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Timestamp: 2016-10-25 15:30:27+00:00
Document Index: 91738246

Matched Legal Cases: ['art. 78', 'art. 92', 'art. 78', 'DTF ', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 80', 'art. 100', 'art. 42', 'art. 106', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 30', 'art. 6', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ']

Il 24 maggio 2007 un uomo, ancora ignoto, � penetrato nell'abitazione di X.________ di A.A.________ e B.A.________. Lo sconosciuto si � tra l'altro impossessato di denaro e ha cagionato ai citati coniugi ferite tali da metterne in pericolo la vita. Il 25 maggio 2007 � stato aperto un procedimento penale contro ignoti, tuttora allo stadio delle informazioni preliminari.
1.2 Il ricorso in materia penale � ammissibile contro decisioni pregiudiziali o incidentali notificate separatamente e concernenti domande di ricusazione (art. 78 cpv. 1 in relazione con l'art. 92 cpv. 1 LTF). La nozione di decisioni pronunciate in materia penale giusta l'art. 78 cpv. 1 LTF comprende infatti anche quelle fondate sul diritto di procedura penale (DTF 133 IV 335 consid. 2). La legittimazione del ricorrente � pacifica (art. 81 cpv. 1 lett. b n. 1 LTF), mentre essa dev'essere negata alla moglie del ricorrente, che non ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorit� inferiore (art. 81 cpv. 1 lett. a LTF). Diretto contro la decisione dell'autorit� cantonale di ultima istanza (art. 80 cpv. 1 LTF) e presentato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF), il gravame �, nella citata misura, di massima ammissibile.
1.3 Secondo l'art. 42 cpv. 2 LTF, nel ricorso occorre spiegare per quali ragioni l'atto impugnato viola il diritto. Il ricorrente deve quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nella decisione impugnata, spiegando per quali motivi tale giudizio viola il diritto. Le esigenze di motivazione sono inoltre accresciute laddove il ricorrente lamenta, come in concreto, la violazione di diritti fondamentali e di norme del diritto cantonale (art. 106 cpv. 2 LTF), nonch� l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove (DTF 136 II 304 consid. 2.4 e 2.5, 49 consid. 1.4.1). In questa misura, argomentazioni vaghe o appellatorie e semplici rinvii agli atti cantonali non sono quindi ammissibili. L'atto di ricorso in esame adempie solo in minima parte queste severe esigenze di motivazione.
2.1 La garanzia del diritto a un giudice imparziale vieta l'influsso sulla decisione di circostanze estranee al processo, che potrebbero privarlo della necessaria oggettivit� a favore o a pregiudizio di una parte (DTF 136 I 207 consid. 3.1 e rinvii). Essa � concretata in primo luogo dalle regole cantonali sulla ricusa e l'esclusione o astensione obbligatoria (DTF 116 Ia 14 consid. 4; 125 I 209 consid. 8a). Indipendentemente dai precetti del diritto cantonale, la Costituzione federale (art. 30 cpv. 1) e la CEDU (art. 6 n. 1) assicurano comunque a ciascuno il diritto di sottoporre la propria causa a giudici non prevenuti, ossia in grado di garantire un apprezzamento libero e imparziale. Sebbene la semplice affermazione della parzialit� basata sui sentimenti soggettivi di una parte non sia sufficiente per fondare un dubbio legittimo, non occorre che il giudice sia effettivamente prevenuto: per giustificare la sua ricusazione bastano circostanze concrete idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialit� (DTF 136 I 207 consid. 3.1).
2.2 La ricusa riveste un carattere eccezionale (DTF 131 I 24 consid. 1.1; 116 Ia 14 consid. 4). Sotto il profilo oggettivo occorre ricercare se il magistrato ricusato offra le necessarie garanzie per escludere ogni legittimo dubbio di parzialit�; sono considerati, in tale ambito, anche aspetti di carattere funzionale e organizzativo e viene posto l'accento sull'importanza che possono rivestire le apparenze stesse. Il giudicabile pu� invero personalmente risentire certi atteggiamenti del magistrato come determinati da parzialit�, ma � decisivo sapere se le sue apprensioni soggettive possano considerarsi oggettivamente giustificate (DTF 134 I 238 consid. 2.1, 20 consid. 4.2).
La prassi costante del Tribunale federale nega ai provvedimenti procedurali, come quelli criticati dal ricorrente, pur con effetti contrari agli interessi dell'istante, l'idoneit� a fondare il dubbio oggettivo della prevenzione e della parzialit� del magistrato nei suoi confronti. Rientra nelle funzioni del magistrato decidere questioni controverse e delicate e i provvedimenti presi nell'ambito del normale svolgimento del suo ufficio non permettono da soli di concludere per una sua parzialit�, nemmeno quand'essi dovessero poi rivelarsi errati. Eventuali sbagli possono e devono essere contestati seguendo il normale corso d'impugnazione. Unicamente errori particolarmente grossolani o ripetuti, tali da essere considerati come violazioni gravi dei doveri del magistrato, possono se del caso giustificare un sospetto oggettivo di prevenzione (DTF 125 I 119 consid. 3a e 3e; 116 Ia 135 consid. 3a).
2.3 La CRP ha stabilito che l'accoglimento di un reclamo da parte del GIAR contro provvedimenti e omissioni del PP non � di per s� sufficiente per sostanziare un sospetto legittimo di tendenziosit�. Al giudice della ricusa non compete infatti esaminare la condotta della procedura alla stregua di un'istanza di ricorso, alla quale spetta il compito di correggere eventuali errori. Ha inoltre rilevato che il ricorrente, adducendo asseriti gravi errori del magistrato ricusato, sostiene che la polizia, sotto la direzione del PP, invece di ricercare l'autore del reato, avrebbe in sostanza aperto un'inchiesta nei suoi confronti. Ha quindi ritenuto ch'egli rimprovera sostanzialmente al PP d'aver effettuato atti procedurali non idonei ad accertare l'identit� dell'ancora ignoto autore del reato, rispettivamente di avere omesso atti procedurali che, al suo dire, avrebbero permesso di accertarla.
Secondo i giudici cantonali, l'asserita inattivit� o errori procedurali del PP potrebbero sostanziare una legittima suspicione soltanto qualora fosse verosimile ch'essi avverrebbero in modo deliberato e reiteratamente a carico di una parte. Il fatto che il GIAR si sia pronunciato due volte sull'inattivit� del PP, invitandolo a mettere agli atti tutti gli accertamenti esperiti e a determinarsi sul relativo accesso delle parti civili, non � di per s� ancora sufficiente per fondare la sua ricusa. Hanno aggiunto che ci� potrebbe nondimeno realizzarsi in caso di una sua eventuale ulteriore protratta inattivit�.
2.4 Il ricorrente non si confronta con queste conclusioni, n� tenta di dimostrarne l'insostenibilit� e quindi l'arbitrariet� (sulla nozione di arbitrio vedi DTF 134 I 140 consid. 5.4). Le sue censure sono pertanto, in larga misura, inammissibili. Egli si limita infatti a fornire una sua personale descrizione dei fatti, illustrando, dal suo punto di vista, alcune fasi delle informazioni preliminari, inerenti segnatamente alla perquisizione domiciliare, all'inattivit� e alle omissioni del PP e a un incontro con lo stesso, al rapporto redatto dall'ispettore, alla presunta identit� dell'autore del reato e, infine, al comportamento assunto da un vicino.