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Timestamp: 2019-11-22 00:53:43+00:00
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Art. 612 codice di procedura penale - Sospensione dell'esecuzione della condanna civile - Brocardi.it
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Articolo 612 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 612 Codice di procedura penale
1. A richiesta dell'imputato o del responsabile civile, la corte di cassazione può sospendere, in pendenza del ricorso, l'esecuzione della condanna civile, quando può derivarne grave e irreparabile danno [600]. La decisione sulla richiesta di sospensione della condanna civile è adottata dalla corte di cassazione con ordinanza in camera di consiglio [611] (1).
(1) Tale disposizione non si ritiene estensibile alla condanna per le spese processuali.
Tale disposizione trova il proprio fondamento nell'esigenza di evitare che si verifichi un danno grave ed irreparabile scaturente dall'esecuzione.
Spiegazione dell'art. 612 Codice di procedura penale
La norma in commento trova la propria ratio nello scopo di evitare che il ricorrente in cassazione subisca un pregiudizio alle proprie ragioni economiche nelle more del giudizio.
Per tale motivo, l'imputato o il responsabile civile possono domandare alla corte di sospendere l'esecuzione della condanna civile, palesando i motivi per i quali si subirebbe altrimenti un grave ed irreparabile danno.
Ai fini della sospensione, giusta quanto previsto dalla norma, dell'esecuzione della condanna può essere considerato danno "grave" quello che, trattandosi di condanna al versamento di una somma di danaro, si voglia far derivare dalla difficoltà di reperimento di tale somma o dalle precarie condizioni economiche dell'obbligato.
A questo riguardo, il danno non deve necessariamente essere costituito dalla distruzione di un bene infungibile, giacché può derivare anche dalla necessità di dover pagare una spropositata somma di denaro, che metta in pericolo non solo la possibilità di recupero, ma altresì elida in modo estremamente rilevante il patrimonio dell'obbligato.
Va precisato che e inammissibile l'istanza di sospensione dell'esecuzione della condanna civile, proposta dal condannato ai sensi dell'art. 612 c.p.p., quando il giudice di merito abbia pronunciato una condanna solo generica al risarcimento dei danni in favore della parte civile, atteso che la richiesta di inibitoria può avere ad oggetto esclusivamente decisioni dotate di efficacia esecutiva.
L'ordinanza è adottata in camera di consiglio.
Massime relative all'art. 612 Codice di procedura penale
La richiesta di sospensione dell'esecuzione della condanna civile prevista dall'art. 612 cod. proc. pen. é decisa dalla Corte di cassazione con procedura "de plano", cioé senza adozione di contraddittorio preventivo.
La sospensione dell'esecuzione della condanna civile prevista dall'art. 612 cod. proc. pen. riguarda anche l'istituto della provvisionale.
Cass. pen. n. 9091/2013
Ai fini dell'accoglimento da parte della Corte di cassazione della richiesta di sospensione dell'esecuzione della condanna civile (art. 612 c.p.p.), l'istante deve fornire la prova della futura insolvenza del creditore che metta in pericolo la possibilità di recupero della somma. (Nella specie, il creditore, a seguito del fallimento della società del cui consiglio di amministrazione era presidente e amministratore delegato, era esposto alle azioni risarcitorie dei numerosi creditori insinuatisi nella procedura).
(Cassazione penale, Sez. VI, ordinanza n. 9091 del 25 febbraio 2013)
Cass. pen. n. 39900/2006
Ai fini della sospensione dell'esecuzione di una condanna civile, ai sensi dell'art. 612 c.p.p., può costituire danno grave ed irreparabile anche quello derivante dal versamento di una somma di denaro, quando questa sia particolarmente elevata in rapporto alle complessive disponibilità dell'obbligato e questi corra quindi il rischio di essere privato di beni necessari per le sue esigenze esistenziali; condizioni, queste, che si verificano, nel caso di soggetto titolare di soli redditi da lavoro, quando l'adempimento dell'obbligazione non gli consentirebbe il mantenimento del suo tenore di vita o comunque il ripristino, in termini ragionevoli, della situazione patrimoniale pregiudicata dall'esecuzione, tenuto anche conto dei limiti di pignorabilità stabiliti dalla legge. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha ritenuto che non costituisse danno grave ed irreparabile quello che poteva derivare, per un soggetto titolare di soli redditi da lavoro, dal versamento di una somma di euro 10.320, corrispondente a circa otto mensilità di retribuzione, avuto anche riguardo al fatto che trattavasi di soggetto coniugato, il cui coniuge fruiva di altra e maggiore retribuzione).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 39900 del 4 dicembre 2006)
Cass. pen. n. 30019/2006
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 30019 del 12 settembre 2006)
Cass. pen. n. 1813/2006
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1813 del 18 gennaio 2006)
Cass. pen. n. 32942/2005
Ai fini della sospensione, giusta quanto previsto all'art. 612 c.p.p., dell'esecuzione della condanna civile, non può essere considerato danno “grave ed irreparabile” quello che, trattandosi di condanna al versamento di una somma di danaro, si voglia far derivare dalla difficoltà di reperimento di tale somma o dalle precarie condizioni economiche dell'obbligato.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 32942 del 6 settembre 2005)
Cass. pen. n. 2992/1996
(Cassazione penale, Sez. VI, ordinanza n. 2992 del 28 novembre 1996)
Mentre l'art. 612 c.p.p. regola l'istituto della sospensione, da parte della Cassazione, dell'esecuzione della condanna civile, nessun sistema analogo di sospensione dell'esecuzione è previsto per la condanna al ristoro delle spese processuali sostenute dalla parte civile.