Source: http://www.diritto-penale.it/art-2112-cc-il-trasferimento-di-azienda-e-i-diritti-dei-lavoratori.htm
Timestamp: 2019-09-21 03:16:22+00:00
Document Index: 121521326

Matched Legal Cases: ['art. 2112', 'art. 2112', 'art. 2560', 'art. 2112', 'art. 2112', 'art. 2112', 'art. 32', 'art. 2112', 'art. 2112', 'art. 2560', 'in fine']

Art 2112 cc il trasferimento di azienda e i diritti dei lavoratori
Il trasferimento di azienda e le tutele dei lavoratori secondo le norme dell'art. 2112 c.c. tra cessioni di fatto non formalizzate e cessioni formalizzate ma simulate
la cessione d'azienda genuina e in frode ai lavoratori nella giurisprudenza
In caso di trasferimento di azienda (di fatto o per effetto di atti giuridici), il lavoratore ha diritto a conservare il rapporto in essere al momento del trasferimento con l'impresa cessionaria.
Questa essendo la regola generale, i problemi che normalmente sono posti da vicende circolatorie dell'impresa sono quelli relativi alla verifica della genuinità dell'operazione e quelli, in certo qual modo opposti, dell'accertamento in fatto dell'esistenza di una vicenda circolatoria effettuata al di fuori di ogni schema formale di carattere negoziale.
Nel primo caso si ha un atto (variamente qualificato) di trasferimento dell'azienda a fornte del quale si ha un trasferimento dei lavoratori precedentemente impiegati nel ramo trasferito.
Ha chiarito la giurisprudenza al riguardo, tuttavia, che tale atto formale potrebbe considerarsi nullo in quanto simulatamente volto a far apparire un trasferimento in realtà mai avvenuto. Nella sostanza, si tratta di operazioni che hanno il solo fine di trafserire la forza lavoro in eccesso ad una nuova impresa facendo figurare il trasferimento di un inesistente ramo d'azienda. Il lavoratore potrà, in queste ipotesi, agire in giudizio allegando e provando l'inesistenza, nei fatti, di un effettivo trasferimento d'azienda e chiedendo, per l'effetto, l'accertamento della persistenza del rapporto di lavoro con l'impresa cedente.
Nel secondo caso, invece, si verifica, nella prassi, un'apparente chiusura dell'attività aziendale con cessazione dei rapporti lavorativi in essere e la riapertura della medesima attività con un nuovo soggetto giuridico.
La giurisprudenza ha chiarito che la vicenda circolatoria che legittima l'esercizio dei diritti di cui all'art. 2112 c.c. prescinde dalle modalità giuridiche con le quali si realizza. Ha dunque riconosciuto il diritto dei lavoratori precedentemente impiegati ad essere riassunti dall'azienda subentrante tutte le volte in cui si verifichi, a livello giudiziale, la continuità dell'attività aziendale.
Per i crediti preesistenti del lavoratore, l'impresa cessionaria sarà in ogni caso obbligata in solido secondo le norme generali di cui all'art. 2560 c.c.
Tribunale Varese sez. lav. 02 luglio 2013
In tema di rapporto di lavoro subordinato, la fattispecie di cui all'art. 2112 c.c. ricorre in tutte le ipotesi in cui - ferma restando llorganizzazione del complesso dei beni destinati all'esercizio dell'impresa - si abbia la sostituzione della persona del titolare, quale che sia il mezzo tecnico giuridico attraverso cui tale sostituzione attua.
Tribunale Milano sez. lav. 09 dicembre 2010 n. 5128
In tema di trasferimento d'azienda, ai fini dell'applicazione dell'art. 2112 c.c. (nuovo testo), è necessario che il trasferimento abbia ad oggetto un'entità economica organizzata che sia dotata di una propria identità ed autonomia: in particolare, il trasferimento deve avere ad oggetto se non la preesistenza di un'attività economica organizzata, quantomeno l'esistenza di una struttura stabile e autonoma con capacità di profitto.
Tribunale Milano sez. lav. 21 luglio 2010 n. 3293
Il "ramo di azienda" ai sensi dell'art. 2112 c.c., nonostante le modifiche introdotte dall'art. 32 del d.lg. 10 settembre 2003 n. 276, non può essere disegnato e modificato solo al momento del trasferimento e in esclusiva funzione di esso, ma deve viceversa consistere in un'entità economica organizzata in maniera stabile la quale, in occasione del trasferimento, conservi la propria struttura, il che presuppone una preesistente realtà produttiva autonoma e funzionalmente esistente; in difetto di tale requisito, il trasferimento alla cessionaria del rapporto di lavoro del lavoratore dissenziente è inefficace, con conseguente diritto di questi alla riammissione in servizio presso la cedente (nella fattispecie, il Giudice ha escluso la riconducibilità alla fattispecie di cui all'art. 2112 c.c. della cessione di una testata editoriale le cui pubblicazioni erano terminate due anni prima dell'asserito trasferimento per riprendere solo alcuni mesi dopo di esso con un progetto diverso e con parte soltanto del personale precedentemente addetto).
Tribunale Cassino sez. lav. 15 gennaio 2010 n. 22
L'art. 2112 c.c. - che disciplina il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda - è applicabile, relativamente alla cessione di rapporti di lavoro, solo a quelli in corso al momento della stessa cessione. E infatti detta norma non riguarda quelli che sono i rapporti cessati o comunque esauriti prima del trasferimento anche se risulta in ogni caso applicabile l'art. 2560 c.c. che, da un punto di vista generale, sancisce la responsabilità dell'acquirente rispetto ai debiti dell'azienda ceduta e, quindi, anche quelli che la stessa ha nei confronti dei lavoratori.
Tribunale Trieste sez. lav. 22 giugno 2009 n. 184
In caso di trasferimento d'azienda il lavoratore conserva tutti i diritti derivanti dal rapporto di lavoro instaurato con il cedente. Pertanto, i trattamenti economici e normativi previsti per il personale in servizio alla data di entrata in vigore del contratto devono essere mantenuti dall'azienda subentrante.
Tribunale Brindisi sez. lav. 27 marzo 2009
La responsabilità solidale del cessionario per i crediti vantati dal lavoratore al momento del trasferimento d'azienda presuppone la vigenza del rapporto di lavoro e non è, quindi, riferibile ai crediti maturati nel corso di rapporti cessati anteriormente al trasferimento medesimo.
2. All'articolo 2112 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore opera un regime di solidarietà di cui all' articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 .»(1).