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Timestamp: 2020-08-05 10:00:55+00:00
Document Index: 152957478

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adottabilità | 21 Dicembre 2015
La dichiarazione di adottabilità è estrema ratio
La dichiarazione di adottabilità è un’ingerenza delle autorità nazionali nell’esercizio del diritto al rispetto della vita famigliare e come tale è un’extrema ratio.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 25527/15; depositata il 18 dicembre)
adottabilità | 01 Dicembre 2015
Papà si disintossica e cambia vita: adottabile comunque la figlia minore
Apprezzabili i progressi compiuti dal genitore. Essi però sono solo parziali, e non sufficienti a garantire il benessere psico-fisico della bambina. Rilevante, in questa ottica, anche il fatto che l’uomo sia stato arrestato.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 24446/15; depositata il 1° dicembre)
adottabilità | 25 Novembre 2015
Stato di abbandono: rimedio estremo contro un pregiudizio più grave
Se il contesto offerto dalla famiglia d’origine non è idoneo allo sviluppo psicofisico del minore, lo stato di abbandono (art. 8 della l. n. 184/1983) costituisce il solo strumento in grado di escludere un più grave pregiudizio per il bambino. L’eventuale recupero delle capacità genitoriali deve essere possibile in tempi compatibili con le esigenze del minore; in caso contrario, è legittimo rilevare lo stato di abbandono dello stesso.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 23976/15; depositata il 24 novembre)
adottabilità | 25 Agosto 2015
La dichiarazione di adottabilità deve essere l’extrema ratio
Il diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia d’origine, che trova fondamento nel diritto italiano, convenzionale europeo e internazionale, comporta che il ricorso alla dichiarazione di adottabilità debba essere la soluzione estrema.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 16897/15; depositata il 19 agosto)
adottabilità | 22 Aprile 2015
Recupero incerto ed in tempi troppo lunghi per la madre, che perde la possibilità di tenere la figlia
E’ immune da vizi l’accertamento dello stato di abbandono, qualora non sia sopravvenuta l’autonomia genitoriale necessaria, anche dopo i dovuti e reiterati interventi dei servizi sociali e nonostante la collaborazione e l’affetto manifestati dal genitore, e risulti impossibile prevedere il recupero delle capacità genitoriali in tempi compatibili con la necessità del minore di uno stabile contesto familiare, con conseguente legittimo rigetto della domanda di affidamento etero-familiare, che può avere carattere solo temporaneo.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 8098/15; depositata il 21 aprile)
adottabilità | 08 Ottobre 2014
Se la funzione genitoriale non è irrecuperabilmente compromessa non può essere pronunciata l'adottabilità del minore
Il diritto del minore a vivere nella propria famiglia di origine rappresenta un diritto fondamentale riconosciuto come tale dalle convenzioni internazionali e dal diritto italiano. Ciò implica che se la funzione genitoriale non è irrecuperabilmente compromessa, l'adottabilità del minore non può essere pronunciata in assenza della preventiva verifica della possibilità del recupero di tale funzione, da compiere attraverso l'attuazione di un valido progetto programmato e posto in essere dalle autorità pubbliche competenti, progetto che il giudice ha il dovere di valutare e monitorare nella sua esecuzione sino alla decisione finale del procedimento.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 21110/14; depositata il 7 ottobre)
adottabilità | 01 Luglio 2014
Per essere un buon genitore, oltre alle parole, servono i fatti
La mera disponibilità dei genitori o di altri parenti ad accudire il minore, se non sostenuta da precisi comportamenti circostanziati e concludenti, non può escludere l’abbandono.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 14784/14; depositata il 30 giugno)
adottabilità | 26 Giugno 2014
Ricorre la situazione di abbandono sia in caso di rifiuto ostinato a collaborare con i servizi sociali sia qualora, a prescindere dagli intendimenti dei genitori, la vita da loro offerta al figlio sia inadeguata al suo normale sviluppo psico-fisico, per cui la rescissione del legame familiare è l’unico strumento che possa evitargli un più grave pregiudizio ed assicurargli assistenza e stabilità effettiva.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 14448/14; depositata il 25 giugno)