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Timestamp: 2018-02-22 12:53:56+00:00
Document Index: 123909608

Matched Legal Cases: ['art.\n1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 57', 'art. 125', 'sentenza\n']

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Il comune di Isola
organizzata che compromettono
la libera determinazione e
l’imparzialita’ degli organi
elettivi, il buon andamento
dell’amministrazione ed il funzionamento dei
servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza
di alcuni esposti trasmessi alla prefettura
di Palermo ed alla locale stazione dell’Arma dei Carabinieri ponevano in
evidenza svariate circostanze in base alle quali
l’amministrazione comunale di Isola delle Femmine sarebbe stata soggetta
all’influenza della locale criminalita’ organizzata.
In relazione a tali
sussistenza di forme di condizionamento e di
infiltrazione delle locali consorterie nei confronti degli
amministratori comunali il prefetto di Palermo, con decreto
del 3 aprile
2012, ha disposto l’accesso presso il suddetto comune ai sensi dell’art.
1, comma 4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito
degli accertamenti effettuati,
la commissione incaricata dell’accesso ha depositato le
proprie conclusioni, sulle cui risultanze il
prefetto di Palermo, sentito il
integrato con la partecipazione del Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Palermo, che si
e’ pronunciato all’unanimita’, ha redatto
l’allegata relazione in data 30 agosto 2012, che costituisce
parte integrante della presente proposta, in
cui si da’ atto della sussistenza di concreti, univoci
locali con la criminalita’ organizzata di tipo mafioso e
su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando
pertanto i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale.
dalla commissione d’indagine hanno preso in
esame, oltre all’intero andamento gestionale
dell’amministrazione comunale, la cornice criminale ed il
contesto ambientale ove si colloca l’ente locale.
di Isola delle Femmine e’
contraddistinto dal controllo operato da
un esponente della criminalita’
organizzata, originario del luogo,
condannato con sentenza emessa dal G.U.P. di Palermo il 20 dicembre
2000 e divenuta irrevocabile il 7 ottobre
2003 a 4 anni di reclusione per
1, 3, 4 e 6. In particolare la
citata sentenza ha accertato l’appartenenza dello stesso
Il citato capo mafia
dell’associazione mafiosa «cosa
nostra» quale promotore e organizzatore
forza intimidatrice del vincolo associativo e della
condizione di assoggettamento per commettere delitti contro la vita,
l’incolumita’, il controllo di attivita’ economiche,
concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici per intervenire
sulle istituzioni e la pubblica amministrazione.
Unitamente al citato
l’influenza sul territorio comunale, operano anche
altri personaggi appartenenti all’organizzazione malavitosa,
di elevato spessore criminale, con
precedenti per reati
associativi e considerati persone socialmente pericolose.
L'accesso ispettivo ha consentito di individuare un insieme
di cointeressenze, relazioni e frequentazioni tra esponenti della locale
famiglia mafiosa, al cui vertice e' il
citato capo mafia, con componenti dell'apparato politico
quegli elementi che dimostrano la condizione di
penetrazione della locale organizzazione criminale nelle
frequentazioni.
Viene posto in evidenza come, sebbene la limitata
estensione territoriale ed limitato numero di abitanti dell'ente avrebbe
dovuto consentire a coloro che rivestono cariche pubbliche di esercitare
un vaglio attento delle dinamiche sociali e delle
sfere relazionali ponendo cosi'
maggiore attenzione alle
scelte politico amministrative, i diversi personaggi politici
non hanno in alcun modo posto in essere una
effettiva presa di distanza dalle locali
Il comune di Isola delle
Femmine e' caratterizzato da una
sostanziale continuita'
amministrativa che
si evince dall'avvicendamento nei ruoli di
vertice dell'ente da parte delle stesse persone:
l'attuale sindaco, al suo
secondo mandato consecutivo, aveva gia' svolto, nei mandati
immediatamente precedenti all'elezione a primo cittadino, le
funzioni di vice sindaco; il sindaco eletto nelle
tornate amministrative del 1993 e 1998 ha
presidente del consiglio comunale hanno rivestito
cariche politiche nella precedente
consiliatura.
comune si sono tradotte in molteplici
illegittimita', abusi, anomalie e sviamenti dell'attivita'
amministrativa volti a favorire economicamente o sotto forma
poste in essere in favore di soggetti vicini alla
locale famiglia mafiosa, hanno radici nelle
Fattori che attestano la penetrazione malavitosa
sono emersi dall'analisi delle procedure di aggiudicazione
degli appalti di lavori servizi e forniture. E' stata
riscontrata la ricorrenza di quei caratteri indiziari che
aggiudicazioni nonche' la riferibilita' di tali
aziende a cosche mafiose locali.
Piu' in particolare, la commissione d'indagine ha constatato come
disapplicato i rigorosi dettami stabiliti per l'espletamento
delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per la
scelta del contraente, procedure negoziate o a trattativa
privata di cui all'art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell'art. 125
del citato decreto. Il ricorso a tali procedure non era
specifici casi e tanto piu' conciliabile con
le dovute precauzioni che
devono connotare l'attivita' di un comune che si trova ad
operare in un territorio notoriamente contraddistinto da
interferenze illecite.
Gravi e persistenti
che in alcuni casi l'amministrazione ha frazionato gli
importi dei lavori; con tali modalita' operative e' stato possibile eludere le
In altre procedure e' stata applicata
la normativa sulla fornitura di beni,
mentre si sarebbe dovuto applicare quella
concernente la prestazione di opere.
modalita' di affidamento di lavori
pubblici mediante cottimo fiduciario e la mancata
adozione del relativo albo delle imprese di fiducia.
L'assenza di tali strumenti organizzativi ha fatto si'
che il comune di Isola delle Femmine, per
l'espletamento delle gare di affidamento dei lavori da
rotazione e parita' di trattamento e comunque non in
linea con le disposizioni contenute nel
citato decreto legislativo n. 163/2006.
primo cittadino, e' la dimostrazione
di come l'infiltrazione criminale abbia condizionato
l'azione dell'amministrazione comunale.
Nello specifico tale condizionamento e' rilevabile dalle seguenti iniziative
del sistema fognario comunale ad un
depuratore consortile. In particolare e' stato verificato che sulle
buste pervenute al comune e contenenti le offerte delle
ditte interessate non veniva posto l'orario di arrivo,
criterio secondo cui le varie offerte
dovevano essere ordinate progressivamente. La
societa' vincitrice doveva inoltre essere esclusa
atteso che la documentazione dalla stessa
depositata e' risultata insufficiente rispetto a quanto previsto
dal disciplinare di gara, non avendo prodotto la stessa
societa' ne' la cauzione provvisoria ne'
idonea documentazione comprovante il prescritto
versamento all'autorita' per la vigilanza sui lavori pubblici.
Le diverse irregolarita' riscontrate, sia
sotto il profilo sostanziale sia sotto il profilo
formale, attestano l'avvenuta penetrazione della criminalita'
l'aggiudicazione dei lavori ad una societa'
che presenta forti elementi
di controindicazione
sottoposta a perquisizione.
Ulteriori anomalie hanno contraddistinto la fase di
esecuzione dei lavori ed in particolare l'affidamento in
subappalto di parte degli stessi ad una ditta riconducibile alla
locale famiglia mafiosa.
d'indagine ha posto in rilievo che in
occasione dell'autorizzazione del sub appalto in questione la
prefettura di Palermo aveva rappresentato al comune di
Isola delle Femmine gli aspetti di controindicazione del
un'altra procedura di gara nei confronti della
stessa ditta era stata emessa interdittiva
Inoltre, da parte della prefettura, era stato
fatto presente all'ente locale che se avesse aderito al protocollo di
non avrebbe potuto essere affidataria del sub appalto.
mancanza di controlli da parte dell'ente
nella fase di esecuzione delle opere ha tra
l'altro favorito un ripetuto ed illegittimo ricorso
dell'appalto, in contrasto con quanto
Concorre a delineare il quadro di cointeressenze sussistenti tra
amministrazione e locale criminalita'
l'esame della procedura concernente i lavori di
caratterizzata da distorsioni ed
irregolarita' che assumono particolare rilievo in
che si e' aggiudicata l'appalto.
L'amministratore unico e' figlio di un esponente della
locale organizzazione mafiosa, condannato con sentenza
del Tribunale di Palermo del 20 luglio 2000
perche' indiziato del reato di cui all'art.
degli scopi dell'associazione mafiosa denominata «cosa nostra».
unitamente ad altri, aveva consentito
che soggetti collegati all'organizzazione
«cosa nostra» si aggiudicassero
i lavori commissionati da un'amministrazione
comunale della provincia di Palermo attraverso la
partecipanti alle varie gare di appalto, in modo tale
da pilotare l'esito finale delle stesse.
senso della evidenziata continuita' amministrativa
si e' rivelato anche l'esame della procedura per l'appalto di
manutenzione delle fognature e caditoie, servizio che, a seguito della rinuncia
da parte della ditta che si era aggiudicata la gara, e' stato
affidato ad una societa' che presenta gravi forme di controindicazione.
Detto aspetto e' connesso alla circostanza che la stessa societa' risulta
collegata ad altra azienda operante nello stesso
settore d'attivita' e che i proprietari e gli
amministratori delle due societa' presentano stretti legami
Questi ultimi, nel passato, hanno favorito la latitanza
di soggetti criminali di primissimo rilievo ed inoltre
gruppo familiare in argomento, peraltro, ha partecipato
ad iniziative di costruzioni edili unitamente
ad altri soggetti controindicati.
L'organo ispettivo ha posto in rilievo come il comune di
Isola delle Femmine, nel corso degli anni, abbia
frequentemente affidato alla predetta societa' una ripetuta serie di
«operazione di facciata» atteso che, come
evidenziato, diversi settori del comune si sono rivelati soggetti a gravi forme
Anche le procedure analizzate nel
settore urbanistica e territorio hanno evidenziato i
operative adottate dalle amministrazioni succedutesi negli anni precedenti.
Significativo in tal senso si e' rivelato l'esame
di alcune concessioni edilizie
connotate da favoritismi
ed anomale cointeressenze. Al riguardo giova sottolineare che
il comune di Isola delle Femmine e' sottoposto ad una
serie di vincoli di diversa natura, archeologici,
L'iter per l'approvazione del piano regolatore generale, avviato dal
solo nell'agosto dell'anno 2007 nel corso
del primo mandato dell'attuale sindaco. La procedura
tuttavia, non puo' ritenersi ancora conclusa. L'insieme
di tali circostanze, che hanno consentito all'ente
esigenze del territorio, si sono rivelate
un utile mezzo per agevolare gli interessi
economici di soggetti riconducibili ad ambienti
Emblematica in tal senso e' la
vicenda relativa ad una concessione edilizia per
nuovamente eletto l'attuale sindaco.
ufficio della Regione una verifica della concessione in esame.
Tale organo, all'esito
dell'accertamento esperito, rappresentava che la
dei presupposti richiesti dalla normativa di settore.
sviamento dell'attivita' amministrativa e
l'attitudine ad operare in violazione dei principi di legalita' risulta
decideva di non modificare in alcuna parte
i contenuti della suddetta concessione pur a fronte di un
secondo intervento della Regione che confermava
l'illegittimita' del provvedimento ed evidenziava
la competenza del comune all'annullamento dell'atto.
Tali illegalita' procedurali sono risultate
funzionali ad assecondare interessi illegali
in quanto i beneficiari della concessione
giudiziari per associazione di tipo mafioso.
Ulteriori anomalie sono emerse dall'esame di un'altra concessione edilizia per
dei presupposti per il rilascio della concessione
l'indagine ispettiva ha inoltre evidenziato la mancata riscossione,
da parte dell'ente, degli oneri di urbanizzazione e dei costi
Tale procedura era stata avviata sin dal 2001 dai
precedenti proprietari del fondo che, dopo una
lunga e complessa vicenda amministrativa,
protrattasi per anni con gli uffici
comunali, vendevano l'area ad una ditta la cui
riconducibilita' ad ambienti controindicati era nota ai competenti
uffici comunali. Tale societa' solo dopo pochi mesi dalla richiesta
di voltura della pratica in esame otteneva il rilascio
del provvedimento richiesto.
Ulteriori aspetti emblematici della complessiva
vicenda sono rinvenibili nella circostanza che, solo a seguito di
un'operazione di polizia e del connesso arresto di uno stretto
congiunto del socio amministratore della suddetta societa', il
responsabile dell'ufficio tecnico comunale chiedeva alla locale
procura della Repubblica ed alla prefettura di Palermo di
conoscere se la societa' a cui favore era stata rilasciata
la concessione edilizia fosse riconducibile
all'esponente della criminalita' tratto in arresto.
commissione d'indagine al riguardo ha posto in evidenza, anche in
questo caso, l'assenza di controlli e
verifiche da parte dell'ente, atteso che elementi di
disposizione del comune di Isola delle Femmine in
soggetto tratto in arresto e la famiglia titolare delle
quote sociali a cui era stata rilasciata la concessione edilizia.
Significativi elementi di cointeressenze
tra criminalita' organizzata ed amministratori
comunali emergono altresi' dalla circostanza che
alla votazione di talune delibere
concernenti l'assetto urbanistico ha partecipato anche il
consigliere comunale che, poco tempo dopo la
votazione delle stesse, ha redatto in qualita' di
alla concessione in argomento.
Illegittimita' hanno caratterizzato anche la complessa procedura,
di un esercizio commerciale il cui titolare e'
uno stretto congiunto del locale capo mafia.
Come ampiamente riportato nella
relazione redatta dalla commissione d'indagine,
anomalie e irregolarita', fortemente indicative
di uno sviamento dell'attivita' amministrativa.
L'organo ispettivo ha evidenziato come il mancato
rispetto degli adempimenti previsti per legge e l'assenza di
un'attivita' di controllo, attivata solo a
seguito di esposti, si sono risolti in
favore degli interessi economici di ambienti mafiosi.
Ulteriori criticita' che contribuiscono a definire la situazione di
precarieta' dell'ente locale e la diffusa
illegalita' hanno interessato il settore finanziario contabile.
stata posta in rilievo la sussistenza
di una rilevante evasione tributaria nei
confronti della quale l'amministrazione, negli anni, non ha
decisa attivita' per il recupero dei tributi.
dalla societa' alla quale era stato
affidato il servizio di riscossione dei ruoli di
Come emerso nel corso dell'accesso ispettivo tale societa'
non solo ha omesso di riversare quanto aveva riscosso
ma, nonostante l'avvenuta rescissione del contratto,
si e' anche rifiutata di restituire al comune la
accertate anomalie in materia di imposizione e
riscossione tributaria sono un segnale evidente dell'incapacita' o della
mancanza di volonta' dell'amministrazione eletta
di dettare indirizzi e attuare adeguate strategie di
sussistere di atteggiamenti omissivi, se non
addirittura compiacenti, a tutto vantaggio di interessi
riconducibili ad ambienti controindicati.
Emblematiche in tal senso sono le verifiche
effettuate dalla commissione d'indagine su un progetto,
approvato con delibera di giunta del 2010, che si proponeva
effetti la preannunciata azione di recupero non
e' stata intrapresa. L'organo ispettivo ha infatti svolto un
accertamento su un campione di contribuenti appartenenti a nuclei
dell'analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che la
percentuale di tributi non versata, rispetto a quanto accertato ed
L'amministrazione pertanto non solo non ha posto in
essere le opportune verifiche e iniziative per una
corretta gestione delleentrate ma con la
propria condotta ha, di fatto, favorito il
risulta piu' elevato con riferimento ai soggetti
riconducibili o appartenenti a famiglie mafiose.
Tale stato di cose ha prodotto una grave criticita' finanziaria
dell'ente locale ed inoltre il mancato
recupero delle entrate tributarie ha precluso l'utilizzo di dette
Ulteriori illegittimita' e comunque il mancato
rispetto dei principi di legalita' hanno
interessato l'attivita' svolta dal servizio economato,
sebbene lo stesso non fosse preposto al servizio. Gli
accertamenti effettuati hanno consentito
di verificare difformita' ed
irregolarita' in specie per quanto attiene i criteri di scelta
Piu' in particolare nell'ambito di tale servizio, nel periodo di tempo
avvalendosi sempre dello stesso fornitore,
vicino ad ambienti controindicati, che e'
risultato essere lo stesso soggetto nei confronti
l'ente comunale ha rilasciato la gia'
citata concessione per occupazione di
suolo pubblico caratterizzata da
ripetute irregolarita'.
vicende analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione
del Prefetto di Palermo denotano una
serie di condizionamenti nell'amministrazione comunale di Isola
In relazione alla presenza ed
all'estensione dell'influenza criminale, si rende
necessario che la durata della
gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.