Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/immunita
Timestamp: 2018-10-23 19:22:52+00:00
Document Index: 26306568

Matched Legal Cases: ['art. 122', 'art. 68', 'art. 68', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 68']

Immunità – La Legge per tutti
Immunità (d. pen.) (d. cost.): Sono particolari prerogative riconosciute a determinate persone (o classi di persone) che adempiono funzioni o ricoprono uffici di particolare importanza. Si sostanziano nell’esentare questi soggetti da ogni conseguenza penale per le attività da essi svolte.
Fra le Immunità di diritto interno ricadono quelle:
— del Presidente della Repubblica [vedi], che si concreta nella irresponsabilità per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per i reati di alto tradimento [vedi] e attentato alla Costituzione [vedi]. Per i reati comuni, invece, sarebbe esclusa solo la procedibilità in costanza di carica;
— dei consiglieri regionali, prevista dall’art. 122 Cost., limitata alle opinioni espresse e ai voti dati nell’esercizio delle proprie funzioni;
— dei giudici costituzionali, che non possono essere assoggettati a procedimento penale senza l’autorizzazione concessa dalla Corte costituzionale [vedi]; non possono essere perseguiti per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni né per le opinioni espresse; godono delle Immunità accordate ai parlamentari dall’art. 68 Cost.
Le Immunità di diritto internazionale riguardano invece: i Capi di Stato estero e i reggenti, il Sommo Pontefice, i Ministri degli affari esteri e i membri stranieri dei tribunali arbitrali, i consoli, i viceconsoli e gli agenti consolari, i diplomatici stranieri, i reparti di truppe straniere, i membri del Parlamento europeo.
Immunità diplomatiche (d. int.)
Insieme di restrizioni all’esercizio delle prerogative statali, imposte dal diritto internazionale per permettere agli agenti diplomatici e più limitatamente ai consoli di esercitare liberamente le loro funzioni nello Stato che li ospita.
Le Immunità sono le seguenti:
— inviolabilità personale: l’agente diplomatico non può essere né arrestato né detenuto dallo Stato ospitante. Quest’ultimo, inoltre, deve proteggerlo, con misure preventive e repressive, da qualunque offesa alla sua persona;
— inviolabilità domiciliare: sia la sede della missione diplomatica che l’abitazione privata dell’agente diplomatico non possono essere violate. Queste residenze restano comunque territorio dello Stato accreditante anche se non può esercitarvi, senza il consenso dell’agente diplomatico, alcun atto di coercizione;
— Immunità dalla giurisdizione: l’agente diplomatico non può essere citato in giudizio davanti ad un Tribunale, sia civile che penale. Tuttavia, mentre l’immunità dalla giurisdizione penale è assoluta, quella civile conosce delle deroghe che riguardano tra l’altro le azioni reali e possessorie relative ad immobili situati sul territorio dello Stato, e le azioni relative ad una eventuale attività commerciale esercitata dal diplomatico;
— Immunità fiscale: questa si applica soltanto alle imposte dirette personali.
Immunità giurisdizionale degli Stati (d. int.)
La comunità internazionale è regolata dal principio di parità degli Stati. Ciò significa che nessuno Stato può instaurare un giudizio e/o giudicare un altro Stato.
Controversa è, tuttavia, la possibilità che i singoli cittadini, entrati in relazione di affari con Stati stranieri, possano far convenire in giudizio questi ultimi per far valere le loro pretese, diritti etc.
Per risolvere questo delicato problema già da tempo la dottrina, seguita poi dalla prassi internazionale e da numerose legislazioni interne, ha classificato gli atti che lo Stato pone in essere in due categorie:
— gli atti iure imperi, nei quali lo Stato assume la veste di soggetto di diritto internazionale;
— gli atti iure gestionis, nei quali lo Stato opera come un qualsiasi soggetto privato.
Soltanto in questa seconda ipotesi, lo Stato può essere chiamato a rispondere dinanzi ad organi giurisdizionali stranieri e/o internazionali (cd. immunità ristretta).
Immunità parlamentari (d. cost.)
Si tratta di Immunità penali riconosciute ai membri di assemblee legislative al fine di garantire il normale svolgimento della funzione parlamentare e l’indipendenza delle stesse assemblee.
In base all’art. 68, co. 2 Cost., i parlamentari:
— non possono essere sottoposti a perquisizione personale e domiciliare né essere arrestati o altrimenti privati della libertà personale [vedi] o mantenuti in detenzione senza autorizzazione della Camera di appartenenza [vedi Autorizzazione a procedere], salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna ovvero perché colti nell’atto di commettere un reato per il quale sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza [vedi Arresto];
La L. cost. 3/1993 ha abrogato l’istituto dell’autorizzazione della Camera di appartenenza a procedere penalmente contro i parlamentari.
Trattandosi di prerogative, e non di privilegi personali, le Immunità sono irrinunciabili.
L’istituto delle Immunità costituisce una garanzia affinché il parlamentare possa svolgere il suo mandato in piena indipendenza e senza subire attacchi strumentali da parte dell’autorità giudiziaria. Tuttavia, al pari dell’insindacabilità [vedi], tale garanzia non può degenerare in un privilegio personale, tale da porre la sua attività (anche quella non strettamente collegata all’esercizio delle sue funzioni di parlamentare) al riparo da qualunque indagine della magistratura, ma solo una garanzia contro un eventuale «fumus persecutionis» da parte degli altri poteri dello Stato.
La Cassazione penale, con sentenza 1600/2005, ha affermato che il parlamentare che diffama pubblicamente un avversario politico non può invocare l’immunità, in quanto manca qualsiasi nesso funzionale con l’attività parlamentare. Non è invocabile, cioè, l’improcedibilità dell’azione penale per il reato di diffamazione, ai sensi dell’art. 68 Cost., qualora un deputato proferisca insulti all’indirizzo di un altro deputato, non potendo farsi rientrare tale condotta nel legittimo esercizio dell’attività parlamentare, mancando un qualsiasi nesso funzionale fra la condotta e le attività tipiche o atipiche del Parlamento.