Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-72-del-09062010.html
Timestamp: 2016-12-07 08:44:22+00:00
Document Index: 57811870

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 162', 'art. 171', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 615', 'art. 162', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 7']

Circolare INPS n. 72 del 09.06.2010
Provvedimento del Garante per la protezione
dei dati personali del 8/4/2010 in materia di videosorveglianza
SOMMARIO: Premessa. Provvedimento del Garante
privacy del 8/4/2010 in materia di videosorveglianza. 1. Posizionamento delle
telecamere. 2. Videosorveglianza integrata con altri Enti. 3. Verifiche
preliminari. 4. Misure di sicurezza. 5. Conservazione dei dati. 6. Diritti degli
interessati. 7. Adeguamento
L'Autorità garante per
la protezione dei dati personali, con provvedimento datato 8 aprile 2010, ha
disposto nuove regole per l'uso dei sistemi di video sorveglianza.
I dirigenti delle strutture in indirizzo, in qualità
di responsabili del trattamento dei dati, avranno cura di dare attuazione alle
prescrizioni impartite dall'Autorità, sovrintendendo all'intero processo di
trattamento dei dati raccolti attraverso il sistema di videosorveglianza, dalla
acquisizione fino all'eventuale cessazione o distruzione, seguendo le istruzioni
di cui alla circolare n. 50 del
1. Posizionamento delle telecamere.
Nel merito, il provvedimento del Garante ribadisce
il principio secondo il quale i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate
devono essere informati, con appositi cartelli, che forniscano gli elementi
previsti dall'art. 13 del codice privacy e il cui modello semplificato, allegato
al presente messaggio, è peraltro già stato individuato dalla stessa Autorità
con provvedimento del 2004.
In relazione ai supporti recanti l'informativa, il
Garante ha tuttavia operato alcune precisazioni:
- devono essere collocati prima del raggio
d'azione della telecamera, anche nelle sue immediate vicinanze ma non
necessariamente a contatto con gli impianti;
- devono avere un formato ed un
posizionamento tale da essere visibili in ogni condizione di illuminazione
ambientale, anche in orario notturno se il servizio di videosorveglianza è
- devono informare esplicitamente e
chiaramente se le immagini sono soltanto rilevate o anche registrate.
Il numero naturalmente potrà variare in considerazione
della vastità dell'area oggetto di rilevamento e delle modalità di riprese.
L'Autorità ritiene auspicabile che l'informativa, resa
in forma semplificata, rinvii a un testo completo contenente tutti gli elementi
di cui all'art. 13, comma 1, del Codice privacy, disponibile senza oneri per
l'interessato, con modalità facilmente accessibili quali strumenti informatici
e telematici. Le Sedi potranno pertanto pubblicare l'informativa completa sul
sito di riferimento o in apposite bacheche ritenute adatte allo scopo.
I responsabili o un loro incaricato sono tenuti
all'occorrenza a fornire, anche oralmente, un'informativa adeguata circa il
trattamento dei dati rilevati o registrati. Nel posizionare le telecamere, il Garante ribadisce il
necessario rispetto dell'art. 4 dello Statuto dei lavoratori che vieta i
controlli a distanza. Non devono quindi essere effettuate riprese al fine di
verificare l'osservanza dei doveri di diligenza, quali il rispetto dell'orario
di lavoro o la correttezza nell'esecuzione della prestazione lavorativa (ad es.
orientando la telecamera sul badge).
Qualora si renda assolutamente necessario, per motivi
di sicurezza o esigenze organizzative o produttive, indirizzare la telecamere
verso i lavoratori, queste potranno essere istallate soltanto previo accordo con
le RSU. In difetto di accordo, su istanza del dirigente responsabile, si
seguirà la procedura prevista dallo stesso art. 4 della legge 20 maggio 1970,
n. 300 (v., altresì, artt. 113 e 114 del Codice; art. 8 l. n. 300/1970 cit.;
art. 2 d.lgs. n. 165/2001).
Si ricorda, che il mancato rispetto di tali
disposizioni comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita
dall'art. 162, comma 2-ter, del Codice. Inoltre, l'utilizzo di sistemi di
videosorveglianza preordinati al controllo a distanza dei lavoratori o ad
effettuare indagini sulle loro opinioni integra la fattispecie di reato prevista
dall'art. 171 del Codice.
Sotto un diverso profilo, eventuali riprese televisive
sui luoghi di lavoro per documentare attività od operazioni solo per scopi
divulgativi o di comunicazione istituzionale o aziendale, e che vedano coinvolto
il personale dipendente, possono essere assimilati ai trattamenti temporanei
finalizzati alla pubblicazione occasionale di articoli, saggi ed altre
manifestazioni del pensiero. In tal caso, alle stesse si applicano le
disposizioni sull'attività giornalistica contenute nel Codice (artt. 136 e
ss.), fermi restando, comunque, i limiti al diritto di cronaca posti a tutela
della riservatezza, nonché l'osservanza del codice deontologico per l'attività
giornalistica ed il diritto del lavoratore a tutelare la propria immagine
opponendosi, per motivi legittimi, alla sua diffusione (art. 7, comma 4, lett.
a), del Codice).
2. Videosorveglianza integrata con altri Enti.
L'attività di videosorveglianza potrà essere
svolta anche in forma integrata con altri Enti tramite la compartecipazione ad
un medesimo sistema di rilevazione, al fine di economizzare risorse e mezzi
impiegati nell'espletamento delle più diverse attività istituzionali.
In tal caso, l'Autorità ha individuato specifiche
a) l'utilizzo condiviso, in forma integrale
o parziale, di sistemi di videosorveglianza tramite la medesima infrastruttura
tecnologica deve essere configurato con modalità tali da permettere ad ogni
singolo ente e, in taluni casi, anche alle diverse strutture organizzative
dell'ente, l'accesso alle immagini solo nei termini strettamente funzionali allo
svolgimento dei propri compiti istituzionali, evitando di tracciare gli
spostamenti degli interessati e di ricostruirne il percorso effettuato;
b) nei casi in cui un "centro"
unico gestisca l'attività di videosorveglianza per conto di diversi soggetti
pubblici, i dati personali raccolti dovranno essere trattati in forma
differenziata e rigorosamente distinta, in relazione alle competenze
istituzionali della singola pubblica amministrazione.
ll responsabile del trattamento, previa informazione
alla Direzione centrale organizzazione, è tenuto a richiedere una verifica
preliminare all'Autorità fuori dalle predette ipotesi, ed in tutti i casi in
cui i trattamenti effettuati tramite sistemi integrati di videosorveglianza
hanno natura e caratteristiche tali per cui le misure e gli accorgimenti sopra
individuati non siano integralmente applicabili, in relazione alla natura dei
dati o alle modalità del trattamento, agli effetti che possono determinare o, a
maggior ragione, con riferimento a quei sistemi per i quali è comunque
3. Verifiche preliminari
Nel rispetto dell'art. 17 del Codice privacy,
l'Autorità garante ribadisce la necessità di chiedere una verifica preliminare
allorquando l'attività di videosorveglianza possa comportare dei rischi
specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità
degli interessati, in relazione alla natura dei dati, alle modalità di
trattamento e agli effetti che può determinare.
Nei casi in cui, secondo le prescrizioni del Garante
compiutamente descritte al punto 3.2.1 del provvedimento in analisi, debba
procedersi ad adire l'Autorità mediante interpello, i responsabili ne daranno
preventiva comunicazione alla Direzione Centrale Organizzazione.
I responsabili del trattamento dei dati dovranno
verificare l'attività espletata da parte di chi accede alle immagini o
controlla i sistemi di ripresa.
Dovranno, altresì, assicurarsi che i dati raccolti
siano protetti con idonee e preventive misure di sicurezza, riducendo al minimo
i rischi di distruzione, di perdita, anche accidentale, di accesso non
autorizzato, di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della
raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini (artt. 31 e ss.
Segnatamente, il provvedimento del Garante stabilisce
che le misure di sicurezza dovranno essere rispettose dei seguenti principi:
a) in presenza di differenti competenze
specificatamente attribuite ai singoli operatori devono essere configurati
diversi livelli di visibilità e trattamento delle immagini. Laddove
tecnicamente possibile, in base alle caratteristiche dei sistemi utilizzati, i
predetti soggetti, designati incaricati o, eventualmente, responsabili del
trattamento, devono essere in possesso di credenziali di autenticazione che
permettano di effettuare, a seconda dei compiti attribuiti ad ognuno, unicamente
le operazioni di propria competenza;
b) laddove i sistemi siano configurati per
la registrazione e successiva conservazione delle immagini rilevate, deve essere
altresì attentamente limitata la possibilità, per i soggetti abilitati, di
visionare non solo in sincronia con la ripresa, ma anche in tempo differito, le
immagini registrate e di effettuare sulle medesime operazioni di cancellazione o
c) per quanto riguarda il periodo di
conservazione delle immagini devono essere predisposte misure tecniche od
organizzative per la cancellazione, anche in forma automatica, delle
registrazioni, allo scadere del termine previsto;
d) nel caso di interventi derivanti da
esigenze di manutenzione, occorre adottare specifiche cautele; in particolare, i
soggetti preposti alle predette operazioni possono accedere alle immagini solo
se ciò si renda indispensabile al fine di effettuare eventuali verifiche
tecniche ed in presenza dei soggetti dotati di credenziali di autenticazione
abilitanti alla visione delle immagini;
e) qualora si utilizzino apparati di
ripresa digitali connessi a reti informatiche, gli apparati medesimi devono
essere protetti contro i rischi di accesso abusivo di cui all'art. 615-ter del
f) la trasmissione tramite una rete
pubblica di comunicazioni di immagini riprese da apparati di videosorveglianza
deve essere effettuata previa applicazione di tecniche crittografiche che ne
garantiscano la riservatezza; le stesse cautele sono richieste per la
trasmissione di immagini da punti di ripresa dotati di connessioni wireless
(tecnologie wi-fi, wi-max, Gprs).
Nei casi in cui sia stato scelto un sistema che
preveda la conservazione delle immagini, in applicazione del principio di
proporzionalità, l'eventuale conservazione temporanea dei dati deve essere
commisurata al tempo necessario - e predeterminato - a raggiungere la finalità
perseguita.
La conservazione deve essere limitata a poche ore o, al
massimo, alle ventiquattro ore successive alla rilevazione, fatte salve speciali
esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di
uffici, nonché nel caso in cui si deve aderire ad una specifica richiesta
investigativa dell'autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria.
Solo in presenza di peculiari esigenze tecniche, può
consentirsi la conservazione dei dati per un tempo comunque non superiore alla
settimana. La struttura provvederà a manifestare tali eccezionali esigenze alla
Direzione Centrale Organizzazione. Allo stesso modo, in tutti i casi in cui si
voglia procedere a un allungamento dei tempi di conservazione per un periodo
superiore alla settimana, il responsabile dovrà inoltrare richiesta alla
Direzione Centrale Organizzazione che provvederà a sottoporla alla prevista
verifica preliminare del Garante.
La richiesta, nel rispetto del principio di
proporzionalità, dovrà essere adeguatamente motivata con riferimento ad una
specifica esigenza di sicurezza perseguita, in relazione a concrete situazioni
di rischio riguardanti eventi realmente incombenti e per il periodo di tempo in
cui venga confermata tale eccezionale necessità. La congruità del periodo di
conservazione può altresì dipendere dalla necessità di aderire ad una
specifica richiesta di custodire o consegnare una copia specificamente richiesta
dall'autorità giudiziaria o dalla polizia giudiziaria in relazione ad
un'attività investigativa in corso.
Il sistema impiegato deve essere programmato in modo da
operare al momento prefissato l'integrale cancellazione automatica delle
informazioni da ogni supporto allo scadere del termine previsto, anche mediante
sovra-registrazione, con modalità tali da rendere non riutilizzabili i dati
cancellati. In presenza di impianti basati su tecnologia non digitale o comunque
non dotati di capacità di elaborazione tali da consentire la realizzazione di
meccanismi automatici di eliminazione dei dati registrati, la cancellazione
delle immagini dovrà comunque essere effettuata nel più breve tempo possibile.
Il mancato rispetto dei tempi di conservazione delle
immagini raccolte e del correlato obbligo di cancellazione di dette immagini
oltre il termine previsto comporta l'applicazione della sanzione amministrativa
stabilita dall'art. 162, comma 2-ter, del Codice.
Si ribadisce il rispetto del Codice privacy, in
materia di diritto alla protezione dei dati personali. Pertanto, dovrà essere
assicurato agli interessati identificabili l'effettivo esercizio dei propri
diritti, in particolare quello di accedere ai dati che li riguardano, di
verificare le finalità, le modalità e la logica del trattamento (art. 7 del
La risposta ad una richiesta di accesso a dati
conservati deve riguardare tutti quelli attinenti al richiedente identificabile
e può comprendere eventuali dati riferiti a terzi solo nei limiti previsti dal
Codice, ovvero nei soli casi in cui la scomposizione dei dati trattati o la
privazione di alcuni elementi renda incomprensibili i dati personali relativi
all'interessato (art. 10, comma 5, del Codice).
In riferimento alle immagini registrate non è in
concreto esercitabile il diritto di aggiornamento, rettificazione o integrazione
in considerazione della natura intrinseca dei dati raccolti, in quanto si tratta
di immagini raccolte in tempo reale riguardanti un fatto obiettivo (art. 7,
comma 3, lett. a), del Codice). Viceversa, l'interessato ha diritto di ottenere
il blocco dei dati qualora essi siano trattati in violazione di legge (art. 7,
comma 3, lett. b), del Codice).
7. Adeguamento.
L'Inps è tenuto ad attenersi a queste nuove
prescrizioni, nei termini previsti dallo stesso provvedimento. In caso
contrario, il trattamento dei dati risulterà illecito oppure non corretto
comportando l'applicazioni di sanzioni.
Per tutto quanto non previsto dal presente massaggio,
in particolare per lipotesi di servizi si videosorveglianza collegati alle
forze di polizia, si rimanda al provvedimento del 8/04/2010, allegato.
Segnatamente, si richiama l'attenzione al modello dei
cartelli da posizionare secondo le nuove disposizioni e in cui dovrà
sostituirsi il termine "registrazione" a quello di
"rilevazione" nel caso in cui le immagini non vengano registrate.
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