Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2017/05/11/02/comunic.htm
Timestamp: 2017-09-25 22:04:58+00:00
Document Index: 48405824

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'e contrario', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1', 'arti 1']

﻿II Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - giovedì 11 maggio 2017
Giovedì 11 maggio 2017. — Presidenza della presidente Donatella FERRANTI. — Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Cosimo Maria Ferri.
C. 2962 Verini.
La Commissione prosegue la discussione del provvedimento in oggetto, rinviata nella seduta del 26 aprile scorso.
Donatella FERRANTI, presidente, ricorda che nella scorsa seduta la Commissione ha approvato in linea di principio alcuni emendamenti che sono stati trasmessi alle Commissioni I, V e XI per l'espressione del parere di competenza. Comunica che le Commissioni V e XI hanno espresso nulla osta e che la I Commissione ha espresso un parere favorevole con osservazioni. Nel far presente che il relatore non ritiene di accogliere le osservazioni della I Commissione, pone in votazione gli emendamenti già approvati dalla Commissione in linea di principio.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti del relatore 1.5, 1.4, 1.3 e 1.6 (vedi allegato 1). Approva, quindi, con votazione nominale finale, il testo della proposta di legge C. 2962, così come modificata dagli emendamenti presentati.
Anna ROSSOMANDO (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva l'opportunità che sia avviato l’iter per la richiesta di trasferimento in sede legislativa della proposta di legge C. 4439, recante «Disposizioni sulla elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi».
Donatella FERRANTI, presidente, nel prendere atto della richiesta, assicura che sarà avviato il procedimento per l'esame in sede legislativa della proposta di legge cui ha testé fatto riferimento l'onorevole Rossomando.
Donatella AGOSTINELLI (M5S), relatrice, fa presente che la proposta di legge in esame intende modificare l'articolo 403 del codice civile.
Osserva che nel sistema vigente, il tribunale per i minorenni ha una competenza di carattere generale, che si estende a ogni tipo di situazione, tale da esigere il collocamento coattivo del minore in un luogo diverso da quello in cui si trova, mentre l'articolo 403 del codice civile, ha una funzione residuale e dispone un principio generale: si riconosce alla pubblica autorità la possibilità di intervenire nell'interesse della salute fisica e psichica dei minori in particolari casi.
Rammenta che tale istituto, ad oggi, costituisce l'ultima ratio per tutelare l'interesse di un minore che debba essere allontanato dalla propria famiglia d'origine.
Ritiene che la norma dovrebbe assolvere al difficile dovere di assicurare l'adeguata protezione dei minori anche laddove non sia possibile – a causa della immediatezza del pericolo – sollecitare un intervento dell'autorità giudiziaria. Vi sono tre fattispecie in cui ricorre l'applicabilità dell'articolo stesso: quando il minore sia moralmente o materialmente abbandonato; quando sia allevato in locali insalubri o pericolosi; quando, infine, sia allevato da persone non in grado – per negligenza, immoralità, ignoranza o altri motivi – di provvedere alla di lui educazione.
Rammenta, altresì, che l'allontanamento viene disposto, quindi, come provvedimento indifferibile, necessario e provvisorio, che cesserà di aver efficacia quando la competente autorità si sarà pronunciata in merito.
Fa presente che l'articolo 403 del codice civile si limita a legittimare provvedimenti di urgenza in presenza di una situazione di imminente pericolo per il minore, fermo restando che il servizio sociale di regola segnala l'abbandono al tribunale per i minorenni quando riscontra l'esistenza di una situazione di questo tipo o altrimenti debba provvedere all'affidamento familiare nei modi previsti dalla legge. Pag. 36
Rileva che l'articolo in esame, se da un lato consente di intervenire tempestivamente in favore del minore leso o presunto tale, dall'altro non fornisce un'indicazione degli elementi da prendere necessariamente in considerazione nell'adozione del provvedimento. Inoltre, per la sua attuale formulazione, lascia temere che un provvedimento, preso nell'immediatezza del pericolo, possa essere, in realtà, non adeguato alle necessità del minore da tutelare e l'indicazione generica della pubblica autorità rischia di vedere coinvolti enti e personale non sempre adeguatamente specializzati nella trattazione del caso concreto. Il provvedimento di allontanamento inoltre non soggiace, ad oggi, a limitazioni particolari o ad un controllo tempestivo da parte del Tribunale dei minorenni. Da ciò deriva che lo stato di allontanamento può protrarsi sine die con grave nocumento per il minore stesso, pur essendo stato preso per tutelarne gli interessi.
Per tali ragioni, ritiene opportuno, se non addirittura necessario, che del provvedimento adottato dalla pubblica autorità sia data notizia alla competente autorità giudiziaria entro ventiquattro ore dallo stesso, affinché venga verificata la fondatezza delle ragioni dell'intervento e promossa l'adozione di opportuni provvedimenti ai sensi dell'articolo 336 del codice civile e degli articoli 9 e 10 della legge n. 184 del 1983 (Diritto del minore ad una famiglia). Si intende, inoltre, finalmente codificare, anche per l'allontanamento ai sensi dell'articolo 403 del codice civile, la buona prassi di collocare i minori, laddove ciò sia possibile, presso i parenti entro il quarto grado piuttosto che presso estranei o istituti, al fine di evitare che gli stessi possano subire ulteriori traumi.
Donatella FERRANTI, presidente, nel rammentare che sulla modifica dell'articolo 403 del codice civile, nel corso dell'indagine conoscitiva sull'attuazione della legislazione in materia di adozioni e di affido, la Commissione aveva già acquisito il contributo del giudice Melita Cavallo, già presidente del Tribunale per i minorenni di Roma, osserva che, sul tema oggetto della proposta di legge in discussione potrebbe registrarsi un'ampia convergenza dei gruppi parlamentari.
Donatella AGOSTINELLI (M5S), relatrice, nel ringraziare la presidente per la sensibilità dimostrata sull'argomento, rileva l'opportunità che sia avviato l'iter per il trasferimento della proposta di legge a sua firma in sede legislativa.
Donatella FERRANTI, presidente, nel concordare con la relatrice, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 10 maggio 2017.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche attraverso l'attivazione dei sistemi audiovisivi a circuito chiuso. Ne dispone, pertanto, l'attivazione. Nel ricordare che sul provvedimento in discussione sono stati presentati circa 600 emendamenti (vedi allegato 2), avverte, che la Commissione passerà ora all'esame dell'emendamento Colletti 1.147.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.147, volto ad inasprire il regime della prescrizione, novellando l'articolo 157 del codice penale. A tale riguardo, fa presente che la sua proposta emendativa stabilisce che la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale fissata dalla legge aumentato Pag. 37della metà e comunque un tempo non inferiore a otto anni se si trattata di delitto e a sei anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con pena pecuniaria, applicando il termine di cinque anni ove la legge preveda una pena diversa da quella detentiva e da quella pecuniaria. Fa presente, altresì, che l'emendamento estende il raddoppio del termine di prescrizione previsto dal sesto comma dell'articolo 157 del codice penale a taluni reati contro la Pubblica Amministrazione, di cui agli articoli 314 e seguenti del codice penale, nonché di riciclaggio, traffico di influenze illecite, false comunicazioni sociali. Rileva, infine, che la proposta emendativa stabilisce che la prescrizione cessa comunque di operare dopo la sentenza di primo grado, introducendo una ulteriore causa di sospensione del decorso della prescrizione.
Vittorio FERRARESI (M5S), nell'evidenziare come la questione della prescrizione non riguardi unicamente i delitti contro la pubblica amministrazione, sottolinea che tali fattispecie di reato sono difficilmente accettabili in un tempo congruo, trascorrendo solitamente molto tempo tra la commissione del fatto e l'avvio dell'attività di indagine. Chiede, quindi, che la maggioranza e il Governo avviino una seria riflessione su tale tema, che, ribadisce, non riguarda solo i reati contro la pubblica amministrazione, ma anche altre fattispecie, tra le quali i reati colposi.
Alfonso BONAFEDE (M5S), associandosi alle considerazioni dei colleghi Colletti e Ferraresi, rileva come le proposte emendative presentate dal suo gruppo parlamentare siano dirette a fare in modo che la prescrizione non rappresenti per i disonesti un possibile strumento per assicurarsi la sostanziale impunità. In particolare, sottolinea come non possa gravare sulle spalle dei cittadini onesti il peso della lunghezza eccessiva del processo penale. Ciò premesso, nel richiamare la ben nota vicenda della strage ferroviaria di Viareggio, auspica che tali riflessioni aprano all'interno della maggioranza uno spiraglio di coscienza, per avviare una seria ed approfondita riflessione sulla questione della prescrizione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Colletti 1.147, 1.148 e 1.149.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra l'emendamento 1.150 a sua prima firma, volto a prevedere che, limitatamente a taluni reati contro la pubblica amministrazione, operi il raddoppio del termine di prescrizione. In particolare, rileva che tale proposta emendativa anticipa il momento della cessazione del decorso della prescrizione alla pronuncia del decreto che dispone il giudizio, introducendo una ulteriore causa di sospensione del decorso della prescrizione stessa.
Vittorio FERRARESI (M5S), nell'associarsi alle considerazioni del collega Colletti, ritiene che la cessazione del decorso della prescrizione debba essere anticipato al momento della pronuncia del decreto di rinvio a giudizio, dal momento che con tale atto lo Stato esplicita la sua volontà di accertare e perseguire un determinato fatto di reato. Osservando, infatti, come il processo penale sia funzionale proprio all'accertamento dei fatti, chiede che la proposta del Movimento Cinque Stelle sia oggetto di una seria valutazione da parte della maggioranza e del Governo o che, quanto meno, sia valutata la soluzione alternativa di anticipare la cessazione del decorso della prescrizione al momento della pronuncia della sentenza di primo grado. Conclude richiamando l'attenzione sul fatto che se i reati non vengono perseguiti non è certo colpa degli organi inquirenti, ma, più in generale delle inefficienze del «sistema giustizia».
Alfonso BONAFEDE (M5S), richiamandosi alle considerazioni testé espresse dai colleghi Colletti e Ferraresi, fa notare come la questione non sia tanto quella relativa ad una pretesa necessità di tutelare il «diritto all'oblio», quanto piuttosto quella di porre nelle condizioni lo Stato di Pag. 38celebrare i processi. A suo avviso, infatti, non può venire in gioco il «diritto all'oblio», se riferito a soggetti nei confronti dei quali lo Stato abbia avviato un procedimento penale. Ritenendo che, nell'impostazione delineata dalla maggioranza, la prescrizione è un istituto destinato a tutelare i corrotti, anziché i cittadini onesti, dichiara di non comprendere le ragioni dell'atteggiamento di chiusura della maggioranza stessa e del Governo. Nello stigmatizzare, infine, l'atteggiamento assunto nel corso della seduta di ieri da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico, atteggiamento che, a suo giudizio, ha concorso ad inasprire notevolmente i toni del dibattito, ritiene che la riforma della prescrizione prevista dal testo unificato in discussione sia incomprensibile a tutti i cittadini.
Franco VAZIO (PD), riferimento alle considerazioni testé svolte dai colleghi del gruppo Movimento Cinque Stelle, ritiene che le stesse siano chiara espressione di una impostazione ideologica che conduce ad una autentica «barbarie del diritto», determinando il totale rovesciamento della presunzione di innocenza. Nel richiamarsi alle osservazioni già svolte nella seduta precedente, ribadisce come il legislatore debba prefiggersi l'obiettivo di consentire allo Stato di celebrare i processi in tempi rapidi, anziché limitarsi ad incrementare eccessivamente i termini di prescrizione. A tale riguardo, nel soffermarsi sulle proposte emendative presentate dai deputati del gruppo Movimento Cinque Stelle, fa notare come le stesse determinerebbero per taluni reati, ove approvate, addirittura l'incremento dei termini di prescrizione sino a circa ventotto anni. A suo giudizio, sarebbe, quindi, più onesto, da parte di tale gruppo parlamentare, presentare emendamenti diretti a prevedere l'imprescrittibilità dei reati in questione.
Vittorio FERRARESI (M5S) rileva come il deputato Vazio non abbia compreso esattamente la ratio della proposta emendativa presentata dal suo gruppo parlamentare.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI, nel prendere atto dei rilievi testé formulati dai deputati del gruppo Movimento Cinque Stelle, ritiene opportuno fare alcune precisazioni. In primo luogo evidenzia che, relativamente al reato di corruzione, sono state incrementate sensibilmente le pene e, correlativamente, aumentati i termini di prescrizione. In secondo luogo, richiama l'attenzione sulla circostanza che per i reati di corruzione, considerazione della loro peculiarità, sia stata approntata una disciplina specifica. Tenuto conto di tali elementi, che rappresentano incontestabili dati di fatto, rileva come sia necessario approvare in tempi rapidi la riforma in tema di prescrizione prevista dal testo unificato in titolo, riforma che, a suo avviso, rappresenta un indubbio passo in avanti e che certamente sortirà positivi effetti sul funzionamento del processo penale. Quanto alle considerazioni, a suo giudizio stimolanti sul piano tecnico giuridico, formulate dal deputato Bonafede, fa presente come le disposizioni contenute nel testo unificato in esame siano funzionali a consentire allo Stato l'accertamento della verità dei fatti, che rappresenta il principale obiettivo del processo penale e che, in ogni caso, non sarebbe pertinente il riferimento ad un pretesto «diritto all'oblio», che costituisce una figura propria del diritto civile. Nel sottolineare come la finalità perseguita dal Governo sia quella di garantire l'attuazione di processi veloci, giusti e rispettosi di tutti i diritti, rammenta, infine, che la riforma della prescrizione, come delineata dal provvedimento in titolo, recepisce le indicazioni della Commissione di studio presieduta dal professor Fiorella.
Andrea COLLETTI (M5S), ringraziando il rappresentante del Governo per l'intervento, fa notare come la questione della prescrizione non si pone esclusivamente in riferimento ai reati di corruzione, ma anche ad una serie di ulteriori delitti contro la pubblica amministrazione. Quanto alle considerazioni del collega Vazio, osserva che la prescrizione non inizia a decorrere dal processo, bensì dalla commissione Pag. 39del fatto di reato, sovente di non agevole accertamento. Ritiene, quindi, del tutto pretestuoso affermare che il problema non sia rappresentato da termini di prescrizione eccessivamente brevi, quanto piuttosto dalla eccessiva lunghezza dei processi. A suo giudizio, la questione potrebbe essere risolta facendo decorrere i termini di prescrizione dal momento di acquisizione della notitia criminis da parte del pubblico ministero, oppure, sulla falsariga dell'orientamento fatto proprio dalla Corte di Cassazione francese, da quello della possibile conoscenza del reato. Rammenta, infine, che il suo gruppo parlamentare aveva presentato, sia alla Camera, nel corso della prima lettura, sia al Senato, una serie di proposte emendative, bocciate dalla maggioranza, dirette a modificare il sistema delle notifiche proprio al fine di ridurre i tempi del processo penale.
Alfonso BONAFEDE (M5S) ringrazia preliminarmente il collega Vazio e il sottosegretario Ferri per gli interventi. Dichiara, tuttavia, di non comprendere il filo logico delle considerazioni svolte dal deputato Vazio: a suo avviso, infatti, l'imputato, che è consapevole della propria colpevolezza, è di fatto indotto a utilizzare la possibilità di ricorre a tutti e tre i gradi di giudizio, nel tentativo di garantirsi una sostanziale impunità attraverso il decorso dei termini di prescrizione. Nel sottolineare come l'obiettivo perseguito dal suo gruppo parlamentare sia proprio quello di introdurre correttivi per meglio scandire i tempi del processo, ritiene che la prescrizione rappresenti per lo Stato una vera e propria resa, destinata a gravare sulle spalle della persona offesa. Per tali motivi, ritiene che la riforma della prescrizione, come proposta nel provvedimento in discussione sia di impossibile comprensione da parte dei cittadini onesti. Nell'associarsi alle considerazioni del collega Colletti, richiama, in particolare, la vicenda relativa alla strage ferroviaria di Viareggio, ritenendo che il Partito Democratico non abbia a cuore i diritti dei famigliari delle vittime. In rifermento alle considerazioni del sottosegretario Ferri, dichiara di non condividere l'impostazione politica dell'intervento, rammentando come il Movimento Cinque Stelle sarebbe stato disponibile ad una intesa con la maggioranza, ove, relativamente al problema della prescrizione, fossero state proposte soluzioni diverse, così come avvenuto, in occasione dell'approvazione del provvedimento in materia di divorzio breve.
David ERMINI (PD), replicando ai colleghi del Movimento Cinque Stelle, osserva, preliminarmente, come la strategia difensiva dell'imputato non sia determinata necessariamente in funzione dell'eventuale prescrizione del fatto di reato, ma può essere riconducibile ad una pluralità di ragioni, come ad esempio la pendenza di ulteriori processi a suo carico oppure la volontà di rinviare l'esecuzione della pena. Quanto alla questione della sospensione della prescrizione dal momento della richiesta di rinvio a giudizio, rammenta come sulla stessa esistano «scuole di pensiero» ed orientamenti diversi, senza per questo doversi necessariamente considerare «onesti» tutti coloro che sono a favore di tale impostazione e, viceversa, «corrotti» coloro i quali ritengano non utilizzabile il predetto strumento. In riferimento alla strage ferroviaria di Viareggio, invita i colleghi di opposizione a non fare inutile assumendo atteggiamenti a suo avviso del tutto inaccettabili e strumentali.
Vittorio FERRARESI (M5S) chiede di intervenire.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, avvertendo che la seduta sarà sospesa per consentire ai deputati di partecipare alla riunione del Parlamento in seduta comune per l'elezione di giudici costituzionali, invita il collega Ferraresi a differire il suo intervento alla ripresa dei lavori.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.150.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, sospende quindi la seduta.
La seduta sospesa alle 14.25 riprende alle 15.50.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, ricorda che il deputato ferraresi è iscritto a parlare sull'emendamenti Colletti 1.151.
Vittorio FERRARESI (M5S) ritiene di dover replicare al collega Ermini, dichiarando di essere ben consapevole, per quanto attiene alla nuova disciplina della prescrizione, che gli avvocati portano avanti i loro interessi ed è legittimo che le associazioni di categoria degli avvocati se ne facciano carico. Non ritiene che ciò sia scorretto, in quanto è fisiologico che l'avvocatura porti avanti certe posizioni su materia di suo interesse, come può essere per la prescrizione. È diversa la posizione dei politici, che devono tutelare gli interessi della collettività dopo avere effettuato un bilanciamento dei diversi interessi contrapposti. Nel caso in esame l'interesse della collettività è quello di modificare la prescrizione in maniera tale che i processi, come quello della strage ferroviaria di Viareggio, non si concludano con la prescrizione. Condivide che i processi debbano essere fatti in tempi celeri, ma ciò si potrà fare quando ci saranno gli strumenti anche organizzatori che consentano di velocizzarli. In questo momento occorre intanto intervenire sulla prescrizione in maniera tale da garantire giustizia ai cittadini.
Alfonso BONAFEDE (M5S) replica all'onorevole Ermini facendogli presente di non avere fatto bieca demagogia sul caso di Viareggio e che è innegabile che la prescrizione sia spesso utilizzata come strategia processuale per evitare condanne.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, informa gli onorevoli Fico e Ferraresi che ha dato disposizioni di non far accedere all'aula della Commissione deputati del loro gruppo, che intendono accedervi con cartelli.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Colletti 1.151 e 1.152.
Vittorio FERRARESI (M5S) illustra l'emendamento Colletti 1.153 raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.153.
Vittorio FERRARESI (M5S) rileva che l'emendamento a sua firma 1.154 è diretto a prevedere pene accessorie per delitti contro la Pubblica Amministrazione, tenendo conto della particolare lesività di tali reati. Sottolinea, inoltre, la funzione particolarmente preventiva di tali misure in relazione ai reati contro la Pubblica Amministrazione.
Andrea COLLETTI (M5S) ricorda che Matteo Renzi, in veste di Presidente del Consiglio, nel 2014 preannunciò il DASPO per i corrotti, senza che poi sia seguito alcun fatto. La prova delle incongruenze del Partito Democratico è data proprio dalla contrarietà di maggioranza e Governo a questo emendamento.
Alfonso BONAFEDE (M5S) anche lui trova una incoerenza palese del Partito Democratico, proprio perché il DASPO ai corrotti era stato preannunciato da Renzi quando era Presidente del Consiglio. Chiede come sia possibile che ora il Partito Democratico sia contrario ad un emendamento che traduce giuridicamente ciò che Renzi aveva indicato come uno strumento efficace di lotta alla corruzione grazie alla sua forza preventiva.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.154.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, ricorda che gli emendamenti Rizzetto 1.155 e Molteni 1.156 sono stati esaminati nella seduta di ieri.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il proprio emendamento 1.157 che sposta il dies a quo della prescrizione al momento dell'acquisizione della notizia di reato. Rileva come molti reati, ad iniziare da quelli corruttivi, vengano conosciuti molti anni dopo che sono stati commessi, per cui i processi iniziato già destinati a concludersi con la prescrizione del reato.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.157.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.158, 1.159, Rostan 1.160 e 1.161, Sisto 1.162 e 1.163, D'Alessandro 1.164 e Marotta 1.165.1.521 e 1.522, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.167.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.168 e 1.169, manzi 1.170, Marotta 1.171, Daniele Farina 1.172, Sisto 1.173 e 1.174, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 1.175 che è diretto a prolungare il termine di durata massima della sospensione prevista per il deposito della sentenza di condanna. Ribadisce che i tribunali devono fare giustizia sostanziale e non solo formale, come avviene quanto un reato è prescritto.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.175.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Marotta 1.176, 1.177, 1.178, 1.179, 1.180, 1.181, 1.182 e 1.183, Sisto 1.184, Marotta 1.185, Sisto 1.186 e Marotta 1.187, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) illustra l'emendamento a sua firma 1.188, che prevede l'abrogazione della previsione secondo cui il caso di sospensione del processo per assenza dell'imputato, la durata della sospensione della prescrizione del reato non può superare il relativo termine massimo.
Andrea COLLETTI (M5S), nell'associarsi alle considerazioni del collega Ferraresi, osserva come il limite attualmente previsto abbia permesso la sostanziale impunità di taluni soggetti, che hanno utilizzato la predetta norma in modo strumentale. Invita il Governo e la maggioranza ad avviare su tale tema una approfondita riflessione.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.188.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.189, 1.190, 1.192, 1.193 e 1.194, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.191.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.195, 1.196 e 1.197, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.198.
Nicola MOLTENI (LNA) illustra la proposta emendativa a sua firma 1.199, volta a sopprimere l'istituto della non punibilità per la particolare tenuità del fatto. A tale riguardo, rammenta come tale proposta emendativa fosse stata già presentata dal suo gruppo sia alla Camera, nel corso della prima lettura, sia al Senato, non trovando mai il consenso della maggioranza. Precisa inoltre che il predetto emendamento, così come quelli successivi, è diretto a sopprimere le disposizioni del Pag. 42cosiddetto provvedimento «svuota carceri», che hanno, di fatto, vanificato il principio della certezza della pena.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 1.199, 1.200, 1.201, 1.202, 1.203, 1.204, 1.205, 1.206, 1.207 e 1.208.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.209, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) illustra l'emendamento Sarti 1.210, del quale è cofirmatario. A tale riguardo fa presente che tale emendamento si propone di sopprimere la delega contenuta nel testo unificato in discussione in materia di modifica della disciplina del regime di procedibilità per taluni reati e delle misure di sicurezza personali.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Sarti 1.210 e Molteni 1.211.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.212, 1.213, 1.214, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge gli emendamenti Molteni 1.215 e Sarti 1.216.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.217 e 1.218, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.219.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.220 e 1.221, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarti 1.222 e 1.223.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.227 e 1.225, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge Sarti 1.226 e 1.700.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.227, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.228.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.229, 1.230, 1.231, 1.232, 1.235, 1.236 , 1.237, 1.241, 1.242, 1.243 e 1.244, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarti 1.245 e 1.246.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.247, 1.248 e 1.249, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferraresi 1.250, Sarti 1.251, 1.252 e 1.253.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.254, 1.255 e 1.256, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarti 1.257 e 1.258.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.259, 1.260 e 1.262, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.261.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.263, 1.264, 1.265, 1.266, 1.267, 1.268, 1.269, 1.270 e 1.271, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) illustra l'emendamento Colletti 1.272, del quale è cofirmatario, volto inserire il denunciante che non sia persona offesa nell'elenco dei soggetti cui va data, su richiesta, comunicazione della iscrizione nel registro delle notizie di reato.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.272.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.273 e 1.274, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferraresi 1.275 e 1.276.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.278, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
Vittorio FERRARESI illustra l'emendamento a sua firma 1.279, che mira a sopprimere il comma 30 dell'articolo unico del testo unificato in discussione, dove è previsto il termine di tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle indagini, e comunque dalla scadenza dei termini di cui all'articolo 415-bis del codice di procedura penale, entro il quale il pubblico ministero è tenuto ad esercitare l'azione penale o a richiedere l'archiviazione. In proposito, ritiene che il termine ivi previsto non sia affatto congruo, dal momento che soli tre mesi per esercitare l'azione penale o richiedere l'archiviazione sono del tutto insufficienti, specie in riferimento ad indagini particolarmente complesse. Osserva, altresì, che la previsione dell'eventuale avocazione disposta dal procuratore generale della Corte d'appello potrebbe determinare disfunzioni organizzative, dal momento che, come è noto, le procure generali dispongono di un organico estremamente limitato. Ciò premesso, invita la maggioranza ed il Governo a prendere in seria considerazione la sua proposta emendativa determinando il comma 30 dell'articolo unico del testo unificato in titolo seri danni al «sistema giustizia».
Anna ROSSOMANDO (PD), nel replicare alle considerazioni del collega Ferraresi, osserva, preliminarmente, come la avocazione non sia certo uno strumento nuovo, essendo stato da tempo introdotto nel sistema penale. Rammentando come tale istituto, che è chiaramente in linea con l'impostazione tipica del procedimento di stampo accusatorio, sia diretto a sopperire ad eventuali inefficienze e inerzie dei pubblici ministeri, evidenzia, inoltre, che le disposizioni di cui all'articolo 30 sono destinate a trovare applicazione nella fase successiva alla conclusione delle indagini preliminari, quando, cioè, sono stati già acquisiti dall'organo inquirente gli elementi di prova confluiti nel fascicolo d'indagine. Infine, richiamando l'attenzione sugli effetti positivi che deriveranno dall'attuazione della norma, che certamente concorrerà a ricondurre la durata del procedimento penale entro termini ragionevoli, rileva che, in ogni caso, per le indagini relative a reati di maggiore gravità, è previsto un termine più ampio rispetto a quello di tre mesi cui ha testé fatto riferimento il collega.
Vittorio FERRARESI (M5S) osserva come la collega Rossomando non abbia ben compreso le ragioni del suo intervento, nel corso del quale non si è fatto Pag. 44riferimento all'avocazione da parte del procuratore generale come ad uno strumento introdotto ex novo nell'ordinamento. A tale riguardo, precisa che lo scopo del suo intervento era piuttosto quello di manifestare la sua contrarietà alla previsione di tale istituto. Ribadisce, infine, come il termine di tre mesi sia eccessivamente esiguo, poiché la predisposizione dei fascicoli di indagine, in taluni casi, può risultare estremamente complessa.
Il Sottosegretario Cosimo Maria FERRI ritiene di dover far presente che il Governo è intervenuto in materia di lotta contro la corruzione già modificando nel 2015 le pene di tale reato, determinando, essendo state queste aumentate, un allungamento dei tempi di prescrizione del reato. Rileva inoltre che il provvedimento in esame prevede per i reati contro la pubblica amministrazione l'applicazione di una serie di istituti già previsti per altri gravi reati che faciliteranno l'accertamento processuale delle responsabilità per fatti di corruzione o comunque contro la pubblica amministrazione. Ritiene che il provvedimento in esame rappresenti un significativo passo in avanti nella lotta contro la corruzione, i cui effetti positivi risulteranno sicuramente dal monitoraggio che verrà effettuato in merito all'applicazione concreta delle disposizioni in esame.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.279.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.280, 1.281, 1.282 e Marotta 1.283, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) illustra il suo emendamento 1.284, che cerca di ridurre i danni di una norma assolutamente non condivisibile, quale quella che fissa il termine di tre mesi per le determinazioni del pubblico ministero in ordine alla definizione del procedimento, una volt concluse le indagini preliminari.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, fa presente che il Senato è intervenuto su tale disposizione introdotta dalla Camera prevedendo una proroga di tre mesi del termine richiamato dal deputato Ferraresi.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.284.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Marotta 1.285, 1.286, 1.287, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.288.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti D'Alessandro 1.289, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra l'emendamento 1.290, diretto ad introdurre l'obbligo di comunicazione della richiesta di archiviazione anche nel caso in cui lo abbia chiesto il denunciante, ritenendo che l'estensione di tale obbligo sia connaturale alla circostanza che il denunciante potrebbe avere degli interessi da far valere nel processo.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.290.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Marotta 1.291 e 1.292, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Colletti 1.293.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.294, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.295.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Marotta 1.296, 1.297, 1.298, 1.299 e Sisto 1.300, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Andrea COLLETTI (M5S) dichiara di non capire le ragioni per le quali il Governo sia stato contrario all'emendamento 1.290 già respinto e all'emendamento 1.301 che estende al denunciante la possibilità di fare opposizione alla richiesta di archiviazione, che la normativa vigente prevede per la sola persona offesa dal reato.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI ritiene che le estensioni alla persona denunciante di alcune disposizioni previste a favore della persona offesa non siano coerenti con la normativa processuale vigente.
Andrea COLLETTI (M5S) ritiene che sarebbe più razionale e meno dispendioso anche per le cancellerie prevedere la notifica della richiesta di archiviazione.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Colletti 1.301 e 1.302.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.303 e 1.304, Marotta 1.305 e Sisto 1.306, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferraresi 1.307 e 1.308.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.309, 1.310 e 1.311, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.312.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.313 e 1.314, Marotta 1.701, D'Alessandro 1.315 e Sisto 1.316, 1.317 e 1.318, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.319.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Sisto 1.320 e 1.321, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.322.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.323, Molteni 1.324, Sisto 1.325, 1.326 e 1.327, Marotta 1.328, gli identici emendamenti D'Alessandro 1.329 e Sisto 1.330, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.331.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.332, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.333.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.334 e Marotta 1.335, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.336.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli identici emendamenti Sisto Pag. 461.337, D'Alessandro 1.338, Marotta 1.339, le identiche proposte emendative Sisto 1.340 e D'Alessandro 1.341, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.342.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.343, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.344.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Sisto 1.345 e 1.346, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.347.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Sisto 1.348, 1.349 e 1.350, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.351.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Sisto 1.352 e 1.353, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferraresi 1.354 e 1.355.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Sisto 1.356, 1.357, 1.358 e 1.359, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.360.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.361, e Molteni 1.362, 1.363 e 1.364, emendamenti Sisto 1.365, gli identici Sisto 1.366, D'Alessandro 1.367 e Marotta 1.368, Sisto 1.369, Marotta 1.370, e Sisto 1.371, 1.372, 1.373, 1.374, 1.375 e 1.376, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.377.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.378 e 1.379, gli identici emendamenti D'Alessandro 1.380, Sisto 1.381 e Sisto 1.382, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.383.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.384, 1.385, 1.386 e 1.387, 1.388, 1.395, 1.396, degli identici emendamenti Sisto 1.397 e D'Alessandro 1.398, e Sisto 1.399, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferraresi 1.400 e 1.401
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Sisto 1.402, 1.403 e 1.404, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.405.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.406, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.407.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli identici emendamenti Marotta 1.408, D'Alessandro 1.409 e Sisto 1.410, e degli emendamenti Sisto 1.411, 1.412, 1.413, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.414.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli identici emendamenti Sisto 1.415 e D'Alessandro 1.416, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.417.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.418, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.419.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.420, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.421 e 1.422.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.423, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.424.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti Sisto 1.425, 1.426, 1.428, D'Alessandro 1.429, e Sisto 1.430, 1.431, 1.432, 1.433, 1.434, 1.435 e 1.436, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.437.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.438 e 1.439, 1.440 e 1.441, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.442.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.443 e 1.444, Marotta 1.445, degli identici emendamenti D'Alessandro 1.446 e Sisto 1.447, Sisto 1.448,
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.449.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.450, 1.451, 1.452 e 1.453.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.454.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.455, delle identiche proposte emendative D'Alessandro 1.456 e Sisto 1.457, Sisto 1.458, 1.459, 1.460, degli identici emendamenti Sisto 1.461 e D'Alessandro 1.462, delle medesime proposte emendative Sisto 1.463 e D'Alessandro 1.464, e degli identici emendamenti Siti 1.465 e D'Alessandro 1.466, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) interviene sull'emendamento 1.467 relativo alla materia delle intercettazioni, rilevando l'assoluta genericità della delega la quale si sostanzia di fatto in una delega in bianco a favore di un Governo del quale non ci si può fidare. Sembrerebbe, a suo parere, una delega scritta da un Governo Berlusconi, in quanto limita fortemente le intercettazioni. Pag. 48Dichiara di aver compreso le reali intenzioni del Governo quando nel corso dell'esame alla Camera del provvedimento di riforma del processo penale il governo ha espresso parere contrario sugli emendamenti del Gruppo Movimento 5 Stelle, volti a escludere le sanzioni per i giornalisti in caso di pubblicazione di intercettazioni in violazione della nuova normativa. Sottolinea come il giornalista abbia il dovere di dare le notizie delle quali entra in possesso senza dover essere per questo motivo sanzionato. Lo stesso discorso dovrebbe valere anche per il cittadino che non sia giornalista che, attraverso riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni intenda effettuare delle denunce per fatti di pubblica rilevanza pur non avendo alcuna finalità processuale. Ritiene che la maggioranza ed il Governo avrebbero dovuto eventualmente mettere dei paletti all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, ma non introdurre nell'ordinamento delle norme liberticide che saranno un bavaglio per la stampa ed i cittadini.
Alfonso BONAFEDE (M5S) ritiene che sia estremamente grave che la maggioranza intenda ridurre l'utilizzabilità delle intercettazioni nonostante che queste rappresentino in realtà l'unico vero strumento efficace nei confronti di una criminalità organizzata che si è modernizzata nello svolgimento delle proprie attività illecite. Rileva che in realtà l'esigenza di modificare la normativa sulle intercettazioni si presenta ogni volta che siano intercettati personaggi politici anche per fatti penalmente non rilevanti, ma rilevanti sotto un profilo politiche. Proprio in ragione della rilevanza politica dei fatti intercettati i giornalisti pubblicano legittimamente queste notizie. Tuttavia, quando ciò accade, ci sono delle vere e proprie sollevazioni da parte dei politici. Tutto ciò fa capire come le modifiche che si intendono approntare alla disciplina delle intercettazioni siano fatti in realtà nell'esclusivo nell'interesse dei politici, i quali sono gli unici soggetti le cui intercettazioni sono pubblicate anche nel caso in cui non abbiano alcuna rilevanza penale, avendo invece rilevanza di natura politica. Ritiene che non si possa fare riferimento alla privacy di politici quando fatti che potrebbero sembrare esclusivamente privati rientrano in realtà con risvolti politici, come avviene quando si tratta di scegliere di presentare o meno un emendamento attraverso da parte del Governo.
Ritiene che spetti alla magistratura, attraverso circolari del Consiglio Superiore della Magistratura o di procuratori della Repubblica, anziché al legislatore, mettere dei paletti in merito all'applicazione concreta della normativa sulle intercettazioni.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.467.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.468, Daniele Farina 1.469 e Sisto 1.470, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) nel raccomandare del suo emendamento 1.471, ritiene che sia estremamente grave anche il taglio del cinquanta per cento delle spese previste per le intercettazioni, così come stabilito espressamente dal comma 88, lettera b, capoverso 2, lettera a, dove si legge che dalla razionalizzazione delle spese per le intercettazioni debba conseguire un risparmio di spesa di almeno il cinquanta per cento.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, rileva che in realtà la disposizione richiamata dal deputato Ferraresi non è diretta a ridurre il budget dedicato alle intercettazioni, che il provvedimento in esame non riduce assolutamente, ma a stabilire, in un'ottica di razionalizzazione, che a seguito di una nuova determinazione delle tariffe ci debba essere un risparmi di spesa del cinquanta per cento, con la finalità di avere su tutto il territorio nazionale tariffe più basse rispetto a quelle attualmente in vigore in alcune realtà territoriali.Pag. 49
In realtà in tal modo, rimanendo invariato il budget complessivo per le intercettazioni, sarà possibile effettuare un numero superiore di intercettazioni in quegli uffici giudiziari dove attualmente sono in vigore tariffe particolarmente alte.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI, nel condividere l'intervento della Presidente, fa presente che il ministero già sta lavorando con alcune procure della Repubblica per razionalizzare le spese delle intercettazioni con l'obiettivo di centralizzarle riducendo il costo delle tariffe.
Vittorio FERRARESI (M5S) dichiara di condividere la ratio di una norma che abbia le finalità indicate dalla Presidente e dal rappresentante del Governo, ma nel caso in esame non può che constatare che la disposizione in questione è formulata in maniera tale da prevedere una riduzione delle spese per le intercettazioni. A suo parere si sarebbe dovuta costruire diversamente tale disposizione prevedendo criteri e parametri uniformi da adottare in ciascun ufficio giudiziario, piuttosto che mettere delle limitazioni quantitative alle spese.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, ribadisce che l'interpretazione data dal deputato Ferraresi alla disposizione in esame non è corretta, in quanto il budget per le intercettazioni non è assolutamente toccato dal provvedimento in esame.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.471.
Donatella FERRANTI, presidente, sospende la seduta per riunire l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, al fine di valutare come proseguire nell'esame degli emendamenti.
La seduta sospesa alle 18.05 riprende alle 18.10.
Donatella FERRANTI, presidente, comunica, all'esito dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, appena conclusosi, che l'esame degli emendamenti si concluderà entro la giornata odierna.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.472.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.473 e 1.474, e Andrea Maestri 1.475, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.476 che ha l'obiettivo di limitare i danni di una delega di fatto in bianco data al Governo nella delicata materia delle intercettazioni. In particolare l'emendamento è diretto ad escludere che i decreti legislativi possano essere emessi anche in assenza del parere delle commissioni parlamentari, una volta scaduto il termine. In tal modo viene rinforzato il ruolo del Parlamento.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, fa presente al deputato Ferraresi che l'emendamento da lui presentato non è coerente con il quadro costituzionale delle fonti ed, in particolare, della disciplina costituzionale della delega legislativa, in quanto questa non prevede che il Parlamento possa impedire l'attuazione della delega una volta conferita per legge. Osserva che il ruolo del Parlamento risulta già rafforzato in quanto si prevede espressamente nel testo che il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmetta nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferraresi 1.476 e 1.477.
Vittorio FERRARESI (M5S) chiede al rappresentante del governo se i decreti legislativi conterranno nei confronti dei giornalisti ulteriori divieti di pubblicazione delle intercettazioni con corredate sanzioni, anche di natura penale.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI risponde al deputato Ferraresi escludendo assolutamente la previsione di ulteriori divieti e sanzioni che peraltro sarebbero in contrasto con i principi di delega.
Walter VERINI (PD) ritiene che nel valutare i principi e criteri direttivi di delega relativi alla materia delle intercettazioni occorra considerare congiuntamente due diversi interessi, operando una sintesi. In particolare, bisogna considerare, da un lato, il diritto alla libera informazione, che deve essere sempre garantito, e dall'altro, il diritto, anch'esso sempre da garantire, di tutela della privacy dei cittadini nel caso di intercettazioni senza rilevanza penale e di contesto. Questa opera di sintesi di interessi che in alcuni casi possono essere considerati del tutto confliggenti, deve essere effettuata non solo attraverso la legge, ma anche, anzi specialmente, attraverso codici di autodisciplina che poi nella realtà concreta non devono rimanere solo sulla carta. Quale giornalista, ad esempio, non può non rilevare che molte volte gli organi di informazione non riportano con la stessa enfasi utilizzata per intercettazioni o capi di imputazione le notizie di archiviazioni o proscioglimenti.
Ritiene che l'opera di monitoraggio preannunciata dal Ministro su molte delle disposizioni contenute nel provvedimento in esame debba essere effettuata anche per le norme sulle intercettazioni, coinvolgendo gli organi ed enti rappresentativi della categoria dei giornalisti.
Alfonso BONAFEDE (M5S) ribadisce quanto già da lui dichiarato in merito alla nuova disciplina delle intercettazioni, ritenendo che non sia assolutamente ammissibile qualsiasi limitazione della libertà del giornalista di pubblicare intercettazioni che comunque abbiano una rilevanza pubblica.
Invita i deputati della commissione a tenere conto che le uniche intercettazioni che vengono pubblicate anche quando non hanno una rilevanza penale sono quelle che coinvolgono i politici, trattandosi di notizie che hanno una rilevanza politica e quindi pubblica.
Walter VERINI (PD) non condivide l'ultima considerazione del deputato Bonafede, ricordando come molte volte siano pubblicate intercettazioni irrilevanti relative a fatti di cronaca nera.
Alfonso BONAFEDE (M5S) replica al deputato Verini che nei casi da lui richiamati vi è sempre un contenuto penalmente rilevante dell'intercettazione.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.544.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.545, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Sarti 1.546 e Ferraresi 1.547.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.548, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.549 e 1.550.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.551, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.552.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Sisto 1.553 e D'Alessandro 1.554, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.555.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.556, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferraresi 1.557, 1.558, 1.559 e 1.560.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.561, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferraresi 1.562, 1.563, 1.564 e 1.565.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.566, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Sarti 1.567, 1.568, 1.569, Ferraresi 1.570 e 1.571, Sarti 1.572, Ferraresi 1.573, Sarti 1.574 e Ferraresi 1.575.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.576, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.577.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sisto 1.578, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferraresi 1.579, 1.580 e 1.581.
Vittorio FERRARESI (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.582, soppressivo della nuova disciplina riguardante le intercettazioni tra presenti mediante immissione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili (cdt. Trojan) ritenendo che, per quanto sia stata istituita presso il Ministero della Giustizia una commissione volta a formulare in maniera completa la disciplina riguardante tale tipo di intercettazione, sia da considerare del tutto insufficiente e inadeguata la disciplina prevista dal provvedimento in esame, nonostante che si tratti di un sistema di intercettazioni estremamente efficace, quanto pericoloso in caso di abusi.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.582.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.583, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.584.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.585, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.586.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.587, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferraresi 1.588 e Sarti 1.589.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.590, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.591.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori Pag. 52degli emendamenti 1.592 e 1.594, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.593.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.596, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento 1.595.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.598, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.597.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.600, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.599.
Vittorio FERRARESI (M5S) illustra l'emendamento a sua firma 1.601, volto a sopprimere il criterio direttivo di cui alla lettera m) del comma 84 dell'articolo unico del testo unificato in discussione. Ciò premesso, richiama l'attenzione sulla circostanza che alcune delle proposte emendative presentate dai suoi colleghi, segnatamente l'emendamento 1.602, mirano, a suo avviso in modo vergognoso, ad introdurre disposizioni ad personam, in favore, cioè, di determinati soggetti attualmente coinvolti in procedimenti penali.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.601.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.602 e 1.603, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Vittorio FERRARESI (M5S) illustra la proposta emendativa Sarti 1.478, della quale è cofirmatario, che è diretta a sopprimere la delega di cui al comma 85 dell'articolo unico del testo unificato in discussione. Ritenendo, infatti, che la delega di riforma dell'ordinamento penitenziario, per come è configurata nel testo unificato in discussione, sia estremamente foriera di rischi, rammenta come in molti istituti carcerari si verifichino di frequente episodi di criminalità, tra i quali, in particolare, spaccio di sostanze stupefacenti, evasioni e violazione dei sistemi di sicurezza. Manifesta, in particolare, forte perplessità sulle disposizioni di cui alla lettera i) del predetto comma 85, che prevedono la possibilità per i detenuti di accedere all'utilizzo di sistemi di collegamento audiovisivo sia a fini processuali, sia per favorire le relazioni familiari. In proposito, ritiene che possa determinarsi il rischio di una sostanziale elusione del regime di cui all'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario. Per tali ragioni, invita il Governo ad approfondire la questione, valutando attentamente le modalità di attuazione della delega.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, nel replicare al collega Ferraresi, fa notare come il comma 85 preveda in modo esplicito e chiaro che restano comunque ferme le disposizioni di cui all'articolo 41- bis dell'ordinamento penitenziario. Fa presente, peraltro, che, nel corso dell'esame in Assemblea, potranno essere presentati eventuali ordini del giorno volti a ribadire l'inapplicabilità ai detenuti sottoposti al regime di cui all'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario delle disposizioni contenute all'articolo 1, comma 85, del testo unificato in titolo.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI, nell'associarsi alle considerazioni della presidente, si dichiara, a nome del Governo, disponibile ad accogliere ordini del giorno in tal senso, ritenendo necessario monitorare attentamente le modalità di attuazione della norma.
Vittorio FERRARESI (M5S), pur prendendo atto delle dichiarazioni della presidente e dell'impegno del rappresentante del Governo, ribadisce come il richiamato comma 85 dell'articolo unico del testo unificato in esame possa offrire il fianco a dubbi interpretativi.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.478.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.479, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarti 1.480, 1.481 e 1.482.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.483, 1.484 e 1.485, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.486.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.487 e 1.488, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarti 1.489, 1490, 1.491, 1.492, 1.493, 1.494, 1.495, 1.496 e 1.497.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.498, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.499.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.500, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarti 1.501 e 1.502.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.503, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarti 1.504, 1.505, 1.506, Ferraresi 1.507, 1.508, 1.509, Sarti 1.510 e 1.511.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.512, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferraresi 1.513 e Sarti 1.514.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.515, 1.516, 1.517, 1.518 e 1.519, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Sarti 1.520.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.521 e 1.522, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Ferraresi 1.523.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore dell'emendamento 1.530, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferraresi 1.524 e 1.525.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza del presentatore Pag. 54dell'emendamento 1.526, avverte che si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferraresi 1.527 e Sarti 1.528.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.529 e 1.531, avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferraresi 1.532, 1.533 e 1.534.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, constatata l'assenza dei presentatori degli emendamenti 1.537, 1.539, 1.540, 1.541, 1.542, 1.543, avverte che si intende vi abbiano rinunciato. Avverte, quindi, che, essendosi testé concluse le votazioni sugli emendamenti presentati, il testo del provvedimento sarà inviato alle competenti Commissione in sede consultiva per l'espressione del relativo parere.
Vittorio FERRARESI (M5S) preannuncia, a nome del suo gruppo parlamentare, la presentazione di una relazione di minoranza.
Donatella FERRANTI, presidente e relatrice, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle ore 18.45.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 18.05 alle 18.10.