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Timestamp: 2018-06-21 17:42:09+00:00
Document Index: 22067520

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1', 'art.3', 'art. 8', 'art.12', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 5', 'art.1', 'art. 12']

G.P.L.: Reti canalizzate in zone impervie | D'Antone - Dogana Accise Zenzero
Posted on 26 ottobre 2009 by paolosdantone.wordpress.com	 Inviato su Accise, O.M. - P.E., Uso commerciale	 Tag certificato prevenzione incendi, G.P.L., G.P.L. stato gassoso, G.P.L. stato liquido, G.P.L. travaso, reti canalizzate G.P.L., zona climatica E, zona climatica F	 Lascia un commento
Hitchcock’s Sunset © Mischa de Wilt
Domanda: Informazioni su tutti gli adempimenti doganali previsti nel caso delle reti canalizzate gpl coperte da concessione comunale ubicate in zone impervie, in seguito all’acquisto da parte nostra di alcune reti dalla Società …
Risposta: La invito a presentare, al nostro ufficio delle dogane, una relazione sulla consistenza del vostro impianto di canalizzazione nella provincia, con particolare riferimento all’impianto di stoccaggio dei gpl, degli strumenti di misurazione e del contatore generale totalizzatore del gas immesso in rete; non mancando di citare tutti i certificati attestanti il rispetto delle vigenti norme ambientali, sanitarie, di sicurezza e di prevenzione incendi ed allegando le necessarie planimetrie e schemi d’impianto.
Ferma la concessione per la realizzazione degli impianti per la rete canalizzata (stazione in cui i GPL vengono stoccati allo stato liquido e successivamente convertiti allo stato gassoso per la distribuzione in rete, da tubazioni stradali di trasferimento del gas collocate nel sottosuolo, da derivazioni alle utenze, da apparecchi d’intercettazione, riduzione e misura), la legge 23 agosto 2004, n. 239 (G.U. 13 settembre 2004, n. 215) ha previsto, all’art.1, comma 52, l’adozione di un decreto legislativo volto a riordinare le norme relative all’installazione e all’esercizio degli impianti di riempimento, travaso e deposito di GPL, nonché all’esercizio dell’attività di distribuzione di gas di petrolio liquefatti.
Da tale previsione normativa è scaturito il Decreto legislativo 22 febbraio 2006, n.128 (pubblicato in G.U. n. 74 del 29/03/2006) il cui art. 6 esenta dall’autorizzazione, di cui all’art. 3 del medesimo DLgs 128/2006, i depositi di GPL annessi al servizio di reti canalizzate e, pertanto, ritengo che l’attività di distribuzione di GPL effettuata tramite reti canalizzate (diversamente da quella effettuata attraverso serbatoi o attraverso bombole) non debba rientrare tra le attività per le quali l’art. 1, commi 55, 56 e 57 della citata legge 239/2004, prevede una funzione autorizzatoria delle regioni e segnatamente l’autorizzazione della Provincia prevista dall’art.3 della legge regionale dell’ Emilia Romagna 23 dicembre 2004, n.26; fatto ovviamente salvo il rispetto delle disposizioni vigenti in materia ambientale, sanitaria, fiscale, di sicurezza, di prevenzione incendi e di demanio marittimo.
Non appartenendo però, all’ufficio periferico dell’Agenzia delle dogane, l’interpretazione delle predette norme sulle funzioni amministrative delle regioni, Vi invito ad acquisire preventivo ed autorevole parere dell’ente locale preposto in materia.
Per l’applicazione del trattamento fiscale, rammento che, l’art. 8, comma 10, lettera c, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, (lettera così sostituita dall’art.12 della legge 23.12.1999, n. 488, a decorrere dal 3 ottobre 2000) ha stabilito un beneficio economico (riduzione di corrispettivo pagato dall’utilizzatore), mediante accredito di accisa e non cumulabile con altre agevolazioni in materia di accise, per gli utilizzatori di G.P.L. impiegati come combustibile per riscaldamento, anche miscelati ad aria, attraverso reti canalizzate oppure destinati al rifornimento di serbatoi fissi, nei comuni o nelle frazioni dei comuni:
– ricadenti nella zona climatica F di cui al D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 (allego: la inerente tabella A);
– facenti parte di province nelle quali oltre il 70 per cento dei comuni ricade nella zona climatica F (Aosta, Belluno, Bolzano e Trento);
– della regione Sardegna e delle isole minori, per i quali viene esteso anche ai g.p.l. confezionati in bombole;
– non metanizzati ricadenti nella zona climatica E di cui al predetto D.P.R. 412/1993 e individuati con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro dell’industria. Il beneficio viene meno dal momento in cui, con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro dell’industria, da emanare con cadenza annuale, ne è riscontrata l’avvenuta metanizzazione (allego: il decreto ministeriale 09/3/1999 aggiornato fino al decreto ministeriale 09/2/2006).
Detto beneficio è applicabile altresì anche per i consumi nelle frazioni non metanizzate dei comuni ricadenti nella zona climatica E esclusi dall’elenco redatto con il previsto decreto del Ministro delle finanze e individuate annualmente con delibera di consiglio dagli enti locali interessati.
Inoltre, dal 01/1/2002, relativamente ai comuni ricadenti nella zona climatica E, di cui al D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, il beneficio in argomento viene concesso alle frazioni parzialmente non metanizzate limitatamente alle parti di territorio comunale individuate da apposita delibera del consiglio comunale ancorché nella stessa frazione sia ubicata la sede municipale. (Tale estensione, inizialmente prevista per gli anni 2002 e 2003, è stata via via prorogata e confermata, per il corrente anno 2008, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31 che ha aggiunto il comma 1-ter, all’art. 38, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248).
L’art. 1, comma 5, del D.P.R. 30 settembre 1999, n. 361 (in G.U. n. 74 del 29/3/2006), stabilisce che tale beneficio economico è concesso mediante accredito di imposta effettuato nei confronti degli esercenti le reti di canalizzazione tenuti a fornire il prodotto ad un prezzo che trasferisca agli utenti il medesimo beneficio.
Ai fini dell’applicazione del beneficio, per riduzione di costo deve intendersi la riduzione del prezzo di cessione, comprensivo di IVA, eguale per tutti gli utilizzatori, siano essi titolari o non titolari di partita IVA. Tale riduzione andrà quindi effettuata – dopo aver conteggiato l’IVA e riportato in fattura il corrispettivo comprensivo di IVA – indicandola come “Riduzione ex art. 8, co. 10, lett. c, legge 448/1998” e quindi riportando infine la voce “Importo addebitato al cliente”.
Il beneficio, originariamente di Lit. 258 al Kg, è stato incrementato di Lit. 50 al Kg dall’art. 5 del decreto legge 1 ottobre 2001, n. 356 convertito dalla legge 30 novembre 2001, n. 418 e, pari ad euro 0,15907/Kg, inizialmente per il solo periodo dal 1 ottobre 2001 al 30 giugno 2004, e quindi successivamente prorogato e confermato, anche per il corrente anno 2008, dall’art.1, comma 240, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008).
Le Società erogatrici dovranno dichiarare in fattura il “potere calorifico superiore di un metro cubo del gas fatturato”. E’ stato convenzionalmente assunto che, per le reti di distribuzione di propano, un metro cubo di gas fornito agli utenti corrisponda a 2 chilogrammi di GPL mentre, per le reti di distribuzione di GPL miscelati ad aria, è stato assunto pari ad un chilogrammo di GPL.
Tale convenzione rimane valida in presenza di un potere calorifico superiore, di un metro cubo di propano gassoso, pari a circa 24.000 kCal e, di un metro cubo di miscela di GPL con aria, pari a circa 24.000 kCal, e non sarà più valida qualora il gas realmente fornito dalle Società erogatrici si discosti, dai suddetti poteri calorifici maggiori, del 5% in valore assoluto. In tal caso le Società erogatrici dovranno procedere a rideterminare le corrispondenze peso-volume, dichiarandole sia in fattura, in aggiunta al “potere calorifico superiore di un metro cubo del gas fatturato, che nelle periodiche istanze di accredito rivolte agli Uffici delle dogane territorialmente competenti sulla rete di distribuzione.
Posto che la finalità del beneficio di cui trattasi è quella di compensare i maggiori oneri derivante dall’aumento progressivo dell’accisa, la riduzione di costo non può applicarsi (cfr.: e non cumulabile con altre agevolazioni in materia di accise) quando i suddetti maggiori oneri non si verificano; come nel caso dei consumi in usi esenti da accisa quali, ad esempio, quelli delle Forze Armate.
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Gli esercenti le reti di canalizzazione riportano, in apposito registro di carico e scarico da tenere secondo le modalità di cui all’art. 12 del decreto del Ministro delle finanze 9 luglio 1996, n. 524 (registro previamente vidimato dal competente Ufficio delle dogane), al carico, le quantità di GPL pervenute, con riferimento ai documenti di accompagnamento, ed allo scarico, ogni dieci giorni considerando la terza decade conclusa con l’ultimo giorno del mese, i quantitativi complessivamente erogati, secondo le indicazioni di apposito contatore totalizzatore, immediatamente accessibile agli incaricati dei controlli sul rispetto della particolare disciplina fiscale.
Nel caso di reti di limitate dimensioni ubicate in zone impervie, al servizio delle quali non vi siano locali per uffici, essendo la fatturazione effettuata presso le sedi delle Società esercenti, situate anche al di fuori dell’ambito territoriale degli Uffici delle dogane competenti sulle reti medesime, può essere acconsentito, su fondata istanza dell’operatore, che il registro di carico e scarico venga tenuto presso la sede di fatturazione e, in tal caso, il registro sarà previamente vidimato dall’Ufficio delle dogane territorialmente competente su tale sede amministrativa.
I predetti esercenti presentano, all’Ufficio delle Dogane territorialmente competente sul luogo ove insiste la rete di canalizzazione, apposita istanza in triplice esemplare, entro il giorno 10 del mese successivo a ciascun bimestre, indicando i quantitativi fatturati nel bimestre agli utenti sui quali si chiede l’accredito.
Sulle istanze deve essere indicato il deposito fiscale presso il quale si intende utilizzare l’accredito, specificandone l’indirizzo ed il codice di accisa ed allegando l’atto di assenso della società petrolifera titolare del predetto deposito fiscale all’esecuzione delle operazioni di estrazione di prodotti petroliferi con un carico d’imposta pari a quello da rimborsare.
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