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Timestamp: 2019-09-16 14:12:46+00:00
Document Index: 30314964

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Casola Valsenio, 28.06.1944
Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. In aprile gli omicidi nazifascisti salgono a 7, in maggio si mantengono costanti mentre in giugno salgono a 11. La grande maggioranza sono compiuti in circostante diverse dallo scontro armato tipico della battaglia. Gli omicidi sono compiuti un po' ovunque nel territorio provinciale ed in particolar modo nelle frazioni dove la morte di una singola persona incide notevolmente sulle comunità di ridotte dimensioni. L'assassinio di Toschi si inserisce in questo contesto ed esprime l'inasprimento dello scontro.
Il 16 luglio la questura ravennate segnala un delitto compiuto oltre quindici giorni prima nel comune di Casola Valsenio:
«alle ore una del 27 giugno in località Romitorio di Casola Valsenio, 4 sconosciuti armati, vuolsi ribelli, assalivano l’abitazione di Toschi Vittorio di anni 36, apolitico, impossessandosi di alcune forme di formaggio e conducevano poscia il detto Toschi in una via campestre, poco distante dalla sua abitazione, ove lo uccidevano con colpi d’arma da fuoco».
Si tratta dell’ennesima copertura dei delitti compiuti dai brigatisti.
Il dottor Toschi era sfollato a Villa Romitorio di Mercatale a circa otto chilometri da Casola Valsenio.
Verso le ore 22 del 27 giugno Raffaeli, insieme a Carlo Gentilini e al milite Francesco Cattani giunge a Casola su un’automobile condotta da Claudio Valmori. I quattro sostano in caserma da cui fanno uscire i militi che vi stanno dormendo e lo stesso vicebrigadiere Gaetano Palermo. Dopo una riunione di 40 minuti circa, Raffaeli, in abiti civili, sale sull’autocarro insieme ai militi Afro Pomi, Angelo Giannelli, Lino Dall’Osso e Giuseppe Dal Monte oltre a Cattani e Nello Cassani. Percorrono alcuni chilometri verso Mercatale per fermarsi di fronte a Villa Romitorio dove abita il dottor Toschi. Si presentano come partigiani e Vittorio apre loro la porta. Gli chiedono del denaro ma Toschi dichiara che ha già sovvenzionato altri partigiani per circa 30.000 lire e mostra loro le ricevute. Raffaeli le ritira e lo invita ad accompagnarlo all’uscita. Toschi si rifiuta ma è troppo tardi.
Con la forza i fascisti lo costringono a percorrere un centinaio di metri. La moglie di Toschi sente tre colpi, grida e vede il milite che si è intrattenuto con lei correre via velocemente. La donna esce e trova il marito a terra ucciso. Sente il rumore di un autocarro che s’allontana.
Sono le 2 del 28 giugno quando il camion fa ritorno in caserma.
Il rapporto dei carabinieri di Casola Valsenio divergerà consistentemente da quello della questura. Infatti in esso si leggerà che l’uccisione del dottor Toschi è stata compiuta da Raffaeli, Dall’Osso e i loro camerati per vendicare il milite della GNR, Ettore Naldi, ucciso da due partigiani la notte del 26 giugno sul ponte di Mercatale.
Estremi e note penali: Raffaeli Raffaele, accusato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] per aver partecipato all’uccisione premeditata di Toschi Vittorio. Con sentenza del 14/01/47 la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina la confisca dei suoi beni. Con ordinanza 25.6.47 la Corte d’assise sezione speciale di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso e ordina l’esecuzione della sentenza. Con sentenza 9.6.50 della corte di cassazione dichiarasi inammissibile il ricorso. Sostituisce alla pena di morte quella dell’ergastolo. Lo condanna a pagare £. 5000 alla cassa delle ammende. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata commutata in anni dieci di reclusione la pena inflitta a Raffaeli Raffaele per il reato di cui alla suestesa sentenza. Con declaratoria 6.11.59 a favore di Raffaeli Raffaele il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del 11.7.59 n.460 art. 1 lett.A, dichiara estinto il reato per amnistia.
Pomi Afro, accusato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] per aver partecipato all’uccisione premeditata di Toschi Vittorio. Con sentenza del 29/10/46 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli in concorso delle circostanze di cui l’art. 62 bis cp e lo condanna ad anni 24 di reclusione, spese processuali e altre conseguenze di legge. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato. Con sentenza della Corte suprema di cassazione in data 18.6.47 rigetta il ricorso e lo condanna a £. 5000 a favore della cassa delle ammende. Con declaratoria 27.7.48 la C App. di Bologna dichiara condonato un altro terzo della pena della reclusione determinando la pena residua da espiarsi in anni 8 di reclusione. Con ordinanza 17.10.49 la Corte di cassazione dichiara inammissibile l’istanza di revisione. Con declaratoria 4.2.50 della C D’Appello di Bologna ulteriormente condonato a favore del Pomi un anno di reclusione pel decreto 22.12.49 n.929
Con declaratoria 21.12.59 a favore di Pomi Afro il Tribunale di Ravenna, veduto il Decreto 11.7.59 n.460 art. 1, lett. a) dichiara estinto il reato.
Cassani Nello, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'omicidio di Toschi Vittorio. Il dibattimento è tenuto in contumacia dell'imputato. Con sentenza del 5/02/47 è giudicato colpevole dei delitti ascrittigli giusta e condannato alla pena dell’ergastolo ed alle conseguenze di legge ivi compreso il pagamento delle spese processuali.
Rota Valeriano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'uccisione di Toschi Vittorio. Con sentenza del 22/01/46 la corte lo giudica colpevole del delitto ascrittogli con la diminuente di cui all’art. 114 up Cod.pen ed in concorso di attenuanti generiche e lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni dieci, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. La Corte di Cassazione con sentenza 23.10.1946 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-03 16:23:14
Toschi Porrini Vittorio, di 36 anni, nato il 13/01/1908, dottore.
Toschi Porrini Vittorio
Afro Pomi
Nome Afro
Cognome Pomi
Note responsabile Pomi Afro, imputato di procedimento.
Note procedimento Pomi Afro, accusato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] per aver partecipato all’uccisione premeditata di Toschi Vittorio. Con sentenza del 29/10/46 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli in concorso delle circostanze di cui l’art. 62 bis cp e lo condanna ad anni 24 di reclusione, spese processuali e altre conseguenze di legge. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato. Con sentenza della Corte suprema di cassazione in data 18.6.47 rigetta il ricorso e lo condanna a £. 5000 a favore della cassa delle ammende. Con declaratoria 27.7.48 la C App. di Bologna dichiara condonato un altro terzo della pena della reclusione determinando la pena residua da espiarsi in anni 8 di reclusione. Con ordinanza 17.10.49 la Corte di cassazione dichiara inammissibile l’istanza di revisione. Con declaratoria 4.2.50 della C D’Appello di Bologna ulteriormente condonato a favore del Pomi un anno di reclusione pel decreto 22.12.49 n.929 Con declaratoria 21.12.59 a favore di Pomi Afro il Tribunale di Ravenna, veduto il Decreto 11.7.59 n.460 art. 1, lett. a) dichiara estinto il reato.
Note responsabile Cattani Francesco, stando all\'edizione del giornale «Democrazia» del 15/12/45 era incarcerato a Brindisi.
Lino Dall’Osso
Cognome Dall’Osso
Note procedimento Cassani Nello, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'omicidio di Toschi Vittorio. Il dibattimento è tenuto in contumacia dell\'imputato. Con sentenza del 5/02/47 è giudicato colpevole dei delitti ascrittigli giusta e condannato alla pena dell’ergastolo ed alle conseguenze di legge ivi compreso il pagamento delle spese processuali. Con sentenza della cassazione in data 11.3.48 dichiara inammissibile il ricorso e lo condanna all’ammenda di £.5000. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata commutata nella reclusione in anni 10 la pena inflitta a Cassani Nello per il reato di cui alla suestesa sentenza. La suprema corte di cassazione con sentenza 15.4.58 dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della tassa di sentenza. Le condanna inoltre a pagare la somma di £. 10000 alla cassa delle ammende. Con istanza 22.6-56 il difensore del Cassani chiede restituzione in termini ai sensi art. 183 bis cpp. La Corte d’appello di Bologna con ordinanza del 10.7.56 respinge il ricorso Addì 4.7.56 interposto ricorso per cassazione del Cassani. La Corte suprema di cassazione con ordinanza in data 19.1.57 sul ricorso prodotto da Cassani Nello rigetta il ricorso. Con provvedimento 18.7.59 a favore di Cassani Nello di Domenico, il Tribunale di Ravenna veduto il decreto dell’11.7.59 n.460 dichiara estinto il reato per amnistia.
Note procedimento Raffaeli Raffaele, accusato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] per aver partecipato all’uccisione premeditata di Toschi Vittorio. Con sentenza del 14/01/47 la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina la confisca dei suoi beni. Con ordinanza 25.6.47 la Corte d’assise sezione speciale di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso e ordina l’esecuzione della sentenza. Con sentenza 9.6.50 della corte di cassazione dichiarasi inammissibile il ricorso. Sostituisce alla pena di morte quella dell’ergastolo. Lo condanna a pagare £. 5000 alla cassa delle ammende. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata commutata in anni dieci di reclusione la pena inflitta a Raffaeli Raffaele per il reato di cui alla suestesa sentenza. Con declaratoria 6.11.59 a favore di Raffaeli Raffaele il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del 11.7.59 n.460 art. 1 lett.A, dichiara estinto il reato per amnistia.
Note responsabile Rota Valerio, imputato di procedimento.
Note procedimento Rota Valeriano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'uccisione di Toschi Vittorio. Con sentenza del 22/01/46 la corte lo giudica colpevole del delitto ascrittogli con la diminuente di cui all’art. 114 up Cod.pen ed in concorso di attenuanti generiche e lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni dieci, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. La Corte di Cassazione con sentenza 23.10.1946 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.
cippo a Romitorio di S. Apollinare, Casola Valsenio
Ubicazione: Romitorio di S. Apollinare, Casola Valsenio
Descrizione: Cippo posto presso il Romitorio di S. Apollinare a Casola Valsenio.
G. Ricciardelli, Casola Valsenio piccola Cassino nella Valle del Senio, Stab. Graf. F.lli Lega, Faenza, 1950, pp. 10-11.
P. Scalini, La notte più buia é prima dell’alba (Ravenna 1944-1945), Galeati, Imola, 1975, pp. 113-114.
A. Mattioli, G. Sangiorgi, La Resistenza sui monti di Casola, Amministrazione provinciale di Ravenna, Comunità Montana dell’Appennino faentino, Anpi, Pro Loco di Casola Valsenio, Faenza, giugno 1994, pp. 75-76.
G. Casadio, La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 2, p. 79.
ACS, MI, DGPS, DAG, AG, RSI, b. 6, fasc. 52, relazione del 16 luglio 1944 della questura di Ravenna
ATRA, Sentenza Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 14/01/47 n. 190, a carico di Raffaeli Raffaele; sent. 29/10/46 n. 163 a carico di Afro Pomi; sent. 5/02/47 n. 196 a carico di Cassani Nello; sent. 22/01/46 n. 8 a carico di Rota Valeriano;