Source: http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xiii/capo-i/art625.html
Timestamp: 2017-02-23 00:23:02+00:00
Document Index: 67695053

Matched Legal Cases: ['art. 625', 'art. 624', 'art. 2', 'art. 392', 'art. 640', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 3']

Art. 625 codice penale - Circostanze aggravanti - Brocardi.it
Articolo 625Codice Penale
Dispositivo dell'art. 625 Codice Penale
La pena per il fatto previsto dall'art. 624 è della reclusione da uno a sei anni e della multa da centotre euro a milletrentadue euro (1):
[1) se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione] (2);
2) se il colpevole usa violenza sulle cose (3) o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento (4);
3) se il colpevole porta indosso armio narcotici, senza farne uso (5);
4) se il fatto è commesso con destrezza (6), [ovvero strappando la cosa di mano, o di dosso alla persona] (7);
5) se il fatto è commesso da tre o più persone[112 n. 1] (8), ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale [357] o d'incaricato di un pubblico servizio [358] (9);
7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro[c.c. 1798, 2905, 2793; c.p.c. 670-673; c. nav. 682; c.p. 189-190; c.p.p. 354, 253, 317, 320] o a pignoramento [c.p.c. 491], o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede (10), o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza [635 n. 3] (11);
7-bis) se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all'erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica (12);
8) se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria (13).
8 bis) se il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto (14);
8 ter) se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell’atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro(14).
Se concorrono due o più delle circostanze prevedute dai numeri precedenti, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell'articolo 61, la pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da duecentosei euro a millecinquecentoquarantanove euro.
Si tratta di circostanze di natura oggettiva, che operano dunque secondo lo schema predisposto dagli artt. 70, comma primo, e 118, e che possono anche concorrere tra loro.
Tale numero è stato soppresso dall'art. 2, della l. 26 marzo 2001, n. 126.
L'aggravante della violenza richiama i comportamenti di danneggiare, trasformare o mutare la destinazione di una cosa previsti all'art. 392.
Il quid pluris del mezzo fraudolento consiste in un'azione straordinaria del soggetto caratterizzata da astuzia e scaltrezza, idonea a soverchiare o sorprendere la volontà contraria dell'offeso e quindi a rendere vani gli accorgimenti e le cautele da questi predisposte. Tale fraudolenza deve sempre accompagnarsi all'attività di impossessamento, diversamente si integrerebbe il reato di truffa ex art. 640.
L'aggravante in esame richiede che il soggetto porti indosso armi o narcotici o che per lo meno li abbia nella sua immediata disponibilità, venendo infatti a configurarsi il più grave reato di rapina (v. 628) qualora invece tali mezzi lesivi vengano concretamente utilizzati.
La destrezza rimanda al furto commesso con abilità e sveltezza, non necessariamente di carattere eccezionale, essendo dunque sufficiente che l'agente abbia eluso l'attenzione della persona offesa per sottrargli le cose che ha indosso o comunque nella sua sfera di disponibilità, come nell'ipotesi tipica del cosiddetto borseggio.
Le parole riportate in parentesi sono state soppresse dall'art. 2, della l. 26 marzo 2001, n. 126.
La dottrina maggioritaria ritiene che nel calcolo del numero di persone che hanno partecipato al furto debbono considerarsi anche i cosiddetti concorrenti a titolo di concorso morale ex art. [n110cp]], nonchè i soggetti non imputabili, non punibili, nonché coloro i quali hanno posto in essere una partecipazione soltanto morale [v. 110].
Il travisamento consiste in qualsiasi alterazione delle proprie sembianze che renda difficile il riconoscimento del soggetto, mentre la simulazione riguarda l'assunzione indebita della qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
Si intendono cose esposte alla pubblica fede che si trovano in una situazione per cui un numero indeterminato di persone possono venirne in contatto per un aspecifica causa, per necessità, per consuetudine o per destinazione naturale (si pensi ad esempio alla sabbia della spiaggia).
Sono beni destinati a soddisfare le esigenze della collettività come ad esempio le linee telefoniche, i treni, le biblioteche e gli elettrodotti. Nello specifico vengono definiti di pubblica difesa le caserme, i veicoli militari, etc., mentre la pubblica reverenza è il tratto caratterizzante di sepolcri, glorie storiche, ma anche statue e dipinti.
Tale numero è stato inserito dall’art. 8, comma 1, lett. a), del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla l. 15 ottobre 2013, n. 119.
Viene incriminato il cosiddetto abigeato, particolarmente diffuso in Sicilia e Sardegna, avente ad oggetto il bestiame riunito, che però non deve trattarsi di un insieme accidentalmente formatosi.
Tale numero è stato aggiunto dall’art. 3, comma 26, della l. 15 luglio 2009, n. 94.
La disposizione prevede una serie di circostanza aggravanti oggettive e trova dunque la sua ratio giustificatrice nella constatazione che la prassi per lo più considera casi di furto che fuoriescono dai limiti del furto semplice.
Categorie: Furto, Diritto romano COMPRALO SUBITO! Il delitto di furto
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