Source: https://job.fanpage.it/permessi-retribuiti-ccnl-commercio-quante-ore-rol-ex-festivita-spettano-al-mese-e-allanno/
Timestamp: 2019-07-22 05:22:54+00:00
Document Index: 84595134

Matched Legal Cases: ['art. 146', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 195', 'art. 146', 'art. 121', 'art. 121', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 195', 'art. 195', 'art. 193', 'art. 193', 'art. 195', 'art. 146']

Permessi retribuiti CCNL Commercio: quante ROL ex festività spettano al mese e all'anno
Permessi retribuiti CCNL Commercio: quante ROL ex festività spettano al mese e all’anno
I lavoratori del settore commercio hanno diritto a dei permessi retribuiti. Il contratto CCNL commercio prevede il diritto di 32 ore annue di ex festività soppresse e fino a 72 ore di permessi retribuiti (ROL). Le ore di permessi maturati in busta paga dipende dal numero di dipendenti dell’azienda, dall’orario di lavoro (se è di 40 o 39 o 38 ore) e dalla data di assunzione (se prima o dopo il 26 febbraio 2011). Vediamo tutta la normativa prevista dall’art. 146 del CCNL Commercio, Terziario, Distribuzione e Servizi.
Rapporto di lavoro 30 aprile 2019 18:41
I lavoratori dipendenti del settore commercio, terziario distribuzioni e servizi hanno diritto ai permessi retribuiti del CCNL commercio. Si tratta di ore di permessi retribuiti, ivi compreso i permessi ROL del contratto commercio e le ex festività, che vanno da un minimo di 32 ore ad un massimo di 104 ore.
Il contratto commercio è stato recentemente modificato in materia di permessi retribuiti. E’ infatti previsto un diverso calcolo dei permessi retribuiti dei dipendenti assunti prima o dopo il 26 febbraio 2011, nonché un diverso calcolo dei permessi retribuiti in base all’orario di lavoro a tempo pieno applicato dall’azienda, che secondo CCNL può essere di 40 ore ma anche di 39 o 38 ore.
E’ quindi necessario per il lavoratore controllare bene la propria busta paga e comunque informarsi bene su quante ore di permessi sia ROL che ex festività ha diritto, quale è il sistema di maturazione dei permessi retribuiti che poi sono indicati nella propria busta paga.
A disciplinare i permessi retribuiti maturati da ogni lavoratore nel corso del rapporto di lavoro è l’art. 146 del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi Confcommercio, il contratto commercio più utilizzato.
Nella sostanza i permessi indicati dal CCNL Commercio sono suddivisi in permessi retribuiti (ROL) ed ex festività. Pertanto la maturazione dei permessi indicati in busta paga segue quanto previsto dall’art. 146, che riportiamo nel dettaglio in seguito, e che ora elenchiamo sinteticamente.
Permessi retribuiti nelle aziende con meno di 15 dipendenti
Permessi retribuiti aziende con più di 15 dipendenti
Maturazione dei permessi in busta paga ogni mese
Pagamento permessi non goduti
Cosa succede se l'azienda supera i 15 dipendenti o scende sotto i 15 dipendenti
Permessi retribuiti in caso di orario di lavoro di 39 o 38 ore settimanali
Calcolo retribuzione dei permessi ROL non goduti: ecco quanto spetta in busta paga
Permessi retribuiti assunti dopo il 26 febbraio 2011
Permessi retribuiti in caso di contratto a tempo determinato o inferiore all’anno
I dipendenti delle Aziende sotto i 15 dipendenti hanno diritto a:
56 ore di permessi retribuiti (permessi ROL – Riduzione orario di lavoro);
32 ore di permessi da ex-festività (che sono le 4 festività soppresse).
Totale: 88 ore di permessi retribuiti annui.
Ma ci sono regole particolari per gli assunti dopo il 26 febbraio 2011:
Per tali soggetti nei primi due anni spettano solo le 32 ore di permessi per ex festività;
Nel terzo e quarto anno dall’assunzione spettano il 50% delle 56 ore di permessi retribuiti (ROL), quindi 28 ore all’anno, oltre alle 32 ore di permessi per ex festività. Quindi spetta un totale di 60 ore di permessi retribuiti;
Dal quinto anno di assunzione in poi spettano le 88 ore di permessi retribuiti di cui sopra.
I dipendenti delle Aziende sopra i 15 dipendenti hanno diritto a:
72 ore di permessi retribuiti (permessi ROL – Riduzione orario di lavoro);
Totale 104 ore di permessi retribuiti annui.
Ma anche in questo caso ci sono regole particolari per gli assunti dopo il 26 febbraio 2011:
Nel terzo e quarto anno dall’assunzione spettano il 50% delle 72 ore di permessi retribuiti (ROL), quindi 36 ore all’anno, oltre alle 32 ore di permessi per ex festività. Quindi un totale di 68 ore di permessi retribuiti;
Dal quinto anno di assunzione in poi spettano le 104 ore di permessi retribuiti di cui sopra.
Il contratto collettivo disciplina le modalità di calcolo dei permessi annui retribuiti spettanti. Il calcolo è mensile.
Il CCNL infatti stabilisce che "In caso di prestazione lavorativa ridotta, nel corso dell'anno di calendario, al lavoratore verrà corrisposto un dodicesimo dei permessi di cui al presente articolo per ogni mese intero di servizio prestato, non computandosi, a tal fine, i periodi in cui non è dovuta, a carico del datore di lavoro, retribuzione secondo norma di legge e di contratto".
Per quanto riguarda la maturazione permessi retribuiti in busta paga, come abbiamo visto, il totale dei permessi retribuiti (ROL) e delle ex festività sono pari a 88 ore annue nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti. Ciò significa che in busta paga il lavoratore deve maturare 7,3 ore al mese di permessi retribuiti.
Il totale dei permessi retribuiti (ROL) e delle ex festività sono pari a 104 ore annue nel caso di aziende con più di 15 dipendenti. Ciò significa che in busta paga il lavoratore deve maturare 8,66 ore al mese di permessi retribuiti.
Per gli assunti dopo il 26 febbraio 2011, la maturazione mensile delle ore di permessi retribuiti è la seguente:
32 ore pari a 2,66 ore di permessi retribuiti al mese nei primi due anni;
60 ore pari a 5 ore di permessi retribuiti al mese nel terzo e quarto anno per i lavoratori impiegati in aziende con meno di 15 dipendenti;
68 ore pari a 5,66 ore di permessi retribuiti al mese nel terzo e quarto anno per i lavoratori impiegati in aziende con più di 15 dipendenti;
88 ore pari a 7,3 ore di permessi retribuiti al mese dal quinto anno in poi per i lavoratori impiegati in aziende con meno di 15 dipendenti;
104 ore pari a 8,66 ore di permessi retribuiti al mese dal quinto anno in poi per i lavoratori impiegati in aziende con più di 15 dipendenti.
I permessi retribuiti per ROL ed ex festività non goduti devono essere pagati dal datore di lavoro entro 18 mesi dall'anno di maturazione, cioè entro il 30 giugno dell'anno successivo alla maturazione.
Vediamo ora il testo integrale del CCNL del Commercio in materia di permessi.
Il contratto collettivo non disciplina tale aspetto, ma si limita a stabilire che "Per le aziende con più di 15 dipendenti i permessi individuali retribuiti sono incrementati di 16 ore" (4 ore a decorrere dal 10 gennaio 1992; 4 ore a decorrere dal 10 gennaio 1993; 8 ore a decorrere dal 10 gennaio 1994) ed intende di 16 ore di permessi retribuiti su base annua. Ma come abbiamo visto la maturazione dei permessi è mensile sulla base della determinazione dei permessi annui. Lo stesso CCNL stabilisce anche che "I permessi non fruiti entro l'anno di maturazione decadranno e saranno pagati con la retribuzione di fatto di cui all'art. 195 in atto al momento della scadenza, oppure potranno essere fruiti in epoca successiva e comunque non oltre il 30 giugno dell'anno successivo".
Come abbiamo già visto il contratto stabilisce che "In caso di prestazione lavorativa ridotta, nel corso dell'anno di calendario, al lavoratore verrà corrisposto un dodicesimo dei permessi di cui al presente articolo per ogni mese intero di servizio prestato, non computandosi, a tal fine, i periodi in cui non è dovuta, a carico del datore di lavoro, retribuzione secondo norma di legge e di contratto".
Il contratto collettivo non disciplina i casi di superamento dei 15 dipendenti in corso d'anno o la discesa della forza aziendale al di sotto dei 15 dipendenti. C'è da ritenere che la base di calcolo annuale dei permessi retribuiti, per ogni singolo rateo mensile di ogni dipendente, vada presa con riferimento al numero di dipendenti presenti in azienda nel mese di elaborazione della busta paga, avendo probabilmente cura di stabilire il diritto al minor numero o al maggior numero di permessi a partire dal mese successivo a quello in cui è avvenuto il superamento dei 15 dipendenti o la discesa a 15 o minor numero di dipendenti. Questo perché è lo stesso contratto collettivo che riconduce il calcolo dei "dodicesimi", ossia dei ratei di permessi retribuiti, "per ogni mese intero di servizio prestato".
In altre parole, se un'azienda assume un lavoratore il 10 di gennaio superando i 15 dipendenti, il rateo di permessi di gennaio di tutti i lavoratori andrà calcolato prendendo a riferimento il calcolo ante superamento dei 15 dipendenti, poi da febbraio in poi va calcolato il maggior numero di permessi retribuiti spettanti, per ogni singola posizione, in base ai singoli diritti di ogni lavoratore (se assunto prima o dopo il 2011, ecc.). Analogo discorso vale per l'ipotesi di discesa del numero di lavoratori pari o al di sotto dei 15 dipendenti. In questo caso vi è una diversa e ridotta base di calcolo dei ratei mensili.
L’art. 146 indica il diritto alle 32 ore annue per le ex festività soppresse: “Gruppi di 4 o di 8 ore di permesso individuale retribuito, in sostituzione delle 4 festività abolite dal combinato disposto della legge 5 marzo 1977, n.54, e del D.PR. 28 dicembre 1985, n. 792, verranno fruiti dai lavoratori, a partire dal 1° gennaio 1980.
Quando si ha diritto ad usufruire delle 32 ore di permessi ex festività: “I permessi saranno fruiti individualmente in periodi di minore attività e mediante rotazione dei lavoratori che non implichi assenze tali da ostacolare il normale andamento dell'attività produttiva”.
Permessi retribuiti di 56 e 72 ore. “Con le stesse modalità saranno fruiti ulteriori gruppi di permessi, salvo restando l'assorbimento fino a concorrenza di eventuali trattamenti non previsti nel presente contratto in materia di riduzione, permessi e ferie, per complessive 56 ore annuali (1) per le aziende fino a 15 dipendenti.
Per le aziende con più di 15 dipendenti i permessi individuali retribuiti sono incrementati di 16 ore:
4 ore a decorrere dal 10 gennaio 1992;
4 ore a decorrere dal 10 gennaio 1993;
8 ore a decorrere dal 10 gennaio 1994.
L’articolo 146 del CCNL stabilisce anche che “Resta fermo, altresì, quanto previsto dalla lettera a.2), b) e c) dell'art. 121”. Il riferimento è all’articolazione dell’orario settimanale che può essere di 40 ore settimanali.
La normativa del CCNL commercio prevede altresì, sempre all’art. 121, che l’orario settimanale del contratto a tempo pieno possa essere fissato nel contratto individuale tra le parti a 39 ore settimanali. A quel punto è previsto un assorbimento di 36 ore di permessi retribuiti, quindi al lavoratore spettano 36 ore in meno di permessi retribuiti (ROL), fermo restante il diritto alle 32 ore di permessi per ex festività.
Analogamente in caso di articolazione dell’orario di lavoro a tempo pieno di 38 ore settimanali, il CCNL prevede che tale orario di 38 ore settimanali (ridotto rispetto alle 40 ore settimanali) “si realizza attraverso l'assorbimento di 72 ore di permesso retribuito delle quali 16 al primo comma dell'art. 146 e 56 al terzo comma dell'art. 146”. Quindi in sostanza, spettano al lavoratore 16 ore di ex festività (e non 32 ore) e una decurtazione di 56 ore dai permessi retribuiti (ROL).
L’art. 146 del CCNL prevede che “I permessi non fruiti entro l'anno di maturazione decadranno e saranno pagati con la retribuzione di fatto di cui all'art. 195 in atto al momento della scadenza, oppure potranno essere fruiti in epoca successiva e comunque non oltre il 30 giugno dell'anno successivo”.
Ciò vuol dire che permessi non goduti danno diritto alla retribuzione al lavoratore. E la retribuzione spettante è quella indicata nell’art. 195 del CCNL, ossia la retribuzione di fatto:
“La retribuzione di fatto è costituita dalle voci di cui al precedente art. 193 nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo ad esclusione dei rimborsi di spese, dei compensi per lavoro straordinario, delle gratificazioni straordinarie o una tantum, e di ogni elemento espressamente escluso dalle parti dal calcolo di singoli istituti contrattuali ovvero esclusi dall'imponibile contributivo a norma di legge”.
Ed è proprio l’art. 193 del CCNL che parla delle voci del cedolino paga che vanno incluse nel calcolo dei permessi retribuiti residui da erogare in busta paga dopo 18 mesi, in caso di mancata fruizione. E più precisamente, la normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:
a) paga base nazionale conglobata;
Il CCNL esclude, come si può leggere dall’art. 195, i rimborsi spese, il lavoro straordinario, i compensi una tantum e i compensi esclusi dall’imponibile previdenziale Inps.
Al lavoratore quindi spetta la retribuzione fissa e continuativa indicata nella parte alta del cedolino e più precisamente la retribuzione oraria.
La quota oraria della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene dividendo l'importo mensile per i seguenti divisori convenzionali:
a) 168, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 40 ore settimanali;
b) 182, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 42 ore settimanali;
c) 195, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 45 ore settimanali.
Una volta ottenuta la retribuzione oraria (paga oraria generalmente indicata in busta paga) bisogna moltiplicarla per le ore di permessi residui maturati e non goduti, che vanno pagate in busta nella busta paga di giugno dell’anno successivo.
L'Ipotesi 26 febbraio 2011 ha aggiunto all’art. 146 del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi la seguente dicitura: "Indipendentemente dai regimi di orario adottati in azienda, per tutti i lavoratori assunti successivamente alla data di sottoscrizione del presente accordo di rinnovo, fermo restando il godimento delle ore di permesso di cui al primo comma, le ulteriori ore di permesso di cui ai commi terzo e quarto, verranno riconosciute in misura pari al 50%, decorsi due anni dall'assunzione e in misura pari al 100% decorsi quattro anni dall'assunzione”.
I permessi retribuiti di cui al primo comma sono le ex festività e quindi a tali lavoratori spettano le 32 ore retribuite per le festività abolite, ma viene stabilita una riduzione delle ore di permessi retribuiti (ROL).
Per gli assunti dal 26 febbraio 2011 la maturazione dei permessi retribuiti (ivi compreso le ex festività) quindi cambia e come abbiamo visto in precedenza è pari a:
32 ore di permessi per i primi due anni (32 ore di ex festività);
60 ore di permessi per il terzo e quarto anno nelle aziende con meno di 15 dipendenti (32 ore di ex festività e 28 ore di permessi retribuiti) e 68 ore di permessi per il terzo e quarto anno nelle aziende con più di 15 dipendenti (32 ore di ex festività e 36 ore di permessi retribuiti);
le normali 88 ore di permessi dal quinto anno nelle aziende con meno di 15 dipendenti (32 ore di ex festività e 56 ore di permessi retribuiti) e 104 ore di permessi dal quinto anno nelle aziende con più di 15 dipendenti (32 ore di ex festività e 72 ore di permessi retribuiti).
E c’è una precisazione: “In caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato di contratti di apprendistato, contratti a tempo determinato e contratti di inserimento, il computo dei 48 mesi di cui al precedente comma decorrerà dalla data della prima assunzione, considerando esclusivamente i periodi di iscrizione nel libro unico del lavoro successivi al 1° marzo 2011”.
L’articolo dell’CCNL precisa che “In caso di prestazione lavorativa ridotta, nel corso dell'anno di calendario, al lavoratore verrà corrisposto un dodicesimo dei permessi di cui al presente articolo per ogni mese intero di servizio prestato, non computandosi, a tal fine, i periodi in cui non è dovuta, a carico del datore di lavoro, retribuzione secondo norma di legge e di contratto".
Il CCNL chiarisce anche quali sono i periodi per i quali non è dovuta la retribuzione perché non computati: “Le parti si danno atto che rientrano nei casi di cui all'ultimo comma del presente articolo: il servizio militare e il richiamo alle armi, il congedo di maternità anticipato o prolungato (ex assenza obbligatoria anticipata e il prolungamento dell'assenza obbligatoria post partum), i congedi parentali (ex assenza facoltativa post partum), i permessi e le aspettative non retribuiti anche se indennizzari da Istituti assistenziali o previdenziali, la sospensione con ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria, nonché la malattia e l'infortunio, limitatamente ai periodi durante i quali non è posta a carico del datore di lavoro alcuna integrazione retributiva”.
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