Source: http://www.repubblica.org/governo/veneto/fondamenta.htm
Timestamp: 2020-07-14 02:31:27+00:00
Document Index: 34433150

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.5', 'art. 1', 'art.10', 'art.11', 'art.6']

Fatti Giuridici e pratica della sovranità del popolo veneto
Fondamenti Giuridici e pratica della sovranità del popolo veneto, e non solo.
(di Loris Palmerini)
Con la legge n.340 del 1971 la Repubblica Italiana ha istituito la Regione Veneto, così come doveva essere fatto fin dall'inizio della Repubblica anche per le altre regioni, in quanto disposto dalla Costituzione Italiana.
All'articolo 2 dello Statuto della regione (la suddetta l.n.340 del '71), si legge "L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme corrispondenti alle caratteristiche della sua storia.".
Ecco allora che, con la legge di istituzione della regione Veneto, la Repubblica ha riconosciuto nello stesso istante anche l'esistenza del "popolo veneto", cosa che per altro e' successa anche ad alcuni altri popoli italiani nelle rispettive carte regionali.
In generale, la tutela in Italia delle etnie e dei popoli e' certamente in ritardo ancora oggi rispetto all'europa comunitaria (si vedano il Belgio e la Spagna per es.) e le etnie del centro Italia sono meno tutelate rispetto alle altre di confine.
Se pur tutti italiani, chi si sognerebbe di dire oggi che i sardi o i valdostani non hanno delle caratteristiche particolari rispetto a quelle dei pugliesi o dei giuliani?
Torniamo al popolo veneto, chi è, e da chi è composto il popolo veneto?
Certamente non sono "popolo veneto" tutti i cittadini che abitano nella regione veneto, perché' nel veneto risiedono da sempre i cimbri, i ladini, e vi è una minoranza italiana di circa il 15% della popolazione regionale. All'incirca, se consideriamo veneti i figli di veneti e quelli che abitano nella regione da almeno 20 anni, la percentuale dei veneti che sono nella regione veneto è di almeno il 90%. Tuttavia gruppi di popolo veneto sono presenti anche in quasi tutte le regioni confinanti con quella del veneto, in Lombardia (Brescia), Friuli (Pordenone e Trieste), Emilia (Mantova), ecc ove si parlano varianti della lingua veneta.
Allora, il buon governante che volesse tutelare i veneti, per esempio facendo riconoscere la lingua veneta e istituendo il bilinguismo, come dovrebbe regolarsi? Insomma chi sono i veneti, quale è la lista dei cittadini veneti o degli italiani appartenenti al popolo veneto?
Questo popolo non ancora censito, per affermazione dello Statuto regionale veneto, ha il diritto di "autogoverno" (ora vedremo che cosa significa) e questo e' paradossale perché' da almeno venti anni i veneti chiedono l'autonomia, o il federalismo, oppure la regione speciale autonoma.
L'autogoverno non è una invenzione dello scrivente ma è una dettagliata serie di diritti che sono garantiti ai popoli, senza condizioni, senza possibilità di rifiuto da parte degli stati che, al contrario, devono stimolare e favorire questi diritti, e che se invece vengono rifiutati costituiscono i preliminari del crimine di genocidio.
In verità', il diritto di "autogoverno" che i veneti hanno dal 1971 è stato riconosciuto a tutti i popoli italiani con la legge n.881 del 1977, la legge con la quale la Repubblica Italiana ha ratificato e si e' impegnata a rispettare le leggi internazionali sui diritti civili, politici, sociali ed economici vigenti in oltre 140 paesi del mondo, ed anche nella comunità' europea.
Per esempio, l'art.1 del "Patto internazionale sui diritti civili e politici" dice:
"ART. 1. 1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In
perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale."
Prendiamo in esame questo punto 1 dell'art.1 del Patto suddetto, ratificato con la legge n.881 del 1977.
Per sfatare un mito, l'autodeterminazione si realizza quando un popolo afferma la sua esistenza e chiede a tutti gli altri popoli ed agli individui di rispettare i diritti derivanti da questo fatto. Se il popolo lo mette per iscritto vi e' un documento che lo dimostra, altrimenti sono solo parole, oppure ci vuole un referendum di tutti i cittadini appartenenti a quel popolo e solo a quel popolo (altrimenti non e' il referendum di quel popolo).
Poiché' nella interpretazione di una legge "non si può' ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore" (v. R.D. 20/09/1934, n.2011 e var.), dall'articolo in esame e' chiaro che, una volta fatta la autodeterminazione un popolo può' fare le seguenti cose:
decidere liberamente del proprio statuto politico.
perseguire liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale.
Non mi sembra necessario spiegare che "liberamente" significa "privo di condizionamenti e costrizioni" ma invece mi sembra utile affermare che nessun popolo ha il diritto di massacrare un altro popolo o di farlo schiavo o servo, prece' questo e' vietato dall'Onu e di tanto in tanto dagli Stati Uniti d'America.
Poiché' tutti i popoli possono stabilire liberamente il loro "statuto politico", questo significa che possono riappropriarsi di tutto quello che e' istituzionalmente nel loro territorio? Significa che possono farsi le loro leggi, stabilire la loro lingua ufficiale, costituire la propria moneta, la propria polizia ecc.?
La risposta ce la da' lo stesso "Patto internazionale sui diritti civili e politici" ma al punto 2 dell'art.1 che dice:
"2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente
sussistenza."
E' chiaro che i popoli sono liberi ma non di fare il comunismo ne' l'autarchia, ed io che sono di tradizione veneta non ho di questi desideri per cui mi sta bene e passo oltre.
Se nella legge italiana e' affermato il principio di libertà' di ciascun popolo, anche la Costituzione Italiana dice che "la sovranità' appartiene al popolo", ed e' chiaro che il legislatore aveva a cuore sia il destino delle comunità' regionali, sia l'unita' della Repubblica Italiana che e' una sola come dice l'art.5 della Costituzione.
Ora il problema e' che tutti i popoli sono libero ma quelli italiani devono far parte della Repubblica Italiana. Che cosa resta ai popoli? Moltissimo.
Un popolo Italiano che si autodetermini può':
disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudicare gli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale,
fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale
di queste ricchezze in nessun caso un popolo può essere privato se sono i propri mezzi di
ciascun popolo decide liberamente le proprie istituzioni, la propria lingua, il proprio statuto politico, la propria rappresentanza nel parlamento europeo, che non e' il parlamento dei rappresentanti degli stati ma e' il parlamento dei rappresentanti dei popoli europei (trattato di Maastricht).
Come diceva quell'amico meridionale divenuto veneto da tanto che abita in veneto, "i veneti hanno l'oro nelle mani".
A ben guardare, se in effetti i veneti hanno da molto tempo chiesto l'autonomia e il federalismo e l'autonomia speciale o almeno l'autonomia fiscale, purtroppo essi hanno per molto tempo dimenticato di chiedere quello che era già riconosciuto dalla legge italiana, l'autogoverno, e soprattutto hanno dimenticato di chiederlo dopo aver affermato la loro esistenza con l'autodeterminazione che li autorizza pienamente all'autogoverno oltre i limiti territoriali della regione.
Non c'e' dunque nessun bisogno di aspettare che il Parlamento Italiano decida che cosa i veneti possono o non possono fare nel loro territorio, i veneti possono già' decidere liberamente anche il loro statuto politico, e sarebbe lesiva di tale libertà' una norma che dicesse come debbono gestire le loro cose.
A dare ragione di questo diritto di autogoverno dei popoli e di obbligo di non interferenza dello Stato, ci sono tutta una serie di obblighi e di vincoli che lo stato deve rispettare.
Dal "Patto sui diritti civili e politici" ratificato dallo Stato Italiano con la L.n.881 del 1977, si legge che
"Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono
responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di territori in
amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l'attuazione del diritto di
autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle
disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite." punto 3 art. 1
Lo Stato Italiano si e' impegnato "a rispettare ed a garantire a tutti gli individui che si trovino sul suo territorio e siano sottoposti alla sua giurisdizione i diritti riconosciuti nel presente Patto, senza distinzione alcuna, sia essa fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione, l'opinione politica o qualsiasi altra opinione, l'origine. nazionale o sociale, la condizione economica, la nascita o qualsiasi altra condizione."
ART. 2. punto 1.
Lo Stato Italiano si e' impegnato "a compiere, in armonia con le proprie procedure costituzionali e con le disposizioni del presente Patto, i passi per l'adozione delle misure legislative o d'altro genere che possano occorrere per rendere effettivi i diritti riconosciuti nel presente Patto, qualora non vi provvedano già le misure, legislative e d'altro genere, in vigore." ART. 2. punto 2 , la qual cosa crea degli obblighi di agire in senso favorevole verso i popoli che si autodeterminano.
Lo Stato Italiano deve, inoltre:
" a) Garantire che qualsiasi persona, i cui diritti o libertà riconosciuti dal presente Patto siano stati violati, disponga di effettivi mezzi di ricorso, anche nel caso in cui la violazione sia stata commessa da persone agenti nell'esercizio delle loro funzioni ufficiali;
c) Garantire che le autorità competenti diano esecuzione a qualsiasi pronuncia di accoglimento di tali ricorsi. "(ART. 2. punto 2 )
"garantire agli uomini e alle donne la parità giuridica nel godimento di tutti i diritti civili e
politici enunciati nd presente Patto."(ART. 3 )
Anche nel caso "di pericolo pubblico eccezionale, che minacci l'esistenza della nazione e venga proclamato con atto ufficiale, gli Stati parti del presente Patto possono prendere misure le quali deroghino agli obblighi imposti dal presente Patto, nei limiti in cui la situazione strettamente lo esiga, e purché tali misure non siano incompatibili con gli altri obblighi imposti agli Stati medesimi dal diritto internazionale e non comportino una discriminazione fondata unicamente sulla razza, sul colore sul sesso, sulla lingua, sulla religione o sull'origine sociale." "(ART. 4. punto 1 ) con ulteriori restrizioni elencate al punto 2
Ed in ogni caso "1. Nessuna disposizione del presente Patto può essere interpretata nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato, gruppo o individuo di intraprendere attività o di compiere atti miranti a sopprimere uno dei diritti o delle libertà riconosciuti nel presente Patto ovvero a limitarlo in misura maggiore di quanto è previsto dal Patto stesso.
2. Nessuna restrizione o deroga a diritti fondamentali dell'uomo riconosciuti o vigenti in qualsiasi Stato parte del presente Patto in virtù di leggi, convenzioni, regolamenti o consuetudini, può essere ammessa col pretesto che il presente Patto non li riconosce o li riconosce in minor misura. " (ART. 5).
Ecco perché' ora noi popolo veneto scriveremo alle Istituzioni perché' immediatamente prendano tutte le misure necessarie per garantire i nostri diritti, per primo dando pubblicità' alla cosa, stanziando dei soldi, restituendoci i nostri beni e le nostre istituzioni che furono riconquistate dal popolo veneto contro la oppressione austriaca.
Il rispetto delle identità' locali e dei popoli e' il presupposto per l'unita' della Repubblica Italiana, perché' qualora le istituzioni non rispettassero questi diritti andrebbero in violazione non solo dei patti internazionali ma anche della carta costituzionale. Quando delle istituzioni non rispettano le leggi internazionali si e' solo all'inizio di gravi sciagure e la Costituzione italiana, uscita dal fascismo, ha recepito la lezione dicendo all'art.10 "L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute" vincolando poi l'Italia a consentire "..in condizioni di parità' con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità' necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo" (art.11 Cost.).
Ancora, "La repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche" (art.6) e quanto l'identità' di un popolo sia basata essenzialmente sulla lingua oltre che sulla storia e' un problema complesso ma e' chiaro che se e' riconosciuto un popolo, la sua lingua deve essere rispettata come la libertà' politica di quel popolo, e negarlo e' contrario agli obblighi che lo Stato Italiano ha.
Di questi abusi, parlerò' altrove.
La versione italiana dei patti si può' trovare qui mentre quella francese e' qui.
Nel momento di scrivere questo testo, ho cominciato a cercare quali sono i popoli italiani esistenti attualmente RICONOSCIUTI DALLA LEGGE.
Essi come i veneti hanno cominciato a fare, potrebbero chiedere la totale autonomia finanziaria, territoriale e di governo svincolati dal peso di una amministrazione centrale inutile e di partiti politici invadenti che interferiscono sulle scelte locali.
I popoli attualmente riconosciuti sono (in ordine alfabetico):
Vi chiedo gentilmente di segnalarmi eventuali altri patti internazionali o leggi che riconoscono popoli italiani, normalmente in Italia sono gli statuti regionali che riconoscono i popoli. Se ne trovate scrivetemi e li aggiungerò' alla lista. La mia preoccupazione e' che dietro la riforma delle elezioni regionali si nasconda laa voglia di cancellare i popoli e le loro autonomie come ho trovato conferma qui .
Incarica' dall'Autogoverno del Popolo Veneto
(per l'attuazione dei diritti del popolo veneto presso tutte le istituzioni )
1999, riservato ogni diritto sul testo .