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Timestamp: 2018-03-22 17:40:59+00:00
Document Index: 49831517

Matched Legal Cases: ['art.52', 'art.9', 'art.4', 'art.9', 'art.4', 'art.7', 'art.3', 'art.6', 'art.9', 'art.6']

Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 | Architetto.info
Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993
Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 e dalla direttiva 93/97/CEE del Consiglio del 29 ottobre 1993.
Vista  la legge 6 febbraio 1996, n.52 – legge comunitaria 1994,  ed
in  particolare l’art.52, recante delega al Governo a  recepire  le
direttive  del Consiglio 93/68/CEE del 93/97/CEE, che  integrano  e
modificano  la  direttiva  89/336/CEE in materia  di  compatibilità
Visto  il  decreto  legislativo  4 dicembre  1992,  n.476,  recante
disposizioni  di  attuazione  della  citata  direttiva  89/336/CEE,
modificata dalla direttiva 92/31/CEE;
Visto  il  decreto  legge 1 dicembre 1993,  n.487,  convertito  con
modificazioni dalla legge 29 gennaio 1994, n.71, che ha disposto la
trasformazione   dell’Amministrazione   delle   poste    e    delle
telecomunicazioni in ente pubblico economico e la  riorganizzazione
Riconosciuta  l’opportunità di riordinare, con normativa  organica,
la materia già disciplinata dal decreto legislativo n.476 del 1992;
Vista  la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata  nella
riunione del 31 ottobre 1996;
Sulla  proposta  del Presidente del Consiglio dei  Ministri  e  dei
Ministri  delle  poste e delle telecomunicazioni e  dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministri degli
affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro;
DISPOSIZIONI SULLA COMPATIBILITÀ ELETTROMAGNETICA
a)  “apparecchi”,  tutti  i  dispositivi elettrici  ed  elettronici
nonché  le  apparecchiature, i sistemi e  gli  impianti  contenenti
componenti elettrici o elettronici;
b)  “disturbi  elettromagnetici”, i fenomeni  elettromagnetici  che
possono   alterare   il  funzionamento  di   un   dispositivo,   di
un’apparecchiatura o di un sistema;
c)  “immunità”, l’idoneità di un dispositivo, di un’apparecchiatura
o   di   un   sistema   a  funzionare  in  presenza   di   disturbi
elettromagnetici senza pregiudizio per le sue prestazioni;
d)  “compatibilità elettromagnetica”, l’idoneità di un dispositivo,
di  un’apparecchiatura  o di un sistema a  funzionare  nel  proprio
ambiente  elettromagnetico in modo soddisfacente  senza  introdurre
disturbi elettromagnetici inaccettabili per tutto ciò che si  trova
in tale ambiente;
e)  “organismo  competente”, ogni organismo  stabilito  dall’Unione
europea  rispondente ai criteri di cui all’allegato 2, riconosciuto
capace  di rilasciare una relazione tecnica o un attestato per  gli
apparecchi di cui alla lettera a);
f)  “attestato  di  esame  CE del tipo”, il  documento  in  cui  un
organismo notificato attesta che il tipo di apparecchio esaminato è
conforme ai requisiti del presente decreto;
g)  “organismo notificato”, organismo stabilito dall’Unione europea
rispondente   ai  criteri  di  cui  all’allegato  2,  abilitato   a
rilasciare attestati di esame CE del tipo per gli apparecchi di cui
alla lettera l), notificato alla Commissione delle Comunità europee
ed agli altri Stati membri;
h)  “laboratorio  di  prova accreditato”, il laboratorio  di  prova
accreditato  sulla base del decreto legislativo 12  novembre  1996,
n.614,  che esegue le prove prescritte dalle regole tecniche comuni
e dalle regole e norme tecniche europee e nazionali;
i)  “apparecchiatura terminale”, di seguito indicata con la  parola
“terminale”, un’apparecchiatura di telecomunicazioni, destinata  ad
essere collegata mediante un sistema cablato, radio, ottico o altro
sistema elettromagnetico ad una rete pubblica di telecomunicazioni,
1)  essere collegata direttamente ad un punto terminale di una rete
pubblica di telecomunicazioni;
2) o interfunzionare con una rete pubblica di telecomunicazioni, in
quanto  collegata direttamente o indirettamente  ad  un  suo  punto
terminale  per  la trasmissione, il trattamento o la  ricezione  di
l)  “apparecchi  radiotrasmittenti”, apparecchiature  radio  i  cui
trasmettitori,  ivi  compresi i dispositivi ausiliari,  emettono  o
diffondono onde elettromagnetiche per le radiocomunicazioni;
m)   “radioamatore”,  persona,  debitamente  autorizzata,  che   si
interessa  di  radiotecnica a titolo puramente  personale  e  senza
scopo  di  lucro,  che partecipa al servizio di  radiocomunicazione
detto  “d’amatore”  avente  per oggetto  l’istruzione  individuale,
l’intercomunicazione e gli studi tecnici;
n) “costruttore o fabbricante”, il responsabile della progettazione
e  della produzione di un apparecchio di cui alla lettera a) oppure
chi  realizza un nuovo apparecchio con altri apparecchi di cui alla
stessa  lettera  a)  oppure ancora colui che  modifica,  trasforma,
amplia  o  adegua un dato apparecchio oppure chi appone il  proprio
marchio su apparecchi costruiti da terzi.
Art.2. Campo di applicazione
1.  Il  presente  decreto  si applica agli apparecchi  che  possono
creare  emissioni  elettromagnetiche o  il  cui  funzionamento  può
essere    alterato    da    disturbi   elettromagnetici    presenti
nell’ambiente. Esso fissa i requisiti di protezione in  materia  di
compatibilità  elettromagnetica  nonché  le  relative  modalità  di
2.  Gli  apparecchi  costruiti per usi militari non  rientrano  nel
campo  di  applicazione  del presente decreto,  a  meno  che  siano
3.  Gli  apparecchi radio utilizzati da radioamatori non  rientrano
nel  campo  di applicazione del presente decreto, a meno che  siano
4.  Le disposizioni del presente decreto non si applicano o cessano
di  essere  applicate  a  quegli  apparecchi  i  cui  requisiti  di
protezione  in  materia  di  compatibilità  elettromagnetica  siano
stabiliti   da   norme   di  attuazione  di  specifiche   direttive
5.  Agli  apparecchi  di  cui  al  comma  1  non  si  applicano  le
disposizioni contenute nella legge 22 maggio 1980, n.209.
Art.3. Requisiti per l’immissione in commercio o in servizio
1. Gli apparecchi possono essere immessi nel mercato comunitario  o
in  servizio  soltanto se essi soddisfano i requisiti  fissati  dal
presente decreto legislativo, quando sono installati, sottoposti ad
opportuna  manutenzione  ed  utilizzati  conformemente  alla   loro
Art.4. Requisiti di protezione
a)  i disturbi elettromagnetici da essi generati siano limitati  ad
un    livello   che   permetta   agli   apparecchi   radio   e   di
telecomunicazioni  ed agli altri apparecchi di funzionare  in  modo
conforme alla loro destinazione;
b) essi abbiano un adeguato livello di immunità intrinseca contro i
disturbi elettromagnetici che permetta loro di funzionare  in  modo
conforme alla loro destinazione.
2. I principali requisiti di protezione sono indicati nell’allegato
Art.5. Misure speciali
1.    Le    disposizioni   del   presente   decreto   non    ostano
all’applicazione,  su iniziativa delle autorità competenti  di  cui
all’art.9, delle seguenti misure speciali:
a)  misure  concernenti  l’entrata in  servizio  e  l’utilizzazione
dell’apparecchio, adottate per un luogo particolare, per ovviare ad
un  problema  di  compatibilità elettromagnetica  già  esistente  o
b)  misure  concernenti l’installazione dell’apparecchio,  adottate
per proteggere le reti pubbliche di telecomunicazioni o le stazioni
riceventi o trasmettenti utilizzate per motivi di sicurezza.
2.  Le  autorità competenti notificano alla commissione europea  ed
agli altri Stati membri le misure speciali di cui al comma 1.
Art.6. Presunzione di conformità
1.  Si  presumono  conformi  ai  requisiti  di  protezione  di  cui
all’art.4 gli apparecchi che soddisfano:
a)  le  norme  nazionali  che traspongono le  corrispondenti  norme
armonizzate  i  cui  riferimenti  sono  pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale  delle  Comunità  europee; i riferimenti  di  tali  norme
nazionali sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana ad iniziativa delle autorità competenti di cui all’art.9;
b)   oppure,  quando  non  esistono  norme  armonizzate,  le  norme
nazionali  degli  Stati  membri i cui riferimenti  sono  pubblicati
nella  Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee; i riferimenti  di
tali   norme   sono  pubblicati  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica  italiana  ad  iniziativa delle  autorità  di  cui  alla
2.  In  assenza  delle norme di cui al comma 1, oppure  qualora  il
fabbricante non ha applicato, in tutto o in parte, dette norme, gli
apparecchi sono considerati conformi ai requisiti di protezione  di
cui all’art.4 se sussiste la documentazione di cui all’art.7, comma
3.  Le  autorità competenti, se ritengono che le norme  armonizzate
citate  al  comma  1,  lettera  a),  non  soddisfano  pienamente  i
requisiti  di  protezione, adiscono il comitato permanente  di  cui
all’art.3 della legge 21 giugno 1986, n.317.
Art.7. Dichiarazione e marcatura CE di conformità
1.  Nel  caso di apparecchi per i quali il fabbricante ha applicato
le  norme di cui all’art.6, comma 1, la conformità degli apparecchi
stessi  alle disposizioni del presente decreto è attestata  da  una
dichiarazione  CE di conformità predisposta dal fabbricante  o  dal
suo mandatario stabilito nella Unione europea. La dichiarazione, di
cui  all’allegato  1,  deve  essere  tenuta  a  disposizione  delle
autorità  competenti  di cui all’art.9 dal momento  dell’immissione
nel mercato comunitario del primo esemplare e fino alla scadenza di
dieci  anni  dall’immissione  nel mercato  comunitario  dell’ultimo
esemplare dell’apparecchio in questione.
2.  Nel  caso  di  apparecchi per i quali  il  fabbricante  non  ha
applicato, in tutto o in parte, le norme di cui all’art.6, comma 1,
o  in  assenza  di norme al momento dell’introduzione  nel  mercato
comunitario, la conformità alle disposizioni del presente decreto è
attestata  da  una dichiarazione CE di conformità  predisposta  dal
fabbricante  o  dal  suo man…
Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 redazione redazione 2015-05-06T03:47:12+00:00