Source: https://it.scribd.com/document/206359003/Vademecum-2010
Timestamp: 2019-10-19 11:31:35+00:00
Document Index: 25009868

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 4', 'art. 5', 'art.4', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 24', 'art.\n5', 'art. 9', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 64', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 20', 'art.9', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 93', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 18', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 21']

Vademecum_2010
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titoliedilizi2
DGR_2011_687
Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumita delibera 687.pdf
INTERVENTI EDILIZI2
/ 0194001
ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE, URBANISTICA. RETI DI INFRASTRUTTURE MATERIALI E IMMATERIALI. MOBILITÀ, LOGISTICA E TRASPORTI
ASSESSORATO SICUREZZA TERRITORIALE. DIFESA DEL SUOLO E DELLA COSTA. PROTEZIONE CIVILE
Ai Sindaci dell’Emilia-Romagna Ai Presidenti delle Province dell’Emilia-Romagna Agli Ordini e Collegi professionali Alle Associazioni economiche e sociali Alle Strutture tecniche competenti in materia sismica
OGGETTO: VADEMECUM SULLE PROCEDURE DI VIGILANZA E CONTROLLO DELLE COSTRUZIONI AI FINI DELLA RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO (TITOLO IV DELLA L.R. N. 19 DEL 2008)
Come è noto, dal 1 giugno 2010 è pienamente operativo il sistema dei controlli sulle costruzioni disciplinato dal Titolo IV della legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19, “Norme per la riduzione del rischio sismico”.
Inoltre, con l’approvazione da parte della Giunta regionale – deliberazione n. 1071 in data 26 luglio 2010 – dell’atto di indirizzo recante “Individuazione dei contenuti cogenti del progetto esecutivo riguardante le strutture, ai sensi dell’art. 12, comma 1, della L.R. n. 19 del 2008” e precisazioni in merito ai limiti e alle modalità di controllo di conformità del progetto esecutivo, si completa la predisposizione dei principali atti di indirizzo previsti dalla L.R. n. 19 del 2008, per assicurare l’applicazione uniforme delle disposizioni in materia sismica su tutto il territorio regionale.
Ad esito, dunque, di tale percorso di riforma e consapevoli della complessità e delicatezza della materia, appare opportuno fornire ai cittadini, ai professionisti e alle pubbliche amministrazioni, con
a uso interno: DP/
Classif.|_2451 _|
500_|
Fasc. |
particolare riguardo alle Strutture tecniche competenti in materia sismica, un vademecum, con il quale si danno chiarimenti ed indicazioni utili per rendere più agevole e sicura l’applicazione delle norme. Il vademecum è stato presentato durante gli incontri nel territorio del 14, 24 e 26 maggio 2010, svolti rispettivamente a Bologna, Cesena e Parma, nonché discusso e valutato nell’ambito del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e del Comitato regionale per la riduzione del rischio sismico (CReRRS) 1 , i quali hanno entrambi espresso una valutazione favorevole sulla necessità di tale atto e sui contenuti dello stesso.
Il vademecum si propone anche l’obiettivo di costituire uno strumento di raccordo degli atti di
indirizzo e coordinamento emanati in attuazione dell’art. 4, comma 1, della L.R. n. 19 del 2008 2 , soffermandosi in particolare:
- sulla normativa da applicare ai procedimenti in corso, con riferimento anche alle ipotesi di varianti in corso d’opera (sostanziali, non sostanziali ed innovative);
- sul rapporto tra il procedimento edilizio e quello sismico, anche alla luce delle recenti disposizioni introdotte dall’art. 5 del D.L. n. 40 del 2010 in materia di attività edilizia libera;
- sui procedimenti di deposito del progetto strutturale, soffermandosi in particolare sulle modalità di individuazione del campione di pratiche da sottoporre a controllo;
- sul procedimento di autorizzazione sismica, delineando tutti i diversi passaggi di tale procedimento e i diversi momenti di interlocuzione tra la Struttura tecnica e il progettista.
Si richiama infine l’attenzione sull’avvenuta costituzione, presso la Direzione generale Ambiente e difesa del suolo e della costa, di un Nucleo tecnico 3 , deputato a svolgere le funzioni di Struttura centrale di coordinamento della materia sismica.
1 I due Comitati (CTS e CReRRS) sono stati costituiti rispettivamente con:
- delibera n. 1430 del 2009, recante “Istituzione del comitato tecnico scientifico ai sensi della legge regionale n.19 del 2008, articolo 4”;
- delibera n. 1500 del 2009, recante “Composizione e modalità di funzionamento del Comitato regionale per la riduzione del Rischio sismico di cui all'art.4 comma 3, della L.R. 19/2008” e conseguente decreto assessorile n. 45 del 2009 “Nomina componenti Comitato regionale per la riduzione del rischio sismico”.
- delibera n. 1804 del 2008, recante “Approvazione degli standard minimi per l’esercizio delle funzioni in materia simica e definizione del rimborso forfettario per spese istruttorie”;
- delibera n. 121 del 2010, recante “Individuazione degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici e delle varianti, riguardanti parti strutturali, che non rivestono carattere sostanziale e definizione della documentazione attinente alla riduzione del rischio sismico necessaria per il rilascio del permesso di costruire e per la denuncia di inizio attività, ai sensi degli articoli 9, comma 4, e 10, comma 3, della L.R. n. 19 del 2008”;
- determinazione del D.G. Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa 9 marzo 2010 n. 2380, con cui è stata approvata la modulistica da utilizzare nel procedimento sismico;
- circolare a firma degli Assessori regionali Muzzarelli e Bruschini, prot. n. PG/2010/114855 del 27 aprile 2010, in merito alle varianti in corso d’opera;
- circolare a firma degli Assessori regionali Muzzarelli e Bruschini, prot. n. PG/2009/228337 del 13 ottobre 2009, in merito alla disciplina transitoria.
3 Si veda:
A tale nucleo è stata attribuito il compito di esercitare, con il supporto della Direzione generale Programmazione territoriale decentrata, intese. Relazioni europee e relazioni internazionali, l’attività di consulenza e supporto, di cui all’art. 4, comma 1, della L.R. n. 19/2008, alle Strutture tecniche competenti in materia sismica e agli operatori pubblici e privati che operano nel campo edilizio, assicurando in tal modo una sede unitaria di interpretazione della complessa normativa in materia sismica e dunque una omogeneità di comportamenti su tutto il territorio regionale. Ogni richiesta di chiarimento ed ogni questione interpretativa, sia di carattere giuridico che di carattere tecnico, relativamente alla normativa antisismica e ai procedimenti di vigilanza sui lavori e opere, va inoltrata all’indicato Nucleo tecnico all’indirizzo email nucleotecnico@regione.emilia- romagna.it.
La presente circolare, così come ogni provvedimento legislativo e amministrativo assunto dalla regione in materia è reperibile nelle pagine internet della Regione Emilia-Romagna agli indirizzi:
http://www.regione.emilia-romagna.it/codiceterritorio/
- la delibera di Giunta regionale n. 1435 del 28 settembre 2008, recante “Disposizioni organizzative per l’esercizio delle funzioni in materia sismica in attuazione della L.R. 19/2008”;
- la determina del Direttore generale Ambiente e difesa del suolo e della costa n. 9781 del 2 ottobre 2009 “Modifica declaratoria posizione dirigenziale professionale e costituzione nucleo tecnico”;
- la determina del Direttore generale Ambiente e difesa del suolo e della costa n. 4410 del 28 aprile 2010 “Modifiche alla determinazione n. 9781 del 2009”.
1. - LA COMPLETA OPERATIVITÀ DEL TITOLO IV DELLA L.R.
N. 19 DEL 2008
2. - RAPPORTO TRA PROCEDIMENTO EDILIZIO E PRATICA SISMICA
2.2. Elaborati da allegare alla pratica edilizia in caso di opere non strutturali
3. - IL PROCEDIMENTO DI DEPOSITO DEL PROGETTO STRUTTURALE
(art. 13 L.R. n. 19)
4. – IL PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE SISMICA (artt. 11 e 12 L.R. n. 19)
5. - CENNI IN MERITO ALLE COMPETENZE IN MATERIA DI VIGILANZA SULL’ATTIVITÀ
ABUSIVA (artt. 18 e 21 L.R. n. 19)
Entrata in vigore del- la legge
L.R. n. 19
Com’è noto, la L.R. 30 ottobre 2008, n. 19 (Norme per la riduzione del rischio sismico) – di seguito denominata “L.R. n. 19” - è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, parte prima, n. 184 del 30 ottobre 2008 ed è entrata in vigore il giorno 14 novembre 2008.
La L.R. n. 19 ha previsto, all’art. 24, comma 1, un periodo transitorio di un anno, nel quale il (solo) Titolo IV della legge, relativo in particolare al rapporto con i titoli abilitativi edilizi e alle nuove procedure di autorizzazione e deposito dei progetti, non ha trovato applicazione per un anno dalla data di entrata in vigore della legge. Di conseguenza, fino al 14 novembre 2009 hanno continuato a trovare applicazione le procedure di cui alla previgente legge regionale n. 35 del 1984 e al regolamento regionale 13 ottobre 1986, n. 33 (Per una completa ricostruzione di tale normativa si veda la delibera della Giunta regionale 24 ottobre 2005, n. 1677).
a) gli interventi edilizi in abitati dichiarati da consolidare, di cui all'articolo 61 del DPR n. 380 del 2001;
c) gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso, di cui all'articolo 20, comma 5, del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248. Tali categorie di edifici e opere infrastrutturali di rilievo regionale e locale sono stati individuati con
deliberazione della Giunta regionale n. 1661 del 2
d’opera,
d) le sopraelevazioni degli edifici esistenti, di cui all'articolo 90, comma 1, del DPR n. 380 del 2001.
Sempre l’art.
5, comma 1, della L.R. n. 23 del 2009, ha stabilito che per i restanti
interventi (di cui all'articolo 9, comma 1, della L.R. n. 19), fino al 31 maggio 2010,
continuava a trovare applicazione quanto previsto dalla legge regionale n. 35 del 1984 e dal regolamento regionale n. 33 del 1986.
Pertanto, il Titolo IV della L.R. n. 19 trova piena applicazione per tutti gli interventi edilizi, le opere e i lavori, di cui all’art. 9 della medesima legge, il cui procedimento sia avviato dal 1° giugno 2010 (art. 24, comma 1, L.R. n. 19).
Viceversa, ai sensi dell’art. 24, commi 2 e 3, della L.R. n. 19, i procedimenti in corso alla medesima data sono completati e producono i loro effetti secondo le disposizioni delle leggi regionali previgenti.
I procedimenti si intendono in corso qualora abbiano avviato in data antecedente il relativo iter abilitativo in campo sismico, secondo la legislazione regionale previgente, cioè quando, in data antecedente al 1° giugno 2010:
a) sia stato depositato il progetto esecutivo riguardante le strutture – di seguito denominato “progetto strutturale” – presso lo Sportello unico per l'edilizia (SUE) ovvero, nei casi previsti dalla normativa, presso lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) – di seguito entrambi richiamati con la denominazione di “Sportello unico”;
b) sia stata presentata domanda per il rilascio dell'autorizzazione sismica, nei casi in cui la stessa era prescritta dalla normativa previgente.
1.1. Varianti alle strutture da realizzarsi in corso d’opera (art. 9, commi 2 e 4 )
Il Titolo IV della L.R. n. 19 non trova applicazione per le varianti in corso d’opera, da realizzarsi dopo il 1° giugno 2010, rispetto agli interventi edilizi, alle opere e ai lavori
il cui procedimento abilitativo sismico sia stato avviato in data antecedente. Per dette varianti continua a trovare applicazione la disciplina che ha trovato applicazione per il rilascio dell’autorizzazione sismica o per il deposito originari.
Varianti non sostan- ziali
Varianti innovative
Si potrà trattare, in particolare:
a) di varianti sostanziali, di cui all’art. 9, comma 2, della L.R. n. 19,
b) di varianti non sostanziali, individuate dall’art. 9, comma 4, della medesima legge, come integrato dall’
Allegato B dell’atto di indirizzo approvato dalla Giunta
regionale con la citata deliberazione n. 121 del 2010.
Sia le varianti sostanziali che quelle non sostanziali, infatti, non richiedono un nuovo titolo abilitativo, né per il profilo edilizio né per quello sismico, ma l’integrazione del titolo originario (edilizio e sismico) e della documentazione progettuale necessaria. In particolare:
- le varianti non sostanziali,
predisposizione della documentazione progettuale
integrativa indicata
Allegato C.2. dell’atto di indirizzo approvato dalla Giunta regionale con la
citata deliberazione n. 121 del 2010
nonché la compilazione del “Modulo F –
Asseverazione relativa alle varianti non sostanziali riguardanti parti strutturali”,
approvato con Determinazione del Direttore generale Ambiente e Difesa del
Suolo e della Costa 9 marzo 2010 n. 2380)
. Tali atti devono essere conservati in
cantiere nel corso dei lavori e vanno allegati alla DIA di fine lavori, di cui all’art. 19 della L.R. 25 novembre 2002, n. 31 - di seguito denominata L.R. n. 31;
- le varianti sostanziali, prima della loro attuazione, richiedono: un titolo edilizio integrativo di quello originario (DIA o permesso di costruire), ai sensi dell’art. 18 della L.R. n. 31; una autorizzazione sismica o deposito del progetto strutturale, integrativi della pratica sismica originaria, da predisporsi nell’osservanza delle norme tecniche per le costruzioni utilizzate per la progettazione originaria.
Pertanto, fermo restando che i lavori possono proseguire per le restanti parti della costruzione secondo il progetto originario, l’attuazione della variante sostanziale è subordinata al rilascio dell’autorizzazione sismica o del deposito del progetto strutturale, relativi alla medesima variante. Un diverso trattamento si applica, invece, alle variazioni in corso d’opera, da attuarsi in data successiva al 1° giugno 2010, che comportano la completa rielaborazione del progetto strutturale (c.d. varianti innovative). Esse richiedono di fatto il riavvio del
norme tecniche per le
interventi il
stato avviato in
processo edilizio, sia per gli aspetti edilizi che per quelli sismici, necessitano per questo di un nuovo titolo edilizio e sismico e sono di conseguenza sottoposte alla disciplina
sopravvenuta, tra cui il Titolo IV della L.R. n. 19.
Alle varianti innovative, inoltre, si
applica in ogni caso la normativa tecnica per le costruzioni di cui al D. M. 14 gennaio 2008 (Vedi successivo paragrafo 1.2.).
Si tratta di quelle varianti che si configurano come una nuova e diversa progettazione strutturale rispetto a quella originaria, in quanto modificano in maniera sostanziale l’organismo architettonico ovvero il comportamento simico globale della costruzione.
Una più puntale descrizione delle tre figure di variante in corso d’opera, appena citate,
e della disciplina loro applicabile è presente nella lettera
circolare a firma degli
Assessori regionali Muzzarelli e Bruschini, prot. n. PG/2010/114855 del 27 aprile
Per completare il quadro della disciplina finalizzata alla riduzione del rischio sismico da applicare, occorre poi richiamare il fatto che dal 1° luglio 2009 trovano obbligatoria applicazione per i nuovi interventi le norme tecniche per le costruzioni approvate con il D.M. 14 gennaio 2008.
Occorre tuttavia considerare che l’art. 20, comma 3, del D.L. n. 248 del 2007 – c.d. “mille proroghe 2008” - (convertito con modifiche dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31), come specificato dall’art. 64, comma 7, della L.R. n. 6 del 2009, ha introdotto una disposizione transitoria, tesa a limitare l’impatto della piena obbligatorietà delle norme tecniche per le costruzioni sui procedimenti in corso.
Per effetto di tali disposizioni transitorie, in Emilia-Romagna, per gli interventi per i quali entro la data del 30 giugno 2009 sia stata presentata al Comune denuncia di inizio attività o domanda per il rilascio del permesso di costruire, continua ad applicarsi la normativa tecnica utilizzata per la redazione dei progetti stessi (cioè la normativa tecnica previgente ovvero quella di cui al medesimo decreto ministeriale 14 gennaio
Disciplina delle va- rianti in corso d’opera
L’opzione per l’eser- cizio autonomo delle
la costitu-
zione delle Strutture
tecniche competenti
riapertura dei
termini per optare per
2008), fino alla completa attuazione dei lavori e all’eventuale collaudo.
Questa disposizione transitoria si applica anche in caso di varianti in corso d’opera, siano esse sostanziali e non sostanziali, rispetto a titoli edilizi il cui iter amministrativo è stato avviato prima del 1° luglio 2009.
Invece, in caso di varianti innovative, ai fini del rilascio della nuova autorizzazione sismica o per il deposito del nuovo progetto strutturale, necessari per la realizzazione delle stesse (vedi paragrafo 1.1.), deve trovare applicazione la normativa tecnica di cui al D.M. 14 gennaio 2008.
Per una più puntale ricostruzione della disciplina transitoria in parola, si veda la
circolare a firma degli Assessori regionali Muzzarelli e Bruschini, prot. n. -
PG/2009/228337 del 13 ottobre 2009.
Quanto alle modalità di esercizio delle funzioni in materia sismica, è utile ricordare che la L.R. n. 19, nel confermare la delega ai Comuni di tale funzione, ha stabilito che, per il concreto svolgimento della stessa, è necessario ricorrere a personale tecnico di elevata professionalità e competenza, secondo criteri di adeguatezza ed efficienza dell’azione amministrativa. Pertanto, i Comuni, singoli o associati, che intendano esercitare autonomamente tale funzione sono tenuti a dotarsi di strutture tecniche in
conformità agli standard minimi definiti con apposita
regionale (D.G.R. n. 1804 del 3/11/2008, come integrata dalla D.G.R. n. 120 del
9/2/2009)
. Nei restanti casi i Comuni si avvalgono stabilmente delle strutture tecniche
Inizialmente, l’art. 3, commi 1, 2 e 4, della L.R. n. 19, ha previsto una tempistica, per l’espressione di detta opzione da parte dei Comuni e per la conseguente costituzione delle strutture, che si è conclusa il 14 novembre 2009 (data di prima operatività del Titolo IV della legge). Successivamente, l’art. 5, comma 3, della L.R. n. 23 del 2009, in considerazione del protrarsi del periodo transitorio di prima applicazione del Titolo IV della L.R. n. 19, ha
l’esercizio autonomo
previsto la riapertura dei termini, consentendo ai Comuni che non l’avessero fatto in precedenza di optare per l’esercizio autonomo delle funzioni sismiche (da comunicare alla Giunta regionale entro il 1° marzo 2010) e di costituire le necessarie Strutture tecniche competenti (entro il 31 maggio 2010).
La Giunta regionale, con la deliberazione 16 novembre 2009, n. 1852, ha proceduto ad una prima ricognizione degli esiti dei processi di riordino territoriale appena richiamati, rilevando l’elenco:
A. dei Comuni che provvedevano all’esercizio autonomo, in forma singola o associata, delle funzioni in materia sismica di cui al Titolo IV della L.R. n. 19 del
B. dei Comuni che, pur confermando la volontà di esercitare autonomamente le funzioni simiche, avevano richiesto di avvalersi temporaneamente, fino al 31 maggio 2010, delle strutture tecniche regionali, confermando l’impegno a provvedere alla costituzione di proprie strutture tecniche entro la medesima data;
C. dei Comuni che avevano scelto di esercitare le funzioni sismiche avvalendosi delle strutture tecniche regionali, costituite presso i Servizi Tecnici di Bacino (STB).
A seguito della riapertura dei termini hanno optato per l’esercizio autonomo delle funzioni i Comuni di Bologna e Ferrara; mentre i Comuni di Maranello, Formigine e Fiorano Modenese hanno comunicato di volersi avvalere degli STB, rinunciando alla precedente scelta per l’esercizio autonomo della funzione sismica, in forma associata.
Pertanto, dal 1° giugno 2010 le funzioni in materia sismica di cui al Titolo IV della
L.R. n. 19 saranno svolte:
dalle strutture tecniche dei Comuni, singoli o associati, indicati negli
Allegati A e
B della citata deliberazione della Giunta regionale n. 1852 del 2009
, ad esclusione
dei Comuni di Maranello, Formigine e Fiorano Modenese, e dalle strutture tecniche dei Comuni di Bologna e Ferrara; dalle strutture tecniche costituite presso gli STB regionali, per i restanti Comuni. Ciascun STB sarà competente per le pratiche sismiche dei Comuni (che non abbiano optato per l’esercizio autonomo delle funzioni sismiche) facenti parte della Provincia o delle Province i cui capoluoghi ricadono all’interno degli ambiti
di propria competenza, secondo quanto precisato nell’ Allegato C della
deliberazione n. 1852 del 2009.
Di seguito nel presente testo le Strutture tecniche competenti in materia sismica, siano
esse comunali, intercomunali o presso gli STB sono denominate “Strutture tecniche
Versamento del rimborso forfettario per le spese istruttorie (art. 20 L.R. n.
L’applicazione del Titolo IV della L.R. n. 19 del 2008 per gli interventi di cui all’art.9,
comma 1, comporta l’obbligo della corresponsione del rimborso forfettario delle spese
per lo svolgimento delle attività istruttorie, di cui all’art. 20 della medesima legge, sia
per le pratiche soggette ad autorizzazione sismica sia per tutti i depositi del progetto
esecutivo (indipendentemente dal fatto che il medesimo progetto depositato sia
sottoposto o meno al controllo di merito).
Il rimborso non è invece dovuto per gli interventi privi di rilevanza per la pubblica
incolumità ai fini sismici.e per le varianti non sostanziali.
Si precisa che il rimborso è dovuto anche per gli interventi che costituiscono attività
edilizia libera ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 380 del 2001, se soggetti ad
autorizzazione sismica o al deposito del progetto.
Si chiarisce poi che tra “altri interventi di adeguamento e miglioramento”, previsti
dalla deliberazione di Giunta regionale n. 1804/2008, Allegato 3, vanno ricompresi
anche quelli di riparazione o interventi locali, per i quali, pertanto, è dovuto il
medesimo importo indicato dalla citata delibera.
Dal momento che il Titolo IV della L.R. n. 19 trova applicazione già dal 14 novembre
2009 per gli interventi di cui all’art. 11, comma 2, si precisa che per tali interventi il
rimborso forfettario delle spese istruttorie è dovuto dalla medesima data.
Nel caso di un’unica pratica sismica caratterizzata da una pluralità di Unità Strutturali
(US) differenti tra loro - intendendo per US una costruzione con continuità da cielo a
La maggiore coeren- za tra progetto archi- tettonico e strutturale
terra per quanto riguarda il flusso dei carichi verticali, delimitata da spazi aperti o da giunti strutturali tali da garantire un comportamento per effetto delle azioni sismiche indipendente rispetto alle costruzioni eventualmente contigue -, è dovuta la corresponsione del rimborso forfettario per ciascuna delle Unità facenti parte della costruzione, in quanto le stesse richiedono distinte istruttorie tecniche. Viceversa, in presenza di una pluralità di strutture tra loro identiche, il rimborso è dovuto per una sola volta.
Gli importi e le modalità di pagamento sono stabiliti dall’
Allegato 3 della deliberazione
di Giunta regionale 3 novembre 2008, n. 1804.
Il rimborso deve essere versato, in particolare:
- alla Regione, nel caso in cui le funzioni in materia sismica siano svolte dalle Strutture tecniche competenti presso gli STB, sul conto corrente postale 367409, intestato a Regione Emilia-Romagna Presidente Giunta regionale e deve riportare la causale “ L.R. n. 19 del 2008 – Rimborso forfettario per istruttoria della progettazione strutturale”, secondo le indicazioni dettate dalla medesima deliberazione di Giunta regionale n. 1804/2008;
- al Comune o alla forma associativa presso cui è incardinata la Struttura tecnica competente, con le modalità definite dalla medesima amministrazione.
2.1. Il necessario raccordo tra procedimento edilizio e sismico (art. 10, comma 3
L.R. n. 19)
A tal fine l’art. 10, comma 3, della L.R. n. 19 stabilisce che il committente, a sua scelta, corredi la domanda per il rilascio del permesso di costruire e la denuncia di inizio
a) contemporanea pre- sentazione del titolo abilitativo edilizio e della pratica sismica
b) elaborati relativi alle strutture da allegare al titolo abilitativo edilizio
attività con una delle seguenti documentazioni:
a) con l'istanza dell'autorizzazione preventiva o con la denuncia di deposito del progetto strutturale, nei casi di cui agli articoli 11 e 13 della medesima L.R. n. 19, e con la relativa documentazione. In tal modo, il procedimento di rilascio dell’autorizzazione sismica o di deposito si avvia contemporaneamente a quello edilizio e lo Sportello unico, ricevuta la pratica sismica, provvede secondo le modalità indicate ai successivi paragrafi 3 e 4;
b) con una serie di indicazioni ed elaborati che vengono a far parte della pratica edilizia. In particolare occorre che:
nella domanda per il rilascio del permesso di costruire e nella denuncia di inizio attività sia indicato il progettista abilitato che cura la progettazione strutturale dell'intero intervento (di seguito chiamato progettista della struttura);
che alla domanda per il rilascio del permesso di costruire e alla denuncia di inizio attività sia allegata una dichiarazione del progettista della struttura, così designato, che asseveri il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni e delle prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica;
alla dichiarazione asseverata del progettista della struttura deve essere allegata una relazione tecnica che illustra le scelte progettuali operate per assicurare l'integrazione della struttura nel progetto architettonico, corredata dagli elaborati grafici relativi agli schemi e alle tipologie della stessa struttura.
I contenuti di tale documentazione sono stati definiti con l’
atto di indirizzo approvato
dalla Giunta regionale con la citata deliberazione n. 121 del 2010, Allegato D
Interventi non sottopo-
Qualora gli interventi non comportino la necessità di realizzare, modificare,
rinnovare o sostituire elementi strutturali dell’edificio, per gli stessi non trovano
applicazione le procedure di verifica di cui al Titolo IV della L.R. n. 19. In altre parole,
le opere non strutturali non sono sottoposte ad autorizzazione sismica né a deposito del
progetto strutturale; né per esse deve essere presentato alcun elaborato tecnico
progettuale riguardante le strutture, di cui all’art. 93 del DPR n. 380 del 2001, né la
documentazione descritta dal successivo paragrafo 2.3. (richiesta per gli interventi che,
pur interessando le strutture, siano privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini
sismici).
Dichiarazione che l’in-
tervento attiene ad
opere non strutturali:
Per la realizzazione delle opere non strutturali appare sufficiente, ai fini sismici,
allegare alla pratica edilizia una dichiarazione, con la quale il progettista abilitato, che
cura la predisposizione del progetto architettonico, asseveri che l’intervento riguarda
opere non strutturali, che non comportano la necessità di realizzare, modificare,
rinnovare o sostituire elementi strutturali dell’edificio.
a) in caso di intervento
soggetto a titolo edi-
Nel caso di intervento edilizio sottoposto a titolo abilitativo edilizio, questa
dichiarazione è resa nell'ambito della asseverazione che accompagna il titolo edilizio
(cioè la DIA ai sensi dell’art. 10 della L.R. n. 31 e il permesso di costruire ai sensi
dell’art. 13 della medesima legge), utilizzando il “Modulo D – Asseverazione da
allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività”
approvato con Determinazione del Direttore generale Ambiente e Difesa del Suolo e
della Costa 9 marzo 2010 n. 2380, da compilare, nel presente caso, nella sola parte “A-
per tutte le opere che non hanno rilevanza strutturale” e da sottoscriversi da parte del
solo progettista architettonico.
b) in caso di manuten-
zione straordinaria,
art. 6, comma 2, lett.
a) DPR 380/2001
Per gli interventi di manutenzione straordinaria, cui all’art. 6, comma 2, lettera a),
del DPR n. 380 del 2001 (attività edilizia libera), la dichiarazione è resa nell’ambito
della asseverazione del progettista abilitato di cui al comma 4 del medesimo art. 6,
utilizzando l’apposito Modulo “Asseverazione da allegare alla comunicazione di inizio
lavori di manutenzione straordinaria” in corso di approvazione da parte della Regione.
In alternativa, può essere utilizzato il “Modulo D – Asseverazione da allegare alla
richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività”, approvato con
Determinazione del Direttore generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa 9
all’art. 6, comma
lett. b), c), d) ed e), DPR 380/2001
marzo 2010 n. 2380
, da compilare secondo quanto precisato nel capoverso precedente.
Per gli interventi edilizi di cui all’art. 6, comma 2, lettere b), c), d) ed e), del DPR n. 380 del 2001, non essendo prevista una dichiarazione asseverata di tecnico abilitato, la dichiarazione è contenuta nella comunicazione dell’inizio dei lavori a firma del titolare dell’immobile, utilizzando l’apposito Modulo “Comunicazione di interventi edilizi” in corso di approvazione da parte della Regione.
Nel caso degli interventi edilizi liberalizzati, elencati dal comma 1 dell’art. 6 del DPR n. 380 del 2001, in assenza sia della asseverazione del tecnico abilitato sia della comunicazione di inizio dei lavori, la dichiarazione che l’intervento riguarda opere non strutturali non è richiesta.
2.3. Elaborati da allegare alla pratica edilizia in caso di interventi privi di
rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (art. 9, comma 3, L.R. n. 19)
La L.R. n. 19 ha inteso escludere dalle procedure di autorizzazione e di deposito quegli interventi che, pur interessando elementi strutturali dell’edificio, siano privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, in quanto l’intervento ricade in uno
dei casi elencati, in modo tassativo, nell’Allegato A dell’apposito
atto di indirizzo,
approvato dalla Giunta regionale con la citata deliberazione n. 121 del 2010.
Per questi interventi trovano applicazione le ordinarie disposizioni edilizie, stabilite
dalla L.R. n. 31 e dalle leggi statali sopravvenute, integrate da quanto disposto dall’art. 9, comma 3, della L.R. n. 19. In particolare:
a) gli interventi devono essere dichiarati da un progettista abilitato privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, in quanto ricadenti in uno dei casi elencati nell’Allegato A del citato atto di indirizzo n. 121 del 2010. Tale dichiarazione deve essere contenuta nell'asseverazione che accompagna il titolo edilizio (cioè la DIA ai sensi dell’art. 10 della L.R. n. 31 e il permesso di costruire ai sensi dell’art. 13 della medesima legge). Allo scopo è stato predisposto il “Modulo D – Asseverazione da allegare alla richiesta di permesso di costruire o
Richiesta comunale di integrazione della pra- tica edilizia
alla denuncia di inizio attività”,
approvato con Determinazione del Direttore
generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa 9 marzo 2010 n. 2380
compilare, nel presente caso, nella sola parte “A- per tutte le opere che non hanno rilevanza strutturale” e da sottoscriversi da parte del solo progettista architettonico.
Per gli interventi di cui all’art. 6 del D.P.R. n. 380 del 2001 (attività edilizia libera), la dichiarazione è resa con le modalità che saranno indicate al successivo paragrafo 2.5.;
b) all’asseverazione devono essere allegati gli elaborati tecnici atti a dimostrare che l'intervento è privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, come
individuati dalla
Giunta regionale con il citato atto di indirizzo n. 121 del 2010,
La verifica della completezza e regolarità formale e il controllo di merito della suddetta documentazione è svolta dallo Sportello unico, nel corso dei controlli sui titoli edilizi previsti dagli artt. 11, commi 3 e 4, e 17 della legge regionale n. 31 del 2002. Lo Sportello unico può richiedere il supporto della struttura tecnica competente ove l’accertamento della ricorrenza delle caratteristiche e dei requisiti indicati nell’Allegato A dell’atto di indirizzo n. 121 del 2010 richieda il necessario apporto tecnico specialistico della medesima struttura.
I medesimi accertamenti sono svolti dallo Sportello unico anche nei casi in cui, nell’esercizio del generale compito di vigilanza sull’attività edilizia, provveda al controllo di interventi realizzati ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 380 del 2001 (attività edilizia libera) che siano privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici.
a) dalla documentazione attinente alla pratica sismica di cui all’art. 10, comma 3, della L.R. n. 19 ( secondo quanto specificato al precedente paragrafo 2.1.);
b) dalla dichiarazione asseverata che l’intervento riguarda opere non strutturali (secondo quanto specificato al precedente paragrafo 2.2.);
c) dalla dichiarazione asseverata che l’intervento è privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, accompagnata dagli elaborati tecnici di cui all’art. 9, comma 3, della medesima L.R. n. 19 (secondo quanto specificato al presente
Divieto di inizio lavori
prima del rilascio autorizzazione o deposito
contemporanea al
struire
autorizzazione è presentata dopo la richiesta del per- messo di costruire
La carenza di una di queste documentazioni, che dalla medesima data viene a far parte delle (nuove) pratiche edilizie, deve dunque essere rilevata dallo Sportello unico all’atto della verifica di completezza delle stesse.
2.4. Necessità del rilascio dell’autorizzazione sismica o del deposito del progetto
strutturale prima dell’inizio lavori (art. 10, comma 1, L. R. n. 19)
I lavori previsti dal titolo abilitativo edilizio non possono essere iniziati fino a quando non sia stata rilasciata l'autorizzazione sismica o effettuato il deposito del progetto strutturale nei casi previsti rispettivamente dagli articoli 11 e 13 della L.R. n. 19 (art. 10, comma 1, della medesima legge regionale).
Pertanto, sviluppando le ricadute dell’applicazione di tale principio generale in considerazione delle ipotesi indicate al precedente paragrafo 2.1., si può specificare che:
- se la richiesta di autorizzazione sismica è stata presentata congiuntamente alla richiesta del permesso di costruire, i due procedimenti autorizzativi possono procedere autonomamente in parallelo, rimanendo fermo, però, che a seguito del rilascio del permesso di costruire i lavori non possono comunque essere iniziati senza che si sia concluso, con esito positivo, anche il procedimento autorizzativo sismico; inoltre, eventuali modifiche, stabilite nel corso dell’iter edilizio, o prescrizioni al progetto architettonico originario, previste dal permesso di costruire, impongono quantomeno la presentazione di una variante al progetto strutturale, nell’osservanza di quanto indicato al precedente paragrafo 1.1.;
- se il richiedente ha presentato con la richiesta del permesso di costruire la documentazione di cui alla lettera b) del paragrafo 2.1., la richiesta di autorizzazione sismica è presentata successivamente al rilascio del permesso di costruire, in conformità ai contenuti dei medesimi elaborati e nell’osservanza delle prescrizioni previste dal permesso di costruire ed i lavori non possono essere iniziati prima del rilascio dell’autorizzazione sismica;
anticipatamente o contemporaneamente alla DIA, sia nel caso in cui sia presentata successivamente, nel titolo edilizio deve essere precisato l’impegno del soggetto a non avviare i lavori prima del rilascio dell’autorizzazione sismica;
- se il deposito del progetto strutturale è attuato dopo il rilascio del permesso di costruire o della presentazione della DIA, i lavori possono essere iniziati dopo che l’amministrazione comunale abbia restituito all'interessato l'attestazione dell'avvenuto deposito, secondo quanto precisato al successivo paragrafo 3.1.
2.5. Rapporto con le procedure per l’attività edilizia libera (art. 6 del DPR n. 380
La recente riforma statale della così detta attività edilizia libera, di cui all’art. 6 del DPR n. 380 del 2001 (come sostituito dall’art. 5 del D.L. n. 40 del 2010 convertito con modifiche dalla legge 22 maggio 2010, n. 73), ha introdotto per talune specifiche fattispecie di interventi edilizi, in luogo della DIA, tre complessi regimi giuridici, caratterizzati dall’elemento comune che i medesimi interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo edilizio ma sono tenuti al rispetto delle altre norme di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia, tra cui quella per la riduzione del rischio sismico (art. 6, comma 1, del D.P.R. n. 380 del 2001). Pertanto, gli adempimenti richiesti dal citato art. 6 del DPR n. 380 del 2001 devono essere integrati da quanto previsto dalla disciplina regionale per la riduzione del rischio sismico.
Per descrivere le interazioni tra la normativa statale in parola e la disciplina per la riduzione del rischio sismico, occorre esaminare distintamente i tre procedimenti stabiliti dal nuovo art. 6 del DPR n. 380 del 2001, in quanto gli adempimenti richiesti da ciascuno di essi prima dell’inizio dei lavori richiedono diverse modalità di integrazione con quanto previsto dalla L.R. n. 19.
A. La prima tipologia di procedimento riguarda talune ipotesi di interventi di manutenzione straordinaria, descritte dall’ art. 6, comma 2, lettera a), del DPR n.
tera a)
Essa non può riguar- dare le parti strutturali dell’edificio
La documentazione ri- chiesta:
asseverata del te-
cnico abilitato
richiesta la presentazione al Comune di una
firma del titolare dell’immobile),
accompagnata da una dichiarazione di un tecnico abilitato che asseveri taluni
parametri del progetto architettonico, corredata dagli opportuni elaborati progettuali.
Si noti che tali interventi edilizi, tra cui vanno annoverati – per espressa previsione legislativa - anche l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, possono essere attuati senza alcun titolo edilizio purché (tra l’altro) “non riguardino le parti strutturali dell’edificio”.
Pertanto, anche interpretando in modo restrittivo tale requisito non in termini fisici ma funzionali, ne consegue comunque che, qualora l’intervento di manutenzione straordinaria comporti effetti sostanziali sulle strutture (quali la variazione degli effetti dell’azione sismica o la modifica delle resistenze delle strutture o della loro duttilità), non può trovare applicazione l’art. 6 del DPR n. 380 e, per la realizzazione dei medesimi interventi, occorre munirsi del titolo edilizio (in particolare della DIA) oltre al titolo abilitativo richiesto dalla L.R. n. 19 ai fini della riduzione del rischio sismico (autorizzazione sismica o deposito del progetto strutturale, nei casi stabiliti dalla medesima legge regionale).
In tal modo, per realizzare interventi di manutenzione straordinaria senza alcun titolo abilitativo edilizio, ai sensi dell’art. 6, comma 2, lettera a), del DPR n. 380 del 2001, occorre che l’asseverazione del tecnico abilitato, da allegare alla comunicazione di inizio dei lavori, attenga anche al fatto:
- che l’intervento, pur riguardando le strutture della costruzione, è tuttavia privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, in quanto ricade in uno dei casi elencati nell’Allegato A del citato atto di indirizzo n. 121 del 2010 (art. 9, comma 3, della L.R. n. 19).
Questa dichiarazione è resa attraverso l’asseverazione del progettista abilitato, di cui
2.gli
all’Allegato C.1. del- la Delib n. 121/2010
B. Altri interventi sog-
lavori (art. 6, com- ma 2, lettere b., c., d., e. )
al comma 4 del medesimo art. 6, utilizzando l’apposito Modulo “Asseverazione da allegare alla comunicazione di inizio lavori di manutenzione straordinaria” in corso di approvazione da parte della Regione; ovvero utilizzando il “Modulo D – Asseverazione da allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di
inizio attività”
approvato con Determinazione del Direttore generale Ambiente e
Difesa del Suolo e della Costa 9 marzo 2010 n. 2380,
da compilare, nel presente
caso, nella sola parte “A- per tutte le opere che non hanno rilevanza strutturale” e da sottoscriversi da parte del solo progettista architettonico.
Inoltre, nel caso in cui il progettista architettonico, nella sua dichiarazione, qualifichi l’intervento come privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (art. 9, comma 3, della L.R. n. 19) alla asseverazione sono allegati gli
elaborati tecnici richiesti dall’
Allegato C.1. della Deliberazione della Giunta
regionale n. 121 del 2010.
B. Nel caso degli altri interventi edilizi soggetti a comunicazione di inizio dei lavori, di cui all’art. 6 , comma 2, lettere b), c), d) ed e), del DPR 380 del 2001, non è prevista l’asseverazione del tecnico abilitato circa il progetto architettonico, da allegare alla comunicazione di inizio dei lavori. Ciò comporta che, la dichiarazione in merito al fatto se l’intervento edilizio riguardi o meno opere strutturali deve essere contenuta nella medesima comunicazione di inizio lavori, a firma del proprietario dell’immobile (o di altro soggetto avente titolo ad intervenire). A tal fine può essere utilizzato l’apposito Modulo “Comunicazione di interventi edilizi”, in corso di approvazione da parte della Regione.
Occorre sottolineare che, anche in questo secondo gruppo di interventi edilizi, sono presenti lavori riguardanti le strutture che, nel caso concreto, per le loro caratteristiche e dimensioni, possono essere sottoposti non solo al regime degli interventi privi di rilevanza per l’incolumità pubblica ai fini sismici ma anche a quello autorizzativo o di deposito del progetto strutturale. Si pensi alla realizzazione di pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno (di cui all’art. 6, comma 2, lettera d), del DPR n. 380 del 2001) collocati sui tetti di edifici esistenti ovvero su altre strutture di sostegno. Questi interventi
1. nella comunicazio-
lavori, la dichiara-
meno opere strut-
2. gli eventuali elabo-
tecnici di cui
della Delibera n.
3. l’eventuale
ventiva acquisizio- ne della autorizza- zione sismica o deposito del pro- getto strutturale
possono integrare le fattispecie di cui ai punti 6.1. o 4.7., rispettivamente degli elenchi A.2 e A.1. dell’Allegato A della deliberazione n. 121 del 2008 (interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici); ovvero possono richiedere il preventivo svolgimento del procedimento di autorizzazione sismica o di deposito del progetto strutturale qualora vengano superati i limiti dimensionali, di carico, ecc. stabiliti dalla medesima deliberazione.
Pertanto, il proprietario dell’immobile (o altro soggetto avente titolo ad intervenire) nella comunicazione di inizio dei lavori dovrà precisare il fatto:
- che l’intervento riguarda le strutture della costruzione.
o qualora l’intervento è privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, in quanto ricade in uno dei casi elencati nell’Allegato A del citato atto
di indirizzo n. 121 del 2010 (art. 9, comma 3, della L.R. n. 19):
§ l’apposita asseverazione del tecnico abilitato (utilizzando il “Modulo D – Asseverazione da allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività”,
Determinazione del Direttore generale Ambiente e Difesa del Suolo
e della Costa 9 marzo 2010 n. 2380
, da compilare nella sola parte
“A- per tutte le opere che non hanno rilevanza strutturale” e da sottoscriversi da parte del solo progettista architettonico);
§ gli elaborati tecnici richiesti dall’Allegato C.1. della Deliberazione della Giunta regionale n. 121 del 2010;
o qualora l'intervento ha rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (in quanto non rientra in uno dei casi elencati nell’allegato A del citato atto di indirizzo n. 121 del 2010), prima dell’inizio dei lavori si deve procedere al deposito del progetto strutturale ovvero acquisire l’autorizzazione sismica nei casi e modi previsti dalla disciplina vigente (vedi i successivi paragrafi 3. e 4.).
C. interventi
liberalizzati (art. 6, comma 1)
gli eventuali elabo-
all’Allegato C.1 della Delibera n.
Pertanto, per osservare quanto disposto dall’art. 6, comma 3, del DPR n. 380
del 2001 – che richiede di allegare “alla comunicazione di inizio lavori le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle norme di settore” -, è sufficiente nella comunicazione dell’inizio dei lavori indicare gli estremi dell’attestazione dell’avvenuto deposito ovvero dell’autorizzazione sismica
rilasciata, in quanto si tratta di atti (in quel momento) già in possesso dell’amministrazione comunale.
C. Nel caso degli interventi edilizi completamente liberalizzati, elencati dal comma 1, lettere da a) ad e), dell’art. 6 del DPR n. 380, non è prevista né l’asseverazione del tecnico abilitato circa il progetto architettonico, né la comunicazione di inizio dei lavori.
Tuttavia, quantomeno nel caso di interventi per la eliminazione delle barriere architettoniche (lettera b) e per la realizzazione di serre mobili stagionali (lettera e), si può trattare di opere che possono interferire con le strutture degli edifici.
Pertanto, il proprietario dell’immobile (o altro soggetto avente titolo ad intervenire), ove l’intervento riguardi le strutture, deve avvalersi di un tecnico abilitato per adempiere a quanto previsto dalla disciplina per la riduzione del rischio sismico. In particolare:
o qualora l’intervento, pur riguardando le strutture, sia privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, in quanto ricade in uno dei casi elencati nell’Allegato A del citato atto di indirizzo n. 121 del 2010 (art. 9, comma 3), si deve acquisire la seguente documentazione prima dell’inizio lavori e tenerla a disposizione per le eventuali verifiche comunali (e conservarla per la dimostrazione della legittimità dello stato di fatto in futuri possibili interventi edilizi):
§ l’apposita asseverazione di un tecnico abilitato (utilizzando il “Modulo D – Asseverazione da allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività”,
§ gli elaborati tecnici richiesti dall’Allegato C.1. della Deliberazione della Giunta regionale n. 121 del 2010.
o qualora si rilevi che l'intervento abbia rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (in quanto non rientra in uno dei casi elencati nell’allegato A del citato atto di indirizzo n. 121 del 2010), prima dell’inizio dei lavori si deve procedere al deposito del progetto strutturale ovvero acquisire l’autorizzazione sismica nei casi e modi previsti dalla disciplina vigente (vedi i successivi paragrafi 3. e 4.).
2.6. Rapporto con le procedure per le opere che non necessitano di titolo edilizio
di cui all’art. 7 L.R. n. 31 del 2002 (art. 10, comma 2, L.R. n. 19)
Per le opere non soggette a titolo abilitativo, ai sensi dell'articolo 7 della L.R. n. 31, la validazione del progetto deve avvenire dopo il rilascio dell'autorizzazione sismica o dopo il deposito del progetto strutturale (art. 10, comma 2, L.R. n. 19).
Infatti, poiché la validazione dell’opera dà atto della piena legittimità della stessa, anche sotto il profilo dell’ osservanza della disciplina per la riduzione del rischio sismico, la medesima validazione può essere posta in essere solo successivamente al rilascio dell’autorizzazione o dell’attestazione dell’avvenuto deposito.
Similmente, prima della validazione del progetto, ove ne ricorrano i presupposti deve essere acquisita agli atti dell’istruttoria dell’opera la documentazione richiesta per gli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (Vedi precedente paragrafo n. 2.3.).
3. IL PROCEDIMENTO DI DEPOSITO DEL PROGETTO STRUTTURALE
1. il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni;
2. la congruità tra il progetto strutturale e quello architettonico;
3. il rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di
pianificazione territoriale ed urbanistica. Allo scopo, sono stati predisposti il “Modulo C – Denuncia di deposito”, eventualmente integrato dall’Allegato 1 in caso di interventi sull’esistente, il “Modulo D– Asseverazione da allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di
inizio attività” ed il “Modulo E – Asseverazione di conformità e congruità”,
con Determinazione del Direttore generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa
9 marzo 2010 n. 2380.
Il progetto strutturale può anche essere spedito tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. In tal caso l’attestazione dell’avvenuto deposito verrà inviata con le stesse modalità, e i 5 anni di validità del deposito decorrono dalla data di ricevimento della raccomandata contenente l’attestazione dell’avvenuto deposito.
Per consentire, sia la restituzione al soggetto interessato di una copia del progetto vidimata dal Comune, sia il regolare e completo svolgimento dei controlli a campione richiesti dalla legge, sia la conservazione presso il Comune del fascicolo completo dell’intervento edilizio, è necessario procedere al deposito di tre copie di tutti gli elaborati richiesti.
E’ auspicabile che il Comune e la Struttura tecnica competente si rendano disponibili al ricevimento delle loro copie degli elaborati in formato digitale, nell’osservanza di quanto previsto dal Decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale”. Lo Sportello unico è chiamato ad effettuare la verifica di completezza e regolarità della documentazione presentata. L’art. 13, comma 3, della L.R. n. 19 chiarisce che questa funzione attiene al controllo formale della documentazione presentata, riconducibile alla analoga attività, anch’essa assegnata allo Sportello unico, che si svolge sui titoli
l’avvenuto deposi-
b) richiesta
Efficacia quinquenna- le del deposito
edilizi ai sensi dell’art. 11, comma 1, lettera a), e dell’art. 13, comma 3, della L.R. n.
1. alla completa e corretta compilazione dell’apposito “Modulo C - denuncia di deposito”, integrato dall’Allegato 1, in caso di interventi sulle costruzioni esistenti;
2. alla completa e corretta compilazione degli appositi “Modulo D – Asseverazione da allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività” e “Modulo E – Asseverazione di conformità e congruità”;
3. alla completezza e regolarità formale del progetto strutturale allegato, che deve rispondere a quanto indicato nell’ultima parte del medesimo modulo C, appena richiamato al precedente punto 1., e nell’atto di indirizzo di specificazione dei contenuti del progetto strutturale,
in corso di approvazione con deliberazione
della Giunta regionale, ai sensi dell’art. 12, comma 1, della L.R. n. 19.
Gli esiti della stessa possono essere:
b) la richiesta di integrazione, in ragione:
dell’assenza o incompletezza del progetto presentato;
dell’assenza o incompletezza della dichiarazione asseverata.
La richiesta di integrazione comporta la non efficacia del deposito stesso e, di conseguenza, preclude la possibilità di iniziare i lavori. A seguito del completo ricevimento degli atti integrativi richiesti, lo Sportello unico rilascia all’interessato l’attestazione dell’avvenuto deposito.
Dalla data dell’attestazione dell’avvenuto deposito decorrono i 5 anni di validità del deposito stesso (art. 13, comma 5, L.R. n. 19) e possono essere iniziati i relativi lavori.
sopravvenienza di una disciplina incom- patibile
Contenuto del con- trollo di merito
Competenza del Co- mune per la defini- zione del campione
Trascorso tale periodo il deposito perde efficacia e, qualora i lavori non siano stati conclusi, occorre provvedere ad un nuovo deposito del progetto strutturale, nell’osservanza della normativa vigente a quella data.
Gli effetti abilitativi del deposito decadono per effetto dell’entrata in vigore di contrastanti previsioni, legislative o di piano, ovvero di nuove norme tecniche per le costruzioni, salvo che i lavori siano stati già iniziati e vengano completati, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente all’atto del rilascio dell’attestazione dell’avvenuto deposito (art. 13, comma 5, che richiama sul punto l’art. 11, comma 5, L.R. n. 19), ivi comprese le eventuali varianti, sostanziali e non sostanziali, che venissero realizzate nel corso dei lavori (vedi precedente paragrafo 1.1.).
Il controllo di merito sui progetti depositati per gli aspetti sismici (a differenza di quello di completezza formale che spetta sempre allo Sportello unico) è di competenza della Struttura tecnica competente (del Comune o della forma associativa o dell’STB).
Il controllo di merito attiene alla verifica dell’osservanza, da parte del progetto depositato e dei relativi allegati, delle norme tecniche per le costruzioni e delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica nonché alla sua congruità con il progetto architettonico. Inoltre, ai sensi dell’art. 13, comma 4, della L.R. n. 19, il controllo può estendersi ai lavori in corso o ultimati.
Non tutti i progetti depositati devono essere controllati nel merito, ma solo i progetti che siano stati selezionati per sottoporli al controllo edilizio ai sensi dell’art. 11 e 17 della L.R. n. 31 del 2002.
Le medesime disposizioni della L.R. n. 31 precisano che lo Sportello unico provvede, alla individuazione del campione nell’osservanza di quanto stabilito dal Regolamento Urbanistico ed Edilizio (RUE). Pertanto, l’individuazione del campione delle pratiche da sottoporre a controllo di merito è di esclusiva competenza del Comune, che non può delegare tale compito alla
le varianti sostan- ziali
le varianti sostan- ziali ai procedi- menti avviati prima del 1° giugno 2010
l’attività edilizia li- bera
Struttura tecnica competente .
In carenza di indicazioni del RUE sul punto, l’amministrazione comunale stabilisce temporaneamente i criteri di selezione del campione con apposito atto, assunto dall’organo competente.
In particolare, il campione di pratiche edilizie da controllare nel merito deve essere costituito, innanzitutto, da una percentuale degli interventi soggetti a DIA o a
permesso di costruire che non potrà essere inferiore rispettivamente al 30% o al 20% delle stesse,ricomprendendo comunque nel campione i permessi di costruire rilasciati per silenzio assenso.
Il campione deve riguardare anche le varianti sostanziali al progetto strutturale da realizzarsi in corso d’opera (vedi il precedente paragrafo1.1.), le quali richiedono sia un titolo edilizio, integrativo di quello originario, (art. 18 della L.R. n. 31), sia il deposito del progetto strutturale, integrativo della pratica sismica originaria, (art. 9, comma 1 e 2, L.R. n. 19).
Ciò vale anche per le varianti sostanziali relative ad interventi edilizi, opere e lavori il cui procedimento abilitativo sismico sia stato avviato in data antecedente al 1°
giugno 2010, ai sensi della L.R. n. 35 del 1985. La loro sottoposizione a controllo a campione secondo le regole di cui all’art. 13, comma 4, della L.R. n. 19, consente di evitare di mantenere in essere, solo per dette varianti, il precedente sistema di controlli di cui al regolamento regionale n. 33 del 1986.
Inoltre, pur in carenza di una espressa previsione di legge, si ritiene che il controllo di merito si applichi anche agli interventi edilizi attuati ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 380 del 2001 (attività edilizia libera), qualora gli stessi comportino il deposito del progetto strutturale, a norma dell’art. 13 della L.R. n. 19.
Il campione deve riguardare il 25% degli interventi costituenti attività edilizia libera per i quali sia stato depositato il progetto strutturale, secondo quanto precisato al precedente paragrafo 2.5., lettere B. e C.
svolgi-
mento dei controlli
Le modalità del con- trollo: rinvio
Tuttavia si ritiene che l’individuazione del campione deve avvenire in modo da assicurare il ricevimento da parte della Struttura tecnica competente di un flusso continuo e il più possibile costante di pratiche, che consenta loro di organizzare il lavoro in modo efficace e tempestivo.
Per questa ragione, appare necessario che, sia l’individuazione del campione da controllare sia il loro trasferimento alla Struttura tecnica competente, avvengano via via che le pratiche sismiche sono depositate e con una cadenza regolare il più possibile ravvicinata.
Inoltre, si sottolinea che lo svolgimento dei controlli della pubblica amministrazione sulle attività dei privati nell’immediatezza dell’inizio dei relativi lavori risponde all’esigenza di tutelare il legittimo affidamento dei privati e costituisce ormai un principio generale del procedimento amministrativo, affermato, tra l’altro, dalla recentissima riforma dell’art. 19 della Legge n. 241 del 1990.
Il controllo di merito sui progetti depositati è svolto dalla Struttura tecnica competente alla quale sono trasmessi copia del progetto strutturale e di quello architettonico, dell’asseverazione del progettista e ogni altra documentazione depositata.
Il controllo di merito è attuato con le medesime modalità, tempi e forme previste per l’istruttoria dell’autorizzazione sismica di cui al successivo paragrafo 4.2.
L’istanza volta ad ottenere l’autorizzazione sismica è presentata ai sensi dell’art. 12
n. 3 copie della docu- mentazione
della L.R. n. 19, presso lo Sportello unico, accompagnata:
a) dal progetto strutturale;
b) da una dichiarazione del progettista che asseveri:
il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni; la congruità tra il progetto strutturale e quello architettonico; il rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica. Allo scopo sono stati predisposti: il “Modulo B – Istanza di autorizzazione”, integrato dall’Allegato 1 in caso di interventi sull’esistente, il “Modulo D– Asseverazione da
allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività” ed il
“Modulo E – Asseverazione di conformità e congruità”,
approvati con Determinazione
del Direttore generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa 9 marzo 2010 n.
L’istanza, con la relativa documentazione, può anche essere spedita tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, fermo restando che in tale caso il termine (di sessanta giorni) per il rilascio dell’autorizzazione decorre dalla data di assunzione della domanda presso il SUE o il SUAP, ossia dalla data del protocollo di arrivo.
Per consentire, sia la restituzione al richiedente di una copia del progetto autorizzato vidimata dalla Struttura tecnica competente, sia la costituzione presso ciascuna Struttura tecnica competente dell’archivio delle pratiche sismiche autorizzate ovvero oggetto di diniego, sia la conservazione presso il Comune del fascicolo completo dell’intervento edilizio (art. 12 comma 6, della L.R. n. 19) è necessario procedere alla presentazione di tre copie di tutti gli elaborati richiesti.
E’ auspicabile che il Comune e la Struttura tecnica competente si rendano disponibili al ricevimento delle loro copie degli elaborati in formato digitale, nell’osservanza di quanto previsto dal Decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale”. Lo Sportello unico, una volta ricevuta l’istanza per ottenere l’autorizzazione ed il relativo progetto, trasmette immediatamente le copie della documentazione ricevute alla Struttura tecnica competente (dello stesso Comune o della forma associativa o dell’STB) (art. 12, comma 3).
La verifica di com- pletezza e regolarità formale e la richiesta di elementi istruttori
L’art. 12, comma 3, precisa che nel caso di autorizzazione sismica, a differenza della procedura di deposito del progetto strutturale, anche il controllo di regolarità e completezza documentale è svolto dalla Struttura tecnica competente.
a) l'integrazione della documentazione presentata, in ragione dell’assenza, incompletezza o irregolarità degli elaborati progettuali e della dichiarazione asseverata;
b) la rimozione delle irregolarità e dei vizi formali riscontrati nella medesima documentazione;
c) i chiarimenti ritenuti necessari a seguito dell’esame nel merito dei medesimi elaborati progettuali e dichiarazioni.
Poiché l’unica richiesta di integrazione consentita attiene sia agli aspetti formali (completezza e regolarità della documentazione) sia a quelli sostanziali (rappresentazione di esigenze istruttorie), si ritiene opportuno che la Struttura tecnica competente provveda in tal senso solo dopo aver svolto una preliminare valutazione di merito del progetto, in modo da sopperire, attraverso gli elementi integrativi richiesti, anche alle carenze e incompletezze progettuali riscontrate. A tale scopo, la Struttura tecnica competente può inoltre evidenziare le carenze progettuali rispetto alla normativa tecnica per le costruzioni, da colmare ai fini del rilascio dell’autorizzazione sismica.
La richiesta di integrazione documentale o di regolarizzazione degli stessi interrompe il termine per il rilascio dell'autorizzazione, di cui al comma 6, il quale riprende a decorrere, per intero, dalla data del completo ricevimento degli atti richiesti.
Entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla data di presentazione dell'istanza al Comune ovvero dal completo ricevimento delle integrazioni richieste, il responsabile
spensione del termi- ne
Provvedimento (conclusivo) di di- niego
Rilascio dell’auto-
rizzazione
sismi-
della Struttura tecnica competente deve assumere il provvedimento conclusivo del procedimento. Decorso tale termine, senza che la Struttura tecnica competente abbia rilasciato l’autorizzazione non si forma il silenzio assenso e trovano applicazione i rimedi previsti dalla legge in caso di mancata emanazione dei provvedimenti nei termini previsti.
Il responsabile del procedimento, qualora ad esito dell’istruttoria del progetto rilevi elementi impeditivi al rilascio dell’autorizzazione, deve comunicare tempestivamente ai richiedenti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda (art. 12, comma 7, L.R. n. 19).
Entro il termine perentorio di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione i richiedenti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti.
b) è sospeso e continua a decorrere, per il periodo residuo, se entro il termine appena ricordato non sono presentate osservazioni.
Il provvedimento conclusivo del procedimento, che confermi il diniego di rilascio dell’autorizzazione, deve contenere una specifica motivazione in merito al contrasto del progetto con la normativa tecnica per le costruzioni o con le prescrizioni urbanistiche dirette alla riduzione del rischio sismico ovvero in merito alla non congruità del progetto strutturale con quello architettonico. Inoltre, nel caso in cui gli interessati abbiano presentato osservazioni, occorre indicare le ragioni del mancato accoglimento delle stesse.
L'autorizzazione viene rilasciata dal responsabile della Struttura tecnica competente, a
seguito della verifica della conformità del progetto ai contenuti della normativa tecnica per le costruzioni nonché alle eventuali prescrizioni sismiche previste dagli strumenti di pianificazione, utilizzando l’apposito Modulo A - “Determina di autorizzazione
sismica”,
Comunicazione agli interessati del prov- vedimento conclusivo e trasmissione della pratica sismica allo Sportello unico
quinquen-
dell’autorizza-
Suolo e della Costa 9 marzo 2010 n. 2380.
a) comunica per iscritto al richiedente l’avvenuto rilascio o diniego dell’autorizzazione sismica, indicando la data a decorrere dalla quale potrà ritirare il medesimo provvedimento presso lo Sportello unico. Tale comunicazione è attuata attraverso modalità che diano certezza del destinatario e del ricevimento della comunicazione (raccomandata con R.R., posta elettronica certificata, ecc.);
trasmette allo Sportello unico il provvedimento conclusivo del procedimento e due copie complete del progetto strutturale presentato, vidimate dalla Struttura tecnica competente, in modo che una sia restituita al richiedente, a cura del medesimo Sportello unico, congiuntamente al provvedimento conclusivo, e l’altra rimanga nella disponibilità dell’Amministrazione comunale.
Avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione è ammesso il ricorso al Presidente della Giunta regionale, che decide con provvedimento definitivo; il ricorso deve essere presentato, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento (art. 12, comma 8, della L.R. n. 19). La disciplina appena richiamata è integrata da quanto disposto dal Capo I del D.P.R. 24-11-1971 n. 1199 (“Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi”), pubblicato nella Gazz. Uff. 17 gennaio 1972, n. 13.
Dalla data di comunicazione al richiedente del rilascio, decorrono i 5 anni di validità dell’autorizzazione (art. 11, comma 5) e possono essere iniziati i relativi lavori. Trascorso tale periodo l’autorizzazione perde efficacia e, qualora i lavori non siano stati conclusi, occorre provvedere a richiedere una nuova autorizzazione, nell’osservanza della normativa vigente a quella data.
5. CENNI IN MERITO ALLE COMPETENZE IN MATERIA DI VIGILANZA
SULL’ATTIVITÀ ABUSIVA (ARTT. 18 E 21 L.R. N. 19)
L’art. 18 della L.R. n. 19 dispone, infatti, che i funzionari, gli ufficiali e gli agenti indicati all’articolo 103, comma 1, DPR n. 380 del 2001, che accertano che sono stati iniziati lavori senza l’autorizzazione sismica o senza il deposito del progetto strutturale, danno comunicazione del processo verbale di accertamento della violazione (di cui all’art. 96 del DPR 380) allo Sportello unico per l’edilizia, il quale per i successivi adempimenti si avvale della Struttura tecnica competente.
In tale materia si prevede dunque in capo alla Struttura tecnica una ordinaria attività di supporto tecnico a favore dei Comuni, i quali rimangono in tutti i casi esclusivi titolari delle funzioni accertative e sanzionatorie degli abusi.
Inoltre, è conferita al Comune anche la competenza alla denuncia della violazione all’autorità giudiziaria, di cui all’art. 96, comma 2, del DPR 380 del 2001.
L’art. 21, comma 3, della L.R. n. 19,stabilisce che le funzioni amministrative attribuite alla Regione dalla disciplina sanzionatoria prevista dalla Parte II, Capo IV, Sezione III, del DPR n. 380 del 2001 (tra cui appunto quella di effettuare la denuncia all’autorità giudiziaria), vengono svolte dal Comune, anche qui avvalendosi delle Strutture tecniche competenti in materia sismica.
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