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Timestamp: 2018-01-22 02:40:31+00:00
Document Index: 90577059

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 29', 'art. 26', 'art. 13', 'art.6', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 11']

Regolamento didattico. del Corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico - PDF
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1 Regolamento didattico del Corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico SOMMARIO Articolo 1. Definizione del corso Articolo 2. Obiettivi formativi del Corso Articolo 3. Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori Europei Articolo 4. Ammissione al Corso di Laurea Articolo 5. Organi del Corso di Laurea Articolo 6. Crediti Formativi Universitari (CFU) Articolo 7. Orientamento Articolo 8. Tutorato Articolo 9. Ordinamento didattico Articolo 10. Coordinatore di Corso d Insegnamento Articolo 11. Attività formative Articolo 12. Attività formativa professionalizzante (AFP,Tirocinio) Articolo 13. Attività didattica opzionale (ADO) Articolo 14. Altre attività formative Articolo 15. Apprendimento autonomo Articolo 16. Obbligo di frequenza Articolo 17. Studenti non impegnati a tempo pieno Articolo 18. Verifica dell apprendimento e acquisizione dei CFU Articolo 19. Sbarramenti Articolo 20. Prova finale Articolo 21. Esame di Laurea Articolo 22. Riconoscimento degli studi compiuti in altre sedi o in altri corsi di studio Articolo 23. Riconoscimento della laurea conseguita all estero Articolo 24. Valutazione della didattica Articolo 25. Formazione pedagogica dei Docenti Articolo 26. Sito Web Articolo 27. Diploma Supplement Articolo 28. Norme transitorie
2 Art. 1. DEFINIZIONE DEL CORSO Il Corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico, attivato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia ha durata triennale e rilascia il titolo di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico (Classe L/SNT 3). Art. 2. OBIETTIVI FORMATIVI DEL CORSO I laureati nella classe, ai sensi dell'articolo 6, comma 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi della legge 26 febbraio 1999, n.42 e ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, sono professionisti sanitari il cui campo proprio di attività e responsabilità è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali istituivi dei profili professionali e degli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi universitari e di formazione post base nonché degli specifici codici deontologici. I laureati nella classe delle professioni sanitarie dell'area tecnico-diagnostica e dell'area tecnico - assistenziale svolgono, con titolarità e autonomia professionale, le procedure tecniche necessarie alla esecuzione di metodiche diagnostiche su materiali biologici o sulla persona, ovvero attività tecnico-assistenziale, in attuazione di quanto previsto nei regolamenti concernenti l'individuazione delle figure e dei relativi profili professionali definiti con decreto del Ministro della sanità. I laureati nella classe sono dotati di un'adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi patologici che si sviluppano in età evolutiva, adulta e geriatrica, sui quali si focalizza il loro intervento diagnostico. Devono inoltre saper utilizzare almeno una lingua dell'unione Europea, oltre l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali. Le strutture didattiche devono individuare e costruire altrettanti percorsi formativi atti alla realizzazione delle diverse figure di laureati funzionali ai profili professionali individuati dai decreti del Ministero della sanità. Le strutture didattiche individuano a tal fine, mediante l'opportuna selezione degli ambiti disciplinari delle attività formative caratterizzanti, con particolare riguardo ai settori scientificodisciplinari professionalizzanti, gli specifici percorsi formativi delle professioni sanitarie ricomprese nella classe. In particolare, i laureati nella classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le competenze professionali di seguito indicate e specificate riguardo ai singoli profili identificati con provvedimenti della competente autorità ministeriale. Il raggiungimento delle competenze professionali si attua attraverso una formazione teorica e pratica che includa anche l'acquisizione di competenze comportamentali e che venga conseguita nel contesto lavorativo specifico di ogni profilo, così da garantire, al termine del percorso formativo, la piena padronanza di tutte le necessarie competenze e la loro immediata spendibilità nell'ambiente di lavoro. Particolare rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione professionale, riveste l'attività formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con almeno 60 CFU con la supervisione e la guida di tutori professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al più elevato livello formativo previsto per ciascun specifico profilo professionale e corrispondente alle norme definite a livello europeo ove esistenti. I laureati della classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le competenze previste dagli specifici profili professionali di cui alle aree individuate dal decreto del Ministero della sanità in corso di perfezionamento, citato nelle premesse. In particolare: Nell'ambito della professione sanitaria del Tecnico di laboratorio biomedico, i laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. Ministero della sanità 26 settembre 1994, n. 745 e successive modificazioni ed integrazioni; ovvero sono responsabili degli atti di loro competenza, svolgono attività di laboratorio di analisi e di ricerca relative ad analisi biomediche e biotecnologiche ed in particolare di biochimica, di microbiologia, parassitologia e virologia, di farmacotossicologia, di immunologia, di patologia clinica, di ematologia, di citologia e
3 di istopatologia. I laureati in tecniche diagnostiche di laboratorio biomedico svolgono con autonomia tecnico professionale le loro prestazioni lavorative in diretta collaborazione con il personale laureato di laboratorio preposto alle diverse responsabilità operative di appartenenza; sono responsabili, nelle strutture di laboratorio, del corretto adempimento delle procedure analitiche e del loro operato, nell'ambito delle loro funzioni in applicazione dei protocolli di lavoro definiti dai dirigenti responsabili; verificano la corrispondenza delle prestazioni erogate agli indicatori e standard predefiniti dal responsabile della struttura; controllano e verificano il corretto funzionamento delle apparecchiature utilizzate, provvedono alla manutenzione ordinaria ed alla eventuale eliminazione di piccoli inconvenienti; partecipano alla programmazione e organizzazione del lavoro nell'ambito della struttura in cui operano; svolgono la loro attività in strutture di laboratorio pubbliche e private, autorizzate secondo la normativa vigente, in rapporto di dipendenza o libero-professionale; contribuiscono alla formazione del personale di supporto e concorrono direttamente all'aggiornamento relativo al loro profilo professionale e alla ricerca. I laureati in tecniche di laboratorio biomedico devono inoltre acquisire conoscenze e capacità nel settore di attività degli istituti di zooprofilassi e nel settore delle biotecnologie. Art. 3. RISULTATI DI APPRENDIMENTO ATTESI, ESPRESSI TRAMITE I DESCRITTORI EUROPEI 1. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) I laureati in Tecniche di Laboratorio Biomedico acquisiranno conoscenze teoriche e pratiche nell ambito del laboratorio medico-biologico, applicabili sia nei laboratori di analisi cliniche e di zooprofilassi che in quelli di ricerca biomedica, veterinaria, farmaceutica, biotecnologica. Acquisiranno conoscenze nell ambito della chimica clinica, della microbiologia, dell anatomia patologica e tecniche autoptiche, dell immunematologia, della genetica, della farmacologia e della tossicologia. A ciò giungeranno tramite conoscenze di base di fisica, chimica, biochimica, anatomia e istologia, fisiologia, patologia generale. In particolare avranno conoscenze ed abilità per quanto riguarda le tecniche di laboratorio classiche e biomolecolari, grazie ai corsi tenuti da personale del settore scientifico disciplinare specifico del profilo professionale, ai laboratori ed ai tirocini. Questa preparazione consentirà loro di comprendere e attuare anche tecniche innovative che incontreranno nella professione. Avranno conoscenze di primo soccorso, di prevenzione nei luoghi di lavoro, di trattamento di materiale radioattivo, di management sanitario, di informatica e statistica; saranno in grado di svolgere ricerche bibliografiche informatizzate. Questi risultati verranno conseguiti con la frequenza obbligatoria alle lezioni, alle attività seminariali, alle esercitazioni, ai tirocinii, ai corsi opzionali. La valutazione di tali conoscenze e delle capacità di comprensione sarà attuata attraverso gli esami, le verifiche in itinere e le prove di idoneità sia per gli insegnamenti teorici che per i tirocini, oltre che per la prova finale. 2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) I laureati in Tecniche di Laboratorio Biomedico dovranno essere in grado di scegliere e utilizzare le metodologie e la strumentazione di laboratorio nelle varie articolazioni specialistiche per l acquisizione di dati clinici e sperimentali e di provvedere alla loro analisi, validazione e interpretazione. Saranno in grado di discutere i risultati ottenuti, di proporre soluzioni per l ottimizzazione delle metodologie e documentare le procedure impiegate, con un adeguato linguaggio scientifico. Saranno capaci di svolgere le attività nel pieno rispetto delle norme di sicurezza per l uso di sostanze, apparecchi e procedure. Strumento fondamentale per il raggiungimento di tali obiettivi sarà il tirocinio, unitamente alle attività di laboratorio, anche in ambito informatico, alla ricerca bibliografica, all utilizzo di testi e alla preparazione per la prova finale, rigorosamente di tipo sperimentale. La valutazione di queste abilità avverrà con le verifiche del tirocinio, con gli esami e con la prova finale. 3. Autonomia di giudizio (making judgements)
4 L autonomia di giudizio dei laureati in Tecniche di Laboratorio Biomedico si esprimerà con la capacità di valutare autonomamente le criticità legate alle analisi chimico cliniche e sperimentali svolte e di scegliere metodologie, strategie, apparecchiature, ottimali per i risultati attesi, anche grazie alla revisione critica delle informazioni reperite con ricerche bibliografiche. La maturazione di tali capacità avverrà e sarà verificata durante i tirocini, nei quali l incontro con persone, professionalità, strutture e metodologie diverse faciliterà lo sviluppo di un pensiero critico autonomo. Uguale rilevanza assumeranno la partecipazione attiva alle lezioni, la preparazione degli esami e della prova finale, ulteriori momenti di maturazione e di verifica. 4. Abilità comunicative (communication skills) I laureati saranno capaci di comunicare idee, informazioni, problemi e soluzioni di tipo scientifico in forma orale o scritta, sia in italiano che in inglese, nel contesto professionale. Saranno in grado di interagire con le altre persone per condurre attività di équipe, di redigere relazioni e presentazioni anche con l ausilio di mezzi multimediali, di contribuire alla formazione e all aggiornamento di altro personale. Queste abilità saranno sviluppate grazie alla frequenza di una pluralità di laboratori, nella preparazione degli esami tra cui, in particolare, quello del corso di scienze umane. Tutte le abilità saranno supportate dalle conoscenze di tipo informatico acquisite nei corsi specifici. La verifica avverrà tramite gli esami, anche di tirocinio, e la prova finale. 5. Capacità di apprendimento (learning skills) I laureati acquisiranno le capacità di apprendimento e le competenze tali da consentire il proseguimento degli studi sia nei corsi di laurea specialistica, che in corsi di aggiornamento e approfondimento, con un alto grado di autonomia. Saranno in grado di aggiornare in modo autonomo le proprie competenze rispetto alle innovazioni tecnologiche e scientifiche nell ottica dell attività lavorativa. Questa capacità saranno sviluppate e verificate con la preparazione degli esami, con la frequenza del tirocinio, nel quale viene coniugata la teoria con la pratica di laboratorio, con l uso critico della bibliografia anche per la preparazione della prova finale. Art. 4. AMMISSIONE AL CORSO DI LAUREA a)programmazione degli accessi Possono essere ammessi al Corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico i candidati che siano in possesso di Diploma di Scuola media superiore o di titolo estero equipollente e che siano qualificati in posizione utile all esame di ammissione. Sono consentiti i passaggi da un Corso di Laurea all altro di Area Sanitaria, senza ripetere il concorso di ammissione dietro rilascio di nulla osta da parte del Consiglio di Struttura Didattica. Il numero massimo degli studenti iscrivibili a ciascun Corso di Laurea è stabilito dalle competenti Autorità in relazione alle strutture ed al personale docente disponibile. Il numero programmato di accessi al primo anno di corso è definito ai sensi dell'art. 3, c.2 della Legge 264 del 2 settembre 1999 (Norme in materia di accesso ai corsi universitari). b) Debito formativo L'organizzazione didattica del CL in Tecniche di Laboratorio Biomedico prevede che gli studenti ammessi al I anno di corso possiedano una adeguata preparazione iniziale, conseguita negli studi precedentemente svolti. Ciò premesso, tutti gli studenti che hanno superato l'esame di ammissione al I Anno del Corso di Laurea, rispondendo in modo corretto a meno della metà delle domande riguardanti i singoli argomenti di Matematica, Fisica, Chimica e Biologia sono ammessi con un debito formativo, per una o più di una delle discipline in questione, che sono tenuti a sanare nel corso del I semestre/i anno. Allo scopo di consentire l'annullamento del debito formativo, il
5 Consiglio di Corso istituisce attività didattiche propedeutiche che saranno svolte nell'arco del 1 semestre del primo anno di corso e che dovranno essere obbligatoriamente seguite dagli studenti in debito. Tali attività didattiche propedeutiche saranno garantite da Professori di prima e di seconda fascia o da Ricercatori facenti parte del Corso di Laurea, sulla base di un ampliamento del loro impegno didattico e tutoriale. La verifica dei risultati conseguiti nelle attività didattiche propedeutiche avverrà al termine dei corsi di recupero. Art. 5. ORGANI DEL CORSO DI LAUREA Sono Organi del Corso di Laurea : - Il Presidente - Il Consiglio di Corso di Laurea Il Presidente è eletto tra i Professori di ruolo che fanno parte del Consiglio di Corso di Laurea,ha la responsabilità del funzionamento del Consiglio, ne convoca le riunioni ordinarie e straordinarie e relaziona nella Facoltà sulle attività didattiche e tutoriali svolte all interno del Corso. Il Presidente può individuare tra i Docenti universitari del Corso, appartenenti alla Facoltà, un Presidente Vicario. IL Consiglio di Corso di Laurea è costituito dai Docenti del Corso e assolve le funzioni previste dallo Statuto e dal Regolamento Generale di Ateneo. Alle riunioni partecipa anche una rappresentanza degli studenti, ove regolarmente eletta, del personale tecnico-amministrativo ed il Coordinatore delle Attività Formative professionalizzanti. Il Consiglio del Corso di Laurea può istituire organi ristretti (Commissioni) al suo interno, cui demandare lo svolgimento di particolari funzioni. Il Consiglio del Corso di Laurea svolge i seguenti compiti: a. propone il Regolamento didattico del corso di studio; b. individua i corsi integrati nei quali si articola l attività formativa di base, caratterizzante ed integrativa, nonché quella opzionale, con i corrispondenti settori scientifico-disciplinari. Per assicurare l'acquisizione delle competenze tecniche necessarie per l'esercizio delle attività professionali i cui profili sono approvati con D.M. Sanità, il Consiglio del Corso di Laurea individua le attività formative professionalizzanti (sotto forma di tirocinio guidato e di addestramento diretto) per un monte ore complessivo almeno pari a quello previsto dagli standard comunitari per i singoli profili professionali; c. propone i requisiti di ammissione ai Corsi di studio e, ove necessario, ne stabilisce le modalità di verifica; progetta eventualmente attività formative propedeutiche ed integrative finalizzate al relativo recupero; d. cura lo svolgimento delle attività didattiche e tutoriali fissate dal Regolamento; verifica e sovrintende all attività didattica programmata segnalando al Preside eventuali inadempienze da parte del personale docente; e. predispone, con la collaborazione dei Dipartimenti, la fruizione da parte degli studenti degli strumenti didattici essenziali per lo svolgimento di determinate attività formative previste dall Ordinamento; f. studia nelle forme adeguate, un equilibrata gestione dell offerta didattica, in particolare con un attento controllo della regolamentazione degli orari e della fruizione delle strutture per evitare dannose sovrapposizioni delle lezioni e delle altre attività formative; g. esamina ed approva entro i termini indicati dall Amministrazione i piani di studio proposti dagli studenti entro le normative degli Ordinamenti didattici;
6 h. esamina ed approva nei termini indicati dall Amministrazione le pratiche di trasferimento degli studenti, regolamentazione della mobilità studentesca e riconoscimento degli studi compiuti all estero; i. valuta nei termini indicati dall Amministrazione le domande di iscrizione ad anni successivi al primo ai sensi dell art. 29, comma 4, del Regolamento Didattico di Ateneo; j. determina le modalità dell eventuale riconoscimento di crediti formativi universitari per attività formative non direttamente dipendenti dall Università. k. indice almeno una riunione l anno, con tutti gli afferenti (Consiglio di Corso di Laurea), per la programmazione didattica ed almeno una riunione l anno, con tutti gli afferenti per la valutazione dei risultati degli esami e delle altre prove di verifica e, nel complesso, della produttività della didattica, allo scopo di progettare eventuali interventi di recupero ed assistenza didattica; il Consiglio di Corso di Laurea, nell ambito della programmazione didattica, propone i docenti universitari per la titolarità degli insegnamenti del Corso di Laurea sulla base del settore scientifico-disciplinare o di settore affine secondo quanto disposto dalla normativa vigente. Art. 6. CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI (CFU) 1. L unità di misura del lavoro richiesto allo studente per l espletamento di ogni attività formativa prescritta dall Ordinamento del CL in Tecniche di Laboratorio Biomedico per conseguire il titolo di studio universitario costituisce il CFU. 2. Ad 1 CFU corrisponde, a norma del Decreto Interministeriale 19 Febbraio 2009,un peso pari a 25 ore di lavoro per studente, comprensive di ore di lezione, di esercitazione, di laboratorio, di seminario e di altre attività formative richieste dall Ordinamento didattico, oltre le ore di studio e comunque di impegno personale necessarie per completare la formazione per il superamento dell esame oppure per realizzare le attività formative non direttamente subordinate alla didattica universitaria (tesi, progetti, tirocini, competenza linguistica ed informatica, ecc.). 3. La quantità di lavoro medio svolto in un anno da uno studente impegnato a tempo pieno negli studi universitari è fissata in 60 CFU. 4. Per ogni tipologia di attività didattica, la frazione dell impegno orario che deve rimanere riservata allo studio e alla rielaborazione personale e ad altre attività formative di tipo individuale è determinata dal presente Regolamento, nella seguente misura: Per attività formative di base, caratterizzanti e affini o integrative: almeno il 50% (12 ore); Per attività professionalizzanti: non più del 10 % 5. I CFU corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell esame o di altra forma di verifica del profitto, ferma restando la quantificazione in trentesimi per la votazione degli esami e in centodecimi per la prova finale, con eventuale lode. 6. I CFU acquisiti perdono la loro validità secondo le modalità previste dalla normativa di Ateneo. Art. 7. ORIENTAMENTO 1. Le attività di orientamento e tutorato sono organizzate e regolamentate dal Consiglio del Corso di Laurea nell ambito della programmazione didattica. Il Coinvolgimento dei Docenti e Ricercatori nella realizzazione effettiva di tali attività fa parte dei loro compiti istituzionali e può rientrare nell ambito disciplinare dei Regolamenti per l incentivazione.
7 2. In materia di orientamento alla scelta universitaria, il Corso di Laurea, eventualmente con il supporto organizzativo del Centro di Ateneo, con la consulenza di tecnici esterni e con convenzioni con i Provveditorati agli studi interessati, può offrire: Attività didattico-orientative per gli studenti degli ultimi due anni di corso di Scuola Superiore, finalizzate soprattutto alla prescrizione; Corsi di formazione dei docenti di scuola superiore su temi relativi all orientamento; Consulenze su temi relativi all orientamento inteso come attività formativa, in base alle richieste provenienti dalle scuole Art. 8. TUTORATO 1. Le attività di tutorato sono organizzate e regolamentate dal Consiglio della Struttura Didattica nell ambito della programmazione didattica. 2. Il coinvolgimento dei Docenti e Ricercatori nella realizzazione effettiva di tale attività fa parte dei loro compiti istituzionali e può rientrare nell ambito disciplinare dei Regolamenti per l incentivazione di cui all art. 26 del Regolamento didattico di Ateneo. 3. Il tutore al quale lo studente viene affidato dal Consiglio della Struttura Didattica è lo stesso per tutta la durata degli studi o per parte di essa. 4. Si definiscono tre distinte figure di tutore: La prima è quella del consigliere, cioè del docente al quale il singolo studente può rivolgersi per avere suggerimenti e consigli inerenti la sua carriera scolastica (in base all art. 13 della L. 341/90. Tutti i docenti del corso sono tenuti a rendersi disponibili a svolgere le mansioni di tutore in base ad un Regolamento specifico elaborato dalla Facoltà che prevede l abbinamento di un Docente con un piccolo numero di studenti; La seconda figura è quella del docente/tutore al quale un piccolo numero di studenti è affidato per lo svolgimento delle attività didattiche professionalizzanti. Ogni docente è tenuto a coordinare le proprie funzioni con le attività didattiche del corso di insegnamento condividendone gli obiettivi formativi; Terza figura è quella del tutore dell attività formativa professionalizzante, al quale un piccolo numero di studenti è affidato per lo svolgimento delle attività di tirocinio. Resta comunque fermo l obbligo che i tutor vengano designati nel rispetto della normativa vigente. Art. 9. ORDINAMENTO DIDATTICO 1. Il Consiglio del Corso di Laurea ed il Consiglio di Facoltà, per le rispettive competenze, definiscono l'ordinamento didattico, nel rispetto della legge vigente. Ciascuna attività formativa si articola in ambiti disciplinari, ai quali afferiscono i Settori scientificodisciplinari pertinenti. L'ordinamento didattico definisce: a) gli obiettivi affidati a ciascuno degli ambiti disciplinari ed individua le forme didattiche più adeguate per il loro conseguimento, articolando le attività formative in Corsi di insegnamento integrato; b) il numero di esami che occorre sostenere per accedere all'esame di laurea. Qualora nello stesso Corso d0insegnamento siano affidati compiti didattici a più di un Docente, è prevista la nomina di un Coordinatore del Corso d Insegnamento, nominato dal Consiglio del Corso di Laurea su proposta dei Docenti del Corso d Insegnamento. 2. Qualora si renda necessario apportare cambiamenti all'ordinamento (contenuto, denominazione, numero dei Corsi e numero degli esami), il CL in Tecniche di Laboratorio Biomedico propone al CdF le necessarie modifiche del Regolamento. 3. L'organigramma complessivo dell'ordinamento didattico del CL in Tecniche di Laboratorio Biomedico è allegato al presente Regolamento.
8 Art. 10. COORDINATORE DEL CORSO D INSEGNAMENTO Il Coordinatore di un Corso d Insegnamento esercita le seguenti funzioni: Coordina i programmi didattici in relazione agli obiettivi del Corso integrato stesso Rappresenta per gli studenti la figura di riferimento del Corso Coordina la preparazione delle prove d esame Presiede, di norma, la Commissione di esame del Corso da lui coordinato e ne propone la composizione Svolge azione di controllo sul regolare svolgimento delle attività formative e degli esami segnalando al Presidente del Corso di Laurea eventuali disfunzioni. Attesta e trasmette alla Segreteria studenti la frequenza degli studenti del Corso Integrato. Art. 11. ATTIVITA FORMATIVE 1. La formazione comprende 180 crediti comprensivi di attività didattica obbligatoria (core curriculum), di attività formativa professionalizzante (AFP) e di attività didattica opzionale (ADO); una quota di crediti è riservata allo studio personale e ad altre attività formative di tipo individuale. 2. L articolazione dei curricula perseguibili nell ambito del Corso e l eventuale possibilità da parte dello studente della formulazione di un piano di studi corrispondente ad un curriculum individuale e le relative modalità di presentazione devono essere approvate dal Consiglio del Corso di Laurea. Art. 12. ATTIVITA FORMATIVA PROFESSIONALIZZANTE (AFP, TIROCINIO) Le attività di tirocinio sono finalizzate a far acquisire allo studente abilità specifiche d'interesse professionale. Per conseguire tali finalità formative, si possono attivare convenzioni con strutture, sia in Italia che all estero, che rispondano ai requisiti di idoneità per attività, dotazione di servizi e strutture come previsto dal decreto n 229. I crediti riservati al tirocinio, in conformità alla normativa comunitaria se esistente, sono da intendersi come impegno complessivo necessario allo studente per raggiungere le capacità indicate al punto 1 e comprende esperienze nei servizi, sessioni tutoriali in piccoli gruppi, esercitazioni e simulazioni in laboratorio propedeutiche al tirocinio, studio guidato, autoapprendimento ed elaborazione di piani, progetti e relazioni. La responsabilità della progettazione e dell organizzazione del tirocinio è affidata ad un Coordinatore delle attività formative professionalizzanti, che si avvale di Tutori appartenenti allo stesso profilo professionale, assegnati, con incarichi alla struttura didattica e scelti in accordo con le strutture sanitarie presso cui si svolge l attività formativa. Nelle sedi di tirocinio inoltre sono individuati tra gli operatori dei servizi i referenti/supervisori che collaborano nella conduzione del tirocinio. Il Coordinatore delle attività formative professionalizzanti appartenente allo stesso profilo professionale del Corso di Laurea è nominato con incarico triennale dal Consiglio di Corso di Laurea tra i docenti del settore scientifico disciplinare specifico del Corso di Laurea sulla base dell esperienza maturata ed in possesso del più alto livello formativo della specifica professione dell'azienda di riferimento della Facoltà o di struttura identificata ai sensi dell'art.6 del DL/vo 502/1992 (Coordinatore dell AFP).Il coordinatore è responsabile della progettazione, organizzazione del tirocinio e della sua integrazione con le altre attività formative in coerenza con la programmazione didattica definita dal Consiglio di Corso di Laurea.
9 Le esperienze di tirocinio devono essere progettate, valutate e documentate nel percorso dello studente. Al termine di ciascun anno accademico, una Commissione composta da un minimo di due docenti certifica il livello di apprendimento professionale raggiunto dallo studente. L attività formativa complessiva deve garantire una adeguata preparazione teorica ed un congruo addestramento professionale, anche attraverso il tirocinio, in conformità agli standard e al monte ore definiti dalle direttive dell Unione Europea e con la guida di tutori appartenenti allo specifico profilo professionale. Per conseguire tali finalità formative, la Facoltà di Medicina si può convenzionare con strutture, sia in Italia che all estero, che rispondano ai requisiti di idoneità per attività e dotazione di servizi e strutture come previsto dall art. 6 del DL/vo 229/ Per assicurare l'acquisizione delle competenze tecniche necessarie per l'esercizio delle attività professionali il cui profilo è approvato con D.M. Sanità, il Consiglio del Corso di Laurea individua le attività formative professionalizzanti (sotto forma di tirocinio guidato e di addestramento diretto) per un monte ore complessivo almeno pari a quello previsto dagli standard comunitari per i singoli profili professionali (almeno la metà dei crediti complessivi tra attività previste all interno di quelle professionalizzanti ed integrative, ed attività proprie di tirocinio). 2. L AFP può svolgersi presso strutture di degenza e di day hospital o ambulatoriali o presso strutture territoriali identificate dal Consiglio di Corso di Laurea. Al fine di fornire allo studente una diretta esperienza dei ruoli e della formazione delle altre figure professionali dell area sanitaria, moduli di attività professionalizzanti possono essere svolti insieme a studenti degli altri Corsi di Laurea di Area sanitaria, della laurea specialistica in Medicina e Chirurgia e di quella in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Il monte ore indicato per il tirocinio, in conformità alla normativa europea è da intendersi come impegno complessivo, necessario allo studente per raggiungere lo standard pratico e di tirocinio previsto dall ordinamento. 3. L AFP deve esclusivamente svolgersi attraverso forme di didattica a piccoli gruppi, sotto la responsabilità di un tutore e deve mirare a mettere progressivamente lo studente in grado di prendere in carico il paziente, acquisendo le abilità e attitudini necessarie al raggiungimento di una autonomia professionale, decisionale e operativa adeguata allo svolgimento dell attività di Tecnico di Laboratorio Biomedico nei vari ruoli ed ambiti professionali. 4. L'AFP ed il suo rapporto con le altre attività formative sono coordinate da un docente universitario dello specifico settore scientifico-disciplinare oppure da un docente appartenente allo stesso profilo professionale, Il Coordinatore delle attività formative professionalizzanti è responsabile della pianificazione e dell organizzazione del tirocinio: in collaborazione con i Tutori dell AFP elabora il progetto formativo del tirocinio annuale e lo propone all approvazione del Consiglio di Corso di Laurea. Durante il tirocinio, il Coordinatore, in collaborazione con i Tutori, promuove costantemente la valutazione dell apprendimento dello studente al fine di suggerire i correttivi necessari e per rendere più efficace il processo formativo. Tale monitoraggio del percorso dello studente sarà documentato su una apposita scheda di valutazione tesa a registrare i diversi livelli di competenza progressivamente raggiunti. Al termine di ciascun anno di corso viene effettuata una valutazione certificativa del tirocinio svolto. Tale valutazione dovrà essere collegiale e, quindi, effettuata da una apposita commissione d esame dell AFP, formata da almeno due Tutori e presieduta dal Coordinatore. Nel formulare il giudizio di esame tale commissione utilizzerà, nella misura definita dalle rispettive sedi e comunicata preventivamente agli studenti, i dati provenienti dalle schede di valutazione di ciascun periodo di tirocinio, da prove pratiche, da colloqui, da test scritti. Il risultato della valutazione di fine anno darà luogo ad un voto espresso in trentesimi. 5. Il tutore dell AFP si avvarrà della collaborazione di ulteriori figure tutoriali dell AFP. Al fine di orientare ed assistere gli studenti durante il tirocinio e renderli attivamente partecipi del processo formativo per le capacità professionali, su proposta del Coordinatore
10 dell attività formativa professionalizzante, vengono assegnate, dal Consiglio di Corso di Laurea, funzioni di tutori di tirocinio a personale professionale risultato idoneo. Dette funzioni sono assegnate preferibilmente con un rapporto di uno a cinque studenti. I tutori di tirocinio sono tenuti ad attestare giornalmente la frequenza dello studente su di un apposito libretto predisposto dal Consiglio di Corso di Laurea. Art ATTIVITA DIDATTICA OPZIONALE (ADO) 1. Per essere ammesso a sostenere la prova finale, lo studente deve avere acquisito complessivamente 6 CFU frequentando attività formative liberamente scelte (attività didattiche opzionali, ADO) entro un ventaglio di proposte offerte annualmente dal Consiglio di Corso di Laurea o sottoposte dallo studente stesso all approvazione del Consiglio di Corso di Laurea. 2. Le ADO proposte dal Consiglio di Corso di Laurea possono corrispondere a due tipologie diverse: a) corsi di tipo seminariale, che prevedono studio autonomo; b) attività pratiche e/o esperienziali, con una quota quasi nulla di studio autonomo. 3. Le proposte di ADO devono contenere l indicazione degli obiettivi, delle modalità didattiche, del numero di studenti ammessi, del numero e delle date delle edizioni, delle modalità di svolgimento delle prove di verifica del profitto e sono avanzate da docenti o gruppi di docenti e sottoposte all approvazione del Consiglio di Corso di Laurea. 4. Le ADO programmate dai docenti devono svolgersi in orari appositi (deliberato dal Consiglio di Corso di Laurea) ad esse riservati e non sovrapposti a quelli delle attività curriculari. 5. Le ADO, anche se assegnate ad un preciso anno di corso, non danno luogo a propedeuticità 6. Lo studente può liberamente scegliere come distribuire l acquisizione dei 6 CFU nell arco dei tre anni di corso. 7. Gli studenti che intendano proporre al Consiglio di Corso di Laurea ADO non rientranti nel ventaglio delle ADO offerte dal Corso di Laurea, sono tenuti a farne richiesta entro il 15 Ottobre di ogni anno, indicando il tipo di attività, la sede, il periodo di svolgimento e la durata, il docente che si propone si assuma la responsabilità dell attività, gli obiettivi che si intendono raggiungere, le modalità con cui si propone di effettuare la verifica del profitto ed il numero di crediti di cui si richiede il riconoscimento. Le proposte saranno vagliate ed eventualmente approvate dal Consiglio del Corso di Laurea. 8. L attività didattica erogata dal docenti in ADO è riconosciuta come attività didattica a tutti gli effetti. 9. La frequenza alle ADO è obbligatoria e non può essere inferiore al 75%. Il mancato raggiungimento di tale livello di frequenza comporta la non ammissione alla verifica di profitto e la non acquisizione dei crediti relativi alle ADO. 10. La verifica del profitto alle ADO dà luogo ad una valutazione di "approvato/non approvato" ed è effettuata da una commissione costituita dal o dai docenti responsabili dell ADO stessa. Le modalità di tale verifica sono scelte dal/dai docente/i a seconda della tipologia dell ADO ed approvate dal Consiglio del Corso di Laurea e possono essere rappresentate da colloqui, relazioni scritte, questionari e possono svolgersi anche al di fuori delle normali sessioni di esame. La verifica del profitto deve svolgersi entro la fine dell anno accademico nel quale l attività si è svolta. La frazione di CFU propria delle ADO si intende acquisita quando sia stata superata la relativa verifica di profitto. Lo studente che, avendo frequentato una ADO, rinunci a sostenere la verifica di profitto, non può acquisirne i crediti. Qualora la verifica di profitto non venga superata, lo studente può concordare con il docente di sostenerla in altra data oppure rinunciare a ripresentarsi, in tal caso non potrà acquisire alcun credito.
11 Art ALTRE ATTIVITA FORMATIVE L Ordinamento didattico prevede l acquisizione, da parte dello studente, nell arco del triennio, di 6 CFU complessivi di "altre attività formative". Possono essere intese come "altre attività formative": corsi di informatica corsi di lingua straniera corsi di radioprotezione abilità relazionali convegni, congressi, corsi riunioni ordini professionali stages formativi in presso enti ed istituzioni e strutture sanitarie attività di volontariato a carattere socio-sanitario ed umanitario Dopo specifica valutazione della qualità e della pertinenza delle "altre attività formative proposte dallo studente, il CL si riserva di valutare ed eventualmente approvare le richieste in merito e attribuire a ciascuna di esse un valore espresso in CFU. L Ordinamento didattico prevede Attività di Laboratorio professionalizzante dello specifico SSD del profilo, quantificata in 3 CFU. L acquisizione di tali crediti avviene tramite verifica di idoneità. Art. 15. APPRENDIMENTO AUTONOMO 1. Il Corso di Laurea, in riferimento alle attività formative di base, caratterizzanti o integrative, garantisce agli studenti la disponibilità di un numero di ore completamente libere da attività didattiche condotte alla presenza dei Docenti, onde consentire loro di dedicarsi all'apprendimento autonomo e guidato, così differenziate : a) attività formative di base: 15 ore di apprendimento autonomo; b) attività formative caratterizzanti: 13 ore di apprendimento autonomo c) attività didattica interattiva, esercitazioni: 10 ore di apprendimento autonomo; d) laboratori professionali: 5 ore di apprendimento autonomo; e) tirocinio professionale: nessun impegno individuale; f) attività didattiche a scelta dello studente, seminari: 13 ore di apprendimento autonomo; g) lingua straniera (L-LIN/12) : 10 ore di apprendimento autonomo. 2. Le ore riservate all'apprendimento sono dedicate: alla utilizzazione individuale, o nell'ambito di piccoli gruppi, in modo autonomo o dietro indicazione dei Docenti, dei sussidi didattici messi a disposizione dal Corso di Laurea per l'autoapprendimento e per l'autovalutazione, al fine di conseguire gli obiettivi formativi prefissati. I sussidi didattici (testi, simulatori, manichini, audiovisivi, programmi per computer, etc.) saranno collocati, nei limiti del possibile, in spazi gestiti da Personale della Facoltà, ove disponibili; all'internato presso strutture universitarie scelte dallo studente, inteso a conseguire particolari obiettivi formativi; allo studio personale, per la preparazione degli esami. Art. 16. OBBLIGO DI FREQUENZA 1. La frequenza all'attività didattica obbligatoria (core curriculum), all'attività didattica opzionale (ADO), alle attività integrative (AI) e alle attività formative professionalizzanti (AFP) è obbligatoria.
12 2. La frequenza viene verificata dai Docenti adottando le modalità di accertamento stabilite dal Consiglio del Corso di Laurea. L attestazione di frequenza alle attività didattiche obbligatorie di un Corso di insegnamento è necessaria allo studente per sostenere il relativo esame. L attestazione di frequenza viene apposta sulla scheda carriera dello studente dalla segreteria studenti, sulla base della certificazione trasmessa dal Coordinatore del Corso Integrato. 3. Lo studente che non abbia ottenuto l attestazione di frequenza ad almeno il 75% delle ore previste per ciascun Corso ufficiale di un determinato anno, nel successivo anno accademico viene iscritto, anche in soprannumero, come ripetente del medesimo anno di corso, con l obbligo di frequenza ai corsi per i quali non ha ottenuto l attestazione, fatto salvo attività di recupero svolte prima della data di iscrizione ai successivi anni accademici. Art. 17. STUDENTI NON IMPEGNATI A TEMPO PIENO Il Consiglio del Corso di Laurea stabilisce l eventuale introduzione si apposite modalità organizzative delle attività formative per studenti non impegnati a tempo pieno in quanto lavoratori o comunque impossibilitati per comprovate e documentate ragioni personali, economiche o sociali, alla frequenza delle attività didattiche negli orari ufficiali. Ai sensi dell'art. 27 del regolamento Didattico di Ateneo, gli studenti impegnati a tempo parziale è consentito di assolvere gli impegni necessari per conseguire il titolo di studio in un arco temporale superiore a quello ordinariamente previsto senza collocarsi in posizione di "fuori corso". Possono usufruire di tale opportunità gli studenti che, per giustificate ragioni di lavoro, familiari o di salute, o perché disabili o per altri validi motivi, non si ritengano in grado di frequentare con continuità gli insegnamenti del corso di studi che prevedono, pertanto, di non poter sostenere nei tempi normali le relative prove di valutazione. A tali fini, il Consiglio del Corso di Laurea individuerà specifici percorsi formativi, nel rispetto dei contenuti didattici dell'ordinamento del Corso distribuendo le attività formative in un arco temporale pari fino al doppio di quello ordinariamente previsto. Art. 18. VERIFICA DELL APPRENDIMENTO E ACQUISIZIONE DEI CFU 1. I CFU corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell esame o di altra forma di verifica del profitto. La modalità con cui si perviene alla valutazione del profitto individuale dello studente deve essere espressa mediante una votazione in trentesimi per gli esami e in centodecimi per la prova finale con eventuale lode. 2. Il Consiglio del Corso di Laurea stabilisce le tipologie ed il numero delle prove di esame necessarie per valutare l'apprendimento degli studenti nonché, su proposta dei Coordinatori dei Corsi, la composizione delle relative Commissioni. 3. Il numero complessivo degli esami curriculari non può superare quello dei corsi ufficiali stabiliti dall ordinamento e non deve comunque superare il numero di 20 nei tre anni di corso. La verifica dell'apprendimento può avvenire attraverso valutazioni formative e valutazioni certificative. Le valutazioni formative (prove in itinere) sono esclusivamente intese a rilevare l efficacia dei processi di apprendimento e d insegnamento nei confronti di contenuti determinati. Le valutazioni certificative (esami di profitto) sono invece finalizzate: a) a valutare e quantificare con un voto in trentesimi il grado di preparazione individuale degli studenti; b) a valutare con idoneità la preparazione individuale dello studente. 4. Gli esami di profitto possono essere effettuati esclusivamente nei periodi a ciò dedicati e denominati sessioni d esame. I momenti di verifica non possono coincidere con i periodi nei quali si svolgono le lezioni, né con altri che comunque possano limitare la partecipazione degli studenti a tali attività.
13 5. Le sessioni di esame sono fissate in tre periodi: 1 a sessione nei mesi gennaio-febbraio, 2 a sessione nei mesi giugno-luglio, 3 a sessione nel mese di settembre. Le date di inizio e di conclusione delle tre sessioni d esame sono fissate nella programmazione didattica. In ogni sessione sono definite le date di inizio degli appelli, distanziate di almeno due settimane. Il numero degli appelli è fissato in due per ogni sessione di esame. Per gli studenti fuori corso possono essere istituiti ulteriori appelli d esame. 6. Lo studente che non abbia le condizioni di iscrizione all'anno successivo può iscriversi come ripetente e questo per il periodo previsto dal Regolamento di Ateneo. 7. La Commissione di esame è costituita da almeno due Docenti eventualmente impegnati nel relativo Corso di insegnamento ed è presieduta, di norma, dal Coordinatore. Nel caso di assenza di uno o più componenti di una Commissione alla data di un appello d esame, il Presidente della Commissione può disporre la sostituzione dei membri ufficiali con i membri supplenti della stessa. 8. Sono consentite modalità differenziate di valutazione, anche consistenti in fasi successive del medesimo esame: prove orali tradizionali e prove scritte oggettive e strutturate (per la valutazione di obiettivi cognitivi); prove pratiche e prove simulate (per la valutazione delle competenze cliniche e delle capacità gestuali e relazionali). Art. 19. SBARRAMENTI 1. È consentito il passaggio da un anno al successivo esclusivamente agli studenti che, al termine della sessione di esami di settembre o, comunque, prima dell'inizio dei corsi del 1 semestre, abbiano superato tutti gli esami previsti nel piano di studi per quell'anno ed il tirocinio, con valutazione positiva, con un debito massimo di 30 crediti. 2. Lo studente che, pur avendo ottenuto la regolare attestazione di frequenza ai Corsi previsti dal piano di studio per un determinato anno di corso, sia in debito di un numero di crediti superiore a 30, viene iscritto allo stesso anno con la qualifica di "fuori corso", senza obbligo di frequenza. La prova di conoscenza della lingua inglese e le valutazioni delle attività didattiche opzionali non rientrano nel computo del debito didattico. Art. 20 PROVA FINALE 1. Lo studente ha la disponibilità di 5CFU finalizzati alla preparazione della Tesi di Laurea presso strutture universitarie cliniche o di base. Tale attività dello studente viene definita "Internato di Laurea". Lo studente che intenda svolgere l Internato di Laurea in una determinata struttura deve presentare al Direttore della stessa una formale richiesta corredata del proprio curriculum (elenco degli esami sostenuti e voti conseguiti in ciascuno di essi, elenco delle attività opzionali seguite, stages in laboratori o cliniche o qualsiasi altra attività compiuta ai fini della formazione). Lo svolgimento dell internato di laurea avverrà secondo le norme vigenti. 2. Per accedere alla prova finale, lo studente deve avere superato con esito positivo tutti gli esami previsti, compresi quelli relativi all attività di tirocinio, e avere acquisito i rispettivi crediti. Per il conseguimento della Laurea, il Regolamento Didattico di Facoltà disciplina, accanto o in sostituzione di prove consistenti nella discussione di un elaborato scritto o di una prova scritta di varia entità, il sostenimento di una prova espositiva finalizzata ad accertare il raggiungimento degli obiettivi formativi qualificanti del Corso. Il Regolamento Didattico di Facoltà disciplina le modalità della prova finale, che deve tenere conto dell intera carriera dello studente, dei tempi e di acquisizione dei crediti formativi, delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale.
14 Art. 21. ESAME DI LAUREA 1. Per essere ammesso all'esame finale di laurea, lo studente deve aver superato tutti gli esami di profitto, ed avere avuto una valutazione positiva del tirocinio. 2. L esame finale, con valore di Esame di Stato abilitante alla professione, è organizzato, con decreto del Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca di concerto col Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in due sessioni in periodi definiti a livello nazionale. 3. L'esame finale, sostenuto dinanzi ad una Commissione nominata dalla competente Autorità Accademica e composta a norma di legge, comprende: la discussione di un elaborato di natura teorico-applicativa (TESI); una prova di dimostrazione di abilità pratiche. Art. 22. RICONOSCIMENTO DEGLI STUDI COMPIUTI IN ALTRE SEDI O IN ALTRI CORSI DI STUDIO 1. Gli studi compiuti presso corsi di laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico di altre sedi universitarie della Unione Europea nonché i crediti in queste conseguiti sono riconosciuti con delibera del Consiglio del Corso di Laurea, previo esame del curriculum trasmesso dalla Università di origine e dei programmi dei corsi in quella Università accreditati. 2. Per il riconoscimento degli studî compiuti presso Corsi di laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico di paesi extra-comunitari, il Consiglio del Corso di Laurea affida l'incarico ad una apposita Commissione di esaminare il curriculum ed i programmi degli esami superati nel paese d'origine. Sentito il parere della Commissione, il Consiglio del Corso di Laurea riconosce la congruità dei crediti acquisiti e ne delibera il riconoscimento. 3. I crediti conseguiti da uno studente che si trasferisca da altro Corso di Laurea della stessa o di altra Università possono essere riconosciuti dopo un giudizio di congruità, espresso dall'apposita Commissione, con gli obiettivi formativi di uno o più insegnamenti compresi nell'ordinamento didattico del primo triennio del CL in Tecniche di Laboratorio Biomedico Dopo avere deliberato il riconoscimento di un definito numero di crediti, il Consiglio del Corso di Laurea dispone per l'iscrizione regolare dello studente ad uno dei primi tre anni di corso, adottando il criterio che stabilisce che, per iscriversi ad un determinato anno di corso, lo studente deve avere superato tutti gli esami previsti per gli anni precedenti, con un debito massimo di 20 crediti. L'iscrizione ad un determinato anno di corso è comunque condizionata dalla disponibilità di posti, definita annualmente dal Consiglio di Corso di Laurea. Art. 23. RICONOSCIMENTO DELLA LAUREA CONSEGUITA ALL ESTERO 1. La laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico conseguita presso Università straniere viene riconosciuta ove esistano accordi bilaterali o convenzioni internazionali che prevedono l'equipollenza del titolo. In attesa della disciplina concernente la libera circolazione dei laureati entro l'unione Europea, le Lauree rilasciate da Atenei dell'unione saranno riconosciute, fatta salva la verifica degli atti che ne attestino la congruità curriculare. Ove non esistano accordi tra Stati, le autorità accademiche possono dichiarare l equipollenza caso per caso secondo la normativa vigente. 2. Qualora soltanto una parte dei crediti conseguiti dal laureato straniero venga riconosciuta congrua con l'ordinamento vigente, il Consiglio del Corso di Laurea dispone l'iscrizione a uno dei tre anni di corso, in base al criterio che, per iscriversi a un determinato anno, lo studente deve aver superato tutti gli esami previsti per gli anni precedenti, con un debito massimo di 20 crediti. L'iscrizione ad un determinato anno di corso è comunque
15 condizionata dalla disponibilità di posti nell'ambito del numero programmato. Per i laureati extracomunitari si richiamano le disposizioni del DPR 31 Agosto 1999, n Art. 24. VALUTAZIONE DELLA DIDATTICA 1. Il CL in Tecniche di Laboratorio Biomedico è sottoposto con frequenza annuale ad una valutazione riguardante: l efficienza organizzativa del Corso e delle sue strutture didattiche, la qualità e la quantità dei servizi messi a disposizione degli studenti, la facilità di accesso alle informazioni relative ad ogni ambito dell'attività didattica, l efficacia e l'efficienza delle attività didattiche analiticamente considerate, comprese quelle finalizzate a valutare il grado di apprendimento degli studenti, il rispetto da parte dei Docenti delle deliberazioni del Consiglio del Corso di Laurea, la performance didattica dei Docenti nel giudizio degli studenti, la qualità della didattica, con particolare riguardo all'utilizzazione di sussidi didattici informatici e audiovisivi, l'organizzazione dell'assistenza tutoriale agli studenti, il rendimento medio degli studenti, determinato in base alla regolarità del curriculum ed ai risultati conseguiti nel loro percorso di studi. 2. Il Consiglio del Corso di Laurea, in accordo con il Nucleo di Valutazione dell Ateneo, indica i criteri, definisce le modalità operative, stabilisce e applica gli strumenti più idonei per espletare la valutazione dei parametri sopra elencati ed atti a governare i processi formativi per garantirne il continuo miglioramento, come previsto dai modelli di Quality Assurance. La valutazione dell impegno e delle attività didattiche espletate dai Docenti viene portato a conoscenza dei singoli Docenti, discussa in Consiglio del Corso di Laurea e considerata anche ai fini della distribuzione delle risorse. 3. Il Consiglio del Corso di Laurea programma ed effettua verifiche oggettive e standardizzate delle conoscenze complessivamente acquisite e mantenute dagli studenti durante il loro percorso di apprendimento (progress test). Tali verifiche sono finalizzate esclusivamente alla valutazione della efficacia degli insegnamenti ed alla capacità degli studenti di mantenere le informazioni ed i modelli razionali acquisiti durante i loro studi. Art. 25. FORMAZIONE PEDAGOGICA DEI DOCENTI Il Consiglio del Corso di Laurea organizza periodicamente iniziative di aggiornamento pedagogico sulle tecniche di pianificazione e sulle metodologie didattiche e valutative per i suoi Docenti di ogni livello. La partecipazione a tali iniziative costituisce titolo per la certificazione dell impegno didattico dei Docenti e per la valutazione dell efficienza didattica del Corso di Laurea. Art. 26. SITO WEB Il Corso di Laurea predispone un sito Web contenente tutte le informazioni utili agli studenti, al personale docente, al personale amministrativo e cura la massima diffusione del relativo indirizzo anche nel mondo della scuola, organizzazioni rappresentative a livello locale, del mondo della produzione dei servizi e delle professioni Art. 27. DIPLOMA SUPPLEMENT Tenendo presente l'art. 11 comma 8 del D.M. 509/99 in materia di autonomia didattica ed il regolamento didattico di Ateneo, il CL si impegna a rilasciare come supplemento alla fine del corso di studio un certificato che riporta secondo modelli conformi a quelli adottati dai corsi europei le
16 principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo. L attivazione del disposto di cui al presente articolo rimane subordinato alle disposizioni che verranno impartite dai competenti Superiori Organi Accademici. Art. 28. NORME TRANSITORIE Gli studenti già iscritti al Corso di Laurea vecchio ordinamento, possono optare per l iscrizione al CL in Tecniche di Laboratorio Biomedico ( Ordinamento 270 ). Il Consiglio del Corso di Laurea e il Consiglio di Facoltà, per le rispettive competenze, esaminati i curricula degli studenti, deliberano le modalità di passaggio dal vecchio al nuovo Ordinamento, incluso il riconoscimento dell'attività di tirocinio svolta
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