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Timestamp: 2019-06-25 07:59:15+00:00
Document Index: 158601165

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 23', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 1', 'art. 116', 'sentenza ']

Novità fiscali del 15 novembre 2011, in arrivo cambiamenti per gli ordini professionali | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 15 novembre 2011, in arrivo cambiamenti per gli ordini professionali
1) Il rimborso al contribuente si blocca solo con notifica di apposito provvedimento
2) Infortunio in bicicletta: indennizzo variabile in funzione dell’uso della pista ciclabile
3) Banca Centrale Europea: variato tasso di riferimento
4) Contratto a termine: la Consulta avvalla il Collegato
5) Legge di Stabilità 2012: in pensione dal 2026 non prima dei 67 anni: Primo commento dei CdL
6) Varata la legge di stabilità 2012: dal testo definitivo novità anche per le professioni
7) Le novità del maxiemendamento: l’UNGDCEC “scandalizzata” chiede modernità
8) Indennità sostitutiva delle ferie: parere della Fondazione Studi n. 24/11
9) Cessione del quinto della pensione: variazione tasso di riferimento della Convenzione INPS
Niente sospensione del credito se manca un provvedimento di formale notifica al contribuente.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23601 del 11 novembre 2011, ha, infatti, stabilito che senza un formale provvedimento motivato e portato legalmente a conoscenza dell’interessato, l’Amministrazione non può sospendere il rimborso del credito vantato dal contribuente anche se oggetto di contenzioso.
Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, l’Agenzia delle Entrate aveva sospeso il pagamento del rimborso a una società in base all’art. 23 del D.Lgs n. 472/1997 in conseguenza dell’esistenza di un contenzioso pendente con la società.
Infortunio in bicicletta: Indennizzo variabile in funzione dell’uso della pista ciclabile.
L’Inail, con la nota n. 8476 del 7 novembre 2011, peraltro restrittiva anche sul servizio di bike-sharing, ha esaminato il caso dell’infortunio occorso al lavoratore durante il tragitto casa lavoro effettuato in bicicletta.
Questi i due principali chiarimenti:
– L’Inail, con un’interpretazione restrittiva, considera un rischio del lavoratore il fatto di utilizzare la strada aperta al traffico normale. Solo se l’uso della bici in strada aperta al traffico è “necessitato”, l’infortunio si può considerare indennizzabile;
– il servizio di bike-sharing (promosso e gestito dalle amministrazioni locali ai fini del decongestionamento del traffico) non può essere assimilato al mezzo pubblico di servizio.
A decorrere dal 9 novembre 2011, la Banca Centrale Europea ha fissato nella misura dell’1,25% il nuovo Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR).
Lo rende noto l’Inps con la circolare n. 147 del 14 novembre 2011.
Gli interessi di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per i contributi e per le relative sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, dovranno pertanto essere calcolati al tasso del 7,25%.
Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso del 7,25% sarà applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di novembre 2011.
La Banca Centrale Europea con la decisione del 3 novembre 2011 ha ridotto di 25 punti base il tasso di riferimento che, a decorrere dal 9 novembre 2011, è, quindi, pari all’1,25%.
L’interesse di dilazione per il pagamento rateale dei debiti per i contributi e per le relative sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi dovranno essere calcolati al tasso del 7,25%.
Tale misura si applica per le rateazioni definite con l’emissione del piano di ammortamento a decorrere dal 9 novembre 2011.
Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso, pari al 7,25%, sarà applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di novembre 2011.
La decisione della Banca Centrale Europea, che ha definito, a decorrere dal 9 novembre 2011, la maggiorazione del TUR nella misura sopra riportata, comporta la variazione delle sanzioni civili come segue.
Nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, di cui alla lett. a), comma 8, dell’art. 116 della legge 388/2000, la sanzione civile è pari al Tasso Ufficiale di Riferimento maggiorato di 5,5 punti, quindi pari al 6,75% annuo.
La medesima misura del 6,75% annuo, vale anche con per l’ipotesi di cui alla lett. b), secondo periodo, del predetto art. 116, comma 8.
Resta ferma, in caso di evasione (art. 116, comma 8, lett. b), primo periodo) la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.
Riguardo l’ipotesi disciplinata dal comma 10 dell’art. 116, la sanzione civile é dovuta nella stessa misura del 6,75% annuo.
Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, con deliberazione n. 1 dell’8 gennaio 2002, ha stabilito che in caso di procedure concorsuali le sanzioni ridotte, nell’ipotesi prevista dall’art. 116, comma 8, lett. a) della già citata legge 388/2000, dovranno essere calcolate nella misura del TUR.
Con la predetta deliberazione, il Consiglio di Amministrazione ha stabilito, tuttavia, ai sensi dell’art. 1, comma 220, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, che il limite massimo della riduzione non può essere inferiore alla misura dell’interesse legale.
Tenuto conto che per effetto della decisione della Banca Centrale Europea in trattazione, a decorrere dal 9 novembre 2011, il tasso del TUR è inferiore alla misura dell’interesse legale in vigore dal 1° gennaio 2011, nell’ipotesi prevista dal comma 8, lett. a) del citato art. 116, la misura delle sanzioni ridotte sarà pari alla misura degli interessi legali (1,50%).
Diversamente nel caso di cui al comma 8, lett. b) del medesimo articolo, la misura delle sanzioni ridotte è pari al TUR maggiorato di due punti (3,50%).
Legittimo l’indennizzo delle conversioni con il tetto. La Corte Costituzionale con la sentenza 303/2011 del 11 novembre 2011 ha dichiarato legittimo il nuovo sistema di indennità introdotto dal collegato lavoro (legge 183/2010).
Secondo quanto riportato nella nota del 14 novembre 2011 dei Consulenti del Lavoro, la Consulta era stata chiamata in causa sulla disposizione che stabilisce un tetto all’importo dell’indennizzo che il datore è tenuto a pagare al lavoratore nel caso quest’ultimo ottenga la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.
A parere dei CDL, il Collegato prevede, oltre alla riammissione in servizio, un’indennità tra le 2,5 e le 12 mensilità senza tenere conto della durata del processo, ma solo dei parametri legati alle dimensioni dell’azienda, all’anzianità lavorativa, al comportamento delle parti.
La legge di stabilità 2012 aggiunge un altro tassello al “cantiere riforma”, ma sarà quasi impossibile arrivare alla “sognata” pensione, in particolare, a prevedere quando ci si potrà arrivare.
Primo commento dei Consulenti del Lavoro evidenziato nella seguente nota del 14 novembre 2011, pubblicata sul sito del Consiglio Nazionale dei CdL (www.consulentidellavoro.it).
Dal 2026 non sarà possibile andare in pensione prima dei 67 anni.
Lo prevede la Legge di stabilità appena approvata dal Parlamento. E’ un altro tassello che si aggiunge al cantiere sempre aperto della riforma delle pensioni. Ma tale requisito anagrafico dovrà essere rispettato tenendo conto della finestra mobile, entrata in vigore l’1/1/11, nonché degli adeguamenti dovuti alla speranza di vita che scatteranno dal 2013.
Il che significa che i 67 anni minimi per andare in pensione potranno essere requisito essenziale già prima del 2026.
Le continue modifiche comportano dunque assoluta incertezza, al punto che quanto previsto nel 2010 è già modificato e le date ipotizzabili oggi lo saranno a loro volta.
Se infatti i 12 o 18 mesi di attesa – rispettivamente per dipendenti ed autonomi – sono un dato certo, è invece del tutto aleatoria la speranza di vita che verrà calcolata ogni tre anni dall’ISTAT. Se a ciò si aggiungono i probabili nuovi interventi normativi è chiaro che prevedere quando si potrà andare in pensione diventa praticamente impossibile.
Ma d’altronde non si può fare a meno di dover intervenire considerato che sono variate le condizioni di equilibrio del sistema previdenziale.
Oggi ci troviamo infatti in una condizione totalmente diversa rispetto a qualche decennio fa; diminuisce il lavoro e quindi i contributi versati a sostegno del sistema, mentre aumentano i pensionati e la loro aspettativa di vita.
Ma nel contempo è necessario dare certezze a chi si avvicina all’età pensionabile, evitando di cambiare le regole in corsa.
L’unico intervento in grado di cambiare rotta resta quello strutturale fatto nel 1995: L’introduzione del sistema contributivo che consente ad ognuno di ricevere la pensione in base a quanto ha versato nel corso della vita lavorativa.
Perchè l’obiettivo primario, oltre che garantire il pagamento delle pensioni, è di avere un migliore equilibrio tra generazioni evitando che siano i giovani a dover pagare lo squilibrio del sistema previdenziale.
Le nuove misure riguardanti l’occupazione e le professioni messe in rassegna nella nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 14 novembre 2011.
Ecco la sintesi del provvedimento (Legge di Stabilità per il 2012, approvata in via definitiva sabato scorso ovvero il 12 novembre 2011):
– Tagli alle spese dei ministeri (minori oneri per lo Stato);
patto di stabilità degli enti locali (fissazione percentuali da applicare);
– interventi fiscali (sostituzione delle scritture contabili con i pagamenti tracciabili);
– misure per la giustizia (cause più rapide con l’uso della pec);
– semplificazioni per le imprese (zone a burocrazia zero in via sperimentale e riduzione adempimenti per la costituzione di società);
– modifiche alla procedura dei crediti verso la Pa;
– dismissione di immobili (conferimento a fondi immobiliari degli immobili non residenziali della Pa);
– riforma delle pensioni;
– riforma delle professioni (in vigore tra 12 mesi): Entro 12 mesi dall’entrata in vigore gli Ordini dovranno essere riformati con Dpr;
– è consentita la costituzione di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari del codice civile. I vincoli: Esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci, ammissione di soli soci professionisti iscritti agli ordini o di non professionisti (ma solo per prestazioni tecniche o finalità di investimento), incarico professionale conferito eseguito solo dai professionisti iscritti agli ordini, osservanza del codice deontologico e società soggetta a regime disciplinare dell’ordine al quale è iscritta.
Il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto al conferimento dell’incarico.
Le tariffe professionali si applicano soltanto:
– In mancanza di determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, o nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell’interesse di terzi.
Dal 2026 non sarà possibile andare in pensione prima dei 67 anni. E’ un altro tassello che si aggiunge al cantiere sempre aperto della riforma delle pensioni.
Tale requisito anagrafico deve essere rispettato tenendo conto della finestra mobile, appena entrata in vigore l’1/1/11, nonché degli adeguamenti dovuti alla speranza di vita che scatteranno dal 2013. Cosa significa? Che i 67anni minimi andranno garantiti già prima di tale data.
Incentivi all’occupazione:
– Assunzioni dopo il 1° gennaio 2012 di nuovi apprendisti da datori con meno di 9 addetti: Contributi azzerati da 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2016;
– contributi alla gestione separata aumentati di un punto;
– promozione dell’occupazione femminile con contratti;
– d’inserimento (aree geografiche con tassi di occupazione particolari);
– part-time con clausole elastiche e flessibili individuali libere;
– telelavoro valido per i contributi economici previsti dalla legge 53/00 su conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, per l’adempimento degli obblighi del collocamento disabili, per il reinserimento di lavoratori in mobilità.
Salvo quanto previsto dall’articolo 33, commi 7, 9, 29, 31, 35 e 36, la legge di stabilità 2012 entra in vigore il 1º gennaio 2012.
L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, con il comunicato stampa del 14 novembre 2011 ha precisato di essersi astenuta da improduttive polemiche, preferendo attivarsi per il tramite di tutti i canali a propria disposizione, per sostenere, per quanto di propria competenza, l’azione e le iniziative che il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha ritenuto di intraprendere, così come concordato nel corso dell’incontro con i sindacati tenutosi a Roma lo scorso 9 novembre.
All’esito dell’iter che ha portato all’approvazione del maxiemendamento alla Legge di Stabilità, reso fulmineo dal drammatico contesto generale in cui versa il Paese, l’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ritiene che la battaglia, condotta a difesa di un collegio sindacale che sia veramente collegio e non sindaco unico, abbia prodotto risultati appena soddisfacenti sul fronte delle SpA, ma per nulla apprezzabili sul fronte delle Srl.
Ciò che scandalizza non é la scelta del legislatore di ridurre gli oneri per il sistema Paese derivanti dai controlli sulla legalità dell’amministrazione delle PMI.
Tale scelta, anche se non condivisibile, è pur sempre astrattamente legittima.
Ciò che, invece, scandalizza é il metodo utilizzato per cercare di pervenire a questo risultato: Si è scelta la mera riduzione del numero dei controllori nell’invarianza degli obblighi di controllo e delle illimitate responsabilità patrimoniali su di essi gravanti piuttosto che la ridefinizione dei perimetri dei controlli e la limitazione delle conseguenti responsabilità, così da rendere effettivamente i controlli meno onerosi sia per i controllori che per i controllati.
Scelte normative come questa dimostrano che la volontà non é quella di ridurre gli oneri per il sistema Paese, ma quella di traslarli per due terzi dalle imprese ai liberi professionisti.
Viene chiesto quale sia il senso di un assetto normativo che sembrerebbe consentire a una Srl di avere un sindaco unico anche quando la sua dimensione è superiore a quella di una SpA.
Contestata, inoltre, la riduzione degli oneri amministrativi che lascia invariati altri obblighi, quali l’autentica notarile per il deposito presso il registro delle imprese degli atti di cessione d’azienda, di affitto d’azienda e di costituzione di società di persone.
Ciò rappresenterebbe l’ennesima riprova che in questo Paese si chiedono sacrifici evitando di toccare poteri di soggetti numericamente ristretti, ma economicamente forti.
Dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili si pretende l’azione forte e costante per:
– ottenere il ripristino di condizioni di ragionevolezza normativa, tali per cui il collegio sindacale rimanga realmente collegio ovunque previsto,
– giungere finalmente a una limitazione della responsabilità patrimoniale dei sindaci, tanto più, ma non soltanto, laddove dovesse esservi un sindaco unico.
– L’adeguamento delle tariffe professionali dell’attività dei Collegi Sindacali che dovranno tenere conto della mutata attività professionale e delle ulteriori competenze e responsabilità relative al sindaco unico lasciato irrimediabilmente solo.
L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili farà la propria parte, richiedendo a gran voce che ciascuno faccia la propria in ragione dei mezzi e delle risorse di cui dispone e invitando tutte le componenti sindacali e istituzionali della categoria a fare quadrato per una difesa della categoria che, senza essere sterilmente corporativa, sappia comunque essere decisa e inflessibile per il bene unico del Paese e di chi quotidianamente lavora nella legalità e per la legalità.
Venendo alla altra grande novità e cioè il varo delle società tra professionisti, viene rilevato l’atteggiamento ancora più grave visto che si viene ad incidere in modo decisivo sui mercati professionali del Paese introducendo con un tratto di penna un modello di società professionali nel quale è ammessa la partecipazione per finalità di investimento, nulla dicendo in tema di controllo e di governance, al fine di assicurare l’indipendenza dei professionisti dal capitale.
Alla prima reazione di amarezza deve rispondere la fermezza e la determinazione per salvare le professioni ed il loro ruolo nella società per innovare con efficacia e nell‘interesse dei giovani professionisti.
Per questo viene prevista la mobilitazione, non solo con forme di protesta, ma anche con proposte che arriveranno già dal prossimo Forum dei giovani professionisti che si terrà a Roma il 2 dicembre 2011.
L’indennità sostitutiva delle ferie ha natura retributiva o risarcitoria?
Il parere n. 24 del 14 novembre 2011 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha chiarito i due orientamenti della giurisprudenza in materia, approfondendo le conseguenze che ne derivano in base ai diversi pronunciamenti.
La Banca Centrale Europea (BCE) in data 3 novembre 2011 ha diminuito di 25 punti base la misura del tasso ufficiale di riferimento (TUR).
Ne consegue che i tassi di riferimento da applicare ai prestiti con cessione del quinto della pensione, di cui all’articolo 7 della Convenzione quadro finalizzata alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati INPS (approvata dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto con le delibere n. 51 del 15 maggio 2007 e n. 105 del 25 luglio 2007), subiscono le seguenti variazioni:
– da 8,20% a 7,95% per i prestiti al di sotto dei 5.000 euro;
– da 7,30% a 7,05% per i prestiti al di sopra dei 5.000 euro.
Il presente messaggio dell’Inps n. 21453 del 14 novembre 2011 poiché assume rilevanza esterna e stato pubblicato sul sito internet dell’Istituto.