Source: http://www.iacoviello.it/Sub_pagine/Blocco_2012_13/Sentenza/La_sentenza_spiegazione.html
Timestamp: 2017-01-21 10:43:50+00:00
Document Index: 97742745

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 136', 'art. 2948', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 38']

Cosa significa la sentenza della Corte Costituzionale n. 70/2015
a cura dello Studio Legale Iacoviello
Siamo infatti in presenza di un vero “comando” e non di un semplice “consiglio” al Governo, poichè la sentenza viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (art. 136 Cost.: "Quando la Corte dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione"). Il Governo (o meglio l’ INPS) doveva quindi provvedere inderogabilmente a:
Questo Decreto Legge n. 65/2015, a nostro avviso, è illegittimo e andrà nuovamente esaminato dalla Corte Costituzionale a seguito delle varie Ordinanze di rimessione già emesse e tramite le azioni collettive che abbiamo promosso in tutta Italia e che hanno raccolto l' adesione di migliaia di pensionati.
Per aderire è possibile compilare senza alcun impegno l' apposito modulo telematico
I pagamenti vanno effettuati dall’ INPS (e non dal Governo) e da ogni altro Ente previdenziale pubblico o privato.
Infine devono pagare anche le Banche in proprio nel caso di fonti “interni” al loro bilancio, situazione assai diffusa ad esempio nell’ Unicredit.
Orientativamente, però, si può affermare che l’ aumento mensile è del 5-6%, e che invece gli arretrati ammontano ad un importo assimilabile a oltre 2 mensilità.
Il nostro Studio ha elaborato un proprio programma per il calcolo esatto degli arretrati, che viene usato nelle azioni legali collettive in corso, alle quali si può trà aderire compilando senza impegno l' apposito modulo cliccando qui, e le cui istruzioni sono illustrate cliccando qui.
Occorre distinguere fra l’ INPS ed i Fondi Integrativi
INPS Per l’ INPS la raccomandata interruttiva della prescrizione può essere inviata utilizzando il modulo da noi predisposto e scaricabile gratuitamente dal nostro sito.
Questo però non basta, perchè l' INPS eccepisce la decadenza per chi non ha fatto causa.
Per l' esame della problematica della decadenza clicca qui
Pensioni integrative Si tratta di pensioni private, per le quali non è neppure possibile invocare le difficoltà del bilancio dello Stato Italiano, o i vincoli dell’ Unione Europea.
Non vi è il pericolo di decadenza come per l' INPS.
I termini di prescrizione e di decadenza.
Occorre qui distinguere fra la pensione INPS e quella integrativa.
Per la pensione INPS la questione è molto complessa, ed al momento nessuno può dare certezze, poiché vi sono stati dei recenti interventi legislativi nel 2011 (1), tra l’ altro dichiarati parzialmente incostituzionali (Corte Costituzionale n. 69 del 2014).
Su questi recenti interventi non si è ancora formata una giurisprudenza consolidata.
Secondo un' interpretazione il termine è di prescrizione, ed è di cinque anni (2), ma secondo un’ altra interpretazione (sostenuta dall' INPS) sarebbe applicabile il termine di decadenza di tre anni (3).
Sulla questione della decadenza si può consultare l' apposita pagina cliccando qui.
E’ bene quindi inviare comunque una richiesta all’ INPS il più presto possibile, usando i moduli scaricabili gratuitamente dal nostro sito.
Attenzione: la raccomandata può solo interrompere la prescrizione, ma non può servire ad evitare la decadenza, per le quali occorre l' azione giudiziaria, da esercitare entro tre anni (che magari il Governo cercherà di far decorrere dal 2012).
In pratica se si vuole essere prudenti occorre dapprima spedire la raccomandata, ma è opportuno poi avviare l' azione giudiziaria.
Il nostro Studio sta già curando queste azioni in forma collettiva (clicca qui)
Per le pensioni integrative la risposta è invece semplice: il termine di prescrizione è di 5 anni in base all’ art. 2948 n. 4 del codice civile
Per agire in giudizio ancora una volta si deve distinguere fra l’ INPS e i Fondi Integrativi.
Il Governo ha emanato il Decreto Legge 65/2015 per l’ INPS, con lo scopo di ridurre enormemente l' importo dei pagamenti dovuti.
Si tratta comunque di un Decreto di assai dubbia legittimità costituzionale.
Le sentenze della Corte non possono essere eluse solo perchè sono considerate “sbagliate” dal Governo.
Il Decreto però servirà al Governo per guadagnare tempo, anche perché occorrerà un nuovo passaggio in Corte Costituzionale per la valutazione della sua legittimità, e ci vorrà non meno di un anno.
Fondi Integrativi Invece i Fondi Integrativi non potranno approfittare delle norme eventualmente dettate per l’ INPS a tutela del pubblico Bilancio, neppure invocando il fatto che l' indice di perequazione è fornito dal Casellario Centrale presso l' INPS (4)
Per questi Fondi non sembra necessario un passaggio in Corte Costituzionale, poichè il Giudice potrebbe interpretare il Decreto Legge 65/2015 nel senso che non si applica ai Fondi Integrativi, poichè estranei al pubblico bilancio.
9. La tassazione degli arretrati
Normalmente la pensione mensile viene tassata con l’ aliquota irpef applicabile al singolo pensionato in base al scaglione di reddito.
Senonchè gli arretrati pensionistici per legge (5) vanno assoggettati a tassazione separata, cioè l’ aliquota media dell’ ultimo biennio.
Questo porta ad un vantaggio fiscale per il pensionato, poiché le somme dovute per arretrati, se fossero state pagate tempestivamente negli anni 2012/13 avrebbe pagato l’ irpef con l’ aliquota marginale (più alta, e mediamente del 30%) anzichè pagare oggi l’ aliquota media dell’ ultimo biennio (più bassa e mediamente del 19%).
La sentenza della Corte Costituzionale è pienamente esecutiva e non può essere annullata o modificata dal Governo, poiché costituisce un “comando” e non un semplice “consiglio”, che viene rivolto sia all’ INPS e ai Fondi Integrativi.
1) art. 38 comma 4 d.l. 6 luglio 2011 n. 98, conv., con modificazioni, in l. 15 luglio 2011 n. 111 2) in base all’ art. 47 bis del DPR 30 aprile 1970 n. 639
3) art. 47 DPR 639/70, come modificato dall’ art. 38 comma 4 d.l. 6 luglio 2011 n. 98.
4) I Fondi vogliono affermare che per loro non è possibile pagare, neanche volendo, poiché tutto dipenderebbe dall’ INPS.
L’ INPS gestisce il Casellario Centrale delle pensioni, e quindi raccoglie i dati delle varie pensioni per comunicare ai Fondi l’ aliquota unitaria di perequazione. E’ chiaro però che se l’ INPS sbaglia i dati questi dovranno essere corretti, altrimenti si potrà agire in giudizio.
E’ proprio quello che è avvenuto per gli anni 2012/13: l’ INPS ha applicato un dato sbagliato perchè era illegittimo e ha perso la causa in Corte Costituzionale.
5) TUIR – ART. 17: emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, compresi i compensi e le indennità di cui al comma 1 dell'articolo 50 e al comma 2 dell'articolo 49;