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Timestamp: 2020-07-07 15:35:23+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 2233 del 31/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2233 del 31/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 31/01/2011, (ud. 23/11/2010, dep. 31/01/2011), n.2233
L.M., elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA DELLA
LIBERTA’ 20, presso lo studio dell’avvocato CAROLEO FRANCESCO,
rappresentato e difeso dall’avvocato ORLANDO ANTONIO;
AGENZIA DELLE ENTRATE, AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI CASORIA;
avverso la sentenza n. 23/2006 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,
depositata il 27/02/2006;
L.M. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della CTR della Campania dep. il 27/02/2005 che aveva, rigettando l’appello della contribuente, confermato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli che aveva rigettato il ricorso della contribuente in ordine allo avviso accertamento per IRPEF e sanzioni per l’anno 1992 quale reddito di partecipazione alla Longair sas di L.M.; la CTR osservava che da riscontri effettuati i ricorsi della società Longair sas per ILOR 1992 erano stati rigettati e che la ricorrente non aveva richiesto la riunione dei giudizi.
La ricorrente fonda il ricorso su due motivi.
Col primo motivo deduce violazione dell’art. 132 c.p.c., in combinato disposto con il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5 e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.
In particolare deduce che nella sentenza non erano state esposte le ragioni del rigetto del ricorso della società, stante la interdipendenza dei giudizi e che l’istanza di riunione era stata rigettata.
Col secondo motivo deduce falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., in combinato disposto con il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5 e D.L. n. 546 del 1992, art. 36. Nullità della sentenza per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 4 e 5. In particolare deduce che la CTR si era limitata a fare riferimento ad altra decisione non motivando sulla deduzione della inesistenza del maggior reddito accertato.
L’Agenzia delle Entrate non ha resistito.
Dal ricorso e dalla sentenza risulta che la ricorrente è socia solo al 60%, e, pertanto, la residua compagine sociale è rimasta estranea alla vicenda processuale. Pertanto, preliminarmente all’esame dei motivi del ricorso, la Corte si deve, d’ufficio, porre il problema della esistenza di un litisconsorzio necessario tra i soci di una società di persone e tra i soci e la stessa in ordine alle controversie relative ai redditi della società e ai redditi personali dei soci e, in caso positivo, quali ne siano le conseguenze.
Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno solo dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29) e il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche d’ ufficio.
Nel caso in esame, ricorre l’ipotesi di interferenza sostanziale delle controversie come individuata dalle SS.UU. che imponeva la necessità della integrazione del contraddittorio. Non ricorrono le condizioni, individuate da questa Corte in Cass. n. 22122/2010, Cass. n. 9760/2010, n. 3830/2010, n. 2907/2019 e n. 3420/2009 (piena consapevolezza di ciascuna parte processuale dell’esistenza e del contenuto dell’atto impositivo e delle difese processuali svolte dalle altre parti, identità oggettiva dei ricorsi) che renderebbero inutile la declaratoria di nullità di tutti i processi per violazione dei litisconsorzio necessario originario perchè porterebbe unicamente alla celebrazione (allo stato puramente formale) di un simultaneus processus, ma nella sostanza comporterebbe un inutile dispendio di energie processuali per conseguire l’osservanza di formalità realmente superflue, proprio perchè la restante compagine sociale è rimasta estranea alla vicenda processuale.
Deve essere pertanto dichiarata la nullità della sentenza di primo e di secondo grado, onde le parti vanno rimesse dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli.
per la rinnovazione del giudizio previa integrazione del contraddittorio.