Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-473-codice-civile-eredita-devolute-a-persone-giuridiche-o-ad-associazioni-fondazioni-ed-enti-non-riconosciuti
Timestamp: 2018-11-17 22:36:06+00:00
Document Index: 108903888

Matched Legal Cases: ['art. 512', 'art. 473', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 473', 'art. 13', 'art. 17']

Persona giuridica: complesso organizzato di persone e di beni, rivolto ad uno scopo, al quale la legge riconosce la personalità giuridica, automaticamente (come per le società di capitali) in presenza di determinate condizioni ovvero a seguito di provvedimento dell’autorità competente.
Gli articoli 471, 472 e 473 stabiliscono, per alcune categorie di soggetti, ossia gli incapaci, le persone giuridiche e gli enti non riconosciuti, l’obbligo dell’accettazione con beneficio d’inventario, modalità che è invece facoltativa per tutti gli altri chiamati: in sostanza questi soggetti possono solo scegliere se rinunziare o se accettare con beneficio d’inventario.
L'obbligo di accettare l'eredità con beneficio d'inventario non si estende alle fondazioni costituite per testamento con contestuale nomina dell'ente in qualità di erede universale, in quanto il patrimonio della fondazione, destinato a formarsi solo con la disposizione testamentaria, ovvero in modo inscindibile e contestuale rispetto all'istituzione dell'ente, non può confondersi con quello del de cuius. Trovano, invece, applicazione, come per tutti gli atti a titolo gratuito, le disposizioni lesive della legittima e l'azione di separazione prevista dall'art. 512 c.c. a tutela dei creditori del de cuius.
Le persone giuridiche diverse dalle società, ai sensi dell'art. 473 c.c., non possono accettare le eredità loro devolute, se non con il beneficio d'inventario (e per le eredità devolute prima dell'entrata in vigore dell'art. 13 della l. n. 127 del 1997, se non ottenendo, altresì, l'autorizzazione governativa prescritta dall'art. 17 c.c.). Di conseguenza, qualora l'accettazione, nell'unica forma consentita dalla legge, sia divenuta inefficace, si deve ritenere che, non potendo trovare applicazione, per evidente incompatibilità, la diversa disposizione in forza della quale il beneficiario è da considerare erede puro e semplice, si deve escludere che sussista alcuna accettazione.
Cassazione civile sez. II 29 settembre 2004 n. 19598
In tema di accettazione dell'eredità, poiché le persone giuridiche diverse dalle società non possono, ai sensi dell'art. 473 c.c., accettare le eredità loro devolute se non con il beneficio d'inventario (e, per le eredità devolute prima dell'entrata in vigore dell'art. 13 l. 15 maggio 1997 n. 127, se non munendosi altresì dell'autorizzazione governativa di cui all'art. 17 c.c.), qualora l'accettazione, nell'unica forma consentita dalla legge, sia divenuta inefficace (nella specie, per mancata redazione dell'inventario entro tre mesi dall'accettazione, in assenza di richiesta di proroga del termine), si deve ritenere che, non potendo trovare applicazione, per evidente incompatibilità, la diversa disposizione in forza della quale il chiamato è da considerare erede puro e semplice, va esclusa l'esistenza stessa dell'accettazione.