Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2020/03/processo-tributario-e-decreto-cura-italia.html
Timestamp: 2020-05-26 20:24:50+00:00
Document Index: 105490288

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 38', 'art. 83']

Processo tributario e Decreto Cura Italia | Commercialista Telematico
Il D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 fa un po’ di chiarezza in ambito processuale, anche se non tutti i dubbi sono fugati, anzi si registrano delle disparità tra Fisco e contribuente.
Nella notte di martedì 17 marzo con un’edizione straordinaria è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso decreto (atteso anche quanto al processo tributario) c.d. “Cura Italia”, tecnicamente il D.L. 17/03/2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il decreto è approdato in Gazzetta dopo essere stato annunciato nel pomeriggio di martedì e dopo essere stato atteso in particolar modo dai professionisti per l’intero fine settimana, posto che da più parti erano stati chiesti chiarimenti all’esecutivo, visti i decreti già emanati.
Il decreto era particolarmente atteso soprattutto per quanto riguarda il processo tributario posto che nel D.L. 8 marzo 2020, n. 11, che aveva sospeso sino al 22 marzo 2020 le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari (salvo alcune eccezioni espressamente normate) aveva esteso le disposizioni previste, “in quanto compatibili, ai procedimenti relativi alle commissioni tributarie” per utilizzare l’espressione del legislatore.
Processo tributario e Decreto Cura Italia: come cambiano termini processuali
L’art. 83 del decreto al comma 2, interamente riscritto, rispetto a quanto previsto in data 8 marzo prevede che:
“Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali.
Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Quando il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto.
Si intendono altresì sospesi, per la stessa durata indicata nel primo periodo, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie e il termine di cui all’articolo 17-bis, comma 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546″.
La norma chiarisce, nell’ultimo periodo, che per quanto attiene la materia tributaria sono sospesi dal 9 marzo al 15 aprile 2020 i termini per la notifica del ricorso di primo grado e per i procedimenti reclamo/mediazione, mentre al successivo comma 21, la norma ribadisce che le disposizioni, in quanto compatibili, si applicano altresì ai procedimenti relativi alle commissioni tributarie.
Pertanto, in base a quanto disposto dall’art. 83, per il deposito di memorie e documenti, trattandosi di termini a ritroso rispetto alla data di trattazione, che possono ricadere in tutto o in parte nel periodo di sospensione, si dovrà procedere al differimento delle udienze già fissate in modo da consentirne il rispetto dei termini.
La norma prevede che la sospensione si applichi anche ai termini di impugnazione a cui quelli del rito tributario non fanno eccezione, soprattutto se si considera che il c.d. termine lungo cioè in caso di mancata notificazione della sentenza è il termine di sei mesi dalla data del deposito in segreteria della sentenza stessa previsto dall’ art. art. 327 c.p.c. e richiamato dall’art. 38, Dlgs 31 dicembre 1992, n. 546.
Per i procedimenti innanzi alla Corte di cassazione poi, applicandosi alla materia tributaria quanto previsto dal codice di procedura civile non si pone nessun problema.
L’art. 83, comma 2, D.L. 17 marzo 2020 chiarisce, così, espressamente i dubbi che erano stati sollevati all’indomani del 8 marzo sia sulla…