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Timestamp: 2019-03-23 02:22:39+00:00
Document Index: 23735628

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 640', 'art. 635', 'sentenza ']

Corte di cassazione, sezione II, sentenza 13 marzo 2011, n. 9891. Il Phishing - Renato D'Isa
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Corte di cassazione, sezione II, sentenza 13 marzo 2011, n. 9891. Il Phishing
Corte di Cassazione – Sezione II – sentenza 11.3.2011, n. 9891. Il phishing
La suddetta truffa presuppone, poi, anche un terzo “collaboratore”, ed finacial manager, ossia colui che si presta a che le somme che l’hacker trafuga dal conto corrente nel quale è entrato abusivamente, vengano accreditate sul proprio conto corrente al fine poi di essere definitivamente trasferite all’estero con operazioni di money transfert.
Per sistema informatico o telematico deve intendersi “un complesso di apparecchiature destinate a compiere una qualsiasi funzione utile all’uomo, attraverso l’utilizzazione (anche parziale) di tecnologie informatiche, che sono caratterizzate – per mezzo di un’attività di “codificazione” e “decodificazione” – dalla “registrazione” o “memorizzazione”, per mezzo di impulsi elettronici, su supporti adeguati, di “dati”, cioè di rappresentazioni elementari di un fatto, effettuata attraverso simboli (bit), in combinazione diverse, e dalla elaborazione automatica di tali dati, in modo da generare “informazioni”, costituite da un insieme più o meno vasto di dati organizzati secondo una logica che consenta loro di esprimere un particolare significato per l’utente.
Per alterazione, ai sensi dell’art. 640 ter c.p., deve intendersi ogni attività o omissione che, attraverso la manipolazione dei dati informatici, incida sul regolare svolgimento del processo di elaborazione e/o trasmissione dei suddetti dati e, quindi, sia sull’hardware che sul software. In altri termini, il sistema continua a funzionare ma, appunto, in modo alterato rispetto a quello programmato: il che consente di differenziare la frode informatica dai delitti di danneggiamento informatico (artt. 635 bis – ter – quater – quinquies c.p.) non solo perchè in quest’ultimi è assente ogni riferimento all’ingiusto profitto ma anche perchè l’elemento materiale dei suddetti reati è costituito dal mero danneggiamento dei sistemi informatici o telematici e, quindi, da una condotta finalizzata ad impedire che il sistema funzioni o perchè il medesimo è reso inservibile (attraverso la distruzione o danneggiamento) o perchè se ne ostacola gravemente il funzionamento (cfr. sul punto, in particolare, l’art. 635 quater c.p.).
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 17 agosto 2011, n. 32154....
renatodisa - 20 Ottobre 2011