Source: https://www.consiglioweb.com/assetti-organizzativi-adeguati-assetti-crisi-dimpresa/
Timestamp: 2020-06-03 22:50:14+00:00
Document Index: 180350604

Matched Legal Cases: ['art. 375', 'art. 2086', 'art. 3', 'art. 389', 'art. 24', 'art. 375', 'art. 2086']

Assetti organizzativi adeguati - assetti crisi d'impresa piccole aziende
Milena Martinato 13/04/2020 Assetti organizzativi adeguati – assetti crisi d’impresa2020-04-13T15:41:27+00:00 consulenza aziendale No Comment
Assetti organizzativi adeguati – assetti crisi d’impresa piccole aziende
Cosa si intende per assetti organizzativi adeguati a seguito delle ultime modifiche del Codice Crisi impresa?
Il decreto Crisi impresa impone all’art. 375 del D.Lgs. 14/2019, in vigore dal 16 marzo 2019, l’introduzione del co. 2 dell’art. 2086 c.c., così formulato: “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.
Assetti crisi d’impresa piccole aziende sono per tutti
Nel citato articolo non vi compare il piccolo imprenditore individuale ma, anche l’imprenditore individuale ha la sua parte e deve seguire certe disposizioni che sono citate nell’art. 3, co. 1, del D.Lgs. 14/2019 – che non è richiamato dall’art. 389, co. 2, del D.Lgs. 14/2019, “l‘imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie per farvi fronte.
Pertanto anche il piccolo imprenditore deve rilevare lo stato di crisi aziendale adottando misure idonee, cosa si intende per misure idonee?
Servono ugualmente degli assetti che permettono di rilevare in anticipo segnali di crisi e compiere delle azioni per rimediare a certe difficoltà, difficile adottare delle misure idonee a occhiometro o nasometro, servono ugualmente degli strumenti di monitoraggio, semplici ma necessari.
Le misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi per il piccolo sono principalmente il monitoraggio dei flussi di cassa, della situazione finanziaria aziendale a 6 mesi, questo detto in maniera molto semplificata e desunta da quanto dice il decreto, difficilmente le aziende piccole, faranno analisi di bilancio, ma potrebbe essere utile farlo anche per loro.
Assetti organizzativi adeguati cosa si intende assetti organizzativi, amministrativi, contabili adeguati?
Non c’è una check list da seguire, né una spiegazione dettagliata di cosa si intenda per assetti organizzativi adeguati, diciamo che si può desumere dalla pratica e dall’esperienza; le informazioni si possono determinare solo sulla base di dati che sono il risultato di una precisa contabilità e di un’impostazione amministrativa puntuale e corretta.
I dati vengono poi riassunti in un bilancio finale composto da un Stato Patrimoniale e un Conto Economico che saranno indispensabili per fare delle considerazioni analitiche sulla base di precise riclassificazioni.
Un corretto assetto organizzativo aziendale a mio avviso è completo, se integrato anche con un monitoraggio della gestione aziendale attraverso un controllo dei processi di lavoro e della gestione produttiva, un controllo del personale e dei relativi costi, questo avviene tramite il controllo di gestione, per determinare marginalità, risparmio e miglioramento aziendale.
Asseti organizzativi adeguati per controllo più preciso
Tutte le aziende che hanno almeno qualche dipendente, dovrebbero fare un controllo sistematico dei numeri di Bilancio e dei relativi equilibri, è facile perdere d’occhio i numeri se non si fa un minimo di budget previsionale e non si fanno controlli, magari il ricarico è fissato a percentuale fissa, indipendentemente da ragionamenti sulle spese generali, incremento di acquisti ecc..
Lo stato di crisi però non si vede solo dai flussi di cassa è approssimativo, se mancano i soldi allora sono in crisi?
Certo fare slittare i pagamenti è una delle prime spie di una difficoltà, ma a volte è anche la conseguenza di una scorretta impostazione finanziaria, di un mancato controllo dei crediti, di un errato modo di operare.
Per avere certi indicatori di allerta, si devono considerare anche voci del conto economico, il fatturato, l’indebitamento, la redditività, servono degli indicatori, quei rapporti tra voci correttamente associate del bilancio riclassificato.
Assetti organizzativi contabili permettono di prevenire la crisi d’impresa
E’ necessaria un’analisi completa di bilancio per indici che consente di calcolare indicatori di equilibrio, tra cui i nuovi indicatori della crisi d’impresa con il calcolo del DSCR (debt service coverage ratio), questi indici sono previsti per l’assetto delle società a responsabilità limitata che rientrano nell’obbligo del revisore contabile, ma non li considero sufficienti, servono anche gli indici di redditività e di equilibrio patrimoniale.
Tutto ciò permette di avere una panoramica generale completa in ogni suo equilibrio, perché l’azienda è fatta di equilibri patrimoniali, economici e finanziari.
Un’analisi solo dei soli flussi anche per i piccoli imprenditori sarebbe a mio avviso incompleta e approssimativa, l’analisi permetterebbe poi di lavorare sulla marginalità delle vendite.
Non essendoci un obbligo per i piccolissimi di come attuare il controllo, probabilmente molti procederanno solo con il monitoraggio dei flussi finanziari a 6 mesi sottovalutando molti altri elementi di profitto.
Personalmente preferisco adottare tutti gli strumenti necessari per capire e leggere certi valori anche se non sono d’obbligo per legge, ma servono per capire, allora perché non calcolarli?
Assetti amministrativi contabili
Cosa sono previsti negli assetti amministrativi: si richiedono l’elaborazione delle fatture di acquisto e di vendita e la relativa contabilizzazione, la rilevazione dei movimenti di prima nota di cassa o banche attraverso la rilevazione della partita doppia, la rilevazione dei movimenti di gestione aziendale per la determinazione del risultato aziendale con il Bilancio periodico secondo gli aspetti civilistici.
Questa è la base di partenza, su cui ragionare e fare molte altre valutazioni successive.
valutazioni sugli equilibri aziendali patrimoniali, economici, finanziari attraverso un’analisi di bilancio per indici con il calcolo del punto di pareggio aziendale (importante)
valutazione attraverso il proprio rendiconto finanziario, determinazione dei flussi di cassa aziendali fino a 6 mesi anche mensili se necessario, più la crisi è possibile, più l’arco temporale del monitoraggio si accorcerà (nessuno lo obbliga, è il buon senso che lo consiglia), considerando tutti gli strumenti bancari utilizzati
previsione di budget di spesa e monitoraggio dei costi (difficile farlo per le piccole aziende individuali) ma sarebbe utile per non perdere di vista certi costi, le piccole aziende lavorano “a naso”
una corretta impostazione sulle modalità di pagamento e un controllo degli incassi e dei pagamenti (scadenze) e dei debiti tributari
Questi sono gli elementi minimi per fare un corretto assetto organizzativo amministrativo contabile aziendale per i piccolissimi.
Assetti crisi per le società soggette a revisore
Per le società a responsabilità limitata che rientrano invece nell’obbligo del revisore contabile o collegio sindacale è necessario quindi calcolare i flussi di cassa almeno a 6 mesi, calcolare gli indicatori della crisi d’impresa con il DSCR come stabilito dalle organizzazioni competenti.
Servono gli indicatori che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno 6 mesi successivi delle prospettive di continuità aziendale.
Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi, anche sulla base di quanto stabilito nell’art. 24.
Necessario poi lavorare su un sistema previsionale attraverso budgeting.
Assetti organizzativi contabili significa preparazione e cultura aziendale
Gli assetti della crisi, richiedono delle competenze ed esperienza nella lettura e nell’interpretazione dei numeri.
Un numero letto da solo non significa nulla, va interpretato e confrontato con una serie di indicatori e parametri.
Lavorare bene sugli effetti degli indici permette di creare degli equilibri e delle condizioni favorevoli per accedere a prestiti e finanziamenti bancari per fare investimenti in caso di necessità, le banche non avrebbero problemi a finanziare un’azienda sana con dei progetti validi.
La preparazione è fondamentale per le aziende che vogliono lavorare bene e vogliono essere ben viste dai proprio stakeholders.
Ecco che non basta determinare formule matematiche, non è sufficiente leggere i numeri di bilancio, ma è necessario comprenderli e trarre considerazioni per cambiare, ottimizzare o recuperare certe situazioni quando è possibile farlo.
Il rischio di default si intuisce nel corso degli anni, un fallimento non arriva improvvisamente, salvo rare eccezioni.
Prima si adottano certi controlli e analisi in azienda, meglio sarà per l’azienda stessa, perché potrà intervenire con giuste azioni di intervento nelle aree richieste.
Aiuto le aziende ad impostare un proprio assetto di controllo e indico dove intervenire, supporto i commercialisti e i revisori che hanno bisogno di aiuto per seguire le aziende in loco impostando controllo aziendale e organizzazione nella gestione, suggerendo come intervenire per recuperare individuando i punti di debolezza.
Va da sé che se un’azienda nel corso degli anni, diminuisce il suo fatturato, la soluzione non sarà solo nella lettura dei numeri di Bilancio ma nella strategia aziendale, il core business va ripensato e si devono fare tutt’altre considerazioni di altra natura.
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