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Timestamp: 2019-08-24 18:58:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 323', 'sentenza ', 'sentenza ']

peculato | 17 Novembre 2016
E’ peculato la condotta di chi con “disinvoltura” utilizza denaro pubblico
A seguito della l. n. 86/1990, l’elemento oggettivo del delitto di peculato è costituito esclusivamente dall’appropriazione, da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio, di denaro o altra cosa mobile altrui, che si realizza con una condotta del tutto incompatibile con il titolo per il quale si possiede. Da tale condotta deriva una estromissione totale del bene da patrimonio dell’avente diritto, con il conseguente incameramento dello stesso da parte dell’agente.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 48544/16; depositata il 16 novembre)
peculato | 12 Ottobre 2016
Ragionevole dubbio circa il dolo dell’imputato nel delitto di peculato
Nel caso di specie posto all’esame della Suprema Corte, gli Ermellini si pronunciano in ordine alla sussistenza di un «ragionevole dubbio» circa il dolo dell’imputato nel delitto di peculato.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 42956/16; depositata l’11 ottobre)
peculato | 30 Settembre 2016
Falsa rapina alle Poste: per il direttore scatta la condanna per peculato
Il direttore dell'ufficio postale è un pubblico ufficiale poiché possiede tutti i necessari poteri certificativi; la natura pubblicistica del servizio postale non è venuta meno per effetto della trasformazione del relativo ente in società per azioni.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 40747/16; depositata il 29 settembre)
peculato | 14 Luglio 2016
L’«appropriazione» nel delitto di peculato in caso di amministrazione di sostegno
Il delitto di peculato non è ravvisabile in base al dato formale del mancato rispetto di procedure previse dalla legge per l’effettuazione delle spese nell’interesse dell’amministrato, bensì in presenza di un condotta appropriativa o, comunque, in una condotta che si risolva nell’utilizzazione dei fondi o di beni dell’amministrato per finalità estranee all’interesse dello stesso.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 29617/16; depositata il 13 luglio)
peculato | 27 Giugno 2016
Il Giudice di secondo grado non può limitarsi ad una mera rilettura dello stesso materiale probatorio e dunque alla sostituzione delle valutazioni sottese alla decisione impugnata con le proprie, ma deve evidenziare gli errori in diritto in cui sia incorso il primo giudice e/o i vizi logico argomentativi del ragionamento da questi seguito ed esplicitare le ragioni per le quali non siano sostenibili ipotesi dotate di razionalità e plausibilità diverse da quella percepita nel proprio pronunciamento.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 26570/16; depositata il 24 giugno)
peculato | 31 Maggio 2016
Utilizza il fax dell’ufficio a scopi privati ben 13 volte: il sottile confine tra peculato e abuso d’ufficio
In tema di peculato, l’appropriazione si realizza con l’inversione del titolo del possesso da parte del pubblico agente, che si comporta, oggettivamente e soggettivamente uti dominus nei confronti della cosa posseduta in ragione dell’ufficio, che conseguentemente viene estromessa totalmente dal patrimonio dell’avente diritto.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 22800/16; depositata il 30 maggio)
peculato | 03 Maggio 2016
UNEP: ufficiali giudiziari si appropriano di somme destinate alle notifiche di atti
Sussiste il reato di peculato – e non la truffa – nel caso di in cui l’ufficiale giudiziario addetto alle notifiche a mezzo posta si appropri del denaro di cui abbia la disponibilità o del quale possa inserirsi, anche di fatto, nel maneggio in ragione delle funzioni istituzionali assegnate.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 18177/16; depositata il 2 maggio)
peculato | 29 Febbraio 2016
Non è configurabile il delitto di peculato bensì quello di abuso d’ufficio nel caso in cui l’agente pubblico, pur titolare del potere di emettere provvedimenti che diano avvio a procedure volte a dare alla res o alla pecunia altrui una diversa destinazione e non anche titolare del potere di adottare mandati o ordini di pagamento, attribuiti per legge o per norme di regolamento ad altri organi della stessa amministrazione, adotti determinazioni illegittime che, senza alcuna condotta decettiva o di concorso con gli agenti pubblici preposti al controllo e a disporre, all’esito, i pagamenti, diano poi luogo all’emissione di mandati o ordini di pagamento di somme che recepiscano quale presupposto le determinazioni illegittime delle proposte formulate, in tal modo intenzionalmente procurando a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale.
peculato | 25 Febbraio 2016
Per l’attenuante speciale va considerata la tenuità del fatto nella globalità della condotta
L’attenuante speciale, ex art. 323 - bis c.p., ricorre per i fatti di particolare tenuità, che presentino una gravità contenuta nella loro globalità. Per determinare ciò, si deve considerare ogni caratteristica della condotta, dell’atteggiamento soggettivo dell’agente e dell’evento che ha determinato.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 7512/16; depositata il 24 febbraio)
peculato | 15 Dicembre 2015
Disponibilità giuridica di denaro pubblico: c’è sia con il potere di disporne direttamente, sia con il contributo formale altrui
Si configura il peculato quando sussiste la disponibilità del denaro pubblico, anche se erogato attraverso il pagamento di fatture inesistenti o con predisposizione di documentazione fittizia, senza che tali artifici possano reputarsi necessari all’acquisizione della stessa disponibilità, laddove le risultanze probatorie attestino che il pubblico ufficiale poteva disporre giuridicamente del denaro pubblico degli enti coinvolti attraverso l’adozione di atti amministrativi di sua competenza – seppure posti in essere nell’ambito di procedimenti gestiti in modo anomalo.
(Corte di Cassazione, Sez. VI Penale, sentenza n. 49283/15; depositata il 14 dicembre)