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Timestamp: 2020-05-26 01:29:03+00:00
Document Index: 44057078

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 6']

Sentenza Cassazione Civile n. 5471 del 08/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5471 del 08/03/2011
Cassazione civile sez. II, 08/03/2011, (ud. 16/12/2010, dep. 08/03/2011), n.5471
EQUITALIA ETR s.p.a. (già Equitalia Foggia s.p.a.), in persona del
procura speciale a margine del ricorso, dall’Avvocato CIARAMBINO
Mario A., elettivamente domiciliata in Roma, Via della Farnesina n.
269, presso lo studio dell’Avvocato Potito Flagella;
avverso la sentenza del Giudice di pace di Lucera n. 185/08,
depositata in data 12 giugno 2008.
che, essendosi ritenute sussistenti le condizioni per la decisione con il procedimento di cui all’art. 380 bis cod. proc. civ., ai sensi di tale norma è stata redatta la seguente relazione, depositata il 6 agosto 2010, comunicata alle parti e al Pubblico Ministero:
“EQUITALIA ETR s.p.a. impugna per cassazione la sentenza n. 185/08, depositata in data 12 giugno 2008, con la quale il Giudice di pace di Lucera ha accolto l’opposizione a cartella esattoriale proposta da M.M., ritenendo violato l’obbligo di indicazione nell’atto impugnato del responsabile del procedimento.
Sussistono le condizioni per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio, apparendo il ricorso stesso inammissibile per diverse e concorrenti ragioni.
In primo luogo, il ricorso è del tutto privo della esposizione sommaria dei fatti della causa; difetta inoltre l’esplicita formulazione di un motivo di cassazione, ai sensi dell’art. 360 cod. proc. civ.. Il ricorso, infine, non contiene la formulazione del quesito ai sensi dell’art. 366 bis cod. proc. civ.. Ed è noto che secondo la giurisprudenza di questa Corte, il quesito di diritto non può essere desunto dal contenuto del motivo, poichè in un sistema processuale, che già prevedeva la redazione del motivo con l’indicazione della violazione denunciata, la peculiarità del disposto di cui all’art. 366 bis cod. proc. civ., introdotto dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 6, consiste proprio nell’imposizione, al patrocinante che redige il motivo, di una sintesi originale ed autosufficiente della violazione stessa, funzionalizzata alla formazione immediata e diretta del principio di diritto e, quindi, al miglior esercizio della funzione nomofilattica della Corte di legittimità (Cass., ord. n. 20409 del 2008)”.
che non vi è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità, non avendo l’intimato svolto attività difensiva.