Source: https://mirate-associati.it/page.asp?num=9&voce=news
Timestamp: 2020-08-15 19:17:34+00:00
Document Index: 44949718

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 2059', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il consenso informato dell'atto medico
Sintesi della relazione svolta dall�avv. Aldo MIRATE al Convegno indetto dall�Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Asti e dall�ASL AT della Regione Piemonte per l�8 maggio 2010.
L�avv. Mirate ha premesso che l�istituto del consenso informato � una materia che ha subito negli ultimi anni una trasformazione concettuale profonda e tumultuosa che ha inciso profondamente su una cultura millenaria, essenzialmente paternalistica, del rapporto medico/paziente; ha poi ricordato i passaggi normativi che hanno segnato le tappe di tale evoluzione (L. 833/78, Convenzione di Oviedo del 1977, artt. 39 e 40 del Codice deontologico del 1978 e art. 30 dell�attuale Codice deontologico).
Ha fatto quindi un excursus sulla rilevanza etico � sociale e deontologica del diritto al consenso informato, quale diritto autonomo correlato a diritti di rilevanza costituzionale (artt. 2 e 13 e 32), la cui violazione pu� essere fonte di responsabilit� civile e penale e pu� pertanto legittimare l�avente diritto al risarcimento del danno (art. 2059 c.c.) e.
Il relatore si � poi soffermato sui requisiti sostanziali che deve rivestire l�informazione quale presupposto per la validit� del consenso al trattamento sanitario richiamando le proprie esperienze professionali e la casistica giurisprudenziale (informazione non generica e burocratica, rapportata al grado di cultura e capacit� di comprensione del paziente; necessit� di illustrazione non solo sullo scopo e sulla natura dell�intervento, ma anche sulle possibili conseguenze e sugli eventuali rischi; necessit� di modulare l�informazione anche in relazione al tipo di intervento; particolarit� della informativa in relazione ad interventi di chirurgia estetica o di odontoiatria dove all�obbligazione di mezzo si accompagna in modo pi� rilevante una obbligazione di risultato, ecc.).
La parte pi� cospicua della relazione ha poi avuto ad oggetto le conseguenze di carattere giuridico � penale che possono conseguire ad una violazione dell�obbligo di informazione da parte del medico secondo i diversi, complessi e spesso contraddittori orientamenti giurisprudenziali che si sono formati in tema di qualificazione giuridica delle condotte illecite (dalla sentenza Sez. Pen. V 21.4.92, Masino, alla sentenza Sez. Pen. I 29.5.2002, Volterrani fino alla sentenza delle Sezioni Unite Penali 18.12.2008,n. 2437); sentenze che hanno, di volta in volta, ritenuto configurabili i reati di omicidio preterintenzionale, omicidio colposo o lesioni volontarie e/o colpose, violenza privata, ecc.
Si � poi lungamente soffermato sulla motivazione addotta dalle S.U. nella sentenza n. 2347 ritenendo che tale approdo giurisprudenziale configuri un corretto equilibrio tra l�esigenza di non svalorizzare la funzione di un consenso validamente ed efficacemente prestato e l�esigenza dell�autolegittimazione dell�attivit� medico-chirugica correttamente prestata.
La presente notizia � stata redatta a cura dell� <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />avvocato Aldo Mirate, in Asti nel mese di settembre 2010.