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Timestamp: 2019-04-22 04:40:50+00:00
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Stefano Carriero | Studio Legale Carriero | Pagina 3
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Se il pomodoro di origine pugliese viene “spacciato” per San Marzano…
Se il pomodoro è di origine pugliese, il riferimento alla produzione nel territorio DOP di San Marzano sulla confezione è idoneo ad ingannare il consumatore sull’origine del prodotto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 28689/2017. Un’azienda aveva lavorato e confezionato, nel suo stabilimento sito in Scafati, pomodori provenienti dalla Puglia, sulle cui confezioni erano state apposte delle etichette recanti la dicitura, in lingua inglese, “Produced in San Marzano DOP Region – Italian Peeled Tomatoes” (prodotti nella regione DOP San Marzano – pomodori pelati italiani). Diverse migliaia di tali confezioni erano state rinvenute all’interno di alcuni containers nel porto commerciale di Salerno, di cui 21 partite di […]
Stefano Carriero marchi
DOP San Marzano, pomodori pugliesi, Puglia, Salerno, Scafati
Entro il 2017 l’Unione Europea e la Cina collaboreranno per proteggere 200 indicazioni geografiche europee e cinesi, 100 per parte
Ciò consentirà finalmente di prevenire e reprimere efficacemente imitazioni ed usurpazioni dei prodotti protetti ed è ragionevole aspettarsi vantaggi commerciali reciproci, nonché una maggiore sensibilizzazione dei consumatori ed una crescita della domanda di prodotti di alta qualità da entrambe le parti. Tra i prodotti dell’Unione Europea potenzialmente oggetto di protezione in Cina inseriti nell’elenco figurano Bayerisches Bier Feta Queso Manchego Champagne Gorgonzola Polska Wódka. Mentre tra i prodotti cinesi che aspirano ad ottenere lo status di indicazione geografica nell’UE sono presenti, per esempio, Yantai Ping Guo (mela Yantai) Hengxian Mo Li Hua Cha (tè al gelsomino Hengxian) Panjin Da Mi (riso Panjin) Baise Mang Guo (mango Baise). Il mercato cinese di prodotti agroalimentari è uno dei maggiori al mondo e […]
Stefano Carriero proprietà industriale
Bayerisches Bier, Champagne, Cina, Feta, Gorgonzola, mango Baise, mela Yantai, Polska Wódka, Queso Manchego, riso Panjin, tè al gelsomino Hengxian, unione europea
Nel mercato dei vini può essere tollerato un certo grado di somiglianza fra marchi denominativi e patronimici, purché l’uso dei marchi avvenga poi in modo corretto. Il caso Laura Romagnelli / Romagnoli
Il procedimento è stato avviato a seguito della presentazione della domanda di registrazione del marchio nazionale denominativo “ROMAGNOLI” per distinguere vini. Contro tale richiesta di registrazione è stata presentata opposizione sulla base di due marchi verbali identici “Laura Romagnelli” per le bevande alcooliche. A fondamento dell’opposizione è stato posto il rischio di confusione fra i consumatori, dovuto alla somiglianza tra i marchi e all’identità o affinità dei prodotti rivendicati. L’opposizione è stata accolta dall’esaminatore dell’UIBM e la domanda di registrazione del marchio “ROMAGNOLI” è stata respinta. Contro tale decisione è stata proposta impugnazione dalla società Cantine Romagnoli, sulla base, tra le altre, delle seguenti considerazioni: la sentenza Cass. civ., sez. […]
marchi denominativi, marchi patronimici, Romagnelli, Romagnoli, vini
Siti web e copyright: attenzione ai contenuti che pubblicate!
Ormai ogni azienda o professionista che voglia farsi conoscere ha necessità di andare on line. Pertanto, è necessario valutare bene i contenuti che si pubblicano, perchè anche il solo fatto di richiamare contenuti di terzi, senza la volontà di commettere illeciti, potrebbe trasformarsi in una violazione del diritto d’autore di terzi. La recente sentenza C-527/15 della Corte di Giustizia UE fornisce alcune indicazioni al fine di non incappare nella violazione del diritto d’autore altrui. Il caso: Un tizio vende, su vari siti web, diversi modelli di un lettore multimediale. Quest’ultimo è un dispositivo che funge da intermediario tra, da un lato, una fonte di immagini e/o di segnali audio e, dall’altro, uno […]
Stefano Carriero copyright, diritto d'autore
copywriting, sito web
Contraffazione di brevetti e concorrenza sleale
A prescindere dal successivo accertamento della contraffazione di un brevetto, l’attività del soggetto che diffida il titolare del prodotto brevettato a non commercializzare e pubblicizzare il prodotto medesimo è da considerarsi condotta integrante la fattispecie della concorrenza sleale. Premesso che sia il titolare del prodotto brevettato che il soggetto che lo ha diffidato operano anche nell’ambito dello stesso settore, nella specie edilizia, si ritiene che le suddette comunicazioni costituiscono condotta idonea a gettare discredito nei confronti della società titolare del prodotto brevettato facendola erroneamente apparire come soggetto che utilizzava illegittimamente idee altrui, contraffacendo brevetti altrui. Inoltre si ritiene che detta condotta costituisca un comportamento professionalmente scorretto idoneo a danneggiare la […]
Stefano Carriero brevetti, concorrenza sleale
contraffazione, edilizia
Il marchio descrittivo e l’impossibilità di registrarlo: il caso della domanda di marchio “Fabbrica Italiana Pompe”
L’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale ha correttamente ritenuto di non poter concedere la registrazione alla domanda di marchio “Fabbrica Italiana Pompe”, perché la locuzione costituisce per se un’indicazione che i prodotti in questione provengono da una fabbrica italiana di pompe. Nemmeno la particolare forma grafica del segno ne attenua il carattere descrittivo, né il fatto che la richiedente è attiva in Italia e all’estero da quasi un secolo. L’articolo 7, paragrafo 1, lettera c) RMUE stabilisce che sono esclusi dalla registrazione “i marchi composti esclusivamente da segni o indicazioni che in commercio possono servire per designare la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza […]
euipo, fabbrica italiana pompe, marchio descrittivo, unione europea
La mancata prova dell’utilizzo del marchio determina il rigetto dell’opposizione: il caso inBlu / blu
L’EUIPO (Ufficio della Comunità Europea per la Proprietà Intellettuale) ha rigettato l’opposizione proposta contro una domanda di marchio dell’Unione europea per il marchio figurativo “blu”. L’opposizione si basava sulla registrazione di marchio dell’Unione europea e sulla registrazione di marchio italiano, entrambe per il marchio figurativo “inBlu” nonché sulla registrazione di marchio italiano per il marchio denominativo ‘INBLU’ e sulla registrazione di marchio italiano per il marchio denominativo ‘IN BLU’. L’opponente ha invocato la norma secondo cui il marchio richiesto è escluso dalla registrazione se a causa dell’identità o della somiglianza di detto marchio col marchio anteriore e dell’identità o somiglianza dei prodotti o servizi per i quali i due marchi sono […]
Stefano Carriero copyright, marchi
blu, euipo, inblu
La tutela del marchio complesso: il caso Havana Club
Cassazione, sentenza n. 10071/2008. Il marchio complesso che consiste nella composizione di più elementi, ciascuno dotato di capacità caratterizzante e suscettibile di essere autonomamente tutelabile, non è di per sé un marchio forte, essendo comunque necessario verificare se i singoli segni che lo compongono o quanto meno uno di essi o almeno la loro combinazione rivestano un particolare carattere distintivo in ragione dell’originalità e della fantasia nell’accostamento. Pertanto, anche quando i singoli segni siano dotati di capacità distintiva, ma la loro combinazione sia priva di una particolare forza individualizzante, il marchio deve essere qualificato debole. (Nella fattispecie, la Corte ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di secondo grado che […]
Convalidazione del marchio
La vicenda. Una s.r.l. conveniva in giudizio un società (con denominazione molto simile alla propria) per la dichiarazione della nullità del marchio usato da quest’ultima per mancanza del requisito della novità. Il Tribunale rigettava la domanda ritenendo fondata l’eccezione sollevata della convenuta relativa alla decadenza del marchio dell’attrice per non uso protrattosi per oltre cinque anni, nonché l’intervenuta convalida del proprio.
Il marchio debole non diventa forte col tempo
La Corte di Cassazione ha affermato che un marchio debole non cessa di essere tale solo perché utilizzato per un lungo lasso di tempo. Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 17 dicembre 2014 ??” 25 febbraio 2015, n. 3803 Presidente Forte ??” Relatore Bernabai