Source: http://www.anpri.it/approvato-statuto-dellinaf/
Timestamp: 2020-05-25 03:51:18+00:00
Document Index: 12531982

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 21']

Approvato il nuovo statuto dell’INAF -
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È stato trasmesso al MIUR il nuovo statuto dell’INAF, il cui scopo è quello di “offrire una maggiore partecipazione e condivisione alla comunità“, come affermato dalla lettera del Presidente del 14/7/2017. Lo statuto è stato costruito seguendo i seguenti principi ispiratori:
1. le scelte di indirizzo degli Organi di vertice (Presidente, CdA) devono seguire un processo che tenga conto di tre fattori:
(a) il merito scientifico, valutato dal Consiglio Scientifico;
(b) l’interesse della comunità, espresso dai nuovi Comitati Scientifici nazionali (elettivi);
(c) la sostenibilità, di pertinenza della Direzione Scientifica.
2. La Direzione Scientifica si articola in Unità di carattere tematico-gestionale, che si “interfacciano” con i Comitati Scientifici Nazionali.
In questa ottica, i rappresentanti eletti dei ricercatori e tecnologi dell’INAF (e gli associati) che formeranno i Comitati Scientifici Nazionali avranno la possibilità di presentare i loro progetti/programmi di ricerca a quelle Unità Tematico-Gestionali con cui saranno interfacciati.
D’altra parte la rappresentanza dei R&T nel Consiglio Scientifico è garantita dalla presenza di cinque su sette membri “nominati dal CdA all’interno di rose di nominativi, una per ogni raggruppamento scientifico, formate attraverso elezioni da parte della comunità.” Analogamente, rimane la rappresentanza dei R&T nel Consiglio d’Amministrazione, come nel vecchio statuto, con due su cinque membri eletti.
L’importante cambiamento rispetto al vecchio statuto, è quello di spostare l’azione e la rappresentanza della comunità scientifica INAF dai “Comitati di Macro-area”, organi tematici consultivi del Consiglio Scientifico, ora aboliti, ai nuovi Comitati Scientifici Nazionali che, invece di interfacciarsi con il CS, interagiscono con le Unità della Direzione Scientifica, cioè con organi con funzione gestionale-esecutiva. Il legame tra questi viene garantito attraverso le decisioni del CdA. Questa nuova formulazione garantisce la possibilità di una interazione più proficua della comunità scientifica con la struttura gestionale e decisionale dell’Ente, visto che l’esperienza dei Comitati di Macro-area non ha mostrato l’incisività necessaria ad una effettiva partecipazione dei R&T alle strategie scientifiche dell’INAF.
Per rendere più esplicito ed efficace lo schema di statuto proposto dal Presidente, che prende spunto dalla Carta Europea dei Ricercatori, l’ANPRI ha quindi proposto alcune modifiche allo statuto per rendere esplicite le funzioni di partecipazione della comunità scientifica alle scelte scientifiche dell’INAF, attraverso i Comitati Scientifici Nazionali. Le modifiche proposte sono articolate nei seguenti punti:
nell’art. 3 dello statuto, si esplicita il “flusso decisionale” proposto dal Presidente;
nell’art. 6, si limita l’elettorato attivo dei rappresentanti al Consiglio di Amministrazione al personale di ricerca dell’INAF e ai suoi associati;
nell’art. 8, si recuperano le funzioni del Consiglio Scientifico dell’attuale Statuto, perché in quello nuovo vengono diminuite, mortificando la rappresentanza della comunità che li viene eletta;
nell’art. 15, si fa maggiore chiarezza sul rapporto tra Direzione Scientifica e Comitati Scientifici Nazionali e si riafferma il “flusso decisionale”, di cui sopra;
nell’art. 18, proponiamo un percorso di selezione/elezione del direttore di struttura simile a quello già in vigore all’INFN;
nell’art. 19, si tolgono dai Consigli di Struttura i “coordinatori locali dei raggruppamenti scientifici”, lasciando i responsabili di progetto;
nell’art. 21, si cambia la natura “locale”, cioè attraverso un’elezione “per ogni Struttura”, e si passa ad un’elezione nazionale dei Comitati Scientifici Nazionali. Si ritiene infatti che la “rappresentanza locale” sia già adeguatamente garantita dal nuovo e rafforzato Collegio dei Direttori, mante i Comitati Scientifici Nazionali, eredi dei Comitati di Macro-area, per la loro importante funzione propositiva, debbano avere un respiro ed un carattere Nazionale.
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