Source: http://www.dataprintgrafik.it/viewdoc.asp?co_id=13770
Timestamp: 2018-08-20 19:14:57+00:00
Document Index: 61684296

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 47', 'art. 65', 'art. 64', 'art. 45', 'art. 68', 'art. 57']

Data Print Grafik: Rassegna stampa del 04 gennaio 2006
Rassegna stampa del 04 gennaio 2006
Dialogo telematico con gli uffici
Il Testo unico, operativo da quest'anno, prevede un elenco delle sedi virtuali delle amministrazioni - Cittadini e aziende hanno il diritto di utilizzare gli strumenti informatici anche facendo ricorso al giudice.
Nuovo impulso alla pubblica amministrazione online. Dal 1Â° gennaio Ã¨ operativo il Codice dell'amministrazione digitale, approvato con decreto legislativo 82/05. Il quadro normativo per l'utilizzo delle nuove tecnologie Ict, con pieno valore legale, Ã¨ pressochÃ© definito. Resta la parte piÃ¹ difficile, rappresentata dal tradurre sul piano operativo la possibilitÃ di utilizzare le nuove tecnologie con pieno valore giuridico come previsto da parecchi anni (il Dpr 513 sulla firma digitale Ã¨ datato 1997). Il processo culturale, in questo caso, Ã¨ piÃ¹ lento delle regole giuridiche, anche se le spinte in avanti di alcune leggi di settore (si pensi alle Camere di commercio con l'obbligo di trasmissione degli atti societari o alla notifica online al Garante per il trattamento dei dati personali) hanno accelerato i processi di informatizzazione dei procedimenti amministrativi.
L'art. 3 del codice introduce un principio che in precedenza era abbozzato in atti di rango inferiore: " i cittadini e le imprese hanno diritto a richiedere e ottenere l'uso delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali (...)". L'ambito di applicazione sarÃ a breve esteso anche alla pubblica amministrazione locale (Comuni, Province, ecc.), come prevede la bozza di decreto "correttivo" del Codice in cantiere presso gli uffici del ministro per l'Innovazione e le tecnologie. La Pa, dunque, non ha piÃ¹ scuse. Deve garantire al cittadino e alle imprese l'utilizzo della firma digitale, dell'e-mail e della Pec (posta elettronica certificata). Questo diritto Ã¨ immediatamente in vigore e puÃ² essere fatto valere presso il giudice ordinario a prescindere dal termine di 24 mesi affinchÃ© le pubbliche amministrazioni si dotino di una casella di posta elettronica e di una casella di Pec per lo scambio di messaggi tra pubbliche amministrazioni nell'ambito del protocollo informatico (art. 47).
Peraltro, da tempo Ã¨ operativo un Indice istituito ai sensi del Dpcm 31 ottobre 2000 in cui le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di eleggere la propria "sede elettronica" ovvero i propri riferimenti ufficiali della posta elettronica istituzionale e della Pec. L'indice Ã¨ accessibile dal sito www.indicepa.gov.it.
Il Sole 24 Ore - M. Pirazzini - art. pag. 19
Modulistica adatta a piÃ¹ formati
I modelli potranno essere compilati anche con standard aperti
Il Codice dell'amministrazione digitale (art. 65) conferma la necessitÃ di "sottoscrivere" i documenti informatici nei confronti della Pa solo con l'utilizzo di una firma digitale rilasciata da un certificatore accreditato presso il Cnipa, ovvero autenticandosi in modo sicuro tramite siti Internet che accettano la Carta nazionale dei servizi o la carta d'identitÃ elettronica (Cie). Viene tuttavia introdotto il principio (art. 64) per cui - dal 2008 - l'unico sistema di autenticazione dovrÃ essere quello basato su smart card, mandando in soffitta user-id e password. Resta poco coerente la disposizione dell'art. 45 che attribuisce al fax il rango di "forma scritta", al pari della firma digitale, senza considerare l'estrema facilitÃ con cui si puÃ² manipolare la fonte di provenienza del fax, non certamente riconducibile a una persona come la sottoscrizione digitale.
Il Codice introduce un nuovo vincolo alle pubbliche amministrazioni sul tema dei "formati" da utilizzare per i documenti elettronici. E' in corso un dibattito a livello mondiale che contrappone i formati proprietari (molto diffusi e conosciutissimi sono i file .doc, .xls, ppt, ecc.) ai formati "aperti" (tra i quali si colloca "l'open document" approvato da www.oasis-open.org). L'art. 68 del Codice impone che le piattaforme tecnologiche adottate dalle amministrazioni siano in grado di gestire "la rappresentazione di dati e documenti in piÃ¹ formati, di cui almeno uno di tipo aperto, salvo che ricorrano peculiari ed eccezionali esigenze". Pertanto anche la modulistica resa disponibile dalle pubbliche amministrazioni dovrÃ essere "pluralista", quanto al formato dei file, per consentire la compilazione anche da parte di chi utilizza formati basati su standard aperti ovvero "resi pubblici e documentati esaustivamente". La disposizione va coordinata con l'art. 57 del Codice che impone alle pubbliche amministraizoni la pubblicazione, tramite internet, di moduli e formulari.
Il Sole 24 ore - Mau. Pir. - art. pag. 19
Le ristrutturazioni edilizie godono di un doppio beneficio Iva-Irpef
Incrementata la detrazione mentre l'imposta sul valore aggiunto resta al 10%%
Dopo sei anni, l'Iva sulle manutenzioni ordinario e straordinarie Ã¨ tornata al 20%. Il maggior peso dell'imposta vanifica, su questo lavori, l'incremento della detrazione ai fini Irpef, tornata con la legge 266/2005 (Finanziaria per il 2006) dal 36% al 41%. Il discorso cambia, perÃ², se si parla di lavori di ristrutturazione edilizia, sui quali l'aliquota Iva Ã¨ stabilmente del 10%, per cui l'aumento della detrazione Irpef si traduce in un beneficio concreto per il contribuente.
Italia OggiÂ - F. Ricca - art. pag. 25
Altri 155 milioni all'innovazione
Tre decreti delle attivitÃ produttive sul Pia. manifestazione d'interesse a stretto giro di posta - Nuovi fondi per le imprese rimaste finora a bocca asciutta
Per le attivitÃ di industrializzazione arrivano 100 mln di euro, per gli investimenti indirizzati allo sviluppo precompetitivo ecco 55 mln di euro. Il ministero delle attivitÃ produttive ha sbloccato nuove risorse per finanziare le attivitÃ del bando Pia innovazione che andranno ad occupare in graduatoria una posizione non utile alla concessione delle agevolazioni. Il via libera alla nuova tornata di finanziamenti giunge con due decreti di fine anno, firmati dal ministro delle attivitÃ produttive, Claudio Scajola, il 29 dicembre scorso, e non ancora pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Con terzo decreto, riportante la medesima data, via Veneto ha poi affrontato il tema della tempistica per accedere agli aiuti suppletivi: le imprese, interessate a incassare le agevolazioni, dovranno presentare una domanda, contenente la loro manifestazione d'interesse a mantenere in vita il programma d'investimenti entro e non oltre un mese dalla pubblicazione in Gazzetta di quest'ultimo decreto ministeriale.