Source: http://www.mgmtec.it/manutenzione/obbligatoriet%C3%A0-manutenzione
Timestamp: 2019-07-17 04:52:04+00:00
Document Index: 25978042

Matched Legal Cases: ['art.340', 'art.62', 'art. 86', 'art. 62', 'art. 10', 'art.62']

manutenzione obbligo
Oltre che dalle disposizioni su citate, per attività ed edifici particolari ve ne sono altre specifiche dedicate che omettiamo per brevità.
Gli obblighi di legge non dicono cosa, come e quando manutenere, tutto questo è specificato e tabellato dalle Norme CEI di settore:
norma CEI 64-8/3 (art.340.1 e art.62.2)
per quanto riguarda gli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione
Norma EN 61439-1 (CEI 17-113)
per quanto riguarda i quadri di bassa tensione
Norma 78-17 (che ha revisionato la norma CEI 0-15)
per quanto riguarda le cabine MT/BT
norma CEI 70-3 del 2011
per quanto riguarda gli impianti di antintrusione
Norma Uni 11224-2011
per quanto riguarda gli impianti di rivelazione fumo
Inoltre le norme UNI-EN 13306 e CEI 56-50 distinguono diversi tipi di manutenzione:
-La manutenzione preventiva è finalizzata a ridurre le probabilità di guasto nell’impianto (guida blu TNE vol.10 Manutenzione pag. 22) ed il degrado dei suoi componenti, si sviluppa secondo scadenze prefissate e può comportare la sostituzione di parti elettriche critiche, indipendentemente dal loro stato d’uso.
Nell’ambito della manutenzione preventiva si distinguono a loro volta:
La manutenzione programmata è eseguita in base ad un programma temporale o al raggiungimento di un determinato limite, relativo ad esempio al numero di interventi o di avvii/fermate, alle ore di funzionamento, ecc.
La manutenzione ciclica: è una manutenzione programmata effettuata sulla base di intervalli di tempo o cicli di utilizzo prefissati, senza una precedente indagine sullo stato dei componenti;
La manutenzione secondo (su) condizione: è una manutenzione non programmata, che prevede il monitoraggio delle prestazione dei componenti e/o dei parametri significativi per il loro funzionamento per stabilire l’esigenza o meno di interventi; consente di intervenire orientando la manutenzione solo sui componenti che ne hanno effettivamente bisogno:
La manutenzione predittiva (controllata) : è un particolare tipo di manutenzione secondo condizione, eseguita sulla base di previsioni, derivate dall’analisi e dalla valutazione dei parametri significativi dei componenti, con consentono di estrapolare mediante idonei modelli il tempo residuo prima del guasto di un componente;
La manutenzione correttiva ( detta anche a guasto): si attua per riparare guasti o danni, dopo la rilevazione degli stessi ……….
I diversi tipi di manutenzione non sono da intendersi in alternativa, va valutato attentamente in che misura applicarli e integrarli in funzione della complessità degli impianti,dei danni eventuali alla produzione per fermo impianto, ai danni agli edifici ai macchinari, ecc.
Oltre alla regolare manutenzione il datore di lavoro ha l’obbligo di far controllare periodicamente lo stato di conservazione e di efficienza degli impianti elettrici e di protezione dai fulmini, ai fini della sicurezza (cfr. Art.86 del Dlgs 81/08 art. 86)[5]
Per quanto concerne il controllo manutentivo periodico dell’impianto elettrico in base all’art. 62.1.2 della Norma CEI 64-8 bisogna:
-Condurre un esame a vista
-Misurare la resistenza di isolamento dei circuiti
-Provare la continuità dei conduttori di protezione
-Stabilire l’efficienza della protezione contro i contatti indiretti
- Provare il funzionamento degli interruttori differenziali e del dispositivo di controllo dell'isolamento nei sistemi IT
Per quanto concerne il controllo manutentivo periodico dell’impianto di rivelazione fumi in base all’art. 10. della Norma UNI 11224:2011 bisogna
-Eseguire un controllo funzionale sul sistema , del 50%( nel caso di due visite) di tutti i dispositivi ed azionamenti presenti nel sistema (all’interno di ciascuna zona), dovendo raggiungere nell’arco dei dodici mesi il 100%.
-Nel caso i sistemi siano di tipo convenzionale i dispositivi e gli azionamenti devono essere sottoposti a prova al 100% ad ogni visita
-….(omissis) è necessario pianificare metodi e prove con il concorso e consenso del responsabile della sicurezza e(o responsabile servizio prevenzione e protezione competente
La stessa norma ai punti successivi indica come operare e come compilare le liste di riscontro sulle verifiche effettuate.
La manutenzione ordinaria degli impianti andrebbe così tabellata:
La manutenzione periodica e le prove strumentali, regolarmente documentate con apposite schede nonché l’attestato di manutenzione, costituiscono la documentazione da produrre in sede di verifica dell’impianto da parte dell’Arpa o da Organismo abilitato, per testimoniare la regolare manutenzione dell’impianto.
Analogamente sono da produrre alle eventuali verifiche ispettiva da parte dell’Inail che sorteggia controlli a campione indipendentemente dall’Arpa.
Tutti gli impianti regolarmente denunciati all’Arpa, inoltre, devono essere verificati obbligatoriamente ogni due anni (DPR 462/01) .
In passato il datore di lavoro, dopo la denuncia, attendeva che Asl/Arpa pianificasse la visita, attualmente è il datore di lavoro che si deve attivare, per far effettuare le verifiche periodiche prima della scadenza (artt.4 e 6 del DPR 462/01)
Per quanto riguarda le verifiche periodiche eseguite da ente abilitato la periodicità è data dall’art.62.2 della norma 64-8 che così recita:”L’intervallo di tempo può essere di alcuni anni (per esempio 5 anni) con la eccezione dei seguenti casi per i quali, esistendo un maggior rischio, sono richiesti intervalli di due anni:
Posti di lavoro o luoghi in cui esistono rischi di degrado, di incendio o di esplosione;
Posti di lavoro o luoghi in cui esistono coesistono impianti di alta e di bassa tensione
Edifici in cui abbia accesso il pubblico
[5] Art. 86 – Verifiche e controlli
1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n.462, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.
2. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero del lavoro, della salute e delle Politiche sociali…….. sono stabilite le modalità e i criteri per l’effettuazione delle verifiche e dei controlli di cui al comma 1.
3. L’esito dei controlli di cui al comma 1 è verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanzaLa manutenzione periodica e le prove strumentali, regolarmente documentate con apposite schede nonché l’attestato di manutenzione, costituiscono la documentazione da produrre in sede di verifica dell’impianto da parte dell’Arpa o da Organismo abilitato, per testimoniare la regolare manutenzione dell’impianto.
3. L’esito dei controlli di cui al comma 1 è verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza