Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2393-codice-civile-azione-sociale-di-responsabilita
Timestamp: 2019-01-21 17:10:42+00:00
Document Index: 130476783

Matched Legal Cases: ['art. 2393', 'art. 1813', 'art. 2343', 'sentenza ', 'art. 146', 'art. 2393']

Art. 2393 codice civile: Azione sociale di responsabilità | La Legge per tutti
Art. 2393 codice civile: Azione sociale di responsabilità
La deliberazione dell’azione di responsabilità importa la revoca dall’ufficio degli amministratori contro cui è proposta, purché sia presa con il voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. In questo caso, l’assemblea provvede alla sostituzione degli amministratori (1).
La società può rinunziare all’esercizio dell’azione di responsabilità e può transigere, purché la rinunzia e la transazione siano approvate con espressa deliberazione dell’assemblea, e purché non vi sia il voto contrario di una minoranza di soci che rappresenti almeno il quinto del capitale sociale o, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, almeno un ventesimo del capitale sociale, ovvero la misura prevista nello statuto per l’esercizio dell’azione sociale di responsabilità ai sensi dei commi primo e secondo dell’articolo 2393-bis.
Amministratori: [v. 2298]; Assemblea: [v. 2341ter]; Liquidazione: [v. 2274]; Bilancio: [v. 2217]; Capitale sociale: [v. 2327].
Azione di responsabilità: trattasi di un’azione esercitata contro gli amministratori per i danni derivanti dagli atti da loro compiuti.
Revoca: comporta la decadenza degli amministratori dal loro incarico. Essa è diretta conseguenza della deliberazione dell’azione di responsabilità se decisa con voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. Al di fuori dell’ipotesi dell’azione di responsabilità, la (—) però deve essere deliberata dall’assemblea.
Transazione: nel caso di specie, è il potere riconosciuto alla società di accordarsi con l’amministratore al fine di evitare l’azione di responsabilità.
(1) La società che promuove l’azione deve provare non solo il danno, ma anche il nesso di causalità tra la mancata diligenza degli amministratori e il danno stesso.
In tema di azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori di una società di capitali previste dagli art. 2393 e 2394 c.c. la prescrizione decorre dal momento in cui la insufficienza patrimoniale si è oggettivamente manifestata come rilevante per l'azione esperibile dai creditori. L'accertamento - in concreto - che non sia stata (o sia stata) raggiunta la prova gravante sull'amministratore di allegare e dimostrare un momento anteriore di decorrenza della prescrizione è rimesso al potere discrezionale del giudice del merito, insindacabile in sede di legittimità, ove immune da vizi logici.
Cassazione civile sez. I 18 giugno 2014 n. 13907
Nel caso di apporto economico da parte di una società in favore di altra, abbia esso la natura di finanziamento ovvero di conferimento, e di successiva perdita delle somme investite, sussiste la responsabilità degli amministratori, i quali non abbiano predisposto le cautele necessarie, corredando le proprie scelte con le verifiche, le indagini e le informazioni preventive normalmente richieste in riferimento alla concreta scelta operata, dal momento che, ove l'apporto si traduca in un finanziamento concesso alla società terza (capitale di debito), l'obbligo della sua restituzione ex art. 1813 c.c. implica il rischio della difficoltà di adempiere della mutuataria ovvero della sua insolvenza; se, invece, l'investimento si risolva in un conferimento ai sensi dell'art. 2343 c.c. (capitale di rischio), il relativo rimborso non potrebbe nemmeno essere disposto durante la vita della società, ma solo in sede di sua liquidazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva ravvisato la responsabilità degli amministratori per non avere acquisito idonee garanzie circa la restituzione della somma erogata in favore di una società terza, disattendendo l'argomento per il quale costituiva sufficiente tutela dell'operazione finanziaria intrapresa la titolarità di una partecipazione di maggioranza al capitale della medesima società). Rigetta, App. Roma, 12/12/2011
L'azione di responsabilità, esercitata dal curatore ai sensi dell'art. 146 l. fall., cumula in sé le diverse azioni previste dagli art. 2393 e 2394 c.c., a favore, rispettivamente, della società e dei creditori sociali, onde il curatore può formulare istanze risarcitorie (nella specie, verso i sindaci) tanto con riferimento ai presupposti della loro responsabilità contrattuale verso la società, quanto a quelli della responsabilità extracontrattuale nei confronti dei creditori; ma, una volta effettuata la scelta nell'ambito di ogni singola questione, egli soggiace anche agli aspetti eventualmente sfavorevoli dell'azione individuata, riguardando le divergenze non solo la decorrenza del termine di prescrizione, ma anche l'onere della prova e l'ammontare dei danni risarcibili.
Cassazione civile sez. I 20 settembre 2012 n. 15955