Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2011_04_29_archive.html
Timestamp: 2017-03-24 15:55:29+00:00
Document Index: 14284341

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 14', 'art. 97', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 11']

lpd: 04/29/11
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Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - Antonio Di Pietro, ha inviato una lettera al ministro dell'Interno Roberto Maroni, e ha presentato un'interrogazione parlamentare, per manifestare ''la piu' profonda preoccupazione per la mancanza d'informazione e per lo stato degli adempimenti burocratici necessari a garantire la partecipazione alla consultazione referendaria del 12 e 13 giugno p.v. degli italiani residenti all'estero''.
Il leader IdV, che nei giorni scorsi ha anche inviato una lettera a tutte le rappresentanze diplomatiche e consolari, ha sottolineato: ''A quanto ci risulta, per ragioni non chiare, non si sta adempiendo all'obbligo previsto dal comma 3, articolo 17, della legge 459/2001, che prevede di promuovere su tutti mezzi di informazione rivolti alle comunita' italiane all'estero, la piu' ampia
comunicazione sui temi oggetto dei quesiti referendari. Ancor piu' preoccupante appare il rischio che gli elettori e le elettrici italiane residenti all'estero, non ricevano per tempo tutte le schede sulle quali esprimere il proprio voto''.
''Ancor piu' preoccupante - scrive ancora Di Pietro - appare il rischio che gli elettori e le elettrici italiane residenti all'estero,
non ricevano per tempo tutte le schede sulle quali esprimere il proprio voto. Come Le e' certamente noto - sottolinea -, gli Uffici consolari devono spedire agli aventi diritto al voto, non oltre 18 giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, un plico
contenente, tra l'altro, anche le schede elettorali relative ai diversi quesiti sottoposti a referendum". (segue)
(Adnkronos) - "Non vorrei che -prosegue Di Pietro-, in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione sul referendum abrogativo
delle nuove centrali per la produzione di energia nucleare, si ritardasse, in violazione delle precise disposizioni emanate dal Ministero dell'Interno, l'invio per posta della relativa scheda elettorale".
"Se cio' accadesse -conclude il presidente IdV-, sarebbe, dopo le gravi parole pronunciate dal Presidente del Consiglio per giustificare il tentativo di impedire agli elettori di votare sulle centrali nucleari, un'ulteriore manifestazione di un uso di parte delle istituzioni pubbliche''.
Articolo21. "E' necessaria- scrive Giulietti- una vera e propria rivolta
Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - "Anche se la Commissione parlamentare di Vigilanza non ha ancora approvato il regolamento, la Rai puo' e deve immediatamente provvedere ad avviare la campagna di informazione sui quesiti referendari e a organizzare quelle tribune che, secondo la legge, avrebbero dovuto cominciare un mese fa". Lo ha dichiarato Mario Staderini, segretario dei Radicali, che con il deputato Marco Beltrandi ha preso parte ad un presidio sotto la sede Rai di viale Mazzini.
"Con questa condotta la Rai si iscrive al partito degli antireferendari e si rende complice della grave violazione del diritto
dei cittadini a essere informati sul voto di giugno -ha aggiunto Staderini-. Recuperare subito, a partire dai programmi di approfondimento, le settimane di campagna perse e' l'unico modo che il
servizio pubblico radiotelevisivo ha per restituire agli italiani il maltolto in termini di democrazia e legalita', affinche' venga loro garantito un voto davvero consapevole. Noi Radicali continueremo a invocare un dibattito serio e il ripristino di quel minimo di Stato di
diritto per il quale Marco Pannella sta digiunando da ormai dieci giorni".
"I presidenti Fini e Schifani hanno risposto alla nostra lettera, condividendo l'urgenza di approvare un regolamento per il quale i tempi sono ormai scaduti da un pezzo. E il presidente Zavoli mi ha garantito che martedi' la Vigilanza si riunira' a oltranza, come
San Giovanni a Roma dove verranno allestiti alcuni gazebo. "In un momento cosi' drammatico per il Paese- afferma il
storpiare l'art. 1 della Carta costituzionale". "La nostra e' una Repubblica fondata sul lavoro- prosegue il
ACQUA: CREMONESI (ACEA), DA REFERENDUM RISCHI EVIDENTI (2)(ANSA) - ROMA, 29 APR - Cremonesi ha chiarito che se laliberalizzazione del settore idrico non sara' bloccata dalreferendum, Acea potrebbe partecipare ad eventuali gare sia dasola sia in collaborazione con Gdf Suez, in particolare inToscana.''Sinergie nel settore elettrico non potranno esserci perche'siamo ormai concorrenti ma possono esserci nel settore idrico,dove abbiamo delle attivita' comuni in Toscana. Li' si puo'pensare ad ulteriori aggregazioni. Se il referendum nonblocchera' la liberalizzazione del mercato, con l'avvio dellegare - ha proseguito a margine dell'assemblea - potremmopartecipare da soli o in collaborazione con altre societa', inparticolare Gdf Suez, che e' gia' nostro azionista''.(ANSA).OM29-APR-11 15:54 NNNN
Acqua/ Cremonesi: Da referendum rischi risorse per operatori Verrebbe meno adeguata remunerazione capitale investitoRoma, 29 apr. (TMNews) - Il referendum contro la cosiddettaprivatizzazione dell'acqua prevista dal decreto Ronchi pone deirischi per quanto riguarda gli operatori del settore idrico el'adeguata remunerazione del capitale investito. Lo ha detto ilpresidente di Acea, Giancarlo Cremonesi, nella lettera inviataagli azionisti nell'ambito dell'assemblea.Secondo Cremonesi "la consultazione referendaria potrebbeinfluire sulle modalità di affidamento e gestioni dei servizipubblici locali di rilevanza economica e sulla permanenza dellaremunerazione del capitale investito nei criteri per ladeterminazione della tariffa del servizio idrico integrato".Inoltre, ha aggiunto, "appaiono evidenti i rischi derivanti dauna sua possibile abrogazione (dell'articolo relativo allacosiddetta privatizzazione dell'acqua, ndr)".Il quadro normativo delineato dal decreto "aveva infatti in buonaparte risolto l'incertezza interpretativa del precedente assettonormativo e la sua abrogazione lascerebbe nuovamente spazio a unainstabilità quantomai negativa degli operatori del settore.L'eventuale vittoria del fronte abrogazionista, che tra glielementi costitutivi della tariffa idrica farebbe venire menoquella di un'adeguata remunerazione del capitale investito - haconcluso - imporrebbe un profondo ripensamento del ruolo delgestore del servizio idrico almeno per quanto concerne il sistemadi finanziamento degli investimenti".Pie/Ral 291147 apr 11
LEADER IDV SCRIVE A PRESIDENTE RAI (ANSA) - ROMA, 29 APR - Il leader dell'Italia dei Valori,
APPELLO AD AMICI, FASCISTI, STUDENTI, LEGHISTI, COMUNISTI E OPERAI INSICURI
Roma, 29 apr. (Adnkronos) - "Cari amici fascisti, studenti, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l'unico mezzo di sopravvivenza. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come e' prevedibile, il governo tentera' l'impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il legittimo impedimento". Lo scrive Adriano Celentano in un intervento su 'Il Fatto quotidiano'.
"E, se lo dovesse togliere -aggiunge- dobbiamo essere ancora piu' numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un
piccolo foglietto gia' preparato a casa, in modo che l'indomani tutti i marciapiedi d'Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini. Contro il nucleare. Contro la privatizzazione dell'acqua.
D.M. 2 febbraio 2011. Targatura ciclomotori circolanti con contrassegno di identificazione. (1) Emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento per i trasporti la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, Direzione generale per la motorizzazione, Divisione 5.
Ai Dirigenti delle direzioni generali territoriali Sede Com’è noto, con il decreto in oggetto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 2 aprile 2011, è stato stabilito il calendario per le operazioni di targatura dei ciclomotori ancora muniti di certificato di idoneità tecnica e circolanti con il contrassegno di circolazione (cd. "targhino"); ciò in attuazione dell'art. 14, comma 2, della L. 29 luglio 2010, n. 120, il quale ha prescritto che, entro il 13 febbraio 2012, i predetti ciclomotori debbano essere muniti, per poter circolare su strada, delle targhe e del certificato di circolazione previsti dall'art. 97 del codice della strada. Ciò posto, avendo verificato al riguardo la sussistenza di talune incertezze interpretative, si forniscono gli opportuni chiarimenti. Le scadenze per le operazioni di "ritargatura" sono le seguenti: 1) entro il 1° giugno 2011, per i ciclomotori circolanti con contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "0", "1", e "2"; 2) entro il 31 luglio 2011, per i ciclomotori circolanti con contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "3", "4", e "5"; 3) entro il 29 settembre 2011, per i ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "6", "7", e "8"; 4) entro il 28 novembre 2011, e comunque non oltre il 12 febbraio 2012, per i ciclomotori circolanti con contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "9" e la cui sequenza alfanumerica inizia con la lettera "A". Gli indicati termini hanno tuttavia carattere ordinatorio; infatti la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 14, comma 3, della citata L. n. 120/2010 (da euro 389 a euro 1.559) è applicabile unicamente a decorrere dal 13 febbraio 2012 nei confronti di coloro che circolino con ciclomotori non regolarizzati. Le operazioni di targatura debbono essere svolte secondo le disposizioni generali già fornite con Circ. 3 luglio 2006, n. 14085/RU. In particolare, si rammenta che alla istanza dell'interessato, corredata dalla relativa documentazione, deve essere allegato il certificato di idoneità tecnica, anche se deteriorato (v. cap. II, par. C2, della richiamata circolare); tuttavia, nulla osta acchè gli interessati possano richiedere, per ragioni "affettive" legate alla vetustà del veicolo, di poter ottenere la restituzione del certificato di idoneità, debitamente annullato dall'UMC, successivamente al rilascio del certificato di circolazione. All'istanza dell'interessato deve altresì essere allegato il contrassegno di identificazione del quale sia intestatario, che il competente UMC provvede a distruggere dopo aver aggiornato i dati presenti in archivio. Si invitano le SS.LL. a diramare i contenuti della presente circolare a tutti gli UMC ricadenti nel proprio ambito territoriale di competenza, al fine di assicurarne la corretta applicazione e la massima diffusione all'utenza interessata. Il Direttore generale Arch. Maurizio Vitelli D.M. 2 febbraio 2011
molte aziende. Secondo i vigili del fuoco, che sono stati impegnati per
ROGO NELLA SALA DEI GRUPPI DI CONTINUITA', SONO IN CORSO OPERAZIONI DI RIPRISTINO
'Aruba.it' ad Arezzo. All'alba un rogo e' divampato nella sala Ups, dove ci sono gruppi di continuita'. Sul posto e' intervenuta una squadra dei vigili del fuoco che ha lavorato circa due ore e mezzo per
spegnere le fiamme che non hanno comunque provocato danni a server e dati.
AGI0265 3 CRO 0 R01 / INTERNET: INCENDIO AI SERVER ARUBA, OSCURATI DECINE DI SITI WEB =
NNNNA FUOCO SERVER ARUBA, BLACKOUT RECORD PER RETE ITALIA ++
29-APR-11 13:35 NNNNA FUOCO SERVER ARUBA, BLACKOUT RECORD PER RETE ITALIANA (2)
quadri di data center. Secondo fonti aziendali l'incidente non e' grave. Su Twitter,
Misure di contenimento e razionalizzazione della spesa delle pubbliche amministrazioni - Utilizzo delle autovetture in dotazione alle amministrazioni pubbliche. (1) Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica.
Alle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001 1. Premessa: ambito di applicazione della vigente disciplina in materia di autovetture di servizio Il tema dell’utilizzo delle autovetture in dotazione alle amministrazioni pubbliche è stato oggetto di recente attenzione da parte del Dipartimento della funzione pubblica. La Circ. 11 maggio 2010, n. 6/2010, oltre a ripercorrere la disciplina in vigore sulla materia, ha fornito alle amministrazioni specifiche indicazioni, improntate ai criteri di trasparenza, efficienza, economicità ed efficacia, per il più razionale utilizzo delle autovetture in dotazione e delle risorse, umane e strumentali, connesse alla gestione del parco-auto. Il Dipartimento ha, innanzitutto, richiamato l’attenzione delle amministrazioni destinatarie sulla necessità della corretta applicazione delle disposizioni afferenti gli aventi diritto all’uso delle autovetture, in via esclusiva e non esclusiva. In particolare, è stato evidenziato come, in base a quanto disposto dal D.P.C.M. 30 ottobre 2001, l’utilizzo delle autovetture in via esclusiva sia consentito alle sole autorità politiche e ad alcune categorie di funzionari pubblici individuati, nell’ambito delle amministrazioni dello Stato e delle magistrature, con riferimento a criteri di salvaguardia delle esigenze funzionali di servizio e di sicurezza personale. Oltre al Presidente del Consiglio dei Ministri e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri e Vice Ministri, ai Sottosegretari di Stato, l’autovettura di servizio in uso esclusivo può essere, pertanto, assegnata al Primo Presidente e al Procuratore generale della Corte di cassazione e al Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, al Presidente
del Consiglio di Stato, al Presidente e al Procuratore generale della Corte dei conti, all’Avvocato generale dello Stato, al Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana e ai Presidenti di Autorità indipendenti. L’assegnazione di vetture in uso non esclusivo può essere, invece, prevista, con apposito provvedimento adottato da ciascuna amministrazione, a favore dei soggetti preposti a specifici Uffici, facenti parte dei Gabinetti ministeriali ovvero posti al vertice delle amministrazioni medesime. La Circ. 11 maggio 2010, n. 6/2010 ha, altresì, ricordato che l’uso dell’autovettura di servizio deve essere riservato alle esclusive esigenze di servizio del titolare, ivi compresi gli spostamenti verso e dal luogo di lavoro e che, ai sensi dell’art. 2, comma 122, della L. n. 662/1996, tutti coloro che sono cessati dalla carica pubblica precedentemente ricoperta perdono il diritto all’uso dell’autovettura di servizio. L’attuale disciplina normativa in materia di autovetture in dotazione delle pubbliche amministrazioni è stata dettata con riferimento specifico alle amministrazioni dello Stato ed alle magistrature. Tuttavia, in considerazione delle esigenze di contenimento della spesa pubblica, il legislatore, già con la L. n. 296/2006 (legge finanziaria per l’anno 2007), all’art. 1, comma 505, aveva imposto l’applicazione di alcune norme di contenimento e razionalizzazione della spesa - tra le quali vi erano anche quelle per le auto di servizio (L. n. 266/2005, art. 1, comma 11) - alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, come individuate dall’ISTAT nell’elenco pubblicato ai sensi dell’art. 1, comma 5, della L. n. 311/2004. Nelle successive disposizioni finanziarie è stato costantemente ribadito il principio della comune responsabilità delle amministrazioni nel perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica sulla base dei principi fondamentali dell’armonizzazione dei bilanci e del coordinamento della finanza pubblica (cfr., al riguardo, l’art. 1, comma 3, della L. 31 dicembre 2009, n. 196 - legge finanziaria per l’anno 2010). Pertanto, ferma restando l’indicazione contenuta nella Circ. 11 maggio 2010, n. 6/2010 riguardante gli enti pubblici non economici, presso cui l’uso esclusivo dell’autovettura di servizio, coerentemente con quanto previsto per le amministrazioni dello Stato, va riservato al solo vertice dell’Ente (Presidente), si osserva che le amministrazioni diverse dallo Stato, ove lo ritengano, potranno valutare l’adozione di criteri di equiparazione delle cariche istituzionali previste da ciascun ordinamento rispetto a quanto stabilito dalle norme di legge e regolamentari per le amministrazioni statali, al fine di identificare gli aventi diritto all’uso, esclusivo o non esclusivo, dell’autovettura di servizio. 2. Le disposizioni di contenimento della spesa di cui al D.L. n. 78/2010 Anche nei più recenti provvedimenti in materia di finanza pubblica è stata ribadita la necessità di contenere, tra le altre, anche le spese per la gestione e l’utilizzo delle autovetture in dotazione delle pubbliche amministrazioni, nonché quelle sostenute per l’acquisto di buoni taxi. In particolare, l’art. 6, comma 14, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività”, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, statuisce che “A decorrere dall’anno 2011, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’ articolo 1, comma 3, della L. 31 dicembre 1999, n. 196, incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese di ammontare superiore all’80 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2009 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi; il predetto limite può essere derogato,
per il solo anno 2011, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali già in essere. La predetta disposizione non si applica alle autovetture utilizzate dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco e per i servizi istituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Come indicato nella Circ. 23 dicembre 2010, n. 40 della Ragioneria generale dello Stato, la disposizione non si applica agli enti territoriali e agli enti di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale. 3. Strumenti innovativi di gestione e utilizzo delle autovetture La forte contrazione della spesa imposta dal legislatore, da ultimo, con il provvedimento sopra richiamato, pone le amministrazioni nella obbligata condizione di elaborare strumenti gestionali innovativi che consentano di assicurare l’efficienza e l’efficacia del servizio pur in presenza di minori risorse. Con la precedente circolare sono state fornite alcune indicazioni al riguardo, vertenti sull’adozione di strumenti atti a valorizzare la trasparenza e l’economicità della gestione, ad esempio attraverso la definizione di un importo di spesa che ricomprenda, oltre all’eventuale canone per l’uso, tutte le altre voci di costo che gravano sul veicolo, quali assicurazione, bollo auto, manutenzione, ecc. In tal modo si potrebbe giungere, infatti, alla definizione di un “costo standard” che consenta alle PP.AA. di programmare acquisti basati su “pacchetti di chilometri”. Anche in base alle risultanze del monitoraggio realizzato a seguito della citata Circ. 11 maggio 2010, n. 6/2010, si intende, in questa sede, fornire ulteriori indicazioni alle amministrazioni per porre in essere modalità di gestione utili a realizzare i risparmi di spesa richiesti dalle esigenze delle politiche di bilancio e, nel contempo, ad assicurare un soddisfacente livello di erogazione del servizio. Si ritiene, in primo luogo, di dover evidenziare l’opportunità che le amministrazioni procedano alla dismissione del parco autovetture di proprietà, peraltro già prevista in precedenti disposizioni normative, a partire dall’art. 21 della legge n. 412/1991 e dall’art. 2, comma 117, della legge n. 662/1996 (analoghe previsioni erano contenute nella Dir.P.C.M. 27 febbraio 1998 sulle autovetture di servizio in dotazione alle amministrazioni civili dello Stato ed agli enti pubblici non economici e nella Dir.Min. 30 ottobre 2001 del Ministro per la funzione pubblica). Infatti, la riduzione del numero complessivo di autovetture di proprietà può consentire di ottenere significativi risparmi di spesa e di gestione. L’acquisizione in proprietà potrà essere limitata ai soli casi di documentato risparmio e di acquisto di autovetture a bassa emissione di agenti inquinanti, nel rispetto delle prescrizioni comunitarie. Nella scelta delle autovetture, inoltre, le amministrazioni dovranno porre specifica attenzione alla selezione dei modelli e delle cilindrate. Il contenimento dei costi di gestione delle autovetture di servizio potrà, infatti, derivare anche dalla riduzione della potenza, della cilindrata, dei consumi, dei premi assicurativi e delle spese di manutenzione, nonché dalla scelta di allestimenti e modelli con caratteristiche di sobrietà e non eccedenza rispetto alle esigenze di utilizzazione delle autovetture. Per l’acquisizione di autovetture di servizio, le amministrazioni potranno ricorrere in via prioritaria alla stipula di contratti di locazione o noleggio con o senza conducente, o di convenzioni con società di tassisti o di trasporto con conducente. Inoltre, si invitano le amministrazioni a valutare l’opportunità e la convenienza di utilizzare gli strumenti e le procedure messe a disposizione da Consip S.p.A. per l’acquisizione delle autovetture, attraverso cui potrebbero realizzarsi risparmi gestionali ed economie dovute alla maggiore importanza della fornitura. Una minore spesa potrà, altresì, derivare dall’adozione di strumenti di razionalizzazione dell’uso delle autovetture per percorsi in tutto o in parte coincidenti, attraverso l’utilizzo condiviso delle stesse, anche tra più amministrazioni, a fronte di esigenze di servizio programmate periodicamente, ovvero, qualora non programmabili, segnalate tempestivamente. Parimenti, un effetto positivo sulla spesa potrà derivare dall’adozione di sistemi per la trasparenza dell’uso delle autovetture di servizio operativo con riferimento alla percorrenza chilometrica, ai tempi di percorrenza e ai consumi. La dismissione del parco autovetture, l’adozione di misure di razionalizzazione del servizio e di diversi strumenti gestionali può condurre alla riduzione delle esigenze di personale impiegato nel suddetto settore operativo. In tal caso, le amministrazioni potranno programmare la diversa utilizzazione delle risorse umane liberate, realizzando appositi percorsi formativi volti al reimpiego professionale del proprio personale non più impiegato nelle attività di conduzione e gestione del parco auto. 4. Rilevazioni delle autovetture e dei relativi costi A seguito dell’emanazione della citata Circ. 11 maggio 2010, n. 6/2010, il Dipartimento della funzione pubblica, supportato da Formez PA, ha inviato a tutte le amministrazioni pubbliche comprese nell’elenco ISTAT un questionario che ha consentito di procedere alla rilevazione quantitativa di tutte le autovetture in dotazione alle amministrazioni (prendendo in considerazione il periodo 2008-2009). Sono stati acquisiti, infatti, i dati relativi al numero di auto utilizzate, assegnate in uso esclusivo e non esclusivo; al numero e alla qualifica degli assegnatari delle autovetture; al numero di auto di servizio a disposizione per le esigenze degli uffici (cioè delle auto che nei questionari di rilevazione sono state denominate “grigie”); al costo complessivo delle autovetture e del servizio. Le amministrazioni hanno, inoltre, inviato, tramite PEC (posta elettronica certificata), la certificazione relativa alla spesa complessiva sostenuta per le autovetture nel medesimo periodo dei due anni precedenti. Sul sito www.innovazionepa.gov.it sono consultabili i risultati del monitoraggio, il rapporto al Parlamento ed i singoli questionari inviati dalle Amministrazioni, sui quali può essere attivata la ricerca per parola chiave. 4.1 Nuovo monitoraggio Per il più efficace raggiungimento degli obiettivi di risparmio e razionalizzazione e per il mantenimento nel tempo degli effetti delle misure di contenimento della spesa, in attesa dell’adozione di provvedimenti legislativi che consentano il puntuale e completo censimento delle auto in uso nelle pubbliche amministrazioni, si ritiene opportuno effettuare un nuovo monitoraggio generale delle autovetture in dotazione alle amministrazioni. Il monitoraggio, oltre a perseguire l’obiettivo di aggiornare all’anno 2010 i dati raccolti attraverso la precedente rilevazione, ha come scopo ulteriore quello di acquisire informazioni in merito alle misure adottate eventualmente dalle amministrazioni per la razionalizzazione del servizio, avuto anche riguardo alle indicazioni contenute nella Circ. 11 maggio 2010, n. 6/2010. La rilevazione riguarderà l’intero parco auto in uso alle pubbliche amministrazioni, con indicazione separata delle autovetture o dei mezzi adibiti a servizi specifici, come, ad esempio, le vetture in dotazione alla Polizia Municipale. Dal punto di vista temporale, terrà conto dei dati relativi all’intero anno 2010. Come già per la rilevazione precedente, oggetto del monitoraggio saranno: a) il numero di “auto blu blu” di rappresentanza (utilizzate dalle alte cariche dello Stato, delle magistrature e delle Autorità indipendenti o assegnate agli organi di governo di regioni e amministrazioni locali, e ai vertici istituzionali degli enti pubblici centrali e locali), il numero delle auto di servizio (auto blu) e il numero delle auto a disposizione degli uffici (auto grigie), sia alla data del 31 dicembre 2009, sia del 31 dicembre 2010; b) il numero delle auto entrate nella disponibilità dell’ente per le acquisizioni intervenute nel 2010; c) il numero e la tipologia degli assegnatari delle auto di rappresentanza, delle auto di servizio e delle auto a disposizione; d) le unità di personale adibito alla guida o impegnate nella gestione e nella custodia del parco auto; e) il costo annuale sostenuto nel 2010 per detto personale; f) la percorrenza complessiva in KM e le spese di gestione delle autovetture; g) l’eventuale adozione di misure di contenimento della spesa, ottimizzazione dell’utilizzo del parco autovetture e di trasparenza anche nei confronti dei cittadini. Come già nella precedente edizione del monitoraggio, le amministrazioni dovranno compilare l’apposita scheda-questionario allegata alla presente direttiva. Il questionario sarà trasmesso alle amministrazioni da Formez PA e dovrà essere compilato esclusivamente on line, utilizzando il link che verrà inviato a ciascuna amministrazione da Formez PA stesso. I dati dovranno essere inviati entro la data del 29 aprile 2011. Ai fini della corretta attuazione del principio di trasparenza, le schede di monitoraggio ed i dati relativi alla certificazione della spesa dovranno essere pubblicati, da ciascuna amministrazione, sul proprio sito istituzionale, nell’apposta sezione “Trasparenza, valutazione merito” prevista dall’art. 11, comma 8, del D.Lgs. n. 150 del 2009. Inoltre, gli stessi dati saranno oggetto di pubblicazione sul sito del Dipartimento della funzione pubblica. Si raccomanda la massima puntualità nell’invio delle informazioni e nella pubblicazione delle stesse sui siti istituzionali. A tale riguardo, lo scrivente Dipartimento attiverà le opportune verifiche ispettive, finalizzate anche alla valutazione, in base alla normativa vigente, di eventuali non corretti adempimenti da parte delle amministrazioni. Il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta D.P.C.M. 30 ottobre 2001
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