Source: https://annuario.isprambiente.it/ada/downreport/html/7040
Timestamp: 2020-05-30 10:41:44+00:00
Document Index: 69698839

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'art. 5']

STABILIMENTI CON PERICOLO DI INCIDENTE RILEVANTE (DISTRIBUZIONE PROVINCIALE E REGIONALE)
L'indicatore consente di identificare il numero di stabilimenti, per ambito regionale e provinciale, divisi per categoria, in funzione degli adempimenti stabiliti dalla normativa a cui sono soggetti i gestori degli stabilimenti.
I dati a disposizione per questo indicatore sono il numero di stabilimenti, per ambito regionale e provinciale, divisi per categoria, in funzione degli adempimenti stabiliti dalla normativa a cui sono soggetti i gestori degli stabilimenti. Il Decreto Legislativo 26 Giugno 2015, n. 105, coerentemente con la direttiva europea, identifica, in base alla natura e quantità delle sostanze pericolose detenute, due differenti categorie di industrie con pericolo di incidente rilevante associando a ciascuna di esse determinati obblighi. In particolare l’articolo 3, comma 1 del D.Lgs. 105/15 individua le seguenti categorie di stabilimenti:
-	“Stabilimento di soglia inferiore”: uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 2 della parte 1 o nella colonna 2 della parte 2 dell’allegato 1, ma in quantità inferiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1, o nella colonna 3 della parte 2 dell’allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell’allegato 1;
-	“Stabilimento di soglia superiore”: uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1 o nella colonna 3 della parte 2 dell'Allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell'allegato 1.
I gestori degli stabilimenti che rispondono a tali caratteristiche debbono adempiere a specifici obblighi tra cui, predisporre documentazioni tecniche e informative, differenti a seconda della categoria, per contenuti e destinatari. Nello specifico, è fatto obbligo di presentare alle Autorità competenti, tra cui l’ISPRA, le informazioni di cui al modulo dell’allegato 5 del D.Lgs. 105/2015, predisporre un “Documento di politica di prevenzione degli incidenti rilevanti e l’adozione di un Sistema di Gestione della Sicurezza commisurato ai pericoli e alla complessità aziendale e dei processi impiegati. Il cosiddetto SGS-PIR è obbligatorio per legge, unico caso tra tutti gli altri sistemi di gestione. Per gli stabilimenti di soglia superiore, il gestore è tenuto a redigere un “Rapporto di Sicurezza” da inviare all’autorità competente preposta alla sua valutazione (Comitati Tecnici Regionali dei VVF).
Fornire un quadro generale delle pressioni esercitate dagli stabilimenti a rischio di incidente rilevante sul territorio.
D.Lgs. 105/15
Predisposizione dell' Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti (art. 5, comma 3 del D.Lgs. 105/15).
ISPRA, Mappatura del rischio industriale in Italia - Rapporto 2014/15
ISPRA, Annuario dei dati ambientali - Vari anni
I limiti derivanti dalla comunicazione su supporto cartaceo delle informazioni che pervengono all’ ISPRA da parte dei gestori sono stati superati attraverso l’implementazione del portale di invio telematico delle notifiche attivo dal giugno 2016. Va precisato che tale sistema, una volta che il gestore chiude il processo di invio telematico della notifica, prevede la contestualizzazione in automatico all’interno dell’ Inventario Nazionale dei contenuti informativi i quali, prima dell’approvazione finale, sono sottoposti ad un processo di validazione (verifica di completezza e conformità) a cura di ISPRA.
Tutte le informazioni provengono dall’ Inventario Nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, previsto dall’ articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 105/15.
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Tutte le informazioni sono tratte dall’ Inventario Nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, previsto dall’ articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 105/15.
Regionale, Provinciale
aggiornamento ad Giugno 2018
Si tratta di informazioni fornite dai gestori alle Autorità competenti (tra cui il MATTM, tramite l’ ISPRA) ai sensi di specifici obblighi previsti dal D.Lgs. 105/15, che prevede sanzioni amministrative e penali in caso di mancata dichiarazione. I dati vengono poi raccolti, validati ed elaborati dall’ ISPRA, anche mediante comparazione con le informazioni in possesso delle regioni e Agenzie regionali territorialmente competenti. La misurabilità dell'indicatore è buona in quanto le informazioni sono facilmente disponibili e aggiornate a intervalli regolari; buona la copertura spaziale. La rilevanza è buona: l'indicatore è di portata nazionale e applicabile a temi ambientali a livello regionale e di significato nazionale. È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale; è semplice, facile da interpretare
Rispetto alla precedente edizione dell'Annuario si evidenzia un incremento delle di industrie sottoposte agli obblighi imposti dalla normativa “Seveso” di circa 50 unità.
Nella Tabella 16.1, con riferimento alle informazioni aggiornate al 30 giugno 2018, è sintetizzata la distribuzione sul territorio nazionale degli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 105/15, appartenenti alle diverse categorie (soglia superiore e soglia inferiore) e quindi agli obblighi di cui agli artt. 13 e 15, divisi per province e regioni. Si rileva innanzitutto che il numero complessivo degli stabilimenti, presenti in Italia, considerati pericolosi ai fini di un incidente rilevante, è aumentato di circa cinquanta unità (in media + 5,4%), rispetto alla precedente edizione dell’Annuario. Le variazioni sono dovute principalmente a variazioni delle attività industriali (chiusura per cessata attività, nuove attività o ad ampliamenti di stabilimenti esistenti). Relativamente alla distribuzione sul territorio nazionale degli stabilimenti a notifica, si rileva che circa un quarto sono concentrati in Lombardia e che regioni con elevata presenza di industrie a rischio sono anche: Veneto, Piemonte e Emilia Romagna (tutte al nord e con il 7-10% ciascuno). Si possono notare particolari concentrazioni di industrie in aree coincidenti per lo più con i poli petrolchimici (ex Enichem) e di raffinazione come Trecate (nel Novarese), Porto Marghera, Ferrara e Ravenna al nord, Gela (CL), Augusta-Priolo-Melilli-(Siracusa), Brindisi, Sarroch (CA) e Porto Torres (SS). Concentrazioni importanti di industrie, tra cui anche industrie ad alto rischio, si trovano anche in corrispondenza di aree industriali nelle province di Torino, Alessandria, Bologna, Verona e Vicenza al nord e Livorno, Roma, Frosinone, Napoli e Bari al centro-sud. Negli ultimi tempi, complici la crisi economico-industriale globale e quella dell’industria petrolchimica in particolare, alcune delle suddette aree sono state parzialmente dismesse o sono in fase di trasformazione industriale (vedi per esempio Porto Torres dove la chimica del petrolio si sta sostituendo con la chimica verde).
Si rileva inoltre che nella quasi totalità delle province italiane è ubicato almeno uno stabilimento a rischio di incidente rilevante, e che le province con un numero elevato di stabilimenti a rischio (si è preso come riferimento un numero di stabilimenti maggiore od uguale a 10) sono:
- Al Nord, 23 province: Milano (66 stabilimenti), Bergamo (38), Brescia (40), Ravenna (34), Venezia (24), Vicenza (22), Novara (20), Alessandria (20), Varese (18), Monza e Brianza (18), Pavia (20), Torino (20), Udine (18), Bologna (16), Lodi (17), Genova (16), Verona (16), Cremona (13), Padova (12), Mantova (11), Savona (11), Cuneo (9), Ferrara (10).
- al Centro, 6 province: Roma (18), Frosinone (19), Latina (13), Livorno (14), Firenze (11), Perugia (11).
- al Sud ed isole 7 province: Napoli (34), Salerno (17), Caserta (12), Siracusa (16), Catania (10), Ragusa (11), Cagliari (13).
Nelle sole province di Macerata e Gorizia non sono presenti stabilimenti a rischio.
Le figure 1 e 2 riportano graficamente, attraverso una scala di colori di intensità crescente “più chiaro-più scuro” il livello di concentrazione di stabilimenti di soglia superiore e inferiore per ciascuna Regione. La figura 3, usando lo stesso principio, fornisce una rappresentazione delle Provincie con maggiore presenza di stabilimenti “Seveso”.
Titolo: Tabella 16.1: Distribuzione provinciale e regionale degli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 105/15 (30/06/2018)
Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Inventario Nazionale degli stabilimenti RIR (al 30/06/2018)
REGIONE PROVINCIA SOGLIA INFERIORE SOGLIA SUPERIORE TOTALE % Tot Stabilimenti 999
ABRUZZO Chieti 2 4 6
L'Aquila 4 2 6
Pescara 3 3 6
Teramo 3 1 4
Totale 12 10 22 2.20%
BASILICATA Matera 0 2 2
Potenza 3 5 8
Totale 3 7 10 1.00%
CALABRIA Catanzaro 3 3 6
Cosenza 2 3 5
Crotone 1 0 1
Reggio di Calabria 1 0 1
Vibo Valentia 4 0 4
Totale 11 6 17 1.70%
CAMPANIA Avellino 6 1 7
Benevento 4 0 4
Caserta 9 3 12
Napoli 24 10 34
Salerno 10 7 17
Totale 53 21 74 7.41%
EMILIA ROMAGNA Bologna 7 9 16
Ferrara 1 9 10
Forl&igrave-Cesena 2 0 2
Modena 4 1 5
Parma 3 2 5
Piacenza 1 2 3
Ravenna 8 26 34
Reggio nell'Emilia 5 2 7
Rimini 1 1 2
Totale 32 52 84 8.41%
FRIULI VENEZIA GIULIA Pordenone 1 1 2
Trieste 1 5 6
Udine 9 9 18
Totale 11 15 26 2.60%
LAZIO Frosinone 14 5 19
Latina 2 11 13
Rieti 2 0 2
Roma 7 11 18
Viterbo 2 4 6
Totale 27 31 58 5.81%
LIGURIA Genova 5 11 16
Imperia 1 0 1
La Spezia 1 3 4
Savona 4 7 11
Totale 11 21 32 3.20%
LOMBARDIA Bergamo 12 26 38
Brescia 22 18 40
Como 6 3 9
Cremona 6 7 13
Lecco 3 4 7
Lodi 8 9 17
Mantova 3 8 11
Milano 31 35 66
Monza e della Brianza 11 7 18
Pavia 8 12 20
Sondrio 2 0 2
Varese 12 6 18
Totale 124 135 259 25.93%
MARCHE Ancona 3 2 5
Ascoli Piceno 2 4 6
Fermo 1 1 2
Pesaro e Urbino 1 0 1
Totale 7 7 14 1.40%
MOLISE Campobasso 1 5 6
Isernia 1 1 2
Totale 2 6 8 0.80%
PIEMONTE Alessandria 6 14 20
Asti 0 1 1
Biella 0 1 1
Cuneo 7 2 9
Novara 8 12 20
Torino 11 9 20
Verbano-Cusio-Ossola 1 2 3
Vercelli 3 2 5
Totale 36 43 79 7.91%
PUGLIA Bari 3 5 8
Barletta-Andria-Trani 2 0 2
Brindisi 3 4 7
Foggia 3 2 5
Lecce 3 3 6
Taranto 2 2 4
Totale 16 16 32 3.20%
SARDEGNA Cagliari 4 9 13
Carbonia-Iglesias 0 6 6
Medio Campidano 0 1 1
Nuoro 1 1 2
Ogliastra 0 1 1
Olbia-Tempio 1 1 2
Oristano 1 3 4
Sassari 1 8 9
Totale 8 30 38 3.80%
SICILIA Agrigento 4 0 4
Caltanissetta 4 2 6
Catania 3 7 10
Enna 0 1 1
Messina 0 4 4
Palermo 5 4 9
Ragusa 8 3 11
Siracusa 5 11 16
Trapani 2 1 3
Totale 31 33 64 6.41%
TOSCANA Arezzo 3 1 4
Firenze 6 5 11
Grosseto 4 1 5
Livorno 2 12 14
Lucca 3 2 5
Massa-Carrara 1 2 3
Pisa 5 1 6
Pistoia 2 0 2
Prato 0 1 1
Siena 3 1 4
Totale 29 26 55 5.51%
TRENTINO ALTO ADIGE Bolzano/Bozen 5 1 6
Trento 5 3 8
Totale 10 4 14 1.40%
UMBRIA Perugia 8 3 11
Terni 3 2 5
Totale 11 5 16 1.60%
VALLE D'AOSTA Valle d'Aosta/Valle' d'Aoste 5 1 6
Totale 5 1 6 0.60%
VENETO Belluno 2 0 2
Padova 8 4 12
Rovigo 2 5 7
Treviso 4 4 8
Venezia 6 18 24
Verona 9 7 16
Vicenza 11 11 22
Totale 42 49 91 9.11%
Totale 481 518 999
Titolo: Figura 16.1 - Distribuzione regionale degli stabilimenti di soglia superiore soggetti al D.lgs.105/15 (30/06/2018)
Titolo: Figura 16.2 Distribuzione regionale degli stabilimenti di soglia inferiore soggetti al D.Lgs. 105/15 (30/06/2018)
Titolo: Figura 16.3 - Distribuzione provinciale degli stabilimenti soggetti al D.lgs.105/15-livelli di concentrazione (30/06/2018)