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Timestamp: 2020-08-12 13:01:47+00:00
Document Index: 57429374

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'Cass. Sez. ', 'art. 19', 'art. 77', 'art. 77']

Sentenza Cassazione Civile n. 22423 del 26/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22423 del 26/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/09/2017, (ud. 21/06/2017, dep.26/09/2017), n. 22423
sul ricorso 5471/2016 proposto da:
C.Y.Y., elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO MESSICO, n.
7, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO TOZZI, che la
elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE REG. MARGHERITA 294, presso
lo studio dell’avvocato ENRICO FRONTICELLI BALDELLI, che la
avverso la sentenza n. 4286/6/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
C.Y.Y. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, contro la sentenza della CTR LAZIO indicata in epigrafe, con la quale è stato rigettato l’appello proposto dalla contribuente contro la sentenza del giudice di primo grado che, previa dichiarazione di carenza di legittimazione passiva dell’Agenzia delle Entrate, aveva ritenuto inammissibile il ricorso cumulativo proposto avverso le cartelle esattoriali presupposte e respinto l’impugnazione dell’iscrizione ipotecaria parimenti impugnata con il medesimo ricorso.
Occorre preliminarmente rilevare che non è oggetto di impugnazione la ritenuta validità della notifica della cartella che la CTR ha ritenuto effettuata al destinatario con deposito presso la casa coniugale in data 15.6.2009 ed invio della raccomandata il 7.7.2009, dalla quale il giudice di appello ha fatto scaturire la tardività ed inammissibilità parziale del ricorso teso all’annullamento di tale atto.
Premesso che le doglianze proposte dalla parte ricorrente si risolvono, al di là della rubrica esposta, in violazioni di legge formulate in modo rituale dalla parte ricorrente, il primo motivo di ricorso, con il quale si prospetta la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3, è manifestamente fondato.
Ed invero, secondo le Sezioni Unite di questa Corte (Cass. Sez. Un. n. 5791/2008) “In materia di riscossione delle imposte, atteso che la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio del diritto di difesa del destinatario, l’omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato. Poichè tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta, consentita del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19, comma 3, di impugnare solo l’atto consequenziale notificatogli (avviso di mora, cartella di pagamento, avviso di liquidazione), facendo valere il vizio derivante dall’omessa notifica dell’atto presupposto, o di impugnare cumulativamente anche quello presupposto (nell’ordine, cartella di pagamento, avviso di accertamento o avviso di liquidazione) non notificato, facendo valere i vizi che inficiano quest’ultimo, per contestare radicalmente la pretesa tributaria spetterà al giudice di merito, interpretando la domanda, verificare la scelta compiuta dal contribuente, con la conseguenza che, nel primo caso, dovrà verificare solo la sussistenza o meno del difetto di notifica al fine di pronunciarsi sulla nullità dell’atto consequenziale (con eventuale estinzione della pretesa tributaria a seconda se i termini di decadenza siano o meno decorsi), nel secondo la pronuncia dovrà riguardare l’esistenza, o no, di tale pretesa” – conf. Cass. SS.UU. n. 16412/2007 e Cass. n. 23217/2014.
Il secondo motivo di ricorso, con il quale la ricorrente prospetta l’illegittimità della decisione impugnata laddove ha escluso l’obbligo di previo avviso rispetto all’iscrizione ipotecaria in quanto anteriore alla L. n. 106 del 2011, è parimenti fondato.
Ed invero, Cass. n. 19967 e 19668 del 2014 hanno chiarito che in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77, deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis, del medesimo D.P.R., come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modif. dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità.