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Timestamp: 2020-08-15 17:25:27+00:00
Document Index: 1996701

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Studio Sabatini Tota Legge n. 76/2016 (Cirinna') sulle unioni civili e sulle convivenze. - Studio Sabatini Tota
Legge n. 76/2016 (Cirinna’) sulle unioni civili e sulle convivenze.
Sintesi e linee guida
a cura dell’avv. Maria Pia Sabatini
La prima parte del testo istituisce un nuovo istituto di diritto pubblico, ossia l’unione civile tra persone dello stesso sesso. Per differenziarle dal matrimonio (art. 29 Cost.), vengono qualificate come “specifiche formazioni sociali” e avvalorate dall’art. 2 Cost., relativo ai diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali e all’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso, e dall’art. 3 pari dignità sociale dei cittadini senza distinzione di sesso. Nella seconda parte,invece, sono regolati i rapporti delle coppie conviventi more uxorio, sia eterosessuali che omosessuali.
SOGGETTI: persone maggiorenni dello stesso sesso
PROCEDURA: mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. E’ prevista la registrazione degli atti nell’archivio dello stato civile.
CONTENUTO ATTO DI COSTITUZIONE DEL VINCOLO:
i dati anagrafici delle parti,
l’indicazione del regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni
l’identità e la residenza dei testimoni.
CAUSE IMPEDITIVE E DI NULLITÀ:
l’interdizione per infermità di mente;
la sussistenza di rapporti di affinità o parentela;
DIFFERENZE CON IL MATRIMONIO:
l’assenza delle pubblicazioni;
la mancanza dell’obbligo di fedeltà.
SCIOGLIMENTO DELL’UNIONE CIVILE: viene regolamentato dalle norme sul divorzio per analogia. Ulteriore causa è la rettificazione di attribuzione di sesso a seguito di sentenza.
SOGGETTI: due persone (dello stesso sesso o di sesso diverso), maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile che non intendono (o non possono) legarsi con un vincolo matrimoniale o di unione civile.
INIZIO DELLA STABILE CONVIVENZA: dalla data di iscrizione della famiglia anagrafica. Il Regolamento Anagrafico della Popolazione Residente (Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223)prevede, all’articolo 13, che i soggetti effettuino dichiarazioni anagrafiche quali la costituzione di nuova famiglia o di nuova convivenza, mediante apposita”modulistica per effettuare le dichiarazioni anagrafiche” predisposta dal Dipartimento Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ed adottata da ogni Comune. Per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune (unico nucleo familiare) (art. 4)
– diritto reciproco di visita, di assistenza in caso di malattia o ricovero
diritto di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate
facoltà di farsi rappresentare con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; ovvero in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.
il diritto di abitazione per convivente superstite – in caso di morte – per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza se superiore a due anni fino ad un massimo di cinque anni.
Facoltà di succedere nel contratto di locazione della casa di comune residenza nel caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto.
diritto all’inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare.
Diritti previsti per coniuge dall’ordinamento penitenziario in caso di carcerazione.
diritto al mantenimento per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza in caso di bisogno e se non è in grado di provvedervi.
diritto di partecipazione agli utili commisurata al lavoro prestato nell’impresa gestita dall’altro convivente. Non sussiste in caso di un rapporto di società o di lavoro subordinato.
RAPPORTI PATRIMONIALI: possono essere regolati mediante un contratto di convivenza stipulato di fronte a un notaio o un avvocato, che preveda:
il regime patrimoniale della comunione dei beni (si può optare anche successivamente per altro regime).
se tra soggetti legati tra loro da vincoli di parentela, affinità e adozione;
se una delle parti è una persona minore di età, salvi i casi di autorizzazione del tribunale;
se effettuata da persona interdetta giudizialmente;
in caso di condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.
(GU n.118 del 21-5-2016)
c) la sussistenza tra le parti dei rapporti di cui all’articolo 87, primo comma, del codice civile; non possono altresi’ contrarre unione civile tra persone dello stesso sesso lo zio e il nipote e la zia e la nipote; si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo
87;d) la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altra parte; se e’ stato disposto soltanto rinvio a giudizio ovvero sentenza di condanna di primo o secondo grado ovvero una misura cautelare la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso e’ sospesa sino a quando non e’ pronunziata sentenza di proscioglimento.
6. L’unione civile costituita in violazione di una delle cause impeditive di cui al comma 4, ovvero in violazione dell’articolo 68 del codice civile, puo’ essere impugnata da ciascuna delle parti dell’unione civile, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano per impugnarla un interesse legittimo e attuale. L’unione civile costituita da una parte durante l’assenza
dell’altra non puo’ essere impugnata finche’ dura l’assenza. 7. L’unione civile puo’ essere impugnata dalla parte il cui consenso e’ stato estorto con violenza o determinato da timore di eccezionale gravita’ determinato da cause esterne alla parte stessa. Puo’ essere altresi’ impugnata dalla parte il cui consenso e’ stato dato per effetto di errore sull’identita’ della persona o di errore essenziale su qualita’ personali dell’altra parte. L’azione non puo’ essere proposta se vi e’ stata coabitazione per un anno dopo che e’ cessata la violenza o le cause che hanno determinato il timore ovvero sia stato scoperto l’errore. L’errore sulle qualita’ personali e’ essenziale qualora, tenute presenti le condizioni dell’altra parte, si accerti che la stessa non avrebbe prestato il suo consenso se le
avesse esattamente conosciute e purche’ l’errore riguardi: a) l’esistenza di una malattia fisica o psichica, tale da impedire
lo svolgimento della vita comune; b) le circostanze di cui all’articolo 122, terzo comma, numeri 2),
3) e 4), del codice civile. 8. La parte puo’ in qualunque tempo impugnare il matrimonio o
l’unione civile dell’altra parte. Se si oppone la nullita’ della prima unione civile, tale questione deve essere preventivamente giudicata.
16. La violenza e’ causa di annullamento del contratto anche quando il male minacciato riguarda la persona o i beni dell’altra parte
dell’unione civile costituita dal contraente o da un discendente o ascendente di lui.
b) modifica e riordino delle norme in materia di diritto internazionale privato, prevedendo l’applicazione della disciplina dell’unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che
abbiano contratto all’estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo;
40. Ciascun convivente di fatto puo’ designare l’altro quale suo
rappresentante con poteri pieni o limitati: a) in caso di malattia che comporta incapacita’ di intendere e di
volere, per le decisioni in materia di salute; b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le
modalita’ di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie. 41. La designazione di cui al comma 40 e’ effettuata in forma scritta e autografa oppure, in caso di impossibilita’ di redigerla,
alla presenza di un testimone. 42. Salvo quanto previsto dall’articolo 337-sexies del codice
civile, in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni.
52. Ai fini dell’opponibilita’ ai terzi, il professionista che ha ricevuto l’atto in forma pubblica o che ne ha autenticato la sottoscrizione ai sensi del comma 51 deve provvedere entro i successivi dieci giorni a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe ai sensi degli articoli
5 e 7  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
b) in violazione del comma 36; c) da persona minore di eta’; d) da persona interdetta giudizialmente; e) in caso di condanna per il delitto di cui all’articolo 88 del
codice civile. 58. Gli effetti del contratto di convivenza restano sospesi in
pendenza del procedimento di interdizione giudiziale o nel caso di rinvio a giudizio o di misura cautelare disposti per il delitto di cui all’articolo 88 del codice civile, fino a quando non sia pronunciata sentenza di proscioglimento.
59. Il contratto di convivenza si risolve per: a) accordo delle parti; b) recesso unilaterale; c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente
ed altra persona; d) morte di uno dei contraenti. 60. La risoluzione del contratto di convivenza per accordo delle
parti o per recesso unilaterale deve essere redatta nelle forme di cui al comma 51. Qualora il contratto di convivenza preveda, a norma del comma 53, lettera c), il regime patrimoniale della comunione dei beni, la sua risoluzione determina lo scioglimento della comunione medesima e si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile. Resta in ogni caso ferma la competenza del notaio per gli atti di trasferimento di diritti reali immobiliari comunque discendenti dal contratto di convivenza.
61. Nel caso di recesso unilaterale da un contratto di convivenza il professionista che riceve o che autentica l’atto e’ tenuto, oltre che agli adempimenti di cui al comma 52, a notificarne copia all’altro contraente all’indirizzo risultante dal contratto. Nel caso in cui la casa familiare sia nella disponibilita’ esclusiva del
recedente, la dichiarazione di recesso, a pena di nullita’, deve contenere il termine, non inferiore a novanta giorni, concesso al convivente per lasciare l’abitazione.
67. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base dei dati comunicati dall’INPS, provvede al monitoraggio degli oneri di natura previdenziale ed assistenziale di cui ai commi da 11 a 20 del presente articolo e riferisce in merito al Ministro dell’economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in
procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 66, il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, provvede, con proprio decreto, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall’attivita’ di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente aventi la natura di spese rimodulabili, ai sensi dell’articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nell’ambito dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.