Source: https://www.slideshare.net/annatapessima/corso-resp-05-lezione-ordinaria
Timestamp: 2017-07-26 05:56:15+00:00
Document Index: 64235069

Matched Legal Cases: ['art. 208', 'art. 208', 'art. 183', 'art.27', 'art.28', 'art. 208']

Corso resp 16 lezione - autodemol...
by Recupero Rottami ...
Autorizzazioni ordinarie allo smaltimento e recupero dei rifiuti 2.
Competenze della Provincia Sulla base della normativa vigente alla Provincia compete: l'approvazione progetti e il rilascio autorizzazione agli impianti che effettuano operazioni di smaltimento e/o di recupero dei rifiuti ( Regime Ordinario ) Operazione di smaltimento all. B Operazione di recupero all. C 3.
Competenze della Provincia <ul><li>l'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio di impianti a procedura semplificata: </li></ul><ul><li>aree &quot; ecologiche &quot; </li></ul><ul><li>stoccaggio rifiuti da demolizione </li></ul>
Competenze della provincia <ul><li>l'iscrizione al Registro Provinciale delle attività di recupero rifiuti ( Regime semplificato ) </li></ul><ul><li>Recupero rifiuti ( regime semplif.) </li></ul><ul><li>modulistica rifiuti pericolosi </li></ul><ul><li>modulistica rifiuti non pericolosi </li></ul>
Competenze della Provincia <ul><li>l'approvazione dei Piani di Adeguamento delle discariche dei rifiuti urbani e degli inerti </li></ul><ul><li>l'approvazione dei progetti di realizzazione e di adeguamento per gli esistenti degli impianti di autodemolizione </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>I soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di recupero di rifiuti devono richiedere ed ottenere un'autorizzazione unificata. </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>Debutta l’autorizzazione ordinaria unificata per la realizzazione e la gestione degli impianti di recupero, in luogo delle due previste dagli articoli 27 e 28 del d.lgs. n. 22/1997, mentre le comunicazioni d’inizio attività necessarie per intraprendere operazioni di recupero avvalendosi delle “procedure semplificate” devono essere indirizzate alle Sezioni regionali dell’Albo gestori ambientali e non più alle Province. </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>Le autorizzazioni ottenute con procedura ordinaria o semplificata, così come le iscrizioni all’Albo gestori ambientali, le revoche e le sospensioni vengono inserite in una banca dati nazionale. </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>i soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti devono presentare apposita domanda alla regione (o alla provincia autonoma o delegata) competente per territorio, allegando: </li></ul><ul><li>il progetto definitivo (non “il progetto esecutivo”, che è ben altra cosa) dell’impianto e la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto stesso dalle disposizioni vigenti in materia urbanistica, di tutela ambientale, di salute e di sicurezza sul lavoro e di igiene pubblica. </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>Ai sensi dell’art. 208, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006, entro trenta giorni dal ricevimento da parte della regione (o provincia autonoma o delegata) della domanda: </li></ul><ul><li>deve essere nominato il responsabile del procedimento e deve essere convocata l’apposita conferenza di servizi cui partecipano: </li></ul><ul><li>– i responsabili degli uffici regionali competenti, </li></ul><ul><li>– i rappresentanti delle Autorità d’ambito e degli enti locali interessati, </li></ul><ul><li>– il richiedente l’autorizzazione o un suo rappresentante (su invito comunicato con preavviso di almeno 20 giorni). </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>Deve essere convocata l’apposita conferenza di servizi cui partecipano: </li></ul><ul><li>– i responsabili degli uffici regionali competenti, </li></ul><ul><li>– i rappresentanti delle Autorità d’ambito e degli enti locali interessati, </li></ul><ul><li>– il richiedente l’autorizzazione o un suo rappresentante (su invito comunicato con preavviso di almeno 20 giorni). </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>La documentazione allegata alla domanda di autorizzazione deve essere inviata ai componenti della conferenza di servizi almeno venti giorni prima della data fissata per la riunione. </li></ul><ul><li>Entro i successivi 90 giorni la conferenza: </li></ul><ul><li>procede alla valutazione del progetto; </li></ul><ul><li>acquisisce e valuta tutti gli elementi relativi alla compatibilità del progetto con le esigenze ambientali e territoriali; </li></ul><ul><li>acquisisce, ove previsto dalla normativa vigente, la valutazione di compatibilità ambientale; </li></ul><ul><li>trasmette le proprie conclusioni con i relativi atti alla regione. </li></ul>
Provvedimento conclusivo <ul><li>Ai sensi dell’art. 208, comma 6, del d.lgs. n. 152/2006, sulla base delle risultanze della congerenza di servizi, entro 30 giorni dal ricevimento delle conclusioni della stessa, la regione: </li></ul><ul><li>approva il progetto e </li></ul><ul><li>autorizza la realizzazione e la gestione dell’impianto. </li></ul>
Approvazione <ul><li>L’approvazione </li></ul><ul><li>sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali; </li></ul><ul><li>costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico; </li></ul><ul><li>comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. </li></ul>
Autorizzazioni al recupero <ul><li>In tutta evidenza vi è una stretta correlazione tra: </li></ul><ul><li>la «la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto dalle disposizioni vigenti in materia urbanistica, di tutela ambientale, di salute e sicurezza sul lavoro e di igiene pubblica» che deve essere allegata all’istanza di approvazione del progetto definitivo (si ripete: non del progetto esecutivo); </li></ul><ul><li>la composizione della «conferenza» che provvede all’istruttoria; </li></ul><ul><li>il contenuto dell’attività istruttoria, in particolare per la parte in cui la conferenza «acquisisce e valuta tutti gli elementi relativi alla compatibilità del progetto con le esigenze ambientali e territoriali»; </li></ul><ul><li>gli effetti sostitutivi del provvedimento conclusivo; </li></ul>
Strumento urbanistico comunale <ul><li>il richiedente l’autorizzazione ha presentato tutta la documentazione tecnica prevista per legge come necessaria e sufficiente per l’ottenimento (in via ordinaria) dei visti, pareri, autorizzazioni e concessioni che vengono sostituiti (meglio sarebbe dire: incorporati) nel provvedimento finale; </li></ul><ul><li>partecipano alla conferenza, e quindi sono costruttori, i rappresentanti degli organi ed enti ai quali, in via ordinaria, competerebbe il rilascio di detti visti, pareri, autorizzazioni e concessioni. </li></ul>
Istruttoria <ul><li>L’istruttoria della domanda si conclude entro 150 giorni dalla presentazione della domanda. L’autorizzazione unica è concessa per un periodo determinato (dieci anni) ed è rinnovabile. A tal fine (al fine cioè di ottenere un rinnovo tempestivo), almeno 180 giorni prima dalla scadenza dell’autorizzazione, deve essere presentata apposita domanda alla regione </li></ul>
Autorizzazione ordinaria allo smaltimento <ul><li>I soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento di rifiuti devono richiedere ed ottenere un'autorizzazione unificata. </li></ul><ul><li>Debutta l’autorizzazione ordinaria unificata per la realizzazione e la gestione degli impianti di smaltimento, in luogo delle due previste dagli articoli 27 e 28 del d.lgs. n. 22/1997. </li></ul>
Autorizz. allo smaltimento <ul><li>Le autorizzazioni degli impianti di gestione, ottenute le revoche e le sospensioni vengono inserite in una banca dati nazionale. </li></ul><ul><li>Sono considerate operazioni di smaltimento: la distruzione (incenerimento), il confinamento (discarica) o la dispersione nell’ambiente (lagunaggio, scarico nell’ambiente idrico, immersione) dei rifiuti, nonché le relative operazioni preliminari (di trattamento, raggruppamento, deposito preliminare). </li></ul>
Autorizz. allo smaltimento <ul><li>Non costituisce operazione di smaltimento il &quot;deposito temporaneo [dei rifiuti] ... nel luogo in cui sono prodotti&quot;. Lo è, invece, lo &quot;stoccaggio&quot;, preliminare o provvisorio. </li></ul>
Autorizz. allo smaltimento <ul><li>Per impianti d’incenerimento, si intendono quegli impianti atti a smaltire, mediante processi di combustione,i rifiuti che, diversamente, andrebbero smaltiti in discarica. In realtà i rifiuti sono di tipologie (solidi, liquidi più o meno densi, sfiati) e caratteristiche (pericolosi e non pericolosi) molto diverse, per cui lo smaltimento mediante termocombustione implica l’impiego di impianti differenti. </li></ul>
Definizione di discarica <ul><li>La discarica, è definita come: &quot;area adibita a smaltimento dei rifiuti mediante operazioni di deposito sul suolo o nel suolo, compresa la zona interna al luogo di produzione dei rifiuti adibita allo smaltimento dei medesimi [ovviamente, &quot;sul suolo o nel suolo&quot;, non con altri processi: un inceneritore resta tale e comunque non diventa una discarica] da parte del produttore degli stessi, nonché qualsiasi area ove i rifiuti sono sottoposti a deposito temporaneo [meglio sarebbe stato parlare di &quot;stoccaggio&quot; per non dare adito a possibili confusioni con il &quot;deposito temporaneo&quot; di cui all’art. 183, comma 1, lett. m), del d.lgs. n. 152/2006) per più di un anno. </li></ul>
Definizione di discarica <ul><li>Sono esclusi da tale definizione gli impianti in cui i rifiuti sono scaricati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento, e lo stoccaggio di rifiuti in attesa di recupero o trattamento per un periodo inferiore a tre anni come norma generale, o lo stoccaggio di rifiuti in attesa di smaltimento per un periodo inferiore a un anno&quot; </li></ul>
Discariche <ul><li>Esistono tre tipi di discariche: </li></ul><ul><li>discariche per rifiuti inerti; </li></ul><ul><li>discariche per rifiuti non pericolosi; </li></ul><ul><li>discariche per rifiuti pericolosi; </li></ul>
Autorizz. allo smaltimento <ul><ul><li>Il d.lgs. n. 22/1997 prevedeva separatamente per gli impianti di smaltimento l’approvazione del progetto e autorizzazione alla realizzazione (art.27) e l’autorizzazione all’esercizio (art.28). </li></ul></ul><ul><ul><li>In luogo dei due separati procedimenti e provvedimenti l’art. 208 del nuovo d.lgs 152/2006. ora prevede la “Autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti”. </li></ul></ul>
Autorizz. allo smaltimento <ul><li>In sintesi: </li></ul><ul><li>1.I soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento devono presentare apposita domanda alla regione competente per territorio … </li></ul><ul><li>8. L’istruttoria si conclude entro centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda di cui al comma 1 con il rilascio dell’autorizzazione unica o con il diniego motivato della stessa … </li></ul><ul><li>12. L’autorizzazione di cui al comma 1 è concessa per un periodo di dieci anni ed è rinnovabile …”. </li></ul>
I contenuti dell’autorizzazione <ul><li>I contenuti dell’autorizzazione, ovviamente da determinarsi in concreto in relazione allo specifico impianto ed operazione da autorizzarsi, consistono, in particolare, nell’individuazione: </li></ul><ul><li>dei tipi e dei quantitativi di rifiuti da smaltire; </li></ul><ul><li>dei requisiti tecnici, con particolare riferimento alla compatibilità del sito, alle attrezzature utilizzate, ai tipi ed ai quantitativi massimi di rifiuti ed alla conformità dell’impianto al progetto approvato; </li></ul>
I contenuti dell’autorizzazione <ul><li>delle precauzioni da prendere in materia di sicurezza e igiene ambientale; </li></ul><ul><li>del luogo di smaltimento; </li></ul><ul><li>dei limiti di emissione in atmosfera; </li></ul><ul><li>delle prescrizioni per la messa in sicurezza, chiusura dell’impianto e ripristino del sito; </li></ul><ul><li>delle garanzie finanziarie; </li></ul><ul><li>dell’idoneità del soggetto richiedente. </li></ul>
Un esempio di richiesta di autorizzazione <ul><li>L’impianto di stoccaggio Rifiuti NP della ditta ELITE Ambiente </li></ul>
Inquadramento territoriale 31.
Aree di stoccaggio 32.
Il lay-out funzionale 33.
Miscelazione di rifiuti 34.
Processo prosuttivo 35.
Stoccaggio rifiuti 36.
Schema di flusso 37.
Schema di flusso 38.
Traffico veicolare 39.
Gestione operativa 40.
Quadro temporale 41.
Corso resp 16 lezione - autodemolizione