Source: http://sicurema.com/faq-download/
Timestamp: 2018-07-16 10:35:36+00:00
Document Index: 58881121

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 3', 'art 73', 'art. 72', 'art. 72', 'sentenza ', 'art.11', 'art. 71', 'art. 71', 'art.71', 'art.11', 'art. 73', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 3', 'art. 6']

FAQ & Download – Sicurema Srl – Salute e Sicurezza sul Lavoro
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T. U. Sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro – Aggiornamento 05/2018
TESTO UNICO (Agg. 2018)
Pubblicato sul sito dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro la versione aggiornata del “Testo Unico”.
Il documento può essere scaricato qui (dal sito dell’Ispettorato) oppure dal nostro sito.
Novità della versione di Maggio 2018
Inserito il Decreto Direttoriale n. 2 del 16/01/2018 – Elenco dei soggetti abilitati e dei formatori per l’effettuazione dei lavori sotto tensione (ved in Allegato);
Sostituito il decreto dirigenziale del 9 settembre 2016 con il Decreto Direttoriale n. 12 del 14 febbraio 2018 -Diciassettesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11 (vedi in Allegato);
Corretto all’art. 3 comma 12-bis il riferimento alla legge 16 dicembre 1991, n. 398 (associazioni sportive
dilettantistiche);
INAIL LAVORI ELETTRICI IN ALTA TENSIONE (Ed. 11/2017)
Il lavoro INAIL inquadra il contesto del rischio elettrico per i lavoratori:
rischio a cui sono esposti a seguito del venir meno delle barriere di sicurezza di cui sono stati dotati gli impianti o le apparecchiature;
rischio a cui sono esposti poiché svolgono la propria attività lavorativa sugli impianti elettrici;
rischio a cui sono esposti a causa di una attività lavorativa svolta nei pressi di impianti elettrici.
Il manuale INAIL aiuta nella definiziione delle procedure e degli accorgimenti che devono essere adottati in presenza di rischio elettrico, sia del punto di vista del D. Lgs. 81/08 che alle norme CEI.
DM 22/11/2017 Regola Tecnica di Prevenzione incendi contenitori-distributori, ad uso privato, per l’erogazione di carburante
Il decreto del 22 Novembre 2017 (nella versione commentata Ing. Mauro Malizia – VVF Ascoli Piceno), che entrato in vigore il 6 Dicembre 2017, tenuto conto del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n. 151, i contenitori distributori rimovibili e non di carburanti liquidi fino a 9 m3 con punto di infiammabilità > 65 °C sono ricompresi al punto 13.1.A dell’allegato I al decreto, aggiornando la precedente disciplina.
INAIL LA PROGETTAZIONE DELLA SICUREZZA NEL CANTIERE (Ed. Marzo 2015)
INAIL: Il testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08 e s.m.i.), fra le altre cose, ha parzialmente ridefinito la disciplina precedente (D.Lgs. 494/96 e s.m.i.) ove, diversamente da quanto disposto in precedenza, la sicurezza nei cantieri assume il carattere di requisito imprescindibile che occorre pianificare ove siano presenti più imprese, senza eccezioni di sorta.
Soggetti Coinvolti, Pianificazione Lavori, Organizzazione del Cantiere, Documenti necessari
INAIL – Metodologia per la Valutazione e Gestione del Rischio da Stress Lavoro-Correlato (Agg. 2017)
Manuale ad uso delle aziende in attuazione del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
Aggiornamento 2017 del mauale INAIL.
L’obiettivo della monografia è quello di offrire alle aziende uno strumento utile e sostenibile per la valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato.
Decreto 11/05/2015 n.82 Idoneità delle imprese specializzate in boniﬁche da ordigni esplosivi residuati bellici
Copia della Gazzetta Ufficiale del 26/06/2015 contenente il Decreto 11/05/2015, n. 82. “Regolamento per la deﬁnizione dei criteri per l’accertamento dell’idoneità delle imprese ai ﬁni dell’iscrizione all’albo delle imprese specializzate in boniﬁche da ordigni esplosivi residuati bellici, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 1° ottobre 2012, n. 177″.
D.Lgs. 9/04/08 n.81 Testo Unico Sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro – Agg. 05/2017
Testo coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, Circolari e Lettere Circolari, Interpelli e Decreti 2016 – Aggiornamento Maggio 2017
INAIL – Valutazione e Gestione del Rischio da Stress Lavoro-Correlato (Agg. 2011)
Suva Amianto come riconoscerlo ed intervenire correttamente (Ed.2016)
La Suva svizzera ha prodotto questo utile opuscolo per identificare dove è possibile trovare ancora prodotti contenenti amianto, come bisogna comportarsi in questi casi e quando è necessario rivolgersi a uno specialista per una bonifica.
Suva Amianto Unità Didattica (Ed.2008)
Obiettivi dell’unità didattica “Rischio amianto”
di riconoscere i prodotti contenenti amianto
di valutare correttamente il rischio per la salute che ne deriva
di adottare/inizializzare le misure di sicurezza adeguate.
DM 21/02/2017 Norme Tecniche di Prevenzione incendi per Autorimesse
Il decreto del 21 Febbario 2017, che entrerà in vigore il 3 Aprile 2017, modifica il DM 3 Agosto 2015 inserendo nella sezione V “Regole Tecniche Verticali”, il capitolo V.6 “Attività di autorimessa”.
Le norme si possono applicare alle attività di autorimessa di superﬁcie complessiva coperta superiore a 300 m2 di cui all’allegato I del DPR 1° agosto 2011, n. 151, individuate con il numero 75, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto ovvero per quelle di nuova realizzazione.
ATS Brianza – FAQ PLE 1: Formazione dell’Operatore
Nell’uso di una Piattaforma di Lavoro Elevabile (PLE) l’operatore deve essere in possesso di una specifica formazione?
Sì. Per questa tipologia di attrezzatura di lavoro, ai sensi dell’art 73, comma 5, del D.Lgs. n. 81/2008 (cd “Testo Unico sulla sicurezza del lavoro”), è richiesta una specifica abilitazione degli operatori. Le modalità, le ore ed i contenuti della formazione sono regolamentati dall’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012.
Il conseguimento della specifica abilitazione è necessario anche nel caso di utilizzo saltuario od occasionale delle attrezzature di lavoro individuate nel citato Accordo.
La specifica abilitazione non è invece necessaria nel caso in cui non si configuri alcuna attività lavorativa connessa all’utilizzo dell’attrezzatura di lavoro. Rientrano tra dette attività le operazioni di semplice spostamento a vuoto dell’attrezzatura di lavoro, la manutenzione ordinaria o straordinaria, ecc.. (punto 2 della Circolare Min. lavoro, circ. 11 marzo 2013, n. 12).
ATS Brianza – FAQ PLE 2: Gestione dell’emergenza – Formazione degli operatori addetti al recupero
Nel caso della gestione delle emergenze/guasti, gli operatori (a terra) addetti al recupero degli occupanti della piattaforma di lavoro devono essere in possesso di una specifica formazione?
Sì. Il citato decreto legislativo n. 81/2008, con l’articolo 73, prevede tra gli obblighi del datore di lavoro che i lavoratori incaricati dell’uso delle attrezzature di lavoro dispongano di ogni necessaria informazione e ricevano una formazione e un addestramento adeguati sia riguardo alle condizioni di impiego che alle situazioni “anormali prevedibili” quali, ad esempio, l’arresto imprevisto della macchina per guasto o mancanza di energia o malore dell’operatore.
Da qui la necessità di formare ed addestrare il personale presente nel sito di utilizzo della PLE affinché possa intervenire con la necessaria tempestività e competenza da terra e possa eseguire correttamente le procedure per la discesa di emergenza della piattaforma di lavoro previste dal fabbricante in caso di necessità.
Inoltre, l’utilizzo di una PLE deve prevedere anche la redazione del piano di emergenza che individua le procedure specifiche per il recupero degli operatori presenti in piattaforma. La gestione delle emergenze è in capo al datore di lavoro e prevede precisi obblighi quali 1) programmazione degli interventi; istruzioni sulle modalità di intervento in caso di pericolo grave e immediato che non possa essere evitato; 3) formazione in materia di primo soccorso; informazione per l’attivazione dei servizi di emergenza.
ATS Brianza – FAQ PLE 3: Uso della PLE e DPI
Nell’uso di una Piattaforma di Lavoro Elevabile quali DPI deve utilizzare l’operatore?
È responsabilità del datore di lavoro valutare i rischi presenti durante le lavorazioni, individuare idonei dispositivi di protezione individuale e fornirli ai lavoratori; questo in estrema sintesi quanto prescritto dall’articolo 77 (Obblighi del datore di lavoro) del D.Lgs. n. 81/2008. In aggiunta, il citato decreto dispone che sui ponti sviluppabili e simili gli “operai addetti devono fare uso di idonea cintura di sicurezza” (punto 4.1 Allegato VI).
È, dunque, obbligatorio indossare su tutte le piattaforme di lavoro mobili elevabili, che la legislazione italiana definisce “ponti sviluppabili”, un idoneo sistema di protezione dalle cadute.
E’ da rilevare che nel libro di uso e manutenzione, fornito a corredo della macchine spesso è esplicitato il divieto di utilizzo per lo sbarco in quota. In questo caso, il sistema di protezione dalle cadute deve essere tale da impedire del tutto la caduta dall’alto, cioè deve utilizzare cordini di posizionamento o di trattenuta. Gli elementi che compongono il sistema sono esplicitati, per esempio, nella pubblicazione INAIL sull’ ”Uso della piattaforma di lavoro mobile in elevato (PLE)”.
L’utilizzo della PLE, secondo la citata pubblicazione, richiede l’utilizzo anche dei seguenti DPI: elmetto di protezione per l’industria EN 397 dotato di sottogola; calzature per uso professionale EN 346 e guanti di protezione EN 388.
Altri dispositivi di protezione individuale possono essere necessari a seconda delle lavorazioni eseguite o dell’ambiente di lavoro, ad esempio guanti, occhiali, otoprotettori etc.
ATS Brianza – FAQ PLE 4: Obblighi del Noleggiatore
Devo noleggiare una Piattaforma di Lavoro Elevabile quali sono gli obblighi del noleggiatore?
Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria macchine, apparecchi già immessi sul mercato usati e privi di marcatura CE deve attestare, sotto la propria responsabilità, che gli stessi siano conformi, al momento della consegna, alla legislazione previgente nonché il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza ai fini della sicurezza (art. 72, comma 1, D.lgs. n. 81/2008).
Inoltre, chiunque noleggi o conceda in uso la PLE, senza operatore, al momento della cessione, oltre ad attestarne il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza, deve farsi rilasciare una dichiarazione del datore di lavoro che riporti l’indicazione del lavoratore o lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono risultare formati conformemente del loro uso e in possesso di specifica abilitazione (art. 72, comma 2, D.lgs. n. 81/2008).
ATS Brianza – FAQ PLE 5: Noleggio a “Caldo” – Noleggio a “Freddo”
Qual è la differenza tra noleggio a caldo e noleggio a freddo?
Si distinguono due tipologie di noleggio: 1) noleggio a caldo (con operatore); 2) noleggio a freddo (senza operatore). Con il primo viene locato il solo macchinario; con il secondo oltre al macchinario, il locatore mette a disposizione dell’imprenditore anche un proprio dipendente con una specifica competenza nel suo utilizzo. (cfr. Cassazione Penale, Sez. 4, sentenza n. 23604 del 5 giugno 2009, n.23604)
ATS Brianza – FAQ PLE 6: Nel Noleggio a Caldo, quale formazione del secondo Operatore
Nel caso di utilizzo “a caldo” (noleggio con operatore) di una PLE, per il secondo operatore a bordo, che non manovra l’attrezzatura, quale specifica formazione è richiesta?
In questo caso è indispensabile l’addestramento per l’uso delle cinture di sicurezza ovvero quei DPI che, ai sensi del D.Lgs.4/12/1992, n. 475, appartengono alla terza categoria.
ATS Brianza – FAQ PLE 7: Richiesta di Verifica per Attrezzature a Noleggio/Concessione d’uso
Nel caso di noleggio o concessione in uso, senza operatore, di una attrezzatura di lavoro riportata nell’Allegato VII al D.lgs. n. 81/2008 chi deve inoltrare la richiesta di verifica?
Fermo restando gli obblighi del datore di lavoro di cui all’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., per le attrezzature cedute allo stesso a titolo di noleggio senza operatore o concesse in uso, la richiesta di verifica periodica può essere inoltrata dal noleggiatore o dal concedente in uso, anche in considerazione della previsione di cui all’articolo 23, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. oltre che nell’ottica della semplificazione delle procedure (punto 3 della Circolare Min. lavoro, circ. 13 agosto 2012, n. 23).
ATS Brianza – FAQ PLE 8: PLE marcata CE, a chi comunicare la “messa in servizio”
Ho acquistato una nuova PLE “marcata CE” (fabbricata in attuazione di direttive comunitarie di prodotto). A chi devo inoltrare la comunicazione di “Messa in servizio”?
Ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.P.R. 24 luglio 1996 n°. 459 (rif. Art. 18 D.lgs. n. 17/2010), l’utente deve comunicare, al Dipartimento INAIL competente per territorio, l’installazione della PLE.
Trascorso un anno dalla data di “Messa in servizio” è necessario richiedere all’INAIL, competente per territorio, la “Prima verifica” così come disposto dall’art. 71, comma 11, D.lgs. n. 81/2008.
Se l ’INAIL non provvede alla verifica nel termine di quarantacinque giorni dalla richiesta il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti pubblici o privati abilitati secondo le modalità di cui al comma 13 del citato decreto.
ATS Brianza – FAQ PLE 9: PLE marcata CE, a chi richiedere la verifica periodica
Sono in possesso di una PLE fabbricata in attuazione di direttive comunitarie di prodotto (marcata CE). A chi devo inoltrare la richiesta di verifica periodica successiva alla prima?
Se l’attrezzatura di lavoro è provvista della “messa in servizio” e di almeno uno dei seguenti documenti:
1) libretto delle verifiche secondo le procedure stabilite dalla Circolare M.I.C.A. n. 162054 del 25.06.1997;
2) verbali di verifiche periodiche antecedenti l’entrata in vigore del DM 11 aprile 2011;
3) verbale di prima verifica periodica eseguito, dall’INAIL o Soggetto Abilitato, dopo l’entrata in vigore del DM 11 aprile 2011.
le verifiche possono essere effettuate, su libera scelta del datore di lavoro, dalle ATS/ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati. In caso contrario, ovvero se non è presente alcuno dei documenti sopra descritti (1,2,3), la PLE deve essere sottoposta alla “Prima verifica” così come disposto dall’art. 71, comma 11, D.lgs. n. 81/2008.
ATS Brianza – FAQ PLE 10:	PLE con libretto ENPI/ISPESL, a chi richiedere la verifica periodica
Sono in possesso di una PLE provvista di libretto di collaudo ENPI/ISPESL. A chi devo inoltrare la richiesta di verifica periodica della PLE?
Ai sensi dell’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., le verifiche successive alla prima possono essere effettuate, su libera scelta del datore di lavoro, dalle ATS/ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati.
ATS Brianza – FAQ PLE 11:	Documentazione PLE in esercizio da più di 20 anni
Sono in possesso di una PLE messa in servizio da oltre 20 anni. Che documentazione devo esibire nel corso delle verifiche periodiche?
Nel corso delle verifiche periodiche, sulle gru mobili, sulle gru trasferibili e sui ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato sono esibite dal datore di lavoro le risultanze delle indagini supplementari effettuate secondo le norme tecniche (punto 3.2.3 Allegato II al DM 11 aprile 2011).
L’indagine supplementare è l’attività finalizzata ad individuare eventuali vizi, difetti o anomalie, prodottisi nell’utilizzo dell’attrezzatura di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni, nonché a stabilire la vita residua in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza con le eventuali relative nuove portate nominali (punto 2, lettera c) Allegato II al DM 11 aprile 2011).
ATS Brianza – FAQ PLE 12:	Indagine supplementare: contenuti minimi
Devo sottoporre la PLE ad indagine supplementare. Quali sono i contenuti minimi di tale attività?
Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare n. 18 del 23 maggio 2013 recante “D.M. 11 aprile 2011 concernente la Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art.71, comma 13, del medesimo decreto legislativo – Chiarimenti”, fornisce indicazioni in merito ai contenuti minimi dell’indagine supplementare. Inoltre, il G.A.T. – GRUPPO DI APPROFONDIMENTO TECNICO -APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO di REGIONE Lombardia ha ulteriormente approfondito l’analisi della suddetta circolare con particolare riferimento alle prove non distruttive.
ATS Brianza – FAQ PLE 13:	Indagine supplementare sulla PLE
Devo sottoporre la PLE ad indagine supplementare. Tale attività può essere svolta da un tecnico (es. ingegnere) verificatore dei soggetti abilitati alle verifiche periodiche?
I verificatori dei soggetti abilitati durante l’effettuazione delle verifiche periodiche sono incaricati di pubblico servizio ai sensi dell’articolo 71, comma 12, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e, in conformità al punto 1, lettera a), dell’Allegato I, del D.M. 11.04.2011, debbono garantire competenza oltre che indipendenza, imparzialità ed integrità rispetto alle attività di progettazione, consulenza, fabbricazione, installazione, manutenzione, commercializzazione e gestione eventualmente legate in maniera diretta o indiretta alle attrezzature di cui all’Allegato VII del decreto legislativo sopracitato. Pertanto, non è possibile per i verificatori di cui sopra l’effettuazione di attività quali i controlli previsti dall’articolo 71, comma 8, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e le indagini supplementari (punto 9 della Circolare n. 9/2013 del 05/03/2013 del MLPS).
ATS Brianza – FAQ PLE 14:	Documentazione per il Verificatore
Devo sottoporre la PLE a verifica periodica. Che documentazione deve essere esibita al tecnico verificatore?
A tal proposito è utile precisare il seguente distinguo tra attrezzature provviste di marcatura CE e attrezzature di lavoro fabbricata in assenza di direttive comunitarie di prodotto (non marcate CE).
PLE provvista di marcatura CE:
comunicazione, al Dipartimento ISPESL/INAIL competente per territorio, ai sensi dell’art.11 comma 3 del D.P.R. 24 luglio 1996 n°. 459, da parte dell’utente, dell’ installazione dell’apparecchio di sollevamento persone (rif. Art. 18 D. Lgs. 17/10);
libretto delle verifiche secondo le procedure stabilite dalla Circolare M.I.C.A. n. 162054 del 25.06.1997 o verbali di verifiche periodiche antecedenti l’entrata in vigore del DM 11 aprile 2011 o verbale di prima verifica periodica eseguito, dall’INAIL o Soggetto Abilitato, dopo l’entrata in vigore del DM 11 aprile 2011;
dichiarazione di conformità CE;
registro di controllo debitamente compilato secondo le indicazioni fornite dal costruttore;
specifica abilitazione all’uso della PLE (art. 73, comma 5, D.lgs. n. 81/2008) e addestramento DPI III categoria (cinture di sicurezza).
ATS Brianza – FAQ PLE 15:	Documentazione per il Verificatore
Devo sottoporre la PLE a verifica periodica. In aggiunta alla documentazione, cosa deve mettere a disposizione del tecnico verificatore?
Per le operazioni di verifica il datore di lavoro deve mettere a disposizione del verificatore il personale occorrente, sotto la vigilanza di un preposto e i mezzi necessari per l’esecuzione delle operazioni stesse, esclusi gli apparecchi di misurazione (punto 5.3.1. dell’Allegato II al DM 11 aprile 2011).
ATS Brianza – FAQ PLE 16:	Periodicità dei Controlli
Qual è la periodicità di verifica di una PLE ?
La periodicità di verifica di una PLE, indipendentemente dall’anno di costruzione o dal settore di impiego, è annuale (Allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i).
ATS Brianza – FAQ PLE 17:	Riferimenti per i controlli di Manutenzione
Poiché l’art. 71, comma 8, del D.lgs. n. 81/2008 dispone che il datore di lavoro deve provvedere ad eseguire i controlli secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida, nel caso di attrezzature vetuste (es. non marcate CE), delle quali non si trova il manuale istruzioni ovvero il costruttore non è reperibile, a quale norma tecnica è possibile fare riferimento per eseguire i controlli di manutenzione?
Allo scopo, un utile strumento di riferimento potrebbe essere costituito dalla norma tecnica UNI ISO 18893:2011 “Piattaforme di lavoro mobili elevabili – Principi di sicurezza, ispezione, manutenzione e funzionamento”.
ATS Brianza – FAQ PLE 18:	Chi può eseguire i controlli della PLE
Chi può eseguire i controlli connessi alla manutenzione della PLE?
Gli interventi di controllo sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza ai fini della sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente (art. 71, comma, 8 lett. c) D.lgs. n. 81/2008).
Allo scopo, uno strumento di riferimento può essere costituito dalla norma tecnica UNI ISO 18893:2011 la prescrive che le ispezioni periodiche devono essere eseguite dalla cd “Persona qualificata” ovvero persona che, in virtù di un titolo, un certificato o un ruolo professionale riconosciuto, o di conoscenza, formazione e un’esperienza approfondite, ha dimostrato con successo la propria capacità di risolvere i problemi in una materia, un lavoro o un progetto.
ATS Brianza – FAQ PLE 19: Concetto di “Familiarizzazione”
Cosa si intende per “familiarizzazione”?
Quando la formazione generale viene eseguita su un particolare modello di attrezzatura e l’operatore utilizza altri modelli di PLE non inclusi nel pacchetto formativo iniziale, l’operatore stesso e altre persone sono a rischio senza una familiarizzazione aggiuntiva. La familiarizzazione è un’attività finalizzata a fornire informazioni sulle funzioni di comando e controllo e dei dispositivi di sicurezza secondo le istruzioni del fabbricante di una specifica attrezzatura che viene consegnata a una persona qualificata o un operatore formato per il comando e controllo di tutti i movimenti dell’attrezzatura fornita. Una persona qualificata, secondo la norma UNI ISO 18878:2011, deve far familiarizzare l’operatore con quanto segue prima che possa essere autorizzato a far funzionare un particolare tipo o modello di PLE:
a) Le avvertenze e le istruzioni del fabbricante (collocato in un vano resistente alle intemperie);
b) Le funzioni di comando della PLE specifica;
c) Il funzionamento di ogni dispositivo di sicurezza della PLE specifica
ATS Brianza – FAQ PLE 20: Uso fuori sede, documentazione necessaria
Devo operare con la PLE presso un cantiere diverso dalla mia sede/unità produttiva. In aggiunta al manuale istruzioni e all’evidenza della abilitazione dell’operatore all’uso della stessa attrezzatura, che documentazione deve accompagnare la PLE ?
Qualora le attrezzature di lavoro siano usate al di fuori della sede dell’unità produttiva devono essere accompagnate da un documento attestante l’esecuzione dell’ultimo controllo con esito positivo (art. 71, comma 10, D.lgs. n. 81/2008).
I risultati dei controlli devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza (art. 71, comma 9, D.lgs. n. 81/2008).
Inoltre, il punto 5.3.2. dell’Allegato II al DM 11 aprile 2011, dispone che la documentazione concernente le verifiche nonché le denunce di cui al decreto ministeriale 12 settembre 1959 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale o le comunicazioni di messa in servizio di cui all’articolo 11, comma 3, del DPR n. 459 del 24 luglio 1996 e s.m.i. deve essere tenuta presso il luogo in cui l’attrezzatura viene utilizzata.
ATS Brianza – FAQ PLE 21: Comunicazione fine Esercizio
A chi devo comunicare la cessazione dell’esercizio di una PLE?
Il datore di lavoro deve comunicare alla sede INAIL competente per territorio la cessazione dell’esercizio, l’eventuale trasferimento di proprietà dell’attrezzatura di lavoro e lo spostamento delle attrezzature per l’inserimento in banca dati (punto 5.3.3. dell’Allegato II DM 11 aprile 2011).
ATS Brianza – FAQ PLE 22: Verifiche periodiche di una PLE inattiva
La periodicità di verifica di una PLE è condizionata dal fatto che la stessa risulta essere inattiva?
La periodicità delle verifiche periodiche prevista dall’Allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. non è interrotta da periodi di inattività dell’attrezzatura di lavoro (p.es. attrezzature di lavoro impiegate nel settore edile, soggette a smontaggi, deposito e montaggi). Pertanto, se i termini previsti dal suddetto allegato risultassero trascorsi all’atto della riattivazione dell’attrezzatura di lavoro si dovrà richiedere la verifica periodica prima del suo riutilizzo (punto 8 della Circolare del MLPS, n. 23/2012 del 13/08/2012 )
ATS Brianza – FAQ PLE 23: Rimettere in servizio una PLE dopo lunga inattività
Sono in possesso di una PLE che non è stata utilizzata da diverso tempo. Ora voglio rimetterla in servizio. Cosa devo fare?
Ai sensi dell’art. 71, comma 8, lett. b) punto 2, la PLE deve essere sottoposta ad interventi di controllo straordinari, al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività.
A tal proposito, salvo indicazioni diverse fornite dal costruttore nelle istruzioni d’uso, è da rilevare che il punto 5.3.1 della norma tecnica UNI ISO 18893:2011 prescrive che se la macchina è fuori servizio per un periodo maggiore di tre mesi, prima della rimessa in servizio, sulla stessa deve essere effettuata un’ispezione periodica in conformità alle istruzioni del fabbricante. L’ispezione deve essere effettuata da una persona qualificata per la marca e il modello specifici della PLE.
ATS Brianza – FAQ PLE 24: Lavori In prossimità di linee elettriche
Devo operare nelle vicinanze di una linea elettrica. Quali misure devo attuare ai fini della sicurezza ?
Secondo quanto definito dal Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., artt. 83 e 117), è fatto obbligo al datore di lavoro di provvedere affinché i lavori svolti in vicinanza di parti attive (che di solito sono lavori non elettrici) non siano eseguiti a distanze inferiori ai limiti di cui alla Tabella 1 dell’Allegato IX al Testo Unico, salvo disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi.
Spesso in aree di cantiere o in alcune situazioni lavorative si sono riscontrati infortuni mortali o gravi conseguenti al contatto o all’avvicinamento di attrezzature di lavoro o di macchine utensili a linee aeree. Con la pubblicazione del D.Lgs. 81/2008 e della norma CEI 11-27, IV Edizione, e con il recepimento della norma EN 50110-1:2013, sono a disposizione dei datori di lavoro tutte le disposizioni legislative e normative da mettere in atto per prevenire il rischio di simili infortuni.
In aggiunta, in tale campo, l’INAIL ha elaborato un documento con lo scopo di presentare:
• schede relative a singole attrezzature di lavoro, di ausilio per la valutazione del rischio e la predisposizione di procedure di lavoro
(Lavori in prossimità di linee elettriche aeree – Valutazione del rischio e misure di prevenzione INAIL 2016)
ATS Brianza – FAQ PLE 25: Uso di un cestello abbinato ad un carrello elevatore
Posso utilizzare un cestello abbinato ad un carrello elevatore (muletto) per l’accesso in quota?
Il punto 3.1.4 dell’Allegato VI “Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro” del D.lgs. n.81/2008 prescrive che il sollevamento di persone è permesso soltanto con attrezzature di lavoro e accessori previsti a tal fine. Tuttavia il citato punto prevede l’utilizzo “a titolo eccezionale” di attrezzature utilizzate per il sollevamento di persone non previste a tal fine a condizione che si siano prese adeguate misure in materia di sicurezza, conformemente a disposizioni di buona tecnica che prevedono il controllo appropriato dei mezzi impiegati e la registrazione di tale controllo.
Al riguardo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Circolare 10 febbraio 2011, n. 3326 ha reso noto le indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che, nella seduta del 19 gennaio 2011, ha approvato un parere sul concetto di «eccezionalità». La disposizione trova applicazione nei seguenti casi:
1) quando si tratti di operare in situazioni di emergenza;
2) per attività la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire situazioni di pericolo, incidenti imminenti o per organizzare misure di salvataggio;
3) quando pei l’effettuazione di determinale operazioni rese necessarie dalla specificità del sito o del contesto lavorativo le attrezzature disponibili o ragionevolmente reperibili sul mercato non garantiscono maggiori condizioni ci sicurezza.
Pertanto, le operazioni di sollevamento persone con attrezzature non specificamente previste, unicamente nei casi indicati, vanno effettuate secondo specifiche procedure di sicurezza che comprendano a valle di una analisi dei rischi, i criteri per la scelta più appropriata delle attrezzature da impiegare, i requisiti delle apparecchiature accessorie da abbinare ad essi, le modalità operative per le varie fasi di lavoro in cui i sistemi così realizzati sono utilizzati nonché quelle per la sorveglianza ed il controllo delle une e delle altre.
Circolare 10/02/2011 3326 il concetto di Eccezionalità
Parere della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro sul concetto di Eccezionalità di cui al punto 3.1.4 dell’all. VI, D. Lgs. 81/08
INAIL – 100 Schede di Rischio da Movimenti Ripetuti (Ed. 2012)
“Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura” è una monografia che intende fornire da un lato, adeguati strumenti conoscitivi a supporto delle valutazioni medico-legali, al fine di contribuire alla massima omogeneità possibile sul territorio nazionale e, dall’altro lato, indicazioni tecniche utili ai soggetti (Datori di Lavoro, Medici Competenti, RLS, RSPP, Preposti, Dirigenti, Lavoratori) che intervengono, nell’esercizio dei rispettivi ruoli e responsabilità, nell’articolato processo volto ad assicurare le migliori condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
INAIL Lavori in prossimità di linee elettriche aeree (Ed. 2016)
Il lavoro INAIL affronta il problema che si presenta in aree di cantiere dove si sono riscontrati infortuni mortali o gravi conseguenti al contatto o all’avvicinamento di attrezzature di lavoro o di macchine utensili a linee aeree.
I contenuti principali di questo lavoro sono:
Le disposizioni legislative e normative;
La statistica degli infortuni registrata nella banca dati di INAIL;
Esempi e procedure per la gestione del rischio;
Schede relative a singole attrezzature di lavoro, di ausilio per la valutazione del rischio e la predisposizione di procedure di lavoro.
Reg. Lombardia DR 6551 8/7/2014 Linee Guida Uso PLE
Decreto Regionale della Lombardia che approva le Linee Guida INAIL sull’uso delle Piattaforme di Lavoro Elevabili nei cantieri temporanei e mobili.
INAIL – Manuale di Formazione Antincendio (Agg. 2013)
Aggiornamento del 2013 del manuale INAIL sulla Gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro.
Il manuale è allineato al DM 10/3/1998 e al DPR 1/8/2011 n.151. Il manuale è suddiviso in:
Il rischio incendio in edifici ad uso ufficio
Esempio di registro della sicurezza antincendio
Glossario dell’antincendio
Allegati: DM 10/3/1998, DM 22/2/2006 (Stralcio), DPR 1/8/2011 n.151
NewsLetter Marzo 2017: Segnali di sicurezza… Squadre di emergenza – Serbatoi int…
I segnali di sicurezza per la prevenzione di infortuni
Le competenze delle squadre di emergenza aziendali
Linee guida sui serbatoi interrati
Cassazione: RSPP corresponsabile di infortunio
Corsi di formazione in programma a marzo e aprile 2017
Accessori di Sollevamento Magnetici: Uso in sicurezza
La ATS Brianza, in collaborazione con AISEM Associazione italiana sistemi di sollevamento elevazione, ha pubblicato un interessante lavoro per offrire informazioni sull’uso in sicurezza degli accessori magnetici e indicazioni per eseguire una valutazione del rischio. Il lavoro, che non deve sostrituire il mauale del costruttore dell’attrezzatura, esamina i principali punti del sollevamento con accessori magnatici: tipologie, normative di riferimento, principali rischi, misure di sicurezza, valutazione del rischio, procedure di sicurezza, informazione, formazione e addestramento specifico, ispezioni e controlli di manutenzione.
INAIL Modello OT24 2017
Modulo per la Domanda di riduzione della Tariffa Inail
INAIL Istruzioni Tecniche delle Tariffe dei Premi
Documento tecnico INAIL per una migliore ed uniforme applicazione delle Tariffe dei premi, alla luce delle innovazioni introdotte dal D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38
News Letter Speciale Gennaio 2017
E’ ufficialmente online il nostro nuovo sito
Modello OT24 2017 – Riduzione del Tasso Medio di Tariffa INAIL
Sicurezza Cantieri: Committente responsabile per i dipendenti dell’Appaltatore
Disfunzioni Organizzative: Stress LC, Mobbing, Burnout
News Letter Gennaio 2017
Sicurema cambia LOGO e rinnova il proprio sito WEB.
Aggiornamento della formazione dei Lavoratori.
E’ stato ufficialmente lanciata l’iniziativa di una proposta di legge che introduca la Sicurezza sul lavoro come materia di insegnamento obbligatoria in tutti gli istituti secondari di secondo grado.
Ulteriore proroga del SISTRI.
Dall’INAIL sovvenzioni alle aziende per interventi in materia di Salute e Sicurezza.
Tecnologia e Lavoro.
D. Lgs. 4/12/1992 n.475 Attuazione delle direttive comunitarie relative ai Dispositivi di Protezione Individuale
Decreto di Attuazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai Dispositivi di Protezione Individuale, Pubblicato sul S.O. alla G.U. n° 289 del 09/12/1992, coordinato con il D.Lgs. n. 10 del 2 gennaio 1997:Attuazione delle direttive 93/68/CEE, 93/95/CEE e 96/58/CE relative ai Dispositivi di Protezione Individuale.
Cass.P. IV 5 Giugno 2009, n.23604 Nolo a caldo, nolo a freddo e appalto
Infortunio occorso a lavoratore intento a collaborare alle operazioni di carico di una lastra di cemento su un autocarro tramite gru: veniva infatti investito dalla pesante lastra che cadeva e lo
colpiva alla mano comportando l’amputazione delle dita.
Responsabilità del legale rappresentante della C. Costruzioni e del legale rappresentante della M. srl. di cui il lavoratore era dipendente: quest’ultima ebbe infatti ad effettuare il “nolo a
caldo” di un escavatore e del suo operatore in favore della s.p.a.”C. Costruzioni” di cui l’imputato C.G. era il legale rappresentante.
DPR 24/07/1996 n. 459 Regolamento per l’attuazione delle direttive comunitarie sulle Macchine
Regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine, e ai componenti di sicurezza immessi separatamente sul mercato.
News Letter Settembre 2016
1. E’ ormai prossima la scadenza dell’11/01/2017…
2. Formazione professionale nuovi contributi per le imprese di autotrasporto
3. Batteri colleghi di ufficio, ecco i luoghi piu’ sporchi
4. Lavori su alberi con funi, le istruzioni del ministero del lavoro
5. Corsi di formazione a catalogo Ottobre – Novembre 2016
Modello Applicativo della Regione Piemonte-Rischio Chimico
La Regione Piemonte ha reso disponibile un nuovo aggiornamento del modello applicativo proposto per la valutazione del rischio da agenti chimici così come definiti al Titolo IX, capo I del DLgs 81/08 (le indicazioni fornite non si applicano ai rischi derivanti dall’esposizione a sostanze cancerogene e mutagene – Titolo IX, capo II del DLgs 81/08).
News Letter Speciale Agosto 2016
Nuovo Accordo Stato Regioni del 7 Luglio 2016
Il 7 Luglio 2016 è’ stato approvato in Conferenza Stato Regioni il nuovo
Accordo sulla Formazione alla Sicurezza, contenente le “Disposizioni integrative e correttive alla disciplina della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
L’entrata in vigore del provvedimento é il 3 Settembre 2016.
Fino al 2 Settembre 2017 possono essere ancora avviati corsi di formazione RSPP e ASPP che seguano l’Accordo del 2006.
D.Lgs. 01 Agosto 2016 n.159 Disposizioni minime di Protezione dagli Agenti Fisici: Campi Elettromagnetici
Decreto di modifica del D.Lgs. 81/08
Attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative
all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti ﬁ sici (campi elettromagnetici) e che
abroga la direttiva 2004/40/CE.
Percorso Formativo RSPP – ASPP – Lavoratori
Pubblicato l’Accordo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, sulla durata e i contenuti minimi dei percorsi formativi per i Responsabili e gli Addetti dei Servizi di Prevenzione e Protezione, lavoratori ai sensi dell’articolo 32 del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 smi.
News letter Giugno 2016
1. Requisiti obbligatori dei soggetti formatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro
2. Nuova versione del D.Lgs. 81/08
3. Stress lavoro correlato: le nuove schede prodotte dalla Regione Lombardia
4. Certificati medici di infortunio
5. In vigore il nuovo D.M.78/16 sul SISTRI
6. Corsi di formazione in programma trimestre Giugno – Luglio – Settembre 2016
DAE 01 – Cosa è un Defibrillatore Semiautomatico Esterno?
Un DAE è una macchina di piccole dimensioni che contiene al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare le alterazioni del’attività elettrica del cuore ed erogare un scarica elettrica quando necessario.
È composto da un corpo centrale, il cervello dell’apparato, in grado di analizzare i dati trasmessi grazie alle piastre e fornire indicazioni vocali all’utente che lo sta utilizzando in merito alle procedure da mettere in atto.
• Accendere il dispositivo;
• Collegare i cavi delle piastre al defibrillatore;
• Attaccare le piastre adesive sul torace del paziente;
• Consentire l’analisi del ritmo;
• Premere il pulsante shock se espressamente indicato dalla macchina.
DAE 02 – Come funziona un defibrillatore?
Quando il DAE, dopo esser stato applicato alla vittima in arresto cardiaco, riconosce una fibrillazione ventricolare, che è’ un’aritmia maligna del cuore, eroga una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. 5 fasi essenziali da seguire quando si utilizza un DAE: Accendere il dispositivo;Collegare i cavi delle piastre al defibrillatore;Attaccare le piastre adesive sul torace del paziente;Consentire l’analisi del ritmo;Premere il pulsante shock se espressamente indicato dalla macchina.
DAE 03 – Utilizzare il DAE e’ una manovra difficile oppure sono tutti in grado di farla?
I DAE sono semplici da utilizzare in quanto é la macchina stessa che, attraverso una voce elettronica, guida passo per passo l’operatore. Il DAE stabilisce se é necessario erogare la scarica elettrica e suggerisce con messaggi vocali le successive modalità di intervento sulla vittima.
E’ sempre importante ricordare come la sola defibrillazione possa avere un’efficacia limitata: è importante che venga associata anche ad un corretto massaggio cardiaco
DAE 04 – è necessario un corso per utilizzare il DAE?
Sì. Per l’utilizzo è previsto un breve corso al termine del quale, superata una prova, viene rilasciato un certificato
DAE 05 – Quanto dura un corso che insegna come utilizzare un DAE? Quali argomenti vengono trattati? Dove si svolgono?
La durata di ogni corso è di circa 5 ore. Gli argomenti sono i criteri di identificazione dell’arresto cardiaco, le manovre di rianimazione di base (massaggio cardiaco), il funzionamento e l’utilizzo del DAE. I corsi sono tenuti presso i centri di formazione accreditati dall’Azienda Regionale Emergenza Urgenza
DAE 06 – Per utilizzare correttamente il DAE occorre essere guidati da parte degli operatori del 118?
In qualsiasi caso, è necessario, prima di tutto, effettuare la chiamata di emergenza al numero 118 per l’attivazione immediata dei soccorsi. Nel caso una persona non abbia sostenuto il corso, saranno gli operatori della centrale a guidarla nell’effettuazione del massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Al contrario, se una persona ha effettuato e superato il corso di rianimazione cardiopolmonare di base con l’uso di un DAE, potrebbe riuscire autonomamente a gestire il primo soccorso. é fondamentale però che vi sia il costante collegamento con l’operatore del 118.
DAE 07 – Dopo quanto tempo dall’arresto cardiaco la vittima deve essere sottoposta alle pratiche di rianimazione?
DAE 08 – Quale legame intercorre tra defibrillazione e massaggio cardiaco?
DAE 09 – Il DAE è sempre efficace? Quanto è affidabile?
In un paziente in arresto cardiaco non necessariamente deve essere erogata la scarica dal defibrillatore. Quando è presente una fibrillazione ventricolare il DAE decide di erogare la scarica elettrica, ma ciò non equivale sistematicamente ad un ripristino dell’attività cardiaca spontanea. L’utilizzo del DAE è solo un primo passo, occorre poi proseguire con le manovre di rianimazione cardiopolmonare. In termini di affidabilità i DAE hanno raggiunto un grado assai elevato di precisione permettendone l’utilizzo anche ad operatori non sanitari e poco esperti.
DAE 10 – Vi sono precauzioni da tenere presenti quando si utilizza il DAE?
Sì. La persona alla quale viene erogata la scarica del DAE non deve essere bagnata in quanto potrebbe verificarsi una dispersione di corrente elettrica; si raccomanda pertanto di asciugare il torace della vittima prima di procedere alla defibrillazione.La persona che invece utilizza il DAE ed effettua la procedura di defibrillazione deve sincerarsi di non essere a contatto con la vittima. Potrà tornare a toccare la vittima solo dopo che la macchina avrà emesso l’apposito segnale acustico di termine procedura.
DAE 11 – Dove posso trovare oggi un DAE?
Attualmente i DAE si possono trovare anche in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie, aeroporti, centri commerciali, centri sportivi, piste da sci oppure presso aziende o fabbriche. è in sviluppo un progetto che prevede l’installazione anche presso delle farmacie soprattutto in aree rurali.Sono contenuti all’interno di teche o custodie segnalate dall’apposito segnale di colore verde e bianco
DAE 12 – Come riconosco la presenza di un DAE?
DAE 13 – Quante sono le persone ogni anno colpite da arresto cardiaco improvviso?
In Italia le malattie cardiovascolari sono la causa di oltre il 41% dei decessi mentre le morti cardiache improvvise, in cui il decesso avviene entro un’ora dall’insorgenza dei sintomi, colpiscono ogni anno tra i 45.000 e i 60.000 italiani.I fattori che incidono positivamente sulle probabilità di sopravvivenza delle vittime sono strettamente dipendenti dalla precocità di intervento, dal ritmo sottostante e dal successivo trattamento. Un inizio precoce delle manovre di rianimazione è una condizione necessaria per salvare la vita di una persona.
DAE 14 – Cosa è la catena della sopravvivenza?
Viene chiama catena della sopravvivenza un insieme di procedure, strettamente interconnesse, che permettono di gestire nella modalità corretta l’arresto cardiaco. Si divide in quattro fasi concatenate tra loro:Riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco e attivazione immediata del sistema di soccorso di emergenzaInizio della rianimazione cardiopolmonare precoce. Defibrillazione precoce.Inizio del soccorso avanzato e trattamento post rianimatori
D.Lgs. 9/04/08 n.81 Testo Unico Sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
Testo coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, Circolari e Lettere Circolari, Interpelli e Decreti Collegati – Aggiornamento Giugno 2016
News letter Maggio 2016
1.- Buone prassi campi elettromagnetici
2.- Valutazione rischio chimico: cosa è cambiato?
3.- Privacy: pubblicato il nuovo regolamento europeo
sul trattamento dei dati
4.- Comunicazione annuale FGAS
5.- Corsi di formazione in programma bimestre Maggio e Giugno 2016
News letter Aprile 2016
1. Novità in materia di depenalizzazione: esclusi i reati in materia di sicurezza
2. Fumo passivo: La Corte di Cassazione ribadisce non basta il divieto serve la sanzione
3. Campi elettromagnetici: ulteriore rinvio della valutazione del rischio
4. Dispositivi di Protezione Individuale: obblighi del Datore di Lavoro
5. Interpello n. 1/2016 del 21/03/2016: L’importanza del DURC per i cantieri temporanei mobili
6. Interpello n. 2/2016 del 21/03/2016: Soccorso qualificato e organizzazione del lavoro ferroviario
7. Interpello n.3/2016 del 21/03/2016 Cantieri: Nuova impresa e obbligo di redazione POS
8. Interpello n.4/2016 del 21/03/2016 Le modalità ammesse per l’erogazione della formazione specifica dei lavoratori
Regolamento Europeo 9 Marzo 2016 sui DPI – abrogazione della direttiva 89/686/CEE
Regolamento che abroga la precedente Direttiva Europea 21 dicembre 1989, n. 89/686/CEE per la progettazione ed imissione sul mercato dei DPI. Il nuovo regolamento chiarisce responsabilità, requisiti, e caratteristiche specifiche dei DPI prima delll’immissione sul mercato.
1. La nuova commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro
2. Campi elettromagnetici, pubblicate tre guide della Commissione Europea
3. La regola tecnica antincendio per i depositi di gas naturale e di biogas
4. Invio dati sanitari agli enti competenti
5. Formazione lavoratori obbligatoria
6. Corsi di formazione a catalogo Marzo – Aprile e Maggio 2016
7. MUD: invio entro il 30/04/2016
8. RLS precisazione della commissione Interpelli relativa all’interpello n. 20/2014
9. Termine per la presentazione della relazione annuale per chi utilizza amianto
News letter Gennaio 2016
1. INAIL: riduzione del tasso, pubblicato il nuovo modello OT24/2016 – 2. Bando ISI INAIL 2015: contributi per imprese che investono in sicurezza – 3. Prevenzione incendi: ulteriore proroga per gli adempimenti riguardanti le nuove attività indicate in allegato I al DPR 151/11 – 4. RSPP Dipendenti e Consulenti Esterni: Aggiornamento tardivo e mantenimento del ruolo
5. Abbattimento Barriere: Ingressi accessibili – 6. Tenuta del Registro Infortuni – 7. Interpello 13/2015: Il Medico Competente (dipendente) e la formazione obbligatoria dei lavoratori – 8. Corsi di formazione a catalogo Febbraio – Marzo 2016
Attuazione Direttiva Campi Elettromagnetici 2013/35/EU Guida Pratica
Guida, non vincolante, di buone prassi
per l’attuazione della direttiva
2013/35/UE relativa ai Campi elettromagnetici. Parte 2 Guida Pratica
Attuazione Direttiva Campi Elettromagnetici 2013/35/EU Guida PMI
2013/35/UE relativa ai Campi elettromagnetici. Parte 1 Guida per le PMI
Attuazione Direttiva Campi Elettromagnetici 2013/35/EU Casi di Studio
2013/35/UE relativa ai Campi elettromagnetici. Parte 3 Casi di Studio
DR 23/09/2015 L.G. Regionali Prevenzione delle Patologie Muscolo-Scheletriche
Linee Guida Regionali per la prevenzione delle patologie muscolo scheletriche connesse
con movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori (Aggiornamento Decreto Direttore Generale Sanità n. 3958 del 22/04/2009)
DM 3/08/2015 Norme tecniche di prevenzione incendi
Il provvedimento, che e’ entrato in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, è volto a semplificare e razionalizzare l’attuale corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi attraverso l’introduzione di un unico testo organico e sistematico, contenente disposizioni applicabili a molte delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, indicate all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.
Quaderno Tecnico Trabattelli
I Quaderni Inail sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.
Decreto Ministeriale 19/03/2015 – Regola tecnica Prevenzione incendi Strutture Sanitarie
Aggiornamento della regola tecnica di prevenzione
incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio del- le strutture sanitarie
Quaderno Tecnico Ambienti Confinati
Il quaderno tecnico fa parte del materiale informativo predisposto dal Dipartimento Medico di Prevenzione della ASL di Milano in occasione di per EXPO 2015.
Il manuale è rivolto principalmente a chi gestisce attività in ambienti sospetti
di inquinamento o confinati. Particolarmente interessante la Classificazione degli Ambienti secondo OSHA
Istruzioni Operative e Tecnico-organizzative
Allestimento, gestione delle opere temporanee e e delle attrezzature da impiegare per la produzione, realizzazione di spettacoli e manifestazioni fieristicje
Quaderno Tecnico Sistemi di Protezione Individuale Cadute
Quaderno Tecnico Sistemi di Protezione degli Scavi
Quaderno Tecnico Scale Portatili
Quaderno Tecnico Reti di Sicurezza
Quaderno Tecnico Ponteggi Fissi
Quaderno Tecnico Parapetti Provvisori
Quaderno Tecnico Ancoraggi
Modelli Semplificati POS-PSC-PSS
Individuazione dei Modelli semplificati dl Piano Operativo di Sicurezza, del Piano di Sicurezza Sostitutivo e del Piano di Sicurezza e Coordinamento
Decreto “Palchi”
Disposizioni relative agli spettacoli musicali, cinematografici,teatrali, alle manifestazioni fieristiche
Piani di Controllo per Apparecchi di Sollevamento Trasferibili
Piani di Controllo per Apparecchi di Sollevamento Mobili
Inail: Schede per la definizione di piani per i controlli di Apparecchi di Sollevamento Materiali di tipo Mobile e relativi accessori di sollevamento
Piani di Controllo per Apparecchi di Sollevamento Fissi
Inail: Schede per la definizione di piani per i controlli di Apparecchi di Sollevamento Materiali di tipo Fisso e relativi accessori di sollevamento
Indicazioni operative Prevenzione e Protezione dai rischi da Agenti Fisici
Raccolta FAQ del Coordinamento Tecnico Interregionale sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici
nei luoghi di lavoro. Aggiornamento 13 Febbraio 2014
Il Carrello Elevatore utilizzo in Sicurezza (Quaderno informativo n. 15 Univ. Roma)
L’utilizzo del carrello elevatore, richiede la massima attenzione ed il rispetto di
precise regole da parte dell’operatore, in quanto manovre o comportamenti
impropri possono causare conseguenze, anche particolarmente gravi, sia alla
propria che all’altrui incolumità
Inail Documentazione Tecnica: Classificazione e Gestione dei Rifiuti contenti Amianto – Istruzioni operative Inail ai fini della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di vita
Indicazioni operative per i lavori in ambienti confinati (Aggiornamento 2013)
Contributo tecnico il gruppo di lavoro “Ambienti Confinati”, insediato dal Comitato Regionale di Coordinamento della Regione Emilia Romagna.
Le Macchine in Edilizia
Manuale del CPT di Torino sulle principali macchine utilizzate in edilizia, completo di schede e check list ed istruzioni per gli addetti
Direttiva 2013/35/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio – Campi Elettromagnetici
Disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (ventesima direttiva particolare ai sensi
dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) e che abroga la direttiva 2004/40/CE
Sentenza Mancato risarcimento Lavoratore
Cassazione Civile, Sez. Lav., 11/04/2013, n. 8861 – Esclusione di
qualsiasi obbligo risarcitorio in capo al datore di lavoro nei confronti
dell’operaio che, con condotta anomala, non usava gli strumenti di
protezione a disposizione
DM 06/03/2013 Criteri di qualificazione dei Formatori
Attuazione dell’art. 6, c8, lett. M-bis) del D.Lgs. 81/2008 per l’individuazione dei criteri che rappresentano il livello base richiesto per la figura del formatore/docente in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro
Impianti Trattamento Aria: Valutazione e gestione dei Rischi
Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi
correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria
Raccolta FAQ VVF Ascoli Piceno – 1
Raccolta di Quesiti e Chiarimenti redatta dal comando dei VVF di Ascoli Piceno ed organizzata per area tematica: Quesiti Generali – Depositi GPL/Carburanti – Gruppi Elettrogeni/Impianti Termici/Impianti Antincendio – Locali Pubblici – Scuole – Alberghi – Attività Commerciali
Raccolta FAQ VVF Ascoli Piceno – 2
Raccolta di Quesiti e Chiarimenti redatta dal comando dei VVF di Ascoli Piceno Quesiti Generali
Raccolta FAQ VVF Ascoli Piceno – 3
Raccolta di Quesiti e Chiarimenti redatta dal comando dei VVF di Ascoli Piceno: impianti Termici
Stress Lavoro Correlato: 00 Presentazione
Al Progetto CCM, articolato in quattro obiettivi da raggiungere in ventiquattro mesi, partecipano 14 Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e le Università di Verona e Bologna.
Tutte le realtà operano sotto il coordinamento di INAIL, ente partner del progetto.
Stress Lavoro Correlato: 01 Settore Bancario
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Bancario
Stress Lavoro Correlato: 02 Settore commercio / GDO
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Grande Distrubuzione
Stress Lavoro Correlato: 03 Settore Hotel, Ristoranti, Catering (HORECA)
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Hotel, Ristoranti, Catering (HORECA)
Stress Lavoro Correlato: 04 Settore Istruzione
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Istruzione
Stress Lavoro Correlato: 05 Settore Aziende Manifatturiere
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Aziende Manifatturiere
Stress Lavoro Correlato: 06 Settore Polizia Municipale e Vigilanza Privata
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Polizia Municipale e Vigilanza Privata
Stress Lavoro Correlato: 07 Settore Sanità
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Sanità
Stress Lavoro Correlato: 08 Telecomunicazioni
Monitoraggio, Valutazione, Gestione Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Telecomunicazioni
Stress Lavoro Correlato: 09 Trasporti
Stress Lavoro-correlato E Rischi Psicosociali Settore Trasporti
Linee Applicative della Formazione del DdL quale RSPP, dei Lavoratori ed RLS
Adeguamento e linee applicative degli accordi sulla formazione del Datore di Lavoro per lo Svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione dai
rischi (Art.34, c.2), dei Lavoratori e dei loro Rappresentanti (Art.37,
c,2) del D. Legislativo 9 Aprile 2008, n. 81, e s.m.i.
Ambienti Confinati: Manuale Illustrato
Il manuale illustra i punti chiave da prendere in considerazione qualora ci si appresti a lavorare in un luogo sospetto di inquinamento o confinato: come analisi del rischio, appropriata sorveglianza sanitaria, procedure di lavoro e di emergenza, formazione, informazione ed addestramento degli operatori.
DR 15/03/2012 n.2174 Linee di Indirizzo PDE Strutture Sanitarie
Sanità della Regione Lombardia: Linee di Indirizzo per la Redazione del Piano di Emergenza nelle Strutture Sanitarie
Individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, le modalità per il riconoscimento dell’abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione
Lista di Controllo Carrelli Industriali
Documento della Ragione Toscana pensato per aiutare il Datore di Lavoro
ad effettuare una Valutazione dei Rischi specifica per queste
attrezzature e quindi individuare i problemi e le relative soluzioni
INAIL Uso delle Piattaforme di Lavoro mobili in Elevato nei cantieri (Ed. Febbraio 2012)
INAIL: Per utilizzare in piena sicurezza una piattaforma di lavoro mobile elevabile devono essere presi in considerazioni vari elementi: dalla tipologia e alle caratteristiche della macchina, all’ambiente di lavoro,al tipo di lavoro da eseguire.
Sentenza Contratto di prestazione d’opera e responsabilità dei committenti
Cassazione penale, Sez. IV, 30/01/2012, n3563 – Responsabilità di due committenti per omicidio colposo in danno di un lavoratore precipitato dall’alto di una copertura di un fabbricato nel corso di un contratto di prestazione d’opera.
Supporto operativo della Regione Veneto finalizzato all’espletamento dell’attività di prevenzione e vigilanza da parte degli organi ispettivi nell’ambito dei lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, anche al fine di dare attuazione alle disposizioni contenute nel D.P.R. n. 177 del 14 settembre 2011 (G.U. 08/11/11).
Indicazioni operative per i lavori in ambienti confinati
Indicazioni per la gestione del rischio Stress Lavoro Correlato – Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione
Il Coordinamento Interregionale P.I.S.L.L. ha aggiornato nel 2011 le indicazioni per la corretta gestione del rischio da stress
lavoro-correlato e per l’attività di vigilanza: requisiti minimi che le valutazioni devono soddisfare, i criteri per l’individuazione delle azioni correttive, i criteri per il controllo delle aziende da parte degli organi di vigilanza; nonché alcune indicazioni sul ruolo dei Servizi di prevenzione e sicurezza, le risorse professionali e la formazione degli operatori.
Il Datore di Lavoro quale RSPP
Percorso di formazione per lo svolgimento diretto, da parte del Datore di Lavoro, dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi
Antincendio: Indirizzi Applicativi DPR 1/08/2011 n.151
Primi indirizzi applicativi. del Regolamento di prevenzione incendi – DPR 01/08/2011, n.151 – Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi
Check List di controllo Rischio di Cadute dall’alto
Pratica Check List del CPT di Firenze per la verifica del Rischio di Caduta dall’alto
Check List di controllo Contenuti POS
Pratica Check List del CPT di Firenze per la verifica dei Contenuti del POS
Check List di controllo Contenuti PIMUS
Pratica Check List del CPT di Firenze per la verifica dei Contenuti del PIMUS
Guida pratica all’antinfortunistica nei cantieri edili
Testo pratico del gruppo provinciale Vigilanza nei Cantieri Edili che ha come obiettivo di fornire indicazioni per l’osservanza delle norme di igiene e sicurezza del lavoro riferibili a un cantiere tradizionale
Guida per la Sicurezza nei Cantieri Edili
Manuali e schede del CPT di Torino che offre una panoramica pressoché completa per affrontare la sicurezza nei Cantieri Edili. Liste di controllo, esempi di documenti, Normativa, Software dedicato
Percorso pratico del CPT di Torino per la Valutazione del Rischio in Edilizia
Procedura di Processo Attività CSP
Documento, redatto a cura della Regione Lombardia e dell’ASL Monza e Brianza con la collaborazione del CPT lombardo e degli ordini professionali, sulla procedure di processo dell’attività del
Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e in fase di Esecuzione (CSE),
con l’indicazione delle modalità operative per esercitare in modo efficace tale attività.
Procedura di Processo Attività CSE
DM 27/07/2010 Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie superiore a 400 mq
Testo coordinato e commentato, dal Comando VVF di Ascoli Piceno, del Decreto relativo alle attività commerciali.
Accordo di programma tra anci, le organizzazioni nazionali di categoria della distribuzione e il centro di coordinamento raee per la raccolta e la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
LG redazione del piano di lavoro per la rimozione di amianto o materiali contenenti amianto
REGIONE PIEMONTE – U.S.L. N. 13 NOVARA
Rapporto Tecnico ARPA Bologna (Giuseppe Anania) – Campi Elettromagnetici WiFi
Lo scopo del documento è valutare gli aspetti di impatto ambientale delle reti WiFi attraverso simulazioni e misure dei livelli di esposizione prodotti. Lo scenario di interesse è costituito dall’URP (Ufficio
Relazioni con il Pubblico) del Comune di Bologna, dove è offerto ai cittadini un servizio di accesso WiFi, che
interessa sia l’interno dell’URP che l’area antistante (Piazza Maggiore).
Intesa in materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza
Mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute proprie e di terzi, anche in riferimento ad un’assunzione solo sporadica di sostanze stupefacenti,
Linee Guida Manutenzione Predittiva UTA
Indicazioni tecniche che fanno riferimento alle principali norme riguardanti la Progettazione, Installazione e la Manutenzione dei sistemi Aeraulici
D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale
Norme in materia ambientale ed Allegati
Alcool: Attività lavorative ad elevato rischio infortuni
Attivita’ lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumita’ o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche,
Montaggio/Smontaggio/Trasformazione Ponteggi
Soggetti Formatori Durata, Indirizzi e Requisiti minimi dei Corsi di Formazione Tecnico-Pratica per addetto ai ponteggi
Manuale di Prevenzione Amianto
Come lavorare protetti dal Rischio Amianto – Manuale per Lavoratori dei Cantieri Edili ed Addetti ad operazioni di Bonifica e Smaltimento Amianti
D.P.C.M. 23 Dicembre 2003 Tutela della Salute di Non Fumatori
Requisiti tecnici dei locali per fumatori, dei relativi impianti di ventilazione e di ricambio d’aria e dei modelli dei cartelli connessi al divieto di fumo.
DM 15/03/2003 n.388 Disposizioni sul Pronto Soccorso Aziendale
Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. GU n. 27 del 3-2-2004.
Classificazione delle Aziende – Organizzazione del Pronto Soccorso
D.Lgs. 08 Aprile 2003 n.66 Organizzazione Orario di Lavoro (Lavoro Notturno)
Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro – Lavoro Notturno
DPR 22/10/2001 n. 462 Impianti Contro le Scariche Atmosferiche e Messa a Terra
D. Lgs. 8/06/2001 231 Disciplina della responsabilità amministrativa
08 giugno 2001
Disciplina della responsabilità amministrativa delle
persone giuridiche, delle società e delle associazioni
anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo
11 della legge 29 settembre 2000, n.300
Raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio – Campi Elettromagnetici
12 luglio 1999
Limitazione dell’esposizione della Popolazione ai Campi Elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz
DM 25/06/1984 Classificazione di Reazione al Fuoco ed Omologazione dei Materiali
25 giugno 1984
D.M. Interno del 25/06/84 Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi
DM 30/11/1983 Termini, definizioni generali e simboli grafici
Testo del D.M. 30/11/1983 coordinato con le modifiche introdotte dal DM 9 marzo 2007 – relativo alle prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni, integrato con ulteriori definizioni presenti nello stesso decreto, o che sono state introdotte successivamente in varie regole tecniche.