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Timestamp: 2020-08-08 20:28:17+00:00
Document Index: 61992913

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 49', 'art. 19', 'art. 133', 'art. 49']

Rivista AIC - Problemi o pseudo-problemi sulla decorrenza dell’effetto abrogativo. Lo strano caso dell’abrogazione dell’art. 19, comma 5, della l. n. 241/19901
Problemi o pseudo-problemi sulla decorrenza dell’effetto abrogativo. Lo strano caso dell’abrogazione dell’art. 19, comma 5, della l. n. 241/19901
di: Floriana Lisena
1. Il recente caso dell’abrogazione dell’art. 19, comma 5, della l. n. 241/1990, come di seguito descritto nella sua scansione cronologica, offre lo spunto per riflettere su alcuni problemi connessi alla decorrenza dell’effetto abrogativo.
Va premesso che la disposizione in questione, come modificata dal comma 6 dell’art. 9 della legge 18 giugno 2009 n. 69, recitava, nella sua originaria versione, quanto segue: “Ogni controversia relativa all'applicazione dei commi 1, 2 e 3 [recanti la disciplina della dichiarazione di inizio attività] è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall’articolo 20”.
Il comma in esame è stato abrogato dal n. 14) del comma 1 dell’art. 4 dell’allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (c.d. Codice del processo amministrativo). Tuttavia l’effetto abrogativo decorre dal 16 settembre 2010, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2 dello stesso provvedimento (“Il presente decreto entra in vigore il 16 settembre 2010”).
Nel frattempo, l’intero art. 19 è stato sostituito dal comma 4-bis dell'art. 49 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), nel testo integrato dalla relativa legge di conversione (legge 30 luglio 2010, n. 122).
Il nuovo testo del comma 5 era il seguente: “Il presente articolo non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all’applicazione del presente articolo è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall’articolo 20”.
La modifica, come noto, ha comportato la sostituzione della dichiarazione di inizio attività (D.i.a.) con la segnalazione certificata di inizio attività (S.c.i.a.). Tuttavia, il 16 settembre 2010, al verificarsi dell’effetto abrogativo disposto dal Codice del processo amministrativo, il quinto comma del citato art. 19 è risultato abrogato.
Per la precisione, l’unico periodo “sopravvissuto” era quello relativo alla devoluzione delle controversie ivi disciplinate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in quanto trasferito nell’art. 133, comma 1, lett. a) n. 3 del D.Lgs. n. 104/2010 (“Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, salvo ulteriori previsioni di legge: a) le controversie in materia di: (…) 3) dichiarazione di inizio attività”, la quale, a norma del comma 4- ter dell'art. 49 d.l. n. 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 122/2010, è sostituita, ovunque ricorra, dalla “segnalazione certificata di inizio attività”).
NUMERO E ARGOMENTI: 4/2010 Cronache e dossier
Fascicolo 2/2020
Fascicolo 1/2020
Fascicolo 4/2019
Floriana Lisena
La Babele (o la Pentecoste) delle lingue nell'Unione Europea