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Timestamp: 2020-05-27 04:48:03+00:00
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Cassazione I civile n. 14081 del 2.4.2009 dep 17.7.2009 - testo integrale Sentenza
Cassazione I civile n. 14081 del 2.4.2009 dep 17.7.2009
Divorzio · assegno · quantificazione · determinazione · reddito · impoverimento · casa coniugale
"Peraltro la motivazione della sentenza appare insufficiente e contraddittoria relativamente alla lo quantificazione dell'assegno di mantenimento, per un verso non avendo tenuto conto dell'aggravio di costi, al fine di mantenere il tenore di vita anteriore alla separazione, derivante alla ... dalla necessita' di prendere una casa in affitto. "
con ricorso depositato il 30 gennaio 1997, chiedeva al tribunale di Larino di pronunciare la sua separazione personale dal ... ...A. - col quale aveva contratto matrimonio nel 1973 - con addebito al ..., l'affidamento a se' del figlio minore, l'assegnazione della casa coniugale e l'imposizione a carico del ... di un assegno di mantenimento per se' ed i figli di lire 4.000.000 mensili.
Nel contraddittorio fra le parti il tribunale, con sentenza 23 marzo 2004, pronunciava la separazione senza addebito, ponendo a carico del marito un assegno di euro mille in favore della moglie. Rigettava ogni altra domanda. Il ... proponeva appello, chiedendo la riduzione dell'assegno posto a suo carico per il mantenimento della moglie ad euro 500,00 mensili, tenuto conto che essa godeva di un reddito proprio, facendo la badante per persone anziane.
La ... proponeva appello incidentale chiedendo un assegno di euro duemila mensili. La Corte di appello di Campobasso, con sentenza depositata il giorno 11 agosto 2005, notificata il 22 novembre 2005, rigettava entrambi gli appelli.
La ... proponeva ricorso a questa Corte, con atto notificato il 20 gennaio 2006 con il quale formulava tre motivi. Il ... resisteva con controricorso e ricorso incidentale notificati il 24 febbraio 2006. Entrambe 1e parti hanno depositato memorie.
Motivi della decisione 1 Riguardando i ricorsi la stessa sentenza vanno riuniti per essere decisi unitariamente ai sensi dell'art. 335 c.p.c.
2 Con il primo motivo del ricorso principale si denuncia la violazione dell'art. 161 c.p.c., per essere stata la sentenza sottoscritta dal solo presidente e non anche dal giudice estensore.
Il motivo e' infondato, risultando la sentenza impugnata sottoscritta sia dal presidente che dal giudice estensore, con firme affiancate e chiaramente leggibili.
3 Con il secondo motivo si denuncia la nullita' della sentenza deducendosi che il collegio avrebbe deciso la causa nonostante mancasse il fascicolo di parte di essa ricorrente nel primo grado, restituito dal tribunale di Larino solo in data successiva e senza invitare le parti a precisare le conclusioni. Infatti la Corte d'appello in tal modo non ha potuto decidere la causa, decidendo sull'appello, vagliando i documenti prodotti nel grado precedente.
Il	motivo	presenta ... di	parziale inammissibilita', per non avere il ricorrente indicato specificamente quali documenti decisivi contenesse il fascicolo, oltre a risultare, sotto ogni aspettof infondato.
Premesso che l'onere di depositare in appello il proprio fascicolo relativo al primo grado incombe sulla parte interessata e quindi il suo mancato deposito non puo' dar luogo a nullita' della sentenza di secondo grado, nel caso di specie la sentenza del tribunale fu depositata nel marzo 2004 e l'udienza di prima comparizione in appello si tenne il 10 maggio 2005, ad oltre un anno di distanza. Risulta dagli atti che, comunque, in tale udienza, fu concesso un rinvio per tale produzione all'udienza del 12 luglio 2005 in cui, con valutazione discrezionale ed incensurabile in questa sede, il collegio si riservo' la decisione senza concedere un ulteriore rinvio. Non avendo le parti, in tale udienza, formulato nuove conclusioni, rimasero ferme quelle in precedenza assunte, senza chei anche sotto tale profilo, possa ritenersi verificata alcuna nullita', tenuto conto che nei procedimenti di natura contenziosa che si svolgono con il rito camerale„, (quale il giudizio di appello in materia di separazione personale), caratterizzati da esigenze di celerita' e semplicita' di forme, non sono applicabili (da ultimo Cass. 12 gennaio 2007, n. 565) gli artt. 189 e 190 c.p.c.	disposizioni proprie del processo di cognizione ordinario - cosicche' non era necessaria la 5 fissazione di un'udienza per la precisazione delle conclusioni.
4 Con il terzo motivo si denunciano la violazione dell'art. 156 cod. civ. e vizi motivazionali perche' la Corte di appello avrebbe respinto, senza adeguata motivazione (fondata unicamente sulla produzione delle denunce dei redditi), la richiesta d'indagini a mezzo della polizia tributaria sui redditi del ...	ed avrebbe motivato in modo parimenti inadeguato in ordine alla misura dell'assegno in relazione alla circostanza che essa ricorrente si era sposata a tredici anni e si era dedicata interamente, sino alla separazione, al lavoro casalingo e all'azienda del .... Si deduce al riguardo che, essendo stata la ricorrente durante il matrimonio una casalinga, l'accordo tacito in proposito fra i coniugi, come ritenuto dalla giurisprudenza, deve essere tenuto presente nella quantificazione dell'assegno di separazione, che deve garantire il tenore di vita goduto durante il matrimonio a prescindere dalla possibilita' d'intraprendere un'attivita' lavorativa: tenore di vita non garantito dall'assegno di euro mille mensili, dovendo la ricorrente procurarsi un alloggio per essere stata esclusa l'assegnazione della casa coniugale. Al riguardo si deduce che la casa coniugale si trova in un immobile a piu' piani interamente di proprieta' del 6 ..., che abita al primo piano con la nuova compagna, cosicche' l'abitazione coniugale poteva esserle assegnata quale componente dell'assegno (anche se nessun figlio abita con la ricorrente), tanto piu' che vi era stata l'acquiescenza del ... a tale assegnazione. Si deduce che, altrimenti, doveva tenersi conto della privazione di detto alloggio nella quantificazione dell'assegno di mantenimento.
Il motivo e' fondato nei sensi appresso indicati.
Quanto al mancato accoglimento della richiesta d'indagini a mezzo della polizia tributaria sui redditi del ..., va considerato che anche in materia di separazione dei coniugi deve ritenersi applicabile in via analogica la norma dell'art. 5, coma 9, della legge n. 898 del 1970, come modificato dall'art. 10 della legge n. 74 del 1987, il quale prevede, in tema di riconoscimento e quantificazione dell'assegno divorzile, che "in caso di contestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi e patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria" (Cass. 17 maggio 2005, n., 10344; 21 giugno 2000, n. 8417). Peraltro l'esercizio di tale potere rientra nella discrezionalita' del giudice di merito, che non e' tenuto ad avvalersene ove ritenga provata compiutamente "aliunde" la situazione economica delle parti (Cass. 28 7 aprile 2006, n. 9861), ma ove non se ne avvalga non puo' rigettare le domande ... per la mancata dimostrazione della situazione economica delle parti. Nel caso di specie la Corte di appello ha respinto la richiesta d'indagini a mezzo della polizia tributaria affermando che "agli atti e' allegata una cospicua documentazione redditi del patrimoniale, costituita: dalle dichiarazioni dei , da cui emerge la sua situazione anche di natura immobiliare, dal ... movimento dei conti bancari dello stesso, dallo statuto e dalla situazione patrimoniale della societa'". Ha pertanto ritenuto che tale documentazione fosse del tutto sufficiente "per una completa conoscenza" della situazione	economica	del ...
Cio'	rende adeguatamente motivato e non arbitrario il rigetto della richiesta d'indagini a mezzo della polizia tributaria, con conseguente infondatezza del relativo profilo del motivo, tenuto anche conto che in tema di separazione	fra	i	coniugi,	al	fine	della quantificazione	dell'assegno	di	mantenimento,la valutazione delle condizioni economiche delle parti non richiede la determinazione dell'esatto importo dei redditi posseduti attraverso rigorose analisi contabili e finanziarie, essendo sufficiente un'attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi (Cass. 5 novembre 2007, n.23051).
Quanto ai restanti profili, va considerato che, a a norma dell'art. 156 cod. civ., al coniuge al quale non sia addebitabile la separazione deve essere attribuito un assegno tendenzialmente idoneo ad assicurargli un tenore di vita analogo a quello che aveva prima della separazione, ove non fruisca di redditi propri idonei a conservarglielo, sempre che la situazione economica del coniuge nei cui confronti venga proposta la domanda lo consenta. consenta. A tal fine il giudice del merito deve previamente accertare quale fosse il tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale, desumendolo in via presuntiva sulla base della situazione economica complessiva dei coniugi, e, successivamente, deve accertare la situazione economica di ciascun coniuge. Quindi, ove la situazione economica del coniuge richiedente risulti tale da non consentirgli di mantenere il tenore di vita goduto prima della separazione, deve porre a carico dell'altro un assegno che tendenzialmente glielo consenta, tenuto conto che dalla separazione derivano maggiori spese complessive ed anche al coniuge onerato deve essere consentito di tenere un tenore di vita tendenzialmente analogo a quello goduto prima della separazione.
Nel caso di specie la sentenza impugnata, dopo avere ... affermato che	"dagli atti di causa sono emersi elementi piu' che sufficienti per determinare come elevata la capacita' reddituale del ... " accertata sulla base di "libretti bancari, allegati agli atti, ove figurano transitare diverse centinaia di milioni" e sulla base dell'"acquisto d'immobili effettuata dal ... dopo avere affermato che "tali elementi denotano da una parte la disponibilita' d'ingenti somme, sia pure per l'attivita' commerciale e, dall'altra, capacita' di risparmio per l'acquisto d'immobili, che non puo' trovare altra spiegazione se non nella elevata ... ha redditivita' dell'attivita' lavorativa del confermato un assegno di mantenimento per la moglie di mille euro mensili, negandole l'assegnazione della casa coniugale, cosicche' la stessa, non risultando proprietaria di altra casa, si e' trovata nella condizione di doverne prendere una in affitto.
Vero e' che esattamente la Corte di appello ha negato l'assegnazione della casa coniugale alla odierna ricorrente, non ricorrendone i presupposti, sia alla stregua del vecchio testo dell'art. 155 cod. civ., sia alla stregua del vigente art. 155 quater cod. civ., giacche' con essa non convive alcun figlio (Cass. 24 luglio 2007, n. 16398; 22 marzo 2007, n. 6979). Peraltro la motivazione della sentenza appare insufficiente e contraddittoria relativamente alla lo quantificazione dell'assegno di mantenimento, per un verso non avendo tenuto conto dell'aggravio di costi, al fine di mantenere il tenore di vita anteriore alla separazione, derivante alla ... dalla necessita' di prendere una casa in affitto. Per altro verso ... essendo contraddittorio avere ritenuto che il godesse di uun'elevata capacita' reddituale" rilevabile dai libretti bancari, dai quali transitavano diverse centinaia di milioni di lire0 e dall'acquisto d'immobili, con la conseguenza che la	godeva prima della separazione di un tenore di vita elevato, a ed avere poi ritenuto congruo un assegno di mantenimento di euro mille, che certamente non puo' garantirle l'elevato tenore di vita presuntivamente goduto prima della separazione, dovendo essa pagare anche un affitto per l'abitazione e non risultando accertati redditi propri che le consentano d'integrare l'assegno.
Ne deriva l'accoglimento del motivo nei sensi indicati e, per le ragioni che conducono a tale accoglimento, l'assorbimento del ricorso incidentale, con il quale si denuncia una carenza assoluta di motivazione in ordine alla quantificazione dell'assegno.
La sentenza va pertanto cassata, con rinvio alla Corte di appello di Napoli che decidera' anche sulle spese del ... de• giudizio di cassazione.
La Corte di cassazione Riunisce i ricorsi. Rigetta il primo e il secondo motivo del ricorso principale. Accoglie il terzo nei sensi indicati in motivazione. Dichiara assorbito il ricorso incidentale. Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla Corte di appello di ... In caso di diffusione del presente provvedimento vanno omesse le generalita' di e ....
Cosi' deciso in Roma il 2 aprile 2009, nella camera di consiglio della prima sezione civile.
Il Consigliere estensore	Il Presidente ...T.
Divorzio Assegno Quantificazione Determinazione Reddito Impoverimento Casa coniugale
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