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Timestamp: 2019-05-19 09:07:25+00:00
Document Index: 62070089

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 84', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 18']

DAL 16 AL 31 GENNAIO 2015 - PDF Free Download
1 LE PRINCIPALI PRONUNCE DELLA CORTE DEI CONTI Varese, 12 febbraio 2015 DAL 16 AL 31 GENNAIO 2015 COMUNE DI CASSANO MAGNAGO (VA) VILLA OLIVA BILANCIO...
Author: Pietro Galli
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LE PRINCIPALI PRONUNCE DELLA CORTE DEI CONTI DAL 16 AL 31 GENNAIO 2015 Varese, 12 febbraio 2015
COMUNE DI CASSANO MAGNAGO (VA) – VILLA OLIVA
BILANCIO E CONTABILITA' - Le spese per l'organizzazione e l'attività di gemellaggio con altre p.a. locali rientrano a pieno titolo nel novero di quelle per relazioni pubbliche e/o di rappresentanza, considerate dall'art. 6, comma 8, D.L. n. 78 del 2010. Le spese per gemellaggi, benché ammissibili in astratto, per ritenersi pienamente legittime devono essere giustificate da: stretta correlazione con le finalità istituzionali; sussistenza di elementi che richiedano una proiezione esterna delle attività dell'Ente per il migliore perseguimento dei propri fini istituzionali; rigorosa motivazione circa lo specifico interesse istituzionale perseguito; dimostrazione del rapporto tra l'attività dell'Ente e la spesa erogata; qualificazione del soggetto destinatario della spesa ed alla rispondenza a criteri di ragionevolezza e di congruità rispetto ai fini. Tali iniziative, per essere lecite, devono mantenersi entro certi limiti funzionali (vale a dire coerenza con gli obiettivi da perseguire) e quantitativi.
Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 150; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 154; Corte dei conti-Marche, delibera 16 dicembre 2014, n. 191 - Non rientrano nel genus delle spese di rappresentanza quelle per necrologi e telegrammi, a cui possono essere assimilati i manifesti funebri, se effettuate in favore di dipendenti/ex dipendenti/ex amministratori dell'Ente locale, o delle loro famiglie, in quanto ciò impedirebbe di considerarle come finalizzate a promuovere l'immagine dell'Ente; così delineata in via generale l'inammissibilità della spesa, laddove si rilevi una particolare rilevanza sociale dell'evento, il cui presupposto non può evidentemente tradursi in un mero rapporto di parentela, la medesima spesa può essere ritenuta ammissibile, laddove sia proclamato il lutto cittadino o riguardi eventi di particolare rilevanza ed impatto sociale. 1
Non appartengono alle spese di rappresentanza quelle per manifesti per informare sulle convocazioni del Consiglio comunale, piuttosto riconducibili ad altra categoria di spesa; le spese sostenute in occasione delle festività (natalizie), quali buffet per scambio di auguri, pieghevoli augurali, ecc., giacché sfornite di un'immediata finalità istituzionale e rappresentativa, evidenziando tuttavia che le stesse sono ascrivibili ad attività legittimamente poste in essere dall'Ente; la spesa per i pranzi tra autorità che s'incontrano per adempiere la loro attività istituzionale; la spesa per l'acquisto di una targa personalizzata sostenuta in occasione del 30° anniversario di attività di una ditta locale quale riconoscimento per l'impegno profuso dalla stessa nella promozione dei prodotti tipici locali, in Italia e all'estero, in oltre trenta anni di attività; la spesa sostenuta per la cena consumata in occasione della vittoria del campionato conseguita dalla locale squadra di calcio, posto che non è possibile evincere la sussistenza di tutti gli elementi che valgono a differenziare un mero atto di liberalità, in quanto tale vietato, dall'effettivo evento di rappresentanza. Non sono riconducibili a spese di rappresentanza i meri contributi in denaro sostenuti per l'adesione a manifestazioni sociali/culturali/sportive. Non è classificabile come di rappresentanza la spesa di noleggio di un pullman per un viaggio a Roma di amministratori locali, per chiedere al Governo risorse a copertura delle spese sostenute in occasione di eccezionali nevicate, a ristoro dei danni alle aziende e per il ripristino del patrimonio artistico e delle infrastrutture danneggiate. Sono spese da annoverarsi tra quelle di rappresentanza: l'acquisto della targa-ricordo da utilizzare quale dono di rappresentanza in occasione della cerimonia organizzata per i 50 anni di sacerdozio del Parroco, sul presupposto della particolare rilevanza dell'evento e atteso il forte legame con il territorio; l'acquisto di premi da assegnare ai vincitori di una rassegna teatrale a carattere interregionale che vede la partecipazione di numerose compagnie teatrali, e che contribuisce a promuovere l'immagine dell'Ente a livello culturale e turistico; così, in generale, le spese per donoricordo, oggetti celebrativi, in favore di personalità con rappresentanza esterna a rilevanza istituzionale-sociale, e in generale le spese per l'acquisto di oggetti a ricordo della Città in occasione di visite ufficiali, eventi, manifestazioni e celebrazioni istituzionali. La spesa per omaggi è legittimamente sostenuta se in occasione di un evento particolarmente rappresentativo e con spiccata valenza sociale; con riguardo alla spesa per omaggi si evidenzia che, perché gli stessi possano legittimamente essere ascritti al novero delle spese di rappresentanza, debbano essere destinati a soggetti esterni, particolarmente qualificati, poiché istituzionalmente rappresentativi dell'ente al quale appartengono. Qualora l'Amministrazione decida l'acquisto di una scorta di omaggi a fini di rappresentanza, è necessaria l'istituzione di un registro di carico e scarico onde ricostruire lo scarico degli stessi. Occorre evitare di includere nella voce spese di rappresentanza importi che andrebbero riferiti ad altri capitoli (es. premiazione utente più assiduo della biblioteca, spese per la presentazione di un libro). Non vanno inserite tra le spese di rappresentanza meri atti di liberalità, che non possono essere ricondotti a uno scopo di promozione dell'immagine o dell'azione dell'ente: è il caso delle elargizioni in favore di parrocchie, conseguenti alla benedizione pasquale della sede istituzionale. Le spese per regali in favore di dipendenti al momento di andare in pensione (targhe, libri, spille, ecc.), non possono essere considerate di rappresentanza. Sono spese di rappresentanza quelle sostenute per la fornitura di corone di alloro da deporre in occasione di feste nazionali previste da specifiche disposizioni di legge (25 aprile, 2 giugno e 4 novembre), e le spese per rinfresco sostenute in occasione delle celebrazioni del IV novembre con il coinvolgimento degli istituti scolastici e delle famiglie e la partecipazione di anziani concittadini ex combattenti a testimonianza dei valori di difesa della Patria; l'organizzazione della cerimonia (con un momento di ristoro) in onore dei caduti di tutte le guerre con deposizione di corone d'alloro sulle lapidi alla presenza delle varie autorità, in occasione del tradizionale raduno dell'Associazione Nazionale Alpini; l'organizzazione di una cerimonia presso il cimitero partigiano internazionale alla presenza di delegazioni di combattenti e reduci, cariche civili e militari, destinatari del buffet; così, in generale, quelle correlate ad un evento oggetto di particolare riconoscimento sociale da parte della collettività. Rientrano tra le spese di rappresentanza: quelle sostenuta per l'inaugurazione ufficiale di una fontana destinata alla distribuzione di acqua potabile igienizzata e declorata, avvenuta alla presenza di autorità civili e religiose, allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza residente nel comune e in quelli limitrofi alla riduzione del consumo di acqua imbottigliata, favorendo così comportamenti civici ecologicamente sostenibili e rispettosi delle risorse ambientali; quelle per pubblicazioni su quotidiano commissionate al fine di far conoscere alla cittadinanza notizie ed eventi di rilevanza istituzionale quali tariffe servizi, scadenze pagamenti, bandi, ecc. Gli oneri connessi agli interventi di gemellaggio sono da ricomprendere nell'ambito delle spese di rappresentanza, intese quali spese fondate sulla concreta ed obiettiva esigenza, per un determinato ente, di manifestarsi all'esterno e
di intrattenere pubbliche relazioni con soggetti a quest'ultimo estranei nonché di mantenere ed accrescere il proprio ruolo istituzionale. La spesa per la sabbiatura e riverniciatura dello Stemma Comunale è legittimamente imputata alle spese di rappresentanza in senso stretto, ossia come spese per un oggetto che rappresenta il Comune (lo scudo in metallo raffigurante lo stemma comunale è da sempre ubicato sopra il portone dello stabile che ospita il Municipio, rendendolo riconoscibile). Tenuto conto del particolare valore sociale riconosciuto alla ricorrenza e dell'esiguità della spesa, rientra tra quelle di rappresentanza la spesa effettuata in occasione della celebrazione religiosa del Corpus Domini, cerimonia a cui aveva presenziato il Sindaco in rappresentanza della civica amministrazione e aveva fatto omaggio alla parrocchia di un piccolo cesto di ceri (lumini) a simboleggiare l'unità fra autorità civica e religiosa. Le spese per realizzazione e stampa cartoline/locandine sull'attività del Comune, possano essere ascritte al novero di quelle di rappresentanza nella misura in cui perseguano lo scopo d'illustrare l'azione dell'ente e rendere note le varie iniziative intraprese dall'amministrazione comunale.
Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 144; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 145; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 147; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 148 ; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 149; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 151; Corte dei contiMarche, delibera 17 dicembre 2014, n. 152; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 153; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 155; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 156; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 165; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 166; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 167; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 168; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 169; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 170; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 171; Corte dei contiMarche, delibera 17 dicembre 2014, n. 172; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 173; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 174; Corte dei conti-Marche, delibera 17 dicembre 2014, n. 175; Corte dei conti-Marche, delibera 18 dicembre 2014, n. 176; Corte dei conti-Marche, delibera 18 dicembre 2014, n. 177; Corte dei conti-Marche, delibera 18 dicembre 2014, n. 178; Corte dei conti-Marche, delibera 18 dicembre 2014, n. 179; Corte dei conti-Marche, delibera 18 dicembre 2014, n. 181; Corte dei conti-Marche, delibera 19 dicembre 2014, n. 192; Corte dei conti-Marche, delibera 19 dicembre 2014, n. 193; Corte dei contiMarche, delibera 19 dicembre 2014, n. 194; Corte dei conti-Marche, delibera 22 dicembre 2014, n. 196; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 197; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 198; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 199; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 200; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 201; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 202; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 203; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 204; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 205; Corte dei contiMarche, delibera 23 dicembre 2014, n. 206; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 207; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 208; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 209; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 210; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 211; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 212; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 213; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 214; corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 215; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 216; Corte dei conti3
Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 217; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 218; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 219; Corte dei conti-Marche, delibera 23 dicembre 2014, n. 221; Corte dei conti-Campania, delibera 24 ottobre 2014, n. 221 - Con riferimento alla spesa per omaggi floreali, la giurisprudenza allo stato non appare univoca. La Sezione regionale di controllo per l'Emilia Romagna ha in merito ritenuto l'ammissibilità, qualora ricorrano specifici presupposti, di tali spese, affermando che i relativi acquisti "sono risultati legittimi, in quanto i fiori erano stati destinati all'esterno dell'ente, nel rispetto dei presupposti di legittimità delle spese in analisi. In particolare, in un caso le destinatarie delle mimose erano donne anziane in età pensionabile, reinserite in lavori socialmente utili; in un altro le pazienti, con i relativi familiari, ricoverate in un centro di riabilitazione per il recupero di soggetti con esiti di patologie gravi e, in un'ultima fattispecie, le ospiti di una casa di riposo di un'ASP. Similmente, i piccoli omaggi offerti in occasione dei matrimoni civili (di solito fiori), devono considerarsi legittimi in quanto detti regali consentono di promuovere, nel migliore dei modi, l'immagine dell'ente verso l'esterno, rispondendo, peraltro, anche ad un'esigenza di ospitalità, da parte del Comune, nei confronti degli sposi." Di diverso avviso la Sezione regionale di controllo per la Lombardia, che ha ritenuto in più occasioni non conformi le spese per omaggi floreali. In merito si ritiene di evidenziare che la spesa, in astratto ammissibile, per ritenersi pienamente legittima deve essere giustificata da: stretta correlazione con le finalità istituzionali; sussistenza di elementi che richiedano una proiezione esterna delle attività dell'ente per il migliore perseguimento dei propri fini istituzionali; rigorosa motivazione circa lo specifico interesse istituzionale perseguito; dimostrazione del rapporto tra l'attività dell'Ente e la spesa erogata; qualificazione del soggetto destinatario della spesa ed alla rispondenza a criteri di ragionevolezza e di congruità rispetto ai fini.
Corte dei conti-Marche, delibera 18 dicembre 2014, n. 180 - Dal 2014 non è più vigente la norma imperativa (contenuta nel comma 1-quater, art. 12, D.L. n. 98 del 2011) che vietava, nell'anno 2013, oltre l'acquisto di beni immobili, anche la stipula di contratti di locazione passiva. In ogni caso, non vi è ragione di ritenere esclusa l'applicabilità delle previsioni vigenti volte ad assicurare risparmi di spesa anche a tali contratti. Si richiama, in particolare, quanto previsto dall'art. 3, comma 6, D.L. n. 95 del 2012, convertito con L. n. 135 del 2012, applicabile anche agli enti locali.
Corte dei conti-Piemonte, delibera 19 gennaio 2015, n. 3 - E' inammissibile la richiesta di parere in materia di contabilità pubblica formulata da un Comune al magistrato contabile, in ordine alla remunerazione del Segretario di un'Unione di Comuni, trattandosi di quesito posto nell'esclusivo interesse di altro ente. La richiesta, peraltro, sarebbe stata inammissibile anche se posta direttamente dall'Unione, in quanto priva di legittimazione soggettiva.
Corte dei conti-Piemonte, delibera 19 gennaio 2015, n. 4 - La valutazione circa l'indispensabilità/indilazionabilità dell'acquisto di un immobile ex art. 12, comma 1-ter, D.L. n. 98 del 2011, importa una scelta gestionale, da adottarsi sulla base di dati concreti e fattuali, riservata all'amministrazione in via esclusiva e preclude l'intervento della funzione consultiva della Corte dei conti.
Corte dei conti-Sardegna, delibera 30 gennaio 2015, n. 12
ORDINAMENTO ISTITUZIONALE - La spesa sostenuta per il rimborso delle spese di viaggio affrontate dagli amministratori per accedere alla sede comunale, non può essere ricompresa tra le spese connesse al trattamento di missione. Per "missione", infatti, s'intende la prestazione svolta in luogo diverso dalla sede principale (in questo caso la sede comunale), la quale dà luogo al diritto d'ottenere il rimborso delle relative spese di viaggio. Da ciò discende come gli stanziamenti relativi al rimborso delle spese sostenute per giungere al Comune debbano necessariamente trovare allocazione finanziaria diversa da quelli finalizzati alla copertura delle spese di missioni e la relativa conseguenza che tali rimborsi, previsti dall'art. 84 TUEL, vanno ontologicamente esclusi dall'ambito applicativo dell'art. 6, D.L. n. 78 del 2010. Ciò implica come le stesse spese di missione degli amministratori locali, involgendo il corretto adempimento di funzioni istituzionali garantite dalla Carta costituzionale, non possono trovare altro limite che non il rimborso delle spese effettivamente sostenute, ovvero di quelle che si sarebbero sostenute utilizzando i mezzi di trasporto pubblici e comunque, come specificato dall'art. 2, D.M. 4 agosto 2011, nei limiti massimi stabiliti dal CCNL del personale dirigente del comparto Regioni-Autonomie locali. Spetta al Comune il compito d'approntare una specifica disciplina regolamentare che individui le ipotesi e le modalità d'utilizzazione del mezzo proprio, con la possibilità peraltro d'ottenere il rimborso nel ristretto limite delle sole spese di trasporto sostenute qualora si fosse usufruito di mezzi pubblici di trasporto. Se la trasferta riguarda località non raggiungibili in giornata, il rimborso potrà ricomprendere il viaggio sostenuto nella giornata antecedente e in quella successiva all'espletamento della funzione o missione.
Corte dei conti-Liguria, delibera 30 dicembre 2014, n. 77 - Per le misure delle indennità degli amministratori degli enti locali si fa riferimento al criterio della popolazione residente, secondo gli indici ISTAT, calcolata alla fine del penultimo anno precedente. Il diritto alle indennità è un diritto finanziariamente condizionato, che va determinato in ragione all'unità temporale di programmazione del bilancio e pertanto va calcolato assumendo a riferimento l'inizio di ciascun esercizio finanziario e, a ritroso, la popolazione residente all'inizio del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento (dal 1° gennaio).
Corte dei conti-Campania, delibera 26 gennaio 2015, n. 7
PERSONALE E ORGANIZZAZIONE - La previsione contenuta nell'art. 1, comma 557, L. n. 296 del 2006, non contiene alcuna deroga (con eccezione di quella prevista dall'art. 9, comma 28, D.L. n. 78 del 2010) all'obbligo di contenimento della spesa di personale e, conseguentemente, l'ente deve osservare il limite di legge anche ove intenda procedere, con superamento del limite di spesa stabilito dall'art. 9, comma 28, D.L. n. 78 del 2010, all'assunzione di un dipendente, con contratto a tempo determinato, per la temporanea sostituzione di altro dipendente di ruolo sospeso dal servizio. Il problema dell'indagine, ai fini del rispetto del tetto di spesa del personale dell'anno precedente, concernente l'individuazione della natura (retributiva o assistenziale) dell'indennità che l'art. 5, comma 2, CCNL 11.4.2008, riconosce ai dipendenti sospesi dal servizio nel corso di un procedimento penale, risulta di fatto superato, stante che, nei limiti prescritti dalla disciplina vigente, l'ente è obbligato a postare in bilancio e a trattenere, in funzione della successiva attribuzione al dipendente prosciolto o assolto, la differenza tra l'intero trattamento tabellare e quanto va al medesimo corrisposto nel periodo di sospensione cautelare dal servizio (a titolo di assegno alimentare, retribuzione di anzianità ove acquisita e assegni per il nucleo familiare).
Corte dei conti-Umbria, delibera 4 dicembre 2014, n. 176 - Il giudice dei conti afferma la responsabilità amministrativa del Sindaco, della Giunta Comunale e del Segretario Comunale per la nomina di un Direttore Generale dell'ente locale privo del diploma di laurea, che costituisce il requisito minimo per l'accesso alla predetta posizione dirigenziale; nella quantificazione del danno la Sezione ha valutato l'apporto effettivo del soggetto, sia pure privo dei requisiti professionali.
Corte dei conti-Emilia Romagna, sentenza 19 gennaio 2015, n. 3 - Il giudice dei conti si esprime sulla stabilizzazione di personale precario.
Corte dei conti-Sicilia, delibera 20 gennaio 2015, n. 47 Al personale agricolo-forestale si applicano le norme sul trattamento economico di cui all'art. 9, D.L. n. 78 del 2010; ciò perché non vi sono motivi tali da esonerare tale tipologia di personale, ancorché appartenente a specifiche categorie destinatarie di appositi contratti collettivi, dall'obbligo di riduzione della spesa di personale delle p.a. Si ricorda, infatti, che il personale di cui al CCNL per gli addetti al sistema idraulico-forestale-idraulico agraria, lavora soltanto per p.a., siano esse province, comuni o comunità montane.
Corte dei conti-Toscana, delibera 21 gennaio 2015, n. 6 - La sopravvenuta normativa statale sugli incentivi alla progettazione ex artt. 13 e 13-bis, L. n. 114 del 2014, è immediatamente cogente anche per le p.a. locali della regione Sardegna. L'art. 12, L.R. n. 5 del 2007, resta applicabile, in via residuale, per i soli aspetti coincidenti con la normativa statale e, eventualmente, per quei limitati profili, già precedentemente normati dal legislatore regionale e non regolati dalla L. n. 114 del 2014, che non risultino incompatibili con la disciplina statale intesa nel suo complesso; profili da accertarsi attraverso una verifica che non può prescindere dall'esame del caso concreto e che è rimessa all'attività gestionale dell'amministrazione.
Corte dei conti-Sardegna, delibera 30 gennaio 2015, n. 11
SERVIZI - Per le società a partecipazione pubblica locale totale/di controllo vige, per effetto della nuova formulazione dell'art. 18, comma 2-bis, D.L. n. 112 del 2008, il "principio di riduzione dei costi del personale"; una società a partecipazione pubblica totale/di controllo, non può ricorrere alla somministrazione di lavoro anche oltre i limiti temporali di trentasei mesi previsti dal D.Lgs. n. 368 del 2001: ciò, oltre a risultare in contrasto col predetto principio di riduzione dei costi di personale, non è consentito dall'ordinamento neppure nel settore privato, ove qualora dovesse verificarsi il superamento del predetto limite temporale il rapporto di lavoro deve considerarsi a tempo indeterminato.
Corte dei conti-Puglia, delibera 13 gennaio 2015, n. 1
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