Source: https://studiolegaleramelli.it/2020/03/23/art-216-legge-fallimentare-bancarotta-fraudolenta/
Timestamp: 2020-03-30 23:06:29+00:00
Document Index: 85528772

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 223', 'art. 227', 'art. 219', 'art. 216', 'art. 147', 'art. 2560', 'art. 216', 'art. 10', 'art. 2467']

ART. 216 Legge Fallimentare – BANCAROTTA FRAUDOLENTA – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
ART. 216 Legge Fallimentare – BANCAROTTA FRAUDOLENTA
La fattispecie: La norma penale è posta a tutela degli interessi dei creditori del fallito e sanziona diverse tipologie di condotte poste in essere dal fallito in epoca antecedente alla sentenza dichiarativa di fallimento:
1 n. 1: bancarotta patrimoniale
1 n. 2: bancarotta documentale
3: bancarotta preferenziale
Soggetti attivi del reato sono l’imprenditore individuale dichiarato fallito; i soci falliti illimitatamente responsabili di s.n.c. e s.a.s. relativamente al loro patrimonio. Rispondono delle medesime pene, per le medesime condotte, gli amministratori, sindaci, direttori generali e liquidatori di società dichiarate fallite (c.d. bancarotta impropria, art. 223, comma 1) e l’institore dell’imprenditore individuale dichiarato fallito (art. 227).
Momento di consumazione: trattandosi di reato di pericolo, il delitto si consuma nel momento in cui viene posta in essere una delle condotte tipizzate.
Sanzione: reclusione da 3 a 10 anni in caso di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; reclusione da 1 a 5 anni in caso di bancarotta fraudolenta preferenziale.
Bancarotta fraudolenta patrimoniale:
Elemento materiale: la figura criminosa della bancarotta fraudolenta patrimoniale può consiste in varie condotte:
(i). distrazione: sottrazione di un bene alla sua funzione di garanzia patrimoniale a favore dei creditori, con mutamento della relativa destinazione.
(ii) occultamento: nascondimento materiale dei beni.
(iii) dissimulazione: nascondimento dei beni effettuato con mezzi giuridici.
(iv) distruzione: eliminazione fisica del bene, rilevante nella misura in cui annulla il relativo valore economico.
(v) dissipazione: dispersione di beni per scopi voluttuari estranei all’impresa.
(vi) esposizione o riconoscimento di passività inesistenti: denuncia di passività fittizie o riconoscimento mediante acquiescenza di crediti inesistenti fatti valere da terzi.
Elemento soggettivo: dolo generico; dolo specifico nell’ipotesi di esposizione o riconoscimento di passività inesistenti, consistente nel fine di recare pregiudizio ai creditori.
Bancarotta fraudolenta documentale:
Elemento materiale: la bancarotta fraudolenta documentale si declina in due condotte alternative:
(i). specifica: sottrazione (occultamento delle scritture contabili, volto a sottrarle agli organi fallimentari), distruzione (eliminazione fisica delle scritture o dei relativi supporti), falsificazione (materiale o ideologica) delle scritture contabili.
(ii) tenuta delle scritture in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento di affari.
Elemento soggettivo: dolo generico consistente nella coscienza e volontà di rendere impossibile o estremamente difficile la ricostruzione del patrimonio o del movimento di affari; dolo specifico nell’ipotesi di sottrazione, distruzione o falsificazione delle scritture contabili, consistente nel fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori.
Bancarotta fraudolenta preferenziale:
Elemento materiale: la norma sanziona due condotte alternative:
(i). effettuazione di pagamenti preferenziali
(ii) simulazione di titoli di prelazione.
Elemento soggettivo: dolo specifico, consistente nel fine di favorire, a danno dei creditori, taluno di essi.
La rassegna delle più significative pronunce della giurisprudenza di legittimità in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale:
Cassazione penale sez. V, 26/11/2019, n.52057
In tema di bancarotta fraudolenta, la speciale tenuità del danno, integrativa dell’attenuante di cui all’art. 219, comma 3, r.d. 16 marzo 1942, n. 267, va valutata in relazione all’importo della distrazione, e non invece all’entità del passivo fallimentare, dovendo aversi riguardo alla diminuzione patrimoniale determinata dalla condotta illecita e non a quella prodotta dal fallimento.
Cassazione penale sez. V, 04/11/2019, n.49438
Integra il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale di cui all’art. 216, comma 1, l. fall., la mancata riscossione di un credito, poiché oggetto delle condotte di depauperamento è il patrimonio in senso lato, comprensivo non solo dei beni materiali ma anche di entità immateriali, fra cui rientrano le ragioni di credito che concorrono alla formazione dell’attivo patrimoniale.
In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, possono costituire oggetto di distrazione non solo i beni in proprietà del fallito, ma anche tutte le componenti attive del suo patrimonio, ivi inclusi i diritti reali e personali di godimento, con la conseguenza che rientra nella fattispecie incriminatrice la condotta con la quale l’”accipiens” distragga i beni consegnatigli a seguito della conclusione di un contratto estimatorio.
Ai fini della configurabilità, in capo al socio illimitatamente responsabile di una società in nome collettivo dichiarata fallita, del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione dei beni del suo patrimonio personale è necessario che il fallimento sia stato esteso nei suoi confronti ai sensi dell’ art. 147 legge fall.
Integra il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale la cessione di un ramo di azienda senza corrispettivo o con corrispettivo inferiore al valore reale; né assume rilievo, al riguardo, il dettato dell’ art. 2560, comma 2, cod. civ. in ordine alla responsabilità dell’acquirente rispetto ai pregressi debiti dell’azienda, costituendo tale garanzia un “post factum” della già consumata distrazione.
La rassegna delle più significative pronunce della giurisprudenza di legittimità in tema di bancarotta fraudolenta documentale:
In tema di irregolare tenuta dei libri contabili, nel reato di bancarotta semplice l’illiceità della condotta è circoscritta alle scritture obbligatorie ed ai libri prescritti dalla legge, mentre nella fattispecie della bancarotta fraudolenta documentale l’elemento oggettivo della condotta ricomprende tutti i libri e le scritture contabili genericamente intesi anche se non obbligatori.
È configurabile il concorso tra il delitto di bancarotta fraudolenta documentale, di cui all’art. 216, comma 2, n. 2, e quello di occultamento e distruzione di documenti contabili, previsto dall’ art. 10 d.lg. 10 marzo 2000, n. 74 , che sono tra loro in rapporto di specialità reciproca, in ragione: a) del differente oggetto materiale dell’illecito; b) dei diversi destinatari del precetto penale; c) del differente oggetto del dolo specifico; d) del divergente effetto lesivo delle condotte di reato.
La rassegna delle più significative pronunce della giurisprudenza di legittimità in tema di bancarotta fraudolenta preferenziale:
Cassazione penale sez. V, 04/07/2019, n.42749
Commette il delitto di bancarotta fraudolenta l’amministratore di una società che emette obbligazioni a nome della società, senza lasciare traccia di esse nelle scritture contabili e nei bilanci sociali, ed incassi personalmente le somme versate, utilizzandole parzialmente anche per ripagare alcuni degli obbligazionisti medesimi. (In motivazione, la Corte ha, altresì, escluso che possa configurarsi la fattispecie di bancarotta preferenziale nella restituzione del capitale ad alcuni obbligazionisti, in quanto, non essendo le somme provento delle obbligazioni mai confluite nel patrimonio sociale, non è ipotizzabile alcuna violazione della “par condicio creditorum”).
Cassazione penale sez. V, 20/02/2019, n.25773
Integra il delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e non quello di bancarotta preferenziale, la condotta dell’amministratore di una società che proceda al rimborso di finanziamenti da lui erogati in qualità di socio in violazione della regola della postergazione di cui all’art. 2467 c.c.
In tema di concorso nel reato di bancarotta preferenziale, il dolo dell’”extraneus” nel reato proprio dell’amministratore consiste nella volontarietà della propria condotta di sostegno a quella dell’”intraneus”, con la consapevolezza che essa determina la preferenza nel soddisfacimento di uno dei creditori rispetto agli altri, non essendo, invece, richiesta la specifica conoscenza del dissesto della società.
Cassazione penale sez. V, 23/02/2017, n.16111
Risponde di bancarotta preferenziale e non di bancarotta fraudolenta per distrazione l’amministratore che, senza autorizzazione degli organi sociali, si ripaghi dei suoi crediti verso la società in dissesto relativi a compensi per il lavoro prestato, prelevando dalla cassa sociale una somma congrua rispetto a tale lavoro. Integra, invece, il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione la condotta dell’amministratore di una società che effettui prelevamenti dalle casse sociali, provvedendo a determinare e a liquidare in proprio favore tali somme come compenso per l’attività svolta, senza nemmeno indicarne il titolo giustificativo (delibera assembleare o norma statutaria) e per di più in epoca di grave dissesto per la società (in applicazione di questo principio la Suprema corte ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice ha ritenuto integrato il reato di bancarotta per distrazione in una vicenda in cui il compenso agli amministratori era stato sì regolarmente deliberato dagli organi sociali, ma non era stato in alcun modo dimostrato che le somme percepite fossero congrue rispetto al lavoro svolto e, soprattutto, era stato provato che gli emolumenti erano stati liquidati in un periodo caratterizzato da un vertiginoso calo del fatturato e da un andamento sconfortante degli investimenti).
Art. 648 bis c.p. – Riciclaggio ART. 217 L. Fallimentare– BANCAROTTA SEMPLICE