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Timestamp: 2017-06-29 00:22:38+00:00
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TOGHE LUCANE: 01/01/2016 - 02/01/2016
Un avvocato (Emilio Nicola Buccico), a parere di alcuni anche bravo, presenta tra le tante (in tutte soccombente) una querela fuori dai termini (querela Buccico del 22/12/2008, ndr) . Un Sostituto Procuratore della Repubblica (presso il Tribunale di Matera, D.ssa Rosanna Defraia) dispone la citazione diretta a giudizio, il giudice di primo grado (D.ssa Alda Moramarco) condanna (sentenza del 11/5/2015, ndr), ignorando l'improcedibilità formalizzata dall'imputato (Nicola Piccenna - memoria difensiva depositata in udienza del 23/2/2015) e dagli avvocati Alessandro Sisto, Antonello Talerico, e Lorusso difensori, nell'ordine, di Nicola Piccenna, Nino Grilli ed Emanuele Grilli; il giudice d'Appello (Dr. Giuseppe De Benedictis) assolve con una formula con cui "non le manda a dire" (sentenza del 30/12/2015, ndr).
Che figura avvocato Buccico, che magra figura in cui trascina il sostituto, Defraia, il giudice Moramarco e la toga che indossa!
"... l'azione penale nei confronti degli
odierni appellanti non avrebbe potuto neppure iniziare, comunque, non poteva
essere proseguita e tantomeno giungere alla pronunzia di una sentenza di
condanna in loro danno, sentenza che va dunque riformata con annullamento
consequenziale anche delle relative statuizioni civili"
"L'azione penale non avrebbe potuto
neppure iniziare", però è iniziata ed un PM ha disposto la citazione
diretta a giudizio;
“…non poteva essere proseguita”, ma è proseguita nonostante la difesa degli
imputati avesse documentato quanto sancisce il giudice in appello;
non poteva “…giungere alla pronunzia di una sentenza di
condanna”, invece vi è giunta.
Tutta questa storia, nata da una querela
presentata da Emilio Nicola Buccico il 22.12.2008. ben oltre i termini di
Legge, rende bene l'idea dell'aria che si respira nella Procura della Repubblica di Matera.
Un avvocato, che certamente conosce la Legge,
presenta una querela fuori dai termini di Legge.
Una Procura della Repubblica ed un Tribunale,
che certamente conoscono la Legge, procedono sottraendo per sette anni (e 8 giorni, la sentenza d’appello è del 30/12/2015!) alle strutture giudiziarie, ai
cancellieri, magistrati e imputati. Tempo e risorse che non potevano (e quindi non
dovevano) essere impegnate per attività giudiziarie inutili.
La Procura di Matera che ha sposato le tesi del noto
avvocato, ha visto soccombere (per l'ennesima volta) le accuse formulate contro tre cittadini inermi.
Tre quisque de populo (come
li ha definiti il difensore di Buccico, nella roboante, calunniosa e inutile
arringa finale) hanno dimostrato per l’ennesima volta che non vince chi grida
di più ma chi rispetta la Legge e le sue procedure.
Una lezione che servirà ai tanti “quisque de
populo” che ancora nutrono dubbi sulla possibilità di non subire le ingiustizie ed i soprusi dei cosiddetti potenti.
Che tristezza avvocato Buccico, che tristezza la figura in cui ha
trascinato quei due o tre magistrati che Le hanno retto bordone.