Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterisp19980326.html
Timestamp: 2018-03-22 08:13:26+00:00
Document Index: 120504646

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art 4']

Risposta del 26 marzo 1997
Il Governo ha richiesto al Garante per la protezione dei dati personali, il parere prescritto in termini più specifici dall'art. 59 della legge n. 449/1997 e, su un piano più, formale, dall'art. 31 della legge n. 675/1996 relativamente alle norme regolamentari e agli atti amministrativi suscettibili di incidere sulle materie disciplinate dalla legge. I pareri rilasciati dall'autorità concernono i decreti legislativi sull'individuazione di alcuni criteri per valutare la situazione economica dei soggetti interessati ad alcune prestazioni sociali agevolate (meglio noti come "riccometro" e "sanitometro"), i quali in diversi punti determinano effetti anche in via mediata, in materia di riservatezza dei dati personali.
Roma, lì 26 marzo 1998
OGGETTO: Schema di decreto legislativo concernente la fissazione di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
Il Garante, nel rispetto dei propri compiti istituzionali, non intende entrare nel merito delle scelte ipotizzate dal Governo, ma ritiene che lo schema di decreto legislativo debba essere ampiamente perfezionato in modo da renderlo conforme ai principi sanciti dalla legge n. 675/1996 e ai criteri di delega contenuti nella legge n. 449/1997, rilevanti nella materia dei dati personali.
Peraltro lo schema non adempie appieno al compito di individuare le "modalità per l'acquisizione delle informazioni e l'effettuazione dei controlli", come pure previsto dal relativo art. 1, comma 1.
d) i requisiti per l'accesso alle prestazioni agevolate verrebbero invece individuati dalle amministrazioni erogatrici secondo i ristrettivi ordinamenti, con possibilità di fissare criteri differenziati, ferme restando le disposizioni che per gli enti vigilati o finanziati da amministrazioni dello Stato e da regioni consentono a queste ultime di uniformare i requisiti adottati.
Appare senz'altro opportuno che il decreto legislativo bilanci direttamente attraverso norme primarie le pur rilevanti finalità di interesse pubblico, connesse all'istituzione del c.d. "riccometro", con i diritti fondamentali degli interessati. In ogni caso, tale bilanciamento non può giustificare l'utilizzazione senza limiti di informazioni relative alla vita privata, né un'indiscriminata - e non sufficientemente regolata - serie di flussi di dati tra amministrazioni ed altri enti pubblici, con la possibilità di accedere e di interconnettere informazioni contenute in altri archivi pubblici (sistema informativo Finanze) e privati (istituti di credito ed intermediari finanziari).
E' necessario chiarire alcuni passaggi chiave e in particolare:
L'art. 4, comma 2, prevede infatti che il soggetto interessato dichiari di essere a conoscenza che possono essere effettuati tali controlli, anche presso gli istituti di credito o altri intermediari finanziari e in deroga alla disciplina vigente. Non è conforme alla delega il potere di svolgere accertamenti in deroga alle leggi vigenti. E' evidente inoltre che una siffatta soluzione porrebbe implicazioni assai delicate in tema di tutela della riservatezza.
La possibilità di svolgimento dei controlli risulta già chiaramente dalla legge-delega e dal decreto legislativo. E' quindi superflua la dichiarazione dell'interessato (art. 4, comma 2), né la stessa può far nascere a carico delle imprese bancarie o finanziarie l'obbligo di fornire informazioni in deroga alle norme vigenti.
Secondo lo schema gli enti erogatori dovrebbero effettuare verifiche confrontando le informazioni acquisite con i dati in possesso del sistema informativo dell'Amministrazione finanziaria (art 4, comma 7). Anche in questo caso, appare necessario, per la natura dei diritti coinvolti, definire nel decreto legislativo almeno l'ambito e le modalità dei trattamenti correlati a queste procedure di controllo, nonché l'eventuale istituzione del servizio comune, e individuare i requisiti minimi, in tema di informazioni personali, per le convenzioni da stipulare con il Ministero delle finanze.