Source: https://www.dirittoprivatoinrete.it/societa%20cooperative.htm
Timestamp: 2018-12-11 11:56:28+00:00
Document Index: 39640457

Matched Legal Cases: ['art. 2511', 'art. 45', 'art. 2520', 'art. 2519', 'art. 2517', 'art. 2518', 'art. 2516']

(art. 2511 c.c.) sono società dedite alla produzione di beni o servizi dove lo scopo comune non è il profitto, ma quello mutualistico che consiste nel vantaggio che i soci conseguono grazie allo svolgimento della propria attività, invece che con terzi, direttamente con la società
Come si vede dalla definizione, le cooperative si formano per favorire direttamente i soci, grazie alla cessione dei beni o servizi prodotti direttamente a loro ed a condizioni più favorevoli di quelle che abitualmente si trovano sul mercato.
Nel successivo articolo 2512, però, si è subito introdotto il nuovo concetto di "società cooperative a mutualità prevalente" dove si riconosce lo status di cooperativa non solo a quelle che operano con i propri soci, ma anche a quelle che operano con i terzi, fissando rigidamente il concetto di prevalenza nei successivi articoli.
L'introduzione delle cooperative a mutualità prevalente non incrina il favore del legislatore nei riguardi del fenomeno cooperativo ( che trova fondamento nell'art. 45 della Costituzione), perché lo scopo mutualistico deve pur sempre essere "prevalente" rispetto alla attività svolta con i terzi o dall'utilizzo delle prestazioni dei soci, ma indica un cambio di orientamento del legislatore che sembra favorire di più questo tipo di cooperative, rispetto a quelle tradizionali, prevedendo solo per loro una serie di agevolazioni fiscali. In questo modo si è voluto rispettare i principi della riforma contenuti nella legge delega.
Le cooperative, pur caratterizzandosi per lo scopo mutualistico, sono pur sempre delle società, società particolari e, in fondo, anche privilegiate, rispetto alle normali società di capitali ( ma ciò è consentito dalla Costituzione). Si sarebbe potuto prevedere per loro una disciplina specifica e diversa rispetto alle altre società, ma si è preferito mantenere la struttura normativa delle società di capitali ( s.p.a. e s.r.l.), derogata sia delle specifiche norme del codice civile di cui agli artt. 2511 e ss. e sia da leggi speciali previste per particolari tipi di cooperative (v. art. 2520 c.c.).
Quindi la normativa applicabile alle società cooperative sarà:
a) La normativa del codice civile in tema di s.p.a. e s.r.l. (art. 2519 c.c.);
Questa triade di regole, però, non si applica agli enti mutualistici, diversi dalle società (art. 2517 c.c.).
Come si vede le cooperative di cui ci occupiamo sono pur sempre delle società, e società che si ispirano alle società di capitali, che come sappiamo, di regola rispondono solo con il proprio patrimonio per le obbligazioni assunte dalla società; ma l'art. 2518, quasi a rafforzare la regola già prevista per le s.p.a. e s.r.l. dispone che :" Nelle società cooperative per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio".
Inoltre rispetto alla s.p.a. e alla s.r.l. nella denominazione sociale della cooperativa, comunque formata, vi deve essere anche la indicazione di "società cooperativa", che però non potrà essere utilizzata da enti diversi dalle cooperative.
Altra regola generale prevista per le cooperative, è contenuta nell'art. 2516 secondo il quale: "Nella costituzione e nell'esecuzione dei rapporti mutualistici deve essere rispettato il principio di parità di trattamento".