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Timestamp: 2019-09-17 20:00:54+00:00
Document Index: 182317831

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 22', 'art. 9']

Arriva la svendita permanente dei terreni a uso civico, ecco il nuovo Editto delle Chiudende. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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marzo 25, 2016 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Non soddisfatti della sentenza della Corte costituzionale n. 210/2014 che aveva sbarrato la strada alla vera e propria svendita dei demani civici prevista dalla legge regionale n. 19 del 2013, ora ci riprovano.
La Giunta regionale, con il disegno di legge n. 297/S/A del 2016 (legge regionale finanziaria 2016), ha previsto (art. 3, commi 20°, 21° e 22°)[1] la riapertura per due anni dei termini per la sclassificazione (cioè sdemanializzazione) di terreni appartenenti ai demani civici su richiesta dei rispettivi Comuni, ampliando la possibilità di sdemanializzazione anche ai terreni già trasformati a fini industriali, come, per esempio, l’inquinante bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina s.p.a. di Portovesme (CI), al centro dell’obsoleto progetto di riconversione industriale basato su una nuova centrale a carbone.
Ma non basta. Nella seduta consiliare del 23 marzo 2016 risulterebbe approvato l’emendamento n. 519 [2] a firma degli onorevoli Piermario Manca (Partito dei Sardi), Rossella Pinna (P.D.), Augusto Cherchi (Partito dei Sardi), Gianfranco Congiu (Partito dei Sardi), Alessandro Unali (Rifondazione-Comunisti Italiani-Sinistra Sarda), Anna Maria Busia (Centro Democratico), Roberto Desini (Centro Democratico), Gianmario Tendas (P.D.) e Daniela Forma (P.D.) che elimina i vincoli temporali (un anno, portato a due anni dall’entrata in vigore della legge o dalla pubblicazione sul B.U.R.A.S. del provvedimento di accertamento demaniale con il disegno di legge n. 297/S/A) per la proposizione delle richieste di sdemanializzazione da parte dei Comuni alla Regione autonoma della Sardegna (abrogazione dell’art. 2 della legge regionale n. 18/1996).
Ciliegina sulla torta è la sdemanializzazione ad personas dei terreni a uso civico di Irgoli (NU), già destinati ad agricoltori fin dagli anni ’50 del secolo scorso è già affrancabili, senza tante difficoltà, attraverso l’istituto della legittimazione (art. 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).
Una svendita permanente, senza nessuna vergogna.
Un nuovo Editto delle Chiudende, portato avanti innanzitutto da chi sbandiera ideali identitari e indipendentisti alla faccia delle identità e del patrimonio delle Collettività locali.
Però, a distanza di più di quattro anni, il competente Direttore del Servizio Attuazione misure agroambientali e Salvaguardia della biodiversità dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale (dov’è incardinato il Settore Usi civici, competente in materia) non ha provveduto a promulgare i relativi provvedimenti per ragioni non conosciute, pur essendo l’attività in argomento chiaramente indicata come preminente nel Programma regionale di sviluppo 2014-2019 (4.10.1 Azione regionale di governo delle terre civiche), fondamentale atto di programmazione disposto dalla legge regionale n. 11/2006.
Preludio di una nuova operazione di accertamento, magari annacquato, con conseguente esborso di parecchi soldi pubblici? Preludio dell’ennesima depredazione ai danni dei demani civici?
Sono, poi, tantissimi i casi di terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati, da Portoscuso a Orosei, da Carloforte a Nuoro, a Posada, a tanti altri Comuni. L’art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.[3] prevede l’obbligo di recupero dei terreni a uso civico illegittimamente occupati a carico dei Comuni e, in caso di inerzia, con intervento sostitutivo regionale: pur essendo ben note tali situazioni negli atti dell’Inventario generale delle Terre civiche, non si è a conoscenza di eventuali interventi in via sostitutiva da parte della Regione autonoma della Sardegna in alcuno dei numerosissimi casi di inerzia da parte dei Comuni interessati. E’ ora di farlo.
Dopo la legge n. 431/1985 (la nota Legge Galasso), i demani civici hanno anche acquisito una funzione di tutela ambientale (riconosciuta più volte dalla giurisprudenza[4]). Questa funzione è importantissima, basti pensare che i demani civici si estendono su oltre 5 milioni di ettari in tutta Italia (un terzo dei boschi nazionali), mentre i provvedimenti di accertamento regionali stanno portando la percentuale del territorio sardo rientrante in essi a quasi il 20% (370.000 – 400.000 ettari).
Un patrimonio meritevole di efficace tutela e di accorta gestione ambientale, non certo di bardane legalizzate a posteriori.
marzo 25, 2016 alle 7:55 am
Dopo Villagrande un altro bel colpo di genio.
Il fatto è che le cose vengono fatte male. Io non sono contrario a priori alle sclassificazioni, Vi sono situazioni oggettivamente irrecuperabili e comunque per le quali non vi sono intenti speculatori. (Cimiteri, caserme C.C: ma anche vecchie lottizzazioni degli anni 50 approvate dalla stessa regione in comuni nei quali il provvedimento formale di accertamento è arrivato 20/30 anni dopo).
Il fatto è che le leggi vanno scritte bene. Si poteva ad esempio condizionare la possibilità di sclassificare all’oggettiva impossibilità di operare il trasferimento in tutto o in parte. In ogni caso le norme su Irgoli sono veramente ridicole. Siccome il caso Irgoli non rientra tra quelli ordinari previsti dalla norma sulle sclassificazioni allora gli fannoo la legge ad comune.
Sulla legittimazione devo dire che non sono d’accordo. Primo perchè ad oggi non essendo inserite nella legge 19 non so se sia possibile utilizzarla. Secondo perchè è un istituto che ha come presupposto essenziale una occupazione abusiva,
Allora preferisco che si sanino situazioni in cui le persone hanno magari chiesto la preventiva autorizzazione piuttosto che situazioni in cui vi sono state occupazioni sine titulo. Anche perchè in mostre nostre realtà questa circostanza potrebbe determinare forti tensioni.
Sugli accertamenti non ancora emessi il discorso sarebbe veramente troppo troppo lungo e difficile.
marzo 25, 2016 alle 4:10 pm
concordo pienamente, tranne che per l’applicabilità dell’istituto della legittimazione, applicabile anche in Sardegna, perché l’art. 9 della legge n. 1766/1927 non é stato mai abrogato e si applica in assenza di norma regionale in proposito. Il possesso e la coltivazione decennali del fondo agricolo previsti per l’ottenimento della legittimazione sono sí senza titolo, ma pacifici e non contrastati. É un istituto applicabile per i piccoli coltivatori diretti, non certo in favore di speculatori, come confermato dalla giurisprudenza.
P.S. qui, comunque, il “Manuale delle Procedure relativa agli Usi civici” in uso presso l’Agenzia Argea, delegata in materia dalla Regione autonoma della Sardegna: http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_126_20130429100459.pdf
marzo 25, 2016 alle 10:27 am
Mi sembrava strano Che carloforte fosse immune ai furti Di Terrence ad uso civic I.Scommetto Che sono occupati dai compagni di merenda, nonostante il tempo passi la fanno sempre da padroni.
marzo 25, 2016 alle 3:01 pm
qui c’è lo stato dell’arte: https://gruppodinterventogiuridicoweb.files.wordpress.com/2011/05/carloforte.pdf
su Cagliari Vistanet, 29 marzo 2016
“Usi civici: attenti al nuovo Editto delle chiudende”. Gli ambientalisti del Grig contro la Regione: http://cagliari.vistanet.it/blog/attualita/usi-civici-attenti-al-nuovo-editto-delle-chiudende-gli-ambientalisti-del-grig-contro-la-regione/
marzo 29, 2016 alle 9:36 pm
da Sardinia Post, 29 marzo 2016
Usi civici, il Grig: “Svendita permanente, un nuovo Editto delle chiudende”. (Pablo Sole): http://www.sardiniapost.it/politica/usi-civici-grig-svendita-permanente-un-editto-delle-chiudende/
aprile 16, 2016 alle 2:24 am
Si dovrebbe chiamare Partito Dei Saldi anziché “Dei Sardi”
La lana mangia-petrolio. Riprendono (forse) le demolizioni degli abusi edilizi a Quartu S. Elena.