Source: http://www.comune.cattolicaeraclea.ag.it/public/statuto.asp
Timestamp: 2019-02-22 08:24:00+00:00
Document Index: 105799094

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 41', 'art. 51', 'art. 54', 'art. 97', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 35', 'art. 113', 'art. 113', 'art. 35', 'art. 119', 'art. 43', 'art. 23']

�approvato dal consiglio comunale con atto n. 32 del 15 luglio 2005, divenuto esecutivo il 7 settembre 2005.
Il Comune: autonomia, autogoverno e finalit�
2. Lo statuto, nell'ambito dei principi fissati dalla legge, individua le norme che disciplinano le attivit� del Comune, e precisamente:
2. Nelle materie di competenza la potest� regolamentare viene esercitata nel rispetto delle disposizioni di legge e delle disposizioni statuarie.
6. I regolamenti divengono esecutivi con la pubblicazione all'albo pretorio comunale della relativa deliberazione di approvazione, nei termini previsti dalla legge. Per motivate esigenze � possibile procedere ad approvazione di regolamenti con deliberazione immediatamente eseguibile.
1. Il Comune di Cattolica Eraclea � un ente autonomo locale che rappresenta e cura gli interessi della comunit� locale, nell'ambito dei principi fissati dalla Costituzione e dalla legge generale dello Stato.
2. Il Comune esercita la propria attivit� regolarmente ed amministrativa, uniformandola al principio prioritario della consultazione e partecipazione popolare, nelle forme indicate dal presente statuto.
2. Il palazzo civico, sede comunale, � ubicato nella via Rosario.
3. Le adunanze degli organi elettivi si svolgono nella sede comunale. In casi del tutto eccezionali e per particolari esigenze, il consiglio pu� riunirsi anche in luoghi diversi dalla propria sede.
4. La modifica della denominazione delle borgate e frazioni o della sede comunale pu� essere disposta dal consiglio.
2. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, accompagnato dal sindaco, si pu� esibire il gonfalone comunale nella foggia prevista dallo stemma.
4. Il Santo patrono del Comune � San Giuseppe con la compatrona B.M.V. della Mercede.
Finalit� obiettivi e metodi
Il Comune, nell'ambito delle finalit� connesse al proprio ruolo, persegue i seguenti obiettivi:
- Tutela dei valori ambientali e paesaggistici del territorio, del suo patrimonio archeologico, storico ed artistico come beni essenziali della comunit�.
b) alla tutela dell'ambiente e alla attivit� di prevenzione, controllo e riduzione dell'inquinamento;
f) ad esercitare, nell'interesse della collettivit�, ogni azione diretta all'inibitoria o al risarcimento del danno ambientale.
b) a favorire la diffusione di una cultura dei diritti e della legalit�;
a) a favorire la funzione sociale della cooperazione con carattere di mutualit�;
b) a promuovere la solidariet� della comunit� locale;
Il Comune riconosce, tramite iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione, il diritto fondamentale dei cittadini per raccogliere e conservare la memoria della propria comunit�.
a) alla diffusione della cultura promovendo l'attivit� dei circoli e dei gruppi culturali;
c) a favorire la promozione delle attivit� sportive;
d) ad informare l'attivit� amministrativa ai principi della partecipazione democratica, della imparzialit� e della trasparenza;
L'albo pretorio � istituito nella sede del Comune di Cattolica Eraclea, in luogo facilmente accessibile al pubblico, per la pubblicazione che la legge, lo statuto e i regolamenti comunali prescrivono.
1. Il consiglio comunale, rappresentando l'intera comunit�, determina l'indirizzo ed esercita il controllo politico-amministrativo.
3. Il consiglio, costituito in conformit� alla legge, ha autonomia amministrativa e funzionale che disciplina con apposito regolamento.
4. Il regolamento disciplina le modalit� per fornire ai consigli servizi, attrezzature e risorse finanziarie.
1. Il consiglio comunale ha potest� e competenze previste dalla legge e svolge le sue attribuzioni confrontandosi ai principi, ai criteri, alle modalit� ed ai procedimenti stabiliti nel presente statuto e nelle norme regolamentari.
2. Impronta l'azione complessiva dell'ente ai principi di pubblicit�, trasparenza e legalit� al fine di assicurare il buon andamento e l'imparzialit�.
4. Ispira la propria azione al principio di solidariet�.
f) l'assunzione diretta di pubblici servizi, la costituzione di istituzione di aziende speciali, la concessione di pubblici servizi, la partecipazione dell'ente locale a societ� di capitali, l'affidamento di capitali o servizi mediante convenzione;
k) l'autorizzazione di avvalersi di modalit� di gara diverse dai pubblici incanti in materia di lavori pubblici o di pubbliche forniture, salve le deroghe contenute in appositi regolamenti comunali, ai sensi dell'art. 61 della legge regionale n. 26/93.
7. Per l'esercizio delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo il consiglio pu� disporre, per il tramite delle commissioni consiliari competenti, consultazioni con le associazioni economiche e sindacali, culturali e di volontariato.
1. I consiglieri comunali rappresentano l'intero Comune. Ad essi non pu� mai essere dato alcun mandato imperativo. Esercitano le loro funzioni con piena libert� di opinione e di voto. Sono responsabili dei voti che esprimono sui provvedimenti deliberati dal consiglio.
2. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali, nonch� dalle aziende e dagli enti dipendenti dal Comune, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all'espletamento del mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
3. Ogni consigliere per poter svolgere liberamente le proprie funzioni ha diritto di accesso ai provvedimenti adottati dall'ente e agli atti preparatori in essi richiamati e di ottenere senza spese copie degli atti deliberativi e delle determinazioni e ordinanze sindacali, delle determinazioni dirigenziali, sempre che l'accoglimento della richiesta non sia tale da comportare un notevole intralcio e disservizio agli uffici dell'ente, in ossequio al principio di efficienza sancito dall'art. 1, comma 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e legge regionale n. 10/91. In tal caso, con provvedimento motivato del segretario comunale ed a tutela del diritto di informazione consiliare, degli atti e provvedimenti in parola sar� disposta la sola visione. Ogni consigliere ha diritto di ricevere dai funzionari tutta la collaborazione necessaria a consentirgli l'esercizio della propria funzione ispettiva sull'attivit� dell'amministrazione senza che sia necessaria alcuna preventiva autorizzazione.
1. Ciascun consigliere comunale, secondo le modalit� fissate dal regolamento del consiglio, ha diritto di presentare interrogazioni, ordini del giorno e mozioni.
2. L'interrogazione consiste nella richiesta rivolta al sindaco per avere informazioni circa la sussistenza o la verit� di un fatto determinato, ovvero dello stato di attuazione di atti fondamentali del consiglio e per conoscere valutazioni, orientamenti e intendimenti dell'amministrazione in ordine a determinati oggetti, ovvero ad aspetti dell'attivit� politico-amministrativa.
3. L'interrogante ha facolt� di chiedere risposta scritta o orale da trattare in consiglio comunale.
4. L'ordine del giorno � presentato al voto del consiglio, anche durante la trattazione di proposte di deliberazione, ed � volto ad indirizzare l'azione della giunta o del consiglio stesso.
6. Sugli ordini del giorno il consigliere proponente pu� chiedere che il consiglio si esprima con un voto.
Attivit� ispettiva del consiglio
Il sindaco � tenuto a rispondere agli atti ispettivi dei consiglieri comunali entro 30 giorni dalla loro presentazione presso la segreteria del Comune.
2. In caso di sua assenza o impedimento, il presidente � sostituito dal vice presidente, ed in caso di assenza o impedimento anche di questo, dal consigliere presente che abbia riportato il maggior numero di preferenze individuali.
3. Il presidente rappresenta il consiglio comunale, ne dirige i dibattiti, fa osservare il regolamento del consiglio, concede la parola, giudica l'ammissibilit� dei documenti presentati, annuncia il risultato delle votazioni con l'assistenza di 3 scrutatori da lui scelti, assicura l'ordine della seduta e la regolarit� delle discussioni, pu� sospendere e sciogliere la seduta e ordinare che venga espulso dall'aula il consigliere che reiteratamente violi il regolamento o chiunque del pubblico che sia causa di disturbo al regolare svolgimento della seduta.
4. Il presidente, come previsto dal regolamento, per l'espletamento delle proprie funzioni, per il funzionamento del consiglio e per quello delle commissioni consiliari e dei gruppi consiliari, si avvale delle risorse al l'uopo destinate e delle strutture esistenti nel Comune; pu� disporre di un idoneo ufficio e di personale comunale in relazione alle disponibilit� del Comune, inoltre dovr� essere destinata, per l'espletamento del mandato, ai gruppi consiliari, una somma forfettaria per il buon funzionamento del loro compito istituzionale.
2. In caso di assenza o impedimento del consigliere anziano � considerato tale il consigliere presente che sia in possesso dei requisiti indicati nel comma precedente.
4. Ai sensi dell'art. 7 della legge regionale n. 154/81, come modificato dall'art. 20 della legge n. 265/99, la proposta di decadenza non pu� essere esaminata prima di 10 giorni dalla notifica della contestazione ed � approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri in carica.
5. La decadenza � pronunciata dal consiglio comunale nell'esercizio di una ampia facolt� di apprezzamento, in ordine alla fondatezza, seriet� e rilevanza delle circostanze addotte a giustificazione delle assenze.
1. I consiglieri si costituiscono in gruppi composti da 2 o pi� componenti di norma eletti nella stessa lista, salva diversa scelta da comunicare al presidente del consiglio e al segretario comunale.
2. Il consigliere singolo pu� far parte del gruppo misto.
4. Qualora non si eserciti tale facolt� o nelle more della costituzione o della designazione, il capogruppo � individuato nel consigliere che abbia riportato alle elezioni il maggior numero di preferenze individuali per ogni lista ed a parit� di voti il pi� anziano di et�.
5. Un consigliere singolo pu� costituire gruppo consiliare, solo nel caso in cui faccia parte di un partito presente nel Parlamento regionale e provinciale e/o nell'eventualit� che venga eletto in coalizione diversa. Tale procedimento va adempiuto attraverso attestazione degli organi del partito di cui il consigliere dichiari di far parte.
1. Il consiglio comunale pu� istituire commissioni temporanee per affari particolari indicando un termine entro il quale la commissione deve portare a compimento il suo incarico con la presentazione di una relazione al consiglio.
2. La commissione � sciolta di diritto una volta scaduto il termine, salvo che il consiglio deliberi di prolungarla o, se il termine � gi� scaduto, di rinnovare l'incarico.
1. Il Comune di Cattolica Eraclea istituisce la commissione avente funzioni di controllo e garanzia sull'andamento dell'attivit� amministrativa dell'ente, attribuendone la presidenza alla minoranza consiliare.
2. La disciplina del funzionamento della commissione sopradetta � demandata ad un successivo regolamento da adottarsi con deliberazione del consiglio comunale.
4. I consiglieri comunali nominati assessori svolgono le funzioni di controllore e controllato, cos� come previsto dalle vigenti leggi nazionali e per le competenze stabilite nello statuto comunale.
1. Il consiglio comunale � convocato in riunioni ordinarie od urgenti.
2. Il consiglio comunale � convocato dal presidente di sua iniziativa o su richiesta del sindaco o su richiesta di 1/5 di consiglieri in carica con all'ordine del giorno gli adempimenti previsti dalla legge e dallo statuto e, compatibilmente con questo, dando precedenza alle proposte del sindaco.
3. La riunione deve aver luogo entro 20 giorni dalla presentazione della richiesta di convocazione. Trascorso infruttuosamente tale termine il consiglio comunale verr� convocato dal vice presidente.
5. In caso di convocazione d'urgenza il termine previsto al comma 4 � ridotto a 24 ore.
6. Nei casi di convocazione d'urgenza � fatta salva la facolt� della maggioranza dei consiglieri presenti di disporre il differimento della riunione al giorno seguente.
7. La notificazione dell'avviso di convocazione pu� essere eseguita in uno dei seguenti modi:
1. L'ordine del giorno del consiglio comunale, predisposto dal suo presidente, dovr� indicare in modo chiaro l'oggetto su cui il consiglio � chiamato a deliberare.
2. E' data priorit� agli argomenti proposti dal sindaco compatibilmente con gli adempimenti previsti dalla legge e dallo statuto; per le altre proposte sar� rispettato l'ordine di presentazione delle richieste.
4. Il regolamento per il funzionamento del consiglio comunale determina i tempi di deposito degli emendamenti, l'acquisizione sugli stessi dei pareri e le altre modalit� con cui il presidente del consiglio potr� assicurare una adeguata e preventiva informazione.
6. Il consiglio comunale non pu� discutere e deliberare su argomenti che non siano iscritti all'ordine del giorno salvo che siano presenti in adunanza tutti i consiglieri in carica e tutti siano favorevoli a trattare del nuovo argomento, salvo l'acquisizione dei pareri previsti dall'art. 12 della legge regionale n. 30/2000.
1. L'iniziativa delle proposte di deliberazione spetta al sindaco o ad ognuno dei consiglieri comunali, secondo le modalit� stabilite dal regolamento.
3. Ogni proposta di deliberazione deve essere munita dei pareri in ordine alla regolarit� tecnica e contabile, nonch� ove esse comportino assunzioni di impegno di spesa, della attestazione relativa alla copertura finanziaria. I pareri non sono dovuti per i meri atti di indirizzo, per le mozioni, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli altri atti che non hanno valenza deliberativa.
Pubblicit� e validit� delle sedute
3. La mancanza del numero legale, all'inizio o durante la seduta, comporta la sospensione di un'ora della seduta. Qualora anche alla ripresa dei lavori dovesse venire meno il numero legale, la seduta � rinviata al giorno successivo con medesimo ordine del giorno e senza ulteriore avviso di convocazione.
4. Nella seduta di prosecuzione � sufficiente per la validit� delle deliberazioni l'intervento dei 2/5 dei consiglieri assegnati. Le eventuali frazioni si computano per unit�.
1. Il consiglio comunale vota in modo palese ad esclusione delle deliberazioni concernenti persone. Il presidente del consiglio, a suo giudizio o interpellando il consiglio, pu� decidere il voto segreto su altre deliberazioni ove sia preminente l'esigenza di tutelare la riservatezza oppure la libert� di espressione delle convinzioni etiche o morali del consigliere.
2. Il regolamento stabilir� le modalit� riguardanti il voto palese.
1. Il consigliere che dichiara di astenersi dal voto � computato tra i presenti ai fini della validit� della seduta e della votazione.
2. Il consigliere che non voglia essere computato tra i presenti ai fini della validit� della seduta deve allontanarsi dall'aula al momento del voto.
2. Il consiglio pu� scegliere uno dei suoi membri per assumere le funzioni di segretario unicamente allo scopo di deliberare sopra un determinato oggetto al quale sia interessato il segretario.
3. Qualora, per urgenti ed indilazionabili esigenze, il segretario non potesse partecipare alla seduta, il consiglio, limitatamente agli argomenti di quella seduta che rivestano carattere di urgenza in quanto l'adozione della relativa delibera sia subordinata a termine perentorio di legge, pu� incaricare il pi� giovane di et� dei suoi componenti per svolgere le funzioni di segretario.
6. Il regolamento stabilisce le modalit� di redazione, approvazione del processo verbale e di inserimento in esso delle rettifiche eventualmente richieste dai consiglieri.
1. La giunta comunale � organo di governo e di amministrazione che svolge funzioni esecutive, propositive, di impulso e di raccordo, improntando la propria attivit� ai principi della collegialit�, della trasparenza e dell'efficienza.
2. E' nominata con provvedimento del sindaco, assistito dal segretario comunale, immediatamente esecutivo e comunicato, entro 10 giorni dall'insediamento, al consiglio comunale, che pu� esprimere formalmente in seduta pubblica le proprie valutazioni, alla Prefettura ed all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali.
1. Sono estese ai componenti della giunta le ipotesi di incompatibilit� previste per la carica di consigliere comunale e di sindaco che devono essere rimosse, per non incorrere nella decadenza dalla carica di assessore, entro 10 giorni dalla nomina.
3. La carica di consigliere comunale � compatibile con quella di assessore, come previsto dal decreto legislativo del 18 agosto 2000, n. 267.
1. Agli assessori si applicano le cause di ineleggibilit� e di incompatibilit�, sospensione e decadenza previste dalle norme vigenti per la carica di sindaco.
3. Gli assessori, prima di essere immessi nell'esercizio delle loro funzioni, dichiarano l'inesistenza di cause di incompatibilit�, di decadenza e ostative alla assunzione della carica e, in presenza del segretario che redige il processo verbale, prestano giuramento secondo la formula stabilita per i consiglieri comunali.
4. Gli assessori che rifiutino di prestare giuramento decadono dalla carica. La loro decadenza � dichiarata dal sindaco.
7. Nei limiti della delega conferita, adottano gli atti aventi rilevanza interna ed esterna di competenza del sindaco, forniscono ai dirigenti direttive e criteri per la predisposizione degli atti di indirizzo, programmazione, impulso da sottoporre agli organi di governo dell'ente, svolgono attivit� di controllo sull'attuazione degli indirizzi, degli obiettivi, dei programmi affidati ai dirigenti.
8. Ogni modifica o revoca alle deleghe conferite agli assessori � comunicata entro 7 giorni dal sindaco al consiglio comunale, al segretario comunale e ai dirigenti.
1. Il sindaco pu�, in ogni tempo, revocare uno o pi� assessori, procedendo contemporaneamente alla nomina dei nuovi assessori. Ad analoga nomina il sindaco provvede in caso di dimissione, decadenza o morte di un componente della giunta. In entrambi i casi, il sindaco deve, entro 7 giorni, fornire al consiglio comunale circostanziata relazione sulle ragioni del provvedimento, sulle quali il consiglio comunale pu� esprimere le proprie valutazioni.
1. Il sindaco pu� nominare vice sindaco un assessore che, in caso di sua assenza o impedimento, nonch� di sospensione, lo sostituisce in via generale.
2. E' assessore anziano, ad ogni fine previsto dallo statuto e dalla legge, il componente della giunta pi� anziano di et�, che, in assenza anche del vice sindaco, surroga in via generale il sindaco assente o impedito.
1. La giunta comunale si riunisce, anche prescindendo da qualsiasi formalit� di convocazione, con avviso del sindaco o di chi lo sostituisce, che stabilisce l'ordine del giorno tenuto conto anche degli argomenti proposti dai singoli assessori.
2. La giunta � presieduta dal sindaco o, in caso di sua assenza o impedimento, dal vice sindaco. Qualora non siano presenti il sindaco e il vice sindaco ne assume la presidenza l'assessore anziano.
5. Le votazioni sono sempre palesi tranne nei casi previsti dalla legge e la proposta � approvata se ottiene la maggioranza assoluta dei presenti.
6. Coloro che, prendendo parte alla votazione, dichiarano di astenersi, si computano nel numero dei votanti ed in quello necessario per la validit� della seduta.
2. Attua gli indirizzi definiti dal consiglio comunale; indica con provvedimenti di carattere generale gli obiettivi, i criteri, le direttive, i mezzi idonei per l'attivit� gestionale ed esecutiva attribuita dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti al segretario e ai responsabili di settore; esercita potere di proposta al consiglio nelle materie previste dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.
3. In particolare, nell'attivit� propositiva e di impulso:
Nell'attivit� di amministrazione:
- adotta le delibere in materia di acquisti, alienazioni, appalti ed in generale tutti i contratti, contributi, indennit�, compensi, rimborsi ed esenzioni ad amministratori, a dipendenti o a terzi, assunzioni di personale, tutte enucleate dall'art. 15 della legge regionale n. 44/91, che non risultino attribuite dalla legge alla competenza del consiglio o dallo statuto al segretario o ai funzionari;
- dispone l'aumento o diminuzione della misura dell'indennit� base di funzione dei membri della giunta;
- affida gli incarichi professionali, basati su scelte discrezionali, per l'esercizio di attivit� intellettuali salvi i casi che la legge riserva al sindaco o ad altri organi del Comune;
- approva i progetti di lavori pubblici, preliminari od esecutivi con variazioni di spesa, e tutti i provvedimenti di natura programmatoria che non comportino impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio, che non siano riservati dalla legge o dal regolamento di contabilit� ai responsabili di settore;
- fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard ed i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttivit� dell'apparato, sentito il direttore generale, se nominato, ovvero il segretario comunale quale presidente del nucleo di valutazione;
- approva e dispone l'accettazione o il rifiuto di lasciti o donazioni e le servit� di ogni genere e tipo;
- adotta, nei limiti e con le forme del regolamento di contabilit�, il prelevamento dal fondo di riserva e lo storno di fondi tra stanziamenti appartenenti allo stesso servizio;
- dispone l'erogazione di contributi e ausili finanziari in conformit� alle disposizioni regolamentari.
1. Il sindaco � il capo del governo locale ed in tale veste esercita le funzioni di rappresentanza, di presidenza, di sovrintendenza e di amministrazione, nei modi previsti dalla legge n. 142/90, cos� come recepita dalla legge regionale n. 48/91 e successive modifiche e dalla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e dalla normativa regionale vigente.
2. Il sindaco nomina gli assessori su cui ha potere di indirizzo, di vigilanza e di controllo dell'attivit�, convoca e presiede la giunta e compie tutti gli atti di amministrazione che, dalla legge e dallo statuto, non siano specificatamente attribuite alla competenza di altri organi del Comune, ai dirigenti e al segretario comunale.
4. Nomina i componenti degli organi consultivi del Comune nel rispetto dei criteri stabiliti dalla legge e dai relativi regolamenti, tenendo presente la rappresentativit� territoriale delle associazioni e degli organismi di partecipazione, la rappresentanza di entrambi i sessi, la necessaria competenza, fermo restando il divieto di nominare il proprio coniuge e i parenti o affini entro il secondo grado.
5. Per l'espletamento di attivit� connesse con le materie di propria competenza, pu� conferire incarichi fiduciari a tempo determinato a non pi� di 2 esperti estranei all'amministrazione e comunque come previsto dalle leggi vigenti. In caso di nomina di soggetto non provvisto di laurea, il provvedimento sindacale di designazione deve essere ampiamente motivato. Il rapporto di lavoro che ne scaturisce riveste natura giuridica di contratto d'opera professionale e comporta l'erogazione del compenso di cui al quinto comma dell'art. 41 della legge regionale n. 26/93. Trasmette annualmente al consiglio comunale una dettagliata relazione sull'attivit� dei soggetti esterni da lui nominati. Le predette nomine fiduciarie decadono al momento della cessazione, per qualsiasi motivo, del mandato sindacale.
7. Il sindaco � autorit� sanitaria locale e per l'esercizio delle proprie funzioni si avvale dei servizi dell'Azienda sanitaria locale. Esercita in materia di igiene e sanit� le funzioni previste dalle disposizioni di legge in materia.
9. Distintivo del sindaco � la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune.
11. Ogni sei mesi presenta una relazione scritta sullo stato di attuazione del programma e sull'attivit� svolta anche dalla giunta, nonch� su fatti particolarmente rilevanti al consiglio comunale che, entro dieci giorni dalla presentazione, esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni.
d) attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, secondo le modalit� dell'art. 51 della legge n. 142/90, come recepito dalla legge regionale n. 48/91 e dal contratto collettivo nazionale di lavoro, dello statuto e degli uffici e dei servizi;
h) impartisce direttive al segretario o al direttore generale in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa delle unit� organizzative;
l) svolge attivit� di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli altri organismi di partecipazione;
b) promuove indagini e verifiche amministrative sull'intera attivit� del Comune;
c) vigila sulla attivit� degli assessori, dei responsabili di area o dirigenti e dei propri collaboratori;
d) pu� disporre l'acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le societ� per azioni appartenenti all'ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, e ne informa il consiglio comunale;
e) promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e societ� appartenenti al Comune, svolgano le loro attivit� secondo gli obiettivi indicati dal consiglio comunale ed in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla giunta;
b) impartisce direttive per l'articolazione dell'orario di servizio e dell'orario di apertura al pubblico tenendo presente le finalit� e gli obiettivi dell'ente, le esigenze dell'utenza, le possibilit� e potenzialit� della struttura, le disponibilit� di organico e finanziarie.
b) all'emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica, di sanit� e di igiene pubblica;
d) alla vigilanza di tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone, se del caso, l'autorit� governativa competente;
3. Il sindaco, nei casi e nei modi previsti dall'art. 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e previa comunicazione al prefetto, pu� delegare agli assessori funzioni che egli svolge quale ufficiale di governo, ad un consigliere comunale l'esercizio delle funzioni previste dalla precedente lettera a).
1. Gli organi collegiali deliberano validamente con l'intervento della met� pi� uno dei componenti assegnati ed a maggioranza dei voti favorevoli sui contrari, salvo maggioranze speciali, previste espressamente dalle leggi o dallo statuto.
3. Sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facolt� discrezionale fondata sull'apprezzamento della qualit� soggettiva di una persona o sulla valutazione dell'azione da questa volta.
5. L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazioni, il deposito degli atti e la verbalizzazione della seduta del consiglio e della giunta sono curate dal segretario comunale, secondo le modalit� e i termini stabiliti per regolamento.
6. Il segretario comunale non partecipa alle sedute quando si trova in uno dei casi di incompatibilit�: in tal caso � sostituito in via temporanea da un componente del collegio nominato dal presidente.
1. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina, in conformit� agli indirizzi generali stabiliti dal consiglio comunale e nel rispetto delle disposizioni di legge applicabili, l'ordinamento dei servizi e degli uffici comunali.
3. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la struttura organizzativa dell'ente e disciplina i rapporti funzionali fra le sue componenti in funzione dell'obiettivo del costante soddisfacimento degli interessi e dei bisogni della comunit� locale in riferimento ai cambiamenti sociali, economici e culturali che coinvolgono la stessa collettivit�.
Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi si informa al principio della separazione delle competenze, per cui agli organi politici competono esclusivamente funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare, nonch� funzioni di controllo, verificando la rispondenza dei risultati dell'attivit� amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti e ai responsabili di area competono tutti gli atti di gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo, compresi quelli che impegnano l'amministrazione verso l'esterno. I dirigenti sono responsabili in via esclusiva dell'attivit� amministrativa, della gestione e dei risultati.
- la definizione degli obiettivi, priorit�, piani, programmi e direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione;
- l'attivit� di controllo sul conseguimento degli obiettivi avvalendosi di nuclei di valutazione o servizi di controllo interno;
- l'individuazione delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie da destinare alle diverse finalit� e la loro ripartizione tra i diversi servizi dell'ente;
1. L'organizzazione strutturale ed operativa degli uffici e dei servizi � informata ai principi della partecipazione, della razionalizzazione delle procedure, per conseguire l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa del Comune.
2. L'ordinamento degli uffici e dei servizi determina le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilit� di ciascuna struttura del Comune ed il raccordo degli apparati amministrativi con gli organi politico-istituzionali in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialit� dell'amministrazione, ai sensi dell'art. 97 della Costituzione.
Il Comune � ordinato secondo i seguenti criteri:
b) collegamento delle attivit� degli uffici attraverso il dovere di comunicazione interna ed esterna ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici, nei limiti della riservatezza e della segretezza, di cui all'art. 24 della legge n. 241/90, come recepito dalla legge regionale n. 10/91;
c) per ciascun procedimento, attribuzione ad un unico ufficio della responsabilit� complessiva dello stesso;
d) armonizzazione degli orari di servizio, di apertura degli uffici e di lavoro, con le esigenze dell'utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi della Comunit� europea, nonch� con quelli del lavoro privato;
e) responsabilit� e collaborazione di tutto il personale per il risultato dell'attivit� lavorativa;
f) flessibilit� nell'organizzazione degli uffici e nella gestione delle risorse umane anche mediante processi di riconversione professionale e di mobilit� del personale all'interno dell'amministrazione nonch� tra l'amministrazione ed enti diversi.
1. L'azione amministrativa � attuata per obiettivi ed � informata ai seguenti principi:
- organizzazione del lavoro per obiettivi, programmi e piani di attivit�;
- individuazione della responsabilit� in relazione all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti;
- massima flessibilit� delle strutture e del personale in funzione del raggiungimento degli obiettivi;
- accrescimento della capacit� operativa del personale attraverso programmi di formazione, aggiornamento ed arricchimento professionale.
1. L'articolazione della struttura non costituisce fonte di rigidit� organizzativa ma razionale ed efficace strumento di gestione. Deve, pertanto, essere assicurata la massima collaborazione ed il continuo interscambio di informazioni ed esperienze tra le varie articolazioni dell'ente.
2. La struttura organizzativa del Comune � ordinata per:
- aree: unit� organizzative complesse comprendenti uffici la cui attivit� � finalizzata:
- al controllo, in itinere, delle operazioni;
Al vertice dell'area � preposto un responsabile, incaricato, con determinazione sindacale, dell'esercizio di funzioni dirigenziali;
- uffici: unit� organizzative, interne alle aree, la cui attivit� � finalizzata a garantire la gestione dell'intervento dell'ente nell'ambito delle materie assegnate; a questi pu� essere preposto un responsabile di procedimento nominato dal responsabile di area interessato, con propria determinazione di organizzazione adottata ai sensi dell'art. 5, del 2� comma, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sempre salva la responsabilit� gestionale esterna in capo al responsabile dell'area;
- unit� operative: unit� interne all'ufficio che gestiscono l'intervento in specifici ambiti della materia e ne garantiscono l'esecuzione. Alle unit� operative � attribuito l'espletamento di attivit� istruttoria avente valenza esclusivamente interna che non impegna l'amministrazione comunale verso l'esterno.
3. La struttura organizzativa dell'ente � pertanto:
- definita con la formazione dell'organico generale che determina la consistenza complessiva dei posti istituiti dall'ente per l'esercizio delle funzioni allo stesso attribuite;
- ordinata, secondo un piano organizzativo generale per aree, uffici ed unit� operative ai quali viene attribuito il compito di assolvere alle funzioni dell'ente in determinate materie.
1. Con deliberazione della giunta municipale possono essere istituite unit� di progetto, quali strutture organizzative temporanee, anche interaree, allo scopo di realizzare obiettivi specifici rientranti nei programmi dell'amministrazione.
2. Per tali unit� dovranno essere definiti gli obiettivi, individuato il responsabile, determinate le risorse umane, finanziarie e tecniche necessarie, e fissati i tempi di realizzazione.
Il segretario comunale. Competenze
1. Il segretario comunale, dipendente dell'apposita agenzia prevista dall'art. 17 della legge n. 127/97 e dal D.P.R. n. 465/97, � nominato dal sindaco, da cui dipende funzionalmente, con le modalit� stabilite dalla legge.
a) compiti di collaborazione e attivit� di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi del Comune (sindaco, giunta, consiglio) in ordine alla conformit� dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti;
b) sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei responsabili di area e ne coordina l'attivit�, indirizzandone l'organizzazione nel rispetto della loro autonomia e delle loro competenze e attribuzioni e fermo restando la responsabilit� esclusiva dei responsabili di area per l'attivit� e i provvedimenti posti in essere;
d) adotta i provvedimenti di mobilit� tra aree del personale;
e) vigila sullo stato di attuazione di piani, programmi e obiettivi deliberati o comunque assegnati alle varie strutture;
f) riferisce, nei casi di inerzia o di inefficienza del personale, anche in ordine al mancato raggiungimento di obiettivi assegnati, all'Assessore al personale e al nucleo di valutazione;
g) nell'ambito della funzione di coordinamento emana direttive e circolari al fine di indirizzare l'azione amministrativa al rispetto dei canoni della legalit� e del giusto procedimento;
i) pu� rogare tutti i contratti nei quali l'ente � parte e autenticare scritture private e atti unilaterali nell'interesse dell'ente.
j) espleta funzioni attribuite dall'ordinamento regionale compatibili con le norme della legge n. 127/90, cos� come recepita dalla legge regionale n. 23/98;
k) richiede adempimenti e attiva procedimenti su richiesta degli amministratori o di propria iniziativa al fine di perseguire obiettivi di maggiore funzionalit� o in esecuzione a norme di legge o regolamentari.
4. Al segretario comunale nominato direttore generale spetta una indennit� ad personam per l'esercizio delle funzioni di direttore generale nella misura determinata dalle norme del contratto collettivo nazionale del lavoro o in assenza, dal sindaco non inferiore all'indennit� di posizione massima erogata ai responsabili di area.
5. Il segretario comunale svolge funzioni di sovrintendenza e di coordinamento dei responsabili di area in caso di mancata nomina del direttore generale.
6. Le funzioni di cui al comma 2, lett. b), c), d), e), f), g), del presente articolo sono espletate dal segretario comunale nel caso in cui non si provveda alla nomina del direttore generale.
7. In relazione al riparto di competenze tra responsabili di area e segretario comunale, previsto dalla legge n. 127/97 e successive modifiche ed integrazioni, cos� come recepito con legge regionale n. 23/98, la responsabile dell'istruttoria delle deliberazioni e determinazioni e l'attuazione dei provvedimenti rientrano nell'esclusiva competenza dei responsabili di area.
8. Il segretario comunale non esprime parere di legittimit� sulle deliberazioni e determinazioni dei soggetti abilitati.
- l'attuazione degli indirizzi e degli obiettivi determinati dagli organi di governo dell'ente avvalendosi dei responsabili di area;
- la sovraintendenza in generale alla gestione dell'ente perseguendo livelli ottimali di efficienza e di efficacia;
- la predisposizione del piano degli obiettivi e delle risorse;
- il coordinamento e la sovraintendenza dei responsabili di area, di procedimento e delle unit� operative.
Si qualificano responsabili di area i soggetti investiti di funzioni di direzione delle aree.
1. I responsabili di area assicurano con autonomia operativa, negli ambiti di propria competenza, l'ottimale gestione delle risorse loro assegnate per l'attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti dagli organi politici; rispondono altres� della validit� delle prestazioni e del raggiungimento degli obiettivi programmati.
2. Sono attribuiti ai responsabili di area, nelle materie di competenza, i seguenti compiti:
- l'adozione della determinazione a contrattare;
- la responsabilit� delle procedure d'appalto e di concorso;
- la stipulazione dei contratti in rappresentanza dell'ente;
- tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonch� i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previsti dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale;
- gli atti obbligatori in esecuzione di contratti collettivi nazionali di lavoro;
- l'attivit� propositiva, di collaborazione e di supporto agli organi dell'ente, in particolare per quanto concerne la predisposizione degli atti di natura programmatoria;
- la responsabilit� dell'istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale per l'emanazione del provvedimento amministrativo, ivi compresi i procedimenti per l'accesso ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241; nel caso in cui venga esercitata la facolt� di assegnare tale responsabilit� ad ogni altro dipendente resta comunque in capo al responsabile del settore la competenza dell'emanazione del provvedimento finale;
- la responsabilit� del trattamento dei dati personali ai sensi della legge 31 dicembre 1996, n. 675;
- le ordinanze di occupazione di urgenza preordinate all'espropriazione per la realizzazione di un'opera pubblica, le ordinanze di espropriazione e le determinazioni delle indennit� secondo la valutazione dei periti;
3. In particolare, sono attribuiti ai responsabili di area i compiti e le funzioni specificati negli articoli successivi.
4. Sono escluse dalla competenza dei responsabili di area le ordinanze che rientrano nella competenza del sindaco quale ufficiale di governo.
Competenze del responsabile di area in materia di atti di conoscenza
1. Al responsabile di area competono:
- le attestazioni;
- le certificazioni;
- le comunicazioni, ivi compresa quella in materia edilizia;
- le autenticazioni di copia;
- le legalizzazioni di firme;
- ogni atto costituente manifestazione di conoscenza.
L'attivit� propositiva dei responsabili di area
I responsabili di area esplicano anche attivit� di natura propositiva.
1. Destinatari dell'attivit� propositiva dei responsabili di area sono il sindaco, l'assessore di riferimento, il direttore generale e il segretario comunale.
2. I responsabili di area, ciascuno per l'area di competenza, collaborano alla determinazione e selezione degli obiettivi generali dell'amministrazione ed alla formazione dei piani, programmi e progetti e all'elaborazione delle proposte di previsione di bilancio e relative modificazioni.
3. L'attivit� propositiva si distingue in:
- proposte di deliberazione relativamente ad atti amministrativi di competenza del consiglio e della giunta;
- proposte di determinazione di competenza del sindaco;
- proposte di modifica della dotazione di risorse assegnate con il piano esecutivo di gestione;
- proposte di provvedimento o atti amministrativi di competenza di organi dell'ente.
4. Il responsabile di area ha l'obbligo di presentare proposte di deliberazione alla giunta ed al consiglio per il tramite del presidente dell'organo collegiale qualora esse abbiano carattere obbligatorio per legge o regolamento.
Competenza di subprogrammazione dei responsabili di area
Ai responsabili di area competono anche funzioni di programmazione di secondo livello o di subprogrammazione, ovvero definizione di progetti in attuazione dei programmi deliberati dagli organi politici, da attuarsi attraverso il corretto utilizzo delle risorse assegnate.
Attivit� consultiva dei responsabili di area
1. L'attivit� consultiva dei responsabili di area si esplica attraverso:
- l'espressione del parere di regolarit� tecnica, di cui all'art. 12 della legge regionale n. 30/2000, sulle proposte di deliberazione di competenza della giunta e del consiglio;
- relativamente al responsabile dell'area finanziaria, l'espressione del parere di regolarit� contabile sulle proposte di deliberazione di competenza di giunta e consiglio e il visto sulle determinazioni dei soggetti abilitati;
- relazioni, pareri, consulenze in genere;
2. Destinatari dell'attivit� consultiva sono gli organi politici.
3. Il parere di regolarit� tecnica � relativo:
- alla correttezza ed ampiezza dell'istruttoria;
- all'idoneit� dell'atto a perseguire gli obiettivi generali dell'azione amministrativa dell'ente, nonch� al-l'obiettivo specifico, indicato dagli organi politici.
4. Il parere di regolarit� contabile � espresso ai sensi del decreto legislativo n. 267/2000, cos� come recepito dalla legge regionale n. 30/2000.
Competenze dei responsabili di area in materia di gestione finanziaria
1. Ciascun responsabile, nell'ambito dell'area di propria competenza, dispone con propria determinazione la liquidazione di spese di competenza derivanti da legge, sentenze passate in giudicato, deliberazioni e contratti, aperture di credito a seguito di finanziamento, ordinando l'emissione dei mandati di pagamento.
2. Il responsabile di area per i procedimenti di competenza provvede, altres�, all'emissione di provvedimenti di accertamento e riscossione delle entrate di bilancio assegnate con il PEG nonch� all'attivazione delle procedure per il recupero dei crediti.
Competenze dei responsabili di area in materia di lavori e forniture
1. Al responsabile di area competono tutti gli atti gestionali in materia di appalti di lavori e forniture di beni e servizi ed in particolare:
- il conferimento di incarico professionale in materia di lavori pubblici per realizzazione di opera, direzione lavori e collaudo, qualora sia prevista procedura concorsuale definita da regolamento o da legge;
- l'adozione degli atti in materia di procedura di occupazione d'urgenza ed esproprio;
- approvare, con propria determinazione il bando di gara o lo schema di lettera di invito e il capitolato speciale di appalto o foglio patti e condizioni;
- scegliere le ditte da invitare aventi i requisiti per l'oggetto dell'appalto con le modalit� indicate nel regolamento;
- la presidenza delle commissioni di gara;
- la scelta dei membri e del segretario delle commissioni di gara;
- la responsabilit� delle procedure di gara;
- la stipula dei contratti in rappresentanza dell'ente;
- la diramazione degli inviti e la pubblicazione dei bandi di gara nei modi di legge o regolamentari;
- il rilascio di copia di atti, bandi e di ogni altro documento inerente il procedimento di appalto;
- la gestione della fase esecutiva dell'appalto in conformit� alle norme del capitolato;
- l'applicazione, con propria determinazione, di eventuali penali per inadempienze dell'affidatario;
- la disposizione del recesso dal contratto o la sua risoluzione in caso di inadempienze in conformit� alle norme contrattuali;
- l'approvazione di perizie e i verbali dei nuovi prezzi;
- la certificazione della regolare esecuzione, tranne che non competa ad altri soggetti tenuti per legge;
- l'adozione dei provvedimenti di liquidazione e di svincolo della cauzione, previa acquisizione per i nuovi acquisti di materiale non di consumo, della dichiarazione dell'economo dalla quale risulti l'avvenuta inventariazione;
- l'autorizzazione, con propria determinazione, al subappalto nei casi previsti dalla legge;
- l'approvazione del verbale di aggiudicazione, con propria determinazione, nei casi di trattativa privata o di pubblico incanto, licitazione o appalto-concorso con assunzione di impegno definitivo di spesa;
- l'approvazione dello stato finale, del certificato di regolare esecuzione e degli atti di collaudo;
- la pubblicazione delle risultanze di gara nei modi e termini previsti dalla legge.
Competenze in materia di gestione del personale
1. Il responsabile di area cura l'organizzazione del personale coordinata e di tutti i lavoratori assegnati all'area anche non di ruolo in modo da assicurare, comunque, la continuit� dell'erogazione dei servizi.
2. Il responsabile di area in particolare:
- cura i rapporti con le organizzazioni sindacali per i provvedimenti di competenza;
- per esigenze di servizio, previa verifica della idoneit� alle mansioni, pu� adibire il dipendente assegnato ad un'unit� organizzativa, ufficio o unit� operativa, a mansioni proprie della categoria cui � ascritto ma attinenti a diverso profilo professionale, purch� ritenuto equivalente, con esclusione dei casi in cui il profilo professionale escluda l'intercambiabilit� per il contenuto od i titoli professionali che specificamente lo definiscono non posseduti;
- adotta provvedimenti di mobilit� interna dell'area, di attribuzione di mansioni superiori nel rispetto dei criteri e con le modalit� definite dal presente regolamento al fine di assicurare la continuit� nell'erogazione dei servizi di competenza;
- partecipa alla delegazione trattante per la definizione degli accordi decentrati, se nominato dal sindaco;
- autorizza i congedi, i permessi le missioni, le aspettative, i congedi facoltativi e obbligatori e ogni altro permesso retribuito ai sensi delle vigenti disposizioni di comparto, del personale assegnato al settore, nel rispetto delle norme vigenti;
- controlla l'osservanza dell'orario cos� come definito di lavoratori assegnati all'area sulla base delle rilevazioni risultanti dalla rilevazione automatizzata o manuale;
- adotta ogni provvedimento organizzativo ivi compresa l'esenzione dalla rilevazione delle presenze a mezzo di orologio marcatempo. Quest'ultimo provvedimento � adottato con propria determinazione ampiamente motivata e assunta sotto la propria esclusiva responsabilit�;
- dispone i recuperi, applica, con propria determinazione, la trattenuta proporzionale dello stipendio per le ore non lavorate in assenza di autorizzazione, salvo in tale ultimo caso l'obbligo di attivare la procedura disciplinare;
- richiede le prestazioni straordinarie nel limite della preventiva autorizzazione in relazione anche delle esigenze prospettate dal responsabile di servizio e dispone per i riposi compensativi;
- autorizza il personale assegnato a partecipare a convegni, seminari di studio e simili nei limiti delle risorse assegnate;
- determina, previa informazione alle organizzazioni sindacali, e in osservanza dei criteri generali di organizzazione degli uffici, secondo i principi del titolo I del decreto legislativo n. 165/2001 e le direttive del sindaco, l'orario di apertura al pubblico e l'articolazione dell'orario contrattuale di lavoro e la flessibilit� dell'orario per la struttura organizzativa cui � preposto comunicando al servizio personale ogni variazione per gli adempimenti di competenza;
- � competente per l'attribuzione dei trattamenti economici accessori spettanti al personale assegnato all'unit� organizzativa cui � preposto e vi provvede con propria determinazione, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi e accordi decentrati per il personale;
- applica la sanzione della censura e del rimprovero verbale e segnala all'ufficio competente per i procedimenti disciplinari le infrazioni, quando le sanzioni alle stesse collegate non siano attribuire alla sua competenza;
- provvede alla verifica periodica del carico di lavoro e della produttivit� dell'area e dei servizi, previo eventuale esame con le organizzazioni sindacali in sede di contrattazione collettiva decentrata, nonch� alla verifica del carico di lavoro e produttivit� di ogni singolo dipendente;
- provvede con proprio atto ad attribuire, per esigenze di servizio, funzioni inizialmente assegnate dal regolamento ad un determinato servizio ad altro nell'ambito dello stesso settore salvaguardando, ove possibile, esigenze di omogeneit� di attribuzione di funzioni ai vari servizi.
Modalit� e criteri per il conferimento dell'incarico di responsabile di area
Il responsabile di area � individuato, di norma, nel-l'ambito dei dipendenti dell'ente inquadrati nella categoria "D".
1. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi stabilisce le modalit� e i criteri per il conferimento della responsabilit� di un'area.
I responsabili di procedimento
I responsabili di procedimento assicurano, sotto la direzione dei responsabili di aree e con le modalit� di cui alla legge regionale n. 10/91 e successive modifiche ed integrazioni, che l'esercizio delle funzioni attribuite alla struttura organizzativa cui sono preposti corrisponda ed attui al miglior livello di efficienza e di efficacia gli indirizzi generali espressi dall'amministrazione, realizzando gli obiettivi che gli organi della stessa hanno stabilito.
1. Essi hanno la direzione e responsabilit� del procedimento loro assegnato, con facolt� di decisione ed autonomia di iniziativa nell'ambito degli indirizzi suddetti e delle direttive impartite, per la loro attuazione, dal responsabile dell'area di cui fanno parte.
2. La nomina del responsabile del procedimento � di competenza del responsabile dell'area e si perfeziona con l'adozione e successiva notifica di apposita determinazione di organizzazione, assunta a norma dell'art. 5, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001.
3. L'incarico di responsabile di procedimento � sempre revocabile con provvedimento motivato del responsabile di area.
4. Ogni atto del responsabile di procedimento pu� essere annullato o revocato dal responsabile di area con proprio provvedimento motivato.
5. Il responsabile di area assume in ogni caso responsabilit� solidale per gli atti posti in essere dal responsabile di procedimento. In conseguenza di ci� tutti gli atti del responsabile di procedimento, su disposizione del responsabile di area, possono essere sottoposti per l'esecuzione al visto da parte di quest'ultimo.
FINANZE, CONTABILITA'
L'ordinamento della finanza del Comune � regolato dalla legge.
1. Nell'ambito della finanza pubblica, il Comune � titolare di autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.
2. Il Comune ha il proprio demanio e patrimonio.
3. Nell'ambito delle leggi statali �, altres�, titolare di potest� impositiva autonoma nel campo delle imposte, tasse e tariffe, che vengono determinate dal consiglio comunale o dalla giunta municipale ispirandosi ai criteri di equit� e di giustizia.
4. Il Comune persegue, attraverso l'esercizio della propria potest� impositiva e con il concorso delle risorse trasferite dallo Stato e dalla Regione, il conseguimento delle condizioni di autonomia finanziaria, adeguando i programmi e le attivit� esercitate ai mezzi disponibili e ricercando, mediante razionalit� di scelte e di procedimenti, l'efficacia ed un efficace impiego di tali mezzi.
L'ordinamento contabile del Comune � disciplinato dalla legge.
1. Apposito regolamento, approvato dal consiglio comunale, stabilisce le specifiche norme relative alla contabilit� comunale.
1. Il consiglio comunale elegge, come previsto dalla normativa vigente, un revisore, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in Sicilia.
2. Valgono per il revisore le norme di ineleggibilit� e incompatibilit�, stabilite dal decreto legislativo n. 267/2000 e dalla legge per i consiglieri comunali, per la durata dell'incarico, per la cessazione, revoca o decadenza, per il numero degli incarichi e per il trattamento economico; per la responsabilit� si applicano le disposizioni vigenti in materia.
3. Il revisore risponde della verit� delle attestazioni in ordine alla corrispondenza del rendiconto alle risultanze di gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del conto consuntivo.
4. Ha diritto di accesso a tutti gli atti e documenti dell'ente connessi al suo mandato e pu� essere invitato a partecipare alle sedute della giunta e del consiglio, mentre dovr� essere presente obbligatoriamente quando sono posti alla trattazione del consiglio comunale argomenti sul bilancio.
5. I rapporti del revisore con gli organi burocratici sono stabiliti dal regolamento di contabilit� che discipliner� anche i compiti e le funzioni di collaborazione e di referto; l'esercizio della funzione di revisione; l'oggetto, i modi e i tempi per pareri, attestazioni, certificazioni, relazioni e segnalazioni.
Il Comune provvede alla gestione dei servizi pubblici locali che abbiano per oggetto produzione di beni ed attivit� rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunit� locali.
1. Nell'esercizio delle relative funzioni, il Comune, anche in forma associata, individua gli standard di qualit� e determina le modalit� di vigilanza e controllo delle aziende esercenti pubblici servizi, in un quadro di tutela prioritaria degli utenti e dei consumatori.
2. Il Comune gestisce i servizi pubblici, nelle forme previste dalla legge n. 142/90, cos� come recepita dalla Regione siciliana, nel rispetto dei principi di seguito riportati.
Si applicano, altres�, le norme contenute nel Titolo V del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni, come modificato dall'art. 35 della legge 29 dicembre 2001, n. 448. Con particolare riferimento alle gestione delle reti ed all'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza industriale, si rinvia per intero alle disposizioni di cui all'art. 113 del decreto legislativo n. 267/2000, come emendato dalla citata legge n. 448/2001.
3. Il consiglio comunale, sulla base di una valutazione comparativa delle predette forme di gestione ed in relazione ad una migliore efficienza, efficacia ed economicit� cui deve tendere il servizio, sceglie la forma di gestione del relativo servizio e delibera la modifica delle forme di gestione dei servizi attualmente erogati alla popolazione.
4. Il sindaco ed il revisore dei conti riferiscono ogni anno al consiglio, in sede di valutazione del bilancio consuntivo, sul funzionamento e sul rapporto "costo-ricavo" dei servizi singoli o complessivi, nonch� sulla loro rispondenza in ordine alla esigenza e alla fruizione dei cittadini.
5. In tutti gli enti, aziende, societ� e consorzi dove � prevista la nomina di amministratori o rappresentanti da parte del sindaco o del consiglio comunale, non possono essere nominati ascendenti, discendenti e affini sino al secondo grado del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali.
Gestione dei servizi pubblici privi di rilevanza industriale
1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori dall'art. 113 del decreto legislativo n. 267/2000, come novellato dall'art. 35 della legge 29 dicembre 2001, n. 448, i servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale sono gestiti mediante affidamento diretto a:
c) societ� di capitali costituite o partecipate dagli enti locali, regolate dal codice civile.
3. Il Comune pu� procedere all'affidamento diretto dei servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da esso costituite o partecipate.
4. Quando sussistano ragioni tecniche, economiche o di utilit� sociale, i servizi di cui ai commi 1, 2 e 3 possono essere affidati a terzi, in base a procedure di evidenza pubblica, secondo le modalit� stabilite dalle normative di settore. I rapporti tra il Comune di Cattolica Eraclea ed i soggetti erogatori dei servizi di cui al presente articolo sono regolati da contratti di servizio.
3. La tariffa, che costituisce il corrispettivo dei servizi pubblici, � determinata ed adeguata ogni anno. Qualora i servizi siano gestiti da soggetti esterni la tariffa pu� essere, nel rispetto della normativa vigente, riscossa dal soggetto che gestisce il servizio.
4. In attuazione del dispositivo di cui all'art. 119 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al fine di ridurre i costi o migliorare i servizi, il Comune pu�, previa ricerca di mercato, stipulare contratti di sponsorizzazione, accordi di collaborazione o convenzioni per servizi aggiuntivi con altri soggetti pubblici o privati. A specificazione di quanto previsto dall'art. 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, � possibile, dietro contributo finanziario veicolare l'immagine del soggetto aderente o fare utilizzare il logo o lo stemma del Comune.
2. Con apposito regolamento il consiglio comunale stabilisce l'organizzazione ed i criteri per assicurare l'economicit� e l'efficienza di gestione di tali servizi.
3. La gestione del servizio � affidata ad un funzionario che ne � responsabile e pu� essere utilizzata la collaborazione di volontari, singoli o associati, escludendo la possibilit� di costituire rapporti di lavoro subordinato.
1. Il Comune, per la gestione di uno o pi� servizi di notevole rilevanza economica ed imprenditoriale, pu� costituire una o pi� aziende speciali.
2. L'azienda speciale � un ente strumentale, dotato di personalit� giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto approvato dal consiglio ai sensi dell'art. 23 della legge n. 142/90 come recepito con legge regionale n. 48/91.
3. La nomina e la revoca degli amministratori spettano al sindaco che ne dar� motivata comunicazione al consiglio comunale.
5. L'azienda deve operare con criteri di imprenditorialit� con obbligo di pareggio del bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, salvo l'esistenza di costi sociali da coprire mediante conferimento da parte dell'ente locale.
Trasformazione delle aziende speciali e dei consorzi in societ� di capitali
1. Il Comune pu�, per atto unilaterale, trasformare le aziende speciali in societ� di capitali di cui pu� restare azionista unico per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione.
2. Il consiglio comunale, nel deliberare la trasformazione di aziende speciali comunali in societ� di capitali nelle quali, dopo il biennio iniziale, il Comune avr� una partecipazione maggioritaria o minoritaria al capitale sociale, deve includere nell'atto costitutivo e nello statuto il diritto del Comune stesso a nominare negli organi di amministrazione e nel collegio dei revisori propri rappresentanti, secondo quanto previsto dai precedenti terzo e quarto comma e con il richiamo ai conseguenti effetti previsti dalle disposizioni del capo II titolo III del decreto legislativo n. 267/2000.
3. La deliberazione di trasformazione tiene luogo di tutti gli adempimenti in materia di costituzione delle societ� previsti dalla normativa vigente, ferma restando l'applicazione delle disposizioni degli artt. 2330, commi terzo e quarto, e 2330 bis del codice civile.
4. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alla trasformazione dei consorzi, intendendosi sostituita al consiglio comunale l'assemblea consortile. In questo caso le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei componenti. Gli enti locali che non intendano partecipare alla societ� derivante dalla trasformazione hanno diritto alla liquidazione del valore nominale iscritto in bilancio della relativa quota di capitale.
1. Per l'espletamento dei servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale, il Comune pu� costituire una istituzione, organismo strumentale dotato di personalit� giuridica e di autonomia gestionale che eserciter� nel rispetto del proprio statuto approvato dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei componenti.
b) determina le finalit� e gli indirizzi;
f) specifica le modalit� della collaborazione dei volontari;
4. La nomina e la revoca degli amministratori spettano al sindaco che ne dar� motivata comunicazione al consiglio comunale.
5. I componenti il consiglio di amministrazione ed il presidente vengono nominati dal sindaco, tra persone che per qualificazione culturale e sociale rappresentino le relative componenti della comunit� locale, compresi gli utenti del servizio, e che abbiano competenza nel settore e in materia gestionale da valutarsi in base a curriculum.
6. Lo statuto disciplina il numero, gli eventuali ulteriori requisiti specifici richiesti agli amministratori, la durata in carica, la posizione giuridica e lo status dei componenti, nonch� le modalit� di funzionamento degli organi e per il controllo interno e del Comune.
Societ� miste
1. Per la gestione di servizi comunali di rilevante importanza e consistenza, che richiedano investimenti finanziari elevati ed organizzazione imprenditoriale, o quando sia opportuna in relazione alla natura o all'ambito territoriale la partecipazione di pi� soggetti pubblici o privati, il consiglio comunale pu� promuovere la costituzione di societ� di capitali senza il vincolo della propriet� pubblica maggioritaria anche in deroga a disposizioni di legge specifiche, con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, o pu� rilevare societ� gi� costituite. La costituzione delle societ� in questione pu� essere effettuata:
2. Il consiglio comunale, per la costituzione di societ� a prevalente capitale pubblico, approva la bozza di statuto ed un piano tecnico-finanziario relativo alla costituzione delle societ� e alle previsioni in ordine alla gestione del servizio pubblico a mezzo della stessa, e conferisce al sindaco i poteri per gli atti conseguenti.
3. La prevalenza del capitale pubblico locale della societ� � realizzata mediante l'attribuzione della maggioranza del capitale al Comune e, nel caso di gestione di servizi di interesse intercomunale, ai comuni che fruiscono degli stessi servizi.
4. La giunta, qualora sia opportuno, in relazione alla natura del servizio da svolgere, pu� assumere partecipazioni in societ� con capitale prevalente pubblico ma con un'accertata solida situazione finanziaria e che abbiano scopi connessi ai compiti istituzionali del Comune. In questo caso la partecipazione del Comune non pu� essere inferiore al 10% del capitale sociale e deve garantire il diritto alla nomina di almeno un rappresentante nel consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale.
5. I partecipanti possono costituire tutte o parte delle quote relative alla propria partecipazione mediante conferimento di beni, impianti ed altre dotazioni destinate ai servizi affidati alla societ�.
6. Il Comune, per la realizzazione delle opere necessarie al corretto svolgimento di servizi pubblici nonch� per la realizzazione di infrastrutture ed altre opere di interesse pubblico pu�, come previsto dal regolamento adottato ai sensi del decreto legislativo 31 gennaio 1995, n. 26, partecipare o costituire apposite societ� per azioni senza il vincolo della propriet� pubblica maggioritaria, scegliendo i soci privati con procedure ad evidenza pubblica.
1. Al fine di svolgere in modo coordinato funzioni o servizi specifici anche a tempo determinato, il Comune pu� stipulare con altri comuni o con la provincia apposite convenzioni, deliberate dal consiglio comunale con l'indicazione dei fini, della durata, delle forme di consultazione e di rappresentanza, dei rapporti finanziari, dei reciproci obblighi e garanzie.
2. La convenzione pu� anche prevedere la costituzione di uffici comuni che operano con personale distaccato dagli enti partecipanti ai quali affidare o delegare l'esercizio delle funzioni pubbliche in luogo dei soggetti partecipanti.
3. Il Comune, per la gestione associata di uno o pi� servizi, pu� costituire con altri comuni o con la provincia regionale un consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali di cui all'articolo 23 della legge n. 142/90, recepito dalla legge della Regione Sicilia n. 48/91.
5. Il Comune, nell'assemblea del consorzio, � rappresentato dal sindaco o da un suo delegato, ciascuno con responsabilit� pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto.
7. La costituzione del consorzio di servizi pu� essere disposta con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, per funzioni e servizi a carattere obbligatorio. Il consiglio comunale deve esprimere il parere sulla costituzione del consorzio entro e non oltre 60 giorni dalla ricezione della richiesta da parte dell'Assessore.
1. Il sindaco, per la definizione e l'attuazione di opere, interventi o di programmi di intervento di interesse comunale, che richiedano per la loro attuazione l'azione integrata e coordinata di altri soggetti pubblici, promuove, partecipa e conclude accordi di programma.
2. Gli accordi, che riguardano una o pi� opere oppure uno o pi� interventi previsti negli strumenti programmatori, sono approvati dalla giunta comunale.
3. Quando assumono valenza programmatoria o modifica agli strumenti urbanistici, il sindaco, prima di aderire sente i capigruppo consiliari, e la conclusione dell'accordo di programma deve essere ratificata dal consiglio comunale, a meno che non abbia dato preventivo assenso.
4. Per verificare la possibilit� dell'accordo di programma, il sindaco convoca o partecipa ad una conferenza dei rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate.
5. L'accordo � approvato con decreto del Presidente della Regione siciliana, o con atto formale del presidente della provincia o dal sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente, ed � pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
7. L'accordo pu� prevedere procedimenti di arbitrato ed interventi surrogatori di eventuali inadempienze dei soggetti partecipanti in considerazione che i vincoli scaturenti dell'accordo coinvolgono varie posizioni di potest� amministrative.
Consultazione, partecipazione e accesso
1. Il Comune informa la propria attivit� ai principi della partecipazione dei cittadini elettori e dei cittadini residenti, sia singoli che associati, per assicurare il buon andamento, l'imparzialit� e la trasparenza dell'azione amministrativa.
2. Con apposito regolamento � stabilita la disciplina, la forma ed i termini delle predette partecipazioni, l'esercizio del diritto di udienza, la presentazione di petizioni e proposte e l'utilizzo di appositi servizi o strutture da parte delle libere associazioni.
1. Ai cittadini, agli organismi di partecipazione ed alle libere associazioni � riconosciuta la partecipazione all'attivit� del Comune oltre che nelle forme previste dai successivi articoli, anche attraverso l'esercizio del diritto di udienza, come una forma diretta e semplificata di tutela degli interessi della collettivit�.
2. Il diritto di intervento dei cittadini a mezzo del diritto di udienza si distingue dal diritto di accesso o di essere ricevuti dagli organi istituzionali e burocratici, infatti � indirizzato non ad assumere o fornire informazioni, ma assume la funzione di strumento di partecipazione esplicita garantito ai cittadini singoli ed associati.
3. L'udienza deve essere richiesta per iscritto con l'indicazione dell'oggetto e deve avere luogo entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta, ed in casi d'urgenza ed eccezionali (pericolo per l'incolumit� pubblica, problemi igienico-sanitari e similari) entro 10 giorni.
4. Dello svolgimento dell'udienza dovr� essere redatto apposito verbale che sar� inserito nel relativo fascicolo e richiamato in tutte le successive fasi del procedimento.
1. La partecipazione popolare all'azione amministrativa � consentita anche con la presentazione, da parte dei cittadini, singoli o associati, di istanze e petizioni per sollecitare l'intervento in questioni di interesse generale.
2. Come previsto dall'apposito regolamento, le istanze e le petizioni, di cui ai successivi commi, vanno presentate per iscritto:
3. Alle istanze e alle petizioni dovranno essere fornite dal sindaco risposte entro 30 giorni e, nel caso comportino l'adozione di specifici provvedimenti, l'organo competente dovr� provvedervi entro ulteriori 60 giorni, qualora il sindaco non abbia rigettata la richiesta con risposta motivata.
4. Il regolamento determina la procedura, i tempi, le forme di pubblicit�, e l'assegnazione all'organo competente, il quale procede all'esame e predispone la risposta o le eventuali modalit� di intervento del Comune sulla questione sollevata.
5. Se il termine previsto dai precedenti commi non � rispettato, ciascun consigliere pu� sollevare la questione in consiglio, chiedendo ragione al sindaco del ritardo o provocando una discussione sul contenuto della petizione o istanza.
6. Il presidente del consiglio � tenuto a porre la questione all'ordine del giorno della prima seduta del consiglio.
1. I cittadini, nel numero non inferiore a 50, anche facenti parte di associazioni, comitati, organismi vari possono avanzare proposte articolate per l'adozione di atti amministrativi che il sindaco trasmette nei venti giorni successivi all'organo competente, corredate dal parere del responsabile dei servizi interessati, nonch� dell'attestazione relativa alla copertura finanziaria.
2. La proposta, presentata e sottoscritta secondo le modalit� e la procedura prevista dall'apposito regolamento, dovr� essere redatta sotto forma di proposta di deliberazione con l'indicazione dei riferimenti normativi, delle finalit�, dei motivi e con l'indicazione della eventuale spesa e del suo finanziamento.
3. L'organo competente deve sentire i proponenti dell'iniziativa entro trenta giorni dalla presentazione della proposta.
4. Tra l'amministrazione comunale ed i proponenti si pu� giungere alla stipulazione di accordi, nel perseguimento del pubblico interesse al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale per cui � stata promossa l'iniziativa popolare.
5. L'iniziativa popolare non pu� avere ad oggetto le materie inerenti:
c) espropriazioni e attivit� amministrativa vincolata.
1. Al fine di assicurare la trasparenza e l'imparzialit� dell'attivit� amministrativa � garantito ai cittadini, singoli o associati, per la tutela di situazioni giuridiche soggettive o di interessi diffusi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi del Comune nonch� degli enti e aziende dipendenti, secondo quanto previsto dalle norme della legge n. 241/90 e dalla legge regionale n. 10/91 e dallo specifico regolamento comunale.
5. L'esame dei documenti � gratuito, mentre il rilascio di copia � subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le vigenti disposizioni in materia di bollo, nonch� alla corresponsione dei diritti di ricerca.
6. Le aziende e gli enti dipendenti dal Comune hanno l'obbligo di uniformare la loro attivit� a tali principi.
7. Al fine di garantire la pi� ampia diffusione degli atti comunali e per raccogliere informazioni, segnalazioni, reclami, etc., � istituito l'ufficio relazioni con il pubblico, attivato con il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi comunali che ne discipliner� il funzionamento secondo i principi e le modalit� previste dal decreto legislativo n. 29/93 e dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 ottobre 1994, utilizzando personale con idonea qualificazione e capacit�.
1. Il Comune valorizza le autonome forme associative di volontariato, di cooperazione sindacale, di quelle operanti nel settore dei beni culturali, ambientali, storici ed artistici, del turismo, dello sport, dell'attivit� culturale e di gestione del tempo libero, nonch� forme associative religiose e qualsiasi altra forma associativa costituitasi spontaneamente tra cittadini a fini partecipativi.
2. Riconosce il ruolo attivo e propositivo della cooperazione anche per lo sviluppo delle attivit� imprenditoriali ed inoltre l'azione educativa, formativa e di difesa della salute dello sport.
3. Integra l'azione amministrativa con l'attivit� di altre istituzioni ed associazioni per la tutela della persona e della sua crescita singola ed associata, con particolare riferimento a fanciulli, donne, anziani e disabili.
a) sostiene le attivit� ed i programmi dell'associazionismo, anche mediante stipula di convenzioni;
c) pu� affidare ad associazioni e a comitati l'organizzazione di singole iniziative; nel caso di assegnazione di fondi, il relativo rendiconto della spesa � approvato dalla giunta.
4. I predetti interventi hanno luogo nei confronti di libere forme associative che presentino i seguenti requisiti: eleggibilit� delle cariche; volontariet� dell'adesione e del recesso dei componenti; assenza di fini di lucro; pubblicit� dello statuto, degli atti e dei registri dei soci, perseguimento di finalit� correlate a quelle del Comune.
5. Nell'ambito delle predette finalit� il Comune istituisce un albo di associazioni, organizzazioni di volontariato e categorie professionali, soggetto a verifica ed aggiornamento annuali; l'iscrizione all'albo, diviso per settori corrispondenti alle politiche comunali, avviene dietro presentazione di apposita istanza corredata di copia autenticata dello statuto associativo, di documentazione inerente l'attivit� svolta dall'associazione nell'anno precedente per il raggiungimento delle proprie finalit�.
6. L'istanza pu� essere presentata da associazioni che operano nell'ambito del territorio comunale.
7. Alle associazioni iscritte all'albo possono essere erogate forme di incentivazione con apporti di natura finanziaria, patrimoniale, tecnico-professionale od organizzativa.
8. Annualmente la giunta rende pubblico l'elenco di tutte le associazioni che hanno beneficiato delle concessioni di strutture, beni strumentali, contributi o servizi, nonch� di quelle che ne hanno fatto richiesta.
2. Il diritto di promuovere riunioni ed assemblee in piena libert� e autonomia appartiene a tutti i cittadini e agli organismi o formazioni sociali. Il Comune ne facilita l'esercizio mettendo nei limiti delle disponibilit� e con i modi previsti dal regolamento, strutture e sedi idonee.
3. Gli organi comunali possono convocare assemblee di cittadini, generali, di categoria, per ambiti territoriali per dibattere problemi, per esaminare proposte; per la verifica dello stato di servizi di rilevante interesse per la comunit�.
5. L'apposito regolamento stabilisce il numero delle consulte, la composizione, le materie di competenza, le modalit� di formazione, di durata e di funzionamento. Nella materie di competenza le consulte possono esprimere parere, formulare proposte, esprimere orientamenti, sottoporre all'attenzione generale particolari problematiche.
6. I componenti delle consulte, che saranno convocate e presiedute dal sindaco, sono nominati dallo stesso nel rispetto dei criteri stabiliti dal regolamento, che dovranno tendere a garantire la presenza di entrambi i sessi, la presenza territoriale e dei rappresentanti delle categorie e degli organismi di partecipazione interessati.
1. Il referendum consultivo � l'istituto con cui tutti gli elettori del Comune sono chiamati a pronunziarsi in merito a programmi, i piani, progetti, interventi ed in ogni altro argomento attinente l'amministrazione e il funzionamento del Comune ad eccezione degli atti inerenti i regolamenti interni il personale, le imposte locali, tariffe dei servizi ed altre imposizioni, nonch� le designazioni e le nomine dei rappresentanti e su attivit� amministrativa vincolata da leggi statali e/o regionali, esprimendo sul tema o sui temi proposti il proprio assenso o dissenso affinch� gli organi ai quali compete decidere assumano le proprie determinazioni, consapevoli dell'orientamento prevalente della comunit�.
2. Il referendum, sia consultivo che propositivo, pu� riguardare solo materie di esclusiva competenza del Comune relative a materie, proposte o atti di competenza del consiglio comunale, della giunta e del sindaco.
3. Il referendum pu� essere richiesto da almeno il 10% dei cittadini elettori, la cui firma dovr� essere autenticata nelle forme previste per la presentazione delle candidature alle elezioni amministrative, iscritti nelle liste elettorali al 31 dicembre dell'anno precedente o da 2/3 dei consiglieri assegnati, con un quesito scritto ed esposto in termini chiari a cui possa essere risposto con un SI o un NO.
4. La richiesta di referendum con il quesito proposto, prima della raccolta delle sottoscrizioni o del voto del consiglio comunale, � sottoposta al preventivo giudizio di ammissibilit� del segretario comunale, che pu� entro 30 giorni dichiararla inammissibile o suggerire modifiche per farla rientrare nei limiti imposti dallo statuto e dal regolamento.
5. Il referendum � indetto dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei componenti con delibera che provveder� anche alla copertura finanziaria; i comizi elettorali sono indetti con determinazione sindacale in una domenica dalle ore 8 alle ore 21; lo spoglio delle schede inizier� dopo la chiusura delle operazioni di voto. Pu� svolgersi una sola tornata referendaria in un anno solare; nella stessa tornata possono essere sottoposti pi� quesiti ma non pi� di sei scelti secondo l'ordine cronologico di presentazione.
6. Il Comune provvede all'adeguata pubblicizzazione della consultazione, alla stampa e alla fornitura del materiale necessario, alla costituzione dei seggi composti da un presidente e due scrutatori, entrambi sorteggiati fra gli iscritti negli appositi elenchi vigenti per le consultazioni statali.
7. La normativa regolamentare far� riferimento alle procedure in vigore per lo svolgimento dei referendum statali adeguandole alle dimensioni locali della consultazione, semplificandole e ottimizzandole per renderle pi� economiche.
8. La regolarit� delle sottoscrizioni o della delibera di indizione e della procedura � garantita da un apposito comitato di garanzia, formalizzato con provvedimento del sindaco, presieduto dal segretario comunale e composto dal dirigente dei servizi demografici, da due consiglieri comunali, di cui uno della minoranza, eletti dal consiglio con il voto limitato ad uno ed eventualmente da due rappresentanti sorteggiati nell'ambito di un elenco di nominativi indicati dalla stessa associazione o gruppo promotore.
9. Il comitato � insediato quando sia nominata la maggioranza dei suoi componenti e funziona con la presenza della maggioranza dei componenti gi� nominati.
10. Il referendum � valido se vi ha partecipato la met� pi� uno degli aventi diritto.
11. Il quesito proposto � approvato se ottiene il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti al voto.
- consultivo, qualora si ritenga utile una consultazione popolare per orientare l'amministrazione sugli indirizzi e le decisioni che riguardano l'assetto del territorio, la vita economica, sociale e culturale della comunit�; l'indizione del referendum consultivo sospende l'attivit� deliberativa sul medesimo oggetto;
- propositivo, con oggetto una motivata proposta normativa o provvedimentale di competenza del consiglio comunale, della giunta o del sindaco. Non si fa luogo a referendum propositivo se l'organo competente provveda in maniera conforme alla proposta referendaria.
2. Quando il referendum sia stato indetto, gli organi del Comune sospendono l'attivit� amministrativa sull'oggetto del referendum, tranne in caso di pericolo o danno che dovr� essere ampiamente motivato.
3. L'esito della consultazione dovr� essere oggetto di dibattito in consiglio comunale che potr�, nell'ambito della propria attivit� di indirizzo e programmazione, dare opportune direttive in merito.
5. Il consiglio, la giunta o il sindaco, secondo la rispettiva competenza, entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato da parte del sindaco, delibera sull'argomento, oggetto della consultazione referendaria e, nel caso di mancato recepimento delle indicazioni scaturenti dal risultato referendario, il provvedimento deve essere adeguatamente motivato e la deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei componenti l'organo.
1. Lo statuto comunale legittima l'attivit� dell'ente e le disposizioni in esso contenute hanno efficacia di norma giuridica.
2. Le disposizioni contenute nel presente statuto non possono essere derogate dai regolamenti, n� da parte di atti di altri enti od organi della pubblica amministrazione.
3. Per tutto ci� che non � previsto nel presente statuto si rinvia alle norme del codice civile, alla legge n. 142/90 cos� come recepita dalla Regione siciliana, all'ordinamento finanziario e contabile contenuto nel decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e alle leggi regionali in materia, nonch� alle disposizioni contenute nell'ordinamento degli enti locali vigente in Sicilia.
3. Le norme contenute nei regolamenti vigenti devono essere adeguate alle norme statutarie entro 6 mesi dalla sua entrata in vigore.
Pubblicit� dello statuto
1. Il presente statuto, oltre ad essere pubblicato secondo le modalit� stabilite dalla legge regionale vigente, deve essere divulgato nell'ambito della cittadinanza con ogni possibile mezzo per assicurarne la piena conoscenza.
2. E' inserito nella raccolta ufficiale dei regolamenti, deve essere tenuto a disposizione del pubblico, ai sensi dell'articolo 198 del vigente ordinamento degli enti locali, e la visione � consentita a qualunque cittadino, a semplice richiesta e senza alcuna formalit�; pu� essere rilasciata copia informale previo rimborso del costo di riproduzione.
3. Inoltre copia sar� consegnata ai consiglieri, ai dirigenti, all'organo di revisione e agli altri organi del Comune, mentre altra copia sar� depositata all'U.R.P. a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
1. Il presente statuto, ad avvenuta esecutivit� della delibera consiliare di approvazione, entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua pubblicazione all'albo pretorio dell'ente.
Copia del presente statuto � trasmessa all'ufficio per la raccolta e la conservazione degli statuti dei comuni e delle province regionali, istituito presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali il quale, a sua volta, provvede a trasmetterne copia al Ministero dell'interno.