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Timestamp: 2020-08-08 17:15:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 1']

Aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro. D.l.gs. 8.4.2003 n. 66
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D.l.gs. 8.4.2003 n. 66
Attuazione delle direttive 93/104/CE e della direttiva 200/34/CE concernenti, taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro. Pubblicato nella Gazzetta Ufficilae 14 aprile 2003, n. 87, S.O.
1. Finalità e definizione
2.Campo d’applicazione
Princìpi in materia di organizzazione dell'orario di lavoro
3.Orario normale di lavoro
4.Durata massima dell’orario di lavoro.
6. Criterio di computo
7. Riposi giornalieri
14. Tutela in caso di prestazione di lavoro
16. Deroghe alla disciplina della durata settimanale dell’orario
18-bis. Sanzioni
D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 (1).
Attuazione della direttiva 93/104/CE e della direttiva 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro (2) (3).
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 14 aprile 2003, n. 87, S.O.
(2) Vedi, anche, il comma 18 dell'art. 2, L. 22 dicembre 2008, n. 203.
- I.N.P.S. (Istituto nazionale previdenza sociale): Msg. 27 giugno 2003, n. 79; Msg. 8 ottobre 2003, n. 118; Circ. 1 dicembre 2003, n. 181;
- Ministero del lavoro e delle politiche sociali: Circ. 30 luglio 2003, n. 27/2003; Lett.Circ. 11 settembre 2003, n. 5/27373/70; Nota 26 settembre 2003, n. 5/27451/70; Circ. 3 marzo 2005, n. 8.
2) qualsiasi lavoratore che svolga durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro. In difetto di disciplina collettiva è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga, per almeno tre ore, lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi all'anno; il suddetto limite minimo è riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale (4);
h) «lavoratore mobile»: qualsiasi lavoratore impiegato quale membro del personale viaggiante o di volo presso una impresa che effettua servizi di trasporto passeggeri o merci, sia per conto proprio che per conto di terzi su strada, per via aerea o per via navigabile, o a impianto fisso non ferroviario (5);
m) «contratti collettivi di lavoro»: contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative.
(4) Punto così modificato dall’art. 41, comma 1, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
(5) Lettera così modificata dall’art. 41, comma 2, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
2. Nei riguardi dei servizi di protezione civile, ivi compresi quelli dei Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato le disposizioni contenute nel presente decreto non trovano applicazione in presenza di particolari esigenze inerenti al servizio espletato o di ragioni connesse ai servizi di protezione civile, nonché degli altri servizi espletati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, così come individuate con decreto del Ministro competente, di concerto con i Ministri dei lavoro e delle politiche sociali, della salute, dell'economia e delle finanze e per la funzione pubblica, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto (6).
3. Le disposizioni del presente decreto non si applicano al personale della scuola di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, Non si applicano, altresì, al personale delle Forze di polizia, delle Forze armate, nonché agli addetti al servizio di polizia municipale e provinciale, in relazione alle attività operative specificamente istituzionali e agli addetti ai servizi di vigilanza privata (7).
(6) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 (Gazz. Uff. 17 agosto 2004, n. 192).
(7) Comma così modificato prima dall'art. 1, D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 (Gazz. Uff. 17 agosto 2004, n. 192) e poi dall'art. 41, comma 3, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
4. I contratti collettivi di lavoro possono in ogni caso elevare il limite di cui al comma 3 fino a sei mesi ovvero fino a dodici mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all'organizzazione del lavoro, specificate negli stessi contratti collettivi (8).
5. [In caso di superamento delle 48 ore di lavoro settimanale, attraverso prestazioni di lavoro straordinario, per le unità produttive che occupano più di dieci dipendenti il datore di lavoro è tenuto a informare, entro trenta giorni dalla scadenza del periodo di riferimento di cui ai precedenti commi 3 e 4, la Direzione provinciale del lavoro - Settore ispezione del lavoro competente per territorio. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire le modalità per adempiere al predetto obbligo di comunicazione] (9).
(8) Vedi, anche, l’art. 41, comma 13, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
(9) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 (Gazz. Uff. 17 agosto 2004, n. 192) e poi abrogato dall’art. 41, comma 14, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
5. Il lavoro straordinario deve essere computato a parte e compensato con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi di lavoro. I contratti collettivi possono in ogni caso consentire che, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, i lavoratori usufruiscano di riposi compensativi (10).
(10) Vedi, anche, l'art. 2, D.L. 27 maggio 2008, n. 93.
1. Ferma restando la durata normale dell'orario settimanale, il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità (11).
(11) Comma così modificato dall’art. 41, comma 4, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, Vedi, anche, il comma 13 del suddetto articolo.
1. Il lavoratore ha diritto ogni sette giorni a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero di cui all'articolo 7. Il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni (12).
a) attività di lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi turno o squadra e non possa usufruire, tra la fine del servizio di un turno o di una squadra e l'inizio del successivo, di periodi di riposo giornaliero o settimanale (13);
(12) Periodo aggiunto dall’art. 41, comma 5, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
(13) Lettera così sostituita dall’art. 41, comma 6, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2109 del codice civile, il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva o dalla specifica disciplina riferita alle categorie di cui all'articolo 2, comma 2, va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione (14).
(14) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 (Gazz. Uff. 17 agosto 2004, n. 192).
2. [Il datore di lavoro, anche per il tramite dell'Associazione cui aderisca o conferisca mandato, informa per iscritto i servizi ispettivi della Direzione provinciale del lavoro competente per territorio, con periodicità annuale, della esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici, salvo che esso sia disposto dal contratto collettivo. Tale informativa va estesa alle organizzazioni sindacali di cui al comma 1] (15).
(15) Comma abrogato dall’art. 41, comma 14, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
1. La valutazione dello stato di salute dei lavoratori notturni deve avvenire a cura e a spese del datore di lavoro, o per il tramite delle competenti strutture sanitarie pubbliche di cui all'articolo 11 o per il tramite del medico competente di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, attraverso controlli preventivi e periodici, almeno ogni due anni, volti a verificare l'assenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti i lavoratori stessi (16).
(16) Comma così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 (Gazz. Uff. 17 agosto 2004, n. 192).
2. Le attività e le prestazioni indicate alle lettere da a) ad n) del comma 1 verranno aggiornate ed armonizzate con i princìpi contenuti nel presente decreto legislativo mediante decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ovvero, per i pubblici dipendenti, mediante decreto del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare sentite le organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresentative, nonché le organizzazioni nazionali dei datori di lavoro.
1. Le disposizioni di cui agli articoli 7, 8, 12 e 13 possono essere derogate mediante contratti collettivi stipulati a livello nazionale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Per il settore privato, in assenza di specifiche disposizioni nei contratti collettivi nazionali le deroghe possono essere stabilite nei contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (17).
6. Nel rispetto dei princìpi generali della protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, le disposizioni di cui agli articoli 7, 8, 9 e 13, non si applicano al personale mobile. Per il personale mobile dipendente da aziende autoferrotranviarie, trovano applicazione le relative disposizioni di cui al regio decreto-legge 19 ottobre 1923, n. 2328, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, e alla legge 14 febbraio 1958, n. 138 (18).
6-bis. Le disposizioni di cui all’articolo 7 non si applicano al personale del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, per il quale si fa riferimento alle vigenti disposizioni contrattuali in materia di orario di lavoro, nel rispetto dei princìpi generali della protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori (19).
(17) Comma così sostituito dall’art. 41, comma 7, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, come modificato dalla relativa legge di conversione.
(18) Vedi, anche, il D.M. 27 aprile 2006, per le guardie particolari giurate.
(19) Comma aggiunto dal comma 85 dell'art. 3, L. 24 dicembre 2007, n. 244.
18-bis. Sanzioni.
3. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 4, commi 2, 3, 4, dall'articolo 9, comma 1, e dall'articolo 10, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa da 130 a 780 euro per ogni lavoratore, per ciascun periodo di riferimento di cui all'articolo 4, commi 3 o 4, a cui si riferisca la violazione (20).
4. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 7, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa da 25 euro a 100 euro in relazione ad ogni singolo lavoratore e ad ogni singolo periodo di 24 ore (21).
5. [La violazione della disposizione prevista dall'articolo 4, comma 5, è punita con la sanzione amministrativa da 103 euro a 200 euro] (22).
6. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 5, commi 3 e 5, è soggetta alla sanzione amministrativa da 25 a 154 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata nel corso dell'anno solare per più di cinquanta giornate lavorative, la sanzione amministrativa va da 154 a 1.032 euro e non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta (23).
7. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 13, commi 1 e 3, è soggetta alla sanzione amministrativa da 51 euro a 154 euro, per ogni giorno e per ogni lavoratore adibito al lavoro notturno oltre i limiti previsti (24).
(20) Comma così sostituito dall’art. 41, comma 8, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, come modificato dalla relativa legge di conversione.
(21) Comma così sostituito dall’art. 41, comma 9, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
(22) Comma abrogato dall’art. 41, comma 14, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
(23) Comma così sostituito dall’art. 41, comma 10, D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
(24) Articolo aggiunto dall'art. 1, D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 (Gazz. Uff. 17 agosto 2004, n. 192).
2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo sono abrogate tutte le disposizioni legislative e regolamentari nella materia disciplinata dal decreto legislativo medesimo, salve le disposizioni espressamente richiamate (25).
(25) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 (Gazz. Uff. 17 agosto 2004, n. 192).