Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201841
Timestamp: 2020-01-22 20:10:39+00:00
Document Index: 94571935

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 53']

Numero 41 2 novembre 2018
Aliquote Iva, accertamento, Irpef e agevolazioni
Archivi digitali a norma: riorganizzazione di documenti e dati
Come si è detto in precedenti interventi, il professionista e i suoi collaboratori hanno bisogno di acquisire nuove informazioni e competenze , sia per gestire in maniera oculata e corretta il processo di digitalizzazione degli Studi , sia per assistere i clienti con nuovi servizi e consulenze. In questo intervento ci occupiamo delle regole che attengono al processo di dematerializzazione , cercando di darne un quadro sintetico e esaustivo, per poi valutare come tale attività possa comportare vantaggi non solo in termini di minori costi e di efficientamento dei processi, ma anche in termini di arricchimento dei servizi ai clienti.
L’ art. 11, co. 3 e 4, D.Lgs. 18.2.2000, n. 47 , prevede che sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi Tfr maturate in ciascun anno sia applicata, dai soggetti di cui agli art. 23 e 29, D.P.R. 29.9.1973, n. 600, un’ imposta sostitutiva , la cui aliquota è stata elevata, con decorrenza 1.1.2015 , dall’11% al 17% , per effetto delle modifiche introdotte dall’art. 1, co. 623, L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015). L’imposta, imputata a riduzione del fondo, prevede il versamento di un acconto entro il 17.12.2018 e di un saldo entro il 18.2.2019 , da determinarsi scegliendo tra due modalità alternative: il metodo storico e quello presuntivo . Qualora il Tfr sia corrisposto da un soggetto diverso , l’imposta è liquidata dal percettore nella dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui il Tfr sia trasferito all’ Inps la base di calcolo dell’imposta non cambia. Disposizioni particolari valgono:
Dall’1.1.2019 (salvo proroghe non previste attualmente) tutte le fatture emesse a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia potranno essere solo fatture elettroniche . L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla L. 27.12.2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio sia effettuata tra due operatori Iva (operazioni B2B, cioè Business to Business), sia nel caso in cui la cessione/prestazione sia effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale (operazioni B2C, cioè Business to Consumer). Il 27 settembre scorso sono stati messi a disposizione degli operatori Iva sul sito dell’ Agenzia una serie di nuovi strumenti divulgativi, pensati per agevolare i contribuenti nell’affrontare la rivoluzione digitale; tra questi rientra anche un’ agevole guida pratica per i contribuenti che brevemente illustra il concetto di «fattura elettronica» e le modalità di recapito, basate sul Sistema di Interscambio (SdI), oltre a spiegare i diversi software rilasciati dall’Agenzia delle Entrate.
Il criterio utilizzato in via generale ai fini dell’individuazione del luogo di tassazione di una cessione di beni è quello che si basa sul luogo di esistenza fisica della merce al momento di effettuazione dell’operazione. Più esattamente, si considera luogo della cessione dei beni non spediti o trasportati e di quelli spediti o trasportati dal fornitore, dall’acquirente o da un terzo all’acquirente rispettivamente il luogo dove la merce si trova al momento della cessione e quello dove la stessa si trova al momento iniziale della spedizione o del trasporto a destinazione dell’acquirente. Tuttavia, oltre alla descritta regola, nel sistema Iva nazionale , ai fini dell’individuazione del presupposto territoriale, è necessario, per le transazioni aventi ad oggetto beni mobili , che tali beni possiedano anche altre caratteristiche ovvero siano nazionali , comunitari o vincolati al regime della temporanea importazione . Vi sono, poi, delle ipotesi particolari per le quali si deroga al menzionato principio generale, in virtù della specificità delle/dei operazioni/beni coinvolti.
Il redditometro «rispetta» la privacy
Supera il vaglio della conformità alle norme in materia di trattamento dei dati personali l’ accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche ex art. 38, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 (cd. redditometro ). La Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 17485, depositata il 4.7.2018, sottolinea che il potere dell’Amministrazione finanziaria di svolgere attività accertative con metodo sintetico trova il suo fondamento nell’ art. 38, co. 4 e 5, D.P.R. 600/1973 , nel contesto della potestà impositiva dell’Amministrazione che si fonda sull’ art. 53 Cost. , e nell’attività di accertamento e di raccolta di dati attuata presso l’Anagrafe tributaria, e non nel D.M. 24.12.2012 , che disciplina esclusivamente le modalità di trattamento dei dati , raccolti ed elaborati in base ad altre e diverse disposizioni di legge. Si ricorda che il Codice della privacy (D.Lgs. 30.6.2003, n. 196), che regola la materia del trattamento dei dati personali nell’ordinamento italiano, è stato recentemente adeguato alla normativa europea ad opera del D.Lgs. 10.8.2018, n. 101 .
Rateizzazione della cartella
L’ istanza di rateizzazione della cartella di pagamento presentata dal contribuente costituisce riconoscimento del debito con conseguente interruzione del termine di prescrizione previsto ex lege . Si pone pertanto in contrasto con la pretesa del contribuente di non avere ricevuto la notifica della cartella di pagamento . Ciò è quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione in occasione dell’ Ordinanza 18.6.2018, n. 16098 . La pronuncia in commento richiama la questione molto dibattuta anche in sede di merito sull’ impugnabilità o meno dell’ estratto di ruolo in caso di mancata notifica delle cartelle di pagamento ma, soprattutto, evidenzia la valenza di atto interruttivo della prescrizione attribuibile alla richiesta di rateizzazione del debito quale atto di acquiescenza del contribuente.