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Timestamp: 2020-02-23 20:48:10+00:00
Document Index: 133905702

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 90', 'art. 78', 'art. 76', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 46', 'in fine']

Causa F‑5/09
«Funzione pubblica – Funzionari – Ricorso per risarcimento danni – Ricevibilità – Reclamo – Atto che arreca pregiudizio»
Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA, con il quale la sig.ra Soerensen Ferraresi chiede che la Commissione sia condannata a risarcire i danni fisici, morali ed economici da lei subiti e il cui ammontare potrà essere stimato mediante perizia o in via equitativa.
Decisione: Il ricorso è respinto in quanto manifestamente irricevibile. La ricorrente è condannata alle spese.
1. Procedura – Ricevibilità dei ricorsi – Eccezione di irricevibilità
(Regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica, artt. 76 e 78)
2. Funzionari – Ricorso – Domanda di risarcimento del danno causato da un comportamento privo di carattere decisionale
3. Funzionari – Ricorso – Termini – Domanda di risarcimento danni rivolta a un’istituzione – Osservanza di un termine ragionevole
(Statuto della Corte di giustizia, art. 46; Statuto dei funzionari, art. 90, n. 1)
4. Funzionari – Ricorso – Ricorso di annullamento non proposto entro i termini – Ricorso per risarcimento danni – Riapertura dei termini previsti dagli artt. 90 e 91 dello Statuto – Insussistenza
5. Funzionari – Ricorso – Ricorso per risarcimento danni – Autonomia rispetto al ricorso di annullamento
1. Anche in presenza di un’eccezione di irricevibilità sollevata dalla parte convenuta con atto separato in base all’art. 78 del regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica, e di osservazioni sulla detta eccezione presentate dalla parte ricorrente, il Tribunale resta libero, se l’irricevibilità del ricorso gli appare manifesta, di adottare un’ordinanza in base all’art. 76 del detto regolamento.
Tribunale della funzione pubblica: 30 ottobre 2008, cause riunite F‑48/08 e F‑48/08 AJ, Ortega Serrano/Commissione (non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 23, che forma oggetto di impugnazione pendente dinanzi al Tribunale di primo grado, causa T‑583/08 P)
2. Le molestie psicologiche costituiscono un comportamento riprovevole privo di carattere decisionale. Spetta quindi al funzionario che intende ottenere il risarcimento del danno risultante da tale comportamento privo di carattere decisionale presentare una domanda ai sensi dell’art. 90, n. 1, dello Statuto. Solo il rigetto esplicito o implicito di tale domanda costituisce una decisione arrecante pregiudizio contro la quale può essere diretto un reclamo e solo dopo il rigetto esplicito o implicito di tale reclamo può essere proposto un ricorso per risarcimento danni dinanzi al Tribunale della funzione pubblica.
(v. punti 22, 26 e 27)
Tribunale di primo grado: 25 settembre 1991, causa T‑5/90, Marcato/Commissione (Racc. pag. II‑731, punti 49 e 50), e 28 giugno 1996, causa T‑500/93, Y/Corte di giustizia (Racc. PI pagg. I‑A‑335 e II‑977, punti 64 e 66)
Tribunale della funzione pubblica: 1° febbraio 2007, causa F‑42/05, Rossi Ferreras/Commissione (non ancora pubblicata nella Raccolta, punti 58‑61)
3. La domanda diretta al risarcimento del danno risultante da un comportamento riprovevole privo di carattere decisionale dev’essere presentata entro un termine ragionevole a decorrere dal momento in cui il ricorrente ha avuto conoscenza della situazione lamentata, e ciò benché l’art. 90, n. 1, dello Statuto non fissi alcun termine per la presentazione di una domanda di risarcimento. Infatti, il rispetto di un termine ragionevole è richiesto in tutti i casi in cui, nel silenzio delle norme, i principi di certezza del diritto o di tutela del legittimo affidamento ostano a che le istituzioni comunitarie e le persone fisiche o giuridiche agiscano senza limiti di tempo, rischiando così, in particolare, di mettere in pericolo la stabilità di situazioni giuridiche consolidate. Nelle azioni di responsabilità che possono far sorgere un onere pecuniario per le Comunità, il rispetto di un termine ragionevole per presentare una domanda di risarcimento è dettato anche dall’intento di tutelare le finanze pubbliche, che si traduce in particolare, per le azioni in materia di responsabilità extracontrattuale, nel termine di prescrizione quinquennale fissato dall’art. 46 dello Statuto della Corte.
La ragionevolezza di un termine dev’essere valutata in funzione delle circostanze proprie di ciascun caso di specie e, in particolare, della rilevanza della controversia per l’interessato, della complessità del caso e del comportamento delle parti coinvolte.
(v. punti 35, 37 e 38)
Tribunale di primo grado: 5 ottobre 2004, causa T‑45/01, Sanders e a./Commissione (Racc. pag. II‑3315, punti 59 e 67 in fine), e 5 ottobre 2004, causa T‑144/02, Eagle e a./Commissione (Racc. pag. II‑3381, punti 65 e 66)
Tribunale della funzione pubblica: 4 novembre 2008, causa F‑87/07, Marcuccio/Commissione (non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 27, che forma oggetto di impugnazione pendente dinanzi al Tribunale di primo grado, causa T‑16/09 P)
4. Un funzionario che abbia omesso di presentare entro i termini previsti dagli artt. 90 e 91 dello Statuto un ricorso di annullamento contro un preteso atto arrecantegli pregiudizio non può, tramite una domanda di risarcimento del danno causato da tale atto, sanare tale omissione e procurarsi così nuovi termini di ricorso.
5. In considerazione dell’autonomia del ricorso per risarcimento danni rispetto al ricorso di annullamento, un funzionario può legittimamente presentare in maniera separata un ricorso diretto al risarcimento del danno risultante dall’illegittimità di un atto che arreca pregiudizio, qualora abbia presentato entro i termini un ricorso di annullamento contro tale atto. Se sceglie tale via, il funzionario deve tuttavia presentare tale ricorso per risarcimento danni entro un termine ragionevole.
Tribunale della funzione pubblica: 1° febbraio 2007, causa F‑125/05, Tsarnavas/Commissione (non ancora pubblicata nella Raccolta, punti 76‑78)