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Timestamp: 2018-02-19 00:43:15+00:00
Document Index: 133377352

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 14', 'art.11', 'art.16', 'art.17', 'art. 8', 'art 11', 'art. 6', 'art. 5']

Si ringrazia per la collaborazione l Avv. Clizia Cacciamani del Foro di Ancona - PDF
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3 Indice Presentazione 1) Introduzione: cos è il commercio elettronico 07 2) Normativa di riferimento 08 3) La Direttiva Europea sul commercio elettronico ed il Decreto legislativo di recepimento 09 4) La scelta del sito 11 5) La certificazione dei siti web 12 6) Come effettuare la selezione dei prodotti e acquistare 14 7) Informazioni prima dell acquisto 15 8) Le modalità di conclusione del contratto. La firma digitale 18 9) Esecuzione del contratto, inadempimento e diritto di recesso 19 10) Le modalità di pagamento e le misure di sicurezza 20 11) L home banking 22 12) Le clausole vessatorie nei contratti telematici 23 13) Le aste on line 24 14) Le controversie in materia di commercio elettronico 27 15) Il Servizio di Regolazione del Mercato della Camera di Commercio di Ancona ) Il logo del servizio di conciliazione on line 31 Appendice Normativa 32 Riferimenti utili 48 3 Guida all e-commerce
5 Presentazione Con questa pubblicazione dedicata all e-commerce ed alle transazioni on line, la Camera di Commercio di Ancona mette a disposizione dei consumatori e di tutti gli operatori economici una guida informativa che illustra in modo sintetico ed efficace, da un lato, le problematiche più rilevanti in materia di commercio elettronico e, dall altro, una panoramica delle azioni avviate dall Ente camerale in tema di Regolazione del Mercato. L intento è di orientare il lettore nei meandri della normativa (complessa e purtroppo ancora lacunosa), concernente i rapporti fra imprese, istituzioni e cittadini nel commercio elettronico, per consentire scelte più accorte nella quotidianità dei contratti stipulati on line tanto spesso fonte di dubbi e controversie. Il commercio elettronico è un settore che negli ultimi anni ha visto un significativo incremento ed ha ottenuto crescente attenzione, sia nella forma del business to business, che nella forma del business to consumer. Nondimeno, all interesse e alla diffusione di queste particolari pratiche commerciali non si sono accompagnate una legislazione ed un informazione altrettanto rapide: spesso risulta ancora difficile identificare la regolamentazione del rapporto telematico e gli standard minimi di sicurezza per il buon fine delle transazioni non riescono ad essere sempre garantiti. La Camera di Commercio di Ancona in questi anni si è molto impegnata nella diffusione delle pratiche telematiche e nell applicazione delle nuove tecnologie ai rapporti economici e commerciali: investire in procedimenti e servizi innovativi significa, oltre che interpretare correttamente il nostro tempo, migliorare l efficienza nei rapporti con l utenza. Gli Enti camerali operano a favore degli interessi di imprese e consumatori: per garantire loro una corretta tutela non si può prescindere dalla divulgazione di strumenti di conoscenza pratici ed esaurienti. In questa direzione va la realizzazione di questa guida, che ci auguriamo possa rappresentare per tutti un ausilio concreto nelle pratiche commerciali. IL PRESIDENTE Giampaolo Giampaoli
7 1. Introduzione: cos è il commercio elettronico Le nuove tecnologie dell informazione e della comunicazione stanno trasformando profondamente i metodi di lavoro, l organizzazione delle imprese, la formazione e le stesse relazioni interpersonali. Sul piano industriale, queste tecniche hanno permesso di migliorare considerevolmente la produttività delle aziende e la qualità dei servizi offerti agli utenti ed hanno contribuito, inoltre, alla costituzione di una società in cui gestione, qualità e rapidità dell informazione sono divenuti fattori - chiave della concorrenza, la cosiddetta società dell informazione. Attraverso un accesso sempre più diffuso all informazione, infatti, diventa facile identificare, valutare e mettere in concorrenza le attività economiche. Per non essere escluse dal mercato a causa della progressiva globalizzazione, le imprese, specialmente quelle di piccola e media dimensione, dovranno ricorrere all aiuto offerto dalle nuove tecnologie - e, in particolare, alla telematica in maniera crescente ed efficace. La progressiva espansione delle reti di informazione in Internet, infrastruttura di telecomunicazioni che permette a computer di ogni tipo di collegarsi tra loro, comunicare e fruire di ogni sorta di servizio, rappresenta un forte incentivo al moltiplicarsi delle relazioni economiche intersoggettive, anche in ambito transnazionale. Di conseguenza, le sfide economiche promosse dai sistemi multimediali di informazioni e servizi costituiscono la nuova frontiera per l impresa. In questo ambito, il commercio elettronico o e-commerce, fenomeno in rapida e costante diffusione, sembra destinato a produrre evoluzioni tecniche ed organizzative nell impresa e nei rapporti tra impresa e consumatore con radicali mutamenti di prospettiva per la conquista di nuovi mercati. Per commercio elettronico si intende la molteplicità di transazioni, relative alla cessione di beni ed alla prestazione di servizi effettuabili per via telematica. In altri termini il commercio elettronico: - Consiste nello svolgimento di attività commerciali per via elettronica; - E basato sull elaborazione e la trasmissione di dati (testo, suoni ed immagini video) per via elettronica; - Comprende attività quanto mai diverse e variegate (commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, distribuzione on line di contenuti digitali, effettuazione per via elettronica di operazioni quali trasferimenti di fondi, compravendita di titoli ed azioni, vendite all asta, vendita diretta al consumatore e servizi post vendita, ecc.); - Riguarda prodotti (ad esempio, prodotti di consumo) e servizi ( ad esempio, servizi di informazione e finanziari) di tipo tradizionale e attività di nuovo tipo (ad esempio, centri commerciali virtuali ). Il commercio elettronico è detto indiretto se la cessione del bene e/o del servizio avviene per via telematica, mentre la consegna fisica del bene segue i canali tradizionali. Nel caso, invece, del cosiddetto commercio elettronico diretto anche la consegna del bene e/o del servizio viene effettuata per via telematica; il bene oggetto della transazione si smaterializza come, ad esempio, quando il bene oggetto della transazione è un disco, un immagine, una fotografia, un giornale, un libro, etc. per cui il trasporto telematico non presenta problemi tecnici. Le modalità più conosciute di commercio elettronico sono: - business to business (b2b, da azienda ad azienda): è il caso dell impresa che usa la rete per inviare ordini ai propri fornitori, ricevere fatture, effettuare i pagamenti. Questo sistema è già utilizzato da anni. - business to consumer (b2c, da azienda a consumatori): corrisponde alla vendita elettronica al minuto. I soggetti coinvolti sono l azienda (merchant) che offre i propri prodotti ed il consumatore finale che intende acquistarli attraverso modalità di pagamento on line o tradizionali (buyer). - consumer to consumer (c2c, da consumatore a consumatore): la modalità più recente di commercio elettronico, in cui gli utenti della rete scambiano tra di loro i prodotti. Questa forma di commercio è nata grazie alla forte espansione dei siti d asta on line. - administration to community (a2c, dalle amministrazioni pubbliche agli individui): in questa modalità entrano in rapporto da una parte l individuo come cittadino privato o l individuo organizzato, cioè la comunità, e dall altra la Pubblica Amministrazione nella sua forma locale, essenzialmente i Comuni e le Camere di 7 Guida all e-commerce
8 Commercio. In questo modo, l utente può accedere attraverso la rete ai servizi erogati dagli Enti, scavalcando le inerzie burocratiche. Un esempio di questa modalità si può trovare nei siti Internet dei Comuni. Va sottolineato, comunque, che il commercio elettronico, così come sopra definito, non può essere considerato un fenomeno nuovo: da molti anni, infatti, le imprese utilizzano l elettronica per effettuare trasferimenti di fondi o scambi di dati commerciali su varie reti di comunicazione. Tuttavia, come accennato in precedenza, il suo sviluppo è attualmente in fase di accelerazione e suscita l interesse crescente non solo delle imprese, ma anche dei consumatori, delle istituzioni e dei mezzi di informazione. La sua diffusione è stata enormemente favorita dalla crescita esponenziale di Internet e l affermarsi di programmi interfaccia (browsers), capaci di rendere facile la navigazione nella rete anche ad utenti non esperti. In questo contesto, il commercio elettronico si sta rapidamente espandendo in una complessa rete di attività commerciali svolte su scala mondiale tra un crescente numero di soggetti su reti aperte a dimensione globale. Per chi deve acquistare, le imprese in rete rappresentano, ovviamente, un indubbio vantaggio. Basti accennare alla possibilità di effettuare ordini e pagamenti 24 ore su 24 da qualsiasi computer collegato ad Internet o all opportunità rappresentata dal confronto delle alternative offerte, molto più efficace rispetto al mercato fisico e senza necessità di spostamenti. L approvvigionamento è, in genere, assia veloce, l offerta sempre aggiornata e la merce viene consegnata a domicilio, scegliendo tra diversi operatori in funzione del livello e del prezzo del servizio.vantaggi tutti determinati dalla compresenza delle diverse offerte in un unico ambiente, con una maggiore concorrenzialità. Esistono però alcuni problemi da considerare: i tempi talvolta lenti e le modalità di accesso ai punti di vendita virtuali o ai centri commerciali virtuali non sempre immediatamente intuibili; la confusione informativa e soprattutto la sicurezza dei pagamenti, sia sotto il profilo della scarsa protezione dei dati comunicati che della scarsa possibilità di identificazione certa degli operatori. Inoltre in passato, in mancanza di una normativa specifica, un ulteriore ostacolo alla diffusione generalizzata della comunicazione in forma elettronica era dato dall impossibilità di attribuire al documento elettronico la stessa efficacia giuridica del documento cartaceo sottoscritto dalle parti,: ciò rileva fondamentalmente per attribuire la paternità della dichiarazione contenuta nel documento a colui che ha manifestato la volontà contrattuale. Oggi, invece, a seguito della emanazione della Legge n. 59 del 15 marzo 1997 (cd. legge Bassanini ) e del successivo Regolamento concernente i criteri e le modalità di applicazione dell art. 15, comma 2, della Legge di cui sopra, approvato con DPR n. 513 del 10 novembre 1997, agli atti elettronici sottoscritti con firma digitale, è riconosciuta piena validità e rilevanza ad ogni effetto di legge. Di tali strumenti, sviluppati negli anni per identificare con certezza gli operatori e rendere più sicura la riservatezza e la protezione dei dati commerciali trasferiti e scambiati, verrà data ampia illustrazione nei paragrafi seguenti. 2. Normativa di riferimento Nell ambito del commercio elettronico le norme giuridiche destinate a trovare applicazione sono sia quelle generali sui contratti, allorché la transazione on line avviene tra due soggetti esercenti attività d impresa (b2b), sia quelle specifiche di tutela del consumatore, allorché la transazione avviene tra due soggetti qualificabili rispettivamente professionista e consumatore. In Europa, gli interventi più significativi in materia di commercio elettronico sono rappresentati dalle seguenti Direttive: - 85/577/CEE del 20 dicembre 1985 recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 50 del 15 gennaio 1992, in materia di contratti negoziati fuori dal locali commerciali; - 93/13/CEE del 5 aprile 1993 recepita in Italia con la Legge n. 52 del 6 febbraio 1996, in materia di clausole abusive; - 97/7/CEE del 20 maggio 1997 recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 185 del 22 maggio 1999, in materia di contratti a distanza; /31/CE dell 8 giugno 2000 recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 70 del 9 aprile 2003, in materia
9 di commercio elettronico - 99/93/CE recepita con Decreto Legislativo n. 10 del 23 gennaio 2002, in materia di firme elettroniche. In ambito comunitario, dunque, si rileva una tendenza a tutelare non solo i soggetti contrattuali presumibilmente più deboli, quali i consumatori, ma anche le imprese che utilizzano lo strumento del commercio elettronico per la promozione e la vendita dei propri prodotti e servizi. In Italia, uno dei primi interventi legislativi a tutela del consumatore è rappresentato dal D. Lgs. n. 50/1992, il quale, recependo la Direttiva comunitaria 85/577/CEE, ha previsto a favore del consumatore il diritto di recedere dal contratto anche qualora questo abbia avuto un principio di esecuzione, in caso di vendite c.d. aggressive, quali quelle a domicilio, porta a porta, su catalogo, etc.. In tale ipotesi il venditore ha l obbligo di informare il consumatore, al momento dell acquisto, del diritto in questione. Successivamente, la tutela si fa più intensa con l emanazione della Legge n. 52/1996, che recepisce la Direttiva comunitaria 93/13/CEE del 5 aprile 1993, la quale interviene sulla disciplina delle clausole abusive, inserendo nel codice civile un apposito Capo XIV-bis rubricato Dei Contratti del Consumatore e costituito da cinque articoli, dal 1469-bis al 1469-sexies. La legge anzidetta è di notevole importanza, in quanto dichiara inefficaci tutte quelle clausole contrattuali che determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio della propria posizione rispetto a quella del professionista, con il quale ha stipulato il contratto. La stessa legge, inoltre, consente alle Associazioni a tutela dei consumatori ed alle Camere di Commercio di adire la giustizia ordinaria affinché inibisca l uso di clausole contrattuali vessatorie, sulla base della semplice conoscenza delle stesse, a prescindere dal fatto che sia stato stipulato un contratto di vendita e si sia verificato un danno a carico del consumatore. Pertanto, è un azione che tali Associazioni e gli Enti Camerali possono esperire a priori, sulla base della mera conoscenza di clausole ritenute vessatorie. Il D. Lgs. n. 185/1999, in recepimento della Direttiva comunitaria 97/7/CEE, disciplina l ipotesi dei contratti negoziati con tecniche di comunicazione a distanza tra consumatore e professionista. Pertanto, per quanto riguarda la disciplina relativa ai contratti conclusi in rete (e-commerce), si ritiene applicabile la normativa dei contratti a distanza che si sovrappone, rafforzandola, a quella relativa ai contratti conclusi fuori dai locali commerciali. In particolare il decreto si occupa di disciplinare: le informazioni che il consumatore deve ricevere dal fornitore (art. 3); il diritto di recesso del consumatore (art. 5); i termini di esecuzione del contratto (art. 6); il pagamento mediante carta di credito (art. 8); l irrinunciabilità dei diritti previsti (art. 11) e le sanzioni in caso di sua contravvenzione (art. 12); il foro competente in caso di controversia (art. 14). Con riferimento al diritto di recesso, il D. Lgs. n. 185/1999 impone di fatto, l uso della raccomandata A.R. per recedere validamente dal contratto. Di conseguenza, il consumatore non può più recedere con una semplice dichiarazione per posta ordinaria, ma è obbligato ad utilizzare lo strumento della raccomandata A.R., in particolare è necessario l avviso di ricevimento. Nel panorama normativo nazionale si ritiene opportuno citare anche la Legge n. 281 del 30 luglio 1998 che sancisce i diritti fondamentali dei consumatori e degli utenti, il Decreto Legislativo n. 114 del 31 marzo 1998 concernente i principi e le norme generali sull esercizio dell attività commerciale, il D.P.R. 28 dicembre 2000 n T.U.D.A.Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa e, a chiusura del sistema, la normativa sul trattamento dei dati personali, quale la Direttiva 97/66/CEE del 15 dicembre 1997 attuata con Decreto Legislativo n. 171 del 31 maggio 1998, nonché la disciplina contro la pubblicità ingannevole prevista dal Decreto Legislativo n. 74 del 25 gennaio 1992 attuativo della Direttiva CEE n. 450 del 10 settembre La Direttiva Europea sul commercio elettronico ed il decreto di attuazione. Passando ora all esame della Direttiva comunitaria 2000/31/CE dell 8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell informazione, in particolare il commercio elettronico nel mercato interno, si ritengono opportune alcune considerazioni preliminari. 9 Guida all e-commerce
10 In primo luogo, la ratio della Direttiva in oggetto è quella di garantire un elevato livello di integrazione giuridica comunitaria, così da instaurare un vero e proprio spazio senza frontiere per le attività economiche svolte on line, il cui sviluppo è considerato uno strumento essenziale per eliminare le barriere che dividono i popoli europei. Ciò in base al rilievo che in ambito europeo la crescita delle attività economiche on line risulta, allo stato, limitata da numerosi ostacoli giuridici al buon funzionamento del mercato interno. Detti ostacoli derivano da divergenze tra le normative nazionali, nonché dall incertezza sul diritto nazionale applicabile ai servizi della società dell informazione. Per garantire la certezza del diritto e la fiducia dei consumatori, la Direttiva in esame mira dunque a stabilire un quadro generale e chiaro per taluni aspetti giuridici del commercio elettronico nel mercato interno, coordinando i diritti nazionali. In secondo luogo, la Direttiva in oggetto è pienamente conforme ai principi relativi alla protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda le comunicazioni commerciali non richieste, che devono pertanto identificare in modo chiaro ed inequivocabile il mittente fin dal momento in cui il destinatario le riceve (qualora si tratti di prestatore che esercita attività economica nel territorio di uno Stato membro), ed il regime di responsabilità per gli intermediari. Inoltre, la Direttiva obbliga l indicazione di eventuali codici di condotta a cui aderisce il venditore di beni/prestatore di servizi, nonché le informazioni su come accedere per via elettronica. Comunque, è da evidenziare che la Direttiva sul commercio elettronico fa salva e quindi non pregiudica l applicazione delle leggi a tutela del consumatore, di cui ogni cittadino-consumatore gode nel proprio Stato membro di residenza e/o domicilio. In Italia, la Direttiva 2000/31/CE è stata recepita con il D. Lgs. n. 70/2003, il quale dopo aver definito che le parti del commercio elettronico sono sostanzialmente tre: - colui che svolge on line attività economica di scambio di beni o servizi; - colui che offre un servizio di accesso-connessione alla rete e di memorizza- zione delle informazioni in essa accessibili (c.d. provider); - colui che accede alla rete per acquistare beni o servizi o ricevere tramite essa informazioni a contenuto commerciale senza finalità professionali (consumatore) o con finalità professionali (destinatario del servizio) delinea quali sono i tratti caratteristici della contrattazione on line, stabilendo la disciplina applicabile in materia di conclusione del contratto, di obblighi del venditore di beni/prestatore di servizi, di obblighi del provider e le rispettive responsabilità. Per tutto ciò che non è previsto espressamente dal Decreto Legislativo di cui sopra resta ferma l applicazione delle norme a tutela del consumatore, quali ad esempio quelle relative alla contrattazione a distanza, e le regole generali di contratto. In particolare, merita di essere messo in rilievo che la disciplina della contrattazione on line si applica ai destinatari del servizio telematico che possono essere un impresa o un consumatore, mentre la normativa di tutela a favore del consumatore si applica ovviamente solo a favore del consumatore che effettui una transazione con un professionista. Nel caso in cui il destinatario del servizio, invece, sia un impresa la normativa applicabile in via residuale è quella generale dei contratti. Particolari novità introdotte dal D. Lgs. n. 70/2003: Obblighi del venditore on line verso i visitatori-utenti del suo sito web: - fornire tutte le informazioni necessarie ad identificarlo (quali la ragione sociale, l indirizzo del domicilio o la sede legale, la partita iva, il numero di iscrizione al registro delle imprese, etc.) e a contattarlo (ad esempio , numero di telefono, fax); - indicare in modo chiaro ed inequivocabile il prezzo, evidenziando le imposte (IVA, etc.), i costi di spedizione e tutti gli altri eventuali costi aggiuntivi; - specificare tutte le attività consentite all acquirente e gli estremi del contratto nel caso in cui questo siadi
11 licenza d uso di un bene (tipico dei software); - indicare le caratteristiche essenziali del bene o servizio, le modalità di pagamento e di consegna, la durata temporale della validità dell offerta così come richiesto dal D. Lgs. n. 185/1999. Prima di un eventuale inoltro dell ordine di acquisto il venditore deve indicare in modo chiaro e comprensibile le fasi tecniche da seguire per la conclusione del contratto, l archiviazione di esso, l accesso e le modalità di correzione degli errori, lo strumento di composizione delle controversie. Questo gruppo di informazioni non sono necessarie se il contratto è concluso mediante il solo scambio di posta elettronica. Ad ogni modo la loro inosservanza comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 103,00 Euro a ,00 Euro. Inoltre, il venditore deve inviare la ricevuta dell ordine e comunicare con chiarezza al consumatore i termini dell acquisto attraverso un dettagliato riepilogo delle condizioni contrattuali, delle caratteristiche essenziali del bene o servizio, dei costi di spedizione e consegna, dei tributi applicati, dei mezzi di pagamento e delle modalità di recesso. Ai contratti di acquisto dei beni digitalizzabili (software, musica, immagini, e-book,etc.) non si applica il diritto di recesso, in quanto la prestazione è immediata ed irreversibile. Difetti di qualsiasi bene mobile acquistato: In tal caso resta ferma la disciplina prevista dal D.Lgs. n. 24/2002, attuativo della Direttiva 44/99, che prevede un garanzia di 26 mesi dalla consegna del bene mobile acquistato. Conclusione del contratto: Il contratto telematico si conclude come tutti gli altri e cioè quando il proponente (che in tal caso è colui che vuole acquistare) ha avuto conoscenza dell accettazione della propria proposta d acquisto. Il caso più frequente quindi, ricorre, quando l di ricevuta-accettazione dell ordine è scaricabile da parte dell acquirente dal Server del Provider che gli fornisce la connessione ad Internet. Invalidità del contratto: Ogni transazione on line compiuta dal minore, se non per mezzo di un genitore quale legale rappresentante, è annullabile. L azione di annullamento può essere esercitata dal minore, dal suo legale rappresentate (ad es. un genitore), dai suoi eredi o aventi causa, entro cinque anni dal raggiungimento della maggiore età. Composizione delle liti: Una delle novità più interessanti introdotte con il Decreto Legislativo in esame è la possibilità di adìre gli organi di composizione stragiudiziale, operanti anche per via telematica. Dunque, in caso di controversia insorta tra prestatore-fornitore sul web e cliente-utente del web, le parti possono adìre sia l autorità giudiziaria sia gli organi di composizione stragiudiziale on line. Tuttavia, in caso di controversie aventi ad oggetto il trasporto o la consegna dei mobili acquistati on line non è possibile procedere alla composizione stragiudiziale, ma si è obbligati ad adìre la giustizia ordinaria. 4. La scelta del sito La scelta del sito sul quale effettuare transazioni è importantissima. Occorre considerare che le aziende sono presenti su Internet in varie modalità, rispondenti a obiettivi diversi: 1. chi è on line con uno scopo promozionale : ha una vetrina sulla Rete, presenta le attività svolte e i servizi/prodotti offerti e rimanda alle sedi ed ai recapiti tradizionali per gli acquisti; in tale ipotesi, grazie all impiego di Internet, l azienda è in grado di rendere visibili i propri prodotti ad un numero illimitato di potenziali clienti dislocati in ogni parte del mondo; 2. chi, sulla Rete, inserisce l intero catalogo, foto e specifiche, moduli per richieste di maggiori informazioni e offre la possibilità di ordini tramite ; 3. chi sulla Rete ha una presenza di vendita: il sito è allora arricchito da shopping cart e da quelle caratte- 11 Guida all e-commerce
12 stiche tecniche che consentono il pagamento on line. E importante che il sito si sia costruito nel tempo una credibilità riconosciuta dagli utenti della rete. L affidabilità di un sito è valutabile sulla base della presenza o meno di alcuni elementi, quali ad esempio l utilizzo dei sistemi di crittografia a garanzia della sicurezza delle transazioni, nonché la dichiarazione di rispettare le prescrizioni della legge sul trattamento dei dati personali. Elementi di affidabilità sono anche l esplicita garanzia di recesso dall acquisto, secondo la normativa sulle vendite telematiche, nonchè la disponibilità di un servizio di informazioni a disposizione del cliente. Ancora a garanzia della serietà del sito, da non trascurare è anche l indicazione dettagliata di tutti i recapiti dell impresa. 5. La certificazione dei siti web Uno strumento considerato tra i più utili ed efficaci per accrescere la fiducia nelle transazioni economiche per via telematica, in special modo per quanto concerne il commercio elettronico tra imprese e consumatori (business to consumer) è quello dei cosiddetti seals of approval o trustmarks. In sostanza si tratta di posizionare, nella home page del sito dell azienda che svolge e-commerce, dei contrassegni rilasciati, di solito, da soggetti terzi, i quali assicurano i navigatori circa alcuni aspetti relativi all attività svolta dal sito. In Italia, ci si riferisce a tale fattispecie parlando, per lo più, di certificazione dei siti Internet.Tale terminologia, tecnicamente non corretta, è usata, analogamente a quanto accade nella firma digitale, per indicare l attestazione, da parte di un ente privato, sprovvisto di pubblici poteri certificativi, del possesso di determinate caratteristiche da parte del sito stesso. L attività di certificazione dei siti operanti in Internet non è ancora stata regolata dal legislatore italiano, pertanto l analisi di detta fattispecie non può che prescindere da specifici riferimenti normativi. In particolare, le attività connesse al rilascio di trustmarks relativi a siti web sono regolate essenzialmente su base contrattuale dalle parti. Attualmente, nel nostro Paese, sono in corso di svolgimento alcuni progetti di certificazione dei siti e diverse altre analoghe iniziative sono presenti da tempo a livello mondiale. Si segnalano, di seguito, i principali progetti attualmente attivi in Italia, alcuni dei quali ancora in uno stadio sperimentale. La Federxomin (http://www.federcomin.it) ha attivato il Progetto Fiducia (http://www.progettofiducia.it), che prevede l utilizzo di un marchio attestante la sottoscrizione di un apposito codice di comportamento da parte del soggetto che svolge e-commerce. Il Codacons (http://www.codacons.it) prevede un doppio grado di certificazione con il marchio Test-affidabilità e il successivo marchio Ok-affidabilità (http://www.codacons.it/ecomm/certificazione.html). Certicommerce, costituita dalla Unioncamere - Unione Italiana delle Camere di Commercio (http://www.certicommerce.net) e la federazione CISQ (Certificazione Italiana Sistemi Qualità Aziendali) hanno promosso il marchio di qualità Qweb (http://www.qwebmark.net). Altroconsumo (http://www.altroconsumo.it) ha introdotto, a sua volta, il progetto Web Trader.Altro progetto di certificazione è quello Certisek (http://www.certisek.org). Infine si segnala l iniziativa di Webethical (http://www.webethical.com), che ha la particolarità di introdurre l adozione di un codice etico. Pur prendendo atto che ciascun progetto presenta specifiche peculiarità, è possibile provare a ricostruirne le caratteristiche principali ed a sintetizzarne i tratti comuni. Un aiuto molto importante in questo senso, può giungere, senz altro, dalla circostanza che tutti gli enti che intendono effettuare l attività di certificazione provvedono ad elaborare un apposito regolamento che fissa le condizioni generali del servizio offerto. Più specificamente, tra le altre cose, vengono disciplinate le procedure di rilascio della certificazione, i diritti e i doveri del soggetto certificato, le procedure di ritiro del marchio da parte del certificatore, l uso scorretto del medesimo, le procedure di risoluzione delle controversie. Il regolamento può accompagnarsi o essere addirittura sostituito da un codice di condotta, che detta le regole comportamentali minime cui debbono attenersi i soggetti che svolgono l attività in esso regolata. Il codice può essere stilato direttamente dall ente certificatore oppure da altri soggetti cui esso si richiami.
13 Concluso il contratto di certificazione, i soggetti risultano vincolati alle varie statuizioni contenute nel contratto stesso, nel regolamento, nel codice di condotta e in altri eventuali documenti. Lo scopo principale dell attività di certificazione consiste essenzialmente nell accrescere la fiducia degli acquirenti nei confronti del commercio elettronico per incoraggiare così, lo scambio di beni e la prestazione di servizi on line. I progetti di certificazione, infatti, operano per rafforzare la credibilità e l affidabilità delle aziende che utilizzano la rete Internet per la vendita dei propri prodotti e servizi, attraverso l indicazione di specifiche caratteristiche e requisiti minimi, che devono possedere tanto i siti Internet di commercio elettronico, quanto quelli istituzionali o di contenuto informativo interessati ad ottenere la certificazione. I soggetti certificatori, quindi, svolgono la propria attività essenzialmente per rafforzare il senso di fiducia degli utenti, aumentando la credibilità del mercato virtuale e dei suoi operatori. Il loro intervento, in altre parole, ha lo scopo di garantire che il sito sia affidabile, in quanto rispondente ad una serie di criteri precedentemente individuati dall ente certificatore. Di conseguenza, l utente è rassicurato in merito alle caratteristiche del sito certificato che sta visitando. Per quanto concerne i certificatori italiani, essi ricavano principalmente i requisiti di base ai quali un sito deve rispondere dalle ultime direttive emanate dall Unione Europea in materia di e-commerce e dalla cosiddetta netiquette (si veda a titolo di esempio, il regolamento emanato per i progetti del Codacons) 1. 1 Il Codice Netiquette contiene le norme di buona educazione in rete e di buon uso dei servizi di rete, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione a mailing list e newsgroup. Si riporta di seguito il Codice Netiquette. Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete Internet, ed in particolare fra i lettori dei servizi di "news" Usenet, si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di "tradizioni" e di "principi di buon comportamento" (galateo) che vanno collettivamente sotto il nome di "netiquette". Tenendo ben a mente che la entita' che fornisce l'accesso ai servizi di rete (provider, istituzione pubblica, datore di lavoro, etc.) puo' regolamentare in modo ancora piu' preciso i doveri dei propri utenti, riportiamo in questo documento un breve sunto dei principi fondamentali della "netiquette", a cui tutti sono tenuti ad adeguarsi. 1. Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione via posta elettronica, e' bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane prima di inviare propri messaggi in giro per il mondo: in tale modo ci si rende conto dell'argomento e del metodo con cui lo si tratta in tale comunita'. 2. Se si manda un messaggio, e' bene che esso sia sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema. 3. Non divagare rispetto all'argomento del newsgroup o della lista di distribuzione. 4. Se si risponde ad un messaggio, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l'intero messaggio originale. 5. Non condurre "guerre di opinione" sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, e' meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interssati. 6. Non pubblicare mai, senza l'esplicito permesso dell'autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica. 7. Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti dell'uno o dell'altro fra i contendenti in una discussione. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all'argomento trattato prima di inviare nuove domande. 8. Non inviare tramite posta elettronica messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano stati sollecitati in modo esplicito. 9. Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, e' comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettivita'. Alle regole precedenti, vanno aggiunti altri criteri che derivano direttamente dal buon senso: A. La rete e' utilizzata come strumento di lavoro da molti degli utenti. Nessuno di costoro ha tempo per leggere messaggi inutili o frivoli o di carattere personale, e dunque non di interesse generale. B. Qualunque attivita' che appesantisca il traffico sulla rete, quale per esempio il trasferimento di archivi voluminosi, deteriora il rendimento complessivo della rete. Si raccomanda pertanto di effettuare queste operazioni in orari diversi da quelli di massima operativita' (per esempio di notte), tenendo presenti le eventuali differenze di fuso orario. C. Vi sono sulla rete una serie di siti server (file server) che contengono in copia aggiornata documentazione, software ed altri oggetti disponibili sulla rete. Informatevi preventivamente su quale sia il nodo server piu' accessibile per voi. Se un file e' disponibile su di esso o localmente, non vi e' alcuna ragione per prenderlo dalla rete, impegnando inutilmente la linea e impiegando un tempo sicuramente maggiore per il trasferimento. D. Il software reperibile sulla rete puo' essere coperto da brevetti e/o vincoli di utilizzo di varia natura. Leggere sempre attentamente la documentazione di accompagnamento prima di utilizzarlo, modificarlo o redistribuirlo in qualunque modo e sotto qualunque forma. E. Comportamenti palesemente scorretti da parte di un utente, quali: - violare la sicurezza di archivi e computers della rete; - violare la privacy di altri utenti della rete, leggendo o intercettando la posta elettronica loro destinata; - compromettere il funzionamento della rete e degli apparecchi che la costituiscono con programmi (virus, trojan horses, ecc.) costruiti appositamente; costituiscono dei veri e propri crimini elettronici e come tali sono punibili dalla legge. Per chi desiderasse approfondire i punti qui trattati, il documento di riferimento e' RFC1855 "Netiquette Guidelines", ed anche RFC2635 "A Set of Guidelines for Mass Unsolicited Mailings and Postings" disponibili sulla rete presso: ftp://ftp.nic.it/rfc/rfc1855.txt ftp://ftp.nic.it/rfc/rfc2635.txt 13 Guida all e-commerce
14 Già da qualche tempo comunque, il Global Business Dialogue on Electronic Commerce (http://www.gbde.org) 2 ha avviato un progetto su scala trasnazionale, che ha identificato gli elementi essenziali dei trustmarks, per giungere così ad una sorta di standard da seguire nella certificazione dei siti. Solitamente, come accennato in precedenza, l attività di certificazione si estrinseca attraverso l apposizione di un marchio o bollino di affidabilità nella home page ovvero nella shopping page del sito certificato. La presenza di detto marchio garantisce, quindi, che l impresa, nello svolgere l attività di commercio elettronico, si attiene a determinati principi e criteri di trasparenza, sicurezza e riservatezza. Il marchio ha la funzione di comunicare all utente che il sito che sta visitando è stato sottoposto ad una serie di controlli e procedure, all esito dei quali è risultato conforme ai criteri di riferimento seguiti dall ente certificatore. La presenza del marchio, inoltre, può attestare che il sito aderisce ad uno specifico codice di condotta, qualora previsto. In genere, poi, il marchio consente un collegamento ipertestuale al regolamento, al codice di condotta, ovvero al sito web del certificatore ; ciò al fine di permettere al visitatore la consultazione delle regole prese in considerazione per l esame del sito. E possibile la presenza di più marchi sullo stesso sito, perciò non esiste alcuna forma di esclusiva tra il certificatore e il certificato ; pertanto l interessato può chiedere la certificazione da parte di diversi enti. Così, per esempio, un sito può avere la certificazione di TRUSTe per quanto concerne la privacy, insieme con quella di Verisign relativamente alla sicurezza, nonché tra gli altri, quello rilasciato da Eurocommerce per certificare l adesione al relativo codice di condotta e il rispetto della normativa comunitaria. Per concludere, va osservato che il fenomeno dei trustmarks, ancora poco conosciuto nel nostro Paese, potrebbe, insieme ad altri strumenti, giocare un ruolo importante nello sviluppo futuro delle transazioni commerciali on line. Ciò, però, solo a patto di una politica tesa all armonizzazione, a livello transnazionale, dei criteri e delle regole ad esso relativi, soprattutto in considerazione del fatto che le attività svolte attraverso la Rete hanno un potenziale bacino di utenza a livello mondiale. 6. Come effettuare la selezione dei prodotti ed acquistare Internet è il luogo ideale nel quale i consumatori possono ricercare alternative, fare confronti di prezzo e accumulare una quantità di informazioni prima della scelta. Le comparazioni possono essere fatte direttamente dall acquirente. Internet permette, infatti, di rivolgersi direttamente al produttore del bene senza intermediari, permettendo una riduzione dei costi. In alternativa, la selezione dei prodotti può essere effettuata, affidandosi a siti che svolgono un ruolo di intermediazione, permettendo di scegliere i prezzi più competitivi ed i prodotti migliori. In tale ipotesi sono dovute delle commissioni di intermediazione. Alcuni motori di ricerca hanno inserito un tool per lo shopping virtuale che consente la ricerca per prodotto o per prezzo dell offerta. Altri siti permettono di realizzare una comparazione immediata delle offerte, sulla base della richiesta del consumatore, definendo il prezzo più basso, la consegna più rapida, la qualità del prodotto. Suddivisi per categorie merceologiche, questi servizi consentono di ottenere i prodotti più vicini a quelli desiderati con la semplice immissione di una richiesta di fornitura ed operano solitamente senza commissioni di intermediazione. Inoltre, 2 Global Business Dialogue on Electronic commerce è un'associazione di municipalità di tutto il mondo che ha come fine il sostegno alle città nella loro transizione verso una società dell'informazione multi-culturale accessibile a tutti, tramite il conseguimento di alcuni obiettivi, quali l incremento della fiducia di cittadini e imprese nelle infrastrutture digitali e un parallelo incremento della sicurezza elettronica, le opportunità di scambio e accrescimento delle competenze nei giovani, il superamento del divario nord-sud, lo sviluppo della comunicazione pubblica. Si tratta di un'associazione di municipalità che bypassa il ruolo di governi nazionali, regionali e di altre istituzioni sovranazionali.
15 tali siti offrono su abbonamento ulteriori servizi che consentono alle aziende interessate di entrare direttamente in contatto con altre aziende, tramite richiesta e invio della risposta direttamente nella mailbox del richiedente. Una volta operata la scelta del bene o del servizio, per procedere all acquisto occorre compilare un modulo d ordine on line, nel quale dovranno essere inseriti i dati personali che verranno utilizzati sia per la fatturazione sia per la consegna della merce. In genere, sul sito di vendita è anche presente una informativa sulle modalità di trattamento dei dati personali immessi. La maggior parte dei negozi su Internet offre il servizio di cybershopping carts, che permette di inserire in un ambiente virtuale (il c.d. carrello virtuale) il prodotto scelto e di proseguire nella ricerca di altri articoli: solo alla fine del tour virtuale all interno del sito, verrà richiesto il pagamento di tutti gli articoli con un'unica procedura di acquisto. Altri siti prevedono l assegnazione di una password, associata alle informazioni sulla modalità di pagamento, in modo tale da non richiedere al cliente l inserimento di nuove informazioni personali, una volta che si è registrato. Riguardo i prezzi, occorre tenere presente che, di solito, nelle cifre pubblicate non sono comprese le spese di spedizione, che potrebbero apportare variazioni anche rilevanti sul prezzo finale della merce. Prima di acquistare si consiglia, dunque, di fare sempre particolare attenzione alle modalità di spedizione e ai tempi previsti per la consegna. L ordinazione si ritiene conclusa solo quando l acquirente riceve la mail di conferma. Questa va conservata perché è l unico documento che dimostra la sottoscrizione del contratto.tale può, quindi, tornare utile all acquirente nel caso volesse far valere i propri diritti di recesso e di restituzione della merce difettosa o danneggiata. Si consiglia, in ogni caso, di stampare e conservare tutti i documenti del procedimento sopra descritto: a. modulo di spesa, riempito con i propri dati; b. la pagina con i dati fiscali e i riferimenti che possono permettere una localizzazione del sito; c. i messaggi di conferma dell ordine; d. l estratto conto della carta di credito attestante l avvenuto addebito (qualora venga scelta tale modalità di pagamento). Tali documenti sono decisivi per dirimere eventuali controversie. 7. Informazioni prima dell acquisto Al fine di verificare in maniera precisa ed esauriente le informazioni che per legge debbono essere presenti nel caso di acquisto via Internet, è necessario distinguere a seconda che il fornitore abbia sede legale all interno dell Unione Europea o al di fuori dell Europa. Qualora il fornitore abbia sede nell Unione Europea: In questo caso i consumatori possono invocare il D. Lgs. n. 185/1999 (che ha adottato la Direttiva 1997/7/CEE) e il D. Lgs. n. 70/2003 (che ha adottato la Direttiva 2000/31/CE) che prevede alcuni obblighi per le ditte fornitrici. Il sito deve contenere le seguenti informazioni: - identità del fornitore, indirizzo di posta elettronica, indirizzo reale (meglio se vi è riportato anche un numero di telefono per ulteriori informazioni o per reclami); - caratteristiche essenziali e prezzo del bene o del servizio, durata della validità della offerta e del prezzo; - eventuali tasse o imposte o dazi doganali o spese di spedizione in modo da poter sapere con precisione quanto verrà a costare complessivamente l'acquisto; - modalità del pagamento: se la ditta si trova in un altro Paese dell'unione Europea, vanno considerate anche le spese di cambio nella valuta corrente; - esistenza del diritto di recesso o esistenza di un'ipotesi di esclusione dello stesso e modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di recesso; - durata minima del contratto in caso di contratti a esecuzione continuata o periodica; 15 Guida all e-commerce
16 - costo dell'accesso al sito web, quando è calcolato su una base diversa dalla normale tariffa di connessione alla Rete. Il fornitore deve confermare, per iscritto oppure su un altro supporto materiale duraturo, non solo queste informazioni, ma anche: - condizioni e modalità di recesso; - indirizzo geografico del fornitore e servizi di assistenza e garanzie commerciali esistenti; - condizioni di recesso in caso di contratto a durata indeterminata o superiore ad 1 anno. Legge applicabile Ai sensi dell art.11 del D. Lgs.n. 185/1999, ove le parti abbiano scelto di applicare al contratto una legislazione diversa da quella italiana, al consumatore devono comunque essere riconosciute le condizioni di tutela previste dal decreto legislativo stesso. Pertanto la norma permette di scegliere pattiziamente l applicazione di una legge differente da quella italiana, senza tuttavia rinunciare alla tutela del contraente più debole, essendo comunque applicabili le norme italiane di tutela del consumatore. Foro competente Dal 1 marzo 2002 i cittadini europei potranno adire un giudice del proprio paese anche se il venditore ha sede in un altro Stato dell'unione. E' quanto stabilisce il Regolamento del Consiglio dell Unione Europea n. 44 del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, nonchè il riconoscimento e l esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale nell Unione Europea. Il Regolamento ha uniformato le leggi europee in materia di competenza giurisdizionale per le controversie tra soggetti domiciliati nella Comunità ed ha dettato regole uniformi per il riconoscimento e l esecuzione delle sentenze emanate in uno Stato membro in materia civile e commerciale, prevedendo a tale scopo una procedura semplificata per far dichiarare esecutive tali sentenze anche negli altri paesi comunitari. Una delle novità più interessanti introdotte dal Regolamento è contenuta nella sezione 4, artt.15-17, la quale introduce regole speciali in materia di foro competente per le controversie aventi ad oggetto i contratti conclusi da consumatori (B2C) stipulati on line. In particolare, si prevede che l azione del consumatore contro l altra parte del contratto può essere proposta davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è domiciliata tale parte o davanti ai giudici del luogo in cui è domiciliato il consumatore. L azione dell altra parte del contratto contro il consumatore può essere proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il consumatore (art.16). La competenza speciale introdotta dal regolamento può essere derogata solo da una convenzione posteriore al sorgere della controversia o che consenta al consumatore di adire un giudice diverso da quelli indicati nella presente sezione o che, stipulata tra il consumatore e la sua controparte aventi entrambi il domicilio o la residenza abituale nel medesimo Stato membro al momento della conclusione del contratto, attribuisca la competenza a giudici diversi di tale Stato membro, sempre che la legge di questo ultimo non vieti siffatte convenzioni (art.17). Ne consegue che chi acquista un prodotto on line in uno Stato membro può citare l azienda titolare del sito nel paese del proprio domicilio e non in quello in cui l azienda è domiciliata. D altra parte, se l acquirente dovesse citare l azienda nel paese in cui è domiciliata, ne deriverebbero ovvie conseguenze negative, consistenti principalmente nel dover instaurare un giudizio in lingua straniera e all estero. Se invece è l azienda venditrice a volere per qualche motivo citare l acquirente, sarà costretta ad intentare il giudizio nel paese in cui il consumatore è domiciliato. Da rilevare poi che in base al Regolamento n. 44/2000 la possibilità concessa al consumatore non può essere derogata da clausole contenute nel contratto on line che prevedano quale foro competente quello del paese del venditore, pertanto tali clausole sono da ritenersi nulle.
17 Qualora il fornitore abbia sede legale al di fuori dell'unione Europea: 1) Preferire i siti che riportano le seguenti o almeno la maggior parte delle seguenti informazioni: - identità del fornitore, indirizzo di posta elettronica, indirizzo geografico del fornitore e servizi di assistenza e garanzie commerciali esistenti; - caratteristiche essenziali e prezzo del bene o del servizio, durata della validità della offerta e del prezzo; - termine di consegna della merce; - eventuali tasse o imposte o dazi doganali o spese di spedizione in modo da poter sapere con precisione quanto verrà a costare complessivamente; - modalità del pagamento: vanno considerate anche le spese di cambio nella valuta corrente; - eventuale esistenza di un diritto di recesso, modalità e tempi per l'esercizio dello stesso e modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di recesso; - durata minima del contratto in caso di contratti a esecuzione continuata o periodica; - costo dell'accesso al sito web, quando è calcolato su una base diversa dalla tariffa di base, ossia dalla tariffa per il collegamento telefonico; - condizioni di recesso in caso di contratto a durata indeterminata o superiore ad 1 anno. Se non vengono riportate queste informazioni, è consigliato farne richiesta, meglio per fax, cercando di ottenere anche una risposta scritta. 2) Stampa delle informazioni e dell'ordine: provvedere a stampare non solo tutte le informazioni summenzionate, ma anche l ordine, in modo tale da sapere sempre che cosa è stato ordinato e a che condizioni. Legge applicabile Secondo la normativa di diritto internazionale privato, in mancanza di scelta delle parti della legge applicabile si farà riferimento alla legge del paese con il quale il contratto presenta il collegamento più stretto. In linea di principio, si presume che il contratto presenti il collegamento più stretto con il paese in cui la parte che deve fornire la prestazione caratteristica ha, al momento della conclusione del contratto, la propria residenza abituale o, se si tratta di una società, la sua amministrazione centrale. Di regola, la prestazione caratteristica non è il pagamento del prezzo, ma la prestazione per la quale il prezzo viene corrisposto. Ne segue che, generalmente, nel commercio elettronico, in assenza di scelta della legge regolatrice del contratto, troverà applicazione la legge del paese del fornitore del bene o del servizio, piuttosto che quella del destinatario dello stesso. Foro competente Per quanto riguarda la individuazione del foro competente nell ipotesi in cui il fornitore abbia sede legale al di fuori della Unione Europea è difficile dare una risposta univoca. In tal caso occorre che sia attentamente verificata la clausola contrattuale che definisce lo stesso, secondo pertanto una espressa previsione pattizia. In entrambi i casi: Informazioni sulla privacy e sul trattamento dei dati personali Il fornitore deve pubblicare, in forma chiara e comprensibile, le garanzie a tutela della privacy, secondo le normative vigenti. In particolare ogni qualvolta vengano richiesti al consumatore i suoi dati personali, le iscrizioni a mailing list, a forum, a newsgroup e analoghi, vanno esplicitate: la normativa sulla privacy, le finalità della raccolta delle informazioni, gli utilizzi successivi delle informazioni raccolte, le modalità per chiedere la cancellazione delle informazioni date. Eventuali cessioni a terzi dei dati del consumatore potranno avvenire solo previa autorizzazione scritta dell'interessato. 17 Guida all e-commerce
18 8. Le modalità di conclusione del contratto. La Firma digitale La continua evoluzione tecnologica permette una crescente capacità di comunicare e di soddisfare interessi economici senza quelli che sono stati fino ad ora i supporti fisici abituali. Un metodo di controllo e autenticazione diffuso è stato, per un certo periodo di tempo, quello delle password, consistente nel verificare l identità di un utente già registrato presso un negozio virtuale, basandosi su un solo inserimento iniziale dei dati personali e del numero di carta di credito.tale sistema, pur limitando la circolazione di informazioni, ha in sé tuttavia, ragioni di vulnerabilità. Il documento informatico è una delle innovazioni che ha portato una vera metamorfosi nel concetto tradizionale di documento. Come già accennato, al documento informatico è attribuita la stessa efficacia della scrittura privata prevista dall'articolo 2702 del Codice Civile, per il quale la scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta. Requisito essenziale del documento è, dunque, la sottoscrizione da parte dell'autore che consiste nell'apposizione autografa del nome in calce al documento. La sottoscrizione cartacea svolge funzioni molto importanti: innanzitutto, essa individua l'autore del documento (con la firma, infatti, ci si assume la paternità del documento e del contenuto); inoltre, fa prova riguardo all'autenticità dell'autore stesso (la firma si presume unica per ogni individuo). Attualmente i contratti telematici diffusi sulla rete possono essere stipulati secondo due diverse modalità: col sistema del point and click o con firma digitale. Queste differenti modalità di conclusione riflettono l importante distinzione nell ambito del commercio elettronico tra business to business e business to consumer. Come già specificato nel paragrafo 1, il business to business indica i rapporti commerciali telematici tra aziende e professionisti, mentre il business to consumer indica i rapporti tra aziende e consumatori. Poiché questa distinzione riflette dei valori economici diversi, in molti casi si utilizzano strumenti telematici diversificati. In particolare, nei contratti business to business è maggiormente avvertita l esigenza della imputabilità della dichiarazione e della sua immodificabilità che sono garantite dal sistema della firma digitale; mentre nel business to consumer, poiché prevale l esigenza della celerità e della speditezza della contrattazione, l uso della firma digitale sarebbe un impaccio, motivo per cui si usa il sistema del point & click.tuttavia anche nell ambito del business to consumer si sta facendo strada l esigenza dell uso della firma digitale soprattutto in presenza di contratti con clausole vessatorie per gli utenti. Firma digitale La firma digitale consiste in un insieme di caratteri alfanumerici risultanti da operazioni di cifratura effettuate da un elaboratore su un documento elettronico e si basa su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia: una chiave è pubblica e, associata al nome di un titolare, serve per certificare l'autenticità del documento, l'altra è segreta e utilizzabile solo dal titolare. Quindi una ha la funzione di cifrare (ovvero di non rendere conoscibile i documenti ai terzi), l altra ha la funzione di decifrare (cioè di rendere chiaro il documento al destinatario della comunicazione elettronica). Le firme digitali sono create e verificate attraverso gli strumenti della crittografia, che trasformano un testo in un altro incompresibile e indecifrabile da parte di chi non possiede la chiave di criptazione. Chiunque voglia utilizzare un sistema di chiavi asimmetriche di cifratura per redigere un documento valido ad ogni effetto di legge in base all'art. 8 del D.P.R. n. 513/1997: "deve munirsi di una coppia di chiavi e rendere pubblica una di esse mediante la procedura di certificazione". La principale differenza con la firma autografa (ricordiamo che la grafia è un elemento identificativo della persona) sta nel fatto che alla firma digitale manca la capacità di identificare direttamente colui che la appone. Per colmare questa lacuna si ricorre all'autorità di certificazione il cui compito è quello di garantire la corrispondenza tra la
19 firma digitale e il soggetto sottoscrittore. L art 11 T.U. n. 445/2000 statuisce che i contratti stipulati con strumenti informatici o per via telematica mediante l uso della firma digitale secondo le disposizioni del presente T.U. sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge ; questa norma consente dunque di equiparare il contratto stipulato on line con firma digitale ad un contratto firmato con scrittura privata riconosciuta. Ciò implica che i contratti telematici non possono essere stipulati quando la legge richiede la forma dell atto pubblico per la sua validità, come accade per esempio per il contratto di donazione o per l atto costitutivo di una S.P.A., e comporta altresì che anche i contratti informatici stipulati senza firma digitale sono validi quando la legge, in ossequio al principio della libertà delle forme, non richiede una forma specifica per la sua validità. Bisogna mettere in rilievo che oggi i contratti telematici sono soprattutto contratti di scambio ed in particolare contratti per cui la legge non richiede una forma ad substantiam ed infatti, in ragione di ciò, l'uso del contratto telematico con firma digitale è limitato, come già evidenziato, ai rapporti commerciali business to business dove sono rilevanti gli interessi in gioco. Point & Click Il D. Lgs. n. 10/2002 intitolato Attuazione della direttiva 1999/93/CE relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche ha riformato completamente il precedente sistema fondato su un solo tipo di firma, quella digitale, introducendo accanto ad essa anche la firma elettronica o firma leggera. Questo tipo di firma comporta una minore protezione del documento e dà una minore garanzia e un minore grado di sicurezza circa la provenienza e la genuinità del documento elettronico collegato. Dal punto di vista tecnico può trattarsi di un codice identificativo associato ad un documento informatico, come ad esempio un username o una password. La firma digitale, invece, fondata sul sistema di crittografia a chiave pubblica, dà maggiori garanzie sull immodificabilità del documento e perciò sulla sua riferibilità al titolare della firma. Le firme elettroniche possono dividersi in 2 gruppi: 1. firme che utilizzano dati biometrici che analizzati dal computer permettono di identificare la persona addirittura con maggiore certezza della firma autografa; 2. firme che utilizzano sistemi di cifratura. Cifrare un messaggio significa applicare ad esso un algoritmo che in relazione ad una chiave di cifratura (variabile y) lo trasforma in un altro testo incomprensibile da parte di colui che non possiede la chiave. La firma elettronica ha l'inconveniente che può essere riutilizzata dall'autore della stessa, ma anche da terzi non garantendo quindi con assoluta certezza la genuinità e la provenienza del contenuto del documento. Questo problema sembra essere risolto dalla firma digitale realizzata con sistemi di cifratura, di cui si è già detto in precedenza. 9. Esecuzione del contratto, inadempimento e diritto di recesso Ai sensi dell art. 6 del D. Lgs. n. 185/1999, l esecuzione del contratto deve avvenire entro 30 gg., che decorrono dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso l ordinazione. Viene fissato, quindi, dal legislatore un termine finale per l'esecuzione del contratto da parte del fornitore, anche in questo caso per una generale esigenza di certezza del diritto. In caso di inadempimento del fornitore incombe su questi l obbligo di informazione (circa l'impossibilità di adempiere la propria prestazione) ed il rimborso di somme eventualmente già percepite. La normativa prevede poi l ipotesi di fornitura diversa, per la quale occorre il previo consenso del consumatore, e non di fornitura tardiva, per la quale, conseguentemente, è possibile ipotizzare un accordo delle parti. La riforma della disciplina relativa al settore del commercio (D. Lgs. n. 114 del 31 marzo 1998) contempla infine l ipotesi della fornitura non richiesta, stabilendo che è vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta. E consentito l invio di prodotti o di omaggi, purchè senza spese o vincoli per il consumatore. 19 Guida all e-commerce
20 Diritto di Recesso Anche nell ambito di contrattazioni telematiche, al consumatore è riconosciuto il diritto di recedere dal contratto stipulato in caso di ripensamento. Tale diritto consente a ciascuna delle parti contrattuali di liberarsi unilateralmente dagli obblighi assunti con il contratto. In materia di tutela dei consumatori, il legislatore ha stabilito all art. 5 del D. Lgs. n.185/1999 che il consumatore può esercitare recesso dal contratto mediante lettera raccomandata A.R., inviata al professionista entro 10 giorni lavorativi dalla conclusione del contratto (e quindi da quando l di ricevuta-accettazione è scaricabile da parte dell acquirente dal Server del Provider) se si tratta di servizi, o dal ricevimento della merce se si tratta di beni. Tale ipotesi presuppone che il professionista con la di ricevuta-accettazione abbia confermato tutte le informazioni che è tenuto a rendere al consumatore in base agli artt. 3 e 4 del decreto in oggetto. Se il professionista ha confermato per iscritto tutte le informazioni che è tenuto a fornire al consumatore in base agli artt. 3 e 4 del presente decreto successivamente alla conclusione del contratto, il termine di dieci giorni lavorativi inizia a decorrere da tale conferma. L esercizio del recesso da parte del consumatore non è subordinato ad alcuna penalità, né giusta causa e dà diritto al rimborso del prezzo pagato. A conferma di quanto sopra esposto è da rilevare che lo stesso diritto del consumatore ad ottenere il rimborso delle somme versate, è subordinato al valido esercizio del diritto di recesso, dunque con raccomandata A.R. nel termine di legge stabilito. A fronte di incertezze interpretative, è sempre preferibile che sia l operatore stesso ad indicare il termine di decorrenza del diritto di recesso e soprattutto le modalità di esercizio, attraverso una successiva conferma in tempo utile e per iscritto, o a scelta del consumatore, su altro supporto duraturo (per es. via ). a) Casi di esclusione del diritto di recesso salvo un diverso accordo tra le parti: - fornitura di servizi, la cui esecuzione sia già iniziata con l'acconto del consumatore prima del termine per il recesso; - beni o servizi, il cui prezzo sia legato a fluttuazioni che il fornitore non è in grado di controllare; - beni confezionati su misura, oppure personalizzati, oppure per natura non rispedibili o deteriorabili; - prodotti audiovisivi o di software sigillati, aperti dal consumatore; - fornitura di giornali, riviste e periodici. b) Casi di esclusione dell'obbligo di informazione, della conferma, del diritto di recesso e del termine di esecuzione del contratto di 30 giorni: - fornitura di alimenti, di bevande o altri beni per uso domestico, forniti al domicilio, alla residenza o al luogo di lavoro del consumatore da distributore che effettua dei giri regolari; - fornitura di servizi relativi ad alloggi, trasporti, ristorazione, tempo libero, se alla conclusione del contratto il fornitore si obbliga a fornirli ad una data determinata o in un periodo stabilito. 10. Le modalità di pagamento e le misure di sicurezza Per i contratti telematici è possibile utilizzare forme di pagamento tradizionali (ovvero off line, che non utilizzano la rete Internet) o on line. Le più comuni risultano essere la carta di credito, il c/c postale, il bonifico bancario. - Pagamento tramite c/c postale Se si opta per il pagamento con conto corrente postale, occorre compilare il modulo d ordine con i propri dati personali, completi di indirizzo mail per mezzo del quale ricevere il codice identificativo dell ordine effettuato. Tale codice (che non è da considerarsi come ricevuta, ma vale come conferma di avvenuta registrazione dell or-