Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-14148-del-11-07-2016
Timestamp: 2020-05-25 20:50:25+00:00
Document Index: 28570796

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 375', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 18']

Sentenza Cassazione Civile n. 14148 del 11/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14148 del 11/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 11/07/2016, (ud. 15/06/2016, dep. 11/07/2016), n.14148
sul ricorso 7318-2014 proposto da:
C.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA XX SETTEMBRE
rappresenta e difende unitamente all’avvocato SALVATORE MULEO
avverso la sentenza n. 13/03/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di CATANZARO del 11/04/2013, depositata il 10/01/2014;
La CTR di Catanzaro ha accolto l’appello dell’Agenzia – appello proposto contro la sentenza n.532/03/2010 della CTP di Catanzaro che aveva accolto il ricorso di C.L. – ed ha così rideterminato la somma da rimborsarsi alla parte contribuente alla luce dell’istanza di rimborso depositata il 22.3.2002 e nei limiti di quest’ultima, dichiarando inammissibile il ricorso della medesima contribuente per le somme ulteriori rispetto a detto limite (che invece erano state oggetto di condanna al rimborso da parte del giudice di primo grado).
La predetta CTR – dopo avere dato atto che l’appello dell’Agenzia doveva considerarsi tempestivo, non potendosi applicare alla causa il termine breve di mesi sei previsto dall’art. 327 c.p.c. per effetto della novella della L. n. 69 del 2009, art. 46 – ha motivato la decisione ritenendo (per quanto qui ancora astrattamente rileva) che l’Agenzia non aveva mai contestato il credito chiesto a rimborso, nè vi era alcuna critica a proposito della ratio decidendi della sentenza di primo grado. Fondata, invece, la censura dell’Agenzia relativa all’accoglimento della domanda di parte contribuente anche a riguardo del credito di imposta sul dividendo corrisposto, avendo così il giudice di primo grado avallato una “pretesa restitutoria del tutto estranea al silenzio-rifiuto impugnato”.
Ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. è stata depositata relazione nella quale si propone la definizione ai sensi dell’art. 375 c.p.c., per manifesta fondatezza.
Con il primo motivo di ricorso (centrato sulla violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 22 e 53) la parte ricorrente si duole del fatto che il giudice di appello abbia omesso di rilevare e pronunciare l’inammissibilità dell’appello, per quanto non fosse stata prodotta dall’appellante – in una con l’atto di appello notificato per posta – la copia della ricevuta di spedizione delle relative raccomandate, ciò che impediva lo svolgimento del controllo sulla tempestività della spedizione.
Con il terzo motivo di impugnazione (centrato sulla violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, comma 2) la parte ricorrente si duole del fatto che la CTR abbia ritenuto che “potesse desumersi dall’art. 21 citato un limite implicito alla restituzione nella cifra indicata”, mentre non è dubbio che “nell’istanza il cui tacito diniego è stato impugnato, la fattispecie sia stata esattamente rappresentata specificando, pur nella sintesi di una richiesta rivolta ad un ufficio che ben conosceva le fattispecie verificatesi gli elementi essenziali per i quali il rimborso era chiesto”, richiesta in relazione alla quale l’ufficio avrebbe avuto il dovere di applicare le regole positivamente previste per il caso. Costituiva perciò errore di diritto la mancata considerazione da parte della CTR dei parametri di liquidazione stabiliti dall’art. 18 T.U. n. 917 del 1986.
D’altro canto, il motivo in rassegna appare peccare anche per difetto di autosufficienza, non avendo la parte ricorrente delucidato adeguatamente in che termini – nella riferita istanza – sia stata “esattamente rappresentata” la situazione di fatto che si assume essere stata fonte dell’illegittimo rigetto del ricorso. In tal modo si preclude alla Corte di apprezzare (nell’ottica della rilevanza) gli aspetti presupposti alla violazione che si prospetta commessa dal giudice del merito.
Nulla sulle spese, atteso che la parte vittoriosa non si è costituita.