Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/1102
Timestamp: 2018-10-19 05:43:35+00:00
Document Index: 162989901

Matched Legal Cases: ['art. 2059', 'art. 1102', 'art. 1102', 'art. 1102', 'art 1102', 'art. 1102', 'art. 1102', 'art. 1102', 'art. 1102', 'art. 1102', 'art. 1102']

I. Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.
In tema di condominio negli edifici, ove l'uso della cosa comune da parte di uno dei condomini avvenga in modo da impedire quello, anche solo potenziale, degli altri partecipanti, mentre il danno patrimoniale per il lucro interrotto è da ritenere "in re ipsa", non altrettanto è da dirsi in relazione al danno non patrimoniale, quale disagio psico-fisico conseguente alla mancata utilizzazione di un'area comune condominiale, potendosi ammettere il ristoro di tale ultima posta risarcitoria solo in conseguenza della lesione di interessi della persona di rango costituzionale o nei casi espressamente previsti dalla legge, ai sensi dell'art. 2059 c.c., e sempre che si tratti di una lesione grave e di un pregiudizio non futile. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva escluso il risarcimento del danno non patrimoniale in un caso di occupazione stabile, mediante un'autovettura lasciata in sosta per l'intero giorno e da oltre un anno, dello spazio antistante la rampa di accesso al garage condominiale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Luglio 2018, n. 17460. Segue...
Condominio – Pari godimento della cosa comune – Impianto che impedisca l'installazione di analogo apparecchio da parte degli altri condomini.
Sussiste la violazione della norma che prescrive il pari godimento della cosa comune nel caso in cui un impianto (nel caso di specie di condizionamento dell'aria) occupi il 60% della superficie disponibile, impedendo l'installazione di analogo apparecchio da parte degli altri condomini.
In mancanza del consenso di quest'ultimi o di un loro comportamento inerte (Cass. 9 febbraio 2015, n. 2423), l'installazione costituisce, pertanto, una lesione del loro diritto, né d'altronde può richiamarsi la giurisprudenza di questa Corte sul godimento turnario o differenziato nel tempo e nello spazio, giacché la stabilità dell'installazione altera definitivamente il rapporto di equilibrio tra i condomini nel godimento dell'oggetto della comunione (Cass. n. 7466/2015). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 13 Luglio 2017, n. 17400. Segue...
Condominio negli edifici – Uso del bene comune da parte del singolo condomino – Conformazione strutturale del fabbricato – Atto di utilizzazione della cosa comune non consentita – Criteri di valutazione.
Il più ampio uso del bene comune, da parte del singolo condomino, non configura ex se una lesione o menomazione dei diritti degli altri partecipanti, ove, ad esempio, esso trovi giustificazione nella conformazione strutturale del fabbricato. Pertanto, perché le opere realizzate dal singolo condomino sul lastrico solare comune, al servizio esclusivo del proprio appartamento, concretino un atto di utilizzazione della cosa comune non consentita dall'art. 1102 c.c., occorre accertare se la collocazione dei denunciati manufatti abbia comportato una definitiva sottrazione della relativa porzione di bene comune ad ogni possibilità di futura utilizzazione degli altri condomini, con limitazione del piano di calpestio e compromissione della sua funzione di copertura e protezione delle sottostanti unità immobiliari; ovvero se, al contrario, la non significativa portata delle modifiche realizzate e l'adeguatezza dell'intervento abbiano lasciato intatta la destinazione principale del bene. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 28 Giugno 2017, n. 16260. Segue...
Condominio - Uso della cosa comune - Estensione e limiti - Destinazione della cosa comune - Occupazione stabile e pressoché integrale di un "volume tecnico" dell'edificio condominiale - Legittimità - Esclusione - Fondamento.
L'uso della cosa comune da parte di ciascun condomino è soggetto, ai sensi dell'art. 1102 c.c., al duplice divieto di alterarne la normale ed originaria destinazione (per il cui mutamento è necessaria l'unanimità dei consensi dei partecipanti) e di impedire agli altri condomini di farne parimenti uso secondo il loro diritto, configurando, pertanto, un abuso la condotta del condomino consistente nella stabile e pressoché integrale occupazione di un "volume tecnico" dell'edificio condominiale (nella specie, il locale originariamente destinato ad accogliere la caldaia centralizzata), mediante il collocamento in esso di attrezzature e impianti fissi, funzionale al miglior godimento della sua proprietà individuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Giugno 2017, n. 15705. Segue...
Condominio negli edifici - Parti comuni dell'edificio - Uso - In genere - Disciplina dell'art. 1102 Cod. Civ. - Applicabilità ai rapporti tra proprietà individuali e beni condominiali finitimi - Esclusione.
Il principio di cui all'art 1102 c.c. sull'uso della cosa comune consentito al partecipante non è applicabile ai rapporti tra proprietà individuali (e loro accessori) e beni condominiali finitimi, che sono disciplinati dalle norme attinenti alle distanze legali ed alle servitù prediali, ossia da quelle che regolano i rapporti tra proprietà contigue od asservite e che non contraddicono alla particolare normativa della comunione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Marzo 2017, n. 8507. Segue...
Condominio - Innovazioni - Norme sul superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche - "Ratio" - Sopraelevazione di ascensore - Liceità - Criteri - Limiti di cui all'art. 1102 c.c. - Applicabilità e criteri interpretativi - Principio solidarietà condominiale ed esigenze solidarietà sociale - Rilevanza.
In tema di eliminazione delle barriere architettoniche, la l. n. 13 del 1989 costituisce espressione di un principio di solidarietà sociale e persegue finalità di carattere pubblicistico volte a favorire, nell'interesse generale, l'accessibilità agli edifici, sicché la sopraelevazione del preesistente impianto di ascensore ed il conseguente ampliamento della scala padronale non possono essere esclusi per una disposizione del regolamento condominiale che subordini l'esecuzione dell'opera all'autorizzazione del condominio, dovendo tributarsi ad una norma siffatta valore recessivo rispetto al compimento di lavori indispensabili per un'effettiva abitabilità dell'immobile, rendendosi, a tal fine, necessario solo verificare il rispetto dei limiti previsti dall'art. 1102 c.c., da intendersi, peraltro, alla luce del principio di solidarietà condominiale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 28 Marzo 2017, n. 7938. Segue...
Uso della cosa comune - Rispetto dell’utilizzo di tutti gli altri comunisti - Precisazioni.
L’uso paritetico della cosa comune, che va tutelato, deve essere compatibile con la ragionevole previsione dell’utilizzazione che in concreto faranno gli altri condomini della stessa cosa, e non anche della identica e contemporanea utilizzazione che in via meramente ipotetica e astratta essi ne potrebbero fare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 04 Maggio 2015, n. 8857. Segue...
Immobile in comproprietà – Occupazione da parte dell’un coniuge, in via esclusiva – Conseguenze – Indennità ex art. 1102 c.c. – Sussiste. .
Il coniuge che occupi in via esclusiva l'intero appartamento di proprietà comune, deve considerarsi tenuto al pagamento di un'indennità ex art. 1102 c.c. (cfr. Cass., 30 marzo 2012, n. 5156). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Giugno 2013. Segue...
Art. 1102 c.c. - Godimento della cosa da parte del comunista - Condizioni in presenza delle quali vi è violazione dell'art. 1102 cod. civ. - Cortili..
Non costituisce violazione della fondamentale regola paritaria dettata dall'art. 1102 c.c. un uso più intenso della cosa da parte del partecipante, che non ne alteri la destinazione, nei casi in cui il relativo esercizio non si traduca in una limitazione delle facoltà di godimento esercitate dagli altri condomini, tali dovendo intendersi non solo quelle di fatto esercitate, ma anche quelle cui la cosa comune per le sue oggettive caratteristiche potenzialmente si presti (v. tra le tante nn. 22341/09, 5753/07, 2308/06, 13572/06). Per quanto attiene, in particolare, ai cortili è stato più volte precisato che, ove le caratteristiche e le dimensioni lo consentano ed i titoli non vi ostino, l'uso degli stessi per l'accesso e la sosta di veicoli, non è incompatibile con la funzione primaria e tipica di tali beni, quella di dare aria e luce alle unità immobiliari circostanti, aggiungendosi alla stessa quale destinazione accessoria o secondaria (v., in particolare, Cass. n. 13879/10). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 15 Giugno 2012, n. 9875. Segue...