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Timestamp: 2018-09-24 08:22:03+00:00
Document Index: 17823546

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 377', 'art. 96', 'art. 377', 'art. 348', 'sentenza ']

23/09/2016 18/11/2017 Avv. Stefania Giordano Diritto e Procedura CivileNo comments
La risposta delle Sezioni Unite sulla procura congiunta
(Avv. Stefania Giordano)
Nel caso in cui la controparte sia assistita da due o più difensori in procura congiunta, generalmente qualsivoglia comunicazione/notificazione si rivolge a entrambi. Così avviene ad esempio per la notifica di un atto di appello, di un reclamo o di un’opposizione.
Infatti, se da un lato è pacifico che ciascuno dei nominati difensori in procura disgiunta abbia pieni poteri di rappresentanza processuale, tanto che la notificazione/comunicazione di atti processuali a uno solo di essi è idonea a produrre gli effetti che ad essa sono connessi, il medesimo principio non dovrebbe applicarsi al caso di mandato congiunto.
Tuttavia, recentemente la Cassazione ha precisato che, anche nel caso di pluralità di procuratori con mandato congiunto, ciascuno di essi è legittimato a ricevere le notificazioni, poiché, anche in questa ipotesi, la notifica raggiunge un rappresentante tecnico della parte, mentre il carattere congiunto del mandato, se non ricorre il caso di attività processuale ad esecuzione unitaria di tutti i mandatari, non assume rilievo per il notificante (Cass. 3 marzo 2014, n. 4933).
Tale principio è stato condiviso dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 12924 del 09.06.2014, con la quale il Supremo Consesso ha avuto modo di affermare, in tema di comunicazione di cancelleria ai sensi dell’art. 377 c.p.c., che la rappresentanza tecnica, indipendentemente dal fatto che sia congiuntiva o disgiuntiva, esplica nel lato passivo i suoi pieni effetti rispetto a ciascuno dei nominati procuratori, mentre l’eventuale carattere congiuntivo del mandato professionale opera soltanto nei rapporti tra la parte e il singolo procuratore, onerato verso la prima dell’obbligo di informare l’altro o gli altri procuratori.
Nel processo civile, infatti, la difesa, ancorché affidata a più avvocati, resta unitaria.
Le Sezioni Unite hanno, altresì, precisato che il codice di procedura civile non disciplina l’ipotesi della nomina di una pluralità di difensori, diversamente da quello di procedura penale (art. 96), che attribuisce, invece, all’imputato il diritto di nominare non più di due difensori di fiducia.
A ciò consegue che non può applicarsi al processo civile il principio secondo cui, in caso di nomina di due difensori, la concreta estrinsecazione del diritto di difesa è salvaguardata solo se entrambi, con gli opportuni avvisi, siano stati autonomamente posti in grado di esercitare il loro mandato (ex plurimis Cass. pen. 12 giugno 2013, n. 38021)
In particolare, il carattere congiuntivo del mandato alle liti assume rilievo soltanto ai fini della riferibilità alla parte dell’attività processuale svolta dal singolo procuratore, i cui poteri in questo caso non sono pieni, richiedendo il concorso dell’altro o degli altri procuratori nominati.
Il percorso logico delle Sezioni Unite trae l’abbrivio dalla rappresentanza processuale non tecnica, nella quale l’eventuale carattere congiuntivo di questa, comporta la necessità che le determinazioni circa le attività da compiersi siano assunte da tutti i rappresentanti, in coerenza con lo scopo di assicurare una convergenza di vedute sull’opportunità di compiere un atto. Ma la stessa limitazione non può valere per il lato passivo della rappresentanza, dal momento che l’essere destinatario di atti non comporta alcuna attività volitiva ed il dare rilievo al carattere congiuntivo del mandato comporterebbe soltanto un ingiustificato aggravamento delle attività dei terzi nei rapporti con il rappresentato.
Gli stessi principi secondo le Sezioni Unite valgono anche per la rappresentanza tecnica, sul punto affermando che la nomina di una pluralità di procuratori, ancorché non espressamente prevista nel processo civile, è certamente consentita, non ostandovi alcuna disposizione di legge e fermo restando il carattere unitario della difesa; tuttavia, detta rappresentanza tecnica, indipendentemente dal fatto che sia congiuntiva o disgiuntiva, nel lato passivo esplica i suoi pieni effetti rispetto a ciascuno dei nominati procuratori.
Da tanto consegue che le comunicazioni della cancelleria possono effettuarsi a uno dei procuratori costituiti, anche se questi sono in mandato congiunto.
Lo stesso principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite in tema di comunicazione di cancelleria ai sensi dell’art. 377 c.p.c., è estensibile ad ogni forma di comunicazione e notificazione induttiva del decorso di termini o impositiva di adempimenti.
Tanto ha in ultimo affermato la Cassazione con l’ordinanza n. 18622 del 22/09/2016, precisando che la comunicazione nei confronti di uno dei due procuratori in procura congiunta o disgiunta è pienamente sufficiente a far decorrere il termine per l’impugnazione (nello specifico caso quella ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c.)
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