Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2007/04/societa-di-comodo-istanza-di-disapplicazione-alcuni-fac-simile-da-utilizzare.html
Timestamp: 2020-04-01 12:12:49+00:00
Document Index: 162869922

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 98', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30']

Società di comodo – istanza di disapplicazione: fac-simili utilizzabili
Se non ricorrono le cause di esclusione previste dalla norma una delle possibilità per i contribuenti è quella di presentare all’ufficio competente una apposita istanza di interpello disapplicativo…
La disciplina fiscale delle società non operative é stata introdotta dall’art. 30 della L. 23.12.1994, n. 724, allo scopo di contrastare le c.d. società di comodo e, in particolare, di disincentivare il ricorso all’utilizzo dello strumento societario come schermo per nascondere l’effettivo proprietario di beni, avvalendosi di norme più favorevoli per le società.
Di recente ha subito ulteriori modifiche con l’art. 35, commi 15 e 16, del D.L. 4.7.2006, n. 223, convertito dalla L. 4.8.2006, n. 248, nonché dell’art. 1, commi 109 e seguenti, della L. 27.12.2006, n. 296 (c.d. Legge Finanziaria 2007).
Le suddette modifiche hanno reso più incisive le disposizioni sulle società non operative, accentuandone le finalità antielusive.
Su tale versante, la Fondazione Luca Pacioli con la circolare n. 8 del 11.04.2007 ha fornito i fac simili (si veda in seguito) di istanza per la disapplicazione, approvati dalla stessa Agenzia delle Entrate con nota del 15.03.2007 .
Istanze di disapplicazione
Se non ricorrono le cause di esclusione (1) previste dalla norma, l’unica possibilità per evitare l’applicazione della disciplina sulle “società non operative” è quella di presentare all’ufficio competente una apposita istanza di interpello disapplicativo, secondo quanto prevede l’art. 37-bis, comma 8, del DPR n. 600/1973.
L’istanza di disapplicazione può essere presentata in presenza di oggettive situazioni che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi, degli incrementi delle rimanenze e dei proventi nonché del reddito nella misura minima prevista.
Nella circolare n. 5/E del 2.2.2007 dell’Agenzia delle Entrate viene rimarcato che la mancata presentazione dell’istanza di disapplicazione comporta l’inammissibilità del ricorso presentato contro il successivo atto di accertamento.
L’istanza di disapplicazione va fatta al Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio e spedita, a mezzo del servizio postale, in plico raccomandato con avviso di ricevimento, all’ufficio locale competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente.
Entro 30 giorni dalla ricezione, l’ufficio trasmette l’istanza, con il proprio parere, al Direttore Regionale, il quale emana il provvedimento (di accoglimento o di rigetto), entro 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza all’ufficio locale competente per l’accertamento.
Per evitare le presunzioni di legge sull’esercizio 2006, occorre presentare un’apposita istanza entro il 15.05.2007.
Effetti dell’accoglimento dell’istanza di disapplicazione
L’eventuale risposta positiva da parte del Direttore Regionale consente alla società istante di disapplicare la disciplina di cui alla legge n. 724/1994, con la conseguenza che la società:
– Ai fini IRPEF o IRES, potrà dichiarare il reddito effettivamente conseguito;
– ai fini IRAP, potrà dichiarare il valore della produzione netta effettivamente realizzato;
– ai fini IVA non subirà alcuna limitazione ai fini dell’utilizzo o del rimborso del credito IVA.
Viceversa, l’eventuale risposta negativa, che conferma le presunzione di legge, comporta l’obbligo per il contribuente di presentare la dichiarazione esponendo il reddito nella misura minima prevista.
Modelli delle istanze di disapplicazione
Ecco di seguito i tre fac simili di modelli delle istanze da presentare (predisposti per le società: In liquidazione, immobiliari, e holding), adattabili anche per casi diversi (forniti dalla Fondazione Luca Pacioli e approvati dall’Agenzia delle Entrate con nota del 15.03.2007), che vanno poi integrati in base alle situazioni concrete:
FAC SIMILE 1 (SOCIETA’ IN LIQUIDAZIONE)
Direzione Regionale del …………..(specificare la regione)
per il tramite dell’Ufficio locale di ……….(specificare l’ufficio locale competente)
Cap_______________ Città ________________
per la disapplicazione della disciplina delle società non operative (art. 30, comma 4-bis, L. 23/12/1994, n. 724)
Signor …………………………, nato a ………………….. il ……………………., residente a ………………………………..,
Via………………………, codice fiscale ………………………………………. in qualità di …………………………………………….
della società……….. sede in …………………………………………………. Via. ………………………………………………………………,
codice fiscale ……………………………………… , partita IVA………………………………………..,
· che la Società …………………………è stata posta in stato di liquidazione volontaria a mezzo delibera dell’assemblea dei soci del (….) e che lo stato di liquidazione non è stato revocato al momento di presentazione della presente istanza;
· che la Società …………………………ha conseguito ricavi e proventi di competenza del periodo di imposta (in corso alla data del 4 luglio 2006) 2006 di importo molto esiguo e comunque inferiore rispetto ai ‘minimi’ previsti dall’ art. 30, comma 1, legge 23 dicembre 1994, n. 724).
che la Società sarebbe ricompresa nell’ambito delle società c.d. ‘non operative’ ai sensi dell’art. 30, comma 1, L. 724/94;
· che la Società, a partire dal periodo di imposta di decorrenza dello stato di liquidazione volontaria, ha perseguito (e persegue tuttora) esclusivamente gli obiettivi di:
– definizione dei rapporti giuridici con terzi soggetti;
– alienazione dei beni costituenti il patrimonio aziendale;
come risulta dalla comparazione degli ultimi due bilanci approvati;
· che la Società esercita un’attività produttiva esclusivamente finalizzata alla conservazione dell’azienda (o di un suo ramo) ed alla conseguente fuoriuscita dal patrimonio della società;
(Per meglio supportare I’istanza è necessario fornire una sintetica descrizione dell’attività liquidatoria compiuta, la consistenza dei principali cespiti e la loro destinazione nella fase liquidatoria, nonché le ragioni che giustificano i tempi della liquidazione)
CONSIDERAZIONI DEL CONTRIBUENTE
Posta nei termini concreti sopra prospettati la situazione concreta della Società, è evidente che la stessa si sia trovata, con riferimento al periodo d’imposta 2006 (periodo di imposta in corso alla data del 4 luglio 2006), liquidazione ordinaria” (cfr. Circolare 26 febbraio 1997, n. 48/E; Circolare 2 febbraio 2007, n. 5/E).
L’attività svolta dalla Società nel corso del periodo di imposta 2006 non può essere considerata ‘normale’, poiché e stata finalizzata unicamente alla definizione dei rapporti pendenti con terzi ed alla ripartizione tra i soci del patrimonio residuo.
E’ indubbio, quindi, che la descritta situazione sia riconducibile a quelle “oggettive situazioni” che hanno reso impossibile alla Società la produzione di ricavi e di reddito negli importi c.d. ‘minimi’fissati, rispettivamente, dai commi 1 e 3 dell’art. 30, della L. 23 dicembre 1994, n. 724, situazioni per le quali è, dunque, possibile chiedere la disapplicazione della disciplina sulle società “non operative”, ai sensi dell’art. 30, comma 4-bis, L. n. 724/1994.
Peraltro, ai sensi del testo previgente dell’art. 30 Legge n. 724/1994, lo stato di liquidazione era considerato causa di esclusione automatica dall’applicazione della disciplina delle società c.d. ‘non operative’.
Per le ragioni sopra esposte, la società istante ritiene che lo stato di liquidazione volontaria prospettata non rientri nell’ambito di applicazione della normativa di cui all’art. 30, L. 724/94, in quanto la società si trova in una situazione di carattere oggettivo che rende impossibile il superamento del “test di operativita” e conseguentemente
la disapplicazione integrale delle disposizioni antielusive di cui all’articolo 30, L. 23 dicembre 1994, n. 724, per il periodo d’imposta 2006 (in corso alla data del 4 luglio 2006) fino alla data di chiusura della liquidazione
· copia estratto della delibera di scioglimento e messa in liquidazione,
· copia degli ultimi due bilanci approvati.
FAC SIMILE 2 (SOCIETA’ IMMOBILIARI)
Signor …………………………., nato a …………………… il…………………….., residente a …………………………………,
Via………………………., codice fiscale ……………………………………….. in qualità di ……………………………………………..
della società ……….. sede in…………………………………………………… Via…………………………………………………………………,
codice fiscale ………………………………………. , partita IVA……… …………………………………,
· che la Società ……………………………….. ha conseguito un ammontare complessivo di ricavi, di incrementi di rimanenze e dei proventi di competenza del periodo di imposta 2006 (periodo d’imposta in corso alla data del 4 luglio 2006) di importo inferiore rispetto ai ‘minimi’ previsti dall’ art. 30, comma 1, legge 23 dicembre 1994, n. 724;
· che la Società sarebbe ricompresa nell’ambito delle societa c.d. ‘non operative’, ai sensi dell’art. 30, comma 1, legge 23 dicembre 1994, n. 724;
(i contratti di locazione in essere, regolarmente registrati, sono conclusi con soggetti non soci o con soggetti non qualificabili come parti correlate ai soci ai sensi dell’art. 98 TUIR);
· che la Società non ha potuto raggiungere gli importi “minimi” in quanto:
(a titolo esemplificativo, sviluppare una o più delle seguenti ipotesi)
a) gli immobili (o parte degli immobili) [indicare gli estremi identificativi] sono in corso di costruzione, ristrutturazione, risanamento etc.;
b) gli immobili (o parte degli immobili) non sono agibili;
c) la società opera esclusivamente in regime di edilizia convenzionata, avendo stipulato contratti di locazione e di compravendita a prezzi concordati [indicare eventualmente se i canoni corrispondono ai valori risultanti dalla Banca dati dell’Agenzia del Territorio (www.agenziaterritorio.it) elaborati dall’Osservatorio del mercato immobiliare O.M.I.};
d) una parte dei terreni agricoli non sono coltivati (c.d. set aside) ed il contributo riconosciuto dalla Unione europea non è sufficiente per superare il c.d. “test di operativita”;
e) i terreni sono destinati al rimboschimento /ovvero all’impianto di colture i cui frutti sono attesi dopo anni (vite/olivo/agrumi/ frutteto/ invecchiamento prodotti…);
f) si sono verificate cause eccezionali che hanno determinato la distruzione dei frutti del fondo (siccità, infestazioni, ecc.) ed i contributi pubblici ed i risarcimenti non sono sufficienti per superare il c.d. “test di operatività”;
g) i canoni dei contratti di locazione sopra indicati restano fissi fino alla data di scadenza dei rapporti contrattuali, salvo l’adeguamento del loro importo in base all’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati
Nel caso specifico e concreto non si verifica la situazione astrattamente perseguita dalla norma in materia di “società non operative”, in quanto si è in presenza di eventi di carattere oggettivo e razionale (oppure di carattere straordinario) che non consentono alla società istante il conseguimento di un ammontare complessivo dei ricavi, degli incrementi di rimanenze e dei proventi, pari o superiore (non inferiore) all’importo stabilito dall’applicazione dei coefficienti di cui all’art. 30, comma 1, L. 23 dicembre 1994, n. 724, (e/o il raggiungimento del reddito presunto di cui al comma 3 ovvero l’effettuazione di operazioni rilevanti ai fini Iva nell’ammontare minimo previsto dal comma 4, 2°periodo, del citato articolo 30).
Pertanto, la Società ritiene che la disciplina delle società non operative deve essere integralmente disapplicata, inclusa la disapplicazione dei limiti di utilizzo delle eccedenze di credito Iva, con la conseguente determinazione della base imponibile ai fini Ires ed Irap secondo la normativa ordinaria.
Per le ragioni sopra esposte, la società istante ritiene che la situazione concretamente prospettata non rientri nell’ambito di applicazione della normativa di cui all’art. 30, legge n. 724/94, in quanto la società si trova in una situazione di carattere oggettivo che rende impossibile il superamento del “test di operatività” e conseguentemente
la disapplicazione integrale delle disposizioni antielusive di cui all’articolo 30, L. 23 dicembre 1994, n. 724, per il periodo d’imposta 2006 (in corso alla data del 4 luglio 2006).
FAC SIMILE 3 (SOCIETA’ HOLDING)
Cap_______________ Citta ________________
– in via principale, che il periodo d’imposta della società coincide (non coincide) con l’anno solare;
– che i ricavi della società dipendono dagli utili delle partecipate e quindi non direttamente da proprie politiche di gestione, risentendo inevitabilmente della gestione delle società partecipate;
– che la società detiene le seguenti partecipazioni in società controllate e/o collegate:
Società. — indirizzo — c.f. e n. iscrizione Reg. Imp. — capitale sociale — quota (valore nominale e %);
(Si può indicare ogni altra informazione riguardante la società partecipata ritenuta utile all’esame dell’istanza)
– che la società è interessata dalla normativa sulle “società non operative”, in quanto i propri titoli non sono negoziati in mercati regolamentati italiani, né controlla società od enti i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani od esteri, anche indirettamente;
– l’applicazione della normativa in materia di “società non operative”, novellata dall’art. 35, comma 15, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e dall’art. 1, commi 109 e ss., della L. 27 dicembre 2006, n. 296, determinerebbe, a carico della società istante, dal periodo d’imposta in corso alla data del 4 luglio 2006:
– l’obbligo di calcolare il “reddito imponibile minimo”, ai fini dell’applicazione dell’Ires e dell’Irap, mediante l’applicazione delle percentuali stabilite dall’art. 30, comma 3, della L. 23 dicembre 1994, n. 724;
– l’applicazione dei limiti di utilizzo dell’eccedenza di credito Iva risultante dalla dichiarazione;
ciò premesso, ed in conseguenza,
– la società istante si è trovata nella circostanza di
non poter conseguire ricavi/(non poter conseguire ricavi in misura sufficiente a raggiungere l’imponibile minimo previsto dalla normativa in esame) a causa dell’impedimento per le partecipate di distribuire i dividendi ad essa spettanti;
la società istante chiede di poter disapplicare le norme in materia di “società non operative”, determinando la base imponibile ai fini dell’applicazione dell’Ires e dell’Irap nella misura effettivamente dovuta in base alle normativa sul reddito di impresa e dell’imposta regionale sulle attività produttive, per i motivi in appresso specificati:(sviluppare una o più di una delle seguenti ipotesi) le società partecipate non hanno riserve disponibili da distribuire (allegare ultimi bilanci approvati);
le società partecipate non hanno riserve disponibili sufficienti – anche in caso di integrale distribuzione – per consentire alla società istante di superare il c.d. “test di operatività” (allegare ultimi bilanci approvati);
la società detiene solo partecipazioni di minoranza che non consentono di deliberare la distribuzione di dividendi e riserve
Nel caso specifico e concreto non si verifica la situazione astrattamente perseguita dalla norma in materia di “società non operative”, in quanto si è in presenza di eventi di carattere oggettivo e razionale (oppure di carattere straordinario) che non consentono alla società istante il conseguimento di un ammontare complessivo dei ricavi, degli incrementi di rimanenze e dei proventi, pari o superiore (non inferiore) all’importo stabilito dall’applicazione dei coefficienti di cui all’art. 30, comma 1, L. 23 dicembre 1994, n. 724, (nonché il raggiungimento del reddito minimo presunto di cui al comma 3 dello stesso articolo).
Pertanto, la Società ritiene che la disciplina delle società non operative deve essere integralmente disapplicata, inclusa la disapplicazione dei limiti di utilizzo delle eccedenze di credito Iva, con la conseguente determinazione della base imponibile ai fini Ires ed Irap secondo la normativa ordinaria
Per le ragioni sopra esposte, la società istante ritiene che la situazione prospettata non rientri nell’ambito di applicazione della normativa di cui all’art. 30, L. 724/94, in quanto la società si trova in una situazione che rende impossibile il superamento del “test di operatività”.
la disapplicazione integrale delle disposizioni antielusive di cui all’articolo 30, L. 23 dicembre 1994, n. 724, per il periodo d’imposta 2006 (il periodo d’imposta in corso alla data del 4 luglio 2006).
– Situazione patrimoniale delle società partecipate alla data del ……..
(1) Cause di esclusione previste dalla legge
Per disposizione di legge la qualifica come “società non operativa” non si applica:
– ai soggetti che si trovano nel primo periodo d’imposta;
– alle società in amministrazione controllata o straordinaria, in fallimento e in liquidazione coatta amministrativa;
– alle società ed enti che controllano società ed enti i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani ed esteri, nonché alle stesse società ed enti quotati ed alle società da essi controllate, anche indirettamente;
· alle società con un numero di soci non inferiore a 100.
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