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Timestamp: 2020-08-15 20:57:53+00:00
Document Index: 172172625

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 18', 'art. 360', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 12710 del 20/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12710 del 20/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 20/06/2016, (ud. 14/01/2016, dep. 20/06/2016), n.12710
sul ricorso 26860-2014 proposto da:
MARGHERITA CASTIGLIA giusta mandato a margine del ricorso;
PREFETTURA di LECCE;
avverso l’ordinanza n. 107/2014 del GIUDICE DI PACE di LECCE,
14/01/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA.
Che nella relazione depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si legge quanto segue:
“1. – Il sig. G.L., cittadino albanese, propose ricorso avverso l’espulsione intimatagli con decreto del Prefetto di Lecce del 13 giugno 2013, in connessione con la sua scarcerazione per fine pena, ed eseguita con accompagnamento alla frontiera il 17 giugno, dopo la convalida del provvedimento restrittivo da parte del Giudice di pace.
L’adito Giudice di pace di Lecce ha dichiarato inammissibile il ricorso perchè tardivo, essendo stato proposto a distanza di circa otto mesi dalla notifica del provvedimento espulsivo: notifica rituale in quanto eseguita mediante consegna di “uno degli originali, già convalidato dal Giudice di pace” e perchè il ricorrente comprendeva e parlava la lingua italiana, tanto da averla indicata quale lingua preferita per le notifiche, considerato che si trovava in Italia almeno dal 2009.
Il sig. G. ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi, cui non ha resistito l’autorità intimata.
2. – Con il primo motivo di ricorso si denuncia violazione del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 18, comma 6, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3 nonchè “omessa motivazione circa la denunciata carenza di legittimazione passiva della Questura di Lecce”, in relazione all’eccepita carenza di delega scritta, ai sensi dell’art. 18, comma 6 cit., del funzionario della Questura costituitosi in giudizio per l’amministrazione, eccezione sulla quale il giudice ha omesso di pronunciarsi.
2.1. — Il motivo è inammissibile essendo dedotta la violazione di una norma processuale (l’art. 18, comma 6, cit., appunto), la quale, peraltro, non comporta nullità del provvedimento finale del giudice, ma soltanto la nullità dell’attività processuale svolta dal funzionario non legittimato, onde non è configurabile neppure il vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 4. Nè è ammissibile la censura di vizio di motivazione, ai sensi del n. 5, riferibile solo agli accertamenti dei fatti di causa.
3. – Con il secondo e il terzo motivo si denuncia, ai sensi del richiamato art. 360 c.p.c., n. 5 “travisamento dei fatti ed errata, illogica e contraddittoria motivazione” con riferimento, rispettivamente, alla certificazione di conformità all’originale della copia del decreto di espulsione consegnato al ricorrente, in sede di notifica del medesimo, e alla conoscenza della lingua italiana da parte di quest’ultimo.
3.1. – Tali motivi sono inammissibili trovando qui applicazione, ratione temporis, l’art. 360, n. 5 come sostituito dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, che contempla il solo “omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti”.”;
che tale relazione è stata ritualmente comunicata agli avvocati delle parti costituite;
Che il collegio condivide quanto esposto nella relazione di cui sopra;
che, risultando dagli atti che il processo è esente dal contributo unificato, non trova applicazione il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.