Source: http://www.sindacatofsi.it/2014/06/03/circolare-n-5-del-4-marzo-2014-ministero-lavoro-e-del-lavoro/
Timestamp: 2018-07-22 18:43:41+00:00
Document Index: 84732821

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 3', 'art.13', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 18']

Circolare n. 5 del 4 marzo 2014 – Ministero Lavoro e del Lavoro | Sindacato FSI
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Circolare n. 5 del 4 marzo 2014 – Ministero Lavoro e del Lavoro
Partenza – Roma, 04/03/2014
Prot. 31 /0001 261
Oggetto: art. 14, D.L. n. 145/2013 (conv. da L. n. 912014) – misure di contrasto al lavoro sommerso e irregolare – maxisanzione, revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale e sanzioni per violazione della disciplina in materia di durata media dell’orario di lavoro e di riposi giornalieri e settimanali.
La L. n. 9/2014, entrata in vigore il 22 febbraio u.s., ha convertito il D.L. n. 14512013 che, all’art. 14, ha previsto una maggiorazione delle sanzioni amministrative concernenti l’occupazione di lavoratori “in nero”, la violazione della disciplina in materia di durata media dell’orario di lavoro e di riposi giornalieri e settimanali nonché una maggiorazione delle “somme aggiuntive” da versare ai fini della revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008.
In relazione alla c.d. maxisanzione per il lavoro “nero” il Legislatore ha previsto che “l’importo delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, e successive modificazioni (. . .), è aumentato del 30 per cento.In relazione alla violazione prevista dal citato articolo 3 del decreto legge n. 12 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 73 del 2002, non si applica la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e successive modificazioni.Restano soggette alla procedura di diffida le violazioni commesse prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.
a) in relazione alle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del D.L. n. l45/2013 (cioè prima del 24 dicembre 2013) si applicherà evidentemente la pregressa disciplina, sia per quanto concerne gli importi sanzionatori sia per quanto concerne l’applicazione della diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 12412004;
b) in relazione alle violazioni commesse a far data dall’entrata in vigore del citato D.L. n.145/2013 e sino al giorno antecedente alla data di entrata in vigore della legge di conversione n. 9/2014 (cioè dal 24 dicembre 2013 e sino al 21 febbraio 2014 compreso), si applicheranno le sanzioni amministrative già previste dall’art. 3 del D.L. n. 1212002 aumentate del 3096, sia per la parte fissa che per la parte variabile (v. tabella allegata), nonché la procedura di diffida di cui all’art.13 del D.Lgs. n. 12412004. Sul punto, infatti, il Legislatore ha infatti inteso mantenere, in sede di conversione del D.L. n. 14.512013, l’aumento delle citate sanzioni, limitandosi a specificare la perdurante applicabilità della procedura di diffida sino alla entrata in vigore della L. n. 9/2014;
C) in relazione alle violazioni commesse a far data dall’entrata in vigore della L. n. 9/2014 (ossia a far data dal 22 febbraio u.s.), si applicheranno le sanzioni amministrative già previste dall’art. 3 del D.L. n. 12/2012 aumentate del 30%, sia per la parte fissa che per la parte variabile (v.tabella allegata) ma non la procedura di diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004.
Diversamente da quanto inizialmente previsto dal D.L. n. 14512013, la legge di conversione
ha previsto una duplicazione (e non una decuplicazione) degli importi sanzionatori legati alla violazione delle disposizioni in materia di orario medio settimanale, riposi giornalieri e settimanali di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 18-bis del D.Lgs. n. 6612013.
Inoltre, in sede di conversione, il Legislatore ha altresì stabilito che tale minor aggravio degli importi sanzionatori trova applicazione in relazione alle violazioni commesse sin dall’entrata in vigore del citato D.L. n. 14512013 (cioè dal 24 dicembre 2013).
– la durata media dell’orario di lavoro “deve .essere calcoluiu con rferimento a un periodo non superiore a quattro mesi” (superiore se previsto dalla contrattazione collettiva);
– il riposo settimanale “è calcolato come vnediu in un periodo non superiore a quuttordici giorni”;
– il riposo giornaliero deve essere fruito “ogni venfiquattro ore”.
Si ricorda da ultimo che il Legislatore ha previsto che i maggiori introiti derivanti dall’incremento delle sanzioni in questione saranno versati ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo sociale per occupazione e formazione e ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro “nel limite massimo di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014, destinato a misure, da definire con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ,finalizzate ad una più efficiente utilizzazione del personale ispettivo sull’intero territorio nazionale, ad una maggiore efficacia, anche attraverso interventi di carattere organizzativo, della vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, nonché alla realizzazione di iniziative di contrasto del lavoro sommerso e irregolare”.