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Timestamp: 2019-05-27 08:22:05+00:00
Document Index: 31077792

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 13', 'art. 61', 'art. 24', 'art. 82', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 83', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 23', 'art. 86', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 24', 'art. 88', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 82', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 130', 'sentenza ']

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Articolo 82 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 82 Codice di procedura civile
Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede euro 1.100 (1).
Negli altri casi, le parti non possono stare in giudizio se non col ministero o con l'assistenza di un difensore [417, 442] (2). Il giudice di pace tuttavia, in considerazione della natura ed entità della causa, con decreto emesso anche su istanza verbale della parte, può autorizzarla a stare in giudizio di persona.
Salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti [86, 417, 707] (3), davanti [al pretore,] (4)al tribunale e alla corte di appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente (5); e davanti alla Corte di cassazione col ministero di un avvocato iscritto nell'apposito albo [365] (6) (7) (8).
(1) Le parole «euro 516,46» sono state sostituite dalle attuali «euro 1.100» dall'art. 13, comma 1, lett a), del D.L. 22 dicembre 2011, n.212, convertito con modificazioni nella L.17 febbraio 2012, n.10.
(2) Si precisa che i difensori devono essere necessariamente iscritti negli appositi albi, aperti a quanti risultino possesso dei requisiti richiesti dalla legge professionale. La tenuta degli albi consiste in una delle tante funzioni demandate al Consiglio dell'ordine degli avvocati presso ogni Tribunale.
(3) Sono diversi i casi in cui le parti possono stare in giudizio personalmente davanti al giudice. Ciò avviene ad esempio nelle cause di valore non superiore a euro 129,11 in materia di lavoro (417 1), di previdenza e assistenza obbligatorie (442) ed in materia di locazione (447bis). Diversamente, nell'ambito del giudizio di separazione vige l'obbligo per le parti di comparire personalmente davanti al giudice senza l'assistenza di un difensore (707).
Infine, se la parte è anche un avvocato, può stare in giudizio senza il ministero di altro difensore (86).
(4) Le parole "al pretore" sono state soppresse ai sensi dell'art. 61, d.lgs. 19-2-1998, n. 51, a decorrere dal 2-6-1999.
(5) L'avvocato iscritto nell'apposito albo del distretto della Corte di appello, nel quale si trova l'ufficio giudiziario adito è legalmente esercente la professione forense. Infatti, non è ritenuta sufficiente la sola abilitazione all'esercizio della professione.
(6) Con la l. 24-2-1997, n. 127 è stato soppresso l'Albo dei procuratori legali, di conseguenza oggi, all'atto del superamento dell'esame di abilitazione, si acquisisce direttamente il titolo di avvocato dopo aver prestato il giuramento di rito ed essere iscritti all'Albo degli avvocati. Ad oggi, il termine «procuratore» indica solamente le funzioni procuratorie di rappresentanza della parte in udienza.
(7) L'avvocato cassazionista è il difensore iscritto nell'albo dei patrocinanti innanzi alle giurisdizioni superiori, tenuto dal Consiglio nazionale forense. Tale titolo viene conseguito dopo 12 anni di professione oppure in seguito al superamento di un apposito esame.
(8) Per stare in giudizio l'avvocato deve essere autorizzato con apposita la procura alle liti, ovvero l'atto unilaterale con il quale la parte designa il difensore che dovrà rappresentarla nel processo. La mancanza di procura implica la nullità dell'attività processuale compiuta dal difensore, attività che viene comunque considerata come posta in essere dal soggetto che si è costituito in giudizio senza difensore.
La norma in analisi sancisce in ossequio al più ampio diritto alla difesa previsto dall'art. 24 della Costituzione la necessità del patrocinio, fatta eccezione per alcune ipotesi. La difesa tecnica viene resa necessaria dalla complessità e dal tecnicismo del processo non affrontabili dalle parti personalmente senza l'ausilio dei difensori.
“ Ius postulandi ”
Facoltà di proporre domande in giudizio (per il proprio patrocinato)
Massime relative all'art. 82 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 26935/2013
(Cassazione civile, Sez. Unite, ordinanza n. 26935 del 2 dicembre 2013)
Cass. civ. n. 3874/2012
(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 3874 del 12 marzo 2012)
Cass. civ. n. 9842/2010
In tema di sanzioni amministrative, ai fini della regolarità della costituzione in giudizio della P.A. nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione, è sufficiente la sottoscrizione della comparsa di risposta da parte del funzionario delegato e la sua dichiarazione di stare in giudizio in tale qualità, in quanto la delega rilasciata dall'autorità amministrativa al funzionario incaricato della difesa in tale giudizio, ai sensi dell'art. 23, comma quarto, della legge 24 novembre 1981, n. 689, non è equiparabile alla procura alle liti rilasciata al difensore a norma dell'art. 83 c.p.c., ma si concreta in un atto amministrativo di investitura di funzioni, riferibile anche ad una generalità indistinta di controversie future.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 9842 del 24 aprile 2010)
Cass. civ. n. 22186/2009
Il diritto di ogni cittadino di difendersi da sé o con il ministero di un difensore in ogni stato e grado di giudizio, previsto dall'art. 6 della C.E.D.U., non comprende la facoltà della parte che abbia già nominato il proprio difensore di esercitare attività difensiva (nella specie, di inviare atti al giudice) indipendentemente e, quindi, eventualmente anche in potenziale contrasto con le scelte tecniche del proprio difensore, potendo tale condotta costituire fonte di inefficienza e confusione per l'intero processo (particolarmente per quello civile) e, quindi, di potenziale menomazione per la difesa della stessa parte.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 22186 del 20 ottobre 2009)
Cass. civ. n. 6166/2007
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6166 del 16 marzo 2007)
Cass. civ. n. 19786/2006
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 19786 del 14 settembre 2006)
Cass. civ. n. 8026/2006
Nei giudizi dinanzi al giudice di pace, nei casi in cui è ammessa la difesa personale della parte, deve ritenersi consentito alla stessa la facoltà di delegare la partecipazione all'udienza ad altro soggetto.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8026 del 6 aprile 2006)
Cass. civ. n. 17008/2004
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 17008 del 26 agosto 2004)
Cass. civ. n. 12680/2004
Nei giudizi in cui è consentito alla parte la difesa personale (e cioè nel procedimento dinanzi al giudice di pace, ex art. 82 c.p.c., ove il valore della lite sia inferiore al milione di lire, ovvero, senza limite né per giudice adito né per valore, in caso di opposizione a sanzione amministrativa ex art. 23 della legge n. 689/1981), è onere della parte stessa, che riveste anche la qualità di avvocato, specificare a che titolo intenda partecipare al processo, poiché (a prescindere dal profilo fiscale), mentre la parte che sta in giudizio personalmente non può chiedere il rimborso delle spese vive sopportate, il legale, ove manifesti, appunto, l'intenzione di operare come difensore di se medesimo ex art. 86 c.p.c., ha diritto alla liquidazione delle spese secondo la tariffa professionale.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12680 del 9 luglio 2004)
Cass. civ. n. 8500/2004
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8500 del 5 maggio 2004)
Cass. civ. n. 12831/2003
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 12831 del 3 settembre 2003)
Cass. civ. n. 13069/2002
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 13069 del 9 settembre 2002)
Cass. civ. n. 12133/2001
Avendo l'art. 6 della legge 24 febbraio 1997, n. 27 abrogato l'art. 5 del regio decreto-legge n. 1578 del 1933, convertito nella legge n. 36 del 1994 (che ammetteva il procuratore legale ad esercitare la professione solo entro il distretto), ed avendo l'art. 8 della legge 16 dicembre 1999, n. 479 attribuito efficacia retroattiva a tale abrogazione (estendendone gli effetti a tutti i processi in corso alla data di entrata in vigore della citata legge n. 27 del 1997), il difensore munito di procura può, con la suddetta decorrenza, svolgere in ogni caso il suo patrocinio senza limitazioni territoriali.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12133 del 28 settembre 2001)
Cass. civ. n. 6959/2001
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6959 del 22 maggio 2001)
Cass. civ. n. 3761/2001
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3761 del 15 marzo 2001)
Cass. civ. n. 112/1999
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 112 del 8 gennaio 1999)
Cass. civ. n. 7412/1998
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 7412 del 28 settembre 1998)
Cass. civ. n. 6410/1998
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6410 del 30 giugno 1998)
Cass. civ. n. 9576/1997
Nei processi che si svolgono dinanzi alla corte di appello, le parti devono necessariamente essere assistite da difensori (art. 82 c.p.c.) e, pertanto, viola la norma di cui all'art. 24, comma secondo, della Costituzione, nonché quelle di cui agli artt. 82 e 437 c.p.c. (ed è, conseguentemente, nulla) quella deliberazione del collegio, dinanzi al quale si sia svolta l'udienza di discussione di una controversia agraria, qualora il difensore di una delle parti abbia dichiarato di aderire alla astensione proclamata dal consiglio dell'ordine territoriale, che sia stata adottata omettendo di compiere, e di rendere sufficientemente manifesto, il (necessario) giudizio di comparazione tra il diritto della parte di essere difesa e l'interesse all'esercizio, celere e corretto, della funzione giurisdizionale quale servizio pubblico essenziale ordinato a tutela del bene costituzionalmente garantito della tutela giudiziaria dei diritti, non potendosi, all'uopo, legittimamente ritenere incombente, in capo al difensore che dichiari di volersi astenere, uno specifico obbligo di indicazione espressa e compiuta delle attività processuali che egli si riprometta di svolgere (pur potendo ciò qualificarsi, per il predetto, in termini di onere volto all'arricchimento del complessivo quadro degli elementi sottoposti al vaglio del giudicante), e dovendosi, al contrario, presumere, giusto disposto dell'art. 88 c.p.c., che il detto difensore, nel formulare la richiesta di rinvio, avesse in animo di svolgere una concreta attività difensiva.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9576 del 1 ottobre 1997)
Cass. civ. n. 7649/1997
i sensi degli artt. 56 R.D. 31 agosto 1933, n. 1592 (T.U. sull'istruzione superiore) e 43 R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611 (T.U. sulla rappresentanza e difesa in giudizio dello Stato), come modificato dall'art. 11 legge 3 aprile 1979, n. 103, la rappresentanza e difesa in giudizio di un'Università degli studi statale, ove non sussista conflitto con lo Stato o con le Regioni, spetta ope legis all'Avvocatura dello Stato, mentre può essere eccezionalmente affidata ad un difensore del libero foro in forza di apposita motivata delibera.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 7649 del 18 agosto 1997)
Cass. civ. n. 3491/1994
La disposizione di cui all'art. 82, terzo comma, c.p.c. — a norma della quale, salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti ai tribunali ed alle corti d'appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente — si applica, in mancanza di diversa disposizione, anche al processo del lavoro — relativamente al quale, costituendo esso una species del genus processo civile, trovano applicazione tutte indistintamente le disposizioni dettate per il processo civile ordinario, salvo quelle espressamente derogate o manifestamente incompatibili — e pertanto la parte appellante in una controversia individuale di lavoro (come pure la parte appellata che intenda costituirsi in giudizio) deve necessariamente avvalersi del ministero di un procuratore iscritto ad un ordine circondariale compreso nel distretto in cui rientra l'ufficio giudiziario adito, comportando l'esercizio delle funzioni di procuratore extra districtum la nullità insanabile degli atti in tal guisa posti in essere per difetto dello ius postulandi, ovvero della capacità del procuratore di stare in giudizio per la parte che rappresenta, senza che possa rilevare che lo stesso sia eventualmente iscritto anche nell'albo degli avvocati.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 3491 del 14 aprile 1994)
Cass. civ. n. 12048/1992
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12048 del 7 novembre 1992)
Cass. civ. n. 8603/1984
Le disposizioni degli artt. 82 e 83 c.p.c., sul patrocinio delle parti e la procura alla lite, trovano applicazione anche nei procedimenti di esecuzione. Pertanto, nel processo esecutivo per espropriazione forzata immobiliare, devoluto al tribunale, l'intervento del creditore, per partecipare alla distribuzione della somma ricavata, ovvero anche, se munito di titolo esecutivo, per compiere o promuovere il compimento di singoli atti del processo, richiede il ministero di un procuratore legale abilitato nel distretto in cui ha sede detto tribunale e ciò anche nel caso di intervento di un'esattoria delle imposte ove rappresentata dal collettore, non trovando deroga il citato art. 82 c.p.c. nel disposto dell'art. 130 del D.P.R. 15 maggio 1963, n. 858. Ne deriva che l'intervento effettuato in detto processo dal creditore personalmente, in quanto proveniente da soggetto privo dello ius postulandi, si traduce in un atto giuridicamente inesistente, per inidoneità assoluta a raggiungere lo scopo cui è destinato, e come tale non è suscettibile di sanatoria per effetto di successiva comparizione di procuratore munito di regolare mandato (la quale, nel concorso dei prescritti requisiti, può eventualmente integrare un intervento tardivo con valore ex nunc), con l'ulteriore conseguenza che l'opposizione agli atti esecutivi, esperibile dagli interessati per far valere detta inesistenza, non è soggetta al termine perentorio di cinque giorni, ma può essere proposta in qualunque momento durante il corso del processo esecutivo.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 8603 del 17 dicembre 1984)