Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-iii/capo-i/art379.html
Timestamp: 2020-03-31 07:16:05+00:00
Document Index: 142397727

Matched Legal Cases: ['art. 379', 'art. 378', 'art. 379', 'art. 384', 'art. 379', 'sentenza ', 'art. 379', 'art. 408', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 73', 'art. 379', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 648', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 648', 'art. 379', 'art. 648', 'art. 15', 'art. 648', 'art. 379', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 379', 'art. 630', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 379', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 379 codice penale - Favoreggiamento reale - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice penale > LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare > Titolo III - Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia > Capo I - Dei delitti contro l'attività giudiziaria > Articolo 379
Articolo 379 Codice penale
Dispositivo dell'art. 379 Codice penale
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato [110] e dei casi previsti dagli articoli 648, 648 bis e 648 ter aiuta taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato, è punito con la reclusione fino a cinque anni se si tratta di delitto, e con la multa da euro 51 a euro 1.032 se si tratta di contravvenzione(1).
(1) Si tratta di un reato a forma libera, di cui però risulta difficile la realizzazione mediante omissione. A differenza del reato di cui all'art. 378, di cui condivide i presupposti, la fattispecie in esame si caratterizza perchè il contenuto finalistico dell'aiuto ha per oggetto la garanzia del profitto criminoso. Infatti assicurare significa rendere stabile, certo e definitivo, l'acquisito nella propria sfera patrimoniale dei beni o delle utilità derivanti dall'illecito.
La disposizione tutela l'interesse all'accertamento e alla repressione dei reati, nello specifico evitando che tale attività sia intralciata.
Spiegazione dell'art. 379 Codice penale
La norma punisce chiunque, fuori dei casi di concorso di persone, di ricettazione e di riciclaggio, aiuti taluno ad assicurarsi il prezzo, il prodotto o il profitto del reato.
Il bene giuridico oggetto di tutela è l'interesse dello Stato alla repressione dei reati ed impedire che i delinquenti conseguano definitivamente i vantaggi derivanti dalla loro azione criminosa.
Per escludere un concorso nel reato presupposto, il favoreggiatore non deve aver fornito alcun contributo causale alla realizzazione dell'illecito.
Per quanto riguarda i reati permanenti, i quali hanno dato maggiori problemi applicativi dell'istituto, data la difficoltà nell'individuare un momento di possibile sub-ingresso del favoreggiatore senza che egli concorra nel reato, la giurisprudenza ha stabilito che “il reato di favoreggiamento non è configurabile con riferimento alla illecita detenzione di sostanze stupefacenti, in costanza di detta detenzione, perchè, nei reati permanenti, qualunque agevolazione del colpevole, posta in essere prima che la condotta di questi sia cessata, si risolve in un concorso nel reato, quantomeno dal punto di vista morale” (Sez. Unite, sent. n. 36258/2012).
Al delitto di favoreggiamento reale non si applica la causa di esclusione della pena di cui all'art. 384, in quanto non previsto.
La differenza tra favoreggiamento personale e reale è stata inoltre oggetto di dibattito quanto al prodotto del reato, potendo la condotta agevolatrice essere diretta sia a far ottenere l'impunità al soggetto colpevole (favoreggiamento personale), sia assicurargli l'acquisizione definitiva del maltolto. Appare corretto affermare che dovrà essere il giudice, di volta in volta, valutando la situazione concreta e l'intenzione del favoreggiatore, a rintracciare la differenza.
Massime relative all'art. 379 Codice penale
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 47171 del 23 dicembre 2005)
Cass. pen. n. 20679/2003
Nel delitto di favoreggiamento reale previsto dall'art. 379 c.p., la persona offesa dal reato non può essere un soggetto privato, in quanto la fattispecie in questione tutela in via esclusiva l'interesse pubblico al buon andamento della giustizia. Pertanto il danneggiato non ha diritto a ricevere l'avviso di cui all'art. 408 c.p.p., né è legittimato a presentare opposizione avverso la richiesta di archiviazione.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 20679 del 9 maggio 2003)
Cass. pen. n. 8/2001
Ai fini della configurabilità del delitto di favoreggiamento è irrilevante la mancanza di una condizione di procedibilità per il reato presupposto. (Fattispecie in tema di favoreggiamento reale).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 8 del 24 maggio 2001)
Cass. pen. n. 11603/2000
In tema di favoreggiamento reale, la natura permanente del reato presupposto non è di ostacolo alla configurabilità del favoreggiamento, quando la condotta del primo reato abbia già avuto inizio. (Fattispecie nella quale è stata ritenuta la responsabilità per il reato di favoreggiamento di un soggetto che aveva ospitato in casa altra persona sapendo che questa deteneva illegalmente armi; e nella quale la Suprema Corte ha affermato che il consenso alla ospitalità comportava come conseguenza necessaria anche il consenso alla custodia delle armi che l'ospite aveva portato all'interno della abitazione).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11603 del 13 novembre 2000)
Cass. pen. n. 10800/2000
Nell'ipotesi di detenzione di sostanza stupefacente per conto altrui ricorrono astrattamente le fattispecie del reato di cui all'art. 73 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (perché il reato non presuppone la finalità di un profitto proprio dell'agente) e quella di favoreggiamento di cui all'art. 379 c.p. Deve tuttavia applicarsi la prima disposizione per il principio di specialità, perché contenente un maggior numero di elementi specializzanti.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10800 del 20 ottobre 2000)
Cass. pen. n. 778/1999
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 778 del 21 gennaio 1999)
Cass. pen. n. 11709/1994
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 11709 del 24 novembre 1994)
Cass. pen. n. 905/1992
Per la sussistenza del reato di detenzione di sostanze stupefacenti è del tutto irrilevante il fine che l'agente intende conseguire mediante la detenzione della droga, sicché è ravvisabile il detto reato, e non quello di favoreggiamento reale, nella condotta di chi abbia conseguito la materiale disponibilità della droga stessa anche al solo fine di assicurare ad altri il profitto, il prodotto o il prezzo del reato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 905 del 20 ottobre 1992)
Cass. pen. n. 14668/1990
In tema di concorso di persone nel reato, il sistema positivo si basa sulla teoria monistica del reato secondo cui nella fattispecie plurisoggettiva, l'attività antigiuridica di ciascuno, ponendosi inscindibilmente con quelle degli altri correi, confluisce in azione delittuosa che va considerata unica e produce l'effetto di far ritenere giuridicamente attribuibile a ciascuno dei concorrenti il risultato finale dell'evento cagionato. Diversamente, nel delitto di favoreggiamento reale il termine «aiuta», pur dovendo essere inteso nella sua più lata accezione, sta a indicare la finalità della condotta che è diretta alla realizzazione dello scopo di favorire un'altra persona, dopo che il reato presupposto è stato già consumato.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 14668 del 9 novembre 1990)
Cass. pen. n. 6524/1989
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 6524 del 28 aprile 1989)
Cass. pen. n. 10537/1988
Si viola il principio dell'immutabilità dell'accusa qualora, contestata l'ipotesi criminosa di cui all'art. 648 bis c.p., la condanna intervenga per concorso nei reati previsti dagli artt. 379 e 648 stesso codice.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 10537 del 26 ottobre 1988)
Cass. pen. n. 7100/1988
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 7100 del 17 giugno 1988)
Cass. pen. n. 7382/1987
Il dettato normativo dell'art. 648 bis c.p. (che contiene la espressa previsione che, tra gli scopi che l'agente può avere di mira nella realizzazione della condotta vietata, sia da ricomprendersi anche quello di aiutare gli autori dei delitti specificamente indicati ad assicurarsi il profitto dei reati) induce ad escludere che l'elemento differenziale tra la fattispecie delittuosa di cui alla detta norma e quella di favoreggiamento reale di cui all'art. 379 c.p., consista sempre nel cosiddetto dolo specifico — presente nella prima e non anche nella seconda — giacché — almeno per una delle ipotesi previste dall'art. 648 bis c.p. — le due figure delittuose, considerate nelle loro fattispecie legali, corrispondono perfettamente in tutti i loro elementi costitutivi. In siffatta ipotesi il principio selettivo della specialità stabilito dall'art. 15 c.p. imporrà l'applicazione dell'art. 648 bis c.p. anziché dell'art. 379 c.p., dovendosi riconoscere che, nella struttura di quella norma, sono presenti, oltreché tutti gli elementi propri dell'altra, anche l'elemento specializzante del riferimento della condotta soltanto ad alcune figure delittuose.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 7382 del 12 giugno 1987)
Cass. pen. n. 3558/1987
Per la configurabilità del reato di favoreggiamento reale è necessario che l'aiuto venga prestato nell'interesse esclusivo dell'autore del reato principale; se esso venga, invece, prestato, o anche solo offerto, per una qualità di profitto, propria dell'agente medesimo, pur se comune a quella di detto autore o di terzi, e prima o durante la commissione del reato principale, ricorre l'ipotesi di concorso nel reato stesso. Sussiste, invece, il delitto di ricettazione qualora, successivamente alla commissione di quel reato, l'agente occulti o comunque riceva, per profitto proprio o di persona diversa dall'autore del reato presupposto, cose che ne costituiscono il provento.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 3558 del 21 marzo 1987)
Cass. pen. n. 14442/1986
Il reato di favoreggiamento reale, di cui all'art. 379 c.p., è ipotizzabile anche durante lo stato di permanenza (successivo alla consumazione) del delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione, di cui all'art. 630 c.p., a condizione, però, che la condotta dell'agente non sia sorretta dal proposito di cooperare al sequestro stesso. Pertanto, per individuare l'una o l'altra ipotesi criminosa, occorre far riferimento all'elemento psicologico per accertare se vi sia stato o meno dolo diretto, attraverso un apporto consapevole, materiale o morale, con animus soci, alla realizzazione del crimine. (Nella specie, relativa a ritenuta sussistenza di sequestro e non di favoreggiamento, i giudici di merito avevano accertato che l'imputato aveva aderito all'operazione di ritiro di una rata di riscatto, in pendenza del sequestro, con la consapevolezza della esistenza di tale situazione e con il preciso proposito di coadiuvare con la sua opera quella dei sequestratori).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 14442 del 23 dicembre 1986)
Cass. pen. n. 3652/1986
Per la configurabilità del reato di favoreggiamento reale è necessario che l'aiuto da parte dell'agente all'autore venga prestato nell'interesse esclusivo di quest'ultimo. Se esso venga, invece, prestato o anche soltanto offerto per una finalità di profitto, propri dell'agente medesimo, pur se comune a quella dell'autore o di terzi, e prima o durante la commissione del reato principale, ricorre una ipotesi di concorso in tale reato.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 3652 del 12 maggio 1986)
Cass. pen. n. 9007/1984
Commette il reato di favoreggiamento reale, di cui all'art. 379 c.p., il coniuge di un pubblico funzionario, il quale, nell'acquistare per interposizione reale immobili destinati a permanere nell'effettiva proprietà dell'altro coniuge, persegua il fine specifico di aiutare questi ad assicurarsi il prodotto di un reato, anche nel caso in cui ne derivi qualche vantaggio per sé.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9007 del 23 ottobre 1984)
Cass. pen. n. 4150/1984
Per la configurabilità del reato di favoreggiamento reale è necessario che l'aiuto venga prestato nell'interesse esclusivo dell'autore del reato principale. Se esso venga, invece, prestato, o anche solo offerto, per una finalità di profitto propria dell'agente medesimo, pur se comune a quella di detto autore o di terzi, e prima o durante la commissione del reato principale, ricorre l'ipotesi di concorso nel reato stesso. Sussiste invece il delitto di ricettazione qualora, successivamente alla commissione di quel reato, l'agente occulti o comunque riceva, per profitto proprio o di persona diversa dall'autore del reato presupposto, cose che ne costituiscono il provento.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 4150 del 9 maggio 1984)
Cass. pen. n. 7328/1981
L'elemento oggettivo del reato di favoreggiamento reale è costituito da qualsiasi comportamento idoneo a far definitivamente conseguire al favorito il provento della sua precedente attività criminosa e tale condotta non deve implicare necessariamente un contatto fisico tra il soggetto attivo del reato e la res da assicurare, essendo sufficiente qualsiasi azione od omissione obiettivamente idonea allo scopo.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 7328 del 22 luglio 1981)
Cass. pen. n. 566/1973
Per la integrazione del delitto di favoreggiamento reale non è sempre necessario un comportamento attivo potendo l'aiuto concretarsi anche in un comportamento omissivo, oggettivamente o soggettivamente rivolto ad assicurare a taluno il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. (Nella specie il colpevole non aveva impedito che il ladro depositasse i proventi di vari furti nel garage-officina da lui gestito).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 566 del 12 marzo 1973)