Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18776:cassazione-penale,-sez-7,-24-luglio-2018,-n-35107-violazioni-in-materia-di-sicurezza-ricorso-inammissibile&catid=17&Itemid=138
Timestamp: 2020-07-12 01:25:13+00:00
Document Index: 127785358

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 568', 'sentenza ', 'art. 593', 'sentenza ', 'art. 616']

Presidente: CAVALLO ALDO Relatore: ANDRONIO ALESSANDRO MARIA Data Udienza: 13/04/2018
1. - Il Tribunale di Messina ha condannato l'imputata odierna ricorrente alla pena dell'ammenda, per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
2. - Avverso la sentenza il difensore ha proposto impugnazione qualificata come appello, lamentando l'errata valutazione delle risultanze istruttorie.
3. Preliminarmente l'impugnazione deve essere qualificata come ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 568, comma 5, cod. proc. pen., perché proposta contro sentenza non appellabile, ai sensi dell'art. 593, comma 3, cod. proc. pen., in quanto recante condanna alla sola pena dell'ammenda.
4. - Il ricorso, conseguentemente, deve essere dichiarato inammissibile. Tenuto conto della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono elementi per ritenere che «la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità», alla declaratoria dell'inammissibilità medesima consegue, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen., l'onere delle spese de! procedimento nonché quello del versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in € 3.000,00.