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Timestamp: 2020-05-29 01:47:19+00:00
Document Index: 7199775

Matched Legal Cases: ['art. 113', 'art. 32', 'art. 113', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 3']

LEGGE 5 NOVEMBRE 1971 N. 1086 - Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica - AppaltoPrivato
LEGGE 5 NOVEMBRE 1971 N. 1086 – Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica
Sono considerate opere in conglomerato cementizio armato precompresso quelle composte di strutture in conglomerato cementizio ed armature nelle quali si imprime artificialmente uno stato di sollecitazione addizionale di natura ed entità tali da assicurare permanentemente l’effetto statico voluto.
La costruzione delle opere di cui all’articolo 1 deve avvenire in base ad un progetto esecutivo redatto da un ingegnere o architetto o geometra o perito industriale edile iscritti nel relativo albo, nei limiti delle rispettive competenze.
L’esecuzione delle opere deve aver luogo sotto la direzione di un ingegnere o architetto o geometra o perito industriale edile iscritto nel relativo albo, nei limiti delle rispettive competenze.
Per le opere eseguite per conto dello Stato, non è necessaria l’iscrizione all’albo del progettista, del direttore dei lavori e del collaudatore di cui al successivo articolo 7, se questi siano ingegneri o architetti dello Stato.
Il progettista ha la responsabilità diretta della progettazione di tutte le strutture dell’opera comunque realizzate.
Il direttore dei lavori e il costruttore, ciascuno per la parte di sua competenza, hanno la responsabilità della rispondenza dell’opera al progetto, dell’osservanza delle prescrizioni di esecuzione del progetto, della qualità dei materiali impiegati, nonché, per quanto riguarda gli elementi prefabbricati, della posa in opera.
Le opere di cui all’articolo 1 devono essere denunciate dal costruttore all’ufficio del genio civile, competente per territorio, prima del loro inizio.
a) il progetto dell’opera in duplice copia, firmato dal progettista, dal quale risultino in modo chiaro ed esauriente le calcolazioni eseguite, l’ubicazione, il tipo, le dimensioni delle strutture, e quanto altro occorre per definire l’opera sia nei riguardi dell’esecuzione sia nei riguardi della conoscenza delle condizioni di sollecitazione;
L’ufficio del genio civile restituirà al costruttore, all’atto stesso della presentazione, una copia del progetto e della relazione con l’attestazione dell’avvenuto deposito.
Anche le varianti che nel corso dei lavori si volessero introdurre alle opere di cui all’articolo 1 previste nel progetto originario, dovranno essere denunciate, prima di dare inizio alla loro esecuzione, all’ufficio del genio civile nella forma e con gli allegati previsti nel presente articolo.
Nei cantieri, dal giorno di inizio delle opere di cui all’articolo 1 a quello di ultimazione dei lavori, devono essere conservati gli atti indicati nel terzo e nel quarto comma dell’articolo 4, datati e firmati anche dal costruttore e dal direttore dei lavori, nonché un apposito giornale dei lavori.
Della conservazione e regolare tenuta di tali documenti è responsabile il direttore dei lavori. Il direttore dei lavori è anche tenuto a vistare periodicamente, ed in particolare nelle fasi più importanti dell’esecuzione, il giornale dei lavori.
A strutture ultimate, entro il termine di sessanta giorni, il direttore dei lavori depositerà al genio civile una relazione, in duplice copia, sull’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 4, esponendo:
a) i certificati delle prove sui materiali impiegati emessi da laboratori di cui all’articolo 20;
Delle due copie della relazione, una sarà conservata agli atti del genio civile e l’altra, con l’attestazione dell’avvenuto deposito, sarà restituita al direttore dei lavori che provvederà a consegnarla al collaudatore unitamente agli atti indicati nel quarto comma dell’articolo 4.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle opere costruite per conto dello Stato e degli altri enti di cui all’ultimo comma dell’articolo 4.
Tutte le opere di cui all’articolo 1 debbono essere sottoposte a collaudo statico.
Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione ed esecuzione dell’opera.
La nomina del collaudatore spetta al committente il quale ha l’obbligo di comunicarla al genio civile entro 60 giorni dall’ultimazione dei lavori. Il committente preciserà altresì i termini di tempo entro i quali dovranno essere completate le operazioni di collaudo.
Quando non esiste il committente ed il costruttore esegue in proprio, è fatto obbligo al costruttore di chiedere, nel termine indicato nel precedente comma, all’ordine provinciale degli ingegneri o a quello degli architetti, la designazione di una terna di nominativi fra i quali sceglie il collaudatore.
Il collaudatore deve redigere due copie del certificato di collaudo e trasmetterle all’ufficio del genio civile, il quale provvede a restituirne una copia, con l’attestazione dell’avvenuto deposito da consegnare al committente.
Per le opere costruite per conto dello Stato e degli enti di cui all’ultimo comma dell’articolo 4, gli obblighi previsti dal terzo e dal quinto comma del presente articolo non sussistono.
Per il rilascio di licenza d’uso o di abitabilità, se prescritte, occorre presentare all’ente preposto una copia del certificato di collaudo con l’attestazione, da parte dell’ufficio del genio civile, dell’avvenuto deposito ai sensi del precedente articolo 7.
Tale attestazione, per le opere costruite per conto dello Stato e per conto degli enti di cui all’ultimo comma dell’articolo 4, è sostituita dalla dichiarazione dell’avvenuto collaudo statico.
Le ditte che procedono alla costruzione di manufatti in conglomerato armato normale o precompresso ed in metallo, fabbricati in serie e che assolvono alle funzioni indicate nell’articolo 1, hanno l’obbligo di darne preventiva comunicazione al Ministero dei lavori pubblici, con apposita relazione nella quale debbono:
b) precisare le caratteristiche dei materiali impiegati sulla scorta di prove eseguite presso uno dei laboratori di cui all’articolo 20;
d) indicare i risultati delle prove eseguite presso uno dei laboratori di cui all’articolo 20.
Per le ditte che costruiscono manufatti complessi in metallo fabbricati in serie, i quali assolvono alle funzioni indicate nell’articolo 1, la relazione di cui al primo comma del presente articolo deve descrivere ciascun tipo di struttura, indicando le possibili applicazioni e fornire i calcoli relativi.
La responsabilità della rispondenza dei prodotti rimane a carico della ditta produttrice, che è obbligata a corredare la fornitura con i disegni del manufatto e l’indicazione delle sue caratteristiche di impiego.
Il progettista delle strutture è responsabile dell’organico inserimento e della previsione di utilizzazione dei manufatti di cui sopra nel progetto delle strutture dell’opera.
Il sindaco del comune, nel cui territorio vengono realizzate le opere indicate nell’articolo 1, ha il compito di vigilare sull’osservanza degli adempimenti preposti dalla presente legge: a tal fine si avvale dei funzionari ed agenti comunali.
Le disposizioni del precedente comma non si applicano alle opere costruite per conto dello Stato e degli altri enti di cui all’ultimo comma dell’articolo 4.
I funzionari e agenti comunali che accertino l’inosservanza degli adempimenti previsti nei precedenti articoli, redigono processo verbale che, a cura del sindaco, verrà inoltrato al pretore e alla prefettura per i provvedimenti di cui al successivo articolo 12.
Della disposta sospensione è data comunicazione al sindaco perché ne curi l’osservanza.
Chiunque commette, dirige e, in qualità di costruttore, esegue le opere previste dalla presente legge, o parti di esse, in violazione dell’articolo 2, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da lire 200.000 a lire 2.000.000 (1).
È soggetto alla pena dell’arresto fino ad un anno, o dell’ammenda da lire 2.000.000 a lire 20.000.000 (1), chi produce in serie manufatti in conglomerato armato normale o precompresso o manufatti complessi in metalli senza osservare le disposizioni dell’articolo 9.
(1) La misura dell’ammenda è stata così elevata dall’art. 113, quarto comma, l. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art. 32, secondo comma, della legge sopracitata.
Il costruttore che omette o ritarda la denuncia prevista dall’articolo 4 è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da lire 200.000 a lire 2.000.000 (1).
Il direttore dei lavori che non ottempera alle prescrizioni indicate nell’articolo 5 è punito con l’ammenda da lire 80.000 a lire 400.000 (1).
Alla stessa pena soggiace il direttore dei lavori che omette o ritarda la presentazione all’ufficio del genio civile della relazione indicata nell’articolo 6.
(1) La misura dell’ammenda è stata così elevata dall’art. 113, quarto comma, l. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art. 34, primo comma, lettera l), della legge sopracitata.
Il collaudatore che non osserva le disposizioni indicate nell’articolo 7, penultimo comma, è punito con l’ammenda da lire 80.000 a lire 400.000 (1).
Chiunque consente l’utilizzazione delle costruzioni prima del rilascio del certificato di collaudo o, per quanto riguarda le opere costruite per conto dello Stato e degli altri enti di cui all’ultimo comma dell’articolo 4, prima del collaudo statico, è punito con l’arresto fino ad un mese o con l’ammenda da lire 200.000 a lire 2.000.000 (1).
La sentenza irrevocabile, emessa in base alle precedenti disposizioni, deve essere comunicata, a cura del cancelliere, entro 15 giorni da quello in cui è divenuta irrevocabile, alla competente prefettura ed al consiglio provinciale dell’ordine professionale, cui eventualmente sia iscritto l’imputato.
Le disposizioni contenute nella presente legge non si applicano alle opere in conglomerato armato normale in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e per le quali sia stata presentata denuncia alla prefettura ai sensi dell’articolo 4 del regio decreto 16 novembre 1939, n. 2229, né alle opere in conglomerato armato precompresso ed a struttura metallica che alla data di entrata in vigore della presente legge risultino già iniziate.
L’attività dei laboratori, ai fini della presente legge, è servizio di pubblica utilità.
1086/1971 art. 3 lette 1971 responsabilità direttore lavori conglomerato cementizio L 05.11.1917 n. 1086 l 1086/1971 legge 1086 LEGGE 5 NOVEMBRE 1971 N. 1086 Norme per conglomerato cemetizio norme per precompresso norme per struttura metallica
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