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Legge e Giurisprudenza Archivi - Pagina 15 di 16 - Studio Legale Avvocato Antonella Arcoleo
Nello specifico il Tribunale di Bari, con sentenza del 24.4.18, è stato chiamato a pronunciarsi circa la possibilità per il coniuge separato di opporre il provvedimento giudiziale che sancisce l’assegnazione della casa familiare avverso la procedura esecutiva avviata dal creditore munito di ipoteca su tale immobile, con trascrizione del suddetto diritto reale di garanzia precedente rispetto al provvedimento di assegnazione della casa. [Per saperne di più…] su di noiSentenza del Tribunale di Bari del 24.04.18 relativa alla trascrizione del provvedimento di assegnazione della casa coniugale
22 Febbraio 2018 Da Studio Legale Arcoleo Lascia un commento
L’ordinamento italiano riconosce le unioni civili e permette alle neo coppie di scegliere un cognome comune. Ma gli effetti di tale scelta sono limitati dagli art. 3 c.1 lett. c) e art. 8 del D. Lgs. 5/17. La legittimità costituzionale di queste disposizioni è stata messa in discussione dal Tribunale di Ravenna. (ord. 22 novembre 2017, n.32)
Legittimare la scelta del cognome per una unione civile è stata una svolta per il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. Grazie alla legge del 20 maggio 2016, n.76, infatti, le persone che formano una unione civile possono scegliere un cognome comune. Questo identifica la coppia e permette che le persone che la formano aggiornino i dati anagrafici personali.
Un anno dopo, entra in vigore del D.Lgs. 5/17, che, inspiegabilmente, stabilisce che devono essere annullate le annotazioni relative alla scelta del cognome comune (art. 3 c.1 lett.c e art. 8). Di conseguenza, anche nei documenti di identità, deve essere ripristinato il cognome posseduto prima dell’unione civile.
Una pronuncia del Tribunale di Ravenna, appare determinante ai fini della tutela del diritto alla conservazione del nome e dell’identità personale.
Ma partiamo dall’inizio: una coppia celebrando la propria unione civile, sceglie come cognome di “coppia” quello di una delle due parti. L’altra decide di anteporre il cognome comune al proprio. Questa scelta ha ovviamente comportato la modifica dei dati di quest’ultima su tutta la documentazione anagrafica: d’identità, sanitaria e così via.
Una volta entrato in vigore il D. Lgs. n. 5 del 2017, questa persona ha visto eliminato il cognome aggiunto da tutti i documenti anagrafici. La coppia presenta ricorso al Tribunale di Ravenna, sottolineando la questione identitaria e la scelta legittima della coppia.
Il Tribunale di Ravenna ha dichiarato fondato il ricorso ma ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale che dovrà valutare se gli articoli del decreto violino il diritto, costituzionalmente garantito, al nome e all’identità.
Archiviato in: Legge e Giurisprudenza Etichettato con: annullamento dell'annotazione cognome comune, cognome, cognome comune, dati anagrafici, documenti di identità, legge, omosessualità, ripristino del proprio cognome, unione civile, unioni civili
La vicenda trae origine da un ricorso proposto dall’ex moglie avverso la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano del marzo 2014, che verteva su quattro punti, tutti dichiarati infondati. Particolare rilievo ai fini di questa analisi assume, soprattutto il secondo motivo di gravame, in cui la ricorrente aveva eccepito la violazione dell’art. 5 co. 6 della L. 898/1970, per non avere il giudice distrettuale verificato l’effettiva disponibilità di mezzi adeguati a conservare il tenore di vita matrimoniale della ricorrente o la possibilità di procurarseli per ragioni oggettive. [Per saperne di più…] su di noiDivorzio: Il “tenore di vita” arriva al capolinea: il nuovo criterio per la determinazione dell’assegno è l’ “indipendenza economica” (Cass. sez. I. 10 maggio 2017 n. 11504)
Intento è quello di ridurre in via preventiva il contenzioso prevedendo, con la maggiore certezza possibile, quale intendere come spesa ordinaria e dunque contenuta nell’assegno di mantenimento, e quale straordinaria, (e fra queste quelle che devono essere previamente concordate e quelle da effettuarsi anche senza il preventivo consenso del coniuge) in quanto non oggettivamente prevedibile nell’an e nel quantum. [Per saperne di più…] su di noiSpese straordinarie per i figli: la classificazione del tribunale di Roma