Source: http://www.nonnodondolo.it/content/fase-delle-indagini-preliminari
Timestamp: 2019-12-07 02:47:47+00:00
Document Index: 82323793

Matched Legal Cases: ['art. 330', 'art. 348', 'art. 326', 'art. 405', 'art. 125', 'sentenza ', 'art. 405']

La fase delle indagini preliminari | Attività di polizia marittima e giudiziaria
Il procedimento penale ha inizio con l'acquisizione della notizia di reato da parte della Polizia Giudiziaria (art. 330 c.p.p.) o del Pubblico Ministero. All'acquisizione segue una prima fase della procedura (fase delle indagini preliminari) che ha per protagonista la Polizia Giudiziaria la quale, fino a quando il P.M. non ha impartito le direttive per lo svolgimento delle indagini..., raccoglie ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto ed alla individuazione del colpevole (art. 348, comma 1 c.p.p.).
La Polizia Giudiziaria ha il compito di informarsi sul fatto ma anche di informare tempestivamente il P.M. dell'intervenuta acquisizione della notizia di reato.
Una volta informato, il P.M. assume la direzione delle indagini preliminari. Al loro compimento provvede:
delegando alla Polizia Giudiziaria specifici atti
impartendo alla stessa polizia giudiziaria direttive di indagine (artt. 327, 348 comma 3, 358, 370 c.p.p.).
Le indagini compiutre dal P.M. e dalla Polizia Giudiziaria mirano a consentire al P.M. di assumere le sue determinazioni in ordine o meno dell'azione penale (art. 326 c.p.p.).
Aspetti e caratteristiche delle indagini preliminari
ha una funzione investigativa, nel senso che serve a ricercare ed acquisire fonti di prova e consiste in una serie di atti ed accertamenti diretti a stabilire se la notizia di reato sia o meno infondata;
precede l’inizio del processo vero e proprio, che sorge solo quando il P.M. valutando di aver acquisito, durante la fase delle indagini preliminari, elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, esercita l’azione penale. Nel caso contrario il P.M. chiede invece, l’archiviazione (art. 405 e art. 125 att.);
non serve, salvo talune eccezioni, a formare atti che abbiano valore di prova (e cioè che il Giudice può porre a fondamento della sentenza di condanna o di proscioglimento). In base agli atti compiuti durante la fase delle indagini preliminari il P.M. può, invece, e soltanto, individuare la «pista giusta». dell’investigazione e rivolgere richieste al Giudice per le indagini preliminari (GIP).
La fase delle indagini preliminari deve concludersi entro precisi termini. I confini temporali delle indagini sono segnati:
quanto al momento iniziale (dies a quo), dalla iscrizione del nome della persona alla quale è attribuito il reato nel Registro delle notizie di reato o degli indagati (artt. 335 e 405, comma 2 c.p.p.);
quanto al momento finale (dies ad quem), dallo scadere di 6 (sei) mesi o di 1 (un) anno da quella iscrizione (art. 405, comma 2 c.p,.p.).
I possibili "epiloghi" delle indagini pre-processuali hanno forma diversa a seconda che essa debba o meno seguire la formale incriminazione dell'indagato e, quindi, la fase giurisdizionale.
Il P.M., a conclusione delle indagini preliminari, può, in alternativa, formulare al G.I.P. (Giudice per le indagini preliminari) o al G.U.P. (Giudice dell'Udienza preliminare) richiesta di:
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