Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9225-del-10-04-2017
Timestamp: 2020-06-04 21:16:31+00:00
Document Index: 71104955

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2495', 'art. 39', 'art. 44', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 521']

Sentenza Cassazione Civile n. 9225 del 10/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9225 del 10/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/04/2017, (ud. 09/03/2017, dep.10/04/2017), n. 9225
sul ricorso 10568/2016 proposto da:
D.E., D.F., DU.EL., elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA A. FARNESE 7, presso lo studio
dell’avvocato CLAUDIO BERLIRI che li rappresenta e difende
unitamente e disgiuntamente all’avvocato ALESSANDRO COGLIATI DEZZA;
avverso la sentenza n. 5416/9/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO, depositata il 19/10/2015;
partecipata del 09/03/2017 dal Consigliere Dott. MAURO MOCCI.
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di R.G. contro sei avvisi di accertamento, per gli anni d’imposta 2004 e 2005; che, nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che la cancellazione dal Registro delle imprese avrebbe determinato l’estinzione della società (di cui la R. era socia al 50%), a prescindere da eventuali crediti insoddisfatti o di rapporti non ancora definiti.
che il ricorso è affidato ad un motivo, col quale l’Agenzia denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 2495 c.c., violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c., D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d) e D.P.R. n. 917 del 1986, art. 44, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3;
che, secondo la ricorrente, gli avvisi di accertamento, per annualità anteriori alla cancellazione, sarebbero stati emessi sulla base della presunzione di distribuzione degli utili in società di capitale a ristretta base sociale. Da ciò l’erroneità della sentenza, che avrebbe annullato gli avvisi di accertamento sul solo presupposto dell’avvenuta cancellazione della società;
che gli intimati D.F., D.E. ed Du.El. – nella loro qualità di marito e figli di R.G., deceduta il (OMISSIS) – hanno resistito con controricorso, eccependo l’inammissibilità del ricorso ed, in subordine, l’inammissibilità dell’atto di appello, per intervenuto passaggio in giudicato della sentenza di primo grado, mancando in atti sia la ricevuta di spedizione che quella di ritorno;
che l’eccezione principale dei controricorrenti è fondata;
che D.F., D.E. ed Du.El. risultano aver rinunciato all’eredità ( Du.El. il 4 gennaio 2013, D.E. il 7 gennaio 2013 e D.F. il 5 maggio 2016);
che, invero, qualora l’atto di impugnazione sia stato notificato nei confronti del solo chiamato all’eredità, che abbia rinunziato all’eredità, l’impugnazione è inammissibile per difetto di legitimatio ad causam, attesa l’efficacia retroattiva della rinunzia all’eredità, ai sensi dell’art. 521 c.c. (Sez. 2, n. 25151 del 26/11/2014);
che al rigetto del ricorso segue la condanna della ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore dei controricorrenti, nella misura indicata in dispositivo.
Condanna la ricorrente al pagamento, in favore dei controricorrenti, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4.000 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%.