Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2013/06/enti-locali-addio-ad-equitalia.html
Timestamp: 2018-07-18 06:24:02+00:00
Document Index: 27456147

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 7', 'art. 83', 'art. 7', 'art. 83', 'art. 35', 'art. 53', 'art. 75', 'art. 86', 'art. 77']

Enti locali: addio alla riscossione tramite Equitalia | Commercialista Telematico
Enti locali: addio alla riscossione tramite Equitalia
Ed infatti, ai sensi dell’art. 7 c. 2 lett. g-ter del D.L. n. 70/2011 convertito dalla legge n. 106 del 12 luglio 2011 (“Decreto Sviluppo) a decorrere dal 1°gennaio 2012, la società Equitalia Spa cessa di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate.
Tale termine è stato posticipato al 31 dicembre 2012 ai sensi dell’art. 10 c. 13-octies del D.L. n. 201/2011 convertito nella L. n. 214 del 22 dicembre 2011.
L’art. 29, c. 5bis, D.L. n. 216/2011, come convertito, interviene sull’applicabilità nel tempo delle disposizioni che disciplinano il nuovo sistema di riscossione, stabilendo che “L’abrogazione delle disposizioni previste dall’art. 7, c. 2, lett. gg-septies, nn 1 e 3, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, acquista efficacia a decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni di cui alle lettere gg-ter e gg-quater del medesimo comma 2.”.
Ebbene chiarito che dal 30 giugno 2013 i Comuni si occuperanno della riscossione volontaria e coattiva, va precisato che essi non dispongono degli stessi strumenti della società di riscossione e dovranno procedere con ingiunzioni fiscali (meglio ingiunzioni rafforzate) seguendo, cioè, una procedura diversa. Il legislatore ha pertanto sottratto, a far tempo da detta data, la riscossione coattiva (ma anche volontaria) a Equitalia spa, rottamando d’amblais il sistema del ruolo per i comuni.
Ed infatti la possibilità di accedere alle informazioni disponibili presso il sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate, comprese quelle di natura prettamente finanziaria sia pure solo formalmente riconosciuta dall’art. 83, comma 28, sexies, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, oggi è definitivamente venuta meno per l’abrogazione di detta norma per effetto dell’art. 7, comma 2, lettera gg-septies, n. 2), del D.L. n. 70/2011. In effetti, l’art. 83, co. 28-sexies, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, conv. con modif. con L. 6 agosto 2008, n. 133 ha affermato la parità delle armi tra i due mezzi per la riscossione (ruolo e ingiunzione) e ha riconosciuto a enti locali e loro concessionari, dopo la notifica dell’ingiunzione di pagamento, anche il potere di accedere ai dati e alle notizie disponibili presso il sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate.
Nello specifico, è stato posto in rilievo che l’art. 35 (co. 25 e 26), D.L. 4 luglio 2006, n. 223, conv. con modif. con L. 4 agosto 2006, n. 248 attribuisce solo ai dipendenti di Equitalia e alle società da questa partecipate il potere di acquisire determinate informazioni. Questa norma, in effetti, dà agli Agenti della riscossione la facoltà di utilizzare tutti i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate.
Ne deriva che l’esigenza di parità di trattamento e di non discriminazione imporrebbe che questi poteri venissero concessi anche agli enti locali e ai loro concessionari incaricati, iscritti all’albo del Ministero dell’Economia, che riscuotono le entrate tramite ingiunzione.
Va ravvisata l’inadempienza dell’Agenzia delle Entrate che ostacola in modo ingiustificato le attività di riscossione svolte, non solo attraverso le società private incaricate, ma anche in forma diretta dall’ente locale.
Questo comportamento, definito “di mal celato ostruzionismo nei confronti del settore”, si manifesta con il mancato rilascio delle autorizzazioni ad accedere all’Anagrafe tributaria in favore dei soggetti affidatari dei servizi di accertamento e riscossione delle entrate locali. Accesso che è invece pacificamente consentito a Equitalia.
Ed è per questo che, a giudizio dell’Anci, la riscossione coattiva rappresenta un nodo critico, anche a causa di “asimmetrie nei poteri di accesso alle informazioni e di materiale esecuzione delle somme intimate che ancor oggi fanno si che il ruolo sia uno strumento più efficace ai fini del recupero coattivo”, nonostante “l’impegno che numerose aziende, anche di servizi, ci stanno mettendo per rendere lo strumento dell’ingiunzione concorrenziale nei confronti del ruolo”.
Peraltro “l’ingiunzione” dopo essere caduta nell’oblio a seguito della riforma che introdusse, per la riscossione coattiva delle entrate locali, il sistema del ruolo e la figura del concessionario della riscossione, e di cui ai D.P.R. 29 settembre 1972, n. 603 e D.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43, da circa quindici anni, in forza del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, è lo strumento che i comuni hanno a disposizione per la riscossione forzosa delle proprie entrate patrimoniali e tributarie.
L’ingiunzione è per la riscossione uno strumento pertanto che consente da un lato snellezza e celerità in quanto l’ente titolare dell’entrata può immediatamente emettere il titolo esecutivo nell’immediato verificarsi del presupposto, e manifestarlo all’esterno con la formazione dell’ingiunzione e la notifica della stessa. Per il ruolo la situazione è diversa: l’ente titolare dell’entrata forma il ruolo e lo rende esecutivo, mentre per la esternalizzazione dell’atto, entra in gioco un altro soggetto pubblico, l’Agente della riscossione, il quale procederà alla cartellazione e alla rappresentazione all’esterno della pretesa con la notifica dell’atto.
Ebbene, l’ingiunzione nonostante il fatto che abbia più di cento anni, continua ad avere una solida e concreta efficacia per il recupero dell’evasione da riscossione; ciononostante, questo mezzo non ha trovato grandi spazi. Ed infatti in 15 anni il legislatore ha modificato la riscossione almeno tre volte, senza riuscire a ridefinire lo strumento ultracentenario dell’ingiunzione (Rd 639/10), limitandosi a codificare la natura di titolo esecutivo (DL 70/11).
Nella normativa non ve n’è traccia, trattandosi di una definizione coniata dagli interpreti.
In altri termini, l’intreccio normativo che ne sta alla base, permette di effettuare la riscossione coattiva delle entrate locali tramite la procedura dell’ingiunzione fiscale coadiuvata dalle disposizioni del D.P.R. n. 602/1973, in quanto compatibili, nel caso di gestione diretta o di affidamento alle società di riscossione a ciò abilitate.
Il distinguo è essenziale: l’ente locale che svolge la riscossione coattiva in via diretta, ovvero il concessionario-riscuotitore privato iscritto all’albo di cui all’art. 53, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (che ugualmente riscuote in via coattiva a mezzo ingiunzione fiscale), possono accedere agli strumenti cautelari ed esecutivi offerti dal D.P.R. n. 602/1973 solo se dispongono di un proprio funzionario della riscossione. Ad esempio dichiarazione stragiudiziale del terzo (art. 75bis, D.P.R. n. 602/1973), fermo dei beni mobili registrati del debitore, (art. 86, D.P.R. n. 602/1973); ipoteca immobiliare (art. 77, D.P.R. n. 602/1973), atto preordinato e strumentale all’espropriazione.
In mancanza del funzionario della riscossione, all’ente non rimane che agire in via esecutiva, esperendo unicamente le procedure previste dal R.D. n. 639/1910, ovvero pignoramento mobiliare (anche presso terzi) e immobiliare, più complesse e onerose dal punto di vista procedurale.
È auspicabile che dal prossimo 1° luglio 2013, l’ingiunzione fiscale potenziata possa effettivamente godere delle stesse prerogative del ruolo, anche se in proposito si nutrono fondate perplessità.