Source: https://www.guidelegali.it/sentenze-in-immigrazione-diniego-sanzioni-e-processo/sanatoria-2012-la-condanna-per-favoreggiamento-della-prostituzione-a-differenza-dello-sfruttamento-7787.aspx
Timestamp: 2020-08-12 09:31:00+00:00
Document Index: 89367830

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 380']

Sanatoria 2012, la condanna per favoreggiamento della prostituzione (a differenza dello sfruttamento) non è ostativa (Immigrazione) - GuideLegali.it
T.A.R. Lombardia, sezione seconda, sent. n. 1042/2015 del 23/04/2015
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-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avv. Laura Figini, con domicilio eletto presso la stessa in Milano, corso XXII Marzo, 4;
Ministero dell'Interno (Prefettura di Milano), rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Milano, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1;
- i reati di cui all’art. 4, comma 3, succitato, non rientrano fra quelli automaticamente ostativi all’emersione di cui all’art. 5 del D.Lgs. 109/2012 (l’articolo richiama invece sul punto i reati di cui all’art. 380 del codice di procedura penale, per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza);
- il reato per cui l’esponente è stato condannato appare riconducibile ad una ipotesi di favoreggiamento e non di sfruttamento della prostituzione, come del resto già statuito dalla giurisprudenza del TAR Lombardia, Milano, sez. IV, n. 2646/2013, che ha escluso altresì che simili comportamenti siano lesivi della “libertà sessuale” (cfr. la copia della sentenza versata in atti dal ricorrente).
Ciò premesso, vista anche l’inerzia della parte resistente, il Collegio non può che confermare i profili di illegittimità del diniego già evidenziati, alla luce sia della menzionata sentenza del TAR Lombardia n. 2646/2013 sia della giurisprudenza della scrivente Sezione II, che ha statuito in più occasioni che gli unici reati automaticamente ostativi alla procedura speciale di emersione di cui al D.Lgs. 109/2012 sono quelli di cui all’art. 380 c.p.p. e il reato per cui l’esponente è stato condannato - al di là dell’accertata marginalità in concreto della condotta criminosa - non rientra nei casi dell’art. 380 citato (cfr. fra le tante, TAR Lombardia, Milano, sez. II, 21.11.2014, n. 2800).
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 23 aprile 2015 con l'intervento dei magistrati:
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