Source: https://iusmanagement.org/2018/03/28/danno-erariale-da-mancata-trasparenza-1-sussiste-anche-se-e-stata-abrogata-la-norma-2-e-responsabile-anche-il-sindaco-3-non-e-responsabile-il-dirigente-della-ragioneria/
Timestamp: 2018-08-20 04:56:35+00:00
Document Index: 30562241

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 53', 'art. 50']

Danno erariale da mancata trasparenza: 1) sussiste anche se è stata abrogata la norma; 2) è responsabile anche il sindaco; 3) non è responsabile il dirigente della Ragioneria | Ius & management
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Danno erariale da mancata trasparenza: 1) sussiste anche se è stata abrogata la norma; 2) è responsabile anche il sindaco; 3) non è responsabile il dirigente della Ragioneria
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Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Puglia, sentenza n. 185 del 5 marzo 2018
Ai fini del decisum, è bene svolgere una breve ricostruzione normativa per meglio comprendere il significato e la portata delle disposizioni violate, posta alla base dell’azione di responsabilità di cui al presente giudizio, e costituite dall’art. 11, commi 8 e 9, del decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150 (vigenti al tempo), che recitano per la parte che qui occupa:
In punto di applicabilità della riferita disciplina normativa alle autonomie locali ci si muove nel solco della precedente decisione di questa Sezione n. 384 del 2016 e della Sez. Lazio n. 81 del 2015 e n. 323 del 2016.
Nemmeno può assumere rilievo la successiva, intervenuta abrogazione dell’art. 11 d.lgs. n. 150 del 2009 e, quindi, anche del divieto posto dal nono comma, da parte dell’art. 53, comma 1, lett. i), del ridetto D. lgs. n. 33 del 2013, così come la asserita natura “sanzionatoria” della disposizione de qua, che richiederebbe, perciò solo, l’attualità della violazione.
La condanna per danno erariale presuppone l’attualità del medesimo e non certo della violazione.
Quanto alla concorrente responsabilità del dirigente della Ragioneria, opina il collegio che non era certamente compito suo verificare se nelle relazioni del Nucleo di Valutazione e nelle determinazioni dei dirigenti che via via hanno disposto la liquidazione della indennità di cui trattasi, fossero stati rispettati tutti i presupposti normativi richiesti dalla legge ai fini di una valutazione positiva dei medesimi dipendenti, e se nulla ostasse alla erogazione di tale emolumento (in senso conforme, anche il principio contabile n. 2, predisposto dall’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali, al par. 91, vigente ratione temporis, secondo cui in fase di liquidazione la verifica della completezza della documentazione prodotta e della idoneità della stessa a comprovare il diritto del creditore fosse appannaggio del dirigente che liquida la spesa).
Quanto alla mancanza dell’elemento soggettivo della colpa grave nell’ex sindaco, val la pena rammentare che tutto il sistema di valutazione della dirigenza, si basa sul principio secondo cui l’organo politico fissa le linee direttrici e gli indirizzi programmatici e strategici dell’Amministrazione, e assegna ai dirigenti le necessarie risorse umane, finanziarie e strumentali affinché questi possano realizzare tali obiettivi, il cui grado di raggiungimento rileva in termini di erogazione della retribuzione di risultato.
Alla luce di tali previsioni, non è dunque revocabile in dubbio che il sindaco, in qualità di capo dell’Amministrazione comunale e quindi come organo di governo dell’ente, fosse tenuto ad introdurre, a livello organizzativo generale, le pregnanti novità introdotte dal decreto n. 150 del 2009, e ad attribuire specificamente a monte, ai dirigenti, gli obiettivi di trasparenza ivi imposti; e di verificarne, a valle (anche per il tramite del Nucleo di valutazione), il conseguente raggiungimento, pena il divieto di erogazione dell’indennità di risultato. Così come era tenuto a provvedere ad individuare (giusta l’art. 50, comma 12, e 109, comma 1 del TUEL) il responsabile della trasparenza, la cui nomina (avvenuta solo nell’anno 2014) avrebbe probabilmente consentito di mettere in luce gli inadempimenti in questione.