Source: http://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/page/competenze_direttore.html
Timestamp: 2017-04-26 05:59:18+00:00
Document Index: 146085190

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 47', 'art. 45', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 37', 'art. 8', 'art.51', 'art. 96', 'art. 18', 'art. 16']

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Al Direttore, in linea con i compiti Istituzionali demandati alla D.I.A., sono state conferite le seguenti attribuzioni. Può:
proporre al Tribunale Circondariale competente l’applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali (relativamente alle misure patrimoniali, il Direttore è attualmente l’unica Autorità con competenza a livello nazionale - artt. 5 e 17 D.Lgs. 159/11 – D.M. 23.12.1992 – D.M. 30.11.1993);
disporre l’accesso all’Anagrafe dei rapporti di conto/deposito ai fini dell’espletamento “degli accertamenti di carattere patrimoniale per le finalità di prevenzione previste da specifiche disposizioni di legge e per l’applicazione delle misure di prevenzione” (art. 4 D.M. 269/2000, recante Regolamento istitutivo dell’anagrafe dei rapporti di conto e di deposito, previsto dall’art. 20, comma 4, legge 413/1991);
richedere, su delega del Ministro dell’Interno, al Procuratore della Repubblica l’emissione di un Decreto di intercettazioni preventive di conversazioni o comunicazioni telefoniche o comunicazioni tra presenti, quando le intercettazioni siano “necessarie per la attività di prevenzione e di informazione in ordine ai delitti indicati nell’articolo 51, comma 3 bis, c.p.p.” (art. 25 ter D.L. 306/92);
disporre l’avvio di attività sotto copertura per delitti di ricettazione di armi, stupefacenti, ovvero in materia di riciclaggio e reimpiego di valori, riduzione o mantenimento in schiavitù, altri delitti contro la personalità individuale, ecc.. , in relazione ai quali gli ufficiali di polizia giudiziaria della D.I.A. non sono punibili (art. 9, L. 146/2006 – D.M. 23.12.1992);
disporre accessi, accertamenti nonchè richieste di dati, informazioni ed ispezioni nei confronti dei soggetti indicati negli articoli dal 10 al 14 del D.Lgs. n. 231/2007 (tra cui istituti di credito, professionisti, intermediari finanziari, case da gioco ecc.), qualora sia sospettata l’esistenza di infiltrazioni mafiose ( artt. 1, comma 4, e 1 bis, commi 1 e 4, D.L. 629/82 conv. L. 726/82 di istituzione dell’Alto Commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa – art. 8, comma 4, lett. c, D.Lgs. 231/07 – art. 2, comma 3 L. 94/2009 – D.M. 23.12.1992 – D.M. 01.02.1994 - D.M. 30.01.2013).
accedere all’apposita sezione del C.E.D. del Dipartimento della P.S. , costituita per la classificazione e l’elaborazione di notizie, informazioni e dati specificamente attinenti ai fenomeni di tipo mafioso (D.M. 23.12.1992);
convocare qualsiasi persona ai sensi dell’art. 15 del T.U. delle leggi di Pubblica Sicurezza (D.M. 23.12.1992);
	ricevere comunicazioni da parte di AISI ed AISE, quando riguardino fatti comunque connessi ad attività di tipo mafioso (D.M. 23.12.1992 - D.M. 01.02.1994 - D.M. 30.01.2013).
la D.I.A.:
in materia di segnalazioni di operazioni sospette (D.Lgs. 231/07):
riceve dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (U.I.F.) le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette (art. 47);
richiede ulteriori informazioni al soggetto che ha effettuato la segnalazione e a quelli comunque destinatari degli obblighi (art. 45, comma 3);
richiede all’U.I.F. l’interruzione dell’operazione sospetta per un massimo di cinque giorni lavorativi (art. 6, comma 6, lett. c);
si avvale dei dati contenuti nella sezione dell’anagrafe tributaria di cui all’art. 7, commi 6 e 11, D.P.R. 605/1973 come modificato dall’art. 37, comma 4, D.L. 223/2006 (art. 8, comma 4, lett. a);
contribuisce a fornire all’Autorità Giudiziaria richiedente informazioni utili su coloro che avanzano istanza all’ammissione al patrocinio legale a spese dello Stato, nei procedimenti in ordine ai delitti ex art.51, comma 3 bis del c.p.p., ovvero nei confronti di persone proposte o sottoposte a misura di prevenzione (art. 96(L) del DPR 30/5/2002 N.115).
Il personale della D.I.A. ha facoltà di visitare gli istituti penitenziari e può essere autorizzato, dal Ministro della Giustizia o dal P.M., ad avere colloqui investigativi con detenuti ed internati, al fine di acquisire informazioni utili per la prevenzione e repressione dei delitti di criminalità organizzata (art. 18 bis L. 354/1975, aggiunto dall’art. 16 D.L. 306/92).