Source: http://www.cartellopoli.net/2011/06/bosi-segnala-lincidente-di-via-ottavio.html
Timestamp: 2019-02-16 03:24:47+00:00
Document Index: 46526816

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 51', 'art. 31', 'art. 32']

CARTELLOPOLI: Bosi-segnala: l'incidente di via Ottavio Gasparri
Segnalazione inviata il 22 giugno 2011 a: polmunicipaleseg16@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; segreteria.matteoli@mit.gov.it; sindaco@comune.roma.it; urp.rm@poliziadistato.it; dg.sicurezzastradale@mit.gov.it; mobilita@comune.roma.it; luciano.marasco@mit.gov.it, procura.roma@giustizia.it
Come attesta la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps, quanto meno fin dal 2008 risulta essere stato installato sullo spartitraffico centrale di via Ottavio Gasparri un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 4 x 3, che porta in alto al centro una cimasa con il nome della ditta “SCI”.
Su uno dei due montanti dell‘impianto risulta affissa una targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0040/AH899/P e la scritta “VIA OTTAVIO GASPARRI 17”.
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) al codice 0040 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “S.C.I. S.R.L. soc. concessioni internazionali”: si chiede ad ogni modo di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AH 899 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto, dal momento che presenta degli oggettivi vizi di legittimità per la sua posizione sullo spartitraffico centrale di via Ottavio Gasparri.
Riguardo allo spartitraffico centrale ai sensi della lettera a) del 3° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495/1992, “fuori dai centri abitati e dai tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h è comunque vietato il posizionamento di cartelli pubblicitari sulle pertinenze di esercizio delle strade che risultano comprese tra carreggiate contigue”, vale a dire anche sullo spartitraffico centrale: ai sensi del successivo 4° comma lo stesso divieto vale entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h.
Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva però la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada: il 4° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento delle Affissioni del Comune di Roma approvato con la delibera n. 37/2009 si avvale della facoltà di deroga a quanto previsto dal richiamato art. 51, comma 3, lett. a).
Si avvale così, testualmente, della “facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata.”
Come lasciano ben vedere sia la foto tratta da Street View che le foto sotto riportate, l’impianto risulta collocato su uno spartitraffico di larghezza nettamente inferiore ai 4 metri ed a distanza inferiore a mt. 1,80 dal limite di entrambe le carreggiate.
In data odierna sul sito web http://bastacartelloni.blogspot.com/ é stato pubblicato un articolo dal titolo “Ragazzi, che botta !!!!”: riporta le sottostanti foto proprio dell’impianto di mt. 4 x 3 installato dalla “SCI” sullo spartitraffico centrale di via Ottavio Gasparri, travolto ed abbattuto da una potente Audi che alle ore 3,30 di ieri ha invaso lo spartitraffico.
Nell’articolo viene fatto presente che “le foto, inviateci da un nostro lettore, dimostrano che l’impatto è stato violentissimo, a giudicare dai danni riportati dal cartellone e dal suo basamento di cemento che è stato letteralmente divelto, facendo cadere un palo e parte della struttura sulla carreggiata contigua a quella dell’incidente e rischiando seriamente di coinvolgere altri veicoli che provenivano in senso contrario”.
Secondo l‘articolo “da indiscrezioni ricevute sembrerebbe che tutti i cartelloni su quegli spartitraffico siano stati già sanzionati dal 16° Gruppo di Polizia Municipale, ma stanno ancora tutti lì e continuano a far fare soldi ai cartellonari (forse la pratica è ferma all’8° dipartimento o al GSSU ?), e a rappresentare un ulteriore pericolo per i conducenti di auto e moto che in quel tratto di strada non lesinano certo qualche kilometro in più di velocità”.
Se le indiscrezioni (di cui si chiede ad ogni modo conferma da parte del XVI Gruppo di Polizia Municipale) rispondessero al vero, si chiede allora di sapere se al trasgressore (cioè la ditta “SCI”) sia stata tramessa la diffida con l’invito “a rimuovere l’impianto abusivo o difforme entro dieci giorni dalla notificazione” e soprattutto di conoscere le ragioni per cui il competente Ufficio del Servizio Affissioni non abbia a tutt’oggi provveduto alla rimozione forzata d’ufficio, così come prescritto dai commi 4 e 5 dell’art. 31 del vigente Regolamento comunale sulle affissioni.
La circostanza della mancata rimozione dell’impianto da un lato e dall’altro lato dell’incidente che ha provocato assume una particolare gravità se si considera che con nota prot. n. 14 dell’11 maggio 2010 (che si rimette in allegato per opportuna conoscenza) questa associazione aveva chiesto l’immediata rimozione di un impianto pubblicitario e dei tralicci di sostegno di uno “striscione” che erano stati installati in difformità delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade e che avevano provocato entrambi degli incidenti stradali.
Con nota prot. n. 54092 del 12 luglio 2010 (trasmessa via fax), a firma del Dott. Francesco Paciello e dell’Ing. Carlo Di Francesco, è stato dato seguito alla istanza di VAS unicamente per far sapere che c’erano a quell’epoca installati a Roma circa 550 tralicci per la pubblicità della tipologia "striscione", che “costituiscono oggi patrimonio del Comune e, pertanto, sono assoggettati alle relative regole di dismissione”: questa associazione in seguito ha accertato l’avvenuta rimozione di 2 soli tralicci all’inizio di via Cassia Nuova, ma non sa a tutt’oggi se ai fini della sicurezza stradale siano stati rimossi i rimanenti 548 tralicci di striscioni tutti in disuso.
Con successiva nota prot. n. 29 del 10 giugno 2010, (che si rimette in allegato sempre per opportuna conoscenza) questa associazione ha fatto presente che “Il Comune di Roma non ha fatto rispettare nemmeno le distanze minime da lui derogate e continua a permettere l’installazione di impianti pubblicitari troppo spesso in violazione delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade” ed ha chiesto all’On. Ministro Altero Matteoli “di voler disporre il controllo dell’osservanza delle distanze minime in tutto il territorio del Comune di Roma, anche nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione, che obbliga alla tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”.
A quella istanza ha dato seguito il Direttore Generale per la Sicurezza Stradale, Divisione 4, Dott. Ing. Sergio Dondolini, con una nota prot. n. 0060310 del 15 luglio 2010 (parimenti rimessa in allegato) indirizzata al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma, a cui é stato chiesto di rendere noto “il quadro di attività messe in atto nell’ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune”.
Con nota prot. n. 22078 del 28 luglio 2010 il Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma ha convocato una riunione per il 7 settembre 2010 con il Dipartimento Attività Produttive e la Polizia Municipale: risulta a livello informale che il Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma abbia poi risposto al Ministero dei Trasporti citando come “provvedimenti adottati” il Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, che è proprio quello non rispettato riguardo alle distanze minime anche derogate !
In considerazione della frequenza degli incidenti provocati da impianti pubblicitari abusivi (risulta essere stato abbattuto anche un altro impianto segnalato da questa associazione sullo spartitraffico centrale di via Laurentina) si chiede alle SS. LL. in indirizzo di voler voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – a far disporre, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, l’immediata definitiva rimozione non solo di tale impianto della ditta “SCI”, ma anche di tutti gli altri impianti che risultino illecitamente installati sull’intero spartitraffico centrale di via Ottavio Gasparri.
Risposta Ministero Trasporti.doc
Richiesta di intervento del Ministro dei Trasporti.doc
Incidenti provocati da impianti pubblicitari abusivi.doc
si parla di bosi-segnala, Incidenti, XVI Municipio
Anonimo 23 giugno 2011 15:54
Questa segnalazione di Bosi è grandiosa, perchè sottopone la evidenza della materiale pericolosità del fenomeno ingestito da parte del Comune di Roma ad una pluralità di enti pubblici sovraordinati al Comune e competenti in materia di "SICUREZZA" dei cittadini (Ministero dei Trasporti , la Polizia, la Procura di Roma).
Oltre ovviamente ad essere indirizzata ai "responsabili" a livello comunale, la cui "inoperosità" ha consentito al fenomeno cartellopoli di arrivare alla sovrumana dimensione che conosciamo a Roma.
Ancora una volta GRAZIE ARCH. BOSI!
Anonimo 24 giugno 2011 02:48
è una vergogna!! intervenga il Ministro!!!