Source: http://studiolegaleriva.it/public/cartolarizzazione
Timestamp: 2019-06-15 21:00:09+00:00
Document Index: 147553482

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 58', 'art. 2843', 'art. 1264']

La cartolarizzazione - Studio Legale Riva
(L. 30/04/1999 n. 130)
1. Cos'è la cartolarizzazione
3. I crediti ceduti
4. Modalità ed efficacia della cessione
5. La cartolarizzazione nel mondo bancario
6. La legge 30/04/1999 n. 130
La legge 130/99, regolando le modalità ed i requisiti dei partecipanti e dei crediti, prova a risolvere molteplici impedimenti di carattere normativo che scoraggiavano l'utilizzo di questa tecnica finanziaria in Italia e ai quali si era parzialmente cercato di ovviare già con l'articolo 39 del Testo Unico della Finanza (d'ora in avanti T.U.F.), che prevede la possibilità di investire il patrimonio dei fondi in qualsiasi bene e quindi anche in crediti.
· le stesse devono essere iscritte nell'albo speciale presso il Ministero del Tesoro e l'U.I.C.;
· devono ricorrere i requisiti di onorabilità e professionalità dei soci e degli esponenti aziendali.
La legge 130/99 dispone all'art. 1 che i crediti soggetti all'operazione di cartolarizzazione sono pecuniari (siano essi uno o più d'uno, crediti esistenti o futuri) e individuati "in blocco".
Stante la diversità tra i concetti "crediti in blocco" e "crediti in massa" (L. 52/1991) non si applicano la norme di cui all'art. 3, commi 3 e 4 L. 52/91, secondo cui:
- la cessione può avere come oggetto crediti (futuri) che sorgeranno da contratti da stipulare in un periodo non superiore a 24 mesi;
- è necessario indicare, affinché la cessione abbia oggetto determinato, il nome del debitore ceduto.
La legge stabilisce che "i crediti relativi a ciascuna operazione costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della società [cessionaria] e da quello relativo alle altre operazioni" (art. 3.2). Inoltre nel caso in cui la stessa società realizzi più operazioni di securitization, i proventi di ciascun blocco di crediti sarà indipendente rispetto all'altro e su questi patrimoni sono ammesse azioni da parte dei soli creditori portatori dei titoli emessi. Pertanto, in buona sostanza e sulla falsariga dei fondi comuni di investimento, ciascun comparto costituisce patrimonio autonomo.
La cessione può essere sia pro solvendo che pro soluto. Nella prima ipotesi la liberazione del cedente si verifica solo quando il cessionario abbia ottenuto il pagamento dal debitore ceduto. Qualora, invece, risulta una diversa volontà delle parti, nel senso che il cessionario liberi senz'altro il cedente dall'obbligo che quest'ultimo aveva nei suoi confronti, accollandosi l'intero rischio della solvenza del debitore ceduto, si parla di cessione pro soluto.
Il pagamento del prezzo della cessione avviene mediante il ricavo che deriva dal collocamento dei titoli emessi incorporanti i crediti ceduti; il pagamento dei titoli avviene, invece, mediante il ricavato che deriva dal pagamento effettuato dalla massa dei debitori ceduti (vale a dire, il ricavato dell'attività di riscossione al netto delle commissioni dovute per quest'operazione).
In sostanza, il ricavato del collocamento sul mercato dei titoli emessi sarà utilizzato per il pagamento del prezzo della cessione, mentre il rimborso ed il pagamento del capitale e degli interessi convenzionali incorporati nei titoli, verrà garantito dall'ammontare dei crediti ceduti.
L'efficacia della cessione è prevista dall'art. 4 della legge 130 il quale rinvia puntualmente all'art. 58 commi 2, 3, 4 del T.U.B, pertanto:
- la cessione è opponibile nei confronti dei debitori ceduti con la semplice pubblicazione sulla G.U.;
- le garanzie che assistono il credito conservano la validità ed il grado a favore del cessionario senza alcuna formalità ulteriore (non si applica, ad es., l'art. 2843 c.c.);
- la pubblicazione sulla G.U. produce gli effetti indicati dall'art. 1264 c.c.
La società cedente potrà, infine, nel caso di contratti di cessione stipulati entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge, imputare direttamente alle riserve patrimoniali le diminuzioni di valore registrate sugli attivi ceduti e sulle garanzie prestate a copertura delle operazioni di cartolarizzazione. Le stesse somme dovranno essere imputate al conto economico in quote costanti, nell'esercizio in cui sono registrate e nei quattro successivi. In tale ipotesi, le diminuzioni di valore suindicate, concorreranno alla determinazione del reddito d'impresa negli esercizi in cui sono iscritte al conto economico
Articolo tratto da: www.bancalex.it