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Timestamp: 2019-12-10 17:26:36+00:00
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Consiglio di Stato - Sentenza n. 5851-2018 del 11 ottobre 2018 - DirittoScolastico.it
Insegnante di sostegno, competenze e possibilità di disapplicazione.
CdS Sez. VI 11/10/2018 n. 05851 – Pres. Sergio SANTORO , Est. Francesco MELE
In tal senso si è espresso il TAR Calabria, sede di Catanzaro, Sez. II con la sentenza n. 880 /2014 ( Pres. Salvatore SCHILLACI , Est. Nicola DURANTE) decidendo sul ricorso proposto dai genitori di una bambina non vedente a cui era stato assegnato un insegnante di sostegno specializzato in educazione fisica.[1]
La sentenza 880/2014 , passata in giudicato in quanto non impugnata, ha stabilito, tra l’altro, che la minore, in quanto affetta da cecità, ha diritto a) all’assegnazione di un insegnante di sostegno specializzato in lingua Braille; b) all’adattamento dei libri di testo e di tutti gli strumenti idonei all’assolvimento dell’obbligo scolastico in linguaggio Braille; c) un esperto in comunicazione con competenze tiflotecniche e tiflodidattiche.
Il TAR Calabria Catanzaro Sez. II ha accolto il ricorso con la sentenza n. 208/2016 del 02/02/2016 ed annullato il provvedimento di assegnazione dell’insegnante non specializzato.
Tra l’altro ha sostenuto che la normativa vigente in materia di formazione degli insegnanti di sostegno (D.M. n. 249/2010 e D.M. 30 settembre 2011) non prevede la figura dell’insegnante di sostegno specializzato in Braille : gli insegnanti di sostegno si formano attraverso la partecipazione ai corsi di specializzazione delle SSIS per cui posseggono un titolo polivalente e non sono in possesso di una formazione specifica sulle minorazioni sensoriali ed ha concluso sostenendo che la preparazione specialistica per specifici handicap sensoriali devono essere acquisite in sede di formazione di servizio.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza che si commenta ha posto un’importante pietra miliare sull’argomento rigettando tutti i motivi di appello del MIUR e andando ben oltre la richiesta specializzazione e conoscenza del BRAILLE.
Innanzitutto, con la sentenza in commento, si è accertato il diritto della minore ad avere un insegnante di sostegno specializzato nella lingua Braille .
Il docente di sostegno, per poter essere considerato valida ( e non inutile) presenza, idonea a favorire l’integrazione e l’inserimento del disabile nel contesto scolastico, deve essere dotato delle conoscenze tecniche necessarie ad affrontare e gestire l’handicap di fronte al quale si trova ad operare.
1) conoscenza dei mezzi espressivi cui si serve l’anno per comunicare;
2) tecniche di insegnamento che consentano in modo ottimale l’attività di insegnamento a tali categorie di soggetti;
3) l’attività di sostegno per essere effettiva richiede che la “specializzazione” sia concretamente parametrata e definita in riferimento alla tipologia ed alla consistenza dell’handicap con cui il docente si rapporta e per cui deve svolgere l’attività di integrazione scolastica.[2]
A ben vedere non si tratta di competenze che riguardano solo la mera conoscenza del codice BRAILLE o l’uso di qualche strumento tiflologico, bensì riguardano la conoscenza delle modalità di approccio dell’alunno all’uso degli strumenti didattici; la conoscenza delle modalità di progettazione degli spazi e dell’organizzazione in classe; la conoscenza di tutte le fasi riguardanti l’autonomia personale , l’educazione senso-percettiva, l’uso del linguaggio appropriato per evitare l’eccessivo verbalismo tipico dei non vedenti ecc.
La sentenza in commento, inoltre, si spinge avanti fino a ritenere che il diritto del disabile all’istruzione ed all’integrazione scolastica è preminente al punto da obbligare l’istituzione scolastica a ricorrere anche a canali diversi dal mero attingimento delle graduatorie per reperire un insegnante di sostegno specializzato.
Inoltre, il Consiglio di Stato non manca di puntualizzare che l’esistenza di un obbligo per gli enti locali di fornire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap non esclude affatto che l’attività di sostegno debba svolgersi con docenti muniti di specifica specializzazione. Il dettato normativo in tal senso è chiaro [3] allorquando dispone che nelle scuole di ogni ordine e grado, fermo restando l’obbligo degli enti locali di fornire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali, sono garantite attività di sostegno mediante l’assegnazione di docenti specializzati.
[1] Si vedano anche Cons.Stato, Sez. V 23 luglio 2013 n. 3954; T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez. II 15 gennaio 2014 n. 49)
[2] Viene citato il D.M. 30/09/2011, recante “ Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto 13 settembre 2010 n. 249 , all. A “Profilo del docente specializzato”.
[3] Cit. articolo 13, co.3 L. 104 del 1992
Consiglio di Stato – Sentenza n. 3400 dell’ 8 luglio 2015 Scuola: se non sono garantite le ore di sostegno, niente risarcimento al minore disabile senza la prova del danno ...
Consiglio di Stato – Ordinanza n. 1356 del 24-03-2010 (Assegnazione ridotta ore di sostegno ad alunni portatori di handicap – Sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale – accoglimento dell’istanza cautelare). ...
Categorie Disabili, Giurisprudenza scuola 2018, Sostegno Tag Avv. Giovanna Fronte, Consiglio di Stato Navigazione articolo