Source: http://urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=51&stat=&IDReg=20
Timestamp: 2020-03-29 20:57:31+00:00
Document Index: 135032286

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 37', 'art. 28', 'art. 37', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 28']

URBIUM - edilizia ed urbanistica :Molise
LA SANZIONE PECUNIARIA SOSTITUTIVA DELLA DEMOLIZIONE È DECISA DALLA P.A. NELLA FASE ESECUTIVA DELL’ORDINE DI REPRESSIONE
L'applicabilità della sanzione pecuniaria sostitutiva può essere decisa dall'Amministrazione solo nella fase esecutiva dell'ordine di demolizione e non prima, sulla base di un motivato accertamento tecnico.
Il calcolo della sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione di cui all'art. 33 d.p.r. 380/2001 viene effettuato non in relazione ad una valutazione dell'aumento di valore che l'immobile ha tratto dalla opera abusiva, nel senso complessivo del maggior pregio che l'immobile può avere tratto dall'abuso, ma in riferimento alla superficie delle opere illecitamente realizzate.
LA POSSIBILITÀ DI SOSTITUIRE LA SANZIONE DEMOLITORIA CON QUELLA PECUNIARIA VIENE VALUTATA NELLA FASE ESECUTIVA DEL PROCEDIMENTO
La possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria deve essere valutata dall'Amministrazione competente nella fase esecutiva del procedimento, successiva ed autonoma rispetto all'ordine di demolizione: il dato testuale della legge è univoco ed insuperabile, in coerenza col principio per il quale, accertato l'abuso, l'ordine di demolizione va senz'altro emesso.
ABUSI EDILIZI: SPETTA ALL'INTERESSATO CHIEDERE L'APPLICAZIONE DELLA SANZIONE PECUNIARIA SOSTITUTIVA DELLA DEMOLIZIONE
In tema di abusi edilizi, spetta all'interessato chiedere all'amministrazione l'applicazione in proprio favore della sanzione pecuniaria di cui all'art. 34, co. 2, del d. P. R. 380/2001, fornendo l'idonea dimostrazione del pregiudizio per la struttura e per l'utilizzazione del bene residuo.
SOLO NELLA FASE ESECUTIVA VA VALUTATA LA SOSTITUIBILITÀ DELLA DEMOLIZIONE CON LA SANZIONE ALTERNATIVA PECUNIARIA
È solo nella fase esecutiva, successiva ed autonoma rispetto a quella di diffida - la quale si verifica allorquando l'autore dell'abuso non abbia ottemperato spontaneamente all'intimata demolizione - che viene in rilievo la necessità della misura restitutoria e la conseguente applicazione della sanzione ablatoria (ove si tratti di nuova costruzione sine titulo, di totale difformità o variazione essenziale rispetto al rilasciato permesso di costruire) ovvero la sostituibilità della demolizione con la sanzione alternativa pecuniaria ex art. 34, comma 2, del d.p.r. n. 380/2001 (ove si tratti di difformità parziale rispetto al rilasciato permesso di costruire).
LA SANZIONE PECUNIARIA DI CUI ALL'ART. 38 T.U. ED. PER UN TITOLO EDILIZIO SUCCESSIVAMENTE ANNULLATO È VOLTA A TUTELARE L’AFFIDAMENTO DEL PRIVATO
L'art. 38 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 si ispira ad un principio di tutela degli interessi del privato mirando ad introdurre un regime sanzionatorio più mite per le opere edilizie conformi ad un titolo abilitativo successivamente rimosso, rispetto ad altri interventi abusivi eseguiti sin dall'origine in assenza di titolo, per tutelare l'affidamento del privato nella legittimità del titolo edilizio rilasciato dall'Amministrazione.
SI APPLICA LA SANZIONE PECUNIARIA PER GLI INTERVENTI EDILIZI ABUSIVI REALIZZABILI PREVIA D.I.A. SE SONO CONFORMI AGLI STRUMENTI URBANISTICI VIGENTI
In presenza di abusivismo edilizio, ai sensi degli artt. 22 e 37, comma 1, d.p.r. n. 380/2001, l'applicabilità della sanzione pecuniaria è limitata ai soli interventi astrattamente realizzabili previa denuncia d'inizio attività che siano, altresì, conformi agli strumenti urbanistici vigenti.
LA CORRESPONSIONE DELLA SANZIONE PECUNIARIA PER TITOLO EDILIZIO ANNULLATO PRODUCE I MEDESIMI EFFETTI DEL PERMESSO DI COSTRUIRE IN SANATORIA
Al fine di applicare il più mite regime sanzionatorio pecuniario ex art. 38 del d.P.R. 380 del 2001, all'amministrazione si impone di verificare se i vizi formali o sostanziali del titolo edilizio siano emendabili, ovvero se la demolizione sia effettivamente possibile senza recare pregiudizio ad altri beni o opere del tutto regolari. In presenza degli anzidetti presupposti per convalidare l'atto, l'integrale corresponsione della sanzione pecuniaria irrogata produce i medesimi effetti del permesso di costruire in sanatoria di cui all'articolo 36 del testo unico.
LA FISCALIZZAZIONE DELL’ABUSO SI APPLICA INDIPENDENTEMENTE DAL TIPO DI VIZIO CHE HA CARATTERIZZATO LA PROCEDURA
L'art. 38 comma 1 del T.U. 380/2001 prevede la cd fiscalizzazione dell'abuso che si applica indipendentemente dal tipo di vizio che ha caratterizzato la procedura, ovvero nel caso di vizi sia formali che sostanziali.
LA SANZIONE PECUNIARIA DEL DOPPIO DELL'AUMENTO DI VALORE VENALE PER RISTRUTTURAZIONE ABUSIVA VA PARAMETRATA SULL'INTERO IMMOBILE
Il parametro sanzionatorio del doppio dell'aumento di valore venale dell'immobile, riferito ad interventi di ristrutturazione in assenza o in difformità dal titolo edilizio di cui all'art. 37 del d.p.r. 380/2001, non può che intendersi con riferimento all'aumento del valore venale dell'intero immobile.
LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE PER ABUSI EDILIZI IN ZONE SOGGETTE A VINCOLI PAESAGGISTICI SI PRESCRIVONO IN 5 ANNI DALLA VIOLAZIONE
L'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici, costituisce vera e propria sanzione amministrativa (e non una forma di risarcimento del danno), che, come tale, prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale, con conseguente applicabilità anche a tale sanzione del principio contenuto nell'art. 28 della L. n. 689/1981, secondo cui "il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative punite con pena pecuniaria si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione". Tale prescrizione si applica, quindi, anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria.
LA SANZIONE PECUNIARIA EX ART. 37 DEL D.P.R. 380/2001 VA PARAMETRATA IN BASE ALL'AUMENTO DI VALORE DELL'IMMOBILE CONSEGUENTE AGLI INTERVENTI ABUSIVI
La finalità dell'art. 37 del d.p.r. n. 380 del 2001 è quella di ripristinare l'ordine giuridico violato mediante l'applicazione di una sanzione pecuniaria parametrata al valore venale del bene. Per stabilire quale sia il «valore venale» dell'immobile occorre stabilire la natura effettiva dell'aumento di valore a seguito degli interventi edilizi eseguiti in violazione della normativa di disciplina della materia, e dunque il "valore di fatto" mediante l'analisi delle caratteristiche oggettive dell'immobile. In questa analisi non può venire in rilievo il "valore di diritto" alla luce della commerciabilità del bene.
LA FISCALIZZAZIONE DEGLI ABUSI EDILIZI DI CUI ALL'ART. 34, COMMA 2, DEL DPR 380/2001 PUÒ OPERARE SOLO IN CASO DI PARZIALE DIFFORMITÀ DAL TITOLO
Il meccanismo della c.d. "fiscalizzazione" degli abusi, di cui all'art. 34, comma 2, del DPR n. 380 del 2001, può operare in relazione alla sola ipotesi di opere eseguite in parziale difformità rispetto al titolo e non anche a quella di opera interamente abusiva.
LA MANCANZA DI C.I.L.A. PER LA RIDISTRIBUZIONE DEGLI AMBIENTI INTERNI CHE NON INTERESSA PARTI STRUTTURALI COMPORTA LA SOLA SANZIONE PECUNIARIA
La diversa distribuzione degli ambienti interni mediante eliminazione e spostamenti di tramezzature, purché non interessi le parti strutturali dell'edificio, costituisce attività di manutenzione straordinaria soggetta al semplice regime della c.i.l.a.; in tali ipotesi, pertanto, l'omessa comunicazione non può giustificare l'irrogazione della sanzione demolitoria che presuppone il dato formale della realizzazione dell'opera senza il prescritto titolo abilitativo.
LA SANZIONE PECUNIARIA PER ABUSI EDILIZI È LIMITATA AI SOLI INTERVENTI ASTRATTAMENTE REALIZZABILI PREVIA D.I.A. E CONFORMI AGLI STRUMENTI URBANISTICI
In presenza di abusivismo edilizio, ai sensi degli artt. 22 e 37, comma 1, d.p.r. n. 380/2001 (T.U. Edilizia), l'applicabilità della sanzione pecuniaria è limitata ai soli interventi astrattamente realizzabili previa denuncia d'inizio attività che siano, altresì, conformi agli strumenti urbanistici vigenti.
LE SANZIONI PECUNIARIE IN MATERIA EDILIZIA SI APPLICANO A PRESCINDERE DAL DOLO O DALLA COLPA DEL SOGGETTO CHE HA REALIZZATO L'ABUSO
Le sanzioni pecuniarie in materia edilizia, avendo carattere ripristinatorio e non punitivo, si applicano a prescindere dal dolo o dalla colpa del soggetto che ha realizzato l'abuso e seguono la titolarità del bene anche nei passaggi successivi al momento della realizzazione.
LA SANZIONE PECUNIARIA PER OPERE ESEGUITE IN PARZIALE DIFFORMITÀ DAL TITOLO PUÒ APPLICARSI AL MOMENTO DELLA MANCATA OTTEMPERANZA ALLA DEMOLIZIONE
La possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria - disciplinata con riferimento alle opere eseguite in parziale difformità dal titolo edificatorio dall'art. 34, co, 2, d.P.R. 380/2001 - viene valutata in un secondo momento, successivo ed autonomo rispetto alla diffida a demolire ossia quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione in danno delle opere edili costruite. Conseguentemente, l'esito negativo di tale valutazione non può costituire un vizio dell'ordine di demolizione ma al più della fase di esecuzione in danno.
LA POSSIBILITÀ DI SOSTITUIRE LA SANZIONE DEMOLITORIA CON QUELLA PECUNIARIA VA VALUTATA SOLO NELLA FASE ESECUTIVA DEL PROCEDIMENTO
La possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria, disciplinata dall'art. 34 del d.P.R. n. 380 del 2001, deve essere valutata dall'Amministrazione competente nella fase esecutiva del procedimento, successiva ed autonoma rispetto all'ordine di demolizione.
AGLI ILLECITI URBANISTICI, EDILIZI E PAESISTICI PUNITI CON SANZIONE PECUNIARIA SI APPLICA L’ART. 28 L. 689/1981 IN MATERIA DI PRESCRIZIONE QUINQUENNALE
Agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria si applica l'art. 28 della l. n. 689/1981, secondo cui "il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative punite con pena pecuniaria si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione".
In ogni arte la semplicità è essenziale (Arthur Schopenhauer)