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Timestamp: 2020-08-12 18:41:33+00:00
Document Index: 31481434

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 132', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 6', 'art. 54', 'art. 92']

Sentenza Cassazione Civile n. 26583 del 21/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26583 del 21/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 21/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.21/12/2016), n. 26583
sul ricorso iscritto al n. 21883 – 2015 R.G. proposto da:
C.C. – c.f. (OMISSIS) – T.S. – c.f. (OMISSIS) –
G.M. – c.f. (OMISSIS) – CI.DO. – c.f.
(OMISSIS) – GA.GE. – c.f. (OMISSIS) – (quale erede di
Ga.Ci.), GA.GI. – c.f. (OMISSIS) – (quale erede di
Ga.Ci.), elettivamente domiciliati in Napoli, al corso A. Lucci, n.
137, presso lo studio dell’avvocato Vincenzo Riccardi che
congiuntamente e disgiuntamente all’avvocato Clementina Di Rosa li
59281/2010, 59351/2010, 59437/2010, 59438/2010, 59439/2010,
60220/2010.
Con ricorso al tribunale amministrativo regionale della Campania depositato il 30.7.1991 – unitamente al quale era depositata istanza di fissazione di udienza – C.C., T.S., G.M., Ci.Do. e Ga.Ci. instavano per la declaratoria del silenzio serbato dal comune di Napoli in ordine alla corresponsione di adeguamenti ed arretrati stipendiali.
Depositate istanze di prelievo in data 9.1.2009 ed in data 16.1.2009 ed ulteriori solleciti ai fini della risoluzione del giudizio, l’adito tribunale amministrativo definiva la lite con sentenza n. 21913 depositata il 28.10.2010.
Con separati ricorsi, all’uopo riuniti, alla corte d’appello di Roma C.C., T.S., G.M., Ci.Do., Ge. e Ga.Gi., quali eredi di Ga.Ci., si dolevano per l’irragionevole durata del summenzionato giudizio ancora pendente alla data del 5.10.2010 e del 25.10.2010, dì del deposito dei ricorsi alla corte d’appello di Roma.
Con decreto dei 14.7.2014/9.2.2015 la corte d’appello di Roma rigettava le domande e compensava le spese.
Dava atto la corte che nel giudizio “presupposto”, pendente al 16.9.2010, dì di entrata in vigore del codice del processo amministrativo, era stata presentata istanza di prelievo in data 12.1.2009.
Esplicitava ulteriormente che a decorrere dal 12.1.2009, dì della meno recente istanza di prelievo, al 5.10.2010 25.10.2010 dì del deposito della domanda di equa riparazione, non era trascorso il periodo – pari a tre anni – di ragionevole durata.
Avverso tale decreto hanno proposto ricorso sulla scorta di otto motivi C.C., T.S., G.M., Ci.Do., Ge. e Ga.Gi., quali eredi di Ga.Ci.; hanno chiesto che questa Corte ne disponga la cassazione con ogni susseguente statuizione in ordine alle spese di lite, da attribuirsi ai difensori anticipatari.
Con l’ottavo motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione degli artt. 88, 91 e 92 c.p.c., e art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, dell’art. 24 Cost. e art. 111 Cost., commi 1 e 6 e dell’art. 6 della C.E.D.U..
Deducono che le difficoltà interpretative della modifica legislativa del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, assunte dalla corte a motivo di compensazione delle spese non valgono ad integrare i giusti motivi postulati dall’art. 92 c.p.c..