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Timestamp: 2020-07-05 02:51:15+00:00
Document Index: 158126154

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 61', 'art. 3', 'art. 3']

Credito di imposta per ricerca e sviluppo | Studio Coggiola
Ma cos’è il credito d’imposta per “Ricerca & Sviluppo”? A che cosa serve? Il “Credito d’imposta per Ricerca & Sviluppo” è un beneficio fiscale riconosciuto a tutti gli imprenditori che consente loro di ottenere un credito da utilizzare in compensazione i debiti tributari/previdenziali (fino alla concorrenza del relativo importo).
L’art. 3 del D.L. 145/2013 ha riconosciuto un credito d’imposta “a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato” che abbiano effettuato investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020 (limite temporale novellato dalla Legge di Bilancio 2017). Il plafond attuale a copertura del credito d’imposta R&S è pari ad oltre 2,4 miliardi di Euro. Sulla misura verranno inoltre coinvogliate le risorse residue del credito d’imposta per nuove assunzioni di profili altamente qualificati la cui agevolabilità si conclude con le assunzioni effettuate fino al 31.12.2014. L’agevolazione in esame è, quindi, riconosciuta - per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare - per i periodi d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016. Esisteranno quindi due modalità di definizione dell’incentivo: la prima per il biennio 2015 – 2016 e la seconda per il quadriennio 2017 – 2020.
50% (la percentuale inizialmente prevista dal Dl 145/2013 era pari al 25%) con riferimento alle quote di ammortamento delle spese di acquisizione di strumenti ed attrezzature di laboratorio e per competenze tecniche private industriali relative a invenzioni industriali e biotecnologiche (si tratta dei costi di cui alle lettere b) e d) dell’art. 3, comma 6, del D.L. 145/2013);
50% limitatamente alle spese per personale altamente qualificato e ricerca extra muros i.e. contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca e start up innovative (lettere a) e c) dell’art. 3, comma 6, del D.L. 145/2013).
Il credito d’imposta spetta a condizione che le spese di ricerca e sviluppo siano state sostenute in misura almeno pari, in ciascun anno, a Euro 30 mila e fino all’importo annuo massimo di Euro 5 milioni.
Ma cosa vuol dire “fare Ricerca & Sviluppo”? quali sono le attività che concretamente rientrano nella citata categoria, ossia, l’imprenditore cosa deve aver realizzato all’interno della propria azienda per poter concretamente sostenere di aver diritto a beneficiare del relativo credito d’ Imposta ?
Le attività sulla cui base viene eseguito il calcolo del credito d’imposta
La società Beta srl ha sostenuto, nel triennio 2012 – 2014, spese per ricerca e sviluppo per complessivi Euro 300.000. Tale importo risulta così composto:
Quanto ad Euro 150.000,00 per
Esecuzioni di modifiche a macchinari preesistenti per realizzare una linea di produzione prima inesistente nell’ottica della ricerca e sviluppo di un nuovo filone di prodotti o per la realizzazione di una nuova filiera produttiva;
Ideazione e creazione di un prodotto/servizio con caratteristiche “personalizzate” ossia differenti rispetto al modello standard al fine di soddisfare le esigenze specifiche di un cliente nell’ottica di acconsentire ad una richiesta proveniente da un segmento (anche singolo) di clientela;
Realizzazione di prototipi, anche nell’ipotesi in cui gli stessi siano successivamente dichiarati “economicamente non riproducibili”, che sono stati originariamente concepiti nell’ottica di migliorare la produzione o per aumentare l’offerta di prodotti/servizi.
Costi per il personale altamente qualificato per realizzare le attività di cui ai precedenti punti i, ii, iii.
Si ipotizzi che, nel corso del 2016, la Società sostenga costi per complessivi Euro 500.000, di cui:
1. Ammortamenti di macchinari impiegati nella ricerca e sviluppo Euro 200.000
2. Costi per il personale altamente qualificato Euro 200.000
3. Costi per progetto di ricerca affidato all’Università di Milano Euro 100.000
Verifica dell’incremento di spese complessive per la ricerca e sviluppo
Spese incrementali = Euro 500.000 (spese 2016) - Euro 300.000 (media spese triennio) = Euro 200.000.
Spese di cui lett. a) e c) dell’art. 3, comma 6, D.L. 145/2013:
Euro 200.000 + Euro 100.000 – Euro 150.000 = Euro 150.000 (con aliquota del 50%)
Euro 200.000 – Euro 150.000 = Euro 50.000 (cui applicare l’aliquota del 50%).
Credito 2016 = Euro 150.000 * 50% + Euro 50.000 * 50% = Euro 100.000,00
Il credito d’imposta così calcolato deve essere indicato - dalla Società Beta – nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2016 (Mod. UNICO 2017 redditi 2016) e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione “orizzontale”, senza considerare:
il limite annuo di Euro 700 mila in materia di compensazione orizzontale;
il limite annuo di Euro 250 mila previsto per la compensazione dei crediti d’imposta di cui al quadro RU della dichiarazione dei redditi.
Tale credito, inoltre, per esplicita previsione normativa, non concorre alla formazione della base imponibile IRES e IRAP e non rileva ai fini del pro rata di deducibilità di interessi passivi e spese generali (art. 61 e 109, comma 5, TUIR).
In sede di calcolo delle imposte di periodo, pertanto, la società dovrà provvedere alle opportune variazioni fiscali.
Con riferimento, invece, al criterio di calcolo da utilizzare nel caso in cui vi sia un incremento della spesa complessiva per ricerca e sviluppo ma tale aumento sia imputabile solo ad una “categoria” di costi (per ipotesi, le spese per personale altamente qualificato e per la ricerca extra muros), si ritiene che la percentuale per il calcolo del credito (nell’esempio 50%) debba essere applicata all’incremento della singola categoria ma nei limiti dell’incremento di spesa generale; mediante tale accorgimento, infatti, il valore del credito d’imposta determinato tiene conto del decremento registrato per l’altra categoria di spese agevolabili.
Si consideri, in particolare, il seguente caso pratico.
La società BETA S.p.A. ha sostenuto, nell’anno 2016, spese per ricerca e sviluppo per complessivi Euro 400.000, dei quali:
Nel triennio 2012 - 2014 la medesima società ha, invece sostenuto le seguenti spese, per un totale di Euro 280.000:
Considerato quanto sopra esposto, la Società BETA - al fine di determinare l’importo del credito d’imposta eventualmente spettante - è tenuta a procedere come segue:
Euro 400.000 (spese 2016) – Euro 280.000 (spese triennio precedente) = Euro 120.000
Spese di cui lett. a) e c) dell’art. 3, comma 6, D.L. 145/2013 Euro 250.000 – Euro 100.000 = Euro 150.000 (su cui dovrà essere applicata l’aliquota del 50%)
Euro 150.000 – Euro 110.000 – Euro 70.000 = - Euro 30.000.
L’incremento di spesa verificatosi - pari a Euro 120.000 - è quindi interamente imputabile alle spese sostenute per il personale altamente qualificato e per la ricerca extra muros posto che le spese di cui all’altra categoria hanno subito un decremento di Euro 30.000.
E se la mia impresa è di nuova costituzione, ossia se non ha ancora raggiunto i tre periodi d’imposta, potrò beneficiare ugualmente del credito d’imposta per “Ricerca & Sviluppo” o vi dovrò rinunciare ?
L’art. 3, comma 2, del D.L 145/2013, come modificato dalla Legge di Stabilità per il 2015, prevede che “per le imprese costituite da meno di tre periodi di imposta, la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale è calcolata sul minor periodo a decorrere dal periodo di costituzione”. Pertanto, in sede di calcolo della media degli investimenti, dovranno essere considerati i costi sostenuti dalla data di costituzione al termine del periodo di imposta che precede il periodo in corso al 31 dicembre 2016.