Source: http://www.analisideirischinformatici.it/valore_legale_di_un_documento_informatico_come_email_sms_chat.php
Timestamp: 2017-10-17 14:46:59+00:00
Document Index: 26818259

Matched Legal Cases: ['art. 2712', 'art. 23', 'art. 2702', 'art.626', 'art. 266', 'art. 266']

Valore legale documento informatico : email, sms e chat ( whatsapp, telegram, facebook, hangouts, skype ... )
Rispetto al valore legale, il Codice prevede soluzioni differenti a seconda che al documento sia o meno apposta uno dei tipi di firma elettronica :
il valore probatorio dell’e-mail, in quanto documento privo di firma, sarebbe da rinvenirsi nell’art. 2712 c.c. (così come modificato ex art. 23-quater, CAD) alla stregua del quale le riproduzioni informatiche, «fanno piena prova dei fatti e delle cose rappresentate» solo se colui contro il quale sono prodotte non le contesta tempestivamente disconoscendone la conformità ai fatti o alle cose medesime. Dall’altro lato, invece, è stato sostenuto che l’e-mail è, a tutti gli effetti, un documento informatico sottoscritto con firma elettronica semplice, come tale liberamente valutabile dal giudice sia in ordine all’idoneità della medesima a soddisfare il requisito della forma scritta, sia per ciò che concerne il suo valore probatorio, ai sensi degli artt. 20, c. 1-bis e 21, c.1, D. Lgs. 82/2005. Tale impostazione si giustifica alla luce del fatto che lo user id e la password utilizzati per accedere alla casella di posta elettronica sono mezzi di identificazione informatica, come tali rientranti nella definizione di firma elettronica data dal legislatore. L’e-mail, inoltre, viene associata all’indirizzo di posta elettronica che identifica l’utente (attestando l’indirizzo di provenienza) e include degli headers, ossia delle informazioni contenute in un blocco di testo da cui si evince indirizzo del mittente, ora, data, oggetto e persino il tragitto effettuato dall’e-mail per giungere a destinazione. Pare potersi affermare, pertanto, che si sia in presenza di una vera e propria firma elettronica, dotata di tutti i requisiti previsti ex lege, poiché i dati elettronici utilizzati come metodo di identificazione informatica sono connessi ai dati che costituiscono il messaggio trasmesso. In quanto documento informatico dotato di firma “semplice”, quindi, il valore probatorio dell’e-mail è liberamente valutabile dal giudice, «tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità». Per tale motivo il legislatore ha previsto che solo i documenti sottoscritti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale abbiano l’efficacia di scrittura privata prevista dall’art. 2702 c.c. Per quanto concerne il messaggio di posta elettronica semplice, invece, deve ritenersi che sia demandato al giudice il compito di valutare nel caso concreto se l’e-mail prodotta in giudizio possa considerarsi attendibile, anche in relazione agli altri elementi probatori acquisiti.
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Anche gli short message o SMS sono considerati rilevanti ai fini probatori per dimostrare il configurarsi di un reato. In particolar modo, grazie alla modifica dell'art.626 sono legalmente inquadrati come corrispondenza, quindi con valore di forma scritta. Il nostro studio è in grado di recuperare SMS anche da cellulari rotti e non più accessibili. ​​
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3) Valore legale di una Chat
Conversazioni in chat su WhatsApp, Telegram, Facebook, Skype, MSN e altre chat rientrando nella dicitura di forma scritta, di cui è possibile certificare l'autenticità grazie a un account personale o numero telefonico intestato. Quindi anche le chat sono considerabili come probatorie. Esiste tuttavia una differenza fondamentale tra chat acquisite in tempo reale e quelle acquisite post invio.
Se il messaggio vocale viene “captato” in tempo reale, ossia nell'esatto momento in cui viene trasmesso al destinatario, si tratterà di una comunicazione, intendendosi con tale terminologia l'interazione tra due soggetti (mittente e destinatario), attraverso la trasmissione di dati digitali dal contenuto riservato tra due elaboratori fisicamente distanti ma collegati tra loro tramite una connessione internet. Diversamente, se il messaggio vocale viene “captato” successivamente, ossia nel momento in cui è già pervenuto al destinatario, ovvero nel momento in cui il medesimo attiva la connessione internet in precedenza disattivata, ricevendolo, si tratterà di un documento informatico archiviato nella memoria.
Nel primo caso, a fronte di un'interpretazione incentrata sulla natura del messaggio vocale come comunicazione, si pone il problema di chiarire quale strumento debba ritenersi concretamente applicabile per ricercare l'elemento di prova: l'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche (ex art. 266 c.p.p.) ovvero l'intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche (ex art. 266-bis c.p.p.).
Nel secondo caso il messaggio vocale è già pervenuto al destinatario pertanto, trattandosi di dati ormai giunti a destinazione che verranno archiviati nella memoria, non potranno più essere considerati oggetto di un flusso di comunicazione, ma documenti informatici. Grazie all'intervento della legge n. 48/08 (9), il documento informatico è equiparabile al documento “tradizionale”, inteso come rappresentativo di una determinata realtà. Infatti, i dati archiviati in memoria godono di un'elevata potenzialità rappresentativa – pari a quella di un qualsiasi documento cartaceo – che potrà rivelarsi solo attraverso specifiche operazioni di acquisizione, custodia, lettura, ed analisi dei dati
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