Source: https://foroeuropeo.it/codice-procedura-civile-2/677-del-procedimento-davanti-al-tribunale-163-310/4213-269-1-chiamata-di-un-terzo-in-causa
Timestamp: 2019-05-21 08:45:29+00:00
Document Index: 144360250

Matched Legal Cases: ['§ 1', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 39', 'art. 106', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 32', 'art. 25', 'art. 32', 'art. 102', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 269', 'sentenza ', 'art. 269', 'art. 102', 'art. 269', 'art. 269', 'art. 102', 'art. 269', 'art. 183', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 269', 'art. 29', 'art. 269', 'art. 29', 'art. 269', 'art. 29', 'art. 269', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

269. (Chiamata di un terzo in causa) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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269. (Chiamata di un terzo in causa)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Sezione I: DEI POTERI DEL GIUDICE ISTRUTTORE IN GENERALE Sezione II: DELLA TRATTAZIONE DELLA CAUSA Sezione III: DELL'ISTRUZIONE PROBATORIA Sezione IV: DELL'INTERVENTO DI TERZI E DELLA RIUNIONE DI PROCEDIMENTI § 1: DELL'INTERVENTO DI TERZI 269. (1) (Chiamata di un terzo in causa)
Art. 269. (1) (Chiamata di un terzo in causa)
1. Alla chiamata di un terzo nel processo a norma dell'articolo 106, la parte provvede mediante citazione a comparire nell'udienza fissata dal giudice istruttore ai sensi del presente articolo, osservati i termini dell'articolo 163-bis.
2. Il convenuto che intenda chiamare un terzo in causa deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di risposta e contestualmente chiedere al giudice istruttore lo spostamento della prima udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini dell'articolo 163-bis. Il giudice istruttore, entro cinque giorni dalla richiesta, provvede con decreto a fissare la data della nuova udienza. Il decreto è comunicato dal cancelliere alle parti costituite. La citazione è notificata al terzo a cura del convenuto.
3. Ove, a seguito delle difese svolte dal convenuto nella comparsa di risposta, sia sorto l'interesse dell'attore a chiamare in causa un terzo, l'attore deve, a pena di decadenza, chiederne l'autorizzazione al giudice istruttore nella prima udienza. Il giudice istruttore, se concede l'autorizzazione, fissa una nuova udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini dell'articolo 163-bis. La citazione è notificata al terzo a cura dell'attore entro il termine perentorio stabilito dal giudice.
4. La parte che chiama in causa il terzo deve depositare la citazione notificata entro il termine previsto dall'articolo 165, e il terzo deve costituirsi a norma dell'articolo 166.
5. Nell'ipotesi prevista dal terzo comma restano ferme per le parti le preclusioni ricollegate alla prima udienza di trattazione, ma i termini eventuali di cui al sesto comma dell'articolo 183 sono fissati dal giudice istruttore nella udienza di comparizione del terzo. (2)
(1) Articolo così sostituito dall'art. 29, L. 26 novembre 1990, n. 353.
(2) Questo comma è stato così sostituito dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263, con decorrenza dal 1 marzo 2006, secondo quanto disposto dal medesimo provvedimento, modificato dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51.
Sul tema, cfr. le formule "Comparsa di risposta con chiamata in causa del terzo nell'interesse del commercialista" e "Comparsa di risposta del medico e chiamata in causa del terzo - resp. professionale" tratte da FormularioCivile.it.
Assegnazione - in genere acquisto - diritto di prelazione
Edilizia popolare ed economica - assegnazione - in genere acquisto - diritto di prelazione - contratto di locazione - necessità - ulteriore requisito dell'effettiva e personale utilizzazione del bene da oltre un quinquennio - indispensabilità – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30721 del 27/11/2018 Il diritto di prelazione, previsto dall'art. 1, comma 6, della l. n. 560 del 1993 per l'acquisto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, richiede non solo che gli assegnatari e i familiari conviventi detengano l'immobile sulla base di un valido contratto di locazione ad uso abitativo, ma anche che sussista l'ulteriore requisito dell'effettiva e personale utilizzazione del bene da oltre un quinquennio, gravando su colui che agisce per far valere tale diritto l'onere di provare i relativi fatti costitutivi. (Nella specie, il familiare dell'assegnataria, l'unica ad avere inizialmente inoltrato l'atto di impegno all'acquisto, aveva manifestato l'intenzione di acquisto "iure proprio" soltanto dopo la cessazione della convivenza con la stessa). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30721 del 27/11/2018 ...
Assicurazione - assicurazione marittima ed aerea - oggetto - nave - durata - a viaggio - assicuratore chiamato in causa quale terzo - onere ex art. 22 della l. n. 990 del 1969 - adempimento - necessità - sussistenza – modalità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 29034 del 13/11/2018 In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, l'onere che l'art. 22 della l. n. 990 del 1969 (applicabile nella fattispecie "ratione temporis") pone a carico del danneggiato per la richiesta di risarcimento del danno va osservato anche quando l'assicuratore sia terzo chiamato in causa dal convenuto, senza che, atteso il tenore della norma, tale onere possa considerarsi altrimenti assolto mediante l'atto di chiamata in causa da parte del convenuto o in virtù della comunicazione all'assicuratore da parte del danneggiante circa l'iniziativa giudiziaria intrapresa dal danneggiato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 29034 del 13/11/2018...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - in genere - chiamata di terzo in garanzia impropria - scindibilità in appello della causa di garanzia - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24574 del 05/10/2018 >>> Nel caso in cui il convenuto chiami in giudizio un terzo, esperendo nei suoi confronti una domanda di garanzia impropria, deve escludersi in appello l'inscindibilità delle cause ai fini dell'integrazione del contraddittorio nelle fasi di impugnazione allorché il chiamato non abbia contestato la fondatezza della domanda proposta contro il proprio chiamante e l'attore (appellante) non abbia presentato domande verso il chiamato. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24574 del 05/10/2018...
Domanda formulata da un convenuto nei confronti dell'altro - Natura riconvenzionale – Sussistenza. In caso di più convenuti, la domanda formulata da uno di questi nei confronti di un altro ed avente ad oggetto l'accertamento della responsabilità esclusiva del secondo rispetto alla domanda risarcitoria formulata dall'attore, va qualificata come domanda riconvenzionale, e può essere proposta negli stessi limiti di quest'ultima. Sez. 2 , Sentenza n. 6846 del 16/03/2017 ...
Riscossione dei contributi previdenziali mediante iscrizione a ruolo - Giudizio promosso da o nei confronti del concessionario - Litisconsorzio necessario tra quest'ultimo ed ente creditore - Esclusione - Fondamento - Fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo fallimentare. In tema di riscossione dei contributi previdenziali mediante iscrizione a ruolo, deve escludersi la configurabilità di un litisconsorzio necessario tra l'ente creditore ed il concessionario del servizio di riscossione qualora il giudizio sia promosso da quest'ultimo o nei confronti dello stesso, non assumendo a tal fine alcun rilievo che la domanda (proposta, nella specie, con l'opposizione allo stato passivo fallimentare) abbia ad oggetto, non la regolarità o la ritualità degli atti esecutivi, ma l'esistenza stessa del credito, posto che l'eventuale difetto del potere di agire o di resistere in ordine a tale accertamento comporta l'insorgenza solo di una questione di legittimazione, la cui soluzione non impone la partecipazione al giudizio dell'ente creditore. La chiamata in causa di quest'ultimo, prevista dall'art. 39 del d.lgs. n. 112 del 1999, dev'essere, pertanto, ricondotta all'art. 106 c.p.c. ed è, come tale, rimessa alla esclusiva valutazione discrezionale del giudice del merito, il cui esercizio non è censurabile né sindacabile in sede d'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9016 del 05/05/2016 ...
Convenuto - Chiamata in causa di un terzo per ottenere la declaratoria della sua esclusiva responsabilità - Unicità ed inscindibilità della causa - Conseguenze nel giudizio di gravame. Nell'ipotesi in cui un convenuto chiami in causa un terzo per ottenere la declaratoria della sua esclusiva responsabilità e la propria liberazione dalla pretesa dell'attore, la causa è unica ed inscindibile, potendo la responsabilità dell'uno comportare l'esclusione di quella dell'altro, ovvero, nel caso di coesistenza di diverse, autonome responsabilità, ponendosi l'una come limite dell'altra, sicché si determina una situazione di litisconsorzio processuale che, pur ove non sia configurabile anche un litisconsorzio di carattere sostanziale, dà luogo alla formazione di un rapporto che, nel giudizio di gravame, soggiace alla disciplina propria delle cause inscindibili. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8486 del 29/04/2016 ...
Conseguenze nel giudizio di gravame. Nell'ipotesi in cui un convenuto chiami in causa un terzo per ottenere la declaratoria della sua esclusiva responsabilità e la propria liberazione dalla pretesa dell'attore, la causa è unica ed inscindibile, potendo la responsabilità dell'uno comportare l'esclusione di quella dell'altro, ovvero, nel caso di coesistenza di diverse, autonome responsabilità, ponendosi l'una come limite dell'altra, sicché si determina una situazione di litisconsorzio processuale che, pur ove non sia configurabile anche un litisconsorzio di carattere sostanziale, dà luogo alla formazione di un rapporto che, nel giudizio di gravame, soggiace alla disciplina propria delle cause inscindibili. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8486 del 29/04/2016 ...
Chiamata del terzo su istanza del convenuto - Estensione della domanda dell'attore al terzo chiamato - Configurabilità - Condizioni - Limiti. Il principio dell'estensione automatica della domanda dell'attore nei confronti del terzo chiamato in causa dal convenuto opera solo quando tale chiamata sia effettuata dal convenuto per ottenere la sua liberazione dalla pretesa attorea, individuandosi il terzo come l'unico obbligato nei confronti dell'attore, in posizione alternativa con il convenuto ed in relazione ad un unico rapporto, mentre non opera in caso di chiamata in garanzia impropria, attesa l'autonomia dei rapporti. Tuttavia, anche in caso di rapporto oggettivamente unico, la presunzione su cui si fonda il principio dell'estensione automatica della domanda dell'attore al terzo chiamato (ossia che l'attore voglia la condanna del chiamato, pur avendo agito nei confronti del solo convenuto) non può operare se l'attore escluda espressamente che la propria domanda sia stata proposta nei confronti del terzo chiamato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8411 del 27/04/2016 ...
Chiamata di terzo da parte dell'opponente - Richiesta di autorizzazione al giudice nell'atto di opposizione - Necessità - Citazione diretta del terzo - Inammissibilità - Costituzione del terzo senza rilievi - Sanatoria - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 22113 del 29/10/2015 L'opponente a decreto ingiuntivo che intenda chiamare in causa un terzo non può direttamente citarlo per la prima udienza ma deve chiedere al giudice, nell'atto di opposizione, di essere a ciò autorizzato, determinandosi, in mancanza, una decadenza rilevabile d'ufficio ed insuscettibile di sanatoria per effetto della costituzione del terzo chiamato, ancorché questi non abbia, sul punto, sollevato eccezioni, in quanto il principio della non rilevabilità di ufficio della nullità di un atto per raggiungimento dello scopo si riferisce esclusivamente all'inosservanza di forme in senso stretto, e non di termini perentori, per i quali vigono apposite e distinte norme. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 22113 del 29/10/2015 ...
Giudizio risarcitorio - Procuratore del convenuto - Facoltà di chiamare in causa il terzo corresponsabile o responsabile esclusivo del danno - Sussistenza - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19223 del 29/09/2015 La procura alle liti conferisce al difensore il potere di proporre tutte le domande che non eccedano l'ambito della lite originaria, sicché il procuratore del convenuto ha la facoltà di chiamare un terzo in causa, quale corresponsabile o responsabile esclusivo dell'evento dannoso ovvero di altra situazione collegata con la domanda originaria nel suo ambito oggettivo. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19223 del 29/09/2015 ...
Tardività - Rilievo officioso ed eccezione in appello - Ammissibilità - Fondamento. Corte di cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10610 del 14/05/2014 In tema di chiamata del terzo in causa, la decadenza per inosservanza dei termini, sancita per la funzionalità del processo, è rilevabile d'ufficio, anche in appello, sicché l'eccezione di tardività, quale eccezione in senso improprio, può essere sollevata per la prima volta in appello. Corte di cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10610 del 14/05/2014 ...
Fissazione di una nuova udienza ex art. 269 cod. proc. civ. - Ipotesi diverse da litisconsorzio necessario - Provvedimento discrezionale del giudice - Configurabilità - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9570 del 12/05/2015 In tema di chiamata in causa di un terzo su istanza di parte, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario, è discrezionale il provvedimento del giudice di fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo: conseguentemente, sebbene sia stata tempestivamente chiesta dal convenuto la chiamata in causa del terzo ex art. 269 cod. proc. civ., in manleva o in regresso, il giudice può rifiutare di fissare una nuova prima udienza per la costituzione del terzo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9570 del 12/05/2015 ...
civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9570 del 12/05/2015
Fissazione di una nuova udienza ex art. 269 cod. proc. civ. - Ipotesi diverse da litisconsorzio necessario - Provvedimento discrezionale del giudice - Configurabilità - Conseguenze. In tema di chiamata in causa di un terzo su istanza di parte, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario, è discrezionale il provvedimento del giudice di fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo: conseguentemente, sebbene sia stata tempestivamente chiesta dal convenuto la chiamata in causa del terzo ex art. 269 cod. proc. civ., in manleva o in regresso, il giudice può rifiutare di fissare una nuova prima udienza per la costituzione del terzo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9570 del 12/05/2015 ...
intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9570 del 12/05/2015
Chiamato in garanzia - Eccezione di incompetenza territoriale - Modalità di deduzione - Necessità - Omissione - Conseguenze - Irritualità dell'eccezione - Sussistenza. In tema di chiamata in garanzia, il terzo chiamato - che assume la posizione di convenuto rispetto alla domanda proposta nei suoi riguardi ex art. 269 cod. proc. civ. - ove contesti la competenza territoriale del giudice adìto, ha l'onere di farlo, prioritariamente, secondo i criteri ordinari e solo in via gradata sotto il profilo dell'art. 32 cod. proc. civ., ovvero assumendo che non si verte in ipotesi di garanzia propria. Ne segue che, qualora la domanda oggetto della chiamata sia regolata secondo i criteri ordinari di competenza territoriale dal foro generale e dai fori concorrenti dell'art. 25 cod. proc. civ., l'eccezione deve riguardare - a seconda che il terzo sia persona fisica o soggetto collettivo - non solo il foro generale di cui agli artt. 18 e 19 cod. proc. civ. (e in base a tutti i criteri da essi previsti), ma anche quelli concorrenti, pena l'irritualità dell'eccezione proposta, a prescindere dalla ricorrenza dei presupposti di cui all'art. 32 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12009 del 28/05/2014 ...
civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10610 del 14/05/2014
Tardività - Rilievo officioso ed eccezione in appello - Ammissibilità - Fondamento. In tema di chiamata del terzo in causa, la decadenza per inosservanza dei termini, sancita per la funzionalità del processo, è rilevabile d'ufficio, anche in appello, sicché l'eccezione di tardività, quale eccezione in senso improprio, può essere sollevata per la prima volta in appello. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10610 del 14/05/2014 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7406 del 28/03/2014
Chiamata in causa di un terzo - Potere discrezionale del giudice di primo grado - Censurabilità in appello o in Cassazione - Esclusione. La chiamata in causa di un terzo, a differenza dell'ordine di integrazione del contraddittorio ex art. 102 cod. proc. civ., involge valutazioni circa l'opportunità di estendere il contraddittorio ad altro soggetto, è sempre rimessa alla discrezionalità del giudice di primo grado, onde il relativo potere, comunque esercitato, in senso positivo o negativo, non può essere oggetto di censura con il mezzo dell'appello o del ricorso per cassazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7406 del 28/03/2014 ...
Adempimenti prescritti dall'art. 269, secondo comma, cod. proc. civ. - Espletamento di entrambi - Necessità - Mancata formulazione dell'istanza di spostamento della prima udienza - Decadenza - Sussistenza. In base al disposto dell'art. 269, secondo comma, cod. proc. civ., il convenuto che intenda chiamare in giudizio un terzo ha l'onere di inserire nella comparsa di risposta sia la formulazione della chiamata che l'istanza di spostamento della prima udienza, sicché incorre nella decadenza prevista dalla medesima di disposizione anche quando provveda solo al primo di tali adempimenti, ma non al secondo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10579 del 07/05/2013 ...
Adempimenti prescritti dall'art. 269, secondo comma, cod. proc. civ. - Inosservanza - Irritualità della chiamata - Interesse ad eccepirla da parte del terzo - Insussistenza. Il terzo, chiamato in causa su istanza di parte, non può eccepire l'irritualità della stessa per mancata osservanza delle prescrizioni stabilite dall'art. 269, secondo comma, cod. proc. civ., essendo al riguardo carente di interesse, atteso che il suo interesse a far valere questioni relative al rapporto processuale originario è correlato esclusivamente alla correttezza della decisione in merito o in rito su di esso e non anche alla stessa ritualità della chiamata in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10579 del 07/05/2013 ...
Chiamata del terzo in garanzia - Incidenza delle spese del chiamato - Spettanza a carico della parte rimasta soccombente - Configurabilità - Fondamento. In tema di liquidazione delle spese di giudizio, le spese sostenute dal terzo chiamato in garanzia, nella specie impropria, una volta che sia stata rigettata la domanda principale, vanno poste a carico della parte che, rimasta soccombente, abbia provocato e giustificato la chiamata in garanzia, trovando tale statuizione adeguata giustificazione nel principio di causalità, che governa la regolamentazione delle spese di lite. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23552 del 10/11/2011 ...
Chiamata del terzo su istanza del convenuto - Rapporto contrattuale con il terzo - Insussistenza - Garanzia impropria - Esclusione - Chiamata del terzo responsabile - Fondamento - Estensione della domanda dell'attore - Condizioni e limiti - Fattispecie. Nell'ipotesi in cui la parte convenuta in un giudizio di risarcimento dei danni, derivanti dalla realizzazione di una nuova costruzione, nel dedurre il difetto della propria legittimazione passiva, chiami in causa un terzo, con il quale non sussista alcun rapporto contrattuale, chiedendone, in caso di affermazione della propria responsabilità, la condanna a garantirla e manlevarla, l'atto di chiamata, al di là della formula adottata, va inteso come chiamata del terzo responsabile e non già come chiamata in garanzia impropria, dovendosi privilegiare l'effettiva volontà della chiamante in relazione alla finalità, in concreto perseguita, di attribuire al terzo la responsabilità della cattiva esecuzione delle opere e dei danni conseguentemente arrecati. In tal caso, si verifica l'estensione automatica della domanda al terzo chiamato, indicato dal convenuto come il vero legittimato, onde il giudice può direttamente emettere nei suoi confronti una pronuncia di condanna, anche se l'attore non ne abbia fatto richiesta, senza per questo incorrere nel vizio di extrapetizione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte di merito, che aveva esteso al terzo subappaltatore, chiamato in causa dal convenuto, la domanda di risarcimento dei danni strutturali subiti dalla proprietà degli attori in seguito all'esecuzione dei lavori di costruzione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20610 del 07/10/2011 ...
Intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - comunione di controversie – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4309 del 23/02/2010
Nuova udienza per consentire la chiamata del terzo ex art. 269 cod. proc. civ. - Ipotesi diverse da litisconsorzio necessario - Provvedimento discrezionale del giudice - Configurabilità - Conseguenze. In tema di chiamata in causa di un terzo su istanza di parte, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario di cui all'art. 102 cod. proc. civ., è discrezionale il provvedimento del giudice di fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo, chiesta tempestivamente dal convenuto ai sensi dell'art. 269 cod. proc. civ., come modificato dalla legge 26 novembre 1990, n. 353; conseguentemente, qualora sia stata chiesta dal convenuto la chiamata in causa del terzo, in manleva o in regresso, il giudice può rifiutare di fissare una nuova prima udienza per la costituzione del terzo, motivando la propria scelta sulla base di esigenze di economia processuale e di ragionevole durata del processo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4309 del 23/02/2010 ...
Civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - comunione di controversie – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4309 del 23/02/2010
Nuova udienza per consentire la chiamata del terzo ex art. 269 cod. proc. civ. - Ipotesi diverse da litisconsorzio necessario - Provvedimento discrezionale del giudice - Configurabilità - Conseguenze. In tema di chiamata in causa di un terzo su istanza di parte, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario di cui all'art. 102 cod. proc. civ., è discrezionale il provvedimento del giudice di fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo, chiesta tempestivamente dal convenuto ai sensi dell'art. 269 cod. proc. civ., come modificato dalla legge 26 novembre 1990, n. 353; conseguentemente, qualora sia stata chiesta dal convenuto la chiamata in causa del terzo, in manleva o in regresso, il giudice può rifiutare di fissare una nuova prima udienza per la costituzione del terzo, motivando la propria scelta sulla base di esigenze di economia processuale e di ragionevole durata del processo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4309 del 23/02/2010 ...
Intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27525 del 29/12/2009
Terzo chiamato in causa dal convenuto - Estensione automatica della domanda dell'attore nei suoi confronti - Configurabilità - Limiti. In caso di chiamata in causa del terzo, questi assume, per effetto della stessa chiamata, la posizione di contraddittore nei confronti della domanda originaria solo se viene chiamato in causa quale soggetto effettivamente e direttamente obbligato (o, in caso di azione risarcitoria, quale unico responsabile del fatto dannoso) e non anche se viene chiamato in causa dal convenuto per esserne garantito; in quest'ultimo caso, se l'attore vuole proporre domanda anche nei confronti del terzo chiamato, deve formulare nei confronti dello stesso una espressa ed autonoma domanda, che può trovare fondamento in fatti anche diversi rispetto a quelli posti a base del rapporto di garanzia, avvalendosi della facoltà disciplinata dall'art. 183, quarto comma, cod. proc. civ. (nel testo vigente anteriormente alle modifiche apportate dall'art. 2, comma 3, lett. c-ter del d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella legge 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dall'art. 1, comma 1, lett. a, della legge 28 dicembre 2005, n. 263). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27525 del 29/12/2009 ...
Chiamata in garanzia dello straniero - Giurisdizione del giudice italiano - Condizioni - Giurisdizione in merito alla domanda principale - Necessità - Qualificazione della chiamata in causa come garanzia propria od impropria - Irrilevanza - Rapporto di garanzia tra chiamante e chiamato - Domanda di condanna del chiamato in favore del chiamante - Necessità. In tema di giurisdizione nei confronti dello straniero, ai sensi dell'art. 6, n. 2, della Convenzione di Lugano, in caso di azione di garanzia, il garante può, di massima, essere citato davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale, anche se carente di giurisdizione rispetto a tale domanda; a tal fine, mentre é ininfluente la distinzione fra garanzia propria od impropria, é invece necessario che il chiamante invochi un rapporto di garanzia nei confronti del chiamato e chieda la condanna dello stesso in suo favore. (Nella specie, avendo l'attrice chiamato in causa una società perché manlevasse la parte convenuta di quanto quest'ultima doveva pagare in favore della stessa attrice, la S.C. ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano rispetto alla domanda proposta nei confronti della chiamata in causa, non rientrando la stessa nella previsione di cui alla norma citata). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 26643 del 18/12/2009 ...
intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - forma e tempo della chiamata – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 393 del 11/01/2008
Art. 269 cod. proc. civ. nel testo modificato dall'art. 29 della legge n. 353 del 1990 - Condizioni di applicabilità temporale - Individuazione - Art. 269 cod. proc. civ. nel testo anteriore alla riforma di cui alla citata legge n. 353 del 1990 - Mancato rispetto del termine assegnato dal giudice per la chiamata in causa del terzo - Proroga di detto termine e successiva chiamata del terzo nel termine prorogato - Estinzione del processo - Esclusione - Inammissibilità della domanda - Configurabilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 393 del 11/01/2008 Alla chiamata in causa di un terzo ad istanza di parte, fatta in giudizio alla data del 30 aprile 1995 ed iniziato prima del 1° gennaio 1993, non si applica l'art. 269 cod. proc. civ., nel testo modificato dall'art. 29 della legge 26 novembre 1990, n. 353, ma il precedente testo dell'art. 269 cod. proc. civ.; nel vigore di quest'ultimo articolo, nel testo anteriore alla riforma del 1990, il mancato rispetto del termine assegnato dal giudice per la chiamata in causa del terzo, la sua proroga e la successiva chiamata del terzo nel termine prorogato non dava luogo ad una fattispecie di estinzione del processo sulla domanda proposta nei confronti del terzo, ma ad inammissibilità della domanda, solo se la chiamata fosse stata eseguita dopo che nel processo le altre parti vi avessero svolto attività processuale diversa da quella attinente alla loro costituzione in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 393 del 11/01/2008 ...
Responsabilità civile da circolazione stradale - Indicazione, da parte di uno dei convenuti citati come responsabili del danno, della responsabilità esclusiva o parziale del conducente di veicolo rimasto sconosciuto - Successiva citazione in giudizio del Fondo di garanzia per le vittime della strada autorizzata dal giudice e fatta dall'attore - Qualificazione - Chiamata in causa del terzo a istanza di parte - Configurabilità - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 393 del 11/01/2008 Nel giudizio in cui si propone una domanda di responsabilità civile da circolazione stradale, l'indicazione, da parte di uno dei convenuti citati come responsabili del danno, del doversi imputare la responsabilità esclusiva o parziale al conducente di veicolo rimasto sconosciuto, implica che la successiva citazione in tale giudizio del Fondo di garanzia per le vittime della strada, autorizzata dal giudice e fatta dall'attore, sia da considerare come chiamata in causa di un terzo ad istanza di parte, soggetta al relativo regime. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 393 del 11/01/2008 ...
Responsabilità civile da circolazione stradale - Indicazione, da parte di uno dei convenuti citati come responsabili del danno, della responsabilità esclusiva o parziale del conducente di veicolo rimasto sconosciuto - Successiva citazione in giudizio del Fondo di garanzia per le vittime della strada autorizzata dal giudice e fatta dall'attore - Qualificazione - Chiamata in causa del terzo a istanza di parte - Configurabilità - Sussistenza. Nel giudizio in cui si propone una domanda di responsabilità civile da circolazione stradale, l'indicazione, da parte di uno dei convenuti citati come responsabili del danno, del doversi imputare la responsabilità esclusiva o parziale al conducente di veicolo rimasto sconosciuto, implica che la successiva citazione in tale giudizio del Fondo di garanzia per le vittime della strada, autorizzata dal giudice e fatta dall'attore, sia da considerare come chiamata in causa di un terzo ad istanza di parte, soggetta al relativo regime. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 393 del 11/01/2008 ...
Art. 269 cod. proc. civ. nel testo modificato dall'art. 29 della legge n. 353 del 1990 - Condizioni di applicabilità temporale - Individuazione - Art. 269 cod. proc. civ. nel testo anteriore alla riforma di cui alla citata legge n. 353 del 1990 - Mancato rispetto del termine assegnato dal giudice per la chiamata in causa del terzo - Proroga di detto termine e successiva chiamata del terzo nel termine prorogato - Estinzione del processo - Esclusione - Inammissibilità della domanda - Configurabilità - Condizioni. Alla chiamata in causa di un terzo ad istanza di parte, fatta in giudizio alla data del 30 aprile 1995 ed iniziato prima del 1° gennaio 1993, non si applica l'art. 269 cod. proc. civ., nel testo modificato dall'art. 29 della legge 26 novembre 1990, n. 353, ma il precedente testo dell'art. 269 cod. proc. civ.; nel vigore di quest'ultimo articolo, nel testo anteriore alla riforma del 1990, il mancato rispetto del termine assegnato dal giudice per la chiamata in causa del terzo, la sua proroga e la successiva chiamata del terzo nel termine prorogato non dava luogo ad una fattispecie di estinzione del processo sulla domanda proposta nei confronti del terzo, ma ad inammissibilità della domanda, solo se la chiamata fosse stata eseguita dopo che nel processo le altre parti vi avessero svolto attività processuale diversa da quella attinente alla loro costituzione in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 393 del 11/01/2008 ...
Poteri discrezionali del giudice istruttore - Sussistenza - Autorizzazione alla chiamata tardiva - Mancata adesione del terzo chiamato e sua eccezione di irritualità della chiamata in causa - Conseguenze - Deroga alle disposizioni di cui gli articoli 167 e 269 cod. proc. civ. sulle modalità e i termini della chiamata in causa - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15362 del 06/07/2006 In tema di intervento nel processo di un terzo su istanza di parte ai sensi dell'articolo 106 cod. proc. civ., rientra nei poteri discrezionali del giudice istruttore autorizzare o non autorizzare la chiamata in causa, ma non anche autorizzare la chiamata tardiva e imporre al terzo chiamato di accettare il contraddittorio nello stato in cui la controversia si trova, così ledendone il diritto di difesa, sicché, se il terzo non presti adesione a tale stato e (come nella specie) eccepisca in via principale l'irritualità della chiamata difendendosi nel merito solo in via subordinata, le disposizioni sulle modalità e i termini della chiamata in causa di terzo di cui agli articoli 167 e 269 cod. proc. civ. non sono suscettibili di deroga. (Principio affermato in causa instaurata con atto del 24 febbraio 1987). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15362 del 06/07/2006 ...
Diritto di manleva dell'assicurato, convenuto in giudizio dal danneggiato, nei confronti dell'assicuratore - Esercizio del diritto per la prima volta nel nuovo giudizio instaurato a seguito della estinzione o nullità del precedente giudizio - Ammissibilità - Condizioni - Forme di esercizio - Prescrizione - Termine annuale di cui all'articolo 2952 cod. civ. - Decorrenza - Sospensione - Presupposti - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15362 del 06/07/2006 In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, all'assicurato che, convenuto in giudizio dal danneggiato, non abbia fatto valere nei confronti dell'assicuratore il diritto di essere manlevato delle conseguenze negative della lite, non è preclusa la possibilità di proporre la domanda di garanzia nel nuovo processo che si instauri a seguito della declaratoria di estinzione ovvero di nullità del primo giudizio, essendo egli unicamente onerato del rispetto delle forme e dei termini di cui agli articoli 167 e 269 cod. proc. civ., nonché del termine di prescrizione annuale di cui all'articolo 2952 cod. civ.. Tale ultimo termine, in particolare, decorre dalla richiesta di risarcimento all'assicurato o dall'esercizio dell'azione, ma rimane sospeso, per effetto della conoscenza che, della richiesta o dell'azione, abbia in qualsiasi modo avuto l'assicuratore, per tutto il tempo occorrente a che il credito del danneggiato diventi liquido ed esigibile, ossia finché la sentenza di condanna non sia divenuta definitiva. (Nella fattispecie, danneggiante e compagnia di assicurazioni erano stati citati insieme per il risarcimento del danno derivante da un investimento stradale; la compagnia di assicurazioni aveva transatto la lite e il giudizio era stato riassunto, in quanto interrotto per la morte di una delle parti danneggiate, nei confronti del solo danneggiante per l'integrale risarcimento; il giudizio, così riassunto, conclusosi con la condanna del danneggiante, era stato peraltro dichiarato nullo dalla corte di merito, che aveva rimesso le parti davanti al primo giudice; nel nuovo giudizio, il danneggiante aveva chiamato in causa la compagnia di assicurazioni per esserne manlevato e il tribunale aveva condannato al risarcimento degli ulteriori danni, in solido, assicurato ed impresa assicuratrice, l'appello della quale, per non essere tenuta a pagare alcun'altra somma a seguito della transazione, era stato accolto dalla corte territoriale, che pure rigettava l'appello incidentale condizionato dell'assicurato ritenendo tardiva la chiamata in garanzia e comunque estinto il diritto di manleva per il decorso del termine prescrizionale: sulla base dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di appello). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15362 del 06/07/2006 ...
Poteri discrezionali del giudice istruttore - Sussistenza - Autorizzazione alla chiamata tardiva - Mancata adesione del terzo chiamato e sua eccezione di irritualità della chiamata in causa - Conseguenze - Deroga alle disposizioni di cui gli articoli 167 e 269 cod. proc. civ. sulle modalità e i termini della chiamata in causa - Inammissibilità - Fondamento. In tema di intervento nel processo di un terzo su istanza di parte ai sensi dell'articolo 106 cod. proc. civ., rientra nei poteri discrezionali del giudice istruttore autorizzare o non autorizzare la chiamata in causa, ma non anche autorizzare la chiamata tardiva e imporre al terzo chiamato di accettare il contraddittorio nello stato in cui la controversia si trova, così ledendone il diritto di difesa, sicché, se il terzo non presti adesione a tale stato e (come nella specie) eccepisca in via principale l'irritualità della chiamata difendendosi nel merito solo in via subordinata, le disposizioni sulle modalità e i termini della chiamata in causa di terzo di cui agli articoli 167 e 269 cod. proc. civ. non sono suscettibili di deroga. (Principio affermato in causa instaurata con atto del 24 febbraio 1987). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15362 del 06/07/2006 ...
Diritto di manleva dell'assicurato, convenuto in giudizio dal danneggiato, nei confronti dell'assicuratore - Esercizio del diritto per la prima volta nel nuovo giudizio instaurato a seguito della estinzione o nullità del precedente giudizio - Ammissibilità - Condizioni - Forme di esercizio - Prescrizione - Termine annuale di cui all'articolo 2952 cod. civ. - Decorrenza - Sospensione - Presupposti - Fattispecie. In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, all'assicurato che, convenuto in giudizio dal danneggiato, non abbia fatto valere nei confronti dell'assicuratore il diritto di essere manlevato delle conseguenze negative della lite, non è preclusa la possibilità di proporre la domanda di garanzia nel nuovo processo che si instauri a seguito della declaratoria di estinzione ovvero di nullità del primo giudizio, essendo egli unicamente onerato del rispetto delle forme e dei termini di cui agli articoli 167 e 269 cod. proc. civ., nonché del termine di prescrizione annuale di cui all'articolo 2952 cod. civ.. Tale ultimo termine, in particolare, decorre dalla richiesta di risarcimento all'assicurato o dall'esercizio dell'azione, ma rimane sospeso, per effetto della conoscenza che, della richiesta o dell'azione, abbia in qualsiasi modo avuto l'assicuratore, per tutto il tempo occorrente a che il credito del danneggiato diventi liquido ed esigibile, ossia finché la sentenza di condanna non sia divenuta definitiva. (Nella fattispecie, danneggiante e compagnia di assicurazioni erano stati citati insieme per il risarcimento del danno derivante da un investimento stradale; la compagnia di assicurazioni aveva transatto la lite e il giudizio era stato riassunto, in quanto interrotto per la morte di una delle parti danneggiate, nei confronti del solo danneggiante per l'integrale risarcimento; il giudizio, così riassunto, conclusosi con la condanna del danneggiante, era stato peraltro dichiarato nullo dalla corte di merito, che aveva rimesso le parti davanti al primo giudice; nel nuovo giudizio, il danneggiante aveva chiamato in causa la compagnia di assicurazioni per esserne manlevato e il tribunale aveva condannato al risarcimento degli ulteriori danni, in solido, assicurato ed impresa assicuratrice, l'appello della quale, per non essere tenuta a pagare alcun'altra somma a seguito della transazione, era stato accolto dalla corte territoriale, che pure rigettava l'appello incidentale condizionato dell'assicurato ritenendo tardiva la chiamata in garanzia e comunque estinto il diritto di manleva per il decorso del termine prescrizionale: sulla base dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di appello). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15362 del 06/07/2006 ...
Citazione in giudizio del terzo senza autorizzazione del giudice - Nullità relativa - Costituzione in giudizio del terzo - Onere di eccepire la nullità nel primo atto difensivo - Inadempimento - Sanatoria. Nel caso in cui una delle parti abbia esteso la domanda ad un terzo citandolo direttamente in giudizio senza l'autorizzazione del giudice, la nullità della chiamata in causa deve ritenersi sanata dalla costituzione in giudizio del terzo, il quale non abbia sollevato al riguardo alcuna eccezione nel primo atto difensivo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2977 del 10/02/2006 ...
intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - forma e tempo della chiamata – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2977 del 10/02/2006
Citazione in giudizio del terzo senza autorizzazione del giudice - Nullità relativa - Costituzione in giudizio del terzo - Onere di eccepire la nullità nel primo atto difensivo - Inadempimento - Sanatoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2977 del 10/02/2006 Nel caso in cui una delle parti abbia esteso la domanda ad un terzo citandolo direttamente in giudizio senza l'autorizzazione del giudice, la nullità della chiamata in causa deve ritenersi sanata dalla costituzione in giudizio del terzo, il quale non abbia sollevato al riguardo alcuna eccezione nel primo atto difensivo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2977 del 10/02/2006 ...
Lavoro - lavoro subordinato - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - disciplinare – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8200 del 16/06/2000
Immediatezza della contestazione - Necessità - Non immediatezza - Legittimità - Limiti - Onere della prova - Incidenza sul datore di lavoro - Fattispecie. In tema di licenziamento per giusta causa, la non immediatezza della contestazione induce a ritenere che il datore di lavoro abbia a suo tempo soprasseduto al licenziamento ritenendo non grave o, comunque, non meritevole della sanzione espulsiva la colpa del lavoratore; pertanto, quanto maggiore è il tempo intercorrente tra il fatto e l'addebito (nella specie oltre tre anni), tanto più rigorosa deve essere la prova, incombente sul datore di lavoro, diretta a vincere la presunzione dell'illiceità della contestazione non tempestiva (nella specie tra il fatto e l'intimazione del licenziamento erano trascorsi oltre tre anni e la SC ha cassato con rinvio la decisione di merito che, con una illegittima inversione dell'onere della prova, aveva ritenuto presuntivamente legittima la non immediatezza della contestazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8200 del 16/06/2000 ...