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Timestamp: 2016-10-27 09:08:49+00:00
Document Index: 97680593

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 109', 'art. 83', 'art. 19', 'art. 83', 'art. 19', 'art. 19', 'art.\n83', 'art. 109', 'art. 109']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 47 del 28.05.2010
Consulenza giuridica - Trattamento fiscale delle spese
sostenute dagli operatori congressuali per lacquisto di servizi alberghieri e
dellart. 83, comma 28quater,
del D.L. n. 112 del 2008, è stato esposto il seguente
ALFA ha segnalato i seguenti profili di criticità
attinenti al trattamento fiscale, ai fini IVA e ai fini delle imposte dirette,
delle spese sostenute dagli operatori congressuali per lacquisto di servizi
alberghieri e di ristorazione.
1) Fattura dei corrispettivi relativi alle prestazioni di servizi
necessari per lorganizzazione del congresso.
ALFA chiede di conoscere se i chiarimenti forniti
dalla scrivente nella risoluzione 4 giugno 2004, n. 168, in ordine alla
necessità di evidenziare distintamente nella fattura emessa in relazione allorganizzazione
del convegno il corrispettivo relativo ai servizi alberghieri e di ristorazione,
debbano ritenersi ancora validi, nonostante sia venuto meno, a partire dal 1°
settembre 2008, il regime di indetraibilità dellIVA relativa a detti
ALFA fa presente che levidenziazione in fattura dei
servizi alberghieri e di ristorazione da parte delloperatore congressuale è
di difficile applicazione soprattutto nellipotesi in cui lorganizzazione
del congresso avvenga sulla base di un contratto di appalto che ha per oggetto
un risultato economico unitario.
In tal caso, infatti, il corrispettivo non è
frazionabile in quanto lo stesso è costituito dalla somma dei vari costi
(diretti e indiretti) e da una quota, c.d. fee, spettante allorganizzatore,
oppure è stabilito forfetariamente senza alcun riferimento ai costi.
Più in generale, la scomposizione in fattura del
corrispettivo unitariamente pattuito non è agevole in tutti i casi in cui il
servizio congressuale è costituito dalla combinazione di varie
prestazioni di servizi - tra le quali sono comprese le prestazioni alberghiere e
di ristorazione - non sempre direttamente attribuibili al singolo partecipante
al congresso in quanto le stesse concorrono alla creazione del servizio
congressuale nel suo insieme.
Pertanto, di regola, loperatore congressuale fattura
unitariamente il corrispettivo al committente con aliquota IVA del 20 per cento.
2) Deduzione delle spese per lacquisto di servizi alberghieri e di
ALFA chiede chiarimenti in merito alla possibilità di
comprendere gli operatori del settore congressuale tra i soggetti ai quali non
si applica il tetto di deducibilità delle spese alberghiere e di ristorazione
previsto dallart. 109,
comma 5, del Tuir, come modificato dallart. 83, comma 28-quater, del
decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
Nel caso in cui lorganizzazione del congresso
venga affidata ad una società che opera nel settore congressuale mediante un
contratto di appalto o unaltra forma contrattuale a questo assimilabile, il
corrispettivo globalmente espresso può essere assoggettato ad aliquota
ordinaria senza differenziazione in fattura delle varie componenti che lo
Ad avviso di ALFA, alle imprese del settore
congressuale non si applica il limite alla deducibilità (75 per cento) delle
spese per servizi alberghieri e di somministrazione di alimenti e bevande in
quanto detti servizi costituiscono oggetto dellattività propria dellimpresa.
Per quanto riguarda la questione di cui al punto
1), relativa alle modalità di fatturazione dei servizi che loperatore
congressuale fornisce al committente per lorganizzazione dellevento, si fa
Lart. 19-bis1,
comma 1, lett. e), del D.P.R. n. 633 del 1972, nel testo vigente fino al 31
agosto 2008, prevedeva lindetraibilità dellIVA relativa a prestazioni
alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande ad eccezione dellipotesi
in cui le stesse formassero oggetto dellattività propria dellimpresa.
Con la risoluzione 4 giugno 2004, n. 168, lAmministrazione
finanziaria ha chiarito che lorganizzatore congressuale che acquista i
servizi alberghieri e di ristorazione per rivenderli nellambito di un pacchetto
di servizi ai propri clienti, può detrarre lIVA afferente i servizi
alberghieri e di ristorazione medesimi in quanto gli stessi sono oggetto dellattività
propria delloperatore congressuale.
La medesima risoluzione ha precisato che la fattura
emessa dallorganizzatore congressuale nei confronti del cliente finale deve
indicare distintamente i servizi alberghieri e di ristorazione ed il relativo
corrispettivo assoggettato ad IVA con aliquota propria pari al 10 per cento.
Infatti, stante il regime di indetraibilità oggettiva
dellIVA assolta sui servizi in argomento, vigente fino al 31 agosto 2008, il
cliente, in quanto destinatario finale dei servizi alberghieri e di
ristorazione, non poteva detrarre lIVA relativa agli stessi.
Lart. 83, comma 28-bis, del decreto-legge n. 112 del
2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, ha eliminato la previsione di
somministrazione di alimenti e bevande di cui allart. 19-bis1, comma 1, lett.
e), del D.P.R. n. 633 del 1972.
Pertanto, a partire dal 1° settembre 2008, lIVA
relativa ai servizi in argomento è detraibile sulla base dei principi generali
dettati dallart. 19 del D.P.R. n. 633 del 1972, nella misura in cui i servizi
risultino inerenti ad operazioni che consentono lesercizio del diritto e
siano documentati con fattura.
Contestualmente alleliminazione della
indetraibilità oggettiva dellIVA relativa alle prestazioni in esame, lart.
83, comma 28-quater, del richiamato decreto-legge n. 112 del 2008, modificando
gli artt. 54 e 109 del Tuir,
ha introdotto un limite alla deducibilità dal reddito dimpresa e di lavoro
autonomo dei servizi alberghieri e di ristorazione, stabilito nel 75 per cento
del relativo costo.
Lesigenza di evidenziare in fattura il corrispettivo
relativo alle suddette prestazioni va soddisfatta anche in relazione al nuovo
La fatturazione dettagliata sopra descritta consente al
cliente di operare correttamente la deduzione dal reddito delle spese relative
allacquisto dei servizi alberghieri e di somministrazione di alimenti e
bevande - stabilita nella misura del 75 per cento - ai sensi degli artt. 54 e
109 del Tuir, concernenti, rispettivamente, il reddito di lavoro autonomo e il
Ciò posto, si deve, tuttavia, ritenere che nei casi in
cui la fatturazione dettagliata dei servizi risulti incompatibile con le diverse
modalità di organizzazione dellattività congressuale  come nel caso in
cui lorganizzazione di un congresso sia affidata mediante la stipula di un
contratto di appalto e venga pattuito un corrispettivo forfetariamente
determinato  loperatore congressuale può emettere la fattura indicando il
corrispettivo unitario da assoggettare ad IVA con aliquota ordinaria.
In tal caso, spetta al committente acquisire, ai fini
della corretta deduzione dal proprio reddito dei costi relativi ai servizi
alberghieri e di ristorazione, una documentazione recante il dettaglio delle
spese relative ai singoli servizi forniti dalloperatore congressuale per lorganizzazione
dellevento che - come suggerito da ALFA  può consistere in un prospetto
dettagliato dei costi del servizio congressuale.
Per quanto riguarda la questione di cui al punto 2),
relativa alla riconducibilità dellorganizzatore congressuale tra i soggetti
ai quali non si applica la limitazione della deducibilità delle spese
alberghiere e di ristorazione, prevista dallart. 109, comma 8, del Tuir, come
modificato dal decreto-legge n. 112 del 2008, si richiamano i chiarimenti
forniti con la circolare 3 marzo 2009, n. 6.
In tale occasione, la scrivente ha chiarito che il
limite di deducibilità del 75 per cento, previsto dal richiamato art. 109,
comma 5, del Tuir, per le spese in argomento, non si applica alle imprese
distributrici di ticket restaurant e ai tour operator, in quanto la rivendita di
dette prestazioni costituisce loggetto dellattività propria dellimpresa.
La limitazione della deducibilità delle spese
alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande, infatti, non derogando
agli ordinari criteri di inerenza che presiedono alla determinazione del reddito
dimpresa, non si applica a fattispecie rispetto alle quali linerenza di
dette spese è indubbia in quanto le stesse rappresentano una componente della
prestazione oggetto dellattività propria dimpresa.
Conseguentemente può affermarsi che gli operatori del
settore congressuale, la cui attività è caratterizzata dalla fornitura ai
propri clienti di servizi comprensivi di prestazioni alberghiere e di
ristorazione, non subiscono il limite alla deducibilità dei costi relativi a
dette prestazioni in quanto le stesse, rappresentando lo strumento necessario
per il compimento del fine economico dellimpresa, possono considerarsi
oggetto dellattività congressuale.