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Timestamp: 2020-04-07 18:16:31+00:00
Document Index: 126668318

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 15']

Ordinanza emessa dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardia il 13 febbraio 2008 sul ricorso proposto da Ashiedu Lucky contro Comune di Milano Telecomunicazioni - Regione Lombardia - Norme per l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa - Riconduzione della normativa stessa 'nel quadro delle competenze della Regi... - 04 Giugno 2008 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 38640146
Ordinanza emessa dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardia il 13 febbraio 2008 sul ricorso proposto da Ashiedu Lucky contro Comune di Milano Telecomunicazioni - Regione Lombardia - Norme per l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa - Riconduzione della normativa stessa 'nel quadro delle competenze della Regi...
Ha pronunziato la seguente ordinanza sul ricorso iscritto al n. l. r. 165/2008, proposto dalla signora Ashiedu Lucky, rappresentata e difesa dagl'avv. Gianluca Mura e Rosalia Bennato, ed elettivamente domiciliata presso il loro studio in Milano via Vanvitelli n. 10;
Contro il Comune di Milano, in persona del sindaco pro tempore; per l'annullamento del provvedimento n. 900366\07 emesso in data 12 ottobre 2007 e notificato in data 29 ottobre 2007 nei confronti del centro di telefonia fisso in Milano, via Varanini n. 9 - impresa individuale Ashiedu Lucky, emessa ai sensi e per gli effetti della l. r. 6/2006 dal Comune di Milano - settore commercio, con la quale e' stato deciso il diniego dell'istanza di regolarizzazione ed ordinata "l'immediata cessazione dell'attivita' di centro di telefonia in sede fissa sita in Milano, via Varanini n. 9.
Udita la parte alla Camera di consiglio del 29 gennaio 2008 (relatore dott. Ugo De Carlo);
Vista l'ordinanza cautelare n. 156\2008 di accoglimento a termine, relativa al ricorso in epigrafe, deliberata dalla sezione alla medesima Camera di consiglio in riferimento alla presente questione costituzionalita';
Visto l'articolo 23 della legge 11 marzo 1953 n. 87.
La ricorrente afferma di essere titolare in Milano di phone center preesistente all'entrata in vigore della legge della regione Lombardia 3 marzo 2006 n. 6, con la quale sono state emanate apposite nome "per l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa".
Con l'ordinanza impugnata, il comune di Milano ha disposto la chiusura dell' attivita' di phone center gestita dal ricorrente, per mancata conformazione ai nuovi requisiti (in prevalenza igienico-sanitari e di sicurezza dei locali) disposti dalla predetta legge regionale; quanto sopra, in vincolata applicazione di quest'ultima, la quale - nel disporre per gli esercizi preesistenti un termine di adeguamento annuale - ha altresi' previsto, nei casi di infruttuosa scadenza di tale termine, la cessazione definitiva dell'attivita' senza possibilita' di proroghe, come da combinato disposto dell'art. 9 primo comma lettera c) e secondo comma, con l'art. 12.
In particolare, fra le piu' significative e restrittive novita' in tema di requisiti igienico-sanitari e di sicurezza dei locali, che il Collegio ritiene sospette sul piano costituzionale, si segnalano le seguenti testuali prescrizioni dell'articolo 8 primo comma: un servizio igienico in uso esclusivo dei personale dipendente (lettera e); un servizio igienico riservato al pubblico, anche prossimo al locale nel caso di esercizi gia' attivi all'entrata in vigore della presente legge, ma ad uso esclusivo dello stesso per il locale con superficie fino a 60 metri quadrati (...); un ulteriore servizio igienico per il locale di dimensioni superiori (lett. f); spazio di attesa all'interno del locale di almeno 9 metri quadrati, fino a 4 postazioni telefoniche, provvisto di idonei sedili posizionati in modo da non ostruire le vie di esodo; la sala di attesa dovra' essere. aumentata di 2 metri quadrati ogni postazione aggiuntiva (lettera h); ogni postazione deve avere una superficie minima di I metro quadrato ed essere dislocata in modo da garantire un percorso di esodo, libero da qualsiasi ingombro ed avere una larghezza minima di 1,20 metri (let. i).
Alla Camera di consiglio del 6 novembre 2007 la sezione ha accolto - a termine, sino alla pronuncia della Corte costituzionale sulla questione oggetto della presente ordinanza - l'istanza incidentale di sospensiva, ritenendo non manifestamente infondata (nei sensi che verranno specificati con la presente ordinanza) la questione di costituzionalita' prospettata dal ricorrente, nei confronti della citata legge regionale 6/2006.
Oggetto della presente questione di costituzionalita' sono alcune disposizioni della legge della regione Lombardia n. 6/06 (gia' indicate in narrativa) che ha regolato l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa, con disposizioni applicabili anche agli esercizi (come sostiene l'odierna ricorrente) preesistenti all'entrata in vigore della legge stessa.
l'articolo 8, nella parte (comma 1, lettere e), f), h), i), e comma 2) in cui introduce - con immediata modifica dei regolamenti vigenti - i nuovi requisiti igienico-sanitari e di sicurezza dei locali, in connessione agli art. 9 primo comma lettera c) e secondo comma, nonche' 12, disposizioni queste ultime che regolano il regime transitorio per i vecchi esercizi; cio' in quanto l'ordinanza civica impugnata ha disposto "con effetto immediato" la chiusura dell'esercizio di phone center per mancato tempestivo adeguamento ai nuovi requisiti di cui sopra; la difformita' rispetto a questi ultimi e' poi a sua volta di impedimento al rilascio della specifica autorizzazione richiesta dall'art. 3 gia' citato, giusta il disposto dell'art. 4, terzo comma, lettera c), con riguardo al rilascio del certificato igienico sanitario di cui al successivo art. 8.
Le norme costituzionali di cui si sospetta la violazione riguardano l'articolo 117, in relazione ai vincoli dell'ordinamento comunitario ed al sistema di riparto delle competenze legislative Stato-Regione; gli articoli 3 e 41 in relazione, in particolare, ai rilevanti ostacoli che le restrittive prescrizioni in materia igienico-sanitaria- introdotte dalla legge regionale di cui trattasi, da applicare anche retroattivamente alle preesistenti gestioni di phone center, determinano sulla liberta' di iniziativa economica dei gestori; nonche' l'art. 15 sulla liberta' di comunicazione.
Dalle esposte premesse emerge, sotto il profilo della rilevanza della questione di costituzionalita', un contesto legislativo che ha direttamente determinato in modo cogente il contenuto lesivo dell'atto impugnato, senza lasciare o consentire alcuna...
N. 292 ORDINANZA (Atto di promovimento) 11 marzo 2010