Source: http://abp.it/metrologia-legale.html
Timestamp: 2019-06-26 13:07:11+00:00
Document Index: 179912177

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1354', 'art.692', 'art. 1', 'art. 11', 'art.472', 'art. 8']

E' necessario precisare il significato che deve essere attribuito alle parole Metrologia Scientifica e Metrologia Legale.
La Metrologia a sua volta si diparte in due branche: la Metrologia Scientifica e la Metrologia Legale; la Metrologia Scientifica si occupa della misurazione in via generale: determinazione della massa di un corpo pesandolo (metodo) utilizzando una bilancia (strumento di misurazione), oppure quantificare l'estensione di un corpo, misurandone la lunghezza (metodo) utilizzando un metro (strumento di misurazione).
Quando tutte queste situazioni ricorrono in ambiti scientifici siamo nel campo della c.d. Metrologia Scientifica, quando invece tali operazioni di misurazione sono eseguite in campi che attengono alla sfera dei rapporti inter partes: es. la compravendita, siamo nel campo della c.d. Metrologia Legale.
Ragioni pratiche vogliono che, per la certezza delle misurazioni, l'uomo si sia trovato già nelle tarde epoche storiche, nella necessità di prefissare, in modo convenzionale, le unità di misura: ciò perché nella esperienza e nella pratica, era utile che la quantificazione di un corpo andasse espressa in multipli o sottomultipli di un' unità di misura che, una volta convenzionalmente assunta, fosse univocamente accettata erga omnes.
La Metrologia Legale si occupa quindi di tutti quegli aspetti connessi alla misurazione, (metodologie e strumenti impiegati), con riguardo precipuo alla sfera dei rapporti inter partes: è il campo di competenza sotteso dall' Ordinamento Metrologico legale dello Stato italiano.
Il Servizio Metrico italiano, al pari di quelli di ogni Stato moderno, si occupa della tutela della pubblica fede nei rapporti inter partes, che per la loro esplicazione, prevedono l' utilizzo di uno strumento per pesare o per misurare.
Ciò però implica anche, sotto il profilo della dottrina giuridica, che l'autonomia negoziale tra le parti non è assolutamente perfetta, quando si esplica nel campo del negozio giuridico (contratto) della compravendita a peso o a misura; nel senso che le parti, nel momento dell'esercizio dell'autonomia privata, allorché si scambiano le rispettive dichiarazioni negoziali, possono farlo a patto di non violare norme imperative.
Il legislatore del Testo Unico delle Leggi metriche 23/8/1890, n.7088, afferma, infatti, all'art. 11 che:
Ne consegue quindi che, essendo nel campo della compravendita, l'autonomia negoziale limitata da norme imperative, quelle dell'ordinamento metrico, il negozio giuridico-contratto, quando stipulato in violazione di norma imperativa ovvero inderogabile, è tale da radunarlo nella categoria della invalidità per nullità totale o parziale del negozio stesso: giusta la previsione di cui all' art. 1354 c.c.
La violazione di norma imperativa poi, oltre a rendere nullo il negozio giuridico sotto il profilo del diritto privato, nel caso della compravendita attuata in violazione delle norme metriche, è tale da estendere al campo penale la propria sfera di influenza: tale è la previsione di cui agli artt. 472 c.p.- Uso o detenzione di misure o pesi con falsa impronta - e 692 c.p. - Detenzione di misure e pesi illegali: tipiche fattispecie di reato poste a prevenzione dei delitti contro la fede pubblica; è il caso, ad esempio, di utilizzo nella compravendita, di una bilancia non omologata (quindi illegale), oppure ancorché omologata, essa venga usata contro le prescrizioni di legge (art.692 c.p.,1 comma).
In campo metrologico (legale) i principi di legalità, nel nostro ordinamento giuridico, sono quelli di cui all'art. 1 del T.U. 23/8/1890 n.7088 che statuisce il principio di tassatività dei pesi e delle misure e delle unità di misura che devono essere impiegati, e del già citato art. 11, statuente che "ogni convenzione di quantità che non sia di solo danaro, anche per privata scrittura, dovrà farsi in pesi e misure legali. " La legge penale, per pesi e misure intende ogni peso o misura e ogni strumento per pesare o misurare (art.472 c.p.,ultimo comma).
L’ufficio di metrologia legale: Cenni storici.
Il Servizio metrico viene fondato al termine del periodo della unificazione nazionale, con la funzione di:
• provvedere alla conservazione dei campioni nazionali delle principali unità di misura, realizzati per confronto con i corrispondenti campioni internazionali (conservati presso L’Ufficio internazionale di Pesi e misure a Sevres, in Francia) a seguito della adesione dell’allora Regno d’Italia alla Convenzione internazionale del Metro ( 20 maggio 1875 )
• provvedere ai confronti periodici dei campioni nazionali con i predetti campioni di riferimento internazionali ;
• svolgere le procedure di omologazione degli strumenti di misura di nuovo modello, su domanda dei relativi fabbricanti;
• concorrere alla elaborazione di normative e disposizioni tecniche, fornire pareri e indicazioni su questioni tecniche in materia di metrologia e/o saggio e marchio dei metalli preziosi; I compiti predetti erano e sono in parte tuttora affidati ad una struttura a livello centrale : l’Ufficio Centrale metrico (con sede in Roma – appartenente al Min. Industria Commercio e Artigianato, attuale Min. Attività Produttive), coadiuvato da un organo consultivo : la Commissione Superiore Metrica (oggi Comitato Centrale metrico) .
Gli altri compiti affidati al servizio metrico richiedevano, per una efficace attuazione , una struttura articolata sul il territorio nazionale; essi erano:
• diffondere e consolidare l’impiego, nel commercio ed in tutti gli usi pubblici , del Sistema metrico decimale (introdotto per la prima volta, come è noto, all’epoca della rivoluzione francese, ma la cui diffusione ed adozione fu in realtà più lenta di quanto si potrebbe pensare;
• garantire la conformità dei campioni ( pesi , misure lineari e di capacità ) e degli strumenti di misura adoperati nel commercio ai campioni di riferimento ed ai requisiti costruttivi e di affidabilità fissati dalle norme del settore, mediante controlli iniziali, (al momento della fabbricazione ) e periodici, sugli strumenti in servizio; per l’attuazione di questi ultimi compiti furono istituiti gli Uffici provinciali Metrici, una rete di uffici con funzioni tecnico – amministrative, aventi sede in ogni capoluogo di Provincia , preposti alle attività che richiedevano una presenza capillare sul territorio: in primo luogo la verificazione periodica , una vera e propria revisione degli strumenti di misura usati nel commercio che interessava , con cadenza biennale, tutte le utenze di una determinata Provincia mediante una procedura rimasta in vigore, con poche modifiche , fino ad epoca recente , ed alla cui organizzazione erano chiamate a partecipare attivamente le singole Amministrazioni Comunali; tale procedura prevedeva la istituzione di uffici temporanei di verifica presso i singoli Comuni interessati. Naturalmente nel corso degli anni obiettivi e finalità del servizio si sono sviluppati seguendo l’evoluzione della società e della economia e modificandosi di conseguenza – così mentre alcuni compiti venivano esauriti ( la diffusione del Sistema metrico decimale poteva dirsi ormai consolidata già pochi anni dopo la istituzione del Servizio) o diminuivano di importanza (la conservazione , studio e comparazione dei campioni di unità di misura sono oggi affidate principalmente ad appositi Istituti , a carattere più specificamente scientifico), altri invece se ne aggiungevano, sempre nell’ambito della tutela del consumatore e della trasparenza del mercato, come si
vedrà meglio più avanti).
A partire dal gennaio 2000 gli Uffici metrici provinciali, fino ad allora uffici periferici del Min. Industria Commercio ed Artigianato, sono entrati a far parte delle Camere di Commercio delle rispettive Province, in attuazione del decentramento di funzioni e strutture dello Stato ad Enti locali, previsto Dal Decreto Legislativo n. 112/98 ; presso molte C.C.I.A.A. – gli uffici metrici sono stati inseriti, coerentemente con la natura delle funzioni svolte, nell’ambito del servizio Di Regolazione del Mercato , affiancando così altre importanti funzioni acquisite nello stesso periodo dalle C.C.I.A.A. in materia di tutela del consumatore e della trasparenza del mercato. Il passaggio degli uffici metrici e delle relative funzioni alle C.C.I.A.A. è stato accompagnato e seguito da una considerevole evoluzione nella normativa del settore (il cui nucleo principale risaliva in gran parte ad un arco di anni che va dal 1890 al 1909, pur con varie modifiche e integrazioni successive). La suddetta evoluzione ha rinnovato profondamente procedure in gran parte divenute ormai anacronistiche , aprendo la strada a modalità del tutto nuove nella organizzazione dei servizi di istituto (mediante una considerevole estensione del ricorso a forme di autocertificazione nell’ambito della verifica iniziale degli strumenti di misura e prevedendo la partecipazione di soggetti privati , in possesso di opportuni requisiti, alla erogazione del servizio di revisione periodica, rimasto fino ad allora di esclusiva competenza Statale , in modo analogo a quanto già avviene, ad es. , nel settore delle revisioni automobilistiche .
La verifica prima, Nazionale e CEE
Gli strumenti metrici, prima della loro immissione in uso, vanno sottoposti a controllo per accertare che presentino i requisiti formali e metrologici previsti dai relativi Decreti ministeriali di ammissione o dai Certificati di approvazione CE al tipo; la verifica è estesa anche alle eventuali unità funzionali collegate agli strumenti metrici in catena metrologica per accertare che siano compatibili con quanto stabilito dalla vigente normativa.
Chiamiamo "verifica prima nazionale" quella che fa riferimento ai Decreti Ministeriali di ammissione mentre "verifica prima CE" quella che fa riferimento ai Certificati di Approvazione CE rilasciati da appositi Organismi Comunitari.
La verificazione prima viene effettuata dai funzionari del Servizio Metrico delle C.C.I.A.A. presso gli stabilimenti dei fabbricanti ovvero sul luogo di esercizio, quando ne ricorra la necessità; ultimamente con il D.M. 179/2000 sono stati autorizzati ad effettuarla anche i fabbricanti metrici che lavorino in regime di "concessione di conformità metrologica" o di "controllo della qualità della produzione".
La verificazione prima può essere richiesta solo dalle ditte che rivestano la qualifica di "fabbricanti metrici".
L'esito positivo della verifica prima è attestato mediante bollatura dello strumento, con apposizione dei numeri identificativi dell'ufficio metrico e dell'ispettore metrico procedenti (ipotesi di bollatura c.d. "italiana"), ovvero mediante bollatura e rilascio di attestato di conformità da parte del fabbricante metrico (ipotesi di "bollatura CE") ovvero attraverso altre diverse modalità a seconda del tipo di operazione effettuata.
La verifica periodica consiste nell'accertare l'inalterabilità metrologica nel tempo degli strumenti metrici per pesare (bilance, bilici e ponti a bilico), per misurare (misure lineari, misure, misuratori e contalitri volumetrici) e dei marchi e dei sigilli di garanzia. Ad esclusione dei misuratori di gas, acqua ed elettrici, tutti gli strumenti devono essere sottoposti alla verifica periodica entro 60 giorni dall'inizio della loro prima utilizzazione e, in seguito, alla periodicità così come riportata nella tabella. Occorre ricordare che gli strumenti metrici di tipo "fisso", oltre alla Verifica Prima eseguita in fabbrica prima del loro utilizzo, sono soggetti anche al "Collaudo di posa in opera", considerato la seconda fase della Verifica Prima.
La verifica periodica è eseguita dalle Camere di Commercio, ovvero dai Laboratori Accreditati (D.M. 28.03.2000 n.182).
Vi ricordiamo che il nostro laboratorio “ALM” ha ottenuto l’accreditamento, per la verifica periodica di strumenti metrici, da 40 g a 150000 kg.
L'esito positivo della verificazione periodica è attestato mediante l'applicazione di una targhetta autoadesiva, distruttibile con la rimozione, indicante la data di scadenza (mm/aaaa) della stessa.
Indipendentemente dalla scadenza della precedente, la verifica periodica va richiesta anche a seguito di ogni ordine di aggiustamento o modifica o riparazione che dovesse rendersi necessaria sullo strumento.
Il "fabbricante metrico" è la persona fisica o giuridica che:
realizza la progettazione tecnica di uno strumento metrico (per pesare o misurare), oppure la fa realizzare a suo nome;
• fabbrica uno strumento metrico, oppure lo fa fabbricare a suo nome;
• pone in commercio, a suo nome, lo strumento.
Viene altresì considerato fabbricante metrico la persona fisica o giuridica che:
• si assume la responsabilità della conformità dello strumento metrico (per pesare o misurare) ai requisiti indicati dalla normativa specifica;
• ha adottato tutte le misure necessarie ad assumersi tale responsabilità;
Si definisce Utente Metrico il soggetto che utilizza strumenti per pesare o misurare (escluse le misure lineari) nella determinazione della quantità e/o del prezzo nei seguenti casi:
• transazioni commerciali;
• produzione prodotti preconfezionati;
• accertamenti fiscali;
• provvedimenti sanzionatori.
L’Utente Metrico è soggetto ai seguenti obblighi (D.M. 28.03.2000 n.182):
• utilizzare strumenti conformi, presentandoli a Verifica Periodica nei tempi e modi previsti;
• mantenere l´integrità delle etichette di Verifica e di ogni sigillo di protezione dello strumento;
• garantirne il corretto funzionamento, conservando ogni documento ad esso connesso.
I dati relativi agli Utenti Metrici (generalità, luogo di esercizio) vengono inseriti dall´Ufficio Metrico in apposito Elenco informatico, insieme agli esiti delle verifiche eseguite sulla strumentazione.
Le informazioni contenute in tale Elenco sono a disposizione della Pubblica Amministrazione o di altre Autorità (art. 8, D.M. 28.03.2000 n.182).
• della massa per le transazioni commerciali;
• della massa per la fabbricazione di medicine su prescrizione in farmacia e in occasione delle analisi effettuate in laboratori medici e farmaceutici;
• del prezzo in funzione della massa per la vendita diretta al pubblico e la confezione di preimballaggi;
• della quantità e/o prezzo nelle transazioni commerciali, ivi comprese quelle destinate al consumatore finale.
Gli strumenti di misura per poter essere adoperati nell’ambito di transazioni commerciali o altri impieghi di tipo legale devono preventivamente essere stati sottoposti , dai rispettivi fabbricanti , ad una procedura di omologazione di modello , volta appunto a verificare ed attestare , mediante apposita istruttoria comprendente una considerevole serie di prove tecniche , la idoneità degli strumenti stessi agli usi cui sono destinati ; queste procedure vengono svolte in Italia dall’Ufficio centrale metrico presso il Min. Attività produttive , (il quale è competente a rilasciare il provvedimento di omologazione ) ovvero, in altri paesi aderenti alla U.E. , dai corrispondenti Servizi di Metrologia.
Strumenti per pesare a funzionamento non automatico con certificato CE
Il Decreto Legislativo 29 dicembre 1992, n. 517 in attuazione della direttiva 90/384/CEE sull'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri in materia di strumenti per pesare a funzionamento non automatico ha profondamente innovato la materia disciplinando sia le caratteristiche metrologiche che devono possedere gli strumenti in questione, sia le procedure di verificazione applicabili.
Premesso che per "strumento per pesare a funzionamento non automatico" si intende uno strumento per pesare che richiede l'intervento di un operatore durante la pesatura (es. bilance da banco, bilici ecc.), in merito al primo punto vengono considerati conformi gli strumenti fabbricati secondo le norme nazionali di attuazione delle normative armonizzate (norme della serie UNI EN).
In merito al secondo punto le procedure applicabili per valutare la conformità degli strumenti sono le seguenti:
• Esame CE del tipo è la procedura mediante cui un organismo notificato (l'Ufficio Centrale Metrico in Italia) constata e certifica che uno strumento "esemplare - tipo", rappresentativo della produzione prevista, soddisfa le disposizioni del D. Lgs. 517/92 ad esso applicabili (Allegato II punto 1 del decreto);
• Verificazione CE è la procedura mediante cui un organismo notificato (i servizi metrici di tutte le C.C.I.A.A. in Italia) verifica e certifica che gli strumenti sono conformi al tipo descritto nel certificato di approvazione CE del tipo (Allegato II punto 3 del D. Lgs. 517/92);
• Dichiarazione CE di conformità al tipo è la procedura mediante cui il fabbricante che opera secondo un sistema di garanzia della qualità della produzione dichiara - ovvero "autocertifica" - che gli strumenti in questione sono conformi al tipo descritto nel certificato di approvazione CE del tipo (Allegato II punto 2 del D. Lgs. 517/92). La certificazione del sistema di garanzia della qualità della produzione consiste nella dichiarazione da parte di un organismo notificato nel contesto della citata direttiva che il sistema produttivo dell'azienda è conforme ai requisiti previsti dalle corrispondenti norme armonizzate in materia. Una volta certificato, il sistema di garanzia della qualità della produzione deve essere periodicamente sorvegliato per garantire che il fabbricante assolva debitamente gli obblighi impostigli dal sistema di qualità approvato. Questa procedura è definita Sorveglianza CE (Allegato II punto 2.4 del D. Lgs. 517/92). In Italia gli organismi notificati al rilascio del sistema di garanzia della qualità della produzione e relativa sorveglianza sono 6, ovvero i servizi metrici delle CCIAA di Torino, Varese, Modena, Napoli, Roma e l'Ufficio Centrale Metrico.
• Verificazione CE all'unità è una procedura mediante cui un organismo notificato verifica e certifica che uno strumento generalmente progettato per un'applicazione specifica soddisfa i requisiti del presente decreto ad esso applicabili (Allegato II punto 4 del D; Lgs. 517/92). Si tratta quindi di una procedura particolare dovuta alla specificità dello strumento da sottoporre a verifica che, in quanto unico, non è soggetto all'approvazione CE del tipo da parte dell'Ufficio Centrale Metrico. A livello nazionale gli organismi notificati all'espletamento di questa procedura sono 5, ovvero i servizi metrici delle C.C.I.A.A. di Torino, Varese, Modena, Napoli e Roma. A livello operativo la procedura di rilascio (e relativa sorveglianza) del sistema di garanzia della qualità della produzione consiste in una serie di audit per svolgere un esame sistematico periodico al fine di accertare se le attività svolte dal fabbricante metrico, la sua organizzazione interna, le attrezzature utilizzate ed i risultati ottenuti sono conformi a quanto previsto dalle norme UNI EN in materia. La verificazione CE all'unità consiste invece in una o più visite ispettive in cui lo strumento da verificare viene esaminato e sottoposto ad opportune prove di funzionalità al fine di garantirne al conformità alle disposizione della direttiva 90/384/CEE.
Definizione di strumento per pesare a funzionamento automatico
Strumenti per pesare a funzionamento automatico sono strumenti che determinano la massa di un corpo
• sulla base della forza di gravità che influisce su questo corpo,
• seguendo un programma di esecuzione automatico caratteristico dello strumento
• senza l’intervento di un operatore.
Come “intervento di un operatore” si intende ogni operazione finalizzata ad influenzare la pesatura, come per esempio
• sorveglianza dell’indicazione a zero su una indicazione della bilancia attualizzata continuamente e eventualmente azzeramento della bilancia,
• accertamento della posizione d’equilibrio della bilancia, lettura e accettazione del risultato di pesatura da una indicazione della bilancia attualizzata continuamente, eventualmente dopo aver variato il peso del prodotto da pesare.
Pesi e masse campioni
Tutti i campioni di riferimento devono essere tarati con riferibilità ai campioni nazionali o internazionali, da laboratori di taratura accreditati da organismi aderenti al EA (european Cooperation for Accreditation) e devono essere inseriti in un sistema pianificato di controllo periodico con cadenza almeno quinquennale per come previsto dal Decreto 28 marzo 2000 n. 182.
Classe di precisione OIML R-111
Massimo errore ammissibile rispetto al peso nominale per ogni classe OILM (± δ in mg)
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