Source: https://fiscomania.com/polizza-vita-estera/?amp
Timestamp: 2020-04-05 16:17:15+00:00
Document Index: 109215617

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 45', 'art. 44', 'art. 26', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 44', 'art. 1']

La Polizza Vita Estera: modalità di tassazione del contratto stipulato con una compagnia di assicurazione estera. Modalità di tassazione dei proventi nel quadro RM. Compilazione del quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale, IVAFE e pagamento dell’imposta di bollo. Tutte le informazioni utili.
Di seguito, quindi, andrò ad analizzare le modalità di tassazione della Polizza Vita Estera stipulata da un contribuente residente fiscalmente in Italia.
Polizza Vita Estera
Le compagnie di assicurazione estere in Italia
Polizza Vita Estera: la disciplina fiscale
Proventi derivanti dalla Polizza Vita Estera
Contratti assicurativi con rimborso di capitale
Polizza vita estera: come si determina il reddito tassabile?
Polizza Vita Estera: l’imposta di bollo
Polizza Vita Estera: monitoraggio fiscale nel quadro RW
Modalità di compilazione del quadro RW per le polizze estere
Prassi sul monitoraggio fiscale di una polizza vita estera
Nel caso in cui un soggetto residente abbia stipulato un contratto di assicurazione con un’impresa estera operante in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi, l’articolo 26-ter, comma 3, del DPR n. 600/73 prevede che sia quest’ultima ad operare il prelievo sostitutivo del 26% sui redditi di capitale percepiti. Al contrario, tutti gli altri casi è necessario distinguere a seconda della tipologia di compagnie assicurative.
Si tratta di contratti di assicurazione che garantiscono il pagamento per il caso di morte o di sopravvivenza o di entrambi di una prestazione in forma di capitale o di rendita collegata al valore di:
Da un punto di vista fiscale la prima domanda che dobbiamo porci è se un contratto Unit Linked o Index Linked possa essere considerato come un contratto di assicurazione sulla vita.
La risposta deve ritenersi positiva, in quanto l’aspetto fiscale, in questi casi, ricalca quello civilistico. Questo anche se le relative prestazioni dipendono dal rischio demografico per una percentuale ridotta.
Pertanto i redditi derivanti da tali contratti sono qualificabili come redditi di capitale. Questo ai sensi delle lett. g-quater) e g-quinquies) dell’art. 44, comma 1, del DPR n. 917/86.
Inoltre, l’Agenzia delle entrate ha espressamente confermato che rientrano tra i “redditi compresi nei capitali corrisposti o che si considerano corrisposti, ai sensi dell’art. 45, comma 1, del DPR n. 917/86 in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione”, anche le
“assicurazioni sulla durata della vita umana le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento”
I redditi dei contratti che prevedono come prestazione principale l’erogazione di un capitale, anche se convertibile in una rendita dietro l’esercizio di opzione, sono qualificabili come redditi di capitale. Questo, ai sensi della lett. g-quater) dell’art. 44, comma 1, del DPR n. 917/86.
Questi redditi devono essere assoggettati ad imposta sostitutiva del 26% nel periodo d’imposta in cui siano corrisposti. Questo, ai sensi del comma 1 dell’art. 26-ter del DPR n. 600/73.
Contratti assicurativi con rendita vitalizia
Si tratta anche in questo caso della ritenuta 26% sul risultato di gestione maturato in ciascun periodo d’imposta compreso nel periodo di costituzione della rendita vitalizia. Questo, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 47/2000.
Contratti assicurativi stipulati con imprese non residenti
Per contro, sempre ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 47/2000, i redditi dei predetti contratti conclusi con imprese di assicurazioni non residenti operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi sono qualificabili come redditi di capitale. Questo ai sensi della lett. g-quater) dell’art. 44, comma 1, del DPR n. 917/86. Tali contratti devono essere assoggettati dagli stessi beneficiari ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi del 26%.
L’imposta sostitutiva deve applicarsi nel periodo d’imposta in cui è maturato il diritto alla prestazione.
Il redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti assicurazione sulla vita e di capitalizzazione si determinano come differenza tra:
L’ammontare percepito al riscatto;
L’ammontare dei premi versati.
Questo è quanto prevede il comma 4 dell’articolo 45 del DPR n 917/86.
Sul punto deve essere ricordato quanto disposto dall’articolo 34 del DPR n 601/73 (riformulato dai commi 658 e 659 dell’art. 1 della Legge n 190/14). Secondo questa disposizione sono esenti da IRPEF:
“i capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita in dipendenza del rischio demografico”.
Come espressamente indicato nelle istruzioni di compilazione del modello Redditi persone fisiche, il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale, dalle persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero ed attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale. Questo, indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione e, in ogni caso, ai fini dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (Ivafe).
Sullo specifico punto è intervenuta l’Agenzia delle entrate, con la risposta all’interpello n. 300 del 23 luglio 2019, ove è stato chiarito che deve essere assolto l’obbligo di monitoraggio delle attività finanziarie detenute all’estero anche nel caso di una polizza vita dalla quale scaturisce la liquidazione di una determinata somma.
In merito si precisa che la compagnia assicuratrice non ha applicato alcuna imposta sostitutiva e che le somme sono state accreditate su un conto corrente estero.
L’Agenzia delle entrate ha chiarito che il contribuente deve assoggettare ad imposizione i redditi percepiti, indicando nel quadro RM del modello Redditi Persone Fisiche l’ammontare del reddito al lordo delle eventuali ritenute subite. Questo con applicazione dell’aliquota vigente nei periodi di maturazione sulla base di quanto certificato dalla compagnia assicuratrice erogante.
Inoltre l’incasso della polizza da parte dell’assicurato determina anche la chiusura del rapporto contrattuale e, conseguentemente, il contribuente non dovrà compilare i quadri RM e/o RW del modello Redditi.
Con riferimento all’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero (IVAFE), in presenza di attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera imponibili in Italia, deve essere compilato il quadro RW del modello di dichiarazione.
Questo obbligo che sussiste anche in presenza di polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione. Il tutto, sempreché la compagnia estera:
Non abbia optato per l’applicazione dell’imposta sostitutiva e dell’imposta di bollo e che
Non sia stato conferito ad un intermediario finanziario italiano l’incarico di regolare tutti i flussi connessi con l’investimento, il disinvestimento e il pagamento dei proventi.
I proventi della polizza assicurativa incassata all’estero devono così confluire nel modello RW ove va riportato, quale valore finale, l’intero importo accreditato da parte della compagnia assicuratrice.
Particolari difficoltà si pongono anche per il contribuente che ha sottoscritto una polizza estera senza l’intervento di un intermediario residente. Per tale contribuente scatta l’obbligo:
Di indicazione del valore iniziale e finale della Polizza Vita Estera nel quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale;
Del pagamento dell’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere (IVAFE);
Della dichiarazione del reddito di capitale eventualmente derivante dalla differenza positiva tra valore di riscatto e valore dei premi pagati.
Tutti questi adempimenti coinvolgono più quadri reddituali del modello Redditi PF e per questo motivo è consigliabile farsi assistere da un dottore Commercialista esperto in questo ambito.
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