Source: http://www.mc.camcom.it/P42A190C64S17/Attivita-Economiche.htm
Timestamp: 2019-12-12 18:15:52+00:00
Document Index: 91180804

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 134', 'art. 138', 'art. 7', 'art. 106', 'art. 2', 'art. 2508', 'art. 19', 'art. 26']

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E' iscrivibile al registro imprese in qualità di impresa individuale il soggetto che svolge assistenza domiciliare e/o ospedaliera nei confronti di malati o anziani non autosufficienti per conto di più famiglie committenti?
No,in quanto trattasi di attività senza rischio d'impresa basata esclusivamente sull'attività personale del soggetto. Anche dal punto di vista previdenziale infatti tale attività va inquadrata tra quelle proprie della gestione separata, previa apertura della partita IVA da parte del soggetto interessato.
Come devono essere denunciate le attività stagionali?
La stagionalità di un'attività deve essere indicata al momento della denuncia di inizio della stessa. Nel modello deve essere indicato il periodo di svolgimento. Se l'attività è regolamentata il periodo di esercizio dichiarato deve ovviamente coincidere con quello riportato nel provvedimento autorizzatorio. Nessuna comunicazione è dovuta al momento della sospensione e della ripresa dell'attività, debbono invece essere comunicate eventuali variazioni del periodo di svolgimento dell'attività.
La sospensione di attività va denunciata ?
Vanno denunciate le sospensioni di attività rilevanti ed eccezionali. In linea di massima si ritengono tali quelle di durata superiore ai trenta giorni con esclusione quindi dei brevi periodi di sospensione (es. ferie o lutto). Le sospensioni dovute alla stagionalità dell'attività non vanno denunciate purché la stagionalità sia dichiarata al momento dell'iscrizione. Nella denuncia di sospensione va indicata anche una data di presunta ripresa dell'attività e, conseguentemente, se l'inattività si prolunga oltre tale termine occorre presentare un'ulteriore denuncia. Le sospensioni di durata superiore ai 12 mesi vanno adeguatamente documentate. La ripresa dell'attività va in ogni caso comunicata. Il termine per la presentazione delle denunce è di trenta giorni dall'evento (sospensione-scadenza del termine indicato-ripresa dell'attività).
Può essere denunciata una data inizio attività antecedente a quella del titolo autorizzatorio?
No, salvo casi eccezionali la data inzio attività deve coincidere o essere successiva a quella in cui l'attività può essere lecitamente iniziata, anche perchè produce effetto ai fini INPS.
Quali sono le cariche "tecniche" iscrivibili al Registro delle imprese?
La carica tecnica andrà iscritta nel Registro delle imprese o più precisamente nel Repertorio Economico Amministrativo (REA) laddove alla stessa sia ricollegato dalla legge che la prevede il potere di rappresentanza dell'impresa (ad es. vd.per il direttore tecnico delle agenzie di viaggi), e quando vi sia una disposizione normativa che ne prevede l'iscrizione;
ovviamente andrà sempre iscritta anche quando l'iscrizione nel R.I. è "abilitante", ovvero solo attraverso quest'ultima è conoscibile il soggetto in possesso dei requisiti (vd. vari responsabili tecnici per le leggi speciali; preposto per commercio ingrosso settore alimentare);
nel caso in cui la legge che la prevede non ricolleghi a tale carica alcun potere di rappresentanza esterna dell'impresa (il che giustificherebbe una pubblicità generalizzata attraverso il R.I.),considerato che per la P.A. interessata ad eventuali accertamenti, sanzioni, abusi etc., è sempre possibile risalire al responsabile tecnico attraverso il titolo autorizzatorio, abilitante etc.(caso del responsabile tecnico dell'attività di estetista, del delegato alla soministrazione, etc.),la stessa NON DEVE ESSERE ISCRITTA, nemmeno se indicata nel modello;
per quanto concerne il c.d. direttore di filiale, non siamo in presenza di una carica REA, ma, eventualmente di un potere di firma che discende o dal fatto di ricoprire determinate cariche cui lo statuto ricollega il potere di rappresentanza relativamente a determinati atti, o da procure fatte di volta in volta e che debbono essere depositate: in tali casi, ovviamente, tali soggetti vanno iscritti come procuratori della banca. Se invece i soggetti in questione firmano in base a semplice delega di firma fatta per motivi organizzativi (ad es. per atti di routine) dal titolare del potere di rappresentanza, non debbono essere iscritti.
Quali sono gli adempimenti amministrativi per aprire un'attivita di e-commerce?
Prima di iniziare un'attività di e.commerce deve rivolgersi al Comune dove avrà sede la sua impresa. Dovrà compilare un modello chiamato COM nel quale dovrà dichiarare il possesso di requisiti morali e professionali (questi ultimi solo se ha intenzione di commerciare anche generi alimentari). Dalla data di presentazione del modello al Comune dovrà attendere trenta giorni prima di iniziare l'attività.Una volta iniziata l'attività ha trenta giorni di tempo per iscriversi al Registro delle imprese della Camera di commercio. Il costo dell'iscrizione è 23 euro + marca bollo 14.62 euro. Il diritto annuo ammonta a 106 euro. L'apertura della partita iva non costa nulla ma comporta numerosi oneri per cui è vivamente consigliabile l'assistenza di un commercialista.
Il gestore di un impianto di distribuzione di gas naturale deve avere la licenza UTIF?
No, salvo che non rifornisca carri bombolai. Il gestore di un distributore di carburanti invece deve dotarsi di licenza UTIF.
E' possibile aprire una farmacia veterinaria che abbia per titolare una società composta da una veterinara e da un altro soggetto che non ha questo titolo? Oppure la vendita di medicinali per animali può essere autorizzata solo a società composte esclusivamente da veterinari? E nel caso in cui si volesse aprire una parafarmacia per animali?
Le farmacie possono essere gestite solo da persone fisiche, società di persone e società cooperative (L. 362/1991). I soci possono essere solo farmacisti iscritti all'ordine. I farmaci veterinari possono essere venduti solo nelle farmacie. Unica deroga è consentita per i titolari di autorizzazione per il commercio all'ingrosso che possono essere autorizzati alla vendita diretta di medicinali veterinari in confezioni destinate esclusivamente ad animali da compagnia nonchè di medicinali veterinari senza obbligo di ricetta veterinaria, alle condizioni previste dagli artt. 70 ss D.lgs 193/2006 (tra cui la presenza obbligatoria di un farmacista). L'apertura di parafarmacie per la vendita di medicinali veterinari è assoggettata alla stessa normativa dei medicinali per uso umano e quindi occorrono: presenza di farmacista iscritto all'ordine - comunicazione di inizio attività al Ministero della salute, alla Regione competente ed al comune ai fini della vigilanza, cfr. anche Circolare Ministero salute n. 3 del 03.10.2006 per ulteriori approfondimenti.
L'attività di affittacamere deve essere iscritta al Registro delle imprese?
No, l'attività di affittacamere (disciplinata dall'art. 26 della Legge Regione Marche 11/07/2006 - Testo unico turismo) non comporta l'obbligo di iscrizione al Registro delle imprese
Quali sono i requisiti per svolgere l'attività di mediatore immobiliare?
I requsiti per intraprendere l'attività di agente d'affari in mediazioane sono i seguenti.
- diploma di scuola secondaria di secondo grado (ok il diploma di qualifica, no attestato di qualifica)
- frequenza di corso presso istituti autorizzati dalle regioni (obbligatorio per tutti gli aspiranti mediatori anche se laureati)
- superamento di esame presso la Camera di commercio della provincia nella quale l'aspirante mediatore risiede.
Lo svolgimento dell'attività di mediazione (anche saltuaria o occasionale) può avvenire solo dopo l'iscrizione nell'apposito Albo tenuto dalla Camera di commercio.
Quali sono le attività incompatibili con quella di mediatore immobiliare?
L'attività di mediatore immobiliare è incompatibile con l'esercizio di qualsiasi attività imprenditoriale e professionale, escluse quelle di mediazione comunque esercitata. L'incompatibilità è da considerarsi esistente anche con l'attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti pubblici e privati ad esclusione delle imprese di mediazione.
L'attività di pulizie è stata liberalizzata ?
L'attività di pulizie e disinfezione è stata parzialmente liberalizzata nel 2007 nel senso che non occorrono più i requisiti tecnici. L'esercizio dell'attività rimane tuttavia subordinato ai requisiti morali e di capacità economico-finanziaria. Per le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione permane l'obbligo del possesso dei requisiti tecnico professionali.
L'attività di vigilanza privata in locali pubblici e privati e quella di guardia del corpo sono libere?
L'art. 134 del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza sottopone ad autorizzazione del Prefetto la vigilanza e la custodia di proprietà altrui a fine di lucro che deve essere esercitata a mezzo di guardie giurate in possesso dei requisiti previsti dall'art. 138 del T.U.L.P.S. Tutte le altre attività prestate nei confronti di gestori di pubblici esercizi (es. controllo dei flussi di entrata e uscita dei clienti) e quella di guardia del corpo non necessitano dell'autorizzazione di pubblica sicurezza.
Si chiede di conoscere se, in base alla vigente normativa (Legge 174/2005 e L.R. 17/2007), codesta Camera di Commercio sia orientata ad iscrivere al Registro Imprese ditte individuali che esercitano l'attività di acconciatore o di estetista per le quali il titolare, non disponendo in proprio dei requisiti professionali, si avvalga di un direttore tecnico assunto con contratto di lavoro dipendente.
Quanto alla possibilità di nominare un responsabile tecnico esterno con le necessarie abilitazioni/qualificazioni l'art. 7 della legge regionale 17/07 sembra lo consenta senza alcun dubbio e, in ogni caso, laddove il comune abbia accettato la DIA e la CIA senza fare osservazioni, il RI si limita a prendere atto ed iscrive.
Una società fino al 31/10/2003 svolgeva l'attivita' di elaborazione dati contabili, poi i singoli soci hanno aperto una personale P.iva come professionisti, e pertanto da tale data l'attività della società è quella di locazione di beni mobili (att.re macchine ufficio etc...) e percepisce anche un rimborso spese per le utenze varie (tel.luce manut. software etc..).E' iscrivibile detta attività?
L'attività che potreste denunciare è quella di "Gestione di beni mobili ed immobili strumentali all'esercizio della professione dei soci": è l'oggetto tipico delle cd. società di mezzi costituite tra professionisti.Dovreste comunque aggiornare l'oggetto sociale che dai nostri atti non risulta contemplare specificamente tale attività, se non come accessoria a quella di elaborazione dati contabili.
Con la presente Le chiedo informazioni in merito alla categoria dei consulenti aziendali, nello specifico mi servirebbe sapere se un consulente aziendale deve o comunque puo essere iscritto al registro imprese come piccolo imprenditore.
Le attività di consulenza vanno iscritte al RI solo se esercitate con organizzazione d'impresa (locali, strumentazioni, eventuali dipendenti etc.).
Quale documentazione occorre allegare alla pratica registro imprese per il soggetto che svolga l'attività di gestione di reparto nell'ambito di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande?
Vista la Delibera Giunta Regione Marche n. 864 del 24.7.2006 il soggetto affidatario di reparto chiederà l'iscrizione al RI allegando semplicemente copia della comunicazione fatta al Comune con gli estremi del protocollo comunale.Poichè non sembra si tratti di affitto di ramo d'azienda (posto che l'autorizzazione rimane in capo al titolare) non sembrano necessarie forme particolari per il contratto di gestione ( salva, ovviamente, la forma scritta, visto che deve essere allegato alla comunicazione fatta al comune).
In relazione ad un procedimento disciplinare a carico di una ns. dipendente risultata - ad una verifica - socio accomandatario di una sas, le chiedo di conoscere a quali fini assuma rilevanza il fatto che la società regolarmente iscritta risulti "inattiva" considerato che dall'istruttoria condotta si evidenzia che l'impresa ha effettivamente svolto qualche attività ad es. partecipando, anche se senza successo, ad un bando pubblico per l'individuazione del gestore di un pubblico esercizio.
In relazione alla dicitura "inattiva" che risulta dalla visura camerale di una società, la stessa indica semplicemente che non è stata denunciato al RI l'inizio dell'attività tipica dell'impresa verso terzi (nella specie apertura esercizio di somministrazione), da cui si può presumere (con presunzione relativa, trattandosi di pubblicità notizia) che l'attività tipica non è mai stata svolta, pur essendo stati posti in essere atti di organizzazione prodromici all'apertura (partecipazione e gara).
L'attività di consulente assicurativo, consistente nello studiare le "coperture assicurative" più adatte all'attività dei propri clienti e chiedere alle migliori Agenzie di Assicurazioni di fornire le proposte più idonee e competitive necessita comunque di qualche particolare iscrizione?
Si riporta la risposta ad un quesito dal sito dell'ISVAP tra le FAQ:
"Art. 2, lett. d) - Definizione di intermediazione assicurativa - L'attività di mera consulenza assicurativa costituisce intermediazione? E in tale caso a quale sezione del registro deve essere richiesta l'iscrizione?
Secondo la definizione di cui all'art. 106 del Codice delle assicurazioni e all'art. 2, lett. d) del Regolamento, l'attività di consulenza, se finalizzata alla proposta e/o presentazione di contratti assicurativi e svolta dietro compenso, costituisce attività di intermediazione assicurativa e pertanto comporta l'iscrizione nel registro.
In particolare, l'intermediario dovrà iscriversi: nella sezione A, se agisce in nome o per conto di una o più imprese di assicurazione; nella sezione B, se agisce su incarico del cliente senza essere fornito di poteri di rappresentanza di imprese di assicurazione; nella sezione C, se è il produttore diretto di un'impresa di assicurazione ed esercita l'intermediazione assicurativa nei rami vita e dei rami infortuni e malattie senza obblighi di orario o di risultato; nella sezione D se si tratta di una banca, di un intermediario finanziario, di una Sim o di Poste Italiane s.p.a. - Divisione bancoposta; nella sezione E, se è un dipendente, collaboratore, produttore o altro incaricato degli intermediari iscritti nella sezione A, B o D che opera al di fuori dei locali degli intermediari stessi". Pertanto non possiamo iscrivere nel RI l'attività di consulenza assicurativa in carenza di iscrizione all'ISVAP , anche considerato quanto disposto dagli artt. 305 ss. del Codice delle assicurazioni.
Trattasi di una società Inglese che ha aperto in Italia una unità locale prendendo la Partita IVA e Codice Fiscale: può la stessa depositare il bilancio presso la Camera di Commercio di Macerata per l'attività svolta in Italia? La stessa versa una quota camerale per l'iscrizione in Italia?
SE si tratta di mera unità locale (e non di sede secondaria con rappresentanza stabile) il bilancio non deve essere depositato. Il discrimine tra sede secondaria ed unità locale è che la prima costituisce una vera e propria sede della società e quindi rappresenta quest'ultima in tutti i sensi (cd. stabilimento secondario, potendo ricevere notifiche di atti ed essendo soggetta a tutti gli obblighi pubblicitari previsti dalla legge italiana: art. 2508 cc, per cui all'atto dell'iscrizione in Italia deve depositare tramite notaio italiano che ne controlla la legalità statuto atto costitutivo nomina rappresentante in Italia estremi iscrizione nel paese estero etc. etc., ).
L'unità locale invece non ha autonomia giuridica rispetto alla sede legale, per cui viene iscritta previa semplice presentazione del certificato di iscrizione della società nel competente registro imprese estero debitamente legalizzato, nè è obbligatorio nominare un rappresentante in Italia (vd. anche circ. MSE 3615/C del 08.02.2008 nelle note esplicative del mod.UL).
Per quanto riguarda il diritto annuale camerale lo stesso è dovuto in entrambi i casi, nella misura di € 132,00.
La CCIAA ha comunicato l'impossibilità di iscrivere come attiva la società che sta svolgendo l'attività di ristrutturazione e restauro dei locali in cui andrà a svolgere la propria attività, in quanto meramente preparatoria. L'iscrizione della società come attiva costituisce elemento indispensabile per ottenere la concessione di un finanziamento necessario per effettuare le opere preparatorie. L'iscrizione della società con un'altra tipologia di attività non è possibile in quanto richiederebbe, oltre alla modifica dell'oggetto sociale, anche l'iscrizione ad altri istituti (INAIL, CASSA EDILE). Resto in attesa di una vostra risposta.
Non possiamo iscrivere le attività cosiddette prodromiche all'attività che costituisce oggetto della società, come potrà leggere al par. 11 delle Note generali contenute nelle Istruzioni ministeriali alla modulistica, approvate con circ. 3615/C dell'8.2.2008.
Volevo sapere se dovevo iscrivere alla CCIAA un procacciatore d'affari che ha un contratto dove è specificato che lui è un incaricato per la vendita diretta a domicilio.
Gli incaricati della vendita a domicilio non sono imprenditori e pertanto non debbono essere iscritti al RI. Ciò si deduce dall'art. 19 del D.Lgs 114/98 che assoggetta alla disciplina del commercio l'impresa per cui conto si effettua la vendita, e non anche coloro che vanno presso il domicilio dei consumatori per conto dell'impresa stessa, ai quali quest'ultima deve rilasciare apposito terrerino di riconoscimento dopo averne fornito il nome alla Questura.
Inoltre gli incaricati alle vendite a domicilio vanno iscritti nella gestione separata INPS (se superano i 5.000,00 € di reddito), ad ulteriore riprova che non sono imprenditori.
L'attività di "organizzazione pesca sportiva nelle acque interne" è libera?
No, si tratta di attività soggetta a licenza della provincia ai sensi dell'art. 26 della Legge Regione Marche 3 giugno 2003, n. 11, per la cui violazione è prevista una sanzione da 500 a 1.500.00 euro.
L'attività maturata in qualità di rappresentante di prodotti alimentari è requisito idoneo per il commercio all'ingrosso di alimentari?
Leggendo alcuni pareri forniti dal Ministero dell'Industria sui requisiti professionali per il commercio di alimentari(prot. 559554 del 23.11.2003 - 506896 del 11.06.2002 -530923 del 3.12.1999)si può dedurre che:
- il Ministero ritiene non ammissibile l'esperienza limitata solo a determinate e specifiche tipologie di prodotti (ad es. nega il requisito a pescatori ed agricoltori in quanto l'esperienza professionale deve riguardare tutti i tipi di alimenti, sia freschi che conservati)o maturata nella somministrazione di alimenti e bevande;
- il Ministero ritiene non ammissibile l'esperienza maturata in posizioni diverse da quelle del "dipendente qualificato addetto alla vendita o all'amministrazione", nel caso specifico quale commercialista di imprese di commercio alimentare, sulla base del fatto che la contabilità o il controllo della stessa non rientrano nelle mansioni di amministrazione di cui parla la norma ( e dunque non sulla base del rapporto di dipendenza o meno con l'impresa).
In conseguenza, poichè nel caso specifico il titolare risulta iscritto come rappresentante per il settore alimentare in genere, e poichè il rappresentante di commercio, pur non essendo dipendente in senso proprio, tuttavia può essere considerato qualificato nel settore della vendita, possiamo accettare l'esperienza professionale maturata come requisito valido.
Denucia inizio attivita', impresa, registro delle imprese
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