Source: http://www.radioprotezione.org/rpo/rpo-e-legislazione/74-recepimento-della-direttiva-2011-70.html
Timestamp: 2020-07-11 20:07:14+00:00
Document Index: 37918773

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 5']

Recepimento della Direttiva 2011-70 ("waste directive") - Radioprotezione.org
Il rifiuto radioattivo deve essere gestito dallo Stato Membro che lo ha generato (a) salvo il caso in cui vi sia un accordo fra due Stati Membri (a+b) per smaltirlo presso un altro Stato Membro (b). A questo proposito, vi sono alcune cautele da osservare (art. 16, par.2 della Direttiva 2006/117), ma comunque questa possibilità è un notevole passo avanti per quei Paesi che non dispongono (ancora) di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, o per i quali non abbia senso economico costruirne uno.
La Direttiva impone agli Stati Membri una serie di misure nazionali obbligatorie, che devono essere messe in atto:
un programma nazionale che espliciti la "politica" di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi
degli accordi nazionali per l'implementazione del Programma
un sistema regolatorio specifico per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi
un sistema di controllo e verifiche per il campo della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi
un sistema di azioni sanzionatorie
la precisazione delle resposnabilità nelle diverse fasi della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi
requisiti nazionali per l'informazione e la partecipazione della popolazione
gli schemi di finanziamento per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi
Inoltre, la Direttiva impone che esista, in ogni Paese Membro, una specifica Autorità di Sicurezza nel campo della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, debitamente separata dal ramo delle operazioni, e con opportuni poteri di spesa e di sanzionamento.
Anche gli Esercenti di queste pratiche sono soggetti a vincoli importanti, fra qui per esempio la presenza di un sistema di qualità nella gestione dei processi che riguardano il combustibile esaurito e i rifiuti radioattivi.
E' interessante notare che la Direttiva impone anche agli Stati Membri la necessità di garantire una formazione adeguata (sia degli Operatori che dei Controllori) e lo sviluppo di programmi di ricerca per mantenere e ulteriormente fare avanzare il Programma.
La popolazione deve essere coinvolta, con trasparenza ma curando sempre la confidenzialità connessa con la sicurezza nucleare: la "partecipazione" al processo decisionale deve essere garantita dallo Stato Membro.
Ogni Stato Membro deve produrre un Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, contenente obbiettivi, tempistiche, inventario della radioattività, il processo che si intende seguire nelle fasi di chiusura di una installazione e della successiva gestione del rifiuto, i programmi di ricerca, di sperimentazione e di dimostrazione, e gli indicatori che marcheranno lo sviluppo e il successo del Programma, i costi e gli schemi di finanziamento, la politica di coinvolgimento della popolazione, e infine eventuali accordi con altri Stati Membri.
Il Programma Nazionale deve essere regolarmente sottoposto a revisione con la tecnica "peer review".
Esso deve essere comunicato alla Commissione entro il 23 Agosto 2015 e poi successivamente, ogni qual volta ne sia fatta una sostanziale revisione.
Quali sono i tempi per il recepimento della Direttiva?
L'implementazione della Direttiva doveva avere luogo, nella Legislazione Nazionale, entro il 23 Agosto 2013 (passato).
Diversi Stati Membri hanno recepito il testo nei tempi richiesti (che erano comunque piuttosto limitati, anche considerando il volume di lavoro necessario: due anni dalla pubblicazione della 2011/70 sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione); altri stati Membri, come l'Italia, non sono riusciti a recepire la Direttiva nei tempi fissati: essi vanno incontro ad una possibile Procedura di Infrazione da parte della Commissione Europea.
Quindi, ricapitolando le date importanti:
1. pubblicazione Direttiva 2011/70: 19 Luglio 2011
2. termine per recepimento in Legislazione Nazionale: 23 Agosto 2013
3. termine per comunicazione Programma Nazionale alla Commissione: 23 Agosto 2015
Che cosa si sta facendo in Italia?
L'Italia sta procedendo nella trasposizione della Direttiva, anche se con qualche ritardo.
E' bene sottolineare che il nostro Paese aveva già in parte trattato la problematica del combustibile e dei rifiuti radioattivi nel D. Lgs. 2010/31 (che si può trovare a questo indirizzo oppure cliccando qui ), disciplinando "l'esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi".
Questo Decreto non rappresenta però il recepimento della Direttiva 2009/71, relativa alla sicurezza nucleare (il testo si può scaricare a questo indirizzo oppure dal nostro Sito cliccando qui ), che fu realizzato con il D. Lgs. 2011/185 (il testo si può scaricare a questo indirizzo oppure dal nostro Sito cliccando qui ).
Il D. Lgs. 2010/31 è il famoso Decreto che sollecitava il Governo alla definizione della strategia nucleare italiana e della localizzazione dei Siti Nucleari e creava, fra l'altro, l'"Agenzia per la Sicurezza Nucleare" (ASN, che avrebbe dovuto, nelle intenzioni del Governo di allora, guidare il nuovo sviluppo dell'energia nucleare in Italia (del pre-Fukushima!)); stabiliva il "fondo per il decommissioning"; istituiva i "Comitati per la trasparenza"; e assegnava l'incarico della costruzione del "Deposito Nazionale" e del "Parco Tecnologico" alla SOGIN.
Questo Decreto specifica quindi alcune delle strategie che l'Unione chiede agli stati di confermare e precisare ulteriormentete in fase di recepimento della Direttiva 2011-70.
Il testo in discussione che è stato presentato dal Governo il 03 Dicembre 2013 alla Camera è raggiungibile cliccando su questo link e, per comodità si può trovare anche sul nostro Sito cliccando qui .
Il testo propone (art. 6) la creazione di una nuova agenzia per la sicurezza nucleare e la Radioprotezione, denominata ""Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione", e il cui acronimo sarà ISIN.
L'ISIN sostituisce CNEN, ENEA-DISP, ANPA, APAT e ISPRA in tutti i testi della legislazione nazionale (art. 9, comma 2).
L'ISIN sarà diretta da un Direttore e da una Consulta di tre esperti, sarà composta da un massimo di 60 Funzionari e tratterà tutte le autorizzazioni che hanno attinenza con la radioattività, le radiazioni e la Radioprotezione. Grande cura è posta, nella proposta, sull'indipendenza e l'assenza di conflitti di interesse nella persona del Direttore e dei Componenti della Consulta, indicando pene pecuniarie ed amministrative.
I tempi di preparazione del Programma Nazionale, indicati nell'art. 7, comprendono l'emissione del Programma entro il 31 Dicembre 2014 (meno di un anno da oggi!), mentre l'art. 8 specifica il contenuto del Programma (allineandolo alle richieste della Direttiva Europea).
L'art. 5 propone l'emissione di una nuova classificazione dei rifiuti radioattivi, da emettere entro sei mesi dalla promulgazione del Decreto, e che sia in linea con gli "standard internazionali".
E' certamente un passo avanti necessario, per aggiornare le norme ormai obsolete e la classificazione a volte discordante contenuta nella Guida Tecnica 26 dell'ANPA (puoi scaricarla da questo link ).
La procedura di infrazione nell'Unione Europea: http://ec.europa.eu/eu_law/infringements/infringements_it.htm
Pagina della Commissione Europea sulla gestione dei rifiuti radioattivi, inclusi alcuni rapporti sullo stato di gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito in Europa: http://ec.europa.eu/energy/nuclear/waste_management/waste_management_en.htm