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Timestamp: 2018-06-20 12:57:07+00:00
Document Index: 144749732

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 24', 'art. 48', 'art. 217', 'art. 67', 'art. 38', 'art. 113', 'art. 87', 'art. 113', 'art. 106', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 106', 'art. 101', 'art. 182', 'art. 106', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 48']

Novità fiscali del 4 agosto 2010: nuova attività di riscossione erariale: dubbi applicativi in attesa di chiarimento delle Entrate; cedolare secca sugli immobili; contrasto alle imprese in perdita “sistematica”: non rientra tra i particolari controlli l’erogazione di compensi agli amministratori; i professionisti senza Cassa previdenza iscritti automaticamente alla gestione separata INPS; guida pratica sulla legislazione applicabile ai lavoratori nella UE; Commercialisti: enti locali, al via corsi di formazione per revisori; nuove norme fallimentari: pubblicata in G.U. la legge di conversione della manovra finanziaria; certificazione dei requisiti fiscali richiesti per la partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori; regime fiscale delle acquisizioni di partecipazioni per il recupero crediti bancari | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 4 agosto 2010: nuova attività di riscossione erariale: dubbi applicativi in attesa di chiarimento delle Entrate; cedolare secca sugli immobili; contrasto alle imprese in perdita “sistematica”: non rientra tra i particolari controlli l’erogazione di compensi agli amministratori; i professionisti senza Cassa previdenza iscritti automaticamente alla gestione separata INPS; guida pratica sulla legislazione applicabile ai lavoratori nella UE; Commercialisti: enti locali, al via corsi di formazione per revisori; nuove norme fallimentari: pubblicata in G.U. la legge di conversione della manovra finanziaria; certificazione dei requisiti fiscali richiesti per la partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori; regime fiscale delle acquisizioni di partecipazioni per il recupero crediti bancari
1) Nuova attività di riscossione erariale: Dubbi applicativi in attesa di chiarimento delle Entrate
2) Cedolare secca sugli immobili
3) Contrasto alle imprese in perdita “sistematica”: Non rientra tra i particolari controlli l’erogazione di compensi agli amministratori
4) I professionisti senza Cassa previdenza iscritti automaticamente alla gestione separata Inps
5) Contributi artigiani e commercianti: Avviata l’emissione dei Mod. F24
6) Guida pratica sulla legislazione applicabile ai lavoratori nella UE
7) Convenzione tra INPS e CONFIMPRESE ITALIA per la riscossione dei contributi associativi degli artigiani e dei commercianti
8) Commercialisti: Enti locali, al via corsi di formazione per Revisori
9) Le nuove norme fallimentari: pubblicata in G.U. la legge di conversione della manovra finanziaria
10) Certificazione dei requisiti fiscali richiesti per la partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori
11) Regime fiscale delle acquisizioni di partecipazioni per il recupero crediti bancari: Chiarimenti dalle Entrate
Il D.L. n. 78/2010, convertito in Legge n. 122/2010, ha riscritto la procedura di riscossione concentrandola negli avvisi di accertamento.
Infatti, viene adesso previsto che gli avvisi di accertamento in materia di IVA e di imposte dirette, notificati a partire dal 1º luglio 2011, e relativi a periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi, diventano esecutivi decorsi 60 giorni dalla notifica (art. 29, comma 1).
In sostanza, per potenziare l’attività di riscossione, é stata eliminata la fase relativa alla notifica della cartella di pagamento.
Con le nuove norme emanate dal D.L. n. 78/2010 sono notevolmente cambiate.
Infatti, viene disposto che gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, notificati dal 1º luglio 2011 e relativi ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi:
– divengono esecutivi decorsi 60 giorni dalla notifica;
– devono espressamente recare l’avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste è affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata (le modalità operative saranno oggetto di un apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, di concerto con il Ragioniere generale
dello Stato);
Inoltre, è stato previsto che:
– l’avviso di accertamento ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni devono contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso (60 giorni dalla notifica), all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, il 50% delle maggiori imposte accertate;
– in presenza di fondato pericolo per il positivo esito della riscossione, decorsi 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento (e del connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni), la riscossione delle somme in essi indicate, nel loro ammontare integrale comprensivo di interessi e sanzioni, può essere affidata in carico agli agenti della riscossione anche prima del decorso dei 60 giorni dalla notifica.
Pertanto, la nuova procedura è la seguente:
– Notifica dell’avviso di accertamento che diventa esecutivo dopo 60 giorni.
– Possibilità di ricorso alla Commissione Tributaria entro 60 giorni da notifica.
– Nelle more del giudizio:
a) Pagamento del 50% della maggiore imposta accertata entro il termine per il ricorso;
b) Richiesta di sospensione cautelare alla Commissione Tributaria (se non viene accolta occorre pagare entro 60 giorni e comunque decorsi altri 30 giorni il concessionario procede agli atti esecutivi.
Su tale profilo sussistono dubbi applicativi. In particolare, entro 90 giorni dal presentazione del ricorso andrebbe fissata l’udienza per la disamina della sospensione. Ciò al fine di scongiurare la messa in atto della fase di pignoramento dei beni dei contribuenti.
Annunciato nel Consiglio dei Ministri del 04 agosto 2010 il Decreto Legislativo sull’autonomia impositiva dei comuni (in Il Sole 24 Ore del 03/08/2010).
Verrà introdotta una cedolare secca sugli affitti con aliquota del 25% sostitutiva di Irpef (con previsione di pagamento acconti: 85% per il 2011, 90% a partite dal 2012), mentre dal 2014 dovrebbe debuttare la nuova imposta municipale che graverà sul possesso degli immobili e sulle successive alienazioni. A tal fine, viene prevista l’aliquota per tutti gli immobili in misura del 9% eccettuato la prima, cui si applicherà l’aliquota del 3%.
Saranno introdotte pesanti sanzioni per gli evasori.
Non rientra nel neo fenomeno dei controlli sistematici l’impresa (società) che va in perdita a causa dei compensi erogati ai propri amministratori.
Ciò poiché tale compensi (redditi) vengono poi comunque tassati in capo ai soci (nell’ambito delle rispettivi dichiarazioni annuali personali, cioè nel cd. Modello Unico PF) con l’Irpef.
Contrasto al fenomeno delle imprese in perdita “sistematica”
Deve essere fatta una vigilanza sistematica per le imprese che presentano dichiarazioni in perdita fiscale non determinata da compensi erogati agli amministratori e soci, per più di un periodo, e non abbiano deliberato e interamente liberato nello stesso periodo uno o più aumenti di capitale a titolo oneroso di importo almeno pari alle perdite fiscali stesse.
L’art. 24 della Legge n. 122/2010 (manovra correttiva), modificato durante l’esame del provvedimento al Senato, contiene disposizioni volte a indirizzare l’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza verso il contrasto del fenomeno delle imprese in perdita fiscale cd. “sistemica”.
A tal fine, il comma 1 di tale articolo obbliga i predetti soggetti a programmare i controlli fiscali in modo da assicurare una vigilanza sistematica su imprese che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per più di un periodo di imposta. Tale perdita non deve essere determinata da compensi erogati ad amministratori e soci.
La disposizione prevede che la vigilanza sistematica si basi su specifiche analisi di rischio.
Potrebbe essere demandato a un provvedimento di attuazione la precisazione dei criteri per l’effettuazione delle “analisi di rischio”, eventualmente rinviando a tale fonte la definizione dei rischi rilevanti e la modalità di effettuazione delle analisi.
La Relazione illustrativa (evidenziata dal servizio studi della camera nel documento del 18/07/2010) precisa che l’esclusione del caso in cui le perdite sono determinate da compensi erogati ad amministratori e soci è motivata dal fatto che in tale ipotesi – dal punto di vista fiscale – la perdita dell’impresa è controbilanciata dai redditi dei percipienti, assoggettati a tassazione sul reddito delle persone fisiche.
A seguito delle modifiche operate durante l’esame del provvedimento al Senato, è stata prevista un’ulteriore condizione perché tali imprese siano sottoposte ai predetti controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria: ovvero, non devono aver deliberato e interamente liberato, nello stesso periodo (più di un periodo d’imposta) uno o più aumenti di capitale a titolo oneroso, di importo almeno pari alle perdite fiscali stesse.
Il comma 2 prevede che, anche ai fini della suddetta vigilanza sistemica sulle imprese in perdita, siano realizzati dei piani annuali coordinati di intervento nei confronti dei contribuenti non soggetti agli studi di settore né a tutoraggio.
Infine, sono previsti controlli sistematici anche per le imprese che aprono e chiudono le posizioni Iva nel medesimo periodo d’imposta.
I lavoratori autonomi saranno iscritti automaticamente nella gestione separata Inps, se per l’anno 2004 hanno dichiarato redditi indicati nel quadro RE del Modello Unico 2005 e non hanno versato contributi.
Lo ha precisato l’Inps, con il messaggio n. 20085 del 30 luglio 2010, scaturito dell’operazione (cd. Poseidone) di verifica delle posizioni contributive.
Restano esclusi da tale iscrizione automatica coloro che hanno dichiarato redditi libero-professionale relativi ad attività con obbligo di versamento contributivo a una Cassa professionale (ad es. Commercialisti, avvocati, ecc.).
Infine, viene precisato che gli iscritti alla gestione commercianti che dichiarano redditi da attività professionale (guide turistiche, interpreti, maestri di sci, ecc.) hanno l’obbligo d’iscrizione alla gestione commercianti anche nel caso in cui l’attività sia svolta con le caratteristiche dell’attività professionale.
È stata completata la spedizione relativa alla seconda emissione dei modelli F24 da utilizzare per il versamento dei contributi dovuti per il 2010 dagli artigiani e dai commercianti.
Ne ha dato notizia l’Inps con il messaggio 20272 del 3 agosto 2010.
Ai titolari di partita IVA sono stati spediti un prospetto di liquidazione, contenente l’indicazione degli importi e delle causali dei versamenti, ed una lettera in cui sono spiegate le modalità di determinazione dei contributi dovuti.
Agli artigiani e commercianti non titolari di partita IVA sono stati invece spediti, oltre ai prospetti di liquidazione, anche i modelli F24 che riguardano i versamenti relativi ai quattro trimestri dell’anno 2010 e i versamenti del saldo 2009 e degli acconti 2010.
6) Guida pratica denominata sulla legislazione applicabile ai lavoratori nell’Unione europea (UE), nello Spazio economico europeo (SEE) e in Svizzera
L’Inps con la circolare n. 105 del 03 agosto 2010 si è occupata della Guida pratica pubblicata dalla Commissione europea che ha l’obiettivo di fornire in particolare alle istituzioni, ai datori di lavoro e ai lavoratori migranti uno strumento ulteriore che aiuti a stabilire la legislazione da applicare in presenza di attività svolte in più Stati membri.
– la I Parte riguarda il distacco del lavoratore;
– la II Parte riguarda lo svolgimento di un’attività in due o più Stati membri;
– la III Parte riguarda le procedure di risoluzione delle controversie relative alla legislazione applicabile.
La Guida pratica denominata “La legislazione applicabile ai lavoratori nell’Unione europea (UE), nello Spazio economico europeo (SEE) e in Svizzera”, aggiornata a maggio 2010, al fine di fornire agli operatori del settore un ulteriore strumento conoscitivo improntato alla massima praticità.
Inoltre, viene raccomandato alle Sedi di mettere a disposizione dell’utenza alcuni esemplari della Guida agli sportelli e nei locali di ricevimento per consentirne la diretta consultazione da parte degli interessati.
7) Convenzione tra l’INPS e la Confederazione Italiana Lavoratori Autonomi Italia (CONFIMPRESE ITALIA) per la riscossione dei contributi associativi degli artigiani e dei commercianti
L’INPS ha assunto il servizio di esazione dei contributi associativi che gli iscritti alla CONFIMPRESE ITALIA verseranno congiuntamente ai contributi obbligatori.
Lo ha reso noto la stessa circolare dell’inps n. 104 del 30 luglio 2010.
In data 7 giugno 2010 tra l’INPS e la CONFIMPRESE ITALIA è stata stipulata una convenzione, approvata con determinazione n. 101 del 7 maggio 2010, per la riscossione, a mezzo del mod. F24, dei contributi associativi dovuti dagli artigiani e dai commercianti iscritti alla Confederazione stessa, ai sensi della legge 4 giugno 1973, n. 311.
La riscossione del contributo sarà effettuata congiuntamente alla riscossione dei contributi obbligatori con le modalità previste per gli stessi.
Sull’avviso di pagamento, inviato ai contribuenti, l’Istituto indicherà l’ammontare del contributo associativo con la specifica dizione: “quota associativa CONFIMPRESE ITALIA”.
Formare i commercialisti alla revisione negli Enti locali. E’ la finalità della convenzione stipulata il 28/07/2010 tra Scuola superiore della Pubblica amministrazione locale (S.S.P.A.L.), Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno (S.S.A.I.), Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) e Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Irdcec).
L’accordo prevede che i primi tre corsi di formazione, di almeno 18 ore ciascuno, dedicati ai soli iscritti alla sezione A dell’Albo dei commercialisti, siano organizzati dalle due Scuole superiori già tra l’ottobre e il dicembre del 2010.
Il Consiglio nazionale dei commercialisti si adopererà affinché gli Ordini territoriali della categoria aderiscano alla convenzione, inserendo nei propri programmi formativi la partecipazione ai corsi.
Nei prossimi giorni, il Consiglio nazionale invierà alle sue strutture territoriali il bando per l’iscrizione. La domanda di iscrizione a ciascun corso, corredata dei dati anagrafici, della residenza e dell’indicazione dell’Ordine territoriale di cui si fa parte, andrà presentata direttamente alla segreteria dell’Istituto di ricerca dei commercialisti, entro 30 giorni dall’emanazione del bando.
All’iniziativa formativa potranno partecipare non più di 40 professionisti per volta.
Nel caso di domande eccedenti il numero di posti disponibili, l’ammissione sarà stabilita dal CNDCEC, secondo i criteri che saranno indicati nel bando.
(CNDCEC, nota informativa n. 49/10 del 29 luglio 2010)
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 2010 (Suppl. Ord. n. 174) la legge 30 luglio 2010, n. 122, con la quale è stato convertito con modificazioni il D.L. 31 maggio 2010, n. 78.
Con la manovra correttiva (art. 48 del D.L. n. 78/2010) sono state introdotte alcune disposizioni in tema di:
– prededucibilità dei crediti sorti in esecuzione o in funzione di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione dei debiti;
– sospensione delle azioni esecutive e cautelari durante le trattative per concludere gli accordi di ristrutturazione dei debiti.
In particolare, la principale novità riguarda l’introduzione dell’art. 217 bis l.f., che prevede l’esenzione dai reati di bancarotta preferenziale e semplice per gli atti e i pagamenti posti in essere in esecuzione di un concordato preventivo, di un accordo di ristrutturazione dei debiti o del piano di cui all’art. 67, terzo comma, lettera d).
Tra le altre modifiche sono segnalate da Assonime con la nota del 02 agosto 2010:
– l’attribuzione del carattere della prededucibilità ai finanziamenti ponte e ai compensi del professionista al momento dell’ammissione alla procedura di concordato preventivo, anziché all’omologa dello stesso;
– l’introduzione del divieto di acquisire titoli di prelazione, se non concordati, nell’ambito delle trattative per la conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. Le nuove norme sono entrate in vigore il 31 luglio 2010.
L’Agenzia delle Entrate, al fine di uniformare l’attività dei propri Uffici incaricati della redazione dei modelli di certificazione dei requisiti fiscali e conformarli al Codice dei contratti pubblici (a parziale superamento di quanto indicato nella citata circolare n. 34/2007), ha chiarito che, ai soli fini delle richieste avanzate ai sensi dell’art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006, nel modello di tale certificazione devono essere indicate esclusivamente le violazioni degli obblighi di pagamento di imposte e tasse che siano definitivamente accertate, ferma la validità del modello attualmente in uso.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 41/E del 03 agosto 2010, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alla certificazione dei requisiti fiscali richiesti per la partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi e relativi subappalti, di cui al Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 41/E del 03 agosto 2010)
Gli istituti di credito che acquisiscono partecipazioni per il recupero dei crediti, possono fruire di una disciplina di favore. Necessita apposita istanza di interpello.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 42/E del 3 agosto 2010, ha fornito i relativi chiarimenti sul regime fiscale delle acquisizioni di partecipazioni per il recupero crediti bancari.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, si tratta di operazioni, vantaggiose sia per gli istituti di credito sia per le aziende che vertono in uno stato di crisi economico-finanziaria, che consentono alle imprese di dar luogo a processi di risanamento aziendale e alle banche di tutelare al meglio i propri interessi, poiché i crediti in questione sono recuperati attraverso l’assegnazione di partecipazioni (che possono essere sia dirette, nell’azienda in crisi, sia in società diverse, ma – ad esempio – appartenenti al medesimo gruppo).
In assenza di queste operazioni, spesso riconducibili a più ampi progetti di risanamento aziendale, le banche potrebbero veder soddisfatte le proprie ragioni creditorie all’interno di eventuali procedure concorsuali.
Dal lato fiscale, gli istituti di credito che acquisiscono partecipazioni per il recupero dei crediti, possono fruire di una disciplina di favore volta a riconoscere la possibilità, ai sensi dell’art. 113 del Tuir, previo parere favorevole dell’Agenzia delle Entrate, di disapplicare l’art. 87 del Tuir (regime di participation exemption).
L’accoglimento dell’istanza comporta, contestualmente, l’equiparazione, ai fini dell’applicazione degli artt. 101, comma 5, e 106 del Tuir, delle partecipazioni acquisite ai crediti estinti o convertiti.
L’interpretazione fornita con detta circolare tiene conto dei profili contabili e fiscali delle operazioni di acquisizione e/o conversione dei crediti in partecipazione, evidenziando gli aspetti relativi:
– al trasferimento del valore dei crediti alle azioni ricevute;
– alla cessione della partecipazione iscritta in bilancio;
– al rimborso parziale del credito prima della conversione;
– all’acquisizione da terzi del credito convertito;
– all’avvio di procedure concorsuali nei confronti del debitore.
Infine, la medesima circolare ha messo in risalto i profili procedurali e sostanziali dell’istanza di interpello necessaria per poter fruire del regime di favore di cui all’art. 113 del Tuir, nonché il trattamento fiscale ordinario da applicarsi in tutti i casi in cui gli istituti di credito non intendano avvalersi di detto regime.
Una delle principali conseguenze dell’accoglimento dell’istanza di interpello è l’equiparazione, sotto un profilo fiscale, delle partecipazioni acquisite ai crediti estinti o convertiti, ai fini dell’applicazione dell’art. 106 e 101 del Tuir.
In sostanza, anche se il credito sia stato sostituito in bilancio dall’iscrizione di una partecipazione, per effetto della “procedura”, non viene meno il regime fiscale originario ad esso riferibile, con conseguente riconoscimento fiscale delle perdite su crediti conseguite e/o delle svalutazioni operate, rispettivamente, dall’art. 101, comma 5, e 106 del Tuir.
La neo circolare ha fornito particolari chiarimenti sul valore fiscale da attribuire ai crediti al momento della loro conversione.
Il differenziale “negativo” (differenza negativa tra il primo valore di iscrizione della partecipazione in bilancio e l’ultimo valore contabile e fiscale del credito) non rileva in via autonoma quale perdita su crediti ai sensi dell’art. 101, comma 5, del Tuir, ma concorre a determinare l’ammontare della svalutazione crediti fiscalmente deducibile, da operare ai sensi dell’art. 106 del Tuir, al termine del periodo di imposta in cui avviene l’acquisizione delle partecipazioni o la conversione dei crediti.
Tale differenziale negativo assume natura di perdita (art. 101, comma 5, del Tuir) solo nei casi in cui emerga con riferimento a operazioni di conversione dei crediti attuative di accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis della legge fallimentare).
La perdita, tuttavia, viene riconosciuta solo a partire dalla data in cui il decreto di omologa dell’accordo sia divenuto definitivo, poiché non più suscettibile di impugnativa.
In questo caso sono, infatti, integrati i requisiti di certezza e precisione richiesti dalla sopra richiamata disposizione.
Nel corso del periodo di possesso della partecipazione iscritta in bilancio, le eventuali perdite di valore rilevano (art. 106 del Tuir) in sede di dichiarazione dei redditi entro i limiti quantitativi annuali e con le modalità stabilite dalla richiamata norma.
Diversamente, ove ricorrano i presupposti di una perdita su crediti, come in tutti i casi di fallimento della società partecipata, l’eventuale perdita di valore é deducibile ai sensi dell’art. 101, comma 5, del Tuir.
L’assimilazione, sotto il profilo fiscale, delle partecipazioni acquisite ai crediti estinti o convertiti determina notevoli conseguenze anche in fase di realizzo della partecipazione.
I plusvalori realizzati per effetto della cessione della partecipazione possono usufruire del regime pex solo per la parte che eccede il valore nominale dei crediti estinti o convertiti.
La circolare individua poi il trattamento fiscale applicabile in diverse ipotesi di cessione della partecipazione.
Se il prezzo di cessione della partecipazione è inferiore al valore nominale del credito ma superiore all’ultimo valore fiscale della partecipazione (assimilata ad un credito) al momento della cessione della medesima:
– La differenza tra l’ultimo valore fiscale della partecipazione (assimilata ad un credito) al momento della cessione e il prezzo di cessione della partecipazione costituisce una ripresa di valore assoggettata a tassazione.
Se il prezzo di cessione della partecipazione supera il valore nominale del credito:
– la differenza tra l’ultimo valore fiscale della partecipazione (assimilata ad un credito) al momento della cessione della stessa e il valore nominale del credito stesso genera una ripresa di valore assoggettata a tassazione.
L’eccedenza rispetto al valore nominale del credito costituisce una plusvalenza in regime pex, sussistendone i presupposti, attratta a tassazione nella misura del 5%.
Infine, se il prezzo di cessione della partecipazione è inferiore sia al valore nominale del credito sia all’ultimo valore fiscale della partecipazione (assimilata ad un credito) al momento della cessione della medesima:
– la differenza tra il prezzo di cessione della partecipazione e l’ultimo valore fiscale della stessa (assimilata ad un credito) costituisce una perdita su crediti, deducibile ai sensi dell’art. 101, comma 5 del Tuir.
– In Black List forse Svizzera, Panama e Liechtenstein
Dopo San Marino anche Svizzera, Panama e Liechtenstein potrebbero finire nella super Black List introdotta con la manovra correttiva.
La lista sarà ultimata a settembre dai tecnici delle Entrate.
– San Marino vara la manovra di riforma tributaria
La Repubblica di San Marino ha dato il via libera al decreto fiscale collegato alla manovra straordinaria.
Il provvedimento, che anticipa alcuni aspetti della riforma tributaria, è stato approvato dall’esecutivo per favorire le imprese del Titano, schiacciate dal peso del decreto incentivi entrato in vigore all’inizio di luglio.
Tra le novità della manovra vi fanno parte la tassazione dei redditi prodotti all’estero che da oggi in poi dovranno essere obbligatoriamente dichiarati.
Il decreto introduce per la prima volta la definizione di stabile organizzazione, consentendo così l’applicazione del regime fiscale sanmarinese.
– Imposta sostitutiva del 10% sulle somme erogate a titolo di straordinario se legate a migliore efficienza aziendale
Possono fruire del regime fiscale agevolato le componenti della retribuzione, quali straordinari, turnazione, lavoro notturno se collegati alla produttività e a nuova o migliore organizzazione del lavoro.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la nota protocollo 109657 del 30 luglio 2010.
Confermato lo spirito della norma che é quello di favorire le erogazioni nei confronti dei lavoratori, purché pertinenti ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa.
Dunque, anche le somme erogate a titolo di straordinario e non solo le maggiorazioni per lavoro notturno, se collegate a incrementi di produttività, efficienza e rendimento, possono fruire del regime fiscale agevolato e fruire della detassazione.
– Trasmissione degli elenchi dei percipienti somme e valori soggetti a ritenuta d’acconto corrisposti nel 2009 da parte della Presidenza della Repubblica, Senato, Camera e Corte costituzionale
Pubblicati, il 03 agosto 2010 sul sito delle Entrate i vari provvedimenti del 29 luglio 2010.
– Relazione del Governo alle Camere sul federalismo fiscale
Nella sezione federalismo e impresa del sito Assonime è stata pubblicata una sintesi dei contenuti della relazione trasmessa dal Governo alle Camere sul federalismo fiscale il 30 giugno 2010.
La relazione del Governo alle Camere sul federalismo fiscale
L’Appunto Assonime del 30 luglio 2010 contiene una sintesi dei contenuti della relazione trasmessa dal Governo alle Camere il 30 giugno 2010, ai sensi dell’articolo 2, comma 6 della legge delega n. 42/2009 sul federalismo fiscale.
La relazione illustra il quadro complessivo di finanziamento degli enti locali e contiene alcune indicazioni sui rapporti finanziari e sulle possibili ipotesi di distribuzione delle risorse tra lo Stato e gli enti territoriali.
– Per i cittadini costano di più i ricorsi contro le multe stradali
L’aumento del contributo unificato per i ricorsi al giudice di pace contro le multe stradali previsto dall’art. 48-bis introdotto dalla Legge n. 122 del 30 luglio 2010 è in vigore.
Il contributo unificato si è incrementato da 30 a 33 euro per le sanzioni fino a 1.100 euro, da 70 a 77 euro per le sanzioni oltre 1.100 euro e da 170 a 187 euro per le sanzioni di valore indeterminabile.