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Timestamp: 2017-01-22 10:05:51+00:00
Document Index: 91069589

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 48', 'art. 12', 'art. 6', 'art 3', 'art. 51', 'art. 10']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 380 del 18.12.2007
Istanza di Interpello - ALFA - IRPEF -
contribuzione complementare - Decreto del presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917 (TUIR)
ALFA ha fatto presente che a seguito
dell'applicazione dell'art. 3, comma 6, del Decreto legislativo 2 settembre
1997, n. 314, secondo cui ai fini
fiscali e previdenziali le indennità di volo e le voci ad essa collegate
rilevano solo nella misura del 50% del loro ammontare, si è creata di fatto una
sorta di risparmio contributivo di cui l'azienda non ha inteso usufruire in
quanto sulla base di un accordo sindacale è stato deciso di devolvere detto
risparmio al "Fondo Pensione BETA"
Le somme nel frattempo accumulatesi ed accantonate nei
bilanci 2005 e 2006 saranno a breve trasferite nel BETA creando una
contribuzione complementare aggiuntiva a quella già versata regolarmente e con
L'istante fa presente che operando in tal modo, le
somme originariamente destinate alla contribuzione obbligatoria INPS,
accantonate, si trasformeranno di fatto in contributi per previdenza
complementare. In relazione a ciò l'istante ha chiesto se le somme che
confluiranno al BETA siano o meno da assoggettare ad imposizione fiscale e
contributiva all'atto del trasferimento al predetto fondo.
A tal fine l'istante fa presente che questa somma sarà
solo visualizzata, per ragioni di trasparenza contabile, nelle buste paga dei
lavoratori i quali peraltro non percepiranno nulla.
L'istante ritiene che quest'operazione dovrebbe
essere esentata da qualsiasi onere contributivo e fiscale in quanto: -i
contributi accantonati e destinati alla previdenza complementare possono
annoverarsi tra quelli menzionati dall'art. 48 (rectius 51), comma 2, del TUIR;
- la somma in questione rientra tra quelle
escluse dalla base imponibile reddituale, richiamata dall'ex art. 12, punto 6
della legge 153 del 1969;
- lo stesso art. 6, comma 4, lett. F, del d.lgs 314 del 1997 sembra escludere queste somme
dal reddito imponibile quando nell'enunciare i redditi di lavoro esentati da
oneri, annovera tra questi i contributi e le somme a carico del datore del
lavoro, versate o accantonate sotto qualsiasi forma a finanziamento delle forme
pensionistiche complementari di cui al d.lgs 124 del 1993.
La questione prospettata riguarda il trattamento,
ai fini IRPEF, dei versamenti al BETA delle somme derivanti dal risparmio
contributivo realizzato dall'azienda, per effetto dell'art 3, comma 6, del
d.lgsl 314 del 1997 che esclude nella
misura del 50% da imposizione IRPEF le indennità di volo.
Al riguardo si osserva che le somme di cui si tratta
costituiscono una forma di contribuzione di natura facoltativa in quanto sono
versate, a favore del dipendente, su base volontaria e non in base ad una
La disciplina richiamata dall'istante risulta pertanto
non pertinente al caso in esame.
L'art. 51
(già 48) del TUIR, infatti al
comma 2, esclude dalla base imponibile, ai fini della determinazione del reddito
di lavoro dipendente, solo i contributi versati in ottemperanza ad un obbligo di
legge. Nel caso in questione si rendono applicabili invece le disposizioni del
Testo Unico in materia di previdenza complementare contenute nel d.lgs 5
dicembre 2005, n. 252. In particolare
dal 1 gennaio 2007, per il combinato disposto degli articoli 8 e 21 di detto
decreto, i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro o
committente, sia volontari sia dovuti in base a contratto o accordi collettivi,
anche aziendali, alle forme di previdenza complementare, sono deducibili dal
reddito complessivo, ai sensi dell'art. 10 del TUIR, per un importo non
superiore a euro 5.164,57; gli eventuali contributi eccedenti il limite di
deducibilità (non dedotti) costituiscono reddito imponibile per il dipendente e
sono soggetti a tassazione; l'importo di tali contributi non dedotti deve essere
comunicato entro il 31 dicembre dell'anno successivo alla forma pensionistica
complementare per consentire al fondo di determinare la quota di prestazione
che, avendo già subito la tassazione, sarà esclusa da imposizione.
In relazione al caso in argomento, tenuto conto del
fatto che il trasferimento al fondo delle somme accantonate assume carattere di
contribuzione straordinaria, che si aggiunge presumibilmente a quella corrente,
si fa presente che, al fine della determinazione dell'ammontare deducibile,
devono essere considerate entrambe le specie di contributi (ordinari e
straordinari) versati nel periodo di imposta.
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