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Timestamp: 2017-12-14 10:03:58+00:00
Document Index: 11359740

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art- 417', 'art,33', 'art 700', 'art. 1218', 'art. 2043', 'art 66']

Lavoro - Dequalificazione delle mansioni - Comportamento lesivo della dignità professionale Disturbo ansioso-depressivo reattivo a situazione lavorativa | sentenza del giorno
Lavoro - Dequalificazione delle mansioni - Comportamento lesivo della dignità professionale Disturbo ansioso-depressivo reattivo a situazione lavorativa
Tribunale di Brindisi - Sentenza n. 561 del 10 Febbraio 2012
TRIBUNALE BRINDISI-SETTORE LAVORO
Il Giudice Unico del Tribunale di Brindisi, dott. Raffaella Brocca, quale Giudice del Lavoro,
nella controversia in primo grado iscritta al n 24802009 R.G. Lavoro
G. A., rappresentata e difesa dall'avv. Giacomo Greco
AGENZIA DEL TERRITORIO in persona del Direttore e legale rappresentante, rappresentata ai sensi dell'art- 417 bis cpc dai funzionari dott. Vittoria Bellusci e dott. Sergio Quieti co Direzione Regionale Bari
avente ad oggetto: risarcimento danno
Aggiungeva che in queste mansioni e sino al 2004 , aveva raggiunto un elevato grado di professionalità maturato sia con l'esperienza lavorativa, sia con la partecipazione a numerosi corsi di aggiornamento professionale alcuni relativi alla materia della organizzazione dell'ufficio, tanto che aveva sostituito il Direttore dell'Ufficio Provinciale nei casi di assenza o impedimento.
Aggiungeva che dal dicembre 2004, per gravi motivi di salute, la ricorrente non riprendeva servizio e chiedeva ed otteneva i benefici di cui all'art,33 della legge 10492.
Il Direttore ing. Mele precisava che all'attenzione del capo staff sarebbe stata sottoposta solo la corrispondenza che il direttore non avesse voluto riservare per sé .
Lamentava quindi di essere rimasta sempre all'oscuro di tutta l'attività del reparto di pertinenza , di non aver potuto verificare presenze e assenze, di non aver potuto pianificare le ferie del personale, di avere in dotazione un computer privo di accesso a internet e ai servizi informatici dell'ufficio, che era stata costretta a formalizzare richiesta di password e abilitazione del computer con lettera 25.07.2006, che aveva ottenuto solo l'accesso all'applicativo presenzeassenze senza possibilità di controllo in tempo reale, che in assenza del Dirigente la reggenza dell'ufficio era stata sistematicamente affidata a dipendente in posizione funzionale inferiore, che non era stata coinvolta nella attività di ufficio, che era stata ignorata in occasione dei riscontri contabili , che non gli è stato mai consegnato il tesserino identificativo, che vane erano rimaste le richieste di assegnazione di mansioni corrispondenti alla professionalità acquisita e che il demansionamento si era protratto sino al collocamento in pensione avvenuto il 30 aprile 2009 ..
Lamentava di aver contratto a seguito del demansionamento, un disturbo depressivo cronico grave che l 'ha resa invalida al 10% con conseguenti e connesse sofferenze psicofisiche che hanno fortemente alterato le abitudini e le scelte di vita: non ha più guidato l'auto, non ha coltivato più le vecchie amicizie, parla solo di problemi di lavoro, rifiutando ogni altro tipo di dialogo.
Richiamava la motivazione del provvedimento di rigetto del ricorso cautelare ed evidenziava che la ricostruzione delle circostanze riportate nel ricorso era fuorviante perché non teneva conto della specificità della situazione esistente presso l'Ufficio d Provinciale di Brindisi a seguito della soppressione degli Uffici del Territorio e richiamava il contenuto del doc all 5 .
Nello stesso ricorso si legge ( lett v par8) che la ricorrente riprende servizio nel 2006 e viene collocata in pensione il 30.04.2009.
Invero va accolta la tesi di parte resistente secondo cui, soprattutto in fase di riorganizzazione generale di un servizio e di soppressione di precedenti uffici, l'impiegato non può rivendicare un diritto soggettivo ad un incarico piuttosto che ad un altro ma solo pretendere il rispetto della professionalità acquisita che , non avendo ancora preso funzioni in concreto, il giudice può valutare solo con riferimento al confronto della equivalenza delle mansioni descritte e della correttezza e lealtà delle relazioni lavorative in cui la trasformazione organizzativa è avvenuta.
Sotto questo profilo va richiamato il contenuto della disposizione organizzativa n 34 del 15 09 2004 della direzione centrale di Roma della Agenzia del territorio ( all 1 fase resistente) avente ad oggetto struttura organizzativa di primo riporto. degli uffici provinciali e degli uffici del capoluogo di Direzioni Regionali con funzioni operative ; individuazione delle posizioni dirigenziali.
Si tratta di atto di macro organizzazione in cui l'ufficio di Brindisi viene inserito nello schema organizzativo tipo D che prevede un unico direttore dell'ufficio da cui dipende un reparto di staff e un delegato assistenza all'utenza (URP) e altri tre reparti : reparto servizio all'utenza, reparto gestione banche dati, reparto servizi tecnici. Come illustrato nella memoria di costituzione, pag 6 e seguenti e non contestato e confermato anche in sede di interrogatorio , il nuovo organigramma , con riferimento alla sede di Brindisi, non ha portato la mera sovrapposizione dei vecchi reparti ai nuovi, perché le vecchie strutture erano organismi completamente diversi rispetto ai nuovi così che il nuovo reparto servizi utenza ( cui la ricorrente aspira) non è l'equivalente del reparto II ad essa già assegnato.
Mentre il vecchio reparto II si occupava di pubblicità e conservazione immobiliare : servizi di ratificazione ipotecarie, accettazioni formalità, istruttoria e rappresentanza dinanzi alle CT in materia di imposte ipotecarie, il nuovo reparto servizi utenza ha assorbito sia il vecchio reparto II sia la ex sezione prima del ex reparto III che si occupava di servizi di certificazione catastali a terminale, certificazioni catastali, aggiornamento Pregeo, aggiornamento DOCFA e consegna atti.
Sul punto, valutando la declaratoria dell'incarico si osserva, confermando sul punto le valutazioni già operate dal gdl di Brindisi in occasione della decisione su ricorso ex art 700 cpc, che si tratta di incarico non dirigenziale ( come già lo era il precedente e come tanto più doveva essere in presenza di una sola figura di dirigente provinciale) equipollente che corrisponde alle professionalità acquisite nella organizzazione interna e nei rapporti con l'utenza durante la reggenza della Consevatoria dei RRII di Brindisi.
La stessa ricorrente documenta di avere partecipato nel 1989 a corso di specializzazione proprio sulla organizzazione del lavoro d'ufficio e la gestione del personale ( all 5 ) e l'incarico attribuitogli prevedeva " organizzazione e gestione delle risorse umane, gestione rapporti con le OOSS, gestione dei rapporti con la Direzione Regionale e con altri uffici provinciali, Pianificazione e Controllo Attività (come risulta dalla nota del 27.10.2004 allegata al n 22 dalla stessa ricorrente).
Concludendo quindi è provato che vi è stata profonda riorganizzazione dell'ufficio provinciale di Brindisi, che la ricorrente non vantava prelazioni su un reparto piuttosto che sull'alto e che il reparto di staff era equipollente agli altri risultanti dalla riorganizzazione e corrispondeva alla professionalità acquisita anche con riferimento ai corsi di aggiornamento seguiti.
Pertanto nessuna dequalificazione eo demansionamento è configurabile sino a quando la ricorrente non ha preso servizio e cioè sino al 2006.
Anzi risulta dalla stessa documentazione prodotta dalla parte resistente che sul programma ferie estive 2006 il Direttore invitava il personale a riconsiderare le domande presentate adeguandole alle esigenze di servizio al fine di non ottenere il rigetto da parte del responsabile del reparto eo della direzione (all.28) che la richiesta di rilascio delle chiavi di accesso al sistema informatico è stata inoltrata il 12 luglio 2006 dal direttore al gestore del sistema su sollecitazione della ricorrente (all 29,30,31) .
Se vero quindi che la ricorrente nel giugnoluglio 2006 non aveva l’ abilitazione al servizio informatico e alla organizzazione delle ferie è vero anche che ella è rientrata in servizio nel 2006 e che quando ha inoltrato le richieste, le stesse sono state evase.
Scarsa rilevanza ai fini del convincimento del giudice sulla dequalificazione ha anche la ricorrente ; trattavasi infatti di collega individuato nell'ambito della stessa fascia area terza seppure in posizione economica inferiore rispetto alla sig. G.
Ciò detto con riferimento all'anno 2006 , vanno esaminate le risultanze della prova espletata anche con riferimento al periodo successivo.
Durante l'interrogatorio formale, il nuovo ( dal 2008 ) Dirigente dell'Agenzia ha confermato che" Il Capo Reparto si limita a raccogliere le richieste di ferie che possono essere autorizzate dal Direttore che all'epoca era l'Ing. Mele".
L'interrogatorio formale ha altresì confermato che la ricorrente non ha avuto la possibilità di controllare in tempo reale le presenze degli addetti al reparto ( "il dato complessivo delle presenze non è visionabile in tempo reale al momento della timbratura del badge, ma solo una volta al giorno o a volte di più, attraverso lo scarico su un computer dedicato" ).
Emerge effettivamente una notevole differenza tra le funzioni del Capo Reparto Staff individuate dal Direttore Regionale ( doc. 22 ): "Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, Gestione dei rapporti con le OO.SS, Gestione dei rapporti con la Direzione Regionale e con gli altri Uffici Provinciali, Pianificazione e Controllo Attività", e la descrizione delle mansioni effettivamente assegnate alla ricorrente, fatta dal dottor Carbonara ( " firmava le richieste per le visite fiscali, verificava la documentazione del reparto, firmava note di competenza del Reparto stesso" ).
Detta descrizione non contiene alcun riferimento alla programmazione delle ferie, e non fa che confermare la deposizione del teste B. e del coniuge della ricorrente ( " Secondo la documentazione da me acquisita e quella fornitami da mia moglie non le era consentito svolgere alcuna attività relativa all'incarico di Capo Reparto Staff tra cui neppure la programmazione delle ferie dei dipendenti dell'ufficio i quali, al riguardo, hanno riferito che le ferie venivano concordate e programmate direttamente dall'Ing. Mele con il quale avevano già preso accordi").
Vi è quindi la prova che anche dopo il suo rientro in servizio ( e anche considerando che pure in questo periodo la ricorrente non era sempre presente per ferie, malattia, permessi, ) le mansioni affidatele in concreto non corrispondevano a quelle della declaratoria di cui alla nota del 28.02.2006 e si esaurivano in ruolo di quasi totale inattività senza concreta possibilità di esercitare controllo sul personale e sull'organizzazione delle presenze e delle ferie.
La ricorrente ha assolto anche all'onere a suo carico di allegare e provare lo stato di dequalificazione .
Tuttavia a questo punto va rimarcato che il presente giudizio ha per oggetto il danno non patrimoniale sia nella sua componente del danno biologico e morale sia nella sua componente del danno cd esistenziale :" alterazioni delle abitudini e delle scelte di vita" ( v pag 8 del ricorso).
Quanto al danno biologico ( e al danno morale ad esso collegato) ,si osserva che dalla documentazione prodotta, proveniente da struttura pubblica (Dipartimento Salute Mentale SO: di Ceglie Messapica) emerge una diagnosi di disturbo ansioso depressivo reattivo a situazione lavorativa.
Tuttavia la patologia psichiatrica per la quale si chiede il riconoscimento del danno biologico, non risulta essere stata mai portata a conoscenza del datore di lavoro prima della nota 13.12.2008 precedente di poco alla richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione del 15.01.2009 ( all.40 fase .ricorrente),mentre dalla stessa documentazione allegata dal ricorrente emergono provvedimenti datori ali in cui è stata considerata l'altra grave patologia sofferta che ha portato al riconoscimento dei benefici di cui alla legge 10492.
Va fermamente sostenuto che, qualora la responsabilità fatta valere sia quella contrattuale, dalla natura dell'illecito (consistente nel lamentato inadempimento dell'obbligo di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità psico - fisica del lavoratore ) non deriva affatto che si versi in fattispecie di responsabilità oggettiva (fondata sul mero riscontro del danno biologico quale evento legato con nesso di causalità all'espletamento della prestazione lavorativa), ma occorre pur sempre l'elemento della colpa ossia la violazione di una disposizione di legge o di un contratto o di una regola di esperienza.
La necessità della colpa - che accomuna la responsabilità contrattuale a quella aquiliana - va poi coordinata con il particolare regime probatorio della responsabilità contrattuale che è quello previsto dall'art. 1218 c.c., (diverso da quello di cui all'art. 2043 c.c.), cosicchè grava sul datore di lavoro l'onere di provare di aver ottemperato all'obbligo di protezione, mentre il lavoratore deve provare sia la lesione all'integrità psico ¬fisica, sia il nesso di causalità tra tale evento dannoso e l'espletamento della prestazione lavorativa." (Cass. civ., 24 febbraio 2006, n. 4184; nello stesso senso, 5 marzo 2002, n. 3162; 7 novembre 2000, n. 14469; 5 febbraio 2000, n. 1307).
E' necessario, inoltre, "che siano ravvisabili, nella condotta del datore di lavoro, profili di colpa cui far risalire il danno all'integrità fisica patito dal dipendente", e, di conseguenza, "quando l'espletamento delle mansioni proprie della qualifica di appartenenza sia incompatibile con lo stato di salute del lavoratore e comporti l'aggravamento di una preesistente malattia, non può ritenersi responsabile il datore di lavoro per non aver adottato le misure idonee a tutelare l'integrità fisica del dipendente, ove non risulti che egli era a conoscenza dello stato di salute di quest'ultimo e dell'incompatibilità di tale stato con le mansioni affidategli." (Cass. civ, 22 aprile 1997, n. 3455,; 07 Cassazione civile sez. lav. Data: 07 novembre 2007 Numero: n.23162)"
Nel caso in esame mentre risulta provato che la ricorrente anche tramite l'OS avesse lamentato la dequalificazione, non risulta che avesse mai segnalato la malattia del disturbo ansioso depressivo lavoro -correlato a far data dall'accertamento della malattia che si attesta appunto all'aprile 2006 .
Né l'accertamento medico legale è passaggio necessario per la quantificazione del danno di cui sopra perché, invece, lo stesso può essere liquidato con parametri equitativi diversi che prescindano da un accertamento medico legale ( a differenza appunto dal danno biologico) e può essere provato facendo ricorso alle presunzioni ( a differenza del danno biologico ).
" Non coltivava più amicizie d'alcun genere, era taciturna e non comunicava nemmeno con i familiari" .
Certamente la ricorrente pativa lo stress psicologico dovuto anche alla presenza della malattia neoplastica e tuttavia questa non si pone come causa esclusiva del disagio lavorativo anzi , come riferito dal marito, lo stato di malattia doveva trovare un giusto sfogo nella possibilità di realizzazione sul lavoro e quindi la patologia finiva per ampliare gli effetti di sofferenza, senso di inadeguatezza, mortificazione, connessi alla patita dequalificazione.
Ciò detto, nel caso in esame, considerato che la domanda va accolta solo per il periodo successivo al rientro in servizio del 2006 e che la ricorrente è andata in pensione il 30.04.2009, considerato che la ricorrente era inquadrata in terza area F5 , considerato che con decorrenza dal 11/10/2004 ha chiesto in ricorso euro 15.000,00 a titolo di danno alla alterazione delle abitudini e delle scelte di vita, appare equa la somma di euro 9.000,00 avuto riguardo allivello retributivo e alla anzianità di servizio e al minor periodo ritenuto.
La decorrenza va posta alla data della messa in mora effettuata il 21.01.2009 ( v cartolina di ricezione AR all 40 fase ricorrente) con la richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione ex art 66 D.LVO n 165 del 30.3.2001.
Le spese si compensano per l'accoglimento parziale del ricorso .
2. spese compensate
Brindisi 10.02.2012
Settimana 3107
Mese 11037
Totale 1704930