Source: http://www.sternzanin.it/it/argomento/lavoro/
Timestamp: 2020-02-29 12:18:34+00:00
Document Index: 104126242

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 1406', 'art. 2112', 'art. 54', 'art. 2222', 'art. 67']

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5° Forum TuttoLavoro: Evoluzione del lavoro oggi tra flessibilità e precariato
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L’evoluzione del lavoro oggi tra flessibilità e precariato: il 28 novembre 2018, a Roma, arriva la quinta edizione del Forum TuttoLavoro
L’evento sarà gratuito e si terrà a Roma il 28 novembre 2018, dalle 09:30 alle 17:30, a piazza di Spagna – via Alibert 5/A (sede di Roma Eventi).
Inoltre, verranno riconosciuti i seguenti crediti formativi:
Avvocati: 6 crediti
Consulenti del Lavoro: 1 credito per ogni ora
Per tutti i dettagli ed il programma completo vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale dedicata all’evento.
Decreto Dignità: Termine del regime transitorio e modifiche della disciplina del contratto a termine
Termine del regime transitorio del “Decreto Dignità” e modifica della disciplina del contratto a termine
Il 1° novembre 2018 termina il periodo di regime transitorio previsto dal Decreto Dignità (come convertito in legge, con modifiche, dalla Legge n. 96/2018) e pertanto le disposizioni in esso contenute diventano pienamente operative. In particolare:
a) Reintroduzione della causale:
Il contratto a termine privo di causale sarà ammesso solo per contratti di durata non superiore a 12 mesi. L’instaurazione di un contratto a termine di durata superiore, così come la stipula di proroghe che determinino il superamento dei 12 mesi o l’instaurazione di un nuovo contratto a termine sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee che rientrino in una delle seguenti casistiche:
Esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
In caso di stipulazione di un contratto di durata superiore a dodici mesi in assenza di una delle suddette motivazioni, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di dodici mesi.
b) Riduzione durata massima del contratto:
La durata complessiva (quindi anche per effetto di successione di più contratti) dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale non può superare i 24 mesi (precedentemente erano 36).
Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei ventiquattro mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.
c) Riduzione numero di proroghe:
Il numero massimo di proroghe ammesse è 4 (precedentemente erano 5). Qualora il limite delle 4 proroghe sia superato, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga.
Per ulteriori approfondimenti sul Decreto Dignità leggi anche:
Lavoro: In vigore dal 14 luglio 2018 il Decreto Legge “Dignità”
Il Decreto Dignità dopo le modifiche apportate dalla Legge di Conversione
D.L. Dignità: Split payment abolito per i professionisti
Tutele crescenti: illegittima la quantificazione dell’indennità risarcitoria di 2 mensilità per ogni anno di anzianità
Il decreto legislativo n. 23 del 2015 che ha introdotto il regime delle tutele crescenti ha stabilito un criterio rigido cui il giudice deve attenersi per quantificare l’indennizzo spettante ad un lavoratore qualora lo stesso fosse licenziato ingiustificatamente.
Secondo l’art. 3 di tale decreto l’indennizzo deve essere quantificato dal giudice in due mensilità per ogni anno di anzianità, con soglie minime e massime da applicare, con quantificazione ridotta della metà e specifiche soglie ridotte nelle piccole aziende.
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima tale modalità di quantificazione. In particolare, secondo la Corte, la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è “contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro” sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione.
Ma quali saranno gli effetti?
La conseguenza sarà che il giudice, in caso di licenziamento ritenuto illegittimo per mancanza degli estremi del giustificato motivo o di giusta causa, potrà accordare al lavoratore un’indennità risarcitoria che a propria discrezione potrà quantificare tra un minimo di 6 ed un massimo di 36 mensilità (ridotta ad un range contenuto tra le 3 e le 6 mensilità per i datori di lavoro che non occupano più di 15 dipendenti ed ai datori di lavoro “non imprenditori”).
La sentenza della Consulta ripristina pertanto un ampio potere discrezionale del giudice nella modalità di quantificazione dell’indennizzo.
Infine, si ricorda che il regime delle tutele crescenti si applica ai lavoratori assunti, trasformati o, se apprendisti, qualificati dal 7 marzo 2015.
Reddito di cittadinanza: da assistenzialismo a politica attiva per il lavoro.
Reddito di cittadinanza: da assistenzialismo a politica attiva per il lavoro. (Dott. CdL Paolo Stern)
Il reddito di cittadinanza costituisce un elemento centrale nella manovra economica dell’attuale Governo. Lo strumento mira, in termini ancora da definire, a contrastare una situazione straordinaria di disagio economico in cui versa un’ampia fascia del Paese… (Continua a leggere su inCONTRA)
Novità in materia di lavoro: dal 14 luglio 2018 entra in vigore il decreto legge “dignità”
Novità in materia di contratti a termine:
Il decreto legge n. 87/2018 prevede che:
il contratto a termine privo di causale sarà ammesso solo per contratti di durata non superiore a 12 mesi, prorogabile liberamente solo sino al raggiungimento di tale durata;
l’instaurazione di un contratto a termine di durata superiore, così come la stipula di proroghe che determinino il superamento dei 12 mesi o l’instaurazione di un nuovo contratto a termine sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate che devono essere specificate nell’accordo;
le proroghe non possono essere più di 4;
la durata complessiva dei contratti a termine che possono essere stipulati con il medesimo lavoratore non potrà superare i 24 mesi;
ogni rinnovo comporta un incremento del costo del lavoro che consiste nell’aumento di 0,5 punti dell’aliquota contributiva INPS a carico del datore di lavoro.
Le nuove misure non si applicano ai contratti a termine stagionali.
Novità in materia di contratti di somministrazione a tempo determinato:
Il decreto legge estende alla disciplina dei contratti di somministrazione a tempo determinato le norme che regolano il contratto a termine, incluse le novità introdotte e sopra descritte, con conseguenti rilevanti limitazioni al campo di applicazione di questo istituto.
Novità in tema di contratti a tutele crescenti:
Il decreto legge incrementa il valore minimo e massimo dell’indennizzo economico dovuto al lavoratore assunto o trasformato a tempo indeterminato dal 7/03/2015 in poi e licenziato con modalità e motivazioni che, pur essendo illegittimi, non fanno venir meno l’efficacia del recesso.
L’indennizzo in tali casi viene rideterminato in un range incluso tra le 6 e le 36 mensilità.
Per ulteriori approfondimenti non esitare a CONTATTARCI.
Le Ispezioni del Lavoro in Azienda: Convegno di Aggiornamento Professionale
INPS: Esonero contributivo per le assunzioni di giovani con contratto a tempo indeterminato
Esonero contributivo per le assunzioni di giovani con contratto a tempo indeterminato. Ecco le istruzioni operative dell’INPS.
L’INPS con la circ. n. 40 del 2 marzo 2018 ha fornito le istruzioni operative per richiedere la nuova agevolazione contributiva introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e riservata all’assunzione dei giovani under 35.
Il nuovo beneficio costituisce una misura strutturale volta a creare uno speciale regime contributivo proprio dei contratti a tempo indeterminato.
Tutti i datori di lavoro del settore privato, indipendentemente dalla natura di imprenditori.
Restano esclusi i datori di lavoro appartenenti, in generale, al comparto pubblico.
I giovani che non abbiano compiuto 30 anni.
Con esclusivo riferimento all’anno 2018, il limite di età viene innalzato sino ai 35 anni.
I giovani lavoratori non devono aver svolto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.
I rapporti di lavoro incentivati:
Tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, intendendo con ciò le nuove assunzioni, le trasformazioni di precedenti rapporti di lavoro termine ed anche il mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato, purché tali eventi si verifichino prima che il lavoratore abbia compiuto i 30 anni di età, limite elevato a 35 escluisivamente nel 2018 e solo per le trasformazioni e le assunzioni.
Restano esclusi le seguenti tipologie:
Lavoro intermittente, ancorché stipulato a tempo indeterminato;
Rapporto di lavoro a tempo indeterminato stipulato con personale che riveste la qualifica dirigenziale.
Misura dell’esonero contributivo:
Il 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di € 3.000,00 annui.
L’esonero contributivo spetta per un periodo di 36 mesi a partire dall’assunzione ovvero dalla trasformazione del rapporto di lavoro.
Nell’ipotesi di mantenimento in servizio dei rapporti di apprendistato l’esonero ha una durata di 12 mesi ed è fruibile nel secondo anno successivo alla conferma in servizio.
La misura dell’esonero contributivo viene elevato al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani che, nei sei mesi precedenti, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro periodi di alternanza scuola-lavoro o rapporti di lavoro in apprendistato per la qualifica e diploma professionale o periodi di apprendistato in alta formazione.
L’esonero in oggetto non può essere classificato come “aiuto di Stato”.
Condizioni per l’esonero contributivo:
Non aver licenziato (né in forma individuale né collettiva) per giustificato motivo oggettivo lavoratori con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei 6 mesi antecedenti.
Non licenziare il lavoratore assunto o altro lavoratore con la medesima qualifica e nella stessa Unità produttiva nei sei mesi successivi all’assunzione/trasformazione.
Queste due condizioni non devono sussistere nel caso di agevolazione connessa al mantenimento in forza dell’apprendista alla fine del periodo di formazione.
Oltre alle condizioni suddette l’INPS conferma la necessità del rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, di cui all’art. 31 del D. Lgs. n. 150/2015. L’esonero contributivo quindi non spetta:
quando l’assunzione viola il diritto di precedenza di altri lavoratori;
quando sono in atto, presso il datore di lavoro, sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale per stessa qualifica e unità produttiva;
se sussistono irregolarità contributive;
se sono state accertate violazioni della normativa in materia di condizioni di lavoro o comunque non siano rispettate le condizioni e normative di sicurezza sul lavoro;
se non risultino rispettati gli accordi e i contratti collettivi sottoscritti da OO.SS. comparativamente rappresentativi sul piano nazionale.
L’INPS specifica che:
Nell’ipotesi di cessione di contratto, di cui all’art. 1406 c.c., la fruizione del beneficio può essere trasferita al datore di lavoro cessionario per il periodo residuo non goduto;
La “portabilità” della fruizione dell’incentivo è ammessa anche nell’ipotesi di trasferimento di cui all’art. 2112 c.c.;
L’esonero contributivo spetta anche nell’ipotesi in cui il giovane lavoratore sia assunto con contratto a tempo indeterminato part-time da due diversi datori, purché l’assunzione sia contestuale. Se così non fosse, il datore di lavoro che ha assunto per ultimo perde la possibilità di fruire dell’incentivo;
L’esistenza di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato all’estero, non consente la fruizione dell’esonero contributivo.
Come accertare i requisiti in capo al lavoratore:
L’INPS ha reso disponibile on line un’apposita utility attraverso cui i datori di lavoro possono verificare l’esistenza o meno dei requisiti in capo al lavoratore. Tale verifica non ha valore certificativo e pertanto si consiglia, in ogni caso di farsi rilasciare dal lavoratore un’autocertificazione inerente l’esistenza dei requisiti.
Fisco e Lavoro: Come sfruttare gli incentivi della legge di stabilità per il 2018
NEWS, NEWS|FISCO, NEWS|LAVORO
Convegno di aggiornamento in tema di incentivi fiscali, incentivi lavoro e welfare aziendale.
Imprese 2018: arriva il Credito di Imposta su Formazione 4.0
NEWS, NEWS|FISCO
Da Industria 4.0 si passa al Piano Impresa 4.0
Il capitolo “lavoro-formazione” rappresenta uno degli asset fondamentali del piano nazionale Impresa 4.0, nella convinzione che la rivoluzione tecnologica digitale, per produrre risultati concreti, debba essere accompagnata da un forte investimento sulle competenze e sull’aggiornamento professionale.
Il piano Impresa 4.0, si arricchisce del riconoscimento di un credito d’imposta per le spese di formazione sostenute dalle imprese che effettuano investimenti in nuove tecnologie industriali, con l’obiettivo di riqualificare le proprie risorse umane.
Nel 2018 le imprese che effettueranno una spesa incrementale in formazione avranno accesso al cosiddetto “credito di imposta su Formazione 4.0”. Tale credito di imposta si applicherà solo alle spese relative ai costi sostenuti per formare il personale sulle seguenti tematiche: vendita e marketing; informatica; tecniche e tecnologie di produzione.
La misura, ancora in cantiere, dovrà prevedere lo sconto fiscale del 50% con limite di spesa di 10 milioni di euro, con la riproposizione, in sostanza, dell’attuale formula del credito in ricerca e sviluppo, ossia verrà ammesso all’incentivo l’investimento incrementale rispetto al triennio precedente (2015 – 2017).
Tale misura completa il quadro della serie di bonus, previsti nel corso degli ultimi anni dal Legislatore nazionale, per favorire la ripresa del sistema Paese.
Dott. Daniele Conti – Consulenza Aziendale
Tirocini: Con la Fondazione uno su due diventa lavoro.
Circa il 60% dei tirocini attivati con la Fondazione Consulenti per il Lavoro si trasforma in una concreta opportunità lavorativa.
Questo è l’esito dell’indagine condotta dall’Osservatorio statistico sull’attività di promozione della Fondazione Consulenti per il Lavoro, che riporta i dati raccolti fra il 2013 ed il 2016: più di 60.000 tirocini attivati dalla Fondazione, circa 22.000 solo nell’ultimo anno. Di questi, più di un tirocinio su due ha avuto esito positivo ed è diventato una concreta opportunità lavorativa.
Di seguito abbiamo il piacere di riportare un’analisi approfondita del quotidiano ItaliaOggi.
Tirocini Lazio 2017: elevato a 800 euro il compenso minimo
Lazio, elevato a 800 euro il compenso minimo per i tirocini
Per i tirocini attivati dal 1 ottobre 2017 aumenta il compenso minimo da erogare al tirocinante passando dagli attuali 400,00 euro a 800,00 euro mensili. Questa è una tra le novità che riguardano i tirocini extra-curriculari nel Lazio alla luce della nuova regolamentazione approvata dalla Giunta regionale. Inoltre, viene stabilita una durata massima del tirocinio pari a sei mesi e la possibilità di prorogare il tirocinio solo per una volta nell’ambito del suddetto periodo massimo.
Consulta il comunicato regionale al seguente link: http://www.regione.lazio.it/valente/?vw=newsDettaglio&id=321, oppure scarica la Delibera Regionale.
Lavoro Occasionale 2017: Differenze tra gli Istituti
Il “Nuovo Lavoro Occasionale” e le Prestazioni di lavoro autonomo occasionale: Differenze tra gli istituti.
La conversione in legge del Decreto-Legge n. 50/2017 ha introdotto una nuova disciplina delle prestazioni occasionali (art. 54-bis) che sostituisce, di fatto, l’istituto del lavoro accessorio retribuito con i voucher.
In considerazione della nomenclatura adottata dal legislatore è bene specificare che il nuovo istituto del “Lavoro Occasionale” deve essere ben distinto dalle cosiddette “Prestazioni di Lavoro Occasionale Autonomo” ex art. 2222, che restano immutate.
Di seguito un quadro di sintesi:
“Nuovo lavoro occasionale”
(in sostituzione dei “voucher” per il lavoro accessorio)
Per quali prestazioni lavorative?
Occasionali o saltuarie di ridotta entità (nel rispetto del limite economico definito dalla normativa introdotta).
Aventi le caratteristiche del lavoro autonomo, svolte in modo non professionale e non abituale
Sono previste comunicazioni preventive l’inizio dell’attività lavorativa?
Il datore di lavoro deve trasmettere, almeno un’ora prima l’esecuzione della prestazione ed attraverso la piattaforma informatica INPS o mediante contact center, una dichiarazione contenente i dati del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la giornata in cui verrà svolta la prestazione e la relativa durata. Non è prevista alcuna comunicazione preventiva.
Chi può ricorrervi?
Datori di lavoro con un numero pari o inferiore a 5 dipendenti a tempo indeterminato (calcolati quale media del semestre tra l’8° ed il 3° mese antecedente la prestazione);
Le famiglie (solo per determinate attività).
Qualsiasi soggetto committente (es. professionisti, società, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata).
I redditi derivanti da tali prestazioni lavorative sono esenti da Irpef. I redditi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra “i redditi diversi” (art. 67 co 1 lett. l. del TUIR).
! Il committente è tenuto ad operare la “ritenuta d’acconto” ed a rilasciare la Certificazione Unica (CU).
Il compenso derivante da tali prestazioni lavorative include la quota di contributi previdenziali (Gestione Separata – Inps) e l’assicurazione Inail.
E’ prevista l’iscrizione alla Gestione Separata – INPS solo per compensi superiori a € 5.000,00 nell’anno solare;
La quota di contributi previdenziali è ripartita tra prestatore (1/3) e committente (2/3).
Per ulteriori approfondimenti circa il “Nuovo Lavoro Occasionale” è possibile consultare l’articolo Lavoro Occasionale 2017: Nuova Disciplina per le Prestazioni Occasionali.