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Timestamp: 2020-08-03 21:47:59+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 24801 del 05/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24801 del 05/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 05/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep. 05/12/2016), n.24801
sul ricorso 29852-2015 proposto da:
V.C. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
PIAZZA ANNIBALIANO 18, presso lo studio dell’avvocato PIETRO MAZZEI,
rappresentata e difesa dall’avvocato ROBERTO DI LORETO, giusta
V.C. (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 713/2015 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 12/06/2015, R.G. N. 222/2015;
1. – Con sentenza del 12 giugno 2015 la Corte di Appello di L’Aquila, pronunciando in sede di reclamo a mente della L. n. 92 del 2012, ha respinto il gravame avverso la sentenza di primo grado che aveva dichiarato inammissibile l’impugnativa di licenziamento proposta da V.C. nei confronti della INTECS Spa.
Dopo aver affermato la nullità della sentenza di primo grado per essere stata depositata la motivazione oltre il termine di dieci giorni dalla lettura del dispositivo, la Corte, non ravvisando una ipotesi di rimessione al giudice di primo grado, ha ritenuto l’inammissibilità del ricorso del lavoratore “risultando priva di qualunque effetto l’impugnativa stragiudiziale del licenziamento effettuata dal legale… senza l’invio nel termine di cui alla L. n. 604 del 1966, art. 6, come richiamato dalla L. n. 223 del 1991, art. 5 comma 3, della procura speciale rilasciata dalla lavoratrice”.
2. – Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso dell’11 dicembre 2015 la V. con due motivi. La società ha resistito con controricorso, contenente ricorso incidentale condizionato; ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità del ricorso per cassazione per tardività.
3. – Con il primo motivo di ricorso principale si denuncia “nullità della sentenza ovvero del procedimento per violazione e falsa applicazione della L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 57”. Si contesta che la Corte territoriale dopo aver dichiarato la nullità della sentenza di primo grado per essere stata depositata la motivazione oltre il termine di legge ha comunque statuito “per la conferma integrale della sentenza impugnata e già dichiarata nulla”.
Nella specie la comunicazione della sentenza di appello è stata effettuata contestualmente alla pubblicazione in data 12 giugno 2015, come dichiarato nel ricorso per cassazione medesimo dove si legge: “ricorso avverso la sentenza n. 713/2015… depositata in data 12/6/2015 e comunicata a mezzo PEC in data 12/6/2015” e come risulta altresì dalla comunicazione a mezzo PEC allegata alla sentenza depositata dallo stesso Avv. Di Loreto.
Il ricorso per cassazione è stato proposto solo in data 11 dicembre 2015, ormai decorso il termine di sessanta giorni.
All’eccezione di tardività formulata nel controricorso nulla ha replicato parte ricorrente. Per mera completezza si osserva che l’art. 45 disp. att. c.p.c., comma 2, come modificato dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. in L. n. 221 del 2012, stabilisce che “il biglietto contiene in ogni caso…. il testo integrale del provvedimento comunicato”; necessità della comunicazione del testo integrale poi ribadita dal D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, che ha modificato l’art. 133 c.p.c., secondo cui, entro cinque giorni dal deposito della sentenza, il cancelliere, “mediante biglietto contenente il testo integrale della sentenza, ne dà notizia alle parti costituite” (cfr. Cass. n. 10017 del 2016). Quanto alla precisazione contenuta nell’art. 133 c.p.c., comma 2, novellato, secondo cui “la comunicazione non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325”, questa Corte (v. Cass. n. 23526 del 2014, recentemente avallata da Cass. SS.UU. n. 25208 del 2015) ha statuito che la modifica dell’art. 133 c.p.c., in discussione attiene al regime generale della comunicazione dei provvedimenti da parte della cancelleria, sicchè non può investire, neppure indirettamente, le previsioni speciali che appunto in via derogatoria, comportino la decorrenza di termini – anche perentori – dalla semplice comunicazione del provvedimento, e tale è certamente il caso previsto dalla L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 62.