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Timestamp: 2020-08-10 01:28:43+00:00
Document Index: 105028870

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 71', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 20']

Caffè MIDA n. 6/2020
L’informatizzazione della Pubblica amministrazione: identità digitali e procedimenti amministrativi
L’ E-GOVERNMENT E LA CITTADINANZA DIGITALE
Secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea nella Comunicazione del 26 settembre 2003, l’amministrazione digitale o e-government che dir si voglia, definisce “l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle pubbliche amministrazioni, coniugato a modifiche organizzative e all’acquisizione di nuove competenze al fine di migliorare i servizi pubblici e i processi democratici e di rafforzare il sostegno alle politiche pubbliche”. Alla base di questa concezione c’è quindi la volontà di dotare l’attività amministrativa di tecnologie innovative che possano garantire l’erogazione di un servizio altamente qualificato ai cittadini e alle imprese. Si punta in particolar modo ad offrire un procedimento amministrativo maggiormente efficiente ed efficace, una completa trasparenza degli atti, una maggiore celerità dell’attività istituzionale e nella risposta alle istanze della cittadinanza. Il cuore normativo di questo progetto è rappresentato dal Codice dell’Amministrazione Digitale, un testo unico istituito con il D.Lgs. 7 marzo 2005, n.82, integrato dal D.Lgs. 13 dicembre 2017 n. 217, che ha contributo all’affermazione nel nostro ordinamento, tra le altre cose, della cosiddetta cittadinanza digitale. Parliamo in questo caso di quell’insieme di diritti e doveri che facilitano l’interazione tra cittadinanza, imprese e pubblica amministrazione, quali ad esempio:
il diritto all’utilizzo di strumenti digitali ai fini della partecipazione al procedimento amministrativo (art. 3);
il diritto alla partecipazione democratica elettronica (art. 9);
il diritto alla sicurezza dei propri dati (art. 51);
il diritto di accesso telematico (art. 52).
Tra gli strumenti informatici in grado di assicurare il godimento di questi diritti troviamo il domicilio, l’identità e la firma digitale. L’art. 1, comma 1, lettera n-ter, definisce il domicilio digitale come “un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico certificato qualificato, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore digitale”. Gli utenti possono quindi interfacciarsi con le varie amministrazioni attraverso uno scambio di comunicazioni telematiche le quali, in base all’art. 6, presentano “gli stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione per mezzo della posta, salvo che la legge disponga diversamente”. Il C.A.D. attribuisce inoltre un ruolo fondamentale al Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale, meglio noto come SPID. Parliamo in questo caso di un sistema, attivo dal marzo 2016, che consente ai cittadini e alle imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione attraverso un’unica identità digitale. Quest’ultima, composta da una password e uno username, prevede tre specifici livelli di sicurezza, che si differenziano in base al loro livello di affidabilità e all’impatto negativo derivante da un eventuale abuso di identità o un indebito utilizzo. Il rilascio è affidato agli Identity Provider, soggetti privati accreditati dall’AGID che curano le fasi di autenticazione e gestione delle identità. La firma digitale è invece un particolare tipo di firma qualificata in grado di certificare l’autenticità, la non ripudiabilità e l’integrità di un documento informatico. E’ costituita da due chiavi: una privata, conosciuta esclusivamente dal titolare, attraverso la quale viene apposta la firma; una pubblica, con la quale il gestore informatico verifica la sua autenticità. Sulla base dell’art. 20, comma 1– bis, un documento informatico presenta il requisito della forma scritta e la stessa efficacia probatoria delle scritture private, ai sensi dell’articolo 2702 del Codice Civile, qualora:
venga siglato con “firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata”,
venga formato, previa identificazione informatica del suo autore “attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AGID ai sensi dell’art. 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore”.
Attraverso la determinazione n. 157/2020 del 23 marzo 2020, l’AGID ha emanato una serie di Linee Guida che permettono di sottoscrivere i documenti digitali con SPID, in ossequio a quanto previsto dall’art. 20 del C.A.D. Tali Linee Guida, frutto di una consultazione pubblica svoltasi tra il 21 novembre e il 28 dicembre 2019, sono entrate in vigore a seguito della pubblicazione sulla G.U. n. 90 del 4 aprile 2020. Destinatari delle suddette sono, oltre agli utenti in qualità di fruitori del servizio, anche i gestori delle identità digitali e i fornitori dei servizi. Il processo in questione non consente l’utilizzo di identità SPID appartenenti ad una persona giuridica; sono abilitate esclusivamente le identità afferenti ad una persona fisica e quelle ad uso professionale. La sottoscrizione apposta permette al medesimo utente di siglare un documento, volendo anche in più punti, utilizzando un’unica sessione di autenticazione SPID. Viceversa, utenti diversi possono sottoscrivere lo stesso documento in momenti e con sessioni di autenticazione differenti. La firma con SPID rappresenta quindi un ulteriore strumento, al pari della firma elettronica qualificata, con cui implementare il processo di dematerializzazione dei documenti. La legge di bilancio 2020 (L. 160/2019) comprende una serie di previsioni volte a favorire il processo di sviluppo tecnologico della nostra PA. L’art. 1, comma 402, attribuisce alla Presidenza del Consiglio il compito di sviluppare una piattaforma digitale per le notifiche della pubblica amministrazione “al fine di rendere più semplice, efficiente, sicura ed economica la notificazione con valore legale di atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni, con risparmio per la spesa pubblica e minori oneri per i cittadini”. La Presidenza porta avanti questo incarico attraverso PagoPA, una S.p.a. interamente partecipata dallo Stato che si occupa in particolar modo di incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali verso la pubblica amministrazione attraverso la gestione dell’omonima piattaforma digitale. PagoPa a sua volta affida lo sviluppo dell’architettura informatica alla SOGEI, una società di proprietà del MEF impegnata nello sviluppo di tecnologie e soluzioni innovative a sostegno delle varie amministrazioni pubbliche. L’Art. 1, commi 627 – 628, prevede lo stanziamento di 1 milione di euro a favore di un Fondo per il voto elettronico, istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Interno al fine di “introdurre in via sperimentale modalità di espressione del voto in via digitale per le elezioni politiche, europee e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione”. L’attività di ricerca riguarderà modelli digitali in grado di facilitare l’esercizio del diritto di voto di due gruppi di elettori:
gli italiani all’estero;
gli elettori che, per motivi di lavoro, studio e cure mediche, si trovino in una Regione differente da quella a cui appartiene il Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti.
Nel D.L. n. 162/2019, convertito in legge dal Decreto “Milleproroghe” 8/2020, è stata disposta, a favore dei prestatori di servizi a pagamento abilitati, una proroga al 30 giugno del termine ultimo per servirsi esclusivamente della piattaforma PagoPa per i pagamenti alle amministrazioni. Inoltre, sempre entro lo stesso termine, i soggetti pubblici compresi nell’art. 2, comma 2 del C.A.D., saranno chiamati ad integrare i loro sistemi di incasso o con il Sistema Pubblico di Connettività oppure con altri soggetti pubblici o fornitori di servizi di incasso in grado di lavorare su questa piattaforma.
LA DIGITALIZZAZIONE AMMINISTRATIVA ALLA PROVA COVID-19: INDICAZIONI PREZIOSE PER IL FUTURO
La possibilità di usufruire digitalmente degli incentivi previsti per l’emergenza COVID-19 ha prodotto un aumento delle attivazioni delle identità SPID. A fronte di una sottoscrizione settimanale media di 100.000 utenze, si è passati dai 5 milioni e 900mila account attivi nel mese di febbraio ai 6 milioni e 500mila del mese di marzo. Il Decreto Cura Italia ha difatti garantito l’accesso tramite SPID al sito dell’INPS per poter richiedere il bonus 600 euro e il bonus baby sitting. Allo stesso modo è possibile ottenere i buoni spesa erogati dai comuni e i servizi della Carta Famiglia, rilasciata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre, attraverso l’identità SPID del diretto interessato o del legale rappresentante di un’azienda, è possibile connettersi alla Centrale Rischi della Banca d’Italia per poter verificare eventuali sofferenze finanziare e accedere o meno ai finanziamenti garantiti dal Decreto Liquidità. La necessità per il nostro paese di implementare l’utilizzo di sistemi digitali ed innovativi ha trovato seguito all’interno del Decreto Rilancio, comprendente una serie di misure volte a sostenere la cittadinanza e le imprese nella Fase 2 dell’emergenza COVID-19. Più nello specifico l’articolo 239 prevede l’istituzione, nello stato di previsione del MEF, di un Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione “destinato alla copertura delle spese per interventi, acquisti e misure di sostegno a favore di una strategia di condivisione e utilizzo del patrimonio informativo pubblico a fini istituzionali, della diffusione dell’identità digitale, del domicilio digitale e delle firme elettroniche, della realizzazione e dell’erogazione di servizi in rete, dell’accesso ai servizi in rete tramite le piattaforme abilitanti previste dagli articoli 5, 62, 64 e 64-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché per i servizi e le attività di assistenza tecnico-amministrativa necessarie”. E’ previsto che le risorse attribuite al Fondo, stabilite in 50 milioni di Euro, vengano trasferite al “bilancio autonomo della Presidenza del consiglio dei ministri per essere assegnate al Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, che provvede alla gestione delle relative risorse”. La speranza è che questi segnali normativi possano rappresentare l’inizio di una vera e propria rivoluzione digitale, in grado di garantire un risparmio di spesa pubblica attraverso il contrasto all’eccesso di burocrazia e di avvicinare sempre di più cittadinanza, imprese e Pubbliche amministrazioni tramite l’erogazione di servizi celeri, semplici ed immediati.
Linee Guida AGID per la sottoscrizione elettronica di documenti ai sensi dell’art. 20 del CAD
Linee Guida AGID contenenti le Regole tecniche e Raccomandazioni afferenti la generazione di certificati elettronici qualificati, firme e sigilli elettronici qualificati e validazioni temporali elettroniche qualificate”
Linee Guida AGID per l’effettuazione dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi
Linee Guida AGID per la realizzazione di un modello di Rao pubblico
Parlamento Italiano, Dossier Legge di Bilancio 2020, Volume II
Parlamento italiano, Dossier Legge di Bilancio 2020, Volume III
Piano Triennale AGID per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2019 – 2021
Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonche’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”
Servizi Studi XVIII legislatura Camera dei Deputati, L’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, 12 marzo 2020
Mazzarella Marianna, Tra Francia e Italia: Alicem e SPID a confronto, IRPA, 28 aprile 2020
Bontempi Valerio, L’organizzazione dell’amministrazione centrale in materia di innovazione tecnologica e digitalizzazione, IRPA,18 maggio 2020
Otranto Giuseppe, Decisione amministrativa e digitalizzazione della PA, Federalismi, 17 gennaio 2018
Con il contributo di Giuseppe Bertini