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Timestamp: 2020-04-01 01:44:09+00:00
Document Index: 57352538

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 19', 'art. 26', 'art. 40', 'art. 44', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 31', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 18']

30 marzo 2020 da Teleconsul Editore S.p.A.
Le prime indicazioni operative Inps in relazione all’assegno ordinario per causale “COVID-19 nazionale”, erogato dai Fondi di solidarietà bilaterali contrattuali, dai Fondi alternativi e da quelli territoriali intersettoriali del Trentino e di Bolzano-Alto Adige (circolare n. 47 del 28 marzo 2020).
Con particolare riguardo ai Fondi di solidarietà contrattuali (art. 26 del D.Lgs n. 148/2015), ciascuna domanda di accesso all’assegno ordinario, per la causale “COVID-19 nazionale”, può essere accolta nei limiti dei tetti aziendali previsti dai regolamenti dei rispettivi Fondi. I datori di lavoro iscritti a detti Fondi, non aventi la disponibilità finanziaria (tetto aziendale) ovvero aventi una disponibilità parziale per l’accesso alla prestazione di assegno ordinario, in assenza di altri motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, possono comunque accedere alla suddetta prestazione, nei limiti delle risorse finanziarie stabilite, pari a 1.347,2 milioni di euro per l’anno 2020 (art. 19, co. 9, D.L. n. 18/2020).
Nei casi in cui l’accesso alla prestazione di assegno ordinario sia subordinato al preventivo espletamento delle procedure sindacali con obbligo di accordo aziendale, ai fini dell’accoglimento dell’istanza, è ritenuto valido anche un accordo stipulato in data successiva alla domanda, che l’azienda deve comunque comunicare all’Inps in assenza di una espressa deroga legislativa che dispensi in tal senso i datori di lavoro. In mancanza di tale adempimento, la prestazione non può essere autorizzata.
Anche per detti Fondi contrattuali, tenuto conto del carattere eccezionale della nuova causale, l’iter istruttorio delle domande è semplificato rispetto a quello ordinario, in quanto la valutazione in ordine alla integrabilità della causale “COVID-19 nazionale” non implica alcuna verifica sulla sussistenza dei requisiti della transitorietà e della non imputabilità dell’evento. Pertanto, i datori di lavoro non sono obbligati ad allegare, a corredo della domanda, la scheda causale o ogni altra documentazione probatoria.
In merito alle modalità di pagamento della prestazione, sussiste la possibilità per l’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, ovvero di richiedere il pagamento diretto da parte dell’Inps, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa, in conseguenza della particolare situazione di emergenza.
Con riferimento ai settori per cui sono stati pubblicati i decreti istitutivi dei Fondi (art. 26, D.Lgs. n. 148/2015) ma per i quali non sono ancora stati costituiti i comitati amministratori (D.M. 9 agosto 2019, n. 103594, per il Fondo di solidarietà bilaterale per il personale del settore dei servizi ambientali, e D.M. 27 dicembre 2019, n. 104125, per il Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali), per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni ordinarie e integrative, tali prestazioni non possono essere erogate, considerata la mancanz dell’organo deputato a deliberare in ordine alla concessione degli interventi e dei trattamenti. Di conseguenza, i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti, possono continuare ad accedere all’assegno ordinario garantito dal FIS, con la causale “COVID-19 nazionale”; diversamente i datori di lavoro che occupano meno di 5 dipendenti possono accedere alla cassa integrazione in deroga.
In riferimento al Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato, che non prevede limiti dimensionali, l’unico requisito rilevante ai fini dell’accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19” è l’ambito di applicazione soggettivo del datore di lavoro, con codice di autorizzazione “7B”. Non rileva se l’azienda sia in regola con il versamento della contribuzione al Fondo.
La domanda di accesso alle prestazioni per il FSBA, ma anche per l’altro Fondo di solidarietà bilaterale alternativo dei lavoratori somministrati, non deve essere presentata all’INPS, ma direttamente presso i rispettivi Fondi. Anche per queste categorie di aziende dell’artigianato e dei lavoratori somministrati è possibile ricorrere esclusivamente all’ammortizzatore ordinario del settore e non alla Cassa integrazione in deroga.
Infine, anche ai Fondi di solidarietà bilaterali del Trentino e di Bolzano-Alto Adige (art. 40, D.Lgs. n. 148/2015), si applicano, ai fini della concessione dell’assegno ordinario, le disposizioni semplificative già previste ai fini dell’erogazione della cigo e dell’assegno ordinario a carico del FIS. Per quanto concerne il Fondo del Trentino, in particolare, non è richiesto il requisito dei 30 giorni di anzianità lavorativa presso l’unità produttiva.
Per l’assegno ordinario garantito dai predetti due predetti fondi territoriali intersettoriali, gli oneri sono posti a carico delle rispettive gestioni senza finanziamento statale specifico.
A partire dal 1° aprile 2020 – secondo quanto previsto dal decreto interministeriale 28 marzo 2020 – i lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria potranno presentare le domande per l’ottenimento dell’indennità di 600 euro (riconosciuta dal DL Cura Italia) agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti che ne verificano la regolarità ai fini dell’attribuzione del beneficio, provvedendo ad erogarlo all’interessato.
Ai sensi dell’art. 44, comma 1, del decreto-legge n. 18 del 2020, al fine di garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro è istituito, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo denominato “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento ai medesimi soggetti di cui al presente comma, di una indennità, nel limite di spesa 300 milioni di euro per l’anno 2020.
La quota del suddetto Fondo destinato al sostegno del reddito dei lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103, è individuata in 200 milioni di euro per l’anno 2020.
Il sostegno al reddito, costituito da un’indennità per il mese di marzo pari a euro 600, è riconosciuto ai seguenti soggetti:
a) ai lavoratori che abbiamo percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione, non superiore a 35.000 euro la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;
b) ai lavoratori che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione, compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro e abbiano cessato o ridotto o sospeso, ai sensi dell’articolo 2, la loro attività autonoma o libero-professionale in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Per cessazione dell’attività si intende la chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020. Per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. A tal fine il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività.
L’indennità non concorre alla formazione del reddito e non è cumulabile con i benefici di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 96 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 nonché con il reddito di cittadinanza.
Le domande per l’ottenimento dell’indennità sono presentate da professionisti e lavoratori autonomi dal 1° aprile 2020 agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti che ne verificano la regolarità ai fini dell’attribuzione del beneficio, provvedendo ad erogarlo all’interessato.
– di essere lavoratore autonomo/libero professionista, non titolare di pensione;
– di non essere già percettore delle indennità previste dagli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, né del reddito di cittadinanza;
– di aver percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito non superiore agli importi indicati;
– di aver chiuso la partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020 ovvero di aver subito una riduzione di almeno il 33 per cento del reddito relativo al primo trimestre 2020 rispetto al reddito del primo trimestre 2019, ovvero per i titolari di redditi inferiori a 35.000 euro, di aver subito nella propria attività limitazioni a seguito dei provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
All’istanza deve allegarsi copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale nonché le coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.
Gli enti di previdenza obbligatoria procedono per gli iscritti alla verifica dei requisiti e provvedono, alla erogazione dell’indennità in ragione dell’ordine cronologico delle domande presentate e accolte. Trasmettono l’elenco dei soggetti ai quali è stata corrisposta l’indennità all’Agenzia delle entrate e all’INPS per ricevere le informazioni necessarie ad effettuare i controlli secondo modalità e termini da definire con accordi di cooperazione tra le parti.
Il decreto sarà pubblicato nella sezione “Pubblicità legale” del sito del Ministero del lavoro.
Firmato il 27/3/2020, tra ENEL ITALIA in nome e per conto di tutte le società del Gruppo e FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL, l’accordo per gestire l’emergenza determinata dalla diffusione del Covid-19
Nel pieno rispetto della normativa fin qui emanata ai diversi livelli, per fronteggiare l’emergenza determinata dalla diffusione del Covid-19, le Parti sono pienamente consapevoli della delicatezza e drammaticità della fase che si sta vivendo e ritengono necessario dare un segnale di forte coesione tra i lavoratori e l’Azienda. A tal fine individuano nuove misure contrattuali straordinarie per rendere sostenibile l’attuale organizzazione emergenziale del lavoro, con strumenti che si fondano su sistemi di flessibilità con recupero dell’orario e anche attraverso un modello solidale con il coinvolgimento attivo di ciascun lavoratore e dell’Azienda.
1. A partire dal 27 marzo 2020, ai lavoratori le cui attività non possono essere remotizzate e a cui viene chiesto di rimanere disponibili presso la propria abitazione sono riconosciuti permessi retribuiti a recupero (pari a 38 ore settimanali per una intera settimana di disponibilità presso il domicilio).
2. Tali permessi vengono recuperati con le prestazioni di ore di lavoro di cui all’art. 28 comma 2 e comma 3, CCNL che saranno successivamente effettuate. Per tali prestazioni verranno comunque mensilmente corrisposte ai dipendenti interessati le maggiorazioni di cui all’art. 28 CCNL.
3. Analoga possibilità potrà essere all’occorrenza utilizzata da parte di personale che svolge attività remotizzabili qualora si vengano a determinare analoghi presupposti. Tale strumento sarà utilizzato in via del tutto eccezionale da personale turnista, in caso di sospensione delle attività e indisponibilità di altri possibili giustificativi (es. RO, ecc.) già predisposti per rispondere alla predetta finalità di recupero (3 SUN, drilling geotermia).
4. In relazione a quanto sopra, al fine di supportare l’astensione dal lavoro senza perdita di retribuzione, è introdotto, come ulteriore supporto, uno strumento solidaristico volontario, in forza del quale, fermo restando quanto previsto dal D.Lgs. n. 66/2003, ciascun lavoratore avrà la possibilità di contribuire, mediante la rideterminazione in riduzione di uno o più giorni di ferie e FA (ex art. 27, lettera l, CCNL) della sua spettanza annuale per consentire al personale interessato di fruire di corrispondenti giornate aggiuntive di permesso retribuito a copertura dell’assenza (cod. “allontanamento retribuito del servizio cause varie”).
5. L’Azienda riconoscerà comunque un numero di giornate di permessi pari al numero dei dipendenti in Italia al 31/3/2020.
6. A tal fine viene previsto che entro il mese di maggio, il singolo dipendente potrà esprimere la volontà in ottica solidaristica di rideterminare in riduzione di uno o più giorni la propria spettanza annuale ferie e/o FA. I dipendenti che intendono contribuire all’iniziativa dovranno manifestare la loro volontà con apposite modalità che saranno rese note dall’Azienda.
7. Nel mese di giugno verrà conteggiato il numero di giornate rivenienti dall’iniziativa di solidarietà alle quali verranno aggiunti da parte dell’Azienda, ai sensi del precedente comma 5, un numero di giornate di permessi pari al numero dei dipendenti in Italia al 31 marzo 2020. Sarà oggetto di esame con le Organizzazioni sindacali l’esito dell’iniziativa solidale e la situazione in atto anche ai fini delle conseguenti determinazioni.
8. Il numero complessivo delle giornate di cui ai commi 5 e 6 verrà ripartito tra tutti i dipendenti interessati, al fine di contribuire alla compensazione dei permessi retribuiti a recupero. La ripartizione avverrà distribuendo proporzionalmente il monte ore dei permessi fino ad esaurimento su tutta la platea del personale di cui sopra. Tali permessi abbatteranno il recupero delle ore di lavoro non prestate. Le modalità applicative di tale ripartizione del monte ore saranno definite in sede di esame di cui al precedente comma.
9. In questo periodo emergenziale, l’Azienda intende intensificare in uno spirito di collaborazione lo svolgimento dell’attività formativa e si impegna ad erogare al personale interessato almeno 3 giorni di formazione.
10. Tenuto conto dello spirito solidaristico del presente verbale e anche in relazione allo sforzo e alla generosità richiesta a tutti dipendenti Enel a favore dei loro colleghi, eventuali residui ferie e FA 2019 potranno essere fruite da parte di tutti i lavoratori fino al 30/6/2020 in deroga al termine previsto all’art. 31, comma 5, CCNL (che parla del 30 aprile).
Le imprese del settore agricolo, nel caso di sospensione dell’attività lavorativa dovuta all’emergenza epidemiologica Covid-19, possono presentare istanza per la concessione del trattamento di CISOA, ordinariamente erogata per intemperie stagionali o per altre cause non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori, ovvero della cassa integrazione in deroga laddove l’azienda abbia già fatto ricorso alla CISOA, per altre causali, per il numero massimo annuale di giornate fruibili (Inps, circolare n. 47 del 28 marzo 2020
Per quanto riguarda il settore agricolo, essendo stata confermata la speciale normativa del settore, preesistente alla riforma di cui al D.Lgs. n. 148/2015, è possibile la concessione del trattamento di CISOA, ordinariamente erogata per intemperie stagionali o per altre cause non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori; in tale ultima previsione, rientra a pieno titolo la sospensione dell’attività lavorativa dovuta all’emergenza epidemiologica Covid-19 (art. 8, L. n. 457/1972). Per motivare le richieste dovute alla situazione emergenziale, è istituita la causale denominata “COVID-19 CISOA”. Qualora l’azienda abbia già fatto ricorso, per altre causali, al numero massimo annuale di giornate fruibili, è possibile chiedere la tutela della cassa integrazione in deroga, secondo gli accordi assunti e gli stanziamenti disponibili a livello regionale o di provincia autonoma.
Nello specifico, rientrano nel campo di applicazione CISOA:
– le aziende esercenti attività, anche in forma associata, di natura agricola e cioè che esercitano un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento degli animali e attività connesse, ovvero quelle dirette alla trasformazione e all’alienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nel normale esercizio dell’agricoltura;
– le amministrazioni pubbliche che gestiscono aziende agricole o eseguono lavori di forestazione, limitatamente al personale operaio con contratto di diritto privato;
– le imprese appaltatrici o concessionarie di lavori di forestazione;
– i consorzi di irrigazione e di miglioramento fondiario, nonché i consorzi di bonifica, di sistemazione montana e di rimboschimento relativamente alle attività di manutenzione degli impianti irrigui, di scolo e somministrazione delle acque ad uso irriguo o per lavori di forestazione;
– le imprese che provvedono alla cura e protezione della fauna selvatica e all’esercizio controllato della caccia (guardiacaccia e guardiapesca);
– le imprese che provvedono alla raccolta dei prodotti agricoli limitatamente al personale addetto;
– le imprese che svolgono attività di acquacoltura, quando i redditi che ne derivano sono prevalenti rispetto a quelli di altre attività economiche non agricole svolte dallo stesso soggetto (L. 5 febbraio 1992, n. 102).
Sono, invece, escluse le cooperative agricole e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano i prodotti agricoli e zootecnici ricavati dall’attività propria o dei soci, di coltivazione, silvicoltura o allevamento degli animali, in quanto i dipendenti a tempo indeterminato fruiscono delle integrazioni salariali dell’industria.
– i lavoratori agricoli assunti con contratto a tempo indeterminato (quadri, impiegati e operai), nonché gli apprendisti, che abbiano effettuato almeno 181 giornate lavorative presso la stessa azienda;
– i soci di cooperative agricole che prestano attività retribuita come dipendenti e quindi inseriti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, con previsione dell’instaurazione con la cooperativa di un rapporto di lavoro con previsione di almeno 181 giornate lavorative annue retribuite.
La domanda di integrazione salariale con causale “COVID-19 CISOA” deve essere inoltrata all’Inps entro il quarto mese successivo all’inizio della sospensione dell’attività lavorativa. Acquisita la domanda, la Struttura Inps deve verificare che non sia stato superato dal lavoratore beneficiario il limite di 90 giornate di fruizione della CISOA nell’anno. La concessione della prestazione è di competenza della Commissione provinciale (art. 14, L. 8 agosto 1972, n. 457). Tenuto conto della peculiare situazione di emergenza in atto, che non consente le convocazioni, il Direttore di Sede trasmette in via telematica le domande compiutamente istruite a ciascuno dei componenti della Commissione provinciale, i quali possono formulare il proprio parere comunicandolo al Direttore stesso tramite posta elettronica, entro il termine perentorio di 20 giorni. Nel caso di decorso del termine di 20 giorni senza pronunciamento, il parere si intende favorevolmente reso.
Al contrario dei trattamenti concessi per intemperie stagionali nel settore agricolo, alle prestazioni di CISOA erogate con causale “COVID-19 CISOA” si applica il limite del massimale (art. 3, co. 5, e art. 18, co. 2, del D.lgs n. 148/2015).
In merito alle modalità di pagamento della prestazione, è sussistente per l’azienda la possibilità di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, ovvero di richiedere il pagamento diretto da parte dell’Inps, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.
Covid-19: CCNL Gas-Acqua – Firmato Avviso Comune
Sottoscritto il 27/3/2020, tra Utilitalia, Anigas, Anfida, Assogas , Igas e Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec, in qualità di Parti stipulanti il CCNL 7/11/2019, l’avviso comune per la gestione dell’emergenza Covid-19 e per l’adozione di misure preventive anti-contagio
Le parti firmatarie del presente accordo, si sono incontrate per assumere orientamenti comuni sulle misure da adottare negli ambienti di lavoro, al fine di garantire la continuità dei servizi pubblici gestiti ed al contempo tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori che espletano le attività necessarie a garantire servizi di elevato valore sociale e sanitario nell’ambito dello scenario epidemiologico causato dal COVID-19.
Pertanto, preso atto delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità che ha qualificato l’epidemia da COVID -19 una pandemia e le ordinanze adottate in proposito dal Ministro per la Salute e di tutte le disposizioni normative emanate fino ad oggi, le Parti concordano quanto segue:
Le Parti si impegnano ad istituire un Comitato Nazionale con il compito di esaminare ed affrontare le tematiche relative alla gestione dell’emergenza epidemiologica, al fine di contribuire alla definizione nelle aziende dei piani di minimizzazione del rischio nella continuità del servizio, in particolare con riferimento alle imprese di dimensioni medio-piccole.
Le Parti stipulanti il CCNL per il settore Gas-Acqua, in conformità alle indicazioni fornite con il Protocollo condiviso sottoscritto in data 14 marzo 2020 tra Governo e Parti sociali ed ai DPCM dell’11 marzo 2020 e del 22 marzo 2020, concordano una serie di misure per assicurare la sicurezza richiesta, in particolare:
– Privilegiare le modalità di lavoro agile per tutte le categorie di lavoratori la cui attività lavorativa possa essere svolta attraverso tale modalità;
– Attivare l’utilizzo delle ferie e dei permessi spettanti alla fine del mese di febbraio 2020 nonché degli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, anche aziendale, per tutto il personale la cui prestazione non sia necessaria, al fine di consentire ai lavoratori l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione, anche a rotazione.
Come preannunciato nella circolare esplicativa, l’Inps rende noto – con messaggio n. 1416/2020 – il rilascio delle procedure di compilazione e invio on line delle domande relative ai congedi per emergenza COVID-19 in favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori iscritti alla Gestione separata e dei lavoratori autonomi.
I genitori appartenenti alle tipologie di lavoratori che erano in attesa delle implementazioni procedurali per presentare domanda di congedo COVID-19 adesso potranno provvedervi mediante le procedure aggiornate, anche per periodi precedenti la data di presentazione della domanda on line, purché non anteriori alla data del 5 marzo 2020.
I lavoratori dipendenti che abbiano già presentato precedente domanda di congedo parentale ordinario e stiano usufruendo del relativo beneficio, non dovranno presentare una nuova domanda.