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Timestamp: 2018-09-21 01:10:28+00:00
Document Index: 98174092

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 58', 'art. 59', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 11']

Dichiarazione redditi: aspetti generali. Dichiarazione annuale e Unico
9 agosto 2015 | Autore: Edizioni Simone
> L’esperto Pubblicato il 9 agosto 2015
La funzione e la natura della dichiarazione dei redditi, uffici competenti per territorio, la dichiarazione annuale, Unico, mod. 770, deposito, allegati.
La funzione della dichiarazione tributaria dei redditi,
Il sistema tributario contemporaneo è basato prevalentemente sull’adempimento volontario del contribuente (si parla infatti sempre più spesso di «fiscalità di massa») realizzato attraverso la presentazione delle dichiarazioni fiscali la cui funzione è quella di consentire, in molti casi, non solo il pagamento dell’imposta ma anche il calcolo della stessa favorendo, in tal modo, l’applicazione delle disposizioni tributarie. La dichiarazione rappresenta, inoltre, il primo passo verso il procedimento di accertamento in quanto permette all’amministrazione finanziaria di effettuare gli opportuni controlli. In alcuni casi, come accade per l’IVA, la dichiarazione ha, infatti, questo unico scopo essendo redatta al fine di riepilogare una serie di versamenti già effettuati in precedenza.
Rinviando la trattazione dettagliata delle singole dichiarazioni d’imposta agli appositi articoli presenti su questo portale, è opportuno, in questa sede, accennare brevemente ai vari tipi di dichiarazioni presenti nel nostro sistema fiscale. Le dichiarazioni più note sono sicuramente quella relativa ai redditi (mod. Unico) e all’IVA.
In questo tipo di dichiarazioni il contribuente determina l’imposta e provvede anche a versarla (cd. autoliquidazione). Talvolta, tuttavia, la dichiarazione può essere utilizzata come mero strumento riepilogativo; basti pensare al mod. 770, ossia alla dichiarazione dei sostituti di imposta, dove vengono riepilogate tutte le ritenute effettuate nel corso dell’anno. In altri casi ancora la dichiarazione ha la funzione di consentire all’ufficio competente di determinare l’imposta, ossia liquidarla e richiederla al contribuente (come nel caso dell’imposta sulle successioni).
Natura giuridica della dichiarazione
La maggior parte della dottrina è concorde nell’annoverare la dichiarazione fiscale nell’ambito delle «dichiarazioni di scienza», vale a dire quegli atti posti in essere volontariamente ma che non hanno natura negoziale. Questo orientamento è condiviso da Amatucci, Fantozzi, Tesauro. Si tratta, infatti, di una collaborazione spontanea del contribuente il quale si limita a comunicare al fisco i dati necessari per la determinazione dell’imposta.
In tale ipotesi la dichiarazione sarebbe sempre rettificabile, a prescindere dalla natura dell’errore commesso.
Altro orientamento è quello che assimila la dichiarazione tributaria ad una dichiarazione di volontà (D’Amati). In tale ipotesi essa ovviamente sarebbe rettificabile solo nel caso di vizi della volontà e, in particolare, nel caso di errore essenziale e riconoscibile.
Alcuni Autori (Lupi), invece, parlano di dichiarazione di giudizio facendo rientrare la dichiarazione fiscale nella categoria degli atti non negoziali ma considerando le «valutazioni di fatto o di diritto» inseribili nelle dichiarazioni.
Sono invece ormai minoritarie le teorie privatistiche che assimilavano la dichiarazione ad una confessione stragiudiziale essendo quest’ultima, differentemente dalla dichiarazione fiscale, irretrattabile in caso di errore del contribuente.
Uffici competenti per territorio
La competenza degli Uffici finanziari viene determinata in materia di imposte dirette e di IVA in ragione del domicilio fiscale del contribuente; per le società si fa invece riferimento alla sede legale. Ciascuna direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate esercita la competenza su un numero di Comuni del proprio distretto individuati con apposito provvedimento. Altri criteri stabiliscono la competenza ai fini di diverse imposte.
Per le attività di assistenza e informazione il contribuente può, invece, rivolgersi a qualsiasi ufficio locale, senza vincoli territoriali.
In materia di imposta di registro, gli atti pubblici e le scritture private autenticate vanno sottoposti a registrazione presso l’ufficio nel cui distretto opera il notaio; le scritture private non autenticate ed i contratti verbali possono, invece, essere registrati, ovunque. In materia di successioni, infine, la denuncia va prodotta presso l’ufficio fiscale che ha competenza territoriale sul comune ove il de cuius aveva l’ultimo domicilio.
In particolare, in materia di IVA la competenza territoriale della Direzione rileva anche ai fini degli adempimenti ex art. 35 del D.P.R. 633/72 (dichiarazione di inizio, variazione, cessazione attività). L’Ufficio competente è quello nella cui circoscrizione ricade il Comune di domicilio fiscale, individuato in base a quanto disposto dall’art. 58 del D.P.R. 600/73 (v. titolo I, cap. VII, par. 4 di questa stessa parte). Tuttavia, al fine di evitare difficoltà, sia alla Direzione sia al contribuente, l’amministrazione finanziaria può fissare — autonomamente o su istanza del contribuente — il domicilio fiscale nel Comune ove il contribuente svolge la propria attività lavorativa o, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, nel Comune in cui è stabilita la sede amministrativa (art. 59 D.P.R. 600/73).
LA DICHIARAZIONE ANNUALE
Nel nostro ordinamento le imposte sui redditi vengono pagate con il sistema della denuncia verificata.
L’art. 1 del D.P.R. 600/73 dispone, infatti, che ogni soggetto passivo deve dichiarare annualmente i redditi posseduti anche se da essi non ne consegue alcun debito d’imposta. I soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili devono presentare la dichiarazione anche in mancanza di reddito.
Mediante la dichiarazione il contribuente rende edotta l’amministrazione finanziaria circa la determinazione della base imponibile, il suo ammontare nonché la relativa imposta da versare.
La dichiarazione presenta le seguenti caratteristiche:
— è annuale in quanto deve essere presentata per ciascun periodo d’imposta;
— è unica, in quanto deve contenere tutti i redditi del soggetto;
— è obbligatoria per tutti i contribuenti che nel periodo d’imposta abbiano conseguito redditi;
— è perentoria, deve cioè essere presentata nei termini stabiliti scondo le modalità previste dalla legge;
— è analitica, comprende tutti gli elementi attivi e passivi necessari per la determinazione dell’imponibile secondo le norme che disciplinano le imposte stesse.
LA DICHIARAZIONE UNICA
Unificazione delle dichiarazioni tributarie annuali
Con il D.P.R. 22-7-1998, n. 322 è stata introdotta la cd. dichiarazione unificata (denominata unico), la quale consente di assolvere contemporaneamente agli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA.
Tale dichiarazone, tuttavia, scomparirà dal periodo d’imposta 2016 (per le dichiarazioni da presentare quindi nel 2017) in quanto l’art. 1, co. 641, L. 190/2014 ha abrogato l’obbligo per i contribuenti IVA di presentare la dichiarazione unificata.
Nell’UNICO, inoltre, affluiscono anche i dati relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali (dovuti all’INPS o ad altri enti e casse di previdenza) e ai premi INAIL. La dichiarazione unificata supplisce, inoltre, anche alle denunce annuali contributive e assicurative.
Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione unificata i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare tenuti ad effettuare sia la dichiarazione dei redditi che quella dell’IVA.
I sostituti d’imposta devono, invece, presentare per via autonoma la propria dichiarazione non potendo più farla confluire nell’Unico.
Nella dichiarazione, per ogni immobile, deve essere indicato l’importo dell’IMU dovuta per l’anno precedente.
Dal 2009, inoltre, è stato creato il modello UNICO mini, una versione ridotta e semplificata dell’UNICO ordinario che può essere utilizzato dal contribuente, non titolare di partita IVA, che ha percepito uno o più redditi di terreni e fabbricati, di lavoro dipendente e assimilati, di pensione derivanti da attività commerciali o di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e che intendono fruire delle detrazioni e deduzioni per gli oneri sostenuti nonché delle detrazioni per carichi di famiglia e lavoro.
Le norme relative alle modalità di presentazione delle dichiarazioni, introdotte dall’art. 3 del D.P.R. 322/98 riguardano sia la dichiarazione unificata sia le altre dichiarazioni.
Le dichiarazioni sono presentate all’Agenzia delle entrate esclusivamente in via telematica direttamente o per il tramite di intermediari abilitati.
Sono esonerati dall’obbligo dell’invio telematico le persone fisiche che non hanno la possibilità di utilizzare il modello 730 in quanto privi di datore di lavoro o non titolari di pensione.
Gli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni sono i dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro, tributaristi, periti ed esperti iscritti nei ruoli delle C.C.I.A.A. per la subcategoria tributi alla data del 30 settembre 1993, associazioni sindacali di categoria tra imprenditori e Centri di assistenza fiscale.
I soggetti non obbligati alla presentazione telematica delle dichiarazioni, invece, le presentano presso gli uffici postali convenzionati o alle Direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate, i quali provvedono successivamente all’invio telematico dei dati contenuti nelle dichiarazioni.
Per quanto concerne le modalità tecniche con cui avviene la trasmissione telematica delle dichiarazioni, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti e degli intermediari i seguenti servizi telematici:
— Fisconline, per i contribuenti non obbligati alla trasmissione telematica;
— Entratel, cui sono obbligati gli intermediari, le banche, la società Poste S.p.a., le società che trasmettono le dichiarazioni per conto della società del gruppo di cui fanno parte, le amministrazioni dello Stato.
Le poste sono tenute a rilasciare al contribuente un’apposita ricevuta — anche se non richiesta — al momento di consegna della dichiarazione.
Gli intermediari abilitati, invece, rilasciano al contribuente un impegno a trasmettere telematicamente i dati delle dichiarazioni. Tale impegno deve essere rilasciato contestualmente alla ricezione della dichiarazione o all’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione. Gli intermediari sono, inoltre, tenuti a consegnare entro trenta giorni dal termine previsto per la presentazione telematica, la dichiarazione trasmessa, redatta su modello conforme a quello approvato dalla Agenzia delle entrate.
Per quanto riguarda i termini di presentazione delle dichiarazioni si rinvia ai parr. 11 e 13.
Le dichiarazioni possono essere integrate — fatta salva l’applicazione delle sanzioni — per correggere errori od omissioni (che abbiano determinato danno per l’amministrazione) mediante successive dichiarazioni, da presentare non oltre i termini previsti per l’accertamento (art. 2, co. 8, D.P.R. 322/98).
Con una diversa disposizione (art. 2, co. 8bis) è previsto che il contribuente possa integrare a suo favore le dichiarazioni dei redditi, dell’IRAP e dei sostituti d’imposta, per correggere errori o omissioni che abbiano determinato un maggior reddito o, comunque, un maggior debito o un minor credito d’imposta. Tale integrazione deve effettuarsi mediante una successiva dichiarazione che va prodotta entro il termine di presentazione di quella relativa al periodo d’imposta successivo. Queste ultime integrazioni, se effettuate nei termini, non sono soggette a sanzioni.
Trattamento dei dati risultanti dalle dichiarazioni e obbligo di conservazione delle dichiarazioni telematiche
I soggetti abilitati possono trattare i dati contenuti nelle dichiarazioni per le sole finalità dal servizio di trasmissione telematica e per il tempo a ciò necessario, secondo quanto stabilito dall’art. 12bis del D.P.R. 600/73 (art. 11, co. 1, D.M. 31-7-1998). Detti intermediari si configurano quali autonomi titolari del trattamento dei dati personali; essi hanno la facoltà di designare per tale funzione altri soggetti che, in tal caso, opereranno sotto la diretta autorità dei primi attenendosi alle istruzioni impartite e garantendo la riservatezza e sicurezza delle informazioni trattate.
Copia delle dichiarazioni telematiche trasmesse dai soggetti abilitati sono conservate, anche su supporti informatici, dagli stessi fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione (scadenza utile per esercitare l’attività di accertamento). Essi non possono avvalersi di soggetti esterni per tale conservazione.
L’amministrazione finanziaria verifica, periodicamente, anche con controlli a campione, gli obblighi di cui sopra.
Già per le dichiarazioni presentate nel 1998 è venuto meno l’obbligo di allegare qualsiasi tipo di documentazione. Occorre quindi semplicemente conservare i documenti probatori dei crediti d’imposta, dei versamenti, degli oneri deducibili e detraibili, delle ritenute subite etc., i quali dovranno essere esibiti o trasmessi su richiesta all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente.
Questa disposizione si estende anche al bilancio d’esercizio che gli imprenditori individuali, le società di persone in contabilità ordinaria (anche per opzione) e le società di capitali devono semplicemente redigere e conservare.