Source: https://yespolitical.com/tag/decretazione-durgenza/
Timestamp: 2019-11-18 19:54:15+00:00
Document Index: 108510842

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ']

decretazione d’urgenza | Yes, political!
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Tag / decretazione d’urgenza
febbraio 9, 2014 by Davide Serafin
Analisi dell’attività legislativa del Parlamento Italiano – anni 1996-2013
decretazione d'urgenza, iter legislativo, parlamento, statistiche
Dati Senato.it http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Statistiche/index.html
https://infogr.am/analisi-dellattivita-legislativa-1996-2013?src=web
giugno 22, 2010 giugno 23, 2010 by Davide Serafin
Incostituzionale non il nucleare ma la procedura d’urgenza. Fine ultima di Protezione Civile spa
decretazione d'urgenza, nucleare, opere urgenti, protezione civile spa, regioni
Sembrava la notizia del giorno: la Consulta blocca la legge sul Nucleare. E invece no. Ne ha parlato per primo il blog di Alessandro Tauro, nel silenzio generale. La Corte Costituzionale, con la sentenza 215/2010, ha cassato l’art. 4 del decreto legge 78/2009 – cosiddetto ‘anticrisi’ – convertito con modificazioni dalla legge 102/2009: ergo, il Nucleare non si fa. Ma il decreto anticrisi all’art. 4 si limitava a istituire una procedura emergenziale per opere urgenti, con la creazione della figura di un Commissario Straordinario “con poteri esclusivi e totali in tema di nuovi impianti energetici”. Formula volutamente generica. Secondo Tauro, la medesima procedura sarebbe contenuta nel decreto che sancisce il ritorno del Nucleare in Italia, ovvero il DL. 31/2010, all’art. 11 c. 5 e 6:
5. Il Ministro dello sviluppo economico, entro trenta giorni, sottopone ciascuno dei siti certificati all’intesa della Regione interessata, che si esprime previa acquisizione del parere del comune interessato.
6. In caso di mancata definizione dell’intesa di cui al comma 5 entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento della richiesta dell’intesa stessa, si provvede entro i trenta giorni successivi alla costituzione di un Comitato interistituzionale, i cui componenti sono designati in modo da assicurare una composizione paritaria, rispettivamente, dal Ministero dello sviluppo economico, dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da un lato, e dalla Regione, dall’altro, che assicura la presenza di un rappresentante del comune interessato. Le modalita’ di funzionamento del Comitato interistituzionale sono stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico, previo parere della Conferenza unificata da esprimere entro trenta giorni dalla richiesta del parere stesso; il Comitato opera senza corresponsione di compensi o emolumenti a favore dei componenti. Ove non si riesca a costituire il Comitato interistituzionale, ovvero non si pervenga ancora alla definizione dell’intesa entro i sessanta giorni successivi alla costituzione del Comitato, si provvede all’intesa con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, integrato con la partecipazione del presidente della Regione interessata.
Il comma 6 prevede la costituzione di un Comitato interistituzionale, una sorta di comitato di conciliazione fra governo centrale e regionale, che provveda esso stesso alla composizione dell’accordo. In questa fase, sia chiaro, non si discute se stabilire un impianto nucleare, bensì della scelta del sito. La Regione non interviene nella decisione di aprire un impianto nucleare: interviene solo nella fase di approvazione del sito. Approvazione e non negazione. Di fatto, la procedura, qualora il Comitato fallisse nella sua formazione, prevede una riserva ultima, che è quella della decretazione d’urgenza, con la partecipazione al CdM del presidente di Regione interessato. Si capisce che tale partecipazione è meramente simbolica. Il Comitato deve solo provvedere a metter d’accordo governo e regione sulla scelta del sito. La sua costituzione è garanzia che un sito verrà comunque scelto. I suoi componenti opereranno sulla base di una deicsione irriversibile: l’apertura di un impianto di produzione di energia nuclare in quella regione. La Regione – in questa scelta – è completamente esautorata.
Come si inserisce la sentenza 215/2010, che interviene sulle procedure d’emergenza istituite con il DL. 78/2009, in questo quadro normativo? Semplicemente non si inserisce. E questo per due motivi:
con le norme di cui all’art. 4 DL. 78/2009, si procede a un vero e proprio spostamento di competenze dalla periferia al centro ‘in caso d’urgenza’ solo per interventi inerenti al trasporto e alla distribuzione di energia: “la disposizione richiede la necessità dell’intesa con la Regione solo per l’individuazione degli interventi relativi alla produzione e non anche per quelli concernenti il trasporto e la distribuzione” (Corte costituzionale, sentenza 215/2010);
la norma in sé non espropria le Regioni della competenza nella realizzazione degli interventi, bensì della scelta della tipologia di impianto – nucleare o rinnovabile? – e tende al superamento del contrasto in fase di decisione del sito. Tali aspetti saranno oggetto di ulteriore pronuncia della Consulta sul ricorso presentato da dieci (prima di Cota alla presidenza del Piemonte, erano undici) regioni contro il DL. 31/2010.
Ma l’effetto più importante della sentenza CC. 215/2010 resta la fissazione di due importanti principi in tema di opere urgenti:
“ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere medesime” mentre “la disposizione impugnata stabilisce che gli interventi da essa previsti debbano essere realizzati con capitale interamente o prevalentemente privato, che per sua natura è aleatorio“; ne consegue che “la previsione, secondo cui la realizzazione degli interventi è affidata ai privati, rende l’intervento legislativo statale anche sproporzionato”, essendo la disponibilità del capitale privato per definizione non garantita (CC. 215/2010, cit.);
“le presunte ragioni dell’urgenza non sono tali da rendere certo che sia lo stesso Stato, per esigenze di esercizio unitario, a doversi occupare dell’esecuzione immediata delle opere, non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi” (ibidem).
Queste quattro righe sono la pietra tombale alla formula delle opere d’urgenza che doveva prender forma nella Protezione Civile s.p.a. Con tanti cari saluti alla cricca.
NUCLEARE SAGLIA A VENDOLA DECISIONE CONSULTA RIGUARDA ALTRE NORME – Agenzia di stampa Asca
Il blog di Alessandro Tauro: Nichi Vendola legge (e copia) il blog di Alessandro Tauro. Il governo lo smentisce, ma sbaglia
Corte costituzionale della Repubblica italiana – Le Pronunce
5. Il Ministro  dello  sviluppo  economico,  entro  trenta  giorni,
sottopone ciascuno dei  siti  certificati  all'intesa  della  Regione
interessata, che si esprime previa acquisizione del parere del comune
6. In caso di mancata definizione dell'intesa di  cui  al  comma  5
entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento  della  richiesta
dell'intesa stessa, si provvede entro i trenta giorni successivi alla
costituzione di un Comitato interistituzionale, i cui componenti sono
designati  in  modo  da  assicurare   una   composizione   paritaria,
rispettivamente,  dal  Ministero  dello   sviluppo   economico,   dal
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare  e
dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,  da  un  lato,  e
dalla  Regione,  dall'altro,  che  assicura   la   presenza   di   un
rappresentante del comune interessato. Le modalita' di  funzionamento
del  Comitato  interistituzionale  sono  stabilite  con  decreto  del
Ministro dello sviluppo economico,  previo  parere  della  Conferenza
unificata da esprimere entro trenta giorni dalla richiesta del parere
stesso;  il  Comitato  opera  senza  corresponsione  di  compensi   o
emolumenti a favore dei componenti. Ove non si riesca a costituire il
Comitato interistituzionale,  ovvero  non  si  pervenga  ancora  alla
definizione dell'intesa  entro  i  sessanta  giorni  successivi  alla
costituzione del Comitato, si provvede  all'intesa  con  decreto  del
Ministri,  integrato  con  la  partecipazione  del  presidente  della