Source: https://www.laleggepertutti.it/152885_rottamazione-equitalia-il-pignoramento-non-si-blocca
Timestamp: 2019-03-21 08:41:38+00:00
Document Index: 152107348

Matched Legal Cases: ['art. 618', 'art. 72', 'art. 6', 'art. 617', 'art. 57', 'art. 2945']

Rottamazione Equitalia, il pignoramento non si blocca
Chi ha un contenzioso con Equitalia può richiedere la definizione agevolata, ma se è in atto un pignoramento del conto corrente, della pensione o dello stipendio la procedura prosegue.
La presentazione della domanda di adesione alla rottamazione di Equitalia estingue le cause contro il fisco, ossia i giudizi di opposizione alle cartelle di pagamento, ma non anche le procedure esecutive: pignoramenti dello stipendio, del conto corrente, della pensione andranno ugualmente avanti. A meno che intervenga tra le parti un accordo in forza del quale Equitalia rinuncerà alla procedura. È quanto chiarisce una recente ordinanza del tribunale di Lecco [1].
Secondo il provvedimento in commento, il decreto legge che ha regolamentato la cosiddetta «definizione agevolata dei ruoli» [2] ha stabilito che la presentazione dell’istanza di rottamazione non svincola le somme già pignorate da Equitalia in quanto non incide sulla legittimità degli atti compiuti e non rappresenta una ragione idonea a consentire la non proseguibilità del procedimento esecutivo già avviato. Questo significa che, chi ha in atto un pignoramento di somme di denaro (come appunto quelle dovute a titolo di stipendio, pensione o depositate sul conto corrente), non può chiudere la procedura facendo presente al giudice che intende presentare, o ha già presentato, la richiesta di rottamazione. Peraltro, nella procedura di riscossione esattoriale il pignoramento è automatico: non necessita cioè del passaggio in tribunale (salvo che per le pensioni). Il tutto avviene con un atto, notificato da Equitalia, alla banca o al datore di lavoro. Nel primo caso, Equitalia invita il contribuente a pagare entro 60 giorni, con avviso che, in difetto, le somme pignorate in banca verranno accreditate direttamente all’Agente della riscossione, senza quindi passare da un’udienza davanti al giudice. Presentare dunque la domanda di rottamazione delle cartelle non blocca un procedimento che è già in corso. Tuttavia, nulla vieta – si legge nel provvedimento in commento – che il contribuente si accordi con Equitalia, eventualmente anche a seguito di autorizzazione del giudice, per svincolare in tutto o in parte le somme depositate sul conto pignorato per destinarle al pagamento delle rate calcolate nell’ambito della rottamazione.
La norma si esprime nel seguente modo:
«A seguito della presentazione della dichiarazione [la richiesta di rottamazione, ndr] sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto di tale dichiarazione […]. L’agente della riscossione, relativamente ai carichi definibili ai sensi del presente articolo, non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati».
Secondo il tribunale di Lecco, l’interpretazione corretta da attribuire alla frase «non può altresì proseguire le procedure di recupero precedentemente avviate» a condizione che «non sia già stato emesso il provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati» è la seguente: si verifica una sorta di sospensione automatica dei processi esecutivi pendenti a carico del debitore. In particolare, il provvedimento del giudice dell’esecuzione che dispone l’improseguibilità non costituisce una pronuncia di estinzione del processo, ma una semplice presa d’atto del fatto che esso entra in uno stato di «quiescenza provvisoria» senza che si determini il venir meno degli effetti del pignoramento.
[1] Trib. Lecco, ord. del 20.02.2017.
[2] Art. 6 del Dl 193/2016.
R.G.E. n. 962/2016
TRIBUNALE ORDINARIO DI LECCO Sezione I
Nella procedura esecutiva promossa da EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE SPA nei confronti di X S.R.L.
Letto il ricorso in opposizione agli atti esecutivi presentato da X SRL contro il provvedimento di EQUITALIA di “sospensione del pignoramento”;
sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 9/2/2017, pronuncia la seguente
ORDINANZA ex art. 618 c.p.c.
Con atto notificato in data 8/11/2016 EQUITALIA ha pignorato, secondo lo speciale procedimento
di cui all’art. 72-bis DPR 602/1973, i crediti della X SRL nei confronti del Y.
Alcuni giorni dopo la notificazione del pignoramento, la debitrice ha presentato l’istanza di adesione al nuovo procedimento di definizione agevolata introdotto dall’art. 6 del D.L. 193/2016
(c.d. rottamazione delle cartelle esattoriali). EQUITALIA ha riscontrato subito la dichiarazione della X, trasmettendo via p.e.c. una comunicazione con cui si dava atto che era stata disposta la “temporanea sospensione” del processo esecutivo e contestualmente si invitava la Banca a trattenere le somme pignorate sino a nuovo ordine, in quanto “tale provvedimento non tocca la legittimità degli atti compiuti e non determina alcuna ragione di improseguibilità del procedimento esecutivo intrapreso”.
Contro questo provvedimento ha presentato opposizione la X, sostenendo che l’adesione alla definizione agevolata dovrebbe determinare non la mera sospensione, bensì l’improcedibilità dell’esecuzione e lo svincolo del credito pignorato.
Il ricorso va qualificato come opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c., in quanto l’opponente non contesta il proprio debito né il diritto di EQUITALIA di avviare l’esecuzione forzata, ma la legittimità di un singolo atto dell’esecuzione (ossia il provvedimento con cui l’agente della riscossione ha disposto la sospensione dell’esecuzione e intimato alla Banca terza pignorata di non svincolare il conto corrente pignorato). Per questo, l’opposizione è da ritenersi certamente ammissibile ai sensi dell’art. 57 DPR 602/1973 ed anche tempestiva, in quanto presentata entro i 20 giorni dalla notificazione del provvedimento contestato.
1.Nell’interpretazione della legge bisogna sempre partire dal presupposto che le parole che compongono il testo legislativo siano scelte in maniera non casuale.
È opinione consolidata che, nel caso del concordato preventivo, si verifica una sorta di sospensione automatica dei processi esecutivi pendenti a carico del debitore. In particolare, la
Corte di Cassazione spiega che il provvedimento del G.E. che dispone l’improseguibilità non costituisce una pronuncia estintiva del processo, ma una semplice presa d’atto del fatto che esso entra in uno stato di “quiescenza provvisoria”, senza che si determini il venir meno degli effetti del pignoramento (cfr. Cass. civile, sez. I, 22/12/2015, n. 25802). La medesima conclusione deve valere per l’analoga fattispecie qui in esame.
2.Sostiene l’opponente che l’interpretazione suggerita da EQUITALIA sarebbe contraddittoria, perché non sarebbe in grado di spiegare come mai il legislatore abbia sentito la necessità di disporre espressamente la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza. Invero, sostiene ancora l’opponente, tale previsione risulterebbe completamente superflua, in quanto il medesimo effetto sarebbe già previsto in via generale dall’art. 2945 c.c..
3.Infine, l’opponente sostiene che il mantenimento del vincolo espropriativo anche dopo la presentazione dell’istanza di definizione agevolata produrrebbe degli effetti paradossali, perché sarebbe assurdo non consentire di svincolare i crediti pignorati, in quanto è proprio con quelle somme che il debitore dovrebbe provvedere a definire la propria esposizione verso il Fisco.
Le spese di questa fase procedimentale sono compensate, in considerazione dell’incertezza di interpretazione della nuova norma e dell’assenza di precedenti giurisprudenziali.
RIGETTA l’istanza di adozione di provvedimenti indilazionabili e di svincolo dei crediti
Visti gli artt. 617 e 618 c.p.c., pignorati;
COMPENSA le spese di questa fase del procedimento. Si comunichi
Lecco, 13/02/2017
Il Giudice dell’Esecuzione Dott. Carlo Boerci
03/03/2017 @ 11:48
Ma e’ solo un’ordinanza di rigetto di provvedimenti urgenti, non decide il merito