Source: https://www.laleggepertutti.it/365155_conto-corrente-cointestato-ultime-sentenze
Timestamp: 2020-07-03 18:04:19+00:00
Document Index: 164796662

Matched Legal Cases: ['art. 1853', 'art. 322', 'art. 61', 'art. 1713', 'art. 1298', 'art. 1854', 'art. 1298', 'art. 2033', 'sentenza ']

Conto corrente cointestato: ultime sentenze
Scopri le ultime sentenze su: cointestazione di un conto corrente; debito; cointestatari; libretto di deposito cointestato con il soggetto incapace; presunzione di contitolarità di un conto corrente.
1 La Banca può compensare il saldo attivo su un conto corrente cointestato?
2 Il sequestro preventivo funzionale alla confisca per sproporzione
3 Prelievo dal conto corrente cointestato somme in misura superiore alla metà di quanto depositato
4 Conto corrente cointestato: il sequestro preventivo
5 L’abuso di relazione di prestazione d’opera
6 Il pagamento di un debito di un contitolare attraverso il conto corrente cointestato
7 Conto corrente cointestato: come superare la presunzione di contitolarità
8 La presunzione di comune spettanza delle somme presenti su un conto corrente cointestato
9 Ristrutturazione della casa familiare
10 La ripartizione delle responsabilità penali
11 Pagamento dell’indebito a persona defunta ritenuta viva
La Banca può compensare il saldo attivo su un conto corrente cointestato?
La cointestazione di un conto corrente vale a rendere solidale il credito o il debito anche se il denaro sia immesso sul conto da uno solo dei cointestatari o da un terzo a favore dell’uno, dell’altro o di entrambi; ne deriva, per effetto del principio di solidarietà attiva, che la Banca è pienamente legittimata a compensare il saldo attivo presente su un conto corrente cointestato, con il debito di uno dei cointestatari presente su altro rapporto o conto, facendo applicazione dell’art. 1853 c.c.
Corte appello Ancona, 28/06/2019, n.1084
Il sequestro preventivo funzionale alla confisca per sproporzione
In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per sproporzione, eseguito su conto corrente cointestato all’indagato e a soggetto estraneo al reato, la misura cautelare si estende all’intero importo in giacenza, senza che a tal fine rilevino presunzioni o vincoli posti dal codice civile (artt. 1289 e 1834), regolativi dei rapporti interni tra creditori e debitori solidali, ma è fatta salva la facoltà per il terzo di dimostrare l’esclusiva titolarità di tali somme e la conseguente illegittimità del vincolo.
(Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio il sequestro di un libretto di deposito postale nominativo cointestato con i genitori dell’indagato, alimentato esclusivamente dai ratei pensionistici di questi ultimi, dai proventi della vendita di un immobile privo di alcun collegamento con la condotta criminosa, nonché dagli investimenti rivenienti dalla medesima provvista lecita).
Cassazione penale sez. VI, 18/04/2019, n.24432
Prelievo dal conto corrente cointestato somme in misura superiore alla metà di quanto depositato
Integra il reato di appropriazione indebita prelevare somme di denaro in un conto corrente cointestato superiore in misura superiore alla metà del denaro depositato nello stesso.
(Nel caso di specie, la moglie del curatore nominato ad un soggetto in stato di infermità e deficienza psichica prelevava da un libretto di deposito cointestato con il soggetto incapace somme di denaro cospicue per finalità del tutto estranee alla cura del soggetto infermo, nonostante tutte le somme di danaro prelevate derivassero da pensioni di invalidità del soggetto invalido).
Corte appello L’Aquila, 06/03/2019, n.3418
Conto corrente cointestato: il sequestro preventivo
Può essere disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente di cui all’art. 322 ter c.p., dell’intera somma di denaro depositata su un conto corrente bancario cointestato con un soggetto estraneo al reato, senza che assumano rilievo le presunzioni o i vincoli posti dal codice civile (artt. 1289 e 1834) per regolare i rapporti interni tra creditori e debitori solidali o i rapporti tra banca e depositante, ferma restando la successiva possibilità di procedere a un effettivo accertamento dei beni che siano di esclusiva proprietà di terzi estranei al reato.
Cassazione penale sez. III, 13/02/2019, n.29079
L’abuso di relazioni di prestazioni d’opera, previsto come circostanza aggravante dall’art. 61, n. 11 c.p., è configurabile in presenza di rapporti giuridici, anche soltanto fondati sulla fiducia, che a qualunque titolo comportino un vero e proprio obbligo di “facere”.
(Fattispecie in tema di appropriazione indebita, rispetto alla quale è stata ritenuta la configurabilità dell’aggravante in esame nella condotta dell’imputato che, approfittando di una procura generale e speciale, rilasciata dalla convivente in virtù di un rapporto di mandato comportante obblighi di “facere” – comprensivi dell’obbligo di rendiconto ex art. 1713 c.c. -, si era appropriato per intero dei corrispettivi della vendita del patrimonio immobiliare della persona offesa, depositati su un conto corrente cointestato, di cui il ricorrente poteva disporre in forza dei poteri rappresentativi e gestori conferitigli).
Cassazione penale sez. II, 30/01/2019, n.13775
Il pagamento di un debito di un contitolare attraverso il conto corrente cointestato
La presunzione di contitolarità di un conto corrente non impedisce ai cointestatari di regolare i propri rapporti di debito -credito avvalendosi dello stesso conto: ragione per cui il pagamento di un debito di un contitolare attraverso il conto corrente cointestato non costituisce prova della riconducibilità ad entrambi dell’avvenuto pagamento, in presenza di altri elementi idonei a ricondurre ad uno solo dei cointestatari l’adempimento stesso.
Cassazione civile sez. III, 20/04/2018, n.9816
Conto corrente cointestato: come superare la presunzione di contitolarità
In assenza di prova della titolarità esclusiva del denaro esistente sui conti bancari (nella specie: si trattava di un conto corrente bancario cointestato tra due persone) va applicata la presunzione di contitolarità in pari misura prevista dall’art. 1298 c.c.
Tribunale Savona, 24/12/2017
La presunzione di comune spettanza delle somme presenti su un conto corrente cointestato
In tema di conto corrente cointestato, la presunzione di comune spettanza delle somme presenti su un conto corrente cointestato è valevole unicamente nei confronti della banca a mente dell’art. 1854 del codice civile.
Viceversa, per quanto attiene ai rapporti tra i correntisti, la presunzione del credito solidale in parti uguali vige soltanto ove non risulti diversamente ex art. 1298 del codice civile sicché, nel caso in cui risulti dimostrato che il prelevante non abbia effettuato dei versamenti sul predetto conto corrente, questi non potrà avanzare diritti sul saldo del medesimo.
Tribunale Trani sez. I, 02/11/2017, n.2336
Ristrutturazione della casa familiare
La ripartizione delle responsabilità penali
Il decesso del conduttore conseguente alle esalazioni provenienti da una caldaia non a norma di legge, è ascrivibile a titolo di omicidio colposo al comodatario dell’immobile unitamente al proprietario, anche il primo rivestendo una posizione di garanzia nei confronti del conduttore, a condizione che siano accertati poteri di gestione e di ingerenza sull’immobile.
La sottoscrizione del contratto di locazione da parte del comodatario e la destinazione dei frutti della locazione su un conto corrente cointestato al proprietario ed al comodatario, lasciano desumere la posizione di garanzia del comodatario, concorrente con quella del proprietario. In capo a questo ultimo rimangono le responsabilità dei danni arrecati a terzi dalle strutture murarie e dagli impianti in esse conglobati, di cui conserva la custodia.
Cassazione penale sez. IV, 06/10/2016, n.43861
Pagamento dell’indebito a persona defunta ritenuta viva
Il pagamento dell’indebito a persona defunta, ma ritenuta vivente dal “solvens”, fa sorgere l’obbligo di restituzione, ex art. 2033 c.c., in capo a colui che di fatto si avvalga di quel pagamento, essendo solo quest’ultimo il soggetto che, con la materiale apprensione del pagamento, acquista la qualità di “accipiens” e, con essa, l’obbligo di restituire quanto acquisito.
(In applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che – in relazione alla domanda di ripetizione proposta da un istituto di credito, il quale per anni aveva erogato, per conto dell’INPS, la pensione ad un soggetto defunto mediante accredito su un conto corrente cointestato a quest’ultimo e ad un terzo – aveva ritenuto l’obbligo restitutorio trasferito dal beneficiario defunto ai suoi eredi, anziché sorto direttamente ed esclusivamente in capo al terzo cointestatario che aveva prelevato le somme indebitamente erogate).
Cassazione civile sez. VI, 07/09/2016, n.17705