Source: http://isoladellefemminesindaco.blogspot.com/2015/03/consiglio-comunale-isolano-giardinello.html
Timestamp: 2017-05-22 15:37:10+00:00
Document Index: 44194126

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 15', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 7', 'art. 55', 'art. 143', 'sentenza ', 'sentenza ']

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Consiglio Comunale Isolano: GIARDINELLO, IL TAR REINTEGRA IL SINDACO DEL COMUN...
SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE IL COMUNE DI... di isolapulitaART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1“ I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale". giovedì 12 marzo 2015
Consiglio Comunale Isolano: GIARDINELLO, IL TAR REINTEGRA IL SINDACO DEL COMUN...
IL TAR REINTEGRA IL SINDACO DEL COMUNE SCIOLTO PER MAFIALA SENTENZAREPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOIl Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio(Sezione Prima)ha pronunciato la presenteSENTENZAsul ricorso numero di registro
Roma, Via dell'Acqua Traversa N.185;controPresidenza del Consiglio dei
Portoghesi, 12; Comune di Giardinello; per l'annullamento­ del decreto prot. n.
e al sindaco;­ della proposta del Ministro
menzionato e che ne costituisce parte integrante;­ della deliberazione del
Consiglio dei Ministri adottata nella riunione dell'8.8.2014, in parte qua;della Relazione prot. n.
866/R/2014 del 14.5.2014 della Prefettura di Palermo ­ Area II raccordo Enti Locali;­del decreto n. 1405/N.C./2014
commissione straordinaria ai sensi dell'art. 143 TUEL;­ nonchè di tutti gli altri atti
presupposti, connessi e consequenziali.Visti il ricorso e i relativi
allegati;Visti gli atti di costituzione in
Prefettura di Palermo;Viste le memorie difensive;Visti tutti gli atti della causa;Relatore nell'udienza pubblica
difensori come specificato nel verbale;Ritenuto e considerato in fatto e
diritto quanto segue.FATTO e DIRITTO1 ­ I Signori Giovanni GELOSO,
Gabriele Nunzio BRUSCA, Rosario CANDELA, Andrea CARUSO, Giacomo CARUSO, Vito Antonino
NAPOLI, Pietro Angelo POLIZZI, Giuseppe PROVENZANO, Francesco DONATO, Giusi
ABBATE, Lino GAIO, ricorrono davanti a questo Tribunale per l’annullamento dei
provvedimenti che hanno portato allo scioglimento degli organi di governo del Comune di Giardinello,
in provincia di Palermo, chiedendo di essere reintegrati nelle funzioni precedentemente svolte.2 ­ In particolare, con il
ricorso in epigrafe chiedono l'annullamento, previa sospensione dell'esecutività, dei seguenti provvedimenti:a) decreto prot.
n.24625­18/9/2014 dell'11.8.2014 con il quale il Presidente della Repubblica ha disposto lo scioglimento del
e al sindaco;b) proposta del Ministro
integrante;c) deliberazione del Consiglio
dei Ministri adottata nella riunione dell'8.8.2014, in parte qua;d) relazione prot. n. 866/R/2014
del 14.5.2014 della Prefettura di Palermo ­ Area J1A Raccordo Enti Locali;e) decreto n.1405/N.C. 2014
dell'11.8.2014 del Prefetto della Provincia di Palermo con il quale è stata disposta
la sospensione degli organi del Comune di Giardinello (PA) dalla carica
ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, e la provvisoria
gestione dell'ente ad una commissione straordinaria ai sensi dell'art. 143
T.U.E.L.;f) tutti gli atti presupposti,
connessi e consequenziali;3 – In particolare, riferisce
vertici ed affiliati della consorteria mafiosa, anche del territorio di Giardinello,
che avrebbero fatto emergere, tra l'altro, l'esistenza di collegamenti diretti
ed indiretti tra la criminalità organizzata ed amministratori del Comune di
Giardinello nell’ambito della riorganizzazione territoriale di "Cosa
Nostra" nella parte occidentale della provincia di Palermo.Pertanto il Prefetto di Palermo,
con decreto n.69/14/ N.C. del 17 gennaio 2014, su delega del Ministro
dell'Interno (giusta D.M. n. 17102/128/56/19 emanato il 14 gennaio), ha
disposto l'accesso presso il Comune di Giardinello e
illustrato nel corso della riunione svoltasi il14 maggio 2014 del Comitato
l'emissione del Decreto del Presidente dellaRepubblica dell'11 agosto 2014
la gestione di quel Comune.Nelle more, con decreto
individuati.4­ Al riguardo i ricorrenti
sostanziali, concernenti il merito e la fondatezza dei provvedimento impugnati.5 ­ A difesa del proprio operato,
Giardinello.6 – In particolare, quanto alle
"omissis", impedendosi così l'esercizio del diritto di difesa.Secondo l’Amministrazione il
TAR. Volta a consentire un pieno e consapevole contraddittorio fra le parti;7 – Viene inoltre dedotta
sindaco.L’Amministrazione ribatte che,
all'esame dettagliato delle eventuali osservazioni presentate dal privato.8 – Quanto alle censure di
telefoniche effettuate dagli organi investigativi tra i due.L’Amministrazione tuttavia
famiglia di Giardinello Vito ABBATE, zio di Giuseppe ABBATE.Il Collegio evidenzia peraltro
competizione elettorale.Ulteriori intercettazioni
Collegio, un riscontro circa la condivisione da parte del sindaco.9 ­ I ricorrenti deducono inoltre
2013.L’Amministrazione evidenzia
dei ricorrenti all'art. 7 CEDU non sarebbe conferente, trattandosi di un provvedimento
amministrativo (e non penale), che ha carattere essenzialmente cautelare e che
vede come destinatario non singoli soggetti bensì l’ente.10 – I ricorrenti negano altresì
poi risultati eletti, avevano
dell'amantedel boss”.Osservano peraltro i ricorrenti
che le predette circostanze, se pure evidenziano una certamente non positiva
continuità tra le due consiliature, non per questo dimostrano fenomeni di
contiguità diversi dal casuale ruolo di un singolo amministratore comunale
quale appartenente alla schiera di parenti di una persona che, per libera
scelta di adulto consenziente, avrebbe anche intrattenuto rapporti affettivi
con il boss locale.11 ­ Ancor meno conferenti,
tra le due amministrazioni che discenderebbe dal precedente ruolo di
consigliere (peraltro di opposizione) svolto dal sindaco, nonché dalla
presenza, nell'Amministrazione disciolta, di taluni precedenti assessori, del
figlio del sindaco uscente e di altri dipendenti del Comune legati allo stesso
o al boss da rapporti di parentela, senza che peraltro l’Amministrazione
provveda a chiarire i tempi ed i modi di possibile risoluzione dei predetti
rapporti pattizi politici e contrattuali, e soprattutto i relativi plausibili
grado”.12 ­ Inoltre, evidenziano i
rispettivamente, del Settore Tecnico e dell'Area Affari Generali (entrambi ritenuti
dalla predetta relazione espressione di continuità e possibile contiguità) non
sarebbero stati lasciati ai loro posti, bensì fatti ruotare con decorrenza 11
novembre 2014 (si noti bene) “invertendo l'originaria assegnazione dei
predetti”.13 – Più in generale, secondo i
di scambio) alla sua elezione.A tale riguardo l’Amministrazione
l’affermazione –osservano i ricorrenti­ in riscontri concreti.14 ­ Lo scambio di memorie
peraltro già da tempo sottoposta a misure interdittive
appalti ed il rilascio di concessioni edilizie presi in esame dal provvedimento impugnato, senza
che peraltro l’Amministrazione riesca, secondo i ricorrenti, ad allegare principi
di prova idonei a far ragionevolmente ritener la sussistenza di plausibili
collusioni, connivenze o coperture dei nuovi vertici politici;15 ­ In sede cautelare, alla
“omissis” che non rendevano utilmente intellegibile il testo.Peraltro, considerato che, già ad
“rimessi in gioco” in nuove consultazioni elettorali;La Sezione ha considerato altresì
politica;Pertanto la Sezione ha ritenuto
trattazione di merito del ricorso ai sensi dell’art. 55 c.p.a., comma 10.16 ­ A seguito del deposito della
delicatezza istituzionale.17 – Al Collegio non sfugge,
elettivi di overno.18 – In linea generale, quanto
organi posta dall'ordinamento a difesa dell'ordine e della sicurezza pubblica, a
Sicilia, sez. I, 16 giugno 2000).19 ­ Il livello istituzionale
degli organi competenti (il provvedimento di scioglimento è disposto con decreto del Presidente della
mandato elettivo (Cons. Stato, sez. VI, 16 febbraio 2007, n. 665).20 – Ne consegue il valore non
del Consiglio comunale non solo non è prevista dall'art. 143 del D.lgs. 267/2000,
ma la sua mancanza è ampiamente giustificata dalla circostanza che trattasi di
misura che, caratterizzandosi per il fatto di costituire la reazione dell'ordinamento
alle ipotesi di attentato all'ordine e alla sicurezza pubblica, esige
interventi rapidi e decisivi. Si può ritenere,
comunale.21 – Pertanto, le censure di
ordine procedurale e formale sopra indicate devono essere respinte.22 – Quanto alle dedotte censure
esercizio del potere di scioglimento per
sufficiente supporto istruttorio, della veridicità dei fatti posti a fondamento della decisione, e
ragionevole (in tal senso, Cons. Stato, sez. VI, 16 febbraio 2007, n. 665).23 – A tale riguardo, la proposta
pressioni da parte della criminalità organizzata.24 ­ Dal provvedimento impugnato
con i requisiti richiesti dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 103/1993.25 – Infatti, il provvedimento in esame deve essere la
dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose l’amministrazione
gode di ampia discrezionalità, considerato che non si richiede né la prova
della commissione di reati da parte degli amministratori, né che i collegamenti
tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da prove
inconfutabili, ma occorrono in ogni caso sufficienti elementi univoci e
coerenti volti a far ritenere un collegamento tra l’amministrazione e i gruppi criminali.
Ciò non si verifica nel caso di
mafiosa presso gli organi di direzione politica, ove non suffragate da
ulteriori specifiche circostanze atte a dimostrare la coltivazione, o comunque
la copertura, o comunque la mancata vigilanza, da parte dei nuovi vertici
amministrativi comunali con la criminalità organizzata.27 – Conclusivamente, il ricorso
dell’Amministrazione dell’Interno e dei suoi organi che hanno proceduto all’istruttoria,
di un ragionevole livello di certezza circa la sussistenza di elementi almeno
indiziari d’infiltrazione mafiosa idonei a consentire una così drastica deroga
dal principio di rappresentanza democratica, discendendone l’annullamento di
tutti gli atti extra ordinem impugnati e –quindi­ il conseguente obbligo dei
soggetti che, su tale base, sono attualmente preposti al Governo dell’Ente locale
in esame (ed i cui atti perfezionati medio tempore restano validi, osserva il
Collegio, secondo il generale principio di
continuità dell’azione amministrativa, di cui è espressione anche la salvaguardia
a certe condizioni dell’operato del mero funzionario di fatto) di consentire
l’immediato ripristino delle precedenti
illegittimamente revocati dai propri incarichi.28 ­ La complessità e peculiarità della fattispecie
giustifica infine la compensazione delle spese di giudizio fra le parti.P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo
delle consegne da effettuarsi entro il termine di giorni trenta dalla data
della comunicazione in via amministrativa –o della notifica a cura di parte se anteriore­
della presente sentenza, ferma restando la validità ed efficacia degli atti
dagli stessi perfezionati medio termine e comunque non oltre la predetta data.Condanna la resistente
complessivamente liquidate in Euro duemilacinquecento oltre IVA ed accessori.Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità
amministrativa.Così deciso in Roma nelle camere di consiglio dei giorni 14
gennaio, 11 febbraio e 11 marzo 2015 con l'intervento dei magistrati:Luigi Tosti, PresidenteRaffaello Sestini, Consigliere, EstensoreIvo Correale, ConsigliereL'ESTENSORE IL PRESIDENTEDEPOSITATA IN SEGRETERIAIl 12/03/2015IL SEGRETARIO(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)