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Timestamp: 2016-10-24 20:02:21+00:00
Document Index: 124913207

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 445', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 445']

Sentenza n. 9323 del 13 novembre 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio | Tutto Stranieri
Sentenza n. 9323 del 13 novembre 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
Rigetto dell’ istanza di concessione della cittadinanza italiana – mancata valutazione complessiva della pericolosità sociale, essendosi la PA limitata a valutare negativamente la sentenza di condanna per furto
sul ricorso numero di registro generale 6504 del 2009, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Maurizio Federico, con domicilio eletto presso Maurizio Federico in Frosinone, via Tiburtina, 231;
Ministero dell’Interno, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Con il ricorso in esame il Sig., *****, premesso di essere presente da oltre un decennio in Italia, di aver ivi stabilito il proprio nucleo familiare composto da moglie connazionale e 4 figli, che nel frattempo hanno acquisito o hanno comunque domandato la concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione, di aver presentato la domanda di concessione della cittadinanza italiana in data 5.11.2003 ai sensi dell’art. 9, comma 1, lettera f), della legge 5.2.1992, n. 91, impugna, chiedendone l’annullamento, il decreto del Ministro dell’Interno del 30.3.2009 con cui è stata respinta considerazione dei precedenti penali a suo carico.
In sintesi il ricorrente si duole della mancata valutazione complessiva della pericolosità sociale, essendosi la PA limitata a valutare negativamente la sentenza di condanna per furto del 9.11.98 senza considerare il successivo provvedimento di estinzione del reato ai sensi dell’art. 445 co 2 c.p. pronunciato dal Tribunale di Frosinone in data 19.12.2007 che comporta l’eliminazione di ogni effetto penale con effetti equivalenti alla riabilitazione; tant’è che in data 12.1.2008 otteneva la Carta di soggiorno.
Contesta altresì di aver mai fornito false generalità, ma di aver per mero errore, al momento dell’arresto, indicato il nome Badaredene anzichè Badr Eddine, come rappresentato in sede di impugnazione della sentenza di condanna penale.
Il ricorrente lamenta di non aver potuto nella naturale sede procedimentale rappresentare tali circostanze in quanto la PA ha omesso di inviare la comunicazione dei motivi ostativi ai sensi dell’art. 10 bis della legge n. 241/90. Rappresenta che trattasi comunque di elementi che la PA avrebbe dovuto acquisire d’ufficio come prescritto dall’art. 18 co. 2 e 3 della legge n. 241/90.
Costituisce oggetto di impugnativa un provvedimento di diniego della concessione della cittadinanza motivato con riferimento ad un reato contro il patrimonio per il quale è stato pronunciato il provvedimento di estinzione del reato ai sensi dell’art. 445 co 2 c.p.
Il ricorso risulta fondato sotto l’assorbente profilo del difetto di motivazione in relazione all’epoca risalente ed alla tenuità del precedente penale opposto.
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