Source: http://www.asettoscana.it/associazione/
Timestamp: 2019-06-18 00:44:38+00:00
Document Index: 31086055

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3']

L'Associazione ASET Toscana
Stefano Tesi, Past President
Aset è un gruppo che vuole crescere a poco a poco, selezionando con attenzione e piano piano i propri membri, per dare a chi c’è già il tempo per amalgamarsi, conoscersi e capire lo spirito del gruppo.
Per questo motivo, si diventa soci solo per cooptazione, cioè su invito del consiglio direttivo. E solo se, ovviamente, l’invito è accettato dal candidato.
Non è solo una questione di serietà, affidabilità, qualità della persona. E’ anche una questione di tempi e di armonia.
In Aset sappiamo bene che, seguendo questa filosofia, non saremo mai molti. Ma non è questo che vogliamo.
Vogliamo invece un gruppo armonico, credibile, coeso, professionalmente degno di stima.
CAP. I – L’ASSOCIAZIONE
1) Tra i giornalisti iscritti all’OdG della Toscana e attivi nei settori enogastronomici e agroalimentari è costituita un’Associazione volontaria non commerciale denominata Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana.
Con delibera assembleare l’Associazione può assumere denominazioni diverse. L’Associazione può aderire a organizzazioni di categoria anche internazionali. La durata è stabilita fino all’anno 2100.
2) L’Associazione ha sede nel luogo previsto dall’atto costitutivo. Il Consiglio ha facoltà di trasferire altrove la sede operativa e amministrativa e di istituire sedi secondarie o uffici periferici. In mancanza di una diversa deliberazione, la sede operativa è stabilita presso il presidente pro tempore.
3) Nell’ambito delle disposizioni legislative e dei regolamenti vigenti l’Associazione si propone di:
a) promuovere e coordinare qualsiasi attività a favore del giornalismo enogastroagroalimentare, assistendo i soci collettivamente e singolarmente;
b) rappresentare i soci di fronte agli enti amministrativi, tecnici, previdenziali, tributari, fiscali, sindacali di ogni ordine e categoria, pubblici e privati;
c) promuovere il rispetto dei principi deontologici che sono alla base della professione giornalistica, la trasparenza e la separazione tra i ruoli e le funzioni svolte da ogni singolo giornalista nell’esercizio della professione, che costituiscono il cardine stesso del prestigio della categoria;
d) organizzare e attivare, direttamente o mediante convenzioni, tutti i servizi che possano agevolare l’attività professionale – svolta sia secondo le forme attualmente previste dal CCNL che della libera professione – nei settori amministrativi, tecnici, previdenziali, tributari, fiscali, sindacali o quanto altro in genere possa risultare utile allo svolgimento e allo sviluppo dell’attività giornalistica nel settore;
e) divulgare, anche a mezzo di una pubblicazione periodica, notizie utili per i soci e adoperarsi per la formazione e l’affermazione professionale degli stessi;
f) contribuire a difendere il pluralismo e la chiarezza dell’informazione, promuovendo l’uso corretto di argomenti inerenti al enogastroagroalimentare su tutti i media;
g) stabilire e sviluppare i contatti con Enti, organismi, istituti pubblici e privati attivi nel settore;
h) organizzare convegni, seminari, corsi e altre attività per l’aggiornamento e la qualificazione professionale dei soci;
i) sviluppare i rapporti di amicizia, conoscenza e solidarietà tra i soci;
• il Collegio dei Probiviri.)
• il Vicepresidente (uno o più)
CAP. II – L’ASSEMBLEA
• elegge i membri del Consiglio
• nomina i membri del Collegio dei Probiviri
• approva il bilancio consuntivo e preventivo
• delibera le modifiche statutarie
• delibera sullo scioglimento dell’Associazione e sulla sua liquidazione
• delibera su ogni altro argomento previsto dalla Legge e dallo Statuto
• delibera l’espulsione dei soci su proposta del Collegio dei Probiviri.
Essa è convocata dal Presidente o da chi ne fa le veci con l’indicazione del giorno, del luogo e dell’ora della riunione e dell’ODG, con almeno 15 giorni di anticipo. L’Assemblea è convocata una volta all’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, per le deliberazioni sul bilancio.
Essa inoltre può essere convocata ogniqualvolta il Consiglio lo ritenga necessario o quando ne faccia richiesta almeno 1/5 dei soci. In tal caso i richiedenti devono indicare gli argomenti da inserire nell’ODG.
L’Assemblea è presieduta da un Presidente che nomina un Segretario. Possono intervenire all’Assemblea tutti i soci, purché non sospesi e in regola con il pagamento delle quote sociali, anche a mezzo di delega.
Fino al concorrere di un corpo sociale pari a 40 soci, ogni socio non può essere portatore in assemblea di più di due deleghe; oltre tale soglia il limite massimo delle deleghe portabili da ogni socio scatta automaticamente a tre.
L’Assemblea è validamente costituita quando in prima convocazione sono presenti la metà più uno degli aventi diritto; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti.
6) Le deliberazioni dell’Assemblea vengono assunte con le maggioranze previste dall’art. 21 cc.
CAP. III – IL CONSIGLIO DIRETTIVO
7) Il Consiglio amministra l’Associazione ed è composto da 5 membri. I suoi membri durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Per l’elezione viene predisposto un elenco dei candidati in ordine alfabetico, tra cui i soci dovranno scegliere 5 nomi. Sono nulle le schede contenenti oltre 5 preferenze. A parità di preferenze risulterà eletto il candidato più anziano di età. Qualora, nel corso del mandato, vengano a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio li sostituirà attingendo i nomi dalla lista dei non eletti a decrescere secondo i suffragi ottenuti, o in mancanza, tra i soci. E’ considerato automaticamente decaduto il consigliere che sia assente a tre sedute consecutive del consiglio.
8) Il Consiglio è investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, salve le specifiche attribuzioni dell’Assemblea. In particolare:
• elegge nel suo seno un Presidente, almeno un Vicepresidente vicario, un Segretario e un Tesoriere
• redige il bilancio consuntivo annuale e l’allegata relazione
• redige un bilancio preventivo
• fissa la quota annuale
• redige l’albo dei soci
• dà attuazione ai provvedimenti presi dal Collegio dei Probiviri, di cui agli artt. 19 e 21, fatti salvi i suoi poteri di revisione di cui all’art. 20
• stipula convenzioni
• predispone l’adozione di particolari regolamenti
• nomina delegati di rappresentanza
• costituisce al suo interno commissioni speciali a carattere consultivo allo scopo di affiancare la presidenza su argomenti di particolare importanza.
9) Il Consiglio è l’organo esecutivo dell’Associazione e adotta pertanto tutte le decisioni che ritiene idonee per il perseguimento dei fini sociali. Viene convocato dal Presidente o su richiesta di almeno la metà più uno dei suoi membri, ogniqualvolta lo si ritenga opportuno, con almeno 7 giorni di anticipo e con l’indicazione dell’O.D.G. È validamente costituito quando siano presenti almeno la metà più uno dei suoi membri.
CAP. IV – ALTRI ORGANI E CARICHE
10) Il Presidente è eletto dal Consiglio tra i suoi membri a maggioranza assoluta ed è il legale rappresentante dell’Associazione. Promuove le iniziative per il conseguimento dei fini sociali, anche assumendo provvedimenti di urgenza. Dura in carica 3 anni ed è rieleggibile.
11) Il Vicepresidente è eletto dal Consiglio a maggioranza assoluta, collabora con il Presidente e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento. Dura in carica 3 anni ed è rieleggibile.
12) Il Segretario, eletto dal Consiglio a maggioranza assoluta, è responsabile della divulgazione dei provvedimenti deliberati in Consiglio, della tenuta e conservazione dei registri dei soci, dei verbali delle sedute del Consiglio e dell’Assemblea, dei provvedimenti del Collegio dei Probiviri.
13) Il Tesoriere cura l’amministrazione dei beni e del patrimonio sociale, effettuando le necessarie operazioni gestionali. Dura in carica 3 anni e può essere rieletto.
14) Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri, eletti con modalità analoghe al Consiglio Direttivo, che durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Il Collegio, che elegge al suo interno un Presidente, esercita il controllo sul rispetto delle norme e dei principi etici e deontologici da parte dei soci, come previsto dall’art. 19, e dirime eventuali controversie tra soci come previsto dall’art. 21.
CAP. V – I SOCI
15) Possono far parte dell’Associazione esclusivamente i giornalisti che si occupano con professionalità di vino, gastronomia, agricoltura e alimentazione. La cessazione dell’attività comporta la decadenza dalla posizione di socio.
16) L’ammissione all’Associazione avviene esclusivamente su invito da parte del Consiglio Direttivo, secondo modalità da precisare con apposito regolamento.
17) L’impegno del socio a far parte dell’Associazione è inteso per un anno solare. Il socio ammesso è tenuto al versamento di una quota di ammissione e della quota annuale ed è obbligato a non assumere atteggiamenti lesivi degli interessi e dell’immagine dell’Associazione. In caso contrario sarà passibile delle sanzioni previste al successivo art. 20. ll socio che per qualsiasi motivo cessa di far parte dell’Associazione perde automaticamente ogni diritto sul patrimonio sociale.
18) Ogni socio deve corrispondere la quota associativa annuale entro il 15 di febbraio di ogni anno. Il Consiglio potrà stabilire variazioni di quota non superiori al 20% di quella prevista per l’anno precedente.
19) A fini esclusivamente organizzativi i soci sono suddivisi in base alla tipologia di attività prevalentemente esercitata: contrattualizzati, freelance, uffici stampa.
CAP. VI – NORME DISCIPLINARI
20) Il socio che non adempia agli impegni assunti verso l’Associazione, violi le disposizioni dello Statuto o dei regolamenti, provochi con il proprio comportamento un danno agli interessi dell’Associazione o infranga quanto disposto dal codice deontologico allegato al presente Statuto e dai principi generali propri della professione giornalistica, è soggetto alle seguenti sanzioni:
• ammonimento
• censura con diffida
• sospensione fino a un anno da tutti i diritti connessi allo status di socio
• espulsione (comportamenti gravemente lesivi, morosità superiore a sei mesi, recidiva).
L’irrogazione delle sanzioni, nonché eventuali decisioni sui relativi tempi, modi e casistica, sono demandati al Collegio dei Probiviri. L’espulsione del socio, proposta dai probiviri, deve però essere ratificata da un’apposita delibera dell’Assemblea; nel caso di morosità superiore a sei mesi, il provvedimento è ratificato dal solo Consiglio Direttivo.
21) Ogni provvedimento dei probiviri in cui si ravvisi l’ipotesi di un vizio di forma può essere rinviato dal Consiglio Direttivo – di propria iniziativa o su richiesta del socio oggetto di sanzioni – ai probiviri per una revisione. L’istanza di revisione, opportunamente motivata, dovrà essere inoltrata entro tre mesi dal deposito in segreteria delle motivazioni del provvedimento e, in caso di espulsione, prima della ratifica assembleare. Trascorsi questi termini, o nel caso in cui l’istanza di revisione venga respinta con parere motivato, la sanzione diventa inappellabile.
22) Nel caso di controversie fra soci, su temi che riguardino la vita associativa e le relative finalità ma che non configurino comportamenti sanzionabili ex art. 21, il Collegio dei Probiviri può intervenire per risolvere il contenzioso, esercitando i poteri dell’arbitro amichevole compositore. Gli eventuali lodi del Collegio sono inappellabili, fatta salva la possibilità di revisione secondo le procedure indicate dall’art. 21.
CAP. VII – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE
23) Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deciso dall’Assemblea con la maggioranza dei 3/4 degli aventi diritto, in una riunione specificamente convocata, anche per la determinazione della destinazione degli eventuali fondi attivi del patrimonio sociale.
CAP. VIII – SOCI ONORARI E GIORNALISTI STRANIERI
23) Il Consiglio direttivo, previa accettazione degli interessati, può ammettere nell’Associazione con la qualifica di soci onorari persone che operino o abbiano operato con particolare rilievo nel mondo dell’enogastronomia e dell’agroalimentare, del giornalismo o della cultura ad essi connesso, anche se privi di alcuni dei requisiti richiesti ai soci ordinari dall’art. 15. Il Consiglio Direttivo valuterà come candidati a tale qualifica anzitutto gli ex-soci ordinari con un’anzianità sociale di almeno cinque anni, usciti dall’associazione per cessazione dei requisiti di cui all’art. 15.
24) I soci onorari sono esentati dal pagamento della quota annuale. Non hanno diritti elettorali (attivi e passivi) nel rinnovo delle cariche sociali e in eventuali votazioni su modifiche dello Statuto. Per tutto il resto hanno gli stessi diritti e doveri dei soci ordinari, compresa la facoltà di parola in tutte le assemblee e il diritto di voto su questioni diverse da quelle espressamente indicate dal presente articolo.
25) Allo scopo di sviluppare (art. 3, comma 1 del presente Statuto) i contatti tra i colleghi attivi nella regione, con delibera consiliare l’associazione può creare una sezione destinata ad accogliere i giornalisti stranieri che, avendo cittadinanza estera, possono non risultare iscritti all’OdG pur esercitando l’attività giornalistica svolta in piena coerenza con i principi stabiliti dal presente statuto e con le sue finalità. I giornalisti appartenenti a tale sezione sono da considerarsi ad ogni effetto soci ordinari e godere pertanto degli diritti e dei doveri inerenti tale qualifica, con l’esclusione del diritto di voto.
26) Su proposta del Consiglio direttivo e con l’approvazione dell’Assemblea, l’associazione può stabilire la creazione di una sezione per i giornalisti non iscritti all’Albo dei Giornalisti della Toscana, attribuendo agli appartenenti a tale categoria i diritti che saranno ritenuti più opportuni, salvo il diritto di voto in assemblea, che è escluso.
Codice Deontologico 80.34 KB
I soci dell’associazione si impegnano a:
1. informare i propri lettori in modo completo, chiaro e veritiero, trattando ogni notizia con onestà e obiettività.
2. non usare mezzi illegali per ottenere notizie e informazioni e non abusare della buona fede di alcuno.
3. astenersi da qualsiasi forma di sensazionalismo o plagio e da accuse prive di fondamento.
4. attenersi alle regole sulla privacy nel pieno rispetto della legge, salvo denunciare comportamenti che contraddicano palesemente i valori e principi enunciati.
5. assumersi piena responsabilità della propria attività professionale.
6. rifiutare qualsiasi carica, attività o vantaggio personale che possa ledere l’etica professionale e l’indipendenza di giudizio, e di conseguenza.
7. non sottoscrivere accordi che ledano in alcun modo le norme previste per la tutela del diritto d’autore e della professione giornalistica.
8. non pattuire, non accettare, non proporre e/o non favorire modalità, livelli o termini di pagamento difformi da quanto previsto dalle leggi dello Stato, dalle direttive dell’Unione Europea e/o dalle indicazioni delle associazioni di categoria, o comunque palesemente lesivi della dignità professionale del giornalista.
9. improntare i rapporti con gli altri soci a correttezza, amicizia e solidarietà, mettendo a disposizione dei colleghi il loro bagaglio di esperienze e di contatti.
10. operare nella massima trasparenza, assumendosi nei confronti degli altri soci e dell’associazione la responsabilità morale di un comportamento corretto e del rilascio di dichiarazioni veritiere in merito ai modi e agli ambirti della propria attività professionale.
11. a rispettare scrupolosamente i principi della leale concorrenza tra colleghi, della separazione tra informazione e pubblicità e tra giornalismo e comunicazione.
12. a non svolgere attività occulte, deontologicamente ambigue o incompatibili con il proprio status professionale.
I soci che partecipano a viaggi stampa o ricognizioni individuali organizzati da enti e società pubbliche o private sono tenuti a:
13. indicare correttamente a quale titolo vi partecipano, ovvero se su esplicito incarico di una testata o come free lance senza alcun impegno preliminare;
14. valutare liberamente se, in quale forma e (in assenza di incarico preliminare) su quale testata pubblicare o meno le notizie e impressioni raccolte nel corso del viaggio, impegnandosi comunque a informarne gli organizzatori;
15. non accettare alcun vincolo compromissorio che leda la loro libertà di espressione e dignità professionale condizionando la realizzazione del servizio giornalistico e/o fotografico.
Sul rispetto di questo Codice Deontologico vigilano gli organi in virtù di quanto previsto dallo Statuto dell’Associazione.
Domenico Murrone :: aset@asettoscana.it
Francesca Pinochi – con delega ai premi Aset
Marco Gemelli – Ufficio Stampa
Marco Gemelli :: press@asettoscana.it