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Timestamp: 2020-03-28 20:35:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 204', 'art. 203', 'art. 204', 'sentenza ', 'sentenza ']

Ricorsi amministrativi - Studio Legale Avvocato Lunari - Milano
La cartella esattoriale è un documento che, in caso di mancato pagamento, dà la possibilità all'agente della riscossione di rifarsi sui beni del debitore con provvedimenti quali il fermo amministrativo, l'ipoteca o addirittura il pignoramento della casa con successiva vendita coatta, in quanto la cartella è un titolo esecutivo, paragonabile a una sentenza definitiva.
La cartella esattoriale deve essere trasmessa entro 5 anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione, salvo i casi di interruzione della prescrizione regolata dalle norme del Codice Civile.
Che cos'è la cartella esattoriale?
La cartella esattoriale è un documento emesso da un agente della riscossione (c.d. concessionario) per la riscossione coattiva di un tributo (imposta, tassa, sanzione, contributo, etc.) a seguito di:
un inadempimento del debitore rilevato da un controllo od accertamento dell'amministrazione finanziaria,
sentenza di una commissione provinciale tributaria.
L'agente della riscossione competente per territorio riceve periodicamente un elenco aggiornato contenente i nomi di tutti i debitori e le somme che essi devono allo Stato. Tale elenco, formato dall'ufficio dell'ente creditore (Comune, Agenzia delle entrate, Inps, etc.) al fine di svolgere adeguatamente tutte le attività di riscossione coattiva, è detto ruolo.
L'agente della riscossione, o concessionario, funge da intermediario tra ente creditore e cittadino debitore, avvalendosi della cartella esattoriale quale strumento operativo primario.
Qualora non venga pagato l’importo richiesto con la cartella esattoriale entro i 60 giorni dalla notifica, né venga proposto ricorso contro la cartella esattoriale entro il termine previsto, come precisato nella stessa cartella, il concessionario potrà procedere all’esecuzione forzata, con fermo amministrativo di beni mobili registrati (es. l’automobile) e l’ipoteca sugli immobili di proprietà dell’intestatario della cartella.
Si capisce bene, perciò, come in caso di notifica di cartella esattoriale sia bene attivarsi in tempi rapidi, procedendo al pagamento della somma contestata o, se del caso, a proporre ricorso avanti il Giudice di Pace secondo quanto previsto dalla legge in merito. In tutti i casi di ricorsi amministrativi, lo Studio Legale Lunari fornisce assistenza professionale specializzata ai clienti di Milano e provincia.
L’aiuto di un legale può essere fondamentale in caso di ricorsi amministrativi, e nella fattispecie in caso di ricorso contro cartella esattoriale, in quanto può aiutare il ricorrente a rispettare i tempi e le procedure stabilite dalla legge, indicandogli altresì gli organi competenti e le vie più rapide ed efficaci per ottenere soddisfazione della propria richiesta. Per questi ed altri motivi i cittadini di Milano e provincia possono rivolgersi allo Studio Legale Lunari di Milano (metro Pasteur).
A che cosa è dovuta la notifica di una cartella esattoriale?
La procedura di riscossione attivata dalla cartella esattoriale può riguardare tutte le entrate dello Stato e degli enti pubblici, previdenziali e locali, così come sanzioni amministrative (come multe non pagate) alla loro naturale scadenza.
In particolare la cartella esattoriale trae origine.
dal mancato pagamento in misura ridotta previsto per le sanzioni amministrative pecuniarie stabilite dal C.d.S.;
dal mancato pagamento (da effettuarsi entro 30 giorni dalla notificazione) della somma ingiunta con l’ordinanza prefettizia di rigetto del ricorso proposto al Prefetto.
Ricorsi contro la cartella esattoriale
È possibile presentare ricorso contro la cartella esattoriale entro 30 giorni dalla notifica, avanti il Giudice di Pace del luogo dove è stata commessa la violazione (ad esempio, per violazioni commesse e notificate sul territorio di Milano e provincia sarà competente il Giudice di Pace di Milano), ai sensi degli artt. 22 e ss. della L. 24 novembre 1981 n. 689.
Perché impugnare la cartella esattoriale? Le ragioni per cui impugnare cartella esattoriale variano a seconda che il trasgressore sia già stato posto in condizione di difendersi (mediante contestazione o notifica del verbale di accertamento ovvero notifica dell’ordinanza ingiunzione) o che, al contrario, la cartella rappresenti il primo atto che lo pone in condizione di contraddire.
Per quale motivo si può fare ricorso contro la cartella esattoriale? I motivi in base ai quali è possibile fare ricorso sono numerosi, e qui se ne ricorderanno solo alcuni a titolo esemplificativo. Si può fare ricorso per:
vizio di notifica del verbale;
sanzione già pagata;
decesso del trasgressore;
presentazione entro i termini di ricorso al verbale;
cambio di intestatario del veicolo al momento della commessa violazione;
riferimento ad un verbale notificato più di 5 anni prima;
illegittimità di notifica della cartella esattoriale;
sussistenza di sopravvenuti fatti estintivi;
vizi di forma della cartella esattoriale.
Al contrario, il ricorso avverso la cartella non può essere proposto per contestare nel merito il verbale: ciò infatti può essere fatto entro i termini per proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di pace contro il verbale.
In caso di dubbi ulteriori e più specifici in materia di ricorsi amministrativi, ricorsi alternativi in opposizione a sanzioni amministrative ex art. 204bis c.p.c., ricorsi al prefetto e ricorsi contro cartelle esattoriali, i cittadini di Milano e provincia possono rivolgersi allo Studio Legale Lunari per una consulenza e un'assistenza professionali. Lo Studio Legale dell'Avvocato Lunari si trova in Via Sauli 26 (zona metro Pasteur, vicinanze Viale Monza).
Il ricorso al Prefetto è uno strumento previsto dall’art. 203 del Codice della Strada, alternativo ma non sostitutivo rispetto al ricorso dinanzi al Giudice di Pace, in quanto il ricorrente ha sempre la possibilità, in caso di esito negativo, di presentare ricorso innanzi al giudice di pace competente.
Che cos'è il ricorso al Prefetto?
Il ricorso al Prefetto è uno strumento legislativo per contestare e conseguentemente chiedere l'annullamento del verbale relativo ad una sanzione amministrativa, ed in particolare ad una multa per violazione del Codice della Strada.
Poiché la multa è esecutiva, cioè deve essere pagata entro 60 giorni, al momento in cui si presenta il ricorso è necessario chiedere anche la sospensione dell'esecutività della multa.
Qual è la procedura di presentazione del ricorso al Prefetto?
Il ricorso al Prefetto, redatto in carta libera, deve essere presentato entro 60 giorni dalla consegna o notifica del verbale, a mano o con raccomandata con ricevuta di ritorno, all'ufficio o comando dell'organo che ha accertato l'infrazione (Carabinieri, Polizia, Vigili Urbani, etc. ...), o direttamente all'ufficio del Prefetto del luogo in cui è stata accertata l'infrazione (nel caso di infrazioni accertate a Milano e provincia il Prefetto competente sarà dunque quello di Milano).
È necessario allegare al ricorso:
una fotocopia del verbale di accertamento,
tutta la documentazione utile per l'accoglimento del ricorso stesso.
Che tipi di risposta può avere il ricorso al Prefetto?
Una volta ricevuto il ricorso, l'ufficio del Prefetto è tenuto a rispondere entro 120 giorni, con un'ordinanza di accoglimento o respingimento del ricorso.
Nel caso in cui il ricorso venisse accolto, il Prefetto emette ordinanza di archiviazione degli atti, e il richiedente non è più tenuto a pagare la multa;
Nel caso in cui il ricorso venisse respinto, il Prefetto emette ordinanza di ingiunzione di pagamento, e la multa diviene pari almeno al doppio di quanto dovuto in partenza in quanto non si beneficia più del pagamento in forma ridotta (previsto per pagamenti entro 60 giorni dalla notifica); in caso di respingimento del ricorso al Prefetto, è comunque possibile impugnare, entro 30 giorni dalla notifica, l'ordinanza davanti al Giudice di Pace del luogo in cui e' stata accertata l'infrazione (per infrazioni commesse nel territorio di Milano e provincia ci si rivolgerà dunque al Giudice di Pace di Milano). L'ingiunzione di pagamento del Prefetto dovrà essere notificata entro 150 giorni dal respingimento del ricorso, pena la validità della stessa;
Nel caso in cui non si ricevesse risposta entro i 120 giorni, il ricorso deve intendersi accolto in base al principio del silenzio-assenso, per cui il ricorrente ddoeve ritenersi sollevato dall'obbligo di pagare la multa.
Ricorsi alternativi in opposizione a sanzioni amministrative (art. 204bis c.p.c.)
Nei casi disciplinati dalla legge, è possibile proporre ricorso contro un atto amministrativo allo stesso organo che lo ha emanato: in tal caso la prima finalità del ricorso non sarà il riesame della legittimità o del merito dell'atto, bensì la correzione di eventuali errori in cui sia incorsa l'amministrazione.
Che cos'è il ricorso amministrativo in opposizione?
Il ricorso in opposizione è un ricorso amministrativo presentato da chi vuole tutelare un proprio diritto o interesse legittimo contro atti della pubblica amministrazione allo stesso organo amministrativo che ha prodotto l'atto. La finalità del ricorso amministrativo in opposizione è la correzione di eventuali errori in cui sia incorsa l'amministrazione.
Quando si può proporre il ricorso amministrativo in opposizione?
Il ricorso in opposizione può essere proposto per motivi di legittimità o di merito e si applica al settore del pubblico impiego, con particolare riguardo alla compilazione di graduatorie, di ruoli di dipendenti, o attribuzione di incarichi.
La procedura del ricorso in opposizione è per il resto analoga a quella del ricorso gerarchico.
L'Articolo 204-bis del Codice della strada prevede la possibilità di fare ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito (nel caso di violazioni commesse a Milano e provincia, sarà dunque competente il giudice di pace di Milano). Il termine per presentare il ricorso alternativo in opposizione è di sessanta giorni dalla data di contestazione o notificazione.
Si precisa tuttavia che l’opposizione non sospende l’esecuzione del provvedimento, salvo nei casi in cui il giudice, sentite l’autorità che ha adottato il provvedimento e la parte ricorrente, e concorrendo gravi e documentati motivi, disponga diversamente nella prima udienza di comparizione.
In caso di rigetto del ricorso:
il giudice di pace determina l’importo della sanzione (che non potrà essere inferiore al minimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata) e impone il pagamento con sentenza immediatamente eseguibile;
il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza, a vantaggio dell’amministrazione cui appartiene l’organo accertatore, con le modalità da questa determinate;
il giudice di pace non può escludere l’applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida.
La sentenza di accoglimento o rigetto del ricorso viene trasmessa, a cura della cancelleria del giudice, all’ufficio o comando da cui dipende l’organo accertatore entro trenta giorni dal deposito.
Lo Studio Legale Lunari di Milano offre assistenza e consulenza legale ai cittadini di Milano e provincia qualora si presentasse la necessità di presentare ricorsi amministrativi, ricorsi in opposizione, ricorsi contro cartelle esattoriali o ricorsi al Prefetto della provincia di Milano.
Lo Studio Legale Lunari di Milano si occupa di ricorsi amministrativi, offrendo la propria assistenza e consulenza professionale in materia di ricorsi amministrativi in opposizione, ricorsi al prefetto e ricorsi contro cartelle esattoriali.
Presso il suo studio situato in via Sauli 26, nella zona compresa tra il retro della Stazione Centrale di Milano, Viale Monza e Viale Zara, lo Studio Legale dell'Avvocato Dott.ssa Lunari si raggiunge in modo agevole da tutta la città di Milano e dalla provincia, anche con i mezzi pubblici, essendo a breve distanza dalla fermata Pasteur della linea M1 della metropolitana milanese.
Ma vediamo insieme che cos'è il ricorso amministrativo, quali tipi di ricorso amministrativo esistono, chi può ricorrere, contro chi, a quale scopo e con quali effetti, fermo restando che la presente pagina non ha valore legale e che per ulteriori e più specifici dubbi inerenti la presentazione di ricorsi amministrativi, i cittadini residenti a Milano e provincia trovano nell’Avvocato Dott.ssa Lunari un’interlocutrice attenta e preparata.
Che cos'è il ricorso amministrativo?
Il ricorso amministrativo è un ricorso presentato alla pubblica amministrazione da chiunque voglia tutelare un proprio diritto soggettivo o interesse legittimo contro atti della pubblica amministrazione. In altre parole, il ricorso amministrativo è un tentativo stragiudiziale di ottenere la riesamina degli atti adottati dalla pubblica amministrazione, al fine di ottenerne l'annullamento, la revoca o la riforma.
In particolare il ricorso amministrativo può essere:
ordinario: e in particolare diretto (anche detto ricorso in opposizione), o gerarchico, ovvero diretto all'organo superiore rispetto all'ente che ha emesso l'atto.
il ricorso gerarchico deve essere proposto entro 30 giorni dalla data di notifica, comunicazione o pubblicazione dell’atto (o comunque dal momento in cui l'interessato ne abbia avuto piena conoscenza) e l’ente deve rispondere entro 90 giorni dalla proposizione, con una decisione motivata e comunicata a tutti i soggetti coinvolti con notifica o raccomandata a/r. Se alla decorrenza del termine non si è ricevuta risposta, il ricorso si intende respinto: a quel punto il ricorrente può adire alla via giudiziaria (ricorso al TAR) o avvalersi del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (lo stesso dicasi qualora il ricorso venisse respinto).
Se non esiste un organo gerarchico superiore a quello che ha emanato l'atto, il ricorso può essere presentato ad altra autorità non legata da un rapporto di gerarchia con lo stesso (ricorso gerarchico improprio).
straordinario: in caso di ricorso al Presidente della Repubblica, contro gli atti amministrativi definitivi o non impugnabili per via gerarchica. Il ricorso straordinario è applicabile in caso di vizi di legittimità dell'atto, ed e' alternativo al ricorso giurisdizionale al TAR: infatti, contro una eventuale pronuncia negativa del Presidente della Repubblica non ci si potrà più rivolgere al tribunale amministrativo.
Il ricorso può essere presentato senza obbligo di appoggiarsi ad un legale entro 120 giorni dalla notifica, comunicazione o pubblicazione dell'atto, o comunque dal momento in cui l'interessato ne sia venuto a conoscenza. Nonostante in alcuni casi di ricorso amministrativo non sussista l'obbligo di rivolgersi a un legale, in genere è comunque consigliabile chiedere la consulenza di un giurista esperto in materia, in grado di suggerire la via più breve ed efficace per ottenere soddisfazione amministrativa.
Lo Studio Legale Lunari di Milano, in particolare, offre assistenza e consulenza legale per la presentazione di ricorsi amministrativi, ricorsi al prefetto, ricorsi in opposizione a sanzioni amministrative o contro cartelle esattoriali a Milano e provincia. Si tenga comunque presente che il ricorso straordinario al Capo dello Stato non è fattibile:
in materia di sanzioni amministrative, e in particolare contravvenzioni stradali, per quanto riguarda in particolare le ordinanze del prefetto a seguito di ricorso;
per le materie di competenza del giudice ordinario;
per le materie attribuite alla competenza di giurisdizioni speciali.
Chi è legittimato a ricorrere in giudizio amministrativo?
Chiunque ritenga che un proprio diritto o interesse legittimo sia stato leso da atti o provvedimenti della pubblica amministrazione, può rivolgersi agli organi giurisdizionali (organi ordinari od amministrativi), oppure ad organi della stessa pubblica amministrazione, al fine di far valere i propri diritti e/o interessi; il ricorso amministrativo è infatti il mezzo con cui gli interessati possono ottenere il riconoscimento dei propri diritti e/o interessi.
Qualsiasi cittadino ha facoltà di opporsi agli atti della pubblica amministrazione, non solo impugnandoli avanti gli organi del Tar e del Consiglio di Stato, che fanno capo alla giustizia amministrativa, ma anche con ricorsi non giurisdizionali rivolti alla amministrazione stessa, in tal modo riducendo il ricorso alla magistratura per la composizione delle controversie, e offrendo ai cittadini uno strumento più versatile e rapido per far valere i propri diritti.
Per quale motivo si può fare ricorso amministrativo?
I motivi di impugnazione dell’atto amministrativo possono riguardare:
vizi di legittimità dell'atto, come eccesso di potere, incompetenza dell'organo o per qualsiasi altra violazione di legge,
vizi di merito, cioè inopportunità dell'atto relativamente ad un fatto specifico.
Quali sono gli effetti del ricorso?
L'autorità legittimata a decidere circa il ricorso presentato può reagire in diversi modi, e cioè:
dichiarando il ricorso inammissibile, quando il ricorso non fosse proponibile, oppure nella sua presentazione vi siano delle irregolarità (se sanabili, al ricorrente verrà assegnato un termine per regolarizzarle);
dichiarando il ricorso improcedibile, se le suddette irregolarità non sono sanabili o non vengono sanate nel termine dato;
dichiarando il ricorso infondato, e dunque respingendolo;
accogliendo il ricorso per incompetenza, e quindi annullando l'atto e rimettendo la questione all'organo competente;
accogliendo il ricorso per motivi di legittimità o merito, e quindi annullando o riformando l'atto; in alcuni casi, la questione viene rimessa all'organo che ha lo ha emanato.
In caso di ricorso amministrativo, i cittadini di Milano e provincia trovano un valido supporto presso lo Studio Legale Lunari di Milano.