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Timestamp: 2020-02-19 11:02:21+00:00
Document Index: 120169090

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 30362 del 23/11/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30362 del 23/11/2018
sul ricorso 17255-2013 proposto da:
Roma Capitale (già Comune di Roma – C.F.: (OMISSIS)), in persona del
Sindaco pro tempore Prof. M.I.R.M.,
rappresentato e difeso, anche disgiuntamente, dagli Avv.ti Massimo
Baroni (C.F.: (OMISSIS)) ed Antonio Ciavarella (C.F.: (OMISSIS))
dell’Avvocatura Capitolina e presso di loro domiciliato, in Roma
alla Via del Tempio di Giove n. 21, giusta procura speciale a
ESOTAS S.r.l., in persona del legale rappresentante G.P.,
con sede in (OMISSIS), (P.Iva: (OMISSIS)) ed elettivamente
domiciliata in Roma, alla Via Germanico n. 24, presso lo studio
dell’Avv. Giuseppe Scavuzzo (C.F.: (OMISSIS)), che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 97/28/2012 emessa dalla CTR di Roma in data
21/05/2012 e non notificata;
Giovanni Giacalone, che ha concluso per il rigetto del ricorso;
10/10/2018 dal Consigliere Dott. Andrea Penta.
Più precisamente, il D.L. n. 44 del 2005, art. 3-bis, comma 1, convertito con modificazioni nella L. n. 88 del 2005 ed applicabile ai processi in corso in forza del successivo comma 2, nel sostituire il D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 11,comma 3, ha attribuito la rappresentanza processuale dell’ente locale nel giudizio di merito al dirigente dell’ufficio tributi, ovvero, in mancanza di tale figura, al titolare della posizione organizzativa comprendente detto ufficio, e tale dirigente, con apposita determinazione, può delegare un funzionario dell’unità organizzativa da lui diretta a sottoscrivere e presentare l’impugnazione quale assistente dell’ente locale, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15,comma 2-bis, (Sez. 5, Sentenza n. 13230 del 09/06/2009; conf. Sez. 5, Sentenza n. 1812 del 28/01/2010). A sua volta, l’art. 3 bis, comma 2, citato estende ai processi in corso la suddetta disposizione, relativa alla legittimazione processuale dei dirigenti locali.
6. Con il quarto motivo la ricorrente si duole della violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 9,comma 7, in relazione alla Deliberazione C.C. n. 289/1994, per aver la CTR, a suo dire, immotivatamente ed in violazione della normativa di riferimento, presupposto l’avvenuto pagamento dell’imposta sulla pubblicità.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso, in favore del resistente, delle spese della presente fase di giudizio, che liquida in complessivi Euro 10.000,00, oltre rimborso del 15% per spese forfettarie ed accessori di legge; dichiara la parte ricorrente tenuta al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, a norma delD.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater.