Source: https://www.propit.it/threads/registrazione-contratto-transitorio-canone-agevolato.34158/
Timestamp: 2018-04-20 01:16:54+00:00
Document Index: 9207309

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 8']

Registrazione contratto transitorio ( canone agevolato )
Discussione in 'Locazione, Affitto e Sfratto' iniziata da Dalam, 10 Settembre 2015.
Non sono solito fare contratti transitori. Ma in questo caso la richiesta era esplicita da parte dell'inquilino e trovandomi in una città ad alta densità abitativa e rientrando il canone richiesto nei parametri dell'accordo territoriale ho provveduto a stipularlo. In sede di registrazione (RLI telematico) mi è venuto un dubbio: in "Tipologia di contratto" devo indicarlo come " Locazione di immobile abitativo " o come " Locazione agevolata di immobile ad uso abitativo " ??
Astenersi da consigli da parte di chi non conosce la specificità dei contratti transitori " a canone agevolato "
Domani telefonerò al numero verde dell'Agenzia delle Entrate ma per esperienza so che a volte si fa prima - e si ricevono risposte più corrette - chiedendo su Propit.it che non all'Agenzia delle Entrate.boh
Dalam, 10 Settembre 2015
Esistono forse contratti transitori a canone non agevolato?
Un giocatore, 10 Settembre 2015
Se il contratto di locazione, anche transitorio, è di tipo agevolato a canone concordato deve essere registrato col codice L 2 previsto dal mod. RLI (locazione agevolata di immobile ad uso abitativo). Perché l'immobile locato si trova in Comuni ad alta densità abitativa o comunque dove esistono gli accordi territoriali che permettono la stipulazione di questa tipologia contrattuale.
Se invece il contratto non gode del regime fiscale agevolato, si registra col codice L 1 (locazione di immobile ad uso abitativo).
Questo è scritto sulle istruzioni del mod RLI. Anch'io ho avuto il dubbio espresso da @Dalam e mi ero informata all'Agenzia delle Entrate di Torino che ha confermato quanto sopra.
uva, 10 Settembre 2015
il contratto di locazione, anche transitorio, è di tipo agevolato a canone concordato
Ci sono contratti transitori a canone non agevolato? Grazie.
Si: io ne ho stipulato uno l'anno scorso (durata 1 anno) a canone libero - ai sensi dell'art.5, comma 1, Legge 9 dicembre 1998 n°431.
PROBLEMIVARI, 10 Settembre 2015
Se condividessi l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate di Torino dovrei concludere che esistono contratti transitori ordinari L1 e contratti transitori ordinari L2. Non è possibile condividere tale tesi. I contratti di natura transitoria articolo 5, comma 1 L.431/1998, indipendentemente dal tipo di canone (stabilito, a seconda dell'ubicazione dell'immobile, dall'Accordo locale o liberamente pattuito dalle parti), sono sempre e comunque contratti L1 (l'imposta di registro, prevista al 2%, non varia in ragione del tipo di canone), in quanto per i contratti transitori, ovunque ubicati (in Comune CIPE o non CIPE), non sono previste agevolazioni fiscali di nessun tipo (articolo 8, legge indicata).
Diversamente, nelle altre tipologie contrattuali di tipo concordato esistono contratti L1 e contratti L2. Nei contratti 3+2 in Comuni CIPE, il canone è concordato, è soggetto ad agevolazioni fiscali e il codice da indicare nel modello Rli è L2 (Registro = 2% del 70%), invece, nei Comuni non CIPE, il canone è concordato, ma il codice da indicare nel modello Rli è L1 (Registro = 2%), in quanto per questi tipi di contratti non è previsto un regime fiscale agevolato.
Magnus Ansegar, 10 Settembre 2015
A uva e Dalam piace questo messaggio.
CIPE? Che significa?
Condivido appieno quanto sostenuto da Magnus Ansegar. Mi pare assolutamente evidente. Peccato che in questo disgraziato paese l'evidenza e l'intelligenza sono con residenza "transitoria e saltuaria" negli uffici del pubblico registro ....
@Un giocatore : Comuni CIPE sono i comuni ad alta densità abitativa individuati dal CIPE ( organismo governativo ).
Ecco il link: Elenco dei comuni ad alta tensione abitativa
Nei comuni " non CIPE " la locazione transitoria è a canone libero.
per i contratti transitori, ovunque ubicati (in Comune CIPE o non CIPE), non sono previste agevolazioni fiscali di nessun tipo (articolo 8, legge indicata).
Nel mio caso probabilmente l'equivoco deriva dal fatto che si trattava di un contratto per studenti universitari (art. 5 c. 2 della l. 431/98).
Evidentemente l'impiegata dell'Agenzia delle Entrate mi ha dato un'informazione sbagliata. Forse pensava che tutti i contratti di natura transitoria di cui all'art. 5 godano delle agevolazioni fiscali.
Nel mio caso probabilmente l'equivoco deriva dal fatto che si trattava di un contratto per studenti universitari (art. 5 c. 2 della l. 431/98)
Ex art. 8, comma 3, quei contratti (dunque stipulati sulla base dei tipi di contratto di cui all'art. 4-bis), godono delle agevolazioni di cui all'art. 8.
E' in burocratese spinto, che più spinto non si può. Lo sai dire in termini più semplici? Grazie.
Ci provo io! (secondo quanto ho capito...)
- agevolazione fiscale sì per contratti transitori rivolti a locatari studenti
- agevolazione fiscale no per contratti transitori rivolti a locatari non studenti
Sì, se gli studenti sono universitari e stipulati sulla base dei tipi di contratto di cui all'art. 4-bis.
Sì, se gli studenti sono universitari e stipulati
Studenti universitari e stipulati? Mah!
Avevi scritto: "agevolazione fiscale sì per contratti transitori rivolti a locatari studenti".
Quindi, sì, se gli studenti sono universitari e (i contratti, di quello si stava discutendo) sono stipulati sulla base dei tipi di contratto di cui all'art. 4-bis.
P.S.: i contratti non si rivolgono (a), si stipulano (con).
Per godere dell'agevolazione fiscale prevista dall'articolo 8, comma 3 della L.431/98, non basta che il contratto-tipo sia quello richiamato dall'articolo 4-bis (allegato F del decreto ministeriale 30/12/2002) e che gli studenti siano universitari, è indispensabile che siano studenti universitari fuori sede (la norma non riguarda tutti gli studenti universitari), cioè devono essere studenti che si spostano dal Comune di residenza per frequentare un'università situata in un altro Comune (da specificare nel contratto, si legge all'articolo 3, comma 1 del decreto ministeriale 05/03/1999) e il Comune in cui è ubicato l'alloggio deve essere un Comune CIPE sede di università o di corsi universitari distaccati.
Se uno studente si sposta da Genova per frequentare un corso di studi presso l'università di Camerino e sottoscrive un contratto transitorio per studenti universitari fuori sede (massimo 36 mesi, rinnovabili), non è possibile usufruire di agevolazioni fiscali, in quanto il Comune di Camerino, in cui è stato siglato un accordo territoriale il 28/11/2008, sede di un'antica università, non fa parte delle 11 aree metropolitane ad alta tensione abitativa, nè dei Comuni ad esse confinanti, nè dei Comuni capoluogo di provincia (Rli = L1).
Nulla vieta, comunque, agli studenti universitari fuori sede di accedere anche ai contratti transitori ordinari (di durata, però, più breve: massimo 18 mesi, non rinnovabili), documentandone l'esigenza, indicando a contratto una data di inizio e una data di fine, ma, in questo caso (anche se lo studente frequentasse l'università di Urbino, Comune CIPE) nessuna agevolazione fiscale è prevista (Rli = L1).
Magnus Ansegar, 11 Settembre 2015
Grazie. La spiegazione appare esauriente. Lavora, se può dirlo, presso una sede dell'UPPI o del SUNIA o simili? Grazie.
Per godere dell'agevolazione fiscale prevista dall'articolo 8, comma 3 della L.431/98, non basta che il contratto-tipo sia quello richiamato dall'articolo 4-bis
La fonte normativa di rango primario ciò prevede. E l'art. 4, comma 1 del decreto interministeriale 5 marzo 1999 prevede che:
Ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo situati nei comuni di cui all’art. 1 del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, stipulati o rinnovati ai sensi delle disposizioni dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, a seguito di accordo definito in sede locale e nel rispetto delle condizioni fissate dal presente decreto, nonché ai contratti di cui agli articoli 1, comma 3, e 5, comma 2, della medesima legge n. 431 del 1998, si applica la disciplina fiscale di cui ai seguenti commi.
Quindi i contratti ex art. 5, comma 2 della legge n. 431/1998, dato che sono elencati dopo il "nonché", per godere delle agevolazioni fiscali ex art. 8, comma 1 della stessa legge non devono rispettare le condizioni fissate da quel decreto (che tra l'altro, rileverebbe come fonte normativa secondaria soltanto qualora sia stato espressamente qualificato come regolamento). Ma solo quelle dettate dalla norma di rango primario.
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