Source: https://lnx.camereminorili.it/category/documenti/page/2/
Timestamp: 2020-04-07 09:29:01+00:00
Document Index: 58172032

Matched Legal Cases: ['sentenza ', '§91', 'art. 8', '§92', 'art. 614', 'e contrario', 'sentenza ', 'art. 4', 'art.41', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 263', 'art. 263', 'sentenza ', 'art. 263', 'sentenza ', 'art. 263', 'art. 30', 'art. 3', 'sentenza ']

Documenti Archives - Pagina 2 di 12 - Unione Nazionale Camere Minorili
Tutti gli articoli in Documenti
Ti trovi in: Home / Documenti / Page 2
CEDU: M.K. v. Greece, 1.02.2018
La Corte EDU ribadisce con questa sentenza l’importanza dell’ascolto del minore nelle decisioni familiari che lo riguardano direttamente, diritto “garantito da più strumenti giuridici internazionali” (§91).
Nella fattispecie, il caso è relativo ad una famiglia greca composta dai genitori divorziati e due figli di 13 e 16 anni. La madre, che detiene la custodia dei minori, decide di trasferirsi in Francia con gli stessi. Tuttavia il padre riesce, in occasione di una visita occasionale, a trattenere in Grecia i figli presso di sé. La madre si rivolge quindi alla Corte di Strasburgo perché insoddisfatta dall’attività delle autorità greche nel ripristinare lo status quo ante con riferimento alle misure vigenti in tema di affidamento e collocamento dei figli minori, lamentando per questi motivi la violazione dell’art. 8 CEDU.
La Corte, tuttavia, nega la sussistenza di tale violazione in base alla considerazione secondo cui le autorità nazionali hanno intrapreso “tutte le misure necessarie che potevano ragionevolmente attendersi da esse”, in base al principio dell’interesse superiore del minore. Infatti, uno dei due figli aveva manifestato chiaramente e reiteratamente la sua volontà di continuare ad abitare con il padre nella propria città d’origine. A tal proposito, la Corte statuisce chiaramente che gli strumenti diretti a valorizzare la volontà del minore impongono che “le autorità competenti amministrative o giudiziarie tengano debitamente conto dell’opinione espressa dal minore” (§92).
AFFAIRE M.K. c. GR_CE
23 Febbraio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#ascoltodelminore, #interessedelminore
Divorzio: stesso tenore di vita per i figli
Cassazione n. 3922 del 19 febbraio 2018
In tema di determinazione del contributo di mantenimento dei figli è necessario considerare costi diversi da quelli connessi al mero sostentamento e, dunque, esigenze relative anche all’aspetto scolastico, abitativo, sportivo, sociale e sanitario, con la precisazione che i figli hanno il diritto di mantenere il tenore di vita loro consentito dai proventi e dalle disponibilità concrete di entrambi i genitori, cioè quello stesso che avrebbero potuto godere in costanza di convivenza.
sentenza-3922-2018
23 Febbraio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#assegno, #costidiversi, #mantenimentofigli
No alle foto sui social dei figli minorenni
Tribunale di Roma – ordinanza del 23 dicembre 2017
“Deve essere disposta, a tutela del minore e al fine di evitare il diffondersi di informazioni anche nel nuovo contesto sociale frequentato dal ragazzo, l’immediata cessazione della diffusione da parte della madre in social network di immagini, notizie e dettagli relativi ai dati personali e alla vicenda giudiziaria inerente il figlio”.
Il Tribunale di Roma, a tutela dell’interesse del minore, ha ordinato l’immediata rimozione delle foto e di ogni dato relativo al minore, e ha altresì disposto una condanna ex art. 614 bis cpc in caso di inottemperanza dell’obbligo di cessazione della condotta di divulgazione.
ordinanza Trib. Roma 23dicembre2017
23 Febbraio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#interessedelminore, #minoriesocial, #separazioneconflittuale
Quesiti settore penale – Congresso 17.11.2017
Si pubblicano le risposte fornite dalle Camere ai quesiti posti dal Settore Penale al Congresso tenutosi a Roma in data 11.11.2017.
quesiti_penali
19 Febbraio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 30294/17; depositata il 18 dicembre
La Corte di Cassazione nella pronuncia in commento ha chiarito che “consentire la revoca del consenso, anche in un momento successivo alla fecondazione dell’ovulo, non apparirebbe compatibile con la tutela costituzionale degli embrioni”.
Nel caso di specie, il ricorrente, dopo aver espresso il consenso all’inseminazione eterologa, revocava tale consenso con successiva comunicazione, giunta però quando il trattamento embrionale era già stato iniziato.
Precisa il Collegio che “l’attribuzione dell’azione di disconoscimento al marito, anche quando abbia prestato assenso alla fecondazione eterologa, priverebbe il nato di una delle due figure genitoriali e del connesso rapporto affettivo e assistenziale, stante l’impossibilità di accertare la reale paternità a fronte dell’impiego di seme di provenienza ignota”.
Pertanto, l’uomo che abbia dato il consenso alla fecondazione eterologa della donna, non potrà revocarlo quando la procedura di trattamento embrionale sia già iniziata e neppure potrà, successivamente, disconoscere la paternità del nato per la sua impotenza a generare.
Cass.-civ.-18.12.2017
29 Gennaio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#fecondazioneeterologa, #revocaconsenso
Non appare contrario all’ordine pubblico il provvedimento di adozione di un minore da parte della partner della mamma biologica, emesso da un’autorità giurisdizionale straniera, sulla scorta della lettura evolutiva operata dalla Corte di Cassazione, la quale, con sentenza n. 12962/2016, ha offerto un’interpretazione più ampia della nozione di “constatata impossibilità di affidamento preadottivo” prevista dall’art. 4, lett. d) L.184/83.
Il provvedimento è dunque direttamente trascrivibile dall’Ufficiale di Stato civile Italiano, negli appositi registri ex art.41, co.1, L.218/1995, senza necessità di alcun procedimento.
Decreto Trib. Minorenni Bologna
29 Gennaio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#adozione, #trascrizioneadozione, coppiesamesex
Corte dei diritti dell’Uomo, Sentenza del 14/12/2017 – CASE OF ORLANDI AND OTHERS v. ITALY
Corte dei diritti dell’Uomo, Sentenza del 14/12/2017, in tema di rispetto del diritto della vita privata e familiare (art. 8 CEDU), relativamente alla registrazione del matrimonio contratto all’estero tra persone dello stesso sesso
La Corte EDU ha condannato l’Italia per aver impedito la trascrizione dei matrimoni e delle unioni civili contratti all’estero da cittadini dello stesso sesso, così negando qualsiasi forma di riconoscimento e tutela per le loro relazioni, prima della riforma intervenuta nel 2016.
La Corte ha affermato che il vuoto legislativo anteriore all’entrata in vigore della legge n. 76/2016 è incompatibile con il rispetto del diritto alla vita privata e familiare sancito dalla Carta EDU all’art. 8.
Per i giudici di Strasburgo, pur non sussistendo un obbligo in capo allo Stato Italiano di riconoscere i matrimoni stranieri same-sex, la normativa nazionale avrebbe dovuto tutelare i diritti di queste unioni proprio in virtù dell’art. 8 CEDU.
26 Gennaio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#art8cedu, #unionicivili
Quando l’interesse del minore non coincide con il favor veritatis – Corte Costituzionale N. 272/2017
NELLE AZIONI DI STATO L’INTERESSE DEL MINORE NON COINCIDE AUTOMATICAMENTE CON IL FAVOR VERITATIS. LA CONSULTA CON LA SENTENZA N. 272/2017 SUPERA IL PROPRIO PRECEDENTE ORIENTAMENTO E RICHIEDE CHE ESSO SIA BILANCIATO CON IL FAVOR MINORIS.
Con la sentenza interpretativa di rigetto n. 272/2017 depositata in data 18 dicembre 2017 la Corte Costituzionale (Pres. Grossi – Red. Amato) risolve, dichiarandola non fondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 263 c.c. prospettata con ordinanza del 25 luglio 2016 dalla Corte d’Appello di Milano (Pres. Estensore La Monica) nell’ambito di un giudizio avente origine da un caso di maternità surrogata. I Giudici costituzionali affermano il principio per cui nell’azione promossa ai sensi dell’art. 263 c.c. occorre sempre in concreto valutare quale sia l’interesse del minore, così superando l’automatismo precedente che lo identificava esclusivamente con il favor veritatis. In particolare, la decisione della Corte Costituzionale richiede che il favor veritatis ed il favor minoris non siano più intesi alternativamente, ma siano posti all’interno di un giudizio di bilanciamento, laddove si effettuerà una comparazione “tra gli interessi sottesi all’accertamento della verità dello status e le conseguenze che da tale accertamento possano derivare sulla posizione giuridica del minore”.
La Consulta opera un deciso revirement rispetto alla propria precedente giurisprudenza.
È noto infatti che con la sentenza n. 112/1997, avente sempre ad oggetto l’art. 263 c.c., la Consulta aveva affermato l’apodittica coincidenza tra favor veritatis e favor minoris, sostenendo che “l’impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità è ispirata al principio di ordine superiore che ogni falsa apparenza di stato deve cadere” per concludere che “non si può contrapporre al favor veritatis il favor minoris, dal momento che la falsità del riconoscimento lede il diritto del minore alla propria identità”.
Con la sentenza n. 272/2017, resa all’esito dell’udienza di pubblica discussione con l’intervento dell’Avvocatura dello Stato, nonché dell’Avv. Grazia Ofelia Cesaro in qualità di Curatore speciale del minore coinvolto nel procedimento, e degli Avvocati Francesca Zanasi e Massimo Clara quali difensori della madre del minore, la Corte Costituzionale muta profondamente il proprio orientamento e si adegua al rinnovato contesto legislativo nonché storico-sociale.
Per la Consulta il richiesto intervento manipolativo sarebbe superfluo in quanto lo stato attuale del nostro ordinamento, anche letto alla luce dei principi sovranazionali che regolano la materia, oggi consente un’applicazione dell’art. 263 c.c. nel senso richiesto dal Giudice a quo e dalle parti coinvolte. La Corte Costituzionale precisa come “la giurisprudenza di legittimità ha escluso, infatti, che il favor veritatis costituisca un valore di rilevanza costituzionale assoluta, atteso che l’art. 30 Cost. non ha attribuito un valore indefettibilmente preminente alla verità biologica rispetto a quella legale”, e conclude chiarendo definitivamente che “l’affermazione della necessità di considerare il concreto interesse del minore in tutte le decisioni che lo riguardano è fortemente radicata nell’ordinamento sia interno, sia internazionale e questa Corte, sin da epoca risalente, ha contribuito a tale radicamento”.
La Consulta dunque consacra la necessità di valutare in concreto, nell’ambito del bilanciamento comparativo tra i valori coinvolti, l’interesse preminente del minore quale principio cardine del nostro ordinamento giuridico, come tale destinato a trovare applicazione non solo con riferimento al caso di specie ma in ogni decisione destinata ad incidere sui diritti dei minori.
Avv. Grazia Ofelia Cesaro
Responsabile Settore Internazionale
Sentenza 272 2017
22 Gennaio 2018 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#favorminoris, #interessedelminore, #maternitasurrogata
“Poiché un minore straniero affidato a un cittadino italiano in virtù di un provvedimento di kafalah di origine negoziale, omologato da un’autorità pubblica, rientra nella nozione di “altri familiari” di cui all’art. 3, comma 2, lett. a), d.lgs. 30/2007, non può rifiutarsi il rilascio del visto di ingresso per ricongiungimento familiare”
Con la pronuncia in oggetto la Suprema Corte respinge il ricorso del ministero degli Esteri contro la decisione del Tribunale notarile di Rabat, confermando il visto d’ingresso per il ricongiungimento familiare con il bambino preso in affidamento da un cittadino italiano grazie all’istituto islamico della kafalah, anche se non stata disposta dal giudice ma frutto di un “accordo” omologato da un’autorità pubblica dello stato di origine del minore.
Sentenza n.28154-2017
21 Dicembre 2017 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#kafalah, #ricongiungimentofamiliare
Costituisce sottrazione internazionale il trasferimento del minore in Italia senza il consenso del padre in regime di affido condiviso – Cass. Civ., sez. I, sentenza 13/10/2017 n° 24173
Il minore affidato congiuntamente ad entrambi i genitori con “custodia primaria” alla madre presso la quale è collocato, secondo il provvedimento del giudice straniero, non può essere trasferito senza il consenso del padre in un Paese diverso da quello nel quale è abitualmente residente e in cui mantiene i legami con il genitore non collocatario. Nell’ipotesi di dissenso di quest’ultimo, il trasferimento può avvenire soltanto con un provvedimento giudiziale.
Cass. 24173-2017
21 Dicembre 2017 Serena Lombardo 0 Commenti Documenti	#sottrazioneinternazionale