Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=21878:2020sparckle&catid=242&Itemid=139
Timestamp: 2020-04-04 02:59:46+00:00
Document Index: 5910659

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 7', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 30']

Parti: TI Sparkle e Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl Telecomunicazioni, RSU
Settori: Servizi, TLC, Sparkle
Giorni festivi Buono pasto
Addì 12 febbraio 2020, in Roma tra TI Sparkle spa e le Organizzazioni Sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni, unitamente alle RSU Sparkle
- con gli accordi del 9 gennaio 2019 e 4 dicembre 2019 Tim spa e le Organizzazioni Sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni, unitamente al Coordinamento nazionale RSU Tim hanno dato attuazione agli impegni assunti l’11 giugno 2018 con l’Accordo siglato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in tema di secondo livello di contrattazione;
- con l’Accordo del 18 dicembre 2019 le Parti hanno avviato un analogo percorso per TI Sparkle definendo le nuove modalità operative per garantire la programmazione e la fruizione delle spettanze di ferie, la fruizione totale dei permessi annui retribuiti entro l’anno di maturazione degli stessi;
- le Parti con la presente intesa intendono completare la definizione del secondo livello di TI Sparkle spa.
Durata normale dell’orario di lavoro
1. È considerato normalista il personale non operante in archi di turnazione, con un orario settimanale di 38 ore e 10 minuti, articolato sui 5 giorni lavorativi fissi dal lunedì al venerdì.
a. dalle 8.00 alle 9.30 per tutte le sedi aziendali ad eccezione della seda di Acilia - Via di Macchia Palocco ove la predetta flessibilità in ingresso è estesa dalle 8.00 alle 10.00;
3. Ferma restando la tassatività delle previsioni prima riportate, in accordo con il vigente protocollo di relazioni industriali, è rimesso al confronto con le RSU territorialmente competenti la valutazione di eventuali transitorie modulazioni della flessibilità in ingresso, a fronte di eccezionali situazioni che impattino significativamente sulle condizioni logistiche del contesto di riferimento.
In assenza di attestazioni dell’intervallo meridiano, la durata dell’intervallo stesso sarà pari a un’ora.
L’intervallo meridiano sarà collocato in un arco temporale individuato, di norma, tra le 12.00 e le 14.30.
10. Il personale inquadrato ai livelli 6 e 7, indipendentemente dal grado di occupazione, assicura la propria prestazione lavorativa, di massima, in correlazione temporale con l’orario normale applicabile al personale addetto all’unità di appartenenza; detto personale è tenuto ad attestare la presenza una sola volta, normalmente all’inizio dell’attività lavorativa, con compensazione dell'orario su base settimanale.
12. Con specifico riferimento al personale di livello 6, 7 e ai Quadri si precisa che, in assenza di registrazioni effettuate tramite i sistemi in uso (ad esempio, tornelli aziendali, lettori di presenza, e così via) nella fascia di intervallo meridiano, di norma 12.00 - 14.30, la durata dell’intervallo stesso sarà considerata pari a un’ora.
3. L’attestazione giornaliera delle presenze avviene con lo stesso badge utilizzato per l’attestazione degli accessi ovvero, laddove operativi, attraverso software installati su dotazioni aziendali assegnate al personale per motivi di servizio.
Al personale turnista operante su turnazioni rigide è riconosciuta la facoltà di recuperare nella medesima giornata gli eventuali ritardi in ingresso, ove ricorrano le seguenti condizioni:
5. In linea con gli accordi ancora in vigore, per il personale turnista interessato resta ferma la possibilità di giustificare i ritardi in ingresso attraverso una franchigia mensile di 35 minuti per un massimo di 14 minuti al giorno. I ritardi giustificati attraverso tale franchigia non sono conteggiati per il limite massimo di eventi mensili laddove sia prevista la compensazione del ritardo nella medesima giornata.
2. La previsione di una pausa non muta il carattere di continuità della prestazione e la tipologia di orario (che quindi non diviene “spezzato”), con conseguente applicazione delle norme che a esso fanno riferimento.
Di volta in volta, ai sensi di quanto previsto all'art. 26, comma 2, CCNL Tlc 1 febbraio 2013, non oltre 48 ore prima dell’inizio delle relative attività, l’azienda fornirà specifica comunicazione alle RSU territorialmente competenti in merito alle predette esigenze tecnico-produttive, alla tipologia delle attività espletande, alla tempistica prevista.
2. Con cadenza semestrale è previsto un incontro con le RSU territorialmente competenti volto a una ricognizione compiuta, a consuntivo, delle attività espletate in regime di art. 26, comma 2, CCNL Tlc 1 febbraio 2013 nel semestre precedente; nel corso di tale incontro sarà data evidenza dei volumi di attività, della ricorrenza delle singole tipologie, della durata media dei singoli interventi, delle professionalità maggiormente coinvolte e di ogni altro aspetto ritenuto rilevante cl fine di assicurare la migliore gestione delle ricadute nei confronti del personale interessato.
4. Nelle ipotesi di variazione della collocazione della prestazione lavorativa di cui all’art. 26, comma 2, del CCNL Tlc 1 febbraio 2013, al fine di garantire il rispetto dell’intervallo temporale di cui all’art. 7 D.Lgs. n. 66/2003, sono stabilite le seguenti modalità:
c. la prestazione lavorativa non effettuata a causa di tale meccanismo è recuperata, di norma, nell’arco dei trenta giorni immediatamente successivi alla variazione della prestazione di cui sopra con la protrazione dell’orario giornaliero di lavoro e con la possibilità di frazionare il recupero delle ore lavorate in più giornate, contemperando le disponibilità indicate dal dipendente con le esigenze di servizio e comunque per periodi minimi di trenta minuti. […]
Nel confermare il comune intento di agevolare una distribuzione ampia e omogenea delle attività espletande in regime di art. 26, comma 2, le parti condividono l’opportunità di apprestare ulteriori misure compensative nelle ipotesi in cui la ricorrenza pro capite di tali cambi turno si realizzi in maniera particolarmente significativa.
La reperibilità non può essere richiesta per un periodo inferiore a 8 ore per le prestazioni con inizio nella fascia oraria tra le 22.00 e le 07.00 nonché, di norma, per quelle prestate nelle giornate di domenica e festività infrasettimanali; per le restanti fasce orarie e/o giornate la reperibilità non sarà inoltre, di norma, richiesta per periodi inferiori alle 4 ore.
3. L’azienda non disporrà turni di reperibilità nei giorni in cui il lavoratore risulti assente - per l’intera giornata lavorativa - a titolo di ferie, malattia e, comunque, per assenze a qualsiasi titolo nel caso l’assenza si prolunghi continuativamente per più giornate; in tale ultimo caso, non saranno effettuati turni di reperibilità ricadenti nel periodo compreso tra le giornate di assenza.
4. L’implementazione di nuove reperibilità aventi carattere non transitorio sarà di norma preceduta da un incontro preventivo - anche in videoconferenza e a carattere pluriterritoriale - con le RSU della/e unità produttiva/e interessata/e unitamente alle Organizzazioni Sindacali stipulanti il CCNL Tlc, volto a conclamare le sottese esigenze di servizio, la tipologia delle attività espletande in regime di reperibilità, le professionalità coinvolte, la platea di lavoratori interessati, le regole di ingaggio ove non riconducibili alle prassi/procedure operative già in essere.
5. In casi di particolare urgenza connessi a esigenze produttive emergenti, l’implementazione delle nuove reperibilità potrà eccezionalmente realizzarsi con carattere di immediatezza, previa informativa alle RSU dell’unità produttiva interessata e, comunque, nel rispetto del preavviso di almeno 48 ore per i singoli lavoratori interessati. Nei 15 giorni successivi si procederà in maniera compiuta all’incontro di cui al capoverso precedente.
6. L’implementazione di reperibilità connesse a esigenze transitorie sarà comunque accompagnata da idonea comunicazione informativa alle RSU interessate. Si assume come transitoria la reperibilità implementata per una durata non eccedente tre mesi.
1. Ferma restando la previsione dell'art. 27, comma 1, del CCNL Tlc 1 febbraio 2013, l’intervento in regime di reperibilità può essere effettuato sia direttamente sul sito in cui si è verificata la criticità, sia da remoto con mezzi telematici resi disponibili dall’azienda.
2. Non sono considerati interventi le attività di supporto o consulenza erogate dai dipendenti attraverso l’utilizzo, ad esempio, del cellulare aziendale: tali casi rientrano nella normale disponibilità richiesta al dipendente inserito nei turni di reperibilità.
3. Con riferimento all’intervento effettuato direttamente sul sito, sarà considerato tempo complessivo di intervento quello necessario dal momento della chiamata per raggiungere il sito e rientrare dal medesimo.
4. Ai dipendenti inquadrati fino al livello 5 (ivi compreso il personale con livello retributivo 5S), per interventi effettuati sul sito nel periodo di reperibilità, sono corrisposte, in aggiunta alla normale retribuzione, le maggiorazioni di cui all’art. 30, comma 10 del CCNL TLC 1 febbraio 2013.
7. È intervento effettuato da remoto con mezzi telematici quello effettuato da dipendenti che operano in regime di reperibilità tecnico-specialistica a carattere operativo, attraverso l’utilizzo di dotazioni telematiche aziendali. L’inizio dell’intervento da remoto coincide con l’attivazione, da parte del dipendente, delle dotazioni telematiche aziendali.
L’elenco delle strutture organizzative interessate dalla reperibilità con interventi da remoto sarà comunicato e aggiornato semestralmente.
Le parti si impegnano di effettuare un approfondimento in relazione agli interventi in reperibilità di durata superiore alle 4 ore relativi al sito di Mazara del Vallo, con particolare riferimento al personale di livello inquadramentale 6 e 7, per verificare l’esistenza di eventuali situazioni di particolare disagio e valutare possibili soluzioni.
Il riposo compensativo di cui ai punti a) e b) deve essere fruito il giorno immediatamente successivo alla giornata di riposo settimanale; lo stesso concorre ad assicurare l’intervallo di 24 ore consecutive dal termine dell’ultimo intervento in reperibilità o prestazione straordinaria e l’inizio del nuovo turno di lavoro. Al contempo, tale intervallo dovrà essere sempre garantito indipendentemente dalla durata del riposo compensativo stesso. A tal proposito si precisa che l’orario di inizio della ripresa dell’attività lavorativa sarà arrotondato per eccesso alla mezz'ora più vicina in caso di frazioni di ora.
In tale fattispecie, solo net caso in cui la durata complessiva dell’intervento/i sommata alla prestazione ordinaria ecceda le 13 ore in misura superiore a mezza giornata di lavoro, il riposo compensativo sarà pari al tempo eccedente le 13 ore lavorative e comunque non superiore a una giornata lavorativa. A tal proposito, si precisa che l’orario di inizio della ripresa dell’attività lavorativa sarà arrotondato per eccesso alla mezz’ora più vicina in caso di frazioni di ora.
3.4 Nel caso di un unico intervento in reperibilità o di un’unica prestazione di lavoro supplementare/straordinario iniziato prima delle 02.00 e terminate dopo le 05.00, il riposo compensativo sarà pari a una giornata.
7. Qualora nel giorno seguente la domenica o quello in precedenza fissato come giorno di riposo settimanale il dipendente sia già libero dal servizio per festività infrasettimanale o per giorno “libero lavorativo”, il riposo compensativo sarà fatto godere nella prima giornata lavorativa immediatamente successiva.
Analogamente si procederà qualora le esigenze di carattere eccezionale, per le quali il dipendente è stato chiamato in servizio, si protraggano oltre il giorno di riposo. Viceversa, qualora il giorno della prestazione supplementare o straordinaria notturna il dipendente risulti poi assente dal servizio - fatta eccezione per i casi di malattia e infortunio - la mezza giornata o la giornata intera di riposo compensativo non sarà concessa, restando totalmente assorbita dall’assenza (fatta eccezione per il lavoro supplementare o straordinario prestato in ore notturne nelle giornate di riposo settimanale).
Il tempo impiegato per la consumazione del pasto è considerato a tutti gli effetti quale periodo di intervallo e, pertanto, è interrotta la corresponsione di qualunque compenso.