Source: https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/apertura-modifica/Cose-antiche-e-usate-00001/?md=3803;14782;11351;11420
Timestamp: 2017-08-17 23:12:02+00:00
Document Index: 179193377

Matched Legal Cases: ['art. 126', 'art. 128', 'art. 2', 'art. 126', 'art. 128', 'art. 126', 'art. 128']

roba vecchia,seconda mano, usato sicuro, antiquariato, cianfrusaglie
La vendita al dettaglio di cose antiche o usate doveva rispettare il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza: l'art. 126 del T.U.L.P.S. approvato con R.D. n. 773/31 stabiliva infatti che non può esercitarsi il commercio di cose antiche o usate senza averne fatta preventiva dichiarazione all’autorità locale di pubblica sicurezza (oggi il SUAP comunale), che ne rilascia una presa d’atto.
La presente scheda rimane aperta come riferimento storico a procedimenti non più disponibili sul portale, perchè non più previsti per legge.
Il MININTERNO ha precisato che deve intendersi abrogato anche l'obbligo di tenere il registro delle operazioni compiute giornamente previsto dall’art. 128 del T.U.L.P.S (vedi infra).
Ultimo aggiornamento: Mon Mar 06 16:40:00 CET 2017
L'art. 2 del D.P.R. 311/2001 limita peraltro l'obbligo della dichiarazione prevista dall’art. 126 del T.U.L.P.S. e della tenuta del registro delle operazioni previsto dall’art. 128 del T.U.L.P.S. a: “gli oggetti d'arte e le cose antiche, di pregio o preziose, nonché al commercio ed alla detenzione da parte delle imprese del settore, comprese quelle artigiane, di oggetti preziosi o in metalli preziosi o recanti pietre preziose, anche usati…”.
Di conseguenza, per il commercio di cose usate prive di valore o di valore esiguo non sussiste ne' l’obbligo della dichiarazione prevista dall’art. 126, ne' l'obbligo della tenuta del registro delle operazioni giornaliere di cui all’art. 128 del T.U. Nella Regione FVG si ritiene che il valore esiguo sia riconducibile agli oggetti che, indipendentemente dal valore originario, vengano venduti al dettaglio o all'ingrosso per una somma non superiore ad euro 250,00 (circolare 13615/P del 04/04/2012).
Quando il registro è obbligatorio deve essere "vidimato" dal Comune, cioè consegnato all'ufficio competente che provvede a timbrarne ogni pagina e sottoscriverlo (se prodotto in formato cartaceo): tuttavia esistono anche registri prodotti in formato elettronico.
I pareri del Ministero dello Sviluppo Economico:
La risoluzione n. 50305 del 26 marzo 2013, diffonde la risposta formulata dal Ministero dell’Interno al quesito se le attività, per le quali è prevista una dichiarazione preventiva all’autorità locale di pubblica sicurezza, possano essere sottoposte al procedimento della SCIA, anche in considerazione di quanto disposto al comma 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241, che esclude dal regime della SCIA quegli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla pubblica sicurezza.
La risoluzione n. 264054 del 31 dicembre 2012 risponde al quesito se le attività di cui all’articolo 126 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, nello specifico il commercio di cose antiche o usate, per le quali è prevista una dichiarazione preventiva all’autorità locale di pubblica sicurezza, possano essere sottoposte al procedimento di Segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), anche in considerazione di quanto disposto al comma 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241, che esclude dal regime della SCIA quegli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla pubblica sicurezza