Source: http://www.grandevolley.it/indennita-di-esproprio.html
Timestamp: 2014-04-25 00:39:29+00:00
Document Index: 109298564

Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 304', 'art. 865', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza\n']

indennit� di esproprio, espropriazione per pubblica utilit�: procedimento di esproprio
decreto di espropriodichiarazione di pubblica utilit�domanda di esproprioespropriazione a fini strumentaliespropriazione del bene culturaleespropriazione di fattoespropriazione per interesse archeologicooccupazione d'urgenzaoperazioni espropriativetesto unico sulle espropriazioni
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INDENNIT� DI ESPROPRIO
662 (in 233 del 28 dicembre 1996), il quale cos� dispone: �In
caso di occupazioni illegittime di suoli per causa di pubblica utilit�, intervenute
anteriormente al 30 settembre 1996, si applicano, per la liquidazione del danno, i criteri
di determinazione dellindennit� di cui al primo comma (cio� dellindennit�
di espropriazione), con esclusione della riduzione del 40 per cento. Ad una prima lettura, dunque, la nuova disciplina ripone la vicenda
della occupazione acquisitiva nel contesto della disciplina espropriativa, ancorando il
criterio del danno da risarcimento per occupazione acquisitiva a quello previsto per
lindennit� di espropriazione, seppur con laumento del 10% dellimporto
del risarcimento stesso (s� da essere pari a circa il 60% del valore venale del bene
occupato). 3, comma 65, secondo cui �In caso di
occupazioni illegittime di suoli per causa di pubblica utilit�, intervenute anteriormente
al 30 settembre 1996, si applicano, per la liquidazione del danno, i criteri di
determinazione dellindennit� di cui al comma 1 (ovvero lindennit� di
espropriazione), con esclusione della riduzione del 40%. Alla soluzione compromissoria adottata dalla Corte Costituzionale, la quale, da un lato ha ritenuto illegittima la equiparazione tra indennit� di espropriazione e risarcimento da occupazione acquisitiva, ma dallaltro ha ammesso per questultima fattispecie una riduzione del quantum del risarcimento in considerazione della rilevanza pubblicistica degli interessi coinvolti, ha fatto seguito una nuova disciplina normativa che, tuttavia, non vale a risolvere una volta e per tutte lannosa questione del criterio (valore venale o meno) da applicare al risarcimento per occupazione illegittima. A prescindere dal fatto che nella specie sono ontologicamente diversi i
presupposti dellindennit� e del risarcimento, sicch� appare giustificato, se non
obbligatorio, un diverso trattamento anche in ordine alla retroattivit�, non sembra che
si possa opporre una carenza normativa in materia di liquidazione del danno da occupazione
acquisitiva della P. di ridurre
limporto del risarcimento dovuto al proprietario spogliato, in considerazione della
qualit� del soggetto danneggiante e della natura pubblica del bene realizzato, in ogni
caso la misura della obbligazione risarcitoria non potr� non essere ancorata al valore
venale del bene e non gi� allindennit� di esproprio. Invero, sempre a parere della Corte, occupazione acquisitiva ed
espropriazione �sono assolutamente divaricate e non comparabili�; ci� comporta che
nella espropriazione legittima vengono in rilievo le �opzioni discrezionali� del
legislatore in ordine al criterio di calcolo dellindennit� di espropriazione,
mentre nellaccessione invertita, del tutto illegittima, ben pu� operare il diverso
principio secondo cui chi ha subito un danno per effetto di una attivit� illecita ha
diritto ad un �pieno ristoro�. 3
Costituzione), poich� nella occupazione appropriativa linteresse pubblico � gi�
essenzialmente soddisfatto dalla non restituibilit� del bene e dalla conservazione
dellopera pubblica, la parificazione del quantum risarcitorio alla misura
dellindennit� si prospetta come un di pi� che sbilancia eccessivamente il
contemperamento tra i contrapposti interessi, pubblico e privato, in eccessivo favore del
primo. 549/95, tra la misura della indennit� di esproprio e quella del risarcimento del danno da occupazione appropriativa ritenendo, in primo luogo, la violazione del precetto di eguaglianza, �stante la radicale diversit� strutturale e funzionale della obbligazioni cos� comparate�. 3 della legge 458/88, ai proprietari
espropriati secundum legem, i quali non solo hanno la possibilit� di intervenire
nel procedimento ed effettuare la �cessione volontaria� del bene che consente loro di
evitare labbattimento del 40% dellindennit�, ma possono anche esercitare il
loro diritto allindennit� nellordinario termine decennale;
d) la violazione del principio di buon andamento ed imparzialit� della
P. 486/91 ha aggiunto lipotesi in cui il terreno sia
stato utilizzato senza che sia stato emesso un provvedimento di esproprio), con sentenza
passata in giudicato, con esclusione della retrocessione del bene. 369/96 e la
impossibilit� di estendere al risarcimento del danno per occupazione illegittima i
criteri previsti per la determinazione dellindennit� di espropriazione. Da una prima lettura della nuova disposizione traspare da un canto
lintenzione del legislatore di non voler pi� commisurare lammontare del
risarcimento del danno da occupazione acquisitiva al valore venale del bene,
dallaltro il tentativo di riutilizzare, per la sua liquidazione, i criteri per la
determinazione dellindennit� di esproprio (censurati dalla sentenza sopra citata),
seppur con la previsione di un esiguo aumento dellimporto del risarcimento del 10%. - Evoluzione normativa in tema di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva: dalla applicazione del valore venale alla equiparazione allindennit� di esproprio. 369/96 e la impossibilit� di estendere al risarcimento del danno per occupazione illegittima i criteri previsti per la determinazione dellindennit� di espropriazione. Ed infatti, nellipotesi di espropriazione legittima si verifica un
trasferimento coattivo per ragioni di pubblico interesse della propriet� privata, con la
conseguente conversione del diritto reale dellespropriato in un credito ad una somma
di denaro a titolo di indennit�, come disciplinata dallart. Opinando in tal senso � apparso subito evidente, a parte qualche voce
isolata tendente a giustificare la introduzione della norma ovvero a circoscriverne
lambito di applicazione (8) che la equiparazione tra indennit� e risarcimento
operata dallo ius superveniens, in aperto contrasto con il principio di
ragionevolezza, data la ontologica differenza strutturale e funzionale tra le due
fattispecie, avrebbe, in definitiva, privilegiato comportamenti contra legem della
P. Il tentativo di parificare o comunque ragguagliare in buona parte
lammontare del risarcimento del danno a quello dellindennit� di esproprio
sembra tuttavia - sotto il profilo logico-giuridico - privo di idonea giustificazione. LexItalia.it - Barrile, Risarcimento ..
La norma, dichiaratamente provvisoria (in quanto si riferisce alle
occupazioni illegittime anteriori al 30 settembre 1996) non si sottrae al sospetto di
incostituzionalit� sotto diversi profili dato che finisce per attribuire al danneggiato
solo il 10% in pi� rispetto alla indennit� espropriativa da corrispondere al privato,
legittimamente espropriato, che sottoscrive la �cessione volontaria� del bene. 11, commi 5 e 7, ha assoggettato al
regime delle plusvalenze, oltre alle indennit� di esproprio ed alle somme percepite a
seguito di cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi, anche quelle
�somme comunque dovute per effetto di acquisizione coattiva conseguente ad occupazioni di
urgenza divenute illegittime. Ciononostante, gli interpreti hanno immediatamente attribuito alla norma
la chiara volont� di estendere, agli effetti patrimoniali, il criterio di commisurazione
della indennit� espropriativa previsto dallart. 5 bis sulle indennit� non ancora definite (ovvero la
circostanza che in materia vi fosse una carenza normativa, temporaneamente colmata dalla
giurisprudenza) possono sussistere anche in relazione al risarcimento del danno da
occupazione illegittima. E evidente, allora, che trattandosi di istituti ontologicamente
divergenti, nessuno dei criteri che consentono di modellare in senso riduttivo
lindennit� di espropriazione pu� essere applicato al risarcimento del danno da
occupazione acquisitiva, risarcimento la cui misura non pu� che corrispondere al valore
venale del bene al momento della consumazione dellillecito, opportunamente
rivalutato e maggiorato degli interessi. 359/92, corrispondente alla semisomma
del valore venale e del reddito dominicale, con un ulteriore abbattimento del 40% (s� da
essere pari a circa il 30% del valore venale del bene espropriato); tale indennit� non
rappresenta una integrale riparazione della perdita subita dal proprietario, ma deve
essere congrua, seria, concreta e corrispondere al massimo contributo garantito
allinteresse privato, tenuto conto dellinteresse pubblico che
lespropriazione persegue (1). 5 bis alle due
fattispecie dato che, cos� come per lespropriazione, anche alla occupazione
acquisitiva sarebbero applicabili la cessione volontaria (al fine di evitare
labbattimento del 40%) e le disposizioni relative alla stima dellindennit�
espropriativa. Il risarcimento del danno da occupazione illegittima, da un lato, e
lindennit� di espropriazione, dallaltro, costituiscono infatti due tipologie
antitetiche di ristoro del danno subito dal privato per la perdita del proprio bene;
tipologie che trovano il loro presupposto nella divergenza strutturale e funzionale
esistente tra lablazione secundum legem ed il fenomeno della accessione
invertita che, viceversa, si pone al di fuori dei canoni legali. -
Evoluzione normativa in tema di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva: dalla
applicazione del valore venale alla equiparazione allindennit� di esproprio. 359/92 �nella
parte in cui, prevedendo i criteri per lindennit� di espropriazione, comporta una
disparit� di trattamento rispetto al risarcimento per occupazione acquisitiva, in
riferimento allart. valutazione:contenuti: indennit� di esproprio
322, in cui si era fatta una sintesi dello dell'arte" in materia di espropriazione, ove sono esaminati i complessi aspetti amministrativo-procedimentali in uno con quelli tecnico-estimativi. 504/92 per la mancata presentazione della dichiarazione Ici e relativi versamenti; mentre altri segretari, tecnici e legali di vari comuni limitrofi sostengono che bisognerebbe liquidare la somma per indennit� di espropriazione per come determinata dal sindaco, dietro conteggio effettuato dal competente ufficio tecnico comunale, ai sensi dell'art. Questiti - Ufficio Tecnico
304, relativamente alla documentazione da richiedere alle ditte espropriande per l'incasso delle relative indennit� di espropriazione per importi sino a L. In particolare, per ci� che attiene al quesito, l'Autore Vittorio Bensi ricorda che con il decreto di espropriazione previsto dall'art. La misura dell'indennit� provvisoria sar� pari al valore indicato nella dichiarazione o denuncia presentata dall'espropriando ai fini dell'applicazione dell'Ici, qualora il valore dichiarato risulti inferiore alla indennit� di espropriazione determinata secondo i criteri di cui all'art. 304 della suddetta Rivista contiene l'elencazione dei documenti che, a seconda dell'importo, gli espropriati devono presentare per ottenere l'indennit�. 359/92, applicando al detto conteggio i relativi benefici e cio� in caso di cessione volontaria non si applicherebbe la riduzione del 40% delle indennit� provvisorie di esproprio come determinate, procedendo alla ritenuta di imposta del 20%, secondo quanto disposto dall'art. Infatti, in questo anno l'ente espropriante avr� significato ai proprietari l'ammontare dell'indennit� di espropriazione provvisoria, chiedendo la loro accettazione o significando la loro opposizione. La fonte dalla quale l'autore dello studio ha ricavato la elencazione sia per le indennit� fino a 500000 lire che per le indennit� superiori a tale somma non � rinvenibile in una unica legge o decreto o circolare, ma deriva dalla cospicua serie di provvedimenti normativi che disciplinano l'iter procedimentale per addivenire all'esproprio per cause di pubblica utilit�. 504/92 prima della liquidazione delle dette indennit� di espropriazione dovute e precisamente a quale anno bisogna fare riferimento: all'anno 1993 in cui � stato occupato parte dell'immobile o all'anno 1998 in cui verr� determinata l'indennit� di espropriazione?. Tra questi atti si ricorda: della quietanza diretta o di deposito presso la Cassa depositi e prestiti delle indennit� rifiutate". 504/92 che per il relativo pagamento delle relative indennit� di espropriazione spettanti alle citate ditte? Alcuni segretari, tecnici e legali di vari comuni limitrofi sostengono che non avendo le ditte espropriande presentato dichiarazione Ici, si ritiene che le stesse abbiano considerato l'area come agricola e pertanto la liquidazione dell'indennit� di espropriazione vada fatta applicando quanto previsto dalla legge n. Espropriazione di aree edificabili Rapporto delle norme espropriative con la legge istitutiva dell'Ici. Si chiede inoltre che vengano risolti i seguenti quesiti relativamente all'espropriazione di aree edificabili:. 359, � stata riordinata interamente, fino alla emanazione di una organica disciplina per tutte le espropriazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche, la materia della indennit� di espropriazione per le aree edificabili; l'art. c) questo ufficio di consulenza ritiene che la indennit� di espropriazione debba essere determinata ai sensi dell'art. 865/71, emesso dal presidente della giunta regionale o da un suo delegato, si pronuncia l'espropriazione definitiva a seguito della formale richiesta da parte dell'ente espropriante. Nell'ipotesi piuttosto inverosimile che le ditte espropriande delle aree edificabili non abbiano mai presentato la dichiarazione dell'Ici, n� effettuato i relativi versamenti, si ritiene necessario percorrere due procedimenti amministrativi: la regolarizzazione del rapporto tributario, compresa l'applicazione di eventuali sanzioni, e la determinazione dell'ammontare della indennit� di espropriazione sulla base della detta regolazione. 1) Nel caso di espropriazione di aree edificabili, la cui occupazione da parte della pubblica amministrazione � avvenuta nell'anno 1993, e dovendo procedere nel corrente anno 1998 alla determinazione e relativa liquidazione dell'indennit� di espropriazione alle ditte espropriande ai sensi dell'art. Si afferma anche che l'ente espropriante deve produrre una serie di atti da allegare alla istanza diretta ad ottenere il provvedimento di pronuncia della espropriazione. 504; pertanto nell'anno 1993 l'Ici era gi� in vigore; e poich� in questo anno i proprietari dei terreni espropriandi venivano privati dei terreni stessi, l'indennit� di esproprio va riferita al momento in cui il proprietario cessa dal diritto di ricavare dal terreno espropriato i relativi frutti. valutazione:contenuti: indennit� di esproprio
Si � prevista la
irrevocabilit� della dichiarazione che accetta l�indennit�, per evitare
lungaggini procedimentali e il relativo contenzioso, superandosi un contrario
orientamento della giurisprudenza. al riguardo, segnalare la portata essenziale delle sentenze della
Corte Costituzionale, concernenti:
intercorrente tra la pianificazione urbanistica e il procedimento espropriativo;
b) l�entit�
della indennit� di espropriazione. contenzioso ha riguardato tutti gli aspetti del procedimento
espropriativo:
a) la normativa applicabile sul piano procedimentale, anche nei suoi
rapporti con la pianificazione urbanistica;
b) le implicazioni che derivano dalle sentenze della Corte
Costituzionale, per gli aspetti procedimentali e per la quantificazione della
indennit� di esproprio;
c) la determinazione della indennit� di espropriazione, non solo per
l�aspetto concernente la valutazione del bene espropriato, ma per la stessa
individuazione della normativa applicabile e la sua conformit� alla
riguardante il procedimento di occupazione d�urgenza e quella riguardante la
determinazione della relativa indennit�. L�articolo 44, inserito nel capo VIII, riguarda l�indennit� di asservimento
(dovuta, in base al comma 3, anche nel caso di cessione volontaria) e riproduce
l�articolo 46 della legge fondamentale del 1865, in tema di indennit� di
asservimento. Per evitare che la previsione del
piano urbanistico sulla realizzazione dell�opera incida a tempo indeterminato,
la parte finale del comma 2 dispone che alla scadenza del triennio si intende
apposto il vincolo preordinato all�esproprio. La Sezione II consta del solo articolo 36 e riguarda l�indennit�
dovuta nel caso di espropriazione funzionale alla realizzazione di un�opera
privata di pubblica utilit�. 55 del 1968, la legge:
- dovrebbe
continuare a prevedere tempi massimi certi per tutte le fasi procedimentali, sia
per quella che sorge con la imposizione del vincolo preordinato all�esproprio,
sia per quella successiva, basata sulla dichiarazione di pubblica utilit� e che
si conclude col decreto di esproprio;
evitare che si verifichino discriminazioni tra i proprietari delle aree rese
edificabili dallo strumento urbanistico e quelli che, nell�ambito dello stesso
comparto, subiscono dapprima il vincolo preordinato all�esproprio e poi
l�esproprio (per di pi�, ricevendo un indennizzo inferiore al valore venale
del bene). Il
procedimento di determinazione e di pagamento dell�indennit� di
espropriazione si snoda attraverso i seguenti passaggi:
- l�offerta
dell�indennit� da parte del promotore della espropriazione;
determinazione dell�indennit� provvisoria prima dell�emanazione del decreto
di espropriazione;
l�accettazione da parte dell�espropriando dell�indennit� provvisoria;
accettazione, il pagamento dell�indennit�;
mancata accettazione e mancato accordo sull�indennit�, il deposito della
stessa presso la Cassa depositi e prestiti;
mancata accettazione e mancato accordo sull�indennit�, la determinazione
peritale dell�indennit�;
- a seguito
della determinazione peritale dell�indennit�, l�ordine di pagamento o di
deposito della stessa presso la Cassa depositi e prestiti;
degli adempimenti sub 6) e 7), l�emanazione del decreto di esproprio;
l�emanazione del decreto di esproprio anche a seguito della determinazione
urgente della indennit� di espropriazione, in casi di particolare urgenza, tale
da non consentire l�applicazione del procedimento di determinazione
provvisoria dell�indennit�. Poich� non vi � alcuna definizione legislativa del vincolo
preordinato all�esproprio (in quanto di creazione giurisprudenziale),
nell�articolato si chiarisce il rapporto intercorrente tra la pianificazione
urbanistica e il procedimento espropriativo in senso stretto. La duplicazione dei decreti di occupazione d�urgenza e di
esproprio (se giustificata sul piano storico e per la loro riconducibilit� ad
autorit� diverse) non appare per� pi� congrua e coerente con le sostanziali
riforme generali e di settore, volte a consentire rapidamente la realizzazione
dell�opera dopo la dichiarazione di pubblica utilit�. La successiva legislazione si
� caratterizzata per i seguenti aspetti:
a) le leggi
hanno varie volte prorogato la durata dei vincoli preordinati all�esproprio,
in attesa di una legge di generale riordino, per rispettare le statuizioni della
sentenza n. E� noto che
la legge del 1865 ammetteva
l�occupazione e la modificazione dell�area solo dopo l�emanazione del
decreto di esproprio: nella prassi, si afferm� l�ordinanza di occupazione,
che si caratterizzava per l�ulteriore riscontro dei caratteri della
indifferibilit� e dell�urgenza. comporta serissime implicazioni di natura urbanistica e processuale:
a) sotto il profilo urbanistico, approvato il piano accade di solito che
sono celermente realizzate le opere private, mentre non sono realizzate quelle
pubbliche, pur se obbligatorie perch� soddisfano standard;
b) sotto il profilo processale:
b1) poich� la
decadenza del vincolo fa sorgere aspettative di edificazione dell�area gi�
soggetta al vincolo decaduto, vi sono pressoch� sistematiche impugnazioni dei
provvedimenti che reiterano il vincolo;
b2) sorgono le questioni riguardanti l�obbligo di indennizzo e i
rapporti col pagamento della successiva indennit� di esproprio. Come �
stato ribadito dal citato articolo 5 bis, comma 4, la normativa del 1971 trova
applicazione non solo per le aree agricole ma, pi� generalmente, per le aree
non edificabili, in quanto il legislatore non ha individuato un tertium
genus di aree, al fine di determinare l�indennit� di esproprio. 1150 del 1942,
e cio� delle norme attributive del potere di imporre vincoli di qualsiasi
natura sulla propriet� privata e, tra questi, quelli preordinati
all�esproprio. Tuttavia, poich� in
base all�articolo 23 il decreto di esproprio acquista efficacia a seguito
della sua esecuzione e della immissione in possesso, � indispensabile chiarire
cosa debba intendersi per esecuzione. distinzione tra l�occupazione preordinata all�esproprio e il
decreto di esproprio ha comportato:
- la sistematica emanazione dei decreti di occupazione d�urgenza (ogni
opera pubblica � pi� o meno urgente);
- il sistematico inizio dei lavori prima dell�adozione del decreto di
- la proliferazione del contenzioso e dei casi di patologia dell�azione
amministrativa (si
pensi a tutte le controversie sorte nel caso di tardiva esecuzione
dell�ordinanza di occupazione d�urgenza e nel caso di assenza del verbale di
consistenza), con �esplosione� dei casi di �occupazione
appropriativa�. Il comma 3 consente
all�autorit� espropriante di avvalersi di vari uffici, tra cui l�ufficio
tecnico erariale, per determinare in via provvisoria l�indennit�. Al fine di consentire ad ogni amministratore la pi� schematica
conoscenza dei principi che regolano il procedimento espropriativo, il capo I fa
riferimento alle �fasi che precedono il
decreto d�esproprio�. Infatti,
l�ordinamento gi� conosce altre ipotesi in cui vi � la durata decennale del
vincolo preordinato all�esproprio, che di per s� non richiede un indennizzo (v. 109 del 1994 (sulla programmazione dei lavori
pubblici), e dispone che il vincolo preordinato all�esproprio sorga soltanto
con l�inserimento dell�opera nel programma triennale (o negli aggiornamenti
annuali): fino all�inserimento dell�opera nel programma (che per il richiamato articolo 14 a volte
determina esso stesso la dichiarazione di pubblica utilit�), il vero e
proprio procedimento espropriativo (la c. 1150 del 1942 e delle
leggi degli anni 1971, 1974 e 1977, perch�:
- si potrebbe
tornare alla regola della durata indeterminata nel tempo dei vincoli preordinati
all�esproprio (salve le regole procedimentali e garantistiche riguardanti il
procedimento di dichiarazione di pubblica utilit�, da sottoporre pur sempre a
un termine massimo di durata);
mantenere fermo l�attuale sistema della durata a tempo determinato dei
medesimi vincoli, eventualmente aumentando la relativa durata, senza che vi sia
pi� la necessit� dell�indennizzo nel caso della loro reiterazione, in quanto
non sarebbe pi� operante il sistema normativo rispetto al quale la Corte
Costituzionale ha pronunciato la sentenza n. In
ogni caso, qualora si disponesse che al proprietario in quanto tale non spetti
l�edificazione, vi sarebbero ripercussioni anche per quanto riguarda la stessa
determinazione dell�importo da corrispondere nel caso di reiterazione del
vincolo preordinato all�esproprio, in base alla sentenza della Corte
Costituzionale n. urbanistica pu� cos� �non imporre subito� il vincolo
preordinato all�esproprio, per non incorrere nella inevitabile decadenza per
il decorso dei 5 anni. L�articolo 27
riguarda il �pagamento o deposito definitivo dell�indennit� a seguito della
perizia di stima�. Si segnala,
per�, che l�intento deflattivo � meno raggiungibile a proposito delle aree
�legittimamente edificate�: poich� attualmente l�indennit� � pari al
valore venale, non vi � alcun beneficio economico con la conclusione
dell�accordo di cessione. Considerata la progressiva stratificazione della normativa riguardante
il procedimento d�esproprio, nel corso del tempo vi sono state varie
iniziative, anche a livello parlamentare, per operarne la semplificazione. La antica ed
ancora attuale esigenza (per cui l�Amministrazione prima espropria e poi
comincia a realizzare l�opera) � stata attuata nell�articolato disponendo
che il decreto di esproprio sia emanato senza rilevanti difficolt� dopo la
dichiarazione di pubblica utilit� e che il suo effetto ablatorio si produca,
mediante una condizione sospensiva, quando l�Amministrazione si immette nel
possesso dell�area. Consiglio di Stato
testo unico sull�espropriazione pu� dunque prendere in
considerazione anche la disciplina del vincolo preordinato all�esproprio. termine rilevante � quello entro il quale va emesso il decreto
di esproprio. Il primo
procedimento (di natura tipicamente anche urbanistica) riguarda l�imposizione
del vincolo preordinato all�esproprio: in tale fase si individuano le aree
occorrenti per la realizzazione dell�opera pubblica o di pubblica utilit�. Il comma 3 mira a
consentire la piena partecipazione dell�interessato, anche al fine di
determinare correttamente l�indennit� di esproprio. 5 del 1980, vi � stato un periodo di vuoto
normativo per la disciplina dell�indennit� di espropriazione per le aree
edificabili. Il comma 2
evita alcuni degli inconvenienti che sovente si verificano nella prassi e, al
fine di venire incontro alle esigenze della programmazione, consente che il piano urbanistico preveda che il vincolo preordinato
all�esproprio possa sorgere su un�area privata solo a seguito
dell�emanazione del programma dei lavori, previsto dall�articolo 14 della
legge n. 55 del 1968, pertanto, si deve
affermare che, se il sistema non prevede l�indennizzo nel caso di imposizione
del vincolo preordinato all�esproprio, vi deve essere un termine finale entro
il quale va attuato tale vincolo (mediante la dichiarazione di pubblica utilit�). Il comma 1, alla
lettera a), consente al proprietario di venire comunque a conoscenza degli
estremi dell�atto che ha disposto il vincolo preordinato all�esproprio,
mentre la lettera b) subordina l�efficacia della dichiarazione di pubblica
utilit� all�assenso delle altre autorit� competenti ad emanare atti che
abilitano alla realizzazione dell�opera. Il comma 6 mira a
semplificare il procedimento, quando il vincolo preordinato all�esproprio mira
a realizzare un�opera (ad esempio, una scuola) e poi si ritiene che sia pi�
conveniente realizzare una diversa opera pubblica (ad esempio, uffici pubblici). 1150 del 1942 si
poneva in contrasto con la Costituzione, per la parte che consentiva
l�attivazione del procedimento di esproprio senza limiti di tempo
dall�avvenuta apposizione del vincolo preordinato all�esproprio. Poich� la
reiterazione del vincolo comporta una compressione delle facolt� del
proprietario diversa ed ulteriore rispetto a quella dalle vicende che hanno
caratterizzato il vincolo decaduto, si � prevista la regola del cumulo con
l�indennit� di esproprio. Il giudice amministrativo pu� cos� complessivamente valutare la
fondatezza della pretesa dell�Amministrazione (ad esempio, se in
assenza del decreto di esproprio � stato realizzato un marciapiede, non pu�
escludersi la restituzione dell�area, se vi � un ampliamento dell�altro
lato della strada: cfr. comma 1 (unitamente al comma 7) chiarisce che la dichiarazione di
pubblica utilit� pu� essere disposta prima che decada il vincolo preordinato
all�esproprio. Tale complessiva normativa (di rilievo amministrativo e penale) ha
dato luogo anche ad una complessiva riforma dell�indennit� di espropriazione. 865 del 1971 e successive modifiche, in quanto i coefficienti di
maggiorazione dell�indennit� per le aree comprese nei centri edificati �
non possono avere razionale giustificazione se non ritenendo che si sia voluto
attribuire all�espropriato un maggiore compenso in relazione alla destinazione
edilizia delle aree stesse�;
f) per queste
ragioni, non � conforme all�articolo 42, terzo comma, Cost. valore agricolo medio aveva reso ancora pi� marcata la
diversit� di trattamento tra i titolari di beni conformati da un piano
- i proprietari
delle aree considerate edificabili dalle discrezionali scelte del piano
regolatore potevano senz�altro costruire (continuando a beneficiare
dell�aumento di valore derivante per lo pi� dalle stesse scelte urbanistiche,
dallo sviluppo dell�abitato e dalla realizzazione delle infrastrutture a spese
della collettivit�);
delle aree espropriate ed edificabili (dopo avere gi� sub�to un vincolo
preordinato all�esproprio per la durata massima di cinque anni) ottenevano un
indennizzo calcolato senza tenere conto delle reali qualit� del bene, perch�
equiparato a quello non avente destinazione edificatoria. 2359, il decreto
d�esproprio non poteva essere emanato in ogni tempo, poich� l�articolo 13
(per la giurisprudenza tuttora espressivo di un principio generale) prevedeva la
fissazione dei termini di inizio e di conclusione del procedimento espropriativo
- l�articolo 7 della legge n. Per i casi in cui l�opera � realizzata in assenza di un valido
decreto di esproprio, e al fine di adeguare l�ordinamento italiano alla
Convenzione europea dei diritti dell�uomo, l�articolo 43 attribuisce
all�Amministrazione il potere di acquisire l�area al proprio patrimonio
indisponibile e all�espropriato il diritto di conseguire il risarcimento del
danno, salvo il sindacato in sede giurisdizionale del provvedimento di
acquisizione. Nell�attuale
diritto vivente, pertanto, coesistono principi tra di loro alquanto incoerenti,
poich� per la determinazione dell�indennit� di esproprio di aree edificabili
l�articolo 5 bis prevede criteri �riduttivi� del valore venale, calcolato
per� in base alle caratteristiche esistenti al momento dell�esproprio (e
dunque in base al plusvalore derivante dagli interventi pubblici, programmati o
realizzati): il criterio riduttivo si applica su un valore venale calcolato col
computo del plusvalore, con scarsa coerenza con il disegno originario della
legge n. nell�articolato si � preferito introdurre alcune regole
volte a definire con rapidit� la questione se spetti l�indennit� nel caso di
reiterazione del vincolo e, senza indicare il quantum
dovuto, si � enunciato il principio per cui la somma va calcolata in base
all�entit� del danno effettivamente prodotto. Infatti, la
determinazione di indennit� di esproprio in misura notevolmente inferiore al
valore venale del bene (come
peraltro � disposto attualmente, in via provvisoria, dall�articolo 5 bis
della legge n. Il comma 6,
nella parte in cui prevede la facolt� del proprietario di subordinare
l�accettazione dell�indennit� provvisoria all�accoglimento delle proprie
osservazioni, trae spunto dall�attuale articolo 25, comma 3, della legge n. Il comma 8
prevede l�obbligo di concludere l�accordo di cessione volontaria del bene
nel caso in cui vi sia condivisione dell�indennit� di espropriazione, o in
caso di rifiuto di contrarre, l�emanazione senza altre formalit� del decreto
di espropriazione. non ha dunque imposto al legislatore di disporre la durata
temporanea dei vincoli preordinati all'esproprio (continuandosi ad applicare il
menzionato primo comma dell�articolo 11), ma ha dichiarato la parziale
incostituzionalit� dell'articolo 7 nella parte in cui consentiva la previsione
di vincoli preordinati all'espropriazione di durata illimitata, in assenza della
corresponsione di un indennizzo in favore del proprietario, in considerazione
dell'indubbio deprezzamento che il bene subiva a seguito della mera imposizione
del vincolo di durata illimitata, preordinato all'esproprio. 1187 del 1968)
non ha previsto l�obbligo di corrispondere l�indennizzo ed ha sancito la
decadenza dei vincoli preordinati all�esproprio, a seguito del decorso del
quinquennio dalla approvazione dello strumento urbanistico generale, quando i
vincoli stessi �incidono su beni
determinati� e importano il
trasferimento coattivo del bene ovvero non consentono al suo proprietario
neppure di utilizzarlo. Si introduce
cos� nel sistema un istituto che consenta all�Amministrazione di acquisire,
mediante un titolo giuridico, l�opera pubblica in un primo tempo realizzata in
assenza del valido decreto d�esproprio: l�illecito aquiliano (che si ha nel
caso di occupazione senza titolo) viene meno al momento dell�emanazione
dell�atto di acquisizione. Come
meglio si evidenzier� in seguito, nel testo unico sono state doverosamente
inserite le norme (di natura anche �urbanistica�) direttamente incidenti sul
procedimento di esproprio (si pensi alla disciplina dei vincoli preordinati
all�esproprio contenuti negli atti di pianificazione, sotto il duplice profilo
della loro durata e dell�indennizzabilit� in caso di reiterazione). Tale determinazione
� particolarmente importante, perch� consente di emettere senz�altro il
decreto di esproprio. Anzi, poich�
nel sistema attuale l�Amministrazione nella prassi si immette nel possesso del
bene in base all�ordinanza di occupazione d�urgenza, poi cominciando la
realizzazione dell�opera, il decreto di esproprio spesso acquista un carattere
dovuto (ponendosi altrimenti questioni di responsabilit� del funzionario
omittente). In base al comma 2, si pu�
disporre che il vincolo preordinato all�esproprio sorga soltanto con
l�inserimento dell�opera nel programma triennale (o negli aggiornamenti
annuali): in tal caso, fino all�inserimento dell�opera nel programma, il
vero e proprio procedimento espropriativo (la c. L�articolo 29
riguarda il �pagamento dell�indennit� a seguito di procedimento giurisdizionale�
e riproduce l�articolo 56 della legge n. L�equiparazione
col decreto di esproprio comporta che il terzo che ritenga di avere un diritto
sulla indennit� possa proporre opposizione alla corte d�appello, mentre chi
� stato chiamato a concludere l�accordo pu� impugnarlo innanzi al giudice
amministrativo. 2359 del 1865 prevede la
determinazione dell�indennit� da parte di uno o tre periti nominati dal
tribunale, mentre la legge n. Quanto ai rapporti col decreto di esproprio, la legge del 1865 si
basava su una regola (conosciuta dalla maggior parte degli altri ordinamenti
europei), per la quale l�Amministrazione prima diventa proprietaria
dell�area e poi realizza l�opera. 2359 (ancora
comunemente definita �l�unica legge generale sulla materia�), ha dettato le
pi� variegate regole sulle competenze, sui procedimenti da seguire e sulla
determinazione dell�importo spettante quale indennit� di espropriazione. I commi 1 e 2
chiariscono che:
dell�impugnazione possono essere non solo le stime peritali, ma anche la
liquidazione delle spese di perizia, la nomina dei periti e le operazioni
peritali;
l�azione civile pu� inoltre chiedersi, in caso di espropriazione disposta in
mancanza di stima, la diretta determinazione giudiziale dell�indennit�;
c) l�azione
si propone con la forma dell�atto di citazione;
competenza territoriale spetta alla corte d�appello nel cui distretto si
trovano gli immobili occupati o espropriati;
l�azione � previsto un termine dilatorio, successivo alla scadenza del
termine di trenta giorni decorrenti dalla comunicazione del deposito della
relazione di stima, e un termine perentorio, pari a trenta giorni dalla notifica
del decreto di esproprio, ovvero trenta giorni dalla notifica della stima
peritale, nell�ipotesi in cui la stima sia successiva al decreto di esproprio;
f) legittimato
a opporsi alla stima � anche il promotore dell�espropriazione, nonch� ogni
terzo che ne abbia interesse, e non solo l�espropriato. tal modo, si � verificato che (in contrasto con l�originario
disegno della legge del 1865) l�Amministrazione prima occupa d�urgenza
l�area e realizza l�area, mentre solo in seguito, dopo l�alterazione dello
stato dei luoghi, emette il decreto di esproprio. 8478)
per il quale la disciplina sull�espropriazione parziale, pur se letteralmente
ancorata al criterio del giusto prezzo previsto dall�articolo 39 della legge
fondamentale, costituisce
espressione di principi generali, applicabili anche per l�esproprio di aree
agricole. La parit� di
trattamento andrebbe conseguita con meccanismi compensativi tali da evitare che:
costruiscano sulle aree rese edificabili dall�Autorit� urbanistica;
subiscano irrazionali discriminazioni, non solo perch� dopo aver subito il
vincolo preordinato all�esproprio siano poi espropriati, ma anche perch�
l�indennit� � corrisposta in misura nettamente inferiore al valore venale. 359 del 1992) non pu� che acuire la disparit� di
trattamento rispetto alla posizione di chi non solo non subisce l�esproprio
con una ridotta indennit�, ma anche beneficia di un incremento di valore, per
l�attribuzione del carattere edificatorio alla propria area. 1187 del 1968) ha discrezionalmente scelto il sistema
descritto nella lettera b) ed ha fissato la durata massima di cinque anni dei
vincoli preordinati all�esproprio. L�articolo 22 ha carattere innovativo ed ha una propria portata applicativa
per i casi in cui vada senz�altro emesso il decreto di esproprio, anche senza
attendere l�esito del procedimento volto a determinare l�indennit� di
esproprio. 283 del 1993), il valore delle aree edificabili va invece quantificato
tenendo conto del momento in cui � emanato il decreto di esproprio. 179,
a) vanno �considerati
come normali e connaturali alla propriet�, quale risulta dal sistema vigente, i
limiti non ablatori posti normalmente nei regolamenti edilizi o nella
pianificazione e programmazione urbanistica e relative norme tecniche, quali i
limiti di altezza, di cubatura o di superficie coperta, le distanze tra edifici,
le zone di rispetto in relazione a talune opere pubbliche, i diversi indici
generali di fabbricabilit� ovvero i limiti e rapporti previsti per zone
territoriali omogenee e simili�;
b) si pongono
�al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo � i vincoli che importano
una destinazione (anche di contenuto specifico) realizzabile ad iniziativa
privata o promiscua pubblico-privata�;
c) mentre per
il primo periodo di efficacia del vincolo preordinato all�esproprio non �
necessariamente dovuto un indennizzo, questo � dovuto a seguito della sua
d) per la
determinazione dell�indennizzo, la sede pi� idonea � quella della fonte
legislativa e non una sentenza additiva della Corte, considerato che nel caso di
reiterazione del vincolo preordinato all�esproprio vi � una diminuzione del
valore di scambio o di utilizzabilit� del bene e non la perdita della sua
propriet�;
e) tale
diminuzione va commisurata �o al mancato uso normale del bene, ovvero alla
riduzione di utilizzazione, ovvero alla diminuzione di prezzo di mercato
(locativo o di scambio) rispetto alla situazione giuridica antecedente alla
pianificazione che ha imposto il vincolo�;
f) il
legislatore deve �precisare le modalit� di attuazione del principio dell�indennizzabilit�
dei vincoli a contenuto espropriativo�, esercitando �scelte tra misure
risarcitorie, indennitarie, e anche, in taluni casi, tra misure alternative
riparatorie anche in forma specifica �, mediante offerta ed assegnazione di
altre aree idonee alle esigenze del soggetto che ha diritto ad un ristoro�;
g) in attesa
del �necessario intervento legislativo sulla quantificazione e sulle modalit�
di liquidazione dell�indennizzo�, gi� a seguito della stessa sentenza n. Il sistema
della gara (per il quale sarebbero coessenziali idonei mezzi di pubblicit�) non
solo consentirebbe un trattamento uniforme dei proprietari, ma potrebbe anche
consentire il ritorno al criterio del valore agricolo medio per la
determinazione dell�indennit� di espropriazione. Pertanto, come � avvenuto per il
testo unico delle disposizioni in materia di documentazione amministrativa (pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 20 febbraio 2001),
anche per la redazione del testo unico dell�esproprio sono stati redatti tre
testi (il primo contenente norme di rango legislativo: Testo B; il secondo contenente norme di rango regolamentare: Testo
il terzo che riproduce contestualmente i primi due: Testo A). �disegno� va per� completato disciplinando dettagliatamente il
caso il cui il piano urbanistico demandi al programma dei lavori il sorgere del
vincolo preordinato all�esproprio. A parte le
specifiche osservazioni che di seguito saranno esposte circa la disciplina
attualmente vigente per la determinazione dell�indennit� di espropriazione,
pu� affermarsi che tale articolo 5 bis (dichiaratamente provvisorio) ha
consentito di superare gli aspetti di incostituzionalit� individuati con la
sentenza della Corte Costituzionale n. 35 L�articolo 52,
in tema di esproprio di beni culturali, prende
atto del superamento (per
effetto della legge n. Il terzo
procedimento termina col decreto di esproprio, che di discrezionale oramai non
ha pi� alcun reale contenuto. Il capo IV del
titolo II riguarda �la fase di emanazione del decreto di esproprio� e prevede una
innovativa disciplina del procedimento di determinazione e del pagamento della
indennit� di espropriazione. 865
del 1971, in tema di indennit� aggiuntiva spettante al coltivatore diretto, si
applica anche quando il proprietario abbia la qualifica di coltivatore diretto:
in tale caso va indennizzato
l�autonomo pregiudizio derivante dalla perdita della fonte di sostentamento
data dalla coltivazione del fondo (Cass. L�articolo 12 elenca �gli atti che comportano la dichiarazione di pubblica utilit�
Il comma 1 si
ispira al sistema attuale, per il quale la dichiarazione di pubblica utilit� �
il presupposto per l�emanazione del decreto di esproprio, ed individua gli
atti con cui pu� essere dichiarata la pubblica utilit�. La richiamata
normativa e la relativa giurisprudenza perdono rilievo, in un sistema che non
conosca pi� la figura dell�occupazione preordinata all�esproprio. L�articolo 8 chiarisce una volta per tutte che il vincolo
preordinato all�esproprio � il presupposto fondamentale per l�ablazione
della propriet� immobiliare. 865 del 1971 (applicabile solo per le aree
inedificate) prevede la determinazione dell�indennit� da parte di
un�apposita commissione nominata dalla Regione. 2359 del 1865, ed ai criteri variamente
riduttivi, previsti dalle leggi speciali, la legislazione degli anni Settanta ha
sostituito il �criterio unico� (con alcuni coefficienti modificativi)
dell�indennit� commisurata sul valore agricolo medio, calcolato per metro
quadrato su base provinciale. 179 del 1999, circa le
conseguenze della legittima reiterazione del vincolo preordinato
all�esproprio. Al comma 3, si � precisato che in
ogni caso non pu� assumere rilievo, ai fini dell�edificabilit� di fatto, la
costruzione di opere abusive, in coerenza col principio, espresso
nell�articolo 38, che esclude ogni rilievo degli abusi edilizi ai fini del
computo dell�indennit�. situazione � resa pi� grave dal fatto che spesso le Amministrazioni,
non avendo i fondi necessari, impongono vincoli preordinati all�esproprio
inevitabilmente destinati a decadere per le difficolt� di redigere e di
approvare i progetti. 2359 del 1865);
interpretazione da dare alle norme e sulla effettiva sussistenza della loro
violazione (si pensi
alle divergenze riguardanti la normativa sulla occupazione d�urgenza, in
relazione alla competenza e alla decadenza degli effetti degli atti);
- sulle conseguenze della realizzazione di un�opera pubblica in assenza
di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della
pubblica utilit�. 736UL dell�11 marzo 1993) ha chiesto il parere del Consiglio
di Stato sullo schema di regolamento recante i criteri e i requisiti per
l�individuazione della edificabilit� di fatto delle aree, ai fini della
determinazione delle indennit� di espropriazione. si � esposto che:
- una delle pi�
complesse questioni (che ha anche condotto alle sentenze della Corte
Costituzionale sulla reiterazione del vincolo) attiene alla durata massima di 5
anni del vincolo preordinato all�esproprio (sancita dall�articolo 2 della
legge n. Quanto alle
esigenze di cui alla lettera a), basta richiamare:
l�articolata disciplina riguardante la dichiarazione di indifferibilit� e di
urgenza e l�ordinanza di occupazione d�urgenza, basata sulla considerazione
che l�opera pubblica o di pubblica utilit� va realizzata celermente dopo
l�approvazione del progetto e prima che sia emanato il decreto di esproprio,
sia per soddisfare le esigenze della collettivit� con l�opera, sia per
utilizzare prontamente le risorse resesi disponibili (con influssi benefici
sulla occupazione dei lavoratori);
sulla programmazione, di cui all�articolo 14 della legge n. 3 Il capo VI disciplina i
criteri di computo dell�indennit� di esproprio, procedendo, sulla scorta
delle coordinate prima esposte in tema di limiti del raggi di azione
riconosciuto al testo nella materia
in esame, ad un coordinamento, formale e sostanziale, della vigente disciplina. di pi�, i Comuni nel piano adottato (che impone le misure di
salvaguardia) prevedono il vincolo preordinato all�esproprio, senza sapere se
e quando vi sar� la successiva approvazione (consta che alcune Regioni si pronunciano sui piani adottati anche dopo
8 o 9 anni dalla trasmissione da parte del Comune): non � neppure
pensabile che un Comune programmi l�opera nel piano adottato, accantonando le
somme, quando per moltissimi anni giuridicamente l�opera non � realizzabile. 179 del 1999) attiene alla durata massima di 5
anni del vincolo preordinato all�esproprio: il vincolo decade, se non vi �
entro tale termine la dichiarazione di pubblica utilit�. 865 del
1971, in tema di indennit� aggiuntiva spettante al proprietario in caso di
esproprio di aree ad uso agricolo. Esso enuncia
il criterio costantemente seguito dalla giurisprudenza, per la quale vi � un
ritrasferimento della propriet� con effetti ex nunc, sicch� l�indennit� va determinata sulla base del
criterio gi� applicato per calcolare dell�indennit� d�esproprio, col
rilievo delle variazioni del valore dell�area, medio
tempore intervenute (Cass,
Sez. Il parametro
dei due decimi ha tenuto conto anche delle possibili difficolt� di
determinazione dell�indennit�. 92) ha chiarito che il legislatore
avrebbe potuto scegliere tra i due seguenti sistemi:
a) o attribuendo all'autorit� urbanistica il potere di apporre vincoli
preordinati all'esproprio (ovvero preclusivi dell'utilizzazione da parte dei
proprietari), aventi durata illimitata nel tempo, ma allora si sarebbe dovuto
prevedere un congruo indennizzo;
b) oppure attribuendo il potere di apporre i descritti vincoli entro
limiti temporali, ed allora si sarebbe potuto non prevedere alcun indennizzo per
la temporanea negativa incidenza sul diritto di propriet�. valore agricolo medio come criterio per la determinazione della misura
dell�indennit� di espropriazione dell�area edificabile, perch� avulso �dalle
sue caratteristiche essenziali e dalla destinazione economica� e non basato sul
suo valore. Il comma 10
prevede che, in caso di mancato accordo sull�indennit� di espropriazione, la
somma dovuta viene � del 40 per cento ed � depositata presso la Cassa depositi
e prestiti. Poich� il
testo unico non prevede pi� a regime la figura della occupazione d�urgenza
preordinata all�esproprio, l�articolo 49 � riconducibile al testo
originario degli articoli 71-73 della legge n. 425)
della irrilevanza del vincolo preordinato all�esproprio ai fini della
determinazione del valore dell�area in
sede di computo dell�indennit� (sotto il duplice profilo del depotenziamento
delle possibilit� edificatorie e della deminutio
di valore del bene). Al fine di
porre regole uniformi per le Amministrazioni e di ridurre o prevenire il
contenzioso innanzi all�Autorit� giudiziaria, si pu� ritenere che il testo
unico possa determinare un importo, ad esempio pari ad un quinto di quanto
spetterebbe nel caso di esproprio. 55 del 1968) ha in sostanza affermato che il
vincolo preordinato all�esproprio non pu� avere durata indeterminata: cos�
come vi � (e vi deve essere) un termine massimo dell�ultima fase (dichiarazione di pubblica utilit�-decreto di
esproprio: v. 29 La
Sezione IV disciplina i criteri di computo dell�indennit� in caso di
esproprio di area non edificabile e si ispira alla legge n. Qualora non si fosse seguita la regola del cumulo,
la regola della scomputabilit� dell�indennizzo da quanto dovuto a titolo di
indennit� di esproprio avrebbe vanificato la richiamata giurisprudenza
costituzionale ed avrebbe reso sostanzialmente irrilevante la reiterazione del
vincolo preordinato all�esproprio, se relativo ad un�area poi espropriata. Esso prevede
la possibilit� di determinazione urgente dell�indennit� di espropriazione,
senza particolari indagini o formalit�. �disegno� a base dell�articolo 9 va per� completato
disciplinando dettagliatamente il caso il cui il piano urbanistico demandi al
programma dei lavori il sorgere del vincolo preordinato all�esproprio: si �
previsto il termine di tre anni, entro il quale il programma dei lavori deve
adeguarsi al piano urbanistico, decorso il quale comunque comincia a decorrere
l�ulteriore termine per attivare la c. La Sezione III �
dedicata alla disciplina dell�indennit� in caso di esproprio di aree
edificabili o legittimante edificate. Si � tenuto
conto di esigenze schematiche e di chiarezza:
- il capo I
riguarda la �identificazione delle fasi
che precedono il decreto d�esproprio�;
- il capo II
riguarda �la fase della sottoposizione
del bene al vincolo preordinato all�esproprio�;
- il capo III
riguarda �la fase della dichiarazione di
pubblica utilit� e si divide in tre sezioni, rispettivamente recanti �disposizioni
sul procedimento�, �disposizioni
particolari sulla approvazione del progetto dell�opera� e �disposizioni
sull�approvazione di un progetto di un�opera non conforme alle previsioni
urbanistiche�;
- il capo IV riguarda �la fase di
emanazione del decreto di esproprio� e si divide in due sezioni,
rispettivamente riguardanti il �modo di
determinare l�indennit� di espropriazione� e il �decreto di esproprio�;
- il capo V
riguarda il �pagamento dell�indennit�
di esproprio� e si divide in due sezioni, riguardanti le �disposizioni generali� e il �pagamento
dell�indennit� a incapaci, a enti e associazioni�;
- il capo VI
riguarda l��entit� dell�indennit�
di espropriazione� e si divide in quattro sezioni, rispettivamente
riguardanti le �disposizioni generali�,
le �opere private di pubblica utilit�,
la �determinazione dell�indennit� nel
caso di esproprio di un�area edificabile o edificata�, e la �determinazione dell�indennit� nel caso di esproprio di un�area non
edificabile�;
VII riguarda le �conseguenze della utilizzazione di un bene per scopi di interesse pubblico, in assenza del valido provvedimento ablatorio�;
- il capo VIII
riguarda l��indennit� dovuta al
titolare del bene non espropriato�;
- il capo IX
riguarda �La cessione volontaria�;
- il capo X
riguarda �la retrocessione�
17. Inoltre, tale
determinazione � coordinata con la possibilit� di addivenire alla cessione
volontaria del bene, ovvero di chiedere la nomina dei tecnici per la
determinazione definitiva dell�indennit�. 55 del 1968) ha in sostanza affermato che il
vincolo preordinato all�esproprio non pu� avere durata indeterminata, vi deve
essere una durata massima della fase di
attuazione del vincolo con la dichiarazione di pubblica utilit�. Il comma 1
fissa la regola per cui l�esecuzione del decreto di esproprio si ha con la sua
immissione in possesso, che comporta anche l�effetto ablatorio. innovativo criterio:
- era coerente
con le normativa (tuttora in vigore) per la quale si pu� costruire, in base
alla concessione edilizia, solo se ci� � consentito dallo strumento
- aveva unificato il criterio di liquidazione dell�indennit� di
espropriazione, facendo venire meno le discriminazioni inerenti alle varie
normative preesistenti, ispirate ai criteri pi� eterogenei;
- riduceva l�entit� della spesa necessaria per la realizzazione degli
interventi. In particolare,
il comma 2 ha enunciato un principio affermatosi in giurisprudenza per il
computo dell�indennit� (Cass. Peraltro, in considerazione della spiccata valenza politica di una
normativa generale sulla durata decennale del vincolo preordinato
all�esproprio, � sembrato inopportuno elevare nell�articolato il termine a
dieci anni (pur se si segnala al Governo la costituzionalit� di un disegno di
legge in tal senso). 865 del 1971 e chiarisce che,
se l�indennit� � stata determinata con la perizia di stima, il soggetto
promotore deve pagare la somma entro il termine stabilito dal decreto che ordina
il pagamento, a meno che non proponga opposizione alla stima (secondo
quanto chiarito da Corte cost. Il
comma 2 mira a deflazionare il contenzioso riguardante la determinazione
dell�indennit� e a incentivare la cessione volontaria. L�articolo 42 disciplina le indennit� aggiuntive riproduce l�articolo 17,
secondo comma e seguenti, della
legge n. L�articolo 21 riguarda �il procedimento
di determinazione definitiva dell�indennit� di espropriazione�. 2359 del 1865 e delle successive leggi
che hanno inciso nella materia espropriativa (sancendo la necessit� del
raccordo con le previsioni urbanistiche), si pu� affermare che, attualmente, il
provvedimento di esproprio costituisce l�atto terminale di un terzo
procedimento, collegato ad altri due precedenti procedimenti: la scansione delle
varie fasi � stata specificamente indicata nell�articolato, anche per rendere
agevole agli operatori la comprensione dei principi dell�istituto e, dunque,
per avere una migliore qualit� dell�azione amministrativa. Se per� il termine di 5 anni �
scaduto (o � prorogato per tempo), tenuto conto della giurisprudenza
costituzionale va mantenuta ferma la regola della erogazione di un indennizzo,
pari ad una percentuale dell�importo che sarebbe dovuto a titolo di indennit�
di esproprio. tali casi, per di pi�, mentre in passato si ammetteva l�emanazione
di decreti di esproprio in sanatoria (tanto che si era giunti ad ammettere la c. operazioni preliminari, necessarie quando si intende redigere
il progetto, quando non vi � ancora il vincolo preordinato all�esproprio. preferibile un testo unico (in una �materia� gestita da migliaia
di Amministrazioni e di funzionari) che spieghi �punto per punto� quali
siano gli atti necessari per l�esproprio. distinzione tra l�occupazione preordinata all�esproprio e il
decreto di esproprio ha comportato la sistematica emanazione dei decreti di
occupazione d�urgenza, il sistematico inizio dei lavori prima dell�adozione
del decreto di esproprio, la proliferazione del contenzioso e dei casi di
patologia dell�azione amministrativa (si
consistenza), con �esplosione� dei casi di �occupazione senza
titolo�. Quando decade
il �frettoloso� vincolo preordinato all�esproprio, si manifesta un
dispendio di energia sotto vari aspetti:
- si pongono le
questioni sulla indennizzabilit�;
- occorre un
ulteriore procedimento di riapposizione del vincolo;
- come l�esperienza insegna, vi � il concreto rischio di abusi del
privato, tendenzialmente destinati a diventare irreversibili;
- per l�area soggetta al vincolo decaduto, se esterna al centro
abitato, in assenza di una espressa normativa la giurisprudenza ha ritenuto che
si applica l�ultimo comma dell�articolo 4, ultimo comma, della legge n. Il comma 1 dispone che al
proprietario, nei casi di reieterazione del vincolo o di �espropriazione di
valore�, vada erogata una indennit�, commisurata all�entit� del danno effettivamente prodotto. 865 del 1971;
l�eliminazione delle attuali competenze prefettizie e del tribunale, con la
concentrazione del procedimento in capo all�ufficio per le espropriazioni,
interno a ciascun ente titolare del potere espropriativo;
normativa generale sulla indennit� provvisoria;
soppressione della figura dell�accordo amichevole, che, sebbene
ontologicamente diverso dalla cessione volontaria (perch�
sostituisce solo il subprocedimento di determinazione dell�indennit�, a
differenza della cessione volontaria, che sostituisce l�intero procedimento
espropriativo), � un inutile duplicato, di scarsa utilit� pratica;
l�unificazione della normativa sul giudizio di opposizione alla stima e
ricondurlo alla unica regola della competenza della corte d�appello. Infatti, non
� stata pi� seguita la tesi per cui, nel caso di specie, l�indennit�
andrebbe calcolata per l�area di sedime col criterio previsto dall�articolo
5 bis e per il soprasuolo col criterio del valore di scambio. Se nel sistema
della legge del 1865 si esercitavano sotto distinti aspetti i poteri
discrezionali di scelta nelle fasi che si concludevano con la dichiarazione di
pubblica utilit� e con il decreto di esproprio, il decreto di esproprio ha
perso gran parte del suo rilievo �valutativo�, da quando si sono affermati
il principio della programmazione nel piano urbanistico e la regola per cui
l�approvazione del progetto definitivo comporta la dichiarazione di pubblica
utilit� dell�opera. , l�articolo 5 bis ha disposto al terzo comma che, �per
la valutazione della edificabilit� delle aree, si devono considerare le
possibilit� legali ed effettive di edificazione esistenti al momento
dell�apposizione del vincolo preordinato all�esproprio�. al punto b), l�articolo 9 dello schema dispone che il piano
urbanistico, se su un�area privata va realizzata un�opera pubblica, possa
anche prevedere che solo a seguito di un ulteriore atto sorge il vero e proprio
vincolo preordinato all�esproprio. La mancata
riproduzione dell�articolo 76 di tale legge dipende dalla disciplina generale
dell�articolo 23 sul decreto di esproprio. Il comma 2
evita che la mancata previsione dell�indennizzo renda illegittimo il
provvedimento che reiteri il vincolo preordinato all�esproprio, di cui dunque
disciplina le conseguenze. A
parte le possibili modifiche riguardanti il procedimento di adozione e di
approvazione degli strumenti urbanistici e delle loro varianti (ovvero di atti
aventi effetti equivalenti), sul piano sostanziale potrebbero essere previsti
meccanismi compensativi, volti a ridurre, per quanto possibile, l�obiettiva
diversit� di trattamento tra il proprietario che pu� edificare e quello che
subisce l�esproprio, ad esempio perch� vanno soddisfatti gli standard. Infatti, vi �
pur sempre una precedente determinazione dell�indennit�, o nella sede
arbitrale o da parte della commissione competente a quantificare il valore
agricolo medio. 6223), tra i
quali va segnalato quello indicato nel testo, che appare pi� coerente perch�
segue un criterio di proporzionalit� rispetto a quanto sarebbe dovuto nel caso
di esproprio. le leggi successive a quella del 1865:
introdotto la figura della occupazione preordinata all�esproprio,
attribuendola alla competenza di una autorit� diversa da quella competente ad
emettere il decreto di esproprio;
- hanno poi subordinato l�occupazione d�urgenza ad un ulteriore atto,
di dichiarazione della indifferibilit� ed urgenza. Con essa, la
Corte ha chiaramente rimarcato come fosse irrazionale il sistema di cui alle
leggi del 1971, 1974 e 1977, che davano decisivo rilievo al criterio astratto
del valore agricolo medio anche quando si dovesse calcolare l�indennit� di
espropriazione delle aree edificabili (in cui il proprietario pu� costruire, ove consentito dallo strumento
urbanistico), cio� di quelle per le quali vi sono le �possibilit�
legali ed effettive di edificazione�, se si adopera l�espressione del
richiamato articolo 5 bis. In un�ottica
acceleratoria, esso consente che il vincolo preordinato all�esproprio sia
disposto con un atto di effetti equivalenti al piano urbanistico. Per porre
regole certe e deflazionare notevolmente il contenzioso, si prevede un margine
(pari ai due decimi) di differenza �giustificabile� tra l�indennit�
provvisoria e quella definitiva, al
fine di discriminare il rifiuto giustificato da quello ingiustificato da parte
dell�espropriato. In relazione ai
profili sostanziali della materia espropriativa, e in particolare per i criteri
di computo dell�indennit�, invece, vi � stata la ricognizione e la
razionalizzazione dell�assetto positivo, pur se esso presenta alcuni limiti,
non di rado segnalati anche dalla giurisprudenza. I commi 2 e 3
prevedono, invece, il criterio del valore agricolo medio per l�esproprio di
un�area non effettivamente coltivata e per il computo dell�indennit�
provvisoria. 333 del
1992 in tema di esproprio di aree edificabili
(chiarendo che il
secondo parametro di riferimento � dato dal reddito dominicale rivalutato
dell�ultimo decennio: Cass. In considerazione della �caratterizzazione mista� del testo unico da
redigere sull�esproprio, nei tre testi dell�articolato � stata evidenziata
di volta in volta (con l�uso rispettivamente della lettera L o R) la natura
legislativa o regolamentare dei singoli commi ed articoli. 55 del 1968;
b) non sono
state espressamente disciplinate le conseguenze della decadenza dei vincoli
preordinati all�esproprio e della loro reiterazione;
c) con la legge
n. 5 del 1980 ha dichiarato l�incostituzionalit� di tutte le
norme che, per le aree edificabili, avevano previsto il pagamento
dell�indennit� di espropriazione
in base al c. Ferma
restando la normativa sulla emanazione degli strumenti urbanistici,
l�articolato prevede una limitata (ma notevole) riforma sui vincoli
preordinati all�esproprio:
a) si chiarisce una volta per tutte che il vincolo preordinato
all�esproprio � il presupposto fondamentale per l�ablazione della propriet�
b) si consente all�Autorit� urbanistica di �non imporre subito� il
vincolo preordinato all�esproprio, per non incorrere nella inevitabile
decadenza per il decorso dei 5 anni (se
l�Amministrazione non ha le disponibilit� economiche o intende procurarsele
dopo l�approvazione del piano urbanistico, � inutile fare subito decorrere i
5 anni). al punto a), si osserva che un testo unico (in una �materia�
tanto complessa, gestita da migliaia di Amministrazioni e di funzionari), deve
avere anche un intento �didascalico� e spiegare �punto per punto� quali
siano gli atti necessari per l�esproprio. Ferme restando tutte le altre norme
statali e regionali sull�urbanistica, l�articolato ha esplicitato il
principio per il quale � indefettibile il vincolo preordinato all�esproprio,
che si pu� apporre col piano urbanistico (o con un atto equivalente). Esso
prevede la facolt� dell�autorit� espropriante, compatibilmente con le
esigenze di celerit� del procedimento, di invitare il proprietario ed
eventualmente il beneficiario dell�espropriazione, ad indicare il valore
dell�area, al fine della determinazione dell�indennit� di esproprio. Per
quanto riguarda il vincolo preordinato all�esproprio (avente durata massima di cinque anni in base
all�articolo 2 della legge n. 1150 del 1942, poich�:
proprietari (quelli
regolatore) potevano senz�altro costruire, beneficiando dell�aumento
di valore derivante per lo pi� dalle stesse scelte urbanistiche, dallo sviluppo
dell�abitato e dalla realizzazione delle infrastrutture a spese della
proprietari (quelli che
avevano subito il vincolo preordinato all�esproprio) non solo non
potevano costruire ed avrebbero in prospettiva perso il loro bene, ma
addirittura nessun indennizzo percepivano malgrado vi fosse stato un obiettivo
decremento di valore del bene, proprio a causa dell�imposizione del vincolo
preordinato all�esproprio, avente durata indeterminata. Poich� per la retrocessione
parziale occorre la verifica amministrativa sulla perdurante utilit� del bene,
in relazione alle finalit� perseguite con la procedura di esproprio, � stato
previsto un procedimento semplificato. 5 del 1980 ha ritenuto che:
- pur non
dovendo corrispondere al valore venale dell�area edificabile, l�indennit�
di esproprio deve avere come base di riferimento (salvi gli eventuali parametri
riduttivi) il valore effettivo dell�area e non un valore �astratto� e
calcolato in base al valore agricolo medio;
- derivano
incongruit� e disparit� di trattamento dal calcolo dell�indennit� di
esproprio per un�area edificabile in base al criterio agricolo. 5 del 1980);
- ha affermato
il principio della spettanza di un indennizzo nel caso di reiterazione di un
vincolo preordinato all�esproprio (sent. I meccanismi
compensativi dovrebbero in ogni caso per� prevedere idonei strumenti per
consentire al proprietario espropriando di partecipare agli utili derivanti
dalla edificazione dei suoli circostanti e dovrebbero fare determinare
l�indennit� di esproprio anche sulla base dei medesimi utili, consentendo che
il costo dell�esproprio ricada non sull�Amministrazione, ma su coloro che
conservano la propriet� e possono edificare proprio perch� anche a loro
beneficio � disposto l�esproprio in danno di altri. Sotto il
profilo sostanziale, la Corte Costituzionale:
- non ha
considerato preclusa la legge che
vieti l�edificazione al proprietario in quanto tale, senza prevedere un
che, se il sistema consente al piano urbanistico di attribuire ad alcuni
proprietari la facolt� di edificare, per il principio di uguaglianza va
indennizzato il proprietario che non pu� costruire a tempo indeterminato e
subisce una diminuzione di valore del suo bene, a causa del vincolo preordinato
all�esproprio. Il comma 7 si
riferisce alla normativa, di rilievo anche urbanistico, che consente
l�esproprio delle aree in attuazione di p. 865 del 1971, in materia di composizione e compiti della
commissione provinciale incaricata di stabilire annualmente il valore agricolo
medio, ai fini del computo dell�indennit� per le aree non edificabili. comma 13 attua il raccordo con l�articolo 41, poich�, qualora il
proprietario non voglia addivenire alla procedura arbitrale, l�indennit� �
determinata dalla commissione competente a quantificare il valore agricolo
medio. 865 del 1971, per il quale l�indennit� va
aumentata delle somme pagate dall�espropriato per qualsiasi imposta relativa
all�ultimo trasferimento dell�immobile. Il comma 5 esplicita
la regola, enunciata anche dalla Corte Costituzionale, per cui il vincolo
preordinato all�esproprio pu� essere reiterato in base ad atti adeguatamente
motivati. Con i commi da
2 a 4, si unifica e si innova il procedimento di determinazione dell�indennit�,
che attualmente � cos� articolato: la legge n. I commi 1 e 2
attribuiscono all�autorit� espropriante la competenza ad ordinare il
pagamento o il deposito dell�indennit�. Gi�
nell�attuale sistema, il provvedimento di esproprio costituisce l�atto
terminale di un terzo procedimento, collegato ad altri due precedenti
procedimenti, che terminano rispettivamente con:
a) l�imposizione del vincolo preordinato all�esproprio (che concerne
l�individuazione delle aree occorrenti);
b) la dichiarazione di pubblica utilit� (che concerne il quid da
realizzare sull�area, gi� individuata in sede di imposizione del vincolo). La stessa
normativa sull�indennit� di espropriazione ha attualmente un rilievo
dichiaratamente provvisorio: l�articolo 5 bis del decreto legge 11 luglio
1992, n. Pertanto,
sorgendo il vincolo preordinato all�esproprio solo quando l�opera �
inserita nel programma dei lavori, diventa consequenziale disporre la decadenza
del vincolo nel caso di mancata attuazione del medesimo programma. Infatti,
l�indennit� di esproprio (a parte i relativi parametri riduttivi) si calcola
in base ad un parametro che tiene conto delle caratteristiche essenziali delle
aree, anche se essa � edificabile. Con
i commi 3 e 4, viene generalizzato l�istituto dell�indennit� provvisoria,
di cui all�articolo 11 della legge n. 4 termini
(di inizio e compimento delle opere e delle operazioni espropriative), di cui,
per la pi� recente giurisprudenza, ha rilievo effettivo solo quello di
ultimazione del procedimento, per l�emanazione del decreto di esproprio. ), che si concludono con
l�ordinanza di occupazione preordinata all�esproprio (attribuita alla
competenza di una autorit� diversa da quella competente ad emettere il decreto
di esproprio). 5
del 1980 ha evidenziato che, fino a quando l�ordinamento consente al
proprietario di chiedere la concessione edilizia per costruire sulla sua
propriet�, � irrazionale un sistema di determinazione della indennit� di
esproprio che prescinda dal carattere edificatorio dell�area. 333 del 1992, che ha tenuto conto delle
esigenze della finanza pubblica e non si � riferito all�esproprio disposto
per realizzare le opere private. Circa la
portata del riportato comma 3 dell�articolo 5 bis, si deve inoltre segnalare
- nell�ottica
della irrilevanza del plusvalore di cui beneficia la propriet� privata in base
agli interventi pubblici ed alle spese sopportate dalla collettivit�, il
medesimo comma 3 si � riferito �al
momento dell�apposizione del vincolo preordinato all�esproprio�;
giurisprudenza della Corte di Cassazione (condivisa dalla Corte Costituzionale con la sentenza
n. valutazione:contenuti: indennit� di esproprio
indennita, espropriazione, espropri, indennit�, accordo, espropriati, contatti, espropriato, esproprio, procedimento
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E 1 Principi generali E 2 Regole generali sulla competenza E 3 Le fasi del procedimento espropriativo E 4 Vincolo preordinato all�esproprio E 5 Dichiarazione di pubblica utilit� E 6 Approvazione del progetto definitivo dell�opera E 7 Determinazione dell�indennit� di espropriazione E 8 Occupazione d�urgenza preordinata all�espropriazione E 9 Decreto di esproprio E 10 Indennit� in generale E 11 Espropriazione parziale di un bene unitario E 12 Regime fiscale dell�indennit� E 13 Indennit� di esproprio per la realizzazione di opere private E 14 Indennit� per esproprio di un�area edificabile E 15 Indennit� per un�area legittimamente edificata E 16 Reiterazione del vincolo preordinato all�esproprio E 17 Indennit� per l�esproprio di un�area non edificabile E 18 Indennit� per l�imposizione di servit� E 19 Cessione volontaria E 20 Corrispettivo per la retrocessione. specialistici post-universitari in tema di urbanistica ed espropriazione per P. DALLA CEDU: l�indennit� deve essere collegata al valore di mercato del bene anche quando la legge italiana dispone diversamente. In questa sezione del sito trovate ipotesi tipiche in cui pu� trovarsi l�espropriato accompagnate da consigli e suggerimenti; trovate qui la scheda dedicata alla CEDU che �moltiplica� l�indennit�. D CONTROLLA LA TUA INDENNITA� Cosa trovate in questa sezione D Questa sezione del sito � dedicata al calcolo dell�indennit�. Comitato Scientifico: Comitato Scientifico � composto da docenti universitari, cultori della materia, autori di volumi in tema di espropriazione. Qui potete controllare voi stessi come viene determinata la vostra indennit� secondo la legge italiana. Associazione Nazionale Tutela Espropriati
DPR: se si reitera il vincolo espropriativo � dovuta al proprietario un� indennit� per il danno subito. Consigli per decidere C 1 Assumere informazioni C 2 Verificare l'indennit� ed il procedimento Consigli per operare C 3 Se l'espropriato � soddisfatto di ci� che gli � offerto C 4 Se l'espropriato vuole opporsi all'indennit� C 5 Se l'espropriato vuole opporsi al procedimento C 6 Come la CEDU moltiplica l'indennit� C 7 Se l'espropriato ha altre esigenze. valutazione:contenuti: contatti, espropriato, indennit�, accordo, espropri, esproprio, espropriazione, espropriati, indennita, procedimento