Source: https://www.avvocatoflash.it/blog/diritto-penale/cos-e-il-reato-di-molestia
Timestamp: 2019-08-24 18:27:08+00:00
Document Index: 171767513

Matched Legal Cases: ['art. 660', 'art. 660', 'art 660', 'art. 659', 'art. 286', 'art. 660', 'art. 660']

Il reato di molestia telefonica: come è tutelato dalla legge
Cos´é il reato di molestia telefonica
Il reato di molestia è una fattispecie criminosa disciplinata dall'art. 660 del Codice Penale Italiano, che recita: ''Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516
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1. Illustrazione del reato
Il reato di molestia telefonica è una fattispecie criminosa disciplinata dall'art. 660 del Codice Penale Italiano, che recita:
''Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516 ''.
Innanzitutto bisogna effettuare una distinzione tra il dettato normativo dell'art 660, e quello dell'art. 659, quest'ultimo riguardante il disturbo del riposo e della professione altrui mediante atti di ingerenza di carattere limitativo della quiete altrui. Ciò che infatti salta subito all'attenzione, è come il 660 disciplini gli atti di molestia che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico (sia come stato in luogo da parte del reo, e sia della vittima). La norma n. 659 del Codice Penale, disciplina invece il disturbo della quiete e delle attività lavorative, ove per tali si possano intendere non necessariamente luoghi pubblici o aperti al pubblico, almeno da parte di colui che ritenga di subire la molestia.
2. Il reato di molestia telefonica
Per altro, l'articolo 660 disciplina anche una modalità ulteriore di molestia, rappresentata da quella fatta per tramite del mezzo telefonico, il quale rappresenta un punto fondamentale di adattamento della norma genericamente astratta, ad una relazione esterna verso le tecnologie e apparecchi (come il telefono), che stanno avendo sempre di più la possibilità di accrescere la sfera sociale di individui con cui si potrebbe entrare in contatto. Per tale motivo ha avviato in tal senso, l'art. 286 del D.P.R. del 29 marzo 1973 n. 156, in cui viene enucleata una specie di pena accessoria, ovvero lo stralcio di qualunque contratto telefonico con determinata compagnia telefonica.
3. Analisi criminologica e giuridica
Per ciò che riguarda le modalità realizzative di molestia, previste dal disposto normativo dell'art. 660, bisogna innanzitutto analizzare il periodo in cui elenchi sia la petulanza, sia altro biasimevole motivo, come casus belli realizzativi della fattispecie criminosa. Infatti per il concretizzarsi della molestia, il comportamento lesivo deve essere biasimevole o petulante, e ciò significa che si sostanzia la molestia solo con atti che seppure fastidiosi e reiterati, non costituiscano di per sé una fattispecie criminosa autonoma già prevista dall'ordinamento.
4. Bene giuridico tutelato
Per tale motivo, il bene giuridico tutelato è il diritto alla riservatezza e alla tranquillità, che vanno poi a fondersi nel bene giuridico della libertà personale, ovvero nel diritto di non essere infastidito nell'espletamento della propria sfera di libero arbitrio. La differenza che poi va a ripercuotersi sui due articoli 659 e 660, è che nel primo, la libertà tutelata è quella al diritto al lavoro ed alla sua tranquilla e pacifica esecuzione, mentre nell'articolo 660 il diritto tutelato è quello di poter usufruire di spazi pubblici o aperti al pubblico senza che lo stesso diritto venga posto in pericolo in compressione da parte di un altro individuo.
5. Elementi oggettivi e soggettivi
Gli elementi che vanno a sostanziare questo reato, sono sia di natura oggettiva sia che di natura soggettiva. L'aspetto oggettivo è l'astratta concezione di molestia e disturbo che venga posta in essere in capo alla presunta vittima, mentre l'aspetto soggettivo si va a sostanziare nella reale percezione nel caso concreto preso in esame. Al fine del giudizio finale da parte del Giudice, l'aspetto che porterà alla decisione di più o meno colpevolezza, si sostanzierà in una media logica e giuridica di quella che generalmente può essere considerata una molestia, e quella che nel caso concreto sia stata veramente percepita.
Avv. Emmanuel Giuseppe Colucci Bartone
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