Source: https://www.bec-mkt.com/2019/07/31/riforma-pa-decreto-legge-n-90-del-2014/
Timestamp: 2019-08-19 04:17:20+00:00
Document Index: 33712934

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 13', 'art.15', 'art. 21']

Riforma PA | Decreto Legge n.90 del 2014 – B&C
Applicare “misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”. Questo l’intento con il quale nasce il Decreto Legge n. 90 del 24 giugno 2014 sulla riforma della pubblica amministrazione (riforma PA) pubblicato sulla G.U. n.144 del 24 Giugno 2014.
Vediamo di cosa tratta in sintesi, analizzando le varie parti del d.l.:
Con i primi due articoli si modificano norme antecedenti che trattavano del “trattenimento in servizio”. Questa riforma, che si riferisce ai pensionamenti con i termini “ricambio generazionale”, non permetterà più di protrarre la propria carriera oltre l’età pensionabile.
L’art. 3 (in relazione al cosiddetto turn over) espone due importanti direttive.
Offre l’opportunità di assumere alle pubbliche amministrazioni, in rapporto al personale non più in servizio rispetto all’anno precedente.
L’altra indicazione che l’articolo in questione propone è quella relativa alle percentuali che non vengono più riferite alle unità di personale, ma esclusivamente al totale della spesa.
Questo provvedimento fu attuato per aumentare le nuove assunzioni.
Mobilità e disponibilità
L’art. 4 introduce il trasferimento in mobilità volontaria senza il nulla osta da parte dell’amministrazione di provenienza. Questo provvedimento è però introdotto in via sperimentale, solo a determinate condizioni e solo per amministrazioni centrali, enti pubblici non economici e agenzie.
Le sedi dislocate sul territorio di uno stesso comune o comunque entro i 50 km (non più 100) di distanza vengono inoltre considerate come “medesime unità produttive” e quindi tra esse il personale può essere sottoposto a mobilità senza alcun accordo preventivo (mobilità obbligatoria).
L’art. 5, invece, cambia le normative in relazione al personale in “disponibilità”, introducendo la possibilità di fare richiesta anche per posizioni economiche e qualifiche inferiori a quelle già raggiunte (possibilità antecedentemente non prevista).
Dal primo settembre 2014 sono stati ridotti del 50% distacchi, aspettative e permessi sindacali (art. 7)
Avvocati di Stato e Segretari
L’art. 9 va a troncare (dal 75% al 10%) le percentuali sulle spese legali che spettano, in caso di vittoria, agli Avvocati dello Stato.
L’art. 10 taglia il diritto di rogito e il diritto di segreteria ai Segretari Comunali.
Contratti a tempo determinato negli enti locali
Sale dal 10 al 30% degli indeterminati, il limite massimo a tempo determinato per le posizioni dirigenziali. Il limite minimo rimane quello di una unità (art. 11).
L’art. 13 impedisce ai dirigenti di poter ricevere ulteriori contributi economici per le attività di “progettazione”.
L’art.15 riduce di un anno la durata delle scuole di specializzazione medica a partire dal 2014-2015,con uno stanziamento che permette di aumentare da 3.300 a 5.000 i posti nelle scuole stesse.
Tutte le scuole di formazione delle amministrazioni centrali vengono soppresse dall’art. 21. Le consegne vengono passate tutte alla Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA).
Queste e altre novità relative alle società partecipate, alla riorganizzazione, alla semplificazione e alla trasparenza, sono state introdotte dalla riforma PA voluta dal governo Renzi nel 2014. Una particolare attenzione è stata data proprio alle novità relative la semplificazione e la trasparenza nella Pubblica Amministrazione.