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Timestamp: 2020-04-04 21:43:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 13', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 38']

Semplificazioni fiscali: rimborsi IVA con garanzie ridotte | Studio Munzone
Garanzie ridotte per i rimborsi IVA: nessun adempimento per i rimborsi inferiori a 15.000 euro e nessun limite di rimborso per i contribuenti “affidabili”. Queste le novità stabilite dal decreto sulle semplificazioni fiscali, attuativo della legge delega fiscale n. 23 del 2014.
Il decreto sulle semplificazioni fiscali ha sostituito introdotto importanti novità in tema di rimborsi IVA, novità che incideranno favorevolmente sui tempi di erogazione dei rimborsi e sugli oneria carico dei contribuenti.
La legge delega fiscale n. 23/2014 ha attribuito al Governo, tra gli altri, il compito di eliminare adempimenti fiscali superflui ai fini del controllo e dell’accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitivalo scorso 30 ottobre 2014 il decreto legislativo contenente disposizioni in materia di semplificazioni fiscali, in attuazione dell’art. 7 della delega fiscale. Il provvedimento, che ha ricevuto i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti, contiene, tra l’altro, uno snellimento di adempimenti relativi ai rimborsi fiscali.
Novità per i rimborsi IVA
Per ciò che riguarda i rimborsi IVA, l’art. 13 del decreto ha sostituito il vecchio disposto dell’art. 38-bis, D.P.R. n. 633/1972, introducendo importanti novità che incideranno favorevolmente sui tempi di erogazione dei rimborsi e sugli oneri a carico dei contribuenti.
In primo luogo è stato previsto l’azzeramento degli adempimenti per i rimborsi fino a 15.000 euro. La norma, infatti, aumenta da 5.164,57 a 15.000 euro il limite entro il quale non è necessaria la prestazione di idonea garanzia (fideiussione rilasciata da un istituto di credito, polizza assicurativa, cauzione in Titoli di Stato, etc.) per l’esecuzione dei rimborsi IVA, triplicando di fatto la soglia entro la quale i rimborsi sono erogati senza vincoli.
La riformulazione dell’art. 38-bis ha disposto, poi, l’eliminazione della prestazione della garanzia in favore dei contribuenti “non a rischio”: per i rimborsi di importo superiore a 15.000 euro richiesti da contribuenti virtuosi, infatti, è stata prevista la possibilità di apporre il visto di conformità, rilasciato da parte di un professionista abilitato (ovvero, per le società sottoposte al controllo contabile, la sottoscrizione alternativa dei soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione), sulla dichiarazione o istanza da cui emerge il credito chiesto a rimborso, accompagnato da una attestazione di integrità patrimoniale e di regolarità contributivo-assicurativa, quale onere alternativo alla garanzia finanziaria. I due obblighi (visto di conformità e autocertificazione da un lato, garanzia dall’altro) sono perciò alternativi ed il creditore può pertanto scegliere l’uno o l’altro.
Con tale previsione viene dunque esteso l’obbligo del visto di conformità – finora necessario soltanto per la compensazione orizzontale di crediti emergenti dalla dichiarazione annuale per importo superiore a 15.000 Euro nel periodo d’imposta – anche alle richieste di rimborso.
Visto di conformità “rinforzato”
Tali contribuenti, c.d. contribuenti “affidabili”, potranno ottenere rimborsi superiori alla soglia semplicemente apponendo alla dichiarazione o all’istanza da cui emerge il credito il visto di conformità ed allegando una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ex art. 47, D.P.R. n. 445/2000.
Tale autocertificazione serve ad attestare la sussistenza delle seguenti condizioni, in relazione alle caratteristiche soggettive del contribuente:
1) il patrimonio netto non è diminuito, rispetto alle risultanze contabili dell’ultimo periodo d’imposta, di oltre il 40%; la consistenza degli immobili non si è ridotta per cessioni non effettuate nella normale gestione dell’attività esercitata, rispetto alle risultanze contabili dell’ultimo periodo d’imposta, di oltre il 40%; l’attività non è cessata né si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende compresi nelle risultanze contabili;
Permane l’obbligo di garanzia per i soggetti a rischio
Ai soggetti considerati particolarmente a rischio, si continuerà invece a richiedere la prestazione della garanziaper rimborsi superiori a 15.000 euro.
La riscrittura dell’art. 38-bis subordina, infatti, l’erogazione di tali rimborsi alla previa prestazione di idonea garanzia, di durata triennale, nei seguenti casi:
a) il contribuente presenta la dichiarazione priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, ovvero non vi allega la dichiarazione sostitutiva di atto notorio sopra descritta;
b) il contribuente esercita l’attività d’impresa (diversa da una start-up innovativa) da meno di 2 anni;
c) al contribuente, nel biennio precedente la richiesta di rimborso, sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulta (per ogni annualità) una differenza fra importi accertati e quelli dell’imposta dovuta o del credito dichiarato superiore al:
- 10% degli importi dichiarati, se questi sono inferiori a 150.000 euro;
- 5% degli importi dichiarati, se questi sono compresi tra 150.000 e 1.500.000 euro;
- 1% degli importi dichiarati, o comunque a 150.000 euro, se questi ammontano ad oltre 1,5 milioni di euro;
d) la richiesta di rimborso è stata presentata in seguito alla cessazione dell’attività, con riferimento all’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione.
Per i soggetti a rischio, dunque, il solo vantaggio di recente introdotto dalla norma è rappresentato dall’elevazione a 15.000 euro del limite dei rimborsi c.d. “liberi”.
Altre caratteristiche del nuovo art. 38-bis
Le novità valgono sia per i rimborsi annuali, da richiedere attraverso la dichiarazione annuale, sia per quelli infrannuali, la cui richiesta deve invece avvenire mediante apposito modello.
Quanto all’esecuzione materiale, i tempi dei rimborsi rimangono (astrattamente) fissati in 3 mesi dalla presentazione della richiesta, mentre sulle somme rimborsate in ritardo si applicano gli interessi del 2%decorrenti dal novantesimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione. Nessuna novità in merito, pertanto, da un punto di vista normativo; l’auspicio è che la novità, questa sì davvero graditissima, consti in futuro in tempi di rimborso ragionevoli.
Ulteriori modalità e termini per l’esecuzione dei rimborsi saranno definiti con apposito provvedimento direttivo e per il tramite di decreti ministeriali.
La riduzione degli oneri e dei vincoli a carico dei contribuenti che presentano richieste di rimborsi IVA costituisce un indubbio passo avanti verso un sistema più semplice.
Appare tuttavia il caso di ricordare che la circolare ministeriale n. 211 del 3 settembre 1998 prevedeva, per i rimborsi inferiori a 10 milioni di Lire (5.164,57 Euro), che l’esonero dalla prestazione della garanzia potesse essere concesso solo con riferimento all’ammontare complessivo dei rimborsi a qualunque titolochiesti nell’anno ed emergenti dalle rispettive dichiarazioni, con la conseguenza che per poter procedere all’erogazione del rimborso senza garanzia, il concessionario doveva preliminarmente verificare se il contribuente avesse già usufruito di tale beneficio o della effettuazione dell’erogazione di altro rimborso riferito alla medesima annualità.
Ci si interroga, allora, se, alla luce della riformulazione della norma in esame, sia corretto o meno ritenere che il beneficio dell’esonero possa valere per ciascun rimborso d’imposta di ammontare inferiore alla (nuova) soglia, e non già per l’ammontare complessivo chiesto a rimborso nel periodo d’imposta.
Sarebbe auspicabile, sul punto, un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che chi scrive ritiene, in conformità allo spirito della norma di semplificazione, dovrebbe andare verso il superamento delle rigiditàintrodotte nell’ormai lontano 1998.