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Timestamp: 2018-06-19 20:57:25+00:00
Document Index: 36295949

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 27']

L n. 161 (legge europea 2013-bis) Principali novità - PDF
L n. 161 (legge europea 2013-bis) Principali novità
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1 STUDIO RENZO GORINI DOTTORE COMMERCIALISTA REVISORE LEGALE COMO COMO - VIA ROVELLI, 40 TEL FAX INFORMATIVA N. 35/2014 L n. 161 (legge europea 2013-bis) Principali novità INDICE 1 PREMESSA... pag. 2 2 TASSAZIONE DEI SOGGETTI NON RESIDENTI - ESTENSIONE DELLE DISPOSIZIONI PREVISTE PER I CONTRIBUENTI RESIDENTI... pag DECORRENZA E AMBITO DI APPLICAZIONE... pag CONTRIBUENTI MINIMI... pag. 2 3 IMPOSTA SULLE ATTIVITÀ FINANZIARIE ALL ESTERO (IVAFE) MODIFICA DELL AMBITO DI APPLICAZIONE... pag INTRODUZIONE DELLA NOZIONE DI PRODOTTO FINANZIARIO... pag. 2 4 NOVITÀ IN MATERIA DI IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI... pag ESENZIONE PER I TRASFERIMENTI A FAVORE DI ENTI ESTERI... pag ESENZIONE PER I TITOLI DI STATO ESTERI... pag. 3 5 INTRODUZIONE DEL CERTIFICATO SUCCESSORIO EUROPEO... pag AMBITO SOGGETTIVO... pag CONDIZIONI PER IL RILASCIO... pag FUNZIONE DEL CERTIFICATO... pag. 4 6 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI IN CASO DI SCISSIONE... pag. 5 INFORMATIVA N. 35/2014 Pag. 1
2 1 PREMESSA La L. n. 161 del (Legge europea 2013-bis) contiene numerose disposizioni per l adempimento degli obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia all Unione europea. Di seguito si segnalano le principali novità. 2 TASSAZIONE DEI SOGGETTI NON RESIDENTI - ESTENSIONE DELLE DISPOSIZIONI PREVISTE PER I CONTRIBUENTI RESIDENTI L art. 7 della L. 161/2014 ha inserito il nuovo co. 3-bis nell art. 24 del TUIR, in materia di tassazione dei soggetti non residenti. Per effetto della nuova disposizione, i soggetti non residenti ai fini fiscali che producono in Italia almeno il 75% del proprio reddito complessivo, potranno beneficiare di deduzioni e detrazioni d imposta altrimenti non riconosciute ai non residenti, a condizione che nel proprio Stato di residenza essi non godano di benefici fiscali analoghi. La norma presuppone che il soggetto rimanga non residente ai fini fiscali. Ciò avviene, ad esempio, se, pur ritraendo dalle attività italiane almeno il 75% del proprio reddito complessivo, la persona ha il proprio centro degli interessi vitali all estero, in quanto ha nell altro Stato i propri legami familiari. 2.1 DECORRENZA E AMBITO DI APPLICAZIONE La novità si applica retroattivamente dal periodo d imposta 2014 e riguarda i soli soggetti residenti: negli altri Stati appartenenti all Unione europea; in Norvegia o in Islanda. Le modalità di attuazione della nuova disciplina saranno stabilite da un apposito decreto del Ministero dell Economia e delle Finanze. 2.2 CONTRIBUENTI MINIMI Per i soggetti non residenti che producono in Italia almeno il 75% del proprio reddito, viene espressamente consentita l opzione per il regime dei contribuenti minimi, altrimenti preclusa per i non residenti. Anche in questo caso, al beneficio sono ammessi i soli soggetti residenti negli altri Stati dell Unione europea, in Norvegia o in Islanda. Non essendovi alcuna previsione di retroattività, l opzione riguarderebbe i periodi d imposta a partire dal IMPOSTA SULLE ATTIVITÀ FINANZIARIE ALL ESTERO (IVAFE) - MODIFICA DELL AMBITO DI APPLICAZIONE L art. 9 della L. 161/2014 ha modificato la tipologia dei contratti di natura finanziaria a cui si applica l imposta sulle attività finanziarie detenute all estero (IVAFE), equiparando tale imposta all imposta di bollo. 3.1 INTRODUZIONE DELLA NOZIONE DI PRODOTTO FINANZIARIO Prima dell approvazione della L. 161/2014, l IVAFE si applicava sulle attività finanziarie detenute all estero. A seguito della modifica normativa, l IVAFE diventa dovuta sui prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio detenuti all estero. Sono, quindi, soggetti all IVAFE: i conti correnti; i valori mobiliari; INFORMATIVA N. 35/2014 Pag. 2
3 gli strumenti del mercato monetario; le quote di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR); le varie tipologie di contratti a termine e derivati connessi ad attività finanziarie, merci, indici finanziari e non finanziari, ecc. (ossia i contratti di opzione, future, swap, ecc.); i contratti finanziari differenziali; ogni altra forma di investimento di natura finanziaria. Pertanto non scontano più l imposta: le valute estere (in banconote o monete); i metalli preziosi; le quote di partecipazione in società estere non rappresentate da titoli e i finanziamenti dei soci. Il nuovo ambito di applicazione dell IVAFE ha effetto a decorrere dal periodo d imposta NOVITÀ IN MATERIA DI IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI L art. 8 della L. 161/2014 ha introdotto alcune novità in materia di imposta sulle successioni e donazioni. Nello specifico, la legge pone rimedio a due procedure di infrazione con le quali la Commissione europea aveva contestato all Italia la violazione del principio di libera circolazione dei capitali, per effetto di due norme del Testo Unico dell imposta sulle successioni e donazioni (DLgs. 346/90); in particolare, veniva contestato all Italia il fatto che: l art. 3 co. 4 del DLgs. 346/90 garantisse l esenzione dall imposta sulle successioni e donazioni solo a condizioni di reciprocità per i trasferimenti a favore di enti pubblici esteri o di enti non lucrativi esteri; l art. 12 del DLgs. 346/90 escludesse dalla base imponibile dell imposta sulle successioni solo i titoli del debito pubblico italiani e gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato od equiparati, e non anche quelli di altri Stati dell Unione europea (UE) o dello Spazio economico europeo (SEE). La L. 161/2014 ha quindi modificato le norme sopra citate, in modo da superare i vizi individuati nelle procedure di infrazione. Le nuove norme in materia di imposta sulle successioni e donazioni sono entrate in vigore il ESENZIONE PER I TRASFERIMENTI A FAVORE DI ENTI ESTERI La nuova formulazione dell art. 3 co. 4 del DLgs. 346/90 prevede che non siano soggetti all imposta sulle successioni e donazioni altresì i trasferimenti a favore: di tutti gli enti pubblici, le fondazioni e le associazioni istituiti negli Stati appartenenti all Unione europea o allo Spazio economico europeo; degli enti pubblici, delle fondazioni e delle associazioni istituiti in tutti gli altri Stati, a condizione di reciprocità. 4.2 ESENZIONE PER I TITOLI DI STATO ESTERI La nuova formulazione normativa prevede che l esclusione dall applicazione dell imposta sulle successioni si estenda anche: ai titoli del debito pubblico emessi da Stati appartenenti all Unione europea o da Stati aderenti allo Spazio economico europeo; agli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o ad essi equiparati, emessi dagli Stati appartenenti all Unione europea o da Stati aderenti allo Spazio economico europeo. Si ricorda, in proposito, che l esenzione per i titoli di Stato concerne solo l imposta sulle INFORMATIVA N. 35/2014 Pag. 3
4 successioni, mentre tali titoli scontano normalmente l imposta sulle donazioni. 5 INTRODUZIONE DEL CERTIFICATO SUCCESSORIO EUROPEO L art. 32 della L. 161/2014 introduce e disciplina il certificato successorio europeo, allo scopo di consentire agli eredi e ai legatari che vantano diritti diretti sulla successione, nonchè agli esecutori testamentari o amministratori dell eredità, di far valere la propria qualità, in un altro Stato membro, o di esercitare i loro diritti e/o poteri, senza necessità di porre in essere ulteriori atti formali. Il certificato si applica alle successioni delle persone decedute a partire dalla data del 17 agosto Pertanto, il certificato potrà essere rilasciato solo in relazione alle successioni apertesi dal AMBITO SOGGETTIVO Il certificato può essere richiesto: dagli eredi; dai legatari che vantano diritti diretti sulla successione; dagli esecutori testamentari o amministratori dell eredità; che, in un altro Stato membro dell Unione europea, hanno necessità di esercitare o di far valere i loro diritti in qualità di eredi, legatari e/o i loro poteri come esecutori testamentari o amministratori dell eredità. 5.2 CONDIZIONI PER IL RILASCIO Il certificato successorio europeo viene rilasciato dal notaio italiano (senza limiti di competenza territoriale legata al luogo di apertura della successione e/o alla situazione dei beni ereditari) se, alternativamente: il defunto risiedeva abitualmente in Italia al momento della morte; il defunto, avendo la cittadinanza italiana (al momento della scelta o al momento della morte), ha scelto la legge italiana come legge regolante la propria successione; il defunto non risiedeva abitualmente in Italia al momento della morte, ma in quel momento era cittadino italiano e i beni ereditari si trovano in Italia; il defunto non risiedeva abitualmente in Italia al momento della morte, ma i beni ereditari si trovano in Italia, purché la precedente residenza abituale del defunto fosse stabilita in Italia e non siano trascorsi più di 5 anni dal momento del cambio di residenza. In assenza dei suddetti criteri, il certificato europeo viene rilasciato se esiste un collegamento sufficiente dello Stato italiano con la successione. 5.3 FUNZIONE DEL CERTIFICATO Il certificato può essere utilizzato, in particolare, per dimostrare uno o più dei seguenti elementi: la qualità e/o i diritti di ciascun erede ovvero di ciascun legatario menzionato nel certificato e le rispettive quote ereditarie; l attribuzione di uno o più beni determinati che fanno parte dell eredità agli eredi ovvero ai legatari menzionati nel certificato; il potere (della persona indicata nel certificato) di dare esecuzione al testamento o di amministrare l eredità. L uso del certificato: non è obbligatorio; INFORMATIVA N. 35/2014 Pag. 4
5 non sostituisce i documenti interni utilizzati per scopi analoghi negli Stati membri. Tuttavia, una volta rilasciato per essere utilizzato in un altro Stato membro, il certificato produce effetti anche nello Stato membro le cui autorità lo hanno rilasciato. 6 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI IN CASO DI SCISSIONE L art. 27 della L. 161/2014 ha modificato l art ter c.c., in materia di scissione. Per effetto di tale intervento, viene previsto che, se la scissione si realizza mediante aumento di capitale con conferimenti in natura, la relazione degli amministratori debba menzionare, ove prevista, la relazione di stima redatta ai sensi dell art c.c. per la valutazione dei beni apportati, nonché il Registro delle imprese presso cui tale relazione è stata depositata. La nuova disciplina è entrata in vigore il Studio dr. Renzo Gorini INFORMATIVA N. 35/2014 Pag. 5