Source: https://www.exeo.it/free/natura-giuridica-del-piano-di-insediamento-produttivo
Timestamp: 2019-05-26 13:52:19+00:00
Document Index: 1099927

Matched Legal Cases: ['art.42', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 27']

Natura giuridica del piano di insediamento produttivo
Strumento di promozione e incentivazione, il P.I.P. (piano di insediamento produttivo) realizza un trasferimento di ricchezza dai proprietari espropriati agli assegnatari dei lotti con il sacrificio del principio di eguaglianza, nonché del diritto di proprietà (art.42 Costituzione). Tale natura comporta per la P.A. un onere motivazione, specie della quantità di aree assoggettate a vincolo, ferma restando l'ampia discrezionalità di cui gode.
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIP
Il Piano degli Insediamenti Produttivi, costituisce, dal punto di vista tecnico, un piano di zonizzazione attuativo, che disciplina la realizzazione di "impianti produttivi di carattere industriale, artigianale, commerciale e turistico".
Per quanto riguarda le modalità di approvazione del P.I.P., l'art. 27, secondo comma, della legge n. 865 del 1971, indica il procedimento che deve essere inderogabilmente seguito per il conseguimento della necessaria approvazione regionale.
Per effetto dell'art. 24 della L. n. 47/1985 è stata soppressa necessità della autorizzazione regionale di cui al'art. 27 della L. 22.10.1971, n. 865 prevista per la approvazione dei piani PIP tranne che per le aree e per gli ambiti territoriali individuati dalle Regioni come "di interesse regionale" nel piano territoriale di coordinamento o con apposita deliberazione, ovvero nell'ipotesi di P.I.P. in variante allo strumento urbanistico generale.
In mancanza di diversa prescrizione contenuta nella normativa regionale o nell'articolato normativo del Piano Regolatore Generale, l'approvazione del P.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...g> non è sottoposto alla preventiva emanazione di un programma pluriennale di attuazione (P.P.A.); l'art. 27 della legge n. 865 del 1971 permette infatti l'emanazione di piani delle aree da destinare a insediamenti produttivi, alle sole condizioni che i comuni siano dotati di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione approvato e formale.
Nel caso di istanza di concessione edilizia riferita a lotti successivamente inclusi in PIP, non è censurabile la illegittimità di suddetta inclusione ed il conseguente assoggettamento ad esproprio dei lotti medesimi, fermo restando la possibilità degli istanti, qualora le richieste concessioni edilizie siano conformi al piano, di ottenere una pronunzia sulle loro istanze o vantare la priorità nell'assegnazione delle aree.
Il parere che la Regione è chiamata ad esprimere ai sensi dell'art. 27 della legge n. 865 del 1971 in sede di provvedimento di adozione di PIP da parte del Comune, deve ritenersi limitato alla verifica di compatibilità della programmazione comunale in materia con gli interessi urbanistici curati dallo stesso Ente regionale, al fine di assicurare a livello regionale una certa omogeneità, con co... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sclusione di qualsiasi sindacato di merito.
il pip deve insistere su aree destinate a zone industriali
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIP --> ADOZIONE, MOTIVAZIONE
La natura di atto generale di pianificazione del p.i.p.., sottende un'evidente attenuazione dell'onere motivazionale, anche in ragione della ampia discrezionalità di cui dispone il Comune.
La decisione di adottare un p.i.p.. di dimensioni più ampie di quello precedente, rimasto inattuato, appare pienamente logica, atteso che proprio le ridotte dimensioni della zona destinata a p.i.p.. in precedenza potevano aver comportato l'inattuabilità dello stesso, con conseguente opportunità di ridimensionarlo in zona diversa, più vasta e più adatta.
Caratteristica del p.i.p.. è quella di essere strumento di promozione e incentivazione, esso stesso fonte di nuove istanze imprenditoriali e produttive non sempre agevolmente valutabili "ex ante"; ciò però non esclude l'obbligo, a carico dell'amministrazione, d'una adeguata istruttoria e motivazione, attraverso uno studio sullo sviluppo economico dell'area interessata, capace... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mità ai principi di ragionevolezza e buona amministrazione, di fornire una documentata valutazione previsionale del fabbisogno di aree da vincolare e, successivamente, da espropriare, per consentire gli insediamenti previsti.
Il p.i.p.., nel momento della sua utilizzazione, costituisce uno strumento, eccezionale, attraverso il quale si realizza un trasferimento di ricchezza dal proprietario espropriato all'assegnatario con sacrificio del principio di eguaglianza, nonché del diritto di proprietà costituzionalmente tutelato che, ai sensi dell'art. 42 co.3 Cost., può essere imposto solo in nome di un interesse generale, la cui sussistenza, anche sotto il profilo del dimensionamento, cioè della giustificazione della quantità di aree assoggettate a vincolo, deve formare oggetto, da parte della p.a., di istruttoria e di motivazione idonee.
Il p.i.p.. è uno strumento eccezionale attraverso il quale si realizza un trasferimento di ricchezza dai proprietari assoggettati ad espropriazione agli assegnatari dei lotti con il sacrificio del principio di eguaglianza, nonché del diritto di proprietà costituzionalmente tutelato; tuttavia, tale sacrificio potrà essere imposto soltanto... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... un interesse generale, ex art. 42, comma 3, cost., la cui sussistenza dovrà formare oggetto di specifica istruttoria da parte del comune, che è tenuto a motivare in modo specifico l'adozione del p.i.p..
L'adozione di un piano per gli insediamenti produttivi deve essere preceduta, trattandosi di strumento urbanistico la cui formazione è in ogni caso facoltativa, da analisi e ricerche necessarie per il dimensionamento dell'intervento in rapporto alle effettive esigenze comunali risultanti da un puntuale accertamento della natura e delle dimensioni dello sviluppo produttivo della zona, basato su criteri di prevedibilità logica, fondati sulla situazione reale.
Se è vero che le scelte pianificatorie (quale è il ricorso al p.i.p..) incidenti negativamente sulla proprietà privata, richiedono un maggior apporto motivazionale a sostegno dell'indispensabilità delle opzioni seguite, restano comunque fermi i noti limiti al sindacato giurisdizionale su siffatte scelte, ammissibile solo in caso di palese erroneità o illogicità.
A fronte di delibera di adozione del p.i.p.. che abbia ampiamente argomentato in ordine alle finalità perseguite e alle ragio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uali l'Amministrazione, a seguito anche di approfondite ricerche di mercato, ha ritenuto che il ricorso al p.i.p.. sia la modalità più idonea non solo a garantire un'attuazione organica e unitaria delle previsioni urbanistiche ma anche a conseguire il miglior risultato economico per l'Amministrazione stessa, appare insussistente il vizio di omessa istruttoria e motivazione, e non è dato ravvisare quei vizi di manifesta e macroscopica erroneità o illogicità che, soli, possono consentire un sindacato giurisdizionale in subiecta materia.
L'adozione di un piano per gli insediamenti produttivi deve essere sorretta da un'adeguata motivazione, che evidenzi l'interesse pubblico all'adozione del piano in vista di un incremento di ricchezza del sistema economico locale; ciò in quanto se lo strumento dell'espropriazione venisse utilizzato semplicemente per consentire a singoli imprenditori di ricavare maggiori profitti in pregiudizio degli originari proprietari vi sarebbe una mera redistribuzione di ricchezza priva di adeguata causa giustificatrice.
Il piano pip è illegittimo se carente di motivazione, con particolare riferimento alla questione del previo accertamento di concrete prospettive di utilizzazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...no stesso, sia sotto il profilo dell'an, trattandosi di piano la cui formazione è in ogni caso facoltativa, sia sotto il profilo del quantum, ossia dell'estensione del terreno da vincolare e conseguentemente espropriare.
Per la sua precipua finalità il piano per gli investimenti produttivi deve trovare un'adeguata motivazione, sotto il profilo strettamente tecnico, nella relazione allegata alla delibera di sua adozione e, in genere, nei documenti posti a corredo del piano, in modo da fare sì che le scelte di pianificazione, nelle loro linee portanti, trovino sempre una razionale e coerente giustificazione.
La motivazione del piano per gli investimenti produttivi si rende meno rigorosa ed è sufficiente dare atto dell'esistenza di un nuovo finanziamento, quando si tratti della volontà di definire un disegno urbanistico precedentemente ideato e non attuato del tutto a causa di insufficienza finanziaria, anche in relazione all'incremento di ricchezza del sistema economico locale.
Per la sua precipua finalità, il p.i.p.. trova un'adeguata motivazione, sotto il profilo strettamente tecnico, nella relazione allegata alla delibera di sua adozione e, in genere, nei documenti posti a corredo del ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...odo da far sì che le scelte di pianificazione, nelle loro linee portanti, trovino sempre una razionale e coerente giustificazione.
L'emanazione del piano per insediamenti produttivi (PIP) è sorretta da adeguata istruttoria qualora la scelta medesima sia preceduta da indagine in ordine all'effettivo fabbisogno di aree per il sistema produttivo locale.
La scelta di attuare le previsioni di Piano regolatore mediante il passaggio da P.P.E. a p.i.p.. è adeguamente motivato qualora l'abbandono del precedente strumento urbanistico sia giustificato dalla necessità di abbattere i costi di acquisizione dei suoli e di beneficiare delle provvidenze connesse agli insediamenti produttivi; ciò al fine di agevolare l'insediamento di attività produttive nella zona e favorire l'occupazione, limitando i costi delle opere di urbanizzazione.
Il p.i.p.. è uno strumento eccezionale attraverso il quale si realizza un trasferimento di ricchezza dal proprietario espropriato all'assegnatario con il sacrificio del principio di eguaglianza, nonché del diritto di proprietà costituzionalmente tutelato; ne discende che l'ente locale deve motivare in modo specifico ed a pena di nullità... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e del p.i.p.., sia sotto il profilo dell'an che del quantum; ciò a maggior ragione, quando sia adottato anche in variante.
L'adozione ed approvazione del piano per gli insediamenti produttivi devono indicare le ragioni di pubblico interesse specifico che hanno spinto l'amministrazione ad adottare il piano stesso, con riferimento alla tipologia di attività che si intendono insediare con tale strumento, alle finalità di promozione dell'attività d'impresa perseguite, ai benefici economici e sociali particolari che l'amministrazione si prefigge da questo strumento.
L'introduzione nell'assetto urbanistico di un PIP, deve essere sorretta da una adeguata motivazione, che evidenzi l'interesse pubblico all'adozione del Piano stesso in vista di un incremento di ricchezza del sistema economico locale. Altrettanto va detto per il PEEP.
E' univoco l'orientamento giurisprudenziale che individua la necessità della motivazione del PIP in relazione alla sua duplice funzione, di strumento di pianificazione urbanistica e di strumento di politica economica volto essenzialmente a favorire l'espansione economica della zona. Ne consegue che non necessita di motivazione il PIP che si limiti ad attuare le previsione d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...golatore generale in cui sono già dimensionate le scelte progettuali alle reali necessità di ordine economico e sociale del Comune.
Il Comune deve motivare l'adozione del p.i.p.. sia sotto il profilo dell' "an" (trattandosi di piano attuativo facoltativo), sia sotto il profilo del "quantum" (cioè della estensione del terreno da vincolare e da espropriare), spettando alla detta motivazione il compito di dare contezza del previo accertamento delle reali esigenze economico-sociali e produttive e delle concrete prospettive di utilizzazione del piano, da raggiungere attraverso analisi e ricerche possibilmente analitiche ed accurate.
Deve ritenersi adeguatamente motivata l'iniziativa della Amministrazione di varare un Piano per gli insediamenti produttivi qualora sia stato accertato il fabbisogno delle aree necessarie all'insediamento di attività produttive sulla base di criteri oggettivi di riscontro delle condizioni economico-sociali e produttive del territorio comunale, facendo precipuo riferimento alle potenzialità produttive presenti sul territorio comunale.
La emanazione di PIP deve essere preceduta da adeguata istruttoria che dia atto del fabbisogno di aree da destinare ad insediamenti produt... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... sistema produttivo locale e delle analisi effettuate dal Comune.
L'abbandono di precedente strumento urbanistico attuativo consistente in piano particolareggiato esecutivo (PPE) ad iniziativa privata, attraverso il passaggio al p.i.p.., ben può trovare adeguata giustificazione nella necessità di abbattere i costi di acquisizione dei suoli e di beneficiare delle provvidenze connesse agli insediamenti produttivi, necessità evidenziata dalle istanze e pressioni dei ceti produttivi della comunità locale nonché dalla vigenza del precedente strumento urbanistico per un considerevole lasso di tempo, senza che le aree avessero avuto un vero e proprio sviluppo produttivo.
Il perseguimento dell'interesse generale di ordine economico e sociale sotteso alla adozione di PIP che giustifica la rilevante incidenza che attraverso le conseguenti procedure oblatorie il piano presenta sulle situazioni giuridiche soggettive dei privati interessati, deve essere valutato non solo in astratto dal legislatore bensì anche in sede di sua adozione attraverso adeguata motivazione con particolare riferimento alle esigenze di incentivazione dell'iniziativa economica, aumento della produttività, creazione di nuovi posti di l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...preventivo accertamento delle reali esigenze economico – sociali e produttive.
L'adozione di un PIP, strumento urbanistico la cui formazione è in ogni caso facoltativa, non può prescindere da un'adeguata valutazione della situazione economica locale, della possibilità concreta di sviluppo produttivo, delle eventuali istanze d'insediamento degli operatori economici, tenuto anche conto che il piano stesso può incidere negativamente su situazioni giuridiche soggettive dei privati interessati. Sono censurabili pertanto per difetto di motivazione i provvedimenti di adozione ed approvazione del piano privi di tali valutazioni.
La scelta circa la opportunità o meno di realizzare un PIP, che compete unicamente alla Amministrazione Comunale nel cui ambito territoriale esso deve ricadere, è ampiamente discrezionale, per cui il sindacato giurisdizionale deve limitarsi ad individuare una eventuale manifesta illogicità o irrazionalità della valutazione stessa tale da configurare il vizio di eccesso di potere, da escludersi nel caso in cui il Comune abbia offerto adeguata motivazione in ordine allo stato dei luoghi e alle specifiche richieste degli imprenditori e della popolazione insediata sul suo ter... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... />
In caso di approvazione di un secondo piano per gli investimenti produttivi per il completamento delle opere previste in precedente piano divenuto inefficace per la scadenza del termine legale, non è sufficiente constatare l'avvenuta decadenza dell'efficacia di quello precedente, nonché il mancato completamento delle opere da esso previsto, ma occorre una rinnovata istruttoria che dia conto della valutazione in termini comparativi degli interessi in conflitto, in riferimento al momento in cui sono reiterati il vincolo preordinato all'esproprio e la dichiarazione di PU.
La deliberazione d'adozione del piano per gli insediamenti produttivi deve essere preceduta da analisi idonee a giustificare le dimensioni date al piano, con l'indicazione delle esigenze concrete ed effettive che s'intendono soddisfare. Deve ritenersi sufficiente allo scopo l'acquisizione in sede istruttoria di concreti elementi dai quali desumere che il Piano stesso possa effettivamente rispondere, specie sotto il profilo del suo dimensionamento, a reali ed accertate esigenze economico-sociali e produttive ed a concrete prospettive di utilizzazione.
I PIP impongono uno specifico obbligo di motivazione che tenga conto del sacrificio imposto ai privati e dell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i esigenze di interesse pubblico all'incentivazione dello sviluppo economico dell'area comunale.
Anche alla luce della speciale disciplina prevista dal D. Lgs. n. 76/90 relativa al sisma del 1980, la conferma o la rinnovazione del PIP - di durata decennale - deve essere assistita da un'adeguata istruttoria e una congrua motivazione che abbiano ad oggetto le ragioni che giustificano l'adozione di tale strumento urbanistico in relazione al suo dimensionamento, alle esigenze della collettività, alla natura e agli effetti sul tessuto urbanistico, sociale ed economico degli insediamenti produttivi ivi previsti.
Le motivazioni di un PIP devono essere improntate ad attualità.
L'approvazione del PIP deve rispondere a reali ed accertate necessità economico-sociali e produttive ed a concrete (e realistiche) prospettive di utilizzazione, e non al generico intento di incentivare future improbabili iniziative imprenditoriali.
L'approvazione del PIP è legittima se avviene sulla base di adeguate indagini circa la effettiva domanda di nuovi spazi produttivi, il grado di soddisfacimento della stessa ed il bilanciamento con i contrapposti interessi dei proprietari espropriandi.
E' illegittimo il... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...gli insediamenti produttivi che non contenga una documentata valutazione previsionale del fabbisogno di aree che dia conto, in termini di ragionevolezza, dell'attendibilità sia delle prospettive di sviluppo considerate sia del conseguente fabbisogno di aree da vincolare e successivamente da espropriare, per consentire gli insediamenti previsti.
L'adozione di un PIP, in quanto programma di espropriazione generalizzata, si giustifica nella misura in cui è adeguatamente motivata, e la motivazione rappresenta un'adeguata istruttoria in ordine all'effettiva idoneità del piano ad apportare concreti benefici sociali ed economici
il pip è uno strumento di politica economica e deve poggiare sulla verifica dello sviluppo produttivo in atto ed in fieri
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIP --> ASSEGNAZIONE AREE
Le modifiche apportate allo schema di convenzione per l'assegnazione di proprietà e l'attuazione del PIP (nel caso di specie con introduzione della possibilità di alienare le aree anche a soggetti estranei al territorio comunale), legittimamente sono approvate dal Consiglio Comunale e non dalla Giunta.
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...-> PIP --> ASSEGNAZIONE AREE --> PREFERENZA PROPRIETARIO ESPROPRIATO
Ai sensi dell'art. 35 comma 11 della 865/71, i proprietari espropriati vantano un titolo di preferenza da far valere nel procedimento di assegnazione dei lotti (PEEP), per ottenere la cessione in proprietà degli stessi. La regole introdotte sono pacificamente applicabili alle procedure di approvazione di un p.i.p..
In sede di esecuzione del PIP, in presenza di una pluralità di richieste concorrenti e di una divisione dei lotti non coincidenti con le singole particelle catastali, non è affatto assicurato che l'originario proprietario riacquisti il godimento dell'area, non essendo normativamente imposta la previsione di un diritto di prelazione in suo favore.
La previsione regolamentare comportante una limitazione incisiva del diritto di preferenza a favore dei proprietari espropriati nell'assegnazione delle aree comprese nell'ambito di pip, è illegittima in quanto in contrasto con la previsione dell'art. 35, comma 11 della legge n. 865 del 1971, che prevede il diritto di prelazione a favore dei proprietari espropriati, riferito sì ai PEEP, ma esteso anche ai PIP in forza del rinvio operato dall'art. 27 della stessa le... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...del 1971.