Source: http://www.cifit.it/stalking-profilo-giuridici/
Timestamp: 2019-08-18 15:58:57+00:00
Document Index: 162830795

Matched Legal Cases: ['art. 612', 'art. 612', 'art. 8', 'art. 282', 'art. 392', 'art. 10']

STALKING . Profili Giuridici : CIFIT – Criminology International Forensic Investigation Tecnologies
Pubblicazione della Avv. Francesca Campanile del foro di Vallo della Lucania
Stalking legge 23 aprile 2009 n 38
Il fenomeno dello Stalking ha trovato riconoscimento nel diritto penale nozionale attraverso l’introduzione del nuovo reato di atti persecutori,previsto dall’articolo 612 bis del c.p...
Introdotto dalla legge 23 aprile 2009 n 38 di conversione del d.l. n 11/2009.Si tratta di un intervento legislativo che corrisponde ad una strategia di cosiddetta di disciplina integrata,la quale cioè non si limita ad inserire una nuova incriminazione nel c.p. ma che prevede anche un insieme di altre disposizioni riguardanti i provvedimenti cautelari la normativa civilistica in materia di allontanamento dalla casa familiare e i poteri di polizia mediante l’introduzione della nuova misura dell’ammonimento da parte del questore.
Tale disciplina,rappresenta una delle ultime manifestazioni di diritto penale orientato alla vittima con delle peculiari caratteristiche:
Una trasversalità civile e penale della disciplina
una riduzione della discrezionalità cautelare penale nella scelta delle relative misure
una tipizzazione degli elementi giuridici centrati sulla vittima.
Stalking Aggravante 612 bis del C.P
In particolare l’articolo 612 bis del C.P. prevede :
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio (1).
l’aumento di pena in caso di recidiva o se il soggetto perseguitato è un minore;
il fatto che lo stalking costituisca un’aggravante in caso di omicidio e violenza sessuale;
la possibilità di ricorrere alle misure di indagine previste per i reati più gravi, quali le intercettazioni telefoniche e gli incidenti probatori finalizzati ad acquisire le testimonianze di minori.
Questa fattispecie di reato è normalmente procedibile a querela, ma è prevista la procedibilità d’ufficio qualora la vittima sia un minore, una persona disabile, quando il reato è connesso con altro delitto procedibile d’ufficio e quando lo stalker è gia stato ammonito precedentemente dal questore.
Il persecutore o stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-compagno o ex-compagna che agisce, spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova invece davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l’intento di stabilire una relazione sentimentale imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa. Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l’atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l’altra persona. Questi soggetti manifestano cioè sintomi di perdita del contatto con la realtà e sette volte su dieci hanno un’organizzazione di personalità di tipo borderline. Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi od anni, il che mette in luce l’anormalità di questo genere di condotte.
il “corteggiatore incompetente”, che opera stalking in genere di breve durata, risulta opprimente ed invadente principalmente per “ignoranza” delle modalità relazionali, dunque arreca un fastidio praticamente preterintenzionale.
il “respinto”, rifiutato dalla vittima, caratterizzato dal voler contemporaneamente vendicarsi dell’affronto costituito dal rifiuto ed insieme riprovare ad allestire una relazione con la vittima stessa.
il “predatore”, il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale, trae eccitazione dal riferire le sue mire a vittime che può rendere oggetto di caccia e possedere dopo avergli incusso paura; è una tipologia spesso riguardante pedofili e feticisti.
In Italia, nei giorni scorsi, la Cassazione ha dichiarato punibile con l’accusa di stalking, la persecuzione di un utente con messaggi continui attraverso il noto social network.
Esemplare allora questo provvedimento che sottolinea come anche il cyberstalking, ossia la “condotta persecutoria e assillante” fatta attraverso il social network, integri la fattispecie di reato delineata nell’art. 612 bis C.P alla stregua di tutti gli altri comportamenti assillanti posti in essere con i tradizionali mezzi di comunicazione come le telefonate continue ed assillanti.
E’ possibile classificare lo stalking, all’interno di una fattispecie di reato interpretandolo sia come reato abituale per il quale si richiede la reiterazione intervallata di una pluralità di condotte identiche ed omogenee che cagionino uno dei tre fatti lesili previsti dalla norma, quali:
Stato d’ansia e di paura.
Fondato timore per l’incolumità’ prioria o altrui.
Modificazioni delle abitudini di vita.
Può essere anche delineato come reato causale,poiché non si descrive esattamente una condotta , ma invece si puniscono tutte le condotte in grado di causare certe conseguenze.
A chiarimento del requisito di reiterazione è intervenuto una pronuncia del giudice di legittimità’ il quale ha affermato che integrano il delitto di atti persecutori di cui all’articolo 612 bis c.p. anche due sole condotte di minaccia o di molestia, come tali idonee a costituire la reiterazione richiesta dalla norma incriminatrice.
In aggiunta alle previsioni di cui all’art. 612-bis, devono altresì essere esaminate le altre norme contenute nel D.L. 11/2009 che riguardano la fattispecie dello stalking.
Innanzitutto, l’art. 8 del D.L. 11/2009 introduce l’ammonimento del questore: fino a quando la persona offesa non propone querela, la stessa ha la facoltà di richiedere al questore un ammonimento nei confronti dello stalker. Si tratta di un richiamo ufficiale, che comporta soltanto la perseguibilità d’ufficio per i successivi atti di stalking eventualmente compiuti da parte del medesimo soggetto.
In secondo luogo, è anche prevista l’introduzione dell’art. 282-ter c.p.p., ovvero la misura cautelare (in attesa di giudizio) del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima ovvero dai suoi prossimi congiunti o conviventi. Inoltre, il giudice può anche vietare all’imputato di comunicare con qualsiasi mezzo con la vittima e coi suoi congiunti, oltre che prevedere discrezionalmente modalità di frequentazione di luoghi comuni.
Inoltre, attraverso la previsione di una modifica del comma 1-bis dell’art. 392 c.p.p., è stata introdotta la possibilità di procedere con incidente probatorio per gli atti persecutori.
Con l’art. 10 del D.L. 11/2009, si porta a un anno il termine di validità del decreto con cui il giudice ordina la cessazione della condotta criminosa, l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento dai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima.
Oltre agli interventi specifici sul piano penale ed amministrativo , non si può escludere che la tutela delle vittime di stalking possa riguardare anche il piano civile, attraverso la richiesta del risarcimento dei danni esistenziali alla luce delle disposizioni introdotte dal D.L. 11/2009
Alla luce delle analisi sin qui’ esposta , sicuramente si può affermare che l’Italia dopo diverse proposte di legge avanzate sin dal 2004 si sia finalmente adeguata ai tanti altri paesi che ad tempo anno adottato normative ad hoc al fine di contrastare il sempre più dilagante fenomeno dello stalking, iniziati dalla California nel 1991 e seguiti poi dall’Australia 1993-1995 ,dal Canada nel 1993,dalla Gran Bretagna 97,dal Belgio 98 e dall’Olanda 2000.
Infatti prima di tale normativa il c.p. italiano si è rilevato inadeguato a tutelare le vittime di molestie messe in atto da ex mariti o ex compagni ai danni dell’ex coniuge o ex compagno abituale o semplicemente da conoscenti o colleghi o estranei; ed invero non era possibile inquadrare in un’unica fattispecie le condotte reiterate degli stalker’s.