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Timestamp: 2017-11-23 11:15:29+00:00
Document Index: 167613725

Matched Legal Cases: ['Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

RICETTAZIONE REATO AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNAIl reato di ricettazione per ricezione di cosa proveniente da delitto ha poi natura istantanea e si perfeziona nel momento e nel luogo in cui l’agente riceve la consegna della cosa stessa, con la conseguenza che nessun rilievo a tal fine hanno il tempo e il luogo di accertamento dell’illecita detenzione (cfr., per tutte, Cass. Sez. 2, n. 38230 del 6 ottobre 2010, Quiroga, Rv. 248538, in tema di delitto accertato in Italia e commesso all’estero da cittadino straniero; Cass. Sez. 5, n. 42911 del 24 settembre 2014, Lommito, Rv. 260684, in tema di concorso di persone nel delitto; Cass. Sez. 1, n. 4127 del 12 giugno 1997, Conti. comp. in proc. Sivari, Rv. 208400, in tema di determinazione della competenza per territorio; Cass. Sez. 2, n. 31946 del 9 giugno 2016, Minutella, Rv. 267480, in tema di decorrenza del termine di prescrizione del reato).
Con ricorso depositato il 1 febbraio 2016 (OMISSIS) propose avanti il Tribunale di Cuneo incidente di esecuzione volto ad ottenere: a) ai sensi dell’articolo 669 c.p.p., la revoca parziale della sentenza con la quale, il 22 maggio 2015, il Tribunale di Pavia lo aveva, fra l’altro, condannato per il delitto di ricettazione di assegno bancario provento di furto denunciato il 29 dicembre 2012 da (OMISSIS) sul rilievo che con sentenza del 24 novembre 2015 il Tribunale di Cuneo lo aveva condannato per il medesimo reato di ricettazione riferibile all’intero carnet di assegni oggetto della denuncia di furto teste’ indicata, con conseguente eliminazione della pena piu’ sfavorevole, da individuare in quella irrogata dal Tribunale di Pavia; b) ai sensi dell’articolo 671 c.p.p., il riconoscimento della sussistenza del vincolo della continuazione, con conseguente rideterminazione della pena, fra gli altri reati (diversi da quello di ricettazione) oggetto della citata pronuncia del Tribunale di Pavia e quelli compresi nella citata sentenza del Tribunale di Cuneo che, a sua volta, aveva ritenuto sussistente il vincolo della continuazione fra i reati oggetto della sua cognizione e quelli oggetto di sentenza emessa il 10 febbraio 2015 dal Tribunale di Asti.
Con ordinanza emessa il 26 marzo 2016 il Tribunale di Cuneo, in funzione di giudice dell’esecuzione: a) rigetto’ la domanda di revoca della sentenza emessa il 22 maggio 2015 dal Tribunale di Pavia limitatamente alla condanna per il menzionato reato di ricettazione di assegno bancario ai sensi dell’articolo 669 c.p.p.; b) in parziale accoglimento della seconda domanda, ritenne sussistente il vincolo della continuazione fra tutti i reati, contro il patrimonio e la fede pubblica, compresi nelle sentenze rispettivamente emesse nei confronti di (OMISSIS) dal Tribunale di Asti il 10 febbraio 2015, dal Tribunale di Pavia il 22 maggio 2015 e dal Tribunale di Cuneo il 24 novembre 2015 e per la commissione di tali reati determino’ la pena derivante dall’applicazione dell’articolo 81 c.p., comma 2, nella misura di un anno, un mese e venti giorni di reclusione ed Euro 340 di multa.
Per la cassazione di tale ordinanza, nella sola parte in cui rigetto’ la domanda ex articolo 669 c.p.p., (OMISSIS) ha proposto ricorso (atto sottoscritto dal difensore di fiducia, avvocato (OMISSIS)) deducendo manifesta illogicita’ della relativa motivazione, nonche’ violazione dell’articolo 648 c.p. quanto all’individuazione del momento di consumazione di tale reato.
Il Procuratore generale ha depositato requisitoria scritta con la quale ha chiesto che il ricorso venga dichiarato inammissibile sul rilievi che i motivi fondanti la doglianza costituirebbero censura in fatto della decisione quanto alla ritenuta insussistenza del “medesimo fatto”, non essendovi prova che si trattasse di un’unica ricettazione dell’intero carnet di assegni.
L’ordinanza emessa dal Tribunale di Cuneo in funzione di giudice dell’esecuzione e’ impugnata nella sola parte in cui rigetto’ la domanda con la quale (OMISSIS) aveva chiesto la revoca, ex articolo 669 c.p.p., della parte della sentenza nei suoi confronti emessa dal Tribunale di Pavia il 22 maggio 2015 con la quale egli era stato condannato per la commissione del delitto di ricettazione di modulo di assegno bancario oggetto di furto commesso ai danni del proprietario di tale bene mobile; e cio’ sul rilievo che per lo stesso fatto egli sarebbe stato condannato dal Tribunale di Cuneo con sentenza emessa il 24 novembre 2015.
Le due sentenze hanno, come detto, avuto per oggetto rispettivo l’accertamento della commissione di piu’ reati che, ai fini della determinazione della pena, vennero ritenuti unificati dal vincolo della continuazione (articolo 81 c.p., comma 2).
L’ordinanza impugnata deve essere annullata con rinvio al Tribunale di Cuneo (in persona di giudice diverso da quello che ha emesso l’ordinanza oggetto della presente decisione: articolo 623 c.p.p., lettera a), nel precetto risultante da Corte cost., sent. n. 183 del 2013) per nuovo esame della domanda volta a determinare, in riferimento alle due sentenze piu’ volte citate, quale sia la condanna piu’ grave per il medesimo delitto di ricettazione di moduli di assegno bancario, da revocare per la parte contenente la pronunzia relativa a tale fatto, ordinando l’esecuzione solo della sentenza con la quale si pronuncio’, sempre per tale parte, sentenza meno grave facendo applicazione del principio di diritto enunciato nel precedente punto 2.
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