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Timestamp: 2019-02-22 03:53:50+00:00
Document Index: 100788925

Matched Legal Cases: ['art.1988', 'sentenza ', 'art. 1526', 'art. 72', 'art. 72', 'art 1526', 'art. 1526', 'art. 11', 'art. 700', 'art.38']

LEASING: la L. 124/2017 è applicabile anche ai contratti risolti prima della sua entrata in vigore - Expartecreditoris
Ultimo Aggiornamento : 20 feb 2019, 13:13:14
LEASING: valida la pattuizione che consente al concedente di trattenere le rate riscosse
USURA: la sommatoria tra tasso corrispettivo e di mora è una operazione illegittima
AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE: legittimo e non contrario a norme imperative
USURA BANCARIA: mora e penale di estinzione rilevanti nel costo del mutuo erogato
LOCAZIONE: quali gli effetti della tardiva registrazione?
MUTUO FONDIARIO: nullo in ipotesi di sovrafinanziamento
USURA BANCARIA: illegittima la sommatoria dei tassi
RIPETIZIONE INDEBITO: l’attore ha l’onere di allegare e provare tutti i fatti costitutivi dell’azione
USURA BANCARIA: inammissibile la tesi della sommatoria dei tassi
VENDITA FORZATA: Chi può presentare offerte d’acquisto?
ASSEGNO BANCARIO: se privo di data di emissione vale come promessa di pagamento ex art.1988 cc.
RIPETIZIONE INDEBITO: azione inammissibile se il contratto è ancora in corso
ATTO DI DESTINAZIONE UNILATERALE: è inopponibile ai creditori
RICICLAGGIO: i confini del reato
MUTUO: la previsione di un tasso predeterminato nel minimo cd. floor deve ritenersi valida
MUTUO CON CLAUSOLA FLOOR: è valido se è stata liberamente e consapevolmente accettata dalle parti
ESTRATTI CONTO: anche se contestati sono prudentemente apprezzabili come elemento di prova
LEASING: la L. 124/2017 è applicabile anche ai contratti risolti prima della sua entrata in vigore
Provvedimento segnalato dall’ Avv. Andrea Apostolo del foro di Milano
Le disposizioni di cui alla L.124/17 in tema di risoluzione per inadempimento sono applicabili anche a quei rapporti risolti prima della sua entrata in vigore, ma i cui effetti della risoluzione – vendita o ricollocazione del bene – non si sono ancora realizzati.
Questo il principio espresso dal Tribunale di Bergamo, Giudice Cesare Massetti con la sentenza n. 3169 del 19.12.2017.
Nel caso considerato il fallimento di una società utilizzatrice conveniva in giudizio la società di leasing deducendo che a seguito dell’intervenuta risoluzione del contratto per inadempimento dell’utilizzatore, doveva ritenersi illegittima la pretesa della concedente di trattenere tutti i canoni riscossi e, in più, di ottenere la restituzione del bene, in quanto configurante un indebito arricchimento, sia, volendo considerare non pendente il contratto alla data del fallimento, avendo riguardo il disposto dell’art. 1526 c.c., sia, a voler considerare pendente il contratto alla data del fallimento, in virtù dell’art. 72 quater 1. Fall; chiedendo nel primo caso la restituzione dei canoni pagati, detratto l’equo indennizzo per l’uso del bene e, nel secondo caso, la differenza tra il credito residuo in linea capitale e il corrispettivo della vendita del bene a condizioni di mercato.
Si costituiva in giudizio la società di leasing, contestando in toto gli assunti avversari.
Il Tribunale ha rilevato preliminarmente che, essendosi già sciolto il contratto alla data del fallimento, non vi era motivo per discutere dell’art. 72 quater 1. fall., in quanto inapplicabile alla fattispecie dedotta in giudizio.
Ristretta l’analisi all’applicabilità dell’art 1526 c.c., il Giudice ha chiarito che tale norma, applicata analogicamente al leasing traslativo, risponde ad una finalità di riequilibrio delle posizioni delle parti nel momento della risoluzione del contratto, e mira ad evitare un ingiusto arricchimento a favore della concedente, la quale, attraverso la restituzione del bene e il pagamento di tutti i canoni, potrebbe ottenere più di quanto avrebbe ottenuto se il contratto avesse avuto regolare esecuzione.
Così individuata la ratio della norma invocata da parte attrice, il Giudicante ha osservato altresì che a garantire il riequilibrio delle posizioni delle parti in ipotesi di risoluzione per inadempimento, interveniva già la clausola penale, la quale, prevedendo che dall’ammontare dei canoni dovuti venisse detratto un importo pari al ricavato della vendita, scongiurava ex se l’ipotesi di un indebito arricchimento della concedente, sicchè non vi era bisogno di fare ricorso all’applicazione analogica dell’art. 1526 c.c., dato che la disciplina pattizia di cui alla clausola penale prevale sulla disciplina legale.
Sul punto il Magistrato ha considerato ancora che, a confermare tale impostazione interpretativa già pacificamente condivisa, è di recente intervenuto il legislatore con l’art. n. 138 della L.124/17 il quale testualmente prevede che “…il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a corrispondere all’utilizzatore quanto ricavato dalla vendita o da altra collocazione del bene, effettuata ai valori di mercato, dedotte la somma pari all’ammontare dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione, dei canoni a scadere, solo in linea capitale, e del prezzo pattuito per l’opzione finale di acquisto, nonché le spese anticipate per il recupero del bene, la stima e la sua conservazione per il tempo necessario alla vendita.”
Pur in assenza di alcuna disciplina transitoria, il Tribunale ha ritenuto di dover aderire all’ indirizzo interpretativo maggiormente condiviso in dottrina secondo cui la nuova legge può legittimamente ritenersi applicabile anche a quei rapporti risolti prima della sua entrata in vigore, ma i cui effetti della risoluzione non si sono ancora realizzati.
Posto dunque che, nel caso considerato il bene non era stato ancora venduto, il Giudice si è pronunciato nel senso di ritenere improponibile la domanda, chiarendo però la legittimità condotta contestata da controparte, in primis in virtù della novella legislativa ed in secundis in forza delle pattuizioni contrattuali.
LEASING: LA LEGGE N. 124/17 TROVA APPLICAZIONE ANCHE DOPO LA FORMAZIONE DEL THEMA DECIDENDUM ED A PROCESSO GIÀ INIZIATO
http://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/leasing-la-legge-n-12417-trova-applicazione-anche-la-formazione-del-thema-decidendum-ed-processo-gia-iniziato
LEASING- ANCORA SULLA LEGGE 124/17: TRA OVERRULLING E JUS SUPERVENIENS PREVALE IL SECONDO
L’art. 11 delle preleggi non costituisce un limite alla immediata applicazione della riforma
Articolo Giuridico | 11.01.2018 |
http://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/leasing-ancora-sulla-legge-12417-overrulling-jus-superveniens-prevale-secondo
Numero Protocolo Interno : 432/2018
Tags : l. 124/2017, leasing
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