Source: http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6640
Timestamp: 2018-12-15 14:44:23+00:00
Document Index: 7054914

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 15', 'art. 2', 'art.4', 'art. 117', 'art. 15']

Deliberazione della Giunta Regionale Pugliese (n.1959 del 20/10/2009)
Approvazione di principi orientati al concetto dell’acqua quale “bene comune dell’umanità”
AREA POLITICHE PER L’AMBIENTE, LE RETI E LA QUALITÀ URBANA
Deliberazione della G.R. n.1959 del 20/10/2009
Codice CIFRA: RIS / DEL / 2009 / 00008 OGGETTO: Approvazione di principi orientati al concetto dell’acqua quale “bene comune dell’umanità”.
L’Assessore alle Opere Pubbliche Avv. Fabiano Amati, sulla base dell’istruttoria espletata dal dirigente dell’Ufficio Utilizzazione Risorse Idriche, confermata dal dirigente del Servizio Risorse Naturali, riferisce quanto segue.
L’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita. Pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile ed all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo, un diritto universale, indivisibile che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’ art. 2 della Costituzione; a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell’acqua come “bene comune” per eccellenza si è affermata a livello mondiale.
Inoltre, la risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno - priorità 2003-2006 – già affermava, al paragrafo 5, "essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno".
CONSIDERATO che già diversi esponenti istituzionale della Regione Puglia hanno proclamato “che l’acqua è un diritto e non una merce, un bene comune e pubblico” (relazione del Presidente della Regione Nichi Vendola al Consiglio del 25/02/2009) che, “al pari dell’aria che respiriamo, l’acqua non può né deve avere padroni, ma – in quanto risorsa fondamentale – deve essere a disposizione di tutto il genere umano” (intervento del Presidente del Consiglio Prof. Pepe del 28/05/2009);
CONSIDERATO altresì che solo in Puglia 30.000 cittadini dei 400.000 a livello nazionale, hanno apposto la propria firma a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare concernente “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”;
CONSIDERATO inoltre che diverse Amministrazioni provinciali e comunali pugliesi hanno sottoscritto con propria delibera la Legge di Iniziativa Popolare sopra citata ed hanno contestualmente dato vita ad un Coordinamento Regionale degli Enti Locali per la ripubblicizzazione dei servizi idrici;
CONSIDERATO infine che per sostanziare il principio del diritto dell’acqua come universale e inalienabile, nonché per riorientare il sistema di tariffazione agevolata per le fasce sociali meno abbienti verso un sistema che assicuri maggiore responsabilizzazione degli utenti e politiche di risparmio idrico, appare opportuno introdurre all’interno dell’ordinamento la definizione del servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica.
VISTO l’articolo 23-bis del D.L. 25/06/2008 n.112 convertito nella legge 6 agosto 2008, n.133 e successive modifiche ed integrazioni e l’art. 15 del D.L. n. 135/2009.
RILEVATO inoltre che l’ente autonomo acquedotto pugliese (EAAP) nasce, grazie alla volontà e all’impegno finanziario dello Stato, con la finalità di sopperire all’insostenibilità e all’inadeguatezza dell’industria privata ad assicurare le opere di interesse generale a garanzia dell’approvvigionamento idrico e del risanamento igienico-sanitario e ambientale, ed ha ottenuto in concessione la gestione del servizio idrico ai sensi della legge fino al 2018, e che il D.Lgs 11/05/1999, n. 141 trasforma l’EAAP in società per azioni, riconfermando all’art. 2 l’affidamento alla nuova società delle finalità precedentemente attribuite all’Ente.
CONSIDERATO infine che nel condividere sostanzialmente gli obiettivi del movimento mondiale per il diritto all’acqua, che coinvolge un sempre maggior numero di Enti Locali in tutto il Paese, appare opportuno che la Regione Puglia si doti degli strumenti istituzionali e di un quadro legislativo di riferimento per sviluppare un’azione in tal senso.
PRESO ATTO della necessità di individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione dell’acqua come “bene comune”.
Copertura finanziaria di cui alla L.R. n.28/2001 e successive modificazioni e integrazioni.
Il presente provvedimento è di competenza della Giunta regionale ai sensi dell’art.4 comma 4 della L.R. n. 7/97.
L’Assessore relatore, sulla base delle risultanze istruttorie come innanzi illustrate, propone alla Giunta l’adozione del conseguente atto finale.
Udita la relazione dell’Assessore alle Opere Pubbliche avv. Fabiano Amati;
Vista la sottoscrizione posta in calce al presente provvedimento dal dirigente dell’Ufficio Utilizzazione Risorse Idriche e dal dirigente del Servizio Risorse Naturali;
A voti unanimi e palesi espressi nei modi di legge
l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’ impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero;
la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;
il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;
il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.
di dare atto che la Giunta Regionale si impegna:
a proporre l’introduzione dei principi suesposti nello Statuto della Regione Puglia;
a presentare, in attuazione di tali principi, una legge regionale che regolamenti il servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica e che conseguentemente trasformi l’AQP S.p.a. in un soggetto giuridico di diritto pubblico improntato a criteri di economicità, efficienza e trasparenza nei confronti dei Cittadini.
ad avanzare alla Assemblea delle Nazioni Unite, tramite il Governo Nazionale, la proposta di organizzare in Puglia una conferenza internazionale per la formalizzazione del riconoscimento del diritto universale all’acqua per tutti;
a formare, al fine di dare attuazione agli obiettivi di indirizzo programmatico prima indicati, a cura della Presidenza della Giunta Regionale e di concerto con l’Assessorato alle Opere Pubbliche, un Gruppo di lavoro composto da 1 presidente, da 5 membri nominati dalla Giunta e da 5 membri designati dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti dell’acqua con il compito di presentare, entro il 31 dicembre 2009, alla Giunta una proposta di concretizzazione dei principi suesposti;
a dare mandato al dirigente coordinatore dell’Avvocatura affinché predisponga l’impugnazione dell’art. 15 del D.L. n. 135/2009 dinanzi alla Corte Costituzionale con un ricorso a difesa dell’autonomia regionale entro il 24 novembre, data entro cui dovrà essere convertito in legge.
di trasmettere il presente atto, ad avvenuta esecutività, all’Avvocatura per i conseguenti adempimenti di competenza.
I sottoscritti attestano che il procedimento istruttorio è stato espletato nel rispetto della normativa comunitaria, nazionale e che il presente schema di provvedimento, predisposto ai fini dell’adozione dell’atto finale da parte della Giunta regionale, è conforme alle risultanze istruttorie.
Il Dirigente dell’Ufficio Utilizzazione Risorse Idriche
(Ing. Maurizio Montalto)
Il Dirigente del Servizio Risorse Naturali
(Dr. Gianluca Formisano)
Il sottoscritto Direttore di Area non ravvisa/ravvisa la necessità di esprimere sulla proposta di deliberazione le seguenti osservazioni ai sensi del combinato disposto degli artt. 15 e 16 del DPGR n. 161/2008:
Il Direttore dell’Area Politiche per l’ambiente, le reti e la qualità urbana
(Arch. Pier Paolo Cavalcoli)