Source: http://www.medialaws.eu/nuovo-articolo-93-ter-comma-1-bis-della-legge-notarile-esenzione-totale-dei-notai-dalle-regole-di-concorrenza-contrarieta-ai-principi-comunitari-niente-affatto/
Timestamp: 2019-08-20 20:22:42+00:00
Document Index: 143417670

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 93', 'art 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 106', 'art. 93', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 106', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8']

You are at:Home»Comments»Nuovo articolo 93-ter, comma 1-bis, della Legge Notarile: esenzione totale dei notai dalle regole di concorrenza? Contrarietà ai principi comunitari? Niente affatto.
By Enzo Marasà - Oreste Pollicino on	 February 27, 2018 Comments
Il primo gennaio 2018 è entrata in vigore la modifica normativa apportata alla disciplina notarile dalla legge di bilancio 2018 (l. 27 dicembre 2017 n. 205). Più precisamente, il c. 495 dell’art. 1 di questa legge ha aggiunto un c. 1-bis all’art. 93-ter della Legge Notarile (l. 16 febbraio 1913 n. 89), che recita:
«Agli atti funzionali al promovimento del procedimento disciplinare si applica l’art 8 comma 2 della legge 10.10.1990 n 287».
L’art. 8, c. 2, della l. 287/1990 (o Legge Antitrust), rubricato “imprese pubbliche e in monopolio legale”, dispone che:
«Le disposizioni [sul divieto di intese anticoncorrenziali, sull’abuso di posizione dominante e sul controllo delle concentrazioni]non si applicano alle imprese che, per disposizioni di legge, esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale ovvero operano in regime di monopolio sul mercato, per tutto quanto strettamente connesso all’adempimento degli specifici compiti loro affidati».
La risposta è negativa, a tutte le domande. L’esenzione dall’applicazione diretta delle regole antitrust e dal potere di intervento sanzionatorio dell’AGCM concerne solo gli atti funzionali al promovimento del procedimento disciplinare.
L’art. 8, c. 2 della Legge Antitrust italiana va infatti interpretato conformemente all’art. 106, paragrafo 2 del TFEU, che prevede un’esenzione analoga dall’applicazione delle regole di concorrenza comunitarie a favore delle imprese a cui uno Stato Membro abbia affidato la prestazione di “servizi di interesse economico generale”, ma solo nella misura in cui l’applicazione di tali regole ostruisca il perseguimento della specifica missione loro affidata.
Secondo costante orientamento della Corte di giustizia, la corretta applicazione di queste esenzioni al caso​ in esame richiede che la proporzionalità della misura adottata dall’impresa che esercita un servizio di interesse generale rispetto all’obiettivo pubblico che si prefigge vada valutata secondo il metro della sua effettiva idoneità e indispensabilità a raggiungere tale obiettivo, verificando che non esistano altre opzioni regolamentari o disciplinari altrettanto efficaci allo scopo e meno restrittive della concorrenza. In caso contrario, il giudice di merito o di legittimità adito della questione dichiarerà la nullità e inapplicabilità, totale o parziale, della misura medesima, per contrarietà a norme imperative di rango superiore (previo rinvio alla Corte Costituzionale o alla Corte di giustizia).
Va detto che la formulazione letterale del nuovo c. 1-bis dell’art. 93-ter della Legge Notarile limita l’esenzione ai soli “atti funzionali al promovimento dell’azione disciplinare”, che se interpretata in modo strumentale potrebbe escludere l’applicabilità dell’esenzione agli “atti esecutivi” dell’azione disciplinare. Ovvero, se quest’ultima fosse l’interpretazione corretta, l’AGCM potrebbe intervenire sugli “atti esecutivi” dei provvedimenti stessi, sia tramite un procedimento per infrazione delle regole di concorrenza (che può terminare con una sanzione per il Consiglio Notarile che ha adottato il provvedimento, che comporterebbe tra l’altro la sua “nullità di pieno diritto”) sia impugnando direttamente gli atti esecutivi del provvedimento disciplinare utilizzando i poteri ad essa attribuiti dall’art. 21-bis della l. 287/1990 (norma che non rientra tra quelle espressamente escluse dall’art. 8, c. 2 della legge stessa).
Il legislatore ha introdotto la norma in discussione proprio per evitare questo potenziale conflitto giurisdizionale e tra poteri; nonché al fine di garantire l’uniformità applicativa delle norme di concorrenza all’interno della UE, e in particolare un’interpretazione dell’art. 8, c. 2 della Legge Antitrust che sia in linea con quella applicata dalla Corte di giustizia all’art. 106, paragrafo 2 del TFEU.
Del resto, numerose sentenze della Corte hanno sancito che è sempre libera e insindacabile (salvo i casi di illogicità od errore manifesti) la scelta del legislatore di affidare ad un’impresa, associazione o altro ente la missione pubblica di fornire “servizi di interesse economico generale” o di attribuire ad essa “poteri normativi” pubblici, così sottraendo tali enti o servizi dall’applicazione diretta delle norme comunitarie sulla concorrenza, la libera circolazione dei servizi e la libertà di stabilimento all’interno dell’Unione europea (si ricorda che le norme sulla libera circolazione sono espressione dei medesimi obiettivi comunitari dettati in materia di concorrenza, salvo che le norme sulla concorrenza si applicano alle sole condotte discrezionali delle imprese, mentre le norme sulla libera circolazione si applicando alle misure pubbliche degli Stati Membri).
Per quanto riguarda ad esempio le attività degli ordini professionali forensi, la sentenza della Corte di Giustizia nel caso Wouters (C-309/99, paragrafi 68-70) aveva già chiarito che rientra nella piena discrezionalità del legislatore la scelta di attribuire ad un’associazione professionale “poteri normativi” di carattere pubblico, in quanto tali esentati dall’applicazione diretta delle norme in materia di concorrenza e libera circolazione.
Con la norma appena modificata, dunque, il legislatore ha inteso esplicitare questa scelta in modo inequivocabile, per mezzo del rinvio all’art. 8, c. 2 della Legge Antitrust, che appunto stabilisce la non applicabilità delle norme antitrust primarie ai “servizi di interesse economico generale”, per quanto necessario all’adempimento della specifica missione affidata. La giurisprudenza comunitaria richiede come unica condizione che vi sia un chiaro atto pubblico di affidamento di una tale missione e dei compiti di servizio pubblico attribuiti, che nel caso dei notai si può individuare senza particolari difficoltà nella stessa Legge Notarile[1].
Dall’insieme delle norme di tale legge emerge che i notai sono depositari di publica fides, ovvero l’ordinamento attribuisce loro poteri pubblici di certificazione erga omnes di atti e situazioni giuridiche fondamentali per la convivenza civile, quali, solo per dirne alcuni, la proprietà immobiliare e i relativi trasferimenti, l’autenticità e validità dei testamenti, degli stati giuridici familiari nonché di numerosi altri atti pubblici e scritture private. Le efficienze che la figura del notaio cd. “latino” porta alla comunità si misurano in termini di riduzione dei costi dovuti alla prevenzione del contenzioso e alle maggiori garanzie di legalità delle transazioni e degli atti da esso curati.
Tra l’altro, alla conclusione che l’attività disciplinare dei consigli distrettuali notarili rientra nelle funzioni di cui all’art. 8 c. 2 della Legge Antitrust, era già giunta, in via interpretativa, la Corte di Cassazione (con sentenza n. 9041/2016), secondo cui:
«Le norme di tutela della concorrenza e del mercato non si applicano, infatti, ai sensi dell’art. 8, comma 2, della l. 287 del 1990, ai Consigli notarili distrettuali che assumono l’iniziativa disciplinare, atteso che, limitatamente all’esercizio della vigilanza, essi non regolano i servizi offerti dai notai sul mercato, ma esercitano prerogative tipiche dei pubblici poteri».
[1] Come riconosciuto anche da A. Genovese, Regolazione e concorrenza nell’offerta di servizi notarili, in www.orizzontideldirittocommerciale.it, 10 ss.; V. Capuano, Tariffe notarili e disciplina della concorrenza: una soluzione dall’ordinamento giuridico dell’Unione europea?, in Quaderni di diritto mercato tecnologia n. 3, luglio/settembre 2013, 12 ss.