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Timestamp: 2018-10-20 06:17:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 10', 'art. 43', 'art. 24', 'art. 25', 'art 43', 'art. 24', 'art. 44']

NUMERAZIONE CIVICA - Pagina 3 - Forum Enti.it
Messaggioda ascot » 21/01/2010, 18:10
Secondo me, sto facendo una domanda assurda, visto che se la normativa mi dice chiaramente cosa devo fare, non vedo perché dovrei aver dei dubbi, ma.....ce l'ho con questi architetti che progettano case assurde con le scale esterne e tutti i portoncini degli appartamenti che danno direttamente sulla scala e, non contenti, progettano anche due appartamenti al piano terra con accesso completamente indipendente dalla scala esterna!!! E a tutti si accede dalla strada, senza cancelli o altro. Si tratta di un complesso di 4 edifici, con in tutto 52 appartamenti e io....... ho solo un civico disponibile!!! Se dovessi seguire la normativa, dovrei ripetere l'alfabeto quasi tre volte. Purtroppo la via é vecchia e nessuno decenni fa ha pensato che il pezzo di campagna retrostante ben si adattava alla costruzione di quattro condomini. Adesso non so come fare: a) un civico a testa ai due appartamenti al PT e uno solo a tutti quelli a cui si accede dalla scala? in questo modo arriverei al 34/M; b) se invece attribuissi il civico solo agli edifici (senza darlo ai due appartamenti al PT) arriverei al 34/E.... anche perché non contenti hanno fatto pure la sala delle riunioni condominiali con entrata sulla strada!!! Ho proprio bisogno di un consiglio.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 21/01/2010, 18:45
Se, almeno, avvessero fatto una recinzione, con tanto di cancelletto ... Cio' avrebbe consentito di attribuire un numero civico e gli altri accessi divenivano oggetto di numerazione interna ....
Sembra che si trascuri un'ipotesi operativa, forse l'unica dovuta nella fattispecie, cioe' quella della revisione della numerazione civica dell'intera area di circolazione. Forse, cio' potrebbe anche non essere "apprezzato" dagli abitanti, ma, a certe condizioni, potrebbe/dovrebbe essere la sola ipotesi percorribile.
Oppure, proprio tirando, si potrebbe attribuire i numeri agli accessi al PT e allla base delle scale (per cui gli alloggi raggiungibili da queste diverrebbero numeri interni), anche se va riconosciuto come considerare la base delle singole scale come un accesso dall'area di circolazione sarebbe proprio una forzatura, dato che i diversi alloggi sono tutti accessibili dall'area di circolazione.
ospitee
Messaggioda ospitee » 22/01/2010, 08:12
Di norma non assegnamo il numero civico alle case dislocate in campagna, nelle contrade che si trovano fuori dal perimetro urbano. Ora, però, un utente, la cui abitazione dista a circa 1 km. dalla fine del paese, pretende che gli venga assegnato un numero civico. Possiamo continuare a negarglielo? Qual è la normativa di riferimento?
Iscritto il: 27/10/2006, 13:02
Messaggioda virginia1 » 22/01/2010, 13:10
e perchè mai non dovrebbe avere un numero civico????
Messaggioda Ospite » 22/01/2010, 13:25
Forse perchè non ci sarebbe modo di seguire una logica nell'attribuzione del numero, essendo le case dislocate, non su una via ben precisa, compresa nello stradario, bensì in modo disordinato all'interno di una ampia zona di campagna. Spesso accade che, per raggiungerle, bisogna percorrere anche delle lunghe strade private che si allontanano molto dalla strada pubblica.
Non dico che sia corretto.... ed è per questo che chiedo informazioni in merito.
Messaggioda Ospite » 23/01/2010, 08:07
Devo attribuire il numero civico a due abitazioni abbinate ricavate da una ristrutturazione.
1) l'immobile ristrutturato aveva il numero 19
2) gli accessi principali di entrambe le abitazioni immettono su un piazzale promiscuo, con un unico accesso all'area di circolazione (via),
vorrei quale sia il criterio da seguire:
attribuzione di due distinti numeri civici: 19 e 19/A oppure
attribuzione di numerazione interna: 19/1 e 19/2.
In entrambi i casi, la numerazione va fatta procedendo da sinistra verso destra?
Messaggioda Mimesis81 » 23/01/2010, 10:22
scusate l'ignoranza, ma come si fa a stabilire qual e l ' ufficio competente ad assegnare i numeri civici e gli interni? cioè chi deve dire all' Uff d anagrafe quante abitazioni ci sono sul territorio e dove si trovano?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 23/01/2010, 13:00
Tutte le abitazioni, anche quelle nelle c.d. case sparse, devono aver eun numero civico, oltre che essere individuabili in relazione ad unarea di circolazione.
Ed aree di circolazione, con la loro denominazione, sono anche le strade di proprieta' privata (cui spetta al coumune attribuire la denominazione).
Se l'accesso dall'area di circolazione sia unico, si puo' accogliere limpostazione della numerzione interna (in senso orario).
Messaggioda Basito » 15/11/2010, 09:29
In sede di revisione della numerazione civica un gruppo di residenti in una frazione di un piccolo paese ha raccolto le firme per contestare la variazione. Non solo, uno di questi signori ha ribadito che, qualora gli fossero stati assegnati i numeri 13 o 17, avrebbe rifiutato il provvedimento agendo per vie legali in quanto superstizioso. Pur ritenendo assurdo un tale comportamento, contestabile con solide basi normative, comprendo lo sconforto della collega.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 15/11/2010, 14:39
Anche se si possano comprendere i possibili disagi che le operazioni, per altro necessarie e necessiate, di cui all'art. 47 dPR 30/5/1989, n. 223, a chi faccia ricorso a motivazioni quali quelle addotte dal "superstizioso" ricorderei, applicandolo, l'art. 10, 2 L. 24/12/1954, n. 1228: piu' ... sfiga di questo.
Messaggioda Ospite » 16/12/2010, 06:48
Da un ampio fabbricato costruito quaranta anni fa sono state ricavate due abitazioni, in cui risiedono la famiglia del padre e quella del figlio. Le abitazioni hanno ora due distinti accessi alla strada, ma non risultano accatastate autonomamente. E’ possibile attribuire due numeri civici, ignorando le risultanze catastali, e (soprattutto) è possibile scindere le famiglie di padre e figlio?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 16/12/2010, 16:14
Ogni accesso dalle aree di circolazione deve avere propria numerazione.
L'attribuzione della numerazione civica va richiesta, ultimata la costruzione (o, ristrutturazione) e prima che possa essere abitato, utilizzando i mod. AP/7.a e AP/7.b (art. 43 dPR 30.5.1989, n. 223), uno dei quali riguarda il rilascio del certificato di cui all'art. 24 T.U. di cui al dPR 6/6/2001, n. 380, mentre l'accastamento va richiesto nei termini (e dal soggetto) indicato all'immediatamente succ. art. 25 stessto DPR 380/2001.
Sulla seconda, ed ultima, parte (costituzione di una distinta famiglia), occorre, al solito, fare riferimento alla situazione di fatto, cioe' se alcune persone coabitono in un alloggio ed altre in altro alloggio, distinto dal primo.
Messaggioda giogio123 » 28/12/2010, 13:47
premesso che l'art 43 del DPR 223/1989 prescrive che a costruzione ultimata e comunque prima che il fabbricato possa essere occupato, il proprietario deve presentare al comune apposita domanda per ottenere sia l'indicazione del numero civico, sia il permesso di abitabilità se trattasi di fabbricato ad uso di abitazione, ovvero di agibilità se trattasi di fabbricato destinato ad altro uso; capita sempre più spesso che tale obbligo non venga ottemperato e pertanto in sede di iscrizione anagrafica il cittadino non conosce il numero civico della propria abitazione. Siamo a chiedere pertanto quanto segue:
1-è possibile in sede di richiesta di iscrizione anagrafica, in attesa di ultimare il procedimento di assegnazione della numerazione civica, assegnare l'abitazione come SENZA NUMERO CIVICO?
2-qualora la richiesta di attribuzione della numerazione civica pervenga da proprietario dell'immobile, lo stesso deve dimostrare di avere ottenuto il permesso di abitabilità?
3-qualora l'iter procedurale di abitabilità non sia perfezionato è possibile lo stesso assegnare la numerazione civica?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 28/12/2010, 16:42
Oggi,. vi e' solo il certificato di agibilita' (art. 24 dPR 6/6/2001, n. 380), ma, prescidnendo da questi nominalismi, non sembrerebbe che si possa, legittimamente, parlare di inottemperanza (sanzionata), ma, piu' seriamente, di "scarti temporali".
Per altro, fermo restando che non vi potrebbe essere abitazione od utilizzo senza che sia intervenuto il rilascio del certificato di agibilita', nell'ipotesi (astratta, ma - ahinoi - spesso concreta) che i termini di attribuzione del numero civico (specie se tale procedimento sia attribuito ad altro ufficio), forse si potrebbe anche ammetttere che possa, pro-tempore, ruicorrersi all'indicazione del n. 1, dato che l'eventuale altro ufficio a cio' competente, dovrebbe osservare gli obblighi di cui all'art. 44 dPR 223/1989 (anche questi non sempre diligentemente osservati da altri uffici ...).
La richiesta di attribuzione del numero civico e' effettuata "assieme" a quella di rilascio del certificato di agibilita', utilizzando il mod. AP/7.a e AP/7.b (spesso ... sconosciuti dagli uffici di edilizia ed urbanistica, pur essendo obbligatorio l'uso di tale modulistica).
Messaggioda Ospite » 24/01/2011, 13:52
Anche gli accessi ai garages devono essere numerati (al pari degli accessi secondari), se essi si immettono direttamente sull'area di circolazione?
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