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Timestamp: 2017-10-21 14:12:41+00:00
Document Index: 142560299

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 221', 'art. 6', 'art. 217']

dazi : Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali – The italian council of customs brokers
Newsletter N.18 del 29.07.2013
luglio 29, 2013 scritto da Redazione ·
Progetto CARGO, aggiornate le FAQ
Con comunicato pubblicato sul proprio sito web, l’Agenzia delle Dogane informa che sono operative le funzionalità per il trattamento dei Manifesti delle Merci Arrivate (MMA), dei Manifesti delle Merci in Partenza (MMP) e delle relative rettifiche nell’ambito del sistema CARGO, il quale, come noto, mira ad informatizzare il trattamento dei manifesti merci in arrivo e in partenza ed a consentire il colloquio con gli altri soggetti coinvolti nel processo…
Con le Direttive 42 e 43 del 22 luglio 2013, il Consiglio modifica la direttiva 2006/112/CE sul sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, rispettivamente per quanto riguarda un meccanismo di reazione rapida contro le frodi in materia di IVA e l’applicazione facoltativa e temporanea del meccanismo dell’inversione contabile (“reverse charge”) alla cessione di determinati beni e alla prestazione di determinati servizi a rischio di frodi. Le due direttive partono dall’assunto che le frodi fiscali in materia di IVA provocano notevoli perdite di bilancio e incidono sulle condizioni di concorrenza e, di conseguenza, sul funzionamento del mercato interno. Considerato il fatto che si sono sviluppate di recente forme di frode fiscale improvvisa e massiccia, in particolare attraverso l’utilizzo di strumenti elettronici che facilitano scambi rapidi illeciti su vasta scala, si è reso necessario predisporre dei meccanismi di tutela contro tali fenomeni…
Chiavi di ricerca: Agenzia Dogane, cargo, Consiglio UE, contabilizzazione a posteriori, dazi, iva, Tribunale Primo Grado
Sgravio e contabilizzazione dei dazi: una sentenza dal Tribunale UE
Con sentenza del 19 marzo 2013 (Causa T-324/10), il Tribunale di primo grado dell’UE ha disposto l’annullamento dell’articolo 1, par. 3, della decisione C (2010) 2858 def. della Commissione, del 6 maggio 2010, che aveva negato lo sgravio dei dazi nei confronti di un’impresa importatrice di banane avvalsasi di certificati di importazioni poi risultati falsi, ammettendo invece lo sgravio nei confronti dell’agente doganale tramite il quale essa aveva operato.
La vicenda si riferisce ad una importazione di banane dall’Ecuador effettuata mediante il deposito di 116 dichiarazioni di importazione presso l’ufficio doganale di Anversa (Belgio) tra il 22 giugno 1998 e l’8 novembre 1999. Le dichiarazioni di importazione erano suffragate da 221 certificati di importazione, apparentemente emessi dal Regno di Spagna, che consentivano di importare banane nella Comunità europea, nell’ambito di un contingente tariffario con pagamento di un dazio doganale ridotto di EUR 75 per tonnellata.
Le dogane del Belgio, allertate da una lettera del 1° febbraio 2000 dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) – che segnalava l’utilizzazione di falsi certificati di importazione spagnoli per importare banane nell’UE – scoprivano che anche i certificati di importazione in questione erano falsi.
Con lettera del 26 luglio 2002, veniva di conseguenza ingiunto alla ricorrente e all’agente doganale che aveva effettuato il deposito delle dichiarazioni doganali, il pagamento della somma di EUR 7 084 967,71 per le importazioni di banane risalenti al periodo tra il 1° gennaio 1998 e l’8 novembre 1999, corrispondente all’applicazione di un dazio doganale di EUR 850 per tonnellata importata, ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 2, del regolamento n. 404/93.
In seguito alla contestazione da parte della ricorrente e dell’agente doganale del recupero a posteriori dei dazi doganali loro imposti, le dogane del Belgio trasmettevano gli atti alla Commissione ai fini di una decisione, conformemente agli articoli 871 e 905 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993.
Con decisione C (2010) 2858 def. del 6 maggio 2010, la Commissione accoglieva la contabilizzazione a posteriori dei dazi all’importazione (articolo 1, paragrafo 1) e lo sgravio dei dazi nei confronti dell’agente doganale, ma non nei confronti della ricorrente.
Secondo la Commissione infatti, il ricorrente non aveva dato prova di aver tenuto un comportamento diligente, come richiesto ad un operatore esperto del settore. Pertanto, non le poteva essere riconosciuta l’assenza di negligenza manifesta (il ricorrente, da parte sua, aveva invece sostenuto che il mancato coinvolgimento delle autorità spagnole nella redazione dei certificati di importazione falsi non poteva essere dimostrato con certezza).
Per quanto riguarda l’agente doganale, la Commissione ha ritenuto che egli non avesse commesso né frode né negligenza manifesta e che di conseguenza potesse beneficiare dello sgravio dei dazi all’importazione.
Il tribunale di Primo Grado capovolge le considerazioni della Commissione, precisando che è la Commissione nel caso di specie a non aver dimostrato, e con gli elementi rilevati, che la ricorrente avesse dato prova nella fattispecie di una mancanza di diligenza. Spetta infatti alla Commissione dimostrare l’assenza di diligenza della ricorrente e, pertanto, la sua negligenza manifesta, tenendo conto della complessità delle norme il cui inadempimento ha fatto sorgere l’obbligazione doganale, nonché dell’esperienza professionale e della diligenza dell’operatore (vengono citate in proposito le sentenze Söhl & Söhlke, C‑48/98 e Paesi Bassi/Commissione, C‑156/00). Di conseguenza lo sgravio dei dazi va ammesso nei confronti anche della ricorrente.
Tribunale – 2013 – Causa T301_10 – Ricorso – 11.08.2010
Tribunale – 2013 – Causa T301_10 – Sentenza – 19.03.2013
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Chiavi di ricerca: contabilizzazione a posteriori, dazi, Tribunale Primo Grado
Dazi soggetti a recupero: prima va effettuata la contabilizzazione e poi la comunicazione al debitore
Con sentenza della Seconda Sezione del 28 gennaio 2010 (Causa C-264/08), la Corte di Giustizia UE precisa che l’art. 221, n. 1, del codice doganale comunitario, deve essere interpretato nel senso che la «contabilizzazione» dell’importo dei dazi da recuperare va distinta dall’iscrizione dei dazi registrati nella contabilità delle risorse proprie prevista dall’art. 6 del regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 22 maggio 2000, n. 1150.
Dal momento che l’art. 217 CDC non prescrive modalità pratiche per effettuare tale contabilizzazione, essa deve essere effettuata in modo tale da assicurare che l’autorità doganale competente iscriva l’importo esatto dei dazi all’importazione o dei dazi all’esportazione risultante da un’obbligazione doganale nei registri contabili o su qualsiasi altro supporto in loro luogo, per consentire in particolare che la contabilizzazione degli importi interessati sia effettuata con certezza, anche nei confronti del debitore.
La comunicazione al debitore da parte dell’autorità doganale dell’importo dei dazi dovuti può essere validamente effettuata solo se l’importo di tali dazi è stato preliminarmente contabilizzato dalla suddetta autorità. Gli Stati membri coimunque, non sono tenuti ad adottare norme di procedura specifiche circa le modalità secondo le quali deve aver luogo la comunicazione al debitore dell’importo di tali dazi, dal momento che a detta comunicazione possono essere applicate norme di procedura interne di portata generale che garantiscano un’informazione adeguata del debitore e gli consentano di assicurare, con piena cognizione di causa, la difesa dei suoi diritti.
Allegati: Corte – 2010 – Causa C264_08 – Causa – 27092008, Corte – 2010 – Causa C264_08 – Sentenza – 11032010
Chiavi di ricerca: cdc, codice doganale comunitario, corte giustizia europea, dazi, euratom