Source: https://www.ilpersonale.it/accesso-al-pubblico-impiego-le-eccezioni-al-concorso.html
Timestamp: 2020-08-13 14:21:06+00:00
Document Index: 171755283

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Tag: concorsi pubblico impiego
Risulta incostituzionale – per violazione degli artt. 3 e 97 Cost. – la legge della Regione Calabria (n. 14/2019) che stabilizza, senza concorso pubblico, i rapporti di lavoro dei giornalisti già impiegati, con contratto individuale per “chiamata diretta”, presso l’ufficio stampa del consiglio regionale. Infatti, il concorso pubblico, quale meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci, costituisce il metodo migliore per l’accesso alla Pubblica Amministrazione in condizioni d’imparzialità; valore, quest’ultimo, in relazione al quale il principio sancito dall’art. 97 Cost. impone che l’esame del merito sia indipendente da ogni considerazione connessa alle condizioni personali dei concorrenti (sentenza n. 1 del 1999). A confermarlo è la recente sentenza della Corte Costituzionale, datata 6 luglio 2020, n. 133.
Il concorso come forma generale di reclutamento per la PA
Il concorso pubblico costituisce, quindi, la forma generale e ordinaria di reclutamento per il pubblico impiego. È vero che il legislatore ordinario può contemplare deroghe rispetto alla regola generale del pubblico concorso. Tuttavia ciò deve avvenire entro i limiti derivanti dalla stessa esigenza di garantire il buon andamento dell’amministrazione (sentenza n. 477 del 1995), fermo il necessario vaglio di ragionevolezza (sentenza n. 34 del 2004) e la rigorosa delimitazione dell’area delle eccezioni al concorso (sentenza n. 7 del 2015). Tali deroghe, però, non possono trovare fondamento nella sola esigenza di stabilizzare il personale precario dell’amministrazione, in quanto non può assumere a tal fine rilevanza la sola tutela del (pur legittimo) affidamento dei lavoratori sulla continuità del rapporto (sentenze n. 205 e n. 81 del 2006); finalità questa che non è di per sé sola funzionale al buon andamento della pubblica amministrazione e non sottende straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificare le deroghe in questione (sentenza n. 110 del 2017).
L’applicazione del principio alle Regioni
>> IL TESTO DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE 6 LUGLIO 2020, n. 133.