Source: https://issuu.com/adiconsum/docs/54_08__adifinanza_
Timestamp: 2017-06-23 07:26:39+00:00
Document Index: 159081972

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 100', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 100', 'art 119', 'art. 100', 'art.119']

Adifinanza - anno XX - n. 54 - 3 novembre 2008 by Ufficio stampa Adiconsum - issuu
Agenzia Adiconsum - anno XX - n. 54 - 3 novembre 2008
Stampato in proprio in novembre 2008In questo numero:€Caso Lehman: un'altra crisi colpisce i
risparmiatori italianiApprofondimenti	-	Caso Lehman: un'altra crisi colpisce i risparmiatori
italianiFac-simile	-	“Lehman Brothers”: bozza di letteraper messa in mora
dell’intermediarioin caso di titoli già scaduti	-	“Lehman Brothers”: bozza di letteraper richiesta
documentazioneTest
Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 46/2004) art. 1, comma 2, DCB RomaApprofondimentiCaso Lehman: un'altra crisi
colpisce i risparmiatori
La crisi mondiale si riflette sui risparmiatori italiani che hanno
investito in obbligazioni, index linked e altri titoli
della Lehman Brothers. Consigli e tutele.La crisi che ha coinvolto tutto il mondo è stata provocata dalla politica economica degli Stati Uniti, basata sul sostegno della domanda
interna attraverso il deficit della bilancia dei pagamenti l’emissione
di dollari e, solo parzialmente, dalla crisi dei mutui sub-prime. Crisi,
quest’ultima, che ha contribuito alla stretta creditizia e monetaria, ma
che non avrebbe potuto creare da sola il cataclisma attuale, dovuto a
leve finanziarie troppo alte, allo scarso rispetto delle regole e ai ritardi
negli interventi delle autorità di controllo gravate da conflitti di interesse
sempre più evidenti, e – complessivamente – nella sottovalutazione del
livello di rischio cui era giunto il sistema.
Il problema è la finanziarizzazione dell’economia, ovvero l’aver scollegato
la finanza dall’economia reale, produttiva. Si sono allargate a dismisura
le grandezze, basti pensare che ci sono derivati che valgono 25 volte di
più del Pil mondiale. Ma non sono soldi.
Se la politica economica scommette sull’intermediazione è destinata a
non creare sviluppo, viene meno la sua solidità strutturale, come dimostra
lo stato di difficoltà delle banche poco commerciali e molto investitrici.
I numeri sono spesso il misuratore più semplice e diretto per supportare le tesi.
Sebbene, passata la “bufera”, la realtà potrà essere un po’ meno
scontata di quella attuale, il debito pubblico USA è superiore a 51.000
miliardi di dollari a fronte di un prodotto interno lordo di 14.000,00;
l’incidenza percentuale del rapporto debito/PIL è del 358% (l’Italia, il
paese europeo con il peggior rapporto, è al 106%); l’esposizione finanziaria è passata con riferimento 1980 e 2007, dal 21% del PIL al 116%;
gli utili delle imprese nel 1950 erano pari al 9,5%, nel 2006 al 33%; i
dividendi distribuiti dalle prime 500 imprese americane sono stati 4,2
miliardi di dollari più degli utili conseguiti, riducendo, quindi, il valore
reale delle imprese, quelle stesse imprese che hanno spesso goduto
di sussidi pubblici; le stock option medie pro capite sono passate da
3,5 milioni di dollari del 1992 a 14,8 milioni del 2000 a 8,7 milioni del
2003; il guadagno del top management era, nel 2006, 364 volte quello
del dipendente medio.
Da quando è esplosa la crisi le parole d’ordine sono state ridare fiducia, togliere i prodotti “tossici” dal mercato, ripensare la finanza di
carta, intervento pubblico per salvare il sistema, nuove regole, riportare
la finanza alla funzione primaria dello sviluppo economico. Tuttavia pur
dando per assodata la buona fede di ognuno, la storia dimostra che appena il pericolo passa, immediatamente si dimenticano le buone intenzioni
e si torna sulla stessa strada in maniera ancora più sofisticata, difficile
da scoprire, con autorità di controllo che arrivano sempre in ritardo e in
maniera scoordinata, con conflitti di interesse sempre maggiori.Test noi consumatori	Allo stesso tempo l’attuale crisi, però, ha dimostrato che spesso prevalgono scelte irrazionali o speculazioni (non solo finanziarie) non legate
ai fondamentali dell’economia. Nessuna difesa per le banche – o meglio
per i banchieri – che hanno inondato il mondo di carta straccia ai danni di
economie, di paesi e dei risparmiatori, ma è incomprensibile l’andamento
delle borse dopo che il sistema bancario americano e quello europeo si sono
già ristrutturati, quando le passività legate alla crisi (1,4 miliardi) hanno già
avuto una copertura con gli 800 miliardi di dollari del Governo Usa, i 200
miliardi di sterline del Governo inglese, gli interventi di sostegno a banche
e imprese adottati in Europa e i fondi di sostegno creati da molti paesi,
l’abbassamento de tassi di interesse, l’immissione di liquidità da parte delle
banche centrali, i salvataggi effettuati, le misure di maggiori garanzie.
L’unica conclusione è che in un mondo senza più frontiere finanziarie
anche la sfiducia non conosce limiti. È necessario, quindi, agire sulle cause
ora che la crisi è ancora in corso.
Per ricreare fiducia è importante che, per un tempo determinato, lo
Stato si faccia garante delle passività assunte da una banca che rischiasse
di divenire insolvente nei confronti delle altre banche che le hanno prestato soldi sul circuito interbancario. Il vantaggio è di incidere dove è il
cuore del problema: la crisi di fiducia tra banche.
Banca d’Italia sta studiando un nuovo sistema di scambi sul mercato
interbancario per ridurre il “rischio di controparte” e ridare fluidità al
mercato. La proposta dovrebbe basarsi sulla creazione di un segmento di
mercato che assicuri la riservatezza dei contratti, uno schema di garanzie
in cui ogni banca si indebita sul mercato all’ingrosso dei prestiti in misura
inferiore o uguale alle garanzie che offre. In questo modo il partecipante
si accollerà parte del “rischio di credito”; infine la banca centrale avrà il
compito di verificare la qualità del “collaterale”, la garanzia offerta.
Sbloccare il mercato interbancario, infatti, è fondamentale per scongiurare crisi irreversibili di solvibilità e rilanciare l’economia con interventi
a favore di tutti, ma con particolare riguardo alle famiglie e alle micro e
piccole imprese, soggetti più indifesi.
Sui perché della crisi possono essere fatte alcune considerazioni:
•	La globalizzazione non è un male in sé e, soprattutto, non può essere fermata, ma deve essere regolamentata, perché se si sommano
globalizzazione e deregolamentazione il controllo diviene impossibile.
Oggi nessuno conosce lo stock dei derivati in circolazione, quali siano
le effettive controparti, gli effetti globali dell’attuale crisi. È necessario
ridurre la leva finanziaria (indebitamento superiore all’effettivo patrimonio o contratto sottoscritto), tornare all’economia reale, rilanciare il
risparmio, riavviare – più che delle nuove regole – dei comportamenti
in linea con quelle già esistenti, tornare alle banche tradizionali attente
alla clientela retail.
•	Il sistema è stato clonato in un sistema ombra con cui la banca, formalmente, non ha legami (fondi speculativi, patrimoniali privati, banche di investimento off shore, ecc.). Il nuovo sistema è (o meglio era)
finanziato dal primo che aveva il vantaggio di non dover sottostare alle
norme imposte dalle Autorità di controllo. Sono state create strutture
fuori bilancio: bank-sponsored off balance sheet entites – OBSE. Le
Obse sono giuridicamente autonome e hanno solo un rapporto d’affari con la banca originaria a cui pagano le commissioni. Le Obse più
conosciute sono le “società veicolo”. Veicoli che hanno acquistato moltissimi prestiti ipotecari, soprattutto americani, non tenendo in alcun
conto le previsioni sulla riduzione del valore delle case sull’aumento
del rischio di insolvenza della clientela. Le banche rischiavano di non
poter concedere nuovi finanziamenti, per la riduzione del livello dei
minimi di capitale e di ratios patrimoniali. Il gioco di prestigio è stato
aver trasformato le passività in attività. Sono stati costruiti titoli da
rivendere: operazione nota come cartolarizzazione (titolarizzazione oTest noi consumatori	•	•	•	•	titrisation). In questo modo le banche hanno potuto continuare a erogare finanziamenti, con un’operazione che può “teoricamente” durare
all’infinito. Solo in Italia il 33% dei finanziamenti è stato cartoralizzato.
I titoli più conosciuti sono i CDO (collateralized debt obligations), titoli
obbligazionari che hanno come collaterale un debito. I CDO hanno al
loro interno titoli con vario livello di rischio, ma essendo garantiti da
un’assicurazione sono stati, solitamente, valutati come massimamente affidabili (AAA) dalle agenzie di rating; i CDO sono stati venduti a
investitori istituzionali, banche, fondi pensione, fondi di investimento,
ma anche a piccoli risparmiatori. Altri titoli della specie sono i RMBS
(titoli basati sull’ipoteca di un immobile residenziale), ABCP (basati
su un patrimonio), CMBS (assicurazione di credito). Il futuro dovrà
consentire un controllo globale su gruppi e conglomerati come già
prevedono alcune direttive europee.
Il sistema è bancocentrico, quindi il primo passo è eliminare il conflitto di interessi tra banche, società di gestione e altri intermediari;
dovranno essere riconsiderate proprietà e controlli o comunque bisognerà segnare il passaggio dalle “fabbrica prodotto o centro di costo”
a “centro autonomo di profitto” in grado di attuare proprie strategie.
In questa ottica la separazione delle SGR potrebbe non essere più una
condizione necessaria. Nel contempo la scelta di modificare gli assetti
proprietari del comparto deve essere attenta a non riprodurre le stesse
situazioni di conflitto di interessi, quali l’ingresso delle compagnie di
assicurazione desiderose di primeggiare in un settore fondamentale o
dell’industria per ottenere vantaggi per il proprio core business.
È necessario un intervento forte per le agenzie di rating che, prescindendo da qualsiasi giudizio sui comportamenti, quanto meno non sono
state in grado di valutare correttamente le ultime “invenzioni” della
finanza strutturata (i bond Lehman avevano un rating doppia A fino
al fallimento). A livello europeo nuove regole per le agenzie di rating
saranno approvate il 12 novembre 2008, dopo il fallimento del codice
di autoregolamentazione approvato nel 2007. Come per le agenzie di
rating una forte riflessione dovrà riguardare le società di revisione. Per
entrambe dovranno essere elevati muri contro il conflitto di interessi,
tenuto conto che i migliori clienti delle società di rating e di revisione
sono le stesse banche da valutare.
In tema di trasparenza non è più sufficiente migliorare le informazioni
alla clientela per consentire una scelta consapevole in termine di prodotti
e di rischio, considerato che neppure gli operatori comprendono più i
propri prodotti. A ciò si deve poi aggiungere l’ulteriore problematica
rappresentata dai titoli che il cliente ritrova, senza saperlo, nel proprio
Misure dovranno essere adottate nei confronti dei banchieri più coinvolti
negli eccessi della finanza, intervenendo sia a livello di responsabilità
che di vantaggi finanziari (stock option).Cercando un aspetto positivo della crisi possiamo dire che è l’occasione per verificare la coerenza dell’asset allocation (distribuzione tra vari
investimenti del capitale) con il profilo di rischio.
Una considerazione conclusiva deve riguardare il “sistema”: il mercato
e il capitalismo sono morti o invece hanno dimostrato di avere autotutele
sufficienti per risorgere come l’araba fenice? La verità probabilmente è
nel mezzo. Le esagerazioni degli ultimi anni mostrano il fallimento del
mercato deregolamentato, ma il sistema ha dimostrato, pur con grande
difficoltà, di saper reagire, magari con una concentrazione in poche mani
che riduce, momentaneamente, la concorrenza e con l’aiuto degli Stati
centrali (gli stessi che peraltro, a partire da quello USA, sono all’origine
della crisi). La crisi ha però dimostrato il fallimento del modello di società
basato sul capitalismo d’assalto che ha caratterizzato l’economia statu-Test noi consumatori	nitense e inglese degli ultimi anni, che ha scelto la deindustrializzazione
e la delocalizzazione manifatturiera verso i Paesi emergenti per i facili
consumi e i rapidi guadagni.
Il mercato non può essere lasciato solo e tanto meno senza l’applicazione di regole – l’autoregolamentazione deve essere un plus non l’unico
riferimento – che dovranno essere migliorate, ma certamente non erano
assenti per chi le avesse volute rispettare e far rispettare. Deve però essere chiaro che le crisi ci saranno sempre: negli ultimi anni solo in Italia
ne abbiamo avute tre (crack finanziari, derivati e l’attuale). L’importante è
avere i mezzi per rispondere con rapidità e nel miglior modo possibile.La situazione attuale
Le perdite per il sistema erano stimate a 1.400 miliardi di dollari prima del crack della quarta banca d’investimento americana. Ora la cifra
è diventata imprevedibile perché dopo Lehman tutte le banche, senza
interventi pubblici, sono a rischio in quanto sottocapitalizzate per le
continue svalutazioni degli asset in portafoglio e l’obbligo di accantonare
nuovo capitale. La FSA (la CONSOB inglese) arriva a prevedere 2,8 miliardi di dollari.
Le scelte, fino all’esplosione delle ultime settimane, dimostrano che si
sono affrontate le emergenze (vendita Bear Stearns, salvataggio di Fannie
Mae e Freddie Mac, fallimento di Lehman (Chapter 11. Tribunale di New
York pratica 13555 del 15 settembre 2008), prestito Aig, Merrill Lynch
salvata da Bank of America), ma non le cause della crisi.
L’attenzione va posta anche sul valore dei credit default swap, di fatto
delle assicurazioni emesse a copertura dei titoli. Il CDS è un contratto
attaverso il quale il compratore, dietro versamento di un premio periodico, ottiene la sicurezza di essere rimborsato. I CDS sono pari a oltre 365
miliardi di euro, per i quali non si ha la certezza che le compagnie siano
in grado di far fronte agli impegni assunti.
Infine, attenzione deve essere posta ad altri titoli: quelli dell’Argentina,
del Pakistan, dell’Ucraina e di altri paesi dell’Est europeo.
Una riflessione deve essere effettuata sull’intervento dei Governi:
gli USA per 850 miliardi di dollari; la Gran Bretagna per 200 miliardi di
sterline; l’Irlanda che ha assicurato tutti i depositi e parte dei debiti delle
sei grandi banche del paese per oltre 400 miliardi di euro; gli interventi
spot effettuati da Olanda, Belgio, Lussemburgo con la nazionalizzazione
di alcuni grandi istituti; i paesi Euro con l’assunzione di impegni simili.
Se nell’immediato ciò è un utile àncora di salvezza, a “regime”, terminata
la crisi, dovrà essere affrontato il problema dell’uscita dello Stato dalle
istituzioni finanziarie. In proposito non può essere sottaciuto il rischio di
una forte distorsione concorrenziale dei mercati a causa della convivenza
tra banche che hanno scelto di non chiedere fondi pubblici e quelle che
invece attraverso l’intervento nel capitale del proprio Governo possono
acquisire una posizione di forza sul mercato.
Il fondo di 830 miliardi, che fa lievitare il debito Usa dagli attuali 10,6
miliardi a 11,45 miliardi di dollari, non impone restrizioni all’amministrazione, ma fa emergere il rischio di una riduzione del rating (Tripla A) degli
Stati Uniti. Il fondo noto come TARP (Troubled Asset Rilief Program), non
si applica alle obbligazioni Lehman Brothers.
L’ulteriore intervento della SEC e della FSA (le Autorità di vigilanza di
Usa e Gran Bretagna) con il blocco temporaneo delle vendite allo scoperto
per dieci giorni negli Usa e fino a gennaio in Gran Bretagna, di azioni di
799 società finanziarie (vendita di azioni che non si possiedono, prendendole in prestito scommettendo di guadagnare sul ribasso del loro valore).
Iniziativa simile ha assunto la CONSOB.Test noi consumatori	Da valutare se non sarebbe invece meglio dell’intervento dei singoli
Stati, la creazione di una struttura pubblica che come negli anni 80 la
Resolution Trust Corporation (crisi delle Saving & Loans) affronti il problema del rilancio del mercato (acquisti e riduzione leva). Un fondo di
garanzia per assicurare la ricapitalizzazione degli istituti finanziari in difficoltà ed evitarne il fallimento. Inoltre, dovrà essere riesaminato il ruolo
delle istituzioni di vigilanza nel controllo della diffusione di alcuni prodotti,
strumenti come i derivati, e nel rispetto delle regole come i principi contabili basati su fair value (giusto valore) e mark-to-market (valutazione
secondo il prezzo di mercato).Le misure per l’Italia
In Italia la crisi costerà 4,3 miliardi, di cui 1,8 a carico delle famiglie,
1,27 in index linked. L’esposizione del Ministero dell’Economia è di 1,25
miliardi. Oltre l’abbassamento del tasso di riferimento della Banca Centrale
Europea dell’1,00% (da 4,25 a 3,25%), valido per tutti i paesi dell’area
euro, il Governo italiano ha emanato alcuni provvedimenti per la tutela
•	La garanzia sui depositi bancari è concessa oltre che dal Fondo Interbancario anche dallo Stato.
•	Nel caso di crisi di intermediario lo Stato potrà intervenire nel capitale
sottoscrivendo azioni privilegiate. Tale tipo di azione non prevede la
possibilità per il possessore di votare nelle assemblee. In linea con la
posizione di Banca d’Italia, il Governo sta studiando altre possibilità,
come intervenire nel caso di richiesta di aiuto da parte di banche
nazionali. Le scelte sembrano ristrette a due: il sistema adottato in
Olanda, con l’emissione di obbligazioni convertibili con l’obbligo per
l’intermediario di rispettare dei pre-requisiti e il riconoscimento di un
rendimento, o quello in Francia, con l’emissione di obbligazioni subordinate perpetue alla francese. Ulteriore decisione del Governo riguarda
le risorse pubbliche per acquistare titoli ibridi di patrimonializzazione
Tier1: obbligazioni garantite dallo Stato emesse da una società-veicolo totalmente pubblica o mista oppure con l’emissione di Buoni del
•	La Banca d’Italia per fornire liquidità agli intermediari accetterà delle
garanzie più deboli come collaterali alle operazioni di finanziamento a
•	La CONSOB ha sospeso fino a fine ottobre la possibilità di “vendite allo
scoperto” su tutti i tioli quotati.Possibili soluzioni
•	Il primo passo per superare la crisi attuale e far nascere un sistema
migliore è il rafforzamento del patrimonio degli intermediari. Fondamentale l’aumento del coefficiente patrimoniale (patrimonio netto rispetto
all’attivo). L’ulteriore passo è la verifica del core Tier1 (patrimonio netto
rettificato/attivo ponderato). Il valore minimo è del 6%, ma alcune
banche sono anche sotto il 2%. Per una buona tenuta dovrebbe essere
superiore almeno all’8%.
•	Il secondo passo è un maggiore coordinamento europeo. Basilare
sarebbe la costituzione di una Supervisory europea, sul modello di
BCE e SEBC, e la creazione di un fondo europeo di ultima istanza. Nel
frattempo armonizzare le regole di vigilanza. Una proposta di direttiva
europea è utile a condizione che non si aspettino i “canonici” cinqueTest noi consumatori	anni per l’approvazione (+ due per il recepimento). La proposta in
circolazione prevede un limite del 25% di indebitamento sul mercato
interbancario, sottoscrizione del 5% delle proprie cartolarizzazioni da
parte dell’emittente, costituzione di supervisori attivi per singoli intermediari sovranazionali. Non è ancora proposta la supervisory europea,
né si propone una soluzione per le crisi estreme come quella attuale;
le risposte sono lasciate, direttamente o indirettamente, ai Governi e
•	A livello nazionale dovrebbe essere recuperato il disegno di legge sulla
riforma delle autorità di vigilanza nel settore del credito, che prevede
il passaggio dalla vigilanza per intermediari alla vigilanza per finalità
(intermediari, mercati, concorrenza). In alternativa si potrebbe pensare ad un’Autorità unica come hanno già scelto molti paesi europei,
rispetto alle attuali quattro (Banca d’Italia, CONSOB, ISVAP, COVIP)
oltre all’Antitrust.
•	Modifica delle obbligazioni strutturate sia come modalità di vendita che
di composizione, con un maggior numero di “sottostanti” (l’attività da
cui dipende il titolo derivato) e non uno solo come oggi, oppure utilizzando maggiormente le obbligazioni dei partner bancari di cui si può
meglio conoscere la solidità. Come asset allocation una riconsiderazione
dovrà riguardare queste obbligazioni, stando attenti al momento della
vendita tenuto conto che attualmente hanno perso tra il 30 e l’80%
•	Una riflessione dovrà riguardare il ritorno in agenda della modifica delle
aliquote fiscali applicate al risparmio.Tutela degli investitori
•	Gli investitori devono esaminare i documenti contrattuali utilizzati
da ciascuna banca/compagnia, in quanto possono esserci differenze
rilevanti sul piano giuridico, a partire dalla verifica dell’emittente-garante: garanzie dell’emittente nazionale la polizza o dell’emittente del
titolo sottostante. Le index linked a rischio sono quelle in cui Lehman
Brothers è emittente del bond a garanzia del capitale e quelle emesse
da varie banche islandesi, anche se con la loro nazionalizzazione i
rischi dovrebbero diminuire. Nella prima sezione della Nota informativa
è riportato l’emittente garante del bond a cui le index sono legate e
il gruppo che funge da controparte per il derivato. Inoltre, in alcuni
vecchi contratti è previsto che la compagnia rimborsi comunque il
capitale alla scadenza. Importante è l’eventuale difetto di informazione da parte dell’intermediario: in passato la firma era spesso posta
solo sul foglio riepilogativo mentre non veniva firmato il documento
•	Per gli acquisti effettuati negli ultimi 12 mesi la banca risponde per i
bond in default a condizione che la vendita sia avvenuta “sistematicamente”; il risparmiatore dovrà dimostrare di non aver richiesto alla
banca l’acquisto dei bond, ma anzi che è stata la banca a suggerire
l’acquisto in modo non occasionale ma “sistematico” e non deve avere
acquistato per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale.
•	Al momento non è possibile intentare una class action non solo perché
Lehman è fallita, ma perché nessuno è ancora legittimato ad agire in
quanto i titoli non sono scaduti. Da valutare l’adesione alle class action
che si stanno avviando in America.
•	Per quanto riguarda gli investimenti in Fondi comuni deve essere ricordato che non esistono rischi in linea capitale. Il patrimonio dei fondi è
separato dagli altri asset della società di gestione o dell’intermediarioTest noi consumatori	•	•	•	•	•	ed è depositato presso una banca terza: restano di proprietà dei sottoscrittori. Quindi anche se una SGR fa parte di un gruppo in insolvenza
o è insolvente essa stessa non può utilizzare il patrimonio dei fondi,
che possono invece essere liquidati e rimborsati immediatamente ai
sottoscrittori direttamente dalla banca depositaria.
Anche nel caso di servizio di gestione patrimoniale (GPM) i titoli rimangono di proprietà dell’investitore mandante e sono separati dal bilancio
della banca. Rimane il problema del valore della gestione legato al
valore degli strumenti finanziari sottostanti.
È possibile presentare reclami all’ISVAP o alla CONSOB, al singolo intermediario, al conciliatore bancario. Le stesse autorità hanno obbligato
le compagnie di comunicare ai possessori di polizze a rischio l’avvenuto
default di Lehman Brothers e di aggiornare i clienti sull’evolversi della
situazione e, per quanto possibile, sulle variazioni di prezzo. Senza
contare le missive che dovranno arrivare nelle case di migliaia di titolari
di polizze, in particolare index linked, che hanno accumulato perdite
superiori al 30% (come prevede una normativa ISVAP).
Da valutare la possibilità di ottenere la nullità (non l’annulabilità) del
contratto di vendita ai sensi dell’art. 100 bis del TUF (nell’ipotesi di cui
al comma 2, qualora non sia stato pubblicato un prospetto, l’acquirente,
che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale,
può far valere la nullità del contratto e i soggetti abilitati presso i quali
è avvenuta la rivendita dei prodotti finanziari rispondono del danno
arrecato”). Importante la sentenza della Cassazione 26.724 del 19
Ulteriore aspetto molto importante è la modalità di acquisto. In caso
di acquisto diretto da parte dell’investitore, ad esempio con operazioni
di trading on line, difficilmente potrà essere considerata responsabile
la banca che ha operato la sola negoziazione; se invece la banca o
il promotore hanno effettuato consulenza, il risparmiatore, secondo
quanto previsto dalla MiFid, potrà appellarsi all’inadeguatezza del
servizio offerto (quindi è importante verificare l’eventuale difetto di
informazione da parte dell’agente).
Per ricorrere alla Magistratura le motivazioni potrebbero essere l’inadeguatezza del profilo di rischio dell’investimento, la mancata trasparenza,
il difetto formale dell’ordine.Un modo semplice per valutare il proprio portafoglio è confrontare il
rendimento dei propri titoli con un Titolo di Stato: se i due titoli, della stessa
durata, hanno un rendimento simile il portafoglio è abbastanza sicuro; in
caso contrario, tanto più è alto il rendimento dei propri titoli tanto più è
opportuno verificare se si vuole correre quel livello di rischio.
Uno strumento più sofisticato sono i credit default swap (CDS), i contratti
di assicurazione contro il rischio di fallimento di un emittente obbligazionario. Il loro valore (in punti base) rappresenta, in percentuale, il costo
annuo necessario a coprirsi da un’eventuale insolvenza del prestatore e
viene ormai comunemente utilizzato come indice di rischio. Se il tasso è
in crescita, significa che anche il mercato percepisce in aumento i rischi
di fallimento dell’emittente.
Obbligazioni senior e subordinati
Da ricordare anche che le obbligazioni si dividono, oltre che per tipologia
di tasso, durata e valuta, anche per grado di subordinazione. I titoli senior
vengono rimborsati prima degli altri. La differenza si può rintracciare nel
Ultima attenzione da porre è se l’obbligazione è quotata su un mercato
regolamentato (Mot, Tlx o simili). Ciò è importante particolarmente nel
caso di vendita del titolo prima della scadenza.Test noi consumatori	Titoli
•	Prestiti obbligazionari Lehman Brothers Holdings
Codice ISIN	XS0179304869	XS0161760441	XS0193035358	XS0205185456	XS0189741001	XS0252834576	XS0252835110	XS0128857413	XS0272543900	XS0138439616	XS0300055547	XS0224346592	XS0257022714	XS0282937985	XS0254171191	Descrizione	LEHMAN BROTHERS/TV 20081103	LEHMAN BROT/ZC 20090228	LEHMAN BROTHERS/TV 20090521	LEHMAN BROTHERS/TV 20091109	LEHMAN BROTHERS/TV 20110405	(inseriti nella lista a basso rischio di PattiChiari)
LEHMAN BROTHERS/4 2011054	LEHMAN BROTHERS /TV 20110504	LEHMAN BROTHERS/6.375 20110510	LEHMAN BROTHERS/TV 20111025	LEHMAN BROTHERS/TV 20111102	LEHMAN BROTHERS/TV 20120510	LEHMAN BROTHERS/TV 20120720	LEHMAN BROTHERS/TV 20130612	LEHMAN BROTHERS/TV 20140205	LEHMAN BROTHERS/TV 20160519	Scadenza
19/05/2016•	Il ricorso della Lehman Brothers al Chapter11 servirà per fissare il livello
di rimborso (recovery) per i creditori. Il valore dei prestiti obbligazionari
è, attualmente pari all’8,625% del valore nominale. Il CDS è venduto
a 91,375 centesimi. Deve però essere ancora approfondito l’aspetto
legato al paese di emissioni di polizze e obbligazioni.
•	Circa 68 polizze Index Linked sono a rischio a causa della garanzia del
capitale prestata da Lehman e da banche islandesi riconducibili a 169
compagnie. Le polizze index in circolazione sono 1.792. Tra le altre:
BCC VitaIdea 11/2007 3 anni e 6 mesi - 10%
Idea 12/2007-9,5%Mediolanum International LifeDipiù 2005/15, 2005/21
Dipiù Money 2007/1 , 2007/2
Dipiù Platinum 2005/7, 2005/9
Dipiù Platinum Money 2007/5
Dipiù Step 2007/4
Dipiù Alternative 2Mediolanum VitaDipiù Platinum 2005/5
Dipiù Platinum Money 2007/11
Di più 2005/17
Di più 2005/18
Di più Step 2007/8
Dipiù Money 2005/18.Uniqua previdenzaUniqua 4.60%.CNP Capitalia VitaMoltiplica Premi a 4 Oggi,
Moltiplica Premi a 4 DomaniNovara VitaAdesso Index
Adesso IndexFondiaria SaiWorldtitansSOAurora AssicurazioniIndex IV 2007 - Selection II serie
Equilibrio Aurora
Aurora Alpha TargetTest noi consumatori	Assimoco VitaPianeta Borsa Special Edition 12/07
Cedola Fix&MixUnipol AssicurazioniInnova 2a emissione
Innova, Diva 2 -Tariffa 709
Diva 2 - Tariffa 708
Unipol Efficace
Uninvest T7 04- G4
Uninvest2 T704-G4 seconda emissioneAxa AssicurazioniIndex Axa Doppio CouponAxa InterlifeIndex Value Doppio Coupon
Index Global Futura 5CNP Unicredit VitaPerformance 05
Artemide Capital 694
Atlantic Bond 2
Artermide Capital 684
Artemide Capital 6125
Arternide Capital 6650
Moltiplica&Premia Domani
Moltiplica&Premia OggiZurich Assicurazioni•	•	•	•	Zurich Ma extraAltri titoli a rischio
BPB CPPI option lanciata da BPB vita garantita da Merrill Lynch.
Quadrifoglio Vita (AXA-MPS) garantita da Merrill Lynch.
Ergo “Summer 24” garantita Merrill Lynch
Fortis Investments 23 prodotti; per alcuni Fortis garantisce il rimborso
Ergo Energy, due polizze di CBA Vita (gruppo Banca Sella) e cinque
polizze di Mediolanum. Il gruppo è stato acquistato dai Governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo; successivamente le attività di Fortis sono
state acquistate da BNP Paribas. In Italia, sono migliaia i risparmiatori,
per circa 800 milioni, che hanno sottoscritto, direttamente o tramite
un servizio di gestione patrimoniale attivato con la propria banca, fondi
comuni delle SICAV Fortis L Fund e ABN Amro Funds.Rimborsi
•	BCC Vita rimborserà ai propri clienti le tre polizze index garantite da
Lehman Brothers. La BCC Vita ha dichiarato che garantirà anche le
cedole. Alla scadenza sarà effettuato il rimborso integrale comprese
le cedole. I titoli coinvolti sono Idea 06/2007, Idea 11/2007 e Idea
12/2007; complessivamente circa 30 milioni di euro.
•	Unipol e Aurora rimborseranno tutti i clienti, circa 8.500 che hanno
acquistato le 10 polizze index linked che, pur avendo nomi italiani e
riconducibili alla banca bolognese (Uninvest Innova, Unipol Efficace,
Equilibrio Aurora), hanno la Lehman come responsabile finale del rimborso. Quando le polizze giungeranno alla naturale scadenza ai clienti,Test noi consumatori	10•	•	•	•	se lo richiederanno, sarà restituito direttamente da Unipol l’intero capitale originariamente sottoscritto. Il costo dell’operazione dovrebbe
aggirarsi tra i 30 e i 60 milioni di euro rispetto ai 250 milioni investiti
Mediolanum, che ha distribuito 21 polizze, ha dichiarato di voler risarcire
i 10.600 clienti danneggiati dal fallimento Lehman, per un totale di 210
milioni nominali di index con scadenza soprattutto nel 2014, per una
presunta perdita di 120 milioni. La soluzione è l’intervento diretto dei
soci di maggioranza. L’intervento per le obbligazioni a capitale garantito prevede la sostituzione con altre italiane (forse spagnole) del tipo
ZERO coupon. Per le polizze a capitale non garantito sarà rimborsato
il capitale netto versato al netto dell’eventuale variazione negativa
dell’indice di riferimento adottato.
FonSai, è impegnata per circa 100/200 milioni tutte con rischio a carico
dei clienti. La soluzione potrebbe essere l’allungamento di due anni
della durata delle polizze, assicurando però anche il pagamento degli
L’ABI (Associazione Bancaria Italiana), assisterà i risparmiatori che
hanno sottoscritto obbligazioni Lehman Brothers e in situazioni simili,
coordinando le azioni di tutela e provvedendo all’insinuazione al passivo. Per le polizze index linked dovranno invece attivarsi le singole
banche e compagnie assicurative, in quanto i singoli risparmiatori non
possono rivalersi direttamente su Lehman.
L’ANIA ha deciso che le compagnie assicurative italiane ricorreranno in
giudizio per recuperare il credito della loro clientela nei confronti della
Lehman. L’esposizione delle compagnie assicurative è di 1,1 miliardi e
di 1,6 miliardi per la loro clientela, quasi interamente in polizze index
linked.Altre situazioni
•	Poste Vita è coinvolta con titoli Lehman Brothers per 99 milioni. Complessivamente nove emissioni con valori, al 31 dicembre 2007, compresi
tra 86 e 99 per cento, rispetto al 19-20% odierno. Il peso dei titoli
Lehman è dello 0,48%. Sospesa la quotazione dell’index linked Raddoppio Premium 10/02. Poste ha sottoscritto nel 2007 per 205 milioni
il prestito obbligazionario “Programma Dinamico Raddoppio Premium”.
Poste, per ridurre il profilo di rischio, ha modificato la struttura dei
derivati creditizi emessi nel 2001-02 come sottostante di “Vita index
linked Classe 3 Valore Reale, linea Programma Dinamico”.
•	CNP Unicredit Vita, compagnia controllata al 40% da Unicredit in joint
venture con CNP Assurances, ha emesso 12 polizze index linked. Per i
titoli emessi in passato da Roma Vita (oggi CNP Unicredit Vita) esiste
una situazione particolare. Per alcune unit linked (Performance 7) il
contratto prevede da un lato che “è comunque garantito che il capitale
minimo liquidabile a scadenza non è inferiore al capitale iniziale”, da
un altro che “in caso di inadempimento da parte dell’ente emittente
di tali attività finanziarie, eventuali effetti economici pregiudizievoli
sono in capo al contraente”. In questo caso di contraddizione il codice
civile prevede che nei contratti per adesione si applichino, di norma,
le condizioni più favorevoli alla parte più debole, per cui i titolari delle
polizze dovrebbero avere buone possibilità di rimborso.
•	Allianz quattro polizze coinvolte nel default Lehman.
Il valore implicito dei titoli Lehman è inferiore al 9% del valore nominale, considerato che il credit default swap è stato venduto a 91,375
centesimi.Test noi consumatori	11Fondi pensione
La COVIP ha completato l’indagine conoscitiva sui fondi pensione.
L’esposizione verso titoli Lehman Brothers è di 83 fondi su 615 vigilati;
la quota di patrimonio è circa 0,1% con punte massime dell’1%.
La COVIP ha dato la possibilità ai fondi di detenere liquidità oltre il
limite fissato del 20% del patrimonio.
Diversa la situazione dei piani individuali pensionistici (PIP) che hanno
una normativa meno pregnante rispetto ai fondi pensione e soprattutto
possono contenere gestioni assicurative di ramo primo (le polizze vita
tradizionali), di ramo terzo (unit e index) o combinazioni delle due. Il
rischio è di perdere in tutto o in parte la pensione.Fondi immobiliari
I sottoscrittori di fondi immobiliari sono sostanzialmente nella stessa
posizione dei fondi pensione. Infatti, nei fondi immobiliari il sottostante
è solido, è costituito da patrimoni certi e certificati. È poi espressamente
vietato ai fondi immobiliari italiani di effettuare operazioni con ricorso
al finanziamento superiore al 60% – tranne che per i fondi speculativi
che possono superare questo limite – e questo garantisce ancora di più
i risparmiatori.Polizze Vita
Le polizze vita (rivalutabili, a capitalizzazione, a rendimento garantito)
non corrono alcun rischio, neppure in caso di fallimento della compagnia
Infatti, gli attivi posti a copertura delle riserve tecniche devono coprire
interamente gli investimenti dei clienti. Parte del patrimonio deve quindi
essere riservato alla clientela che ha sottoscritto le polizze vita e non è
aggredibile da altri creditori. Inoltre, deve essere accantonata una ulteriore
quota del patrimonio, che se scende sotto un livello predeterminato deve
essere immediatamente reintegrata per ridare certezza di solvibilità.Istruzioni per l’uso
La situazione economico/finanziaria mondiale e quindi anche italiana,
come abbiamo visto non è delle migliori. È dunque necessario che ognuno
abbia la consapevolezza di quanto sta accadendo così da orientarsi e da
assumere decisioni razionali, evitando di farsi prendere dal panico. Un
aspetto importante di tutela è la conoscenza di cosa abbiamo in portafoglio e cosa sono gli investimenti che possiamo avere fatto o abbiamo
•	Conto Corrente. Il conto corrente non è una forma di investimento,
ma un mezzo per far fronte agli impegni finanziari del titolare. In questo momento di crisi, considerato che si tratta dei fondi maggiormente
garantiti (103.299,38 euro), mantenere liquidità sul conto corrente può
essere una buona scelta. Nessuna differenza esiste se il conto corrente
è on line o se è aperto presso il BancoPosta invece che presso una
•	Obbligazioni. Sono titoli che impegnano l’emittente al rimborso del
capitale oltre che alla corresponsione degli interessi rappresentatiTest noi consumatori	12•	•	•	•	•	da cedole (semestrali o annuali), di ammontare fisso o variabile per
una durata prestabilita. In sostanza è un prestito che l’investitore fa
a un’impresa o a uno Stato. In momenti di crisi è necessario essere
molto attenti nell’investire in emissioni rischiose come possono essere
i bond di varie società, anche se i rendimenti possono essere allettanti.
Si deve sempre ricordare che il rendimento è legato al rischio. Infine,
le obbligazioni emesse dalle banche di credito cooperativo sono coperte
a un fondo di garanzia specifico aperto nel 2005.
Titoli di Stato (BOT-BTP-CCT). Sono obbligazioni garantite dalla
Stato italiano che si impegna a restituire la somma investita oltre ad un
interesse che varia in funzione della scadenza. Attualmente è un buon
investimento per cui molti stanno investendo in titoli di Stato, con la
conseguenza dell’abbassamento del rendimento degli stessi. Anche gli
altri Paesi emettono propri titoli di Stato; a livello europeo non sembrano sussistere rischi, ma è sempre utile, prima di investire, chiedere al
promotore o all’operatore bancario il “rischio” del Paese emittente.
Fondi Comuni di Investimento. Sono strutture che raccolgono risparmio presso il pubblico da destinare esclusivamente all’acquisto di
strumenti finanziari (obbligazioni ed azioni). I FCI hanno un patrimonio
variabile continuamente: ogni giorno questo può aumentare per effetto di nuove sottoscrizioni o diminuire per effetto di rimborsi. Come
già visto, in caso di liquidazione della banca emittente i patrimoni dei
fondi comuni non sono coinvolti, in quanto separati sia da quelli della
banca o altro intermediario che li vende, sia dalla banca che eventualmente possiede la fabbrica che realizza il prodotto: i fondi restano di
proprietà del risparmiatore e gli vengono restituiti. Esistono vari tipi di
FCI, obbligazionari, azionari, monetari, bilanciati, specializzati, ecc.;
è necessario fare attenzione alla loro rischiosità in quanto anche in
questo caso il rendimento è legato al rischio che si intende correre.
Azioni. Sono titoli rappresentativi di una quota della proprietà di una
società. E possibile la loro quotazione in Borsa, dove vengono scambiate. Gli acquisti in borsa sono un investimento a rischio, ossia vi
è la possibilità di guadagnare, ma anche di perdere l’intero capitale
investito. In momenti di crisi le azioni possono perdere velocemente il
proprio valore. È quindi necessario che il risparmiatore, specialmente
se non preparato in maniera finanziaria, stia molto attento prima di
vendere perché rischia di “consolidare” la perdita; se possibile, deve
invece pensare di mantenere l’investimento fino a momenti migliori, o
magari provare (ma non è un “gioco” per tutti) a rischiare comprando i
titoli a basso prezzo nella speranza di guadagnare quando la crisi sarà
passata e i titoli riprenderanno il loro valore. Uno degli accorgimenti
migliori in caso di possesso o di volontà di acquisto di azioni è di non
concentrare l’investimento su un solo titolo, ma di comprare titoli di
comparti diversi, così da diversificare il rischio.
Polizze Index Linked (ramo III). Le polizze index linked hanno
durata prefissata nelle quali il capitale a scadenza è legato all’andamento di indici di riferimento (indici di borsa o panieri di azioni). Le
polizze possono essere garantite dall’intermediario che ha emesso il
titolo oppure dall’emittente il titolo sottostante la polizza. Per questo
è importante controllare la nota informativa della polizza per verificare
la garanzia; in particolare va controllato se è prevista la restituzione
del capitale, ricordando che la richiesta di rimborso da parte del risparmiatore potrà avvenire solo alla scadenza del titolo.
Fondi Pensione. Come per i FCI, la normativa prevede che il patrimonio dei fondi pensione sia completamente separato da banche e/o
società che li gestiscono. Il sistema di fondi pensione italiano, benché
nuovo, è sostanzialmente stabile. L’unica attenzione da porre riguarda la distinzione tra i fondi pensioni negoziali sottoposti alla vigilanza
della COVIP (autorità di controllo) e i cosiddetti PIP, gestiti da compa-Test noi consumatori	13gnie assicurative che hanno minori vincoli normativi. Nella tutela del
capitale, l’attuale crisi dei mercati finanziari ha, comunque, ridotto il
rendimento dei vari fondi pensione.Fondo di garanzia
I depositi in conto corrente sono obbligatoriamente assicurati. La tutela è diversa da Paese a Paese. I governi di Irlanda, Danimarca, Grecia
Germania, Svezia hanno deciso di garantire integralmente i depositi
bancari. Tra tutti gli altri paesi europei l’Italia, con 103.291,38 euro, è
quello che offre la maggiore garanzia; seguono, dopo le ultime modifiche:
Austria, con 100.000,00 €; Francia con 70.000 €; Regno Unito con 64.615
€; Danimarca, Olanda e Belgio con 40.000,00 €; Svezia con 69.630 €;
Finlandia e Portogallo con 25.000 €; Polonia, Germania, Grecia, Irlanda
e Spagna con 20.000 €.
Il Consiglio dei Ministri europei ha deciso di alzare a 20.000,00 a
50.000,00 euro il livello minimo di garanzia.
La garanzia in Italia è gestita dal Fondo interbancario di tutela dei
depositanti cui aderiscono obbligatoriamente le banche (300), escluse
quelle di credito cooperativo che hanno un loro fondo di garanzia e le Poste
che, essendo ancora di proprietà pubblica, hanno garanzia dello Stato.
Le banche estere presenti nei singoli paesi possono aderire al fondo del
paese ospitante oppure a quello del proprio paese ma, in questo, caso,
devono eventualmente integrare il proprio limite fino al livello del fondo
del paese ospitante. Le banche extracomunitarie devono obbligatoriamente
essere iscritte al fondo del paese in cui operano.
Alla garanzia del Fondo monetario si è aggiunta come accessoria, per
un periodo di tre anni e per le sole banche italiane, anche quella dello
I fondi non sono effettivamente versati, ma devono esserlo in tempi
brevissimi (48 ore) nel caso che una banca vada in amministrazione
straordinaria o controllata (in Italia non esiste formalmente il fallimento
di una banca). I versamenti sono commisurati alla grandezza della banca
e al danno.
I beneficiari sono solo le persone fisiche titolari di un conto corrente,
di certificati di deposito nominativi, di libretti di risparmio nominativi, di
assegni circolari e titoli simili e di bonifici irrevocabili (direttiva Ce 94/91:
“tutti i fondi acquisiti dalle banche con obbligo di restituzione”). Il massimale è applicato alla persona fisica titolare del conto, per cui anche con
più conti correnti intestati allo stesso soggetto il massimale di rimborso
rimane 103,291,38 euro.
L’erogazione del rimborso avviene per 20.000,00 euro massimo entro
tre mesi dalla dichiarazione di amministrazione controllata o straordinaria. Il periodo è prorogabile solo in casi eccezionali stabiliti dalla Banca
d’Italia. Il residuo 80% è restituito entro il periodo di tempo fissato dal
consiglio del Fondo.Test noi consumatori	14Fac-simile“Lehman Brothers”: bozza di lettera
per messa in mora dell’intermediario
in caso di titoli già scaduti
Da inviare a cura del risparmiatore, all’intermediario presso il
quale si sia verificato l’acquisto di un prodotto finanziario.
Spett.le BANCA _________________
e p.c.	ADICONSUM
Via G.M. Lancisi 25
00161 RomaOggetto: lettera di messa in mora con richiesta documentazione.
Il/la sottoscritto/a ________________________________________________,
nato/a a _______________________ il_________, C.F. _________________
quale titolare presso la vostra agenzia di ____________________ del dossier
titoli n. __________ formula la presente per significare quanto segue, in merito
alle obbligazioni denominate ___________________________, di cui diveniva
titolare dietro Vostra espressa sollecitazione in data_____________________
La negoziazione dei titoli sovra emarginata è avvenuta nei confronti del/della
sottoscritto/a con:
–	violazione da parte Vostra degli obblighi comportamentali ed informativi
disposti dal T.U. della Finanza (in particolare art. 21 e ss. e art. 100 bis);
–	violazione della normativa regolamentare medio tempore applicabile alla
sopradetta negoziazione (Reg. 16190/07, Reg. 16191/07 e Provvedimento
Congiunto CONSOB/Banca d’Italia);
–	mancata sottoscrizione di tutte le incombenze di cui alla normativa MiFid.
Inoltre, in esercizio dei diritti di informazione spettanti al/alla sottoscritto/a ai
sensi dell’art 119 del TUB vi richiede di fornirgli/le apposita relazione in merito
alle modalità di prestazione del servizio di negoziazione relativamente all’acquisto delle obbligazioni per cui è reclamo e di fornirgli/le in copia tutta l’annessa
documentazione (tra cui a titolo esemplificativo e non esaustivo: contratto quadro, ordine di negoziazione, nota informativa, documento generale sui rischi ed
informazioni, prospetto dell’obbligazione).
Rimanendo in attesa di riscontro entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della
presente, chiede di ricevere le informazioni ed i documenti sopracitati a mezzo
di atto scritto inviato, senza alcuna spesa a proprio carico, al recapito personale
indicato in epigrafe. Vi preannuncia che, in mancanza di adempimento a quanto
richiesto, agirà nelle sedi opportune.
Considerando che a causa di tali violazioni il/la sottoscritto/a sta attualmente
subendo un danno ingiusto che non intende accettare, a mezzo della presente
lettera Vi costituisce in mora per tutti i danni che si verranno a causare in ragione
della Vostra condotta, riservandosi di esercitare, ove ne ricorrano i presupposti,
la facoltà di cui all’art. 100 bis TUF comma 3°.
Fatta salva ogni riserva di legge.
FirmaTest noi consumatori	15Fac-simile“Lehman Brothers”: bozza di lettera
per richiesta documentazione
MittenteRacc.ta a/rSpett.le BANCA _________________
Direzione Generale _________________
e Filiale _________________
_________________Oggetto: Default Lehman Brothers e relativa richiesta di copia di documentazione ex. Art.119 TUB.
con la presente, il/la sottoscritto/a ____________________________________,
nato/a a ______________________, residente in _______________________,
titolare presso la Vostra agenzia n. ______ di ___________________________,
di contratto di conto corrente n. ______________________ (se esistente),
nonché titolare del seguente prodotto
o	obbligazioni _________________________________
o	polizza index linked __________________________
o	fondo comune _______________________________
o	Fondo pensione ______________________________
o	Altro titolo __________________________________
che gli/le siano comunicati formalmente i seguenti dati relativi al proprio investimento:
-	la valorizzazione attuale dei titoli intestati al/alla sottoscritto/a;
-	l’eventuale coinvolgimento dei titoli intestati al/alla sottoscritto/a nella
procedura concorsuale (chapter 11) della Lehman Brothers, riservandosi ogni
eventuale azione a tutela dei propri interessi.
Ove sia riscontrata l’esistenza delle dette obbligazioni nel portafoglio del/della
sottoscritto/a, Vi invita ad inviargli/le copia, ex art.119 T.U.B., di tutta la documentazione in Vostro possesso da cui si evinca la presenza di dette obbligazioni.
I versamenti possono essere effettuati su c.c.p. 64675002 intestato ad AdiconsumTest noi consumatori	16All pages:12345678910111213141516InfoBookmarkLikeShareDownloadMoreAdifinanza - anno XX - n. 54 - 3 novembre 2008 Published on Nov 13, 2008 In questo numero: Adifinanza – Speciale a cura del Settore Credito e Risparmio
- Caso Lehman: un'altra crisi colpisce i ri...See MoreadiconsumFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore