Source: https://it.scribd.com/document/76687907/Programma-Del-Corso-Di-Diritto-Criminale-Tomo-5-02
Timestamp: 2019-10-20 19:26:04+00:00
Document Index: 104954317

Matched Legal Cases: ['art. 165', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 305', 'art. 234', 'art. 198', 'art. 198', 'art. 198', 'sentenza ']

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Frodi nelle elezioni.
Anche senza compra di voti pu il popolo venire defraudato nel suo interesse di avere magistrati degni, e le speculazioni di un ambizioso possono ottenere immeritato trionfo, quando con la violenza o con 1' arte siasi condotta la elezione ad un resultato irregolare. Qui non parleremo di modi violen.li, i quali per la prevalenza dei mezzi conducono sempre a speciali e pii1 gravi titoli di reato; ma dei modi froclolenti necessario farne argomento di speciale considerazione.
Infatti le frodi nelle elezioni non sempre estrinsecandosi in alterazioni di documenti, il titolo di falsita non supplisce al bisogno. Neppure pu supplirvi il titolo di abuso di auto?*itperchi? non seinpre gli operatori di tali frodi saranno persone costituite in ufflcio. Molto meno potrd sperarsi di reprimere il fatto col titolo comune di frode, o stellionato, perch questo ha per suo obiettivo la proprieth privata. Nello ambito non sempre ricadono, perch pu esserno esclusa la vonalitj che il carattere costitutivo dell' ambito. I dunquc necessario che la leg? ge contempli con veduta speciale le frodi nelle elezioni ai pubblici ufficii e ne costituisca un titolo particolare di reato.
Conlnlette frode criminosa nelle elezioni ad uffizi pubblici; (a) chi n21 formare e nel copiare o nello stampare le note degli elettori dolosamente ometta alcuni nomi, o coinunyue agisca per guisa che alcuni nomi vengano indebitamente tralasciati: (O) chi ncl distribuire agli elettori notificazioni od inviti adoperi arti afiincl-ib ad alcuni cli rluelli non prevenga notizia del giorno della elezione; (e) clii con inganni o false notizie clistolga gli elettori dallu accorrere alle urne; (4 chi essendo invitato a scrivere sovra una scheda il nome di un candiclato altro diverso in quella vece vi scriva; (e) chi chiamato a leggere e proclarriare i iloi-iii segnati nelle schede scientemente legga e proclami nomi diversi da quelli clic sonovi scritti; (f) chi dovcndo registrare i nomi letti e proclamati scriva dolosainente nome diverso da quello dettatogli; (g) chi dovendo eseguire lo somme dvi voti ottenuti cla ciascun candidato nraliziosnnriontc alteri il resiilt~ito nuinerico in tlanno o vuntsggio cli rin candiclato ; (12) clii s' itltroduca ac2 csercitnrc I' uifiuio di elettore nlentre non tale, abusando (1) di un bigliotto d'invito tippartcnentc ad altro individuo; od altre siriiili arti cile la malizia uiilana b fcconrla acl inventare sebbene la mente clcl giurista nel srio scrittoio non giunga ai1 inilovirinrle. 1,nondc io ripeto il mio usato pensiero: essere cioC convenictite clic la legge deIitiisca i reati con firriirilc esprimenti il coiicctto giuriclico anziclii, corrcrc dietro ad ese~i~plificnzioni C ilcst.rii,ioni di ii-i;itc.i.ialitt~cIic ririscciiila troppo VOI,. V. 4
facilmente incomplete aprono 1' adito alla impunith per tutte quelle delinquenze nelle quali sebbene ricorra identit di ragione non s' incontrano i termini esatti della rnatcrialit,2 designata dalla legge.
(1) I,a Corte d7 Angers il 20 setiembre l8G7 ha deciso che i n questa ipotesi li011 basta n consumare i l delillo clic I' individuo non elettoro abbia presentalo al seggio I' invito alkui e quindi reso il voto, s e non ha altres diclri~r(rlo i d essere la persona alla quale lo invito appnriiene. Bla questo giudicato si censura giustamente da iiI o r i n furt. 8637) perclil. la dicliiarazioiie emerge dal fallo.
l'er conilnettere questo reato non B sempre necessario essere elettori. Come pure non necessario il concorso o 1' adesione del caililiilato clie si volle favorire con la frode. hnclie ignorante lui pnil nVwr Inogo la delinquenza nella pienezza dei suoi estremi giuridici.
I1 inomento consrimntivo del malcfizio varia i11 queste frodi secondo il vario rnodo prescolto. Se In ti.odc consisterA in alterazioni di note o disvio d'inviti si consumerit con 1 aflissione delle noto e con ' lo esauri~ilentoilel corso dcgl' inviti: se consisterh in alteraziono di nomi sulle schede si consrinicrA col getto ccll' urna della scliecla alterata. Se cori riicntitc letture, si consumerz quando In lettura nvr5 prodotto la registrazione del nonie contraria al vero.
Se con successive operazioni numeriche, si consunier quando siasi cinto come vero il risultainento fallace. Se con simulata qualiti di elettore si coiisumera con la reddizione del suffragio. Con identici criterii si distingucrh l' autore principale dal complice.
I criterii misuratori della quantiti crin-iinosn in queste frodi sono identici a cluelli che accennammo di sopra in proposito ciel biaoglio pl*oyr~~io. la peE nalitk delle medesime (alle quali puO adattarsi il norrie di bi~oglioi w p - o p ~ i o perch vi manca lo ele, mento della venalitk) vogliono essere proporzionate su quelle del vero ambito; ma tenute alquanto al di sotto : saIvo le aggravanti, e salva sempre la respettiva degenerazione del titolo quando siano fatte cori alterazione di documenti, o con modi violenti, o con abuso cli autoriti.
130ichit nello nlodernc leggi si sono fatti due tip~*op?-io (compra di toli distinti di reato del fi~-oglio o voti) e del 61-oglio i n q ~ r o p ~ i (frodi nelle elezioni, senza corruzione di clcttori) pu6 nasccre un dubbio nel caso di concowcrizn. Quando un ambizioso noli pago i1i aver comprato un numero di suffragi, usi ancora altre frodi colpevoli per assicrirnrsi la vittoria sarti egli responsat~ile di dzte delilti oppure di zduo solo? A me s ~ r r ~ l non poterglisi apporre ~ra che un solo delitto, si per~liuno solo b il suo Rne colpevole, sebbenc raggiunto con diversi mezzi tutti
convergenti; si perchb una sola B la obiettirit gitc?+dica delle azioni criminose quantunrlue offt:sa con differenti modi. Anco una volta si scorge quanto sia giusta la nostra censura contro In formula che definisce la co~zlirzz~nsio?ze 217 1 nota 2 ) per la (S. offesa nllu ~rzedesiilz~~ Duncluo se avvienc che 117gge. il codice penale preveda 1' aml~ito,ossia il t~roglio yroprio, ed una legge elettorale preveda le altre frodi, si dovr5 dire che la delinqricnza j~onsi trr!ifica per 1' accidentalit della cEive?*salegge quantunque il diritto aggredito sia lo identico! Allora ne avverra che chi abbia comprato un solo elettore e poscia iriviato un altro non elettore a gettare una cclieda ncll' urna dovr subire dzlc peizr: per 1' a<.ciclentalit5 delle due leggi violate; rnentre si dar; rzna sola pena a clii abbia coinprato il suffragio di cento elettori con cento contratti diversi, ciascuno in dei quali csaririsce le condizioni di un aml~ito si! perfetto e punibile. Non puG esser mai buona una formula che conduce ali' assorrlo.
Da quanto osservammo in questi due titoli non crcdasi che la venalit delle noriiine a(1 uffici lmbblici sia stata e sia sempre e dovunque un delitto. Nei vari tempi e nei vari luoglii la pratica di com: prare a danaro certi riflci pul)blici si i non solo tollerata, ma eziantlio incoraggiata e sanzionata dalle leggi. Il D e L u C a, nel suo theatrunx se~.itatis ct jlwlitiac liO. 2,ci lasci un grosso trattato de ofliciis venalibus. Nella monarchia francese fu troppo celebre la veltalitd &s cllarges ( I ) . In Tosc:inn si
compra.vano a prezzo i camarlingati. Altrove, dove costumano le destinazioni anticipate ad impieghi, colui che ottenne dal principe nomina preventiva ad un ufficio da conseguirsi quando lo al~bandoni il titolare che attualmente lo cuopre, si pratica chc il successore dia una somma al titolare percli piii sollecitamente chieda il riposo onde anticipare il proprio godimento clcll' ufficio. CiG dipende da consuetudini locali e dalle particolari condizioni di certi iiilpiephi i cjuali hanno pi bisogno di gnarentigie l~ecuniaried ~ di guarentigie morali. Ma anche per e le pii1 elevate e delicate funzioni, come sarebbero le deputazioni alle assetublee legislative, in alcuni paesi la pubblica opinione non si conlinuove per il mercato dei suffragi, ne si consiclera conle fatto puilibile. CiO dipende dalla cliversita clei costuliii.
(1) Ricorda lo S t r y k i o (ul. 2, dissert. 12, de f o r o conscientine cap. 6 , n. 1 4 7 ) che i r e di Francia nel solo corso di vcnli anni incassarono pcr vendita di uffici la somnia di centolrentnnore milioni: analoghi fatti racconla il B o d i 1 o de t*el)uhlicu lib. 6, png. 1018. Anclie in Francia per) 1 111ei1tre 81' iriipicghi che si conferivano dal re erano esorhit:intemenlc venali si aveva in odio la venalili degli impieg1ii clie si conferivano ad elezione popolare, e si puniva in qnes"l ciisi I' nriibilo sotto il nome di briyz4e des chnrges. Sii qiiesto nrponienlo provvide In ordirinnza cli Blois all' art. 165, cd una orclinniiza del gennaio 1629 art. 4 1 2 , l ~ qiinli niiiiacciavano la desiituzione n cliiunrliie per brig;~si fosse prociicciaio ulllcii muriicipdli. lu rltieslo medesinio senso e con gli stessi e M t i furori0 emessi dei regolamenti da diversi parlarnenli fraticesi, fra i quali sono pi notabili quello del parlartiento di Tolosa del 15 dccenhre 3504 e q i i ~ l l o Aix del 13 sctdi teiiihrc 1508. Jaclie sotto gl' inlpcratori di Orienle si sosIiene
da molti che rimanessero piinizioni avverso 1' amhilo anche negl' impieghi coriferiti dal principe. Inf~lltila 1, ulzicti C. de s ~ r f r u g i o interpetrs diversanicnto dai gilirisli. Coriiunernerite s7 li1 intendono relativa alle clezioui ad irnpi~gtiifdlie dai ministri del principe; ed in qiresto scnso fu allegata da noi n S. 2499. >la poiclib cib portercbbe a dire clie sotto s1' iniperotori di Oricnle foascro del tutlo abolite le sull'amhilo; r, qec6to s e t n b r ~coiitradetlo dalla cosliluzione inserita ricl codice T e o d ~ s i ~ ~alla 1. 1, (le lege Arlk de ~cr)rlritir, uo cos i pi culti vollero riferiro la 1. trnica C. d e sttff~-giu n1 doni promessi ai niinislri del principe per tulte nllre griizie, iion per collazione d' irnpieglii: E r n (1 i o reriinr judictilnrtrtir lib, l), tit. 6 S c h i l t c r o crcrcilalio 49, S. 14G. i;oloro clie la 1. zinica de sufrrrgio applicc~no ancor'a alla collazione d! irripicglii Irovario una revoca drll:i inedesiniti iioll:i novcll:i di Ciusliniano (novella 8 ) ~ i tjrlrliccs sine s~cfrt~f/i'o fir~nl: I i l li e il f n Codiceni EiD. 4, tic. 8, ad /in. ; C u j a c i o c ~ ~ i u i o iin cod. lib. 4 , tic. 5 i Adit, Ven. t. a ,fflrt. tlol. O, col, 197 lJe r o z p r ~ c l e c t i o t i e s i n codicenr lib. I , tit. 3, n. 4. ala i due IclsLi si conciliano cori la distinzioiic fineil mercato CI' impicghi cd il niercato di altre grazie o i'iivori, 1 vcrnmenle cluasla interpelrazionc si chiarisce dalla parlc ruzionnle di quella Novella, p ~ i c l lo~imperatore i trova il inolivo doi suoi divieti nel pericolo clic i blugistruti avendo dovuto oticrarsi di dcbili per salire all' iifiicio si ~ r o vino poscia cnslretli :id osscrc venali nello cscrcizio del iriedosiino. Lo equivoco nacqiio il:illn piirola strflrngiu In qanle ;conle avverto C uj ;i C i n ;]l cil;ilO luogo) ebbe pi c clivcrsc significazioni, e si aplilicb persiiio ancbo agli onorari degli avvocnii, coriic tivvci Ic il B r u n n C 111 ;i n n ii codicena lib. 4, li!. 5 , 14. 1. lli quella Kovell,~ (iiu.;Liriiitiicii disse pcrsltro nrgiit;iiricnte 11 K o c li f iristiiiit. 5. G f2 ) t ~ b i r l t i l riic<tr Jlrsiiriinna iiccrctct sed ~iiirrirn religiosa servritrt. Sentcnzs che pur troppo potrebbe ripetersi di tultc le leggi desiinalc a frenare li nbiisi dei pubblici funzionnri. E pi spccinlmento le penalili niinacciale conlro le frodi ele~torali alla relativa leggo
Italiana sembra che dalla legge stessa si siano voliile ridurre ad una vana parola non applicabile mai per le guareniigic? che sonosi stabilite a favore dei frodatosi merci? le forme imposte da quella legge. Di ci feci argoniento di uno speciale discorso che f u ripubblicato nella edizione Cainmelli dei miei opuscoli a1 v o l . 2, op. 21, colto il titolo un ~ ~ e n s i e v u sulla legye eleltorcile.
C A P I T O L O 11 1,
Dlti clt persone pubbliche co~zt?*o eit
persone private.
In questa secozida categoria raccolse C a r m ig n a n i tutti i fatti nei quali interveniva per partc di persona rivestita di una qualsisia autorit pubblica l' abuso di siffatta sua posizione diretto al fine 1 % avvantaggiare s stessa, o soddisfare una sua passione con danno dei singoli. In generale poco ~i vuole a comprendere che tutta questa architettura della pubblica autorit essendo ordinata per servigio dell' ultimo fine sociale, cio la tutela giuridica, va a ritroso di cotesto fine ogni atto umano che si prevalga di tali ordinamenti come mezzo di violare il diritto, Evvi sempre in ci6 una tradita fiducia: evvi l'anomalia paurosa che la forza costituita a difesa si rivolga ad offesa. illa poichi: questo ideale di pubblica autoritj nello svolgirilento dei fatti sociali si fraziona per guisa clie ora un clunlche individuo permanentemente s' investa di una parte di pubblica autorit aggiungendo a s una personalit o rap-
presentanza pi o meno duratura; ed ora altri individui privati si chiamino ad intervenire in atti di giustizia accidentalmente in ragione di fatti speciali ; cosi i1 C a r m i g n a n i (C;. 816) dando ai primi individui il nome di ztfficiali ed ai seconcli il nome di ficjzzio~eai-li,stim bene distinguere l' abuso (!i 1)ctbhlici uffici (lall' abuso di pubbliche fzc?z,cioni; richiamando alla prima serie i fatti di tutti coloro che esercitano poteri di alta o bassa magistratura (I) e richiamando alla seconda serie i fatti di quei privati che senza avere un impiego permanente sono chiamati acl intervenire efficacemente in una operazione di giustizia, come gli avvocati ed i testimoni.
(1) L3 parola magistratura qui non indica quelli solt;inln che il volgo conosce sotto il nome di giudici; ma tutti iri genere i pubblici impiegati anche dell' ordiric polilico od amministra~ivoclie pure hanno potest di ordinare o di fare una qualclie cosa, la quale scrripre debba esser fatta e quanto alla sostanza e qiianlo alla forma secondo giustizia. La distinzione del Ca r m i g n a n i tra ufficiale e firnzionnt.io non dipende dal criterio dello slipendio, ma da quello della p[armanenzn della veste per un qualche tcrnpo auche brcve. Un ufficiale anche provvisorio pu non essere pagato; un funzionario pu esser pagalo; n questo cambia la respeltiva situazione.
5. 25 t0.
Questa divisione non torner forse esatta ( 2 ) in faccia alla piU lni-ga eil estesa nozione che le legislazioni moderne hanno creduto di dover dare alla persona del pubblico zlflicialc, la quale sembra nel1' odierno movimento legislativo essersi venuta dilatando di giorno in giorno. Malgrado ci8 io segui-
terb la partizionc del mio maestro trattando separatamentc gli abusi degli eiffici pubt~lici,e gli abusi delle pul~blicliefiuazioni.
(1) Basti osservare clie le moderne leggi lianno esteso i l titolo di corruzione anche a i periti ed agli arbitri ( P e l l e ri n eornmentnire pag. 08 ) per convincersi che In dislinziooe del C a r ni i g n a u i fra abuso di ~ i f l c i o , e abuso di fu?izione non piib pi essere di uso pratico.
A b u s o di pzchblici uffici.
Abuso di autorita.
La fornzula abuso di autorita esprime ora un genere ecl ora una specie particolare. Come genere si applica indistintamente a qualsisia fatto colpevole, a consumare il quale lo agente siasi valso della situazione che gli forniva l'ufficio da lui coperto. Come specie esprime pi particolarmente quelli abusi che oltre ad essere mere trasgressioni disciplinari, o violazioni dei semplici doveri nzoruli di ufficio, recano eziandio tale offesa al diritto da meritare una repressione penale e costituire per ci veri e propri reati; ma nel tempo stesso non offrendo in loro una
particolare odiosit8 meritevole di un apposito nonte rimangono sotto la generica appellazione. I1 critei'io di questa particolarizzazione fu desunto fino nei piu antichi tempi dalla diversitii della passione movente. Si distinse I' animo di p?*oprioZircs-o dallo sfogo di &tra qualrinque passio~ze;e ravvisando a buona ragione coine piii riprovevoli e p i i ~ pericolosi li abusi di autoriti clie si commettessero per turpe veduta di guadagno (1) e come meno gravi li abusi commessi per causa di odio o favore, superbia, feriti4 di anirno, od altro affetto diverso dalla aviditi; nacquero nel primo caso i titoli di corruzione e di concussiotze, rimanendo tutti gli altri sotto la gencrica designazione di abaso di autnriti innominato quando questa era il solo elemento che dava a1 fatto la essenza eriminosa, come fra poco diremo.
(1) L'acccttazioric di doni per parte dei magistrali si tenne vitiiperevole aiiclie nella pi rernoki antichit. IZicorda T h o n i s s e n f orgatiisation judiciuit-e de 1'Egyplc: Reuzle Itistorique vol. 14, pag. 21 ) che gli egiziani per desi~iiiire nei loro geroglifici un magislralo rappreseulnvano un busto senza I)r:lceiu a mostrare che i giudici nou dovevano avere mani, cio non ricevere doni. Li abusi commebsi per niero spirito di fitvore si dissero dai Romani decrcla ~nbitiosn: Vedasi Ra e v a r d u s uariorrtm li6. 5, cap. 6. Si question s c fosse abuso nel giudice i l ecdero iilla pietri, e tale ricerca si Lrtill elegaulcnienle cornriicritaiido la 1. 10, S. 1, f: de o f i c i o prcsidis dal P i e l n li u b e r , de j u r e l a c r y m a r u m ,
. 4 1 i o ~ f 1G88.
S. 251 2.
I1 criterio pertanto che determina i limiti del presante titolo in parte positivo e in partc negativo.
I liositiro in quanto si ricliiede che siasi commesso ?
un ahuso (li autoritk grave abbastanza da meritare di essere represso come delitto, e non con soli provvedimenti disciplinari. E ~~egntiuo quanto richiein clesi - 1." che ci6 non siasi fatto dal pubblico ufficiale col fine di procacciare a sb medesimo il godililento di un bene sensibile; e - 2." che non si tratti di un vero e proprio clelitto nella sua specie, ma la criminosit?~ risulti unicamente dallo avere 2busato dei poteri conferiti clal pubblico ufilcio. Eliminate la venalit8; e supponete 1' abuso doloso di un pubblico potere in danno del diritto altrui senza che questa lesione del diritto costituisca per se stessa un reato; ed avrete il concetto costante dello abuso di antorith innominato (1).
( I ) Alla classe degli abusi di autorill appartengono aiicora nel recime costi~uzionale tutti cp.egli atli dei ministri i quali senza esaurire per In dolosa lcsionc di qualche speciale diritto le condizioni di un realo di per se stante, sono peraltro redarguihili per la loro i ~ ~ c o s t i l t ~ z i o n a l i lMa tali k. fatti sfuggono allo esaiiio del penalista s per la variabilit della loro definizione, s i per In eccezioiialil della loro conipclenza. Spetta al diritto costituzionale tracciarne i caratteri come spetta non al codice pcnalo ma allo statuto o successivi regolamenti il tracciarnc gli effetti procedurali e penali. Siccome clliesta responsabilil rninisleriale appo noi non F: slata fin ora clie una parola, cos non possiarrio neppure darne un cenno storico, clie d' altronde sarebbe fuori del nostro rrgomento. Pu vedersi intorno a ci P o g g e t t o T?*ctttai (le1 diritto costilicaio~ictlep n ~ ~5,, cap. 5, e seyy. t
Non & possibile dare di rlnesto reato una circoscrizione meglio specializzata sottto il punto di vista della sua vhafes-ialilh o dei suoi efetli. Sotto questi due p ~ ~ ndii vista il prmente mtilefizi0 indefillito t ed indefinibile. Se ne possono (lare delle esemplificazioni ; (n) nell' arresto arbitrario di un cittadino orililiato dal giridice; I3 o e h m e r o decisiones, pars 3, tom. 3, ~ e s p 828 et 829: (b) nella esaspe. rata dctonzione eseguita da un carceriere; (e) nelle sevizie usate contro 1' arrestato dagli agenti clella 1)ubblica forza; (d) nelle arti usate per indurre un innocente inquisito a dichiararsi colpevole (1) ; {e) nclle arti usate da un giridice incjuirente al fine (li condurre i testinioni da lui esaminati a deporre nel modo alle a lui piace, sebbene difforn~e ilalle opinioni c dnllc ititenzioiii del testimone (t?). E scientiriearnente parlando potrebbe dirsi con formula pi generale clie qualunque s ~ g g e s t o adoperato dai giuclici nei loro intcrrogatorii costituisce un vero abriso di autoraitu: riia praticamente a riparo di siffatti abusi noil puO sperarsi di antlare pii in IL (lei provvcdimt!nti proreilurclli. Deltarne una repressione sarebbe opera vana, perclii?i giudici istrutlori Sc tic esiriicrcbl~eroscinpre col liresidio della lylaorcti~sn(3). hla queste non sono che escmy>lifi('aziolli, e non si pub apporrc rin limite alle me(lesii~lc. Deve per altro riversi presente clic il fatto sia criliiiiloso por il solo aliuso ilclln autorili; senza di ~ 1 IIoII ~$1 trovasi nella pratica il titolo speciale 1 elle qui esaminianio. Inlutti lo agente colpevole po.
tendo nelle varie contingciize dei casi usare ileIla potesti~pul~l~lica lui conferita per aggreclire ogni a e qualunrjue diritto, ne consegue che 1' abuso di autorith si pu0 coml~inarecon tutti quanti i rnalcfizi. Si conibinerh con la perduellionc e con In cospirazione nel Generale o nel Ministro traditore della patria; con 1 falsa moneta iicllo iriipiegato della zec3 ca; col guasto di f'crrovic nclln guardia colpevole; con 1' omicidio o con In lesioiic personale nello agente della prrl~hlici~ Corza clie trascese alle violenze ; col falso nell'attuario pulit~lico con la violenza car; nale, con la ingiuria, col lcnocinio, col favoreggiamento, col furto ; i11 unti l>arolri con tutti quanti i delitti cosi ~ o c i i ~cotne naturali. Lnonde I-~isogna li ripetcrc clic, sotto il rapporto della sua forza fisica tanta so;rgct,tiv,z quanto oggettiva lo u7jt!so eli ~111io~iEh s;lrelhc un reato indefinibile, s e ogni cjualvolta coiicurrc assorl~isscin s il titolo cririiinoso.
(1) 1 crirnir1;ilisti in gencialc ci dicono clie l'abuso pub
essere o nel ~ C C ~ P I ncllii esecuzio~ic dcl dccrclo, ma O O anche qiicst;~distinziunc non definisce gli clenrcnli matr'ri;ili del presenti, reiilo. (2) Questo niodo di ;ibuso di autoril& i: pi freqornie chc non si crede; ed i: quasi impossibile che incontri Iii nrcritntn punizione, si perch: lo si scusa sempre col pretcsto dello ; d o , s percli: la solid;iricti della rnagistraluri~ porta a non crcclcre mai al teslimone i l qunlc v c n y a narrare di aver depos!o in 1:ilo O tiil altra guisa contro il vcro e corilro sila voglia per esscre stato iiilimidilo dal giiidiccl, o prrclii! il giiidicc vollc scrivcrc a modo proprio. Convcngo arieor io clic c~iicstisoiio il ~ ~ i delle volle prrtrsti coi (liinli iin i tcstiiiione c;il~inrii:i i l mngislrnto iiiqiiircntc ricr rilriiltiiro senza pericolo proprio una drpo*i~ionc clic en di nvera
r~lsamentae che gli pesa sulla ~05cienZa.Ma Pur troppo ,i doeuto conviiicernii i a questi ullinii terapi che -l sirtille dei giudici istrutlori sui Leslilnoni sono svelil u r a ~ a m e ~ ~ e per rlrianto di[ricili n cori~li~larsi. idee vere Le preconcebte cllc dovrebbero seinpro esulare di1ll;i mente del giudice troppo spesso la sigiiorc3ginno: egli si fa urla cornicp aila qiialo vorrehbc si ndat/;issero I lineanienti del qiladro: egli si prcvienc con la opinione che certi lestiiilulii Wilg:iiiO sii col disegiio di occultare il vera per favorire irria pnrlc; cgli spesso si trovi1 iiinanzi due deposizioni in conflillo, t* corre ,=,ubilo a creder lalso il testimone che giova s\L' accusiito anzichi: quello che lo aggrava, nientre invece sar t110 qucsro o per errore o per odio scgrelo. Allor.i il giudice preoccupa il @ud\zlo riservalo alla mngislralura decidenl~, e flsso in una credenza preinatarn nnzicbk rciccogliere lo depo~itiotlispoiilnnce c geniiinc dei fidcfiicienti si fa a suggcriro dtrcttfimciiic o itidirellaiiiente le deposizioni stesse in quella foggia clio egli gili si fitto in capo dovere essere la scwi i)ieiiirc forse iion In i!. 111 lale .sitiinzione ezli iisn arti cd liitinifdiizioni ctic non converi*ebbero nll: ufficio siio. Cotr cib egli s.irL cprsqo vittinia di uri:i cosciriiz;i rrroiicn i t i q1i:Inlo ;il\:i sostanza, nln comrneltc peri, aeinpre un abuso di aulorilh iii quanto alla forma, e 8cnztt accorgersenc csercita iina tortiira inornle che conrlci 1.7 reiigiolie dcl Lcstirr~ooc o dcbolc od ignoranle, il qiinlo pii1 non perisa r! dire 1;) veriiA rrin a scansare il ~iericolo dtllla prigione clic a Iiii si niinnccia. La odierna civiliii lin voluto n1iport.c iio riparo :t si[i'nlti pericoli col ~)i'occ~ilili~~iitn clis tcoricaiiici~lc i* oriilc una oliinla garnnzia; iiiii pcrcllia clueslo ricscn c % ~ l ~ i v ; i i i i ~ ~ ~ t ~ Lale nncile in pi.nticd t~ioogna c!ie i)(\\ proceqco r;,lp non si r i ~ ~ n ~ l o v l i iideo I)rccoiicritr: e gli nbrisi elio S I (eriieltt!ro ~ nel ProccssO scrilto. Allririicrili si corre (li ilbisso in ;~hj+~c,, (~'i~~liiliclu"0cilioitc si esc~.cili s~ill'onilllo del [esiiliiono ifivilalr) :l dcporro dis~riig;c sempre Ic giiarcntipic clc[ln 'eriib s i cerca: e In opinioric publilicii riiiiane spesso per ccipioil(hdi Lali modi ctii,iolc e pc~picssaeulln co/pcvolezzii
&i un condannato. Istroirc vuol dire imparare ciL clie non si sa: quando s' iciruiscc con la credenza fitta nell' aninir) di sapere si agisce in modo prepostcro. Quando io era giiidiec supplente al Tribunale correzionale mi trovai per qiialclic anno con un Presidente il quale (diceva egli) p e r r i s p n r mio di tenlpo portava in tasca la seritcnza gih formata 1;) sera innanzi sulla scritta procedura: quando per0 uno dei testimoni all' udienza variava qualche circostanza erano grantl in Camera di Consiglio le ire di quel Prcsidente perchi: gli era forza stracciare la sentenza scrilta e farne una nuovii. Io contemplava spesso questa scena per me dolorosa, e rifeltcva clie quel giudice poneva un interesse proprio a che i testimoni niente vnriassero, non per nessun catlivo fine, nlii soltanio per risparmiarsi il tedio di fare una senlenza ali: improvviso in Camera di Consiglio. ?tIa il magiclero perinlei non arriver mai a frenare simili abusi dove non giunga a ciO la coscienza individuale del nragislrnto. (5) Di qiresla dolorosa verii ho dovuto accertarriii, c toccare con mano che in Italia vi souo oggi dci giudici istruttori i quali non sanno propriamente cosa vuol tlirc silggesto. Uno di colesii tali iiiirnndo a correggermi di iilcunc opiiiiorii (secondo lui e r r o r ~ e e ) d;i me emesse intorno al s~iggesto, cos rni scriveva iii una sua leitcra del 27 Marzo 1875. Trascrivo Iclteralniente non snrefihe un s u y p s t d u don~nndri che scws' til/ro s i frcccsse: se Iin visio i l tale ii ferirc, l~oichd lirtln colln in/lcssiorze inierro;aiiva clcllrc v u c ~ . Ln s z r y ~ e s l i ~srcrcbbe irzvece se il giritlicc clcsne all(r ~~e donrrt~tdrh il tono aflernlotiuo, ci' onde si corri1 pericolo rhe il teste rispori~lns e n z a consnpcvolczzr~.coir[crurtr ?lilo I' :i ffcr~nsiiv;ith.1 giiidice -. Tritlo cliieslo sembra uri ev;rngrlio :il mio barbassoro, pcrcilb ( soggiungc egli ) lrc sii~!jeslio??c consiste i n zinn n f i r ) ) t i ~ l i v nlCc tloue tlo~criit.sif i ~ ? ~ e iu, 21ftn ier~.yntioii Qiiesia i pi'oprio I;I pcrcgriiin tcoricii tlcl niin : niiovo rii:ieslr.o ! Con uno ifllerrogrrliuo i l pi scoiicio s n y y ~ s l o non i: piii srrggo,slo. l? pcrlsare CIIC ~(isfuir[tiiin<l~ ben sici
maturo salir forse ad un seggio di Cas~nzione? Povera Italia, povera scienza ! . .
Ci potrebbe conurrr: a dLiliitni.l: cl19 11cll0 ;~!Ju~(J di autorith dovesse ripetersi quanto gi:i dicemnio ( S. 2318) clells baratteria (li capitano: vale n dire non ezsere un delitto principale di per si: stante, rna solo una circoslanza aggravante di altro malefzio al quale acceda come qualifica ilesunta dalla condizione dello agente. hIa ciO noil b qui esnttaiiicnte vero, come vado a spicgarc. E in pririlo Iriogo avverto clie la parola abuso ]in in si: stessa ilrir: significati diversi e grantlcmente ilistinti; 1 uno (lei ' quali puG dirsi il scnso o?zlologico, 1' altro il censo gizwidico. In senso ontologico si al-,usa di una cosa tritte le volte clie si adopera ad un servigio cliz7e1~so dalla sua ~znlzs~-al: clcsthznzio~zc.In scnso giuridico si abusa di una cosa anctic quando si adoperi secondo la sua iiestinazione se ci6 si faccia in un wzodo o per fini illeciti. Cosi 'l rionio che si prevale della fi-tmmina comc fcrritnina non ne abrisr nel scnso ontologico, rna ne usa perchb i' adopera secondo la sua naturale destinazione: ilc 3 1 ~ peri) 3 senso ~ ~ in giriridico quando sc ne valga per violenza contro In vololiti1 cii lei. Pcr 1' apposito il proprietario die si valga (li un suo rasoio a tngliare dci legni sicchP lo guasti C lo iiic*idn,no nt)risn in sc~lsoantologico pcrchi: talc non i In destiiiazionc tlcl rasoio, nia ilon ! iie ahrisa in scnso giuridico, pcrcllb non viola il (liritto di alcuno; e appunto come no1 solo j ~ c s~ l c n r j i fmendi sta il carnttcre dello usufrutt,~, nello ;,&s coc;i
abulencli sta il carattere del clorninio : e questa stessa formula jlls ctUz~teizclisarehbc assurila per intrinseca contradizione se non si avvertisse alla differenza fra ontologico e lo abuso giuridico; percht! in lo al~nso questo ultimo senso la parola abuso avendo per necessario contenuto la negazione del diritto non potrebl~e congiungersi con la parola gius che contiene 1' aff'ermazione del diritto (1).
(1) La parola nbnso si adoper dai classici anclie per rspriiiiere dissrirllldi~ic.Ma tale significazione q u i non Iia lilo-o.
Ora lo abuso di autorita va appunto soggetto n questa doppia significazione. P u b dell' autoritk abusarsi in senso ontologico quando si usi di un pubLlico potere oltre i limiti che l'ufficio conceclo; c non ostante pub non comrriettersi delitto, vale a dire non esservi al~uso senso giuridico per la non criin ininositk dei modi e del fine, e il fatto restare nei limiti tutto al pii di una mera mancanza disciplinare. E per 1' opposito pu non esservi abuso in senso ontologico perclie l' autorith conceduta si eserciti entro i limiti della correlativa potenza ; ec1 esservi ci6 non ostante abuso di aritorit in senso giuridico per la pravit (lei modi o del fine (1). Lo csempio della prima ipotesi lo abbinr~~o un pribblico ui'fiin cialc che faccia un atto il qualc propriainente non sarebbc clelle sue competenze ma pur lo faccia in ~c occasione di una urgenza a buono i ~ i t e ~ ~ c l i ne a ~ ~ t o publ~lico vantaggio: il giudice che trovatosi presente ad un flagrante delitto arresti il colpcvolc finchi! sia VOL.V. 5
&iamata la forza, abusa antologicamente della sua autorita perch i suoi poteri sono quelli di ordinare gli arresti non di eseguirli: ma nessuno dira che egli abbia commesso un abuso in senso giuridico, e nessuno vorr punirlo per abuso di autoriti. Lo esempio della seconda ipotesi lo troviamo nel giudice clie ordini un arresto. Costui non abusa (2) in senso antologico della sua autorit, perch nei suoi poteri entra appunto quello ili ordinare gli arresti ; rna pure se questo egli faccia senza giusta causa c per esercitare una turpe vendetta commetter abuso in senso giuridico, e sar colpevole. Laoncle B chiaro clic 1 abuso di autorit non sempre tragge la sua ' criniinositti dalle condizioni materiali, ma spesso ancora dalle sole condizioni intenzionali : cosicchb un atto clic potrebbe essere legittimo o almeno scrisabile quaticlo fosse eseguito per una ragionata opinione di iegittimitii iiiventa criminoso qnanclo lo si faccia per otlio o favore, che quanto dire con la coscienza di ~ i o i idoverlo n& poterlo fare.
( 1 ) [>;i ~iiistixia piib essere les:i o nella fiirmn o iiella. rcixlurizci, coriie veilreino nel seguerilc titolo. h1:i s e nellit col-rusiorie 11ub esservi delilto anctic nt4 fiire I' ntto giiislo qii;indo fu renduio ,!cnrile mentre doveva essere yrnluito3 i i t l l l ' iibiisn di ~utorilh innotriina10 non pub esistere delit.to se i l fatto non B ingiuslo nella sosliinzn. Li1 cliirezza dci ~natli iisiiti iii iin nrre.ilo, la gioia feroce con Iii c!ii;ilc siiisi proiiiinciiito iin decrelo coiilro personii neiiiicii, non possono (Iviiiiiiciarsi al tribun:ile cririiin;ile, bencli segn;ili cli ;lriiriio spiet;iio e riprovali dallii pri1~blic:i opiniotie, s e I' arresto o i l tlrcrcllo erano inlrinsecauierile giusti e se quei modi non trnsce*csro nella violazione d i ilno qwcialc dirillo dcllti pc>rsona.
12; Questa distirizione diviene intercss:itiiissima quando si deve giudicare della colpevolezza dei p;irtecip;irili suballerni. Costoro avranno buoiia riigione di esimersi da ogrii respoosabilil per causa della obbedienza qiinndo tratiisi di uri iibuso in puro senso giuridico, percli, essi non tlebborio siiid;icare le CauSF ed i fini degli ordini superiori: riia non I' avranuo nlireltiinlo quando tratiisi di un abuso dello ufticio anclie in senso antologico, perche il superiore emettesse gli ordini suoi in cosa che non rientrasse nelle potest conferitegli.
Queste considerazioni mostrano che l'abuso di autoriti non corne la baratteria una condizione la quale non possa mai vestire forma criminosa se non si congiunga con un'azione principale costituente per s stessa un altro vero e proprio dejitto, ma pu talvolta estrinsecarsi in una violazione deli'ufficio che non incontri una oggettivit giuridica valevole di per s sola a costituire un titolo di reato. Certamente nella maggior parte dei casi l'abuso di antorith servir di mezzo a consuiriare la violazione di un diritto che cli per sb stesso valga a costituire l' oggettivo di un reato politicamente imputabile; ed allora lo abuso di autorit far (come verr niostrando fra poco) la figura di aggravante nel malefizio principale, perch la criminositi del fatto non si desurrie esclusivamente dall'abuso dei poteri pubIllici ma dalla lesione di un altro diritto principalrncnte aggredito. Vi sono pe1.6 dei casi, quantritiyuc pi rari, nei quali il diritto violato mediante 1' ahtisu non is tale che la sua lesione bastasse senza la concomjtanza di quello a costituire u n delitto; eil allora
bisogner ben dire che lo abuso di autorith d la essenza al maleflzio e figura coine delitto principale (li per SO stante. I1 carceriere che per odio contro un recluso lo tenga a pi scarso cibo o peggiore, commette certamente un delitto; mentre qualunque altra persona clie per proprio incarico dcbba preparare il cibo ad alcano, se glielo prepara scarso e cattivo per una stizza o per vendetta di ricevuta offesa noti potr gij, tradursi in faccia al tribunale correzionale. Guai alle fantesche se ci si potessc! Lo agente della pubblica forza che incaricato dello arresto di un debitore civile gli porga avviso acci6 si salvi non pu addebitarsi di fnl?oreggicmento, perchb colui non era un delinqziente. Non potendo dunque usare in modo da qualificare il delitto principale merc lo abuso di nutoriti (love delitto principale non esiste, e non volendo lasciare impunito quel fatto, bisogna ben clire che qui si ha tiri abuso di autoriti. pcr F~vore, clie costituisce tiC tolo di reato di pei.. s stante; percliis qualunque altra persona con avvertire quel debitore, od agevolar~Iri stia fuga, non avrebbe commesso reato. I1 carccrici8c clic carnalniente s' impacci con la detc~iritainilutta e picnariicnte consenzicnte non commette clie una fornicazionc, poiclib (come gilb dissi al S. 1518) un assrirdo trovarvi (1) la violt.tz;rs yrcszc?ztn. Non vi ilutiqric delittto principale a cui poss:i ricceclcrc come circostanza qrialificatrice l'abuso (lei poteri. E sc vuole punirsi qucl fatto non per ragione di occsa ad rin diritto particolare (clic tale offesa 11011 vi 6 ) ma per la ragione politica clel pcricolo clie ci0 faccia strada alla evasione della (letentita, bisopria ravvisarvi una maucanza in uffizio,
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e trovarne lo elemento criiilinoso unicaiiiente nella offesa al diritto universale. Si possono ripetere niolti consimili esempi, i quali praticamente mostrano ci0 che astratt:~mente si concepisce l~enissimo; vale a dire che i1 titolo di abuso di autori ti^ puO stare come delitto cli per se stante, e non sempre I'accessorio di un altro nialefizio.
(1) Lo assurdo di presumere la violenza a dispetto del pi esplicito consenso della detenuta clie era pierianiente capace di consentire, k palpabile. Suppongasi la meretrice detenuta la quale adesc il carcericrc; suppongasi la amasia del carceriere con la quale gi aveva pratica pria clie csdesse prigione; e poi dite cc no11 B assurda la situazione del ~ i u d i c eche in faccia ad una femmina, la quale grida e ripete, io volli e voglio, si ostina a gridare, io presumo clie tu non volessi. Si puniscano i fitti rei, ma rion si definiscano contro la patente verith delle cose.
Questa osservazione ci porta dunque n concludere che l'abuso di autorit pub assumere due distinte forme giuridiche: ora pu tutta la essenza della criminosit, consistere nello abuso dei poteri; di guisa che se lo identico fatto si ponesse in essere da tutt' altro individuo nun sarebbe niente affatto delitto. Ora la essenza della criminosith pu8 consistere e delitto dipendere da un fatto principale che sarel~be in cliiunque lo cominettesse e che dalla qualith dclla persona riceve soltanto un carattere di maggiore odiosit;i. Questo non ? delitto l~erchbsin commesso dal giudice, o dal pubblico ufficiale; lo sarebbe sempre anche commesso dal privato: qucllo al wn-
trario un atto che sarebbe politicamente innocente, ma assume la sua speciale criminosit e si converte in titolo di reato unicamente percli l'atto in altri innocente diviene criminoso nel giudice e nel pubt~licouficiale. In quello pertanto e necessit rnvvisare un delitto di pei* s sta~zte,un delitto tutto sociale che Iia per unico oggettivo il diritto universale. Nell' altro invece non si ha un delitto di per sk stante; la essenza criminosa sorge dalla lesione di un altro diritto senza della quale non esisterebbe la criminosit del fatto: lo abuso dei poteri non un ente giuridico che sussista isolato; una qualit, una condizione che si aggiunge ad un ente giuridico il quale sarebbe completo in sb stesso anche senza lo abuso, mentre lo abuso dei poteri non tliviene criminoso se non per cagione di questo. 11: cosi mentre in un caso il reato puramente sociub, nell' allro caso puO rimanere delitto naturale, e senza escire clalla sua classe (2) ricevere un' aggravante dalla qualith della persona e dall'ufficio pubblico del quale si abusato. Siffatta distinzione 6 reale per quanto possa sembrare sottile (V).
(1) Cos ririiangono delilti nuturnli tutti i reati coniuni coinmessi dai soldati nel tempo d d l e fazioni militari: siil che da vedersi C r e l l disscrtutio d e crimine i n cxcrcDiix commisso ~ ( I R C .12, pag. 1955. L' abuso di autorit pub anche derivare unicainente dal luogo ove essa si eserciln, perchi: si esercili 18 dove non si aveva giurisdizione. In questo seiiso si spiega la lcg. 6, $. 1, et leg. 7. $. 1, ff. dc inlerdict. et releg. dove U l p i a n o nega al Preside delle provincie la facolli di condannare alla deporlazione in un'isola. Cib deslb maraviglia negli interpetri, sembrando contradittorio che il Preside il quale poteva condiinnare a niortc
non potesse poi condannare alla deportazione. E varie spiegazioni ne furono tentate dai dottori : I1 o t o m a n n lib. 5, observ. 15 A n t. F a b e r j u r i s p . Pnpin. lib. 2 , princ. n. 4. Ma la pi probabile sembra quella che si ragiona sul difetto di giuri~dizione di luogo. Difetto che alla sua volta si guardb sotto diverse punto di vista; mentre F U I g o s i o i n I 1 , fr. ddc oflic. prnes. disse che i l Preside non po! . teva deportare percl-ib la deportazione operava la perdita della cittadinanza Romana la quale non poteva decretarsi da lui che sulla citt non aveva giurisdizione: laddove L y c k l a i s fr~zeazbrnnnrum iib. 4 , eylog. 10 ) desunse ci dal n difetto nel Preside di giurisdizione sull' isola dove si sarebb e dovuta eseguire la deportazione, lo cile non poteva farsi senza invadere il territorio soggetto ad altra aulorith. Se pertanto un pubblico uficiale eseguisse un allo che per sua natura rienlra nelle atlribuzioni di lui, ma fuori dei confini dove circoscritta la sua competenza, quell' atto quantunque in s stesso non criminoso, polrebbe censurarsi come eccesso di potere o abuso di autorit. innoinitiato. (2) Molti indicarono come esenipio di abuso di ;tutoril il flitto del carceriere che somministri al detenuto i mezzi p e r suicidarsi, argomentando dalla 1. 6, Cod. Tlicod. de uccilsntorilrus, e dalla 1. 8 ff. d e custodia et exilritiorte rcoritrn. hJiia poicli, lo ajuto prestato al suicida C un delillo di per s slaute, cos neppur questo E caso che porga esempio di un abuso di autorit coriie reato principale. Bens a que,sto titolo bisogna ricorrere nei casi di atti negativi che la legge dicliiari delitti nel pubblico ulficiale, poicliS la parola abirso (come sopra notai) potendo classicamente adattarsi anche ai no?&uso si abusa dell' autorili anche col negare d i usarItP, quando ci era dovere. 1 codici moderni hanno di questa forma fallo il titolo speciale di rifiuto di un servigio legnlntrnte riclbicsto ;titolo previsto dal codice Toscano all' artidal colo 192, dal codice Sardo all' art. 305 e se@;%. codice Francese all' art. 234; sul quale ultimo da vedersi Bln n-
~ t u d e sritr le code pe'nal, quairi6nre iricde, png. 202, M o r i n arl. 8975, n. 6 .
Tale distinzione ci apre la via alla soluzione di tre ricerche importantissinie : le quali noi dol~liamn affrontare a cluesto luogo ed affrontarle anche coli la veduta generale della loro possibile applicabiliti ad altri reati sociali, nei quali facciasi una parte alla qualit della persona o della cosa. La prima di queste ricerche B relativa alla classe del reato ed alla pena. La seco~darichiama alla teorica della co~plicitu. terza richiama alla teorica del conato. La
PRI~IA ILICERCA - HOdetto che in tutti quei casi nei quali 1' abuso di autoriti daril esso solo la essenza al malefizio perchi: la offesa agli altri dirilti non avrebbe meritato isolatamente una repressione penale, bisogner ben dire che lo abuso di autorit costituisce un titolo di per s stante, e un delitto principale; lo che mai pub avvenire nella baratteria!,Ma quando lo abuso di autoriti sia stato mezzo a tale offesa del diritto che giA per s stessa costiB tuisca un reato; ed un reato pii1 gravemente punito dalle veglianti legislazioni che non lo sia Io abuso di uficio, questo non costituendo delitto per sB stante si convertir& in una circostanza aggravante (1). Non osta ci6 alla generica applicazione della dottrina della prevalenza, la quale non trova termini in faccia ad una circostanza che isolata non costituirebbe delitto.
[l) In molti codici contemporanei leggesi come dicposizione generale stabilito uno aggravanieuto della pcna a carico dei pubblici uficiali per qualunque delitto siasi da loro commesso. Tale auiiienio gravissimo nel codice Francese all' art. 198 che lo spinge fino al passaggio dai lavori pubblici a tempo ai lavori pubblici a vita. Quella disposizione per, non colpisce n& tutti i pubblici u f l c i a l i n& tutti i reuti, ma soltanto i pubblici ufficiali che abbiano partecipato a i reati clie essi aoevatao lo inca?'ico d i sorveglinre o d i rep r i m ~ r e trannc questa condizione non prescrive aggrava: mento, e rimane la pena ordinaiia. Laonde la Corte di Cassazione il 21: febbrajo 1840 decise che una guardia campestre giurata non incontrava aumento di pena per un delitto commesso fuori del C~rcondarioassegnato alla sua vigiliinza. La locuzione infelice di questo articolo fece nascere il dubbio s e lo aggravamento s' incorresse soltanto dagli uficiali che avcsscro purtecipclto a un delitto conimesso da altri, od ancora da quelli che avessero a solo conimesso essi medesimi qualche delitto. Parecchi giuristi Francesi fondandosi sulla lettera del17 art. 198 sosterinero clie il rigore del medesimo non colpiva i reati commessi isolnlumente da un pubblico ufriciale, ma solo la partecil>a,zionc di qiiesto ad un delitto coinmesso da iiI1r.i e che da Iiii dovevasi vigilare e reprimere. B l a n C h e (Troisidmc e'lude, n. 484 ) assume la confiitazione di tale sisterna, che a vero dire non troverebbe foodt~inentodi ragione ma che pure strettarnenle conforme aila Icllera della legge. Non avvi forse un articolo in lutto il codice penale Francese che non abbia fornito occasione di dispute e divergenze gravissime ag17 interpetri, ed anco tluttuiinze o contradizioni nell;i giurisprudenza : eppure si persiste da taluno fra noi a proporre quel codice coine esemplare e modello di lutti i codici penali da farsi ! Si disputi, ancora colA s e per applicare l' art. 198 occorresse che il piihblico ulficiale avesse aucora agito nello esercizio attuale drllc sue funzioni; e prevalse la negativa.
Si abbia presente la regola da noi prestabilita alla materia della qualit dei delitti (progray)l?)lu S. 169 - C a r m i g i i a n i elcnlcnta S. 167; e Teovia delk leggi della sicurezza sociab liO. C, cap. 6 ) ciob clie quando la lesione di un diritto ulteriore incidente in una azione criminosa non costituisce reato di p v s stante, questo adietto non pu mai mutare la classe del malefizio, e soltanto pu qualificarlo. Si ricordi che per 1 applicazione di questa ' regola il parricidio rimane fra gli omicidii, i1 Iiirto sacrilcgo tra i furti, il danno dato alle proprieth pubbliche fra i danni dati, la sottrazione di pubt11ic.o denaro commessa dal privato in faccia a1 quale non sorge la pubblica fede, rimane fra i furti. h coiitinua ed in cento forme ripetuta l' applicazioiie i1i quella regola che si fonda sopra un principio ontologico indiscutibilc. E repugnante che quando una circostanza non offre in s stessa delitto sposti la classe del delitto a cui accede, perch la medesima non essendo delitto non ha classe. Perci non tutte le lesioni di un diritto sociale rendono sociale il crimine nel quale intervengono, ma quelle sole nelle quali si configura un delitto. Cos nella perdriellione, se interviene omicidio, questo sar circostanza aggravante di quella, o si avr sempre un reato sociale a cui acceder il delitto naturale. Ma se I' oniicidio (? commesso con abuso di autorit, non si ~nti ta classe, perch quello abuso non configura i n s stesso un reato, ma si contempla soltanto per-
ch accede all'altro delitto. E questo Ilasti a rcgoIsre la clnsse (1).
(l) Questa classe di malefizi o c r e una speciali12 singol;irissima in proposito della libert di persecuzione in facci:% ai tribunali. I governi dispotici ai quali fu s e m p r e iriaestra la Francia inventarono la speciosa formula guarentigie anirninistralive. Con questa si costitu un privilegio a favore dei [~ubblici uficiali, ordinando che i medesimi non potessero essere perseguitati crin-iinalrneiite a cagione degli alli eseguili nello ullicio loro; e non potessero essere neppure persegiii1:1li civilmente dai privati con climande di inderinith per le mancanze clie si credessero commesse da loro nello iiffizin. Tali azioni fu interdetto si esercilassero senza 1' auiorizzazione del governo, e in Francia senza 1' au1orizz:izione del consiglio di stato. Questa condizione eccezionale Iiii duralo in Franciii fino al 19 settembre 1870, giorno nel cjuale il :Overuo dellii difesa nazionale ernan uri decreto clie abropvil sifhtto privilesio, stiriiando sufficieiitenierite guarentiii i funziotiarii arnmiriistrativi mercb le iiidenuili da infliggersi dai tribunali contro i privati *qualora le accuse o le diniaiide fossero giudicate lemeriirie. Questa abolizione ha diito occtision e iillo illastre 1 o l i n i e r tli pubblicare una clotta inonogra1 fia ( Tolos:~ 1871 ) ncllii quale commentando quel decreto rnosfra coine la negazione di tal privilegio fosse g i l assai prirn'i prevalsa noci solo in America e Inghilferra, ma :inche nel Belgio, I'russia e Spagna. Anche quella idea era stala una ilelle laille einanazioni dell'iiltra formula presligiosa che hisofina vnlli,r.viare il principio di ;iuiorita. L'autorit non si fii pi gagliai.dii col favore verso gli abusi dei funzionarii, ma col iiiiintenerc tutti gli organi del govcrrio nelle vie di 6iuslizi;i.
>la in qiiailto alla pe?zu Q da avvertirsi che se astrattarumte guardati i fatti al fine di classarli si
detto che dove concorre un delitto sociale, questo trascina il fatto nella propria classe, siffatta regola
applicativa serve alla dottrina teorica per determinare la classazione. Ma la regola della prevalenza deve avere un principio di verit8 assoluto e costante in ogni caso pratico: perch 13 assurdo sempre chc: un reato il quale sarebbe punito di dieci se fosse isolato, si trovi ad assere punito di cinque perch insieme con quello fu commesso un altro reato clie era punibile soltanto di cinque. I criterii di una prevalenza astratta esercitano il loro infltisso sulla elassazione speculativa, perchb la teoria non p u ~ mai prendere a sua griida il criterio della pena specialmente inflitta ad uno od altro reato, la quale O un conseguente che variamente si determina dai respettivi legislatori secondo il vario loro modo di vedere e le condizioni dei popoli amministrati : essi possono nei convenienti termini esercitare uno influsso sulla dottrina dell'azione penale, sulla dottrina ilells prlescrizione, e sulla dottrina dell'anznistia (i.); ma noil sempre lo esercitano ugualinente sulla concreta applicazione della penalit per parte del giudice ai singoli casi.
(1) A cliiarire questa forn~ulasi diano cli esempi: 1.' Iallusso sulla azione penale si ha quando in un delitto perseguitatiile soltanto ad azione prioafa interviene qualche allro realo perseguitabile ad azione pubblicu. k un ratto (5. 1099, nota 1) o un adulterio non perseguitabili (S. 1914) senza la querela dei genitori o dei marito. Non pub darsi balia al pubblico ininistero di promuovere l'accusa col preiesio di porseguilare una intimidazione, usala conlro la guardiana della ragazza, sollo il litolo di violenza privala ( e cos
aiuJicnio tlzilla Suprema (:orte di Cnrcazionc di Firenze il 7 settembre 1861) n& col pretesto di p~rsegiiitarol'niuto dato alla ii-io~lic! uii;~fdnlesca sotto il titolo di lenociriio, da quantunque i l lenocinio o la violenza priv,it,i incontrino per avventura nella legge costituita una peiinlil;~ pi grave (li quella minacciata a l ratto od all' adulterio; oride non si violi il principio di ordine pubblico che per rispetto alla pace delle fnniiglie iiiipedi la cognizione di questi clelitii senza 1.1 doglianza dell' olTeso - 2 La a~iinistia: esrinplifico i~uesla : regola nel caso celebre del ricorso illoillagni uccisore tlpt ,lfciygior Frisiatzi in Livorno. 11 Irrnduca rcsiiiurato promulg~nel 1849 la amnistia per tutti i reati politici allora comriicssi: Iii uccisione di quel BIaggiore iivvrniita per sospetto di spionaggio in un tumulto popolare ci dicliiarb dall<i Stiprernii Corto di Cnssazione compresa nel15arnnisti:~,quantunrlile l'omicidio come delitto n;itural~incontr;issc forse iiriii pcnaitfi pi severa clie non la partecip;izione alla puhblic;~ violen~ii S." L;) prescrisiolze offre In suil t-senllilificazi~rie nei r.e;iii di stampa coperti per ragioni speciali da unii prescrizione pi breve, la quale non si puO eliidere col pretesto che nello stampato si conteneva una ingiuria, delitlo che soggiace allii prescrizione ordinaria. Queste e simili sono le spinose diIlicoll2 nelle quali si n s i h la pratici1 a d occasione dei delitti co)nplnlessi: dcllc quali ho qiii voluto dare un cenno ~ierclii?si coniprenda l , ~forrnula adoperata nel testo, e non gi per iwprenderne una tratt;iziane completa. I fenomeni giuridici della c o n ~ ~ l c s s i v i tnei delitii sono per loro stessi d materia bastante ad un vasto trattaio.
3 . il giridicc cliiamato a rlistriltriiro In congrun Ta pena a l UII clelitta co.,q~?csso(S. 52) lia dinanzi agli occhi una Icgge costituita che deve da lui esattaillente applicarsi: e quando trova che qncsta leggc:
78 punisce un fatto di dieci e un altro fatto di cinque, non pu mai considerare in quanto alla detetervninazione della pena il delitto ~)rinitodi dieci come pedissequo e famulativo al delitto punito di cinque. Ecco in qual senso si abuso nella pratica della teorica in se stessa giustissima dei delitti pedissequi, confondendo la prevalenza speculativaniente deteri~iinatapel fine della classazinne con 13 l~revalenza re~ilce concreta derivante dal confronto delle pene stabilite dalla legge positiva. Questa dottrina si riassunse dunque benissimo nel senso pratico dall'art. S l tlel codice penale Toscano che qui mi piace di riferire - Se un' azione puO costituive pii1 liloli di ilclitto, dee sempre riportarsi sotto di qzlello a cu,i I: ~ninacciala pena pii^ grane; e questa pena, oue la
non sia assolzttume~~tc dctenjlitzata, vlene accresciuta e?alvo i suoi li9niti legali, dalle alt?-c violazioni della legge co~izmesxe col ntcclesiwo fatlo. I1 quale :irticolo clisponenclo soltanto intorno alla pesznlitk
Inscia nel dominio della scienza trit.ta la teorica dei delitti pedissequi in ci che riguarda le speciali rluestioni re1:itivc sia alla esperihilitu dell' azione pnale, sia alla p~asc~~izio?ze, all' ccm?zistin. Quello sia (:\le vi ha di inconlrnstabile si P che gianirnai nel clelitto complesso possono applicarsi clzte p e w (1).
( 1 ) 1 griive qiiestionc se la delozione di rrrir~icosiiliiisca : tiri \ero c proprio drlilio O iina seinplicr tr;is~rcssiorie. cii) Di Lriitlri'ciiio ;illa ni~iicrii~ dei reati coriiro 1;i pubblic;~t i m i i i i quilliii. 11;i supponendo a d ~ s s oche v i SI debba riivvisi\rt? un delitto, queslo non pu essere evideniemente che un delitto sociale. Qiieslii tpotesi n11 porge occnsione d' iI1iistr;ire ci che dico nel lesto in proposilo della doilriria dei delitti pe.
rli~srqirr. Chi tenesse r r r o ~ i e ~ ~ r n e lai eprevalenza dei delifli n di d,irino universale sui delitti di danno particolare non conie rego1;i di classazione di ciascuna speciali12 criniinosa indivir1o;ilniente giiardatir, ma corrie regola di rnisura di penalilk :ielle conibitiazioni di due diverse specialit concorrenli in un solo coiitesio di azione, vorrebbe forse dire che la lesione personale o l' omicidio sono delitti pedissequi alla delazione rli arine perch questa un delitto sociale e quelli sono delitti natiirali? Assurdo li codesto che nessuno sogn. Non pub rnai diinque sorgere queslione iri proposilo della regola clie la p r e ~ ~ i l e n zdcve dal giiidice determinarsi in concreto a merci! i l confronto delle pene respettivarrrenle infliftc. E p'irirneiite non pub essere iirgoniento di serio dubbio che qiiiindo uri: azione deliltuosa serui di nlezzo ad un altro d e l i l l o il nesso di inezzo ;i fino unifica giiiridicamentc le diie azioni, e ne Li sorsero un solo iitolo deteritiinato dall;~respettiva graviti!, irin punibile seirlpre con urla sola pena. Pure di qiiest;i regoi,: si t,ilvolta dubitato precisiimeiite in tema di t l ~ l i i : zionr di arnii. lo alludo alla censuri1 che quello acrorlissinio ingegno di F i l i p p o A m b r o s o l i volle dare alla formul;~ del nostro maestro, nella nota ctie appose (pog. 60)a l 5. 170 degli e l e ~ ~ i r t i del C a r rn i g n a n ; dove a lui parve che l,] li foriiiula del C r m i g n a n i avesse contro di si! Iii praticii i~niversalcche costanteme~itenei ferimenti con armi: vietata :ipplica e ia pena dellir lesione e In pena della deliiaione coii~iurilamenle.Ala lo illustre critico non avverl a due circoslanze. La prima si quella che la delazione di armi p r r opinione di inolti non pertiene ai veri delitti ma alle tra>gressioiii di polizia ; ed allora quella pralic:~ giurispriidetizialc nientc ogende la rtlgola del Ca r m i g n ;I n i, la quale i. propria del concorso di delitto con delillo; sapendosi bene che in terna di triisgressiorii procede invccc la opposia regola tlcllii prrpcfua molfiplicozione delle peric, perclii! in queste s i ~ ~ r c t i d(li niiw il f i t t o e non il @ne dello agente. Non avc verti poi lo illustre critico alla spccialii della delazione d i :irma. Amrriesso ancora che in questa (contro la pi giusta
dottrina) si ravvisi un delitto e non una semplice lrasgresaione di polizia, B da notarsi che la delazione non senipre si consuma per il fine apposito di ferire. Vi sono quasi sempre due distinti momenti di fatto. Il niomenio del delare, che si prolunga per uno spazio di lempo e di Iiiogo maggiore O miuore ma che sempre completo in s stesso anche prima che eiasi ferito alcuno, ed auclie prima che sia nata qualunque idea di ferire. Ora 8 nirinifesto che il supposlo delitto di delazione gih stato consumato, non gi (notisi ben e ) come mezzo di ferire altri, ma come fine n s niedesinio. Si delato 1' arme pel fine di delare; la legge si g i i volontariamente violata, il delitto consumato; la pena incorsa. Poi nasce la rissa, si snuda I' arme, e si ferisce il nemico. In questo secondo momento la delazione Iia servito di niezzo al delitto di lesione, Iiia rion vi serviva, n erii drstiiint;~a servirvi nel prinio niornento, il (lui~lepresentava in s il dclitto di delaziotie gi consuriiato C perfetto nei suoi propri elerneriti cos materiali come intenzionali; e non vi B ragione percili? la pena di quel prirno delitto clie ebbe col secondo una connessione puraniente accidcriialc debba andare impunito perch s e ne coniniesse u n secondo. Cosic,ch qui Iia luogo la teorica dei delitti simultdnei (S. 52 ) e non la teorica dei delitti complesai. E tanto vera questn osservuzione che noi polremnio opporre alla crilica dello A m b r o s o l i una serie di monumenti giurisprudenziali nri quaii fu applicata soltanto la pena dcll'omicidio o della lesione senza applicare la pena della delazione di arnie, perchh ritenuta la premedilazione nel secondo reato e il preordinainento della delazione alla consumazione [li questo, si dovette dire ( e si disse benissinio ) che la delazione di arme iion era in quel caso un delitto di per s stante, ma sempliccmenle iin rriezzo preordinalo ~d inserviente al secondo delitto, e clie percib nella pena di questo si doveva assorbire la pena di quello. Per lo che la teorica del C a r m i g n a n i ben lungi dallo avversiire alla pratica gicirisprudenza vi combacia a capello. Non si punisce il delatore del\' arme per lo
imbrandimcnto della medesinin nello icfanie in citi b m ; pcrctit: in questo istanie I' arine si brandiva conic niezzri n ferire, ed il nesso di niezzo a fine uiiificando la dcliiiquenza lo scinderla era un inipossibile giiiridico. hla si punisce per la delazione precedenie, la quale iion ~ s s e n d of'atia ~ i e ri l fine di ferire, ;? un eirte giurirlico distinto ideologiciiinenic dal secondo reato; e non pub esservi coiic;ilennzionc giriritlica dove non fu concalenazione. ideologica iiE antologica: e noti vi concatenazione neppure onlologica prrcti colui poleva benissimo ferire con quel17arnie ;inclic scnz~i;ivcrla prece denteinenlc delat:~, se If avesse trovata sul luogo, o toll;i a l neriiico. La dclnzione precedente fu occnsione di ferirc con arme, ma non fu ?rrezzo quiindo non era preorditiato a1 fcrimarito. Tale il senso dcllo 1coric;i dei reati pedisscqiii. 110 ! preso qui occ:~sione di questa avvertenza per rivendicni.e la dottrina del niio riiacstro, e nie lo perdoni il nieriiissiriin criiico.
Quando pertanto lo abuso di azclo?*it abbia servito di mezzo ad un reato evidentemente pi grave, come avviane ( a modo cli esenipio ) cjuando siasi cornmesso omicidio, la pcnalitk si clsve desuniere dal titolo dell' omicidio, e lo abuso dell' autoriti ne sarh un'agpravaiitc come (leve esserlo sempre i11 tutti i delitti che si consumino al mezzo di ;ibuso di una pubblica potestr. E queste osservazioni valgono a chiarire quanto dicenimo al S. 202, dove ia lesione di pi diritti ponerilino fra le carise di aumento di dCb?2720 rizcdinlo. Bisogna distinguere fra diritto 1:~ cui lesione o f i c una oggctlivith giuridica costituente cli por si? sola uti tlelif to c i ~ i l c ; diritto c la cui lesione non da elcriioiitc, cli rirrclclizio speciale. Nel primo caso suibgcla figura del delitto comVOL. V. 6
pbsso, e l'azione criminosa riceve un aumento di quantit in ragione del danno irmzcdiato. Nel secondo caso B intuitivo che un delitto non pu8 essere renduto con?plesso per la concomitailza di [in non delitto. 1,aonde la offesa concornitante di un diritto ulteriore non pu influire nella classe del reato; e sc vale ad aggravarlo non pu aggravarla clie in ragione (le1 cresciuto spavento degli spettator.i, vtilc n dire in ragione del danno 9nediulo.
SECONI)A RICERCA - In proposito della compliciti1 ponemmo la regola (Lezioni sul grado nella forzn fisica del delitto S. 355; P?logram?na Cj. 508 t: se$.) che le qztalitcipersonali ilell' autore principale noli si comunicano ai partecipi: sicch per la opinione da noi seguitata (cjuai~tunquein opposizione ai1 altri rispettabili giureconsulti cile professano la cwntrnria) le circostanze minoranti od aggravanti personali giovano e nuocono a colui che le ha nella sua persona; ma non giouano nb nuocono agli altri die non le hanno, sebbene prendano parte ali' azione criiiiinosa. Ma a questa regola noi credemino necessario di fare una liniitazione precisaiuente nel caso in cui la qztalita della persona induca nel fatto la essenzialit crirrairtosa. Questa liniitazione i~arvco pare a noi di assoluta necessith logica, per In sernl)licissima ragione che quando al fatto si d In esscnzialit?~ criminosa dalla sola qztalitd della persurin, sc (la1 calcolo della irnputazione del partecipe si rlovcsse eliminare ogni valutazione di quella quaIitL pci,sonale ne avverrebbe la completa impunit
del partecipe. Trattasi ( a ii;o;Io di c s e m ~ ~ i o ) urla ili
Ifisr-rzioiic o [li un allultcrio: la rlunliti~ di svldato in colrii clie viaggia a talento suo, conic In clilalita di maritata nella tlonnn clie si p~ostaal concril~ito ilori sono agg)*auanti di un fatto che giit fosse in se tiledesin~oun delitto civile : quella sarelihe stata una passeggiata, qriesta una fornicazione ; arribedue non ir~iputal~ili politicamente. La qualitri di soldato in colui, conie nell' altra la qunlitt'l di niaritnta, clanno dunqrre il carattere criminoso al fatto clie era innocente in faccia alla legge i~enale:in quelle sta dunque tutta la e.~.se.i~zicclilu reato. Pretendere del clie di tali qualiti non si debl~atcner conto al partecipe perchi: non assofdato o 1)crrlik non coniugato, rigorosamente applicando la regola generalo della non comunical)ilit8, poi~tcrclil~c diritto alla conseguenza della conipleta scriiiiinazione del partecipe; perchi? rispetto a lui conteinplato 1' atto, senza riguardo a quella qunlitti personale, non sarebbe delitto. Questa osservazione (irrecusabile come proposizione di fatto) porta per necessita logica ad [in dilemma :o I~isogna comunicare al complice la quali td personale che da 1a essenza al reato, chiamandolo partecipe di deserzione, 11' incesto, di bigamia, ili aclulterio, e simili: o bisogna venire alla conseguenza opposta d' iinputare il fatto corile delitto soltanto a colui che riveste nella persona quella condizione essenziale; e dicliiarare non punibile il pertecipe che in SE? non la riveste. Gcncralmente nella pratica si accetta la prima c non la. seconda conseguenza giuridica, ed il drudo celihe si punisce conie complice (li adulterio, o via cosi discorrerido (1).
(1) Questa teorica vale a mostrare che la premeditazione nell' oinicidio non circostanza essenziale ma circoslauza uggrauanle: perchb non facendosi cotnunicazione delle acgravanti personali, ma dovendo fiirsi comunicazione delle essenziali, ne avverrebbe che s e la premedilazione fosse una essenziale (come parve a taluno per lo inesatto titolo di assassinio erroneaniente applicato all' omicidio premeditirto) dovrebbc coniuoicarsi la premeifi[azione del correo al correo che non premedit: lo che sarebbe un ;issurdo ed una crudele itigiusiizia.
Ma quella rt!gola e quella eccezione ricevono esse applicazione completa negli 'abusi di autoriti? Come possono esse riceverla? Abbiamo veduto che lo abuso di autorit ha pi e divcrse forme giuridiclle. Talvolta sta come delitto di per* si? stante, e non ricevendo alcun nome specialc corre sotto il titolo di abuso di autorit. Talvolta per lo indebito lucro che volle guatlagnarsi il pubblico ufficiale, presta al fatto iin nonte speciale; e degenera in corruzione o concussione. Talvolta la qualita publ~licadello agente non opera nessuna di questi due effetti : non B dessa che drt. la esscnaialitd criminoss al fatto; non B dessa che crea un titolo szci gensvis dando un ?zol,te speciale ad un fatto gi, di per sb criminoso. Il fatto principale lesivo di altro diritto quello che continua a definire il titolo del rcrito: scinpre un oiilicidio, una violenza carnale, iina lesione person:lle, a cui reca un aggravi0 la qualitrt. del pubblico rifllciaic che lo esegui. Con~csi ilovr egli procedere in siffntte ipotesi cosi differenti? Io esamino la questione in faccia ai principii scientifici serizcr
nessun rispetto alle particolari disposizioni di uno o di altro codice il qnale puO avere riiodificato con la sua locuzione le regole teoriche. Da questo punto di vista nel quale noi ci poniamo nei nostri studi, in nn articolo di codice altro non vediamo che In opinione di un giureconsulto. Il giurista che detto quell' articolo ed us quel linguaggio ebbe una piuttosto che un' altra opinione, e sciolse il problema 1 secondo tale suo giudizio. I problema sar sciolto in quella guisa da lui, e il giudice che deve applicare la legge scritta dovrh accettare quelin soluzione : ecco tutto. Ma il problema sarA sempre disputabile in faccia alla scienza; e se i principii accolti in quella soluzione appariscono meno esatti, il giurista potrh liberamente propugnare una soluzione contraria. Avvertiamo questo una volta per sempre per mostrare cile una dottrina teorica non si pu confutare con 1' articolo (li un codice, percl~ legislatore ha la poil test di dettare regole pratiche che sole domineranno nel territorio a cui diede ordinamenti, ma non ha la balia di proclainare assiomi scientifici indiscutibili.
Applicando pertanto alle distinzioni da noi osservate le regole e le eccezioni relative alla questione della comunicabilit, ecco qnale rlovrebbe esserne (sccondo il parere mio) la soluzione pratica: 2 . O Trattasi di un delitto gi tale per s, nel qualo la yualitt't personale dell' autore principale non abbia fatto che aggiungere una condizione aggravante, e non ne sia stato rnezzo materiale, e molto meno elemento costitutivo della criminosit. Io dico che
deve procedere la regola della non comunicabilitA, perchl: siamo nei puri termini di un criterio misuratore personale. Un agente della pubblica forza in occasione di esercitare le sue funzioni cagionb un ferimento, ed un privato gli porse aiuto in qualsiasi modo. I1 titolo i? di lesione personale: questo il titolo che si obietta al privato, ed a lui si applica la pena ordinaria; la qualitA di pubblico ufficiale di cui l' altro abus un' aggravante che colpisce lui solo.
5. 2527.
2.Trattasi di un fatto che sarebbe delitto di per s stesso; ma lo intervento del pubblico ufficiale che non diede la essenza criminosa all' azione le d peraltro un nonzc particolare. Ecco in questa seconda ipotesi il C a r m i g n a n i che dubita a causa del nome speciale. Anco accettata la regola della non cnmunicabilith il nome speciale d3, ragione di dubitare per quel benedetto fascino dclla regola della individuitd del titolo. Io gih parecchie volte ho professato la decisa opinione che non riconosco qnesta pretesa regola della individztith e non so qual principio di ragione la impnnga; ma conosco invece la regola opposta dclla individz~alitudel dolo, per la quale ogni colpevole deve corrispondere cle! male che fece secondo le condizioni di ci8 che fece. Ora O da vedersi qual sin 1' effetto di queste due diverse dottrine nel tema presente, ed a vederlo chiaro b neressario esemplificare. Non b rina lesione personale commessa con abuso di autorita nella qrialc, 1' ufflcio non d n essenza n nome al reato : questo il primo caso che ho sciolto test&.Non nep-
pure un fatto a cui porga tutta la essenza criminosa ed il nome lo abuso di autorit: questo B il terzo caso che esaminer fra poco. Il secondo caso che qui contempliamo presenta un fatto che sarebbe gi delitto di per s stesso: lo abuso di ufficio non d la essenza criminosa al fatto, ma gli da un nome speciale. Ecco la ipotesi che fluttua tra il prirno ed il terzo caso, poich nel primo lo ufficio non da n essenza n nome; nel terzo d essenza e nome; in questo secondo da nome, e non essenza. Specifichiamo ancor pi a costo di anticipare qualche nozione. E un fzcrto O una frode: questi sono delitti di per s stanti; ma se l' uno o l' altro si commise dal pubblico ufficiale mediante abuso dei suoi poteri, sorge il titolo e nome speciale di concussione. I1 furto violento diviene concussiom esplicita quando l'ufficiale incusse timore di potesti pubblica al privato; ma il furto violento era gi delitto di per s, e non fece che mutar nome. La frode diviene concussione implicita quando il pubblico ufficiale inganna il privato per farsi dare dieci come debito, mentre il vero debito non era che cinque; ma la frode era gi alla sua volta un reato punibile, e lo intervento dell'abuso di nfflcio le muto nome :a quelle due mutazioni di nome supponga~i clie tenga dietro un cambiamento di penalit e che In penalit8 si muti per aggravarsi. Ecco i termini del dubbio nella ipotesi presente. Alcuni diranno dover proceilere la regola della non comunicabilit; laonde il privato che aiuti il Carnsrlingo ad ingannare i contribuenti mediante la esagerazione della tassa imposta terr5 come passibile della pena ordinaria della frode; e la pena della concussione im-
plicita applicher soltanto al Carnarlingo che altero la cifra dei mandati, o al Cancelliere che esagero le richieste di emolurrienti. Altri ull' opposto vuole applicare la identica pena della concussione implicita arl eiitrambo: e yriesto i seguaci della formula di C a r m i g n n 1 i vogliono dimostrare col prin1 cipio della indiuiduita del tilolo.
Ora la regola della individuit del titolo troppo
assoluta e senza ragione szcflciente perch possa da
noi accettarsi. lk troppo assoluta, perci-i include la parificazione sotto il pretesto della individuit anclie nelle circostanze che dipendono dallo stato di animo dell' autore principale : e questo io sostengo essere assurdo ed ingiusto. I1 complice di un delitto scusato da giusto dolore, clie non versava in giusto (li dolore; il corn~ilice un delitto premeditato che agi per inoto improvviso, e forse per impeto scusabile, non possono goder l'uno la scusa e subire 1' altro l'aggravante attribuita respettivamente allo autore principale, sebza la flagrante iniquit della comunicazione del dolo dnll' uno all'altro colpevole. Ma la pretesa individuith del titolo porterebbe a punire come agente premeditato chi non premedit; ed a scusare per determinazione meno libera chi con pioiiissimn Iil~crtA determinava al delitto : dunque la si individuith conduce alla ingiustizia ed all' assurdo, e non principio acccttabi1e. Dico oltre a ci che la individuit non ha ragione sufficiente: perch se utianimeniento si ammette che nel caso di differenza materiale fra gli atti dell' uno e gli atti del-
I'nltro in una identica azione si npy,lidii per un unico fatto un titolo di reato all' uno ed un altro titolo a11' altro (per esempio il latrocinio al17uno, e il furto violento ali'altro) malgrado la cliversitli di ftolize, non avvi ragione per cui, cluando giustizia distributiva lo vuole, non si possa e non si del~bn in un unico fatto rtpltlicare un titolo all' uno, ed uri titolo ali' altro dove la cliffcrenza clel titolo dipende da circostanze lie,*sonccli. Non vi i! ragione per cui di si dirl-iiari impossil~ile giuclicnre ciascuno dei compartecipi nel delitto secondo il proprio pcso, e secondo la propria misura. I1 ?zo7./2c i: un' accidentalitti estiinsccn renuta a caso nella scuola, e dalla scuoIri. passata nelle leggi per il servigio della tecnologia, rna il nur.rac non muta la cosa, dunque io nego ogni rispetto alla vantata regola della inilividuitii del titolo.
Ma posta da banda la considerazione della individuith vi possono eglino essere delle ragioni differenti ma solide per le quali si operi la comunicazione'? Questo io lo credo. Ed una siffatta ragiono io la trovo in tutti i casi nei quali la qualit pevsonale dell' autore principale ha servito di mesm a1 delitto con piena scienza ed adesione del partecipe. Percid io non esitai ad insegnare che lo estraneo complicc del servo ladro dovesse rispondere di fa91bzdato ( S. 2000 ) perchi! la domesticith dell' autore principale ( quantunque circostanza personale in sb stessa) i? stata mezzo a commettere il furto, c il non servo avendo conoscirito questa circostanza personale del suo compagno; ed avendo voluto proflt-
tarne come mezzo per compiere il reato; non pub evitare gli effetti a lui dannosi di quella qualit Personale della quale volle accettare gli effetti a & 1)rofittevoli. Per identica ragione io non esito a dire che il privato partecile attivo della C O ~ C U S S ~ (o ~ ~ O esplicita o implicita) non potri sottrarsi alle conseguenze di aggravi0 clie porta seco lo aljuso della pubblica potest, quanclo tale abuso a31)ia servito di nzeszo al delitto e siasi conosciuto dal con~plice. Perci il privato che abbia concorso col Camarlingo ad esagerare le tasse che questi indebitamente esigeva dai contribuenti, dovrh rispondere di conczcssio~ze implicita e non di semnplice frode, percbb quella qualit personale che fa clcgcnerare la frode in concussione implicita si fece servire con scienza del privato partecipe alla consumazione del reato che senza quella non si poteva in tale forma commettere. Del pari se alcuni malandrini desiderando di porre a ruba una casa si associno un agente della riub1)lica forza aninchb questi si presenti col8 e col pretesto di fare una perquisizione ne agevoli l'ingresso a s medesimo ed a i compagni, dovranno ( p e r opinione mia) iaisponilere deli' aggravante, perch questa circostanza personale divenne rrzateriale nella forma particolare di quella delinquenza, compenetrandosi nel fatto come mezzo necessario conosciuto e voluto por eseguirlo. Ma se invece in una frode, od in un furto intervenne un pubblico ufficiale con abuso di uficio, senza che lo ufficio servisse ifi fiaezad eseguire il delitto, io sosterr0 sempre che ]n aggravalite deve pcsaro a carico del solo pubblico ufficiale, e llulla porsi a carico degli altri che non rivestivano siffdtta qualit (i).
(1) Nel lema degli abusi di auroriiii esercita un influsso speciale la teorica del coinnndo, inquanlochb lo intervento di un ordine superiore pub operare la metaraorfosi che I' autore principale vada esente da ogni imputazione, ed i l complice si tramuli in autore principale. Ci dipende dalle rcjiole generali che esposi al $. 3 1 6 : dipende ciok dal vedere s e il comundo del superiore tolse o no al sottoposto esecutore dell' atto la coscienzcc di dare opera ad un delillo. Rimanendo questa avremo due correi ugiialrnenie responsabili, perchi! troveremo nell'uno la prevalenza della forza iiiorale, e nell'altro la prevalenza della forza fisica del malelizio non disgiunta dal dolo. Questo dubhio per non piib nascere dove il supposlo comando non cada sopra alti clie erano nelle altribuzioni del superiore. Vedasi 1 a r d e l l o n i c u n ~ .176, 3
S. 3530.
3 Resta ad esaminare la terza ipotesi. L e qua. O
lit personali dell'autore principale (e cos nei termini del caso nostro, lo abuso di ufficio) danno al reato non solo il nome ma anche la essenza criminosa. Il fjtto non sarebbe altrimenti reato : reato unicamente perchb fu posto in essere da un pubblico ufficiale con abuso di autoritR. la ipotesi pura dello atiuso di autorith innominato. un carceriere che ha per zelo di uffizio sedotto un innocente detenuto a confessarsi colpevole. Questo fatto non videsi mai elevato a delitto in nessun pr-ivato: ma le leggi e pratiche toscane vi trovarono un esempio d i abuso di autorit innominata giustamente riprovevole, e severamente punibile. Qui dunque la qr1nlitii di puljblico ufficiale dA proprio la essenza criminosn n1 fatto altrimenti innocente. I n questo ed in altri consimili esempi, che dovr dirsi del
partecipante privato? Siamo al dilemma che ho accennato di sopra: o bisogna niente imputare per questo fatto il privato partecipe, o bisogna imputargli lo abuso che altri ha fatto d una autoritg che nel partecipante non era.
Ora in questo dilemma io trovo che per regola generale i criminalisti e la pratica comunicano al partecipe la circostanza che per essere stata essenziale nel malefzio sembra divenire piuttosto materiale che meramento personale. Ma io dubito che questa regola generale non si possa sempre applicare nel tema di abuso di ufficio. In altri delitti si viene alla comunicabiliti per evitare lo sconcio della impunit dei partecipe. Ma nello abuso di ufficio che non si estrinseca in un' azione gi di per s criminosa, tutta la oggettiviti giuridica del reato s' incontra nella violazione dello speciale dovere che al1' ufficiale imponeva lo ufficio, e cos in un rapporto esclusivamente personale fra lo impiegato e la societA. E sotto questo punto di vista io penso che non sia repugnante la irnpunith del privato. Io sentirei invece repugnanza a punire un privato cittadino come complice di una mancanza in uffizio commessa da uri impiegato, quando appunto questa non si estrinseca in un'azione che in s stessa sia criminosa e non degeneri in co?*ruxione. per quanto ho potuto osE servare nella mia pratica parmi che in simili casi la dottrina del delitto proprio (3. 52) si applichi in tutto il rigore dei termini, obiottandolo ci08 come delitto unicamente a colui che ha abusato dell' uf-
93 ficio, e mancato ad nn dovere tutto a lui personale. Tutti i moderni codici dichiarano delitto in un pubblico ufficiale il rendersi socio o cointeressato in un appalto di lavori che in qualsivoglia guisa dipendano dall' ufficio suo. Ecco un atto lecito ed anzi lodevole (speculazione industriale) divenuto delitto unicamente per ragione della persona. I soci dell' appalto che avranno accettato come socio quello impiegato saranno essi partecipi del13 pena minacciata a questo reato che tutta la cssenzialitA sua riceve esclusivamente dalla persona? Io non lo creclo. Alla mia opinione osserverb che si conformano tutti quei codici i quali a certi reati minacciano come unica pena la interdizione dell'ufficio, la quale evientemente non applicabile al privato.
TERZARICERCA - I n ordine al tentativo nello abuso di autorit deve ricordarsi la regola che sulle n 373 orme del C a r r i g n a n i segnammo al $j. come principio generale. Ma poich appunto un principio generale che ha quasi costante applicazione nei delitti sociali, cos cade in acconcio a questo luogo di contemplare in un punto di vista pi esplicito I' applicazione della regola suddetta. La regola qncstn, che l' tlritore di rin fatto sia vesponsabile di cl~/itlo palql;:tln e non di .se~trplire tcnlatiuo quanIwfzpuc i12012 ctl'/Dia ~ * a g g i ~ ~ilzpru*ticolnr.s szio fine f to qz~.a)trio negli atti da llti cseguiti gi stia la aiolazione ci)n?plcladcZ ~li?-itlo aggrcdilo o ($i un diritto poziore. I l conato allora sparisce per eccesso. Di siffatta regola facemrrio al S. 374 applicazione con for-
mula generale, dicendo che ci6 accade ilz quasi tutti i reati sociali. La Seconda Sezione della parte speciale (nella quale siamo ora entrati ) ci conduce a guardare pi da vicino gli effetti ili quella regola e di quella applicazione.
Dir6 dunque che nei reati sociali avvenuta la aggi'essione con atti idonei esteriori del diritto universale, il delitto gi perfetto sebbene lo agente volesse fare di pi e ne fosse impedito. perfetto, lo ripeto e lo afferino, nia perfetto nel suo rapporto con la obiettivild crinzinosa, costitriente il jvcato soc i a k : non lo s a r i rispetto ad nlttme obietlivitu diverse che si venissero tiil incontrare con gli atti ulteriori non eseguiti. Dilricidiatno qriesto punto una volta per seriiprc.
Nella combinazione (li due diritti aggrediti 1' uno conie mezzo e l' :iltro cotne fine dallo agente, possono verificarsi tre casi distinti - 1.V~ccso.Si ags gred col mezzo un diritto universale 1 cui lesione non costituiva dclillo di per st? slantc, e tutta la criiriinosith nasre dal fine. Q u i ali1,irirno (letto e ripctrito (S. 2520) che il reato si iletertiiina dal fin(? ~)crclib lesione mezzo non sarcblie per sb stessa la clciilto. Cos avviene nel furto sacrilego, perclib il sacrilegio noti delitto civile quando non commesso con 1' aniino diretto ad offendere la religione; animo rlic nel ladro non si suppone. Cosi avviene nella
ingiuria ai magistrati, la quale non abbia per fine {I' ir1i11~~7ii'~ 1' atto l i giustizia: la lesa reverenza non k reato di per s stante, e nessun legislatore oggidi ne fa un titolo speciale di reato: tutta la criminositk sta drinqrre nel fine con cui si attacca l'onore clello indiriiluo : dunque non pu trovarvisi che un delitto naturale (ingiuria) rjualificato dalla ctignitii della persona insultata; e vuol dirsi lo stesso se fu ferita od uccisa. Ora in questo pririio caso la teorica del tentativo rientra nelle condizioni ordinarie perchi: nella lesione di un diritto universale imliossil~iletrovare rin delitto perfetto quando la meciesima non costituisce reato di per sk stante : ci6 ynrmi al~bastanzn cliiarito. Se dunque si trattera d'ingitiria il tentativo sparir& per la natura del reato principale cile pes-ficilur unico nctu, e perci non arrirnette frazionamento ( S. 371 ) di esecrizione ; e non per la iritrusione di un reato sociale. Ma se il delitto fine ammetta per sua natura tentativo (conie la lesione personale, l'omicidio, il furto, e simili) il tentativo rimane possibile come (l" ordinario, e la qualita aggravante non dA che una ragione di anmento al malefizio tentato, corno l'avrebbe data a1 malefizio consumato. Sarebbe assurdo che la mera aggravante operassc il duplice effetto di aggravare, c di convertir.e il tentativo in delitto perfetto.
2.' Gaso - Si aggredi col mezzo un diritto universale In cui lesione costiluisce un delitto di per sc? stanlc: e col fhzc si aggred un altro diritto ( o universale, o particolare) la cui lesione non costi-
96 tuisce di per sk delitto. Qtii tutta la crilninositd sta nel mezzo, e il reato uriicamente ed esclusivamente sociale. il caso dell'abuso di autorit innominato ; il caso semplice della corruzione, che vedremo fra poco. Nel fine pu esservi un favore od una persecuzione ingiusta contro il privato. Ma non tutti gli atti ingiusti sono delitti, e neppure i: tale lo emettere un decreto o seritenza iniqua (1). Diviene delittrioso l'atto od il decreto o perch ci si B fatto con certi modi clie in loro stessi costituiscono abuso punibile del potere pubblico, o perch si renduta venale la giustizia. In questi reati puramente sociali corre costante la regola aiizidetta della cessazione del conato per causa di eccesso. Ancorchb il reato sociale ( abriso di nutoritd, corruzione, o simili) non abbia raggiunto il fine clie si proponeva lo agente, il ilelitto sempre perfetto quando si fatto nl)uso ilel potere pu1)Llico o conclusa la vendita clell' atto di giustizia, o sitiiili: porcb la criminosith stando nella offcsa al diritto iiniversale il prima atto di esecuzione avendo gi olfeso quel diritto, offre la consumazione del rrialefizio. Col congregare la turba c muoverla ad esercitare violenza si giS consumata una aggressione alla pubblica tranquillitd; e il delitto soc.iale perfetto ancorch la petizione che si voleva appoggiare COD 13 violenza non sia stata esaridita; perclib la crimi110sitA non stava neli' ottenere responso favorevole ad una supplica ma nello usare violenza sul pubblico umciale per ottenere quel responso. In ogni esernpio consimilc questo certissinio. Sarebbe assurdo dire che vi Su tentativo di delitto in rapporto al fne non ottenuto quando il fine ( fosse pure cosa
ingiusta) non era in sh un dclilto. La dimestichc:zzs con la propria donna non 6 delitto; ma se si usi i11 p~b!~lico ecco il delitto sociale di oltraggio pubblico a1 pudore: e gli atti lubrici col solo principio di est3cuzione gik consumano la lesione del diritto universale aggreclito, e sorge subito il reato perfetto, hench quegli atti non abbiano condotto al fine voluto dagli agenti o siano stati interrotti. Sottrarsi alla tbrzn che ci vuol ridurre in carcere non delitto; 6 lo esercizio istintivo della naturale lil~erth:ma se cib si volle ottenere col resistere alla pul~blica tbc-zri, ecco il clclitto sociale e purainente sociale: cluin(li i primi atti [li reazione violenta danno il titolo (li i.csistenza consuni:ita, benchk il resistente non sia giunto ai1 csirricrsi.
('l)Guai s e ogni sentenza inicliia fosse un delitto nel SI"dicanie. La iy~ioranza c lo erSvorcsono la scusa irievi1;ihittncnic connessa alle violazior~i del diritto che si consiimano pt:r questa via. E quanliinilue lo illustre T o ni ni a s e o, ncl suo libro che ha per titolo il srrppli.zio di un Ittrlilc?to cc C~~'/ii,;iLbi;i dcnoiiiiiiaio siudici ni:ilf;itiori c~iielliciie zivevano ri~,il giudic;ito, qiiantunqiie il mal giudicare non fo.;s~ tlt?rivato da loro malizia, piire c~iicslafrase vuolc essere prcsa corno uti cleganle vezzo di lingua e non nel positivo senso giuridico. i3 per, da notarsi qucsto c:iso cotnct un'nltrn PCcezioiic all;i rcgnla con tropp;~generalilii insegiial;~ coriie ;i.;soluta che 1' crrore d i d i ~ i l l o L ( J ~ LS C L ~ S C Gi cli cjurst;i i.rb? ~. gola io ticcennai una liiiiit;izione nello errore c,idiilo sii1 rliritio civile. RIa iicl c:iso tli un giudice clic, ;i niodo (li ~a(>itipio, I ' C ~ ~ I I ~ I SU ILI': ~ c;IrcPr;~zior~c O S illcgitlirna procederitlo ;i ci pcr erronea inlerpret;czioiic [li iin iiriicolo di legge, lo errore cntlrcbbe sopra I:I 1 e . y ~ l~oittlc; c1il)ure cluantunrliir ~ si avcssc il ni;ilcrialc di un nrr*cslo rrr4ilruri0 iion s e rir
Tio~,. V.
applicherebbe la pena a quell: ufficiale, allesando la buona fede e In rnanciitizli di dolo. Cib vidi giudicato iri termini arialogbi dalla Corte di Genova nel caso di una perquisiaiune illrgiltirnd operala cl:i iin p~ibl,lico uficiale per iiiin equiiocnfn intelligenz;~ della legge.
: i V r t s o - Si aggredi come messo un diritto universale la cui lesione costituisce un reato di per si! stante. Si aggredi come fine un altro diverso diritto ( o universale o particolare) la cui lesione pxriniente costituisce un delitto di per si! stailte. Ecco la ipotesi nella quale l'anzidctta regola Ira hisogno ili dicliiarazionc. In quanto il reato sociale il principio di esecuzione consiiina In aggressione del dii-itto ui~ivcrsale,e presenta il reato giti, perfetto. Ma in rlunnto l' azione offciida col fine un diritto particolare non corre la parith. Si lin il dclitlo perfctto 11cl srio csserc di reato sociale ; ma in quanto ,111;~ Icsionc: dcl diritto particol:ire, elle isolata costituiso1)bt: un delitto di per sb stante, deve sempre 11ifibrenzinrsi In ronsriniazinne dal tentativo; non sotto la foriiiula (notisi licne) clic il delitto sociale sia iinperfetto, m a sotto la formula che il delitto sociala offra quantith riiiiiore pcrchSt rneno gravi ac furono gli lJ//klti dannosi. Pongasi una uioZc?tzcc 2ntUfilic11: (.iiiiii\ reato sociale essa b delitto pcrfiitto tostoclii. 111 tiirbn conliilossa escrcitii atti c.nliaci di produrre intiiiiiilaziotic: quel titolo assorbente; se vi nvvciiiiir rtil~crin,Icsionc ycrsoriale, od ancl-ic oinicidin iwri iiiiitii titolo per cii,. 1;: riI1 c / p [ l oljiic gr,acc cllc: :\riiirCiita la quantiti tic1 titolo di violenza pull,lica.
Si lm si?inrirE:una ~ i o l e n z ;r~rilil~liea ~ aggr:iirntn per Ic lesioiii liersontili, per la rul~eria,o per 1' omicidio: lila se la rut~eria, lesione pei'sonale o l'ori-iiridio In noil liirono in loro stessi consariiati, 1 violcnza t : liul~lilica( clie rimane in sC stessa perfetta) si aggrava meno per la .riti)zorc gtlu.cil 11~1 i~is~~ltnnlento, il iiuxlc 1 dri una iluantith minore. l? suriipre una :, violenza ~lubblicnperfetta; irin non aggravata dall' omiciclio o clalla iaul~eria,ecl aggravata soltanto ilal tcnlnto omicidio, o clnl tentato sacclicggio. Pori& ui13 S;~ljl~ricazioiie falsa irionctn: rlriando la di i)iIs~~ u-ioncta coniata, il clclitto sociale i perfetto . crJi/ie lalc ancorclio non sia seguito lo spcnilimento : lo s~~enlliiiiento succcssivo aggredirebl)e nnc~lic il dii*ilto particolare in quanto si lede il giure di p r o ~ ~ r i e tdello individuo ai quale si carpisce un t~ valore effettivo in caml~iodella falsa mn(:ta. La lesione di rluesto diritto particolare ove siti consuiiiata aggrava il reato giii lrcrfctto ilcl falso numrnario iila iion cloinina il titolo. In conseguenza lo nggra~aiilciito snr& riiaggiore se con lo spcnt1imr:rito eseguito sai.& stato leso il diritto partico1:irc nella l~l.olrii=fit pi1ivat;r : 10 ;1ggra17arnento s a r i minore sc In Icsione ~lr+l diritto liarticolare (tontato sl~cililiiilenlo) sarh riinasto un scmplicc conato. E cosi si dica (li altri casi consin~ili. tutto cib si viene n coiiclriDa clcre clic i' anzidcttn rcgola clcl C n r m i g n :i n i .. tln noi pionaiiicntc accettata non si dch\-~g i : ~infontlcrc iiel senso chc, ogui tizionc criiriiriosri nclln rlunlc si incontra un i'aatc, sociale ilegciicbri intoraiii~ntcin u n i.calo pcrLCtto tosto clic si corniririi') a l (!st?griire l'nggrcssiont-! tlcl diritto univcrsnlc. Se ricll'axi(~ilc vi i! pcrrnistn aiiclie l' aggressione di
- 100 diritti naturali il reato che 1: perfetto sotto il rapporto della lesione del diritto universale potrg benissimo essere semplicemente tentato sotto il rapporto del diritto particolare. Cos nello abuso di autorith in quando si consideri il delitto nella sua pura indole di reato sociale lo abuso gi consumato quando e h l ~ e un principio di esecuzione; e se potrj in lui riconoscersi un reato di per SO stante, questo reato si imputerh all' autore suo come pei-fetto e non come tentato. Ma quando l' abuso di autorit si dirigesse ad aggredire un altro diritto la cui lesione presentasse un distinto malefizio questo (se rimase imperfetto) non potr imputarsi che come delitto tentato, quantunque lo abuso di autorit si imputi come delitto consumato. In una parola non si puO amrilettere un conato punibile di abuso di autorita: nia lo abuso di autoritd pub essere 'un conato puiliL,ilc di altro reato naturale.
Ho procurato per quanto ho potuto di renderc chiare queste regole sottili ma esattissime. hli si perdoni questa non dird digrcssione ma illustrazione, perchb ho voluto nello incominciare la esposizione clci delitti sociali mettere in largo certe generalitA, sperando con questo di rendere pii1 lucido 1' argomento e di risparmiare nel seguito In ripetizione :td ogni reato speciale di questi priiicipii regolatori. So malgrado i miei sforzi riinane qrialclie punto oscuro spcro si chiarir5 nelle singole applicazioni.
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