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Timestamp: 2020-01-21 03:09:05+00:00
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Corruzione, ​Montante condannato a 14 anni di reclusione. Creò un "governo parallelo" della Sicilia - Rai News
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Corruzione, ​Montante condannato a 14 anni di reclusione. Creò un "governo parallelo" della Sicilia
L'ex presidente di Confindustria siciliana era accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Il procuratore Bertone: il "Sistema" c'era, la sentenza ci dà ragione
Dossier e lettere anonime: "Così il sistema Montante condizionava anche la stampa"
Quattordici anni con l'abbreviato - pena quindi diminuita di un terzo, 3 anni e sei mesi di carcere in più rispetto a quanti ne aveva invocati la procura di Caltanissetta. Durissima la pena decisa dal gup Graziella Luparello nei confronti dell'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, industriale degli ammortizzatori venduti in tutto il mondo, inventore di biciclette di lusso, ossequiato in tutti i salotti imprenditoriali e politici (da Sinistra a Destra) in nome di quell'alone di antimafia che era riuscito a creare e che l'ha portato a diventare responsabile legalità di Confindustria nazionale.
L'ex presidente di Unioncamere Sicilia e della Camera di commercio nissena era accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Sarebbe stato al centro del cosiddetto "Sistema Montante" una rete spionistica utilizzata per salvaguardare se stesso e colpire gli avversari dandogli la possibilità di essere la testa di un "governo parallelo" in Sicilia, come aveva scritto nella propria relazione a marzo scorso la commissione regionale antimafia.
"Quattordici anni? Ma è più di quello che ha chiesto la Procura...", ha commentato Montante, informato al telefono dall'avvocato Giuseppe Panepinto della sentenza. In questo processo abbreviato erano imputati, a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla rivelazione di notizie coperte dal segreto d'ufficio, al favoreggiamento: il colonnello Gianfranco Ardizzone, ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta, condannato a 3 anni (chiesti 4 anni e 6 mesi); il sostituto commissario Marco De Angelis , a 4 anni,(chiesti 6 e 11 mesi); il capo della security di Confindustria Diego Di Simone, condannato a 6 anni e 4 mesi (chiesti 7 anni, 1 mese e 10 giorni).
Il questore Andrea Grassi è stato assolto da due capi d'imputazione, ma condannato a un anno e 4 mesi per un altro (chiesti 2 anni e 8 mesi).
Assolto il dirigente regionale Alessandro Ferrara (chiesta l'assoluzione).
Prosegue col rito ordinario il processo ad altri 13 imputati tra cui l'ex presidente del Senato Renato Schifani, l'ex capo dei servizi segreti Arturo Esposito, il tributarista Angelo Cuva.
Il procuratore Bertone: il "Sistema" c'era, la sentenza ci dà ragione
Il capo della procura nissena Amedeo Bertone dopo la sentenza ha detto: "Il sistema Montante c'è. Il dispositivo della sentenza dà conto della fondatezza dell'accusa e dello straordinario lavoro che l'ufficio ha svolto in questi anni e fa giustizia di alcune affermazioni fatte durante il processo". L'avvocato Panepinto ha invece affermato: "Ci aspettavamo viste le premesse una condanna, ma non così pesante. Leggeremo le motivazioni.Tenete conto che una condanna in abbreviato a 14 anni prevede una pena base di 21 anni: siamo quasi all'omicidio". L'avvocato ha detto che Montante farà appello.
Riconosciuti risarcimenti civili, anche all'Ordine dei giornalisti
Il Gup Grazia Luparello nel dispositivo di sentenza ha disposto anche il risarcimento alle parti civili, compresa la Regione Siciliana per 5.000 euro. La stessa cifra, a ciascuno, è stata riconosciuta a Graziella Lombardo, Attilio Bolzoni, Gioacchino Genchi, Salvatore Petrotto, Antonino Grippaldi, Gaetano Rabbito, Vladimiro Crisafulli, Pasquale Carlo Tornatore, Marco Benanti, Monica Marino, Fabio Marino, Gildo Matera, Umberto Cortese, e Vincenzo Basso. Un risarcimento di 15 mila euro ciascuno è stato riconosciuto a Gianpiero Casagni, Nicolò Marino e Pietro Di Vincenzo. Risarcimento da 10 mila euro per Alfonso Maria Cicero e 30 mila euro per l'Ordine dei giornalisti di Sicilia e la Camera di commercio di Caltanissetta. Il risarcimento più alto è stato riconosciuto al Comune di Caltanissetta: 70mila euro.
Morra: sentenza dimostra gravità del caso
"La sentenza e le relative condanne a Montante ed i suoi sodali, presunti servitori dello Stato,dimostrano definitivamente la gravità del cosiddetto sistema Montante. La scelta del rito abbreviato pone quindi un punto fermo su questo sistema corruttivo che ha focalizzato l'accesso alle informazioni riservate del ministero dell'Interno per usare queste informazioni come merce di scambio o di ricatto. Mi aspetto prese di posizione nette e chiare dalla politica. Questo processo non termina qui, c'è il dibattimento con rito ordinario per un'altra lunga sequela di imputati che dovranno dirci quanto profondo ed esteso fosse la rete di Montante. Il finto paladino dell'Antimafia, mito di Confindustria Sicilia e amico di troppa politica e pezzi di Stato, con troppa stampa asservita, ha goduto di troppo silenzio. È il momento che si accendano riflettori permanenti su questa vicenda. Ringrazio la magistratura e le forze dell'ordine per il lungo, complesso e delicato lavoro svolto". Così Nicola Morra presidente della commissione Antimafia.