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Timestamp: 2020-06-02 08:23:24+00:00
Document Index: 19179746

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 615', 'sentenza ', 'art. 615', 'art. 209', 'sentenza ', 'art. 209', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 209', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 209', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 91', 'sentenza ']

Opposizione cartella esattoriale - sanzione CdS - prescrizione quinquennale - legittimazione passiva
Giudice di Pace Catania - Sez. Prima -Sentenza 2434/12 del 09.07.2012
Non è consentito dall'art. 24 Cost. lasciare il contribuente assoggettato all'azione esecutiva del fisco per un tempo indeterminato e comunque, se corrispondente a quello ordinario di prescrizione, certamente eccessivo e irragionevole
Il Giudice di Pace di Catania, avv. Angela Patrizia Giuca,
nella causa civile iscritta al n.8412/11 R.G.,
avente ad oggetto opposizione ex art. 615 c.p.c. avverso intimazione di pagamento
L. A.,elettiva. Dom. in Catania in via Carmelo Patanè Romeo n. 28 presso lo studio dell'avv. Orazio Esposito, dal quale è rappresentato e difeso giusta procura a margine della comparsa di riassunzione
-opponente-
SE.RI.T. Sicilia spa - Servizio Riscossione Tributi -Agente della Riscossione per la Provincia di Catania, -opposta-
COMUNE CATANIA in persona del Sindaco in carica pro tempore
- opposto -
Conclusioni delle parti rassegnate all'udienza del 14 ottobre 211
- Per l'opponente la dr.ssa Debora Gandolfo, in sostituzione dell'avv. Orazio Esposito precisava le
conclusioni "..riportandosi integralmente all'atto introduttivo del presente giudizio, che si intende qui integralmente trasfuso".
Per l'opposta amministrazione comunale, il funzionario delegato Comm. S. Di S. precisava le conclusioni riportandosi integralmente alle richieste di cui in atti ed in comparsa.
Con comparsa di riassunzione notificata in data 19 e 20 aprile 2011, conseguente a sentenza dichiarativa di incompetenza territoriale emessa in data 24 gennaio 2011 dal Giudice di pace di Paternò, il signor L. A. conveniva in giudizio innanzi a questo Ufficio Giudiziario il Comune di Catania ed il Concessionario Serit Sicilia Spa opponendosi ex art. 615 cpc alla intimazione di pagamento notificatagli il 1 marzo 2010 n. 293_____ (e presupposta cartella di pagamento n. 293_______ notificata il 19.4.2005) per il recupero di sanzione amministrativa pecuniaria, maggiorazioni e spese conseguente a violazione del codice della strada elevata con verbale n. 0____ della Polizia Municipale in data 23 agosto 1999 denunciandone la illegittimità per asserita prescrizione del credito ex art. 209 cds.
Si costituivano ritualmente in giudizio entrambe le partfi convenute.
Il Comune eccepiva il proprio difetto di legittimazione passiva assumendo di avere tempestivamente trasmesso al Concessionario gli atti relativi al contesto contravvenzionale e che, pertanto, solo quest'ultimo era da ritenersi giusta parte nel procedimento in esame.
Il Concessionario eccepiva in prime cure il proprio difetto di legittimazione passiva; nel merito contestava la fondatezza del gravame chiedendone il rigetto, con vittoria di spese e compensi di lite ed in subordine con compensazione delle stesse, avendo il Concessionario avviato la procedura di riscossione nei termini dl legge.
Indi sulle conclusioni delle parti in epigrafe trascritte, la causa veniva posta in decisione all'udienza del 14 ottobre 2011.
Va respinta l'eccezione preliminare di carenza di legittimazione passiva sollevata in prime cure da entrambe le parti convenute.
Si richiama in proposito l'insegnamento del Supremo Collegio, in toto condivisibile, secondo cui nel
giudizio di opposizione a cartella esattoriale sussiste la concorrente legittimazione passiva dell'Ente impositore in quanto titolare della pretesa contestata e dell'esattore, quale soggetto dal quale proviene l'atto oggetto della opposizione. (v. ex multis Cass. Civ. Sez. I sentenza n.17936/2003, Cass. Civ. Sez. III, 9 aprile 2001, n.5277 Giust. Civ. Mass. 2001, 756).
Nel merito l'opposizione si palesa fondata essendo evidente che la pretesa creditoria posta in executivis dal Comune di Catania è estinta per il decorso del termine quinquennale di prescrizione previsto dall'art. 209 cds, termine decorrente dalla data dell'accertamento della infrazione.
Nel caso in esame, infatti, l'accertamento risale al 23 agosto 1999 ed il primo atto interruttivo
della prescrizione, per quel che emerge dagli atti prodotti dalle parti in causa, è costituito dalla
notif icazione della cartella opposta notif icata solo in data 19 aprile 2005. Non risultano compiuti
altri atti interruttivi della prescrizione nè può condividersi in proposito l'assunto del Concessionario circa la presunta efficacia di atto interruttivo della prescrizione prevista ex art. 28 L n. 689/1981 della iscrizione a ruolo della sanzione di cui trattasi avvenuta nella fattispecie nel 2003 dal quale, a seguito della consegna del ruolo al Concessionario, ricomincerebbe a decorrere un nuovo termine prescrizionale.
Non è superf luo ricordare che il Supremo Collegio ha più volte stabilito il principio secondo cui "in
materia di formazione e trasmissione di ruoli da parte del Prefetto, per la riscossione di somme dovute a titolo di sanzione amministrativa a seguito di violazioni al codice della strada, non è applicabile la decadenza prevista dall'art. 17 del D.p.r. 602/1973, ma solo la prescrizione quinquennale prevista sia dall'art. 209 codice della strada, relativamente alle sanzioni conseguenti alle infrazioni stradali, sia dall'art. 28 della L.689/1981, per le sanzioni in genere da illeciti amministrativi (Cass. Civ. sez. I , 17 novembre 2005, n. 23251).
Il decidente non condivide la tesi sostenuta da corrente dottrinaria, per vero minoritaria, secondo la quale il termine previsto dall'art. 28 L n. 689/81 e dall'art. 209 codice della strasda "correrebbe" esclusivamente per l'ente impositore sino alla conclusione del procedimento preordinato alla formazione del ruolo, con la conseguenza che una volta perfezionatosi tale procedimento, il tributo o la sanzione in esso iscritti perderebbero la loro autonomia ed sarebbe applicabile per la fase esecutiva l'ordinario termine di prescrizione.
Tale tesi - si assume - troverebbe conforto innanzitutto nella circostanza che in conseguenza della formazione del ruolo la titolarità del credito si differenzierebbe dalla titolarità dell'azione esecutiva; inoltre essa dovrebbe ritenersi fondata sul rilievo che nè la comunicazione di avvenuta iscrizione, nè l'avviso di mora, potrebbero ritenersi idonei ad interrompere la prescrizione del credito in quanto non provengono dal titolare del credito (Ente impositore) bensì dallo stesso concessionario, il quale, avuto in consegna il ruolo, non assume la veste di cessionario del credito ma quella di titolare ex lege dell'azione esecutiva e dunque non sarebbe soggetto a prescrizionale quinquennale.
Orbene, premesso che a norma dell'art. 27 della legge n.689/81, è l'autorità che ha emesso l'ordinanza-ingiunzione che, decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, "procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette, trasmettendo il ruolo all'intendenza di finanza che lo dà in carico all'esattore per la riscossione in unica soluzione,..." e che a norma ddovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui stata commessa la violazione. L'interruzione della prescrizione è regolata dalle norme del codice civile", appare evidente come in nessuna di tali disposizioni si rinviene spunto alcuno per configurare la pretesa dicotomia della titolarità del credito 8in capo all'ente creditore) in forza della quale quest'ultimo avrebbe titolo per avvalersi dei diversi ed ordinari termini di prescrizione.
Nè un argomento a favore di tale tesi può desumersi dalla presunta inidoneità degli atti emanati dal medesimo Concessionario ad acqusire efficacia interruttiva in quanto essi non provengono dall'Ente impositore.
Va ricordato in proposito l'insegnamento del Supremo Collegio secondo cui "l'atto di costituzione
in mora del debitore, per produrre i suoi effetti e, in particolare, l'effetto interruttivo della prescrizione, deve essere diretto al suo legittimo destinatario..." (Cass. Civ. sez. III, 13 giugno 2006, n. 13651) ed avere indubbiamente natura recettizia poichè "la mancata introduzione, nella sfera giuridica del destinatario dell'atto non consentirà in alcun modo a quest'ultimo di risultare funzionale alla produzione dell'effetto" (Cass. Civ. sez. I., n. 23251/05 cit.).
Null'altro viene richiesto.
Ed infine; l'applicabilità ai casi in esame del termine quinquennale di prescrizione si ricava da un'interpretazione della legge costituzionalmente orientata, in conformità a quanto affermato dallo stesso Giudice delle Leggi con la pronuncia n.280/2005, resa in materia strettamente fiscale.
In essa è stato in proposito affermato che non è consentito dall'art. 24 Cost. "lasciare il contribuente assoggettato all'azione esecutiva del fisco per un tempo indeterminato e comunque, se corrispondente a quello ordinario di prescrizione, certamente eccessivo e irragionevole"
Pertanto in accoglimento del gravame va disposto l'annullamento della cartella opposta per intervenuta prescrizione della pretesa creditoria iscritta a ruolo con la medesima.
Le spese del giudizio seguono il regime della giudiziale soccombenza.
II Giudice di Pace, definitivamente decidendo sulla opposizione proposta da L. A. con atto di citazione in riassunzione notificato il 19 e 20 aprile 2011 nei confronti della SE.Ri.T. Sicilia spa e del Comune di Catania, così statuisce:
- accoglie l'opposizione e per l'effetto annulla la intimazione di pagamento notif icata all'opponente il 1 marzo 2010 n. 293_______ e la presupposta cartella di pagamento n. 293_______ notificatagli il 19.4.2005.
- Letto l'art. 91 cpc condanna le parti convenute in solido tra loro al rimborso in favore dell'opponente delle spese del giudizio, che, liquida, complessivamente, in euro 437,00 di cui euro 37,00 per spese di contributo unificato, euro 200,00 per diritti ed euro 200,00 per onorari, oltre iva e c.p.a. nella misura di legge, ove dovute.
- Dichiara che la presente sentenza è immediatamente esecutiva ope legis.
Catania, 07 luglio 2012
Avv. Angela Patrizia Giuca
Depositato in cancelleria il 9 luglio 2012
Giudice di Pace Catania - Prima Sentenza 2434/12 del 09.07.2012