Source: http://paperzz.com/doc/5341035/delibera-approvazione-piano-anticorruzione-e-programma-tr.
Timestamp: 2017-01-23 23:19:52+00:00
Document Index: 22510900

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 20', 'art 18', 'art. 11', 'art. 68', 'art. 26', 'art. 4', 'art. 2082', 'art. 12', 'art. 9', 'art 1342', 'art 15', 'art 54']

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delibera approvazione piano anticorruzione e programma trasparenzaembedintegration code for your site or blogWidth: (Auto)
triennale per la trasparenza e l’integrit&agrave; del
che la L. 190/2012, disponendo in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalit&agrave;
il 31.1.2014 come da intesa sancita in sede di Conferenza unificata del 24.7.2013, in conformit&agrave; del Piano
mandato nelle quali &egrave; espressa la volont&agrave; del Comune di
perseguire elevati livelli di legalit&agrave; dell’azione amministrativa, attraverso l’adozione di misure idonee a contrastare comportamenti illeciti o comunque forme di abuso
garanzia di trasparenza e partecipazione all’attivit&agrave; amministrativa;
Sindaco ha conferito la responsabilit&agrave; della funzione
che con propria deliberazione n. 589 del 3.12.2013 &egrave;
funzioni di controllo successivo di regolarit&agrave; amministrativa, prevenzione della corruzione ed attuazione
della trasparenza, da cui deriva l’utilit&agrave; di una regia
ed una responsabilit&agrave; in capo ad un unico soggetto,
ravvisando i ben&eacute;fici effetti di tale accentramento
l’integrit&agrave; che le amministrazioni devono adottare ai
che, in particolare, detta circolare cos&igrave; come il Piano Nazionale Anticorruzione evidenziano che il programma triennale sulla trasparenza rappresenti una sezione del piano per la prevenzione della corruzione;
di prevenzione della corruzione 2014/2016 nonch&eacute; il Programma triennale per la trasparenza e l’integrit&agrave; (All.2)
la corruzione o comunque l’illegalit&agrave; e ad attuare il
che il suddetto documento &egrave; stato predisposto in un
contesto soggetto a dinamiche evolutive, e che pertanto lo stesso &egrave; uno strumento suscettibile di modifiche, integrazioni e correttivi e deve essere in stretto collegamento, contenendo apposite misure organizzative ed obiettivi, con il D.U.P. dell’Ente e con il
dal 22.4.2013, in materia di riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicit&agrave;, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, che all’art. 10 prevede che ogni amministrazione,
triennale per la trasparenza e l'integrit&agrave;, da aggiornare
annualmente, che indichi le iniziative previste per garantire un adeguato livello di trasparenza, la legalit&agrave; e lo
sviluppo della cultura dell'integrit&agrave;;
il Programma triennale per la trasparenza e l'integrit&agrave; definisce le misure, i modi e le iniziative volti
organizzative tese ad assicurare la regolarit&agrave; e la
tempestivit&agrave; dei flussi informativi di cui all'art.
corruzione e dell’illegalit&agrave; ed il Programma triennale per
la trasparenza e l’integrit&agrave; proposti dal Segretario Generale ed allegati al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale insieme al Codice di comportamento
viene esplicitata la metodologia di elaborazione del medesimo, la sua articolazione nonch&eacute; le relative misure di attuazione;
dal D.Lgs. 33/2013, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrit&agrave; del Comune di Brescia costituisce sezione integrante del Piano di prevenzione della
corruzione e dell’illegalit&agrave; di questa Amministrazione;
che l’operativit&agrave; delle misure previste in entrambi i
documenti richiede il compimento di una serie di azioni per la messa a punto di un sistema che prevede operazioni di ricognizione di strutture sensibili, nonch&eacute;
Preso atto altres&igrave;:
che i precitati documenti sono stati inviati ai Responsabili di Area/Settore/Unit&agrave; di Staff ed ai membri
della Funzione Pubblica con le modalit&agrave; individuate
trasparenza e l’integrit&agrave;, che pure si approva nella formulazione proposta dal Segretario Generale nei documenti allegati al presente provvedimento quale parte integrante e
Visto il parere favorevole in ordine alla regolarit&agrave; tecnica espresso in data 27.11.2013 dal Responsabile
l’integrit&agrave;, nella formulazione proposta dal Segretario Generale nei documenti allegati al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (allegati 1 e 2);
Pubblica, con le modalit&agrave; previste dall’ANAC ed alla
dell’illegalit&agrave; nella pubblica amministrazione”.
Tale legge &egrave; stata approvata in attuazione dell'articolo 6 della Convenzione
Con la L. 190/2012 &egrave; stato introdotto anche nel nostro ordinamento un sistema
organico di prevenzione della corruzione, la cui caratteristica consiste nell'articolazione del processo di formulazione e attuazione delle strategie di prevenzione della corruzione su due livelli, quello &quot;nazionale&quot;, e quello &quot;decentrato”
di linee di indirizzo adottate da Comitato interministeriale, il Piano Nazionale Anticorruzione, approvato poi dall’Autorit&agrave; Nazionale Anticorruzione con delibera
n. 72/2013 che &egrave; il documento strategico di programmazione delle attivit&agrave; di prevenzione e contrasto alla corruzione nel settore pubblico.
Esso &egrave; comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso dell'attivit&agrave; amministrativa, si riscontri l'abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati.
Il P.T.P.C &egrave; un documento di natura programmatica che effettua l’analisi e valutazione dei rischi specifici di corruzione e conseguentemente indica gli interventi organizzativi volti a prevenirli. Il Piano raccoglie tutte le misure di prevenzione
obbligatorie per legge e quelle ulteriori, coordinando gli interventi; &egrave; adottato
con deliberazione della Giunta, su proposta del Segretario Generale in qualit&agrave; di
• Individuare le aree di attivit&agrave; maggiormente esposte al rischio di corruzione;
• Definire modalit&agrave; per l’aggiornamento ed il monitoraggio degli interventi di prevenzione
della Trasparenza ed Integrit&agrave;, e 2) il Codice di Comportamento del Comune di
corruzione vi &egrave; quello del Responsabile della prevenzione della corruzione che
nel Comune di Brescia &egrave; stato individuato, con atto del Sindaco n. 123049 del
l’approvazione, il Piano triennale di Prevenzione della Corruzione la cui elaborazione non pu&ograve; essere affidata a soggetti estranei all’amministrazione (art. 1 co. 8
definisce le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori di attivit&agrave; particolarmente esposti alla corruzione;
verifica l'efficace attuazione e l’idoneit&agrave; del Piano triennale di Prevenzione della
Corruzione; propone la modifica del piano, anche a seguito di accertate significative violazioni delle prescrizioni, cos&igrave; come qualora intervengano mutamenti
nell'organizzazione o nell'attivit&agrave; dell'amministrazione;
degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attivit&agrave; per le quali &egrave;
pi&ugrave; elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione;
una relazione recante i risultati dell’attivit&agrave; svolta e la trasmette all’organo di indirizzo;
nei casi in cui l’organo di indirizzo politico lo richieda o qualora il dirigente/responsabile lo ritenga opportuno, il responsabile riferisce sull’attivit&agrave; svolta.
Ai sensi del d.lgs. 39/2013, il responsabile della prevenzione deve anche contestare le situazioni di incompatibilit&agrave; e inconferibilit&agrave;.
Tra gli strumenti per combattere la corruzione e l’illegalit&agrave; vi &egrave; la trasparenza, intesa come accessibilit&agrave; totale alle informazioni concernenti l'organizzazione e
l'attivit&agrave; delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di
Le misure del Programma triennale della trasparenza sono strettamente collegate, sotto l'indirizzo del responsabile, cha anche in questo caso &egrave; ancora il segretario generale, Dott.ssa Barilla, non avendo il Sindaco individuato soggetto diverso, con le misure e gli interventi previsti dal Piano di prevenzione della corruzione di cui il presente piano costituisce un allegato.
Il responsabile svolge stabilmente un’attivit&agrave; di controllo sull'adempimento da
Il responsabile provvede all'aggiornamento del Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrit&agrave; (P.T.T.I.) e controlla e assicura la regolare attuazione dell'accesso civico sulla base di quanto stabilito dal d.lgs. 33/2013.
che svolgono, nelle proprie aree di competenza, attivit&agrave; informativa nei confronti del medesimo e di costante monitoraggio sull’attivit&agrave; svolta dai dirigenti assegnati agli uffici di riferimento.
Sono individuati quali referenti anzitutto i componenti del gruppo di lavoro, costituito nell’ambito dei controlli interni e successivi di regolarit&agrave; amministrativo
che per loro natura rientrano tra quelli particolarmente esposti al rischio corruzione. Tale gruppo di lavoro, che costituisce la cabina di regia, &egrave; stato nominato
con delibera di G.C. n. 589 del 03/12/2013 ed &egrave; costituito da:
svolgono attivit&agrave; informativa nei confronti del responsabile della prevenzione,
dei referenti e dell’autorit&agrave; giudiziaria (art. 16 d.lgs. 165/2001; art. 20 DPR 3/1957;
Misure organizzative finalizzate a strutturare i controlli successivi di regolarit&agrave; amministrativa e contabile anche ai fini della prevenzione della
D.Lgs. 33/2013, con inserimento contenuti nonch&eacute; predisposizione modulistica per accesso civico;
Predisposizione modulistica ed attivit&agrave; di verifica dei casi di incompatibilit&agrave; ed inconferibilit&agrave; ai sensi del D.Lgs. 39/2013;
Individuazione organi con potere sostitutivo in caso di atti viziati da nullit&agrave; in attuazione dell’art 18 del D.Lgs. 39/2013 (Delibera C.C. n. 183 del
efficienza ed economicit&agrave; dell’utilizzo delle risorse. L’attivit&agrave; di audit &egrave;
corso della quale sono state illustrate le finalit&agrave; e gli obiettivi del piano
E’ stata inviata con apposita nota, specifica informativa alle societ&agrave; partecipate ed agli Enti con gli adempimenti in materia di prevenzione della
successivi di regolarit&agrave; amministrativa e contabile, un sistema di controlli finalizzati anche alla verifica degli atti individuati dal Legislatore della L. 19072012
dipendenti e l’altra, riservata ai Dirigenti, nel corso della quale &egrave; stato illustrato il
processo da seguire per la predisposizione del Piano, le modalit&agrave; del loro coinvolgimento nella stesura dello stesso, fornite le direttive per la mappatura dei
seguita &egrave; stata la seguente.
Con il coinvolgimento dei dirigenti si &egrave; proceduto preliminarmente alla mappatura dei processi presenti nell’ente. La mappatura ha preso in considerazione
tutti i processi e gli uffici associati alle aree di attivit&agrave;, individuate dal Legislatore della L. 190/2012 e dal P.N.A. come particolarmente esposte al rischio corruzione. Si &egrave; proceduto poi ad “una valutazione del rischio”
quanto permette di acquisire un elevato numero di informazioni sulla vulnerabilit&agrave; e permeabilit&agrave; dell’amministrazione ai comportamenti corruttivi, sul modo in
dell’amministrazione e sulle priorit&agrave; delle misure di prevenzione da adottare.
L’identificazione del rischio &egrave; un processo di ricerca, individuazione e descrizione del rischio (ISO 3100:2010). L’obiettivo dell’identificazione &egrave; generare un
L’identificazione degli eventi di corruzione &egrave; consistita nella ricerca, individuazione e descrizione dei comportamenti illeciti che potrebbero manifestarsi nei
ai fattori organizzativi (discrezionalit&agrave;, rilevanza esterna, complessit&agrave;, valore economico e frazionabilit&agrave;), che potrebbero favorire l’evento di corruzione;
Registro dei Rischi che &egrave; un elenco degli eventi corruttivi identificati e dei possibili processi in cui tali eventi potrebbero verificarsi.
Successivamente si &egrave; proceduto ad effettuare l’analisi del rischio che &egrave; un processo di comprensione della natura del rischio e di determinazione del livello di
Il livello di rischio &egrave; un valore numerico che “misura” gli eventi di corruzione in
base alla loro probabilit&agrave; e sulla base dell’impatto delle loro conseguenze
sull’organizzazione: infatti agli eventi pi&ugrave; probabili e che potrebbero avere un
impatto pi&ugrave; grave sul Comune &egrave; stato associato un livello di rischio pi&ugrave; elevato.
L’analisi del rischio &egrave; stata effettuata per ciascun evento di corruzione inserito
Il calcolo della probabilit&agrave; di un evento di corruzione &egrave; stato effettuato con riferimento a 6 fattori di tipo organizzativo:
la discrezionalit&agrave;;
la complessit&agrave;;
la frazionabilit&agrave;;
A ciascun fattore, &egrave; stato associato un punteggio (da 1 a 5), che ha consentito di
Il valore della probabilit&agrave; di un evento di corruzione si &egrave; ricavato calcolando la
Dopo aver effettuato il calcolo delle probabilit&agrave; per ciascun evento di corruzione, attribuendo un valore numerico, si &egrave; proceduto all’analisi dell’”impatto” degli eventi di corruzione.
In particolare sono state analizzate, con riferimento a ciascun evento, le 4 modalit&agrave; di impatto individuate dal P.N.A., attraverso cui si &egrave; poi determinata
l’importanza (o gravit&agrave;) dell’impatto dell’evento stesso e precisamente:
Impatto organizzativo (si tratta di un impatto di tipo “quantitativo”, perch&eacute; dipende dal numero di persone che potrebbero attuare l’evento corruttivo
dell’amministrazione si siano gi&agrave; verificati eventi di corruzione);
Impatto reputazionale (che &egrave; influenzato dal modo in cui le notizie, su precedenti
Impatto organizzativo, economico e sull’immagine (che &egrave; “qualitativo” e cresce
A ciascuna modalit&agrave; di impatto si &egrave; associato un punteggio (da 0 a 5), che ha
consentito di assegnare a tutte le modalit&agrave; di impatto un valore numerico. La
gravit&agrave; dell’impatto di ogni evento di corruzione si &egrave; ricavata calcolando la media aritmetica dei punteggi assegnati per ogni tipologia di impatto.
Si &egrave; passati poi a calcolare il livello di rischio che si &egrave; ricavato moltiplicando il
valore della probabilit&agrave; e il valore dell’impatto, per ottenere alla fine un valore
Si &egrave; considerata per semplificare, una Matrice del Rischio che prevede solo 4 livelli di rischio differenti, catalogati in base ai punteggi ottenuti, come di seguito
in termini di entit&agrave; e probabilit&agrave; dei danni che pu&ograve; causare.
Alla fine della fase di Analisi del Rischio, si &egrave; compilato il Registro del rischio,
trascrivendo, per ciascun evento, il Livello di controllo rilevato, la probabilit&agrave;,
l’impatto, il valore numerico del livello di rischio (Quantit&agrave;) e la sua descrizione.
Infine si &egrave; passati all’ultima fase del processo definendo il Piano di trattamento
l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici; procedure specifiche per la gestione dei concorsi e la gestione del personale; procedure specifiche per la riscossione di sanzioni e tributi; procedure specifiche per la gestione dei rapporti con Enti Pubblici e societ&agrave; controllate;
casi di inconferibilit&agrave; e incompatibilit&agrave;.
Formazione generale. La formazione generale, rivolta a tutti i dipendenti, pu&ograve; riguardare l’aggiornamento delle competenze e i temi dell’etica e della legalit&agrave;.
Nell’ottica della prevenzione della corruzione, gli interventi di formazione dovranno favorire la consapevolezza e la responsabilit&agrave; nello svolgimento di una
CON- t&agrave;
rigenziali ex art. 11 del dell’incarico e disomogeneit&agrave; di valutazione
posizione organizzativa / dei titoli gi&agrave; in possesso di alcuni candidati
alta professionalit&agrave;
somogeneit&agrave; di valutazione del soggetto destinatario
dei titoli gi&agrave; in possesso del candidato.
Mobilit&agrave; esterna
tempi inadeguati per la pubblicit&agrave; delle opportunit&agrave;
A4.4 Disomogeneit&agrave; delle valutazioni durante minimo
A5.2 Disomogeneit&agrave; delle valutazioni durante minimo
se delle stesse professionalit&agrave; per un tempo
procedibilit&agrave;
rispetto alla gravit&agrave; dei comportamenti agiti
sanzioni pi&ugrave; pesanti
LIVELLO DI Probabilit&agrave; Impatto Livello Misure
economicamente pi&ugrave;
la pi&ugrave; ampia concorrenza e partecipazione
regolarit&agrave; nell'esecuzione del contratto e conseguente
teria di legalit&agrave;
comportamento e formazione in materia di legalit&agrave;)
8 Rile- Implementare attivit&agrave; di Dirigenti
mediante cot- trasparenza, impartimo fiduciario zialit&agrave; e rotazione
legalit&agrave;
ne della sostenibilit&agrave; economica del contratto di subappalto.
legalit&agrave;”.
(adempimento gi&agrave; in atto)
pubblicit&agrave; per la scelta dei Triennio 2014/2016
LIVELLO DI Probabilit&agrave; Impatto Livello
Utilizzo di sale, impianti, strutture e immobili di propriet&agrave;
pubblicit&agrave; e traspa-
Atti vari disciplinanti l’attivit&agrave; urbanistica-edilizia e il regime delle aree (atti
d’obbligo, costituzioni/estinzioni servit&ugrave;-dir. Di superficie, ecc)
delle opere convenzionali possibilit&agrave; che
criteri e pubblicit&agrave;
formazione in materia di legalit&agrave;
C8.2 discrezionalit&agrave; minimo
6 medio Tracciabilit&agrave; delle
DESCRIZIONE LIVELLO DI Probabilit&agrave; Impatto Livello Misure
neit&agrave; delle valuli
campione, procedura informatizzata per la tracciabilit&agrave;
favoriscono la pi&ugrave;
Assegnazione\decadenza D7.1 Disparit&agrave; di minimo
a procedure ad evidenza pubblica, direttive circa la necessit&agrave; di non ricorrere alle proroghe e
Individuazione del soggetto da proporre al Tribunale in qualit&agrave; di amministratore di sostegno
persone in situazione di fragilit&agrave;
E2.1 Disparit&agrave; di minimo
rimborso somme ri- Disparit&agrave; di tratta- minimo
consorzi, le societ&agrave;
controllate e le societ&agrave; partecipate
La gestione del rischio sar&agrave; coordinata con gli adempimenti relativi agli obblighi di trasparenza previsti nel d.lgs. 33/2013 e attuati attraverso il Piano
Triennale per la Trasparenza e l’integrit&agrave; (P.T.T.I.).allegato al presente piano quale parte integrante e sostanziale e di cui costituisce un’apposita sezione
Ridurre le opportunit&agrave; che si manifestino casi di corruzione
Aumentare la capacit&agrave; di scoprire
La nomina gi&agrave; effettuata
temi dell’etica e della legalit&agrave;
Il presente piano verr&agrave; aggiornato annualmente e comunque ogni volta si rendessero necessari interventi di adeguamento a seguito di verifiche . e controlli o su segnalazione dei referenti e della cabina di regia.
e. Modalit&agrave; di adozione del Programma
c. Misure organizzative volte a assicurare la regolarit&agrave; e la tempestivit&agrave; dei flussi informativi
I contenuti del programma triennale della trasparenza e l’integrit&agrave;
Con la redazione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrit&agrave; il Comune di Brescia intende dare attuazione al principio di trasparenza intesa come “accessibilit&agrave; totale” delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attivit&agrave; dell’Ente allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento della funzione istituzionale e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
regole, nonch&eacute; di prevenzione e di lotta a fenomeni corruttivi.
la regolarit&agrave; e la tempestivit&agrave; dei flussi informativi facenti capo al dirigente Responsabile degli uffici dell’amministrazione.
per la Trasparenza e l’Integrit&agrave;, in seguito indicato come “Programma”, che 1) indichi le iniziative
previste per garantire un adeguato livello di trasparenza, la legalit&agrave; e lo sviluppo della cultura
dell’integrit&agrave; - 2) definisca le misure, i modi e le iniziative volti all'attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, ivi comprese le misure organizzative volte ad assicurare
la regolarit&agrave; e la tempestivit&agrave; dei flussi informativi.
Il Comune di Brescia si dota per la prima volta del Programma che viene redatto con le modalit&agrave;
Il Responsabile per la trasparenza per il Comune di Brescia &egrave; individuato nel Segretario Generale,
svolge attivit&agrave; di controllo sull’adempimento da parte dell’Amministrazione agli obblighi di
l’Integrit&agrave;;
in relazione alla loro gravit&agrave;, segnala i casi di inadempimento o di adempimento parziale degli
Questa sezione del Programma definisce le modalit&agrave; organizzative per garantire l’osservanza degli
adempimenti in materia di trasparenza, con particolare riguardo alla sezione del sito Internet Istituzionale “Amministrazione Trasparente”, precisando obblighi e responsabilit&agrave; riferiti alla struttura
Servizi – il sistema organizzativo &egrave; organizzato in Aree, Settori e Unit&agrave; di Staff secondo
Unit&agrave; di Staff al Sindaco: settore polizia locale; area con coordinamento operativo ufficio di gabinetto; settore partecipazione e territorio
Unit&agrave; di Staff al Direttore generale: settore risorse umane; settore statistica, audit, programmazione
protezione civile; settore sportello dell'edilizia; settore mobilit&agrave;, eliminazione barriere architettoniche e trasporto pubblico; settore casa, housing sociale, valorizzazione patrimonio e politiche integrazione; settore sportello unico attivit&agrave; produttive
Area Servizi educativi: settore diritto allo studio, politiche giovanili, sport e rapporti con l'universit&agrave;; settore scuole dell'infanzia
Area Cultura, Creativit&agrave; e innovazione: settore informatica e Smart City; settore cultura, turismo e
dei Servizi – il Sistema Organizzativo, l’aggiornamento della sezione “Amministrazione trasparente” &egrave; coordinato dal Responsabile della Trasparenza.
Assicura il funzionamento e la continuit&agrave; della visione dei dati relativi all’amministrazione trasparente nonch&egrave; la loro qualit&agrave;.
Le attivit&agrave; di pubblicazione sul sito Istituzionale sono organizzate secondo un modello decentrato
che individua in ciascun Settore/Unit&agrave; di Staff una rete di pubblicatori e validatori dei contenuti.
A tal proposito le linee programmatiche approvate con deliberazione C.C. 6.9.2013 n. 110 prevedono nell’ambito della linea “Custodire la citt&agrave; le seguenti azioni”:
Legalit&agrave; nell’amministrazione e prevenzione della corruzione
Trasparenza, limpidezza, legalit&agrave;. L’azione amministrativa si svolger&agrave; per progetti e obiettivi ispirati ai criteri di distinzione delle attivit&agrave; di indirizzo e controllo degli organi di governo, sempre nella
possibilit&agrave; di controllo e verifica del buon operato.
amministratore o dirigente di societ&agrave; o enti di competenza comunale, analogo impegno assumeranno preventivamente tutti coloro che aspirino a essere nominati in di tali posizioni.
Trasparenza dell’amministrazione: sar&agrave; assicurata la pubblicazione nel sito del Comune di tutte le nomine e designazioni fatte dal Comune nonch&eacute; dei compensi ad essi corrisposti.
Semplificazione degli atti: si dovr&agrave; procedere alla eliminazione dei passaggi procedurali superflui e fissazione rigorosa di termini per ridurre le occasioni di corruzione e favoritismi.
Nel D.U.P. (Documento Unico di Programmazione) 2014/2016 &egrave; previsto l’obiettivo strategico
dell’Implementazione delle forme di trasparenza, legalit&agrave; e semplificazione, declinato in particolare
negli obiettivi operativi della predisposizione del Piano Anticorruzione, del Programma per la Trasparenza e l’Integrit&agrave; e nella messa a regime, nell’arco del triennio della pubblicazione sulla sezione
Responsabilit&agrave; dei Dirigenti
Garantiscono l’integrit&agrave;, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestivit&agrave;, la semplicit&agrave; di
consultazione, la comprensibilit&agrave;, l’omogeneit&agrave;, la facile accessibilit&agrave;, nonch&egrave; la conformit&agrave; ai documenti originali in possesso dell’amministrazione,l’indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilit&agrave; delle informazioni pubblicate.
Le attivit&agrave; di cui sopra riguardano tutti i dirigenti, ciascuno per la parte di propria competenza e secondo le tipologie di atti o documenti la cui pubblicazione &egrave; obbligatoria per legge.
Il presente Programma &egrave; stato redatto dal Segretario generale, dott.ssa Carmelina Barilla, nella sua
veste di Responsabile della Trasparenza, con il supporto del Settore Segreteria Generale e Trasparenza, il cui responsabile &egrave; la dott.ssa Elisabetta Begni.
operativa e dei relativi controlli; nonch&eacute; responsabile del Settore Informatica e Smart City, in quanto struttura deputata alla gestione tecnologica del sito Internet istituzionale.
Il referente politico sul tema della trasparenza &egrave; Marco Fenaroli, assessore alle Politiche per la Partecipazione e la Trasparenza.
I componenti del Comitato di Direzione oltre lo staff del Settore Segreteria Generale in qualit&agrave; di
Il Programma &egrave; stato inviato in bozza per osservazioni a tutti i Responsabili dei Settori e delle Unit&agrave;
Nucleo di Valutazione - Responsabilit&agrave;
Il Presente programma &egrave; stato inviato in bozza per eventuali osservazioni e suggerimenti alle principali organizzazioni locali di tutela dei consumatori nonch&eacute; alle organizzazioni di categoria del
E’ stato altres&igrave; inviato in bozza ai Responsabili di Area/Settore/Unit&agrave; di Staff ed ai membri della
2.e Modalit&agrave; di adozione del Programma
Il presente programma &egrave; adottato dalla Giunta comunale ed &egrave; allegato al Piano triennale per la prevenzione della corruzione. Il Programma &egrave; aggiornato annualmente anche congiuntamente al Piano.
Ai fini di dare attuazione alla disciplina della trasparenza &egrave; stata inserita nella home page del sito istituzionale dell’Ente un’apposita sezione.
dei suoi principali contenuti viene data la pi&ugrave; ampia pubblicit&agrave; anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa.
ai Capi Area per quanto di loro competenza. Iniziative specifiche di formazione possono essere organizzate per i responsabili dei settori e delle unit&agrave; di staff e per i referenti della trasparenza. Il piano e la relazione sulla Performance sono oggetto di iniziative specifiche di comunicazione pubblica
Specifiche iniziative di informazione vengono organizzate per illustrare agli utenti dei servizi, erogati dal Comune e dalle Societ&agrave; partecipate i risultati rilevati di customer satisfaction, i costi sostenuti e la qualit&agrave; dei servizi erogati.
societ&agrave; di diritto privato
i dati aggregati relativi all’attivit&agrave; amministrativa
il bilancio preventivo e consuntivo, il Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio nonch&eacute; il monitoraggio degli obiettivi
l’attivit&agrave; di pianificazione e governo del territorio
La gestione dei contenuti della sezione &egrave; affidata al Settore Segreteria Generale e Trasparenza, con
Compete altres&igrave; al Settore Informatica e Smart City la predisposizione degli strumenti atti a garantire l’accessibilit&agrave; delle informazioni in formato tabellare e/o aperto, laddove richiesto dalla normativa.
del sito, sono poste sotto la responsabilit&agrave; dei singoli settori/unit&agrave; di staff secondo quanto precisato
di seguito. I settori/unit&agrave; di staff provvedono alla pubblicazione sulle pagine assegnate dei dati e
individuati, che dovranno altres&igrave; presiedere all’inserimento nelle banche dati che alimentano
L’ente &egrave; tenuto ad assicurare la qualit&agrave; delle informazioni riportate nel sito istituzionale nel rispetto
degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrit&agrave;, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestivit&agrave;, la semplicit&agrave; di consultazione, la comprensibilit&agrave;,
l’omogeneit&agrave;, la facile accessibilit&agrave; nonch&egrave; la conformit&agrave; ai documenti originali in possesso
dell’Amministrazione, l’indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilit&agrave;.
per un periodo di cinque anni decorrenti dal 1&deg; gennaio dell’anno successivo a quello cui decorre l’obbligo di pubblicazione in formato di tipo aperto, ai sensi dell’art. 68 del Codice
Privacy. Nei casi in cui norme di legge o di regolamento prevedano la pubblicazione di atti o documenti, i settori responsabili per il loro inserimento/pubblicazione/trasmissione provvedono a rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalit&agrave; di trasparenza della pubblicazione. Si considerano generalmente come
dati non indispensabili e non pertinenti l’indirizzo e il numero telefonico privati nonch&eacute; le coordinate bancarie dei soggetti destinatari degli atti per cui la legge prescrive la pubblicazione, salvo che la
Per quanto concerne la pubblicazione dei dati relativi all’art. 26 del d.lgs. 33/2013 relativi a contributi e sovvenzioni &egrave; esclusa la pubblicazione dei dati identificativi delle persone fisiche qualora dalla pubblicazione si possano ricavare informazioni relative allo stato di salute o alla situazione di disagio economico-sociale. In particolare, per quanto riguarda i contributi di carattere sociale,
La dott.ssa Elisabetta Begni, in qualit&agrave; di responsabile del Settore Segreteria generale e trasparenza,
&egrave; responsabile delle pagine contenute nelle sezioni/sottosezioni come di seguito precisato:
e Trasparenza dai Settori/Unit&agrave; di Staff che emettono circolari con rilevanza esterna. Rispetto alle
sezioni “consulenti e collaboratori” e “Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici”, il settore &egrave; responsabile per quanto concerne gli elenchi prodotti ai sensi della normativa vigente, mentre
Il dott. Giandomenico Brambilla, in qualit&agrave; di Responsabile dell’Ufficio di Gabinetto &egrave; responsabile
Il dott. Claudio Reboni, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Risorse Umane, &egrave; responsabile delle
sulla performance”, “relazione del Nucleo di Valutazione sul funzionamento complessivo del sistema di valutazione, trasparenza e integrit&agrave; dei controlli interni”).
Il dott. Marco Trentini, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Statistica, Audit, Programmazione e
Controllo di Gestione, &egrave; responsabile delle pagine contenute nelle sezioni/sottosezioni come di seguito precisato:
• attivit&agrave; e procedimenti (per le sottosezioni “dati aggregati attivit&agrave; amministrativa”,
La dott.ssa Patrizia Serena, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Coordinamento Partecipate, &egrave; responsabile delle pagine contenute nelle sezioni/sottosezioni come di seguito precisato:
Marco Antonio Colosio in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Sportello Unico Attivit&agrave; Produttive &egrave;
Il Settore Sportello Unico Attivit&agrave; Produttive, tramite i propri pubblicatori e validatori, sotto la supervisione del referente, provvede direttamente all’inserimento dei contenuti.
La dott.ssa Paola Lorenzini, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Bilancio e Ragioneria, &egrave; responsabile delle pagine contenute nelle sezioni/sottosezioni come di seguito precisato:
Il dott. Fulvio Frattini, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Logistica Tecnica &egrave; responsabile delle
L’arch. Rossana Scarsato, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Casa, Housing sociale, Valorizzazione patrimonio e Politiche integrazione &egrave; responsabile delle pagine contenute nelle sezioni/sottosezioni come di seguito precisato:
L’arch. Giampiero Ribolla, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Urbanistica, &egrave; responsabile delle
L’ing. Angelantonio Capretti, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Ambiente, cave e protezione
civile &egrave; responsabile delle pagine contenute nelle sezioni/sottosezioni come di seguito precisato:
Il dott. Roberto Novelli, in qualit&agrave; di Responsabile del Settore Polizia Locale, &egrave; responsabile delle
Per la sezione Attivit&agrave; e Procedimenti, sottosezione “tipologie di procedimento”, i settori competenti per le singole tipologie sono tenuti a trasmettere al Settore Segreteria generale e Trasparenza
settori che adottano i provvedimenti medesimi, nelle more della definizione di modalit&agrave; automatizzate, sono tenuti a trasmettere semestralmente al Settore Segreteria generale e trasparenza i prospetti
Settore/Unit&agrave; di Staff i sottoelencati:
Don&agrave; Chiara
4.c Misure organizzative volte ad assicurare la regolarit&agrave; e la tempestivit&agrave; dei flussi informativi
I Responsabili di Settore con il supporto dei referenti adottano le misure idonee affinch&eacute; le banche
Il Settore Informatica e Smart City provvede a porre in essere l’attivit&agrave; di analisi e di predisposizione degli strumenti informatici per garantire una maggiore automazione dei processi di pubblicazione anche mediante l’accesso a banche dati, concordando le priorit&agrave; di intervento con il Responsabile
obblighi di trasparenza, evidenziando le criticit&agrave; riscontrate nell’ambito delle verifiche effettuate, e
La richiesta di accesso civico non &egrave; sottoposta ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente, non deve essere motivata, &egrave; gratuita e deve essere presentata al responsabile
Oggetto dell’accesso non sono per&ograve; tutti i dati ed i documenti pubblicati espressamente come pubblici dalla normativa vigente, ma solo quelli per i quali il D.Lgs. 33/2013 prescrive la pubblicazione
Il Responsabile della Trasparenza individua il responsabile dell’accesso civico nel Settore Segreteria Generale e Trasparenza che manterr&agrave; un archivio aggiornato di tutte le richieste e risposte e periodicamente saranno pubblicate sul sito le statistiche relative al numero delle richieste medesime.
richiesto. Se il documento, l'informazione o il dato richiesti risultano gi&agrave; pubblicati nel rispetto della
Nei casi di ritardo o mancata risposta, o comunque qualora non risulti possibile individuare un Settore di riferimento, il richiedente pu&ograve; ricorrere al Titolare del potere sostitutivo, che &egrave; il Segretario
Il Responsabile della Trasparenza, sulla scorta delle banche dati esistenti, pu&ograve; individuare dati ulteriori da pubblicare nella sezione “altri contenuti” concordando le modalit&agrave; con il Settore Informatica e Smart City. La decisione di inserire dati ulteriori e le relative modalit&agrave; sono oggetto degli aggiornamenti del presente Programma.
Coordinamento del Programma Triennale per la trasparenza e l’integrit&agrave; con il PEG
Attuazione del programma triennale per la trasparenza e l'integrit&agrave; – “amministrazione
dedicati, su modalit&agrave; di pubblicazione, tipo di
Settore/Unit&agrave; di
per l’utenza, gestiti dalle Societ&agrave;
tempestivit&agrave; la
e la veridicit&agrave; dei
continuit&agrave; operativa ai fini della
Prevedere un sistema sanzionatorio per violazione degli obblighi di pubblicit&agrave;
Articolo 4 Regali, compensi e altre utilit&agrave;
Articolo 9 Trasparenza e tracciabilit&agrave;
Articolo 15 Vigilanza, monitoraggio e attivit&agrave; formative
Articolo 16 Responsabilit&agrave; conseguenti alla violazione dei doveri del codice
1. Il presente Codice di Comportamento, di seguito denominato &quot;Codice&quot;, integra e
1. Il presente Codice si applica a tutti i dipendenti del Comune di Brescia, a tempo determinato e indeterminato, ivi compresi i dirigenti, e si estende, per quanto compatibile, a tutti i collaboratori e consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorit&agrave; politiche, nonch&eacute; nei confronti dei collaboratori a qualsiasi
dipendenti le clausole devono altres&igrave; prevedere l’ipotesi di risoluzione o decadenza
4. Le disposizioni del presente Codice trovano applicazione, dalla data di approvazione dello stesso, anche nei confronti dei lavoratori gi&agrave; titolari di rapporti di lavoro
Il dipendente comunale conforma la propria condotta ai principi di buon andamento e imparzialit&agrave; dell'azione amministrativa. Il dipendente svolge i propri compiti nel rispetto della legge, perseguendo l'interesse pubblico senza abusare della
posizione o dei poteri di cui &egrave; titolare.
Il dipendente comunale rispetta, altres&igrave;, i principi di integrit&agrave;, correttezza, buona
fede, proporzionalit&agrave;, obiettivit&agrave;, trasparenza, equit&agrave; e ragionevolezza e agisce in
posizione di indipendenza e imparzialit&agrave;, astenendosi in caso di conflitto di interessi.
Il dipendente comunale &egrave; tenuto al segreto d’ufficio e non usa a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio, evita situazioni e comportamenti
esercitati unicamente per le finalit&agrave; di interesse generale per le quali sono stati conferiti.
alla massima economicit&agrave;, efficienza ed efficacia. La gestione di risorse pubbliche ai
fini dello svolgimento delle attivit&agrave; amministrative deve seguire una logica di contenimento dei costi, che non pregiudichi la qualit&agrave; dei risultati.
all’Ente, il dipendente assicura la piena parit&agrave; di trattamento a parit&agrave; di condizioni,
astenendosi, altres&igrave;, da azioni arbitrarie che abbiano effetti negativi sui destinatari
dell'azione amministrativa o che comportino discriminazioni basate su sesso, nazionalit&agrave;, origine etnica, lingua, religione o credo, convinzioni personali o politiche,
appartenenza a una minoranza nazionale, appartenenza sindacale, disabilit&agrave;, condizioni sociali o di salute, et&agrave; e orientamento sessuale o su altri diversi fattori.
Nei rapporti con le altre pubbliche amministrazioni il dipendente comunale dimostra la massima disponibilit&agrave; e collaborazione, assicurando lo scambio e la trasmissione delle informazioni e dei dati in qualsiasi forma anche telematica, nel rispetto
Art. 4 – Regali, compensi e altre utilit&agrave; (art. 4 del D.P.R. n. 62/2013)
1. Il dipendente non chiede, n&eacute; sollecita, per s&egrave; o per altri, regali o altre utilit&agrave;. Allo
2. Il dipendente comunale non accetta, anche al proprio domicilio per s&egrave; o per altri,
regali o altre utilit&agrave;, da soggetti con cui intrattiene rapporti anche indiretti per motivi di servizio salvo quelli d'uso di modico valore effettuati occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia e nell'ambito delle consuetudini locali.
3. Il dipendente comunale non chiede, per s&eacute; o per altri, regali o altre utilit&agrave;, neanche
del proprio ufficio da soggetti che possano trarre benefici da decisioni o attivit&agrave; inerenti all'ufficio.
4. Il dipendente comunale non accetta, per s&eacute; o per altri, da un proprio subordinato,
direttamente o indirettamente, regali o altre utilit&agrave;, salvo quelli d'uso di modico valore. Il dipendente comunale non offre, direttamente o indirettamente, regali o altre
utilit&agrave; a un proprio sovraordinato, salvo quelli d'uso di modico valore.
5. Ai fini del presente articolo, per regali o altre utilit&agrave; di modico valore si intendono
6. Il dipendente &egrave; tenuto a comunicare al proprio Dirigente i regali o altre utilit&agrave; (anche di modico valore) eventualmente accettati. La mancata o ritardata segnalazione
utilit&agrave; (anche di modico valore) ricevuti dai Dirigenti. In tal caso la segnalazione va
7. Se il dipendente comunale, nel corso dell’anno solare &egrave; gi&agrave; stato destinatario di regali o altre utilit&agrave; di modico valore per un valore complessivo pari al doppio del
massimo consentito per ciascuno di essi, nulla potr&agrave; pi&ugrave; accettare, mettendo in ogni
caso a disposizione della Amministrazione ogni eccedenza per le finalit&agrave; istituzionali di cui al successivo comma 7.
I regali e le altre utilit&agrave; comunque ricevuti fuori dai casi consentiti dal presente articolo, a cura dello stesso dipendente cui siano pervenuti, sono oggetto di restituzione al mittente (nel caso in cui il valore superi l’importo di 150 euro) o immediatamente messi a disposizione dell'Amministrazione che li destina a finalit&agrave; istituzionali.
I dipendenti dei Settori pi&ugrave; esposti al rischio corruzione, in primis di quegli uffici
che svolgono attivit&agrave; di natura tecnico-professionale, impiegati presso strutture interne di rappresentanza legale dell’amministrazione, presso gli uffici per le relazioni
settori esposti a rischio corruzione cos&igrave; come individuati nel piano triennale di prevenzione, sono tenuti a comunicare ai propri dirigenti e questi ultimi al Direttore
Il dipendente comunale non pu&ograve; tranne nei casi ammessi dalla legge:
a) esercitare un’attivit&agrave; lavorativa autonoma di tipo commerciale, artigianale, industriale o professionale legata a particolari titoli di studio. Sono considerate tali le attivit&agrave; imprenditoriali di cui all’art. 2082 del codice civile e le attivit&agrave; libero professionali per il cui esercizio &egrave; necessaria l’iscrizione in appositi albi o registri;
c) assumere a qualunque titolo cariche in societ&agrave; di persone o di capitali. Restano
escluse dal divieto le cariche in societ&agrave;, aziende o enti per i quali la nomina sia riservata all’Amministrazione o per le quali, tramite convenzioni appositamente stipulate, si preveda espressamente la partecipazione di dipendenti del Comune di Brescia
d) assumere la qualit&agrave; di socio in societ&agrave; commerciali se alla titolarit&agrave; di quote di patrimonio sono connessi, di diritto, compiti di gestione per la realizzazione
f) esercitare attivit&agrave; di imprenditore agricolo a titolo principale, secondo il disposto
di cui all’art. 12 della legge n. 153/1975, e di coltivatore diretto. Nel caso di partecipazione in societ&agrave; agricole a conduzione familiare, tale attivit&agrave; rientra tra quelle
compatibili solo se l’impegno richiesto &egrave; modesto e non abituale o continuato durante l’anno;
g) esercitare l’attivit&agrave; di amministrazione di condominio quando l’impegno non riguarda la cura dei propri interessi.
I titolari di attivit&agrave; di lavoro autonomo o professionale di cui alla precedente lett. a)
possono mantenere la titolarit&agrave; dell’attivit&agrave;, limitatamente al periodo di prova nel
a) le attivit&agrave; effettuate a favore di soggetti privati nei confronti dei quali il dipendente o il servizio di appartenenza svolgono funzioni con procedimenti finalizzati al rilascio di provvedimenti conclusivi, autorizzativi e/o di controllo;
c) la qualit&agrave; di socio, di dipendente, di consulente di societ&agrave;, di associazioni, di ditte,
di studi professionali o comunque persone fisiche o giuridiche, la cui attivit&agrave; si estrinsechi anche nello stipulare o nel gestire convenzioni o altri rapporti contrattuali
a) attivit&agrave; o prestazioni che rientrano nei compiti d’ufficio del dipendente o che
b) attivit&agrave; o prestazioni rese in connessione con la carica o in rappresentanza
volont&agrave; e i suoi interessi, anche per delega o mandato ricevuto da organi della stessa.
13.Per le tipologie di incarichi sotto elencati, purch&eacute; non interferiscano in alcun modo,
f) attivit&agrave; di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione;
g) attivit&agrave; artistiche e sportive che siano rese a titolo gratuito;
purch&eacute; in base alla vigente normativa in materia, non ricopra la qualifica di coltivatore diretto;
l) la partecipazione in qualit&agrave; di semplice socio:
- in societ&agrave; di capitali
- in societ&agrave; in nome collettivo se l’atto costitutivo non riconosce il diritto ai
- in qualit&agrave; di socio accomandante nelle societ&agrave; in accomandita semplice.
m) la semplice qualit&agrave; di socio presso societ&agrave; costituite per fine di lucro, in assenza
della societ&agrave; stessa, non &egrave; causa di incompatibilit&agrave;;
Le attivit&agrave; e gli incarichi di cui al comma precedente devono tuttavia essere oggetto
dell’attivit&agrave;. Per la partecipazione a societ&agrave; di capitali non &egrave; necessaria la preventiva
Nei casi di documentata impossibilit&agrave; connessa alla natura dell’attivit&agrave; stessa svolta,
la comunicazione dovr&agrave; essere comunque effettuata entro i 10 giorni successivi
all’inizio dell’attivit&agrave; e deve indicare la tipologia dell’attivit&agrave; svolta, l’inizio
dell’attivit&agrave;, la durata e le eventuali successive variazioni al fine di consentire la verifica di un eventuale conflitto di interessi con le attivit&agrave; dell’ufficio/servizio di appartenenza. L’informazione deve essere resa al dirigente del Settore /UdS di appartenenza. Per i dirigenti al Direttore generale.
Se nei 15 giorni successivi alla comunicazione non vengono sollevate eccezioni circa il conflitto di interessi con la specifica attivit&agrave; di servizio del dipendente, questi
pu&ograve; intraprendere o proseguire l’attivit&agrave; autonoma o subordinata.
14.Al fine di preservare il prestigio e l'imparzialit&agrave; dell'amministrazione comunale, i dirigenti vigilano sulla corretta applicazione del presente articolo. Sui dirigenti, la vigilanza compete al Direttore Generale.
Fermo restando il diritto costituzionalmente tutelato di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale, il dipendente &egrave; tenuto a dare comunicazione scritta al Dirigente di riferimento circa la
propria adesione o appartenenza ad associazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi o scopi associativi abbiano un coinvolgimento con le attivit&agrave; dell’ufficio di appartenenza del dipendente medesimo o possano interferire con lo svolgimento dell'attivit&agrave; dell'ufficio e della struttura in cui
In particolare la comunicazione di cui al comma 1 &egrave; obbligatoria nei seguenti casi:
o siano parti in convenzioni aventi ad oggetto attivit&agrave; o beni del Comune di
gi&agrave; iscritti ad associazioni, entro dieci giorni dall’entrata in vigore del presente codice.
Il Dirigente che riceve la comunicazione di cui al precedente comma 1, o un proprio incaricato, vigila sui casi in cui il dipendente, per ragioni di opportunit&agrave;, abbia
l’obbligo di astenersi dalle attivit&agrave; dell’ufficio che possano avere un coinvolgimento
Il dirigente valuta, sulla base sia delle concrete attivit&agrave; dell’ufficio in cui opera il dipendente che delle concrete attivit&agrave; delle associazioni o organizzazioni a cui il dipendente eventualmente partecipa, la sussistenza di condizioni che integrino ipotesi
di incompatibilit&agrave; anche potenziale, anche al fine di accertare la possibile insorgenza
1. Il dipendente comunale, all'atto di assegnazione ad un settore/Unit&agrave; di staff, informa per iscritto il dirigente dell'ufficio di tutti i rapporti di collaborazione e finanziari, suoi, di suoi parenti o affini entro il secondo grado, del coniuge o del convivente,
attivit&agrave; o decisioni inerenti al suo ufficio e limitatamente alle attivit&agrave; a lui affidate.
prendere decisioni o svolgere attivit&agrave;, in situazioni di conflitto con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado o con
4. Il conflitto pu&ograve; riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall'intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali o
debito significativi. Ci&ograve; anche nel caso di rapporti con soggetti od organizzazioni di
riconosciute, comitati, societ&agrave; o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o
le modalit&agrave; previste dalla legge.
- svolgere qualunque attivit&agrave; esterna caratterizzata da continuit&agrave; e professionalit&agrave;.
- svolgere qualunque attivit&agrave;, che, in ragione della interferenza con i compiti istituzionali, possa generare situazioni, anche solo apparente, di conflitto di interesse.
anche a tempo parziale, attivit&agrave; o prestazioni lavorative, da svolgere a favore di enti
o privati, che abbiano per oggetto consulenze, attivit&agrave; istruttorie, rilascio di pareri o
valutazioni di carattere tecnico, presentazione di istanze, di comunicazioni o di segnalazioni di inizio attivit&agrave;, comunque denominate, dirette al Comune di Brescia.
8. Nessuna delle attivit&agrave; di cui sopra pu&ograve; essere autorizzata dall’Amministrazione. Il
9. Per i dipendenti e i responsabili di servizio la competenza ad autorizzare gli incarichi &egrave; del dirigente; per i dirigenti la competenza &egrave; del Direttore generale.
non superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno, pu&ograve; esercitare altre prestazioni di lavoro che non siano incompatibili o in conflitto con gli interessi
un’attivit&agrave; deve darne comunicazione al dirigente, indicando tutti gli elementi che
risultino rilevanti ai fini della valutazione della insussistenza di ragioni di incompatibilit&agrave; e di conflitto di interessi connessi con l’incarico stesso.
11. Gli incarichi non possono interferire con i doveri e i compiti inerenti all’ufficio ricoperto, n&eacute; &egrave; consentito utilizzare strumenti, materiali o mezzi a disposizione
12. Le disposizioni relative alle attivit&agrave; extra istituzionali si applicano anche al personale
13. Non sono soggetti ad autorizzazione, purch&eacute; non interferiscano con le esigenze di
servizio, le attivit&agrave; rese a titolo gratuito presso associazioni di volontariato o cooperative a carattere socio assistenziale senza scopo di lucro, nonch&eacute; le attivit&agrave; a titolo
gratuito che siano espressione di diritti della personalit&agrave; costituzionalmente garantiti, quali la libert&agrave; di associazione e la manifestazione del pensiero.
14. Il dipendente comunale che non rispetta le procedure autorizzative incorre nella responsabilit&agrave; disciplinare, salve pi&ugrave; gravi sanzioni previste dalla legge. Il controllo
sull’osservanza delle disposizioni in tema di autorizzazioni all’espletamento di attivit&agrave; disciplinate dal presente regolamento, compete al settore Risorse Umane.
con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, nonch&eacute; ai titolari di
organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorit&agrave; politiche.
in una delle circostanze in cui &egrave; obbligato ad astenersi dalle attivit&agrave; dell’ufficio, comunica immediatamente per iscritto al Dirigente competente l’impossibilit&agrave; a partecipare
all'adozione della decisione o allo svolgimento dell’attivit&agrave;, corredata della motivazione che ne richiede l’astensione.
3. Il dirigente, esaminate le circostanze, &egrave; tenuto alla valutazione della situazione sottoposta alla sua attenzione e deve rispondere per iscritto al dipendente segnalante, sollevandolo dall’incarico o motivando espressamente le ragioni che consentono comunque
l’astensione dell’attivit&agrave; da parte di quel dipendente.
svolge attivit&agrave; di controllo rispetto all’obbligo di astensione cui &egrave; tenuto il dipendente.
all’adozione di decisioni o ad attivit&agrave; al dipendente.
per lo svolgimento dell’attivit&agrave; oggetto della situazione di conflitto di interessi.
7. Il Direttore Generale dispone circa la sostituzione da operarsi, secondo le modalit&agrave; descritte al precedente comma 4, qualora il soggetto interessato dalla situazione di conflitto di interessi sia un Dirigente.
8. Il soggetto che subentra nelle decisioni e nelle attivit&agrave; di cui ai commi precedenti redige una breve relazione, da acquisire agli atti, in cui esplica quale decisione ha posto in
essere o quale attivit&agrave; dell’Ufficio &egrave; stata promossa in sostituzione del soggetto titolare.
prevenire e contrastare i fenomeni della corruzione e degli illeciti nell'Amministrazione. In particolare, essi rispettano e fanno rispettare, nei loro ambiti direzionali, le prescrizioni e le misure organizzative contenute nel piano per la prevenzione della corruzione, prestando la pi&ugrave; ampia collaborazione al Segretario generale in qualit&agrave; di responsabile della prevenzione della corruzione.
della corruzione eventuali situazioni di grave irregolarit&agrave; o fenomeni di corruzione
durante lo svolgimento dell’attivit&agrave; d’ufficio.
della corruzione eventuali situazioni di attivit&agrave; lavorative svolte da parte di dipendenti dell’Ente in violazione della disciplina vigente sullo svolgimento delle attivit&agrave; extraistituzionali di cui sia a personale conoscenza.
dei casi di propria responsabilit&agrave; a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo
Nell’ambito del procedimento disciplinare, l’identit&agrave; del segnalante non pu&ograve; essere rilevata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell’addebito disciplinare
contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l’identit&agrave; pu&ograve; essere
dell’incolpato; tale ultima circostanza pu&ograve; emergere solo a seguito dell’audizione
dell’incolpato ovvero dalle memorie difensive che lo stesso produce nel procedimento. La denuncia viene protocollata utilizzando la protocollazione riservata ed &egrave; sottratta all’accesso previsto dagli artt. 22 e seguenti della L. n. 241/1990 e s.m.i..
alla rendicontazione del Piano Triennale per la prevenzione della Corruzione, nonch&eacute;
nonch&eacute; al D.Lgs. 39/2013.
Articolo 9 – Trasparenza e tracciabilit&agrave; (art. 9 del D.P.R. n. 62/2013)
trasparenza previsti in capo al Comune di Brescia secondo le disposizioni normative vigenti e conformemente ai contenuti ed alle disposizioni organizzative del Programma Triennale per la trasparenza e l’integrit&agrave;.
e puntuale, delle informazioni e dei dati da pubblicare sul sito istituzionale, nonch&eacute; i
3. La tracciabilit&agrave; dei processi decisionali adottati dai dipendenti deve essere, in tutti i
momento la replicabilit&agrave;.
dell’eventuale responsabilit&agrave; delle singole fasi del procedimento stesso, nonch&eacute; per
2. Nei rapporti privati, comprese le relazioni extralavorative con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, il dipendente comunale non sfrutta, n&eacute; menziona la
posizione che ricopre nell'amministrazione per ottenere utilit&agrave; che non gli spettino.
Fermo restando il rispetto dei termini del procedimento amministrativo, il dipendente comunale, salvo giustificato motivo, non ritarda n&eacute; adotta comportamenti tali
da far ricadere su altri dipendenti il compimento di attivit&agrave; o l’adozione di decisioni
2. L’utilizzo del badge &egrave; strettamente personale; il dipendente deve segnalare al Responsabile per la prevenzione della corruzione qualsiasi utilizzo non conforme del
d’ufficio, astenendosi dal trasportare terzi, se non per motivi d’ufficio. &Egrave; obbligato-
Il dipendente comunale mentre &egrave; in servizio non si pu&ograve; allontanare dalla sede di lavoro se non per missione o per lo svolgimento di attivit&agrave; autorizzate dal dirigente o
dell’allontanamento luogo di destinazione, firma del dipendente. Durante le attivit&agrave;
esterne ai dipendenti &egrave; categoricamente vietato effettuare commissioni di alcun tipo
per finalit&agrave; non lavorative.
Nel caso di dipendenti che svolgono attivit&agrave; all’esterno, le modalit&agrave; di autorizzazione sono definite dai responsabili dei rispettivi settori/UdS di competenza.
servizio, nonch&eacute; dello spegnimento delle luci.
edifici di propriet&agrave; comunale e sui mezzi in dotazione dell’Ente.
2. Il dipendente comunale opera con spirito di servizio, correttezza, cortesia, disponibilit&agrave; e professionalit&agrave;.
ed esaustivo; se l’istanza &egrave; formulata in via telematica il dipendente si impegna ad
utilizzare lo stesso strumento con cui &egrave; stata inoltrata la domanda, provvedendo a
salvo diverse esigenze di servizio o diverso ordine di priorit&agrave; stabilito
6. Il dipendente, quando chiamato direttamente a fornire servizi al pubblico, cura il rispetto degli standards di qualit&agrave; e di quantit&agrave; fissati dall’amministrazione anche nelle
apposite carte dei servizi. Il dipendente opera anche al fine di garantire la continuit&agrave;
del servizio e di fornire informazioni sulle modalit&agrave; di prestazione del servizio e sui
livelli di qualit&agrave;.
7. Il dipendente non assume impegni n&eacute; anticipa l’esito di decisioni o azioni proprie o
relative ad atti od operazioni amministrative in corso o conclusi, nelle ipotesi previste dalle disposizioni di legge e regolamentari in materia di accesso agli atti, informando sempre gli interessati della possibilit&agrave; di avvalersi anche dell’ufficio relazioni
con il pubblico. Rilascia copie ed estratti di atti o documenti secondo la sua competenza, con le modalit&agrave; stabilite dalle norme in materia di accesso e dai regolamenti
o convivente che esercitano attivit&agrave; politiche, professionali o economiche che li
pongano in contatti frequenti con la struttura che dovr&agrave; dirigere o che siano coinvolti nelle decisioni o nelle attivit&agrave; ad esse inerenti. Il dirigente comunale fornisce le
4. Valgono per i dirigenti le stesse norme, in quanto compatibili, in tema di incompatibilit&agrave; e di incarichi, previste per la generalit&agrave; dei dipendenti comunali. Nel caso di
personale dirigenziale la potest&agrave; autorizzatoria e l’esercizio degli specifici controlli
organizzativo nella struttura cui &egrave; preposto, favorendo l’instaurarsi di rapporti cordiali e rispettosi tra collaboratori, assume iniziative finalizzate alla circolazione delle
valorizzazione delle differenze di genere, et&agrave; e condizioni personali.
carico di lavoro, tenendo conto della capacit&agrave;, delle attitudini e delle professionalit&agrave;
del personale assegnato e affida gli incarichi aggiuntivi in base alla professionalit&agrave; e,
Il dirigente svolge la valutazione del personale assegnato alla struttura cui &egrave; preposto con imparzialit&agrave; e rispettando le indicazioni e i tempi prescritti.
Il dirigente comunale intraprende con tempestivit&agrave; le iniziative necessarie ove venga
a conoscenza di un illecito, attiva e conclude, se competente , il procedimento disciplinare, ovvero segnala tempestivamente l’illecito all’ufficio procedimenti disciplinari, provvede a inoltrare tempestiva denuncia all’autorit&agrave; giudiziaria penale o segnalazione alla corte dei conti per le rispettive competenze, dandone comunicazione al Direttore generale. Nel caso in cui riceva segnalazione di illecito da parte di un
dipendente comunale, adotta ogni cautela di legge affinch&eacute; sia tutelato il segnalante
e non sia indebitamente rilevata la sua identit&agrave; nel procedimento disciplinare, ai
I dirigenti dei Settori/UdS pi&ugrave; esposti al rischio di corruzione cos&igrave; come identificati
impossibilit&agrave; ad applicare la misura della rotazione periodica, il dirigente deve darne
adeguata motivazione legata a specifici fattori organizzativi e non un semplice rimando a tale dizione. Tale circostanza &egrave; oggetto di verifica e approvazione da parte
dell’amministrazione, nonch&eacute; nella fase di esecuzione degli stessi, il dipendente comunale non ricorre a mediazione di terzi, n&eacute; corrisponde o promette ad alcuno utilit&agrave; a titolo di intermediazione, n&eacute; per facilitare o aver facilitato la conclusione o
l’amministrazione comunale abbia deciso di ricorrere all’attivit&agrave; di intermediazione
abbia stipulato contratti a titolo privato o ricevuto altre utilit&agrave; nel biennio precedente, ad eccezione di quelli conclusi ai sensi dell’art 1342 del Codice Civile.
comunale abbia concluso contratti a titolo privato o ricevuto altre utilit&agrave; nel biennio
precedente, questi si astiene dal partecipare all’adozione delle decisioni e alle attivit&agrave;
,consulenze o dei servizi &egrave; fatto obbligo ai Dirigenti di inserire la seguente dicitura:
“Le parti hanno l’obbligo di osservare il DPR 62/2013 nonch&eacute; le norme previste dal vigente Codice di Comportamento del Comune di Brescia. L’inosservanza di tali disposizioni comporta la risoluzione del contratto.”
Art 15- Vigilanza, monitoraggio e attivit&agrave; formative (art 15 dpr 62/2013)
1. Ai sensi dell’art 54 comma 6 del D.Lgs. 165/2001 vigilano sull’applicazione del presente codice i dirigenti comunali, per i settori/unit&agrave; di Staff di competenza, il Direttore Generale e il Segretario generale per le rispettive competenze.
2. Ai fini dell’attivit&agrave; di vigilanza e monitoraggio previsti dal presente articolo,
conforma la propria attivit&agrave; alle previsioni contenute nel piano di prevenzione della
nell’Amministrazione comunale e il monitoraggio annuale sulla sua attuazione organizzando le attivit&agrave; formative per il personale per favorire la sua conoscenza e la
sua corretta applicazione. Inoltre cura la pubblicazione su sito istituzionale del Comune di Brescia e la comunicazione dei risultati del monitoraggio all’autorit&agrave; nazionale anticorruzione.
5. Ai sensi del precedente comma, al personale dipendente sono rivolte attivit&agrave; formative in materia di trasparenza e integrit&agrave;, che consentano ai dipendenti di conseguire
piena conoscenza dei contenuti dei codice di comportamento, nonch&eacute; un aggiornamento annuale e sistematico sulle misure e sulle disposizioni applicabili in tali
6. In ordine al rispetto degli obblighi vigenti in materia di incompatibilit&agrave;, cumulo di
Art 16 -Responsabilit&agrave; conseguenti alla violazione dei doveri del codice
contrari ai doveri di ufficio. Ferme restando le ipotesi in cui la violazione delle disposizioni contenute nel presente codice nonch&eacute; dei doveri e degli obblighi previsti
dal piano di prevenzione della corruzione, d&agrave; luogo anche a responsabilit&agrave; penale,
civile, amministrativa o contabile del dipendente comunale, essa &egrave; fonte di responsabilit&agrave; disciplinare accertata a seguito del procedimento disciplinare, nel rispetto
dei principi di gradualit&agrave; e proporzionalit&agrave; delle sanzioni.
2. Ai fini della determinazione del tipo e dell’entit&agrave; della sanzione disciplinare concretamente applicabile, la violazione &egrave; valutata in ogni singolo caso con riguardo alla
gravit&agrave; del comportamento e all’entit&agrave; del pregiudizio derivatone al decoro e al prestigio dell’amministrazione comunale, tenuto conto delle circostanze che hanno indotto la violazione. Le sanzioni applicabili sono quelle previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi, incluse quelle espulsive.
3. Resta ferma la comminazione del licenziamento senza preavviso per i casi gi&agrave; previsti dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi, cos&igrave; come restano fermi gli
ulteriori obblighi e le conseguenti ipotesi di responsabilit&agrave; disciplinare dei dipendenti comunali previsti da norme di legge, di regolamento o dai contratti collettivi.