Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-20350-del-10-10-2016
Timestamp: 2020-04-02 10:17:17+00:00
Document Index: 90894565

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 348', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 20350 del 10/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20350 del 10/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/10/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 10/10/2016), n.20350
sul ricorso 16277-2015 proposto da:
presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato MAURIZIO
MAIELLO giusta procura a margine del ricorso;
avverso la sentenza n, 10485/47/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Il contribuente G.P. ricorre con due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, che resiste con controricorso, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania n. 10485/47/14, depositata il 28 novembre 2014, che, confermando la sentenza di primo grado, ha respinto il ricorso avverso l’avviso di accertamento D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 41 e D.P.R. n. 603 del 1972, art. 55, relativo ad Irpef ed Iva per l’anno (OMISSIS), fondato su un pvc della Guardia di finanza all’esito di una verifica fiscale nei confronti del contribuente.
Le argomentazioni della sentenza consentono di ricostruirne in modo chiaro e sufficientemente preciso l’iter logico ed appaiono in linea con il consolidato orientamento di questa Corte secondo cui, nelle ipotesi, quale quella in esame, di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e mancata esibizione delle scritture contabili, la legge abilita l’ufficio a servirsi di qualsiasi elemento probatorio per la determinazione del reddito ed è quindi legittimo, da parte dell’Amministrazione finanziaria, il ricorso al metodo induttivo D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39 (Cass.21785/12), nonchè l’impiego, ai fini della determinazione dei maggiori ricavi, dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza (Cass.1951/2015).
Con il secondo motivo si denunzia la nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, e si deduce l’omessa pronunzia sull’eccezione di mancata motivazione da parte dell’ente accertatore in ordine all’applicazione dei margini di ricavo al contribuente, individuati nella percentuale del 5%.
Deve poi rilevarsi, in forza della c.d. “doppia conforme” ex art. 348 ter c.p.c., applicabile ratione tempo&amp; al caso di specie, l’inammissibilità di ogni censura sull’adeguatezza della motivazione a supporto della menzionata statuizione di congruità della determinazione (in via sintetica) del reddito del contribuente da parte dell’Ufficio.
Considerato che il contribuente risulta ammesso al gratuito patrocinio con decreto del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli del 19.5.2015 non appaiono sussistenti i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.
Condanna il contribuente alla refusione delle spese del presente giudizio, che liquida in 3.500,00 Euro per compensi oltre a rimborso spese prenotate a debito.