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Timestamp: 2018-04-27 04:59:01+00:00
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Sentenza nr.169 del 16 luglio della CdC sugli affitti in nero | immobilio - Forum Immobiliare
Sentenza nr.169 del 16 luglio della CdC sugli affitti in nero
Discussione in 'Locazione Comodato Nuda Proprietà e Usufrutto' iniziata da Mario62, 18 Settembre 2015.
Buongiorno,qualcuno nel sito ha notizie in merito alla sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato illegittima la legge del 2011 sugli affitti in nero, in pratica cosa succede a noi inquilini dopo questa sentenza?.
Mario62, 18 Settembre 2015
dipende, paghi in nero?
gmp, 18 Settembre 2015
No, ho un contratto di 4+4 fatto dall' Agenzia delle Entrate nel 2012,dopo la sentenza della Corte Costituzionale la proprietaria rivuole la casa.
l'ha chiesta dal 2016? con che motivazioni? allo scadere del quarto anno non è possibile senza ragioni speficiche e comprovabili (uso personale etc), ha mandato raccomandata? sei mesi prima della scadenza?
intende dire che siccome non sarebbe costituzionale auto ridurre il canone ecc. secondo il famoso decreto, la proprietaria ha intimato di lasciare la casa in quanto quel contratto sarebbe nullo e quindi c'è occupazione senza titolo, credo di ricordare.
era un po' che la cosa è stata risolta e quindi non pensavo ci fossero ancora in giro certi contratti....
Anzi confermo: La Consulta boccia le super-sanzioni contro gli affitti in nero - Il Sole 24 ORE
Ponz, 19 Settembre 2015
come suggerisce anche l'articolo, la cosa migliore è rivolgersi al sindacato inquilini che sta seguendo i ricorsi....
sunia.it - 18 Settembre 2015. Affitti in nero: depositate ieri le sentenze n. 18213 e n. 18214 del 2015 delle sezioni unite della Corte di Cassazione - Home Page
gmp, 19 Settembre 2015
L'ha chiesta a luglio 2015,quindi molto prima della scadenza dei primi 4 anni del contratto fatto dall' Agenzia delle Entrate nell' aprile 2012.Se invece ti riferisci al primo contratto stipulato e mai registrato nel novembre 1993 no.
Mario62, 21 Settembre 2015
In parole più semplici, mi pare di ricordare che:
- la legge prevedeva l'instaurazione d'ufficio di un contratto 4+4 con canone calcolato sul triplo della rendita catastale : in sintesi un canone molto basso.
- La Consulta ha dichiarato anticostituzionale questo comportamento
- Non è invece stato forse chiarito cosa succede a coloro cui è stato appunto ricalcolato il canone d'ufficio:
Quindi cosa succede in pratica agli inquilini ? e cosa possono fare i proprietari? Il contratto d'ufficio risulta nullo? E se l'inquilino registrasse il contratto del 93?
Ciao, leggiti la sentenza n. 169 del 16 luglio 2015.La Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 5 comma 1-ter della Legge 80 del 2014, la quale convertiva il Decreto Legge n. 47/2014, che stabiliva che sarebbero stati mantenuti, fino alla data del 31 dicembre 2015, “ gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti” sulla base dei contratti di locazione registrati ai sensi dell’art. 3 c. 8 e 9 del D.lgs. 23/2011.In poche parole è confermato che il contratto non esiste. Il proprietario, visto sempre come il capitalista da punire forse questa volta è stato solo parzialmente "bastonato".
supergimmy, 21 Settembre 2015
Il proprietario, visto sempre come il capitalista da punire forse questa volta è stato solo parzialmente "bastonato".
Mi permetterei di aggiungere che proprio la volta che al proprietario stava bene una bastonatura, ci ha pensato la Consulta.....
Ho capito che il contratto fatto dall' Agenzia delle Entrate è nullo dopo la sentenza della Corte,la mia domanda è un altra.......il vecchio contratto del 93 è carta straccia o va alla scadenza naturale con i vari rinnovi di 4 in 4 ?,quindi 1993+4+4+4+4+4+4 si arriva al 2017.
Ciao, non è che con il 4+4 vai all'infinito.Si chiama 4+4 perche' avviene il rinnovo (automatico) dopo i primi 4 anni quindi 8 anni dal 1993. Dopo....temo sia una cosa legale, non so.
In merito alla considerazione della bastonatura al proprietario faccio presente che siamo in Italia quindi il proprietario è perennemente bastonato. A parte le tasse sulla casa, se il conduttore non paga stai tranquillo che ha tutte le protezioni possibili mentre il capitalista proprietario di un monolocale (con mutuo) regolarmente affittato è lasciato in balia del giudice di turno che trova...
A m.barelli e Mil piace questo messaggio.
Quello che so di certo che è una brutta matassa da sbrogliare.
Mi pare una ipotesi non realistica.
Non so come siate pervenuti al contratto d'ufficio. Ma hai detto che il contratto del 93 non è mai stato registrato: per cui è come non esistesse, almeno per il fisco.
Potrebbe rimanere in piedi come scrittura privata, ma con l'anomalia d'origine non so a quale regola rimarrebbe agganciata.
Quindi il proprietario ti può intimare di lasciare libera la casa o perchè il contratto d'ufficio è nullo, o per fine locazione del "contratto del 93, che essendo stipulato prima del 98 che ha istituito i contratti a canone libero e durata 4+4, potrebbe essere ricondotto alla legge del 78 detta dell'equo canone.
Non so se si possa rivendicare per il pseudocontratto del 93 il rinnovo tacito di 4 anni, previsto dalla legge 380/78, se per questo non avevate proceduto alla registrazione: l'obbligo di registrazione è solidale tra proprietario ed inquilino.
In ogni caso tra la richiesta di rilascio e l'effettivo sgombero, anche giudizialmente, passa del tempo: ma non credo comunque arriverai al 2017
Ciao Bastimento, secondo te quale sarebbe un tempo equo prima che in via giudiziale mi butti fuori di casa?.
Non ne ho idea. Ma ti consiglierei di cominciare a provvedere.
Ciao, non è che con il 4+4 vai all'infinito.
teoricamente invece è così.. finche uno dei due non da disdetta.
La differenza è che alla scadenza dei primi 4 anni, il locatore per disdire deve motivare
Il proprietario mi ha intimato di lasciare l' appartamento solo dopo la sentenza della Corte,quello che mi piacerebbe sapere e cosa posso fare per restare ancoe un po nell' appartamento avendo una bambina di circa 3 mesi.
il contratto non esiste, ha detto bene bastimento, quindi propenderei per la occupazione senza titolo, visto che invece di registrare quello, hai registrato quello che quel decreto ti permetteva, cioè quello calcolato sulla rendita catastale.
Di fatto tu avresti potuto registrare il contratto del 93, ed oggi sarebbe stato validissimo, invece, ascoltando la legge, anche ingolosito da un risparmio, purtroppo sei stato gabbato.
Quindi non puoi proprio rivendicare quel contratto, temo... ma è possibile che un giudice lo ritenga valido e quindi riapplicabile... ma temo che arrivi prima lo sfratto... sei dentro senza titolo, quindi dovresti uscire.
Puoi cercare di transare con il proprietario, pagando un canone giusto magari, ma temo che dopo quella che lui vive come un sopruso, non accetterà
Ponz, 21 Settembre 2015
@Ponz: per mia curiosità, vorrei approfondire l'aspetto relativo alla validità di contratti di locazione in forma scritta ma non registrati.
Condivido che la mancata registrazione rende fiscalmente inesistente il contratto.
Ma è anche vero che un qualunque contratto scritto (scrittura privata) risulta vincolante per i sottoscrittori, indipendentemente dalla registrazione/trascrizione.
Non troverei strano quindi che un giudice lo possa ritenere valido: salvo esista una normativa specifica per i contratti di locazione, che leghi l'aspetto della registrazione e fiscalità, alla validità stessa: ma non credo esista.
Cosa trovo sorprendente in questa storia è il fatto che due contraenti stabiliscano un contratto e relativo canone, "in nero", e lo facciano in forma scritta; pensavo che in tali circostanze, fosse ovvia norma non lasciar tracce evidenti.
Presumo inoltre che registrare un contratto con 22 anni di ritardo comporti una sanzione abbastanza salata.
Non conosco poi i dettagli di quella legge che permetteva all'inquilino di far emergere il nero a tutto suo vantaggio; per dimostrarne l'esistenza doveva essere prodotto il vecchio contratto? E se si, questo veniva totalmente surrogato dal nuovo? (nel qual caso il contratto del 93 verrebbe effettivamente annullato dal successivo?)
Mi pare siamo proprio di fronte ad un caso dove sia i contraenti che il legislatore siano stati consigliati dal diavolo, che notoriamente fornisce le pentole, ma non il coperchio.