Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150249
Timestamp: 2019-10-17 22:31:18+00:00
Document Index: 146157277

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Resoconto della seduta n.249 del 03/10/2017
Seduta n.249 del 03/10/2017
CCXLIX Seduta
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 14 settembre 2017 (245), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gavino Manca ha chiesto congedo per la seduta del 3 ottobre 2017.
PRESIDENTE. Comunico che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso in data 26 settembre 2017 lo schema di decreto legislativo concernente: "Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per l'istituzione del Collegio dei revisori dei Conti in attuazione del'articolo 14, comma 1, lettera e) del decreto legge numero 138 del 2011 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) convertito con modificazioni in legge 14 settembre 2011, numero 148".
Il provvedimento è stato assegnato alla prima Commissione permanente.
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 452.
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1191, 1203, 1205 e 1220 (pervenute in data 26 settembre 2017).
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1250, 1252, 1254, 1255, 1256, 1257, 1258, 1259, 1260 e 1261.
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 320 e 321.
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 357, 358, 359, 361 e 362.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un Vicepresidente del Consiglio regionale e la nomina del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza per cui mi è stato chiesto un ulteriore rinvio.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Non avrei voluto fare questo intervento però sinceramente credo che la nostra istituzione debba ricevere un rispetto diverso, e mi sto riferendo, Presidente, alla visita del Presidente della Repubblica. In quell'occasione avrei gradito, per il rispetto e il riconoscimento che ho verso questa istituzione, il Consiglio regionale, ovvero la prima della Sardegna, un trattamento diverso, e mi consenta di dirle che capisco che non è stato organizzato da lei, lei era un invitato, però per come sono andate le cose alcuni consiglieri di quest'Aula sono stati considerati consiglieri di serie A e altri di serie B, e questo non va bene, chiunque l'abbia fatto!
Inoltre credo che, nel momento in cui arriva il Capo dello Stato, probabilmente valeva la pena di chiedere lo stesso rispetto e lo stesso riconoscimento dell'Università, alla quale riconosciamo tutto il valore e tutta l'importanza ma non può essere paragonabile a quella di quest'Aula, di questo consesso. Quindi io sinceramente sono molto, molto dispiaciuta, perché non è giusto, Presidente, e perpetrando questi comportamenti - non è di certo la prima volta che accade in occasione di queste visite - credo che noi veramente stiamo svilendo la prima istituzione della Sardegna, e io a questo non ci sto! Quindi non solo denuncio ma voglio anche invitarla in futuro a voler portare la nostra causa, la causa di questa istituzione al primo posto anche nel rispetto da parte di altre istituzioni, che siano Prefetture, che siano associazioni, che sia l'Università e che sia la stessa Presidenza della Repubblica! Quando si organizzano certe visite e certe manifestazioni questa istituzione non può non esistere; pur credendo che la sua presenza ci abbia rappresentato tutti non era però la presenza dell'istituzione così come la intendo io, quindi le chiedo espressamente che d'ora in poi si cambino anche i protocolli per avere rispetto di questa che è l'istituzione più importante della Sardegna e che a sua volta rappresenta tutte le altre, anche perché non è il caso di fare disparità tra consiglieri e non lo dobbiamo apprendere dalle tv o dagli organi di stampa, chiaro? Qui dentro abbiamo tutti pari dignità, e non è la prima volta che, con sotterfugi e con cariche improvvise e impreviste, alcuni vengono considerati e altri no!
PRESIDENTE. Io, in merito alle differenze fatte tra i consiglieri, non sono a conoscenza del fatto, mi dispiace che questa cosa sia avvenuta e approfondirò in merito. Sul resto non ho niente da dire.
TEDDE MARCO (FI). Questa Assemblea legislativa qualche settimana fa ha approvato un ordine del giorno per manifestare la vicinanza al popolo di Catalogna che andava verso il referendum, il referendum si è tenuto domenica. Io ho avuto la fortuna di partecipare assieme ad altri colleghi alle operazioni elettorali, in veste di osservatore, abbiamo testimoniato sulla regolarità, sulla legittimità di quel percorso amministrativo (ovviamente non del percorso costituzionale, che non ci competeva), abbiamo visto che effettivamente il popolo catalano ha espresso in modo pacifico la propria volontà di autodeterminarsi, di arrivare all'indipendenza. Non voglio dire che arriverà all'indipendenza e che possa arrivare all'indipendenza, non è assolutamente nelle mie competenze, però debbo dire che ho assistito a una grande manifestazione di popolo, e al tempo stesso abbiamo assistito, però, ad una violenza inaudita da parte del Governo spagnolo e delle forze di polizia spagnole, che hanno picchiato letteralmente gente indifesa, gente che manifestava pacificamente, anzi che attendeva il proprio turno per votare e che si presentava davanti alla Guardia Civil con le braccia sollevate; una manifestazione di violenza indicibile e inaudita che è da condannare, così come è da condannare, credo, anche il Governo Rajoy che in qualche modo ha sostenuto queste manifestazioni di violenza. L'Unione europea non è intervenuta, probabilmente non interverrà, o se è intervenuta è intervenuta in modo blando, ma credo che questo Consiglio regionale, anche perché rappresenta il popolo dei sardi, anche perché ha già votato un ordine del giorno a favore dello svolgimento di questo referendum pacifico, credo che oggi il Consiglio regionale con un ordine del giorno debba manifestare solidarietà e vicinanza al popolo catalano e debba condannare con fermezza, invece, le violenze che la Guardia Civil e il Governo Rajoy hanno consumato nei confronti di questo popolo che voleva soltanto manifestare, in modo appassionato ma in modo molto civile e pacifico, la propria volontà di autodeterminarsi.
SABATINI FRANCESCO (PD). Quando abbiamo discusso l'assestamento di bilancio molte delle discussioni sono state incentrate sul disavanzo della sanità, così come credo nella discussione del provvedimento che è all'attenzione di questo Consiglio ritorneremo sul disavanzo, come ritorneremo sul disavanzo della sanità quando affronteremo il tema della finanziaria, volevo però segnalare che rischiamo di dimenticare un tema molto più importante, che sta mettendo in ginocchio le finanze di questa Regione, che è il livello degli accantonamenti che sono imposti a questa Regione e che perdura nel tempo. Voglio ricordare che dal 2012 al 2016 sono stati trattenuti dallo Stato una cifra pari a 2 miliardi e 644 milioni, con il 2017 andremo a 3 miliardi e 327 milioni: più della metà di un'intera manovra finanziaria. Noi non possiamo più reggere un'imposizione sulle trattenute dallo Stato di questa entità; è inutile discutere su politiche di sviluppo, su politiche dell'occupazione, su garantire servizi della sanità, se lo Stato non ci trasferisce interamente le compartecipazioni, anche perché siamo di fronte ad una ripresa economica e non è più comprensibile che venga mantenuto lo stesso livello di accantonamento.
Il Presidente della Regione alcuni giorni fa attraverso la stampa ha posto in modo forte il problema, so che anche ieri nell'incontro con il Presidente della Repubblica ha posto il problema degli accantonamenti, credo che anche questa Assemblea debba assumere un'iniziativa forte. Io la prego di valutare insieme ai Capigruppo se non sia il caso di convocare nelle prossime ore una Conferenza dei Capigruppo anche alla presenza dei Presidenti delle Commissioni, se lei lo ritiene, per decidere un'iniziativa straordinaria, fino anche a pensare la convocazione del Consiglio regionale sotto Palazzo Chigi a Roma alla presenza dei parlamentari, alla presenza dei rappresentanti delle forze sociali, perché possiamo rappresentare al Governo, come Assemblea della Sardegna, come Consiglio regionale della Sardegna, una situazione non più sostenibile. La ringrazio.
COCCO DANIELE (SDP). Per dire che sono d'accordo con quello che ha detto l'onorevole Franco Sabattini, ma il mio intervento non è su questo. Io volevo chiedere all'Assessore se sia a conoscenza che oggi dovrebbe essere stata firmata un'intesa tra l'ATS e l'INPS per un passaggio di competenze delle Commissioni che fanno gli accertamenti sugli invalidi civili. Io credo che questo sia un vero e proprio scippo, perché creerebbe una serie di problemi soprattutto come sempre alle periferie, perché, come si sa, le sedi INPS sono presenti solo nelle città sedi delle vecchie province, e quindi tutti i pazienti che dovessero essere chiamati ad accertamento nelle sedi periferiche dovrebbero sobbarcarsi ulteriori disagi per poter rispondere alla chiamata di accertamento. È vero che la legge numero 295 del '90, che affidava gli accertamenti alle Commissioni INPS, poi, con la normativa successiva, soprattutto col DL numero 98 del 2011, all'articolo 18, comma 22, ammette la possibilità che le Regioni si possano convenzionare con INPS, ma un discorso è convenzionarsi per poter fare insieme questi accertamenti, altro è che le competenze passino totalmente all'INPS. Io credo un intervento urgente perché questo sarebbe un ulteriore grave danno per le periferie del nostro territorio. Grazie.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sarei in linea di principio d'accordo con l'appello che rivolge il collega Sabatini sugli accantonamenti, se non fosse che a luglio del 2017 è stata emanata la arcinota, ma molto poco commentata sentenza 154 della Corte costituzionale, che pone la parola fine ad una attesa, pone la parola fine ad una speranza che per almeno il triennio 2017-2019 gli accantonamenti possano subire una sorte differente. La Corte costituzionale ha posto delle parole molto chiare su quelli che sono i luoghi istituzionali nei quali cercare una mediazione fra interessi delle Regioni ordinarie o speciali e superiore, dicono loro, interesse nazionale al coordinamento della finanza pubblica e alla lotta al disavanzo. Bene, facciamocene una ragione, ma fino al 2019 questa situazione non potrà essere modificata a normativa vigente, e la Corte costituzionale è stata molto precisa sul punto. Ora, se così è, penso che l'occasione di confronto col Presidente o di incontro o di accoglienza del Presidente della Repubblica sia stata un'occasione perduta sotto questo profilo. Io non ho partecipato all'incontro col Presidente per scelta politica che poi declinerò, però quando si affronta il tema degli accantonamenti e si rivolge un forte appello al presidente Mattarella a garantire una leale collaborazione tra i diversi livelli di governo al fine di superare una situazione che riteniamo non più accettabile, questo andava bene ante sentenza 154, ma da questo momento, avendo la sentenza 154 declinato il principio di leale collaborazione e affermato il presupposto che lo Stato può invocare dei principi superiori per andare ad imporre anche dei pesi non preventivati, salvo che tu in coordinamento o in autocoordinamento delle regioni sia abile, come per esempio ha fatto il Friuli, che ha imposto una clausola di non peggioramento, bene, detto questo, oggi il confronto col Governo deve essere impostato con lo Stato, deve essere impostato con un glossario completamente diverso, rivolgere appelli allo Stato che si è già pronunciato con la Corte costituzionale, ritenendo legittimi questi comportamenti, e auspicare che nel frattempo una mobilitazione di parlamentari, una nostra mobilitazione possa servire a modificare ciò che è immodificabile nel panorama normativo, significa sperare che avvenga un miracolo. È ovvio che in questa situazione devi modificare il ruolo che tu hai, devi modificare il tuo approccio a quello che è un problema, devi cambiare strategia. Io, ripeto, ho affermato, ho detto poc'anzi che forse si è trattata di un'occasione perduta. Probabilmente col Presidente della Repubblica bisognava impostarla in chiave rivendicativa più severa, perché se è vero che le dichiarazioni del presidente Pigliaru, che sottoscrivo dal punto di vista della slealtà di Stato, perché lei, Presidente, ha parlato nel suo intervento di un atteggiamento completamente sleale, bene, a questo punto, visto che la Corte costituzionale mi dice che quel tipo di atteggiamento non è sleale, passiamo ad un atteggiamento differente, atteggiamento differente.
Per quanto riguarda la visita del Capo dello Stato, io sono molto vicino a quello che dice Alessandra Zedda, trovo presente un'ulteriore discrasia, e non è la prima volta che accade, viene relegato ai margini di una rappresentanza istituzionale il Consiglio, ma viene supervalutato il Sindaco della Città metropolitana. Ritengo che un'occasione come quella di ieri non fosse occasione di celebrare un incontro col Presidente della Repubblica in luoghi istituzionalmente non propri, e comunque non assegnare un ruolo di rappresentanza istituzionale al Sindaco della Città metropolitana. Ripeto, non è la prima volta che accade, e da Consigliere regionale ritengo di dover pubblicamente denunciare questa disomogeneità nei rapporti istituzionali e nei comportamenti.
PRESIDENTE. Voglio farvi notare che stiamo riprendendo con le segnalazioni e l'apertura di discussioni e di dibattiti che niente hanno a che vedere con l'ordine del giorno del Consiglio. Quindi, io per questa volta, ancora, consento di concludere le prenotazioni così come sono state fatte con gli argomenti che vengono introdotti, d'ora in poi negli interventi sull'ordine dei lavori consentirò soltanto di intervenire sull'ordine dei lavori.
PITTALIS PIETRO (FI). Ci rendiamo conto che non hanno attinenza con l'argomento in discussione, però l'argomento introdotto dall'onorevole Sabatini non può lasciare indifferenti. Ha posto un problema serio sul quale penso che noi non dobbiamo dividerci, e sulle iniziative comuni che penso l'Assemblea regionale possa assumere perché si tratta di sopperire, e questo mi dispiace, caro collega Franco Sabatini, ad una inerzia che si è palesata nel corso di questi primi anni di quattro anni di governo della Giunta Pigliaru. A me dispiace sottolineare questo aspetto, perché se nel confronto con lo Stato, se nel confronto col Governo nazionale, si fosse forse in qualche modo indirizzata nel verso giusto, non la protesta fatta con pacche sulle spalle, ma il senso della rivendicazione vera di una Regione che rispetto a diritti sacrosanti, consolidati tra l'altro e riconosciuti anche in sentenze della Corte costituzionale, non ci fosse stato questo atteggiamento remissivo da retroguardia da chi non deve assolutamente alzare la voce nei confronti prima di Letta, poi di Renzi, oggi di Gentiloni. Stiamo arrivando in ritardo, ma meglio tardi che mai. Che il Consiglio regionale assuma questa iniziativa, e speriamo che questa volta la Giunta regionale, il presidente Pigliaru siano a fianco al Consiglio regionale, nella sua interezza, per sostenere questa battaglia, una battaglia che mi pare si possa fare anche con le forme estreme. Il presidente Pigliaru aveva uno strumento che gli riconosce l'ordinamento costituzionale, quello di chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri di poter essere convocato in riunione dei Consigli dei Ministri per porre le questioni che riguardano la nostra isola, cosa che mi pare non abbia ad oggi fatto. E allora, facciamolo come Consiglio regionale, invitiamo il presidente Pigliaru e tutta la Giunta a sostenere questa iniziativa, che mi pare vada nel segno giusto di una rivendicazione non fine a se stessa, ma proprio per la tutela di interessi sacrosanti. Vedete, quello che è successo in Catalogna forse a qualche uomo di Governo e di Stato oltre Tirreno sfugge, o forse lo sottovaluta, e qui c'è la timidezza delle forze che siedono qua, che sventolano una bandiera dei quattro mori, non mi riferisco al Partito Sardo d'Azione, per carità, ma a chi si fa difensore di istanze autonomistiche e forse non si sta cogliendo appieno quello che sta succedendo fuori dal Palazzo. Beh, non vorrei che anche la Sardegna iniziasse a innescare quel processo che abbiamo visto in Catalogna, e questo per una responsabilità della politica, che mortifica ogni giorno i valori della specialità e dell'autonomia, ed è questa una grande responsabilità in capo a quest'Aula, e in capo soprattutto a chi ha la responsabilità di rappresentare la Sardegna. Ecco perché, prima che si verifichino questi episodi che si sono verificati in Catalogna, e a quel popolo va la nostra solidarietà, vediamo se la politica può fare qualcosa prima, per prevenire, e soprattutto per rendere attuale e concreto anche in chiave moderna il principio autonomistico e di specialità che mi pare sia stato cancellato nel corso di questa legislatura, e soprattutto nonostante la coalizione che ha vinto le elezioni in Sardegna abbia e si foggi di questa caratteristica di essere autonomista. Autonomisti non lo siete nella realtà, non lo siete mai stati, ed è la ragione per la quale ritengo…
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Signor Presidente, non vorrei essere richiamato anch'io, ma mi corre l'obbligo di fare alcune considerazioni partendo da quanto diceva l'onorevole Sabattini, perché è dallo scorso anno che sollecita e ci invita ad assumere iniziative che riguardano gli accantonamenti. L'onorevole Sabattini è partito dal disavanzo della sanità e credo che sia pertinente sull'argomento, anche se poi, come diceva l'onorevole Congiu, la sentenza "154" ci impedisce di utilizzare le risorse fondamentali, circa 3 miliardi nel triennio. Su quest'ordine di grandezza io ne richiamo uno molto più piccolo, ma che dà il senso degli accorati appelli che arrivano dall'Aula per assumere iniziative forti, e su questo sono convinto, così come ho avuto modo di dirlo anche personalmente, che ieri non sia stata un'occasione perduta ma che il presidente Pigliaru abbia, in maniera puntuale, riportato al Presidente della Repubblica le richieste della nostra Regione e soprattutto richiamando la lealtà dello Stato. Il piccolo esempio è l'utilizzo di risorse che l'Associazione nazionale dei comuni italiani delle isole minori, 30 milioni di euro, utilizza per la sanità. Ebbene, di questi 30 milioni di euro neppure un euro arriva per le isole minori della Sardegna. Ecco, all'interno di una grande partita c'è anche una piccola partita, che dobbiamo richiamare con attenzione perché non possiamo essere esclusi.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io capisco che la sua prerogativa di Presidente imponga di chiarire all'Aula che si interviene sull'argomento, ma, come ha fatto l'onorevole Zanchetta, riproporrei anch'io quella tematica. Noi stiamo discutendo della sanità, e la sanità sarda non funziona bene, secondo alcune dichiarazioni di esponenti, nonché dall'Assessore, poiché non ci sono i soldi sufficienti e c'è la necessità di razionalizzare, al di là del contenzioso, che avrei fatto prima le fondamenta e dopo il tetto, non funziona perché si fa un'ospedalità diffusa, mal conciliante, non riportata a criteri di razionalità. Tutto ciò significa danaro! Io è da appena abbiamo iniziato che ho posto delle critiche serie su quelli che erano i rapporti del Governo regionale col Governo nazionale, e se l'onorevole Sabattini ha sollevato il problema gliene è di merito, ancorché giustamente Congiu dica che c'è questa sentenza 154 che impedisce. Ma vero è che nessuna azione è impedita da Governo a Governo per trovare le soluzioni di equilibrio e che il Governo nazionale risponda in solidarietà, ma non solo, per quello che è scritto nel Titolo V della Costituzione, ancorché innovata nel 2001, che c'è un'insularità, che noi combattiamo ad armi impari su quelle che sono le prerogative di questa Sardegna e del suo sviluppo. Io credo che l'iniziativa congiunta di tutto il Consiglio, di tutte le forze politiche sia importante, è vorrei anche ricordare che certamente non è dicendo, caro Presidente, che stiamo male, che c'è questa insularità che ci pesa, che lo sviluppo economico è legato anche ai commerci e alla difficoltà dei commerci con il resto dell'Italia e con il resto dell'Europa. Io non mi dilungo sui fatti catalani, che sono davanti a tutti, che pongono interrogativi, ma io mi pongo sull'esigenza di guardare alla nostra realtà, di sopperire a quelle che sono le deficienze che ci fa scontare lo Stato con la sua inerzia con la sua incapacità; è stato soltanto capace di ritrarsi in sé e di non lasciare da una caserma dei carabinieri a cercare di trovare soluzioni diverse per la scuola, accorpando la scuola, se è possibile accorpando tutto. Non si fanno le riforme guardando la Padania. E a proposito di Padania; certo, potrei dire che quello è un prossimo referendum fatto piuttosto per egoismo, perché alla Roma ladrona, anche se non si dice più, non si dà tutto quello che si guadagna, e forse hanno anche ragione, se ci sono degli sprechi, ma vero è che noi dobbiamo reclamare quelle che sono le nostre esigenze, e a nessuno è sconveniente ricordare che geograficamente la Sardegna e un'Isola, a tutto tondo, certamente in maniera inferiore lo è la Sicilia, che può essere traguardata parrebbe con un ponte, ma noi no. E allora noi ci siamo soffermati a fare degli accordi fra (...) tutte quelle che erano le prerogative di un dibattito di un tavolo permanente per poter dire al Governo italiano: "Voi vi dovete muovere e darci quello che ci compete"; questo è! Ma quando si rinuncia, quando si fa da zerbini, naturalmente poi gli altri ci trattano da zerbini e strofinano i piedi sulla nostra dignità. Non è possibile più accettarlo, e allora muoviamoci in una direzione univoca, e abbiamo lo strumento oggi, cerchiamo di rafforzare anche quell'iniziativa referendaria che è in campo, e vede tutte le forze politiche impegnate nel far riconoscere l'insularità con chiarezza all'interno della Costituzione, che è stata cancellata, lo ricordo ancora una volta, la dizione insularità…
PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Intanto quando si affrontano problemi così importanti credo sia ragionevole pensarci come rappresentanti della Sardegna, che se individuano un problema lo affrontano in modo unitario e senza dire: "Lo affrontiamo in modo unitario" e poi si comincia invece a mettere pesantissimi distinguo di ogni tipo. Gli accantonamenti sono certamente un problema che è maturato con gli anni, che è cresciuto in modo sempre meno sostenibile e questo è un fatto che oggi è chiaro e che insieme dobbiamo dire con forza. Qui nessuno ha paura, non si capisce quale sarebbe la natura di questa paura, di alzare la voce, di bisticciare col Governo, ma siamo ricattabili zero, possiamo bisticciare con chiunque, si tratta di approcci che si decide di prendere in un certo momento, si valutano i risultati e poi naturalmente di fronte ai risultati, alcuni dei quali arrivano, altri non arrivano, si modifica l'approccio. Oggi sugli accantonamenti noi certamente alziamo la voce. Alcuni di voi l'avrebbero alzata molto tempo prima, noi la alziamo adesso, c'è tempo per richiamare l'attenzione con la massima forza possibile del Governo su una situazione che ci sembra a questo punto non sostenibile, spero che lo faremo tutti quanti insieme. Quando si parla di accantonamenti e si parla di rapporti con il Governo non si può raccontare solo una parte della storia. Certamente sugli accantonamenti ci saremmo aspettati una reazione più rapida del Governo di fronte alle nostre segnalazioni nette, chiare, precise di una situazione non sostenibile, certamente questa risposta per ora non sta arrivando e quindi siamo pronti ad alzare il volume del nostro discorso.
Vorrei anche ricordare che il nostro rapporto col Governo non si limita soltanto al problema degli accantonamenti ma anche a altre pagine che sono invece positive come per esempio (lo ricordo naturalmente soprattutto a tutti noi) come sono la firma del patto per la Sardegna, che seppure una parte dell'Aula continua a dire che erano soldi che ci spettavano, perché non hanno letto con attenzione ciò che abbiamo firmato, noi sappiamo che quel patto ha dentro moltissime più risorse rispetto a quelle tradizionalmente assegnate di 1509 milioni di euro per la Sardegna, perché ci sono moltissimi più soldi. Se oggi parliamo di metano, per esempio, in modo estremamente concreto (tanto concreto da agitare anche alcune formazioni ambientaliste che siccome lanciano l'allarme sul metano vuol dire che lo ritengono estremamente concreto), l'investimento sul metano è un investimento tutto fuori dai normali fondi FSC che vale una cifra importantissima, di molte centinaia di milioni. Sono molte centinaia di milioni quelle che abbiamo ottenuto collaborando certamente con il Governo, facendo riconoscere almeno da quel punto di vista… onorevole Dedoni, io i toni e le parole le sceglierei con cura, senza rischiare di offendere nessuno e non rispondo a quello che lei ha detto perché voglio contribuire a creare un clima in cui possiamo dividerci su alcune cose, ma su alcune cose dobbiamo assolutamente essere uniti. Bene, col patto per la Sardegna mi risulta sia la prima volta che viene riconosciuto a livello di Governo con chiarezza, con precisione il problema dell'insularità. Il Governo ha lavorato mettendo risorse sulla base di un dossier presentato da noi e credo da noi tutti condiviso, che misurava i costi dell'insularità. Abbiamo risolto tutto? No, non abbiamo risolto tutto e io di fronte al Presidente della Repubblica francamente… onorevole Congiu ho capito solo una parte del suo intervento, certamente per limiti miei, ma di fronte al Presidente della Repubblica non abbiamo perso l'occasione - per quanto riguarda il mio giudizio - di ricordare che il problema dell'insularità non si risolve soltanto con soldi in più che pure col patto sono arrivati, ma si risolve anche, almeno altrettanto importante con regole, cioè con la possibilità di spendere nostri soldi per fare cose che sono utili per noi. Oggi uno dei problemi principali che abbiamo, e credo che ne siate convinti anche se una parte dell'Aula fa finta che non sia così, oggi abbiamo regolamenti, regole, normative spesso di Bruxelles che ci rendono difficile spendere soldi che sono a nostra disposizione - anche per merito del patto con il Governo - per garantire un vero e proprio diritto di cittadinanza in termini di mobilità per la Sardegna. Questo è un punto che non riguarda le risorse, ma riguarda la nostra libertà di spendere risorse per affrontare il problema dell'insularità. Quindi il problema dell'insularità è lì, ma quello che io voglio dire è essenzialmente questo: gli accantonamenti oggi sono certamente un tema assolutamente all'ordine del giorno, se vogliamo andare avanti insieme la Giunta sarà certamente parte di un'azione che non ha nessuna timidezza e che deve essere definita con molta precisione, per esempio parlare di 3 miliardi forse non è una cosa giusta, ma magari un giorno dedicheremo una giornata a parlare anche tecnicamente di quest'aspetto e sarà molto importante e interessante condividere numeri, cifre e anche strategie, ma vorrei che ricordassimo che il rapporto col Governo non inizia e finisce col problema pur grave, pur serio, pur molto importante degli accantonamenti, ma è una storia più complessa in cui ci sono pagine molto positive, come ci sono certamente pagine negative e io mi auguro che questa sia la visione che almeno da parte della mia maggioranza saprà prendere con molta saggezza. Il che non vuol dire assolutamente indebolire la nostra iniziativa su quella parte che oggi possiamo dire con assoluta certezza non è adeguata alle nostre aspirazioni e soprattutto ai nostri diritti.
COCCO PIETRO (PD). Rinuncio, Presidente.
ZEDDA PAOLO (SDP). Presidente, in questi giorni si sono susseguite una serie di discussioni su enormi questioni, quella dell'indipendenza della Catalogna ha trascinato dietro di sé una serie di istanze sulla libertà dei sardi e sulle prospettive di indipendenza. È stata presentata un'ipotesi di Costituzione della Repubblica sarda, in modo meritorio. Si discute per l'introduzione nella Costituzione del concetto di insularità e si procede per un referendum. Qualcuno ipotizza un referendum attraverso una modifica della Costituzione italiana per l'ottenimento dell'indipendenza della Sardegna. Si tratta di idee lontanissime dalla realtà perché come sappiamo bene la Costituzione italiana è del tutto chiusa all'ipotesi di una scissione del territorio statale e le regole, quella della indissolubilità dello Stato descritto dall'articolo 5 non prevede nessuna possibilità di modifica. Come un individuo che sta seduto su una seggiolina e guarda le stelle cadenti ed esprime dei desideri, sta seduto ad aspettare che si avverino, nel frattempo noi abbiamo uno Statuto della Sardegna dove potremmo davvero intervenire e intervenire subito, dove non c'è scritto non che esiste una questione di insularità, ma non c'è scritto che la Sardegna è un'isola, dove non c'è scritto che esistono dei problemi di territorio, dove non c'è scritto che abbiamo una questione di problemi con i collegamenti con il Continente e di necessità di definire una continuità territoriale che non ci soddisfa, dove non c'è scritto che abbiamo un problema con l'inquinamento dei territori, dove non c'è scritto che abbiamo bisogno di un'autonomia culturale più ampia, dove non c'è scritto che abbiamo una lingua nostra. È molto bello ed è suggestivo guardare il cielo, le stelle ed esprimere dei desideri, ma perché non iniziamo a pensare a ciò che davvero possiamo e dovremmo fare? La Sardegna è l'unica Regione a Statuto speciale che ancora non ha messo mano al suo Statuto. È l'unica. Il Trentino Alto Adige l'ha riscritto due volte. Abbiamo uno Statuto che è stato scritto in un periodo in cui si viaggiava con il carro a buoi. Perché non portiamo all'attenzione di questo Consiglio ciò che davvero può fare in concreto per rimettere sui binari giusti i rapporti tra noi e lo Stato, avviare le procedure per riscrivere entro questa legislatura lo Statuto autonomo della Sardegna che è il vero strumento attraverso il quale noi possiamo rimettere nella giusta posizione e ridefinire i giusti rapporti tra noi e lo Stato italiano? Perché non facciamo questo anziché pensare ai referendum o all'indipendenza della Sardegna o all'insularità nella Costituzione italiana anziché nella nostra?
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Gavino Manca è rientrato dal congedo.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del documento numero 16.
Passiamo all'esame della Parte I, Capitolo 1, a cui sono stati presentati degli emendamenti.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. La Commissione si è espressa nel seguente modo. Emendamento numero 4 uguale al 368 e al 674 parere contrario, emendamenti numero 369, 370, 371, 372, 373, 374, 375, 376, 377, 378, 379, 380, 381, 382, 383, 384, 385, 386, 387, 601 e 602 parere contrario. L'emendamento numero 751 viene ritirato per approfondimenti amministrativi e contemporaneamente sospeso, per il 673 c'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti agli emendamenti presentati dall'onorevole Christian Solinas sono stati giudicati inammissibili.
PITTALIS PIETRO (FI). Il relatore si è espresso in un modo un po' ambiguo, ha preannunciato di ritirare l'emendamento numero 751, poi ha detto però per approfondimenti amministrativi ed è da intendere sospeso. Ma quindi è ritirato o è sospeso, sono due cose diverse, relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. La proposta è di sospenderlo per approfondimenti amministrativi.
PRESIDENTE. Onorevole Perra, non è possibile sospendere un emendamento, il parere della Commissione deve essere parere favorevole, parere contrario o invito al ritiro.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. L'emendamento è ritirato.
TOCCO EDOARDO (FI). Siamo entrati nell'articolato della madre delle riforme, ovviamente siamo ancora in Commissione a discutere come stamattina diversi emendamenti, centinaia di emendamenti che prenderemo in mano da domani. Però Assessore io stamattina non ho avuto modo di dirglielo perché come sa bene ci siamo fermati diverse volte per discutere alcune problematiche, io quello che le chiedo siccome Assessore siamo ancora in procinto di vedere gli articoli, gli emendamenti, quindi siamo ancora in alto mare ovviamente con il documento che stiamo discutendo, sarebbe opportuno probabilmente Assessore che poi da domani vedremo, ci si fermasse un attimo. Perché le dico questo? Perché stanno continuando, sia l'ATS che il Brotzu a mandare avanti gli atti aziendali, trasferimenti, tagli, problemi e malumori con i medici. Oggi leggo che si è dimesso il primario del reparto di oculistica del Brotzu, persona di encomiabile profilo, persona che ha sempre lavorato da tanti anni, quindi questo è un segnale Assessore, è un segnale che credo stia ancora a concretizzare questo grande malumore che c'è all'interno degli ospedali. Ecco allora, visto che il segnale è questo e visto che probabilmente la dottoressa del Brotzu non recepisce sensibilmente queste situazioni del suo ospedale, cioè di quello che gestisce, sarebbe opportuno che lo facesse lei. Perché Assessore? Perché mi sembra opportuno che si valutino queste cose, quando un primario, lei è un medico, fa un gesto di questo genere e non è il solo credo, perché qualcuno a breve farà la stessa cosa, vuol dire che c'è una situazione talmente conclamata e talmente tangibile che è il caso un attimo di fermarsi a pensare. Se questo sta accadendo vuol dire che c'è un problema alla base, e il problema lo deve risolvere l'Assessorato con il Consiglio regionale, quindi che questi signori, Moirano da una parte, la Pintus dall'altra, rispettino quest'aula Assessore perché ancora non abbiamo esitato la riforma, ancora siamo in discussione, questi signori invece continuano ad andare avanti come dissi all'inizio della settimana scorsa con la prua della nave puntata verso il mare aperto.
Fermiamoci un attimo Assessore, è il momento di valutare attentamente cosa dobbiamo fare in Commissione. Assessore, idem come sopra, c'è tutta questa fretta di esitare tagli, cambiamenti, la neurochirurgia che ieri è stata trasferita dal Marino al Brotzu, si poteva aspettare un attimino, la rete ospedaliera è ancora in itinere, non c'è la rete di emergenza-urgenza, l'elisoccorso non è partito e non partirà prima di un anno. Fermiamoci un attimo, stiamo andando ad ingombrare le sale del Brotzu, dico il Brotzu per non citare altri, con la neurochirurgia aumenteranno gli accessi del pronto soccorso per i traumi. Questo è un problema che bisogna valutare, non la continuo a tediare col problema della chirurgia plastica perché poi divento veramente patetico, ma tutta questa fretta che poi non ha avuto qualcuno della ASL nel dare l'agibilità alla sala operatoria di Isili che è ancora ferma da chissà quanti mesi! Sono andati lì a sbandierare la condivisione, diamo tutto e invece non hanno fatto ancora niente. Quindi ci sono cose importanti, le vogliamo prendere in mano, le vogliamo attentamente guardare? Stiamo cercando tutti insieme in Commissione di fare delle valutazioni, fermiamoci, non stiamo a guardare quello che fanno gli altri, l'Assessore è lei, non sono questi personaggi che avete messo lì, lei è l'Assessore e lei deve prendere in mano questa gente e dirgli: "Signori, calma e gesso, stiamo ancora discutendo, fermatevi un attimo solo!" Non è il momento di avere questa fretta, sembra veramente che si debba partorire domani. Veramente prendiamo in coscienza questa cosa, la Sardegna, Assessore gliel'ho detto la settimana scorsa, sta guardando non solo la maggioranza, purtroppo guarda anche da questa parte, sta guardando la classe politica, si sta rendendo conto di quello che stiamo facendo, di quello che si sta perpetrando in questo Consiglio, cerchiamo Assessore di utilizzare il nostro buon senso, io credo che ne avremo e ne guadagneremo tutti.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Voglio iniziare dicendo che penso che abbia ragione l'onorevole Tocco quando dice che non stiamo partorendo, si è dimenticato di ricordare che non stiamo partorendo in un'isola con il mare mosso che ci separa dal resto del territorio. Fatta questa battuta io voglio iniziare la discussione facendo un plauso agli estensori di questo documento che stiamo discutendo, un plauso sincero perché nella parte iniziale e precisamente a pagina 8 quando si parla di contesto regionale si fa un'analisi assolutamente corretta, condivisibile, delle peculiarità della Sardegna nella sua interezza. Si parla di insularità, di posizione geografica, di vie di comunicazione, di impossibilità per la popolazione di giovarsi di servizi offerti da regioni limitrofe che non abbiamo naturalmente. Si parla di estensione territoriale, di densità abitativa, di rete viaria assolutamente inadeguata a garantire un rapido collegamento tra le diverse aree geografiche. Si parla di inadeguatezza che ha un impatto molto importante e negativo sull'accesso ai servizi pubblici e in particolare a quelli sociosanitari. Peccato, dopo questa premessa assolutamente condivisibile, si entra e si innesta la retromarcia. Ed è un peccato, Presidente, è un peccato Assessore, che davvero si inneschi la marcia al contrario. Abbiamo visto dove potremmo andare e come potremmo e dobbiamo considerare la riforma sanitaria e come la dobbiamo impostare, andiamo in tutt'altra direzione. Infatti nel resto del documento non si tiene più in conto la questione delle distanze, la questione della specificità territoriale, non si tiene più conto delle difficoltà di collegamento, e non si mantenga, a mio parere e naturalmente a parere dei Rosso Mori, la stessa chiarezza né tantomeno si porti avanti una coerente determinazione, con quella parte iniziale di analisi. Dico già che a partire dalla stessa pagina, la pagina 8 del documento, inizia questa retromarcia, si inizia a non considerare più la Sardegna come un unicum territoriale, la si scompone in una semplice sommatoria di territori a sé stanti, con le proprie dimensioni, con le differenti cifre di popolosità, e quindi con i differenti bisogni, con i differenti fabbisogni. Questa rinuncia a considerare la Sardegna come un'unica competenza territoriale serve a dare giustificazione a una riforma che, ribadisco, come ho già detto anche in discussione generale, è a mio parere un pasticcio e nasconde anche un imbroglio, l'ho già detto, lo ribadirò nella discussione degli emendamenti, ma per me rimane comunque questa riforma, così proposta, una opportunità persa. Si vanno a determinare Dea, si va a determinare livelli, si vanno a determinare posti letto in modo assolutamente incoerente con quell'analisi della unicità del territorio sardo. Avrò occasione di continuare questa discussione quando discuteremo gli emendamenti. A proposito gli emendamenti sono stati elencati, per quanto mi riguarda, in un ordine assolutamente scorretto. L'emendamento numero 4, mio, e quello che doveva essere l'emendamento numero 1, almeno nello scorrere in pratica la pagina dove appunto questi emendamenti portano correzioni.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Presidente, sull'ordine dei lavori, perché ha dato comunicazione della inammissibilità agli emendamenti che ho presentato, non solo all'articolo 1, ma mi risulta anche ai paragrafi successivi. Avrei premura di conoscere la motivazione perché, richiamando l'attenzione sull'articolo 85 del Regolamento, gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima dello stesso, quindi è logicamente impossibile che siano inammissibili rispetto all'emendamento se ne prevedono una modificazione che è preventiva all'approvazione dello stesso, che quindi è un pezzo di carta prima che venga approvato. Peraltro, a maggiore integrazione e delucidazione di quello che dico, ho consultato il Regolamento interno della Camera illustrato, e prevede che un emendamento soppressivo totale possa essere emendato, trasformandosi, in caso di approvazione dell'emendamento all'emendamento, in un altro emendamento. Capisco che ci sia la fretta e la premura di arrivare ad approvare il provvedimento nel più breve tempo possibile, però trattandosi di oltre mille emendamenti il dichiarare inammissibili tutti questi emendamenti comporta un vulnus che comunque rimarrà nella procedura di approvazione di questo documento.
PRESIDENTE. Onorevole Solinas, nessuna fretta, semplicemente una consuetudine parlamentare di questo Consiglio. L'emendamento soppressivo è di per sé un emendamento che sopprime un testo, un capitolo, o un comma, e quindi come tale non può essere emendato, non ha senso che sia emendato. E siccome l'emendamento all'emendamento deve essere attinente e collegato con l'emendamento non c'è possibilità di ammettere un emendamento su un emendamento che è semplicemente soppressivo. Questo qui è quanto. Quindi il motivo dell'inammissibilità è semplicemente la forma che è stata utilizzata e l'aver proposto emendamenti su emendamenti soppressivi.
CONTU MARIANO (FI). Presidente, credo di dover con questo mio intervento ricordare a me stesso e all'Aula che dal momento della presentazione e dell'approvazione con delibera di Giunta del provvedimento in esame io ho avuto occasione di essere presente in Aula dal mese di giugno, e quindi alla ripresa della discussione dello stesso documento. Per cui, come si usa dire, non vorrei dimenticare che comunque sia nell'approccio al documento non mi è sfuggito che, fin dalla premessa, in questo documento ho colto alcune carenze che vorrei cominciare ad evidenziare, poi nel seguito degli interventi potrò eventualmente anche ulteriormente approfondire. Si dice in premessa, e recita la premessa, "la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale è definita tenuto conto della normativa nazionale e regionale con seguente disposizione regolamentare, nonché con riferimento a studi specialistici in materia di organizzazione sanitaria". Allora, posto che tutti i colleghi abbiano letto la premessa, allora dico e chiedo all'Assessore, ma dico e chiedo all'Aula, ma è sufficiente conoscere e approfondire l'organizzazione sanitaria vigente? O forse quest'Aula approccia un tema così importante attraverso la predisposizione eventualmente di documenti di politica sanitaria, di cui l'organizzazione di sicuro è una parte importante. Allora affermare che le politiche sanitarie non sono una tema e un desiderio pio di dare e garantire alla Sardegna sanità e salute, credo non sia e non possiamo noi non conoscere e aver approfondito quelli che sono questi bisogni. E allora partiamo proprio oltre che dalla premessa, partiamo appunto dalla parte A. Diceva bene il collega Usula, che si è iniziato bene ma si è proceduto un po' a tentoni, ma credo che anche il collega Tocco, fin dal momento dell'apertura della discussione, abbia definito questo progetto come un progetto dell'ingegnere che si dimentica che per realizzare qualsiasi costruzione si parte dalle fondamenta e non al contrario. E allora dire che la conoscenza della demografia attuale della Regione Sardegna è importante nella misura in cui non solo i numeri vengano utilizzati per capire come si distribuisce la popolazione nel territorio, ma anche come questa popolazione è articolata. E allora dico, bene, abbiamo un'articolazione di popolazione in Sardegna che invecchia, va bene, ma abbiamo anche un altro bel tema, abbiamo una popolazione in Sardegna dove non esiste praticamente la natalità, natalità zero. Allora non approfondire e non verificare volta per volta, andando sulle verifiche, non verificare quali sono per queste due realtà le soluzioni che si propongono. E allora cosa noi proponiamo per andare incontro alla creazione di una nuova natalità in Sardegna. Ma non credo che siano le traduzioni né dall'Algeria, ma neanche dal Nord Africa, e neanche dal Sud America, che possono modificare questo indicatore di vita nel nostro pianeta, e neanche in Sardegna. E dall'altra andiamo ad affrontare quelle che sono le tematiche che andranno a svilupparsi nel breve periodo, nel medio periodo, e nel lungo periodo, io di questi discorsi non ne ho colto, né per la fascia neonatale e neanche nella fascia per l'età adulta, né tantomeno per l'età ultra sessantacinquenne. Allora, dire che un approfondimento e una proposta che indicasse in quelli che sono i bisogni di salute si andasse incontro all'elaborazione nel breve, nel medio, e nel lungo periodo, rispetto all'organizzazione di servizi che devono propormi le soluzioni per questi e per altri temi. Sappiamo benissimo quali sono le criticità e quelli che sono i bisogni di sanità in Sardegna, ma non sono i bisogni dei territori in ordine sparso e a cui dare soluzioni a macchia di leopardo, come si sta procedendo, ma sono soluzioni che eventualmente devono tener conto che per esempio in Sardegna il diabete è una malattia con incidenza doppia del resto dell'Italia, e uno tra i più alti indici in tutto il mondo. Allora capire in che termini…
TEDDE MARCO (FI). Presidente, in sede di discussione generale abbiamo puntato il dito contro questo piano di riorganizzazione che noi riteniamo profondamente sbagliato, lo abbiamo visto in tutti i suoi aspetti negativi che sono troppi, non solo tanti ma sicuramente sono troppi, sono aspetti che ne determinano inefficacia e inefficienza, un Piano che sicuramente non è in linea con i propositi espressi in tema di politica sanitaria da parte del Presidente Pigliaru in sede di programma elettorale, un programma elettorale che ci raccontava che la Sanità sarda sotto l'egida del centrosinistra sarebbe stata efficace, efficiente e "risparmiosa", un programma che ci raccontava che la Sanità sarda sotto il Governo del centrosinistra sarebbe stata slegata dalla politica: niente di tutto questo è accaduto! Abbiamo visto cos'è accaduto con i commissari, abbiamo visto cosa sta accadendo adesso con questa riorganizzazione ospedaliera che non è in linea con le aspettative dei sardi, non è in linea con le esigenze dei territori, non è in linea con le esigenze di coloro che hanno necessità di servizi sanitari, non è in linea con le necessità degli operatori, non è in linea con la richiesta di sanità della Sardegna, Presidente e Assessori, una riforma calata sotto certi profili in modo sconclusionato sul territorio, un percorso di condivisione che ha ricevuto le censure di tutti i soggetti che hanno avuto la possibilità di confrontarsi con l'Amministrazione regionale su questo importante provvedimento. La condivisione non ce n'è stata, è stato un percorso di non condivisione, diversamente non poteva essere, diversamente non poteva essere! Non si può assolutamente pensare che la riorganizzazione sanitaria in Sardegna venga fatta come se la Sardegna fosse il Piemonte, la Toscana o l'Emilia Romagna! Siamo isolati e siamo isolani, abbiamo necessità, non avendo infrastrutture viarie dignitose, di avere una sanità più presente, soprattutto dei territori lontani, nei territori abbandonati, nei territori che difficilmente si possono raggiungere e qui aprirei un capitolo per l'AREUS, per l'elisoccorso soccorso, per la mancata nomina del direttore generare dopo nove mesi dalla scadenza del termine che questa Assemblea legislativa ha fissato, nove mesi! Non è stato nominato, è innominato, è innominabile! Ci volete dire che cos'è questo direttore generale? Che tipo di figura è? È un innominabile! Ed ecco quindi che questa sanità, che in teoria per funzionare dovrebbe avere tre gambe, si sta cercando di irrobustire nella gamba ospedaliera dimenticando il territorio, dimenticando l'emergenza-urgenza, un errore dopo l'altro, Assessore, un errore dopo l'altro! Ma chi risarcirà questi danni che rischiate di provocare ai sardi? Chi pagherà il mancato adempimento delle prestazioni sanitarie che voi dovete dare ai sardi, voi siete debitori nei confronti dei sardi. Errori marchiani, gli errori marchiani costellano questa riforma, errori marchiani che non sappiamo se siano voluti o se siano errori marchiani fatti involontariamente per imprudenza ed imperizia, inosservanza di leggi e regolamenti, ordine e disciplina, la verità vera è che a volte dite che il DM numero 70 si applica, a volte dite che si interpreta, a volte dite che il DM 70 per la Regione Sardegna può essere in qualche modo rimodulato e a volte dite che deve essere applicato in modo integrale, spiegateci che cosa intendete per applicazione del DM 70, spiegateci se per il DM 70 avete inventato l'applicazione in funzione della territorialità, si applica nel nord-ovest e non si applica nel sud, ma cosa sta accadendo, che cosa sta accadendo? L'applicazione della legge nello spazio viene in qualche modo rivoluzionata, cioè i principi dell'ordinamento giuridico vengono stravolti, Assessore, e così accade che gli errori marchiani che costellano questo benedetto piano a volte vengano visti come battute di spirito, come battute umoristiche, come barzellette. A San Gavino viene previsto il primo livello che, come noi sappiamo, dovrebbe avere un bacino di utenza di almeno 150 mila abitanti, tutto il Medio Campidano ha 103 mila abitanti, con la parte nord di San Gavino che pencola verso Oristano, della parte sud che pencola verso Cagliari, il Sulcis Iglesiente primo livello lo stesso, arriva a 130 mila abitanti, fa parte di questi 130 mila abitanti e fanno riferimento a Cagliari anche per le prestazioni di base, Assessore. Ancora, fra gli errori marchiani, il piano prevede una circolazione non propriamente definita fra gli operatori…
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, pur non essendo dello stesso partito politico dell'onorevole Usula, mi ritrovo in alcune sue affermazioni, ovviamente condivido in toto i primi accenni dell'onorevole Tedde, ma mi soffermo sugli emendamenti, proprio su quelli specifici che stiamo trattando, mi riferisco quindi alla premessa e alle leggi che sono state indicate, io capisco che molte volte melius abundare, ma quando si citano determinate leggi - giustamente faceva notare l'onorevole Tedde che è ben più esperto di me - forse bisognerebbe poi applicarle e anche magari capire se il contenuto e le leggi citate hanno affinità con quello che deve essere poi l'obiettivo di una norma. Allora mi chiedo come rendiamo applicabile il DM 70 per esempio con la vera razionalizzazione della rete ospedaliera che vede proprio un'integrazione tra ospedale e territorio e la riconversione di alcuni presidi territoriali, per garantire per esempio lo 0,7 per cento dei posti letto per la riabilitazione e di cui almeno lo 0,2 per cento per la lungodegenza post-acuzie prevista dalle norme vigenti. Ancora mi chiedo, come possiamo dire, mi fa anche sorridere che noi citiamo la spending review dopo tutto quello che stiamo dicendo in ordine alla spesa sanitaria, però andiamo avanti e allora mi chiedo ancora quali sono e come stiamo applicando gli studi effettuati dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, quando andiamo poi alla pagina successiva e parliamo di insularità, io credo che veramente alcune sono delle citazioni normative messe così tanto per essere inserite perché, insomma, fanno quasi coreografia, Assessore, però davvero, io mi limito a farle delle osservazioni, come ho detto in apertura della discussione generale, noi abbiamo capito che non avete un'idea, che però volete andare avanti in questo percorso che vi porterà sicuramente a commettere un grave errore, anche perché credo che non avendo attivato nessuna riorganizzazione sanitaria nel territorio sarà molto difficile trovare poi corrispondenza con questa riforma della rete ospedaliera che state mettendo in campo. Però ecco io vorrei che si ritornasse ad esaminare davvero i contenuti delle norme che citate, perché magari nel corso poi della proposta forse alcuni errori li potremmo anche evitare, soprattutto credo che si commetta un grave errore, ho avuto già modo di osservare, quando si parla del DM 70 non si può applicare, per alcune materie sì, per alcune parti territoriali sì, per alcuni tipi di ospedali sì e per tutte le altre cose no, credo che ci dovesse essere un'armonizzazione iniziale, ovvero quello di ricercare, proprio perché la sanità è a totale carico di questa Regione, in applicazione del principio della nostra specialità, dovevamo trovare quelle deroghe funzionali alla nostra sanità che proprio sarebbe valsa la pena di andare oltre il DM 70.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ho evitato, accettando il suo richiamo, di intervenire sull'ordine dei lavori, però vorrei proporre e porre all'attenzione dell'Aula un problema che, a mio avviso, non può essere sottovalutato, una questione che non può essere sottovalutata visto il tema che stiamo discutendo e le importanti decisioni che ci apprestiamo a prendere. Ricordo che nella prima seduta, nella seduta di insediamento, il presidente Pigliaru ha citato un altro Presidente, Einaudi, e diceva "conoscere per deliberare". Io sono talmente d'accordo con lui e ho difficoltà, oggi, a poter pensare che quest'Aula sia in grado di deliberare su una proposta di riforma della rete ospedaliera senza avere piena conoscenza della situazione della sanità. E mi spiego. Siamo ai primi giorni di ottobre, non è ancora noto a noi consiglieri lo stato dei conti della sanità relativi al 2016, il bilancio consolidato delle aziende sanitarie doveva essere approvato entro giugno, non mi risulta che quest'Aula sia in possesso di questi dati e senza avere una piena cognizione di un fatto che incide pesantemente sulla vita di tutti i cittadini, sul futuro e sulle scelte che quest'Aula deve fare, per l'isola, noi ci troviamo a esaminare un documento importantissimo. Quindi, chiedo la cortesia di poter essere messo nelle condizioni di poter esercitare il mio ruolo, di svolgerlo nel migliore dei modi, di poter prendere decisioni con cognizione di causa e di avere questi dati e di sapere, prima di prendere qualsiasi decisione sulla riforma della rete ospedaliera, lo stato reale dei conti della sanità.
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io cercherò di essere concreto, ma al tempo stesso non posso accettare che si dica, per esempio, non c'è stata fretta e cito due esempi. Nel mese di settembre si è verificato che una lettera congiunta, della dottoressa Pintus e di Moirano, diceva, per esempio, che per quanto attiene la struttura della ematologia sarebbe stata trasferita entro il primo ottobre; poi è stato detto dal primo novembre, Assessore, in questi giorni è stato detto il primo dicembre, cioè addirittura al primo gennaio. Quindi cerchiamo di essere seri. Quindi questo è praticamente come si muove, non mi può dire il contrario perché lo so con dovizia di particolari. Io credo che noi dobbiamo evitare, così come stiamo facendo, e abbiamo sbagliato dall'inizio, la confusione, Assessore, è determinata dal fatto che nonostante lei abbia fatto uno sforzo l'ultimo giorno, noi non abbiamo avuto un quadro comparativo fra quello che in ogni ospedale c'era e quello che ci sarà domani. Tant'è che la gente, anche poco fa, un nefropatico mi ha telefonato dicendomi: ma rimane questa di dialisi nella struttura di Iglesias oppure, come dice la Giua, andrà a dicembre a Carbonia? Ecco, noi queste cose avremo esigenze di saperle, perché la differenza che passa fra me, quando ho fatto l'Assessore, e lei è questo. Che quando i cittadini di Buggerru, molti dei quali sono morti per le strade impervie eccetera, avevano esigenze particolari noi gli abbiamo dato quattro posti letto a Buggerru. Quindi, si tratta di una sensibilità che bisogna avere. Ora, io credo che normalmente la fretta non è foriera di risultati positivi, allora questo io le voglio anche dire con molta simpatia, stima eccetera che noi ritireremo di questo primo blocco, non voglio perdere molto tempo, è fatto praticamente da circa 83-75 emendamenti soppressivi, e quanto riguarda la maggior parte fatti da noi, noi li ritiriamo. Fermo restando che le nostre cose sono fatte alla luce del sole, c'è qualche emendamento che non mi ha convinto, neanche quello da pagina 25, il 71, le cose che spariscono gradiremmo che non ricompari dissero, perché praticamente avrebbe fatto bene qualcuno, che ha fatto il censore stamattina, a riconsiderarlo non legittimo. Perché attribuire dicendo "se nel caso in cui ci fossero delle osservazioni nei confronti del provvedimento la Giunta può modificarlo", secondo me è illegittimo. Anche perché, siccome qui scemi non ce ne sono, se fosse così noi avremmo dato la disponibilità alla Giunta di farlo e l'avrebbe fatta in fretta, avrebbe ascoltato anche e convinto e prontamente accontentato Moirano. Perché Moirano ha detto: se la rete ospedaliera viene terminata e me la consegnano al primo di luglio allora c'è un risparmio effettivo, ma è passato luglio, è passato agosto, è passato settembre, passerà ottobre, quindi altri quattro mesi, in tutte le cose c'è sempre un ritardo e volete giustificare i ritardi? Noi i ritardi non li giustifichiamo. Così come, Assessore, noi riteniamo che sia più opportuno invece, successivamente, in emendamenti che sono sostanziali, intervenire e quindi fare la nostra parte. Però, credo anche che sia corretto non rimarcare troppo il DM 70 perché va detta la verità. Non è che si applica tipo a macchia di leopardo, se si fosse applicato il DM 70 una diecina, quindici ospedali sarebbero stati chiusi, è giusto Assessore? Benissimo, e quindi diciamo che abbiamo cercato di accontentare bande armate, bande armate, gruppi, interessi, l'ho sempre detto e lo continuo a dire, interessi di parte della maggioranza per poter ottenere risultati significativi. Noi faremo e abbiamo fatto la nostra parte, abbiamo cercato un contributo, certamente in taluni casi, come in questi giorni, sono stato oggetto di particolare attenzioni, il fatto di essere stato corretto ha portato, per esempio, un ex consigliere regionale a dire che probabilmente io sono il volano, sono praticamente l'anello di congiunzione fra centrosinistra e centrodestra. Nulla di più stupido che si potesse dire, però sta di fatto che noi vogliamo lavorare, vogliamo essere coerenti, vogliamo essere corretti e chiediamo all'Assessore, per l'ennesima volta, questo quadro comparato. Perché quello che lei ci ha dato, Assessore, non ha un significato vero. In funzione di questo comunque, ribadisco, che tutti gli emendamenti fatti dal nostro Gruppo vengono elimina eliminati, i soppressivi.
CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Io non ho partecipato alla discussione in apertura di questo Consiglio, però mi permetta solo una leggera e piccola digressione dall'argomento che sto per affrontare, per ricordare all'onorevole Pittalis che le sue preoccupazioni sono le mie speranze. Le sue preoccupazioni dico sono le mie speranze e per ricordare all'onorevole Zedda Paolo che gli uomini grandi, prima di fare cose grandi, le hanno sognate e le cose grandi vanno prima sognate e poi messe in campo.
Detto questo voglio ritornare all'argomento all'articolo 1. Anzi il capitolo 1 pone alcune questioni importanti, che poi ritroveremo sicuramente nel prosieguo dell'esposizione del documento, primo fra tutti quello che è saltato, è venuto fuori alla luce delle discussioni fatte fino ad ora è quello sulla normativa nazionale, sul DM 70. Io rivendico all'interno di questo documento il fatto che comunque sia, questo documento, secondo me giustamente, tiene conto della normativa nazionale, perché non dobbiamo buttare alle ortiche tutto il DM 70, perché è un documento scritto in maniera concreta, molto concreta, non pensato secondo me molto spesso, troppo spesso, alla specificità della Sardegna. E noi in questo documento abbiamo tenuto conto della nostra specificità. Abbiamo tenuto conto del fatto che, comunque sia, abbiamo delle caratteristiche particolari, che devono essere tenute conto. Quindi, io rivendico la capacità e la possibilità di poter guardare al DM 70 come normativa di riferimento, ma di tenerne conto potendocene, in maniera anche sostanziale, discostarcene. E questo lo vediamo sicuramente per quanto riguarda quello che è la dotazione, ad esempio, dei posti letto che il DM 70 impone, i famosi 3,7 per mille di posti letto per mille abitanti. 3,7 posti letto per mille abitanti. In questo caso ce ne discostiamo non in maniera positiva, ma in maniera al ribasso, per quanto riguarda il computo totale del 3,7 e lo facciamo tenendo conto anche di quello che nella seconda parte del capitolo 1, diciamo, per quanto riguarda l'ospedalità privata, cioè il polo di ricerca di Olbia. Cioè noi all'interno del computo dei posti letto che mettiamo in questo documento sicuramente abbiamo anche tenuto conto dei posti letto che vengono conteggiati per la ospedalità privata. Ma vorrei fare un appello all'Assessore quando si parla, ne abbiamo già discusso, quando si parla di mobilità passiva e di posti letto equivalenti, di tener conto che noi non dobbiamo fare quello che il DM 70 ci dice di fare, perché in questo caso secondo me è sbagliato, perché in una visione propositiva del nostro piano di riorganizzazione della rete ospedaliera noi non dobbiamo pensare che i posti letto che noi scaliamo dal computo totale debbano essere anche quelli della mobilità passiva. In una azione propositiva della riorganizzazione della rete ospedaliera io le propongo di pensare a riattivare quei posti letto all'interno della nostra rete ospedaliera, perché la mia aspettativa è che quei 10.000 pazienti che vanno a curarsi nella penisola ritornino in Sardegna e stiano in Sardegna per farsi curare e non dare quei 150-132 posti letto della mobilità, portarli in detrazione dal numero di posti letto che noi dobbiamo calcolare qua in Sardegna.
Così come vorrei ricordare i tassi di occupazione; i tassi di occupazione per posto letto. È vero che la Sardegna nei calcoli che noi abbiamo utilizzato per definire i tassi di occupazione sono leggermente al di sopra della media nazionale di quel famoso 160, però è anche vero che dal 2011 stiamo andando a ridurre quel tasso di occupazione ed è verosimile che in questo momento i tassi di occupazione dei posti letto della Sardegna siano perfettamente in linea con quelli nazionali. Le ricordo o ricordiamo che probabilmente al 2016 i tassi di occupazione sono se non in linea anche forse al di sotto della media nazionale.
Così come ricordo la cura che deve essere posta nella determinazione, nella cura delle patologie tempo-dipendenti, sta scadendo il tempo, avremo occasione di riparlarne. Quello che voglio ricordare è che è vero che noi dobbiamo erogare salute e cure in condizioni di sicurezza ma dobbiamo anche stare attenti alla sicurezza dell'erogazione delle cure, grazie.
PITTALIS PIETRO (FI). Intanto per annunciare che Forza Italia manterrà tutti gli emendamenti e su ogni emendamento interverrà, perché riteniamo non tanto per fare sfoggio di oratoria fine a se stessa, ma per denunciare le storture che questa ipotesi di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione Sardegna, secondo noi, porta con sé.
Lo hanno detto prima di noi le organizzazioni sindacali, lo hanno detto prima di noi le associazioni di categorie quelle mediche e paramediche, lo hanno detto i cittadini che si sono mobilitati nei diversi territori denunciando una sanità che tende sempre più a polarizzarsi con un Nord e un Sud strutturati e con aree quelle deboli, quelle centrali, quelle interne che soffrono le conseguenze davvero dannose di questa ridefinizione. Ed è la ragione per la quale noi non possiamo non intervenire su ogni aspetto per denunciarne i limiti e soprattutto le conseguenze che rischia di produrre, se andasse tutto incontro a quella richiesta di qualità dell'offerta sanitaria non avremmo avuto nulla da osservare, ma ci pare che sia un disegno che pregiudica gravemente proprio il bisogno, e che è un diritto, di una sanità di qualità per tutti i cittadini sardi, nessuno escluso, compreso quel cittadino che purtroppo oggi, essendo in attesa con codice verde, come riporta un'agenzia, e aspettando quindi di poter essere accettato, è morto nel piazzale antistante la struttura ospedaliera. Non è una responsabilità per carità né della Giunta né dell'Assessore né della politica è però un problema sul quale, Assessore, dobbiamo, io spero che lei indaghi, e sull'accaduto si verifichino, io spero che non ci siano responsabilità, non sono uno di quelli che punta il dito a tutti i costi, anzi spero, mi auguro che non ci siano responsabilità. Però non possiamo rimanere indifferenti anche rispetto a fatti che accadono e di cui bisogna anche chiedersi perché oggi accadono.
E allora ecco perché noi riteniamo, Assessore, che con gli emendamenti, alcuni sono soppressivi perché vogliamo attirare l'attenzione, segnalarle le questioni che dal nostro punto di vista sono assolutamente da correggere, riteniamo che si possa anche con quegli emendamenti di sostanza tornare su alcune problematiche che abbiamo posto perché non si può fare una cosa ad Alghero e Ozieri e lasciare Lanusei con un trattamento differenziato, per esempio. Non si può fare una cosa a Sassari e lasciare Olbia o Nuoro in funzione subordinata.
E allora siccome noi ci siamo resi conto che nulla è accaduto di nuovo rispetto al testo così come esitato dalla Commissione, forse l'unico miracolo vorremmo anche capire, su una cosa sia chiaro la maggioranza si è ricompattata su questo disegno, su questa proposta di ridefinizione della rete ospedaliera, non ne capiamo le ragioni visto che un giorno sì e l'altro pure esponenti della maggioranza di centrosinistra hanno insomma urlato ai quattro venti la pericolosità di questa riforma, hanno addirittura puntato il dito contro l'Assessore chiedendone anche le dimissioni, oggi tutto va bene, ne prendiamo atto, questo è il dato politico fondamentale e tutta la maggioranza di centrosinistra si assume la responsabilità, quindi avete i numeri per approvarvela.
Noi vi diciamo soltanto una cosa: su questo progetto io ho invitato i colleghi del mio Gruppo: non chiederemo il voto segreto. Perché sia chiaro che deve emergere palesemente la vostra responsabilità, quella della Giunta e quella di tutta la maggioranza di centrosinistra, su un progetto che noi assolutamente non condividiamo.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Una richiesta, Presidente, colleghe e colleghi, una richiesta di precisazione all'Assessore, approfittando, io avevo già chiesto, avevo fatto richiesta nella discussione generale, ma la mia richiesta è rimasta inevasa. La premessa, e quindi il capitolo primo, sembrerebbe non creare problemi se non fosse per il fatto che insieme alla indicazione delle norme cui si fa riferimento nel DL e ad un certo punto nella parte finale, a pagina 5 precisamente, si dice che non si tiene conto dei posti letto accreditati per l'ospedale polo di ricerca nell'area territoriale della Gallura ai fini del rispetto dei parametri dei posti letto per mille abitanti per il periodo 2015-2017, salvo poi a pagina 32, e precisamente al capitolo "Distribuzione discipline e posti letto", nell'ultimo periodo dire "nell'ambito del numero massimo di posti letto attivabili in Sardegna si è ritenuto di dover tener conto di quelli attribuiti all'ospedale e polo di ricerca nell'area territoriale della Gallura, in ragione del ruolo strategico che ne ha connotato l'ideazione e classificazione quale ospedale di alta specializzazione…", e quindi io prima di votare avrei bisogno ovviamente di capire se si tiene conto o non si tiene conto, può anche essere che io non abbia capito così come tanti altri nostri corregionali, com'è stato efficacemente detto nell'intervista da una direttrice di azienda, ma io a questo punto qui in quest'Aula chiedo delucidazioni in ordine a questo punto prima di procedere alla votazione.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Volevo intanto esprimere il mio cordoglio per quello che è stato riferito dall'onorevole Pittalis, ovviamente ho chiesto informazioni per una situazione che le assicuro clinicamente è molto particolare, di una persona che è stata avviata al triage e non aveva in quel momento codici che richiedessero terapie intensive, poi…, adesso avrò maggiori dettagli che metterò a disposizione dell'Aula.
Io ho apprezzato il suo intervento, onorevole Pittalis, ma io penso che dobbiamo provare a ragionare cercando di ricondurre un po' di serenità, e quindi mi fa piacere il suo intervento mentre mi lascia perplesso l'intervento dell'onorevole Tocco perché se, invece di discutere sui contenuti di atti di programmazione sanitaria, cerchiamo di utilizzare esempi utilizzati strumentalmente, perché non mi risulta ci sia nessuna dimissione di un primario di oculistica, perché ho parlato in tempo reale col Direttore generale e mi dice che c'è un primario che sta andando in pensione in anticipo perché ha centinaia di giorni di ferie, però utilizzare questi argomenti per dire "è una programmazione corretta, non è una programmazione corretta" mi lascia perplesso, cioè utilizzare l'aneddoto e non utilizzare invece la notizia che mi arriva adesso che la Stroke unit del Brotzu è tra le prime dieci d'Italia vuol dire fare un'informazione che non è corretta, così come vorrei tranquillizzarla e dire che la sanità non finisce a Cagliari, la sanità è tutta la Sardegna con molte cose che vanno bene. Io non seguo le eccellenze, a me interessa cercare di ricondurre a una media misurata con i LEA, che non era stata misurata per cinque anni, l'assistenza sanitaria in Sardegna, allora a me fa piacere anche nel dibattito leggere la proposta che era stata fatta e che è rimasta in un cassetto della rete ospedaliera nella precedente legislatura, perché è interessante e vuol dire che c'è stata un'evoluzione dei concetti, nonostante la "135" del 2012 richiedesse di adattare immediatamente i posti letto già dal 2012, peccato che siamo nel 2017. Allora: "Ospedale distrettuale - non so che cosa sia - di Ittiri; Punto di primo intervento di zona disagiata di La Maddalena, Sorgono e Carloforte; Punto di primo intervento di Thiesi, Bosa, Ghilarza, Ospedale Marino, Isili e Muravera"… mi fa piacere che abbiate cambiato, noi cerchiamo di fare un ragionamento che è molto più articolato. Il DM 70 è un documento che nasce sì dalle aule ministeriali ma nasce con un fondamento scientifico della programmazione sanitaria, allora partecipare venerdì a un incontro dell'Associazione degli ortopedici sardi, che invitano l'Assessorato a fare il registro delle protesi d'anca, e vedere in anteprima i dati dell'Istituto superiore di sanità che ci conferma che abbiamo un'organizzazione sanitaria iper frammentata, con una caratteristica clamorosa che viene evidenziata e che vorrei condividere con l'onorevole Usula, che c'è un rapporto inversamente proporzionale al numero di casi di intervento di protesi d'anca, con i casi di riintervento che sono superiori nelle piccole strutture, quindi c'è un problema di sicurezza e un problema di costi, e allora dobbiamo avere il coraggio di riportare la specialità e la qualità tecnica, che non significa che i colleghi che operano nelle strutture ospedaliere nell'organizzazione attuale siano di bassa qualità, il modello organizzativo però espone ad un rischio perché esiste una regola scientifica che - ripeto - è quella del volume/esiti: maggiori sono i volumi, migliori sono gli esiti. Allora noi abbiamo fatto una scelta in Sardegna che si sviluppa su 29 ospedali pubblici e 10 privati, con una iper frammentazione della casistica.
Onorevole Contu, ha ragione bisogna vedere tutto, però associare un documento che è di rete ospedaliera e che non è di programmazione sanitaria… non stiamo facendo il piano sanitario, stiamo facendo la parte che il DM 70, il patto della salute, ci obbligava ad aggiornare entro tre mesi, sono passati due anni perché è un argomento, lo capisco, di complessità in un contesto che non è abituata alla programmazione. Ho letto quello che ha fatto la precedente Giunta sullo spopolamento delle zone interne, sulla denatalità, ma non si può associare questo fenomeno agli ospedali, perché quello che stiamo cercando di far capire non è le fondamenta perché non so quale è le fondamenta, io parlo di circolarità della prestazione sanitaria, se noi creiamo circolarità riusciamo a intercettare i 440 mila accessi ai pronto soccorsi della Sardegna, e stiamo tutelando anche quelle zone che hanno dai 4000 ai 5000 accessi di pronto soccorso mettendo servizi di chirurgia. Allo stesso tempo io pongo alla riflessione di quest'Aula il punto se noi stiamo dando una risposta sui nuovi bisogni di salute, nuovi bisogni di salute che non sono da collegare automaticamente con l'invecchiamento, perché quello anzi dovrebbe essere una caratteristica di qualità di un sistema sanitario, se è un invecchiamento attivo, se richiede misure preventive che stiamo mettendo in atto anche attraverso collaborazioni con altre istituzioni per cercare di….
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, il tempo a sua disposizione è terminato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 4 e 674, uguali.
Gli emendamenti soppressivi parziali sono stati ritirati quindi passiamo all'emendamento numero 601, sostitutivo parziale.
Metto in votazione il testo del Capitolo.
TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, io nulla quaestio sul reparto di Stroke Unit del Brotzu, che è sempre stato un reparto fantastico, io purtroppo sono stato anche ricoverato lì, quindi so di cosa si parla. Però è chiaro che se un reparto di quel livello, c'è tutto il personale, c'è tutta la strumentazione, c'è tutta la tecnologia, l'interventistica, è chiaro che un reparto poi, se lavora bene, con tanto di professionisti, ha un risultato. Il problema è che molti reparti, Assessore, si stanno spolpando, è chiaro che il reparto… se poi al reparto, come la neurochirurgia al Marino, piano piano togli uno, poi gli togli l'altro, e alla fine lo devi trasportare dall'altra parte, è normale che non avrà mai i risultati di un reparto di eccellenza come la Stroke Unit . Il discorso, Assessore, è che se si vuole dare una spinta a qualcuno o a qualche reparto in questo caso, è facile che questo poi abbia dei risultati in futuro. Per carità, io sono felicissimo di questo, ma lei pensi se al reparto di chirurgia plastica del Brotzu avesse lasciato i posti letto, la struttura complessa che aveva prima, con tanto di professionalità che c'è lì dentro da 32 anni, pensa che avrebbe continuato ad avere risultati con gli ustionati? Assessore, il problema è sempre uno qua, quando si vuol fare qualcosa c'è la volontà, e allora si fa, in questo caso si è fatto per qualcuno, e tanto di cappello, però per altri non è stato fatto.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Volevo sapere cosa stiamo votando.
PRESIDENTE. Stiamo votando il testo del Capitolo.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Premessa e basta, il Capitolo "Premessa".
PRESIDENTE. Sì, "Premessa".
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Io ho capito che, da quanto detto poc'anzi dall'assessore Arru, si tiene conto dei posti letto del polo di ricerca dell'area territoriale della Gallura, però rilevo che nel documento che si sta mettendo in votazione ora si specifica che non si tiene conto dei posti letto. Quindi credo che, a questo punto, occorra quantomeno, magari con un emendamento orale, correggere il Documento.
RUGGERI LUIGI (PD). Quello che è scritto sulla premessa è un riferimento all'obbligo legislativo, o meglio al dettato legislativo, col decreto "Sblocca Italia" è stata concessa alla Sardegna la possibilità di non calcolare nel percorso di riavvicinamento al tasso standard di dotazione di posti letto i posti assegnati al presidio ospedaliero privato Mater Olbia. Questa deroga aveva comunque un orizzonte temporale limitato. Il conto complessivo dei posti letto, 5.790, incorpora anche il numero di posti letto legati all'ospedalità privata, quindi la scelta finale nel 2017, posto che il decreto "Sblocca Italia" è del 2014, è quello di arrivare a regime con i posti letto dell'ospedalità privata previsti all'interno del tasso standard al quale il documento tende a riconformarsi con l'attribuzione del numero assoluto di 5.790 posti letto, che comprendono quindi anche quel dato. Il riferimento in premessa è un riferimento al dato legislativo, non è
la sottoposizione a quel dato, ma, come abbiamo richiamato in tutte le fonti legislative, un elemento di riferimento.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Io credo che a questo punto vada chiarito, quindi vada scritto diversamente, altrimenti per quanto mi riguarda non è possibile votarlo perché non è chiaro.
PRESIDENTE. Posso dare un chiarimento io? Nella premessa si fa riferimento al periodo 2015-2017 in cui c'è una deroga, per cui si dice che per questo periodo non sono conteggiati. Dopodiché, nella programmazione successiva si prende atto che questi invece rientrano nel computo totale dei posti letto. Quindi, non c'è una contraddizione in termini tra questa premessa e la successiva programmazione, che vale dal 2018, fino al 2017 sono in deroga, e quindi non si tiene conto, quando si programma dal 2018 invece vengono presi in considerazione all'interno del computo totale dei posti letto.
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Se noi continuiamo così creiamo confusione, è molto più chiaro dire che i posti letto per la Sardegna sono 3,55 ogni mille abitanti, questo è. Che questi ci siano, non possono esserci dopo però, ci saranno sempre sotto forma di deroga, perché se fossero inglobati la media sarebbe superiore alla media nazionale e questo credo non sia fattibile. Quindi forse è opportuno precisarlo meglio.
PRESIDENTE. Va bene, io metto in votazione il testo del Capitolo.
RUGGERI LUIGI (PD). A questo punto, siccome è del tutto indifferente, potremmo anche, se l'emendamento orale viene accettato, sopprimere del tutto il periodo di riferimento al decreto-legge "Sblocca Italia".
PRESIDENTE. Va soppresso il punto 4? La proposta è, il punto 4 del "decreto-legge 12 settembre 2014, cosiddetto Sblocca Italia, all'articolo 16 dispone che per la Regione Sardegna", quindi l'eliminazione di tutto questo comma. Questo è l'emendamento orale? Chiedo se ci sono osservazioni all'accoglimento di questo emendamento. Si sta chiedendo di stralciare dal testo il comma 4 che dice "il decreto-legge 12 settembre 2014, cosiddetto Sblocca Italia, all'articolo 16 dispone che, per la Regione Sardegna, al fine di favorire la partecipazione di investimenti stranieri per la realizzazione di strutture sanitarie, non si tiene conto dei posti letto accreditati per l'ospedale e polo di ricerca nell'area territoriale della Gallura, delibera Giunta regionale 24/1 del 26.6.2014, ai fini del rispetto dei parametri del numero di posti letto per mille abitanti per il periodo 2015-2017". La proposta è quella di eliminare questo comma. Quindi chiedo se ci sono osservazioni all'accoglimento di questo emendamento?
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io non sono d'accordo e spiego perché, siccome c'è già il tentativo di cercare di incorporare nella struttura di Olbia con l'ultima lettera inviata addirittura alcune specificità che sono tipiche della Sardegna e sono certamente strutture molto importanti, non vorrei che nel momento stesso in cui questi fossero inglobati facesse un'operazione di acquisire posti letto che sono fondamentali nell'ambito del pubblico. Ecco perché sono contrario.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento orale non è accolto e quindi metto in votazione il testo così com'è.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 1.
L'emendamento numero 751 è stato ritirato, c'è un invito al ritiro dell'emendamento numero 673.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). L'emendamento è ritirato, visto che è stato presentato al capitolo 12 un emendamento con un contenuto simile, primo firmatario onorevole Busia, e quindi discuteremo questi temi più avanti.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame del Capitolo 2.
Al Capitolo 2, parte prima, sono stati presentati degli emendamenti.
Chiedo all'onorevole Oppi se conferma il ritiro degli emendamenti soppressivi totali… Quindi sono stati ritirati gli emendamenti numero 388, 389, 390 e 391, l'emendamento 603 dell'onorevole Tocco è inammissibile.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 5 è contrario e sull'emendamento 676 è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale
TOCCO EDOARDO (FI). Questa parte riguarda un po' la distribuzione territoriale della sanità in Sardegna, quindi quello che effettivamente in questo momento è un argomento importante, nel senso che vista la difficoltà di viabilità, di struttura stradale, vista la difficoltà relativa anche alla densità abitativa rispetto al territorio, è qui che è giocoforza il problema della rete di emergenza-urgenza, e dal momento in cui proprio c'è questa difficoltà, data sia l'insularità, la posizione geografica, come elenca testualmente quello che leggo dal documento, è chiaro che se non esiste ancora una rete territoriale di emergenza-urgenza, è il momento appunto di fermarci, come dicevo all'inizio. L'elisoccorso non è ancora partito, dubito che partirà prima di un certo periodo di tempo, il problema dell'AREUS lo conosciamo tutti, quindi, Assessore, fermiamoci un attimo perché il problema territoriale esiste, non c'è niente da dire, purtroppo è eclatante. La Sardegna è questa; c'è una cartina che la evidenzia in maniera Palese, una cartina che evidenzia anche i territori. Parliamo dei piccoli presidi ospedalieri, quelli che stanno al centro della Sardegna, quelli che stanno anche nelle zone costiere che però sono distanti dai centri Hub più di 70,80 chilometri, e quando ci sono le emergenze, questa emergenze vanno risolte. In questo momento, siccome non abbiamo ancora attivato il fatidico elisoccorso, allora è lì che ovviamente nasce il problema. Questo io direi che è veramente la cosa più palese che ci si presenta davanti. Oggi son stati cassati alcuni emendamenti dalla Presidenza, è venuto gentilmente Gianfranco Ganau con gli uffici, perché pare che io, in alcuni di questi emendamenti, abbia evidenziato una sorta di censimento demografico, quindi, probabilmente… però, se ci pensiamo bene, effettivamente quello che io magari ho fatto, anche perché probabilmente l'ho fatto anche politicamente, è dimostrato qua, è dimostrato qua, Assessore, e allora, cosa vogliamo fare, Assessore? Vogliamo dare un po' d'attenzione ancora prima che parta veramente la rete di emergenza-urgenza ai piccoli presidi? Quindi ci fermiamo un attimino e lasciamo il mondo come si trova, come si diceva una volta, e aspettiamo il tempo che parta l'elisoccorso e partano le ambulanze, l'AREUS? Io credo che tutto questo si possa verificare anche nel 2018, e quindi, ripeto, questa fretta di dover chiudere il cerchio assolutamente, probabilmente entro la settimana prossima, senza che sia appronta una rete territoriale strutturata. Fermiamoci, Assessore, ne discutiamo, dobbiamo andare da domani in Commissione probabilmente per altri tre giorni, fermiamoci un attimino e diamo spazio alle richieste dei sardi che vivono nei piccoli centri e che hanno delle grandi difficoltà, perché ne abbiamo ascoltato tanti in Commissione - sindacati, categorie, CAL, amministratori locali -, io credo che sia il momento di ascoltare la persona più importante cui deve far riferimento questa riforma, che è il cittadino, che è il fruitore finale, il cosiddetto consumatore finale di questa riforma.
TEDDE MARCO (FI). Presidente, stiamo entrando pian piano nel vivo di questo piano di riorganizzazione, piano di riorganizzazione che noi riteniamo, lo abbiamo detto più volte, del tutto deficitario, pieno di lacune e privo della necessaria proiezione verso un orizzonte sanitario in cui i cittadini sono messi al centro, orizzonte sanitario in cui i cittadini stanno al centro. Ebbene, le premesse che leggiamo in questo paragrafo 2 sono in larga misura condivisibili. E' vero che la Sardegna è la terza Regione d'Italia per estensione territoriale, 24.100 chilometri, è altrettanto vero che la Sardegna è la terzultima Regione d'Italia per densità abitativa, è vero che abbiamo una infrastrutturazione viaria da terzo mondo, anche se così non viene detto nel paragrafo 2, ebbene, allora cosa si fa? Per ovviare a questi inconvenienti, per ovviare a questi problemi, che sono problemi di non poco conto, si prendono le caratteristiche dei piani di riorganizzazione del continente, della Penisola, e si calano sulla Sardegna, che ha tutt'altre caratteristiche, e che oltre a questi problemini, che abbiamo testé elencato, ha anche un altro problemone; la Sardegna è un'isola, e di questo troppo spesso ci dimentichiamo! E quindi il sistema è quello del Piemonte, della Toscana, dell'Emilia, con il sistema, o meglio, con le strutture Hub, con una complessità di cure di un certo tipo, con gli Spoke, con una intensità di cure differente, e questo sistema dovrebbe in teoria rispondere alle esigenze di salute di tutti i sardi; e così non è, e così non sarà, anche perché peraltro questo sistema viene in qualche modo violentato dal fatto che abbiamo due Hub, uno nel nord-ovest della Sardegna e l'altro nel sud della Sardegna, solo che nel sud della Sardegna ci sono più primi livelli, nel nord-ovest non c'è neanche un primo livello. Ecco che quindi l'Hub di Sassari deve fare anche il primo livello, ecco che le liste d'attesa, Assessore, del secondo livello di Sassari sicuramente avranno qualche problema, e con i problemi di liste d'attesa ovviamente i problemi dei cittadini che hanno necessità di cure rapide, tempestive, efficaci, efficienti si acuiranno, cresceranno a dismisura, e la situazione si sta incancrenendo, diventa sempre più difficile avere la possibilità di avere cure tempestive, anche in funzione del fatto che l'emergenza-urgenza non c'è, non è che non funzioni, non c'è! non c'è! Non riusciamo a capire che cosa stia accadendo, non riusciamo a capire perché dopo nove mesi non venga nominato il direttore generale di AREUS. Ma cosa accade! Perché voi perdete nove mesi! Che in termini di risposta alle esigenze di salute dei cittadini sono nove mesi veramente di calvario! Perché non lo nominate? Ci problemi all'interno della maggioranza, ci sono problemi all'interno della Giunta, ci sono problemi all'interno del partito di maggioranza relativa, all'interno della maggioranza? Assessore, lei non può assolutamente farsi condizionare da queste dinamiche violente nei confronti di un'esigenza vera dei cittadini sardi. Assessore, lei è lì non per seguire le vicende tormentate della coalizione di centrosinistra, lei è lì per dare le risposte che deve dare in termini di riorganizzazione della sanità sarda, sulla quale lei è obiettivamente impegnato, ma non molto spesso ha fatto le cose che i sardi si attendono, ma questo non lo dice Forza Italia, assessore, questo lo dice il CAL, lo dice l'ANCI, lo dicono gli operatori della sanità, lo dicono le associazioni, lo dicono le associazioni soprattutto che cercano di lavorare per la sanità dei territori più sperduti, di quei territori che oggi sono isolati e domani lo saranno ancora di più, domani lo saranno ancora di più! Assessore, c'è veramente l'esigenza che lei prenda in mano, assieme al Presidente, le redini di questa sanità che oggi è completamente allo sbando e questo piano di riorganizzazione non è altro che la certificazione dei problemi del governo della sanità, la certificazione del fatto che non risponde a verità che questa sanità voluta dal presidente Pigliaru avrebbe dovuto essere lontana dalla politica. Non abbiamo mai visto una sanità così coerente, definiamola in questo modo, con la politica, così prossima…
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, noi chiediamo ovviamente di votare per questo emendamento in maniera soppressiva perché ci chiediamo cui prodest citare l'insularità quando poi non se ne colgono né il significato da un lato e tanto meno i vantaggi? Perché mi pare che il Paragrafo 2 riguardi essenzialmente una aggregazione che avete fatto in termini di popolazione, Assessore. Se lei lo legge attentamente o perlomeno probabilmente torno al concetto che ho già espresso nella discussione generale, ovvero io non ho capito e ha ragione allora la dottoressa Pintus, ma sinceramente l'aggregazione mi pare squisitamente di carattere numerica in termini di popolazione, perché poi noi nel resto della proposta non lo traduciamo nei parametri che servono per esempio per i due poli delle grandi città perché sono tra di loro molto diverse. Le ricordo che parliamo di territori come Teulada da una parte e Muravera dall'altra, oppure parliamo di situazioni del sassarese molto differenti con le zone della provincia più interne. Non è valsa la pena approfondire e citare altri gap infrastrutturali che riguardano la nostra Regione? Per esempio magari tener conto sicuramente di un PIL che non viene citato mai e quindi una situazione anche di carattere sociale ed economica che non viene mai presa in considerazione. Poi giustamente faceva osservare l'onorevole Tedde manchiamo di quei servizi strutturali, infrastrutturali importanti come l'emergenza-urgenza nello specifico l'elisoccorso che per carità non voglio entrare da questo punto di vista ma lo sto citando perché credo che non ci sia stato un ragionamento omogeneo nell'applicare proprio tutti quei gap infrastrutturali piuttosto che il concetto di insularità nei contenuti poi della proposta. Quindi, Assessore, perché citarlo? Secondo me non aveva proprio senso se poi non riusciamo a tradurre invece i valori positivi che magari potevano servirci per variare la proposta in base alla situazione territoriale, alle esigenze di alcune parti della Sardegna, mi sto riferendo ovviamente anche dove mancano quei servizi territoriali di cui ancora non ci avete dato atto, che ancora non esistono.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Presidente, su questo capitolo 2, contesto regionale, mi sono già espresso nel mio primo intervento. Voglio solo ribadire che approvando e accettando e apprezzando anche la prima parte di questo punto, di questo contesto regionale, poi naturalmente non posso che esprimere tutto il disappunto sulle parti conseguenti, ma non solo, ma anche su quello che le parti conseguenti di fatto comportano, perché quando andiamo a spezzettare il contesto regionale così ben descritto nella prima parte e andiamo al millesimo di abitante nelle varie parti della regione Sardegna di fatto stiamo creando le basi per giustificare il resto del documento, un documento che individuerà un'organizzazione sanitaria con il forte accentramento di servizi a Sassari, il forte accentramento di servizi a Cagliari e di fatto un impoverimento della parte centrale della Sardegna, un impoverimento di quella parte già povera, di quella parte già meno ricca e meno dotata di servizi. L'ho già detto prima, non spetta certo all'Assessore alla Sanità contrastare il fenomeno dello spopolamento, non spetta solo a lui, ma se noi portiamo avanti però una riforma di questo tipo di fatto a quel fenomeno diamo una grandissima accelerazione perché di fatto impoveriamo le parti già deboli di servizi. Allora, io dico e ribadisco, consideriamo la Sardegna come un unicum territoriale, andiamo e partiamo da questo facendone derivare una proposta omogenea e coerente con una organizzazione sanitaria che abbia come obiettivo una integrazione e una interdipendenza funzionale tra i vari territori in grado davvero, quello che ci diciamo ogni tanto a parole ma poi di fatto neanche lo scriviamo, una equità di servizi e una altrettanta garanzia di sussidiarietà con quei territori più deboli. Un'organizzazione di questo tipo non può quindi partire dalla specificità che in quel determinato territorio ci sono 50.000 abitanti, in quell'altro ce ne sono 47.274 che non me ne porterebbe niente, consideriamo la Sardegna come un unicum territoriale. Io riprendo, se ho ancora mezzo minuto, il documento di riorganizzazione e di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia. Non c'è un punto, sino alla firma del governatore emiliano, dove si faccia riferimento alla popolosità di Andria, di Foggia, di Bari e di Brindisi. Non c'è un riferimento, si parla dell'organizzazione, si parla di che cosa si vuole dare a quel territorio, ribadisco si dice e si sottolinea anche il fatto che quella regione ha caratteristiche orografiche ben diverse e più favorevoli di quanto non le abbia la Sardegna, 55 per cento (lo voglio solo ricordare) di territorio pianeggiante, 43 per cento di territorio collinare, 2 per cento di territorio montuoso, con un monte che è più basso del monte Linas di Villacidro. Allora, in quella situazione si organizza un servizio sanitario regionale ben diverso, ricordando anche non è un'isola e ha quattro regioni confinanti a cui i cittadini pugliesi possano accedere per avere servizi che la Regione Puglia eventualmente non dovesse assicurare. Ecco perché ho già detto prima, l'ho detto anche nella discussione generale, non posso assolutamente accettare questa visione, diciamo frammentaria della regione Sardegna per giustificare interventi a spot forse dando più forza a certi territori e indebolendo altri.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5 e 676, uguali.
Metto in votazione il testo del Capitolo 2.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Sull'ordine dei lavori Presidente. A termini di Regolamento quando resta un solo emendamento soppressivo totale, si dovrebbe mettere in votazione direttamente il mantenimento del testo. Avendo votato invece e avendo avuto numero contrario, così non vorrei che ne andasse o del rispetto del Regolamento o della Tabella 2. Quindi che si decida in questo senso perché abbiamo votato, ma non abbiamo votato per il mantenimento dell'articolo come prevede il Regolamento.
PRESIDENTE. Ha ragione, provvediamo adesso.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 2.
Passiamo all'esame del Capitolo 3.
Al Capitolo 3 sono stati presentati degli emendamenti.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Emendamento numero 6, uguale al 677 e al 392 parere contrario della Commissione, emendamento numero 392 parere contrario della Commissione, gli altri sono ritirati.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 3.
Passiamo all'esame del Capitolo 4.
Al Capitolo 4 sono stati presentati degli emendamenti.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Emendamento numero 7 uguale al 397 e al 739, parere contrario della Commissione.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 4.
La sesta Commissione è convocata domani mattina alle ore 10 e il Consiglio è convocato martedì 10 alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 19 e 13.