Source: http://www.actainrete.it/2017/05/lo-statuto-del-lavoro-autonomo-e-legge/
Timestamp: 2017-05-27 08:00:59+00:00
Document Index: 48032165

Matched Legal Cases: ['art 8', 'art 14', 'art.10', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2222']

» Lo Statuto del lavoro autonomo è legge! | ACTA l'associazione dei freelance
| 10 maggio 2017 | LETTO: 8.800 VOLTE | 12 COMMENTI | Autore: Anna Soru | SHORT URL |
Anche l'ultima discussione al Senato, come già le precedenti, ha raccolto una insolita convergenza di consensi. La maggior parte delle forze politiche lo hanno giudicato positivamente (con riferimento al capo sul lavoro autonomo), anche se insufficiente. Il che dovrebbe far sperare in successivi interventi!
Molto rilevanti le norme sul fisco, specie per i lavoratori più mobili e che più investono sull’aggiornamento professionale, e quelle sul welfare, che ampliano le tutele nelle situazioni di maternità e malattia grave. Importante anche la norma che prevede la possibilità di costituire reti di professionisti per partecipare a gare pubbliche con consorzi stabili, mentre più dubbie sono le ricadute dell'apertura di sportelli informativi per il lavoro autonomo, presso centri che tradizionalmente si sono occupati solo di lavoro dipendente (e che non avranno risorse aggiuntive per questo ampliamento di attività).
PER CHI QUANDO
Spese alberghi e ristoranti deducibili al 75%, e per un importo non superiore al 2% del fatturato.
Tali limiti (75% deducibilità e max 2% del fatturato) non si applicano alle spese alberghi e ristoranti sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente
Tutti i lavoratori autonomi, con esclusione di chi è in regime forfettario
Le spese di partecipazione a convegni o a corsi di formazione, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono deducibili nella misura del 50%
- Sono deducibili al 100%, entro € 10.000 annui, le spese per convegni e corsi di formazione,
inclusi viaggio e soggiorno
- Sono deducibili al 100%, entro € 5.000 annui, le spese sostenute per certificazione delle competenze, orientamento, auto-imprenditorialità, erogati da organismi accreditati
- Sono deducibili al 100% gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà
Per accedere all'indennità di maternità è necessaria astensione dal lavoro nei 5 mesi a cavallo del parto (2+3 o 1+4)
Si potrà accedere alla indennità di maternità anche senza astensione dal lavoro
Iscritte alla Gestione separata, che versano lo 0,72% in aggiunta a contribuzione pensionistica
commi 4-7)
Congedo parentale 3 mesi entro il primo anno del bambino, solo per la mamma
Congedo parentale per max 6 mesi entro i primi tre anni di vita del bambino. Il limite di 6 mesi si applica alla somma dei congedi dei due genitori, anche se uno è in un'altra gestione o cassa di previdenza
Necessari 3 mesi di versamenti nei 12 precedenti (se primo anno di vita del bambino si ha cmq diritto se si è avuta indennità)
Malattia (art 8
In caso di malattia domiciliare si ha diritto a un'indennità pari al 50% di quella ospedaliera e per un massimo di 61 gg.
Malattia domiciliare equiparata a degenza ospedaliera (quindi con indennità doppia e durata max 180 gg) quando è certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%
Iscritti alla Gestione separata, che versano lo 0,72% in aggiunta a contribuzione pensionistica
Malattia (art 14)
La malattia non sospende il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi
In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire il lavoro per oltre 60 gg, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l’intera durata della malattia fino a max 2 anni, dopo il versamento potrà essere rateizzato in un N° di rate mensili pari a 3 volte i mesi di sospensione
Informazioni attraverso sportelli (art.10)
I centri per l'impiego e gli organismi per intermediazione lavoro si occupano di lavoro dipendente
I centri per l’impiego e gli organismi per intermediazione lavoro si dotano, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo, anche con convenzioni non onerose con ordini e associazioni. Tale sportello:
- accoglie domande e offerte di lavoro autonomo
- dà informazioni su avvio di attività autonome
- dà informazioni per accesso a commesse ed appalti pubblici,
- dà informazioni su opportunità di credito e agevolazioni pubbliche nazionali e locali
Bandi (art. 12
Partecipazione a bandi europei prevista da norme europee.
Si fa riferimento a tutti gli appalti pubblici per le prestazioni di servizi. Questa partecipazione dovrebbe essere consentita e promossa dalle amministrazioni pubbliche, per la prestazione di servizi, favorendo accesso a informazioni anche attraverso gli sportelli
Reti d'impresa (art. 12
Per consentire la partecipazione ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi/appalti privati, è riconosciuta ai soggetti che svolgono attività profess.le, la possibilità di:
- costituire reti di professionisti
- partecipare a reti di imprese, in forma di reti miste, o consorzi stabili professionali o associazioni temporanee professionali
l'introduzione di minimali e massimali per le indennità di maternità;
l'incremento della platea dei beneficiari dell’indennità di malattia, anche comprendendovi soggetti che abbiano superato il limite del 70 per cento del massimale, ed eventualmente prevedendo l’esclusione della corresponsione dell’indennità per i soli eventi di durata inferiore a tre giorni.
La legge prevede l'istituzione di un tavolo permanente presso il Ministero del Lavoro che si occuperà di approfondire altre questioni ancora irrisolte, tra cui la previdenza e i compensi.
Sono tuttavia norme che già riguardavano i professionisti perché gli esercenti libera professione sono inclusi nella definizione di imprenditore e perché l'Unione Europea non distingue tra lavoro autonomo e impresa. Ma questa norma (entrata in vigore nel gennaio 2013) non è risultata efficace neppure per le imprese. Difficile pensare che lo statuto possa davvero incidere sulla cattiva abitudine a pagare in ritardo[2]. L'articolo 3 è contro le clausole abusive. Saranno abusive le clausole che consentono:
1) modifiche unilaterali delle condizioni del contratto; 2) nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, di recedere da esso senza congruo preavviso
Certo le tutele offerte dagli articoli 2 e 3 dovranno anche essere conquistate sul campo. L'abitudine ai pagamenti in ritardo non scomparirà all'improvviso , dovrà essere contrastata con cause legali, lunghe e onerose.
Per capirne la portata occorre fare un po’ di storia. Il primo intervento sul nuovo lavoro autonomo professionale non ordinistico è stata la costituzione di una cassa previdenziale (1995), la gestione separata dell’INPS, che significativamente è stata chiamata la cassa per i parasubordinati. Con questo provvedimento compare una dicotomia: a) da una parte i professionisti ordinisti, dotati di una cassa autonoma e (a meno che non siano lavoratori dipendenti) pienamente autonomi, b) dall’altra i professionisti senza ordine (informatici, designer…) definiti in toto parasubordinati. Una definizione che chiarisce subito come questa area di lavoratori viene inquadrata e che subirà nel tempo delle variazioni lessicali, tutte mirate a evidenziarne il carattere di non reale autonomia: parasubordinati, “false partite iva” sino al più recente “lavoro economicamente dipendente” (sostanzialmente coloro che lavorano per un committente prevalente). Da questa presunzione di parasubordinazione del lavoro professionale senza ordini sono derivati numerosi interventi:
[1]In particolare si fa riferimento al D.Lgs.231_2002 e successivi. In base al Decreto legislativo 231/2002, in mancanza di accordi diversi tra le parti, dopo 30 giorni di ritardato pagamento, dovrebbero scattare gli interessi di mora. Decreto successivamente integrato dal D.Lgs. 192/2012(emanato per recepire una direttiva europea), che rafforza la norma precedente e ne chiarisce l'applicazione anche nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
[2]In una delle prime bozze dello Statuto l'efficacia degli articoli 2 e 3 veniva garantita da un articolo che rinviava ogni controversia relativa a rapporti di lavoro autonomo professionale al rito del lavoro, notoriamente più veloce. Questo articolo è scomparso già nella versione presentata al Consiglio dei Ministri. Abbiamo più volte chiesto la sua re-introduzione, ma senza successo.
Silvia Motta ha scritto: Grazie Acta per tutto il lavoro e le lotte fatte per raggiungere questi apprezzabili risultati.
# 10 maggio 2017 at 14:33 Nicola Losito ha scritto: Congratulazioni … e grazie!
# 10 maggio 2017 at 15:23 Anonimo Codardo ha scritto: Molto bene, complimenti e grazie.
Un timore, un tremito nella Forza: non vorrei che l'equiparazione tra ordinisti e non ordinisti non sia la chiave di volta per scaricare sulla gestione separata le disastrose gestioni delle casse ordinistiche; sono operazioni a cui i vari governi non sono nuovi (vedi gestione ex inpdap, piloti etc).
# 10 maggio 2017 at 22:02 alexpaz1977 ha scritto: Grandi passi certo, ma In ogni caso rimango ancora sconvolto dalla mail pomeridiana del mio commercialista...altro che venire incontro ai giovani imprenditori...l'INPS...dannata canaglia sanguisuga e corrotta. Ma perché pagare così tanto anche di acconti?!
Sono il più grande finanziatore dell'inps..per legge dovrei io imporre gli interessi!
# 11 maggio 2017 at 01:13 vinny ha scritto: e i giornalisti professionisti che sono stati assunti come prestatori d'opera occasionale ex art. 2222 e che vengono pagati a 6,00 euro lordi per articolo, dopo essere in possesso di laurea, dopo aver effettuato master in giornalismo e conseguito l'idoneità nazionale a giornalista professionista e aver lavorato da anni presso una testata giornalistica nazionale, che cosa faranno, dato che non si faranno mai norme per regolarizzare tale situazione e si continuerà a pagarli con 100 euro al mese, altro che la farsa dell'equo compenso? viene tutelata maggiormente una colf che viene retribuita a 7,00 euro l'ora e ha i contributi previdenziali! Ma quando si legifererà in modo razionale e umano? Ma l'umanità, la solidarietà e l' vengono rivolte altrove!
# 11 maggio 2017 at 08:15 Elisa ha scritto: Buoni risultati, grazie. Ma trovo un vero peccato che le spese di formazione e aggiornamento professionale non possano essere deducibili per i professionisti in regime forfetario. Capisco i beni materiali, ma sulla formazione mi sarei aspettata un trattamento diverso.
# 11 maggio 2017 at 11:11 Anna Soru (author) ha scritto: E' vero c'è ancora tanta strada da fare, ma almeno abbiamo iniziato. Il tema dei compensi sollevato da @vinny è sicuramente uno dei più urgenti, poi ce ne sono tanti altri, incluso l'eccesso degli anticipi @alexpax1977
@Anonimo Codardo Il rischio di ereditare gestioni previdenziali disastrose non è legato ad una "equiparazione" coi professionisti ordinisti, l'INPS ha sempre ereditato le gestioni private fallimentari! Sulle spese di formazione concordo con @Elisa. Obiettivo della misura è incentivare la formazione continua, questa incentivazione non ci sarà per i tanti in regime forfettario. Ma forse il problema è nel regime forfettario stesso, questa è una delle sue tante pecche.
# 11 maggio 2017 at 18:15 Silvestro ha scritto: "Questi ampliamenti dovranno essere coperti con lo 0,72% di versamento previdenziale, eventualmente incrementato di 0,5 punti percentuali."
Ancora con questo aumento della quota di versamento "previdenziale".
# 11 maggio 2017 at 20:08 Francesco ha scritto: Facendo un paragone con Olanda e Inghilterra dove i costi per l'attività sono detraibili e gli acconti irpef e inps non esistono (paesi + civili?), questa legge è il minimo assoluto che si potesse fare. Domanda: dove si potrebbe leggere il testo della legge? La legge tratta i tempi di pagamento della fattura e il reddito sotto il quale non si pagano tasse come in Inghilterra?
# 13 maggio 2017 at 18:53 Samanta Boni ha scritto: Ottimo risultato. Ora attendiamo la delega su tempi e modalità di calcolo per malattia e maternità.
# 16 maggio 2017 at 14:22 luca ha scritto: collaboratori senza albo professionale come i mediatori in collaborazione o gli agenti di commercio sono esclusi ? E perchè? Sono solo imprenditori per necessità ma non hanno niente di imprenditori in quanto subiscono le scelte del preponente
# 17 maggio 2017 at 11:35 Professione Freelance | Statuto del Lavoro Autonomo | Seminario ACTA – ON/OFF ha scritto: […] è stato approvato lo Statuto del Lavoro Autonomo per il quale Acta si è tanto spesa. Ma cosa abbiamo davvero ottenuto? Cosa c’è ancora da […]
# 25 maggio 2017 at 16:19 Lascia un commento