Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/legislazione/testo%20vigente/1990/legge%2024.htm
Timestamp: 2017-01-17 10:58:55+00:00
Document Index: 69229213

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 3', 'art. 137', 'art. 57', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 18', 'art.18', 'art. 8', 'art. 4']

1990/legge 24.htm
LEGGE REGIONALE 17 aprile 1990, n. 24
Norme sull'ordinamento della Polizia Municipale.
(Pubbl. in Boll. Uff. 26 aprile 1990, n. 33)
1 La Regione Calabria, nel rispetto dei principi sanciti dalla legge 7 marzo 1986,
n. 65, con la presente legge detta norme sull'ordinamento e sulla organizzazione dei
Servizi e dei Corpi di Polizia Municipale, al fine di assicurare su tutto il territorio
regionale un uniforme ed efficiente espletamento delle funzioni di polizia locale.
2 A tale scopo tutti i Comuni, singoli o Associati, possono istituire il Servizio di
Polizia Municipale. I Comuni, nei quali il servizio viene svolto da almeno 7 unità,
istituiscono il Corpo di Polizia Municipale in forma individuale o associata.
(Responsabilità e coordinamento dell'attività di Polizia
1 Il Sindaco e l'Assessore da lui delegato impartisce al Comandante del Corpo o
responsabile del servizio, le direttive per lo svolgimento delle funzioni di polizia di
cui sono titolari i Comuni.
2 Il Comandante del Corpo o responsabile del servizio di Polizia Municipale, determina le
modalità operative di competenza del corpo o servizio, emandando gli ordini o le
disposizioni organizzative ed operative nel rispetto della legislazione vigente e del
regolamento di cui al successivo art. 6 ed è responsabile verso il Sindaco
dell'addestramento, della disciplina, dell'impiego tecnico-operativo del personale
appartenente al Corpo.
3 Le funzioni attribuite al Sindaco in materia di Polizia Stradale e quale autorità di
pubblica sicurezza ed ufficiale di Polizia Giudiziaria, previste dalla legge, restano
escluse dalla delega all'assessore.
4 In caso di gestione di forma associata del servizio o del corpo di Polizia Municipale,
le direttive sono impartite dal legale rappresentante dei Comuni associati il quale, nel
rispetto delle competenze e delle responsabilità non derogabili attribuiti dalla legge al
Sindaco presiederà ai soli compiti organizzativi e strumentali all'esercizio delle
funzioni di Polizia locale di cui pur sempre rimangono titolari i Comuni.
(Finalità e compiti)
1 Agli appartenenti al Servizio o al Corpo di Polizia Municipale compete lo espletamento
di tutte quelle attività di Polizia locale che si svolgono nello ambito del territorio
comunale, secondo le proprie attribuzioni, nei limiti e nelle forme previsti dalla legge
2 In particolare compete loro di: a) prevenire e reprimere le infrazioni in materia di Polizia locale; b) vigilare sull'osservanza delle leggi statali e regionali, nonché delle ordinanze, dei
provvedimenti amministrativi e dei regolamenti la cui esecuzione è demandata alla
competenza della Polizia Municipale; c) assumere o dare informazioni agli organi competenti, operare ricerche ed accertamenti
connessi con i compiti di istituto e relativi ai servizi comunali; d) operare una sorveglianza costante sul territorio e sul patrimonio comunale e pubblico; e) prestare servizi di ordine, di vigilanza e di scorta necessari per l'espletamento di
tutte le attività ed i compiti istituzionali dell'Ente di appartenenza; f) prestare la propria opera di assistenza e soccorso ai cittadini bisognosi ed in casi di
pubbliche calamità e disastri; g) adempiere,inoltre,alle incombenze di Polizia amministrativa previste dal D.P.R.
24/7/1977 n. 616.
1 Il Sindaco o l'Assessore delegato coordina nell'ambito del territorio comunale, in caso
di calamità, il personale preposto ai servizi di Polizia Municipale, assicura l'immediato
intervento ed i collegamenti con gli altri servizi operanti nel settore, nel quadro dei
provvedimenti regionali.
2 Il Sindaco, attraverso i suoi organi, assicura la efficienza operativa dei mezzi e degli
strumenti in carico alla Polizia Municipale e garantisce l'aggiornamento professionale per
gli opera tori addetti nonché una disponibilità di personale e mezzi in ogni tempo
(Altre funzioni)
1 Nell'ambito territoriale e nei settori di competenza, gli addetti al servizio o al Corpo
di Polizia Municipale esercitano le funzioni ausiliarie di Pubblica Sicurezza ai sensi
degli art. 3 e 5 della legge 7-3-86, n. 65. Esercitano altresì, quelle di Polizia Strada
le ai sensi dell'art. 137 del T.U. delle norme sulla circolazione stradale approvato con
D.P.R. 15-6-59, n. 393, nonché le funzioni di Polizia Giudiziaria, rivestendo la
qualifica di agente oppure di ufficiale di Polizia Giudiziaria, riferita, quest'ultima, ai
responsabili del Servizio o del Corpo e agli addetti al coordinamento e controllo, nei
limiti dei compiti a cui ciascuno è destinato e secondo le proprie attribuzioni ai sensi
dell'art. 57 del Codice di procedura penale.
1 I Comuni singoli o associati, che a norma dell'art. 1 della presente legge, istituiscono
il Servizio o il Corpo di Polizia Municipale in conformità agli artt. 4 e 7 della legge 7
marzo 1986, n. 65, previa contrattazione con le Organizzazioni Sindacali, predispongono i
relativi regolamenti entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
2 I regolamenti muniti dell'approvazione del CO.RE.CO., dovranno essere inviati
all'Assessorato regionale agli Enti locali che provvederà alla relativa pubblicazione,
mediante apposito decreto del Presidente della Giunta regionale sul Bollettino Ufficiale
della Regione Calabria e comunicati al Commissario di Governo.
(Criteri ed indirizzi per la determinazione del contingente
numerico)
1 I Comuni, per la determinazione del contingente numerico degli addetti al servizio o al
Corpo di Polizia Municipale, terranno conto dei seguenti elementi: a) popolazione, densità della stessa e flussi correnti; b) superficie territoriale e suddivisioni in circoscrizioni e frazioni, col legamenti
logistici e caratteri urbanistici; c) sviluppo chilometrico della rete viaria, densità e complessità del traffico; d) aree di insediamento industriale, dell'edilizia, commerciale e turistico; e) quantità dei servizi; f) ogni altro criterio oggettivo di carattere socio-economico di particolare significato
per la specificità del territorio stesso; g) complessità del servizio; h) la dotazione organica della Polizia Municipale dovrà prevedere, di norma, un addetto
ogni 700 abitanti.
2 Il numero degli operatori (Vigili) non può, comunque, essere inferiore a due.
(Scuola regionale di Polizia Municipale)
1 La Regione Calabria, nell'ambito delle specifiche competenze previste allo art. 6 della
legge 7 marzo 1986, n. 65, organizza e finanzia la scuola per lo addestramento e la
formazione del perso nale di Polizia Municipale e la partecipazione alla stessa del
relativo personale.
2 L'attività di formazione è finalizzata a garantire che ciascun lavoratore acquisisca
le specifiche attidudini culturali e professionali necessarie al l'assolvimento delle
funzioni e dei compiti attribuitigli nell'ambito delle strutture cui è assegnato ed a
fronteggiare i processi di riordinamento istituzionali e di ristrutturazione
3 Le norme per il funzionamento dei corsi, dei programmi, delle docenze e della struttura
didattico-operativa, verranno stabilite con apposito regolamento di attuazione della
presente legge, che sarà approvato con deliberazione di Giunta e pubblicato sul
Bollettino Ufficiale regionale, con decreto del Presidente della Regione, su proposta del
Comitato Consultivo di cui al successivo art. 12.
4 La scuola regionale di Polizia Municipale, che dovrà essere istituita entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, si avvarrà, per i corsi di istruzione e
aggiornamento, anche di Atenei Universitari e di strutture scolastiche specializzate di
Enti pubblici o privati, mediante apposita convenzione.
5 I corsi di qualificazione e di aggiornamento professionale sono obbligatori per tutti
gli appartenenti alla Polizia Municipale. Gli operatori nuovi assunti dovranno partecipare
al corso teoricopratico che avrà durata non inferiore a mesi 6, durante il quale non
potranno essere impiegati in servizi di alcun genere se non ad unico scopo di
6 Tali corsi si concludono con prova di accertamento dell'arricchimento culturale e
professionale dei partecipanti che costituiscono ad ogni effetto titolo di servizio.
(Obbligo iscrizione tiro a segno)
1 Gli appartenenti ai Corpi o Servizi di Polizia Municipale che rivestono la qualità di
Agente di Pubblica Sicurezza sono tenuti, a norma della legge 28 maggio 1981, n. 286 ad
iscriversi ad una sezione di tiro a segno nazionale ed ogni anno devono frequentare almeno
un ciclo di lezioni regolamentari di tiro a segno presso poligoni abilitati,in conformità
alle disposizioni ed ai criteri di cui al capo IV del Decreto del Ministero dell'Interno
n. 145 del 4 marzo 1987, concernente l'armamento degli appartenenti alla Polizia
Municipale ai quali è conferita la qualità di agente di Pubblica Sicurezza.
2 Il Comandante del Corpo o il responsabile del Servizio, sentito il Sindaco, può
disporre la ripetizione dell'addestramento al tiro nel corso dell'anno per tutti gli
addetti alla Polizia Municipale o per quelli fra essi che svolgono particolari servizi.
3 In attesa della costruzione dei poligoni di tiro di cui al successivo art. 10, i Comuni
possono stipulare apposite convenzioni con le Sezioni di tiro a segno nazionale, nonché
con gli Enti di Stato o le Società sportive che dispongono di poligoni abilitati all'uso
delle armi da fuoco nell'ambito del territorio del Comune o di Comuni limitrofi per
consentire agli appartenenti alla Polizia Municipale esercitazioni o corsi di tiro. In
tale ipotesi la Regione concorre alla spesa con un contributo pari al 70% con i fondi
previsti dallo art. 18 della presente legge.
(Costituzione poligoni di tiro)
1 La Regione si fa carico di promuovere le iniziative necessarie per la costituzione di
poligoni di tiro nei Comuni capoluogo di provincia concorrendo alla spesa con un
contributo pari al 70% mediante i fondi previsti dall'art.18 della presente legge.
2 Analogo contributo per la costituzione di poligoni di tiro potranno ottenere i Comuni
situati in comprensori distanti dalla città capoluogo di provincia il cui Sindaco ne
faccia richiesta al Presidente della Giunta regionale.
(Norme di rinvio per le armi)
1 Per quanto altro non previsto in materia di armi dalla presente legge, si fa rinvio al
Decreto del Ministro dell'Interno n.145 del 4/03/1987 concernente l'armamento degli
appartenenti alla Polizia Municipale ai quali è conferita la qualità di Agente di
1 Presso l'assessorato agli Enti Locali è istituito il Comitato per la Polizia Municipale
con funzioni consultive per le materie inerenti l'applicazione della legge 7 marzo 1986,
n. 65.
2 È composto: a) dall'Assessore regionale agli Enti locali, o da un suo delegato, con funzioni di
Presidente; b) da cinque esperti in materia di Polizia Municipale, appartenenti all'aria
di vigilanza designati dalla Regione; c) da tre unità designate, una per organizzazione, dall'ANCI, UPI, UNCEM regionali; d) da cinque rappresentanti designati dalle organizzazioni Sindacali maggiormente
rappresentative a livello nazionale e firmatarie di contratti nazionali.
3 Le funzioni di segretario saranno svolte da un dirigente o da un funzionario
dell'Assessorato agli Enti locali.
4 Il Comitato viene nominato, su proposta dell'Assessore regionale agli Enti locali, con
decreto del Presidente della Giunta regionale e rimane in carica per tutta la legislatura
del Consiglio regionale, salvo eventuali riconferme.
5 È competente ad esprimere pareri: 1) sulle iniziative intese a favorire la uniformità operativa dell'attività espletata
dalla Polizia Municipale; 2) sulla formazione di proposte relative ai corsi di preparazione, di aggiornamento
professionale, di specializzazione, di stipula di convenzioni con Istituti specializzati,
in conformità a quanto previsto dall'art. 8 della presente legge; 3) sulle informazioni di aggiornamento tecnico-scientifico; 4) su tutte le altre questioni riguardanti la Polizia Municipale.
(Forme associative)
1 La Regione Calabria favorisce e coordina per esigenze di economicità ed efficienza,
forme di associazioni tra Comuni, intese a perseguire la collaborazione e la gestione a
carattere permanente o stagionale, dei servizi di Polizia Municipale, nell'ambito di un
determinato territorio.
2 A tal fine, concorre al finanziamento di appositi piani per l'acquisto di attrezzature e
mezzi per l'esercizio in comune dell'attività di Polizia municipale. La Giunta regionale,
previo parere del Comitato Consultivo, provvede annualmente, sentita la competente
commissione consiliare, al riparto dei contributi per gli Enti associati.
3 Quando il personale di Polizia Municipale viene utilizzato sul territorio di un Comune
diverso da quello di appartenenza è collocato alle dipendenze del Sindaco di questo
ultimo Comune o del Presidente della Associazione intercomunale, se previsto dallo
statuto, fermo restando che l'impiego tecnico-operativo del corpo è affidato al
Comandante o all'addetto al coordinamento del servizio di Polizia Municipale del luogo in
cui si presta servizio.
4 Salvo quanto disposto dall'art. 4 punto IV lett. C, della legge 7 marzo 1986 n. 65 sono
autorizzate le missioni esterne a carattere contingente ed urgente per prestare soccorso
in pubblici e privati infortuni o calamità.
(Automezzi e strumenti operativi)
1 Le attività di Polizia Municipale vengono disimpegnate con i mezzi di trasporto in
dotazione e con l'impiego di strumenti tecnici atti ad assicurare una efficiente
operatività (fonometro, opacimetro misuratore di velocità, misuratori di radioattività
a camere di ionizzazione, ecc.).
2 Ai mezzi di trasporto sono applicati i colori, i contrassegni e gli accessori stabiliti
nell'allegato "B" della presente legge.
3 Di norma gli automezzi sono dotati di apparecchio rice-trasmittente collegato con la
centrale operativa o il centralino del Comando.
4 Il personale del servizio di vigilanza può essere dotato di apparecchio trasmittente
5 Per le zone marittime, portuali, lacustri e fluviali ovvero montane possono prevedersi
mezzi nautici o idonei alla circolazione sulle strade di montagna o innevate.
6 La Regione concorre al finanziamento per l'acquisto dei mezzi e strumenti operativi di
cui al presente art., fino al 50% della spesa.
(Uniformi)
1 La divisa degli appartenenti alla Polizia Municipale è costituita da un insieme
organico di oggetti di vestiario, di equipaggiamento e di accessori aventi specifica
denominazione e confezione in modo da soddisfare esigenze di funzionalità e di
2 Le divise si distinguono in ordinarie da utilizzare nei servizi di routine, e speciali,
da utilizzare in particolari circostanze di rappresentanza e di prestazioni onorifiche e
devono corrispondere alle caratteristiche di cui all'al legato "A" della
3 La divisa è in dotazione esclusiva al personale in attività di servizio. I Comuni
provvedono, imputando la spesa ai capitoli di bilancio annuale, allo acquisto, alla
fornitura e alla rinnovazione e manutenzione delle divise per il personale che ne ha
diritto in conformità alla vigente normativa in materia.
1 Entro 6 mesi, dall'entrata in vigore della presente legge, i Comuni singoli o associati,
provvedono ad adeguare eventuali regolamenti già vigenti alle disposizioni in essa
2 Nello stesso termine, provvederanno ad adeguare i modelli di grado, i distintivi e la
foggia delle uniformi, caratteristiche dei mezzi in dotazione alla Polizia Municipale,
secondo quanto previsto dagli allegati A e B.
3 Coloro i quali all'entrata in vigore della legge rivestono un grado superiore a quello
previsto nell'allegato "A", conservano il distintivo ad esaurimento
1 Gli Enti Locali diversi dai Comuni svolgono le funzioni di Polizia locale di cui sono
titolari, anche a mezzo di appositi servizi; ad essi sono estesi, in quanto applicabili,
le disposizioni della presente legge sostituendo al Comune ed ai suoi organi l'Ente locale
e gli Organi corrispondenti.
1 All'onere derivante dalla presente legge, valutato in L. 600 milioni per l'anno 1990, si
fa fronte con i fondi assegnati alla Regione ai sensi degli artt.8 e 9 della legge
16/5/70, n.281, definendone la compatibilità finanziaria nell'esercizio 1990 e successivi
con la legge di approvazione del bilancio della Regione e con l'apposita legge finanziaria
2 Ai fini degli interventi di cui agli articoli 8, primo comma, 13, II comma e 14, VI
comma, della presente legge la copertura finanziaria sarà assicurata successivamente con
apposita normativa.