Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2016/06/diario-quotidiano-del-28-giugno-2016-le-conseguenze-brexit-dogana.html
Timestamp: 2018-05-21 20:35:42+00:00
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Diario quotidiano del 28 giugno 2016: le conseguenze di Brexit in Dogana
1) Cartella esattoriale nulla: sequestro dei beni revocato
2) Brexit: niente più Intra ma solo pagamenti in Dogana
3) Accessi domiciliari anche per l’imposta di registro?
4) Banche dati previdenziali aperte anche ai collaboratori volontari
5) Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge sul “Dopo di noi” per i non autosufficienti
6) Evasione IVA anche con costi effettivi
7) Riforma degli enti non profit: alcuni punti chiave auspicati
8) Atti tributari: con la notifica presso la sede legale il fisco non sbaglia mai
9) F24: istituiti due codici tributo utilizzabili dalle imprese elettriche per il canone RAI
10) Affitto negozio: no all’aumento del canone
11) Ennesimo aggiornamento al software di compilazione Studi di settore – Gerico 2016
12) Senza titolo il Commercialista non può esercitare neppure con società
Va revocato il sequestro se la pretesa fiscale viene poi annullata. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26450 del 24 giugno 2016, ha stabilito che va revocato il sequestro per equivalente disposto sui beni dell’indagato, nel caso in cui la Commissione tributaria abbia annullato la pretesa dell’Amministrazione finanziaria. E questo anche se la sentenza non è ancora definitiva. Secondo i massimi giudici l’annullamento della cartella esattoriale, ancorché con sentenza non definitiva, comporta il venire meno della pretesa tributaria e, dunque, l’esistenza del profitto del reato.
Un contribuente indagato per reati fiscali, avendo ottenuto l’annullamento della pretesa impositiva da parte della Commissione tributaria di primo grado, ha chiesto al Tribunale di disporre la revoca del provvedimento di sequestro preventivo “per equivalente” disposto dal Gip, ma senza successo. Nel successivo giudizio di legittimità è emersa la linea difensiva incentrata sull’inosservanza e l’erronea applicazione della legge penale (artt. 20 D.Lgs. n. 74/2000 e 238 bis cod. proc. pen.).
Secondo il ricorrente, il Tribunale avrebbe dovuto considerare la sentenza della CTP, intervenuta dopo l’adozione del decreto di sequestro, specie a fronte del principio, espresso dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui l’annullamento della cartella di pagamento, ancorché con sentenza non definitiva, determina il venire meno della pretesa tributaria. L’ordinanza di rigetto della domanda di dissequestro, invece, ha omesso di indicare e specificare i motivi che hanno indotto il Tribunale a discostarsi delle valutazioni dei giudici tributari, quanto meno ai fini della valutazione di sussistenza del fumus boni iuris dei reati contestati. Ebbene, i supremi giudici hanno dato ragione all’indagato poiché, nei reati tributari, il profitto è certamente costituito anche dal risparmio economico che consegue alla sottrazione degli importi evasi alla loro destinazione fiscale. Nel caso di specie, dunque, l’intervenuto annullamento della cartella esattoriale, anche se con sentenza non definitiva, comporta il venire meno della pretesa tributaria, dato lo sgravio delle somme riportate nell’accertamento, “ciò che manifesterebbe l’assenza, appunto, attuale, di pretese erariali, rendendo quindi illegittimo il sequestro funzionale alla confisca per equivalente del profitto, in atto, inesistente”.
Dazi all’importazione, Iva più pesante e soprattutto con pagamento direttamente alla Dogana, sugli scambi di beni tra i paesi Ue e la Gran Bretagna. La Brexit avrà conseguenze importanti anche sulla fiscalità degli scambi commerciali oltremanica dei paesi della Ue, sia sul piano sostanziale, per esempio l’imposizione di dazi doganali, che con riguardo alle procedure, come i controlli sulla merce, le modalità di applicazione dell’Iva all’importazione. I riflessi economici e …