Source: https://www.unich.it/ugov/degree/4912
Timestamp: 2019-12-06 18:32:50+00:00
Document Index: 94724241

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 37', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 35', 'art. 36']

La prova finale consiste nell’insieme dei seguenti atti:
- discussione e approvazione della tesi, detta seduta di laurea, di fronte ad un’apposita commissione, detta commissione d’esame di laurea;
- nella valutazione da parte di detta commissione dell’intero percorso di studi dello studente, della tesi e della discussione della stessa.
- Lo studente può redigere la tesi solamente in una disciplina il cui insegnamento sia o sia stato impartito entro il Corso di Studio e della quale abbia superato l’esame o dal cui esame sia stato dispensato (detto "insegnamento afferente").
- La lingua nella quale è scritta la tesi e quella nella quale si svolge la discussione di fronte alla Commissione d’esame di laurea sono disciplinate dall’art. 35, comma 4, del Regolamento didattico di Ateneo, al quale si rimanda: «La prova finale di laurea e di laurea magistrale e i rispettivi elaborato e tesi possono svolgersi in lingua straniera, dietro parere favorevole e motivato del Consiglio di Corso di Studio, che garantisca la possibilità dell’effettiva valutazione degli stessi, grazie alla presenza di competenze sufficienti nell’ambito del proprio corpo docente. In ogni caso, l’elaborato e la tesi redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da un’adeguata sintesi in lingua italiana.»
- La dichiarazione della propria intenzione di presentare richiesta di ammissione alla prova finale (dichiarazione denominata "Modulo A" o "Modulo di richiesta tesi") deve essere presentata dallo studente in Segreteria Studenti almeno quattro mesi prima dell’inizio della settimana prevista per la seduta di laurea per la quale lo studente si candida. Nel modulo in parola deve essere indicato non il titolo della tesi bensì l’argomento della tesi.
- La richiesta di ammissione alla prova finale (denominata "Modulo C" o "Modulo di presentazione del titolo della e dell’insegnamento afferente") deve essere presentata dallo studente in Segreteria Studenti almeno un mese prima dell’inizio della settimana prevista per la seduta di laurea per la quale lo studente si candida. Nel modulo in parola devono essere indicati il titolo della tesi e l’insegnamento al quale essa afferisce; la formulazione dell’argomento della tesi indicato nel "Modulo A" può differire dalla formulazione del titolo della tesi indicato nel "Modulo C"; l’unico soggetto autorizzato a valutare e ad attestare la conformità del titolo della tesi di cui al "Modulo C" con l’argomento della tesi di cui al "Modulo A" è il relatore che sottoscrive il "Modulo C".
- La Segreteria Studenti può disporre la consegna, da parte dello studente, di ulteriore documentazione o l’espletamento di ulteriori atti funzionali alle procedure amministrative necessarie ai fini della prova finale. Lo studente è tenuto a conoscere le disposizioni della Segreteria Studenti e la loro calendarizzazione e a rispettarle.
- Può svolgere la funzione di relatore solo un docente che abbia un rapporto formale con l’Università degli Studi "Gabriele d’Annunzio" di Chieti-Pescara e che tenga, o abbia tenuto in passato, l’insegnamento in parola.
- Il relatore ha il compito di indirizzare lo studente, nella preparazione della tesi, verso il raggiungimento degli obiettivi formativi specifici del Corso di Studio per mezzo dell’acquisizione delle conoscenze, della capacità di applicarle, dell’autonomia di giudizio, delle abilità comunicative e delle capacità di apprendimento illustrate nella descrizione del medesimo Corso di Studio.
- L’approvazione della tesi da parte del relatore si manifesta nella sottoscrizione della modulistica che lo studente è tenuto a presentare alla Segreteria Studenti.
Designazione e compiti della commissione d’esame di laurea.
- La nomina e la composizione della commissione d’esame di laurea sono disciplinate innanzi tutto dall’art. 37, commi 1-4, del Regolamento didattico di Ateneo, ai quali si rimanda: «1. Le Commissioni per la valutazione degli esami finali di laurea, di laurea magistrale e per il diploma di specializzazione sono nominate dal Direttore del Dipartimento competente o, sentiti di Dipartimenti, dal Presidente della Scuola di riferimento, ove istituita, che fissa anche il calendario dei lavori. È possibile decidere di operare contemporaneamente con più commissioni. 2. Le commissioni giudicatrici sono costituite da non meno di cinque e non più di sette componenti per gli esami di laurea e per il diploma di specializzazione; da non meno di sette e non più di undici componenti per la laurea specialistica/magistrale, compreso il Presidente. 3. La maggioranza dei componenti della commissione deve essere costituita da professori di ruolo dell’Ateneo. 4. Presidente della Commissione è, tra i componenti, il professore di prima fascia con la maggiore anzianità di ruolo o, in mancanza, il professore associato con la maggiore anzianità di ruolo, salvo diversa determinazione dei Regolamenti delle Strutture didattiche competenti. Il Presidente deve garantire la piena regolarità dello svolgimento della prova e l’aderenza delle valutazioni conclusive ai criteri generali stabiliti dagli organi preposti al corso di studio.».
- Ai sensi dall’art. 35, comma 5, lettera d, del Regolamento didattico di Ateneo, si precisa che, fermo restando quanto disposto dall’art. 37, comma 3, può svolgere la funzione di componente della commissione d’esame di laurea ogni soggetto la cui qualificazione scientifica in rapporto con le tesi di laurea oggetto di discussione sia stata accertata da parte del Consiglio di Corso di Studio.
- La commissione d’esame di laurea valuta l’intero percorso di studi dello studente, la tesi presentata e la perizia dello studente nella discussione della stessa; al termine della valutazione formula o un giudizio di mancato superamento della prova finale o un giudizio di superamento della prova finale espresso nella forma di un voto finale di laurea; nel caso di superamento della prova finale, la commissione proclama lo studente dottore nella classe di laurea alla quale è iscritto e dichiara il voto finale di laurea conferitogli.
- La media ponderata dei voti degli esami superati espressa in centodecimi è ottenuta esprimendo in centodecimi la media ponderata dei voti degli esami superati espressa in trentesimi. Non concorrono alla determinazione della media ponderata le valutazioni che hanno natura di semplice dichiarazione di idoneità o di superamento di prova d’esame e i voti relativi agli eventuali esami sostenuti e superati come esami fuori piano. Concorrono alla determinazione della media ponderata tutti i voti degli esami superati espressi in trentesimi ottenuti negli esami inclusi nel piano studi, compresi, nella misura in cui rientrano nel piano studi, i voti conseguiti nelle attività formative autonomamente scelte dallo studente (dette "TAF D"), con le seguenti due precisazioni: il voto "30 e lode" concorre con il valore di 30,10; non concorrono alla determinazione della media ponderata i voti associati ai CFU sovrannumerari conseguenti all’inclusione nel piano studi di attività formative autonomamente scelte dallo studente per un numero di CFU superiore a quello previsto nel piano studi per questa tipologia di attività.
- A seguito della discussione della tesi, se la commissione di laurea ritiene la prova finale superata attribuisce un voto di tesi che va da 0 a 6 punti. Tale punteggio sarà attribuito tenendo conto della qualità e ampiezza della tesi e della perizia dello studente nell’esporre con limpidezza ed erudizione gli argomenti trattati.
- Se la somma della media ponderata espressa in centodecimi e del voto di tesi è superiore a 110, la commissione di laurea può concedere la lode. La lode è concessa come espressione della rilevanza dei risultati raggiunti dallo studente nel lavoro di tesi. La concessione della lode deve essere proposta dal relatore e richiede l’unanimità di giudizio della commissione di tesi.
Le modalità di svolgimento della prova finale sono disciplinate dall’art. 35, commi 9 e 11, del Regolamento didattico di Ateneo, ai quali si rimanda: «9. Lo studente può ritirarsi dall’esame fino al momento di essere congedato dal Presidente della Commissione per dare corso alla decisione di voto, che avviene senza la presenza dello studente o di estranei. 11. Lo svolgimento degli esami di laurea, di laurea magistrale, di specializzazione e di dottorato è pubblico e pubblico è l’atto della proclamazione del risultato finale.».
La definizione del calendario delle prove finali è disciplinato dall’art. 36 del Regolamento didattico di Ateneo, al quale si rimanda: «1. Il calendario delle prove finali per il conseguimento della laurea e della laurea magistrale viene fissato annualmente dal Dipartimento prevalente o dalla Scuola, ove istituita e deve prevedere almeno quattro sedute distribuite in tre sessioni: da maggio a luglio; da ottobre a dicembre; da febbraio ad aprile. 2. Le prove finali relative a ciascun anno accademico devono svolgersi entro il 30 aprile dell’anno accademico successivo; entro tale data possono essere sostenute dagli studenti iscritti all’anno accademico precedente senza necessità di reiscrizione.».
Sulla base delle informazioni ricavate dai questionari somministrati dall'Ateneo fino al 31 luglio 2018, la valutazione del CdS da parte degli studenti risulta in linea con l'andamento complessivo desumibile dal censimento degli anni precedenti, attestandosi su un punteggio di 3.41 su 4 (superiore alla media di Ateneo, nonché alla valutazione del CdS nell'A.A. precedente). Tale risultato scaturisce in particolare dall'interesse degli argomenti oggetto degli insegnamenti, dalla capacità dei docenti del CdS di stimolare l'approccio alle varie discipline e dall'apprezzamento delle modalità di organizzazione, comunicazione e svolgimento degli esami di profitto. Buona risulta anche la valutazione del carico di studio richiesto, dei materiali didattici messi a disposizione e della coerenza fra didattica frontale erogata e contenuti anticipati nelle relative pagine web del CdS. Lievemente inferiore al punteggio generale (ma attestato sugli stessi valori dell'A.A. precedente) il giudizio sull'adeguatezza delle conoscenze preliminari (acquisite via via nei precedenti segmenti scolastici e formativi) ai fini della padronanza del programma d'esame. L'impegno di una sempre maggiore attenzione al segmento introduttivo e propedeutico dei vari corsi erogati, in particolare nel biennio comune, costituisce un punto qualificante del CdS, che deve tuttavia confrontarsi con la variegata composizione della provenienza scolastica della popolazione studentesca (cfr. il quadro C1). Il giudizio degli studenti è pienamente in media per quanto concerne la capacità dei docenti di esporre i temi didattici in modo adeguato alla complessità delle rispettive materie, nonché circa la loro disponibilità (nel corso delle lezioni e dei ricevimenti) a fornire chiarimenti utili ed efficaci sui temi svolti. Tra i suggerimenti evidenziati dal questionario, particolare interesse riveste il miglioramento della sinergia formativa fra i vari insegnamenti, che per altri versi contraddistingue già il CdS, sia dal punto di vista della gradualità dell'offerta formativa nell'arco del triennio, sia dal punto di vista dei numerosi richiami incrociati (contenutistici e/o metodologici) fra molti degli insegnamenti erogati. Data la specifica natura del CdS, che come ogni corso interclasse deve calibrare l'offerta non solo dal punto di vista dei CFU erogati nei vari SSD, ma anche della coerenza della proposta culturale complessiva, il punto indicato è costantemente oggetto di attenzione. La Presidenza del CdS ha infine proseguito il suo impegno nell'assunzione di misure specifiche - in particolare, attività di monitoraggio e coordinamento della distribuzione semestrale dei corsi e della ripartizione settimanale delle ore di lezione frontale - per evitare sovrapposizioni e/o sovraffollamenti nel calendario dei corsi. Particolare impegno è stato inoltre dedicato all'organizzazione del tutorato, che si svolge, con la collaborazione degli studenti, in orari e spazi definiti, coadiuvando così in modo più specifico e mirato sia l'attività dei docenti che i vari sportelli informativi d'Ateneo. In generale, va sottolineato positivamente il fatto che docenti e studenti del CdS hanno modo di rendere note agevolmente le proprie osservazioni e proposte di miglioramento in sedi individuali e collegiali. Nondimeno è prevista, nel corso dell'A.A. 2018/19, l'elaborazione e l'introduzione di questionari che possano ulteriormente migliorare e approfondire il il rilevamento delle opinioni degli studenti, così da contribuire a precisare il profilo della loro esperienza nell'ambito del CdS.
Sulla base dei dati desumibili dall'indagine annuale condotta da AlmaLaurea (aggiornata ad aprile 2018 e con copertura superiore all'80% per il presente CdS), il gradimento degli studenti a fine percorso (laureandi e/o laureati) risulta espresso sulla base di una frequenza prossima all'80% ed è confermato da tutti gli indici di valutazione (sempre complessivamente superiori alla media di Ateneo), relativamente, tra l'altro, al carico di studio degli insegnamenti in rapporto all'efficacia e alla durata del corso, all'organizzazione degli esami e alle postazioni informatiche, in alcuni casi superiore di circa il doppio (rapporti con i docenti, adeguatezza della aule, rispetto degli orari), se non del triplo (sistema bibliotecario di area umanistica). A conferma del quadro che emerge dai dati, quasi il 70% dei laureati intervistati dichiara che reitererebbe l'iscrizione al CdS nella sua attuale configurazione. Si segnala inoltre l'apprezzamento degli studenti nei confronti dei numerosi accordi Erasmus attivi tra il CdS e alcuni importanti atenei europei, dell'elevato numero di associazioni ed enti convenzionati (non solo regionali) presso cui è possibile svolgere attività di tirocinio, nonché del positivo rapporto tra il CdS e le principali realtà formative e culturali del territorio regionale. Fra gli altri, si possono menzionare i consolidati rapporti tra i docenti afferenti al CdS e la sezione abruzzese della Società Filosofica Italiana, nonché con alcuni Dipartimenti delle più importanti realtà scolastiche delle province di Chieti e Pescara. Rapporti che, secondo quanto segnalato dagli stessi studenti, consentono un valido dialogo e un trasferimento di competenze tra l'ambito della formazione filosofica secondaria superiore e il CdS, testimoniato anche dall'organizzazione di numerose iniziative inter-istituzionali su temi filosofico-pedagogici e interculturali.
La coorte degli iscritti al CdS nell'a.a. 2017/18 (su un totale di 538 studenti, di cui 431 in corso) è in linea con la media delle numerosità di riferimento indicate dal DM 47 del 30 gennaio 2013 per le classi L19 e L5. Il numero degli immatricolati, desunto dagli Indicatori di Percorso estratti estratti dalla banca dati ANS (Anagrafe Nazionale Studenti) secondo i criteri ANVUR e fornita ai Coordinatori dei CdS dal PQA d'Ateneo a supporto della compilazione, è di 193 (di cui 150 sono immatricolati puri), cifra che indica una crescita, rispetto alla coorte precedente, superiore al 10%, e ne fa in generale il numero più elevato dall'a.a. 2012/13, inferiore soltanto al numero di iscritti registrato nel primo anno di attivazione del CdS (2011/12). Per quanto riguarda gli ulteriori dati statistici, desunti dal S.I.C.A.S.(Sistema di Indicatori sulle Carriere Studenti), si registra un tasso di abbandono nel passaggio dal primo al secondo anno e dal secondo al terzo anno di circa il 25%, che si è indotti a considerare fisiologico, dal momento che è in linea con il dato nazionale e con le precedenti coorti del CdS. L'ultimo dato disponibile circa il numero di studenti laureati (che è pertanto opportuno confrontare con i dati AlmaLaurea presentati e commentati nel quadro B7, al quale si rinvia) è relativo all'anno solare 2017, nel quale si registra un incremento, rispetto al biennio 2015-2016, superiore al 20%: i laureati in corso, su un totale di 97, risultano oltre il 50%. L'età media dei laureati è di circa 25 anni (24 per le coorti più recenti), con una popolazione studentesca in prevalenza di sesso femminile (85% circa). Il voto medio dei laureati è di 100/110 (lievemente inferiore alla media dell'anno precedente). Per quanto riguarda gli studi secondari superiori, la maggior parte dei laureati proviene dai licei (circa il 40%), mentre la restante percentuale proviene da istituti tecnici e professionali e in misura più alta magistrali, con una votazione media compresa fra 80 e 100/100 per il 34% circa e fino a 80/100 per il 65% circa.Il bacino d'utenza è, per ogni coorte di riferimento, decisamente sovraregionale, e resta in linea con i dati già elaborati nella precedente Scheda Unica di Accreditamento: se infatti il 42 e il 18% circa degli immatricolati provengono, rispettivamente, dalle Province di Chieti e Pescara e dalle altre Province abruzzesi, circa il 40% proviene da altre regioni (in prevalenza Molise, Puglia, Campania, Basilicata). Gli immatricolati hanno alle spalle esperienze scolastiche secondarie superiori di vario genere, con prevalenza di estrazione liceale classica e scientifica, e in minor misura socio-psico-pedagogica e linguistica. A un'analisi delle coorti precedenti, tale distribuzione risulta relativamente costante. Dai risultati conseguiti dagli studenti, con particolare riferimento al superamento dei requisiti minimi di accesso (OFA), si evince una preparazione medio-buona. I dati disponibili non permettono di individuare criticità didattiche relative a natura, qualità o quantità dell'insegnamento erogato nel CdS. Il percorso didattico del CdS è principalmente finalizzato alla formazione di base in vista dell'iscrizione a corsi di laurea di livello magistrale. A tale obiettivo sono dunque tendenzialmente orientate le attività poste in essere, sebbene i laureati, in particolare quelli della classe L19, possano trovare un più immediato sbocco lavorativo nell'ambito dei servizi per l'infanzia e per l'adolescenza.
Ai laureati che non optino per l'iscrizione alle classi di laurea magistrale e ai percorsi formativi previsti per l'insegnamento scolastico di area umanistica, il CdS consente di inserirsi in modo efficace, o perlomeno di avviare esperienze di regolare collaborazione, non necessariamente all’interno di convenzioni formali, in un ampio ventaglio di settori occupazionali (giornalismo, editoria, comunicazione, gestione dell'informazione e delle risorse umane, attività no-profit, promozione culturale) e di candidarsi a ruoli in enti pubblici e privati (in particolare musei, archivi, biblioteche), nonché in strutture educative e società di servizi comunitari e sociali (con particolare riguardo al campo della prevenzione e della riduzione del disagio, delle organizzazioni del volontariato, della cooperazione sociale e dei contesti educativi della prima infanzia). Entro il primo anno dalla conclusione del percorso, circa l’80% del totale dei laureati del CdS risulta iscritto a un corso di laurea magistrale (a fronte di una media nazionale di circa il 75%): di essi, circa il 70% abbina al percorso forme di tirocinio/praticantato (a fronte di una media nazionale di circa il 60%). Il dato pieno (nei limiti della campionatura AlmaLaurea, aggiornata ad aprile 2018) continua a rappresentare un incremento rispetto ai corrispondenti dati parziali degli anni precedenti. La percentuale di laureati L5 che si iscrivono al percorso magistrale è prossima al 100%. Per quanto riguarda i laureati L19, anche alla luce delle specifiche competenze formative acquisite e dei rispettivi ambiti occupazionali, la percentuale di iscritti a un corso di laurea magistrale è di circa il 60% (in linea con il precedente anno accademico). Complessivamente, risulta occupato il 37% circa dei laureati (con un incremento di 12 punti percentuali rispetto al precedente anno accademico, ma ancora in linea con la crisi occupazionale giovanile del Paese). Di essi, più del 40% utilizza in misura elevata le competenze acquisite con la laurea.