Source: http://www.tlas.eu/2012/03/delle-fonti-del-diritto.html
Timestamp: 2018-07-19 15:30:21+00:00
Document Index: 121254888

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 77', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 66', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 67', 'sentenza ']

Delle fonti del diritto - Studio di consulenza legale e fiscale
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La formazione delle leggi e l'emanazione degli atti del Governo aventi forza di legge sono
disciplinate da leggi di carattere costituzionale. (Costit. 70 e seguenti, 87 e seguenti).
Il potere regolamentare di altre autorità è esercitato nei limiti delle rispettive competenze, in
conformità delle leggi particolari.
I regolamenti emanati a norma del secondo comma dell'art. 3 non possono nemmeno dettare norme
contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Art. 5 Norme corporative (abrogato)
Sono norme corporative le ordinanze corporative, gli accordi economici collettivi, i contratti
collettivi di lavoro e le sentenze della magistratura del lavoro nelle controversie collettive.
La formazione e l'efficacia delle norme corporative sono disciplinate nel Codice Civile (2063 -
2081) e in leggi particolari.
Le norme corporative non possono derogare alle disposizioni imperative delle leggi e dei
Nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi hanno efficacia solo in quanto sono da
essi richiamati.
(2° comma abrogato). Le norme corporative prevalgono sugli usi, anche se richiamati dalle leggi e
dai regolamenti, salvo che in esse sia diversamente disposto.
Gli usi pubblicati nelle raccolte ufficiali degli enti e degli organi a ciò autorizzati si presumono
esistenti fino a prova contraria.
Art. 10 Inizio dell'obbligatorietà delle leggi e dei regolamentiLe leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della
loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto.
(2° comma abrogato) Le norme corporative divengono obbligatorie nel giorno successivo a quello
della pubblicazione, salvo che in esse sia altrimenti disposto.
(2° comma abrogato) I contratti collettivi di lavoro possono stabilire per la loro efficacia una data
anteriore alla pubblicazione, purché non preceda quella della stipulazione.
proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore.
Le norme corporative non possono essere applicate a casi simili o a materie analoghe a quelli da
esse contemplati.
Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre
i casi e i tempi in esse considerati (Costit. 25; Cod. Pen. 2). Art. 15 Abrogazione delle leggi
incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l'intera
materia già regolata dalla legge anteriore.
Lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e
salve le disposizioni contenute in leggi speciali.
(abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul sistema italiano di diritto internazionale
privato, in vigore dal 2 settembre 1995)
Lo stato e la capacità delle persone e i rapporti di famiglia sono regolati dalla legge dello Stato al
quale esse appartengono.
Tuttavia uno straniero, se compie nella Repubblica un atto per il quale sia incapace secondo la sua
legge nazionale, è considerato capace se per tale atto secondo la legge italiana sia capace il
cittadino, salvo che si tratti di rapporti di famiglia, di successioni per causa di morte, di donazioni,
ovvero di atti di disposizioni di immobili situati all'estero.2 settembre 1995)
Art. 18 Legge regolatrice dei rapporti personali tra coniugi (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio
1995, n. 218, sul sistema italiano di diritto internazionale privato, in vigore dal 2 settembre 1995)
I rapporti personali tra coniugi di diversa cittadinanza sono regolati dall'ultima legge nazionale che
sia stata loro comune durante il matrimonio o, in mancanza di essa, dalla legge nazionale del marito
al tempo della celebrazione del matrimonio.2 settembre 1995)
Art. 19 Legge regolatrice dei rapporti patrimoniali tra coniugi (abrogato dall'art. 73, L. 31
maggio 1995, n. 218, sul sistema italiano di diritto internazionale privato, in vigore dal 2 settembre
I rapporti patrimoniali tra coniugi sono regolati dalla legge nazionale del marito al tempo della
celebrazione del matrimonio.2 settembre 1995)
Il cambiamento di cittadinanza dei coniugi non influisce sui rapporti patrimoniali, salve le
convenzioni tra i coniugi in base alla nuova legge nazionale comune.2 settembre 1995) Art. 20 Legge regolatrice dei rapporti tra genitori e figli (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio
I rapporti tra genitori e figli sono regolati dalla legge nazionale del padre, ovvero da quella della
madre se soltanto la maternità è accertata o se soltanto la madre ha legittimato il figlio.2 settembre
I rapporti tra adottante e adottato sono regolati dalla legge nazionale dell'adottante al tempo
dell'adozione.2 settembre 1995)
Art. 21 Legge regolatrice della tutela (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul
sistema italiano di diritto internazionale privato, in vigore dal 2 settembre 1995)
La tutela e gli altri istituti di protezione degli incapaci sono regolati dalla legge nazionale
dell'incapace.2 settembre 1995)
Art. 22 Legge regolatrice del possesso, della proprietà e degli altri diritti sulle cose (abrogato
dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul sistema italiano di diritto internazionale privato, in
vigore dal 2 settembre 1995)
Il possesso, la proprietà e gli altri diritti sulle cose mobili e immobili sono regolati dalla legge del
luogo nel quale le cose si trovano.2 settembre 1995)
Art. 23 Legge regolatrice delle successioni per causa di morte (abrogato dall'art. 73, L. 31
Le successioni per causa di morte sono regolate, ovunque siano i beni, dalla legge dello Stato al
quale apparteneva, al momento della morte, la persona della cui eredita si tratta.2 settembre 1995)
Art. 24 Legge regolatrice delle donazioni (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul
Art. 25 Legge regolatrice delle obbligazioni (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul
sistema italiano di diritto internazionale privato, in vigore dal 2 settembre 1995) Le obbligazioni che nascono da contratto sono regolate dalla legge nazionale dei contraenti, se è
comune; altrimenti da quella del luogo nel quale il contratto è stato conchiuso. E' salva in ogni caso
la diversa volontà delle parti.2 settembre 1995)
Le obbligazioni non contrattuali sono regolate dalla legge del luogo ove e avvenuto il fatto dal quale
esse derivano.2 settembre 1995)
Art. 26 Legge regolatrice della forma degli atti (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218,
sul sistema italiano di diritto internazionale privato, in vigore dal 2 settembre 1995)
La forma degli atti tra vivi e degli atti di ultima volontà è regolata dalla legge del luogo nel quale
l'atto è compiuto o da quella che regola la sostanza dell'atto, ovvero dalla legge nazionale del
disponente o da quella dei contraenti, se è comune.2 settembre 1995)
Le forme di pubblicità degli atti di costituzione, di trasmissione e di estinzione dei diritti sulle cose
sono regolate dalla legge del luogo in cui le cose stesse si trovano.2 settembre 1995)
Art. 27 Legge regolatrice del processo (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul
La competenza e la forma del processo sono regolate dalla legge del luogo in cui il processo si
svolge2 settembre 1995)
Art. 28 Efficacia delle leggi penali e di polizia (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218,
Le leggi penali e quelle di polizia e sicurezza pubblica obbligano tutti coloro che si trovano nel
territorio dello Stato.2 settembre 1995)
Art. 29 Apolidi (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul sistema italiano di diritto
internazionale privato, in vigore dal 2 settembre 1995)
Se una persona non ha cittadinanza, si applica la legge del luogo dove risiede in tutti i casi nei quali,
secondo le disposizioni che precedono, dovrebbe applicarsi la legge nazionale.2 settembre 1995)
Art. 30 Rinvio ad altra legge (abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218, sul sistema italiano
di diritto internazionale privato, in vigore dal 2 settembre 1995)
Quando, ai termini degli articoli precedenti, si deve applicare una legge straniera, si applicano le
disposizioni della legge stessa senza tener conto del rinvio da essa fatto ad altra legge.2 settembre
1995) Art. 31 Limiti derivanti dall'ordine pubblico e dal buon costume (abrogato dall'art. 73, L. 31
Nonostante le disposizioni degli articoli precedenti, in nessun caso le leggi e gli atti di uno Stato
estero, gli ordinamenti e gli atti di qualunque istituzione o ente, o le private disposizioni e
convenzioni possono aver effetto nel territorio dello Stato, quando siano contrari all'ordine pubblico
o al buon costume.2 settembre 1995)
RIFORMA DEL SISTEMA ITALIANO DI DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO2 settembre
1. La presente legge determina l'ambito della giurisdizione italiana, pone i criteri per
l'individuazione del diritto applicabile e disciplina l'efficacia delle sentenze e degli atti stranieri.
1. Le disposizioni della presente legge non pregiudicano l'applicazione delle convenzioni
internazionali in vigore per l'Italia.
2. Nell'interpretazione di tali convenzioni si terrà conto del loro carattere internazionale e
dell'esigenza della loro applicazione uniforme.
1. La giurisdizione italiana sussiste quando il convenuto è domiciliato o residente in Italia o vi ha un
rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell'art. 77 Cod. Proc. Civ. e negli altri
casi in cui è prevista dalla legge.
2. La giurisdizione sussiste inoltre in base ai criteri stabiliti dalle Sezioni 2, 3 e 4 del Titolo II della
Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia
civile e commerciale e protocollo, firmati a Bruxelles il 27 settembre 1968, resi esecutivi con la L.
21 giugno 1971, n. 804, e successive modificazioni in vigore per l'Italia, anche allorché il convenuto
non sia domiciliato nel territorio di uno Stato contraente, quando si tratti di una delle materie
comprese nel campo di applicazione della Convenzione. Rispetto alle altre materie la giurisdizione
sussiste anche in base ai criteri stabiliti per la competenza per territorio.
1. Quando non vi sia giurisdizione in base all'art. 3, essa nondimeno sussiste se le parti l'abbiano
convenzionalmente accettata e tale accettazione sia provata per iscritto, ovvero il convenuto
compaia nel processo senza eccepire il difetto di giurisdizione nel primo atto difensivo.
2. La giurisdizione italiana può essere convenzionalmente derogata a favore di un giudice straniero
o di un arbitrato estero se la deroga e provata per iscritto e la causa verte su diritti disponibili.
3. La deroga è inefficace se il giudice o gli arbitri indicati declinano la giurisdizione o comunque
non possono conoscere della causa.
1. La giurisdizione italiana non sussiste rispetto ad azioni reali aventi ad oggetto beni immobili
situati all'estero.
1. Il giudice italiano conosce, incidentalmente, le questioni che non rientrano nella giurisdizione
italiana e la cui soluzione è necessaria per decidere sulla domanda proposta. Art. 7 Pendenza di un processo straniero
1. Quando, nel corso del giudizio, sia eccepita la previa pendenza tra le stesse parti di domanda
avente il medesimo oggetto e il medesimo titolo dinanzi a un giudice straniero, il giudice italiano, se
ritiene che il provvedimento straniero possa produrre effetto per l'ordinamento italiano, sospende il
giudizio. Se il giudice straniero declina la propria giurisdizione o se il provvedimento straniero non
è riconosciuto nell'ordinamento italiano, il giudizio in Italia prosegue, previa riassunzione ad istanza
2. La pendenza della causa innanzi al giudice straniero si determina secondo la legge dello Stato in
cui il processo si svolge.
3. Nel caso di pregiudizialità di una causa straniera, il giudice italiano può sospendere il processo se
ritiene che il provvedimento straniero possa produrre effetti per l'ordinamento italiano.
1. Per la determinazione della giurisdizione italiana si applica l'art. 5 Cod. Proc. Civ. Tuttavia la
giurisdizione sussiste se i fatti e le norme che la determinano sopravvengono nel corso del processo.
1. In materia di giurisdizione volontaria, la giurisdizione sussiste, oltre che nei casi specificamente
contemplati dalla presente legge e in quelli in cui è prevista la competenza per territorio di un
giudice italiano quando il provvedimento richiesto concerne un cittadino italiano o una persona
residente in Italia o quando esso riguarda situazioni o rapporti ai quali è applicabile la legge italiana.
1. In materia cautelare, la giurisdizione italiana sussiste quando il provvedimento deve essere
eseguito in Italia o quando il giudice italiano ha giurisdizione nel merito.
1. Il difetto di giurisdizione può essere rilevato, in qualunque stato e grado del processo, soltanto dal
convenuto costituito che non abbia espressamente o tacitamente accettato la giurisdizione italiana.
E' rilevato dal giudice d'ufficio, sempre in qualunque stato e grado del processo, se il convenuto e
contumace, se ricorre l'ipotesi di cui all'art. 5, ovvero se la giurisdizione italiana è esclusa per effetto
di una norma internazionale.
Art. 12 Legge regolatrice del processo1. Il processo civile che si svolge in Italia è regolato dalla legge italiana.
1 . Quando negli articoli successivi è richiamata la legge straniera, si tiene conto del rinvio operato
dal diritto internazionale privato straniero alla legge di un altro Stato:
a) nei casi in cui le disposizioni della presente legge rendono applicabile la legge straniera sulla
base della scelta effettuata in tal senso dalle parti interessate;
3. Nei casi di cui agli artt. 33, 34 e 35 si tiene conto del rinvio soltanto se esso conduce
all'applicazione di una legge che consente lo stabilimento della filiazione.
4. Quando la presente legge dichiara in ogni caso applicabile una convenzione internazionale si
segue sempre, in materia di rinvio, la soluzione adottata dalla convenzione.
1. L'accertamento della legge straniera e compiuto d'ufficio dal giudice. A tal fine questi può
avvalersi, oltre che degli strumenti indicati dalle convenzioni internazionali, di informazioni
acquisite per il tramite del Ministero di grazia e giustizia; può altresì interpellare esperti o istituzioni
specializzate. 2. Qualora il giudice non riesca ad accertare la legge straniera indicata, neanche con l'aiuto delle
parti, applica la legge richiamata mediante altri criteri di collegamento eventualmente previsti per la
medesima ipotesi normativa. In mancanza si applica la legge italiana.
1. La legge straniera è applicata secondo i propri criteri di interpretazione e di applicazione nel
2. In tal caso si applica la legge richiamata mediante altri criteri di collegamento eventualmente
previsti per la medesima ipotesi normativa. In mancanza si applica la legge italiana.
1. E' fatta salva la prevalenza sulle disposizioni che seguono delle norme italiane che, in
considerazione del loro oggetto e del loro scopo, debbono essere applicate nonostante il richiamo
alla legge straniera.
1. Se nell'ordinamento dello Stato richiamato dalle disposizioni della presente legge coesistono più
sistemi normativi a base territoriale o personale, la legge applicabile si determina secondo i criteri
utilizzati da quell'ordinamento.
2. Se tali criteri non possono essere individuati, si applica il sistema normativo con il quale il caso
di specie presenta il collegamento più stretto.
1. Nei casi in cui le disposizioni della presente legge richiamano la legge nazionale di una persona,
se questa è apolide o rifugiata si applica la legge dello Stato del domicilio, o in mancanza, la legge
dello Stato di residenza.
2. Se la persona ha più cittadinanze, si applica la legge di quello tra gli Stati di appartenenza con il
quale essa ha il collegamento più stretto. Se tra le cittadinanze vi è quella italiana, questa prevale.
1. La capacità giuridica delle persone fisiche è regolata dalla loro legge nazionale. Le condizioni
speciali di capacità, prescritte dalla legge regolatrice di un rapporto, sono disciplinate dalla stessa
1. Quando occorre stabilire la sopravvivenza di una persona ad un'altra e non consta quale di esse
sia morta prima, il momento della morte si accerta in base alla legge regolatrice del rapporto
rispetto al quale l'accertamento rileva.
1. I presupposti e gli effetti della scomparsa, dell'assenza e della morte presunta di una persona sono
regolati dalla sua ultima legge nazionale.
c) se l'accertamento della scomparsa, dell'assenza o della morte presunta può produrre effetti
giuridici nell'ordinamento italiano.
1. La capacità di agire delle persone fisiche è regolata dalla loro legge nazionale. Tuttavia, quando
la legge regolatrice di un atto prescrive condizioni speciali di capacità di agire, queste sono regolate
dalla stessa legge.
2. In relazione a contratti tra persone che si trovano nello stesso Stato, la persona considerata capace
dalla legge dello Stato in cui il contratto è concluso può invocare l'incapacità derivante dalla propria legge nazionale solo se l'altra parte contraente, al momento della conclusione del contratto, era a
conoscenza di tale incapacità o l'ha ignorata per sua colpa.
3. In relazione agli atti unilaterali, la persona considerata capace dalla legge dello Stato in cui l'atto
è compiuto può invocare l'incapacità derivante dalla propria legge nazionale soltanto se ciò non
rechi pregiudizio a soggetti che senza loro colpa hanno fatto affidamento sulla capacità dell'autore
4. Le limitazioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano agli atti relativi a rapporti di famiglia e di
successione per causa di morte, ne agli atti relativi a diritti reali su immobili situati in uno Stato
diverso da quello in cui l'atto è compiuto.
1. L'esistenza ed il contenuto dei diritti della personalità sono regolati dalla legge nazionale del
soggetto; tuttavia i diritti che derivano da un rapporto di famiglia sono regolati dalla legge
applicabile a tale rapporto.
2. Le conseguenze della violazione dei diritti di cui al comma 1 sono regolate dalla legge
applicabile alla responsabilità per fatti illeciti.
l. Le società, le associazioni, le fondazioni ed ogni altro ente, pubblico o privato, anche se privo di
natura associativa, sono disciplinati dalla legge dello Stato nel cui territorio è stato perfezionato il
procedimento di costituzione. Si applica, tuttavia, la legge italiana se la sede dell'amministrazione è
situata in Italia, ovvero se in Italia si trova l'oggetto principale di tali enti.
e) la formazione, i poteri e le modalità di funzionamento degli organi; f) la rappresentanza dell'ente;
g) le modalità di acquisto e di perdita della qualità di associato o socio nonché i diritti e gli obblighi
inerenti a tale qualità;
3. I trasferimenti della sede statutaria in altro Stato e le fusioni di enti con sede in Stati diversi
hanno efficacia soltanto se posti in essere conformemente alle leggi di detti Stati interessati.
1. La promessa di matrimonio e le conseguenze della sua violazione sono regolate dalla legge
nazionale comune dei nubendi o, in mancanza, dalla legge italiana.
1. La capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge
nazionale di ciascun nubendo al momento del matrimonio. Resta salvo lo stato libero che uno dei
nubendi abbia acquistato per effetto di un giudicato italiano o riconosciuto in Italia.
1. Il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di
celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o
dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento.
2. I rapporti personali tra coniugi aventi diverse cittadinanze o più cittadinanze comuni sono
regolati dalla legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata. Art. 30 Rapporti patrimoniali tra coniugi
1. I rapporti patrimoniali tra coniugi sono regolati dalla legge applicabile ai loro rapporti personali. I
coniugi possono tuttavia convenire per iscritto che i loro rapporti patrimoniali sono regolati dalla
legge dello Stato di cui almeno uno di essi è cittadino o nel quale almeno uno di essi risiede.
2. L'accordo dei coniugi sul diritto applicabile è valido se è considerato tale dalla legge scelta o da
quella del luogo in cui l'accordo è stato stipulato.
3. Il regime dei rapporti patrimoniali fra coniugi regolato da una legge straniera è opponibile ai terzi
solo se questi ne abbiano avuto conoscenza o lo abbiano ignorato per loro colpa. Relativamente ai
diritti reali su beni immobili, l'opponibilità è limitata ai casi in cui siano state rispettate le forme di
pubblicità prescritte dalla legge dello Stato in cui i beni si trovano.
1. La separazione personale e lo scioglimento del matrimonio sono regolati dalla legge nazionale
comune dei coniugi al momento della domanda di separazione o di scioglimento del matrimonio; in
mancanza si applica la legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale risulta prevalentemente
2. La separazione personale e lo scioglimento del matrimonio, qualora non siano previsti dalla legge
straniera applicabile, sono regolati dalla legge italiana.
Art. 32 Giurisdizione in materia di nullità, annullamento, separazione personale e scioglimento
1. In materia di nullità e di annullamento del matrimonio, di separazione personale e di
scioglimento del matrimonio, la giurisdizione italiana sussiste, oltre che nei casi previsti dall'art. 3,
anche quando uno dei coniugi è cittadino italiano o il matrimonio e stato celebrato in Italia.
2. E' legittimo il figlio considerato tale dalla legge dello Stato di cui uno dei genitori e cittadino al
momento della nascita del figlio. 3. La legge nazionale del figlio al momento della nascita regola i presupposti e gli effetti
dell'accertamento e della contestazione dello stato di figlio. Lo stato di figlio legittimo, acquisito in
base alla legge nazionale di uno dei genitori, non può essere contestato che alla stregua di tale
1. La legittimazione per susseguente matrimonio è regolata dalla legge nazionale del figlio nel
momento in cui essa avviene o dalla legge nazionale di uno dei genitori nel medesimo momento.
2 Negli altri casi, la legittimazione è regolata dalla legge dello Stato di cui e cittadino, al momento
della domanda, il genitore nei cui confronti il figlio viene legittimato. Per la legittimazione destinata
ad avere effetto dopo la morte del genitore legittimante, si tiene conto della sua cittadinanza al
1. Le condizioni per il riconoscimento del figlio naturale sono regolate dalla legge nazionale del
figlio al momento della nascita o, se più favorevole, dalla legge nazionale del soggetto che fa il
riconoscimento, nel momento in cui questo avviene.
3. La forma del riconoscimento è regolata dalla legge dello Stato in cui esso e fatto o da quella che
ne disciplina la sostanza.
1. I rapporti personali e patrimoniali tra genitori e figli, compresa la potestà dei genitori, sono
regolati dalla legge nazionale del figlio.
1. In materia di filiazione e di rapporti personali fra genitori e figli la giurisdizione italiana sussiste,
oltre che nei casi previsti rispettivamente da gli artt. 3 e 9, anche quando uno dei genitori o il figlio
è cittadino italiano o risiede in Italia.
1. I presupposti, la costituzione e la revoca dell'adozione sono regolati dal diritto nazionale
dell'adottante o degli adottanti se comune o, in mancanza, dal diritto dello Stato nel quale gli
adottanti sono entrambi residenti, ovvero da quello dello Stato nel quale la loro vita matrimoniale è
prevalentemente localizzata, al momento dell'adozione. Tuttavia si applica il diritto italiano quando
è richiesta al giudice italiano l'adozione di un minore, idonea ad attribuirgli lo stato di figlio
2. E' in ogni caso salva l'applicazione della legge nazionale dell'adottando maggiorenne per la
disciplina dei consensi che essa eventualmente richieda.
1. I rapporti personali e patrimoniali fra l'adottato e l'adottante o gli adottanti ed i parenti di questi
sono regolati dal diritto nazionale dell'adottante o degli adottanti se comune o, in mancanza, dal
diritto dello Stato nel quale gli adottanti sono entrambi residenti ovvero da quello dello Stato nel
quale la loro vita matrimoniale è prevalentemente localizzata.
2 In materia di rapporti personali o patrimoniali fra l'adottato e l'adottante o gli adottanti ed i parenti
di questi i giudici italiani hanno giurisdizione, oltre che nelle ipotesi previste dall'art. 3, ogni
qualvolta l'adozione si è costituita in base al diritto italiano.
1. I provvedimenti stranieri in materia di adozione sono riconoscibili in Italia ai sensi degli artt. 64,
65 e 66.
CAPO VI Protezione degli incapaci e obblighi alimentari
1. La protezione dei minori è in ogni caso regolata dalla Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961,
sulla competenza delle autorità e sulla legge applicabile in materia di protezione dei minori, resa
esecutiva con la L. 24 ottobre 1980, n. 742.
2. Le disposizioni della Convenzione si applicano anche alle persone considerate minori soltanto
dalla loro legge nazionale, nonché alle persone la cui residenza abituale non si trova in uno degli
1. I presupposti e gli effetti delle misure di protezione degli incapaci maggiori di età, nonché i
rapporti fra l'incapace e chi ne ha la cura, sono regolati dalla legge nazionale dell'incapace. Tuttavia,
per proteggere in via provvisoria e urgente la persona o i beni dell'incapace, il giudice italiano può
adottare le misure previste dalla legge italiana.
l. La giurisdizione italiana in materia di misure di protezione degli incapaci maggiori di età sussiste,
oltre che nei casi previsti dagli artt. 3 e 9, anche quando esse si rendono necessarie per proteggere,
in via provvisoria e urgente, la persona o i beni dell'incapace che si trovino in Italia.
2. Quando in base all'art. 66 nell'ordinamento italiano si producono gli effetti di un provvedimento
straniero in materia di capacità di uno straniero, la giurisdizione italiana sussiste per pronunciare i
provvedimenti modificativi o integrativi eventualmente necessari.
1. Le obbligazioni alimentari nella famiglia sono in ogni caso regolate dalla Convenzione dell'Aja
del 2 ottobre 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari, resa esecutiva con la L. 24
ottobre 1980, n. 745.
1. La successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si
tratta, al momento della morte.
2. Il soggetto della cui eredità si tratta può sottoporre, con dichiarazione espressa in forma
testamentaria, l'intera successione alla legge dello Stato in cui risiede. La scelta non ha effetto se al
momento della morte il dichiarante non risiedeva più in tale Stato. Nell'ipotesi di successione di un
cittadino italiano, la scelta non pregiudica i diritti che la legge italiana attribuisce ai legittimari
residenti in Italia al momento della morte della persona della cui successione si tratta.
3. La divisione ereditaria è regolata dalla legge applicabile alla successione, salvo che i
condividenti, d'accordo fra loro, abbiano designato la legge del luogo d'apertura della successione o
del luogo ove si trovano uno o più beni ereditari.
1. La capacità di disporre per testamento, di modificarlo o di revocarlo è regolata dalla legge
nazionale del disponente al momento del testamento, della modifica o della revoca.
1. Il testamento è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge dello Stato nel quale il
testatore ha disposto, ovvero dalla legge dello Stato di cui il testatore, al momento del testamento o
della morte, era cittadino o dalla legge dello Stato in cui aveva il domicilio o la residenza.
1. Quando la legge applicabile alla successione, in mancanza di successibili, non attribuisce la
successione allo Stato, i beni ereditari esistenti in Italia sono devoluti allo Stato italiano.
b) se la successione si è aperta in Italia; c) se la parte dei beni ereditari di maggiore consistenza economica è situata in Italia;
d) se il convenuto è domiciliato o residente in Italia o ha accettato la giurisdizione italiana, salvo
che la domanda sia relativa a beni immobili situati all'estero;
1. Il possesso, la proprietà e gli altri diritti reali sui beni mobili ed immobili sono regolati dalla
legge dello Stato in cui i beni si trovano.
2. La stessa legge ne regola l'acquisto e la perdita, salvo che in materia successoria e nei casi in cui
l'attribuzione di un diritto reale dipenda da un rapporto di famiglia o da un contratto.
1. L'usucapione di beni mobili e regolata dalla legge dello Stato in cui il bene si trova al
compimento del termine prescritto.
1. La pubblicità degli atti di costituzione, trasferimento ed estinzione dei diritti reali è regolata dalla
legge dello Stato in cui il bene si trova al momento dell'atto.
2. Il donante può, con dichiarazione espressa contestuale alla donazione, sottoporre la donazione
stessa alla legge dello Stato in cui egli risiede.
3. La donazione è valida, quanto alla forma, se è considerata tale dalla legge che ne regola la
sostanza oppure dalla legge dello Stato nel quale l'atto è compiuto.
l. Le obbligazioni contrattuali sono in ogni caso regolate dalla Convenzione di Roma del 19 giugno
1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali resa esecutiva con la L. 18 dicembre
1984, n. 975, senza pregiudizio delle altre convenzioni internazionali, in quanto applicabili.
1. La promessa unilaterale è regolata dalla legge dello Stato in cui viene manifestata. Art. 59 Titoli di credito
1. La cambiale, il vaglia cambiario e l'assegno sono in ogni caso regolati dalle disposizioni
contenute nelle Convenzioni di Ginevra del 7 giugno 1930, sui conflitti di legge in materia di
cambiale e di vaglia cambiario, di cui al R.D.L. 25 agosto 1932, n. 1130, convertito dalla L. 22
dicembre 1932, n. 1946, c del 19 marzo 1931, sui conflitti di legge in materia di assegni bancari, di
cui al R.D.L. 24 agosto 1933, n. 1077, convertito dalla L. 4 gennaio 1934, n.61.
2. Tali disposizioni si applicano anche alle obbligazioni assunte fuori dei territori degli Stati
contraenti o allorché esse designino la legge di uno Stato non contraente.
3. Gli altri titoli di credito sono regolati dalla legge dello Stato il cui titolo è stato emesso. Tuttavia
le obbligazioni diverse da quella principale sono regolate dalla legge dello Stato in cui ciascuna è
stata assunta.
1. La rappresentanza volontaria è regolata dalla legge dello Stato in cui il rappresentante ha la
propria sede d'affari sempre che egli agisca a titolo professionale e che tale sede sia conosciuta o
conoscibile dal terzo. In assenza di tali condizioni si applica la legge dello Stato in cui il
rappresentante esercita in via principale i suoi poteri nel caso concreto.
2. L'atto di conferimento dei poteri di rappresentanza è valido, quanto alla forma, se considerato tale
dalla legge che ne regola la sostanza oppure dalla legge dello Stato in cui e posto in essere.
1. La gestione di affari altrui, l'arricchimento senza causa, il pagamento dell'indebito e le altre
obbligazioni legali, non diversamente regolate dalla presente legge, sono sottoposti alla legge dello
Stato in cui si è verificato il fatto da cui deriva l'obbligazione.
1. La responsabilità per fatto illecito è regolata dalla legge dello Stato in cui si è verificato l'evento.
Tuttavia il danneggiato può chiedere l'applicazione della legge dello Stato in cui si è verificato il
fatto che ha causato il danno.
2. Qualora il fatto illecito coinvolga soltanto cittadini di un medesimo Stato in esso residenti, si
applica la legge di tale Stato.
Art. 63 Responsabilità extracontrattuale per danno da prodotto1. La responsabilità per danno da prodotto è regolata, a scelta del danneggiato, dalla legge dello
Stato in cui si trova il domicilio o l'amministrazione del produttore, oppure da quella dello Stato in
cui il prodotto è stato acquistato, a meno che il produttore provi che il prodotto vi è stato immesso
in commercio senza il suo consenso.
1. La sentenza straniera è riconosciuta in Italia senza che sia necessario il ricorso ad alcun
procedimento quando:
a) il giudice che l'ha pronunciata poteva conoscere della causa secondo i principi sulla competenza
giurisdizionale propri dell'ordinamento
b) l'atto introduttivo del giudizio è stato portato a conoscenza del convenuto in conformità a quanto
previsto dalla legge del luogo dove si è svolto il processo e non sono stati violati i diritti essenziali
c) le parti si sono costituite in giudizio secondo la legge del luogo dove si è svolto il processo o la
contumacia è stata dichiarata in conformità a tale legge;
f) non pende un processo davanti a un giudice italiano per il medesimo oggetto e fra le stesse parti,
che abbia avuto inizio prima del processo straniero;
1. Hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone nonché
all'esistenza di rapporti di famiglia o di diritti della personalità quando essi sono stati pronunciati
dalle autorità dello Stato la cui legge è richiamata dalle norme della presente legge o producono
effetti nell'ordinamento di quello Stato, anche se pronunciati da autorità di altro Stato, purché non
siano contrari all'ordine pubblico e siano stati rispettati i diritti essenziali della difesa. Art. 66 Riconoscimento di provvedimenti stranieri di giurisdizione volontaria
1. I provvedimenti stranieri di volontaria giurisdizione sono riconosciuti senza che sia necessario il
ricorso ad alcun procedimento, sempre che siano rispettate le condizioni di cui all'art. 65, in quanto
applicabili, quando sono pronunziati dalle autorità dello Stato la cui legge è richiamata dalle
disposizioni della presente legge, o producono effetti nell'ordinamento di quello Stato ancorché
emanati da autorità di altro Stato, ovvero sono pronunciati da un'autorità che sia competente in base
a criteri corrispondenti a quelli propri dell'ordinamento italiano.
Art. 67 Attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri di giurisdizione volontaria e
contestazione del riconoscimento
1. In caso di mancata ottemperanza o di contestazione del riconoscimento della sentenza straniera o
del provvedimento straniero di volontaria giurisdizione, ovvero quando sia necessario procedere ad
esecuzione forzata, chiunque vi abbia interesse può chiedere alla Corte d'Appello del luogo di
attuazione l'accertamento dei requisiti del riconoscimento.
2. La sentenza straniera o il provvedimento straniero di volontaria giurisdizione, unitamente al
provvedimento che accoglie la domanda di cui al comma 1, costituiscono titolo per l'attuazione e
l'esecuzione forzata.
3. Se la contestazione ha luogo nel corso di un processo, il giudice adito pronuncia con efficacia
limitata al giudizio.
1. Le norme di cui all'art. 67 si applicano anche rispetto all'attuazione e all'esecuzione forzata in
Italia di atti pubblici ricevuti in uno Stato estero e ivi muniti di forza esecutiva.
1. Le sentenze e i provvedimenti di giudici stranieri riguardanti esami di testimoni, accertamenti
tecnici, giuramenti, interrogatori o altri mezzi di prova da assumersi nella Repubblica sono resi
esecutivi con decreto della Corte d'Appello del luogo in cui si deve procedere a tali atti.
2. Se l'assunzione dei mezzi di prova è chiesta dalla parte interessata, l'istanza è proposta alla Corte
mediante ricorso, al quale deve essere unita copia autentica della sentenza o del provvedimento che
ha ordinato gli atti chiesti. Se l'assunzione è domandata dallo stesso giudice, la richiesta deve essere
trasmessa in via diplomatica.
3. La Corte delibera in camera di consiglio e, qualora autorizzi l'assunzione, rimette gli atti al
giudice competente. 4. Può disporsi l'assunzione di mezzi di prova o l'espletamento di altri atti istruttori non previsti
dall'ordinamento italiano sempreché essi non contrastino con i princìpi dell'ordinamento stesso.
5. L'assunzione o l'espletamento richiesti sono disciplinati dalla legge italiana. Tuttavia si osservano
le forme espressamente richieste dal l'autorità giudiziaria straniera in quanto compatibili con i
principi dell'ordinamento italiano.
1. Se la richiesta per l'assunzione di mezzi di prova di atti di istruzione è fatta in via diplomatica e la
parte interessata non ha costituito un procuratore che ne promuova l'assunzione, i provvedimenti
necessari per questa sono pronunciati d'ufficio dal giudice procedente e le notificazioni sono fatte a
cura del cancelliere.
1. La notificazione di citazioni a comparire davanti ad autorità straniere o di altri atti provenienti da
uno Stato estero è autorizzata dal pubblico ministero presso il tribunale nella cui giurisdizione la
notificazione si deve eseguire.
2. La notificazione richiesta in via diplomatica è eseguita, a cura del pubblico ministero, da un
ufficiale giudiziario da lui richiesto.
3. La notificazione avviene secondo le modalità previste dalla legge italiana. Tuttavia si osservano
le modalità richieste dall'autorità straniera in quanto compatibili con i princìpi dell'ordinamento
italiano. In ogni caso l'atto può essere consegnato, da chi procede alla notificazione, al destinatario
che lo accetti volontariamente.
1. La presente legge si applica in tutti i giudizi iniziati dopo la data della sua entrata in vigore, fatta
salva l'applicabilità alle situazioni esaurite prima di tale data delle previgenti norme di diritto
2. I giudizi pendenti sono decisi dal giudice italiano se i fatti e le norme che determinano la
giurisdizione sopravvengono nel corso del processo. Art. 73 Abrogazione di norme incompatibili
1. Sono abrogati gli articoli dal 17 al 31 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al
Codice Civile, nonché gli artt. 2505 e 2509 Cod. Civ. e gli artt. 2, 3, 4 e 37, secondo comma, e
quelli dal 796 all'805 Cod. Proc. Civ.
1. La presente legge entra in vigore novanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta