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Timestamp: 2020-07-13 05:47:02+00:00
Document Index: 58063490

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 9']

005.2015 AMIANTO e MILITARI: A quando la risoluzione?
011.2015 Osservazioni al PRA
Prot. n° 021 / 2016 afeva Sardegna onlus
Alghero, lunedì 4 aprile 2016
Oggetto: RELAZIONE della attività svolta nell’anno 2015 dalla AFeVA Sardegna Onlus (già AIEA Sardegna Onlus)
In Sardegna, sono donne il 28 % dei 71 casi di mesotelioma (M=51: F=21) rilevati dal COR Sardegna del ReNaM nel periodo 2009/2012, di cui 3 (tre) definite con “esposizione professionale”.
A.FeV.A. Sardegna Onlus (già AIEA Sardegna)
Anche nel 2015, come ogni anno dal 2006, l'Associazione è stata costantemente attiva e fattivamente impegnata, senza scopo di lucro, nella lotta all'amianto e contro tutto ciò che provoca, a favore e in difesa dei lavoratori e dei cittadini tutti e per concretizzare gli indirizzi prefissati. Senza escludere nessuno, così come fa l'amianto. Nel solco di questi indirizzi, l'Associazione ha fornito numeroso materiale in formato Fac-Simile modificabile per la compilazione autonoma di richieste per l'accesso ai diritti previsti dalle leggi, oltre che instancabile supporto e consulenza gratuita per l'ottenimento del riconoscimento della causa di servizio o di malattia professionale.
Vale la pena ricordare, seppur sommariamente, gli ultimi frenetici giorni del 2014.
Infatti, nei mesi precedenti alla approvazione della Legge di Stabilità 2015, l'Associazione si era prodigata non poco, ahinoi senza esiti concreti, sia a Porto Torres, il 28 novembre 2014 dove h non a caso a organizzato il tavolo di confronto al quale hanno autorevolmente partecipato i rappresentanti delle confederazioni sindacali nazionali di CGIL, CISL, UIL, rispettivamente Claudio Iannilli, Giuseppe D'Ercole e Marco Lupi e il Senatore Silvio Lai, sia il 16 dicembre 2014 davanti alla Sesta Commissione Consiliare “Salute e Politiche Sociali” della Regione Sardegna, in una opera di qualificata sensibilizzazione del Governo, dei Parlamentari, dei Consiglieri Regionali e dello stesso Governo Regionale e dei Sindacati, nell'intento di far valere le ragioni degli esposti e delle vittime dell'amianto tanto del comparto difesa, civili e militari, quanto le ragioni di tutti quei lavoratori e cittadini esposti e delle vittime dell'amianto dei comparti Sardi esclusi, a tutt'oggi, da ogni atto concreto.
Il 29 dicembre 2014, veniva dunque pubblicata in Gazzetta Ufficiale (GU n.300 del 29-12-2014 - Suppl. Ordinario n. 99 ) la legge di stabilità 2015 ( L. 190/2014) -Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, entrata in vigore il 1 gennaio 2015.
Il 12 gennaio 2015, avuto notizia che presso l'11^ Commissione Lavoro, Previdenza Sociale del Senato, era stata calendarizzata la discussione dei DDL AS n. 8/2013 e DDL AS n. 1645/2014 di iniziativa del Sen. Casson e altri, a cui abbiamo partecipato alla elaborazione, l'Associazione ha chiesto al Sen. Maurizio Sacconi, nella qualità di Presidente della 11^ Commissione di essere (Istanza rimasta a tutt'oggi senza risposta)
il 21 gennaio 2015 l'Associazione chiede ai Gruppi di Lavoro Amianto, presso Persomil e presso Persociv informazioni sullo stato di fatto della emissione dei Curriculum lavorativi (art. 47, DL n. 269/'03 e norme di attuazione) in favore dei lavoratori Vittime ed Esposti all'Amianto del comparto Difesa e Sicurezza -militari e civili-. In data 15 aprile 2015 , IL VICE DIRETTORE GENERALE (Amm. Div. Pierluigi ROSATI) risponde che il numero complessivo, aggiornato al 5 marzo 2015 e al 7 ottobre 2014, delle domande presentate rispettivamente dal personale militare e da quello civile dell’Amministrazione della Difesa, ai fini del rilascio dei curricula lavorativi per il riconoscimento dei benefici in argomento, sono 22.687, così suddivisi:
˗ Marina: 11.585; -Esercito : 307 ; Aeronautica: 2.063 ˗ Carabinieri: 194 ;
Civili dell'Amministrazione Difesa: 8.538.
di seguito una nostra tabella riepilogativa.
il 24 gennaio 2015, l'Associazione dirama la nota AMIANTO e MILITARI: A quando la risoluzione?
Per denunciare l'Inganno, NON ancora sanato, a danno del personale del Comparto Difesa, soprattutto dei militari, che dura ormai da oltre 12 anni, 22 anni se si considera che la Legge 271/1993 ha esteso i “benefici previdenziali” a TUTTI i lavoratori esposti e vittime dell'amianto. Nessuno escluso!.
il 30 gennaio 2015 l'Associazione dirama le INFO-UTILI per l'iscrizione alla Sorveglianza Sanitaria Gratuita in favore degli ex esposti all'amianto residenti in Sardegna.
Il 20 febbraio 2015 l'Associazione partecipa ad Oristano, presso il Teatro Garau, alla presentazione da parte della Regione Sardegna del <> , più brevemente PIANO REGIONALE AMIANTO della Regione Sardegna, sottoposto a procedura VAS.
Il 5 aprile 2015, alle ore 23.59 l'Associazione deposita nei termini, le proprie OSSERVAZIONI al predetto PIANO REGIONALE AMIANTO -PRA.
In particolare si ribadisce Ciò CHE RIPETIAMO DA ANNI, vale a dire che <<...crediamo necessario istituire subito una cabina di regia per la gestione coordinata del rischio Amianto, della filiera delle bonifiche e per la Sorveglianza Sanitaria, che vada incontro ai cittadini e ai lavoratori, che pervenga alla piena attuazione e il ri-finanziamento della legge regionale n. 22 del 16 dicembre 2005 e alla piena attuazione dell'Ordine del Giorno n. 85/2012, [sull'Emergenza Ambientale, Sanitaria e Sociale causata dall'Amianto in Sardegna, approvato con piena unanimità dal Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna il 13 giugno 2012, approvato a seguito della MOZIONE BARRACCIU 179/2012] Per evitare speculazioni, per evitare nuove esposizioni e dunque nuovi malati, per generare lavoro, pulito, sicuro e svolto in sicurezza e per non abbandonare chi ha una bomba ad orologeria nel corpo. In estrema sintesi Deamiantizzare la Sardegna (e l'Italia) è possibile, così come è possibile riconoscere i “Risarcimenti Previdenziali”, ora negati ai lavoratori ingannati o dimenticati, ed estendere ai cittadini l'indennizzo del Fondo Vittime dell'Amianto! >>
Nelle nostre OSSERVAZIONI abbiamo ammonito i legislatori Regionali che è necessario- rimediare al danno subìto dai lavoratori con la previdenza sociale - <>
La Regione, a testa bassa, con Delibera del 23 dicembre 2015, n. 66/29 [file .pdf] ha poi approvato il PRA
Delibera n. 66/29 del 2015 All. 1 66/29 Relazione_di_Piano [file .pdf]
Delibera n. 66/29 del 2015 All. 2 66/29 Rapporto Ambientale [file .pdf]
Delibera n. 66/29 del 2015 All. 3 66/29 Sintesi non tecnica [file .pdf]
Delibera n. 66/29 del 2015 All. 4 66/29 Parere_motivato [file .pdf]
La Regione ( politici e tecnici), così come ha iniziato, così ha concluso. Vale a dire in perfetta autonoma solitudine.
Tra le varie istanze, nostre e delle altre associazioni, ha accolto solo la nostra Istanza di realizzare annualmente la Conferenza Regionale Amianto in forma itinerante, perchè tutta la Sardegna è colpita da questa piaga (dovremmo esultare?).
Il 6 marzo 2015 l'Associazione rinnova l'invito ai familiari delle vittime dell'amianto e alle stesse vittime ad aderire al Progetto Dietro ai “Numeri” veri, Vittime vere! Con questo progetto si intende scuotere gli animi dei decisori e delle persone in generale, mettendo in evidenza che i freddi “numeri” delle evidenze epidemiologiche corrispondono a persone vere, alle evitabili vittime dell'amianto, qualsiasi sia la patologia asbesto-correlata subita. Tra gli obiettivi del progetto c'è la necessità di generare maggiore consapevolezza e partecipazione e, soprattutto, meno solitudine in chi il dramma lo ha subito e purtroppo lo subirà in futuro. Siamo infatti certi che in questo modo si possa innescare un percorso virtuoso di mutuo aiuto tra i familiari delle vittime dell'amianto e tra le stesse vittime anche al fine di ottenere l'affermazione dei propri diritti.
Il 9 marzo 2015 l'Associazione aderisce alla CONSULTA DEL VOLONTARIATO DELLA CITTA' DI ALGHERO
Il 19 marzo 2015 l'Associazione partecipa al Convegno di ASSODIPRO, "I nuovi orizzonti europei per i diritti di tutela professionale del personale militare” svoltosi presso la Sala delle Bandiere – Parlamento europeo - Via IV Novembre, 149 – Roma, portando la relazione:
<Lo stato di fatto delle negazioni e degli inganni subiti dal personale militare e gli auspici degli esposti e delle vittime dell'amianto del Comparto Difesa
(clicca qui per il documento e qui per il video, realizzato a cura di Assodipro)>>
il 13 maggio 2015 l'Associazione scrive alla c.a. del Presidente dell'INAIL, Prof. Massimo De Felice, per denunciare che la sede territoriale dell'INAIL di Olbia ha negato per ben due volte il “nesso di casualità” tra il Mesotelioma Pleurico che ha ucciso un lavoratore e la lavorazione svolta dallo stesso con esposizione ad amianto per quasi un trentennio con la mansione di aggiustatore meccanico attrezzista, nell'officina meccanica centrale dello stabilimento Petrolchimico di Porto Torres. Infatti la sede INAIL territoriale nella prima negazione affermava , e nella seconda che << la morte non è riconducibile all'evento>> !!!
L'azione precedente della nostra Associazione, è stata quella di aver suggerito ai familiari (il 20 aprile 2015) di richiedere l'accesso agli atti relativi al loro povero congiunto in possesso del COR Sardegna il quale ne ha codificato tanto la diagnosi quanto la classificazione secondo le linee guida del ReNaM, che si è espresso come di seguito: << La durata dell'esposizione (28 anni) e la latenza tra l'inizio dell'esposizione ad amianto e la diagnosi di neoplasia (45 anni) sono compatibili con l'eziologia professionale del mesotelioma. Sono state escluse altre possibili cause di mesotelioma. In base alla classificazione RENaM (linee guida 2003, Ispesl, Roma) il signor Carta Giovanni è inserito nel Registro Mesoteliomi della Sardegna con la seguente definizione:
Mesotelioma Certo 1.1, a localizzazione pleurica; esposizione professionale certa. - doc. 3 ->>
Il 6 agosto 2015 abbiamo ricevuto notizia che la pratica era stata riesaminata e che era stato, finalmente, riconosciuto il “nesso di causalità” e costituita la rendita ai superstiti !
Si tratta di un caso tipo in cui i lavoratori, e i familiari superstiti, sono stretti nella morsa delle NEGAZIONI “offerte” sia dal Datore di Lavoro (in questo caso l'Eni-Syndial) sia dall'INAIL e mette chiaramente a nudo un univoco quanto deprecabile “modus operandi”, che porta al medesimo risultato: Negare. Negare anche l'evidenza.
In questa occasione abbiamo fatto anche una Proposta: Che i Centri Operativi Regionali del ReNaM vengano coinvolti ufficialmente dall'INAIL nel processo decisionale medico legale.
Il 25 maggio 2015, a Padova Si apre il secondo processo penale contro i vertici della Marina Militare, più noto con il nome “MARINA MILITARE 2”. L'AFeVA Sardegna è a fianco dei lavoratori del Comparto Difesa, Vittime inconsapevoli dell'Amianto, difesa dall' avv. Daniela Boscolo Rizzo del foro di Padova.
Nel corso dell'ultima udienza preliminare, avvenuta il 16 dicembre 2104, il Giudice, Dr.ssa Brunello, oltre a dichiarare alcune posizioni di parte offese prescritte, ed esattamente i decessi avvenuti in epoca precedente il 7.10.2003 e le malattie ( lesioni colpose ) diagnosticate prima del 16.6.2007, ha confermato la legittima costituzione di Parte Civile dell'AFeVA Sardegna Onlus( con patrocinio a carico dello Stato), disponendo il rinvio a giudizio di tutti gli Ammiragli imputati avanti il Tribunale Monocratico di Padova, la Giudice Dr.ssa Bitozzi, per l'udienza, appunto, del 25 maggio 2015. Inoltre, a seguito delle nostra ( AFeVA Sardegna Onlus) citazione in giudizio, il Ministero della Difesa si è costituito in qualità di responsabile civile.
Nel corso di questa prima udienza, i difensori degli accusati, hanno chiesto la frammentazione del processo in corso, ovvero che gli eventuali processi vengano celebrati presso i Tribunali delle regioni di decesso di ciascuna vittima, oppure a Roma, il luogo, secondo quest'ultima tesi, delle “decisioni strategiche”, anche quelle relative alla (negata) tutela della salute dei lavoratori del Comparto Difesa con e senza le stellette, evidente omesse.
Al di là di come ogni persona può interpretare queste richieste, dal nostro punto di osservazione ripetiamo quanto già affermammo nel 2010, quando il Senato della Repubblica discuteva e poi approvò l'art. 20 c. 2, della legge 183/2010, la cd Salva Ammiragli “Sembrano finiti i tempi in cui il Comandante abbandonava la nave che affondava solo quando era certo che l’ultimo Uomo dell’equipaggio era stato tratto in salvo, accettando, infine, di subire anche un processo che accertasse le Responsabilità dei fatti.
Credo che anche questo rientri nei Doveri di chi ha o ha avuto l’onore e l’onere del Comando e ha tenuto in pugno, per anni, la vita della Gente di Mare che in Lui e a Lui ha creduto, ubbidito e, per le Sue scelte, è morto.”
A questo punto, è utile anche ricordare i due punti cardine del Processo:
1- Perché il processo si sta svolgendo a Padova?
''La competenza territoriale si è radicata a Padova dopo l’intervento della Procura Generale presso la Corte di Cassazione che ha stabilito che -non potendosi far ricorso ai criteri generali di competenza in quanto non era possibile stabilire in quali luoghi era avvenuta la condotta ( attiva od omissiva ) che aveva dato origine alla malattia alla quale è conseguita la morte – bisognava applicare il criterio suppletivo previsto dall’art. 9 comma 3^ CPP, a dire il luogo dove ha sede l’ufficio territoriale del Pubblico Ministero che aveva provveduto per primo ad iscrivere la notizia di reato, ovvero quella della Procura di Padova.''
2- Qual'è l'accusa contro gli Ammiragli?
I vertici della Marina Militare, sono accusati di:
''Omettevano di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare (sia imbarcato che in servizio a terra) dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all’interno delle navi militari che degli altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltreché di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (ad es. guanti, tute e coperte ignifughe); Omettevano di sottoporre e far sottoporre con regolarità i dipendenti della M.M. ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati da notevole presenza di materiali amiantiferi;
Omettevano inoltre di curare la fornitura e di imporre a controllare l’effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale;
Inoltre omettevano di adottare idonee misure atte ad impedire o comunque ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi di polveri di amianto prodotte dalle lavorazioni e/o dall’uso di dotazioni contenenti amianto e così con le surrichiamate condotte e/o omissioni e nelle rispettive qualità suindicate cagionavano o comunque contribuivano a cagionare, e comunque non impedivano che insorgessero patologie amianto correlate nei soggetti di seguito elencati, alcuni dei quali a seguito di tali patologie decedevano.''
Secondo la Procura della Repubblica di Padova, queste omissioni, hanno provocato al 2006, 530 casi accertati di malattie e patologie asbesto-correlate, di cui 370 mesoteliomi. UNA VERA STRAGE SILENZIOSA, sottostimata e ancora in corso.
Il 17 settembre 2015, a Padova, Seconda udienza dibattimentale del secondo processo penale contro i vertici della Marina Militare. Niente da fare per le difese degli imputati che avevano sollevato eccezione di incompetenza territoriale del Tribunale Padovano, nel tentativo di frammentare il processo unitario in mille rivoli, tanti quanti sono stati decessi dei marinai colpiti da malattie professionale asbesto-correlate.
Il Giudice, la Dr. ssa Bitozzi, ha rigettato l'eccezione delle difese degli ammiragli: il secondo processo contro i vertici della Marina Militare si svolgerà a Padova e, in seguito a questo, è stata calendarizzata una prima serie di 13 udienze, come di seguito:
15 ottobre 2015;
19 e 30 novembre 2015;
17 dicembre 2015;
21 gennaio 2016;
8 e 22 febbraio 2016;
14 e 17 marzo 2016 – l'udienza del 17 marzo è stata annullata-;
4 e 21 aprile 2016;
9 e 19 maggio 2016.
il 29 ottobre 2015 apprendiamo che il Governo, il Ministero del Lavoro e il Ministero dell'Economia con decreto del 4 settembre 2015, in silenzio e alla chetichella, applicando in modo distorto quanto disposto dall'art. 1 comma 116 della legge 190/2014, con il quale, seppur in “via sperimentale” sono state estese tutte le “prestazioni assistenziali” di cui all'art. 1 comma 241 della legge 244/2007, hanno deciso che la vita di una persona uccisa dal mesotelioma a causa della incolpevole e inconsapevole esposizione ad amianto subìta in ambito “familiare” o “ambientale” vale 5.600,00 euro (una tantum). Tanto valeva chiamare questa elargizione per quello che è, vale a dire un “Contributo Spese Funerarie”.. e arrivederci e grazie!
Il 5 novembre 2015, da parte dello dallo Stato, è stata versata sul conto corrente della Associazione, la quota del 5 x mille 2013, pari a 943,28 euro, donataci da ben 37 soci e cittadini sensibili ai temi a noi cari che hanno approvato e premiato, anche in questo modo, il quotidiano impegno della Associazione nell'affrontare le delicate quanto tragiche e complesse tematiche correlate alla TRAGEDIA CAUSATA DALL'AMIANTO.
Il direttivo AFeVA Sardegna Onlus ha deciso di impegnare questa somma in un articolato progetto di informazione e sensibilizzazione dei Cittadini, in particolare delle Istituzioni, locali, regionali e nazionali, teso a stimolare azioni tangibili da queste ultime con particolare riguardo alla attuazione della agognata Cultura della Prevenzione, per la Bonifica dei luoghi di vita e di lavoro, per la Giustizia, per le Cure e per il Diritto alla Salute e all'Ambiente di vita e di lavoro salubre, continuamente negato, attraverso l'attivo e diretto e coinvolgimento In-Form-Attivo degli studenti delle scuole superiori della città di Alghero, che culminerà nell'ambito della celebrazione della Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto 2016 ( 28 aprile). Tenendo conto delle esigue risorse economiche a disposizione a dicembre 2015 abbiamo avviato una CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI online attraverso il sistema del crowdfunding appoggiata alla piattaforma web della Rete del Dono - https://www.retedeldono.it/ (qui il link al progetto)- per finanziare e supportare, nell'ambito della commemorazione della Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto 2016, la realizzazione del progetto del CONCORSO “Naran chi su Male” CONTRO L'AMIANTO ! PREVENIAMO CON L'ARTE ! ( qui il link del Video di Unione delle Opere),
11 novembre 2015, dalle ore 10,00 alle ore 16,00 Davanti al Ministero del Lavoro, a Roma, in via Vittorio Veneto 56, l'AFeVA Sardegna, ritenendo IL NUOVO FONDO VITTIME AMBIENTALI un atto al limite dell'offesa alla dignità umana, ha promosso, aderito e partecipato alla mobilitazione convocata unitariamente da CGIL-CISL-UIL, ANMIL e dalle Associazioni delle Vittime dell'Amianto, per manifestare tutto il nostro dissenso al decreto ministeriale del 14 settembre 2015 e gli atti correlati, di cui quai di seguito si allegano per immediatezza:
- Circolare INAIL n. 13 del 24 marzo 2016;
(l'effetto di questa mobilitazione è stata che con la legge di stabilità 2016, LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208, all'art. 1 al comma 292, è stato previsto che la detta “elargizione una tantum” spetti anche ai familiari superstiti, possibilità non prevista prima dall’articolo 1, comma 116, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
Inoltre con la predetta legge di stabilità 2016, entrata in vigore il 1 gennaio 2016, il Governo ha approvato alcuni commi correttivi ai precedenti approvati con la legge di stabilità 2015 entrata in vigore il 1 gennaio 2015.
QUI IL QUADRO SINOTTICO DI CONFRONTO DELLE LEGGI DI STABILITA' 2015 e 2016
il 23 novembre 2015 l'Associazione pone all'Avvocatura dello Stato il Quesito sui distorti effetti interpretativi resi da PERSOCIV nell'attuazione dell'articolo 6 del DL 201/2011 in merito al negato riconoscimento dello Status di Vittima del Dovere dal 28/11/2011 nei confronti dei dipendenti civili del Ministero della Difesa (e altri) Vittime dell'Amianto, e dei familiari superstiti.
In particolare abbiamo fatto presente che in seguito ad una puntuale interrogazione, la 2-00363, presentata il 3 dicembre 2013, dagli On.li Migliore e Piras, in tema di Amianto e Comparto Difesa, e discussa il 14 gennaio 2014 il Governo, per voce del Sottosegretario alla Difesa -dell'epoca e attuale-, Gioacchino Alfano, sul punto ha risposto (a pag 4)<< [omissis] che per gli altri dipendenti [civili ndr ] dello Stato il citato articolo 6 non può far venire meno, in assenza di un espresso riferimento, la speciale tutela per le vittime del dovere e i loro equiparati.[omissis]>>
In sintesi, PERSOCIV nega ciò che il Governo afferma sia un DIRITTO.
E il Governo e il ministro della Difesa che dicono?
Proprio oggi, 4 aprile 2016, abbiamo inviato , tramite il costituito CAD -Coordinamento Amianto pro Comparto Difesa- una richiesta urgente <<al Governo e al Ministro della Difesa se sono a conoscenza di tale, a nostro avviso, distorta interpretazione e se e come intende porVi rimedio.>>
il 4 dicembre 2015, a Roma, presso centro confederale della CGIL nazionale dalle ore 9,30 alle ore 17,00 alla presenza di numerose associazioni di esposti e vittime dell'amianto, l'AFeVA Sardegna è parte attiva nella avviando costituzione di un progetto di Coordinamento Unitario per la lotta all'amianto, in favore di tutti, nessuno escluso.
Il 24 dicembre 2015 l'Associazione, nell'augurare buone feste natalizie e di fine anno, scrive al Ministro della Difesa facendogli rispettosamente presente che nulla era cambiato in merito alle problematiche previdenziali connesse alla inconsapevole esposizione ad amianto subìta dal personale militare e civile della Difesa e alle problematiche connesse all'accertamento e valutazione degli irreversibili danni provocati da questo subdolo cancerogeno nel medesimo personale e il conseguente riconoscimento dei benefici di legge previsti a conforto delle Vittime e ai familiari superstiti.
E così a tutt'oggi.
L'attività della AFEVA Sardegna Onlus è definibile “in progress” e tiene conto, oltre che delle esigue risorse economiche a disposizione, anche del costante mutamento delle norme in materia Prevenzionale, Previdenziale, Sanitaria e Ambientale, a cui partecipa alla discussione. E' tesa alla tutela dei diritti costituzionalmente garantiti a ogni cittadina e a ogni cittadino, con particolare riferimento alle lavoratrici e ai lavoratori, opponendosi ogni qualvolta questi diritti siano lesi, in primis, il diritto alla salute (ex art. 32 Costituzione) e il diritto all’ambiente (ex art. 9 Costituzione), con azioni concrete attraverso la promozione di iniziative sociali, culturali, politiche, nonché con il ricorso all’Autorità Giudiziaria ogni volta che tali diritti siano violati.
La lotta all'amianto, contro tutto il male che provoca, contro tutti gli interessi e i business che ruotano attorno continua e continuerà, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati, nel solco degli indirizzi detti. A favore di tutti, nessuno escluso.