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Timestamp: 2017-01-21 13:21:58+00:00
Document Index: 4355944

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 7', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 3']

Circolare Agenzia Entrate n. 56 del 10.12.2010
Chiarimenti in merito ai soggetti destinatari della
quota del cinque per mille dell�'Irpef
1. Associazioni e Fondazioni Riconosciute
1.1. Riconoscimento
1.1.1 Enti associativi con personalità giuridica di diritto pubblico
1.2 Operatività nei settori dell�'art. 10 del decreto
legislativo n. 460 del 1997
1.3 Non lucratività
2. Cessazione dell�'attività da parte
degli enti destinatari del cinque per mille o dell�'attività che dà diritto
2.1 Cessazione dell�'attività da parte dell�'ente
2.1.1 Cessazione dell�' attività che dà diritto al beneficio
2.1.2 Decorrenza
Con la presente circolare vengono forniti
chiarimenti in merito ai soggetti destinatari della quota del cinque per mille
In particolare, vengono affrontate le problematiche,
evidenziate in fase di controllo delle dichiarazioni sostitutive prodotte e di
erogazione del contributo, riguardanti:
- l�'individuazione degli enti
riconducibili fra le associazioni e fondazioni riconosciute che operano in uno
dei settori indicati nell�'articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto
- la cessazione dell�'attività da parte
degli enti destinatari della quota del cinque per mille ovvero dell�'attività
che dà diritto al beneficio.
Si osserva in premessa che i beneficiari del
contributo del cinque per mille, sia nella previsione che lo ha introdotto in
via sperimentale per l�'esercizio 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266 
legge finanziaria 2006) sia nelle successive disposizioni che lo hanno
confermato per gli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009 e 2010, sono stati
individuati per categorie soggettive in funzione della finalità di utilità
sociale perseguita.
Le associazioni e le fondazioni sono state
costantemente ricondotte nella tipologia soggettiva indicata sotto la lettera
a), che comprende le organizzazioni private senza scopo di lucro che operano in
settori di rilevanza sociale, sinteticamente individuata come sostegno al volontariato.
Possono iscriversi negli elenchi degli enti destinatari
del cinque per mille le associazioni e le fondazioni che presentino i seguenti
- abbiano ottenuto il riconoscimento;
- operino senza scopo di lucro nei settori
di cui all�'articolo 10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 460 del
In merito al requisito del riconoscimento si
richiamano preliminarmente i chiarimenti forniti con le circolari n. 30 del 22 maggio 2007 e n.
57 del 25 ottobre 2007.
In particolare, con la circolare n. 30, al punto 4, è
stato precisato che la norma istitutiva del 5 per mille, fa unico riferimento
alle associazioni e alle fondazioni riconosciute; per tali soggetti, dunque, l�'unica
forma di riconoscimento non può che essere quella che attribuisce ai medesimi
la personalità giuridica e che viene attualmente disciplinata nel DPR n. 361 del 7 dicembre 2000 ( Regolamento
recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento delle
persone giuridiche private e di approvazione dell�'atto costitutivo ).
Con la successiva circolare n. 57 del 2007 è stato
chiarito che I riscontri sulle dichiarazioni sostitutive prodotte dai
rappresentanti degli enti in parola devono in via prioritaria acclarare se gli
stessi siano dotati del riconoscimento della personalità giuridica, ai sensi
del DPR n. 361 del 2000. A tal fine occorre prendere gli opportuni contatti con
gli Uffici Territoriali di Governo, presso i quali potranno essere reperiti gli
Statuti delle singole associazioni. Analoga indagine va effettuata presso le
Regioni e le Province autonome che  in base all�'art. 7 del citato DPR 361
 sono tenutarie del registro delle persone giuridiche ... L�'eventuale
individuazione di soggetti privi di riconoscimento comporterà l�'esclusione
degli stessi dall�'elenco curato da questa Agenzia.
Al punto 3.3.1 della medesima circolare, viene
confermato che nella considerazione che l�'art. 1, comma 1234, della legge
296 del 2006 fa esclusivo riferimento alle associazioni riconosciute, si precisa
che l�'unica forma di riconoscimento della personalità giuridica è quella
disciplinata dal DPR 361 del 7 dicembre 2000 (Regolamento recante norme per la
semplificazione dei procedimenti di riconoscimento delle persone giuridiche
private e di approvazione dell�'atto costitutivo).
In sostanza, in base ai richiamati documenti di prassi,
per associazioni e fondazioni riconosciute, ai fini del riparto della
quota del cinque per mille, devono intendersi le associazioni e le fondazioni
che abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi del
DPR 10 febbraio 2000, n. 361.
Nel ribadire l�'orientamento espresso dalle citate
circolari n. 30 e n. 57 del 2007, si precisa altresì che il requisito del
possesso della personalità giuridica deve intendersi riferito solo ai soggetti
con personalità giuridica di diritto privato, con esclusione, quindi, degli
enti dotati di personalità giuridica di diritto pubblico.
L�'interpretazione fornita si fonda in primo luogo
sulla formulazione letterale della norma che, riferendosi in modo specifico alle
associazioni e fondazioni riconosciute, richiama l�'espressione
utilizzata nel libro primo, titolo secondo, capo secondo, del codice civile,
rubricato Delle associazioni e fondazioni.
La definizione di associazioni riconosciute assume,
inoltre, rilievo nell�'ambito privatistico in contrapposizione alle
associazioni non riconosciute disciplinate dall�'articolo 36 e seguenti del
Sotto il profilo logico-sistematico l�'orientamento
espresso trova conferma nella collocazione delle associazioni e fondazioni
riconosciute nella categoria di soggetti destinatari del cinque per mille che
comprende le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di
promozione sociale, cioè le organizzazioni di natura privatistica che operano
senza scopo di lucro in settori di attività di rilevanza sociale.
Al riguardo si richiama, altresì, la sentenza del
Consiglio di Stato n. 1730/2010, secondo la quale deve escludersi  che
possa essere ricompresa nelle organizzazioni di volontariato un�'associazione
che è dotata di personalità giuridica pubblica e, in quanto tale, è
soggetta alla disciplina degli enti pubblici.
Da quanto sopra consegue che non possono annoverarsi
tra le associazioni riconosciute, operanti nei settori individuati dall�'articolo
10 del decreto legislativo n. 460 del 1997 e beneficiarie del cinque per mille,
gli enti associativi con personalità giuridica di diritto pubblico, ancorché
operanti nei medesimi settori.
Gli enti associativi di diritto pubblico non possono,
pertanto, essere iscritti nell�'elenco dei soggetti destinatari del cinque per
mille e non possono accedere alla ripartizione delle relative quote. Ove il
contributo sia stato già corrisposto lo stesso, in mancanza dei requisiti
prescritti da parte dell�'ente beneficiario, deve essere recuperato.
1.2 Operatività nei settori dell�'art. 10 del decreto legislativo n. 460
I settori di attività che, ricorrendo il
presupposto del riconoscimento della personalità giuridica, danno titolo alle
associazioni e fondazioni riconosciute a partecipare al riparto della quota del
cinque per mille dell�'IRPEF sono i seguenti:
7) tutela, promozione e valorizzazione
delle cose d�'interesse artistico e storico di cui alla legge 1° giugno 1939,
n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 (vedasi ora decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio);
dell�'ambiente, con esclusione dell�'attività esercitata abitualmente, di
raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all�'articolo
7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;
9) promozione della cultura e dell�'arte;
11) ricerca scientifica di particolare
interesse sociale svolta in ambiti e secondo modalità definite con decreto del
Presidente della Repubblica 20 marzo 2003, n. 135.
L�'esclusività o la prevalenza dell�'operatività
negli anzidetti settori è stata prevista dalle disposizioni in materia di
cinque per mille per l�'esercizio finanziario 2008, dall�'art. 3, comma 5, della legge 24 dicembre
Relativamente agli esercizi 2006, 2007, 2009 e 2010 le
associazioni e fondazioni riconosciute possono accedere al beneficio del cinque
per mille anche se svolgono attività nei settori di cui all�'articolo 10,
comma 1, lettera a), del decreto n. 460 del 1997 in maniera non esclusiva o non
Al riguardo si richiamano le circolari n. 30 e n. 57
del 2007 con le quali sono state fornite indicazioni in merito alla necessità
di accertare l�'effettivo svolgimento dell�'attività nell�'ambito dei
settori indicati nonché la rilevanza della stessa attività anche se non
esercitata in maniera esclusiva o prevalente.
In particolare la circolare n. 30, paragrafo 7,
riferendosi alle fondazioni operanti in maniera non esclusiva o prevalente nei
settori di cui all�'articolo 10, comma 1, lettera a), del Dlgs n. 460 del 1997,
ha chiarito che i controlli delle dichiarazioni sostitutive devono accertare tra
l�'altro che tra i fini istituzionali sia previsto lo svolgimento di
attività nei settori indicati nel comma 1, lettera a), dell�'articolo 10 del
Dlgs n. 460 del 1997 e che le fondazioni oggetto d�'esame operino
concretamente in uno dei settori previsti dal richiamato articolo 10.
La circolare n. 57, in relazione alle associazioni
riconosciute, ha evidenziato l�'esigenza di approfondimenti di carattere
amministrativo, tesi ad acclarare la tipologia dell�'attività, l�'effettivo
svolgimento della stessa anche attraverso le consultazione di atti o
documenti quali l�'atto costitutivo, lo statuto e l�'ultimo rendiconto
Ribadendo gli indirizzi forniti con i richiamati
documenti di prassi, si precisa che ai fini dell�'accesso al beneficio del
- nell�'atto costitutivo o nello statuto
devono essere indicate le attività che l�'ente svolge nei settori stabiliti
- le attività in argomento, ancorché non
prevalenti, non devono, tuttavia, avere carattere di occasionalità,
marginalità o sussidiarietà, ma devono concorrere a realizzare gli scopi
propri dell�'ente;
- l�'esplicita previsione statutaria deve
trovare riscontro in concreto nell�'attività effettivamente svolta.
Le associazioni e fondazioni riconosciute, al pari
degli altri soggetti ricondotti dalle disposizioni in materia del cinque per
mille alla lettera a) nella categoria individuata come sostegno al volontariato,
sono, come accennato nei precedenti paragrafi, organizzazioni di natura
privatistica senza fine di lucro.
In merito alla non lucratività, si precisa che detto
requisito, ancorché non espresso, costituisce carattere essenziale
costantemente attribuito alle associazioni e fondazioni riconosciute
beneficiarie del cinque per mille.
Ciò comporta in concreto per tali enti, come per tutti
gli altri soggetti connotati dalla assenza di fini di lucro, il divieto di
distribuzione, anche indiretta, degli utili e avanzi di gestione nonché di
fondi riserve o capitale e, in caso di scioglimento, il vincolo di devoluzione
del patrimonio ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica
2. Cessazione dell�'attività da parte degli enti destinatari del cinque per
mille o dell�'attività che dà diritto al beneficio
Il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 23 aprile 2010, concernente finalità e soggetti ai quali può
essere destinato il 5 per mille per l�'anno finanziario 2010, disciplina,
tra l�'altro, le ipotesi in cui i soggetti ammessi al beneficio del cinque per
mille all�'atto dell�'erogazione delle somme risultino aver cessato l�'attività
o aver cessato l�'attività che dà diritto al beneficio.
In particolare, l�'articolo 11, comma 5, del citato
DPCM stabilisce che L�'ente beneficiario non ha diritto alla corresponsione
del contributo qualora, prima dell�'erogazione delle somme allo stesso
destinate, risulti aver cessato l�'attività o non svolgere più l�'attività
che dà diritto al beneficio.
Il successivo comma 6 dello stesso articolo 11 prevede
che la disposizione di cui al comma 5 si applica anche agli esercizi
finanziari 2006, 2007, 2008 e 2009.
L�'articolo 13, comma 1, lettera e), individua tra le
circostanze per le quali è possibile procedere al recupero delle somme erogate
l�'ipotesi in cui l�'ente dopo l�'erogazione delle somme allo stesso
destinate, risulti, invece, aver cessato l�'attività o non svolgere più l�'attività
che dà diritto al beneficio, prima dell�'erogazione delle somme medesime.
Le disposizioni esaminate stabiliscono, in sostanza,
che, nel caso in cui prima dell�'erogazione delle somme il soggetto abbia
cessato la propria attività o non svolga più le attività che hanno costituito
il presupposto per l�'accesso al beneficio, le somme attribuite non dovranno
essere erogate.
Laddove, invece, le somme siano state già erogate, ma
il soggetto prima dell�'erogazione delle somme stesse risulti aver cessato l�'attività
o non svolgere più l�'attività che dà diritto al beneficio, l�'amministrazione
competente dovrà procedere al recupero degli importi erogati.
Si evidenzia al riguardo che la fase dell�'erogazione
delle somme e quella del recupero delle stesse rientrano, nel caso degli enti
appartenenti alla categoria individuata come sostegno al volontariato, nelle
attribuzioni del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, al quale
competono, altresì, le necessarie e definitive determinazioni in merito all�'esclusione
dall�'erogazione delle somme attribuite.
Le presenti istruzioni sono quindi dirette a fornire un
indirizzo interpretativo unitario in considerazione delle funzioni attribuite
all�'Agenzia delle entrate per la predisposizione dell�'elenco dei soggetti
beneficiari e del rapporto di collaborazione della stessa Agenzia con il
competente Ministero ai fini delle attività necessarie all�'erogazione degli
importi agli aventi diritto.
2.1 Cessazione dell�'attività da parte dell�'ente beneficiario
La prima ipotesi, che comporta la perdita del
diritto all�'erogazione delle somme attribuite o il recupero delle somme già
percepite, è data dalla cessazione dell�'attività da parte dell�'ente
beneficiario prima dell�'erogazione delle somme.
La fattispecie comprende tutti i casi di estinzione per
qualsiasi causa del soggetto beneficiario.
L�'espressione cessazione dell�'attività consente di
ricondurre, peraltro, nella fattispecie in esame anche enti che, all�'atto dell�'erogazione
delle somme, sono in fase di liquidazione e, pertanto, hanno di fatto cessato l�'attività.
Per quanto riguarda l�'ipotesi di fusione per
incorporazione, segnalata in riferimento ad alcune cooperative sociali, si
ritiene che, permanendo l�'attività esercitata, le somme possano essere
attribuite all�'incorporante, sempre che quest�'ultima risulti ammessa fra i
beneficiari del cinque per mille.
La seconda fattispecie considerata dalle norme in
commento riguarda le ipotesi in cui ai fini dell�'accesso al contributo del
cinque per mille è necessario accertare la presenza congiunta del requisito
soggettivo ed oggettivo.
L�'ente destinatario, pur continuando a esistere e a
operare, perde uno dei requisiti richiesti per l�'ammissibilità al beneficio.
E�' il caso delle associazioni e fondazioni
riconosciute, per le quali, come precisato nel paragrafo 1.2, l�'operatività
negli specifici settori individuati dall�'articolo 10, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo n. 460 del 1997 costituisce un�'ulteriore condizione, oltre
a quella del riconoscimento della personalità giuridica, per fruire del
beneficio del cinque per mille.
Pertanto, qualora risulti che gli anzidetti enti per
modifica statutaria o di fatto non operano più nei settori di attività che
hanno consentito l�'ammissione al contributo del cinque per mille, le somme
loro destinate non devono essere corrisposte e quelle eventualmente già erogate
devono essere recuperate.
La perdita del beneficio per cessazione dell�'attività
o per il venir meno dell�'attività che dà diritto al beneficio si applica a
decorrere dall�'esercizio finanziario 2006 e, pertanto, le somme relative al
cinque per mille non devono essere erogate qualora ricorrano nei confronti dell�'ente
beneficiario le condizioni sopra descritte.