Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26132-del-19-12-2016
Timestamp: 2020-08-06 19:26:43+00:00
Document Index: 83991848

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 829', 'art. 2533', 'art. 829', 'art. 2533', 'art. 36', 'art. 2966', 'art. 380']

Sentenza Cassazione Civile n. 26132 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26132 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26132
sul ricorso 5712/2014 proposto da:
C.A.T., elettivamente domiciliate in ROMA, VIA
NIZZA 53, presso lo studio dell’avvocato FEDERICO PERNAZZA,
rappresentata e difesa dall’avvocato MASSIMO PROIETTI, giusta delega
SOCIAETA’ COOPERATIVA SOCIALE ACTL, elettivamente domiciliata in ROMA
VIA GIROLAMO DA CARPI 6, presso lo studio dell’avvocato FURIO
TARTAGLIA, che la rappresenta e difende giusta procura speciale a
avverso la sentenza n. 549/2013 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
emessa il 07/10/2013 e depositata il 31/10/2013;
udito l’Avvocato Francesca Carpentieri (delega Avvocato Massimo
Proietti) che si riporta agli scritti.
1. E’ stata depositata in Cancelleria, e regolarmente comunicata, la seguente relazione: “Il consigliere relatore, letti gli atti depositati, rilevato che C.A.T. ha proposto ricorso per cassazione della sentenza della Corte d’appello di Perugia in data 31 ottobre 2013 che ha rigettato l’impugnazione per nullità da essa proposta avverso il lodo arbitrale emesso in data 9.3.2011 nella controversia instaurata nei confronti della Cooperativa sociale ACTL, in opposizione alla esclusione della attrice dalla compagine sociale;
che resiste con controricorso la Cooperativa;
considerato che con il primo motivo si denuncia la violazione o falsa applicazione dell’art. 829 c.p.c., censurando la statuizione sulla inammissibilità del motivo di impugnazione del lodo concernente la ritenuta violazione del termine di decadenza previsto dall’art. 2533 c.c.; con il secondo ed il terzo mezzo si denunciano vizi di omessa motivazione, rispettivamente, sulla inimputabilità ad essa ricorrente del ritardo verificatosi nell’inizio della procedura arbitrale e sul merito della controversia;
ritenuto che il primo motivo appare infondato, ove si dia continuità all’orientamento, più volte espresso da questa Corte di legittimità (cfr. Sez. 1 n. 19075/15; n. 2400/12), secondo cui, a seguito delle modifiche apportate all’art. 829 c.p.c., dal D.Lgs. n. 40 del 2006, gli “errores in iudicando” degli arbitri possono essere fatti valere come causa di nullità del lodo solo se questa sia espressamente disposta dalle parti o dalla legge, con la conseguenza che deve ritenersi inammissibile il motivo d’impugnazione relativo alla violazione del termine di decadenza previsto dell’art. 2533 c.c., comma 3, non rientrando tra i casi di nullità enunciati dal legislatore ed esulando dalla previsione del D.Lgs. 17 gennaio 2003, art. 36, salvo che tale ipotesi di nullità fosse contemplata dalla clausola compromissoria contenuto nello statuto della società, ipotesi nella specie neppure allegata;
che parimenti infondato appare il secondo motivo, atteso che solo il compimento dell’atto entro il termine prescritto impedisce il maturarsi della decadenza (art. 2966 c.c.);
che il terzo motivo appare inammissibile per difetto di interesse, essendo la statuizione sulla decadenza idonea a sostenere autonomamente la decisione (oltre che ragione sufficiente per non decidere il merito della impugnazione del lodo);
ritiene pertanto che il ricorso possa essere trattato in Camera di consiglio a norma dell’art. 380 bis c.p.c., per ivi, qualora il collegio condivida i rilievi che precedono, essere rigettato.”