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Timestamp: 2018-07-21 02:22:29+00:00
Document Index: 46285768

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 83', 'art. 19', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 16']

Novità fisco del 10 settembre 2008: IVA-auto: applicazione del regime del margine; esclusione o riduzione della detrazione IVA per alcuni beni e servizi a rischio di censura U.E.; stock option: è rimasta l’esclusione dal reddito per la generalità dei dipendenti | Commercialista Telematico
Novità fisco del 10 settembre 2008: IVA-auto: applicazione del regime del margine; esclusione o riduzione della detrazione IVA per alcuni beni e servizi a rischio di censura U.E.; stock option: è rimasta l’esclusione dal reddito per la generalità dei dipendenti
1) fisco: settore IVA-auto: Applicazione del regime del margine
2) Esclusione o riduzione della detrazione IVA per alcuni beni e servizi a rischio di censura della Comunità Europea ?
3) Antiriciclaggio: Linee guida per l’adeguata verifica della clientela
4) Liquidazione dell’IVA dichiarata e non versata: L’ufficio non ha l’obbligo del preventivo invito al pagamento
5) Scontrini fiscali – Mancata emissione
6) Stock option: E’ rimasta l’esclusione dal reddito di lavoro dipendente del valore delle azioni offerte a tutti i dipendenti con valore complessivo entro € 2.065,83
1) Settore IVA auto: Applicazione del regime del margine
La Commissione tributaria regionale Liguria (sentenza, Sez. IV, 02/07/2008, n. 78) ha stabilito che ai fini dell’applicazione del regime del margine è sufficiente la menzione in fattura del regime applicato, senza necessità di ulteriore attività incombente sull’acquirente italiano.
Sul tema, peraltro, si sono registrate diversi di prassi.
Di norma l’Iva viene applicata, con l’aliquota prevista, sull’intero prezzo di vendita del bene.
Nel commercio dei beni usati (D.L. n. 41/1995), viceversa, è stato introdotto il concetto di regime del margine che, in estrema sintesi, consiste nell’applicare l’imposta sulla differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto, maggiorato dei costi accessori e di riparazione (art. 36, co.1).
I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate: Immatricolazioni auto usate i controlli preliminari per l’applicazione del regime Iva del margine
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 14/E del 26/2/2008, ha specificato che l’immatricolazione di auto usate acquistate nei paesi dell’Unione Europea non può avvenire senza un controllo preliminare da parte dell’amministrazione finanziaria che accerti la presenza dei requisiti minimi per l’applicazione del regime Iva del margine.
Per prevenire l’utilizzo abusivo del meccanismo, che consente di assoggettare all’IVA la sola differenza tra il costo sostenuto dall’impresa per comprare un bene mobile usato e il corrispettivo di rivendita, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sugli adempimenti necessari per immatricolare gli autoveicoli di provenienza comunitaria.
In particolare, secondo tale circolare 14/E/2008, gli operatori nazionali che acquistano auto nell’UE applicando il regime del margine devono trasmettere alle Entrate una serie di documenti prima di richiedere l’immatricolazione allo Sportello telematico dell’automobilista (S.t.a.) o all’ufficio provinciale della Motorizzazione.
Questi possono immatricolare solo i veicoli per cui risultino acquisiti i dati provenienti dall’Agenzia delle Entrate.
Riguardo la documentazione, il contribuente deve presentare la fattura di acquisto della macchina ricevuta dall’operatore comunitario o un altro titolo di acquisto, la carta di circolazione estera e eventualmente una dichiarazione da cui risulti che il rivenditore, soggetto d’imposta in Italia, ha comprato il bene usato da un consumatore privato, da un operatore economico che non ha potuto esercitare il diritto di detrazione, da un soggetto passivo d’imposta in regime di franchigia nel proprio Stato o da un soggetto passivo comunitario che a sua volta ha applicato il regime del margine.
Per consentire un’immatricolazione tempestiva e non ostacolare i normali flussi commerciali, le strutture locali dell’Agenzia devono, in via preliminare, esaminare il libretto di circolazione e la fattura o altro titolo di acquisto con l’obiettivo prioritario di verificare la sussistenza delle condizioni minime per la legittima adozione del regime speciale.
Se questi controlli hanno un esito positivo, l’ufficio comunica gli estremi identificativi del veicolo, tra cui il numero di telaio, al centro elaborazione dati (C.e.d.) del dipartimento dei Trasporti terrestri per consentirne l’immatricolazione.
Se invece sulla carta di circolazione compaiono esclusivamente nomi di società e non di persone fisiche, la comunicazione al C.e.d. avviene solo dopo l’acquisizione da parte dell’ufficio di una dichiarazione di compravendita che dimostri, insieme ad altri documenti, che il veicolo è assoggettabile, almeno in via presuntiva, al regime del margine.
Nel caso in cui tale documentazione non sia ritenuta sufficiente, contestualmente alla comunicazione al C.e.d. della Motorizzazione l’ufficio invia una segnalazione all’area controllo per l’attivazione immediata di una verifica fiscale.
Infine, se oltre alla dichiarazione il contribuente non fornisce alcuna prova della legittima applicazione del regime speciale, l’ufficio invia la comunicazione al C.e.d. solo in seguito all’esito positivo dell’accertamento effettuato dall’area controllo.
Infine, la circolare ha precisato che il buon esito della procedura di vigilanza sugli acquisti col sistema del margine non impedirà eventuali accertamenti successivi sull’effettiva regolarità dell’adozione del regime speciale.
Adempimenti Iva per l’immatricolazione di autoveicoli oggetto di acquisto intracomunitario
In seguito la stessa Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 172 del 24/04/2008, ha precisato che gli acquisti di autoveicoli assoggettati al regime Iva del margine non sono considerati “acquisti intracomunitari” e, pertanto, non sono assoggettati alle disposizioni che condizionano l’immatricolazione al versamento dell’imposta mediante il modello “F24 Iva immatricolazione auto UE”.
Ai fini dell’immatricolazione dei veicoli assoggettati al regime del margine, occorre, tuttavia, che l’operatore nazionale si uniformi alle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 14/2008, documento in base al quale l’operatore nazionale che effettua l’acquisto dei predetti beni da operatori residenti nei paesi membri dell’Unione europea dovrà, prima di richiedere l’immatricolazione, esibire o trasmettere agli uffici locali dell’agenzia delle Entrate una documentazione dalla quale si possa evincere l’esistenza dei requisiti per la legittima applicazione del regime Iva del margine.
Decorrenza temporale della procedura per l’immatricolazione di veicoli di provenienza comunitaria introdotta dal D.L. n. 262/2006.
Infine, per tutti i veicoli che siano stati oggetto della comunicazione telematica di acquisto intracomunitario prima del 3/12/2007, anche se la richiesta di immatricolazione sia stata presentata successivamente, non si applica la particolare modalità di versamento dell’Iva posta a carico degli operatori commerciali del settore auto introdotta dal decreto legge n. 262/2006.
In tali casi, ai fini dell’immatricolazione, é sufficiente, da parte dei soggetti operanti nell’esercizio di imprese, arti e professioni, effettuare la comunicazione telematica di acquisto intracomunitario con le modalità stabilite dal D.M. 30 ottobre 2007.
Regime IVA degli autoveicoli di provenienza estera: Ulteriori chiarimenti delle Entrate
E poi intervenuta la circolare n. 52 del 30/07/2008, dell’Agenzia delle Entrate, che ha chiarito come per l’immatricolazione di veicoli in altri paesi Ue, non occorre effettuare il versamento F24 se l’acquisto è finalizzato all’uso proprio del mezzo.
Rimane il modello F24, invece, se l’acquisto è effettuato per motivi commerciali.
In particolare, con la circolare n. 52/2008, l’Agenzia delle Entrate ha fornito delucidazioni in merito agli adempimenti necessari da realizzare per contrastare le frodi IVA nel settore del commercio dei mezzi di trasporto, acquistati da Paesi comunitari e rivenduti in Italia, introdotti dal D.L. n. 262/2006.
Questi, in sintesi, sono alcuni dei principali temi trattati nella Circolare:
– l’acquisto intracomunitario di un veicolo per uso proprio da parte di imprenditori e professionisti;
– l’acquisto di un veicolo in altri Paesi UE da parte di un rivenditore abituale, che intende immatricolarlo prima della cessione interna;
– l’acquisto di autoveicoli di provenienza comunitaria assoggettati al regime IVA del margine;
– il sistema di controllo dei versamenti minimi;
– le modalità di correzione di eventuali errori commessi nella compilazione del modello “F24 IVA immatricolazione auto UE”;
– l’importo da indicare nel modello “F24 IVA immatricolazioni auto UE”
Non è necessario alcun versamento anticipato dell’Iva per l’acquisto di autovetture comunitarie utilizzate quali beni strumentali nell’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo. Invece i rivenditori che immatricolano il mezzo di trasporto prima della rivendita devono versare anticipatamente l’imposta utilizzando il modello F24.
Secondo l’Amministrazione finanziaria gli obblighi non scattano nei casi di acquisto di beni strumentali in quanto le predette operazioni non sono finalizzate a successive cessioni. In questi casi, prima di effettuare l’immatricolazione, l’imprenditore o il professionista dovrà consegnare all’ufficio competente la fattura di acquisto e una dichiarazione attestante l’oggetto della propria attività e la volontà di utilizzare il mezzo come bene strumentale. Dopo i necessari controlli gli uffici daranno il via libera all’immatricolazione.
Se gli operatori di mercato immatricolano a proprio nome mezzi di trasporto destinati alla vendita dovranno determinare l’Iva da versare anticipatamente sulla base del prezzo di vendita determinato in base al valore normale. Il versamento dovrà essere annotato separatamente nelle scritture contabili specificando che si tratta di un pagamento anticipato.
Successivamente, quando il veicolo sarà ceduto, nella liquidazione periodica sarà necessario tenere conto del versamento anticipato.
L’immatricolazione di autovetture comunitarie rientranti nel regime del margine non richiede il versamento dell’imposta. In questo caso sarà necessario esibire all’ufficio la documentazione attestante i requisiti che legittimano l’applicazione di tale regime.
Veicoli usati importati da Paesi terzi e transitoriamente immatricolati in un Paese UE
Infine, sempre l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 344 del 05/08/2008, ha evidenziato che non si ha acquisto intracomunitario qualora il veicolo non sia formalmente oggetto di una cessione a titolo oneroso.
Ne deriva che la sua immatricolazione in Italia è subordinata, dal lato fiscale, alla presentazione della documentazione doganale dalla quale si evince il pagamento dell’Iva in dogana, senza che assuma rilevanza, di per sé, la circostanza che al veicolo sia stata precedentemente attribuita una targa di un altro Paese comunitario.
Quando si ha acquisto intracomunitario
Infatti, affinché si abbia acquisto intracomunitario, necessita che il veicolo sia oggetto di un’operazione che presenti congiuntamente le seguenti caratteristiche:
– L’acquisto sia effettuato nell’esercizio di imprese, arti o professioni o comunque da soggetti passivi Iva;
– il cedente sia un soggetto passivo d’imposta identificato in un altro Stato membro;
– l’acquisto abbia ad oggetto un bene mobile materiale comunitario o immesso in libera pratica nel territorio comunitario;
– l’acquisto sia effettuato a titolo oneroso con passaggio del diritto di proprietà o altro diritto reale di godimento;
– il bene provenga da un altro Stato membro e giunga in Italia;
– il mezzo di trasporto non sia stato commercializzato con l’applicazione del regime del margine (circolare 26 febbraio 2008, n. 14).
(D.P.R. n. 633/1972 – art. 19 – bis 1)
Potrebbe venire proposta la censura della Corte Europea per le ulteriori esclusioni o riduzioni della detrazione IVA nel nostro paese.
Proprio per tali incombenze, talune concessioni sono state fatte dal Legislatore italiano, che in atto si sono concluse con la cd. manovra estiva (D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008)
In particolare, esaminiamo di seguito l’attuale testo dell’art. 19 – bis 1 del D.P.R. n. 633/1972, in vigore dal 22/08/2008 e con effetto dal 01/09/2008:
– L’IVA relativa all’acquisto o all’importazione di aerei e dei relativi componenti e ricambi viene ammessa in detrazione se i beni formano oggetto dell’attività propria dell’impresa o sono destinati ad essere esclusivamente utilizzati come strumentali ed è comunque esclusa per i professionisti;
– l’IVA relativa all’acquisto o all’importazione dei beni di lusso (quelli elencati nell’allegata tabella B, ad es. pelli di pellicceria, motocicli di cilindrata superiore a 350 c.c.) e delle navi e imbarcazioni da diporto nonchè dei relativi componenti e ricambi viene ammessa in detrazione soltanto se i beni formano oggetto dell’attività propria dell’impresa ed è comunque esclusa per gli esercenti arti e professioni;
– l’IVA relativa all’acquisto o all’importazione di veicoli stradali a motore, (diversi dai motocicli di cilindrata superiore a 350 c.c.), e dei relativi componenti e ricambi viene ammessa in detrazione nella misura del 40% se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione.
Tale disposizione restrittiva non si applica, in ogni caso, quando i predetti veicoli formano oggetto dell’attività propria dell’impresa nonchè per gli agenti e rappresentanti di commercio.
Per veicoli stradali a motore si intendono tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non e’ superiore a otto;
– l’IVA relativa all’acquisto o all’importazione di carburanti e lubrificanti destinati ad aerei, natanti da diporto e veicoli a motore, nonché alle prestazioni di servizi (co. 3, dell’art. 16) e alle prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego, compreso il transito stradale, dei beni stessi, viene ammessa in detrazione nella stessa misura in cui e’ ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di detti aeromobili, natanti e veicoli stradali a motore;
– Non viene ammessa in detrazione l’IVA relativa a prestazioni di trasporto di persone tranne il caso che formino oggetto dell’attività propria dell’impresa;
– non viene ammessa in detrazione l’IVA relativa all’acquisto o all’importazione di alimenti e bevande.
A tale regola vi solo le seguenti eccezioni, nel senso che è ammessa la detrazione dell’IVA per:
– l’acquisto o l’importazione di alimenti e bevande che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa;
– la somministrazione di alimenti e bevande in mense scolastiche, aziendali o interaziendali o mediante distributori automatici collocati nei locali dell’impresa;
– non viene ammessa in detrazione l’IVA relativa alle spese di rappresentanza, come definite ai fini delle imposte sul reddito, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a € 25,82 ;
Detrazione IVA per le spese in alberghi e ristoranti
L’art. 83 della Legge 133/2008, di conversione del Dl 112/2008, ha modificato l’art. 19-bis 1 comma 1, lettera e) del Dpr 633/72 sopprimendo l’indetraibilità oggettiva dell’IVA sulle spese per servizi di vitto e alloggio.
Quindi, dal 1/9/2008, l’IVA relativa a tali servizi (purché siano inerenti all’attività di impresa arte o professione) è sempre detraibile.
La detrazione dell’IVA viene, invece, esclusa per il caso in cui i medesimi servizi di vitto e alloggio riguardino spese di rappresentanza (almeno per quelle di costo superiore a € 25,82).
Rimborsi spese: Obbligo della fattura cointestata anche al dipendente
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 53/E del 05/09/2008, ha precisato che il dipendente (o collaboratore o amministratore) deve sempre richiedere il rilascio della fattura in merito alle spese sostenute per alberghi o ristorazione, con l’evidenziazione sul documento giustificativo (la fattura) sia delle generalità dell’azienda (datore di lavoro) che delle proprie.
Detrazione IVA fabbricati
Infine, non viene ammessa in detrazione l’IVA relativa all’acquisto di fabbricati, o di porzione di fabbricato, a destinazione abitativa né quella relativa alla locazione o alla manutenzione, recupero o gestione degli stessi, salvo che per le imprese che hanno per oggetto esclusivo o principale dell’attività esercitata la costruzione dei predetti fabbricati o delle predette porzioni.
La disposizione non si applica per i soggetti che esercitano attività che danno luogo ad operazioni esenti che comportano la riduzione della percentuale di detrazione.
Fornire ai commercialisti procedure operative che siano di concreto ausilio per l’espletamento dell’obbligo di adeguata verifica della clientela definito dagli artt. 16 e ss. del d.lgs. n. 231/2007.
Sono state concepite con questa finalità le Linee guida approvate il 08 settembre 2008 dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili in materia di Antiriciclaggio.
Il documento, predisposto da un apposito gruppo di lavoro costituito all’intero della commissione “Antiriciclaggio”, è stato pubblicato sul sito della categoria (www.cndcec.it) e viene sottoposto in consultazione alle Autorità competenti e agli Ordini locali della categoria.
La consultazione avrà termine tra trenta giorni.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 8 settembre 2008)
“Quando si tratti di omesso versamento di imposta dichiarata direttamente dal contribuente, l’obbligo del preventivo invito al pagamento previsto dall’art. 60, D.P.R. n. 633/1972 non sussiste; trova applicazione il principio di diritto secondo il quale – nel caso di omesso versamento dell’IVA dichiarata dallo stesso contribuente – la previsione del preventivo invito al pagamento contenuta nell’art. 60, comma 6, D.P.R. n. 633/1972, quale adempimento necessario e prodromico all’iscrizione a ruolo dell’imposta è da ritenersi implicitamente caducata.”
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 03/09/2008, n. 22197, in Ipsoa Editore del 09/09/2008)
5) Scontrini fiscali – Mancata emissione: Attività sospesa anche in caso di adesione alla definizione agevolata
“Quando siano accertate, nel corso di un quinquennio, 3 distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale, il ricorso alla definizione agevolata ex art. 16, comma 3, D.Lgs. n. 472/1947 (mediante pagamento di 1/4 della sanzione irrogata) non preclude l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione dell’esercizio dell’attività commerciale per la durata di 15 giorni.
Come già affermato dalla Suprema Corte (cfr. sentenza n. 2439/2007), in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, l’art. 12, comma 2, D.Lgs. n. 471/1997 (che prevede la sospensione della 1icenza o dell’autorizzazione all’esercizio ovvero dell’esercizio dell’attività medesima nel caso in cui siano state accertate, nel corso di un quinquennio, 3 distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale) ha carattere speciale rispetto alla norma generale contenuta nell’art. 16, comma 3, D.Lgs. 472/1997, cosicché l’irrogazione di tale sanzione non è impedita dalla definizione agevolata prevista da quest’ultima disposizione.”
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 05/09/2008, n. 22549, in Ipsoa Editore del 09/09/2008)
6) Stock option, il nuovo regime fiscale scatta col diritto d’opzione ai fini previdenziali arriva l’esclusione dalla base imponibile contributiva
L’abolizione del regime fiscale agevolato per le stock option opera dal momento in cui viene esercitato il diritto di opzione.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare 54/E del 09 settembre 2008 ha fornito i chiarimenti sul nuovo trattamento fiscale introdotto con il decreto legge n. 112 del 2008, che ha anche modificato il regime di imponibilità ai fini previdenziali delle azioni assegnate ai dipendenti.
In pratica, dunque, le nuove norme si applicano alle azioni assegnate a decorrere dal 25 giugno 2008 anche se i relativi piani sono stati deliberati prima della data di entrata in vigore del decreto legge 112.
Il regime fiscale agevolato, consistente nell’esclusione dal reddito imponibile da lavoro dipendente della differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione del diritto di opzione e l’ammontare corrisposto dal dipendente, continua invece ad applicarsi alle azioni già assegnate alla data del 25 giugno qualora ne ricorrano tutte le condizioni richieste dalla legge.
Resta invariata anche la disciplina fiscale delle azioni assegnate alla generalità dei dipendenti.
In tal caso rimane ferma l’esclusione dal reddito di lavoro dipendente del valore delle azioni offerte a tutti i dipendenti a condizione che abbiano un valore complessivo non superiore a 2.065,83 euro e non siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute dal lavoratore prima di tre anni dall’assegnazione.
Più leggera invece la contribuzione previdenziale.
Viene infatti stabilito che i redditi da lavoro dipendente derivanti dall’esercizio di stock option non concorrono all’imponibile contributivo. L’esclusione scatta a partire dalle stock option assegnate dal 25 giugno 2008.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 09/09/2008)
L’Agenzia delle Entrate interviene sulla definizione di beni significativi - Circolare 15/E/2018
La tracciabilità degli acquisti di carburante per autotrazione
Provvigioni pagate agli agenti di commercio l’anno successivo: aspetti civili, fiscali e contabili
di Gianfranco Costa