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Timestamp: 2015-10-09 12:11:11+00:00
Document Index: 16366098

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 116', 'art. 25', 'art. 83', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 163', 'art. 77', 'art. 34', 'art. 112', 'art. 31', 'art. 167', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 91', 'art. 128', 'art. 180', 'art. 182', 'art. 183', 'art. 185', 'art. 81', 'art. 187', 'art. 167', 'art. 183', 'art. 2697', 'art. 121', 'art. 131', 'art. 176', 'art. 702', 'sentenza ', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 118', 'art. 281', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 110', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 1153', 'art. 2643', 'art. 324', 'art. 2909', 'art. 24', 'art. 2953', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 2909', 'sentenza ', 'sentenza ']

Pagina di ricerca Prof. Fabio Santangeli Diritto processulae civile Laurea Magistrale Materiale Didattico
NOTA: Il materiale indicato tra i sussidi didattici non sarà in alcun modo oggetto di discussione in sede di esame.
La sua lettura (assolutamente facoltativa) è finalizzata solo a offrire chiarimenti e spunti di riflessione in relazione ad alcune tematiche affrontate durante le lezioni
- Considerazioni generali e presentazione del corso
- Le fonti del processo -
Fonti del diritto processuale - Fonti internazionali e dell’U.E. - I principi fondamentali del diritto processuale europeo. -	Fonti costituzionali, 24 cost. e 101 ss. cost. SUSSIDI DIDATTICI: - L. 848/1955
-	Segue. Le fonti nel processo - I principi costituzionali (art. 24 cost.ss e 101 cost. ss; rinvio) - L’immediata portata precettiva dell’art. 111 Cost - Riserva di legge ex art. 111 Cost, il richiamo alla legge. - art. 116 e 117 Cost. e l’attribuzione della potestà legislativa. - Il codice di procedura civile, il codice civile, le leggi speciali. - Regolamenti e prassi - Le fonti nel processo inglese mercoledì 21 ottobre 2009 - Art. 24 Cost. comma 1° - Sulla non indispensabilità del processo civile per l’esercizio del diritto sostanziale. Rinuncia, transazione. - Diritti disponibili e diritti indisponibili. - La giurisdizione civile e i suoi limiti (3) - ADR, Arbitrato e conciliazione. - Arbitrato. - La giurisdizione privata nelle associazioni ed i probi viri. Il tribunale dello sport. - L’arbitrato obbligatorio - La conciliazione; le varie forme. -	Tentativo obbligatorio di conciliazione. Costituzionalità della giurisdizione condizionata. giovedì 22 ottobre 2009 - Segue. Art. 24 comma 1° Cost.
- La giurisdizione civile ed i suoi limiti: (2) il limite esterno alla giurisdizione.
- Riconoscibilità dei provvedimenti giurisdizionali stranieri nel nostro ordinamento e viceversa.
- Legge 218/1995
- Reg. UE 44/2001
- Cass. Civ. n.1183/2007; - Corte d’Appello di Roma, decr. 13/07/06
- L. 218/1995 - Reg. UE 44/2001 venerdì 23 ottobre 2009
- Segue. Art. 24 cost. 1° comma - La giurisdizione civile e i suoi limiti: (1) il limite interno alla giurisdizione - Giurisdizione, potere politico (autodichia). - Giurisdizione e amministrazione. Il difetto assoluto di giurisdizione - Difetto relativo di giurisdizione: La giurisdizione unica in Spagna. - I giudici speciali: disposizioni costituzionali su giudici speciali e giudici straordinari. - In particolare: giurisdizione ordinaria e giurisdizione del giudice amministrativo. - Artt. 103, 113 Cost. - Artt. 37, 41 c.p.c. (regolamento di giurisdizione) - La translatio iudicii. Art. 59 l.69 del 2009 - Giurisdizioni concorrenti: il Tribunale ordinario e le Autorità di garanzia con successive impugnazioni SUSSIDI DIDATTICI:
- Corte Cost. n. 204/2004 - Cass. Civ., sez. un., n. 11019/2004
- App. Milano 29/10/09 - Cass. Civ., sez. un., n. 30254/2008
- L’esercizio della giurisdizione. - Organi giudiziari in materia civile. (Tribunale, monocratico e collegiale, sezioni distaccate, giudice di pace, Corte d’Appello; disposizioni in materia sull’ordinamento giudiziario) - Artt. 101-102, 104-111 Cost. - La responsabilità del giudice per dolo e colpa grave. - Art. 25 Cost. - Individuazione dell’ufficio giudiziario competente (art. 25 Cost., 7 ss. c.p.c.). Rilevazione dell’incompetenza o dell’inosservanza delle norme sulle sezioni distaccate (art. 83 ter disp. att. c.p.c.) - I mezzi di impugnazione
- Individuazione del rito da applicare.
- Cass. Civ., sez. un., ord. n. 21661/2009
- Cass. Civ. ord. n. 8093/2009 - Cass. Civ. ord. n. 4914/2009 - Cass. Civ. ord. n. 29276/2008 giovedì 29 ottobre 2009
- Segue. L’esercizio della giurisdizione. - Individuazione del giudice (persona fisica) competente - Astensione e ricusazione venerdì 30 ottobre 2009
- Riepilogo. - Gli elementi incomprimibili per garantire il diritto alla azione in giudizio. - Principi processuali internazionali, principi costituzionali, principi generali. - Il diritto di agire in giudizio elemento da solo non sufficiente per garantire l’effettività della tutela. - Il diritto alla tutela cautelare - Il diritto alla prova - Il diritto al contraddittorio - Il diritto al difensore (principio costituzionale ex art. 24 Cost.) - Il diritto alla riparazione degli errori giudiziari (art. 24 comma 4 Cost.) - Il diritto alla durata ragionevole del processo - Il diritto ad un giudice terzo e imparziale - Il diritto a conoscere la posizione del giudice, il divieto della terza via (principio generale, non costituzionale verosimilmente, non processuale internazionale) - Il diritto alla stabilità degli effetti della decisione, il divieto del ne bis in idem - Il diritto alla motivazione della decisione (principio costituzionale 111 Cost., non processual-internazionale) - Il diritto alla eventuale tutela coattiva di quanto ottenuto nel processo. - Il diritto alla impugnazione (principio costituzionale ex art. 111 Cost.) SUSSIDI DIDATTICI:
- Corte giust. CE n. 173/2006
- Il processo di cognizione. - Atto introduttivo - A chi e come si propone la domanda. - I vari atti introduttivi del processo civile a seconda del rito. - La citazione. Esame dell’art. 163 c.p.c.. Gli elementi della citazione. - Indicazione dell’organo giudiziario - Art. 163 n. 1 c.p.c. - Art. 163 n.2 c.p.c. - Le parti - Potere di proporre la domanda. La legittimazione e la capacità di stare in giudizio di persone fisiche e giuridiche.. La nomina di curatore speciale. Le autorizzazioni. - La rappresentanza processuale volontaria-art. 77 c.p.c. - Art. 24 Cost. - La condizione dell’azione della legittimazione ad agire - Art. 81, c.p.c. - Class action e azioni collettive. Il P.M. - Distinzione tra diritti disponibili e diritti indisponibili. - Rilievo e conseguenza del difetto di capacità o autorizzazione, e sanatoria (rinvio). giovedì 05 novembre 2009
- Segue. Gli elementi della citazione. -
Art. 163, 3° comma, n. 3, c.p.c. - Petitum immediato e mediato - La condizione dell’azione della possibilità giuridica. -
Azioni di accertamento, di condanna e costitutive, e di condanna. - La condizione dell’azione dell’interesse ad agire. - Questioni incidentali e pregiudiziali (art. 34 c.p.c.). SUSSIDI DIDATTICI:
- Trib. Roma, decr. 19.02.05 venerdì 06 novembre 2009
- Segue. Gli elementi dell’atto di citazione. Art. 163, 3° comma, n. 4, c.p.c. - (l’esposizione dei fatti) I fatti allegati. I fatti costitutivi. I fatti principali e i fatti secondari.
- Il principio di allegazione e il divieto di scienza privata del giudice. - (e degli elementi di diritto) “Iura novit curia”. Libertà del giudice ma divieto della “terza via”
- Limite della pronuncia all’oggetto della richiesta (art. 112 c.p.c.) - Individuazione delle azioni e dell’oggetto per evitare il ne bis in idem, per delimitare la portata del giudicato, per risolvere la litispendenza. - Cumulo di domande. Condizionato, subordinato, alternativo (pluralità di petitum e/o di causa petendi) - Pluralità di domande, la connessione e le modifiche alla competenza per l’introduzione del processo; la riunione e la separazione dei giudizi (art. 31 ss. c.p.c.). - Art. 163 3° comma n. 5 c.p.c. - Introduzione al concetto di preclusione. - La procura alle liti e la sottoscrizione dell’atto. Il difensore (onorari e patto di quota lite. gratuito patrocinio 24 Cost.) - Indicazione della data d’udienza e termini a comparire
SUSSIDI DIDATTICI: - Atto di citazione; - Cass. Civ., sez. un., n. 23726/2007
- Notificazione. Ruolo dell’Ufficiale giudiziario. -
La notificazione dell’atto (documento) informatico - La notificazione ad opera dell’avvocato. - Costituzione in giudizio, iscrizione a ruolo, designazione dell’istruttore: Art.165-168-168 bis c.p.c.
- Le comunicazioni nel corso del processo. Comunicazioni telematiche; l’esperienza già operativa del tribunale di Milano. - I soggetti del giudizio. parte, difensore, ufficiale giudiziario, cancelliere, presidente del tribunale e di sezione, giudice istruttore - Effetti sostanziali e processuali della domanda. - Effetti sostanziali. -
Effetti processuali. - Continenza e litispendenza - Individuazione delle azioni e dell’oggetto per risolvere la litispendenza.
- Corte Cost. n. 477/2002
- La nullità degli atti processuali - Artt. 156-162 c.p.c. - Art. 164 c.p.c.
- Le difese del convenuto - La contumacia Valutazione della contumacia nell’ordinamento inglese e in quello tedesco - Comparizione - Costituzione - Ammissione o contestazione, o allargamento dell’ambito del processo per il tramite dell’allegazione di nuovi fatti ; le eccezioni. - Allargamento dei soggetti del processo, tramite gli interventi; allargamento dell’oggetto del processo, tramite la domanda riconvenzionale. - La disciplina nel nostro ordinamento; disciplina della contumacia e della comparizione del processo. Valutazione del comportamento del convenuto contumace.
- Comparizione in giudizio - Costituzione del convenuto e comparsa di risposta (167 c.p.c.) - Il principio di non contestazione (115 c.p.c.) SUSSIDI DIDATTICI:
- comparsa di costituzione e risposta
- comparsa di risposta con domanda riconvenzionale mercoledì 18 novembre 2009
- Segue: Difese e decadenze (art. 167, c. 2 e 3, c.p.c. ) - Distinzione tra eccezioni d’ufficio ed eccezioni di parte (artt. 112 – 157 c.p.c.) - Eccezione di compensazione (art. 35 c.p.c.) e domande riconvenzionali (connesse per titolo e soggettivamente: art. 36 c.p.c.), con riferimento anche al profilo della competenza del giudice - L’intervento nel processo su istanza del convenuto (269 comma 2 c.p.c.) - La proposta conciliativa ex art. 91 c.p.c. giovedì 19 novembre 2009
- La disciplina delle udienze: art. 128 c.p.c. e 84 disp.att. c.p.c. - forma della trattazione: art. 180 c.p.c. - La prima udienza di trattazione della causa - I controlli del giudice (difetto di rappresentanza o di autorizzazione: art. 182 c.p.c. (post riforma 2009) e l’eventuale rinvio della prima udienza di trattazione - La comparizione delle parti ed il tentativo di conciliazione (art. 183 comma 3 e art. 185 c.p.c.) - La richiesta del giudice di chiarimenti e la necessaria indicazione delle questioni rilevabili d’ufficio da trattare - Art. 269 (c. 3) c.p.c.: chiamata di un terzo in causa: differenza tra chiamata effettuata dal convenuto e chiamata effettuata dall’attore. - L’udienza al bivio: continuazione o concessione dei tre termini perentori. - La continuazione della udienza. - e trattazione della causa: artt. 183, 187, 184 c.p.c, 81 disp. att. venerdì 20 novembre 2009
- art. 81 bis disp. att. : calendario delle udienze - art. 187 c.p.c: provvedimenti del giudice istruttore - La concessione dei tre termini e la successiva continuazione della trattazione. - La precisazione delle conclusioni. 188, 189, - Dalla precisazione alla decisione nelle cause collegiali 190 c.p.c. - 275 c.p.c. - Nelle cause Avanti al tribunale in funzione monocratica. Art. 281 quinquies e sexies ss. c.p.c. - La disciplina dei termini e la rimessione in termini mercoledì 25 novembre 2009
- L’attività istruttoria - Introduzione degli elementi nel processo. Diritto , fatti, regole scientifiche ecc… - Diritto - Regole scientifiche, logiche… - I fatti. accadimenti, fatti statici, capacità della persona, stati d’animo
- L’allegazione dei fatti : attività del giudice e attività di parte - I fatti principali: fatti costitutivi e introduzione di parte (divieto di scienza privata del giudice); fatti impeditivi, estintivi, modificativi e art. 167 c.p.c. (differenza tra “introduzione di parte” e “rilevazione d’ufficio”) - I fatti secondari (fatti che servono a convincere dell’esistenza dei fatti principali) e l’attività del giudice - I fatti e le prove. - La prova come “strumento di mediazione che consente al giudice di utilizzare il fatto affermato ai fini della decisione” - Finalità della prova: accertamento della verità e della certezza del fatto o solo della sua probabilità e verosimiglianza? giovedì 26 novembre 2009
- Preclusioni all’introduzione dei fatti (principali e secondari): art. 183 c.p.c. - Comportamento della controparte davanti all’affermazione dell’esistenza di un fatto. Il principio di non contestazione. - La prova dei fatti affermati; definizione di prova. - I mezzi di prova - Prova diretta e prova rappresentativa, prova critica - Apparente principio di tipicità della prova e le prove atipiche venerdì 27 novembre 2009
- Impulso all’attività probatoria nel processo civile ordinario, nel processo del lavoro e nel processo camerale (principio dispositivo e “inquisitorio attenuato”, e inquisitorio tout court.). Il ruolo della parte e del giudice. - Introduzione dei fatti secondari e il giudice - Prove escluse nel nostro ordinamento (segreto professionale, segreto confessorio, divieto di intercettazione tra coniugi…) - Prove ammesse nel nostro ordinamento ma escluse in quelli di common law (i precedenti penali dell’imputato, le testimonianze “per sentito dire”…) - La valutazione delle prove
-	prova legale e prova liberamente valutabile dal giudice
- Art. 116 c.p.c.: il “prudente apprezzamento del giudice” e gli argomenti di prova - Il convincimento del giudice: soggettivo o sociale? La massima di esperienza. La regola scientifica. - Grado di convincimento del giudice: non assoluta certezza, ma grado di probabilità più o meno elevato (“prossimità alla certezza” nel processo penale, regola del “più probabile che non” nel processo civile) SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ. 10743/2009
- Principio di acquisizione probatoria e principio del divieto di non liquet - Onere della prova e divieto del non liquet: art. 2697 c.c. - L’attore e la prova dei fatti costitutivi - Il convenuto e la prova dei fatti modificativi, impeditivi ed estintivi - Criteri che agevolano la classificazione di un fatto come costitutivo o impeditivo/modificativo/estintivo e la ripartizione dell’onere della prova: criterio della vicinanza alla prova, interpretazione letterale della disposizione, interpretazione sistematica della norma… - Ripartizione dell’onere della prova in caso di lamentato inadempimento di una obbligazione positiva e di obbligazione negativa. - Il giudizio di ammissibilità e rilevanza
- Cass. Civ., sez. un., n. 13533/2001 - Cass. civ. n. 2976/2005 - Cass. civ., sez. un., n. 141/2006 giovedì 3 dicembre 2009
- degli atti del processo in generale: principio della libertà di forme (art. 121 c.p.c.) - dei provvedimenti del giudice: principio della libertà di forma (art. 131 c.p.c.) - i vari tipi di provvedimenti previsti dall’ordinamento: sentenza, ordinanza, decreto - la disciplina dell’ordinanza ex art. 176-177 c.p.c. e il nuovo art. 702 ter c.p.c. (rinvio) - perché adottare la decisione con un provvedimento o con un altro? Rilevanza della scelta tra ordinanza e sentenza con riferimento alla struttura del provvedimento, ai suoi effetti, al profilo della sua impugnazione, alla sua revocabilità, alla natura dell’organo decidente… - artt. 295 e 42 c.p.c.: la mancata precisazione della forma del provvedimento con cui si sospende il processo: cosa cambia se assume la forma di ordinanza o di sentenza? Riferimento all’iter che porta la causa in decisione, alla tipologia del giudice decidente.
- Le pronunce sulla competenza disciplinate con la forma dell’ordinanza, e non più con sentenza: conseguenze. venerdì 4 dicembre 2009
- Della decisione della causa. Art. 276 c.p.c.: modalità di deliberazione della decisione (art. 131 comma 3 c.p.c.) - I capi della decisione. Art. 276 c. 2 c.p.c.: ordine delle questioni che il giudice deve esaminare per giungere alla decisione (prima le questioni pregiudiziali, poi il merito della causa) - Art. 276 c. 2 c.p.c. e principio di economia dei giudizi - Su cosa si decide? L’oggetto della decisione; corrispondenza tra chiesto e pronunciato (112 c.p.c.) su domande e eccezioni. (rinvio a prima) - Su quali elementi si decide? Elementi di fatto introdotti (allegazione e istruttoria); per gli elementi di diritto, iura novit curia 113 c.p.c. (rinvio a prima) - Come si arriva realmente a decidere? Sillogismo, serie di sillogismi, precomprensione… - La sentenza: il contenuto (art. 132 c.p.c.) - La motivazione (art. 118 disp. att., 1°, 2°, e 3° comma) - Art. 132 c. 2 n. 4 c.p.c. (post riforma 2009) e art. 281 sexies c.p.c.: “concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione”. - Art. 132 c.p.c.: dopo la riforma del 2009, tra i requisiti manca il riferimento allo “svolgimento del processo”: maggiore rapidità nella stesura della decisione, a potenziale discapito di chiarezza e completezza. - Sul mantenuto obbligo di rispondere alle richieste istruttorie ed alle eccezioni in senso lato e stretto delle parti. - Una proposta: la “concisione” tra l’indicazione dei motivi e la spiegazione dei motivi. - Il contenuto della motivazione: il ragionamento del giudice; la giustificazione del ragionamento del giudice. - La motivazione negli altri ordinamenti (in Francia, la motivazione consiste nella sola indicazione dei motivi della decisione; negli Usa, le decisioni delle giurie popolari non sono motivate. Le ragioni di questa scelta.) - La motivazione come elemento indispensabile di ordine processuale internazionale? - La motivazione nel nostro ordinamento. La costituzionalizzazione del precetto. - Sulla funzione della motivazione: ai fini dell’impugnazione della sentenza, del controllo della natura non arbitraria della decisione, della definizione della portata della decisione e della possibilità che la sentenza venga usata come precedente giudiziale… - La motivazione nella pronuncia secondo diritto e in quella secondo equità - La decisione secondo equità mercoledì 9 dicembre 2009
- Segue: L’oggetto della decisione. Art. 112 c.p.c.: corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato (iura novit curia sul diritto, non sull’oggetto) - Le diverse tipologie di sentenze in relazione alla domanda: sentenze di mero accertamento; sentenze di condanna (sentenze di condanna classiche, di condanna in futuro, di condanna ad un fare fungibile o infungibile. Art. 614 bis c.p.c.: attuazione degli obblighi di fare infungibili o di non fare); sentenze costitutive (necessarie e non necessarie) - Carattere tendenzialmente definitivo della sentenza. Artt. 277 ss. c.p.c.: possibilità di limitare la decisione ad alcune domande o ad alcune questioni processuali o di merito. - I rapporti tra la sentenza e la causa rimessa in istruttoria. - Il capo autonomo della condanna alle spese giudiziali: in particolare.. - Art. 91, comma 1°, c.p.c.: condanna alle spese della parte soccombente in giudizio - Art. 91, comma 2°, c.p.c.: condanna alle spese della parte che ha rifiutato senza giustificato motivo l’eventuale proposta conciliativa - Art. 92 c.p.c.: compensazione delle spese - Art. 96, commi 1° e 2°, c.p.c.: responsabilità aggravata delle parti e condanna (ad istanza di parte) al risarcimento del danno - Art. 96, comma 3°, c.p.c.: condanna (d’ufficio) della parte soccombente al pagamento di una somma “equitativamente determinata” giovedì 10 dicembre 2009
-	Gli effetti della sentenza. -	Esecutorietà della sentenza di primo grado: ante e post riforma del 1990 - Art. 282 c.p.c.: provvisoria esecutorietà della sentenza di primo grado; portata della norma con riferimento alle pronunce di condanna, costitutive e di mero accertamento - Cenni sulla successione nel processo: conseguenze del venir meno di una parte (persona fisica o giuridica: art. 110 c.p.c.) - Segue: conseguenze della successione a titolo particolare nel diritto controverso in corso di causa. Art. 111, commi 1° e 2°, c.p.c.: contemperamento delle esigenze di tutela delle parti originarie del processo con quelle di libertà del traffico giuridico dei beni - Segue: art. 111, commi 3° e 4°, c.p.c.: efficacia della sentenza nei confronti del successore a titolo particolare nel diritto controverso; rapporti tra la sua tutela processuale e la sua tutela sostanziale (norme sul possesso di buona fede, ex art. 1153 c.c., e sulla trascrizione, ex art. 2643 c.c.) SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ. n. 18512/2007 - Cass. Civ. n. 7369/2009 venerdì 11 dicembre 2009
- Segue. Il giudicato: formale (art. 324 c.p.c.) e sostanziale (art. 2909 c.c.) - Funzione del giudicato nel nostro ordinamento. Potenziale giustificazione costituzionale o alla luce di principi sovranazionali del principio (riferimento all’art. 24 Cost.) - Effetti del giudicato: incontrovertibilità della statuizione del giudice - Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi: art. 2953 c.c. -	Carattere tendenzialmente non necessitato della sentenza (passata in giudicato) nel processo civile: i provvedimenti cautelari, le ordinanze anticipatorie… - Possibilità di superamento del giudicato: cenni sul giudizio di revocazione - Ambito di applicazione del principio del giudicato: nel processo di cognizione ordinario, nel processo sommario, nel processo del lavoro, nei procedimenti camerali. Il concetto di sentenza ai sensi dell’art. 111 Cost.: caratteristiche di decisorietà e definitività del provvedimento. L’efficacia di giudicato delle decisioni di merito e di rito - L’ampiezza del giudicato: riguarda la domanda o tutti i passaggi necessari per arrivare alla decisione? - Limiti oggettivi del giudicato: l’accertamento contenuto nella sentenza: l’individuazione delle parti, del petitum e della causa petendi (nelle domande auto-determinate ed etero-determinate) - Limiti soggettivi del giudicato: art. 2909 c.c.: “le parti, i loro eredi e aventi causa” - Limiti cronologici del giudicato: - Retroattività degli effetti della pronuncia (conseguenze sulla successione nel processo. - La rilevanza dei “fatti nuovi”(successivi alla sentenza) e l’eventuale rilevanza dello “jus superveniens” (distinzione tra sentenza con effetti istantanei e sentenza con effetti durevoli nel tempo) SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ. n. 9558/2009
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