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Timestamp: 2016-12-11 06:17:20+00:00
Document Index: 140172143

Matched Legal Cases: ['art. 1704', 'art. 73', 'art. 55', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 234 del 22.08.2007
Consulenza giuridica ai sensi della circolare 18 maggio 2000, n. 99 -
Ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente - Art. 23 DPR 29
L'Associazione italiana calciatori (AIC) ha chiesto consulenza in
ordine alle ritenute alla fonte sul reddito di lavoro dipendente dei calciatori di serie C, propri associati, alla relativa certificazione del
sostituto d'imposta e alla responsabilità per il pagamento del tributo nel caso di omesso versamento delle ritenute stesse.
Ha premesso al riguardo che la Lega calcio professionisti di serie C
è autorizzata dalle società calcistiche, proprie associate, a
corrispondere la retribuzione dei calciatori nel caso di difficoltà
finanziarie delle stesse ed ha quindi chiesto per l'evenienza:
- quale sia il soggetto (Lega calcio o
società) obbligato ad
effettuare le ritenute alla fonte sulla retribuzione corrisposta ai calciatori;
società) obbligato alla
certificazione di tale prelievo e se a tal fine sia possibile utilizzare
anche modalità alternative al certificato unico del datore di lavoro (mod. CUD);
L'AIC ritiene anzitutto che la Lega calcio, sulla base dell'allegata
dichiarazione unilateralmente e uniformemente resa dalle società
calcistiche (datori di lavoro), assuma la veste del mandatario con
rappresentanza (ex art. 1704 e ss. cod. civ.) delle stesse poiché corrisponde la retribuzione ai calciatori in loro nome e conto, per ovviare
a difficoltà finanziarie in corso.
Tale qualifica soggettiva della Lega non farebbe venir meno quella di
sostituto d'imposta in capo alle società calcistiche su cui gravano pertanto tutti gli obblighi tipici previsti dalla legge tributaria
(effettuazione, certificazione e versamento delle ritenute d'acconto nonché dichiarazione unica con
mod.770).
La sostituzione d'imposta permarrebbe in capo alle
società medesime
anche se si volesse qualificare il rapporto tra queste e la Lega nell'ambito
della delegazione di pagamento ex articolo 1269 e ss. cod.civ..
La Lega agirebbe, in sostanza, da semplice intermediaria di pagamento
(alla stregua di un istituto di credito incaricato di eseguire un pagamento da un cliente con addebito sul proprio conto corrente) e la sua
realizzerebbe, in concreto, mediante la corresponsione della retribuzione al
netto delle ritenute per imposte e contributi previdenziali, se previamente
quantificate e comunicate dalle società calcistiche, ovvero al lordo, nella contraria ipotesi, salvo in ogni caso l'obbligo delle
di versare le ritenute e recuperare in seguito quanto eventualmente
percepito dal proprio dipendente in misura indebita per l'assenza di rivalsa
da parte della Lega.
In ordine alla certificazione del sostituto d'imposta, ex articolo 4
del DPR 22 luglio 1998, n. 322, l'associazione istante ritiene che i propri
membri, in alternativa al c.d. modello CUD, possano utilizzare "apposito
dettaglio fornitogli dalla Lega" sui pagamenti effettuati in nome e per
conto delle società calcistiche, ai fini dello scomputo delle ritenute
subite sull'IRPEF complessiva.
Preliminarmente si rileva che la risposta è resa con riferimento ai
quesiti che concernono la posizione fiscale dell'istante e della Lega Calcio Professionisti e l'assolvimento degli obblighi ai medesimi riferibili.
Secondo codesta Associazione, il prospettato rapporto tra Lega calcio
e società calcistiche sarebbe riconducibile ad un indeterminato ambito
contrattuale di vincolo reciproco (del tipo: mandato con rappresentanza,
delegazione di pagamento, intermediazione di pagamento), pur a fronte di un
atto unilaterale di queste ultime quale emergente dall'allegato trasmesso.
Occorre, tuttavia, evidenziare in via preliminare che la
configurazione giuridica privatistica di un determinato rapporto, quale
appunto quello intercorrente tra Lega e società, non assume rilevanza ai
fini dell'individuazione del sostituto d'imposta e degli adempimenti
connessi a tale qualifica (effettuazione, certificazione e versamento delle
ritenute d'acconto nonché dichiarazione con mod. 770).
Sul punto è sufficiente rilevare che il sostituto d'imposta
soggetti che concorre con l'Amministrazione finanziaria ad una funzione
pubblica primaria, quale il reperimento delle risorse destinate alla spesa
pubblica, e che pertanto la disciplina della sua attività è imperativa e cogente e non
può subire sovrapposizioni per effetto dell'attività tra
soggetti privati quand'anche da questa derivino obblighi di natura
tributaria a carico di essi, come nel caso in esame.
Ai fini suddetti è allora determinante riferire il dato normativo
alla fattispecie concreta che si sostanzia nella corresponsione da parte
della Lega calcio di somme aventi natura di reddito di lavoro dipendente
(retribuzione dei calciatori associati) svolto presso terzi (società
calcistiche).
Al riguardo, in materia di ritenute sui redditi di lavoro dipendente
l'articolo 23, comma 1, del DPR 29 settembre 1973, n. 600 dispone: "Gli enti
e le società indicati nell'articolo 87, comma 1, (oggi art. 73, comma 1)
del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR)...le società e le
associazioni indicate nell'articolo 5 del predetto testo unico e le persone
fisiche che esercitano imprese commerciali, ai sensi dell'articolo 51 (oggi
art. 55) del citato testo unico... le persone fisiche che esercitano arti o
professioni... i quali corrispondono somme e valori di cui all'articolo 48
(oggi art. 51) dello stesso testo unico, devono operare all'atto del
pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa...".
Ai soggetti indicati in detta disposizione l'articolo 64, comma primo,
dello stesso DPR n. 600/1973 conferisce la qualifica di sostituto d'imposta,
coincidente con: "Chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al
pagamento d'imposte in luogo di altri, per fatti e situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto, deve esercitare la rivalsa se non
è diversamente stabilito in modo espresso".
Orbene, la fattispecie prospettata da codesta Associazione contiene i
requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti dal combinato disposto di dette
La Lega Professionisti Serie C, ai sensi dell'articolo 1 e ss. del
proprio statuto, è infatti un'associazione di diritto privato senza fine di
lucro che non ha per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività
commerciali di cui all'articolo 2195 del codice civile.
Per tale sua natura essa è compresa nell'articolo 73, comma 1, lettera c) del TUIR e quindi assume necessariamente la qualifica di
sostituto d'imposta laddove corrisponda somme aventi natura di reddito di
lavoro dipendente (retribuzione ai calciatori), ai sensi dell'articolo 51 del TUIR, pertanto soggette a ritenuta alla fonte a titolo di acconto
"all'atto del pagamento", ex articolo 23, comma 1, del DPR n. 600 del 1973.
Lo svolgimento dell'attività lavorativa dipendente presso terzi
(società calcistiche) mantiene pur fermo l'obbligo della ritenuta in capo
alla Lega, quale sostituto d'imposta, in aderenza anche allo stesso concetto
di reddito di lavoro dipendente, ex articolo 49 del TUIR, oltre che al testo
del predetto articolo 23 ed alla sua ratio.
Per la sussistenza del reddito di lavoro dipendente, ai fini fiscali,
l'articolo 49 del TUIR privilegia, infatti, la natura oggettiva del rapporto
di lavoro subordinato in quanto tale più che la riconducibilità della
prestazione lavorativa alla sfera giuridica del soggetto che eroga il
reddito scaturente.
del DPR 600 correla invece l'obbligo della ritenuta non più, come nel previgente testo, alla corresponsione "di compensi e altre
somme di cui all'articolo 46 (oggi 49) del TUIR per prestazioni di lavoro
dipendente", ma "di somme e valori di cui all'articolo 48 (oggi art. 51)
dello stesso testo unico...percepiti... a qualunque titolo... in relazione
al rapporto di lavoro...".
Dalla qualifica di sostituto d'imposta conseguono in capo alla Lega,
oltre alle ritenute, anche gli altri obblighi tipici connessi quali il
versamento delle stesse (art. 3 DPR n. 602 del 1973), il rilascio della
certificazione unica mediante utilizzo esclusivo del mod. CUD (art. 4, comma
6 quater, DPR n. 322 del 1998), specificamente previsto dell'Agenzia delle
Entrate per i redditi di lavoro dipendente, nonché la dichiarazione, per
via telematica, con mod. 770 semplificato (art. 4, comma 1, DPR n. 322 del
Il presente parere, richiesto con istanza di consulenza giuridica,
è reso nell'ambito della generale attività interpretativa ai sensi della
circolare 18 maggio 2000, n. 99.