Source: http://www.sindacatofsi.it/2013/11/16/riposo-giornaliero-padre-moglie-casalinga-lavoratrice-dipendente-diritto/
Timestamp: 2018-10-21 11:18:05+00:00
Document Index: 122633913

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 40', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 10']

Riposo giornaliero, padre, moglie casalinga, lavoratrice dipendente, diritto | Sindacato FSI
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Sentenza 9 novembre 2012, n. 1189
ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 927 del 2012, proposto da: P. GIANLUIGI, rappresentato e difeso dall’avv. Chiara Servetti, con domicilio eletto presso lo studio della medesima in Torino, corso Vittorio Emanuele II, 82;
MINISTERO DELLA DIFESA, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Torino, domiciliata in Torino, corso Stati Uniti, 45;
CONSIGLIERA DI PARITÀ DELLA PROVINCIA DI CUNEO – AVV. DANIELA CONTIN – rappresentata e difesa dall’avv. Chiara Servetti, con domicilio eletto presso lo studio della medesima in Torino, corso Vittorio Emanuele II, 82;
– del provvedimento di cui alla nota prot. n. 535/10 in data 27.4.2012, comunicata in data 10.5.2012, a firma del Comandante del Comando Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, con la quale è stata respinta la domanda presentata in data 1.2.2012 dal ricorrente, volta ad ottenere i riposi giornalieri spettanti al padre, ai sensi dell’art. 40 del d.lgs. n. 151/2000;
– del preavviso di rigetto dell’istanza, comunicato con nota prot. n. 535/12 in data 6.3.2012, a firma del Comandante del Comando Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta;
– della direttiva n. m-DGM1LII610227643 in data 29.4.2010 del Ministero della Difesa – Direzione Generale del personale militare, diramata con circolare n. 72/50-2-2001 in data 9.6.2010 del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – SM -Ufficio Legislazione;
– delle “linee di indirizzo” elaborate dallo Stato Maggiore della Difesa – I Reparto Personale – Ufficio condizione militare diramata con circolare n. 72/59-7-2001 in data 10.2.2012 del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – Sm-Ufficio Legislazione;
– degli atti tutti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi;
– per l’accertamento del diritto del ricorrente a fruire dei periodi di riposo giornalieri richiesti con relativo trattamento economico sino al compimento di un anno di vita del figlio;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm., in ordine ad una possibile definizione immediata del giudizio con sentenza in forma semplificata, sussistendone i presupposti di legge;
1. Con ricorso in riassunzione notificato il 20.09.2012 e depositato il 28.09.2012 (a seguito di declinatoria di competenza del TAR Lazio-Roma), il signor P. Gianluigi, appuntato scelto in servizio permanente presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, ha impugnato il provvedimento indicato in epigrafe con cui il Comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta gli ha negato la concessione dei riposi giornalieri spettanti al padre ai sensi dell’art. 40 del D. Lgs. n. 151/2000, in relazione figlio ultimogenito nato in data 01.02.2012.
– la mancata equiparazione della madre casalinga alla lavoratrice dipendente, anche alla luce dei principi espressi dalla più recente giurisprudenza e recepiti dalla stessa Amministrazione in alcune recenti circolari del Ministero del Lavoro e dell’INPS;
– la mancata considerazione del peculiare contesto familiare del ricorrente, padre di otto figli in tenera età;
– la ingiustificata tardiva definizione del procedimento amministrativo, avviato a seguito dell’istanza presentata dal ricorrente in data 01.02.2012 e conclusa solo il 10.05.2012, oltre il termine di 30 giorni previsto dall’art. 2 L. 241/90, con conseguente danno per il ricorrente, privato del diritto di fruire i permessi allorchè ne aveva maggiormente bisogno.
9. Osserva il collegio che secondo il più recente e prevalente indirizzo giurisprudenziale, condiviso dalla Sezione, “in ossequio al principio della paritetica partecipazione di entrambi i coniugi alla cura ed all’educazione della prole, quale espressione dei precetti costituzionali contenuti negli artt. 3, 29, 30 e 31 Cost., l’art. 40 comma 1 lett. c), d.lg. 26 marzo 2001 n. 151, ai sensi del quale i periodi di riposo giornalieri di cui all’art. 39 spettano al padre lavoratore nell’ipotesi in cui la madre non sia lavoratrice dipendente, si applica anche nell’ipotesi in cui la madre svolga l’attività di casalinga (T.A.R. Palermo Sicilia sez. I, 07 aprile 2011 n. 680).
Anche il Consiglio di Stato ha avuto modo di affermare che l’espressione madre “non lavoratrice dipendente” contenuta nell’art. 6 ter l. 9 dicembre 1977 n. 903 (introdotto dall’art. 13 l. 8 marzo 2000 n. 53) ai sensi del quale i periodi di riposo di cui all’art. 10 l. 30 dicembre 1971 n. 1204 e successive modificazioni e i relativi trattamenti economici sono riconosciuti al padre lavoratore …nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente, deve ritenersi comprensiva anche della “lavoratrice” casalinga (Cons. Stato, sez. VI, 9 settembre 2008, n. 4293, conf. Tar Toscana 25 novembre 2002 n. 2737).
a) accoglie la domanda di annullamento, e per l’effetto annulla il provvedimento di cui alla nota prot. n. 535/10 in data 27.04.2012 a firma del Comandante del Comando Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta- SM – Ufficio Personale –Sezione Avanzamento e Documentazione;
Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2012 con l’intervento dei magistrati: