Source: https://avvocatoticozzi.it/blog/60/tribunale-venezia-mutui-usura-mutuo-isc-penale-estinzione-anticipata-ammortamento-francese
Timestamp: 2019-09-15 14:08:59+00:00
Document Index: 108140138

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 644', 'sentenza ', 'art. 1815', 'art. 1815', 'art 1815', 'art. 1815', 'sentenza ', 'art 2']

Usura e invalidità del mutuo: il punto del Tribunale Venezia
Tribunale di Venezia e contenziosi sui mutui. La posizione su: usura mutuo, indeterminatezza tassi mutuo, ISC mutuo erroneo, penale di estinzione anticipata, ammortamento alla francese nel mutuo.
Diritto bancario e finanziario Diritto civile
Quanto al primo dedotto profilo di usurarietà e cioè il profilo di usurarietà dei tassi moratori, va osservato quanto segue. Fermo quanto esposto circa il fatto che anche gli interessi moratori possono essere usurari, assai problematica è la verifica in concreto della usura con riferimento a tali tassi nel mutuo: ciò in primis per assenza di specifiche rilevazioni di TEGM per gli interessi di mora (di qui il correttivo del 2,1% elaborato dalla Banca d’Italia che , che è però solo “statistico”, e dunque inutilizzabile ) e in secondo luogo per la difficoltà di configurare un Tasso Effettivo di Mora (T.E.MO), frutto di sommatoria tra spese, oneri ed interessi moratori, in analogia con il Tasso Annuo Effettivo Globale – TAEG ( v. ad esempio Tribunale di Milano che con le sentenze n. 16873 del 16.02.2017 e sentenza del 29.11.2016, ha affermato che la verifica della usurarietà in termini oggettivi degli interessi moratori risulta preclusa dalla assenza di un termine di raffronto, ossia di un tasso soglia coerente con il valore da raffrontare, oltre che per impossibilita allo stato di individuare il “TEMO” , ferma restando la possibilità che tali interessi possano essere riconosciuti comunque come usurari per usura “ soggettiva” ex art. 644 c.p., qualora venga dimostrato che siano stati pattuiti in termini tali da creare una sproporzione delle prestazioni, con approfittamento delle condizioni di difficoltà economiche e finanziarie del debitore). La Corte di Cassazione terza sezione civile con ordinanza 27442 pubblicata il 30 .10. 2018 ha comunque ribadito che va effettuata a verifica della usura anche per gli interessi moratori e che tale verifica va effettuata avendo quale parametro di raffronto i tassi soglia rilevati senza alcun “correttivo”.
Ritiene questo Tribunale che poiché la pattuizione usuraria va apprezzata ab origine e dunque al momento della pattuizione del contratto essa vada valutata ai fini dell’usura solo sulla base di elementi apprezzabili e valutabili a priori”.
Il Tribunale di Venezia indica che l’eventuale usurarietà degli interessi di mora porta al più al diritto alla restituzione di tali interessi (effettivamente pagati), senza conseguenze per gli interessi corrispettivi: “Si osserva in ogni caso che quand’anche fosse emersa l’usurarietà della pattuizione degli interessi moratori (il che non è) solo la relativa pattuizione sarebbe nulla e non anche la diversa pattuizione relativa agli interessi corrispettivi: in tal senso si richiama l’orientamento del Tribunale di Venezia e la sentenza della Corte di Cassazione n. 21470 del 15.9.2017 la quale premesso che “più disposizioni in tema di interessi, in base alla loro concreta formulazione, possono confluire in un’unica clausola o dar vita a diverse clausole contrattuali…. chiarisce che “Ciò che rileva, infatti, è che l’art. 1815 comma 2 c.c., nel prevedere la nullità della clausola relativa agli interessi, intende per clausola la singola disposizione pattizia che contempli interessi eccedenti il tasso soglia, indipendentemente dal fatto che essa esaurisca la regolamentazione dell’entità degli interessi dovuti in forza del contratto. La sanzione dell’art. 1815, comma 2, c.c. dunque, non può che colpire la singola pattuizione che programmi la corresponsione di interessi usurari, non investendo le ulteriori disposizioni che, anche all’interno della medesima clausola, prevedano l’applicazione di interessi che usurari non siano” ( La ordinanza della Corte di Cassazione terza sezione civile n. 27442/98 dinnanzi richiamata afferma addirittura che in caso di usurarietà degli interessi di mora non è applicabile l’art 1815 comma secondo, cod. civ. così motivando: “ Reputa nondimeno opportuno questo Collegio aggiungere che, nonostante l'identica funzione sostanziale degli interessi corrispettivi e di quelli moratori, l'applicazione dell'art. 1815, comma secondo, cod. civ. agli interessi moratori usurari non sembra sostenibile, atteso che la norma si riferisce solo agli interessi corrispettivi, e considerato che la causa degli uni e degli altri è pur sempre diversa: il che rende ragionevole, in presenza di interessi convenzionali moratori usurari, di fronte alla nullità della clausola, attribuire secondo le norme generali al danneggiato gli interessi al tasso legale”)”
La sentenza conferma l’orientamento del Tribunale di Venezia, che esclude il rilievo di tale penale nella verifica dell’usura: “resta da precisare che la penale per la anticipata estinzione - che nel caso di specie non è stata in alcun modo applicata essendo il contratto in essere- non costituisce un “ onere collegato alla erogazione del credito” operando in via del tutto eventuale in caso di risoluzione anticipata rimessa alla discrezionale scelta del mutuatario ed essendo volto a indennizzare- in percentuale al capitale restituito - la parte mutuante della “perdita del lucro“ discendente dalla mancata corresponsione degli interessi originariamente programmati nella ipotesi- meramente eventuale “volontaria” e rimessa al mutuatario- della risoluzione anticipata.
Anche su tali questioni il Tribunale di Venezia si pronuncia rigettando le varie doglianze: “Iil mutuo con ammortamento rateale cosiddetto "alla francese", ha un meccanismo di ammortamento che prevede una rata costante che si compone di una quota di interessi e di una quota capitale. L'importo della rata costante dell'ammortamento è calcolato sulla base della somma dovuta per capitale, del tasso di interesse e del numero delle rate, attraverso un meccanismo di interesse “composto” che non è equipollente di anatocismo. Tale meccanismo infatti non integra anatocismo in quanto il computo degli interessi avviene mese per mese, su capitale residuato al mese precedente sicchè essi vengono calcolati unicamente sulla quota capitale ancora dovuta, via via decrescente e per il periodo corrispondente a quello di ciascuna rata e non “capitalizzando” gli interessi corrisposti nelle rate precedenti.
Tale è il meccanismo adottato nel mutuo in esame: nel mutuo all’art 2) è indicato che- dopo le prime tre rate di soli interessi - per ogni rata gli interessi vengono conteggiati sul “residuo” di quota capitale, e cioè vengono conteggiati sul capitale via via residuo al netto delle restituzioni di capitale effettuate con le rate precedenti; sono state poi esplicitate in contratto le modalità per determinare l'entità del tasso da applicare in riferimento alle singole rate; non vi è dunque la lamentata discordanza tra il tasso pattuito e l’applicato in ragione del meccanismo di ammortamento adottato. Per costante giurisprudenza poi la clausola che determina il tasso di interessi a mezzo di rinvio ai tassi Euribor è valida poiché il tasso è univocamente determinabile tenuto conto del fatto che i tassi Euribor, vengono rilevati ufficialmente dalla E.B.F. e sono dunque dotati delle caratteristiche di certezza e determinabilità Sotto altro profilo inoltre la complessità dei calcoli e la necessità di applicare formule finanziarie se sono adeguatamente identificati i parametri di riferimento, come nella fattispecie, non comportano indeterminatezza o indeterminabilità delle clausole di pattuizione degli interessi”.
Tribunale_Venezia_8_maggio_2019_n_978.pdf | 883.3 KB - .pdf
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