Source: http://www.aerohabitat.org/index.php?page=1&cat=12&tag=Orio%20al%20Srerio&id=501
Timestamp: 2020-05-29 23:49:09+00:00
Document Index: 163415185

Matched Legal Cases: ['art. 715', 'art. 707', 'art. 715', 'art. 715', 'art. 707', 'art.715', 'art.715', 'art.715']

Orio al Serio, Il Comune di Bergamo persegue il Piano di rischio con l'Art. 715
Come si risolverà? Occorrerà forse limitare i voli sullo scalo? Lo scorso 25 aprile Aerohabitat aveva argomentato sulla necessità di mettere in sicurezza Orio al Serio: senza deroghe! L'analisi posta riguardava esplicitamente il rischio derivato dall'ubicazione del deposito carburante avio all'interno del sedime aeroportuale.
E' una questione ancora aperta, ancora irrisolta. Occorrerà provvedere, senza indugi. Senza alcuna incertezza: perseguendo la tutela e la salvaguardia dei cittadini e del territorio.
Il sedime di Orio al Serio è circondato da un esteso agglomerato urbano - residenziale, commerciale, industriale- ed adiacente all'autostrada più trafficata del Belpaese e l'urgenza di disporre anche di una compatibilità nel rischio terzi è evidente.
Come si concluderà la procedura VAS - Valutazione Ambientale Strategica: Documento di Scoping per la valutazione della variante urbanistica al Piano di Governo del Territorio correlata al Piano di Rischio aeroportuale integrato dalla Valutazione di impatto di rischio (third party risk assessment) attivata dal Comune di Bergamo? In attesa presentiamo uno stralcio del documento in analisi al Consiglio Comunale.
L’art. 715 - “Valutazione di rischio delle attività aeronautiche” recita: Al fine di ridurre il rischio derivante dalle attività aeronautiche alle comunità presenti sul territorio limitrofo agli aeroporti, l'ENAC individua gli aeroporti per i quali effettuare la valutazione dell'impatto di rischio….
“In aggiunta ai piani di rischio di cui all’art. 707 del Codice della navigazione, precedentemente trattati, lo stesso codice prevede all’art. 715 la valutazione di rischio delle attività aeronautiche al fine di un suo contenimento. Tale valutazione, effettuata mediante l’uso di metodi scientifici, è applicabile solo ad aeroporti interessati da significativi volumi di traffico. A tal fine, secondo quanto previsto dal citato art. 715, l’Enac individua gli aeroporti per i quali effettuare la valutazione dell’impatto di rischio e ne comunica i risultati ai Comuni interessati per l’adeguamento delle misure previste nei piani di rischio adottati”. “prevede misure di tutela del territorio da applicarsi sulle aree ricadenti all’interno delle curve output del modello di valutazione del rischio…… Al fine di garantire l’omogeneità del livello di attendibilità delle valutazioni effettuate per i vari aeroporti e l’univocità di giudizio, la metodologia di calcolo è impiegata esclusivamente dall’ENAC; in tale ottica altri studi e valutazioni effettuati da soggetti terzi (società di gestione, Enti locali, …), non sono accettabili per la determinazione dei vincoli cui assoggettare la proprietà privata di cui ai sopra citati articoli del Codice della Navigazione.
_ Le aree ricomprese all’interno delle curve vengono così definite:
- “ad alta tutela”: quella ricadente all’interno delle curve caratterizzate dal valore di 1x10-4
- “interna”: quella ricadente tra la curva caratterizzata dal valore di 1x10-4 e quella caratterizzate dal valore di 1x10-5
- “intermedia”: quella ricadente tra la curva 1x10-5 e la curva 1x10-6
- “esterna”: quella ricadente al di fuori della curva 1x10-6.
La differenza tra le due aree di rischio (zone di rischio ed aree della valutazione di impatto di rischio o third party risk assessment), connesse ai due ambiti tecnico-normativi di cui si è riportato in precedenza, è fondamentalmente dovuta a due aspetti:
1. la redazione dei Piani di Rischio di cui all’art. 707 interessa tutti gli aeroporti aperti al traffico civile e va effettuata dai Comuni il cui territorio ricade nell’ambito delle impronte a terra (zone di tutela) identificate nel Regolamento per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti di ENAC, mentre la valutazione di impatto di rischio o third party risk assessment, prevista dall’art.715, va effettuata direttamente da ENAC solo per gli aeroporti interessati da significativi volumi di traffico ed i Comuni devono adeguare ai risultati della valutazione le misure di tutela previste nel Piano di Rischio;
2. i piani di rischio (zone di tutela) sono caratterizzati da un approccio di tipo “qualitativo” mentre la valutazione di impatto di rischio (risk assessment- rischio contro terzi) è di tipo “quantitativo”, in quanto ogni studio è basato sui dati specifici dell’aeroporto in esame (volumi di traffico, rotte seguite, tipologie di aeromobili, …).
Le due aree interessano stesse porzioni di territorio; quindi la definizione della Policy di attuazione dell’art.715 (successiva ai primi Emendamenti che hanno individuato le zone di tutela) tiene conto dei contenuti delle linee guida per la redazione dei piani di rischio e prevede misure di tutela simili.
I piani di rischio che identificano le specifiche zone di tutela ricadenti sul territorio sono redatti dai Comuni sulle base delle linee guida emanate dall’ENAC, mentre l’art.715 prevede che i Comuni debbano tenere conto dei risultati del risk assessment, recependoli di conseguenza nei propri strumenti di governo del territorio.
data inserimento: Venerdì 04 Maggio 2012