Source: http://www.tutelalegalestupefacenti.it/circostanza-aggravante-e-revoca-della-patente/
Timestamp: 2019-03-20 03:39:09+00:00
Document Index: 14673793

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 444', 'art. 186', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 620']

[CASSAZIONE] [cds] Sent. 9170/2015. Circostanza aggravante e revoca della patente. - Tutela Legale Stupefacenti [CASSAZIONE] [cds] Sent. 9170/2015. Circostanza aggravante e revoca della patente. - Tutela Legale Stupefacenti
Con sentenza resa in data 29/1/2014 il Tribunale di Udine, sulla congiunta istanza del Pubblico Ministero e dell’imputato, ha applicato a OMISSIS, ai sensi dell’art. 444 c.p.p., la pena (sospesa) di quattro mesi di arresto e di Euro 2.000,00 di ammenda, ordinando altresì la sospensione della patente per due anni, in relazione al reato p. e p. dagli art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c), comma 2 – bis, e comma 2 – sexies C.d.S., ad esso ascritto per aver guidato l’autovettura di sua proprietà in stato di ebbrezza per abuso di sostanze alcoliche (tasso alcolemico accertato pari a 2,20 g/l alla prima rilevazione e a 1,89 g/l alla seconda), con le aggravanti di avere cagionato un incidente e dell’essere stato il fatto commesso in orario notturno; concesse le attenuanti generiche dichiarate equivalenti alla aggravante di cui all’art. 186, comma 2 – bis.
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Trieste, deducendo violazione di legge, in relazione a quanto previsto dall’art. 186 C.d.S., comma 2 – bis.
Rileva che il giudice a quo ha erroneamente applicato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, anziché quella della revoca tout court della stessa, questa conseguendo automaticamente, ai sensi dell’art. 186, comma 2 – bis, all’accertamento della condotta di chi, ponendosi alla guida in stato di intossicazione alcolica superiore ad 1,5 g/l, abbia cagionato un incidente stradale.
Deve, pertanto, ritenersi illegittima l’applicazione della sanzione amministrativa della sospensione della patente invece di quella, legalmente dovuta e automaticamente conseguente all’accertamento del descritto reato, della revoca del titolo abilitativo. Nessuna rilevanza può avere il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ritenute equivalenti alla detta aggravante.
Anche in tal caso, invero, come puntualmente precisato in alcune delle pronunce già sopra richiamate, l’esito dell’eventuale giudizio di bilanciamento tra circostanze attenuanti e la concorrente circostanza aggravante di cui all’art. 186 C.d.S., comma 2 – bis, non assume rilievo ai fini della individuazione della sanzione amministrativa accessoria da applicare, che è in ogni caso quella della revoca (in tal senso, da ultimo, v. Sez. 4^, n. 17826 del 2014, cit., che ha anche escluso possa ravvisarsi profilo di dubbia legittimità costituzionale delle norme in tema di circostanze del reato – artt. 59 ss. c.p., – nella parte in cui non dispongono che l’esito del giudizio di bilanciamento proietti i propri effetti, oltre che sulla pena principale e sulle pene accessorie, anche sulla sanzione amministrativa accessoria al reato, rammentando – sulla scorta dell’insegnamento di Sez. Un. n. 8488/1998 – che, ancorché non possano essere negati i connotati schiettamente afflittivi delle sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente, queste sono pur sempre sanzioni che si giustificano diversamente dalle sanzioni penali, svolgendo una funzione riparatoria dell’interesse pubblico violato diretta a dare una risposta efficace, non solo repressiva ma anche preventiva, rispetto a fatti plurioffensivi, ovvero dotati di una particolare pericolosità per la convivenza sociale e per gli interessi pubblici).
Va pertanto pronunciato l’annullamento della sentenza impugnata nella parte in cui dispone la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida anziché quella della revoca.
Ai sensi dell’art. 620 c.p.p., comma 1, lett. l), alla necessaria emenda può provvedersi in questa sede, nei sensi di cui in dispositivo, trattandosi di conseguenza che deriva direttamente dalla legge, non implicante esercizio di poteri discrezionali né nuovi accertamenti.