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Timestamp: 2019-08-17 21:07:34+00:00
Document Index: 63426598

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I casi di cronaca del 10 maggio 2010 - rassegna
Di Loredana Morandi (del 10/05/2010 @ 17:14:39, in Osservatorio Famiglia, linkato 1348 volte)
Ancora non c'è giustizia per Francesco Ferrari...
Appello annulla condanne primo grado, c'era anche un ergastolo
(ANSA)- CALTANISSETTA, 10 MAG - Sono stati assolti dalla Corte d'appello di Caltanissetta i 4 imputati per l'omicidio del ragazzo di 13 anni ucciso nell'ennese.
In primo grado Giuseppe Faraci, 25 anni, era stato condannato all'ergastolo come esecutore materiale del delitto. Erano poi stati condannati con pene dai 10 ai 12 anni - ma soltanto per violenza sessuale - Calogero Mancuso, 46 anni, Antonio Lo Bue, 44 anni e Salvatore Randazzo, 24 anni. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma delle condanne di 1°grado.
I precedenti: Il bimbo di Enna
L'approfondimento da Il Messaggero
ancora violenza contro le donne...
Rifiutato da ragazza le da' fuoco
Arrestato un uomo nel torinese, la giovane non e' grave
(ANSA) - TORINO, 10 MAG - Rifiutato da una ragazza che non ha accettato le sue avances, le ha dato fuoco. E' avvenuto nel torinese. L'uomo e' stato arrestato per tentato omicidio. La ragazza ha riportato ustioni di primo e secondo grado, ma non sarebbe grave. Secondo gli investigatori l'uomo, entrato in cucina dove la giovane era in compagnia di un'amica, avrebbe urlato 'Se non sei mia non sarai di nessuno'. Poi ha gettato il combustibile addosso alla ragazza ed ha appiccato il fuoco.
Violenza chiama violenza, ed il problema stadi è molto lontano dalla sua risoluzione..
Ragazzo pestato: Questura, abusi puniti
La mamma del ragazzo, non si tratta cosi' una persona
(ANSA) - ROMA, 10 MAG - Sul presunto pestaggio da parte di poliziotti di un ragazzo,dopo Roma-Inter, la Questura ha assicurato che eventuali abusi saranno puniti. ''Si procedera' a verificare, informa una nota, l'esatta dinamica degli eventi.
Eccessi ed abusi, qualora commessi, saranno oltre che penalmente perseguiti,anche disciplinarmente sanzionati''. La mamma del ragazzo, intanto, ribadisce: ''a prescindere dal fatto che uno possa essere un delinquente, non si tratta cosi' una persona''.
Prostituzione: banda romeni, 10 arresti
Operazione in corso dalle prime ore di stamani nel siracusano
(ANSA) - SIRACUSA, 10 MAG - Operazione della polizia contro una organizzazione di romeni che gestiva un giro di prostituzione nel Siracusano: 10 arresti. I provvedimenti sono stati eseguiti a Lentini (Siracusa), ritenuta la base operativa del gruppo, grazie a un mandato di arresto europeo e alla collaborazione dell' Interpol e della polizia romena.
MAGISTRATURA / La responsabilità salva-giudici
Di Loredana Morandi (del 10/05/2010 @ 09:13:31, in Magistratura, linkato 1534 volte)
Update: Apro nuovamente questo post, perché mi interessava questo articolo per i suoi contenuti, anche quelli che non concordano con il mio pensiero. Riflettori o non riflettori. I media sono il "quarto potere" ed a mio avviso non sussiste l'ipotesi del corteggiamento. Ciò nonostante i media hanno un proprio effetto "matematico", infatti dopo le minacce a magistrati in Palermo, Napoli, Reggio Calabria e Lamezia Terme (ma negli ultimi 30 giorni abbiamo avuto minacce anche su Milano da anonimi via web) si è avuto oggi l'episodio del "danno reale". Attenzione: nessuno ha più diritto di un magistrato di stare sotto i riflettori, specie se si occupa dei crimini più gravi del nostro ordinamento. Aggiungo, ed è mia modestissima opinione, che sia più alto il pensiero socio politico espresso da un magistrato rimasto saldamente alla sua scrivania, di quello di un politico da cassetta. Allora cos'è che non funziona nei media? Il regno è quello dell'ovvio. La cosa che non funziona è l'irresponsabilità della politica di partito o editoriale. L.M.
di Michele Ainis Università Roma 3
C'è un modo per restituire credito e prestigio ai nostri tribunali? Se lo è chiesto qualche giorno addietro il Capo dello stato, accogliendo al Quirinale trecento nuove leve della magistratura; ma la crisi di fiducia s'allarga ben oltre il recinto giudiziario. Tocca ormai chiunque sia investito d'un ruolo pubblico che reclami a propria volta indipendenza di giudizio, oggettività, assenza di comportamenti partigiani. Tocca gli insegnanti così come i giornalisti, oppure i funzionari dello stato. E infatti, non a caso, il rapporto Eurispes 2010 misura al 49,7% la sfiducia nella magistratura, al 54,7% quella nella scuola, al 74,9% quella verso la pubblica amministrazione nel suo insieme.
Rispetto a questo malessere diffuso potremmo domandarci se non servano leggi più esigenti, più perentorie circa i doveri di neutralità. È colpa d'una lacuna normativa se i giudici o i docenti si sentono in diritto di far comizi con una toga indosso? La cattedra non è per i demagoghi né per i profeti, diceva Max Weber; e avrebbe potuto ripeterlo per i magistrati in cattedra. Sennonché questo medesimo concetto rimbalza in lungo e in largo nei codici etici di cui sono provviste varie università italiane, si riflette nel codice deontologico della scuola cui mise mano nel 2002 una commissione insediata dal ministro Moratti, ritorna pari pari nella Carta dei doveri del giornalista siglata nel 1993.
Senza dire delle authority, cui possono accedere soltanto - in base alle varie leggi istitutive - persone di "notoria indipendenza". Quanto ai funzionari dello stato, la loro imparzialità viene raccomandata al massimo livello dell'ordinamento, attraverso l'articolo 97 della Costituzione; e riecheggia poi in un testo unico del 1957, che a sua volta enumera i doveri pubblici di chi riceve uno stipendio pubblico. Doveri di carta, dovremmo concludere in base al nostro vissuto collettivo. E d'altronde non basta mettere nero su bianco in una norma che ogni uomo dev'essere un santo, per raggiungere in massa il Paradiso.
E i giudici? Il decreto legislativo n. 109 del 2006 li vorrebbe imparziali, corretti, diligenti, laboriosi, riservati, equilibrati. Questa stessa normativa elenca 33 fattispecie d'illecito disciplinare, compreso il corteggiamento dei mass media per ottenerne un po' di pubblicità. E allora perché mai c'è una gara sempre aperta per finire sotto i riflettori? Perché ciò nonostante le sanzioni erogate dal Csm si contano sulle dita d'una mano? E perché il sospetto di parzialità politica diventa in molti casi una certezza?
In questa malattia degenerativa gioca anzitutto una componente culturale, che ha trasformato il modo con cui i giudici vivono la propria funzione, la propria stessa indipendenza. Durante l'Ottocento quest'ultima era legata all'idea di leggi certe e chiare, applicabili senza spirito di parte; oggi sappiamo tuttavia che la discrezionalità interpretativa è un momento insopprimibile di ogni decisione giudiziaria, tanto più in un ordinamento permeato da valori elastici e plurali come quelli scolpiti nella Costituzione. L'indipendenza dei giudici si è così tradotta nella salvaguardia della loro libertà ideologica, che a sua volta giustifica e sorregge il correntismo della magistratura. Ma se la premessa è esatta, la conseguenza viceversa è errata. Il fatto che il nostro ordinamento costituzionale sia aperto al pluralismo politico non significa che il pluralismo debba poi abitare anche all'interno della cittadella giudiziaria.
E c'è poi un secondo fattore, questo sì, legato a un cattivo clima normativo. Perché l'indipendenza del potere giudiziario ha in ultimo allevato l'irresponsabilità dei singoli magistrati, il rifiuto di render conto dei fatti e dei misfatti. Un solo esempio: la loro responsabilità civile viene regolata dalla legge n. 117 del 1988, che però in primo luogo presuppone l'iniziativa del cittadino (altrimenti lo stato fa spallucce) e in secondo luogo lo costringe a uno slalom di ricorsi disciplinari e giudiziari. Se vogliamo restituire al corpo giudiziario la propria autorità perduta, è di norme così che dovremmo anzitutto liberarci. E al contempo dovremmo prendere sul serio una parola che ricorre per ben 13 volte nel linguaggio della Costituzione, applicata alle situazioni più svariate: la parola "responsabilità".
Il Sole 24 ore 9 Maggio 2010
Benevento: incendiata auto magistrato
Di Loredana Morandi (del 10/05/2010 @ 08:48:35, in Magistratura, linkato 1448 volte)
Solidarietà alla dottoressa Annecchini oggetto del danneggiamento intimidatorio di un delinquente. Chi le scrive ha avuto i pneumatici tagliati molte volte e bruciato il citofono...
BENEVENTO. L'auto in uso alla dottoressa Cecilia Annecchini, magistrato in servizio presso il Tribunale di Benevento, è stata incendiata da sconosciuti la scorsa notte a Benevento.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno rinvenuto la lattina usata dai malviventi per trasportare il liquido infiammabile con cui dare fuoco all'utilitaria, una Fiat 500.
L'incendio dell'auto segue di poche ore un altro episodio allarmante che ha interessato il sostituto procuratore della Repubblica di Benevento, Antonio Clemente, destinatario di una busta con all'interno due bossoli.
Domenica 09 maggio 2010 22.29
Italia dei Valori e il Lavoro delle Madri di Famiglia
Di Loredana Morandi (del 09/05/2010 @ 10:30:03, in Politica, linkato 1394 volte)
Copio e incollo parte di un articolo di Valeria Braghieri de Il Giornale per fare un commento domenicale ad un suo articolo sui modi e sui costumi sociali di Italia del Valori, che tutto è fuorché partito attento ai valori civili.
Per l’Idv una mamma non può fare l’assessore di Valeria Braghieri
Bufera sul partito dopo che la Mura, braccio destro di Di Pietro, ha sostituito con un uomo Maura Pozzati, la responsabile alla Cultura in giunta provinciale a Bologna: "Non ha più tempo per le deleghe". Ecco le pari opportunità secondo i seguaci di Tonino. L'esclusa protesta: "Metodi da vecchio Pci"
Per carità, voi de Il Giornale, se proprio volete attaccare Di Pietro almeno non gli fate complimenti. Ma quale vecchio Pci? Per carità, in questo modo fate sembrare più annacquata la destra attuale di quanto non abbia fatto Fini a tutt'oggi. I dipietristi in quanto composti di una fauna eterogenea di estromessi, cacciati e riciclati di ogni "colore" non esprimono alcuno dei valori storici attribuibili alla politica.
Racconto. Io ho conosciuto Silvana Mura ad una tre giorni in Cgil del Tavolo della Pace, esattamente quel tavolo che affidò a me l'incarico di scrivere il testo sull'attacco unilaterale all'Iraq da sottoporre alla Associazione Magistrati (in rappresentanza dei Giuristi Democratici, non ancora associazione, qui taccia per sempre il buon Antetomaso, perché allora nel lontano 2003 egli non era neppur sfiorato dall'esigenza di rendere associazione un pensiero politico nell'avvocatura, mentre l'OUA monda di ogni appalto pseudo politico muoveva i primi passi per prendere "coscienza" solo in seguito).
Rammento che mi fece tenerezza e anche un po' pena questa bella donna, Silvana Mura una estromessa proveniente dalle frange spurie di Alleanza Nazionale, priva di parola in Cgil perché non si era prenotata, che apostrofava le persone (così come le trovava, a gruppetti appollaiate sulle gradinate del parlamentino sindacale) ricordando loro che "Di Pietro è di sinistra", per la sufficienza dei "si, si" raccolti nella completa indifferenza della gente.
Sfoderai allora un mio molto compassionevole "Ah, si! Davvero?" (la mia famosissima domanda stupida) tanto per sollevarle il morale e consentirle di dare la "news" in modo percettibile agli astanti in un fremito di non dovuto interesse, cosa per la quale fui gratificata con un biglietto da visita appena stampato. Io non amo apparire e non scrivo libri di politica, ma quel biglietto lo conservo ancora per ricordo.
Sulla questione femminile Italia dei Valori segue una logica rigidamente legata al fabisogno dell'immediatezza, cioè dell'oggi cieco al futuro, e per questo legata al NON rispetto delle tematiche sociali, economiche e morali della società. Per loro i diritti della Donna semplicemente non esistono.
In particolare io sono un caso in cui il lavoro dato non solo NON è stato premiato, ma è stato finanche rubato per attribuirlo ad una trentenne palermitana sconosciuta. E i signori Sonia Alfano, cui occorrevano delle stampelle regionali in Sicilia rifiutate le valigie sioniste, e il signor de Magistris, l'uomo dalla campagna elettorale a spese degli elettori (a me, invitato a Firenze, chiese vitto e alloggio per se e per la moglie), hanno ampiamente dimostrato di mancare al rispetto che si deve nei confronti di una donna che lavora ed è madre "nubile" di 4 ragazzi.
Al confronto dell'attuale dipietrismo Mussolini è stato un "santo" governatore, per aver legiferato l'assistenza sociale per le ragazze "madri" e le prime "case famiglia" per l'accoglienza dei casi più bisognosi.
L'oggi di IdV è il solito carrozzone raffazzonato, che ruba il motto storico di una delle più attive correnti della Magistratura Associata per farne una "associazione" e consolidare il falso pensiero che si tratti del partito dei giudici. In nulla si sono risparmiati, dal riciclaggio dell'efebofilo Grillini nella rossa terra santa dell'Emilia Romagna, alla plateale partecipazione ai convegni pro pedofili di Pirate Bay.
Il ruolo di tutti quelli che "restano" tra i fregati e i feriti è solo quello di ricordar loro, che una volta lasciata la magistratura si deve cessare anche di fregiarsi del "bel titolo" di "giudice" e sottoporsi al "giudizio" del Popolo Sovrano.
I miei complimenti alla neo mamma Mariastella Gelmini. Io, per mantenere i miei 4 ragazzi, sono andata in ferie a 4 - 5 giorni dal mio quarto parto cesareo, una gravidanza gemellare con cartella clinica in "patologia ostetrica" e "neonatologia", e sono tornata al lavoro dopo meno di 30 giorni.
Chissà se il mio può essere definito anche oggi stakanovismo oppure la pura e semplice verità.
una del popolo
Giudice di Pace Online: Spot del Ministro Alfano
Di Loredana Morandi (del 09/05/2010 @ 10:18:44, in Politica, linkato 1301 volte)
La Giustizia si snellisce grazie al web
Per iniziativa del ministro Alfano viene aperto un sito internet per velocizzare le tante cause presentate di fronte al Giudice di pace. Sarà possibile compilare i ricorsi, verificare lo stato del procedimento e la data dell’udienza. GUARDA IL VIDEO
08 maggio, 2010 - Il tentativo è quello di eliminare le code negli uffici del giudice di pace e di rendere più rapidi processi e sentenze, aprendo su Internet un sito sul quale sarà possibile non solo compilare i ricorsi, ma anche verificare lo stato del proprio procedimento e il giorno in cui ci si dovrà presentare in udienza. L'iniziativa è del ministro della Giustizia Angelino Alfano ed è lui stesso a pubblicizzarla in uno spot sul web.
Basta cliccare su www.angelinoalfano.it per vedere il ministro che spiega come utilizzare al meglio il sito e dunque evitare code inutili negli uffici.
Tg 24 Sky Tv
Busta con proiettili a pm Benevento
Di Loredana Morandi (del 09/05/2010 @ 09:56:24, in Magistratura, linkato 1434 volte)
Solidarietà al magistrato Antonio Clemente. Purtroppo è difficile arginare gli effetti di una marea mediatica e queste minacce sono le "ondate" di ritorno. Il punto è: la magistratura è sempre minacciata, soprattutto quando compie il proprio dovere fino in fondo. E' però superficiale credere che il "can che abbaia non morda", infatti, come nei casi di "figlicidio da contagio mediatico" più i media scavano, più è alta l'incidenza dell'intervento del "pazzo". L.M.
Antonio Clemente segue numerose inchieste nel Sannio
(ANSA) - BENEVENTO, 8 MAG - Una busta con due proiettili e' stata inviata al sostituto procuratore della Repubblica di Benevento, Antonio Clemente.
Clemente e' considerato il magistrato piu' esposto nel Sannio a causa delle numerose e delicate inchieste che sta portando avanti dal 2005, quando prese servizio nel capoluogo. La busta e' stata scoperta ieri da alcuni dipendenti addetti delle Poste che hanno immediatamente allertato la Squadra Mobile. Gli agenti hanno provveduto al sequestro del plico.
Solidarietà al magistrato Clemente dal classe politica sannita
Intimidazione magistrato. Verdi:'' in pochi mesi tanti magistrati minacciati''
Il Fatto e la Pedofilia
Di Loredana Morandi (del 09/05/2010 @ 09:15:43, in Sindacato, linkato 1476 volte)
Padellaro, ma che stai a fa'?
Solitamente sopprimo. L'attuale posizione falso giustizialista di Travaglio e della nuova testata lanciata da Rai 2 (in barba ad ogni requisito di legittima concorrenza e l'uso di mezzi commerciali gratuiti) non mi possono essere simpatici.
Oggi no, non sopprimo, e rispondo all'ennesimo articolo "pro pedofili laici" pubblicato sul cartaceo e poi sul blog gratuito de "Il Cannocchiale" dal titolo "Pedofilia, la colpa e il reato".
Leggete l'articolo al link sopra, mentre il mio commento lo riporto qui perché si tratta dell'ennesima denuncia su fatti.
Il blog "l'Antefatto" e i blog personali dei "consulenti, sociologi, psicologi" collegati alla testata Il Fatto, decaduto il circuito dei "Falsi abusi", stanno diventando il nuovo polo di attenzione dei pedofili in Rete.
Ed è necessario fermare la "pedofilia di sinistra", prima di ritrovare il sosia ideologico di Bianchini a stuprare bambini nelle sezioni del PD, o di trovare un bambino di otto anni nel letto di Calderoli (cum licenza poetica) tal quale alle escort baresi in altri letti famosi dopo un quinquennio di "sinistra corruzione".
"La scelta di indicare la corrente junghiana dello scrittore è da definirsi a dir poco infelice.
Jung, massone, non ha dato nulla di nuovo alla psicanalisi che non fosse direttamente mutuato dai testi del ludus puerorum (i testi cd alchemici/anticattolici dedicati solo agli Adulti ivi comprese quelle parti che motteggiano senza veli alla pedofilia ed ai gusti sessuali pro efebi con tanto di nudi e pornografia).
Grazie a lui e al partner storico nella paternità della nuova falsa "scienza", una schiera di mentecatti stupratori hanno violato le "libertà" della donna e "abusato" dei minori.
Tanto da poter incidere nella pietra il motto: "psicologo = stupratore".
Anche il vostro autore non fa alcun mistero della propria penecentrica soddisfazione professionale, consapevole che certo ciò sfugge agli ignoranti del vostro target commerciale, in quanto se dall'influenza dei preti si sfugge dopo anni, da quella degli psicologi non si sfugge mai più ("il bisogno risorgente", come in tecnica commerciale).
Che altro dire? La posizione de Il Fatto è anticlericale e, rullo di tamburi, il Fatto è de facto a favore dei "pedofili laici".
Sono vostri scrittori gli autori più acquistati dai pedofili e dai loro consulenti.
Con tutta probabilità gli articoli da voi pubblicati ad oggi sui blog contengono gli IP di dozzine di pedofili ricercati dalla polizia. A buon conto anche quelli delle riprese di violenze a bambini italiani delle ultime perquisizioni di PolPost Catania.
Come vi giustificate?
Lo denunciate voi il Database di questi vostri blog?
Oppure dobbiamo denunciare Il Cannocchiale?"
Caso Calvi, confermate le assoluzioni al processo d'Appello
Di Loredana Morandi (del 08/05/2010 @ 08:03:23, in Magistratura, linkato 1538 volte)
Lo scheletro che la Giustizia italiana non riesce a togliere dal suo armadio è quello di Roberto Calvi, nonostante l'impegno di Luca Tescaroli (una vita e una famiglia dedicati alla "giustizia") e la sicura professionalità della Corte. L'amaro resta: i giornali di allora infatti titolavano sull'impossibilità "ginnica" di un reale suicidio del faccendiere sotto il ponte dei Frati Neri. E l'amaro è al gusto di mafia... L.M.
La sentenza pronunciata oggi ricalca quella del 6 giugno del 2007
Caso Calvi, confermate le assoluzioni
per tutti gli imputati al processo d'Appello
ultimo aggiornamento: 07 maggio, ore 15:34
Roma - (Adnkronos/Ign) - La prima Corte d'Assise d'Appello di Roma ha confermato l'assoluzione di Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi per la morte del banchiere Roberto Calvi trovato impiccato a Londra sotto il Ponte dei Frati Neri 18 giugno dell'82. Il pg: ''Ucciso due volte''
Roma, 7 mag. (Adnkronos/Ign) - La prima Corte d'Assise d'Appello di Roma presieduta da Guido Catenacci ha confermato oggi l'assoluzione dell'uomo d'affari Flavio Carboni, di Pippo Calò e di Ernesto Diotallevi dall'accusa di essere i responsabili della morte del banchiere Roberto Calvi trovato impiccato a Londra sotto il Ponte dei Frati Neri il 18 giugno dell''82.
La sentenza, pronunciata dopo una riunione in camera di consiglio di tre ore, ricalca quella del 6 giugno del 2007.
La Corte oggi ha accolto le richieste di assoluzione che erano state avanzate dagli avvocati Corrado Oliviero per Pippo Calò, Renato Borzone e Anselmo De Cataldo che hanno assistito Carboni e Carlo Taormina che ha difeso Diotallevi.
La sentenza è stata accolta con soddisfazione dagli avvocati Borzone e De Cataldo. "Anche se fa un certo effetto essere assolti da un suicidio - hanno detto i penalisti - siamo molto contenti perché nei confronti di questa vicenda e di Carboni negli anni si è scatenata una sorta di persecuzione giudiziaria, elevando a rango di prove o di indizi congetture e sospetti di carattere romanzesco. Due Corti d'Assise di grande rigore hanno fatto giustizia e ci auguriamo davvero che non si proceda sulla strada dell'accusa perché errare è umano e perseverare è diabolico".
L'avvocato Corrado Oliviero ha osservato: "Siamo stati assolti da un presunto omicidio con un appello che è costato bei soldi allo Stato, ma che era destinato fin dall'inizio al fallimento".
Per gli avvocati Pierpaolo Dell'Anno e Carlo Taormina, difensori di Ernesto Diotallevi, "è stata emessa una sentenza giusta. Il rammarico è che il nostro assistito abbia dovuto subire per 28 anni un processo che non aveva ragione d'essere".
Per il procuratore generale Tescaroli, che ha rappresentato la pubblica accusa anche in primo grado, "la sentenza di oggi pur assolvendo gli imputati conferma che Roberto Calvi è stato assassinato". "La sentenza - ha detto il magistrato - va rispettata in quanto espressione di democrazia, ma bisogna riflettere perché, nelle prospettive dei familiari del banchiere, questa pronuncia uccide due volte Calvi.
Ricordiamo che i congiunti del banchiere hanno dovuto attendere 18 anni prima che venisse riconosciuto il reato di omicidio volontario. Ora valuteremo se presentare ricorso in Cassazione; leggeremo le motivazioni di una sentenza che comunque convalida il lavoro fatto".
Via Poma: In Aula Le Intercettazioni
Di Loredana Morandi (del 08/05/2010 @ 07:55:30, in Magistratura, linkato 1434 volte)
Ieri giornata da definirsi " da scheletri negli armadi", sulla soluzione del giallo di via Poma . Questo è un caso in discussione, per l'altro "scheletro" non c'è nulla da fare. L.M.
L'avvocato di Busco: ''Non riesco a capire che cosa abbiamo visto oggi''
Via Poma, ''chi ha ucciso se la ride alle nostre spalle''.
In aula le intercettazioni
ultimo aggiornamento: 07 maggio, ore 17:55
Roma - (Adnkronos) - Oggi nuova udienza del processo a carico dell'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, Raniero Busco. Davanti alla III Corte d'Assise sono stati esaminati gli alibi dell'imputato
Roma, 7 mag. - (Adnkronos) - ''Vogliono sapere se abbiamo visto qualcosa e chi l'ha fatto è bello libero e se la ride alle nostre spalle. Per loro noi abbiamo visto o sentito. Mi rovinerei la vita mia? Ma nemmeno per tutto l'oro del mondo. Se sapevamo qualcosa l'avremmo detto. Io ho visto uscire uno, l'ho visto da dietro ed era biondo, io che ne so chi era''.
E' uno stralcio dell'intercettazione di una telefonata tra Giuseppa De Luca, moglie di Pietrino Vanacore, portiere dello stabile di via Poma morto suicida lo scorso 9 marzo, e la figliastra Anna Vanacore.
L'intercettazione è stata presentata dal maresciallo Luigi Prili, in servizio nella sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Roma, è stata fatta sentire in aula davanti alla III Corte d'Assise durante l'udienza del processo contro Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni e unico imputato. La chiamata risale al 2008 ed è stata registrata il giorno dopo una perquisizione effettuata nella casa di Vanacore a Monacizzo, in provincia di Taranto.
Durante l'udienza sono stati esaminati anche gli alibi di Busco. A deporre il maresciallo dei carabinieri, Flora De Angelis, che ha ricostruito, sulla base di raffronti tra dichiarazioni rese al pm e intercettazioni, le indagini volte a verificare gli alibi di Busco. ''Il primo alibi fornito da Busco - ha detto il maresciallo - era l'amico Simone Palombi''. Si tratta di una ''circostanza'', ha continuato, smentita dallo stesso Palombi che invece aveva dichiarato che ''il giorno del delitto era andato a trovare la zia morente a Vallecorsa ed era rientrato a Roma verso le 19.45''.
Ad avvalorare questa versione c'è anche ''un'intercettazione ambientale effettuata nella sala di attesa prima di entrare nell'ufficio del pm in cui Busco parla con Palombi''. ''Palombi ripete: 'io non c'ero' e Busco: 'ma sei sicuro che non ci sei andato il lunedì?''', aggiunge. Palombi era già stato sentito nel 1990 ma non era stato sentito sull'alibi di Busco.
Sono state quindi esaminate nel corso dell'udienza anche le intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate dopo che Raniero Busco, in seguito a una puntata di 'Matrix' del 2007 sull'omicidio, aveva chiesto alla polizia giudiziaria che per verificare il suo alibi fossero sentite quattro persone, due suoi amici Luigi Poli e Fabrizio Priori, e due amiche della madre Maria Di Giacomo e Annarita Pelucchini.
''Poli - ha detto il maresciallo De Angelis - dichiarò al pm che la sera del 7 agosto 1990 tra le 17 e le 19 mentre stava portando una borsa della spesa a un cliente del negozio di alimentari di famiglia aveva visto Busco e Priori armeggiare su un'autovettura per aggiustarne lo stereo. Priori in un'intercettazione del 2007 non conferma la circostanza e dice di non ricordare di trovarsi con Busco''.
La amiche della madre di Busco vengono sentite il 29 gennaio del 2007 e intercettate a riscontro delle dichiarazioni rese al pm. Entrambe sostengono di aver visto Busco il giorno del delitto. ''Da accertamenti - ha detto il maresciallo De Angelis - emergono delle discrepanze. La Pelucchini avrebbe visto Raniero Busco a casa tra le 16 e le 16.30 ma al pm l'orario si sposta di un'ora, 17-17.30. Da un'altra intercettazione risulta che il giorno prima di andare dal pm, il 28 gennaio Di Giacomo e Pelucchini si accordano al telefono per incontrarsi''.
Nel corso dell'udienza, commentando le dichiarazioni rese dai testi portati dal pm Ilaria Calò, il legale di Busco, Paolo Loria ha protestato: ''Ho l'impressione che si voglia fare il gioco delle ipotesi residuali ovverosia escludere cose per poi arrivare a Busco. Ma Busco con questo omicidio non c'entra nulla. E' innocente''.
''Non riesco a capire che cosa abbiamo visto oggi'', ha aggiunto. ''L'alibi di Busco - ha continuato - e' dimostrato, stava facendo lavori su un'auto a casa, ci sono persone che possono testimoniarlo. Poi alle 18.30 è andato al bar Portici dove lo vedono gli amici''.
Siete disposti a rinunciare alla cultura? - Teatro Regio di Torino
Di Loredana Morandi (del 08/05/2010 @ 07:33:20, in Economia, linkato 1233 volte)
Siete disposti a rinunciare alla Cultura?
Singolare protesta dei lavoratori del Teatro Regio di Torino
Il breve comunicato pubblicato con il video.
Questa sera durante l'ouverture del Barbiere di Siviglia di G.Rossini, l'orchestra ha interrotto l'esecuzione. Una voce fuori campo ha pronunciato la frase: "siete disposti a rinunciare alla cultura?"
I lavoratori del teatro, con questa forma alternativa allo sciopero intendono contestare il decreto sulle fondazioni lirico-sinfoniche emanato dal ministro Bondi.
Nel corso della identica vertenza nel 2005 fu proprio l'impegno e la sofferenza vera per lo sciopero della fame di numerose coriste del Teatro Regio di Torino a trascinare tutti gli altri teatri italiani.
Per questo si veda:
Stati Generali dello Spettacolo: il Testo delle Coriste del Teatro Regio di Torino - Giovedì, 01 Dicembre 2005
Finanziaria Roma: Artisti in piazza e altre foto (Icodigit photo news) Venerdì, 25 novembre 2005
Rete Artisti: Sciopero, Stati Generali dello Spettacolo e Proposte - Giovedì, 24 Novembre 2005
Spettacolo in Piazza contro la Finanziaria 2006 - Venerdì, 25 Novembre 2005
RETE ARTISTI: LETTERA ALLE FORZE SINDACALI - Mercoledì, 25 Maggio 2005
VERTENZA SPETTACOLO: ARTISTS AGAINST WAR ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE AGIS - Lunedì, 21 Febbraio 2005
17/08/2019 @ 23.07.33