Source: https://www.aeranti.it/emilia-romagna-deliberazione-della-giunta-regionale-dellemilia-romagna-del-20-febbraio-2001-n197-qdirettiva-per-lapplicazione-della-lr-31102000-n30-recante-norme-per-la-tutela-della-salute-e-la-salv-2/
Timestamp: 2020-05-26 00:02:27+00:00
Document Index: 52656483

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 15']

EMILIA ROMAGNA Deliberazione della Giunta Regionale dell'Emilia Romagna del 20 febbraio 2001, n.197 "Direttiva per l'applicazione della L.R. 31/10/2000, n.30 recante Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico" Testo coordinato con le modifiche apportate dalla delibera della Giunta Regionale dell'Emilia Romagna del 17 luglio 2001, n. 1449 "Modifiche per l'inserimento di alcuni elementi di semplificazione alla D.G.R. n. 197/2001" (Testo non ufficiale) - Aeranti
Home » Generale » Regioni Normativa Radiotelevisa » EMILIA ROMAGNA Deliberazione della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna del 20 febbraio 2001, n.197 “Direttiva per l’applicazione della L.R. 31/10/2000, n.30 recante Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico” Testo coordinato con le modifiche apportate dalla delibera della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna del 17 luglio 2001, n. 1449 “Modifiche per l’inserimento di alcuni elementi di semplificazione alla D.G.R. n. 197/2001” (Testo non ufficiale)
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA DEL 20 FEBBRAIO 2001, N.197 “DIRETTIVA PER L’APPLICAZIONE DELLA L.R. 31/10/2000, N.30 RECANTE NORME PER LA TUTELA DELLA SALUTE E LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE DALL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO” TESTO COORDINATO CON LE MODIFICHE APPORTATE DALLA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA DEL 17 LUGLIO 2001, N. 1449 “MODIFICHE PER L’INSERIMENTO DI ALCUNI ELEMENTI DI SEMPLIFICAZIONE ALLA D.G.R. N. 197/2001”
-TESTO NON UFFICIALE-
(La parte del testo evidenziata in grassetto indica le modifiche apportate dalla Delibera n.1449 del 17/7/2001)
– la L.R. 31 ottobre 2000, n. 30 “Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente all’inquinamento elettromagnetico”;
considerato che gli articoli 6, 8, 12 e 13 della L.R. 30/00 prevedono la stesura di una direttiva per ‘individuazione degli allegati tecnici a corredo delle domande di autorizzazione per l’installazione di mpianti fissi di emittenza radio e televisiva, degli impianti fissi e mobili di telefonia mobile nonche’ per la definizione dell’ampiezza dei corridoi per la localizzazione degli impianti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica;
– del parere favorevole espresso dal Responsabile del Servizio Promozione Indirizzo e Controllo ambientale dr. Sergio Garagnani, in merito alla regolarita’ tecnica del presente atto, ai sensi dell’art.4, sesto comma, della L.R. 19 novembre 1992, n. 41 e successive modificazioni e del punto 3.2. della deliberazione 2541/95;
La presente direttiva e’ emanata in applicazione degli artt. 4, 6, 8, 13 della L.R. 31 ottobre 2000, n. 30 concernente “Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico”, di seguito denominata legge.
Per garantire comunque l’informazione, il Piano di localizzazione, in considerazione del fatto che il Piano nazionale per la radiodiffusione televisiva non ha ancora trovato concreta attuazione, e che l’Autorita’ non ha emanato il piano per la radiodiffusione sonora, puo’ prevedere, motivatamente e temporaneamente, la
permanenza degli impianti nelle aree previste al comma 1 dell’art. 4, fermo restando il rispetto dei valori fissati dal DM n. 381 del 1998 ed evitando, per quanto possibile, la presenza di impianti nelle aree destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche.
Si definisce fascia di rispetto, ai sensi del comma 1 dell’art. 4 della legge, la distanza non inferiore a 300 metri dal perimetro del centro abitato definito ai sensi del comma 6 dell’art. A-5 della L.R.20/00 (1), come individuato dagli strumenti della pianificazione urbanistica generale comunale, ovvero dal perimetro del territorio urbanizzato del PRG vigente, definito ai sensi dell’art. 13 della L.R. 47/78. In tale fascia non sono consentite localizzazioni di impianti ad eccezione dei ponti radio nonche’ di quelle previste dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze. Sono altresi’ vietate le installazioni su edifici scolastici, sanitari e a prevalente destinazione residenziale nonche’ su edifici vincolati ai sensi della normativa vigente, classificati di interesse storico-architettonico e monumentale, di pregio storico, culturale e testimoniale.
-frequenza,larghezza di banda e canali di trasmissione utilizzati;
-idoneità radioelettrica rilasciata dall’Ispettorato Territoriale del Ministero delle Comunicazioni;
Copia delle schede tecniche dell’impianto allegate alla comunicazione di cui all’art. 2 del DM 13 dicembre 1984 specificando chiaramente se il guadagno, da inserire al campo 87 di scheda C, è riferito al dipolo a mezz’onda o al radiatore isotropico;
b)diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante forniti eventualmente su supporto informatico. In tali diagrammi deve essere riportata l’attenuazione in dB del campo con risoluzione di almeno 5 gradi per il diagramma verticale e 10 gradi per quello orizzontale;
h) valutazione del campo elettrico, in prossimità di edifici a permanenza superiore a quattro ore giornaliere,generato dall’impianto in condizione di massimo esercizio, tenuto eventualmente conto di eventuali contributi derivanti dalla presenza di altre installazioni.
1) la domanda di autorizzazione entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, per gli impianti esistenti e non autorizzati che rispettano i limiti fissati dal DM 381/98 e le norme della legge. La domanda deve essere corredata della documentazione di cui al punto 6.1), lettere a), b),ed h).
Il Comune sulla base della documentazione presentata e con le procedure di cui al comma 2 dell’art. 6 rilascia,per gli impianti a norma, la prescritta autorizzazione che potrà anche essere unica per tutti gli impianti di ogni singolo gestore,ovvero invita i gestori a presentare, nel rispetto dei termini di legge, il previsto Piano di risanamento relativo alla delocalizzazione;
b)per l’adeguamento ai limiti previsti dal DM 381/98 i gestori, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, presentano specificiPiani di risanamento da realizzarsi nei tempi previsti nelprovvedimento di approvazione. Entro trenta giorni dall’avvenutarealizzazione di tali interventi deve essere data comunicazione alComune. L’adeguamento ai limiti deve essere comunque completato entroe non oltre due anni dall’entrata in vigore della presente legge. Nelcaso che il risanamento comporti sia la delocalizzazione chel’adeguamento ai limiti, si applicano le procedure di cui alla lett.a), fermo restando il rispetto del termine di 2 anni decorrentidall’entrata in vigore della legge per l’adeguamento ai limiti.
3) Per gli impianti di telecomunicazione fino ad una potenza massima di 7 Watt che effettuano servizio di collegamento radiotelevisivo, in deroga a quanto stabilito dal precedente punto 6.1, la domanda di autorizzazione al Comune è corredata esclusivamente dalla seguente documentazione:
potenza dell’impianto.
4) Per gli impianti esistenti già dotati di un qualsiasi titolo abilitativo e conformi alle disposizioni della presente legge il rilascio dell’autorizzazione non comporta oneri istruttori a carico dei richiedenti.
Le modifiche di impianti esistenti sono soggette ad autorizzazione con le procedure previste al successivo punto 8.5). Qualora la modifica di un impianto gia’ autorizzato non determini un incremento di campo elettrico, valutato in corrispondenza di edifici adibiti apermanenza non inferiore a quattro ore giornaliere, il gestore vi provvede, fermo restando il rispetto dei limiti previsti dalla normativa statale e delle prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione, previa comunicazione al Comune, all’ARPA e all’Azienda Unita’ sanitaria locale.
– valutazione strumentale del fondo elettromagnetico in corrispondenza degli edifici maggiormente interessati dai lobiprimari di induzione;
In particolare per impianti previsti in ambiente interno deve essere presentata in scala adeguata (1:50 o 1:100) la pianta del/i locale/i interessati dalla/e installazione/i con indicato il punto ove viene collocato il trasmettitore comprensiva dei locali confinanti (sezioniorizzontali e verticali).
Fanno eccezione le domande di autorizzazione relative ad impianti collocati nell’ambito di aree di ricerca per le quali il Comune ha gia’ espresso il parere di compatibilita’ urbanistico-edilizia edambientale.
Nel caso che il risanamento comporti sia la delocalizzazione che l’adeguamento ai limiti, si applicano le procedure sopra previste per la delocalizzazione, fermo restando il rispetto del termine di 6 mesi decorrenti dall’entrata in vigore della legge per l’adeguamento ailimiti.
– cartografia aggiornata in scala 1:2000 con l’indicazione degli edifici presenti, delle loro altezze, delle destinazioni d’uso edelle aree di pertinenza in un raggio di 200 m dall’impianto stesso,individuato con le rispettive direzioni di puntamento delle antenne trasmittenti (rispetto al nord geografico).
– valutazione strumentale del fondo elettromagnetico in presenza di altri impianti di teleradiocomunicazione;
– valutazione del campo elettrico generato dall’impianto nelle condizioni di massimo esercizio, tenuto conto di eventuali contributiderivanti dalla presenza di altre installazioni.
– per sopperire, in particolari periodi dell’anno, all’aumento del traffico, come ad esempio nelle stazioni turistiche, questi, con tale procedura, potranno stazionare, nell’area prevista, una sola volta per un tempo massimo di quattro mesi;
Decorsi i termini, la mancata rimozione degli impianti si configura come installazione non autorizzata e come tale soggetta alle sanzioni previste all’art. 17 della legge.
Ai sensi di quanto previsto al 2 comma dell’art. 12 della legge le spese occorrenti per l’istruttoria delle comunicazione sono a carico del richiedente.
Si ritiene congruo che dette spese siano ricomprese, per ogni singola installazione, secondo la complessita’ dell’istruttoria, tra un minimo di Lire 700.000 (pari a 361,52 Euro), ed un massimo di Lire 2.500.000 (pari a 1.291,14 Euro) da richiedersi qualora l’istruttoriarichieda l’effettuazione di sopralluoghi ed accertamenti. Ilpagamento deve essere effettuato a favore del Comune al momento delrilascio dell’autorizzazione. Tale contributo e’ comprensivo di tuttigli oneri e le spese a carico del richiedente l’autorizzazione. IlComune provvede a corrispondere agli altri soggetti che svolgonoattivita’ istruttoria le somme di loro spettanza.
Classificazione degli impianti elettrici: gli impianti elettrici di pubblico servizio classificati secondo il DM Lavori pubblici21/3/1988, n. 449 sono:
Prima bassa tensione
Seconda media tensione
Terza alta tensione
Corrente massima di esercizio normale: e’ la corrente che puo’ essere sopportata da un conduttore per il 100% del tempo con limiti accettabili del rischio di scarica e dell’invecchiamento. Si distingue dalla portata nominale della linea che ha un puro valore convenzionale (Punto 2.5 della norma CEI 11-60, luglio 2000, I ed.fasc. 5708).
Tuttavia mentre il limite di esposizione per gli elettrodotti e’ stato formalmente fissato con DPCM 23 aprile 1992 nella misura di 100 microTesla, per quanto concerne il valore di cautela il Ministero hasolo fornito un’indicazione nella misura di 0,5 microTesla. Dettovalore, individuato sulla base delle piu’ aggiornate conoscenze scientifiche in materia di protezione da possibili effetti a lungo termine, trova un suo riconoscimento nella disciplina regionale al comma 1 dell’art. 15. Infatti tale valore viene previsto nell’ambito del censimento e del catasto delle linee ed impianti elettrici, per l’individuazione dei ricettori per i quali dovra’ essere effettuato il risanamento in seguito all’adozione di una specifica normativa da parte dello Stato.
Tale valore, sino a diversa determinazione statale, va valutato sulla base del valore della corrente media annua di esercizio riferitaall’anno precedente incrementata del 5%, ovvero del 50% della corrente massima di esercizio normale, qualora piu’ cautelativo, tenuto anche conto dei programmi di sviluppo degli esercenti.
13.2) Procedure per l’individuazione dei corridoi di fattibilita’ La Pianificazione territoriale provinciale (PTCP o piano stralcio), ai sensi del comma 1, dell’art. 13 della legge, individua i corridoi di fattibilita’ ambientale che comprendono i tracciati e le aree piu’ idonee ove localizzare e quindi realizzare gli impianti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. Le procedure di formazione del PTCP o suo piano stralcio sono definite dall’art. 27 della Legge 20/00 e pertanto le forme di cooperazione e concertazione tra Province e Comuni sono garantite nell’ambito della conferenza di pianificazione. La procedura di formazione e approvazione del PTCP o del suo piano stralcio puo’ conseguentemente usufruire delle semplificazioni procedurali e la riduzione dei termini temporali conseguenti alla stipula di eventuali accordi di pianificazione. In sede di prima applicazione gli esercenti presentano alla Provincia ed ai Comuni interessati, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente direttiva, i rispettivi programmi di sviluppo anche tramite la presentazione di elaborati semplificati che evidenzino le tipologie d’impianto ed i tracciati tecnicamente realizzabili e concorrono al contempo alla costituzione del catasto delle linee e degli impianti, di cui all’art. 15, quali elementi costitutivi del quadro conoscitivo. I successivi aggiornamenti di tali programmi devono essere presentati entro il 31 gennaio di ogni anno.
Nell’ambito dei corridoi di fattibilita’ non sono consentite nuovedestinazioni d’uso che prevedano la permanenza di persone superiore a quattro ore giornaliere. Fino alla definizione delle fasce di rispetto nuove destinazioni urbanistiche in contrasto con tali disposizioni possono essere previste solamente nel rispetto dell’obiettivo di qualita’ di 0,2 microTesla.
E’ comunque consentita la definizione di ampiezze minori qualora si dimostri il perseguimento dell’obiettivo di qualita’, cosi’ come definito al punto 13.1), valutato sulla base del valore della corrente media annua di esercizio riferita all’anno precedente incrementata del 5%, ovvero del 50% della corrente massima di esercizio normale, qualora piu’ cautelativo, tenuto anche conto dei programmi di sviluppo degli esercenti.
13.4) Dimensionamento della fascia di rispetto I campi elettromagnetici generati dagli impianti per la trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica dipendono dall’intensita’della corrente elettrica, caratterizzata da un’elevata variabilita’sia nell’arco della giornata che nei periodi dell’anno, nonche’ dalnumero e dalla disposizione geometrica dei conduttori. Consideratoche si possono identificare una serie di configurazioni standard delle varie tipologie di impianti, il dimensionamento delle “fasce dirispetto” diventa quindi strettamente correlato alla definizionedella “corrente circolante”.
Nella formazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica la consultazione avviene di norma con le procedure di cuiai commi 3 e 4 dell’art. 14 della L.R. 24 marzo 2000, n. 20. A tal fine le Province e i Comuni acquisiscono, nei rispettivi strumenti di pianificazione, le valutazioni e le proposte dei gestori in merito:
La realizzazione di nuovi impianti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica nel rispetto delle fasce di rispetto previste dalla legge non determina l’obbligo per il gestore di segnalare i punti sensibili di cui all’art. 4 della delibera di Giunta regionale n. 1965 del 2 novembre 1999.
18.2) Adeguamento degli strumenti di pianificazione Gli strumenti urbanistici comunali vigenti vanno adeguati alle disposizioni di cui all’art. 13 della legge entro e non oltre il 18 novembre 2003 con le procedure previste all’art. 15. Tale adeguamento deve realizzarsi in coerenza con quanto previsto negli strumenti di pianificazione territoriale comunale o infraregionale.
Sino all’adeguamento degli strumenti di pianificazione territoriale vigente la Provincia autorizza gli impianti per la trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica perseguendo l’obiettivo diqualita’ di 0,2 microTesla, cosi’ come definito al punto 13.1).