Source: https://www.laleggepertutti.it/104119_contratti-pubblici-e-semplificazione-amministrativa
Timestamp: 2019-02-17 06:51:32+00:00
Document Index: 42293167

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 34', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 46']

L’autocertificazione dei requisiti di partecipazione.
Il principio della semplificazione ha trovato ingresso nella contrattualistica pubblica attraverso alcune previsioni del Codice dei contratti (D.Lgs. 163/2006) che comportano uno “snellimento” della procedura di gara, anche in ossequio al fondamentale principio del favor partecipationis.
Gli aspetti applicativi del principio di semplificazione sono molteplici e attengono prevalentemente alla produzione documentale che deve essere fornita dai partecipanti alla gara: in particolare, trovano applicazione, stante la loro portata generale, l’art. 18 L. 241/1990 (autocertificazione) e gli artt. 43 ss. D.P.R. 445/2000.
Il ricorso alla semplificazione documentale investe la dimostrazione, da parte del concorrente, del possesso dei requisiti necessari per poter partecipare alla gara e, specificamente, la disciplina del DURC.
L’autocertificazione dei requisiti di partecipazione
Per poter validamente partecipare ad una gara d’appalto pubblica, è necessario che i soggetti che possono presentare un’offerta e partecipare alla gara, indicati all’art. 34 del Codice, siano anche in possesso di alcuni requisiti stabiliti dal legislatore.
Nel sistema delineato dal legislatore, un ruolo importantissimo è rivestito dall’art. 38 del Codice, che, individuando i requisiti di carattere generale che il concorrente deve possedere, è posto a garanzia dell’affidabilità morale e professionale del soggetto che potrebbe contrarre con una P.A.: ciò spiega perché la mancanza di uno di tali requisiti è sanzionata con l’esclusione dalla gara e col divieto di stipulare i relativi contratti. A tali requisiti si affiancano altri di tipo specifico riguardanti l’idoneità professionale dei concorrenti e che variano a seconda dell’oggetto del contratto: per i lavori pubblici, è necessaria una «qualificazione» all’esecuzione verificata da specifici organismi di attestazione, le SOA, e attestata mediante una particolare certificazione; per gli appalti di servizi e forniture gli artt. 41 e 42 del Codice richiedono il possesso di particolari requisiti positivi idonei a comprovare la capacità economica e finanziaria e la capacità tecnica e professionale del concorrente.
— quanto ai requisiti di cui all’art. 38, il legislatore ha stabilito che il possesso degli stessi da parte del concorrente debba essere provato mediante dichiarazione sostitutiva in conformità alle previsioni del D.P.R. 445/2000, in materia di documentazione amministrativa.
Il comma 2bis della norma, inserito con il D.L. 90/2014, conv. in L. 114/2014, ha disciplinato le ipotesi di irregolarità di tali dichiarazioni sostitutive.
In particolare, si deve distinguere tra le ipotesi di mancanza, incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale delle dette dichiarazioni e le ipotesi di irregolarità non essenziali ovvero di mancanza, incompletezza di dichiarazioni non essenziali. Mentre per queste ultime la stazione appaltante non deve neanche richiedere la regolarizzazione al concorrente, per le dichiarazioni necessarie il concorrente è obbligato al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara e l’amministrazione gli assegna un termine (non superiore a 10 giorni) perché le stesse siano rese, integrate o regolarizzate. L’inutile decorso del termine comporta l’esclusione dalla gara.
Tali previsioni devono essere lette in combinato disposto con il comma 1ter dell’art. 46 del Codice (anche questo inserito dal D.L. in questione), che ne precisa l’ambito di applicazione. Secondo tale norma, infatti, le previsioni dell’art. 38, comma 2bis, si applicano a ogni ipotesi di mancanza, incompletezza o irregolarità delle dichiarazioni, anche di soggetti terzi, che devono essere prodotte dai concorrenti in base alla legge, al bando o al disciplinare di gara;
— quanto ai requisiti di carattere specifico, il legislatore del Codice rimanda alle disposizioni del D.P.R. 445/2000, e quindi all’utilizzo dell’autocertificazione, laddove il requisito da provare attenga a stati, fatti e qualità contemplati dagli artt. 46 e 47 del citato decreto.
I requisiti di partecipazione e il cd. dovere di soccorso istruttorio
L’art. 46 del Codice dei contratti pubblici, al comma 1, prevede che “nei limiti previsti dagli articoli da 38 a 45, le stazioni appaltanti invitano, se necessario, i concorrenti a completare o a fornire chiarimenti in ordine al contenuto dei certificati, documenti e dichiarazioni presentati”: cd. soccorso istruttorio.
Tale disposizione attiene all’onere documentale imposto ai concorrenti e la possibilità di consentire una regolarizzazione della documentazione prodotta (ammessa ove necessario) trova un limite nella necessità di garantire la par condicio tra gli stessi: ed invero, dalla lettera della disposizione si evince chiaramente che la regolarizzazione in questione, consistente nella possibilità di completare o fornire chiarimenti, attiene solo alla documentazione già presentata e non può mai tradursi in un deposito tardivo di quella documentazione che, in base a previsioni del bando, avrebbe dovuto essere depositata unitamente alla domanda di partecipazione.
Sempre nell’ottica della semplificazione si segnala un nuovo istituto, previsto dalle recenti direttive europee in materia di contratti pubblici (direttiva n. 2014/24/UE e direttiva n. 2014/25/UE) e che troverà ingresso nel nostro ordinamento all’esito del recepimento delle stesse: il cd. Documento di gara unico europeo (DGUE).
Esso consiste in un’autodichiarazione aggiornata come prova documentale preliminare, in sostituzione dei certificati rilasciati da autorità pubbliche o terzi, in cui sono riportati tutti i dati relativi al concorrente e rilevanti per la partecipazione alla gara. Lo scopo del documento, che deve essere fornito esclusivamente in forma elettronica, è quello di favorire, attraverso collegamenti informatici, l’accesso ai documenti che certificano il possesso dei requisiti di gara.