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Timestamp: 2017-04-28 08:16:39+00:00
Document Index: 41869462

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La Cassazione sulla detraibilità del credto Iva nel caso di omesse presentazione della dichiarazione :: Difendersi dal fisco :: Diritto & Diritti
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Leonardo Leo La Cassazione sulla detraibilità del credto Iva nel caso di omesse presentazione della dichiarazione
- sia con riguardo alle procedure utilizzabili dall'Amministrazione Finanziaria ai fini del controllo di tali fattispecie. I principi affermati dalle Sezioni Unite sono i seguenti:
- è legittima la contestazione di tale violazione da parte del Fisco, mediante l'utilizzo della procedura automatizzata disciplinata dall'articolo 54-bis del DPR. n. 633/1972, non essendo necessaria l'emissione di un avviso di rettifica; al contribuente è comunque consentito dimostrare la sussistenza e l'effettiva spettanza del credito (Cassazione, SS. UU., sentenza n. 17758 del 08/09/2016). 2. GIURISPRUDENZA.
Autore Leonardo Leo Qui la sentenza n. 17757 - 8/9/2016 - Corte di Cassazione - Civile, Sezioni Unite - Civile
Nota di commento a Cassazione, SS. UU., sentenze n. 17757 e n. 17758 del 08/09/2016. Leggi qui la sentenza delle SS.UU. n. 17757. Leggi qui la sentenza delle SS.UU. n. 17758. Sommario: 1. Premessa 2. Giurisprudenza 3. Cassazione, SS.UU., sentenza n. 17757/2016: il caso e la soluzione dei giudici di legittimita' 4. Cassazione, SS.UU., sentenza n. 17758/2016: il caso e la soluzione dei giudici di legittimita' 5. Prassi 6. Normativa di riferimento. 1. PREMESSA. La Corte di Cassazione, SS.UU., con le sentenze n. 17757 e n. 17758 del 08/09/2016 è intervenuta per dirimere il contrasto giurispudenziale in merito: - sia alla detraibilità del credito IVA maturato e debitamente registrato nelle liquidazioni periodiche, in ipotesi di omissione delle dichiarazione annuale relativa al periodo di maturazione di detto credito; - sia con riguardo alle procedure utilizzabili dall'Amministrazione Finanziaria ai fini del controllo di tali fattispecie. I principi affermati dalle Sezioni Unite sono i seguenti: - l'omissione della dichiarazione IVA da parte del soggetto passivo non comporta ex se la perdita del credito maturato nella stessa annualità (perdita che si verifica solo in assenza dei requisiti sostanziali del diritto alla detrazione), ma è onere del contribuente, a fronte della contestazione di omissioni o irregolarità, fornire adeguata prova dell'esistenza delle condizioni sostanziali cui la normativa ricollega l'insorgenza del diritto alla detrazione (Cassazione, SS. UU., sentenza n. 17757 del 08/09/2016); - è legittima la contestazione di tale violazione da parte del Fisco, mediante l'utilizzo della procedura automatizzata disciplinata dall'articolo 54-bis del DPR. n. 633/1972, non essendo necessaria l'emissione di un avviso di rettifica; al contribuente è comunque consentito dimostrare la sussistenza e l'effettiva spettanza del credito (Cassazione, SS. UU., sentenza n. 17758 del 08/09/2016). 2. GIURISPRUDENZA. Sulla questione della detraibilità del credito IVA maturato in un'annualità in cui il contribuente ha omesso di presentare la relativa dichiarazione sono emersi, nel tempo, due differenti orientamenti della giurisprudenza di legittimità. Secondo un primo orientamento, delineatosi già nel 1997 con riguardo all'assetto normativo del DPR. n. 633 del 1972 in tema di IVA, il contribuente il quale, avendo
avendo regolarmente annotato tutte le fatture dalle quali scaturisca per lui un credito d'imposta e operato la detrazione del credito nelle liquidazioni periodiche, non presenti poi la dichiarazione annuale, può computare l'imposta detraibile, risultante dalle liquidazioni periodiche, nella dichiarazione dell'anno successivo, atteso che “il diritto alla detrazione viene meno solo per i crediti d'imposta relativi ad operazioni non registrate o comunque non risultanti dalle liquidazioni periodiche, sia pure per mera omissione od errore materiale” (Cassazione, Sez. I, sentenza n. 544 del 20/01/1997). Ciò non fa venir meno il diritto al rimborso del credito stesso poichè “la perdita di tale diritto, avendo natura di decadenza e cioè di sanzione, dovrebbe essere prevista dalla legge, mentre una previsione al riguardo manca nell'art. 30 del D.P.R. n. 633 del 1972 né è riscontrabile in altre norme dello stesso decreto presidenziale. Inoltre la negazione del diritto al rimborso determinerebbe un indebito incameramento del credito da parte dell'erario” (Cassazione, Sez. 1, sentenza n. 2063 del 25/02/1998). Tale tesi, tuttavia, fu contraddetta, a partire dal 2001, da un altro più restrittivo orientamento, sviluppatosi negli anni con accenti pressocchè costanti, secondo il quale il contribuente il quale, pur avendo computato le detrazioni per i mesi di competenza, abbia omesso di computarle nella dichiarazione annuale, perde il diritto a dette detrazioni, ai sensi del 4° comma dell'art. 28 del DPR. n. 633/1972, fermo il diritto al rimborso di quanto versato in eccedenza, in applicazione del 2° comma dell'art. 30 del medesimo decreto (Cassazione, Sez. 5, sentenza n. 1823 del 09/02/2001, n. 268 del 12/01/2012 e n. 13090 del 25/07/2012). 3. CASSAZIONE, SS.UU., SENTENZA N. 17757/2016: IL CASO E LA SOLUZIONE DEI GIUDICI DI LEGITTIMITA'. Il caso sottoposto all'attenzione dei giudici di legittimità ha ad oggetto l'impugnazione di una cartella di pagamento emessa a seguito
sentenza - (10/04/2008) - Lista DC di Pizza: la sentenza n. 9151/08 con cui le SS. UU. della Cassazione hanno dichiarato il dif...