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Timestamp: 2020-08-15 00:04:13+00:00
Document Index: 141766461

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 77', 'sentenza ', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 77', 'art. 77', 'sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 24906 del 06/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24906 del 06/12/2016
Cassazione civile sez. trib., 06/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 06/12/2016), n.24906
sul ricorso 16071-2012 proposto da:
Z.A., elettivamente domiciliata in ROMA VIA DI VIGNA FABBRI
29, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCANTONIO BORELLO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARA ARGENTA VURCHIO
EQUITALIA NORD SPA (GIA’ EQUITALIA NOMOS SPA);
EQUITALIA NORD SPA (GIA’ EQUITALIA NOMOS SPA) in persona del legale
avverso il provvedimento n. 27/2011 della COMM.TRIB.REG. di TORINO,
dell’Avvocato CIMETTI che si riporta al controricorso;
CORE Sergio, che ha concluso per l’accoglimento del 2 motivo,
assorbito il 1 del ricorso principale, inammissibile il 1 motivo del
ricorso incidentale condizionato, assorbiti gli altri.
1. on sentenza 27/31/11 deposita il 13/05/2011, la CTR del Piemonte respingeva l’appello avverso la sentenza della CTP di Torino del 26/02/2009, che aveva rigettato il ricorso presentato dalla Z.A. avverso la comunicazione del 24/05/2008 di avvenuta iscrizione ipotecaria effettuata da Equitalia Nomos s.p.a. su immobili della contribuente per complessivi Euro 39.846,49, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, con compensazione delle spese processuali.
2. La sentenza, premesso che la contribuente aveva riproposto in grado di appello la doglianza concernente la nullità della notifica della cartella di pagamento e la nullità della comunicazione di iscrizione per omessa intimazione di pagamento prima dell’iscrizione ipotecaria, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 77 e 50, oltre che la nullità della cartella esattoriale, ha rilevato che l’eventuale vizio formale della notificazione della cartella di pagamento era del tutto irrilevante avendo l’atto raggiunto il proprio scopo, così come risultava del tutto rituale l’iscrizione ipotecaria, che non costituisce un atto del procedimento di espropriazione forzata, ma la precede, in funzione di conservazione del cespite patrimoniale del debitore in vista dell’espropriazione forzata, e che, infine, la cartella esattoriale risultava redatta su modello predisposto dal dipartimento delle entrate, che non prevede la sottoscrizione della stessa.
3. Avverso tale sentenza la Z.A. propone ricorso per cassazione affidato a due motivi.
4. L’Equitalia Nord s.p.a., incorporante della Equitalia Nomos s.p.a. si è costituita con controricorso ed ha proposto ricorso incidentale affidato a due motivi.
1. Con il primo motivo di ricorso la Z.A. lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 148 c.p.c. in relazione alla notificazione della cartella di pagamento, in quanto la relazione di notificazione era stata apposta sul frontespizio della cartella e non in calce alla stessa, non potendo ritenersi raggiunto lo scopo della notificazione, come ritenuto da entrambe le sentenze di merito, atteso che la contribuente non aveva mai impugnato la cartella di pagamento, bensì il solo atto di comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria. La doglianza è infondata.
Come risulta dalla sentenza della CTP di Torino la Z. aveva ricevuto la notifica a mani proprie di tutte le cartelle di pagamento, ivi inclusa quella di cui lamenta la errata redazione della relazione di notificazione, ossia la cartella (OMISSIS), che risulta notificata in data 06/01/2006 e contro la quale non risulta alcuna impugnazione. In ogni caso la ricorrente non ha allegato al ricorso detta relazione di notificazione, con conseguente non autosufficienza del ricorso sul punto.
2. Con il secondo motivo di ricorso ci si duole dell’omessa notifica ad essa contribuente dell’atto di intimazione di pagamento ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, essendo decorso oltre un anno la notifica della cartella esattoriale.
Tuttavia, hanno affermato le Sezioni Unite, l’inapplicabilità all’iscrizione ipotecaria della previsione di cui all’art. 50, comma 2 citato decreto, non significa che l’iscrizione ipotecaria possa essere eseguita senza che la stessa debba essere oggetto di alcuna comunicazione al contribuente; proprio in quanto atto impugnabile innanzi al giudice tributario, essa presuppone una specifica comunicazione al contribuente: sia ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21 – secondo cui gli atti impugnabili, elencati nell’art. 19 medesimo decreto, tra cui va annoverata anche l’iscrizione ipotecaria, debbano essere impugnati entro sessanta giorni dalla relativa notificazione – sia in base all’art. 21 legge n. 241 del 1990 – che prevede un obbligo generalizzato di comunicazione dei provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei destinatari; l’art. 6 dello Statuto del contribuente, a sua volta, prevede che debba essere garantita l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati.
Ne consegue, pertanto, la fondatezza del ricorso per cassazione con cui, pur denunciandosi la violazione di una disposizione inapplicabile (nella specie, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2), si lamenti nella sostanza l’omessa attivazione del contraddittorio, in quanto spetta al giudice il compito di qualificare giuridicamente i fatti, utilizzando la normativa che ad essi si attaglia. Analogamente la Sez. 5, con la sentenza n. 13115 del 14/04/2016, non massimata, ha affermato che costituisce principio consolidato quello secondo cui in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria, prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77 (nella formulazione vigente “ratione temporis”), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis medesimo D.P.R., come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modifiche dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione ai procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità.
3. Quanto al ricorso incidentale condizionato, esso si basa su due doglianze: la prima avente ad oggetto la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 2 e 19 e l’omessa pronuncia sul punto da parte della sentenza impugnata; la seconda avente ad oggetto l’omessa pronuncia, da parte della CTR, sull’eccezione concernente la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 24 e la nullità della sentenza per vizio di ultrapetizione ex art. 360 c.p.c., n. 4.
Entrambe le dette doglianze vanno dichiarate assorbite nel ricorso principale.
Accoglie il ricorso. Cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo, dichiarando assorbito il ricorso incidentale. Compensa le spese dell’intero giudizio.