Source: https://danielemajori.com/2016/06/10/nelle-gare-con-il-criterio-dellofferta-economicamente-piu-vantaggiosa-il-rup-puo-svolgere-soltanto-quelle-attivita-che-non-implicano-lesercizio-di-poteri-valutativi/
Timestamp: 2019-04-23 09:04:32+00:00
Document Index: 16622160

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 84', 'art. 10', 'art. 84', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 84', 'art. 13']

Nelle gare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il RUP può svolgere soltanto quelle attività che non implicano l’esercizio di poteri valutativi, essendo l’attività valutativa di competenza esclusiva della commissione giudicatrice (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il RUP avesse esorbitato dalle competenze attribuitegli dalla legge, dal momento che quello contestato alla ricorrente come mancante non era né un requisito di partecipazione, né un titolo abilitativo richiesto per l’esecuzione del contratto, bensì un elemento dell’offerta tecnica soggetto a valutazione della commissione). | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in art. 10 comma 2 d.lgs. n. 163/2006, art. 84 comma 1 d.lgs. n. 163/2006, codice dei contratti pubblici, commissione giudicatrice, offerta economicamente più vantaggiosa, poteri del RUP, responsabile unico del procedimento
(Tar Toscana, sez. I, 8 giugno 2016, n. 968)
«L’art. 10, co. 2, del Codice dei contratti pubblici nel disciplinare i poteri del RUP stabilisce che “Il responsabile del procedimento svolge tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento previste dal presente codice, ivi compresi gli affidamenti in economia, e alla vigilanza sulla corretta esecuzione dei contratti, che non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti”.
Per contro, l’art. 84, co.1, del medesimo Codice stabilisce che “Quando la scelta della migliore offerta avviene con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione è demandata ad una commissione giudicatrice, che opera secondo le norme stabilite dal regolamento”.
Il combinato disposto delle due norme si evince che nelle gare pubbliche di appalto per la cui aggiudicazione è stato prescelto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, “competenza esclusiva della commissione è l’attività valutativa, mentre ben possono essere svolte dal responsabile unico del procedimento quelle attività che non implicano l’esercizio di poteri valutativi, tanto in ragione delle previsione generale contenuta nell’art. 10 comma 2, d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, che affida al responsabile unico del procedimento lo svolgimento di tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento, non specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti”. (Cons. Stato, sez. V, 21 novembre 2014 n. 5760; id., sez. III, 15 luglio 2011, n. 4331; T.A.R. Sardegna, sez. I, n. 196 del 2014).
Nel caso di specie, perciò, il RUP appare avere esorbitato dalle competenze attribuitegli dalla legge dal momento che quello contestato alla ricorrente come mancante non era né un requisito di partecipazione, né un titolo abilitativo richiesto per l’esecuzione del contratto, bensì un elemento dell’offerta tecnica soggetto a valutazione della commissione. Né vale in contrario sostenere che si trattava semplicemente di riscontrare un dato numerico che la commissione avrebbe omesso di apprezzare (cioè l’aver svolto servizi per strutture museali caratterizzate dal possesso di collezioni con oltre un milione di reperti) atteso che l’art. 4 del capitolato richiedeva anche una valutazione “sotto un profilo storico-scientifico”.
E dunque, considerato che l’esercizio della discrezionalità tecnica è concentrato sull’atto della valutazione delle offerte tecniche, ne deriva che quel che compete inderogabilmente alla Commissione di cui all’art. 84, d.lgs. n. 163 del 2006 è il giudizio dell’offerta tecnica, pur potendo accadere che alla Commissione giudicatrice venga anche affidato il compito di controllare la documentazione amministrativa, ovvero quella di attribuire il punteggio dell’offerta economica, ma non viceversa (T.A.R. Trieste, 7 novembre 2014 n. 537)».
« Non è necessaria la richiesta del nulla osta dell’Ente Parco ex art. 13 l. n. 394/1991 nel corso del procedimento di approvazione di uno strumento urbanistico attuativo (in quanto, ai sensi di tale disposizione, la richiesta è obbligatoria soltanto ai fini del “rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti ed opere all’interno del parco”, e, quindi, allorché debba verificarsi la compatibilità con la tutela dell’area naturale protetta di specifici interventi di modificazione o trasformazione che su di essa possono incidere; la stessa previsione non è applicabile, invece, agli atti di programmazione e pianificazione urbanistica).
Informativa interdittiva antimafia: sui principi desumibili in materia dalla legislazione di prevenzione amministrativa antimafia, ai quali si devono ispirare l’attività amministrativa e la conseguente interpretazione in sede giurisdizionale. »