Source: https://sicurezza626.blogspot.it/2010/05/
Timestamp: 2017-09-21 21:15:39+00:00
Document Index: 184025082

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 1496', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2269', 'art. 210', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 117', 'art. 23', 'art. 63', 'art.17', 'art. 30']

Sicurezza d lgs 81 2008: maggio 2010
D.Lgs. 66/10 D.Lgs. 81/08 al settore delle Forze Armate
Pubblicato da Lilino Albanese | 12:53
D.Lgs. 81/08 al settore delle Forze Armate
Nella Gazzetta Ufficiale dell'8 maggio 2010 è stato pubblicato il D.Lgs. 66/10 "Codice dell'ordinamento militare".
L’art. 184 (nonché il successivo art. 1496) del D.Lgs. 66/10, in adempimento del rinvio operato dall’art. 3, comma 2, primo periodo, del D.Lgs. 81/08 ha avviato l’iter di emanazione della specifica normativa secondaria dedicata alla definizione delle particolari esigenze in virtù delle quali applicare le disposizioni di cui al D.Lgs. 81/08 al settore delle Forze Armate.
Il D.Lgs. 66/10 opera una fondamentale ed organica revisione dell’Ordinamento Militare, dando vita ad uno specifico Codice. Nelle more dell’applicazione del regolamento, il D.Lgs. 66/10 opera delle affermazioni di principio in ordine all’applicazione del Testo Unico:
1. La normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al D.Lgs. 81/08, si applica alle Forze armate nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare, come valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici.
2. I limiti di compatibilità e le esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare sono individuati nel regolamento, in questa parte emanato nel rispetto delle procedure previste dall’art. 3, comma 2, 1° periodo del Testo Unico.
Il D.M. 248/2000 (regolamento recante la disciplina delle particolari esigenze in ambito Forze Armate) è stato espressamente abrogato dall’art. 2269, comma 1, n. 328 del D.Lgs. 66/10.
Inoltre, lo stesso D.Lgs. 66/10 (art. 210) introduce un peculiare regime di incompatibilità con riferimento agli Ufficiali Medici. Il tutto, con entrata in vigore a cinque mesi dalla pubblicazione
Imprese Edili, Un milione di euro per incentivare
Un milione di euro per incentivare le imprese edili a realizzare maggior sicurezza nei cantieri, in primo luogo quelli finanziati con risorse regionali, attraverso la formazione dei lavoratori e l’utilizzo di sistemi elettronici di controllo. Queste risorse sono messe a disposizione dal bando “Plus Security” (pubblicato ieri sul Bollettino ufficiale regionale) rivolto, in questa prima fase sperimentale, solo ai committenti pubblici e privati che beneficiano dei finanziamenti della Regione Emilia-Romagna per realizzare gli interventi del programma “3000 alloggi di edilizia residenziale pubblica”.
Il bando “Plus Security” è finalizzato a garantire maggiori livelli di tutela della salute e sicurezza sul lavoro all’interno dei cantieri e a promuovere in Emilia Romagna un modello di responsabilità sociale diffusa. "Il nostro modello - ha sottolineato l’assessore regionale alla Programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli - è quello della responsabilità sociale diffusa che si struttura solo se lavoriamo assieme con le parti sociali, gli organismi paritetici, gli enti competenti in materia di sicurezza e tutela del lavoro. Vogliamo stimolare il mercato e la ricerca ad investire per l’ideazione, la progettazione e l’utilizzo di soluzioni tecnologiche e organizzative avanzate".
Il bando prevede incentivi economici per assicurare livelli di sicurezza - ulteriori rispetto a quelli previsti dalle norme statali - che fanno leva sulla formazione (con gli standard incrementali definiti dalla Regione Emilia-Romagna con l’approvazione a luglio del “Programma straordinario di formazione per la sicurezza”) e sull’utilizzo di sistemi informatici di rilevazione delle presenze dei lavoratori in cantiere. Saranno incentivati i progetti di formazione per tutti i lavoratori presenti nel cantiere, con particolare riguardo ai rischi di caduta dall’alto, di sprofondamento, di seppellimento, di folgorazione, di caduta di oggetti dall’alto.
Il sistema degli incentivi economici è previsto dalla legge regionale 2/2009 "Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile" che punta a promuovere un maggiore livello di sicurezza dei lavoratori, in una logica complementare, integrativa e non sostitutiva, delle norme statali. La legge prevede azioni dirette alla tutela della salute e della sicurezza, alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, al contrasto dell’irregolarità delle condizioni di lavoro, alla diffusione della cultura della sicurezza, della legalità e della qualità del lavoro, favorendo la piena e più efficace applicazione, in sede locale, dei relativi strumenti normativi e attuativi.
Possono partecipare al bando i soggetti proponenti, committenti pubblici e privati, che sono stati selezionati nel precedente procedimento relativo al “Programma di edilizia agevolata per la realizzazione di 3.000 case per l’affitto e la prima casa di proprietà”, approvato con deliberazione di Giunta n. 946/2006. Ai fini dell’ammissione, i committenti dovranno produrre una dichiarazione con cui si impegnano ad affidare l’esecuzione dei lavori a imprese che garantiscano l’accesso e lo svolgimento di sopralluoghi dove si svolgono i lavori; applichino i contratti collettivi, nazionale e territoriale, in vigore per il settore e per la zona in cui è ubicato il cantiere; producano il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) corredato della dicitura “antimafia”.
I committenti dovranno presentare domanda in un plico chiuso recante la dicitura "PLUS SECURITY" alla Regione Emilia-Romagna, Direzione Generale Programmazione Territoriale e Negoziata, Intese. Relazioni Europee e Relazioni Internazionali, V.le A. Moro, 30 – 40127 Bologna, VII piano, stanza n. 723.
Le domande devono pervenire entro e non oltre il termine perentorio delle 12:00 del giorno 23/10/2009. Le istanze e la documentazione prodotta verranno esaminate da una Commissione Tecnica che provvederà alla formulazione della graduatoria.
Telefono 051/5273770
Il responsabile del procedimento è il dott. Leonardo Draghetti
Telefono 051/5275940-8769
E-mail ldraghetti@regione.emilia-romagna.it
La domanda può essere redatta utilizzando i moduli reperibili sul sito www.regione.emilia-romagna.it/wcm/codiceterritorio/notizie/security.htm
Codice Regionale di Governo del Territorio (http://www.regione.emilia-romagna.it/codiceterritorio/)
Delibera n 1349/2009 - Bando Plus Security (pdf - 254 kB)
salute e la sicurezza nel lavoro
Secondo diverse fonti di stampa, la manovra economica varata dal Governo il 25 maggio scorso prevedrebbe, nelle sue maglie, la nascita di un “Polo della salute e della sicurezza”, derivante dall’accorpamento di tre enti: Inail (10.848 unità di personale), Ispesl (circa 1200 unità di personale di cui circa 750 ricercatori) e Ipsema (230 unità di personale).
L’istituzione di un Ente unico per la salute e la sicurezza nel lavoro, con natura di ente pubblico non economico avrebbe la funzione di concentrare presso un unico soggetto tutti i compiti del comparto, in considerazione del fatto che Inail, Ispesl e Ipsema, oltre ad erogare le prestazioni di propria competenza, già esercitano le attività di consulenza in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero della Salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
L’Ispesl, nel commentare la notizia ha rivendicato la propria utilità ed ha valorizzato le vaste competenze sviluppate nel settore della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori.
L’Ispesl ricorda anche l’impegno nella riduzione del fenomeno degli infortuni ed in particolare delle morti bianche passate da 1600 a 1200 ed i numerosi interventi per la sicurezza degli insediamenti a rischio di incidente rilevante o degli impianti energetici più complessi. Tali iniziative, unite ad una costante riduzione di mezzi e disponibilità economica, giustificherebbero la permanenza dell’Istituto sulla scena della ricerca italiana.
Consulta: esclusione delle Regioni dalla formazione interna degli apprendisti
Pubblicato da Lilino Albanese | 09:50
Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la competitività, la semplificazione, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, sentenza n. 176 del 10 maggio 2010
Con sentenza n. 176 del 10 maggio 2010, la Corte Costituzionale ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell’art. 23, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sollevata, in riferimento all’art. 117 della Costituzione, da nove Regioni Italiane (Emilia Romagna, Basilicata, Veneto, Liguria, Toscana, Piemonte, Marche, Puglia e Lazio).
In particolare, l'illegittimità riguarda la parte in cui, l'art. 23, comma 2, della Legge n. 133/2008, modifica l’articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30), limitatamente alle parole «non opera quanto previsto dal comma 5. In questa ipotesi», «integralmente» e «definiscono la nozione di formazione aziendale e».
sicurezza del lavoro nelle celle frigorifere
Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche o integrazioni, anche noto come “TestoUnico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, elaborato nel pieno rispetto delle direttive comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia, al Titolo II, rubricato “luoghi di lavoro”, ha previsto numerosi adempimenti a carico del datore di lavoro al fine di assicurare condizioni di lavoro idonee onde ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali.
In particolare, l’art. 63 del T.U., comma 1, rinvia all’allegato IV per le disposizioni di dettaglio inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo al punto 1.9.2.5., in relazioneall’argomento in esame, che “quando non è conveniente modificare la temperatura di tuttol’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione”.
A tal uopo è essenziale, tra l’altro, la conoscenza degli ambienti e la individuazione di ”rischi interferenziali”, che possono sussistere per il fatto che, nel medesimo contesto, si trovano adoperare addetti con mansioni diverse (addetti ad attività di installazione, manutenzioni edilizie, attività di produzione, ecc.) e dei rischi ambientali e intrinseci.
Tanto premesso si segnala una norma di buona tecnica costituita dalla UNI EN ISO15743:2008 relativa alla “Ergonomia dell’ambiente termico –Posti di lavoro al freddo- Valutazione e gestione del rischio” che riporta le prescrizioni da seguire nei luoghi di lavoro con basse temperature per la sicurezza e salute dei lavoratori.Tale norma, applicabile sia ad ambienti interni che esterni, indica in particolare modelli emetodi per la valutazione e la corretta gestione del rischio, una checklist per l'identificazione dei problemi connessi al freddo, un modello di questionario dedicato ai professionisti della salute, linee guida per l'applicazione di regole scientifiche per la problematica del lavoro a bassa temperatura ed anche un esempio pratico.
Ripartizione degli obblighi di sicurezza tra somministratore e utilizzatore
obblighi di sicurezza tra somministratore e utilizzatore
Offerta € 65 tutto cantieri
tutto cantieri
·Allertare il sistema di soccorso;
·Riconoscere un'emergenza sanitaria;
·Riconoscimento e limiti d'intervento di primo soccorso;
·Gi interventi di primo soccorso;
·Nozioni di Primo Soccorso
·Cosa fare
·Anatomia e Fisiologia
·Capacità di intervento pratico
·Urgenza
·Quiz Game
Datori di lavoro principali responsabili del sistema sicurezza
Pubblicato da Lilino Albanese | 09:44
Il Direttore Generale dell’Ispesl Umberto Sacerdote, nell’ambito del “seminario formativo di aggiornamento per i datori di lavoro” promosso dal CNR e in collaborazione con l’Ispesl, ha sottolineato come “il datore di lavoro è indubbiamente il principale destinatario di obblighi in materia di salute e sicurezza, per la semplice ragione che egli, in quanto “organizzatore” dell’attività produttiva esercita un controllo giuridico e di fatto sulle fonti di rischio”.
Nelle pubbliche amministrazioni per datore di lavoro si intende, ha precisato il direttore “il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente funzione gestionale. Il datore di lavoro nelle PA va individuato dall’organo di vertice nelle singole amministrazioni e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.
Quanto agli obblighi gravanti sul datore di lavoro c’è da dire che essi nell’ambito del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. sono stati oggetto di una dettagliata codificazione. L’obbligo principale del datore di lavoro, vero e proprio “perno” attorno al quale ruota l’intero sistema della salute e sicurezza è rappresentato dalla valutazione di tutti i rischi e dalla conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) ai sensi degli art.17 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. Altro obbligo non delegabile è rappresentato dalla designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, figura tecnica prevista proprio per supportare il datore di lavoro nell’individuazione dei fattori di rischio, nell’elaborazione delle misure di prevenzione protezione e delle procedure di sicurezza. Attraverso l’istituzione del Servizio viene così assicurato al datore di lavoro l’apporto delle necessarie competenze tecniche per le attività di governo dl rischio”.
In particolare il direttore è intervenuto su alcuni punti focali della questione sottolineando:
- la possibilità di impegnare le poche risorse a disposizione per sanare ciò che rappresenta un rischio grave ed immediato (fuori norma) su cui è necessario intervenire con estrema urgenza, e nello stesso tempo programmare le risorse da destinare agli “interventi di miglioramento” in funzione delle gravità degli altri rischi. Se di fatto non è possibile intervenire con soluzioni che prevedano una spesa, occorre garantire comunque con misure organizzative la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori ed informare con urgenza che nella scala gerarchica può provvedere a stanziare dei fondi.
- la scelta fondamentale della figura del RSPP e dei componenti del servizio, infatti il datore affida a tale servizio di fatto il processo di valutazione dei rischi dal quale poi scaturiscono tutte le altre misure generali di tutela: sorveglianza sanitaria, informazione e formazione, procedure di sicurezza, interventi tecnici.
- saper utilizzare gli strumenti che la norma prevede: la delega di funzioni, la formazione dei propri collaboratori, la predisposizione di un organigramma, l’attuazione volontaria di modelli di gestione come previsto dall’art. 30.
Formazione nell'ambito della sicurezza in maniera professionale
Pubblicato da Lilino Albanese | 15:40
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