Source: http://luigiboschi.it/node/23379
Timestamp: 2018-06-20 07:18:18+00:00
Document Index: 888112

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 19']

Il divieto di espulsione per omosessualità tra le cause di inespellibilità | luigiboschi.it
Submitted by Redazione on Sab, 2009-05-23 09:57
Con Ordinanza del 21/12/2004, di cui non risultano precedenti, il GdP di Torino estende all'omossessualità l'elenco dei casi di inespellibilità del cittadino straniero.
Secondo il Giudicante tanto l'adozione quanto l'esecuzione del decreto di espulsione sono subordinate all'assenza di situazioni di inespellibilità contemplate dall'art. 19 d.lgs. n. 286/1998. L'espressione utilizzata dal legislatore per cui "in nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento" estende le ipotesi di inespellibilità prefigurate dalla norma a tutte le fattispecie di espulsione disposte ai sensi del d.lgs. n. 286/1998, senza che possa operarsi alcuna distinzione tra le espulsioni disposte ai sensi dell'art. 13 e quelle decretate ai sensi dell'art. 14.
Pertanto,secondo lo stessol Giudicante,anche nel caso di espulsione ai sensi dell'art. 14, comma 5-ter, occorre pertanto valutare se sussistano o meno motivi di inespellibilità ed,in particolare, occorre verificare se la condizione di omosessualità denunciata dal ricorrente integri o meno una delle "condizioni personali o sociali" prefigurate dal legislatore come ipotesi di inespellibilità.
Il giudice è comunque tenuto ad operare una tale valutazione attraverso l'applicazione di criteri ermeneutici costituzionalmente orientati e coerenti con i principi generali dell'ordinamento statale e comunitario.
Secondo il GdP di Torino anche tali casi rientrano nell'ottica della legge sull immigrazione.
Invero,la formulazione del 1° comma dell'art. 19, nel vietare l'espulsione verso stati in cui lo stranie ro possa essere oggetto di persecuzione "per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali..." è volutamente ampia e generica, affinché il precetto normativo, che non potrebbe prevedere in via preventiva ed esaustiva tute le ipotesi di inespellibilità, possa adeguarsi alla evoluzione del costume e del sentir sociale in relazione al mutevole contesto storico e culturale in cui le Prefetture, prima, ed i giudici, poi, sono chiamati ad applicare la norma.
La circostanza, documentalmente provata, che l'omosessualità venga punita in Senegal con la pena della reclusione da uno a cinque anni e il trattamento vessatorio e discriminatorio che viene riservato agli omosessuali in quel paese di religione musulmana, nei termini drammatici riferiti dal testimone assunto nel corso dell'istruttoria, escluderebbero che il ricorrente, il quale ha apertamente dichiarato la sua omosessualità anche a concittadini senegalesi, potrebbe in concreto sottrarsi al giudizio penale e all'ostracismo familiare e sociale cui verrebbe quasi certamente sottoposto nel caso di suo rientro in Senegal.
Vista sotto questo profilo la vicenda umana del cittadino straniero espulso apparirebbe in contrasto con la libertà sessuale, intesa anche come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze sessuali, che deve ritenersi espressione del più ampio diritto alla manife stazione e promozione della personalità umana, che l'art. 2 della nostra Costituzione riconosce a ciascun individuo, anche attraverso il richiamo ai diritti inviolabili dell'uomo universalmente riconosciuti.
Deve ravvisarsi in tali ragioni che la condizione di omosessualità del sig. F. costituisca possibile oggetto di persecuzione per ragioni personali e rappresenti dunque una condizione di inespellibilità ai sensi dell'art. 19 d.lgs. n. 286/1998.
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