Source: https://www.verticale.net/autorizzazione-ordinaria-generale-aua-o-aia-15768
Timestamp: 2019-03-20 09:45:00+00:00
Document Index: 89708528

Matched Legal Cases: ['art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 271', 'art.8', 'art. 108', 'art. 285', 'art. 286', 'art. 283', 'art. 269']

Autorizzazione delle emissioni ai sensi della Parte V del D.Lgs.n. 152/2006
Autorizzazione Ordinaria – ex art. 269
Emissioni in AIA
Paolo Malesani Segui Contatta l'autore
Provincia di Verona Segui
Francesca Zantedeschi, Provincia di Verona
Angelo Pasotto, AIAT
ACQUARIA ottobre 2018 Tecnologie e soluzioni per il controllo emissioni e il miglioramento della qualità dell'aria
ACQUARIA 2018 Segui
Settori: Energia , Energia Rinnovabile , Aria (Trattamento, Analisi) , Strumentazione , Rifiuti (trattamento dei rifiuti)
Parole chiave: Emissioni , Controllo delle emissioni ,
Veronafiere 17-18 ottobre 2018 Vi aspettiamo a mcT Petrolchimico Milano, 29 novembre 2018 Cogenerazione Termotecnica Industriale Pompe di Calore 27 ottobre Cogenerazione Termotecnica Industriale Pompe di Calore Alimentare Alimentare Petrolchimico Alimentare 28 ottobre Alimentare Petrolchimico Alimentare Alimentare Petrolchimico Visione e Tracciabilit� 28 ottobre Luce Energia Domotica LED Luce Energia Domotica LED Petrolchimico Alimentare Petrolchimico Petr Autorizzazione Ordinaria, Generale, AUA o AIA '
Modalit� per l'ottenimento dell'autorizzazione alle
emissioni in atmosfera Paolo Malesani - Provincia di Verona
Sabina De Biasio - Provincia di Verona
Angelo Pasotto - Consigliere AIAT Autorizzazione Ordinaria ' ex art. 269 Autorizzazione del e emissioni ai sensi del a Parte V del
D.Lgs.n. 152/2006 1. (...) per tutti gli stabilimenti che producono emissioni deve
essere richiesta una autorizzazione (..) L'autorizzazione �
rilasciata con riferimento allo stabilimento. I singoli impianti
e le singole attivit� presenti nel o stabilimento non sono
oggetto di distinte autorizzazioni. Autorizzazione Ordinaria ' ex art. 269 Autorizzazione del e emissioni ai sensi del a Parte V del D.Lgs.n. 152/2006 2. Il gestore che intende instal are uno stabilimento nuovo o trasferire uno
stabilimento da un luogo ad un altro presenta all'autorit� competente una
domanda di autorizzazione, accompagnata: a) dal progetto dello stabilimento in cui sono descritti gli impianti e le
attivit�, le tecniche adottate per limitare le emissioni e la quantit� e la
qualit� di tali emissioni, le modalit� di esercizio, la quota dei punti di
emissione individuata in modo da garantire l'adeguata dispersione degli
inquinanti, i parametri che caratterizzano l'esercizio e la quantit�, il tipo e le
caratteristiche merceologiche dei combustibili di cui si prevede l'utilizzo,
nonch�, per gli impianti soggetti a tale condizione, il minimo tecnico definito
tramite i parametri di impianto che lo caratterizzano; Autorizzazione Ordinaria ' ex art. 269 Autorizzazione delle emissioni ai sensi della Parte V del D.Lgs.n.
152/2006 2. Il gestore che intende installare uno stabilimento nuovo o
trasferire uno stabilimento da un luogo ad un altro presenta
all'autorit� competente una domanda di autorizzazione, accompagnata: b) da una relazione tecnica che descrive il complessivo ciclo
produttivo in cui si inseriscono gli impianti e le attivit� ed indica il
periodo previsto intercorrente tra la messa in esercizio e la messa a
regime degli impianti. Autorizzazione Ordinaria ' ex art. 269 3. Per il rilascio dell'autorizzazione all'installazione di stabilimenti nuovi, l'autorit�
competente indice, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, una conferenza di
esame degli interessi coinvolti in altri procedimenti amministrativi e, in particolare, nei
procedimenti svolti dal comune ai sensi del DPR n� 380/2001 (TUE), e del RD n�
1265/1934 (industrie insalubri).
Per il rinnovo e per l'aggiornamento dell'autorizzazione l'autorit� competente, previa
informazione al comune interessato il quale pu� esprimere un parere nei trenta giorni
successivi, avvia un autonomo procedimento entro trenta giorni dalla ricezione della
integrazioni della domanda devono essere trasmesse all'autorit� competente entro trenta
giorni dalla relativa richiesta; se l'autorit� competente non si pronuncia in un termine
centocinquanta giorni dalla ricezione della domanda stessa, il gestore pu�, entro i
successivi sessanta giorni, richiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare di provvedere, notificando tale richiesta anche all'autorit� competente. Autorizzazione Ordinaria ' ex art. 269 7. L'autorizzazione rilasciata ai sensi del presente articolo ha
una durata di quindici anni.
La domanda di rinnovo deve essere presentata almeno un anno
prima del a scadenza.
Nel e more del 'adozione del provvedimento sul a domanda di
rinnovo del 'autorizzazione rilasciata ai sensi del presente
articolo, l'esercizio del 'impianto pu� continuare anche dopo la
scadenza del 'autorizzazione in caso di mancata pronuncia in
termini del Ministro del 'ambiente e del a tutela del territorio e del
mare a cui sia stato richiesto di provvedere ai sensi del co. 3. Autorizzazione Ordinaria ' ex art. 269 4. L'autorizzazione stabilisce, ai sensi degli articoli 270 e 271 :
a) per le emissioni che risultano tecnicamente convogliabili, le modalit� di
captazione e di convogliamento;
b) per le emissioni convogliate o di cui � stato disposto il convogliamento, i valori
limite di emissione, le prescrizioni, i metodi di campionamento e di analisi, i criteri
per la valutazione della conformit� dei valori misurati ai valori limite e la periodicit�
dei controlli di competenza del gestore, la quota dei punti di emissione
individuata tenuto conto delle relative condizioni tecnico-economiche, il minimo
tecnico per gli impianti soggetti a tale condizione e le portate di progetto tali da
consentire che le emissioni siano diluite solo nella misura inevitabile dal punto di vista
tecnologico e dell'esercizio; devono essere specificamente indicate le sostanze a cui
si applicano i valori limite di emissione, le prescrizioni ed i relativi controlli;
c) per le emissioni diffuse, apposite prescrizioni finalizzate ad assicurarne il
contenimento Emissioni in AIA Procedimenti di cui al Titolo III-bis della parte seconda del D.Lgs. 152/2006 Categorie di attivit� di cui all'articolo 6, comma 13
L'autorizzazione integrata ambientale � necessaria per:
a) le installazioni che svolgono attivit� di cui all'Allegato VIII alla Parte II
b) le modifiche sostanziali degli impianti di cui alla lettera a) L'Allegato VIII al a Parte Seconda fornisce una classificazione qualitativa,
ed in alcuni casi anche quantitativa, delle attivit�:
1. Attivit� energetiche
6. Altre attivit� Trattamento termico dei rifiuti Art.267, comma 2
emissione e altre prescrizioni sono stabiliti nella autorizzazione
di cui all'articolo 208 (Autorizzazione unica per i nuovi impianti
di smaltimento e di recupero dei rifiuti) o nell'Autorizzazione
incenerimento e coincenerimento sulla base del Titolo III-bis
della Parte Quarta (Incenerimento e coincenerimento dei rifiuti -
regionali di qualit� del 'aria. Emissioni di Composti Organici Volatili Art. 275 ed Allegato III alla Parte V
1. L'Allegato III alla Parte V del presente decreto stabilisce,
relativamente alle emissioni di composti organici volatili, i valori
limite di emissione, le modalit� di monitoraggio e di
controllo del e emissioni, i criteri per la valutazione del a
conformit� dei valori misurati ai valori limite e le modalit� di
redazione del piano di gestione dei solventi.
Le disposizioni previste dal presente articolo per gli stabilimenti
si intendono riferite anche alle installazioni soggette ad
autorizzazione integrata ambientale. L'Al egato III alla Parte V
indica i casi in cui le attivit� degli stabilimenti esistenti di cui al
comma 8 sono soggette a valori limite e prescrizioni speciali. Distribuzione di carburanti Art. 272, comma 5
articoli 276 (Controllo delle emissioni di COV derivanti dal
deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai terminali
agli impianti di distribuzione)
e 277 (Recupero di COV prodotti durante le operazioni di
rifornimento presso gli impianti di distribuzione di benzina) ESCLUSIONI: Oli minerali o gas liquefatti Impianto non sottoposto ad autorizzazione. Art.
269, comma 10
I gestori sono comunque tenuti ad adottare apposite misure
per contenere le emissioni diffuse ed a rispettare le ulteriori
prescrizioni eventualmente disposte, per le medesime finalit�,
con apposito provvedimento dall'autorit� competente. ESCLUSIONI: Sfiati e ricambi d'aria Art. 272, comma 5
lavoro lo stabilimento � non sottoposto ad
autorizzazione. Impianti e attivit� in deroga - ESCLUSIONI Art. 272 comma 1 (ed elenco della parte I dell'Allegato IV)
stabilimenti in cui sono presenti esclusivamente impianti e attivit�
elencati nella parte I dell'Allegato IV alla parte quinta del presente
decreto. L'elenco si riferisce a impianti e ad attivit� le cui emissioni
sono scarsamente rilevanti agli effetti dell'inquinamento atmosferico.
Si applicano esclusivamente i valori limite di emissione e le
prescrizioni specificamente previsti, per tali impianti e attivit�, dai
piani e programmi o dalle normative di cui all' articolo 271, commi 3 e
4 (Normative regionali, piani e i programmi di qualit� dell'aria).
Al fine di stabilire le soglie di produzione e di consumo e le potenze
termiche nominali indicate nella parte I dell'Allegato IV si deve
considerare l'insieme degli impianti e delle attivit� che, nello
stabilimento, ricadono in ciascuna categoria presente nell'elenco. Impianti e attivit� in deroga - ESCLUSIONI Portata ad 1 MW, a prescindere dal a tipologia di
combustibile utilizzato, la soglia al di sotto del a quale
non ricorre l'obbligo del 'autorizzazione al e emissioni; vengono aggiunte le voci:
- kk-quater) Attivit� di stampa '3d' e stampa 'ink jet';
- kk-quinquies) Attivit� di taglio, incisione e marcatura
laser su carta o tessuti;
- viene precisato che la lett. kk-ter) si riferisce ai
'frantoi' di materiali vegetali (precedentemente solo
'frantoi'); Impianti e attivit� in deroga - ESCLUSIONI Modificate le lett. v-bis), j ) e kk-bis) come segue: v-bis) impianti di essiccazione di materiali vegetali impiegati da imprese
agricole o a servizio del e stesse con potenza termica nominale, uguale o
inferiore a 1 MW, se alimentati a biomasse o a biodiesel o a gasolio come
tale o in emulsione con biodiesel, e uguale o inferiore a 3 MW, se
alimentati a metano o a gpl o a biogas. j ) Laboratori di analisi e ricerca, impianti pilota per prove, ricerche,
sperimentazioni, individuazione di prototipi. kk-bis) Cantine che trasformano fino a 600 tonnel ate l'anno di uva
nonch� stabilimenti di produzione di aceto o altre bevande fermentate,
con una produzione annua di 250 ettolitri per i distil ati e di 1.000 ettolitri
per gli altri prodotti. Autorizzazione di carattere generale Art. 272 commi 2 e 3 (ed elenco del a parte II del 'Al egato
Per specifiche categorie di stabilimenti, individuate in
relazione al tipo e al e modalit� di produzione, l'autorit�
competente pu� adottare apposite autorizzazioni di
carattere generale, relative a ciascuna singola
categoria, nel e quali sono stabiliti i valori limite di
emissione, le prescrizioni, anche inerenti le condizioni
di costruzione o di esercizio e i combustibili utilizzati, i
tempi di adeguamento, i metodi di campionamento e di
analisi e la periodicit� dei control i. (') Impianti e attivit� in deroga ' Autorizzazione di carattere generale Art. 272 commi 2 e 3 (ed elenco della parte II
dell'Allegato IV) L'autorizzazione generale stabilisce i requisiti
della domanda di adesione e pu� prevedere
appositi modelli semplificati di domanda, nei
quali le quantit� e le qualit� delle emissioni sono
deducibili dalle quantit� di materie prime ed
ausiliarie utilizzate. Impianti e attivit� in deroga ' Autorizzazione di carattere generale Art. 272 commi 2 e 3 (ed elenco della parte II dell'Al egato IV) Al fine di stabilire le soglie di produzione e di consumo e le
potenze termiche nominali indicate nella parte II dell'Al egato
IV alla parte quinta del presente decreto si deve considerare
l'insieme degli impianti e delle attivit� che, nello
stabilimento, ricadono in ciascuna categoria presente
nell'elenco. (...)
Per gli stabilimenti in cui sono presenti anche impianti o
attivit� a cui l'autorizzazione generale non si riferisce, il
gestore deve presentare domanda di autorizzazione ai sensi
dell' articolo 269. Impianti e attivit� in deroga ' Autorizzazione di carattere generale Art. 272 commi 2 e 3 (ed elenco della parte II dell'Al egato IV) L'autorit� che riceve la domanda pu�, con proprio
provvedimento, negare l'adesione nel caso in cui non siano
rispettati i requisiti previsti dall'autorizzazione generale o i
requisiti previsti dai piani e dai programmi o dalle normative di
cui all' articolo 271, commi 3 e 4, o in presenza di particolari
situazioni di rischio sanitario o di zone che richiedono una
particolare tutela ambientale. L'autorizzazione generale si applica (...) per un periodo pari ai
dieci 15 anni successivi all'adesione. Impianti e attivit� in deroga ' Autorizzazione di carattere generale Art. 272 commi 2 e 3 (ed elenco della parte II
dell'Allegato IV) L'autorit� competente pu� stabilire apposite prescrizioni finalizzate a
predefinire i casi e le condizioni in cui il gestore � tenuto a captare e
convogliare le emissioni; al di fuori di questi casi, agli impianti soggetti a
questo tipo di autorizzazione non si applicano le disposizioni dell'articolo
270 relativo al convogliamento delle emissioni; Autorizzazione di carattere generale -Art. 272 commi 2 e 3 Viene consentita la presenza nel medesimo stabilimento di impianti e
attivit� soggetti a diverse tipologie di autorizzazioni generali a condizione
si provveda all'adesione alle stesse;
negli stabilimenti in cui sono presenti impianti e attivit� soggetti a diverse
tipologie di autorizzazioni generali e le relative emissioni sono
convogliate a punti di emissione comuni, si applicano i valori limite pi�
severi prescritti in tali autorizzazioni per ciascuna sostanza interessata; Autorizzazione di carattere generale -Art. 272 commi 2 e 3 Negli stabilimenti con autorizzazione ordinaria � possibile
l'installazione di impianti e l'avvio di attivit� previsti nelle
autorizzazioni generali previa adesione al e stesse, ci� a
condizione che la normativa regionale o le autorizzazioni generali
stabiliscano requisiti e condizioni volti a limitare il numero massimo
o l'entit� del e modifiche effettuabili mediante tale procedura per
singolo stabilimento; l'autorit� competente provvede ad aggiornare
l'autorizzazione prevista al 'articolo 269 sul a base del 'avvenuta
adesione; Autorizzazione di carattere generale - Art.272 c.4 4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 non si applicano
a) in caso di emissione di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o
mutagene o di sostanze di tossicit� e cumulabilit� particolarmente elevate nel caso in cui siano utilizzate, nel 'impianto o nel 'attivit�, le sostanze o le
miscele con indicazioni di pericolo H350, H340, H350i, H360D, H360F, H360FD,
H360Df e H360Fd ai sensi della normativa europea vigente in materia di
classificazione, etichettatura e imbal aggio del e sostanze e del e miscele. Nel
caso in cui, a seguito di una modifica del a classificazione di una sostanza, uno
o pi� impianti o attivit� ricompresi in autorizzazioni generali siano soggetti al
divieto previsto al presente comma, il gestore deve presentare all'autorit�
competente, entro tre anni dal a modifica della classificazione, una domanda di
autorizzazione ai sensi del 'articolo 269. In caso di mancata presentazione, lo
stabilimento si considera in esercizio senza autorizzazione. Metodi di campionamento e analisi delle emissioni Modificato l'art. 271, cc. 17 e 18
Le autorizzazioni devono individuare i metodi di campionamento
e di analisi delle emissioni da utilizzare nel monitoraggio di
competenza del gestore; i controlli svolti dalle autorit� competenti
vanno effettuati sulla base dei metodi riportati in autorizzazione o,
in assenza, con i metodi indicati (norme tecniche CEN, o, ove queste
non siano disponibili, sulla base del e pertinenti norme tecniche
nazionali, oppure, ove anche queste ultime non siano disponibili, sul a
base del e pertinenti norme tecniche ISO o di altre norme internazionali
o delle norme nazionali previgenti) o attraverso un sistema di
monitoraggio in continuo (conforme al e previsioni del 'al egato VI che
rispetta le procedure di garanzia di qualit� del a norma UNI EN 14181)
se previsto dalla normativa nazionale o regionale o se l'autorizzazione
preveda che tale sistema sia utilizzato anche a fini di control o. Autorizzazione Unica Ambientale - D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 Art. 1 Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento, (...) si applica alle categorie di
imprese di cui all'articolo 2 del DM 18 aprile 2005 [ PMI '
imprese, pubbliche e private cfr. DGRV n. 622 del 29 aprile
2014 ], (...) nonch� agli impianti non soggetti alle disposizioni
in materia di autorizzazione integrata ambientale.
progetti sottoposti alla valutazione di impatto ambientale
(VIA) laddove la normativa statale e regionale disponga che il
atti di assenso, comunque denominati, in materia ambientale, ai
sensi dell'articolo 26, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152. Autorizzazione Unica Ambientale - D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 Art. 3 Autorizzazione unica ambientale
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 7, comma 1, i gestori degli impianti di cui
all'articolo 1 presentano domanda di autorizzazione unica ambientale nel caso in
cui siano assoggettati, ai sensi della normativa vigente, al rilascio, alla formazione,
al rinnovo o all'aggiornamento di almeno uno dei seguenti titoli abilitativi:
a) autorizzazione agli scarichi di cui al capo II del titolo IV della sezione II della
Parte terza del D.Lgs 152/06;
b) comunicazione preventiva di cui all'articolo 112 del D.Lgs 152/06, per
l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione
dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste;
c) autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui
all'articolo 269 del D.Lgs 152/06;
d) autorizzazione generale di cui all'articolo 272 del D.Lgs 152/06;
e) comunicazione o nulla osta di cui all'art.8, co.4 o co.6, L. 26 ottobre 1995, n. 447;
f) autorizzazione all'utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in
agricoltura Autorizzazione Unica Ambientale - D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 Art. 3 Autorizzazione unica ambientale
5. L'autorizzazione unica ambientale contiene tutti gli elementi previsti
dalle normative di settore per le autorizzazioni e gli altri atti che
sostituisce e definisce le modalit� per lo svolgimento delle attivit� di
autocontrollo, ove previste, individuate dal 'autorit� competente tenendo
conto del a dimensione del 'impresa e del settore di attivit�. In caso di
scarichi contenenti sostanze pericolose, di cui al 'art. 108 del D.Lgs
152/06, i gestori devono presentare, almeno ogni quattro anni, una
comunicazione contenente gli esiti del e attivit� di autocontrol o al 'autorit�
competente, la quale pu� procedere al 'aggiornamento del e condizioni
autorizzative qualora dal a comunicazione emerga che l'inquinamento
provocato dal 'attivit� e dal 'impianto � tale da renderlo necessario. Tale
aggiornamento non modifica la durata del 'autorizzazione.
6. L'autorizzazione di cui al presente articolo ha durata pari a quindici
anni a decorrere dal a data di rilascio. IMPIANTI TERMICI CIVILI Titolo II - Artt. 282-290 Art. 282 comma 1
Il presente titolo disciplina, ai fini della prevenzione e della limitazione
dell'inquinamento atmosferico, gli impianti termici civili aventi potenza
termica nominale inferiore a 3 MW. Sono sottoposti alle disposizioni del
titolo I gli impianti termici civili aventi potenza termica nominale uguale
o superiore. Art. 284 comma 1
1. Nel corso delle verifiche finalizzate alla dichiarazione di conformit�
prevista dal DM n. 37/2008, (DM Impianti), per gli impianti termici civili
di potenza termica nominale superiore al valore di soglia (35 kW),
l'installatore verifica e dichiara anche che l'impianto � conforme alle
caratteristiche tecniche di cui all' art. 285 ed � idoneo a rispettare i
valori limite di cui all'art. 286. (') L'autorit� che riceve la dichiarazione
(...) provvede ad inviare tale atto all'autorit� competente. IMPIANTI TERMICI CIVILI Titolo II - Artt. 282-290 Introdotta la nuova definizione, al 'art. 283 c. 1:
'd-bis) medio impianto termico civile: impianto termico civile di potenza pari o
superiore a 1 MW; non ricadono nel a definizione gli impianti utilizzati per il
riscaldamento a gas diretto degli spazi interni del o stabilimento ai fini del
miglioramento del e condizioni degli ambienti di lavoro'.
Sul a base del e nuove norme, non sar� pi� l'installatore ad attestare
l'idoneit� al rispetto dei valori limite di emissione (quale risultante da
specifiche prove effettuate secondo norme tecniche da laboratori accreditati)
e la conformit� degli impianti termici al e caratteristiche costruttive, bens� il
Presso ciascuna autorit� competente, dovr� essere istituito un registro
autorizzativo dei medi impianti termici civili. Quel i messi in esercizio o
soggetti modifica dopo il 20.12.2018 dovranno essere preventivamente iscritti
nel predetto registro. Invece, gli impianti termici civili messi in esercizio
precedentemente al 20 dicembre 2018 dovranno iscriversi nel registro
autorizzativo entro il 1� gennaio 2029 Medi impianti di combustione Nuovo articolo 273-bis del D.Lgs. 152/2006, si
tratta degli 'impianti di combustione di potenza
termica nominale pari o superiore a 1 MW e
inferiore a 50MW, inclusi i motori e le turbine a
gas alimentati con i combustibili previsti
all'allegato X alla Parte Quinta o con le biomasse
rifiuto previste all'allegato II alla Parte Quinta' Medi impianti di combustione Diventa necessaria l'autorizzazione alle emissioni
in atmosfera, che pu� essere
- di tipo ordinario (ex art. 269 )
- un' AIA (ex titolo IIIbis parte II e allegato VIII)
- un'autorizzazione di carattere generale (ex art.
- quella prevista per la gestione rifiuti se sono
utilizzate biomasse rifiuto. Allegato V - Polveri e sostanze organiche liquide Sostituiti la Parte I dell'allegato 'Emissioni di
polveri provenienti da attivit� di produzione,
manipolazione, trasporto, carico, scarico o
stoccaggio di materiali polverulenti' e la Parte II
'Emissioni in forma di gas o vapore derivanti dalla
lavorazione, trasporto, travaso e stoccaggio di
sostanze organiche liquide'
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