Source: http://archivio.riparteilfuturo.it/elezioni-2014/delibera-trasparenza-a-costo-zero/
Timestamp: 2020-01-28 07:19:59+00:00
Document Index: 22381901

Matched Legal Cases: ['art 14', 'art 29', 'art 22', 'art 22', 'art 10', 'art. 48']

Delibera trasparenza a costo zero – Riparte il futuro
Delibera trasparenza a costo zero
- Quello che prevede la legge
Il decreto legislativo 33/13 (art 14) prevede la messa online dei curriculum vitae, dei compensi di qualunque natura connessa all’assunzione della carica, delle informazioni relative a qualsiasi altra carica presso enti pubblici o privati (inclusi i compensi per questi ruoli) e la dichiarazione reddituale e patrimoniale di tutti gli eletti.
- L’impegno in più
Per concretizzare il diritto di conoscere chi ci rappresenta, chiediamo non solo che questo venga fatto, ma che il Comune si faccia carico di garantire le forme di fruibilità maggiore possibili e di diffusione dell’iniziativa, ricorrendo ai mass media locali e promuovendo al meglio la pagina anche attraverso pubblicità istituzionale su autobus, in luoghi pubblici istituzionali e non, nelle scuole, negli uffici pubblici, nei teatri e nelle biblioteche, nelle circoscrizioni.
2.1 BILANCI ONLINE
Per come previsto dal d. lgs 33/13 (art 29 e art 22) e se non l’hanno ancora fatto, chiediamo il bilancio completo in formato open data con annesso tabella sintetica delle spese dell’anno precedente in formato open, che contenga tempi, costi unitari, indicatori di realizzazione delle opere pubbliche.
Chiediamo, per concretizzare il diritto di monitorare, che le informazioni vengano organizzate in modo intuitivo e divulgate tramite una pagina istituzionale, con infografiche semplici che permettano di capire facilmente come il Comune spende le sue risorse.
2.2 TRASPARENZA DEGLI ENTI PUBBLICI VIGILATI, ENTI PRIVATI IN CONTROLLO PUBBLICO, PARTECIPAZIONI IN SOCIETA’ DI DIRITTO PRIVATO
Il decreto legislativo 33/13 (art 22) prevede che le Pubbliche amministrazioni mettano online dati relativi agli enti pubblici vigilati, agli enti di diritto privato controllati o vigilati dall’amministrazione, alle partecipazioni in società di diritto privato. Sono tutti enti che hanno bisogno di particolare attenzione e di trasparenza, perché gestiscono settori strategici (es. gestione dei rifiuti). I dati più importanti che devono già essere per legge online sono:
- un elenco di tutti questi enti, periodicamente aggiornato;
- la misura dell’eventuale partecipazione;
- la durata dell’impegno;
- l’onere complessivo annuale sul bilancio dell’amministrazione;
- il numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo e loro trattamento economico;
- i risultati di bilancio degli ultimi 3 esercizi finanziari;
In assenza di queste info, la legge dice fissa il divieto di erogazione di qualunque somma da parte dei comuni.
-L’impegno in più
Chiediamo di sapere tutte queste informazioni e comprendere facilmente rapporti, costi, referenti, grazie a rappresentazioni grafiche che evidenziano le relazioni tra amministrazioni e questi enti, con link ai siti istituzionali e dettagli su chi ricopre gli incarichi di indirizzo e su chi è titolare d’incarico.
Tutti gli Enti locali per legge (DPR n. 62 del 16 aprile 2103) sono chiamati a dotarsi di codici etici propri che integrano il codice di comportamento nazionale. Questi codici contengono le prassi da seguire da tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ma il rischio che restino solamente sulla carta è molto forte.
Per questa ragione è fondamentale adottare codici etici stringenti e che prevedano clausole e sanzioni sia per il livello amministrativo che per quello politico, che siano diffusi tra tutti i destinatari affinché siano conosciuti e applicati, che richiedano una formazione specifica sul tema dell’integrità pubblica. La nostra proposta è l’adozione della Carta di Pisa, codice etico promosso da Avviso Pubblico, che racchiude tutte queste caratteristiche.
Per prevenire la corruzione e promuovere la trasparenza occorre l’impegno congiunto di istituzioni e società civile, a cui la legge affida il ruolo di monitorare, sapere, partecipare. La “Giornata della trasparenza” (art 10 del d.lgs 33/13) è l’evento previsto da legge che tutte le Pubbliche amministrazioni devono prevedere.
Non basta però un singolo evento all’anno (che va sicuramente organizzato, mentre risulta che viene fatto poche volte). Occorre predisporre una “tavola pubblica per la trasparenza” congiunta, composta dal sindaco, dal responsabile anticorruzione, da realtà della società civile predisposte che s’incontra almeno una volta ogni due mesi e riferisce sul sito Riparte il futuro le date delle riunioni e gli esiti dell’incontro.
Ruolo della tavola è monitorare il rispetto delle politiche previste nel piano anticorruzione e in quello della trasparenza per come stabilite (formazione, rotazione degli incarichi, whistleblowing, messa online delle informazioni) e aggiornare il piano anticorruzione, stimolando l’accesso civico.
5. OPEN DATA SUI BENI CONFISCATI
PER I COMUNI CHE GESTISCONO BENI CONFISCATI: messa online di dati sui beni confiscati.
Occorre fare di tutto per evitare che un bene confiscato gestito da un Comune si trasformi in un “oggetto di scambio” atto a garantirsi voti in occasione delle elezioni o comunque venga assegnato in forme completamente discrezionali e senza alcun controllo sulla reale attività svolta.
Gli enti territoriali sono tenuti per legge (art. 48 del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione) a redigere un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, periodicamente aggiornato. L’elenco, reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente, deve contenere i dati concernenti la consistenza, la destinazione e l’utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l’oggetto e la durata dell’atto di concessione. Se questo non viene già fatto, chiediamo che si provveda quanto prima.
Per questo, i Comuni che gestiscono un bene devono dare informazioni in formato open data alla società civile e all’ “Agenzia Nazionale dei Beni sequestrati e confiscati alla mafia”, specificando:
-informazioni generali sulla confisca (data della confisca, a chi è stato confiscato il bene);
- notizie sul loro stato d’uso (in buone o cattive condizioni; liberi o occupati);
- le forme di assegnazione (secondo bando, per assegnazione diretta …);
- il progetto sull’utilizzo che s’intende fare da parte dei richiedenti, con specifica convenzione;
- semestralmente, lo stato dell’arte sulla gestione della struttura e delle attività svolte.
L’intento è quello di creare una grande banca dati in capo all’Agenzia, che costantemente monitori e aggiorni la situazione dei beni confiscati in Italia.