Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/02/novita-fiscali-del-10-febbraio-2011-in-presenza-di-autotutela-nel-corso-del-giudizio-fiscale-le-spese-liti-le-paga-il.html
Timestamp: 2020-06-01 21:00:40+00:00
Document Index: 136746047

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 97', 'art. 4', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1129', 'art. 1130', 'art. 1130']

Novità fiscali del 10 febbraio 2011: in presenza di autotutela nel corso del giudizio fiscale le spese liti le paga il fisco; Consiglio dei Ministri: rilancio dell’economia, crescita e sviluppo; in scadenza la consegna della certificazione delle ritenute; condominio: prima approvazione delle nuove norme, amministratori sotto stretto controllo anche di un solo condomino | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 10 febbraio 2011: in presenza di autotutela nel corso del giudizio fiscale le spese liti le paga il fisco; Consiglio dei Ministri: rilancio dell’economia, crescita e sviluppo; in scadenza la consegna della certificazione delle ritenute; condominio: prima approvazione delle nuove norme, amministratori sotto stretto controllo anche di un solo condomino
in presenza di richiesta autotutela da parte del contribuente le spese di lite le paga l’Agenzia delle Entrate; Consiglio dei Ministri: rilancio dell’economia, crescita e sviluppo; in scadenza la consegna della certificazione delle ritenute; condominio: prima approvazione delle nuove norme, amministratori sotto stretto controllo anche di un solo condomino; altre di fisco
1) In presenza di autotutela nel corso del giudizio fiscale le spese liti le paga il fisco
2) Consiglio dei Ministri: rilancio dell’economia, crescita e sviluppo
3) In scadenza la consegna della certificazione delle ritenute
4) Condominio: prima approvazione delle nuove norme, amministratori sotto stretto controllo anche di un solo condomino
Se il provvedimento di autotutela presentato da contribuente viene accettato dagli uffici preposti dell’Amministrazione finanziaria solo nel corso del giudizio fiscale, cessata perciò la materia del contendere, le relative spese della causa vanno pagate dall’Agenzia delle Entrate.
In questi casi l’Ufficio delle Entrate avrebbe potuto procedere ad annullare l’atto illegittimo prima che il contribuente si vedesse costretto a ricorrere in commissione tributaria.
Si registrano, infatti, in questi giorni alcune sentenze di tali commissioni tributarie (C.T.R. di Roma sentenza 43/29/11 del 01/02/2011; C.T.P. di Udine, sentenza n. 50/2009) che ricalcano quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 350 del 2009) la quale, tenuto conto dei principi fissati dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 274 del 2005, sul principio di responsabilità delle spese di giudizio), ha affermato che, qualora, dopo la notifica dell’impugnazione effettuata dal contribuente, l’Ufficio annulli in autotutela l’atto contestato, il giudice, dichiarata cessata la materia del contendere, deve condannare l’Agenzia al pagamento delle spese.
Infatti, l’annullamento dell’atto impugnato, realizzato dall’Agenzia delle Entrate utilizzando il proprio potere di autotutela (annullamento degli atti emessi illegittimi), comporta il riconoscimento della fondatezza delle ragioni del contribuente.
Tutto è consentito tranne ciò che è vietato dalla legge, questo in sintesi il principio che ha ispirato la riforma costituzionale dell’art. 41, approvata il 09 febbraio 2011 dal Consiglio dei Ministri ed illustrata, nel corso di una conferenza stampa al termine della riunione, dal Presidente del Consiglio.
Il premier ha annunciato in conferenza stampa l’avvio della nuova fase del lavoro di governo “tutta tesa ai provvedimenti per il rilancio dell’economia, la crescita e lo sviluppo”.
Il capitolo delle infrastrutture e il rilancio del piano casa sono stati illustrati dal ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, per il quale “il programma delle infrastrutture è stato sostanzialmente portato avanti” ed ha elencato una serie di opere in corso, tra cui la “Salerno- Reggio Calabria”: <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />440 Km complessivi, di cui 200 già aperti al pubblico, 170 finanziati e appaltati, e un piccolo tratto in provincia di Cosenza definito “il più difficile”.
Mentre il rilancio del Piano casa avverrà con un provvedimento legislativo al fine di rimuovere tutti gli ostacoli statali che impediscono al 60% delle case la possibilità di un ampliamento.
Una parte consistente del pacchetto di provvedimenti approvati riguarda il riordino degli incentivi che in futuro sarà affidato a tre strumenti: la categoria dei voucher; la categoria di incentivi erogati in base a progetti su bandi di gara e, infine, una categoria di incentivi sulle procedure negoziali per gli investimenti al di sopra dei 20 milioni.
La riforma – ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico – prevede una semplificazione normativa, flessibilità degli strumenti di intervento in raccordo con le regioni e la velocizzazione delle procedure.
Oltre all’art. 41, nel piano per la crescita, trova posto anche la riforma dell’art. 97 che costituzionalizza, come ha spiegato il ministro Brunetta, il principio che è lo Stato al servizio dei cittadini e non viceversa.
E fissa il principio che merito e capacità degli impiegati siano alla base del lavoro pubblico.
Per il Piano per il sud, è intervenuto il ministro per i Rapporti con le regioni e la coesione territoriale che ha annunciato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del “timing” degli impegni per i prossimi mesi.
Una tabella puntuale che prevede, entro la fine di febbraio, il confronto con il commissario europeo e le regioni, nonché la chiusura definitiva della ricognizione e riassegnazione delle risorse ed entro il 30 aprile la definizione completa di chi deve fare cosa.
Anche il “buon funzionamento della giustizia civile“ rientra a pieno titolo nel piano organico per la crescita.
Il pacchetto di provvedimenti per snellire l’arretrato è stato illustrato in conferenza stampa dal ministro della Giustizia.
Sono 4 le azioni scelte per aggredire i 6 milioni di cause pendenti.
Misure straordinarie per alleggerire il peso dell’arretrato sono affidate a un piano di smaltimento delle cause arretrate – predisposto ogni anno dai vertici degli uffici giudiziari; tempi più ristretti per ricorrere in appello; motivazione breve e rapida per le sentenze, motivazione estesa solo su richiesta di una delle parti in causa e possibilità di utilizzare giovani praticanti come aiuto ai giudici per smaltire l’arretrato.
In chiusura di conferenza, é poi stato annunciato che il Consiglio dei ministri ha autorizzato il voto di fiducia alla Camera dei deputati sul decreto riguardante il federalismo municipale che sarà sottoposto nei prossimi giorni alla discussione in entrambi i rami del Parlamento.
(Consiglio dei Ministri n. 125 del 9 Febbraio 2011)
I soggetti tenuti ad operare le ritenute fiscali alla fonte a titolo di acconto devono consegnare entro il prossimo il 28 febbraio 2011, ai relativi percettori, una certificazione unica attestante:
– l’ammontare complessivo delle somme e dei valori corrisposti, al lordo e al netto di eventuali deduzioni spettanti;
– l’ammontare delle ritenute fiscali operate;
– i contributi previdenziali e assistenziali trattenuti.
Peraltro, tale certificazione troverà riscontro con i quadri di riferimento in sede di compilazione del modello di dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770/2011 semplificato ovvero ordinario).
L’obbligo di certificazione riguarda i redditi corrisposti nel corso dell’anno 2010, rilevando il principio di cassa.
Le ritenute, più ricorrenti, per le quali deve essere redatta la certificazione, possono essere distinte in:
– ritenute su redditi di lavoro autonomo (es. compensi a professionisti cod. 1040);
– ritenute su compensi per provvigioni (cod. 1038).
Fac simile schema di certificazione relativa ai redditi di lavoro autonomo
Ditta o Società o Ente……………………
Sede in……………………
Via…………………………
Registro delle Imprese di………………….
Codice fiscale…………………………
Certificazione delle somme o valori assoggettati a ritenuta
(art. 4 commi 6-ter e 6-quater del D.P.R. 22.7.98 n. 322)
Percipiente …………………………………………………..………
nato a………………………. il………………………………..……….
residente a……………………………………………………………
via……………………………………………………………..n……..
Codice fiscale………………………………………………………..
Redditi erogati nel 2010
Non soggetto a ritenuta
Ritenute operate
Contributi a carico del percettore
Netto corrisposto
Luogo e data____________ Firma______________________
E’ stato approvato dal Senato il Disegno di Legge n. 71 del 26 gennaio 2011.
Dopo un lungo periodo di elaborazione, la commissione Giustizia del Senato ha emesso il primo parere favorevole al suddetto Disegno di Legge n. 71/2011 che si propone di modificare la disciplina degli immobili in condominio così come disciplinata dal codice civile del 1942.
Ecco in sintesi le novità sulla riforma del condominio (peraltro commentate da M. Crocitto in Altalex.com del 09 febbraio 2011):
Nuovo concetto di condominio
Viene introdotto, dopo l’art. 1117 c.c., l’art. 1117 bis c.c., che allarga la portata della nozione di condominio.
Con tale introduzione del nuovo art. 1117 bis c.c. si fa rientrare nella definizione di condominio non solo il supercondominio (ovvero il palazzo con beni comuni come portineria, giardini, garage ecc..), ma anche i complessi c.d. “orizzontali” di villette, singole o a schiera che, fino ad oggi, potevano scegliere se rifarsi alle regole relative alla comunione ovvero a quelle del condominio, a seconda dell’opportunità o delle norme contenute nel regolamento contrattuale.
Modificazioni delle destinazioni d’uso e sostituzione parti comuni
Viene introdotto l’art. 1117 ter c.c. che prevede maggiore rigidità in caso di variazione d’uso dei beni condominiali a proprietà collettiva o privata.
A tal fine, la modifica della destinazione può avvenire solo con l’assenso della maggioranza dei condomini con 2/3 dei millesimi e deve essere comunque approvata dalla metà più uno dei proprietari delle unità immobiliari aventi analoghe destinazioni d’uso, pena l’annullabilità della delibera.
La deliberazione, a pena di nullità, va assunta con atto pubblico, che contenga la dichiarazione espressa dell’amministratore di avere effettuato gli adempimenti predetti, e deve altresì determinare l’indennità che, ove richiesta, spetta ai condomini che sopportino diminuzione del loro diritto sulle parti comuni, in ragione di qualità specifiche dei beni di proprietà esclusiva, avuto riguardo alla condizione dei luoghi.
Controllo più stretto sull’attività dell’amministratore
Viene modificato l’art. 1129 c.c. in tema di nomina, revoca ed obblighi dell’amministratore.
In particolare, a seguito della nomina, l’amministratore, la cui carica dura ora per circa 2 anni, è obbligato a dichiarare i propri dati anagrafici, l’ubicazione, la denominazione ed il codice fiscale degli altri condomini dei quali ne abbia eventualmente la gestione, i locali in cui conserva i documenti indicati dai numeri 6 e 7 del novellato art. 1130 c.c. (ovvero il registro anagrafico condominiale, il registro dei verbali delle assemblee, il registro di nomina e revoca dell’amministratore ed il registro contabilità.
Inoltre, l’amministratore nominato deve provvedere ad affiggere nel luogo di accesso al condominio, o nel luogo di maggiore uso comune, l’indicazione delle proprie generalità e dei recapiti telefonici a cui possa essere facilmente rintracciato in caso di necessità.
Aumentano anche i motivi di revoca dell’incarico di amministratore
Può essere revocato, ad es., anche nel caso in cui:
– non ottemperi all’obbligo di prestare idonea garanzia per e responsabilità e gli obblighi derivanti dall’espletamento del suo incarico per un valore non inferiore agli oneri prevedibili della gestione annuale;
– ometta l’apertura di un conto corrente postale o bancario, intestato al condominio;
– non provveda ad agire per il recupero forzoso delle somme nei confronti di un condominio moroso entro 3 mesi.
Inoltre, l’amministratore di condominio può essere revocato dall’Autorità Giudiziaria, su ricorso anche di un solo condomino, se non rende il conto della gestione o se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità nella gestione.
Bilancio condominiale: Criteri di cassa e di competenza
Il nuovo testo fissa, in più, le regole di redazione del rendiconto del condominio, che dovrà prevedere una relazione scritta sull’andamento dell’anno, simile a quella societaria.
In base al nuovo art. 1130 c.c. il rendiconto andrà redatto secondo il criterio di cassa e per competenza, in forma chiara, idonea a consentire una verifica delle voci di entrata e di uscita e della situazione patrimoniale del condominio, nonché dei fondi e delle riserve previste.
Assemblea irregolare ed impugnazione delle delibere
Le deliberazioni prese in assemblee irregolarmente costituire sono semplicemente annullabili e non più nulle.
Restano nulle, viceversa, le delibere contrarie a norme di ordine pubblico, quelle che avrebbero dovuto essere prese con unanimità dei voti e quelle che pretendono di decidere in merito a proprietà o diritti del singolo condomino o di estranei al condominio.
Sicurezza negli edifici condominiali
Qualora vengano riscontrate, all’interno dello stabile, condizioni che facciano dubitare dello stato di sicurezza degli impianti, l’amministratore, su richiesta anche di un solo condomino, potrà accedere alle
I provvedimenti assunti dal Decreto Rilancio - prima parte
Il Governo utilizza verbi inappropriati ed inefficaci
Decreti Coronavirus: modifiche al calendario fiscale