Source: http://www.comune.castelnuovo.si.it/?q=indice_normativa_ru&normativa=_ru&sottoalbero=2&id_variante=44
Timestamp: 2020-08-10 15:15:01+00:00
Document Index: 6121196

Matched Legal Cases: ['art. 224', 'art. 10', 'art. 55', 'art. 11', 'art.12', 'art. 13', 'art.6', 'art. 19', 'art.19', 'art.19', 'art.17', 'art.17', 'art.19', 'art. 17', 'art.20', 'art.20', 'art. 20', 'art. 20', 'art.20', 'art. 30', 'art.19', 'art.20', 'art.20', 'art. 20', 'art. 20', 'art.20', 'art.20', 'art. 20', 'art.20', 'art. 20', 'art.20', 'art.19', 'art. 142', 'art. 142', 'artt 6', 'art. 136', 'art. 19', 'art. 136', 'art.19', 'art. 37', 'art. 338', 'art.18', 'art. 28', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 24', 'arto 1', 'arto 1']

Art. 1 Finalità e contenuti del Regolamento Urbanistico
Art. 3 Validità, varianti e criteri interpretativi del Regolamento Urbanistico
Art. 5 Statuto del Territorio del Piano Strutturale
Art. 6 Vincoli imposti da normative sovraordinate e vincoli urbanistici
6.1 - Vincoli monumentali, paesaggistici e ambientali.
6.2 - Vincolo idrogeologico.
6.3 - Vincolo idrico.
6.4 - Vincoli derivanti dalla presenza di elettrodotti.
6.5 - Aree soggette a Vincolo Cimiteriale.
6.6 - Vincoli urbanistici.
6.1 Vincoli monumentali, paesaggistici e ambientali
6.2 Vincolo idrogeologico
6.3 Vincolo idrico
6.4 Vincoli derivanti dalla presenza di elettrodotti
6.5 Aree soggette a vincolo cimiteriale
6.6 Vincoli urbanistici
Art. 7 Mappa dell'accessibilità urbana
Art. 8 Limite dei Centri Abitati
Art. 9 Elaborati del Regolamento Urbanistico
Variante al Regolamento Urbanistico per interventi puntuali all'interno del territorio urbanizzato individuato ai sensi dell'art. 224 della L.R. 65/2014:
1. Il Regolamento Urbanistico costituisce atto di governo del territorio ai sensi dell'art. 10 della L.R. n. 1 del 3 gennaio 2005, e s.m. e i., in attuazione del Piano Strutturale comunale vigente.
2. Il Regolamento Urbanistico, ai sensi dell'art. 55 della L.R. 1/2005 disciplina l'attività urbanistica ed edilizia sull'intero territorio comunale, attua la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ambientale e definisce le previsioni dei nuovi assetti insediativi, nel rispetto delle prescrizioni e dei criteri stabiliti nel Piano Strutturale vigente; esso si compone di due parti:
3. Il Regolamento Urbanistico, in coerenza con lo Statuto del Territorio e con gli obiettivi dettati dal Piano Strutturale, individua e definisce, per quanto concerne la disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti di cui al precedente comma 2, lettera a):
e) le aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria nel rispetto degli standard ai sensi della normativa vigente nazionale, regionale e comunale;
f) la disciplina del territorio rurale ai sensi della normativa vigente;
b) la disciplina delle trasformazioni non materiali del territorio attraverso l'individuazione dei criteri di coordinamento tra le scelte localizzative, la regolamentazione della mobilità e della accessibilità, gli atti di competenza del Comune in materia di orari e la disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all'articolo 58 della L.R. 1/2005;
h) la valutazione di fattibilità idrogeologica degli interventi anche ai fini del vincolo idrogeologico di cui alla L.R. 39/2000, e s.m. e i., in base all'approfondimento degli studi di natura idrogeologica, geologica ed idraulica effettuati nell'ambito della redazione del R.U.;
4. Per la disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio di cui al comma 2, lettera b, il Regolamento Urbanistico, in armonia con la disciplina definita dal Piano Strutturale, individua e definisce:
a) gli interventi di addizione agli insediamenti esistenti;
c) gli interventi che, in ragione della loro complessità e rilevanza, si attuano mediante i piani di cui al Titolo V, capo IV, sezione I, della L.R. 1/2005 (Piani Attuativi), ovvero mediante Interventi Diretti Convenzionati, come definiti dal presente R.U. agli artt.12 e 13;
f) il programma di intervento per l'abbattimento delle barriere architettoniche ed urbanistiche, contenente il censimento delle barriere architettoniche nell'ambito urbano e la determinazione degli interventi necessari al loro superamento, per garantire un'adeguata fruibilità delle strutture di uso pubblico e degli spazi comuni dei centri urbani;
b) la individuazione dei beni sottoposti a vincolo ai fini espropriativi ai sensi degli artt. 9 e 10 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità) e s.m. e i.;
h) la disciplina della perequazione urbanistica di cui all'articolo 60 della L.R. 1/2005 e dell'art. 11 delle presenti Norme.
1. Il R.U. è valido a tempo indeterminato.
2. Le previsioni relative a:
a) interventi di trasformazione urbana e territoriale di iniziativa pubblica contenenti vincoli preordinati all'esproprio perdono efficacia qualora alla scadenza del quinquennio dall'approvazione del Regolamento Urbanistico non siano stati approvati i conseguenti piani attuativi o progetti esecutivi;
b) interventi di trasformazione urbana e territoriale di iniziativa privata soggetti a Piani Attuativi convenzionati di cui all' art.12 ovvero a Interventi Diretti Convenzionati di cui all'art. 13, perdono efficacia qualora alla scadenza del quinquennio dalla approvazione del Regolamento Urbanistico non sia stata stipulata la relativa convenzione ovvero i proponenti non si siano impegnati, per quanto loro compete, con un atto unilaterale d'obbligo a favore del Comune per la cessione gratuita delle aree destinate dal R.U. a viabilità, standard e servizi pubblici, già definite graficamente dal R.U. ovvero previste dimensionalmente dalle Norme. A tale scopo sei mesi prima della scadenza del quinquennio, il Comune avvisa i cittadini della prossima scadenza del R.U. invitando gli stessi a manifestare l'intenzione o meno di mantenere le previsioni non attuate del R.U. ed in questo caso a stipulare idoneo atto unilaterale d'obbligo per le finalità sopra espresse.
3. Il Regolamento Urbanistico è soggetto a Valutazione Ambientale Strategica ai sensi della L.R. 10/2010 e s.m.e i..
4. Alla scadenza di ogni quinquennio dall'approvazione del Regolamento Urbanistico, il Comune redige una relazione sul monitoraggio degli effetti territoriali, urbanistici, ambientali, sociali ed economici, e sulla salute umana, in relazione alla Valutazione di cui al punto 3, ed in funzione di tale verifica apporta le modifiche e correzioni necessarie nel rispetto delle Strategie e dello Statuto del Territorio del P.S. vigente. Le previsioni di cui al comma 2 possono pertanto essere confermate con eventuali modifiche nel quinquennio successivo, se utili allo sviluppo urbano e compatibili con lo stato delle risorse, nel rispetto delle Strategie e dello Statuto del Territorio del Piano Strutturale.
5. In caso di difformità tra diversi elaborati cartografici del R.U. varranno le indicazioni contenute negli elaborati a scala di maggiore dettaglio; qualora emergano difformità tra la normativa generale e le indicazioni specifiche relative a singole aree o edifici oppure all'interno della normativa tecnica siano presenti contraddizioni o difformità riguardo singole normative, varranno le prescrizioni più restrittive.
6. Eventuali varianti alla strumentazione urbanistica e di settore sovraordinate saranno recepite direttamente dall'atto di governo del territorio con ratifica da parte del Consiglio Comunale.
1. L'Amministrazione Comunale (A.C.) può autorizzare deroghe al Regolamento Urbanistico nel rispetto di entrambe le seguenti condizioni:
1. Il Piano Strutturale del Comune di Castelnuovo Berardenga ha definito uno Statuto del Territorio costituito dalle Invarianti Strutturali e dalle Prescrizioni urbanistiche e ambientali da rispettare nella gestione del territorio e negli interventi di trasformazione: il R.U. recepisce nella propria struttura normativa relativa al Territorio aperto e agli Insediamenti le prescrizioni contenute nello Statuto del Territorio del Piano Strutturale. I vincoli di cui all'art.6 rientrano in buona parte, pur non esaurendole, all'interno delle Invarianti Strutturali; pertanto il rispetto delle prescrizioni scaturenti dalla presenza di vincoli sovraordinati, in particolare quelli di carattere ambientale e paesaggistico, costituisce attuazione dello Statuto del Territorio, così come il rispetto delle prescrizioni di carattere urbanistico e ambientale per il territorio aperto, per gli insediamenti e per il patrimonio storico-architettonico contenute nelle presenti norme.
2. Le Invarianti Strutturali definite dal Piano Strutturale vigente sono illustrate nelle Tavv. 03 del R.U. e definite normativamente nella Tav.15 (N.T.A.) con la seguente articolazione:
1a - Siti archeologici ed aree di interesse archeologico: art. 19.9;
2a - Edifici e Beni storico-architettonici: art.19.1, 2, 3, 4, 5, 6, 7;
3a - Patrimonio edilizio presente al 1954: art.19.1, 2, 3, 4, 5, 6, 7
4a - Tracciati viari fondativi: art.17.2.5
5a - Viabilità vicinale: art.17.2.4
6a - Spazi pubblici centrali: art.19.8
7a - Tracciato e opere ferroviarie: art. 17.1.3
1b - Sito di Interesse Regionale "Crete di Camposodo e Crete di Leonina": art.20.8
2b - Sito di Interesse Regionale "Monti del Chianti": art.20.8
3b - Infrastrutturazione ecologica: art. 20.8.7.
4b - Aree con sistemazioni agrarie storiche (musi a secco): art. 20.5.2
5b - Ambiti per l'istituzione di Anpil, Riserve e Parchi: art.20.8.6.
6b - Boschi dei rilevanza vegetazionale e ambientale: art. 30.19
7b - Parchi storico - culturali, giardini e formazioni arboree decorative: art.19.10
8b - Formazioni calanchive e biancane: art.20.5.3
9b - Aree di pertinenza dei centri, degli aggregati e dei beni storico - architettonici:art.20.5.4
10b - Patriarchi vegetali: art. 20.8.4
11b - Fonti, sorgenti e pozzi: art. 20.1.5
12b - Siti e percorsi di eccezionale apertura visuale: art.20.5.5
13b - Acquiferi strategici: art.20.1.4
14b - Sorgenti e pozzi termali: art. 20.1.6
15b - Siti di interesse mineralogico: art.20.4.5
16b - Aree tartufigene: art. 20.8.5;
1c-Chianti Classico: art.20.5 e 24.5;
4c-Siti della Memoria: art.19.11.
Le Invarianti 2c. "Città del vino" e 3c. "Sagre, feste, mercati e fiere" hanno rilevanza urbanistica solo indirettamente e pertanto non trovano specifica normativa nel R.U.; il rispetto di tali Invarianti trova attuazione prevalentemente attraverso altri strumenti della azione amministrativa, che il R.U. nella sua unitarietà dovrà favorire.
1. I vincoli imposti sul territorio da normative sovraordinate sono di diversa natura e finalità. In molti casi essi si sovrappongono; ciò dipende dal fatto che i singoli vincoli trattano tematiche diverse, che fanno riferimento a indirizzi e prescrizioni derivate da leggi e normative specifiche, che il R.U. recepisce e fa proprie. Essi sono individuati cartograficamente nelle Tavv. 02.
2. Essi si distinguono in: Vincoli monumentali, paesaggistici e ambientali; Vincoli idrogeologici; Vincoli delle risorse idriche; Fasce di rispetto degli elettrodotti; Vincoli urbanistici.
1. Sono ricompresi all'interno di tale categoria di vincoli i seguenti beni o aree:
a) I "Fiumi, Torrenti, Corsi d'acqua" tutelati ai sensi del D.L.gs. n.42/2004 art. 142 comma 1 lettera c. ex L. 431/1985; Gli indirizzi e le prescrizioni relativi a questi beni immobili devono fare riferimento a tutte le disposizioni di legge vigenti che regolano detta materia, compreso le direttive di cui agli artt. 20.1.2. e 20.1.3. delle presenti norme.
b) I "Territori coperti da foreste e boschi" tutelati ai sensi del D.L.gs 42/2004 art. 142 comma 1 lettera g. ex L.431/1985. Gli indirizzi e le prescrizioni relativi a questi beni immobili devono fare riferimento a tutte le disposizioni di legge vigenti che regolano detta materia, compreso le direttive di cui agli artt 6.2 e 30 delle presenti norme.
c) Le "Aree di notevole interesse pubblico" sottoposte a vincolo paesaggistico tutelate ai sensi del D.L.gs 42/2004 art. 136 ex L. 1497/1939. Gli indirizzi e le prescrizioni relativi a questi beni immobili devono fare riferimento a tutte le disposizioni di legge vigenti che regolano detta materia, compreso le direttive di cui all'art. 19 delle presenti norme.
d) Gli "Immobili ed aree di notevole interesse pubblico" sottoposti a vincolo monumentale tutelati ai sensi del D.L.gs 42/2004 art. 136 ex L. 1497/1939. Gli indirizzi e le prescrizioni relativi a questi beni immobili devono fare riferimento a tutte le disposizioni di legge vigenti che regolano detta materia, compreso le direttive di cui agli art.19 delle presenti norme.
e) Il Sito di interesse Regionale n. 90 "Crete di Camposodo e Crete di Leonina" e il Sito di Interesse Regionale n.88 "Monti del Chianti" definiti dalla L.R. 56/2000 e normati dal D.G.R n.644/2004. Gli indirizzi e le prescrizioni relativi alle aree interessate dal SIR devono fare riferimento alle suddette leggi istitutive.
Sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale gli interventi di trasformazione sono soggetti alla preventiva autorizzazione paesaggistica in base al tipo di intervento secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
1. Sono sottoposti a vincolo idrogeologico i terreni ricompresi nelle zone individuate ai sensi del R.D. del 30 dicembre 1923 n. 3267, nonché i terreni ricoperti da boschi ai sensi dell'art. 37 della L.R. del 21 Maggio 2000 n. 39 (Legge forestale della Regione Toscana) e s.m.e i.. Sulle aree sottoposte a vincolo idrogeologico gli interventi di trasformazione sono soggetti alla preventiva autorizzazione/dichiarazione in base al tipo di intervento secondo quanto previsto dalla L.R. 39/2000 e dal Regolamento forestale di attuazione nonché dai regolamenti provinciali e comunali vigenti.
2. Nel territorio comunale di Castelnuovo Berardenga sono ricomprese aree ricadenti in vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 3267/1923 e aree ricoperte da boschi ai sensi della L.R. 39/2000, così come evidenziato nelle Tavv. 02.
Al fine di assicurare l'osservanza delle disposizioni relative alle aree di salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano, stabilite in via preliminare dall'articolo 94 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.e.i. nel R.U. sono individuate le "zone di tutela assoluta" e le "zone di rispetto".
1. La Zona di tutela assoluta è costituita dall'area immediatamente circostante le captazioni o derivazioni: essa, in caso di acque sotterranee e, ove possibile, per le acque superficiali, deve avere un'estensione di almeno 10 ml di raggio dal punto di captazione, deve essere adeguatamente protetta e deve essere adibita esclusivamente a opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio.
2. Nella Zona di rispetto, di raggio di 200 ml e cartografate nelle Tavv. 02 sono vietati l'insediamento dei seguenti centri di pericolo e lo svolgimento delle seguenti attività:
b) apertura di pozzi ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione dell'estrazione ed alla protezione delle caratteristiche quali-quantitative della risorsa idrica;
1. Per i vincoli derivanti dalla presenza di elettrodotti e le relative fasce di rispetto si fa riferimento alla normativa vigente in materia, costituita dalla L. 36/2001, dal D.P.C.M. dell'8 luglio 2003, dal D.M. del 29 maggio 2008 ed alle s.m. e i..
2. Nelle Tavv.02 vengono riportate le linee degli elettrodotti classificate per potenza riconosciuta al momento della redazione del R.U.; modifiche alla rete degli elettrodotti, alla potenza delle linee ed alla normativa vigente in merito alla salute umana devono essere verificate rispetto alle previsioni del R.U.
1. Ai sensi del R.D. del 27 Luglio 1934 n. 1265 e successive modifiche e integrazioni sono comprese nel vincolo cimiteriale le aree occupate dai cimiteri esistenti, quelle destinate al loro ampliamento e le relative fasce di rispetto regolate dalla normativa vigente (art. 338 del R.D. del 27 luglio 1934 n. 1265 e succ. modifiche e integrazioni) ed aventi un'ampiezza di 100 ml ad esclusione del cimitero posto nel Capoluogo per il quale tale ampiezza è ridotta a 50 ml.. Il vincolo cimiteriale è riportato con apposita simbologia nelle Tavole del presente R.U..
2. I pozzi di captazione delle riserve idriche di uso potabile dovranno comunque rispettare una distanza dalle aree recintate non inferiore al ml. 200.
3. Entro le fasce di rispetto dei cimiteri sono ammesse le trasformazioni volte a realizzare strade, parchi pubblici, parcheggi scoperti, reti tecnologiche, ed a svolgere giardinaggio, attività agricole, commercio ambulante e tutte le altre destinazioni pubbliche all'aperto compatibili con il carattere dei luoghi. Per quanto riguarda gli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di Manutenzione Ordinaria, Manutenzione Straordinaria, Restauro Architettonico, Risanamento Conservativo e Ristrutturazione Edilizia, Sostituzione Edilizia e Demolizione così come definiti all'art.18. Nel caso di Ristrutturazione Edilizia l'ampliamento funzionale consentito è pari al 10% della SUL esistente ai sensi dell'art. 28 L. 166 del 01-08-2002. La Sostituzione Edilizia è consentita a condizione che vi sia il trasferimento delle volumetrie fuori dalla fascia di rispetto cimiteriale; non sono comunque consentite le pertinenze di cui all'art. 15.12 delle presenti Norme.
1. Le Tavv. 05-11 individuano le aree destinate a standard pubblici ed alla realizzazione di infrastrutture ed opere pubbliche.
2. Tali previsioni decadono dopo 5 anni dall'approvazione del R.U. e possono essere reiterate motivatamente, salvo quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di espropriazione per pubblica utilità (DPR 327 dell' 8 giugno 2001 e s.m. e i.).
3. Possono costituire vincoli preordinati all'esproprio le previsioni delle infrastrutture (viabilità, verde e parcheggi) nei singoli comparti soggetti a Piani Attuativi di iniziativa privata convenzionata e Interventi Diretti Convenzionati di cui agli artt. 12.2 e 13 nei casi previsti dall'art. 14.
1. La Mappa dell'accessibilità urbana (Tav. 12) contiene il censimento delle barriere architettoniche per gli edifici pubblici in ambito urbano ai sensi dell'art. 55 della L.R. 1/2005.
2. Il Regolamento Urbanistico si pone come obbiettivo il superamento delle barriere architettoniche in tutti gli edifici e spazi pubblici, pertanto è opportuno che l'A.C. definisca gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche, da programmare e realizzare periodicamente, attraverso la redazione dei Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), al fine di garantire un'adeguata fruibilità delle strutture di uso pubblico e degli spazi comuni da parte di tutti i cittadini.
3. Per gli spazi pubblici da realizzare da parte dei privati nell'ambito degli interventi convenzionati, saranno le norme dei piani attuativi e le singole convenzioni urbanistiche ad imporre tale obbiettivo.
4. La Mappa dell'accessibilità urbana deve essere aggiornata dal Comune almeno ogni cinque anni.
1. Il R.U. individua nella Tav. 12 il perimetro dei centri abitati ai sensi dell' art. 55, comma 2, lettera b della L.R. 1/2005, e s.m. e i. articolandolo in due tipologie:a) il limite dei centri abitati esistente, costituito dalle aree edificate e dai lotti in edificati interclusi, b) il nuovo limite dei centri abitati ricomprende tutte le aree edificate e quelle soggette a trasformazione urbana previste dal RU.
Tav. 01	Inquadramento territoriale: Sistemi e Sub-sistemi territoriali, Scala 1:20.000
Tavv. 02	Carte dei vincoli sovraordinati
Tav. 02a	Territorio comunale Nord, Scala 1:10.000
Tav. 02b	Territorio comunale Sud, Scala 1:10.000
Tavv. 03	Carte del territorio: Invarianti strutturali
Tav. 03a	Territorio comunale Nord, Scala 1:10.000
Tav. 03b	Territorio comunale Sud, Scala 1:10.000
Tavv. 04	Carte del territorio: Strategie per il territorio aperto
Tav. 04a	Territorio comunale Nord, Scala 1:10.000
Tav. 04b	Territorio comunale Sud, Scala 1:10.000
Tavv. 05 Carte del territorio: Strategie per gli insediamenti
Tav. 06 - U.T.O.E. 2 - San Gusmè - Villa a Sesta - San Felice, Bossi, Scala 1:2.000
Tav. 12 - Carta dell'accessibilità urbana e limite dei centri abitati, Scala 1:5.000
Tavv. 13 - Indagini geologico tecniche di supporto alla pianificazione territoriale e urbanistica
Tav. 13.2. Carta della pericolosità geologica nord, Scala 10.000
Tav. 13.2. Carta della pericolosità geologica sud, Scala 10.000
Tav. 13.3a Carta della pericolosità idraulica nord, Scala 10.000
Tav. 13.3b Carta della pericolosità idraulica sud, Scala 10.000
Tav. 13.3c Carta della pericolosità idraulica Ponte a Bozzone, Pianella, Casetta, Scala 1:2.000
Tav. 13.4b Carta della tutela delle risorse idriche sud, Scala 10.000
Tav. 13.5a Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - Vagliagli, Scala 1:2.000
Tav. 13.5b Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - Quercegrossa, Scala 1:2.000
Tav. 13.5c Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - Pianella, Scala 1:2.000
Tav. 13.5d Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - Monteaperti, Scala 1:2.000
Tav. 13.5e Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - San Giovanni a Cerreto, Scala 1:2.000
Tav. 13.5f Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - Castelnuovo Berardenga, Scala 1:2.000
Tav. 13.5f - Allegato - sezioni
Tav. 13.5g Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - Casetta, Scala 1:2.000
Tav. 13.5g - Allegato - sezioni
Tav. 13.5h Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - Ponte a Bozzone, Scala 1:2.000
Tav. 13.5i Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica - San Gusmè, Scala 1:2.000
Tav. 13.6 Microzonazione sismica di livello 1 - Carta delle frequenze fondamentali dei depositi, Scala 1:2.000
Tav. 13.7a Carta pericolosità sismica, Scala 1:2.000
Tav. 13.7b Carta pericolosità sismica, Scala 1:2.000
Tav. 13.8 Carta della fattibilità, Scala 1:2.000
Tav. 13.9 Fattibilità Schede Norma e zone F4
Tav.15a - Schede norma delle zone Ed
Tav.15b - Schede norma delle zone R ed Er
Tav.15c - Schede norma delle zone T ed Et
Tav.15d - Prescrizioni paesaggistiche del PIT/PPR per gli impianti di cui all'art. 24.12
Tav.15e - Prescrizioni Paesaggistiche e Ambientali in ambito urbano – UTOE 1 Castelnuovo B. – zona C2 – Comparto 1
Tav.15f - Prescrizioni Paesaggistiche e Ambientali in ambito urbano – UTOE 3 Casetta – zona C2 – Comparto 1
Tav.15g - Prescrizioni Paesaggistiche e Ambientali per gli interventi puntuali
Allegato A - Relazione della Valutazione di Incidenza
Allegato B - Verifica di coerenza R.U./P.T.C.P. 2010
Tav. 18 - Interventi puntuali della variante al Regolamento Urbanistico