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Timestamp: 2018-05-26 16:04:51+00:00
Document Index: 90453412

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 24', 'art. 40', 'art. 48', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 47']

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Ancora proroghe? No grazie! di alessandro napoleoni *
Il nuovo redditometro: istruzioni per l’uso
Nell’accingermi a scrivere questo articolo mi sono soffermato su quanto già pubblicato, sempre dallo scrivente, sul quotidiano Italia Oggi del 19.04.2013. In quella sede si cridi roberto Zeppilli * ticava il “sistema” delle proroghe delle scadenze prendendo Il redditometro è uno strumento nato per vanno dai trasporti, alla cura della perspunto da quella relativa al cd. “Spesometro 2012”. Con mio estremo rammarico mi accorgo che nulla è cambiato monitorare il tenore di vita di ogni per- sona, all’istruzione e così via. Saranno nel modo di gestire gli adempimenti fiscali dei contribuenti sona mediante l’incrocio tra le spese so- monitorati i costi per la manutenzione italiani. Anzi, se possibile, assistiamo ad una perverso mecstenute e il reddito dichiarato. In pratica dell’auto, per l’iscrizione in palestra, le canismo che rende incerta qualsiasi attività da noi prestata se si spende più di quello che si guada- spese mediche e veterinarie, oltre all’aca favore dello Stato e dei contribuenti. gna, in misura superiore al 20 per cento quisto della macchina nuova o di una Il Codice Deontologico impone al professionista di agire nell’interesse pubblico e solo nel rispetto di tale interesse del reddito, il fisco chiederà spiegazioni. nuova abitazione. permette di soddisfare le esigenze della nostra clientela. E Le spese che finiranno sotto la lente prendendo spunto da quanto sopra mi domando come possono circa 100, divise in 8 categorie, che continua a pag. 10 siamo attualmente soddisfare l’interesse generale dello Stato di vedere adempiuti gli obblighi tributari dei cittadini quando l’Amministrazione Finanziaria fa lavorare i professionisti in un regime di incertezza normativa oramai cronico. Oltre a ricordare la proroga di cui si parlava in apertura tutti noi abdi Maria luisa caMpise * biamo letto dell’esercito dei condi Gianfranco Martinelli * tribuenti che hanno redatto il Il cammino che ha portato lo Stato stentato si è arrivati agli anni delle modello 730 compensando il proitaliano a perfezionare nel corso stragi di mafia del 1992 e 1993 per Il rapporto con il fisco, ed in generale prio credito d’imposta con il padei decenni le modalità di aggres- assumere con maggior consapevocon gli enti preposti alla riscossione dei gamento IMU prima casa che sione ai patrimoni mafiosi è lungo, lezza la centralità della dimensione debiti tributari, non sempre depone a fasuccessivamente è stato sospeso disseminato di ritardi, ma ricco di economica nel contrasto alle vore della possibilità di confrontarsi in per il 2013. Tali cittadini diligenti risultati impensabili. Sono tra- mafie. Con la legge 109/1996 la scorsi, infatti, più di trent’anni da stagione di lotta alle mafie si è, maniera di sostanziale parità, lasciando e tempestivi nel rendere i propri quando la cosiddetta legge Ro- quindi, intensificata: i beni immospesso al contribuente, quale unica posconti fiscali all’Agenzia delle Engnoni - La Torre introduceva l’in- bili confiscati potevano rimanere sibilità, quella di far valere le proprie ratrate ora dovranno recarsi nuovanovativo istituto delle misure di nel patrimonio dello Stato per figioni solo in fase giudiziale; negli ultimi mente presso i Caf o da noi prevenzione patrimoniali, seque- nalità istituzionali o sociali. Il setempi, però, il legislatore è stato magprofessionisti per correggere stro e confisca, diretto a sottrarre i questro e la confisca dei patrimoni giormente sensibile e recettivo alle quanto dichiarato. Forse, allora, beni illecitamente acquisiti dai illecitamente accumulati hanno istanze di una più attenta tutela dei diviene in mente di “consigliare” ai soggetti destinatari delle misure di prevenzioni personali previsti ritti del contribuente già in fase ammiclienti di “aspettare”, di temporegcontinua a pag. 3 dalla legge 575/65. Dopo un inizio nistrativa, introducendo istituti che giare nel rendere i conti al Fisco hanno come obiettivo quello di vagliare in attesa, magari, di una Circolare in una fase antecedente a quella contenInterpretativa che meglio spieghi ziosa le istanze dei contribuenti, con lo quanto la legge di rango superiore scopo dichiarato di ridurre situazioni di dovrebbe aver già scritto con chiaingiustizia e l’enorme mole di contenrezza nel sistema del diritto tribuziosi pendenti presso le commissioni tritario. Tutto, per quanto ovvio, a butarie; Ne sono esempi il D.L. discapito degli adempimenti che 06/07/2011 che con l’art. 39 ha modifiinevitabilmente si stratificano uno cato il D.Lgs 546/1992 ed introdotto sull’altro. l'istituto della mediazione tributaria che E nell’aspettare, puntualmente, la si applica alle “controversie di valore tanto agognata circolare, con non superiore ai ventimila euro, relative grande sollievo di tutti, viene pubad atti emessi dall'Agenzia delle Entrate blicata. Ci accingiamo a leggerla, ...”. ad analizzarla in ogni punto, a rinMinori tutele per i contribuenti invece venire in essa quelle casistiche sono previste nella fase esecutiva della proprie dei nostri clienti e poi, come nel caso di quella sull’IMU
Il CAso L’evoluzione della normativa antimafia: dal codice antimafia Nuova opportunità per difendersi dalle alla legge di stabilità
cartelle ingiuste
1- D. Presidente - partiamo dal generale – la situazione del sistema economico e finanziario europeo è molto precaria. Da diversi anni, ormai, si registrano tante difficoltà per i cittadini, le imprese e per le banche stesse. Quali le cause effettive di questa sofferenza? R. Sicuramente le cause della crisi, che si protrae ormai da tempo, sono esogene. Tuttavia, con la globalizzazione dei mercati, sin dall’esplosione della bolla finanziaria oltreoceano, è stato chiaro che gli effetti non avrebbero tardato a farsi sentire anche nel vecchio continente. Oggi il cuore di questa crisi è l’Europa e l’Italia, purtroppo, è l’anello debole. Cercando, per quanto possibile, di semplificare il discorso, potremmo ricondurre le cause a tre grandi problemi: aumento dei debiti degli stati sovrani, forte rallentamento della crescita economica, sfiducia dei mercati. 2 - D. È sempre difficile prevedere il futuro, tanto più in economia. Ciò premesso, dal suo punto di vista, come vede il domani? R. Attraversiamo un momento di forte turbolenza che rende tutto ancora più imprevedibile. Ciò nonostante, senza cadere nella retorica, è nei momenti difficili che, a mio avviso, si programma il futuro. La crisi e l’opportunità non sono che due facce della stessa medaglia. Mai come in questo momento bisogna agire concretamente per il rilancio dell’economia. Superata la fase più drammatica della crisi, occorrerà tornare ad investire in ricerca, buone idee e progetti imprenditoriali capaci di generare benessere, occupazione e ricchezza generalizzata. Di conseguenza i mercati torneranno a dare fiducia riattivando così il circolo virtuoso interrotto. 3- D. In un momento di crisi come l’attuale, come si pongono gli istituti di credito cooperativo ed in particolare, qual è la posizione della Banca di Credito Cooperativo di Palestrina? R. Il movimento del credito cooperativo in questo impegnativo periodo sta giocando un ruolo da protagonista, confermando la propria fattiva vicinanza a soci, clienti e comunità locali. Del tutto in linea con tale politica, la nostra Banca ha deciso di sostenere con forza le imprese operanti sul territorio nella convinzione che, attraverso il sostegno alle stesse, passi la sola possibilità dell’economia locale di superare la crisi. Ciò è stato pos-
Intervista al Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Palestrina Natale Coccia di Maria cristina rovaZZani*
sibile grazie all’attenta politica di patrimonializzazione perseguita dalla banca nell’ultimo decennio. E’ la solidità patrimoniale che ci permette di proseguire nell’attuazione di politiche di supporto ai soci, alle imprese e alle famiglie che costituiscono il target naturale e tradizionale della Banca. 4- D. Il Credito Cooperativo di Palestrina è molto ben radicato nel territorio. Qual è il valore aggiuntivo di una Banca fortemente radicata nel territorio? R. Certamente per una banca locale il valore aggiunto è dato dalla conoscenza profonda del territorio che si estrinseca nella capacità di instaurare rapporti diretti con i clienti, o, forse, sarebbe meglio dire, con le persone. Nella società della conoscenza, le relazioni e la capacità di gestirle correttamente, mantenendole salde e vive nel tempo, rappresentano di certo il vero vantaggio competitivo. 5- D. Quali sono i pilastri che hanno consentito alla Banca di crescere? Oggi, se dovesse descriverlo, qual è il ruolo sociale e culturale della BCC di Palestrina? Quali sono le sinergie da creare per uno sviluppo sostenibile? R. L’asset che ha consentito negli anni alla Banca di crescere ed affermarsi è senza alcun dubbio, il capitale umano. Un consiglio di amministrazione coeso, un management competente e dei collaboratori motivati hanno favorito il processo di crescita della banca in termini di dimensioni e patrimonio senza che ciò facesse da velo alla “sana e prudente gestione”, che deve sempre caratterizzare l’operato di un’azienda bancaria. Per il futuro, per creare uno sviluppo sostenibile, occorre unire le forze all’interno del movimento del credito cooperativo ed aprirsi all’orizzonte europeo. Per sostenere la ripresa economica, dobbiamo rivedere, affinare e qualificare il nostro modello di intermediazione, valorizzando la nostra capacità di raccogliere e gestire l’informazione e la flessibilità organizzativa. Andrebbero ripensate alcune linee di business alla luce della nascita di nuove esigenze e bisogni finora sottovalutati. Do-
vremmo far più rete per risparmiare costi e utilizzare al meglio le risorse disponibili. E’ evidente che ciò fa presagire trasformazioni anche nel quadro normativo di riferimento. 6) D. La Bcc di Palestrina opera nel settore dell’imprenditoria Giovanile? Quanti sono i soci giovani complessivamente? Ci sono giovani a chiedere sostegno economico per le loro attività e in generale per il loro futuro? R. Se vogliamo parlare di numeri la Banca ad oggi conta più di 1700 clienti under 30. Tra di essi più del 10% sono soci. Se allarghiamo il range di riferimento fino a 40 anni, i soci diventano oltre 500 su un totale di più di 3800 unità, il che equivale a circa il 13%. Quest’ultimi si rivolgono a noi soprattutto per accedere ai finanziamenti, in particolare per l’acquisto della prima casa. Ciò detto, auspichiamo di diventare la loro Banca di riferimento. Tra i nostri progetti più ambiziosi c’è quello di sostenere le “start up” innovative e progetti imprenditoriali ad alto valore aggiunto. Per raggiungere tale obiettivo, in questo delicato momento, diventa indispensabile conoscere a fondo l’universo giovanile. È infatti noto che la cosiddetta generazione Y, è molto diversa e più imprevedibile rispetto a quelle precedenti. E’ cresciuta nell’era delle tecnologie e di internet, utilizzati per comunicare ma anche per gestire ed organizzare esigenze quotidiane e interessi personali. Ad esempio, recenti studi nel settore bancario hanno rivelato che è molto più bancarizzata e più attenta ai costi rispetto alla generazioni che l’hanno preceduta e per questo più difficile da fidelizzare. Per noi tale constatazione apre un’importante sfida che intendiamo raccogliere. Focalizzando l’attenzione sul nostro target di riferimento, possiamo comunque affermare che, i nostri giovani clienti prediligono, allo stato, ancora lo sportello e il rapporto personale con un referente di fiducia al quale rivolgersi. Ovviamente ciò non ci rende immuni dalla costante ricerca di miglioramento. Oltre a continuare ad affermarci come banca di relazione, il nostro oiettivo è anche quella dell’aggiornamento continuo,
Sapere fare e Fare sapere
L’evoluzione della normativa antimafia che passi attraverso l’offerta di servizi innovativi e competitivi legati alla tecnologia, quali ad esempio remote banking, applicativi per smart phone, carte prepagate, network, ecc.. Per tali ragioni puntiamo ad affiancare i giovani nei momenti chiave della loro crescita sia personale che professionale. È bene ricordare, infine, che la nostra Banca è vicino al mondo giovanile a 360 gradi. Basti pensare ai contributi che ogni anno elargisce a favore di associazioni sportive, culturali, progetti educativi, festival musicali e cinematografici che ruotano intorno ai giovani. 7- D. Molti giovani accusano le banche per la mancata possibilità di intraprendere le nuove iniziative imprenditoriali. Come risponde a questa provocazione? C’è realmente tanto divario tra le esigenze dei giovani e la Banca? R. Il divario si crea nel momento in cui una delle parti, in questo caso un’azienda, non è più in grado di intercettare un bisogno che può nascere dal cambiamento degli stili di vita e dalla trasformazione delle condizioni sociali. Di conseguenza si troverà nelle condizioni di non poter soddisfare la necessità del cliente. Fortunatamente, mi sento di poter affermare che la Banca di Credito Cooperativo di Palestrina non vive questo gap con il mondo giovanile. Come a più riprese ricordato, l’essere una banca locale, che pone al centro il capitale umano, permette di individuare molto velocemente le esigenze della popolazione anche suddivise per fasce di età. A corollario aggiungo che, tra i nostri collaboratori, il 44% ha meno di 40 anni e, tra di essi, oltre 80% è in possesso di una laurea. Malgrado i nostri 103 anni di vita, siamo dunque una banca giovane, con una fortissima sensibilità ai problemi legati all’universo giovanile. 8- D. Quali sono gli obiettivi che la BCC di Palestrina ha per il futuro? Quelli del Credito Cooperativo in generale? R. L’obiettivo della Banca, che si affianca a quello del movimento, è quello di crescere continuando ad essere la Banca di riferimento nelle zone in cui opera contribuendo al progresso e allo sviluppo sociale, economico e culturale dei propri soci, delle famiglie e delle imprese. Commercialista in Palestrina Consigliere ODCEC di Tivoli
segue dalla prima pagina di Maria luisa caMpise *
così assunto un ruolo sempre più decisivo nel contrasto al riciclaggio del denaro sporco e al reimpiego dei proventi derivanti dai business illegali delle mafie. Altri rilevanti interventi hanno visto la luce nel corso del 2011, diretti: ad ampliare la portata del sequestro e della confisca di prevenzione, a migliorare la fase della destinazione dei beni confiscati, con l’istituzione dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, ed a riorganizzare la pluralità degli interventi normativi in materia penale e di misure di prevenzione personali e patrimoniali più volte emendati nel corso degli anni in un testo unico (d.lgs. n. 159/11) . Nell'ambito di questo scenario in continua evoluzione, anche l'anno 2012 è stato caratterizzato da importanti modifiche alla vigente legislazione antimafia e, segnatamente, al Codice Antimafia. Invero autorevoli esponenti del mondo giudiziario e dottrinale, avevano da subito espresso profonde perplessità sull'effettiva efficacia delle norme introdotte dal legislatore del 2011. Una prima occasione di modificare il testo unico, si è avuta con il primo correttivo al codice antimafia (decreto legislativo 15 novembre 2012, n. 218). Tale normativa, tuttavia, non ha recepito le istanze emendative provenienti dagli operatori del settore, limitandosi ad intervenire soltanto su taluni aspetti marginali della disciplina in materia di misure di prevenzione. L'opportunità di apportare modifiche al codice antimafia di più ampio respiro si è avuta con la la legge 228/2012 , la c.d. legge di stabilità. Tra queste va anzitutto ricordata la modifica all’art. 24, comma 2 d.lgs. n. 159/11 ove si è opportunamente chiarito che «Il provvedimento di sequestro perde efficacia se il Tribunale non deposita il decreto che pronuncia la confisca entro un anno e sei mesi dalla data di immissione in possesso dei beni da parte dell'amministratore giudiziario». O ancora il c. 5 bis in-
serito all’art. 40 d.lgs. n. 159/11 (gestione dei beni sequestrati) che, con una disposizione analoga all’art. 48, c. 12, cit. previgente, attribuisce la competenza all’adozione del provvedimento di affidamento al Tribunale, e non più alla “autorità giudiziaria” che poteva ricomprendere il giudice delegato. Rilevanti, ancora, gli interviene sull’art. 51 prevedendo per i beni sequestrati (art. 51, c. 3 bis) che gli immobili sono esenti da imposte, tasse e tributi (compresa, dunque, l’IMU) durante la vigenza dei provvedimento di sequestro e confisca e comunque fino alla loro assegnazione o destinazione; se la confisca è revocata, l'amministratore giudiziario ne dà comunicazione all'Agenzia delle Entrate e agli altri enti competenti che provvedono alla liquidazione delle imposte, tasse e tributi, dovuti per il periodo di durata dell'amministrazione giudiziaria, in capo al soggetto cui i beni sono stati restituiti. Quanto sopra ricordato non fa dimenticare le difficoltà che ancora oggi, purtroppo, si riscontrano nell’applicare le leggi in materia di aggressione ai patrimoni e la necessità di procedere rapidamente a una rivisitazione di altre disposizioni, quali quelle relative al procedimento di tutela dei terzi che appaiono incompatibile con le finalità proprie del procedimento di prevenzione; o quelle relative al tema della funzionalità delle aziende sequestrate e confiscate che in grandissima parte (oltre il 90%) non sono recuperate all’economia legale. Ma la strada intrapresa è quella giusta. Del resto è evidente il valore sotteso al riutilizzo del bene confiscato: si indeboliscono le organizzazioni criminali; si afferma in modo concreto il principio di legalità proprio nei luoghi in cui la mafia afferma il suo potere; si restituiscono ai territori i beni loro sottratti dando un’opportunità di sviluppo e di crescita. Ed in quanto tale, è una sfida che coinvolge non solo le istituzioni e la magistratura, ma anche la nostra Categoria, che, in qualità di amministratore giudiziario, svolge una funzione che travalica gli aspetti meramente professionali per dare spazio anche agli aspetti sociali. * Commercialista Direttore “Press”
di stefano Martello *
Rispetto all’incontro tra Professionisti e Comunicatori, la quotidianità esprime un clima sempre più polarizzato tra le grandi organizzazioni (che conoscono il valore di una corretta comunicazione) e piccole organizzazioni che – salvo casi isolati – indugiano in una cauta diffidenza. L’assenza di una corretta relazione, con rispettive e relative mansioni e responsabilità, comporta un clima spesso sorretto da percezioni e stereotipi, comunque inefficace in un quadro d’azione in cui al tradizionale sapere fare si è aggiunto anche il farlo sapere. Eppure le possibilità e gli strumenti non mancano. Prendiamo ad esempio il Controllo di Gestione. Per molti, è “solo” un insieme integrato di tecniche funzionali all’individuazione di un quadro informativo per supportare ed orientare una gestione efficiente ed efficace. Dunque, uno strumento tecnico, alimentato da fasi ben delineate e apparentemente impermeabile ad una vocazione comunicativa. Se, nel contempo, andiamo a delineare gli obiettivi classici di un processo di comunicazione – lo sviluppo della fiducia, della credibilità e della buona reputazione in tutti i pubblici coinvolti – ne verifichiamo la loro forte intangibilità che si traduce in un valore reale indotto da una percezione e non da una valutazione obiettiva e misurabile. Quanto sopra comporta per l’organizzazione uno sforzo costante di consolidamento e monitoraggio, entrambi finalizzati al
mantenimento/miglioramento della propria immagine percepita1, ma anche una condotta troppo influenzata da variabili esterne. Dunque, difficilmente controllabile. Originando da quanto sopra, possiamo ipotizzare per il sistema di Controllo di Gestione un ruolo rinnovato, in cui proprio la propensione naturale e istituzionale all’obbiettività sia “anche” funzionale al dare forma e sostanza a competenze, capacità, intuizioni (relegate fino ad oggi nella sfera dell’intangibile). Queste ultime, trasformate in valori economico finanziari, diventano, così, più facili da codificare da parte degli interlocutori dell’organizzazione. È intuibile come – all’interno di questo nuovo scenario – una collaborazione reale tra il Professionista ed il Comunicatore sia strategica; in particolare, nella selezione dei dati da portare all’esterno o nella scelta dello strumento di comunicazione più appropriato rispetto alle caratteristiche del pubblico a cui ci si rivolge. E chissà che questo incontro non possa rappresentare un punto di svolta nelle dinamiche relazionali – per ora frammentarie e isolate – tra due componenti importanti e necessarie del quadro sociale. Dando il via ad una collaborazione sul campo e non solo celebrata nella pubblicistica di settore. * Consulente in comunicazione
F. Di Paolo, S. Martello, S. Zicari, Il controllo di gestione nel Terzo Settore, FrancoAngeli, 2012, p. 154.
l’AnAlIsI segue dalla prima pagina di alessandro napoleoni*
emanata lo scorso 23 maggio, magari ci accorgiamo che la norma regolamentare viene emessa ancor prima della promulgazione della legge a cui si riferisce. Continuando, è di questi giorni la richiesta di proroga delle scadenze fiscali del 17 giugno prossimo richiesta da numerosi Ordini Territoriali al MEF in quanto, ancora non usciti i “correttivi agli Studi di Settore 2013” ed il tanto atteso motore “Ge.Ri.Co.”. Nel prendere spunto dagli accadimenti viene da domandarsi, ancora una volta, dove siano finite le certezze del sistema amministrativo – fiscale. Eppure, non c’è nulla di strano in questo, cosa è cambiato in quest’ultimo anno rispetto a quello che altro non è se non prassi consolidata. Quante volte ci siamo trovati sul filo di lana e abbiamo visto slittare termini, modificare tracciati, ricevere aggiornamenti di software dalle case produttrici in prossimità delle fatidiche scadenze? È proprio questo che preoccupa non solo chi scrive ma l’intera categoria: la fatidica e temuta “scadenza”. Quel termine che per definizione dovrebbe essere certo, un punto di riferimento della vita professionale di
segue dalla prima pagina di Gianfranco Martinelli *
riscossione; in questo contesto si inserisce l’art. 1, comma 537, della legge di Stabilità 2013 il quale prevede che i concessionari per la riscossione, per tali intendendosi “gli enti e le società incaricate per la riscossione dei tributi”, debbano sospendere illico et immediate ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidate, dietro specifica presentazione (anche telematica) di dichiarazione del debitore (da inoltrarsi all’agente della riscossione entro 90 giorni dalla notifica da parte del medesimo, del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva intrapresa dal concessionario) attestante che la pretesa avanzata dall’Ente creditore per il tramite degli stessi concessionari sia stata interessata da una delle seguenti circostanze: prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta
Ancora proroghe? No grazie. ogni operatore, anche della stessa Agenzia, ma che viene troppo spesso disatteso, prorogato o stravolto a scapito dell’intera collettività. Una certezza che purtroppo, molto spesso, si trasforma, come nei casi di cui sopra, in un vuoto normativo, in un rincorrersi di provvedimenti “di emergenza” che generano al loro volta richieste di chiarimenti o proroghe da parte dei professionisti costretti, loro malgrado, a rincorrere un fisco sempre più complesso. Il rinvio di un adempimento, che ribadiamo non dovrebbe rientrare nelle logiche di gestione amministrativa delle pratiche telematiche, genera, quasi sempre, la sovrapposizione temporale del medesimo con altre scadenze con ripercussioni negative sull’attività degli studi professionali sempre più in affanno. Quanto scritto vorrei fosse preso a spunto per una profonda rivisitazione del sistema fiscale anche in quell’auspicata ottica di semplificazione che non deve essere solo intesa quale diminuzione dei dichiarativi da compilare ed inviare ma anche, soprattutto, nella programmazione e razionalizzazione dei medesimi. Inoltre, nel prendere spunto dal soft-
ware Ge.Ri.Co., a complicare il quadro di riferimento, occorre soffermarci sull’ insostenibile peso di una informatizzazione che rende gli studi commerciali più simili a centri di calcolo che a luoghi dove svolgere la pratica professionale. È proprio questa forse la nota più dolente dell’intero sistema che nel passare dagli arcaici modelli cartacei a quelli telematici ha per un verso, forse, agevolato gli studi professionali nel lavoro di compilazione delle pratiche ma dall’altro ha, purtroppo, trasformato la nostra categoria in un “ibrido” tra commercialisti ed ingegneri informatici. Quelle che dovevano essere agevolazioni informatiche ad ausilio della pratica professionale sono mutate in diseconomie che hanno portato ad una gestione convulsa degli adempimenti, spesso non riconosciuti economicamente dai clienti, posti a nostro carico. La “leggerezza” con la quale l’Amministrazione di sovente corregge i dati da indicare nei tracciati informatici, che altro non è se non un cambiamento sostanziale dei dati medesimi, non solo non sarebbe stata impossibile nel vecchio sistema cartaceo ma soprattutto genera quell’incertezza dell’ultim’ora che rende la
professione non programmabile e gestibile in funzione delle naturali scadenze previste. Come professionisti abbiamo il dovere di sensibilizzare l’Amministrazione Finanziaria sulle problematiche che quotidianamente affrontiamo con riferimento alla “certezza” delle scadenze oramai troppo spesso disattese dal Fisco. Eppure, basterebbe una migliore programmazione, quel tanto auspicato, ma ancor’oggi non attuato, snellimento degli adempimenti per permettere ai professionisti di dedicarsi con maggior forza ed impegno al compito loro demandato dall’Ordinamento: quello di essere anello di congiunzione e primo riferimento nei rapporti tra Fisco e Contribuenti. La certezza delle scadenze gioverebbe anche all’Agenzia che deve a sua volta programmare l’attività di elaborazione e di controllo di quanto telematicamente trasmesso, trovandosi a combattere con norme e circolari che aumentano la confusione sui termini di presentazione tempestiva o tardiva dei flussi informatici. In conclusione non possiamo che auspicare che quanto prima l’esigenza diffusa di una fiscalità basata su regole semplici, chiaramente comprensibili da tutti e immutabili nel corso del singolo periodo di imposta sia fatta propria dal legislatore e che la pratica del “rinvio” dei termini si trasformi solo in un brutto ricordo. * Presidente ADC Tivoli Commercialista in Tivoli
Nuova opportunità per difendersi dalle cartelle ingiuste in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo, provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore, sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore, sospensione giudiziale, oppure sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emessa in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte, pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore,qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso. Entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza, il concessionario per la riscossione deve trasmettere all’ente creditore la stessa e la documentazione allegata, al fine di avere conferma delle ragioni
del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la celere trasmissione della spettanza della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi. Decorso il termine di ulteriori 60 giorni, l’ente creditore deve comunicare al debitore con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite posta elettronica certificata ai debitori obbligati, la correttezza della documentazione prodotta trasmettendo, conseguentemente, in via telematica il provvedimento di sospensione o di sgravio al concessionario per la riscossione. Qualora la documentazione si riveli, invece, inidonea per essere posta a fondamento di un provvedimento di tal genere, l’ente creditore deve darne notizia al concessionario per la riscossione,
consentendo, in tal modo, alla procedura di riprendere il suo corso naturale. Una importantissima novità consiste nel fatto che nel caso in cui l’ente creditore non attivi i flussi informativi con il debitore ed, in particolare, con il concessionario, trascorso inutilmente il termine di 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione da parte del debitore al concessionario, i debiti si devono considerare annullati di diritto con contestuale eliminazione dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore dei relativi importi ed automatico discarico dei relativi ruoli. Stante il tenore letterale della norma, che parla in generale di “tributi”, e l’ampia casistica dei vizi rilevabili nei procedimenti di formazione e riscossione degli stessi, questo strumento assume un ruolo particolarmente significativo nella difesa dei diritti del contribuente. Commercialista in Villanova Comm/ne Contenzioso Tributario ODCEC di Tivoli.
Praeneste: una cittadina di fiorente arte. Il tempio della Fortuna Primigenia a Palestrina (l’antica Praeneste) è, indubbiamente, l’esempio più grandioso di architettura romana antica risalente alla tarda età repubblicana, la cui datazione è, ormai, unanimemente collocata dagli studi specialistici alla fine del II secolo avanti Cristo. Se, uscendo da Roma e imboccando la via Prenestina, la tua intrinseca disposizione a recepire il bello – parafrasando il grande filosofo Immanuel Kant – non risulta irrimediabilmente compromessa dai chilometri di sozzume edilizio (nel migliore dei casi una squallida edilizia “da geometra”, nel peggiore costruzioni abusive prive di ogni senso) che dagli anni sessanta del novecento in poi la politica di ogni genere e risma, badando all’utile privato e non al bene pubblico, ha permesso di costruire; se resisti a tutto questo, dicevo, arrivando a Praeneste, dinanzi al tempio della Fortuna sovrastato in alto dalla costruzione secentesca di palazzo Barberini, dinanzi ad uno spettacolo tanto sublime da risultare annichilente, ti rendi davvero conto, nonostante l’azione distruttiva dei malgoverni locali e nazionali dell’ultimo mezzo secolo, di quale fardello di civiltà e splendore noi ci troviamo ad essere garanti e, soprattutto, custodi dinanzi alla storia e al mondo. Ai nostri ragazzi, nelle scuole, oltre alla Costituzione Italiana, dovremmo (dobbiamo) insegnare il rispetto profondo e incondizionato per tutto il nostro patrimonio culturale: beni artistici, mobili e immobili, e siti paesaggistici unici al mondo da tutelare, salvaguardare, conservare come una ricchezza immane che la storia dell’uomo su questo pianeta ha voluto affidare in dote a noi italiani. E invece – si pensi – si è dovuto giungere al 2011, grazie ad un’iniziativa
più che lodevole, che risponde al nome di “Meraviglia Italiana”, attuata in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, promossa dal Forum Nazionale dei Giovani con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni ed Attività Culturali, del Ministero della Gioventù, del Ministero del Turismo e di numerose regioni italiane, per vedere affidato al santuario di Praeneste il bollino di “Meraviglia Italiana”. Il compito prioritario di noi addetti ai lavori è, dunque, quello di continuare a scrivere e a discettare con forza sul valore inenarrabile del nostro patrimonio, ogni volta che si può, per far intendere a tutti il valore di ciò che abbiamo ricevuto in dono dalla passata civiltà e, soprattutto, per far sì che la politica acquisisca la consapevolezza che la tutela di ciò che abbiamo ereditato ha un costo, in termini economici e di risorse umane, rispetto al quale i politici, incolti e non educati al Bello, non possono più essere latitanti. Mentre l’Italia brucia (forse irrimediabilmente), Pompei crolla e le soluzioni politiche e di rilancio economico dispiegate dalla classe dirigente italiana paiono miopi e inadeguate, per non dire totalmente inutili, a noi tocca l’onere di inchiodare la politica alle proprie responsabilità …. magari invitandone i rappresentanti a visitare innanzitutto Praeneste! Quella del complesso monumentale del tempio della Fortuna è un’architettura di straordinario valore per la storia dell’uomo e della sua civiltà in virtù di notevoli e molteplici ragioni, sia di natura progettuale sia di natura più schiettamente tecnica e costruttiva. Provo in poche righe a spiegare perché. L’imponente impianto scenografico dei sette livelli su terrazze fu calcolato con grande abilità, come si evince dal fatto che
le rampe porticate gemelle, che dalle più basse terrazze prive di elementi architettonici dovevano condurre alla quarta terrazza, già molto sopraelevata rispetto al piano di partenza, sono chiuse verso la valle, per far sì che al visitatore, sbalordito, si palesasse improvvisamente, d’un colpo, la distesa amplissima della vallata arrivando in cima alla rampa e uscendo sulla spianata nel mezzo del complesso. Un effetto scenografico degno di un colossal hollywoodiano! Tutte le esedre e i porticati che si ergono dalla quarta terrazza in poi (il vero accesso al complesso), pur essendo costruite in concrezione, dovevano avere i fronti rivestiti di classiche trabeazioni ellenistiche ad elementi diritti. L’imponenza della sesta terrazza, che nei giorni di festa doveva ospitare una sorta di mercato, è ancora oggi impressionante. Il genio progettuale dell’architetto (o degli architettonici) giunse persino a collegare il luogo di culto del santuario – il tempietto rotondo che corona l’insieme – con un’area a forma di cavea teatrale, secondo una prerogativa progettuale che ricorre in altri santuari laziali di quell’età e che a Roma è ben evidente nel complesso del teatro di Pompeo con l’annesso tempio di Venere, costruito tra il 55 e il 52 a.C. Chiedo venia per la dovizia dei dettagli, ma è soltanto sviscerando sino in fondo i singoli elementi che lo compongono che si giunge interamente a cogliere il valore e la grandiosità dell’insieme. Nel corso del XVII secolo poi, intorno al 1630, secondo una prerogativa di recupero delle architetture classiche, anche a scopo di edilizia popolare, che sempre contraddistinse la Roma dei papi (basti pensare al teatro di Marcello a Roma), la famiglia Barberini, assurta ai vertici durante il pontificato di papa
Urbano VIII (1623-1644), riedificò in cima al santuario uno dei palazzi di famiglia (su preesistenze risalenti all’XI e al XV secolo di un palazzo della famiglia Colonna) secondo una spregiudicatezza nei confronti dell’antico che contraddistinse tutto l’operato di Urbano VIII e che lo portò addirittura a fondere le travature del pronao del Pantheon per aver il bronzo necessario alla costruzione del baldacchino a colonne tortili progettato da Gian Lorenzo Bernini per la basilica di San Pietro e per fondere i cannoni di Castel Sant’Angelo. Fu coniata in quella circostanza la celebre pasquinata che così recita, giocando sull’assonanza dei nomi: “Quod non fecerunt Barbari fecerunt Barberini” (ciò che non fecero i barbari lo fecero i Barberini!). Il palazzo, danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale è oggi, grazie al cielo, la sede del Museo Archeologico Prenestino. Invito tutti, innanzitutto i politici rozzi e ignoranti, a far visita al museo. Al suo interno potranno ammirare una delle opere più folgoranti che l’antichità ci abbia lasciato: il celeberrimo e monumentale mosaico nilotico, rinvenuto alla fine del Cinquecento, che raffigura con una minuzia e uno spirito di realtà sbalorditivi l’Egitto inondato e vivificato dal Nilo. Magari avranno una folgorazione e capiranno che c’è anche altro al di là delle auto blu e dei rimborsi elettorali milionari. A proposito. Pensate quanto manutenzione al tempio della Fortuna e quanta azione di tutela sul territorio nazionale avremmo noi potuto finanziare e svolgere con i milioni di denaro pubblico del cui dissennato sperpero abbiamo avuto notizia dagli ultimi scandali riguardanti la regione Lazio. Pensateci: è una barbarie! Prof. Francesco Leone
*A Paolo, scomparso prematuramente il 31 maggio scorso all’età di 41 anni dopo una lunga e penosa malattia, amico dolce e indimenticato, esempio fulgido di virtù, di grandezza, di commovente dignità finanche negli ultimi, dolorosi momenti della sua esistenza terrena, dedico, insieme agli amici più cari, queste poche righe, scritte con un inconsolabile sconforto nel cuore nelle ore immediatamente successive alla sua tragica scomparsa.
Si è concluso lo scorso 17 maggio il c.d. “periodo di consultazione” in cui Amministrazioni Finanziarie degli Stati Membri, ma anche organizzazioni private, professionisti o anche singoli cittadini europei, sono stati chiamati ad inviare propri contributi alla Commissione Europea per il progetto denominato “A European Taxpayer’s Code”. Il progetto ha origine da una formale dichiarazione d’intenti della Commissione Europea risalente al 27 Giugno 2012, seguita da un dettagliato piano d’azione del 6 dicembre 2012 finalizzato alla lotta contro le frodi e le evasioni fiscali negli Stati membri. Una delle 34 misure contenute nell’Action Plan è lo sviluppo di un “Codice Europeo del Contribuente” che viene descritto come segue (action 17):
1° corso di formazione in materia di Contenzioso Tributario Via Palatina 19 - Tivoli (Roma) c/o sala conferenze dell'Ordine
1 sessione martedì 30 aprile 2013 ore 14,30 – 18,30 I Temi • Gli atti impugnabili • Le notifiche • Gli istituti deflattivi del contenzioso • Litisconsorzio I Relatori • dott. Luca Procesi • dott. Pietro Triberio • avv. Rosanna Virgilio • rag. Giammarco Zacchia 2 sessione giovedì 30 maggio 2013 ore 14,30 – 18,30 I Temi • Ricorso, Reclamo e Mediazione • Sospensione dell’esecuzione I Relatori • dott. Gianfranco Martinelli Giuseppe • dott. Giuseppe Sorbera • dott. Massimiliano Tani
3 sessione martedì 25 giugno 2013 ore 14,30 – 18,30 I Temi • Memorie, Controdeduzioni, Brevi repliche • Motivi aggiunti • Produzione di documenti • Conciliazione giudiziale • Trattazione del ricorso I Relatori • rag. Elio Corsaro • rag.ra Maria Rella • dott.ssa Simonetta Ronci • rag. Giammarco Zacchia 4 sessione martedì 24 settembre 2013 ore 14,30 – 18,30 I Temi • Sospensione, interruzione, estinzione del processo • Cessazione materia del contendere • Riassunzione del giudizio • La sentenza
“Allo scopo di migliorare la compliance fiscale, la Commissione detterà le migliori prassi amministrative per gli Stati Membri al fine di sviluppare un Codice del Contribuente che descriva le best practices per rilanciare la cooperazione e la fiducia tra le Amministrazioni fiscali e i Contribuenti e per incoraggiare un approccio orientato ad un ottica di servizio”. Ciò premesso è stata lanciata all’inizio del 2013 una consultazione pubblica. La Commissione ha preso atto quindi dell’importanza di agire per migliorare le relazioni tra i contribuenti europei e le proprie Amministrazioni finanziarie, tramite maggiore trasparenza e semplicità delle
Un nuovo Codice del Contribuente Europeo di sonia Quaranta *
norme tributarie, in modo da ridurre il rischio di errori che portino potenzialmente a gravi conseguenze per i contribuenti e, d’altra parte, li incoraggino ad una maggiore diligenza di rispetto delle norme stesse.
Quale motivazione per una fedele collaborazione tributaria potrà in questo modo mai radicarsi nel cuore del contribuente, così duramente offeso dalla mancanza di lealtà dell’interlocutore pubblico?
Si ritiene quindi che tutti gli Stati Membri debbano applicare un Codice del Contribuente così concepito che contribuisca ad un prelievo tributario più equo e più efficace.
Gli enunciati sacrosanti diritti del contribuente meriterebbero un norma di rango costituzionale. Così si dice da più parti ormai da anni.
Calandoci nella realtà italiana, niente di più auspicabile! Invero noi ci siamo già dotati di una legge in tal senso: la 212 del 2000, legge però tra le più regolarmente ignorate e disattese dal legislatore stesso e dall’Amministrazione finanziaria. Eppure una legge ispirata ad alti principi di civiltà giuridica e di equità sociale, dal nome apparentemente così solido e rassicurante: “Lo statuto del Contribuente”. Non di rado infatti accade che la norma successiva, di pari rango, deroga la norma preesistente, sebbene quest’ultima fosse pensata originariamente come un grande ombrello protettivo che potesse resistere ad ogni futura intemperia.
La legge 212 del 2000 è stata approvata dal Parlamento secondo il procedimento ordinario per la formazione delle leggi: ne consegue che essa, nonostante il richiamo ad alcune disposizioni costituzionali e il tenore dei principi che contiene, non assurge al rango costituzionale (cfr. Cassazione civile, sez. tributaria, sent. n. 27173 del 16/12/2011) In questo scenario, quindi, ben venga dall’Europa un opportuno intervento normativo in tal senso, che sia vincolante per gli Stati membri e quindi lapidario, inalterabile nel tempo e uguale per tutti. Si tratta più precisamente delle garanzie e delle tutele che devono essere riconosciute al contribuente in un quadro comunitario, che si va progressivamente omogeneizzando.
A rigore, anche gli aspetti attuativi delle diverse forme del prelievo hanno subito una progressiva armonizzazione in questi ultimi anni: si pensi soprattutto ai diversi interventi per quanto riguarda lo scambio di informazioni fra le diverse amministrazioni finanziarie, attuati sia con regolamento che attraverso direttive. In una simile prospettiva, il ruolo unificatore di organi giurisdizionale sovranazionali appare estremamente importante, anche se risulta decisivo il modo in cui lo stesso potrà consolidarsi ed estendersi in futuro. Così è per la tutela del contribuente dinanzi alla Corte di Giustizia della Comunità Europea, per quanto attiene al risarcimento dei danni per violazione o disapplicazione del diritto derivato. Così è per la tutela del contribuente dinanzi alla Corte Europea dei Diritti Umani, soprattutto per quel che riguarda il diritto al risarcimento per la lunghezza dei processi, diritto che nel settore tributario incontra ancora significativi limiti, tanto nella normativa quanto nella interpretazione giurisprudenziale. Una soluzione per restituire vitalità ai diritti del contribuente, comunque, deve essere invocata con forza.
* Commercialista in Tivoli Delegata Cassa Prev/za ed Ass/za Dottori Commercialisti.
I Relatori • dott. Giuseppe Sorbera • dott. Massimiliano Tani
Da oggi c’è un nuovo strumento per orientarsi nel mondo del fisco.
5 sessione martedì 22 ottobre 2013 ore 14,30 – 18,30 I Temi • Appello e altri mezzi d’impugnazione della sentenza I Relatori • dott. Giuseppe Sorbera - avv. Rosanna Virgilio
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Siamo ai nastri di partenza. Dal 22 aprile, l’esercizio di molte professioni ordinistiche, dopo quasi ottant’anni dall’entrata in vigore della Legge 1815 del 1939 che ne impediva lo svolgimento in forma societaria, potranno essere svolte in tutte le forme societarie previste dai Titoli IV, V e VI del Codice Civile. Detta così, sembra una svolta epocale. Finalmente anche i professionisti potranno usufruire di tutte quelle agevolazioni che sino al momento erano riservate alle imprese. Inoltre potranno farsi affiancare da un socio di capitali che detenga non più di un terzo del capitale societario e che in caso di società di professionisti composte da giovani potrà, almeno in parte, apportare il capitale necessario all’avvio della società. Andiamo ad analizzarla bene questa società e a comprendere come comportarci per una eventuale costituzione. 1. Deve essere iscritta al registro imprese ma anche in un elenco detenuto dagli ordini professionali a cui appartengono i soci o almeno in quello individuato al momento dell’atto costitutivo; 2. I soci tutti (prestatori d’opera o solo d’investimento) devono possedere i requisiti di onorabilità prescritti dall’ordine individuato e nel
Il rapporto tra professionisti e fisco è stato l’argomento di un interessante convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Tivoli, che si è tenuto a Tivoli Terme il 19 aprile u.s. c/o il Grand Hotel Duca D’Este, al quale hanno Partecipato: il Dott. Angelo Coco - Direttore centrale servizi enti e contribuenti di Equitalia; il Dott. Generoso Palermo – Direttore della sede Inps di Roma – Direzione Provinciale di via dell’Amba Aradam n. 5 ; la Dott.ssa Claudia Minerva – Direttore Responsabile della Agenzia di Produzione di Tivoli (RM). Il confronto tra i relatori ha avuto come filo conduttore l’esigenza di collaborazione tra professionisti e le istituzioni. Il professionista nello scenario attuale in cui è chiamato a svolgere il proprio delicato compito di dialogo tra le istituzioni e il contribuente, offre un servizio per favorire l’adempimento fiscale e assicurare le risorse finanziarie necessarie alla vita del Paese. Sullo sfondo di tali premesse, hanno svolto la loro riflessione i relatori del convegno. L’incontro è stata un utile occasione per approfondire il rapporto tra pro-
Ai nastri di partenza! di Maria pia nucera*
quale la società è iscritta. 3. E’ soggetta a delle stringenti norme di trasparenza sulle prestazioni svolte dai soci, al fine tutelare giustamente il cliente; 4. Tutti i soci hanno il divieto di partecipare a più società di professionisti; 5. Tutti i soci prestatori d’opera sono soggetti alla deontologia e lì dove prescritto dall’ordine di appartenenza agli obblighi di FPC; 6. Non possono parteciparvi i notai. Cosa però non è chiaro di questa società? 1. È una società ma non è un’impresa poiché i soci, quasi tutti prestatori d’opera, non sono imprenditori? 2. Può fallire? 3. Deve applicare il contributo integrativo? 4. Gli utili percepiti dai soci, iscritti in albi, vanno assoggettati al contributo soggettivo previsto dalle casse di previdenza? 5. Che tipo di regime fiscale si applica, IRES o IRPEF? per cassa o per competenza? 6. Le associazioni professionali,
anche interdisciplinari costituite antecedentemente all’abrogazione della Legge 1815, restano valide? E possono essere ancora costituite? Il regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 81/2013 che doveva chiarire i dubbi innescati dalla Legge che ha istituito le STP, ovvero la Legge 183 del 12 novembre 2011 ne chiarisce ben pochi e la relazione accompagnatoria spiega chiaramente che i punti relativi al regime fiscale e tributario non erano previsti dalla norma primaria e pertanto non possono essere affrontati dal regolamento; se ciò fosse stato fatto si sarebbe ravvisato un eccesso di delega. Sulle pagine della stampa specializzata innumerevoli articoli hanno occupato pagine di quotidiani e della rete, evidenziando il problema, puntando il dito sulle criticità che avrebbe creato una legislazione lacunosa. Insistendo sulla necessità che il regolamento o un’integrazione della Legge istitutiva fornisse maggiori dettagli. Ma tutto tace. A nessuno importa se si creerà un evidente disparità tra coloro che devono applicare
Contribuenti, Fisco e Previdenza: quali strumenti per un rapporto migliore di sabrina bottos e federica luttaZi *
fessionisti ed Equitalia come sottolineato dal Dott. Angelo Cocco, il quale ha evidenziato quanto sia importante mantenere e migliorare il dialogo con i professionisti del settore economico ed attraverso di loro con i cittadini. E' proprio nell'interesse di questi ultimi che, ha ribadito il Dott. Coco, sono stati e saranno sottoscritti, sempre più numerosi, protocolli di intesa con gli Ordini Professionali. Ciò che è emerso dalla relazione del Direttore Centrale servizi enti e contribuenti di Equitalia è da una parte l’impegno di Equitalia S.p.A. nel cercare di facilitare, attraverso l’interazione e la comunicazione l'approccio con le Agenzie della Riscossione, e dall'altra il rispetto del proprio ruolo e delle norme vigenti, che spesso pongono limiti e vincoli non governabili. La parola è passata, quindi al Dott. Generoso Palermo, Direttore Inps
dell'area metropolitana di Roma, il quale ha messo l'accento sulla necessità di un dialogo diretto con l'Ordine Professionale per la risoluzione di tutte le problematiche previdenziali, confermando come anche per l'istituto Previdenziale che rappresenta la comunicazione rimane un obiettivo primario soprattutto nell'interesse e per il benessere della collettività. In tal senso si è espressa anche la Dott.ssa Claudia Minerva Direttore Responsabile dell' Inps - Agenzia di Produzione di Tivoli informando i convenuti circa le nuove modalità di interazione proprio con la sua sede. A chiudere gli interventi sono giunte le parole del Presidente dell'Ordine di Tivoli il quale ha evidenziato che l ’esercizio della professione non può prescindere da una visione condivisa con le istituzioni nel combattere l’evasione per sostenere il paese, ma per raggiun-
giugno 2013 il contributo previdenziale integrativo e chi è incerto e non lo applicherà. A chi importa il tipo di regime fiscale applicato? Chi deciderà se il criterio da applicare debba essere quello di competenza o di cassa ? Lo deciderà una circolare dell’Agenzia delle Entrate? Come faranno gli attuari delle nostre casse di previdenze a stabilire se i sistemi previdenziali rispetteranno l’equilibrio a 40? Forse neppure a 10… Non è piacevole dover ribadire ancora una volta che un Paese civile merita una Legislazione civile. Ovvero una Legislazione chiara, completa e semplice. Non è possibile rinviare ad un regolamento ciò che può essere espresso dalla stessa Legge istitutiva, non è possibile rincorrere il legislatore da un provvedimento ad un altro senza avere mai risposte certe. È squalificante per un Paese che i provvedimenti legislativi siano incompleti e lacunosi. Demoralizzante che tali provvedimenti vengano emanati da “esperti della materia” ben pagati e non da bamboccioni! Ed ora andiamo tutti a costituire una società professionale, le regole previdenziali e fiscali poi sono lasciate alla libera interpretazione del singolo, evviva il caos! * Commercialista in roma
gere il massimo livello di adempimento spontaneo la pretesa tributaria deve essere sostenibile e il prelievo deve tradursi in valore per la collettività. In assenza di queste condizioni il lavoro del commercialista diventa difficile in quanto deve conciliare diverse esigenze sociali. La task force con le istituzioni potrà aiutare ad affrontare eventuali situazioni di criticità, e a concordare iniziative comuni per affrontarle, con uno spirito di concertazione e collaborazione. Oggi il rapporto tra Agenzia delle Entrate, Equitalia, Inps e i Dottori Commercialisti è molto più proficuo, è venuta meno quella barriera di diffidenza che c’era fino a qualche anno fa, c’è molta più trasparenza reciproca. La formazione professionale è considerata dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Tivoli di fondamentale importanza in considerazione del continuo modificarsi della normativa, e l’amministrazione finanziaria necessita sempre di più della presenza di professionisti con cui essere in grado di interloquire costruttivamente. * Commercialiste in Guidonia
Già le 8.00…?!?! A che ora è l’appuntamento? Alle 8.30?!?! Non faremo mai in tempo! … Dove sono le scarpe da montagna? I bambini sono pronti? E’ mai possibile che dobbiamo stressarci anche il sabato …?!? … E se non andiamo …? Penso questa sia la domanda che, gran parte di noi, si è posto la mattina della passeggiata in montagna: … “… E se non andiamo …?”. Tivoli … Arco di Quintiliolo … ore 8.30, arrivo alla “spicciolata”. Chi parcheggia la macchina. Chi va a prendere un caffè. Chi fa le presentazioni e chi si abbraccia dopo tanto tempo. Chi telefona ai ritardatari. E chi comincia ad organizzare. C’è il fotografo ufficiale. C’è il cuoco, con l’equipe cucina. C’è la guida che aprirà il gruppo. E c’è chi lo chiuderà. “Tutti pronti …? … Si può partire ...”. Tanti cercano informazioni sul percorso. Altri si chiedono se riusciranno ad arrivare alla meta. Altri ancora si preoccupano dei bambini. Poi, mentre l’equipe cucina, accompagnata con un fuoristrada dal collega Roberto Santucci, si accinge a fare il percorso inverso per portare il pranzo nel punto di ristoro, il gruppo della “passeggiata” inizia la salita del Monte Catillo. Dopo circa due ore il gruppo arriva al punto di ristoro. Dagli sguardi non si comprende se siano più beati dai meravigliosi paesaggi appena visti, o dalle leccornie preparate sulla tavola imbandita a festa. Se siano più soddisfatti di avercela fatta, o di
Passeggiate in “montagna”? Dovremmo farle più spesso... di livio anastasi *
aver trovato il fuoco acceso e la carne pronta ad arrostire. Chi mangia, chi cucina, chi cerca la legna. Oramai il gruppo è compatto. Chi scherza, chi ricorda i tempi passati, chi organizza per il futuro, chi manda messaggi agli assenti. Oramai la nostra vera natura ha avuto il sopravvento. La voglia di stare insieme ha avuto la meglio sulla pigrizia, sulla stanchezza, sullo stress, sui pensieri e sui problemi di tutti i giorni. Quello non è più un bosco a due chilometri da Tivoli, ma è un piccolo angolo di paradiso dove un quarantina di persone tra adulti e bambini stanno ricaricando le batterie. C’è anche il tempo di assistere allo spettacolo offerto dalla lezione dimostrativa di “Nordic Walking”. Una salutare e dinamica disciplina sportiva alla quale, i colleghi Maria Nicolai e Roberto Santucci, hanno avvicinato coloro
che si sono prestati. Quasi tutti per la verità. Naturalmente, come in ogni sport, quelli di noi predisposti per la pratica della nuova disciplina, hanno dato soddisfazione agli istruttori. Gli altri hanno dato soddisfazione al pubblico. Uno spettacolo di cabaret degno dei migliori teatri della Capitale. Purtroppo, come tutte le cose belle, anche la giornata deve finire. Ma, lasciando quell’angolo di paradiso nella discesa verso Tivoli, tutti in cuor nostro rispondiamo alla domanda che ci siamo posti la mattina. Tutti ci chiediamo … “… per quale motivo queste
giornate non le organizziamo più spesso …???”. Infine, un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento. Innanzitutto grazie a tutti i membri della Commissione attività ricreative e Sportive, presieduta dal collega Costantino Scarpulla, che hanno ideato ed organizzato la giornata. Grazie ai colleghi Roberto Santucci e Maria Nicolai per la dimostrazione di Nordic Walking. Grazie al fotografo ufficiale, il collega Marco Conversi. Senza dimenticare l’equipe cucina, formata da chi scrive e da alcune delle nostre mogli volontarie, che, per inciso, hanno anche offerto dei buonissimi dolci fatti in casa. Ma soprattutto grazie a tutti coloro che, partecipando, hanno reso possibile tutto quanto appena descritto. Grazie …!!! * Commercialista in Tivoli Vice Pres. Comm/ne attività ricreative e sportive ODCEC Tivoli
il Commercialista Notiziario dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Tivoli
Anno 1 numero 3 giugno 2013 Iscrizione Tribunale di Tivoli n. 15 del 29/12/2011 Registro della stampa e dei periodici Proprietario Testata:
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli Via Palatina, n. 19 • 00019 Tivoli (Roma) tel. 0774 332770 • fax 0774/315591 www.odcectivoli.it email: redazione@odcectivoli.it pec: ordine.tivoli@pec.commercialisti.it Editore: Fondazione ADeRC - Via Palatina 19 - Tivoli Comm/ne Stampa, Comunicazione ed Informatica ODCEC di Tivoli:Gianluca Tartaro, Enrico Crisci, Alessandro Falcone, Andrea Brunelli, Maria Cristina Rovazzani, Carlo De Vincenzi, Fabrizio Fiasco, Francesco Lando, Isidoro Capobianchi, Patrizia Frangella, Sonia Quaranta. Direttore responsabile: Dott. Gianluca Tartaro Grafica, impaginazione e Stampa Azienda Grafica Meschini snc Via Inversata 6 - 00019 TIVOLI (Rm) - Tel. 0774 312794 chiuso in tipografia il 15/06/2013
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segue dalla prima pagina di roberto Zeppilli *
Dal 2013 verranno predisposti i primi elenchi di persone che nel 2009 hanno speso più di quello che hanno dichiarato. Ad esempio, chi ha acquistato un’auto di 30.000 euro e nello stesso anno ha dichiarato al fisco un reddito inferiore, rischia un controllo fiscale. I controlli previsti sono 40mila. Chiaramente non basta superare il reddito con le spese per essere considerato un evasore. In tal caso l’Amministrazione finanziaria inserisce il contribuente in una lista da sottoporre a ulteriore controllo, e solo quando la persona accertata non sarà in grado di fornire le giustificazioni richieste, scatterà l’avviso di accertamento. Occorre sottolineare che, in questa prima fase qualora lo scostamento sia superiore al 20 per cento è prevista un’ulteriore franchigia pari a 12mila euro. Il contribuente che paga regolarmente le imposte non deve temere nulla qualora riesca a dimostrare le singole spese sostenute. Egli può dimostrare che l’acquisto dell’auto è stato possibile, poiché un parente ha fornito la somma di denaro in pre-
Il nuovo redditometro: istruzioni per l’uso stito oppure mediante ricorso ai risparmi effettuati negli anni precedenti, documentando le movimentazioni del proprio conto corrente bancario e/o postale. Questa fase per il contribuente non è facile, perché bisogna reperire documenti degli anni precedenti e ricostruire fatti non facilmente documentabili. Non serve conservare lo scontrino per gli acquisti di beni il cui costo sia superiore a 3.600 euro, (infatti tali dati sono già presenti nell’anagrafe tributaria). È consigliabile, ad esempio, conservare la copia del pagamento o della provenienza della somma da terzi (versamento assegno, bonifico ecc). È meglio non “cestinare” il pagamento delle rette e tasse scolastiche, elettrodomestici, arredi, bollette, utenze, assicurazioni, viaggi e vacanze, poiché possono sempre rivelarsi utili. Nell’anno 2009 molti contribuenti non hanno conservato nulla delle spese che invece oggi il fisco chiede di documentare. Inoltre, vi è l’inver-
sione dell’onere della prova che è sempre a carico del contribuente. Le perplessità sono legate al fatto che il redditometro non si basa solo su dati certi, ma anche su dati statistici, ad esempio quelli legati ai consumi medi dei prodotti alimentari e di abbigliamento, tenendo conto, solo in parte, del fattore territoriale. Affinché sia veramente efficace è opportuno che il redditometro diventi uno strumento di selezione che coinvolga il contribuente soltanto di fronte a elementi che provino comportamenti di presunta evasione. In materia di investimenti, come l’acquisto della casa, l’Agenzia adotterà un metodo “prudenziale” spalmando gli importi delle spese sostenute in 5 anni. Ad esempio, rispetto ad un investimento di € 300.000, per l’acquisto di una casa, con un mutuo di € 100.000, l’Agenzia delle Entrate considererà i restanti € 200.000 suddivisi in 5 anni, ossia per l’anno di imposta soggetto a verifica ed i quattro precedenti, con una spesa annuale di 40.000.
Il 21/02/2013 il Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza stabilendo che il nuovo redditometro è nullo, in quanto: viola l’art. 38 del dpr 600/73 e l’art. 53 della Costituzione; utilizza come parametro per determinare le spese medie delle famiglie i dati Istat che nulla hanno a che vedere con la materia tributaria; viola gli art. 2 e 13 della Costituzione, la Carta dei diritti fondamentali Ue prevede la raccolta e conservazione di tutte le spese poste in essere dal soggetto privandolo del diritto ad avere una vita privata. Esso conferisce all’Agenzia delle Entrate un potere che va oltre quello dell’ispezione fiscale. Viola il diritto di difesa art. 24 Costituzione ed il principio di ragionevolezza art. 3 Costituzione in quanto rende impossibile fornire la prova di aver speso meno di quanto risultante dalle medie Istat, accomuna situazioni territoriali differenti in un unico insieme. Il nuovo redditometro è in contrasto con l’art. 47 della Costituzione secondo cui la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme. * Commercialista in monterotondo
giugno 2013 All’interno del circondario dell’Ordine di Tivoli, lungo l’asse della Provincia di Roma Nord è rappresentato un’interessante bacino della nuova imprenditoria della regione Lazio, porta settentrionale di accesso a Roma, che fa capo alla zona Industriale Olmetti di Formello. A Formello, la zona industriale conta ormai oltre 300 aziende in un’area di 340.000 mq., 30 ettari circa. Il Consorzio della zona Industriale di Formello nasce nel 1993, tra i proprietari dei lotti all'interno di Via degli Olmetti e Via delle Macere per effettuare le opere di urbanizzazione. Nel 2011 il Consorzio elegge Veronica Mozzi Presidente, il consiglio direttivo è formato da Giulio Maggi, Roberto Mannato, Alessandro Cerasoli, Ferdinando Autorino. Fino ad oggi sono state realizzate le seguenti operazioni: - Fibra ottica all'interno di tutta la Zona industriale di Formello, da 50 a 200 mega al secondo. - riqualificazione cartellonistica e riqualificazione dell'entrata di Via degli Olmetti. - Wi-fi gratuito della provincia di roma all'interno del giardino di Via degli Olmetti. - Eliminazione delle discariche all'interno di ogni edificio raccolta differenziata, sopratutto della carta in collaborazione con il Comune di Formello, che ha aperto un isola ecolgica all'interno dell’area produttiva la terza nel comune di Formello. - nel 2013 è in progetto di installare la videosorveglianza alle entrate della Zona industriale di Formello
La Zona Olmetti ed il Polo Industriale e dell’Audiovisivo di Formello di Micaela pirinoli *
Importante è la creazione del nuovo portale “formelloindustriale.com” facile da consultare e fruibile con più strumenti, dal personal computer al tablet e sul cellulare, è rivolto alle aziende che intendono far crescere la propria visibilità sia a livello locale, all’interno della zona industriale, e su internet, attraverso una scheda dettagliata con tutti i riferimenti e i prodotti o servizi realizzati dall’azienda. Formelloindustriale.com presenta tutti i requisiti di un portale all’avanguardia con tutti gli strumenti disponibili per crescere e sviluppare forti sinergie con un pubblico esterno. Un altro canale di diffusione dei contenuti presenti su formelloindustriale.com è quello rappresentato dai social network, all’interno dei quali è possibile condividere informazioni tra le aziende e favorire una rete di contatti sempre più utile per raggiungere nuovi potenziali clienti con il passaparola. Inoltre, un canale video dedicato su YouTube permette la visualizzazione di uno showreel o un proprio video pubblicitario. L’idea è nata da un progetto di Emilio Gianvenuti, titolare dell’agenzia web Egiweb, che ha già sviluppato
il portale del Centro Commerciale dell’Olgiata e realizzato siti internet delle più importanti società di Roma Nord. Nel Consiglio Comunale dello scorso 14 febbraio 2012 è stato adottato un provvedimento a cui si lavorava ormai da oltre quattro anni, già oggetto di numerosi passaggi consiliari: il cosiddetto Polo dell’Audiovisivo, per l’esattezza “Polo Europeo dell’industria dello Spettacolo e della Comunicazione”. Si tratta di un parco tecnologico dedicato ai settori della multimedialità, dell’industria delle trasmissioni, dello spettacolo, della ricerca e dell’innovazione tecnologica che sorgerà tra l’attuale zona produttiva di Olmetti e la Cassia Bis; un motore di sviluppo e di occupazione il cui interesse va ben al di là del territorio comunale, che conferisce un assetto diverso all’economia dell’intera area metropolitana orientandolo verso uno dei pochi settori in grado di costituire una via d’uscita alla crisi economica e produttiva di questi anni. Il progetto, infatti, è inserito nel “P.I.S. - Programma Integrato di Sviluppo Valle del Tevere e Sabina” promosso dalla Provincia di Roma, che lo consi-
dera come uno dei ‘fiori all’occhiello’ tra le proposte provinciali. Allo sviluppo del progetto si affiancano anche numerose opere pubbliche esterne all’area interessata, “necessarie per garantire la coesione territoriale e far si che lo sviluppo di una parte del territorio riesca a trainare con sé tutto il sistema urbano” . Il Polo dell’Audiovisivo comincia ora il suo iter di approvazione urbanistica presso la Regione e gli altri enti sovraordinati. Allo stesso obiettivo –uno sviluppo territoriale coeso ed equilibrato- sono orientate altre due delibere approvate nello stesso consiglio. Con una si è prevista la possibilità di introdurre nell’attuale zona Olmetti un massimo del 5% delle superfici esistenti da destinare ad attività commerciali, con gli oneri derivanti dai cambi d’uso che serviranno a rafforzare il sistema commerciale del centro urbano: ciò al fine di non mettere in concorrenza il futuro Polo dell’audiovisivo né con le superfici esistenti a Olmetti né col sistema della distribuzione commerciale di vicinato. Con l’altra delibera il Comune ottiene in cessione gratuita un’area a servizi pubblici per la localizzazione del futuro istituto scolastico superiore, un’altra per realizzare lo svincolo intorno alla casa cantoniera, risolvendo così il nodo S. Cornelia-S.P. Formellese, oltre a ulteriore verde pubblico. Le cessioni gratuite sono compensate dalla previsione di una piccola area artigianale a ridosso di Olmetti, che sarà in grado di accogliere tutte quelle attività artigiane che ormai impattano negativamente con il centro urbano e che sempre più raramente trovano idonei spazi nella zona produttiva. * Commercialista in Formello Presidente r.T. Campagnano di roma
sede legale - direzione Generale - palestrina (rM) 00036 Via della Vittoria, 21 - 06 953001 06 9535188 divisione amministrativa - Gallicano nel lazio (rM) 00010 Viale aldo moro, 85 - 06 9546291 06 954629209 agenzie: palestrina (rM)
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Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Sindacato Nazionale Unitario Sezione di Tivoli www.adctivoli.it tel./fax +39 0774331696 @: amstudiocom@tiscali.it “…….per compiere grandi passi non bisogna solo agire
ma anche sognare, non solo pianificare ma anche Credere……
il Commercialista IL CONTO CONSUNTIVO DELL’ORDINE Dati Finali Esercizio 2012 Odcec TIVOLI
di : Fernando Fabrizi – Consigliere Tesoriere ODCEC di Tivoli Nel pomeriggio del 23/04/2013 presso i locali del ristorante “ La Tenuta di Rocca Bruna “-Villa Adriana-Tivoli, l’Assemblea generale degli iscritti all’Odcec di Tivoli ha approvato (all’unanimità) il Conto Consuntivo 2012, terzo Rendiconto dall’istituzione dell’Ordine di Tivoli avvenuta in data 06/11/2009. Conto Consuntivo anno 2012 in termini di accertamenti ed impegni: PARTE I – ENTRATE Titolo I Entrate Correnti € 105.539,00 Entrate Contributive “ 1.152,50 Entrate per iniziative culturali ed agg. Entrate per quote di part. degli iscritti “ 4.385,81 “ 646,77 Entrate per proventi patrimoniali “ 641,22 Entrate per recuperi e rimborsi Totale Entrate Titolo I “ 112.365,30 Titolo III Partite di Giro Entrate aventi natura di Partite di giro “ 71.092,66 “ 183.457,96 Totale Generale Entrate “ 15.013,90 Utilizzato avanzo amm.ne iniziale Totale Generale “ 198.471,86 PARTE II USCITE TITOLO I USCITE CORRENTI € 55.943,89 Oneri per personale in attività di servizio “ 17.378,93 Uscite per acquisti di beni e servizi Uscite per funzionamento uffici “ 34.761,31 “ 1.088,20 Uscite per prestazioni istituzionali Oneri finanziari “ 318,11 “ 1.823,76 Oneri tributari Totale Titolo I “ 111.314,20 TITOLO II USCITE IN CONTO CAPITALE Acquisizioni di partecipazioni TITOLO III PARTITE DI GIRO Uscite aventi natura di partite di giro TOTALE GENERALE
71.092,66 198.471,86
Le disposizioni legislative vigenti degli Enti Pubblici non economici e il Regolamento di contabilità dell’Odcec di Tivoli prevedono che il Rendiconto generale 2012 si compone dei seguenti documenti: Conto del bilancio con rendiconto finanziario decisionale e gestionale Conto economico
Stato patrimoniale Nota integrativa e relazione sulla gestione Situazione amministrativa Il Rendiconto finanziario generale (al netto delle partite di giro ) si chiude con le seguenti risultanze: € 112.365,30 Entrate correnti accertate Uscite correnti impegnate “ 111.314,20 “ 16.065,00 Uscite in c/capitale “ 15.013,90 Differenza passiva Il Conto rileva un disavanzo economico di € 4.923 ed un avanzo di amministrazione al 31.12.2012 di € 61.034 . Dalla lettura della Nota Integrativa si evidenzia in particolare: Immobilizzazioni ( beni strumentali) –Valore di acquisto € 20.149 Fondo ammortamento £ 10434-valore netto € 9.715. Immobilizzazioni Finanziare : Partecipazione “ Fondazione Aderc “ € 16.065 2.000 Deposito cauzionale –loc. sede ordine “ Totale “ 18.002 Crediti: Contributi iscritti per € 12.160 € 32 O84 Debiti: Fornitori e varie per € 0 Trattamento fine rapporto Non risulta alcun importo in quanto il concorso pubblico per n.2 unita area amministrativa posizione economica B1, di cui una a tempo pieno e l’altra a tempo parziale per la copertura della Pianta Organica è terminato a gennaio 2013; l’assunzione è stata effettuata dal 01.03.2013. Nella nota integrativa sono riportati come previsto nel Regolamento di contabilità i prospetti dei singoli storni e le variazioni di bilancio. La differenza passiva di € 15.014 relativa alle risultanze contabili anno 2012, è dovuta al costo sostenuto per l’acquisto delle quote di partecipazione “Fondazione Aderc”, effettuato mediante l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione 2011. Il disavanzo economico di € 4.923 è dovuto alle quote di ammortamento riportate sullo Stato Patrimoniale e sul Conto Economico. L’avanzo di amministrazione Anno 2012 risulta così determinato : Fondo cassa finale € 81.228,12 Residui attivi “ 12.160,00 Residui passivi “ 32.084,35 Risultato amm.vo finale “ 61.303,77 .
Enrico Crisci
Numerotred
Il Commercialista - notiaziario dell'Odcec di Tivoli - numero 3
enrico-crisci