Source: http://www.amcorteconti.it/cassazione.htm
Timestamp: 2017-04-28 21:59:03+00:00
Document Index: 62985005

Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'art. 2395', 'art. 2393', 'art. 2476', 'art.\n14', 'art. 110', 'sentenza ', 'art. 547', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 363', 'art. 37', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 52', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 362', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.\n444', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 2051', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 139', 'sentenza ', 'art. 129', 'art. 129', 'art. 129', 'art. 103', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 185', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 122', 'sentenza ']

Sez. 5,
Sentenza n. 857 del 20 gennaio 2010: mentre il principio di
inutilizzabilità della prova irritualmente acquisita è norma peculiare
del procedimento penale, non costituisce, invece, principio generale
SS.UU. civ., ord. 17 marzo 2010, n. 6410: il comportamento contra legem dell'amministratore pubblico non è mai al riparo dal sindacato relativo alle scelte discrezionali
SS.UU.
CIVILI Ordinanza 16 marzo 2010, n. 6306: Il giudizio del quale si
chiede l’indennizzo per l'eccessiva durata deve essere considerato in
modo unitario; pertanto, assume fattore rilevante per la sua
localizzazione la sede del giudice di merito distribuita sul territorio,
sia esso ordinario o speciale, davanti al quale il giudizio medesimo è
III civile - Sentenza 16 febbraio 2010 n. 3672 (link
a www.guidaldiritto.it):
l'azienda che si aggiudica l'appalto relativo a lavori edili in un
ospedale, mediante il pagamento di tangenti, è tenuta a risarcire la
Asl dei danni patrimoniali per l'illecita alterazione del prezzo degli
appalti e di quelli non patrimoniali per la lesione all'immagine
dell'ente pubblico. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza
3672/2010 secondo la quale il contratto si deve considerare nullo per
contrasto con le norme inderogabili. Ne consegue che la Asl non deve
corrispondere alcun pagamento per i lavori eseguiti e può chiedere
anche il risarcimento del danno per la lesione subita alla propria
immagine con
nota di Ferruccio Capalbo, magistrato della Corte dei conti SS.UU. Civ. ord
n. 519 dep. il 15 gennaio 2010 (.PDF): dichiara la giurisdizione del
giudice ordinario in materia di danno cagionato al patrimonio delle
società a partecipazione pubblica - Sul punto vedi anche le altre ord.
di identico tenore da 520 a 525 dep. il 15 gennaio 2010
SS.UU. civili sent. n.
26806 del 19 dicembre 2009 (.PDF): mentre è configurabile l'azione
del procuratore contabile tesa a far valere la responsabilità
dell'amministratore o del componente dell'organo di controllo della
società partecipata dall'ente pubblico quando quest'ultimo abbia subito
un danno diretto (eventualmente concorrente con l'azione in sede civile
ex art. 2395 e 2476 c.c.), nel caso di danno cagionato al patrimonio
della società non sussiste un danno qualificabile come danno
erariale, inteso come pregiudizio direttamente arrecato al patrimonio
dello Stato o di altro ente pubblico che della società sia socio e
dunque, in tale ipotesi, non sussiste la giurisdizione della Corte dei
conti. Resta salva l'azione erariale per l'omesso esercizio dell'azione
sociale di responsabilità in sede civile da parte dell'ente
pubblico-socio, che nell'attuale disciplina societaria può essere
esercitata anche da una minoranza qualificata dei soci (art. 2393 bis
c.c.) ed addirittura da ciascun singolo socio della società a
responsabilità limitata (art. 2476, co. 3, c.c.) con
nota di Ferruccio Capalbo, magistrato della Corte dei conti: I limiti
esterni alla giurisdizione della corte dei conti e società partecipate:
una brusca battuta di arresto ord. 27092 del 22
dicembre 2009 (.PDF): compete al giudice contabile la giurisdizione
in ordine alle azioni di responsabilità amministrativa esercitate per
ottenere il risarcimento dei danni che si assume essere stati cagionati
alla RAI Spa da componenti del suo cda e da dipendenti della stessa
società e degli enti pubblici azionisti, in seguito alla nomina del
direttore generale e alla conclusione di contratti attinenti al
trattamento economico del direttore generale e degli ex direttori
generali. Compete al giudice ordinario la giurisdizione in ordine alle
azioni esercitate per ottenere la dichiarazione di nullità da cui si
assume essere affetti i predetti contratti. SS.UU. Civ.
sent. n. 25499 del 4 dicembre 2009 (.PDF): che, nel dichiarare la
giurisdizione della Corte dei conti su società concessionaria ex art.
14 bis del Dpr 640 del 1972 dell'Amministrazione Autonoma dei monopoli
di Stato (AAMS) del servizio pubblico di attivazione e conduzione
operativa della rete per la gestione telematica del gioco lecito con
vincite in denaro mediante gli apparecchi di cui all'art. 110, co. 6,
del TULPS - rivestendo l'affidamento carattere strumentale per
l'esercizio di una funzione pubblica - afferma la piena autonomia
ed indipendenza, anche per diversità di causa petendi e di petitum, tra
l'azione contrattuale volta a far valere l'adempimento ovvero le
conseguenze dell'inadempimento nascenti dal rapporto concessorio (nella
specie già proposta dinanzi al TAR) e il giudizio di responsabilità
per danno erariale
Sez. III civile,
Sentenza 18 settembre 2009, n. 20106: il controllo e
l'interpretazione dell'atto di autonomia privata deve essere condotto
tenendo presenti le posizioni delle parti, al fine di valutare se
posizioni di supremazia di una di esse e di eventuale dipendenza, anche
economica, dell'altra siano stati forieri di comportamenti abusivi,
posti in essere per raggiungere i fini che la parte si è prefissata.
Per questa ragione il giudice, nel controllare ed interpretare l'atto di
autonomia privata, deve operare ed interpretare l'atto anche in funzione
del contemperamento degli opposti interessi delle parti contrattuali. La
esclusione della valorizzazione e valutazione della buona fede oggettiva
e della rilevanza anche dell'eventuale esercizio abusivo del recesso,
infatti, consentirebbero che il recesso ad nutum si trasformi in un
recesso, arbitrario, cioè ad libitum, di sicuro non consentito
dall'ordinamento giuridico. (scheda
e nota a cura di Angela Calaluna, da www.altalex.com
II PENALE Sentenza 30 settembre - 28 ottobre 2009, n. 41471: in caso
di omessa timbratura intermedia del c.d. cartellino marcatempo (nella
specie, da parte di pubblico dipendente recatosi allo stadio) si
verifica una lesione concreta e definitiva del patrimonio dell'ente
pubblico, mediante una dazione patrimoniale non dovuta (costituita dalla
quota parte della retribuzione), con conseguente configurabilità del
reato di truffa consumata (da www.altalex.com,
con scheda giurisprudenziale )
III civile, sentenza 11.05.2009 n° 10743: è configurabile una
responsabilità autonoma e diretta della struttura ospedaliera ove il
danno subito dal paziente risulti causalmente riconducibile ad una
inadempienza alle obbligazioni ad essa facenti carico, anche in vista di
eventuali complicazioni od emergenze. Una responsabilità dell'ospedale
può configurarsi anche nella insufficienza delle apparecchiature a
disposizione per affrontare la prevedibile emergenza, ovvero nel ritardo
nel trasferimento del paziente in un centro ospedaliero attrezzato.
SS.UU.,
ord. 23332 del 4 novembre 2009 (file PDF): dichiara la giurisdizione
della Corte dei conti in una fattispecie in cui il danno ingiusto
all'ente pubblico è stato causato da soggetti che avevano instaurato
con quest'ultimo esclusivamente una "relazione funzionale capace di
calarli all'interno dei suoi meccanismi gestionali" (amministratori
e dipendenti di società incaricata della gestione del patrimonio
immobiliare dell'ente)
SS.UU. n. 17471 del 28 luglio
2009 (file PDF): Per l'esecuzione del sequestro conservativo di
crediti, autorizzato dal Presidente della Sezione giurisdizionale
regionale della Corte dei conti, il terzo deve essere citato a comparire
davanti al tribunale ordinario, per rendere la dichiarazione di cui
all'art. 547 c.p.c..
SEZ. UNITE CIVILI - ordinanza 12 maggio 2009 n. 10857: La cognizione in ordine all'azione di responsabilità amministrativa di soggetti istituzionalmente investiti di pubbliche funzioni decisionali in materia di affidamento di lavori pubblici e di modi e di tempi di utilizzazione delle relative risorse finanziarie, promossa con riguardo ad avvenuto versamento, a profitto di costoro, di somme indebite, da parte di appaltatori di siffatti lavori pubblici, appartiene alla giurisdizione della Corte dei conti, allorchè, con il suo esercizio, si assuma sussistente il danno erariale, sotto il profilo di minori entrate tributarie (per redditi occultati dagli appaltatori nel contesto delle operazioni contabili preordinate a quel versamento illecito) o dei maggiori costi apportati dall'amministrazione per la realizzazione delle opere appaltate,
SS.UU. sentenza n. 9147 del 17 aprile 2009 (.PDF): nel caso di omessa o tardiva attuazione di direttive comunitarie, il diritto degli interessati al risarcimento dei danni in ragione del ritardo non ha natura extracontrattuale ma indennitaria per attività non antigiuridica dello Stato, derivando da una obbligazione “ex lege” dello Stato, e il relativo risarcimento prescinde dalla sussistenza del dolo o della colpa e deve essere determinato in modo da assicurare un’idonea compensazione della perdita subita, restando soggetto all’ordinario termine decennale di prescrizione
www.cortedicassazione.it )
SS.UU. sentenza n. 8987 del 16 aprile 2009: benché la P.A., nel suo operare negoziale, si trovi su un piano paritetico a quello dei privati, ciò non significa che vi sia una piena ed assoluta equiparazione della sua posizione a quella del privato, poiché l'amministrazione è comunque portatrice di un interesse pubblico cui il suo agire deve in ogni caso ispirarsi; ne consegue che alla stessa è preclusa la possibilità di avvalersi, nella risoluzione delle controversie derivanti da contratti di appalto conclusi con privati, dello strumento del c.d. arbitrato irrituale o libero, poiché in tal modo il componimento della vertenza verrebbe ad essere affidato a soggetti (gli arbitri irrituali) individuati, nell'ambito di una pur legittima logica negoziale, in difetto di qualsiasi procedimento legalmente determinato e, perciò, senza adeguate garanzie di trasparenza e pubblicità della scelta.(da
Sez. II, Sentenza n. 10817 del 11 maggio 2009: nel demanio marittimo è incluso, oltre il lido del mare e la spiaggia, anche l'arenile, ovvero quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, e la sua natura demaniale - derivante dalla corrispondenza con uno dei beni normativamente definiti negli artt. 822 cod. civ. e 28 cod. nav. - permane anche qualora una parte di esso sia stata utilizzata per realizzare una strada pubblica, non implicando tale evento la sua sdemanializzazione, così come la sua attitudine a realizzare i pubblici usi del mare non può venir meno per il semplice fatto che un privato abbia iniziato ad esercitare su di esso un potere di fatto, realizzandovi opere e manufatti (oltretutto senza il permesso della competente Pubblica Amministrazione, come verificatosi nella specie). Del resto, per i beni appartenenti al demanio marittimo, non è possibile che la sdemanializzazione sia realizzabile in forma tacita, risultando necessaria, ai sensi dell'art. 35 cod. nav., l'adozione di un espresso e formale provvedimento della competente autorità amministrativa, avente carattere costitutivo (da
sez. III, Sentenza n. 10285 del 5 maggio 2009:
stante l’autonomia del processo civile rispetto a quello penale anche in materia probatoria, mentre in quest’ultimo vige la regola della prova “oltre il ragionevole dubbio”, nel primo vige la diversa regola della preponderanza dell’evidenza o “del più probabile che non”, con la conseguenza di dover porre a base della decisione sulla responsabilità civile la soluzione derivante dal criterio di probabilità prevalente, la quale riceva comparativamente il supporto logico maggiore sulla base degli elementi di prova. (Nella specie è stata ritenuta non correttamente motivata la decisione della Corte di Appello di Roma che, nel rigettare la richiesta risarcitoria avanzata dall’Aereolinee Itavia s.p.a. contro i Ministeri della Difesa, degli Interni e delle Infrastrutture, aveva acriticamente recepito le conclusioni del giudice penale circa l’impossibilità di attribuire il disastro aereo di Ustica, alternativamente, ad un’esplosione interna per la presenza di un ordigno, al cedimento strutturale dell’aeromobile oppure ad un’esplosione esterna dovuta al lancio di un missile, così omettendo un’autonoma valutazione delle prove secondo i diversi principi civilistici).(da
SS.UU., sentenza 04.03.2009 n° 5160: l’attività materiale di deposito degli atti in cancelleria, che è priva di un requisito volitivo autonomo, non deve essere compiuta necessariamente dal difensore o dalla parte che sta in giudizio personalmente, ma può essere realizzata anche da persona da loro incaricata (link a www.altalex.com)
e relativa nota di commento
SS.UU., sentenza 11.11.2008 n° 26972: Danno esistenziale, categoria, inammissibilità, danno non patrimoniale, danno conseguenza, necessità di allegazione e prova (con ampia pagina di riferimenti giurisprudenziali e note di commento, da
www.altalex.com )
Sentenza n. 30254 del 23
dicembre 2008, Sezioni Unite Civili: le Sezioni Unite, giudicando
sui ricorsi avverso la decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio
di Stato n. 12 del 2007, li dichiarano inammissibili ma ribadiscono il
principio di diritto, enunciato nell’interesse della legge ai sensi
dell’art. 363 cod. proc. civ., secondo cui, proposta al giudice
amministrativo domanda risarcitoria autonoma, intesa alla condanna al
risarcimento del danno prodotto dall’esercizio illegittimo della
funzione amministrativa, è viziata da violazione di norme sulla
giurisdizione ed è soggetta a cassazione per motivi attinenti alla
giurisdizione la decisione del giudice amministrativo che nega la tutela
risarcitoria degli interessi legittimi sul presupposto che l’illegittimità
dell’atto debba essere stata precedentemente richiesta e dichiarata in
sede di annullamento (pdf)
n. 24883 del 9 ottobre 2008: le Sezioni Unite, promovendo
un'interpretazione adeguatrice dell’art. 37 c.p.c. alla luce dei
principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo
("asse portante della nuova lettura della norma"), hanno
deciso che, fino a quando la causa non sia decisa nel merito in primo
grado, il difetto di giurisdizione può essere eccepito dalle parti
anche dopo la scadenza dei termini previsti dall’art. 38 c.p.c.; la
sentenza di primo grado di merito può sempre essere impugnata per
difetto di giurisdizione; le sentenze di appello sono impugnabili per
difetto di giurisdizione soltanto se sul punto non si è formato il
giudicato implicito o esplicito, operando la relativa preclusione anche
per il giudice di legittimità; il giudice può rilevare anche d’ufficio
il difetto di giurisdizione fino a quando sul punto non si sia formato
il giudicato implicito o esplicito
Sentenza n. 24957 del 10/10/2008: pubblica amministrazione – contratti – vendita di immobile ministeriale sottoposta a condizione risolutiva - fattispecie in tema di responsabilita' contrattuale e precontrattuale TESTO INTEGRALE
Sez. lavoro, sentenza 11.09.2008 n° 22858: Mobbing, elementi essenziali, protrazione della condotta nel tempo - 6 mesi - sufficienza
SS.UU. n. 18757 del 9 luglio 2008: insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali e organizzazione di "serata di gala" (UNIRE) (.PDF)
n. 20588 del 30 luglio 2008 (.PDF): E’ inammissibile il ricorso
straordinario per cassazione avverso il decreto di rigetto dell’istanza
di definizione del processo contabile (ai sensi dell’art. 1, commi 231
e ss. l. n. 266 del 2005), non avendo il decreto i caratteri della
decisorietà e della definitività
Sezioni unite civili: Ordinanza n. 10870 del 30 aprile 2008: In una controversia avente ad oggetto, da un lato, l'accertamento dei canoni dovuti dal pubblico dipendente per il godimento dell'alloggio di servizio in conseguenza del rapporto concessorio con l'Amministrazione di appartenenza e, dall'altro, la condanna del medesimo dipendente al pagamento dei canoni non corrisposti per il godimento di detto alloggio, le Sezioni Unite hanno affermato la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario - e, segnatamente, del giudice del lavoro in quanto giudice del rapporto di impiego - giacché il mancato pagamento dei canoni anzidetti, pur concretando un “danno” ai sensi dell'art. 52 del r.d. n. 1214 del 1934, rappresenta un inadempimento contrattuale, integrante anche la violazione degli obblighi connessi al rapporto di pubblico impiego, che non si configura, però, come attività posta in essere dal dipendente pubblico “nell'esercizio delle sue funzioni”, così come ulteriormente richiede il citato art. 52 per radicare la giurisdizione della Corte dei conti.
unite civili, sent. n. 8455 del 2 aprile 2008 (.PDF): l'articolo 3
del decreto Legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito in Legge 20
dicembre 1996, n. 639, alla luce della successiva disposizione di
interpretazione autentica, recata dal Decreto Legge 30 settembre 2005,
n. 203, articolo 10 bis, comma 10, convertito, con modificazioni, dalla
Legge 2 dicembre 2005, n. 248, va interpretato nel senso che, pur non
essendo limitato ad uno solo il difensore le cui spese per l'attivita'
difensiva nei giudizi promossi con azione di responsabilita' innanzi
alla Corte dei conti siano oggetto di rimborso da parte
dell'amministrazione pubblica di appartenenza in caso di definitivo
proscioglimento, d'altra parte occorre che tali spese, nient'affatto
rimborsabili semplicemente a pie' di lista, siano, sul piano
sostanziale, "congrue" - secondo una valutazione di merito
spettante al giudice adito - rispetto al contenuto e alla portata del
giudizio contabile, e, sul piano formale e probatorio, siano assistite
dalla valutazione di congruita' dell'Avvocatura dello Stato che consente
all'Amministrazione di appartenenza di procedere al rimborso delle
sezione I civile 14 febbraio 2008, in tema di intrasmissibilità agli eredi del debito scaturito da giudicato formatosi prima del decesso del responsabile del danno
sezioni unite civili, Ordinanza n. 8409 del 1° aprile 2008 (.PDF): con riferimento alla delega alle banche della riscossione delle imposte (nella specie tassa di concessione governativa sulla partita IVA), sussiste la giurisdizione della Corte dei conti per il danno erariale che lo Stato assume di aver subito a seguito della mancata osservanza da parte della banca dei termini previsti dalle disposizioni ministeriali concernenti i tempi di invio al Ministero dei supporti informatici contenenti i dati relativi ai versamenti effettuati dai contribuenti, essendo raffigurabile un rapporto di servizio tra amministrazione e banca delegata atteso che tali adempimenti hanno lo scopo di consentire alla P.A. l'espletamento dell'attività di accertamento e repressione delle violazioni di leggi tributarie
Sezioni Unite Civili, ordinanza n. 7446 del 20 marzo 2008 (formato pdf) (Presidente V. Carbone, Relatore A. Segreto): Con riferimento alla responsabilità per danni cagionati all’amministrazione appaltante da chi ha svolto sia l’incarico di progettista che quello di direttore dei lavori, la Corte - dopo aver richiamato la propria costante giurisprudenza, secondo cui la giurisdizione è del giudice contabile per il direttore dei lavori, temporaneamente inserito nell’apparato organizzativo della P.A. quale organo tecnico e straordinario della stessa, ed è del giudice ordinario per il progettista, non essendo ravvisabile un rapporto di servizio in presenza della necessaria approvazione del progetto da parte dell’amministrazione - ha affermato che la domanda nella quale il danno lamentato è prospettato come derivante dal complesso di tale attività spetta alla giurisdizione del giudice
contabile rimettendo la causa davanti a questo (translatio iudicii), non potendosi giungere alla scissione delle giurisdizioni, stante il trend favorevole all’omogeneizzazione della giurisdizione in presenza di un rapporto unitario, come è nel caso di un cumulo di incarichi da cui sorge una complessiva attività professionale nella quale la progettazione è prodromica alla successiva attività di direzione SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 20 febbraio 2008 n. 4287: Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario adito per l’esecuzione di una sentenza emessa dalla Corte dei Conti in materia di pensione, passata in giudicato, calcolare e liquidare la rivalutazione monetaria e gli interessi legali sugli arretrati corrisposti per differenza di ratei di pensione, non essendo applicabile l’art. 10, 2° comma, della L. 21 luglio 2000, n. 205 che riserva alla giurisdizione della Corte dei conti l’esecuzione del giudicato sulle sentenze emesse, atteso che nel caso in questione si è in presenza di un diritto soggettivo Sezioni Unite civili, sent. n. 577 del 11 gennaio 2008: In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, ai fini del riparto dell'onere probatorio, l'attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare il contratto (o il contatto sociale) e l'aggravamento della patologia o l'insorgenza di un'affezione ed allegare l'inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato. Competerà al debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante....
Sezione prima civile, sentenza n. 14 del 3 gennaio 2008: ai fini della liquidazione dell’indennizzo per durata eccessiva dei processi non deve aversi riguardo ad ogni anno di durata del processo presupposto ma solo al periodo eccedente il termine ragionevole di durata, essendo il giudice nazionale tenuto ad applicare la legge dello Stato (art. 2 legge n. 89 del 2001) e non potendo darsi alla diversa giurisprudenza CEDU diretta applicazione nell’ordinamento giuridico italiano disapplicando la normativa interna in quanto, come chiarito dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 348 e 349 del 2007, la convenzione CEDU è configurabile come un trattato internazionale multilaterale e non produce pertanto norme direttamente applicabili negli Stati contraenti.
Sentenza 11 gennaio 2008, n. 581, in tema di risarcimento danni da
emotrasfusione da sangue infetto (prescrizione-onere della prova-nesso di
causalità)
Sezioni unite civili,
Sentenza n. 25837 dell'11 dicembre 2007: il principio di proporzionalità e sufficienza della retribuzione, di cui all'art. 36 Cost., deve trovare integrale applicazione - senza sbarramenti temporali di alcun genere - pure nel settore del pubblico impiego privatizzato, sempre che le superiori mansioni assegnate – che possono riguardare anche una qualifica di ben due livelli superiori a quella di inquadramento - siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza. Testo Completo:
SS.UU. n. 22059/07 del 25 settembre- 22 ottobre
2007 (file PDF): afferma che l'azione revocatoria appartiene alla
giurisdizione della Corte dei conti e che questa è giudice
"naturale" ed "esclusivo" nelle materie di contabilità
pubblica e nelle altre specificate dalla legge, carattere quest'ultimo che,
tra l'altro, impedisce all'amministrazione creditrice di agire a sua volta
davanti al giudice ordinario Sentenza n. 19473 del 20 settembre 2007:
E’ valida la notificazione effettuata presso la residenza anagrafica del destinatario dell’atto (e ricevuta senza obiezioni dal portiere), ancorché lo stesso abbia da tempo la propria stabile dimora altrove, in difetto della prova della conoscenza dell’effettiva residenza del destinatario da parte di chi effettua la notifica.
SENTENZA N. 19218 DEL 14 settembre 2007: PROCESSO CIVILE - NOTIFICAZIONE RICEVUTA DAL CONVIVENTE DI FATTO - NULLITA'
Sentenza n. 19014 dell'11 settembre 2007: il valore della controversia al fine del rimborso delle spese di lite a carico della parte soccombente va fissato sulla base del criterio del quid disputatum (ossia di quanto richiesto dalla parte attrice nell’atto introduttivo del giudizio), tenendo però presente che, in caso di accoglimento solo parziale della domanda, il giudice deve considerare il contenuto effettivo della sua decisione (criterio del decisum), salvo che la riduzione della somma o del bene attribuito non consegua ad un adempimento intervenuto, nel corso del processo, ad opera della parte debitrice, convenuta in giudizio, nel qual caso il giudice, richiestone dalla parte interessata, terrà conto non di meno del disputatum, ove riconosca la fondatezza dell’intera domanda. E’ quanto hanno statuito le Sezioni Unite, componendo un contrasto di giurisprudenza.
sentenza 12 giugno 2007, n. 13708: il segretario comunale non può sostituire il dirigente nell’emanazione di un provvedimento di sua competenza, in quanto, nel rispetto del principio di separazione tra potere di indirizzo e controllo politico amministrativo e potere gestionale, solo a quest’ultimo compete la direzione degli uffici e dei servizi, mentre al primo spettano compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.
sez. III, sentenza 20 aprile
2007 n° 9514: in presenza di una lesione dellintegrítá psícofísica della
persona, il danno alla vita di relazione (come il danno estetico o la riduzione della
capacità lavorativa generica) costituisce, una componente del danno biologico perché si
risolve nellimpossibilità o nella difficoltà di reintegrarsi nei rapporti sociali
per gli effetti di tale lesione e di mantenerli a un livello normale, cosicché anche
questultimo non è suscettibile di autonoma valutazione rispetto al danno biologico,
ancorché costituisca un fattore di cui il giudice deve tenere conto per accertare in
concreto la misura di tale danno e personalizzarlo alla peculiarità del caso (link a www.altalex.it ) (con link ai
precedenti conformi e difformi)
Sezione lavoro,
nella sentenza 23 gennaio 2007, n. 1418: il rimborso delle spese legali, sostenute nei
giudizi intrapresi nei confronti dei dipendenti delle Amministrazioni statali per
responsabilità civili, penali ed amministrative, in conseguenza di fatti ed atti connessi
con l'espletamento del servizio o con l'assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi
con sentenza che escluda la loro responsabilità, deve essere effettuato, ai sensi
dell'art. 18 del d.l. n. 67 del 1997, convertito in legge n. 135/97, nei limiti
riconosciuti congrui dall'Avvocatura dello Stato (link a www.altalex.it )
III, sent. n. 25123 del 27 novembre 2006: la Corte di legittimità
ritorna sugli aspetti attinenti alle peculiarità del procedimento preliminare riguardante
l'ammissibilità dell'azione risarcitoria per la responsabilità civile del magistrato,
riconfermando che tale fase riveste natura delibativa con riguardo alla sussistenza degli
elementi addotti a sostegno della contestazione, mentre ha carattere di cognizione piena e
definitiva in ordine alla configurabilità dei dati contestati, dei requisiti e delle
condizioni cui la legge subordina la suddetta responsabilità (link a www.cortedicassazione.it )
Sez. I, sent. n.
20440 del 21 settembre 2006: sono giuridicamente inesistenti le notifiche delle multe
fatte da società private di recapito - alle quali il Comune ha affidato il servizio di
consegna di atti giudiziari; pertanto, leffetto giuridico è lestinzione
dellobbligazione di pagare la somma dovuta per violazione al Codice della Strada
Sez. I, sentenza n. 22357
del 19 ottobre 2006: solleva la questione di legittimità costituzionale
dellarticolo 5bis del Dl 333/92, convertito in legge 359/92, per contrasto con gli
articoli 111 e 117 della Costituzione, anche in rapporto allarticolo 6 della
Convenzione europea dei diritti delluomo e allarticolo 1 del primo protocollo
addizionale a tale Convenzione, nella parte in cui criteri legali di liquidazione della
indennità di espropriazione ivi disciplinati non consentono un serio ristoro dei
proprietari espropriati
SS.UU. civili,
sentenza 13.06.2006 n° 13659: 1) la giurisdizione del giudice amministrativo sussiste
in presenza di un concreto esercizio del potere, riconoscibile per tale in base al
procedimento svolto ed alle forme adottate, in consonanza con le norme che lo regolano; 2)
spetta al giudice amministrativo disporre le diverse forme di tutela che l'ordinamento
appresta per le situazioni soggettive sacrificate dall'esercizio illegittimo del potere e
tra queste forme di tutela rientra il risarcimento del danno; 3) Il giudice amministrativo
rifiuta di esercitare la giurisdizione e la sua decisione, a norma dell'art. 362, primo
comma c.p.c, si presta a cassazione da parte delle sezioni unite quale giudice del riparto
della giurisdizione, se l'esame del merito della domanda autonoma di risarcimento del
danno è rifiutato per la ragione che nel termine per ciò stabilito non sono stati
chiesti l'annullamento dell'atto e la conseguente rimozione dei suoi effetti (link a www.altalex.com, con nota, schemi e "prontuario della giurisdizione"
di G. Buffone) (per un commento vedi anche Responsabilità
civile della P.A.: esclusione della pregiudiziale amministrativa tra autotutela e danno
erariale di Antonio Ciaramella, magistrato della Corte dei conti)
SS.UU. civili, sentenza del 31
marzo 2006, n. 7578: la domanda di esecuzione di una sentenza di condanna della
pubblica amministrazione, ancorché pronunciata da un giudice speciale (nella specie, la
Corte dei conti in sede di giudizio pensionistico), al pari di quella proposta dei
confronti di qualsiasi altro debitore, introduce sempre una controversia di diritto
soggettivo, la cui tutela, in fase esecutiva ed al fine della decisione sulle opposizioni
ivi proposte, non può che competere al giudice ordinario (link a www.altalex.com) SS.UU. civili, sent. n. 4511 del 1°
marzo 2006 : a) è tutto irrilevante il titolo in base al quale la gestione del
pubblico denaro è svolta, potendo consistere in un rapporto di pubblico impiego o di
servizio, ma anche in una concessione amministrativa od in un contratto privato. b)
il baricentro per discriminare la giurisdizione ordinaria da quella contabile si è
spostato dalla qualità del soggetto (che può ben essere un privato od un ente pubblico
non economico) alla natura del danno e degli scopi perseguiti, cosicché ove il privato,
per sue scelte, incida negativamente sul modo d'essere del programma imposto dalla
Pubblica Amministrazione, alla cui realizzazione egli è chiamato a partecipare con l'atto
di concessione del contributo, e la incidenza sia tale da poter determinare uno sviamento
dalle finalità perseguite, egli realizza un danno per l'ente pubblico (anche sotto il
mero profilo di sottrarre ad altre imprese il finanziamento che avrebbe potuto portare
alla realizzazione del piano così come concretizzato ed approvato dall'ente pubblico con
il concorso dello stesso imprenditore), con
nota di Leonardo Venturini, magistrato della Corte dei conti
- SS.UU. civili,
ord. 2 marzo 2006 n. 4582: il Deputato, quando esercita il proprio compito
istituzionale, agisce in funzione di un rapporto di servizio, speciale e onorario e non è
perseguibile in assoluto solo se cè uno stretto legame funzionale tra opinioni
espresse e atti compiuti ed esercizio indipendente delle proprie attribuzioni (Corte
costituzione sentenze 10 e 11/2000); che tale legame evidentemente si interrompe quando
laccettazione di denaro e di altri beni materiali intervenga a condizionare atti
parlamentari e/o di governo (link a www.altalex.it)
- SS.UU. civili, sentenza
25 gennaio 2006, n. 1378: il sindacato giurisdizionale della Corte di Cassazione sulle
pronunce della Corte dei conti è ammesso per verificare che il giudice contabile non
abbia emanato un provvedimento non riconducibile a quelli che, in astratto, ha il potere
di emanare, ovvero non abbia travalicato i limiti della c.d. "riserva di
amministrazione". Per non travalicare tali limiti, una volta accertata la
compatibilità delle scelte amministrative con i fini pubblici dell'ente, la Corte dei
conti non può estendere il suo sindacato all'articolazione concreta e minuta
dell'iniziativa intrapresa, la quale rientra nell'ambito di quelle scelte discrezionali di
cui la legge stabilisce l'insindacabilità, mentre può dare rilievo alla non adeguatezza
dei mezzi prescelti nell'ipotesi di assoluta ed incontrovertibile estraneità dei mezzi
stessi rispetto ai fini. Anche dopo l'inserimento della garanzia del giusto processo
nell'art. 111 Cost., il sindacato della Corte di Cassazione sulle decisioni del giudice
contabile continua ad essere circoscritto al controllo dell'eventuale violazione dei
limiti esterni della giurisdizione di tale giudice e non si estende alle modalità del suo
civili, sentenza 23.12.2005 n° 28507: Durata ragionevole del processo: eredi
legittimati a richiedere l'indennizzo (link a www.altalex.it) SS.UU., 16 giugno 2005 n. 12868: Lo statuto del Comune
può legittimamente affidare la rappresentanza a stare in giudizio ai dirigenti,
nell'ambito dei rispettivi settori di competenza,
quale espressione del potere gestionale loro proprio, ovvero ad esponenti apicali della
struttura burocratico-amministrativa del Comune, ma ove una
specifica previsione statutaria non sussista il sindaco resta il solo soggetto titolare
del potere di rappresentanza processuale, ai sensi dell' art. 50 del d. lgs. n. 267 del 2000. Inoltre, se lo
statuto affida la rappresentanza a stare in giudizio in ordine all'intero
contenzioso al dirigente dell'ufficio legale, questi, ove ne abbia i requisiti, può
costituirsi senza bisogno di procura, ovvero attribuire l'incarico ad un professionista
legale interno o del libero foro (salve ovviamente le ipotesi, legalmente tipizzate, nelle
quali l'ente può stare in giudizio senza il ministero di un legale: v. da ultimo, in
relazione al processo tributario, l'art. 3 bis del d.l. n. 44 del 2005, convertito, con modif., nella l. n. 88 del 2005), ed ove
abilitato alla difesa presso le magistrature superiori può anche svolgere personalmente
attività difensiva nel giudizio di cassazione. SS.UU. civili,
sentenza 19.09.2005 n° 18450: la clausola con cui, in una convenzione tra un ente
pubblico territoriale e un ingegnere al quale il primo abbia affidato la progettazione di
un'opera pubblica, il pagamento del compenso per la prestazione resa è condizionata alla
concessione di finanziamento per la realizzazione dell'opera, è valida in quanto non si
pone in contrasto col principio d'inderogabilità dei minimi tariffari (link a www.altalex.com )
civ., sentenza n. 19251 del 30 settembre 2005 : costituisce ius
receptum il principio secondo cui la sentenza penale di applicazione della pena ex art.
444 cod. proc. pen. (cosiddetto "patteggiamento") costituisce indiscutibile
elemento di prova per il giudice di merito il quale, ove intenda disconoscere tale
efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l'imputato avrebbe
ammesso una sua insussistente responsabilità, ed il giudice penale abbia prestato fede a
tale ammissione (formato PDF)
civili, sentenza 27.07.2005 n° 15661: Leccezione di interruzione della
prescrizione, in quanto eccezione in senso lato, può essere rilevata dufficio dal
giudice in qualunque stato e grado del processo sulla base di prove ritualmente acquisite
sez. III civile, sentenza
01.07.2005 n° 14091: La soc. Ferrovie dello stato Spa risponde ex art. 2051 c.c. del
danno causato dall'omessa manutenzione e vigilanza sulle pertinenze delle stazioni
ferroviarie (link a www.altalex.com )
Sezioni unite civili, sent.
10 giugno 2005, n. 12195: Nel vigore del combinato disposto degli artt. 284 e 288 r.d. 3 marzo 1934, n.
383, la delibera con la quale i competenti organi comunali o provinciali affidano ad un
professionista privato l'incarico per la progettazione di un'opera pubblica è valida e
vincolante nei confronti dell'ente soltanto se contenga la previsione dell'ammontare del
compenso dovuto al professionista e dei mezzi per farvi fronte. L'inosservanza di tali
prescrizioni determina la nullità della delibera, che si estende al contratto di
prestazione d'opera professionale poi stipulato con il professionista, escludendone
l'idoneità a costituire titolo per il compenso (link a
www.altalex.it )
sez. IIII
civile, sentenza 31.05.2005 n° 11609: finchè non erano conosciuti dalla scienza
medica mondiale i virus della HIV, HBC ed HCV e quindi i tests di identificazione degli
stessi, manca il nesso causale tra la condotta omissiva del Ministero della sanità e
l'evento lesivo (danno da emotrasfusioni), perchè l'evento infettivo da detti virus oltre
che astrattamente inverosimile era addirittura sconosciuto, nè appare configurabile una
responsabilità da c.d. "rischio dello sviluppo" (link a www.altalex.it )
sentenza n. 12868 del 16 giugno 2005: lo statuto può legittimamente affidare la
rappresentanza a stare in giudizio ai dirigenti, nell'ambito dei rispettivi settori di
competenza, quale espressione del potere gestionale loro proprio, ovvero ad esponenti
apicali della struttura burocratico-amministrativa del Comune, ma ove una specifica
previsione statutaria non sussista il sindaco resta il solo soggetto titolare del potere
di rappresentanza processuale, ai sensi dell'art. 50 del testo unico degli enti locali (link
a www.altalex.it )
Unite civili, ord. 20 aprile 2005, n. 8214: è nulla la notificazione
nelle mani del portiere quando la relazione dell'ufficiale giudiziario non contenga
l'attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nell'art. 139 c.p.c.(link
Sezioni unite civili  ordinanza 17 febbraio-8 marzo
2005, n. 4957: va dichiarato inammissibile il ricorso con il quale si
denunci la presunta consumazione dellazione di responsabilità esercitata innanzi
alla Corte dei conti in conseguenza dellavvenuto esercizio, in altra sede, di
analoga azione esercitata dalla Pa, non rilevando la questione in termini di riparto di
giurisdizione, ma di limiti alla proponibilità della prima e, quindi, concernendo la
deduzione di pretesa violazione dei limiti interni della giurisdizione stessa
Sez.Un. penali, sentenza 30
marzo 2005, n. 12283: 1. Lart. 129 c.p.p. non attribuisce al
giudice un potere di giudizio ulteriore ed autonomo rispetto a quello già riconosciutogli
dalle specifiche norme che regolano lepilogo proscioglitivo delle varie fasi e dei
diversi gradi del processo (artt. 425, 469, 529, 530, 531 c.p.p.), ma enuncia una regola
di condotta rivolta al giudice, il quale, di fronte ad una riconosciuta causa di non
punibilità, deve adottare la corrispondente decisione allo stato degli atti, senza che
possa trovare spazio una qualsiasi altra attività non essenziale. 2. La regola di cui
allart. 129 c.p.p., operando in ogni stato e grado del processo, presuppone un
esercizio della giurisdizione con effettiva pienezza del contraddittorio tra le parti e
trova attuazione secondo le forme e i tempi di volta in volta previsti dal codice per la
fase in corso. 3. Nella fase interinale che va dalla ricezione della richiesta di rinvio a
giudizio allo svolgimento delludienza preliminare, non può il giudice adottare con
provvedimento de plano limmediata declaratoria di determinate cause di non
punibilità ex art. 129 c.p.p., ma deve dare impulso al rito tipico della fase in corso
che è quello camerale delludienza preliminare e solo nellambito di questa
può emettere, ricorrendone le condizioni, la detta declaratoria. (link
al sito www.altalex.it )
- Sez. U, Sentenza n. 22277 del
2004: secondo il consolidato orientamento della Corte costituzionale,
l'attribuzione alla Corte dei conti della giurisdizione in materia di contabilità
pubblica, da parte dell'art. 103, secondo comma, Cost. ha carattere di "tendenziale e
non assoluta generalità"
- Sez. Un. 12 ottobre 2004, n. 20132 : appartengono alla giurisdizione della Corte dei conti i giudizi di
responsabilità amministrativa, per danno erariale, in relazione a fatti commessi da
amministratore di ente, ancorchè privato, destinatario di contributi vincolati, distratti
irregolarmente dal fine pubblico cui sono destinati. Con nota di
Leonardo Venturini, magistrato della Corte dei Conti: LEVOLUZIONE
IN SENSO SOGGETTIVO ED OGGETTIVO DELLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI: LA CASSAZIONE
CONFERMA IL PROPRIO RECENTE INDIRIZZO E LIMPRESCINDIBILITA DI UNA
EFFICACE TUTELA DELLE RISORSE COLLETTIVE - sentenza
sez. lavoro, sentenza 14 giugno 2004 n. 11220: è suscettibile di violare il disposto
dellarticolo 2105 Cc e di vulnerare la fiducia che il datore di lavoro deve poter
riporre nel lavoratore un esercizio da parte di questultimo del diritto di critica
che, superando i limiti del rispetto della verità oggettiva, si sia tradotto in una
condotta lesiva del decoro della impresa datoriale, suscettibile di provocare con la
caduta della sua immagine anche un danno economico in termini di perdita di commesse e di
occasioni di lavoro (link a www.altalex.it )
- Sentenza n. 10297 del 28
maggio 2004: in campo medico-sanitario, consistendo l'obbligazione professionale in
un'obbligazione di mezzi, il paziente dovrà provare l'esistenza del contratto e
l'aggravamento della situazione patologica o l'insorgenza di nuove patologie per effetto
dell'intervento, restando a carico del sanitario o dell'ente ospedaliero la prova che la
prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti
peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile. La
distinzione tra prestazione di facile esecuzione e prestazione implicante la soluzione di
problemi tecnici di particolare difficoltà non rileva dunque più quale criterio di
distribuzione dell'onere della prova, ma dovrà essere apprezzata per la valutazione del
grado di diligenza e del corrispondente grado di colpa, restando comunque a carico del
sanitario la prova che la prestazione era di particolare difficoltà
- S.U., n. 3899 del 26
febbraio 2004: l'affidamento, da parte di un
Comune ad un ente privato esterno (nella specie una società per azioni, avente un
capitale detenuto in misura assolutamente maggioritaria dallo stesso Comune), della
gestione del servizio relativo agli impianti e all'esercizio dei mercati annonari
all'ingrosso, comporta l'inserimento del soggetto privato controllato nell'organizzazione
funzionale dell'ente pubblico e ne implica, conseguentemente, l'assoggettamento alla
- sez. III civile, sentenza 3
marzo 2004 n° 4359: Scuolabus: la responsabilità del conducente non
si limita al mero trasporto dei bambini (link a www.altalex.it)
- sez.
III civile, sent. n. 2424 del 9 febbraio 2004: L'imputazione di un
evento dannoso alla responsabilità della P.A. non può avvenire sulla base del mero dato
obiettivo della illegittimità del provvedimento amministrativo, richiedendosi, invece,
una più penetrante indagine in ordine alla valutazione della colpa, da riferirsi non al funzionario agente, ma alla P.A. come apparato. In tale
contesto non si può escludere la rilevanza dell'errore scusabile commesso dalla P.A. ove
esso risulti inevitabile (link a www.giustizia.it )
Unite, ordinanza n. 3351 del 19 febbraio 2004: GIURISDIZIONE CONTABILE
- RESPONSABILITA' DEGLI AMMINISTRATORI DI AZIENDE MUNICIPALIZZATE- SUSSISTENZA - SUSSISTENZA (link a www.giustizia.it
Unite, sentenza n. 1339 del 26 gennaio 2004: DANNO DA VIOLAZIONE DEL
TERMINE RAGIONEVOLE DEL PROCESSO - PRINCIPI STABILITI DALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI
DELL'UOMO IN TEMA DI DANNO NON RAGIONEVOLE (link a www.giustizia.it )
- Sezioni Unite, ord. n. 19667/03 del 22 dicembre
2003: Sono attribuiti alla Corte dei conti i
giudizi di responsabilità amministrativa, per fatti commessi dopo l'entrata in vigore
dell'art. 1 ultimo comma della legge n. 20 del 1994, anche nei confronti di amministratori
e dipendenti di enti pubblici economici. - Sezioni unite, sentenza n. 17014/03 del 12
novembre 2003: 1. Il rapporto sostanziale che sistaura tra il
convenuto assolto nel giudizio di responsabilità e lamministrazione di appartenenza
ai fini del rimborso delle spese legali ex art. larticolo 3, comma 2bis, della legge
639/96 non ha nulla a che vedere con quello che ha per oggetto il giudizio di
responsabilità contabile. 2. Lavvenuta dichiarazione di compensazione delle spese
del processo non è decisione esorbitante dalla giurisdizione, sia perché il contenuto
della pronuncia non si risolve in un rifiuto di giurisdizione, nellerrato
presupposto che questa appartenga ad altro giudice, sia perché la pronuncia non è
espressione di giurisdizione in materia attribuita ad altro giudice, ordinario o speciale
UNITE CIVILI - Sentenza del 29 settembre 2003 n. 14488: Giurisdizione e
competenza - Giurisdizione della Corte dei Conti  dipendenti pubblici 
responsabilità amministrativa  atti discrezionali  sindacabilità in ordine
alle spese per sfilate di moda sostenute dal rettore del Convitto nazionale Vittorio
Emanuele II di Roma  sussiste. Con nota di Massimo Perin,
IV penale, sentenza 05.11.2003 n° 41997: nell'ipotesi in cui il
difensore intenda ottenere il rinvio del dibattimento deve presentare una richiesta al
giudice procedente nel più breve tempo possibile, con riferimento al momento in cui è
insorta la causa dell'impedimento (link a www.altalex.it
- sez. V, penale, sentenza 15.10.2003 n°
39077: Il dipendente pubblico che fa timbrare da altri il proprio cartellino per
risultare presente al lavoro anche quando assente commette il reato di truffa aggravata
(link a www.altalex.it) - SEZIONI UNITE CIVILI 
sentenza 15 ottobre 2003 n. 15403: Giurisdizione e competenza - Concorso -
Controversie relative a concorsi interni o a procedure di promozione - Giurisdizione del
Giudice amministrativo - Sussiste - Riferimento alla giurisprudenza della Corte
costituzionale sui concorsi interni (link a www.lexitalia.it
- Sezione VI Penale, sentenza 5 agosto
2003, n. 33062: commette il reato di interruzione di un pubblico
servizio il medico dell'Asl addetto a un determinato servizio, il quale, pur essendo di
turno, si renda irreperibile nell'intera giornata lavorativa, provocando con la sua
assenza la necessità della sostituzione con altro medico addetto ad altro servizio (link
Sezione civile, Sentenza n. 8828 del 31 maggio 2003: si deve ritenere
ormai acquisito all'ordinamento positivo il riconoscimento della lata estensione della
nozione di danno non patrimoniale, inteso come danno da lesione di valori
inerenti alla persona, e non più solo come danno morale soggettivo. Pertanto,
venendo in considerazione valori personali di rilievo costituzionale, deve escludersi che
il risarcimento del danno non patrimoniale che ne consegua sia soggetto al limite
derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 c.p. Il rinvio ai casi in cui la
legge consente la riparazione del danno non patrimoniale ben può essere riferito, dopo
l'entrata in vigore della Costituzione, anche alle previsioni della legge fondamentale,
atteso che il riconoscimento nella Costituzione dei diritti inviolabili inerenti alla
persona non aventi natura economica implicitamente, ma necessariamente, ne esige la
tutela, ed in tal modo configura un caso determinato dalla legge, al massimo livello, di
riparazione del danno non patrimoniale
Unite Civili, Ordinanza n. 1807 del 6 febbraio 2003: quante volte la domanda
introduttiva del giudizio esibisca un petitum sostanziale che si identifichi col rapporto
di lavoro, tante volte sussiste, alla stregua dell'esposta disciplina, la giurisdizione
del giudice ordinario, non rilevando in contrario che la prospettazione della parte si
esprima in senso impugnatorio di atti prodromici (nella specie un D.M.) (link a www.altalex.com) - sez. VI penale, sentenza
17.02.2003 n° 7772: nel concreto assetto dellorganizzazione
pubblica è individuabile un ambito in cui lutilizzo della linea telefonica
dellufficio per leffettuazione di chiamate personali non esula dai fini
istituzionali e non realizza, quindi, levento appropriativo necessario ai fini della
configurabilità del reato di peculato (link a www.altalex.it) - SEZIONI SECONDA PENALE - Sentenza 13 gennaio 2003 n. 960 : Sussiste la responsabilità penale di un medico appartenente alla struttura
pubblica per la violazione di doveri professionali normativamente definiti, quando dirotta
un paziente presso una clinica privata, manifestando a questi e ai suoi familiari la
necessità di accertamenti e interventi tempestivi unita a quella dei lunghi tempi della
medesima struttura pubblica, accompagnata dal diniego della possibilità di un sollecito
ricovero presso di essa. Costituisce certamente un argomento idoneo ad indurre la parte
interessata e gravemente preoccupata per un possibile esito letale della malattia ad
accettare la prospettazione formulata da un medico della struttura pubblica di ricorrere
ai servizi di una clinica privata.
- SEZ. SEZ. I CIVILE - Sentenza 10 gennaio 2003 n. 157:
Il fondamentale ed innovativo principio espresso dalle Sezioni Unite della Cassazione con
la sentenza 22 luglio 1999 n. 500, è che ai fini della configurabilità della responsabilità aquiliana,
non assume rilievo determinante la qualificazione formale della
posizione vantata dal soggetto, poiché la tutela risarcitoria
è assicurata soltanto in relazione allingiustizia del danno, che costituisce
fattispecie autonoma, contrassegnata dalla lesione di un interesse giuridicamente
rilevante. Il riconoscimento legislativo del principio della risarcibilità
della lesione degli interessi legittimi, già operante in
precedenza nellordinamento, è da rinvenire nellarticolo 35 del decreto
legislativo 80/1998, nella riedizione operatane con larticolo 7 legge 205/00.
Linteresse alla conservazione della qualità edificatoria del suolo conseguita per
effetto di un piano di lottizzazione convenzionata, costituisce un interesse legittimo
oppositivo, la cui lesione, determinata dalla successiva adozione di un piano regolatore
che non tenga conto di essa, senza darne specifica e puntuale
motivazione, costituisce di per sé danno ingiusto risarcibile, non richiedendosi
ulteriormente né prognosi sulla effettiva realizzabilità dello ius
aedificandi, né riscontri basati sulla successiva
esplicazione dellattività amministrativa.
- SEZ. I CIVILE -
Sentenza 15 gennaio 2003 n. 521: il diritto allequa riparazione per il mancato
rispetto del termine ragionevole di durata del processo è commisurato alla durata del
singolo procedimento giudiziale, sicché non è possibile cumulare il ritardo di più
procedimenti connessi e contestualmente pendenti dinanzi a giudici diversi e, in
particolare, dinanzi al giudice ordinario e al giudice amministrativo.
III Civile con la Sentenza 3 dicembre 2002 n. 17152: la responsabilità della pubblica
amministrazione nei confronti dellutente della strada nei soli casi di insidia o
trabocchetto stradale, non è incompatibile con il concorso del fatto colposo del
danneggiato. L'entità del rapporto causale del comportamento colposo del danneggiato
nella produzione dellevento dannoso deve essere valutata in concreto dal giudice del
merito (link a www.diritto.it )
- Sezione Lavoro
n. 16708 del 26 novembre 2002: un'assunzione di favore, eseguita per rapporti di
amicizia e di comune militanza politica, puo' essere ritenuta invalida per conflitto di
interessi fra l'ente rappresentato e il suo rappresentante (link a www.legge-e-giustizia.it) - Sez.
VI penale, sentenza 13.09.2002 n° 30751: l'uso a fini personali del telefono da parte del
dipendente integra il reato di peculato (link a www.Altalex.it
) Nota di Massimo
Perin "Alcune osservazioni sulle conseguenze patrimoniali derivanti
dallutilizzo abusivo del telefono della p.a." (link al sito www.giust.it ) (link al sito www.giust.it )" (link al sito www.giust.it ) (link al sito www.giust.it )
- SEZ. III CIVILE  Sentenza
20 luglio 2002 n. 10638 : legittimamente un Comune viene condannato, in solido con la
locale ASL, a risarcire i danni subiti da un cittadino aggredito da un branco di cani
randagi. (link a www.giust.it )
- SEZIONI UNITE PENALI - Sentenza 8 maggio 2002 n. 17178
:il reato ex artt. 55 e 1161 cod.nav. per opere edilizie eseguite nelle zone di rispetto
del demanio marittimo senza lautorizzazione della Capitaneria di porto ha natura
permanente; tale permanenza, tuttavia, cessa al termine dellesecuzione delle opere
abusive. (link a www.giust.it )
- Sentenza n. 6735 del 10
maggio 2002: RESPONSABILITA' PER DANNI DEL GINECOLOGO IN RELAZIONE ALLA MANCATA
DIAGNOSI DI MALFORMAZIONI DEL NASCITURO Sentenza n. 6735 del 10
DIAGNOSI DI MALFORMAZIONI DEL NASCITURO (link a www.giustizia.it
) (link a www.giustizia.it )
lavoro, sentenza n° 1505 del 05/02/2002: Revoca della pensione di invalidità in seguito
a recupero della capacità di lavoro (link a www.altalex.com) - SEZ. I CIVILE
- Ordinanza 2 febbraio 2002 n. 1390: La Corte rimette alla Corte costituzionale la
questione di legittimità costituzionale dellarticolo 4 comma 3 legge 890/82,
richiamato implicitamente dallarticolo 149 c.p.c., nella parte in cui fa decorrere
la notifica dellatto da notificare dalla data della consegna del plico al
destinatario, anziché dalla data della spedizione, per contrasto con gli articoli 3 e 24
della Costituzione (link a www.altalex.com) -
Sezioni Unite civili 28 dicembre 2001 n
16216: Quando in un procedimento amministrativo, per l'erogazione di una spesa
l'Amministrazione erogatrice deve necessariamente avvalersi delle funzioni svolte da un
ufficio di altro ente pubblico, il titolare di questo ufficio, avendo l'obbligo giuridico
di osservare un certo comportamento, partecipa al procedimento e, perciò, può
considerarsi instaurato un rapporto di servizio tra quest'ultimo e l'Amministrazione
- SEZIONE IV PENALE - Sentenza n 1586 del 25
settembre 2001  16 gennaio 2002: Personale medico 
responsabilità penale - colpa professionale  fattispecie omissive improprie -
accertamento rigoroso della causalità.
- SEZIONE UNITE CIVILI - Sentenza n 179
dell8 maggio 2001: Corte dei conti  competenza e giurisdizione
 contabilità pubblica  danno patito da ente locale - pregiudizio al fascino
paesaggistico  danno suscettibile di valutazione economica - giurisdizione della
Corte dei Conti  sussiste - azione popolare - non sussiste in presenza di iniziativa
processuale riservata al Procuratore regionale della Corte dei Conti  valutazione
della legittimazione processuale del cittadino elettore nel giudizio di danno erariale
 spetta al giudice contabile.
- Sezioni Unite, sent. n. 12367/01 del 9 ottobre
2001: in sede di regolamento
preventivo di giurisidizione, afferma che una società per azioni a partecipazione
pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente contabile, è in sede di
regolamento preventivo di giurisidizione, afferma che una società per azioni a
partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente contabile, è
in sede di regolamento preventivo di giurisidizione, afferma che una società per
azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente
contabile, è soggetta al giudizio per resa di conto e dichiara la giurisdizione
della Corte dei conti. E' del tutto irrilevante, ai fini dell'affermazione della
sussistenza della giurisdizione, che si tratti di entrata di diritto pubblico (sia essa o
non di natura tributaria) ovvero di diritto privato (caso S.T.A. del comune di Roma per la
gestione dei proventi delle soste a pagamento).
- Sezione VI Penale, sentenza n.32947/2001 del 4.9.2001: il
pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, disponendo, per ragione
dell'ufficio o del servizio, dell'utenza telefonica intestata alla P.A., la utilizza per
effettuare chiamate di interesse personale, commette il reato di peculato e il relativo
fatto lesivo si sostanzia non nell'uso dell'apparecchio telefonico quale oggetto fisico,
bensì nell'appropriazione, che attraverso tale uso si consegue, delle energie, entrate a
fare parte della sfera di disponibilità della P.A., occorrenti per le conversazioni
telefoniche (link a http://www.aziendalex.kataweb.it
- CORTE DI
CASSAZIONE  Sezioni Unite Civili Sentenza 200/01 del 14 maggio 2001: Corte
dei conti  Giurisdizione  nei confronti dei componenti lufficio di
presidenza dellAssemblea Regionale Siciliana - sussiste  operatività
guarentigia art 122 quarto comma costituzione - limiti
CASSAZIONE  Sezioni Unite Civili Sentenza 33/01 del 29 gennaio 2001: Corte
dei conti  Giurisdizione scelte discrezionali  compatibilità con
i fini pubblici e manifesta estraneità dei mezzi  sindacabilità 
articolazione concreta dellattività  insindacabilità Corte
dei conti  Giurisdizione scelte discrezionali  violazione del divieto di
sindacare il merito  conseguenze  annullamento della sentenza per difetto
assoluto di giurisdizione - sezioni unite n. 98 del
4 aprile 2000: Corte dei conti 
competenza e giurisdizione  contabilità pubblica - Corte dei conti 
competenza e giurisdizione  contabilità pubblica  danno allimmagine
 natura contrattuale - cognizione del giudice contabile  sussiste -
Responsabilità  danno  danno allimmagine  nozione.
unite n. 933 del 22 dicembre 1999: Corte dei conti  competenza e
giurisdizione  materie di contabilità pubblica  legge 19 gennaio 1994 n 20
 responsabilità risarcitoria del sindaco - cognizione esclusiva della giurisdizione
contabile .
- Sezioni unite n. 744 del 25 ottobre
1999: Corte dei conti  competenza e giurisdizione
 contabilità pubblica  legge 19 gennaio 1994 n 20 articolo 1 comma 4 -
estensione alle ipotesi di responsabilità extracontrattuale - Corte dei conti 
Responsabilità  danno  danno allimmagine  nozione
- N. 461 DEL 19
LUGLIO 1999N. 461 DEL 19
LUGLIO 1999N. 461 DEL 19 LUGLIO 1999: Sussiste la
giurisdizione della Corte dei conti ad esaminare i conti giudiziali degli agenti contabili
dei consigli regionali delle Regioni a statuto ordinario, non essendo possibile
interpretare estensivamente larticolo 4 della legge 853/1973, anche in
considerazione della circostanza che, esclusa la giurisdizione contabile, si verrebbe a
creare unarea di privilegio, sottratta ad ogni sindacato giurisdizionale sulla
correttezza e regolarità della gestione del pubblico denaro.
- N. 500 DEL 26 MARZO 1999:
Risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi - Profili di responsabilità
amministrativa della dirigenza pubblica (con nota di M. Perin)
- SS.UU. n°7454/1997: lAmministrazione
può promuovere davanti alla Corte dei Conti lazione di rivalsa contro il dipendente
qualora risulti responsabile del danno per dolo o colpa grave - Sezione VI Penale
 Sent. n 13048 del 15 dicembre 2000 :....Il rapporto di
occasionalità necessaria deve ritenersi sussistente ogniqualvolta lagente pubblico
imputato di reati, pur perseguendo fini propri, intanto abbia potuto consumare questi in
quanto  svolgendo le funzioni assegnategli e avendo così attinto legittimamente
informazioni dufficio (poi utilizzate illegalmente) si siano oggettivamente e
concretamente dimostrate indispensabili per lesecuzione dei reati medesimi.
altre sentenze sul
sito istituzionale del Ministero della giustizia-Corte di Cassazione,www.giustizia.it