Source: http://www.progettocarcere663.org/nuovo/index.php?option=com_content&view=article&id=46&Itemid=59
Timestamp: 2019-08-21 02:31:29+00:00
Document Index: 106015276

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 17', 'art. 30', 'art. 27', 'art. 59', 'art. 6']

NUOVO STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO
PROGETTO CARCERE 663 - ACTA NON VERBA
A norma dell’art. 36 e seguenti del Codice Civile è costituita un’associazione di volontariato denominata PROGETTO CARCERE 663 - ACTA NON VERBA con sede in Verona Via Tagliamento 8 che assume la forma giuridica di associazione non riconosciuta ai sensi del Codice Civile e della normativa in materia.
L’associazione di volontariato PROGETTO CARCERE 663 - ACTA NON VERBA è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti della legge 11 agosto 1991 n. 266, delle leggi regionali di attuazione e dei principi generali dell’ordinamento giuridico.
tipologia e simbolo
L'associazione, senza fini di lucro, è promossa da detenuti della casa circondariale di Verona e dalle persone che hanno ideato e portato avanti il “Progetto Carcere e Sport” del Centro Sportivo Italiano di Verona, in esso operando fino al 31 12.1992 ed è aperta a chiunque voglia farne parte.
Il simbolo dell'associazione è costituito da due mani che, cercando di toccarsi attraverso una grata, fanno sì che le sbarre si mutino da ferro in foglie.
Lo statuto vincola alla sua osservanza gli aderenti all'associazione; esso costituisce la regola fondamentale di comportamento dell’attività dell'associazione stessa.
Il presente statuto potrà essere modificato mediante deliberazione dell’assemblea straordinaria adottata con la presenza di almeno i tre quarti dei soci e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
L'associazione non ha finalità di lucro e perseguendo esclusivamente finalità di solidarietà sociale, promuove la persona umana ed in particolare l’educazione alla legalità nonché il sostegno e il recupero del detenuto, il suo reinserimento nel contesto familiare e sociale, tenendo conto della particolarità dell'ambiente in cui opera.
Si richiama ad una concezione etica molto ampia ma universalmente accettata, ispirandosi non solo ad una visione cristiana dell'uomo e della società ma anche alla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana ed alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
I soci - detenuti e non - si impegnano a dare piena attuazione agli articoli 2/ 3/ 4/ 13/ 24/ 25/ 27/ 32 della Costituzione della Repubblica Italiana e degli articoli 1/ 2/ 3/ 4/ 5/ 6/ 7/ 8/ 9/ 10/ 11/ 12/ 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
L'associazione considera la risocializzazione del detenuto ed il suo reinserimento nel tessuto sociale come fattore essenziale ed indispensabile di tutta la sua azione.
Intende altresì impegnarsi nella formazione dei giovani e nell’educazione alla legalità nella convinzione che questo sia un importante strumento in grado di prevenire comportamenti devianti che provocano la carcerizzazione.
Si impegna, in collaborazione con l’Amministrazione Penitenziaria a tutti i suoi livelli, a rendere meno pesante e quanto più risocializzante possibile il periodo che la persona privata della libertà necessariamente trascorre in stato di detenzione.
È altrettanto ferma nella convinzione che tutto questo non possa essere attuato senza la collaborazione della società libera ed esterna al mondo carcerario.
Pertanto è necessario che questa venga non solo messa a conoscenza dei problemi legati allo stato detentivo, ma incoraggiata ad incontrare detenuti singoli o gruppi, dentro e fuori il carcere, coinvolgendosi poi nell'opera di assistenza e aiuto.
mezzi per raggiungere i fini sociali
Per il raggiungimento degli scopi sociali reputa indispensabile sia la formazione nella scuola e nella società quanto l'incontro fra la comunità esterna ed i detenuti e quindi, nei limiti e nei modi stabiliti dalla legislazione vigente, s’impegna a rendere questo praticabile curando di ottenere, di volta in volta, i necessari permessi rilasciati dalla competente Autorità Giudiziaria sia per portare la società civile all’interno della struttura carceraria (art. 17 OO. PP.) sia per far incontrare, all’esterno del carcere, la stessa società civile con detenuti in permesso premiale (art. 30/ter della legge 354/75).
L'associazione si impegna a svolgere attività di varia natura ma sempre finalizzate a rendere meno gravoso il periodo di carcerazione. Ogni attività avrà la caratteristica di rispondere alle esigenze delle persone detenute che vengono con assiduità sentite attraverso non solamente la loro rappresentanza prevista dall’art. 27 dell’Ordinamento Penitenziario e dall’art. 59 del Regolamento Esecutivo, ma anche attraverso colloqui individuali proposti e curati dall’associazione.
A solo titolo esemplificativo le attività potranno avere:
carattere educativo attraverso l’implementazione del materiale didattico di studio e delle due biblioteche e curando in particolare incontri con scuole superiori della provincia, nonché incontri sul patrimonio culturale ed artistico di Verona e provincia;
carattere culturale promuovendo e realizzando corsi di varie tipologie (ad esempio: corsi di scrittura creativa, corsi di lettura, corsi di yoga e di altre discipline) con l’obiettivo di migliorare la formazione del detenuto e fornendo sempre tutto il materiale necessario allo svolgimento degli stessi.
carattere sportivo con la promozione, cura e svolgimento di tornei di calcio o di giochi da tavolo fra i detenuti, incontri di calcio e pallavolo fra detenute/i e comunità esterna, incontri con le realtà più rappresentative dello sport veronese; provvede affinché questo sia realizzato nel migliore dei modi con la fornitura degli indispensabili strumenti ed attrezzature;
carattere ricreativo attraverso concerti di musica classica, pop e rock coinvolgendo artisti professionisti che dall’esterno si mettono al servizio della popolazione detenuta;
Analogo scopo potrà essere realizzato anche attraverso partecipazioni in organismi aventi finalità connesse con quelle dell'associazione.
L'associazione potrà promuovere anche iniziative di formazione, di studi e ricerche nei settori e con i metodi indicati agli art. 6 e 7, svolgendo attività d’informazione del mondo esterno al carcere anche attraverso la pubblicazione di periodici o di libri.
L’associazione ha durata fino al 31 dicembre 2020. Questa scadenza potrà essere prorogata dal Consiglio Direttivo.
Sono soci dell’associazione tutte le persone fisiche che condividono le finalità qui espresse e, mosse da spirito di solidarietà, si impegnano concretamente per realizzarle.
L’ammissione all’associazione è deliberata dal Consiglio Direttivo, su domanda scritta del richiedente, e sarà ratificata dall’assemblea nella prima riunione utile.
I soci cessano di appartenere all'associazione per recesso, decadenza, esclusione o per morte.
Può recedere il socio che non intende continuare a collaborare alle attività dell'associazione. Il recesso diventa operante alla presentazione della domanda.
Il Consiglio Direttivo può dichiarare la decadenza del socio che non partecipa alle attività dell'associazione deliberate dall’Assemblea annuale dei soci e seguite dal Consiglio Direttivo.
Può altresì escludere il socio che:
svolga attività in contrasto con quelle dell'associazione;
non osservi i regolamenti interni e le deliberazioni prese a norma di statuto;
che non adempia gli obblighi assunti a qualsiasi titolo verso l'associazione.
L'esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo, a voto segreto, dopo che al socio, per iscritto, sia stato contestato il fatto che può giustificare l'esclusione, con l'assegnazione di un termine di 10 giorni per eventuali controdeduzioni.
Il socio può appellarsi, per iscritto, all’Assemblea e, come estrema ratio, al giudice ordinario.
indivisibilità del patrimonio sociale
I soci che cessano di appartenere all'associazione per recesso, decadenza od esclusione (come pure gli eredi del socio defunto) non conservano alcun diritto sul patrimonio sociale.
I soci dell'associazione hanno il diritto di eleggere gli organi sociali e di candidarsi per le cariche previste dal presente statuto.
Essi hanno il diritto di essere informati sulle attività dell’associazione e di controllo sull’andamento della medesima, come stabilito dalle leggi e dallo statuto.
Ogni socio deve partecipare attivamente alla vita sociale mettendo a disposizione, a seconda delle proprie capacità, inclinazioni e desideri, una parte del proprio tempo disponibile. Non è ammesso, se non per motivi eccezionali, essere soci se completamente inattivi.
I soci dell'associazione devono svolgere la propria attività verso gli altri in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro.
I soci hanno l’obbligo di versare la quota associativa, qualora, in seguito, fosse prevista.
I soci possono farsi rappresentare in assemblea solo da altri soci, conferendo delega scritta
L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita, in prima convocazione, con la presenza della metà più uno dei soci, presenti in proprio o per delega, e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega.
All'elezione del Consiglio Direttivo possono partecipare anche i soci detenuti che non possono essere materialmente presenti alla riunione mediante espressione del voto su scheda predisposta dal Consiglio Direttivo al quale spetta di determinare i criteri e le modalità di organizzazione di tale votazione.
Lo spoglio delle schede va fatto in unica soluzione dopo averle raccolte ed unite a quelle dei soci presenti all’assemblea.
La votazione per corrispondenza può essere adottata, su decisione del Consiglio Direttivo, anche per altre materie di particolare rilievo.
Tale votazione deve avvenire su quesiti specificatamente formulati per iscritto dal Consiglio Direttivo.
L’assemblea si riunisce almeno una volta l’anno e, su convocazione del Presidente, anche per domanda motivata e firmata da almeno un decimo dei soci o quando il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario.
L'assemblea dei soci è convocata dal Consiglio Direttivo mediante affissione di avviso presso la sede sociale almeno 15 giorni prima della data prevista per l'assemblea. L'avviso contiene anche l'ordine del giorno.
L’assemblea straordinaria modifica lo statuto dell’associazione con la presenza di almeno ¾ dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Il Consiglio Direttivo è composto da 5 e fino a 9 membri, eletti dall’assemblea tra i soci, per la durata di anni 3. Essi sono rieleggibili.
Il Presidente dell’associazione presiede il Consiglio Direttivo ed è scelto fra i suoi membri.
Il Presidente rappresenta legalmente l’associazione e compie tutti gli atti che la impegnano verso l’esterno. Ha la firma sociale.
Il VicePresidente (all’uopo individuato dal Consiglio Direttivo) sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogniqualvolta questi sia impossibilitato nell’esercizio delle sue funzioni.
Il patrimonio dell'associazione sarà costituito da ogni cespite che potrà essere conseguito nel rispetto delle norme di legge vigenti e non destinato al finanziamento delle attività correnti dell'associazione.
All'atto della sua costituzione, confluisce nel patrimonio dell'associazione la somma di £ 500.000, ricevute come segnalazione per il premio della bontà 1992 dagli ”Amici di Don Bassi”.
Le risorse economiche dell’associazione, finalizzate allo svolgimento dell’attività corrente, sono costituite da:
eventuali contributi degli aderenti o di privati;
contributi dello Stato, di enti o istituzioni pubbliche, anche internazionali, finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali, da inserire in un’apposita voce di bilancio;
Tra questi sarà privilegiata la ricerca di appositi pubblici finanziamenti in quanto costituiscono un riconoscimento del ruolo e della solidarietà espresse dall'associazione.
I beni immobili, i beni registrati mobili, nonché i beni mobili che sono collocati nella sede dell’associazione, sono elencati nell’inventario, che è depositato presso la sede dell’associazione e può essere consultato dagli aderenti.
L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita, salvo che questo non sia imposto per legge.
L’assemblea delibera sulla utilizzazione dei proventi che deve essere in ogni caso in armonia con le finalità statutarie dell’associazione e con i principi della L. 266/91.
I bilanci dell’associazione sono annuali e decorrono dal primo gennaio di ogni anno.
Il conto consuntivo riporta tutte le entrate avute e le spese sostenute relative all’anno trascorso.
I bilanci sono predisposti dal Consiglio Direttivo e sono approvati dall’assemblea ordinaria entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il consuntivo.
Le convenzioni tra l’associazione di volontariato ed altri enti e soggetti sono deliberate dal Consiglio Direttivo che ne determina anche le modalità di attuazione, e sono stipulate dal Presidente dell’associazione, quale suo legale rappresentante.
responsabilità ed assicurazione degli aderenti e dell’associazione
I soci impegnati in attività deliberate dall’assemblea o dal Consiglio Direttivo sono assicurati per infortunio e per la responsabilità civile verso i terzi ai sensi dell’articolo 4 della L. 266/91.
Il prolungamento dell'associazione può essere deliberato dal Consiglio Direttivo.
Lo scioglimento anticipato è deliberato dall’Assemblea Straordinaria col voto favorevole di almeno ¾ degli associati.
In caso di scioglimento o cessazione dell’associazione, i beni, e gli eventuali avanzi dopo la liquidazione, saranno devoluti ad altre organizzazioni di volontariato o enti non lucrativi socialmente utili aventi scopi analoghi a quelli dell’associazione ed indicati nel presente statuto e comunque al perseguimento di finalità di pubblica utilità sociale.
Approvato, con voto unanime, nel corso dell’Assemblea Straordinaria dell’Associazione in data 23 ottobre 2006.
MODIFICHE APPROVATE NELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL 27 MAGGIO 2014.