Source: http://docplayer.it/2084489-P-i-norme-tecniche-operative-comune-di-angiari-provincia-di-verona-elaborato-scala-data-21-07-2011.html
Timestamp: 2018-04-23 08:04:48+00:00
Document Index: 27407902

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 31', 'art. 27', 'art. 48', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 3']

P.I. Norme Tecniche Operative COMUNE DI ANGIARI PROVINCIA DI VERONA. Elaborato. Scala DATA: 21/07/ PDF
P.I. Norme Tecniche Operative COMUNE DI ANGIARI PROVINCIA DI VERONA. Elaborato. Scala DATA: 21/07/2011
Download "P.I. Norme Tecniche Operative COMUNE DI ANGIARI PROVINCIA DI VERONA. Elaborato. Scala DATA: 21/07/2011"
1 COMUNE DI ANGIARI PROVINCIA DI VERONA P.I. Elaborato 3 Scala Norme Tecniche Operative IL SINDACO Bonomo Dott. Vincenzo IL SEGRETARIO Naddeo dott. Rosario Adottato con Del. C.C. n.25 del Approvato con Del. C.C. n. del UFFICIO TECNICO COMUNALE Geom. Filippo Vicentini IL PROGETTISTA dott. pian. terr.le Alice Zanella STUDIO ASSOCIATO ZANELLA ARCHITETTURA E URBANISTICA Via Vittime delle Foibe, 74/ Noventa Vic. (VI) Tel Fax ANALISI AGRONOMICHE E AMBIENTALI Dott. Agr. Gino Benincà Dott. Agr. Pierluigi Martorana Dott. P.a. Giacomo De Franceschi Realizzazione informatica: ABITAT Sistemi Informativi Territoriali DATA: 21/07/2011
3 SOMMARIO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI... 7 Art. 1 - Pianificazione e legislazione vigente... 7 Art. 2 - Finalità ed efficacia del P.I Art. 3 - Elaborati del PI... 8 Art. 4 - Applicazione del P.I TITOLO II DISPOSIZIONE PER LE ZONE Art. 5 - Zone Territoriali Omogenee TITOLO III SISTEMA INSEDIATIVO STORICO Art. 6 - Zona A Centro storico Art Gradi di protezione degli edifici e modalità di intervento Par Grado 1 Restauro filologico Par Grado 2 Risanamento conservativo Par Grado 3 Ristrutturazione parziale Par Grado 4 Ristrutturazione globale Par Grado 5 Demolizione e ricostruzione Par Grado 6 Demolizione senza ricostruzione Par Grado 7 Ristrutturazione urbanistica Art Nuovi edifici Art Vincoli di facciata Art Interventi coordinati Art Aree inedificabili Art Arredo urbano, manufatti, muri di recinzione, archi nelle cortine murarie, reperti di valore storico, documentativo o monumentale Art Destinazioni d uso Art Destinazione d uso pubblico Art Destinazione d uso privato Art Utilizzo dei sottotetti Art Parcheggi e autorimesse Art Norme finali TITOLO IV SISTEMA INSEDIATIVO RESIDENZIALE Art. 7 - Zona B Completamento residenziale Art. 8 - Zona C1 Espansione residenziale Art. 9 - Zona C2 Espansione residenziale Art Zona C2/a Art Zone C2/1 e C2/ Art Zona C2/PER Espansione residenziale perequata TITOLO V SISTEMA INSEDIATIVO PRODUTTIVO
4 Art Zona "D1/C" - Zone produttive industriali e artigianali di completamento Art Zona "D 1/E" - Zone industriali e artigianali di espansione Art Zona D1/E-C Par Area produttiva limitrofa allo scolo Lavigno Par Aree soggette a Piano Norma Par Aree attorno Villa Grella Art Zona "D2/C" - Zone commerciali - direzionali, artigianale di servizio di completamento Art ZONA D2/C Art Zona "D 2/E" Commerciale direzionale, artigianale di servizio, di espansione Art Zona "D5" - Aree produttive esistenti non organicamente inserite Art Zona "D6/e" Zona industriale ed artigianale speciale di espansione TITOLO VI SISTEMA AGRICOLO Art Zona E Agricola Art Destinazioni d uso consentite Art Tipologie e caratteristiche costruttive per gli interventi in zona agricola.. 42 Art Tipologie Art Preesistenze Art Nuova edificazione Art Residenza Art Attività agricola produttiva Art Allevamenti Art Recinzioni Art Forometria Art Serramenti Art Intonaci e murature Art Tutela ambientale Art Nucleo rurale Art Interventi in nucleo rurale Art Edifici con utilizzazioni multiple, non più funzionali alle esigenze del fondo Art Edifici non più funzionali alla conduzione del fondo (ex P.R.G.) Art Aree di riqualificazione e riconversione Art Elementi di degrado Art Azioni di mitigazione ambientale Siepi e filari alberati di progetto - Interventi di riordino della zona agricola finalizzati alla mitigazione degli impatti Art Serre e vivai Art Strutture per lo stoccaggio dei rifiuti zootecnici Art Allevamenti zootecnici intensivi Art Allevamenti zootecnici non intensivi
5 Art Dismissione degli allevamenti intensivi TITOLO VII SISTEMA DEI SERVIZI Art Sistema dei servizi - Aree per servizi pubblici e di uso pubblico Art F1 Zone per Istruzione Art F2 Zone per Attrezzature di interesse comune e per attrezzature tecnologiche esistenti e di progetto Art F3 Zone attrezzate a parco, gioco e sport Par Verde Pubblico Art F4 Zone per parcheggi Art Zona F5/M-S - Vincoli monumentali e relativo vincolo di salvaguardia Art Zona F6 - Verde privato vincolato e aree di riserva Art Dotazione minime di aree per servizi Art Opere di urbanizzazione TITOLO VIII SISTEMA DELLA MOBILITÀ Art Strade di progetto Art Norme per le sedi stradali, percorsi e piazze Art Criteri per la progettazione delle opere stradali in rapporto con l'ambiente Art Disposizioni generali Art Rete ciclabile comunale TITOLO IX VINCOLI Art Vincoli Art Vincolo sismico Zona Art Vincolo monumentale D.Lgs. 42/ Art Vincolo archeologico D.Lgs. 42/ Art Vincolo paesaggistico D.Lgs. 42/2004 Corsi d acqua Par Servitù idraulica Par Rispetto corsi d'acqua Par Rete idraulica storica Art Vincolo paesaggistico D.Lgs. 42/2004 Zone boscate Art DM 12/12/2002 ai sensi art. 49 DL 490/ TITOLO X RETE NATURA Art SIC Fiume Adige tra Verona Est e Badia Polesine IT Art SIC Fiume Adige tra Verona Est e Badia Polesine IT Art Rete ecologica TITOLO XI PIANIFICAZIONE DI LIVELLO SUPERIORE Art Pianificazione di livello regionale Art Ambito fluviale del fiume Adige Art Piano di Area Pianure e Valli Grandi Veronesi TITOLO XII FASCE DI RISPETTO
6 Art Fasce di rispetto Art Viabilità fasce di rispetto Art Cimitero - Fasce di rispetto Art Depuratore fasce di rispetto Art Impianti di comunicazione elettronica ad uso pubblico Art Allevamenti zootecnici intensivi fasce di rispetto TITOLO XIII - ALTRE COMPONENTI Art Altre componenti Art Ville venete Art Contesti figurativi dei beni monumentali Art Pertinenze scoperte da tutelare Art Aree di interesse storico, ambientale e/o artistico - Beni culturali e ambientali art. 10, L.R. 24/ Art Vincolo paesaggistico forestale formazioni antropogene di latifoglie e saliceti e altre formazioni riparie Art Ambito di interesse paesaggistico ambientale Art Siepi e filari alberati esistenti TITOLO XIV ATTUAZIONE DEL P.I Art Modalità di attuazione del P.I Art Piani urbanistici attuativi Art Contenuti ed elaborati Par Piano Particolareggiato Par Contenuto del P.P Par Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente Par Piani Di Recupero del patrimonio edilizio esistente Par Piani Di Recupero di iniziativa dei privati Par Disposizioni particolari Par Piani Di Recupero Contenuto Par Piani di Lottizzazione Generalità Par Piani Di Lottizzazione Contenuto Par Piani Di Lottizzazione Documentazione Par Oneri derivati dalla lottizzazione Par Convenzione Par Attuazione dei P.D.L Art Procedimento di formazione, efficacia e varianti del P.U.A Art Zona residenziale con piano attuativo vigente Art Progetti di coordinamento urbanistico Progettazione unitaria Unità minima di intervento Art Progetti di coordinamento urbanistico Art Progettazione unitaria Art Unità Minima di Intervento Art L'intervento Diretto
7 Art Programma Pluriennale di Attuazione di cui alla L.R. 61/ TITOLO XV DISPOSIZIONI PER L EDIFICABILITÀ Art Indice di Edificabilità Territoriale Art Indice di Edificabilità Fondiaria Art Superficie Coperta Art Rapporto massimo di copertura Art Altezze dei fabbricati e numero dei piani Art Volumi Art Compensazione dei volumi Art Distanze da confini e da fabbricati Art Disposizioni varie relative all edificabilità Art Requisiti ecologici - fotovoltaico Art Requisiti per l accesso, il transito e l esecuzione dei lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza linee vita Art Procedure operative per la gestione delle terre e rocce da scavo Art Parcheggi privati e spazi coperti Art Tolleranze Art Edificazione lungo strade, fiumi, canali Art Rispetto della vegetazione e sistemazione aree scoperte Art Norme per lo smaltimento delle acque bianche, gialle e nere TITOLO XVI TRASFORMAZIONE URBANISTICA Art Perequazione Art Metodologia calcolo Valore Perequazione Art Schede di perequazione Art Accordi pubblico privato - art. 6 della L.R. 11/ Art Credito edilizio Art Metodologia Calcolo Credito Edilizio Par Metodologia Calcolo Credito Edilizio per gli interventi ricadenti in ambiti schedati quali Beni culturali e ambientali, art. 10, ex L.R. 24/ TITOLO XVII CRITERI DI VERIFICA E MODALITÀ DI MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI DI SOSTENIBILITÀ DEL PI, IN RAPPORTO ALLA VAS DEL PAT
9 TITOLO I Art. 1 - DISPOSIZIONI GENERALI Pianificazione e legislazione vigente Il P.R.C. - Piano Regolatore Comunale del Comune di Angiari si articola in: - P.A.T. - Piano di Assetto del Territorio - approvato in Conferenza dei Servizi il giorno , ratificato con D.G.R.V. n 3569 del , entrato in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione del provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regionale n. 102 del ; - P.I. - Piano degli Interventi. Gli interventi di natura urbanistica e/o edilizia devono rispettare, oltre alla legislazione statale e regionale vigente, la disciplina urbanistica degli Piani sovracomunali vigenti (Piano Regionale Territoriale di Coordinamento - P.T.R.C., Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - P.T.C.P., Piano d Area Pianure e Valli Grandi veronesi ), del P.A.T., e quella specificata negli elaborati grafici di progetto e nelle presenti norme operative del PI. Restano pertanto abrogate le disposizioni locali in contrasto con le presenti norme. Art. 2 - Finalità ed efficacia del P.I. Ai sensi dell'art. 12 della L.R. 11/04 il P.I. è lo strumento urbanistico operativo che, in coerenza e in attuazione del P.A.T., ha la finalità di individuare e disciplinare gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e di trasformazione del territorio, programmando in modo contestuale la realizzazione di tali interventi, il loro completamento, i servizi connessi e le infrastrutture per la mobilità. Il presente Primo Piano degli Interventi è diretto a: - aggiornare e individuare il sistema dei vincoli, della pianificazione territoriale e delle fasce di rispetto (Titoli IX, XI, XII); - disciplinare l intera Zona agricola comunale ed i relativi: nuclei rurali, edifici non più funzionali alla conduzione del fondo, aree di riqualificazione e riconversione, azioni di mitigazione ambientale, serre e vivai, rifiuti zootecnici, allevamenti (Titolo VI); - disciplinare le modalità di attuazione del PI (Titolo XIV); - disciplinare l attuazione della trasformazione urbanistica perequativa definendo la perequazione, Credito edilizio e gli accordi pubblico privati (Titolo XVI); - definire le aree destinate ai servizi pubblici o di uso pubblico ai sensi dell art. 31 della L.R. 11/2004 (Titolo VII). In particolare il P.I. recepisce ed aggiorna gli ambiti a servizi del vecchio P.R.G. e conferma la relativa disciplina di N.T.A.; - definire le opere di urbanizzazione ai sensi Legge 847/1964, Legge 865/1971, DPR 380/2001 e provvedimento della Giunta regionale di cui all'articolo 50, comma 1, lettera h) della L.R.11/2004 (art. 27.8); - verificare il dimensionamento (Elaborato 4); - considerato che ai sensi del 5 comma dell'art. 48 della L.R. 11/04 il Piano Regolatore Generale acquista il valore e l'efficacia del P.I. per le sole parti compatibili con il PAT, vengono mantenute e confermate tali parti nella cartografia del PI non oggetto di variante con il presente P.I.. 7
10 Ai sensi dell art. 18 della L.R. 11/20004, il Piano degli Interventi diventa efficace quindici giorni dopo la pubblicazione nel BUR dell'avviso della avvenuta approvazione. Decorsi cinque anni dall entrata in vigore del piano decadono le previsioni relative alle aree di trasformazione o espansione soggette a piani attuativi non approvati, a nuove infrastrutture e ad aree per servizi per le quali non siano stati approvati i relativi progetti esecutivi, nonché i vincoli preordinati all esproprio di cui all'articolo 34 della L.R. 11/2004. In tali ipotesi, fino ad una nuova disciplina urbanistica, si applica l articolo 33 della L.R. 11/2004 che prevede: - nelle aree non pianificate per le quali è intervenuta la decadenza suddetta esterne al perimetro dei centri abitati, fino alla approvazione di un nuovo Piano degli Interventi o di una sua variante che le riguardi, sono consentiti i soli interventi ammessi per la zona agricola limitatamente alla residenza; - nelle aree non pianificate per le quali è intervenuta la decadenza suddetta interne al perimetro dei centri abitati, fino alla approvazione di un nuovo piano degli interventi o di una sua variante che le riguardi, sono consentiti i soli interventi di cui alle lettere a), b), c), d), dell articolo 3 del decreto del presidente della repubblica n. 380 del Art. 3 - Elaborati del PI Gli elaborati del Piano degli Interventi sono: 1. Elaborati grafici: 1.1 Tav. PI - Intero territorio comunale scala 1: Legenda Tav. PI scala 1: Tav. PI - Zone significative scala 1: Tav. PI - Zone significative scala 1: Relazione programmatica; 3. Norme tecniche operative; 4. Verifica Dimensionamento; 5. Prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale; 6. Regolamento edilizio (P.R.G.); 7. Banca dati alfanumerica e vettoriale 8. Resoconto richieste al PI. 9. Accordi pubblico privati sottoscritti 9.1 Accordi pubblico privati sottoscritti 9.2 Tav. PI Intero territorio comunale e accordi sottoscritti. 10. Schedature del PRG del centro storico (Variante PRG n. 2) 11. Registro del Credito edilizio Nel caso cui si riscontrassero discordanze nella lettura delle disposizioni espresse negli elaborati del P.I. valgono le seguenti regole: 8
11 a) fra le indicazioni di tavole in scala diversa, sono valide quelle di cui alla tavola di scala maggiore; b) tra il testo delle Norme Tecniche Operative e gli elaborati grafici, prevale il testo delle Norme Tecniche Operative; c) tra il testo delle Norme Tecniche Operative ed il testo del Regolamento Edilizio Comunale, prevale il testo delle Norme Tecniche Operative; d) le Schede puntuali prevalgono su tutti gli elaborati del PI. Ai fini sia dell'istituzione dei vincoli sia della definizione esecutiva delle opere, delle superfici e del volume edificabile, i dati derivanti dal rilievo topografico del terreno prevalgono sui perimetri e/o le superfici risultanti dalle planimetrie catastali e/o dalle planimetrie del P.I. L'indicazione delle reti stradali primaria e secondaria debbono intendersi come previsione di massima, potendovi, all'atto esecutivo, apportare delle varianti a condizione che non modifichino sostanzialmente il tracciato previsto. Art. 4 - Applicazione del P.I. Il PI si applica a tutto il territorio comunale secondo le disposizioni contenute nelle tavole di progetto, nel Regolamento edilizio e nelle presenti Norme Tecniche Operative. 9
12 TITOLO II DISPOSIZIONE PER LE ZONE Art. 5 - Zone Territoriali Omogenee Il P.I. recepisce la suddivisione delle Zone Territoriali Omogenee del vecchio P.R.G. per l'intero territorio comunale e ne indica di nuove nel rispetto del PAT. Le destinazioni urbanistiche (zonizzazione) di zona vanno rilevate dalla lettura contestuale delle tavole in scala 1:5000 e 1:2000. Il territorio comunale, secondo la grafia dell'allegato Piano degli Interventi, è suddiviso in: ZONE "A" - Parti interessate ad agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico, o di particolare pregio ambientale, comprese le aree circostanti che possono considerarsi, per tali caratteristiche, parte integrante degli agglomerati stessi. ZONE "B" - Parti totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone "A". ZONE "C" - Parti destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino inedificate o scarsamente edificate. ZONE "D" - Parti destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale; possono essere pubbliche o private. Se tali, devono essere soggette a convenzione con il Comune. In tali zone vengono anche comprese le aree di rispetto e i vincoli speciali. ZONE E - Parti destinate all agricoltura ZONE F - Parti destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale; possono essere pubbliche o private. Se tali, devono essere soggette a Convenzione con il Comune. In tali zone vengono anche comprese le aree di rispetto e i vincoli speciali. Qualora vi fosse differenza tra grafici a scale diverse, prevalgono le previsioni del grafico a scala maggiore. Nelle zone destinate alla residenza sono ammessi: - negozi o botteghe; - studi professionali o commerciali; - magazzini e depositi commerciali limitatamente ai piani terreni e seminterrati; - laboratori artigianali, i cui impianti non producano rumori od odori molesti, limitatamente ai piani terreni degli edifici; - autorimesse pubbliche o private; - alberghi, pensioni, ristoranti, trattorie, bar, caffè; - banche; - cinema, teatri ed altri luoghi di svago. Sono esclusi dalle zone residenziali: - industrie; - ospedali; - macelli; 10
13 - stalle e scuderie, fabbricati da adibirsi ad allevamenti di animali domestici; - tutte quelle attività che a giudizio del Sindaco siano incompatibili con il carattere residenziale della zona. Sono ammessi servizi pertinenti agli insediamenti residenziali, in relazione agli standard urbanistici. Per le Zone agricole E sono consentite oltre alle attività agricole, la realizzazione degli immobili per l abitazione di coloro che conducono il fondo, gli immobili per il ricovero delle attrezzature e per le attività di trasformazione e conservazione delle produzioni vegetali secondo i parametri stabiliti dalla L.R. 11/2004 s s.m.i. e degli allevamenti come stabilito dagli artt. 22, 23, 24, 25, 26 e 33.5 delle presenti norme, nel rispetto delle distanze dai confini di proprietà, delle fasce di rispetto stradali e dei corsi d acqua, delle fonti di approvvigionamento idrico, dei vincoli indicati nelle tavole del P.I. Sono inoltre consentite, nei nuclei rurali di cui all art. 17 delle presenti norme, le attività artigianali compatibili con la zona quali a titolo esemplificativo: calzolaio, sarto, magliaia, fabbro, meccanico di biciclette e motocicli, meccanico riparatore attrezzi agricoli, falegname, altre attività di piccolo artigianato compatibili con la zona. Per le suddette attività artigianali si fissa un limite di mq 100 per singola attività di servizio. 11
14 TITOLO III SISTEMA INSEDIATIVO STORICO Art. 6 - Zona A Centro storico 1. Riguarda le parti di territorio interessate da agglomerati insediativi urbani che conservano nell organizzazione territoriale, e cioè nel loro assetto funzionale e localizzativo, nell impianto urbanistico e cioè nei rapporti fra edilizia, servizi e viabilità e nelle strutture edilizie, e cioè nella forma urbana, i segni di una formazione remota e di proprie originarie funzioni economiche, sociali, politiche e/o culturali. 2. Fanno parte integrante del Centro Storico le aree, in esso comprese o circostanti, funzionalmente collegate con le caratteristiche appena evidenziate ed interessate da analoghi modi d uso. 3. L edificato viene classificato secondo i valori d arte, di storia, di cultura, a mezzo di schede d analisi attribuendo ad ogni edificio un grado di protezione in relazione ai valori sopraccitati ed una destinazione d uso compatibile con la tipologia e la morfologia dell edificio stesso. 4. Gli indici stereometrici che accompagnano ad un sistema di rilevazioni di tipo urbanistico, pertanto agli stessi non si dovrà fare riferimento in sede di istruttoria e rilascio di permessi di costruire. 5. Il tutto trova sintesi e rappresentazione nelle tavole tematiche d analisi facenti parte del progetto di Piano. 6. La definizione della situazione cui ricondurre l edificio, a mezzo dei predetti lavori, deve essere accertata con appropriati studi, adeguati all importanza dell opera, che formulino, assieme allo stato finale, anche le fasi di lavoro e le tecniche da usare per raggiungerlo, compresa l indagine sulla compatibilità dei materiali da usare, nonché la demolizione e ricostruzione di singole parti se necessario. 7. Si deve tendere, secondo il grado di importanza dell edificio, non solo alla conservazione della sua inscindibile unità formale-strutturale, ma debbono essere rispettati l aspetto esterno, l impianto strutturale tipologico architettonico dell interno e le parti decorative. 8. Si precisa che: con le opere di risanamento i volumi edilizi non debbono superare quelli preesistenti, computati senza tener conto delle sovrastrutture di epoca recente, prive di valore storico/artistico (superfetazioni); non è consentito superare le altezze degli edifici preesistenti, senza tener conto di sovrastrutture o di sopraelevaioni aggiunte alla antiche strutture. 9. I progetti dovranno essere accompagnati da un analisi storico/critica esauriente e dovranno, se del caso, ottenere la preventiva approvazione della Sovrintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici. 10. Son fatte salve in ogni caso le disposizioni e le competenze previste dal D. Lgs. 42/2004 e successive modificazioni ed integrazioni. 11. Tutti gli interventi sull edificato dovranno attenersi alla normativa specifica che segue nel presente articolo e predisposta per i singoli gradi di protezione. Sono invece subordinati alla approvazione di un Piano Particolare o di Recupero le aree e l edificato che nelle tavole di Piano sono state individuate e perimetrate per essere assoggettate a piano attuativo. 12
15 12. All interno di queste aree gli interventi ammessi fino all approvazione dei piani attuativi sono: 1) per gli edifici con grado di protezione da 1 a 4 la rispettiva normativa; 2) per gli edifici con grado di protezione 5 e 7 la sola manutenzione ordinaria e straordinaria. 13. L indice di edificabilità che viene prestabilito per ogni area perimetrata e assoggettata a piano attuativo è comprensivo del volume dell edificato con grado di protezione da 1 a 4 e che si intende confermare e del volume dell edificato con grado di protezione 5, 7, che si può demolire, ricostruire e/o traslare. 14. Non si è quindi in presenza di un sistema sommatorio: volume costruito da sommare al volume realizzabile secondo l indice risultante, ma di un indice omnicomprensivo. 15. A integrazione della normativa particolare predisposta per ogni grado di protezione dell edificato, che segue nel presente articolo, si forniscono definizioni ed esplicitazione dei concetti di: a. Rinnovo; b. Ripristino; c. Sostituzione. a. Rinnovo: s intende ogni intervento e/o trattamento sugli elementi originari atto ad assicurarne continuità d uso; detti interventi e/ o trattamento possono giungere fino al ripristino (escluso); b. Ripristino: s intende ogni opera che sostituisce integralmente con le stesse tecniche e materiali elementi collassati e irrecuperabili ma riproducibili tecnologicamente; c. Sostituzione: s intende ogni opera che sostituisce con tecniche, strutture e materiali attuali gli elementi e/o le parti alterate e/o trasformate, non più riconducibili ai modelli originari di carattere storico, tipologico e ambientale. 16. Come detto in precedenza agli edifici, in misura del maggiore o minore valore accertato, è stato assegnato uno dei seguenti gradi di protezione a ciascuno dei quali corrisponde un particolare tipo di intervento successivamente esplicato: grado 1 - Restauro filologico; grado 2 - Risanamento conservativo propositivo; grado 3 - Ristrutturazione parziale; grado 4 - Ristrutturazione globale; grado 5 - Demolizione e ricostruzione; grado 6 - Demolizione senza ricostruzione; grado 7 - Ristrutturazione urbanistica. Per i suddetti gradi di protezione è fatto salvo quanto previsto nelle relative schedature per il centro storico della Variante al P.R.G. n
16 Art Par Gradi di protezione degli edifici e modalità di intervento Grado 1 Restauro filologico 1. Riguarda edifici a strutture murarie, vincolati dalla Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici o ad essi equiparati, da conservare o ripristinare integralmente secondo i criteri del restauro scientifico 2. L intervento consiste nella conservazione e nel ripristino dei valori originari nonché degli elementi architettonici, plastici e figurativi che, pur introdotti in epoche successive, costituiscono determinante e organico sviluppo dell originario complesso. 3. Dovranno essere eliminati i volumi e gli elementi superfetativi in genere di epoca recente, che non rivestano interesse o contrastino con la comprensione storica dell edificio; sono da considerarsi superfetazioni anche le modificazioni alla tipologia originaria quando non integrate storicamente in essa. 4. E ammessa la possibilità sia di installare servizi igienici illuminati e areati artificialmente, sia servizi in cucina con ventilazione forzata sistemati in nicchia in un locale dotato di illuminazione e areazione naturale, nonché di eseguire limitate tramezzature in pannelli prefabbricati smontabili, sempreché non sussista alterazione alcuna degli ambienti di importanza storico-documentativa e architettonica. 5. Per rispettare lo stato di fatto, è ammessa un altezza minima dei vani abitabili pari a ml. 2.40; nel caso non sia raggiungibile tale altezza minima, dovrà essere escluso l uso abitabile dei locali in questione; tale altezza utile può essere ridotta fino a ml esclusivamente per gli edifici la cui funzione residenziale sia dimostrabile come esistente alla data di entrata in vigore delle presenti norme. 6. L intervento di restauro interessa anche manufatti quali le mura, i ponti e le porte e altre opere di difesa dell aggregato nonché tutti gli altri reparti di valore storico documentativo e monumentale; per essi si prevede la conservazione integrale e il restauro nell assoluto rispetto degli elementi originari, mediante materiali e tecnologie che ne denuncino la contemporaneità, secondo criteri filologici. 7. Sono comunque ammessi tutti gli interventi autorizzati dalla Sovrintendenza ai Monumenti e Belle Arti. Par Grado 2 Risanamento conservativo 1. Riguarda l intervento su edifici di particolare valore storico-ambientale culturale, per i quali è anche ammessa la possibilità di variare la destinazione d uso originaria rispettando comunque i valori morfologici dell edificio e operando ogni modificazione con i metodi e le cautele del restauro scientifico. 2. L intervento dovrà rispettare le seguenti prescrizioni: a. conservazione e ripristino delle facciate, dei volumi esistenti, degli andamenti e delle sporgenze dei tetti, nonché dell intero apparato decorativo (cornicioni, marcapiani, lesene, ecc ); b. conservazione e ripristino dell impianto strutturale originario verticale o orizzontale; i solai possono essere sostituiti per motivate ragioni statiche, senza modificazioni della 14
17 quota di imposta originaria, con strutture analoghe aventi gli stessi requisiti di quelle originarie nel caso si tratti di strutture particolarmente caratterizzanti; c. i collegamenti interni verticali e orizzontali dovranno essere inseriti o modificati con il minimo di alterazione della struttura tipologica dell edificio; d. conservazione e ripristino delle aperture originarie su tutte le facciate nella posizione, nella forma, nella dimensione e nei materiali dei contorni, in quanto legate alla morfologia fondamentale dell edificio; e. i porticati, le vaste aperture dei fienili e di strutture simili e in generale gli spazi liberi tra pilastro e pilastro sull esterno, possono essere chiusi solo mediante finestrature in modo da rispettare la forma dell apertura stessa; è consentita eccezionalmente l apertura di finestre sulle pareti cieche e sul tetto senza però modificarne il profilo; f. conservazione di tutti gli elementi architettonici isolati quali fontane, esedre, muri, scenari, edicole, lapidi antiche, ecc., nonché degli spazi scoperti pavimentati o sistemati ad orto o giardino; g. la suddivisione in più unità immobiliari di un edificio è possibile solo ove ciò non contrasti con la struttura tipologica dello stesso e quando il lotto su cui insiste permetta un organizzazione adeguata delle accessibilità; h. possibilità di utilizzare soffitte o sottotetti, purché ciò non comporti l alterazione, anche parziale, del profilo altimetrico originario; i. possibilità di inserire scale secondarie e montacarichi e altri impianti tecnologici che non compromettano la morfologia, la tipologia e la struttura dell edificio con la tassativa esclusione di volumi tecnici eccedenti le coperture esistenti; l. possibilità di inserire servizi igienici con ventilazione forzata, sistemati in nicchia in locale dotato di illuminazione e areazione naturale. Ove sia prioritario il rispetto delle strutture dell organismo edilizio per tali servizi è prescritto l uso di elementi leggeri prefabbricati; m. conservazione e ripristino degli infissi originari che vanno eventualmente sostituiti con materiali tradizionali lavorati secondo le tecnologie usate nella tradizione locale; è vietata ogni mistificazione e contraffazione di tali materiali con altri surrogati o derivati di nuova tecnologia; n. conservazione e ripristino degli intonaci esterni originari, che devono essere risarciti con malta e tinte analoghe a quelle originarie. Le tinteggiature esterne dovranno essere date con colori a calce: sono vietate le tinteggiature lavabili, plastiche e simili; o. possibilità di utilizzare un altezza minima dei vani abitabili pari a mt nel caso non sia raggiungibile tale altezza minima dovrà essere escluso l uso abitabile dei locali in questione; tale altezza utile può essere ridotta fino a mt esclusivamente per gli edifici la cui funzione residenziale sia dimostrabile come esistente alla data di entrata in vigore delle presenti norme; p. obbligo di eliminare le superfetazioni, e in genere le sovrastrutture di epoca recente, che non rivestano interesse o contrastino con la comprensione storica dell edificio. E fatto esplicito divieto di costruire nuovi poggioli o terrazze; 15
18 q. i materiali con cui eseguire i lavori di sistemazione dovranno essere quelli tradizionalmente usati nelle architetture residenziali coeve; in particolare i pavimenti dovranno essere in cotto o in legno, la struttura lignea del tetto e dei solai, ove costituisce elemento caratterizzante, nonché la struttura dei pilastri dovrà essere a vista. 3. Si prescrive inoltre che vengano conservate inalterate: tutte le murature d ambito; le quote delle linee di gronda e di colmo; tutte le aperture (porte, portoni, finestre, ecc ) per posizione, forma, dimensione e contorni; tutte le decorazioni (architettoniche, pittoriche, ecc ) esistenti nell edificio all interno e all esterno; la cornice di gronda; la zoccolatura; i marcapiani; le lesene e tutti gli altri elementi caratterizzanti il corredo decorativo dell edificio o del complesso. 4. E possibile inoltre creare dei soppalchi in strutture mobili, in legno o in ferro, con relativo impianto distributivo. Par Grado 3 Ristrutturazione parziale 1. Riguarda l intervento su edifici e strutture murarie che conservano e/o di cui interessa conservare tutti gli elementi della struttura esterna architettonicamente caratterizzanti. 2. L intervento dovrà tendere alla conservazione e al ripristino tipologico degli elementi essenziali e caratterizzanti, anche nel caso in cui si presentino alterati da precedenti ristrutturazioni o rifacimenti, qualora tale ripristino sia possibile e documentabile. 3. In generale l intervento dovrà rispettare le seguenti prescrizioni: a. conservazione e ripristino dell immagine complessiva delle facciate interne ed esterne non alterate, degli andamenti e delle sporgenze dei tetti, nonché dell intero apparato decorativo (cornicioni, marcapiani, lesene, ecc ) con possibilità di praticare fori nelle murature cieche, adoperando materiali che denuncino chiaramente l intervento. Le dimensioni delle nuove aperture dovranno attentamente relazionarsi alle proporzioni esistenti nell edificio in esame. In particolare gli edifici non residenziali quali fienili, antiche strutture agricole, ecc, debbono mantenere, ove esistenti, le aperture da pilastro a pilastro e da solaio a solaio con la possibilità di chiusura solo mediante finestrature, in modo da rispettare la forma dell apertura stessa. Conservazione inoltre del volume esistente, degli andamenti e delle sporgenze dei tetti nonché dell intero apparato decorativo (cornicioni, marcapiani, lesene, ecc ); b. i solai possono essere sostituiti per motivate ragioni statiche o igienico sanitarie con modificazione massima della quota originaria di 30 cm. Se ciò non comporta il cambiamento del assetto originario generale dell edificio; è prescritto l uso di materiali analoghi nel caso in cui si tratti di solai originari caratterizzanti; c. conservazione e ripristino delle aperture originarie, su tutte le facciate nella posizione, nella forma, nelle dimensioni e nei materiali di contorno, in quanto legate alla morfologia fondamentale dell edificio; d. conservazione e ripristino delle aperture originarie a livello stradale, per gli accessi degli edifici o per i negozi; se necessario eliminando quelle di più recente realizzazione o comunque portandole a forma e dimensioni congrue con l insieme edilizio in cui sono inserite; 16
19 e. conservazione di tutti gli elementi architettonici isolati quali fontane, esedre, muri, scenari, edicole, lapidi antiche, ecc nonché degli spazi scoperti pavimentati o sistemati ad orto o giardino; f. possibilità di aggregare unità abitative adiacenti troppo piccole o di suddividere unità abitative troppo grandi, per un adeguato utilizzo, nel rispetto della struttura tipologica di base e degli elementi architettonici caratterizzanti. Possibilità quindi di demolizione, spostamento, costruzione di tramezzi; g. possibilità di utilizzare soffitte e sottotetti; h. possibilità di inserire scale, ascensori, montacarichi e altri impianti tecnologici che non compromettano la morfologia, la tipologia e la struttura dell edificio, con la tassativa esclusione dei volumi tecnici eccedenti le coperture; i. possibilità di inserire servizi igienici illuminati e aerati artificialmente e servizi cucina con ventilazione forzata, sistemati in nicchia in un locale dotato di illuminazione e aerazione naturale; j. conservazione e ripristino degli infissi originari che vanno eventualmente sostituiti con materiali tradizionali lavorati secondo le tecnologie usate nella tradizione locale; è vietata ogni mistificazione o contraffazione di tali materiali con altri surrogati o derivati di nuova tecnologia; k. conservazione e ripristino degli intonaci esterni originari, che devono essere risarciti con malta e tinte analoghe a quelle originarie. Le tinteggiature esterne dovranno essere date con colori a calce: sono vietate le tinteggiature plastiche e simili; l. possibilità di utilizzare un altezza minima dei vani abitabili di m 2.40; nel caso non sia raggiungibile tale altezza minima dovrà essere escluso l uso abitabile dei locali in questione; è fatta eccezione per i casi considerati al punto m del grado di protezione 2, anche in caso della traslazione dei solai ammessa al punto b del presente grado di protezione; m. obbligo di eliminare le superfetazioni, ecc. e in genere le sovrastrutture di epoca recente, che non rivestano interesse o contrastino con la comprensione storica dell edificio. E fatto esplicito divieto di costruire nuovi poggioli o terrazze; n. è possibile creare dei soppalchi con strutture in legno o in ferro, con relativo impianto distributivo. Par Grado 4 Ristrutturazione globale 1. Riguarda l intervento su edifici di cui interessa conservare parte delle caratteristiche architettoniche esterne quale documento di datata espressione di cultura architettonica; non è ammesso aumento di volume se non esplicitamente indicato nelle tavole di progetto. 2. L integrazione di parti murarie dovrà essere eseguita con le stesse tecniche delle opere esistenti. 3. Non sono ammesse sostituzioni di contorni e bancali, se non con materiali uguali, sostituzione di scuri a ventola con tapparelle e sostituzione di serramenti in legno con altri materiali. 17
20 4. E inoltre fatto obbligo di ripristinare se leggibili gli elementi costruttivi e compositivi originari laddove successivi interventi li abbiano manomessi. 5. L intervento dovrà rispettare le seguenti prescrizioni costruttive per quanto riguarda le parti da riedificare: a. muri esterni: dovranno essere intonacati e colorati con colori terrosi, sono vietate le tinteggiature plastiche e simili; b. manti di copertura: dovranno avere sporgenza rispetto al filo del muro esterno non superiore a quella degli edifici limitrofi e secondo le dimensioni attestate dalle numerose esemplificazioni in essere nei vecchi edifici ed in particolare dovranno essere simili a quelli contigui limitrofi e dovranno essere di norma in coppi di normale laterizio il cui colore dovrà preferibilmente essere trattato chimicamente per risultare invecchiato; è fatto esplicito divieto di utilizzare tegole di tipo cementizio nonché eternit, ondulato, ecc ; c. dimensioni aperture: le dimensioni delle aperture da modificare e da realizzare exnovo in particolare quelle delle finestre, dovranno attentamente relazionarsi alle proporzioni esistenti negli edifici con termini di grado più restrittivo; d. serramenti e infissi esterni: dovranno essere di norma in legno verniciato con colori congrui alla colorazione delle superfici intonacate; di preferenza verde scuro, marrone, ecc..gli infissi in legno naturale dovranno essere trattati con mordente scuro. E fatto divieto di utilizzare per queste opere: alluminio anodizzato, plastica, ecc..; le finestre dovranno essere provviste di protezione a superficie piena tipo scuri con apertura a cardine. Per le porte si farà riferimento alle tipologie tradizionali conservando, se possibile, le stesse essenze. E' fatto assoluto divieto di adoperare tapparelle; e. opere in ferro: si prescrive di utilizzare manufatti in ferro battuto di forma semplice secondo la tradizione locale e trattati con vernice trasparente; f. pianerottoli, gradini di scale esterne al fabbricato: dovranno essere, di norma, in pietra posta in opera secondo la tradizione. E fatto assoluto divieto di utilizzare travertini, ceramica, conglomerato di marmo e cemento, ecc ; g. stipiti di porte e finestre: essi dovranno essere in pietra naturale veronese o in tufo. Tali elementi non dovranno peraltro sporgere rispetto al filo esterno della superficie muraria di oltre cm. 5. E fatto assoluto divieto di utilizzare materiali estranei alla tradizione locale; h. davanzali: dovranno essere realizzati in lastre di pietra locale o tufo (con limitate sporgenze rispetto al filo estero del muro con un massimo di cm. 5). E ammessa anche la semplice lisciatura con cemento del davanzale mentre è fatto assoluto divieto di utilizzare materiali estranei alla tradizione locale; i. comignoli: non sono ammessi comignoli in eternit o altro materiale che non risponda alla tradizione locale. Qualora vengano utilizzati comignoli prefabbricati questi dovranno essere rivestiti in cotto, eventualmente intonacati e dovranno concludersi secondo le forme delle tradizioni locali. 18
21 6. Per tutti gli edifici ai quali è stato assegnato il presente grado di protezione è ammessa l altezza minima dei vani abitabili pari a quella ammessa al punto n del grado di protezione 3. Par Grado 5 Demolizione e ricostruzione 1. Riguarda l intervento di parziale o totale demolizione e ricostruzione di edifici in contrasto con le caratteristiche ambientali che sulla base di una specifica analisi storica (lottizzazione seriale, analogie tipologiche o altri documenti) testimoniante un assetto originario diverso dall attuale, conduca ad una configurazione compatibile con il tessuto circostante. 2. Nelle schede progettuali viene indicato planimetricamente il sedime entro cui dovrà essere edificato il nuovo volume e l altezza massima consentita. 3. Gli interventi conformi alle indicazioni contenute nelle schede progettuali si attuano mediante concessione diretta. Eventuali variazioni rispetto all organizzazione indicata nelle schede progettuali è subordinata alla approvazione di una Variante al P.R.G. o apposito piano urbanistico attuativo con previsioni planivolumetriche, a giustificazione di ogni diversa definizione progettuale. a. Edifici adiacenti ad altre strutture: la ricomposizione planimetrica potrà avvenire solo ed esclusivamente all interno dell area di sedime fermo restando l allineamento sul fronte principale. L altezza non dovrà superare quella del fabbricato adiacente meno alto e ciò anche in presenza di altezze maggiori nel caso in cui le stesse non dipendano da una consolidata presenza dell edificio. b. Per gli edifici isolati: nel caso di ricomposizione è ammesso un ampliamento della superficie coperta contenuto entro una maggiorazione massima del 20% sia della larghezza che della lunghezza dell attuale area sedime. La nuova sagoma, derivante dall ampliamento di cui sopra, potrà trovare localizzazione all interno della figura determinata dalla maggiorazione del 20% in entrambi i sensi sia della lunghezza che della larghezza della sagoma attuale. c. Le destinazioni d uso di tali strutture potranno essere diverse da quelle indicate nelle schede ma dovranno comunque essere comprese fra tutte quelle ammesse e previste nelle tavole di Piano. d. Non sono ammessi aumenti di volume rispetto l entità attuale se non esplicitamente previsti dalle tavole e dalle schede di progetto. Sono sempre ammessi gli interventi di cui alle lettere a, b, c, dell art. 3 comma 1 del D.P.R. n. 380 del e s.m.i. Le prescrizioni relative alle aree scoperte (vedi tavole di Piano) del lotto di pertinenza sono da ritenere puramente indicative e non vincolanti, fermo restando il rapporto fra le varie destinazioni che dovrà comunque essere rispettato. L intervento dovrà attentamente relazionarsi alla caratterizzazione formale degli edifici circostanti con grado superiore e rispettare le prescrizioni del grado di protezione n
22 Par Grado 6 Demolizione senza ricostruzione 1. Riguarda gli edifici o parte degli stessi di epoca recente dei quali si rende indispensabile la demolizione senza ricostruzione per il recupero a verde degli spazi relativi o perché la presenza di quelle volumetrie è intollerabile dal punto di vista storico ambientale o igienico sanitario. 2. La demolizione senza ricostruzione delle superfetazioni e sovrastrutture, indicate nel Piano, è condizione inderogabile per il rilascio di qualunque permesso relativo agli interventi nelle unità che le includono. Par Grado 7 Ristrutturazione urbanistica 1. Riguarda l intervento su edifici siti all interno di aree di riordino urbanistico per i quali è anche ammessa la totale o parziale demolizione e ricostruzione per ottenere un assetto diverso dall attuale ed una configurazione omogenea a quella del centro storico. 2. Tali interventi sono anche possibili sulla base di una necessità di razionalizzare la partizione del suolo per una fruizione pubblica ( allargamenti viari, ecc.). 3. Le aree su cui intervenire con la nuova costruzione vengono, in ogni singolo caso, individuate in modo indicativo al fine di una razionale riorganizzazione urbanistica. 4. In ogni caso i volumi di tali edifici sono computati nel volume globale edificabile all interno della zona di degrado. 5. Eventuali variazioni rispetto all organizzazione indicata nelle tavole in scala 1:500 sono possibili in sede attuativa mediante apposito piano urbanistico attuativo con previsioni planivolumetriche, a giustificazione di ogni diversa definizione progettuale, fermo restando il rispetto degli indici stereometrici previsti dal P.I.. In ogni caso l altezza massima non potrà essere superiore a quella degli edifici con grado di protezione 1 contermini; 6. In sede di piano attuativo vanno reperiti gli standard primari a verde e parcheggio previsti dalla L.R. 61/85 relativamente alle zone di espansione, residenziali o commerciali, secondo la destinazione d uso assegnata alla volumetria oggetto di piano di Recupero. Art Nuovi edifici 1. Per i nuovi edifici previsti dal Piano la disposizione planivolumetrica degli stessi deve intendersi come prefigurazione volumetrica; per evitare forme precostituite che prescindano dai reali contenuti architettonici, la planivolumetria indica per ogni edificio, stabilita la cubatura massima ammissibile, il valore da attribuire ai parametri fondamentali di altezza, larghezza, lunghezza, ecc 2. Entro tali vincoli, il volume consentito potrà essere liberamente articolato, purché la sagoma risultante sia compatibile con le tipologie edilizie del Centro Storico; 3. Non è, in ogni caso, ammesso utilizzare il nuovo volume in misura inferiore all 80% del massimo previsto dal Piano. 4. Per i nuovi manufatti previsti dal Piano e destinati ad autorimesse o magazzini l altezza massima viene fissata in ml. 2,
23 5. Eventuali variazioni rispetto all organizzazione indicata nelle tavole di progetto sono possibili con l approvazione di un apposito piano urbanistico attuativo con previsioni planivolumetriche, a giustificazione di ogni diversa definizione progettuale, fermo restando il rispetto degli indici stereometrici previsti dal P.I.. 6. I nuovi edifici dovranno essere realizzati con tecnologie, forme, colori e materiali di tipo tradizionale. Art Vincoli di facciata 1. Le tavole di progetto indicano anche i vincoli di facciata relativi agli elementi architettonici caratterizzanti l organismo edilizio, nonché ove tali elementi non esistano e dove sia prevista la demolizione con ricostruzione totale o parziale dell edificio, le altezze, le masse edilizie e gli elementi strutturali di facciata ( aggetto cornicioni, finestrature, ecc ) da adempiere e rispettare. 2. Tali vincoli comportano le seguenti prescrizioni: a. porte e finestre rispondenti alla logica architettonica dell edificio devono essere conservate nella loro forma e nella loro posizione. Altri elementi caratterizzanti i prospetti quali camini, colonne, frontoni ed elementi decorativi, intonaci, ecc., sono componenti della struttura architettonica dell edificio e dell ambiente e sono vincolati per forma e posizione; b. porte, finestre, ed altri elementi quali cornicioni, poggioli, ecc., che sono stati alterati nella forma o dimensione, nei materiali o sono stati introdotti ex novo rispetto alla struttura di facciata, devono essere ricondotti alla partitura tipica della facciata originaria, ripristinando la veste architettonica ed eliminando le alterazioni e le aggiunte. 3. Le prescrizioni di cui ai punti a) e b) si riferiscono esclusivamente ai progetti degli edifici lungo le vie pubbliche. 4. Per quanto non evidenziato nelle tavole di progetto ( prospetti su cortili interni o su vicoli), il vincolo da attribuire ai fori ed agli elementi di facciata di cui ai punti a) e b), anche per i gradi di protezione diversi, sarà determinato sulla base di precise indagini tipologiche formali svolte da parte del richiedente ed atte a dimostrare la validità dell intervento proposto. 5. Il Responsabile dell Area Tecnica decide, con le procedure d obbligo, in merito alle richieste presentate. Art Interventi coordinati 1. Inoltre le tavole di progetto indicano i limiti entro i quali sono prescritti interventi coordinati relativi a più organismi edilizi prospettanti sulle strade principali e per i quali l intervento di modifica delle facciate deve risultare compatibile con gli edifici compresi nei limiti di cui sopra. 2. Gli edifici per i quali è ammessa o prescritta la modifica di facciata ( spostamento e/o adeguamento di fori ) dovranno presentare oltre agli elaborati normalmente richiesti anche un prospetto d insieme dei fabbricati compresi nei limiti dell intervento coordinato, dal quale risulti la compatibilità dell intervento proposto. 21
VARIANTE N. 17 AL P.R.G.
VARIANTE N. 17 AL P.R.G. P.R.G. ADOTTATO DALLA G.R.V. CON DELIBERAZIONE N. 4616 DEL 07.08.92 SUCCESSIVE VARIANTI DELIBERA N. 3633 DEL 05.08.96 variante n. 1 (zona D1E/1) DELIBERA N. 1864 DEL 27.05.97 n.