Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-civile/art-567-cod-proc-civile-istanza-di-vendita
Timestamp: 2018-04-25 20:18:19+00:00
Document Index: 86615513

Matched Legal Cases: ['art. 567', 'art. 567', 'art. 3', 'art. 567', 'art. 630', 'art. 18', 'art. 567', 'art. 567', 'art. 567', 'art. 1', 'art. 567', 'art. 2', 'art. 2']

Codice proc. civile Art. 567 cod. proc. civile: Istanza di vendita
Nel processo di esecuzione il certificato di destinazione e la mappa censuaria non costituiscono documenti il cui deposito è necessario per procedere alla vendita; pertanto anche quando il creditore procedente non si avvalga dell’opera di un notaio, l’estinzione del processo non può essere dichiarata, ai sensi dell’art. 567, comma 4, c.p.c., per il solo fatto che i suddetti documenti non siano stati depositati. Ne consegue che non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 567, comma 2, c.p.c., censurato in riferimento all’art. 3 cost., «nella parte in cui non prevede che il certificato notarile attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari possa ritenersi sostitutivo soltanto dell’estratto del catasto e di certificati delle iscrizioni e trascrizioni relative all’immobile pignorato», e dell’art. 567, comma 4, c.p.c., censurato in riferimento agli artt. 3 e 111 cost., «nella parte in cui non estende la sanzione dell’estinzione per inattività ex art. 630 comma 2 c.p.c., per omesso o ritardato deposito dell’estratto delle mappe censuarie e/o del certificato di destinazione urbanistica ex art. 18 l. 28 febbraio 1985 n. 47, da allegare al ricorso contenente istanza di vendita in caso di tempestivo deposito di completo certificato notarile sostitutivo». Premesso che effettivamente esiste un’antinomia nell’art. 567, commi 2 e 4, c.p.c., in quanto, da un lato, prevede la necessità, a pena di estinzione, della produzione di una documentazione comprensiva di mappe censuarie e certificato di destinazione urbanistica e, dall’altro, della sufficienza, per evitare l’estinzione, di una certificazione notarile che non comprende né le mappe né il certificato di destinazione urbanistica, la q.l.c. sollecita una pronuncia che, al fine di risolvere una contraddizione interna dell’art. 567 c.p.c., estenderebbe ad un’ipotesi (quella in cui il creditore sia ricorso all’opera del notaio) - ragionevolmente disciplinata, ai fini dell’estinzione - quanto previsto, ma in contrasto con la ratio di tale istituto, per l’altra ipotesi di creditore che non si avvalga dell’opera del notaio, laddove anche tale ultima ipotesi, sulla base di una lettura sistematica della disciplina in questione, può essere interpretata in modo che - escludendosi la dichiarabilità dell’estinzione per la mancata produzione dell’estratto delle mappe censuarie e del certificato di destinazione urbanistica - sia risolto ogni contrasto con i principi costituzionali. Corte cost. 7 ottobre 2005, n. 379.
In tema di equa riparazione ai sensi della legge n. 89 del 2001, costituisce negligente comportamento della parte, valutabile dal giudice se abbia contribuito con incidenza causale alla durata irragionevole del processo, la condotta del creditore pignorante che, in un processo di esecuzione forzata immobiliare, per un periodo di tre anni, abbia omesso di produrre la documentazione ipocatastale prevista dall’art. 567, comma 2, c.p.c., omissione che - secondo la disciplina stabilita da quest’ultima norma nel testo vigente anteriormente alla riforma realizzata dall’art. 1, legge n. 302 del 1998 - determinava una quiescenza della procedura espropriativa addebitabile esclusivamente alla parte. Cass. 10 settembre 2004, n. 18249.
Ai fini del riconoscimento del diritto ad un’equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo, l’inosservanza del conservatore dei registri immobiliari al compito, affidatogli dall’art. 567 c.p.c. nel testo anteriore alle modifiche recate dalla l. 3 agosto 1998, n. 302, di rilasciare, ad istanza del creditore procedente, il certificato delle iscrizioni e trascrizioni relative all’immobile pignorato - documento, di esclusiva pertinenza del conservatore, la mancanza del quale preclude l’ordinanza di vendita -, ancorché imputabile ad oggettive ed insormontabili difficoltà, e non a dolo o colpa, determina un ritardo riferibile ad «autorità chiamata a contribuire alla definizione del processo» alla stregua dell’art. 2, comma 2, l. 24 marzo 2001, n. 89. Ciò in quanto, pur non potendo essere assimilata alla «chiamata» effettuata dal giudice quella operata direttamente dalla legge processuale, le ampie previsioni del detto art. 2 abbracciano, oltre alle vicende interne all’ufficio giudiziario ed alla sua organizzazione, gli atti e comportamenti degli organi amministrativi, il cui apporto condizioni la proseguibilità del procedimento, atteso che, in tal caso, le loro eventuali inefficienze e disfunzioni si traducono necessariamente in inefficienze e disfunzioni del complessivo sistema approntato dall’ordinamento per offrire risposta alla domanda di giustizia. Cass. 24 ottobre 2003, n. 16053.