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Timestamp: 2020-02-19 10:32:42+00:00
Document Index: 84653011

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 375']

Sentenza Cassazione Civile n. 11923 del 30/05/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11923 del 30/05/2011
Cassazione civile sez. trib., 30/05/2011, (ud. 04/05/2011, dep. 30/05/2011), n.11923
sul ricorso 18801/2009 proposto da:
O.S.B. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA RICCARDO GRAZIOLI LANTE 16, presso lo studio dell’avvocato
BONAIUTI PAOLO, rappresentato e difeso dall’avvocato NICOLINI
Antonio, giusta procura speciale in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 31/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE
di CAGLIARI del 15/05/08, depositata il 19/06/2008;
La CTR della Sardegna con sentenza dep. il 19/06/2008 ha, rigettando l’appello di O.S.B., confermato a sentenza della CTP di Cagliari che aveva rigettato il ricorso del medesimo avverso gli avvisi di accertamento Iva, Irpef e Irap per gli anni 1998, 1999.
Ha proposto ricorso per cassazione, con tre motivi, il contribuente, deducendo violazione di legge.
I motivi sono palesemente inammissibili.
Il ricorso andava soggetto alle disposizioni di cui all’art. 366 bis, in ordine alla formulazione dei quesiti.
Ai ricorsi proposti contro sentenze o provvedimenti pubblicati a partire dal 2.03.2006, data di entrata in vigore del D.Lgs. 15 febbraio 2006, n. 40, recante modifiche al codice di procedura civile in materia di ricorso per cassazione, si applicano le disposizioni dettate nello stesso decreto.
Questa Corte (Cass. n. 7119/2010) ha, altresì, ritenuto che solo i ricorsi per Cassazione proposti contro provvedimento pubblicati o depositati dopo la data di entrata in vigore della L. n. 69 del 2009 (4 luglio 2009) sono soggetti alla norma abrogatrice dell’art. 366 bis c.p.c.. Nel caso in esame i quesiti sono stati del tutto pretermessi nè sussistono ragioni,come da deduzioni di cui alla memoria, per un mutamento di indirizzo, anche limitatamente ai vizi motivazionali.
Il ricorso può, pertanto decidersi in camera di consiglio ai sensi, dell’art. 375 c.p.c., con la dichiarazione di inammissibilità del medesimo.
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente alle spese che liquida in Euro 2.000,00 oltre spese prenotate a debito.