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Timestamp: 2019-01-24 10:28:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9']

L'ex coniuge che percepisce l'assegno divorzile in unica soluzione non ha diritto alla reversibilità - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica - Banca Dati Giuridica
L'ex coniuge che percepisce l'assegno divorzile in unica soluzione non ha diritto alla reversibilità
Cassazione, sez. unite civili, sentenza 24.9.2018 n. 22434 (Giovanni Dami)
Il riconoscimento della pensione di reversibilità per il coniuge superstite nei cui confronti siata stata dichiarata la cessazione o lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio riveste fondamentale importanza la "titolarità dell'assegno divorzile" previsto dall'art. 5 della legge 898/1970 la cui fruibilità concreta e continuativa va dimostrata successivamente all'exitus del defunto non come una mera astratta titolarità di quel diritto. Nella fattispecie, oggetto del presente giudizio con la concessione di tale assegno in unica soluzione viene meno il presupposto solidaristico dell'assegno periodico necessario per il futuro sostentamento dell'ex coniuge. In mancanza di tali preseupposti viene meno il diritto alla pensione di reversibilità.
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CANZIO Giovanni - Primo Presidente - Dott. PETITTI Stefano - Presidente di Sez. - Dott. CRISTIANO Magda - Consigliere - Dott. CIRILLO Ettore - Consigliere - Dott. BISOGNI Giacinto - rel. Consigliere - Dott. DE STEFANO Franco - Consigliere - Dott. SCARANO Luigi A. - Consigliere - Dott. GIUSTI Alberto - Consigliere - Dott. CIRILLO Francesco Maria - Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso 21830-2014 proposto da: C.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA POMPEO MAGNO 23/A, presso lo STUDIO LEGALE PROIA & PARTNERS, rappresentata e difesa dagli avvocati SIMONE PIETRO EMILIANI e STEFANO GIUBBONI; - ricorrente - contro P.M.S., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TUCCIMEI 1, presso lo studio dell'avvocato CARMEN TRIMARCHI, rappresentata e difesa dall'avvocato GIUSEPPE CICCIARI; - controricorrente - contro I.N.P.S. - ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del Commissario Straordinario pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G. BECCARIA 29, presso lo studio dell'avvocato FILIPPO MANGIAPANE, che lo rappresenta e difende; - resistente - e contro CASSA NAZIONALE PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE; - intimata - avverso la sentenza n. 3/2014 della CORTE D'APPELLO di MESSINA, depositata il 11/03/2014. Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 05/12/2017 dal Consigliere Dott. GIACINTO BISOGNI; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CAPASSO LUCIO, che ha concluso per il rigetto dei primi quattro motivi del ricorso, manifestamente infondata la questione di costituzionalità del quinto motivo; uditi gli avvocati Simone Pietro Emiliani, Giuseppe Cicciari e Filippo Mangiapane.
13. La prima sezione della Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria n. 11453/2017 del 19 gennaio - 10 maggio 2017, ha disposto la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l'eventuale rimessione alle Sezioni Unite. Ha infatti rilevato l'esistenza di un contrasto negli orientamenti della giurisprudenza di legittimità circa la natura giuridica del diritto alla pensione di reversibilità e la interpretazione della norma (L. n. 898 del 1970, art. 9, comma 3) che pone come presupposto per il diritto alla pensione di reversibilità la titolarità dell'assegno di cui all'art. 5. 14. In particolare la ordinanza interlocutoria ha fatto riferimento alle sentenze nn. 159 del 12 gennaio 1998 e 12540 del 14 dicembre 1998 delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione che hanno affermato la natura previdenziale del diritto e alle sentenze della Sezione Lavoro (dalla sentenza n. 10458 del 18 luglio 2002 sino alle successive pronunce nn. 3635 dell'8 marzo 2012, 26168 del 30 dicembre 2015 e 9054 del 5 maggio 2016) e della Sezione Prima (sentenza n. 17018 del 12 novembre 2003) che pure riconoscono la natura previdenziale del diritto alla pensione di reversibilità ma escludono il concorso del coniuge divorziato se la corresponsione dell'assegno non sia attuale in quanto è stata convenuta dalle parti in unica soluzione mediante la dazione di un capitale o un trasferimento patrimoniale.
15. L'ordinanza interlocutoria rileva per altro verso che le più recenti sentenze della Sezione Prima (nn. 13108 del 28 maggio 2010 e 16744 del 29 luglio 2011) ritengono che la natura previdenziale del diritto sia decisiva per rendere autonoma l'erogazione (e la funzione) della pensione di reversibilità dalla modalità di adempimento dell'obbligazione di natura solidaristica- assistenziale propria dell'assegno divorzile che pertanto può avvenire sia in maniera periodica che in unica soluzione.
16. La causa è stata discussa davanti alle Sezioni Unite all'udienza del 5 dicembre 2017 in vista della quale i difensori di C.A. e P.M.S. hanno depositato memorie. Ritenuto che:
29. Deve ritenersi quindi non più invocabile la sentenza n. 159 delle Sezioni Unite del 1998 laddove identifica il fondamento della pensione di reversibilità nell'apporto alla formazione del patrimonio comune e a quello proprio dell'altro coniuge e nelle aspettative formatesi durante e per effetto del matrimonio. Se in particolare l'apporto alla formazione del patrimonio comune e dell'altro coniuge può considerarsi elemento costitutivo della solidarietà coniugale e post- coniugale, che peraltro non impone necessariamente il riconoscimento del diritto all'assegno divorzile, il presupposto per l'attribuzione della pensione di reversibilità è, invece, il venir meno di un sostegno economico che veniva apportato in vita dal coniuge o ex coniuge scomparso e la sua finalità è quella di sovvenire a tale perdita economica all'esito di una valutazione effettuata dal giudice in concreto che tenga conto della durata temporale del rapporto, delle condizioni economiche dei coniugi, dell'entità del contributo economico del coniuge deceduto e di qualsiasi altro criterio utilizzabile per la quantificazione dell'assegno di mantenimento. Anche la previsione, nella L. n. 898 del 1970, art. 9 della condizione che l'ex coniuge non sia "passato a nuove nozze" conduce, del resto, a correlare il diritto alla pensione di reversibilità all'attualità della corresponsione dell'assegno divorzile.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 5 dicembre 2017. Depositato in Cancelleria il 24 settembre 2018
LaPrevidenza.it, 14/01/2019