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Timestamp: 2020-08-06 01:59:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 378', 'art. 379', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 107', 'art. 107', 'art. 107']

Sentenza Cassazione Civile n. 13460 del 30/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13460 del 30/06/2016
Cassazione civile sez. lav., 30/06/2016, (ud. 05/04/2016, dep. 30/06/2016), n.13460
sul ricorso 19454/2010 proposto da:
Avvocati LELIO MARITATO, LUIGI CALIULO, ANTONINO SGROI, giusta
TORREFAZIONE MIKE S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del legale
avverso la sentenza n. 657/2009 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 15/07/2009 R.G.N. 1025/2008;
05/04/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI CAVALLARO;
Con sentenza depositata il 15.7.2009, la Corte d’appello di Torino rigettava l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il Tribunale di Alessandria l’aveva condannato a pagare a Torrefazione Mike s.p.a. la somma di Euro 328.784,67 a titolo di rimborso del 90% dei contributi versati nel triennio 1995-1997 e, in accoglimento dell’appello incidentale proposto dall’azienda, condannava l’Istituto appellante a pagarle gli interessi con decorrenza dalla data della domanda.
La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto.
Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS, affidandosi a due motivi di censura. Resiste l’azienda con controricorso. Entrambe le parti hanno depositato memoria ex art. 378 c.p.c. e la parte controricorrente ha altresì depositato brevi osservazioni per iscritto sulle conclusioni del pubblico ministero, ex art. 379 c.p.c., comma 4.
Con il primo motivo, l’Istituto ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, comma 1 (conv. con L. n. 17 del 2007), in combinato disposto con la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3, 7-bis e 13 e art. 7, comma 1 (conv. con L. n. 22 del 1995), in relazione al D.L. n. 78 del 2010, art. 12, comma 12, per avere la Corte territoriale ritenuto che i benefici di carattere tributario di cui al D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater e al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, citt., si estendessero anche ai contributi previdenziali.
Con il secondo motivo, l’Istituto ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione delle norme dianzi citt. per avere la Corte di merito ritenuto che le disposizioni richiamate si estendessero anche a coloro che avevano già versato i contributi dovuti, legittimandoli a chiedere la restituzione di quanto versato in eccesso.
Com’è noto, la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, ha esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e già destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3 e 7-bis (conv. con L. n. 22 del 1995), le disposizioni sulla regolarizzazione automatica delle imposte previste dalla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, in favore delle imprese colpite dal sisma del 1990 in Sicilia orientale, prevedendo che tali soggetti potessero regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1995, 1996 e 1997 versando il 10% dell’importo dovuto entro il 31.7.2004 (termine successivamente differito al 31.7.2007 dal D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, comma 1, conv. con L. n. 17 del 2007, e ulteriormente prorogato al 31.3.2008 dal D.L. n. 248 del 2007, art. 36-bis).
c) che, per quanto attiene agli aiuti individuali già versati prima della data di avvio della decisione e dell’ingiunzione di sospensione, il regime va considerato compatibile con il mercato interno, ai sensi dell’art. 107, par. 2, lett. b), TFUE, a condizione che possa essere stabilito un nesso chiaro e diretto tra i danni subiti dalla singola impresa in seguito alla calamità naturale e l’aiuto di Stato concesso, evitando i casi di sovracompensazione rispetto ai danni subiti dalla impresa; inoltre, ogni compensazione relativa a tali danni, ottenuta da una qualsiasi fonte, deve essere dedotta ed è necessario escludere ogni tipo di cumulo tra gli aiuti previsti dal regime qui in esame ed eventuali aiuti previsti da altre misure per i medesimi costi.
Deve per contro negarsi che la vicenda per cui è causa configuri un’ipotesi di “aiuti individuali già versati nel quadro delle misure in esame prima della data di avvio della decisione e dell’ingiunzione di sospensione” del 17.12.2002, di cui al punto 136 della decisione della Commissione: in specie, infatti, l’Istituto previdenziale non ha effettuato alcun pagamento con animus solvendi, ma si è limitato ad eseguire un comando giudiziale, che ha contestualmente impugnato, anche in questa sede, contestando il diritto della impresa al beneficio, onde non è configurabile nè un pagamento nè, a fortiori, un atto di concessione di aiuti.
Dovendo pertanto ritenersi che nella vicenda per cui è causa, controvertendosi di “pagamenti di aiuti in essere”, debba trovare piena applicazione il ius superveniens di cui alla decisione della Commissione dianzi cit., restando viceversa irrilevanti le statuizioni della medesima decisione in punto di recupero di aiuti già concessi, mette conto piuttosto ribadire che la decisione della Commissione, pur ritenendo incompatibile sul piano generale il regime delle agevolazioni, ha lasciato ferma la legittimità dell’intervento legislativo allorquando l’aiuto individuale rientri nei limiti del regolamento c.d. de minimis applicabile (punto 115 della decisione), ovvero possa beneficiare della deroga prevista dall’art. 107, par. 2, lett. b), TFUE (punto 132 della decisione).
Qualora la prova dei presupposti per l’applicabilità del regolamento de minimis non venga fornita, il giudice del rinvio dovrà verificare la compatibilità con il mercato interno del beneficio costituente aiuto di Stato, ex art. 107, par. 2, lett. b), TFUE, e dunque, da un lato, quale sia stato l’importo del danno diretto subito dall’impresa per effetto dell’alluvione, da accertare a livello della stessa impresa (cfr. punto 132 della decisione), e dall’altro, nell’ambito del danno così individuato, quale importo sia stato già compensato da altre fonti (assicurazioni o altre misure di aiuto: cfr. punto 148 della decisione della Commissione), dovendo, in particolare, tenersi conto anche dei benefici previsti dalla stessa normativa in materia di tributi e premi, giacchè l’aiuto oggetto dell’attuale controversia potrà essere riconosciuto nei limiti della compensazione del danno residuo.