Source: https://renatodisa.com/2016/11/14/corte-costituzionale-sentenza-n-236-del-10-novembre-2016/
Timestamp: 2017-06-26 19:11:00+00:00
Document Index: 139428020

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 567', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte Costituzionale, sentenza n. 236 del 10 novembre 2016 – Avvocato Renato D'Isa
Corte Costituzionale, sentenza n. 236 del 10 novembre 2016	By Avv. Renato D'Isa on 14 novembre 2016	• ( Lascia un commento )
Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 567, secondo comma, del codice penale, nella parte in cui prevede la pena edittale della reclusione da un minimo di cinque a un massimo di quindici anni, anziché la pena edittale della reclusione da un minimo di tre a un massimo di dieci anni.
Sentenza 236/2016 (ECLI:IT:COST:2016:236)
Giudizio: Presidente: GROSSI – Redattore: ZANON
Deposito del 10/11/2016; Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Art. 567, c. 2°, del codice penale.
Atti decisi: ord. 13/2016
A ciò si aggiunge che, alla luce dell’art. 27 Cost., il principio della finalità rieducativa della pena costituisce «una delle qualità essenziali e generali che caratterizzano la pena nel suo contenuto ontologico, e l’accompagnano da quando nasce, nell’astratta previsione normativa, fino a quando in concreto si estingue» (sentenza n. 313 del 1990; si vedano anche le sentenze n. 183 del 2011 e n. 129 del 2008). Esso, pertanto, non vale per la sola fase esecutiva, ma obbliga tanto il legislatore quanto i giudici della cognizione (sentenza n. 313 del 1990). Anche la finalità rieducativa della pena, nell’illuminare l’astratta previsione normativa, richiede «un costante principio di proporzione tra qualità e quantità della sanzione, da una parte, e offesa, dall’altra» (sentenza n. 251 del 2012 e, ancora, sentenza n. 341 del 1994), mentre la palese sproporzione del sacrificio della libertà personale produce «una vanificazione del fine rieducativo della pena prescritto dall’art. 27, terzo comma, della Costituzione, che di quella libertà costituisce una garanzia istituzionale in relazione allo stato di detenzione» (sentenza n. 343 del 1993).
Categorie:Corte Costituzionale, Corte Costituzionale 2016, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze	Navigazione articolo
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 ottobre 2016, n. 21646
Statistiche del Blog	8,272,520 hits