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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 297', 'art. 337', 'art. 158', 'art. 158', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 46', 'art. 146', 'art. 29', 'art. 76', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 315', 'art. 646', 'art. 59', 'art. 2751', 'sentenza ', 'art. 134', 'art. 41', 'art. 9', 'art. 1108', 'art. 2']

Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: ottobre 2012
PROCESSO CIVILE - AZIONE DI PETIZIONE EREDITARIA DA PARTE DI SOGGETTO RICONOSCIUTO COME FIGLIO NATURALE DEL DE CUIUS DA SENTENZA DI PRIMO GRADO IMPUGNATA IN APPELLO
- SOSPENSIONE DEL PROCESSO IN ATTESA DELLA DEFINIZIONE DI QUELLO SULLO STATUS DI FIGLIO - APPLICABILITA' DELL'ART. 337 C.P.C. E NON DELL'ART. 337 C.P.C.
Risolvendo una questione di massima di particolare importanza, la sentenza ha enunciato il seguente principio di diritto: “Fuori dei casi in cui sia espressamente disposto che un giudizio debba rimanere sospeso sino a che un altro da cui dipenda sia definito con decisione passata in giudicato, intervenuta nel primo decisione in primo grado, il secondo di cui sia stata in quel grado ordinata la sospensione può essere ripreso dalla parte che vi abbia interesse entro il termine dal passaggio in giudicato della detta decisione stabilito dall’art. 297 cod. proc. civ. Definito il primo giudizio senza che nel secondo la sospensione sia stata disposta o ripreso il secondo giudizio dopo che il primo sia stato definito, la sospensione del secondo può solo essere pronunciata sulla base dell’art. 337, secondo comma, cod. proc. civ., dal giudice che ritenga di non poggiarsi sull’autorità della decisione pronunciata nel primo giudizio. A questo regime non si sottrae la relazione tra il giudizio promosso per la dichiarazione di filiazione naturale definito con sentenza, pur non passata in giudicato, che l’accerta ed il giudizio di petizione d’eredità promosso da chi risulterebbe chiamato all’eredità se la sua qualità di figlio naturale dell’ereditando fosse riconosciuta”.
Testo Completo: Sentenza n. 10027 del 19 giugno 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente e Relatore P. Vittoria)
PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - NOTAI – SANZIONI DISCIPLINARI
1. - Nel giudizio di cassazione riferito al procedimento disciplinare nei confronti dei notai, siccome regolato in modo speciale dall’art. 158 ter della legge n. 89 del 1913 (abrogato dal d.lgs. n. 150 del 2011, ma applicabile ratione temporis), non trova applicazione la disciplina dettata dagli artt. 380 bis e 380 ter cod. proc. civ., dovendo esso svolgersi in camera di consiglio, nel contraddittorio delle parti, e concludersi con sentenza.
2. - Per i giudizi disciplinari nei confronti dei notai soggetti alla disciplina dell’art. 158 ter della legge n. 89 del 1913, il termine lungo per l’impugnazione in sede di legittimità è di un anno dal deposito della sentenza di appello, non trovando applicazione il termine semestrale di cui all’art. 327 cod. proc. civ., come modificato dall’art. 46 della legge n. 69 del 2009.
3. - La sentenza, inoltre, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 146, commi 1 e 2, della legge n. 89 del 1913, come sostituito dall’art. 29 del d.lgs. n. 249 del 2006, per eccesso di delega in riferimento all’art. 76 Cost., in relazione ai principii e criteri direttivi di cui all’art. 7 della legge n. 246 del 2005 e, segnatamente, al comma 1, lett. e), n. 3, il quale concerne unicamente la previsione della sospensione della prescrizione in caso di procedimento penale, mentre non riguarda la disciplina dell’interruzione della prescrizione, né l’allungamento del relativo termine.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 17697 del 16 ottobre 2012(Seconda Sezione Civile, Presidente E. Bucciante Relatore A. Carrato)
RIPARAZIONE - DOMANDA DI EQUA RIPARAZIONE PER IRRAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - PROPOSIZIONE IN PENDENZA DEL GIUDIZIO - DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE
Le SU – componendo un contrasto di giurisprudenza – danno continuità all’indirizzo tradizionale, secondo cui l’art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89, nella parte in cui prevede la facoltà di agire per l’indennizzo in pendenza del processo presupposto, non consente di far decorrere il relativo termine di prescrizione prima della scadenza del termine decadenziale, previsto dal medesimo art. 4 per la proposizione della domanda.
Testo Completo: Sentenza n. 16783 del 2 ottobre 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore G. Salmè)
ASSICURAZIONE - RESPONSABILITA' CIVILE AUTOVEICOLI - COMUNICAZIONE ALL'IMPRESA DESIGNATA EX ART. 25 DELLA LEGGE N. 990 DEL 1969 - NATURA
La comunicazione di cui all’art. 25, secondo comma, della legge n. 990 del 1969 ha natura di denuntiatio litis, ma non costituisce una vocatio in ius; ove l’impresa designata, quindi, decida di rimanere inerte, essa non diviene parte del processo, neppure contumace, e non è legittimata ad impugnare la sentenza conclusiva del giudizio.
Testo Completo: Sentenza n. 18155 del 23 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore M. Massera)
ASSICURAZIONE - RESPONSABILITA' CIVILE AUTOVEICOLI - CIRCOLAZIONE DEL VEICOLO INVITO DOMINO - TERZO TRASPORTATO CONSENZIENTE - AZIONE CONTRO IL F.G.V.S. - ESCLUSIONE
Nel sistema di cui alla legge n. 990 del 1969, qualora il veicolo circoli contro la volontà del proprietario, il terzo trasportato consenziente – benché eventualmente inconsapevole del carattere illegale della circolazione – non ha azione per il risarcimento dei danni contro il F.G.V.S., ma unicamente nei confronti del conducente del veicolo al momento del sinistro.
Testo Completo: Sentenza n. 18159 del 23 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente M. Finocchiaro, Relatore G. Giacalone)
PROCEDIMENTO DI RIPARAZIONE DELL’INGIUSTA DETENZIONE – PROCEDIMENTO CAMERALE
– SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO DEL 10 APRILE 2012 - TRATTAZIONE IN PUBBLICA UDIENZA – NECESSITÀ – ADEGUAMENTO AI PRINCIPI DELLA CEDU – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE
A seguito della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 10 aprile 2012 (caso Lorenzetti c/ Italia), secondo cui anche per la trattazione del procedimento di riparazione per ingiusta detenzione deve procedersi nelle forme dell’udienza pubblica anziché con il rito camerale, le Sezioni Unite Penali hanno dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 315, comma terzo, in relazione all’art. 646, comma primo, cod. proc. pen., in riferimento agli artt. 117, comma primo, e 111 Cost, nella parte in cui non consentono che, su istanza degli interessati, la procedura si svolga davanti alla Corte d’appello nelle forme dell’udienza pubblica.
Testo Completo: Ordinanza n. 41694 del 18 ottobre 2012 - depositata il 25 ottobre 2012
PROCEDIMENTI SPECIALI – GIUDIZIO ABBREVIATO CONDIZIONATO – IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA DELL’INTEGRAZIONE PROBATORIA – REVOCABILITA’ DELL’ORDINANZA DI AMMISSIONE AL RITO – ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’ordinanza di ammissione al giudizio abbreviato condizionato ad integrazione probatoria non è revocabile nel caso in cui l’acquisizione della prova dedotta in condizione divenga impossibile per circostanze imprevedibili e sopraggiunte, osservando in proposito come il vincolo di subordinazione insito nella richiesta condizionata debba ritenersi utilmente assolto con l’instaurazione del rito e l’ammissione della prova sollecitata dall’imputato. La Corte ha altresì precisato come, presentando una richiesta condizionata, quest’ultimo sin dall’inizio assuma il rischio che l’integrazione probatoria invocata non sia in concreto esperibile, senza per questo vedere leso il suo diritto di difesa, atteso che anche nel caso di retrocessione dal rito alternativo a quello ordinario egli non potrebbe comunque avvalersi della prova la cui acquisizione è divenuta impossibile.
Testo Completo: Sentenza n. 41461 del 19 luglio 2012 - depositata il 24 ottobre 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore M. Cassano)
PROCESSO CIVILE - ART. 59 DISP. ATT. COD. PROC. CIV. -COMPARIZIONE DELLA PARTE ENTRO UN'ORA DALL'ORARIO D'UDIENZA FISSATO - PRINCIPIO GENERALE - SUSSISTENZA - ESCLUSIONE
L’art. 59 disp. att. cod. proc. civ., secondo cui la dichiarazione di contumacia della parte non costituita nell’udienza di cui all’articolo 171 cod. proc. civ. è fatta “quando è decorsa almeno un’ora dall’apertura dell’udienza”, non esprime un principio di portata generale, valido per tutte le udienze istruttorie, e non attribuisce, pertanto, alla parte il diritto di comparire entro sessanta minuti dall’orario fissato.
Testo Completo: Sentenza n. 18048 del 19 ottobre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M.Triola, Relatore P. D'Ascola)
TUTELA DEI DIRITTI - RAPPORTO DI AGENZIA - PRIVILEGIO EX ART. 2751 BIS N. 3 C.C. - SOCIETA' DI CAPITALI - APPLICABILITA' - CONTRASTO
È rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle S.U., la questione concernente l’applicabilità del privilegio generale sui mobili, previsto dall’art. 2751 bis, n. 3, c.c., ai crediti per provvigioni ed indennità derivanti dal rapporto di agenzia vantati dalle società di capitali.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 17366 dell'11 ottobre 2012(Sezione Prima Civile, Presidente D.Plenteda, Relatore M. Cristiano)
GIURISDIZIONE - URBANISTICA - GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA - CONSIGLIO DI STATO ANNULLA PERMESSO DI COSTRUIRE CONCESSO DA COMMISSARIO AD ACTA
La sentenza ha precisato i limiti dell’eccesso di potere giurisdizionale, che giustifica il ricorso alle Sezioni Unite, in caso di ipotetico abuso dello strumento del giudizio di ottemperanza, stabilendo che esso si verifica non in presenza di un errore nella scelta del rito o di violazione delle regole processuali amministrative (ove è astrattamente possibile configurare errores in procedendo, non esorbitanza dai confini del potere), ma unicamente se, per effetto dell’estensione della giurisdizione al merito ex art. 134, comma 1, lett. a, cod. proc. amm., ne sia derivato un indebito sconfinamento del provvedimento giurisdizionale nella sfera delle attribuzioni proprie dell’amministrazione o, eventualmente, di un giudice appartenente ad un ordine diverso.
Testo Completo: Sentenza n. 17936 del 19 ottobre 2012
SPESE GIUDIZIALI CIVILI - LIQUIDAZIONE – ABROGAZIONE DELLE TARIFFE PROFESSIONALI – DISCIPLINA TRANSITORIA - ART. 41 DEL D.M. 140 DEL 2012
Le S.U. hanno affermato che, agli effetti dell’art. 41 del d. m. 20 luglio 2012, n. 140, il quale ha dato attuazione all’art. 9, secondo comma, del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito in legge 24 marzo 2012, n. 27, i nuovi parametri, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate.
Testo Completo: Sentenza n. 17405 del 12 ottobre 2012
SUCCESSIONI - COMUNIONE EREDITARIA – APPLICABILITÀ DELL’ART. 1108 COD. CIV. – SUSSISTENZA
L’art. 1108 cod. civ., il quale richiede per le alienazioni il consenso di tutti i comproprietari, è applicabile anche alla comunione ereditaria, in quanto espressione di una regola generale pertinente ad ogni specie di comunione.
Testo Completo: Sentenza n. 17216 del 9 ottobre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente O. Schettino, Relatore E. Bucciante)
DANNI CIVILI - NASCITA INDESIDERATA DI MINORE MALFORMATO - OMESSA INFORMAZIONE DA PARTE DEL MEDICO CIRCA PIU' EFFICACI ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI PRENATALI - RESPONSABILITA' - SOGGETTI DANNEGGIATI
Il risarcimento del danno c.d. da nascita indesiderata, scaturente dall’errore del medico che, non rilevando malformazioni congenite del concepito, impedisca alla madre l’esercizio del diritto di interruzione della gravidanza, spetta non solo ai genitori del bimbo nato malformato, ma anche ai suoi fratelli.
Nel caso in cui il medico ometta di segnalare alla gestante l'esistenza di più efficaci test diagnostici prenatali rispetto a quello in concreto prescelto, impedendole così di accertare l'esistenza d'una una malformazione congenita del concepito, quest’ultimo, ancorché privo di soggettività giuridica fino al momento della nascita, una volta venuto ad esistenza ha diritto, fondato sugli art. 2, 3, 29, 30 e 32 Cost., ad essere risarcito da parte del sanitario del danno consistente nell’essere nato non sano, rappresentato dell'interesse ad alleviare la propria condizione di vita impeditiva di una libera estrinsecazione della personalità.
Testo Completo: Sentenza n. 16754 del 2 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente A. Amatucci, Relatore G. Travaglino)
PROCEDIMENTO CIVILE – RAPPORTI CON QUELLO PENALE – COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE – DEFINIZIONE DI QUEST’ULTIMO CON ESTINZIONE PER REMISSIONE DI QUERELA – DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO CIVILE IN DATA ANTERIORE – EVENTUALE ESTINZIONE – CRITERI
La Terza Sezione Civile – richiamandosi all’ordinanza interlocutoria n. 7820 del 2012 emessa dalla medesima Sezione – ha rimesso all’esame delle Sezioni Unite il problema del rapporto tra il trasferimento dell’azione civile in sede penale e la conseguente estinzione del giudizio civile (qualificabile in termini di deroga al regime della litispendenza, ovvero di preclusione), evidenziando peraltro la diversità della vicenda in esame, rispetto a quella oggetto della precedente rimessione.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 17137 dell'8 ottobre 2012(Sezione Terza Civile, Presidente M. M. Chiarini, Relatore L. A. Scarano)
IMPIEGO PUBBLICO - CONCORSI – DIRITTO DEL VINCITORE ALL’INQUADRAMENTO PREVISTO NEL BANDO
Risolvendo una questione di massima di particolare importanza, le S.U. hanno affermato che, in tema di impiego pubblico privatizzato, il diritto del candidato vincitore ad assumere l’inquadramento previsto dal bando di concorso, espletato dalla P.A. per il reclutamento dei propri dipendenti, è subordinato alla permanenza, al momento dell’adozione del provvedimento di nomina, dell’assetto organizzativo degli uffici in forza del quale il bando era stato emesso.
Testo Completo: Sentenza n. 16728 del 2 ottobre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente L.A. Rovelli, Relatore G. Mammone)