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Timestamp: 2020-03-29 19:08:22+00:00
Document Index: 37635634

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 52', 'art. 409', 'art. 1', 'art. 545', 'art. 409', 'art. 545', 'art. 12', 'art. 409', 'art. 545', 'sentenza ', 'art. 409', 'art. 409']

﻿ Pignorabilità dei compensi di agenzia
2016-06-24T12:17:00+00:00
Pignorabilità dei compensi di agenzia
Il giudice dell’esecuzione milanese aveva assegnato solamente un quinto dell’importo del quale era a credito un agente nei confronti della mandante. Da questa ordinanza era scaturita da parte dei creditori l’opposizione avverso il provvedimento, del quale chiedevano la revoca, previa sospensione. Respinta la domanda di sospensione, i creditori citarono in giudizio la debitrice e la terza pignorata. Il Tribunale di Milano ha respinto l’opposizione, ritenendo pignorabili il credito in questione nella misura di 1/5 e il giudizio è andata avanti la Corte di Cassazione che con sentenza n. 685 del 18 gennaio 2012 lo ha respinto. Il quesito formulato dai ricorrenti consisteva nello stabilire se “l’istituto della cessione del quinto del compenso da lavoro ed il relativo limite alla pignorabilità nella misura di 1/5” sia o meno applicabile agli agenti di commercio.
Argomenta la Corte, muovendo dal D.Pr. 5 gennaio 1950, n. 180, art. 1, contenente il testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni, che stabilisce, a seguito delle modifiche di cui alle L. n. 311 del 2004, e L. n. 80 del 2005, (di conversione del D.L. n. 35 del 2005): “Art. 1 (Insequestrabilità, Impignorabilità e Incedibilità di Stipendi, Salari, Pensioni ed altri Emolumenti). Non possono essere sequestrati, pignorati o ceduti, salve le eccezioni stabilite nei seguenti articoli ed in altre disposizioni di legge, gli stipendi, i salari, le paghe, le mercedi, gli assegni, le gratificazioni, le pensioni, le indennità, i sussidi ed i compensi di qualsiasi specie che lo stato, le province, i comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e qualsiasi altro ente od istituto pubblico sottoposto a tutela, od anche a sola vigilanza dell’amministrazione pubblica (comprese le aziende autonome per i servizi pubblici municipalizzati) e le imprese concessionarie di un servizio pubblico di comunicazioni o di trasporto, nonché le aziende private corrispondono ai loro impiegati, salariati e pensionati ed a qualunque altra persona, per effetto ed in conseguenza dell’opera prestata nei servizi da essi dipendenti.
Art. 2, (eccezioni alla insequestrabilità e all’impignorabilità). Gli stipendi, i salari e le retribuzioni equivalenti, nonché le pensioni, le indennità che tengono luogo di pensione e gli altri assegni di quiescenza corrisposti dallo stato e dagli altri enti, aziende ed imprese indicati nell’articolo 1, sono soggetti a sequestro ed a pignoramento nei seguenti limiti: 2) fino alla concorrenza di un quinto valutato al netto di ritenute, per debiti verso lo stato e verso gli altri enti, aziende ed imprese da cui il debitore dipende, derivanti dal rapporto d’impiego o di lavoro.”
ll terzo comma dell’art. 52, del D.Pr.., introdotto dalla citata L. n. 80 del 2005, stabilisce poi che: “I titolari dei rapporti di lavoro di cui all’art. 409 c.p.c., n. 3), con gli enti e le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 1, del presente Testo Unico, di durata non inferiore ai dodici mesi, possono cedere un quinto del loro compenso, valutato al netto delle ritenute fiscali, purché questo abbia carattere certo e continuativo. La cessione non può eccedere ai periodi di tempo che, al momento dell’operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in essere. I compensi, corrisposti a tali soggetti sono sequestrabili e pignorabili nei limiti di cui all’art. 545 c.p.c.”.
L’art. 409 c.p.c., menziona al n. 3, i “rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale…”. L’art. 545 c.p.c., stabilisce che: “Le somme dovute da privati a titolo di stipendio, di salario… possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato… ed in eguale misura per ogni altro credito”.
Ai sensi dell’art. 12 delle disposizioni sulla legge in generale “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”.
Il senso palesato dalle parole delle disposizioni e dalla intenzione del legislatore, manifestata dai ripetuti interventi modificativi dell’originario testo normativo del D.Pr. n. 180 del 1950, non consente di dedurre altra interpretazione che l’estensione totale al settore privato della disciplina del menzionato decreto, originariamente dettato per il solo settore pubblico (in tal senso cfr. in motivazione Cass. n. 4465/2011). Deve essere, dunque, enunciato il principio in ragione del quale: “In tema di espropriazione forzata presso terzi, le modifiche apportate dalle L. n. 311 del 2004, ed L. 80 del 2005 (di conversione del D.L. n. 35 del 2005) al D.Pr. n. 180 del 1950 (approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni) hanno comportato la totale estensione al settore del lavoro privato delle disposizioni originariamente dettate per il lavoro pubblico”. Ne consegue che i crediti derivanti dai rapporti di cui all’art. 409 c.p.c., n. 3 (nella specie, rapporto di agenzia), sono pignorabili nei limiti di un quinto, previsto dall’art. 545 c.p.c..
Dalla sentenza per le limitazioni della privacy non è dato sapere chi fossero le parti e se quindi si riferisca a tutti i compensi di agenzia quale che sia l’agente soggetto a questa disciplina. Intendiamo riferirci agli agenti che abbiano forma di società e per queste distinguendo anche tra quelle a base personale e a base capitale.
Sappiamo infatti che per le società, quale ne sia la forma, non si applica l’art. 409, n. 3) cod. proc. civ., che comporta l’utilizzo della procedura lavoristica e la competenza territoriale non si sposta a quella del luogo in cui l’agente opera.
La nostra conclusione è nel senso che la limitazione al pignoramento valga per i soli agenti persone fisiche per i quali opera l’art. 409 cod. proc. civ. e non anche quando l’agente sia in forma societaria.
2016-06-24T12:17:00+00:00 By Donato B. Quagliarella|Categories: Tutti, Commerciale e industriale|
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