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Timestamp: 2019-02-22 17:04:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3048', 'art. 1', 'art. 1']

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza n. 155 del 14 gennaio 2013. Diritto alla indennità di rischio radiologico per il personale sanitario - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione III, sentenza n. 155 del 14 gennaio 2013. Diritto alla indennità di rischio radiologico per il personale sanitario
sentenza n. 155 del 14 gennaio 2013
1.- Il signor A. L., già dipendente di ruolo della ex U.S.L. BA/9 (poi confluita nell’Azienda U.S.L. BA/4), in servizio presso il reparto di anestesiologia e rianimazione del Policlinico di Bari, aveva chiesto al T.A.R. per la Puglia il riconoscimento del suo diritto all’indennità di rischio radiologico prevista dai D.P.R. n. 270 del 1987 e n. 384 del 1990 in favore del personale solo occasionalmente esposto al rischio radiologico, e la condanna delle Amministrazioni intimate al pagamento, in suo favore, della complessiva somma di £ 3.000.000 (£ 50.000 x 60 mesi), oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria.
3.- Il signor A. L. ha appellato l’indicata sentenza ritenendola erronea.
Infatti, dopo l’entrata in vigore dell’art. 2 della legge 7.8.1985, n. 428, che ha elevato da due a cinque anni il termine prescrizionale delle rate di stipendio e delle differenze arretrate dei dipendenti pubblici, ed ha quindi equiparato il regime dei crediti degli stessi alla disciplina generale sui crediti di lavoro di cui all’art. 3048, n. 4, c.c., per giurisprudenza oramai costante, tutti gli emolumenti corrisposti ai pubblici dipendenti in funzione dell’esercizio dell’attività lavorativa sono soggetti alla prescrizione quinquennale (Consiglio di Stato, sez. III, n. 5246 dell’8 ottobre 2012; sez. VI, 15 luglio 2010, n. 4553), senza alcuna distinzione per l’ipotesi che il credito retributivo sia contestato o comunque richieda un formale atto di accertamento da parte dell’Amministrazione (Consiglio di Stato, sez. V, n. 4251 dell’8 settembre 2008), non assumendo più alcun valore la distinzione giurisprudenziale fondata sul presupposto (legislativo, normativo o provvedimentale) che aveva costituito in precedenza il discrimine tra l’applicazione del termine quinquennale e quello decennale.
Si deve infatti ricordare che, ai fini della percezione dell’indennità per rischio radiologico, di cui all’art. 1, comma 2, della legge 7 ottobre 1988 n. 460, i lavoratori soggetti a rischio – ad eccezione dei medici e i tecnici di radiologia per i quali la qualifica rivestita legittima di per sé la presunzione dell’esistenza del rischio – dovevano essere individuati non in relazione alla qualifica rivestita ma all’effettiva sottoposizione, per l’attività esercitata, ad una determinata esposizione alle radiazioni ionizzanti.
Per il personale sanitario diverso dai medici e dai tecnici di radiologia era quindi necessario (ed imprescindibile) un accertamento sulle singole situazioni concrete (modalità e orario di lavoro, intensità dell’esposizione) a cura della apposita Commissione prevista dall’art. 1 comma 3 della legge 27 ottobre 1988 n. 460, che doveva procedere all’accertamento basandosi su dati formali certi, quanto alla rilevazione e all’interpretazione, e idonei a rappresentare con continuità il concreto svolgimento dell’attività degli interessati comportante una esposizione (anche non continuativa) alle radiazioni ionizzanti, gravando su di essa la responsabilità degli esborsi conseguenti all’eventuale riconoscimento dei presupposti per l’attribuzione dell’indennità.
5.1.- Pertanto il riconoscimento del diritto alla relativa indennità non può che conseguire all’accertamento operato dalla predetta Commissione incaricata di verificare se il dipendente risultava, in via di fatto, esposto al rischio radiologico e in che misura (Consiglio di Stato,Sez. III, 8 ottobre 2012, n. 5246, 29 maggio 2012 n. 3232).
Si è quindi affermato che la percezione della detta indennità, per il personale diverso dai medici e tecnici di radiologia, è mediata da un accertamento tecnico devoluto alla apposita Commissione, al cui giudizio l’amministrazione è tenuta a sottoporre le richieste degli interessati (Consiglio di Stato, Sez. III, 8 ottobre 2012, n. 5246 cit.), e si è sottolineato che l’accertamento tecnico della Commissione assume valenza condizionante dell’attribuzione dell’indennità.
5.2.- Con la conseguenza che fino al momento in cui l’interessato non è stato inserito, da parte della apposita Commissione, fra i soggetti esposti al rischio (e quindi fra i possibili beneficiari della relativa indennità), l’Amministrazione non ha la possibilità di riconoscergli il beneficio in questione.
Si è infatti già osservato che deve ritenersi imprescindibile, per le ragioni suindicate, il previo accertamento da parte della predetta Commissione delle condizioni che danno diritto alla erogazione della indennità di rischio radiologico per i soggetti diversi dai medici e i tecnici di radiologia (per i quali il possesso dei requisiti è attestato dalla qualifica rivestita che legittima la presunzione dell’esistenza del rischio). In conseguenza le relative norme devono ritenersi esenti da ogni possibile rilievo di illegittimità costituzionale.