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Timestamp: 2018-06-20 17:03:19+00:00
Document Index: 12107736

Matched Legal Cases: ['art. 716', 'art. 701', 'art. 701', 'art. 2', 'art. 701', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 716', 'art. 701', 'art. 715', 'art. 716', 'art. 701', 'art. 714', 'art. 701']

Art. 701 cod. proc. penale: Garanzia giurisdizionale
Codice proc. penale Art. 701 cod. proc. penale: Garanzia giurisdizionale
La competenza a decidere sulla domanda di estradizione per l'estero, in caso di arresto provvisorio eseguito dalla polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 716 cod. proc. pen., appartiene alla corte d'appello il cui presidente ha proceduto alla relativa convalida, dovendosi applicare i residui criteri stabiliti dall'art. 701, comma quarto, cod. proc. pen. (residenza, dimora, domicilio dell'estradando), soltanto nell'ipotesi in cui la domanda di estradizione sia pervenuta prima dell'arresto a fini estradizionali. Rigetta, App. Milano, 06 novembre 2012
Cassazione penale sez. VI 27 febbraio 2013 n. 15018
È infondata, per erroneità del presupposto interpretativo, la q.l.c. degli art. 701 e 704 c.p.p., nella parte in cui attribuirebbero alla Corte d'appello, anziché alla sezione di Corte d'appello per i minorenni, la competenza a decidere sulla estradizione di soggetti minorenni all'epoca dei fatti per i quali l'estradizione è richiesta, in riferimento agli art. 2, 3, 25, 27, 31 e 32 cost. (in motivazione la Corte precisa che le disposizioni censurate, nel riferirsi esplicitamente alla Corte d'appello quale organo competente in materia di estradizione, devono essere interpretate nel senso che, se il relativo procedimento riguarda un minore, la competenza a decidere è devoluta alla relativa sezione per i minorenni).
È infondata la q.l.c. degli art. 701 e 704 c.p.p., sollevata, in riferimento agli art. 2, 3, 25, 27, 31 e 32 cost., nella parte in cui attribuiscono alla corte di appello e non alla sessione di corte di appello per i minorenni la competenza a decidere sulla estradizione di soggetti minorenni all'epoca dei fatti per i quali l'estradizione è richiesta (la Corte ha ritenuto errato il presupposto interpretativo, in quanto, in virtù della generale previsione dettata dall'art. 18 d.P.R. n. 449 del 1988, anche in materia di estradizione, ove il relativo procedimento riguarda un minore, la competenza è devoluta alla sezione per i minorenni della corte di appello).
In tema di estradizione per l'estero, la competenza a decidere sulla domanda di estradizione per l'estero, in caso dell'arresto provvisorio eseguito dalla polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 716 c.p.p., appartiene alla corte d'appello il cui presidente ha proceduto alla relativa convalida, dovendosi applicare i restanti criteri stabiliti dall'art. 701, comma 4 c.p.p. (residenza, dimora, domicilio dell'estradando) soltanto nell'ipotesi in cui la domanda di estradizione sia pervenuta prima dell'arresto a fini estradizionali.
Cassazione penale sez. VI 01 aprile 2008 n. 19756
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 701 e 704 cod. proc. pen., in relazione agli artt. 2, 3, 25, 27, 31 e 32 Cost., nella parte in cui attribuiscono alla Corte di appello e non alla Sezione di Corte di appello per i minorenni la competenza a decidere sull'estradizione di soggetti minorenni all'epoca dei fatti per i quali l'estradizione è richiesta e precludono il riferimento nella procedura estradizionale alle norme dettate dal d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 in tema di giustizia minorile. Solleva quest. legitt.ta' costit., App. Firenze, 29 Gennaio 2007
Cassazione penale sez. VI 14 maggio 2007 n. 27584
La competenza a decidere sulla domanda di estradizione per l'estero appartiene alla Corte d'appello che ha disposto ex art. 715 c.p.p. la misura coercitiva in via provvisoria, ovvero alla corte d'appello il cui presidente ha convalidato l'arresto previsto dall'art. 716 c.p.p., applicandosi i restanti criteri stabiliti dall'art. 701 comma 4 c.p.p. (residenza, dimora, domicilio dell'estradando) soltanto nell'ipotesi in cui la domanda di estradizione sia pervenuta prima dell'arresto a fini estradizionali.
Cassazione penale sez. I 28 giugno 2005 n. 27467
Nel procedimento di estradizione, se è vero che la condotta processuale dell'indagato può fornire significativi elementi di valutazione, non può assumersi come unica ragione di prognosi negativa l'ordinario e fisiologico esercizio di una facoltà riconosciuta dall'ordinamento giuridico. Ne consegue che non può essere valutato, ai fini della adozione delle misure coercitive di cui all'art. 714 c.p.p., come elemento sintomatico della volontà di fuga il mancato consenso ad essere estradato, non sussistendo per l'indagato alcun dovere ed onere di consentire alla richiesta di estradizione (art. 701 c.p.p.).
Cassazione penale sez. VI 23 marzo 1994