Source: http://animali-parma.blogautore.repubblica.it/page/5/
Timestamp: 2017-10-17 14:53:40+00:00
Document Index: 103364112

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 16', 'art. 12']

Tar, vincono gli animalisti: "No a uccisione nutrie"
Vincono gli animalisti, no ai proiettili contro le nutrie. Nelle scorse settimane, con una lettera che ha suscitato diverse reazioni fra i lettori, gli animalisti di Animals Freedom chiedevano - annunciando un ricorso - che il Comune di Colorno non uccidesse le nutrie della zona (LEGGI). Ora la sentenza del Tar, che appoggia la richiesta degli animaisti.
"Apprendiamo con immenso piacere che il Tribunale Amministrativo Regionale dell'Emilia Romagna ha annullato l'ordinanza del comune di Colorno con la quale si autorizzava lo sterminio delle nutrie tramite fucile in quanto la presunta "emergenza "non sussiste. A questo punto la battaglia continua e chiederemo al Tar di annullare anche le ordinanza che prevedono l'utilizzo di gabbie, questo per una forma di coerenza"
LA SENTENZA "ex artt. 60 e 74 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 313 del 2011, proposto da L.A.C. Lega per l’abolizione della caccia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Massimo Rizzato, con domicilio eletto presso l’avv. Antonella Costa in Parma, P.Le Borri 3; contro Comune di Colorno, non costituito in giudizio; nei confronti di Gianluigi Bosi, non costituito in giudizio; per l'annullamento, previa sospensione, dell'ordinanza n. 12 in data 06.04.2011, con la quale il Comune di Colorno consente l'abbattimento delle nutrie su tutto il territorio comunale.
Con il presente ricorso, l’associazione Lega per l’Abolizione della Caccia chiede l’annullamento, previa sospensiva, dell’ordinanza n. 12/11 in data 06/04/2011, con la quale il comune di Colorno, al fine di contenere il numero delle nutrie presenti sul territorio nazionale, ne consente l’abbattimento. L’amministrazione comunale di Colorno, pur ritualmente intimata, non si è costituita in giudizio. Alla camera di consiglio del 15/06/2011 il Presidente dava avviso della possibilità di una sentenza in forma semplificata e la causa passava in decisione. Il Collegio, sulla base dei precedenti della Sezione (sent. n. 12/2010 in data 15/12/2009), deve osservare che il ricorso merita accoglimento, risultando fondato il primo mezzo d’impugnazione, con il quale l’associazione ricorrente rileva sostanzialmente la violazione dell’art. 50, comma 5, del D.lgs. n. 267 del 2000, nonché l’incompetenza dell’amministrazione comunale di Colorno ad adottare provvedimenti in materia di contenimento del numero delle nutrie.
Nella specie, infatti, non sussistono i presupposti richiesti dal citato art. 50 del D. Lgs. n. 267 del 2000 per l’adozione, da parte del Sindaco, di ordinanza “extra ordinem”. In primo luogo, l’amministrazione procedente non ha in alcun modo comprovato la sussistenza di un’emergenza, sotto il profilo sanitario, derivante dalle nutrie e, in secondo luogo, risulta vigente una specifica normativa di rango regionale in materia di controllo e contenimento della popolazione delle nutrie.
Tale ordinaria disciplina è contenuta, per la Regione Emilia – Romagna, nell’art. 16 della L.R. n. 8 del 1994, nell’art. 12 della L.R. n. 6 del 2000 e, ulteriormente, nella deliberazione della Giunta Regionale n. 760 del 1995 (v. doc. n. 14 della ricorrente), ed essa, peraltro, attribuisce ogni competenza in materia di attuazione dei piani diretti al contenimento delle nutrie alle amministrazioni provinciali, con conseguente emergenza e fondatezza anche dell’ulteriore profilo di illegittimità dell’ordinanza impugnata, segnalato dalla ricorrente in riferimento all’incompetenza dell’amministrazione comunale ad adottare provvedimenti in “subiecta materia”.
Per le ragioni sopra esposte, il ricorso è accolto e, per l’effetto, è annullata l’ordinanza sindacale impugnata.
Il carattere assorbente dei motivi accolti, esime il Collegio dall’esaminare le ulteriori censure contenute nel ricorso.
Il Collegio nulla dispone sulle spese processuali, essendo, l’associazione ricorrente, stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato giusta deliberazione della Commissione in data 25 maggio 2011.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’ordinanza impugnata"
Foto f. mendi
Settecento chilometri in volo, da Montescaglioso, in provincia di Matera, fino ai campi agricoli della bassa parmense. Una giovane femmina di grillaio, un piccolo rapace delle dimensioni simili al gheppio, dopo un lungo viaggio migratorio che lo ha portato dall’Africa centrale fino al sud Italia, ha scelto di non fermarsi per nidificare nel luogo di nascita, nel materano, ma di risalire l’intera penisola alla ricerca di un altro luogo per costruire il nido.
La scoperta è di Germano Balestrieri e Andrea Vegetti, volontari del Gruppo locale di conservazione (Glc) coordinato dalla LIPU di Parma, che operano nell’ambito del progetto Life ”Pianura parmense” coordinato dalla Provincia di Parma.
Grazie ai controlli continui per seguire la popolazione di grillaio, che dal 2000 si è insediata stabilmente nel parmense con un numero compreso tra 15 e 20 coppie stabili da alcuni anni, è stato notato nei giorni scorsi che un esemplare portava un anello identificativo alla zampa. Una volta risaliti al numero dell’anello, grazie al lavoro di documentazione fotografica di Michele Mendi, la LIPU ha scoperto che il grillaio, una giovane femmina, fu inanellata nel luogo di nascita a Montescaglioso, in provincia di Matera, il 17 luglio dello scorso anno dal Centro recupero rapaci della Riserva Naturale S. Giuliano, nei pressi di Matera.
“A differenza degli adulti che migrano dai luoghi di svernamento in Africa per nidificare nei luoghi di nascita – spiega Marco Gustin, responsabile specie e ricerca LIPU e responsabile scientifico del progetto Life “Pianura parmense” - i giovani possono decidere di esplorare e colonizzare nuovi territori, anche molto distanti, come in questo caso, dal luogo di nascita”.
“Il grillaio – prosegue Gustin - che nidifica con migliaia di coppie principalmente tra la Puglia e la Basilicata, si sposta nella bassa parmense probabilmente per il fatto che trova, grazie ad agricoltori che coltivano con metodi rispettosi dell’ambiente, aree estensive con presenza di prati stabili ed erba medica per la produzione di Parmigiano-reggiano. Ambienti che favoriscono la presenza di insetti, di cui il grillaio, ma anche il falco cuculo presente nella bassa parmense, si servono in grande quantità per nutrire i pulcini al nido”
SCHEDA (dal sito www.uccellidaproteggere.it – LIPU e Ministero Ambiente)