Source: http://www.francocroppi.it/precisazioni-del-ministero-dellinterno-sullautotrasporto-merci-computo-delle-attivita-diverse-dalla-giuda/
Timestamp: 2019-04-24 04:02:39+00:00
Document Index: 54020572

Matched Legal Cases: ['art. 174', 'art. 174', 'art. 174', 'art. 174', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 174', 'art. 174', 'art. 174', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 174', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 54', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 174', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 26']

Precisazioni del Ministero dell’Interno sull’autotrasporto merci – Computo delle attività diverse dalla giuda | Franco Croppi
By Franco Croppi / 19 feb 2014 / Nessun Commento
Analisi del disco cronotachigrafo
Il Regolamento CE n. 561/2006 del Parlamento Europeo tratta dei tempi di guida e riposo dei conducenti degli automezzi.
Possiamo riassumere, nella tabella sottostante, quanto indicato
controlli tempo max deroghe-note
guida in 24 ore 9 ore 10 ore max 2 volte alla settimana
guida in 6 periodi da 24 ore (settimana) 54 ore 56 se le ore sono 10
guida in 2 settimane (12 periodi) 90 ore se prima settimana 56 ore,
seconda settimana solo 34 ore
ogni 4,30 ore 45 minuti 15 minuti + 30 all’interno
delle 4,30 ore
riposo in 24 ore 11 ore8 ore + 4 9 ore max 3 volte a settimana (ore mancanti da recuperare
entro fine settimana successiva)
riposo in una settimana 45 ore 36 ore se interno al veicolo, 24 se fuori (ore mancanti da recuperare entro fine terza settimana successiva)
riposo in caso di 2 autisti ogni 30 ore 8 ore di fermo la guida va alternata per ciascuno con 4 step da 4,30I
In linea teorica il problema è di facile risoluzione quando, nella guida giornaliera, l’autista esegue tratti guidati continuativi per le 4.30 ore seguito da una sosta di 45 minuti o, in alternativa una sosta di 30 minuti all’interno delle ore 4,30 oltre a successivi 15 minuti (al termine).
La difficoltà di valutazione nasce quando, per necessità di lavoro, le ore di guida sono intramezzate da brevi ma multeplici soste.
E’ il caso dei corrieri che sono costretti, pur anche per brevi tempi (5-8-10 minuti) alla sosta per la consegna o il ritiro di corrispondenza e/o pacchi.
Per chiarezza si riporta foglio cronotachigrafo di un mezzo utilizzato per detta tipologia di lavoro.
Partenza ore 13.22
S1 = sosta limitata addebitabile al traffico
S2 = sosta da 13.48 a 14.06 = 18 minuti
S4 – S5 = sosta da 14.29 a 14.42 = 13 minuti
S6 = sosta da 15.02 a 15.09 = 7 minuti
S7 = sosta da 15.09 a 15.11 = 3 minuti
S8 = sosta da 15.52 a 15.57 = 5 minuti
S9 = sosta da 16.08 a 16.14 = 6 minuti
S10 = sosta da 16.26 a 16.30 = 4 minuti
S11 = sosta da 16.47 a 16.52 = 5 minuti
S12 = sosta da 16.48 a 16.53 = 5 minuti
S13 = sosta da 17.24 a 17.30 = 6 minuti
S14 = sosta da 17.42 a 17.50 = 8 minuti
S15 = sosta da 18.35 a 18.43 = 8 minuti
Totale tempo soste = 1ora e 28 minuti
Nel caso di cui si è trattato la Polstrada di ……. non ha considerato codeste soste ed ha quantificato complessivamente l’orario di guida in ore 5.30 ovvero di un’ora superiore al tempo stabilito.
Considerando le soste come altre mansioni, sempre nel caso in esame, il tempo di guida effettivo fu di ore 4.00.-
La Prefettura di …….. nella Comparsa di Costituzione e risposta nel procedimento intentato dalla Ditta interessata alla contravvenzione definisce dette soste:
“ Le interruzioni considerate dalla società ricorrente non sono interruzioni dell’attività di guida per lo svolgimento di altre mansioni ma semplicemente delle fermate e delle ripartenze riferite ad un’unica azione di guida. Dalla lettura del foglio di registrazione si nota infatti che non vi è stata alcuna commutazione del cronotachigrafo sul selettore “ altre mansioni”, questa infatti porterebbe alla scrittura nello spazio predisposto a tale scopo e non nello spazio assegnato alla guida, dove invece si vede una scritta continua intervallata dal segno di fermata del veicolo come si evince dall’immagine allegata.”
Da un’accurata analisi dei siti dedicati al problema si è analizzato il sito www.plnews.it del Consorzio di Polizia Locale dell’Alto Vicentino a firma del Comandante di Polizia Locale Andrea Camata nel quale vengono descritti anche i criteri di lettura del disco cronotachigrafo.
La descrizione deve intendersi del tutto esaustiva ma non chiarisce se, come eseguito dalla Prefettura di ….., le soste per le consegne non sono da intendersi altra attività se non debitamente indicate.
Con l’ausilio dell’Avv. Paolo Antonello della Unindustria di Treviso, ho recuperato una circolare del Ministero degli Interni che esegue dei chiarimenti specifici sulla interpretazione della 561/2006 CE che vi riportiamo.
Ministero dell’interno Circ. 22-7-2011 n. 300/A/6262/11/111/20/3 Indirizzi interpretativi relativi alla disciplina in materia sociale di cui al Reg. (CE) n. 561/2006. Decisione della Commissione Europea 2011(C) 3579 del 7 giugno 2011. Direttive per l’uniforme applicazione delle sanzioni di cui all’art. 174, C.d.S. Emanata congiuntamente dal Ministero dell’interno, Dipartimento della pubblica sicurezza, Direzione centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della polizia di Stato e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che l’ha pubblicata con il numero di protocollo 17598.
Indirizzi interpretativi relativi alla disciplina in materia sociale di cui al Reg. (CE) n. 561/2006. Decisione della Commissione Europea 2011(C) 3579 del 7 giugno 2011. Direttive per l’uniforme applicazione delle sanzioni di cui all’art. 174, C.d.S.
Ai Compartimenti della polizia postale e delle comunicazioni
Alle Direzioni generali territoriali del dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici
Ai Commissariati di governo per le province autonome Trento – Bolzano
Alla Presidenza della regione autonoma della Valle d’Aosta
Al ìMinistero delle politiche agricole, alimentari e forestali
Nel periodo di applicazione delle nuove disposizioni dell’art. 174 C.d.S., come modificato dalla L. n. 120/2010, sono state rappresentate numerose problematiche interpretative che interessano in modo rilevante l’azione degli organi di controllo.
Alcune di queste problematiche, peraltro, riguardano in modo diretto l’interpretazione delle disposizioni del Reg. (CE) n. 561/2006, dalla cui violazione dipende l’applicazione delle sanzioni del richiamato art. 174, C.d.S. e sulle quali si è pronunciata più volte anche la Commissione Europea attraverso decisioni e note di orientamento per gli Stati membri.
Con la presente circolare, perciò, vengono forniti chiarimenti ed impartite direttive di coordinamento, ai sensi dell’art. 11, comma 3, C.d.S., per rendere uniforme l’interpretazione delle seguenti disposizioni in materia di periodi di guida e di riposo dei conducenti professionali tenuti al rispetto del citato Reg. (CE) n. 561/2006.
La durata minima del periodo di riposo giornaliero è definita, sia pure nelle differenti opzioni possibili, dall’art. 4, lettera g), del Reg. (CE) n. 561/2006 e deve essere osservata dal conducente pena l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 174, commi 4, 5 o 6, C.d.S.
Secondo le richiamate disposizioni, un riposo avente durata inferiore a quello regolamentare si considera come non effettuato e quindi i periodi di guida che lo precedono e che lo seguono, non essendo intervallati da un riposo, sì considerano facenti parte di un unico periodo di guida, con il possibile superamento del limite consentito e la conseguente sanzione di cui all’art. 174 C.d.S, commi 4, 5 o 6 che, naturalmente, concorre con quella sopra richiamata per la durata inferiore del riposo giornaliero.
Con la Decisione del 7 giugno 2011 (all. 1) la Commissione UE ha, tuttavia, raccomandato di applicare la richiamata sanzione solo quando quell’intervallo è minore di 7 ore, ferma restando comunque l’infrazione di omesso riposo.
I dispositivi di controllo digitali di cui all’allegato IB del Reg. (CEE) n. 3821/85, registrano attività di guida brevissime, anche di pochi secondi, come se avessero la durata di 1 minuto.
Con la modifica della voce 042 dell’all. IB del Reg. (CEE) n. 3821/85, prevista dal Reg. (CE) n. 1266/2009 in vigore dal 1° ottobre 2011, l’intero minuto sarà considerato come l’attività di maggiore durata verificatasi entro quel minuto e pertanto la predetta tolleranza non troverà più applicazione per i tachigrafi omologati dopo detta data.
Con la nota di orientamento 3 (all. 3), la Commissione europea ha indicato l’approccio da seguire qualora vi fosse la necessità di interrompere la pausa, o il riposo giornaliero o settimanale, disponendo che, se circostanze straordinarie, ragioni di oggettiva emergenza ovvero un ordine specifico da parte di un organo di polizia o di un’altra autorità impongono di spostare il veicolo, il conducente può, in linea di principio, interrompere il riposo, senza incorrere nella relativa sanzione.
Si evidenzia, infine, come la nota orientativa comunitaria prenda in considerazione un’interruzione della pausa o del riposo solamente «per alcuni minuti», che deve essere giustificata dal verificarsi di un evento straordinario ed eccezionale e non, viceversa, per istituire una prassi illegittima finalizzata a limitare i periodi di riposo prescritti in modo tassativo dalla normativa comunitaria.
L’inosservanza è riconducibile alla violazione prevista dai pertinenti commi dell’art. 174, C.d.S.
L’art. 15, paragrafo 2, del Reg. (CEE) n. 3821/85, prescrive che «Quando i conducenti si allontanano dal veicolo e non sono pertanto in grado di utilizzare l’apparecchio di controllo montato sul veicolo stesso, i periodi di tempi di cui al paragrafo 3, secondo trattino, lettere b), c) e d), devono:
b) se il veicolo è munito di apparecchio di controllo in conformità dell’allegato IB (dispositivo digitale), essere inseriti sulla carta del conducente grazie al dispositivo di inserimento dati manuale dell’apparecchio di controllo».
L’inosservanza comporta la violazione di cui all’art. 19 della L. 13 novembre 1978, n. 727, ovvero dell’art. 174 del C.d.S. solo se si accerta, con diverso metodo e mediante altri elementi probatori, il mancato rispetto del periodo dì riposo giornaliero in argomento.
[1] Di cui all’art. 15, paragrafo 3, secondo trattino, lettera d) del Reg. (CEE) n. 3821/85.
L’art. 3, par. 1, lett. h), del Reg. (CE) n. 561/2006, esclude dal suo campo di applicazione i trasporti stradali effettuati con «veicoli o combinazioni di veicoli, di massa massima ammissibile non superiore a 7,5 tonnellate, adibiti al trasporto non commerciale di merci».
I veicoli utilizzati nell’attività di spurgo dei pozzi neri, per i quali in diverse occasioni si è posto il dubbio se siano da ritenere esentati o meno, non rientrano nell’ambito di applicazione del Reg. (CE) n. 561/2006, sia se immatricolati come autoveicoli ad uso speciale, a norma degli articoli prima citati (articolo 2, comma 1 lettera a), e articolo 3, comma 1, lett. f), del Reg. (CE) n. 561/2006) sia se immatricolati come autoveicoli per trasporti specifici, a norma del D.M. 20 giugno 2007, in relazione all’articolo 13, paragrafo 1, lettera h), del Reg. (CE) n. 561/2006. In questa seconda ipotesi l’esenzione è però limitata al territorio nazionale.
[3] Trattandosi di una classificazione nazionale (art. 54, comma 1, lettera g), del C.d.S.) corre l’obbligo di evidenziare che, nell’eventualità di circolazione di tali veicoli all’estero, può verificarsi che sia data una interpretazione diversa rispetto a quella sopra enunciata, in presenza di un differente quadro giuridico per i veicoli in questione.
Il conducente che guida un veicolo esente dall’obbligo di cronotachigrafo e conduce sempre lo stesso veicolo, non è tenuto a compilare il modulo prescritto dal D.Lgs. n. 144/2008 al fine di giustificare le assenze o le altre mansioni svolte. Viceversa, se alterna la guida di veicoli esenti con veicoli obbligati al cronotachigrafo, il predetto modulo deve essere compilato per giustificare l’assolvimento di altre mansioni diverse dalla guida, ovvero la conduzione di veicoli esenti e deve essere riferito all’attività effettuata nei 28 giorni precedenti alla giornata in corso di accertamento.
Il modulo attestante l’assenza del conducente di cui all’art. 12 del D.Lgs. n. 144/2008 non serve a documentare l’effettuazione del riposo settimanale. Nell’ambito dell’attività settimanale del conducente, infatti, il riposo settimanale deve essere oggetto di documentazione attraverso le registrazioni dell’apparecchio di controllo.
L’attestato di cui al D.Lgs. n. 144/2008 deve essere consegnato in copia al conducente affinché lo possa esibire ad ogni controllo di polizia. Quando il conducente riprende l’attività di guida dopo un periodo di assenza in luogo diverso dalla sede dell’azienda da cui dipende e, perciò, senza avere la possibilità di prendere il documento originale compilato dal datore di lavoro, in luogo del modulo in originale, può esibire una copia dello stesso che gli è stata trasmessa in fax o per via telematica.
L’art. 7, Reg. (CE) n. 561/2006, prescrive che: «Dopo un periodo di guida di quattro ore e mezza, il conducente osserva un’interruzione di almeno 45 minuti consecutivi, a meno che non inizi un periodo di riposo. Questa interruzione può essere sostituita da un’interruzione di almeno 15 minuti, seguita da un’interruzione di almeno 30 minuti: le due interruzioni sono intercalate nel periodo di guida in modo da assicurare l’osservanza delle disposizioni di cui al primo comma».
A proposito di interruzioni e periodo di guida, è utile ricordare che nella determinazione del «periodo di guida di quattro ore e mezza» di cui al citato articolo 7, al termine del quale deve essere osservata rinterruzione di almeno 45 minuti o nell’ambito del quale devono essere intercalate le due interruzioni di almeno 15 e 30 minuti» deve essere presa in esame la sola attività di guida del veicolo e non anche le altre mansioni [4]. Le attività diverse dalla guida, comprese nella definizione di orario di lavoro di cui al D.Lgs. n. 234/2007, potranno eventualmente essere valutate per il rispetto delle disposizioni di quest’ultimo decreto.
[4] Sono considerate mansioni diverse, ad esempio, l’attività di permanenza sul lavoro per assistere alle operazioni di carico e scarico ovvero di pulizia del veicolo.
Il Reg. (CE) n. 561/2006, ai sensi del suo art. 3, lett. a), non si applica ai trasporti stradali effettuati a mezzo di «veicoli adibiti al trasporto di passeggeri in servizio regolare di linea, il cui percorso non supera i 50 chilometri»; pertanto non sussiste l’obbligo dell’inserimento della carta tachigrafica del conducente e di registrare l’attività di guida attraverso il tachigrafo qualora la predetta percorrenza chilometrica non sia superata.
Se invece il servizio di linea ha un percorso superiore a 50 chilometri deve essere utilizzato il predetto dispositivo di registrazione e il conducente deve essere accompagnato dal modulo assenze, prescritto dal D.Lgs. n. 144/2008, relativamente ai giorni in cui ha guidato un veicolo in servizio dì linea con percorso non superiore a 50 chilometri, contrassegnando la voce n. 17: «era alla guida di un veicolo non rientrante nell’ambito d’applicazione del Reg. (CE) n. 561/2006 o dell’accordo AETS».
Dal 1° gennaio 2008, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 7, del Reg. (CEE) n. 3821/85, nel corso dei controlli su strada, il conducente che guida un veicolo ricadente nel campo di applicazione del Reg. (CE) n. 564/2006 e del Reg. (CEE) n. 3821/85 deve esibire i fogli di registrazione fino a 28 giorni precedenti e/o i dati memorizzati per lo stesso periodo nella carta del conducente e/o nella memoria dell’apparecchio di controllo.
Data l’ampiezza del periodo è possibile riscontrare numerose irregolarità al Reg. (CE) n. 561/2006, relative ai tempi di guida, di riposo e interruzioni, nel corso di una medesima verifica, irregolarità per le quali, ai sensi dell’articolo 174, commi 5, 6, 7 e 8, è prevista la decurtazione di punti.
Al riguardo l’articolo 126-bis, comma 1-bis, del Codice della Strada, prevede che «qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente».
Il dato letterale della norma induce ad affermare che per applicare il «beneficio» di cui al citato comma (decurtazione massima di 15 punti anche quando le violazioni commesse prevedrebbero un punteggio superiore) si ha riguardo alla contestualità dell’accertamento e non necessariamente al fatto che le violazioni siano state commesse contestualmente.
L’art. 6, comma 3 del Reg. (CE) n. 561/2006 stabilisce che i conducenti possono guidare al massimo 90 ore nell’arco di 2 settimane consecutive. La stessa norma impone peraltro che la durata massima di guida in una settimana non sia superiore a 56 ore. Pertanto, il conducente può guidare fino a 56 ore in una settimana a condizione che, sommandovi le ore di guida della settimana precedente, o quelle della settimana successiva, non si superino in nessun caso le 90 ore complessive di guida.
Nella pianificazione dell’attività settimanale di guida dei conducenti, occorre quindi sempre tenere conto sia della guida totalizzata nella settimana precedente sia di quella che potrà essere la guida nella settimana successiva; in pratica, comunque si consideri una settimana di guida, sia che venga associata alla precedente sia che venga correlata alla successiva, non si devono mai superare le 90 ore complessive di guida e, naturalmente, neanche le 56 ore per ogni singola settimana [6].
Sul punto occorre chiarire che la base di calcolo per determinare la soglia di eccedenza percentuale sulla quale parametrare la sanzione di cui all’art. 174, per il superamento del periodo di guida settimanale e bisettimanale è, rispettivamente, 56 ore e 90 ore [7].
Si coglie, infine, l’occasione per ricordare che dal 4 giugno 2010, all’art. 8, Reg. (CE) n. 561/2006, dopo il paragrafo 6 è stato aggiunto il paragrafo 6-bis [8], che deroga alla disposizione di cui al precedente par. 6, in materia di servizi occasionali di trasporti internazionali di passeggeri, ammettendo il rinvio del periodo di riposo settimanale di dodici periodi di 24 ore consecutivi al massimo, a partire dal precedente periodo di riposo settimanale regolare, alle condizioni di cui alle successive lett. a), b), c) e d).
13. Notificazione delle violazioni al Reg. (CE) n. 561/2006 accertate dall’esame dei dati scaricati dal tachigrafo digitale
In ordine alla possibilità di notificare al conducente, successivamente al controllo su strada, le violazioni alle norme di cui al Reg. (CE) n. 561/2006 accertate dall’esame dei dati scaricati dal tachigrafo digitale del veicolo, relative ai 28 giorni precedenti al controllo stesso, si comunica che tale ipotesi non è espressamente contemplata tra i casi di contestazione differita dell’articolo 201 del Codice della Strada.
Resta inteso che il download dei dati deve essere formalizzato in quanto atto di accertamento, ex articolo 13, L. 24 novembre 1981, n. 689, e che da tale data decorre il termine di 90 giorni per la notificazione al conducente e all’obbligato in solido dell’eventuale verbale di contestazione.
La circolazione di veicoli in aree private è sottratta all’ambito di applicazione delle disposizioni del Reg. (CE) n. 561/2006. Perciò, ad esempio, l’attività svolta dal conducente di un veicolo tenuto al rispetto delle predette disposizioni all’interno di un cantiere o di una cava è esclusa dal computo dell’attività di guida giornaliera. Tuttavia, poiché questa attività impegna il conducente in un lavoro che non gli consente di godere liberamente del proprio tempo, la stessa non può comunque essere considerata come riposo giornaliero o settimanale.
Ciò induce a ritenere che l’attività stessa debba essere comunque registrata. Tale registrazione, per i veicoli dotati di cronotachigrafo analogico, può avvenire attraverso annotazioni manuali sul foglio di registrazione in cui sia registrata l’attività come permanenza sul lavoro (simbolo ). Per i veicoli dotati di tachigrafo digitale, invece, l’attività di cui trattasi può essere registrata selezionando sull’apparecchio di controllo l’opzione «out of scope» o equivalente.
Nel computo dei periodi di guida dei conducenti non devono essere ricompresi anche le «altre mansioni» svolte dal conducente che, viceversa, devono essere comprese nel computo generale dell’orario di lavoro per la verifica del rispetto dell’orario di lavoro e delle interruzioni di cui alla Direttiva 2002/15/CE, recepita con il D.Lgs. n. 234/2007.
In passato si era ritenuto che l’apposizione di sigilli nella parte posteriore fosse obbligatoria solo in Italia e per veicoli italiani, in relazione a quanto previsto dall’articolo 10 del D.L. 6 febbraio 1987, n. 16, convertito in L. 30 marzo 1987, n. 132.
16. Corretta documentazione dell’attività di guida riferita ai precedenti 28 giorni in caso di guida «promiscua»
Dal 1° gennaio 2008, ai sensi dell’art. 15, par. 7, del Reg. (CEE) n. 3821/85, come modificato dall’art. 26 del Reg. (CE) n. 561/2006, è previsto che «il conducente, quando guida un veicolo munito di un apparecchio di controllo conforme all’allegato I – cioè un dispositivo analogico -, deve essere in grado di presentare, su richiesta degli addetti ai controlli: i) i fogli di registrazione della giornata in corso e quelli utilizzati dal conducente stesso nei ventotto giorni precedenti, ii) la carta del conducente se è titolare di una siffatta carta, e iii) ogni registrazione manuale e tabulato fatti nella giornata in corso e nei ventotto giorni precedenti (…)».
Quando il conducente guida, invece, un veicolo munito di un apparecchio di controllo conforme all’allegato IB – ossia digitale -, «deve essere in grado dì presentare, su richiesta degli addetti ai controlli: i) la carta di conducente di cui è titolare; ii) ogni registrazione manuale e tabulato fatti nella giornata corso e nei ventotto giorni precedenti, (…), e iii) i fogli di registrazione corrispondenti allo stesso periodo di cui al precedente comma nel caso in cui in tale periodo abbia guidato un veicolo munito di un apparecchio di controllo conforme all’allegato I» -cioè analogico.
Non può essere sanzionato, ai sensi dell’articolo 19 della L. 13 novembre 1978, n. 727, il conducente che esibisce la carta del conducente e non le stampe dell’attività svolta, ancorché l’organo di controllo non sia in grado, per qualsiasi motivo, di leggere la carta esibita.
Come è noto, il numero di ore nell’arco del quale deve essere effettuato il riposo giornaliero dipende dal numero dei conducenti presenti a bordo del veicolo: entro 24 ore dal termine del precedente periodo di riposo giornaliero o settimanale se alla guida vi è un solo conducente; entro le 30 ore successive quando, invece, sono presenti a bordo più conducenti che si alternano alla guida (c.d. multipresenza).
Per potersi considerare «multipresenza», e quindi disporre di un ambito temporale di riferimento più ampio, occorre che il secondo conducente sia sempre a bordo del veicolo per tutta la durata del viaggio. L’unica limitata deroga a tale obbligo è prevista dall’articolo 4, lettera o), del Reg. (CE) n. 561/2006, che consente di considerare «multipresenza» il caso in cui il secondo conducente non si trovi a bordo del veicolo per la prima ora dall’inizio del viaggio.
Visto il regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativo all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che modifica i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 3821/85 [1] e (CE) n. 2135/98 e abroga il regolamento (CEE) n. 3820/85 del Consiglio, in particolare l’articolo 25, paragrafo 2,
(1) Il “periodo di guida giornaliero” è definito alla lettera k) dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 561/2006, come il periodo complessivo di guida tra il termine di un periodo di riposo giornaliero e l’inizio del periodo di riposo giornaliero seguente o tra un periodo di riposo giornaliero e un periodo di riposo settimanale;
(2) il periodo di riposo giornaliero è definito alla lettera g) dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 561/2006, come il periodo giornaliero durante il quale il conducente può disporre liberamente del suo tempo e comprende sia il “periodo di riposo giornaliero regolare” sia il “periodo dì riposo giornaliero ridotto”: Il “periodo di riposo giornaliero regolare” è definito come ogni tempo di riposo ininterrotto di almeno 11 ore; in alternativa, il riposo giornaliero regolare può essere preso in due periodi, il primo dei quali deve essere di almeno 3 ore senza interruzione e il secondo di almeno 9 ore senza interruzione. Il “periodo di riposo giornaliero ridotto” è definito come ogni tempo di riposo ininterrotto di almeno 9 ore, ma inferiore a 11 ore;
(3) L’articolo 8 paragrafo 2) del regolamento (CE) n. 561/2006 prevede che i conducenti devono aver effettuato un nuovo periodo di riposo giornaliero nell’arco dì 24 ore dal termine del precedente periodo di riposo giornaliero o settimanale;
(5) Queste differenze conducono ad un’applicazione non uniforme del regolamento (CE) n. 561/2006, dato che il mancato rispetto dei periodi di riposo può portare a diverse infrazioni con diversi livelli di gravità in conformità alla direttiva 2006/22/EC del Parlamento europeo e del Consiglio [2], e a seconda dello Stato membro in cui l’infrazione viene accertata. Di conseguenza, le informazioni scambiate tra gli Stati membri riguardo alle infrazioni, vengono condizionate da tale circostanza;
(6) Ciò lascia impregiudicato il fatto che il mancato rispetto delle disposizioni sui periodi di riposo di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 deve sempre essere considerato un’infrazione al detto regolamento;
(7) Ai fini di un’applicazione chiara, effettiva, proporzionata e uniforme delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 561/2006, è opportuno assicurare un’interpretazione armonizzata delle norme e una coerenza di approccio tra le autorità incaricate degli Stati membri e pertanto adottare un approccio raccomandato riguardo al problema in questione;
(8) La presente decisione è conforme all’opinione del comitato di cui all’articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 3821/85 [3],
Fatto salvo l’articolo 4 del regolamento (CE) n. 561/2006, l’approccio raccomandato al solo scopo di calcolare il periodo di guida giornaliero nel caso in cui il conducente non abbia preso i periodi di riposo completi di cui al regolamento (CE) n. 561/2006, è il seguente: il calcolo del tempo di guida giornaliero finisce all’inizio di un periodo di riposo ininterrotto dì almeno sette ore. Il calcolo del tempo di guida giornaliero seguente inizia di conseguenza al termine del suddetto periodo di riposo di almeno sette ore.
[1]GU L 102 dell’11.4.2006
[2] GU L 102 dell’11.4.2006.
Per incoraggiare la rapida diffusione del tachigrafo digitale e garantire al tempo stesso ai conducenti equità di trattamento – indipendentemente dallo strumento di registrazione utilizzato – durante il periodo transitorio in questione gli organi nazionali di controllo dovrebbero poter applicare una certa tolleranza ai veicoli che effettuano soste frequenti o viaggi con frequenti operazioni di carico e scarico e che sono dotati di tachigrafo digitale.
Tuttavia, in ogni caso le autorità che controllano l’applicazione della regolamentazione sono tenute ad applicare la discrezione professionale. Inoltre, quando un conducente è al volante ed è impegnato in un’operazione di trasporto disciplinata dalla normativa, è considerato alla guida indipendentemente dalle circostanze in cui si trova (per esempio, in un ingorgo o a un semaforo).
gli Stati membri devono comunicare agli agenti incaricati dei controlli che, ai fini del controllo dei dati di un tachigrafo digitale, posso applicare una tolleranza massima di 15 minuti per un periodo di guida di quattro ore e mezza (4,5) per i veicoli che effettuano soste frequenti o viaggi con frequenti operazioni di carico e scarico, a condizione che tali situazione possano essere comprovate. Per esempio, la tolleranza può essere applicata sottraendo un minuto per periodo di guida continuato, fra soste, per un massimo di 15 minuti su un periodo di guida continuato di quattro ore e mezza (4,5);
• nell’applicare il criterio di discrezione, gli agenti incaricati del controllo devono tener conto delle circostanze e utilizzare le prove fomite al momento (come per esempio la prova concreta che il conducente ha effettuato frequenti soste oppure operazioni di carico e scarico), e devono verificare che la loro interpretazione non influisca sulla corretta applicazione della normativa in materia di orari di guida dei conducenti, incidendo così sulla sicurezza stradale;
• gli Stati membri possono utilizzare un software di analisi configurato per integrare un margine di tolleranza nei calcoli dei tempi di guida ma devono essere consci del fatto che in questo modo possono sorgere problemi connessi alla dimostrazione delle prove in una fase successiva. In ogni caso, la tolleranza non può superare la soglia di 15 minuti per blocco di quattro ore e mezza (4,5) di guida;
• la tolleranza non deve discriminare o svantaggiare i conducenti nazionali o internazionali e deve essere presa in considerazione solo per le operazioni in cui il viaggio prevede soste frequenti o multiple.
Questione: ordinare l’interruzione di una pausa o di un riposo giornaliero o settimanale per spostare un veicolo in un terminal, in un parcheggio o in un’area frontaliera.
In generale, interrompere una pausa, un riposo giornaliero o settimanale resta un’infrazione (tranne quando si applica la “regola della nave traghetto” – articolo 9, paragrafo 1). Tuttavia, in un terminal o in un parcheggio può verificarsi all’improvviso una situazione anormale o un’emergenza che imponga di spostare un veicolo.
Di solito nei terminal è presente un conducente (dipendente del terminal) che, se necessario, sposta i veicoli. In caso contrario e se circostanze straordinarie impongono di spostare il veicolo, il conducente può interrompere il riposo solo su richiesta di un’autorità competente o di un responsabile del terminal autorizzato a ordinare lo spostamento dei veicoli.
In altri luoghi (per es. nei parcheggi, ai valichi di frontiera o in casi di emergenza), qualora ragioni oggettive di emergenza impongano di spostare un veicolo o qualora la polizia o un’altra autorità (per es. i vigili del fuoco, le autorità responsabili della gestione delle strade, le autorità doganali) ordinino di spostare un veicolo, il conducente deve interrompere la pausa o il riposo per alcuni minuti e tale interruzione non può essere considerata un’infrazione.
Se tale necessità si verifica, le autorità responsabili dell’attuazione negli Stati membri devono garantire una certa tolleranza sulla base della valutazione delle singole situazioni.
Questo tipo di interruzione della pausa o del riposo di un conducente deve essere registrato manualmente dal conducente e, se possibile, autenticato dall’autorità competente che ha disposto lo spostamento del veicolo da parte del conducente.
Legge 29 luglio 2010, n. 120, recante “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”. Modifiche al Codice della strada, in vigore dal 13 agosto 2010 (2)
(2) Il testo della circolare 12 agosto 2010, n. 300/A/11310/10/101/3/3/9, emanata dal Ministero dell’interno, è riportato autonomamente.
Al fin e di fugare qualsiasi dubbio il Ministero dell’Interno emanava circolare esplicativa
che di seguito si riporta.
Ministero Interno – Chiarimenti interpretativi
La circolare sopra inserita risulta del tutto esaustiva e risolutiva del problema che ci siamo posto.
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