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Timestamp: 2017-11-19 16:35:10+00:00
Document Index: 51490796

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 176', 'art. 13', 'art. 37', 'art. 39', 'art. 34', 'art. 7', 'art. 39', 'art. 110', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 29', 'art. 20', 'art. 59', 'art. 68', 'art. 73', 'art. 112', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 181', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 169', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 146', 'art. 10']

La tutela della Privacy del personale delle pubbliche amministrazioni - PDF
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1 La tutela della Privacy del personale delle pubbliche amministrazioni La Direttiva del Ministro per la Funzione Pubblica dell'11 febbraio 2005 Misure finalizzate all attuazione nelle pubbliche amministrazioni delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante Codice in materia di protezione dei dati personali, con particolare riguardo alla gestione delle risorse umane a cura
3 ANALISI E RICERCHE PER LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE La tutela della Privacy del personale delle pubbliche amministrazioni La Direttiva del Ministro per la Funzione Pubblica dell 11 febbraio 2005 Misure finalizzate all attuazione nelle pubbliche amministrazioni delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante Codice in materia di protezione dei dati personali, con particolare riguardo alla gestione delle risorse umane a cura dell Ufficio per il Personale delle Pubbliche Amministrazioni
5 INDICE PREFAZIONE INTRODUZIONE LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DELL 11 FEBBRAIO 2005 MISURE FINALIZZATE ALL ATTUAZIONE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEL DECRETO LEGISLATIVO 30 GIUGNO 2003, N. 196, RECANTE CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa I principi e gli obblighi Finalità della direttiva Classificazione dei dati e tipologia dei relativi adempimenti Dati personali Regole generali per il trattamento dei dati Dati sensibili Dati giudiziari Regolamenti Criteri applicabili al trattamento dei dati sensibili e giudiziari Sicurezza dei dati Documento programmatico sulla sicurezza Accesso ai dati e accesso ai documenti Accesso ai dati personali Accesso ai dati e accesso ai documenti amministrativi Tutela giurisdizionale Tematiche di interesse in materia di gestione del personale L accesso agli atti amministrativi e la tutela della riservatezza: il contemperamento degli interessi e gli orientamenti giurisprudenziali REGOLAMENTI CONCERNENTI I TRATTAMENTI ESEGUIBILI IN RELAZIONE AI DATI SENSIBILI E GIUDIZIARI LE RELAZIONI AL PARLAMENTO 2003 E 2004 DEL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI SUL RAPPORTO DI LAVORO IN AMBITO PUBBLICO Relazione Rapporto di lavoro Relazione Rapporto di lavoro in ambito pubblico
6 I PARERI E LE DECISIONI DEL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI SULLE ATTIVITÀ DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI IL CODICE DELLA PRIVACY (ARTICOLI RICHIAMATI DALLA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DELL 11 FEBBRAIO 2005) Decreto legislativo 30 giugno 2003, n Codice in materia di protezione dei dati personali LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI SULLE ATTIVITÀ DEL Discorso del Presidente, Stefano Rodotà
7 PREFAZIONE Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ha posticipato l entrata in vigore delle proprie disposizioni al primo gennaio 2004 anche in considerazione della complessità dello sforzo innovatore che l applicazione delle sue disposizioni comporta per le pubbliche amministrazioni. L aver introdotto nell ordinamento un nuovo diritto fondamentale, quale quello alla protezione dei dati personali, comporta la necessità che gli operatori pubblici, a tutti i livelli, mutino il proprio approccio alle tematiche della riservatezza. Ciò anche in considerazione degli obblighi che gravano sul nostro paese in forza della sua appartenenza all Unione, la quale ha scritto tale diritto fra quelli enunciati dalla Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea. Già in precedenza le pubbliche amministrazioni avevano mostrato non poche difficoltà nell adeguarsi alle previsioni contenute nei decreti legislativi 11 maggio 1999, n. 135 e 31 dicembre 1996, n La situazione era stata puntualmente rilevata dall Autorità garante per la protezione dei dati personali già nelle relazioni annuali al Parlamento del 2002 e del Ora l adozione di uno strumento normativo unitario, che coordina efficacemente il complesso delle norme interne sulla materie con le nuove convenzioni e direttive comunitarie, offre l opportunità alla pubblica amministrazione di ripensare la propria attività all interno di un sistema di regole certe e semplificate. I principi posti dal Codice, ed evidenziati nella direttiva del Ministro per la funzione pubblica, costituiscono un esigenza trasversale che deve guidare l azione amministrativa in ogni sua manifestazione, prescindendo da un approccio formale e burocratico per ripensare, invece, la propria organizzazione ed i propri processi. In questa ottica deve essere letta l introduzione, operata dal Codice, del comma 1-bis all articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n Ciò comporta, infatti, che i criteri di organizzativi ivi dettati debbono tenere conto della disciplina vigente in materia di trattamento dei dati personali, così informando profondamente l ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. 5
8 L adozione di codici di deontologia e di buona condotta per i soggetti interessati al trattamento dei dati effettuato per finalità previdenziali e per la gestione dei rapporti di lavoro, prevista dall articolo 111 del Codice e che ad esso saranno successivamente allegati, costituisce uno strumento già noto alle pubbliche amministrazioni ed loro ordinamento in quanto già il decreto n. 29 del 1993, ed ora il decreto n. 165 del 2001 all articolo 54, prevedeva la necessità di adottare un codice di comportamento dei dipendenti quale strumento organizzativo finalizzato ad assicurare la qualità dei comportamenti, anche in relazione alle necessarie misure organizzative da adottare al fine di assicurare la qualità dei servizi resi ai cittadini. È proprio nella sua veste di datore di lavoro che la pubblica amministrazione può imprimere la spinta necessaria al sistema per rivedere le proprie attività, poiché è forse proprio da un efficace politica interna che può partire quel processo di crescita culturale che solo realizza l effettività dei diritti affermati in sede normativa. Francesco Verbaro Direttore dell Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni 6
9 INTRODUZIONE L adozione da parte del Ministro per la funzione pubblica di una direttiva per l attuazione nelle pubbliche amministrazioni delle disposizioni contenute nel Codice sulla privacy, con particolare riguardo alle tematiche relative alla gestione delle risorse umane, è dovuta all attenzione che il legislatore ha posto sul tema dei rapporti fra datori di lavoro pubblici e lavoratori ed ai frequenti richiami allo Statuto dei lavoratori, che si applica anche al lavoro pubblico per esplicito richiamo dell articolo 51 del decreto legislativo n. 165 del Infatti al Titolo VIII, dedicato al lavoro ed alla previdenza sociale, ed in particolare all articolo 112, sono individuate le finalità di rilevante interesse pubblico quali l instaurazione e la gestione da parte di soggetti pubblici di rapporti di lavoro di qualunque tipo, dipendente o autonomo, anche non retribuito, che consentono il trattamento dei dati personali, sensibili e giudiziari. Con atto di natura regolamentare le amministrazioni, in relazione alle finalità di rilevante interesse pubblico già definite dal legislatore e per le quali sia necessario acquisire e trattare i dati sensibili e giudiziari, specificheranno i tipi di dati e le operazioni eseguibili. Anche gli altri adempimenti previsti dal Codice a carico delle pubbliche amministrazioni, e ricordati nella Direttiva al paragrafo 3, toccano i rapporti fra le amministrazioni ed il personale da esse dipendente, così come al paragrafo 6 sono ricordate alcune tematiche di interesse in materia di gestione del personale che vanno dalle fasi dell accesso al lavoro pubblico, alla gestione dei fascicoli personali, al divieto del controllo a distanza dell attività lavorativa fino ai temi più attuali della vigilanza sulle comunicazioni elettroniche e sull utilizzo di internet sul posto di lavoro. Fa da sfondo a tutte le attività delle amministrazioni l informatizzazione delle procedure e la raccolta ed il trattamento di informazioni con tecnologie informatiche le quali comportano la necessità di osservare le misure di sicurezza indicate dal Codice fra le quali l adozione del Documento programmatico sulla sicurezza. La Direttiva contiene, inoltre, un paragrafo dedicato alla relazione fra 7
10 diritto di accesso agli atti amministrativi e diritto alla tutela della riservatezza, nel quale vengono sinteticamente richiamati gli orientamenti giurisprudenziali che hanno guidato le amministrazioni ogni qualvolta tali diritti si siano trovati in contrapposizione. La finalità che sottende tutta la Direttiva sta nel richiamo ai dirigenti ed ai funzionari preposti alle unità organizzative perché adottino tutte le misure utili a garantire il rispetto e la piena attuazione dei principi sanciti dal Codice. Questi, infatti, si trovano a giocare, per così dire, un doppio ruolo operativo in materia di tutela della riservatezza poiché la garantiscono sia per quanto concerne l esercizio delle funzioni proprie dell amministrazione di appartenenza che nella gestione delle risorse umane. Stefania de Paulis 8
11 LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO 2005 MISURE FINALIZZATE ALL ATTUAZIONE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEL DECRETO LEGISLATIVO 30 GIUGNO 2003, N. 196, RECANTE CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE 1. Premessa Il primo gennaio del 2004 è entrato in vigore il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali, d ora in poi denominato Codice, nel quale sono raccolte, in forma di testo unico, tutte le disposizioni in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali ed alle attività connesse. Il Testo rappresenta il primo modello di codificazione organica della privacy in Europa e tiene conto sia del quadro normativo comunitario (direttive n. 95/46/CE e n. 2002/58/CE) che di quello internazionale. La disciplina del Codice, analogamente a quella dettata dalla normativa previgente, si innesta in un contesto prevalentemente orientato alla pubblicità dell azione amministrativa, ad opera della legge 7 agosto 1990, n. 241 e delle altre disposizioni di settore, e conferma la graduazione dei differenti livelli di tutela previsti all interno della generale categoria dei dati personali predisponendo garanzie più rigorose in relazione ai dati sensibili. Il Codice offre al cittadino un sistema di garanzie articolato e al contempo semplificato che, nell individuare tutti gli strumenti idonei ad una piena realizzazione del diritto alla protezione dei dati personali, costituisce 9
12 LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO 2005 il presupposto per la fruizione di tutti gli altri diritti fondamentali dell individuo che a quel diritto sono naturalmente collegati. In tale quadro i principi ricordati nel Testo unico informano tutti gli aspetti della vita sociale e dell azione delle pubbliche amministrazioni ed in particolare, per quanto interessa in questa sede, anche gli aspetti relativi alla gestione delle risorse umane in tutti gli aspetti organizzativi, di sicurezza e di benessere. 2. I principi e gli obblighi Appare opportuno ricordare in questa sede i principi che derivano dal Codice in materia di protezione dei dati personali ai quali l azione amministrativa dovrà ispirarsi e che sono destinati ad esercitare una grande influenza sull esercizio della potestà organizzativa delle pubbliche amministrazioni. Il diritto alla protezione dei dati personali quale prerogativa fondamentale della persona, è stato introdotto nell ordinamento in attuazione dell articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell Unione Europea del 7 dicembre 2000 e deve considerarsi quale diritto autonomo e distinto rispetto al diritto alla riservatezza sostanziandosi nel diritto del suo titolare di conoscere e controllare la circolazione delle informazioni che lo riguardano. Il Codice, che ha dunque affermato, all articolo 1, il diritto alla protezione dei dati personali, mira a garantire che il trattamento di queste informazioni si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali (art. 2). Un principio generale del sistema di garanzie approntato dal Codice che deve guidare l azione amministrativa è costituito dal principio di necessità del trattamento dei dati personali, da intendersi quale principio che integra quello di pertinenza e non eccedenza dei dati trattati (già individuato dalla legge n. 675 del 1996) con riferimento alla configurazione di sistemi informativi e programmi informatici. Tale regola prescrive di predisporre i sistemi informativi e i programmi informatici in modo da utilizzare al minimo dati personali ed identificativi escludendone il trattamento quando le finalità perseguite possono essere raggiunte mediante l uso di dati anonimi o di modalità che permettano di identificare l interessato solo in caso di necessità (art. 3). Deve essere, inoltre, ricordato che il principio di necessità costituisce un presupposto di liceità del trattamento dei dati personali ed il mancato rispetto di questo e degli altri presupposti comporta conseguenze rilevanti per l amministrazione. Infatti il Codice, nel dettare le regole per tutti i trattamenti ha sancito l inutilizzabilità dei dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali (articolo 11, comma 2). Il diritto alla protezione dei dati personali potrà, pertanto, essere garantito solo se le amministrazioni titolari dei trattamenti ispireranno la loro attività ai principi sanciti dal Codice e conseguentemente, oltre ad ottemperare agli obblighi espressamente previsti, adotteranno una serie di comportamenti concreti, azioni e provvedimenti organizzativi coerenti con i principi che regolano la materia. In particolare, il trattamento dei dati personali da parte delle pubbliche 10
13 amministrazioni è consentito solo qualora sia necessario per lo svolgimento delle funzioni istituzionali rispettando gli eventuali altri presupposti e limiti stabiliti dal Codice, nonché dalla legge e dai regolamenti. Al riguardo è il caso di sottolineare che, salvo quanto previsto per i trattamenti posti in essere dagli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici (parte II del Codice), le pubbliche amministrazioni non devono chiedere il consenso dell interessato. I dati sensibili possono, invece, essere trattati soltanto se il trattamento risulta autorizzato da un espressa disposizione di legge nella quale sono specificati i tipi di dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le finalità di rilevante interesse pubblico perseguite (artt. 18, 19, 20 e 22 del Codice. Per i dati sensibili v. più diffusamente infra la parte relativa ai Regolamenti ). E inoltre, imposto alle amministrazioni l obbligo di garantire la sicurezza nella gestione dei dati e dei sistemi in modo da ridurre al minimo i rischi di distruzione o perdita anche accidentale dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta. Pertanto le amministrazioni, o i soggetti affidatari di servizi e sistemi per conto delle stesse, dovranno adottare tutte le cautele consentite dalle moderne tecnologie prevenendo i rischi derivanti dall organizzazione e gestione delle banche dati e dei sistemi informativi (artt e disciplinare tecnico contenuto nell Allegato B) al Codice). Analoghe cautele dovranno essere adottate nella gestione di tutti gli atti ed i provvedimenti che comportano l utilizzo di dati personali e sensibili. Nell ambito del predetto obbligo generale di contenere nella misura più ampia possibile determinati rischi, i titolari del trattamento sono tenuti in ogni caso ad assicurare un livello minimo di protezione dei dati mediante l adozione delle misure minime di sicurezza individuate nel Titolo V, Capi I e II, della Parte II del Codice o che saranno individuate ai sensi dell articolo 58, comma 3, in relazione ai trattamenti effettuati per finalità di difesa o coperti da segreto di Stato. La disciplina del Codice, infine, è informata dal principio di semplificazione in base al quale l elevato grado di tutela dei diritti è assicurato nel rispetto dei principi di semplificazione, armonizzazione ed efficacia delle modalità di esercizio del diritto alla protezione dei dati personali e degli altri diritti e libertà fondamentali dell interessato e degli adempimenti in capo ai titolari del trattamento (art. 2, comma 2). Disposizioni in deroga o ad integrazione della disciplina generale sono poste dal Codice in relazione a specifici settori di interesse per l attività amministrativa, quali l ambito giudiziario, negli articoli da 46 a 52, i trattamenti eseguiti dalle forze di polizia, negli articoli da 53 a 57, e quelli attinenti alla difesa e sicurezza dello Stato, di cui all articolo 58. LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO Finalità della direttiva La presente direttiva è finalizzata a richiamare l attenzione delle amministrazioni sulle prescrizioni del Codice che incidono maggiormente nel settore pubblico, richiedendo l adozione di efficaci scelte organizzative per tradurre sul piano sostanziale le garanzie previste dal legislatore, nonché sulle conseguenze connesse alla loro mancata attuazione. 11
14 LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO 2005 L entrata in vigore del nuovo Codice comporta, per le pubbliche amministrazioni, la necessità di ripensare le proprie attività e la propria organizzazione al fine di consentire una piena ed effettiva garanzia dei diritti in esso affermati. Infatti, le tematiche relative alla privacy investono le amministrazioni nella quasi totalità delle proprie attività, assumendo significativo rilievo nello svolgimento di molti dei compiti istituzionali loro affidati dall ordinamento, come ad esempio, la gestione delle risorse umane. In considerazione di ciò, il Codice (art. 176) ha aggiunto il comma 1-bis al comma 1 dell articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n Pertanto le amministrazioni dovranno attuare le linee fondamentali di organizzazione degli uffici nel rispetto della disciplina in materia di trattamento dei dati personali, in aggiunta ai criteri indicati nella medesima disposizione. Da quanto premesso emerge la necessità di provvedere all adozione degli strumenti necessari per l attuazione pratica delle previsioni del Codice, quali: regolamenti indicanti i tipi di dati sensibili e giudiziari che possono essere trattati e le operazioni che possono essere eseguite su di essi in relazione al perseguimento di finalità di rilevante interesse pubblico qualora manchi una specifica indicazione legislativa (artt. 20, 21 e 22); le informative all interessato (art. 13); la notificazione al Garante nei casi previsti dall art. 37; le eventuali comunicazioni al Garante (art. 39); le misure minime di sicurezza e, in particolare, il documento programmatico sulla sicurezza (art. 34, comma 1, lett. g) e regola n. 19 dell Allegato B) al Codice)). Occorrerà, inoltre, procedere a puntuali ricognizioni dei dati trattati alla luce delle disposizioni vigenti e alla revisione delle modalità di gestione degli stessi, ponendo particolare attenzione alla necessità di garantire agli interessati l esercizio del diritto di accesso ai dati che li riguardano e degli altri diritti sanciti dall art. 7 del Codice, nonché alle problematiche relative all accesso ai documenti amministrativi ed alla necessità di contemperare le esigenze di trasparenza dell azione amministrativa con quelle di tutela del diritto alla protezione dei dati personali. Pertanto ci si rivolge ai dirigenti ed ai funzionari preposti alle unità di loro competenza perché nell ambito delle attività di direzione, coordinamento e controllo degli uffici dei quali sono responsabili adottino tutte le misure utili a garantire il rispetto e la piena attuazione dei principi sanciti dal Codice, prevengano i rischi presenti nelle singole attività e adottino, conseguentemente, tutti gli atti, le soluzioni organizzative ed i comportamenti necessari. 4. Classificazione dei dati e tipologia dei relativi adempimenti 4.1 Dati personali L articolo 4, comma 1, lettera b) del Codice definisce dati personali qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale. Alle pubbliche amministrazioni è consentito il trattamento dei dati personali quando risponda alla necessità di esercitare le proprie funzioni istituzio- 12
15 nali. Pertanto, salvo quanto previsto per gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici (si vedano le disposizioni della parte II del Codice), le medesime non debbono chiedere il consenso dell interessato ai sensi dell articolo 18. In particolare, il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari è consentito anche in assenza di una specifica previsione normativa purché sia finalizzato allo svolgimento delle funzioni istituzionali dell amministrazione, mentre la comunicazione di questi dati da una pubblica amministrazione ad un altra o a privati oppure la loro diffusione è possibile solo quando vi sia una espressa previsione normativa, come indicato all articolo 19. Nel caso in cui le amministrazioni abbiano necessità di fornire tali informazioni ad un altra pubblica amministrazione, sempre ai fini dello svolgimento delle attività istituzionali, ma in assenza di idonea previsione normativa, possono però informarne preventivamente il Garante, ai sensi dell art. 39 del Codice. In base a tale nuovo meccanismo, decorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione al Garante, l operazione di comunicazione dei dati può essere avviata, ferma restando la possibilità di una diversa determinazione dell Autorità adottata anche successivamente al decorso del termine. Deve essere effettuata una preventiva comunicazione al Garante, a norma dell articolo 39, anche nel caso di trattamento di dati idonei a rivelare lo stato di salute previsto da un programma di ricerca biomedica o sanitaria, conformemente a quanto dispone l art. 110 del Codice. Sulle amministrazioni titolari del trattamento grava inoltre l obbligo di notificare al Garante i trattamenti di dati personali che sono elencati nel comma 1 dell articolo 37 del Codice. Tale adempimento deve essere effettuato prima dell inizio del trattamento ed una sola volta, a prescindere delle operazioni che debbono essere effettuate (salvo, ovviamente, l obbligo di notificare le eventuali modifiche del trattamento o la sua cessazione). In base agli articoli 37 e 38, la notificazione si intende validamente effettuata solo se inviata telematicamente utilizzando le modalità indicate dal Garante tramite il modello all uopo predisposto e disponibile sul sito dell Autorità (www.garanteprivacy.it). Al riguardo si segnala che, con provvedimento n. 1 del 31 marzo 2004, disponibile anch esso sul sito dell Autorità, sono stati individuati alcuni trattamenti di dati non suscettibili, in concreto, di recare pregiudizio agli interessati e quindi sottratti all obbligo di notificazione di cui al citato articolo 37. Si rammenta infine che sulla base della disciplina del Codice configura una comunicazione di dati personali il dare conoscenza di tali informazioni ad uno o più soggetti diversi dall interessato, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione. Non può considerarsi tale, invece, la comunicazione effettuata nei confronti dell interessato, del rappresentante del titolare nel territorio dello Stato, del responsabile o dell incaricato (art. 4, comma1, lett. l). LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO Regole generali per il trattamento dei dati Le regole generali, comuni a tutti i trattamenti di dati, sono rinvenibili negli articoli da 11 a 17 del Codice Modalità del trattamento e requisiti dei dati In particolare, l articolo 11, nell indicare le modalità del trattamento e i requisiti dei dati, individua anche i presupposti di liceità del trattamento. Secondo la disciplina introdotta dal Codice, il mancato rispetto dei presup- 13
16 LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO 2005 posti sanciti da tale disposizione e delle altre norme rilevanti in materia trattamento di dati personali comporta l inutilizzabilità dei dati (art. 11, comma 2) Titolare, responsabile, incaricati Per quanto riguarda i soggetti che effettuano il trattamento, l articolo 28 chiarisce che il titolare del trattamento, nel caso delle pubbliche amministrazioni, coincide con l entità nel suo complesso ovvero con l unità o l organismo periferico che esercita un potere decisionale del tutto autonomo sulle finalità e sulle modalità del trattamento, ivi compreso il profilo della sicurezza, anziché con la persona fisica incardinata nell organo o preposta all ufficio. Per le strutture amministrative complesse si suggerisce di avvalersi della facoltà accordata al titolare dall art. 29 del Codice di designare uno o più responsabili del trattamento, fra i soggetti che, per qualità professionali e personali, forniscano idonea garanzia del rispetto delle disposizioni vigenti in materia. Tale designazione deve essere accompagnata dalla specificazione analitica per iscritto dei compiti affidati e dalla vigilanza periodica sulla puntuale osservanza delle istruzioni impartite e sul generale rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali, come previsto dal comma 5 dell articolo 29. A chiusura del sistema è posta la previsione relativa agli incaricati del trattamento, i soli che possono materialmente effettuare le operazioni di trattamento di dati personali. Gli incaricati operano sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile, previa designazione espressa per iscritto, contenente la puntuale individuazione dell ambito del trattamento loro consentito e l indicazione delle istruzioni cui devono attenersi nello svolgimento del trattamento. Per semplificare tale adempimento, in considerazione della frequenza con cui il personale viene soggetto a rotazione e avvicendamento all interno delle strutture amministrative, il Codice considera equivalente alla designazione nominativa degli incaricati, la preposizione del personale ad un unità organizzativa (ad esempio, tramite un ordine di servizio) per la quale venga altresì individuato per iscritto l ambito del trattamento consentito agli addetti che operano all interno della medesima unità Informativa agli interessati A tutela dell esercizio del diritto alla protezione dei dati personali il Codice pone in capo ai titolari del trattamento l obbligo, previsto dall articolo 13, di fornire agli interessati un adeguata informativa. L interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali deve pertanto essere informato oralmente o per iscritto, fra l altro, delle finalità e delle modalità del trattamento dei dati, della eventuale obbligatorietà del loro conferimento, delle conseguenze relative al rifiuto di fornire i dati, dei diritti esercitabili dal medesimo interessato, nonché dei dati identificativi del titolare del trattamento e del responsabile. Nel caso di designazione di più responsabili, il Codice introduce un ulteriore semplificazione dando possibilità di riportare nell informativa all interessato gli estremi identificativi di un solo responsabile indicando contestualmente le modalità attraverso le quali è conoscibile l elenco completo e aggiornato dei responsabili (ad esempio, attraverso l indicazione del sito istituzionale dell amministrazione in cui l elenco è eventualmente pubblicato). 14
17 4.3 Dati sensibili L articolo 4, comma 1, lettera d) del Codice definisce dati sensibili i dati personali idonei a rivelare l origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Il trattamento dei dati sensibili è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge nella quale sono specificati i tipi di dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite. Qualora una disposizione di legge non specifichi i tipi di dati sensibili e giudiziari che possono essere trattati e le operazioni che possono essere svolte su di essi, le amministrazioni sono tenute ad identificare e rendere pubblici i tipi di dati utilizzabili e le operazioni eseguibili, in relazione al perseguimento di finalità ritenute dalla legge di rilevante interesse pubblico, aggiornando ed integrando tale identificazione periodicamente (art. 20, commi 1, 2 e 4, del Codice). Al riguardo, la parte II del Codice individua alcune attività di rilevante interesse pubblico, tra le quali assumono rilievo per le pubbliche amministrazioni, a titolo esemplificativo, le attività finalizzate all applicazione della disciplina sull accesso ai documenti amministrativi (art. 59), o della normativa in materia di concessione, liquidazione, modifica e revoca di benefici economici, agevolazioni, elargizioni, altri emolumenti o abilitazioni (art. 68), le attività socio-assistenziali (art. 73) e quelle volte all instaurazione e alla gestione da parte di soggetti pubblici di rapporti di lavoro (art. 112). Nel caso in cui invece le amministrazioni intendano porre in essere un trattamento di dati sensibili che non risulti previsto espressamente da una disposizione normativa di rango primario, esse possono richiedere al Garante se siano ravvisabili i presupposti di rilevante interesse pubblico che ne autorizzano il trattamento, secondo il meccanismo previsto dall articolo 26, comma 2, del Codice. In tal caso, il trattamento è consentito soltanto se l amministrazione interessata provveda altresì ad identificare e rendere pubblici i tipi di dati utilizzabili e le operazioni eseguibili con un atto di natura regolamentare (art. 20, comma 3, del Codice, al riguardo, v. più diffusamente infra la parte relativa ai Regolamenti ). LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO Dati giudiziari L articolo 4, comma 1, lettera e) del Codice definisce dati giudiziari i dati personali idonei a rivelare provvedimenti iscrivibili nel casellario giudiziale indicati dall articolo 3, comma 1, lettere da a) ad o) e da r) ad u) del.decreto del Presidente della Repubblica del 14 novembre 2002, n. 313, o la qualità di imputato o di indagato ai sensi degli articolo 60 e 61 del codice di procedura penale. È possibile per le pubbliche amministrazioni trattare tali informazioni quando ciò sia previsto da una norma di legge oppure da un provvedimento del Garante che specifichi espressamente le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite, i dati personali che possono essere utilizzati e le operazioni di trattamento eseguibili. Nel caso in cui la legge specifichi soltanto le finalità di rilevante interesse pubblico, valgono le prescrizioni relative al trattamento dei dati sensibili, di cui all articolo 20, commi 2 e 4, del Codice per quanto riguarda la necessità di individuare e rendere pubblici attraverso un atto di natura regolamentare i tipi di dati utilizzabili e le operazioni eseguibili (art. 21). 15
18 LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO Regolamenti Gli articoli 20, comma 2, e 21, comma 2, del Codice prevedono che, quando una disposizione di legge abbia specificato le finalità di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e giudiziari che possono essere trattati e le operazioni che possono essere svolte su di essi, le amministrazioni dovranno adottare un apposito regolamento con il quale identificare e rendere pubblici, a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, i tipi di dati utilizzabili e le operazioni eseguibili, in relazione ai fini istituzionali perseguiti e nel rispetto dei principi affermati dall articolo 22 del Codice. L adozione di tali provvedimenti postula la previa ricognizione di tutte le attività poste in essere dal soggetto pubblico che comportano un trattamento di dati sensibili o giudiziari, nonché la valutazione della indispensabilità dei dati utilizzati e delle operazioni svolte nell ambito di tali attività rispetto alle finalità di volta in volta perseguite. I dati trattati vanno indicati per categorie (ad esempio, dati sulla salute, vita sessuale, sull origine razziale, sull origine etnica, ecc.), tenendo conto che le tipologie di dati non individuate nel regolamento non potranno essere trattate. In altri termini, tramite tali regolamenti dovrà risultare chiaro ai cittadini il collegamento tra le finalità di rilevante interesse pubblico perseguite dalle amministrazioni in relazione ai compiti ad esse attribuiti dall ordinamento e le modalità con cui vengono effettivamente utilizzate le informazioni che li riguardano. Al fine di dare efficacia al sistema di garanzie delineato dal Codice per i dati sensibili e giudiziari è pertanto necessario che le amministrazioni provvedano a tale identificazione, ove mancante, tramite atti di natura regolamentare, entro il 31 dicembre 2005, previa acquisizione del parere di conformità del Garante ai sensi dell articolo 154, comma 1, lettera g), del Codice (art. 3, decreto legge del 24 giugno 2004, n. 158 convertito con l. 27 luglio 2004, n. 188 che modifica l art. 181, comma 1, lettera a) del Codice). L identificazione dei tipi di dati e di operazioni è poi aggiornata e integrata periodicamente, come indicato dall articolo 20 del Codice. Per rendere più agevole e rapida l adozione di tali atti, il Codice prevede che il parere del Garante possa essere formulato anche su schemi tipo. Nel caso in cui gli schemi regolamentari predisposti dalle amministrazioni corrispondano ai modelli su cui il Garante ha reso un parere conforme, non sarà quindi necessario sottoporli caso per caso allo specifico esame da parte dell Autorità. A tal fine, si esortano le amministrazioni ad avviare ogni iniziativa utile ad identificare settori di attività, comuni a più amministrazioni, per i quali si possa procedere ad un elaborazione congiunta di schemi tipo da sottoporre all attenzione del Garante, anche attraverso i progetti che questo Dipartimento avvierà in collaborazione con il Formez. 4.6 Criteri applicabili al trattamento dei dati sensibili e giudiziari L articolo 22 indica i criteri applicabili al trattamento dei dati sensibili e giudiziari. In primo luogo, le pubbliche amministrazioni devono prestare particolare attenzione alla prevenzione di possibili danni per l interessato, conformando il trattamento di queste informazioni in modo da prevenire violazioni dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità dell interessato. In tale contesto assume uno specifico rilievo il principio di indispensabilità, in base al quale possono essere trattati soltanto i dati sensibili e giudiziari indispensabili allo svolgimento di funzioni istituzionali che non potrebbero 16
19 essere adempiute altrimenti (mediante il ricorso a dati anonimi o dati personali di diversa natura). Analogamente, sui dati sensibili e giudiziari indispensabili, le amministrazioni possono effettuare unicamente le operazioni di trattamento strettamente necessarie al raggiungimento delle finalità consentite nei singoli casi. Rispetto alla normativa previgente, è confermato infine il divieto di diffondere i dati idonei a rivelare lo stato di salute. 4.7 Sicurezza dei dati Una particolare attenzione è posta dal Codice, negli articoli 31 e seguenti, alle tematiche della sicurezza dei dati e dei sistemi. Il Codice distingue in proposito le misure di sicurezza da adottare in: misure idonee e preventive volte a ridurre al minimo i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, i rischi di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta (art. 31); misure minime, indicate negli articoli 34 e 35 secondo le modalità applicative analiticamente specificate nell Allegato B) al Codice e diversificate a seconda che il trattamento sia effettuato o meno con strumenti elettronici, ovvero da individuare, ai sensi dell articolo 58, comma 3, in relazione ai trattamenti effettuati per finalità di difesa o coperti da segreto di Stato (art. 33). La distinzione rileva ai fini sanzionatori perché, mentre l inosservanza delle misure minime configura una condotta penalmente rilevante, ai sensi dell art. 169 del Codice, l inosservanza delle misure idonee rende il trattamento illecito e, nel caso in cui si cagioni un danno all interessato, espone l autore del danno ad eventuali azioni risarcitorie da parte del soggetto leso (art. 15 del Codice). In particolare, l omessa adozione delle misure minime di sicurezza è punita con l arresto sino a due anni o con l ammenda da 10 mila euro a 50 mila euro. In questo caso è però previsto il meccanismo del ravvedimento operoso applicabile a coloro i quali adempiano puntualmente alle prescrizioni impartite dal Garante una volta accertato il reato ed effettuino un pagamento in sede amministrativa di una somma pari al quarto del massimo dell ammenda, ottenendo così l estinzione del reato. LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO Documento programmatico sulla sicurezza Fra le misure minime di sicurezza previste dal Codice rientra anche il Documento programmatico sulla sicurezza (Dps), obbligatorio per chi effettua un trattamento di dati sensibili e giudiziari con l ausilio di strumenti elettronici. Tale documento deve contenere, in particolare, l analisi dei rischi che incombono sui dati personali, l individuazione degli accorgimenti da adottare per prevenire la loro eventuale distruzione, perdita accidentale o gli accessi abusivi e la pianificazione degli interventi formativi nei riguardi del personale. Il Dps deve essere adottato, dall organo, ufficio o persona fisica a ciò legittimata in base all ordinamento dell amministrazione e predisposto (o aggiornato per le amministrazioni che erano già tenute a redigere o ad aggiornare il Dps in base alla previgente disciplina) al più tardi entro il 30 giugno 2005 (art. 6, decreto legge del 9 novembre 2004, n. 266 che modifica l articolo 180 del Codice). Decorso il periodo transitorio connesso all entrata in vigore del Codice, secondo quanto precisato dal Garante nel parere del 22 marzo 2004, e, quindi a partire dal 2006, il termine per aggiornare annualmente il Dps 17
20 LA DIRETTIVA DEL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DEL 11 FEBBRAIO 2005 rimarrà fissato alla scadenza del 31 marzo di ogni anno, come dispone la regola tecnica n. 19 dell Allegato B) al Codice. Le amministrazioni che per obiettive ragioni di natura tecnica non possono, in tutto o in parte, applicare entro il 30 giugno 2005 le misure minime introdotte dalla nuova disciplina con riferimento agli elaboratori elettronici e ai programmi utilizzati possono avvalersi di un termine più ampio per l adeguamento (30 settembre 2005, secondo quanto dispone l art. 6 del decreto legge citato), purché predispongano un documento, avente data certa, nel quale sono descritti tali impedimenti tecnici e lo conservino presso la propria struttura. Nell attesa di adeguare la propria dotazione tecnologica, l amministrazione è però tenuta ad adottare ogni possibile misura di sicurezza in relazione agli strumenti elettronici detenuti, in modo da evitare i rischi, indicati dall articolo 31 del Codice, di distruzione, perdita, anche accidentale, dei dati, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta. 5. Accesso ai dati e accesso ai documenti 5.1 Accesso ai dati personali È opportuno rammentare alcuni elementi di rilievo introdotti dal Codice in materia di accesso ai dati personali. Com è noto, il Codice riconosce all interessato vari diritti nei confronti delle pubbliche amministrazioni che trattano i suoi dati personali, tra cui, in particolare, il diritto di accedere ai dati che lo riguardano, di ottenerne l aggiornamento, la rettificazione, l integrazione, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco se trattati in violazione di legge, di opporsi al trattamento per motivi legittimi (art. 7). Per esercitare tali diritti l interessato deve presentare una richiesta all amministrazione titolare del trattamento (o al responsabile, qualora l amministrazione si sia avvalsa di tale facoltà) senza particolari formalità (art. 9). La richiesta, se non fa riferimento ad un particolare trattamento o a specifici dati o categorie di dati personali, deve ritenersi riferita a tutti i dati personali che riguardano l interessato comunque trattati dall amministrazione (art. 10) e può riguardare anche informazioni di tipo valutativo, salvo per quanto attiene alla loro rettifica o integrazione (art. 8, comma 4). L amministrazione destinataria della richiesta è tenuta a fornire un riscontro compiuto ed analitico all interessato nel termine di 15 giorni dal suo ricevimento, ovvero di 30 giorni, dandone comunicazione all interessato, se le operazioni necessarie per un integrale riscontro sono di particolare complessità o se ricorre altro giustificato motivo (art. 146). Il riscontro può essere fornito anche oralmente, tuttavia, in presenza di una specifica istanza, l amministrazione è tenuta a trasporre i dati su supporto cartaceo o informatico o a trasmetterli all interessato per via telematica (art. 10). Si esortano pertanto le amministrazioni a predisporre idonei meccanismi e procedure volti a dare piena attuazione alle disposizioni del Codice in materia di accesso ai dati, in modo da agevolare l accesso da parte degli interessati alle informazioni che li riguardano, anche attraverso l impiego di appositi programmi per elaboratore finalizzati ad una accurata selezione dei dati relativi a singoli soggetti, e da semplificare le modalità e ridurre i tempi per il riscontro agli interessati anche nell ambito degli uffici per le relazioni con il pubblico. 18