Source: http://www.valutazioneazienda.it/1/valutazione_azienda_collegio_sindacale_4445192.html
Timestamp: 2019-06-17 20:39:34+00:00
Document Index: 39175

Matched Legal Cases: ['art. 2403', 'art. 2403', 'art. 149', 'art. 2441', 'art. 2441', 'art. 2441', 'art. 2343', 'art. 158', 'art. 2441', 'art. 2412', 'art. 2410', 'art. 2410', 'art. 2414', 'art. 2414', 'art. 2415', 'art. 2421', 'art. 2417', 'art. 2412', 'art. 2413', 'art. 2412', 'art. 2412', 'art. 2500', 'art. 2403']

Valutazione Azienda - Collegio Sindacale | Valutazione Azienda in 24 ore
Home » Valutazione di Azienda » Valutazione Azienda - Collegio Sindacale
Valutazione Azienda - Collegio Sindacale
Il ruolo del Collegio sindacale nelle operazioni straordinarie di impresa
Il ruolo dei sindaci nell'ambito delle operazioni straordinarie
di Zanetti Enrico
in Pratica Contabile, 2005, 6, 27 2005
Il collegio sindacale è chiamato a svolgere le seguenti funzioni di controllo, consultive, ispettive (per conto dei soci) e, in casi eccezionali, di amministrazione attiva (in sostituzione degli amministratori). Nel caso in cui la società sottoposta al controllo dei sindaci ponga in essere operazioni di tipo straordinario (quali, tipicamente, operazioni sul capitale, emissioni di prestiti obbligazionari, effettuazione di conferimenti d'aziende, partecipazione ad operazioni di fusione o scissione) il ruolo del collegio sindacale è essenzialmente riconducibile al generale dovere di vigilanza del rispetto delle norme di legge e di statuto.
Nel caso di operazioni straordinarie, il ruolo del collegio sindacale è essenzialmente riconducibile al generale dovere di vigilanza del rispetto delle norme di legge e di statuto, di cui all'art. 2403 del Codice civile.
Sul punto, si ricorda che, ai sensi dell'art. 2403 del Codice civile (art. 149 del D.Lgs. n. 58/1998 per quanto concerne le società quotate), il collegio sindacale vigila:
· sull'osservanza della legge e dello statuto;
· sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
· sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo funzionamento. In taluni casi, tuttavia, specifiche disposizioni chiamano in causa il collegio sindacale per dei "controlli specifici", come avviene ad esempio nel caso di aumento di capitale realizzato mediante conferimenti in natura (parere di congruità sul prezzo di emissione delle azioni), nel caso di emissione di prestiti obbligazionari (attestazione del rispetto dei limiti quantitativi di legge), oppure nel caso di riduzione del capitale sociale per perdite (osservazioni sulla situazione patrimoniale predisposta dagli amministratori).
Ciò premesso, ai fini che qui interessano, per "operazione straordinaria posta in essere dalla società, da cui conseguono specifici obblighi di controllo in capo ai sindaci" ci si intende riferire:
· alle operazioni sul capitale sociale (aumenti e riduzioni);
· all'emissione di prestiti obbligazionari;
· all'effettuazione di conferimenti in natura (e, tipicamente, di complessi aziendali);
· alla trasformazione della società;
· alla partecipazione ad operazioni di fusione (come società fusa o incorporata, oppure come società incorporante);
· alla partecipazione ad operazioni di scissione (come società scissa o come società beneficiaria).
Le operazioni sul capitale sociale da parte della società possono comportare:
· un aumento del capitale sociale;
· una riduzione del capitale sociale (tipicamente, per effetto di perdite).
Quando viene posta in essere un'operazione di aumento di capitale, il collegio sindacale deve attentamente controllare l'esecuzione dell'aumento, monitorando l'operato degli amministratori in ordine alla regolarità e tempestività dell'esecuzione degli adempimenti previsti dall'art. 2441 del Codice civile.
Un ruolo più centrale è assegnato dal comma 6 dell'art. 2441 del Codice civile al collegio sindacale nei casi in cui l'aumento di capitale venga deliberato con esclusione del diritto di opzione dei soci, in quanto viene prevista l'effettuazione in natura dei sottostanti conferimenti.
Esclusione o limitazione del diritto di opzione
Ai sensi del comma 6 dell'art. 2441 del codice civile, nel caso in cui la proposta di aumento di capitale implichi l'esclusione o la limitazione del diritto di opzione dei soci, l'organo amministrativo è tenuto a redigere un'apposita relazione che illustri le ragioni della predetta esclusione o limitazione, nell'ottica dell'interesse della società all'effettuazione di detta operazione.
La delibera di aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione deve essere assunta con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno il 50 per cento + 1 del capitale sociale, anche in sede di seconda convocazione.
Aumenti da perfezionare con conferimenti in natura Quando la proposta di aumento di capitale prevede che esso venga attuato mediante conferimenti in natura, il diritto di opzione dei soci si intende sempre escluso.
In questo caso, gli amministratori devono redigere la relazione illustrativa di cui già si è detto precedentemente, al fine di esplicitare non soltanto le ragioni dell'operazione nell'ottica dell'interesse della società, ma anche i criteri mediante i quali si è pervenuti alla determinazione del prezzo di emissione.
La relazione deve essere comunicata al collegio sindacale (e al soggetto incaricato del controllo contabile) almeno 30 giorni prima della data fissata per l'assemblea.
Almeno 15 giorni prima della data fissata per l'assemblea, la predetta relazione illustrativa deve essere depositata presso la sede sociale, unitamente:
· a una relazione del collegio sindacale, con la quale i sindaci esprimono la loro valutazione sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni o delle quote;
· alla perizia di stima sul valore del bene in natura conferito, predisposta dall'esperto nominato ai sensi degli artt. 2343 (conferitaria S.p.A.) o 2465 (conferitaria S.r.l.) del Codice civile, ai fini del rilascio dell'attestazione che il valore del bene conferito in natura non è inferiore all'incremento del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo che si registra in capo alla società conferitaria per effetto del suo conferimento.
Controllo di merito del collegio sindacale
Quando dunque la società sulla quale il collegio sindacale vigila risulta conferitaria di un conferimento in natura (tipicamente, un conferimento d'azienda), i sindaci sono chiamati non solo a un controllo di legittimità procedurale, ma anche ad una valutazione di merito sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni o quote.
Giova per altro sottolineare che il compito valutativo cui sono chiamati i sindaci differisce in modo sostanziale da quello cui è invece chiamato l'esperto, nominato ai sensi dell'art. 2343 o 2465 del Codice civile, posto che:
· l'esperto deve redigere una stima prudenziale la cui finalità è quella di attestare che il valore effettivo del bene conferito è senz'altro non inferiore all'incremento del patrimonio netto che si riflette sulla conferitaria;
· i sindaci devono procedere a una valutazione comparata del valore effettivamente attribuibile al bene conferito e del valore attribuibile alla società conferitaria ante conferimento, posto che è da tale rapporto "a valori effettivi " che discende la congruità o meno del prezzo di emissione delle azioni o quote della società conferitaria.
Nell'ambito delle società quotate, tuttavia, il ruolo del collegio sindacale torna ad essere "ridimensionato" a una mera funzione di controllo di legittimità, posto che l'art. 158 del D.Lgs. n. 58/1998 attribuisce alla società incaricata della revisione contabile il compito di esprimere con propria relazione il giudizio sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni.
Nell'ottica del controllo di legittimità che il collegio sindacale è comunque tenuto ad operare sugli aspetti procedurali dell'operazione, giova ricordare che, quando la società conferitaria di un conferimento in natura è una società quotata, devono essere osservati i seguenti (più numerosi) adempimenti procedurali (ai sensi degli artt. 70 e 90 del Regolamento CONSOB 14 maggio 1999, n. 11971):
· la relazione illustrativa degli amministratori, oltre che recare le informazioni richieste dal comma 6 dell'art. 2441 del Codice civile, deve essere redatta in modo conforme allo schema previsto dall'allegato 3A del Regolamento CONSOB 14 maggio 1999, n. 11971 (e successive modificazioni); ò la relazione illustrativa degli amministratori deve essere trasmessa alla società di revisione 45 giorni prima (anziché 30) della data fissata per l'assemblea;
· almeno 15 giorni prima della data fissata per l'assemblea, la relazione illustrativa degli amministratori, unitamente alla relazione della società di revisione e alla perizia di stima "da conferimento in natura" dell'esperto nominato dal Tribunale, deve essere messa a disposizione del pubblico mediante deposito non solo presso la sede sociale, ma anche presso la società di gestione del mercato;
· se l'operazione presenta gli estremi della significatività (da valutarsi in ragione dei riflessi sull'operazione sul patrimonio netto della società conferitaria) e, in ogni caso, se lo richiede espressamente la CONSOB, almeno 10 giorni prima della data fissata per l'assemblea deve essere messa a disposizione del pubblico (presso la sede sociale e presso la società di gestione del mercato) un ulteriore documento informativo redatto in conformità allo schema di cui all'allegato 3B del già citato Regolamento CONSOB n. 11971/1999;
· contestualmente alla sua messa a disposizione del pubblico, tutta la predetta documentazione deve anche essere inoltrata alla CONSOB.
Riduzioni di capitale per perdite
Ai sensi degli artt. 2446 e 2447 del Codice civile:
· quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori devono convocare senza indugio l'assemblea dei soci e sottoporre ad essa una relazione sulla situazione patrimoniale che deve restare depositata in copia presso la sede della società negli 8 giorni che precedono la data fissata per l'assemblea;
· la relazione degli amministratori sulla situazione patrimoniale della società deve essere corredata dalle osservazioni del collegio sindacale;
· l'assemblea dei soci può non adottare immediatamente provvedimenti di riduzione del capitale sociale, ma, se entro l'esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea che approva il bilancio di detto esercizio deve obbligatoriamente deliberare la riduzione del capitale sociale in proporzione alle perdite accertate;
· tuttavia, nel caso in cui le perdite eccedenti il terzo del capitale sociale riducano quest'ultimo al di sotto della soglia del minimo legale, l'assemblea dei soci non può "temporeggiare" e deve immediatamente deliberare la riduzione del capitale sociale in proporzione alle perdite accertate e la sua contestuale ricostituzione ad un ammontare non inferiore al minimo legale.
In questo contesto, il collegio sindacale è tenuto a:
· in via principale, predisporre le proprie osservazioni sulla situazione patrimoniale che gli amministratori sottopongono all'assemblea dei soci convocata ai sensi degli artt. 2446 o 2447 del Codice civile;
· in caso di inerzia degli amministratori, procedere direttamente alla convocazione dell'assemblea dei soci per la deliberazione degli opportuni provvedimenti;
· in caso di inattività dell'assemblea dei soci ed anche degli amministratori, chiedere al Tribunale la riduzione del capitale sociale e, nel caso, la messa in liquidazione della società.
Per quanto concerne le osservazioni del collegio sindacale sulla situazione patrimoniale predisposta dagli amministratori ai sensi degli artt. 2446 o 2447 del Codice civile, va sottolineato che tali osservazioni si fondano su un procedimento di controllo della situazione patrimoniale analogo a quello che viene effettuato sul bilancio di esercizio, nel quale tuttavia le procedure di verifica possono essere di tipo sommario e complessivo, anziché analitico.
Nel caso in cui la società proceda all'emissione di un prestito obbligazionario, il collegio sindacale è chiamato ad espletare i seguenti controlli:
· un controllo "generale" sull'operazione che discende dai suoi doveri di controllo dell'osservanza alle disposizioni di legge e di statuto;
· un controllo "specifico" sul rispetto dei limiti di emissione delle obbligazioni, di cui all'art. 2412 del Codice civile.
Osservanza della legge e dello statuto
Posto che sul collegio sindacale grava l'onere di vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto, con riferimento al caso di emissione di prestito obbligazionario da parte della società controllata, si ricorda che:
· l'emissione di obbligazioni è deliberata dal consiglio di amministrazione, salvo che disposizioni espresse di legge o di statuto prevedano diversamente (comma 1 dell'art. 2410 del Codice civile);
· in ogni caso la deliberazione di emissione deve risultare da verbale redatto da notaio ed iscritto nel Registro delle Imprese (comma 2 dell'art. 2410 del Codice civile);
· se la deliberazione di emissione di obbligazioni prevede la costituzione di garanzie reali a favore dei sottoscrittori, nella deliberazione medesima deve essere designato un notaio che, per conto dei sottoscrittori, compia le formalità necessarie per la costituzione delle garanzie medesime (art. 2414-bis del Codice civile);
· i titoli obbligazionari devono avere un contenuto conforme alle indicazioni richieste dai numeri da 1) a 6) dell'art. 2414 del Codice civile;
· i sottoscrittori delle obbligazioni si costituiscono nell'assemblea degli obbligazionisti di cui all'art. 2415 del Codice civile e deve essere acceso il libro sociale previsto dal numero 7) dell'art. 2421 del Codice civile (libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti);
· gli obbligazionisti devono essere rappresentati da un "rappresentante comune" che può essere eletto dall'assemblea degli obbligazionisti e, in mancanza di designazione, dal Tribunale, su domanda di uno o più obbligazionisti o degli amministratori della società (art. 2417 del Codice civile);
· una volta emesse delle obbligazioni, la possibilità per la società di procedere a una riduzione del capitale sociale risulta vincolata dal rispetto delle norme di cui all'art. 2412 del Codice civile, in materia di limiti di emissione delle obbligazioni (art. 2413 del Codice civile).
Rispetto dei limiti di emissione
L'emissione delle obbligazioni da parte della società è soggetta a stringenti vincoli quantitativi, finalizzati a tutelare i sottoscrittori circa la solvibilità dell'emittente.
Ai sensi del secondo periodo del comma 1 dell'art. 2412 del Codice civile, i sindaci devono attestare che la delibera di emissione delle obbligazioni rispetti tali limiti.
Sul punto si ricorda che, ai sensi dell'art. 2412 del Codice civile:
· la società può emettere obbligazioni al portatore o nominative per una somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato;
· detto limite può essere superato se le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate alla sottoscrizione da parte di investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale a norma di leggi speciali (nel caso di successivo trasferimento delle obbligazioni, detti investitori professionali rispondono verso gli acquirenti della solvenza della società emittente);
· non è soggetta ad alcun limite (né rileva ai fini del suo calcolo congiuntamente ad altre emissioni) l'emissione di obbligazioni garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società, sino a due terzi del valore degli immobili medesimi;
· non sono soggette ai limiti che precedono le emissioni di obbligazioni effettuate da società quotate in mercati regolamentati, purché le obbligazioni emesse siano a loro volta destinate ad essere quotate nei mercati regolamentati;
· quando ricorrono particolari ragioni che interessano l'economia nazionale, la società può essere autorizzata, con provvedimento dell'autorità governativa, ad emettere obbligazioni per somma superiore ai limiti altrimenti previsti, ferma restando l'osservanza dei limiti, delle modalità e delle cautele stabilite nel provvedimento stesso.
Conferimenti d'azienda (società conferente)
Quando la società, presso la quale il collegio sindacale svolge i propri compiti di controllo, conferisce un complesso aziendale in altra società, i sindaci non sono chiamati a particolari controlli di legittimità (trattandosi di operazione che, sotto questo profilo, interessa principalmente la società conferitaria che riceve il conferimento in natura).
Ciò non di meno, il dovere dei sindaci di vigilare sull'applicazione di corretti principi di amministrazione, impone l'effettuazione dei seguenti controlli:
· accertare la correttezza dei criteri seguiti nel determinare il valore dell'azienda;
· accertare che il valore delle azioni o quote ricevute dalla società in cambio del conferimento sia congruo.
La congruità del valore delle azioni o quote, ricevute dalla società in cambio, va intesa nell'ottica della giusta ponderazione del peso partecipativo della società nella conferitaria, alla luce del valore del complesso aziendale conferito rispetto al valore complessivo della società conferitaria post conferimento.
Essenzialmente, in questo contesto, il compito del collegio sindacale è quello di verificare che la valutazione dell'azienda conferita sia stata effettuata sulla base di criteri idonei e che il valore delle azioni o quote ricevute dalla società in cambio del conferimento sia coerente con il rapporto che intercorre:
· nel caso di conferitaria Newco, tra il valore del complesso aziendale conferito e il valore dei conferimenti effettuati dagli altri soci della Newco;
· nel caso di conferitaria già esistente, tra il valore della conferitaria ante conferimento e il valore della medesima tenendo conto del conferimento dell'azienda.
L'attenzione del collegio sindacale deve in particolare essere posta sui criteri di valutazione:
· dell'avviamento;
· delle attività immateriali;
· dei costi capitalizzati.
E' appena il caso di sottolineare che i doveri di controllo del collegio sindacale sono assai meno stringenti nel caso in cui l'operazione di conferimento abbia come target una conferitaria interamente posseduta dalla società conferente, posto che in questo caso per effetto del conferimento non si verifica un vero e proprio realizzo del complesso aziendale, quanto piuttosto una sua mera riespressione sotto forma di "bene secondario" (ossia sotto forma di partecipazione totalitaria nella società conferitaria).
Trasformazione della società
Nel caso in cui la società si trasformi, il collegio sindacale non è chiamato a particolari compiti di controllo, fermo restando ben inteso il generale dovere di vigilanza sul rispetto delle norme di legge e di statuto.
Ciò implica essenzialmente per il collegio sindacale il dovere di verificare che:
· la deliberazione sia assunta nel rispetto degli obblighi formali di convocazione dell'assemblea e con la presenza dei necessari quorum costitutivi e deliberativi (nel caso di trasformazione regressiva in società di persone si ricorda che, ai sensi dell'art. 2500-sexies comma 2 del Codice civile, è comunque richiesto il consenso dei soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata);
· siano tempestivamente adempiuti tutti gli obblighi pubblicitari connessi alla delibera di trasformazione.
Operazioni di fusione o scissione
Come già si è detto con riferimento all'ipotesi della trasformazione, anche nel caso in cui la società partecipi ad un'operazione di fusione o di scissione il collegio sindacale è chiamato essenzialmente a vigilare sul rispetto delle norme di legge e di statuto, ai sensi dell'art. 2403 del Codice civile, senza dunque che risultino previsti "compiti particolari". Tanto le operazioni di fusione, quanto quelle di scissione, si caratterizzano per una procedura complessa:
· in materia di fusioni, le norme di riferimento sono date dagli articoli del Codice civile che vanno dal 2501 al 2505-quater;
· in materia di scissioni, le norme di riferimento sono date dagli articoli del Codice civile che vanno dal 2506 al 2506-quater.
In entrambi i contesti, il collegio sindacale deve vigilare:
· sulla rispondenza del contenuto informativo dei singoli atti (progetto di fusione, relazione accompagnatoria, situazione patrimoniale infrannuale, relazione degli esperti) alle prescrizioni di legge ed eventualmente di statuto, fermo restando che detto controllo concerne la legittimità dei documenti (ossia la loro conformità alle disposizioni di legge e di statuto in relazione agli obblighi informativi ivi previsti), piuttosto che il merito delle informazioni rese;
· sul rispetto dei tempi richiesti dalla legge ed eventualmente dallo statuto per il deposito degli atti presso la sede sociale e presso il Registro delle Imprese (nonché, nel caso di società quotate, per il deposito degli atti anche presso la società di gestione del mercato e per il loro inoltro alla CONSOB);
· sulla conformità alla legge e allo statuto delle delibere assunte dagli organi sociali (organo amministrativo e assemblea dei soci) nel corso della procedura di fusione o scissione;
· sul rispetto dei tempi previsti, prima della stesura dell'atto di fusione o di scissione, in favore dei creditori della società e degli eventuali obbligazionisti;
· sulla conformità alla legge e alle delibere degli organi sociali dell'atto di fusione o di scissione con la cui iscrizione la procedura si perfeziona e l'operazione diviene efficace.
© Copyright 2019 Valutazione Azienda in 24 ore. All rights reserved. |