Source: https://www.condominioweb.com/privacy-e-garante-trattamento-di-dati-in-ambito-condominiale.423
Timestamp: 2019-11-18 04:51:09+00:00
Document Index: 177484684

Matched Legal Cases: ['art. 2659', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 615']

Privacy e condominio. Le questioni di maggiore attualità sotto la lente d'ingrandimento del garante.
In una segnalazione la proprietaria di un immobile ha lamentato l'avvenuta indicazione, nell'atto di deposito del regolamento di condominio, del proprio stato civile (di persona legalmente separata) da parte dell'impresa costruttrice dell'immobile stesso.
Invitata a fornire chiarimenti, la società in questione ha precisato che l'indicazione dello stato civile nella nota di trascrizione del regolamento condominiale risultava necessaria in quanto l'art. 2659 c.c. impone al richiedente la trascrizione di un atto tra vivi di presentare presso la conservatoria dei registri immobiliari una nota contenente anche il "regime patrimoniale" delle parti.
Di qui la necessità di indicare la condizione di legalmente separata della segnalante, in quanto funzionale all'indicazione dello stesso regime patrimoniale di separazione dei beni della stessa.
Alla luce di tale disposizione l'Autorità dopo aver richiesto alla segnalante eventuali ulteriori elementi di valutazione, non ha ravvisato violazioni della disciplina in materia di protezione dei dati personali (Nota del 3 ottobre 2008).
Alcuni rappresentanti dell'Anaci hanno formulato a questa Autorità un quesito (occasionato dalla sentenza Cass. S.u. 8 aprile 2008, n. 9148) sulla liceità della comunicazione nei confronti di fornitori di beni e servizi condominiali (di regola a cura dell'amministratore) di dati personali dei condomini.
Richiamati preliminarmente i princìpi sanciti nel Provv. del 18 maggio 2006 [doc. web n. 1297626], è stato rappresentato che, anche a seguito della richiamata sentenza, non sono ravvisabili ostacoli alla menzionata comunicazione.
Infatti, questa può essere effettuata in assenza del consenso degli interessati per dare esecuzione agli obblighi derivanti da un contratto stipulato dai partecipanti alla compagine condominiale, ancorché di regola per il tramite dell'amministratore (art. 24, comma 1, lett. b), del Codice), ed eventualmente per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria (art. 24, comma 1, lett. f), del Codice).
Le informazioni comunicate devono essere comunque pertinenti e non eccedenti (tali possono ritenersi quelle che consentono di identificare i condòmini obbligati al pagamento di corrispettivi dei contratti, le rispettive quote millesimali ed eventuali ulteriori informazioni necessarie a determinare le somme individualmente dovute) (Nota 26 settembre 2008).
Il conduttore di una stanza di un appartamento di proprietà di un condominio ha lamentato l'avvenuta diffusione della notizia relativa alla scadenza prossima del suo contratto di locazione e la contestuale intimazione al rilascio dell'immobile da parte della stessa compagine condominiale, ancorché per il tramite dell'amministratore.
L'avviso avrebbe potuto essere comunicato agli altri condomini con modalità alternative all'affissione nella bacheca condominiale, quali l'inserimento nelle cassette postali di una comunicazione individualizzata.Il condominio (in persona dell'amministratore), invitato ad adeguarsi alle prescrizioni del Provvedimento 18 maggio 2006 [doc. web n. 1297626], ha dichiarato di aver immediatamente sostituito il predetto avviso con altro privo di indicazione di dati personali.
Il segnalante ha però contestato che il "nuovo" avviso, benché privo di riferimenti espressi, conteneva tuttavia indicazioni idonee a renderlo identificabile, ancorché indirettamente (art. 4, comma 1, lett. b) del Codice).L'Autorità, ritenendo fondata la segnalazione (anche in ragione del fatto che la disdetta del contratto di locazione avrebbe potuto essere comunicata con modalità tali da non renderne edotti soggetti estranei alla compagine condominiale), ha vietato al condominio l'ulteriore diffusione dei dati personali riferiti anche indirettamente al segnalante e relativi alla scadenza del contratto di locazione (Provv. 20 novembre 2008 [doc. web n. 1576139]).
Alcuni condòmini hanno lamentato un'illecita divulgazione della loro situazione debitoria nei confronti del costruttore del medesimo immobile a fronte della fornitura, resa loro in passato di servizi per l'erogazione di energia elettrica da parte dell'amministrazione condominiale, che avrebbe allegato all'avviso di convocazione dell'assemblea di condominio un prospetto contenente anche i predetti dati.
A detta dei segnalanti la predetta situazione debitoria sarebbe stata ascrivibile a spese afferenti non la gestione condominiale, ma servizi fruiti uti singuli dagli interessati.
L'istruttoria espletata ha confermato la fondatezza di questa prospettazione, sicché le modalità di comunicazione sono risultate in contrasto con la disciplina applicabile (art. 23 del Codice; Provv. 18 maggio 2006 [doc. web n. 1297626]).
Il condominio (tramite dell'amministratore) è stato invitato ad adeguarsi ai princìpi di protezione dei dati personali richiamati nel menzionato provvedimento generale; a seguito del riscontro fornito non sono stati ravvisati presupposti per l'adozione di un provvedimento da parte dell'Autorità (art. 14, comma 2, e 11, comma 1, lett. d), reg. Garante n. 1/2007) (Nota 26 giugno 2008).
Salvo quanto si dirà di seguito sui trattamenti effettuati in ambito condominiale mediante sistemi di videosorveglianza, deve rilevarsi che la materia continua a formare oggetto di numerose segnalazioni (esaminate alla luce della legge e del provvedimento generale del 29 aprile 2004 [doc. web n. 1003482]), come pure di controlli da parte dell'Autorità, spesso con l'ausilio della Guardia di finanza.
Peraltro, la disciplina di protezione dei dati personali non trova applicazione, ai sensi dell'art. 5, comma 3, del Codice, in caso di trattamenti di dati per fini esclusivamente personali – e i rapporti di vicinato rientrano per lo più in quest'ambito – salvo che le immagini registrate non siano oggetto di comunicazione sistematica o diffusione.
In tal caso, sussistendone i presupposti, l'interessato può far valere i propri diritti avanti all'autorità giudiziaria ordinaria, anche a mente del divieto sanzionato penalmente relativo all'indebita raccolta (mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, nonché alla rivelazione e alla diffusione) di immagini attinenti alla vita privata che si svolgono nell'abitazione altrui o in un altro luogo di privata dimora (art. 615-bis c.p. - Interferenze illecite nella vita privata).
A seguito di alcuni quesiti e segnalazioni è stata inviata una segnalazione al Parlamento e al Governo sull'eventualità di disciplinare con norme apposite alcuni profili relativi alla videosorveglianza all'interno di edifici condominiali e nelle relative pertinenze.
Tale tematica, con particolare riferimento alle condizioni di liceità del trattamento, ai soggetti deputati a manifestare la volontà per svolgerlo e alle eventuali maggioranze da rispettare, non è stata oggetto di valutazione specifica nei due provvedimenti di carattere generale adottati in materia di videosorveglianza (Provv. 29 novembre 2000 [doc. web n. 31019], 29 aprile 2004 [doc. web n. 1003482]).
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