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Timestamp: 2017-06-25 19:16:11+00:00
Document Index: 82497159

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1']

non afferendo il richiesto consenso all’esercizio di tale potestà ma soltanto allo status di genitore che abbia già effettuato il riconoscimento (Cass. 6.2.1987, n. 1181). La modifica della norma, per effetto dell’art. 1, comma 2, l. 219/12, che semplifica il procedimento prevedendo una sorta di interpello al primo genitore, invitato ad una eventuale opposizione giudiziale a conferma del rifiuto espresso davanti all’Ufficiale di stato civile (artt. 45-47 d.p.r. 3.11.2000 n. 396), è | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
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non afferendo il richiesto consenso all’esercizio di tale potestà ma soltanto allo status di genitore che abbia già effettuato il riconoscimento (Cass. 6.2.1987, n. 1181).
La modifica della norma, per effetto dell’art. 1, comma 2, l. 219/12, che semplifica il procedimento prevedendo una sorta di interpello al primo genitore, invitato ad una eventuale opposizione giudiziale a conferma del rifiuto espresso davanti all’Ufficiale di stato civile (artt. 45-47 d.p.r. 3.11.2000 n. 396), è
Con ricorso depositato il 5.7.2012, S.A.E. chiedeva al Tribunale per i minorenni di Catanzaro di essere autorizzata al riconoscimento della figlia T.S. , nata il (omissis) fuori dal matrimonio, già riconosciuta da T.G. , con conseguente immediato affidamento della minore.
Avverso la sentenza di primo grado, che f preso atto dell’opposizione al riconoscimento manifestata dal tutore della minore, rigettava il ricorso, proponeva appello la S.A.E. .
Con sentenza depositata il 15.7.2013, la Corte d’appello di Catanzaro dichiarava inammissibile l’azione proposta dalla S. , non risultando l’opposizione di T.G. , titolare del diritto di esprimere il consenso al riconoscimento materno: a quest’ultimo il sistema attribuisce la prestazione dell’assenso al secondo riconoscimento, come facoltà iure proprio, e non in rappresentanza del minore o nell’esercizio della potestà, mentre nel t.u. in materia di stato civile si prescinde dal consenso prestato dal tutore.
Ricorre per cassazione l’avv. C.L.L. , affidandosi a tre motivi.
La sentenza impugnata, nell’ammettere l’infungibilità del consenso da parte del genitore che per primo ha riconosciuto la figlia minore pur nella sospensione dalla responsabilità genitoriale, e nel postulare, conseguentemente, la necessità di completare la procedura amministrativa di fronte all’Ufficiale di stato civile per l’acquisizione di quel consenso, ha dichiarato l’inammissibilità dell’azione volta a ottenere la sentenza sostitutiva del consenso. Essa è immune da censure. Il ricorso va rigettato. Non v’è luogo a provvedere sulle spese di questo giudizio, non essendosi l’intimata costituita. Va osservato che vertendosi in materia esente dal contributo unificato, non v’è luogo a provvedere ex art. 13, comma 1-quater d.p.r. 30.5.2002 n. 115.
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