Source: https://www.patrimoniatest.it/2019/07/05/creditori-sempre-pi%C3%B9-forti-nell-eredit%C3%A0/
Timestamp: 2020-08-15 00:03:05+00:00
Document Index: 134337871

Matched Legal Cases: ['art. 2900', 'art. 557', 'art. 557', 'art. 2900', 'art. 524', 'art. 524']

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Patrimonio & famiglia · 05. luglio 2019
Creditori sempre più forti nell'eredità
Una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione del 20 giugno 2019, n.16623 è tornata sul caso dell'erede gravato di debiti, totalmente escluso dal testamento, affermando il principio secondo il quale"è ammissibile l’esercizio in via diretta dell’azione surrogatoria – prevista dall’art. 2900 c.c. – nella proposizione della domanda di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima da parte dei creditori dei legittimari totalmente pretermessi che siano rimasti del tutto inerti”.
In pratica, e per fare un esempio, se un genitore, disponesse per testamento di lasciare tutto al coniuge ed a un solo figlio, per evitare che la quota dell'altro possa essere aggredita dai creditori di quest'ultimo, cosa può succedere?
Può succedere che il creditore si sostituisca al debitore ed eserciti l'azione di riduzione delle disposizioni lesive.
Il Collegio ha rilevato, infatti, che l’esame della delicata questione, debba necessariamente partire dalla valorizzazione del dato testuale di cui all’art. 557 c.c., comma 1, il quale – nell’ occuparsi dei “soggetti che possono chiedere la riduzione” – stabilisce che la riduzione non può essere domandata che dai legittimari e dai loro eredi o aventi causa.
I creditori possono ritenersi aventi causa?
La risposta è stata affermativa, riconoscendo al creditore, attraverso un'interpretazione sistematica, il diritto di surroga, non solo per quanto previsto dal terzo comma dell'art. 557 c.c., con ragionamento a contrario (..i creditori ereditari non possono chiedere la riduzione delle disposizioni lesive, nè trarne vantaggio, se il legittimario ha accettato con beneficio di inventario), ma più in generale facendo leva, non solo sull'art. 2900 c.c., (azione surrogatoria), ma anche sull'art. 524 c.c. il quale è indicativo di un’attenzione che l’ordinamento rivolge ai creditori del chiamato, consentendo agli stessi di “farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino a concorrenza dei loro crediti”:
La dottrina specialistica osserva come, in effetti, questa norma, ossia l'art. 524 c.c., preveda “nulla di più, nulla di meno di quel che effettivamente serve”.