Source: https://www.funerali.org/attivita-funebre/la-stagnatura-nei-cofani-di-zinco-5618.html
Timestamp: 2020-08-06 19:39:19+00:00
Document Index: 175604094

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 16', 'art. 22', 'art. 35', 'art.\n115', 'art. 16', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 20']

La “stagnatura” nei cofani di zinco – funerali.org
Home→Attivitafunebre→La “stagnatura” nei cofani di zinco
← Sistemi Funerari Comparati
A Bari trasporta droga dentro un furgone delle onoranze funebri →
La “stagnatura” nei cofani di zinco
funerali.org Pubblicato il 28/03/2012 da necroforo 28/03/2012
Grande risonanza e rilievo a Tanexpo 2012, con diversi stand dedicati, hanno avuto nuovi sistemi e strumenti per il confezionamento dei cofani in metallo di cui è costituita la doppia cassa di cui all’Art. 30 DPR n.285/1990
Proprio dall’Art. 30 del vigente regolamento di polizia mortuaria si desumono tutte le caratteristiche tecniche che un feretro, idoneo per la tumulazione ex Art. 77 del suddetto DPR, debba necessariamente presentare.
Per congiungere le lamiere di zinco, dunque, si adotta una brasatura “dolce”, usando materiali d’apporto con un basso punto di fusione,intorno ai 400 gradi, come stagno, piombo o loro leghe derivate.
Le saldature “dolci” presentano un ottima impermeabilità a liquidi o ai composti aeriformi, mentre dimostrano una debole resistenza agli sforzi meccanici; sono, quindi, indicate soprattutto per collegamenti non interessati a forti sollecitazioni di tipo fisico.
Per l’industria funeraria nazionale si aprono nuove interessanti prospettive, rimanendo la tumulazione la pratica funebre prevalente in Italia.
Pubblicato in Attivitafunebre,Normativa,Novita',Polizia mortuaria,Pratica funebre	Contrassegnato con AFbara,AFprimaTF	permalink
La “stagnatura” nei cofani di zinco — 9 commenti
Carlo il 06/07/2015 alle 10:04 scrive:
Bisogna sempre separare e distinguere le semplici onoranze funebri (vestizione, disbrigo pratiche amministrative, somministrazione e vendita di articoli mortuari…) rispetto a quelle di
trasporto funebre. Le prime sono, e sono sempre state, per tradizione,attività commerciali e di servizio svolte in regime di libero mercato, anche laddove valga solamente il Regolamento Statale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285.
Per quanto riguarda il servizio di trasporto funebre, invece, l’art. 1, n. 8 del testo unico di cui al r.d. 15 ottobre 1925, n. 2578 individuava, tra i servizi che i comuni avrebbero potuto assumere in esercizio diretto il trasporto funebre, e da questa possibilità sarebbe, quindi, scaturito e logicamente disceso il regime di monopolio/privativa sui funerali, intesi, quest’ultimi come trasporto funebre dal luogo di osservazione alla sepoltura, magari con sosta tecnica per l’officio delle esequie laiche o religiose.
L’art. 16, comma 1, d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 prevedeva che i trasporti funebri fossero a pagamento, secondo una tariffa stabilità dall’autorità comunale, quando fossero richiesti servizi e trattamenti speciali (lett. a), oppure a carico del comune in ogni altro caso (lett. b).
L’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, con segnalazione del 14 luglio 1997, ha ritenuto che l’assunzione del servizio di trasporto funebre, specie se con diritto di privativa, fosse in contrasto con l’allora vigente art. 22, comma 2, l. 8 giugno 1990, n. 142, che prevedeva una riserva di legge per la definizione dei servizi riservati in via esclusiva ai comuni e
alle province.
A seguito di tale segnalazione, numerosi T.A.R. hanno ritenuto superato l’istituto della privativa nel servizio dei trasporti funebri; senza addentrarsi sul fondamento della tesi dell’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (che comporterebbe valutazioni anche sulle numerose sentenze dei T.A.R. che l’hanno adottata a proprio fondamento).
Ad ogni modo il testo unico di cui al r.d. 15 ottobre 1925, n. 2578 è da ritenersi abrogato per effetto dell’art. 35, comma 12, lett. g) della legge finanziaria 28 dicembre 2001, n. 448, con effetto dal 1° gennaio 2002. Da ciò consegue che eventuali affidamenti (o concessioni, se antecedenti alla legge 28 dicembre 2001, n. 448) possono persistere fino alla scadenza, qualora rilasciate previa gara ad evidenza pubblica (ove non vi sia stata gara ad evidenza pubblica vanno considerate cessate, senza necessità di deliberazione dell’ente affidante, al 31 dicembre 2006 (art.
115, comma 15-bis d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e succ. modif.), restando esclusa ogni ipotesi di rinnovo.
In proposito vanno segnalate le sentenze della Corte di Cassazione, sezione I civile, n. 11503 del 31 maggio 2005; n. 11726 del 6 giugno 2005; n. 12628
del 13 giugno 2005. Tra l’altro, anche l’art. 16, comma 1, lett. b) d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, già citato, risulta implicitamente abrogato per incompatibilità con l’art. 1, comma 7-bis, terzo periodo, d.l. 27 dicembre 2000, n. 392 convertito, con modificazioni, nella l. 26 febbraio 2001, n. 26, entrata in vigore il 2
IL TRASPORTO FUNEBRE; pertanto, ed a oggi, E’ ATTIVITA’ LIBERO-IMPRENDITORIALE, per giurisprudenza costante ed anche norma positiva, soggetta, comunque, a specifica autorizzazione comunale (= rilascio del decreto di trasporto)
Non si entra nel merito se le onoranze funebri, specie se congiunte e coniugate con l’attività di trasporto funebre, rientrino o meno nell’ambito delle attività a natura commerciale oppure a natura artigianale, aspetto dirimente che richiede una valutazione globale del servizio e delle prestazioni assicurate, come acclarato con la sentenza della Corte di Cassazione,
sezione lavoro, n. 9955 del 21 luglio 2001.
In ogni caso, occorre rispondere positivamente a determinati requisiti strutturali se si vuole erogare il servizio di trasporto funebre, la rimessa dei carri funebri, ad esempio, deve essere ubicata in località individuate in conformità ai regolamenti locali – piano regolatore e sue norme di attuazione), disporre delle attrezzature e mezzi per la pulizia dei carri, riconosciuta idonea dall’Asl, nonché dotarsi delle autorizzazioni di competenza dell’autorità di pubblica sicurezza e del servizio antincendi di cui al DPR n.151/2011 (cfr. art. 20 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285).
Eventuali atteggiamenti discriminatori, distorsivi del regime di libero mercato e della concorrenza, vanno segnalate alle competenti autorità, comune in primis, quale ennte che autorizza il trasporto funebre, (come extrema ratio: ricorso all’antitrust???) se si ravvisano estremi di comportamenti penalmente rilevanti, sarà necessario, invece, adire la Magistratura.
VITO D. il 04/07/2015 alle 11:34 scrive:
SALVE, DAL 1 LUGLIO IL COMUNE DI MA…. A MESSO IL TRASPORTO FUNEBRI LIBERO
E ANNO COSTITUITO UN’ALBO DOVE SONO ISCRITTI 7 AUTOTRASPORTATORI
IN PRECEDENZA CHI AVEVA L’APPALTO DEL SERVIZIO,OGGI E ISCRITTO ANCHE ESSO NELL’ALBO
CONSIDERATO CHE PRIMA DI ESSERE LIBERO IL SERVIZIO LO STESSO CHE OGGI RISULTA NELL’ELENCO,FORNIVA TUTTE E 8 AGENZIE,E TUTTO PROCEDEVA BENE.
OGGI CON IL SERVIZIO LIBERO IL TRASPORTATORE SI RIFIUTA DI FARE A 4 AGENZIE IL TRASPORTO,FAVORENDO SOLO LE ALTRE 4 AGENZIE PIU’ ANZIANE
CONSIDERATO CHE IL TRASPORTO CON IL NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE CON DELIBERA 33 CC ESPRESSAMENTE RECITA CHE L’AGENZIA FA IL SERVIZIO DALLA VESTIZIONE ,CAMERA ARDENTE E DISBRIGO DELLE PRATICHE,VENDITA CASSA
IL COMPITO DELLA FAMIGLIA E DI SCEGLIERE NELL’ALBO IL CARRO FUNEBRI,DANDOGLI IL MANDATO PER L’ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO.
CONCLUSIONE LA DITTA IN QUESTIONE SI PUO’ RIFIUTARE DI FARE SERVIZI ESCLUSIVAMENTE ALLE 4 PIU’ ANZIANE
ESCLUDENDO LE NUOVE 4 AGENZIE?
IL PROPIETARIO DEI MEZZI SI GIUSTIFICA DICENDO CHE LE ALTRE AGENZIE LO ANNO INTIMORITO,DICENDO SE FAI I TRASPORTI AI 4 ,NON DEVI FARE TRASPORTO A NOI.
SECONDO IL MIO PUNTO DI VISTA LUI NON SI PUO’ RIFIUTARE A FARE SERVIZI ,INTANTO PERCHE’ SCEGLIE LA FAMIGLIA,POI SECONDO ME, QUESTA E CONCORRENZA SLEALE, SECONDO VOI COME CI DOBBIAMO COMPORTARE?
ANCHE SE SIAMO NEL LIBERO MERCATO,LUI NON SI PUO’ RIFIUTARE A FARE SERVIZI PER CONTO DELLA FAMIGLIA,E SECONDO NOI LUI POTREBBE ESSERE ESLUSO DELL’ALBO.VI RINGRAZIO PER L’ATTENZIONE.
Carlo il 21/03/2015 alle 19:52 scrive:
Il D.M. 28 maggio 1993, ancora in vigore, il DPR 31 gennaio 1996, n. 194 (oggi abrogato dal Art 77 del d.lgs. n. 118 del 2011, a partire dal 1° gennaio 2015, così come modificato dal D.LGS decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126 e la L 23 dicembre 2014, n. 190, senza dimenticare il D.LGS n.216/2010 giusto per citare solo alcune fonti del diritto, qualificano come necessari ed obbligatori per ogni comune i servizi necroscopici e cimiteriali, ritenendoli afferenti al settore sociale (Art. 21, comma 3 Legge 5 maggio 2009, n. 42).
I Servizi necroscopici, tra cui, in particolare, si annovera quello del cosiddetto recupero salme incidentate di cui al paragrafo 5 della Circolare Ministeriale n.24 del 24 giugno 1993 esplicativa del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria data la loro valenza di prestazioni indifferibili ed urgenti al fine del mantenimento dell’ordine pubblico e la salubrità dei luoghi, sono privi di rilevanza economica, vale a dire che l’onere per assicurarli sorge in capo al comune stesso, essendone quest’ultimo titolare in via esclusiva.
Su quest’aspetto (del loro sostenimento a carico del bilancio comunale) si richiamano la Risoluzione del Ministero dell’Interno n.15900/1371/L.142/1bis/31.F del 13.02.2007 e la nota Ministero della giustizia n. 4/2-780 del 14 dicembre 2007).
La raccolta salme (per persone decedute in abitazioni non idonee allo svolgimento dell’osservazione o in luogo pubblico) pertanto, è servizio erogato in regime di monopolio, stante anche la formulazione “residuale” dell’Art. 16 comma 1 lett.b) DPR 10 settembre 1990 n. 285, ma può esser oggetto di affidamento, come accade, ad esempio anche per la conduzione dell’impianto cimiteriale. Il Comune, così, se non assicura il servizio in economia diretta con personale e mezzi propri può scegliere il gestore a mezzo gara, con modalità e procedure dettati dal Codice Unico Appalti D.LGS n.163/2006.
randazzo il 19/03/2015 alle 12:39 scrive:
salve,un’associazione sanitaria che e in possesso di un furgone attrezzato per recupero salme puo’ effettuare detto servizio
lo statuto lo prevede
In particolare svolge, con i mezzi e volontari a disposizione la sua azione di:
a.	a)Recupero salme sulla scena di sinistri stradali, mediante la propria organizzazione nell’eventualità di gravi incidenti, sventure, calamità cittadine e nazionali;
b.	b)Assicurare il trasporto degli ammalati e dei disabili dal domicilio agli ospedali, enti di assistenza e ricovero e viceversa, nonché, con riferimento ai disabili, ai centri socio-educativi e strutture similari, scuole ed altre istituzioni;
c.	c)prestare servizio di trasporto di emergenza con mezzi idoneamente attrezzati (aerei, elicotteri, ambulanze ecc..) sia in Italia che dall’estero con rientro sia nel paese di appartenenza, o con destinazione alle strutture sanitarie più vicine;
d.	d)istituire, organizzare e gestire centrali operative per la movimentazione di mezzi sanitari idoneamente attrezzati ( aerei, elicotteri, ambulanza ecc..) per il trasporto di emergenza sanitaria;
e.	e)Prestare la propria assistenza a organizzazioni pubbliche e private operante nel settore di emergenza sanitaria, con fornitura anche di personale sanitario specializzato;
f.	… omissis …
Redazione il 19/03/2015 alle 18:33 scrive:
x Randazzo:
A nostro avviso lo statuto abilita alla sola fornitura del servizio cosiddetto di recupero salme per incidente sulla pubblica via, ma condizionato al possesso delle autorizzazioni previste per tale servizio dalla sua normativa regionale e conseguentemente la presenza di dotazioni mane e strumentali necessarie.
Carlo il 31/12/2014 alle 17:37 scrive:
X Randazzo,
il “nuovo” regolamento comunale della Sua città è già stato approvato ed omologato da parte delle competenti autorità ministeriali? Oppure è ancora solo una bozza allo studio del Consiglio Comunale?
Difatti, se il regolamento è già efficace (= cogente) sotto tutti i profili giuridici, soprattutto nelle more di un’apposita legislazione, a questo punto regionale, in tema di polizia mortuaria, esso vale come “normativa speciale” all’interno del territorio comunale e bisognerà ottemperarvi, osservando gli obblighi imposti, altrimenti staremmo ragionando del nulla o, peggio, della “soffiata” di un funzionario comunale linguacciuto.
Il Regolamento municipale di polizia mortuaria è, però, una strana “entità giuridica” (monstrum vel prodigium?… Una bestia rara?) soprattutto dopo la Legge di Revisione Costituzionale n.3/2001, perché esso trae fondamento non tanto da legge ordinaria (Art. 7 D.Lgs n. 267/2000) quanto da norma superiore, di rango costituzionale, ex Art. 117 comma 6 III Periodo Cost., ma, ad esempio, rientrando nel novero di cui all’Art. 344 T.U.LL.SS., è ancora sottoposto ad omologazione ministeriale ex Art. 345 R.D. 1265/1934. e D.M. 18 novembre 1998, n.514 (ora sostituito dal più recente d.P.C.M. 31 luglio 2014, n. 151) emanato ai sensi dell’Art. 3 comma 3 Legge n. 241/1990. Abbiamo, quindi un atto di carattere normativo, quindi generale ed astratto, molto complesso e trasversale, quasi poliedrico ed eclettico nelle sue molteplici articolazioni, che gode di ampi margini di autonomia ed ambiti di spettanza quasi esclusiva, quando agisca su un livello di pari ordinazione rispetto al D.P.R n. 285/90. La norma in questione se non verrà impugnata dinanzi al Giudice Amministrativo con richiesta di annullamento erga omnes per illegittimità, dovrà ritenersi produttiva di tutti i propri effetti, compreso il dovere di frequentare appositi corsi professionali formativi.
randazzo il 31/12/2014 alle 15:41 scrive:
salve, un funzionario comunale cimiteriale mi diceva,che con il nuovo regolamento, l’agenzia funebri deve avere personale che effettua la saldatura con un corso di saldatura a stagno. e cosi?
Carlo il 14/01/2014 alle 19:03 scrive:
X Arenes,
No, la risposta è negativa, in quanto tale azione, contra legem, sarebbe del tutto pericolosa, sotto il profilo della sicurezza ed alquanto antigienica.
In effetti, prima della partenza del trasporto funebre vero e proprio, quasi sempre coincidente con il giorno del funerale, all’atto della chiusura, ex Art. 30 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285, il coperchio di zinco, sia esso interno o esterno alla semplice cassa di legno, viene apposto sulla corrispondente vasca di metallo ed accuratamente saldato. (sono ammessi anche collanti diversi dalla tradizionale stagnatura a caldo ai sensi della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24). A Garanzia di questa operazione, necessaria per assicurare, nel tempo, la perfetta ermeticità del cofano a miasmi e liquidi cadaverici, verranno applicati sul feretro particolari sigilli, i quali corrispondono anche alla redazione di un verbale di verifica (Paragrafo 9.7 Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24) sullo stato di integrità della cassa stessa e sull’esecuzione, a regola d’arte, della sua suggellatura, così come prescritta dall’Art. 30 comma 3 DPR 10 settembre 1990 n. 285. Orbene violare detti sigilli, senza autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria e di quella Sanitaria, magari per solo, per altro, comprensibilissimo desiderio dei famigliari del de cuius, concreta la fattispecie di natura penale di cui all’Art. 349 Cod. Penale. L’unico caso in cui sia consentita la manomissione della cassa di zinco, senza il bisogno di ulteriori autorizzazioni, è espressamente previsto dall’Art. 75 comma 2 del Regolamento Nazionale di Polizia mortuaria, quando, cioè, debba procedersi all’inumazione di feretro costituito dalla duplice cassa lignea e metallica, in quest’evenienza, infatti, la Legge impone di neutralizzare l’impermeabilità del nastro di zinco, tagliandone la copertura, attraverso l’apertura, sulla sua superficie, di ampi squarci.
Arenes il 14/01/2014 alle 16:15 scrive:
vorrei sapere se una volta sigillato lo zinco lo si può riaprire per sola volontà di un parente, o se la eventuale riapertura del rivestimento di zinco sia illegale.