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Timestamp: 2018-04-24 14:22:03+00:00
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Sei qui: home page → Normativa → Sentenze Corte Costituzionale e norme applicative → Corte Costituzionale Sentenza n. 329 01/07/2002 diritto all'assegno per gli studenti maggiorenni invalidi parziali frequentanti un regolare corso di studi e non iscritti alle liste del collocamento
Scritto da Redazione il 17/03/2006. Last modified: Tue, 20 Apr 2010 11:49:15 +0200
Sentenza 329/2002
Pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» n. 28 del 17 luglio 2002
composta dai signori: Presidente: Cesare RUPERTO; Giudici: Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY, Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA, Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA;
nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 13, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto legge 30 gennaio 1971 e nuove norme in favore di mutilati e invalidi civili), promosso con ordinanza emessa il 1 giugno 2001 dal Tribunale di Lucca nel procedimento civile vertente tra n. C. e l'I.N.P.S., iscritta al n. 651 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 36, 1ª serie speciale, dell'anno 2001.
Uditi l'avvocato Nicola Valente per l'I.N.P.S. e l'avvocato dello Stato Sergio Sabelli per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1. - Nel corso di un giudizio promosso da n. C. contro l'I.N.P.S., il Tribunale di Lucca, con ordinanza del 1 giugno 2001, ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 2 e 3, secondo comma, 31, primo comma, 32, 34 e 38, terzo comma, della Costituzione, dell'art. 13, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto legge 30 gennaio 1971 e nuove norme in favore di mutilati e invalidi civili), nella parte in cui non prevede il diritto all'assegno per gli studenti maggiorenni invalidi parziali frequentanti un regolare corso di studi e non iscritti alle liste del collocamento obbligatorio.
Il giudice a quo premette in fatto che con ricorso del 23 dicembre 1999 n. C. proponeva appello per chiedere la riforma della sentenza pronunciata dal pretore di Lucca il 24 aprile 1999, con la quale, in considerazione della mancata iscrizione nelle liste speciali di collocamento, era stata respinta la domanda nei riguardi dell'I.N.P.S. per il riconoscimento dell'assegno di invalidità nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1997 e il 30 settembre 1997.
Il giudice rimettente osserva che l'art. 13, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118 il quale dispone, al primo comma, che ai mutilati e agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura superiore ai due terzi, incollocati al lavoro e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso un assegno mensile a carico dello Stato è stato interpretato dalla Corte di cassazione, anche a sezioni unite (Cass., sez. un., 10 gennaio 1992, n. 203), nel senso che il requisito della "incollocazione" abbia valenza costitutiva del diritto alla prestazione assistenziale e per la sua sussistenza non sia sufficiente il mero stato di disoccupazione essendo invece necessario che l'invalido si sia iscritto o abbia presentato domanda di iscrizione nelle liste degli aventi diritto al collocamento obbligatorio e non abbia conseguito un'occupazione in mansioni compatibili.
2. - Nel giudizio davanti a questa Corte si è costituito l'I.N.P.S., per chiedere che la questione sollevata sia dichiarata inammissibile o, in ogni caso, infondata.
Ad avviso dell'I.N.P.S., la questione sarebbe stata sollevata solo in via di mero principio e dovrebbe essere dichiarata inammissibile, in quanto nel caso concreto mancherebbe l'attualità della situazione (effettivo svolgimento di un lavoro, iscrizione, o quanto meno richiesta di iscrizione, alle liste del collocamento obbligatorio) da cui il Tribunale di Lucca fa discendere le negative conseguenze nei confronti dello studente maggiorenne invalido parziale.
Inoltre, a giudizio dell'I.N.P.S., non sarebbe affatto dimostrata l'inconciliabilità tra lo studio e il lavoro che eventualmente potrebbe essere affidato all'iscritto alle liste del collocamento, ben potendo il lavoro essere attinente al corso di studi prescelto e ben potendo comunque lo studente-lavoratore invalido far fronte agli impegni lavorativi frequentando un corso di studi serale.
Come precisato in narrativa, nel caso di specie il ricorrente - maggiorenne invalido parziale in età scolare aveva adito in sede di appello il Tribunale di Lucca per chiedere la riforma della sentenza pronunciata dal pretore di Lucca il 24 aprile 1999, con la quale, in considerazione della mancata iscrizione nelle liste speciali di collocamento, era stata respinta la domanda nei riguardi dell'I.N.P.S. per il riconoscimento dell'assegno di invalidità nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1997 e il 30 settembre 1997.
La questione è quindi indubbiamente rilevante, posto che la disposizione impugnata, nella prospettazione del giudice a quo non assicura all'invalido la fruizione dell'assegno mensile previsto dalla norma censurata.
3. - Nei confronti dei soggetti disabili presi in considerazione dalla disposizione censurata, il requisito della incollocazione - interpretato alla luce dei principi fondamentali di uguaglianza sostanziale, di tutela della persona e di solidarietà sociale sanciti dalla Carta costituzionale e invocati dal giudice a quo per sostenere l'incostituzionalità della norma impugnata va letto come comprensivo dell'ipotesi della frequenza scolastica, che pertanto costituisce condizione per l'erogazione dell'assegno mensile, dovendo l'invalido provare la ricorrenza dello stato di incollocazione attraverso il certificato di frequenza scolastica.
Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto legge 30 gennaio 1971 e nuove norme in favore di mutilati e invalidi civili), sollevata, in riferimento agli artt. 2 e 3, secondo comma, 31, primo comma, 32, 34 e 38, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Lucca, con l'ordinanza in epigrafe.
Udienza Pubblica del 04/06/2002
Decisione del 01/07/2002
Deposito del 09/07/2002
Pubblicazione in G. U. 17/07/2002
Ordinanze di rimessione 651/2001
Massime: 27167
FADIS: Emanata dal'INPS la Circolare n. 157 del 22/10/2002 che applicando la sentenza n. 329/2002 della Corte Costinuzionale ha riconosciuto l’assegno da invalido civile agli invalidi parziali ultradiciottenni che frequentano la scuola.