Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/161/tutte
Timestamp: 2020-02-22 15:22:54+00:00
Document Index: 1606415

Matched Legal Cases: ['art. 161', 'art. 26', 'art. 161', 'art. 111', 'art. 161', 'art. 182', 'art. 161', 'art. 182', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 182', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 1176', 'art. 98', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 153', 'art. 161', 'art. 161', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 161', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 163', 'art. 161', 'art. 169', 'art. 168', 'art. 43', 'art. 169', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 160', 'art. 161', 'art. 27', 'art. 21', 'art. 169', 'art. 182', 'art. 161', 'art. 182', 'art. 163', 'art. 161', 'art. 163', 'art. 162', 'art. 161', 'art. 161', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 38', 'art. 161', 'art. 9', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 107', 'art. 172', 'art. 161', 'art. 161', 'art 161', 'art. 161', 'art. 172', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 9', 'art. 273', 'art. 161', 'art. 2323', 'art.2323', 'art.147', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 161', 'art. 172', 'art. 161', 'art. 361', 'art. 163', 'art. 161', 'art. 169', 'art. 168', 'art. 43', 'art. 169', 'art. 30', 'art. 165', 'art. 199', 'art. 7', 'art. 161', 'art. 173']

Concordato preventivo c.d. "in bianco" - Autorizzazione ex art. 161, comma 7, l.fall. al compimento di atto urgente di straordinaria amministrazione - Reclamo - Pronuncia anche sull’atto “a valle” - Ricorribilità per cassazione - Fondamento - Fattispecie
In materia di concordato preventivo c.d. "in bianco", il provvedimento con il quale il giudice, nel decidere in sede di reclamo ex art. 26 l.fall. avverso l'autorizzazione, ex art. 161, comma 7, l.fall., al compimento di un atto urgente di straordinaria amministrazione pronunci anche sull'atto "a valle", esorbita dall'ambito della volontaria giurisdizione, assumendo natura decisoria e palesandosi suscettibile di ledere potenzialmente i diritti nascenti dall'atto anzidetto, sicchè deve ritenersi ricorribile per cassazione ex art. 111, comma 7, Cost.. (Nella specie, la S.C., cassando il relativo decreto, ha dichiarato la nullità della statuizione con la quale il giudice del reclamo, anziché limitarsi a revocare l'autorizzazione alla stipula di un affitto d'azienda, aveva pronunciato, altresì, l'annullamento del contratto stipulato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Novembre 2019, n. 29912. Segue...
Concordato preventivo – Pagamento di crediti anteriori – Atto di straordinaria amministrazione soggetto ad autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall. – Carattere di urgenza – Autorizzazione ex art. 182 quinquies quinto comma l. fall. – Attestazione del professionista – Necessità – Esclusione
In pendenza di domanda di concordato c.d. con riserva qualificato in continuità aziendale, la richiesta di autorizzazione al pagamento di debiti anteriori chiaramente funzionali alla prosecuzione dell’attività, ove si appalesi come “urgente” in considerazione della natura dei beni e dei servizi indicati, rientra nell’alveo di cui all’art. 161, comma 6, l. fall., considerato che l’art. 182 quinquies l. fall. si pone rispetto alla previsione di cui all’art. 161, comma 7, l. fall. in un rapporto di species a genus. L’assoggettabilità della richiesta nell’ambito del citato art. 161 l. fall., proprio per il suo carattere di urgenza, consente di superare la attestazione del professionista richiesta dall’art. 182 quinquies l. fall., a cui si sostituisce la valutazione operata dal Tribunale di convenienza ed opportunità dell’atto rispetto all’interesse della massa dei creditori. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 18 Novembre 2019. Segue...
Concordato preventivo – Precedente dichiarazione di inammissibilità di istanza di pre-concordato – Elemento ostativo alla ammissione al concordato – Esclusione – Formulazione della proposta di esclusiva competenza del debitore
La precedente dichiarazione di inammissibilità di istanza di pre-concordato non osta all'ammissione alla procedura, atteso che il disposto dell'ultimo periodo dell'art. 161 comma 7 legge fall. riguarda la diversa ipotesi dell'avvenuta presentazione di un piano di concordato (e non di semplice istanza di pre-concordato, come nel caso in esame) successivamente dichiarato inammissibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 22 Ottobre 2019. Segue...
Fallimento – Concordato preventivo – Mancata approvazione – Preconcordato – Nuova domanda – Inammissibilità
La presentazione di una semplice (senza contenuti) seconda domanda di preconcordato dopo la mancata approvazione della proposta di concordato presentata all’esito della prima procedura di preconcordato integra un inammissibile abuso del diritto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19 Luglio 2019. Segue...
Compenso dell’attestatore del piano di concordato - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. - Ratio normativa - Inadempimento
Compenso dell’attestatore del piano di concordato - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. - Attestazione di veridicità dei dati aziendali - Valori immobiliari - Inclusione - Acritica riproduzione delle risultanze delle perizie redatte da un terzo stimatore - Inadempimento - Obbligo di vaglio critico da parte del professionista attestatore
Compenso dell’attestatore - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. - Fattibilità del piano di concordato - Diligenza professionale - Inadempimento - Obbligo di effettuare stress tests
Compenso dell’attestatore - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. - Inadempimento - Valutazione ex ante - Irrilevanza delle circostanze successive
La valutazione circa la sussistenza di un inadempimento del professionista in sede di predisposizione della relazione ex art. 161, comma 3, l.f. deve tener conto della ratio della stessa norma, finalizzata a far sì che i creditori della società ed il giudice possano avere un riscontro “affidabile” circa lo stato patrimoniale e finanziario della società che chiede l’ammissione alla procedura, nonché circa la concreta fattibilità del piano proposto.
Integra grave inadempimento del professionista in sede di predisposizione della relazione ex art. 161, comma 3, l.f. l’aver mutuato, senza approfondito vaglio critico, le risultanze delle perizie redatte da un terzo stimatore.
Il professionista deve operare una ricostruzione ex ante dei possibili scenari che possono impedire l’attuazione del programma di concordato mediante veri e propri stess tests, con l’indicazione, se del caso, di eventuali strade alternative da percorrere al fine di scongiurare tali eventualità negative.
L’adempimento del professionista nella predisposizione della relazione ex art. 161, comma 3, l.f. va valutato secondo il parametro di diligenza ex art. 1176, comma 2, c.c. ed ex ante; pertanto, in sede di opposizione allo stato passivo ex art. 98 l.f. non possono costituire limiti alla cognizione del Tribunale sull’operato del professionista circostanze successive all’espletamento dell’incarico, quali l’avvenuta approvazione del concordato da parte dei creditori, l’assenza di contestazioni mosse dal Commissario Giudiziale ovvero le circostanze che hanno condotto alla risoluzione del concordato. (Giovanni Cedrini) (Maura Vadalà) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 03 Giugno 2019. Segue...
Nella fase di preconcordato, ai sensi della L. Fall., art. 161, comma 7, è consentito al ricorrente di compiere atti di gestione dell'impresa, senza necessità di autorizzazione del tribunale, ai soli fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713. Segue...
Anche dopo la presentazione di una domanda di concordato con riserva, la valutazione in ordine al carattere di ordinaria o di straordinaria amministrazione dell'atto deve essere compiuta con riferimento all'interesse della massa dei creditori, e non dell'imprenditore insolvente, essendo possibile che atti astrattamente qualificabili di ordinaria amministrazione se compiuti nel normale esercizio dell'impresa possano, invece, assumere un diverso connotato se compiuti nel contesto procedimentale attivato dalla domanda suddetta, laddove gli stessi finiscano con l'investire gli interessi del ceto creditorio mediante l'assunzione di ulteriori debiti o la sottrazione di beni alla disponibilità della massa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713. Segue...
Procedure concorsuali – Concordato preventivo – Presenza di contributi INPS e Inail non pagati – Diritto al DURC regolare – Esclusione
La pendenza di una procedura di concordato preventivo non può considerarsi alla stregua di una disposizione legislativa che consenta di sospendere il pagamento di contributi previdenziali, e ciò per la ragione che le limitazioni ad effettuare i pagamenti conseguenti alla domanda presentata dal debitore devono in definitiva ascriversi ad un atto volontario del debitore non a una disposizione legislativa.
[Il Tribunale ha rigettato la domanda della società diretta ad ottenere dagli enti previdenziali il rilascio di Durc regolare, nonostante il mancato pagamento di obbligazioni contributive antecedenti al deposito del ricorso per l'ammissione al concordato preventivo.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Maggio 2019. Segue...
Procedure concorsuali – Concordato con riserva – Liquidazione del compenso ai cd. pre-commissari giudiziali – Applicazione analogica delle norme relative ai commissari giudiziali – Esclusione – Applicazione delle norme relative agli ausiliari del giudice – Affermazione
La liquidazione del compenso spettante ai cosiddetti pre-commissari giudiziali non può essere effettuata ai sensi dell'articolo 5 D.M. 30/2012, il quale non prevede i criteri per la determinazione del compenso spettante ai commissari giudiziali nominati nel concordato con riserva, figura introdotta dal DL 69/2013.
In assenza di specifica previsione normativa, la liquidazione del compenso va effettuata in applicazione delle previsioni di cui alla disciplina generale in materia di liquidazione del compenso agli ausiliari del giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 12 Aprile 2019. Segue...
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologa - Successiva domanda di ammissione al concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento
La domanda di concordato preventivo ai sensi dell'art. 161, comma 1, l.fall. è ammissibile anche dopo che sia stato omologato l'accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto dal medesimo imprenditore, in quanto il principio di alternatività delle procedure concorsuali, di cui all'art. 161, comma 6, l.fall., non trova applicazione nel caso di consecuzione delle stesse, restando preclusa al debitore – quando non abbia ottenuto l'ammissione al concordato ovvero l'omologa di un accordo – soltanto la possibilità di ripresentare nel biennio successivo una nuova domanda di concordato cd. con riserva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 2019, n. 10106. Segue...
Concordato preventivo con riserva – Termine per il deposito del piano e della documentazione in pendenza di istanze di fallimento – Proroga del termine – Valutazione discrezionale dell’Ufficio
Nell’ipotesi di concordato preventivo con riserva presentato in pendenza del procedimento per la dichiarazione di fallimento, il termine di 60 giorni previsto dall’art. 161 VI L.F., per il deposito del piano, della proposta e della documentazione, è prorogabile una sola volta fino ad un massimo di 60 giorni e con valutazione unica e discrezionale da parte del Tribunale in ordine all’arco temporale ulteriormente concedibile.
Il termine di proroga previsto dall’art. 161 u.c. L.F. per una durata massima di 60 giorni, può essere concesso in misura inferiore alla stregua della valutazione discrezionale operata dall’Ufficio ed è espressamente qualificato dalla legge come perentorio e non ordinatorio. Pertanto, ove la proroga venga concessa per un termine inferiore a quello massimo di 60 giorni, lo stesso termine non può essere prorogato con un secondo provvedimento che allunghi tale termine fino al massimo consentito, in virtù del principio generale di improrogabilità dei termini perentori sancito dall’art. 153 c.p.c. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Aprile 2019. Segue...
In tema di concordato preventivo, il debitore che dopo la domanda di ammissione al concordato con riserva abbia presentato la relativa proposta senza la documentazione prescritta dall'art. 161 l.fall., può ancora avvalersi del termine di sessanta giorni accordato dal tribunale, ex art. 161, comma 6, l.fall., allo scopo di integrare la detta documentazione. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza della corte d'appello che aveva revocato il fallimento dichiarato dal tribunale dopo aver dichiarato inammissibile la proposta del debitore, depositata solo sette giorni dopo la domanda di concordato con riserva, in quanto priva della necessaria attestazione del professionista ex art. 161, comma 3, l.fall.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Marzo 2019, n. 7577. Segue...
Concordato preventivo - Attestatore - Requisiti soggettivi - Terzietà e indipendenza rispetto al debitore - Rapporti personali o professionali - Indagine sulla idoneità a comprometterne l’indipendenza - Necessità - Fattispecie
Ai fini dell'ammissibilità della proposta di concordato preventivo, ai sensi dell'art. 161, comma 3, l.fall., in presenza di rapporti personali o professionali dell'attestatore con l'impresa proponente o con coloro che hanno interesse all'operazione di risanamento, il giudice deve sempre verificare che tali rapporti siano tali da compromettere in concreto l'indipendenza del suo giudizio. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della Corte d'appello, che aveva respinto la domanda di omologa del concordato preventivo per mancanza di indipendenza dell'attestatore, solo perché legato da rapporto di parentela con una dipendente della società proponente). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Marzo 2019, n. 6922. Segue...
Concordato preventivo - Concordato preventivo con riserva - Sospensione dei pagamenti - DURC - Rilascio DURC regolare - Ammissione Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari o conservativi - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
Dalla presentazione della domanda di concordato, anche con riserva ex art. 161, comma 6 L. Fall., opera la fattispecie della “sospensione dei pagamenti” per cui dovrà essere attesta la regolarità contributiva della società preponente mediante il rilascio di DURC regolare.
Gli effetti della presentazione di una domanda di concordato ex art. 161, comma 6, c.p.c. (almeno sino alla scadenza dei termini concessi ed all’eventuale dichiarazione di inammissibilità), sono, dal punto di vista della “sospensione dei pagamenti” del tutto assimilabili alle domande di concordato complete di proposta, piano ed ulteriore documentazione. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 16 Ottobre 2018. Segue...
Concordato con riserva - Termine per il deposito del piano e della documentazione in caso di pendenza di ricorsi di fallimento - Discrezionalità del tribunale - Esclusione
In tema di concordato con riserva, qualora pendano ricorsi per la dichiarazione di fallimento, è escluso che al debitore possa assegnarsi un termine per il deposito della proposta e del piano non coincidente con quello fisso di sessanta giorni espressamente previsto dall'art. 161, comma 10, l.fall., in quanto la norma esclude che il tribunale possa operare al riguardo una valutazione discrezionale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Ottobre 2018, n. 25602. Segue...
Concordato preventivo – Fallimento – Relazione di attestazione – Adempimento del professionista attestatore – Apertura della procedura di concordato – Irrilevanza
In tema di opposizione allo stato passivo fallimentare, il professionista che abbia chiesto, ma non ottenuto, in ragione di carenze evidenzianti il difetto della dovuta diligenza, il riconoscimento del credito professionale per l'attività di predisposizione della relazione redatta, ai sensi dell'art. 161, comma 3, L. Fall., su incarico della società proponente il concordato preventivo e poi dichiarata fallita, non può invocare, a dimostrazione del suo agire diligente, l'avvenuta ammissione della società stessa alla procedura concordataria.
Infatti, la valutazione compiuta dal tribunale ex art. 163, comma 1, L. Fall. non costituisce un'approvazione della relazione, nè un apprezzamento di competenza esclusiva del tribunale in ambito concordatario, in quanto il provvedimento di ammissione a detta procedura non assevera definitivamente, con valore di giudicato, l'esattezza dell'adempimento del professionista, potendo la suddetta valutazione essere successivamente smentita dal medesimo tribunale, in sede di procedura fallimentare, per effetto di quanto acclarato a seguito di un più approfondito controllo da parte del commissario giudiziale (nella specie, di accertamento dell'inattendibilità di rilevanti dati esposti nella relazione). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2018, n. 22785. Segue...
Concordato preventivo – Deposito del ricorso prenotativo – Effetti – Applicazione della normativa successiva
Concordato preventivo – Finanza esterna – Libera distribuzione – alterazione dell’ordine delle cause legittime di prelazione – Ammissibilità – Flussi di cassa generati o attesi dalla prosecuzione dell’attività di impresa – Qualificabili come finanza esterna – Esclusione
Il debitore acquisisce lo statuto di debitore concordatario per il solo deposito della domanda, anche riservata ai sensi dell’art. 161, sesto comma l.fall., che determina la costituzione del rapporto processuale con il giudice, chiamato ad una pronuncia su di essa, e prima ancora l’instaurazione di un regime di controllo giudiziale sull’amministrazione (com’è evidente proprio nel concordato con riserva) e sui contratti pendenti ex art. 169-bis l.fall., oltre che uno statuto di relativa insensibilità del patrimonio alle iniziative di terzi ex art. 168 l.fall., con regole sui crediti e l’inefficacia importate dal fallimento e progressivamente estese (da ultimo, l’art. 43, comma 4, nell’art. 169 l.fall. novellato dal d.l. n. 83 del 2015).
Il procedimento concordatario è pertanto introdotto dal ricorso di cui al primo e sesto comma dell’art. 161 l.fall. e non dal successivo deposito del piano, con la conseguenza che il deposito della domanda di concordato “con riserva” determina di per sé, immediatamente ed a prescindere dal deposito del plano, tutta una serie di effetti tipici della procedura concordataria: non può quindi negarsi che essa introduca una procedura di concordato, fattispecie a formazione progressiva in cui il deposito del piano rappresenta solo uno degli elementi costitutivi.
La disciplina introdotta dal D.L. 27 giugno 2015, n. 83 non può pertanto essere applicata ai concordati pendenti ed introdotti con ricorso, sia pure ex art. 161, comma 6, l.fall., depositato in data anteriore alla entrata in vigore del citato decreto-legge. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Nel concordato preventivo, la c.d. “finanza esterna” o “nuova finanza” deve ritenersi liberamente distribuibile e non soggetta al principio affermato dall’ultima parte del co. 2 dall’art. 160 l.fall. il quale vieta l’alterazione dell’ordine delle cause legittime di prelazione.
I flussi di cassa generati o attesi dalla prosecuzione dell’attività di impresa non sono qualificabili come finanza esterna e devono quindi sottostare alla regola del rispetto dell’ordine delle cause di prelazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 31 Agosto 2018. Segue...
Concordato preventivo - Credito del professionista per la redazione di relazione di asseverazione - Liquidazione del compenso - Normativa applicabile - Art. 27 del d.m. n. 140 del 2012 - Esclusione - Art. 21 del d.m. n. 140 del 2012 - Applicabilità - Fondamento
La liquidazione del compenso spettante al professionista che, nell'ambito del concordato preventivo, abbia redatto la relazione di asseverazione di cui all'art. 161, comma 3, l. fall., non deve avvenire secondo i criteri di cui all'art. 27 d. m. n. 140 del 2012, che riguarda le attività di complessiva assistenza al debitore nel periodo preconcorsuale, trovando invece applicazione i parametri fissati dall'art. 21 dello stesso decreto per le attività di "valutazioni, perizie e pareri", essendo l'incarico funzionale alla redazione di un "parere motivato", ovvero a "relazioni di stima richiesta da disposizioni di legge o di regolamenti". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Giugno 2018, n. 16934. Segue...
Concordato preventivo - Pagamento di cambiali tratte - Assolvimento del rapporto di valuta tra traente in concordato e beneficiario creditore - Violazione della par condicio - Inefficacia
Nel concordato preventivo, a meno non vi sia applicazione dello strumento dello scioglimento dei contratti pendenti di cui all'art. 169-bis legge fall., non si verifica lo scioglimento della delegazione di pagamento.
Pertanto, in caso di pagamento di cambiali tratte, l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria a carico del traente e in favore del beneficiario (credito anteriore, costituente il rapporto di valuta) - ancorché attuata mediante un maccanismo di delegatio solvendi (ossia dando il traente incarico al trattario, obbligato nei confronti del traente in virtù del rapporto di provvista) - comporta che il trattario assolva contestualmente sia al debito di provvista nei confronti del traente (credito dell’imprenditore concordante o credito di massa) sia, contestualmente, al rapporto di valuta corrente tra beneficiario e traente (debito concorsuale).
Secondo la prospettiva del traente in concordato, dunque, il traente riceve indirettamente il pagamento effettuato dal trattario, il quale è efficace nei confronti del traente in quanto l’imprenditore ammesso al concordato preventivo conserva l’amministrazione dei beni ed è quindi legittimato a ricevere pagamenti, direttamente o indirettamente.
Tuttavia, l’assolvimento del rapporto di valuta tra traente in concordato e beneficiario creditore concorsuale deve reputarsi inefficace, in quanto comporta violazione della par condicio creditorum, perché integra l'esecuzione di un pagamento di creditori concorsuali indipendentemente dall’ordine di graduazione previsto dal concordato e ciò per il solo fatto di essere in possesso di uno strumento di pagamento cartolare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Giugno 2018. Segue...
Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla attestazione - Verifica di regolarità dell'andamento della procedura - Garanzia della corretta formazione del consenso dei creditori - Fattispecie in tema di stima di immobili
Nel concordato preventivo, spetta al giudice il compito di controllare la corretta predisposizione dell'attestazione in termini di completezza dei dati e comprensibilità dei criteri di giudizio, ciò rientrando nella verifica di regolarità dell'andamento della procedura, che è presupposto indispensabile al fine della garanzia della corretta formazione del consenso dei creditori.
[Nel caso di specie, l'attestatore aveva mancato di indicare i criteri seguiti ai fini della condivisione dei valori immobiliari riportati nella perizia di parte allegata alla domanda.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 09 Marzo 2018, n. 5825. Segue...
Concordato preventivo – Attestazione – Integrazione e modifica – Mutamento dell’attestatore
L’imprenditore che propone istanza di concordato preventivo non può integrare la relazione dell’attestatore con quella di altro professionista o mutare la persona dell’attestatore quando non vi siano modifiche sostanziali della proposta o del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Marzo 2018. Segue...
Fusione societaria - Potenziale pregiudizio per i creditori delle società partecipanti
Concordato preventivo - Fusione societaria - Tutela dei creditori - Opposizione
Concordato preventivo - Fusione societaria - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Operatività in relazione alle società partecipanti alla fusione
Concordato preventivo – Finanziamenti – Mantenimento delle linee autoliquidanti – Prosecuzione dei rapporti – Esecuzione – Autorizzazione – Esclusione
Il mantenimento in essere di finanziamenti con modalità c.d. “auto liquidanti” può considerarsi quale atto di ordinaria amministrazione, in assenza dell’accensione di nuove garanzie accessorie o collegate sul patrimonio della società.
Tale conclusione può essere accolta anche dopo l’entrata in vigore delle modifiche apportate al comma 3 dell’art. 182-quinquies l.f., dovendosi ritenere che la richiesta ivi prevista al mantenimento di linee di credito auto liquidanti (che letteralmente può essere proposta ma non deve essere autorizzata) renda necessario un provvedimento autorizzativo del Tribunale soltanto in caso di modifica in pejus delle condizioni applicate o delle garanzie accessorie collegate, ovvero ancora di ampliamento della provvista concessa; non avrebbe infatti senso una interpretazione letterale di tale disposizione che, in contrario con molteplici altri indici normativi favorevoli alla prosecuzione dei contratti pendenti nel concordato, finirebbe per validare una inaccettabile automatica interruzione/sospensione delle principali fonti di finanziamento usualmente in essere al momento del deposito del ricorso ex art. 161 co. 6 l.f.; sul punto si condivide quanto espresso da Trib. Ancona, 11/12/2016: “gli atti di esecuzione dei contratti posti alla base delle c.d. linee autoliquidanti di cui all’art. 182-quinquies, comma 3, legge fall. sono atti di ordinaria amministrazione che, come tali, non debbono essere autorizzati; essi infatti, non comportano la stipulazione di nuovi finanziamenti in quanto danno luogo a mere variazioni all’interno di una provvista già concessa". (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 18 Luglio 2017. Segue...
[Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto sussistente il requisito dell'urgenza, in considerazione della rapida svalutazione dei beni, degli elevati costi di conservazione e sgombero del magazzino, della funzionalità dello sgombero alla cessione dell'immobile ove i beni erano custoditi e all'acquisizione di liquidità per far fronte a impellenti costi della procedura.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Giugno 2017. Segue...
Concordato con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Liquidazione di determinati beni - Applicazione della disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.f. - Mancanza di offerta da parte di soggetto già individuato - Esclusione
Nel caso di istanza per autorizzazione al compimento di atti straordinaria amministrazione ex art. 161, comma 7, l.fall. che comportino la liquidazione di determinati beni, non vi è ragione di applicare la disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.fall qualora non vi sia offerta da parte di soggetto già individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Giugno 2017. Segue...
Concordato preventivo – Professionista attestatore – Requisiti – Indipendenza – Fattispecie
Lo svolgimento di qualsiasi attività libero professionale in favore della società proponente il concordato costituisce motivo di incompatibilità con l’ufficio di professionista attestatore, in quanto la norma, laddove prevede che "in ogni caso" il professionista attestatore non deve aver svolto attività professionale in favore del proponente il concordato, esclude ogni eccezione e non consente alcun margine di valutazione.
Allo stesso modo, non può assumere detto incarico colui che condivida uno studio professionale con il professionista incaricato dal debitore di assisterlo in occasione della presentazione della domanda di concordato e sia, pertanto, a suo volta creditore.
La violazione dell'indipendenza del professionista attestatore è un vizio radicale, che impedisce al professionista di svolgere in maniera adeguata la propria funzione, di essere ed apparire una figura di garanzia nell'interesse, oltre che del proponente il concordato, di ogni singolo creditore e dell'intera procedura. La sanzione, anche a tutela degli interessi pubblicistici sottesi alla procedura, non può pertanto essere diversa dall'inammissibilità della proposta di concordato preventivo ex art. 162, comma 2, legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 19 Aprile 2017, n. 9927. Segue...
Concordato preventivo – Concordato con riserva – Atti di straordinaria amministrazione – Caratteristiche
La stipula di atti di straordinaria amministrazione durante il concordato con riserva deve risultare urgente a termini dell’art. 161, comma 7, legge fall., nonché conforme se non propedeutica alla proposta concordataria (o di accordo di ristrutturazione) in fase di predisposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017. Segue...
Concordato preventivo – Atti di straordinaria amministrazione – Autorizzazione – Valutazione del tribunale – Utilità e profitto a favore dei creditori
Ciò che rileva, al fine di ritenere autorizzabile in termini di urgenza (e convenienza), ai sensi dell’art. 161, comma 7, legge fall., l’atto negoziale è l’utilità dell’atto che si andrebbe a stipulare e la natura profittevole per la massa dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017. Segue...
Domanda di concordato preventivo presentata allo scopo di differire la dichiarazione di fallimento - Abuso del processo - Configurabilità - Conseguenze - Inammissibilità - Fattispecie
La domanda di concordato preventivo presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte d’appello che aveva respinto il reclamo proposto dalla società fallita avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, pronunciata dopo che la medesima proponente aveva rinunciato ad una prima proposta di concordato ed aveva presentato altra proposta concordataria dopo il trasferimento della sede legale all’estero e in presenza di talune istanze di fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2017, n. 5677. Segue...
Concordato preventivo – Attestazione di fattibilità inadeguata – Inammissibilità della domanda
L’attestazione di fattibilità del professionista a mente dell’art. 161 comma 3, legge fall. che contenga riflessioni che denotano incertezze circa il reperimento delle liquidità indispensabili per il pagamento dei creditori chirografari non risulta sorretta da argomentazioni coerenti ed è quindi inadeguata, rendendo inammissibile la domanda di concordato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Marzo 2017. Segue...
Concordato preventivo – Partecipazione del pubblico ministero – Necessità – Esclusione
La previsione della comunicazione al pubblico ministero della domanda di concordato preventivo non comporta la necessaria partecipazione, a pena di nullità, di tale organo al procedimento o alla sua fase di impugnazione, in quanto detta comunicazione ha lo scopo di provocare, nell’interesse pubblico, controlli della regolarità della procedura.
l'Ufficio della Procura della Repubblica presso il tribunale che deve seguire l'andamento anche istruttorio del procedimento, può, infatti, prendere parte alla camera di consiglio indetta per ogni audizione del debitore, in quella o altra sede instare per la richiesta di fallimento, esplicare poteri di sollecitazione ed introdurre elementi di fatto nei diversi incidenti di reversione nell'iter del progetto concordatizio, ma tutto ciò sempre all'interno della facoltatività del suo intervento, che non è dunque previsto a pena di nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Febbraio 2017, n. 5074. Segue...
Concordato preventivo - Concordato cd. con riserva - Richiesta di concessione del termine di cui all’art. 161, comma 6, l.fall. - Valutazione in ordine all'ammissibilità della domanda ai fini dell'abuso del processo - Esclusione
In tema di concordato preventivo con riserva, la richiesta di concessione del termine previsto dall’art. 161, comma 6, l.fall., per la presentazione della proposta, del piano e della relativa documentazione, non implicando alcuna valutazione in ordine all'ammissibilità della domanda di concordato, non integra un abuso del processo, la cui sussistenza, d'altronde, risolvendosi in un sindacato sull'idoneità della proposta a superare la situazione di crisi dell'imprenditore, con un soddisfacimento sia pur modesto e parziale dei creditori, presuppone necessariamente la conoscenza (che potrà esservi solo alla scadenza di tale termine) delle condizioni offerte dal debitore e delle modalità di realizzazione dell'accordo, nonché dei dati contabili che le giustificano. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2017. Segue...
Concordato preventivo con riserva successiva alla declaratoria di inammissibilità di altra domanda di concordato - Inammissibilità per abuso del processo - Valutazione di fatto spettante al giudice di merito - Sindacabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie
La domanda di concordato preventivo con riserva, che segua alla declaratoria di inammissibilità di altra istanza concordataria e sia presentata dal debitore non già per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando si violino i canoni generali di correttezza e buona fede ed i principi di lealtà processuale e del giusto processo. Implicando una verifica dell'intento del debitore di piegare l'istituto concordatario al perseguimento di finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento lo ha predisposto, il predetto apprezzamento si traduce in un'indagine di fatto riservata al giudice di merito e censurabile in sede di legittimità esclusivamente per vizio di motivazione, nei limiti in cui tale vizio è deducibile come motivo di ricorso per cassazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ravvisato l’abuso del processo nel comportamento dell’imprenditore che, a seguito della declaratoria di inammissibilità della prima proposta concordataria, aveva presentato una nuova proposta ex art. 161, comma 6, l.fall. con modifiche di carattere meramente formale e marginale, nonché recependo le valutazioni del commissario giudiziale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2017. Segue...
Concordato preventivo - Utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile - Ratio - Natura vincolante della proposta
L'utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore è rispettata quanto la debitrice presenta una proposta vincolante, potenzialmente idonea a garantire il soddisfacimento promesso ai creditori. La ratio della norma è quella di scongiurare la presentazione di domande che lascino del tutto indeterminato ed aleatorio il conseguimento di una utilità specifica per i creditori e va intesa nella necessità che l'attuazione del piano concordatario sia prospettata dalla debitrice e attestata dal professionista in termini di ragionevole certezza. (Davide Cognolato) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 25 Gennaio 2017. Segue...
Concordato preventivo – Concordato con riserva – Divieto di pagamento dei professionisti
Durante il periodo di concordato con riserva e fino alla omologazione è vietato il pagamento dell’attestatore e degli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 25 Gennaio 2017. Segue...
Concordato preventivo – Pagamento dei professionisti – Divieto
Dopo l’apertura della procedura di concordato e fino all’omologazione, sono vietati i pagamenti all’attestatore e agli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 20 Gennaio 2017. Segue...
Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Competenza per territorio - Concordato preventivo con riserva - Incompetenza per territorio - Momento in cui può essere rilevata da parte del tribunale - Declaratoria di incompetenza - Principio della "translatio iudicii" - Applicabilità
Nel caso di ricorso per concordato preventivo cd. con riserva, il rilievo della incompetenza per territorio da parte del tribunale adito, ai fini dell'art. 38 c.p.c., può avvenire solo nel momento in cui il giudice disponga di tutti gli elementi necessari per la sua valutazione e, dunque, unicamente con l’allegazione della proposta, del piano e della documentazione di cui all’art. 161 l.fall. L’eventuale declaratoria di incompetenza comporta la trasmissione degli atti al giudice dichiarato competente ex art. 9-bis l.fall., secondo il criterio generale della "translatio iudicii". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 16 Gennaio 2017, n. 907. Segue...
Concordato preventivo – Attestazione del professionista – Requisiti – Terzietà – Fattispecie
Già al tempo della sua istituzione, il regime dell'attestatore, benché ambiguo quanto al potere di nomina (se riservato al debitore o all'autorità giudiziaria, relativamente al piano attestato), dava per implicito che la terzietà, la perizia, lo svolgimento di attività professionale di abilitazione ordinistica e la responsabilità integrassero requisiti tutti previsti in via generale e dunque compatibili solo con la natura esterna dell'incarico, il cui conferimento, se anche proveniente dal debitore redigente la domanda di concordato, non avrebbe potuto coincidere con una prestazione assolvibile dallo stesso imprenditore, il quale non può essere considerato terzo rispetto ai creditori nelle asseverazioni contenute in un atto volto a sostituirsi a prime verifiche di veridicità e prognosi su elementi contabili e di progetto ancora riferibili al medesimo autore della proposta, così come del resto lo stesso debitore proponente non è terzo rispetto alla proposta di concordato ed al piano da lui predisposti.
Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che ha ritenuto inammissibile la proposta di concordato perché fondata su attestazione redatta da professionista che era anche amministratore della società proponente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2017, n. 607. Segue...
Concordato preventivo – Concordato con riserva – Assegnazione di un termine superiore a quello previsto dall’art. 161, commi 6 e 10 l.f. – Termine non eccedente quello complessivo – Ragionevole affidamento – Effetti
La concessione al debitore di un termine superiore a quello previsto dall’art. 161, comma 6, legge fall., ma non eccedente quello complessivo assegnabile considerando l’eventuale proroga, non dà luogo ad un provvedimento abnorme, così che deve ritenersi tempestivo, anche in ragione del ragionevole affidamento ingenerato nel proponente, il deposito del piano e della documentazione che abbia avuto luogo entro il termine concesso.
(Nel caso di specie, il Tribunale dopo aver erroneamente concesso al debitore, per il deposito del piano e della documentazione, un termine di 92 giorni (era pendente istanza di fallimento, per cui il termine non avrebbe potuto superare i 60 giorni), ha dichiarato inammissibile la domanda di concordato nonostante il debitore, dopo aver chiesto la proroga, avesse comunque provveduto al deposito rispettando il primo termine assegnato. La Corte d’Appello ha, quindi, accolto il reclamo del debitore ed il Fallimento proposto ricorso per cassazione.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Gennaio 2017, n. 270. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Divieto di pagamento dell’attestatore e dei professionisti incaricati della preparazione della domanda - Violazione - Inammissibilità
Durante il periodo di concordato con riserva e fino all’omologazione, è in ogni caso vietato il pagamento dell’attestatore e degli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato, comportando la violazione di detto divieto l’inammissibilità della domanda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 28 Dicembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Indicazione della utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile – Prospettazione di una liquidazione più vantaggiosa rispetto a quella fallimentare – Facoltà del curatore di avvalersi di un mediatore
Non soddisfa l’onere della indicazione della utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente deve assicurare a ciascun creditore ai sensi dell’art. 161, comma 2, lett. e) legge fall. la prospettazione di una liquidazione più vantaggiosa per i creditori, rispetto a quella fallimentare, perché attuata sulla base di manifestazioni di interesse e con l’ausilio di un mediatore, laddove anche il curatore del fallimento può attivarsi per raccogliere manifestazioni di interesse ed altresì avvalersi di un mediatore, il quale potrebbe veicolare maggiori utilità rispetto a una vendita competitiva affidata unicamente alle forme della vendita forzata ex art. 107, comma 2, legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Dicembre 2016. Segue...
Durante il periodo di concordato con riserva e fino all’omologazione, è in ogni caso vietato il pagamento dell’attestatore e degli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato, comportando la violazione di detto divieto l’inammissibilità della domanda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ivrea, 02 Dicembre 2016. Segue...
Concordato preventivo - Collaborazione con il commissario giudiziale - Informativa periodica - Permanenza dell'onere nella fase successiva alla ammissione alla procedura
La collaborazione tra l’impresa che ha proposto ricorso per concordato preventivo e il commissario giudiziale (necessaria per lo svolgimento della sua funzione di sorveglianza, controllo, vigilanza e predisposizione della relazione di cui all’art. 172 l.f., essenziale alla corretta formazione del consenso dei creditori ai fini del voto) permane durante tutta la fase successiva alla ammissione alla procedura e ciò nonostante l'adempimento dei doveri informativi periodici sia contemplato solo dall'art. 161, comma 8, legge fall. che disciplina la fase del concordato cd. in bianco. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 24 Novembre 2016. Segue...
Fideiussione ex L.122/2005 - Stato di crisi - Concordato preventivo con riserva - Accordo dì ristrutturazione - Escutibilità
La fideiussione ex L. 122/2005 è escutibile allorché sia stata presentata una domanda di ammissione al concordato preventivo con riserva ai sensi dell'art. 161, comma 6 legge fall. e ciò anche fino all'omologa dell'eventuale accordo di ristrutturazione che prescinda dall'attualità della posizione del promissario acquirente, anche se all'epoca del decreto legislativo del 2005 non era prevista l'ipotesi di presentazione del concordato con riserva ex art 161, comma 6, legge fall., poiché in entrambe le ipotesi è presente lo stato di crisi richiesto dalla legge 122/2005. (Claudio Pirola) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Novembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Attestazione – Funzione – Valutazione e controllo del giudice
Il professionista attestatore, come professionista indipendente, svolge funzioni assimilabili a quelle di un ausiliario del giudice ed all'attestazione deve essere attribuita la funzione di fornire dati, informazioni e valutazioni sulla base di riscontri effettuati dall'interno, elementi tutti che sarebbero altrimenti acquisibili esclusivamente soltanto tramite un consulente tecnico nominato dal giudice.
Da ciò va tratta la conseguenza per la quale va escluso che destinatari naturali della funzione attestatrice siano soltanto i creditori e, viceversa, che il giudicante ben possa discostarsi dal relativo giudizio, così come potrebbe fare a fronte di non condivise valutazioni di un suo ausiliario.
E' certo, peraltro, che il controllo del giudice non è di secondo grado, ossia destinato realizzarsi soltanto sulla completezza e congruità logica dell'attestato del professionista, potendo invece estendersi sino alla verifica del collegamento effettivo fra i dati riscontrati ed il conseguente giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Settembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Oggetto della proposta – Regolazione della crisi – Indicazione delle modalità di soddisfacimento dei crediti – Necessità – Valutazione dei creditori – Informazione – Necessità
La proposta di concordato preventivo deve necessariamente avere ad oggetto la regolazione della crisi, la quale a sua volta può assumere concretezza soltanto attraverso le indicazioni delle modalità di soddisfacimento dei crediti (in esse comprese quindi le relative percentuali ed i tempi di adempimento), rispetto alla quale la relativa valutazione (sotto i diversi aspetti della verosimiglianza dell'esito e della sua convenienza) è rimessa al giudizio dei creditori, in quanto diretti interessati. Giudizio che presuppone che i creditori ricevano una puntuale informazione circa i dati, le verifiche interne e le connesse valutazioni, incombenti che assumono un ruolo centrale nello svolgimento della procedura in questione ed al cui soddisfacimento sono per l'appunto deputati a provvedere dapprima il professionista attestatore, in funzione dell'ammissibilità al concordato (art. 161 l.f.), e quindi il commissario giudiziale prima dell'adunanza per il voto (art. 172 l.f.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 14 Settembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Ricorso ex art. 161 comma 6 l.f. – Competenza territoriale – Trasferimento sede sociale
Il Giudice territorialmente competente si individua con riferimento al luogo ove è ubicato il centro decisionale ed amministrativo della società ricorrente, risultando inconferente il trasferimento della sede legale di questa nell’anno anteriore al deposito del ricorso ex art. 161, c. 6 l. fall. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 20 Luglio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Divieto di presentazione di domanda di concordato con riserva nel biennio - Valutazione della legittimità della domanda - Canoni generali di correttezza e buona fede
Il disposto di cui all’articolo 161, comma 9, legge fall. non impedisce, di per sé, la riproposizione infrabiennale di una proposta di concordato con riserva ex art. 161, comma 6, legge fall., qualora una precedente proposta sia stata dichiarata ammissibile e la procedura si sia, per una qualche ragione, estinta; la norma, in realtà, pone un criterio, implicito ma non eludibile, di legittimità della ulteriore proposta concordataria, legittimità che deve essere valutata anche con riferimento alla precedente dinamica processuale, in ossequio ai canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo enunciati dalle SSUU della Corte di legittimità anche in riferimento alla specifica ipotesi del concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 18 Luglio 2016. Segue...
Concordato preventivo – Competenza per territorio del tribunale del luogo in cui l'impresa ha la propria sede principale a decidere sulla domanda di concordato – Inderogabilità – Esclusione
L'art. 161 legge fall. non stabilisce l'inderogabilità della competenza territoriale del tribunale del luogo in cui l'impresa ha la propria sede principale a decidere sulla domanda di concordato. Pertanto, il tribunale che sia competente a decidere sull'istanza di fallimento ai sensi dell'art. 9, comma 2, legge fall., non può declinare la propria competenza territoriale rispetto alla sola domanda di concordato, ma è tenuto a disporre la riunione dei due procedimenti ai sensi dell'art. 273 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 15 Luglio 2016. Segue...
Concordato preventivo – Domanda – Presupposti di ammissibilità – Applicazione
La disciplina transitoria contemplata dal d.l. 83/2015 prevede che i nuovi e più stringenti presupposti di ammissibilità della domanda si applichino soltanto ai procedimenti di concordato preventivo introdotti successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione (21 agosto 2015). (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo – Soddisfazione dei crediti chirografari in misura almeno pari al 20% – Applicazione
Se la domanda di concordato preventivo è stata depositata anteriormente all’entrata in vigore della legge di conversione del d.l. 83/2015 (21 agosto 2015), qualsiasi modifica successivamente apportata al piano e alla proposta non può intendersi espressione di una nuova e distinta domanda e quindi di un nuovo procedimento e, pertanto, il debitore non è tenuto ad assicurare una soddisfazione dei creditori chirografari pari almeno al 20%. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016. Segue...
Le disposizioni introdotte dal d.l. 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2015 n. 132, non si applicano ai procedimenti di concordato preventivo pendenti alla data di entrata in vigore della nuova disciplina per effetto del deposito di una domanda prenotativa ex art. 161, comma 6, legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 27 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Obblighi informativi periodici - Ratio - Inadempimento - Inammissibilità del ricorso
Durante la fase di concordato con riserva, l’adempimento agli obblighi informativi periodici disposti dal tribunale ha natura essenziale ed è connaturato alla struttura della procedura, perché rappresenta il contraltare degli effetti protettivi concessi dall’articolo 168 legge fall.; la necessità dell’informazione di tutti i creditori e la trasparenza del comportamento dell’imprenditore rappresentano, infatti, i pilastri dell’istituto protettivo e la violazione di tali prescrizioni non può che determinare la revoca della procedura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 23 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo - Fattibilità del piano condizionata al verificarsi di evento futuro ed incerto - Inammissibilità
È inammissibile il piano di concordato preventivo condizionato al verificarsi di un evento incerto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 01 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo – Società in accomandita semplice sciolta per mancata ricostituzione della pluralità dei soci – Ammissibilità della domanda
La domanda di concordato preventivo è ammissibile anche al verificarsi di una delle circostanze di cui all’art. 2323 c.c., posto che il venir meno della pluralità dei soci nella società in accomandita semplice non determina l’estinzione della società ma unicamente il suo scioglimento, senza comportare modificazioni soggettive dei rapporti facenti capo all’ente, la titolarità dei quali si concentra nell’unico socio rimasto che li gestisce quindi con finalità liquidatorie. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo – Domanda proposta in proprio dal socio accomandatario – Inammissibilità
Non è ammissibile la domanda di concordato preventivo proposta in proprio dal socio accomandatario di una società in accomandita semplice, quand’anche sciolta ex art.2323 c.c., posto che tale soggetto, pur essendo fallibile ex art.147 l.f., non riveste la qualifica di imprenditore commerciale e quindi non può accedere alla procedura di concordato preventivo ma solo, eventualmente, alle procedure previste dalla L.n.3/2012. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Autorizzazione alla definizione di accertamento con adesione - Presupposti - Migliore soddisfazione dei creditori - Fattispecie
Durante la fase di concordato preventivo con riserva è possibile autorizzare il proponente, ai sensi dell'articolo 161, comma 7, legge fall., alla definizione di un accertamento con adesione dell'Agenzia delle entrate che, in osservanza al principio della loro migliore soddisfazione, si prospetti vantaggioso per la massa dei creditori. (Nel caso di specie, il Tribunale ha autorizzato la definizione dell'accertamento con adesione rilevando: i) l'assenza di rischio di alterazione dell'ordine delle cause di prelazione, in considerazione del fatto che l'attivo sociale era ampiamente capiente alla collocazione in prededuzione delle somme necessarie ed al presumibile fabbisogno dei crediti privilegiati di grado antergato a quello dei crediti vantati dall'erario; ii) che la proposizione di un ricorso avanti alla competente commissione tributaria non appariva conveniente in ragione della presumibile fondatezza dell'accertamento dell'Amministrazione finanziaria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Deposito della domanda - Effetti - Cristallizzazione dei debiti della massa - Apertura del procedimento
Il deposito della domanda di concordato preventivo con riserva è idoneo a produrre l'effetto della cristallizzazione dei debiti della massa e, quindi, l'apertura del procedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 05 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Termine per la presentazione della proposta, del piano e dell’ulteriore documentazione - Natura perentoria - Istanza di proroga - Rigetto - Impugnabilità in cassazione
In presenza di una domanda di concordato preventivo con riserva, il provvedimento del tribunale che abbia rigettato l'istanza di proroga del termine per il deposito della proposta, del piano e della documentazione di cui ai commi secondo e terzo dell'art. 161 legge fall., resta insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Mancata presentazione della proposta, del piano e dell’ulteriore documentazione - Inammissibilità della domanda - Deposito di nuova domanda di concordato - Ammissibilità
Respinta l'istanza di proroga e scaduto il termine concesso ex art. 161, comma 6, legge fall., la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi dell'art. 162, comma 2, legge fall.; va, tuttavia, fatta salva la facoltà per il proponente, in pendenza dell'udienza fissata per la dichiarazione di inammissibilità, ovvero anche per l'esame di eventuali istanze di fallimento, di depositare una nuova domanda di concordato, ai sensi del primo comma dell'art. 161 legge fall. (corredata della proposta, del piano e dei documenti), dalla quale si desuma la rinuncia a quella con riserva, sempre che la nuova domanda non si traduca in un abuso dello strumento concordatario. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Commissario giudiziale - Relazione ex articolo 172 l.f. - Funzione - Informazione dei creditori e del pubblico ministero - Facoltà di pubblico ministero di contraddire in quanto parte del procedimento concordatario
L'art. 172 legge fall. obbliga il commissario giudiziale solo a redigere l'inventario del patrimonio del debitore e una relazione particolareggiata delle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori; e la stessa relazione, oltre ad essere depositata in cancelleria almeno tre giorni prima dell'adunanza dei creditori, viene trasmessa al Pubblico Ministero, in quanto parte del procedimento concordatario ai sensi dell'art. 161, ultimo comma, legge fall., avendo questi piena facoltà di contraddire sulla domanda di concordato preventivo.
E' del tutto evidente, allora, che non possa proprio configurarsi il reato di omessa denunzia ex art. 361 c.p., ove risulti che il commissario giudiziale abbia illustrato in maniera esaustiva le condizioni nelle quali era stata fatta richiesta di concordato preventivo sia al tribunale (che, nel caso di specie, poi ha omologato il concordato) che al pubblico ministero, il quale - oltre a poter contraddire sulla domanda del debitore - avrebbe potuto eventualmente rilevare la penale rilevanza dei fatti descritti nella relazione del commissario giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 21 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Informazione ai creditori sulla entità e natura del passivo - Documentazione allegata alla proposta - Relazione del commissario giudiziale - Richiamo alla documentazione a supporto della proposta - Ausilio (concorrente o postumo) da parte di terzi nelle condotte distrattive poste in essere dagli amministratori - Esclusione
L'informazione dei creditori sulla entità e natura del passivo è affidata alla documentazione allegata alla proposta di concordato nonchè alla relazione del commissario giudiziale sulla scorta della verifica dei crediti ed è completata, senza necessità di ulteriore comunicazione, dai risultati dell'ammissione provvisoria dei crediti ai fini del voto (Sez. 1, Sentenza n. 15345 del 4 luglio 2014, Rv. 631813).
Ne consegue che anche il semplice richiamo fatto dal commissario giudiziale alla documentazione a supporto della proposta di concordato può ritenersi sufficiente a mettere i creditori, il giudice delegato e il pubblico ministero in condizioni di conoscere tutta la situazione patrimoniale della società in maniera adeguata, tanto da scongiurare qualsiasi ausilio (concorrente o postumo) da parte di terzi nelle condotte distrattive poste in essere dagli amministratori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 21 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Costituzione del rapporto processuale - Deposito del ricorso per concordato anche con riserva
Il debitore, per quanto non ancora ammesso al concordato preventivo con il decreto di cui all'art. 163 legge fall., già acquisisce lo statuto di debitore concordatario per il solo deposito della domanda ai sensi dell'art. 161 legge fall., costituendosi il rapporto processuale con il giudice, chiamato ad una pronuncia su di essa e prima ancora instaurandosi un regime di controllo giudiziale sull'amministrazione (com'è evidente ad es. nel concordato con riserva, nonché quanto ai contratti pendenti ex art. 169-bis legge fall.), oltre che uno statuto di relativa insensibilità del patrimonio alle iniziative di terzi (ex art. 168 legge fall.), con regole sui crediti e l'inefficacia addirittura importate dal fallimento e progressivamente estese (da ultimo, l'art. 43, comma 4, nell'art. 169 legge fall. novellato dal d.l. n. 83 del 2015). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo – Nuova proposta – Disciplina applicabile
Si applicano le disposizioni di cui al d.l. 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni in l. 6 agosto 2015, n. 132, alla nuova domanda di concordato preventivo, proposta successivamente alla sua entrata in vigore, anche laddove la domanda originaria sia stata introdotta nel periodo anteriore alla novella legislativa. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Assunzione di una precisa obbligazione pecuniaria - Utilità specificatamente individuata ed economicamente valutabile
L'assunzione di una precisa obbligazione di natura pecuniaria consente di rispettare il principio di cui all'articolo 161 lett. e) legge fall., secondo il quale la proposta deve indicare l'utilità specificatamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore. (Nel caso di specie, l'offerta di pagamento di una percentuale pari al 16% del credito è stata considerata vincolante, trattandosi di concordato con continuità di risanamento in modo da consentire al professionista designato ed al tribunale di formulare, rispettivamente, un attestazione ed un giudizio di funzionalità della prosecuzione dell'impresa al migliore soddisfacimento dei creditori sulla base di un preciso parametro di confronto fra i flussi di cassa generati dalla prosecuzione dell'impresa, nel periodo interessato del piano di sviluppo industriale finanziario, e quelli che sarebbero generati nell'ipotesi in cui i beni non oggetto di cessione creditori venissero invece liquidati nell'ambito di una procedura concorsuale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Professionista attestatore - Qualità di pubblico ufficiale - Esclusione
Il professionista che, ai sensi dell'articolo 161, comma 3, legge fall., attesta la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di concordato preventivo svolge funzioni in parte assimilabili a quelle di un ausiliario del giudice e non di pubblico ufficiale. L'attestazione dallo stesso resa non vincola, infatti, il controllo di legittimità esercitato dal giudice sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, affidando peraltro ai creditori la valutazione di merito su tale giudizio, avente ad oggetto le probabilità di successo economico del piano ed i rischi allo stesso inerenti.
In proposito, va poi dato rilievo al fatto che nessuna norma attribuisce al detto professionista la qualità di pubblico ufficiale, aspetto, questo, reso significativo dalla circostanza per la quale ad altri soggetti operanti nell'ambito delle procedure concorsuali tale qualifica è invece espressamente conferita dalla legge fallimentare, al curatore dall'art. 30, al commissario giudiziale dall'art. 165 ed al commissario liquidatore dall'art. 199 legge fall., mancanza di previsione normativa che è stata ritenuta determinante per escludere la qualità di pubblico ufficiale in capo al liquidatore giudiziale nominato nella procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 02 Dicembre 2015, n. 9542. Segue...
Concordato preventivo - Proposte concorrenti - Applicazione alla procedura di concordato introdotta con ricorso ex articolo 160, comma 6, l.f. in data anteriore al d.l. 83/2015 - Esclusione
Poiché alla procedura di concordato preventivo introdotta con ricorso prenotativo ex articolo 160, comma 6, legge fall. non si applica la normativa di cui al decreto legge 83/2015, convertito in legge 132/2015, deve ritenersi inammissibile la proposta concorrente depositata dal terzo nell'ambito di una procedura iniziata con ricorso prenotativo depositato in data 6 maggio 2015, proposta che potrà essere presa in considerazione solo nel caso in cui venga fatta propria e deliberata dal debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 26 Novembre 2015. Segue...
Concordato con riserva - Conciliazione con l'agenzia delle entrate - Autorizzazione del tribunale - Necessità
Durante il periodo di concordato con riserva, può essere autorizzata, ai sensi dell'articolo 161, comma 7, legge fall., la stipula di una conciliazione con l'agenzia delle entrate del contenzioso tributario pendente, qualora la soluzione appaia conveniente per i creditori allo scopo di evitare una potenziale più gravosa passività che deriverebbe dalla soccombenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 12 Novembre 2015. Segue...
Concordato preventivo - Procedimento di revoca - Comunicazione al pubblico ministero - Legittimazione alla presentazione dell'istanza di fallimento - Esclusione
La comunicazione al pubblico ministero prevista dall'articolo 173, comma 2, legge fall., così come quella di cui all'articolo 161 legge fall. che il tribunale dispone senza alcun preventivo vaglio, non sono riconducibili alla segnalazione del giudice civile di cui all'art. 7 legge fall. che legittima il pubblico ministero alla presentazione della richiesta di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 29 Ottobre 2015. Segue...
Fallimento - Apertura (Dichiarazione) di Fallimento - Iniziativa - Istanza del P.M. - Revoca del concordato preventivo comunicata al P.M. - Richiesta di fallimento - Legittimazione - Sussistenza - Fondamento
Il pubblico ministero è legittimato a formulare la richiesta di fallimento a seguito della comunicazione del decreto con il quale il tribunale abbia revocato l'ammissione al concordato preventivo, essendo egli, nel sistema della legge, informato sia della domanda di concordato ai fini dell'intervento nella procedura e dell'eventuale richiesta di fallimento (art. 161 legge fall.), sia della procedura d'ufficio per la revoca dell'ammissione al concordato (art. 173 legge fall.), onde è anche il naturale e legittimo destinatario della comunicazione dell'esito di tale procedimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2012, n. 4209. Segue...