Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150310
Timestamp: 2018-09-22 00:07:58+00:00
Document Index: 88370544

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Resoconto della seduta n.310 del 17/07/2018
Seduta n.310 del 17/07/2018
CCCX Seduta
LAMPIS GIANNI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 luglio 2018 (306), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Carta, Roberto Deriu, Daniela Forma, Valter Piscedda, Gian Filippo Sechi e Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 17 luglio 2018.
LAMPIS GIANNI, Segretario. E' pervenuta l'interrogazione numero 1568.
LAMPIS GIANNI, Segretario. E' pervenuta l'interpellanza numero 364.
Discussione dell'articolato e approvazione della proposta di legge Lotto - Crisponi - Ledda - Tedde - Anedda - Comandini - Contu - Desini - Gaia - Lampis - Moriconi - Rubiu - Tendas - Dessí - Meloni Valerio - Usula - Sabatini - Manca Pier Mario - Lai - Dedoni - Collu - Cocco Daniele Secondo - Solinas Antonio - Meloni Giuseppe - Cocco Pietro - Zanchetta: "Norme per la lavorazione, la trasformazione e il confezionamento di prodotti agricoli esclusivamente aziendali". (506/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 306/A.
1. La Regione, allo scopo di favorire l'attività delle piccole aziende agricole e sostenere lo sviluppo delle aree rurali specie nelle zone interne, promuove e agevola la lavorazione, la trasformazione ed il confezionamento in azienda di prodotti di prevalente produzione aziendale, ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile, destinati al consumo presso l'azienda stessa e alla sola vendita diretta nel mercato locale.
3. Nelle lavorazioni e trasformazioni possono essere utilizzati spezie e ingredienti minimi non prodotti in azienda.).
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Sull'emendamento numero 1, l'emendamento numero 2 e l'emendamento numero 4 parere negativo.
PRESIDENTE. C'è anche il numero 20.
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Sul numero 20 è positivo.
PRESIDENTE. Quindi sono tutti negativi, escluso il numero 20.
CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conformità a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Parere conforme della Giunta.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 1, parere contrario della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 2, parere contrario della Commissione e della Giunta.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Votazione elettronica.
PRESIDENTE. Con votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 2.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 20.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 3.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 4. Parere contrario della Commissione e della Giunta.
Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati degli emendamenti.
b) mercato locale: l'intero territorio della Sardegna.)
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Sull'emendamento numero 5 il parere è contrario, sul numero 6 è contrario, sul numero 7 è contrari.
CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 5, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 6, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale il numero 7, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Passiamo all'esame dell'articolo 3, a cui sono stati presentati degli emendamenti.
2. L'imprenditore che intende avviare le attività di cui all'articolo 1, comma 1, presenta la notifica ai fini della registrazione ai sensi del regolamento (CE) n. 852/2004, presso lo Sportello unico per le attività produttive e per l'attività edilizia (SUAPE).)
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Sull'emendamento numero 8 il parere è contrario, sul numero 9 è contrario, sul numero 10 è contrario, sul numero 11 è contrario, sull'emendamento numero 12 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 8, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 9, parere contrario della Commissione è della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 10, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 11, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 12, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione il testo dell'articolo 3.
3. La destinazione di un locale alle attività di cui al comma 1 non determina la necessità di un cambiamento di destinazione d'uso dello stesso.)
LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 13, 14, 15 e 16.
CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere è conforme a quello della Commissione.
Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti.
1. Per le lavorazioni, le trasformazioni ed il confezionamento dei prodotti aziendali, può essere utilizzata la cucina di civile abitazione, purché dotata delle caratteristiche igienico-sanitarie prescritte dalle direttive di cui all'articolo 6 e purché le lavorazioni e le trasformazioni avvengano in maniera distinta e in tempi diversi dall'uso domestico del locale.
3. Le attività nei locali di cui ai commi 1 e 2 sono svolte nel rispetto della normativa comunitaria di cui all'articolo 1, comma 2, e del piano di autocontrollo.)
LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Mi permetto di fare un invito al ritiro o comunque nel caso contrario…
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sono ritirati.
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento numero 21.
c) le linee guida per la redazione del piano di autocontrollo di cui all'articolo 5.
2. Le direttive di cui al comma 1 sono soggette al previo parere della commissione del Consiglio regionale competente per materia, la quale si esprime entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta, decorso il quale il parere si intende acquisito.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Il parere è favorevole.
1. L'applicazione della presente legge non determina nuovi oneri a carico del bilancio regionale.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 506.
Discussione e approvazione della proposta di legge Lotto - Manca Gavino - Sabatini - Cocco Pietro - Tendas - Demontis - Pizzuto - Solinas Antonio - Deriu - Collu - Lai - Meloni - Comandini - Moriconi - Piscedda - Gaia - Pinna Rossella - Cozzolino - Cocco Daniele Secondo - Unali - Manca Pier Mario - Desini - Anedda - Usula - Busia: "Disposizioni transitorie per la sanatoria di situazioni irregolari sugli immobili regionali". (434/A)
PRESIDENTE. Passiamo al punto successivo all'ordine del giorno.
COCCO PIETRO (PD). Presidente, sull'ordine dei lavori, per chiedere - prima di iniziare la discussione del testo - due minuti in aula di sospensione per verificare alcuni emendamenti.
PRESIDENTE. Sospendiamo l'Aula per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 20, viene ripresa alle ore 17 e 38.)
Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 434/A.
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Questa proposta di legge riguarda il tema della regolarizzazione di tutta una serie di situazioni di immobili ad uso abitativo di proprietà dell'agenzia LAORE e che sono in uso a delle famiglie a cui sono stati assegnati tantissimi anni fa. Sono nella gran parte dei casi degli immobili che sono stati o occupati abusivamente ma senza aver commesso alcun reato o sono stati in gran parte assegnati a suo tempo dalla ex ETFAS e una volta assegnati e anche contrattualizzati non sono stati rinnovati i contratti di affitto. Questo ha determinato una situazione paradossale, ci sono famiglie e persone che hanno preso in affitto questi immobili, li hanno ristrutturati, li hanno tenuti per tutti questi anni efficienti, ci hanno abitato, hanno pagato nella gran parte dei casi canoni di affitto e però oggi risultano detentori con titolo scaduto o addirittura abusivi. E' una situazione paradossale che mette in difficoltà tantissime famiglie che hanno onorato regolarmente i loro debiti con l'agenzia LAORE e si ritrovano a non poter, qualora l'agenzia mettesse in vendita quei locali, esercitare alcun diritto di prelazione. Per cui si è deciso di provare a dare una risposta a queste famiglie che sono dislocate in gran parte della Regione, in tutte le zone cosiddette di riforma agraria. E' una legge quindi che consente di risolvere un problema annoso per delle famiglie che risiedono in queste case e quindi anche se è un provvedimento assolutamente parziale comunque inizia ad affrontare un tema che riguarda il patrimonio regionale non più funzionale alle esigenze della Regione o delle agenzie e che necessita di un provvedimento di sistemazione. In questo caso si dà una prima risposta alle situazioni più necessitose di intervento, più avanti io credo che la stessa Giunta, lo stesso Assessorato stiano predisponendo un provvedimento di legge più ampio che eventualmente potrà includere nei ragionamenti in maniera più approfondita anche tutta una serie di casi che da questa proposta di legge sono di fatto esclusi. E' stato un provvedimento di legge discusso nella Commissione terza a seguito di audizioni dei tecnici di LAORE, audizioni di altre figure, una discussione lunga che ha portato a valutare i pro e i contro del provvedimento, io ringrazio la Commissione terza che ci ha dedicato anche tanto tempo e tanto impegno e credo che ci siano le condizioni per approvarlo da parte di tutto il Consiglio regionale.
TEDDE MARCO (FI). Io credo che con la proposta di legge originaria che invece è stata in qualche modo asciugata, questo Consiglio regionale aveva la possibilità di regolarizzare tutta una serie di posizioni dubbie che meritano di essere regolarizzate e dopo la regolarizzazione delle detenzioni c'era la possibilità di fare le cessioni, questo avrebbe consentito all'Amministrazione regionale di liberarsi di un gran numero di immobili improduttivi o quasi improduttivi, avrebbe consentito ai detentori di regolarizzare la loro posizione e avrebbe consentito alla Regione comunque di introitare risorse importanti che la Regione avrebbe potuto dirigere verso altri obiettivi qualificanti.
Ebbene così invece non stiamo facendo, così non state facendo, arriva in Aula un progetto di legge del tutto insufficiente, del tutto asfittico, non so per quale motivo questo progetto di legge sia parziale rispetto a quello originario, non so per quale motivo dobbiamo trattare le fattispecie degli immobili LAORE e non tutti peraltro perché noi non stiamo discutendo di tutti gli immobili LAORE ma soltanto di alcuni immobili, innanzitutto di immobili adibiti ad uso abitazione che in origine avevano fini agricoli, non discutiamo dei beni delle ex colonie penali, quindi discutiamo di una parte degli immobili LAORE, mentre invece a nostro avviso bene avremmo fatto a risolvere una volta per tutte questo problema, ad affrontare una volta per tutte questo tema degli immobili regionali che non vengono gestiti o vengono gestiti non in modo ottimale. Ora è vero che sono tutti immobili riqualificati dai detentori, è vero che i detentori comunque hanno impegnato risorse per riqualificarli, ma le risorse per riqualificarli sono state impegnate non soltanto da coloro che detenevano e detengono gli immobili a fini abitativi ma anche da coloro che detengono gli immobili a fini non abitativi. Hanno investito, hanno riqualificato e hanno valorizzato quelle comunità agricole nelle quali questi immobili erano inseriti e quindi io trovo profondamente ingiusto che si parli soltanto di immobili ad uso abitativo e non si parli anche di immobili ad uso diverso da abitazione, è privo di significato, non si capisce quale sia lo spirito della norma, così come trovo ingiusto escludere gli immobili delle ex colonie penali. Se ci sono dei beni immobili delle ex colonie penali che sono nel patrimonio di LAORE anche questi debbono seguire la stessa sorte, c'è una sperequazione forte, c'è un tentativo di sperequazione forte in atto che non riesco a comprendere. Ecco perché io, Presidente, chiederei che questo provvedimento venga riportato in Commissione, che su questo provvedimento si apra una pausa di riflessione perché questo Consiglio regionale si sta assumendo una grande responsabilità, non è possibile sperequare le posizioni analoghe senza creare delle ingiustizie, noi siamo qua per normare, per legiferare e per attribuire a fattispecie analoghe lo stesso regolamento, la stessa regolamentazione, la stessa disciplina, con questo progetto di legge non stiamo facendo così. Alcune fattispecie analoghe vengono trattate in modo uguale, alcune altre fattispecie vengono trattate in modo più uguale, citando Orwell, e questo mi pare profondamente ingiusto, quindi chiedo una pausa di riflessione e chiedo che la Commissione possa riconsiderare questo provvedimento perequando tutte le posizioni analoghe.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Per la prima volta introduciamo nell'Aula del Consiglio regionale una discussione su fattori matematici, quelli delle equazioni e poi quelli delle sperequazioni. Le equazioni che sono l'uguaglianza fra due espressioni, fra due o più variabili che son dette incognite cioè contenute all'interno di questa proposta di legge.
Collega Lotto, mi spiace che sia appena andato via l'Assessore dell'agricoltura, è corretto che Laore, agenzia regionale in capo all'Assessorato all'Agricoltura, imponga vincoli attraverso gli usi civici sui beni del territorio regionale, sui quali insistono abitazioni private, che non potranno essere in alcun modo vendute perché non potranno essere sanate quelle parti purtroppo gravate dall'uso civico. Per contro, Laore, con un colpo di spugna, regala immobili, anzi Laore non regala immobili, lo fa fare al Consiglio regionale della Sardegna, sistema condizioni e situazioni, collega Lotto, che addirittura da soli cinque anni sono in capo a titolari del possesso, che beffardamente non possono essere ascrivibili a reali custodi di un bene che, badate bene, quel bene è intimamente legato, proprio perché parliamo di particelle agricole, è intimamente legato a fattori agricoli, e quindi si tratta e si parla di beni sui quali insiste un'impresa, un'azienda agricola, un'attività territoriale che ha necessità di una abitazione, che erano i primi casi quelli di appoggio per la famiglia del gestore di quel bene, di quel territorio, di quell'appezzamento, vi è l'agro, di parti rurali che sono state in qualche modo accompagnate nella crescita e nello sviluppo dei fondi del nostro territorio regionale attraverso L'Etfas, e oggi ci ritroviamo a dover smontare, con qualche preoccupazione legittima da parte del sottoscritto, ma ho già sentito qualche altro collega che ragionava in quel modo, in cui si smantella quel principio che accompagna un territorio, una particella effettivamente agricola, dal bene primario, che era quello della casa di riferimento del territorio, che non si capisce bene per quale motivo a questo punto non viaggino più in modo equo, ma addirittura vengano smembrati, e quello smembramento non si sa bene a chi possa andare in capo per quanto riguarda la proprietà dell'abitazione di quella casa e che, scusate, fa anche il paio sulle questioni sulle quali stiamo discutendo quantomeno nelle Commissioni, o sulla stampa. Ma vi pare normale e legittimo che ci siano anche cessioni, o comunque colpi di spugna che riguardano beni che insistono proprio su aree che sono legittimamente definite di grandissimo pregio ambientale? Perché, non è sufficiente dire che sono quelle aree che non devono essere di particolare interesse dell'agenzia governativa Conservatoria delle coste, come non vanno bene tutta una serie di immobili che sono stati individuati in aree che sono decisamente sensibili anche sotto il profilo di un certo sviluppo, che se non sarà più agricolo potrà essere anche classificabile come sviluppo turistico. E questo praticamente significa che in una confusione assoluta questa legge non ha assolutamente centrato l'obiettivo, a meno che non vi sia altro tipo di obiettivo che francamente non credo possano arrivare così semplicemente e allegramente in discussione in Aula. Io credo che una discussione più attenta e più profonda in seno alle Commissioni competenti sarebbe stata sicuramente opera meritoria. Insomma così com'è questa legge mi pare che accenda tutta una serie di allarmi che destano, quantomeno nel sottoscritto, decisa preoccupazione e naturalmente a questa preoccupazione non mi voglio sottrarre e quindi la esterno e la espongo ai colleghi Consiglieri. Insomma io credo che questo tipo di legge probabilmente, se mi date retta, dovrebbe rientrare per essere dibattuta e approfondita ulteriormente in seno alle Commissioni.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, ho dovuto rileggere due volte i nomi dei presentatori della legge perché mi stupisce che l'onorevole Lotto, persona che io stimo e apprezzo, sia il primo firmatario di una legge di questo genere, una legge incomprensibile, che tra l'altro ritengo che non si possa neanche discutere qui stasera, perché in assenza dell'Assessore dell'Agricoltura, perché questo riguarda un problema di beni legati all'agenzia Laore, l'agenzia per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo, quindi non ha nulla a che vedere con i beni di area, o i beni che possono in qualche modo rivestire o interessare il campo dell'Assessore all'urbanistica. Ma la cosa più grave di questa legge è che qui noi stiamo in qualche modo sollecitando l'abusivismo, stiamo sollecitando e premiando chi ha sfondato una abitazione e ha occupato la stessa. Ed è curioso che al punto b) si dica: "…che abbiano conseguito l'occupazione degli immobili, senza aver commesso illecito civile o penale", come si fa a non aver commesso l'illecito? Ma la cosa che mi lascia ancora più perplesso è che questi beni che sono all'interno di terreni agricoli dei vecchi poderi dell'Etfas, sono stati scorporati dal bene primario, che è quello agricolo. Quindi una serie di abusi e una serie di incertezze su una legge che sicuramente invito il collega Lotto a riportare in Commissione, perché è una legge che non può essere discussa e approvata stasera. Parliamo peraltro di 544 beni di fabbricati, occupati senza titolo, dove è stato sufficiente dimostrare, non so come, che con cinque anni di occupazione abusiva si possa riuscire a sanare questo principio. E' una legge che dal mio punto di vista grida allo scandalo. Ma sfogliando i punti degli articoli mi fa sorridere il punto c), dove è previsto che "...sono titolari di reddito complessivo del nucleo familiare desumibile dall'ultima dichiarazione dei redditi, non superiore al triplo previsto dalle vigenti norme per l'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica", addirittura possiamo concedere ai ricchi un'abitazione abusiva. Cioè questo è dal mio punto di vista sconcertante, è una situazione incomprensibile, che un Consiglio regionale che si ritiene serio, come lo è per carità, però che voglia in qualche modo approvare una legge che è contro la legge, una legge che va a favorire gli abusivi, che va a favorire i delinquenti, di proprietà di un'agenzia agricola che nulla ha a che vedere con l'agricoltura. E' veramente curioso! In alcuni casi parliamo di case ad Alghero, da dove si vede il mare, non vicino al mare ma si vede il mare, e in altre parti della Sardegna dove diventano delle villette in campagna. Quindi la Regione Sardegna all'improvviso, per il tramite dell'Agenzia Laore, regolarizza delle posizioni di abusivi per legge. Io credo che questa legge verrà sicuramente cassata, perché è un obbrobrio, un aborto. Questa è una porcheria colossale, e invito il Presidente Lotto, persona seria e da me stimata, a riportarla in Commissione, si può sicuramente migliorare, si può sicuramente trovare la forma per agganciare a questa abitazione una area agricola da destinare ad attività agricola. E' impensabile che la Regione voglia regolarizzare per legge una situazione abusiva su terreni in aree agricole. E anche l'assessore Erriu, che conosce perfettamente il tema, sa bene che una casa all'interno di una proprietà agricola, che però è completamente sganciata dal fondo non ha proprio senso, e questo ce lo deve spiegare anche l'Assessore all'agricoltura, che dovrebbe essere qui a difendere l'agricoltura. Noi sappiamo bene che i poderi dell'Etfas di allora erano e sono indivisibili, non si può scindere il terreno dall'abitazione, no qui noi lo facciamo per legge, e addirittura lo facciamo per gli abusivi. L'invito che faccio ai colleghi della maggioranza, per carità si può anche sbagliare, si può confondere, si possono scrivere delle cose inappropriate, però credetemi riportiamola in Commissione, siamo tutti disponibili a rivederla e a riscriverla correttamente.
TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia). Grazie Presidente, ma io che ho avuto la fortuna, o la sfortuna se preferite, di seguire l'iter di questo provvedimento in Commissione devo dire che alcune delle riflessioni che hanno portato i colleghi le avevamo già affrontate nei lavori e devo dire che se dobbiamo trovare un pregio alla proposta di legge finale che sicuramente limita enormemente l'impatto della proposta di legge iniziale che nella prima formulazione sembrava una sanatoria una tantum nella quale rientravano situazioni di una differenza abissale perché davanti a una situazione di fatto sicuramente che si sono protratte negli anni e che non hanno trovato una giusta soluzione da parte degli uffici regionali, avevamo casi di abitazioni in pieno centro che nelle principali città sarde in alcune località di pregio che sembravano potessero passare ai soggetti che a vario titolo si trovavano all'interno di questi immobili. Io voglio anche dire una cosa, vogliono individuare anche un altro pregio di questa proposta di legge, ed è un pregio un po' più politico che ci deve però far riflettere, il pregio politico è che pone all'attenzione dell'aula il problema della gestione del patrimonio regionale che è un problema, se mi perdonate il gioco di parole, grosso quanto una casa, perché questa proposta di legge evidenzia la gestione confusionaria che si è avuta nel corso degli anni, non voglio attribuire responsabilità nessuna degli immobili sia delle abitazioni sia di altro tipo di immobili e in generale la gestione confusionaria del patrimonio a 360 gradi, il patrimonio che potrebbe essere per questa Regione una straordinaria risorsa, sia laddove si volesse decidere di alienarlo, sia laddove si volesse pensare ad una regolarizzazione con delle concessioni che garantiscano l'introito di canoni e che oggi invece è un fardello che non riusciamo a gestire. Non solo non riusciamo a gestire quello che abbiamo, viviamo una situazione confusionaria perché ogni tanto ne richiediamo anche altro e ogni tanto ci mettiamo con gli uffici regionali a svolgere dei compiti per lo Stato. Credo che tutto questo sistema vada riportato una volta per tutte a regime e si debba incominciare e si debba incominciare con dei piccoli passi, scegliendo delle cose da fare concretamente e, soprattutto, scegliendo quelle soluzioni che non comportano rischi. Questa purtroppo è una di quelle soluzioni che secondo me comporta grossi rischi, perché noi stiamo oggi dicendo che regolarizziamo tutta una serie di situazioni che non sono tanto chiare, che stiamo consentendo a soggetti che a vario titolo occupano questi immobili senza prima una valutazione e una relazione degli uffici caso per caso che io penso debba essere assolutamente fatta perché non possiamo prenderci come Aula la responsabilità di decidere che il patrimonio regionale venga alienato, ceduto, concesso in questa maniera senza una valutazione chiara e precisa perché si tratta di patrimonio di tutti i cittadini sardi e dobbiamo affrontarlo meglio. L'altro elemento è che questa legge non aiuta a risolvere alcuni problemi importanti perché se per esempio noi ci limitiamo ad affrontare solo la questione degli immobili per uso abitativo, come hanno detto alcuni colleghi, dimentichiamo un pezzo importantissimo di altri immobili che invece sono occupati e utilizzati da oltre cinquant'anni da attività commerciali che in alcune zone dell'isola rappresentano parte fondamentale dell'economia di quei territori perché abbiamo alcune realtà nell'oristanese che presentano situazioni che ci sono state rappresentate in maniera abbastanza chiara in cui in queste difficili ci sono edicole, ci sono bar, ci sono attività commerciali, ci sono aziende agricole e questi che diritto in meno hanno teoricamente rispetto a chi diciamo utilizza quegli immobili ad uso abitativo. Abbiamo situazioni che mettono anche in difficoltà anche gli enti locali perché magari su quegli immobili che oggi stanno in alcuni casi cadendo a pezzi ci sono delle ingiunzioni per effettuare dei lavori e nessuno li può effettuare e chi esercita l'attività si trova in estrema difficoltà. Allora penso, su questa proposta di legge, io capisco quale potesse essere la ratio ce l'ho ben chiara del collega Lotto che come hanno detto gli altri colleghi che sono intervenuti è una persona attenta e precisa però dobbiamo evitare che su un argomento di questo tipo si possa scivolare come si può scivolare sulla buccia di banana. È un argomento delicato che richiede una riflessione più attenta, una riflessione ulteriore, e forse dovremmo prenderci qualche altra settimana per ragionare per evitare di prendere delle decisioni avventate che poi potrebbero generare una serie di contenziosi dai quali difficilmente potremmo trovare una soluzione definitiva. Quindi l'invito è a riportare il testo in Commissione, ad affrontarlo con più attenzione insieme ai colleghi e a trovare quelle che sono le soluzioni più eque e più giuste per tutti.
MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, a dispetto degli interventi che mi hanno preceduto invece ritengo che questa legge vada bene, questa legge non ha come presupposto quello di risolvere tutto lo scibile relativo alle proprietà regionali, ma solo di iniziare a dare un'idea per una particolare tipologia, le case abitative. A seguito di questi interventi mi sono ricordato sempre della famosa storiella, quella del cane dell'ortolano, non proseguo su questa storia del cane dell'ortolano che non mangia e però non fa mangiare. Perché qua sono due le tensioni che provengono dagli scranni, sia della maggioranza che della minoranza, da una parte quella sempre di fare il ragionamento del cane dell'ortolano, dall'altra quella ben più famosa molte volte invece di fare in modo di sconvolgere una legge lineare con un obiettivo preciso, quello delle civili abitazioni, e fare invece l'assalto alla diligenza di antica memoria come si facevano una volta sul bilancio dello Stato. Dico questo perché, dico questo perché, qui c'è una chiara indicazione per risolvere una particolare tipologia, che si è incancrenita, della Sardegna. Quando si parla di Sardegna, che si voglia o no, dimentichiamoci una volta tanto che esistono solamente le coste, la Sardegna è fatta di un tutt'uno con zone interne e zone esterne. La maggior parte di questi immobili sono nelle zone interne, se io dovessi dire all'onorevole Tedde: (…) Santa Lucia, sicuramente Laconi potrebbe dire, ma riesce a seguire quelle che sono le borgate della zona di Alghero. Mi rivolgo a lei onorevole Tedde e ad altri interventi perché qua io mi sono battuto molto per questo tipo di leggi, al di là non solo di vedere la tipologia e se state bene attenti sono state eliminate tutte le casistiche di quelle case occupate diciamo abusivamente e molte volte da persone influenti di una vecchia politica nella zona di Alghero, non ho problemi a fare anche dei nominativi di località e quant'altro, tipo quindi le casermette e via dicendo. Il caso invece che noi stiamo andando a perseguire è quello di risolvere situazioni di case che sono state tenute efficienti nelle zone interne, nelle zone e nelle borgate. Nove persone che per anni ci hanno abitato per mille motivi si ritrovano adesso per dire: voi non potete stare lì perché siete abusive e pensate che queste persone le hanno anche ristrutturate, io dei casi proprio fisici ben presenti nella mia mente. Il vero problema consiglieri, siamo alle solite del mio tipo di intervento, il problema non è questa legge che risolve un caso umano e comprensibile quanto quello della legge per quanto riguarda i laboratori di Ottana, ma il problema è un altro, ma perché l'Aula ci ha messo dieci anni a fare il censimento e il censimento non è finito, come mai non abbiamo tutti i dati effettivi e certi della situazione? Come mai non abbiamo risolto il caso delle casermette e facciamo di tutto per procrastinarlo sine die. Queste sono le vere problematiche, non è risolvere la situazione di persone che soffrono dei disagi, questo per me si può fare, non ci vedo niente di male, come non vedo niente di male che noi abbiamo ad esitare degli immobili perché, signori, i terreni sono tutt'altra cosa e sicuramente vanno affrontati in un quadro e in un disegno di legge generale su tutte le proprietà, dove gli enti e Laore collaborano. Perché guardate i terreni in realtà non esiste, la maggior parte di queste situazioni derivano da una serie di processi di riforma fondiaria che non sono neanche lette. Nella zona nord e nella zona centrale derivano dal cosiddetto ente ferrarese del 32, quindi le vecchie proprietà di otto ettari non esistono, le famiglie sono andate avanti ci sono i nipoti, alcuni hanno ancora i terreni e altri sono rimasti senza, le divisioni ci sono state all'interno delle famiglie e sono rimasti con la casa. Ma non è che possiamo dire, a distanza di sessant'anni, "non potete più stare in questa casa, ve ne dovete andare". Quindi, quello che dobbiamo risolvere noi con questa legge è semplice: sono dei casi particolari, molti all'interno della Sardegna, molti nelle zone e nelle borgate dove noi, per tranquillizzare tutti, abbiamo tolto tutte le tipologie di tipo speculativo e sono riportate - non le leggo - ai punti A, B, C, D, E ed F. Quindi, io credo che questa legge si possa votare tranquillamente, sicuramente c'è altro da fare, sicuramente bisognerà intervenire sul resto delle proprietà regionali e definire una volta per tutte cosa compete alla Regione Sardegna da mantenere per il futuro. Perché avere immobili fatiscenti o fare i bulli con i popoli non è mai stato bello. Grazie.
COCCO PIETRO (PD). Io intervengo su questa proposta di legge dopo avere avuto la possibilità di discuterla, in maniera approfondita, nella Commissione Terza, luogo nel quale questa proposta di legge è rimasta per molti mesi, direi più di un anno, proprio perché la proposta iniziale comprendeva numerosissimi immobili regionali, di cui non c'era evidentemente non c'era chiaro quanti fossero gli immobili, a chi dovessimo rivolgere il provvedimento normativo. Tant'è vero che durante l'iter abbiamo chiesto agli Assessori di competenza, tra cui ovviamente l'Assessore degli enti locali e dell'urbanistica, di avere dati abbastanza più precisi perché quando si fa una legge è evidente che bisogna intervenire non facendo una discussione di tipo generale e un provvedimento generico, bisogna avere contezza precisa di quali sono gli immobili di cui si sta parlando e ai quali noi ci vogliamo rivolgere. Tant'è vero che qua c'è scritto nella nota della proposta di legge, che con una prima comunicazione, del 6 luglio 2017, per cui più di un anno fa, l'Assessorato regionale degli enti locali aveva fornito un numero di cespiti di circa 1500, 1488 per l'esattezza, di immobili di varia natura di proprietà regionale e che tuttavia questi immobili, così come venivano dichiarati durante quella seduta, non erano precisamente quelli che magari erano a disposizione della Assemblea regionale per poter fare una valutazione, come si dice dettagliata, era una stima approssimativa. Allora, noi abbiamo continuato ad approfondire il tema, perché volevamo avere contezza precisa delle cose delle quali stavamo parlando, per arrivare a portare in Aula un testo abbastanza attendibile per dire che gli immobili di cui stiamo discutendo oggi sono 437, sappiamo esattamente quelli di cui stiamo parlando, e non perché c'è un vezzo o una scelta che riguarda ad escludere coloro che non hanno il titolo, perché i titoli sono dei princìpi che vengono messi in piedi per discutere di cose precise. Ovvero: che devono essere residenti; ci deve essere l'abitazione principale; che il reddito deve essere quello sancito - non da un capriccio del Consiglio regionale o dal proponente della legge - ma perché c'è una norma nazionale che dice che il reddito deve essere dato dal reddito minimo moltiplicato per tre per poter avere il diritto di partecipare alla trasformazione del possesso in proprietà di una abitazione di tipo regionale, cioè abitazione residenziale pubblica. Quindi, sono riferimenti normativi, specifici, nazionali. Perché si dice "ma il reddito è quello" come ho sentito dire da qualche consigliere regionale. E, ancora, abbiamo dovuto filtrare la proposta che veniva formulata, che nasceva con questa idea, ma per poterla portare a compimento, dopo un anno di lavoro in Commissione con gli uffici competenti, abbiamo deciso di circoscrivere soltanto le proprietà immobiliari di Laore per coloro che avevano occupato, per anni, quelle proprietà regionali senza il titolo della proprietà, ma con il possesso, e quindi lo abbiamo circoscritto in maniera precisa. Tant'è vero che, successivamente, nella relazione che è stata portata, dall'analisi della documentazione fornita da Laore si deduce che al 31 dicembre 2015 sono stati trasferiti alla Regione Sardegna complessivi 1187 immobili, di cui 437 ad uso abitativo, appartamenti o case coloniche, ubicati in aree rurali e occupati senza titolo nella maggior parte dei casi o con titolo scaduto. Evidentemente, si tratta precisamente di immobili provenienti dalle leggi di riforma agraria, stabilmente occupati da nuclei familiari che svolgono attività agricola o comunque a basso reddito. Tutti princìpi che abbiamo inserito in legge perché così è previsto dalla normativa nazionale, come ho prima detto, e così come è una scelta che noi vogliamo fare quella di limitare esclusivamente a quelli di Laore, di cui abbiamo certezza di quali immobili stiamo parlando. Nell'altro caso i colleghi che sono intervenuti - tra i tanti il collega Tedde, il collega Crisponi, Rubiu, eccetera - dire che si vuole fare una norma ad escludere senza valutare le altre ipotesi significherebbe fare una norma così senza sapere esattamente di quali fabbricati stiamo parlando e questo non è assolutamente accettabile, perché io primo fra gli altri in Commissione ho detto "una norma che non ha un dettaglio preciso degli immobili su cui vogliamo legiferare è evidente che non la possiamo portare avanti". Oggi io credo che questo provvedimento faccia giustizia di una situazione soprattutto nelle campagne, quindi non sul mare, perché la norma è abbastanza chiara e precisa e prevede che ci siano dei requisiti proprio per evitare fenomeni speculativi e si escludono testualmente gli immobili rientranti nelle seguenti categorie: alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell'azienda regionale per l'edilizia abitativa, immobili ricadenti in aree di conservazione costiera - per cui che hanno la proprietà sul mare è assolutamente sbagliato - di cui all'articolo 16 della legge regionale maggio 2007 e sui quali sussista l'interesse dell'Agenzia dalla Conservatoria dalle coste, immobili dichiarati di interesse culturale ai sensi del decreto legislativo numero 42, eccetera, eccetera, immobili già compresi nelle ex colonie penali e non costituenti oggetto di assegnazione ai sensi delle leggi di riforma fondiaria - ed è questa la ragione per le quali le case coloniche non possono rientrare, perché non sono costituenti oggetto di assegnazione ai sensi delle leggi di riforma fondiaria ed è quello invece a cui noi vogliamo guardare per legiferare in quella direzione -, aree ex demaniali marittime classificate e trasferite dallo Stato alla Regione, immobili di particolare rilevanza economica, produttiva e turistica. Quindi, nessun colpo di spugna ma una norma precisa che individua esattamente gli immobili a cui vogliamo dare soluzione e certamente questo ci impegna, io ho ascoltato gli interventi che avete fatto io credo che vada approfondito il resto della questione, per cui non si sta dicendo il resto non lo affrontiamo, affrontiamo anche il resto, intanto legiferiamo per trovare una soluzione a coloro che si trovano in questa situazione. Gli immobili che Laore ha trasferito alla Regione, un patrimonio pubblico al quale dobbiamo dare destinazione per evitare che finisca male, e a chi altro a fornire la possibilità secondo i requisiti che noi abbiamo previsto in legge, i filtri che abbiamo previsto in legge? A coloro che lo hanno abitato da sempre, a coloro che hanno trasformato il rudere e lo hanno migliorato, a coloro che hanno lavorato la terra per trarre un reddito, il reddito richiesto è quello previsto dalla normativa nazionale. Io credo che queste cose noi lo dovremmo fare e successivamente aprire un tavolo di discussione in Commissione che affronti le altre cose delle quali avete parlato e di cui altri Consiglieri hanno parlato. Intanto affrontiamo questo, approviamo questa proposta di legge che dice esattamente che cosa si vuol fare e dopodiché si affronti il resto.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ovviamente, quello che ha raccontato, o meglio quello che hanno raccontato i colleghi che hanno partecipato all'arrivo in Aula e quindi nelle Commissioni competenti per quanto riguarda questa legge è tutto vero, e oggi io dico meno male che ci siamo limitati con l'apporto e il supporto di tutti solamente a vedere la parte che riguarda le proprietà Laore. E dico che però anche in questo ci stiamo limitando a fare un compito piccolino, perché ci stiamo limitando esclusivamente a prendere in esame le abitazioni e stiamo escludendo ovviamente tutti gli altri tipi di strutture. E quindi non è un lavoro complessivo e organico; un lavoro complessivo e organico si sarebbe dovuto fare prendendo ovviamente in considerazione il patrimonio. Ora, io mi rendo conto che la materia è complessa e che i tempi per esaminare tutto il patrimonio regionale probabilmente non sono neanche quelli dell'anno relativi allo studio di questa legge, e infatti si è dimostrato che abbiamo dovuto ridurre l'intervento, però consentiteci di mettere in evidenza che sulla politica del patrimonio questa Giunta e questa maggioranza non hanno fatto un lavoro né compiuto né attento, anche perché doveva essere una delle priorità di inizio legislatura, ma soprattutto, colleghi, per evitare di lasciare la competenza proprio ad agenzie come Laore. Per questo noi credo che continueremo ad avere un atteggiamento di astensione, perché non ci possiamo prendere in capo una responsabilità di questo tipo, e mi chiedo anche perché, Presidente, siamo dovuti arrivare a fare una legge limitata, e la deve fare il Consiglio, quando alcuni aspetti erano di carattere squisitamente gestionale. Quindi, semmai ce ne fosse bisogno: l'utilità delle tre agenzie non esiste, l'utilità di Laore inserita in questo contesto non esiste per quanto ci riguarda. Quindi noi abbiamo acconsentito affinché almeno una parte si portasse in Aula, per il precipuo interesse, lo dico, delle amministrazioni locali, di quei poveri sindaci che vivono ogni giorno delle realtà legate proprio a queste forme di abusivismo, perché dobbiamo dircelo apertamente, e non riescono più a controllarle.
Allora, noi abbiamo un patrimonio - lo dico all'Assessore ma siamo ormai quasi in game over - un patrimonio cospicuo, che tra l'altro ci poteva dare la possibilità… abbiamo 2457 cespiti che ci sono stati assegnati come patrimonio già dall'articolo 14 dello Statuto, per non parlare di tutte le leggi che si sono susseguite, per non parlare del sogno che abbiamo gran parte di noi di continuare ad avere anche parti del demanio nazionale di cui vorremmo ovviamente entrare in possesso, guarda caso in particolare quello militare. Allora, io credo che sicuramente stiamo dando un piccolo contributo alla causa, però è una partita che io personalmente ritengo alquanto squilibrata; quindi, per quanto ci riguarda, io ho condiviso le preoccupazioni dei colleghi della Commissione Terza, così come credo che le abbia condivise il presidente Lotto e la Commissione Quinta, e meno male che siamo riusciti a inserire nella norma quelle casistiche, le fattispecie ai punti di esclusione. Non so se risolveremo in particolare i problemi più annosi delle proprietà Laore nei Comuni della Sardegna, spero solo che possa essere almeno un contributo, un piccolo aiuto ai nostri amici sindaci e agli enti locali in generale.
Quindi, Presidente, noi avremmo voluto votare una proposta complessiva, che ci avrebbe concesso non solo di mettere in ordine il patrimonio regionale ma, assessore Erriu, probabilmente ci avrebbe anche consentito di fare cassa diversamente. Ricordo bene, come se fosse oggi, il primo giorno che l'assessore Paci ci presentò un'entrata irrealizzabile in ordine alla valutazione finanziaria della vendita del patrimonio regionale, gli dicemmo da subito che bisognava agire diversamente sul patrimonio e soprattutto su ciò che volevamo alienare, con delle regole precise e delle condizioni chiare, ecco, quello sarebbe stato da subito il procedimento da seguire, magari anche ovviamente di concerto tra i due Assessorati perché credo che avere qualche entrata di carattere patrimoniale non avrebbe di certo inficiato il nostro bilancio, anzi sarebbe stata un'entrata di qualità, invece ancora oggi non riusciamo a vendere gli immobili se non proprio piccole quote. Credo che questo ora potrà servire forse ai posteri, perché magari i prossimi che arriveranno prenderanno da subito in esame il patrimonio regionale, e lo dico anche perché le fattispecie sono talmente variegate e talmente complesse che non è una materia da esaminare in breve tempo e di poco conto. Quindi oggi Forza Italia non può votare a favore di una legge, che non considera neanche una legge la considera semplicemente uno strumento perché fondamentalmente gran parte è gestionale, quindi la nostra sarà un'astensione augurandoci che chi avrà più tempo di noi possa agire da prima e meglio.
ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ho sentito nel dibattito una discussione realistica sulla necessità di porre mano alla materia della gestione e della valorizzazione del patrimonio regionale che da qualche anno a questa parte si è nettamente incrementato a seguito del trasferimento dei beni ex Laore, ma non solo, ci sono i beni ferroviari, ci sono i beni ceduti dal demanio dello Stato sulla base dell'articolo 14, il che ha posto gli uffici del demanio e patrimonio della Regione di fronte ad adempimenti di enorme rilevanza, ci sono problemi di accatastamento e c'è il problema di cui parliamo della regolarizzazione di moltissimi di questi immobili che sono stati trasferiti alla Regione in uno stato di fatto che è irregolare. Quindi, la necessità di una sanatoria è nelle cose, questa sanatoria riguarda moltissime fattispecie, centinaia di fattispecie che sono state oggetto di analisi e di censimento, ma tutto questo naturalmente deve essere portato avanti con un lavoro ancora più dettagliato. E' evidente che risolvere la questione seguendo la via giudiziaria, e quindi con centinaia di richieste di decreti di sfratto, sarebbe un approccio che non porta da nessuna parte e che introduce delle modalità di approccio particolarmente problematiche e critiche, anche in ordine alla durata.
Questo è lo stato dell'arte che ha consentito ai nostri uffici di approcciare la materia. Abbiamo predisposto un disegno di legge generale in materia di gestione e valorizzazione del patrimonio che verrà approvato dalla Giunta la settimana prossima e verrà consegnato a questo Consiglio, dove ci sono tutte le soluzioni alle questioni generali che sono state poste; questa leggina, questa legge di un articolo consente di intervenire in modo mirato, chirurgico, su una questione che riguarda gli immobili provenienti dal patrimonio dell'agenzia Laore, mette al sicuro e al riparo da eventuali forme di speculazione, lascia aperta la possibilità col disegno di legge generale di affrontare la questione come è giusto che sia fatto in termini generali, perché ci sono tematiche legate alla acquisizione dei contratti passivi, ai piani e programmi di alienazione e valorizzazione, al tema delle permute dei fondi immobiliari, il tema delle cessioni dei trasferimenti, delle concessioni e delle locazioni, e così via. Abbiamo predisposto un testo organico che verrà messo nella disponibilità del Consiglio, nelle more di questo la legge che qui si propone alla vostra attenzione e approvazione è una legge che può consentire di risolvere una parte abbastanza rilevante di immobili, e quindi di portarci avanti con il lavoro. In questo senso il giudizio della Giunta è assolutamente positivo, siamo perfettamente consapevoli che si tratta di un intervento parziale che non risolve tutti quanti i problemi, ma va nella giusta direzione e ci consente di intervenire con un lavoro già sgrossato che ci porta comunque nella direzione giusta, nella stessa direzione in cui, come vedremo, alcuni utili emendamenti possono consentire un ulteriore miglioramento del testo.
SOLINAS ANTONIO (PD). Io volevo parlare in discussione generale, ne approfitto per fare una dichiarazione di voto, intanto per esprimere il favorevole, perché è vero che non siamo all'inizio della legislatura, onorevole Zedda, però ci stiamo mettendo mano ed è una cosa che ormai dura da decenni. Rispondendo al collega Rubiu, mi è sembrato di capire che non fosse d'accordo sulla proposta di legge che è in discussione, perché si è talmente appeso sugli specchi che è una cosa davvero impossibile da capire. Ha concentrato il suo intervento tutto su una serie di inesattezze, dicendo che non si poteva discutere perché non c'era l'Assessore all'agricoltura, dovrebbe sapere il collega Rubiu, che da qualche decennio ormai la competenza sugli immobili dell'Amministrazione regionale, e quindi anche quello delle agenzie, non è più di competenza delle singole agenzie o dei singoli assessorati ma dell'Assessorato al Patrimonio rappresentato in Aula dall'Assessore al patrimonio e agli enti locali.
Io credo che sia opportuno approvare questo testo di legge sapendo che comunque non è completo e che sarà opportuno più avanti magari ritornare su alcuni immobili che oggi vengono esclusi dalla "virgolette" sanatoria, perché ci sono immobili che vengono occupati da decenni da cittadini sardi che regolarmente pagano l'affitto e che non possono essere più considerati abusivi.
TENDAS GIANMARIO (PD). Anche io molto brevemente per alcune considerazioni e riflessioni oltre che per preannunciare già da adesso il voto favorevole. Io credo, così come peraltro ha evidenziato molto bene l'Assessore, che questa leggina, visto che di fatto si tratta solo di un articolo, consente di pervenire alla regolarizzazione contrattuale di un ingente numero di stabili. Poi nello specifico è stato il Capogruppo a evidenziare che di fatto rispetto, diciamo così, a un numero eccessivamente ampio, ovvero ai 1187 immobili che sono in capo alla Regione, questo consente di affrontare un terzo circa di questo patrimonio ovverosia quelle 437 abitazioni provenienti dal patrimonio dall'agenzia Laore, peraltro anche ben individuati dal punto di vista territoriale, tenuto conto che si tratta di immobili che sono ubicati in zona di riforma agraria e peraltro abbiamo anche specificato in maniera chiara utilizzati a fini abitativi. Quindi c'è, diciamo così, un contesto anche molto preciso di quello che sarà il settore di intervento.
La cosa che a me preoccupa per la quale poi successivamente presenteremo proprio assieme ad alcuni colleghi, tra i quali anche il relatore della legge Lotto, ci saranno due emendamenti nei quali cerchiamo di fare in modo che l'estensione temporale nella quale affrontare e risolvere questa partita, vista la complessità e la delicatezza, sia un tantino ampliata rispetto alla proposta esitata dalla Commissione. Quindi già in questa fase era giusto per preannunciare che l'obiettivo è quello di allungare un tantino i tempi e avere la possibilità che questa partita venga gestita in maniera seria e affrontata tenuto conto anche delle difficoltà che in alcune realtà purtroppo sono presenti e che peraltro la stessa minoranza ha evidenziato in modo particolare, mi riferisco alle considerazioni e riflessioni che faceva il collega Truzzu, per la realtà di Arborea.
PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Deriu.
MELONI VALERIO (PD). Grazie Presidente, per annunciare il mio voto d'astensione riferito a una legge che muove sicuramente da buone intenzioni che sono quelle di riordinare un comparto per troppi anni trascurato, un settore che vale tantissimo dal punto di vista economico anche dal punto di vista culturale, ma che si limita in questo provvedimento di legge ad analizzarne sono un segmento trascurando tutta un'altra serie di fattispecie che meritavano invece di essere ricomprese in un ragionamento più generale. Con questo sistema si crea sicuramente un discrimine, si crea una disparità, si crea un'attesa rispetto a coloro che vengono lasciati fuori e sicuramente da un punto di vista politico non è appagante. Noi tutti siamo portatori di interessi qui dentro, di interessi politici, ovviamente, legittimi esercitiamo la nostra funzione provando ad ascoltare i richiami che provengono dall'esterno, quelli legittimi ovviamente. Io qua non mi sento per l'appunto di condividere pienamente, anche se ne comprendo le intenzioni, di condividere questo disegno di legge così come viene proposto. Taglia fuori troppe situazioni, crea scontento, io credo che questa materia andasse trattata complessivamente. Ovviamente sono a conoscenza del fatto che l'assessore Erriu intende portare in Giunta un provvedimento che prevede l'alienazione dei beni del demanio e però questa è una sanatoria quella non sarà una sanatoria, quella sarà la possibilità che avranno tutti di concorrere. Io credo che la cosa andava trattata parimenti, grazie.
TEDDE MARCO (FI). La montagna sta rischiando di partorire un topolino, e davanti a una considerazione di questo tipo credo che sia difficile votare a favore. Credo che questa situazione complessiva di detenzione di immobili di proprietà della Regione in capo a terzi, io parlerei di detenzione poi non di occupazione abusiva, non so se ci siano casi di occupazione abusiva che è iniziata come occupazione abusiva, ci son delle detenzioni relative a contratti o a concessioni che sono scaduti, se poi ci sono occupazioni abusive, così come qualcuno ha sottolineato, è evidente che queste occupazioni abusive non possono rientrare nel paradigma della regolarizzazione, se sono occupazioni abusive. Se ci sono delle tensioni che si perpetuano dopo la scadenza della concessione o dopo la scadenza del termine contrattuale sono delle detenzioni che noi dobbiamo trattare come tali, perché diversamente si andrebbe a regolarizzare delle situazioni di illegittimità o di illiceità che non meritano tutela da parte dell'ordinamento e che non meritano tutela da parte di questo Consiglio regionale.
Comunque detto questo, io credo che sia profondamente ingiusto, profondamente ingiusto trattare situazioni analoghe in modo differente. Ho sentito il collega Tendas poc'anzi che parlava di voglia di affrontare seriamente il problema successivamente, e questo sta a significare che oggi non lo stiamo affrontando seriamente. Se noi soltanto successivamente vogliamo affrontare il problema seriamente ovviamente oggi non stiamo affrontando il problema così come dovremmo farlo, così come l'Assemblea legislativa sarda dovrebbe fare. E questo sicuramente non è il massimo per la massima assise rappresentativa dei sardi, i problemi, le questioni si affrontano sempre seriamente, situazioni analoghe debbono essere trattate in modo pari, situazioni differenti debbono essere trattati in modo differente e così non stiamo facendo, stiamo escludendo tante fattispecie analoghe che evidentemente non sono nelle intenzioni della volontà politica della maggioranza, per motivi anche politicamente accettabili e legittimi, però io credo che sia un errore. Io credo che noi avremmo dovuto, che voi avreste dovuto, fare uno sforzo differente e ulteriore per perequare tutti gli immobili regionali inserendoli in una cornice di regolarizzazione…
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì grazie, abbiamo già fatto poc'anzi delle valutazioni sui termini del fatto che la presentazione di proposte di legge che paventino il rischio di non equità non va bene, se solo sorgesse il dubbio a uno dei colleghi Consiglieri non perché esso appartenga alla minoranza consiliare meriterebbe già una preoccupazione, perché quella equità non viene certamente ristabilita in sede di votazione. Se poi quel dubbio legittimo è sollevato non più da colleghi della minoranza, ma addirittura da colleghi della maggioranza, io credo che abbiate il diritto voi, uomini della maggioranza consiliare, di interrogarvi, e soprattutto di verificare se quelle condizioni di equità sono state rispettosamente mantenute, sono state valutate ed evidenziate, cosa che evidentemente non esiste, perché se quel collega poc'anzi si è espresso in quel modo è evidente che sente puzza di bruciato, è evidente che quell'equità alla quale ci dobbiamo rifare ogni volta che assumiamo una votazione nella quale esprimiamo la nostra personale posizione deve avere il principio dell'equità. Se poi in mezzo alla legge sono tanti i punti che fanno sorgere dubbi, non ultimo quello che è stato più volte definito un autentico colpo di spugna rispetto a situazioni contingenti, credo che sia legittimo interrogarsi e dare naturalmente una svolta ad un intervento legislativo di questo genere. Ma pensate voi che al punto c), quando si richiama il fatto che non debbano esistere contenziosi col sistema Regione, noi stiamo dicendo di fatto che se malauguratamente il soggetto che dovesse acquisire al suo personale patrimonio un ex patrimonio regionale dove ha contenziosi col demanio, con l'amministrazione comunale, o con altri enti che agiscono in funzione di erogatori di servizi pubblici, cito da Abbanoa all'ENEL, non fa niente, scusate, ci siamo sbagliati, in quel caso sono dei contenziosi che nulla hanno a che fare con un sistema di equità. Ma perché dobbiamo portare avanti un tipo di proposta legislativa che si scontra pesantemente con la realtà dei fatti, che fa sorgere dubbi solo anche per quei cinque anni che sono davvero poca cosa, in cui si occupa e si insiste su un edificio che evidentemente non appartiene alla memoria di chi lo ha avviato e gestito quando gli è stato concesso in lontani anni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis per dichiarazione di voto.
LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia). Fermatevi prima che sia troppo tardi. Dopo tanto brusio, qualcuno si sveglia. L'intervento che ha fatto il collega Crisponi è del tutto condivisibile, badate bene, perché nel momento in cui ancora una volta, ancora una volta questa assemblea legislativa si assume la responsabilità di creare compartimenti stagni all'interno di situazioni analoghe è un secondo precedente grave, soprattutto all'interno della stessa giornata, perché dire che alcuni possono avere corsie preferenziali con una norma di legge che viene approvata solo per loro, mentre altri devono attendere forse le calende greche per vedere soddisfatti o meno quelle che potrebbero essere le proprie esigenze, noi a questo punto riconfermiamo quello che più volte dalla minoranza durante questa discussione abbiamo proposto, e cioè fermatevi prima che sia troppo tardi, rivediamo questa proposta di legge in Commissione, cerchiamo di capire se per tutte le categorie coinvolte ci può essere una risposta che eviti appunto una nuova guerra tra poveri, perché di fatto di questo stiamo parlando, cioè tutti o non tutti devono avere il diritto di provare a vedere realizzate quelle che possono essere le loro esigenze. Non condividiamo pertanto questo modus operandi, questa prova di forza che di fatto oggi si tenta di far passare in quest'aula, non la condividiamo nel momento in cui anche da parte della maggioranza arrivano significative richieste di fermarsi e richieste di riflessione. Riflettiamoci tutti insieme, riproviamo a discuterne in Commissione, evitiamo di creare disparità tra coloro i quali appunto, come dicevo prima, in egual misura e in egual modo potrebbero essere soddisfatti da una proposta legislativa che ricomprenda tutte le esigenze di chi ne è portatore, grazie.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per confermare, dichiarare il mio voto contrario a questa legge, perché come abbiamo già accennato nei precedenti interventi va a premiare una categoria di persone che, per un motivo o per un altro, per necessità o per diletto, hanno occupato un bene immobile di proprietà della Regione, e quando nell'articolo 1 si dice: "La Regione è autorizzata a regolarizzare una tantum la posizione di coloro che occupano gli immobili", è una cosa sconcertante, la Regione autorizza chi occupa un immobile, che fa le rapine in banca, la Regione autorizza chi sfonda le macchine, la Regione autorizza tutto quello che ritiene giusto autorizzare per chi commette un reato. È una situazione di una gravità inaudita, è una situazione che ha del paradossale, ed è curioso che poi al punto 6 si dica: "in caso di mancato versamento delle somme dovute entro il termine assegnato, il soggetto occupante perde automaticamente ogni legittimazione ed è obbligato a lasciare l'immobile". Ma come, non riuscite a chiedere all'abusivo di uscire dall'immobile e però, nel momento in cui non paga, l'obbligate a lasciare l'immobile? Ma con quali sistemi? In base a quali leggi? Perché se la Regione ha titolo per mandare via chi oggi occupa un bene del demanio regionale, ha titolo anche per chiedere un vero contratto, ma soprattutto tutti quelli che hanno partecipato ai bandi di gara per ottenere un bene immobile, comprese le abitazioni, oggi come si sentiranno? Chi è rimasto escluso, famiglie che oggi si ritrovano senza casa perché al bando sono arrivate magari all'ultimo posto, come si trovano? Perché probabilmente sono quelle persone che dicono: "Oggi forse avremmo fatto bene anche noi a recarci presso le abitazioni di AREA, sfondare il portoncino, entrare dalla finestra, perché tanto la Regione provvede per legge a creare una sanatoria. Io ritengo che questa sia una legge vergogna, ed è sconcertante che il Consiglio regionale approvi una legge di questo genere.
LOTTO LUIGI (PD). Velocissimamente due parole, innanzitutto per ringraziare la collega Alessandra Zedda, perché ha fatto un ragionamento facendo riferimento al suo comportamento e alle sue posizioni sostenute in Commissione estremamente corrispondente al vero. Quando è arrivata la prima proposta di legge non era una proposta di legge che limitava determinati e ben definiti ambiti, e lei come altri hanno chiesto maggiore chiarezza. Poi ovviamente non era facile risolvere per l'intero sistema a cui sta lavorando giustamente l'Assessore la problematica, però la stiamo risolvendo per una categoria di persone che io mi permetto di mettere in evidenza, sono delle famiglie prima di tutto che sono residenti in queste case, che hanno avuto per gran parte assegnazioni non rinnovate, quindi inizialmente con regolare contratto d'affitto e poi di fatto non hanno avuto il rinnovo. Oppure qualcuno che può anche avere, vent'anni fa, venticinque, trent'anni fa, occupato abusivamente e poi ha regolarmente pagato per tanti anni questo affitto, però è sempre senza titolo. Ecco perché non possiamo nemmeno parlare soltanto di detentori, perché tireremmo fuori queste persone. Io vorrei ricordare che questo Consiglio regionale negli anni scorsi ha più volte regolarizzato la situazione di famiglie che hanno nel patrimonio di AREA occupato abusivamente delle case e poi di fatto sono stati messi dopo 10, 15 anni in condizioni di essere regolarizzati. Noi non stiamo facendo questa cosa, noi stiamo facendo una cosa che riguarda principalmente delle famiglie che hanno quelle stesse caratteristiche di reddito, perché quel famoso riferimento a tre volte tanto il limite per la possibilità di avere le case popolari si riferisce al fatto che se uno sta in una casa popolare e ha un reddito tre volte superiore al limite previsto per l'assegnazione deve lasciare quella casa; noi stiamo riferendoci a delle famiglie che hanno queste caratteristiche, quindi non stiamo facendo nessunissima speculazione, non stiamo parlando di seconde case, stiamo parlando di case di prima abitazione, stiamo risolvendo un pezzettino piccolissimo, badate, io non mi illudo che stiamo risolvendo tantissime cose, però per 400 famiglie che stanno in queste case e che rischiano, perché sono la gran parte da 50, 60 anni, di morirsene senza aver avuto la possibilità di regolarizzarla, a mio parere, anche se non riguarda tantissime persone, stiamo facendo un'opera buona, non è un'opera complessiva ed esaustiva, però almeno per questi stiamo facendo un passaggio giusto, e credo che faremmo bene a farcene carico tutti. Io ci metto la faccia, sono convinto che stiamo facendo una cosa giusta, e ritengo che, come la maggioranza, anche la minoranza, che ha dato un contributo alla discussione…
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Mah, io ho sentito con interesse quello che diceva l'onorevole Lotto, e siccome lo reputo un uomo probo e certamente affidabile, non riesco a capire come mai questo accanimento per trovare una soluzione a tutti i costi per questo tema che abbiamo in discussione. Un tema che abbiamo già affrontato in Commissione terza, e aveva qualche residuo grave da verificare, ma quello che a me viene oggi, è pensare che questo Consiglio regionale si sta occupando di una cosa impropria, cioè noi stiamo sanando le deficienze dei funzionari e dei dirigenti di Laore, coloro i quali non hanno posto nessuna condizione per chiedere o ripetere quello che è dovuto come occupazione di una casa, se gliela lasci in affitto, verificare se e perché è stata occupata, e da chi è stata occupata, e se non fosse stato il caso di verificare attraverso una graduatoria quali fossero i meritevoli di una simile (…). Ora io mi chiedo; è morale che noi facciamo questo? Vi lascio l'interrogativo almeno. Io credo che non sia morale, anche perché molti stanno di fronte al mare in una casa occupata, e magari ciascuno di noi vorrebbe averla ma non ce l'ha perché non è andato a sfondare la casa altrui e prendersene possesso. Io credo che bisogna incominciare a ragionare, e pensare se uno ha anche la necessità di averla, ma perché deve coltivare il fazzoletto di terra, l'azienda, quello che vuoi, posso anche capirlo, ma devo verificare situazione per situazione. Comunque sia noi stiamo facendo una cosa grave, cioè il Consiglio regionale, come Istituzione, sta sanando una cosa non dovuta da parte di chi invece doveva operare in quella direzione.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Mah, Presidente, noi rinnoviamo ovviamente il nostro voto di astensione, anche perché io ho la necessità… alcuni percorsi non mi sono chiari, l'ho detto prima in ordine alle procedure amministrative, ma dico anche, Assessore, che le nostre perplessità stanno anche in alcuni atteggiamenti e fatti che io vorrei anche verificare. Le faccio un esempio; mi risulta… mi risulterebbe che addirittura Laore abbia costruito in terreni privati, ci siano delle proprietà in terreni privati, cioè, anche questa casistica io credo che potremmo verificarla, e questo a dire che comunque la legge è complessa, e quindi, onorevole Lotto, vorremmo tanto approvarla, ma, veramente, il massimo che noi possiamo fare è astenerci, proprio perché vogliamo essere oculati in questo tipo di politica, e all'Assessore chiedo di verificare anche, da qui alla fine della legislatura, se esistono queste fattispecie un po' anomale, se corrisponde al vero, perché comunque, ripeto, noi abbiamo tentato di verificare, però ad oggi non abbiamo definito la nostra indagine.
Passiamo all'esame dell'articolo 1, a cui sono stati presentati degli emendamenti.
Regolarizzazione dell'occupazione di immobili provenienti dal patrimonio dell'Agenzia LAORE
1. La Regione è autorizzata a regolarizzare, una tantum, la posizione di coloro che occupano gli immobili provenienti dal patrimonio dell'Agenzia LAORE Sardegna, ubicati in zone di riforma agraria, utilizzati a fini abitativi, con titolo scaduto o senza titolo, nei limiti e alle condizioni indicate nel presente articolo .
b) che non hanno giudizi, pendenti o definiti, con la Regione autonoma della Sardegna o con gli enti del sistema Regione di cui al comma 2 bis dell'articolo 1 della legge regionale 13 novembre 1988, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione) in conseguenza dell'occupazione dell'immobile;
3) sono in regola con il pagamento delle somme dovute alla Regione a titolo di risarcimento per occupazione dell'immobile o dei canoni dovuti all'agenzia LAORE sino al 31 dicembre 2015, a conclusione della procedura di cui al comma 4.
3 La domanda di regolarizzazione di cui al comma 1 è presentata, a pena decadenza, entro centottanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, all'Assessorato regionale competente in materia di demanio e patrimonio, corredata della documentazione attestante la sussistenza dei requisiti previsti al comma 2 e l'impegno alla corresponsione delle somme di cui alla lettera c), punto 3).
b) il canone di locazione successivo alla regolarizzazione di cui alla presente legge che deve essere mensilmente versato, calcolato secondo i valori di mercato.
5. I soggetti aventi titolo, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione dell'Assessorato di cui al comma 4, dichiarano, per iscritto in carta libera, se intendono avvalersi della facoltà loro riconosciuta allegando, in caso positivo, copia del versamento, delle somme dovute a titolo di arretrati.
6. In caso di mancato versamento delle somme dovute entro il termine assegnato, il soggetto occupante perde, automaticamente, ogni legittimazione ed è obbligato a lasciare libero l'immobile.
c) agli immobili dichiarati di interesse culturale ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e per i quali la competente Sovrintendenza non abbia rilasciato la prescritta autorizzazione ex articolo 57 bis del citato Codice dei beni culturali;
f) agli immobili di particolare rilevanza economico-produttiva e turistica.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Sull'emendamento numero 1 il parere è contrario, sul numero 2 contrario, sul numero 3 contrario, sul numero 4 contrario, sul numero 5 contrario, sul numero 6 contrario, sul numero 7 contrario, sul numero 8 contrario, sul numero 9 contrario, sul numero 14 contrario, sul numero 15 contrario, sul numero 16 contrario, sul numero 17 contrario, sul numero 18 contrario, sul numero 19 contrario, sul numero 22 contrario, sul numero 24 contrario, sul numero 25 contrario, sul numero 26 contrario, sul numero 27 contrario, sul numero 29 contrario, sul numero 30 contrario, sul numero 31 contrario, sul numero 10 contrario, sul numero 11 contrario, sul numero 12 contrario, sul numero 13 contrario, sul numero 36 favorevole, sul numero 37 favorevole, sul numero 20 contrario, sul numero 23 contrario, il numero 34 è inammissibile, sul numero 35 c'è invito al ritiro, sul numero 21 contrario, il numero 38 siccome è mio lo ritiro, quindi lo consideri già ritirato, il numero 28 è inammissibile, sul numero 32 contrario, il numero 33 mi sembra di aver sentito inammissibile.
ERRIU CHRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme.
PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 1, parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 3.
TEDDE MARCO (FI). Stiamo entrando nel cuore dell'articolato, siamo nel comma primo dell'articolo 1, laddove iniziamo o iniziate, ancor meglio, a individuare la platea dei destinatari di questo provvedimento legislativo. Il nostro emendamento propone di sopprimere il passaggio che sottolinea la destinazione di questa norma solo esclusivamente a favore di coloro che detengono a fini abitativi. Così come abbiamo già avuto modo di sostenere, noi riteniamo che questo sia un errore, un errore madornale, è una sperequazione che non avrebbe dovuto trovare l'ingresso in quest'Aula, che poi viene in qualche modo qualificato o squalificato ulteriormente dal passaggio successivo, laddove si parla di titolo scaduto o senza titolo. Se il titolo è scaduto il titolo non c'è, quindi siamo sempre in situazioni di assenza di titolo. Io credo che una dizione di questo tipo in una legge regionale debba essere riqualificata in qualche modo, perché poi le leggi rimangono, i consiglieri regionali passano, però la gente ricorda questo Consiglio regionale che parla di titolo scaduto o di assenza di titolo come se il titolo scaduto rappresentasse comunque un titolo esistente e così non è: titolo scaduto è senza titolo e basta! Quindi credo che anche qui una mano sulla coscienza ve la dobbiate mettere. Ovviamente il voto sull'emendamento è positivo.
Metto in votazione, con votazione palese, l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 10.
TEDDE MARCO (FI). Questo emendamento propone di normalizzare alcune accezioni negative che sono contenute in questa proposta e secondo noi non si deve parlare di occupazione, che comunque evoca un atteggiamento psicologico differente rispetto a quello della detenzione, si deve parlare invece di detenzione, detiene chi riconosce comunque la … del bene ed è questa la situazione che in qualche modo deve essere regolarizzata, cioè bisogna normalizzare o regolarizzare le situazioni di detenzione che derivano da precedenti concessioni a precedenti titoli e non bisogna invece regolarizzare le occupazioni abusive, come diceva qualcuno, cioè quelle occupazioni che hanno in sé un elemento psicologico che punta a sostituire il proprietario. Questo è lo spirito dell'emendamento, io credo che meriti accoglimento perché si dà una parvenza di tecnica normativa e legislativa coerente col nostro ordinamento.
LOTTO LUIGI (PD), relatore. Per chiarire riguardo a questo aspetto abbastanza delicato che ha toccato il collega Tedde che noi non possiamo utilizzare la parola detenzione che presuppone un contratto di locazione anche se è scaduto e la gran parte dei casi rientrano in questa fattispecie, però che ci possono essere anche dei casi di abitazioni occupate abusivamente venti, trent'anni fa quarant'anni fa e magari anche oggetto di pagamento degli affitti, come dicevo prima, da parte di questi signori nei confronti di LAORE e che però restano comunque senza titolo. Io credo che abbiano diritto, come l'hanno avuto tantissime altre famiglie di questo tipo, ad essere messi in condizione di avere un normale contratto di affitto. Ovviamente la legge dice anche al comma 2 lettera b) che non devono avere giudizi pendenti o definiti con la Regione autonoma della Sardegna o con gli enti del sistema Regione, in conseguenza dell'occupazione di quell'immobile. Quindi è abbastanza chiara la norma che evita che chi ha commesso illeciti e in funzione di questo è stato sottoposto anche a un rapporto con la Regione con dei giudizi che sono definiti o pendenti, a quel punto non può rientrare in questa normativa.
Metto in votazione l'emendamento numero 11 con il parere contrario della Commissione e della Giunta.
TEDDE MARCO (FI). Io credo che questa chiarezza che viene in qualche modo profilata dall'onorevole Lotto non ci sia per niente in questa legge. Io credo che ciò che noi vi abbiamo chiesto, cioè fermatevi un attimo, ritorniamo in Commissione, riflettiamo e sulla cornice all'interno della quale debbono essere inseriti questi beni e sui tecnicismi che debbono essere adoperati per definire queste situazioni, credo che quella proposta dovesse essere accolta. Onorevole Lotto, quando si parla in questo comma 2 di soggetti che hanno diritto alla regolarizzazione, che non hanno giudizi pendenti o definiti con la Regione autonoma della Sardegna, mi chiedo: ma che cosa volete dire, che non hanno giudizi pendenti o definiti? Allora pendenti potrebbero essere dei giudizi che alla fine del percorso processuale vedono l'occupante prevalere sulla Regione, definiti non si sa se sono definiti positivamente o negativamente per questi occupanti e voi volete andare avanti con questa legge. Ma vi rendete conto di cosa state approvando? Onorevole Lotto, lei non mi ha ascoltato, ma è meglio che lei mi ascolti perché veramente una volta approvata, questa legge rischia di diventare un mostro, di essere portata ad esempio di ciò che un'Assemblea legislativa non deve fare, quindi il giudizio pendente può essere giudizio pendente in cui c'è un diritto che probabilmente viene consacrato, giudizio definito può essere definito anche favorevolmente per l'occupante, quindi ci rifletta onorevole Lotto, non vada avanti come un carro armato approfittando della forza dei numeri perché poi rischiamo tutti di fare figure che non sono assolutamente coerenti con l'importanza di questa Assemblea legislativa. Leggetevele bene le cose.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 37. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 35. C'è un invito al ritiro, il consigliere Tendas lo ritira.
L'emendamento numero 38 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 32. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'articolo 1 bis.
1. La presentelegge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Volevo intervenire solo ed esclusivamente per far notare un'ulteriore défaillance nel contenuto. Adesso ha ragione il collega Tedde, la forza dei numeri vi consente tutto, ma non può consentire che da una lettura approfondita emerga che la beffa delle beffe, che il titolo che viene riconosciuto alla regolarizzazione non prevede nemmeno che, per come è scritto il testo, non prevede nemmeno che chi è titolare di casa non possa essere ammesso, o lui o i conviventi, all'accesso per la regolarizzazione. Non l'avete fatto, leggete bene il testo così come l'avete scritto dove fa un riferimento pericolosissimo, dove dice "solo ed esclusivamente che non hanno altro alloggio adeguato". Tutti voi avete un alloggio a Cagliari ma non è di vostra proprietà, di una abitazione che avrete da un'altra parte, eppure vi verrebbe tranquillamente consentita una regolarizzazione perché quell'alloggio che voi semplicemente avete ma non siete titolari non è chiaramente specificato. Fatevi almeno voi l'emendamento, mi rifiuto di fare l'emendamento però ho il diritto di ricordarvelo che c'è un abuso e anche in questi termini e ogni volta che vado a leggere un articolo mi accorgo che ci sono delle storture, fate molta attenzione perché ci sono delle dimenticanze gravissime.
LOTTO LUIGI (PD). Soltanto velocissimamente per ribadire che per quanto riguarda questo aspetto specifico, di concerto con gli uffici di LAORE che stanno trattando questa materia di gestione del patrimonio, da diversi anni stanno cercando di uscirne, per quanto riguarda questa tipologia si è fatto riferimento alle norme sull'edilizia economica popolare, il non possedimento di altre case altrove, si fa esclusivamente riferimento a questo ed è di fatto un modo per dare una mano a chi è davvero in difficoltà e non a chi vuole raddoppiare o triplicare le proprie case di proprietà.
TEDDE MARCO (FI). Non mi ripeterò e non ritornerò sui temi già trattati tranne che per un tema che mi sta molto a cuore, perché mi sta molto a cuore il fatto che questa Assemblea legislativa possa normare in modo quantomeno normale e ritorno sul punto dell'articolo 1 comma 2. Secondo questa proposta la regolarizzazione è consentita a favore di coloro che occupano l'immobile da cinque anni, punto b), che non hanno giudizi pendenti o definiti. Ciò sta a significare che voi state votando una legge che impedisce a chi ha vinto la causa, onorevole Lotto, a chi ha vinto la causa con la Regione o contro agenzie o contro altri soggetti che poi hanno trasferito i beni della Regione, ecco chi ha vinto la causa non potrà rendersi soggetto di una regolarizzazione perché non si fa così, non si scrive così una legge, siamo legislatori, Lotto, si fermi un attimo a riflettere invece di andare avanti come un carro armato, siamo legislatori ci rifletta, chi ha vinto la causa contro la Regione non potrà ottenere la regolarizzazione, voto contro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 434/A.
La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato martedì 24, alle ore 11.
La seduta è tolta alle ore 19 e 20.