Source: https://www.confcommercio.rg.it/news/faq-emergenza-coronavirus-dpcm-26-e-10-aprile-2020/
Timestamp: 2020-08-03 08:40:02+00:00
Document Index: 89376916

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 62']

FAQ EMERGENZA CORONAVIRUS DPCM 26 E 10 APRILE 2020 – Confcommercio Imprese per l'Italia Ragusa
fonte https://www.confcommercio.it/-/faq-emergenza-coronavirus
In questa pagina sono riportate, in sintesi, le risposte alle vostre domande più frequenti concernenti il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 e del 10 aprile 2020 che ha disposto la sospensione di alcune attività.
Sono necessari sia per l’attività di vendita che per la fase di produzione e confezionamento degli alimenti per misure precauzionali, cautelative e di carattere igienico sanitario.
Sì. La divisione 46 Commercio all’ingrossoinclusa nell’allegato 3 al DPCM del 26 aprile, comprende anche gli agenti di commercio che rientrano nel gruppo 46.1 Intermediari del commercio in cui a sua volta rientra il sottogruppo 46.13 Intermediari del commercio di legname e materiali da costruzione in cui rientrano molti agenti del vostro settore.
Dal 4 maggio inoltre cadono le limitazioni agli spostamenti fra regioni (cfr. art. 1, comma 1, lett. a)) ma ovviamente si dovrà essere sempre in grado di comprovare gli spostamenti dovuti all’attività lavorativa (appuntamenti, ecc.).
Anche per quanto riguarda i dipendenti delle aziende autorizzate a riprendere l’attività cadono le limitazioni, ma le aziende dovranno osservare il protocollo di cui all’allegato 6 del decreto e i dipendenti che hanno il compito di visitare clienti e potenziali clienti dovranno essere dotati di DPI, muoversi su appuntamento e portare sempre con sé la dichiarazione del datore di lavoro relativa all’attività svolta nonché copia della mail, whatsapp ecc, che comprovi la conferma dell’appuntamento dei clienti che si vanno a visitare.
Viene previsto in via generale l’utilizzo delle mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e rafforzata misura, ossia a maggior ragione nei casi in cui non sia possibile mantenere la distanza interpersonale.
Ho un negozio di abbigliamento. Posso andare in negozio per riorganizzare l’attività, spostamento dell’arredo, sistemazione merce?
La possibilità di recarsi dal 27 aprile negli esercizi per compiere le operazioni propedeutiche alla riapertura ( 2, comma 9, DPCM del 26 aprile), è limitata alle sole attività che potranno riaprire dal 4 maggio.
Resta tuttavia la possibilità concessa dal comma 8 del medesimo art. 2 del DPCM citato che così dispone: Per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. È consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture”.
Sarà possibile effettuare l’asporto presso Bar o Pasticcerie Caffetterie di bevande calde (caffè, cappuccino, tè, ecc.) anche unitamente a brioches o altri prodotti di pasticceria?
Sono un parrucchiere e l’attività è chiusa. Posso vendere shampoo particolari e consegnare a domicilio dei clienti?
Sì, ai parrucchieri è consentito vendere(cfr. legge 174/2005, art. 2) prodotti cosmetici inerenti i trattamenti effettuati alla clientela.
E’ quindi certamente consentita la vendita a domicilio di tali prodotti relativi ad ordini telefonici o via internet.
Sì. una volta che viene autorizzata una divisione (l’insieme identificato dalle due cifre) della classificazione ATECO, sono automaticamente autorizzate tutte le attività con codice ATECO a 3, 4 , 5 o 6 cifre che abbiamo come primi due numeri la divisione autorizzata.
Le attività di cui all’allegato 1 all’interno dei centri commerciali possono aprire?
Sì. La lettera z) dell’art. 1, comma 1, del DPCM del 26 aprile, non presenta modifiche rispetto a quanto già previsto dai precedenti provvedimenti governativi; pertanto tutte le attività ricomprese nell’allegato I, possono rimanere aperte tanto nel caso in cui si tratti di esercizi di vicinato, quanto nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresa nei centri commerciali.
Già il precedente DPCM 10 aprile 2020non prevedeva più alcuna differenza tra giorni feriali, prefestivi e festivi, né quella tra strutture di vendita a seconda delle dimensioni, come chiarito espressamente anche nelle FAQ ufficiali che il Governo ha pubblicato sul proprio sito web istituzionale, nella sezione dedicata a “Pubblici esercizi e attività commerciali“.
L’asporto è consentito per i bar?
L’allegato 2 del suddetto DPCM relativo ai servizi della persona non è stato modificato, mentre l’allegato 3 del DPCM che individua le attività produttive, industriali e commerciali è stato profondamente rivisto. Sono stati, infatti, inclusi ulteriori codici Ateco nell’allegato, tra cui segnaliamo ad esempio:
L’ordinanza sulle mascherine è stata pubblicata? È già in vigore?
Sì, l’ordinanza è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27/4/20 n. 108ed è in vigore.
In merito all’aggiornamento del Documento di Valutazione Rischi sul rischio Covid-19 ci sono ordinanze Nazionali e Regionali contrastanti.
Non occorre procedere all’aggiornamento del DVR, ma è consigliabile, per la tracciabilità delle azioni messe in campo, raccogliere e conservare tutta la documentazione comprovante l’adozione delle specifiche misure di sicurezza e allegarla al DVR.
Per le misure da adottare va fatto riferimento al Protocollo sottoscritto da associazioni datoriali e organizzazioni sindacali aggiornato al 26 aprile, all’Accordo Quadro specifico per i nostri settori Confcommercio e organizzazioni sindacali del 27 marzo e all’allegato 5 – misure per gli esercizi commerciali – del DPCM 26 aprile (che riprende esattamente l’allegato del DPCM del 10 aprile).
Segnaliamo che il DPCM 11 marzo 2020, all’art. 1 n. 1), sospende tutte le attività commerciali al dettaglio ad eccezione di quelle che vendono generi alimentari e di prima necessità individuate dall’allegato I. Il provvedimento pertanto non prevede la sospensione per le attività artigianalisvolte dalle officine per la riparazione e la manutenzione.
Di conseguenza, alla luce delle considerazioni sopra esposte, riteniamo che l’attività di riparazione di biciclette, seppur inquadrata con un codice ATECO diverso (952902) da quello previsto per la riparazione di autoveicoli e motocicli (45.40), possa continuare a svolgere la propria attività, in quanto anch’essa deve essere considerata un’attività essenziale per la collettività, soprattutto in alcune zone d’Italia dove l’uso della bicicletta è molto frequente.
Riteniamo, pertanto, che debbano essere autorizzate anche le attività connesse allo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione quali: la vendita all’ingrosso e al dettaglio, di parti e accessori di ricambio.
Alla luce di quanto sopra espresso può essere svolta l’attività di riparazione e manutenzione delle biciclette purché vengano rispettate le seguenti precauzioni:
Sì. La questione è stata oggetto di una FAQ ufficiale del Governoe di un parere del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) che il Ministero dell’Interno ha trasmesso a tutte le Prefetture.
Il decreto prevede che nei “locali fino a 40 mq possa accedere una sola persona alla volta, oltre a un massimo di 2 operatori”. Come si valuta la dimensione dei locali ?
Per quanto riguarda la dimensione dei locali (allegato 5 DPCM 10 aprile) si ritiene debba intendersi come locale di superficie complessiva di 40 mq, la disposizione è rivolta soprattutto ai piccoli negozi, non facendo riferimento a spazi delimitati come il “fronte banco”.
Si raccomanda poi, sempre facendo riferimento all’allegato 5, per gli esercizi commerciali di dimensione superiore a 40 mq di regolamentare gli accessi in funzione degli spazi disponibili differenziando, se è possibile, i percorsi di entrata da quelli di uscita.
Per ambienti di lavoro, ai sensi dell’art. 62 del d.lgs. 81/08, vanno intesi tutti l luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro all’ interno dell’azienda o unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’u.p. accessibile, anche saltuariamente, al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.
In quest’ultima accezione vanno considerati i depositi e i magazzini e pertanto anche essi sottoposti a sanificazione e regolare pulizia.
Sì, le attività di noleggio senza conducente non rientranotra quelle sospese, da ultimo dal DPCM 10 aprile.
Nelle FAQ istituzionali del Governo (sezione attività produttive) alla specifica domanda se siano sospese si conferma, infatti che “No, possono proseguire, sempre nel rispetto delle prescrizioni stabilite per il contenimento e il contrasto alla diffusione del COVID-19. Naturalmente, per l’utilizzatore del veicolo preso a noleggio valgono le stesse regole previste per gli spostamenti.”