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Timestamp: 2016-06-01 03:26:39+00:00
Document Index: 21181115

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 483', 'art. 600', 'art. 483', 'art. 483', 'sentenza ']

Fa istanza per essere assunto quale responsabile lav...
Fa istanza per essere assunto quale responsabile lavori pubblici e attesta di non avere precedenti penali. Accortosi dell'errore l'indomani redige atto scritto con motivazioni. La Cassazione annulla condanna. 483 cp
Corte di Cassazione Sez. Quinta Pen. - Sent. del 22.05.2012, n. 19325
Presidente Grassi - Relatore Bruno
Con la sentenza indicata in epigrafe il Tribunale di Napoli - sezione distaccata di Ischia dichiarava G.G. colpevole del reato di cui all�art. 483 c.p. perch�, in occasione della selezione per l�assunzione di un responsabile del servizio lavori pubblici presso il Comune di Casamicciola, aveva reso mendaci dichiarazioni sulle sue qualit� morali, affermando di non avere riportato condanne penali e di non avere procedimenti penali in corso e, per l�effetto, lo condannava alla pena ritenuta di giustizia.
1. - Con unico motivo di impugnazione, parte ricorrente denuncia violazione dell�art. 600 lett. e) sul rilievo che, per mero errore, l�imputato aveva apposto sul questionario la falsa attestazione, emendata il giorno immediatamente successivo con apposita comunicazione, dopo essersi reso conto dell�errore compiuto in assoluta buona fede.
2. - Una sintetica puntualizzazione della fattispecie costituisce necessaria premessa all�esame della questione di diritto posta dal ricorso in oggetto.
� stato incontestatamente accertato dai giudici di merito che l�imputato, intendendo partecipare a procedura concorsuale di selezione per l�assegnazione di un posto di responsabile amministrativo, ha compilato il richiesto questionario allegato alla domanda attestando, contrariamente al vero, di non avere precedenti penali a suo carico. Alla domanda, presentata il 21.12.2007 ha fatto seguito, il giorno immediatamente successivo, una dichiarazione con la quale il G. rappresentava all�Amministrazione l�errore nel quale era incorso, fornendone anche puntuale giustificazione. Il giudice a quo ha ritenuto che tale successiva comunicazione non valesse ad elidere il significato penale della condotta e, dunque, la sussistenza del fatto-reato in contestazione, ravvisando anzi nell�iniziativa anzidetta una conferma della consapevolezza dell�imputato in ordine alla falsa attestazione.
2.1 - Tale interpretazione non pu� essere condivisa. Ed invero, alla luce delle perspicua formulazione dell�art. 483, c.p. (peraltro chiaramente rubricato: falsit� ideologica contessa da privato in atto pubblico) il reato di cui all�art. 483 c.p. � perfezionato dalla condotta di chi attesti falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l�atto � destinato a provare la verit�. Il momento consumativo dello stesso reato, stante la finalizzazione dell�attestazione privata ad essere trasfusa in un atto pubblico, deve essere individuato non gi� nel momento della inveritiera dichiarazione quanto piuttosto nella relativa percezione da parte del pubblico ufficiale che la trasfonde nell�atto pubblico (cfr., Cass. sez. 5, 5.2.2008, n. 10046, rv. 239123).
2.2 - Orbene, nel caso di specie, � emerso che il giorno successivo alla mendace dichiarazione l�imputato - ancor prima che la detta dichiarazione fosse valutata e trasfusa in atto pubblico di conferimento dell�incarico, ha rappresentato all�Amministrazione l�errore in cui era incorso, ritrattando, comunque, la precedente dichiarazione in tempo utile e, di certo, prima che la stessa fosse trasfusa in eventuale atto di conferimento dell�incarico. Donde l�insussistenza del fatto-reato in contestazione.
3. - L�anzidetto errore di giudizio � ragione di nullit� della sentenza impugnata, che va, dunque, dichiarata nei termini di cui in dispositivo.