Source: http://www.blogstudiolegalefinocchiaro.it/2011/01/
Timestamp: 2017-03-29 11:00:07+00:00
Document Index: 128483755

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 2702', 'art. 1350', 'art. 1350']

Il blog dello Studio Legale Finocchiaro Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi Francia: la ricerca per immagini di Google non costituisce violazione del copyright
Il servizio di ricerca di immagini fornito da Google non infrange il copyright, questo è quanto ha stabilito la Corte di Appello di Parigi in conclusione del processo vedeva contrapposte la società di Mountain View e la Société des auteurs de l’image fixe (SAIF).
La società francese aveva portato Google davanti alla Corte sostenendo che i diritti intellettuali dei suoi membri venivano violati ogniqualvolta il motore di ricerca riproduceva e visualizzava le loro immagini nella pagina dei risultati.
Il giudizio di primo grado, applicando la legge statunitense del Copyright Act, aveva già dato ragione a Google per il principio del Fair Use, che stabilisce il lecito utilizzo di materiale protetto da diritto d’autore sotto alcune condizioni, tra cui la mancanza di scopo di lucro.
Pur giungendo ugualmente ad una conclusione a favore di Google, la Corte d’Appello non ha tuttavia ribadito quanto stabilito dalla sentenza di primo grado e ha preferito emettere il suo giudizio basandosi sulla legge francese denominata Loi sur la Confiance dans l’Economie Numérique. Ha così sancito che la neutralità di Google sulla base della natura automatica del suo servizio di ricerca, sottolineando come la visualizzazione delle immagini sia necessaria per il funzionamento del servizio di utilità.
Il giudice ha ricordato nella sentenza che i detentori di diritti possono comunque escludere l’indicizzazione delle loro opere dal servizio di ricerca facendo richiesta a Google e fornendo gli URL corrispondenti. È stata rigettata anche l’accusa secondo cui Google concorrerebbe nel reato violazione del diritto d’autore nei casi in cui riporta tra i suoi risultati immagini “piratate”, ovvero già presenti in rete senza il permesso dei relativi detentori di diritti.
Anche per quanto riguarda la memorizzazione delle immagini sui server di Google il giudice si è espresso a favore società di Mountain View. Secondo la sentenza parigina l’archiviazione temporanea delle immagini operata da Google non è sanzionabile nemmeno nel caso in cui l’immagine visualizzata nella pagina dei risultati sia stata già rimossa dal sito di origine. La memorizzazione temporanea delle immagini avrebbe infatti una funzione tecnica dato che il flusso delle immagini risulta più fluido se queste risiedono su un server centrale.
Il testo della sentenza in francese è disponibile QUI.
posted by Giusella Finocchiaro on gennaio 28, 2011
La firma digitale è definita all’art. 1, comma 1, lett. s), del Codice dell’amministrazione digitale modificato, come “un particolare tipo di firma elettronica avanzata basata su un certificato qualificato e su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici”.
La nuova definizione di “firma digitale”, basata su quella di firma elettronica avanzata, invece che, come nel Codice previgente, su quella di firma elettronica qualificata, è ora incompleta, dal momento che è priva del riferimento al dispositivo sicuro.
Indubbiamente si tratta di un errore che si spera il legislatore correggerà al più presto.
Sarebbe stato invece corretto mantenere la definizione di firma digitale come “firma elettronica qualificata basata su un certificato qualificato e su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici”.
Peraltro, si noti, questo errore del legislatore conduce a conseguenze irragionevoli. La nuova firma digitale potrebbe risultare meno sicura della firma elettronica qualificata, non essendo la prima necessariamente basata su un dispositivo sicuro. Eppure, sia l’art. 24 che l’art. 25 del Codice continuano a richiedere, a certi effetti, ad esempio per l’autentica della firma da parte del notaio, l’uso della firma digitale e non quello della firma elettronica qualificata.
Il nuovo CAD a puntate: 1 – La Firma elettronica avanzata
posted by Giusella Finocchiaro on gennaio 25, 2011
Oggi entrano in vigore le modifiche al Codice dell’amministrazione digitale (CAD) introdotte dal d. lgs. 235/2010. Molte sono le novità, molte le opportunità e non mancano gli errori. Il Cad modificato consta di oltre 100 articoli: non possiamo commentarlo in un solo post. Cominciamo quindi oggi la pubblicazione dei commenti, a puntate.
Su questo abbiamo già scritto molto.
Riprendiamo i concetti principali.
Il nuovo Codice dell’amministrazione digitale prevede un nuovo, quarto, tipo di firma che può essere apposta con mezzi informatici: la firma elettronica avanzata.
La “firma elettronica avanzata” è una firma elettronica con alcune caratteristiche di sicurezza.
La definizione precisa è “un insieme di dati in forma elettronica allegati oppure connessi a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati”.
Ma nella definizione non si fa riferimento al certificato né al dispositivo sicuro.
I documenti informatici con firma elettronica avanzata, firma elettronica qualificata, firma digitale, hanno la medesima efficacia probatoria, quella prevista dall’art. 2702 del codice civile per la scrittura privata. Come nel Codice previgente, l’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria.
Gli atti con firma elettronica avanzata possono integrare la forma scritta, salvo che che nei casi previsti dall’art. 1350 c.c., 1 comma, nn. 1-12.
I problemi? Non si conosce a priori la sicurezza della firma elettronica avanzata.
Le opportunità? Nuove possibilità di firme. Per esempio, la One Time Password utilizzata da alcune banche o la firma autografa apposta su tablet, verificate le caratteristiche e verificato il contesto anche procedurale in cui la firma è inserita e le caratteristiche del documento.
Oggi entrano in vigore le modifiche al Codice dell’amministrazione digitale (CAD) introdotte dal d. lgs. 235/2010.
Molte sono le novità, molte le opportunità e non mancano gli errori.
Il Cad modificato consta di quasi 100 articoli: non possiamo commentarlo in un solo post. Cominciamo quindi oggi la pubblicazione dei commenti, a puntate.
Su questo abbiamo già scritto molto (link).
La “firma elettronica avanzata” è una firma elettronica con alcune caratteristiche di sicurezza. La definizione precisa è “un insieme di dati in forma elettronica allegati oppure connessi a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati”.
Ma nella definizione non si fa riferimento al certificato ne’ al dispositivo sicuro.
Gli atti con firma elettronica avanzata possono integrare la forma scritta, anche nei casi previsti dall’art. 1350 c.c., 1 comma, nn. 1-12.
Le opportunità? Nuove possibilità di firme. Per esempio, la One Time Password utilizzata da alcune banche o la firma autografa apposta su tablet, verificate le caratterische.
posted by admin on gennaio 20, 2011
Pubblicata la versione che reca il testo coordinato del CAD con le modifiche introdotte dal d. lgs. 235/2010, di sicura utilità per gli operatori.
New York, 14-16 febbraio: colloquium dell’UNCITRAL sul commercio elettronico
Sarà dedicato al Commercio elettronico il colloquium organizzato dalla Segretariato della Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto Commerciale Internazionale (UNCITRAL) che si terrà dal 14 al 16 febbraio a New York.
Presieduto nella sua terza sessione dalla professoressa Giusella Finocchiaro, il colloquium riunirà esperti da tutto il mondo allo scopo di identificare un tracciato per il futuro lavoro nel campo del commercio elettronico della Commissione.
Durante i giorni del meeting, il lavoro degli esperti si concentrerà soprattutto sui temi dell’electronic transferable records, della gestione dell’identità e dell’uso di dispositivi mobili nel commercio elettronico.
La terza sessione presieduta dalla prof.Finocchiaro, interamente dedicata al tema dell‘electronic transferable records, è programmata per il 15 febbraio alle ore 15, nel quartier generale delle Nazioni Unite.
Sul sito dell’UNCITRAL è disponibile il programma dettagliato del colloquium.
posted by Giusella Finocchiaro on gennaio 12, 2011
ISP, Libertà di Internet, Privacy e protezione dei dati personali, Responsabilità dei provider
posted by admin on gennaio 11, 2011