Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&zoom=&type=show_document&highlight_docid=aza%3A%2F%2F24-10-2014-2C_226-2014
Timestamp: 2016-12-10 09:02:35+00:00
Document Index: 17804901

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 66', 'art. 68']

2C_226/2014 (24.10.2014)
2C_226/2014 Sentenza del 24 ottobre 2014
A. Entrato in Svizzera nel 1985 per lavorarvi quale stagionale, A.________, cittadino serbo, è titolare dal 1° dicembre 2004 di un permesso di domicilio. Egli ha un figlio, B.________, nato dal suo matrimonio con una connazionale, sciolto per divorzio il 13 gennaio 2005, e dal 2007 convive con C.________, un'altra sua connazionale e l'ultimogenito di lei, D.________ (nel luglio 1996). A.________ ha lavorato nel ramo della ristorazione e in quello edile, alternando momenti di disoccupazione, nonché ha interessato a diverse riprese le autorità amministrative e penali svizzere nei seguenti termini:
B. Sulla base dei fatti citati, segnatamente della sentenza della Corte delle assise criminali di Lugano e dopo avere concesso a A.________ la facoltà di esprimersi, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino gli ha revocato, il 3 agosto 2012, il permesso di domicilio per motivi di ordine pubblico e gli ha fissato un termine con scadenza al 15 settembre successivo per lasciare la Svizzera. Con separata decisione di medesima data è stato pure revocato il permesso di domicilio di C.________.
C. Il 4 marzo 2014 A.________ e C.________ hanno presentato un unico ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, con cui chiedono l'annullamento della sentenza cantonale.
4. Oggetto di disamina è la revoca del permesso di domicilio conferito a suo tempo al ricorrente.
6. Il ricorrente si richiama di seguito all'art. 8 CEDU. Per quanto concerne le relazioni con il figlio della convivente, ci si limita a ricordargli che dal profilo dell'applicabilità dell'art. 8 CEDU è determinante l'età di costui al momento in cui il Tribunale federale si pronuncia (DTF 136 II 497 consid. 3.2 pag. 500 e numerosi richiami). Nel caso concreto il ragazzo, nato nel luglio 1996, è ora maggiorenne, motivo per cui nulla può (più) essere dedotto dal disposto convenzionale. Per quanto riguarda invece la relazione con la convivente, dato che con sentenza odierna questa Corte ha pure confermato la revoca del permesso di domicilio pronunciata nei suo confronti (causa 2C_227/2014) ne discende che essi nulla possono oramai dedurre dalla citata norma convenzionale.
7. Infine il ricorrente fa valere la violazione del Trattato di domicilio e consolare conchiuso il 16 febbraio 1888 tra la Svizzera e la Serbia (RS 0.142.118.181), il cui art. 1 conferisce parità di trattamento con i cittadini svizzeri. Sennonché il ricorrente dimentica che la parità di trattamento garantita dal citato Trattato vale nei casi in cui il cittadino che vi si può appellare è titolare di un permesso di domicilio ed intende cambiare Cantone, ciò che non è evidentemente il suo caso (causa 2A.278/1999 del 1° ottobre 1999 consid. 1). La critica, manifestamente infondata, va quindi respinta.
8. Per i motivi illustrati il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, si avvera pertanto infondato e va quindi respinto.
9. Le spese seguono la soccombenza e vanno poste a carico del ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF). Non si accordano ripetibili ad autorità vincenti (art. 68 cpv. 3 LTF).
3. Comunicazione al patrocinatore del ricorrente, alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, al Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, nonché all'Ufficio federale della migrazione.