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Timestamp: 2019-08-24 11:02:06+00:00
Document Index: 158791614

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario', 'art. 44', 'sentenza ', 'e contrario']

alla bellezza ... ... di Lunadicarta
Artists against war Italia per Emergency
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 12:49:38, in Estero, linkato 1303 volte)
Gli Artisti contro le guerre, saranno presenti ai presidi organizzati a Roma e in tutta Italia a sostegno dell'associazione Emergency per la liberazione dei membri italiani e afghani sequestrati dal Governo Karzai.
Artists Against War Italy
The artists against war will participate on the demonstrations in Rome and in other Italian cities for the liberation of the Italian and Afghan members of Emergency kidnapped by the Karzai government.
Palermo: Condannate Dell'Utri a 11 anni - La Stampa
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:21:32, in Magistratura, linkato 1330 volte)
"Condannate Dell'Utri a undici anni"
Il pg: «Fece da tramite con la mafia»
PALERMO Undici anni di reclusione. È questa la richiesta avanzata stamani dal pg Nino Gatto nell’ambito del processo a Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Nell’intervento che di fatto ha concluso la lunga e travagliata requisitoria del procuratore generale, interrotta il 30 ottobre scorso per consentire la deposizione in aula al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza e ai fratelli Graviano, Nino Gatto ha illustrato alla corte presieduta dal giudice Claudio Dall’Acqua, i diversi elementi che secondo l’accusa proverebbero la colpevolezza del senatore del Pdl. Su tutti il ruolo di vero e proprio mediatore ricoperto da Dell’Utri, tra il boss Vittorio Mangano e il premier Silvio Berlusconi; nonchè quello di inquinatore di prove, con l’accordo intrapreso dall’imputato con il pentito Cosimo Cirfeta, ed atto a screditare tre collaboratori di giustizia siciliani Francesco Onorato, Giuseppe Guglielmini e Francesco Di Carlo.
«All’esito del dibattimento d’appello - ha detto Gatto concludendo la requisitoria - resta integro il giudizio espresso dal tribunale di primo grado. Dal nuovo dibattimento, invece, emergono nuovi elementi a carico dell’imputato sorti in primis dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza circa i rapporti di Dell’Utri con i boss Graviano. Nuovi elementi che connotano in termini negativi l’imputato, soprattutto nell’attività di inquinamento delle prove». Questa mattina, prima dell’udienza, Marcello Dell’Utri aveva dichiarato «di attendersi di tutto» dal processo, e che in caso di assoluzione avrebbe «preso in considerazione l’idea di abbandonare qualsiasi attività politica per dedicarsi ad una vita privata che fosse più tranquilla». Un concetto ribadito anche dopo la richiesta di condanna non ascoltata dall’imputato perchè come lui stesso ha riferito ai cronisti era «impegnato a mangiare un ottimo sfincione». «Mi attendevo di tutto, e così è stato. Oggi ho sentito proprio di tutto - ha detto - ma non è emerso assolutamente il fatto che l’impianto accusativo è fondato su elementi per i quali c’è già stata un’assoluzione».
Alla domanda se stia pensando a rilasciare delle dichiarazioni spontanee, Dell’Utri ha risposto: «Sì, è un’ipotesi sulla quale sto riflettendo. Sicuramente ci rivedremo». All’istanza del pg si sono associate le parti civili. Adesso la parola passa alla difesa, le cui arringhe inizieranno il 30 aprile. Per la sentenza, invece, bisognerà attendere la metà di giugno.
Il Velino: Riformare la Corte, da chi è composta e come funziona in altri paesi
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:27:16, in Magistratura, linkato 1410 volte)
Riformare la Corte: da chi è composta e come funziona in altri Paesi
Roma, 16 apr (Il Velino) - Nel dibattito sulle riforme istituzionali, soprattutto se si pensa ad una modifica della forma di governo, è destinata ad entrare l'ipotesi di una "nuova" Corte costituzionale. Il premier Berlusconi ha più volte sottolineato i difetti dell'attuale composizione della Corte, che si presterebbe, secondo il presidente del Consiglio, all'uso della giustizia come arma di lotta politica da parte di quei magistrati politicizzati che quando il Parlamento vara una legge "a loro sgradita", "la impugnano e la portano davanti alla Corte costituzionale, che immediatamente la cancella". "In un quadro di riforma complessiva, è ovvio che anche la Corte costituzionale non può restare così com'è", ha osservato il vicecapogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, in un'intervista a La Stampa. "Non solo non ci sarebbe scandalo, ma sarebbe addirittura doveroso intervenire sulla sua composizione. Da una parte - ha spiegato - c'è l'aspirazione che la Corte possa avere maggiore autonomia, dall'altra che il suo ruolo di garanzia sia più forte".
L'articolo prosegue su Il Velino
IN ITALIA - Attualmente la Corte costituzionale è composta da 15 membri "nominati per un terzo dal presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative" (cioè da Cassazione e Consiglio di Stato). I suoi membri, nominati per nove anni e per un solo mandato, devono essere scelti "tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d'esercizio". Il presidente viene eletto dalla Corte stessa tra i suoi componenti, rimane in carica per un triennio ed è rieleggibile. La Corte si esprime sulla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, dello Stato e delle regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra Regioni; "sulle accuse promosse contro il presidente della Repubblica, a norma della Costituzione"; sull'ammissibilità dei referendum abrogativi. Al giudizio della Corte si può accedere solo "in via incidentale", cioè tramite un giudice che di sua iniziativa o su richiesta di una delle parti solleva la questione di legittimità nel corso di un giudizio, o "in via principale", tramite ricorsi che possono presentare solo lo Stato e le Regioni (o le province autonome di Trento e Bolzano) avverso le leggi rispettivamente della Regione e dello Stato (o di altre Regioni). Esiste poi il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, su cui la Corte può essere chiamata a giudicare da uno dei poteri dello Stato.
IN GERMANIA - La Corte costituzionale federale tedesca - con i suoi 16 membri scelti tutti dal Parlamento - è il modello cui si guarda nella maggioranza. Istituita nel 1951, è il supremo organo giurisdizionale e ha rango costituzionale, quindi piena autonomia di amministrazione e di bilancio. È composta da 16 giudici eletti per metà dal Bundestag (il Parlamento federale) e per metà dal Bundesrat (la Camera che rappresenta i Länder). Il Bundestag elegge la sua metà attraverso un comitato di 12 grandi elettori, eletti tra i parlamentari con metodo proporzionale, che a sua volta si esprime a maggioranza dei due terzi. Il Bundesrat elegge direttamente i giudici di propria competenza a maggioranza dei due terzi, su proposta di una apposita commissione. La durata della carica è di 12 anni, ma termina comunque al raggiungimento dell'età di 68 anni ed è esclusa la rielezione. La legge impone che siano scelti tra i magistrati o tra gli avvocati e che almeno tre dei componenti di ciascuna delle due sezioni di cui la Corte è composta provengano dalle supreme magistrature federali. Il presidente, che ha compiti di rappresentanza e di organizzazione, e il suo vice sono scelti tra gli altri giudici dal Bundestag e dal Bundesrat (una volta ciascuno) e presiedono le due sezioni. La Corte esercita il controllo astratto e concreto di costituzionalità delle norme federali o regionali; si esprime sui conflitti tra organi dello Stato e sui conflitti federali tra Bund (federazione) e Länder (i singoli Stati); inoltre, giudica sull'incostituzionalità di un partito politico. La Corte non ha il potere d'intervenire d'ufficio. Legittimati a presentare ricorsi sono gli organi federali (il presidente federale, il Bundestag, il Bundesrat, il governo federale o organi ad esso appartenenti, i deputati, nonché i governi dei Länder) e i giudici, che hanno l'obbligo di ricorrere alla Corte quando si trovano ad applicare una legge di cui ritengano dubbia la costituzionalità. Ma in Germania sono legittimati a presentare "ricorso costituzionale" anche i singoli cittadini che ritengano lesi i propri diritti fondamentali da parte dei pubblici poteri.
La Corte è composta da due sezioni (Senat), indipendenti e di uguale autorità, di 8 giudici ciascuna, che si dividono i compiti: la prima si occupa della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e del controllo di legittimità delle norme; la seconda si pronuncia sui conflitti tra poteri e organi dello Stato. Tuttavia, a causa del grande numero di ricorsi individuali, le due sezioni si spartiscono la mole di lavoro in modo più flessibile, finendo per occuparsi entrambe di tutte le materie. La Corte adotta le sue delibere a maggioranza semplice. In caso di parità dei voti, non viene dichiarata alcuna incostituzionalità. E' richiesta l'unanimità invece per respingere un'istanza o un ricorso diretto per inammissibilità o manifesta infondatezza. La Corte costituzionale federale tedesca prevede, come quella americana, l'istituto della "dissenting opinion", il cui esercizio è però facoltativo. Il giudice che si trova in dissenso ha tre mesi di tempo (prorogabili) per trasmettere al presidente le motivazioni della propria "opinione dissenziente", che sarà pubblicata insieme alla decisione con l'indicazione del suo nome. Il giudice dissenziente può anche limitarsi al semplice voto contrario e il Senat decidere di non rendere noto il risultato numerico della votazione.
IN FRANCIA - La particolarità del Consiglio costituzionale francese, istituito nel 1958, con la nascita della Quinta Repubblica, è il controllo di legittimità costituzionale preventivo. La Costituzione stabilisce infatti che "le leggi organiche, prima della loro promulgazione, le proposte di legge di cui all'articolo 11 prima di essere sottoposte a referendum, e i regolamenti delle assemblee parlamentari, prima della loro entrata in vigore, devono essere sottoposti al Consiglio costituzionale che si pronuncia sulla loro conformità alla Costituzione". "Agli stessi effetti, le leggi possono essere deferite al Consiglio costituzionale, prima della loro promulgazione, dal presidente della Repubblica, dal primo ministro, dal presidente dell'Assemblea nazionale, dal presidente del Senato, da sessanta deputati o da sessanta senatori". Il Consiglio costituzionale "deve deliberare entro il termine di un mese", ma su "richiesta del governo, in caso di urgenza, il termine è ridotto a otto giorni". Il deferimento al Consiglio costituzionale sospende il termine della promulgazione. Altri compiti che la Costituzione attribuisce al Consiglio sono di sovrintendere alla regolarità della elezione del presidente della Repubblica; di decidere, in caso di contestazione, sulla regolarità delle elezioni dei deputati e dei senatori; e di verificare la regolarità delle operazioni referendarie e proclamarne i risultati. Altra peculiarità del Consiglio costituzionale francese è la sua natura "politica". È composto infatti da 9 membri nominati tre dal presidente della Repubblica (che sceglie anche il presidente, il cui voto prevale in caso di parità), tre dal presidente dell'Assemblea nazionale e tre dal presidente del Senato, e ne fanno parte di diritto gli ex-presidenti della Repubblica. Non è richiesto che i membri del Consiglio provengano dalla magistratura, dall'avvocatura o dal mondo accademico. Il loro mandato dura nove anni e non è rinnovabile, ma ogni tre anni il Consiglio viene rinnovato per un terzo. La legge costituzionale n. 2008-724 del 23 luglio 2008 ha introdotto importanti modifiche. Il nuovo art. 56 Cost. prevede infatti che sia il Parlamento a ratificare le nomine dei giudici costituzionali con parere pubblico della commissione permanente competente di ciascuna assemblea. La revisione costituzionale del 2008 attribuisce inoltre al Consiglio un nuovo compito di garanzia. Nel caso in cui il presidente della Repubblica faccia ricorso ai poteri "di eccezione" previsti dall'art. 16 Cost., dopo 30 giorni il presidente dell'Assemblea nazionale, quello del Senato, sessanta deputati o sessanta senatori possono adire il Consiglio costituzionale, il quale si dovrà pronunciare il più rapidamente possibile con un parere pubblico sulla sussistenza delle condizioni che hanno indotto il presidente a ricorrervi. Infine, è stata introdotta la possibilità di adire il Consiglio anche "in via incidentale": l'articolo 61-1 prevede, infatti, che "qualora, in occasione di un procedimento in corso dinanzi ad una giurisdizione, si sostenga che una disposizione di legge porti pregiudizio ai diritti e alle libertà garantiti dalla Costituzione, il Consiglio costituzionale può essere incaricato di tale questione su rinvio del Consiglio di Stato o della Corte di Cassazione che si pronuncia entro un termine stabilito".
NEGLI STATI UNITI - Va innanzitutto premesso che negli Stati Uniti esiste un sindacato di costituzionalità delle leggi "diffuso". Ciò significa che ciascun giudice può disapplicare immediatamente, caso per caso, le leggi che ritenga lesive dei diritti costituzionali delle parti. Tuttavia, l'eventuale disapplicazione ha valore limitatamente al caso in oggetto, anche se la decisione è destinata ad avere un peso come "precedente". Negli Stati Uniti però, oltre al sindacato "diffuso" esiste, e ha assunto ormai preminenza, il controllo "accentrato", come nei sistemi europei continentali, operato dalla Corte Suprema. Istituita il 24 settembre 1789, essa svolge anche le funzioni di tribunale di ultima istanza del sistema giudiziario federale, similmente alla nostra Corte di Cassazione. I membri della Corte Suprema sono 9, nominati a vita (anche se possono ovviamente ritirarsi) dal presidente ogni volta che un seggio rimane vacante. La nomina presidenziale deve però ricevere l'approvazione del Senato. La Costituzione non pone alcun requisito: i giudici possono anche essere privi di qualsiasi esperienza legale e non sono mancati casi in tal senso, ma devono comunque passare l'esame del Senato. La Corte si riunisce ed emette le proprie sentenze sempre in presenza di tutti i giudici. È chiamata ad intervenire in prima ed unica istanza ("original jurisdiction") solo nei casi di conflitti tra due o più Stati e di controversie che riguardino ambasciatori o diplomatici. In tutti gli altri casi la Corte ha totale discrezionalità nel decidere se accettare o meno di occuparsi di una controversia e l'esame di un caso richiede comunque il consenso di almeno quattro giudici. Ha quindi facoltà di esprimersi sull'impugnazione di una sentenza emessa da una corte inferiore, con i limiti e le eccezioni previste dal Congresso, e può dichiarare l'incostituzionalità di una legge federale, statale, o di un trattato, su richiesta di un giudice federale che, chiamato ad applicarla, l'abbia considerata in contrasto con la Costituzione ("appellate jurisdiction").
Ad oggi l'unica via di accesso alla Corte per le parti è la procedura del "writ of certiorari": una delle parti può chiedere ad una corte inferiore di inoltrare gli atti della causa alla Corte Suprema perché se ne occupi. Oppure, il giudice può inoltrare di sua iniziativa alla Corte un quesito di diritto la cui soluzione è implicata nel caso concreto che sta trattando. La Corte può rispondere al quesito astratto, oppure decidere di avocare a sé il caso. Di solito la Corte accetta di giudicare solo i casi in cui le corti d'appello abbiano dato pareri discordanti, o quelli che presentano questioni di particolare rilevanza costituzionale. La Corte Suprema americana può dunque esercitare il controllo di costituzionalità delle leggi ("judicial review"), ma a differenza degli altri tribunali, la cui disapplicazione di una legge vale solo per il caso singolo, al suo giudizio di incostituzionalità devono attenersi tutte le corti inferiori, disapplicando la norma in ogni caso. Nella prassi della Corte Suprema degli Stati Uniti è frequente l'istituto della "dissenting opinion". Nella pubblicazione delle sentenze vengono rese note, oltre alle conclusioni e alle motivazioni della maggioranza dei giudici, anche le opinioni dei giudici dissenzienti e quelle dei giudici che, pur aderendo al dispositivo della pronuncia, non ne condividono in tutto o in parte le motivazioni ("concurring opinion").
IN SPAGNA - Il Tribunale costituzionale spagnolo è composto da "12 membri nominati dal Re; di questi, quattro su proposta del Congresso a maggioranza di tre quinti dei suoi membri; quattro su proposta del Senato con identica maggioranza; due su proposta del Governo, e due su proposta del Consiglio generale del Potere giudiziario". La Costituzione richiede che i membri siano nominati "fra i magistrati e i rappresentanti della pubblica accusa, professori universitari, funzionari pubblici e avvocati, tutti giuristi di nota competenza e con più di quindici anni di pratica professionale". Durano in carica per nove anni ma il Tribunale viene rinnovato per un terzo ogni tre anni. Il presidente è "nominato fra i suoi membri dal Re per un periodo di tre anni, su proposta dello stesso Tribunale deliberata in seduta plenaria". Il Tribunale costituzionale si esprime sui "ricorsi di incostituzionalità avverso le leggi e le disposizioni normative con forza di legge"; sui ricorsi dei cittadini per la violazione dei diritti e delle libertà fondamentali (ricorso di "amparo"); e sui conflitti di competenza fra lo Stato e le Comunità autonome. Sono legittimati a proporre ricorsi di incostituzionalità "il presidente del governo, il Difensore del Popolo, 50 deputati, 50 senatori, gli organi collegiali esecutivi delle Comunità autonome e, se del caso, le Assemblee delle medesime". Può proporre ricorso di amparo "ogni persona fisica o giuridica che invochi un legittimo interesse, come pure il Difensore del Popolo e il pubblico ministero". La Costituzione prevede inoltre che "qualora in occasione di un processo un organo giudiziario consideri che una norma di grado legislativo, applicabile nel caso di specie e della cui validità dipenda la sentenza, possa contrastare con la Costituzione, porrà la questione al Tribunale costituzionale". Prevista anche in Spagna la possibilità di pubblicare "unitamente" alla sentenza le "opinioni individuali, ove espresse".
NEL REGNO UNITO - È assente una vera e propria Corte costituzionale. Tuttavia, pur mancando una Costituzione scritta e sovraordinata, e in presenza di una Costituzione "flessibile", non per questo mancano forme di una giustizia che può essere considerata "costituzionale". Diversi corpi giudicanti esercitano di fatto un sindacato di costituzionalità "diffuso", operano come garanti sia delle libertà fondamentali dei cittadini che dell'assetto costituzionale, disapplicando le leggi in evidente contrasto con esse e con le fonti comunitarie. Come controllo "accentrato", sia preventivo che successivo di ultima istanza, soprattutto in seguito ai "Devolution acts" del 1998, operavano i judicial committees del Consiglio Privato della Corona (Judicial Committe of the Privy Council) e della Camera dei Lords (Law Lords), risolvendo, tra l'altro, i conflitti tipici di una "judicial review". In seguito al "Constitutional Reform Act" del 2005, il primo ottobre 2009 è stata istituita una Corte Suprema del Regno Unito, che ha assunto le funzioni giudiziarie dei Law Lords e del Judicial Committee of the Privy Council. Tuttavia, la nuova Corte Suprema britannica non corrisponde ad una vera e propria Corte costituzionale, innanzitutto dal punto di vista delle attribuzioni funzionali (non è previsto il sindacato di costituzionalità delle leggi, anche se non è essenziale per l'esercizio di una giurisdizione in qualche modo "costituzionale"), quanto piuttosto ad una corte di ultima istanza in tutti gli ambiti del diritto inglese, gallese, dell'Irlanda del Nord e scozzese, con i limiti e le eccezioni previste.
(Federico Punzi) 16 apr 2010 11:47
Modello francese: "Metodo Balladur" e riforme presidenzialiste
CONSULTA: CASCINI (ANM), NO ALLA ‘BOZZA” CALDEROLI
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:31:24, in Magistratura, linkato 1472 volte)
CONSULTA: CASCINI (ANM),
NO ALLA ‘BOZZA” CALDEROLI
(AGI) - Roma, 16 apr - “Sull’attribuzione esclusiva alle camere dei deputati di eleggere la Corte Costituzionale, sono totalmente contrario perche’ verrebbe meno la funzione di garanzia, di terzieta’ della Corte Costituzionale”. Il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini intervistato da Klaus Davi conduttore di KlausCondicio su You Tube ‘boccia’ la riforma di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. “Il modello di Corte Costituzionale italiana - afferma Cascini - e’ un modello estremamente equilibrato che prevede una rappresentanza tecnica, una politica, una di garanzia. 5 sono eletti dalla Camera, 5 dalle magistrature, 5 dal presidente?e’ un equilibrio molto delicato che garantisce piena autonomia di questo organismo. Se lo facciamo eleggere dalle camere, diventa un organismo politico e, quindi, perde la sua funzione principale: controllare la legalita’ delle scelte della politica. Se e’ espressione della politica, francamente…”.
Ma il segretario dell’Anm punta l’indice sulla lega anche per alcuni recenti interventi sulla giustizia da parte del partito di Bossi. “Io - afferma Cascini - non mi sono accorto di questo ruolo di ‘argine’ della Lega alla salvaguardia di certi principi del diritto, perche’ il dibattito politico su questi temi mi pare disorientante da tutti i punti di vista. Devo dire poi che c’e’ una forte responsabilita’ della Lega nell’introduzione di una normativa vessatoria e sbagliata sul fenomeno dell’immigrazione clandestina che ha provocato anche dei danni seri alla funzionalita’ del sistema giudiziario e alla sicurezza dei cittadini.”
“Basterebbe vedere qui giu’ nelle aule della direttissima - prosegue Cascini - come passano il loro tempo amenamente poliziotti, pm e giudici a processare delle persone che non si sono allontanate dal territorio nazionale senza che questo abbia alcun effetto, perche’ quelli rimangono comunque qui, nessuno li manda via. E’ solo un giro di carte impressionante che ingolfa il sistema giudiziario e sottrae lavoro e risorse alla lotta della vera criminalita’. E’ una normativa che e’ stata fatta per ragioni di mera propaganda. Quindi, il mio giudizio non e’ particolarmente positivo”.(AGI) red/Gal
RIFORME: FINOCCHIARO, CONSULTA? BERLUSCONI VUOLE COMANDARE
La Repubblica - ‎14/apr/2010‎
'Una riforma Costituzionale e' una cosa troppo seria per basare il confronto politico sui retroscena'. Lo ha detto la capogruppo del Pd al Senato, ...
Riforme/ Finocchiaro: Berlusconi su Consulta? Vuole comandare lui
Virgilio - ‎14/apr/2010‎
Roma, 14 apr. (Apcom) - "C'è una grande confusione nella maggioranza, si parlano linguaggi diversi, si affastellano proposte di segno diverso, l'unica cosa ...
Riforme/ Quagliariello: Cambiare la Consulta? Nessuno scandalo
APCOM - ‎15/apr/2010‎
Roma, 15 apr. (Apcom) - Nessuno scandalo se il centrodestra pensa a un nuovo assetto della Corte costituzionale, ma il progetto va visto in rapporto al ...
RIFORME: QUAGLIARELLO, CAMBIARE LA CORTE COSTITUZIONALE
Agenzia di Stampa Asca - ‎15/apr/2010‎
(ASCA) - Roma, 15 apr - ''In un quadro di riforma complessiva, e' ovvio che anche la Corte Costituzionale non puo' restare cosi' com'e'. ...
"Con le riforme, alla Corte Costituzionale andrebbe più autonomia"
L'Occidentale - ‎15/apr/2010‎
“In un quadro di riforma complessiva, è ovvio che anche la Corte Costituzionale non può restare così com'è. E non solo non ci sarebbe scandalo, ...
RIFORME: QUAGLIARIELLO, SERVE MODIFICA DEL RUOLO DELLA CORTE ...
IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎15/apr/2010‎
(IRIS) - ROMA, 15 APR - La modifica del ruolo della Corte Costituzione è scontata con le riforme ed è addirittura necessaria. Il vicepresidente dei senatori ...
GOVERNO: VIA LIBERA CDM ‘STORICA’ RIFORMA PROCESSO AMMINISTRATIVO
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:38:06, in Magistratura, linkato 1565 volte)
GOVERNO: VIA LIBERA CDM
‘STORICA’ RIFORMA
(AGI) - Roma, 16 apr. - Il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato, in esame preliminare, il Codice del processo amministrativo.
Si tratta, spiega il comunicato finale, di un complesso lavoro di riforma della materia, in attuazione di un’importante delega conferita al governo dall’art. 44 della legge n. 69 del 2009, volta a riordinare la normativa in materia adeguandola ai moderni principi processuali: snellezza, concentrazione ed effettivita’ della tutela, garanzia della ragionevole durata del processo, piena attuazione del contraddittorio, anche con specifico riguardo all’imprescindibile fase cautelare.
Il Codice, prosegue la nota, costituisce un intervento di portata storica, la cui improcrastinabile esigenza e’ unanimemente riconosciuta, giacche’ il processo amministrativo e’ stato finora regolato da leggi risalenti anche di oltre un secolo (regio decreto 17 agosto 1907, n. 642; regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054; legge 6 dicembre 1971, n. 1034; legge 21 luglio 2000, n. 205), cui si aggiunge una molteplicita’ di norme settoriali contenute nelle piu’ disparate leggi speciali.
Si e’ dunque di fronte, si legge ancora, alla prima codificazione, in assoluto, del processo amministrativo nella storia d’Italia e forse anche dalla stessa nascita del diritto amministrativo moderno. A cio’ si aggiunge l’obiettivo di far corrispondere la normativa, cosi’ coordinata, alle importanti evoluzioni giurisprudenziali recenti, a partire da quella relativa al riconoscimento della risarcibilita’ della lesione degli interessi legittimi.
Il complesso lavoro di codificazione si e’ svolto, su incarico del Governo e conformemente a quanto previsto dalla legge delega, nell’ambito di una Commissione speciale istituita ad hoc dal Presidente del Consiglio di Stato, aperta alle piu’ significative professionalita’ delle altre magistrature e delle classi accademica e forense. Il testo e’ stato in parte,significativa, ma non basilare, rielaborato d’intesa con il Ministro della economia e delle finanze, al precipuo fine di non introdurre istituti che, anche indirettamente o mediatamente ed in prospettiva temporale di medio periodo, potessero essere suscettibili di determinare incremento di oneri per la finanza pubblica, evidentemente insostenibili nell’attuale fase congiunturale.
Il Codice approvato oggi in via preliminare dal Consiglio dei Ministri sara’ trasmesso alle competenti Commissioni parlamentari per il prescritto parere e, poiche’ dev’essere approvato in via definitiva entro il prossimo 4 luglio, se ne e’ prevista l’entrata in vigore dal 16 settembre 2010. (AGI) Bal
Legittimo Impedimento - gli atti alla Consulta. La difesa: I Pm leggono l'ordine del giorno del consiglio dei ministri
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:41:33, in Magistratura, linkato 1600 volte)
Cronaca | 16/04/2010 | ore 15.16 »
Caso Mills: giudici, su legittimo impedimento atti a Consulta
Milano, 16 apr. - (Adnkronos) - La legge sul legittimo impedimento presenta profili di incostituzionalita' soprattutto perche' introduce una nuova prerogativa attraverso una legge ordinaria e non costituzionale. Per questo motivo i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, davanti ai quali e' in corso il processo 'gemello' sul caso Mills nei confronti di Silvio Berlusconi, hanno deciso dopo ore di camera di consiglio di inviare gli atti alla Corte Costituzionale. Una decisione che interrompe il procedimento in corso.
I Pm leggono l'ordine del giorno del consiglio dei ministri
Il rilancio del golf può bloccare un processo?
La difesa di Berlusconi chiede il rinvio dell'udienza del processo Mills per il concomitante impegno dell'imputato Silvio Berlusconi nel Consiglio dei Ministri fissato per oggi, ma sul legittimo impedimento l'accusa eccepisce e in aula legge l'ordine del giorno.
Milano, 16-04-2010. Appuntamento nel primo pomeriggio, a Milano, quando i giudici della decima sezione penale del Tribunale usciranno dalla Camera di consiglio e comunicheranno se hanno accolto la richiesta di rinvio dell'udienza del processo Mills per il concomitante impegno dell'imputato Silvio Berlusconi nel Consiglio dei Ministri fissato per oggi.
Per il pm Fabio De Pasquale, il Consiglio dei ministri "non è impedimento assoluto" e, a dimostrarlo, c'è, a suo avviso l'ordine del giorno, che non prevede "provvedimenti di particolare rilevanza e urgenza". A titolo di esempio, il magistrato dell'accusa cita provvedimenti che riguardano "la diffusione del turismo sportivo tramite il golf e problemi linguistici dell'Alto Adige.
"Non vi è nessuna straordinarietà, necessità e urgenza" di questo Consiglio dei ministri tale insomma da impedire a Berlusconi di partecipare all'udienza. Secondo De Pasquale, inoltre, oggi era una di quelle date di udienza concordate tra le parti in cui Berlusconi avrebbe dato la disponibilità a essere presente. Tesi, queste del pm, fortemente contestate dai legali della Difesa, Niccolò Ghedini e Piero Longo. A loro avviso, l'udienza di oggi non era affatto "concordata".
Per dimostrare il peso e l'importanza del Consiglio dei Ministri, Longo ha letto l'elenco delle questioni trattate nella riunione di governo, sottolineando che tra queste c'e' anche un decreto legislativo sul riordino del processo amministrativo.
Longo e Ghedini hanno chiesto l'applicazione della nuova norma sul legittimo impedimento e la sospensione del processo fino alle date del 21 e 28 luglio, così come avevano già fatto nel processo Mediaset. "Numerosi impegni istituzionali non rinviabili" imporrebbero questo rinvio.
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Per i pm milanesi legittimo impedimento incostituzionale
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano decideranno il prossimo 19 aprile sul rinvio al 21 luglio chiesto dalla difesa di Silvio Berlusconi, nel processo sui diritti Mediaset, richiesta presentata sulla scorta della nuova normativa sul legittimo impedimento.
Berlusconi: schiaffo ai pm di Milano
Mills salvato dalla prescrizione
La Cassazione ha invece confermato la condanna dell' avvocato David Mills a risarcire 250 mila euro a Palazzo Chigi per danno di immagine.
Il Capo dello Stato chiede una larga condivisione delle riforme
Napolitano firma il ddl sul legittimo impedimento
E' legge la norma che permette a premier e ministri, in alcuni casi, di giustificare l'assenza ai processi.
Rainews24 - ‎29 minuti fa‎
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(ANSA) - MILANO, 16 APR - Il pm Fabio De Pasquale si oppone alla richiesta di rinvio presentata dai legali di Berlusconi nel processo Mills, in cui e' imputato. La richiesta era motivata con la contemporaneita' del Consiglio dei ministri di oggi, ...
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MILANO (Reuters) - I giudici milanesi del processo in cui il premier Silvio Berlusconi è accusato di aver corrotto l'avvocato britannico David Mills si sono riuniti oggi in Camera di consiglio per decidere se considerare o meno "legittimo impedimento" ...
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Il Velino - ‎2 ore fa‎
Roma, 16 apr (Il Velino) - L'interpretazione della legge sul legittimo impedimento innesca un nuovo scontro tra accusa e difesa nel processo Mills, in cui anche il premier Silvio Berlusconi figura come imputato. Secondo i pubblici ministeri milanesi, ...
Mills, pm contro il premier: «Cdm di oggi non è legittimo ...
ROMA (16 aprile) - «Il Consiglio dei ministri è un impedimento che non è assoluto». Così il pm, Fabio De Pasquale, si è opposto alla richiesta di rinvio dell'udienza di oggi, avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, del processo al tribunale di Milano ...
Processo Mills, la Procura: no al rinvio dell'udienza per il Cdm
MILANO (16 aprile 2010) - Il pubblico ministero Fabio De Pasquale si è opposto alla richiesta di rinvio presentata dai legali di Silvio Berlusconi nel processo Mills, in cui il presidente del Consiglio, tra gli altri, è imputato. ...
Processo Mills, la sfida del pm
MILANO - No al rinvio del processo Mills perché il Consiglio dei ministri di questa mattina è un impedimento ''non assoluto''. Dopo aver sollevato la questione di costituzionalità per la legge sul legittimo impedimento, la pubblica accusa torna a ...
Mills, i pm al premier: nessun rinvio Manca il carattere dell'urgenza
Al processo sul caso Mills, i magistrati puntano i piedi. Il pm Fabio De Pasquale ha chiesto ai giudici di rigettare la richiesta dei difensori di Silvio Berlusconi di rinviare l'udienza a causa della concomitanza con la riunione del Consiglio dei ...
Mills, legali Berlusconi chiedono rinvio udienza domani per Cdm
Reuters Italia - ‎15/apr/2010‎
MILANO, 15 aprile (Reuters) - I difensori del premier Silvio Berlusconi hanno chiesto oggi il rinvio dell'udienza in programma per domani nell'ambito del processo in cui il capo del governo è accusato di aver corrotto l'avvocato britannico David Mills, ...
Caso Mills, il pm: "Nessun rinvio dell'udienza per il Cdm"
Italiainformazioni - ‎4 ore fa‎
Il Consiglio dei ministri fissato per quest'oggi non ha quelle caratteristiche di inderogabilità e specifica necessità da poter sottrarre l'imputato dalla sua presenza in aula". Così il pm Fabio De Pasquale ha chiesto ai giudici della decima Sezione ...
Caso Mills: decisione Tribunale su rinvio per Cdm non prima delle ...
Milano, 16 apr. - (Adnkronos) - Non terminera' prima delle 13.30 la camera di consiglio dei giudici del processo nei confronti di Silvio Berlusconi sul caso Mills che dovranno decidere se rinviare l'udienza di oggi per la convocazione del Consiglio dei ...
Caso Mills: per i PM il CdM non è sufficiente per il rinvio
Corrispondenti.net - ‎2 ore fa‎
Il Consiglio dei Ministri di sabato “non è impedimento assoluto” e non può essere utilizzato come scusante per posticipare un'udienza in tribunale. Lo sostengono i PM al processo Mills che vede imputato il Premier Silvio Berlusconi per corruzione. ...
Processo Mills, l'accusa: "Cdm non è un impedimento assoluto"
RomagnaOggi.it - ‎4 ore fa‎
MILANO - Ancora uno scontro tra accusa e difesa al processo Mills, il procedimento che vede come unico imputato il premier Silvio Berlusconi per presunta corruzione in atti giudiziari. Il pm Fabio De Pasquale, si è opposto al rinvio chiesto dalla ...
Processo Mills: legali premier chiedono rinvio udienza domani
Archivio Radiocor - ‎5 ore fa‎
Per concomitanza con Cdm (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 apr - Gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno chiesto il rinvio dell'udienza di domani al Tribunale di Milano del processo che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari ...
Caso Mills, domani l'udienza ma c'è Cdm: la difesa di Berlusconi ...
Adnkronos/IGN - ‎15/apr/2010‎
Milano - (Adnkronos) - Nell'istanza i legali del premier hanno motivato la loro domanda con la fissazione, in contemporanea, di una riunione del Consiglio dei ministri. A Milano il procedimento a carico del presidente del Consiglio. ...
Berlusconi è legittimamente impedito
Newnotizie - ‎21 ore fa‎
Riprenderà domani il processo a Silvio Berlusconi, accusato dalla procura di Milano di aver corrotto, a suon di euro, l'avvocato inglese David Mills. In data 16 aprile è fissata l'udienza per la deposizione della consulente della procura Gabriella ...
Mills/ Domani processo a Berlusconi, c'e' Cdm, chiesto rinvio
Milano, 15 apr. (Apcom) - Riprenderà domani il processo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la presunta corruzione di David Mills. Sarebbe in programma la deposizione della consulente della procura Gabriella Chersicla. ...
MILLS: LEGALI CHIEDONO RINVIO UDIENZA, C'E' CONSIGLIO MINISTRI
Stato-oggi - ‎15/apr/2010‎
(AGI) - Milano, 15 apr. - I legali di Silvio Berlusconi hanno chiesto il rinvio dell'udienza di domani del processo Mills a causa dell'impegno del premier nel Consiglio dei ministri. Gli avvocati Niccolo' Ghedini e Piero Longo hanno presentato nella ...
Pd, sospetti di inciucio sulla giustizia dividono partito
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:52:10, in Politica, linkato 1324 volte)
Roma - dalla newsletter de Il Velino alle ore 9
“’Su una materia tanto delicata ci vuole più spirito di partito e una condivisione maggiore’. Rosy Bindi stavolta usa i piedi di piombo, le parole felpate del politichese. La sua infatti è una critica alla bozza di Andrea Orlando sulla giustizia che arriva dall´interno della maggioranza del Pd, dal presidente del partito addirittura, scrive Goffredo De Marchis su REPUBBLICA a pagina 6.
‘Penso sia un problema soprattutto di metodo’. Orlando, cioè, non doveva fare il passo più lungo della gamba, non doveva anticipare un progetto mai discusso e soprattutto non avrebbe dovuto mettere tutto nero su bianco affidando i suoi pensieri al Foglio, un giornale vicino alle posizioni del Cavaliere. Perché è questo ad aver allarmato la minoranza di Area democratica, il partito degli ex pm e anche la Bindi, evidentemente. ‘Qualcuno può aver sospettato l´avvio di una trattativa con il centrodestra - dice la presidente del Pd -. Per fortuna la fermezza di Bersani dimostra che ogni ipotesi di intesa con il Pdl è infondata’.
La giustizia divide il Pd, è un nodo che sarà protagonista della direzione di domani. Parlerà anche il responsabile del settore Orlando. Per spiegare che ‘il suo è il punto di partenza di una piattaforma’, per ricordare che anche Magistratura democratica ha letto senza paraocchi il piano. ‘Alla fine si vedrà che le convergenze sono superiori ai dissensi’. Ma il sospetto di un´intesa con gli avversari? ‘Stupidaggini. Però lo dico chiaro: non accetto l´idea che se c´è Berlusconi dall´altra parte allora la giustizia non si tocca, anzi funziona benissimo. Sappiamo che non è così’. Bersani continua a difendere Orlando, considera la bozza un ‘inizio di discussione’.
Mercoledì sera il segretario ha riunito la sua maggioranza, c´erano D´Alema, Letta, Bindi, Migliavacca. Nelle sue parole si è avvertita una certa irritazione per le reazioni, anche personali, nei confronti di Orlando. Ma anche un altro membro del gruppo che ha vinto il congresso, Giovanni Bachelet, attacca il progetto giustizia. ‘Ha spaccato il partito. Se ci sono 100 deputati che sostengono Orlando, altri 100 tra i quali non hanno firmato il documento di sostegno. Così si divide in due il partito’. Anche a Beppe Fioroni non è piaciuto il metodo né le proposte. ‘Non sono quelle le riforme di cui dobbiamo parlare’.
Nella direzione di domani Bersani si prepara ad aprire anche un nuovo fronte delicato: le primarie. Ne ha parlato l´altra sera ai dirigenti della sua mozione. ‘Sono la medicina per risolvere molti problemi. Ma come tutte le medicine è il medico a dirti come vanno usate’. Ha fatto l´esempio della Calabria. Primarie chieste da Loiero, vinte e poi elezioni perse rovinosamente. L´esempio di Gela dove i candidati del Pd alle primarie poi si sono presentati entrambi alle elezioni. Con un danno evidente. Insomma, senza volerle abolire Bersani rivendica l´ultima parola al partito. Soprattutto in vista del voto a Milano, Napoli e Torino del 2011. Letta invece ha lanciato l´allarme per un futuro più lontano: ‘Il Pd ha bisogno di discontinuità totale. Di programmi, di alleanze, di strategia. Altrimenti nel 2013 sicuramente si perde’. La soluzione indicata dalla minoranza di Area democratica ha messo ieri d´accordo Veltroni e Franceschini.
‘Recuperare lo spirito del Lingotto, cioè la fonte originaria del Pd’. ‘Va bene la gestione unitaria, ma la minoranza deve dire la sua’, ha spiegato il capogruppo. Antonello Soro ha sintetizzato la linea degli sconfitti: ‘Abbiamo perso il congresso, ma la maggioranza ha perso le elezioni. Dunque la loro linea è sbagliata’. Area democratica chiede perciò la luna a Bersani. Tornare indietro rispetto alla battaglia congressuale, recuperare un indirizzo non suo, gestire il partito su una piattaforma diversa dalla sua. ‘La missione del Pd - dice Franceschini - non è costruire le alleanze ma tornare alle origini’. ‘Senza criminalizzare il dissenso perché il partito è di tutti’, aggiunge Soro. Nella riunione della minoranza non si è evocato il fantasma scissione e non si è messa in discussione la figura del segretario. Ma Bersani teme che la direzione possa prendere la strada della spaccatura: ‘Chi ha voglia di fare la guerra la faccia da solo - avverte -. Qui non c´è alcuna voglia di fare la guerra. Abbiamo di fronte l´Italia e di questo dobbiamo occuparci’”.
Trani, Capristo e il moribondo - rassegna
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:57:16, in Magistratura, linkato 1819 volte)
Trani, Capristo e il moribondo
Roma, 15 mar (Velino) - Carlo Maria Capristo, l’attuale procuratore di Trani, la procura che intercetta le telefonate del presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno, è famoso per l’inchiesta che condusse circa vent’anni fa, quando era sostituto a Bari, per l’incendio del teatro Petruzzelli. Convinto che il responsabile dell’incendio fosse l’ex gestore del teatro Fernando Pinto, che fu arrestato poi scarcerato e infine scagionato e prosciolto, Capristo fece scandalo specialmente per un interrogatorio da lui condotto in un ospedale di Catania a carico di un ammalato terminale di aids, il musicologo Pierpaolo Stefanelli, che dopo dieci giorni morì. Questo è l’articolo che scrivemmo per l’occasione:
Sembrano medici. Sono avvolti nei camici d’ordinanza, di uno strano colore verdognolo, e si curvano sussurrando al capezzale del moribondo, ai due lati del letto, e gli porgono qualcosa, come una medicina, forse in un bicchiere o in una siringa. L’uomo ha la testa abbandonata sul cuscino, i capelli bianchi, la barba lunga e incolta, le guance scavate, le occhiaie profonde, le palpebre pesanti, gli occhi smarriti, la bocca semiaperta in una rantolo. Ricorda vagamente la famosa fotografia del Che sul tavolo di marmo dell’obitorio, in Bolivia. A fatica si intendono le prime parole, disturbate dai fruscii e dai rumori di fondo. Parla l’uomo in camice a sinistra e allunga la mano: “Ci possiamo fare due chiacchiere serenamente…”. Ora si vede che non regge un bicchiere né una siringa, ma un minuscolo registratore. Il moribondo non risponde, le labbra si contraggono, ma il fiato che gli avanza non basta a influenzare il registratore. L’uomo in camice a sinistra insiste: “Noi siamo qui in veste di amici, amici che vogliono raggiungere uno scopo, sapere una verità, la verità e lei ci può aiutare.. Ci dà una mano?…”. Risposta “incomprensibile”: il perito che provvederà a sbobinare il nastro di queste “due chiacchiere” fatte “serenamente” al capezzale del moribondo scriverà “incomprensibile” 34 volte. L’interrogante non si arrende: “Si faccia forza, ci deve aiutare… noi abbiamo un dovere, noi dobbiamo dare una risposta… è alla sua coscienza che rivolgo questa domanda… mi risponde, che cosa è successo quella sera maledetta quando si è incendiata quella creatura stupenda per cui lei tanto ha lavorato…”.
Il primario avvisa: “Il paziente non risponde”. La creatura stupenda di cui si parla è il teatro Petruzzelli di Bari, bruciato nella notte tra il 26 e il 27 ottobre del 1991. Sono passati quasi due anni, è il 21 giugno del 1993, e ci troviamo nell’ospedale Ascoli Tomaselli di Catania. Lo spiega il verbale dell’interrogatorio: “Siamo qui presenti noi pm Carlo Maria Capristo (è il finto medico di sinistra) unitamente al collega Giuseppe Chiego e al colonnello italiano del comando Ros dei carabinieri di Bari (è il finto medico di destra). Siamo qui ospiti nella stanza della direzione del professor Nunnari e del professor Cosentino… Rivolgiamo al prof. Nunnari, primario del reparto malattie infettive di Catania, la prima domanda: “Siamo in grado di poter colloquiare in maniera serena, senza problemi, con il malato terminale Pierpaolo Stefanelli, qui ricoverato?..”.
Alla prima domanda risponde il prof. Cosentino: “Il paziente era già risultato sieropositivo dal marzo del ‘93, gli accertamenti hanno messo in evidenza una grave deficienza dell’immunità… Le condizioni attuali sono abbastanza gravi, il paziente è entrato in uno stato confusionale legato all’infezione che prevede un interessamento in ambito cerebrale grave definito ‘dementia compless’… le condizioni respiratorie si sono ulteriormente compromesse e abbiamo ricevuto i dati clinici per una forma di polmonite da pneucisticorine…”. Il pm pone la seconda domanda: “Ci faccia capire… il paziente è in grado di essere ascoltato stamattina?”. E il professore gli risponde: “Credo di no, a noi non risponde, se non confusionalmente, non riesce a darci indicazioni neanche sul suo stato… Facciamo una domanda e lui ci risponde in un altro modo oppure ci descrive episodi che non sono avvenuti… non ci ha dato nemmeno i dati familiari…”. Il pm pone la terza ed ultima domanda: “Ma alterna momenti di lucidità… ci saranno delle fasce orarie nelle quali diventa più partecipe… quindi significa che può rispondere o quantomeno tentare di rispondere a qualche domanda…”. Il professore tenta un’ultima resistenza: “Bisogna vedere l’attendibilità delle risposte…”. Il pm tronca gli indugi: “Grazie professore per il suo contributo… Sono le 09,45 circa, ci stiamo recando nella stanza del paziente Pierpaolo Stefanelli, indagato per i reati di incendio e partecipazione ad associazione a delinquere… data l’urgenza dell’atto da compiersi abbiamo dato avviso all’avvocato Francesco D’Alessandro nella serata di ieri, l’avvocato nonostante avvisato dai carabinieri non è presente stamane… Quindi adesso entriamo nella stanza e procediamo all’interrogatorio attraverso questo apparato di registrazione e con una videoripresa fatta personalmente dal capitano dei carabinieri Giampaolo…”.
L’incappucciato fuori dalla porta. Il verbale, l’apparato di registrazione e la videoripresa del capitano Giampaolo danno atto scrupolosamente dei passi mossi dai pm dal momento in cui sono entrati nell’ospedale a quando sono saliti nella stanza della direzione a quando entrano nella stanza del malato terminale. Soltanto non danno atto della presenza di una quinta persona che è entrata nell’ospedale assieme ai due pm e ai due carabinieri, e che è incappucciato, e che rimane per il momento fuori dalla porta.
Noi invece entriamo nella stanza e riprendiamo a vedere il film girato dal capitano. I due medici finti sono sempre chini sul malato, anzi quello di sinistra, che ora sappiamo essere il pm Carlo Maria Capristo si è seduto sulla sponda del lettino di ferro battuto e continua ad allungare verso la bocca del disgraziato il suo registratore. Anche il finto medico di destra, che sarebbe il colonnello dei carabinieri italiano ha sfoderato un piccolo registratore. E si sente anche la sua voce: “Senta, lei è ricordato a Bari per la sua onestà, per la sua cura per quel teatro (Stefanelli è stato un musicologo), quindi a un certo punto veda di fare uno sforzo…”. Incalza il pm “Faccia uno sforzo con la sua memoria… è lei che deve essere ricordato per aver aiutato la città di Bari, faccia uno sforzo…”. Il fiato del moribondo rimbalza tra i due registratori e si sente finalmente la voce, poco più di una rantolo: “Ci devo pensare…”. Il pm si precipita: “Non ci pensare… in questo momento è come se fossimo due fratelli a parlare e lei ha di fronte la città di Bari… chi è questa persona, anche un nome, un’indicazione… la prego Pierpaolo, lo so che lei lo sa… ci aiuti a scoprire questa persona che brucia il teatro… che ha acceso quel fuoco o l’ha fatto accendere… questa persona ha distrutto anche i suoi sogno…”. E ancora: “Non potevano fare questo sfregio a te che avevi buttato l’anima appresso a quel teatro… oggi c’è la possibilità per te di essere… di dare la mano decisiva con la tua verità… mela devi raccontare… qualche cosa che ci aiuti ancora un poco, ti prego… tu adesso sei lucido, sei presente, sei cosciente, mi capisci quando ti parlo… è vero…”. Un rantolo: “Certo…”. E ancora il pm: “Bari ti ama e se tu ci aiuti, Bari ti ricorderà per sempre sia in vita che in morte… e tu avrai la possibilità di vivere questo momento di successo… avrai questa possibilità ne sono convinto… ti riprenderai e ti gusterai il tuo successo… Fai qualche altro piccolo sforzo… aiutami… ma come non ti ricordi più niente… che era… chi era… anche un nome, solo un nome… ti prego, dimmelo…”. Un altro rantolo: “Non lo so…”. Il pm si incazza: “Tu lo sai ma non me lo vuoi dire… lo stavi dicendo il nome, adesso non me lo vuoi più dire… ti prego… ti prego… dimmelo… qualche cosa che ti ricordi… una traccia…”.
Il controcanto del colonnello: “Dobbiamo fare giustizia…”. E il pm: “Quella giustizia nella quale tu hai tanto creduto…”. E il colonnello ancora: “Dobbiamo fare giustizia per il Petruzzelli…”. Il pm: “L’hai tanto amato quel teatro…”. Il colonnello: “Tu ce l’hai scritta quest’ultima nota nel tuo melodramma…”. Il pm: “Ti verrà in mente… vuoi riposarti un poco…”. E detta a verbale: “Diamo atto che sospendiamo… perché si riposi un poco…”.
Alla ripresa, una bella sorpresa. Il pm riapre il verbale e detta: “Diamo atto che ritorniamo dal signor Stefanelli e gli facciamo rivedere un suo amico… Tu lo conosci…”. Irrompe nella scena l’incappucciato, quello che era rimasto fuori della porta. Si è tolto il cappuccio, si butta sul letto rubando l’inquadratura al colonnello e al pm. Fa per abbracciare lo sventurato: “Beh, Paolo… che mi racconti di bello… ti ricordi quando ci siamo incontrati… la prima volta quando è stato… perché non mi hai detto niente che stavi così male… ti avrei aiutato… potevi dirmelo che avevi bisogno di essere ricoverato…”. Il ricoverato lo fissa un attimo e chiude gli occhi. Forse sta cercando di ricordare chi è. Lo scappucciato gli solletica la memoria: “Ti ricordi quella volta che ci incontrammo così casualmente per strada in corso Cavour…”. Ed entra subito nel discorso, ricominciando da dove il pm e il colonnello hanno lasciato. Ora è lui che conduce l’interrogatorio: “Ti ricordi quiella volta su corso Cavour… tu stavi con Pinto (Ferdinando Pinto, il gestore del teatro Petruzzelli)… e un’altra persona, un tipo un po’ strano… io feci con la manina così… ciao… ciao… ti ricordi… come si chiamava ‘sta persona… Mario… Giovanni… Francesco… dai, che ti viene in mente… sono convinto che tu se puoi fare un piacere a me, tu lo fai… dimmi solo il nome, che poi lo trovo io… hai tutto da guadagnare, un vantaggio in tutti i sensi… tutto quello che vuoi puoi avere… pensa un po’ tu… puoi tornare anche a Bari…”. E il pm subito, di rinforzo: “Mi posso interessare a farti spostare di qua… se ti vuoi avvicinare a Bari, ti faccio tornare a Bari… posso farlo… non ti preoccupare… non devi aver paura di niente…”. Il colonnello sobbalza: “Paura? Lei è un uomo che non avrà mai paura, ha dimostrato di essere sempre coraggioso… e poi, non ci sono qua io…”. S’interrompe, come colto un dubbio: “Quando vado via? Non ti devi preoccupare… c’è sempre qualcuno… giorno e notte… Lo vuoi vedere?… Te lo faccio vedere… in divisa…”. Va alla porta, la spalanca, s’affaccia nel corridoio, chiama qualcuno… entra un carabiniere. Si vede che è un carabiniere, effettivamente è in divisa. Il colonnello lo indica al malato: “ Lo vedi… lo vedi…”. Il malato ha gli occhi chiusi. Il colonnello urla: “Lo vedi… lo vedi…”. Finché quello riapre gli occhi e si guarda intorno, terrorizzato.
Il carabiniere esce. Lo scappucciato riprende: “Quella persona… non te la ricordi… un tipo strano… non era come te… come Pinto… che siete degli intellettuali… gente dell’ambiente artistico… quello sembrava uno della malavita… o qualcosa del genere… un tipo basso, magro… elegante, sui quarant’anni…”.
Il musicologo rantola. Il perito trascrive a verbale: “Incomprensibile”. Il musicologo agita le mani, le dita… Il pm detta a verbale: “Diamo atto che sta mimando…”. Il colonnello e lo scappucciato lo guardano, interdetti. Il pm continua a dettare: “Diamo atto che il malato ha sollevato il dito mignolo… a confermare che quella persona era magra…”. E finalmente lo chiude: “Diamo atto che il signor Stefanelli, a causa delle condizioni di salute, non è stato in grado di firmare il verbale…”.
Quindici giorni dopo, forte del successo di questo interrogatorio, il dottor Carlo Maria Capristo ha chiesto e ottenuto l’arresto di Ferdinando Pinto, ex gestore del teatro Petruzzelli, con l’accusa di incendio doloso e colposo e di concorso esterno in associazione mafiosa. Pinto è rimasto in galera sedici giorni, finché il tribunale della libertà ne ha ordinato la scarcerazione per manifesta mancanza di indizi. Mentre Pinto usciva dal carcere il suo vecchio amico e collaboratore Stefanelli moriva.
Il cartomante informatore dei carabinieri. Capristo ha continuato a indagare per anni con los stesso successo. E tuttavia è riuscito a ottenere il rinvio a giudizio di Pinto. Il processo è durato due anni. Capristo non ha avuto il coraggio di chiedere in udienza la proiezione del film girato durante l’interrogatorio di Stefanelli. Anche la difesa di Pinto ci ha rinunciato “per rispetto a quello sventurato”. È stato invece interrogato in aula l’incappucciato. Si è scoperto che è un cartomante: interroga le carte sul passato e sul futuro e informa i carabinieri. E ai carabinieri aveva detto: ho incontrato Stefanelli (ma forse l’aveva solo sognato) e m’ha detto che il teatro l’ha bruciato lui. “I magistrati mi hanno portato in quell’ospedale”, ha raccontato il cartomante in udienza, “non per accusare dell’incendio lo Stefanelli (non ci credeva nessuno), ma per indurre il musicologo ad accusare Pinto”. La testimonianza di Stefanelli avrebbe dovuto servire a puntellare il teorema dell’accusa, suggerito dai soliti pentiti: Pinto avrebbe preso un prestito a usura dalla malavita. Non essendo riuscito a restituirlo, aveva acconsentito a far bruciare il teatro. Con i soldi dello Stato avrebbe insieme ricostruito il teatro e pagato il debito.
“Quella persona della malavita che lei ha incontrato insieme a Pinto al corso Cavour”, è stato chiesto in udienza al cartomante, “ha scoperto poi chi fosse?”. “Non era vero niente”, ha risposto, “era un bluff…”.
La difesa di Pinto, nell’illustrare le malefatte dell’accusa (ce ne sono molte altre oltre quelle dell’interrogatorio) ha concluso: “Questo non è il processo a Ferdinando Pinto, questo è il processo al pubblico ministero Capristo”. Capristo ha chiesto al Tribunale di condannare Pinto a tredici anni di galera. La sentenza è attesa per la fine del mese.
(Lino Jannuzzi) 15 mar 2010 19:44
http://www.ilvelino.it/la_memoria.php
Intercettazioni: Cascini (ANM) pubblicando quelle di Trani si è violato il Codice Penale
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 16:04:07, in Magistratura, linkato 1428 volte)
Lo dicevo io che l'uso e l'abuso del diritto di cronaca sono sbagliati. Si rischia una legge forcaiola, per poi mandare al governo gente che non muoverà un solo dito per "cambiare le cose"... L.
Intercettazioni, Cascini: pubblicando quelle di Trani si è violato Cp
Il segretario dell'Anm: Bene aver tolto 'gravi indizi colpevolezza' da ddl
Roma, 16 apr (Il Velino) - “Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per le indagini. Delimitarlo può essere deleterio per indagini importantissime contro la criminalità. Ma ci sono casi in cui con la pubblicazione di certe telefonate si è violato il codice penale; questo è il mio giudizio su quanto accaduto a Trani". Lo ha detto il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini ospite di KlausCondicio, il programma televisivo condotto da Klaus Davi e visibile su You Tube al link http://www.youtube.com/user/klauscondicio.
“Una pubblicazione sulla stampa di materiali e di conversazioni coperti da segreto e che non hanno rilevanza nel processo, ma hanno eventualmente una rilevanza mediatica, di gossip, di vicende personali o anche una rilevanza politica, è una grave stortura, perché è una deviazione dell’uso dello strumento. Non si fa critica politica mediante le intercettazioni. La critica politica si fa in altro modo e non si possono usare le intercettazioni telefoniche, gli strumenti investigativi, per altri scopi che non siano quelli propri. L'intercettazione telefonica è un’invasione pesante della sfera di riservatezza di una persona; si giustifica solo per accertare la responsabilità per reati gravi. La libertà di stampa non include la libertà di commettere reati, non la include; e non è giusto dire, siccome io ho la notizia, la do, comunque me la sia procacciata, perché c’è l’onore della persona, c’è la riservatezza della persona, ci sono altri valori da tutelare e non è giusto pensare che si possa dare diffusione a qualunque cosa. Allora noi da tempo diciamo: ‘Le norme del codice penale e del codice di procedura sono carenti su questo punto. Bisogna intervenire’”.
Per Cascini “il problema non è tanto un uso eccessivo delle intercettazioni in materia di corruzione, dove il numero delle intercettazioni si conta sulla punta delle dita di una mano. Il vero problema è che forse per moltissimi episodi di piccolo traffico di hashish o altro i piccoli corpi di polizia premono per ottenere intercettazioni e molto spesso, soprattutto le procure minori, fanno un uso abbastanza largo di questo strumento. Ho l’impressione però che questo interessi poco, per esempio, a chi parla tanto di tutela della privacy. Su questo vi diranno che non è un problema loro”. Il segretario dell’Anm è soddisfatto delle modifiche che saranno apportate al ddl sulle intercettazioni in discussione al Senato: “E’ sicuramente migliore aver sostituito nel disegno di legge sulle intercettazioni il termine gravi indizi di colpevolezza con gravi indizi di reità. La modifica è molto importante - ribadisce cascini - perché attiene a un punto fondamentale dell’uso di questo strumento. Se io parlo di gravi indizi di colpevolezza dico che posso fare le intercettazioni se ho già individuato il colpevole e, quindi, rinuncio all’uso delle intercettazioni per i casi in cui servono davvero: trovare il colpevole. Indizi di reità significa, invece, che io ho elementi per ritenere che un reato è stato commesso, ma non so chi l’ha commesso e faccio le intercettazioni proprio per trovarlo il colpevole. E le intercettazioni servono, servono veramente a questo.”
(com/chi) 16 apr 2010 13:27
- precedente -
Ddl Intercettazioni: verso modifiche a formula-chiave
Da "evidenti indizi di colpevolezza" a "gravi indizi di reato"?
Roma, 14 apr (Il Velino) - “Stiamo valutando la possibilità di intervenire sia sull’aggettivo ‘evidenti’ sia sul sostantivo ‘colpevolezza’”. Il presidente della commissione Giustizia del Senato, interpellato dal VELINO, sintetizza così l’orientamento emerso durante il vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli per modificare il ddl sulle intercettazioni in discussione a Palazzo Madama. Berselli ha anche aggiunto che nella seduta di martedì pomeriggio della commissione sarà fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti.
Nel vertice di oggi - a cui oltre a Berselli hanno partecipato anche il Guardasigilli Angelino Alfano e il relatore del provvedimento a palazzo Madama, Roberto Centaro, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo – sarebbe stata quindi raggiunta una intesa di massima sulle modifiche da apportare alla controversa formula degli “evidenti indizi di colpevolezza”. Secondo un’ipotesi circolante, dagli “evidenti indizi di colpevolezza” necessari per dare il via alle intercettazioni si potrebbe passare a “gravi indizi di reato”.
Dunque l’asticella per le intercettazioni verrebbe abbassata. Centaro avrà il compito di presentare la prossima settimana in Commissione Giustizia gli emendamenti al testo. Anche in base ai rilievi sollevati a suo tempo dal capo dello Stato. L'obiettivo è quello di arrivare a un provvedimento, condiviso anche dall'opposizione, entro l'estate. Come già anticipato dal ministro Alfano. Il presidente Berselli, al termine dell'ufficio di presidenza ha comunicato il calendario delle prossime sedute in cui si procederà con l'illustrazione degli emendamenti (316, in gran parte dell'opposizione). Il termine, inizialmente previsto per domani, è stato spostato in avanti proprio per permettere agli esponenti del Pd di avere più tempo per la riflessione.
(chi/red) 14 apr 2010 19:21
I magistrati: "Norme sui clandestini sono solo propaganda"
Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 16:13:00, in Magistratura, linkato 1419 volte)
Da non perdere questa puntata di Klauscondicio con Giuseppe Cascini, dal "pm eletto = strumento politico" ai "matrimoni gay". In effetti Santoro non a tutti dona... L.M.
Cascini (Anm): "Ingolfano la giustizia e tolgono risorse a lotta alla criminalità.
E gli irregolari rimangono in Italia"
Roma – 16 aprile 2010 - “Propaganda”, norme “vessatorie e sbagliate” che hanno come unico effetto l’ingolfamento del sistema giudiziario.
Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, liquida così il giro di vite sull’immigrazione introdotto dalla nuova legge sulla sicurezza in un’intervista a Klaus Davi pubblicata su You Tube.
Il magistrato punta il dito contro al lega Nord. “C'è una forte responsabilità della Lega nell'introduzione di una normativa vessatoria e sbagliata sul fenomeno dell'immigrazione clandestina che ha provocato anche dei danni seri alla funzionalità del sistema giudiziario e alla sicurezza dei cittadini” dice.
"Basterebbe vedere - prosegue Cascini - qui giù nelle aule della direttissima come passano il loro tempo amenamente poliziotti, pm e giudici a processare delle persone che non si sono allontanate dal territorio nazionale senza che questo abbia alcun effetto. Perchè quelli rimangono comunque qui, nessuno li manda via”.
“È solo un giro di carte impressionante, – denuncia il segretario dell’Anm - che ingolfa il sistema giudiziario e sottrae lavoro e risorse alla lotta della vera criminalità. E' una normativa che è stata fatta per ragioni di mera propaganda".
La rassegna ai lanci di agenzia
Giustizia/ Cascini, pm eletto sarebbe strumento politico
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CONSULTA: CASCINI (ANM), NO ALLA 'BOZZA” CALDEROLI
Diritto-oggi - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Roma, 16 apr - “Sull'attribuzione esclusiva alle camere dei deputati di eleggere la Corte Costituzionale, sono totalmente contrario perche' verrebbe ...
MATRIMONI GAY: CASCINI (ANM), POLITICA NON PUO IMPEDIRE SVILUPPO
(AGI) - Roma, 16 apr - “Penso che, per fortuna, il percorso dei diritti e delle liberta', sia un percorso rispetto al quale la politica puo' fare poco per ...
24/08/2019 @ 13.02.03