Source: http://www.diritto.it/docs/38522-l-attivit-negoziale-della-p-a-all-alba-del-nuovo-codice-dei-contratti
Timestamp: 2017-05-25 16:03:29+00:00
Document Index: 46752303

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'art. 1', 'art. 1322', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2']

L’attività negoziale della P.A. all'alba del nuovo Codice dei Contratti :: Diritto & Diritti
Pubblicato dal 27/07/2016
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Tale radicale mutamento di scopo si riflette anche nel sistema dell’aggiudicazione, che supera il precedente e principale criterio del minor prezzo, in virtù del diverso parametro dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo, così come confermato dal nuovo art. 95. Nel nuovo codice dei contratti emerge ancora più nitidamente l’attenzione da parte del legislatore al rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento, non discriminazione e proporzionalità ed allo stesso tempo una maggiore sensibilità ed attitudine alla selezione delle offerte, nel rispetto della legalità ed in prevenzione e repressione della criminalità.
Trattasi, in sostanza, di una sorta di certificato di attendibilità in cui si tiene conto anche dei precedenti comportamentali genericamente intesi e dell’incidenza del contenzioso sia in sede di partecipazione, sia in fase di esecuzione del contratto. Si segnala, poi, la previsione del nuovo documento di gara unico europeo redatto in conformità al modello approvato dalla Commissione europea e consistente in un’autodichiarazione aggiornata come prova documentale preliminare in sostituzione dei certificati rilasciati da pubbliche autorità o terzi, in cui si conferma che l’operatore economico soddisfa determinate condizioni.
La complessa opera di rinnovazione e modernizzazione che da qualche decennio sta investendo la P.A. a tutto tondo, trova una delle sue manifestazioni più esponenziali nella caduta di quella storica barriera che rigidamente separava l’attività pubblicistica da quella privatistica. Si assiste, infatti sempre più di frequente all’apertura da parte del diritto amministrativo all’utilizzo di strumenti di diritto privato nell’ordinaria regolamentazione pubblicistica, tesa al perseguimento dei fini istituzionali. Tale evoluzione è plasticamente stigmatizzata dall’art. 1 co. 1 bis della L. n 241/90 che, superando le precedenti impostazioni che ravvisavano una sorta di capacità di diritto speciale privato solo se facoltativizzate da specifiche disposizioni, la erigono a principio generale, come tale svincolato da una necessaria e puntuale previsione normativa. Si assiste, pertanto, al riconoscimento di un’autonomia negoziale anche in capo al soggetto pubblico ed alla conseguente possibilità di porre in essere contratti atipici ex art. 1322 co.2 c.c. In tale prospettiva si viene, altresì, a delineare la cd. negoziazione della funzione amministrativa, alternativa all’utilizzo dello strumento procedimentale e del provvedimento unilaterale, di cui costituiscono l’esito di un percorso gli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento ex art. 11 L. n. 241/90 nonché gli accordi tra pubbliche amministrazioni previsti dall’art. 15 della stessa legge. L’autonomia privata della P.A., però, deve in ogni caso ispirarsi a quei canoni di legalità, imparzialità, e tutela del terzo che connotano l’azione pubblica, da cui consegue un potere di autonomia privata limitato e funzionale al perseguimento dell’interesse pubblico secondo i principi di doverosità e continuità ad esso sottesi. Nel settore degli appalti pubblici la centralità ed il coinvolgimento di plurime istanze pubblicistiche ha indotto il legislatore nazionale a prevedere delle regole uniformi e generalizzate che consentissero una più rapida e semplificata procedura di contrattazione. A tal fine era stato introdotto l’art. 3 del R.D. n. 2440/1923 in base al quale si prevedeva una diversa procedura a seconda che derivasse un’entrata ovvero una spesa per lo Stato. La necessità di operare all’interno di un mercato libero e concorrenziale ha, in seguito, indotto il legislatore comunitario a pretendere una regolamentazione uniforme delle procedure ad evidenza pubblica attraverso le direttive 2004/17 e CE 2004/18 CE, recepite nel nostro
nostro ordinamento con il d.lgs. n. 163/06, oggi sostituito dal d.lgs. n. 50/2016 di attuazione delle direttive 2014/23, UE 2014/24 e UE 2014/25 UE. Nello specifico, il vecchio codice così come il nuovo, disciplina i contratti di appalto e di concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere. Viene, in sostanza, procedimentalizzata l’attività di contrattazione pubblicistica, finalizzata alla stipula di un contratto privatistico di appalto o di concessione. Il nuovo codice, a dir il vero, si preoccupa in modo più significativo del precedente della concessione, dedicandovi l’intera parte terza, ferma restando per tutti i contratti esclusi dal codice, l’applicazione dei principi di rango costituzionale e comunitario in esso richiamati dall’art. 4 (vecchio art. 2). Concessione e appalto si caratterizzano per la diversa allocazione del rischio, integralmente ricadente sul concessionario nel primo caso e indifferente invece nell’appalto; per il corrispettivo corrisposto dalla P.A., concretizzantesi nella facoltà di erogare il servizio all’utenza e conseguentemente di trarre da quest’ultima un ristoro economico nella concessione, diversamente dall’appalto in cui il corrispettivo predisposto dalla P.A. è di tipo economico e non giuridico; per l’essere, infine, la concessione un rapporto trilaterale tra P.A., concessionario e utenza, mentre l’appalto un rapporto bilaterale. Il legislatore, in sostanza, si preoccupa di prevedere una disciplina tanto più specifica e puntuale proporzionalmente alla maggiore o minore rilevanza economica dell’attività sul mercato, consentendo il mero rispetto dei principi generali per i contratti gratuiti, passivi, nonché in base alle nuove disposizioni per i cd. appalti sottosoglia. L’entrata in vigore del vecchio codice dei contratti pubblici ha segnato il definitivo mutamento di prospettiva e funzione sotteso alle procedure ad evidenza pubblica, in cui perde centralità l’esigenza della P.A. di contrattare ottenendo l’offerta migliore e la conseguente rilevanza solo
Rolando Marco Carini - (21/03/2017) - Il nuovo contratto editoriale