allegato 5.
1 Abrogato dal n. V 18 dell’O del 22 ago. 2007 concernente l’aggiornamento formale del diritto federale, con effetto dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4477).
Art. 24 Materiale di moltiplicazione e piante di origine straniera
1 L’Ufficio federale emana l’elenco dei Paesi le cui esigenze relative alla produzione e alla commercializzazione di materiale certificato sono riconosciute equivalenti.
2 Il materiale di moltiplicazione e le piante delle categorie materiale iniziale e materiale di base prodotti all’estero possono essere importati in Svizzera solo con l’autorizzazione dell’Ufficio federale.
1 Abrogati dal n. I dell’O del DEFR del 2 nov. 2006, con effetto dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5189).
In deroga all’articolo 5 capoverso 1 lettera b, l’Ufficio federale può autorizzare che materiale iniziale provenga da particelle di produzione ammesse le cui piante madri adempiono le esigenze del materiale impiantato nel nucleo di conservazione.
L’Ufficio federale è incaricato dell’esecuzione della presente ordinanza.
Esigenze relative alle particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di materiale certificato (s.l.)
1 Melo, albicocco, ciliegio, agriotto, susino, pesco, pero, cotogno
1.1 Esigenze relative al suolo
Il suolo deve essere permeabile e correttamente drenato; non deve presentare zone compatte o umide.
Il suolo deve essere idoneo alla frutticoltura.
La particella deve essere arata in profondità e liberata da tutti i resti vegetali legnosi.
Durante gli ultimi cinque anni, le precolture non devono avere presentato sintomi d’Agrobacterium tumefaciens.
Nel caso delle particelle di moltiplicazione di Prunus, il suolo deve essere esente da nematodi vettori di virus (Longidorus, Xiphinema).
1.2 Esigenze relative all’impianto delle particelle di moltiplicazione
Le particelle di moltiplicazione sono messe in coltura su particelle che non sono servite alla coltivazione di piante legnose di categoria inferiore durante i:
cinque anni precedenti, se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di materiale di base;
tre anni precedenti, se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di materiale certificato (s.l.).
Per piante legnose di categoria inferiore si intendono tutte le piante che non possono essere utilizzate per l’impianto della particella di moltiplicazione (per es. per le particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di materiale di base, le piante delle categorie di base, certificate e le piante non certificate).
Le varietà, i cloni, le combinazioni di innesto e i vegetali di origini diverse sono piantati separatamente e contrassegnati in modo che siano riconoscibili gli elementi summenzionati.
Nel caso delle particelle di moltiplicazione di Prunus, le piante non devono fiorire.
1.3 Esigenze relative all’isolamento delle particelle di moltiplicazione
Per quanto riguarda gli oggetti suscettibili di provocare una contaminazione devono essere rispettate le seguenti distanze d’isolamento:
Particelle di moltiplicazione destinate alla produzione
Oggetti suscettibili di provocare una contaminazione
Albicocco, ciliegio, agriotto, susino, pesco
Materiale di moltiplicazione di categoria inferiore
Alberi da frutto in produzione
di portainnesti
di innesti
di piante certificate (vivai)
Non è richiesta alcuna distanza d’isolamento tra le particelle di moltiplicazione di materiale di base e quelle di materiale certificato.
Queste distanze possono essere ridotte se vi è una barriera fisica (fossato, strada, ) che esclude ogni contatto tra le diverse categorie di materiale.
1.4 Durata della registrazione della particella
Fatte salve le disposizioni dell’articolo 17 capoverso 5, le particelle sono registrate per una durata di:
10 anni se si tratta di particelle di moltiplicazione registrate provvisoriamente, destinate alla produzione di margotti di base;
20 anni se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di margotti di base;
12 anni se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di marze per l’innesto di base;
20 anni se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di margotti certificati;
otto anni se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di marze per l’innesto certificate.
Le particelle devono essere nuovamente sottoposte a un controllo secondo le istruzioni dell’Ufficio federale:
10 anni dopo la registrazione se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di margotti di base;
sette anni dopo la registrazione se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di marze per l’innesto di base;
in caso di dubbio se si tratta di particelle di moltiplicazione destinate alla produzione di materiale certificato.
1.5 Esigenze relative all’identità varietale
Il materiale utilizzato per l’impianto delle particelle di moltiplicazione deve essere conforme alla descrizione della varietà depositata all’atto dell’iscrizione della varietà nell’elenco delle varietà.
Per eseguire il controllo dell’identità varietale sulle particelle destinate alla produzione di materiale di base, una pianta per varietà o per clone viene coltivata in modo da permettere la maturazione dei frutti. Se il materiale utilizzato per l’impianto di una varietà o di un clone ha diverse provenienze, il controllo dell’identità varietale dev’essere eseguito per ogni provenienza.
Nel caso dell’albicocco, del ciliegio, dell’agriotto, del susino e del pesco, le piante utilizzate per il controllo dell’identità varietale vanno collocate su una particella distante almeno 100 metri dalla particella di moltiplicazione.
2.1 Esigenze relative al suolo
Il suolo deve essere permeabile e correttamente drenato: non deve presentare zone compatte o umide.
Il suolo deve essere esente da nematodi vettori di virus (Longidorus, Xiphinema).
2.2 Esigenze relative all’impianto di particelle di moltiplicazione
Le particelle di moltiplicazione sono messe in coltura su particelle che non sono servite alla coltivazione di fragole durante gli ultimi cinque anni.
All’interno della stessa particella, le varietà devono essere piantate a blocchi separati almeno da una riga di impianto lasciata libera.
Il suolo deve essere ricoperto da una protezione di plastica nera se il risultato del controllo eseguito nel mese di maggio per accertare la presenza del nematode galligeno delle radici è positivo.
2.3 Esigenze relative all’isolamento delle particelle
Le particelle di moltiplicazione sono isolate dalle colture di produzione di fragole e dalle particelle di moltiplicazione di materiale non certificato mantenendo una distanza di almeno 50 m.
2.4 Esigenze relative all’identità varietale
Il controllo dell’identità varietale viene eseguito su cinque piante per varietà coltivate in modo da permettere la maturazione dei frutti. Se il materiale utilizzato per l’impianto di una varietà o di un clone ha diverse provenienze, il controllo dell’identità varietale deve essere eseguito per ogni provenienza.
Le piante utilizzate per il controllo dell’identità varietale vengono impiantate in un blocco distinto dalla particella di moltiplicazione.
1 Aggiornato dal n. II dell’O del DEFR del 2 nov. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5189).
Esigenze relative all’ammissione delle particelle per la produzione di materiale certificato (s.l.)
Le particelle di moltiplicazione devono essere indenni dagli organismi nocivi menzionati nell’allegato 1 dell’ordinanza del 5 marzo 19622 sulla protezione dei vegetali e nell’ordinanza del DEFR del 25 gennaio 19823 concernente l’obbligo di segnalare i fitofagi e le malattie di pericolo generale.
2 Esigenze specifiche
In occasione dell’ispezione ufficiale, non devono essere superati i seguenti valori di tolleranza:
2.1 Melo
Numero di piante contaminate in %
Insetti e acari a tutti gli stadi del loro sviluppo:
Cocciniglie del genere Quadraspidiotus
Afide verde non migrante del melo
Bupreste dei fruttiferi
Eriofidi del genere Phyllocoptes
Virus e organismi analoghi:
Maculatura clorotica fogliare del melo
Scanalatura del tronco
Infossatura del legno
Plastomania del tronco e dei rami
Gibbosità verde
Fessurazione corticale del Platycarpa
Zebratura concentrica
Rugginosità ulcerosa
Frutti verrucosi
Epinastica e necrosi dello Spy
Spaccatura stellare
Cancro del pero e del melo
Tracheo-verticillosi
Bollato delle mele e delle pere
Cancro dei rami e marciume dei frutti da Phomopsis
2.2 Pero e cotogno
Sesia del pero e del melo
Fessurazione corticale
Cancro ulceroso
Anulatura fuligginosa del cotogno
Maculatura gialla del cotogno
Giallume delle nervature/maculatura rossa
2.3 Ciliegio e agriotto
Insetti, acari e nematodi a tutti gli stadi del loro sviluppo:
Nematode galligeno delle radici
Maculatura anulare verde dell’amarena
Accartocciamento del ciliegio
Nanismo del susino
Malattia di Pfeffingen
Maculatura rugginosa europea
Ciliegia nana
Maculatura rugginosa necrotica
Rachitismo di Shirofugen
Valsa del ciliegio
2.4 Susino
Maculatura anulare del Myrobalan
2.5 Albicocco e pesco
Tarsonemo
Nanismo primaverile
Nematode del nanismo e necrosi
Maculatura della fragola
Marciume da fitoftora
Maculatura rosso-bruna
2 [RU 1962 209 801, 1968 1453 n. II cpv. 2 n. 9, 1972 2700, 1974 146 1227, 1977 931, 1979 750, 1982 1508, 1984 298, 1985 670 n. I 9, 1986 1420, 1989 86 300, 1990 770 , 1993 104 art. 43 n. 1, 1995 2006 4932 art. 3 n. 16 5627, 1997 1219, 1999 303 n. I 15, 2000 312 n. I art. 24. RU 2001 1191 art. 50 n. 1]. Vedi ora l’O del 27 ott. 2010 (RS 916.20).
3 [RU 1982 151, 1983 1333, 1989 346, 1996 101, 1999 407. RU 2001 1191 art. 50].
(art. 5–7, 17, 22)
Esigenze richieste per la commercializzazione del materiale di moltiplicazione e delle piante certificati (s.l.)
1 Esigenze fitosanitarie
Il materiale di moltiplicazione e le piante devono essere indenni dagli organismi nocivi menzionati nell’allegato 1 dell’ordinanza del 5 marzo 19622 sulla protezione dei vegetali e nell’ordinanza del DEFR del 25 gennaio 19823 concernente l’obbligo di segnalare i fitofagi e le malattie di pericolo generale.
Il materiale di moltiplicazione e le piante devono essere, dopo l’ispezione visiva, effettivamente indenni dagli organismi menzionati nell’allegato 2, capitolo B per le diverse specie da frutto in questione.
In caso di dubbio o nel caso in cui lo stato vegetativo del materiale non consenta di effettuare un controllo visivo, si può eseguire il controllo di un campione in laboratorio.
2.1 Melo, pero, cotogno
L’altezza del punto d’innesto deve essere situata almeno a 10 cm dal suolo.
Il colletto dell’innesto deve essere correttamente cicatrizzato.
Le radici devono essere ben formate tenuto conto del tipo di portainnesto utilizzato.
L’altezza della pianta e il diametro del tronco misurato 15 cm al di sopra del punto di innesto devono raggiungere almeno le dimensioni seguenti:
Pianta di 1 anno innestata a tavolino
Pianta di 2 anni innestata a tavolino
Pianta di 1 anno innestata a gemma
Pianta di 2 anni innestata a gemma
Per piante innestate su portainnesti deboli come il M27 o il JTEG, il diametro del tronco può essere inferiore di 1 mm e l’altezza della pianta inferiore di 20 cm.
2.2 Ciliegio, agriotto
L’altezza della pianta e il diametro del tronco misurato 15 cm al di sopra del punto d’innesto devono raggiungere almeno le dimensioni seguenti:
Pianta innestata di 1 anno
Pianta innestata di 2 anni
Nel caso delle piante innestate di 2 anni, i rami anticipati devono essere sviluppati a partire da un’altezza di almeno 60 cm dal suolo.
2.3 Susino, albicocco, pesco
altezza dei rami anticipati
a partire da 50 cm
a partire da 60 cm
Nel caso di piante innestate di 1 anno, il numero minimo di rami anticipati è di 3 ad eccezione delle varietà per le quali la formazione di germogli precoci non è possibile come nel caso della varietà Fellenberg.
Nel caso di albicocchi di 1 anno, non è posta alcuna esigenza per quanto riguarda i rami anticipati.
3 Altre esigenze
Il materiale deve essere effettivamente indenne da qualsiasi difetto suscettibile di ridurne la qualità di materiale di moltiplicazione o di pianta.
All’atto della commercializzazione di materiale di moltiplicazione o di piante in vaso, in container o in altri recipienti, il substrato utilizzato dev’essere sterilizzato o esente da nematodi vettori di virus.
All’atto della commercializzazione di materiale di moltiplicazione o di piante con radici nude, le radici devono essere esenti da resti di terra.
Esigenze relative all’imballaggio di materiale di moltiplicazione e piante certificati (s.l.)
La composizione degli imballaggi in vista della commercializzazione è la seguente. Ogni imballaggio è munito di un’etichetta ufficiale.
Numero di pezzi per imballaggio
Melo, albicocco, ciliegio, agriotto, susino, pesco, pero, cotogno
25 per mazzo
Marze per innesti certificati
L’etichetta deve riportare le seguenti indicazioni:
numero dell’etichetta;
menzione «qualità comunitaria»;
indicazione del Paese di produzione (codice);
menzione dell’organo ufficiale responsabile;
numero di riconoscimento del fornitore;
nome del fornitore;
data di chiusura dell’imballaggio;
nome botanico;
denominazione della varietà ed eventualmente del clone;
se il materiale è innestato, denominazione del portainnesto ed eventualmente del clone;
menzione «v.f.».
RU 1999 2645
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DEFR del 2 nov. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5189).2 La designazione dell’unità amministrativa è stata adattata in applicazione dell’art. 16 cpv. 3 dell’O del 17 nov. 2004 sulle pubblicazioni ufficiali (RS 170.512.1), con effetto dal 1° gen. 2013. Di detta mod. è tenuto conto in tutto il presente testo.3 RS 916.151