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Timestamp: 2019-07-16 18:34:56+00:00
Document Index: 82711388

Matched Legal Cases: ['art. 88', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 88', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 31']

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Gli istituti che vanno in pensione
10. giugno 2015 | Giurisprudenza nazionale
Nell’ultima versione della delega fiscale, resa nota la scorsa settimana, sono ribadite importanti novità che dovrebbero realizzare una rivoluzione del settore dei giochi. Finalmente si intravede un po’ d’ordine (chissà se a questo fine sarà utile un TESTO UNICO DEI GIOCHI) il che comporta che alcuni istituti (le licenze ex art. 88 e 86 TULPS) parte integrante del ns sistema giochi vengono sostituiti da altre figure, che si spera innovino e non costituiscano un inutile copione dei precedenti.
Ma andiamo con ordine. Viene ribadita la centralità dello Stato in materia di giochi pubblici (“L’organizzazione e l’esercizio di giochi pubblici, per i quali si mette in palio una ricompensa di qualsiasi natura, anche in denaro, e per la cui partecipazione è richiesto il pagamento di una posta di denaro sono riservati allo Stato” ex art. 6 “Riserva dello Stato e poteri delle Regioni e degli Enti locali” della bozza della delega) ed i vari governi del territorio (“Nell’esercizio delle loro potestà normative ed amministrative, le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni del presente decreto che costituiscono disposizioni di coordinamento nazionale in materia di gioco, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale di fonte primaria in materia di giochi pubblici” ex art. 6 “Riserva dello Stato e poteri delle Regioni e degli Enti locali” della bozza della delega) che si sono tanto affannati ad imporre distanze e limitazioni sugli orari dovranno emanare nuovi regolamenti che rispettino quanto previsto in materia di gioco e scommesse nel nuovo TESTO UNICO DEI GIOCHI, il ns LIBRO BIANCO, sul modello di quello inglese già in vigore da diversi anni.
Si parla per la prima volta di rete dei giochi, con la quale si intende l’insieme delle reti fisiche e delle reti on line dei concessionari per la raccolta dei giochi pubblici, collegate alla rete del partner tecnologico dell’Agenzia (la SOGEI) secondo quanto stabilito nelle concessioni onerose di gioco. Nel ridisegnare il canale terrestre della raccolta di gioco, viene introdotto il concetto di gaming halls o meglio “esercizi generalisti primari”, che sono le sale da gioco, sul cui concetto sarà opportuno soffermarsi magari in altra sede. Solo nelle gaming halls si potrà commercializzare il gioco pubblico. Le sale poi non dovranno più avere la licenza ex art. 88 TULPS, articolo che non a caso viene soppresso (ex art. 12 della bozza della delega). Ed infatti nella bozza di delega non si parla più di licenze ma di titoli abilitativi, che saranno comunque rilasciati da ADM, che prima del rilascio dovrà richiedere al questore competente per territorio un nulla-osta attestante la sussistenza, in capo al titolare dell’attività autorizzata ed ai suoi eventuali rappresentanti, dei requisiti soggettivi previsti dagli articoli 11, 12, 92 e 131 TULPS e dalla normativa antimafia, nonché l’adeguatezza dei locali utilizzati sotto l’esclusivo profilo della sicurezza pubblica.
Anche la legge n. 401/89 viene modificata, inasprendo le pene e le sanzioni: “ art. 4 (esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa) 1. Chiunque esercita, anche a distanza, in qualunque modo, attività di scommesse, sportive o non sportive, anche come intermediario di terzi, in mancanza delle prescritte autorizzazioni rilasciate dallo Stato, è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da ventimila a cinquantamila euro”; sono previste altresì sanzioni e pene per coloro, che ancorchè titolari di concessioni-autorizzazioni rilasciate da ADM, non rispettino le modalità di raccolta individuate dalla stessa ADM; per costoro è previsto l’arresto da tre mesi a un anno e l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000. In ambito pubblicitario, ed al fine di contrastare il gioco non autorizzato, nella bozza della delega in esame viene ribadito che è vietata in modo assoluto qualsiasi forma di comunicazione commerciale, di pubblicità, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in reti di raccolta sia fisiche sia on line, diversi dai giochi pubblici e comunque riferibili a soggetti non concessionari (art. 31 della bozza della delega).
Con queste misure più restrittive le famose reti parallele ed illecite dovranno essere definitivamente abolite. Certo le reti attive al momento del c.d. condono fiscale che non hanno partecipato ma hanno impugnato le disposizioni della legge di Stabilità 2015, forse potrebbero inventare un caso e tentare di aprire un nuovo filone giudiziale, a meno che la gara del 2016 ponga fine a tutte queste diatribe, che nel corso degli anni hanno fortemente danneggiato il settore.
La delega poi ribadisce che “la pubblicità è vietata: sui canali afferenti al genere di programmazione tematica “bambini e ragazzi” della televisione digitale terrestre e satellitare; nella fascia oraria di programmazione protetta per i minori di età tra le ore 16.00 e le ore 19.00 di ogni giorno, fatta eccezione per le trasmissioni su canali afferenti al genere di programmazione tematica “sport”, ovvero per le trasmissioni sportive o di eventi sportivi a rilevanza nazionale o internazionale ovunque trasmesse, nonché per quelle su canali tematici dedicati al gioco; durante i programmi destinati ai minori di età quali i cartoni animati, i film chiaramente dedicati ad un pubblico infantile o adolescenziale e negli spettacoli che hanno i minori di età come protagonisti anche se trasmessi fuori dalla suddetta fascia oraria protetta, nonché nei trenta minuti precedenti e successivi agli stessi programmi”. Ma vi sono delle eccezioni: “sono escluse dalle limitazioni (…) le sponsorizzazioni che prevedono il semplice uso del logo del prodotto e di marchi registrati, nonché le comunicazioni istituzionali dei concessionari. Sono altresì esclusi dalle limitazioni i messaggi che abbiano un fine esclusivamente di utilità sociale, quali le campagne finalizzate alla prevenzione del gioco minorile, alla prevenzione del gioco problematico, all’educazione ad un approccio responsabile al gioco, nonché di sostegno ad iniziative relative all’arte, sport e cultura”.
Per adesso anche se solo in bozza e di certo migliorabile, il TESTO UNICO dei giochi va apprezzato per il coraggio (post elettorale..) e si spera che entro la fine del mese di giugno venga approvato, perché il settore, in crisi, ha proprio necessità di entrare in una nuova fase di rigenerazione.