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Timestamp: 2020-05-26 08:03:19+00:00
Document Index: 115310474

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Occupazione suolo demaniale, Consiglio di Stato sentenza n. 5954 18 dicembre 2017 in materia di occupazioni di area demaniale marittima: nessuna sanatoria in assenza di specifica norma che la contempli | Sentenze
Occupazione suolo demaniale, Consiglio di Stato sentenza n. 5954 18 dicembre 2017 in materia di occupazioni di area demaniale marittima: nessuna sanatoria in assenza di specifica norma che la contempli
Scritto il Dicembre 19, 2017 da sentenze
Consiglio di Stato sentenza n. 5954 18 dicembre 2017 in materia di occupazione suolo demaniale e richiesta di sanatoria:
Non è configurabile alcuna sanatoria, rispetto all’abusiva occupazione del suolo demaniale, in assenza di una specifica disposizione normativa che contempli tale strumento.
L’amministrazione conserva invece la facoltà discrezionale di concedere per il futuro l’uso dell’area ai privati, a seguito di apposita procedura ad evidenza pubblica.
L’eventualità di una procedura ad evidenzia pubblica ben può prospettarsi per il destino futuro dell’area, non certo per sanare la pregressa occupazione.
(…è destituita di fondamento anche la contestazione…secondo la quale l’Amministrazione avrebbe ben potuto attivare una specifica procedura di evidenza pubblica proprio sull’istanza di regolarizzazione prodotta dalla società appellante, onde pervenire all’assegnazione della concessione nel rispetto delle regole di trasparenza, non discriminazione e pubblicità.…)
…Il provvedimento impugnato del resto è conforme alle circolari emesse in materia dalla Regione Puglia, che ha reiteratamente negato la possibilità giuridica del rilascio di concessioni demaniali in sanatoria, invitando esplicitamente i Comuni: “ad attenersi a tali indicazioni, quali espressione dei compiti di programmazione, indirizzo e coordinamento generale, attribuiti alla Regione dall’art. 5 comma 1 L. r. n. 23 giugno 2006 n. 17, nelle materie dalla stessa norma conferite”, con conseguente “modifica/annullamento in autotutela dell’eventuale adozione di procedure ed atti difformi” (cfr. Circolari Regione Puglia – Settore Demanio e Patrimonio n. 13 e n. 14/2008).
In ambito penale, anche la giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. 26187/2003) ha avuto modo di precisare che l’autorizzazione o la concessione ottenuta successivamente alla occupazione di area demaniale marittima ha efficacia esclusivamente per il periodo di occupazione successivo al detto rilascio e non produce alcun effetto estintivo sul reato di cui agli artt. 54 e 1161 c. nav. integrato con la precedente abusiva occupazione. (Cfr. anche Cass. Sez. III, 10 marzo 1999, Marino, Cass. Cass. Sez.III, 23 giugno 1998, Della Casa)….
Ai fini della configurazione di una occupazione senza titolo di una area demaniale non è necessaria la previa definizione del procedimento amministrativo di delimitazione del suolo demaniale, atteso il carattere meramente ricognitivo e non costitutivo della demanialità di tale procedimento.
…Al riguardo, la giurisprudenza ha chiarito che in materia di delimitazione del demanio rispetto alla proprietà privata, la pubblica Amministrazione non esercita un potere autoritativo costitutivo, ma si limita ad accertare l’esatto confine demaniale.
Siffatto accertamento, pur svolgendosi con le forme del procedimento amministrativo, ha carattere vincolato, non comporta la spendita di potere amministrativo discrezionale ed è inidoneo a degradare il diritto di proprietà privata in interesse legittimo, trattandosi appunto, di un atto di accertamento e non di un atto ablatorio (Cfr. Cons. St., sez. VI, 14 settembre 2010, n. 7147; Cons. St., Sez. VI, 23 maggio 2012, n. 3030; Cass., sez. II, 11 maggio 2009 n. 10817)….
L’occupazione di un suolo pubblico priva di un titolo legittimante rileva, anche in termini sanzionatori, in modo autonomo e separato rispetto alla legittima trasformazione urbanistica dello stesso suolo, come tra l’altro si desume dal comma 3 dell’art. 35 T.U. Edilizia.
(…Quanto al fatto che le opere edificate sull’area demaniale furono regolarmente autorizzate dal punto di vista edilizio, deve in primo luogo evidenziarsi la necessità di tenere distinti gli aspetti attinenti alla trasformazione urbanistica ed edilizia dell’area dall’aspetto legato alla legittima occupazione del suolo….)
Occupazione suolo demaniale e simili, vedi anche:
Art 54 codice navigazione, norma e giurisprudenza
Abusi edilizi, repressione in qualsiasi momento
Canone concessorio non ricognitorio, giurisprudenza
Sanzione derivazioni o utilizzazioni abusive di acqua pubblica
Consiglio di Stato sentenza n. 5954 18 dicembre 2017
della sentenza del T.A.R. PUGLIA – SEZ. STACCATA DI LECCE: SEZIONE I n. 01008/2016, resa tra le parti, concernente gli atti relativi alla rimozione di opere realizzate su area demaniale marittima”
Il fatto e le contestazioni.
“La società appellante è proprietaria di un complesso turistico ricreativo nel territorio del Comune di Gallipoli denominato Omissis.
Il complesso è stato realizzato nel suo nucleo essenziale nel 1973 sulla scorta della licenza edilizia n. 1701/73 per la realizzazione di un campo da tennis e manufatti accessori; successivamente, all’interno dell’area attrezzata sono stati realizzati altri campi sportivi, una sala giochi, un’area destinata a spettacoli, tettoie stagionali ed un manufatto destinato alla somministrazione di alimenti e bevande (bar-pizzeria).
Quest’ultimo, in particolare, è stato assentito con concessione edilizia n. 2961 del 5-6-1987 e successiva pratica edilizia di mutamento di destinazione d’uso n. 6463 del 2-4-1997.
2 – Con nota prot. n. 21/1 del 9-9-2014 la Polizia Municipale rilevava che una porzione dell’area inglobata nel perimetro del Omissis, e segnatamente la p…. n. … …, della superficie di circa 998 mq, è area demaniale.
La porzione in questione presenta una forma triangolare ed è ubicata a ridosso della recinzione sul lato sud, comprendendo il fabbricato destinato a bar-pizzeria, come detto assentito dal Comune di Gallipoli con concessione edilizia n. 2961 del 5-6-1987, e la tettoia esterna destinata alla somministrazione, coperta da autorizzazione in sanatoria del 22-7-1996.
3 – Sulla base di tale accertamento, con ordinanza n. 281 del 26¬-9-2014 il Dirigente dell’Area 2 Polizia comunale e amministrativa contestava l’occupazione dell’area demaniale in assenza di formale concessione e disponeva il ripristino dello stato dei luoghi.
4 – Con riferimento alla contestazione di abusiva occupazione dell’area demaniale di cui alla part.11 n. … …, in data 14-11-2014 l’appellante presentava formale istanza di rilascio di concessione demaniale in sanatoria, dichiaratamente finalizzata al “mantenimento in servizio di manufatti ad uso pizzeria e strutture mobili destinate ad opere accessorie/ impianti”.
Con nota n. 4474 del 30-1-2015 il Dirigente dell’Ufficio Marittimo comunicava il preavviso di rigetto di tale istanza. Ciò in quanto:
– nell’ordinamento di settore non sarebbe contemplata l’ipotesi di rilascio di una concessione demaniale in sanatoria; il rilascio della concessione demaniale sarebbe comunque impedito dalla mancanza del Piano Comunale delle Coste previsto dalla L.R. n. 17/12006, non ancora adottato dal Comune di Gallipoli;
– il rilascio della concessione demaniale sarebbe altresì impedito dalla esistenza sul sito di opere di difficile rimozione.
5 – Con ordinanza n. 56 del 27-3-2015 il Dirigente dell’Area 2 Polizia comunale e amministrativa ingiungeva il ripristino dello stato dei luoghi con riferimento alle opere esistenti sull’area demaniale di cui alla p… … … proprio in ragione del fatto che “non è stata mai rilasciata concessione demaniale”.
6 – Con provvedimento prot. n. 15189 del 15-4-2015, il Dirigente dell’Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Gallipoli rigettava l’istanza di concessione demaniale con riferimento alla particella n. … …, confermando integralmente i rilievi già formulati nella comunicazione di preavviso.
7 – Da ultimo, con ordinanza n. 64 del 7-4-2015 il Dirigente dell’Area 1 Politiche Territoriali ordinava la sospensione dei lavori con riferimento a talune opere realizzate all’interno del perimetro del Parco nella zona di proprietà privata e agli impianti accertati all’esterno della struttura già oggetto dell’ordinanza n. 56/2015.
A tale ordinanza, tuttavia, non faceva seguito l’adozione di ulteriori provvedimenti nel termine prescritto dall’art. 27, co. 3 del D.P.R n. 380/2001.
8 – Omissis ricorreva al Tar Lecce avverso i suddetti provvedimenti. Con riferimento al provvedimento di diniego di concessione demaniale in sanatoria, deduceva:
la carenza di istruttoria e di motivazione, non essendosi tenuto conto del fatto che l’area demaniale risulta da sempre asservita al complesso turistico per cui è causa e che le opere ivi realizzate sono state assentite dal Comune; l’erroneità del motivo incentrato sulla mancata approvazione del piano comunale delle coste, dovendosi fare applicazione dell’insegnamento giurisprudenziale che ammette il rilascio delle nuove concessioni nell’osservanza del piano regionale delle coste già regolarmente approvato.
Con riferimento all’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi e alla successiva ordinanza di sospensione dei lavori, deduceva l’illogicità della inversione delle determinazioni assunte dall’Amministrazione, essendo tali ordinanze intervenute prima di qualsivoglia decisione sulla richiesta di concessione demaniale finalizzata proprio al mantenimento di tutte le opere contestate; l’infondatezza nel merito, venendo in considerazione per le opere interne al perimetro del Parco, manufatti ed attrezzature tutti regolarmente coperti da titolo, per le opere esterne, impianti di carattere pertinenziale (2 fari, 2 pozzetti di ispezione, e contatori), privi di incidenza sotto il profilo urbanistico, e certamente non soggetti al rilascio di un permesso di costruire, per i quali il regime sanzionatorio non può essere quello ex art. 31 del D.P.R. n. 380/2001, bensì eventualmente quello meno rigoroso ex art. 37 del medesimo D.P.R. per opere eseguite in assenza di DIA o SCIA; l’irragionevolezza dell’ordine di sospensione, trattandosi di impianti già installati da tempo e regolarmente in uso.
9 – All’esito dell’udienza di merito, con la sentenza n. 1008/2016 del 23-6-2016, il TAR Lecce rigettava il ricorso, giudicando condivisibile l’impostazione comunale secondo cui la già avvenuta occupazione dell’area demaniale richiesta sarebbe preclusiva al rilascio della concessione demaniale atteso che l’ordinamento non contempla l’istituto della concessione demaniale in sanatoria.
Avverso tale sentenza Omissis proponeva appello per i motivi di seguito esaminati.
10 – Con la prima censura deduce l’erroneità della sentenza per violazione delle LL.RR. n. 17/2006 e 17/2015, nonché del PRC approvato con deliberazione di G.R. n. 2273 del 13-10-2011; difetto di istruttoria; errore sui presupposti di fatto e di diritto; difetto di motivazione; violazione dell’art. 3 della L. n. 241/1990; violazione del giusto procedimento; illogicità ed irragionevolezza.
10.1 – In particolare, si contesta la sentenza del TAR dove ha reputato corretta la ragione ostativa opposta dal Comune di Gallipoli al rilascio della concessione demaniale incentrata sul fatto per cui non sarebbe consentito il rilascio di un titolo concessorio in presenza di una già avvenuta occupazione abusiva dell’area.”
La soluzione del caso di specie.
“Alla luce delle considerazioni che precedono, stante la non configurabilità di un procedimento di sanatoria, il provvedimento impugnato risulta pienamente legittimo, senza la necessità di esaminare le ulteriori censure, quali:
– la denunciata erroneità del rilievo incentrato sulla (pretesa) insindacabilità della scelta dell’Autorità demaniale di privilegiare l’uso generale dell’area;
– il fatto che la porzione demaniale risulterebbe interna al perimetro della struttura ricreativa di proprietà della società appellante (circostanza oltretutto contestata dal comune) e non sarebbe quindi suscettibile di un’autonoma e diversa utilizzazione; la sussistenza o meno di opere di difficile rimozione;
– il mancato esame della questione relativa alla mancata approvazione da parte del Comune di Gallipoli del piano comunale delle coste ai sensi e per gli effetti dell’art. 4 della L.R. n. 17/2006. Infatti, ai fini della legittimità di un atto amministrativo fondato su di una pluralità di ragioni, fra loro autonome, è sufficiente che anche una sola fra esse sia riconosciuta idonea a sorreggere l’atto medesimo, mentre le doglianze formulate avverso gli altri motivi devono ritenersi carenti di un sottostante interesse a ricorrere, giacché in nessun caso le stesse potrebbero portare all’invalidazione dell’atto (ex multis Cons. St. sez. IV, 7 aprile 2015, n. 1769).
11 – Deve essere parimenti confermata la sentenza impugnata nel punto in cui ha giudicato legittima anche l’ordinanza n. 56 del 27-3-2015 di ripristino dello stato dei luoghi, in quanto atto consequenziale rispetto al provvedimento di diniego della concessione demaniale in sanatoria.
E’ infatti irrilevante che l’ordinanza di ripristino sia stata adottata in assenza di una preventiva determinazione definitiva sull’istanza di concessione demaniale in sanatoria.
Confermano tale conclusione:
il chiaro disposto dell’art. 54 cit. in forza del quale è stata emessa l’ordinanza;
l’assenza di disposizioni normative che contemplino il procedimento di sanatoria; nonché il fatto che a distanza di breve tempo quest’ultima istanza è stata correttamente rigettata.
11.1 – Le valutazioni che precedono valgono altresì rispetto all’ordine di rimozione degli impianti a servizio del Omissis posti in essere sulla p.11 n. 410 del fg. 20 esterna al perimetro del Parco stesso (e consistenti in 2 fari montati sul muro perimetrale dello stadio, 2 pozzetti di ispezione, tubazioni e relativo interramento, contatori elettrico ed idrico), atteso che anche gli stessi sono edificati su area demaniale, seppur esterna alla struttura.
12 – Risulta infine improcedibile l’ultimo motivo di appello con il quale si ripropone anche l’impugnazione dell’ordinanza n. 64 del 7-4-2015 di sospensione dei lavori.
Infatti, per quanto affermato dallo stesso appellante a tale provvedimento non faceva seguito l’adozione di ulteriori provvedimenti nel termine prescritto dall’art. 27, co. 3 del D.P.R n. 380/2001. Ne deriva l’improcedibilità del motivo di appello per carenza di interesse (ex multis, Cons. St., sez. IV, 19 giugno 2014, n. 3115)
13 – In definitiva l’appello non deve essere accolto, dovendosi pertanto confermare la sentenza impugnata.”
“Le spese di lite possono essere compensate, stante l’originaria assenza di consapevolezza circa la natura demaniale dell’area.”
Occupazione suolo demaniale, sentenza n. 5954 18/12/2017
Precedente Art 54 codice navigazione – Testo aggiornato del disposto normativo e giurisprudenza rilevante – REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 Approvazione del testo definitivo del Codice della navigazione, articolo 54 Successivo Vincolo Soprintendenza Beni Culturali, Consiglio di Stato sentenza n. 5953 18 dicembre 2017 su natura e ricognizione vincolo storico-artistico: rispetto ai vincoli storico artistici sussistenti in virtù del d.lgs. 42/2004, la pianificazione comunale deve svolgere una funzione meramente ricognitiva, limitandosi a prendere atto dell’esistenza dei vincoli, senza alcun condizionamento delle prerogative intestate dalla legge alla Soprintendenza, competente alla apposizione e tutela del vincolo