Source: https://www.sicurezzacgs.it/assorbimento-del-corpo-forestale-dello-stato-parere-del-consiglio-di-stato-sul-d-lgs-19-agosto-2016-n-177/
Timestamp: 2019-07-22 05:35:42+00:00
Document Index: 88321723

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 18']

Posted on 17 Ottobre 2016 by Alessandro Margiotta
Pubblichiamo il testo integrale del parere del Consiglio di Stato sul menzionato D.Lgs. n. 177/2016, reso a seguito della proposizione di sette quesiti da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al fine di dirimere alcune questioni interpretative relative all’individuazione delle Amministrazioni (Arma dei carabinieri, Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Polizia di Stato, Corpo delle Guardia di finanza e Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) presso le quali dovrà essere assegnata ciascuna unità di personale.
PARERE N. 02112/2016 DEL 14/10/2016
Vista la relazione 6 ottobre 2016 n. 73180, con la quale il Ministero delle politiche agricole e forestali ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare consultivo in oggetto;
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sottopone alle valutazioni del Consiglio di Stato alcune questioni interpretative sull’attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 (hic inde decreto legislativo), esposte in sette quesiti concernenti i provvedimenti che il Capo del Corpo, ai sensi dall’art. 12, comma 2, deve adottare per individuare l’Amministrazione, tra quelle indicate al comma 1 dello stesso articolo (Arma dei carabinieri, Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Polizia di Stato, Corpo delle Guardia di finanza e Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) presso la quale ciascuna unità di personale è assegnata, secondo una serie di criteri ivi enunciati ed entro i volumi organici indicati nella tabella A allegata al decreto legislativo.
Considerati anche i tempi ristretti entro i quali il Capo del Corpo deve adottare i provvedimenti di assegnazione del personale e la prevista pubblicità degli stessi mediante pubblicazione sul Bollettino ufficiale del Corpo, è consequenziale che il ricorso alla predisposizioni di atti plurimi, oltre che conformarsi al principio di buon andamento, costituisca una scelta obbligata, sia perché ben si presta a disciplinare una molteplicità di situazioni individuali omogenee di destinatari preventivamente determinati, sia parchè verrebbero salvaguardate le garanzie individuali previste dall’ordinamento, sia perché nel caso di contenzioso l’invalidità di un provvedimento non comporterebbe l’invalidità degli altri provvedimenti compresi nello stesso atto.
La sussistenza di un rapporto residuale e non già concorrente è chiaramente deducibile dall’incipit della lettera c) (“qualora in base ai criteri sopra specificati, le unità assegnate alle Amministrazioni di cui al comma 1 siano in numero inferiore ai contingenti stabiliti nella tabellaA”), non è altrettanto pacifica per la lettera b), che recita “tenendo altresì conto dei seguenti criteri…”.
Al riguardo ritiene che l’applicazione del secondo criterio di cui all’art. 12, comma 2, lettera b), n. 1), ossia le “specializzazioni possedute o particolari incarichi ricoperti” dal personale dei ruoli direttivo e dirigente nelle unità dedicate allo svolgimento della funzione di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei degli stessi, trasferita al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, non possa avvenire formando graduatorie e/o griglie di valutazione, perché la mancanza di criteri oggettivi nella fonte primaria aumenterebbe il rischio di contenzioso.
Propone pertanto di rafforzare la motivazione con il riferimento specifico ai particolari incarichi ricoperti ed alle specializzazioni possedute maggiormente rilevanti, qualificanti e, ove possibile, esclusive, ai fini dell’individuazione delle singole unità da assegnare.
In secondo luogo, benché la procedura di assegnazione non abbia carattere concorsuale, né – più in generale – comparativo, l’applicazione del criterio individuato dal decreto legislativo non può che avvenire in modo trasparente e tale da garantire la parità di trattamento dei dipendenti.
Né, infine, può ritenersi che il silenzio legislativo implichi l’assenza del potere-dovere di individuare preventivamente elementi oggettivi cui riferire il criterio enunciato, dovendosi invece fare riferimento – come in tutte le ipotesi in cui il legislatore nel disciplinare una materia caratterizzata da profili di tecnicità non fornisca indicazioni vincolanti – al sapere scientifico di riferimento.
È quindi corretto non formare una graduatoria, ma devono essere predeterminati in via generale gli elementi cui l’Amministrazione deve guardare nel dare applicazione – caso per caso – al criterio di cui all’art. 12, comma 2, lett. b), n. 1).
5.1. La questione posta concerne l’individuazione degli appartenenti ai ruoli degli agenti ed assistenti, dei sovrintendenti e degli ispettori del Corpo forestale da assegnare alla Guardia di finanza. Si tratta in particolare di 41 unità che, alla data del 13 settembre 2016 coincidente con l’entrata in vigore del decreto legislativo, svolgevano effettivamente le funzioni “in materia di soccorso in montagna, sorveglianza delle acque marine confinanti con le aree naturali protette“. trasferite alla Guardia di finanza ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera b), del decreto legislativo.
6.1. Il Ministero prospetta di essere nell’impossibilità di individuare 13 dei 143 appartenenti al ruolo degli agenti ed assistenti da destinare al Corpo nazionale dei vigili del fuoco in base alla tabella A, in quanto soltanto 130 corrispondono ai criteri di cui alla lett. a), mentre nessun altro è individuabile attraverso l’applicazione dei successivi criteri di cui alla lett. b) punto 2 (in quanto gli appartenenti al predetto ruolo non sono in possesso della specializzazione di Direttore delle operazioni di spegnimento) e di cui alla lett. c (in quanto nessuno degli appartenenti al predetto ruolo, nell’ultimo quinquennio, ha svolto in via prevalente attività di lotta attiva agli incendi boschivi).
Di fronte all’impossibilità di coprire l’organico in base ai criteri fissati dal decreto legislativo, la soluzione più corretta appare quella di assegnare al predetto Corpo un numero di appartenenti al ruolo degli agenti ed assistenti inferiore di 13 unità rispetto a quello indicato nella tabella A.
7.1. La questione posta all’attenzione della Sezione riguarda i casi in cui il numero delle unità di personale trasferito risulti inferiore alle dotazioni organiche previste dalla tabella A allegata al decreto legislativo, in conseguenza del fatto che, dalla data di entrata in vigore della legge n. 124/2015 alla data di emanazione dei provvedimenti del Capo del Corpo ai sensi dell’articolo 12, comma 2, sono state collocate a riposo circa 200 unità di personale.
L’Amministrazione propone di far gravare la perdita di risorse umane sull’Arma dei Carabinieri, titolare di tutte le funzioni del Corpo forestale dello Stato, ad eccezione di quelle trasferite alle altre Forze di polizia e al Ministero. Ciò anche perché una diversa distribuzione della riduzione dell’assegnazione di risorse umane in relazione alle unità collocate a riposo sarebbe di difficile quantificazione per singoli ruoli, stante la ridotta percentuale del personale congedato rispetto a quello complessivamente interessato dai provvedimenti in esame.
Tuttavia, anche se l’art. 7 del decreto legislativo recita che “Il Corpo forestale dello Stato è assorbito nell’Arma dei carabinieri, la quale esercita le funzioni già svolte dal citato Corpo previste dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto” ad eccezione delle funzioni trasferite alle altre Forze di polizia e al MIPAAF, la soluzione prospettata non ha base normativa, atteso che in materia di organizzazione amministrativa, con specifico riferimento all’operazione di riassorbimento di una pubblica amministrazione (assimilabile ad una successione o – ancor meglio – ad una incorporazione), opera il principio di stretta legalità.
Vi è poi da considerare che distribuire la riduzione di unità assegnate tra le diverse Amministrazioni risponde anche a un criterio di efficienza, giacché evita che sia una sola di esse a sopportarne i costi sul piano dell’operatività. Se così non fosse l’Arma dei Carabinieri risulterebbe penalizzata dal riassorbimento per una quota pari all’intero, cioè 200 unità.
8.1. L’ultima questione proposta riguarda l’applicazione dell’art. 18, comma 9, del decreto legislativo.
Il comma 9 detto prevede che il personale appartenente ai ruoli dei periti, dei revisori e degli operatori e collaboratori del Corpo forestale dello Stato giudicato, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo, permanentemente non idoneo in forma assoluta all’assolvimento dei compiti d’istituto ovvero assunto ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, con la sola esclusione di quello di cui all’articolo 18 della medesima legge, ovvero che si trovi nelle condizioni di cui all’articolo 636 del decreto legislativo n. 66 del 2010 e che non abbia esercitato le facoltà di cui al comma 3 del medesimo articolo, è inserito d’ufficio nel contingente collocabile presso le amministrazioni individuate ai sensi dell’articolo 12, comma 3, per l’assegnazione preferibilmente nei ruoli del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
L’Amministrazione riferente ritiene che detta disposizione, in combinazione con l’art. 12, comma 2, lettera b), punto 4) del decreto legislativo, consenta di individuare unità di personale da assegnare direttamente al Ministero, per lo svolgimento delle funzioni trasferite al medesimo, traendole da quelle impiegate presso unità amministrative, contabili e logistiche dell’Ispettorato generale del Corpo forestale che si trovino nelle condizioni di cui al predetto articolo 18, comma 9, già in sede di provvedimenti di assegnazione del Capo del Corpo e prima del d.P.C.M. previsto dall’art. 12, comma 3 del decreto legislativo.
8.2. L’art. 12, comma 2, lettera b), punto 4) del decreto legislativo prevede che tra i criteri di assegnazione del personale al contingente da assegnare al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali “per le esigenze connesse allo svolgimento delle attività a cui provvede il Ministero ai sensi dell’articolo 11” si debba tener conto anche “dell’impiego presso unità amministrative, contabili e logistiche dell’Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato”.
Non sembra sostenibile che tale disposizione, che introduce un criterio di assegnazione in via ordinaria del personale, possa formare un tutt’uno con l’art. 18, comma 9, che detta una norma transitoria per un caso particolare.
Il predetto articolo, infatti, richiama l’art. 12, comma 3, secondo cui “Nello stesso termine di cui al comma 2, ai fini della determinazione del contingente limitato di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), della legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa ricognizione dei posti disponibili e tenuto conto del rispettivo fabbisogno, sono individuate, preferibilmente tra quelle che svolgono funzioni attinenti alle professionalità del personale da ricollocare, le Amministrazioni statali, verso le quali è consentito il transito di cui al comma 4, con conseguente attribuzione al personale interessato dell’assegno ad personam di cui allo stesso articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), ultimo periodo della legge. Con il medesimo decreto sono definiti i criteri da applicare alle procedure di mobilità e le tabelle di equiparazione…”.
Ne discende che l’applicazione dell’art. 18, comma 9 deve avvenire attraverso la procedura di cui al comma 3 dell’art. 12 e non già attraverso quella di cui al precedente comma 2.
È ostativa, peraltro, alla soluzione suggerita dall’Amministrazione riferente la circostanza che l’art. 18, comma 9 non fissa un automatismo, limitandosi a stabilire che l’assegnazione avvenga “preferibilmente” nei ruoli del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Elio Toscano Franco Frattini
Consiglio dei Ministri n.101 del 20 gennaio 2016. Esame preliminare dei decreti relativi alla razionalizzazione delle funzioni delle Forze di Polizia ed all’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato.
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