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Timestamp: 2020-08-11 19:36:22+00:00
Document Index: 172125506

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 48', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 3']

L.R. 5 febbraio 2007 n. 2
L.R. 5 febbraio 2007 n. 3
L.R. 22 febbraio 2007 n. 4
L.R. 27 febbraio 2007 n. 5
L.R. 22 marzo 2007 n. 6
L.R. 27 marzo 2007 n. 7
L.R. 18 maggio 2007 n. 9
L.R. 8 giugno 2007 n. 10
L.R. 8 giugno 2007 n. 11
L.R. 12 luglio 2007 n. 12
L.R. 12 luglio 2007 n. 13
L.R. 13 luglio 2007 n. 14
L.R. 16 luglio 2007 n. 15
L.R. 16 luglio 2007 n. 16
L.R. 20 luglio 2007 n. 17
L.R. 31 luglio 2007 n. 18
L.R. 6 agosto 2007 n. 19
L.R. 6 agosto 2007 n. 20
L.R. 6 agosto 2007 n. 21
L.R. 10 agosto 2007 n. 22
L.R. 1 ottobre 2007 n. 23
L.R. 3 ottobre 2007 n. 24
L.R. 15 ottobre 2007 n. 25
L.R. 15 ottobre 2007 n. 26
L.R. 8 novembre 2007 n. 27
L.R. 8 novembre 2007 n. 28
L.R. 9 novembre 2007 n. 29
L.R. 28 novembre 2007 n. 30
L.R. 28 novembre 2007 n. 31
L.R. 12 dicembre 2007 n. 32
L.R. 28 dicembre 2007 n. 33
L.R. 28 dicembre 2007 n. 34
L.R. 28 dicembre 2007 n. 35
L.R. 29 dicembre 2007 n. 36
6 bis. La Regione orienta la programmazione dei servizi del sistema educativo di istruzione e formazione alla lotta alla dispersione scolastica, all’occupabilità delle persone e alla competitività del sistema economico regionale.(1)
6 ter. La Regione promuove l’integrazione scuola lavoro e l’apprendistato come modalità formative prioritarie per l’apprendimento permanente.(1)
7. La Regione promuove il raccordo del sistema d’istruzione e formazione professionale con l’istruzione, l’università e l’ambito territoriale e produttivo di riferimento, riconosce il valore del partenariato territoriale e sostiene la costituzione di reti fra sistema educativo e sistema economico, finalizzate a realizzare filiere settoriali per l’occupabilità e l’occupazione.(2)
[2 bis. Al fine di realizzare l’incrocio diretto tra la domanda delle istituzioni scolastiche autonome e l’offerta professionale dei docenti, a titolo sperimentale, nell’ambito delle norme generali o di specifici accordi con lo Stato, per un triennio a partire dall’anno scolastico successivo alla stipula, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, per reclutare il personale docente con incarico annuale necessario a svolgere le attività didattiche annuali e di favorire la continuità didattica.](3)
2 ter. E’ ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola iscritto nelle graduatorie provinciali ad esaurimento.(4)
2 quater. Le modalità di espletamento del bando di concorso sono definite, nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità, con deliberazione della Giunta regionale, sulla base dell’intesa di cui al comma 2 bis.(5)
2 quinquies. La Giunta regionale relaziona semestralmente sulla sperimentazione alla commissione consiliare competente.(6)
b bis) programmazione degli interventi a sostegno del funzionamento delle scuole dell’infanzia autonome ed assegnazione dei relativi contributi;(7)
e) (8)
f) assistenza e supporto alle istituzioni scolastiche e formative;
f bis) lo svolgimento, in relazione a tutti i gradi di istruzione e ai percorsi di istruzione e formazione professionale, dei servizi per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriale, tramite il coinvolgimento degli enti del sistema sociosanitario; (9)
f ter) la promozione e il sostegno, in relazione all’istruzione secondaria di secondo grado e ai percorsi di istruzione e formazione professionale, dei servizi di trasporto e di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli studenti con disabilità fisica, intellettiva o sensoriale.(10)
1 bis. Nei servizi di cui al comma 1, lettera f bis), rientrano l’assistenza alla comunicazione, il servizio tiflologico e la fornitura di materiale didattico speciale o di altri supporti didattici.(11)
4 bis. La Regione promuove, anche attraverso protocolli o intese con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca o con l’Ufficio scolastico regionale o con singole istituzioni scolastiche e formative, percorsi informativi e formativi, rivolti al personale docente e non docente, alle famiglie e agli studenti, tenuti dai centri di formazione BLSD riconosciuti dall’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU).(12)
4 ter. La Regione, tramite campagne di comunicazione, sensibilizza le istituzioni scolastiche e formative, il personale docente e non docente, i genitori e gli studenti sulle tecniche salvavita, sulla prevenzione primaria, sulla disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico con rianimazione cardiopolmonare e sugli elementi di primo soccorso con particolare riferimento alle funzioni vitali. In particolare, prima dell’inizio di ogni anno scolastico, la Regione informa i dirigenti scolastici sulla possibilità di far partecipare il personale docente e non docente ai percorsi informativi e formativi sulle tecniche sopracitate, tenuti dai centri di formazione BLSD riconosciuti da AREU.(12)
4 quater. La Regione prevede una specifica premialità nei criteri dei bandi e nell’erogazione di contributi a favore delle scuole dell’infanzia che realizzano percorsi informativi e formativi sulle tecniche salvavita, sulla prevenzione primaria, sulla disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico con rianimazione cardiopolmonare e sugli elementi di primo soccorso con particolare riferimento alle funzioni vitali, tenuti dai centri di formazione BLSD riconosciuti da AREU, rivolti al personale docente e non docente, alle famiglie e ai minori.(12)
(Ruolo delle province e dei comuni)
b) (13)
1 bis. Spetta altresì ai comuni, in relazione ai gradi inferiori dell’istruzione scolastica, lo svolgimento dei servizi di trasporto e di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli studenti con disabilità fisica, intellettiva o sensoriale.(14)
1 bis 1. E’ trasferito ai comuni, in forma singola o associata, lo svolgimento, in relazione all’istruzione secondaria di secondo grado e ai percorsi di istruzione e formazione professionale, dei servizi di trasporto e di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli studenti con disabilità fisica, intellettiva o sensoriale.(15)
1 ter. Al fine di assicurare uniformità di trattamento, efficacia ed efficienza, la Giunta regionale approva specifiche linee guida, sulla base di costi omogenei, per lo svolgimento dei servizi di cui all’articolo 5, comma 1, lettera f bis), e al comma 1 bis 1 del presente articolo. Le linee guida definiscono, in particolare, nelle more del riordino degli ambiti territoriali di riferimento per i piani di zona di cui all’articolo 18 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale), le modalità di coinvolgimento degli enti del sistema sociosanitario relative alla funzione di competenza regionale e, più in generale, volte a soddisfare esigenze di raccordo e coordinamento.(16)
1 bis. Gli indirizzi pluriennali e i criteri di cui al comma 1 sono correlati ai fabbisogni di competenze professionali, anche innovative, per lo sviluppo del sistema economico lombardo.(17)
1 ter. Per le finalità di cui al comma 1 bis, la programmazione dell’offerta formativa valorizza le ricerche e le elaborazioni delle associazioni territoriali di rappresentanza e dei loro osservatori o di altre istituzioni di monitoraggio e ricerca.(17)
Art. 7 bis(18)
(Programmazione degli interventi di edilizia scolastica e istituzione del Fondo per l’edilizia scolastica)(19)
3 bis. Per la realizzazione degli interventi relativi alle strutture edilizie delle istituzioni scolastiche e formative di cui al comma 1 e in coerenza con gli indirizzi di cui al comma 1, nonché di potenziamento delle dotazioni tecnologiche innovative per la didattica, è istituito il Fondo per l’edilizia scolastica.(20)
3 ter. Il fondo è alimentato da risorse regionali, nonché da eventuali risorse nazionali e comunitarie.(21)
(Programmazione degli interventi a sostegno delle scuole dell'infanzia autonome)(22)
(Interventi per l'accesso e la libertà di scelta educativa delle famiglie)
1. La Regione, anche al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine economico che impediscono l'accesso e la libera scelta dei percorsi educativi e di facilitare la permanenza nel sistema educativo, può attribuire buoni e contributi, anche attraverso supporti gestionali informatici e sistemi di identificazione mediante dispositivi elettronici, anche per servizi agli studenti frequentanti le istituzioni scolastiche e formative del sistema educativo di istruzione e formazione, a seguito di domanda delle famiglie.(23)
2. La Regione adotta, come modalità di attuazione degli interventi di cui al comma 1, il sistema dote, quale strumento di destinazione delle risorse finanziarie alla persona, il cui valore per i percorsi di istruzione e formazione professionale triennali e di quarto anno è definito sulla base di costi unitari, differenziati per qualifica e diploma professionale. La dote è, altresì, lo strumento di riferimento per il corso annuale ai fini dell’ammissione all’esame di stato per l’accesso all’università.(24)
2 bis. La Giunta regionale determina le risorse finanziarie da destinare alla fruizione dei percorsi di cui all’articolo 11, favorendo l’adesione all’offerta dei percorsi formativi rispondenti alle richieste più strategiche e qualitative del sistema produttivo nel rispetto dei principi di cui all’articolo 2.(25)
(Riconoscimento del merito e mobilità internazionale)(26)
1. La Regione riconosce il merito degli studenti che hanno conseguito risultati eccellenti negli ultimi anni del secondo ciclo di istruzione e formazione, sostenendo l’acquisto di materiale didattico e tecnologico e la realizzazione di esperienze di apprendimento o l’iscrizione a percorsi di studio in Italia e all’estero.
2. La Giunta regionale stabilisce annualmente le risorse e i criteri di assegnazione.
3. La Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente, definisce annualmente le risorse e i criteri per promuovere e sostenere progetti di mobilità internazionale destinati agli studenti del secondo ciclo di istruzione e formazione.
(Dotazioni librarie)(27)
1. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 156, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) e dall’articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo), i comuni curano la fornitura gratuita dei libri di testo alle famiglie degli alunni della scuola primaria del sistema nazionale di istruzione attraverso il sistema della cedola libraria, garantendo la libera scelta del fornitore da parte delle famiglie stesse.
(Quota regionale dei piani di studio)
Sistema di certificazione nelle politiche integrate di istruzione, formazione e lavoro
(Sistema di certificazione)
1. In coerenza con gli standard definiti a livello nazionale e le direttive comunitarie in materia, la certificazione a seguito di frequenza dei percorsi di istruzione e formazione professionale nonché dei percorsi di formazione continua, permanente e di specializzazione e la certificazione in ambito non formale e informale fanno riferimento alla raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF).(28)
3. La certificazione avviene attraverso il rilascio di:(29)
a) certificato delle competenze di base acquisite nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione di II livello EQF;
b) qualifica di istruzione e formazione professionale di III livello EQF;
c) diploma professionale di istruzione e formazione professionale di IV livello EQF;
d) certificato di specializzazione tecnica superiore di IV livello EQF;
e) attestato di competenza a seguito di specializzazione, formazione continua, permanente e abilitante, nonché certificazioni in ambito non formale e informale.
6. Al fine di contribuire al riconoscimento nazionale delle certificazioni del sistema di istruzione e formazione professionale, la Regione, nelle sedi istituzionali di collaborazione tra Stato, regioni ed enti locali concorre alla definizione degli standard nazionali del sistema formativo ed individua equivalenze tra i diversi percorsi formativi.(30)
(Natura e articolazione dell'offerta)
1. Il sistema di istruzione e formazione professionale è così strutturato:(31)
a) percorsi di secondo ciclo, per l'assolvimento del diritto-dovere e dell'obbligo di istruzione, di durata triennale cui consegue una qualifica di III livello EQF, nonché di un quarto anno cui consegue un diploma professionale di IV livello EQF;(32)
b) percorsi di formazione superiore non accademica successivi al secondo ciclo cui consegue un certificato di specializzazione tecnica superiore di IV livello EQF; in tale ambito si attivano inoltre i corsi avviati dagli istituti tecnici superiori (ITS) cui consegue il diploma di tecnico superiore di V livello EQF;(33)
c) corso annuale destinato a coloro che sono in possesso della certificazione conseguita a conclusione del quarto anno di cui alla lettera a), realizzato di intesa con le università, con l'alta formazione artistica, musicale e coreutica, ai fini dell'ammissione all'esame di Stato per l'accesso all'università, all'alta formazione artistica, musicale e coreutica.(34)
3. I percorsi di cui al comma 1, lettere a) e b), garantiscono il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni, nonché delle figure e dei relativi standard di competenza nazionali e regionali necessari ai fini del riconoscimento e della spendibilità delle certificazioni in ambito nazionale e comunitario.(35)
(Integrazione tra istruzione e istruzione e formazione professionale)
1 bis. La Regione in coerenza con la vigente normativa nazionale prevede, nell’ambito del piano regionale dei servizi di cui all’art. 7, comma 6, l’offerta in via sussidiaria da parte degli istituti professionali statali dei percorsi di istruzione e formazione professionale che consentono il conseguimento della qualifica e del diploma professionale rispettivamente di terzo e quarto anno.(36)
Art. 13(37)
(Diritto-dovere di istruzione e formazione e obbligo di istruzione)
3 bis. Le istituzioni formative verificano meditante test, la conoscenza della lingua italiana da parte di cittadini stranieri che accedono per la prima volta al sistema educativo e formativo lombardo. Nel caso di verifica di un insufficiente livello di conoscenza della lingua, le istituzioni formative assicurano interventi per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, secondo modalità definite dalla Giunta, al fine di consentire un regolare svolgimento dell’attività didattica.(38)
1. I percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore finalizzati allo sviluppo di competenze di natura professionalizzante sono rivolti, di norma, a coloro che sono in possesso almeno di un diploma professionale di IV livello EQF.(39)
(Reti territoriali per l’apprendimento permanente)(40)
1. In attuazione dell’intesa approvata in sede di Conferenza unificata il 20 dicembre 2012 concernente le politiche per l’apprendimento permanente e gli indirizzi per l’individuazione di criteri generali e priorità per la promozione e il sostegno di reti territoriali, ai sensi dell’articolo 4, commi 51 e 55, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita), la Regione promuove la costituzione di reti territoriali tra soggetti del sistema educativo e del sistema economico, ivi compresi i poli tecnico-professionali di cui all’articolo 52 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo) convertito,con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35.
2. Le reti territoriali hanno la finalità di sistematizzare e razionalizzare i servizi esistenti sul territorio, sviluppando un’efficace collaborazione tra sistema educativo e sistema economico, nel rispetto degli spazi di flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e formative, anche coinvolgendo le forme di aggregazione di impresa e le articolazioni territoriali delle rappresentanze dei datori di lavoro.
3. Le reti garantiscono l’integrazione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro, per diffondere la cultura tecnico-scientifica, migliorare la qualità dell’orientamento scolastico e professionale, per il pieno sviluppo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, anche sviluppando una forma di coordinamento con il sistema dei fondi interprofessionali.
4. La Giunta regionale stabilisce i criteri per il riconoscimento delle reti territoriali, nonché le risorse dedicate e i criteri di attribuzione, valorizzando il cofinanziamento anche da parte dei fondi regionali e di altre risorse pubbliche e private.
(Formazione continua e permanente)
(Formazione abilitante)
1. Gli interventi di formazione abilitante sono riconducibili a un insieme eterogeneo di corsi, realizzati nel rispetto delle competenze statali in merito all’individuazione delle professioni, delle relative competenze e dei titoli necessari per il loro esercizio e all’istituzione di nuovi albi o dalle regioni sulla base di indicazioni previste da norme comunitarie, nazionali e regionali, al fine di accedere all'esercizio di attività professionali, anche attraverso l'iscrizione ad albi e associazioni.(41)
(Orientamento permanente)(42)
1. L'orientamento scolastico e professionale, a partire dalla secondaria di primo grado, quale attività strutturale dell'offerta formativa, è strettamente connesso ai processi educativi ai fini del successo formativo, della lotta contro la dispersione scolastica, delle transizioni tra i diversi percorsi di istruzione e formazione professionale, nonché di inserimento lavorativo.
2. Al fine di supportare adeguatamente la naturale vocazione alla imprenditorialità, la Regione promuove, anche attraverso il sistema dell’orientamento permanente, specifici interventi per sviluppare gli obiettivi e le competenze necessarie alla imprenditorialità, in collaborazione con il sistema universitario.
3. In attuazione degli accordi in Conferenza unificata del 20 dicembre 2012 e del 13 novembre 2014, concernenti il sistema nazionale dell’orientamento permanente, la Regione promuove l’integrazione e la messa in rete dei servizi rivolti al cittadino realizzati dai diversi soggetti istituzionali del territorio.
4. L’offerta territoriale dell’orientamento permanente è costituita dai servizi delle istituzioni scolastiche e formative, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei soggetti pubblici e privati, anche accreditati, la cui azione è coerente con le indicazioni regionali.
5. E’ istituito il comitato interistituzionale regionale per l’orientamento permanente, cui partecipano i rappresentanti degli enti territoriali di area vasta di cui all’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), dei comuni capoluogo e delle parti sociali con funzioni di raccordo e coordinamento generale della programmazione degli interventi.
6. Con successivo atto dirigenziale sono definite le modalità di funzionamento del comitato di cui al comma 5.
(Flessibilità del sistema di istruzione e formazione professionale)
Art. 21(43)
(Le indicazioni regionali per l'offerta formativa)
a) la durata, l'articolazione e gli obiettivi generali dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui all'articolo 11, comma 1, lettere a) e b);(44)
d) la modulazione temporale tra attività formativa e tirocinio in azienda.(45)
a) i profili formativi e gli obiettivi specifici di apprendimento riferiti alle diverse aree, figure e profili professionali dei percorsi di cui all'articolo 11, comma 1, lettere a) e b), nel rispetto dei curricula nazionali relativi all'obbligo di istruzione;(46)
b) (47)
(Il repertorio regionale)
Sistema duale(48)
(Sistema duale lombardo)(49)
1. La Regione adotta il sistema duale per i percorsi di istruzione e formazione professionale, che si caratterizza per un raccordo sistematico, organico e continuo tra formazione e lavoro, riconoscendo il valore e il ruolo delle micro-imprese.
2. Il conseguimento delle qualifiche e dei diplomi professionali da parte degli studenti del sistema di istruzione e formazione professionale avviene attraverso l’integrazione tra formazione e lavoro e l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale.
3. La Giunta regionale stabilisce le modalità e le risorse a sostegno della formazione in apprendistato anche nei percorsi di istruzione del secondo ciclo.
4. Con il medesimo atto di cui al comma 3, la Giunta regionale, nei limiti delle disponibilità di bilancio, può incentivare le imprese che garantiscono e partecipano ad esperienze di integrazione fra scuola e lavoro.
(Integrazione tra scuola e lavoro nel sistema di istruzione e formazione professionale)(49)
1. L’integrazione tra scuola e lavoro, caratterizzata da periodi di formazione in aula e di apprendimento attraverso il lavoro, costituisce la metodologia privilegiata per assicurare l’acquisizione di competenze generali e tecnico-professionali, spendibili nel mercato del lavoro e per il pieno sviluppo della persona.
2. La Giunta regionale definisce le modalità per la realizzazione dell’integrazione tra formazione e lavoro nei percorsi di qualifica e diploma di istruzione e formazione professionale, di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a).
3. L’offerta formativa di cui al comma 1è destinata a tutti gli studenti iscritti ai percorsi di qualifica e diploma di istruzione e formazione professionale, che hanno compiuto i quindici anni di età, indipendentemente dall’anno di frequenza.
4. Le istituzioni formative e scolastiche progettano i percorsi in integrazione tra formazione e lavoro in collaborazione con le imprese.
5. La quota del monte orario minimo obbligatorio, definita nelle indicazioni regionali di cui all’articolo 22, comma 2, da destinare all’integrazione tra formazione e lavoro è stabilita, in sede di progettazione, dalle istituzioni formative e scolastiche in misura:
a) non inferiore al 15 per cento e non superiore al 50 per cento del monte ore complessivo del percorso triennale di qualifica, definito ai sensi dell’articolo 12;
b) non inferiore al 20 per cento e non superiore al 50 per cento del monte ore del percorso di diploma professionale, definito ai sensi dell’articolo 12.
6. Le istituzioni formative e scolastiche possono realizzare anche totalmente in integrazione tra formazione e lavoro la quota eccedente il monte ore annuo obbligatorio dei percorsi di terzo e quarto anno di istruzione e formazione professionale di cui al comma 5.
(Risorse destinate all’apprendistato per la qualifica ed il diploma e per l’alta formazione)(49)
1. Nell’ambito del terzo e quarto anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale e dei percorsi di cui all’articolo 11, comma 1, lettera b), alla formazione degli apprendisti è destinata una quota non inferiore al 5 per cento delle risorse complessive.
2. Agli studenti delle istituzioni scolastiche del secondo ciclo che attivano percorsi in apprendistato per il diploma è assegnato un contributo per la specifica formazione, nel rispetto della regolamentazione regionale e di quanto stabilito dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183), con particolare riferimento ai criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato e allo schema di protocollo che deve essere stipulato tra datore di lavoro e istituzione formativa.
3. La Regione, nel rispetto della contrattazione collettiva, promuove accordi finalizzati alla rimodulazione della retribuzione degli apprendisti, in relazione all’impegno formativo per ciascuna tipologia contrattuale, alla semplificazione degli adempimenti burocratici, all’innalzamento della qualità della formazione in apprendistato.
1. Il sistema regionale di erogazione dei servizi di istruzione e formazione professionale è assicurato dai seguenti soggetti pubblici e privati, che assumono la denominazione di istituzioni formative:
6 bis. Le istituzioni formative di cui al comma 1, lettera c), dotate di aree e strumentazione connesse all’esercizio di un’attività aziendale, possono utilizzare tali spazi e attrezzature a fini didattici in coerenza con l’offerta formativa; a tal fine predispongono uno specifico progetto nel piano dell’offerta formativa. Eventuali utili provenienti dall’alienazione di beni e servizi prodotti nello svolgimento dell’attività didattica sono oggetto di contabilità separata e sono destinati all’incremento delle strutture e della qualità dei servizi di formazione.(50)
(Modalità e criteri per l'accreditamento)
3. Con la deliberazione di cui al comma 1è assegnato agli operatori già accreditati in base alla deliberazione della Giunta regionale 16 dicembre 2004, n. VII/19867 (Criteri per l'accreditamento dei soggetti che erogano attività di formazione e orientamento - III fase) un congruo termine di adeguamento ai nuovi requisiti.
Efficacia ed efficienza del sistema
(Valutazione del sistema)
(Sistema di rating)(51)
1. Allo scopo di migliorare l’efficienza, l’efficacia e la qualità dei servizi per l’istruzione e la formazione, la Giunta regionale, anche previo accordo di collaborazione con enti nazionali e internazionali di valutazione, sentita la competente commissione consiliare, promuove il modello di rating delle istituzioni formative e degli enti accreditati, quale strumento di miglioramento continuo e di orientamento verso standard di qualità elevati nell’erogazione degli interventi a favore della persona.
2. L’assegnazione delle risorse di cui all’articolo 28 tiene conto anche dei risultati occupazionali raggiunti dalle istituzioni formative in relazione agli studenti qualificati e diplomati nell’anno formativo precedente.
3. Al sistema di rating partecipano anche le istituzioni scolastiche che erogano i percorsi di istruzione e formazione professionale nel rispetto della regolamentazione nazionale.
1. In coerenza con gli atti di programmazione economico-finanziaria, relativamente all'ambito dei percorsi per l'assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione e dell'obbligo di istruzione, la Regione provvede all'attribuzione delle risorse disponibili sulla base dei costi unitari, differenziati per qualifica e diploma professionale, prevedendo specifici finanziamenti ai percorsi e progetti di cui all’articolo 14, comma 3.(52)
2. I costi unitari rappresentano il criterio di riferimento per l’individuazione del valore del sistema dote.(53)
Art. 28 bis(54)
(Ricerca, innovazione e qualificazione del personale)
(Scuola digitale lombarda)(55)
1. La Regione promuove azioni mirate a sviluppare l’utilizzo delle tecnologie digitali per la didattica, per la modernizzazione degli ambienti e degli strumenti di apprendimento e per la valutazione dei risultati formativi.
2. La Regione sostiene l’aggiornamento professionale di insegnanti e formatori e l’adozione di dispositivi integrabili ed interoperabili da destinare all’attività didattica individuale e di gruppo degli studenti.
3. La Regione riconosce una premialità alle migliori pratiche di didattica tecnologica che abbiano coinvolto docenti, studenti, famiglie e realtà territoriali.
4. La Giunta regionale, con provvedimento annuale, individua le risorse e stabilisce i criteri per l’attuazione del presente articolo.
(Azioni per l’apprendimento permanente)(55)
1. La Regione sostiene azioni per l’apprendimento permanente caratterizzate da elementi di specificità, specializzazione ed eccellenza, con particolare attenzione alle esigenze di ricollocazione nel mondo del lavoro. Sono riconosciute eccellenti le attività che:
a) utilizzano modalità e strumenti didattici altamente innovativi e favoriscono la partecipazione attiva dei destinatari stimolandone le potenzialità creative e le capacità di adattamento alle esigenze del mercato del lavoro;
b) avviano percorsi che prevedono la trasferibilità e la replicabilità delle azioni progettuali nel sistema di istruzione, formazione e lavoro;
c) realizzano in modo stabile, duraturo ed efficace, iniziative di contrasto alla dispersione scolastica;
d) favoriscono la costituzione di reti tra operatori anche di natura transnazionale.
2. La Giunta regionale individua le risorse per la realizzazione del presente articolo e stabilisce i criteri per finanziare i progetti di cui al comma 1.
2. I centri di formazione dipendenti dalla Regione o dagli enti locali che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non sono ancora dotati di personalità giuridica e autonomia statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria continuano ad operare sino all'adeguamento alle disposizioni di cui all'articolo 24, comma 5, che deve avvenire entro il termine dell’anno formativo 2009/2010, e comunque entro il 30 giugno 2010.(56)
7 bis. Fino alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione della deliberazione del Consiglio regionale di cui all’articolo 7 bis restano efficaci i provvedimenti relativi a interventi in materia di edilizia scolastica adottati ai sensi della legge regionale 12 luglio 1974, n. 40 (Interventi regionali a favore dell’edilizia scolastica), della legge regionale 6 giugno 1980, n. 70 (Norme sugli interventi regionali per la realizzazione di opere di edilizia scolastica) e dei commi da 107 a 107-sexies dell’articolo 4 della legge regionale 5 gennaio 2000, n. 1 (Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del D.Lgs 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59)).(58)
7 ter. Fino alla pubblicazione sul Bur della deliberazione del Consiglio regionale di cui all’articolo 7 ter restano efficaci i provvedimenti relativi al sostegno al funzionamento delle scuole dell’infanzia autonome adottati ai sensi della legge regionale 11 febbraio 1999, n. 8 (Interventi regionali a sostegno del funzionamento delle scuole materne autonome).(59)
7 quater. Le attività di rilevanza regionale previste dall’articolo 5, comma 1, lettera e), già finanziate al momento dell’abrogazione di cui all’articolo 32, comma 2 quater, proseguono fino al loro esaurimento.(60)
a) la legge regionale 5 gennaio 1995, n. 1 (Norme transitorie in materia di formazione professionale finalizzate allo sviluppo del processo di delega alle province);(61)
b) il comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 17 (Assestamento al bilancio per l'esercizio finanziario 2006 ed al bilancio pluriennale 2006/2008 a legislazione vigente e programmatico - I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali);(62)
c) la legge regionale 7 giugno 1980, n. 95 (Disciplina della formazione professionale in Lombardia);(63)
d) la legge regionale 4 giugno 1981, n. 27 (Modifiche e aggiunte alla legge regionale 7 giugno 1980, n. 95 concernente la disciplina della formazione professionale in Lombardia);(64)
e) gli articoli 11 e 15 della legge regionale 10 giugno 1981, n. 31 (Norme di riordino di disposizioni di spesa previste da leggi regionali, in conformità con le disposizioni della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34);(65)
f) il comma quarto dell'articolo 51 della legge regionale 5 dicembre 1981, n. 68 (Assestamento e variazione al bilancio per l'esercizio finanziario 1981 e al bilancio pluriennale 1981/83);(66)
g) la legge regionale 27 agosto 1983, n. 68 (Modifiche ed aggiunte alla l.r. 7 giugno 1980 n. 95 'Disciplina della formazione professionale in Lombardia');(67)
h) l'articolo 22 della legge regionale 20 marzo 1990, n. 17 (Disciplina degli interventi regionali a sostegno della promozione e dello sviluppo del comparto artigiano in Lombardia);(68)
i) la legge regionale 8 maggio 1990, n. 35 (Sostituzione del nono comma dell'art. 19 della l.r. 7 giugno 1980, n. 95 concernente la disciplina della formazione professionale in Lombardia, già modificato dall'articolo unico della l.r. 4 giugno 1981, n. 27 e poi sostituito dall'art. 5 della l.r. 27 agosto 1983, n. 68);(69)
j) la legge regionale 12 agosto 1993, n. 25 (Modifiche alla legge regionale 7 giugno 1980, n. 95 ' Disciplina della formazione professionale in Lombardia' e successive modificazioni);(70)
k) la legge regionale 9 aprile 1994, n. 9 (Modifica dell'art. 48 della l.r. 7 giugno 1980, n. 95 'Disciplina della formazione professionale in Lombardia' e successive modificazioni);(71)
l) il numero 4 dell'allegato 'Elenco disposizioni abrogatè della legge regionale 23 luglio 1996, n. 16 (Ordinamento della struttura organizzativa e della dirigenza della Giunta regionale);(72)
m) il comma 35 dell'articolo 4 della legge regionale 27 gennaio 1998, n. 1 (Legge di programmazione economico-finanziaria ai sensi dell'art. 9 ter della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 'Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della regione' e successive modificazioni e integrazioni');(73)
n) il comma 9 dell'articolo 1 della legge regionale 2 febbraio 2001, n. 3 (Modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative regionali in materia di assesto istituzionale, sviluppo economico, territorio e ambiente e infrastrutture e servizi alla persona, finalizzate all'attuazione del DPEFR ai sensi dell'art. 9-ter della l.r. 34/1978);(74)
o) la lettera z) del comma 1 dell'articolo 1 e il comma 8 dell'articolo 4 della legge regionale 3 aprile 2001, n. 6 (Modifiche alla legislazione per l'attuazione degli indirizzi contenuti nel documento di programmazione economico-finanziaria regionale - Collegato ordinamentale 2001);(75)
p) il comma 19 dell'articolo 11 e il numero 4 dell'allegato D della legge regionale 22 luglio 2002, n. 15 (Legge di semplificazione 2001. Semplificazione legislativa mediante abrogazione di leggi regionali. Interventi di semplificazione amministrativa e delegificazione);(76)
q) l'articolo 3 della legge regionale 20 dicembre 2005, n. 19 (Disposizioni legislative per l'attuazione del documento di programmazione economico finanziario regionale, ai sensi dell'articolo 9-ter della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 'Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della regione' - Collegato 2006);(77)
r) i commi da 100 a 106, da 108 a 117 e da 119 a 129 dell'articolo 4 della legge regionale 5 gennaio 2000, n. 1 (Riordino del sistema delle autonomie. Attuazione del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 'Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59');(78)
s) la legge regionale 9 maggio 2002, n. 10 (Introduzione di criteri di valutazione della qualità dell'offerta formativa ai fini dell'erogazione dei buoni scuola - Modifica all'art. 4 della l.r. 1/2000);(79)
t) la lettera a) del comma 1 dell'articolo 12 e l'articolo 13 della legge regionale 20 marzo 1980, n. 31 (Diritto allo studio. Norme di attuazione);(80)
u) il regolamento regionale 15 settembre 1981, n. 3 (Norme regolamentari concernenti l'amministrazione e la contabilità dei centri di formazione professionale dipendenti dalla Regione);(81)
v) il regolamento regionale 15 settembre 1981, n. 4 (Norme regolamentari concernenti l'amministrazione e la contabilità dei centri di formazione professionale dipendenti da enti convenzionati);(82)
w) il regolamento regionale 9 gennaio 1982, n. 1 (Norme regolamentari concernenti l'amministrazione e la contabilità dei centri di formazione professionale dipendenti da enti locali o ad essi delegati);(83)
x) il regolamento regionale 14 aprile 1982, n. 4 (Norme regolamentari concernenti le prove di accertamento di cui all'articolo 19 della l.r. 7 giugno 1980 n. 95 - Disciplina della formazione professionale in Lombardia).(84)
2 bis. A decorrere dalla data di pubblicazione sul Bur della deliberazione del Consiglio regionale di cui all’articolo 7 bis sono abrogate le seguenti disposizioni:(85)
2 ter. A decorrere dalla data di pubblicazione sul Bur della deliberazione del Consiglio regionale di cui all’articolo 7 ter sono abrogate le seguenti disposizioni:(86)
2 quater. A decorrere dalla data di pubblicazione sul BUR del decreto dirigenziale con il quale si costituisce l’albo regionale di cui all’articolo 28 bis, è abrogata la lettera e) del comma 1 dell’articolo 5.(87)
(Clausola valutativa)(88)
1. Il Consiglio regionale controlla l'attuazione della presente legge e valuta i risultati ottenuti per favorire la libertà di scelta nel sistema educativo di istruzione e formazione professionale, la pari opportunità di accesso ai percorsi educativi, il successo scolastico e formativo, l'allineamento delle competenze formative alle esigenze del sistema produttivo. A tal fine la Giunta regionale, anche avvalendosi delle attività di valutazione svolte dal valutatore indipendente di cui all'articolo 27, entro il 31 marzo di ciascun anno, presenta al Consiglio regionale una relazione che documenta e descrive:
a) gli interventi realizzati in attuazione della presente legge, specificando le risorse stanziate e utilizzate, i soggetti coinvolti nell'attuazione, il grado di partecipazione alle misure attivate, i beneficiari raggiunti e le loro caratteristiche;
c) i risultati conseguiti, secondo specifici temi e quesiti che il Comitato paritetico di controllo e valutazione del Consiglio regionale, tenuto conto delle eventuali proposte pervenute dalla competente commissione consiliare, segnala con cadenza biennale all'assessore competente.
2. La Giunta regionale rende accessibili i dati e le informazioni raccolte per le attività valutative previste dalla presente legge. Il Consiglio regionale rende pubblici i documenti che concludono l'esame svolto unitamente alla relazione che ne è stata oggetto.
2. Per le spese di cui all'articolo 5, comma 1, lettere e) ed f), si provvede per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate all'UPB 2.1.2.02.77 'Diritto dovere di istruzio ne e formazione'.
2 bis. Per le spese di cui all’articolo 7 bis comma 1 e commi 3 bis e 3 ter si provvede per l’esercizio finanziario 2008 e seguenti, con le risorse stanziate all’UPB 2.1.1.3.278 “Sviluppo di un sistema educativo di istruzione e formazione professionale di qualità”, all’UPB 2.1.2.3.78 “Diritto dovere di istruzione e formazione” e all’U.P.B. 7.2.0.3.6 “Patrimonio immobiliare regionale e sistema sedi.(89)
3. Alla realizzazione degli interventi di cui all’articolo 7 bis comma 3, all’articolo 7 ter, all’articolo 8 e all’articolo 14, commi 1 e 3, nonché degli interventi di cui alla l.r. 31/1980, si provvede per l’esercizio finanziario 2008 e seguenti con le risorse regionali, attualmente stanziate annualmente all'UPB 2.1.1.02.406 'Sviluppo di un sistema educativo di istruzione e formazione professionale di qualità' e all'UPB 2.1.2.02.77 'Diritto dovere di istruzione e formazione e con le risorse statali, di cui alle leggi n. 440/1999, n. 144/1999, n. 62/2000, n. 350/2003 stanziate annualmente alle UPB 2.1.1.02.406 'Sviluppo di un sistema educativo di istruzione e formazione professionale di qualità', 2.1.2.02.77 'Diritto dovere di istruzione e formazione, 2.1.1.03.278 'Sviluppo di un sistema educativo di istruzione e formazione professionale di qualità'.
Le risorse regionali e statali sopra individuate confluiscono rispettivamente nel 'Fondo Regionale per il sostegno al percorso educativo' e 'Fondo Risorse Statali per il sostegno al percorso educativo' e sono utilizzate nel rispetto delle sole finalità previste dalle leggi di provenienza.
Per l'esercizio finanziario 2008, la Giunta definisce le modalità di utilizzo del fondo.(90)
5. Per le altre spese di cui all'articolo 14 si provvede, per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate annualmente alle UPB 2.1.2.02.77 'Diritto dovere di istruzione e formazione, 2.1.1.02.406 'Sviluppo di un sistema educativo di istruzione e formazione professionale di qualità', 2.2.4.02.402 'Integrazione sociale e lavorativa e lotta alla disparità' e 7.4.0.2.237 'Programmi operativi relativi al FSE'.
6. Per le spese di cui all'articolo 15 si provvede, per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate annualmente alle UPB 2.1.3.02.73 'Formazione superiore, Alta formazione e Università' e 7.4.0.2.237 'Programmi operativi relativi al FSE'.
7. Per le spese di cui all'articolo 17 si provvede, per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate alle UPB 2.1.4.02.70 'Formazione per tutto l'arco della vita e competitività', 2.2.2.02.13 'Azioni a sostegno dell'occupazione e di prevenzione della disoccupazionè e 7.4.0.2.237 'Programmi operativi relativi al FSE'.
8. Per le spese di cui all'articolo 19 si provvede, per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate alle UPB 2.1.1.02.406 'Sviluppo di un sistema educativo di istruzione e formazione professionale di qualità' e 7.4.0.2.237 'Programmi operativi relativi al FSE'.
9. Per le spese di cui all'articolo 21 si provvede, per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate alle UPB 2.2.2.02.13 'Azioni a sostegno dell'occupazione e di prevenzione della disoccupazionè, 2.1.3.02.73 'Formazione superiore, Alta formazione e Università' e 7.4.0.2.237 'Programmi operativi relativi al FSE'.
11. Alle spese di cui all'articolo 29 si provvede, per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate annualmente alle UPB 2.1.2.02.77 'Diritto dovere di istruzione e formazione e 7.4.0.2.237 'Programmi operativi relativi al FSE'.
12. Per le spese di cui agli articoli 12, 13, 16 e 20 si provvede, per l'esercizio finanziario 2007 e seguenti, con le risorse stanziate all'UPB 7.4.0.2.237 'Programmi operativi relativi al FSE'.
13. All'autorizzazione delle altre spese derivanti dall’attuazione degli articoli di cui ai commi da 1 a 12, nonché dall’attuaz ione dell’artico lo 28 bis si provvederà con successivo provvedimento di legge.(91)
1. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. a) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
2. Il comma è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. b) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
3. Il comma è stato aggiunto dall'art. 8, comma 1, lett. a) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7. L'articolo 8è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza della Corte costituzionale n. 76/2013.
4. Il comma è stato aggiunto dall'art. 8, comma 1, lett. a) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
5. Il comma è stato aggiunto dall'art. 8, comma 1, lett. a) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
6. Il comma è stato aggiunto dall'art. 8, comma 1, lett. a) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
7. La lettera è stata aggiunta dall'art. 1, comma 1, lett. a), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
8. La lettera è stata abrogata sotto condizione dall'art. 32, comma 2 quater di questa legge. L'abrogazione si è realizzata a seguito della costituzione dell'albo regionale. Vedi d.d.g. 20 ottobre 2009, n. 10678, b.u.r.l. 26 ottobre 2009, n. 43, s.o.
9. La lettera è stata aggiunta dall'art. 9, comma 1, lett. a) della l.r. 29 dicembre 2016, n. 35 e successivamente sostituita dall'art. 31, comma 1, lett. a) della l.r. 26 maggio 2017, n. 15.
10. La lettera è stata aggiunta dall'art. 31, comma 1, lett. a) della l.r. 26 maggio 2017, n. 15.
11. Il comma è stato aggiunto dall'art. 31, comma 1, lett. b) della l.r. 26 maggio 2017, n. 15.
12. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 3, lett. a) della l.r. 1 aprile 2015, n. 7.
13. La lettera è stata abrogata dall'art. 9, comma 1, lett. b) della l.r. 29 dicembre 2016, n. 35.
14. Il comma è stato aggiunto dall'art. 9, comma 1, lett. c) della l.r. 29 dicembre 2016, n. 35 e successivamente sostituito dall'art. 31, comma 1, lett. c) della l.r. 26 maggio 2017, n. 15.
15. Il comma è stato aggiunto dall'art. 31, comma 1, lett. d) della l.r. 26 maggio 2017, n. 15.
16. Il comma è stato aggiunto dall'art. 9, comma 1, lett. c) della l.r. 29 dicembre 2016, n. 35 e successivamente sostituito dall'art. 31, comma 1, lett. e) della l.r. 26 maggio 2017, n. 15.
17. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. c) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
18. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. b), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
19. La rubrica è stata sostituita dall'art. 19, comma 1, lett. a) della l.r. 21 febbraio 2011, n. 3.
20. Il comma è stato aggiunto dall'art. 19, comma 1, lett. b) della l.r. 21 febbraio 2011, n. 3 e successivamente modificato dall'art. 17, comma 1, lett. a) della l.r. 28 dicembre 2018, n. 23.
21. Il comma è stato aggiunto dall'art. 19, comma 1, lett. b) della l.r. 21 febbraio 2011, n. 3e successivamente sostituito dall'art. 17, comma 1, lett. b) della l.r. 28 dicembre 2018, n. 23.
22. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. b), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
23. Il comma è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. d) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30 e successivamente modificato dall'art. 4, comma 1, lett. a) della l.r. 26 maggio 2016, n. 14.
24. Il comma è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. e) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
25. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. f) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
26. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. g) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
27. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 4, comma 1, lett. b) della l.r. 26 maggio 2016, n. 14.
28. Il comma è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. a) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37 e successivamente dall'art. 1, comma 1, lett. h) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
29. Il comma è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. i) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
30. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. b) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
31. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. c) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
32. La lettera è stata modificata dall'art. 1, comma 1, lett. j) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
33. La lettera è stata sostituita dall'art. 1, comma 1, lett. d) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37 e successivamente dall'art. 1, comma 1, lett. k) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
34. La lettera è stata modificata dall'art. 1, comma 1, lett. e) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
35. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. f) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
36. Il comma è stato aggiunto dall'art. 7, comma 1, lett. a) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
37. L'articolo è stato abrogato dall'art. 3, comma 1 della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
38. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. l) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
39. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. m) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
40. L'articolo è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. n) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
41. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. g) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
42. L'articolo è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. o) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
43. L'articolo è stato abrogato dall'art. 3, comma 1 della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
44. La lettera è stata modificata dall'art. 9, comma 2, lett. a) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
45. La lettera è stata sostituita dall'art. 9, comma 2, lett. b) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
46. La lettera è stata modificata dall'art. 9, comma 2, lett. c) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
47. La lettera è stata abrogata dall'art. 9, comma 2, lett. d) della l.r. 18 aprile 2012, n. 7.
48. Il Capo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. p) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
49. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. p) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
50. Il comma è stato aggiunto dall'art. 19, comma 1, lett. c) della l.r. 21 febbraio 2011, n. 3.
51. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. q) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
52. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. r) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
53. Il comma è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. s) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
54. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. h) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37 e successivamente abrogato dall'art. 3, comma 1 della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
55. L'articolo è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. t) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
56. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. i) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37e successivamente dall'art. 10, comma 1, lett. a) della l.r. 5 febbraio 2010, n. 7.
57. Il comma è stato abrogato dall'art. 1, comma 1, lett. j) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
58. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. c), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
59. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. c), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
60. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. k) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
61. Si rinvia alla l.r. 5 gennaio 1995, n. 1 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
62. Si rinvia alla l.r. 2 agosto 2006, n. 17 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
63. Si rinvia alla l.r. 7 giugno 1980, n. 95 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
64. Si rinvia alla l.r. 4 giugno 1981, n. 27 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
65. Si rinvia alla l.r. 10 giugno 1981, n. 31 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
66. Si rinvia alla l.r. 5 dicembre 1981, n. 68 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
67. Si rinvia alla l.r. 27 agosto 1983, n. 68 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
68. Si rinvia alla l.r. 20 marzo 1990, n. 17 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
69. Si rinvia alla l.r. 8 maggio 1990, n. 35 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
70. Si rinvia alla l.r. 12 agosto 1993, n. 25 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
71. Si rinvia alla l.r. 9 aprile 1994, n. 9 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
72. Si rinvia alla l.r. 23 luglio 1996, n. 16 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
73. Si rinvia alla l.r. 27 gennaio 1998, n. 1 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
74. Si rinvia alla l.r. 2 febbraio 2001, n. 3 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
75. Si rinvia alla l.r. 3 aprile 2001, n. 6 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
76. Si rinvia alla l.r. 22 luglio 2002, n. 15 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
77. Si rinvia alla l.r. 20 dicembre 2005, n. 19 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
78. Si rinvia alla l.r. 5 gennaio 2000, n. 1 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
79. Si rinvia alla l.r. 9 maggio 2002, n. 10 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
80. Si rinvia alla l.r. 20 marzo 1980, n. 31 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
81. Si rinvia al r.r. 15 settembre 1981, n. 3 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
82. Si rinvia al r.r. 15 settembre 1981, n. 4 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
83. Si rinvia al r.r. 9 gennaio 1982, n. 1 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
84. Si rinvia al r.r. 14 aprile 1982, n. 4 per il testo coordinato con le presenti modifiche.
85. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. d), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
86. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. d), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
87. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. l) della l.r. 30 dicembre 2008, n. 37.
88. L'articolo è stato sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. u) della l.r. 5 ottobre 2015, n. 30.
89. Il comma è stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. e), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6 e successivamente modificato dall'art. 19, comma 1, lett. d) della l.r. 21 febbraio 2011, n. 3.
90. Il comma è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. f), della l.r. 31 marzo 2008, n. 6.
91. Il comma è stato modificato dall'art. 3, comma 12, lett. a) della l.r. 22 febbraio 2010, n. 11.