Source: http://aidaa-animaliambiente.blogspot.com/2012/02/altre-venti-associazioni-contro-la.html
Timestamp: 2020-06-02 22:27:37+00:00
Document Index: 129448847

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 11']

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE: ALTRE VENTI ASSOCIAZIONI CONTRO LA LEGGE SULLA VIVISEZIONE
ALTRE VENTI ASSOCIAZIONI CONTRO LA LEGGE SULLA VIVISEZIONE
e-mail: comunicazioni@antispec.org
- la protezione dei consumatori prevista all’art. 4 del T.F.U., in base al quale la UE ha in
tale materia competenza concorrente con quella degli Stati membri. Nonché a quanto previsto
agli artt. 6, 168 e 191 del T.F.U., dove si afferma che la UE ha competenza nel completare
l’azione degli Stati membri nella tutela e miglioramento della salute umana, e garantirne un
adeguato livello di protezione.
Infatti, metodi alternativi che in base alla direttiva fossero vietati in alcuni Stati membri
per motivi etici (leggi anche “religiosi”, ad esempio l’utilizzo di cellule staminali umane…), o
commerciali, si potrebbero infatti rivelare più efficaci e sicuri di quelli “tradizionali”;
- il principio di proporzionalità, in quanto tale facoltà, concessa agli Stati membri in base
all’art. 13, è contraria alle regole di concorrenza del mercato interno, e impedirebbe la
diffusione di nuove tecnologie creando disparità e ostacoli alla diffusione di prodotti tra gli Stati
- la libertà di coscienza dei popoli europei, in quanto lede inequivocabilmente i principi
espressi all’art. 10 del T.F.U. (discriminazioni) ed all’art. 10 e 21 della Carta dei diritti
fondamentali (libertà di pensiero, di coscienza, di religione, e ancora di non discriminazione).
Includere nell’insegnamento scolastico o universitario la didattica o la formazione con uso di
animali è una violazione del principio della libertà di coscienza, con conseguente grave
discriminazione per i cittadini che aborriscano tali metodi, non potendosene sottrarre.
- il rispetto delle disposizioni e delle consuetudini degli Stati membri, riconosciuto nell’art. 13
del T.F.U. in merito al benessere degli animali quali esseri senzienti.
- il rispetto della libertà degli Stati membri in tema di ricerca e sviluppo tecnologico, sanciti
dall’art. 4.3 del T.F.U. E’ infatti competenza non esclusiva né concorrente della UE il
legiferare in merito a tali materie.
- l’assenza della clausola di salvaguardia come sopra accennato, e per gli stessi motivi, qualora . uno Stato membro ritenga di non utilizzare la sperimentazione animale ai fini sella salute
dei cittadini o della sanità pubblica, in virtù dell’ esistenza di metodi scientificamente più
- esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e
non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi (v. Nota 4).
- Art. 18.1). Il Ministro della Sanità, con proprio decreto, sentito l’Istituto Superiore di Sanità,
può limitare il numero delle specie di cui all’Allegato I (elenco delle specie
obbligatoriamente da allevamento per la sperimentazione) o il numero delle razze o
categorie all’interno di ciascuna specie (v. Nota 5).
- Art. 18.2).… (c. sopra) … può modificare le linee di indirizzo di cui all’Allegato II
(riguardante le misure per la detenzione degli animali negli stabulari) per tener conto
dei progressi tecnologici (v. Nota 6).
- Art. 18.3). …. (c. sopra) … adotta con proprio decreto misure più rigorose nell’utilizzazione
degli animali negli esperimenti (v. Nota 7).
3) Inserimento del disposto della Legge 281 del 1991, art. 2 commi 3,7,8,9 e art. 5 comma 4, riguardante il divieto di utilizzare cani e gatti randagi per la sperimentazione, e relative sanzioni.
La direttiva permette all’ art. 11 anche l’utilizzo di cani e gatti randagi o inselvatichiti per la sperimentazione, contrariamente a quanto previsto dalla direttiva precedente.
Peraltro, un divieto in tal senso non è chiaramente espresso negli emendamenti approvati. Infatti, al punto b) degli stessi, il divieto di utilizzare cani, gatti e scimmie antropomorfe esclude i test c.d. “obbligatori” ed altri finalizzati alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte, ma l’emendamento c) vieta di allevarli a tale scopo (con la sola esclusione di primati non appartenenti alle scimmie antropomorfe).
(Principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici).
1. Ai fini dell'attuazione della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai principi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, in quanto compatibili, anche i seguenti principi e criteri direttivi:
b) vietare l'utilizzo di scimmie antropomorfe, cani, gatti e specie in via d'estinzione a meno che non risulti obbligatorio da legislazioni o da farmacopee nazionali o internazionali o non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell'uomo o delle specie coinvolte, condotte in conformità ai principi della direttiva 2010/63/UE, previa autorizzazione del Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità;
5. 012. La XII Commissione.
Approvato Fine del documento.