Source: https://www.miolegale.it/notizie/determinazione-minimi-tariffari-avvocati/
Timestamp: 2020-04-04 02:15:21+00:00
Document Index: 101833800

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4']

Corretta determinazione minimi tariffari avvocati
Ordinamento Giudiziario Forense Corretta determinazione dei minimi tariffari avvocati con speciale riferimento alla fase istruttoria
Determinazione del compenso spettante agli avvocati e corretta individuazione dei minimi tariffari previsti dall’art. 4 del D.M. 55/2014 con riferimento alla fase istruttoria
Il presente contributo fa luce su una questione che è stata dibattuta sin dall’entrata in vigore del D.M. 55/2014 e che soltanto dopo gli interventi correttivi effettuati con il D.M. 37/2018 ha trovato una soluzione definitiva.
L’art. 4 del D.M. 55/14 disciplina i “parametri generali per la determinazione dei compensi in sede giudiziale”. Tale disposizione prevede la possibilità di aumentare e diminuire fino ad una certa misura percentuale i compensi forensi (i c.d. valori medi) indicati nella tabella allegata allo schema di decreto per ciascuna delle quattro fasi del processo che lo stesso decreto ha individuato nella fase di studio, introduttiva, trattazione o istruttoria, decisionale.
In particolare, nella sua primissima formulazione, l’art. 4 D.M. 55/2014 prevedeva l’aumento del compenso sino al 80% e la diminuzione del compenso fino al 50%, eccezion fatta per la fase istruttoria per la quale si prevedeva un aumento fino al 100% ed una diminuzione fino al 70%. La stessa Relazione illustrativa del decreto spiegava i motivi per cui per la fase istruttoria si prevedeva sia un aumento che una diminuzione in misura percentuale differente rispetto alle altre fasi, vale a dire perché ”la fase istruttoria è quella che più di tutte caratterizza e definisce lo spessore della controversia”.
Era, pertanto, evidente l’intenzione del legislatore in merito alla fase istruttoria, da una parte, di limitare la possibilità di diminuire il compenso e dall’altra parte di prevedere un aumento maggiore rispetto all’80% stabilito per le altre fasi, proprio in considerazione del maggiore dispendio di tempo, energie e dell’attività posta in essere dall’avvocato per affrontare la fase di trattazione che da sempre è quella decisiva di ogni procedimento.
Tuttavia, l’art. 4 ha faticato e non poco ha trovare la giusta applicazione, a volte è stato completamente disatteso, per quanto concerne la corretta interpretazione relativamente alla fase istruttoria. Infatti, l’utilizzo dell’espressione “diminuzione fino al”, se per quanto concerne le altre fasi non ha creato problemi di applicazione concreta poiché tutte interessate da una “diminuzione fino al 50%”, per quanto concerne la fase istruttoria l’espressione diminuzione fino al 70% è stata erroneamente interpretata ed applicata come una mera riduzione del 70% del compenso previsto per la fase istruttoria, sovvertendo in pratica ciò che il legislatore si era prefissato, ovvero una diminuzione del compenso maturato per la fase istruttoria in misura inferiore rispetto a quella prevista per le altre fasi.
In altre parole, l’intento del legislatore, che non a caso utilizza il termine diminuzione e non il termine riduzione, era quello di prevedere per la fase istruttoria che “è quella che più di tutte caratterizza e definisce lo spessore della controversia” una riduzione del compenso nella misura massima del 30% rispetto a quello previsto dal D.M. 55/14 per la corretta individuazione del c.d. minimo tariffario.
Per ovviare a tale difficoltà interpretativa ed applicativa, lo stesso legislatore, su spinta del Consiglio Nazionale Forense, con il D.M. 37/2018, ed in particolare con l’art. 1, comma 1, lett. a), nn. 1) e 2), ha sostituito alle parole “diminuzione fino al 70%“ le parole “diminuzione in ogni caso non oltre il 70%” intendendo con tale espressione e chiarendo una volta per tutte che, per la corretta individuazione del minimo tariffario relativo alla fase istruttoria, il compenso indicato nella tabella allegata al D.M. 55/2014 deve essere diminuito in una misura tale che il suo valore non deve essere inferiore al 70% del compenso stesso.
In altre parole, la riduzione massima consentita per la corretta individuazione del minimo tariffario relativo alla fase istruttoria e/o di trattazione è del 30% del compenso previsto dal D.M. 55/2014.
L’applicazione di una riduzione maggiore rispetto al 30% del compenso ex D.M. 55/14 determina una violazione dell’art. 4 del D.M. 55/2014, poiché comporta una diminuzione del compenso ben oltre il suo 70%, che il legislatore ha stabilito essere la misura che in ogni caso non deve essere superata.
Avv. Luca Dattolo – Perugia