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Timestamp: 2018-01-19 19:10:50+00:00
Document Index: 37193498

Matched Legal Cases: ['art 2', 'sentenza ', 'art. 1117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

2018 January | Diritto Online - Il Portale Del Diritto - Part 2
WhatsApp e SMS si possono acquisire come prova. Lo dice la Corte …
Posted by admin in Corte di cassazione Thursday, 18 January 2018 08:17 No Comments
La Corte di Cassazione cambia orientamento: la braga non è condominiale.
= Rottura della braga condominiale. Un sentenza innovativa del Tribunale di Pescara
La vicenda. Tizio e Caio avevano promosso un giudizio nei confronti di Sempronio e il Condominio per ottenere, previa conferma del provvedimento cautelare emesso ante causam, la condanna del condomino Sempronio al risarcimento dei danni per infiltrazioni. In primo grado, il giudice ha accolto la domanda risarcitoria.
In secondo grado, la corte territoriale, invece, ha riformato la decisione del precedente giudice.
In particolare, secondo i giudici di appello la responsabilità era solo del Condominio in quanto era tenuto a riparare la “braga” di collegamento degli scarichi, con ripartizione interna della spesa fra i condomini serviti dalla colonna di scarico.
Per giungere a tale soluzione la Corte d’Appello ha osservato che, come accertato dal CTU, la rottura della braga di ghisa era localizzata nel tratto terminale della stessa con l’innesto della colonna di scarico nel tratto terminale e dunque doveva ritenersi di proprietà comune.
Avverso tale decisione, gli attori Tizio e Caio hanno proposto ricorso in cassazione denunciando la falsa applicazione dell’art. 1117 c.c. e criticando la Corte d’Appello per avere ritenuto che la “braga” di collegamento tra la condotta condominiale e quella del singolo condomino rientri tra le parti comuni.
Aspetti e contrasti giurisprudenziali. Con il termine “braga” ci si riferisce a quel raccordo biforcato, c.d. a “T”, che mette in connessione le tubazioni verticali con quelle orizzontali, consentendo, quindi, che dal tratto principale se ne diparta uno derivato, relativo alla singola unità immobiliare.
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Cerca: braga condominiale infiltrazioni
Article source: http://www.condominioweb.com/danni-da-infiltrazioni-derivanti-da-braga.14484
Dell’Utri a un passo dalla scarcerazione
Posted by admin in Corte di cassazione Wednesday, 17 January 2018 19:18 No Comments
Domani sarà il giorno in cui Marcello Dell’Utri , detenuto nel carcere romano di Rebibbia (dove deve scontare una condanna definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa) potrebbe tornare libero. Nel pomeriggio, la Corte d’Appello di Caltanissetta si riunirà per decidere sul ricorso dei suoi legali. Il punto è che la stessa Procura generale di Caltanissetta ha già chiesto che la pena per Dell’Utri venga sospesa.
Non per motivi di salute (l’istanza presentata a Roma in questo senso è stata respinta) ma per un motivo ben più radicale: perché Dell’Utri non poteva proprio essere processato, visto che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è stato introdotto nel nostro codice nel 1994, e i fatti contestati all’ex senatore si fermano invece al 1992. È infatti un principio generale del diritto che la legge penale incriminatrice non possa essere retroattiva.
Al fondatore di Forza Italia, dunque, le porte del carcere potrebbero aprirsi per lo stesso motivo per cui è finito in nulla il processo contro Bruno Contrada. Questo almeno l’obiettivo dei legali di Dell’Utri, i professori Tullio Padovani e Francesco Centonze, che hanno presentato un’istanza nel corso del giudizio di revisione avviato davanti alla Corte d’appello di Caltanissetta: la condanna dell’ex manager di Publitalia, alla luce del verdetto della Corte di Strasburgo di tre anni fa, potrebbe essere riconosciuta completamente illegittima.
Si tratta del cosiddetto procedimento di revisione “europea”, che si è aperto davanti ai giudici di Caltanissetta, competenti per legge, visto che Dell’Utri è stato condannato dal Tribunale di Palermo.
“Un procedimento – hanno spiegato gli avvocati Padovani e Centonze – avviato a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione che ha indicato proprio nella revisione lo strumento processuale per l’adeguamento della posizione di Dell’Utri rispetto al giudicato della Corte di Strasburgo nel caso Contrada”.
Nel frattempo i legali si sono anche rivolti direttamente alla Corte di Strasburgo, che però non si è ancora pronunciata. Nel corso della revisione il Procuratore generale, rappresentante dell’accusa, ha già chiesto alla Corte d’appello la sospensione dell’esecuzione della pena, con il solo obbligo del divieto di espatrio.
Domani per il destino di Dell’Utri apriranno tre strade. La prima: la Corte nissena potrebbe preliminarmente ipotizzare che la sentenza Contrada sia immediatamente applicabile all’ex senatore e sospendere la pena fino alla pronuncia di merito della CEDU (Corte europea dei diritti dell’uomo). La seconda: potrebbe essa stessa, accogliendo l’istanza, porre mano alla cosiddetta “revisione europea” della sentenza dell’Utri in base alla sentenza Cedu su Contrada. In entrambi questi due casi, l’ex senatore sarebbe posto in libertà. L’ultima strada: la Corte potrebbe sostenere che sia necessario attendere un pronunciamento specifico su Dell’Utri da parte dei giudici di Strasburgo e quindi negare la sospensione e respingere nel merito il ricorso. Insomma Dell’Utri potrebbero essere libero in due casi su tre.
Di sicuro la richiesta avanzata dal Pg è un grosso punto a favore per la difesa dell’uomo che creò dal nulla il partito di Berlusconi.
Nella sentenza Contrada c. Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo, ha riconosciuto (il 14 aprile 2015) che la condanna subita da Bruno Contrada (e da lui ormai già interamente scontata) riguardava un reato che, al tempo dei fatti contestatigli, non era sufficientemente chiaro e prevedibile. E per questo motivo la prima sezione della Suprema Corte di Cassazione, il 6 luglio 2017, ha dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti penali” la sentenza emessa dieci anni prima.
Article source: http://www.huffingtonpost.it/2018/01/17/dellutri-a-un-passo-dalla-scarcerazione_a_23336102/