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Timestamp: 2019-01-20 20:23:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 43', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11']

» Processo amministrativo RICCARDI & FENUCCIU
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23 marzo 2015 20:12 / Leave a Comment
15 marzo 2015 14:26 / Leave a Comment
Le richieste di accesso dei consiglieri comunali finalizzate a ottenere la documentazione di tutti i settori dell’amministrazione, tendenti a compiere un sindacato generalizzato dell’attività degli organi decidenti, deliberanti e amministrativi dell’ente, sono compatibili con il principio di funzionalità del mandato.
Tale principio viene affermato con la sentenza n. 680 del 04.04.2014, del TAR Salerno.
I magistrati amministrativi, con la sentenza n. 680/2014, hanno affermato il carattere derogatorio dell’art. 43, comma 2, del decreto legislativo n. 267/2000 rispetto alla disciplina generale dell’accesso contenuta negli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/90, che comporta una dipendenza funzionale tra la conoscenza del documento e la coltivazione dell’interesse dedotto, da fare valere eventualmente in sede processuale.
L’accesso, di cui all’art. 43 del Tuel ha invece l’obiettivo di mettere in condizione il consigliere comunale di esercitare il proprio mandato e di verificare il comportamento degli organi istituzionali del comune, ragion per cui i consiglieri hanno facoltà di presentare interrogazioni e ogni altra istanza di sindacato ispettivo.
L’amministrazione comunale dovrà consentire l’accesso agli atti richiesti, riconoscendo un ampio “diritto all’informazione” al quale si contrappone il puntuale obbligo degli uffici di fornire ai richiedenti tutte le notizie e le informazioni in loro possesso.
10 marzo 2015 18:11 / Leave a Comment
Per affidare una serie di servizi legali a professionisti esterni occorre esperire una procedura concorsuale selettiva ad hoc, aperta alla partecipazione di tutti coloro che, in possesso dei titoli e dei requisiti richiesti, aspirano al conseguimento dell’incarico.
Proprio in merito s’è espresso il TAR della Campania – Salerno, sezione II, con sentenza n. 1383 del 16.07.2014 riguardo alla impugnazione di una delibera con la quale un Comune aveva proceduto all’affidamento diretto, in via fiduciaria a due avvocati esterni, dell’incarico di consulenza legale, giudiziale e stragiudiziale a tutti gli organi comunali per la durata di un anno.
La contestata legittimità di questa azione amministrativa ha fatto porre l’accento sulla legittima pretesa che l’amministrazione, pur quando agisce secondo il diritto privato, pervenga alla selezione del contraente sulla base di procedure amministrative trasparenti, idonee a consentire a tutti gli aventi diritto di partecipare, in condizioni di parità e uguaglianza, alla selezione per la scelta del miglior contraente.
È stato quindi chiarito che, quando non trattasi di un singolo incarico o di una singola attività afferente a una specifica vertenza legale ma della complessa organizzazione di un’attività di assistenza in favore dell’ente locale che può comprendere anche la difesa giudiziale ma che in essa non si esaurisce bisogna espletare una pubblica procedura di selezione del professionista.
Se il “patrocinio legale” costituisce il contratto volto a soddisfare il solo e circoscritto bisogno di difesa giudiziale del cliente, la nozione di “servizio legale” è da ritenersi nell’ottica della gestione di tutto il servizio dell’attività legale dell’amministrazione, comprensivo anche di consultazioni orali, scritte, e di redazioni di pareri.
Questa distinzione, sottolineata anche di recente dalla Giurisprudenza contabile e ripresa dai giudici amministrativi nella sentenza del TAR Campania – Salerno sent. 16.07.2014 n. 1383, è stata utile a fare chiarezza sulla questione.
10 marzo 2015 17:57 / Leave a Comment
23 dicembre 2013 13:14 / Leave a Comment
La giurisprudenza amministrativa sembra ormai essersi assestata nel senso di ammettere il ricorso al meccanismo riparatorio della riassunzione, codificato dall’art. 11 c.p.a., soltanto nei casi in cui la causa civile sia stata introdotta entro lo stesso termine previsto per il ricorso al giudice amministrativo, pena la decadenza dell’impugnativa, ove correlata a situazioni qualificabili come interesse legittimo.
Consiglio di Stato n. 940/2012
T.A.R. Napoli, sent. 1354/2012