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Timestamp: 2019-01-22 11:19:23+00:00
Document Index: 117417999

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 115', 'art. 125', 'art. 239']

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Il decreto dell’incendio del Reichstag
CLAUDIO ALBERTAZZI 28/02/2017 15/11/2016 no comment
Oggi è l’85° anniversario del decreto dell’incendio del Reichstag.
Dopo un solo giorno dall’incendio del Reichstag il governo nazista varò il cosiddetto Reichstagsbrandverordnung. Emanato dall’anziano (e ormai non più lucido) presidente Paul von Hindenburg sulla base dell’articolo 48 sottosezione 2 della Costituzione, che consentiva al Reichspräsident di prendere ogni misura appropriata per rimediare ai pericoli per la sicurezza pubblica, il decreto spianò la strada ad Adolf Hitler e diede il via alla Gleichschaltung, cioè alla sincronizzazione delle istituzioni e della società tedesche con lo spirito e le finalità del nazismo. Il decreto dell’incendio del Reichstag sospese gran parte dei diritti civili garantiti dalla costituzione del 1919 della Repubblica di Weimar e permise di eliminare dal Parlamento tedesco tutti i deputati aderenti al Partito Comunista, così che i nazisti potessero trovarsi in una situazione di netto vantaggio nella votazione per la Legge dei pieni poteri. Le successive elezioni del Reichstag, il 5 marzo 1933, portarono il 43,9% dei voti allo NSDAP, il partito nazista, e segnarono di fatto l’inizio della dittatura hitleriana.
Per ricordare l’infausto giorno che rappresenta il momento fondativo del regime nazista abbiamo scelto la prima serie del Terzo Reich dedicata alla seduta inaugurale del nuovo Reichstag. I tre francobolli, raffiguranti il volto di Federico il Grande dipinto da Adolph von Menzel, vennero emessi il 12 aprile 1933, quando ormai Hitler aveva ottenuto i pieni poteri sulle ceneri del vecchio Reichstag.
Decreto per la protezione del popolo e dello Stato¹
In base all’art. 48 comma 2 della Costituzione del Reich² vengono emanate le seguenti disposizioni per impedire atti di violenza comunisti diretti a mettere in pericolo lo Stato:
1. Gli articoli 114, 115, 117, 118, 123 e 153 della Costituzione del Reich tedesco vengono abrogati sino a nuovo ordine. Vengono consentite quindi restrizioni della libertà personale, del diritto di esprimere liberamente la propria opinione, inclusa la libertà di stampa, il diritto di riunione e di associazione, violazioni del segreto postale, epistolare, telegrafico e telefonico, mandati di perquisizione e di sequestro e limitazioni alla proprietà anche al di là dei limiti predisposti da altre leggi vigenti.
2. Se in un Land non verranno prese le misure necessarie al ristabilimento dell’ordine e della sicurezza pubbliche, il governo del Reich potrà assumere per un periodo transitorio le competenze delle massime autorità regionali.
3. Le autorità di governo dei Länder e dei comuni (rappresentanze comunali) sono tenute ad osservare nell’ambito delle loro competenze le disposizioni emesse dal governo del Reichin base all’art. 2.
4. Chi agisce in contrasto con le disposizioni emesse dalle autorità di governo dei Länder o da quelle a loro sottoposte per l’attuazione di questo decreto, o agisce in contrasto con le disposizioni emesse dal governo dei Reich di cui all’art. 2, chi incita o induce a far ciò verrà punito, qualora per la sua azione non fosse già prevista nelle leggi vigenti una pena maggiore, con la detenzione per un periodo non inferiore a un mese o con una pena in denaro da 150 a 15.000 marchi.
Chi con la sua azione, di cui al comma 1, mette in pericolo la vita umana, viene condannato alla prigione, in presenza di circostanze attenuanti con la detenzione per un periodo non inferiore ai sei mesi; se la sua azione provoca la morte di una persona, verrà condannato a morte; in presenza di circostanze attenuanti, verrà punito con il carcere per un periodo non inferiore ai due anni. In tal caso si potrà procedere anche alla confisca dei beni.
Chi incita o induce a commettere un’azione che metta in pericolo la comunità verrà punito con il carcere; in presenza di circostanze attenuanti, con un periodo di detenzione non inferiore ai tre mesi. 5. Verranno puniti con morte gli atti di delinquenza per i quali il codice penale prevede la condanna all’ergastolo in base agli articoli 81 (alto tradimento), 229 (avvelenamento), 307 (incendio doloso), 311 (attentato dinamitardo), 312 (allagamento doloso), 315 comma 2 (danneggiamento di ferrovie), 324 (inquinamento tale da costituire pericolo pubblico).
Verrà punito con la morte, oppure, qualora le vigenti leggi non prevedano una pena più grave, con l’ergastolo o con il carcere sino a 15 anni: a) chi tenta di uccidere il presidente del Reich o un membro o un commissario del governo del Reich o di un governo regionale; chi incita a compiere un simile delitto; chi si offre di compierlo; chi accetta una simile offerta; o chi concorda con un altro una uccisione del genere;
b) chi, nei casi previsti dall’art. 115 comma 2 del codice penale (rivolta grave) o dall’art. 125 comma 2 del codice penale (turbamento grave della pace nel paese) commettesse questi delitti armato o in collaborazione voluta e consapevole con persona armata;
c) chi commette sequestro di persona (art. 239 del codice penale) con l’intenzione di servirsi della persona sequestrata come ostaggio nella lotta politica.
6. Questo decreto entra in vigore il giorno della sua emissione.
¹)28 febbraio 1933. W. HOFER, Il nazionalsocialismo, cit., pp. 45-46.
Emanato in seguito all’incendio del Reichstag, il decreto rimase in vigore fino al 1945.
²) «Nel caso in cui nel Reich tedesco la sicurezza e l’ordine pubblico siano in qualche maniera minacciati o turbati, il Presidente del Reich può prendere le misure necessarie al ristabilimento della sicurezza e dell’ordine pubblici, impiegando all’occorrenza le forze armate. A tal fine egli può sospendere, del tutto o in parte, i diritti fondamentali».
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