Source: http://cspt.pro/pubblicazioni/43-e-notifiche-telematiche-nel-processo-tributario-telematico.html
Timestamp: 2017-09-26 21:41:26+00:00
Document Index: 170693280

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7']

Centro Studi Processo Telematico - LE NOTIFICHE TELEMATICHE NEL PROCESSO TRIBUTARIO TELEMATICO
Pubblicato: Sabato, 10 Ottobre 2015 09:07
Scritto da Giuseppe Vitrani - avvocato in Torino
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 156 (G.U. n. 233 del 7 ottobre 2015) offre spunti per una riflessione in materia di notifiche a mezzo PEC (avv. Giuseppe Vitrani, componente il direttivo del CSPT).
L’art. 9, comma I, lett. h) introduce infatti nel decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992 l’art. 16 bis relativo alla disciplina delle comunicazioni e notificazioni per via telematica il quale dispone:
1. Le comunicazioni sono effettuate anche mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Tra le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni possono essere effettuate ai sensi dell'articolo 76 del decreto legislativo n. 82 del 2005. L'indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o delle parti è indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo. Nei procedimenti nei quali la parte sta in giudizio personalmente e il relativo indirizzo di posta elettronica certificata non risulta dai pubblici elenchi, il ricorrente puo' indicare l'indirizzo di posta al quale vuol ricevere le comunicazioni.
il sopra citato art. 16 bis d. lgs. 156/15 (norma primaria);
L’art. 5 del d.m. 163 del 2013 prevede infatti che “le notificazioni e le comunicazioni telematiche sono eseguite mediante la trasmissione dei documenti informatici all'indirizzo di PEC di cui all'articolo 7”.
A sua volta l’art. 7, comma V, del d.m. 163 del 2013 prevede che “per gli enti impositori, l'indirizzo di posta elettronica certificata di cui al comma 1 è quello individuato dall'articolo 47, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, pubblicato nell’IPA (indice delle pubbliche amministrazioni, n.d.r.)”
Si ponga il caso di un professionista poco avvezzo a tale normativa specialistica che notifichi un ricorso tributario all’Agenzia delle Entrate all’indirizzo estratto dal Registro PP.AA. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e non a quello estratto dall’indice IPA (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), previsto, come detto, dall’art. 7 del d.m. 163/13; in caso di mancata costituzione dell’Agenzia quale sarà la sorte di tale notifica? Sarà nulla pur essendo stato tratto un indirizzo da quello che pacificamente (e per definizione) è un pubblico registro solo perché il legislatore ha indicato che, nel processo tributario, il pubblico registro di riferimento dev’essere un altro (e il discorso, mutatis mutandis, vale anche per il caso inverso, cioè laddove si notifichi utilizzando, nel processo civile, un indirizzo estratto dall’IPA anziché dal registro PP.AA.)?