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Timestamp: 2018-06-18 13:37:41+00:00
Document Index: 139846595

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 53']

Ogm: cosa sono e come sono disciplinati
Definizioni, caratteristiche e autorizzazione ai sensi del Reg. 1829/2003. Il ruolo dell'EFSA e della Commissione UE
di Elio Enrico Palumbieri - La disciplina relativa agli alimenti geneticamente modificati va ricercata all'interno del reg. 1829/2003 (Regolamento 1829/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 settembre 2003 relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati).
Ogm cosa sono
Proprio questo Regolamento europeo fornisce la definizione di alimenti geneticamente modificati e di alimenti prodotti a partire da organismi geneticamente modificati.
Tale distinzione è contenuta ai n. 6) e 10) dell'art. 2 i quali, rispettivamente, definiscono gli alimenti geneticamente modificati come quegli alimenti che contengono, sono costituiti o prodotti a partire da OGM e gli alimenti "prodotti a partire da OGM" come quelli derivati, in tutto o in parte, da tali organismi, ma che non li contengono e non ne sono costituiti.
La dir. 2001/18, invece, fornisce una definizione di organismo geneticamente modificato individuandolo come un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/ola ricombinazione genetica naturale.
Le caratteristiche degli Ogm
Il fulcro del regolamento 1829/2003 è, senza dubbio, l'art. 4. Questo, infatti, in primo luogo stabilisce che gli OGM non devono:
In aggiunta a ciò la disposizione evidenzia che la commercializzazione di alimenti geneticamente modificati può avvenire solo se in presenza di apposita autorizzazione volta a:
L'autorizzazione al commercio degli Ogm
Il primo passo per poter ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio all'interno dell'UE di alimenti geneticamente modificati è disciplinato dall'art. 5 del reg. 1829/2003.
Questo, in particolare prevede che l'autorità nazionale che ha ricevuto la domanda debba, entro 14 giorni, notificare al richiedente il ricevimento e informare l'EFSA mettendole a disposizione tutti i documenti relativi alla domanda. L'EFSA, a sua volta, informa gli altri Stati membri e la commissione.
c) se del caso, informazioni in materia di rispetto dell'allegato II del protocollo di Cartagena sulla biosicurezza allegato alla convenzione sulla diversità biologica (in prosieguo il «protocollo di Cartagena»);
e) una copia degli studi effettuati, compresi, se disponibili, studi indipendenti vagliati «inter pares», e qualsiasi altro materiale disponibile per dimostrare che l'alimento soddisfa i criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
h) se del caso, le condizioni di immissione in commercio dell'alimento o degli alimenti da esso derivati, comprese le condizioni specifiche di uso e di manipolazione; 18.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 268/7;
Un ruolo centrale viene rivestito, anche nel procedimento di autorizzazione, dall'EFSA. Questa, in particolare, è tenuta ad esprimere un parere entro 6 mesi dall'inoltro della domanda da parte dell'autorità nazionale richiedendo, ove necessario, una specifica valutazione sulla sicurezza alimentare o sul rischio ambientale alle competenti Autorità degli Stati membri. Nel suo parere motivato l'Autorità verifica la conformità alle prescrizioni del regolamento degli elementi e dei documenti presentati dal richiedente. In particolare, l'Autorità verifica:
a) la conformità della domanda ai requisiti fissati dall'art. 5 par. 3 e dall'art. 4 par 1;
b) la fondatezza delle informazioni e dei dati presentati dal richiedente;
c) con l'ausilio di un laboratorio comunitario di riferimento, la validità dei metodi di rilevazione e campionamento utilizzati.
Il parere così redatto viene inoltrato alla Commissione, agli Stati membri e al richiedente e viene reso pubblico dopo aver eliminato tutte le informazioni riservate.
L'ultima fase del procedimento spetta alla Commissione che, insieme al Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, esprime un parere definitivo tenendo in considerazione il parere dell'EFSA e la normativa comunitaria applicabile. Il parere della Commissione deve contenere tutti gli elementi già visti e di cui all'art. 6 del regolamento.
Ogm, il rinnovo dell'autorizzazione
Una volta concessa, l'autorizzazione deve essere rinnovata con cadenza decennale.
L'art. 10, inoltre, prevede la possibilità che l'EFSA modifichi, sospenda o revochi la stessa su richiesta di uno Stato membro, della Commissione e del richiedente. Sospensione o modificazione possono avvenire anche con procedura d'urgenza ex art. 53 e 54 del reg. 178/2002 nel caso in cui i prodotti autorizzati possano comportare un rischio per la salute umana o degli animali.
Infine, ai sensi della direttiva 2015/412/UE, gli Stati membri possono chiedere all'impresa richiedente di adeguare l'ambito geografico dell'evento transgenico evitando, così, in tutto o in parte il proprio territorio nazionale ovvero richiedere l'adeguamento dell'ambito geografico di una richiesta di autorizzazione o di un'autorizzazione già concessa ai sensi della direttiva 2001/18/CE.
Dott. Elio Enrico Palumbieri
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(09/05/2018 - Dott.Elio Enrico Palumbieri) • Foto: 123rf.com