Source: https://www.ancebrescia.it/2009/testo-unico-in-materia-di-sicurezza-sui-luoghi-di-lavoro-d-lgs-9-aprile-2008-n-81-modifiche-d-lgs-3-agosto-2009-n-106/
Timestamp: 2020-07-10 06:11:17+00:00
Document Index: 14781766

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 302']

ANCE Brescia – Collegio Costruttori Edili » Blog Archive » TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO – D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81 – MODIFICHE – D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N. 106
TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO – D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81 – MODIFICHE – D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N. 106
TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO – D TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO – D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81 – MODIFICHE – D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N. 106
Sul supplemento ordinario n. 142 alla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 5 agosto 2009 è stato pubblicato il Decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106 recante Disposizioni integrative e correttive del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il nuovo testo normativo, che è entrato in vigore lo scorso 20 agosto 2009, introduce, nel complesso, notevoli miglioramenti soprattutto in riferimento all’apparato sanzionatorio ed alla semplificazione di alcuni adempimenti di carattere formale. Permangono tuttavia alcune criticità che richiedono opportuni chiarimenti da parte delle amministrazioni competenti.
Per quanto riguarda il Titolo IV relativo ai cantieri edili in calce alla presente nota sul sito del Collegio si riporta un apposito schema, predisposto dall’ANCE, esplicativo degli interventi del legislatore.
Il nuovo testo normativo tiene conto anche delle modifiche apportate al Testo Unico della Sicurezza dalla Legge Comunitaria 2008.
Più precisamente è stato inserito l’importo dei lavori privati come ulteriore parametro che fa scattare determinati obblighi: al di sopra del 100.000 euro il committente (o il responsabile dei lavori da lui incaricato) in presenza di più imprese deve necessariamente designare il coordinatore per la progettazione CSP.
Laddove non sussiste l’obbligo di nomina del CSP, sarà il coordinatore per l’esecuzione a svolgerne le funzioni.
Tale stesura consente di tutelare quindi i ’piccoli lavori privati, per i quali rimangono in vigore tutte le semplificazioni riportate al comma 9 del medesimo articolo, ad esempio in fase di verifica di idoneità tecnico-professionale.
Di seguito si pubblica un primo commento dell’Ance sulle novità intervenute.
Diversamente da quanto inserito nel testo del decreto correttivo approvato in data 27 marzo u.s. dal Consiglio dei Ministri, il provvedimento sospensivo, per il quale era stato introdotto il concetto di violazioni plurime, è stato modificato, anche grazie agli interventi posti in essere dall’Ance, prevedendo come in origine la reiterazione, accanto alla gravità, come presupposto indispensabile per la comminazione del provvedimento de quo.
L’ambito di applicazione del provvedimento sospensivo, che viene circoscritto alla sola parte di attività imprenditoriale interessata dalle violazioni.
Una ulteriore novità che ha interessato l’art. 14 del D.Lgs. n. 81/08 è quella relativa al provvedimento interdittivo che, si ricorda, segue la misura principale della sospensione. Il testo novellato infatti ha introdotto una più dettagliata previsione relativamente all’applicazione dell’interdizione, a seconda che la sospensione scaturisca dall’utilizzo di lavoratori irregolari o dalle gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
In attesa del decreto che definirà in modo specifico quali siano le gravi violazioni ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione, permane nel testo il riferimento all’allegato I che ha subìto importanti e opportune modifiche relativamente ai casi richiamati.
La disposizione concernente la data certa del documento di valutazione dei rischi, in virtù del carattere dinamico dello stesso, è stata integrata dalla previsione che consente alle imprese di rendere operativo il documento anche mediante la sottoscrizione di questo da parte del datore di lavoro e, ai fini della prova della data, dalla sottoscrizione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza aziendale o territoriale, e del medico competente ove nominato.
In secondo luogo si prevede, opportunamente, che il datore di lavoro comunichi al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro con il dipendente soggetto a sorveglianza sanitaria, anche in considerazione degli obblighi che il medico ha all’atto della cessazione del rapporto di lavoro tra impresa e lavoratore (es. consegna di copia della cartella sanitaria).
Una particolare novità riguarda l’inserimento della previsione che attribuisce l’esclusiva responsabilità dei soggetti diversi dal datore di lavoro e dirigenti, qualora la mancata attuazione degli obblighi di vigilanza sia addebitabile unicamente a tali soggetti e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro. Al riguardo si evidenzia la difficoltà interpretativa delle parole ’unicamente e ’in difetto di vigilanza per le quali saranno necessari specifici ed opportuni chiarimenti.
Gli obblighi derivanti dalla stipula di un contratto di appalto indicati all’articolo 26 del D.Lgs. n. 81/08 sono estesi, con la nuova formulazione, oltre che ai lavori, anche a servizi e forniture e si applicano a condizione che il datore di lavoro abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto.
Viene anche precisato che il DUVRI deve essere aggiornato in relazione all’evoluzione dei lavori.
Il legislatore ha poi previsto alcune ipotesi nelle quali viene meno l’obbligo di redazione del DUVRI: si tratta dei servizi di natura intellettuale, delle mere forniture di materiali o attrezzature, dei lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni. Quest’ultima disposizione opera a condizione che le attività ora indicate non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o altri lavori a rischio così come individuati nell’allegato XI del T.U.
Una ulteriore disposizione chiarificatrice è relativa all’individuazione dell’esatto riferimento dei costi da indicare nei contratti di appalto relativi alle interferenze. La previsione del T.U. secondo cui nel contratto di appalto devono essere indicati i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri dello specifico appalto viene sostituita con il più preciso obbligo di indicare i costi delle misure per eliminare o ridurre i costi derivanti dalle interferenze delle lavorazioni.
Una novità assoluta ha interessato l’art. 27 del D.Lgs. n. 81/08 in cui viene introdotto, ai fini della qualificazione delle imprese edili, uno strumento che consente la continua verifica dell’idoneità delle medesime e dei lavoratori autonomi del settore attraverso l’istituzione di un sistema di punteggio iniziale che misuri il grado di idoneità e che sia soggetto a decurtazione a seguito di accertate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il sistema, c.d. patente a punti, che è stato inserito solo pochi giorni prima che il testo venisse inviato al Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva, non è ancora operativo ed ha la finalità di selezionare le imprese secondo un meccanismo basato sulla regolarità e virtuosità delle stesse, valorizzando ulteriormente lo strumento della premialità e, al contempo, contrastando forme di lavoro irregolare e privo di sicurezza.
In via informale, il Ministero si è già impegnato a far partecipare l’Ance ai lavori per la definizione delle modalità di attuazione di tale sistema che, come detto, sarà reso operativo solo a seguito dell’emanazione di un apposito decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi entro 12 mesi.
In merito alle modifiche all’art. 28 (Oggetto della valutazione dei rischi) desta qualche perplessità l’inserimento della previsione, non presente nello schema approvato in prima lettura, secondo la quale il datore di lavoro deve tener conto, ai fini della valutazione dei rischi, della specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. Non è chiaro come possa la tipologia contrattuale influire sulla valutazione del rischio, che è necessariamente un fatto oggettivo.
Il legislatore ha inserito nuove previsioni in tema di elaborazione della valutazione dei rischi: la prima è rivolta ai datori di lavoro che costituiscono una nuova impresa. In tali casi dovranno elaborare il documento di valutazione dei rischi (nel seguito DVR) entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività. La seconda è rivolta invece a tutti i datori di lavoro che, in occasioni di modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni o degli esiti della sorveglianza sanitaria, dovranno aggiornare il DVR nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali.
Si segnala, inoltre, che anche i datori di lavoro delle imprese edili che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base di procedure standardizzate che saranno emanate dalla Commissione consultiva entro il 31.12.2010. Questo aspetto è positivo poichè il D. Lgs. 81/08 precludeva tale possibilità alle imprese edili.
Relativamente alla formazione è stata accolta la proposta che consente alle imprese di scegliere alternativamente di far svolgere la formazione del preposto presso l’impresa, oppure presso gli organismi paritetici di cui all’art. 51 del Testo Unico, ove presenti.
In riferimento all’art. 51 del Testo Unico, viene confermata la previsione che accoglie le indicazioni contenute nella Direttiva Sacconi del 18 settembre 2008, relativamente all’attività di vigilanza, che potrà tenere conto, ai fini della programmazione della propria attività, della presenza degli organismi paritetici. Sotto il profilo più strettamente operativo, si evidenzia che viene introdotto l’obbligo di comunicazione all’INAIL da parte degli organismi paritetici dei nominativi delle imprese che hanno aderito agli stessi nonchè il nominativo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali.
Sempre con riferimento alle modifiche apportate all’art. 51 del Testo Unico, si rileva che in una delle ultime versioni del correttivo era stata introdotta la previsione che attribuiva agli organismi paritetici il compito di verificare periodicamente la funzionalità degli RLST. L’intervento dell’Ance, che ha evidenziato nelle sedi opportune che il ruolo di controllore non rientra nei compiti degli organismi paritetici, ha scongiurato che tale previsione venisse recepita nell’ultima versione del testo approvato dal Consiglio dei Ministri.
– nel caso di omessa effettuazione ed elaborazione della valutazione dei rischi, per le attività disciplinate dal Titolo IV caratterizzate dalla compresenza di più imprese e la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini giorno;
– per la mancata ottemperanza al provvedimento di sospensione nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Infine, si conferma il recepimento della nuova previsione relativa all’art. 302 del T.U., che definisce le contravvenzioni punite con la sola pena dell’arresto.
Ci riserviamo di tornare sul tema dell’apparato sanzionatorio riportando un confronto dettagliato tra le sanzioni previste nel D. Lgs. 81/2008 e quelle modificate con il correttivo.
Schema predisposto da ANCE esplicativo degli interventi del Legislatore, apportati al Titolo IV