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Timestamp: 2020-07-12 10:06:39+00:00
Document Index: 114748287

Matched Legal Cases: ['art. 333', 'art. 334', 'art. 22', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 138', 'art. 11', 'art. 107', 'art. 13', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 313', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 26', 'art. 17']

Legge 24 novembre 1981, n. 689 "Modifiche al sistema penale" - Aeranti
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Legge 24 novembre 1981, n. 689 “Modifiche al sistema penale”
Legge 24 Novembre 1981, n.689
“Modifiche al sistema penale”
(pubblicata in Gazzetta Ufficiale supplemento ordinario n.329 del 30 novembre 1981)*
(*) Avvertenza: sono riportate le sole disposizioni generali di cui al Capo I, sezione I e II in quanto richiamate dalla legislazione in materia di editoria e radiotelevisione.
Capacità di intendere e di volere:
Non può essere assoggettato a sanzioni amministrative chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i diciotto anni o non aveva, in base ai criteri indicati nel codice penale, la capacita di intendere e di volere, salvo che lo stato di incapacità non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinato.
Cause di esclusione della responsabilità:
Non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nel- l’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.
II proprietario della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l’usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa e stata utilizzata contro la sua volontà.
Non trasmissibilità dell’obbligazione:
Più violazioni di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative:
Principio di specialità:
Tuttavia quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione regionale o delle provincie autonome di Trento e di Bolzano che preveda una sanzione amministrativa, si applica in ogni caso la disposizione penale, salvo che quest’ultima sia applicabile solo in mancanza di altre disposizioni penali.
Ai fatti puniti dagli artt. 5, 6, 9 e 13 della legge 30 aprile 1962, n. 283, modificata con legge 26 febbraio 1963, n. 441, sulla disciplina igienica degli alimenti, si applicano in ogni caso le disposizioni penali in tali articoli previste, anche quando i fatti stessi sono puniti da disposizioni amministrative che hanno sostituito disposizioni penali speciali.
Sanzione amministrativa pecuniaria e rapporto tra limite minimo e limite massimo:
Criteri per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie:
Atti di accertamento:
All’accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, i quali, oltre che esercitare i poteri indicati nei precedenti commi, possono procedere, quando non sia possibile acquisire altrimenti gli elementi di prova, a perquisizioni in luoghi diversi dalla privata dimora, previa autorizzazione motivata dal pretore del luogo ove le perquisizioni stesse dovranno essere effettuate. Si applicano le disposizioni [del comma 1 dell’art. 333 e del comma 1 e 2 dell’art. 334] del codice di procedura penale (1).
(1) Ora artt. 250 e 251 del nuovo codice di procedura penale approvato con D.P.R. 22 settembre 1988 n. 447.
Contestazione e notificazione:
Per i residenti all’estero, qualora la residenza, la dimora o il domicilio non siano noti, la notifica non è obbligatoria e resta salva la facoltà del pagamento in misura ridotta sino alla scadenza del termine previsto nel comma 2 dell’art. 22 per il giudizio di opposizione.
Accertamenti mediante analisi di campioni:
Le comunicazioni di cui al comma 1 e 4 equivalgono alla contestazione di cui al comma 1 dell’art. 14 ed il termine per il pagamento in misura ridotta di cui all’art. 16 decorre dalla comunicazione dell’esito della. prima analisi o, quando è stata chiesta la revisione dell’analisi, dalla comunicazione dell’esito della stessa.
Ove non sia possibile effettuare la comunicazione all’interessato nelle forme di cui al comma 1 e 4, si applicano le disposizioni dell’art. 14.
È ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata, o se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.
Nei casi di violazione del testo unico delle norme sulla circolazione stradale e dei regolamenti comunali e provinciali continuano ad applicarsi, rispettivamente, l’art. 138 del T.U. approvato con D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393, con le modifiche apportate dall’art. 11 della legge 14 febbraio 1974, n. 62, e l’art. 107 del T.U. delle leggi comunali e provinciali approvato con R.D. 3 marzo 1934, n. 383.
Obbligo del rapporto:
Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro centottanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, in sostituzione del D.P.R. 13 maggio 1976, n. 407, saranno indicati gli uffici periferici dei singoli Ministeri, previsti nel comma 1, anche per i casi in cui leggi precedenti abbiano regolato diversamente la competenza.
Con il decreto indicato nel comma precedente saranno stabilite le modalità relative all’esecuzione del sequestro previsto dall’art. 13, al trasporto ed alla consegna delle cose sequestrate, alla custodia ed all’eventuale alienazione o distruzione delle stesse: sarà altresì stabilita la destinazione delle cose confiscate. Le regioni, per le materie di loro competenza, provvederanno con legge nel termine previsto dal comma precedente.
Ordinanza – ingiunzione:
Con l’ordinanza – ingiunzione deve essere disposta la restituzione, previo pagamento delle spese di custodia, delle cose sequestrate, che non siano confiscate con lo stesso provvedimento. La restituzione delle cose sequestrate o altresì disposta con l’ordinanza di archiviazione, quando non ne sia obbligatoria la confisca.
Il pagamento è effettuato all’ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nell’ordinanza – ingiunzione, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione di detto provvedimento, eseguita nelle forme previste dall’art. 14; del pagamento, è data comunicazione, entro il trentesimo giorno, a cura dell’ufficio che lo ha ricevuto, all’autorità che ha emesso l’ordinanza.
L’ordinanza – ingiunzione costituisce titolo esecutivo. Tuttavia l’ordinanza che dispone la confisca diventa esecutiva dopo il decorso del termine per proporre opposizione, o, nel caso in cui l’opposizione è proposta, con il passaggio in giudicato della sentenza con la quale si rigetta l’opposizione, o quando l’ordinanza con la quale viene dichiarata inammissibile l’opposizione o convalidato il provvedimento opposto diviene inoppugnabile o è dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la stessa.
Quando si è proceduto a sequestro, gli interessati possono, anche immediatamente proporre opposizione all’autorità indicata nel comma 1 dell’art. 18, con atto esente da bollo. Sull’opposizione la decisione è adottata con ordinanza motivata emessa entro il decimo giorno successivo alla sua proposizione. Se non è rigettata entro questo termine, l’opposizione si intende accolta.
Anche prima che sia concluso il procedimento amministrato, l’autorità competente può disporre la restituzione della cosa sequestrata, previo pagamento delle spese di custodia, a chi prova di averne diritto e ne fa istanza, salvo che si tratti di cose soggette a confisca obbligatoria.
Quando l’opposizione al sequestro è stata rigettata, il sequestro cessa di avere efficacia se non è ammessa ordinanza – ingiunzione di pagamento o se non è disposta la confisca entro due mesi dal giorno in cui è pervenuto il rapporto e, comunque, entro sei mesi dal giorno in cui è avvenuto il sequestro.
Sanzioni amministrative accessorie:
L’autorità amministrativa con l’ordinanza – ingiunzione o il giudice penale con la sentenza di condanna nel caso previsto dall’art. 24, può applicare, come sanzioni amministrative, quelle previste dalle leggi vigenti, per le singole violazioni, come sanzioni penali accessorie, quando esse consistono nella privazione o sospensione di facoltà e diritti derivanti da provvedimenti dell’amministrazione.
Le autorità, stesse possono disporre la confisca amministrativa delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione e debbono disporre la confisca delle cose che ne sono il prodotto, sempre che le cose suddette appartengano a una delle persone cui e ingiunto il pagamento.
È sempre disposta la confisca amministrativa delle cose, la fabbricazione, l’uso, il porto, la detenzione o l’alienazione delle quali costituisce violazione amministrativa, anche se non venga emessa l’ordinanza – ingiunzione di pagamento.
Casi speciali di sanzioni amministrative accessorie:
Quando è accertata la violazione del comma 1 dell’art. 32 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, è sempre disposta la confisca del veicolo a motore o del natante che appartiene alla persona a cui è ingiunto il pagamento, se entro il termine fissato con l’ordinanza – ingiunzione non viene pagato, oltre alla sanzione pecuniaria applicata, anche il premio di assicurazione per almeno sei mesi.
Nel caso in cui sia proposta opposizione avverso l’ordinanza – ingiunzione, il termine di cui al comma 1 decorre dal passaggio in giudicato della sentenza con la quale si rigetta l’opposizione ovvero dal momento in cui diventa inoppugnabile l’ordinanza con la quale viene dichiarata inammissibile l’opposizione o convalidato il provvedimento opposto ovvero viene dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la stessa.
Quando è accertata la violazione del comma 8 dell’art. 58 del T.U. delle norme sulla circolazione stradale, approvato con D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393, è sempre disposta la confisca del veicolo.
Quando è accertata la violazione del comma 2 dell’art. 14 della legge 30 aprile 1962, n. 283, è sempre disposta la sospensione della licenza per un periodo non superiore a dieci giorni.
Opposizione all’ordinanza – ingiunzione:
Contro l’ordinanza – ingiunzione di pagamento e contro l’ordinanza che dispone la sola confisca, gli interessati possono proporre opposizione davanti al pretore del luogo in cui è stata commessa la violazione, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento.
Il ricorso deve contenere altresì, quando l’opponente non abbia indicato un suo procuratore, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel comune dove ha sede il pretore adito.
Se manca l’indicazione del procuratore oppure la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio, le notificazioni al ricorrente vengono eseguite mediante deposito in cancelleria.
L’opposizione non sospende l’esecuzione del provvedimento, salvo che il pretore, concorrendo gravi motivi, disponga diversamente con ordinanza inoppugnabile.
Giudizio di opposizione:
Il pretore, se il ricorso è proposto oltre il termine previsto dal comma 1 dell’art. 22, ne dichiara l’inammissibilità con ordinanza ricorribile per cassazione.
Se il ricorso è tempestivamente proposto, il pretore fissa l’udienza di comparizione con decreto, steso in calce al ricorso, ordinando all’autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima dell’udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento, nonché alla contestazione o notificazione della violazione. Il ricorso ed il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all’opponente o, nel caso sia stato indicato, al suo procuratore, e all’autorità che ha emesso l’ordinanza.
Tra il giorno della notificazione e l’udienza di comparizione devono intercorrere i termini di cui al comma 2 e 5 dell’art. 313 del codice di procedura civile.
L’opponente e l’autorità che ha emesso l’ordinanza possono stare in giudizio personalmente: l’autorità che ha emesso l’ordinanza può avvalersi anche di funzionari appositamente delegati.
Nel corso del giudizio il pretore dispone, anche d’ufficio, i mezzi di prova che ritiene necessari e può disporre la citazione di testimoni anche senza la formulazione di capitoli.
Appena terminata l’istruttoria il pretore invita le. parti a precisare le conclusioni ed a procedere nella stessa udienza alla discussione della causa, pronunciando subito dopo la sentenza mediante lettura del dispositivo. Tuttavia, dopo la precisazione delle conclusioni, il pretore, se necessario, concede alle parti un termine non superiore a dieci giorni per il deposito di note difensive e rinvia la causa all’udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine per la discussione e la pronuncia della sentenza.
Con la sentenza il pretore può rigettare l’opposizione, ponendo a carico dell’opponente le spese del procedimento o accoglierla, annullando in tutto o in parte l’ordinanza o modificandola anche limitatamente all’entità della sanzione dovuta.
Il pretore accoglie l’opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente. La sentenza è inappellabile ma è ricorribile per cassazione.
Connessione obiettiva con un reato:
Qualora l’esistenza di un reato dipenda dall’accertamento di una violazione non costituente reato, e per questa non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, il giudice penale competente a conoscere del reato è pur competente a decidere sulla predetta violazione e ad applicare con la sentenza di condanna la sanzione stabilita dalla legge per la violazione stessa.
Se ricorre l’ipotesi prevista dal precedente comma, il rapporto di cui all’art. 17 è trasmesso, anche senza che si sia proceduto alla notificazione prevista dal comma 2 dell’art. 14, all’autorità giudiziaria competente per il reato, la quale, quando invia la comunicazione giudiziaria, dispone la notifica degli estremi della violazione amministrativa agli obbligati per i quali essa non è avvenuta. Dalla notifica decorre il termine per il pagamento in misura ridotta.
La persona obbligata in solido con l’autore della violazione deve essere citata nell’istruzione o nel giudizio penale su richiesta del pubblico ministero. Il pretore ne dispone d’ufficio la citazione. Alla predetta persona, per la difesa dei propri interessi, spettano i diritti e le garanzie riconosciuti all’imputato, esclusa la nomina del difensore d’ufficio.
Impugnabilità del provvedimento del giudice penale:
Avverso il decreto penale, relativamente al capo che dichiara la responsabilità, per la predetta violazione, può proporre opposizione anche la persona indicata nel comma precedente.
Esecuzione forzata:
Salvo quanto disposto nell’ultimo comma dell’art. 22, decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, l’autorità che ha emesso l’ordinanza – ingiunzione procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per l’esazione delle imposte dirette, trasmettendo il ruolo all’intendenza di finanza che lo da in carico all’esattore per la riscossione in unica soluzione, senza l’obbligo del non riscosso come riscosso.
È competente l’intendenza di finanza del luogo ove ha sede l’autorità che ha emesso l’ordinanza – ingiunzione.
Salvo quanto previsto nell’art. 26, in caso di ritardo nel pagamento la somma dovuta è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore. La maggioranza assorbe gli interessi eventualmente previsti dalle disposizioni vigenti.
L’interruzione delle prescrizioni è regolata dalle norme del codice civile.
Devoluzione dei proventi:
Nei casi previsti dal comma 3 dell’art. 17 i proventi spettano alle regioni.
Continuano ad applicarsi, se previsti, i criteri di ripartizione attualmente vigenti. Sono tuttavia escluse dalla ripartizione le autorità competenti ed emanare l’ordinanza – ingiunzione di pagamento e la quota loro spettante è ripartita tra gli atti aventi diritto, nella proporzione attribuita a ciascuno di essi.
Provvedimenti dell’autorità regionale:
L’opposizione contro l’ordinanza – ingiunzione è regolata dagli artt. 22 e 23.