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Timestamp: 2018-07-16 00:29:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 96', 'art. 1', 'art. 2425', 'art. 96', 'art. 1', 'art. 96', 'art. 156', 'art. 1', 'art. 96']

Novità fiscali del 31 marzo 2008. In evidenza: agenti di commercio: IRAP non dovuta se il contribuente dimostra la mancanza del suo presupposto impositivo; Soggetti IRES: deducibilità degli interessi passivi | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 31 marzo 2008. In evidenza: agenti di commercio: IRAP non dovuta se il contribuente dimostra la mancanza del suo presupposto impositivo; Soggetti IRES: deducibilità degli interessi passivi
1) Cartelle di pagamento: Le istruzioni per la rateazione
2) Agente di commercio: Irap non dovuta se il contribuente dimostra la mancanza del suo presupposto impositivo
3) Lo scudo fiscale ferma le inchieste penali
4) Soggetti Ires: Deducibilità degli interessi passivi
5) Prevenzione e contrasto all’evasione – Anno 2008 – Indirizzi operativi in materia di contenzioso tributario
6) Deduzioni e detrazioni per spese relative all’acquisto di medicinali: Chiarimenti
Con la direttiva di gruppo inviata il 27/3/2008, Equitalia ha fornito alle 31 società partecipate istruzioni sulle novità introdotte dal decreto “milleproroghe” in materia di rateazione delle somme iscritte a ruolo.
Le società del gruppo Equitalia potranno concedere la dilazione dei pagamenti fino a un massimo di 72 rate.
La concessione della rateazione viene comunque subordinata all’accertamento, da parte dell’agente della riscossione, dell’esistenza di una temporanea situazione di obiettiva difficoltà.
E’ necessario, a tale riguardo, che chi richiede la rateazione esponga, inizialmente, le ragioni che determinano la situazione di difficoltà finanziaria.
Il contribuente è tenuto a fornire idonea documentazione all’agente della riscossione.
L’accertamento della situazione di temporanea difficoltà finanziaria sarà effettuata in modo semplificato per gli importi fino a 10 mila euro.
Invece, per i debiti che superano i 50 mila euro, così come confermato dal cd. decreto milleproroghe, convertito con la L. n. 31/2008, sarà necessaria la prestazione di una garanzia (polizza fideiussoria, fideiussione bancaria, fideiussione rilasciata dai confidi, ipoteche).
– non determina revoca misure cautelari adottate:
– non inibisce adozione di nuove azioni cautelari,
– preclude nuove azioni esecutive e sospenda procedure esecutive adottate
Esame dell’istanza
Per qualunque importo dovrà essere accertata l’esistenza della temporanea difficoltà
Condizioni temporanea difficoltà
– Carenza temporanea di liquidità finanziaria:
Stato di crisi aziendale
– Trasmissione ereditaria dell’obbiigazione iscritta a ruolo
– Contestuale scadenza di obbligazioni pecuniarie
– Precaria situazione reddituale
Limite minimo di importo della rata
100 euro, derogabile esclusivamente in particolari situazioni di comprovata indigenza
Importo uguale per tutte, tranne per la prima in cui dovranno essere pagati dei debitore gli interessi di mora, aggi di riscossione, spese per le procedure di riscossione coattiva, iscrizione e revoca del fermo amministrativo eventualmente iscritto e diritto di notifica cartella di pagamento
Importi fino a 50.000 euro
Non c’è obbligo di garanzia ma si deve accertare la temporanea obiettiva difficoltà
Importi fino a 2.000 euro
Dilazione concessa sempre fino a massimo 18 rate a semplice richiesta dei
Importi tra 2.000 e 10.000 euro
Accertamento semplificato per la concessione della dilazione
Importi superiori a 50.000 euro
Garanzia o polizza fideiussoria, concessione di Ipoteca
Occorre prestare attenzione anche alla circostanza che il debitore perde il beneficio della rateazione se non paga la prima rata o, successivamente, due rate.
Infine, il mancato accoglimento dell’istanza di rateazione va congruamente motivato, affinché il debitore possa, entro dieci giorni, impugnarlo al Tribunale amministrativo regionale.
(Nota Equitalia del 28/3/2008)
E’ necessaria la presenza di un’organizzazione, riscontrabile ogni qualvolta il professionista (nel caso di specie si è trattato di un agente di commercio) si avvalga – in modo non occasionale – di lavoro altrui, o impieghi beni strumentali eccedenti, per quantità o valore, il minimo comunemente ritenuto indispensabile per l’esercizio dell’attività, costituendo indice di tale eccedenza, tra l’altro, l’avvenuta deduzione dei relativi costi ai fini IRPEF e IVA, ed incombendo al contribuente che agisce per il rimborso dell’imposta, indebitamente versata, l’onere di provare l’assenza di tali condizioni.
Si tratta, quindi, di una sentenza particolarmente importante per i contribuenti, che interessa sia i professionisti sia gli agenti di commercio (che, fiscalmente, sono, invece, considerati imprenditori).
Pertanto, non si ha presupposto ai fini Irap, e, quindi, non è dovuta tale imposta regionale, se vengono utilizzati solo collaboratori occasionali (ad es. i compensi pagati fino a 5.000 euro, che sono pure esclusi da contribuzione Inps).
Il modo per dimostrarlo è dato dalla stessa dichiarazione dei redditi.
Infatti, nel modello unico vengono indicati nei vari righi i dati analitici delle spese effettuate.
(Sentenza Cassazione civile 21/03/2008, n. 7734, notizia pubblicata in Ipsodaily – Quotidiano Ipsoa del 28/3/2008)
È stata resa nota la lista dei soggetti titolari di conti corrente nel in Liechtenstein.
Tuttavia, le attività di accertamento e quelle di rilevo penale non potranno essere portate avanti immediatamente, ma occorrerà verificare se eventualmente tali soggetti hanno fruito dello “scudo fiscale”.
Infatti, va rilevato come fosse possibile procedere alla emersione delle ricchezze detenute all’estero nel 2001 mediante:
– “regolarizzazione”;
– “rimpatrio”.
Nel primo caso, il contribuente si limitava a denunciare le ricchezze detenute all’estero, senza però rimpatriarle.
Conseguentemente, tali capitali figureranno nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, con la conseguenza che tali soggetti evidentemente sono noti al Fisco che ha contezza dei dati indicati in dichiarazione.
La seconda tecnica indicata (“rimpatrio”) poteva realizzarsi mediante il trasferimento dei fondi ad un intermediario italiano, anche eventualmente lasciandoli all’estero.
In tal caso non era necessario compilare il quadro RW.
(Il Sole 24 Ore del 28 marzo 2008, pag. 33 di Marco Piazza)
La Finanziaria 2008, ha introdotto la nuova disciplina in materia di deducibilità di interessi passivi.
La nuova formulazione dell’art. 96 del Tuir (operata dall’art. 1 co. 33 lett. i) della legge 244/07) ha stravolto il sistema previgente introducendo 2 limitazioni:
– gli interessi passivi e gli oneri assimilati sono deducibili fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati;
– la parte di interessi passivi eccedente gli interessi attivi è deducibile nei limiti dell’importo derivante dal seguente calcolo:
Calcolo per la deducibilità massima degli interessi passivi
Eccedenza deducibile massima (1)
30% × Risultato operativo lordo (2)
ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali
canone di locazione finanziaria sui beni strumentali
(1) Quota deducibile riferita alla parte di interessi passivi eccedente gli interessi attivi ed i proventi assimilati.
(2) Per risultato operativo lordo (Rol) si intende la differenza tra il valore e i costi della produzione di cui al co. 1 lett. a) e b) dell’art. 2425 C.c. (A – B).
Riepilogo Interessi passivi deducibili:
Fino a concorrenza degli
Oltre: 30% del risultato operativo lordo
Deducibile nei periodi d’imposta successivi
A) Valore della
Variazione delle rimanenze in corso di lavorazione
d) trattamento di quiescenza
11) variazioni delle rimanenze i materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;
Ai sensi dell’art. 96 co. 5 del Tuir, le nuove disposizioni in materia di deducibilità degli interessi passivi si applicano alla generalità dei soggetti Ires con l’esclusione:
– delle banche e degli altri soggetti indicati nell’art. 1 del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 87, con l’eccezione delle società che esercitano in via prevalente o esclusiva l’attività di assunzione di partecipazioni in società esercenti attività diversa da quella creditizia o finanziaria;
– delle società capogruppo di gruppi bancari e assicurativi;
– delle società consortili costituite per l’esecuzione unitaria, totale o parziale dei lavori ai sensi dell’art. 96 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554;
– delle società di progetto costituite ai sensi dell’art. 156 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163;
– delle società costituite per la realizzazione e l’esercizio di interporti di cui alla legge 4 agosto 1990, n. 240;
– delle società il cui capitale sociale è sottoscritto prevalentemente da enti pubblici che costruiscono o gestiscono impianti per la fornitura di acque, energia, teleriscaldamento, nonché impianti per lo smaltimento e la depurazione.
Ai sensi dell’art. 1 co. 34 della legge 244/07, si applicano dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 (e, quindi, dal 2008, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare).
Decorre, invece, dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 la previsione secondo cui le eccedenze del «risultato operativo lordo» non utilizzate ai fini della deducibilità degli interessi possono essere riportate agli esercizi successivi.
Infine, il «nuovo» art. 96 prevede un’apposita disciplina transitoria per il passaggio dal previgente al nuovo regime: per il primo e il secondo periodo d’imposta di applicazione della nuova disciplina per i soggetti Ires, il limite di deducibilità è aumentato rispettivamente: