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Timestamp: 2020-08-11 22:00:14+00:00
Document Index: 89717652

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 380', 'art. 372', 'sentenza ', 'art. 1834', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 22118 del 11/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22118 del 11/09/2018
Cassazione civile sez. I, 11/09/2018, (ud. 22/05/2018, dep. 11/09/2018), n.22118
sul ricorso iscritto al n. 24211/2014 R.G. proposto da:
B.S., rappresentato e difeso dagli avv. Giuseppina
Pippione e Vittorio Nuzzaci, con domicilio eletto presso lo studio
di quest’ultimo in Roma, via della Giuliana n. 44, giusta procurà
BANCA CARIGE S.P.A., in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA P.L. DA PALESTRINA
63, presso l’avvocato MARIO CONTALDI, che la rappresentata e difende
in uno con l’avv. Vincenzo Roppo, giusta procura in calce al
avverso la sentenza della Corte d’appello di Torino n. 425/14
depositata il 3 marzo 2014.
2018 dal Consigliere Dott. Paolo Fraulini;
La Corte di appello di Torino ha condannato Banca Carige S.p.A. (in prosieguo: la banca) a corrispondere al notaio B.S. la complessiva somma di Euro 205.865,33, oltre accessori, a titolo di risarcimento del danno avendo ritenuto la banca inadempiente alle obbligazioni contrattuali connesse a tre libretti di deposito relativi a procedimenti esecutivi di cui il professionista era titolare.
Resiste BANCA CARIGE S.P.A. con controricorso contenente ricorso incidentale affidato a due motivi, resistiti da B.S. con controricorso.
1. Il ricorso principale del B. è affidato a tre motivi.
2. Il ricorso incidentale della banca è affidato a due motivi.
2.1. Il primo motivo titolato “Violazione e falsa applicazione di norme di diritto (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)” deduce l’erronea interpretazione delle norme in tema di diligenza della banca, qualificate in maniera più gravosa ed estranea a quella pattuita tra le parti, non avendo la banca mai assunto l’obbligazione di garantire il buon fine delle disposizioni sui libretti nè rilevando alcunchè l’omessa comunicazione della movimentazione sui predetti, da ritenersi estranea agli obblighi pattuiti.
3.1. Va preliminarmente dichiarata l’inammissibilità della produzione dei documenti allegati alla memoria ex art. 380-bis c.p.c., comma 1, siccome estranea alle ipotesi e al procedimento previsto dall’art. 372 c.p.c..
3.2. Il primo motivo del ricorso principale pone la questione dell’individuazione della diligenza della banca nell’adempimento al contratto per cui è causa e va esaminato unitamente all’analogo primo motivo del ricorso incidentale. Deve premettersi che quest’ultimo va esaminato nel merito, in quanto è tempestivo, dovendo sul punto respingersi l’eccezione di tardività formulata dal ricorrente. Invero il timbro cronologico dell’Ufficiale giudiziario apposto sull’originale dell’atto reca la data del 24 novembre 2014, ultimo giorno utile per la notifica, atteso che il 40 giorno dalla notifica del ricorso scadeva il precedente giorno 23 novembre, che era festivo; ne consegue, per la scissione degli effetti della notificazione postale, che il termine per il notificante deve ritenersi rispettato, a nulla rilevando ai fini che ne occupa la pretesa incompetenza territoriale dell’ufficiale giudiziario, da ritenersi sanata dall’accettazione del contraddittorio da parte del ricorrente in questa fase di legittimità. Nel merito tutte le doglianze formulate sono infondate e vanno respinte. La sentenza impugnata contiene infatti una corretta ricostruzione degli obblighi contrattuali che il depositario assume nel contratto bancario disciplinato dall’art. 1834 c.c.. La Corte di appello non ha affatto falsamente applicato le norme indicate come lese nelle censure in esame; tutto al contrario, il giudice di secondo grado ha esattamente identificato la responsabilità ricadente sul depositario per omesso controllo della provenienza degli ordini di disposizione dal depositante, chiaramente identificando la responsabilità contrattuale della banca per non aver preteso che i libretti di deposito venissero movimentati dal solo titolare, ovvero da persona da lui ufficialmente delegata, specificamente richiamando la violazione degli obblighi di identificazione del presentatore dei libretti (pag. 15). Tale operazione ermeneutica, propria del giudice del merito, è motivata ben oltre il minimo costituzionale; corretta è anche l’interpretazione della volontà delle parti in relazione ai moduli bancari apparentemente firmati dal notaio, censurata dalla ricorrente incidentale, posto che la sentenza spiega che nessun elemento di fatto induceva a ritenere che la deroga avesse avuto a oggetto l’esonero della responsabilità della banca nel caso di prelievi effettuati dal dipendente del notaio dietro la presentazione dei citati moduli successivamente riempiti.