Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-78-del-04-01-2017
Timestamp: 2020-08-12 04:18:56+00:00
Document Index: 70499096

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 208', 'art. 360', 'art. 2082', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 78 del 04/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 78 del 04/01/2017
Cassazione civile, sez. lav., 04/01/2017, (ud. 26/10/2016, dep.04/01/2017), n. 78
sul ricorso 19672-2013 proposto da:
FRANCO BOZZINI, STEFANIA SPINIELLO;
EQUITALIA NORD S.P.A. già EQUITALIA NOMOS S.p.A.;
avverso la sentenza n. 53/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 19/02/2013 R.G.N. 1270/2011;
La Corte, in particolare, riteneva che come accertato in una precedente causa tra le stesse parti, non fosse presente il presupposto per l’iscrizione dell’appellato nella gestione commercianti, dal momento che l’unica attività svolta da FUTURA sas di V.O. &amp; C., per cui egli aveva rivestito il ruolo di socio accomandatario e legale rappresentate, era quella di mero godimento immobiliare consistente nell’acquisizione dei canoni di locazione, non essendo stato invece provato che il V. svolgesse attività commerciale in modo abituale e prevalente nella FUTURA sas, essendo stato al contrario provato che egli svolgesse il suo impegno professionale all’interno di una diversa società la ICAD srl. Avverso tale pronuncia ricorre l’INPS con un unico motivo di censura. V.M.O. resiste con controricorso illustrato da memoria.
1. – Con l’unico motivo di ricorso, l’INPS lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 1, commi 202, 2093, art. 208 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3) per avere la Corte di merito ritenuto l’insussistenza dell’obbligo di iscrizione dell’odierno intimato nella gestione commercianti nonostante egli fosse l’unico socio accomandatario illimitatamente responsabile, e quindi amministratore e legale rappresentante della società con conseguente piena e diretta responsabilità nella gestione dell’impresa; dinanzi a tali elementi la Corte avrebbe dovuto affermare che l’intimato svolgesse attività di gestione abituale e prevalente dell’ impresa tale da comportarne l’iscrizione alla gestione commercianti; mentre non poteva attribuirsi valore all’affermazione della Corte secondo cui nella fattispecie non si sarebbe stati in presenza di un’ attività economica organizzata qualificabile come imprenditoriale ex art. 2082 c.c..
La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità pari a Euro 2100 di cui Euro 2000 per compensi professionali, oltre il 15% per spese generali e oneri accessori. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti per ulteriore versamento, da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.