Source: http://www.migratoria.it/tag/nuovo/page/2/
Timestamp: 2018-03-20 19:39:40+00:00
Document Index: 61946534

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 31', 'art. 46', 'art. 16', 'art.17', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 9']

nuovo Archives - Pagina 2 di 8 - Migratoria.it - Caccia Tradizione Natura - Video di caccia
Posts tagged "nuovo" (Page 2)
Federcaccia Piemonte ha presentato un nuovo ricorso al TAR contro Regione Piemonte, questa volta in riferimento all'art. 38 della l.r.26 del 22 dicembre 2015 "Razionalizzazione dei comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA)", con cui l'assessore Giorgio Ferrero ha dato via al progetto di riduzione ed accorpamento di detti enti.
Va subito precisato come non si tratti di ridefinizione dei confini di ambiti e comparti, ma solo di riduzione dei loro Comitati di Gestione che dovrebbero passare dagli attuali 38 (21 ATC e 17 CA) a poco più della metà.
Il mondo venatorio era subito insorto, anche perché il tentativo della Regione penalizzava le associazioni venatorie, favorendone alcune a discapito di altre, FIDC in testa, inserendo in più delle norme che creavano odiose discriminazioni ai danni dei cacciatori nel loro complesso.
Nemmeno i presunti "risparmi" in termini di costo cui ha sempre fatto riferimento l'assessore per giustificare l'operazione si potrebbero realizzare perché, come si legge nel ricorso che qui vi alleghiamo integralmente, semmai questi aumenterebbero in virtù di maggiori rimborsi spese cui andrebbero incontro gli enti di gestione, costringendo inoltre i componenti dei Comitati di Gestione ad un aggravamento dei loro compiti.
Esiste anche un'urgenza, e questo perché la Regione ha imposto ai soggetti interessati (associazioni venatorie, agricole, ambientaliste ed enti locali) di designare i loro rappresentanti entro il termine del 19 novembre, mentre la prima camera di consiglio del TAR utile è solo il 30 dello stesso mese, e così Il ricorso FIDC si chiude con la richiesta a mezzo di decreto presidenziale cautelare di sospensione dell'efficacia dei provvedimenti impugnati.
Il Presidente del TAR, come organo monocratico, dovrà quindi esprimersi in pochi giorni, e questo ad evitare, come sostengono i ricorrenti, che i nuovi comitati di gestione vengano costituiti con le nuove regole prima del pronunciamento nel merito del Tribunale Amministrativo, con "…la conseguente frustrazione dell'associazione ricorrente e compressione dei diritti costituzionali di essa."
Va ancora precisato come nella stessa occasione siano stati presentati altri due analoghi ricorsi contro i provvedimenti della Regione, da parte di altre quattro associazioni venatorie (Libera Caccia, Enalcaccia, EPS, ANUU), di un comune (Salice d'Ulzio) e di Comparto Alpino (CACN 4).
I rapporti tra la gran parte del mondo venatorio e la politica piemontese continuano a restare dunque molto tesi, e questo da quando ad occuparsi di caccia è stato chiamato l'astigiano Giorgio Ferrero. La Regione ha già perso quattro ricorsi su quattro, ma l'assessore pare dimostrarsi indifferente alle sentenze sfavorevoli della giustizia amministrativa. (Alessandro Bassignana)
In allegato ricorso di Federcaccia Piemonte
ricorso_Federazione_Italiana_Caccia.pdf
3,675 Visite totali, nessuna visita odierna
Leggi questo articolo	federcaccia, nuovo, piemonte, ricorso
Leggi questo articolo	animalisti, attaccato, CARLO CRACCO, nuovo
Caricato il 11 ottobre 2016 da Albert su Rassegna stampa Nessun commento
Il TULPS non regolava l'esportazione temporanea di armi. Si applicavano quindi le troppo scarne norme dell'art. 31 TULPS e dell'art. 46 del Regolamento.
Essa veniva ufficialmente introdotta dall'art. 16 della legge 110/1975 così formulato:
Nelle operazioni concernenti le armi comuni da sparo di cui al precedente articolo 2 dichiarate per l'esportazione,sono obbligatori la visita doganale e il riscontro della guardia di finanza.
Il rilascio della licenza di polizia per l'esportazione di armi di ogni tipo è subordinato all'accertamento dell'esistenza, nei casi previsti,delle autorizzazioni di competenza di altre pubbliche amministrazioni.
L'esportazione delle armi deve avvenire entro il termine di novanta giorni dal rilascio della licenza,salvo l'esistenza di giustificati motivi. A tal fine, il titolare della licenza di polizia deve esibire all'autorità che ha rilasciato la licenza la bolletta di esportazione, ovvero copia di essa autenticata o vistata dall'autorità medesima.
Il contravventore all'obbligo di cui al precedente comma è punito a norma dell' art.17 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n.773, e successive modificazioni.
Con decreto del ministro per le finanze, di concerto col ministro per l'interno,da pubblicarsi nella gazzetta ufficiale, sono determinate le modalità per assicurare l'effettiva uscita dal territorio dello stato delle armi destinate all'esportazione, nonché quelle per disciplinare l'esportazione temporanea,da parte di persone residenti in Italia, di armi comuni da sparo per uso sportivo o di caccia.
Con decreto del ministro per l'interno, sentito il ministro per i beni culturali,da pubblicarsi nella gazzetta ufficiale,sono determinate le modalità relative alla temporanea esportazione di armi antiche, artistiche, rare o comunque aventi importanza storica ai fini di mostre e scambi culturali.
Il primo decreto ad essere pubblicato fu il DM 9 agosto 1977 relativo alla esportazione temporanea di armi antiche (quelle artistiche e rare sono esistite solo sulla carta): La domanda va presentata al questore della provincia in cui si trovano le armi e occorre munirsi anche dell’autorizzazione dell’Ufficio Esportazione del Ministero dei beni culturali il quale stabilisce anche il termine entro cui le armi devono rientrare. Il rilascio della licenza del Questore viene comunicata alla Sovrintendenza per i beni culturali competente per territorio..
Le norme relative alla esportazione temporanea delle armi comuni furono emanale con il DM 28 novembre 1978, integrato poi con il DM 16 marzo 1979 e con il DM 30 ottobre 1996 nr. 635 (ora tutte abrogate dal DECRETO ministeriale 14 settembre 2016) e stabilivano:
5. Le persone residenti in Italia che intendono esportare temporaneamente, al proprio seguito, armi da sparo per uso sportivo debbono munirsi della apposita dichiarazione conforme all'allegato A, rilasciata dalla Federazione italiana tiro a volo o dalla Unione italiana di tiro a segno, vistata dal questore della provincia donde partono le armi.
La dichiarazione di cui al comma precedente deve essere esibita all'ufficio di pubblica sicurezza di frontiera che vi attesta l'effettiva uscita delle armi dal territorio nazionale con l'indicazione della relativa data.
L'esportazione temporanea di cui ai commi precedenti è consentita nei limiti di tre armi e di mille cartucce.
5-bis. 1. Non sono soggette ai visti di cui al primo e secondo comma dell'articolo 5, le dichiarazioni rilasciate dalla Federazione italiana tiro a volo o dalla Unione italiana tiro a segno concernenti le persone residenti in Italia, in possesso della carta europea d'arma da fuoco, che intendono esportare temporaneamente, al proprio seguito, armi da sparo per uso sportivo iscritte nella predetta carta. (introdotto nel 1996)
6. Su licenza del questore è consentita ai residenti in Italia la esportazione temporanea, al proprio seguito, di armi per uso di caccia in numero non superiore a tre e di cartucce non superiore a duecento .
Nella licenza debbono essere riportati i dati identificativi delle armi che si intendono esportare.
6-bis. La licenza di cui all'articolo precedente non è richiesta per le persone residenti in Italia, in possesso delle prescritte autorizzazioni per l'esercizio della caccia e della carta europea d'arma da fuoco, che intendono esportare temporaneamente, al proprio seguito, in un altro Stato membro dell'Unione europea armi da caccia iscritte nella predetta carta.
L'esportazione temporanea di cui al comma 1 è consentita nei limiti di tre armi e di mille cartucce. (introdotto nel 1996)
7. Per le operazioni previste dagli articoli 5 e 6 del presente decreto non si applica quanto dispone il secondo comma dell'art. 16 della legge 18 aprile 1975, n. 110.
8. Le autorizzazioni previste dagli articoli 5 e 6 del presente decreto non possono avere validità superiore a novanta giorni ed abilitano l'interessato al trasporto ed alla reimportazione dei materiali entro il termine prestabilito.
9. Non è consentita l'esportazione delle armi di cui l'interessato non dimostri il legittimo possesso, a norma delle vigenti disposizioni legislative e regolamentari.
Ai fini dell'esportazione di armi da caccia il richiedente deve dimostrare di essere in possesso di licenza valida per il porto di tali armi.
10. L'esportazione temporanea e la reimportazione delle armi e delle eventuali munizioni di cui ai precedenti articoli è consentita attraverso tutte le dogane di confine su dichiarazione verbale e presentazione dei titoli autorizzatori di cui agli articoli 5 e 6.
11. Le autorizzazioni di cui agli articoli 5 e 6 del presente decreto debbono essere vistate, al momento della reimportazione, dall'ufficio di pubblica sicurezza del valico di frontiera attraverso il quale i materiali rientrano nel territorio dello Stato e successivamente restituite all'ufficio di pubblica sicurezza e, in mancanza, alla stazione dei carabinieri del luogo in cui le armi e le munizioni sono detenute.
In pratica la regolamentazione è la seguente:
Occorre licenza del questore valida 90 giorni dal rilascio; bisogna avere licenza di caccia rinnovata (requisito illogico; se vado a cacciare all’estero perché devo pagare le tasse in Italia?); per le armi sportive oc¬corre dichiarazione delle federa¬zione a cui si è iscritti re¬lativa alle gare a cui partecipare e alle armi da usare; essa viene vidimata dal questore e vale come licenza di 90 giorni. Le armi (massimo 3 + 200 cartucce da caccia oppure 1000 per tiro sportivo: se sono munizioni per arma corta occorre però chiedere licenza di trasporto fino alla frontiera oltre i 200 colpi! Se si ha licenza di deposito fino a 1500 cartucce per arma corta, se ne possono trasportare 600 pezzi), sia in uscita che in entrata, vanno presentate al posto di polizia di frontiera se si va in paese extracomunitario.
Con il D.to L.vo 1992/527 (seguito poi dal regolamento 1996/635) veniva recepita la direttiva europea sulle armi con la norme sulla Carta Europea.
Questa in sostanza era una licenza di trasporto di armi comuni valida su tutto il territorio della Comunità, visto che le frontiere e le dogane interne non esistevano più. Per il loro porto si devono osservare le leggi dei singoli paesi.
Le armi sono elencate sulla C.E. Per armi da difesa occorre il consenso preventivo dello Stato comunitario di desti¬nazione e transito. Per le armi da caccia o tiro a volo occorre essere muniti di licenza di porto di arma lunga valida in Italia (non è necessario, per quella da caccia, aver pagato le tasse venatorie e neppure il rinnovo annuale). Per le armi sportive non occorre anche una licenza che abiliti al trasporto poiché la C.E. è già una licenza di trasporto. Però la nozione di arma sportiva è solo italiana. Quindi si può trasportare con la C.E. un’arma da difesa se si parteciperà con essa a gare sportive; la questione è stata chiarita dal D. L.vo 121/2013 il quale ha precisato che è sufficiente che l’arma, indipendentemente dalla sua natura, venga esportata “per finalità sportive o di caccia” (in Germania, ad. es. il cacciatore può portare una pistola per il colpo di grazia al selvatico).
Nella C.E. deve essere indicata chiaramente la categoria a cui appartiene l’arma perché in certi paesi è vietato introdurre armi di cat. B.
È consentito esportare armi di difesa, ma per il loro porto nel paese straniero è necessario l'accordo preventivo; come dire che salvo rarissimi casi è inutile pensarci!
Il Regolamento UE n. 258/2012 14-3-2012 su esportazione e importazione armi, entrato in vigore il 30 settembre 2013 ha introdotto regole nuove per l'esportazione temporanea per caccia e tiro verso stati extracomunitari, stabilendo all'art. 9:
1. Le procedure semplificate per l'esportazione temporanea o la riesportazione di armi da fuoco, loro parti e componenti essenziali e munizioni si applicano secondo le seguenti modalità:
a) l'autorizzazione all'esportazione non è richiesta per:
I) l'esportazione temporanea da parte di cacciatori o tiratori sportivi, come parte dei loro effetti personali durante un viaggio verso un paese terzo, purché comprovino alle autorità competenti i motivi del viaggio, in particolare attraverso la presentazione di un invito o altra prova delle attività di caccia o di tiro sportivo nel paese terzo di destinazione, di:
– una o più armi da fuoco,
– loro componenti essenziali, se marcate, nonché loro parti,
– loro relative munizioni, limitatamente a un massimo di 800 cartucce per i cacciatori e a un massimo di 1 200 cartucce per i tiratori sportivi;
II) la riesportazione da parte di cacciatori o tiratori sportivi come parte dei loro effetti personali, dopo l'ammissione temporanea per attività di caccia o di tiro sportivo, a condizione che le armi da fuoco rimangano di proprietà di una persona stabilita al di fuori del territorio doganale dell'Unione e che le armi da fuoco siano riesportate a tale persona;
b) i cacciatori e i tiratori sportivi che escono dal territorio doganale dell'Unione attraverso uno Stato membro diverso dal proprio Stato membro di residenza presentano alle autorità competenti una carta europea d'arma da fuoco di cui agli articoli 1 e 12 della direttiva 91/477/CEE. Nel caso del trasporto aereo, la carta europea d'arma da fuoco è presentata alle autorità competenti del paese in cui gli articoli interessati sono consegnati alla compagnia aerea per il trasporto fuori dal territorio doganale dell'Unione.
I cacciatori e i tiratori sportivi che escono dal territorio doganale dell'Unione attraverso il proprio Stato membro di residenza, possono scegliere di presentare, in luogo di una carta europea d'arma da fuoco, un altro documento considerato valido ai medesimi fini dalle autorità competenti di tale Stato membro;
c) per un periodo non superiore a dieci giorni le autorità competenti di uno Stato membro sospendono la procedura di esportazione o, se necessario, impediscono in altro modo che armi da fuoco, loro parti e componenti essenziali o munizioni lascino il territorio doganale dell'Unione attraverso tale Stato membro, qualora abbiano motivo di sospettare che le giustificazioni presentate da cacciatori o tiratori sportivi non siano conformi alle pertinenti considerazioni e agli obblighi di cui all'articolo 10. In circostanze eccezionali e per motivi debitamente giustificati, il periodo di cui alla presente lettera può essere esteso a trenta giorni.
2. Conformemente alla legislazione nazionale gli Stati membri stabiliscono procedure semplificate per:
a) la riesportazione di armi da fuoco dopo l'ammissione temporanea per la valutazione o l'esposizione senza vendita, ovvero il perfezionamento attivo per la riparazione, a condizione che le armi da fuoco restino di proprietà di una persona stabilita al di fuori del territorio doganale dell'Unione e che le armi da fuoco siano riesportate a tale persona;
b) la riesportazione di armi da fuoco, loro parti e componenti essenziali e munizioni se sono tenute in deposito temporaneo dal momento in cui entrano nel territorio doganale dell'Unione fino alla loro uscita;
c) l'esportazione temporanea di armi da fuoco a scopo di valutazione, riparazione ed esposizione senza vendita, a condizione che l'esportatore dimostri il possesso legittimo di tali armi da fuoco e le esporti in base alle procedure doganali del regime di perfezionamento passivo o di esportazione temporanea.
Il D. L.vo 121/2013, quindi, integrando l'art. 15 della L. 110/1975, ha esteso le ipotesi di esportazione temporanea stabilendo:
Con decreto del Ministro, per le finanze, di concerto col Ministro per l'interno, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, sono determinate le modalità per assicurare l'effettiva uscita dal territorio dello Stato delle armi destinate all'esportazione, nonché quelle per disciplinare l'esportazione temporanea, da parte di persone residenti in Italia, di armi comuni da sparo per uso sportivo o di caccia, ovvero di armi comuni da sparo per finalità commerciali ai soli fini espositivi durante fiere, esposizioni e mostre, valutazione e riparazione.
Non sarebbe stato male se qualcuno avesse immediatamente preso atto del fatto che la Carta Europea dal settembre 2013 autorizza non solo a trasportare le armi in un paese europeo, ma anche verso ogni paese extracomunitario e che il limite di munizioni è ora ufficialmente stabilito in 800 cartucce per i cacciatori e in 1200 cartucce per i tiratori sportivi. Il Ministero nelle sue circolari non ha mai affrontato la questione dei tiratori e cacciatori.
Vengono però meno le strampalate invenzioni ministeriali volte a limitare il trasporto di munizioni per arma corta (200 colpi o 600 colpi a seconda se si ha o meno licenza di deposito!)
Il MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE , con DECRETO 14 settembre 2016, in vigore dal 1° novembre 2016, ha infine regolato l'esportazione temporanea in paesi extraeuropei e l'esportazione temporanea di armi in ambito comunitario:
1. Le persone residenti o domiciliate in Italia che intendono esportare o trasferire in ambito intracomunitario, temporaneamente e al proprio seguito, armi da sparo per uso sportivo e relative munizioni, sono munite della apposita dichiarazione conforme all’allegato A, [Al decreto non è allegato alcun modello!Forse intendevano riferirsi allo all., A del DM 5 giugno 1978, ormai abrogato e sbagliato] rilasciata dalla competente associazione sportiva di tiro riconosciuta o affiliata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) e comunicata al Ministero dell'interno dal Consiglio nazionale del C.O.N.I., o, in alternativa,
Esportazione o trasferimento di armi comuni da sparo e loro parti per finalità commerciali, espositive, per riparazione o valutazione
Il Decreto ha abrogato il DM 24 novembre 1978.
In base alla nuova normativa chi intende esportare o trasferire in ambito intracomunitario, temporaneamente e al proprio seguito, armi da sparo per uso sportivo e relative munizioni, deve ottenere una dichiarazione da una associazione sportiva italiana, da comunicare al Ministero dell'Interno da allegare alla domanda di licenza di esportazione temporanea oppure deve esibire al questore prova dell’attività di tiro sportivo con documenti rilasciati dall’associazione sportiva del Paese di destinazione; all'atto della partenza occorre darne comunicazione ad un uffici o di PS o dei CC. Se si dimostra la necessità, il Questore può autorizzare l'esportazione di più di tre armi e di 1200 cartucce. Per chi ha la Carta Europea basta essere in possesso della dichiarazione di una associazione sportiva italiana o, meglio ancora, del paese di destinazione
Per l'esportazione di armi da caccia, chi non ha la Carta europea deve richieder licenza di esportazione al Questore (massimo 3 armi e 800 cartucce). Chi ha la Carta Europea non ha bisogno di nulla
Per l'esportazione temporanea di armi per altre finalità occorre la licenza del Predetto. La licenza può essere concessa al massimo per 24 mesi. Per uso sportivo o venatorio le licenze del questore sono valide per novanta giorni.
La stramberia del Decreto è di essersi inventato controlli contrari alle norme europee sull'entrata e uscita delle armi dall'Italia: il Ministero dell'Interno non vuole ammettere che le dogane al confine non ci sono più e si inventa che chi parte deve avvertire i Carabinieri che le armi lasciano l'Italia; norma demenziale perché chi ha licenza di porto o di trasporto può girare per l'Italia quanto vuole e non si capisce a che cosa serve che chi parte da Palermo dica che andrà in Austria perché può impiegare sia due giorni che una settimana e può ancora tornare a casa se decide di non espatriare; e può anche andare in Francia passando per Svizzera e Germania!
Il Decreto è completamente illegale, infine, quando si pone in contrasto con il Regolamento Europeo, contrasto voluto perché Il decreto nella intestazione parla di voler regolare le Modalità per assicurare l’effettiva uscita dal territorio dello Stato, mediante l’uscita dal territorio doganale dell’Unione europea, delle armi, loro parti e componenti essenziali e munizioni destinate all’esportazione, ma poi qualcuno ha tagliato delle cose che non gli facevano piacere e dal decreto è sparita la norma che stabilisce per il cittadino la facoltà di usare il sistema della licenza di esportazione o quello della Carta Europea, a suo piacimento e che stabilisce che la Carta Europea consente di viaggiare per l'Europa per recarsi in un paese extracomunitario. E quindi uno non può comunicare nulla all'ufficio di partenza
Quindi il ministero ha voluto non regolare l'esportazione verso paesi extracomunitari, facendo finta che non sia consentita, ignorando però che il Regolamento è direttamente applicabile senza bisogno dei loro decreti e delle loro circolari odi altre invenzioin burocratiche.
In conclusione il regime attuale, in base al Regolamento europeo, obbligatorio per lo stato italiano, che non può modificarlo né con leggi né, tantomeno, con invenzioni ministeriali, è il seguente.
1) La Carta Europea consente il trasporto delle armi iscritte su di essa in Italia e nei paesi comunitari per viaggi in cui si intende praticare caccia o tiro sportivo. Chi va in un altro stato deve essere in grado di motivare il suo viaggio, segnatamente presentando un invito o un'altra prova delle loro attività di caccia o di tiro sportivo nello Stato membro di destinazione: questo è un obbligo a cui è tenuto chi entra in uno Stato; chi esce dall'Italia non deve provare nulla, ed infatti ciò non viene richiesto dal D.to L,vo 1992/527, art. 2.
2) La Carta Europea autorizza al trasporto di 800 cartucce per i cacciatori e 1200 cartucce per i tiratori. Quindi un tiratore autorizzato a detenere fino a 1500 cartucce per arma corta può trasportane in Italia ed esportarne all'estero fino a 1200, per arma lunga o corta. È abolito il limite di 600 colpi fissato "a capocchia" dalla Circolare 557/PAS/14318.10171 (1) del 20 ottobre 2006.
3) La Carta Europea vale anche per esportare armi, nelle stesse condizioni e agli stessi fini, in paesi extracomunitari. L'art. 9 del Reg. 258/2012 dice che si deve comprovare il motivo del viaggio "alle autorità competenti"; la frase è un po' equivoca, ma non si discosta molto dalla frase della Direttiva europea e quindi si deve intendere che si riferisca alle autorità del paese in cui si entrerà. Attenzione: la Carta serve per arrivare al confine doganale dello stato extraeuropeo; poi occorre essere in regola con le loro leggi relative ad importazione, denunzia, porto e trasporto delle armi.
4) I tiratori e cacciatori che escono dal territorio italiano per recarsi in uno stato extraeuropeo possono utilizzare una licenza di esportazione temporanea in luogo della Carta Europea (in genere ciò non sarà conveniente, ma non si possono escludere casi in cui ciò sia necessario od opportuno; ad es. per esportare armi non inserite o inseribili sulla Carta o per armi di una squadra sportiva). La licenza vale solo per l'uscita dall'Italia ed occorre poi provvedere ad essere in regola con gli stati di attraversamento o di destinazione.
5,035 Visite totali, 3 visite odierne
Leggi questo articolo	armi, Esportazione, munizioni, nuovo, regime, temporanea
Marco De Toni nuovo Presidente Nazionale
Nave (BS), 24 maggio 2016 – Cambio al vertice dell’Associazione per la Difesa e la Promozione della Cultura Rurale – Onlus. A seguito delle dimissioni di Andrea Trenti, che da oltre un anno ricopriva il ruolo di Presidente Nazionale dell’Associazione (scelta sofferta e motivata dai numerosi impegni lavorativi) il comitato di gestione di ACR Onlus durante l’ultima seduta ha nominato all’unanimità quale successore Marco De Toni, già consigliere di lungo corso. Cambio anche nel ruolo di vicepresidente, infatti a Maria Cristina Caretta succede Fabio Stefana. Il comitato di gestione ACR ringrzia di cuore il Presidente uscente Andrea Trenti per il lavoro finora egregiamente svolto e fa gli auguri a Marco e Fabio per questa loro nuova e impegnativa attività.
Leggi questo articolo	COMUNICATO STAMPA A.C.R. Onlus, nuovo, presidente
Veneto. Zanoni, Moretti, Guarda e Zottis interrogazione sul nuovo calendario venatorio
“Cosa intende fare la Giunta quest’anno per evitare censure dalla Commissione Europea, dal Governo, dall’Ispra sul Calendario venatorio”?
“Errare è umano, perseverare…. E Non si dica che la Giunta Regionale non era stata avvisata per tempo”. In una dettagliata e alquanto articolata interrogazione i consiglieri regionali veneti Zanoni, Moretti, Guarda e Zottis chiedono alla Giunta regionale del Veneto “cosa intenda fare per evitare di incappare nelle censure della Commissione Europea oltre che nelle critiche dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ispra, nella formulazione del calendario venatorio per la stagione 2016/2017 che ormai dovrebbe essere in dirittura d’arrivo – spiega il Consigliere Zanoni a nome degli altri firmatari – Non possiamo permettere che, anche quest’anno, non si tengano in debito conto le preoccupazioni manifestate da più parti: non dimentichiamo che la Commissione Europea nell’ottobre 2014 ha aperto un caso (Caso EU PILOT 6955/14/ENVI) per la violazione degli articoli 2, 5 e 7 della Direttiva 2009/147/CE contenuta nei calendari venatori approvati da alcune regioni italiane tra le quali il Veneto”. L’esponente ambientalista spiega che “sono molteplici i punti che mettono in discussione la legittimità del calendario venatorio veneto caratterizzato da un notevole anticipo rispetto alla data fissata in altre Regioni – ha proseguito l’esponente del Pd – mentre la Lipu già nel marzo scorso aveva inviato all’assessore regionale alla Caccia una nota in cui avanzava delle proposte al fine di ottemperare alle disposizioni dell’Ispra ma anche per salvaguardare delle specie, come l’Allodola, che si trovano in stato di precarietà proprio in regioni come la Lombardia, il Veneto o l’Emilia Romagna. Non possiamo dimenticare che nel recente passato sono stati riproposti in Veneto tutti i contenuti illegittimi previsti nel precedente calendario censurato dal Governo italiano: non credo sia possibile continuare su questa strada e prorpio per questo chiediamo alla Giunta Regionale e al presidente Zaia di darci una risposta: cosa intende fare quest’anno? Perseverare”?
.ALLEGATI FILE INTERROGAZIONE E LETTERA LIPU.
TESTO DEFINITIVO NUMERATO iri 0172-1 IRI CAL VEN 2016 2017.rtf
LETTERA LIPU A REGIONE calendario venatorio 2016-2017.pdf
Leggi questo articolo	calendario venatorio, GUARDA, INTERROGAZIONE, Moretti, nuovo, zanoni, Zottis