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Timestamp: 2020-05-26 07:13:54+00:00
Document Index: 172854875

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 43', 'art. 10', 'art. 360', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 9327 del 11/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9327 del 11/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/04/2017, (ud. 09/03/2017, dep.11/04/2017), n. 9327
sul ricorso 1661/2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 3936/17/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti di G.S., quale socio della Magazzini Tuttintimo snc (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia Sezione staccata di Catania n. 3936/17/2014, depositata in data 18/12/2014, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di avviso di accertamento emesso, per IRPEF ed addizionali dovute, in relazione all’anno 2000, a Titolo di maggior reddito di partecipazione nella società conseguente alla rettifica del reddito d’impresa della Magazzini Tuttintimo (con notifica a quest’ultima di accertamento per maggiori IRAP ed IVA in relazione al medesimo anno d’imposta), – è stata confermata la decisione di primo grado (n. 377/09/2009 della C.T.P. Catania), che aveva accolto il ricorso del contribuente, sotto il profilo pregiudiziale della decadenza dell’Ufficio dalla potestà accertatrice, in conformità a quanto separatamente deciso nei riguardi della società partecipata, con sentenza confermata in appello, nell’anno 2012.
1. La ricorrente lamenta, con il primo motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c,, n. 3, D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43 e L. n. 289 del 2002, art. 10, non avendo i giudici della C.T.R. tenuto conto della proroga biennale disposta da quest’ultima disposizione. Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta, ex art. 360 c.p.c., n. 4, la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 112, 115 e 116 c.p.c. ed, indirettamente, del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 33 e 37 e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51, per omessa pronuncia su motivi di appello attinenti alla fondatezza della pretesa impositiva.
2. Tanto premesso, le Sezioni Unite di questa Corte hanno chiarito, con la sentenza n. 14815 del 2008, che – per il principio per cui i redditi delle società di persone si imputano automaticamente a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 (T.U.I.R.)) – la rettifica della dichiarazione dei redditi di una società di persone e le conseguenti rettifiche delle dichiarazioni dei redditi dei relativi soci si fondano su un accertamento unitario.
Risulta, nella specie, dagli atti, che, nel giudizio di secondo grado, le posizioni di società e soci, nell’impugnazione dei diversi atti impositivi, sono rimaste distinte ed hanno avuto decisioni separate.
3. Per tutto quanto sopra esposto, pronunciando su ricorso, va cassata la decisione impugnata e dichiarata la nullità del giudizio di 2^ grado, con rinvio alla C.T.R. della Sicilia in diversa composizione per nuovo esame a contraddittorio integro con gli altri soci e la società.
Atteso il rilievo d’ufficio della questione, si ritiene sussistano giusti motivi per dichiarare compensate tra le parti le spese del giudizio di merito d’appello e del presente giudizio di legittimità.
La Corte, pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e dichiara la nullità del giudizio di 2^ grado, con rinvio alla C.T.R. della SICILIA in diversa composizione; dichiara compensate tra le parti le spese del giudizio di appello e del presente giudizio di legittimità.