Source: https://www.osservatoriofamiglia.it/contenuti/17508413/la-cedu-e-limportanza-del-ruolo-del-curatore-speciale-del-mi.html
Timestamp: 2020-05-26 00:44:01+00:00
Document Index: 17676278

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 67', 'sentenza ']

Come la Corte EDU ha più volte ricordato, se l'articolo 8 della Convenzione ha essenzialmente lo scopo di difendere l'individuo contro arbitrarie ingerenze dei pubblici poteri, esso non si limita a imporre allo Stato di astenersi da ciò: a questo impegno possono aggiungersi degli obblighi positivi inerenti a un rispetto effettivo della vita privata o famigliare. Sul punto la Croazia non è stata condannata per violazione dell'art. 8 CEDU, come richiesto dalla madre della minore. Il problema affrontato dalla sentenza è un altro: dinanzi alla Corte il minore deve essere adeguatamente rappresentato tutte le volte in cui vi sia un conflitto anche solo potenziale con uno o entrambi i suoi genitori, cosa che allo stato attualmente non è.
La tutela dei diritti del minore nell'ambito dei procedimenti che lo riguardano, è espressamente prevista dall'art. 8 co. 4, l. 4 maggio 1983, n. 184 che espressamente stabilisce che il procedimento volto all'accertamento dello stato di adottabilità deve svolgersi, sin dalla sua apertura con l'assistenza legale del minore e, in assenza di tutore, la nomina di un curatore speciale è necessaria in quanto il conflitto di interessi è ravvisabile in re ipsa nel rapporto con i genitori, portatori di un interesse personale ad un esito della lite che può essere diverso da quello vantaggioso per il minore.
Il problema della rappresentanza legale del minore non riguarda però, solo l'adozione. Perchè anche quando vi è un conflitto di interessi, il minore deve essere adeguatamente tutelato ed è ravvisabile un conflitto d'interessi tra chi è incapace di stare in giudizio personalmente ed il suo rappresentante legale (nella specie, figlio minore e rispettivi genitori), ogni volta che l'incompatibilità delle rispettive posizioni è anche solo potenziale, a prescindere dalla sua effettività; ne consegue che la relativa verifica va compiuta in astratto ed "ex ante" secondo l'oggettiva consistenza della materia del contendere dedotta in giudizio, anziché in concreto ed a posteriori alla stregua degli atteggiamenti assunti dalle parti nella causa. Pertanto, in caso di omessa nomina di un curatore speciale, il giudizio è nullo per vizio di costituzione del rapporto processuale e per violazione del principio del contraddittorio3.
In particolare, il curatore speciale può essere designato quando appaia necessario che sia una terza persona a rappresentare il minore, per la temporanea inadeguatezza dei genitori a prendere di mira e salvaguardare l'interesse primario del figlio e per la situazione di insanabile contrasto tra gli stessi nella lettura della realtà dei fatti.In questo caso, sarà il curatore speciale ad assumere la rappresentanza del minore per tutti gli atti indicati dal giudice e, in particolare, avrà il compito di rappresentare il fanciullo anche nel processo pendente4.
Da uno dei report stilati da uno pichiatra forense emergeva quanto segue: "...su iniziativa della madre, la ragazza è stata esaminata in varie istituzioni psicologiche e psichiatriche, quindi si ha l'impressione che la madre visiti vari esperti e istituzioni per sostenere le sue accuse e quando non ottiene la conferma delle sue accuse, si reca a un'altra istituzione. La ragazza è stata quindi curata dal Social Welfare Center, dal Policlinico, dalla Clinica P e ora è curata nel Policlinico A.B.R...
Dall'esame e dalle opinioni di tutte le istituzioni emerge che la ragazza si comporta in modo inappropriato e sessualizzato, ma non stabilisce che tale comportamento sarebbe dovuto ad abusi sessuali da parte del padre. Attraverso il suo comportamento, la madre sta spingendo la ragazza ancora di più verso la regressione e il trauma emotivo, e sebbene sia stata avvertita al riguardo, ignora gli esperti. Si ha l'impressione che contatta le istituzioni fino a quando non riceve la conferma delle sue accuse."
3. Gli aspetti sollevati dalla sentenza. La sentenza della CEDU a questo punto passa in rassegna la legislazione croata in tema di tutela dei minori vittima di abusi e in particolare, il Protocollo adottato dal Governo nel 2014 che prevede che "un centro di assistenza sociale nomini un tutore speciale per il bambino se i suoi esperti valutano che i suoi interessi siano in conflitto con quelli del genitore. Dovrebbe anche istruire il genitore a cercare una consulenza o coinvolgere il bambino in appropriate forme di aiuto psicosociale, programmi di riabilitazione e altre forme o aiuto e supporto di esperti."
La relazione esplicativa alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali, continua la Corte, al paragrafo 4 prevede che "la situazione in caso di abuso sessuale all'interno della famiglia, in cui i detentori della responsabilità genitoriale, mentre sono responsabili della difesa degli interessi del minore, sono coinvolti in qualche modo nei procedimenti in cui il minore è vittima (laddove vi è un "conflitto di interessi"). In tali casi, questa disposizione consente al bambino di essere rappresentato nei procedimenti giudiziari da un rappresentante speciale nominato dalle autorità giudiziarie. Ciò può accadere quando, ad esempio, i genitori esercenti la responsabilità genitoriale sono gli autori o gli autori congiunti del reato, o la natura della loro relazione con l'autore è tale che non ci si può aspettare che difendano gli interessi del minore vittima con imparzialità.
La domanda è stata proposta da uno dei genitori (la madre) nel contesto di un conflitto acuto con l'altro genitore. Se c'è un conflitto tra i due genitori, c'è un forte rischio che i diritti del bambino vengano invocati in modo strumentale allo scopo di pregiudicare gli interessi dell'altro genitore. I genitori coinvolti nel conflitto potrebbero non essere più in grado di identificare e perseguire i migliori interessi del bambino. In questo contesto sorge la domanda su chi debba rappresentare un minore in caso di conflitto tra i genitori. Questa questione non è regolata né nella Convenzione né nelle Regole della Corte. C'è una lacuna qui che può essere dannosa per gli interessi dei minori interessati."
Secondo la Corte,"in situazioni molto eccezionali in cui un genitore presenta una domanda in un caso che riguarda i diritti di un figlio e vi è un acuto conflitto tra i genitori, potrebbe essere necessario nominare un curatore ad litem per proteggere gli interessi di il bambino. Allo stesso tempo è assolutamente necessario concedere alla madre e al padre il diritto di presentare le proprie osservazioni dinanzi alla Corte, parallelamente a quelle del curatore. Il regolamento della Corte dovrebbe anche affrontare la situazione più generale di ogni conflitto di interessi tra una persona che rappresenta una parte (compresa una persona giuridica) e quella parte specifica.
È inoltre necessario tenere presente che la nomina di un curatore ad litem non garantisce automaticamente che i diritti del minore siano effettivamente tutelati e che i suoi migliori interessi siano difesi. Vi sono casi in cui questa Corte ha constatato una violazione della Convenzione nonostante il fatto che un curatore ad litem avesse partecipato al processo decisionale a livello nazionale (si veda, ad esempio, la sentenza nella causa Haase contro Germania ( 11057/02, CEDU 2004-III (estratti)), in cui il curatore ad litem si è dichiarato a favore di una decisione giudiziaria che ha portato alla constatazione di una violazione della Convenzione). Problemi analoghi possono verificarsi nel procedimento dinanzi alla Corte. Le osservazioni del curatore richiederebbero quindi un controllo particolarmente approfondito e critico."
Nella concurring opinion del Giudice Wojtyczek si legge: "La domanda è stata proposta da uno dei genitori (la madre) nel contesto di un conflitto acuto con l'altro genitore. Se c'è un conflitto tra i due genitori, c'è un forte rischio che i diritti del bambino vengano invocati in modo strumentale allo scopo di pregiudicare gli interessi dell'altro genitore. I genitori coinvolti nel conflitto potrebbero non essere più in grado di identificare e perseguire i migliori interessi del bambino. In questo contesto sorge la domanda su chi debba rappresentare un minore in caso di conflitto tra i genitori.
Il caso in esame mostra ancora una volta che il paradigma originale del diritto procedurale della Convenzione non è più adeguato alle norme sostanziali in vigore e deve essere rivisitato."
Tuttavia, la Corte non può, ricorrendo al principio del jura novit curia, adottare una sentenza che vada oltre (ultra petita) o al di fuori (extra petita) ciò che le è stato deferito: "A nostro avviso, il fatto che una denuncia riguardi un presunto mancato rispetto da parte dello Stato convenuto degli obblighi procedurali derivanti dagli articoli 3 e 8 in un contesto specifico (come quello attuale) non può comportare che la Corte possa, d'ufficio esaminare e giudicare gli aspetti dell'indagine che vanno (ben) al di là degli elementi fattuali fatti valere dal richiedente nella sua denuncia originale."
Il passaggio più importante della sentenza si riscontra al paragrafo 156:"Siamo d'accordo che l'esperienza di questo caso dimostra - come suggerisce il governo - che la Corte e il regolamento di procedura della Corte non sono attualmente particolarmente ben adattati a queste difficoltà. Detto questo, mentre questo problema è certamente qualcosa che vorremmo incoraggiare il Comitato per le Regole della Corte a considerare ulteriormente, ci sembra anche chiaro che, in realtà, la natura stessa del procedimento dinanzi a questa Corte significa che qualsiasi meccanismo che lo lascerebbe alla Corte di dirigere o richiedere la nomina di un tutore legale / rappresentante separato per un richiedente figlio in caso di conflitto di interessi accertato o sospetto - come previsto nel contesto di procedimenti nazionali, ad es. nell'articolo 31 della Convenzione di Lanzarote - nella stragrande maggioranza dei casi sarebbe troppo tardi e, quindi, inefficace per proteggere l'interesse superiore del minore...Inoltre, per quanto ne sappiamo, questo è il primo caso dinanzi alla Corte EDU in cui la Corte ha chiesto la nomina di un rappresentante legale speciale per un richiedente, un figlio, separatamente da un rappresentante che originariamente ha presentato il reclamo dinanzi alla Corte, a nome di una madre e di un figlio. La Corte lo ha fatto per affrontare il potenziale conflitto di interessi tra i due6. Tuttavia, la procedura di nomina e il ruolo e i poteri di un rappresentante speciale nella presente causa e in generale dinanzi alla Corte sono rimasti poco chiari. Gli argomenti addotti dal rappresentante speciale sollevano, in una certa misura, questioni specifiche relative all'ambito del caso."
1 1) la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, adottata a New York il 20 novembre 1989; 2) la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, che l'Italia ha ratificato con legge 176 del 27 maggio 1991; 3) i Patti internazionali sui diritti civili e politici e quello sui diritti economici, sociali e culturali, economici, approvati dall'assemblea dell'ONU il 16 dicembre 1966 ed entrati in vigore nel 1976, che l'Italia ha ratificati con L. 25 ottobre 1977, n. 881; 4) la Convenzione di Strasburgo sull'esercizio dei diritti dei minori adottata a Strasburgo 25 gennaio 1996 e ratificata in Italia con l. 20marzo 2003, n. 7; nonché delle varie fonti di soft law: la Dichiarazione sui principi di protezione e sicurezza sociale dei bambini approvata all'unanimità dall'assemblea dell'ONU il 20 novembre 1959.
2Sul punto è opportuno ricordare una nota sentenza della nostra Consulta che si è pronunciata in tema di azioni di stato: "In caso di azione per il riconoscimento della paternità o maternità naturale e di opposizione da parte del genitore che per primo ha effettuato il riconoscimento non prevede, al figlio che non abbia ancora raggiunto i sedici anni di età va riconosciuta, la "qualità di parte nel giudizio e se, di regola, la sua rappresentanza sostanziale e processuale è affidata al genitore che lo ha riconosciuto qualora si prospettino situazioni di conflitto d'interessi - anche in via potenziale - spetta al giudice di procedere alla nomina di un curatore speciale, ai sensi dell'art. 67 c.p.c., eventualmente anche d'ufficio." (Corte cost. 11 marzo 2011, n. 83, in www.iusexplorer.it, in Guida dir., 2011, 13, 28, in Il civilista, 2011, 5, 17). Ma anche gli Ermellini si sono espressi sul punto sulla necessità della nomina di un curatore del minore:"Il minore è parte necessaria dei procedimenti de potestate che lo concernono, sicché, a pena di nullità, deve essere sempre rappresentato da un tutore o comunque da un curatore speciale, designato anche d'ufficio dal giudice (nella specie, il tutore provvisorio era stato designato dal tribunale per i minorenni solo all'esito del procedimento di primo grado, con il decreto con il quale aveva disposto, su istanza del pubblico ministero, la decadenza di entrambi i genitori dalla responsabilità genitoriale; decreto confermato in appello, con provvedimento cassato dalla Suprema corte, che ha rimesso il processo al giudice di primo grado perché provveda all'integrazione del contraddittorio nei confronti del minore)". (Cass., Sez. I, 6 marzo 2018, n. 5256, in Foro it., 2018, I, 1181, Rep. id. voce Responsabilità genitoriale, n. 5775, in Fam. e dir., 2018, 5, 499).
4Per meglio comprendere la sentenza della CEDU in esame, si segnala sul punto la seguente giurisprudenza:Trib. Milano, Sez. IX civ., 15 maggio 2014, decr., in www.ilcaso.it). Nello stesso senso, in un caso di "abuso intrafamiliare", accertato nel corso del procedimento de potestate la conflittualità di interessi tra genitori e minori, Tribunale per i minorenni Bari del 23 luglio 2008, in www.iusexplorer.it ;Tribunale per i minorenni Trieste 5marzo 2015 decr., in www.iusexplorer. it. in un procedimento de potestate, ravvede la sussistenza del conflitto di interessi fra la domanda di decadenza del padre proposta dallamadre -in rappresentanza della figliaminore- e il diritto della minore stessa alla bigenitorialità e pertanto provvede alla nomina di un curatore speciale per la minore