Source: https://mbwebstudio.com/bed-breakfast-guida-apertura/
Timestamp: 2020-05-27 14:54:47+00:00
Document Index: 88068525

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 22', 'art. 55', 'art. 2195', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Bed & Breakfast: guida all'apertura - MBWebStudio Bed & Breakfast: guida all'apertura - MBWebStudio
Bed & Breakfast: guida all’apertura
by: Federico Migliorini In Tutela del PatrimonioTagged immobili
Come si avvia un Bed & Breakfast? Quando diventa necessario aprire la partita Iva? In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulle modalità di apertura e gestione di un Bed & Breakfast, mettendo in luce le differenze intercorrenti tra B&B gestiti in forma “non imprenditoriale” e B&B “imprenditoriali”, sotto il profilo degli adempimenti amministrativi, contabili e della tassazione.
Sono molte le persone che hanno la fortuna di avere un appartamento e vogliono sfruttare una parte dell’abitazione affittando una o più camere. In questi casi la soluzione del Bed & Breakfast può risultare quella più conveniente perché, rispettando determinati requisiti, può essere svolta anche in forma non imprenditoriale.
In generale, l’avvio di un attività di Bed & Breakfast rappresenta la soluzione ideale per sfruttare al meglio la propria abitazione senza impegnarsi in lunghi affitti rimanendo in tal modo liberi da ogni vincolo contrattuale.
In questo articolo troverai tutte le informazioni che ti saranno utili per avviare la tua attività e se vorrai potrai contare su di noi per avviare la tua attività e per tutti gli adempimenti fiscali connessi.
Definizione di Bed & Breakfast e brevi considerazioni generali
Come aprire un Bed & Breakfast: modalità di gestione e aspetti fiscali
Bed & Breakfast in forma non imprenditoriale
Avvio dell’attività: iter burocratico
Il trattamento fiscale dei proventi del Bed & Breakfast non imprenditoriale
Aliquote e scaglioni Irpef redditi 2017: tabella riepilogativa
Incassi dai portali on-line
Bed & Breakfast in forma imprenditoriale
Il trattamento fiscale dei proventi del Bed & Breakfast imprenditoriale
Bed & Breakfast ed interventi di recupero del patrimonio edilizio
Bed & Breakfast e TARI maggiorata
Il Bed & Breakfast è un’attività ricettiva extra-alberghiera che offre un servizio di alloggio e prima colazione per un numero limitato di camere e/o posti letto, utilizzando parti dell’abitazione privata del proprietario con periodi di apertura stagionale o annuale.
Negli ultimi anni si sta assistendo ad un incremento del numero dei B&B soprattutto nelle grandi città turistiche e nelle località di villeggiatura, principalmente grazie alla facilità con cui è possibile aprirli. L’attività di Bed & Breakfast infatti può essere svolta anche da soggetti non imprenditori privi di pregresse esperienze nel settore e può rappresentare un’ulteriore fonte di reddito per chi dispone nella propria abitazione (casa indipendente o appartamento all’interno di un condominio) di alcune camere in più.
L’attività di Bed & Breakfast non deve essere confusa con le locazioni turistiche ne’ con l’attività di affittacamere: le prime si caratterizzano per la mera locazione dell´immobile o parte di esso a clienti esterni, per periodi inferiori ai 30 giorni e senza l’erogazione di ulteriori servizi aggiuntivi, mentre le seconde sono strutture ricettive composte da camere ubicate in appartamenti ammobiliati nello stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio e servizi complementari tipici dell’attività alberghiera.
Dal punto di vista normativo, non esistono a livello nazionale provvedimenti riguardanti espressamente la formula del Bed & Breakfast.
La Legge n. 217/1983 prima e la Legge Quadro 135/2001 “Riforma della legislazione nazionale del turismo” poi, hanno demandato la regolamentazione dell’attività di B&B alle singole Regioni e Province autonome.
Nel 2011, si è avuto un tentativo di introdurre una normativa a carattere nazionale per regolare la materia. La Legge fu varata sotto il nome di “Codice del Turismo” ma esso ha avuto vita breve in quanto subito bersagliato dalle Regioni e bollato dalla Corte Costituzionale che ne ha abrogato quasi tutti gli articoli. Di fatto quindi tale codice è rimasto lettera morta e non ha mai trovato concreta applicazione.
Come sopra accennato l’attività di Bed & Breakfast può essere avviata in forma non imprenditoriale senza partita Iva oppure in forma imprenditoriale, con partita Iva, come una qualsiasi altra attività commerciale in forma individuale o societaria.
A seconda della scelta, vi sono regole diverse da rispettare sia per quanto riguarda l’iter amministrativo per avviare e condurre l’attività sia dal punto di vista della tassazione dei redditi conseguiti.
Analizziamo quindi le due fattispecie:
Affinché l’attività di Bed & Breakfast possa essere considerata non imprenditoriale e quindi senza obbligo di apertura della partita Iva, essa deve essere svolta in modo occasionale e non continuativo, senza l´organizzazione dei mezzi tipici di un’attività professionale.
L´Agenzia delle Entrate con le Risoluzioni 180/E/1998 e 155/E/2000 ha individuato nell’obbligo di compresenza del titolare e degli ospiti nell’immobile messo a disposizione il primo indicatore di occasionalità in quanto tale circostanza fa presumere l´utilizzo dell´immobile stesso per scopi famigliari e non commerciali.
Anche l’esiguità dei servizi forniti nel B&B (numero limitato di stanze con solo pernottamento, prima colazione e servizi di pulizia) avvalendosi della “normale organizzazione famigliare”, nonché il carattere “saltuario” o “stagionale” denotano l´assenza di quell’organizzazione di mezzi e quella professionalità tipici di un´attività imprenditoriale svolta in maniera abituale, con conseguente esclusione dal campo di applicazione dell´Iva.
In aggiunta a quanto evidenziato dall’Agenzia delle Entrate, nella prassi operativa è possibile identificare altre circostanze o caratteristiche che differenziano un’attività di B&B “occasionale” da un’attività di B&B “imprenditoriale”.
Eccole riepilogate nella seguente tabella:
Esercizio non continuativo dell'attività* e incassi contenuti**; Esercizio abituale con elevato turnover degli ospiti e incassi in crescita e di importo rilevante;
Utilizzo dei famigliari per erogare servizi agli ospiti (riordino stanze, pulizie, colazioni); Utilizzo di collaboratori esterni;
Avere altre attività con redditi; Non dichiarare altri redditi oltre a quello derivante dal B&B;
Destinazione dell´immobile principalmente per esigenze abitative del titolare e suoi famigliari; Immobile principalmente destinato alle esigenze abitative degli ospiti rispetto a quelle del titolare e famigliari;
Erogazione di servizi addizionali rispetto all´alloggio e prima colazione (organizzazione di escursioni, noleggio bici e/o attrezzature sportive, convenzioni con ristoranti, piscine della zona, etc.);
Campagne pubblicitarie limitate e non ricorrenti. Numerose campagne pubblicitarie per promuovere la struttura.
*Le singole normative regionali impongono periodi di inattività nel corso dell’anno. La durata dell´interruzione varia da regione a regione e va comunicata al Comune di ubicazione dell’attività.
** Pur non essendo normativamente prevista alcuna soglia di incassi oltre la quale l’attività del B&B non è più qualificabile come occasionale, sicuramente l’incasso annuale costituisce un valido indicatore: se fino a € 5.000 si rientra sicuramente tra gli occasionali, è altrettanto vero che con un incasso annuo di € 40.000 l’attività si configura necessariamente come imprenditoriale e diventa necessario mettersi in regola sotto il profilo Iva e dei contributi previdenziali.
Per avviare l’attività di Bed & Breakfast è necessario presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) con relativi allegati presso lo sportello SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di pertinenza.
Con la SCIA, l’apertura della struttura ricettiva è immediata: con essa, oltre ai dati relativi all’attività e all’immobile vanno presentatati diversi allegati che variano da Regione a Regione (planimetria, atto di proprietà o contratto di affitto, polizza assicurazione responsabilità civile a favore dei clienti, etc.).
In generale tutte le Regioni chiedono che gli immobili utilizzati per l’attività siano in regola con i requisiti urbanistico-edilizi, igienico-sanitari e di sicurezza vigenti per le abitazioni e individuano dei requisiti minimi per le stanze. Per la presentazione di tali allegati è utile avvalersi dell´assistenza di un geometra o altro professionista esperto in tali questioni.
La SCIA ha un costo per diritti di istruttoria variabile dai 50 ai 200 € a seconda del Comune.
I passi successivi riguardano l’avvio delle pratiche gestite dalle locali A.A.P.I.T. (Azienda Autonoma Provinciale per l´incremento turistico) o dagli Uffici Turistici, per la classificazione della struttura e per il monitoraggio e la comunicazione degli ospiti alle Autorità di Pubblica Sicurezza. Riguardo a queste procedure vanno consultati gli uffici competenti in quanto ci potrebbero essere delle differenze da regione e regione.
Requisiti per l´alloggio: oltre al rispetto dei requisiti urbanistico-edilizi, igienico-sanitari e di sicurezza prescritti per le abitazioni già sopra citati, le Regioni individuano dei requisiti minimi delle stanze:
L’alloggio deve avere massimo da 3 a 6 camere debitamente arredate con letto, armadio, comodini, lampade, sedie, cestini gettacarte, per un massimo di 6/20 posti letto (la normativa varia da Regione a Regione).
E’ prevista una superficie minima in rapporto ai posti letto e può essere chiesta la presenza di alcuni arredi di base (la normativa varia da Regione a Regione).
Gli ospiti devono poter accedere alla propria stanza senza attraversare altre camere da letto o di servizi destinati alla famiglia o ad altri ospiti.
Ogni camera deve essere dotata di un bagno ad uso esclusivo che deve essere provvisto delle attrezzature minime (vasca da bagno, doccia, specchio con presa di corrente, lavabo, water, etc.).
Di norma viene chiesta la pulizia quotidiana dei locali, mentre il cambio della biancheria può avvenire con cadenza diversa (ad esempio, almeno due volte alla settimana) e sempre ad ogni cambio dell’ospite.
Di norma viene richiesto anche che il titolare del B&B abbia la residenza (o il domicilio durante il periodo di apertura del B&B) presso la struttura. Alcune Regioni consentono però la residenza anche in altri immobili vicini alla struttura ed è comunque sempre richiesta la reperibilità.
Il servizio: nel servizio di B&B la prima colazione è sempre compresa, ma le Regioni prevedono modalità di somministrazione diverse. In genere è prevista la sola somministrazione di prodotti senza manipolazione (eventualmente solo riscaldati). In alcuni casi, poi, è richiesto che i prodotti provengano dal territorio regionale. Il divieto di manipolazione dei prodotti è limitato esclusivamente al gestore, qualora non abbia le autorizzazioni igienico-sanitarie di legge, ma ciò non toglie che è possibile acquistare e servire prodotti manipolati da chi ha tutte le autorizzazioni igienico-sanitarie del caso.
I prezzi: i prezzi applicati devono essere comunicati all’ente indicato dalla Regione ed essere esposti all’interno della struttura.
Infine, chi esercita tale attività deve essere in possesso dei seguenti requisiti soggettivi:
Possesso dei requisiti morali previsti dall’articolo 11 del R.D. n. 773/1931 (T.U.L.P.S.);
Ai fini delle imposte sui redditi, i proventi derivanti dall’attività di gestione del B&B sono qualificabili come redditi diversi di cui all’articolo 67 comma 1 lett. i) del D.P.R. 917/1986 (“redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente”).
In particolare, il reddito è calcolato quale differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese sostenute specificamente inerenti alla loro produzione (comma 2 art. 71 D.P.R. 917/1986).
Il “reddito diverso” generato si andrà a cumulare con gli altri redditi percepiti (fabbricati, lavoro dipendente o autonomo, etc.) e sarà assoggettato alle aliquote ordinarie IRPEF qui sotto riepilogate, oltre che all’addizionale regionale e comunale.
Scaglioni di reddito 2017 Aliquota Imposta dovuta
fino a 15.000 € 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 € 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 €
da 28.001 fino a 55.000 € 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 €
da 55.001 fino a 75.000 € 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 €
oltre 75.000 € 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 €
A livello dichiarativo, il reddito così determinato confluirà nel Modello Unico Persone fisiche (Quadro RL) oppure nel modello 730, qualora il percipiente abbia redditi di lavoro dipendente o di pensione e disponga quindi di un sostituto d´imposta che preleva il dovuto o eroga direttamente il rimborso delle imposte.
Dal punto di vista operativo e soprattutto per essere in regola in caso di controllo da parte del Fisco, il titolare del B&B dovrà effettuare i seguenti semplici adempimenti:
Dotarsi di un “bollettario madre-figlia” per il rilascio delle ricevute a fronte dell´incasso dei corrispettivi da parte degli ospiti;
Applicare sulla ricevuta una marca da bollo di € 2,00 per importi superiori a € 77,47 ed eventualmente la tassa di soggiorno da riversare successivamente al Comune di pertinenza;
Procurarsi e conservare tutti i giustificativi delle spese effettuate come fatture, scontrini, bollette ed ogni altro documento funzionale allo scopo.
In merito alle ricevute emesse, esse dovranno essere datate, numerate e devono riportare l’indicazione del corrispettivo incassato, il numero dei giorni di pernottamento, oltre che il nominativo dell´ospite.
Si consiglia inoltre di dotarsi di un timbro da apporre sulle ricevute (ad esempio: “B&B XYZ” di Carlo Rossi, codice fiscale, indirizzo).
Dal lato delle spese da considerarsi “inerenti”, a titolo esemplificativo si tratta di:
Approvvigionamento di generi alimentari per la colazione;
Acquisti di prodotti per la pulizia e la manutenzione delle camere e dei bagni;
Acquisti di biancheria e servizio di lavanderia;
Acquisti di mobili ed oggetti di arredamento e decorazioni;
Utenze energetiche (telefono, riscaldamento, acqua e luce) che saranno deducibili in base ad un calcolo pro-quota su base millesimale e in proporzione al tempo di occupazione degli ospiti.
Oltre alla conservazione ordinata delle ricevute emesse e di tutti i giustificativi di spesa, è buona regola dotarsi di un registro o anche utilizzare un semplice foglio di calcolo, in cui annotare periodicamente gli incassi e i costi.
Per evitare malintesi con il Fisco, che potrebbe disconoscere la deducibilità di spese non correttamente documentate, come ad esempio per gli scontrini, un accorgimento è quello di registrarsi presso supermercati o altre aziende della grande distribuzione e richiedere l´emissione della fattura. Per registrarsi è sufficiente comunicare i propri dati e il proprio codice fiscale.
Nel caso in cui il proprietario del B&B si affidi alle note piattaforme on-line per le prenotazione degli ospiti, i compensi ricevuti tramite bonifico bancario da tali piattaforme (al netto delle commissioni trattenute dal sito) sollevano il proprietario dall’onere di rilasciare ricevuta all’ospite in quanto quest´ultimo dispone già della ricevuta rilasciata dal sito.
Laddove sia dovuta la tassa di soggiorno, il B&B emetterà ricevuta solo per essa.
Dal punto di vista dichiarativo, anche i compensi incassati tramite i portali on-line sono redditi diversi e confluiranno nella dichiarazione dei redditi insieme a quelli incassati direttamente. In sede di dichiarazione il proprietario presenterà il proprio estratto conto bancario con evidenziate tutte le operazioni bancarie a suo favore ricevute dalla piattaforma.
Inoltre, per tutelarsi in caso di ispezione fiscale, è bene conservare, assieme al contratto stipulato con la piattaforma, le ricevute che queste rilasciano per i costi di commissione o di servizio, contenenti anche i riferimenti al numero di prenotazione, i dati anagrafici dell´ospite e la durata del soggiorno.
Qualora i presupposti per l’esercizio dell’attività in maniera occasionale non sussistono o vengano meno, la gestione di un Bed & Breakfast richiede necessariamente l’apertura della partita IVA con codice Ateco 55.20.5. (Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence).
Per quanto riguarda la forma giuridica, un B&B imprenditoriale può essere condotto come ditta individuale oppure come società.
A seconda della scelta, gli adempimenti e i costi (iniziali e nel corso dell´attività) varieranno notevolmente e in entrambi i casi saranno più elevati rispetto a quelli di un B&B occasionale.
In generale, oltre all’apertura della partita IVA, la conduzione di un B&B in forma imprenditoriale richiede:
Attivazione di una casella PEC per i rapporti con le istituzioni;
Iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio;
Iscrizione all’INPS per il pagamento dei contributi commercianti;
Iscrizione INAIL in caso di dipendenti e collaboratori;
Timbro della ditta o società (con indicazione anche del numero di partita Iva);
Registro dei corrispettivi ed altri registri contabili e libri sociali a seconda della forma giuridica adottata;
Tenuta registratore di cassa;
Libro unico del lavoro e infortuni se ci si avvale di dipendenti o collaboratori;
Conto corrente intestato alla ditta o società.
Resta ferma la presentazione della SCIA e relativi allegati con le stesse modalità previste per i B&B non imprenditoriali!!
Dal punto di vista degli adempimenti nel corso dell´esercizio, un B&B imprenditoriale richiede la tenuta di una contabilità, con notevoli differenze a seconda del regime prescelto (semplificato, ordinario). In generale possiamo così riassumerli:
Obbligo di conservare e registrare le fatture emesse e ricevute;
Liquidazioni trimestrali o mensili Iva;
Tenuta di una contabilità generale se si adotta il regime ordinario, il che implica registrazione dei movimenti finanziari e di ogni altro accadimento contabile come ad esempio le buste paga dei dipendenti;
Assoggettamento nel corso dell´anno a vari obblighi dichiarativi ai fini dell´Iva (dichiarazione annuale, comunicazione dei dati delle liquidazioni, spesometro, etc.) e ai fini reddituali;
Predisposizione del Bilancio (se obbligatorio).
E´ utile evidenziare che trattandosi di prestazioni alberghiere, ai sensi dell´art. 22 del D.P.R. 633/72, il Bed and Breakfast non è obbligato ad emettere fattura, risultando sufficiente l´emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino, salvo nel caso in cui la fattura sia richiesta dal cliente.
L’aliquota Iva sulle prestazioni fornite dal B&B è al 10% (con possibili variazioni in aumento nel 2018!).
Data la natura imprenditoriale dell´attività, il reddito conseguito rientra tra i “Redditi di impresa” di cui all’art. 55 del D.P.R. 917/1986 (“Sono redditi d’impresa quelli che derivano dall’esercizio di imprese commerciali. Per esercizio di imprese commerciali si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché’ non esclusiva, delle attività indicate nell’art. 2195 c.c…”).
In particolare, il reddito viene calcolato come differenza tra i ricavi conseguiti e i costi inerenti l´attività´, con differenziazioni in base alla forma giuridica prescelta (ditta individuale, società di persone o capitali) e al regime contabile adottato (semplificato per cassa o ordinario).
Il reddito così determinato, eventualmente cumulato ad altri redditi conseguiti, sarà quindi assoggettato alle aliquote IRPEF e addizionali regionali e comunali sulla base dello scaglione di appartenenza.
Per B&B costituiti nella forma di società di capitali (tipicamente S.r.l.) sarà invece dovuta l´IRES (aliquota 24%).
Inoltre, a prescindere dalla forma giuridica, i redditi prodotti saranno assoggettati anche all´IRAP (aliquota base del 3,90%).
Un’alternativa vantaggiosa a quanto sopra appena descritto è costituita dall´adozione del c.d. “Regime forfettario” (introdotto dalla Legge 190/2014 e modificato per effetto di quanto stabilito dalla Legge 208/2015).
Prima di tutto occorre precisare che tale regime “agevolato”, adatto per chi intraprende una nuova attività imprenditoriale, è accessibile solo per le persone fisiche esercenti attività di impresa/lavoro autonomo, quindi, nel caso di B&B imprenditoriali, solo per quelli costituiti nella forma di ditta individuale.
I soggetti forfettari determinano il reddito imponibile applicando all´ammontare dei ricavi percepiti un coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice Ateco che contraddistingue l’attività esercitata. Sul reddito imponibile così calcolato si applica un´imposta sostitutiva dell´IRPEF, addizionali e IRAP, del 15%.
Tale percentuale, se sono soddisfatte alcune condizioni, è ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività´ (c.d. regime forfetario per le “Start up” – comma 65, articolo 1, L. 190/2014 modificato dalla L. 208/2015).
Nello specifico, per i servizi di alloggio e ristorazione di cui fanno parte i Bed & Breakfast (codici Ateco 2007 appartenenti ai gruppi 55 – 56), la soglia massima di ricavi conseguibili nell’anno è di € 50.000 e il coefficiente di redditività del 40%.
Da evidenziare infine che l’adozione del regime forfettario consente di beneficiare di una riduzione del 35% sui contributi previdenziali dovuti alla gestione INPS commercianti e di notevoli semplificazioni contabili qui riepilogate:
Esonero registrazione corrispettivi, fatture di acquisto e fatture emesse (è comunque obbligatoria la numerazione e la conservazione delle fatture di acquisto e la certificazione dei corrispettivi);
Da tale disamina degli aspetti contabili e fiscali di un Bed & Breakfast risulta evidente quanto sia importante avere le idee chiare e pianificare attentamente in che modo si intende gestire l’attività.
Il supporto del commercialista per tali questioni e per la costruzione di un “Business Plan” risulta fondamentale.
Dal punto di vista burocratico, oltre alla conoscenza della normativa regionale di riferimento si ribadisce l´importanza, soprattutto in fase di avvio, di rivolgersi agli enti ed uffici locali per avere un quadro completo degli adempimenti da effettuare.
Per completare la nostra analisi della disciplina dei Bed & Breakfast ed offrire un quadro il più completo possibile dell´argomento, appare utile accennare ad altri aspetti che i gestori (o aspiranti tali) dei Bed & Breakfast (imprenditoriali e non) si trovano spesso a dover affrontare:
L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 18/E/2008 ha precisato che i soggetti titolari di unità immobiliari abitative, impiegate in modo saltuario a funzioni di B&B, possono fruire dell’agevolazione fiscale riguardante la ristrutturazione, precisando però che l’impiego “promiscuo” determina che la detrazione viene applicata soltanto sulla metà dell’importo normalmente detratto in caso di ristrutturazione effettuata su un immobile ad uso esclusivamente residenziale Ad esempio: spesa sostenuta per lavori ristrutturazione € 50.000: se tale somma fosse spesa per un immobile unicamente destinato ad abitazione, la detrazione ammonterebbe a € 25.000 (50% della spesa); per un immobile abitativo ma destinato in parte a B&B, la detrazione scenderebbe a € 12.500.
Un ostacolo all’apertura del B&B all’interno di un condominio è spesso rappresentato dalla presenza di clausole all’interno del regolamento condominiale che:
Impediscono lo svolgimento dell’attività di B&B o altre a questa riconducibili (ad esempio affittacamere);
Prevedono un divieto generico, quale quello di non destinare l´immobile ad un uso che possa turbare la tranquillità degli altri condomini.
In entrambi i casi, risulta opportuno rivolgersi all’assemblea dei condomini che, con il consenso unanime potrà espressamente autorizzare l’avvio di un’attività di Bed & Breakfast, superando il divieto regolamentare (Corte di Cassazione, sentenza 17694 del 14/08/2007).
Si segnala inoltre la sentenza della Corte di Cassazione del 16/01/2015 n. 704, riguardante l’impugnazione di una delibera assembleare assunta a maggioranza, con la quale era stata concessa l’autorizzazione all’avvio di un B&B. in questo caso, i condomini in disaccordo hanno avuto la meglio in quanto i giudici hanno confermato che “eventuali limitazioni accettate mediante l’approvazione del regolamento condominiale” vincolano i singoli condomini nell’utilizzo del loro immobile.
Sempre nell’ambito del condominio, risulta evidente che lo svolgimento dell’attività di B&B possa comportare un uso più intenso dei servizi comuni (ascensore, portineria); risulta pertanto opportuno procedere con una modifica delle modalità di riparto delle conseguenti spese.
Molti regolamenti comunali richiedono al contribuente, all’avvio dell’attività di Bed & Breakfast, la presentazione di una denuncia di variazione ai fini della tassa sui rifiuti, ove indicare i metri quadrati adibiti allo svolgimento dell’attività, con riferimento ai quali, la TARI deve essere calcolata applicando una tariffa maggiorata rispetto ad una normale abitazione privata.
Anche la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16972 del 19/08/2015 ha sancito la legittimità di una delibera comunale che ha deliberato una tassa maggiorata per i B&B.
Di seguito si riportano le Leggi disciplinanti l’attività di Bed & Breakfast nelle varie regioni e province autonome italiane:
Friuli L.R. 2/2002
Veneto L.R. 11/2013 e DGR 498/2016
Trentino Legge Provinciale 7/2002
Emilia Romagna L.R. 16/2004
Lombardia L.R. 27/2015
Toscana L.R. 42/2000 e 25/2016
Lazio L.R. 13/2007 e Regolamento 73/2015
Basilicata L.R. 8/2008
Puglia L.R. 27/2013
Molise L.R. 13/2002
Sicilia L.R. 32/2000
Sardegna L.R. 27/1998
Campania L.R. 5/2001
Piemonte L.R. 31/1985
Valle D'Aosta L.R. 11/1996
Liguria L.R. 32/2014
Umbria L.R. 13/2013
Abruzzo L.R. 78/2000
Calabria L. 2/2003
Hai l’idea di avviare un’attività di Bed & Breakfast e vuoi sapere se è concretamente fattibile? Vuoi avere una consulenza personalizzata su tutti gli adempimenti amministrativi e fiscali necessari per avviare il tuo B&B?
Hai bisogno di un Commercialista che ti segua su ogni fase della tua attività? Contattaci attraverso il form seguente. Sarai ricontattato nel più breve tempo da un professionista.