Source: https://autocertificazione.com/category/moduli-autocertificazione/
Timestamp: 2018-06-25 18:59:25+00:00
Document Index: 93933015

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 76', 'art 76', 'art. 41', 'art. 38', 'art. 76', 'art. 46', 'art. 76', 'art 46']

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Category Archives: Moduli autocertificazione
L’autocertificazione nascita figlio è una dichiarazione sostitutiva di certificazione con la quale è possibile attestare la nascita del proprio figlio o figlia. Il documento deve essere compilato da uno dei due genitori, inserendo i propri dati personali e quelli relativi al neonato: nome, data e luogo di nascita. Questa autocertificazione sostituisce il certificato originale rilasciato dall’Anagrafe del Comune e può essere presentata presso gli uffici della Pubblica Amministrazione (comuni, comunità montane, province, regioni, scuole, università, prefetture, tribunali, Inps, camere di commercio, motorizzazione civile, ecc.) e i concessionari di servizi pubblici (Poste Italiane, Enel, ACI, Aziende del Gas, ecc.). I privati (banche, assicurazioni o notai) al contrario hanno la facoltà di accettare le autocertificazioni: ciò significa che potrebbero accoglierle senza problemi, oppure richiedere il certificato originale.
Tutti i cittadini dell’Unione Europea;
Tutti i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, ma solo se i certificati originali sono già deposti presso le Pubbliche Amministrazioni italiane.
L’autocertificazione nascita figlio può essere presentata di persona, per posta, fax o email. Al documento bisogna però allegare una fotocopia di un documento d’identità, mentre non è necessario pagare l’imposta di bollo. Gli impiegati nel settore pubblico sono tenuti ad accettare le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, poiché rifiutandole commetterebbero il reato di rifiuto atti d’ufficio, esponendosi alle sanzioni previste dalla legge. Per ulteriori informazioni è possibile leggere: “Rifiuto autocertificazione: cosa fare”.
Compilando l’autocertificazione nascita figlio, il cittadino firmatario si assume la piena responsabilità di quanto attestato, ai sensi dell’art. 76 del DPR 445/2000. Le informazioni riportate sul documento, sia quelle relative alla persona, sia le dichiarazioni di atto notorio, vengono controllate dal personale addetto, che ne riscontra la veridicità. Qualora si dichiari il falso, sarà il cittadino a pagarne le dirette conseguenze.
Da questo portale è possibile scaricare sia il modulo di autocertificazione nascita figlio nella versione standard, ovvero quella redatta da un solo genitore, sia il modulo di autocertificazione redatto da entrambi i genitori, utile per richiedere prestazioni di sostegno al reddito come gli assegni familiari.
Il modulo è editabile online, quindi è possibile compilarlo e firmarlo direttamente dal pc; se non si dispone del congegno per la firma digitale, è altresì possibile stamparlo e provvedere manualmente alla sottoscrizione. Infine, ricordiamo di allegare sempre una copia fotostatica del documento d’identità prima di consegnare l’autocertificazione nascita figlio presso l’ufficio che la richiede.
Un genitore: modulistica in formato DOC e PDF interattivo
Entrambi i genitori: modulistica in formato PDF interattivo
L’autocertificazione di laurea è una dichiarazione sostitutiva di certificazione utile ai cittadini per attestare di aver conseguito una laurea, specificandone tutte le caratteristiche e i dettagli temporali. Questa autocertificazione sostituisce il certificato originale di Laurea, che è possibile reperire presso la segreteria dell’ateneo frequentato, a costi che variano da un’università all’altra. L’autocertificazione laurea può essere presentata di persona, tramite posta, fax o email, presso qualsiasi ufficio pubblico o concessionario di pubblico servizio. Per autenticarlo, è necessario allegare al documento una fotocopia della Carta d’identità, mentre non è necessario pagare l’imposta di bollo.
Firmando l’autocertificazione laurea, il dichiarante si assume la piena responsabilità di quanto è scritto, come sancito dall’art. 76 del DPR 445/2000. La Pubblica Amministrazione che la riceve, infatti, è tenuta alla verifica di quanto attestato e in caso di dichiarazioni palesemente false, è obbligata ad applicare le sanzioni civili e penali previste dal caso.
Non ci sono particolari restrizioni che impediscano ad un soggetto di compilare e consegnare un’autocertificazione di laurea. Essa infatti può essere presentata da:
Cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, purché i certificati originali siano già stati deposti presso le Pubbliche Amministrazioni italiane.
Nello specifico questa dichiarazione sostitutiva di certificazione può essere usata per diffondere le informazioni circa la laurea conseguita a:
Tutti gli uffici pubblici (comuni, comunità montane, province, regioni, scuole, università, prefetture, tribunali, Inps, camere di commercio, motorizzazione civile, ecc.).
Tutti i gestori di pubblici servizi (Poste Italiane, Enel, ACI, Aziende del Gas, ecc.).
Tutti i soggetti privati (aziende, professionisti, imprenditori, commercianti ecc.) che accettano questo tipo di autocertificazione. A queste categorie di soggetti è possibile valutare autonomamente se accettare o no le autocertificazioni. Nel caso in cui l’autocertificazione laurea venga rifiutata, sarà doveroso procedere al reperimento del certificato originale.
Autocertificazione laurea: cosa fare se non viene accettata
Qualora l’impiegato dipendente di una Pubblica Amministrazione Italiana rifiuti di accettare la dichiarazione sostitutiva di laurea, si esporrebbe alla sanzione prevista in materia nonché alla denuncia per omissione o rifiuto atti d’ufficio. Per approfondire, è consigliata la lettura dell’articolo: “Rifiuto autocertificazione: cosa fare”.
Autocertificazione laurea: modulo disponibile online
È possibile redigere un’autocertificazione di laurea da questo portale, scaricando il documento e compilandolo dal pc, oppure stampandolo e completando i campi manualmente.
Modulistica in formato DOC e PDF
L’autocertificazione esami sostenuti è un documento che ogni cittadino può auto-redigere e presentare presso le Pubbliche Amministrazioni e i concessionari dei servizi pubblici italiani. Si tratta di una dichiarazione che sostituisce il certificato originale rilasciato dall’Ateneo frequentato e che attesta gli esami finora sostenuti.
L’autocertificazione esami sostenuti può essere presentata presso tutti gli uffici pubblici, mentre i privati hanno la facoltà di scegliere se preferire le dichiarazioni sostitutive di certificazioni o, altrimenti, i certificati originali rilasciati dagli enti competenti. Ad esempio, se siete stati assunti da un’azienda privata, è probabile che essa vi richieda il certificato di laurea e il certificato degli esami sostenuti in copia originale. In questo caso, non vi sarà possibile compilare autocertificazioni, bensì dovrete recarvi presso la segreteria di Ateneo e richiedere i certificati originali. Molto spesso, le copie originali dei documenti accademici richiedono un piccolo pagamento da effettuare in loco o tramite bollettino postale o bancario; al momento della richiesta del certificato, domandate informazioni presso il Front Office dell’Ateneo. Al contrario, qualora dobbiate presentare l’autocertificazione esami sostenuti o l’autocertificazione titolo di studio ad un ente pubblico, non sarà necessario includere l’opzione della copia originale, poiché le Pubbliche amministrazioni italiane hanno l’obbligo di accettarle e di verificare personalmente la veridicità delle informazioni contenute nei documenti. Qualora queste risultino palesemente false, il firmatario dell’autocertificazione rischia delle pesanti sanzioni e l’annullamento del beneficio ottenuto dalla presentazione del documento stesso (art 76 del DPR 445/2000). Per saperne di più vi invitiamo a leggere: “Autocertificazione: le conseguenze di una dichiarazione mendace”.
Se gli uffici pubblici rifiutano un’autocertificazione commettono un illecito: violazione dei doveri d’ufficio. Il dipendente o il funzionario pubblico è tenuto a rilasciare i dati suoi e quelli relativi alla pratica in questione, oltre che ad una motivazione che giustifichi il rifiuto. I procedimenti penali e le conseguenze dell’atto sono disponibili nell’articolo: “Rifiuto autocertificazione: cosa fare”
Autocertificazione esami sostenuti: modulo disponibile online
È possibile redigere un’autocertificazione esami sostenuti in maniera semplice e veloce, scaricando il modulo da questo portale e aggiungendo i vostri dati. In questo caso, il documento ha 6 mesi di validità (art. 41 D.P.R. 445/2000) ma nel caso in cui sostituisca un certificato con una validità maggiore, l’autocertificazione avrà la medesima validità dello stesso.
Per essere valida, la dichiarazione deve essere firmata e accompagnata da una copia fotostatica del documento d’identità, ovviamente in corso di validità. Inoltre, è possibile presentare di persona la dichiarazione sostitutiva di certificazione o inviarla tramite posta tradizionale, elettronica o fax, ai sensi dell’art. 38 D.P.R. 445/2000.
La dichiarazione sostitutiva di certificazione del matrimonio è un documento che tutti i cittadini possono compilare e presentare presso gli uffici della Pubblica Amministrazione e presso le aziende fornitrici di servizi pubblici. L’autocertificazione matrimonio attesta che il firmatario è convolato a nozze in un dato giorno, unendosi in matrimonio con il/la suo/a coniuge, di cui vengono riportati nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita.
Il certificato originale, solitamente rilasciato dall’Ufficio Anagrafe del proprio Comune di residenza, può essere presentato ovunque in Italia, sia presso uffici pubblici, sia presso uffici privati. L’autocertificazione matrimonio, al contrario, può essere presentata presso tutti gli uffici pubblici e presso i privati che ne acconsentano l’utilizzo. L’uso che uffici privati come banche, assicurazioni e professionisti (solo per citarne alcuni) fanno delle autocertificazioni è strettamente vincolato al tipo di lavoro che svolgono e alla tipologia di certificazione richiesta. Le pubbliche amministrazioni, al contrario, sono obbligate ad accettare l’autocertificazione matrimonio, così come per tutte le altre tipologie di dichiarazioni sostitutive di certificazioni e atto notorio. Qualora un funzionario pubblico, o semplicemente il dipendente di un ufficio pubblico rifiuti la certificazione che il cittadino ha auto-redatto, sarebbe tenuto a rispondere per omissione d’atti d’ufficio e subire gravi conseguenze dal punto di vista civile e penale. A questo proposito è possibile leggere: “Rifiuto autocertificazione: cosa fare”.
Poter attestare le proprie condizioni è un diritto di tutti, per questo in Italia possono presentare documenti sostitutivi di certificazione e atto notorio tutti i cittadini italiani, tutti i cittadini provenienti da paesi esteri comunitari ed extracomunitari, purché i certificati originali ai quali si riferiscono le autocertificazioni siano già presenti nei registri pubblici Italiani.
Il cittadino che compila e presenta un’autocertificazione si assume le responsabilità di quanto dichiarato, come sancito dall’art. 76 del DPR 445/2000. Coloro i quali utilizzano la dichiarazione sostitutiva di certificazione per attestare dati e competenze espressamente false incorrono in pesanti sanzioni, oltre all’immediato decadimento dei benefici ottenuti dalla presentazione del documento stesso. Per saperne di più è possibile leggere: “Autocertificazione: le conseguenze di una dichiarazione mendace”.
Autocertificazione matrimonio: modulo editabile
La dichiarazione sostitutiva di certificazione che attesta di aver contratto il matrimonio può essere presentata di persona all’ente che la richiede, oppure può essere inviata tramite posta (tradizionale ed elettronica certificata) e via fax. Non occorre autenticare la firma del documento innanzi al personale addetto a riceverla, bensì è necessario allegare ad esso una copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità.
Grazie a questa dichiarazione sostitutiva di certificazione è possibile attestare i dati relativi alla propria nascita, alla propria residenza e alla propria cittadinanza. Questa autocertificazione nascita residenza cittadinanza può essere presentata presso tutti gli uffici pubblici e i gestori dei pubblici servizi, ai sensi dell’art. 46 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. I privati, invece, hanno la facoltà di accettare le dichiarazioni sostitutive o richiedere al cittadino i certificati originali. Questo significa che, se un professionista o l’impiegato di un ente privato richiede al cittadino il certificato originale di cittadinanza italiana, questi è obbligato a recarsi presso l’apposito ufficio e farsi rilasciare il documento. Al contrario, un dipendente pubblico non può rifiutare un’autocertificazione, poiché commetterebbe un illecito e sarebbe punibile dal punto di vista civile e penale per omissione o rifiuto d’atti d’ufficio. Per approfondire su questo tema è possibile leggere: “Autocertificazione: le conseguenze di una dichiarazione mendace”.
Di quanto dichiarato sull’autocertificazione nascita residenza e cittadinanza è responsabile il cittadino firmatario, che in caso di dichiarazioni deliberatamente false rischia una denuncia per falso e il decadimento di tutti i benefici ottenuti dal documento auto-redatto. Per saperne di più è possibile leggere: “Rifiuto Autocertificazione: cosa fare”
Chi può autocertificarsi?
È possibile a tutti redigere una dichiarazione sostitutiva di certificazione, purché il documento originale sia già presente negli archivi degli uffici pubblici. Questo è, di fatto, l’unico limite da rispettare. Possono quindi autocertificarsi:
Tutti i cittadini comunitari
Tutti i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno.
Autocertificazione nascita residenza cittadinanza: modulo disponibile online
Su questo sito è possibile scaricare l’autocertificazione nascita residenza cittadinanza, editabile in maniera totalmente gratuita. Il modulo è disponibile il formato PDF interattivo, che può essere compilato direttamente online e stampato. La dichiarazione sostitutiva di certificazione può essere presentata di persona presso l’ufficio che l’ha richiesta, o può essere inviata via posta tradizionale, elettronica o fax. In ogni caso, ad essa va sempre allegato il documento d’identità del firmatario.
Grazie a questa dichiarazione sostitutiva di certificazione è possibile attestare la residenza anagrafica dell’intestatario del contratto nell’immobile per il quale si richiede la fornitura elettrica.
Autocertificazione di residenza da presentare all’Enel: chi può presentarla
Il documento può essere presentato da tutti i cittadini italiani, tutti i cittadini comunitari e tutti i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, purché i certificati originali siano depositati presso gli uffici delle Pubbliche Amministrazioni italiane.
La dichiarazione sostitutiva può essere presentata presso tutti gli uffici pubblici (comuni, comunità montane, province, regioni, scuole, università, prefetture, tribunali, Inps, camere di commercio, motorizzazione civile, ecc.) e le aziende che gestiscono i pubblici servizi (Poste Italiane, Enel, ACI, Aziende del Gas, ecc.). Fanno eccezione, invece, le società e gli enti privati, che hanno la facoltà di accettare le autocertificazioni o richiedere i certificati originali.
Autocertificazione di residenza da presentare all’Enel: cosa fare se non viene accettata
Se un privato rifiuta le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e atto notorio, l’unica cosa da fare è procurarsi un certificato originale. Nel caso in cui, invece, sia una Pubblica Amministrazione a rifiutare l’autocertificazione, lo scenario che ci si prospetta innanzi è molto diverso. Non accettare una dichiarazione sostitutiva costituisce un vero e proprio illecito per un ufficio pubblico, rispetto al quale merita una sanzione. L’impiegato o il funzionario pubblico, rifiutando la dichiarazione sostitutiva di residenza da presentare all’Enel, rischia di essere denunciato per omissione o rifiuto atti d’ufficio. A questo proposito è possibile leggere: “Rifiuto Autocertificazione: cosa fare”.
Autocertificazione di residenza da presentare all’Enel: controlli e sanzioni per il richiedente
Il cittadino che presenta l’autocertificazione si assume la piena responsabilità di quanto attesta, secondo quanto sancito dall’art. 76 del DPR 445/2000. La Pubblica Amministrazione che riceve una dichiarazione sostitutiva è tenuta a verificarne la veridicità; In caso di dichiarazione mendace, essa è obbligata altresì ad applicare le sanzioni civili e penali previste dal caso. Per saperne di più è possibile approfondire leggendo: “Autocertificazione: le conseguenze di una dichiarazione mendace”.
Autocertificazione di residenza per Enel: modulo disponibile online
Scaricando il modulo di autocertificazione di residenza da presentare all’Enel presente su questo sito sarà possibile fornire i dati all’Enel senza reperire il certificato originale. È possibile editare il modulo in maniera totalmente gratuita e consegnarlo di persona oppure inviarlo sia tramite posta, sia via fax.
Attraverso l’autocertificazione stato civile è possibile attestare i propri dati, normalmente contenuti nei registri di Stato Civile: questi solitamente riguardano la nascita, il matrimonio, il divorzio, il decesso ecc.
L’autocertificazione stato civile può essere utilizzata e quindi presentata presso tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione Italiana e presso tutti i concessionari o i gestori di servizi pubblici. I privati, invece, hanno la facoltà di accettare le autocertificazioni: ciò vuol dire che possono richiedere anche i certificati originali.
Se un funzionario pubblico si rifiuta di accettare un’autocertificazione commette un illecito che corrisponde a omissione o rifiuto d’atti d’ufficio. Il cittadino dichiarante, in questo caso, può fare ricorso all’autorità pubblica per segnalare la situazione e far valere i propri diritti. A questo proposito si consigliala lettura di “Rifiuto Autocertificazione: cosa fare”.
Chi può redigere un’autocertificazione
Fondamentalmente non occorrono requisiti particolari per redigere un’autocertificazione. Il diritto di dichiarare autonomamente i requisiti in possesso o dati e fatti di cui si è a conoscenza è esteso a:
Tutti i cittadini extracomunitari, purché i dati che si apprestano ad autocertificare siano già presenti nei registri delle Pubbliche Amministrazioni italiane.
I dati attestati vengono in ogni caso disposti a controlli di veridicità; le autocertificazioni false, ovvero quelle che contengono delle dichiarazioni mendaci, rappresentano un vizio imputabile al firmatario e vengono sanzionate civilmente e penalmente. Per saperne di più è possibile leggere: “Autocertificazione: le conseguenze di una dichiarazione mendace”.
Autocertificazione stato civile: modulo disponibile online
In questo sito è possibile reperire l’autocertificazione stato civile editabile.
È possibile scaricare il documento direttamente sul computer, compilarlo e firmarlo, per poi inviarlo telematicamente. Se, al contrario, esso deve essere consegnato di persona o tramite raccomandata, è possibile stamparlo, compilarlo e firmarlo, per poi presentarlo all’ufficio che lo richiede. In entrambi i casi, è necessario allegare alla dichiarazione il documento d’identità del firmatario, di modo da accertare l’identità di quest’ultimo e la correttezza dell’autocertificazione.
L’autocertificazione casellario giudiziale è un particolare tipo di dichiarazione sostitutiva di certificazione utile ai cittadini che hanno bisogno di attestare:
di non aver mai ottenuto condanne penali;
di non essere destinatario/a di provvedimenti giuridici riguardanti l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale, ai sensi della vigente normativa;
di non essere a conoscenza di essere coinvolto/a in procedimenti penali.
L’autocertificazione casellario giudiziale può essere presentata presso tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione, che, ai sensi dell’art 46 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, sono tenuti ad accettarle in qualsiasi caso, così come i gestori e i concessionari dei servizi pubblici. I privati, invece (banche, assicurazioni, professionisti ecc.) hanno la facoltà di accettare le autocertificazioni o di rifiutarle, richiedendo ai cittadini i certificati originali.
A differenza di questi ultimi, le autocertificazioni non necessitano di imposta di bollo e spese accessorie, non è richiesta l’autentica della firma o l’apposizione della stessa innanzi ad un funzionario dell’ente che la richiede. Al documento, però, va sempre allegata una fotocopia del documento d’identità del firmatario.
Le Pubbliche Amministrazioni, così come i privati che accettano le autocertificazioni, sono tenute al controllo sulla veridicità delle informazioni contenute al loro interno. Chi compila una dichiarazione sostitutiva di certificazione del casellario giudiziale, dal canto suo, si assume tutta la responsabilità delle informazioni contenute nel documento: ciò significa che, nel caso in cui il documento contenga un dato deliberatamente falso, il procedimento sarà annullato e il cittadino dichiarante perderà tutti i benefici ottenuti dall’autocertificazione, oltre ad esporsi a conseguenze penali. Per saperne di più è possibile leggere: “Autocertificazione: le conseguenze di una dichiarazione mendace”.
Autocertificazione casellario giudiziale: modulo disponibile online
Su questo sito è possibile scaricare e compilare il modello di autocertificazione casellario giudiziale in modo totalmente gratuito. In seguito, la dichiarazione potrà essere stampata e consegnata di persona, inviata per posta o via fax.