Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/15/R15*21
Timestamp: 2019-12-14 13:18:40+00:00
Document Index: 112672995

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 186', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15']

Accertamento del credito e legittimazione del ricorrente
Fallimento – Dichiarazione – Presupposti – Prova del credito dell’istante e dell’insolvenza
La produzione della sola fattura, non pervenuta né accettata dalla debitrice, nè accompagnata da un documento di trasporto, né registrata nelle scritture contabili della società resistente, peraltro neanche prodotte in atti, non è sufficiente a ritenere i ricorrenti legittimati a proporre istanza di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Isernia, 14 Novembre 2019. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Legittimazione del ricorrente - Credito contestato
Sebbene anche un credito contestato può fondare la legittimazione del ricorrente, l'istanza di fallimento non può assurgere a espediente per conseguire la realizzazione del credito, in assenza del previo esperimento di azioni di cognizione e/ o di esecuzione individuali, vieppiù in una fattispecie ove la banca ricorrente sia munita dell'estratto di saldaconto bancario conforme ex art. 50 TUB, che, se è documento idoneo a costituire prova del credito in un giudizio monitorio, non lo è anche in un giudizio differente, quale quello pre-fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Isernia, 06 Novembre 2019. Segue...
Fallimento – Dichiarazione – Stato di insolvenza – Credito contestato – Fattispecie
Fallimento – Dichiarazione – Reiezione – Condanna alle spese – Condizione di procedibilità di cui all’art. 15, ultimo comma, l.fall.
Non vi è stati di insolvenza ai fini della dichiarazione di fallimento quando il creditore istante sia titolare di un credito (nel caso di specie pari ad euro 50.000) oggetto di contestazione non manifestamente pretestuosa e le altre posizioni debitorie dell’imprenditore siano state rinegoziate con pagamento rateale che abbia luogo con regolarità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Qualora venga respinta la richiesta di fallimento, non vi sono i presupposti per la condanna al pagamento delle spese processuali del creditore istante qualora il credito dallo stesso vantato soddisfi la condizione di procedibilità di cui all’art. 15, ultimo comma, l.fall. (ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria prefallimentare complessivamente non inferiore a euro trentamila). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 05 Settembre 2018. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Stato d'insolvenza - Ragionevole contestazione del credito vantato dal ricorrente - Accertamento incidentale dello stesso - Necessità - Limiti - Pronuncia giudiziale a cognizione piena di accertamento del credito - Rinvio ad essa - Sufficienza - Condizioni
Ai fini dell'accertamento dello stato di insolvenza, il giudice della fase prefallimentare, a fronte della ragionevole contestazione del credito vantato dal ricorrente, deve procedere all'accertamento, sia pur incidentale, dello stesso, salvo che la sua esistenza risulti già accertata con una pronuncia giudiziale a cognizione piena, potendo, in tal caso, onde adempiere al suo dovere di motivazione, limitarsi ad un mero rinvio ad essa, con l'obbligo, invece, ove rilevi significative anomalie, tali da giustificare il dubbio sulla correttezza della conclusione ivi raggiunta, di dare specificamente conto delle ragioni che l'hanno indotto ad allontanarsi dalla precedente decisione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 14 Marzo 2016, n. 5001. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Diritto del promissario venditore alla stipula del contratto definitivo - Legittimazione alla richiesta del fallimento del promissario acquirente - Sussistenza
Procedimento per dichiarazione di fallimento – Accertamento del credito del ricorrente – Attività istruttoria – Esclusione
In sede fallimentare il Tribunale può effettuare un accertamento solo incidentale della fondatezza della ragione di credito del ricorrente, essendo a tal fine inammissibile l’espletamento di attività istruttoria. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 11 Marzo 2015. Segue...
Procedimento per dichiarazione di fallimento – Esistenza di debiti verso soggetti terzi e verso l'istante – Requisiti di insolvenza e legittimazione del ricorrente – Distinzione
L'esistenza di altri ingenti debiti verso terzi è requisito che va valutato distintamente rispetto al requisito dell'esistenza del credito del ricorrente, dal momento che il primo rileva ai fini della valutazione dello stato di insolvenza, mentre il secondo attiene alla legittimazione del creditore istante, per cui se questi non è legittimato viene a mancare comunque il presupposto per la dichiarazione di fallimento.
(Fattispecie in cui il Tribunale ha negato la legittimazione del ricorrente, il cui credito non è stato ritenuto sufficientemente provato, in presenza di debiti a bilancio per svariati milioni di euro in capo alla società di cui si chiedeva la dichiarazione di fallimento). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 11 Marzo 2015. Segue...
Fallimento - Apertura (dichiarazione) di Fallimento - Stato d'insolvenza - Definitivo accertamento del credito - Necessità - Esclusione - Conseguenze - Credito portato da ordinanza ex art. 186 bis cod. proc. civ. - Sufficienza - Fondamento
Ricorso di fallimento – Presupposti – Legittimazione – Sussistenza
L’esame della esistenza o inesistenza del credito vantato dal ricorrente è estraneo all’oggetto del procedimento, dal momento che l’oggetto del procedimento è solo quello – indicato dal comma 4 dell’art. 15 l.f. – relativo all’accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento, e la valutazione del credito del ricorrente funge esclusivamente da presupposto di legittimazione alla presentazione del ricorso. E ciò è tanto più vero se si considera che comunque il creditore che ha chiesto il fallimento del proprio debitore è tenuto a presentare domanda di ammissione allo stato passivo, se vuole divenire creditore concorsuale. Non è pertanto neanche necessario che il creditore sia in possesso di un titolo esecutivo, essendo legittimato al ricorso anche il titolare di un credito non scaduto, sottoposto a condizione o contestato; le contestazioni pendenti sul credito posto a base della sentenza di fallimento non impediscono quindi che il tribunale conosca incidenter tantum del credito dell’istante per accogliere l’istanza di fallimento. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 25 Giugno 2014. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Accertamento del credito vantato dal creditore istante - Contemporanea pendenza di giudizio ordinario - Irrilevanza - Facoltà del giudice investito dell'istanza di fallimento di procedere all'accertamento incidenter tantum
Ai fini della dichiarazione di fallimento, la sussistenza del credito vantato dal creditore istante rileva sia in ordine alla legittimazione di quest'ultimo, ai sensi dell'articolo 6 L.F., sia in ordine all'accertamento dello stato di insolvenza e, poiché la legge non richiede che tale credito sia stato accertato con efficacia di giudicato, spetta al giudice investito della istanza di fallimento effettuare l'accertamento in via incidentale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Maggio 2014, n. 11421. Segue...
Ricorso per dichiarazione di fallimento – Credito assistito da fideiussione – Obbligo preventiva escussione garanti – Insussistenza.
Dichiarazione di fallimento - Legittimazione attiva - Credito del richiedente inferiore ad euro 30.000 - Irrilevanza.
La minima entità del credito vantato non influisce sulla legittimazione alla presentazione dell’istanza di fallimento, né integra la causa di esclusione della fallibilità di cui all’art. 15 ultimo comma l.f., secondo cui non si fa luogo al fallimento “se l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria prefallimentare è complessivamente inferiore ad euro trentamila”. Il tenore della norma è chiaro nel riferire l’esclusione della fallibilità all’ipotesi in cui l’entità complessiva dei debiti scaduti e non pagati – e non il solo debito verso il creditore istante – sia inferiore ad Euro 30.000,00. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 24 Luglio 2013. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Oneri del creditore richiedente - Titolo esecutivo - Mancanza - Effetti
Nel nuovo procedimento prefallimentare, il creditore privato deve dimostrare, prima di tutto, la sua legittimazione ovvero la titolarità di una pretesa incontestata o portata da un titolo esecutivo, giudiziale o negoziale, poi l’insolvenza del debitore che abbia le caratteristiche dimensionali per essere sottoposto a fallimento, con la conseguenza che laddove la pretesa creditoria dedotta con l’istanza non sia assistita da titolo esecutivo e risulti contestata, la legittimazione dell’asserito creditore risulta incerta e l’istanza deve essere rigettata. (Barnaby Dosi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04 Febbraio 2013. Segue...
Dichiarazione di fallimento – Legittimazione – Necessità di un titolo giudiziale esecutivo – Esclusione.
Dichiarazione di fallimento – Credito privo di accertamento giudiziale – Delibazione sommaria ed incidentale sulla qualità di creditore – Necessità – Distinzione dall’indagine sulla esistenza dello stato di insolvenza.
L'articolo 2704 c.c. prescrive la data certa della scrittura al fine di renderla opponibile ai terzi. Tale requisito non è però richiesto qualora la scrittura venga prodotta nei confronti dell'altra parte che l’ha sottoscritta al fine di far valere, nell'ambito di un procedimento per dichiarazione di fallimento, un credito risultante da una contro-dichiarazione di un negozio simulato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 13 Dicembre 2011. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Accertamento del tribunale - Valutazione della fondatezza delle contestazioni mosse dal debitore alle ragioni dei creditori - Esclusione
Nel nuovo procedimento prefallimentare si deve escludere che rientri nei poteri del tribunale quello di valutare la fondatezza nel merito della contestazioni mosse dal debitore alle ragioni di propri creditori, posto che in sede prefallimentare la valutazione espressa dal tribunale si risolverebbe in un giudizio prognostico sull’esito della lite, espresso peraltro allo stato degli atti esistenti al momento della decisione sull’istanza di fallimento e dunque privo della necessaria completezza delle ragioni difensive delle parti e degli elementi di prova fondanti la decisione sull’esistenza del credito; giudizio che, conseguentemente, risulterebbe caratterizzato da un ampio margine di discrezionalità. (Barnaby Dosi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2011. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Presupposti - Mancato pagamento di un credito contestato - Rilevanza - Volontaria inadempienza
Il mancato pagamento di un credito contestato non è ex sé indice dello stato di dissesto, atteso che l’imprenditore che non adempie al pagamento di un credito contestato non può essere considerato insolvente, in quanto il pagamento è da ricollegarsi ad una volontaria inadempienza e non ad una impotenza patrimoniale. (Barnaby Dosi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2011. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Presupposti - Verifica della sussistenza di una ragione di credito - Titolo esecutivo - Necessità - Esclusione.
Il giudizio per la dichiarazione di fallimento non comporta un accertamento del diritto del creditore istante ma solo la verifica incidenter tantum della sussistenza di una ragione di credito, anche non assistita da titolo esecutivo, come presupposto per la legittimazione processuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 28 Aprile 2010. Segue...
Ricorso di fallimento - Onere della prova a carico del creditore - Contenuto.
Gli accertamenti previsti dall’art. 15 l.f. nel testo novellato possono essere disposti solo ove il creditore alleghi quantomeno un principio di prova in ordine alla sussistenza dello stato di insolvenza altrimenti la decisione verrebbe a fondarsi su fatti del tutto diversi rispetto a quelli dedotti con l’effetto di reintrodurre in modo surrettizio l’officiosità nella iniziativa del fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16 Novembre 2006. Segue...