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Timestamp: 2019-09-20 01:09:38+00:00
Document Index: 30254763

Matched Legal Cases: ['art. 621', 'art. 621', 'art. 103', 'art. 621', 'art. 2729', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 621', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 621', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 619', 'art. 621', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 621', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 621', 'sentenza ', 'art. 619', 'art. 621', 'art. 2704', 'art. 619', 'art. 621', 'sentenza ', 'art. 621', 'sentenza ']

Art. 621 codice di procedura civile - Limiti della prova testimoniale - Brocardi.it
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Articolo 621 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 621 Codice di procedura civile
Il terzo opponente non può provare con testimoni il suo diritto sui beni mobili pignorati nella casa o nell'azienda del debitore, tranne che l'esistenza del diritto stesso sia resa verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore (1)(2).
(1) Al fine di limitare gli accordi tra terzo e debitore, in quanto il primo potrebbe si dichiararsi proprietario dei beni sottoposti a pignoramento al solo scopo di sottrarre beni su cui il creditore intende soddisfare il proprio diritto, il legislatore presume che i beni situati presso il debitore siano di sua proprietà. Dovrà essere il terzo, promuovendo un'azione di accertamento negativo, a provare che i beni assoggettati al pignoramento sono di sua proprietà e non del debitore, superarando la predetta presunzione. La prova dovrà essere necessariamente data con atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento, che documenti il suo diritto di proprietà.
(2) Il terzo può avvalersi della prova testimoniale o per presunzioni semplici per provare il suo diritto di proprietà sui beni rinvenuti presso il debitore al momento del pignoramento, solo nel caso in cui sia probabile o verosimile che esista il suo diritto su tali beni a causa della sua professione.
Massime relative all'art. 621 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 20191/2017
In tema di rivendicazione di beni mobili rinvenuti nella casa o nell'azienda del fallito ed acquisiti dal curatore, incombe sul ricorrente, ex art. 103 l. fall., l'onere di dare dimostrazione del proprio diritto sui medesimi beni, trovando applicazione il regime probatorio previsto dall'art. 621 c.p.c., che sebbene si riferisca espressamente soltanto alla prova per testimoni, trova applicazione anche alla prova presuntiva, in virtù del richiamo contenuto nell'art. 2729 c.c..
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 20191 del 18 agosto 2017)
Cass. civ. n. 6016/2017
In tema di opposizione di terzo all’esecuzione, la sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo integra un’ipotesi di cessazione della materia del contendere per il verificarsi di un evento processuale elidente l’interesse, giuridicamente rilevante, alla decisione sull’assoggettabilità ad espropriazione dei beni pignorati: ne deriva che le spese devono essere liquidate in base al criterio della soccombenza virtuale.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6016 del 9 marzo 2017)
Cass. civ. n. 15569/2004
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 15569 del 11 agosto 2004)
Cass. civ. n. 12684/2004
Poiché la dichiarazione di fallimento attua un pignoramento generale dei beni del fallito, le rivendiche dei beni inventariati proposte nei confronti del fallimento hanno la stessa natura e soggiacciono alla stessa disciplina delle opposizioni di terzo all'esecuzione, regolate per l'esecuzione individuale dagli artt. 619 e ss. c.p.c. Di conseguenza il terzo, il quale rivendichi la proprietà o altro diritto reale sui beni compresi nell'attivo fallimentare, deve dimostrare, con atto di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, di avere acquistato in passato la proprietà del bene ed altresì che il bene stesso non era di proprietà del debitore per essere stato a lui affidato per un titolo diverso dalla proprietà o altro diritto reale, trovando applicazione l'art. 621 c.p.c., che esclude che il terzo opponente possa provare con testimoni il proprio diritto sui beni pignorati nell'azienda o nella casa del debitore, consentendo di fornire la prova tramite testimoni nel solo caso in cui l'esercizio del diritto stesso sia reso verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12684 del 9 luglio 2004)
Cass. civ. n. 9627/2003
Nell'opposizione di terzo all'esecuzione, al terzo è consentito avvalersi della prova testimoniale o di presunzioni semplici per provare il suo diritto di proprietà sui beni rinvenuti presso il debitore all'atto del pignoramento, soltanto quando appaia verosimile, in base ad un giudizio di comparazione tra la professione e il commercio rispettivamente esercitati dal terzo opponente e dal debitore, necessariamente differenti, che a cagione della diversa attività svolta i beni rinvenuti presso l'abitazione del debitore siano di proprietà del terzo (facendo applicazione di tale principio di diritto, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di merito il quale aveva ritenuto utilizzabile il criterio della verosimiglianza in una ipotesi in cui il debitore pignorato e il creditore svolgevano la stessa attività commerciale nei medesimi locali).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9627 del 16 giugno 2003)
Cass. civ. n. 14873/2000
Nell'opposizione di terzo all'esecuzione, l'art. 621 c.p.c. nega al terzo opponente la possibilità di provare con testimoni e, quindi, con presunzioni semplici il diritto vantato sui beni pignorati nella casa o nell'azienda del debitore. La presunzione di appartenenza dei beni al debitore posta dalla disposizione indicata è superabile con lo scritto di data certa anteriore al pignoramento o con circostanze inerenti alla professione o al commercio esercitato dal terzo o dal debitore. Consegue che il terzo ha l'onere di provare il fatto costitutivo del suo diritto di proprietà nonché il titolo per cui essi si trovano presso il debitore.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 14873 del 16 novembre 2000)
Cass. civ. n. 6589/1998
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6589 del 7 luglio 1998)
Cass. civ. n. 5636/1997
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5636 del 24 giugno 1997)
Cass. civ. n. 7564/1994
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7564 del 29 agosto 1994)
Cass. civ. n. 1975/1990
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1975 del 10 marzo 1990)
Cass. civ. n. 3193/1984
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3193 del 24 maggio 1984)
Cass. civ. n. 2459/1984
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2459 del 16 aprile 1984)
Cass. civ. n. 2419/1983
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2419 del 6 aprile 1983)
Cass. civ. n. 3626/1982
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3626 del 14 giugno 1982)
Cass. civ. n. 694/1981
Poiché l'opposizione di terzo all'esecuzione, a norma dell'art. 619 c.p.c., è azione di accertamento negativo, diretta a vincere la presunzione iuris tantum di appartenenza al debitore dei beni staggiti nella casa di abitazione o nell'azienda dello stesso, mediante la prova della proprietà dell'opponente e la correlativa negazione del diritto del creditore di procedere alla loro espropriazione, tale prova non è soggetta ai rigorosi principi disciplinanti la rivendicazione, e l'onere relativo può essere assolto, nel rispetto dei limiti fissati dall'art. 621 c.p.c., anche mediante la produzione di un atto di acquisto derivativo, senza necessità dell'ulteriore dimostrazione del diritto del dante causa; e pertanto in caso di opposizione della nuora del debitore, abitante con lui nella casa ove trovansi i beni pignorati, l'onere probatorio è soddisfatto con la produzione di un atto di donazione e di costituzione in dote, da parte di un terzo dei beni in questione.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 694 del 29 gennaio 1981)
Cass. civ. n. 2916/1980
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2916 del 3 maggio 1980)
Cass. civ. n. 96/1980
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 96 del 7 gennaio 1980)
Cass. civ. n. 4811/1979
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4811 del 19 settembre 1979)
Cass. civ. n. 1709/1979
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1709 del 24 marzo 1979)
Cass. civ. n. 3359/1978
In tema di opposizione di terzo all'esecuzione forzata, il contratto di locazione delle cose pignorate, stipulato dal terzo con il debitore, pur non essendo di per sé idoneo a dare la prova della spettanza all'opponente della proprietà o di altro diritto reale, in quanto prescinde da tali diritti e può intervenire con chiunque sia in condizione di disporre di fatto della cosa, può — in presenza di altri elementi che valgano ad integrarne la rilevanza probatoria — fornire in proposito elementi presuntivi, che il giudice del merito deve valutare, ove non sussista l'obbligo di dimostrare documentalmente gli indicati diritti, in relazione alla professione od al commercio del terzo o del debitore (art. 621 c.p.c.).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3359 del 6 luglio 1978)
Cass. civ. n. 3061/1976
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3061 del 27 agosto 1976)
Cass. civ. n. 2240/1976
Il terzo opponente, il quale reclami la proprietà dei beni pignorati deducendo di averli venduti al debitore esecutato, od a familiare di lui, con patto di riservato dominio, non è tenuto — nemmeno dopo la scadenza del termine di rateazione del prezzo — a fornire altra prova, oltre quella del contratto dedotto a fondamento dell'opposizione, e spetta a chi resiste all'opposizione di provare che il pagamento del prezzo è integralmente avvenuto e che, pertanto, la vendita ha prodotto l'effetto reale del trasferimento della proprietà della cosa al compratore. Detto principio si applica anche nel caso in cui terzo opponente sia il marito convivente della debitrice, poiché egli ha l'onere di provare — nei limiti imposti dall'art. 621 c.p.c. — il suo diritto di proprietà sui beni pignorati, ma non anche l'affidamento di questi alla debitrice esecutata (affidamento atto a giustificare che tali beni, al tempo del pignoramento, erano da quella detenuti a titolo diverso da quello di proprietà), posto che nel caso indicato la detenzione od il possesso (delle cose pignorate) da parte della debitrice trova titolo proprio nel rapporto di convivenza e coabitazione coniugale.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2240 del 15 giugno 1976)
Cass. civ. n. 217/1976
Il terzo opponente a norma dell'art. 619 c.p.c. non può provare mediante testimoni l'anteriorità, rispetto al pignoramento, di una fattura comprovante l'acquisto da parte sua del bene mobile pignorato nell'azienda del debitore esecutato. All'ammissione della prova testimoniale si oppone, infatti, il duplice divieto derivante sia dall'art. 621 c.c., che nega al terzo la possibilità di provare per testimoni il suo diritto sui beni mobili pignorati nella casa e nell'azienda del debitore, sia dal più generale principio, secondo il quale i fatti idonei a stabilire la certezza della data di una scrittura privata non autenticata e, quindi, l'anteriorità della formazione di tale documento ai fini della opponibilità ai terzi, a norma dell'art. 2704 c.c., non possono costituire oggetto della prova testimoniale.
In tema di opposizione di terzo a norma dell'art. 619 c.p.c., il principio secondo cui, nel caso di cessazione della materia del contendere, vengano meno le limitazioni poste dall'art. 621 c.p.c. alla prova del diritto dell'opponente, riguarda esclusivamente l'ipotesi in cui la causa continui in contraddittorio fra il terzo ed il debitore esecutato ai fini dell'accertamento dell'appartenenza del bene. Il suddetto principio, pertanto, non è applicabile anche al diverso caso in cui, nonostante l'avvenuta cessazione della materia del contendere in ordine all'opposizione (nella specie, per avvenuta vendita forzata del bene a seguito di pignoramento posto in essere da un creditore dell'opponente), la causa continui, per il regolamento delle spese processuali, fra il debitore esecutato ed un terzo opponente, da una parte, e il creditore esecutante dall'altra.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 217 del 23 gennaio 1976)
Cass. civ. n. 2423/1969
Le limitazioni di prova di cui all'art. 621 c.p.c. riguardano il diritto di proprietà che l'opponente vanta sopra i beni pignorati ma, quando di questo diritto si ravvisi fornita prova documentale, non può ritenersi vietato di far ricorso alla prova testimoniale, al fine di identificare gli oggetti, di cui il titolo dimostra l'appartenenza al reclamante. In tal caso, invero, l'indagine ha per oggetto dei semplici fatti materiali e non dei fatti su cui si fondi la pretesa giuridica di un diritto reale sui beni.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2423 del 1 luglio 1969)