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Timestamp: 2020-04-04 22:48:10+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 13013 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13013 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 24/05/2017, (ud. 02/02/2017, dep.24/05/2017), n. 13013
sul ricorso 688/2011 proposto da:
A.C., (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA COSSERIA, 2 (STUDIO AIELLO, PASTORE, AMERICO), presso lo studio
dell’avvocato FRANCESCA BUCCELLATO, rappresentata e difesa dagli
avvocati FRANCO CARROZZO, ARIOSTO AMMASSARI, giusta procura speciale
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’, E DELLA RICERCA –
DIREZIONE GENERALE ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE,
avverso la sentenza n. 1268/2009 della CORTE D’APPELLO di POTENZA,
depositata il 27/01/2010 R.G.N. 377/2008;
SANLORENZO Rita, che ha concluso per accoglimento del ricorso;
udito l’Avvocato ARIOSTO AMMASSARI.
1. La Corte d’Appello di Potenza con la sentenza n. 1268/09, pronunciando sull’appello proposto dl MIUR – Direzione generale alta formazione artistica e musicale nei confronti di A.C. e di C.F., nonchè sull’appello incidentale proposto da A.C., entrambi avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Matera n. 63 del 2008, rigettava la domanda di A.C. diretta ad ottenere la declaratoria del proprio diritto a subentrare nelle funzioni di direttore del Conservatorio dal 1 novembre 2002 e fino alla nomina del nuovo direttore e dichiarava l’illegittimità del provvedimento del direttore generale dell’alta formazione artistica e musicale del 7 ottobre 2002 di conferimento della funzione direttiva del Conservatorio di musica di (OMISSIS) a C.F. per la parte eccedente il termine dell’anno scolastico.
2. La A., docente di violino, titolare di cattedra presso il conservatorio “(OMISSIS), aveva adito il Tribunale esponendo: di svolgere le funzioni di vice-direttore sin dal 1998/1999 su incarico del direttore L.P.L.; che il 1 novembre 2002 il L.P. non era stato riconfermato quale direttore; che il MIUR aveva affidato la funzione direttiva a C.F. (fino alla nomina del nuovo direttore) attingendolo da una graduatoria formata ai sensi dell’O.M. n. 284 del 26 giugno 1998.
Tanto premesso aveva dedotto che tale conferimento era illegittimo in quanto la graduatoria utilizzata non era più in vigore e la reggenza spettava ad essa ricorrente ai sensi del D.M. 6 ottobre 2000 e del D.M. 8 agosto 2002, atteso che in caso di cessazione del direttore allo stesso subentrava il vice-direttore.
Aveva, quindi, chiesto il riconoscimento del proprio diritto a succedere al direttore L.P. nel medesimo ruolo, con le conseguenze di ordine giuridico ed economico connesse, previa declaratoria dell’illegittimità dell’incarico conferito al C..
3. Il Tribunale aveva riconosciuto il diritto dell’ A. a subentrare nelle funzioni di direttore dal 1 novembre 2002 e fino alla nomina del nuovo direttore, secondo le modalità elettive previste dagli emanandi statuti, con tutte le conseguenze giuridiche, economiche e previdenziali stabilite dalla legge.
4. Per la cassazione della sentenza resa in grado di appello ricorre A.C. prospettando due motivi di ricorso.
5. Il MIUR – Direzione generale alta formazione artistica e musicale è rimasto intimato.
6. Anche C.F. è rimasto intimato.
7. In prossimità dell’udienza pubblica la ricorrente ha depositato memoria.
1. Con il primo motivo di ricorso è dedotta violazione e falsa applicazione delle disposizioni in materia (D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 241, O.M. n. 284 del 1998, art. 25 ter, comma 3, del d.lgs. n. 59 del 1998, D.M. 6 ottobre 2000, D.M. 8 agosto 2002), disposizioni che sono richiamate nella ricostruzione normativa che nella parte “Motivi” del ricorso precede la specificazione degli stessi, e la cui violazione è illustrata nel presente motivo, ex art. 360 c.p.c., n. 3.
2. La ricorrente, atteso che il prof. L.P. già destinatario di conferma nell’incarico di direttore del conservatorio per il biennio 2000/2002, non veniva nuovamente confermato a partire dal 1 novembre 2002, essendo venuto meno alcuno dei requisiti previsti dell’O.M. n. 284 del 1998, art. 2, essendo intervenuto rinvio a giudizio del 24 aprile 2001, censura la statuizione con la quale la Corte d’Appello ha ritenuto che non potesse trovare applicazione quanto previsto dal D.M. 8 agosto 2002, art. 3, come già stabilito dal D.M. 6 ottobre 2000, disciplina che aveva fondamento nelle norme primarie, secondo cui, in caso di cessazione a qualsiasi titolo del docente confermato nell’incarico di direttore, subentrava nella carica il vice-direttore, perchè il giudice di secondo grado erroneamente aveva ritenuto che nella fattispecie non si verteva in ipotesi di docente confermato, ma in un ipotesi di cessazione dall’incarico a qualsiasi titolo, con la conseguenza che la fattispecie era regolata dell’O.M. n. 284 del 1998, art. 5, che stabiliva che nel caso di revoca dall’incarico in corso di svolgimento, la direzione dell’istituto prestava affidata, solo fino al termine dell’anno accademico, al docente primo dei non eletti.
L’interpretazione della Corte d’Appello contrastava con l’esclusione di rilievo alla designazione elettiva, come prevista dall’O.M. n. 284 del 1998, art. 3, sancita dai D.M. del 2000 e del 2002, adottati in ragione della disciplina primaria sopravvenuta
3. Il motivo è fondato e deve essere accolto.
L’interpretazione dell’O.M. 294 del 1998 e dei D.M. 6 ottobre 2000 e D.M. 8 agosto 2002, non può non tener conto del quadro normativo primario in cui gli stessi si inseriscono.
L’O.M. 28 giugno 1998, n. 284, dettava una disciplina transitoria, prima della integrale applicazione, che richiedeva l’inquadramento dei capi d’istituto nella qualifica di dirigente scolastico, del D.Lgs. n. 59 del 1998, il quale introduceva nel D.Lgs. n. 29 del 1993, l’art. 25-ter che stabiliva:
“La direzione dei conservatori di musica, delle accademie di belle arti, degli istituti superiori per le industrie artistiche e delle accademie nazionali di arte drammatica e di danza, è equiparata alla dirigenza dei capi d’istituto.
Con decreto del Ministro della pubblica istruzione sono disciplinate le modalità di designazione e di conferimento e la durata dell’incarico, facendo salve le posizioni degli attuali direttori di ruolo”.
Le regole dell’O.M., per quanto d’interesse, nella fattispecie in esame, attenevano alle nomine per le sedi non ricoperte da direttori di ruolo, atteso che ai sensi del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 241, comma 6 “I posti di direttore non coperti da titolari sono affidati dal dirigente preposto all’istruzione artistica, per incarico temporaneo, ad uno dei docenti del conservatorio”.
Lo stesso art. 241, al comma 3 prevede “Il direttore designa, all’inizio dell’anno scolastico, il docente chiamato a sostituirlo nelle funzioni didattiche e disciplinari in caso di assenza o di impedimento”.
L’O.M. n. 284 del 1998, in aderenza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 212, per le Accademie di belle arti, stabiliva in due anni la durata dell’incarico di direttore conferito su proposta, formulata tramite designazione elettiva, del collegio dei docenti dei Conservatori di musica.
Dell’O.M. n. 284 del 1998, art. 5, u.c., prevedeva nel caso di revoca o sospensione dell’incarico in corso di svolgimento, che la direzione dell’istituto restava affidata, solo fino al termine dell’anno scolastico, per incarico, al docente primo dei non eletti che aveva riportato il maggior numero di voti nelle elezioni svoltesi in senso al collegio dei docenti.
I casi di revoca o sospensione, ai sensi dell’art. 5, comma 1, della medesima ordinanza erano connessi alla perdita anche di uno dei requisiti di cui al precedente art. 2, tra cui il rinvio a giudizio.
Tale meccanismo, che ricorre al primo dei non eletti, è coerente con l’esigenza di sostituire un direttore designato su proposta del collegio dei docenti, per salvaguardare l’effettività di tale funzione e valorizzare le ulteriori indicazioni emerse nelle relative elezioni.
Ma la fattispecie in esame è diversa, in quanto i D.M. del 2000 e del 2002, intervenuti nelle more dell’attuazione della L. n. 508 del 1999, di riforma dei conservatori di musica, oltre a validare l’intervenuta scadenza della durata biennale degli incarichi conferiti in base all’O.M. del 1998 su designazione elettiva, hanno determinato una cesura tra nomina del direttore su base elettiva, e nomina, sia pure in via transitoria, in base ad atto di conferma in ragione di determinati requisiti come definiti dai D.M. stessi, sia pure richiamando la persistenza delle condizioni di cui all’O.M. del 1998.
La prima disposta conferma nella titolarità dell’incarico per l’anno accademico 2000/2002, dopo la scadenza biennale dello stesso come conferito su base elettiva, ha fatto venire meno le condizioni per fare applicazione del citato art. 5 dell’O.M. del 1998 mancando una delle condizioni di cui all’art. 2 dell’O.M. del 1998, atteso che il subentro del primo dei non eletti presuppone la persistente efficacia dei risultati elettorali, venuta invece meno per il decorso biennale dell’incarico, nè l’O.M. n. 284 del 1998 attribuiva alla lista dei non eletti la funzione di graduatoria permanente a scorrimento.
Diversamente, sia il D.M. 6 ottobre 2000, che quello dell’8 agosto 2002, attribuiscono il conferimento dell’incarico al vice-direttore, in coerenza con il D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 241, comma 6, che costituisce, ratione temporis, disciplina primaria di riferimento (comma poi abrogato dal D.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132), non potendo trovare applicazione per le ragioni anzidette l’O.M. del 1998.
Infine, si osserva che la previsione contenuta nell’art. 3 dei citati D.M. “in caso di cessazione a qualsiasi titolo” comprende l’ipotesi del venir meno dell’incarico per essere venuti meno i requisiti di cui dell’O.M. n. 282 del 1998, art. 2, situazione posta a fondamento della revoca o sospensione dall’art. 5, comma 1, della medesima ordinanza, e intende, quindi disciplinare ogni ipotesi di cessazione.
Il riferimerto al “docente confermato” (O.M. 8 agosto 2002, art. 3), invece che “all’incarico in corso di svolgimento” (O.M. n. 282 del 1998, art. 5, u.c.) pone in evidenza la differenza delle modalità di nomina del direttore (su designazione elettiva o tramite conferma) con le conseguenti diverse conseguenze in caso di cessazione.
3. All’accoglimento del primo motivo di ricorso segue l’assorbimento del secondo motivo con il quale la ricorrente deduceva error in procedendo ex art. 360 c.p.c., n. 4 e omessa insufficiente motivazione ex art. 360 c.p.c., n. 5, atteso che la sentenza di appello non aveva tenuto in considerazione che il direttore L.P., con riferimento al rinvio a giudizio che aveva determinato la sospensione dal suo incarico era stato assolto con formula piena.
4. La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia anche per le spese del presente giudizio alla Corte d’Appello di Potenza in diversa composizione, la quale si atterrà, nell’ulteriore esame del merito della controversia, a tutti i principi sopra affermati.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia anche per le spese del presente giudizio alla Corte d’Appello di Potenza in diversa composizione.