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Timestamp: 2019-03-24 13:24:26+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 10']

norme di sicurezza per le autorimesse: decreto 1 febbraio 1986
www.softwareparadiso.it software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa Norme di sicurezza per autorimesse (DM 1 febbraio 1986)
2. - AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA' DI PARCAMENTO NON SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI
CIRCOLARE N° 6 MI.SA. (96) 6 del 19 FEBBRAIO 1996
(prototipi di autosilo)
FAC-SIMILE MODELLO DI ATTESTAZIONE APPROVAZIONE PROTOTIPO
(sono riportati anche alcuni chiarimenti da parte dello stesso Ministero, in carattere piccolo)
decreto 22/11/2002 (parcamento veicoli a gas)
Decreto Ministeriale dell' 1 febbraio 1986 (Pubblicato sulla G.U. 15 febbraio 1986, n. 38) Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili
autorimesse testo coordinato - 14/01/03
Visto l'art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.
Sono approvate le norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili, allegate al presente decreto.
Sono pertanto abrogate tutte le norme attualmente in vigore in materia.
Roma, addì 1° febbraio 1986
- ALTEZZA DEI PIANI: è l'altezza libera interna tra pavimento e soffitto, per i soffitti a volta l'altezza è determinata dalla media aritmetica tra l'altezza del piano d'imposta e l'altezza massima all'intradosso della volta, per i soffitti a cassettoni o comunque che presentano sporgenze di travi, l'altezza è la media ponderale delle varie altezze riferite alle superfici in pianta.
- AUTOFFICINA O OFFICINA DI RIPARAZIONE AUTOVEICOLI: area coperta destinata alle lavorazioni di riparazione e manutenzione di autoveicoli.
- AUTORIMESSA: area coperta destinata esclusivamente al ricovero, alla sosta e alla manovra degli autoveicoli con i servizi annessi. Non sono considerate autorimesse le tettoie aperte almeno su due lati.
- AUTOSALONE O SALONE DI ESPOSIZIONE AUTOVEICOLI: area coperta destinata all'esposizione e alla vendita di autoveicoli.
- AUTOSILO: volume destinato al ricovero, alla sosta e alla manovra degli autoveicoli, eseguita a mezzo di dispositivi meccanici.
- BOX: volume delimitato da strutture di resistenza al fuoco definita e di superficie non superiore a 40 m 2 .
- CAPACITÀ DI PARCAMENTO: è data dal rapporto tra la superficie netta del locale e la superficie specifica di parcamento.
- PIANO DI RIFERIMENTO: piano della strada, via, piazza, cortile o spazio a cielo scoperto dal quale si accede.
- RAMPA APERTA: è la rampa aerata almeno ad ogni piano, superiormente o lateralmente, per un minimo del 30% della sua superficie in pianta con aperture di aerazione affacciantisi su spazio a cielo libero oppure su pozzi di luce o cave di superficie non inferiore a quella sopra definita e a distanza non inferiore a m 3,5 da pareti, se finestrate, di edifici esterni che si affacciano sulla stessa rampa.
- RAMPA A PROVA DI FUMO: rampa in vano costituente compartimento antincendio avente accesso per ogni piano mediante porte di resistenza al fuoco almeno RE predeterminata e dotata di congegno per la chiusura automatica in caso di incendio - da spazio scoperto o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto.
- SERVIZI ANNESSI: officine di riparazione di parti meccaniche e di carrozzerie, stazioni di lavaggio e di lubrificazione, esercizi di vendita di carburanti, uffici, guardiania, alloggio custode.
- SUPERFICIE SPECIFICA DI PARCAMENTO: area necessaria alla manovra e al parcamento di ogni autoveicolo.
1.2.0 Le presenti norme si applicano alle autorimesse ed alle attività indicate al precedente punto 1.0 di nuova istituzione o in caso di modifiche che comportino variazioni di classificazione e di superficie, in più o in meno, superiori al 20% della superficie in pianta o comunque eccedente i 180 m 2 .
E' in facoltà del richiedente applicare le presenti norme anche per quelle esistenti.
2. - AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA' DI PARCAMENTO NON SUPERIORE A NOVE
- le eventuali comunicazioni ammissibili con i locali a diversa destinazione, facenti parte dell'edificio nel quale sono inserite, devono essere protette con porte metalliche piene a chiusura automatica;
sono comunque vietate le comunicazioni con i locali adibiti a deposito o uso di sostanze esplosive e/o infiammabili;
- ogni box deve avere aerazione con aperture permanenti in alto e in basso di superficie non inferiore a 1/100 di quella in pianta: l'aerazione può avvenire anche con aperture sulla corsia di manovra;
2.3 Autorimesse miste o isolate a box affacciantesi su spazio a cielo libero anche con numero di box superiore a nove.
1 Da più parti pervengono a questo Ministero quesiti in ordine all'assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi delle autorimesse a box (definiti al punto 0. del D.M. 1° febbraio 1986) individuate nel punto 2.3 del D.M. 1° febbraio 1986.
Al riguardo si ribadisce che, in base al D.M. 16 febbraio 1982, punto 92, non sono soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco le autorimesse private aventi capacità di parcamento non superiore a nove autoveicoli.
Al punto 2 del D.M. 1° febbraio 1986 sono indicate le norme di sicurezza antincendi per le “Autorimesse aventi capacità di parcamento non superiore a nove autoveicoli”; tra queste, al punto 2.3, sono specificate le autorimesse miste o isolate a box affacciantesi su spazio a cielo libero anche con numero di box superiore a nove.
Dalle suddette disposizioni legislative si evince chiaramente che le autorimesse in oggetto, purché ciascun box abbia
accesso diretto da spazio a cielo libero, come indicato al penultimo comma del punto 1.2.0 del D.M. 1° febbraio 1986 già citato, non rientrano nel punto 92 del D.M. 16 febbraio 1982.
Le disposizioni contenute nel punto 2 del D.M. 1° febbraio 1986 devono comunque essere osservate sotto la responsabilità dei titolari delle attività, fatta salva la possibilità dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco di effettuare sopralluoghi di controllo come previsto all'art. 14 del D. P. R. 29 luglio 1982, n. 577.
2.4 Nelle autorimesse a box, purché di volume netto per ogni box non inferiore a 40 m 3 , è consentito l'utilizzo di dispositivi di sollevamento per il ricovero di non più di due autoveicoli.
3.0 Non è consentito destinare ad autorimessa locali situati oltre il sesto piano interrato e il settimo fuori terra.
Ai fini dell'isolamento le autorimesse devono essere separate da edifici adiacenti con strutture di tipo non inferiore a REI 120. E' consentito che tali strutture siano di tipo non inferiore a REI 90 se l'autorimessa è protetta da impianto fisso di spegnimento automatico.
1 Chiarimento fornito con Lettera-Circolare n. 1800/4108 del 1° febbraio 1988.
L'altezza dei piani non può essere inferiore a 2.4 m con un minimo di 2 m sotto trave.
2 Per autorimesse private, sino a 40 autovetture, ed ubicate non oltre il 1 0 interrato, è consentito che l’altezza del piano sia inferiore a 2,40 m, con un minimo di 2,00 m, a condizione che:
c) il percorso massimo per raggiungere le uscite deve essere non superiore a 30 m. Tale lunghezza deve essere osservata
anche per le autorimesse di cui al punto 3.10.6, 2 0 capoverso.
Per gli autosilo è consentita un'altezza di 1,8 m.
- 20 m 2 per autorimesse non sorvegliate;
- 10 m 2 per autorimesse sorvegliate e autosilo.
Nelle autorimesse a box purché di volume netto, per ogni box, non inferiore a 40 m 3 è consentito l'utilizzo di dispositivo di sollevamento per il ricovero di non più di due autoveicoli.
3 Alcuni Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco hanno recentemente posto all’attenzione di questa Direzione Generale la problematica relativa al parcamento di motocicli e ciclomotori all’interno di autorimesse, in considerazione della crescente esigenza di ricovero per detti veicoli, specie nelle aree metropolitane.
Come noto il testo del Decreto ministeriale 1° febbraio 1986 recante “Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e
l’esercizio di autorimesse e simili” cita unicamente il termine autoveicolo non richiamando in maniera esplicita, in nessun punto, le altre tipologie di veicoli.
Pertanto, tenuto conto del citato decreto legislativo e considerato che la bozza di regola tecnica per le autorimesse,
approvata dal CCTS per la p.i., prevede per i veicoli in oggetto una superficie specifica di parcamento pari a 2,5 m 2 in caso di autorimesse sorvegliate e a 5 m 2 in caso di autorimesse non sorvegliate, si ritiene ammissibile l’introduzione di un parametro di equivalenza tra autoveicoli e motocicli o ciclomotori nella misura di 1 a 4.
I Comandi provinciali nel rilasciare i Certificati di prevenzione incendi dovranno indicare la capienza massima delle
autorimesse facendo riferimento ai parametri previsti dal D.M. 1° febbraio 1996 per gli autoveicoli; un’apposita clausola
dovrà specificare la possibilità di parcheggiare 4 motocicli o ciclomotori per ogni autoveicoli in meno.
Si precisa, infine, che il suddetto criterio di equivalenza trova applicazione anche ai fini dell’assoggettabilità delle
autorimesse ai controlli di prevenzione incendi.
3.4 Fino a quando non saranno state emanate le norme sulla resistenza al fuoco degli elementi costruttivi previsti dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, dovranno essere osservate le seguenti disposizioni:
Le strutture di separazione con locali di edifici destinati ad attività di cui ai punti 24, 25, 51, 75, 76, 77,
2 Criteri per la concessione di deroghe in via generale al punto 3.2 del D.M. 1° febbraio 1986 fissati dalla Lettera-Circolare n. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995. Ove risultino integralmente rispettate le condizioni riportate, i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco procedono direttamente all’approvazione del progetto.
3 Chiarimento interpretativo emanato con Lettera-Circolare prot. n. P713/4108 sott. 22/3 del 25 luglio 2000.
78, 79, 80, 82, 84, 85, 86, 87, 89, 90 e 91 di cui al decreto ministeriale 16 febbraio 1982 devono essere almeno di tipo REI 180.
3.5.1 Le autorimesse e simili non possono avere comunicazioni con locali destinati ad attività di cui al punto 77 del decreto ministeriale 16 febbraio 1982.
3.5.2 Le autorimesse fino a quaranta autovetture e non oltre il secondo interrato possono comunicare con locali di attività ad altra destinazione non elencate nel decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e/o fabbricati di civile abitazione e di altezza antincendi non superiore a 32 m a mezzo di aperture con porte di tipo almeno RE 120 munite di congegno di autochiusura.
4 Sono pervenuti nel tempo da alcuni Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco e di recente dal C.I.G. - Comitato Italiano Gas - alcuni quesiti inerenti l'ammissibilità di comunicazione tra autorimesse e locali di installazione di impianti termici alimentati a gas metano di portata nominale non superiore a 35 kW.
Al riguardo, su conforme parere del Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, di cui all'art. 10 del D.P.R. 29 luglio 1982, n° 577, si chiarisce che, in virtù del disposto del punto 3.5.2 del D.M. 1 febbraio 1986, tutte le autorimesse fino a 40 autovetture e non oltre il secondo interrato (compresi quindi singoli box e le autorimesse fino a 9 posti auto), possono comunicare direttamente con i citati locali, purché la comunicazione sia protetta da porte aventi caratteristiche di resistenza al fuoco RE 120.
3.5.3 Le autorimesse possono comunicare attraverso filtri come definiti dal decreto ministeriale 30 novembre 1983 con locali destinati ad attività di cui al decreto ministeriale 16 febbraio 1982 con l'esclusione delle attività di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 7, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 41, 45, 75, 76, 78, 79, 80 e 83.
4 Chiarimento fornito con Lettera-Circolare prot. n. P402 /4134 sott. 1 del 19 febbraio 1997.
Fuori terra Sotterranee
Miste Isolate Miste Isolate
Aperte Chiuse Aperte Chiuse Aperte Chiuse Aperte Chiuse
Terra 7500 5000 10000 7500
1 5500 3500 7500 5500 5000 2500 7000 3000
2 5500 3500 7500 5500 3500 2000 5500 2500
3 3500 2500 5500 3500 2000 1500 3500 2000
4 3500 2500 5500 3500 1500 2500 1500
5 2500 5000 2500 1500 2000 1500
6 2500 5000 1500 2000 1500
7 2000 4000
Un compartimento può essere anche costituito da più piani di autorimessa, a condizione che la superficie complessiva sia non superiore al 50% di quella risultante dalla somma delle superfici massime consentite per i singoli piani della precedente tabella e che la superficie del singolo piano non sia eccedente quella consentita da quello più elevato per le autorimesse sotterranee o più basso per
quelle fuori terra né che le singole superfici per piano eccedano il 75% di quelle previste dalla tabella.
3.6.2 I passaggi tra i piani dell'autorimessa, le rampe pedonali, le scale, gli ascensori, gli elevatori, devono essere esterni o racchiusi in gabbie realizzate con strutture non combustibili di tipo almeno REI 120 e muniti di porte di tipo almeno REI 120 provviste di autochiusura.
5 Nel caso in cui le corsie di manovra risultino di larghezza inferiore al minimo prescritto, è ammesso che le corsie stesse, per tratti limitati, abbiano larghezza non inferiore a 3,00 m a condizione che sia installata apposita segnaletica che evidenzi i restringimenti di corsia, integrata, in corrispondenza dei cambi di direzione delle corsie stesse, da idonei sistemi ottici (p.e. specchi parabolici).
5 Criteri per la concessione di deroghe in via generale al punto 3.6.3 del D.M. 1° febbraio 1986 fissati dalla Lettera-Circolare n. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995. Ove risultino integralmente rispettate le condizioni riportate, i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco procedono direttamente all’approvazione del progetto.
3.7.1 Per gli autosilo deve essere previsto un locale per il ricevimento degli autoveicoli. Tale locale di dimensioni minime 4,5 x 5,5 m, deve avere le stesse caratteristiche costruttive dell'autosilo.
6 Per autorimesse oltre 15 e fino a 40 autovetture è consentita una sola rampa di ampiezza non inferiore a 3,00 m a
condizione che venga installato un impianto semaforico idoneo a regolare il transito sulla rampa medesima a senso unico
7 Nel caso di autorimesse interrate, con capacità di parcamento non superiore a 30 autoveicoli, è consentito che l’accesso
avvenga da montauto alle seguenti condizioni:
- il locale per il ricevimento degli autoveicoli annesso al montauto sia ubicato su spazio scoperto; qualora non sia
garantito tale requisito il locale ricevimento sia del tipo protetto con stesse caratteristiche del vano montauto;
- il vano montauto sia protetto rispetto all’area destinata a parcheggio con struttura di separazione REI 90 e porte di
caratteristiche non inferiori a RE 90;
- il sistema del montauto sia dotato di dispositivo ausiliario automatico per l’alimentazione di energia elettrica in caso di
mancanza di energia di rete. Il relativo generatore abbia potenza sufficiente per l’alimentazione di tutti gli impianti di
- sia esposto all’esterno, in corrispondenza del vano di caricamento in luogo idoneo e facilmente visibile, il regolamento
di utilizzazione dell’impianto, con le limitazioni e prescrizioni di esercizio;
- l’area destinata al parcamento degli autoveicoli sia dotata di impianto fisso di spegnimento automatico del tipo a
pioggia (sprinkler).
6 Criteri per la concessione di deroghe in via generale al punto 7.2 del D.M. 1° febbraio 1986 fissati dalla Lettera-Circolare n. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995. Ove risultino integralmente rispettate le condizioni riportate, i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco procedono direttamente all’approvazione del progetto.
7 Criteri per la concessione di deroghe in via generale al punto 7.2 del D.M. 1° febbraio 1986 fissati dalla Lettera-Circolare
n. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995. Ove risultino integralmente rispettate le condizioni riportate, i
Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco procedono direttamente all’approvazione del progetto.
3.8.2 Spandimento di liquidi Le soglie dei vani di comunicazione fra i compartimenti e con le rampe di accesso devono avere un livello lievemente superiore (3-4 cm) a quello dei pavimenti contigui per evitare spargimento di liquidi da un compartimento all'altro.
Le aperture di aerazione naturale devono avere una superficie non inferiore ad 1/25 della superficie in pianta del compartimento. Nei casi nei quali non è previsto l'impianto di ventilazione meccanica di cui al successivo punto, una frazione di tale superficie - non inferiore a 0,003 m 2 per metro quadrato di
- primo piano 125
- secondo piano 100
- terzo piano 75
- oltre il terzo piano 50
Per le autorimesse fuori terra di tipo chiuso il sistema di aerazione naturale va integrato con impianto di aerazione meccanica nei piani aventi numero di autoveicoli superiore a 250.
L'impianto di ventilazione meccanica può essere sostituito da camini indipendenti per ogni piano o di tipo "shunt" aventi sezione non inferiore a 0,2 m 2 per ogni 100 m 2 di superficie. I camini devono immettere nell'atmosfera a quota superiore alla copertura del fabbricato.
Nelle autorimesse di capacità superiore a cinquecento autoveicoli deve essere installato un doppio impianto di ventilazione meccanica, per l'immissione e per l'estrazione, comandato manualmente da un controllore sempre presente, o automaticamente da apparecchiature di rivelazione continua di miscele
3.9.4 Negli autosilo fuori terra deve essere prevista un'aerazione naturale pari ad 1 m 2 ogni 200 m 3 di volume. In quelli interrati deve, invece, prevedersi una ventilazione meccanica pari ad almeno tre ricambi ora ed un impianto di smaltimento dei fumi con camini di superfici pari al 2% delle superfici di
ogni piano, convogliata a 1,0 m oltre la copertura degli edifici compresi nel raggio di 10 m dai camini stessi.
3.10.0 Densità di affollamento
La densità di affollamento va calcolata in base alla ricettività massima: ai fini del calcolo, essa non dovrà comunque essere mai considerata inferiore ad una persona per ogni 10 m 2 di superficie lorda di pavimento (0,1 persone/m 2 ) per le autorimesse non sorvegliate e una persona per ogni 100 m 2 di superficie lorda di pavimento (0,01 persone/m 2 ) per le autorimesse sorvegliate.
3.10.1 Capacità di deflusso
Per le autorimesse internate le vie di uscita possono terminare sotto grigliati dotati di congegni di facile apertura dall'interno.
La larghezza delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (l.2 m).
Per le autorimesse situate in edifici aventi altezza antincendi maggiore di 32 m, le scale e gli ascensori devono essere a prova di fumo, mentre per le autorimesse situate in edifici di altezza antincendi
inferiore a 32 m sono ammesse scale ed ascensori di tipo protetto.
3.10.8 L'autosilo deve essere provvisto di scale a prova di fumo raggiungibili con percorrenze interne non superiori a 60 m. Tali scale devono essere raggiungibili dalle singole celle prevedendo passaggi
liberi, sul lato opposto dell'ingresso macchina, di almeno 90 cm oltre l'ingombro degli autoveicoli.
5.1 Nei locali destinati ad autorimessa, alla vendita, alla riparazione di autoveicoli, gli impianti e le apparecchiature elettriche devono essere realizzate in conformità di quanto stabilito dalla legge l° marzo 1968, n. 186.
5.2 Le autorimesse di capacità superiore a trecento autoveicoli e autosilo, devono essere dotate di impianti di illuminazione di sicurezza alimentati da sorgente di energia indipendente da quella della rete di illuminazione normale. In particolare, detti impianti di illuminazione di sicurezza devono avere le seguenti caratteristiche:
In quelle oltre il primo interrato, di capacità superiore a trenta autoveicoli, deve essere installato come minimo un idrante ogni trenta autoveicoli o frazione.
6.1.3 Tubazioni fisse La rete idrica deve essere eseguita con tubi di ferro zincato o materiali equivalenti protetti contro il gelo e deve essere indipendente dalla rete dei servizi sanitari.
6.1.4 Gli impianti devono avere caratteristiche idrauliche tali da garantire al bocchello della lancia, nelle condizioni più sfavorevoli di altimetria e di distanza, una portata non inferiore a 120 litri al minuto primo e una pressione di almeno 2 bar. L'impianto deve essere dimensionato per una portata totale determinata considerando la probabilità di contemporaneo funzionamento del 50% degli idranti e, per ogni montante, degli idranti di almeno due piani.
L'impianto deve essere alimentato normalmente dall'acquedotto cittadino. Può essere alimentato anche da riserva idrica costituita da un serbatoio con apposito impianto di pompaggio idoneo a conferire in permanenza alla rete le caratteristiche idrauliche di cui al precedente punto. Tale soluzione dovrà essere
sempre adottata qualora l'acquedotto cittadino non garantisca con continuità, nelle 24 ore, l'erogazione richiesta.
6.1.6 Collegamento dei mezzi dei Vigili del fuoco.
6.1.7 Capacità della riserva idrica
6.1.8 Gli impianti fissi di spegnimento automatico devono essere del tipo a pioggia (sprinkler) con alimentazione ad acqua oppure del tipo ad erogatore aperto per erogazione di acqua/schiuma.
Deve essere prevista l'installazione di estintori portatili di tipo approvato per fuochi delle classi "A", "B" e "C" con capacità estinguente non inferiore a "21 A" e "89 B". Il numero di estintori deve essere il seguente: uno ogni cinque autoveicoli per i primi venti autoveicoli; per i rimanenti, fino a duecento
autoveicoli, uno ogni dieci autoveicoli; oltre duecento, uno ogni venti autoveicoli. Gli estintori devono essere disposti presso gli ingressi o comunque in posizione ben visibile e di facile accesso.
Per le autorimesse ubicate sulle terrazze i pavimenti devono avere le caratteristiche di cui al punto
Le autorimesse ubicate sulle terrazze devo essere provviste di scale raggiungibili con percorsi inferiori a 80 m, atte ad assicurare il deflusso delle persone verso luoghi sicuri in caso di incendio o di pericolo di altra natura.
I lubrificanti, in recipienti chiusi, per un quantitativo massimo di 2 m 3 , devono essere depositati in apposito locale, munito di porta metallica e soglia di accesso rialzata di 0,2 m.
10.3 Nelle autorimesse si applicando le vigenti disposizioni sulla segnaletica di sicurezza di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524 8 espressamente finalizzate alla sicurezza antincendi.
10.7 Al fine del mantenimento dell'affidabilità degli impianti di rivelazione e spegnimento dovrà essere previsto il loro controllo almeno ogni sei mesi da parte di personale qualificato.
Qualora per particolari ragioni di carattere tecnico o per speciali esigenze di servizio non fosse possibile adottare qualcuna delle prescrizioni prima indicate, il Ministero dell'interno si riserva la facoltà di concedere deroghe (9) sempre che l'adozione di particolari accorgimenti tecnici possa conferire alle autorimesse un grado di sicurezza non inferiore a quello ottenibile con l'attuazione integrale delle
9 Il procedimento di deroga è disciplinato dall’art. 6 del D.P.R. n. 37/98.
OGGETTO: Prototipi di autosilo a funzionamento automatizzato - Procedure di approvazione.
Nel corso degli anni, successivamente all'emanazione del D.M. 1° febbraio 1986, sono state presentate a questo Ministero, da parte di alcune società, richieste di approvazione in deroga di protipi di autosili a funzionamento automatizzato per lo
stoccaggio dei veicoli mediante sistema meccanizzato di movimentazione non rispondente completamente al predetto decreto.
Tali protipi, previo esame da parte della ex Commissione Consultiva per le sostanze esplosive ed infiammabili e successivamente da parte del Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, sono stati approvati con la clausola che i progetti esecutivi dovevano comunque essere approvati in deroga, ai fini antincendi, secondo la procedura prevista dall'art. 21 del D.P.R. 29 luglio 1982, n° 577.
Al fine di semplificare la procedura per l'esame dei progetti di tali manufatti, su conforme parere del Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, si dispone che i Comandi Provinciali procedano direttamente
all'approvazione dei suddetti progetti acquisendo la seguente documentazione:
- relazione tecnica ed elaborati grafici;
- attestazione di approvazione del prototipo rilasciato da questo Ministero, su specifica richiesta della società costruttrice dell'autosilo, che dovrà essere conforme al modello allegato;
- dichiarazione della società costruttrice attestante che l'autosilo verrà realizzato conformemente al prototipo approvato.
E' fatta salva, comunque, la competenza dei Comandi Provinciali ad imporre eventuali ulteriori prescrizioni relative al contorno dettato in relazione a particolari situazioni dei siti.
Alla Ditta _______________________
OGGETTO: Attestazione di approvazione di prototipo di autosilo meccanizzato in deroga alla norma del Decreto del
Ministro dell'Interno del 1° febbraio 1986.
Ditta: _____________________________________________________________
Modello: _____________________________________________________________
Tipo: _____________________________________________________________
VISTO il parere espresso dal Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, di cui all'art. 10 del D.P.R. no 577 del 29 luglio 1982, nella riunione del 17 gennaio 1996, con il quale si è ritenuto, al fine di semplificare le
procedure, che 1'approvazione in deroga dell'installazione di autosili meccanizzati, i cui prototipi sono stati approvati su conforme parere dell'ex Commissione Consultiva per le Sostanze Esplosive ed Infiammabili o dello stesso Comitato di cui sopra, possa essere eseguita direttamente dai Comandi Provinciali del Vigili del Fuoco;
VISTA 1'approvazione del prototipo di autosilo meccanizzato di cui all'oggetto, rilasciata con nota del Ministero dell'Interno - Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi - Servizio Tecnico centrale - prot. n o
___________________________________ del __________________________;
VISTA la circolare n. 6 MI.SA. (96) 6 del 19 febbraio 1996;
Al FINE di consentire ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco 1'approvazione diretta dei progetti di installazione dell'autosilo di cui all'oggetto;
che gli elaborati grafico-illustrativi, allegati alla presente e muniti del visto d'ufficio, sono conformi a quelli approvati da questa Amministrazione con la citata nota prot. n o _____________________ del _______________________ .
L'ISPETTORE GENERALE CAPO DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO