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Timestamp: 2017-11-18 00:52:43+00:00
Document Index: 150132903

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 1', 'art. 8']

Anche le s.p.a. devono fare i concorsi pubblici | Liberamente Enna
Anche le s.p.a. devono fare i concorsi pubblici
Pubblicato il novembre 11th, 2007 Max 14 commenti
Il Governo, nel Consiglio dei Ministri di ieri, ha approvato un disegno di legge, che ora verrà sottoposto al Parlamento in veste di collegato al disegno di legge finanziaria per il 2008 per “promuovere una maggiore etica pubblica”.
In particolare, viene previsto che il personale delle società controllate dallo Stato, da Regioni e da Enti locali venga reclutato a seguito di bando al pubblico.
Viene posto un limite al cumulo di incarichi pubblici per chi è titolare di cariche elettive.
Introdotto altresì un divieto per chi ricopre cariche di governo locale di operare contestualmente nel settore privato, al fine di evitare conflitti di interesse.
Il disegno di legge prevede pure che le amministrazioni pubbliche rendano disponibili i propri bilanci tramite pubblicazione sui siti internet.
Sui siti delle PA dovranno essere pure pubblicati i trattamenti economici dei titolari dell’indirizzo politico-amministrativo, dei dirigenti e dei consulenti.
E’ fatto divieto, infine, alle società concessionarie di servizio pubblico, di finanziare partiti politici e gruppi parlamentari.
14 responses to “Anche le s.p.a. devono fare i concorsi pubblici”
Max novembre 11th, 2007 alle 09:52
Ma può il legislatore imporre una regola valida per le Pubbliche Amministrazioni anche ad enti formalmente di diritto privato? A quanto pare sì. La Corte Costituzionale, intervenuta con la sentenza 29 del 2006, ha dato ragione alla Regione Abruzzo che aveva già previsto con legge tale obbligo, chiarendo che tali previsioni regionali non sono affatto volte a porre limitazioni alla capacità di agire delle persone giuridiche private, bensì a dare applicazione al fondamentale principio di cui all’art. 97 della Costituzione rispetto ad una società che, per essere a capitale interamente pubblico, ancorché formalmente privata, può essere assimilata, in relazione al regime giuridico, ad un ente pubblico.
Come osserva la Corte, è la proprio la distinzione tra privatizzazione formale e privatizzazione sostanziale a comportare la sottoposizione al controllo della Corte dei conti degli enti pubblici trasformati in società per azioni a capitale totalmente pubblico (Corte Cost., sentenza n. 466 del 1993).
lucio novembre 11th, 2007 alle 16:42
ma tanto i soliti amministratori troveranno il modo per far passare il raccomandato di partito, e scartare le persone valide e preparate.
…..vedi il cesis di enna….
che vergogna per una sinistra che sbandiera i suoi principi di eguaglianza sociale.
E’ un’elite di sinistra, ma pur sempre un’elite!
L’elite dei cellulari all’ultimo grido e dell’arrivismo dei tanti personaggi pirandelliani di questa provincia, che non hanno la ben che minima competenza amministrativa.
sal novembre 12th, 2007 alle 17:15
Anche l’art. 45 della L.R. 2/2007 (finanziaria regionale), prevede per gli ATO procedure di evidenza pubblica.
Io credo che dove c’è danaro pubblico ci devono essere procedura di pubblica evidenza. Del resto le società di tal genere sono interessate da un fenomeno di privatizzazione meramente formale e la scelta del modello societario privatistico non può negare la giurisdizione pubblicistica. Tant’è che gli amministratori sono soggetti al controllo della Corte dei Conti, come ha fatto notare Max.
C’è di più. In Sicilia per le assunzioni in tali soggetti, di fatto pubblici, esiste una norma specifica che, a me pare, avrebbe dovuto applicarsi: la la L.R. 12/91.
Max novembre 12th, 2007 alle 21:12
Mi ricordi cosa prevede questa L.r. n. 12/91 a cui fai riferimento?
sal novembre 13th, 2007 alle 10:15
Tratta delle assunzioni in enti pubblici: occorre compendiare l’art. 1 con quanto in esso previsto per le figure professionali di basso profilo, escluso i forestali e gli artisti, mentre e chiarissimo, all’art. 8, che per le altre figure va bandito il concorso pubblico.
Quseto a me pare.
Max novembre 13th, 2007 alle 11:44
Lo andrò a controllare e ti dirò la mia.
Nonno Libero novembre 14th, 2007 alle 06:15
Avete notato che per le “stabilizzazioni” dei precari si è acceso un vespaio nientemento che in parlamento?
Fatelo sapere ad AL KATA’
Stefania novembre 14th, 2007 alle 13:06
Ma mi dite chi è questo AL KATA??!
sal novembre 14th, 2007 alle 13:09
Si nonno libero e mi pare che sia una cosa di fondamentale importanza, atteso che investe direttamente la Carta costituzionale ed i suoi principi:
Art. 97: nella pubblica amministrazione si accede per concorso, salvo leggi speciali. E non viceversa.
Art. 3 : pari dignità ed opportunità, che non si ottengono con le leggi speciali.
Ma non erano per non cambiare la Costituzione? Hanno difeso spada tratta la carta costituzionale e fatto votare affinché non venisse cambiata. O no? Forse intendevano che non venisse cambiata dagli altri perché a lor signori, i migliori, i perfetti, i padroni del mondo tutto dev’esser lecito.
Spero solo che Dini non molli.
Qulacosa in merito c’è nell’Opinione in http://www.leonforteonline.it
Luther novembre 14th, 2007 alle 13:55
Ma come cara Stefania non lo sai? Al Katà, il fondamentalista!!!Ovvero Cataldo!!!!
Stefania novembre 14th, 2007 alle 14:00
Ah Ah Ah! si caro luther mi sono persa evidentemente qualche puntata!!!!
P.S. Ma perchè non converti il tuo nick in L’UTERO?
Luther novembre 14th, 2007 alle 14:16
Perchè tal nome cara Stefania, per noi protestanti, non è opportunamente PREPUZIO….Ehm! volevo dire PROPIZIO!
Nonno Libero novembre 14th, 2007 alle 16:48
Lutero o l’utero? decidiamoci senza perdere tempo. non sapevo che fosse protestante, ecco perchè la sua ironia sulla questione “cremazione”. . .
Luther novembre 15th, 2007 alle 11:52
Non è per perdere tempo, ma sa sono nato il 10 novembre 1483 ad Eisleben, una piccola cittadina tedesca, e quindi bisogna capire che ho qualche difficoltà nel recepire le forme di comunicazione e pratiche di avvicinamento al paradiso (al di là di un sano ascetismo).