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Timestamp: 2019-06-25 22:40:03+00:00
Document Index: 97518876

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 250', 'sentenza ', 'art. 250', 'art. 2', 'art 131', 'art. 131', 'art. 9', 'sentenza ']

Numero 9 10 settembre 2018
Incentivi tecnici: l'onere fiscale è a carico dell'ente datore di lavoro
LA QUESTIONE IIn ordine alla corresponsione degli incentivi tecnici, soggetti all'Irap, l'onere fiscale non grava sul lavoratore dipendente in relazione ai compensi di natura retributiva, ma unicamente sull'ente datore di lavoro.
Incentivi ai tecnici: il nuovo Codice dei contratti li conferma, ma nelle P.A. resta il dubbio Irap
L'ANALISI DELLA DECISIONE In tema di pagamento degli incentivi dovuti ai tecnici ai sensi dell'art. 92 del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, grava sulle Amministrazioni l'obbligo di prevedere e stanziare le somme necessarie al versamento dell'Irap, non potendo l'imposta traslarsi sul lavoratore dipendente.
Riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio
LA QUESTIONE Il punto d'incontro tra l'interesse del genitore ad esercitare la propria responsabilità genitoriale e il diritto del minore a sperimentare la bigenitorialità è costituito dall'interesse del figlio, che, peraltro, non si pone in termini di contrapposizione con il diritto del genitore, ma ne costituisce misura ed elemento di definizione.
Filiazione fuori dal matrimonio e procedimento ex art. 250 c.c.
L'ANALISI DELLA DECISIONE Il thema decidendum della sentenza in commento riguarda precipuamente la verifica della sussistenza dei presupposti richiesti dall'art. 250 cod. civ. per dare corso al riconoscimento del figlio da parte del genitore che tale si dichiara, mentre rimane profilo del tutto estraneo al giudicato in commento quello della verifica della genitorialità biologica, essendo, nella specie, incontroverso in atti - ed anzi circostanza data per presupposta dalle parti stesse - che la minore sia figlia del ricorrente.
Contravvenzione al foglio di via obbligatorio
LA QUESTIONE La contravvenzione al foglio di via obbligatorio è reato istantaneo con effetti permanenti, per tutto il tempo in cui il diffidato, scaduto il termine entro il quale avrebbe dovuto raggiungere il luogo di destinazione, senza raggiungerlo, continua a risiedere nel luogo da cui è stato allontanato.
Contravvenzione al foglio di via obbligatorio: reato istantaneo ad effetti permanenti
L'ANALISI DELLA DECISIONE La contravvenzione al foglio di via obbligatorio, previsto e disciplinato quale misura di prevenzione personale dall'art. 2, D.lgs. n. 159/2011, costituisce reato istantaneo ad effetto permanente.
Sottrazione di corrispondenza e tenuità del fatto
LA QUESTIONE Non è possibile ritenere sussistente, nel caso in esame, la particolare tenuità dell'offesa arrecata dalla condotta contestata (sottrazione di corrispondenza), considerato il contesto - inerente i rapporti societari ed economici- in cui essa si inserisce e la sua carica di potenzialità lesiva.
Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza - Causa personale di non punibilità ex art 131 bis c.p.
L'ANALISI DELLA DECISIONE La pronunzia in esame prende le mosse dalla condanna di un soggetto per il reato di sottrazione di corrispondenza presuntivamente commesso nei confronti di una Società di cui era stato membro. Triplice motivo alla base dell'impugnazione in esame: in via principale, la non sussistenza del fatto; in via subordinata, assoluzione per difetto di punibilità del reo stante l'errore sul fatto che costituisce reato; in via ulteriormente subordinata, non punibilità del soggetto per particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p.
LA QUESTIONE L'accesso civico generalizzato è uno strumento finalizzato a realizzare la trasparenza amministrativa e cioè la comprensibilità e la conoscibilità, dall'esterno, dell'attività amministrativa, in particolare da parte dei cittadini. E' pertanto illegittimo il diniego di accesso ai fogli presenza sul luogo di lavoro opposto al dipendente di società a partecipazione pubblica.
Accesso civico e i dati sensibili
L'ANALISI DELLA DECISIONE È legittima l'istanza ostensiva avanzata ex d.lgs. n. 33 del 2013 tendente ad acquisire la rilevazione delle presenze sul luogo di lavoro del personale in servizio, in quanto afferente alla gestione di un munus publicum e alle modalità temporali di espletamento, per il quale sono impiegate risorse finanziarie della collettività. Il diniego espresso dall'Azienda attraverso il Responsabile per la Trasparenza, motivato con esclusivo riferimento all'opposizione del dipendente interessato, è assolutamente viziato da eccesso di potere e da violazione di legge.
Conflitto di interesse nelle procedure di aggiudicazione
LA QUESTIONE La corretta formazione della Commissione di gara deve avvenire nel rispetto delle regole volte a garantire l'imparzialità dei suoi membri e costituisce imprescindibile garanzia di legalità e trasparenza di tutte le procedure ad evidenza pubblica, di modo che i relativi vizi travolgono appieno tutta l'attività posta in essere dall'organo illegittimamente composto.
Il conflitto di interessi nel Codice degli appalti
L'ANALISI DELLA DECISIONE In caso di conflitto di interessi, la mancata astensione del Presidente della commissione di gara, comportando la lesione dell'interesse sostanziale posto alla base della disposizione violata, vizia in via derivata tutte le determinazione successivamente assunte dall'organo di valutazione, con conseguente necessità di rinnovazione delle attività di verifica dei requisiti partecipativi, ad opera di una Commissione diversamente composta, onde eliminare la rilevata situazione di incompatibilità, anche in relazione alla successiva attività da compiersi.
Compensi agli avvocati dipendenti pubblici
LA QUESTIONE La presenza in servizio degli avvocati dirigenti dipendenti da Enti pubblici può essere rilevata tramite badge, compatibilmente con la partecipazione alle udienze giudiziarie e alle altre attività istituzionali, senza vincoli di orario. Non esiste alcun impedimento normativo a che l'ente, nel disciplinare la misura e le modalità di corresponsione dei compensi riferiti alle spese legali, disciplini la materia fissando limiti ulteriori e diversi da quelli di cui alla l. 90 del 2014.
Avvocati pubblici: sdoganato il badge e versamento Irap a carico dell'Ente
L'ANALISI DELLA DECISIONE Gli avvocati dipendenti di un comune sardo avevano gravato il regolamento adottato dall'Ente di appartenenza per la disciplina del riparto degli onorari ai sensi dell'art. 9, del D.L. 24 giugno 2014, come modificato dalla legge di conversione 7 agosto 2014, n. 114, in particolare per la parte in cui prevedeva l'accollo dell'Irap al personale e per la regolamentazione del loro rapporto di impiego e, in specie, per l'obbligo di rilevazione della presenza tramite uso del badge, innanzi al Tribunale Amministrativo che, tuttavia, aveva rigettato il ricorso eccetto che per il capo di domanda inerente all'accollo dell'Irap, statuendo che «il carico dell'Irap non può essere trasferito unilateralmente da un soggetto all'altro e meno che meno con una norma regolamentare che determinerebbe una impropria traslazione dell'imposta comportante, tra l'altro, la trasformazione della stessa in imposta sul reddito». Avverso la predetta sentenza tanto l'Amministrazione quanto i legali interponevano appello innanzi al Consiglio di Stato, la prima eccependo il difetto di giurisdizione e l'infondatezza del motivo di ricorso relativo all'Irap e i secondi riproponendo le medesime doglianze di prime cure ritenute immotivatamente disattese dal primo Giudice.