Source: https://it.scribd.com/document/30462433/Highlights-T-P-2008
Timestamp: 2020-01-24 11:48:40+00:00
Document Index: 52554980

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art.1', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 117', 'art. 6', 'art. 117', 'art. 5', 'art. 31', 'art. 139', 'art. 1342', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1751', 'art. 1751', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 144', 'sentenza ', 'art. 141', 'art. 2043', 'art. 18', 'art. 149', 'art. 2054', 'art. 149', 'sentenza ', 'art. 185', 'art. 2087', 'art. 2087']

Highlights Trifirò & Partners 2008
SalvaSalva Highlights T&amp;amp;P 2008 per dopo
:: Editoriale Pag. 3
:: News 2008 Pag. 4
:: La Nostra Giurisprudenza Pag. 11
:: Rassegna Stampa Pag. 18
:: Pubblicazioni Pag. 21
:: Eventi Pag. 23
:: Studio T&P Pag. 29
:: Contatti Pag. 32
Milano Roma Genova
Auguriamo a tutti una buona ripresa con i nostri Highlights 2008. Nel mese di dicembre non avete ricevuto la nostra newsletter perché, come lo scorso anno, abbiamo pensato di chiudere l’anno con gli Highlights 2008 che vi giungono ora come augurio per il nuovo anno. L’anno scorso abbiamo presentato il nostro Studio, vi abbiamo raccontato la nostra storia ed abbiamo parlato di tutti i settori di attività. Gli Highlights 2007 sono consultabili sul nostro sito nella sezione “Newsletter”.
Quest’anno abbiamo voluto fornire un quadro delle principali novità legislative e giurisprudenziali, sia in materia di lavoro, sia in materia di diritto civile, con l’augurio che gli Highlights possano essere un utile strumento di consultazione e dare una visione di insieme dei principali eventi che hanno caratterizzato l’anno appena concluso.
Le novità sono raccolte nella parte intitolata “News 2008” e riguardano, in primo luogo, gli interventi in materia di lavoro e di agenzia. Si segnalano, al riguardo, le leggi 24 dicembre 2007 n. 247 (entrata in vigore 1 gennaio 2008) con le evidenze in tema di pensioni, disoccupazione, disabili, contratti a termine e rapporto a tempo parziale. Sui contratti a termine il legislatore ha avuto un particolare riguardo intervenendo con ulteriori provvedimenti e, in particolare, con il decreto legge n. 112/2008 e con le modifiche contenute nella legge di conversione n. 133/2008 che ha escluso, per i giudizi in corso, la reintegrazione, sostituendola con l’indennizzo.
Altre importanti novità sono costituite dall’abrogazione della legge sulle dimissioni volontarie, rese particolarmente difficoltose dalla precedente normativa, l’introduzione della nuova disciplina in tema di sicurezza e quella sul libro unico del lavoro, obbligatorio
dal gennaio 2009.
Alle news legislative abbiamo accostato le news della “Nostra giurisprudenza” ricordando alcune fra le più interessanti sentenze che, durante l’anno, avevamo esposto più in dettaglio nelle newsletter.
Lo stesso schema è stato seguito per il diritto civile con le novità
legislative, in particolare in tema di azioni collettive risarcitorie e in tema di assicurazione, ricordando, per questo importante settore, la giurisprudenza più significativa.
Gli Highlights si concludono con un riassunto della rassegna stampa, delle pubblicazioni e degli eventi che ci hanno visti coinvolti e che costituiscono un’attività che si aggiunge a quella tradizionale di uno Studio legale.
Vi lasciamo, dunque, alla lettura dei nostri Highlights 2008 e vi diamo
l’arrivederci con la newsletter di gennaio.
Stefano Beretta, Stefano Trifirò, Marina Tona, Francesco Autelitano, Luca D’Arco, Tommaso Targa, Claudio Ponari, Teresa Cofano, Diego Meucci
LE NOVITÀ LEGISLATIVE DEL 2008
:: ARTICOLI E INTERVISTE
Il 2008 è stato un anno ricco di importanti interventi legislativi in materia di diritto del lavoro.
Proprio l’1 gennaio 2008 è entrata in vigore la Legge 24 dicembre 2007 n. 247 che ha reso operativo il protocollo sul Welfare sottoscritto da Governo e Parti Sociali il 23 luglio 2007 con importanti novità in materia, tra l’altro, di requisiti pensionistici, lavoro a tempo determinato e lavoro a tempo parziale.
La L. n. 247/2007 ha modificato la cd. legge Maroni (L. 23 agosto 2004, n. 243) abrogando il cd. scalone che prevedeva l’innalzamento al compimento dei 60 anni, con decorrenza dal gennaio 2008, per l’accesso alla pensione di anzianità. Conseguentemente, alla luce della nuova disciplina, potrà andare in pensione, indipendentemente dall’età, chi ha maturato 40 anni di anzianità contributiva. Per chi ha meno di 40 anni di contributi, ma almeno 35 anni di anzianità, si prevede invece la possibilità di accedere al pensionamento di anzianità al raggiungimento di determinate quote (date dalla somma dell’età anagrafica e degli anni di contribuzione) crescenti nel corso degli anni (95 dal 30 giugno 2009 e fino al 2010; 96 per il 2011/2012, 97 dal 2013). Con riferimento al pensionamento di anzianità per i soggetti che abbiano 40 anni di contributi, ovvero al pensionamento di vecchiaia (per i soggetti che abbiano compiuti 65 anni) la legge in esame ha poi dettato una disciplina temporanea delle decorrenze dei trattamenti pensionistici (in attesa di stabilire, entro il 31 dicembre 2011, una disciplina definitiva) che prevede la reintroduzione delle quattro finestre di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335 per la pensione di anzianità che vengono estese anche al pensionamento di vecchiaia.
Un’altra importante modifica che, ancorché esterna alla regolamentazione del rapporto di lavoro, riverbera comunque su questo i suoi riflessi indiretti, specie per quanto riguarda il momento della sua cessazione, è quella relativa al trattamento di disoccupazione. I requisiti per l’accesso a tale trattamento restano quelli fissati nel R.d.l. 14 aprile 1939 n. 636 e, cioè, l’involontarietà della disoccupazione ed il possesso di un’anzianità contributiva di almeno due anni e di almeno un anno nel biennio precedente la disoccupazione. Il trattamento di disoccupazione è elevato da 180 giorni a otto mesi per i lavoratori al di sotto dei 50 anni e a dodici mesi per gli ultra cinquantenni con trattamento determinato nel 60% dell’ultima retribuzione per i primi sei mesi, nel 50% per il settimo e ottavo mese, nel 40% per gli ulteriori mesi (ovviamente quest’ultima parte vale solo per i lavoratori ultra cinquantenni che possono fruire del trattamento di disoccupazione sino a dodici mesi). Un’altra misura importante nel trattamento di disoccupazione è la copertura contributiva figurativa per l’intero periodo di percezione del trattamento di disoccupazione.
L’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro è disciplinato con incentivi alle assunzioni da parte di Regioni e Province autonome e rimborsi di spesa necessari per trasformare il posto di lavoro al fine di adeguarlo alle possibilità operative dei disabili, per l’apprestamento di tipologie di telelavoro e per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano l’integrazione lavorativa del disabile.
La legge - dopo avere ribadito il principio che il rapporto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato, dispone che più contratti a termine (presso lo stesso datore e per mansioni equivalenti) di durata complessiva superiore a 36 mesi, comportano la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato (salva la possibilità di stipulare, per una sola volta, un ulteriore contratto a termine innanzi alla Direzione Provinciale del lavoro, con l’intervento del sindacato e comunque per una durata predeterminata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e datoriali). Il computo dei 36 mesi non deve tener conto della durata dei periodi di interruzione fra un contratto e l’altro ed è comprensivo di proroghe e rinnovi. In via transitoria è stato previsto che i contratti a termine in corso alla data di entrata in vigore della legge n. 247/2007 continuano fino alla scadenza prevista dal contratto, anche in deroga alle disposizioni sopra riportate. Tuttavia, il periodo di lavoro già effettuato alla data di entrata in vigore della legge verrà computato, insieme ai periodi successivi di attività, ai fini della determinazione del periodo massimo di 36 mesi, decorsi quindici mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Restano esclusi da tale disciplina, i contratti stipulati per far fronte alle attività stagionali individuati nel D.P.R. n. 1525/1963 e nei contratti collettivi nazionali (sarebbe stato il caso di dare spazio anche ai contratti collettivi aziendali, più vicini alle esigenze di imprese e dipendenti). La legge prevede ancora che il lavoratore assunto a termine per attività stagionali, qualora abbia prestato attività lavorativa presso l’azienda per un periodo superiore a sei mesi (anche con più contratti a termine), ha “diritto di precedenza” nelle assunzioni a tempo indeterminato, effettuate dalla stessa azienda entro i successivi dodici mesi e per le mansioni espletate in esecuzione dei rapporti a termine. Il diritto di precedenza è previsto anche con riferimento a nuove assunzioni a termine per le medesime attività. Tuttavia, il diritto può essere esercitato solo se il dipendente manifesta una volontà in tal senso entro sei mesi dalla cessazione del rapporto per l’assunzione a tempo indeterminato, ovvero entro tre mesi per la nuova assunzione a termine. Il diritto si estingue entro un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro.
La L. n. 247/08 ha apportato significative modificazioni alla legge Biagi. In particolare, il D. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (cd. Legge Biagi) prevedeva che le parti individuali del contratto di lavoro, cioè datore di lavoro e dipendente, potessero concordare “clausole flessibili” concernenti la variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa e, nei rapporti di lavoro part-time di tipo verticale o misto, che potessero stabilire “clausole elastiche” concernenti le variazioni in aumento della durata della prestazione. La nuova legge toglie questa possibilità alle parti individuali del contratto di lavoro e demanda esclusivamente alla contrattazione collettiva il potere di “stabilire” clausole flessibili e clausole elastiche. Nell’ambito di tale disciplina collettiva e “nei termini, condizioni e modalità ivi stabilite” si riconosce al datore di lavoro il potere (per la verità molto affievolito) di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa (nel caso di part-time verticale o misto), ovvero di modificare la collocazione temporale della stessa (nel caso di part-time orizzontale), ma previo preavviso di almeno cinque giorni lavorativi al dipendente (mentre secondo la previgente normativa il preavviso era di due giorni salva diversa intesa tra le parti), a cui viene attribuito il diritto a “specifiche compensazioni nella misura e nelle forme determinate dai contratti collettivi”.
Viene, quindi, tolta alle parti la possibilità di mutare, per accordo individuale, le condizioni del part-time con riferimento alle c.d clausole elastiche e clausole flessibili sopra viste, demandando alla contrattazione collettiva, in via esclusiva, la disciplina in materia. Sempre in tema di part-time la legge prevede che il dipendente, che ha trasformato il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti svolte nel rapporto di lavoro a tempo parziale. Il concetto di equivalenza lascia, evidentemente, ampi spazi di opinabilità e di probabile contenzioso. Infine, la legge esamina casi particolari in cui, in relazione a gravi condizioni di salute del dipendente (patologie di carattere oncologico), ovvero per particolari situazioni familiari, lo stesso ha diritto, rispettivamente, alla trasformazione del rapporto oppure alla priorità nella trasformazione.
:: A febbraio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo della Legge n. 188/2007 sulle dimissioni volontarie. La Legge prevedeva che le dimissioni volontarie dei lavoratori subordinati e le risoluzioni volontarie dei rapporti dei lavoratori autonomi non possono essere rese con forma libera, bensì - e a pena di nullità - mediante l’utilizzo di appositi moduli. Il provvedimento, che aveva destato parecchi dubbi applicativi, è stato abrogato dall’art. 39, comma 10 del D. L. 25 giugno 2008, n. 112 e si ritorna così alla libertà di forma, salva diversa disposizione dei contratti individuali o collettivi.
:: Un altro intervento legislativo fondamentale in materia di lavoro nell’anno appena trascorso è
quello relativo alla nuova normativa sulla tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Con il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 il legislatore ha operato, infatti un integrale riordino della materia relativa alla tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro, dando l’addio alla vecchia legge 626/94 ed alle altre numerose normative preesistenti, innovando sul piano della prevenzione, della formazione, del potenziamento e del coordinamento della vigilanza, del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori e sul sistema sanzionatorio. Ne abbiamo trattato nelle nostre newsletter e, in particolare, in quella del mese di luglio, esponendo in un prospetto - a cui si rinvia - le più importanti novità.
:: L’anno si è chiuso con un nuovo importante intervento in materia di contratto a tempo determinato. A seguito dell’entrata in vigore della Legge 6 agosto 2008 n. 133, di conversione del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, sono state apportate, infatti, nuove rilevanti modifiche alla disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato prevista dal D. Lgs. n. 368/2001. Tali modifiche investono, tra l’altro, le ragioni giustificatrici dell’apposizione del termine; l’estensione del diritto di precedenza in caso di nuove assunzioni e l’apparato sanzionatorio. E così al testo originario del comma 1, dell’art.1, del D. Lgs. n. 368/01 che prevede “è consentita l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo” è stata aggiunta la precisazione “anche se riferibili all’ordinaria attività del datore di lavoro”. Tale inserimento - mutuato dalla disciplina dettata in materia di somministrazione (l’art. 20, comma 4 del D. Lgs. 10 settembre 2003, cd. Riforma Biagi, prevede, infatti, che “la somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore”) - dovrebbe consentire, nell’intenzione del legislatore, il superamento della diatriba sviluppatasi tra dottrina e giurisprudenza in merito al carattere eccezionale e/o straordinario delle ragioni giustificatrici dell’apposizione del termine.
Ma l’intervento più significativo (e più discusso) riguarda l’introduzione, nel
D. Lgs. 368/2001, dell’art. 4-bis, in base al quale, con riferimento “ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione e fatte salve le sentenze passate in giudicato”, in caso di violazione delle disposizioni di cui agli artt. 1, 2 e 4 del medesimo D. Lgs., “il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra 2,5 e 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966 n. 604 e successive modificazioni”.
Per effetto di tale ultima modifica, nell’ipotesi in cui dovesse essere ritenuto nullo il termine apposto ad un contratto, per mancata prova della sussistenza delle “ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo”, quindi per violazione dell’art. 1 del D. Lgs. 368/2001 (ovvero degli artt. 2 o 4), i lavoratori (con giudizio in corso alla data di entrata in vigore della disposizione, ovvero il 21 agosto 2008) non avrebbero diritto - come per il passato - alla riammissione in servizio bensì al pagamento di una indennità compresa tra 2,5 e 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
La Corte Costituzionale è stata investita della questione di legittimità costituzionale del nuovo articolo. Secondo le ordinanze di rimessione alla Corte Costituzionale l’art. 4 bis violerebbe l’art. 3 Cost. (in quanto situazioni di fatto identiche vengono trattate in modo differente, per il solo fatto che il giudizio è in corso, senza una legittima ragione giustificatrice); l’art. 24, 1° comma, Cost. (pregiudicando il diritto di difesa, o, meglio, pregiudicando chi si è più tempestivamente attivato a tutela dei suoi diritti), l’art. 117, 1° comma, Cost. (in quanto verrebbe violato il principio di cui all’art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, secondo cui il Legislatore nazionale non può emanare norme sostanziali o processuali che compromettano l’esito del giudizio già instaurato; principio di cui è, invece, imposto il rispetto dall’art. 117 Cost.). Vedremo come e quando si pronuncerà la Corte Costituzionale.
:: Un’altra importante novità introdotta dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 è quella relativa alla
disciplina del cumulo tra pensione e redditi di lavoro.
Dal 1° gennaio 2009 sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni dirette conseguite nel regime contributivo in via anticipata rispetto ai 65 anni per gli uomini e ai 60 anni per le donne a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima nonché della gestione separata di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, a condizione che il soggetto abbia maturato i requisiti di cui all’articolo 1, commi 6 e 7 della legge 23 agosto 2004, n. 243 e successive modificazioni e integrazioni fermo restando il regime delle decorrenze dei trattamenti disciplinato dall’articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 243 del 2004. Con effetto dalla medesima data del 1° gennaio 2009 relativamente alle pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo:
a) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le
pensioni di vecchiaia anticipate liquidate con anzianità contributiva pari o
superiore a 40 anni;
b) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le
pensioni di vecchiaia liquidate a soggetti con età pari o superiore a 65 anni per gli
uomini e 60 anni per le donne.
:: Infine, la L. 6 agosto 2008, n. 133 di conversione del D. L. 112/2008, ha istituito, in un’ottica
di semplificazione, un nuovo libro obbligatorio il “Libro Unico del Lavoro” che
sostituisce, nel rispetto del periodo transitorio, i libri paga e matricola.
Il passaggio al libro unico del lavoro è obbligatorio a decorrere dal periodo di paga di gennaio 2009. Sono obbligati, sono tenuti ad istituire il libro unico del lavoro nel quale iscrivere tutti i lavoratori subordinati - anche occupati presso sedi operative situate all’estero - i datori di lavoro privati, esclusi quelli domestici, di qualsiasi settore, compresi i datori di lavoro agricolo, quelli dello spettacolo, dell’autotrasporto e quelli marittimi. Nel libro unico devono essere registrati anche i lavoratori in missione nell’ambito di un contratto
di somministrazione di lavoro e i lavoratori distaccati, i collaboratori coordinati e continuativi
indipendentemente dalla modalità organizzativa (a progetto e non), le collaborazioni tipiche quali gli amministratori, i sindaci di società non esercenti attività professionali e gli associati in partecipazione con apporto lavorativo (anche se misto, capitale e lavoro), i lavoratori a domicilio ed i dipendenti occupati con una delle diverse tipologie contrattuali previste dal D. Lgs. n. 276/2003, quali il lavoro intermittente (ripristinato dal medesimo provvedimento di legge), il lavoro ripartito, il contratto di inserimento, ecc. Nel libro unico del lavoro si dovranno obbligatoriamente annotare: nome e cognome del lavoratore; codice fiscale; la qualifica e il livello di inquadramento contrattuale (ove ricorrano); la retribuzione base; l’anzianità di servizio; le relative posizioni assicurative e previdenziali; le retribuzioni in denaro e in natura; i rimborsi spese; le trattenute a qualsiasi titolo effettuate: fiscali, contributive, sindacali, oneri vari, ecc.; le detrazioni fiscali; l’ANF e le prestazioni temporanee (malattia, maternità, infortunio, CIG, congedi, ecc.); gli straordinari e i premi; il calendario delle presenze per ciascun lavoratore dipendente e per ogni giorno: il numero delle ore di lavoro effettuate (con indicazione separata degli straordinari), le eventuali assenze dal lavoro (anche non retribuite), i giorni di ferie ed i riposi. Con riferimento ai lavoratori che sono retribuiti in misura fissa o a giornata intera o con riguardo ai periodi superiori, deve essere annotata soltanto la giornata di presenza al lavoro (per esempio i dirigenti, i quadri e gli impiegati direttivi con autonomia decisionale esclusi dalla limitazione di orario). Permane comunque l’obbligo di registrare la causale delle assenze. Nei casi in cui i lavoratori non percepiscano alcuna retribuzione o compenso (esempio amministratori) o non svolgano la propria prestazione lavorativa prevista contrattualmente (come per esempio il lavoratore part-time verticale), la registrazione nel libro unico deve avvenire: in occasione della prima ammissione al lavoro e successivamente, per ogni mese in cui il lavoratore si trovi a svolgere attività lavorativa o percepisca compensi e somme, nonché al termine del rapporto di lavoro.
Sono ammesse tre modalità di tenuta e conservazione del libro unico: a stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo con numerazione di ogni pagina e previa vidimazione (con riferimento al codice cliente) presso l’INAIL o, previa richiesta all’INAIL, con numerazione e vidimazione effettuata in sede di stampa del modulo cartaceo da soggetti autorizzati dall’INAIL (tipografie); a stampa laser previa autorizzazione da parte dell’INAIL alla stampa e alla generazione della numerazione automatica; su supporti magnetici sui quali ogni singola scrittura costituisca documento informatico e sia collegata alle registrazioni in precedenza effettuate, o ad elaborazione automatica dei dati. Il datore di lavoro può tenere, alternativamente, il libro unico del lavoro presso:
la sede legale dell’impresa (si ritiene possa valere anche la sede amministrativa); presso lo studio
del consulente del lavoro o altro professionista abilitato ex lege 12/79 (art. 5, c. 1); presso i servizi ed i centri di assistenza delle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese, anche in forma cooperativa; per i gruppi di impresa, presso la capogruppo, in carica dalle singole imprese (art. 31, c. 1, D. Lgs. 276/2003).
Il 2008 è stato un anno ricco di novità legislative degne di rilievo e di interesse per l’attività di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale svolta dal nostro Studio.
Tra le tante, segnaliamo la Legge finanziaria 2008 (articoli 445 e 449), che ha introdotto
la disciplina delle “azioni collettive risarcitorie” a tutela dei consumatori e che, a seguito del decreto “milleproroghe” - e salvo ulteriori proroghe - entrerà in vigore il 1 luglio 2009.
In base a tale disciplina, legittimate ad esercitare l’azione collettiva a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti sono le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale di cui all’art. 139 del D. Lgs. 206/2005, nonché le “associazioni ed i comitati che sono adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere”. Questi soggetti sono legittimati a chiedere al Tribunale nella cui competenza territoriale ricade il luogo in cui ha sede l’impresa, l’accertamento del diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ai sensi dell’art. 1342 del Codice Civile o in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali, quando sono lesi i diritti di una pluralità di consumatori o di utenti. I consumatori e gli utenti che intendono avvalersi di questa tutela giurisdizionale civile devono comunicare per iscritto a chi ha promosso l’azione la propria adesione all’azione collettiva. L’adesione può essere comunicata, sia in primo grado che nel giudizio di appello, fino all’udienza di precisazione delle conclusioni. Nel giudizio è, comunque, sempre ammesso l’intervento dei singoli consumatori.
Il Tribunale, dopo aver preliminarmente deliberato in ordine all’ammissibilità della domanda, decide nel merito. Se accoglie la domanda, determina i criteri in base ai quali liquidare la somma da corrispondere ai singoli consumatori o utenti che hanno aderito all’azione collettiva o che sono intervenuti nel giudizio. Nei sessanta giorni successivi alla notificazione della sentenza, l’impresa propone il pagamento di una somma, con atto sottoscritto dal legale rappresentante, comunicato a ciascun avente diritto e depositato in Cancelleria. La proposta, in qualsiasi forma accettata dal consumatore o dall’utente, costituisce titolo esecutivo. La sentenza che definisce il giudizio fa stato anche nei confronti dei consumatori o utenti che hanno aderito all’azione collettiva in un momento successivo alla proposizione della domanda. É fatta salva l’azione individuale dei consumatori o utenti che non aderiscono all’azione collettiva risarcitoria o che non intervengono nel giudizio ad essa relativo.
Se, invece, l’impresa condannata al risarcimento del danno o alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti non comunica la proposta economica nei sessanta giorni successivi alla notificazione della sentenza, o se questa non viene accettata anche solo da alcuni dei consumatori o utenti che hanno aderito all’azione collettiva o sono intervenuti nel giudizio, il Presidente del Tribunale costituisce una camera di conciliazione per la determinazione delle somme da corrispondere o da restituire ai consumatori o utenti che hanno aderito all’azione collettiva o sono intervenuti nel giudizio e che ne fanno domanda.
In alternativa alla camera unica di conciliazione il Presidente del Tribunale dispone che la composizione non contenziosa della controversia abbia luogo presso uno degli organismi di conciliazione di cui all’art. 38 del Decreto Legislativo n. 5 del 2003, operante nel territorio del Comune in cui ha sede il Tribunale.
Nell’ambito del DIRITTO ASSICURATIVO, che rappresenta un importante campo di attività con il quale il nostro Studio quotidianamente si confronta, si evidenziano:
:: la Legge n. 166/2008 che ha convertito, con modifiche, il Decreto Legge 28.8.2008, n. 134 (Disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi), introducendo all’art. 3 del D.L. n. 134/08 il comma 2 ter, ai sensi del quale “Il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è sostituito dal seguente: <<Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda>>”.
La novella legislativa ha raddoppiato, sia per il ramo danni, sia per il ramo vita, il termine di prescrizione annuale dei diritti derivanti dal contratto di assicurazione - in primis, il diritto all’indennizzo - con ciò uniformandolo al termine biennale di prescrizione dei diritti derivanti dal contratto di coassicurazione. La legge ha lasciato invariato il termine di prescrizione di un anno del diritto al pagamento delle rate di premio;
:: il Regolamento Isvap 9 maggio 2008 in materia di obblighi di trasparenza e informativa a carico delle imprese, che impone alle imprese di assicurazione che esercitino l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile l’obbligo di mettere a disposizione della clientela, presso ogni punto vendita e sul proprio sito internet, i documenti precontrattuali e le condizioni di polizza; l’obbligo di fornire gratuitamente un preventivo personalizzato, che comprenda non solo il premio richiesto per la copertura assicurativa, ma anche la provvigione spettante all’intermediario e l’eventuale sconto applicato; l’ulteriore obbligo di evidenziare nel contratto, con caratteri tipografici di particolare rilievo, le clausole di esclusione e di rivalsa. Lo stesso regolamento pone, poi, una serie di obblighi informativi a carico degli intermediari;
:: il D.M. del 1 aprile 2008, n. 86, e cioè il Regolamento recante disposizioni in materia di obbligo di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, il quale ha precisato, da un lato, che sono soggetti all’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi tutti i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e rimorchi posti in circolazione, nonché i natanti e i motori amovibili posti in navigazione in acque ad uso pubblico o a queste equiparate (art. 3, comma 1; art.
Il Decreto ha, inoltre, espressamente previsto: (i) che sono equiparate alle strade di uso pubblico tutte le aree - di proprietà pubblica o privata - aperte alla circolazione del pubblico, dall’altro; (ii) che sono equiparate alle acque di uso pubblico, ancorché di uso privato, tutte le acque aperte alla navigazione. L’art. 5 del regolamento prevede che per i veicoli a motore immatricolati negli stati esteri indicati dallo stesso articolo, che circolino temporaneamente nel territorio italiano, l’obbligo della copertura assicurativa si considera assolto, per la durata della permanenza in Italia. In altri termini, per i sinistri causati dai veicoli immatricolati in uno dei Paesi indicati dall’art. 5, tenuto al risarcimento sarà L’Ufficio centrale italiano.
:: DIRITTO DEL LAVORO - LE NOSTRE SENTENZE
:: In materia di diritto sindacale si segnalano pronunce relative ai requisiti di ammissibilità dell’azione di repressione della condotta antisindacale, con l’accesso a tale rimedio esclusivamente consentito alle associazioni sindacali che dimostrino di avere effettivamente una dimensione nazionale, comprovata dalla stipula di contratti collettivi e/o accordi sindacali (Trib. Monza, 25 luglio 2008 - Trib. Civitavecchia, 6 novembre 2008).
Sempre in ambito sindacale si colloca un’importante decisione del Tribunale di Ferrara con la quale è stata affermata la legittimità della scelta del datore di lavoro di fermare gli impianti, ricorrendo alla cassaintegrazione, in un caso in cui ciò si era reso necessario in conseguenza di un’agitazione sindacale che aveva impedito il regolare approvvigionamento degli impianti (Trib. Ferrara, 27 marzo 2008).
Ancora nel diritto sindacale merita di essere segnalata la decisione con la quale la Corte di Appello di Bologna
ha ritenuto legittimo che il datore di lavoro richieda ai dipendenti di comunicare, preventivamente, la propria
decisione di partecipare o meno allo sciopero, al fine di consentire l’erogazione delle prestazioni indispensabili
(Corte di Appello di Bologna, 7 luglio 2008).
Importanti decisioni hanno concorso a fare chiarezza su problemi molto dibattuti in dottrina ed in giurisprudenza.
In particolare è stato chiarito che il contratto collettivo può essere stipulato oralmente, non esistendo un obbligo di adottare una forma solenne ed è stato anche precisato che ciascuna delle parti può sciogliersi, in qualsiasi momento dal contratto, dando la disdetta tutte le volte che un termine non sia espressamente stabilito (Trib. Milano, 30 giugno 2008).
Inoltre, tra le sentenze più significative, per la rilevanza delle questioni trattate, ricordiamo la pronuncia che ha affermato il principio secondo cui, nel conflitto tra due diverse regolamentazioni - una nazionale ed una locale - prevale quella più vicina agli interessi disciplinati (Trib. Busto Arsizio, 19 maggio 2008) e la decisione che ha chiarito che la nozione di uso aziendale presuppone necessariamente la consapevolezza del datore di lavoro
di riconoscere un trattamento di miglior favore (Trib. Milano, 29 ottobre 2008).
:: Si segnalano sentenze che hanno rigettato le pretese degli agenti fondate su asseriti comportamenti illeciti a loro danno. Una sentenza della Cassazione ha escluso la natura di “rappresaglia” del recesso intimato all’agente, richiedendo al riguardo l’assolvimento di un onere probatorio rigoroso da parte del medesimo (Cass., 19 ottobre 2005); altra sentenza del Tribunale di Brescia ha escluso la giusta causa di recesso dell’agente stante la tardività della sua reazione rispetto ai comportamenti lamentati (Trib. Brescia, 26 giugno 2008).
merito alla quantificazione dell’indennità di cessazione del rapporto, si distingue una sentenza del Tribunale
Avezzano che, in disaccordo con il recente orientamento della Cassazione, ha escluso la facoltà dell’agente di
rivendicare sia l’indennità di cessazione del rapporto quantificata ai sensi dell’art. 1751 cod. civ. che, in via subordinata, l’indennità suppletiva di clientela quantificata in base ai vigenti Accordi Economici Collettivi; secondo tale sentenza, la scelta dell’agente di chiedere l’indennità di cessazione “europea” ex art. 1751 cod. civ. preclude al medesimo di rivendicare, in mancanza di prova dei requisiti di legge, il pagamento dell’indennità avente fonte pattizia (Trib. Avezzano, 29 luglio 2008).
:: Segnaliamo, in questo settore, la decisione con la quale è stato ritenuto legittimo il ricorso alla somministrazione di personale nel caso in cui il lavoratore venga adibito a un servizio che, avuto riguardo alla normale organizzazione aziendale, possa essere considerato sperimentale (Trib. Milano, 17 ottobre 2008); si ricorda anche la decisione con la quale il Tribunale di Milano ha fatto giustizia di inutili rigidità non previste dal dettato normativo, acconsentendo che l’articolazione dell’orario di lavoro in materia di contratto a part time possa essere desunta da una “tabella turni” allegata al contratto e sottoscritta a parte (Trib. Milano, 1 marzo 2008).
:: Un’importante decisione ha ribadito il principio secondo cui possono ben avere natura autonoma e non subordinata i rapporti di collaborazione “giornalistica” che abbiano ad oggetto la realizzazione di servizi di attualità verso un compenso pagato “a borderò”, laddove non vi sia un obbligo di svolgimento di attività redazionale in senso tecnico (ad esempio partecipazione a riunioni di redazione, etc.) e di messa a disposizione delle energie tra la realizzazione di un servizio ed un altro (Trib. Roma, 11 agosto 2008).
:: In tema di orario di lavoro, segnaliamo la decisione del Tribunale di Monza con la quale sono state individuate le direttive in base alle quali il tempo di vestizione/svestizione può essere considerato parte dell’orario di lavoro giornaliero, a tutti gli effetti, in primis retributivi, essendo stato precisato che a questo fine è necessario che ricorrano congiuntamente i seguenti elementi: a) un’indicazione del luogo in cui compiere le operazioni di cambio di indumenti; b) una disposizione aziendale che imponga di effettuare la vestizione prima della timbratura; c) la predeterminazione dei tempi da destinarsi a tali attività; d) un controllo aziendale (Trib. Monza, 20 novembre 2007). Molto interessante è pure la decisione con la quale è stata affermata la legittimità degli accordi aziendali aventi ad oggetto la compensazione delle maggiori prestazioni lavorate (ore di straordinario) con l’attribuzione di riposi compensativi (Trib. Cremona, 8 gennaio 2008).
Sempre in materia di orario di lavoro va ricordata la decisione con la quale è stato chiarito che il diritto allo studio, costituzionalmente garantito, deve essere sì tutelato, riconoscendo al lavoratore che frequenti corsi di studio universitari il diritto a beneficiare di permessi giornalieri retribuiti che lo pongano in condizione di sostenere le prove d’esame, ma non è senza limitazioni, dovendo coniugarsi con il diritto, egualmente tutelato dalla Costituzione, di iniziativa economica privata che attribuisce al datore di lavoro il potere di organizzare discrezionalmente i turni di lavoro del personale (Trib. Milano, 2 agosto 2008).
:: Decisioni molto interessanti riguardano la tematica del controllo delle assenze per malattia (Trib. Pesaro, 4 dicembre 2007) e si registra il consolidarsi dell’orientamento che consente al datore di lavoro di verificare l’effettività della malattia del dipendente, sanzionando disciplinarmente il lavoratore che violi l’obbligo di reperibilità (Trib. Milano, 4 luglio 2008).
:: Anche il contenzioso “disciplinare” è stato trattato con conferma di sanzioni irrogate in relazione a espressioni irriguardose nei confronti di colleghi e superiori sul posto di lavoro (Trib. Busto Arsizio, 22 ottobre 2007) e a contestazioni delle scelte aziendali che superino i limiti del diritto di critica, integrando diffamazioni (Trib. Milano, 28 febbraio 2008). Inoltre, ancora nel contesto disciplinare, va segnalata la decisione del Tribunale di Milano del 23 aprile 2008 che riprendendo un orientamento della giurisprudenza di Cassazione ha trattato dei limiti del diritto alla difesa del lavoratore in sede di procedimento disciplinare, stabilendo che il prestatore non ha diritto
ad accedere a tutta la documentazione raccolta dalla Società durante l’indagine che ha portato alla contestazione disciplinare, quando tale richiesta non risponda ad un’esigenza di difesa non altrimenti tutelabile.
:: In materia di trasferimento di ramo d’azienda, una recentissima pronuncia del Tribunale di Milano ha ritenuto legittima l’esternalizzazione di un’intera funzione aziendale realizzata con la cessione di un ramo d’azienda e con il successivo affidamento del compito di svolgere le attività
precedentemente svolte “in house” al cessionario del ramo trasferito in virtù di un contratto di appalto
di servizi stipulato contestualmente alla cessione. Detta decisione ha chiarito che tali operazioni sono
legittime e ben possono riguardare attività cd. labour intensive, allorquando il ramo d’azienda ceduto sia in grado di svolgere, da solo, una sezione del ciclo produttivo aziendale, costituendo, quindi, una piccola azienda, senza che sia d’ostacolo alla legittimità di tale operazione la circostanza che il cedente - committente comunichi al cessionario - appaltatore le caratteristiche del lavoro da svolgere ed intervenga successivamente per controllare l’andamento e per supervisionare i lavori (Trib. Milano, 29 ottobre 2008).
:: Numerose sentenze in tema di risarcimento di danni. In tale contesto si pone, ad esempio, la decisione con la quale il Tribunale di Milano ha ritenuto che il mutamento di mansioni - che sia conseguenza di una parziale inidoneità al lavoro del lavoratore, seguita ad un infortunio sul lavoro che renda impossibile per il lavoratore svolgere determinate attività per le quali sono previste specifiche remunerazioni - non possa essere ascritto alla responsabilità del datore di lavoro, che è tenuto a tutelare la salute del dipendente e che, pertanto, non deve corrispondere alcun risarcimento al lavoratore per la perdita di tali possibilità di guadagno (Trib. Milano, 4 luglio 2008).
Nella medesima prospettiva si colloca la decisione del Tribunale di Roma che ha affermato il principio secondo cui il lavoratore che affermi e provi di aver subito un demansionamento non ha, perciò stesso, automaticamente diritto ad un risarcimento se non dimostra di aver subito in concreto una diminuzione della capacità professionale (Trib. Roma, 14 maggio 2008). Ed ancora va segnalata la pronuncia con la quale il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta di risarcimento danni per asserito mobbing presentata da un lavoratore che non aveva però dedotto elementi atti a configurare detto fenomeno, che, com’è noto, si verifica quando vengano posti in essere una successione di fatti e comportamenti con intento emulativo ed al solo scopo di arrecare danno al lavoratore. In mancanza di un’adeguata allegazione, infatti, il Tribunale ha ritenuto di non dover neppure procedere all’istruttoria, non ricorrendo un fatto atto a produrre un danno (Trib. Milano, 14 maggio 2008).
Ed infine, nel medesimo contesto, si colloca la decisione che ha escluso che lo spostamento di un dipendente ad altra posizione lavorativa che sia di contenuto equivalente rispetto alla precedente dia luogo ad un demansionamento atto a legittimare una richiesta di risarcimento danni e a determinare una giusta causa di dimissioni (Trib. Milano, 20 giugno 2008).
:: In merito ai doveri di lealtà va ricordata la decisione con la quale il Tribunale di Milano, avendo riscontrato un’attività di sviamento di clientela effettuata da un ex dipendente di un’azienda poi passato a lavorare alle dipendenze di un concorrente, in violazione del patto di non concorrenza precedentemente sottoscritto, ha vietato al nuovo datore di lavoro che aveva assunto l’ex dipendente della società attrice di concludere contratti con la clientela procacciata dall’ex dipendente riferibile al suo precedente datore di lavoro (Trib. Milano, 11 giugno 2008).
:: In materia di licenziamenti individuali, si ricordano pronunce che ribadiscono il principio della
sussistenza di giusta causa a fronte di comportamenti penalmente rilevanti, anche se posti in essere al
di fuori del posto di lavoro (ad es.: spaccio o consumo abituale di droga, Cass., 11 dicembre 2007;
Corte App. Brescia, 1 dicembre 2007; Trib. Lanciano, 14 marzo 2008 e 28 maggio 2008); falsa attestazione di invalidità civile (Trib. Pordenone, 4 ottobre 2007, recentemente confermata
in Appello, seppur con diversa motivazione, da Corte App. Trieste).
A maggior ragione, la giusta causa è stata ritenuta sussistente nel caso di comportamenti illeciti posti
in essere ai danni del datore di lavoro (ad es. furto dei buoni pasto, Trib. Milano, 26 gennaio 2008; concorrenza sleale posta in essere attraverso una società costituita con i figli, Trib. Bergamo,
6 maggio 2008; attività lavorativa in proprio durante il periodo di congedo parentale, Cass., 16 giugno 2008; minacce al superiore gerarchico, Trib. Varese, 27 maggio 2008).
:: Sul fronte dei licenziamenti collettivi, va segnalata una pronuncia che esclude la necessità di
adottare la procedura di cui alla legge 23 luglio 1991 n. 223 nel caso in cui taluni lavoratori accettino
la cessione del contratto individuale di lavoro da un datore di lavoro ad un altro (Trib. Torino, 16
Un’altra interessante pronuncia del Tribunale di Torino ha affermato la legittimità di un criterio di scelta, concordato con i sindacati, che fa riferimento alla “consolidata polifunzionalità ad operare su linee di prodotti differenti”, purché i parametri di valutazione discrezionale del datore di lavoro siano esplicitati in una griglia, con indicazione dei criteri di calcolo, punteggi predeterminati e complessivo raffronto (Trib. Torino, 11 dicembre 2007).
:: DIRITTO CIVILE - LE NOSTRE SENTENZE
Nel corso del 2008 vi sono state importanti pronunce della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale che hanno interessato settori quali il diritto contrattuale, societario, bancario ed assicurativo e che hanno trovato applicazione in controversie e pratiche stragiudiziali seguite dal nostro dipartimento di diritto civile.
Una prima segnalazione riguarda due sentenze della fine del 2007, ma che hanno caratterizzato il contenzioso svoltosi nel corso del 2008. Si tratta delle sentenze nn. 26724 e 26725 del 19 dicembre 2007, in materia di responsabilità degli intermediari finanziari, con cui le Sezioni Unite hanno stabilito i rimedi in caso di violazione dei doveri d’informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni che la legge pone a carico degli intermediari finanziari, nel modo che segue:
A) Se la violazione avviene nella fase precedente o coincidente con la stipulazione del contratto di
intermediazione (c.d. contratto quadro), destinato a regolare i successivi rapporti tra le parti, la conseguenza è la responsabilità precontrattuale; il rimedio è il risarcimento dei danni secondo i criteri propri di tale responsabilità (c.d. interesse negativo).
B) Se la violazione riguarda le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione
del contratto quadro, la conseguenza è la responsabilità contrattuale; i rimedi sono il risarcimento del danno (nella misura del c.d. interesse positivo) e, qualora l’inadempimento sia notevole, anche la risoluzione del contratto.
C) In nessun caso la violazione stessa può determinare la nullità del contratto.
Le citate sentenze sono intervenute a dirimere un contrasto tra i Giudici di merito, che avevamo già segnalato criticamente nel 2007 (v. la Newsletter di Marzo 2008 in cui si dà conto delle sentenze delle Sezioni Unite e del contesto in cui si inseriscono).
:: In ambito societario è da segnalare la sentenza della Corte Costituzionale n. 71 del 28 marzo 2008, che ha esaminato la disciplina del c.d. rito societario (D. Lgs. n. 5 del 2003), nella parte in cui, in deroga alle regole ordinarie in materia di connessione, estende il medesimo rito a tutte le cause comunque connesse alla controversia societaria.
Tale disciplina assume particolare rilievo in molte vicende “interdisciplinari”, in cui lo Studio segue, attraverso i propri dipartimenti, gli ambiti giuslavoristico, societario, di proprietà industriale, di concorrenza sleale.
La suddetta regola di applicazione del rito societario è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, la quale ha espunto dall’art. 1, co. 1, del citato D. Lgs. n. 5 del 2003 le parole “incluse quelle connesse a norma degli art. 31, 32, 33, 34, 35 e 36 c.p.c.”, che appunto determinavano l’assoggettamento al procedimento societario anche delle cause connesse e regolate dal rito del lavoro o da diverse regole di procedura.
:: Tra le più rilevanti questioni affrontate dalla giurisprudenza nel corso del 2008, si annovera una prima verifica di costituzionalità di alcuni aspetti della procedura liquidativa dei danni, prevista dal titolo 10 del codice delle assicurazioni (D. Lgs. 7.9.05 n. 2009).
Il nostro Studio, in un recente parere, evidenziava che uno dei punti fondamentali dell’indennizzo diretto era dato dalla verifica della sua esclusività, nel senso che il giudice di merito (nella specie il Tribunale di Torino, sentenza 11.10.06) aveva ritenuto che l’introduzione della nuova disciplina, in materia di risarcimento del danno subito dal terzo trasportato, non precludeva, a questi di agire, comunque, ai sensi dell’art. 144 cod. ass., nei confronti dell’istituto assicuratore del veicolo antagonista; anzi, soltanto questa interpretazione della norma in quanto “costituzionalmente orientata”, sarebbe stata idonea a preservarne la validità.
Il richiamato passaggio di tale sentenza faceva ritenere la possibilità di generalizzare tale interpretazione, considerata l’affermazione secondo cui l’art. 141 cod. ass. non recherebbe alcuna espressa preclusione per il trasportato danneggiato di esperire le azioni, che precedentemente gli erano consentite ai sensi dell’art. 2043-2054 c.c. e dall’art. 18, legge 990/1969. Da qui la deduzione secondo cui tale principio sarebbe valido anche in relazione alle previsioni di cui all’art. 149 cod. ass Questa problematica, peraltro, aveva già indotto alcuni giudici di pace a sollevare la pregiudiziale di costituzionalità con riferimento a diverse disposizioni del cosiddetto codice delle assicurazioni (in particolare degli artt. 141, 143, 144, 148, 149 e 150). I giudici rimettenti esponevano alla Corte regolatrice il dubbio che le procedure liquidative del danno, come previste dal codice delle assicurazioni, non avrebbero potuto eliminare l’actio generalis di cui all’art. 2054 c.c., potendosi dedurre che la regolamentazione in questione non appariva conforme, appunto, alle disposizioni della Corte Costituzionale.
Con ordinanza del 13.6.08 n. 2005, la Corte Costituzionale, pur dichiarando inammissibili le ordinanze di rimessione, riteneva che le norme in questione ben avrebbero potuto essere assoggettate ad un’interpretazione costituzionalmente orientata, nel senso cioè che esse avrebbero semplicemente fornito al trasportato uno strumento ulteriore per far valere i propri diritti, data la sua posizione di debolezza, e quindi, riconoscendogli il diritto di agire direttamente nei confronti della Compagnia assicuratrice del veicolo, senza peraltro togliergli la possibilità di far valere i diritti derivanti dal rapporto obbligatorio nato dalla responsabilità civile dell’autore del fatto dannoso; interpretazione questa che avrebbe consentito di superare le menzionate pregiudiziali costituzionali.
In questo quadro ci si chiede, a ragione, se tale lettura costituzionalmente orientata, prospettata dalla Corte Costituzionale, possa già essere generalizzata e quindi applicata anche alla procedura diretta di
cui all’art. 149 cod. ass
quale fa leva, appunto, sulla necessità di tutela del soggetto debole, per cui anche il conducente - danneggiato potrebbe trovarsi nella medesima situazione, e quindi non obbligato ad agire esclusivamente nei confronti del proprio assicuratore per il risarcimento dei danni subiti, ma libero di agire anche nei confronti del responsabile del sinistro, dal che discenderebbe un indubitabile crollo dell’intero sistema fondato, appunto, sul risarcimento diretto da parte dell’assicuratore del danneggiato.
Tale possibilità viene ravvisata nel passaggio della ordinanza della Corte, la
Una sentenza di particolare rilevanza che merita una separata menzione è la n. 26972 dell’11 novembre 2008, in materia di risarcimento del danno non patrimoniale. Le Sezioni Unite hanno fornito importanti chiarimenti, che possono essere sintetizzati come segue.
:: Il danno non patrimoniale è risarcibile in tre ipotesi:
A) nei casi determinati dalla legge (ivi compreso quello del danno conseguente a reato ex art. 185
B) nei casi di lesione di diritti inviolabili della persona riconosciuti dalla costituzione (sulla base del
principio della tutela minima risarcitoria dei diritti costituzionalmente inviolabili). La “gravità dell’offesa” costituisce requisito ulteriore per l’ammissione a risarcimento dei danni non patrimoniali alla persona conseguenti alla lesione di diritti costituzionalmente inviolabili. In altre parole, il diritto deve essere inciso oltre una soglia minima di tollerabilità cagionando un pregiudizio serio (e non
futile);
C) nei casi individuati da norme comunitarie che prevedono ipotesi di risarcimento del danno non
patrimoniale senza porre limiti (in ragione della prevalenza del diritto comunitario sul diritto interno).
:: Di danno biologico, morale, esistenziale, ecc., si può parlare solo a fini descrittivi, poiché non vi sono nell’ambito della categoria generale del danno non patrimoniale distinte sottocategorie. La congiunta attribuzione del danno biologico e di quello morale, o del danno morale e di quello da perdita del rapporto parentale, costituiscono un’illegittima duplicazione del risarcimento che deve, invece, essere valutato unitariamente.
:: “Palesemente non meritevoli di tutela risarcitoria, invocata a titolo di danno esistenziale, sono i pregiudizi consistenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie ed ogni altro tipo di insoddisfazione concernente gli aspetti più disparati della vita quotidiana che ciascuno conduce nel contesto sociale, ai quali ha prestato invece tutela la giustizia di prossimità. Non vale, per dirli risarcibili, invocare diritti del tutto immaginari, come il diritto alla qualità della vita, allo stato di benessere, alla serenità: in definitiva il diritto ad essere felici. Al di fuori dei casi determinati dalla legge ordinaria, solo la lesione di un diritto inviolabile della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale”.
:: Il danno non patrimoniale non è in re ipsa, ma deve essere allegato, e provato (se del caso, anche mediante presunzioni, fermo comunque l’onere per il danneggiato di allegare elementi idonei a fornire una serie concatenata di fatti noti che consentano di risalire al fatto ignoto).
:: Anche nell’ambito della responsabilità contrattuale può essere riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale. La presenza di interessi non patrimoniali risarcibili in ambito contrattuale, si valuta esaminando la causa concreta del negozio (da intendersi come sintesi degli interessi reali che il contratto è diretto a realizzare, anche al di là del modello tipico, adoperato dalle parti). Tale valutazione può essere omessa nel caso in cui il coinvolgimento di diritti inviolabili della persona da parte del contratto sia previsto dalla legge (come nel caso del contratto di lavoro, per cui l’art. 2087 c.c., ha inserito nell’area del rapporto di lavoro interessi non patrimoniali, come l’integrità fisica e la personalità morale).
:: Tutti i limiti sopra esposti devono essere applicati anche dai giudici di pace in cause in cui la decisione avviene secondo equità.
IL SOLE 24 ORE: 23/04/08
“Salari troppo bassi? Variabile più alto” di Salvatore Trifirò
IL SOLE 24 ORE: 20/05/08
“Sgravi anche sugli oneri sociali” di Salvatore Trifirò e Stefano Beretta
IContratti-IPSOA: N. 07/2008
“Deposito, parcheggio e custodia accessoria nella responsabilità contrattuale”
IL SOLE 24 ORE: 09/08/08
“Precari divisi per legge nelle cause di lavoro” di Salvatore Trifirò e Stefano Beretta
IL SOLE 24 ORE: 14/08/08
“Recesso se la fiducia è rotta” di Salvatore Trifirò e Giorgio Molteni
IL SOLE 24 ORE: 01/11/08
“Licenziamento anche in due tempi” di Salvatore Trifirò
IContratti-IPSOA: N. 12/2008
“La natura imperativa delle regole di condotta degli intermediari finanziari”
DIREZIONE DEL PERSONALE - AIDP: N°3 Settembre 2008
Intervista a Salvatore Trifirò:
“Salvatore Trifirò racconta le sue battaglie negli anni di piombo e disegna l'impresa del futuro”
I DOSSIER LIGURIA - Allegato a “il Giornale”: Ottobre 2008 Intervista a Salvatore Trifirò:
“Il lavoro è un mondo da semplificare”
C&P Giustizia - Allegato a “il Giornale”: Novembre 2008 Intervista a Salvatore Trifirò:
“La via della ripresa passa dalla domanda”
DIREZIONE DEL PERSONALE - AIDP: N°4 Dicembre 2008
“Il Contratto a termine” di Giacinto Favalli
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 23/01/08 “Cassazione: il dipendente trovato in possesso di droghe può essere licenziato”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 08/02/08
“Aveva inviato 3000 Sms in due mesi dal cellulare aziendale: licenziato (e il Tribunale di Milano conferma)”
di Marina Olgiati
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 20/02/08
“Viaggio nel protocollo sul Welfare: le novità sul contratto a termine e il part time”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 21/02/08 “Adesso le dimissioni viaggiano solo online”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 07/03/08 “Dimissioni: circolare “creativa” più che esplicativa”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 26/03/08 “Le dimissioni volontarie, una storia infinita”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 24/04/08 ”
“Dimissioni, ritorno al passato? Sarebbe clamoroso
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 16/05/08 “Sui contratti a tempo determinato (dall’incerto destino) piovono le circolari”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 24/05/08
“Detassazione degli straordinari (…
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 26/06/08 “Dietrofront sulle dimissioni on-line”
di Stefano Beretta e Luca Peron
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 31/07/08 “La norma sui precari minuto per minuto: le ultime novità”
se si aggiungesse la “decontribuzione”?)”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 06/08/08
“La norma sui precari minuto per minuto: lavoro precario ultimo atto?”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 22/08/08
“Le ferie non bastano mai
attenzione!”
di Stefano Beretta e Marina Tona
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 25/08/08 “La norma sui precari minuto per minuto: pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale adesso è legge (ma non è detto che finisca qui)”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 09/09/08 “Essere troppo “espansivi” (cioè molesti) con le colleghe può costare il posto di lavoro”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: Settembre 2008 “La squadra di JOB24”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 15/09/08
“L’11 settembre sarà una data storica anche per il mobbing?”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 01/10/08
“Riecco la norma sui precari: la Corte Costituzionale è chiamata a decidere”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 28/10/08 “La nuova “posizione comune” della Comunità Europea sull’orario di lavoro (e i possibili effetti sulla busta paga)”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 31/10/08
“Chi fa sesso durante l’orario di lavoro viene licenziato (due volte)”
di Salvatore Trifirò
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 07/11/08 “Tutela giudiziaria in caso di discriminazione fondata sul sesso”
di Salvatore Trifirò e Anna Maria Corna
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 14/11/08 “Mobbing, legge in dirittura d’arrivo? E un convegno del Sole 24 Ore - Job24.it giovedì 20 novembre a Milano”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 17/11/08 “Legge sui precari: un Tribunale la ritiene costituzionale e liquida l’indennizzo”
Job24.it - IL SOLE 24 ORE: 18/11/08 “Normativa in dirittura d’arrivo?”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 21/11/08 “Il mobbing c’è, ma c’è anche il modo di contrastarlo con le azioni positive: dal convegno di Job24.it ieri al Sole 24 Ore”
BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 16/12/08 “Risarcimento danni da demansionamento: nessuna tassazione, dice la Corte di Cassazione”
CODICE DI DIRITTO DEL LAVORO - CELT
A cura di Giacinto Favalli - Studio Trifirò & Partners
Edita dalla Casa Editrice La Tribuna, la Quarta Edizione del Codice di
Diritto del Lavoro, è un’opera revisionata ed aggiornata a seguito delle
importanti novità legislative intervenute in materia, tra cui la L. 24 dicembre
2007, n. 247 (Riforma del Welfare) e il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Nuovo
Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro).
Il Codice di Diritto del Lavoro, redatto con il contributo di tutti i collaboratori
dello Studio Trifirò & Partners, presenta le principali e più recenti normative
che disciplinano il rapporto di lavoro subordinato attraverso un accurato
ed esaustivo commento delle stesse nel quale vengono individuati gli aspetti salienti
e le correlate problematiche.
CODICE DEL LAVORO POCKET 2008 - CELT
Aggiornato con la L. 6 agosto 2008, n. 133
A cura di Giacinto Favalli, Andrea Stanchi e Luca D’Arco
L’edizione 2008 è aggiornata con:
:: la L. 6 agosto 2008, n. 133 di conversione, con modificazioni, del D.L. 25
giugno 2008, n. 112 (manovra finanziaria);
:: il D.M. 9 luglio 2008, che detta le regole sulla tenuta del libro unico del
:: il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, nuovo Testo Unico della sicurezza sul lavoro.
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Trifirò & Partners partecipa a JOBtalk, il Blog di JOB24, la sezione del Sole 24 Ore dedicata a lavoro e formazione.
ARCHIVIO POST DR JOB
:: Ragusa, 18-19 Gennaio 2008 MASTER IPSOA WOLTERS KLUWER: “DIRITTO DEL LAVORO” www.ipsoa.it Docente: Avv. Tommaso Targa
:: Torino, Palazzo di Giustizia, Consiglio dell’Ordine Avvocati di Torino, 18 Febbraio 2008 AGI PIEMONTE: “CORSO SUPERIORE DI FORMAZIONE IN DIRITTO DEL LAVORO” www.giuslav.it Docente: Avv. Giacinto Favalli
:: Milano, Studio Trifirò & Partners, 12 e 14 Febbraio 2008 CORSO FORMATIVO PER AVVOCATI: “IL COLLEGATO ALLA FINANZIARIA 2008 E LE NOVITÀ IN MATERIA DI LAVORO” Relatori: Avv. Stefano Beretta; Avv. Giacinto Favalli; Avv. Giorgio Molteni; Avv. Marina Olgiati; Avv. Marina Tona; Avv. Luca D’Arco
:: Milano, Palazzo di Giustizia - Aula Magna, 15 Febbraio 2008 INCONTRO: “IL LAVORO A PROGETTO A QUATTRO ANNI DALLA RIFORMA” Centro Nazionale Studi di Diritto del Lavoro “Domenico Napoletano” - Sezione di Milano Relatore: Avv. Giorgio Molteni
:: Milano, Hotel Jolly President, 4 Aprile - 16 Maggio 2008 AIDP: “SEMINARIO DI SPECIALIZZAZIONE PER LA DIREZIONE DEL PERSONALE” www.aidp.it Relatori: Avv. Salvatore Trifirò; Avv. Giacinto Favalli
:: Milano, Hilton Milan Hotel, 10 Aprile 2008 SEMINARIO PARADIGMA: “ORGANIZZAZIONE E GOVERNO SOCIETARIO DELLE BANCHE NELLE NUOVE DISPOSIZIONI DI VIGILANZA” www.paradigma.it Relatore: Avv. Salvatore Trifirò
:: Milano, 11-12 Aprile 2008 SEMINARIO: “LEGAL ASPECTS OF DOING BUSINESS WITH CHINA” UIA (Union Internationale des Avocats) - ACLA (All China Lawyers Association) www.uianet.org Partecipanti: Avv. Stefano Trifirò
:: Milano, Hotel Michelangelo, 15 Aprile 2008 SEMINARIO CENTRO STUDI LAVORO E PREVIDENZA: “LA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DAL 2008” www.cslavoro.it Relatore: Avv. Giacinto Favalli
:: Milano, Hilton Milan Hotel, 18 Aprile 2008 SEMINARIO PARADIGMA: “NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI DIMISSIONI DEI LAVORATORI. ASPETTI OPERATIVI E POSSIBILE CONTENZIOSO” Relatore: Avv. Giacinto Favalli
:: Milano, Hilton Milan Hotel, 21 Aprile 2008 SEMINARIO PARADIGMA: “COLLABORAZIONI A PROGETTO, CONTRATTO A TERMINE E PART TIME” Relatore: Avv. Giacinto Favalli
:: Milano, 5 Maggio - 7 Novembre 2008, Infor - Scuola di formazione “MASTER IN DIRITTO DEL LAVORO” www.master.inforscuola.it Docenti: Avv. Salvatore Trifirò; Avv. Tommaso Targa
:: Milano, Studio Trifirò & Partners, 21 Maggio e 3 Giugno 2008 CORSO FORMATIVO PER AVVOCATI: “IL D.LGS. 231/2001 E LE RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI” Relatori: Avv. Francesco Autelitano; Avv. Vittorio Provera; Avv. Ermenegildo Costabile
:: Milano, Palazzo di Giustizia - Aula Magna, 3 Giugno 2008 CONVEGNO ORDINE DEGLI AVVOCATI DI MILANO: “LA DISCIPLINA DELLE DIMISSIONI DEL LAVORATORE ANCHE DOPO LA LEGGE 188/07” Relatore: Avv. Stefano Beretta
Düsseldorf, 13-14 Giugno 2008
MEETING PLURIJUS 2008
Studio Hoffmann Liebs Fritsch & Partner
Partecipanti: Avv. Stefano Trifirò; Avv. Luca Peron
L’appuntamento annuale di Plurijus, il network europeo di studi legali di cui Trifirò &
Partners è socio fondatore, si è tenuto in Germania a Düsseldorf il 13 e 14 Giugno
2008, organizzato dal locale Studio Hoffmann Liebs Fritsch & Partner.
Denominato dapprima Logos, ora Plurijus, il network annovera gli Studi legali fra i più
importanti di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi
Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Gran Bretagna.
Il meeting 2008 ha visto la
partecipazione degli Studi di
Belgio, Germania, Danimarca,
Lussemburgo, Olanda, Italia e
Svezia. Alla convention hanno
partecipato, per il nostro
Studio, i partners Stefano
Trifirò e Luca Peron.
Il prossimo appuntamento di
Plurijus si terrà in Lussemburgo
n e l g i u g n o 2 0 0 9 e s a r à
organizzato dal locale Studio
Meeting Plurijus 2008 - Düsseldorf
:: Reggio Emilia, 6 Giugno 2008 MASTER IPSOA WOLTERS KLUWER: “AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE” Docente: Avv. Tommaso Targa
:: Milano, Jolly Hotel Touring, 16 Giugno 2008 INCONTRO AIDP - T&P: “MODALITÀ OPERATIVE DI GESTIONE DEI DIPENDENTI. TRATTAMENTO DEI CONTRATTI A TERMINE IN CORSO - DIMISSIONI - RISOLUZIONI CONSENSUALI COME ALTERNATIVA ALLE DIMISSIONI” Relatori: Avv. Stefano Beretta; Avv. Anna Maria Corna
:: Milano, Le Méridien Gallia, 1 Ottobre 2008 SEMINARIO SYNERGIA: “LA MANOVRA D’ESTATE IN MATERIA DI LAVORO” www.synergiaformazione.it Relatore: Avv. Giacinto Favalli
Milano, Palazzo Reale, 20 Ottobre 2008
SEMINARIO: “PROMUOVERE NUOVE MISURE A TUTELA DEI LAVORATORI AFFETTI DA PATOLOGIE ONCOLOGICHE”
Comune di Milano, Adapt, Europa Donna Relatore: Avv. Giacinto Favalli
Interventi: Maurizio Sacconi (Ministro del
Lavoro); Letizia Moratti (Sindaco di Milano);
Alessandra Servidori (Adapt); Giacinto Favalli;
Patrizia Ravaioli (LILT); Giovanna Gatti (Europa
Donna - Italia)
Moderatrice: Rosanna Santonocito (Il Sole 24 Ore)
:: BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 17/10/08 “Chi tutela i lavoratori e le lavoratrici affetti da malattie oncologiche? Un convegno a Milano con le proposte operative”
:: BLOG JOBtalk - JOB24 - IL SOLE 24 ORE: 20/10/08 “Al convegno sui lavoratori che si ammalano di cancro, non solo numeri peraltro interessanti, ma progetti veri e tanto networking”
:: Job24.it - IL SOLE 24 ORE: 22/10/08 “In Roche e al Comune di Milano survey e azioni di sensibilizzazione dei dipendenti”
:: Job24.it - IL SOLE 24 ORE: 22/10/08 “Patologie oncologiche e lavoro: nasce un network per tutelare e valorizzare chi si ammala”
:: Reggio Calabria, Hotel Excelsior, 10 Ottobre 2008 CONVEGNO UNILEX: “NUOVE NORMATIVE PER L’IMPRESA” Relatore: Avv. Giorgio Molteni
:: Milano, 17-18 Ottobre 2008
MASTER IPSOA WOLTERS KLUWER: “DIRITTO DEL LAVORO” Docente: Avv. Tommaso Targa
:: Genova, 24 Ottobre 2008
CONVEGNO CONFINDUSTRIA GENOVA: “COME CAMBIA IL MONDO DEL LAVORO” www.confindustria.ge.it
:: Milano, Palazzo di Giustizia - Aula Magna, 23 Ottobre 2008
SEMINARIO AGI: “IL TRASFERIMENTO D’AZIENDA: OBBLIGHI DI INFORMAZIONE
E CONSULTAZIONE, LA NOZIONE DI RAMO D’AZIENDA, LA CONSERVAZIONE DEI
DIRITTI PRESSO IL CESSIONARIO, LA POSIZIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE E DELLA CORTE DI GIUSTIZIA” Relatore: Avv. Giacinto Favalli
:: Roma, 7-8 Novembre 2008
Milano, Il Sole 24 Ore, 20 Novembre 2008
CONVEGNO: “MOBBING: SITUAZIONI
NEGATIVE, AZIONI
Relatori: Avv. Salvatore Trifirò; Avv. Stefano Beretta
Interventi: Ferruccio de Bortoli; Salvatore Trifirò; Stefano Beretta; Paolo Citterio
(Presidente GIDP-HRDA); Alessandra Servidori (Adapt - Università degli Studi di
Modena); Luigi Ballerini (Medico psicoanalista); Maria Quarato (Cisl).
:: VIDEO DEL CONVEGNO
:: RELAZIONI E PRESENTAZIONI
Emirati Arabi Uniti e Kuwait, 16-20 Novembre 2008
MISSIONE IMPRENDITORIALE: EMIRATI ARABI UNITI E KUWAIT
Lo Studio Trifirò & Partners, con i partners Stefano Trifirò e Luca Peron, ha partecipato dal 16 al 20 novembre 2008 alla Missione imprenditoriale multisettoriale negli Emirati Arabi Uniti e Kuwait.
Organizzata da Promos, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano per le attività internazionali, la missione ha promosso lo sviluppo di rapporti di collaborazione con i principali Studi legali di Abu Dhabi, Dubai e Kuwait City e l’instaurazione di relazioni con imprese interessate a sviluppare iniziative imprenditoriali in Italia.
Al centro della missione la visita ai principali Studi legali locali e l’individuazione da parte dei
p a r t n e r s T & P d e i l e g a l i corrispondenti a Abu Dhabi, Dubai
e Kuwait City. In particolare sono
state affrontate, con i colleghi stranieri selezionati, tematiche relative a contratti di agenzia, distribuzione, franchising, finanza, costituzione di società, contratti di vendita e altre problematiche a cui vanno incontro le aziende e/o gli imprenditori quando operano negli Emirati Arabi.
Il nostro Studio è, quindi, da subito in grado di offrire assistenza legale e supporto ai clienti interessati ad operare negli Emirati Arabi Uniti e Kuwait.
:: Milano, East End Studios, 10 Novembre 2008
TOPLEGAL AWARDS 2008
www.toplegal.it Avv. Salvatore Trifirò “Premio TopLegal all’eccellenza professionale”
:: Milano, Sede ALDAI, 19 Novembre 2008 INCONTRO AIDP - ALDAI: “DIRIGENTI: GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO” www.aidp.it; www.aldai.it Relatore: Avv. Giacinto Favalli
:: Savona, Unione Industriali Savona, 28 Novembre 2008 CONVEGNO: “IL PUNTO SUL LAVORO A TERMINE” www.uisv.it Relatore: Avv. Stefano Beretta
:: Bergamo, Auditorium del Collegio Vescovile Sant’Alessandro, 11 Dicembre 2008 CONVEGNO: “APPALTO DI MANODOPERA E PLURALITÀ DI FIGURE DATORIALI” Ordine degli Avvocati di Bergamo, Ufficio per la formazione dei Magistrati del Distretto di Brescia, AGI Lombardia www.avvocatibergamo.it Relatore: Avv. Giacinto Favalli
Milano, Hotel Principe di Savoia, 3 Dicembre 2008 SEMINARIO ECONOMICO “INCONTRI D’AFFARI CON AZIENDE DEL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO” Promos - Camera di Commercio di Milano, Chambre de Commerce Luxembourg, Luxembourg for Business Partecipanti: Avv. Stefano Trifirò; Avv. Luca Peron
Lo Studio Trifirò & Partners, con i partners Stefano Trifirò e Luca Peron, ha partecipato al meeting “Incontri d’affari con aziende del Granducato del Lussemburgo”, organizzato dalla Chambre de Commerce Luxembourg, Luxembourg for Business e Promos.
Ideato nel quadro delle iniziative finalizzate alla crescita della cooperazione economica tra il Granducato di Lussemburgo e l’Italia, il Seminario ha promosso lo sviluppo di rapporti di collaborazione con aziende specializzate nella reportistica di natura finanziaria, nel settore dei servizi fiduciari e con Studi legali lussemburghesi esperti nella costituzione e gestione di strumenti societari e finanziari di diritto lussemburghese.
Il nostro Studio può, in tal modo, fornire assistenza legale e supporto alle aziende italiane interessate ad operare in Lussemburgo.
Milano, Università Cattolica, 22 Gennaio 2009, Ore 16
CONVEGNO - LABORATORIO: “NUOVE PROPOSTE PER IL
LAVORO DEGLI PSICOLOGI NELLE ORGANIZZAZIONI”
Tavola Rotonda: “Complessità della persona, molteplicità dei
servizi: il ruolo dello psicologo nelle organizzazioni”
Relatore: Avv. Tommaso Targa
“Mobbing e responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 cod. civ.”
Avvocato dal 1957
:: Avv. Paola Siniramed
Avvocato dal 1967 In Studio dal 1967
:: Avv. Bonaventura Minutolo
Avvocato dal 1970 In Studio dal 1985
:: Avv. Anna Maria Corna
Avvocato dal 1985 In Studio dal 1986
:: Avv. Marina Tona
Avvocato dal 1993 In Studio dal 1990
:: Avv. Stefano Beretta
Avvocato dal 1979 In Studio dal 1979
:: Avv. Vittorio Provera
Avvocato dal 1983 In Studio dal 1988
:: Avv. Giorgio Molteni
Avvocato dal 1987 In Studio dal 1987
:: Avv. Mario Cammarata
Avvocato dal 1995 In Studio dal 1994
:: Avv. Giacinto Favalli
Avvocato dal 1980 In Studio dal 1980
:: Avv. Stefano Trifirò
Avvocato dal 1991 In Studio dal 1988
:: Avv. Marina Olgiati
Avvocato dal 1991 In Studio dal 1991
:: Avv. Luca Peron
Avvocato dal 1997 In Studio dal 1994
:: Avv. Francesco Autelitano
Avvocato dal 2001 In Studio dal 1996
:: Avv. Mariapaola Rovetta Arici
Avvocato dal 1995 In Studio dal 1996
:: Avv. Orazio Marano
Avvocato dal 2000 In Studio dal 1997
:: Avv. Antonio Cazzella
Avvocato dal 1993 In Studio dal 1996
:: Avv. Valentina Ruzzenenti
:: Avv. Paolo Zucchinali
Avvocato dal 1994 In Studio dal 2001
:: ASSOCIATI
:: Avv. Simonetta Amadei Avvocato dal 2007 In Studio dal 2007
:: Avv. Francesco Chiarelli Avvocato dal 2006 In Studio dal 2002
:: Avv. Tiziano Feriani Avvocato dal 2004 In Studio dal 2000
:: Avv. Alessandra Landi Avvocato dal 2006 In Studio dal 2008
:: Avv. Diego Meucci Avvocato dal 2007 In Studio dal 2003
:: Avv. Filippo Salvo Avvocato dal 2003 In Studio dal 2003
:: Avv. Paola Balletti Avvocato dal 2000 In Studio dal 2001
:: Avv. Teresa Cofano Avvocato dal 2000 In Studio dal 2003
:: Avv. Marta Filadoro Avvocato dal 2004 In Studio dal 2005
:: Avv. Paola Lonigro Avvocato dal 2006 In Studio dal 2001
:: Avv. Rossella Mucci Avvocato dal 2000 In Studio dal 2002
:: Avv. Giampaolo Tagliagambe Avvocato dal 1973 In Studio dal 2005
:: Avv. Damiana Lesce
Avvocato dal 1998 In Studio dal 1999
:: Avv. Luca D’Arco
Avvocato dal 1999 In Studio dal 1996
:: Avv. Andrea Beretta Avvocato dal 2006 In Studio dal 2003
:: Avv. Angelo Di Gioia Avvocato dal 1998 In Studio dal 2003
:: Avv. Giuseppe Gemelli Avvocato dal 2004 In Studio dal 2002
:: Avv. Sara Lovecchio Avvocato dal 2006 In Studio dal 2004
:: Avv. Claudio Ponari Avvocato dal 1999 In Studio dal 2006
:: Avv. Tommaso Targa Avvocato dal 2002 In Studio dal 2002
:: PRATICANTI
:: Dott. Francesco Cristiano
:: Dott. Carlo Uccella
:: Carla Ferraris Manager
:: Dianora Baretto
:: Igor Butnaru
:: Vera Colavitti
:: Carmen De Maio
:: Alessandra Giacalone
:: Sarah Massarotto
:: Elisa Penna
:: Linda Scarantino
:: Luciana Trezzani
:: Dott. Anna Minutolo
:: Dott. Alessandro Sampaolesi
:: Giuseppe Milazzotto Responsabile amministrativo
:: Claudia Barone
:: Emanuela Carnevale
:: Stella Curino
:: Titta De Maio
:: Vera Iannelli
:: Nicoletta Mazzon
:: Elisabetta Picaro
:: Patrizia Silva
:: Roberta Uboldi
:: Dott. Jacopo Moretti
:: Dott. Silvia Sardone
:: Rina Agrillo
:: Barbara Burza
:: Tiziana Cinelli
:: Caterina Darii
:: Michela Donati
:: Stefano Lardì
:: Danny Nowbut
:: Marzia Sassi
:: Teresa Tartaglia
:: Elena Vegetti
Via San Barnaba, 32 Tel.: + 39 02 55 00 11 Fax.: + 39 02 54 60 391; + 39 02 55 185 052; + 39 02 55 013 295
Lungotevere Michelangelo, 9 Tel.: + 39 06 32 04 744 Fax.: + 39 06 36 000 362; + 39 06 32 12 849
Piazza della Vittoria, 12 Tel.: + 39 010 58 01 39; + 39 010 56 22 62 Fax.: + 39 010 58 28 71
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