Source: http://www.dossier.net/guida/forum/quesiti/083a.htm
Timestamp: 2017-10-22 15:36:20+00:00
Document Index: 174617933

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 13']

Forum Ici - Risposte quesiti imposta comunale immobili - Pagina 083a
Gli immobili di interesse storico o artistico godono della riduzione della base imponibile
Quesito inviato da Gianni in data 15 ottobre 2002
A un fabbricato vincolato in quanto di "interesse archeologico" possono essere applicate le riduzioni di base imponibile previste per i fabbricati di "interesse storico artistico"? La "normativa ICI" fa riferimento ad immobili di "interesse storico ed artistico" ma richiama l'art. 1 della legge n. 1089 del 23/08/1939, che a sua volta riguarda (ed assoggetta agli stessi vincoli) immobili che presentano interesse storico, artistico, archeologico ed etnografico.
Risposta inviata dalla redazione di Dossier.Net in data 18 ottobre 2002
La risposta al quesito è affermativa. Infatti per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all'art. 6, comma 1, del D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490, che ha abrogato la legge 1 giugno 1939, n. 1089, il valore è determinato in base alle disposizioni dell'art. 2, comma 5, del D.L. 23 gennaio 1993, n. 16, convertito dalla legge 24 marzo 1993, n. 75.
Si deve pertanto assumere la rendita determinata mediante l' applicazione della tariffa d'estimo - aumentata del 5% - di minore ammontare tra quelle previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è situato il fabbricato.
1) Per i fabbricati censiti nella categoria A, la tariffa d'estimo delle prime classi delle categorie A/4, A/5 e A/6 si moltiplica per il numero dei vani catastali.
2) Nel caso di fabbricati censiti nelle categorie C o D si trasformano i metri quadrati totali in vani, considerando un vano medio di mq. 18.
3) Per poter calcolare il valore di detti immobili ai fini ICI, tale rendita va moltiplicata per 100, anche se il fabbricato catastalmente è classificato nella categoria A/10 o C/1 oppure nel gruppo D. Ciò, in quanto con il suddetto sistema di determinazione della rendita, il fabbricato è stato di fatto assimilato ad una abitazione.
4) Ove poi si tratti di fabbricati classificabili nel gruppo D, sforniti di rendita catastale e appartenenti ad un' impresa, il valore è determinato sulla base dei costi contabilizzati.
Ici per un appartamento ancora grezzo e non ultimato
Quesito inviato da Lia in data 17 ottobre 2002
Ho letto su una rivista specializzata che una volta verificato, col sopralluogo del Comune, che un appartamento è ancora grezzo e non ultimato (già da qualche anno), per lo stesso non si paga più l'ICI neanche come area edificabile. Vi risulta che sia vero?
Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 20 ottobre 2002
Mi resta difficile capire come una rivista specializzata (in materia Ici?) possa avere scritto quanto riferito. Nel caso prospettato, l'unità immobiliare deve essere assoggettata all'imposizione quale area fabbricabile, senza quindi computare il valore dell'appartamento ancora allo stato grezzo (art. 5, comma 6, del D.lgs. 504/92).
Per la determinazione del valore dell'area, il criterio da seguire è quello che ho indicato nella risposta al suo precedente quesito dell'8 ottobre 2002.
Avvisi di accertamento a seguito di attribuzione di rendita definitiva
Quesito inviato da Pierluigi in data 21 ottobre 2002
Il mio comune mi ha notificato 3 avvisi per gli anni 97/98/99 poichè la rendita catastale da presunta è passata a definitiva. In essi vi è solo la maggiore imposta, come è giusto. Mi chiedo però se, oltre a pagare il 2002 con la nuova rendita, devo anche ravvedere il 2001 con il 6% di sanzione e, se nel caso non lo facessi, il comune mi invierebbe la cartella solo con la maggiore imposta o anche con gli interessi e la sanzione. Inoltre, mi chiedo perchè mai non mi abbia inviato anche il 2000 e il 2001.
Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) in data 23 ottobre 2002
Se la rendita catastale è stata attribuita dall'Agenzia del territorio (ovvero pubblicata mediante affissione all'albo pretorio) entro il 31 dicembre 1999, il Comune può legittimamente richiedere al contribuente soltanto la differenza d'imposta per gli anni pregressi non caduti in prescrizione, e gli avvisi di accertamento costituiscono a tutti gli effetti anche notificazione della predetta rendita (art. 74, comma 3, della legge n. 342/2000 e circolare ministeriale n. 4/FL del 13 marzo 2001). Qualora invece la rendita sia stata notificata per la prima volta nel corso del mese di ottobre 2002, nel senso che per i periodi precedenti (fino al 31 dicembre 1999) la rendita stessa non risulti né adottata né pubblicata all'albo pretorio, troverebbe applicazione il comma 1 dell'art. 74 della citata Legge 342/2000, secondo il quale gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci soltanto a decorrere dalla data della loro notificazione.
Pertanto, sia nel primo che in questo secondo caso lei non deve effettuare alcun ravvedimento, in quanto il Comune potrà richiedere solo la differenza di imposta, senza l'applicazione di interessi e sanzioni, per gli anni dal 2000 al 2002. Nel prossimo anno, invece, dovrà pagare l'imposta in base alla rendita definitiva che ha effetto soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2003, in ossequio al principio sancito nel comma 2 dell'art. 5 del D.lgs 504/92, in forza del quale la base imponibile è costituita con riferimento al 1° gennaio dell'anno di imposizione.
Immobili concessi in uso gratuito alle figlie
Quesito inviato da Jolly in data 25 ottobre 2002
Ho ricevuto un avviso di accertamento per l'anno 1999 per degli immobili che non ho dichiarato perchè ritenevo che non andassero denunciati ai fini I.C.I. in quanto facenti parte di un immobile in corso di sanatoria e sottoposto a sigilli. Nell'anno 2000, però, appena ho appreso dell'obbligo di denunciare comunque ai fini I.C.I. le dette abitazioni, ho provveduto a regolarizzare i pagamenti e a presentare idonea dichiarazione entro giugno 2001, chiarendo che due unità immobiliari erano state concesse in uso gratuito alle figlie. Poiché le stesse anche nel 1999 abitavano le predette abitazioni e tenuto conto del fatto che ho sempre pagato l'I.C.I. per il fondo agricolo sul quale ora insiste il fabbricato, posso richiedere al Comune di fruire dell'agevolazione all'epoca prevista da Regolamento comunale per le predette abitazioni concesse in uso gratuito ? Contestualmente posso chiedere la riduzione della sanzione da "omessa" a "infedele" dichiarazione, tenuto conto del fatto che il Comune nel 2002 mi ha notificato un avviso, pur conoscendo dal 2001, dalla dichiarazione presentata, la reale sitazione di fatto? Non so se sono stata del tutto chiara, ma gradirei un vostro fattivo riscontro.
Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 28 ottobre 2002
Nel suo quesito pone due questioni:
1. possibilità di fruire dell'agevolazione prevista dal regolamento comunale per gli immobili concessi in uso gratuito alle figlie già dal 1999;
2. possibilità di richiedere la riduzione della sanzione da "omessa" a "infedele" dichiarazione.
Alla prima domanda rispondo che se è in grado di provare la concessione in uso gratuito alle figlie degli alloggi con la registrazione del contratto di comodato, con la residenza anagrafica, con il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas da parte delle figlie fin dall'anno 1999, il Comune potrebbe riconoscerle il diritto alle agevolazioni previste dalla norma regolamentare sotto il profilo della ragionevolezza, prima che considerare il ritardo della comunicazione.
Relativamente alla seconda domanda, la risposta è negativa, in quanto una dichiarazione "omessa" - e quindi inesistente - non può ovviamente essere ritenuta "infedele".
Terreno agricolo incluso nel Prg non ancora approvato dalla regione
Quesito inviato da Alessandro in data 27 ottobre 2002
Sottopongo il mio quesito: posseggo un terreno agricolo che nel settembre 2001 il comune ha deliberato area edificabile, inserendolo nel piano regolatore generale inviato in regione nel maggio 2002 per l'approvazione. Sono evidentemente a conoscenza della futura possibile destinazione definitiva. Ad oggi non ho, però, ricevuto comunicazioni ufficiali. Il comune sostiene che, avendo deliberato la variazione della destinazione del terreno da agrario a edificabile, devo pagare l'Ici dal settembre 2001 su area fabbricabile. Devo approfittare del fatto che, nelle more dell'approvazione del piano regolatore, all'area viene dato valore venale più basso, in quanto potrebbe essere ripristinata la precedente destinazione d'uso, oppure attendere che il prg sia approvato e, in quel caso, pagare con decorrenza settembre 2001 su area edificabile alla quale verrà attribuito valore venale molto superiore in quanto definitivo, maggiorato di penali e tassi di mora per il periodo settembre 2001 fino alla data di approvazione del prg?
Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 29 ottobre 2002
Il suo quesito richiama un problema abbastanza serio, cioè quello che si pone allorquando il Piano regolatore sia stato solamente "adottato" dal Comune, ma non ancora approvato in sede regionale.
Per la rilevanza del Piano anche solo adottato propendono, tra gli altri, la Commissione tributaria centrale (decisioni 18 dicembre 1981 n. 5471, 29 aprile 1982 n. 2692 e 2 ottobre 1996 n. 4830), nonché il Ministero delle Finanze (circolari 10 giugno 1986 n. 37 e 27 maggio 1998 n. 47/E). In senso contrario si è espressa la Corte di Cassazione, sezione I civile, con sentenza n. 10406 del 3 dicembre 1994.
Nel suo caso, ferma restando la qualificazione dell'area, la potenzialità edificatoria risulterà attenuata e quindi la particolare situazione inciderà inevitabilmente sulla quantificazione della base imponibile che è costituita dal valore venale in comune commercio.
Tenga comunque presente che, nel caso di indebito pagamento, può richiedere al Comune il rimborso delle somme versate, ai sensi dell'art. 13, comma 1, del D.lgs 504/92.