Source: https://www.lavoroediritto.it/approfondimenti/guida-recupero-crediti-utilizzo-banche-dati-pubbliche
Timestamp: 2020-08-08 09:25:32+00:00
Document Index: 93170960

Matched Legal Cases: ['art. 492', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 67']

Guida al recupero dei crediti: l'utilizzo delle banche dati pubbliche
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by Redazione - 11 luglio 2020 22 luglio 2020
Negli ultimi anni, in un contesto economico sempre più in crisi, l’attività di recupero crediti ha assunto un ruolo preponderante.
Tuttavia, il creditore manifesta spesso una certa sfiducia nell’esito dell’attività di recupero del credito ritenendola onerosa, zeppa di lungaggini e dal risultato infruttuoso.
Ma, seppur in molti casi il debitore possa sembrare sprovvisto delle “sostanze” per ottemperare ai propri debiti, è sempre possibile promuovere ricerche capaci di rintracciare beni o liquidità su cui potersi rivalere.
Accanto alle più classiche attività d’investigazione, uno strumento sempre più diffuso (anche se non molto conosciuto) è oggi costituito dall’accesso alle banche dati delle pubbliche amministrazioni al fine di individuare eventuali rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito, datori di lavoro e committenti per poi procedere in via esecutiva.
Tale possibilità è infatti garantita dall’art. 492 bis del codice di procedura civile (il cui testo si riporta in calce) a chiunque sia in possesso di un titolo esecutivo – sia esso una sentenza di condanna passata in giudicato, un decreto ingiuntivo esecutivo e persino un assegno o una cambiale – e di un precetto in corso di validità.
Difatti, in presenza di tale duplice presupposto, il creditore può presentare apposita istanza al Presidente del Tribunale del circondario dove abbia residenza o domicilio; quest’ultimo, verificata la regolarità del titolo esecutivo e del precetto, consentirà al creditore di chiedere accesso alle banche dati dell’anagrafe tributaria (anche dell’archivio dei rapporti finanziari), nonché degli enti previdenziali e del Pubblico Registro Automobilistico.
Appare necessario precisare che tale strumento pare essere maggiormente efficace laddove il debitore sia una persona fisica, un’impresa individuale ovvero una società di persone – sia essa semplice, in nome collettivo o in accomandita semplice – in cui i soci nella maggior parte dei casi rispondono in via illimitata dei debiti della società. Ciò in ragione dell’usuale titolarità da parte di persone fisiche di conti bancari, di fondi comuni di investimento, di trattamenti pensionistici e di rapporti di lavoro. Diversamente, laddove il debitore sia una società di capitali (a responsabilità limitata, per azioni ovvero in accomandita per azioni) la ricerca potrebbe infatti limitarsi quasi esclusivamente ai conti correnti.
Una volta individuate le “sostanze” del debitore, il creditore avrà quindi l’onere di attivare lo strumento processuale (ad esempio, pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi) ritenuto più utile allo scopo. Ma di questo parliamo in un diverso approfondimento.
LIBRO TERZO. Del processo di esecuzione – TITOLO SECONDO. Dell’espropriazione forzata – CAPO PRIMO. Dell’espropriazione forzata in generale – SEZIONE SECONDA. Del pignoramento
ARTICOLO 492 BIS
Su istanza del creditore, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, verificato il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria ed il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell’articolo 547, dell’indirizzo di posta elettronica certificata. L’istanza non può essere proposta prima che sia decorso il termine di cui all’articolo 482. Se vi è pericolo nel ritardo, il presidente del tribunale autorizza la ricerca telematica dei beni da pignorare prima della notificazione del precetto. (2)
Fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l’autorizzazione di cui al primo comma il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti. Terminate le operazioni l’ufficiale giudiziario redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze. L’ufficiale giudiziario procede a pignoramento munito del titolo esecutivo e del precetto, anche acquisendone copia dal fascicolo informatico. Nel caso di cui al primo comma, quarto periodo, il precetto è consegnato o trasmesso all’ufficiale giudiziario prima che si proceda al pignoramento. (3)
Se l’accesso ha consentito di individuare cose che si trovano in luoghi appartenenti al debitore compresi nel territorio di competenza dell’ufficiale giudiziario, quest’ultimo accede agli stessi per provvedere d’ufficio agli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520. Se i luoghi non sono compresi nel territorio di competenza di cui al periodo precedente, copia autentica del verbale è rilasciata al creditore che, entro quindici giorni dal rilascio a pena d’inefficacia della richiesta, la presenta, unitamente all’istanza per gli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520, all’ufficiale giudiziario territorialmente competente.
Quando l’accesso ha consentito di individuare sia cose di cui al terzo comma che crediti o cose di cui al quinto comma, l’ufficiale giudiziario sottopone ad esecuzione i beni scelti dal creditore.
(1) Il presente articolo è stato inserito dall’art. 19, D.L. 12.09.2014, n. 132 con decorrenza dal 13.09.2014 ed applicazione ai procedimenti iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del suddetto decreto, così come modificato dall’allegato alla legge di conversione, L. 10.11.2014, n. 162 con decorrenza dal 11.11.2014.
(2) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 13, comma 1, lett. ff), D.L. 27.06.2015, n. 83, con decorrenza dal 27.06.2015, convertito in legge dalla L. 06.08.2015, n. 132 con decorrenza dal 21.08.2015 ed applicazione, ai sensi del comma 9 dell’art. 23 del medesimo decreto, anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del suddetto decreto. Quando sia stata già disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al D.L. 27.06.2015, n. 83 si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita. Si riporta, di seguito, il testo previgente:
“Su istanza del creditore procedente, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, verificato il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria ed il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell’articolo 547, dell’indirizzo di posta elettronica certificata.”.
(3) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 13, D.L. 27.06.2015, n. 83, con decorrenza dal 27.06.2015, convertito con modificazioni dalla L. 06.08.2015, n. 132, con decorrenza dal 21.08.2015, ed applicazione, ai sensi del comma 9 dell’art. 23 del medesimo decreto, anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del suddetto decreto. Quando sia già disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al D.L. 27.06.2015, n. 83 si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita. Si riporta, di seguito, il testo previgente:
“Fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l’autorizzazione di cui al primo comma il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti. Terminate le operazioni l’ufficiale giudiziario redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze.”.
(4) Ai sensi dell’art. 67, comma 3, D.L. 17.03.2020, n. 18, così come modificato dall’allegato alla legge di conversione, L. 24.04.2020, n. 27, con decorrenza dal 30.04.2020, sono sospese, dall’8 marzo al 31 maggio 2020, le attività, non aventi carattere di indifferibilità ed urgenza, consistenti nelle risposte alle istanze, formulate ai sensi del presente articolo.