Source: http://www.jus.unitn.it/cardozo/Review/Contract/besson01.htm
Timestamp: 2018-12-19 01:38:52+00:00
Document Index: 72036913

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 101', 'art. 94', 'art. 12', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 97', 'art. 2043', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 1882', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 9', 'art.9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 109', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 17']

M A R I O B E S S O N E
L'ADESIONE A FONDI PENSIONE. PRINCIPIO E REGOLE DI GARANZIA DELL'INFORMAZIONE PRECONTRATTUALE
1. Disegnando le grandi linee della disciplina dei fondi pensione le norme del decreto legislativo 124 dell'aprile 1993 hanno indicato con chiarezza la basic rule dell'intero ordinamento si settore.Si opera in un regime normativo che mette al suo vertice il principio della libertà di adesione .Le analisi in prospettiva di comparazione rilevano la presenza di sistemi di previdenza complementare dove l’adesione a fondi pensione ha carattere obbligatorio. Modelli normativi di questo genere si devono ad una precisa opzione di politica economica per un regime pensionistico di genere misto ,che compensi la contenuta quantità delle prestazioni offerte dal sistema previdenziale pubblico di primo pilastro appunto con il di più di prestazioni assicurate da forme previdenziali di secondo pilastro, pur sempre complementari ma diventate anch’esse materia di obbligo e parte necessaria del complessivo insieme del sistema pensionistico. La partecipazione a forme previdenziali di secondo pilastro tende invece ad essere regolata secondo principio di libertà di adesione là dove le prestazioni di rendita per l’età anziana assicurate dal sistema pubblico sono più consistenti , essendo al tempo stesso assai costose le contribuzioni occorrenti per conseguire questo risultato di ricchezza pensionistica .E nel complessivo disegno delle norme del decreto legislativo 124 il principio di libertà di adesione presenta tutti i caratteri di autentico principio costitutivo del sistema .
Consegnare risparmio a fondi pensione o invece disporne in altro modo è cosa che ognuno decide per sé. E non operano presunzioni di alcun genere. Non si danno perciò fattispecie di adesione a forme pensionistiche complementari senza una espressa dichiarazione di volontà . E anche quanto ai fondi pensione del mondo del lavoro è in radice escluso che possano esistere un vincolo o un obbligo capaci anche soltanto di limitare un generale principio di libertà che se opera a tutto campo per essi è poi confermato in forma perentoria dal quarto comma dell’art. 3 del decreto legislativo. Alla rigorosa osservanza del principio devono uniformarsi tutte le organizzazioni sociali che operano da fonti istitutive di fondi pensione nel collettivo interesse dei lavoratori . Si tratti di forme pensionistiche complementari del settore privato o di quante riguardano i comparti del pubblico impiego, le fonti istitutive del fondo pensione devono garantire la libertà di adesione individuale all’iniziativa previdenziale..Perciò non esistono coalizioni di interesse, appartenenze di corporazione o vincoli di solidarietà collettiva più forti di quel principio .
Con la concisa chiarezza delle formule di estrema sintesi la libertà di adesione in questo senso qualifica e regola l’intero sistema della previdenza complementare.Alle soggettive valutazioni dei singoli si conferisce un valore sovraordinato a qualsiasi altro. E a fare maggior chiarezza sulle ragioni che motivano l'indicato principio di libera determinazione del che cosa preferire provvedono poi le singole norme di disciplina della forma pensionistica complementare. Dall’adesione al fondo pensione derivano infatti un rapporto giuridico contributivo e a suo tempo un rapporto giuridico previdenziale che si configurano come fattispecie a contenuto fortemente vincolato. La dichiarazione di adesione al fondo pensione (a qualsiasi fondo chiuso o aperto che sia) è consenso espresso nelle forme della pura e semplice accettazione di un contratto standard ,in ogni sua parte configurato come un insieme di condizioni generali che non lasciano spazio ad alcuna possibilità di trattativa o di inserzione di clausole correttive dello standard . Il regime degli oneri che gravano sull’aderente in corso di svolgimento del rapporto contributivo anch’esso non è regime liberamente contrattato , così come del tutto precostituito è l’insieme dei contenuti e delle quantità delle prestazioni poi offerte agli iscritti alla forma pensionistica nel corso del rapporto previdenziale che ne deriva.
In presenza di queste ( e altre ) rigorose norme di limite alla possibilità stessa di adeguare a soggettive preferenze la forma pensionistica complementare tanto più era perciò necessario assicurare ampia libertà quanto alla decisione che ai possibili destinatari di fondi pensione si domanda di assumere . E sarà chiaro che la decisione da assumere è di genere molto complesso.E' una decisione individuale ma molto spesso assunta nell'interesse di un intero nucleo familiare .E una decisione che invariabilmente comporta una valutazione dei flussi di reddito percepiti o attesi in futuro e una attenta considerazione della anzianita' contributiva maturata quanto alla pensione del sistema obbligatorio (così come una evidente attenzione ai possibili svolgimenti della propria posizione professionale ) .Allo stesso modo occorre un razionale apprezzamento della composizione e degli elementi distintivi delle attività finanziarie e delle altre attivita' patrimoniali gia' presenti nella economia individuale del singolo o del suo nucleo familiare. Occorre quindi ragionare sulla soglia di rischio, le prospettive di rendimento e la durata degli investimenti gia' in atto non esclusi gli investimenti eventualmente già in altro modo attivati per finalita' previdenziali .
A tutto questo si aggiunga infine ciò che puo' essere specialità delle particolari e sempre mutevoli situazioni personali dei possibili destinatari delle forme pensionistiche complementari . E quanto all'eventuale adesione al programma previdenziale che i fondi pensione propongono naturalmente soltanto adeguate informazioni sui caratteri distintivi di ogni singola forma pensionistica e le dovute garanzie di trasparenza delle attività di gestione patrimoniale possono offrire tutti gli elementi di valutazione necessari per maturare decisioni di investimento realmente consapevoli . Si tratti di fondi pensione chiusi o di fondi pensione aperti altra regola costitutiva della speciale disciplina di settore è perciò un rigoroso principio di disclosure .Veridicità e completezza dell'informazione sono bene pubblico che deve ricevere garanzie tanto maggiori quando è in questione il possibile investimento di risparmio con finalità previdenziale.Lo ricorda il progetto di direttiva sugli enti in pensionistici complementari in corso di elaborazione nelle sedi comuniitarie. E le norme del decreto legislativo 124 a tutelare quel bene provvedono con disposizioni di carattere imperativo.
L' offerta di mercato del fondo pensione aperto è in senso tecnico una operazione di sollecitazione del pubblico risparmio. E’ più precisamente offerta di un servizio finanziario che le imprese di intermediazione mobiliare indicate dall'art. 6 del decreto legislativo offrono al pubblico costituito da un numero indefinito di soggetti che sono potenziali aderenti alla forma pensionistica .E a garanzia di veridicità , completezza e trasparenza dell’informazione necessaria per maturare consapevoli decisioni di investimento opera la disciplina che la norma dell’art. 9 del decreto legislativo stabilisce al suo primo comma . Là dove si inizia a delineare il regime giuridico dei fondi pensione aperti al tempo stesso la norma dell’art. 9 avverte infatti che con riguardo ad essi restano comunque ferme le disposizioni previste per la sollecitazione del pubblico risparmio .E questa è formula di univoco e immediato rinvio a tutta una serie di norme del T.u.f. ,il Testo unico delle disposizioni iin materia di intermediazione finanziaria che con le disposizioni dove si stabilisce obbligo di prospetto informativo ( e altre ancora ) assicura informazione e trasparenza sia quanto ai soggetti che sollecitano l’investimento sia quanto agli strumenti finanziari che ne sono l’oggetto .
Allo stesso modo le norme del T.u.f costituiscono obbligato punto di riferimento per la disciplina di protezione dei lavoratori interessati alle iniziative di previdenza complementare promosse da fondi pensione chiusi.. Sia pure con esclusivo riguardo ad un limitato ambito di forme pensionistiche, la norma del quarto comma dell ‘art. 4 del decreto legislativo 124 a prescriveva infatti modalità di raccolta delle adesioni compatibili con le disposizioni sulla sollecitazione del pubblico risparmio . Già la norma del quarto comma dell’art. 4 tracciava perciò le grandi linee di una disciplina di garanzia dei possibili destinatari dell’offerta di fondi pensione chiusi ,successivamente integrata dalle prescrizioni di un decreto del Ministro del lavoro( è il decreto 211 del gennaio 1997) e infine completata da deliberazioni della Commissione di vigilanza sui fondi pensione ( la Covip ) , con la previsione di una scheda informativa che come si preciserà più avanti ha stabilito un regime di ampia disclosure esteso anche ai fondi non considerati dalla norma del decreto legislativo .E si tratta di un ulteriore regime di garanzia dell’informazione e della trasparenza di soggetti ,iniziative e strumenti finanziari in decisiva misura costituito da disposizioni con sicuri caratteri di inderogabilità .
Da tutto questo un ordinamento di settore che il decreto legislativo 47 del febbraio 2000 ha integrato mediante norme che costituiscono grande riforma di sistema perché disponendo la disciplina dei nuovi piani pensionistici individuali al tempo stesso hanno significativamente esteso ambito e modi di operare del principio di libertà. Piani pensionisti individuali possono essere offerti al mercato del risparmio previdenziale dal fondo pensione aperto (secondo il regime dventato l' art. 9 bis del decreto legislativo 124),così come possono essere offerti dall'impresa assicurativa nella forma del contratto di assicurazione sulla vita (secondo il regime diventato l'art. 9 ter del decreto ). E con riguardo all'ambito dei possibili destinatari della nuova forma previdenziale non ci sono prescrizioni di limite.Per la nuova formulazione dell'art. 2 del decreto legislativo 124 l'adesione a piani pensionistici individuali è infatti consentita anche a quanti non sono titolari di redditi di lavoro né di redditi di impresa ..
Si rimuove perciò il vincolo di obbligata connessione tra appartenenza al mondo del lavoro e previdenza pensionistica ,di modo che le prestazioni conseguenti alla sottoscrizione di piani pensionistici individuali non sono necessariamente complementari a prestazioni del sistema pensionistico pubblico.E sarà chiaro tutto il rilievo di una normativa intesa a garantire protezione previdenziale anche a quanti per il passato ne erano inevitabilmente esclusi . Ma la riforma operata con il decreto legislativo del febbraio 2000 è di segno davvero molto forte anche per ciò che ne risulta stabilito con espresso riferimento al mondo del lavoro.Il principio di libertà che già consentiva di decidere se sottoscrivere un contratti di adesione ad una forma pensionistica complementare dalle disposizioni del decreto legislativo 47 è infatti integrato dalla libertà di scegliere senza prescrizioni di limite quale forma pensionistica privilegiare.Con le sue disposizioni si è così finalmente assicurata la dovuta estensione di campo alla libertà di decisione dei singoli anche quanto.alle possibili alternative di investimento di risparmio con finalità previdenziale.
In passato prevaleva una policy di preferenza per il fondo pensione chiuso esistendo rigorose norme di limite all'adesione a fondi pensione aperti. E quando fosse possibile l'adesione a fondo pensione chiuso norme a valere per gli appartenenti a qualsiasi settore del lavoro dipendente Con una nuova formulazione del secondo comma dell'art. 9 del decreto legislativo 124 ,le disposizioni del decreto legislativo del febbraio 2000 hanno invece azzerato ogni previsione di limite, essendo perciò consentita a tutti libertà di scelta tra fondo pensione chiuso e fondi aperti così come è consentita l'alternativa offerta dal piano pensionistico individuale dell'impresa assicurativa.Da ciò davvero un decisivo passo nella giusta direzione.Quali sono costi e benefici delle diverse forme previdenziali dicono con sufficiente chiarezza le norme del decreto legislativo 124..Quali sono le particolarità dei nuovi piani pensionistici individuali si legge nelle disposizioni degli artt. 9 bis e 9 ter E che ognuno possa poi decidere liberamente come regolarsi e che cosa scegliere ancora una volta è precisamente quello che un evoluto ordinamento della materia deve consentire.
L'estensione di campo che si è assegnata al principio di libertà delle decisioni di portafoglio pensionistico indica una voltà di più tutto il rilievo delle disposizioni sulla informazione precontrattuale indispensabile per garantire che quanti pensano alle necessità dell'età anziana possano maturare decisioni di investimento davvero consapevoli.Perciò si deve la maggior attenzione al regime di disclosure dei programmi previdenziali che imprese di assicurazione propongono nella forma del piano pensionistico individuale dell'art. 9 ter così come all'offerta di mercato dei fondi pensione, si tratti dell'iniziativa imprenditoriale dei fondi pensione aperti o del contratto di associazione ad un fondo pensione chiuso che per appartenenti al mondo del lavoro sia attivato sul modello organizzativo del primo comma dell'art. 4 del decreto legislativo 124 .E a veder bene l’ordinamento della materia previdenziale non fa altro che uniformarsi ad una policy condivisa dalla generalità delle normative di regolazione dell'economia finanziaria tutte ormai invariabilmente caratterizzate da una forte attenzione alle necessarie garanzie di trasparenza di soggetti e di attività .
Garanzie che se operano con forza a tutela di quanti sottoscrivendo contratti di adesione già sono diventati gli iscritti ad una forma pensionistica allo stesso modo presentano grande consistenza anche quando operano a protezione di quanti sono ancora soltanto potenziali aderenti al suo programma .In fase di esecuzione del contratto di investimento di risparmio con finalità previdenziale il principio di trasparenza è regolatore fondamentale del complessivo insieme dei rapporti che intercorrono tra fondo pensione o imprese assicurative e partecipanti alla loro iniziativa di financial industry .Ma già in fase di rapporto precontrattuale ogni possibile modalità di promozione delle adesioni deve uniformarsi ad una disciplina di settore che prescrive ampiezza di informazione e perciò garanzie di trasparenza della forma pensionistica nell’interesse della generalità dei destinatari della proposta di investimento .E va considerato che volta a volta diverso il regime delle garanzie per qualsiasi iniziativa di sollecitazione all’investimento di risparmio con finalità pensionistica la consegna di un documento che valga da informazione preventiva è atto dovuto.
2 . Quanto alle attività di raccolta delle adesioni a fondi pensione negoziali e chiusi già le disposizioni del decreto legislativo 124 segnalavano la necessità di una disciplina intesa ad assicurare adeguate garanzie di informazione sul programma previdenziale,con una normativa espressamente riferita ai fondi pensione che fossero costituiti nell’ambito di categorie , comparti o raggruppamenti del genere indicato al primo comma dell'art. 2 .Per essi il quarto comma dell’art. 4 del decreto legislativo prescriveva le già ricordate modalità di raccolta delle adesioni compatibili con le disposizioni per la sollecitazione del pubblico risparmio , .in questo senso operando un espresso rinvio alla policy e alle regole di tutela dell’investitore che nella legislazione di mercato finanziario configurano modelli di regolamentazione delle attività interamente costruiti sul principio di trasparenza. Una volta di più si trattava quindi di provvedere alla predisposizione di documenti capaci di offrire tutte le informazioni necessarie per consentire al destinatario della sollecitazione una consapevole decisione di investimento.
E si consideri in che misura nel contesto del decreto legislativo 124 trasparenza e garanzie di informazione per univoca indicazione degli artt. 16 e 17 del decreto sono in linea di principio indicate come strumento e al tempo stesso come principale oggetto delle funzioni di di regolazione del settore assegnate in competenza alla Commissione di vigilanza. Ne risultava ulteriormente precisata una linea di intervento portata ad un primo risultato utile dal secondo e terzo comma dell’art. 3 del decreto del ministro del lavoro 211 del gennaio 1997 ..In osservanza della disposizione del quarto comma dell’art. 4 del decreto legislativo ,e perciò ( soltanto ) per i fondi costituiti nell’ambito di categorie , comparti o raggruppamenti il decreto ministeriale aveva indicato come obbligata previsione di statuto la predisposizione di una scheda informativa da consegnarsi ai possibili aderenti al fondo pensione , così da assicurare che la loro eventuale adesione alla forma pensionistica fosse preceduta da una adeguata possibilità di informazione quanto alla natura e ai contenuti del programma previdenziale .Il decreto ministeriale assegnava poi alla Covip il compito di provvedere alla definizione di un modello o schema generale di scheda informativa.
Con il medesimo provvedimento si impegnava la Covip ad attivare un procedimento di valutazione della conformità allo schema generale delle schede informative di volta in volta predisposte da ogni singolo fondo pensione. E con sua deliberazione del 18 giugno 1997 la Covip aveva appunto provveduto alla definizione dello schema generale di scheda informativa , successivamente organizzando il procedimento di approvazione dei documenti informativi volta a volta predisposti dal singolo fondo pensione nel contesto della più generale disciplina di autorizzazione all’esercizio della attività previdenziale ( disciplina dalla Commissione di vigilanza deliberata con il regolamento del 27 gennaio 1998).Ne doveva conseguire una normativa di consistente garanzia di informazione dei potenziali aderenti ad un programma pensionistico complementare tuttavia operante soltanto nel caso dei fondi pensione per così dire a grande dimensione espressamente indicati dalla norma del quarto comma dell’art. 4 del decreto legislativo.
Da ciò il regime a limitati ambiti di operatività che impiegando i suoi poteri di law making la Covip ha integrato con una deliberazione del 10 febbraio 1999 quanto mai rilevante .Con questa deliberazione si è infatti provveduto ad una estensione a tutto campo dei doveri di informazione che sui fondi pensione chiusi gravano in ordine a natura, contenuti e regime del programma previdenziale .La Commissione di vigilanza aveva infatti considerato che non esistono argomenti per ritenere che l’esigenza di assicurare ai potenziali aderenti ampia informazione sul contenuto e il progetto di una forma pensionistica complementare costituisca una esigenza in senso forte soltanto nel caso dei fondi pensione di categoria, di comparto o di raggruppamento in considerazione delle loro maggiori dimensioni operative. Occorreva quindi una più razionale e più evoluta disciplina della materia. E questo spiega i contenuti della deliberazione assunta dalla Covip a febbraio del 1999 che riformando la disciplina della scheda informativa ha contestualmente provveduto ad una forte innovazione di sistema .
La Commissione di vigilanza ha infatti disposto un obbligo di predisposizione della scheda informativa e di sua consegna ai potenziali aderenti alla forma pensionistica complementare da considerare esteso a qualsiasi fondo pensione appartenente al comparto dei fondi pensione negoziali e chiusi Come si legge in apertura della indicata deliberazione gli statuti di tutti i fondi pensione chiusi da allora sono chiamati a stabilire che l’eventuale adesione sarà necessariamente preceduta dalla consegna ai potenziali aderenti di una scheda informativa intesa a fare chiarezza quanto alle caratteristiche del fondo . Scheda informativa redatta sul modello dello schema generale predisposto dalla Commissione di vigilanza che si deve sottoporre preventivamente alla valutazione della Covip così da verificare sia la rispondenza del documento alla normativa vigente sia la sua coerenza alle fonti istitutive e allo statuto del fondo pensione .
Ne conseguiva una normativa di disclosure adesso conformata alle disposizioni della deliberazione del 22 maggio 2001 che rimuovendo interamente le disposizioni del febbraio 1999 così disciplina il regime dei fondi negoziali e chiusi .L'istanza che si presenta per conseguire l'autorizzazione all'esercizio della attivita deve unire in allegato una scheda informativa per la raccolta delle adesioni ancora una volta redatta in base allo schema generale definito dalla Covip .Nei tempi indicati dalla normativa (che in via ordinaria saranno di novanta giorni dal ricevimento dell'istanza ) ,e qualora ne esistano tutte le necessarie condizioni la Commissione di vigilanza approverà lo statuto del fondo pensione e lo autorizzerà ad operare ma soltanto una volta verificata (… ) la rispondenza della scheda informativa alle regole di contenuto che la deliberazione del 22 maggio 2001 ha formulato con concisa chiarezza disponendo specialità di regime della informazione precontrattuale che sia pure in via breve sembra utile riferire.
Già con la deliberazione del febbraio 1999 la Covip aveva richiesto che il documento fosse congegnato come un esauriente quadro di sintesi comprensivo sia di dati materiali che di norme di regime della forma pensionistica , impegnando l’organo di amministrazione del fondo pensione ad una formale assunzione di responsabilità quanto alla completezza e alla veridicità delle informazioni offerte che è espressamente confermata. E in ragionata successione le informazioni che per confermato orientamento della deliberazione del maggio 2001 devono essere offerte dalla scheda informativa corrispondono ampiamente alla indicata esigenza di piena disclosure. Insieme ad altro ancora riguardano infatti la identità del fondo pensione e il genere delle prestazioni previdenziali che saranno erogate,la regolamentazione delle fattispecie di trasferimento e riscatto della posizione pensionistica, la materia delle contribuzioni e il regime di ogni altro onere a carico dell’aderente ,i criteri di quantificazione delle spese del fondo pensione e le modalità di impiego delle sue risorse .
Devono essere comunicate anche le forme attraverso le quali successive e ulteriori informazioni verranno messe a disposizione degli aderenti alla forma pensionistica in conformità a quanto stabilisca la Covip. Per parte loro i dati relativi al fondo pensione devono assicurare informazioni adeguate per ciò che riguarda la sua costituzione e durata . Devono indicare le parti stipulanti della fonte istitutiva e l’ area dei destinatari così come la natura giuridica e lo scopo del fondo pensione precisando il suo regime a contribuzione oppure a
prestazione definita.Sono poi dovute informazioni in ordine ai criteri di costituzione e di composizione dell’organo assembleare e degli organi di amministrazione e controllo (quando ricorra il caso dovendosi anche dare indicazione dell’eventuale esistenza di un responsabile del fondo ) .Quanto alle prestazioni pensionistiche la scheda informativa deve essere corredata da puntuali informazioni che riferiti i criteri di loro determinazione provvedano a descrivere con chiarezza le prestazioni previdenziali offerte agli aderenti distinguendo tra prestazioni per anzianità e prestazioni di vecchiaia .
. Si devono documentare le loro modalità di erogazione ( non esclusa la disciplina dei casi di decesso prima del pensionamento ) ma anche la regolamentazione prevista per la anticipazione di prestazioni .In via eventuale si domanda disclosure quanto alle eventuali prestazioni accessorie di invalidità e premorienza così come per il regime della richiesta di liquidazione in conto capitale .E con la medesima attenzione alle regole di dettaglio la deliberazione del maggio 2001 prescrive le già segnalate informazioni sul regime di trasferimento e di riscatto della posizione previdenziale ( e le altre relative a misura e criteri di calcolo delle contribuzioni dovute al fondo pensione).Come si è già rilevato non possono essere trascurate le informazioni relative ( agli importi eventualmente prelevati dal trattamento di fine rapporto e ) ad ogni onere che fosse a carico dell’iscritto alla forma pensionistica .Egualmente rigoroso il regime di trasparenza stabilito per le spese del fondo pensione che saranno rappresentate distinguendo tra spese che il fondo sostiene per la gestione amministrativa e spese per la gestione finanziaria.
Una segnalazione davvero particolare meritano infine le garanzie di disclosure disposte in materia di impiego delle risorse finanziarie .Alla scheda informativa infatti non si domandano soltanto informazioni sulle imprese che svolgono attività di gestione mediante una delle convenzioni disciplinate dall'art. 6 del decreto legislativo 124 ( e quanto alla banca che svolga funzioni di banca depositaria secondo regime previsto dalla norma dell'art. 6 bis ) .Se tutto questo naturalmente rileva alla scheda normativa si domandano( e si domandano imperativamente ) anche puntuali indicazioni in ordine alle strategie di asset allocation e ai criterii di volta in volta scelti per la selezione e il conseguente svolgimento delle possibili operazioni di gestione finanziaria.E sarà appena il caso di ricordare che se naturalmente anche molto altro influisce la posizione previdenziale di ogni iscritto al fondo e la sua ricchezza pensionistica sono una variabile nel modo più stretto dipendente da una amministrazione di patrimonio che è sempre (e in via esclusiva) gestione finanziaria .
Al riguardo occorrono tutte le indicazioni che possano essere utili al fine di documentare in modo chiaro e comprensibile il regime delle iniziative di amministrazione del portafoglio del fondo pensione ,così da rendere davvero trasparenti sia gli obiettivi dell’attività gestoria sia i profili di rischio finanziario che caratterizzano il fondo e perciò la stessa posizione previdenziale degli iscritti. .Nel caso del fondo multicomparto si deve naturalmente distinguere tra comparto e comparto E per così rilevante materia la deliberazione del maggio 2001 esige descrizione dei rischi generali dell'investimento in considerazione della possibilità che al momento della erogazione delle prestazioni non si consegua il controvalore del capitale investito o comunque un rendimento finale corrispondente alle aspettative (quando vi fossero le garanzie previste per una restituzione del capitale investito dovrebbero poi essere puntualmente indicate) . La scheda informativa ha poi una parte mobile . Sua funzione è assicurare informazione e garanzie di trasparenza quanto ai risultati operativi delle attività di gestione finanziaria .
3. Già la disciplina del febbraio 1999 prescriveva una parte mobile della scheda informativa , prefigurando una parte del documento periodicamente aggiornata nel modo che occorre per rappresentare i principali dati patrimoniale e economici del fondo pensione. E ancora una volta si domandavano chiarezza e comprensibilità di riferimenti ( così come necessaria prudenza quando fossero avanzate stime sul presumibile ammontare delle prestazioni pensionistiche dovendosi avvvertire del loro carattere di ipotesi soggette a significativi margini di incertezza ).Nel regime adesso deliberato con le normative regolamentari del maggio 2001 la parte mobile della scheda informativa espressamente intesa a illustrare i principali dati patrimoniali ed economici del fondo è costituita dalla sezione B dell'ultima comunicazione periodica dovuta agli iscritti alla forma pensionistica secondo la disposizione della lettera h) del secondo comma dell'art. 17 del decreto legislativo 124. E questa è norma di disclosure intesa a stabilire la dovuta continuità tra garanzie informative della fase precontrattuale e trasparenza della forma pensionistica nelle fasi di esecuzione del contratto di investimento del risparmio pensionistico.
Prescrivendo una comunicazione (…) agli iscritti circa l'ndamento amministrativo e finanziario del fondo , la norma del decreto legislativo non si spingeva più avanti di una pura e semplice enunciazione di principio ,ancora una volta impegnando perciò la Covip all' attività di law making necessaria per passare dalla enunciazione di principio alla precisazione di regole adeguatamente operative.E a ciò la Commissione di vigilanza ha provveduto con una deliberazione del 10 febbraio 1999 molto significativa anche per le sue modalità di procedimento. Come in altre numerose occasioni la Covip ha infatti seguito il metodo di una ampia consultazione degli operatori del settore e delle organizzazioni di categoria ,così da pervenire ad una disciplina al giusto punto di equilibrio tra imposizione di regole e possibile impiego di strumenti di self regulation .E terminate le sue audizioni la Commissione ha stabilito un regime di comunicazione periodica predisposta con cadenza annuale che si caratterizza per lineari ma circostanziati contenuti di garanzia informativa.
La deliberazione del febbraio 1999 avverte infatti che la comunicazione predisposta dal fondo pensione deve essere redatta avvalendosi degli stessi criterii di elaborazione dei dati che si impiegano per la redazione dei documenti di contabilità e per i documenti di rendiconto . Deve essere riferita ad un periodo coincidente con l’ultimo esercizio e trasmessa agli iscritti entro tre mesi dalla data di sua chiusura ,essendo stabilito che qualora (…) si registrino significative differenze con i dati delle documentazioni già approvate il fondo pensione dovrà provvedere a una nuova comunicazione . Va poi considerato che i contenuti necessari del documento di comunicazione periodica possono a loro volta essere integrati dal singolo fondo pensione con la serie delle ulteriori informazioni che si ritengano utili .Ma per questa eventualità la Commissione di vigilanza richiama l’obbligo di conformare le informazioni ulteriori alla osservanza delle regole di trasparenza e di chiarezza che devono sempre essere regola del rapporto contrattuale tra il fondo pensione e i suoi iscritti .
Considerato che si tratta della parte del documento riservata agli andamenti della gestione finanziaria del fondo pensione, la sua sezione B adesso indicata anche come parte mobile della scheda informativa da consegnare ai potenziali aderenti alla forma pensionistica deve identificare un giusto punto di equilibrio tra consistenza dei contenuti dell’informazione offerta agli iscritti e rappresentazione in termini di facile comprensione di dati e riferimenti inevitabilmente complessi.In ogni caso devono essere riportate le principali informazioni che riguardano dati patrimoniali ed economici per l’ultimo esercizio e per quello precedente ,accompagnati da brevi ma puntuali notazioni in ordine al risultato conseguito dalla gestione del fondo pensione .A ciò si deve provvedere mediante il riscontro delle performances realizzate che saranno confrontate al benchmark a suo tempo scelto per le finalità indicate dal secondo comma dell’art. 2 del decreto ministeriale del tesoro 703 del novembre 1996
Ancora con riguardo alle performances realizzate dalla gestione delle risorse del fondo pensione andranno offerte indicazioni relative alla loro possibile volatilità .E quanto ai confronti di benchmark la Covip ha avvertito che le operazioni di confronto si devono effettuare al netto e al lordo degli oneri fiscali ,delle commissione di gestione dovute agli intermediari e degli stessi oneri di genere amministrativo. Se si impiegano indicatori statistici ne va spiegato il significato. Va precisato che i risultati di gestione finanziaria conseguiti in passato non prefigurano alcuna certezza di medesimi risultati in futuro. Quanto all'ammontare complessivo delle spese a carico del fondo pensione saranno comunicate con precisa distinzione delle loro singole componenti .E saranno indicate anche in percentuale del patrimonio del fondo pensione considerato nella sua interezza .Così organizzata e necessariamente corredata dei riferimenti che si sono segnalati, la sezione B del documento di comunicazione periodica presenta caratteri di notevole completezza informativa .E aggiunge il settore della previdenza privata al numero dei comparti del mercato finanziario dove trasparenza e disclosure nell’interesse degli investitori non sono più astratte parole d’ordine senza esito pratico esistendo invece strumenti e garanzie di informazione che assicurano una consistenza reale al diritto ad essere informati .
L’esperienza già maturata da numerosi fondi pensione ha poi confermato che le indicazioni offerte dalla Covip con la sua deliberazione del febbraio 1999 configurano un modello di comunicazione periodica certamente perfettibile ma comunque già adesso assai efficace..E se la Sezione B offre contenuti anche alla parte mobile della scheda informativa della fase precontrattuale almeno in via breve sarà utile precisare in che misura una volta aggregata alle altre parti del documento di comunicazione periodica assicura consistenza al diritto all'informazione per le fasi di rapporto successive alla conclusione del contratto di adesione alla forma pensionistica.In questa prospettiva di analisi va considerato che le diverse sezioni del documento perseguono distinte finalità sua funzione essendo sia l’informare l’intera collettività degli iscritti al fondo pensione di quanto si considera rilevante in punto di assetti della forma pensionistica e di andamento della gestione complessiva sia l’informare ogni singolo iscritto di quanto più possa rilevare in ordine alla sua posizione individuale .
In termini di di documentazione dell’ andamento complessivo della gestione del fondo pensione l’informazione periodicamente dovuta consisterà nella serie delle informazioni occorrenti per offrire una significativa rappresentazione di sintesi della intera situazione economico- patrimoniale . E si tratta di informazioni che naturalmente ogni singolo aderente al fondo pensione ha pieno diritto di integrare con le informazioni supplementari ampiamente offerte dai documenti di bilancio e di rendiconto.Quanto invece alla posizione individuale dell’iscritto, e perciò ai dati in questo senso davvero rappresentativi la informazione periodicamente dovuta dovrà essere comprensiva di tutti gli elementi di informazione utili per ricostruire l’evoluzione della posizione individuale nel periodo di riferimento con distinto riguardo a contributi versati, quote assegnate e relativo controvalore. Secondo questa logica di ordinato sistema si riservano alla sezione A le previste informazioni di carattere generale riferite alla struttura del fondo pensione .
Essendo raccomandata una esposizione di sintesi ne costituiscono contenuti principali un riepilogo (…) delle caratteristiche della forma pensionistica ( e ove occorra una documentazione delle modificazioni delle discipline di regolamento eventualmente sopravvenute )oltre che informazioni relative alla composizione degli organismi sociali,a tutto questo aggiungendosi altri riferimenti di particolare rilievo che certamente corrispondono ad un preciso interesse degli iscritti ad essere informati. Interesse che la deliberazione del febbraio 1999 ha visibilmente interpretato in senso forte ritenendo che per l’iscritto ad una forma pensionistica complementare l’essere investitore consapevole comporti attenzione anche a quanto pure è scenario di insieme ( e se non ha immediato riferimento alla singola posizione previdenziale tuttavia è anche per essa fattore influente in ragione delle obbligate correlazioni tra interesse individuale e collettivo interesse dei partecipanti alla forma pensionistica )
La comunicazione informerà quindi anche di ciò che riguarda le imprese di assicurazione dal fondo pensione prescelte per l’erogazione delle rendite e delle prestazioni accessorie ,essendo dovuta una descrizione delle (…) condizioni che regolano il conseguente rapporto contrattuale. Allo stesso modo la comunicazione informerà quanto al regime di operatività delle imprese gestore delle risorse finanziarie del fondo pensione , essendo dovuta una sintetica indicazione delle linee di indirizzo stabilite per lo svolgimento delle attività di gestione . E in caso di delega di gestione ad altre imprese di intermediazione finanziaria si provvederà alla indicazione dei soggetti delegati e della estensione della delega conferita . Altre informazioni saranno offerte quanto alla banca depositaria . Altre infine sono dovute con riguardo a possibili situazioni di conflitto di interessi al riguardo operando la disciplina degli artt. 7 e 8 del decreto ministeriale del novembre 1996.
Dedicata alla posizione previdenziale del singolo iscritto alla forma pensionistica,la sezione C del documento presenta tutti i caratteri di un estratto conto ,che al singolo iscritto a fondi pensione consente di verificare la sua posizione contributiva così come l’evolvere della sua posizione previdenziale ,con precise indicazioni della consistenza del capitale accumulato nel suo personale conto pensionistico. E una volta stabilito che con riferimento alle informazioni relative al singoli iscritto la comunicazione a periodicità annuale deve offrire tutti gli elementi di valutazione utili per ricostruire l’evoluzione della posizione individuale nel periodo di riferimento ,per quanto più immediatamente interessa il rapporto giuridico contributivo la Commissione di vigilanza avverte che l’informazione obbligatoriamente dovuta riguarda in modo particolare l’ammontare totale dei contributi versati negli anni precedenti e la posizione individuale del singolo iscritto alla fine del precedente esercizio sia in termini di quote sia in termini di valore complessivo.
Altre e puntuali informazioni sono dovute quanto ai singoli versamenti a qualsiasi titolo operati nel corso dell’esercizio ,dovendosi distinguere tra contributi immediatamente capitalizzati nella posizione individuale e contributi invece riservati ad altre destinazioni per disposizione statutaria o in considerazione di particolarità della singola posizione previdenziale .In ogni caso la posizione individuale dell’iscritto qual essa è alla fine dell’esercizio sarà precisamente documentata in ragione del numero di quote e del suo valore complessivo .Completeranno la sezione C le informazioni che possano riguardare il valore delle eventuali garanzie di restituzione del capitale o di corresponsione di un rendimento minimo ,la consistenza delle eventuali prestazioni per il caso di premorienza o di invalidità così come la serie delle informazioni di natura fiscale che possano considerarsi necessarie o utili. Deliberando sul modello della comunicazione periodicamente dovuta agli iscritti alla forma pensionistica complementare ,e avvertendo che quanto ai fondi pensione aperti occorre provvedere ai suoi necessari adattamenti , la Commissione di vigilanza ha al tempo stesso formulato regole che riguardano la serie delle informazioni in corso d’anno .
Si è infatti ritenuto che in corso d’anno sono necessarie informazioni sulle contribuzioni versate nell’interesse dell’iscritto e sulla conseguente evoluzione delle posizioni individuali , anche al fine di assicurare all’iscritto i dati di riferimento indispensabili per un opportuno controllo della correttezza dei versamenti .E allo stesso modo si è ritenuto utile incrementare il flusso delle informazioni dal fondo pensione agli iscritti con riguardo al possibile ammontare delle prestazioni pensionistiche che si riceveranno . Ne risulta stabilito che i fondi pensione a contribuzione definita in via di self regulation possono utilmente attivare procedure di stima se del caso personalizzate con preciso riferimento alle singole posizioni previdenziali . Con una disposizione che non è soltanto moral suasion a questo proposito la Covip ha tuttavia precisato che elaborando procedure di stima il fondo pensione deve usare criterii di ragionevole prudenza, sia quanto alle ipotesi relative alla futura consistenza degli importi contributivi sia quanto alle possibili previsioni di incremento del portafoglio finanziario. Ragionevole prudenza significa infine avvertire che le valutazioni di genere prospettico per loro natura sono stime ad elevato grado di incertezza e variabilità.
La comunicazione periodica del valore unitario della quota intesa come indicatore di valore della partecipazione alla forma pensionistica complementare non è materia di informazione obbligatoriamente dovuta.Si è infatti ritenuto che per un investimento di risparmio con finalità previdenziale , e perciò strutturalmente riferito al lungo periodo la pubblicazione di quel dato non presenti particolari caratteri di significatività .Tuttavia non è escluso che secondo regola di self regulation il singolo fondo pensione ritenga invece di dover provvedere ad una periodica pubblicazione del valore della quota . Ma in tal caso il fondo pensione dovrà segnalare alla Covip le modalità di pubblicazione di volta in volta prescelte .E provvedendo ad essa si dovrà contestualmente provvedere ad avvertire con la dovuta chiarezza che le variazioni di valore della quota costituiscono indicatori di tendenza da valutare in una prospettiva di lungo periodo ,sia quanto al possibile rendimento del portafoglio finanziario sia quanto alla incidenza dei possibili fattori di sua volatilità .
4. Integrando la disciplina (e ampliando l'ambito di operatività) dei fondi pensione aperti con la previsione dei nuovi piani pensionistici individuali la norma dell'art. 9 bis ha contestualmente richiesto le necessarie modificazioni delle loro normative di regolamento ,dovendosi ricordare anche gli orientamenti interpretativi deliberati dalla Covip con suo provvedimento dell'11 ottobre 2000 già molto rilevante per la raccomandazione rivolta ai soggetti che promuovono l'istituzione di forme pensionistiche individuali quanto alle garanzie dell'informazione dovuta ai possibili sottoscrittori , che in sede di raccolta delle adesioni o di stipula dei contratti devono ricevere tutte le necessarie informazioni ( dalla Covip espressamente richiamate anche per ciò che riguarda l'esatta conoscenza delle disposizioni che regolano la possibilità di fruire di agevolazioni fiscali ).Allo stesso modo la deliberazione della Covip ha domandato modificazioni regolamentari sufficientemente circostanziate nell' esplicitare ciò che distingue il piano pensionistico individuale dalle altre possibili forme di investimento di risparmio con finalità previdenziale. I principi della chiarezza e della trasparenza sono poi comunque raccomandati per la generalità delle disposizioni regolamentari del fondo pensione.
Ne sarà perciò precisato secondo regola di ampia disclosure ogni elemento costitutivo del regime che per i piani pensionistici individuali la norma dell'art. 9 bis delinea con le sue circostanziate prescrizioni. Le disposizioni di regolamento e perciò la proposta contrattuale del fondo avvertiranno che nel caso di lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi l'erogazione delle prestazioni pensionistiche si consegue al raggiungimento dell'eta' pensionabile e dei requisiti di anzianita' contributiva gia' indicati dall'art. 7 del decreto legislativo 124, per i soggetti diversi da questi valendo la norma di rinvio alla disposizione del ventesimo comma dell'art. 1 della legge 335 dell'agosto 1995. E si dovrà avvertire che ancora una volta si e' disposto un limite di grandezza alle prestazioni in conto capitale, nella generalita' dei casi risultando stabilito che per una quota almeno pari al cinquanta per cento del maturato dovra' essere prevista la corresponsione di prestazioni in forma di rendita.
Andrà segnalato il particolare rilievo dello spazio aperto dal terzo comma dell'art. 9 bis alle facolta' di volontaria prosecuzione del rapporto contrattuale sia pure con il limite dei cinque anni dal raggiungimento dell'eta' pensionabile per vecchiaia.. E segnalato che esclusa la eventualita' di anticipazioni si sono tuttavia previste facolta' di riscatto del maturato nelle stesse ipotesi del quarto comma dell'art. 7 del decreto legislativo 124. Il nuovo comma terzo quinquies dell'art. 10 stabilisce un regime di trasferimento della posizione previdenziale nel segno di una particolare portability. Le normative regolamentari dovranno perciò avvertire che trascorsi tre anni dalla data di sottoscrizione del piano pensionistico individuale sara' facolta' dell'interessato trasferire la sua posizione ad altra forma pensionistica individuale o ad altro fondo pensione aperto operante nel regime dell'art. 9 (o ancora ad un fondo pensione negoziale qualora ne esistano i presupposti). E ricorderanno che per il nuovo comma terzo quater dell'art. 10 del decreto legislativo 124 in caso di morte dell'iscritto ad una forma pensionistica individuale prima dell'accesso alla prestazione la sua posizione previdenziale sara' riscattata dagli eredi.
Già da tutto questo i caratteri distintivi di una disciplina orientata alla trasparenza che assegna grande rilievo al need for protection degli investitori ,secondo una logica di sistema in ancor maggiore evidenza nelle normative di prospetto informativo predisposte appunto a favore di quanti non sono (o non ancora ) aderenti al fondo pensione e necessitano degli elementi di valutazione indispensabili per maturare una consapevole decisione di investimento .Invece di improvvisare una ulteriore disciplina di settore (molto opportunamente)il legislatore della nuova previdenza complementare ha infatti operato un rinvio alla rigorosa e già sperimentata disciplina del mercato finanziario , come si ricorderà avvertendo che se al fondo pensione aperto si applicano sue particolari norme di regime rimangono tuttavia ferme (…) le disposizioni previste per la sollecitazione del pubblico risparmio. E naturalmente questa disciplina di garanzia con le medesime motivazioni di politica del diritto tanto pù vale per l’offerta di forme pensionistiche individuali che il fondo pensione aperto dovesse attivare secondo le regole del nuovo art. 9 bis del decreto legislativo 124.
La formula di espresso e immediato rinvio alle disposizioni previste per la sollecitazione del pubblico risparmio ( diventata poi la sollecitazione all’investimento della lettera t del primo comma dell’art. 1 del Tuf ) non ha sottratto la norma dell ‘art. 9 del decreto legislativo 124 a talune discussioni,talvolta dubitandosi del suo effetto di immediato e integrale rinvio alla disciplina del Testo Unico e ai conseguenti poteri normativi e di vigilanza informativa della Consob. Discussioni e perplessità del tutto immotivate perché la disciplina del Tuf riguarda ogni offerta(…) di prodotti finanziari , come si sa essendo prodotti finanziari sia gli strumenti finanziari in senso proprio sia qualsiasi altra forma di investimento di natura finanziaria .E anche quanti ritengano di non dover ascrivere il prodotto fondo pensione aperto al numero degli strumenti finanziari devono tuttavia convenire che la finalità previdenziale certamente non toglie alle quote rappresentative della partecipazione ad un fondo pensione aperto la loro qualità di investimento di natura finanziaria .Da ciò la sicura e integrale applicabilità della disciplina del Tuf con tutti i risultati di segno positivo in immediata evidenza se soltanto si considera quali erano le garanzie di tutela e di vigilanza informativa che occorreva efficacemente attivare .
Non sarà il caso di ricordare che l’accesso alla forma previdenziale si concreta necessariamente mediante la sottoscrizione di un contratto tipo caratterizzato dalla unilaterale predisposizione di condizioni generali sul modello di uno standard negoziale di per sé sottratto a qualsiasi possibile negoziazione . E se discorso a sé occorre per la fattispecie di adesione su base contrattuale collettiva del secondo comma dell’art . 9, nella generalità dei casi anche la adesione a fondi pensione aperti si conforma del tutto alla logica di sistema dei contratti standard . E più precisamente alla logica di sistema dei contratti di massa assoggettati ad una disciplina uniforme di clausole contrattuali ,in questo caso unilateralmente predisposte da un contraente impresa che opera una offerta di mercato finanziario con limitati gradi di flessibilità .Né sarà necessario un lungo discorso di rappresentazione degli obbligati caratteri del rapporto precontrattuale che si trattava di regolare con efficaci norme di disclosure a misura di esigenze di tutela del risparmio tanto più forti nel caso del risparmio investito con finalità previdenziale.
Inevitabilmente l’interessato ad una possibile adesione al fondo pensione agisce nella posizione obbligata del contraente debole a fronte di una controparte operatore professionale in una posizione istituzionalmente forte. Non negozia contenuti del contratto né contenuti dei diritti di credito e delle obbligazioni che ne conseguono, una volta di più l’ambito di libertà delle sue determinazioni negoziali essendo perciò limitato all’alternativa tra adesione al contratto o decisione contraria alla adesione , e in caso di adesione nella facoltà di scelta tra le varianti negoziali dal fondo pensione eventualmente offerte sia quanto a comparti e programmi di investimento sia quanto a genere e modalità di erogazione delle prestazioni previdenziali . Anche nel caso della possibile adesione a fondi pensione aperti ( e adesso in modo particolare a piani pensionistici individuali ) condizioni generali di contratto e contratto standard tuttavia a veder bene non significano esclusione di attività in senso tecnico precontrattuali .
Si pensi alle forme di pubblicità commerciale intese a far conoscere l’iniziativa previdenziale .E si pensi alle forme di contatto con gli investitori che caratterizzano qualsiasi promozione e collocamento di prodotti finanziari .Si svolgono attività all’origine di un rapporto precontrattuale che allo studioso di diritto civile non sarà difficile organizzare sul tradizionale modello della fattispecie che comportano doveri di correttezza ( e segnatamente doveri di informazione ) così come conseguenti forme di eventuale responsabilità per la loro inosservanza. E ampia materia per una riflessione degli studiosi di teoria generale esiste anche in tema di regime della proposta e dell’accettazione , e perciò in tema di complessiva formazione del contratto trattandosi di valutare la discipina che ne deriva per il convergere di normative generali del codice civile e speciale disciplina di settore .Ma più del discorso di teoria genereale in queste pagine interessa segnalare in che misura la posizione debole dell’investore di risparmio previdenziale trova sostegno nelle norme di disciplina della sollecitazione all’investimento .
Doveri di correttezza e forme di responsabilità per la loro eventuale inosservanza gravano sull’impresa promotrice di fondi pensione aperti con riguardo ad ogni e qualsiasi iniziativa di sollecitazione all’investimento. E per espressa indicazione delle disposizioni del Tuf iniziativa assoggettata a regole di tutela dell’investitore è già il messaggio promozionale per così dire finalizzato alla sottoscrizione di prodotti finanziari ,nel caso che qui interessa la sottoscrizione di contratti di adesione alla forma pensionistica fondo pensione aperto .Opera perciò una rigorosa disciplina degli annunci pubblicitari secondo il regime stabilito dal primo comma dell’art. 101 del Tuf . Prima della pubblicazione del prospetto informativo che sarà redatto secondo le disposizioni del secondo comma dell’art. 94 è vietato qualsiasi annuncio pubblicitario riguardante la sollecitazione del’investimento,essendo consentite soltanto la diffusione di notizie, le indagini di mercato e quant’altro consente l’art. 12 del regolamento 11971 deliberato dalla Consob già a maggio del 1999.
Una volta pubblicato il documento di prospetto che offre al mercato i necessari elementi di valutazione della iniziativa promossa dal fondo pensione, fare pubblicità sarà permesso ma soltanto in osservanza delle regole di garanzia ulteriormente precisate dalla già segnalata deliberazione della Consob. L'annuncio dovrà essere espressamente caratterizzato come informazione di genere pubblicitario .Dovrà essere formulato secondo criteri di chiarezza ,corretto nei contenuti ( e perciò in linea con le informazioni offerte dal prospetto informativo),essendo precisato che il messaggio non deve essere tale da indurre in errore quanto a natura e rischi dell’investimento .In ogni caso si inviterà a leggere il prospetto informativo prima della adesione e se saranno riportati i rendimenti di portafoglio conseguiti in passato sarà necessario specificare che non vi è garanzia di ottenimento di uguali rendimenti per il futuro .
Obbligatoriamente trasmessi alla Consob per una loro preventiva valutazione gli annunci pubblicitari potranno essere diffusi decorsi dieci giorni se del caso apportandosi le eventuali modificazioni dalla Consob richieste ( e non sono esclusi provvedimenti di sospensione o di definitivo divieto se mai le disposizioni impartite dovessero essere disattese ).Osservata questa disciplina di necessaria prevenzione della pubblicità decettiva ,e perciò una volta che sia garantita una corretta rappresentazione dei caratteri distintivi dell’offerta di mercato del fondo pensione aperto , anche la comunicazione pubblicitaria può svolgere una sua utile funzione di genere informativo .Ma naturalmente ben altro occorre per assicurare al mercato del risparmio previdenziale la quantità delle informazioni significative davvero indispensabili per consentire di maturare consapevoli decisioni di investimento. Da ciò la disciplina di prospetto e un regime di garanzie di disclosure che ha tutta la consistenza delle forme di vigilanza informativa attivate dalla Consob in applicazione dell’art. 94 del Tuf. .
5. Per inderogabile disposizione di questa norma quanti intendono effettuare una sollecitazione all’investimento ,e perciò anche le società promotrici di fondi pensione aperti devono provvedere ad una comunicazione alla Consob allegando ad essa un prospetto destinato alla pubblicazione .La comunicazione indica i soggetti , l’ oggetto e le modalità di svolgimento dell’operazione finanziaria che si è progettata. E il prospetto informativo per disposizione del secondo comma dell’art. 94 conterrà tutte le informazioni necessarie affinchè gli investitori ,nel caso che interessa gli investitori di risparmio previdenziale possano pervenire ad un fondato giudizio,sia sulla situazione patrimoniale,economica e finanziaria (e sull’evoluzione dell’attività ) del soggetto che promuove l’iniziativa , sia sui prodotti finanziari ( così come sui (…) diritti ) che ne costituiscono l’oggetto. Soltanto la autorizzazione della Consob alla pubblicazione del prospetto informativo consentirà di avviare la raccolta delle adesioni alla proposta di investimento finanziario .Nel caso che interessa la raccolta delle sottoscrizioni del contratto di adesione al fondo pensione aperto che guardando ai contenuti del prospetto informativo potrà davvero essere consapevole decisione di investimento di risparmio previdenziale.
Alla definizione del prospetto di sollecitazione di fondi pensione aperti a contribuzione definita la Consob ha provveduto con le disposizioni di uno schema in allegato alla sua deliberazione 11971 del maggio 1999.Ma di questa deliberazione si devono considerare anche gli artt. 29 a 31 che indicano disposizioni applicabili alla raccolta delle adesioni ,regole di aggiornamento del prospetto informativo e ancora norme di correttezza e obblighi informativi. Nel modo e con gli effetti che saranno precisati più avanti,l’avvio di operazioni di sollecitazione all’investimento assoggetta infatti i suoi promotori a poteri di vigilanza della Consob ( e a poteri di sanzione dei comportamenti devianti)quanto mai consistenti, che per disposizione dell’art. 97 del Tuf la Consob eserciterà per tutto il tempo di durata delle iniziativa di sollecitazione del pubblico risparmio. Si configurano funzioni di vigilanza informativa e controlli di correttezza a grande dimensione.Ma naturalmente non più di questo essendo comunque escluse valutazioni sul merito dell’offerta di mercato progettata dai promotori dell’iniziativa che secondo policy comunemente condivisa dalle discipline di mercato finanziario sarà per l’appunto il mercato a dover valutare.
Anche nel caso delle iniziative di previdenza complementare la Consob avverte perciò che l’adempimento di pubblicazione del prospetto informativo non comporta alcun giudizio della Consob medesima né sulla opportunità dell’investimento che si sollecita né sul merito dei dati e delle notizie allo stesso relativi . La responsabilità della completezza e della veridicità dei dati e delle notizie che sono contenuti nel prospetto per formale dichiarazione di responsabilità grava su quanti lo sottoscrivono. Con riguardo alle possibili fattispecie di risarcimento del danno eventualmente causato agli investitori è molto discusso se per esse valga il regime delle responsabilità precontrattuali,la responsabilittà da contratto o semplicemente la responsabilità per danno ingiusto dell'art. 2043 del codice civile, essendo comunque certo che (anche) agli investitori di riisparmio con finalità previdenziale si devono assicurare le maggiori garanzie di tutela.E in distinto allegato la Consob ha provveduto a segnalare le informazioni obbligatoriamente soggette alla procedura di aggiornamento stabilita alla lettera a ) del primo comma dell’art. 24 del suo regolamento (ma sarà allora il caso di leggere anche la comunicazione del 29 gennaio 1999 e quanto al valore unitario della quota la comunicazione resa il 19 febbraio del medesimo anno ).
Lo schema di prospetto informativo di sollecitazione di fondi aperti a contribuzione definita configura l’indicato documento come un prospetto comprensivo di due parti . Recando in allegato il modulo di sottoscrizione che consente la conclusione del contratto di adesione alla forma pensionistica,la prima parte del prospetto informativo riguarda il fondo pensione che sollecita l’investimento e riporta informazioni specifiche .La parte seconda riporta invece informazioni di carattere generale sui fondi pensione . Dovrà perciò indicare la legge istitutiva dei fondi pensione , inserire riferimenti alla loro funzione economica,alla necessaria autorizzazione e ai soggetti che possono richiederla così come ai profili di vigilanza .Sarà illustrata la condizione giuridica di patrimonio separato che caratterizza i fondi pensione aperti .E sarà segnalato il valore primario della disciplina di regolamento quanto ai rapporti tra fondo e partecipanti .
A queste informazioni la parte seconda del prospetto informativo altre ne aggiungerà con riguardo ai possibili destinatari del fondo pensione aperto,quanto alle fattispecie di eventuale trasferimento da altro fondo essendo richiesto che si segnali l’ opportunità (..)di una attenta valutazione dei diversi prodotti previdenziali prima di operare il trasferimento .Altre informazioni ancora saranno offerte relativamente alle modalità di finanziamento del fondo pensione e contribuzioni , alle attività di gestione secondo strategie fissate nel regolamento e ai profili di natura contabile con particolare riferimento alla determinazione del valore della quota , ai contenuti della informativa che deve essere periodicamente resa ai partecipanti secondo le prescrizioni della Covip .La parte seconda del prospetto provvederà infine a a rappresentare il regime di trasferimenti,riscatti , anticipazioni ed erogazione delle prestazioni .Saranno indicate le funzioni (..)attribuite al responsabile del fondo . Il regime fiscale della forma pensionistica sarà riportato con riguardo al fondo, ai contributi versati dal lavoratore e al t.f.r. (oltre che alle prestazioni percepite e agli eventuali riscatti ).
Se le informazioni di carattere generale offerte dalla parte seconda del prospetto informativo sono certamente utili allo scopo di maturare consapevoli decisioni di investimento , ancora più rilevanti a veder bene finiscono per essere le informazioni specifiche dalla Consob indicate come contenuto obbligato della prima parte del documento. E sono informazioni che riguardano l’intera serie dei dati e delle notizie che hanno adeguato carattere di significatività , si tratti del valore complessivo del patrimonio del fondo pensione o della sua politica di investimento , dei dati sugli andamenti del fondo o degli oneri e dei rischi connessi alla partecipazione alla forma pensionistica che si propone di sottoscrivere , essendo richiesta una documentazione molto circostanziata sia in punto di modalità di partecipazione sia in punto di erogazione delle prestazioni sia per quant’altro possa interessare la posizione previdenziale del singolo iscritto. E nel caso del fondo multicomparto le informazioni richieste dovranno essere riferite alla singola linea di investimento .
Più che passare in rassegna una serie di disposizioni particolari in queste pagine naturalmente tuttavia interessa segnalare talune indicazioni di metodo e di oggetto già di per sé indicative della funzione che la Consob ha inteso assegnare a questa parte del documento informativo. Riquadrato in prima pagina il profilo di sintesi del fondo pensione , il documento deve poi precisare forma giuridica e identità del soggetto gestore informando sugli assetti azionari dell’impresa promotrice . Saranno perciò segnalati gli azionisti che detengono una partecipazione al suo capitale sociale superiore alla soglia del cinque per cento .E saranno segnalate le persone fisiche o giuridiche (…) direttamente o indirettamente ,singolarmente o congiuntamente in condizione di esercitare un controllo sulla società .Qualora esista si dovrà segnalare anche il soggetto o l'organo che sia pure (..) nel quadro delle responsabilità gestorie del consiglio di amministrazione attende alle scelte effettive di investimento . E se il fondo pensione opera mediante delega di gestione ad un soggetto giuridico diverso dal soggetto che lo ha istituito saranno dovute le opportune informazioni (una volta di più con particolare riguardo a possibili posizioni di controllo societario sia singolo o congiunto ).
La politica di investimenti del fondo pensione deve essere documentata secondo metodo di necessaria correlazione tra obiettivi della gestione, benchmarks e allocazione delle risorse.Il prospetto informativo avrà perciò speciale riguardo alle diverse tipologie degli strumenti finanziari di volta in volta acquisiti al portafoglio del fondo pensione ,dovendosi argomentare con la indispensabile distinzione tra soggetti emittenti i valori mobiliari,settori e mercati di riferimento , aree geografiche privilegiate per una asset allocation che andrà rappresentata per confronto tra obiettivi e strategie . Da ciò tutto il rilievo dei dovuti riferimenti al benchmark di volta in volta adottato ( ma anche il rinvio alla lettura dell’ultimo rendiconto annuale e alla relazione degli amministratori che guarda al futuro con le previste linee programmatiche di investimento ). Rigoroso metodo di analisi e di documentazione si prescrive poi quanto al capitolo rischi .
Dovendosi fare chiarezza sulla natura e sulla soglia del rischio connesso alla partecipazione al fondo pensione la Consob ha infatti richiesto una distinta considerazione dei rischi in via generale conseguenti alla adesione alla forma pensionistica fondo pensione aperto e dei rischi che presentano invece carattere specifico .In via generale il prospetto informativo deve avvertire che l’investimento di risparmio nel fondo pensione di per sé non garantisce di ricevere al momento dell’erogazione delle prestazioni il controvalore del capitale investito,essendo comunque da considerare la eventualità di un rendimento del portafoglio pensionistico non rispondente alle aspettative dell’iscritto. Quanto ai rischi di carattere specifico andrà motivata la loro correlazione agli obiettivi di gestione che ne rendono razionale la sopportazione finanziaria. Ma ancora una volta sarà necessario motivare con puntuale riferimento alle diverse tipologie di securities e di soggetti emittenti i valori mobiliari, ai settori e di mercato e alle aree geografiche di destinazione delle risorse del fondo pensione ( e molto opportunamente la Consob avverte che la descrizione dei rischi specifici deve tener conto anche di fattori di rischio segnalati dal terzo allegato al suo regolamento 11522 del 1998 ).
A decorrere dal suo primo aggiornamento annuale il prospetto informativo contiene infine dati sull’andamento del fondo pensione avvertendo che i futuri rendimenti del suo portafoglio finanziario possono discostarsi da risultati di gestione conseguiti in passato. Questi risultati ( e più precisamente i rendimenti conseguiti dal fondo pensione )si rappresentano in forma grafica per confronto con i rendimenti dei valori assunti come benchmark .E si commentano i fattori influenti sull’andamento della gestione finanziaria provvedendosi poi ad una rappresentazione del rendimento medio annualizzato del portafoglio finanziario con riguardo all’intero periodo di operatività del fondo pensione . Una voltà di più sarà ricordato a chi legge che una cosa sono i pregressi andamenti della gestione e altra cosa le performances del futuro .E avvertenze che suggeriscono valutazioni prudenziali caratterizzano per intero i documenti di prospetto informativo perché una volta di più decisione consapevole prima di ogni altra cosa significa consapevolezza del rischio sempre correlato agli investimenti di mercato finanziario.
Anche per il settore dei fondi pensione aperti la disciplina del decreto legislativo 124 è poi disciplina che stabilisce la necessaria continuità tra disclosure nelle fasi precontrattuali e garanzie di trasparenza nelle fasi di esecuzione del contratto .Sia pure con i necessari adattamenti valgono anche per i fondi pensione aperti le prescrizioni relative agli obblighi di comunicazione periodica di circostanziate informazioni secondo il regime della lettera h del secondo comma dell'art. 17 del decreto legislativo 124 ,dovendosi allora ricordare le disposizioni a febbraio del 1999 deliberate dalla Covip per garantire effettività alle garanzie di trasparenza (…) nei rapporti con gli iscritti .E se in queste pagine non è possibile altro che un riferimento di rinvio sarà il caso di ricordare quali incrementi della soglia di trasparenza dell'operare dei fondi pensione aperti consegua agli adempimenti di genere informativo dalla Covip disposti con una sua deliberazione dell' 11 agosto 1999.Adempimenti che comportano comunicazioni alla Covip molto numerose e dal fondo pensione aperto obbligatoriamente dovute. Sono previste segnalazioni da fornire a scadenze predefinite ma anche comunicazioni di dati e di documenti di altro genere.
In modo particolare si è disposto obbligo di comunicazione alla Covip , e comunicazione da compiere con la massima tempestività in presenza di situazioni e sopravvenienze che possano presentare speciali caratteri di rilevanza così da rendere necessaria e urgente una valutazione con finalità di controllo. Massimamente tempestive devono perciò essere le comunicazioni (per disposizione degli artt. 7 e 8 del decreto ministeriale del tesoro ) dovute alla Covip relativamente a situazioni che configurano fattispecie di conflitto di interesse. E allo stesso modo si è regolato il caso di possibili irregolarità rilevate dal collegio sindacale della società promotrice . Adempimenti informativi con il medesimo obbligo di tempestività al fondo pensione aperto sono poi richiesti qualora la sua gestione finanziaria comporti un superamento dei limiti ordinariamente assegnati all’asset allocation delle risorse. Speciale vigilanza occorre infine riservare alle vicende capaci di incidere sull’equilibrio finanziario del fondo pensione ( per esse valendo la disciplina e il regime di comunicazioni che si stabiliscono al quarto comma dell’art. 11 del decreto legislativo 124 )
E con sua deliberazione del 13 luglio 1999 la Covip ha provveduto alla necessaria regolazione della materia indicando come vicende potenzialmente capaci di incidere sull’equilibrio del fondo pensione una serie di fattispecie con documentati caratteri di criticità. Queste e altre situazioni ad elevata soglia di rischio di instabilità della forma pensionistica tuttavia costituiscono soltanto il profilo di maggior evidenza di una funzione di vigilanza informativa che la Covip provvede a svolgere anche con riguardo all’andamento corrente delle vicende che qualificano la attività dei fondi pensione aperti.. Da ciò tra gli altri gli adempimenti informativi dal fondo pensione dovuti con riguardo ai contratti di delega gestoria ,alla dinamica dei rapporti negoziali con la banca depositaria e alle convenzioni dal fondo pensione stipulate per avvalersi di servizi di genere amministrativo ,di consulenza o di elaborazione dati ( e non sono da trascurare le funzioni di monitoring correlate al sistema delle segnalazioni periodiche già sufficientemente esemplificate da quanto le deliberazioni della Covip prescrivono in materia di composizione degli investimenti per area geografica e per valuta o di posizioni in strumenti finanziari derivati ).
6. Prefigurando piani pensionistici individuali da attivare mediante contratti di assicurazione sulla vita il nuovo art. 9 ter del decreto legislativo 124 ha segnato una ulteriore svolta di sistema.Una cosa è infatti il fondo pensione aperto che sia promosso da imprese assicurative .Altra (e tutt'altra cosa) è invece l'operare di imprese assicurative che propongono piani pensionistici individuali sul modello del contratto di assicurazione dell'art. 1882 del codice civile .E la precisa distinzione tra fondi pensione aperti e polizze vita con finalità previdenziali già si leggeva con grande evidenza al terzo comma dell'art. 3 della legge di delega del maggio 1999. Finalità previdenziali del contratto di assicurazione dell'art. 9 ter espressamente richiamate dal primo comma della norma ,dove si avverte che il contratto di assicurazione piano pensionistico deve garantire le prestazioni di cui all'articolo 9 bis, comma , e perciò le prestazioni previdenziali in via generale già stabilite dall'art. 7 del decreto legislativo 124 . Sii devono tenere in conto anche le altre specialità di regime del contratto di assicurazione piano pensionistico . E la svolta di sistema che ne consegue è davvero molto rilevante considerato che per via della nuova disciplina dell'art. 9 ter l'offerta di forme di previdenza privata non è più attivita riservata al fondo pensione.
Possono operare le imprese assicurative autorizzate dall' Isvap ad operare nel teritorio dello Stato o quivi operanti in regime di stabilimento o di prestazione di servizi . Una volta confermato che l'accesso alla forma previdenziale avviene anche in assenza di specifiche previsioni di possibili fonti istitutive , e con la sua già segnalata estensione di campo anche a quanti non appartengano al mondo del lavoro le imprese assicurative devono applicare una disciplina che in notevole parte consiste di disposizioni di rinvio alla normativa dell'art.9 bis. In esecuzione del contratto sono dovute nei tempi e con le modalità della norma le prestazioni di anzianità e di vecchiaia del suo già segnalato quarto comma.Valgono le facoltà di prosecuzione del rapporto e il regime di liquidazione delle prestazioni che si stabiliscono al quinto e sesto coma dell'art. 9 bis .Il secondo comma dell'art. 9 ter avverte infine che in corso di esecuzione del contratto sono consentite variazioni dell'ammontare dei premi pur se stabilito in misura fissa all'atto della sua conclusione.
Anche nel caso della forma pensionistica individuale attivata mediante contratti di assicurazione sulla vita valgono poi le innovazioni di regime che con l'art. 3 del decreto legislativo 47 si sono apportate all'art. 10 del decreto legislativo 124 .Opera perciò il regime di riscatto anche parziale della posizione previdenziale stabilito dal suo primo comma bis .Decorsi tre anni dalla data di conclusione del contratto il nuovo comma terzo quinquies dell'art. 10 attribuisce al sottoscrittore le ampie facoltà di trasferimento della posizione previdenziale che si sono già segnalate. E il comma terzo quater dell'art. 10 stabilisce che in caso di morte dell'iscritto alla forma pensionistica prima dell'accesso alla prestazione la sua posizione previdenziale sarà riscatta dagli eredi .Si completa così una disciplina di significativa integrazione dei possibili contenuti dei contratti proposti da imprese assicurative al mercato del risparmio previdenziale.A svolgere le necessarie funzioni di pubblica vigilanza sarà l'Isvap.Ma il terzo comma dell'art. 9 ter avverte che le imprese assicurative autorizzate alla attività devono comunicare alla Covip le loro condizioni di polizza.E prima della loro applicazione cosa che impegna la Commissione di vigilanza a valutazioni di incerta qualificazione (e come si preciserà di incerto oggetto ).
Agli interventi di sua competenza l'Isvap ha cominciato a provvedere con una importante deliberazione assunta il , che presenta caratteri di importante rilievo sia per la parte relativa alle garanzie di informazione dovute ai destinatari della proposta contrattuale sia per ciò che ne risulta stabilito con riferimento a contenuti e caratteristiche della forma pensionistica. E se è vero che anche in questa materia le garanzie dell'informazione, e perciò la trasparenza della proposta contrattuale rivolta agli investitori di risparmio previdenziale costituiscono bene pubblico di primaria importanza , sarà evidente tutto il valore delle enunciazioni di principio che alle imprese assicurative per i piani pensionistici individuali domandano un flusso informativo al dettaglio , doverosamente circostanziato e esaustivo nella misura che occorre in considerazione della specificità e della rilevanza sociale del prodotto assicurativo dell'art. 9 ter . Con rinvio alle regole di trasparenza e di chiarezza già stabilite mediante le circolari 249 del 1995 e 317 del 1998 l'Isvap ha così precisato gli elementi distintivi della nota informativa da consegnare a quanti possono essere interessati alla conclusione del contratto.
Insieme a molto altro che è bene leggere per esteso nel provvedimento dell'Isvap la nota informativa dovrà indicare e illustrare adeguatamente i requisiti di accesso alle prestazioni e modalità di loro erogazione , precisando che la prestazione pensionistica si determina sulla base dei premi versati , per parte loro computati al netto della quota destinata alla copertura di puro rischio e dei caricamenti per spese trattenuti dall'impresa di assicurazione .Saranno indicate le basi di calcolo del premio e indicate con caratteri di grande evidenza le condizioni di contratto relative ad oneri da addebitare all'assicurato. Anche con riguardo alla eventualità di un riscatto o di trasferimento della posizione previdenziale saranno indicate le norme di disciplina del rapporto contrattuale ( e le sue cause di scioglimento) unitamente alle disposizioni di regime fiscale che una volta di più presentano naturalmente carattere di grande rilievo.
In ogni caso già alla nota informativa si domanda di offrire garanzie di informazione in linea con quante ne offrono le altre forme di previdenza . E ad una medesima finalità corrispondono le regole della informazione dovuta dall'impresa assicurativa in corso di contratto.Sarà perciò elaborato (e trasmesso con periodicità almeno annuale )un documento di informativa sulla posizione individuale maturata dall'assicurato ,nella forma tecnica di un estratto conto necessariamente diversificato a seconda che ricorra il caso della polizza rivalutabile o dell'unit linked .Operano in funzione di garanzia anche le regole disposte dall'Isvap per i contenuti e le caratteristiche dei contratti . Si regola la eventualità di possibili rideterminazioni delle basi demografiche . Regole si sono stabilite per il caso che con riguardo alla base finanziaria le condizioni di polizza includano facoltà di modificazione ( e di revisione del tasso di interesse garantito ) .E se all'impresa assicurativa è consentita sia la offerta di polizze rivalutabili collegate a gestioni interne sia l'offerta di contratti del genere unit linked, molto opportunamente l'Isvap ha avvertito che i contratti sul modello index linked si devono invece considerare non (..) idonei ad un impiego per i piani pensionistici dell'art. 9 ter , essendo come si sa caratterizzati da una gestione finanziaria che non presenta i necessari requisiti di flessibilità.
Orientando lo svolgimento delle sue attività di vigilanza nella direzione delle disposizioni che si sono in via breve indicate, l'Isvap svolgerà le funzioni di pubblico controllo che sono parte delle sue competenze ( e delle sue responsabilità) istituzionali .Quanto alla autorizzazione all'esercizio dell'attività ,nella sua originaria formulazione la normativa del decreto legislativo 47 prevedeva provvedimenti della Covip da assumere d'intesa con l 'Isvap .E si era prevista la attribuzione alla Covip di rilevanti poteri regolamentari.Era in ogni caso previsto che a quanti sono interessati a sottoscrivere il contratto di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale fossero comunicate sia le informazioni stabilite dall'art. 109 del decreto legislativo 174 del marzo 1995 sia altre che si domandava all'Isvap di stabilire di intesa con la Covip e con la Consob . Segno evidente che anche quando fosse costituito dalla sottoscrizione di un contratto di assicurazione sulla vita , si guardava al piano pensionistico individuale come ad una fattispecie da attrarre pur sempre in una certa (e consistente ) misura nell'ordinamento sezionale assegnato alle competenze istituzionali della Commissione di vigilanza sui fondi pensione,una volta di più caratterizzato poi dall'ulteriore apporto di garanzie di trasparenza e di tutela dell'investitore conseguenti all' intesa tra le diverse autorità di vigilanza.
Da ciò una ratio legis che richiamava con ogni evidenza il modello del sesto comma dell'art. 17 del decreto legislativo 124 ,dove accordi e collaborazione tra autorità preposte alla vigilanza si indicano come strumenti utili al fine di accrescere l'efficacia dell'azione di controllo.Nella definitiva formulazione dell'art. 9 ter altro è invece l'assetto e altro il regime delle funzioni del controllo pubblico .La definitiva formulazione della normativa di decreto come si sa stabilisce infatti che le imprese interessate ad attivare le forme pensionistiche individuali contratto di assicurazione sulla vita ricevono in via esclusiva dall'Isvap regole e provvedimenti di vigilanza .Residua soltanto la già segnalata previsione di un obbligo di comunicazione alla Covip delle condizioni di polizza disposto dal terzo comma dell'art. 9 ter, che presenta davvero tutti i caratteri di una norma in bianco non essendo stabilito che cosa e con qual genere di interventi alla Covip si domanda di fare in una materia che esige in modo particolare certezza del diritto.
Dall'impresa assicurativa le condizioni di polizza devono essere comunicate alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione , e prima della loro applicazione essendo naturalmente escluso che si possa interpretare il terzo comma dell'art. 9 ter come disposizione intesa a promuovere un flusso di informazioni che la Covip acquisisce pur finalità di puro e semplice incremento delle sue conoscenze. Già di per sé il flusso delle informazioni formalmente ricevute da una autorità di pubblica vigilanza attiva infatti inevitabilmente procedimenti di genere istruttorio e comunque comporta valutazioni che ne impegnano per intero la responsabilità istituzionale . Ma nel caso delle condizioni di polizza obbligatoriamente ( e anticipatamente ) trasmesse alla Covip diventa molto difficile assegnare alle valutazioni della autorità di vigilanza un oggetto e finalità capaci di conferire alla normativa del decreto un significato utile. E' comunque escluso che con riguardo alle indicate tipologie di contratto piano pensionistico individuale possano competere alla Covip provvedimenti di genere autorizzatorio che come si sa neppure all'Isvap competono .
Allo stesso modo è escluso che per la Covip si possano configurare in altro senso poteri di intervento con finalità di vigilanza sull'operare delle imprese assicurative, che nel sistema delle norme continua ad essere materia espressamente riservata all'Isvap secondo una logica di insieme che le disposizioni dell'art. 9 ter puntualmente confermano . Né questa né altre norme del decreto legislativo 124 offrono poi indicazioni che consentano di legittimare la Covip alla deliberazione di atti amministrativi generali, istruzioni o orientamenti con il carattere imperativo delle prescrizioni regolamentari . E tuttavia non è davvero consentita una interpretatio abrogans che consideri come non scritto un terzo comma dell'art. 9 ter dove invece è pur sempre possibile leggere una norma di scopo sicuramente intesa ad ampliare sia le garanzie di disclosure a tutela dell'investitore di risparmio previdenziale che l'ambito dei controlli di conformità del contratto al regime delle forme pensionistiche.Da ciò lo spazio aperto ad un intervento utile della Covip.
Operando le dovute valutazioni degli standards negoziali di volta in volta trasmessi dalle imprese assicurative con il metodo indicato dalle norme del decreto legislativo 124 che in linea di principio la impegnano ad una puntuale vigilanza sulle offerte commerciali di genere previdenziale , la Covip svolgerà infatti una funzione utile se alle condizioni di polizza guarderà con la attenzione necessaria per rilevare loro eventuali deviazioni dalle regole che assegnano contenuti obbligati ad un contratto di assicurazione che sia al tempo stesso piano pensionistico . Pur in presenza di condizioni di polizza difformi dal modello del decreto legislativo 124 naturalmente si configurano fattispecie di contratto con tutti i caratteri e tutti i requisiti di validità del contratto di assicurazione sulla vita disciplinato dalle norme del codice civile ( e contratto sottratto a qualsiasi possibile valutazione o impensabile interferenza della Covip ). Ma non le fattispecie del piano pensionistico con la finalità e la causa indicate dalla normativa del decreto, in tal caso dovendosi così considerare esclusa la sua disciplina ( e la speciale disciplina di regime fiscale del contratto di assicurazione piano pensionistico ).
E' infine comprensibile (e motivata ) l' attenzione che la Covip una volta di più riserva alle garanzie della dovuta informazione di mercato.Come si sa garanzie di tal genere, e perciò consistenti garanzie di trasparenza dell'offerta di mercato delle imprese assicurative si sono concretate già mediante gli interventi regolamentari dell'Isvap. In più di una occasione la Covip ha tuttavia segnalato con forza anche l'esigenza di attrezzare il sistema nel modo che occorre per garantire che il grado di trasparenza delle condizioni contrattuali sia per tutte le forme pensionistiche previste dal decreto legislativo 124 egualmente elevato e immediatamente confrontabile .Da ciò l'iniziativa nel corso dell' assunta dalla Covip per promuovere un intervento legislativo dichiaratamente inteso ad ampliare l'ambito delle sue competenze istituzionali mediante norme di attribuzione dei poteri regolamentari che la Covip domandava appunto al fine di svolgere la indicata funzione di garanzia della uniformità e adeguatezza dei flussi informativi.
Già prefigurato in sede di elaborazione della normativa del decreto legislativo 47 ma poi escluso dalla definitiva formulazione dell'art. 9 ter del decreto legislativo 124,un incremento dei poteri regolamentari della Covip non sembra essere progetto capace di trovare i necessari consensi.E l'esperienza insegna che anche ( e specialmente) in materia previdenziale la via dell'intervento normativo ha tempi e modi di operare molto lontani da quanto è bene in una materia dove più di ogni altra cosa occorre e a breve chiarezza di orientamenti .Se perciò si considera utile (come certamente è utile ) un concorso della Covip alla integrazione delle garanzie della vigilanza informativa sui piani pensionistici individuali dell'art. 9 ter , prima ancora che possibili interventi normativi servono responsabili intese tra le autorità di pubblica regolazione della previdenza privata . L' Isvap e la Covip in questo senso dal sesto comma dell'art. 17 del decreto legislativo 124 ricevono una precisa indicazione di metodo e di finalità . Una volta di più accordi di collaborazione capaci di accrescere l'efficacia dell'azione di controllo sono per l'appunto quanto serve e quanto si attende a garanzia di disclosure e a protezione degli investori di risparmio con finalità di privata tutela previdenziale.