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Timestamp: 2018-05-24 10:07:12+00:00
Document Index: 4278472

Matched Legal Cases: ['art. 78', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 7']

D.Lgs_30_05_2008_n.116
(GU n. 155 del 4-7-2008)
Vista la legge 6 febbraio 2007, n. 13, recante delega al Governo per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge comunitaria 2006, ed in particolare l'articolo 1, commi 1 e 3, e l'allegato B;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e successive modificazioni, recante attuazione della direttiva 76/160/CEE, relativa alla qualita' delle acque di balneazione;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante disposizioni in materia ambientale, che prevede, tra l'altro, agli articoli 76 e 77, il raggiungimento di obiettivi di qualita' ambientale;
Considerato che la competente Commissione del Senato della Repubblica non si e' espressa nei termini previsti;
1. Il presente decreto e' finalizzato a proteggere la salute umana dai rischi derivanti dalla scarsa qualita' delle acque di balneazione anche attraverso la protezione ed il miglioramento ambientale ed integra le disposizioni di cui alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.
a) monitoraggio e classificazione della qualita' delle acque di balneazione;
b) gestione della qualita' delle acque di balneazione;
c) informazione al pubblico in merito alla qualita' delle acque di balneazione.
3. Il presente decreto si applica alle acque superficiali o parte di esse nelle quali l'autorita' competente prevede che venga praticata la balneazione e non ha imposto un divieto permanente di balneazione.
- La legge 6 febbraio 2007, n. 13, e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio 2007, n. 40, supplemento ordinario.
- La direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla gestione della qualita' delle acque di balneazione e che abroga la direttiva 76/160/CEE e' pubblicata nella G.U.U.E. 4 marzo 2006.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 luglio 1982, n. 203.
- Il decreto legislativo 11 luglio 2007, n. 94, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 luglio 2007, n. 163.
- Si riporta il testo degli articoli 76 e 77 del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 aprile 2006, n. 88:
«Art. 76 (Disposizioni generali). - 1. Al fine della tutela e del risanamento delle acque superficiali e sotterranee, la parte terza del presente decreto individua gli obiettivi minimi di qualita' ambientale per i corpi idrici significativi e gli obiettivi di qualita' per specifica destinazione per i corpi idrici di cui all'art. 78, da garantirsi su tutto il territorio nazionale.
a) sia mantenuto o raggiunto per i corpi idrici significativi superficiali e sotterranei l'obiettivo di qualita' ambientale corrispondente allo stato di «buono»;
b) sia mantenuto, ove gia' esistente, lo stato di qualita' ambientale «elevato» come definito nell'allegato 1 alla parte terza del presente decreto;
2. In relazione alla classificazione di cui al comma 1, le regioni stabiliscono e adottano le misure necessarie al raggiungimento o al mantenimento degli obiettivi di qualita' ambientale di cui all'art. 76, comma 4, lettere a) e b), tenendo conto del carico massimo ammissibile, ove fissato sulla base delle indicazioni delle autorita' di bacino, e assicurando in ogni caso per tutti i corpi idrici l'adozione di misure atte ad impedire un ulteriore degrado.
3. Al fine di assicurare entro il 22 dicembre 2015 il raggiungimento dell'obiettivo di qualita' ambientale corrispondente allo stato di «buono», entro il 31 dicembre 2008 ogni corpo idrico superficiale classificato o tratto di esso deve conseguire almeno i requisiti dello stato di «sufficiente» di cui all'allegato 1 alla parte terza del presente decreto.
4. Le acque ricadenti nelle aree protette devono essere conformi agli obiettivi e agli standard di qualita' fissati nell'allegato 1 alla parte terza del presente decreto, secondo le scadenze temporali ivi stabilite, salvo diversa disposizione della normativa di settore a norma della quale le singole aree sono state istituite.
Nota all'art. 1 e 2
- Per il decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, si vedano le note alle premesse.
a) «autorita' competente»: l'autorita' o le autorita' di cui agli articoli 3, 4, e 5, designate per garantire il rispetto delle prescrizioni del presente decreto;
c) «inquinamento»: la presenza di contaminazione microbiologica o di altri organismi o di materiale/sostanza di cui agli articoli 11 e 12 e all'allegato I, colonna A, che influiscono sulla qualita' delle acque di balneazione e comportano un rischio per la salute dei bagnanti;
d) «inquinamento di breve durata»: la contaminazione microbiologica di cui all'allegato I, colonna A, le cui cause sono chiaramente identificabili e che si presume normalmente non influisca sulla qualita' delle acque di balneazione per piu' di 72 ore circa dal momento della prima incidenza e per cui l'autorita' competente ha stabilito procedure per prevedere e affrontare tali episodi come indicato nell'allegato II;
e) «stagione balneare»: il periodo di tempo compreso fra il 1° maggio e il 30 settembre di ogni anno, salvo eccezioni dovute a motivi climatici, in cui le acque di cui all'articolo 1, comma 3, vengono utilizzate per la balneazione;
f) «misure di gestione»: le misure indicate di seguito riguardanti le acque di balneazione:
4) valutazione della qualita' delle acque di balneazione;
g) «situazione anomala»: un evento o una combinazione di eventi che impattano sulla qualita' delle acque di balneazione nella zona in questione e il cui verificarsi e' previsto in media non piu' di una volta ogni quattro anni;
h) «serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione»: i dati ottenuti a norma dell'articolo 6;
i) «valutazione della qualita' delle acque di balneazione»: il processo di valutazione della qualita' delle acque di balneazione utilizzando il metodo di valutazione definito nell'allegato II;
l) «proliferazione cianobatterica»: un accumulo di cianobatteri sotto forma di fioritura, stratificazione o schiuma;
m) «acque di balneazione»: le acque di cui all'articolo 1, comma 3;
n) «punto di monitoraggio»: la stazione di monitoraggio localizzata all'interno di ciascuna acqua di balneazione, nella quale si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio piu' elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione.
2. I termini «acque superficiali», «acque sotterranee», «acque interne», «acque di transizione», «acque costiere» e «bacino idrografico» e il termine «pubblico interessato» hanno lo stesso significato ad essi attribuiti dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.
Nota all'art. 1 e 2:
a) le funzioni di indirizzo, promozione, consulenza e coordinamento delle attivita' connesse con la applicazione del presente decreto;
b) l'aggiornamento e l'integrazione delle tabelle e delle norme tecniche allegate, in base a nuove acquisizioni tecniche e scientifiche o per il miglioramento della qualita' delle acque destinate alla balneazione;
a) l'individuazione delle acque di balneazione e dei punti di monitoraggio. Le acque di balneazione individuate sono riportate in appositi registri per le finalita' di cui all'articolo 117 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni;
e) la facolta' di ampliare o ridurre la stagione balneare secondo le esigenze o le consuetudini locali;
2. Le regioni trasmettono al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali secondo le modalita' stabilite dal presente decreto, le informazioni di cui alle lettere d) e g) del comma 1, nonche' i risultati delle attivita' di monitoraggio entro il 30 novembre di ogni anno. Esse trasmettono, altresi', le informazioni di cui alle lettere a), b), c), e) ed f) del comma 1 entro il 1° marzo di ogni anno. Le informazioni di cui alle lettere a), c), g) ed h) del comma 1 sono trasmesse, con le medesime scadenze, anche al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Si riporta il testo dell'art. 117 del citato decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152:
a) la delimitazione, prima dell'inizio della stagione balneare, delle acque non adibite alla balneazione e delle acque di balneazione permanentemente vietate ricadenti nel proprio territorio, in conformita' a quanto stabilito dall'apposito provvedimento regionale;
b) la delimitazione delle zone vietate alla balneazione qualora nel corso della stagione balneare si verifichi o una situazione inaspettata che ha, o potrebbe verosimilmente avere, un impatto negativo sulla qualita' delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti;
Qualita' e gestione delle acque di balneazione
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individuano ogni anno, entro e non oltre il 31 dicembre, le acque di balneazione e determinano la durata della stagione balneare cosi' come definita dall'articolo 2, comma 1, lettera e).
2. Le regioni e le province autonome provvedono affinche' il monitoraggio dei parametri indicati nell'allegato I, colonna A, sia effettuato secondo le modalita' dell'allegato VI. Il primo programma di monitoraggio dei parametri indicati nell'allegato I, colonna A, avviene a decorrere dalla stagione balneare 2009. I risultati di tale monitoraggio possono essere utilizzati per determinare la serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione di cui all'articolo 7. Non appena viene avviato il monitoraggio ai sensi del presente decreto, puo' cessare il monitoraggio dei parametri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e successive modificazioni.
3. Il punto di monitoraggio e' fissato, all'interno di ciascuna acqua di balneazione, dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio piu' elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione.
4. Per ciascuna acqua di balneazione e' fissato un programma di monitoraggio prima dell'inizio di ogni stagione balneare e, per la prima volta, prima dell'inizio della stagione balneare 2009. Il campionamento e' effettuato non oltre quattro giorni dopo la data indicata nel calendario di monitoraggio.
5. I campioni prelevati durante l'inquinamento di breve durata possono non essere presi in considerazione ai fini della valutazione di cui all'articolo 7 e sono sostituiti da campioni prelevati secondo le modalita' di cui all'allegato IV.
6. In caso di situazioni anomale, il programma di monitoraggio di cui al comma 4 puo' essere sospeso e viene ripreso appena possibile, dopo il termine della situazione anomala, prelevando nuovi campioni in sostituzione di quelli mancanti a causa della situazione anomala.
7. Le regioni e le province autonome comunicano al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ogni sospensione del programma di monitoraggio, indicandone le ragioni. Esse forniscono tali rapporti entro sessanta giorni dal verificarsi dell'evento ed il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali comunica tali dati alla Commissione europea al piu' tardi in concomitanza con la relazione annuale successiva, di cui all'articolo 16.
8. Le regioni e le province autonome garantiscono che l'analisi della qualita' delle acque di balneazione sia effettuata secondo i
metodi di riferimento specificati nell'allegato I e le procedure di cui all'allegato V. Il Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali puo' consentire l'applicazione di metodi o procedure alternative, purche' sia dimostrato che i risultati ottenuti siano equivalenti a quelli ottenuti applicando i metodi specificati nell'allegato I e le procedure di cui all'allegato V. Tutte le informazioni pertinenti sui metodi o sulle procedure applicate e sulla loro equivalenza sono trasmesse alla Commissione europea da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
- Per il decreto del Presidente della Repubblica dell'8 giugno 1982, n. 470, si vedano le note alle premesse.
Valutazione della qualita' delle acque di balneazione
1. La serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione e' ottenuta dalle regioni e dalle province autonome attraverso il monitoraggio dei parametri di cui all'allegato I, colonna A.
2. Le valutazioni della qualita' delle acque di balneazione vengono effettuate:
c) sulla base delle serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione relativi alla stagione balneare in questione e alle tre stagioni balneari precedenti;
3. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata, possono stabilire che le valutazioni di cui al comma 2, lettera c), sulla qualita' delle acque di balneazione, siano riferite unicamente alle tre stagioni balneari precedenti. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali informa preventivamente la Commissione europea, la quale deve essere altresi' informata anche nel caso del ripristino delle valutazioni sulla base di quattro stagioni balneari. Il periodo di valutazione applicato non puo' essere modificato piu' di una volta ogni cinque anni.
4. La serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione utilizzati per effettuare le relative valutazioni comprende almeno 16 campioni, o nelle circostanze particolari di cui all'allegato IV, punto 2, 12 campioni.
5. Purche' siano soddisfatti i requisiti di cui al comma 4 o qualora la serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione utilizzata per effettuare la valutazione comprenda almeno 8 campioni, nel caso di acque di balneazione con una stagione balneare di durata non superiore a 8 settimane, la valutazione puo' essere effettuata sulla base di una serie di dati relativa a meno di quattro stagioni balneari se:
b) si sono verificate modifiche tali da poter influire sulla classificazione di dette acque di balneazione. In tale caso la valutazione e' effettuata sulla base di una serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione consistenti unicamente nei risultati di campioni raccolti successivamente alle modifiche verificatesi;
c) le acque di balneazione risultano gia' valutate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470. In tale caso i parametri 2 e 3 di cui all'allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, sono ritenuti equivalenti ai parametri 2 e 1 dell'allegato I, colonna A, del presente decreto.
6. Le regioni e le province autonome possono suddividere o raggruppare acque di balneazione esistenti alla luce delle valutazioni della qualita' delle acque di balneazione solo se dette acque:
- Si riporta l'allegato I del decreto del Presidente della Repubblica dell'8 giugno 1982, n. 470:
REQUISITI DI QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE
| |Frequenza minima |Metodo d'analisi
Parametri | Valore limite | dei campioni | o d'ispezione
1) Coliformi | | |
totali / 100 ml |2000 |Bimensile [1] |Vedi allegato 2
2) Coliformi | | |
fecali / 100 ml |100 |Bimensile [1] |Vedi allegato 2
3) Streptococchi| | |
4) Salmonelle/11|0 |[2] |[2]
| | |Metodo
5) pH |6 \ 9° [0] |Bimensile [1] |elettronico
| | |Ispezione visiva
|Assenza | |o fotometrica
|di variazione | |secondo gli
|anormale del | |standar della
6) Colorazione |colore [0] |Bimensile [1] |scala Pt-Co
7) Trasparenza m|1 [0] |Bimensile [1] |Disco di Secchi
|Assenza di | |
|pellicola | |Ispezione visiva
|visibile alla | |e olfattiva
|superfice | |Estrazione da un
|dell'acqua e | |volume
|assenza di odore| |sufficiente e
8) Oli minerali |minore o uguale | |pesata del
mg/1 [3] |a 0,5 |Bimensile [1] |residuo secco
9) Sostanze | | |
tensioattive che|Assenza di | |Ispezione visiva
reagiscono al |schiuma | |Spettrofotometria
blu di metilene |persistente | |di assorbimento
mg/l (lauril - |minore o uguale | |al blu di
solfato) [3] |a 0,5 |Bimensile [1] |metilene
| | |Verifica
| | |dell'assenza di
| | |odore specifico
| | |del fenolo
| | |Spettro-
| | |fotometria di
| | |assorbimento:
|Nessun odore | |metodo della 4 -
10) Fenoli mg/l |specifico minore| |ammino-
(C 6H 5OH) [3] |o uguale a 0,05 |Bimensile [1] |antipirina
11) Ossigeno | | |Metodo di Winkler
disciolto | | |o metodo
saturazione O2 |% 70 \ 120 |Bimensile [1] |elettrometrico
11-bis) | | |
Enterovirus | | |
PFU/10 |LO |[4] |[4]
[0] Superamento dei limiti previsti in presenza di eccezionali condizioni geografiche o geologiche.
[1] Quando le analisi effettuate negli ultimi due periodi di campionamento hanno dato costantemente risultati favorevoli per tutti i parametri del presente allegato e quando non sia intervenuto alcun fattore di deterioramento della qualita' delle acque, la frequenza minima di campionamento puo' essere ridotta di un fattore due.
[2] La ricerca di salmonelle sara' effettuata quando, a giudizio dell'autorita' di controllo, particolari situazioni facciano sospettare una loro eventuale presenza. In tal caso la ricerca delle salmonelle sara' effettuata mediante filtrazione su membrana, arricchimento di terreni liquidi, isolamento su terreni solidi ed identificazione.
[3] Qualora l'esame ispettivo dia un referto dubbio occorre applicare il valore limite numerico.
[4] La ricerca di enterovirus sara' effettuata quando, a giudizio delle autorita' di controllo, particolari situazioni facciano sospettare una loro eventuale presenza. In tal caso la ricerca degli enterovirus sara' effettuata mediante concentrazioni a mezzo filtrazione, locculazione o centrifugazione e conferma.».
1. A seguito della valutazione sulla qualita' delle acque di balneazione effettuata ai sensi dell'articolo 7 le regioni e le province autonome, conformemente ai criteri stabiliti nell'allegato II, classificano tali acque come acque di qualita':
2. La prima classificazione conformemente alle prescrizioni del presente decreto legislativo e' completata entro la fine della stagione balneare 2015.
3. Le regioni e le province autonome assicurano che, entro la fine della stagione balneare 2015, tutte le acque di balneazione siano almeno «sufficienti». Esse adottano inoltre misure appropriate per aumentare il numero delle acque di balneazione classificate di qualita' «eccellente» o «buona».
4. Indipendentemente dal requisito generale di cui al comma 3, le acque di balneazione possono essere temporaneamente classificate come acque di qualita' «scarsa». In tale caso le regioni e le province autonome assicurano che le seguenti condizioni siano soddisfatte:
b) se le acque di balneazione sono classificate di qualita' «scarsa» per cinque anni consecutivi, e' disposto un divieto permanente di balneazione. Le regioni e le province autonome possono tuttavia disporre un divieto permanente di balneazione prima della scadenza del termine di cinque anni se ritengono che il raggiungimento di una qualita' «sufficiente» non sia fattibile o sia sproporzionatamente costoso.
1. Le regioni e le province autonome predispongono, riesaminano e aggiornano i profili delle acque di balneazione ai sensi dell'allegato III. Ciascun profilo delle acque di balneazione puo' riguardare una singola acqua di balneazione o piu' acque di balneazione contigue. I profili delle acque di balneazione sono predisposti per la prima volta entro il 24 marzo 2011.
1. Le autorita' competenti provvedono affinche' vengano adottate misure di gestione tempestive e adeguate qualora vengano a conoscenza di situazioni inaspettate che hanno, o potrebbero verosimilmente avere, un impatto negativo sulla qualita' delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti. Tali misure includono l'informazione del pubblico e, se necessario, un divieto temporaneo di balneazione.
2. Le autorita' competenti, qualora si verifichi una proliferazione cianobatterica e si individui o si presuma un rischio per la salute, adottano immediatamente misure di gestione adeguate per prevenire l'esposizione dei bagnanti, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f), numeri 6), 7), 8), 9) e 10).
1. Qualora il profilo delle acque di balneazione mostri una tendenza alla proliferazione di macroalghe o fitoplancton marino, le regioni e le province autonome provvedono allo svolgimento di indagini per determinarne il grado di accettabilita' e i rischi per la salute ed adottano misure di gestione adeguate, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f), numeri 6), 7), 8), 9) e 10).
2. Le regioni e le province autonome provvedono affinche' sia effettuata l'ispezione visiva delle acque di balneazione per individuare inquinanti quali residui bituminosi, vetro, plastica, gomma o altri rifiuti. Qualora si riscontri tale inquinamento, le autorita' competenti adottano adeguate misure di gestione, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f), numeri 6), 7), 8), 9) e 10).
1. Se il bacino idrografico comporta un impatto sulla qualita' delle acque di balneazione che coinvolge piu' regioni e province autonome, queste collaborano, nel modo piu' opportuno, per attuare il presente decreto, anche tramite l'opportuno scambio di informazioni ed un'azione comune per limitare tale impatto.
1. Le autorita' competenti, ciascuna per quanto di competenza, incoraggiano la partecipazione del pubblico all'attuazione del presente decreto e assicurano che siano fornite al pubblico interessato opportunita' di informarsi sul processo di partecipazione, e di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami, in particolare per la preparazione, la revisione e l'aggiornamento delle acque di balneazione di cui all'articolo 6, comma 1. Le autorita' competenti tengono conto delle informazioni acquisite.
3. Ai fini dell'integrazione dei dati sanitari relativi allo stato delle acque di balneazione e dei dati ambientali sui programmi di miglioramento, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, vengono stabilite le modalita' dirette a realizzare forme comuni di trattamento dei dati in possesso di ciascuna amministrazione e garantirne la pubblicita'.
5. Le autorita' competenti forniscono, se possibile, informazioni al pubblico, utilizzando la tecnologia geo-referenziata,
presentandole in modo chiaro e coerente, in particolare utilizzando segni e simboli.
1. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali trasmette alla Commissione europea i risultati del monitoraggio e della valutazione della qualita' delle acque di balneazione, nonche' una descrizione delle specifiche misure di gestione adottate. Le informazioni sono trasmesse annualmente, entro il 31 dicembre, per quanto riguarda la stagione balneare precedente e, per la prima volta, dopo l'effettuazione della prima valutazione della qualita' delle acque di balneazione a norma dell'articolo 7.
3. Dopo l'avvio del monitoraggio delle acque di balneazione ai sensi del presente decreto, le comunicazioni inviate ogni anno alla Commissione europea ai sensi del comma 1 continuano ad essere trasmesse a norma del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e successive modificazioni, fino a che non e' possibile presentare una prima valutazione ai sensi del presente decreto. Nel periodo summenzionato il parametro 1 dell'allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, non viene preso in considerazione nella relazione annuale ed i parametri 2 e 3 dell'allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, vengono considerati equivalenti ai parametri 2 e 1 dell'allegato I, colonna A, del presente decreto.
Note all'articolo 16:
- Per il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, si vedano le note alle premesse.
- Per il testo dell'allegato I del decreto del Presidente della Repubblica dell'8 giugno 1982, n. 470, si vedano le note all'art. 7.
1. Le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, cessano di avere efficacia a decorrere dal 31 dicembre 2014. Le norme tecniche adottate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, restano in vigore, ove compatibili, con le disposizioni del presente decreto, fino all'adozione di diverse specifiche tecniche in materia. Il parametro dell'ossigeno disciolto non rileva ai fini del giudizio sulla balneabilita' ma deve essere sempre monitorato dalle strutture tecniche che effettuano il programma di sorveglianza. Sono in ogni caso adottate misure di gestione adeguate, che includano la prosecuzione delle attivita' di controllo algale, sulla base delle vigenti disposizioni e l'informazione al pubblico.
2. Ai fini del giudizio di idoneita' per l'individuazione delle zone di balneazione delle acque, in sede di svolgimento delle indagini per determinare i potenziali rischi per la salute umana non rileva la valutazione dei parametri pH, colorazione, trasparenza, di cui all'articolo 6 e all'allegato 1 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470. Sono in ogni caso adottate misure di gestione adeguate, che includano la prosecuzione delle attivita' di controllo algale, sulla base delle vigenti disposizioni e l'informazione al pubblico.
4. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si provvede, sentita la Conferenza unificata, alla indicazione dei limiti di riferimento per individuare le condizioni di qualita' delle acque tali da imporre il divieto di balneazione, nonche' degli ulteriori criteri, modalita' e specifiche tecniche per l'attuazione del presente decreto anche in relazione ai nuovi indirizzi comunitari, entro il 31 dicembre 2009* ad eccezione di quanto non ancora definito dalla Commissione europea.
* N.d.R.: L'originario termine del 31 dicembre 2008 è stato così prorogato dal Decreto-Legge 30 dicembre 2008, n. 207
Note all'articolo 17:
Alfano, Ministro della giustizia Tremonti, Ministro del-l'economia e delle finanze
| | | | E Metodi di
| B Qualita' | C Qualita' | D Qualita' | riferimento
A Parametro | eccellente | buona | sufficiente |dell'analisi
Enterococchi | | | |
intestinali | | | |
espressi in | | | | ISO 7899-1 o
ufc/100 ml | 200 (*) | 400 (*) | 330 (**) | ISO 7899-2
2 Escherichia| | | |
coli espressi| | | | ISO 9308-3 o
in ufc/100 ml| 500 (*) | 1000 (*) | 900 (**) | ISO 9308-1
(*) Basato sulla valutazione del 95° percentile. Cfr. allegato II.
(**) Basato sulla valutazione del 90° percentile. Cfr. allegato II.
ufc/100 ml | 100 (*) | 200 (*) | 185 (**) | ISO 7899-2
in ufc/100 ml| 250 (*) | 500 (*) | 500 (**) | ISO 9308-1
1. Qualita' scarsa.
Le acque di balneazione sono classificate di «qualita' scarsa» se, nella serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione per l'ultimo periodo di valutazione (a), i valori percentili (b) delle enumerazioni microbiologiche sono peggiori (c) rispetto ai valori corrispondenti alla «qualita' sufficiente» indicati nell'allegato I, colonna D.
2. Qualita' sufficiente.
Le acque di balneazione sono classificate di «qualita' sufficiente»:
1) se, nella serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione per l'ultimo periodo di valutazione, i valori percentili delle enumerazioni microbiologiche sono uguali a o migliori (d) rispetto ai valori corrispondenti alla «qualita' sufficiente» indicati nell'allegato I, colonna D;
c) il numero di campioni scartati a norma dell'articolo 6, comma 6, a causa dell'inquinamento di breve durata durante l'ultimo periodo di valutazione rappresentino non piu' del 15% del totale dei campioni previsti nei calendari di monitoraggio fissati per quel periodo o non piu' di un campione per stagione balneare, potendo scegliere il maggiore.
3. Qualita' buona.
Le acque di balneazione sono classificate di «qualita' buona»:
1) se, nella serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione per l'ultimo periodo di valutazione, i valori percentili delle enumerazioni microbiologiche sono uguali a o migliori (d) rispetto ai valori corrispondenti alla «qualita' buona» indicati nell'allegato I, colonna C;
4. Qualita' eccellente.
Le acque di balneazione sono classificate di «qualita' eccellente»:
1) se, nella serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione per l'ultimo periodo di valutazione, i valori percentili delle enumerazioni microbiologiche sono uguali a o migliori rispetto ai valori corrispondenti alla «qualita' eccellente» indicati nell'allegato I, colonna B; e
(a) «Ultimo periodo di valutazione» significa le ultime quattro stagioni balneari o, se del caso, il periodo specificato nell'articolo 7.
(b) Sulla base della valutazione del percentile della normale funzione di densita' di probabilita' (PDF) log10 dei dati microbiologici ricavati su una particolare acqua di balneazione, il percentile viene cosi' ricavato:
2) calcolare la media aritmetica dei log10 (µ);
3) calcolare la deviazione standard dei log10 (omega).
Il punto superiore del 95° percentile della funzione PDF si ricava dalla seguente equazione: superiore al 95° percentile = antilog (µ + 1,65 (omega)).
(c) Per «peggiori» si intendono valori di concentrazione superiori, espressi in ufc/100 ml.
(d) Per «migliori» si intendono valori di concentrazione inferiori, espressi in ufc/100 ml.
informazioni dettagliate sulle restanti cause di inquinamento, incluse le misure di gestione adottate e le scadenze fissate per l'eliminazione di dette cause, le misure di gestione adottate durante l'inquinamento di breve durata e l'identita' e le coordinate degli organismi responsabili della loro adozione;
2. Se le acque di balneazione sono classificate come acque di qualita' «buona», «sufficiente» o «scarsa», il profilo delle acque di balneazione deve essere riesaminato su base regolare, per valutare se gli aspetti di cui al punto 1 hanno subito cambiamenti. Se necessario, occorre aggiornarlo. La frequenza e la portata dei riesami devono essere stabilite sulla base del tipo e della gravita' dell'inquinamento. Devono comunque rispettare come minimo le disposizioni e la frequenza specificata nella tabella seguente.
Classificazione | | |
delle acque di | | {Qualita' |
balneazione |{Qualita' buona}| sufficiente} |{Qualita' scarsa}
I riesami devono| | |
avvenire almeno | | |
ogni | 4 anni | 3 anni | 2 anni
Aspetti da | | |
riesaminare | | |
(lettere del | | |
punto 1) | da a) a f) | da a) a f) | da a) a f)
Nel caso di acque di balneazione classificate in precedenza di «qualita' eccellente», il profilo delle acque di balneazione deve essere riesaminato e, se del caso, aggiornato solo se la classificazione passa a «buona», «sufficiente» o «scarsa». Il riesame deve riguardare tutti gli aspetti di cui al punto 1.
5. Se l'autorita' competente lo ritiene opportuno possono essere allegate o incluse altre informazioni pertinenti.
4. In caso di inquinamento di breve durata, e' prelevato un campione aggiuntivo per confermare la conclusione dell'evento. Questo campione non deve essere parte della serie di dati sulla qualita' delle acque di balneazione. Se e' necessario sostituire un campione scartato, deve essere prelevato un campione aggiuntivo 7 giorni dopo la conclusione dell'inquinamento di breve durata.
sterilizzati in autoclave per almeno 15 minuti a 121°C, o sterilizzati a secco a una temperatura compresa tra 160°C e 170°C per almeno un'ora, o contenitori per campioni, forniti irradiati direttamente dal fabbricante.
Il volume del contenitore di campionamento dipende dalla quantita' di acqua necessaria per verificare ciascun parametro; in genere il volume minimo e' 250 ml.
Per evitare la contaminazione accidentale del campione, chi effettua il prelievo impiega una tecnica asettica per garantire la sterilita' dei contenitori. Se il campionamento viene effettuato correttamente, non sono necessarie altre attrezzature sterili (come guanti chirurgici sterili, pinze o tubo di campionamento).
Il campione e' identificato chiaramente con inchiostro indelebile sul contenitore e sul verbale di campionamento.
Il campione e' conservato ad una temperatura di 4°C circa in una borsa frigo o, in base alle condizioni climatiche, in un mezzo refrigerato fino all'arrivo in laboratorio. Se il trasporto fino al laboratorio puo' durare piu' di quattro ore e' necessario conservare il campione in frigorifero.
Il lasso di tempo che intercorre tra il campionamento e l'analisi e' ridotto al minimo. Si raccomanda di analizzare i campioni nello stesso giorno; se non fosse possibile per motivi pratici, i campioni sono esaminati al massimo entro 24 ore. Nel frattempo sono stoccati in un luogo buio a una temperatura di 4°C ± 3°C.