Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/bilancio
Timestamp: 2018-07-17 11:48:45+00:00
Document Index: 135833918

Matched Legal Cases: ['art. 310', 'art. 20', 'art. 310', 'art. 312', 'art. 2433', 'art. 2364', 'art. 2424', 'art. 2435', 'art. 2435']

Bilancio – La Legge per tutti
Che significa? Bilancio
Bilancio consolidato (d. comm.): È il documento contabile che deve essere redatto nei casi in cui esistano situazioni di controllo tra due o più imprese, per descrivere l’andamento composito della gestione del gruppo societario [vedi Gruppo di società] costituito dalla società controllante e dalle società controllate. Il bilancio deve essere predisposto dagli amministratori dell’impresa controllante e la sua struttura è rivolta a rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico del complesso delle imprese controllate e della controllante.
Un’organica disciplina del bilancio è stata introdotta dal D.Lgs. 9-4-1991, n. 127 che ha specificato i criteri idonei ad individuare l’area e i principi di consolidamento, prevedendo altresì numerosi casi di esonero dall’obbligo di redazione del (—).
Sono tenute a redigere il bilancio consolidato le seguenti imprese:
— s.p.a., s.a.p.a. e s.r.l. che controllano un’impresa;
— enti pubblici economici, cooperative e mutue assicurazioni che controllano una s.p.a. o una s.r.l.
Per effetto del D.Lgs. 173/2008 sono stati innalzati anche i limiti per l’esonero dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato.
Il D.Lgs. 39/2010, di riforma della revisione legale dei conti, ha previsto espressamente che anche il bilancio consolidato debba essere assoggettato a revisione legale, demandata al soggetto incaricato della revisione legale del bilancio di esercizio della società che redige il bilancio consolidato. Da ultimo, il D.Lgs. 56/2011 ha modificato il D.Lgs. 127/1991, facendo venire meno l’obbligo di redigere il bilancio consolidato qualora le società controllate oggetto del possibile consolidamento non presentino, sia singolarmente sia nel loro insieme, un interesse rilevante ai fini di quello che è lo scopo di tale bilancio, ovvero quello di fornire un quadro fedele della situazione patrimoniale, finanziaria, nonché del risultato economico dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento. Analoga esenzione dalla redazione del bilancio bilancio è stata introdotta nei confronti degli enti creditizi e finanziati capogruppo.
Bilancio dell’Unione europea (d. int.): L’U.E. a differenza delle altre organizzazioni internazionali dispone di risorde proprie.
I principi fondamentali che riguardano il bilancio sono contenuti nell’art. 310 del TFUE e nel regolamento finanziario, Reg. (UE) 966/2012 del 25 ottobre 2012.
Tali principi possono così schematizzarsi:
— unità e verità di bilancio: il bilancio è l’atto che prevede ed autorizza tutte le entrate e le spese dell’Unione, comprese le spese amministrative nel settore della PESC nonché quelle dell’EURATOM. Nessuna spesa, che eccede gli stanziamenti autorizzati, può essere impegnata;
— annualità: tutte le operazioni si devono rapportare ad un arco temporale determinato, l’esercizio finanziario. Inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre;
— pareggio: nel bilancio entrate e stanziamenti di pagamento devono risultare in pareggio;
— unità di conto: il bilancio è formato e eseguito in euro. Per determinate esigenze della tesoreria, sono, tuttavia, autorizzate operazioni nelle monete nazionali;
— universalità: l’insieme delle entrate copre l’insieme degli stanziamenti di pagamento. Tutte le entrate e le spese sono iscritte senza contrazione fra di esse.
L’art. 20 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell’UE, tuttavia, individua alcune entrate che mantengono la loro destinazione specifica. Esse sono destinate a finanziare spese determinate;
— specializzazione: gli stanziamenti sono specificati per titoli e capitoli;
— sana gestione finanziaria: gli stanziamenti del bilancio devono essere utilizzati secondo i principi di economia, efficienza ed efficacia. Sono inoltre stabiliti obiettivi specifici per tutti i settori di attività. La realizzazione di tali obiettivi è verificata mediante appositi indicatori;
— trasparenza: il bilancio è oggetto di rendiconto nel rispetto del principio di trasparenza. È inoltre pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea a cura del Presidente del Parlamento europeo.
Conformemente alla disciplina del bilancio, l’Unione, ai sensi dell’art. 310 par. 4 TFUE, non può adottare alcun atto suscettibile di incidere in maniera considerevole sul bilancio senza assicurare la relativa copertura nei limiti delle risorse proprie dell’Unione e del rispetto del quadro finanziario plutiennale (art. 312 TFUE).
L’attuale procedura di approvazione del bilancio vede affiancato al Consiglio, il Parlamento europeo.
Ulteriore garanzia di legittimità è offerta dalla Corte dei conti che ha il compito di effettuare il controllo delle entrate e delle spese dell’Unione.
Bilancio dello Stato (cont. st.): Documento contabile che rappresenta, sotto forma di previsione o di consuntivo, la gestione finanziaria dello Stato in un determinato periodo, detto esercizio finanziario.
Il bilancio statale assolve le seguenti funzioni:
— politica, perché è espressione della ratifica parlamentare alle scelte operate dal Governo;
— contabile, perché è la traduzione in termini numerici del programma del potere esecutivo;
— giuridica, perché la legge di approvazione del bilancio «autorizza» alle erogazioni e agli esborsi in essa contemplati;
— economica, in quanto costituisce parte integrante della manovra di bilancio annuale attraverso cui lo Stato influenza l’economia nazionale.
Rispetto al periodo considerato, il bilancio può essere:
— preventivo: si riferisce all’esercizio finanziario successivo a quello in cui esso viene redatto. Contiene l’indicazione delle entrate che si prevede di realizzare e delle spese che si ipotizza di sostenere nell’esercizio finanziario non ancora iniziato. Deve essere approvato entro il 31 dicembre; se ciò non avviene, il Governo chiede l’esercizio provvisorio, durante il quale può applicare le disposizioni contenute nel bilancio in attesa che intervenga l’approvazione di esso. In relazione a questo periodo si parla di bilancio tecnico;
— consuntivo: è relativo all’esercizio già concluso e contiene l’indicazione delle entrate effettivamente realizzate e delle spese effettivamente sostenute in tale periodo; più propriamente è definito rendiconto.
A seconda del momento cui sono riferite le previsioni, il bilancio preventivo può essere:
— di cassa: in esso sono indicate le entrate effettivamente riscosse e le spese effettivamente pagate nel periodo preso in considerazione, indipendentemente dalla circostanza che il diritto a riscuotere le entrate o l’impegno ad effettuare le spese siano sorti nei mesi considerati o in quelli precedenti;
— di competenza: in tale documento sono riportate le entrate che ci si è impegnati a conseguire e le spese che si intendono sostenere nel periodo esaminato, a prescindere dal fatto che le entrate siano riscosse e che le spese vengano effettivamente erogate. Esso, quindi, si riferisce ad un complesso di diritti a riscuotere e di obblighi a pagare per cui i fatti gestionali molto spesso danno luogo a risultati completamente diversi da quelli ipotizzati.
In Italia il biancio viene redatto sia in termini di competenza sia di cassa; la gestione finanziaria si svolge in base al bilancio di previsione annuale dello Stato elaborato in coerenza con il bilancio pluriennale. Entrambi sono approvati con legge [vedi Legge (di bilancio)] entro il 31 dicembre di ogni anno.
Bilancio di esercizio (d. comm.): È il documento contabile che deve rappresentare, con chiarezza e in modo veritiero e corretto, «la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio». Il bilancio è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Il D.Lgs. 173/2008 ha ampliato il contenuto della nota integrativa, aggiungendo in essa nuove informazioni che riguardano, in particolare, le operazioni con parti correlate e gli accordi non risultanti dallo stato patrimoniale. Il legislatore ha voluto che le operazioni con parti correlate avvengano con adeguata pubblicità e trasparenza degli effetti che esse producono sulla situazione patrimoniale e finanziaria della società.
Inoltre, in seguito al D.Lgs. 39/2010, è stato previsto che nella nota integrativa deve essere indicato anche l’importo dei corrispettivi spettanti al revisore legale o alla società di revisione legale dei conti annuali (salvo che la società sia inclusa in un ambito di consolidamento e le informazioni siano contenute nella nota integrativa del relativo bilancio consolidato).
Il bilancio assolve a due funzioni:
— illustra, al termine di ogni esercizio, il valore del patrimonio sociale: tale funzione è rivolta principalmente ai terzi creditori della società, per i quali la sola garanzia è offerta dal patrimonio sociale;
— indica gli utili [vedi] distribuibili al termine dell’esercizio: tale funzione, invece, è preordinata al soddisfacimento degli interessi degli azionisti.
La redazione del bilancio risulta dalla collaborazione di tutti e tre gli organi sociali:
— gli amministratori [vedi Amministratore di società] redigono un progetto di bilancio e lo comunicano al collegio sindacale e al soggetto incaricato della revisione legale dei conti, insieme con la relazione sull’andamento della gestione sociale [vedi Relazione di gestione] e con i documenti giustificativi;
— il collegio sindacale [vedi] il quale redige, a sua volta, una relazione in cui formula proposte e osservazioni sul progetto di bilancio e riferisce all’assemblea sull’esercizio sociale e sulla tenuta della contabilità, facendo proposte circa l’approvazione;
— infine l’assemblea ordinaria [vedi Assemblea dei soci] delibera sul progetto di bilancio e, se lo approva, delibera anche sulla distribuzione degli eventuali utili ai soci.
Qualora il bilancio sia approvato dal consiglio di sorveglianza, l’art. 2433 c.c. dispone che la distribuzione degli utili è in ogni caso rimessa all’assemblea convocata a norma dell’art. 2364bis, co. 2, c.c.
Il (—) deve essere redatto secondo i principi fondamentali della verità, della chiarezza, della precisione e della prudenza.
Bilancio fiscale (d. trib.): Bilancio d’esercizio [vedi] al quale sono state apportate modifiche ai fini fiscali.
Dal combinato disposto degli artt. 56 e 83 del testo unico delle imposte dirette (D.P.R. 917/86) emerge che il reddito d’impresa, ferme restando le disposizioni specificamente dettate per le imprese individuali e per le società di persone, si determina apportando all’utile, o alla perdita, che risulta dal conto economico [vedi] a chiusura di esercizio le variazioni in aumento o in diminuzione necessarie per adeguare dette risultanze ai criteri stabiliti, ai fini fiscali, del citato testo unico.
Il bilancio va, dunque, redatto nel rispetto della normativa civilistica e, quindi, in presenza di criteri fiscali eventualmente confliggenti con quelli civilistici, è necessario apportare le opportune variazioni in aumento o in diminuzione. Ciò significa che bisognerebbe redigere due separati bilanci che tengano conto rispettivamente e dei criteri civilisti e di quelli fiscali.
Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili [vedi] internazionali valgono, anche in deroga a tali disposizioni, i criteri previsti da detti principi per la redazione del bilancio.
Bilancio in forma abbreviata (d. comm.): Per le società di non rilevanti dimensioni è possibile redigere un bilancio. La semplificazione rispetto al bilancio ordinario [vedi bilancio di esercizio] riguarda:
— lo stato patrimoniale, nel quale devono essere ricomprese solo le voci contrassegnate dalle lettere maiuscole e dai numeri romani previste all’art. 2424 c.c.;
— la nota integrativa, nella quale possono essere omesse diverse indicazioni richieste dagli artt. 2426 e 2427 c.c.;
— il conto economico.
L’art. 2435bis c.c. stabilisce che le società di minori dimensioni, i cui titoli non siano negoziati sui mercati regolamentati, hanno la facoltà di redigere il bilancio quando non superino determinati limiti dimensionali. Tali limiti sono stati da ultimo innalzati dal D.Lgs. 173/2008.
Alla luce del nuovo testo dell’art. 2435bis c.c., le società possono redigere il bilancio quando, nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi non abbiano superato due dei seguenti limiti:
— totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro;
— ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;
— dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità.
Oltre a quanto disposto dal codice civile la legge di stabilità 2012 (L. 183/2011) prevede l’introduzione di un regime di contabilità semplificata per le società a responsabilità limitata che non abbiano nominato il collegio sindacale.