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Timestamp: 2017-01-20 10:03:50+00:00
Document Index: 154146676

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.22', 'art. 22', 'art.3', 'art.22', 'art. 46', 'art. 46', 'art.2', 'art. 25', 'art.2', 'art.24', 'art.12', 'art.12', 'art.24', 'art.24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 8', 'art.5', 'art. 10', 'art.6', 'art. 10', 'art.7', 'art. 9', 'art. 25', 'art. 4', 'art.25', 'art. 25', 'art. 4']

⭐Il procedimento di accesso agli atti e gli adempimenti della P.A. Ten. Col. Bruno Dominici Stato Maggiore Difesa
Il procedimento di accesso agli atti e gli adempimenti della P.A. Ten. Col. Bruno Dominici Stato Maggiore Difesa
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1 PANORAMA GIURIDICO Il procedimento di accesso agli atti e gli adempimenti della P.A. Ten. Col. Bruno Dominici Stato Maggiore Difesa del diritto di accesso ai documenti amministrativi è una delle modalità di attuazione del principio di trasparenza, ovvero una delle forme di par- L esercizio tecipazione dell utenza all azione amministrativa che deve, in linea di principio generale, essere indirizzata e gestita nell ambito della stessa articolazione/ufficio che ha prodotto il provvedimento impugnato. È, infatti, erroneo pensare che sia possibile demandarne sempre la trattazione agli Uffici legali/giuridici che, per ovvi motivi, anche ove costituiti, potranno fornire un opera di supporto e consulenza solo per i casi più delicati, pena l inevitabile sovraccarico di lavoro ed il rallentamento delle procedure. In sostanza, quindi, anche se quello del diretto coinvolgimento degli Uffici legali/giuridici nella trattazione delle istanze di accesso è un problema di carattere organizzativo che ogni Amministrazione è chiamata ad affrontare e risolvere in proprio, attraverso il bilanciamento degli interessi contrapposti (impostare correttamente l azione correlata ad un istanza di accesso può scongiurare ulteriori iniziative giudiziali), è illusorio ritenere che vi debba essere, sempre ed in ogni caso, in tal senso un intervento di sostegno all articolazione/ufficio che ha prodotto il provvedimento impugnato. Errore ancore più grave è pensare di poter interessare l Avvocatura dello Stato, che non ha alcuna competenza in questa fase, che è chiaramente pre contenziosa. Ne consegue, quindi, la necessità di un aggiornamento della totalità degli Ufficiali e Sottufficiali (entrambe le categorie rivestono, a diversi livelli ordinativi, funzioni di Comando e sono, pertanto, investite delle conseguenti responsabilità) almeno sugli aspetti essenziali della problematica, in modo da poter subito orientare correttamente le varie procedure ed evitare ritardi ingiustificati e dannosi, attesi gli stretti limiti temporali normativamente imposti in materia. Il presente articolo si pone proprio lo scopo di descrivere un possibile metodo di lavoro per gestire, in concreto, una richiesta di accesso agli atti amministrativi, descrivendo, nell ordine di priorità, gli adempimenti, anche di dettaglio, e le verifiche da porre in essere dopo aver ricevuto un istanza di accesso, con l indicazione dei relativi, aggiornati riferimenti normativi e giurisprudenziali. L accesso è un procedimento amministrativo È, preliminarmente, necessario rammentare gli adempimenti dovuti per consentire la partecipazione al procedimento amministrativo (artt. 7, 8, 9 e 10 L.241/1990, nonché art.3 DPR 12/04/2006 n.184 in combinato disposto con art.22, comma 1, lettera c) della citata L.241/1990). Al riguardo, stante un contesto giuridico sufficientemente chia- 422 ro, ma al tempo stesso articolato e, soprattutto, recentemente innovato, si reputa opportuno evidenziare alcuni aspetti. Prima dell entrata in vigore del citato DPR 12/04/2006 la partecipazione dei controinteressati al procedimento era disciplinato dai soli citati artt. 7, 8, 9 e 10 della L.241/1990, evidentemente posti, per ragioni di sistematica giuridica, tra le regole generali del procedimento e ben lontano dalle disposizioni che regolano l accesso (art. 22 e seguenti), che in qualche modo si pongono come disciplina particolare, articolata ed a se stante. Tale posizionamento (in ragione del quale si può con qualche ardimento affermare che la collocazione della disciplina dell accesso agli atti nell ambito della L.241/1990 trova giustificazione principalmente in ragioni storiche) poteva quindi trarre in inganno e determinare una dimenticanza in un operatore non avvertito, che avrebbe per mera svista potuto omettere di coinvolgere i controinteressati. Oggi è, invece, necessario effettuare un distinguo. I soggetti a vario titolo interessati al procedimento si dividono, infatti, in 2 categorie principali: quelli individuati ai sensi dell art.3 DPR 12/04/2006 n.184 in combinato disposto con l art.22, comma 1, lettera c) della L.241/1990. Tali soggetti, che vengono definiti controinteressati sono coloro i quali, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall esercizio dell accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza, devono essere informati dell accesso da parte della pubblica amministrazione cui la relativa richiesta è indirizzata (sussiste, quindi, un obbligo di informazione mirato a consentire che tali soggetti possano, entro 10 giorni, presentare un opposizione motivata); quelli individuati ai sensi degli artt. 7 e 9 della L.241/1990, che vengono definiti interessati, ovvero tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l accesso. Anche per tali soggetti esiste, sotto il profilo normativo, il diritto di partecipazione al procedimento di accesso, e simmetricamente l obbligo di informazione da parte della pubblica amministrazione interessata, ma tale obbligo può essere più facilmente disatteso. In merito a tale ultimo punto, infatti, analizzando le norme da un punto di vista diverso da quello del funzionario aduso a procedure antiquate, utilizzate quando gli atti della P.A. dovevano intendersi come insindacabili, in punto di fatto se non in punto di diritto, la citata partecipazione deve essere considerata come un opportunità che: consente alla Pubblica Amministrazione di acquisire elementi utili alla valutazione che deve essere compiuta per consentire o denegare il richiesto accesso. Tale valutazione, che nella prassi tiene conto anche di fattori di opportunità, ovviamente di carattere meta giuridico (non giuridico), può infatti trovare nelle argomentazioni prodotte dai soggetti interessati al procedimento elementi utili a sostegno della linea che si intende seguire; non pone vincoli coercitivi, essendo comunque la P.A. facultata a procedere diversamente, invocando ragioni di celerità del procedimento (Art. 7 della L.241/1990) che, in generale, appaiono facilmente sostenibili stanti i tempi serrati imposti dal procedimento stesso. Va, altresì, rammentato che l omissione di taluna delle comunicazioni prescritte può essere fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione è prevista (Art. 8 della L.241/1990). La ricezione dell istanza di accesso Un procedimento di accesso ha, come tutti i procedimenti amministrativi, inizio con la ricezione dell istanza, che può essere formale o informale (Artt.5 e 6 del DPR 12/04/2006 n.184). L istanza informale può essere avanzata, anche verbalmente, all Ufficio centrale o periferico competente a formare l atto conclusivo del procedimento, o a detenerlo stabilmente. Applicando i principi di speditezza e di economicità dell azione amministrativa è sempre opportuno, sempre che ne sussistano i presupposti (non sussistano dubbi sulla legittimazione attiva dell istante e sull ostensibilità (sinonimo giuridico che in linguaggio comune può essere, con qualche approssimazione, riportato con accessibilità ), che le singole Amministrazioni concedano direttamente al richiedente l accesso a documenti che effettivamente detengono. Qualora, invece, sussistano dubbi sull attendibilità delle dichiarazioni rese dal richiedente, o sull ostensibilità dei documenti, è possibile/opportuno invitare l istante a presentare istanza formale. Tale possibilità/opportunità diviene, inoltre, un obbligo cogente, qualora in base all esame del contenuto del documento richiesto venga riscontrata l esistenza di controinteressati, così come in precedenza definiti (Artt.5, comma 6 del DPR 12/04/2006 n.184). Nella richiesta formale l interessato deve: indicare gli estremi del documento oggetto della richiesta o gli elementi che ne consentano l individuazione. Al riguardo, mentre in un primo tempo in ambito giurisprudenziale si era ritenuto che l indicazione del/degli atto/i per i quali veniva chiesto l accesso dovesse essere precisa, è oggi pacifico che sia sufficiente che l istanza contenga gli elementi utili per l individuazione degli stessi; 433 specificare e, ove occorra, comprovare l interesse connesso all oggetto della richiesta; far constare della propria identità e, ove occorra, dei propri poteri rappresentativi. Con riferimento al mutamento dell orientamento giurisprudenziale in ordine alla necessità o meno che l istanza sia circostanziata per quanto attiene all indicazione degli atti per i quali è richiesto l accesso (circostanza rilevante sul piano concreto), il Consiglio di Stato ha: dapprima, ritenuto che nella richiesta di accesso dovessero essere precisamente specificati gli atti per i quali si chiede l accesso, non potendo imporsi all Amministrazione un onere di ricerca dei documenti utili al richiedente attraverso la selezione e l indagine del relativo contenuto 1 ; successivamente, che fosse invece sufficiente che essa fornisca gli elementi utili all individuazione dei documenti interessati, con il limite, tuttavia, che la richiesta di accesso abbia ad oggetto documenti esistenti, non potendo la stessa essere utilizzata per conoscere dell esistenza di atti (Cons. di Stato, rispettivamente Sez. V Sent. 11 marzo 2002, n.1443 e Sez. VI, Sent. 25 settembre 2002 n. 4883). In relazione ai poteri rappresentativi, si evidenzia che l art. 46 del DPR 445/2000 ha sancito che la qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche è autocertificabile, con dichiarazione sostitutiva di certificazione, anche contestuale all istanza, sottoscritta dall interessato. L istanza di accesso può essere presentata con le seguenti diverse modalità, ugualmente valide 2 : presentazione dell istanza, non ancora firmata, a cura dell interessato, che deve apporre la firma di fronte al dipendente addetto alla ricezione; presentazione, da parte di persona diversa dall interessato, dell istanza già firmata. In tale caso è necessaria la contestuale presentazione della fotocopia di un documento di identità dell interessato che ha firmato; invio, per fax, dell istanza firmata e con allegata la fotocopia di un documento di identità della persona che ha firmato; invio per dell istanza, sottoscritta mediante la firma digitale o con l utilizzo della carta di identità elettronica (i problemi tecnici tuttora insistenti per l autenticazione elettronica rendono tale procedura, ancorché con lungimiranza prevista dal legislatore, assolutamente residuale). L istanza di accesso va ricevuta anche se firmata, secondo le predette modalità, da persona delegata dall interessato. In questo caso il delegato può autocertificare, anche nella stessa istanza, la sua qualità di rappresentante dell interessato 3. Tale elencazione, riportata citando quasi testualmente la norma a riferimento, non significa che non debbano essere accettate le forme di inoltro più classiche, come l invio di raccomandata postale o l istanza per tramite gerarchico, ove la stessa promani da un dipendente dell Amministrazione adita. Verifica della legittimazione attiva Dopo aver ricevuto l istanza, è necessario verificare se il richiedente è legittimato ad accedere. Infatti il diritto di accesso non è genericamente riconosciuto a tutti. Per il relativo esercizio è necessario che sussistano le seguenti condizioni: il richiedente 4 deve avere un interesse personale e concreto ad accedere agli atti procedimentali; l accesso è strumentale alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti. Pertanto la richiesta di accesso : non può avere scopo emulativo, finalizzato cioè solo a recar danno all Amministrazione e non può riferirsi a mera curiosità; non può essere uno strumento di controllo generalizzato sull operato della Pubblica Amministrazione 5. Deve, pertanto, contenere la specifica indicazione dell interesse legittimante, che si identifica in ogni posizione soggettiva suscettibile di tutela (diritto soggettivo, interesse legittimo, interesse diffuso ed aspettative legittime); deve essere motivata 6. La Pubblica Amministrazione nei cui confronti viene esercitato il diritto di accesso deve, pertanto, accertare, attraverso l esame della domanda motivata di accesso, che esista un rapporto di strumentalità tra la conoscenza del documento (mezzo per la difesa di interessi) ed il fine (effettiva tutela della situazione giuridicamente rilevante del quale il richiedente l accesso è portatore) 7. Al riguardo, la Giurisprudenza ha posto il principio secondo cui un soggetto che sia parte di un procedimento amministrativo è, per ciò solo, legittimato a richiedere l accesso ai relativi documenti, senza necessità di accertamento caso per caso, in base al criterio dell interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti 8. 1 Cons. di Stato, Sez. VI Sentt. 16 dicembre 1998 n e 1 febbraio 1999 n Art. 38 del D.P.R. 445/ Citato art. 46, 1 comma lettera DPR 445/ Il richiedente può essere persona fisica o persona giuridica portatrice di interessi pubblici e diffusi art.2 D.P.R. 184/ Cfr. Cons. di Stato, Sez. IV Sent.1359 del 9 dicembre 1997 e, da ultimo, Cons. di Stato, Sez. VI Sent.5814 del 22 ottobre Art. 25, comma 2, legge 241/90. 7 Cfr. fra altre, Cons. di Stato, Sez. V Sent. n.45 del 19 gennaio 1999, e Cass. Civ. SS.UU. 28 maggio 1998 n Cons. di Stato, Sez. IV Sent. N.260 dell4 Verifica della legittimazione passiva Il procedimento di accesso agli atti e gli adempimenti della P.A. In questa fase occorre accertare che l Amministrazione destinataria dell istanza abbia formato i documenti richiesti, ovvero li detenga stabilmente (art. 25 co. 2, legge 241/1990 e art.2 co. 2, DPR 184/2006). Quindi, se l Unità Organizzativa che ha ricevuto l istanza non ha formato né detiene stabilmente i documenti, dovrà individuare l Unità Organizzativa competente, rimettendo a questa l istanza. Il procedimento d accesso deve concludersi entro 30 giorni decorrenti dalla presentazione della richiesta ad un qualsiasi Ufficio dell articolazione amministrativa competente. In sostanza, qualora si verifichino ritardi per rimbalzi di competenze la responsabilità ricade sull Amministrazione, nulla rilevando, sotto il profilo normativo, le procedure ovvero i disservizi interni all amministrazione stessa (in pratica, i 30 giorni decorrono dalla ricezione dell atto da parte, ad esempio, dello SMD, uno dei cui Uffici ha prodotto l atto di interesse, e non si interrompe se, nello smistamento posta, viene recapitato ad un altro Ufficio dello stesso SMD). Ove la richiesta sia irregolare o incompleta (non fornisca, cioè, gli elementi idonei ad individuare gli atti oggetto dell accesso, o manchi, ove occorra, di comprovare l interesse connesso all oggetto della richiesta, ovvero, manchi di far constare della propria identità o dei propri poteri rappresentativi), l Amministrazione deve darne, entro 10 giorni, comunicazione certa al richiedente (raccomandata o notifica diretta). In tal caso il termine del procedimento ricomincia a decorrere dalla data di presentazione della richiesta perfezionata 9. Ai fini dell individuazione dell Amministrazione obbligata all esibizione dei documenti, il criterio della formazione del documento va ritenuto come principale e generale e quello della detenzione dello stesso come secondario e sussidiario, nel senso che legittimata passiva deve intendersi (e presumersi) in primo luogo l Amministrazione che ha confezionato l atto. In relazione a quanto sopra, la materiale disponibilità del documento non costituisce criterio generale di individuazione dell Amministrazione obbligata nell azione di accesso 10. Attenzione deve essere posta sul fatto che il citato criterio serve per l orientamento di chi voglia presentare l istanza, ma non esime l Amministrazione ricevente, non direttamente competente, dalla corretta veicolazione della medesima. Verifica dei documenti ai quali si chiede di accedere Non è legittima la richiesta di documentazione che l amministrato presuma essere stata formata dall Amministrazione, ma la stessa deve consistere nella richiesta di esibizione di documenti di cui sia certa l esistenza. Esula quindi dal diritto di accesso la richiesta di informazioni in ordine all esistenza di determinati atti 11. È invece legittima l istanza di accesso concernente la richiesta di informazioni, piuttosto che di atti e documenti detenuti dalla PA destinataria della richiesta, in quanto, per un verso, il reale oggetto della domanda di accesso è l informazione contenuta nel documento attesa la natura strumentale del supporto documentale e, per un altro verso, stante il carattere formale dell attività amministrativa, la PA stessa non può fornire se non informazioni contenute nei documenti in suo possesso o da questi desunte 12. Dei limiti all accesso sono posti dall art.24 della legge 241/1990, che individua direttamente alcuni vincoli e rimette alla disciplina di specifici regolamenti la definizione delle modalità di esercizio del diritto di accesso. Il primo limite all accesso è costituito: dal Segreto di Stato, ai sensi dell art.12 della legge 24 ottobre 1977, n (istitutiva dei Servizi per le informazioni e la sicurezza ); dai procedimenti previsti dai decreti legge (ovviamente, convertiti in legge) 15 gennaio 1991, n. 8 Nuove norme in materia di sequestri di persona a scopo di estorsione e per la protezione dei testimoni di giustizia e Decreto legislativo 29 marzo 1993, n.119 disciplina del cambia- 9 Art.6, comma 5 del DPR 184/ Cons. di Stato, Sez. V, Sent. N.2180 del 22 aprile Cons. di Stato, Sez. VI n.5437 del 15 ottobre 2001 Cons. di Stato, Sez. VI n.4883 del 25 settembre Cons. di Stato, Se. V Sent. N.207 del 23 gennaio Secondo l art.12 della legge 801/77 sono coperti dal segreto di Stato atti, documenti, notizie, attività ed ogni altra cosa che può arrecare danno allo Stato in ogni modo, sia per le relazioni internazionali fra gli Stati, sia relativamente al settore militare e della difesa. 455 mento delle generalità per la protezione di coloro che collaborano con la giustizia. Tali previsioni sono state aggiunte alla formulazione originale; dai casi di segreto o di divieto di divulgazione altrimenti previsti dall ordinamento. Ne consegue che il diritto di accesso è escluso per tutti i documenti che abbiano una classifica di segretezza. I casi di esclusione del diritto di accesso attengono alle sottonotate esigenze da salvaguardare: sicurezza, difesa nazionale e relazioni internazionali; politica monetaria e valutaria; ordine pubblico, prevenzione e repressione della criminalità; riservatezza di terzi, persone, gruppi ed imprese, con la garanzia, in questo caso, per gli interessati di poter accedere agli atti relativi ai procedimenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i loro interessi giuridici (qui vale il principio generale della prevalenza del diritto di accesso su quello alla riservatezza). Al riguardo, un ulteriore notazione atta a dirimere possibili equivoci causati dalle recenti novelle alla L.241/1990: nella precedente formulazione, qualora nella documentazione richiesta vi fossero stati riferimenti a dati personali di terzi, l accesso avrebbe dovuto essere concesso limitando l esercizio alla sola visione degli atti senza possibilità di estrarre copia 14. Tale previsione, la cui ragione sembra riconducibile ad un embrionale tentativo di conciliare interessi contrapposti, è oggi totalmente superata, in quanto non più presente nell attuale stesura del testo legislativo. Per la salvaguardia di tali esigenze, lo stesso art.24, al comma 2, ha posto l obbligo per le singole Amministrazioni di individuare, con uno o più regolamenti, le categorie di documenti da esse formati o comunque rientranti nella loro disponibilità, sottratti o differiti all accesso (per l A.D. il D.M. 14 giugno 1995, n.519). Nella valutazione delle richieste è, pertanto, necessario verificare se gli atti per i quali è richiesto l accesso siano secretati poiché compresi nelle categorie individuate dai predetti decreti ministeriali. Definizione dell accesso e adempimenti L Amministrazione competente, avendo ricevuto la richiesta, la accoglie dopo aver verificato che sussiste un interesse personale e concreto del richiedente e la sua necessità di tutelare una situazione giuridicamente rilevante, ovvero il richiedente è parte del procedimento amministrativo i cui atti sono oggetto della richiesta. I documenti oggetto della richiesta non devono poi rientrare nella categoria di atti esclusi dall accesso, perché pertinenti al segreto di Stato ovvero alla tutela dei collaboratori di giustizia od, infine, ai sensi dell art.24, comma 2 della legge 241/1990 (Regolamenti delle Amministrazioni). L atto di accoglimento della richiesta di accesso 15 deve contenere l indicazione dell Ufficio, completa della sede, presso cui rivolgersi, nonché di un congruo periodo di tempo, comunque non inferiore a quindici giorni, per prendere visione dei documenti o per ottenerne copia. L accoglimento della richiesta di accesso ad un documento comporta anche la facoltà di accesso agli altri documenti nello stesso richiamati e appartenenti al medesimo procedimento, fatte salve le eccezioni di legge o regolamento (ad esempio il disposto del citato art. 24, co. 2 L. 241/1990). L esame dei documenti è gratuito ed avviene presso l ufficio indicato nell atto di accoglimento della richiesta, nelle ore d ufficio, alla presenza del personale addetto. È vietato asportare documenti dal luogo presso cui sono stati dati in visione, tracciare su di essi segni o comunque alterarli in qualsiasi modo. L esame dei documenti è effettuato dal richiedente o da persona da lui incaricata, con l eventuale accompagnamento di altra persona di cui vanno specificate le generalità, che devono poi essere registrate in calce alla richiesta. L interessato può prendere appunti o trascrivere in tutto o in parte i documenti presi in visione. Si precisa che, nel caso di accesso ai documenti amministrativi detenuti da Autorità centrale con sedi periferiche, non sussiste per la P.A. l obbligo di consentire l accesso in sede periferica. La scelta del luogo ove può essere esercitato l accesso non è, infatti, fissato dalla legge ed è rimesso alla decisione della Pubblica Amministrazione 16. L Amministrazione competente, qualora accerti l insussistenza delle condizioni precedentemente descritte per l accoglimento rifiuta, limita ovvero differisce l accesso 17. In questo caso il responsabile del procedimento di accesso deve dare, all interessato, comunicazione motivata con specifico riferimento: alla normativa vigente; alla individuazione delle categorie di cui all art. 24, comma 2 della legge 241/1990; alle circostanze di fatto per cui la richiesta non può essere accolta così come proposta. Il differimento dell accesso è disposto ove sia necessario assicurare una temporanea tutela agli interessi indicati dall art. 24, comma 1 della legge 241/1990, sulla base delle esplicite disposizioni contenute nei Regolamenti emanati ai sensi del citato Art.24, co.2 della L.241/90, ovvero per salvaguardare esigenze di riservatezza dell amministrazione, specie nella fase preparatoria dei provvedimenti, in relazione a documenti la cui conoscenza possa compromettere il buon andamen- 14 Art. 24, comma 2 Lettera d) L.241/1990 art. 8, comma 5 lett. D) DPR 352/ Cons. di Stato Ad. Plen. 5/ L accoglimento della richiesta e le modalità di accesso sono regolate dall art.5 del DPR 352/1992, che qui viene quasi integralmente riportato. 16 Cons. di Stato, Ad. Plen., Sent. N.5 del 2 luglio Artt. 9 e 10 del DPR 184/6 to dell azione amministrativa Art.24, co.4 della L.241/90. L atto che dispone il differimento, ne indica la durata. Comunicazione dei motivi ostativi Con l art. 10/bis della L. 241/1990, aggiunto con l art.6, L.11 febbraio 2005, n. 15, viene introdotto l importantissimo principio in base al quale, nei procedimenti ad istanza di parte: il responsabile del procedimento o l autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica agli istanti i motivi che ostano all accoglimento della domanda; entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti, che l Amministrazione ha l obbligo di valutare dovendo dell eventuale mancato accoglimento delle quali dare ragione nella motivazione del provvedimento finale. Ovviamente, lo stesso art. 10/bis precisa che i termini per concludere il procedimento: si interrompono all atto della comunicazione dei motivi che ostano all accoglimento; iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza dell anzidetto termine di 10 giorni concesso agli istanti per presentare osservazioni. Anche in questo caso, pur potendo tale principio apparire oneroso nel caso del procedimento di accesso, che dovrebbe essere caratterizzato dalla celerità, occorre osservare che lo stesso si inserisce nel solco ormai chiaramente tracciato dal Legislatore per garantire il colloquio tra Pubblica Amministrazione e cittadino, in taluni casi spinto fino alla possibilità di raggiungimento di accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento ed ha il merito di forzare l eventuale pubblico funzionario riottoso a sviluppare per tempo le problematiche connesse con un istanza di accesso e ad approfondire le medesime anche previo idoneo contraddittorio. In ogni caso, è bene sottolineare che il mancato rispetto della descritte disciplina costituisce inosservanza di legge e determina l annullabilità del provvedimento (Ove si incorra, nonostante tutto, in tale errore, e l interessato abbia impugnato il provvedimento in argomento, che si vorrebbe mantenere valido, l unica possibilità residuale è quella di argomentare cercando di cavalcare la giurisprudenza già prodotta per l inosservanza dell art.7 della stessa L.241/1990, nella parte in cui ha sancito il principio della conservazione dell atto laddove l Amministrazione dimostri che partecipazione del controinteressato al procedimento non ne avrebbe modificato l esito). Esiti della definizione del procedimento di accesso L Amministrazione competente può, quindi, accogliere la richiesta ovvero può differirla o non accoglierla. Il mancato accoglimento può essere espresso in modo esplicito, attraverso la comunicazione prevista dall art. 9, comma 1 del DPR 184/2006 ovvero in modo tacito, con inerzia della stessa Amministrazione che si protrae per più di 30 giorni. Sia in caso di differimento, che in caso di diniego esplicito o tacito, l interessato può, ai sensi dell art. 25, comma 5 della legge 241/1990 esperire ricorso al T.A.R. Il T.A.R. adito decide in camera di consiglio, entro 30 giorni e la decisione del T.A.R. è appellabile al Consiglio di Stato, entro 30 giorni dalla notifica. La proposizione del particolare ricorso al T.A.R. è agevole. Infatti il ricorrente, secondo quanto previsto dall art. 4, comma 3 della legge 21 luglio 2000 n.205, può stare in giudizio da solo senza l assistenza del difensore e correlativamente l Amministrazione può essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purché quest ultimo abbia la qualifica di Dirigente e sia autorizzato dal rappresentante legale dell Ente. Il rilascio di copia Un ultima precisazione, di carattere pratico, si ritiene opportuna nel caso in cui l Amministrazione competente ritenga di accogliere la richiesta di accesso. In tal caso l interessato è invitato a presentarsi, previo appuntamento, presso la sede che come accennato viene liberamente individuata dall Amministrazione competente, per avere accesso alla documentazione indicata. Ciò significa che si potranno prendere appunti e trascrivere, in tutto od in parte, il documento preso in visione. È, ovviamente, anche possibile ottenerne la riproduzione, ma in tal caso il rilascio delle copie è subordinato, ai sensi dell art.25 della L.241/1990, al pagamento secondo un tariffario definito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Al momento, nelle more della definizione dei provvedimenti generali organizzatori di cui agli artt.1 comma 2 e 8 del DPR 184/2006 è previsto, nel caso di copia: non autenticata, dei costi di riproduzione, previa applicazione di marche da bollo, che devono essere fornite dall interessato, del valore di 0,26 per ogni 2 pagine in fotocopia (l eventuale pagina dispari va annullata con una marca da bollo di pari valore); conforme all originale, previa applicazione di una marca da bollo da 14,62 per ciascun foglio. 47 Documenti analoghi
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