Source: http://concordati.ilcaso.it/sezioni/ProcCivile/legittimita
Timestamp: 2020-05-31 09:29:59+00:00
Document Index: 7693341

Matched Legal Cases: ['art. 616', 'art. 618', 'art. 616', 'art. 618', 'art. 111', 'art. 41', 'sentenza ']

Il provvedimento del giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 616 o dell'art. 618 c.p.c. costituisce atto ordinatorio di direzione del processo esecutivo e non cognitivo.
Il provvedimento adottato dal giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 616 o dell'art. 618 c.p.c., sia esso di prosecuzione innanzi a sé del procedimento di opposizione, sia esso di rimessione al giudice ritenuto competente, costituisce atto ordinatorio di direzione del processo esecutivo e non cognitivo in ordine alla individuazione del giudice competente a conoscere della causa, non ha contenuto decisorio implicito sulla competenza (vi sia stato o meno contrasto fra le parti in ordine al giudice competente) e, di conseguenza, avverso lo stesso non è proponibile la richiesta d'ufficio del regolamento di competenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 April 2020, n. 8044.
L'impugnazione del preavviso di fermo è un'azione di accertamento negativo della pretesa creditoria.
Esecuzione forzata - Opposizioni - Impugnazione del preavviso di fermo - Natura - Contestuali richieste di accertamento dell'insussistenza dei crediti posti a fondamento di tale preavviso o della loro illegittimità - Accoglimento di tali richieste - Conseguenze .
L'impugnazione del preavviso di fermo è un'azione di accertamento negativo della pretesa creditoria, con la conseguenza che, anche ove sia stata ritenuta fondata, al momento della decisione, l'ulteriore domanda, contestualmente proposta, di accertamento dell'insussistenza o dell'illegittimità delle ragioni di credito sulle quali tale preavviso era fondato, permane l'interesse dell'attore ad ottenere la declaratoria d'inibizione all'iscrizione del detto fermo, in cui si traduce la richiesta di annullamento del menzionato preavviso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 April 2020, n. 7756.
Rigetto implicito e motivazione.
Rigetto implicito - Condizioni - Insussistenza del vizio - Sufficienza della motivazione - Esame delle questioni giustificatrici del convincimento - Sufficienza.
Non ricorre il vizio di omessa pronuncia quando la decisione adottata, in contrasto con la pretesa fatta valere dalla parte, comporti necessariamente il rigetto di quest'ultima, non occorrendo una specifica argomentazione in proposito. È quindi sufficiente quella motivazione che fornisce una spiegazione logica ed adeguata della decisione adottata, evidenziando le prove ritenute idonee a suffragarla, ovvero la carenza di esse, senza che sia necessaria l'analitica confutazione delle tesi non accolte o la disamina degli elementi di giudizio non ritenuti significativi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 02 April 2020, n. 7662.
Le controversie in materia di rettifica dei dati personali nei registri anagrafici della popolazione coinvolgono situazioni di diritto soggettivo.
Rettifica dei dati personali indicati nei registri anagrafici - Oggetto - Diritto soggettivo - Configurabilità - Conseguenze - Giurisdizione del G.O. - Sussistenza.
Le controversie in materia di rettifica dei dati personali nei registri anagrafici della popolazione coinvolgono situazioni di diritto soggettivo, e non di mero interesse legittimo, ad una corretta indicazione dei dati, attesa la natura vincolata della relativa attività amministrativa, con la conseguenza che la cognizione delle stesse è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 01 April 2020, n. 7637.
Le domande di protezione internazionale, di protezione sussidiaria e di protezione umanitaria si fondano su differenti causae petendi.
Le domande di protezione internazionale, di protezione sussidiaria e di protezione umanitaria si fondano su differenti "causae petendi", così che è onere del richiedente allegare fatti specifici e diversi a seconda della forma di protezione invocata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 March 2020, n. 7622.
Opposizione a precetto del terzo datore di ipoteca.
Quando un terzo costituisce una ipoteca su beni propri a garanzia di un debito altrui, il creditore ha diritto di fare espropriare la cosa ipotecata in caso di inadempimento del debitore, ed ai fini dell'esercizio di tale diritto è tenuto a notificare al terzo datore di ipoteca, oltre che al debitore, sia il titolo esecutivo che il precetto, specificando in quest'ultimo la "res" del terzo che si intende eventualmente sottoporre ad esecuzione forzata. Tuttavia, va rigettata per difetto di interesse l'opposizione a precetto proposta dal terzo per accertare di non essere obbligato a corrispondere la somma indicata nel precetto, se dall'interpretazione del medesimo precetto si evince che esso non presuppone l'obbligazione diretta dello stesso terzo al soddisfacimento del debito, né l'intenzione del creditore di procedere esecutivamente nei suoi confronti, in ipotesi di mancato pagamento, anche su beni diversi da quelli ipotecati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva rigettato l'opposizione a precetto formulata dai terzi intimati deducendo di non avere accettato l'eredità del datore di ipoteca sul bene indicato in precetto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 13 March 2020, n. 7249.
La questione della nullità della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio deve essere valutata prima di quella concernente la competenza.
Questione sulla competenza - Necessità del preliminare accertamento della corretta instaurazione del contraddittorio - Fondamento - Omissione di tale accertamento - Impugnazione - Mezzo - Regolamento di competenza - Fondamento.
La questione della nullità della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio riguarda la corretta costituzione del rapporto processuale e, quindi, deve essere valutata prima di quella concernente la competenza, la quale presuppone pur sempre l’instaurazione di un valido contraddittorio tra le parti; ne consegue che la decisione del giudice del merito, dichiaratosi incompetente nonostante una delle parti non fosse stata regolarmente convenuta, è censurabile con il mezzo del regolamento di competenza poiché anche l’integrità del contraddittorio attiene “in modo diretto e necessario alla competenza”. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 12 March 2020, n. 7055.
Inammissibilità del concordato e regolamento preventivo di giurisdizione.
Fallimento – Concordato preventivo – Decreto di ammissione – Proponibilità regolamento preventivo di giurisdizione – Esclusione – Fondamento.
Il decreto con il quale il tribunale, ritenendo ammissibile la proposta di concordato preventivo, dichiara aperta la relativa procedura, integra una pronuncia di merito incidente su posizioni di diritto soggettivo (impugnabile con ricorso per cassazione a norma dell'art. 111 cost.) e, pertanto, preclude la proponibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, ai sensi dell'art. 41 c.p.c.. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 11 March 2020, n. 7007.
Assegnazione alle Sezioni Unite di questione di diritto in tema di impugnazioni, nell’ipotesi di cumulo di domande tra gli stessi soggetti.
Cumulo domande fra stessi soggetti – Pronuncia su una (o più) di esse – Natura di sentenza non definitiva – Criterio formale di distinzione – Contrasto tra gli indici di carattere formale – Individuazione del criterio prevalente – Giudizi di scioglimento della comunione – Applicabilità o meno del criterio formale.
La Seconda Sezione civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite sollevando una questione di diritto in tema di impugnazioni, nell’ipotesi di cumulo di domande tra gli stessi soggetti; in particolare, ha chiesto una nuova considerazione della questione relativa ai criteri per l’individuazione della natura definitiva o meno della sentenza, agli effetti della riserva di impugnazione differita, ove sussista un contrasto tra gli indici di carattere formale (nella specie tra la qualificazione del provvedimento come non definitivo, la separazione del giudizio e la contestuale pronuncia sulle spese). L’ordinanza sollecita, altresì, la verifica delle soluzioni in relazione alla specifica materia dei giudizi di scioglimento delle comunioni, per i quali prospetta l’ipotesi dell’opportunità di adottare una soluzione non in linea con l’orientamento consolidato che attribuisce rilevanza al criterio dell’apparenza e dell’affidamento del terzo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 09 March 2020, n. 6624.
La sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio di opposizione all’esecuzione forzata?.
Opposizione all'esecuzione - Sopravvenuta caducazione del titolo - Rilievo d'ufficio indipendente dai motivi di opposizione - Cessazione della materia del contendere - Regolazione delle spese processuali - Esecuzione forzata intrapresa senza la normale prudenza - Danni conseguenti - Giudice competente all'accertamento - Individuazione.
La Terza Sezione civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della seguente questione di diritto, già decisa in senso difforme dalle sezioni semplici: se la sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo (giudiziale) determini la cessazione della materia del contendere nel giudizio di opposizione all’esecuzione forzata (promossa o minacciata sulla scorta di quel titolo) e comporti la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale oppure conduca all’accoglimento dell’opposizione all’esecuzione o, alternativamente, alla cessazione della materia del contendere, ma in ogni caso con liquidazione delle spese di lite in favore dell’opponente (salva la facoltà di compensazione), indipendentemente dai motivi posti a fondamento dell’opposizione esecutiva, da reputarsi ex se fondata ab origine. Con la medesima ordinanza la Terza Sezione civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione di massima di particolare importanza concernente la sede processuale – giudizio di merito ovvero giudizio in cui si contesta il titolo esecutivo ovvero giudizio di opposizione all’esecuzione – nella quale proporre le domande di risarcimento dei danni provocati da una esecuzione intrapresa in difetto della normale prudenza, specialmente nel caso in cui la procedura sia avviata sulla scorta di un titolo esecutivo giudiziale provvisorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 March 2020, n. 6422.
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