Source: http://www.comune.settimorottaro.to.it/regolamenti/servizio_tarsu?_w%5Bevent_calendar%5D%5Bd%5D=2017/10
Timestamp: 2017-12-11 20:32:44+00:00
Document Index: 167309719

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 59', 'art. 65', 'art. 61', 'art. 64', 'art. 6', 'art. 76', 'art. 62', 'art. 65', 'art. 73', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 50', 'art. 63', 'art. 64', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 73', 'art. 2729', 'art. 76', 'art. 12', 'art. 74', 'art. 3']

GLI UFFICI COMUNALI -> Servizio TARSU
Imposta unica comunale Regolamenti, tariffe e aliquote -> Servizio TARSU
Tariffa mq
Cat. 1a) locali adibiti ad abitazione
cat. 1b) locali accessori
cat. 1c) locali disabitati ad uso deposito
cat. 2) locali dest. a uffici, studi, e simili
cat 3) stabil. industriali, opifici, rimesse
cat. 4) laboratori, botteghe
cat. 5) esercizi pubblici
Cat 5a) esercizi pubblici all’interno di aree autostradali
cat. 6) collegi, convitti
cat. 7) ospedali, istituti di ricovero
cat. 8) distributori di carburante
cat. 9) scuole ed edifici pubblici
REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DELLA TASSA SMALTIMENTO RIFIUTI SOLIDI URBANI
1. Il presente regolamento disciplina l’applicazione della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Settimo Rottaro, nell’ambito della potestà regolamentare prevista dagli artt. 117 e 119 della Costituzione (così come modificati dalla L.C. 18 ottobre 2001 n. 3), dall’art. 52 D.Lgs. 446/97 e dalla L.R. 54/98.
2. Ai fini dell’applicazione del presente regolamento, costituiscono altresì norme di riferimento la L. 27 luglio 2000, n. 212, recante norme sullo Statuto dei diritti del contribuente, il D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, nonché la vigente legislazione regionale, il vigente Statuto comunale e le relative norme di applicazione.
Istituzione della tassa
1. Per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani interni e dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani svolti in regime di privativa nell’ambito del territorio comunale, è istituita una tassa annuale in base a tariffa denominata «Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani».
2. La sua applicazione è disciplinata dal D.Lgs. 15 novembre 1993 n. 507 e successive modifiche ed integrazioni, dalle norme immediatamente operative del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 e successive modifiche ed integrazioni, nonché dal presente Regolamento
3. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano quindi le disposizioni generali previste dalle vigenti leggi in materia.
4. Le norme del presente regolamento sono finalizzate ad assicurare che l’attività amministrativa persegua fini determinati dalla legge, con criteri di economicità, efficacia e di pubblicità, nel rispetto delle procedure previste dalle singole disposizioni normative e regolamentari.
1. Il servizio di Nettezza Urbana è disciplinato con apposito regolamento adottato ai sensi delle normative vigenti ed, in particolare, del D.Lgs. 22/1997 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché in conformità all’art. 59 del D.lgs. 507/1993. Ad esso si fa riferimento per tutti gli aspetti che rilevano ai fini dell’applicazione della tassa (zona servita, distanza e capacità dei contenitori, frequenza della raccolta, ecc.).
2. Nelle zone nelle quali non è effettuato il servizio di raccolta in regime di privativa la tassa è dovuta in misura pari al 40%.
3. Gli occupanti o detentori degli insediamenti comunque situati fuori dall’area di raccolta sono tenuti ad utilizzare il servizio pubblico di nettezza urbana conferendo i rifiuti avviati allo smaltimento nei centri di raccolta viciniori.
4. La tassa è comunque applicata per intero anche in assenza della determinazione del perimetro in cui è istituito il servizio di raccolta quando, di fatto, detto servizio è attuato.
5. Ove il servizio di raccolta, sebbene attivato, non sia svolto nella zona di ubicazione dell’immobile occupato, ovvero sia effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento di nettezza urbana, relativamente alle distanze e/o capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, il tributo è dovuto in misura ridotta secondo quanto stabilito dal comma 2 del presente articolo.
6. Nelle zone esterne al centro abitato, nelle quali il normale servizio di raccolta sia limitato, secondo apposita deliberazione, a determinati periodi stagionali, la tassa è dovuta in relazione al periodo di esercizio del servizio.
Presupposto soggettivo e oggettivo della tassa
1. In conformità a quanto previsto dalla normativa vigente, la tassa è dovuta da coloro che occupano o detengono, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare, fabbricati, loro pertinenze ed aree scoperte operative, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa nei modi previsti dal presente Regolamento e dal Regolamento di smaltimento dei rifiuti. A tal fine, si considerano tassabili tutti i vani comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa o semplicemente posata sul suolo, qualunque ne sia la destinazione e l’uso, con la sola esclusione delle superfici espressamente indicate dal presente regolamento.
2. Per gli alloggi affittati in modo saltuario od occasionale, e comunque in tutti i casi in cui l’immobile sia concesso a terzi con contratto di durata inferiore ai due anni, la tassa è dovuta dal proprietario o, in caso di subaffitto, dal primo affittuario in solido con il proprietario.
3. Nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta un’attività economica professionale, la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata.
4. Per le abitazioni coloniche, per le unità immobiliari ad uso civile abitazione o a qualsiasi altro uso adibite con area scoperta di pertinenza, la tassa è dovuta anche quando nella zona in cui è attivata la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la strada di accesso all’abitazione colonica o alle unità immobiliari anzidette.
Mancato o irregolare svolgimento del servizio
1. Previa formale e motivata diffida dell’utente al competente Ufficio Tributi comunale attestante la situazione di carenza o di grave irregolarità nell’erogazione del servizio, ove non si provveda da parte del Comune entro un congruo termine a regolarizzare il servizio o ad argomentare l’insussistenza dei motivi di diffida, il tributo è ridotto nei seguenti termini:
- del 20% nel caso in cui i contenitori non rispettino le distanze massime previste dal Regolamento dei servizio di smaltimento dei rifiuti urbani;
- del 30% nel caso in cui i contenitori risultino insufficientemente dimensionati a fronte dell’esigenza ordinaria della zona servita;
- del 40% nel caso in cui non venga rispettata la frequenza di raccolta stabilita dal citato Regolamento;
Le suddette riduzioni, qualora dovute, sono computate in relazione ai bimestri solari di irregolare servizio.
2. I contribuenti non possono rivendicare l’applicazione di riduzioni tariffarie in caso di interruzione temporanea del servizio dovuta a motivi sindacali od a imprevedibili impedimenti organizzativi.
3. Qualora si verifichi una situazione di emergenza, per cui il mancato svolgimento del servizio determini un danno alle persone o all’ambiente, l’utente può provvedere a proprie spese allo smaltimento dei rifiuti con diritto allo sgravio o alla restituzione di una quota della tassa corrispondente al periodo di interruzione. Per tale fattispecie, l’emergenza deve essere riconosciuta dall’autorità sanitaria ed il diritto allo sgravio o alla restituzione delle spese sostenute deve essere documentato.
Commisurazione e gettito complessivo della tassa annuale
1. Ai sensi dell’art. 65, comma 1 D.Lgs. 507/1993, la tassa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie, per unità di superficie imponibile, dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati producibili nei locali ed aree per il tipo di uso cui i medesimi sono destinati, nonché al costo dello smaltimento.
2. La superficie tassabile è misurata per i locali al netto dei muri, pilastri, tramezze, balconi e vano scala. Le superfici delle aree scoperte operative sono da considerarsi nella loro misura totale, al netto di eventuali aiuole o eventuali aree verdi inutilizzate. Le frazioni di superficie complessiva risultanti inferiori a mezzo metro quadrato si trascurano, quelle superiori si arrotondano ad un metro quadrato.
3. Il gettito complessivo della tassa deve essere determinato secondo i principi e nei limiti minimi e massimi stabiliti dall’art. 61 D.Lgs. 507/1993.
4. Ai fini della determinazione del costo d’esercizio è dedotto dal costo complessivo dei servizi di nettezza urbana gestiti in regime di privativa comunale un importo pari al 5% a titolo di costo dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani.
5. Le tariffe sono determinate dalla Giunta Comunale entro il termine di approvazione stabilito dalla legge, ed entro i limiti di copertura ivi previsti.
Esclusione dalla tassa
1. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti per la loro natura, come luoghi impraticabili, interclusi o in abbandono, non soggetti a manutenzione o stabilmente muniti di attrezzature che impediscono la produzione di rifiuti.
Sono pertanto esclusi, ai sensi di tale disposizione, a titolo esemplificativo:
a) centrali termiche locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vani ascensori, celle frigorifere, locali di essiccazione e stagionatura (senza lavorazione), silos e simili, ove non si abbia, di regola, presenza umana;
b) soffitte, ripostigli, stenditoi, lavanderie, legnaie e simili limitatamente alla parte del locale con altezza inferiore o uguale al m. 1,50 nel quale non sia possibile la permanenza;
c) locali accessori destinati all’attività agricola.
2. Non sono altresì soggetti alla tassa i locali che non possono produrre rifiuti per il particolare uso a cui sono stabilmente destinati, come locali non presidiati o con presenza sporadica dell’uomo o di produzione a ciclo chiuso, che non comportino la produzione di rifiuti in quantità apprezzabile.
a) depositi di materiali in disuso;
b) superfici o attrezzature destinate esclusivamente per attività competitiva o ginniche;
c) la parte degli impianti sportivi riservata, di norma, ai soli praticanti, sia che detti impianti siano ubicati in aree scoperte che in locali.
3. Non sono infine soggetti alla tassa i locali che non possono produrre rifiuti perché risultanti in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno.
a) unità immobiliari chiuse, disabitate, non arredate e prive di utenze (acqua, gas, energia elettrica);
b) fabbricati danneggiati, non agibili, ovvero soggetti ad interventi edilizi che di fatto non consentano l’utilizzo dei locali, esclusivamente con riferimento al periodo intercorrente dalla data di inizio lavori sino all’ultimazione delle opere – così come attestate da apposita denuncia resa dal contribuente –, ovvero, se antecedente, dalla data in cui l’immobile è comunque utilizzato.
4. Le circostanze di cui al precedente comma 3 comportano la non assoggettabilità alla tassa soltanto qualora siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente accertate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.
5. L’esclusione dalla tassa da diritto all’abbuono od allo sgravio previsto dall’art. 64 D.Lgs. 507/1993, con le modalità e i termini previsti dallo stesso.
6. Infine sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l’obbligo dell’ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati da avviarsi allo smaltimento, per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri.
1. Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa, ove, per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione, si formano di regola rifiuti speciali non assimilati, pericolosi o non pericolosi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi, in base alle norme vigenti.
2. Sulle superfici ove risulti difficile determinare la parte sulla quale si producono i rifiuti speciali, si applica una detassazione che riduce la superficie dei locali adibiti ad attività produttiva o di lavorazione di una percentuale pari alla percentuale di incidenza del peso del rifiuto speciale sul totale della produzione di rifiuti dei locali.
3. La percentuale di detassazione di cui ai precedenti commi non può comunque essere superiore al 50% della superficie dei locali di produzione.
4. Sono esclusi dalla applicazione della detassazione per produzione di rifiuti speciali i locali adibiti ad uffici, servizi, mense e qualsiasi altro locale ove non si producono detti rifiuti.
5. La detassazione viene accordata a richiesta di parte, ed a condizione che l’interessato dimostri, allegando idonea documentazione, l’osservanza della normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali non assimilati, pericolosi e non pericolosi.
6. Il produttore di rifiuti speciali è tenuto ad individuare esattamente nella denuncia di occupazione la superficie dei locali destinati alla produzione dei rifiuti speciali, nonché la tipologia dello stesso e nel caso previsto dal comma 2 del presente articolo anche la percentuale di incidenza del peso del rifiuto speciale sul totale della produzione del locale.
7. Nel rispetto delle disposizioni previste dall’art. 6, comma 4 L. 212/2000, alla domanda di detassazione deve essere allegata:
- planimetria degli insediamenti in cui sia evidenziata la distinzione dei locali con distinzione, per ciascun locale, del tipo di rifiuto prodotto (speciali, tossici, nocivi, ecc.) ed evidenziazione delle superfici stabilmente occupate da beni mobili strumentali;
- copia del registro di carico e scarico del rifiuto speciale;
- documentazione di consegna dei rifiuti (copia di bolle di accompagnamento e fatture);
- copia del contratto con la ditta o società di smaltimento;
- se non evincibile dalla documentazione sopra citata, documentazione che attesti il luogo di discarica dei rifiuti.
Esenzione dalla tassa.
1. Sono esonerati dal pagamento della tassa:
a) i locali od aree utilizzate per l’esercizio di culti ammessi nello Stato, con esclusione dei locali annessi ad uso abitativo o ad usi diversi da quello del culto in senso stretto;
b) i locali e le aree occupati o detenuti a qualunque titolo dal Comune, adibiti esclusivamente a compiti istituzionali.
2. L’esenzione è concessa su domanda dell’interessato, con effetto dal primo bimestre solare successivo a quello della domanda, a condizione che il beneficiario dimostri di averne diritto e compete anche per gli anni successivi, senza bisogno di nuova domanda, fino a che persistono le condizioni richieste. Allorché queste vengano a cessare, la tassa decorrerà dal primo giorno del bimestre solare successivo al giorno in cui sono venute meno le condizioni per l’agevolazione, su denuncia dell’interessato od accertamento d’ufficio che il Comune può, in qualsiasi tempo, eseguire al fine di verificare l’effettiva sussistenza delle condizioni richieste per l’esenzione.
3. Le esenzioni di cui al presente articolo sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di risorse diverse e la relativa copertura è assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa all’esercizio cui si riferisce l’iscrizione predetta.
Riduzioni tariffarie per particolari condizioni d’uso
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, la tariffa unitaria è ridotta di un importo pari al 30% per:
a) le abitazioni con un unico occupante;
b) le abitazioni condotte da soggetto di età superiore a 65 anni, con convivente a carico pure in età superiore a 65 anni, che non possieda altro reddito al di fuori di quello derivante dal trattamento minimo pensionistico previsto per l’anno solare di riferimento e che non sia proprietario di alcuna unità immobiliare produttiva di reddito al di fuori dell’abitazione condotta.
c) le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo, a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria, integrativa o di variazione, indicando l’abitazione di residenza e l’abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l’alloggio in locazione o in comodato;
d) i locali diversi dalle abitazioni ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza od autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l’esercizio dell’attività;
2. Le riduzioni di cui al precedente comma sono concesse a domanda degli interessati, da presentarsi nel corso dell’anno, con effetto dal primo bimestre solare successivo a quello della domanda.
Il contribuente è tenuto a comunicare entro il 20 gennaio dell’anno successivo il venir meno delle condizioni per l’attribuzione dell’agevolazione, pena il recupero della maggiore tassa dovuta, con applicazione delle sanzioni previste per l’omessa denuncia di variazione di cui all’art. 76 D.Lgs. 507/1993.
Unità immobiliari adibite a deposito
Per quanto riguarda le unità immobiliari destinate ad abitazione che risultino disabitate ed adibite a deposito, comunque tassabili ai sensi dell’art. 62 D.Lgs. 507/93, si stabilisce, a partire dalla data di entrata in vigore della presente modifica regolamentare, l’applicazione di una apposita tariffa ridotta, da determinarsi da parte della Giunta Comunale, in conformità a quanto previsto dall’art. 65 D.Lgs. 507/93.
Le circostanze di cui al precedente comma comportano l’applicabilità di tale tariffa ridotta soltanto qualora siano indicate nella denuncia originaria o di variazione presentata successivamente alla data di entrata in vigore della presente modifica regolamentare, ovvero mediante apposita autocertificazione resa dal soggetto passivo della tassa.
In difetto di tale documentazione, alle suddette unità immobiliari verrà applicata la tariffa ordinaria prevista per le abitazioni.
L’ufficio tributi potrà in qualunque momento provvedere alla verifica, anche a campione, della effettiva sussistenza delle circostanze che determinano l’applicazione di tale tariffa ridotta, richiedendo, ai sensi dell’art. 73 D.Lgs. 507/93, la produzione di tutta la documentazione attestante l’effettivo utilizzo dell’immobile.
Riduzioni tariffarie per minore produzione di rifiuti
1. Oltre alle riduzioni di tariffa di cui all’articolo precedente, è accordata una riduzione di tariffa unitaria pari al 20% per le attività produttive, commerciali e di servizi, nel caso in cui siano documentate spese annue o rapportabili a base annua non inferiori al 20% della tassa dovuta in base all’applicazione della tariffa ordinaria, sostenute per interventi tecnico-organizzativi comportanti una accertata minore produzione di rifiuti od un pretrattamento volumetrico, selettivo o qualitativo, che agevoli lo smaltimento od il recupero da parte del gestore del servizio pubblico,
2. La riduzione di cui al precedente comma è concessa su domanda degli interessati, debitamente documentata, da presentarsi nel corso dell’anno, con effetto dal primo bimestre solare successivo a quello della domanda.
Riduzioni per avvio a recupero rifiuti assimilati
1. Ai sensi dell’art. 21 D.Lgs. 22/97, al fine di incentivare le operazioni di recupero o riciclo dei rifiuti assimilati agli urbani, i produttori che vi hanno proceduto possono accedere ad una riduzione annua della tariffa applicata.
2. Sino all’intervenuta determinazione della effettiva percentuale di incidenza del peso dei rifiuti recuperati sul totale della produzione, la riduzione della tariffa applicata ai locali di produzione e deposito dei rifiuti avviati a recupero continuerà ad essere applicata in misura percentuale, come di seguito indicata:
a) in caso di attività che diano luogo ad una produzione di rifiuti che per composizione merceologica possono essere utilizzate per il recupero o riciclo e per i quali il soggetto gestore del pubblico servizio abbia attivato forme di recupero o riciclo, anche senza utili diretti, in grado di sottrarre detti rifiuti al conferimento agli impianti di smaltimento, a condizione che il titolare dell’attività dimostri di aver dato luogo ad interventi organizzativi atti a selezionare e/o separare integralmente la frazione recuperabile e che sia dimostrabile l’incidenza di quest’ultima per almeno il 30% della produzione ponderale complessiva, è accordata una riduzione pari al 25% della tariffa prevista per il locale di produzione del rifiuto avviato a recupero;
b) in caso di attività che diano luogo ad una produzione di rifiuti per cui il produttore di rifiuti dimostri di provvedere autonomamente, nel rispetto delle vigenti disposizioni normative, al conferimento a soggetti abilitati dei rifiuti assimilati effettivamente e oggettivamente avviati al recupero, la percentuale di riduzione non può essere superiore al 40% della tariffa prevista per il locale di produzione del rifiuto;
c) nel caso in cui il produttore di rifiuti dimostri di provvedere autonomamente, all’interno del ciclo produttivo proprio ovvero di terzi, al recupero o riciclo dei rifiuti assimilati, la riduzione è pari al 60% della tariffa prevista per il locale di produzione del rifiuto avviato a recupero, indipendentemente dalla quantità del rifiuto avviato a recupero.
3. Qualora nel locale in cui si producono o depositano rifiuti assimilati avviati a recupero, si producano anche rifiuti speciali, si applica la disciplina della cumulatività delle riduzioni previste dal medesimo articolo, che possono giungere al massimo sino all’esenzione totale dei locali in cui si producono tali tipologie di rifiuti.
4. Il titolare dell’attività che provvede al recupero deve presentare istanza di riduzione che contenga la dichiarazione dei seguenti elementi fondamentali per la determinazione della riduzione:
- indicazione dei locali dove si produce il rifiuto che viene avviato a recupero;
- indicazione dei codici dei rifiuti avviati a recupero;
- periodo di avvio a recupero.
5. La dichiarazione di cui al comma precedente è valida anche per gli anni successivi a meno che non intervengano variazioni che comportino il venir meno del diritto di riduzione.
6. Nel caso di mancata presentazione della dichiarazione, l’ufficio tributi è legittimato ad applicare la tariffa senza riduzione, salvo poi procedere a sgravio o rimborso esclusivamente con riferimento all’anno in cui il produttore ha presentato domanda.
7. La riduzione è concessa a consuntivo quando il produttore dimostri di aver effettivamente e oggettivamente avviato a recupero i rifiuti assimilati presentando la documentazione di cui al comma 9 del presente articolo. La mancata presentazione dei documenti richiesti comporta il recupero della tassa per l’anno d’imposta in cui non si è dimostrato il recupero e il venir meno del diritto alla riduzione per gli anni successivi.
8. Nel caso in cui a consuntivo si verifichino differenze nella percentuale di riduzione verranno predisposti, se dovuti, i relativi sgravi o rimborsi ovvero i recuperi della tassa.
9. Nel rispetto delle disposizioni normative previste dall’art. 6, comma 4 della Legge 212/2000, a consuntivo, entro il mese di giugno dell’anno successivo a quello a cui si riferisce la riduzione, deve essere presentata nei casi di riduzione in cui ai punti b) e c) del comma 2 del presente regolamento la seguente documentazione:
- copia del registro di carico e scarico o MUD del rifiuto assimilato avviato a recupero;
- documentazione di consegna dei rifiuti di cui sopra (copia di bolle di accompagnamento e fatture);
- copia del contratto con la ditta o società di smaltimento, salvo che sia stato allegato alla richiesta di riduzione.
1. Per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni o equiparati prodotti dagli utenti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali od aree pubbliche, di uso pubblico, o aree gravate da servizi di pubblico passaggio, si applica la tassa di smaltimento in base a tariffa giornaliera.
2. Per temporaneo si intende l’uso inferiore a 183 giorni di anno solare, anche se ricorrente.
3. La misura tariffaria e determinata in base alla tariffa, rapportata al giorno, della tassa annuale di smaltimento dei rifiuti solidi attribuita alla categoria contenete voci corrispondenti di uso, maggiorata dell’importo percentuale del 50%.
4. L’obbligo della denuncia di uso temporaneo si intende assolto con il pagamento della tassa, da effettuare contestualmente alla tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche e con il modulo di versamento di cui all’art. 50 D.Lgs. 507/1993.
5. Per le occupazione che non richiedono autorizzazione o che non comportano il pagamento della T.O.S.A.P., la tassa giornaliera di smaltimento può essere versata direttamente al competente ufficio comunale, senza compilazione del suddetto modulo.
1. I soggetti che occupano o detengono i locali o le aree scoperte devono presentare denuncia, redatta sull’apposito modello predisposto dal Comune, entro il 20 gennaio successivo all’inizio dell’occupazione o detenzione.
2. La denuncia è obbligatoria nel caso di detenzione o occupazione di qualsiasi tipo di locale o area, ad eccezione dei soli casi di esenzione previsti dal presente regolamento.
3. Le eventuali modifiche apportate ai locali ed alle aree soggette alla tassa devono essere denunciate entro lo stesso termine del 20 gennaio dell’anno successivo all’intervenuta modifica.
4. Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati, è fatto obbligo al soggetto che gestisce i servizi comuni (amministratore del condominio nel caso di alloggi in condominio, gestore o amministratore nel caso di centri commerciali integrati o multiproprietà), di presentare al competente ufficio comunale, entro il 20 gennaio di ogni anno, l’elenco degli occupanti o detentori dei locali e delle aree soggette a tassazione.
Tale elenco ha effetto anche per gli anni successivi purché non vi sia variazione nelle generalità degli occupanti o detentori.
Nel caso di multiproprietà, la tassa è dovuta dagli utenti in proporzione al periodo di occupazione o di disponibilità esclusiva ed è versata dall’amministratore con le modalità di cui all’art. 63, comma 3, D.Lgs. 507/1993.
5. L’ufficio comunale rilascia ricevuta della denuncia che, nel caso di spedizione, si considera presentata nel giorno indicato dal timbro postale.
6. Il contribuente è responsabile dei dati dichiarati e sottoscritti indicati in denuncia. Le modifiche derivanti da errore nella indicazione della metratura che danno diritto ad una minore tassazione hanno effetto dall’anno successivo alla presentazione della istanza di rettifica, a meno che il contribuente non dimostri che l’errore non è a lui attribuibile.
1. Ai sensi dell’art. 64 D.Lgs. 507/1993, la tassa è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
2. L’obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha avuto inizio la conduzione o occupazione di locali e/o di aree soggette alla tassa.
3. La cessazione nel corso dell’anno della conduzione o occupazione dei locali e delle aree, purché debitamente accertata a seguito di regolare denuncia indirizzata al competente ufficio comunale, da diritto all’abbuono a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui la denuncia viene presentata.
4. In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell’anno di cessazione, il tributo non è dovuto per la annualità successive, ove l’utente che ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l’occupazione o la detenzione dei locali e delle aree tassabili, ovvero ove la tassa sia stata assoluta dell’utente subentrante.
1. La riscossione della tassa è effettuata tramite il concessionario del servizio della riscossione dei tributi competente per territorio, mediante ruolo, ai sensi del D.Lgs. 46/99 e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Gli importi dovuti sono riscossi in quattro rate consecutive, alle scadenze fissate a seguito della notifica dell’avviso ovvero della cartella di pagamento.
3. Il Sindaco, su istanza del contribuente iscritto a ruolo, può concedere per gravi motivi la ripartizione fino a otto rate del carico tributario, se lo stesso è comprensivo di tributi arretrati. La ripartizione del carico è disposta su proposta del Funzionario Responsabile, con atto del Sindaco.
I gravi motivi per i quali si può richiedere la ripartizione del carico arretrato fino ad otto rate non possono essere invocati ove sussista il pericolo di perdita del credito. In caso di omesso pagamento di due rate consecutive, l’intero ammontare iscritto nei ruoli è riscuotibile in unica soluzione. Sulle somme il cui pagamento è differito rispetto all’ultima rata di normale scadenza si applicano gli interessi del 2,5% per ogni semestre o frazione di semestre.
Sgravio o rimborso della tassa
1. Lo sgravio o il rimborso del tributo iscritto a ruolo e riconosciuto non dovuto è disposto dall’ufficio comunale entro trenta giorni dalla ricezione della denuncia di cessazione o dalla denuncia tardiva di cui al comma precedente. Quest’ultima denuncia deve essere presentata a pena di decadenza entro sei mesi dalla notifica della cartella di pagamento relativa al ruolo in cui è iscritto il tributo.
2. Nei casi di errore e di duplicazione ovvero di eccedenza del tributo iscritto a ruolo rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della commissione tributaria provinciale o dal provvedimento di annullamento o di riforma dell’accertamento riconosciuto illegittimo, adottato dal Comune con l’adesione del contribuente prima che intervenga la sentenza della commissione tributaria provinciale, l’ufficio comunale dispone lo sgravio o il rimborso entro novanta giorni.
3. In ogni altro caso, lo sgravio od il rimborso del tributo riconosciuto non dovuto è disposto dal Comune entro novanta giorni dalla domanda del contribuente da presentare, a pena di decadenza, non oltre due anni dall’avvenuto pagamento.
4. Sulle somme da rimborsare è corrisposto, anche retroattivamente, l’interesse del 2,5% semestrale, a decorrere dal semestre successivo a quello dell’eseguito pagamento.
1. Ai fini del controllo dei dati contenuti nelle denunce o acquisiti in sede di accertamento d’ufficio tramite rilevazione della misura e della destinazione d’uso delle superfici tassabili, l’ufficio comunale può svolgere le attività a ciò necessarie, esercitando i poteri previsti dall’art. 73 D.Lgs. 507/1993.
2. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l’accertamento verrà fatto sulla base di presunzioni semplici con i caratteri previsti dall’art. 2729 del Codice Civile.
3. Il potere di accesso alle superfici imponibili è esteso agli accertamenti ai fini istruttori sulle istanze di esenzione, detassazione o riduzione delle tariffe o delle superfici.
1. Le violazioni delle disposizioni riguardanti l’applicazione del tributo e quelle del presente regolamento sono soggette all’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 76 D.Lgs. 507/1993, così come modificate dall’art. 12 D.Lgs. 473/97 e come disciplinate dal vigente regolamento comunale in materia.
1. Avverso l’avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo e la cartella di pagamento, il rifiuto espresso o tacito della restituzione dei tributi, sanzioni ed interessi o accessori non dovuti, diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domanda di definizione agevolata di rapporti tributari, il contribuente può proporre ricorso avanti alla Commissione Tributaria competente ai sensi del D.Lgs. 546/1992.
1. La Giunta Comunale designa un funzionario cui sono attribuiti la funzione ed i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
2. Ai sensi dell’art. 74 D.Lgs 507/1993, il predetto funzionario sottoscrive le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi, dispone i rimborsi ed iscrive i tributi a ruolo.
Per quanto non previsto dal presente Regolamento, si applicano le disposizioni del D.Lgs. 507/93, del D.Lgs. 22/97 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dei vigenti regolamenti comunali in materia tributaria.
Il presente Regolamento entra in vigore e presta i suoi effetti, in deroga all’art. 3, comma 1 L. 212/2000, il 1° gennaio 2003, in conformità a quanto disposto dal Decreto del Ministero dell’Interno del 19 dicembre 2002.