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Timestamp: 2019-08-23 00:45:44+00:00
Document Index: 16459213

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 572']

Numero 5 3 maggio 2017
L'emendatio libelli può riguardare anche più elementi oggettivi
Deve ritenersi ammissibile la domanda modificata in prima udienza o nelle memorie rese ai sensi dell'art. 183, sesto comma, n. 1, cod. proc. civ., sia nel caso in cui la fattispecie costitutiva contenga un nucleo fattuale comune a quello della domanda originaria, sia nell'ipotesi in cui i diritti fatti valere con proposizione delle due domande siano fra di loro in rapporto di esclusione
Il cd. "divieto di nova" nel processo civile di primo grado
L’ANALISI DELLA DECISIONE La sentenza in epigrafe applica in concreto i criteri ermeneutici forniti recentemente dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la pronuncia n. 12310 del 15 giugno 2015, in tema di emendatio libelli e mutatio libelli ed in specie sulla relativa distinzione esistente tra i due istituti processual-civilistici in esame con riferimento al c.d. divieto di nova nel giudizio di primo grado.
Il fatto giuridico e le pretese dei mutuatari
Gli interessi moratori, al pari di quelli corrispettivi, devono sottostare ai limiti derivanti dalla disciplina in materia di usura e, quindi, sono suscettibili di essere pattuiti in misura usuraria. Tale premessa si fonda su quanto ricordalo dal legislatore con il D.L. 394/2000, il quale, relativamente alla disciplina in materia di usura, ha fatto esplicito riferimento agli interessi a qualunque titolo convenuti. Sebbene, quindi, profondamente differente sia la natura e la funzione degli interessi corrispettivi rispetto a quelli moratori, anche questi ultimi sono suscettibili di essere etichettati come usurari
Tasso soglia e di mora nei mutui
L’ANALISI DELLA DECISIONE Con la sentenza n. 1354 emessa il 29 novembre 2016 la Prima Sezione Civile del Tribunale di Varese ha affermato che la mancata precisazione dell’Indicatore Sintetico di Costo (ISC) da un contratto di mutuo bancario sottoscritto prima del 2003 non determina nessuna violazione del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385, “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia” (TUB), qualora il contratto indichi i criteri necessari per il calcolo del tasso di interesse e degli altri connessi costi contrattuali.
Il danno non patrimoniale terminale
Anche il cd. danno da perdita del rapporto parentale, quale danno-conseguenza, va allegato e provato, pur potendo essere riconosciuto anche in base a presunzione semplice , iuris tantum, a favore dei familiari della vittima, ma sempre previa allegazione dei pregiudizi lamentati. Si tratta di un danno non patrimoniale va oltre il solo dolore per la morte in sé di una persona cara, tanto più se preceduta da un periodo di agonia.
L'ANALISI DELLA DECISIONE Con la sentenza in commento n. 11/2017 del 26 gennaio, il Tribunale di Pavia per la prima volta ha fatto riferimento alla proposta tabellare dell'Osservatorio sulla Giustizia del Tribunale di Milano per la liquidazione del danno non patrimoniale terminale.
Il legittimo affidamento nell'evasione fiscale
Qualora non sia possibile sostenere con la necessaria sicurezza che il prevenuto abbia consapevolmente e volontariamente omesso il versamento delle imposte, il medesimo deve essere assolto dai delitti ascrittigli (nella fattispecie ex artt. 10 ter e 10 bis del D.Lgs. n. 74 del 2000) perché il fatto non costituisce reato.
La componente soggettiva nei reati fiscali
L’ANALISI DELLA DECISIONE La fattispecie di cui all’art. 10 ter D.lgs 74/2000 è stata delineata quale reato omissivo puro, giacché punibile a fronte della mera integrazione della condotta tipica ed appartiene alla categoria dei delitti istantanei, in quanto si perfeziona al momento della scadenza del termine ultimo entro cui il legislatore esige il compimento dell’azione doverosa.
L'interesse statale alla salvaguardia della famiglia
L'oggetto giuridicamente rilevante della tutela penale prevista dall'art. 572 c.p. non è soltanto l'interesse dello Stato alla salvaguardia della famiglia contro comportamenti vessatori e violenti ma anche la difesa dell'incolumità fisica e psichica delle persone indicate nella norma, interessate al rispetto della loro personalità nello svolgimento di un rapporto fondato su vincoli familiari.
Riflessioni in tema di maltrattamenti in famiglia e violenza domestica
L’ANALISI DELLA DECISIONE La pronuncia in esame analizza la fattispecie di cui all'art. c.p. ed individua il bene giuridico protetto dalla norma non soltanto nell'interesse statale alla salvaguardia della famiglia da condotte violente e vessatorie, ma anche nell'incolumità psico-fisica del familiare o convivente o ancora dalla persona sottoposta all'autorità dell'agente o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia o ancora per l'esercizio di una professione o di un'arte.
La revoca in autotutela dell'aggiudicazione definitiva di gara pubblica
È legittimo il provvedimento di revoca dell'aggiudicazione dell'appalto «motivata con riferimento al risparmio economico che deriverebbe dalla revoca stessa ovvero per carenza di copertura finanziaria e sopravvenuta mancata corrispondenza della procedura alle esigenze dell'interesse pubblico».
La revoca dell'aggiudicazione definitiva per difetto di convenienza quale espressione del potere di autotutela
L’ANALISI DELLA DECISIONE È legittimo il provvedimento con il quale la P.A., prima della stipula del contratto e/o convenzione, ha disposto la revoca in autotutela dell’aggiudicazione definitiva di una gara che sia stata determinata dal venir meno della convenienza economica per l’ente concedente. La riduzione dei costi, dettata dal mercato, rispetto all’offerta dall’aggiudicataria, verificatasi prima della stipula del contratto, legittimerebbe la revoca del provvedimento di aggiudicazione motivata sia dal risparmio economico sia dalla sopravvenuta non rispondenza alle esigenze di interesse pubblico.
Quando la riorganizzazione dell'ufficio legale lede l'autonomia degli avvocati…
L’Ufficio legale di un ente pubblico è quello cui è affidata la specifica ed esclusiva attribuzione della trattazione delle cause e degli affari legali, dotato di una propria autonomia, cui sono affidati compiti di consulenza e assistenza, giudiziale e stragiudiziale, in controversie coinvolgenti gli enti di appartenenza, con esclusione di tutte le attività “gestionali” ed “amministrative”.
Dalla riforma dell'ordinamento forense più tutele agli avvocati pubblici
L’ANALISI DELLA DECISIONE Mentre gli avvocati del libero foro stipulano, di volta in volta, con i loro clienti contratti di prestazione d’opera professionale regolati dalle regole di diritto privato anche sotto il profilo della responsabilità, quelli dipendenti di una Pubblica Amministrazione stipulano con essa, per un verso, un contratto di lavoro individuale che li inserisce nella struttura burocratica con la qualifica di dirigente o funzionario in base al concorso superato per l’occupazione di un determinato posto e, per altro verso, un contratto di prestazione d’opera professionale con il medesimo ente pubblico, in veste di “cliente unico”.