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Timestamp: 2018-10-23 00:09:09+00:00
Document Index: 58951466

Matched Legal Cases: ['art.  64', 'art.  2', 'art.  8', 'art. 17', 'art. 87', 'art.  117', 'art. 17', 'art.  64', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 21', 'art.\n17', 'art. 355', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 59', 'art.\n13', 'art. 28', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 64', 'art. 2', 'art.  8', 'art.  117', 'art. 7', 'art.  3', 'art. 78', 'art.  10', 'art. 66', 'arte\n2', 'art.  53', 'art.\n6', 'art. 548']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009, n. 119 - Regolamento recante disposizioni per la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche ed educative statali, a norma dell'articolo 64, commi 2, 3 e 4 lettera e) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (09G0132) (GU n. 189 del 17-8-2009 | Geometra.info
<DIRETTIVA 2009/109/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 settembre 2009
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 29 luglio 2009>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009, n. 119 – Regolamento recante disposizioni per la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche ed educative statali, a norma dell’articolo 64, commi 2, 3 e 4 lettera e) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (09G0132) (GU n. 189 del 17-8-2009
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009, n. 119 - Regolamento recante disposizioni per la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche ed educative statali, a norma dell'articolo 64, commi 2, 3 e 4 lettera e) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (09G0132) (GU n. 189 del 17-8-2009 )
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009 , n. 119
Regolamento  recante disposizioni per la definizione dei criteri e
dei  parametri  per  la  determinazione della consistenza complessiva
degli  organici  del  personale  amministrativo tecnico ed ausiliario
(ATA)   delle   istituzioni   scolastiche   ed  educative  statali, a
norma dell’articolo  64,  commi 2, 3 e 4 lettera e) del decreto-legge
25  giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133. (09G0132)
Visto  l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e
Visto  l’articolo  64  del  decreto-legge  25  giugno 2008, n. 112,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133,
che,  ai commi 2, 3 e 4, lettera e), prevede la predisposizione di un
piano  programmatico  di  interventi  e misure finalizzati ad un piu’
razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad
una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico, nonche’,
nel  quadro  dei  predetti  obiettivi, la revisione dei criteri e dei
parametri  per la definizione delle dotazioni organiche del personale
amministrativo,   tecnico   ed  ausiliario  (ATA)  delle  istituzioni
scolastiche,  in  modo  da  conseguire,  nel  triennio  2009-2011, la
riduzione  complessiva  del  17  per cento della consistenza numerica
delle   dotazioni   organiche   determinate   per  l’anno  scolastico
2007/2008,  fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, commi 411
e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
Visto l’articolo 64, comma 4, del predetto decreto-legge n. 112 del
2008  convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, che
prevede,  per l’attuazione del piano programmatico, l’adozione di uno
o  piu’ regolamenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2 della legge 23
agosto  1988,  n.  400,  e  successive  modificazioni,  con  i  quali
procedere,  anche modificando le disposizioni legislative vigenti, ad
una  revisione  dell’attuale  assetto  ordinamentale, organizzativo e
didattico del sistema scolastico;
Visto    il    piano   programmatico   predisposto   dal   Ministro
Ministro  dell’economia e delle finanze, ai sensi del citato articolo
64,  comma  3,  del  decreto-legge  n.  112 del 2008, convertito, con
Visto  l’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, con il quale
e’  stata  disciplinata  l’attribuzione  della  autonomia didattica e
amministrativa alle istituzioni scolastiche;
Vista  la  legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008),
ed  in  particolare  l’articolo  2,  commi 411 e 412, per effetto dei
quali  la  consistenza numerica complessiva delle dotazioni organiche
del  personale  amministrativo,  tecnico ed ausiliario (A.T.A.) delle
istituzioni  scolastiche ed educative deve essere ridotta, rispetto a
quella  determinata  per  l’anno  scolastico 2007/2008 con il decreto
interministeriale  8 gennaio 2008, n. 3, in attuazione della legge 27
dicembre  2006,  n.  296 (legge finanziaria 2007), in ragione di 1000
posti  per  ciascuno  degli  anni  scolastici  2008-2009, 2009-2010 e
Visto l’articolo 40, comma 5, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
che  prevede  che  le  istituzioni scolastiche, anche consorziate fra
loro,  possano  deliberare  l’affidamento  in  appalto dei servizi di
pulizia  dei  locali scolastici e delle loro pertinenze, a condizione
che  si apporti una riduzione della dotazione organica di istituto in
misura tale da consentire la compensazione dei costi contrattuali;
Visto  il  decreto  ministeriale  10  agosto  2000, n. 201, recante
disposizioni  concernenti  i  criteri e i parametri di determinazione
degli  organici del personale A.T.A. delle istituzioni scolastiche ed
educative e successive modifiche ed integrazioni;
Visto  il  decreto  interministeriale  8  gennaio  2008 relativo ai
criteri   e  parametri  per  la  determinazione  degli  organici  del
personale  ATA  delle istituzioni scolastiche ed educative per l’anno
scolastico 2007-2008;
Visto il decreto interministeriale 21 novembre 2008, n. 97 relativo
alla  determinazione  degli  organici  del personale ATA del comparto
scuola   e   la  consistenza  della  dotazione  organica  per  l’anno
scolastico 2008-2009;
Visti   il  contratto  collettivo  nazionale  del  comparto  scuola
sottoscritto  il  29 novembre 2007 e la sequenza contrattuale siglata
il 25 luglio 2008;
adottata nella riunione del 20 febbraio 2009;
Sentita  la  Conferenza  unificata di cui al decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, nella seduta dell’8 aprile 2009;
Udito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 7 maggio 2009;
riunione del 28 maggio 2009;
della  ricerca,  di  concerto  con  i  Ministri dell’economia e delle
Oggetto del regolamento e consistenza complessiva
delle dotazioni organiche
1.  Il  presente  regolamento disciplina la revisione dei criteri e
dei  parametri  per  la  definizione  degli  organici  del  personale
amministrativo,  tecnico  ed  ausiliario  (A.T.A.)  delle istituzioni
scolastiche  ed  educative, ed e’ finalizzato al raggiungimento degli
obiettivi   di   razionalizzazione  stabiliti  dall’articolo  64  del
decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  8  agosto  2008,  n.  133  e dal piano programmatico di
interventi adottato ai sensi dei commi 3 e 4 del medesimo articolo.
2.  La  consistenza  numerica complessiva delle dotazioni organiche
del  personale  di  cui al comma 1 e’ definita a livello nazionale in
base  ai  criteri  previsti  dal  presente  regolamento  e  secondo i
parametri  di calcolo previsti dalle annesse tabelle 1, 2, 3/A, 3/B e
3/C.
3.  Per  ciascuno  degli  anni  scolastici  2009-2010,  2010-2011 e
2011-2012  le  dotazioni  regionali  sono  definite  con  decreto del
Ministro   dell’istruzione,   dell’universita’  e  della  ricerca  di
concerto  con  il  Ministro dell’economia e delle finanze, in modo da
realizzare complessivamente le riduzioni di cui all’articolo 2, commi
411  e  412,  della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria
2008)  e dell’articolo 64, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2008, n.
modificate  o  alle  quali  e’  operante il rinvio. Restano
–   Il   testo   dell’art.  64,  commi  2,  3  e  4  del
decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112, convertito dalla
legge  6  agosto  2008, n. 133 recante Disposizioni urgenti
per   lo   sviluppo   economico,   la  semplificazione,  la
la   perequazione  tributaria,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2008, n. 147, supplemento ordinario, e’
«Art.  64  (Disposizioni  in  materia  di organizzazione
scolastica). – (Omissis).
2.  Si  procede,  altresi’, alla revisione dei criteri e
dei  parametri  previsti per la definizione delle dotazioni
organiche   del   personale   amministrativo,   tecnico  ed
ausiliario  (ATA),  in  modo  da  conseguire,  nel triennio
2009-2011  una riduzione complessiva del 17 per cento della
consistenza  numerica  della dotazione organica determinata
per  l’anno  scolastico  2007/2008. Per ciascuno degli anni
considerati,  detto decremento non deve essere inferiore ad
un  terzo  della riduzione complessiva da conseguire, fermo
restando  quanto  disposto  dall’art.  2,  commi 411 e 412,
3.  Per  la  realizzazione  delle finalita’ previste dal
dell’universita’   e  della  ricerca  di  concerto  con  il
Ministro   dell’economia   e   delle  finanze,  sentita  la
Conferenza   unificata   di  cui  all’art.  8  del  decreto
legislativo  28  agosto  1997, n. 281 e previo parere delle
Commissioni  parlamentari  competenti  per materia e per le
conseguenze  di  carattere  finanziario,  predispone, entro
quarantacinque  giorni  dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto,  un  piano  programmatico  di interventi
risorse  umane  e strumentali disponibili, che conferiscano
4. Per l’attuazione del piano di cui al comma 3, con uno
o piu’ regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  del presente decreto ed in modo da
assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui
al  comma  3,  in  relazione  agli  interventi  annuali ivi
previsti,  ai  sensi  dell’art. 17, comma 2, della legge 23
dell’istruzione,   dell’universita’   e  della  ricerca  di
concerto  con  il  Ministro  dell’economia e delle finanze,
sentita  la  Conferenza  unificata di cui al citato decreto
legislativo  28  agosto  1997, n. 281, anche modificando le
disposizioni   legislative  vigenti,  si  provvede  ad  una
a)  razionalizzazione  ed  accorpamento delle classi di
concorso,  per  una maggiore flessibilita’ nell’impiego dei
b)  ridefinizione  dei  curricoli  vigenti  nei diversi
ordini  di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei
piani   di   studio   e  dei  relativi  quadri  orari,  con
particolare    riferimento    agli   istituti   tecnici   e
c)   revisione   dei  criteri  vigenti  in  materia  di
d)  rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica
della   scuola   primaria   ivi   compresa   la  formazione
e) revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la
determinazione della consistenza complessiva degli organici
del   personale   docente   ed   ATA,  finalizzata  ad  una
f)  ridefinizione  dell’assetto organizzativo-didattico
dei  centri  di  istruzione  per gli adulti, ivi compresi i
f-bis) definizione di criteri, tempi e modalita’ per la
determinazione     e     articolazione    dell’azione    di
nell’ambito   delle   risorse  disponibili  a  legislazione
vigente,   l’attivazione  di  servizi  qualificati  per  la
f-ter)  nel  caso  di  chiusura  o  accorpamento  degli
istituti  scolastici  aventi  sede  nei  piccoli comuni, lo
Stato,  le  regioni  e  gli  enti  locali possono prevedere
specifiche  misure  finalizzate  alla riduzione del disagio
L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
leggi  e  di  emanare  decreti  aventi  valore di legge e i
–  Il  testo  dell’art.  117  della  Costituzione  e’ il
«Art. 117. – La potesta’ legislativa e’ esercitata dallo
Stato  e  dalle  Regioni  nel  rispetto della Costituzione,
nonche’  dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario
Lo   Stato  ha  legislazione  esclusiva  nelle  seguenti
a)  politica  estera  e  rapporti  internazionali dello
Stato;  rapporti  dello Stato con l’Unione europea; diritto
di  asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
c)   rapporti   tra  la  Repubblica  e  le  confessioni
d)  difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
e)  moneta,  tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela   della   concorrenza;  sistema  valutario;  sistema
tributario  e  contabile  dello  Stato;  perequazione delle
f)  organi  dello  Stato  e  relative leggi elettorali;
g)  ordinamento  e  organizzazione amministrativa dello
h)  ordine  pubblico  e  sicurezza, ad esclusione della
l)   giurisdizione  e  norme  processuali;  ordinamento
m)   determinazione   dei   livelli   essenziali  delle
prestazioni  concernenti  i  diritti  civili  e sociali che
p)   legislazione   elettorale,  organi  di  governo  e
funzioni   fondamentali   di   comuni,  province  e  citta’
q)   dogane,   protezione   dei   confini  nazionali  e
dell’amministrazione  statale,  regionale  e  locale; opere
s)  tutela  dell’ambiente,  dell’ecosistema  e dei beni
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative
a:  rapporti  internazionali  e  con l’Unione europea delle
regioni;  commercio  con  l’estero;  tutela e sicurezza del
lavoro;  istruzione,  salva  l’autonomia  delle istituzioni
scolastiche  e  con  esclusione  della  istruzione  e della
formazione  professionale; professioni; ricerca scientifica
e  tecnologica  e  sostegno  all’innovazione  per i settori
sportivo;  protezione civile; governo del territorio; porti
e   aeroporti   civili;  grandi  reti  di  trasporto  e  di
navigazione;  ordinamento  della comunicazione; produzione,
trasporto    e    distribuzione   nazionale   dell’energia;
previdenza  complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci  pubblici  e coordinamento della finanza pubblica e
culturali;  casse  di  risparmio,  casse rurali, aziende di
credito  a carattere regionale; enti di credito fondiario e
legislazione  concorrente  spetta  alle Regioni la potesta’
legislativa,  salvo  che per la determinazione dei principi
Spetta   alle   regioni   la   potesta’  legislativa  in
riferimento  ad  ogni  materia  non espressamente riservata
Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e di
La   potesta’  regolamentare  spetta  allo  Stato  nelle
materie   di  legislazione  esclusiva,  salva  delega  alle
regioni.  La  potesta’ regolamentare spetta alle Regioni in
ogni  altra  materia.  I  comuni,  le  province e le citta’
metropolitane  hanno  potesta’ regolamentare in ordine alla
disciplina  dell’organizzazione  e  dello svolgimento delle
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce
la  piena  parita’  degli  uomini  e delle donne nella vita
sociale,  culturale ed economica e promuovono la parita’ di
accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
La  legge regionale ratifica le intese della regione con
altre  regioni  per  il  migliore  esercizio  delle proprie
Nelle   materie   di  sua  competenza  la  regione  puo’
interni   ad   altro   Stato,  nei  casi  e  con  le  forme
–  Il testo dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto
«Art. 17 (Regolamenti). – (Omissis).
–  Per  il  testo  dell’art.  64,  commi  2, 3, e 4, del
decreto-legge  25  giugno  2008, n. 112, si veda la nota al
–  Il  testo dei commi 411 e 412 dell’art. 2 della legge
24  dicembre  2007,  n.  244,  recante  Disposizioni per la
(legge finanziaria 2008), e’ il seguente:
«Art. 2. – (Omissis).
411.   Per   una  maggiore  qualificazione  dei  servizi
scolastici,   da  realizzare  anche  attraverso  misure  di
carattere strutturale, sono adottati i seguenti interventi:
a)   a  partire  dall’anno  scolastico  2008/2009,  per
l’istruzione  liceale, l’attivazione delle classi prime dei
corsi  sperimentali  passati  ad  ordinamento, ai sensi del
regolamento  di  cui al decreto del Ministro della pubblica
istruzione  26  giugno  2000,  n.  234, e’ subordinata alla
valutazione  della  congruenza dei quadri orari e dei piani
di studio con i vigenti ordinamenti nazionali;
b) il numero delle classi prime e di quelle iniziali di
ciclo   dell’istruzione  secondaria  di  secondo  grado  si
determina tenendo conto del numero complessivo degli alunni
iscritti, indipendentemente dai diversi indirizzi, corsi di
studio  e  sperimentazioni  passate  ad  ordinamento. Negli
istituti  in  cui sono presenti ordini o sezioni di diverso
tipo, le classi prime si determinano separatamente per ogni
ordine e tipo di sezione;
c)  il  secondo  periodo  del  comma  1 dell’art. 3 del
decreto-legge  3  luglio  2001,  n.  255,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  20  agosto  2001,  n. 333, e’
sostituito  dal  seguente:  «Incrementi  del  numero  delle
classi,   ove   necessario,  sono  disposti  dal  dirigente
scolastico interessato previa autorizzazione del competente
direttore generale regionale, secondo i parametri di cui al
decreto  del  Ministro  della pubblica istruzione 24 luglio
1998,  pubblicato  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 264 dell’11 novembre 1998»;
d)  l’assorbimento  del  personale  di  cui all’art. 1,
comma  609,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296, e’
completato entro il termine dell’anno scolastico 2009/2010,
e  la riconversione del suddetto personale e’ attuata anche
prescindendo  dal possesso dello specifico titolo di studio
richiesto  per il reclutamento del personale, tramite corsi
di specializzazione intensivi, compresi quelli di sostegno,
cui e’ obbligatorio partecipare.
412.  Le economie di spesa di cui all’art. 1, comma 620,
della  legge  27  dicembre  2006,  n. 296, da conseguire ai
sensi dei commi da 605 a 619 del medesimo articolo, nonche’
quelle  derivanti  dagli  interventi  di  cui al comma 411,
lettere  a), b), c) e d), sono complessivamente determinate
come  segue:  euro  535  milioni  per l’anno 2008, euro 897
milioni per l’anno 2009, euro 1.218 milioni per l’anno 2010
ed  euro  1.432 milioni a decorrere dall’anno 2011. Al fine
di  garantire  l’effettivo conseguimento degli obiettivi di
risparmio  relativi  agli  interventi  di cui al comma 411,
lettere  da  a)  a  d),  si  applica  la procedura prevista
dall’art. 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre
2006, n. 296.».
– Il testo dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59
recante  «Delega al Governo per il conferimento di funzioni
e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della
Pubblica   amministrazione   e   per   la   semplificazione
amministrativa», cosi’ recita:
«Art. 21. – 1. L’autonomia delle istituzioni scolastiche
e  degli  istituti  educativi  si inserisce nel processo di
realizzazione  della  autonomia  e  della  riorganizzazione
dell’intero  sistema formativo. Ai fini della realizzazione
della  autonomia  delle istituzioni scolastiche le funzioni
dell’Amministrazione  centrale  e periferica della pubblica
istruzione   in   materia   di  gestione  del  servizio  di
istruzione, fermi restando i livelli unitari e nazionali di
fruizione  del  diritto  allo  studio  nonche’ gli elementi
comuni all’intero sistema scolastico pubblico in materia di
gestione   e  programmazione  definiti  dallo  Stato,  sono
progressivamente  attribuite  alle istituzioni scolastiche,
attuando   a   tal   fine  anche  l’estensione  ai  circoli
didattici,  alle  scuole medie, alle scuole e agli istituti
di  istruzione  secondaria,  della  personalita’  giuridica
degli  istituti  tecnici  e  professionali e degli istituti
d’arte  ed  ampliando  l’autonomia  per  tutte le tipologie
degli  istituti  di  istruzione, anche in deroga alle norme
vigenti   in   materia  di  contabilita’  dello  Stato.  Le
disposizioni  del presente articolo si applicano anche agli
istituti  educativi,  tenuto  conto delle loro specificita’
ordinamentali.
2.  Ai  fini di quanto previsto nel comma 1, si provvede
con  uno  o piu’ regolamenti da adottare ai sensi dell’art.
17,  comma  2,  della  legge  23  agosto  1988, n. 400, nel
termine  di nove mesi dalla data di entrata in vigore della
presente  legge, sulla base dei criteri generali e principi
direttivi contenuti nei commi 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e 11 del
presente   articolo.   Sugli   schemi   di  regolamento  e’
acquisito, anche contemporaneamente al parere del Consiglio
di   Stato,   il   parere   delle   competenti  Commissioni
parlamentari.  Decorsi  sessanta  giorni dalla richiesta di
parere  alle  Commissioni,  i  regolamenti  possono  essere
comunque  emanati.  Con i regolamenti predetti sono dettate
disposizioni  per  armonizzare le norme di cui all’art. 355
del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile
1994, n. 297, con quelle della presente legge.
3.  I requisiti dimensionali ottimali per l’attribuzione
della   personalita’   giuridica   e   dell’autonomia  alle
istituzioni  scolastiche  di cui al comma 1, anche tra loro
unificate  nell’ottica  di  garantire  agli utenti una piu’
agevole  fruizione del servizio di istruzione, e le deroghe
dimensionali   in   relazione   a   particolari  situazioni
territoriali o ambientali sono individuati in rapporto alle
esigenze  e  alla  varieta’  delle situazioni locali e alla
tipologia    dei    settori    di    istruzione    compresi
nell’istituzione   scolastica.   Le   deroghe  dimensionali
saranno  automaticamente  concesse  nelle  province  il cui
territorio  e’  per  almeno  un  terzo  montano,  in cui le
condizioni   di  viabilita’  statale  e  provinciale  siano
disagevoli e in cui vi sia una dispersione e rarefazione di
insediamenti abitativi.
4.   La   personalita’   giuridica  e  l’autonomia  sono
attribuite alle istituzioni scolastiche di cui al comma 1 a
mano a mano che raggiungono i requisiti dimensionali di cui
al  comma  3 attraverso piani di dimensionamento della rete
scolastica,  e  comunque  non  oltre  il  31  dicembre 2000
contestualmente   alla   gestione   di  tutte  le  funzioni
amministrative   che   per   loro   natura  possono  essere
esercitate  dalle  istituzioni  autonome.  In  ogni caso il
passaggio  al  nuovo regime di autonomia sara’ accompagnato
da  apposite iniziative di formazione del personale, da una
analisi  delle  realta’ territoriali, sociali ed economiche
delle  singole  istituzioni  scolastiche per l’adozione dei
conseguenti   interventi  perequativi  e  sara’  realizzato
secondo criteri di gradualita’ che valorizzino le capacita’
di iniziativa delle istituzioni stesse.
5. La dotazione finanziaria essenziale delle istituzioni
scolastiche gia’ in possesso di personalita’ giuridica e di
quelle  che l’acquistano ai sensi del comma 4 e’ costituita
dall’assegnazione   dello   Stato   per   il  funzionamento
amministrativo   e   didattico,   che   si   suddivide   in
assegnazione  ordinaria  e  assegnazione  perequativa. Tale
dotazione  finanziaria e’ attribuita senza altro vincolo di
destinazione  che quello dell’utilizzazione prioritaria per
lo svolgimento delle attivita’ di istruzione, di formazione
e  di  orientamento  proprie  di  ciascuna  tipologia  e di
ciascun  indirizzo  di scuola. L’attribuzione senza vincoli
di  destinazione comporta l’utilizzabilita’ della dotazione
finanziaria, indifferentemente, per spese in conto capitale
e  di  parte  corrente,  con  possibilita’  di  variare  le
destinazioni  in  corso  d’anno.  Con  decreto del Ministro
della  pubblica istruzione, di concerto con il Ministro del
tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione economica,
sentito    il   parere   delle   commissioni   parlamentari
competenti, sono individuati i parametri per la definizione
della  dotazione  finanziaria ordinaria delle scuole. Detta
dotazione   ordinaria   e’  stabilita  in  misura  tale  da
consentire   l’acquisizione   da  parte  delle  istituzioni
scolastiche  dei  beni di consumo e strumentali necessari a
garantire       l’efficacia       del      processo      di
insegnamento-apprendimento   nei  vari  gradi  e  tipologie
dell’istruzione. La stessa dotazione ordinaria, nella quale
possono   confluire   anche   i  finanziamenti  attualmente
allocati  in  capitoli  diversi  da  quelli  intitolati  al
funzionamento   amministrativo   e   didattico,   e’  spesa
obbligatoria  ed  e’  rivalutata annualmente sulla base del
tasso   di   inflazione   programmata.  In  sede  di  prima
determinazione,  la  dotazione  perequativa  e’  costituita
dalle  disponibilita’  finanziarie  residue sui capitoli di
bilancio   riferiti   alle   istituzioni   scolastiche  non
assorbite   dalla   dotazione   ordinaria.   La   dotazione
perequativa  e’  rideterminata  annualmente  sulla base del
tasso    di   inflazione   programmata   e   di   parametri
socio-economici  e  ambientali  individuati di concerto dai
Ministri  della  pubblica  istruzione  e  del  tesoro,  del
bilancio  e  della  programmazione  economica,  sentito  il
parere delle commissioni parlamentari competenti.
6.   Sono   abrogate   le   disposizioni  che  prevedono
autorizzazioni  preventive per l’accettazione di donazioni,
eredita’  e  legati da parte delle istituzioni scolastiche,
ivi   compresi   gli   istituti   superiori  di  istruzione
artistica,  delle  fondazioni  o  altre  istituzioni aventi
finalita’  di  educazione  o di assistenza scolastica. Sono
fatte   salve   le  vigenti  disposizioni  di  legge  o  di
regolamento  in  materia  di  avviso  ai  successibili. Sui
cespiti  ereditari  e  su quelli ricevuti per donazione non
sono  dovute  le  imposte in vigore per le successioni e le
7.  Le  istituzioni  scolastiche  che abbiano conseguito
personalita’  giuridica  e autonomia ai sensi del comma 1 e
le  istituzioni  scolastiche  gia’ dotate di personalita’ e
autonomia,  previa  realizzazione  anche  per queste ultime
delle  operazioni  di  dimensionamento  di  cui al comma 4,
hanno  autonomia  organizzativa  e  didattica, nel rispetto
degli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e degli
standard di livello nazionale.
8.   L’autonomia   organizzativa   e’  finalizzata  alla
realizzazione  della flessibilita’, della diversificazione,
dell’efficienza  e  dell’efficacia del servizio scolastico,
alla  integrazione  e  al  miglior utilizzo delle risorse e
delle  strutture, all’introduzione di tecnologie innovative
e  al  coordinamento  con il contesto territoriale. Essa si
esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli
in materia di unita’ oraria della lezione, dell’unitarieta’
del  gruppo  classe  e  delle modalita’ di organizzazione e
impiego  dei  docenti,  secondo finalita’ di ottimizzazione
delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e
temporali,  fermi  restando i giorni di attivita’ didattica
annuale  previsti  a  livello  nazionale,  la distribuzione
dell’attivita’  didattica  in  non  meno  di  cinque giorni
settimanali,  il  rispetto dei complessivi obblighi annuali
di  servizio  dei docenti previsti dai contratti collettivi
che  possono  essere  assolti  invece  che in cinque giorni
settimanali  anche sulla base di un’apposita programmazione
plurisettimanale.
9. L’autonomia didattica e’ finalizzata al perseguimento
degli   obiettivi   generali   del   sistema  nazionale  di
istruzione,  nel  rispetto  della liberta’ di insegnamento,
della  liberta’ di scelta educativa da parte delle famiglie
e del diritto ad apprendere. Essa si sostanzia nella scelta
libera    e    programmata   di   metodologie,   strumenti,
organizzazione  e  tempi  di  insegnamento, da adottare nel
rispetto    della    possibile    pluralita’   di   opzioni
metodologiche,  e in ogni iniziativa che sia espressione di
liberta’   progettuale,  compresa  l’eventuale  offerta  di
insegnamenti  opzionali,  facoltativi  o  aggiuntivi  e nel
rispetto  delle  esigenze  formative  degli studenti. A tal
fine,  sulla base di quanto disposto dall’art. 1, comma 71,
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono definiti criteri
per   la   determinazione   degli  organici  funzionali  di
istituto,   fermi   restando   il   monte   annuale  orario
complessivo   previsto  per  ciascun  curriculum  e  quello
previsto   per   ciascuna  delle  discipline  ed  attivita’
indicate  come  fondamentali di ciascun tipo o indirizzo di
studi  e  l’obbligo  di  adottare  procedure e strumenti di
verifica e valutazione della produttivita’ scolastica e del
10.   Nell’esercizio   dell’autonomia   organizzativa  e
didattica   le   istituzioni  scolastiche  realizzano,  sia
singolarmente   che   in   forme  consorziate,  ampliamenti
dell’offerta   formativa   che   prevedano  anche  percorsi
formativi   per   gli  adulti,  iniziative  di  prevenzione
dell’abbandono  e  della dispersione scolastica, iniziative
di  utilizzazione  delle strutture e delle tecnologie anche
in  orari extrascolastici e a fini di raccordo con il mondo
del   lavoro,  iniziative  di  partecipazione  a  programmi
nazionali, regionali o comunitari e, nell’ambito di accordi
tra  le  regioni  e  l’amministrazione scolastica, percorsi
integrati  tra  diversi  sistemi  formativi. Le istituzioni
scolastiche  autonome  hanno  anche  autonomia  di ricerca,
sperimentazione   e   sviluppo   nei  limiti  del  proficuo
esercizio  dell’autonomia  didattica  e  organizzativa. Gli
istituti    regionali   di   ricerca,   sperimentazione   e
aggiornamento educativi, il Centro europeo dell’educazione,
la  Biblioteca  di documentazione pedagogica e le scuole ed
istituti  a  carattere  atipico di cui alla parte I, titolo
II,  capo  III,  del  testo  unico  approvato  con  decreto
legislativo  16  aprile  1994,  n. 297, sono riformati come
enti   finalizzati   al   supporto   dell’autonomia   delle
istituzioni scolastiche autonome.
11.  Con  regolamento adottato ai sensi del comma 2 sono
altresi’ attribuite la personalita’ giuridica e l’autonomia
alle  Accademie  di belle arti, agli Istituti superiori per
le  industrie  artistiche,  ai Conservatori di musica, alle
Accademie  nazionali di arte drammatica e di danza, secondo
i  principi  contenuti  nei  commi  8,  9  e  10  e con gli
adattamenti  resi  necessari  dalle specificita’ proprie di
tali istituzioni.
12.  Le universita’ e le istituzioni scolastiche possono
stipulare  convenzioni  allo scopo di favorire attivita’ di
aggiornamento,  di  ricerca  e di orientamento scolastico e
13.  Con  effetto  dalla data di entrata in vigore delle
norme regolamentari di cui ai commi 2 e 11 sono abrogate le
disposizioni   vigenti   con  esse  incompatibili,  la  cui
ricognizione e’ affidata ai regolamenti stessi.
14.  Con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
di  concerto  con  il  Ministro del tesoro, sono emanate le
istruzioni   generali   per  l’autonoma  allocazione  delle
risorse,  per  la  formazione  dei bilanci, per la gestione
delle risorse ivi iscritte e per la scelta dell’affidamento
dei  servizi  di  tesoreria  o  di  cassa,  nonche’  per le
modalita’  del  riscontro  delle gestioni delle istituzioni
scolastiche, anche in attuazione dei principi contenuti nei
regolamenti  di  cui  al  comma  2.  E’ abrogato il comma 9
dell’art. 4 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
15.  Entro  il  30 giugno 1999 il Governo e’ delegato ad
emanare  un  decreto  legislativo  di  riforma degli organi
collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e
periferico  che  tenga conto della specificita’ del settore
scolastico,  valorizzando  l’autonomo apporto delle diverse
componenti  e  delle  minoranze  linguistiche riconosciute,
nonche’ delle specifiche professionalita’ e competenze, nel
a)       armonizzazione       della       composizione,
dell’organizzazione  e  delle funzioni dei nuovi organi con
le  competenze  dell’amministrazione  centrale e periferica
come  ridefinita a norma degli articoli 12 e 13 nonche’ con
quelle delle istituzioni scolastiche autonome;
b) razionalizzazione degli organi a norma dell’art. 12,
comma 1, lettera p);
c)  eliminazione  delle  duplicazioni  organizzative  e
funzionali,  secondo quanto previsto dall’art. 12, comma 1,
d)  valorizzazione  del  collegamento  con le comunita’
locali a norma dell’art. 12, comma 1, lettera i);
e) attuazione delle disposizioni di cui all’art. 59 del
decreto  legislativo  3 febbraio 1993, n. 29 , e successive
modificazioni,   nella  salvaguardia  del  principio  della
liberta’ di insegnamento.
16.   Nel  rispetto  del  principio  della  liberta’  di
insegnamento e in connessione con l’individuazione di nuove
figure  professionali del personale docente, ferma restando
l’unicita’  della funzione, ai capi d’istituto e’ conferita
la   qualifica  dirigenziale  contestualmente  all’acquisto
della  personalita’  giuridica  e  dell’autonomia  da parte
delle  singole  istituzioni  scolastiche.  I contenuti e le
specificita’  della qualifica dirigenziale sono individuati
con  decreto legislativo integrativo delle disposizioni del
modificazioni,  da  emanare  entro  un  anno  dalla data di
entrata  in  vigore  della  presente  legge, sulla base dei
a)  l’affidamento,  nel rispetto delle competenze degli
organi   collegiali  scolastici,  di  autonomi  compiti  di
direzione,  di coordinamento e valorizzazione delle risorse
umane,  di  gestione  di risorse finanziarie e strumentali,
con connesse responsabilita’ in ordine ai risultati;
b)  il raccordo tra i compiti previsti dalla lettera a)
e  l’organizzazione  e le attribuzioni dell’amministrazione
scolastica  periferica,  come ridefinite ai sensi dell’art.
13, comma 1;
c)  la revisione del sistema di reclutamento, riservato
al  personale  docente con adeguata anzianita’ di servizio,
in  armonia  con  le  modalita’  previste  dall’art. 28 del
d)  l’attribuzione  della  dirigenza ai capi d’istituto
attualmente  in  servizio,  assegnati  ad  una  istituzione
scolastica  autonoma,  che frequentino un apposito corso di
17. Il rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici sara’
disciplinato  in  sede  di  contrattazione  collettiva  del
comparto scuola, articolato in autonome aree.
18.  Nell’emanazione  del regolamento di cui all’art. 13
la  riforma  degli  uffici  periferici  del Ministero della
pubblica    istruzione   e’   realizzata   armonizzando   e
coordinando   i   compiti   e  le  funzioni  amministrative
attribuiti  alle  regioni  ed  agli  enti  locali  anche in
materia  di  programmazione  e  riorganizzazione della rete
19.  Il Ministro della pubblica istruzione presenta ogni
quattro   anni   al  Parlamento,  a  decorrere  dall’inizio
dell’attuazione   dell’autonomia   prevista   nel  presente
articolo,  una relazione sui risultati conseguiti, anche al
fine  di  apportare  eventuali  modifiche  normative che si
rendano necessarie.
20. Le regioni a statuto speciale e le province autonome
di  Trento  e  di Bolzano disciplinano con propria legge la
materia  di  cui  al  presente  articolo nel rispetto e nei
limiti  dei  propri  statuti  e  delle  relative  norme  di
20-bis. Con la stessa legge regionale di cui al comma 20
la regione Valle d’Aosta stabilisce tipologia, modalita’ di
svolgimento e di certificazione di una quarta prova scritta
di  lingua  francese,  in aggiunta alle altre prove scritte
previste dalla legge 10 dicembre 1997, n. 425. Le modalita’
e  i  criteri  di  valutazione  delle  prove  d’esame  sono
definiti  nell’ambito  dell’apposito regolamento attuativo,
d’intesa con la regione Valle d’Aosta. E’ abrogato il comma
5 dell’art. 3 della legge 10 dicembre 1997, n. 425.».
– Il «Testo unico delle disposizioni legislative vigenti
in  materia  di  istruzione,  relative  alle scuole di ogni
ordine e grado» approvato con decreto legislativo 16 aprile
1994,  n.  297,  e’  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19
maggio 1994, n. 115, supplemento ordinario.
–   La   legge   27   dicembre   2006,  n.  296  recante
pluriennale   dello  Stato  (legge  finanziaria  2007)»  e’
pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale 27 dicembre 2006, n.
299, supplemento ordinario.
–  Per  i  riferimenti  al  decreto  del  Ministro della
pubblica istruzione n. 201 del 10 agosto 2000, si vedano le
note all’art. 7.
–  Il  decreto  interministeriale  8  gennaio 2008, n. 3
recante  «Criteri  e  parametri per la determinazione degli
organici   del   personale   amministrativo,   tecnico   ed
ausiliario  delle istituzioni scolastiche ed educative, per
l’anno  scolastico  2007/2008» e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 17 aprile 2008, n. 91 – serie generale.
–  Si  riporta il testo del comma 5, dell’art. 40, della
legge  27  dicembre 1997, n. 449 concernente «Misure per la
stabilizzazione della finanza pubblica»:
«Art. 40 (Personale della scuola). – (Omissis).
5.  In  coerenza  con  i  poteri  di organizzazione e di
gestione  attribuiti  sono rimesse alle singole istituzioni
scolastiche  le  decisioni  organizzative, amministrative e
gestionali  che  assicurano  efficacia e funzionalita’ alla
prestazione  dei  servizi,  consentendo,  tra l’altro, alle
stesse   istituzioni,   anche   consorziate  fra  loro,  di
deliberare  l’affidamento in appalto dei servizi di pulizia
dei  locali  scolastici  e  delle  loro  pertinenze, previa
riduzione  della  dotazione organica di istituto, approvata
dal   provveditore   agli   studi  sulla  base  di  criteri
predeterminati   idonei  anche  ad  evitare  situazioni  di
soprannumero  del  personale,  in misura tale da consentire
economie  nella spesa. Con decreto del Ministro del tesoro,
del  bilancio e della programmazione economica, su proposta
del Ministro della pubblica istruzione, previo accertamento
delle  economie  realizzate,  sono effettuate le occorrenti
variazioni   di   bilancio.   In   sede  di  contrattazione
decentrata   a   livello  provinciale  sono  ridefinite  le
modalita’   di  organizzazione  del  lavoro  del  personale
ausiliario che non svolga attivita’ di pulizia.
–  Il  decreto del Ministro della pubblica istruzione n.
201  del  10  agosto  2000  reca:  «Definizione  organici e
consistenza dotazioni provinciali personale comparto scuola
– anni scolastici 1999/2000 e 2000/2001».
–  Il  testo  del  decreto interministeriale 21 novembre
2008,  n.  97,  concernente  «Disposizioni  concernenti  la
determinazione  degli organici del personale amministrativo
tecnico  ed ausiliario del comparto scuola e la consistenza
della  dotazione  organica per l’anno scolastico 2008-2009»
e’  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale – serie generale –
n. 33 del 10 febbraio 2009.
–  Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 recante
«Definizione   ed   ampliamento  delle  attribuzioni  della
regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e Bolzano ed
unificazione,  per  le  materie  ed  i compiti di interesse
comune  delle  regioni, delle province e dei comuni, con la
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali», e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30 agosto 1997.
– Per il testo dell’art. 64, del citato decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, si veda la nota al titolo.
–  Per  il  testo  dei commi 411 e 412 dell’art. 2 della
legge  24  dicembre  2007,  n.  244, si vedano le note alle
Dotazioni organiche regionali, provinciali e organici di istituto
1. La consistenza numerica complessiva dei posti definita a livello
nazionale  e’  ripartita in dotazioni organiche regionali, sentita la
Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 23
agosto  1997,  n.  281,  con  riguardo alle specificita’ degli ambiti
territoriali   interessati,   con   riferimento   alle   peculiarita’
strutturali, organizzative e operative delle istituzioni scolastiche,
alle    diversita’   conseguenti   alle   situazioni   ambientali   e
socio-economiche,  alle funzioni ed ai compiti previsti per i profili
professionali  del  personale.  Nella  ripartizione  si  tiene  conto
altresi’,  in relazione ai diversi contesti territoriali interessati,
dei  fenomeni  migratori  da  paesi  extracomunitari,  dei  piani  di
dimensionamento   delle   istituzioni   scolastiche,   nonche’  delle
condizioni  logistico-strutturali,  delle distanze e dei collegamenti
tra  le  istituzioni  scolastiche  situate nei comuni montani e nelle
piccole isole.
2.  Ai  fini  del  presente  regolamento  si intende per «dirigente
regionale»   e   per   «dirigente  scolastico»,  rispettivamente,  il
dirigente  con  incarico  di  livello  dirigenziale generale preposto
all’ufficio  scolastico  regionale  e  il  dirigente  preposto ad una
istituzione scolastica o educativa.
3.   Il   dirigente  regionale  provvede  alla  ripartizione  della
dotazione  organica  regionale  in  dotazioni  organiche provinciali,
avendo cura di promuovere interlocuzioni e confronti con le regioni e
con gli enti locali, con riferimento alle specifiche esigenze ed alle
diverse  tipologie  e  condizioni  di funzionamento delle istituzioni
scolastiche,  accantonando  una  quota  di  posti pari al 3 per cento
della  dotazione  organica regionale per le finalita’ di cui al comma
5.  Nella  determinazione  delle  dotazioni  organiche provinciali si
tiene   conto,   altresi’,  delle  situazioni  di  disagio  legate  a
specifiche  situazioni  locali,  con  particolare  riguardo alle zone
caratterizzate da fenomeni di abbandono e dispersione scolastica.
4.  Nel  limite  della  dotazione  organica regionale, il dirigente
regionale   determina  le  dotazioni  organiche  di  istituto  previa
applicazione  dei  criteri e dei parametri di calcolo individuati con
il  presente  regolamento  e  relative  tabelle  annesse. I dirigenti
scolastici  formulano  al  riguardo motivate proposte, ai sensi della
normativa  vigente  e  sulla base delle esigenze risultanti dal piano
dell’offerta  formativa,  ispirandosi a criteri di razionale utilizzo
delle   risorse  umane  e  strumentali  disponibili  nell’istituzione
5.  Il dirigente regionale assicura comunque il rispetto del limite
della  dotazione  organica regionale, anche, ove necessario, mediante
deroga  ai  criteri  ed  ai  parametri  di  calcolo  stabiliti per la
determinazione  degli  organici  di  istituto.  Il medesimo dirigente
assegna  le  risorse di personale alle province di competenza in modo
da  assicurare  altresi’, nel rispetto delle esigenze di contenimento
della  spesa,  il  funzionamento  delle  istituzioni  scolastiche  in
condizioni  di  sicurezza per gli alunni e di efficacia ed efficienza
del servizio erogato. La quota di posti accantonati di cui al comma 3
e’ assegnata in sede di determinazione dell’organico di diritto delle
istituzioni  scolastiche  ed  e’  utilizzata,  essenzialmente per far
fronte ad esigenze di particolare rilevanza e complessita’.
6.  Le  disposizioni del presente articolo, al fine di garantire la
continuita’ del servizio, restano efficaci fino all’adozione da parte
della regione interessata delle norme legislative necessarie ai sensi
dell’articolo   117   della  Costituzione,  nonche’  di  un  apparato
istituzionale idoneo allo svolgimento delle funzioni assegnate.
–   Si   riporta   il  testo  dell’art.  8  del  decreto
legislativo  23 agosto 1997, n. 281 recante «Definizione ed
«Art.  8  (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e
2.  La  Conferenza  Stato-citta’  ed autonomie locali e’
gli   affari   regionali   nella   materia   di  rispettiva
competenza;  ne fanno parte altresi’ il Ministro del tesoro
e   del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  il
Ministro  della  sanita’,  il  presidente dell’Associazione
legge  8  giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
3.  La  Conferenza  Stato-citta’  ed autonomie locali e’
4.  La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1  e’
–  Per  il  testo  dell’art.  117  della Costituzione si
Efficacia ed efficienza dei servizi
1.  Le  istituzioni  scolastiche ed educative possono collegarsi in
rete  per l’espletamento di compiti ed attivita’ di interesse comune.
Le  relative  modalita’  organizzative,  gestionali ed operative sono
definite   e   indicate   in  appositi  accordi  tra  le  istituzioni
scolastiche  interessate,  nel  rispetto  dei  principi  stabiliti in
materia dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 8
marzo  1999,  n. 275, e delle norme di cui ai contratti collettivi in
vigore. I dirigenti preposti alle istituzioni scolastiche interessate
sottoscrivono  gli accordi sentiti i direttori dei servizi generali e
amministrativi  e le rappresentanze sindacali unitarie delle medesime
2.  L’impiego  delle risorse di personale disponibili, ai sensi del
comma 1, puo’ riferirsi a tutti i profili professionali del personale
3.   Nei  casi  di  compresenza  durante  le  ore  di  insegnamento
tecnico-scientifico,    dell’insegnante    teorico,   dell’insegnante
tecnico-pratico e dell’assistente tecnico, puo’ disporsi con apposita
delibera  della  giunta  esecutiva,  la  non attivazione del posto di
assistente  tecnico  o  in sostituzione dello stesso l’istituzione di
altro  posto  di  assistente tecnico di diversa area non coperta e di
cui  si  valuti  necessaria l’attivazione. La predetta determinazione
non  deve comportare, in alcun caso, situazioni di soprannumerarieta’
rispetto all’organico di istituto.
4.   Nei   periodi  di  sospensione  dell’attivita’  didattica  gli
assistenti  tecnici  possono essere utilizzati oltre che in attivita’
di  manutenzione  ordinaria  del  materiale  tecnico,  scientifico ed
informatico dei laboratori, officine, reparti di lavorazione o uffici
di   rispettiva   competenza,  anche  in  attivita’  di  manutenzione
straordinaria  del predetto materiale e in attivita’ di supporto alla
didattica,  necessarie  per  l’ordinato  e  puntuale  avvio dell’anno
–  Il testo dell’art. 7 del decreto del Presidente della
Repubblica  8  marzo 1999, n. 275 recante «Norme in materia
«Art.   7   (Reti   di  scuole).  –  1.  Le  istituzioni
essi   per   il   raggiungimento  delle  proprie  finalita’
2.  L’accordo puo’ avere a oggetto attivita’ didattiche,
di  ricerca,  sperimentazione  e  sviluppo, di formazione e
aggiornamento;  di  amministrazione  e  contabilita’, ferma
restando  l’autonomia  dei  singoli bilanci; di acquisto di
beni  e  servizi,  di  organizzazione  e di altre attivita’
prevede  attivita’ didattiche o di ricerca, sperimentazione
e  sviluppo,  di  formazione e aggiornamento, e’ approvato,
collegio  dei  docenti delle singole scuole interessate per
3.  L’accordo  puo’  prevedere  lo scambio temporaneo di
docenti,  che liberamente vi consentono, fra le istituzioni
che  partecipano  alla rete i cui docenti abbiano uno stato
giuridico  omogeneo.  I  docenti  che  accettano  di essere
impegnati  in  progetti che prevedono lo scambio rinunciano
progetti  stessi,  con  le  modalita’  stabilite in sede di
4.   L’accordo  individua  l’organo  responsabile  della
del  progetto,  la  sua  durata, le sue competenze e i suoi
poteri,  nonche’  le  risorse  professionali  e finanziarie
messe  a disposizione della rete dalle singole istituzioni;
l’accordo  e’ depositato presso le segreterie delle scuole,
ove  gli  interessati possono prenderne visione ed estrarne
5.  Gli  accordi  sono  aperti  all’adesione di tutte le
istituzioni   scolastiche   che  intendano  parteciparvi  e
prevedono  iniziative  per  favorire la partecipazione alla
6.  Nell’ambito  delle  reti  di  scuole, possono essere
b)  la  documentazione,  secondo  procedure  definite a
livello  nazionale  per  la  piu’ ampia circolazione, anche
attraverso   rete   telematica,  di  ricerche,  esperienze,
c) la formazione in servizio del personale scolastico;
7.  Quando  sono  istituite reti di scuole, gli organici
funzionali  di  istituto possono essere definiti in modo da
consentire  l’affidamento  a personale dotato di specifiche
esperienze  e  competenze  di  compiti  organizzativi  e di
8.  Le  scuole, sia singolarmente che collegate in rete,
possono  stipulare  convenzioni  con  universita’ statali o
agenzie  operanti sul territorio che intendono dare il loro
9.  Anche al di fuori dell’ipotesi prevista dal comma 1,
ad  accordi e convenzioni per il coordinamento di attivita’
di   comune   interesse   che   coinvolgono,   su  progetti
determinati,    piu’   scuole,   enti,   associazioni   del
volontariato   e   del  privato  sociale.  Tali  accordi  e
convenzioni  sono  depositati  presso  le  segreterie delle
scuole  dove  gli  interessati possono prenderne visione ed
10.  Le  istituzioni  scolastiche  possono  costituire o
istituzionali  coerenti col Piano dell’offerta formativa di
cui  all’art.  3 e per l’acquisizione di servizi e beni che
facilitino   lo   svolgimento   dei  compiti  di  carattere
Servizi terziarizzati
1.  Nelle  istituzioni  scolastiche in cui i compiti del profilo di
collaboratore  scolastico  sono  assicurati,  in tutto o in parte, da
personale  esterno all’amministrazione, e’ indisponibile, a qualsiasi
titolo,  il  25  per  cento  dei  posti  del  corrispondente  profilo
2.  Qualora i compiti di cui al comma 1 siano prestati da personale
gia’  addetto  ai  lavori  socialmente  utili,  stabilizzato ai sensi
dell’articolo  78, comma 31, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, il
dirigente  regionale  promuove,  con i rappresentanti delle categorie
interessate, opportune intese finalizzate alla ottimale utilizzazione
di  tale personale nelle istituzioni scolastiche comprese nell’ambito
territoriale  di competenza. Resta comunque confermata, nell’arco del
triennio  2009-2011,  l’attuale  consistenza  numerica  dei  posti di
organico accantonati.
3.  Le  intese  di  cui  al  comma  2  tengono  conto  dei  livelli
retributivi ed occupazionali garantiti, del numero del personale gia’
addetto  ai  lavori socialmente utili, della quantita’ e qualita’ dei
servizi  richiesti,  del  monte ore necessario e delle esigenze delle
singole   istituzioni   scolastiche,   che  comportino  modifiche  od
integrazioni  nella  quantita’,  qualita’ e distribuzione dei servizi
come attualmente definiti.
4.  Ai  fini  di  cui  ai  commi  da  1 a 3 puo’ essere disposta la
compensazione,  tra le istituzioni scolastiche, della percentuale dei
corrispondenti posti di organico da rendere indisponibile.
5.   Il   dirigente   regionale  puo’  promuovere  analoghe  intese
finalizzate  al  piu’  efficace  ed efficiente utilizzo del personale
gia’ addetto ai lavori socialmente utili, attualmente impegnato nelle
istituzioni  scolastiche  in  compiti  di  carattere amministrativo e
tecnico,  con  contratti di collaborazione coordinata e continuativa,
con  conseguente accantonamento di un numero di posti della dotazione
organica  del profilo di appartenenza, corrispondente al 50 per cento
degli stessi soggetti.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art. 78, comma 31, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388 recante «Disposizioni per la
(legge finanziaria 2001)»:
«Art.    78    (Interventi   urgenti   in   materia   di
ammortizzatori   sociali,   di   previdenza   e  di  lavori
socialmente utili). – (Omissis).
31.  Ai  fini della stabilizzazione dell’occupazione dei
soggetti  impegnati in progetti di lavori socialmente utili
presso  gli  istituti scolastici, sono definite, in base ai
criteri  stabiliti  ai  sensi  dell’art.  10,  comma 2, del
decreto  legislativo  28  febbraio  2000,  n.  81, mediante
decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto
con  il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e il
economica,  procedure  di  terziarizzazione, ai sensi della
normativa   vigente,   secondo   criteri  e  modalita’  che
assicurino   la   trasparenza  e  la  competitivita’  degli
affidamenti. A tal fine e’ autorizzata la spesa di lire 287
miliardi  per l’anno 2001 e di lire 575 miliardi per l’anno
2002.  Al  relativo  onere  si  provvede, quanto a lire 249
miliardi    per    l’anno    2002,    mediante    riduzione
dell’autorizzazione  di  spesa di cui all’art. 66, comma 1,
della legge 17 maggio 1999, n. 144.
Stabilita’ dell’ organico di diritto
1.  La necessita’ di attivazione di ulteriori posti successivamente
alla  determinazione  dell’organico  di  diritto,  rappresentata  dai
dirigenti  scolastici,  non  puo’ comportare, in ogni caso, a livello
provinciale,   incrementi   di   posti  del  medesimo  organico.  Ove
necessario,  il  dirigente  regionale, sulla base delle indicazioni e
delle  richieste  formulate  dai  dirigenti scolastici, autorizza gli
eventuali incrementi di posti unicamente per compensazione, a livello
provinciale,   revocando  l’autorizzazione  al  funzionamento  di  un
corrispondente numero di posti dell’organico di diritto, per i quali,
all’inizio  dell’anno  scolastico siano venute meno le condizioni che
ne  avevano  legittimato l’istituzione. In tale caso il funzionamento
del  posto  deve,  comunque,  conseguire all’applicazione dei vigenti
criteri  e  parametri di calcolo degli organici di istituto ovvero ad
apposito, motivato provvedimento del dirigente regionale.
Attribuzione temporanea di compiti e funzioni
1.  In presenza delle condizioni previste dalle norme in vigore per
il conferimento delle supplenze temporanee, nel piano delle attivita’
di  cui  all’articolo 53 del contratto collettivo nazionale di lavoro
relativo   al  personale  del  comparto  scuola  per  il  quadriennio
normativo   2006-2009  e  biennio  economico  2006-2007  puo’  essere
previsto,  in  alternativa  al conferimento delle predette supplenze,
l’attribuzione  temporanea  di  compiti  o  funzioni  al personale in
servizio,  previa acquisizione di disponibilita’ al riguardo da parte
2.   L’importo  corrispondente  al  50  per  cento  delle  economie
realizzate  dall’istituzione  scolastica,  per  effetto  del  mancato
conferimento  delle  supplenze, e’ assegnato, in misura proporzionale
all’effettivo servizio prestato, al personale che ha svolto i compiti
di  cui  al  comma 1, secondo modalita’ da definire nell’ambito della
contrattazione di istituto.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  53  del  Contratto
collettivo  nazionale  di  lavoro relativo al personale del
comparto scuola per il quadriennio normativo 2006/2009:
«Art.   53  (Modalita’  di  prestazione  dell’orario  di
lavoro).  –  1.  All’inizio  dell’anno  scolastico  il DSGA
formula  una  proposta  di piano dell’attivita’ inerente la
materia del presente articolo, sentito il personale ATA.
Il  dirigente  scolastico,  verificatane  la  congruenza
rispetto  al  POF ed espletate le procedure di cui all’art.
6,  adotta il piano delle attivita’. La puntuale attuazione
dello  stesso e’ affidata al direttore dei servizi generali
e amministrativi.
2.  In  coerenza  con  le presenti disposizioni, possono
essere  adottate  le  sottoindicate  tipologie di orario di
lavoro  eventualmente  coesistenti  tra di loro in funzione
delle  finalita’ e degli obiettivi definiti da ogni singolo
a. Orario di lavoro flessibile:
l’orario   di   lavoro  e’  funzionale  all’orario  di
servizio  e  di  apertura  all’utenza.  Una volta stabilito
l’orario   di   servizio   dell’istituzione   scolastica  o
educativa  e’  possibile  adottare  l’orario  flessibile di
lavoro   giornaliero   che   consiste   nell’anticipare   o
posticipare    l’entrata    e    l’uscita   del   personale
distribuendolo anche in cinque giornate lavorative, secondo
le  necessita’  connesse alle finalita’ e agli obiettivi di
ciascuna   istituzione   scolastica   o   educativa  (piano
dell’offerta  formativa,  fruibilita’  dei servizi da parte
dell’utenza,   ottimizzazione  dell’impiego  delle  risorse
umane ecc.).
I  dipendenti  che  si trovino in particolari situazioni
previste dalle leggi n. 1204/1971, n. 903/1977, n. 104/1992
e  decreto  legislativo  26  marzo  2001,  n. 151, e che ne
facciano    richiesta,    vanno    favoriti   nell’utilizzo
dell’orario  flessibile  compatibilmente con le esigenze di
servizio  anche  nei  casi  in cui lo stesso orario non sia
adottato dall’istituzione scolastica o educativa.
Successivamente   potranno   anche   essere   prese   in
considerazione  le  eventuali  necessita’  del  personale –
connesse  a situazioni di tossicodipendenze, inserimento di
figli  in  asili  nido,  figli  in eta’ scolare, impegno in
attivita’  di  volontariato di cui alla legge n. 266/1991 –
che  ne  faccia  richiesta,  compatibilmente  con l’insieme
delle  esigenze  del  servizio, e tenendo anche conto delle
esigenze prospettate dal restante personale.
b. Orario plurisettimanale:
la   programmazione  plurisettimanale  dell’orario  di
lavoro  ordinario, e’ effettuata in relazione a prevedibili
periodi   nei   quali  si  rileva  un’esigenza  di  maggior
intensita’  delle  attivita’  o  particolari  necessita’ di
servizio    in    determinati    settori   dell’istituzione
scolastica,  con specifico riferimento alle istituzioni con
annesse aziende agrarie, tenendo conto delle disponibilita’
dichiarate dal personale coinvolto.
Ai    fini    dell’adozione    dell’orario   di   lavoro
plurisettimanale   devono   essere   osservati  i  seguenti
a)  il  limite  massimo dell’orario di lavoro ordinario
settimanale  di 36 ore puo’ eccedere fino a un massimo di 6
ore  per  un  totale  di 42 ore per non piu’ di 3 settimane
b)  al fine di garantire il rispetto delle 36 ore medie
settimanali,   i   periodi   di   maggiore   e   di  minore
concentrazione   dell’orario   devono   essere  individuati
contestualmente    di   anno   in   anno   e,   di   norma,
rispettivamente,  non  possono  superare  le  13  settimane
nell’anno scolastico.
Le  forme  di  recupero  nei  periodi di minor carico di
lavoro    possono   essere   attuate   mediante   riduzione
giornaliera   dell’orario   di   lavoro  ordinario,  oppure
attraverso   la   riduzione   del   numero  delle  giornate
c. Turnazioni:
la  turnazione e’ finalizzata a garantire la copertura
massima  dell’orario  di servizio giornaliero e dell’orario
di   servizio  settimanale  su  cinque  o  sei  giorni  per
specifiche e definite tipologie di funzioni e di attivita’.
Si fa ricorso alle turnazioni qualora le altre tipologie di
orario   ordinario  non  siano  sufficienti  a  coprire  le
esigenze di servizio.
I  criteri  che  devono  essere osservati per l’adozione
dell’orario di lavoro su turni sono i seguenti:
si  considera in turno il personale che si avvicenda in
modo da coprire a rotazione l’intera durata del servizio;
la  ripartizione  del  personale  nei vari turni dovra’
avvenire  sulla  base  delle professionalita’ necessarie in
ciascun turno;
l’adozione  dei turni puo’ prevedere la sovrapposizione
tra il personale subentrante e quello del turno precedente;
un  turno serale che vada oltre le ore 20 potra’ essere
attivato  solo  in  presenza di casi ed esigenze specifiche
connesse  alle  attivita’  didattiche  e  al  funzionamento
dell’istituzione scolastica;
nelle   istituzioni   educative  il  numero  dei  turni
notturni   effettuabili   nell’arco  del  mese  da  ciascun
dipendente non puo’, di norma, essere superiore ad otto. Il
numero  dei turni festivi effettuabili nell’anno da ciascun
dipendente non puo’ essere, di norma, superiore ad un terzo
dei  giorni  festivi  dell’anno.  Nei  periodi  nei quali i
convittori  non  siano  presenti nell’istituzione, il turno
notturno    e’    sospeso    salvo    comprovate   esigenze
dell’istituzione  educativa  e  previa  acquisizione  della
disponibilita’ del personale;
l’orario notturno va dalle ore 22 alle ore 6 del giorno
successivo.  Per  turno  notturno-festivo si intende quello
che  cade  nel  periodo  compreso  tra le ore 22 del giorno
prefestivo e le ore 6 del giorno festivo e dalle ore 22 del
giorno festivo alle ore 6 del giorno successivo.
e dal decreto legislativo n. 151/2001 possono, a richiesta,
essere esclusi dalla effettuazione di turni notturni. Hanno
diritto  a non essere utilizzate le lavoratrici dall’inizio
dello  stato  di  gravidanza  e nel periodo di allattamento
fino a un anno.
3.  L’orario  di  lavoro  degli  assistenti  tecnici  e’
articolato nel seguente modo:
a) assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche per
almeno 24 ore in compresenza del docente;
b) le restanti 12 ore per la manutenzione e riparazione
delle  attrezzature  tecnico-scientifiche del laboratorio o
dei   laboratori   cui   sono   addetti,   nonche’  per  la
preparazione del materiale di esercitazione.
Nei  periodi di sospensione dell’attivita’ didattica gli
assistenti  tecnici  saranno  utilizzati  in  attivita’  di
manutenzione  del materiale tecnico-scientifico-informatico
dei  laboratori,  officine, reparti di lavorazione o uffici
di loro competenza.».
sono  abrogati  l’articolo  548  del  testo  unico delle disposizioni
legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di
ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297, ed il decreto ministeriale 10 agosto 2000, n. 201.
2.  E’  altresi’  abrogata  ogni altra disposizione non legislativa
comunque incompatibile con quelle del presente regolamento.
–  L’art. 548 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297   recante   «Approvazione   del   testo   unico   delle
disposizioni  legislative vigenti in materia di istruzione,
relative  alle scuole di ogni ordine e grado», abrogato dal
presente decreto recava:
«Art. 548 (Organici).».
201  del  10  agosto  2000,  abrogato  dal presente decreto
recava:   «Definizione  organici  e  consistenza  dotazioni
provinciali  personale  comparto  scuola  – anni scolastici
1999/2000 e 2000/2001».
1.  Il  presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a
quello   della sua   pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Dato a Roma, addi’ 22 giugno 2009
Gelmini,    Ministro   dell’istruzione,
Tremonti,   Ministro   dell’economia  e
Fitto,  Ministro  per i rapporti con le
Registrato alla Corte dei conti il 4 agosto 2009
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 279
—->  Vedere tabelle da pag. 14 a pag. 19   <----
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009, n. 119 – Regolamento recante disposizioni per la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche ed educative statali, a norma dell’articolo 64, commi 2, 3 e 4 lettera e) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (09G0132) (GU n. 189 del 17-8-2009 redazione redazione 2015-05-05T17:53:31+00:00