Source: http://pierluigirausei.postilla.it/2015/10/07/il-procedimento-per-la-concessione-della-cigs/
Timestamp: 2018-10-22 05:52:09+00:00
Document Index: 9519907

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 44', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 10']

Il procedimento per la concessione della CIGS - Postilla
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Nell’art. 25 del D.Lgs. n. 148/2015 sono individuati i profili procedimentali, con particolare riguardo ai termini e alle modalità di presentazione delle domande, per la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale.
La domanda di concessione deve essere presentata entro 7 giorni dalla conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo collettivo aziendale (o del contratto di solidarietà) relativo al ricorso all’intervento e deve essere corredata dell’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o dalle riduzioni di orario (informazioni inviate dall’Inps alle Regioni e Province Autonome, per il tramite del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui al D.Lgs. n. 150/2015, per le attività previste dall’art. 8 del D.Lgs. n. 148/2015).
La Circolare n. 24 del 5 ottobre 2015 ha precisato che la domanda di concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale deve essere presentata, con modalità telematica, per tutte le causali d’intervento. Già dal 1° febbraio 2010 le domande di integrazione salariale straordinaria sono trasmesse telematicamente utilizzando l’apposita procedura informatizzata CIGSonline (Sistema online per le richieste di cassa integrazione guadagni straordinaria e contratti di solidarietà) disponibile dal Ministero del lavoro nell’area riservata del portale internet istituzionale www.cliclavoro.gov.it (Circolari Ministero del lavoro n. 39 del 15 dicembre 2009; n. 9 del 29 marzo 2010).
Per gli interventi di integrazione salariale straordinaria dovuti a riorganizzazione aziendale e crisi aziendale nella domanda l’impresa deve comunicare anche il numero dei lavoratori mediamente occupati presso l’unità produttiva oggetto dell’intervento nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale (art. 25, comma 1, D.Lgs. n. 148/2015).
La sospensione dell’attività lavorativa o la riduzione dell’orario di lavoro decorrono non prima del trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda (art. 25, comma 2, D.Lgs. n. 148/2015), tuttavia tale disposizione si applica soltanto ai trattamenti di integrazione salariale straordinaria richiesti a far data dal 1° novembre 2015 (secondo quanto disposto dall’art. 44, comma 4, D.Lgs. n. 148/2015).
In caso di presentazione tardiva della istanza, il trattamento di integrazione salariale decorre comunque dal trentesimo giorno successivo alla presentazione della stessa (art. 25, comma 3).
Come per l’intervento ordinario, anche in caso di integrazione salariale straordinaria (CIGS o CDS) se dall’omessa o tardiva presentazione della domanda deriva ai lavoratori la perdita parziale o totale del diritto al trattamento, l’impresa deve corrispondere ai lavoratori interessati una somma di importo pari all’integrazione salariale non percepita (art. 25, comma 4, D.Lgs. n. 148/2015).
L’istanza di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale è presentata in unica soluzione contestualmente al Ministero del lavoro (Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e I.O. – Divisione IV) e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti per territorio: la Circolare ministeriale n. 24/2015, come detto, afferma che tale contestualità deve avvenire necessariamente attraverso la strumentazione telematica, analogamente a quanto già in uso, tramite il canale CIGSonline. Le indicazioni ministeriali sottolineano inoltre come, in attesa che vengano opportunamente predisposti i nuovi modelli di presentazione delle istanze e delle relative schede tecniche, in base alle previsioni normative del D.Lgs. n. 148/2015, le imprese possano avvalersi dei modelli già in uso, integrandoli laddove necessario. In particolare, la Circolare n. 24/2015 rammenta che l’istanza deve in ogni caso essere corredata dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario, inoltre per le causali di crisi e riorganizzazione aziendale essa deve essere integrata anche con l’indicazione del numero dei lavoratori mediamente occupati presso l’unità produttiva o le unità produttive oggetto dell’intervento nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale.
Il Ministero del Lavoro, peraltro, nella citata circolare, afferma che per le istanze presentate precedentemente al 24 settembre 2015, le istanze relative a proroghe dei trattamenti di CIGS su programmi di ristrutturazione o di riorganizzazione, nonché per contratti di solidarietà già presentati alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 148/2015, trovano applicazione le disposizioni relative al procedimento di cui alla previgente normativa.
Si conferma, poi, che la concessione del trattamento per l’intero periodo richiesto avviene con decreto del Ministero del lavoro da adottarsi entro 90 giorni dalla presentazione della domanda da parte dell’impresa, fatte salve eventuali sospensioni del procedimento amministrativo che si rendano necessarie a fini istruttori (art. 25, comma 5). La Circolare n. 24/2015 ha chiarito che il procedimento amministrativo si svolge esclusivamente in via telematica tramite il canale ufficiale CIGSonline, precisando altresì che al fine di consentire la conclusione del procedimento nei termini previsti, decorsi i 20 giorni previsti, il Ministero del Lavoro alla stregua dei principi di carattere generale contenuti nell’articolo 16 della legge n. 241/1990 potrà procedere indipendentemente dall’acquisizione del parere delle Regioni.
Sempre nella circolare ministeriale menzionata si afferma che nel contesto del procedimento in argomento, le strutture ministeriali esaminano le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti rilevanti per l’emanazione del provvedimento finale, adottando ogni misura per uno svolgimento del procedimento adeguato e sollecito.
Si segnala, in particolare, che il Ministero del Lavoro potrà richiedere in fase istruttoria chiarimenti, documentazione integrativa, rilascio di dichiarazioni, rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete, nonché ulteriori esibizioni documentali ovvero, se necessario, specifici accertamenti ispettivi, ulteriori rispetto a quelli già previsti dal D.Lgs. n. 148/2015. In tutti i casi di integrazione della istruttoria – fatta evidentemente eccezione per l’ipotesi di un intervento ispettivo – il Ministero provvede ad inviare apposita comunicazione di sospensione dei termini del procedimento amministrativo all’impresa, invitandola a produrre quanto richiesto nel termine massimo di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Una volta ricevuta la documentazione richiesta, esaminato quanto prodotto e documentato dall’azienda, il Ministero procede a riavviare il procedimento e ad adottare il provvedimento finale; al contrario, qualora sia mancata la ricezione di quanto richiesto entro il termine di 30 giorni ovvero venga riscontrata la mancanza di requisiti, presupposti e condizioni legittimanti per accedere al trattamento, le strutture ministeriali inviano la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, ai sensi dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990, sia in via telematica che mediante raccomandata AR o tramite posta elettronica certificata.
Nel termine di 10 giorni dal ricevimento della comunicazione di preavviso di rigetto, l’impresa che ha presentato l’istanza può presentare per iscritto le proprie osservazioni, eventualmente accompagnate da ulteriore documentazione.
La comunicazione di cui all’art. 10-bis della legge n. 241/1990 interrompe i termini per la conclusione del procedimento che ridecorrono dal momento della presentazione delle osservazioni o, in mancanza di queste, dalla scadenza del termine di 10 giorni.
Le osservazioni eventualmente presentate dall’impresa vengono esaminate nei successivi 30 giorni per giungere alla definitiva determinazione e a conclusione dell’esame il Ministero procede all’adozione del provvedimento finale conseguente.
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