Source: http://noiradiomobile.org/gli-eredi-non-hanno-diritto-ad-avere-i-nominativi-dei-beneficiari-di-una-polizza-assicurativa-sottoscritta-dal-de-cuius-corte-di-cassazione-sez-i-civile-sentenza-8-settembre-2015-n-17790/
Timestamp: 2018-10-15 20:05:56+00:00
Document Index: 62090490

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1920', 'sentenza ', 'sentenza ']

Gli eredi non hanno diritto ad avere i nominativi dei beneficiari di una polizza assicurativa sottoscritta dal de cuius (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 8 settembre 2015, n. 17790). – Noi Radiomobile™
Home »News»Gli eredi non hanno diritto ad avere i nominativi dei beneficiari di una polizza assicurativa sottoscritta dal de cuius (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 8 settembre 2015, n. 17790).
Gli eredi non hanno diritto ad avere i nominativi dei beneficiari di una polizza assicurativa sottoscritta dal de cuius (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 8 settembre 2015, n. 17790).
Tra i dati cui gli eredi hanno diritto di accedere non rientrano quelli identificativi di terze persone. il diritto di accesso di cui in parola ha ad oggetto i dati personali che riguardano direttamente la persona richiedente che, per legge, è l’unica titolare dell’interesse – meritevole di tutela – a ricevere quelle informazioni.
Una diversa conclusione, finalizzata a consentire l’accesso ai dati a terze persone, non è giustificabile alla luce del citato art. 9, comma 3, d.lgs. n. 196/2003, il quale, attribuendo al richiedente il diritto di accedere ai dati personali concernenti persone decedute, fa preciso ed esclusivo riferimento ai dati della persona defunta, ma non autorizza l’accesso ai dati personali non riferiti al de cuius, come quelli per cui è causa.
Il diritto di accesso riconosciuto dalle predette disposizioni ha ad oggetto i dati personali che riguardano direttamente la persona richiedente che, per legge, è l’unica titolare dell’interesse, meritevole di tutela, a ricevere quelle informazioni.
Una diversa conclusione, al fine di consentire l’accesso ai dati di terze persone, non è giustificabile alla luce del citato terzo comma dell’art. 9, il quale, attribuendo al richiedente il diritto di accedere ai “dati personali concernenti persone decedute”, fa chiaro ed esclusivo riferimento ai dati della persona deceduta (come nel caso, esaminato da Cass. n. 14656/2013, delle cartelle cliniche relative ai ricoveri ospedalieri della persona defunta), ma non autorizza l’accesso ai dati personali non riferiti al de cuius, come i terzi beneficiari dei contratti stipulati dal primo, i quali, nel caso di assicurazione sulla vita, acquistano un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione (art. 1920, terzo comma, c.c.).
La sentenza impugnata, non essendosi conformata al suddetto principio, è cassata e la causa può essere decisa nel merito, con il rigetto della domanda di Z. .
Sussistono giusti motivi per compensare le spese, in considerazione della novità della questione esaminata.
← Previous Previous post: Servitù di passaggio (Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 15 aprile 2014, n. 8730).
Next → Next post: Motu proprio del Papa Francesco Mitis Iudex Dominus Iesus. La riforma della nullità del matrimonio canonico.