Source: http://adiantum.it/public/1676-a-bologna-un-giudice-garantista-distante-anni-luce-dalla-linea-del-tribunale-minorile.asp
Timestamp: 2019-10-14 04:51:09+00:00
Document Index: 159545364

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 333', 'art. 333', 'art. 333', 'art. 333', 'art. 741']

A Bologna un giudice garantista distante anni luce dalla linea del tribunale minorile - Associazione di Associazioni Nazionali per la tutela dei Minori
Di Rita Rossi. Con la sentenza che troverete di seguito al commento, ci troviamo di fronte, come accade da qualche tempo a Bologna, a decisioni di un giudice minorile dall’impronta fortemente garantista; decisioni distanti anni luce dalla propensione – tante volte riscontrabile nell’ufficio bolognese - a limitare la potestà dei genitori (anche con l’allontanamento dei bambini dalla famiglia d’origine), prescindendo da verifiche accurate.
La vicenda processuale. Il pubblico ministero, rilevando la scarsa collaborazione dei genitori e la conflittualità tra loro esistente, chiede al tribunale di intervenire subito con una limitazione della potestà genitoriale, affidando la figlioletta di sette anni al Servizio Sociale.
Tra in compiti da assegnare al Servizio – questa l’ulteriore richiesta del p.m. – la decisione circa il collocamento più idoneo della bambina. Il presidente estensore, dr. Guido Stanzani, osserva come simili provvedimenti siano quanto meno frettolosi, dovendosi piuttosto, e prima di tutto, verificare quale sia l’effettiva condizione familiare, e quali le risorse genitoriali.
Ecco, allora, la decisione di affidare ai servizi un mandato conoscitivo, non invasivo, dunque, della potestà genitoriale.
L’incarico al Servizio assume, dunque, contorni del tutto diversi rispetto alle richieste trasmesse dal terzo piano di Via del Pratello. Solo le risultanze degli accertamenti consentiranno poi le determinazioni più appropriate.
1684/2010 Vol. N.
dott. sa Elisabetta Tarozzi Giudice
dott. sa Maria Cristina Zanini Giudice On.
dott. Mauro Imparato Giudice On.
ha pronunciato il seguente DECRETO PROVVISORIO
Oggetto: procedimento ex art. 333 s.s. c.c. relativo alla minore G.B., nata a (…) il (…) 2003, figlia dei coniugi V.V.i e N.N., residente con la madre a (…), via (…). in fatto
1. Con ricorso in data 25 agosto 2010 la locale Procura della Repubblica ha chiesto a questo Tribunale di procedere, ex art. 333 s.s. c.c. e sulla base delle notizie allegate al ricorso stesso, da cui si evincerebbe una situazione di asserito pregiudizio per la minore indicata in epigrafe.
2. Richiede l’Ufficio di “affidare, in provvisoria ed urgente, la minore al Servizio Sociale con compiti di vigilanza e sostegno e affinché provveda al suo collocamento più idoneo” prescrivendo ai genitori di collaborare col Servizio.
3. L’iniziativa dell’ Ufficio si basa su una relazione dell’AUSL di Ravenna del 2 luglio 2010 e su una nota del Servizio Sociale di Faenza del 27 luglio successivo (all’epoca la madre e la figlia risiedevano infatti in (…) mentre attualmente si sono trasferite a (…)) da cui si apprende che:
- i coniugi sono separati dal 2004 e, da allora, la minore ha sempre vissuto con la madre;
- nel corso dell’anno 2009 e su disposizione del Giudice Tutelare di (…), il Servizio Sociale ha organizzato incontri vigilati tra la figlia ed il padre, incontri cessati nel marzo 2010 per la dichiarata impossibilità del secondo a proseguirli motivando con impegni di lavoro, problemi di salute e, comunque, disaccordi con la madre che, secondo quanto telefonicamente riferito dall’uomo ad un operatore, sarebbe indagata (del che non risultano altre notizie) per tentato omicidio nei suoi confronti;
- nell’aprile 2010 il B. è stato arrestato ed è attualmente agli arresti domiciliari fino al 20 aprile 2012;
- la madre ha sempre tenuto comportamenti di scarsa collaborazione col Servizio giungendo persino, nel corso di un incontro tenutosi il 5 dicembre 2009, ad occultare un registratore all’ interno del cappuccio della figlia.
A. Nulla segnala che, nella fattispecie, si sia in presenza di una “condotta” dei genitori (art. 333s.s. c.c.) rapportabile, in nesso causale, a “pregiudizi” per la figlia (ancora art. 333 cit.) “concreti e verificabili in fatto”, dal momento che le allegazioni indirizzano, a tutto concedere, su di un percorso cognitivo prognostico tout court che proprio per questa sua natura, preclude interventi giudiziari limitativi della potestà. Non ultimo considerando che, sia pur nell’ambito del contenitore formale della volontaria giurisdizione, la fattispecie non è riconducibile ad una mera gestione di interessi (come è proprio della giurisdizione volontaria e di cui costituisce esempio la maggior parte delle questioni in tema di amministrazione di sostegno) ma su un radicale conflitto di diritti (la potestà dei genitori, da un lato, e, dall’altro il pregiudizio per il figlio conseguente ad una mala gestio della prima) sul quale il giudice è chiamato a pronunciarsi nel rigoroso rispetto delle regole, processuali e sostanziali, che reggono la giurisdizione contenziosa. La conseguente inconfigurabilità dei requisiti del fumus e del periculum esclude quindi l’emanabilità di provvedimenti cautelari inaudita altera parte.
B. Le considerazioni appena svolte sarebbero pienamente riproducibili anche sotto il profilo del merito nel senso che le risultanze in atti potrebbero, e forse dovrebbero, comportare pronuncia di non luogo a provvedere con contestuale invito al Servizio Sociale oggi competente, di svolgimento dei compiti istituzionali suoi propri. Conclusione, quella appena formulata, che si supporterebbe anche sulla fragilità giuridica che si coglie nella stessa formulazione delle richieste quando invocano l’attribuzione al Servizio di un “affidamento” (id est, di una limitazione della potestà) a fini di “vigilanza” e “sostegno” e, cioè, di funzioni estranee alla giurisdizione in quanto proprie dei compiti dell’”amministrazione” competente, il Servizio Sociale, appunto. Per non aggiungere che anche un’affrettata valutazione delle richieste quali formulate, e proposte (cfr. sub 2. della parte di “fatto” che precede), rende ardua l’ individuazione, nella fattispecie, della indispensabile domanda di merito.
C. E’ un fatto, nondimeno, che i comportamenti ben poco collaboranti sia del padre che della madre in una complessiva situazione di aspri scontri tra loro e i reciproci “dispetti” quando si imporrebbero accordi sulla frequentazione della figlia, sono suscettibili di produrre nocive ricadute su quest’ultima e alterazioni indebite del suo normale equilibrio di vita. Di qui, per prudenza, l’opportunità di un approfondimento conoscitivo per poter valutare se davvero esista una concreta situazione di rischio per la minore e, in caso affermativo, sotto quali profili. Al Servizio Sociale competente il mandato di svolgere, per l’effetto, una accurata indagine in ordine alla situazione del nucleo coi compiti che si specificano in dispositivo.
visti gli artt. 333 s. s. c.c., in via provvisoria Conferisce al Servizio Sociale di (…) mandato conoscitivo a tutela della minore G.B. con i compiti di :
(a) valutarne, anche attraverso colloqui e accessi domiciliari, questi ultimi purché consentiti dalla madre, la situazione di vita quotidiana in famiglia;
(b) analizzare le capacità di entrambi i genitori per verificarne lo stato di civile maturità del proprio ruolo e del senso delle proprie responsabilità nei confronti della figlia;
(c) individuare e descrivere le eventuali situazioni di rischio della minore nell’attuale suo contesto familiare e le soluzioni ritenute più opportune per il più equilibrato allevamento di essa;
(d) predisporre un progetto degli incontri col padre nei modi, tempi e luoghi ritenuti più corrispondenti alle esigenze ed alla serenità della minore. L’analisi richiesta col mandato attribuito dovrà essere concentrata sulla rappresentazione della materialità della situazione di fatto e sul riferimento di circostanze obiettive a supporto degli eventuali giudizi formulabili per effetto dei compiti svolti.
Prescrive ai genitori di attenersi alle indicazioni che verranno loro fornite dal Servizio Sociale.
Avvisa i genitori stessi che hanno la facoltà di costituirsi nel presente procedimento e che, per costituirsi, presentare memorie, istanze e richieste, è necessaria l’assistenza di un difensore i cui onorari saranno a loro carico, salvo sussistano i presupposti per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
Stabilisce che il Servizio faccia pervenire al Tribunale una analitica relazione in adempimento dell’incarico sopra demandatogli entro e non oltre una settimana prima dell’udienza come sotto fissata.
Convoca i genitori dinanzi al Giudice Onorario dott. Salvatore Busciolano, delegato per l’ incombente, per il giorno alle ore , presso questo Tribunale, in via del Pratello 36, piano 1°, Bologna, per essere sentiti sulle circostanze sopra descritte.
Decreto immediatamente efficace ex art. 741 cpc.
Si notifichi ai genitori.
- Servizio Sociale di (…),via fax;
- PM in sede.
Così deciso in Bologna nella Camera di Consiglio del 21 ottobre 2010
Il Presidente est. (dott. Guido Stanzani)
Fonte: Redazione - R. Rossi
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12.22 di mercoledÃ¬ 21/03/2012
scritto da magnani mirco
VORREI CAPIRE PER QUALE MOTIVO I GIUDICI DEL TRIBUNALE DEI MINORI DI BOLOGNA E PARLO PER ESPERIENZA DIRETTA PRENDANO DELLE DECISIONI COSÃ¬ RADICALI TRAUMATICHE E DOLOROSE NEI CONFRONTI DEL RAPPORTO GENITORI FIGLI SENZA PREOCCUPARSI REALMENTE DI SAPERE COME STANNO VERAMENTE LE COSE ! DECISIONI PRESE IN MODO FRETTOLOSO E SENZA NESSUN RISCONTRO PRATICO !SE QLC LO SA MI RISPONDA GRAZIE !
11.35 di mercoledÃ¬ 25/05/2011
come si chiama il giudice dei minori di bologna
07.56 di mercoledÃ¬ 26/01/2011
scritto da federico36
il mio commento si basa su un concetto molto piu profondo e una linea molto sottile perche tutti e dico tutti gli assistenti sociali sono formati presso il cbm di milano e partono gia da un presupposto che la figura maschile sia la figura da reprimere per i figli propio perche in questo centro di formazione la figura maschile viene considerata come un pericolo anche che un padre sia la persona piu buona del mondo loro lo vedono gia in cattiva luce.il tribunale dei minori non per altro cosa fa se riceve da una assistente sociale una relazione positiva bene e va tutto bene ma cosa rara o impossibile altrimenti il tribunale deve fidarsi di cio che loro scrivono e quindi emanano decreti di allontanamento.Ma non e il il tribunale dei minori anzi leggendo questo provvedimento direi che codesti giudici sono molto clementi e prima di prendere decisioni voglio indagare ,ma il problema chi controlla i controllori che controllano le famiglie?gli assistenti sociali?secondo me se esistesse un serviozio neutro che valutasse gli assistenti sociali forse si potrebbe smettere di giudicare un operato di un giudice che forse in buona fede si rimette a cio che gli mandano gli assistenti sociali.comunque vorrei dire grazie al tribunale dei minori perche e un istituzione che cura gli interessi dei minori veramente e parlo per mia esperienza personale.vorrei potere stringere la mano a questi giudici che sono persone come noi che fanno un lavoro molto complesso e delicato.
15.19 di giovedÃ¬ 18/11/2010
Per esperienza personale l´affido al S.S. senza cambiare la collocazione del minore Ã¨ solo ed esclusivamente un modo di mascherare un affido esclusivo alla madre; i SS non hanno nÃ¨ tempo nÃ¨ modo nÃ¨ la volontÃ di controllare l´operato delle madri e cosÃ¬ i minori crescono orfani di padre e complessati. La soluzione efficace nel 99% dei casi puÃ² essere solo un reale affido condiviso con suddivisione di oneri ed onori e non come si Ã¨ soliti fare gli oneri al padre e gli onori alla madre!
09.06 di giovedÃ¬ 18/11/2010
scritto da PEZZANO BRUNO
Se il legislatore avesse a cuore le finalita´ della sua funzione regolatrice della vita sociale, nel senso piu´ ampio possibile,e ne avesse le competenze, piuttosto che vantarsi di presunti mandati popolari, non avremmo in Italia anomalie di questa natura ed ingerenze nella sfera privata delle famiglie,soprattutto quando non serve a nessuno.E´ indispensabile , non piu´ procrastinabile, un´assunzione di responsabilita´nazionale di buon governo della sfera famigliare,anche e prima di tutto, dello spazio genitoriale e filiale. In mancanza della quale, il territorio della famiglia restera´ in mano a giocatori legionari del diritto, prepotenti,non regolatori, prevaricatori disarmonizzanti e per questo causa di danni irreparabili per giovani vite e per i loro cari.