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Timestamp: 2019-10-18 02:40:48+00:00
Document Index: 44948225

Matched Legal Cases: ['art. 1114', 'art. 2283', 'art. 2283', 'art. 2283', 'art. 27', 'art. 88', 'art. 2275']

Art. 2283 codice civile: Ripartizione di beni in natura | La Legge per tutti
Art. 2283 codice civile: Ripartizione di beni in natura
Se è convenuto che la ripartizione dei beni sia fatta in natura, si applicano le disposizioni sulla divisione delle cose comuni (1).
Ripartizione dei beni in natura: i beni (in quanto siano divisibili [v. Libro III, Titolo I]) sono divisi in modo tale che a ciascun condividente (in questo caso il socio) spetti una parte del bene o un certo numero di cose se il bene era composto da più cose.
(1) Ossia, le norme nella divisione dei beni in comunione ordinaria [v. 1100] ed in particolare l’art. 1114 [v. 2282].
La cancellazione dal registro di una società determina soltanto una presunzione di estinzione della società stessa, ma detta estinzione si verifica soltanto in seguito all'effettiva liquidazione di tutti i rapporti giuridici pendenti, sicché - pendenti taluni rapporti - non può dirsi verificata la successione nei rapporti con la ripartizione dei beni sociali ai soci (art. 2283 c.c.), se non si è avuto in altro modo e tempo il trasferimento dei beni o l'assegnazione ai soci.
Consiglio di Stato sez. IV 23 settembre 2004 n. 6208
Dal momento che le società di persone costituiscono gruppi patrimoniali autonomi in relazione ai patrimoni dei soggetti, lo scioglimento della società non comporta, in dipendenza del venir meno del vincolo associativo, un subingresso dei singoli soci sui beni da loro rispettivamente conferiti, anche se è convenuto che la ripartizione dei beni societari venga effettuata in natura, ai sensi dell'art. 2283 c.c. Conseguentemente lo scioglimento di una società in nome collettivo a seguito del recesso di uno dei due soci e la prosecuzione della relativa attività imprenditoriale in forma individuale in capo al socio residuo che viene ad esercitarla a titolo proprio, comporta il trasferimento dell'intero patrimonio societario a quest'ultimo, ivi compresa la quota di spettanza.
Comm. trib. centr. sez. XIX 18 settembre 1987 n. 6300
La percezione da parte del socio, a seguito del suo recesso dalla società, della quota a lui spettante in base alla situazione patrimoniale della società, giusta la disposizione contenuta nell'art. 2283 c.c. determina il trasferimento agli altri soci della medesima quota del patrimonio sociale che, comportando nella specie anche beni immobili, soggiace alla disciplina dell'art. 27 comma 3 r.d. 30 dicembre 1923 n. 3269 e va tassata con l'imposta graduale di registro di cui all'art. 88 della tariffa all. A allo stesso decreto.
Comm. trib. centr. sez. I 02 dicembre 1981 n. 5047
Nella procedura di liquidazione di una società semplice la ripartizione dei beni va effettuata in base alle disposizioni sulla divisione delle cose comuni soltanto se è stata pattiziamente convenuta la ripartizione dei beni in natura (nella specie non è stata ravvisata una pattuizione rivolta alla ripartizione in natura dei beni comuni nella clausola dell'atto costitutivo che si riferisce genericamente alla divisione tra i soci dei beni costituenti il patrimonio sociale).
Tribunale Torino 28 luglio 1986
Il giudice adito con domanda di accertamento del verificarsi di una causa di scioglimento di una società di persone non può procedere alla liquidazione della quota di un socio, ed alla eventuale ripartizione dell'attivo, quando manchi una concorde istanza di tutti i soci, atteso che, all'infuori di tale ipotesi, la suddetta liquidazione e ripartizione restano affidate al procedimento contemplato dagli art. 2275-2283 c.c., nell'ambito del quale l'intervento dell'autorità giudiziaria non può essere esteso, senza il consenso di tutti i soci, al di là dei casi tassativamente contemplati.
Cassazione civile sez. I 20 dicembre 1985 n. 6525