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Timestamp: 2019-10-24 04:38:07+00:00
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Tributi locali: come individuare gli immobili rurali? | Commercialista Telematico
ai fini del pagamento dei tributi locali, è fondamentale capire se un immobile è rurale, a prescindere dal suo classamento catastale…
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16182 del 03.08.2016, ha chiarito i presupposti per rilevare la condizione rurale degli immobili ai fini dei tributi locali.
Nel caso di specie il Comune aveva emesso nei confronti di una società cooperativa agricola un avviso di accertamento, con il quale provvedeva a rettificare ai fini ICI il valore complessivo dei fabbricati rurali in relazione all’anno di imposta 2004.
La società contribuente impugnava l’avviso di accertamento davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Ravenna, deducendo l’esenzione dall’imposta, in quanto gli immobili costituivano fabbricati strumentali all’attività agricola a suo dire esenti dall’ICI, finalizzati allo svolgimento dell’attività di manipolazione e trasformazione del prodotto conferito dai soci.
La Commissione Tributaria Provinciale di Ravenna accolse il ricorso con sentenza avverso la quale il Comune propose ricorso in appello davanti alla CTR dell’Emilia.
La Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia accolse l’appello e riformò la sentenza di primo grado, in quanto gli immobili non erano classificati come “rurali” nel catasto dei fabbricati, perché accatastati con categoria D/8 e non con categoria A/6 o D/10 e quindi non potevano godere dell’esenzione prevista per fabbricati rurali strumentali all’attività agricola.
Avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia proponeva infine ricorso per cassazione la società.
Premesso che era entrato in vigore l’art. 7, cc. 2-bis, 2-ter e 2-quater, del D.L. 13 maggio 2011 n. 70, con il quale era stata introdotta una speciale procedura di riconoscimento, con effetti retroattivi, delle categorie D/10 ed A/6 agli immobili da sempre in possesso dei requisiti di ruralità stabiliti dall’art. 9 del D.L. 557 del 1993, il contribuente rilevava poi la violazione e falsa applicazione dell’art.7 cc, 2-bis e ss. del D.L. 13 maggio 2011 n. 70, perché il giudice di appello, in violazione della suddetta normativa, non aveva riconosciuto la retroattività dell’attribuzione delle categorie A/6 e D/10 ai fabbricati rurali della società anche per l’anno d’imposta 2004, nonostante che la società contribuente, in aderenza alla procedura speciale ivi prevista, avesse presentato tempestiva domanda di variazione della categoria catastale da D/8 ad A/6 o D/10, con relativa autocertificazione in cui attestava i requisiti di ruralità dell’immobile in via continuativa a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda avvenuta in data 30/9/2011.
Con altro motivo di ricorso la società ricorrente lamentava poi, in via subordinata, in caso di mancata applicazione dello ius superveniens, la violazione e falsa applicazione dell’art. 23 c. 1-bis D.L. 30 dicembre 2008 nr.207, convertito in legge 2772/2009 n. 1 e dell’art.9 d.l. 30/12/1993 n. 557 ed art. 2 del d.lgs 504 del 30 dicembre 1992, perché il giudice di appello aveva ritenuto erroneamente sottoposti al pagamento dell’Ici i fabbricati rurali solo in funzione della loro classificazione catastale, senza tenere conto però che il requisito della ruralità prescinde dall’iscrizione in catasto del fabbricato nella categoria A/6 o D/10 e che sussistevano nella fattispecie le caratteristiche di ruralità degli immobili esenti dall’ICI perché funzionali allo svolgimento di attività agricola.
Il ricorso, secondo la Corte, era tuttavia è infondato.
Le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno infatti affermato (Sez. Unite, Sentenza n. 18565 del 21/08/2009) che “In tema di ICI, l’immobile che sia stato iscritto nel catasto dei fabbricati come ‘rurale’, con l’attribuzione della relativa categoria (A/6 o D/10), in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dall’art. 9 del d.l. n. 557 del 1993, conv. in legge n. 133 del 1994, non è soggetto all’imposta, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 504 del 1992, come interpretato dall’art. 23, comma 1-bis del d.l. n. 207…