Source: http://docplayer.it/669836-Circolare-n-25-e-roma-6-agosto-2014-oggetto-prevenzione-e-contrasto-dell-evasione-anno-2014-indirizzi-operativi-direzione-centrale-accertamento.html
Timestamp: 2016-12-03 03:05:24+00:00
Document Index: 99550860

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 38', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 27', 'art. 9', 'art. 83', 'art 6', 'art. 5']

⭐CIRCOLARE N. 25/E. Roma, 6 agosto Oggetto: Prevenzione e contrasto dell evasione Anno 2014 Indirizzi operativi. Direzione Centrale Accertamento
CIRCOLARE N. 25/E. Roma, 6 agosto Oggetto: Prevenzione e contrasto dell evasione Anno 2014 Indirizzi operativi. Direzione Centrale Accertamento
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1 CIRCOLARE N. 25/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 6 agosto 2014 Oggetto: Prevenzione e contrasto dell evasione Anno 2014 Indirizzi operativi. 12 1. PREMESSA ATTIVITA SPECIFICHE GRANDI CONTRIBUENTI IMPRESE DI MEDIE DIMENSIONI IMPRESE DI MINORI DIMENSIONI E LAVORATORI AUTONOMI ENTI NON COMMERCIALI, ONLUS E ALTRI SOGGETTI CHE FRUISCONO DI REGIMI AGEVOLATIVI (SOCIETÁ COOPERATIVE E SETTORE AGRICOLO) PERSONE FISICHE ATTIVITA TRASVERSALI ATTIVITÀ IN MATERIA DI ANTIFRODE ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA EVASIONE INTERNAZIONALE ATTIVITA A PROIEZIONE INTERNAZIONALE ATTIVITÀ IN MATERIA DI RISCOSSIONE PIANIFICAZIONE, CONSUNTIVAZIONE E RISCOSSIONE DA ATTIVITA DI CONTROLLO3 1. PREMESSA Nell anno 2014 l Agenzia delle Entrate è chiamata alla duplice sfida del consolidamento dei positivi risultati sinora conseguiti e dello sviluppo di una strategia di contrasto all evasione ed all elusione fiscale, che consenta di contribuire in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi affidati al Governo dagli art. 3 e 9 della legge 11 marzo 2014, n. 23 (di seguito legge delega fiscale ), in materia, rispettivamente, di stima e monitoraggio dell evasione fiscale e di rafforzamento dell attività conoscitiva e di controllo e dall art. 6 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, che impegna il Governo a relazionare le Camere sulla realizzazione delle strategie di contrasto all evasione fiscale e sui risultati conseguiti e attesi. L Atto di indirizzo del Ministro per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni del 31 dicembre 2013, ha indicato, tra l altro, le linee direttrici dell azione di prevenzione e contrasto all evasione e all elusione fiscale dell Agenzia delle Entrate individuandole nell ulteriore incremento della qualità dell attività di accertamento e nella scelta adeguata della tipologia di controllo, fattori che sinergicamente combinati devono portare ad una riduzione del tax gap, attraverso l emersione di maggiore base imponibile. Il Ministro ha anche assegnato all Agenzia il compito di presidiare la centralità del rapporto con il contribuente che, nell ambito dell attività di controllo, si declina attraverso la partecipazione del cittadino al procedimento di accertamento mediante il contraddittorio, sia nella fase istruttoria sia nell ambito degli istituti definitori della pretesa tributaria. Un adeguato confronto con il contribuente consente, da un lato, di rendere lo stesso partecipe, in modo tangibile e trasparente, dello sforzo che l Agenzia quotidianamente persegue, di esercitare i compiti istituzionali ad essa affidati in un contesto di leale collaborazione e buona fede, dimostrando capacità di ascolto, professionalità e chiarezza nelle spiegazioni. Dall altro lato, permette all ufficio di individuare con maggior 34 attendibilità la sussistenza dei presupposti dell atto in corso di definizione, con effetti positivi diretti sull affidabilità dei controlli. Altrettanto importante è la necessità di mantenere e sviluppare in maniera strutturata i rapporti di collaborazione e coordinamento con tutti gli altri soggetti istituzionali che in ragione dei compiti agli stessi affidati possono produrre o innescare attività accertative degli uffici dell Agenzia delle Entrate, quali l Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, le Procure della Repubblica, l INPS, l INAIL, la SIAE e gli enti territoriali. I rapporti con la Guardia di finanza continueranno ad essere improntati alla collaborazione ed al coordinamento, nell ottica dello sviluppo di dinamiche sinergiche di azione. Del pari, devono essere consolidati i rapporti di collaborazione con le strutture regionali e provinciali di Equitalia, al fine di curare nel miglior modo possibile l attività di riscossione. Per quanto concerne, in concreto, il rafforzamento del contrasto all evasione e all elusione fiscale, considerato che i fenomeni in esame non sono uniformemente distribuiti a livello territoriale e settoriale, il fulcro dell azione di controllo continua ad essere un attenta e strutturata analisi del rischio, riferita a ciascuna macro-tipologia di contribuenti, che valorizzi la conoscenza delle dinamiche economiche presenti in ciascuna realtà provinciale acquisita dagli studi predisposti dai diversi enti che svolgono indagini statistiche sui vari indicatori economici presenti nelle diverse realtà regionali, avvalendosi, altresì, delle applicazioni informatiche a disposizione e del database db Geo, non trascurando di considerare anche la particolare crisi economica che sta colpendo il territorio nazionale. La ricerca di fonti informative inerenti il tessuto economico di riferimento deve tendere a cogliere dalle stesse concreti spunti di indagine, utili ad individuare i settori sui quali, a livello territoriale, è più opportuno porre attenzione in vista dell effettuazione dei controlli. E necessario non solo recuperare risorse immediate dalla lotta all evasione, ma anche dare risposte alla sempre più diffusa e pressante esigenza di legalità ed equità. D altra parte, la condivisione, da parte dei cittadini, della strategia fiscale, unica strada percorribile per un recupero stabile del tax gap, richiede un costante impegno 45 dell Agenzia volto a generare nei contribuenti la percezione della correttezza e proporzionalità dell azione di controllo. In tale ottica prioritaria, particolare impegno deve essere riservato all approfondimento dei comportamenti evasivi più gravi, segnatamente individuati tra quelli che, oltre ad avere impatti rilevanti sul gettito erariale, provocano distorsioni alla libera concorrenza che, in un contesto economico come quello attuale, amplificano la loro portata lesiva a danno dei contribuenti che adottano comportamenti leali con il Fisco. Tali effetti connotano, in particolare, l evasione nel settore dell imposta sul valore aggiunto. La strategia del controllo sarà quindi improntata ad una significativa selezione delle forme più insidiose di frodi ed evasioni rilevanti, abbandonando rilievi di carattere meramente formale, in coerenza con il principio della proficuità comparata e avvalendosi di specifiche analisi di rischio che consentano la individuazione dei comportamenti di maggiore pericolosità. Pertanto, nello svolgimento dell attività di controllo i singoli Uffici devono: effettuare un attento esame di proficuità comparata, privilegiando gli elementi da cui possano scaturire maggiori imposte accertabili, tralasciando quelli di scarsa rilevanza in termini di recupero di imposte o di minore sostenibilità, la cui valorizzazione può generare nei contribuenti l opinione di un Amministrazione che presta attenzione a situazioni poco significative o, ancor peggio, di natura esclusivamente formale; considerare attentamente la presenza del rischio di evasione nel settore dell imposta sul valore aggiunto, anche in relazione alle possibili ricadute sulle altre imposte; tendere ad un spostamento delle lavorazioni su annualità più recenti, al fine di ottimizzare l attività di riscossione ed evitare l effetto urgenza che scaturisce dalla trattazione sistematica di pratiche per annualità in scadenza; approfondire i casi in cui sussistono ricorrenze di comportamenti evasivi/elusivi identici da parte di una pluralità di imprese e/o professionisti, collocati in specifiche aree territoriali, cercando di individuare l eventuale soggetto che ha proposto i comportamenti, al fine di interrompere il reiterarsi degli stessi; 56 ridurre il tasso di conflittualità, attraverso una crescita nell utilizzo degli strumenti partecipativi del contribuente al procedimento di accertamento e quelli deflattivi del contenzioso 1 ; utilizzare i diversi strumenti di ricostruzione presuntiva del reddito con la massima attenzione, evitando di contestare redditi non connessi con la concreta realtà riferibile al contribuente ed alla sua effettiva capacità contributiva; dedicare l attività principalmente ai settori economici con alto livello di tax gap e a quelli che meno sono stati interessati da controlli negli ultimi anni 2. Le attività istruttorie esterne, salvo i casi in cui gli esiti dell analisi del rischio impongano un azione di controllo su anni di imposta diversi, potranno essere indirizzate sull anno d imposta 2012, tenendo conto, in ogni caso, degli esiti del coordinamento con la Guardia di finanza. L attività di accertamento deve essere orientata a confermare il miglioramento qualitativo dei controlli. A tal fine, un indicatore rilevante è costituito dall incremento del valore mediano delle imposte o delle maggiori imposte accertate e definite, segnatamente nel caso degli accertamenti di iniziativa, frutto dell analisi del rischio e delle selezione effettuata dalle singole Direzioni Provinciali. Ferme restando le linee strategiche contenute nella presente circolare, di seguito vengono, altresì, sintetizzati gli indirizzi contenuti nei documenti trasmessi alle strutture operative dell Agenzia nel primo semestre del 2014 e le indicazioni presenti nelle comunicazioni di servizio e note operative che hanno accompagnato segnalazioni, liste di soggetti e applicazioni di supporto all attività di controllo, con riguardo: alle attività di controllo fiscale destinate, in modo specifico, alle diverse macro-tipologie di contribuenti e che quindi integrano nel loro complesso la peculiare strategia da adottare per ridurre i rischi di evasione/elusione che caratterizzano ciascuna delle dette macro-tipologie (attività specifiche); 1 Al riguardo, si evidenzia la necessità di adottare atti di autotutela non solo su richiesta del contribuente ma, ove ne sussistano i presupposti, anche d ufficio per assicurare adeguati canoni di buona amministrazione ed evitare impropri utilizzi dello strumento della mediazione, con conseguenti appesantimenti dell attività degli uffici legali. 2 Sul punto si ricorda che nell applicativo B.I. è possibile, all interno dell indice I.P.T., visualizzare la ripartizione dei controlli effettuati da ciascuna Direzione Provinciale per settore economico. 67 alle attività che per loro natura non possono specificamente riferirsi alle suddette macro-tipologie di contribuenti, ma le riguardano tutte trasversalmente, in modo più o meno marcato (attività trasversali). Tra gli strumenti da considerare per l attività di analisi del rischio e di selezione delle posizioni da inserire nel piano dei controlli, si segnala che nel primo semestre del 2014 è stato messo a disposizione degli Uffici l applicativo Spesometro integrato, relativo agli anni 2010 e 2011, che può costituire un importante strumento per comprendere meglio fin dalla fase di selezione i rapporti intrattenuti dai singoli operatori commerciali individuati per le attività di controllo. 2. ATTIVITA SPECIFICHE 2.1 GRANDI CONTRIBUENTI Le attività riguardanti i Grandi Contribuenti saranno consolidate anche mediante l analisi di ciascuna posizione fiscale (tutoraggio) in modo da assicurare una maggiore efficacia del giudizio prognostico circa la maggiore o minore rischiosità dei soggetti. In un ottica di ottimizzazione dell impiego delle risorse disponibili, per i grandi contribuenti rispetto ai quali, negli anni precedenti, non sia stato rilevato un livello di rischio alto, ovvero gli esiti dell attività di controllo abbiano permesso di appurare che l evento a motivo del quale era stato attribuito un rischio alto non si è verificato, qualora per l anno in corso dalle dichiarazioni o dai bilanci non emergano scostamenti o eventi significativi, il tutoraggio potrà essere svolto mediante un sintetico aggiornamento della scheda di rischio, che potrà riguardare solo i dati relativi alle ultime dichiarazioni fiscali presentate e al bilancio di esercizio. In attuazione delle previsioni dell articolo 6 della legge delega fiscale, l Agenzia delle entrate, in linea con l adozione di forme di interlocuzione avanzata basate sulla collaborazione, trasparenza e fiducia reciproca, già diffuse in altri Paesi e note come Cooperative Compliance Programmes, proseguirà l impegno avviato nel mese di giugno 2013 in collaborazione con il mondo delle imprese, nel progetto pilota Regime di 78 adempimento collaborativo, tuttora in corso, che si propone di analizzare i sistemi di controllo interno orientato alla gestione del rischio fiscale (cd. Tax Control Framework). A conclusione del predetto iter, è previsto il coinvolgimento diretto delle Direzioni Regionali alle quali saranno illustrati gli esiti derivanti da detta prima fase di analisi anche al fine di consentire all Agenzia di fornire un eventuale contributo tecnico al legislatore, alla luce di quanto previsto dall art. 6, comma 1, della legge delega fiscale. Con riferimento alle attività di verifica e di accertamento, le strutture regionali preposte al controllo dei grandi contribuenti, pur mantenendo alta l attenzione su tutte le questioni relative all interpretazione giuridica delle norme, dovranno preferenzialmente concentrare la propria capacità d indagine verso quelle fattispecie che possono rappresentare una reale evasione o elusione tributaria. Si pensi, a titolo esemplificativo, a tutte le situazioni di delocalizzazione dei redditi verso paesi a fiscalità più favorevole, laddove gli intenti perseguiti siano quindi quelli di realizzare arbitraggi impositivi. Con specifico riferimento all adesione al regime degli oneri documentali nell ambito dei prezzi di riferimento, ai fini della graduazione del rischio di evasione/elusione, si evidenzia che la comunicazione di per sé non costituisce elemento atto a escludere la possibilità di sottoporre il soggetto a controllo; peraltro, gli uffici dovranno procedere alla selezione di posizioni da sottoporre a controllo in presenza di adesione al regime, soltanto se sussistono ulteriori motivazioni che orientano per tale scelta 3. Inoltre, anche in considerazione del sempre delicato stato dell economia, è necessario accordare priorità alla lavorazione degli elementi che riguardano pretese che possono comportare significative ricadute sulle aziende interessate dai controlli, instaurando, ove possibile e qualora tale modalità non sia incompatibile con la decadenza dell azione accertatrice, un proficuo contraddittorio, preventivo rispetto all emissione degli avvisi di accertamento, che consenta agli uffici di porre in essere una completa ed esaustiva istruttoria prima dell eventuale emanazione dei provvedimenti. 3 In tema di prezzi di trasferimento si veda anche quanto riportato successivamente al paragrafo 3.3, ultima parte. 89 Appare, infine, necessario ricordare l opportunità di indirizzare prioritariamente le attività di accertamento nei confronti di tutte quelle situazioni che richiedono la massima attenzione a tutela del credito erariale (ad esempio, in presenza di erogazione di rimborsi, la decadenza di polizze fideiussorie o situazioni debitorie di particolare rilevanza) e ai fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva. 2.2 IMPRESE DI MEDIE DIMENSIONI Al fine di potenziare le attività di controllo nel comparto delle imprese di medie dimensioni e migliorarne la proficuità si raccomanda l adozione delle seguenti iniziative: - coordinamento da parte della Direzione Regionale dell attività di controllo con riguardo alle imprese di medie dimensioni appartenenti a gruppi di imprese, prevedendo, nei casi in cui se ne ravveda l opportunità, l istituzione di nuclei misti di verificatori delle Direzioni Provinciali e dell Ufficio Grandi Contribuenti della Direzione Regionale; - supervisione da parte della Direzione Regionale dell analisi di rischio effettuata dalle Direzioni Provinciali, soprattutto per quanto concerne il segmento delle imprese medio-grandi (fatturato superiore ai 25 milioni di euro), dei fenomeni di evasione/elusione suscettibili di coinvolgere imprese di medie dimensioni appartenenti a gruppi societari e del turn-over delle imprese di medie dimensioni nei singoli ambiti provinciali; con particolare riferimento a quelli ad alta densità di contribuenti (al riguardo si richiamano le indicazioni fornite con comunicazione di servizio n. 11 del 2011); - per i contribuenti che hanno perso la qualifica di grande contribuente trasmissione da parte delle strutture regionali alle Direzioni Provinciali competenti delle schede di rischio predisposte in sede di tutoraggio. 910 Per quanto attiene, in particolare, all analisi di rischio, si rammenta l importanza della mappatura delle imprese di medie dimensioni presenti nella provincia 4 e del censimento dei rischi di evasione/elusione seguendo gli indirizzi già forniti con la comunicazione di servizio n. 84 del Nell analisi del rischio deve essere riservata particolare attenzione ai fenomeni di migrazione delle imprese dalla platea dei grandi contribuenti a quella delle imprese di medie dimensioni, anche per effetto di specifiche operazioni societarie finalizzate a contrarre la loro dimensione. Per tale tipologia di imprese deve essere potenziata l azione di coordinamento con gli altri organi dell Amministrazione finanziaria, con la sperimentazione di nuovi modelli di controllo mutuati dalle esperienze maturate in relazione ai grandi contribuenti, quali il tutoraggio. Con specifico riferimento, infine, all adesione al regime degli oneri documentali nell ambito dei prezzi di riferimento, vale quanto detto per il comparto dei grandi contribuenti. 2.3 IMPRESE DI MINORI DIMENSIONI E LAVORATORI AUTONOMI La programmazione delle attività istruttorie e di accertamento da realizzare relativamente al comparto in esame deve tener conto di un attenta analisi del rischio e di selezione mediante l utilizzo, secondo le indicazioni operative e metodologiche fornite, degli specifici applicativi di analisi e delle liste delle posizioni trasmesse nel corso dell ultimo periodo dello scorso anno e del primo semestre del Con riferimento ai contribuenti nei cui confronti si applicano gli studi di settore, si richiamano gli indirizzi diramati in occasione della diffusione dei percorsi di analisi e selezione esperibili mediante l utilizzo degli applicativi dedicati e delle liste riguardanti, in particolare, i soggetti destinatari delle comunicazioni concernenti la rilevata esistenza di 4 comunicazione di servizio n. 82 del11 anomalie degli indicatori economici, ricostruiti dai dati dichiarati ai fini degli studi di settore e che risultano non aver mutato il comportamento ritenuto anomalo. Inoltre, si richiama l attenzione sul riscontro della sussistenza, in capo al contribuente, dei requisiti per usufruire del regime premiale, ai sensi dell art. 10, commi 9 a 13, del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011 n La norma prevede una serie di vantaggi per i contribuenti congrui, coerenti e normali che hanno assolto fedelmente all obbligo di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore. Al fine di contrastare i fenomeni di infedele dichiarazione dei dati rilevanti per l applicazione degli studi di settore, è tra l altro prevista dall articolo 39, secondo comma, lettera d-ter)la possibilità di effettuare un accertamento di tipo induttivo in caso di omessa presentazione dei modelli degli studi di settore o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità non sussistenti, nonché di infedele compilazione dei predetti modelli che comporti una differenza superiore al quindici per cento, o comunque ad euro cinquantamila, tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione. Di conseguenza, nell evidenziare la necessità che i dati presenti negli studi di settore vengano sempre maggiormente impiegati quale strumento di selezione per l ulteriore attività di controllo, piuttosto che quale mero strumento accertativo, si deve porre particolare attenzione all attività di accesso breve, che deve essere volta anche a rintracciare i casi in cui il contribuente si sia collocato abusivamente nel c.d. regime premiale. Sul punto, nel ricordare come tale attività sia tra quelle più rappresentative sul territorio in termini di immagine e deterrenza, con la conseguenza che deve essere svolta da personale formato in modo specifico, è necessaria una maggior sinergia tra gli Uffici Territoriali (cui è nominalmente demandata l attività) e gli Uffici Controllo, al fine di incrementare il tasso di positività dei verbali redatti. 1112 In generale, si ricorda che è stata di recente diffusa la metodologia aggiornata in materia di controlli da studi di settore che racchiude una sintesi della prassi, sia con riferimento all attività istruttoria che, più strettamente, di accertamento. Con specifico riferimento, infine, all attività di controllo per il tramite dello strumento delle indagini finanziarie, si ricorda come tale mezzo istruttorio debba essere utilizzato solo a valle di un attenta attività di analisi del rischio che faccia emergere significative anomalie dichiarative, preferibilmente quando è già in corso un attività istruttoria dell ufficio. Lo strumento delle indagini finanziarie, da privilegiarsi nel caso di controlli nei confronti di esercenti arti e professioni la cui posizione fiscale, in considerazione dell attività esercitata, può essere più difficilmente riscontrabile con altre modalità istruttorie, deve sempre essere utilizzato evitando richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali e/o familiari e tenendo conto degli indici di capacità contributiva già conosciuti dall ufficio in relazione al soggetto esaminato ed al suo nucleo familiare. In tale ambito, in particolare, appare opportuno evidenziare l importanza che assume il ricorso al contraddittorio preventivo con il contribuente, attesa la rilevanza delle presunzioni stabilite dal comma 1, n. 2, secondo periodo, dell art. 32 del d.p.r. n. 600 del 29 settembre 1973 e gli effetti che dalle stesse potrebbero derivare. Nel ribadire, in coerenza con la passata prassi in materia, che scopo delle indagini finanziarie è quello di ricostruire l effettiva disponibilità reddituale del soggetto sottoposto a controllo, preme nuovamente sottolineare come le presunzioni fissate dalla citata norma a salvaguardia della pretesa erariale devono essere applicate dall Ufficio secondo logiche di proporzione e ragionevolezza avulse da un acritico automatismo, giovandosi in via prioritaria della collaborazione del contribuente e delle dimostrazioni che questi potrà addurre a titolo di giustificazione delle operazioni finanziarie rilevate, con riguardo in particolare ai prelevamenti. Si evidenzia come, in tale contesto, resti in ogni caso affidata alla sensibilità dell organo accertatore procedente la scelta, nel caso concreto, dei poteri e degli strumenti, 1213 nell ambito di quelli messi a disposizione dall ordinamento tributario, che meglio siano in grado, sulla base degli elementi a disposizione, di ricostruire la capacità contributiva complessiva del soggetto. Dall esame dell insieme delle operazioni finanziarie rilevate e dalla valutazione della relativa coerenza complessiva rispetto alla concreta realtà economico-operativa e conseguentemente alla capacità contributiva del contribuente, infatti, l Ufficio dovrà far discendere la scelta del metodo di accertamento, anche induttivo, da adottare e, su questa base, procedere alla valorizzazione delle risultanze delle indagini finanziarie. 2.4 ENTI NON COMMERCIALI, ONLUS E ALTRI SOGGETTI CHE FRUISCONO DI REGIMI AGEVOLATIVI (SOCIETÁ COOPERATIVE E SETTORE AGRICOLO) Con riguardo al comparto degli enti non commerciali si ribadisce la necessità che le Direzioni Provinciali concentrino la loro attività nei confronti dei soggetti che apparentemente si presentano come non profit, ma in realtà svolgono vere e proprie attività commerciali, evitando di perseguire situazioni di minima rilevanza, che nonostante le ridotte dimensioni assumono evidente rilievo sociale in relazione al contesto in cui operano gli enti, come nei casi, ad esempio, in cui l attività istituzionale riguardi la formazione sportiva per giovani, oppure sia rivolta ad anziani o a soggetti svantaggiati. Del pari, l attività di controllo nei confronti delle ONLUS deve essere specificamente indirizzata a verificare che le attività in concreto esercitate siano effettivamente ricomprese tra quelle ritenute meritevoli dalla normativa di settore, evitando rilievi e contestazioni di carattere meramente formale che impattano negativamente sulle organizzazioni che meritoriamente operano nel mondo del volontariato. In dettaglio, rispetto ai soggetti iscritti all Anagrafe delle ONLUS, nell analisi del rischio si terrà conto principalmente degli elementi che eventualmente dovessero emergere nel corso del controllo preventivo effettuato dalle Direzioni Regionali. 1314 Per quanto riguarda, invece, le organizzazioni di volontariato, che devono risultare iscritte negli specifici registri tenuti dalle Regioni o dalle Province, le Direzioni Regionali promuoveranno la stipula di specifici accordi o protocolli d intesa con gli enti territoriali di competenza, diretti all acquisizione dei dati e delle informazioni riguardanti tali soggetti, al fine di migliorare la conoscenza di tale settore e conseguentemente l efficacia dell azione di contrasto. Per quanto concerne, ancora, il regime agevolativo previsto per le società cooperative, la selezione degli Uffici deve indirizzarsi prioritariamente ai soggetti che si qualificano come cooperative, ma non risultano iscritti nel relativo Albo, nonché nei confronti di quelli per i quali vengono rilevati specifici indicatori di rischio, costituiti, tra gli altri, da crediti IVA di importo elevato non giustificati in base al settore di attività o al volume d affari, da perdite di esercizio sistematiche che denotano situazioni apparentemente antieconomiche, da brevi periodi di attività, da evidenti incoerenze degli indicatori gestionali (quale, ad esempio, il costo del lavoro rispetto ai ricavi di vendita) o dall omessa dichiarazione degli elementi rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore. Con riferimento, infine, al rischio di utilizzo abusivo delle agevolazioni fiscali riservate al settore dell agricoltura, la selezione dei soggetti nei cui confronti indirizzare l attività di controllo deve essere eseguita tenendo conto prioritariamente delle imprese che svolgono le c.d. attività connesse (manipolazione, commercializzazione e trasformazione) aventi ad oggetto prodotti agricoli acquisiti prevalentemente da terzi. Richiedono, infine, un attenzione specifica le posizioni dei soggetti che si qualificano come esercenti attività agricola e nel contempo svolgono vere e proprie imprese commerciali di ristorazione e/o alberghiere dissimulate sotto forma di agriturismo. 2.5 PERSONE FISICHE Nell ambito dell attività di controllo nei confronti delle persone fisiche, nel 2014 è stata data attuazione alla normativa prevista dall art. 38, commi quarto e seguenti del D.P.R. n.600/73 e dal D.M. 24 dicembre 2012 (il cosiddetto Redditometro). 1415 A questo riguardo è stato predisposto il nuovo applicativo informatico VE.R.DI., destinato alle attività di analisi del rischio sulle persone fisiche e di ausilio alla determinazione sintetica del reddito. Si tratta di uno strumento innovativo che sarà oggetto di implementazioni e miglioramenti volti ad ottimizzarne le funzionalità. Di conseguenza, nel corso del corrente anno lo stesso deve essere utilizzato da tutte le Direzioni Provinciali con spirito propositivo, al fine di individuare anche eventuali aspetti suscettibili di miglioramento. Si invitano, quindi, tutte le Direzioni Regionali a farsi portavoce delle esperienze delle Direzioni Provinciali, comunicando alla Direzione Centrale accertamento ogni osservazione, integrazione o modifica che venga ritenuta opportuna. Nel merito, particolarmente curata deve essere la fase preliminare della selezione dei soggetti a rischio, in modo da attivare il procedimento accertativo solo nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata. L analisi delle posizioni evidenziate dall applicativo VE.R.DI., inoltre, dovrà essere effettuata anche avvalendosi degli altri strumenti di analisi e selezione disponibili che potrebbero indurre a privilegiare opportunamente anche altre metodologie di controllo più idonee alla fattispecie concreta. Elemento essenziale del procedimento di controllo basato sul c.d. redditometro è costituito dalla valutazione attenta delle prove addotte dai contribuenti nella fase di contraddittorio, che è elemento essenziale del procedimento. Pertanto, al fine di pervenire ad una ricostruzione presuntiva efficace del reddito complessivo vanno curate con particolare attenzione le modalità di verbalizzazione dei momenti di confronto con il contribuente, con evidenza della documentazione giustificativa esibita, nonché delle argomentazioni logiche addotte, evitando in ogni caso di addivenire a pretese accertative non correlate alla reale capacità contributiva del soggetto. 1516 Con riferimento alla pianificazione delle altre attività di controllo delle persone fisiche, ai fini delle imposte dirette, oltre a tenere conto delle posizioni segnalate nell ambio delle liste selettive, le Direzione Provinciali si atterranno alle linee strategiche di azione relativamente ai seguenti processi lavorativi. Controlli sugli oneri dedotti, sulle detrazioni di imposta e ritenute Le posizioni segnalate sono individuate a livello centrale a seguito di specifiche attività di analisi del rischio, basate su criteri che tengono conto dei più frequenti e significativi rischi di microevasione che caratterizzano generalmente la platea dei contribuenti di riferimento. Resta ferma in ogni caso la possibilità da parte dell Ufficio di attivare il controllo nei confronti di posizioni per le quali disponga di elementi specifici. L avvio del controllo, dal punto di vista operativo, continua ad essere gestito centralmente con la trasmissione delle richieste di documentazione di cui all art. 36-ter, comma 3, del D.P.R. n. 600 del Per una parte consistente delle dichiarazioni segnalate il controllo continuerà ad essere perfezionato centralmente con conseguente produzione automatica ed invio delle comunicazioni di cui al comma 4 del citato art. 36-ter. Accertamenti parziali eseguiti sulla base di criteri di incrocio relativi a diverse tipologie reddituali Per gli accertamenti parziali automatizzati predisposti centralmente, all interno della nuova applicazione G.I.A.R.A, sono stati resi disponibili, per l anno 2009, alle Direzioni Provinciali ed al Centro Operativo di Pescara, segnalazioni effettuate a livello centralizzato in base ai criteri relativi alle categorie reddituali Lavoro dipendente, Assegni periodici, corrisposti al coniuge e Locazione Fabbricati la cui titolarità sia riconducibile al medesimo contribuente. 1617 Con riferimento al medesimo periodo d imposta, sono state, inoltre, segnalate alle Aree controllo delle Direzioni Provinciali, attraverso l applicazione I.Con.A., le persone fisiche titolari dei seguenti redditi, parzialmente o totalmente non dichiarati: - fondiari da immobili fantasma ; - di lavoro dipendente e assimilati (tra i quali quelli derivanti da assegni periodici); - di partecipazione in società di persone e in SRL in trasparenza; - diversi e di lavoro autonomo abituale e non professionale; - redditi soggetti a tassazione separata, in particolare indennità per la cessazione di rapporti di agenzia, indennità percepite per la cessazione da funzioni notarili e indennità percepite da sportivi professionisti. Tale applicazione fornisce alle Direzioni Provinciali un format, già comprensivo di dati contabili e motivazioni, che consente la predisposizione di un unico avviso di accertamento parziale. 3. ATTIVITA TRASVERSALI 3.1 ATTIVITÀ IN MATERIA DI ANTIFRODE Le strutture antifrode centrale e regionali proseguiranno l attività di contrasto alle frodi fiscali, coordinandosi con gli altri enti ed istituzioni che perseguono le stesse finalità ed avvalendosi della collaborazione delle strutture provinciali dell Agenzia delle Entrate che rivestono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio e per una immediata individuazione di elementi indicativi di fenomeni fraudolenti. In tale contesto, l esperienza maturata negli anni passati dalle strutture antifrode, che ha permesso di affinare tecniche e metodi operativi, verrà condivisa con le altre strutture 1718 periferiche attraverso l avvio di percorsi formativi teorico-pratici specificatamente dedicati alla formazione dei funzionari delle Direzioni Provinciali. In linea con le attività degli anni precedenti, dovrà continuare ad essere particolarmente incisivo il contrasto ai fenomeni di frode intracomunitaria, delle false lettere d intento e delle compensazioni di crediti erariali inesistenti. Con riferimento a tale ultima tipologia di frode, l esperienza ha mostrato come questa sia presente principalmente nel settore del facility management, ed in particolare nei servizi che soggetti esterni forniscono alle aziende per tutte quelle tipologie di attività caratterizzate dal consistente utilizzo di manodopera scarsamente specializzata. Vista l insidiosità del fenomeno, si invitano le strutture antifrode regionali ad effettuare monitoraggi costanti finalizzati alla individuazione dei soggetti da controllare e, in particolare, ad orientare l analisi alla definizione del contesto ed al reale perimetro societario di riferimento, provvedendo ove si riscontri il fenomeno a porre in essere azioni coordinate sul territorio, anche attraverso il coinvolgimento delle strutture provinciali interessate. Sempre nell ambito del contrasto alle indebite compensazioni, si segnala il fenomeno dell utilizzo di detto strumento per il pagamento di somme iscritte a ruolo. Anche in questo caso le strutture antifrode regionali provvederanno a specifiche analisi mirate all individuazione tempestiva delle posizioni a rischio, per attivare i controlli e procedere al recupero del credito indebitamente utilizzato. Sul punto si ricorda che la procedura per il Monitoraggio delle Compensazioni (Moni.C.) consente anche di effettuare analisi per l individuazione delle compensazioni indebite connesse al pagamento di somme iscritte a ruolo. Si richiama, altresì, l attenzione dei responsabili delle strutture antifrode regionali sul monitoraggio delle attività connesse all immatricolazione di autoveicoli, con particolare riguardo alle istanze inerenti le immatricolazioni con i regimi di deroga all obbligo di versamento dell Iva con il modello "F24 - Immatricolazioni auto UE", che prevedono 1819 l assoggettamento delle auto al regime del margine o l immatricolazione delle auto come bene strumentale. Rimane inoltre ferma la necessità di continuare a dare concreta attuazione all art. 27 del D.L. n. 78 del 2010, norma che prevede la facoltà di escludere dall archivio VIES i soggetti che presentano determinati profili di rischio. Di conseguenza, gli operatori intracomunitari nei cui confronti venga riscontrata la presenza di criticità fiscali connesse a fenomeni fraudolenti devono essere segnalati tempestivamente agli uffici competenti per l immediata esclusione dall archivio VIES. Nel caso in cui, inoltre, a carico di presunti operatori intracomunitari sia dimostrata la mancanza dei presupposti oggettivi (artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 633/72) e soggettivi (artt. 4 e 5 del D.P.R. n. 633/72), gli stessi devono essere segnalati tempestivamente agli uffici competenti per l immediata chiusura d ufficio della partita Iva. Si ribadisce, da ultimo, l opportunità di monitorare nel tempo le attività che i soggetti, in precedenza coinvolti in fenomeni fraudolenti, intraprendono successivamente, in quanto è stato riscontrato che sovente gli stessi reiterano le condotte fraudolente utilizzando sovente i medesimi schemi societari. 3.2 ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA EVASIONE INTERNAZIONALE Relativamente al contrasto agli illeciti fiscali internazionali si ricorda che le norme contenute nel D.L. n.167 del 1990 sono state profondamente rivisitate dall art. 9 della legge del 6 agosto 2013, n. 97. Il nuovo assetto normativo, illustrato dalla circolare n. 38/2013, ha dotato l Agenzia delle Entrate di nuovi ed efficaci strumenti di contrasto all illecito trasferimento e/o detenzione all estero di attività produttive di reddito, immediatamente operativi. Per quanto attiene, invece, all attività di contrasto ai fenomeni di fittizio trasferimento all estero della residenza fiscale, il presidio, costituito dal meccanismo di 1920 controllo introdotto dal D.L. n. 112 del 2008 (art. 83, commi 16 e 17), viene implementato dal nuovo applicativo SO.NO.RE. che permette di selezionare le persone fisiche che, pur risultando formalmente non residenti ai fini fiscali in Italia, presentano tuttavia indizi di collegamento col territorio nazionale in quanto percepiscono redditi ricorrenti, dispongono di immobili o conti correnti, ricevono afflussi di capitale. L applicativo permette anche di individuare le posizioni di quei soggetti stranieri che, pur vivendo e lavorando in Italia da anni e che, quindi, sono da considerare fiscalmente residenti in Italia, non hanno mai provveduto a formalizzare la propria residenza, né tantomeno adempiuto agli obblighi fiscali nazionali. All Ufficio per il contrasto degli illeciti fiscali internazionali viene affidato il compito di continuare a coordinare la procedura di collaborazione volontaria per l emersione delle attività economiche e finanziarie illecitamente detenute all estero da contribuenti nazionali, già presentate e quelle che verranno presentate sulla scorta della normativa primaria in corso di esame da parte del Parlamento. 3.3 ATTIVITA A PROIEZIONE INTERNAZIONALE Anche per il 2014 si invitano gli Uffici a ricorrere, ove ritenuto opportuno o necessario, agli strumenti della cooperazione internazionale, sia mediante l attivazione dello scambio di informazioni a richiesta nei confronti delle amministrazioni fiscali estere, sia attraverso la consultazione e l utilizzo delle informazioni da queste ultime pervenute a mezzo di scambio automatico. Per quanto riguarda tale ultima modalità, si rammenta che le informazioni relative a redditi di fonte estera prodotti da residenti italiani sono organicamente incluse nell applicativo INDEX, a disposizione degli uffici. Gli stessi dovranno comunque fare ricorso allo strumento della richiesta di informazioni - da inoltrare per il tramite dell Ufficio Scambio informazioni - ogni qual volta si rilevi la necessità di approfondire ulteriori aspetti rispetto a quanto risulta dai dati presenti in INDEX. 20 Vedere altro
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