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Timestamp: 2020-04-04 10:17:37+00:00
Document Index: 43590208

Matched Legal Cases: ['art. 1923', 'art. 11', 'art. 1923', 'art. 1923', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 66']

Polizze / Liquidazione del patrimonio - Forum CRISI D'IMPRESA E DELL'INSOLVENZA
Polizze / Liquidazione del patrimonio
buongiorno, come si rapportano le polizze pensione e polizze vita con le procedure di liquidazione del patrimonio? e cosa comportano eventuali riscatti avvenuti in prossimità' della nomina dell'occ?grazie
RE: Polizze / Liquidazione del patrimonio
L'obiettivo comune alle polizze vita e ai versamenti nei fondi pensione è quello di capitalizzare una somma di denaro a scopo previdenziale, in guisa tale da garantire all'assicurato e alla sua famiglia una rendita specifica in caso di vita o di morte. Per i versamenti ai "Fondi pensione" un regime sostanzialmente analogo (con alcune peculiarità) rispetto a quello delineato dall'art. 1923 c.c. per le polizze vita è previsto ai sensi dell'art. 11, comma 7, d.lgs. n. 252 del 2005.
A mente del menzionato art. 1923 c.c., salvo che dietro l'apparente finalità previdenziale non se ne celi una "finanziaria" (ossia speculativa e di investimento), le polizze vita sono impignorabili. Il secondo comma della norma in parola esclude, peraltro, che il divieto si estenda ai premi pagati, i quali, pertanto, rimangono suscettibili di essere attinti da azione revocatoria ordinaria, senza che venga travolta la polizza in sé.
La lettera della legge – che fa riferimento alle somme "dovute", non a quelle "percepite" – parrebbe ridurre l'area dell'impignorabilità alla fase dell'"accumulo" delle somme presso l'assicuratore, non riguardando il divieto, di contro, le somme ormai "liberate" e "corrisposte" ad appannaggio del beneficiario, in virtù di riscatti anticipati.In tal caso, non sembra, d'altronde, giustificarsi, alla stregua dell'art. 1923 c.c., una separazione all'interno del patrimonio del beneficiario tra gli importi percepiti in virtù del riscatto della polizza e quant'altro componga il patrimonio in discorso. Proprio il percepimento delle somme è idoneo a far venire meno, infatti, la funzione previdenziale che è propria del contratto assicurativo.
Ci si trova, pertanto, al cospetto di somme che, in quanto "riscattate", quindi rientranti nella disponibilità del debitore, sono suscettibili di ricadere astrattamente dentro il recinto dei beni della massa attiva della liquidazione ex l. n. 3 del 2012. Infatti, ai sensi dell'art. 14-ter, comma 6, lett. b) di detta legge, le "pensioni" (quindi le somme "targate" dalla natura previdenziale) sono escluse dalla liquidazione nei soli "limiti di quanto occorra" al sovraindebitato "e alla sua famiglia", secondo la misura indicata dal giudice.
In tal senso, qualora le somme disponibili presso l'assicuratore, siano fatte oggetto, attraverso un riscatto anticipato, cronologicamente prossimo all'apertura della liquidazione del patrimonio, di incameramento da parte del sovraindebitato e siano, quindi, da lui trattenute e sottratte ai creditori, ci troviamo dinanzi ad un soggetto che si segnala come "immeritevole", in quanto pone in essere una condotta elusiva dei diritti dei propri creditori.
Ciò nel contesto della liquidazione può rilevare essenzialmente sotto due piani:
il primo attiene a monte all'apertura della liquidazione, che presuppone, a mente dell'art. 14-quinques, "l'assenza di atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni"; il secondo riguarda la concedibilità del beneficio dell'esdebitazione (che ai sensi dell'art. 14-terdecies è esclusa ove siano stati posti in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi (lett. b, comma 2) ) o la sua revocabilità "in ogni momento" ove sia stata accordata nonostante un atto di frode o nonostante la sottrazione o dissimulazione di una parte rilevante dell'attivo.
Viceversa, ancorchè il liquidatore possa esercitare ai sensi dell'art. 14-decies "ogni azione prevista dalla legge finalizzata a conseguire la disponibilità dei beni compresi nel patrimonio da liquidare", detta norma non sembra avere una portata equivalente a quella dell'art. 66 l.fall., dal che consegue che il liquidatore non ha la legittimazione attiva per le c.d. "azioni di massa" , tra cui l'azione revocatoria ordinaria.