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Timestamp: 2017-04-25 01:48:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 41', 'art. 9', 'art. 30', 'art.15', 'art. 11', 'art. 73', 'art. 73']

REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI - PDF
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1 Fondazione di partecipazione dei Comuni di Casole d Elsa Colle di Val d Elsa Poggibonsi San Gimignano Radicondoli REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI - 1-2 INDICE Premessa... 5 Titolo Primo Le finalità... 5 Art. 1 Principi... 5 Art. 2 Oggetto e finalità... 6 Art. 3 Diritto agli interventi ed ai servizi del sistema integrato... 7 Titolo Secondo Gli interventi socio-assistenziali... 7 Art. 4 Tipologie e modalità degli interventi assistenziali... 7 Art. 5 Interventi di sostegno economico... 8 Art. 6 Servizi domiciliari e di supporto alla domiciliarità Art. 7 Servizi di supporto alla funzione sociale ed educativa della famiglia Art. 8 Affido familiare Art. 9 Interventi a favore di indigenti di passaggio Art. 10 Interventi di aiuto personale Art. 11 Interventi ed attività connesse con percorsi di inclusione sociale Art. 12 Servizi Residenziali Art. 13 Requisiti per l accesso in RSA Art. 14 Requisiti per l accesso in R.A Art. 15 Requisiti per l accesso alla C.A.P Art. 16 Requisiti specifici per l accesso al Modulo per le demenze prevalentemente di natura cognitivo-comportamentale Art. 17 Servizi Semi-residenziali Art. 18 I ricoveri temporanei3 Art. 19 I ricoveri urgenti Art. 20 Servizio di trasporto sociale Art. 21 Integrazione dei servizi Titolo Terzo L accesso Art. 22 Punti di accesso al sistema integrato Art. 23 Modalità di accesso Art. 24 Procedura per l accesso ai servizi sociali Art. 25 La domanda di intervento assistenziale Art. 26 Procedura di valutazione e di definizione del percorso assistenziale personalizzato Art. 27 Il Gruppo di Valutazione Interno Art. 28 Il periodo di osservazione Art. 29 La graduatoria Art. 30 Autorizzazione all erogazione del servizio Art. 31 Decorrenza delle prestazioni Art. 32 Le procedure per l accesso alle strutture residenziali e semi-residenziali Art. 33 Le dimissioni Titolo quarto Condizioni economiche di erogazione dei servizi Art. 34 Costo dei servizi Art. 35 Certificazione dei redditi Art. 36 Contributi economici e minimo vitale Art. 37 Criteri per il riconoscimento delle agevolazioni Art. 38 Regole specifiche per i servizi residenziali4 Art. 38 bis Procedure di determinazione della compartecipazione da parte dell assistito, del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado Art. 38 ter Limiti per la compartecipazione del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado Art 39 Regole specifiche per i servizi semi-residenziali Art. 40 Regole specifiche per l assistenza domiciliare e per i pasti a domicilio Art. 41 Regole comuni per la compartecipazione ai servizi semiresidenziali e domiciliari. 31 Titolo quinto Tutela dei diritti Art. 42 Carta dei servizi sociali Art. 43 Diritto alla riservatezza Art. 44 Norme di rinvio Art. 45 Entrata in vigore5 Premessa Al fine di attuare il sistema integrato di interventi e servizi sociali volto a promuovere e garantire i diritti di cittadinanza sociale, la qualità della vita, l autonomia individuale, le pari opportunità, la non discriminazione, la coesione sociale, l eliminazione e la riduzione delle condizioni di disagio e di esclusione, i Comuni dell Alta Val d Elsa si sono associati fra loro ed hanno demandato alla Fondazione di Partecipazione denominata Territori Sociali la gestione dei servizi sociali di propria competenza da realizzarsi attraverso l integrazione con i servizi sanitari erogati a livello territoriale nella Zona Alta Val d Elsa e con tutti gli interventi che a livello territoriale sono finalizzati al benessere della persona ed alla prevenzione del disagio sociale, servizi per la casa, per l istruzione, per l educazione, la formazione professionale ed il lavoro, servizi culturali ed ambientali, urbanistici e per lo sport e per il tempo libero. A tale scopo i Comuni di Casole d Elsa, di Colle Val d Elsa di Poggibonsi, di San Gimignano e di Radicondoli, che fin dal 1978 hanno realizzato una gestione associata dei servizi sociali, integrata con i servizi sanitari della Zona Alta Val d Elsa, in attuazione delle recenti norme di settore, hanno adeguato il Regolamento vigente ed hanno approvato il presente regolamento unico dei servizi sociali valido per tutti i residenti nella Zona Alta Val d Elsa. La Fondazione Territori Sociali alla quale i Comuni della Val d Elsa hanno affidato la gestione dell erogazione dei servizi, si atterrà al Regolamento unico dei servizi sociali. Titolo Primo Le finalità Art. 1 Principi Per l attuazione nella Zona Alta Val d Elsa di un sistema integrato di interventi e servizi sociali e per la realizzazione dell integrazione a livello territoriale con i servizi sanitari dell Azienda USL n. 7 di Siena, in ottemperanza alle leggi di settore vigenti ed in particolare la Legge 328 dell 8 novembre 2000 e la Legge Regionale n. 41 del 24 Febbraio 2005 Sistema integrato di interventi e servizi sociali per la tutela dei diritti di cittadinanza, i Comuni dell Alta Val d Elsa intendono attuare mediante il presente Regolamento unico dei servizi sociali i principi di cui all art. 3 della L.R.T. n. 41/2005 che riconoscono e fanno propri: a) rispetto della libertà e dignità della persona; - 5-6 b) garanzia dell uguaglianza, delle pari opportunità rispetto a condizioni sociali e stati di bisogno differenti, valorizzazione della differenza di genere; c) valorizzazione delle capacità e delle risorse della persona; d) perseguimento delle possibilità di scelta fra le prestazioni erogabili; e) adeguatezza, appropriatezza e personalizzazione degli interventi; f) prevenzione e rimozione delle condizioni di disagio sociale; g) sostegno alla autonomia delle persone disabili e non autosufficienti; h) valorizzazione e sostegno del ruolo peculiare delle famiglie quali luoghi privilegiati per la crescita, lo sviluppo e la cura della persona; i) partecipazione attiva dei cittadini singoli o associati nell ambito dei principi di solidarietà e di auto-organizzazione; j) sviluppo e qualificazione degli interventi e dei servizi e valorizzazione delle professioni sociali. Art. 2 Oggetto e finalità Per interventi e servizi sociali disciplinati dal presente regolamento si intendono tutte le attività relative alla predisposizione ed alla erogazione di servizi, gratuiti e parzialmente o completamente a pagamento, o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e difficoltà che la persona incontra nel corso della vita, escluse quelle assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, nonché le funzioni assicurate in sede di amministrazione della giustizia (art. 1 L.R.T. n. 41/05) Gli interventi ed i servizi debbono essere ordinati al perseguimento delle seguenti finalità: a) prevenire e rimuovere le cause di ordine economico e sociale che possono ingenerare situazione di bisogno e fenomeni di emarginazione negli ambienti di vita di lavoro e di studio; b) rendere effettivo il diritto di tutti i cittadini ad usufruire delle strutture, dei servizi e delle prestazioni sociali, secondo modalità che assicurino possibilità di scelta a parità di costi; c) agire a sostegno della famiglia e dell individuo garantendo la permanenza nel proprio ambito familiare e provvedendo, se necessario, dietro la loro libera scelta, all inserimento in nuclei familiari, in comunità familiari, in strutture residenziali e semiresidenziali specifiche; d) favorire e sostenere l inserimento sociale, scolastico e lavorativo dei soggetti disabili. - 6-7 Art. 3 Diritto agli interventi ed ai servizi del sistema integrato 1- Hanno diritto ad accedere agli interventi ed ai servizi tutte le persone residenti nel territorio di competenza dei cinque Comuni della Val d Elsa. 2- Gli interventi ed i servizi sociali sono estesi alle seguenti persone, comunque presenti sul territorio della Alta Val d Elsa: donne straniere in stato di gravidanza e nei sei mesi successivi al parto; stranieri con permesso umanitario di cui all art. 18 del D.Lgs n. 286/98 e stranieri con permesso di soggiorno di cui all art. 41 stesso decreto Legislativo; richiedenti asilo e rifugiati di cui al D.L n. 416/89 convertito in Legge n. 39/90 e modificato con Legge n. 189/ I minori di qualsiasi nazionalità e comunque presenti nel territorio hanno diritto agli interventi ed ai servizi sociali del sistema integrato. 4- Tutte le persone dimoranti nel territorio hanno diritto agli interventi di prima assistenza alle condizioni e con i limiti previsti dalle normative vigenti e secondo le procedure disciplinate dal presente regolamento. Titolo Secondo Gli interventi socio-assistenziali Art. 4 Tipologie e modalità degli interventi assistenziali Gli interventi di assistenza sociale sono rivolti ai singoli, al nucleo familiare ed ai gruppi di cittadini, anche tramite prestazioni di consulenza e sostegno, attraverso servizi integrativi per il mantenimento della persona nel proprio nucleo familiare nonché mediante servizi sostitutivi. Gli interventi devono garantire il rispetto delle esigenze della persona e delle sue convinzioni personali. Gli interventi devono essere previsti all interno di un progetto individualizzato che preveda l attivazione di un percorso assistenziale personalizzato finalizzato ad assicurare l accesso informato e la fruizione appropriata e condivisa delle prestazioni e dei servizi disponibili e le risorse presenti sul territorio. - 7-8 Gli interventi consistono in : 1. interventi di sostegno economico 2. servizio domiciliari e di supporto 3. prestazioni di supporto socio-educativo 4. interventi ed attività connesse a percorsi di inclusione sociale 5. Servizi semi-residenziali 6. Servizi residenziali Possono fruire dell assistenza le persone per le quali l assistente sociale/equipe multidisciplinare ha effettuato la valutazione del bisogno ed ha definito un percorso assistenziale personalizzato. Art. 5 Interventi di sostegno economico Gli interventi di sostegno economico sono finalizzati al soddisfacimento dei bisogni fondamentali del cittadino al fine di promuoverne l autonomia e superare gli stati di difficoltà. Gli interventi di sostegno economico possono avere, sulla base della valutazione del bisogno e del piano di intervento predisposto, carattere : o Straordinario o Temporaneo o Continuativo Il Servizio sociale, prima di avviare il procedimento verifica che l intervento non sia di competenza di altri Enti (ad es. indennità di disoccupazione, pensioni, prestito sociale d onore, ecc.), rispetto a tali servizi il servizio sociale fornisce tutte le indicazioni utili per permetterne l accesso. L intervento di sostegno economico è valutato avendo come riferimento il minimo vitale e può essere erogato in concorso con altre prestazioni e servizi socio-assistenziali. Il sostegno economico si realizza preferibilmente attraverso forme alternative quali buoni pasto, buoni alimentari, o attraverso l esenzione delle tariffe per l accesso ai servizi scolastici, educativi, Tarsu, ed altri servizi comunali secondo come previsto dai singoli regolamenti comunali. Il contributo economico può essere revocato o diminuito per il non adempimento agli impegni assunti con progetto personalizzato, per l accesso ad altre prestazioni assistenziali ed in caso di modificazioni delle condizioni socio-economiche dell utente e del proprio nucleo familiare, modificazioni che l utente è tenuto a comunicare prontamente. Nel caso di trasferimento in altro Comune non facente parte della Zona Alta Val d Elsa il contributo si interrompe dal mese successivo alla data di avvenuto trasferimento. - 8-9 A) Assistenza economica straordinaria Può usufruire dell assistenza economica straordinaria chi si trova improvvisamente e temporaneamente a dover fronteggiare situazioni particolari per le quali non possiede adeguate risorse economiche. L assistenza economica straordinaria può essere erogata una tantum fino ad un tetto annuo fissato ogni anno dal Direttore Generale della Fondazione, con riferimento agli stanziamenti economici previsti dal Bilancio preventivo. Le richieste motivate dalla necessità di acquisire prestazioni o presidi sanitari non coperti o coperti in misura parziale dal Servizio Sanitario Nazionale potranno essere considerate solo facendo riferimento a quanto previsto dalla legislazione vigente. B) Assistenza economica temporanea Gli interventi economici temporanei devono essere limitati al periodo necessario al reperimento di sufficienti risorse economiche da parte del soggetto o del nucleo familiare interessato. Ai fini della quantificazione del contributo erogabile sono valutati anche i servizi e le prestazioni che vengono messi a disposizione del nucleo familiare. Tali sussidi avranno una durata massima di sei mesi ed un tetto massimo fissato di anno in anno dal Direttore Generale della Fondazione, con riferimento agli stanziamenti economici previsti dal Bilancio preventivo. Vengono individuati come prioritari gli interventi di assistenza economica rivolti a: o nuclei mono-parentali e persone sole con figli minori a carico in assenza di rete parentale di sostegno nei primi mesi successivi alla separazione / vedovanza / allontanamento dalla famiglia; o Persone che non possono accedere momentaneamente al lavoro o ne siano emarginate per cause non direttamente imputabili alla loro volontà; o nuclei familiari in cui l unico componente occupato perda il lavoro a causa di fallimento della Ditta, messa in mobilità, cassa integrazione, sopravvenuta grave malattia che sia causa di licenziamento o di riduzione dello stipendio; C) Assistenza economica continuativa Il contributo economico continuativo può essere erogato limitatamente a casi di: - 9-10 o sostegno all affido familiare nella misura prevista dalla normativa vigente; o incentivi all inserimento socio-terapeutico; o mantenimento a domicilio di persone con elevato grado di dipendenza socio-sanitaria. Il piano di intervento predisposto deve contenere l ammontare del contributo, i tempi e le modalità di verifica con scadenze previste non superiori ad un anno. Art. 6 Servizi domiciliari e di supporto alla domiciliarità Il Servizio di Assistenza Domiciliare si rivolge a soggetti residenti nel territorio della Zona Alta Val D'Elsa che si trovano nella condizione temporanea o permanente di avere necessità di aiuto a domicilio, soli e privi di figure parentali, oppure in presenza di reti familiari fragili, con difficoltà nel gestire la situazione di difficoltà del cittadino e/o del nucleo familiare. In particolare si rivolge ad: - anziani e adulti parzialmente autosufficienti in grado di abitare da soli ma che necessitano di sostegno nelle attività quotidiane, di manutenzione della casa e di cura verso sé stessi; - anziani in condizione di non-autosufficienza affetti da patologie curabili all'interno del proprio domicilio; - minori e adulti portatori di handicap, invalidi o non in grado di provvedere a sé anche per difficoltà relative alla sfera psichica e sociale, a rischio di istituzionalizzazione; - minori inseriti in famiglie disagiate o che versano in uno stato di bisogno temporaneo e di emergenza; Gli interventi di Assistenza domiciliare si distinguono in: - S.A.D (Servizi di assistenza domiciliare).: interventi e prestazioni mirati a sostenere quei soggetti che sono limitati fisicamente e psichicamente nello svolgere attività quotidiane primarie e che necessitano di stimoli per recuperare le loro capacità residue di auotonomia; - A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata): interventi e prestazioni mirati ad assistere pazienti affetti da patologie trattabili a domicilio, con interventi sia sociali che sanitari, prioritariamente per evitare il ricovero in ospedale o in altra struttura residenziale e mantenere il più a lungo possibile il soggetto nel proprio ambito familiare e sociale di appartenenza11 Le prestazioni di S.A.D. offerte sono le seguenti: a) Interventi di aiuto diretto alla persona (bagno settimanale; aiuto nell alzarsi dal letto; vestizione; prestazioni igienico sanitarie; assunzione dei pasti; mobilizzazione; igiene personale; accompagnamento per visite mediche); b) Cura e governo della casa (igiene dell alloggio; cambio e lavaggio biancheria; preparazione dei pasti; aiuto negli acquisti di generi alimentari); c) Segretariato sociale (sostegno alla persona, controllo sulla situazione personale e familiare, ecc.); d) Aiuto nel favorire l autonomia e la socializzazione (accompagnamento dell utente presso strutture sociali, sanitarie, religiose, ecc. per favorire le relazioni sociali, commissioni esterne, coinvolgimento di amici, familiari e vicini, pasti a domicilio, servizio di lavanderia, aiuto al minore portatore di handicap durante l orario scolastico, sostegno alla famiglia con minori a rischio di disagio). È l assistente sociale competente territorialmente che esamina la domanda di servizio presentata dall utente, attiva il percorso operativo di analisi del bisogno e predispone un progetto di intervento. L accesso alle prestazioni di A.D.I. avviene previa valutazione dell équipe multiprofessionale (UVM) che stenderà un Piano Assistenziale Personalizzato con il coinvolgimento del Medico di Medicina Generale e della famiglia. Nel caso in cui, sia per le richieste di SAD che di ADI, al termine della valutazione non ci siano risorse sufficienti per una attivazione immediata del servizio, l utente potrà essere inserito in una lista di attesa, formulata tenendo conto delle seguenti priorità: - gravità della situazione globale (grado di non autosufficienza, risorse familiari e parentali, risorse economiche); - Tempo di attesa dalla formulazione della prima richiesta. Il servizio di Assistenza Domiciliare può essere espletato anche in forma indiretta: in casi particolari, in presenza di una persona per la quale viene valutato necessario un intervento e non vi è la disponibilità di presa in carico direttamente dal SAD può essere concesso un contributo economico a parziale copertura delle spese sostenute per l Assistenza Domiciliare Indiretta. L importo del contributo deve essere erogato per un periodo determinato e non può superare la cifra stabilita di anno in anno dal Direttore Generale della Fondazione, con riferimento agli stanziamenti economici previsti dal Bilancio preventivo12 L organizzazione operativa del servizio di SAD e ADI, il dettaglio delle prestazioni, i criteri puntuali di valutazione e di accesso al servizio sono disciplinati dal regolamento specifico approvato dal Consiglio di Indirizzo in data Art. 7 Servizi di supporto alla funzione sociale ed educativa della famiglia Il servizio sociale sostiene e valorizza il ruolo essenziale della famiglia attraverso l assistenza sociale ed educativa, la consulenza assistenziale, la mediazione ed il sostegno al singolo ed alla coppia, alla famiglia, ai gruppi di famiglie, concordando con gli interessati progetti rivolti a contrastare o risolvere situazioni di disagio, prevenire e superare situazioni di isolamento, di emarginazione e di devianza. Per il sostegno alle famiglie in difficoltà e disagio connessi all assunzione di specifici compiti di cura nei confronti di minori, disabili e/o anziani, di persone con problemi di salute mentale, oltre all attivazione dei servizi di cui al presente Regolamento sono stabilite apposite convenzioni per la realizzazione di attività di cura e di assistenza alla persona. Rientrano fra gli interventi a valenza socio-ricreativa le attività socializzanti per minori e le attività e soggiorni estivi per i ragazzi. L organizzazione e la gestione operativa di questi servizi sono disciplinate da apposito regolamento di gestione approvato dal Consiglio di Indirizzo. Art. 8 Affido familiare Nell ambito della tutela dei minori e del sostegno alle responsabilità familiari l affido familiare garantisce ai bambini ed ai ragazzi che si trovano momentaneamente in una situazione familiare pregiudizievole, l accoglienza e la cura di una famiglia. Le forme di affido sono disciplinate dalla Legge 184/80 e successive modificazioni e integrazioni. Allo scopo di potenziare e sostenere questa forma di assistenza è prevista l erogazione a favore della famiglia affidataria di un contributo mensile determinato in base alla normativa vigente e la copertura dei rischi connessi al servizio di affidamento familiare a favore della famiglia affidataria e del minore affidato. L organizzazione del servizio e le procedure per la sua gestione sono disciplinate da apposito regolamento di gestione del Centro Affidi13 Art. 9 Interventi a favore di indigenti di passaggio In favore di persone di passaggio, prive di reddito, in situazione di estrema urgenza si possono concedere i seguenti interventi: pernottamento limitatamente ad una notte in una struttura della Zona; servizio mensa o buoni pasto presso ristoranti convenzionati limitatamente a due pasti; acquisto biglietto ferroviario per consentire il rientro presso il luogo di residenza in Italia o verso la sede dell ambasciata o consolato. Tali interventi saranno attivati solo dietro proposta dell assistente sociale che, attraverso un primo intervento di pronta accoglienza verificherà le condizioni di estrema urgenza, della necessità di intervento indifferibile, provvederà a comunicare alle forze dell ordine la presenza dell indigente di passaggio fornendo loro tutte le generalità. Il Direttore dell Area Servizi Territoriali provvederà a dare comunicazione dell avvenuto intervento di emergenza al Comune di residenza dell utente. Art. 10 Interventi di aiuto personale Gli interventi di aiuto personale (art. 9 comma 2 della Legge 104/92) sono diretti a soggetti in temporanea o permanente grave limitazione dell autonomia personale non superabile con protesi o ausili tecnici o altre forme di sostegno, da erogare in concorso con l intervento e le prestazioni proprie dell Azienda USL. Gli interventi sono finalizzati a permettere lo svolgimento delle attività quotidiane, il mantenimento del soggetto nel proprio ambiente di vita e nel superamento di stati di isolamento e emarginazione. L assistente sociale con gli operatori del Gruppo Operativo Multidisciplinare (GOM) formulano un Piano di intervento personalizzato che prevede il tipo di prestazione da erogare, le modalità, il periodo di intervento e le relative verifiche. Il servizio di aiuto personale può essere espletato: 1. in forma diretta attraverso le prestazioni domiciliari erogate dai servizi socio-sanitari (assistenza domiciliare); 2. in forma indiretta attraverso l erogazione di un sussidio commisurato alle necessità dell avente titolo all assistenza il cui importo dovrà essere indicato e motivato nel Piano individualizzato. L ammissione alle prestazioni dovrà tenere conto, della valutazione del reddito, degli oneri sostenuti dalle persone in conseguenza delle limitazioni - 13-14 della propria autonomia nell ambito della abitazione, del trasporto e degli ausili. L assegno di accompagnamento deve essere valutato rispetto alle prestazioni da concedere, considerato che viene concesso per le necessità di aiuto permanente, per l assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita. Sono esclusi dalle prestazioni di aiuto personale le persone ricoverate in strutture sanitarie e socio-assistenziali a carattere residenziale. L intervento economico viene corrisposto fino ad un tetto massimo fissato ogni anno dal Direttore Generale con riferimento agli stanziamenti economici previsti dal Bilancio preventivo. Art. 11 Interventi ed attività connesse con percorsi di inclusione sociale Tali interventi si rivolgono a persone con ridotte capacità psicofisiche che non sono in grado di sostenere una normale attività lavorativa e prevedono: Inserimenti socio-terapeutici. Per ogni soggetto inserito viene predisposto apposito Protocollo d intesa sottoscritto dal legale rappresentante della FTSA, dal legale rappresentante della ditta/associazione/ente ospitante, dal soggetto inserito e dall assistente sociale referente. Per sostenere e facilitare il loro percorso di integrazione sociale possono essere altresì stipulate apposite convenzioni con Ditte private, Enti pubblici e soggetti del terzo settore ed a supporto di tali inserimenti possono essere erogati incentivi economici. Inserimenti lavorativi. Possono essere programmati, di concerto con l Amministrazione Provinciale di Siena, specifici percorsi di accompagnamento nel mondo del lavoro. Art. 12 Servizi Residenziali I servizi residenziali sono finalizzati all accoglienza, temporanea o stabile, di persone le cui esigenze assistenziali non possono essere soddisfatte adeguatamente mediante tutti gli altri interventi. Le strutture e i servizi di accoglienza si distinguono, per la loro natura progettuale, in: a) interventi di accoglienza definitiva o stabile, destinati a dare una risposta strutturale alla non autosufficienza anche parziale delle persone rispetto al vivere da soli o nel proprio nucleo familiare; b) interventi di accoglienza temporanea o di emergenza, destinati a risolvere un problema emergente di alloggio, ovvero di non - 14-15 autosufficienza temporanea, ovvero di sollievo alla famiglia, per persone singole o nuclei familiari fragili in stato di grave bisogno; I servizi residenziali si rivolgono a: - persone anziane (con ospitalità permanente o temporanea); - persone disabili (con ospitalità permanente o temporanea); - persone con patologie invalidanti (es. morbo di Alzheimer) (con ospitalità temporanea definita dal progetto assistenziale personalizzato); - minori o nuclei familiari monoparentali con minori (temporanei); - donne con problemi di sicurezza personale (temporanei). L accesso ai servizi residenziali avviene, previa valutazione del bisogno, sempre su domanda dell interessato, fatti salvi i casi in cui la legge dispone diversamente (tutela dei minori), domanda che, tramite l istruttoria e la valutazione professionale dell assistente sociale competente territorialmente che la riceve, viene poi inoltrata secondo i diversi specifici iter valutativi previsti per il tipo di utenza: - nel caso di persone anziane ultrasessantacinquenni, all UVM per la valutazione del grado di non autosufficienza e per la formulazione del Progetto assistenziale personalizzato in cui è previsto l inserimento conseguente in RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) o in RA (Residenza Assistita); - nel caso di persone disabili, già certificate ai sensi della Legge 104/92, al GOM (Gruppo Operativo Multidiciplinare) per la formulazione del PARG in cui è previsto l inserimento in strutture residenziali; - nel caso di persone con patologie invalidanti, alle specifiche unità sociosanitarie di valutazione previste dai rispettivi protocolli; - per i servizi di accoglienza di emergenza per minori, donne, e madri con bambini, alla direzione dei servizi territoriali della Fondazione. Al termine dell iter valutativo, l accesso ai servizi residenziali potrà avvenire: - tramite l accoglienza in una delle strutture a gestione diretta: qualora non ci siano posti immediatamente disponibili l accesso avverrà tramite l inserimento in una lista d attesa; - in casi di urgenza, definita espressamente nel PAP/PARG, e di indisponibilità dell offerta in zona, tramite l accoglienza in strutture fuori zona, appositamente convenzionate. In tal caso l ospitalità cessa al momento in cui si rende disponibile un posto in una delle Strutture della Zona16 I criteri puntuali di valutazione per il conferimento di un punteggio utile per essere inseriti in graduatoria per l accesso alle varie strutture, sono indicati in apposito documento approvato dal Consiglio di Indirizzo della FTSA. L accoglienza di tipo permanente presso le strutture residenziali a gestione diretta è disposta a tempo indeterminato, ma può essere revocata ai sensi di quanto stabilito dagli artt. 33 e 34 del presente regolamento. Art. 13 Requisiti per l accesso in RSA Sono requisiti essenziali per l accesso nelle Residenze Sanitarie Assistenziali a gestione diretta della Zona: - essere cittadini residenti nei Comuni dell Alta Valdelsa; - con età > 65 anni possedere la valutazione multidimensionale e il Piano Assistenziale Personalizzato a cura dell UVM in cui si prevede l inserimento in una RSA; - con età < 65 anni possedere la certificazione ai sensi della L.104/92 in situazione di gravità con patologia compatibile con la tipologia della struttura ed essere in possesso di PARG in cui si prevede l inserimento in una RSA. Art. 14 Requisiti per l accesso in R.A. Sono requisiti essenziali per l accesso nelle Residenze Assistite a gestione diretta della Zona: - essere cittadini residenti nei Comuni dell Alta Valdelsa; - con età > 65 anni possedere la valutazione multidimensionale e il Piano Assistenziale Personalizzato a cura dell UVM in cui si prevede l inserimento in una RA; - con età < 65 anni possedere la certificazione ai sensi della L.104/92 con patologia compatibile con la tipologia della struttura ed essere in possesso di PARG in cui si prevede l inserimento in una RA. Art. 15 Requisiti per l accesso alla C.A.P. Sono requisiti essenziali per l accesso nelle Comunità Alloggio Protette a gestione diretta della Zona: - essere cittadini residenti nei Comuni dell Alta Valdelsa; - avere un età compresa tra 18 e 64 anni; - possedere la certificazione attestante il riconoscimento handicap ai sensi della L.104/92; - 16-17 - possedere certificazione attestante il riconoscimento dell invalidità civile; - avere un Piano Abilitativo Riabilitativo Globale (PARG) a cura del GOM che preveda l inserimento in struttura. Art. 16 Requisiti specifici per l accesso al Modulo per le demenze prevalentemente di natura cognitivo-comportamentale L accesso al modulo è regolato dalle condizioni di bisogno dell anziano che vengono accertate con modalità multidimensionali che tengono conto di difficoltà organico-funzionali, cognitivo-comportamentali e sociorelazionali-ambientali, e rappresentate secondo indici di gravità. Per l accesso al modulo è prevista: - valutazione della demenza da parte della unità valutativa multidimensionale (U.V.M.). L organizzazione operativa e le regole di gestione delle strutture residenziali sono disciplinati dall apposito Regolamento di gestione dei servizi residenziali per anziani e dal Regolamento di gestione della CAP Il Mulino, approvati dal Consiglio di Indirizzo il Art. 17 Servizi Semi-residenziali I servizi diurni o semiresidenziali si rivolgono a diverse categorie di persone che, per il loro particolare stato di bisogno, hanno la necessità di: a) una maggiore intensità e continuità assistenziale e/o terapeutica durante il giorno, che non può essere garantita con le sole prestazioni domiciliari; b) inserimenti in contesti di socializzazione ed integrazione, per vincere la solitudine e favorire il mantenimento delle capacità residue di autonomia. Ogni centro orienta ed organizza le proprie attività con peculiari caratteristiche, in funzione dei bisogni specifici della propria utenza. I centri sono di norma aperti 5 o 6 giorni alla settimana, possono garantire punte di servizio nel week end per particolari motivi di bisogno, ed organizzano gli orari delle proprie attività secondo le necessità del tipo di servizio e di utenza. L accesso ai servizi semi-residenziali avviene, previa valutazione del bisogno, sempre su domanda dell interessato o dei familiari, secondo i seguenti iter: - 17-18 - nel caso di persone anziane ultrasessantacinquenni, all UVM per la valutazione del grado di non autosufficienza e l inserimento conseguente presso un centro diurno per anziani; - nel caso di persone disabili, già certificate ai sensi della Legge 104/92, al GOM (Gruppo Operativo Multidiciplinare) per l inserimento in un centro diurno per disabili; - nel caso di persone anziane autosufficienti o parzialmente autosufficienti, per le quali non sia necessario ricorrere alla valutazione dell UVM, alla Direzione dei Servizi residenziali della Fondazione per l inserimento in strutture semi-residenziali per persone con parziale autosufficienza. L accoglienza del singolo utente presso un centro diurno è disposta sulla base di un progetto individuale redatto dall assistente sociale e dall organo multidisciplinare eventualmente coinvolto. Tale progetto è soggetto a revisione periodica in base a quanto previsto nel progetto stesso. La revisione potrà prevedere modifiche nel progetto, nelle modalità e tempi di frequenza al centro e anche la revoca dell inserimento qualora non vi siano più le motivazioni che lo hanno determinato. L organizzazione degli orari, della attività e la gestione di ciascun centro diurno, sono disciplinati da un regolamento specifico di gestione, approvato dal Consiglio di Indirizzo della Fondazione. I dettagli dei criteri di valutazione sono indicati in apposito documento approvato dal Consiglio di Indirizzo della FTSA. Art. 18 I ricoveri temporanei Nelle RR.SS.AA. della Zona sono previsti da un numero minimodi 5 ad un massimo di 8 posti riservati ai ricoveri temporanei per i quali è predisposta apposita graduatoria. Il Direttore dell Area Servizi Residenziali e Semiresidenziali autorizza il ricovero del cittadino al posto di cui sopra, con le stesse modalità di cui al successivo art. 30. È indispensabile sia presente l impegno sottoscritto dal cittadino o suo familiare all uscita nella data concordata. L ospitalità temporanea avrà la durata massima di 3 mesi non prorogabile. Nella C.A.P. della Zona sono previsti posti per ricoveri temporanei, per i quali è predisposta apposita graduatoria, in numero stabilito annualmente dal Direttore Generale, su proposta del Gruppo di Valutazione Interno, in funzione dell equilibrio generale della struttura19 I ricoveri temporanei rispondono sia alla possibilità di offrire un sostegno a quelle famiglie che necessitano momenti di sollievo, al fine di prevenire ipotesi di accoglienza residenziale a lungo termine, sia una risposta a persone disabili che vogliono vivere un periodo di distacco dalla famiglia di origine per sperimentare una vita più autonoma. Il periodo di ospitalità sarà concordato con il Referente di struttura, precedentemente condiviso con l equipe di riferimento secondo il progetto individuale di intervento. È indispensabile sia presente l impegno sottoscritto dal cittadino o suo familiare all uscita nella data concordata. L ospitalità temporanea avrà la durata massima di 3 mesi non prorogabile. Nel Modulo per le demenze prevalentemente di natura cognitivocomportamentale l ospitalità è fornita in via temporanea, ai sensi di quanto disposto dalla delib.g.r.t. n. 402/2004. La durata del ricovero è indicata nel Piano Assistenziale Personalizzato predisposto dall UVG. Alla data indicata per la verifica, e comunque non oltre il terzo mese di permanenza, l UVM provvede ad una valutazione dell inserimento e, su indicazioni della struttura, formula un nuovo progetto di intervento che può prevedere un prolungamento del ricovero per un ulteriore periodo che verrà appositamente definito nel Piano. Art. 19 I ricoveri urgenti Nella C.A.P. sono previsti due posti letto per ricoveri urgenti. L utilizzo dei suddetti posti è vincolato alle seguenti condizioni (debitamente relazionate dall Assistente Sociale): - ricovero ospedaliero o decesso dell unico familiare impegnato nella cura del disabile; - condizioni abitative inadeguate; - situazioni in cui sia a rischio la tutela del disabile. Resta fermo il rispetto dei requisiti per l accesso di cui all art.15. L ammissione a tale modalità di ricovero può essere autorizzata in via provvisoria (max 1 mese) con provvedimento d urgenza del Direttore di Area Strutture Residenziali e Semi-residenziali. Art. 20 Servizio di trasporto sociale La Fondazione assicura, entro i limiti degli stanziamenti economici approvati anno per anno dal Consiglio di indirizzo, il servizio di trasporto - 19-20 sociale a favore di utenti impossibilitati all utilizzo autonomo dei mezzi pubblici. In particolare il servizio è rivolto a: - utenti disabili per la frequenza scolastica o dei centri diurni; - utenti anziani per la frequenza dei centri diurni; - utenti disabili, per un periodo transitorio, nei progetti di inserimento lavorativo. Gli utenti, o i loro familiari, che desiderino il servizio, devono farne richiesta all assistente sociale competente per territorio. Il Consiglio di indirizzo e le Giunte Comunali degli enti fondatori possono stabilire annualmente una quota di compartecipazione al servizio di trasporto per tutte o alcune specifiche categorie di utenti. Art. 21 Integrazione dei servizi La pianificazione e l organizzazione dei servizi territoriali, domiciliari, semiresidenziali e residenziali assicurati alle diverse categorie di utenti rispondono ad una precisa filosofia di massima integrazione: - con le competenze istituzionali e professionali della Azienda USL 7, assicurata dai percorsi valutativi ed autorizzativi integrati per tutti i servizi ad integrazione socio sanitaria; - territoriale per i cinque comuni della Valdelsa, assicurata dall unitarietà di regole di erogazione e dalla pari opportunità di accesso per tutti i cittadini dei cinque comuni; - tra i servizi a diversa intensità assistenziale, assicurata tramite un pieno ed armonioso collegamento tra i vari servizi, in modo che costituiscano per le diverse categorie di utenti, garanzia di continuità del percorso assistenziale, anche se articolato in diversi servizi secondo le necessità di ciascuno. Titolo Terzo L accesso Art. 22 Punti di accesso al sistema integrato La Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa, in accordo con la AUSL7 Zona alta Val D Elsa, ha stabilito punti unitari di accesso ai servizi collocati presso tutti i presidi territoriali socio-sanitari della Zona Vedere altro
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