Source: https://tutto-normativa.blogspot.com/2017/05/
Timestamp: 2018-07-19 09:13:05+00:00
Document Index: 132753320

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 70']

Normativa: maggio 2017
La Corte D'Appello condanna BNL al rimborso di mezzo milione di euro
Sono nulli i contratti derivati che non proteggono dall'aumento dei tassi
La Corte D'Appello di Torino condanna BNL al rimborso di mezzo milione di euro
Ancora una volta BNL sul banco degli imputati per aver emesso derivati a chiaro intento speculativo. A denunciarla una società alberghiera piemontese, La Gombe Srl, firmataria di 5 contratti Swap stipulati a copertura di un mutuo. Decisiva la sentenza n. 858/17 dep. il 19/04/17 della Corte D'Appello di Torino, che ha condannato suddetta banca a rimborsare 523 mila euro a titolo di risarcimento, ribadendo e rafforzando così il principio della nullitàdi quei contratti derivati che vengono proposti dalle banche, e sottoscritti dai clienti, con la dichiarata finalità di copertura contro il rischio di aumento dei tassi di interesse di un indebitamento sottostante ma che, in realtà, non sono idonei a soddisfare tale scopo proprio per la struttura finanziaria che li caratterizza.
La vicenda inizia nel 2012, quando la società Gombe, che gestisce alcune attività alberghiere sul lago Maggiore, chiede una consulenza alla società specializzata Antares S.r.l. di Como e appura che i 5 contratti Swap stipulati con BNL per proteggersicontro il possibile andamento al rialzo dei tassi di interesse su un mutuo societario hanno tutt'altra natura. Parte quindi una causa, patrocinata dagli avvocati Fabiani e Dalla Zanna dello studio legale Fabiani, per ottenere l'accertamento della invalidità e delle responsabilità di BNL in relazione a detti contratti, sottoscritti tra il 2000 ed il 2004. Già la perizia tecnica disposta in primo grado dal Tribunale di Verbania accerta che la natura dei contratti non risulta essere di copertura, ma speculativa. Lo stesso Tribunale li dichiara pertanto nulli per assenza di causa con sentenza n. 449/15. In aggiunta a ciò, e con valenza altrettanto decisiva, nella stessa istanza il Tribunale accerta che 3 dei 5 contratti fossero stati conclusi senza la preventiva stipulazione in forma scritta degli accordi quadro, sottoscritti solo successivamente. Viene per questo dichiarata un'ulteriore ragione di nullità degli stessi per violazione dell'art. 23TUF: la successiva sottoscrizione degli accordi quadro che ne tratteggiano le modalità operative non convalida i contratti già esecutivi e tantomeno può sanare la loro conseguente nullità per mancata comunicazione della normativa.
Un ulteriore aspetto, sempre toccato dalla sentenza di primo grado, riguarda l'accertamento di un disallineamento tra il mutuo ed il contratto derivato che ne avrebbe dovuto offrire copertura, sia per differenza di valori – solo il primo contratto derivato era calcolato su un importo corrispondente al valore del mutuo – che per difformità dei piani di ammortamento. E, peraltro, le successive rimodulazioni contrattuali avevano esteso il nozionale anche ad un generico indebitamento sul sistema bancario, oltretutto regolato con tasso fisso, perdendosi così di vista qualsiasi residuo collegamento funzionale.
Da qui la sentenza di primo grado del Tribunale che, superando ogni questione in merito alla valenza della dichiarazione di operatore qualificato rilasciata dall'investitore con la sottoscrizione del consueto modulo, dichiara la nullità di tutti i contratti e la responsabilità di BNL, condannandola alla restituzione di oltre 540mila euro, corrispondente alla perdita generata alla società dalla sottoscrizione dei contratti.
Ma BNL si presenta in appello, difendendo la legittimità e la correttezza del proprio operato, sostanzialmente fondata sulla competenza ed esperienza del sottoscrittore suffragata dalla sua autocertificazione di operatore qualificato, da cui desumere la sua conoscenza delle caratteristiche specifiche dei contratti, e dalla avvenuta sottoscrizione dei contratti operativi. A sua discolpa asserisce poi che le perdite generate dai contratti erano stateoggetto di mero addebito contabile sul conto corrente con saldo già negativo, e non di effettivo versamento.
L'ultima parola l'ha avuta la Corte di Appello di Torino, che ha integralmente respinto i motivi di appello confermando così, assieme alla sentenza di primo grado, gli importanti vizi giuridici diffusamente presenti in questa tipologia di contratti derivati. BNL deve fare ammenda.
LOGiCO: ECCO PERCHE’ LE TASSE DELLE SLOT NON SI POSSONO SCARICARE SULL’ONLINE
LOGiCO, l'associazione degli operatori di gioco online, apprende del tentativo, da parte delle sigle che rappresentano i gestori delle slot machines nei bar e nelle sale, di scaricare le proprie tasse sull'online, cercando di convincere il legislatore della necessità di colpire un altro settore per ottenere uno sconto sul proprio.
I gestori degli apparecchi, che raccolgono oltre il 50% del gioco in Italia, vorrebbero trascinare nel loro fallimento l'online, che sviluppa solo il 5% e che soprattutto è l'unico ambito del gioco legale che è in grado di riconoscere e tutelare il giocatore, tracciare ogni singola vincita di denaro e produrre il 20% di incremento di gettito fiscale per lo Stato nel solo ultimo anno.
L'obiettivo che deve guidare la tassazione del gioco non è quello di "bilanciare" il mercato, ma di contrastare la ludopatia, e il problema sono le macchinette. La recente indagine dell'IPSOS dimostra che i giocatori delle slot spendono in media 9000€ l'anno, ossia 12 volte quanto spendono i giocatori online (2,5€ al giorno).
Per fortuna l'On.Baretta, sottosegretario all'economia con delega ai giochi, conosce molto bene la materia e auspichiamo che si opponga a queste pressioni e prosegua la propria paziente opera per costruire un gioco pubblico razionale e moderno. Infatti LOGiCO non si tira indietro nella discussione e ritiene sia possibile continuare ad aumentare in modo intelligente il contributo fiscale del gioco online, così come è avvenuto nella manovra 2016. Reclama però la necessità che questo non venga fatto in modo affrettato in questa manovra, dicendosi disponibile a proporre, insieme all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, interventi mirati ed efficaci per far crescere il gettito, ma senza mettere a rischio il sistema e potendo continuare a contrastare il gioco illegale con la competitività di quello legale.
Associazione LOGiCO
(bet365, bwin, betfair, betsson, Pokerstars, Tombola, William Hill, Winga, Sky bet)
Giustizia: 77 italiani su 100 non conoscono la legge sulla mediazione civile e commerciale.
77 italiani su 100 ignorano la legge 28/2010, che garantisce ai cittadini il diritto di accesso alla giustizia extragiudiziale e al credito d'imposta per chi prosegue per un accordo e/o mancato accordo. Il 77% dei cittadini non la conosce. E' il dato che emerge dalla prima indagine conoscitiva effettuata dall'Osservatorio volontario, per il monitoraggio della mediazione civile e commerciale dell'Associazione Nazionale Per l'Arbitrato e la Conciliazione. Lo rende noto il presidente dell'associazione Giovanni Pecoraro in occasione dell'approvazione del Bilancio 2016. L'analisi dei dati, in collaborazione con le 100 sedi operative a livello nazionale - spiega Pecoraro - sono stati ricavati da 437.306 schede di rilevazione, inviate a privati cittadini, aziende, istituzioni, diffuse e raccolte dall'osservatorio mostra l'interesse civico sui temi della Giustizia alternativa e la presa di coscienza su quanto c'è ancora molto da fare per vedere attuata la legge 28/2010 su tutto il territorio nazionale. I dati permettono di sottolineare che la legge è ancora oggi poco nota: questo vuoto di conoscenza" - sottolinea Pecoraro - impone un maggior coinvolgimento dello Stato che deve sempre più allargare "l'obbligatorietà dell'esperimento del tentativo di mediazione ad altri diritti disponibili e all'aumento di un credito d'imposta per le parti che corrispondono indennità al mediatore". Occorre rendere costante l'azione di stimolo e di supporto alle istituzioni – sottolinea l'Osservatorio – affinché si realizzi una collaborazione efficace per formare di più la classe dei mediatori anche attraverso una formazione dedicata ai temi previsti dalla legge, che inizia negli organismi di mediazione e prosegue con piani strutturati di percorsi professionalizzanti. L'analisi offre però anche un dato positivo: le parti che partecipano al procedimento di mediazione, sono soddisfatte di come sono state attenzionate e sono pronte a consigliare questa esperienza a chiunque debba averne bisogno. "La nostra funzione di conoscenza e sensibilizzazione della popolazione su questi temi diventa un obbligo – ha dichiarato Pecoraro, presidente dell'organismo di mediazione A.N.P.A.R. , iscritto al n. 24 del R.O.M. tenuto presso il ministero di Giustizia – quando comprendiamo, proprio dalla lettura dell'analisi dell'Osservatorio che c'è un elevato grado di soddisfazione dei cittadini nel momento in cui accedono alla mediazione. Si tratta di un percorso di civiltà che porteremo avanti anche grazie al monitoraggio dell'Osservatorio e, ne sono certo, con il supporto delle istituzioni". "Il monito che arriva dai dati è piuttosto chiaro – commenta Pecoraro – Solo un cittadino su tre conosce la legge, il 77% non conosce l'utilità della mediazione per risolvere una controversia senza andare davanti a un Giudice. Credo che tra gli aspetti centrali ci sia il ruolo del mediatore, anello fondamentale fra l'organismo di mediazione, il raggiungimento o meno di un accordo e il ministero di Giustizia. Va detto però che i mediatori, almeno per quelli iscritti all'albo, stanno sviluppando una sempre maggiore consapevolezza e cultura professionale su questi temi, ed è questo un dato incoraggiante.
Credo che organismi e ministero di Giustizia – conclude Pecoraro – abbiano un compito comune da affrontare soprattutto in materia di informazione e comunicazione. "Ritengo inaccettabile che chi non conosce la mediazione riceve inadeguate informazioni. Compito primario della legge 28/2010 è quello di costruire una giustizia extragiudiziale, con l'aiuto degli organismi, dei mediatori, dei consulenti e del Ministero di Giustizia. Colpisce constatare che troppi cittadini non sono a conoscenza di sistemi alternativi alla Giustizia, sebbene il Ministero, attraverso l'agenzia delle Entrate, ogni anno riconosce un credito d'imposta per la conciliazione di controversie civili e commerciali entro il limite massimo di euro 500 in caso di successo della mediazione, in caso di insuccesso, invece, il credito è ridotto a metà al netto di altre agevolazioni ficali, come ad esempio l'esenzione dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura o l'esenzione dall'imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro per ogni parte che ha sottoscritto l'accordo.
Per questo, occorre impegnarsi affinché nessuno resti solo di fronte a una giustizia obsoleta, lenta e costosa.
A.IANNO
- Ilaria Valente, Preside della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
- Maria Agostina Cabiddu, Politecnico di Milano
- Stefano Calzolari, Ordine degli ingegneri di Milano
- Achille Colombo Clerici (in foto), Assoedilizia
- Leopoldo Freyrie, Fondazione Riuso
- Gabriele Pasqui, Direttore DASTU Politecnico di Milano
Se vogliamo semplificare la nostra vita dalla burocrazia, se vogliamo contenere il consumo di nuovo suolo, se vogliamo le nostre città più belle, competitive e sostenibili, recuperando valori nella logica dell' "economia circolare", dobbiamo promuovere e semplificare di più il riuso edilizio, favorire la cura delle nostre case e degli immobili produttivi.
Pubblicato da redazione CorrieredelWeb alle ore 20:14 0 commenti
LEGITTIMA DIFESA. L’articolo 52 del Codice Penale, fino ad oggi ha due commi: il primo prende in considerazione la legittima difesa in senso generale, il secondo prevede la legittima difesa in caso di VIOLAZIONE DI DOMICILIO.
Ebbene, la modifica sulla legittima difesa notturna, interviene solo sul secondo comma e spiega come e se può difendersi quando un qualcuno entra in casa.
Ecco, tutto il problema è nell’uso del termine "OVVERO", il quale può avere due significati: "OSSIA" o "OPPURE".
Se gli diamo il significato di OSSIA (CIOE’), allora è vero che l’aggressione deve avvenire solo di notte per dar luogo alla legittima difesa.
In realtà nel linguaggio giuridico, il termine "ovvero" indica sempre e solo una "disgiunzione" e quindi va tradotto con "OPPURE".
Se ora sostituiamo “ovvero” con “oppure”, ecco che capiremo che non è vero che la notte è l’elemento fondamentale che consente la legittima difesa : “nei casi di violazione di domicilio, è legittima difesa la reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte, OPPURE la reazione a seguito dell’introduzione nel domicilio con violenza alle persone o sulle cose, o con minaccia o con inganno" (MA ANCHE NON DI NOTTE!).
Attenzione, però, perché sul COME difendersi non è cambiato poi nulla.
Infatti rimane in vigore il vecchio secondo comma (che ora diviene il terzo), il quale precisa che la difesa deve essere sempre proporzionata all’offesa….OVVERO?
Ovvero, cioè, ossia, non è che appena lo vedi gli spari.
Puoi far uso di un’arma solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione fisica.
Barbara Aurelia Dionisio
Etichette: codice penale, legittima difesa, Violazione di domicilio
ADUC - Associazione Diritti Utenti e Consumatori: "legalizzazione cannabis. Non parliamoci addosso. Intervenga il leader, altrimenti è solo tempo perso"
Firenze, 7 Maggio 2017. Ci risiamo. Per l'ennesima vola la questione della legalizzazione cannabis e' tornata al centro dell'attenzione politica. Grazie al quotidiano La Repubblica e ad una manifestazione in cui alcuni magistrati hanno ribadito le loro posizioni legalizzatrici (1). Ovviamente si e' scatenato il can can dei contrari e dei favorevoli solo nelle dichiarazioni. Quanto durera' questa volta? Qualche giorno e poi tornera' tutto nel dimenticatoio, nonostante ci sia una caterva di parlamentai che hanno firmato il progetto di legge presente in Parlamento.
Sulla vicenda i Radicali si sono svenati e continuano a farlo, con anche un referendum qualche decina d'anni fa, che non e' servito a nulla, e strascichi giudiziari per iniziative che, per essere ascoltate, spesso hanno dovuto assumere la forma di disobbedienza civile. E siccome i Radicai su questo non sono nati oggi, stanno in queste ore ribadendo che continueranno con queste disobbedienze (2). Ma anche qui -e' sconfortante ammetterlo, ma e' cosi'- siamo alla rappresentazione scenica, che ormai anche le forze dell'ordine e i giudici che dovrebbero riempire di radicali disobbedienti le galere della Penisola, hanno capito l'andazzo e -per senso civico-giuridico o strategia di elusione che sia- fanno finta di nulla.
Il problema, ovviamente, esiste ed e' drammatico. Da un punto di vista sanitario, di ordine pubblico e di diritti individuali.
Non crediamo che la soluzione sia dietro l'angolo. Semplicemente perche' la politica va altrove e non ha nel proprio calendario questa riforma. Per esempio, il neo-presidente francese, in materia, non e' per niente un legalizzatore (3) e -sembra- che questo astro emergente della politica francese ed europeista, sia un importante punto di riferimento per tutti gli innovatori democratici del Continente. Qualcuno lo potra' contraddire, visto che al momento e' tra i pochi che e' stato in grado di contrastare l'avanza del populismo nel suo Paese, mettendo un'ipoteca considerevole sul suo metodo, che' possa essere utilizzato un po' dovunque? Ne dubitiamo.
Quindi, chi come noi percepisce invece la drammaticita' del continuare a farsi male con l'attuale politica proibizionista, che deve fare? Aspettiamo che all'iniziativa de La Repubblica di questi giorni, si aggiunga quella di altri autorevoli media? Sembra che questa sia una politica che non paghi. Come non ricordarsi la campagna referendaria sulla fecondazione assistita, con tutti i grandi media schierati per l'abrogazione, e gli italiani che diedero ragione agli anti-abrogazionisti semplicemente non andando a votare al referendum?
E come non prendere atto che, al di la' e nonostante la vittoria di Macron in Francia, siamo sempre in una comunita' civica dove il disamore per tutto quello che e' istituzionale e' pane quotidiano? Come non pensare che il fronte dei parlamentari legalizzatori non possa sfaldarsi al primo sommovimento della propria fazione, visto che le elezioni legislative ci saranno a breve, anche se non anticipate? E, di conseguenza, se ne parlera' nella prossima legislatura, comunque condizionata dalle caratteristiche di quanto accaduto in Francia e in Usa (dove Trump non e' proprio un alleato dei legalizzatori).
Abbiamo davanti a noi -quindi e come in passato- tanto tempo perso. In cui tutti, anche se apparentemente piu' numerosi, si parlano addosso, mentre i decisori pensano e fanno altro. E, siccome quando le leggi sono urgenti non c'e' iter parlamentare da rispettare che tenga, spetta al manipolo di convinti legalizzatori far si' che l'urgenza della decisione sia messa all'ordine del giorno. In questo contesto, non vediamo alternative al rivolgersi in modo pressante al leader dello schieramento democratico innovativo. Cioe' Matteo Renzi. Bando alle distinzioni, alle differenze, alle divisioni e tutto il corollario tipico della politica partitica. Solo se lui in prima persona si fa carico dell'opzione legalizzatoria (che e' bene ricordare che taglia i partiti, gli schieramenti e le ideologie, almeno in quella opzione che ci sembra piu' importante, riduzione del danno) ci sara' una qualche possibilita' di non continuare a parlarsi addosso ed a farsi male. Noi
crediamo che e' qui, con questa opzione, che bisogna concentrare le energie e le iniziative -realisticamente, e anche se viene piu' di un dubbio sulla reale portata democratica del metodo. E lo devono fare i nostri rappresentanti istituzionali. Noi, associazione civica e di informazione, possiamo fare solo da stimolo di idee e opzioni.
1 - http://droghe.aduc.it/notizia/legalizzazione+cannabis+input+dei+magistrati_133765.php
2 - http://droghe.aduc.it/notizia/legalizzazione+cannabis+radicali+continueremo_133762.php
3 - http://droghe.aduc.it/articolo/legalizzazione+cannabis+presidenziali+francesi_25875.php
ADUC - Associazione Diritti Utenti e Consumatori: il legislatore cialtrone: dalla lotta ai portoghesi del bus al telemarketing selvaggio, gli errori delle leggi “un tanto al chilo”
Firenze, 7 maggio 2017. Già fare le leggi non è un mestiere semplice, perché ogni norma disciplina una situazione astratta, e la realtà è sempre più complessa. In più i nostri parlamentari sottovalutano l'attività di produzione legislativa, motivo per cui siedono in Parlamento. L'ultimo caso è quello del telemarketing selvaggio, che il ddl concorrenza da poco licenziato dal Senato ha espressamente autorizzato, con scandalo nostro, del Garante Privacy e dei cittadini (1).
Di fatto si consentono le telefonate selvagge grazie ad un articolo che recita: "Gli operatori e i soggetti terzi che stabiliscono, con chiamate vocali effettuate con addetti, un contatto anche non sollecitato con l'abbonato a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, hanno l'obbligo di comunicare all'esordio della conversazione i seguenti dati: 1) gli elementi di identificazione univoca del soggetto per conto del quale chiamano; 2) l'indicazione dello scopo commerciale o promozionale del contatto. Il contatto è consentito solo se l'abbonato destinatario della chiamata, presta un esplicito consenso al proseguimento della conversazione".
Inserire in una norma la frase "contatto anche non sollecitato" vuol dire che ovviamente il contatto non sollecitato, cioè senza il consenso del consumatore che dovrà poi specificare che non vuole ulteriori contatti, è possibile. Leggendo le varie dichiarazioni sulla stampa, viene fuori che questo emendamento è stato proposto da alcuni parlamentari 5 Stelle che ribadiscono di averlo pensato con l'intento opposto a quello che invece viene fuori dalla lettura della norma.
Il che mi pare ugualmente grave rispetto all'eventualità che cercassero di ottenere l'effetto di aprire al telemarketing selvaggio. Perchè dimostra che, senza un minimo di riflessione e di tecnica legislativa, si fanno danni.
Il problema non è dei soli 5 stelle. Il penultimo esempio è la "manovrina" economica, fra le cui norme si annuncia con gran fasto la "lotta ai portoghesi del bus". A parte che nella sostanza cambia poco, quand'anche fosse una grande innovazione resta comunque carta straccia, poiché la norma è frutto di un copia incolla maldestro, nel quale gli obblighi del viaggiatore sono contenuti ai commi 9 e 10 dell'articolo 48 e le relative sanzioni sono contenute al comma 11 e recita: "La violazione degli obblighi previsti dai commi 1 e 2 [...]". Peccato che i commi 1 e 2 di quell'articolo riguardino altro e che si siano dimenticati di correggere il numero dei commi malamente "copiaincollati" da uno dei decreti attuativi della riforma Madia…
E di esempio in esempio potremmo continuare, anche con incursioni nella "tecnica legislativa del rimando", il richiamo di comma in comma: "Fuori dei casi di cui ai commi 1 e 2, ulteriori comunicazioni per le finalità di cui ai medesimi commi effettuate con mezzi diversi da quelli ivi indicati, sono consentite ai sensi degli articoli 23 e 24 nonchè ai sensi di quanto previsto dal comma 3-bis del presente articolo". Di cosa tratta questo comma? Cosa dice? Un qualsiasi lettore è in grado di capirci qualcosa? Il primo destinatario di una norma è il cittadino, che deve essere posto nelle condizioni di comprenderne il testo e non deve essere costretto a chiedere all'avvocato (il quale peraltro, per dare un senso a quanto legge dovrà decriptarlo come un codice segreto…) cosa significa.
1 - www.aduc.it/comunicato/telemarketing+lacrime+coccodrillo+segretario_26018.php
Firenze, 4 Maggio 2017. Da oggi è fruibile il nuovo bonus nascita di 800 euro introdotto dall'ultima Legge di Stabilità e per il quale l'INPS ha predisposto una modalità di richiesta telematica (1), corrisposto in un'unica soluzione in relazione a nuove nascite od adozioni che si verificano nel 2017.
- via WEB, utilizzando i servizi telematici del portale (2)
- chiamando il Contact Center Integrato al numero 803164, gratuito da telefono fisso, oppure al numero 06164164 per le chiamate da cellulare con tariffazione a carico dell'utente;
- indicazione di avvenuta trasmissione del certificato all'Inps per domanda relativa ad altra prestazione connessa alla medesima gravidanza;
Qui la pagina del sito INPS di riferimento: https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=50898
Da sapere anche che entro il 18 Maggio inoltre l'INPS dovrebbe rendere fruibile anche il bonus asili nido, previsto sempre dall'ultima Legge di Stabilità e destinato ai genitori di bambini sotto ai 3 anni affetti da gravi patologie croniche per pagare l'asilo nido o forme di supporto alternative.
Incentivi 2017: agevolazioni e bonus per gli individui e le famiglie: http://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2017+agevolazioni+bonus+individui_25497.php
2 - www.inps.it, accessibili direttamente dalla richiedente tramite PIN: https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=50898
Privacy e Regolamento UE: Convegno a Milano – 8 maggio 2017
Privacy Italia e Key4biz sono lieti di invitarti al convegno
“A poco più di vent’anni dal primo intervento normativo in materia di privacy:
la riforma della protezione dei dati personali e il nuovo Regolamento UE 679/2016"
Lunedì 8 maggio 2017 – ore 15.30
Università di Milano Bicocca - Aula Martini U6
www.privacyitalia.eu
Tariffe telefoniche. Tlc e modifiche unilaterali del contratto. Troppi gestori telefonici ne abusano!
Firenze, 2 maggio 2017. Molti dei grandi gestori telefonici italiani sembrano aver preso il vizietto di modificare di continuo, in modo unilaterale, i contratti in essere con gli utenti.
E' pur vero che la legge - inspiegabilmente - glielo consente a determinate condizioni: devono darne comunicazione agli utenti, i quali potranno avere un periodo di almeno trenta giorni per non accettare le modifiche e recedere senza alcun costo (Codice comunicazioni elettroniche, art. 70).
Ma la frequenza con cui ormai accade, unitamente ad una normativa chiaramente sbilanciata a favore delle compagnie telefoniche, sta diventando un serio problema per gli utenti.
In primo luogo, per la comunicazione agli utenti è sufficiente un messaggio riportato sulla bolletta, di solito nelle ultime pagine in mezzo ad altre comunicazioni che in pochi leggono.
In secondo luogo, anche quei (relativamente) pochi utenti che si accorgono in tempo delle modifiche tariffarie ed esercitano il diritto di recesso oppure cambiano gestore, ricevono spesso fatture contenenti costi (vietati!) per recesso anticipato. Questo li costringe poi a doversi attivare per contestare quelle fatture e ottenere il rimborso (con diffide, tentativo di conciliazione, ecc.).
Insomma, un vero percorso ad ostacoli per il consumatore, esasperato come detto dalla ormai vorticosa frequenza con cui le tariffe vengono variate da alcuni gestori telefonici, spesso in concomitanza tra loro.
1. scegliere compagnie telefoniche che negli ultimi anni non hanno effettuato continue modifiche unilaterali dei contratti in essere;
2. dare sempre un'occhiata a tutte le pagine delle fatture per verificare se vi sono comunicazioni di modifiche unilaterali;
3. qualora il gestore, come spesso accade, addebiti costi di recesso anticipato nonostante la modifica unilaterale del contratto, ecco come agire:
- fare una segnalazione all'Agcm (1) per pratica commerciale scorretta e all'Agcom (2);
- non pagare gli importi non dovuti (anche attraverso la revoca del Rid bancario, se utilizzato) e inviare una diffida al gestore per intimarne lo storno, oltre a richiedere un congruo risarcimento per le spese e seccature sostenute; se non si otterranno risposte soddisfacenti, si dovrà tentare la conciliazione ed eventualmente la definizione al Corecom (3) o direttamente all'Agcom.
1 - http://www.agcm.it/
2 - https://www.agcom.it/299
3 - http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
Piero Moretti, vicepresidente Aduc