Source: http://www.vogliovivere.net/ricorso_pensionati.html
Timestamp: 2017-09-25 16:57:38+00:00
Document Index: 32280730

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 19', 'art.19']

PENSIONE VEDOVA CRAXI
ESEMPIO DICHIARAZIONE PENSIONATI
RICORSO E PETIZIONE PER OTTENERE:
1) CANCELLAZIONE DELLA TABELLA F DEL DECRETO DINI 335/95
a) in base al comma 41 dell’art.1 della legge 335 dell’8 agosto 1995, con i criteri fissati dalla tabella F allegata alla legge stessa, vengono operati tagli sostanziali ed in misura progressiva (25, 40 o 50 per cento) della pensione di reversibilità di cui gode il coniuge superstite;
b) la pensione di reversibilità è il risultato di contributi obbligatori versati dal lavoratore nel corso di tutta la sua attività a tutela della propria vecchiaia e della propria famiglia
c) il comma 41 dell’art.1 della legge 335/1995 ha cancellato i diritti maturati e ha così equiparato la pensione di reversibilità alla pensione sociale e/o tutte le altre forme di assistenza prive di copertura contributiva, dimenticando che assistenza e previdenza non sono la stessa cosa.
2) ADEGUAMENTO ALL'ART. 19 DELLA LEGGE BRUNETTA OVVERO ABOLIZIONE CUMULO DEI REDDITI
d) L’art. 19 della legge 133 del 6/08/2008 ha stabilito che:
a) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni dirette di vecchiaia anticipate liquidate con anzianità contributiva pari o superiori a 40 anni.
b) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni dirette di vecchiaia liquidate a soggetti con età pari o superiore a 65 anni per gli uomini e 60 anni le donne.
3) ELIMINAZIONE DEL TETTO PER LE DETRAZIONI FISCALI PER FIGLI E CONIUGI A CARICO.
e) La legge 296/2006 prevede che il figlio convivente con una quota/ pensione di reversibilità superiore a €2.840,51 non sia ritenuto fiscalmente a carico.
considerato che le norme giuridico/fiscali sopraesposte violino i principi fondamentali della Costituzione e in particolare:
- l’art. 3 che sancisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge,
- l’art. 29 che riconosce i diritti della famiglia,
- l’art. 47 che tutela il risparmio in tutte le sue forme.
I sottoscritti cittadini italiani CHIEDONO pertanto – per motivi di equità e giustizia contributiva e fiscale e nel rispetto dello spirito dei principi costituzionali richiamati – l’abrogazione del comma 41 dell’art. 1 della legge 335/1995 – l’adeguamento all’art. 19 della legge 133 per coloro che usufruiscono di una pensione diretta ed indiretta – l’annullamento del tetto di € 2.840,51 essendo la pensione il frutto di contributi versati a tutela economica della famiglia – l’annullamento di tutte quelle iniquità fiscali derivate dal cumulo dei redditi.
A BREVE POTREBBERO MODIFICARE LA COSTITUZIONE PERTANTO
E' CONSIGLIABILE PRESENTARE I RICORSI PRIMA CHE QUESTO AVVENGA
PENSIONATI, Ministro Brunetta
a seguito dell’entrata in vigore dell’art.19 del Decreto Legge n.112, sono state introdotte profonde novità in materia di cumulo della pensione: è stata infatti sancita a seguito dell’introduzione del detto articolo, l’abolizione definitiva del cumulo fra pensione e reddito da lavoro. Pertanto, dal 1° gennaio di quest’anno i pensionati di vecchiaia e di anzianità che lavorano non sono stati più soggetti ad alcuna trattenuta. Questa decisione riguarda sia le pensioni di anzianità calcolate con il sistema di calcolo retributivo (per coloro che avevano almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31.12.1995), sia per le pensioni di vecchiaia calcolate con il sistema di calcolo contributivo.
Ciò posto però, sono esclusi dalla nuova disciplina, i pensionati titolari di assegno di invalidità e le vedove e vedovi titolari di pensione di reversibilità e indirette, per i quali continuano ad applicarsi i limiti e le restrizioni della vecchia normativa del 1995 c.d. riforma “Dini”.
In particolare per quanto riguarda le pensioni ai superstiti
Nulla è cambiato, pertanto, per i titolari di pensione di reversibilità, restano gli attuali limiti per la cumulabilità.
In particolare, si perde il 25% se i redditi Irpef di qualsiasi natura (e perciò da lavoro e non) sono superiori a tre volte il trattamento minimo. Si sale invece al 40% per i redditi superiori a quattro volte il minimo e al 50% per quelli superiori a cinque volte il minimo.
Tali decurtazioni non operano, se i titolari della pensione di reversibilità sono almeno due (esempio: coniuge con un figlio), in quanto l’assegno resta intatto anche se il reddito di entrambi è molto elevato.
Fermo restando che nel momento in cui uno dei due, ad esempio un figlio dopo il completamento degli studi, perde il diritto a pensione, l’altro è soggetto alla riduzione se il suo reddito supera i tetti di legge.
Va detto a questo punto che i pensionati di reversibilità si sentono penalizzati e non a torto per via di un meccanismo che dà luogo in molti casi a disparità di trattamento, dovute al fatto che per i redditi superiori ai tetti indicati in tabella la trattenuta scatta a prescindere dall’importo della pensione.
In pratica, la pensione viene ridotta rispettivamente del 25% se il reddito personale (anche non di lavoro) supera di tre volte l'importo annuale della minima Inps (17.281,68 euro lordi nel 2008), il 40% se di quattro volte superiore (23.042,24 euro lordi ) e del 50% nel caso in cui le entrate extra superino di cinque volte tale parametro (28.802,20euro lordi).
Si tratta quindi di una decurtazione pesante, difficile da accettare, anche perché il meccanismo delle riduzioni, così come è congegnato crea in molti casi un'ingiustificata disparità di trattamento tra i pensionati di reversibilità. Questo dipende dal fatto che in presenza di altri redditi, superiori ai limiti indicati, la trattenuta scatta a prescindere dall'importo della pensione.
1) Coniuge superstite con una pensione annua LORDA di 35.000 euro e altri redditi per 15.000 euro. In questo caso l’assegno non subisce riduzioni perché il reddito (quello della reversibilità è sempre escluso) non supera il limite minimo di 17.869,80 euro fissato dalla legge nel 2009.
2) Coniuge superstite con una pensione di 15.000 euro e uno stipendio (o una pensione di vecchiaia) di 35.000 euro. In questo caso l’assegno viene tagliato del 50% perché il reddito di lavoro (o di pensione diretta) supera la soglia massima di 29.783,00 euro.
Pertanto, i due casi, pur avendo complessivamente le stesse entrate (50 mila euro), nel primo caso il soggetto può disporre dell'intera somma, mentre nel secondo caso, dovendosi applicare il taglio dell’assegno, il soggetto percepirà solamente l’importo decurtato pari ad € 42.500 euro.
Ciò posto tale meccanismo comporta notevoli distorsioni al bilancio familiare per la tipologia delle coppie di coniugi oggi in età da pensione tale che il legislatore deve intervenire al fine di introdurre anche per la categoria di superstiti il divieto di cumulo in modo tale da non generare situazioni di palese disparità di trattamento.
Detto ciò, ritenendo che i pensionati non siano limoni da spremere ed essendo la legge incostituzionale e discriminatoria, la Presidente Nazionale del Coordinamento VOGLIO VIVERE ha deciso di accettare la richiesta dei pensionati di affiancarli.
Si batterà, come fatto per le precedenti azioni intraprese, per vincere i ricorsi che sta depositando tramite lo staff di tutti i suoi legali.
Migliaia gli iscritti ma non bastano.
I pensionati dovranno essere
tutti uniti nell'UNICO GRUPPO "VOGLIO VIVERE .. di Anna Massone"
perché questa non è una semplice battaglia.
E’ molto più difficile delle altre e per vincere dovranno esserci tutti e fare corpo unico.
La dispersione in vari rivoletti che nasceranno per cavalcare l’onda, porterà ad una sconfitta e non è quello che voi volete.
Le modalita’ per essere inseriti nell'elenco per il nostro ricorso nazionale sono riportate sotto.
(I nostri ricorsi sono collettivi ma a nominativo, faticosissimi per noi ed i nostri legali ma che garantiscono maggiore tutela e garanzia alle persone)
DOBBIAMO E VOGLIAMO VINCERE ….. come sempre.
ABBIAMO DECISO DI UNIRE UNA PETIZIONE AL NOSTRO RICORSO A SCOPO RAFFORZATIVO.
CHI ABITA A ROMA O IN LIGURIA POTRA' FIRMARE DIRETTAMENTE PRESSO LE NOSTRE SEDI, GLI ALTRI POTRANNO SCARICARE IL FOGLIO FIRMARLO E FARLO FIRMARE A TUTTI QUELLI CHE CONOSCONO ED INVIARCELO PER RACCOMANDATA POSSIBILMENTE ENTRO LA FINE DI GENNAIO.
Tutti i lavoratori coniugati, anche se giovani, possono firmare la petizione.
(Per scaricare il modulo della petizione cliccare qui)
ATTENZIONE AL " DIVIDI E IMPERA"
Non fatevi ingannare perché siamo gli unici in Italia ad avere a cuore la vostra tutela e quindi porteremo avanti CON SERIETA’ IL RICORSO
CHI NON PRESENTERA' DIRETTAMENTE LA RICHIESTA PRESSO LA NOSTRA SEDE DI GENOVA VIA RIMASSA 70-4,
POTRA' SPEDIRLA PER RACCOMANDATA ALLEGANDO:
1) Fotocopia del bonifico di 80 euro per l’iscrizione (valevole 365 giorni) + 100 euro di spese vive per il ricorso (verranno depositati ognuno col proprio repertorio - ed ogni ricorso ha il suo costo di deposito - anche se in un unico blocco: ecco perchè si chiama collettivo)
2) Modulo originale dell’iscrizione compilato e firmato (uno per ogni componente della famiglia)
3) Fotocopia documento non scaduto
4) Fotocopia codice fiscale
5) Mandato per i legali
6) Delega all’associazione
7) Il primo e l'ulltimo CUD
8) UNA BUSTA GIA’ AFFRANCATA (prioritaria) E CON IL VOSTRO INDIRIZZO (ci allevierete dal lavoro di affrancare e scrivere noi il Vostro indirizzo per inviarvi la tessera).
(NON INVIATECI LE ISTRUZIONI PER L'ISCRIZIONE E PER LA COMPILAZIONE)
SPEDITE tutto per RACCOMANDATA o posta prioritaria (no via fax) a
VOGLIO VIVERE ... di ANNA MASSONE Via Rimassa 70-4 16129 Genova - Foce
venite presso la nostra Sede Nazionale in Via Rimassa 70-4 Genova - Foce
A tutela dei Vostri dati il modulo non è compilabile online pertanto dovrà essere stampato e poi compilato.
Coordinate bancarie per fare il bonifico:
Intestato a "VOGLIO VIVERE"
IBAN: IT 21 CIN N ABI. 02008 CAB. 01407
c/c n. 000040919766 Banca: UniCredit Banca
Se fate bonifico presso uno sportello della Banca Unicredit in contanti per cassa abbiamo concordato che sia applicata una commissione ridotta pari ad 1,50 euro.
(Chi desidera può iscriversi come socio sostenitore per collaborare a livello economico per l’acquisto di pagine di giornali, pubblicità sui motori di ricerca e qualsiasi altra forma di divulgazione per arrivare ad informare tutti i pensionati d’Italia, versando una quota associativa da 100 euro in su).
DITELO A TUTTI !
IMPEDITE DI VENIR SFRUTTATI DA SINDACATI - POLITICI - ASSOCIAZIONI CHE CREDETE IMPORTANTI SOLO PERCHE' VISIBILI IN TV
Avv. Cristina Loiaconi
Avv. Alberto Augusto