Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/07/corretta-emissione-note-di-variazione-iva.html
Timestamp: 2019-09-17 03:06:52+00:00
Document Index: 130129133

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 38', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 38', 'art. 26']

La corretta emissione delle Note di Variazione Iva: chiarimenti
La corretta emissione delle Note di Variazione Iva - Diario quotidiano dell'11 luglio 2019
1) In arrivo nuovo condono fiscale?
2) Proroga del termine per l’adeguamento degli statuti per gli enti del Terzo Settore
3) Mini-IRES e nuova deducibilità IMU
4) Ulteriori chiarimenti sulla corretta emissione delle note di variazione Iva
5) Modelli F24: soppresse le causali “DINS”, “DMV”, “DMAC”, “RARC” e “EMDM”
6) Pubblicati i dati relativi alle scelte dell’otto per mille
7) Incentivi fiscali per investimenti in start-up innovative e PMI innovative
8) Ecobonus qualificato: cessione credito da trasmettere entro domani
9) Al via il bonus fiscale per il riciclo degli imballaggi
10) Italia-Usa: nuova scadenza per la comunicazione Fatca
11) Ministero del Lavoro: attività di manutenzione dei portali internet
12) L’amministratore che si limita a gestire le società non si iscrive alla gestione commercianti, ma solo a quella separata INPS
Nel caso di variazioni in diminuzione, non vi è obbligo di alcuna nota da far transitare nel sistema OTELLO 2.0.
Nel caso di controlli o contestazione, sarà onere del contribuente fornire la prova degli elementi idonei a giustificare la variazione operata ed il collegamento con l’operazione originaria.
La prova richiesta possa essere fornita anche mediante documenti riepilogativi rilasciati dagli intermediari tax free ai propri clienti (cedenti), laddove tali documenti consentano di collegare in maniera certa ed inequivoca l’originaria cessione all’uscita dei beni dal territorio dell’Unione ed alla conseguente variazione – anche cumulativa – annotata nel registro degli acquisti.
Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 65/E del 10 luglio 2019, emessa per sapere se l’emissione di una nota di variazione in base all’art. 26 del DPR 633/72, tramite la procedura OTELLO 2.0, sia indispensabile sia nelle ipotesi di cessioni effettuate senza applicazione dell’IVA (fattispecie prevista dal comma 1 dell’art. 38-quater), sia in quelle di diritto al rimborso dell’imposta applicata (comma 2 del medesimo articolo).
Come già chiarito nella risoluzione n. 58/E del 2019 – che, in base all’attuale quadro tecnico/normativo, ha confermato l’esclusione della possibilità di emettere note di variazione “cumulative” – il comma 1 del citato art. 26disciplina l’ipotesi in cui, dopo l’emissione di una fattura, l’ammontare dell’imponibile o dell’imposta di un’operazione aumenti per qualsiasi motivo.
In tale situazione è previsto che, in relazione al maggior ammontare, siano obbligatoriamente osservate le «disposizioni degli articoli 21 e seguenti», relative alla fatturazione delle operazioni.
Questa previsione trova espressa applicazione anche nelle cessioni di beni di cui all’art. 38-quater, comma 1, del decreto IVA, ossia di importo superiore a 154,94 euro (comprensivo dell’IVA), in favore di soggetti che non siano residenti o domiciliati nell’Unione Europea, per loro uso personale o familiare e trasportati nei bagagli personali al di fuori dello territorio doganale della stessa Unione.
Nell’attuale quadro tecnico/normativo, la regolarizzazione, da effettuare a mezzo nota di variazione in aumento, come già precisato nella risoluzione n. 58/E del 2019, non può che avvenire tramite il sistema OTELLO 2.0 ed in maniera “singola” (una nota per ciascuna fattura emessa ex art. 4-bis, comma 2, del D.L. 22 ottobre 2016 n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, la cui IVA è variata), senza possibilità di ricorrere a documenti fiscali “cumulativi”.
Discorso diverso per le variazioni in diminuzione nell’ipotesi di cui all’art. 38-quater, comma 2, del decreto IVA.
Infatti, laddove il cedente, all’atto della cessione dei beni, abbia applicato l’IVA, «il cessionario ha diritto al rimborso dell’imposta pagata per rivalsa a condizione che i beni siano trasportati fuori della Comunità entro il terzo mese successivo a quello della cessione e che restituisca al cedente l’esemplare della fattura vistato dall’ufficio doganale entro il quarto mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Il rimborso è effettuato dal cedente il quale ha diritto di recuperare l’imposta mediante annotazione della corrispondente variazione nel registro di cui all’articolo 25 [registro degli acquisti, ndr.]» (così il medesimo articolo 38-quater, comma 2, del decreto IVA).
In tale ipotesi, pertanto, il legislatore, a fronte degli strumenti astrattamente previsti dall’art. 26 del decreto IVA per le variazioni in diminuzione dell’imponibile o dell’imposta, ha scelto quello dell’annotazione nel registro degli acquisti, senza emissione di un autonomo documento.
D’altronde, conclude l’Agenzia, l’emissione del documento non…
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