Source: https://www.e-glossa.it/wiki/79_-_derogabilit%C3%A0_dei_quorum_di_cui_all%27art._2479%2C_commi_1_e_4%2C_cc.aspx
Timestamp: 2018-06-19 08:13:00+00:00
Document Index: 103784875

Matched Legal Cases: ['art. 2479', 'art. 2479', 'art. 2367', 'art. 2393', 'art. 126', 'art. 2393', 'art. 2479']

Con apposita clausola statutaria è lecito derogare, tanto in diminuzione quanto in aumento, alla quota - 1/3 del capitale - stabilita dall'art. 2479 cod. civ. per avocare ai soci una decisione di competenza dell'organo amministrativo e per richiedere l'osservanza del procedimento assembleare nell'adottare decisioni che per statuto e per legge possono essere assunte in via extraassembleare.
L'art. 2479 cod. civ., rispettivamente nei commi 1 e 4, attribuisce ai soci rappresentanti "almeno un terzo del capitale sociale", due poteri: il potere di provocare una decisione dei soci su argomenti che altrimenti (per la legge e per lo statuto) sarebbero di competenza dell'organo amministrativo; il potere di pretendere una deliberazione dell'assemblea su materia che (per la legge e per lo statuto) potrebbe essere oggetto di una decisione extraassembleare dei soci.
La disposizione non esplicita l'ammissibilità di deroghe in diminuzione o in aumento della quota di capitale rappresentato ai fini dell'esercizio dei poteri indicati. Sul piano strettamente letterale, l'impressione - suscitata dall'avverbio "almeno" - dell'ammissibilità di una deroga soltanto in aumento e non anche in diminuzione deve essere abbandonata quando si considera che la stessa espressione viene adoperata anche nel riconoscimento di alcuni dei cc.dd. diritti della minoranza (es. art. 2367 cod. civ.: convocazione dell'assemblea su richiesta di "almeno il decimo del capitale sociale"; art. 2393-bis cod. civ.: azione di responsabilità da parte di "almeno un quinto del capitale sociale"; art. 126-bis T.U.F.: richiesta di integrazione dell'ordine del giorno da parte di "almeno un quarantesimo del capitale sociale"): per i diritti rientranti in questa categoria, al contrario, è pacifico che la quota di legge può essere dallo statuto diminuita, poiché l'ordinamento di norma vede con favore una scelta dell'autonomia statutaria tendente ad agevolare la realizzazione dei presupposti per accordare poteri alle minoranze; mentre negli stessi casi pare problematico l'aumento della quota, a meno che la legge espressamente lo ammetti (come avviene nell'art. 2393-bis, comma 1 cod. civ., ove si consente l'aumento sino a un terzo del capitale), perché ciò si tradurrebbe in un ostacolo all'esercizio dei diritti della minoranza.
Sotto questo profilo deve ritenersi che all'art. 2479, commi 1 e 4 cod. civ. sia estraneo l'intento di stabilire tanto una soglia minima quanto, all'opposto, una soglia massima per l'esercizio dei poteri ivi indicati.