Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12039-del-10-06-2016
Timestamp: 2020-08-09 17:38:11+00:00
Document Index: 22684339

Matched Legal Cases: ['art. 445', 'art. 445', 'art. 445', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 152', 'art. 2697', 'art. 445', 'art. 384', 'art. 152', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 384', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12039 del 10/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12039 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/06/2016, (ud. 24/05/2016, dep. 10/06/2016), n.12039
sul ricorso 17933/2014 proposto da:
avverso il decreto del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA del 31/1/2014,
depositata il 31/1/2014;
“Con ricorso del 26/6/2012, C.A. presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., per la verifica della propria condizione inabilitante ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento. Il c.t.u. officiato accertava solo la sussistenza di una invalidità del 100% (non, dunque, una impossibilità di deambulare autonomamente ovvero di attendere agli atti quotidiani della vita). Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni. Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo requisito sanitario. Con lo stesso decreto il Giudice poneva a carico dell’I.N.P.S. le spese processuali nonchè quelle della c.t.u., liquidate come da separato decreto.
L’I.N.P.S. innanzitutto sostiene la esperibilità del ricorso straordinario avverso il decreto di omologazione reso ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., introdotto dal D.L. n. 98 del 2011, art. 38, comma 1, convertito in L. n. 111 del 2011, solo per quanto riguarda la condanna alle spese. Rileva che il Giudice del lavoro, omologando l’accertamento del requisito sanitario in conformità alle risultanze peritali, negative per l’interessato, aveva condannato esso istituto al pagamento delle spese processuali e di c.t.u.. La condanna alle spese erroneamente emessa a suo carico – sostiene l’I.N.P.S. – viene in considerazione in via autonoma, a prescindere dalla statuizione sulla questione principale, le cui sorti comunque non rilevano. In tal caso non vi sarebbe ragione di negare la impugnabilità della decisione sulle spese, perchè questa incide su un diritto patrimoniale e non è previsto altro mezzo di impugnazione, giacchè il decreto di omologa viene dichiarato espressamente non impugnabile nè modificabile.
Tanto premesso, con i motivi di ricorso l’I.N.P.S. censura la sentenza per violazione degli artt. 91, 92, 113 e 116 c.p.c. e art. 152 disp. att. c.p.c., e dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5; lamenta che esso Istituto, nonostante fosse stata parte totalmente vittoriosa, sia stato condannato al pagamento delle spese processuali e di CTU. Sottolinea che la parte privata, ove soccombente nelle controversie previdenziali ed assistenziali, può essere esonerata dal pagamento delle spese legali e di consulenza solo ove nel ricorso introduttivo abbia formulato apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione di titolarità, nell’anno precedente a quello della pronuncia, di redditi Irpef inferiori ai limiti previsti dalla norma. Nella specie la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà non era stata formulata, come prescritto dalla legge, nelle conclusioni del ricorso introduttivo.
Orbene, nel caso di specie il giudice adito ha provveduto, nel decreto di omologa, alla statuizione sulle spese in favore della parte privata pur essendo indubbio che l’Istituto fosse totalmente vittorioso, non essendo stato riconosciuto ad C.A. il requisito sanitario da lui invocato.
In conclusione, si propone l’accoglimento del ricorso e la cassazione del decreto di omologa nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali in favore dell’odierno intimato ed a quelle di c.t.u.. La causa potrà essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c. e, non avendo l’originario ricorrente assolto l’onere di formulare, nel ricorso introduttivo, la dichiarazione sostitutiva di certificazione della sua situazione reddituale al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento delle spese, ivi comprese quelle di consulenza, come richiesto dall’art. 152 disp. att. c.p.c., le suddette spese andranno poste a suo carico; il tutto con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5”.
4 – In conclusione il ricorso va accolto e va cassata la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali e di c.t.u.; non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa nel merito, ex art. 384 c.p.c., ponendo le spese di c.t.u., come liquidate da Tribunale, a carico dell’originario ricorrente e condannando, altresì, quest’ultimo al pagamento in favore dell’I.N.P.S. delle spese processuali dell’ATP, come quantificate dal Tribunale.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali e di c.t.u. e, decidendo nel merito, pone le spese di c.t.u., come liquidate dal Tribunale, a carico dell’originario ricorrente e condanna, altresì, quest’ultimo al pagamento in favore dell’I.N.P.S. delle spese processuali dell’ATP, come quantificate dal Tribunale;