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Timestamp: 2020-07-12 23:28:47+00:00
Document Index: 59641278

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 327', 'art. 385', 'art. 2', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 19357 del 30/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19357 del 30/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 30/09/2016, (ud. 18/05/2016, dep. 30/09/2016), n.19357
sul ricorso 6264-2015 proposto da:
M.T., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ASIAGO 8,
presso lo studio dell’avvocato GUIDO ALFONSI, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato GENNARO COZZOLINO giusta procura
UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA (olim, Milano s.p.a.), in persona del suo
VELLETRI 24, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE FALACE, che lo
rappresenta e difende giusta procura in calce del controricorso;
P.P.M., PI.PA.MA.;
avverso la sentenza n. 14/2014 del 08/01/2014 della CORTE D’APPELLO
di L’AQUILA, depositata il 13/01/2014;
118/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MARCO ROSSETTI.
“1. M.T. ha impugnato per cassazione la sentenza (13.1.2014 n. 14) con cui la Corte d’appello de L’Aquila, confermando la sentenza di primo grado, ha rigettato la sua domanda di risarcimento del danno causato – secondo la prospettazione attorea – da un sinistro stradale.
2. Con ambedue i motivi di ricorso, che possono essere esaminati unitamente per la loro intima connessione, la ricorrente deduce che la Corte d’appello ha erroneamente ritenuto non provato l’avverarsi del sinistro con le modalità da lei descritte. Espone che i due testimoni escussi, ritenuti dalla Corte d’appello inattendibili, erano stati assolti in sede penale dall’imputazione di falsa testimonianza, e che comunque gli altri elementi di prova ritenuti impeditivi dell’accoglimento della domanda referto di pronto soccorso, in particolare), non consentivano di ritenere inondata la pretesa attorea.
Nella giurisprudenza di questa Code è infatti pacifico il principio secondo cui l’assoluzione del testimone dal reato di falsa testimonianza in sede penale non rende di per sè veritiera la dichiarazione resa dal medesimo in sede civile; indipendentemente dalla formula assolutoria, infatti, non viene meno, in capo al giudice civile, il potere-dovere di valutarne l’attendibilità, poichè il principio della libera valutazione delle prove può subire deroghe nei soli casi stabiliti dalla legge (Sez. 2, Sentenza n. 2157 del 14/ 02/ 2012,Rv. 621479; ma nello stesso senso si veda già Sez. 2, Sentenza n. 743 de106104/1964, Rv. 301046).
Quanto, poi, alla valutazione delle restanti prove, la ricorrente sollecita da questa Corte una nuova valutazione degli elementi istnatod, non consentita dall’art. 360 c.p.c., n. 5, così come interpretato dalle Sezioni Unite di questa Code, con la sentenza n. 8053/14.
4. Si propone, pertanto, la dichiarazione di inammissibilità del rito.
2. La parte controricorrente UnipolSai ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2, con la quale ha insistito per la dichiarazione di inammissibilità o infondatezza del ricorso.
La parte ricorrente non ha depositato memoria.
3. L’eccezione di tardività del ricorso va rigettata.
Il presente giudizio è infatti iniziato in primo grado nel 2007, e ad esso non s’applica il testo dell’art. 327 c.p.c. come novellato dalla L. n. 69 del 2009, applicabile ai soli giudizi introdotti dopo il 4.7.2009.
Ne consegue che il termine per proporre il ricorso per cassazione, nel nostro caso, era di un anno al netto della sospensione feriale dei termini: esso è dunque scaduto il 28.2.2015, giorno in cui il ricorso è stato consegnato all’ufficiale giudiziario per la notifica.
Erra, infine, la UnipolSai, nel ritenere che la sospensione feriale dei termini sia di 45 giorni: essa è infatti di 46 giorni, giacchè i giorni 1 agosto e 15 settembre sono compresi nella sospensione, come questa Corte viene ripetendo ormai da quarant’anni (a partire da Sez. Sentenza n. 321 del 25/01/1978, Rv. 389611).
5. Le spese del presente grado di giudizio vanno a poste a carico della ricorrente, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1, e sono liquidate nel dispositivo.
(-) condanna M.T. alla rifusione in favore di UnipolSai s.p.a. delle spese del presente grado di giudizio, che si liquidano nella somma di Euro 4.100, di cui 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie D.M. 10 marzo 2014, n. 55, ex art. 2, comma 2;
(-) dà atto che sussistono i presupposti previsti dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento da parte di M.T. di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.