Source: https://www.gruppostabila.it/solai-in-latero-cemento/5/
Timestamp: 2019-05-26 01:12:35+00:00
Document Index: 46093129

Matched Legal Cases: ['art 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art.7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 7']

Solai in Latero-cemento - Part 5
Per le caratteristiche strutturali dei solai in latero-cemento valgono le prescrizioni descritte al paragrafo 7.1.4 del D.M. 09/01/96 (artt. da 7.1.4.1 a 7.1.4.8).
Queste regole, formulate in seguito a esperienze di laboratorio sui solai con alleggerimento in blocchi di laterizio (e quindi guardando alle peculiari caratteristiche di tale materiale), devono essere rispettate anche da solai con blocchi diversi dal laterizio (secondo l’art. 7.2.1, ultimo comma), con tutti i problemi che ciò comporta non essendo tali blocchi, nella maggior parte dei casi, in grado di soddisfare i requisiti necessari per determinate situazioni di tipo statico.
In particolare, è opportuno sottolineare i seguenti aspetti normativi che influiscono sulla struttura del solaio:
La soletta di calcestruzzo nei solai in laterocemento
la soletta di calcestruzzo deve essere non minore di cm 4 (art. 7.1.4.4)
Per i solai gettati in opera, per quelli a travetti e blocchi interposti e per le lastre, tale soletta, realizzata contemporaneamente alle nervature resistenti, consente di alloggiare, nel suo spessore, sia la eventuale rete metallica di ripartizione, sia le armature a momento negativo sugli appoggi (monconature).
La soletta di calcestruzzo può essere omessa se il blocco è di categoria B, ovvero se il blocco, oltre alle prescritte caratteristiche di resistenza, ha i necessari requisiti di spessore delle pareti e dei setti, nonché di percentuale di foratura della zona rinforzata. In più, la conformazione della soletta rinforzata deve essere tale da consentire la penetrazione del calcestruzzo in modo da assicurare il collegamento tra un blocco e l’altro.
L’impiego di blocchi diversi dal laterizio, privi di resistenze meccaniche o con scarsa aderenza al calcestruzzo, per situazioni analoghe, renderebbe necessari dei dispositivi di connessione predisposti sulle superfici superiori delle nervature, al momento della prefabbricazione.
I blocchi diversi dal laterizio, se collaboranti, devono avere le stesse caratteristiche di conformazione dei primi e un modulo di elasticità che, oltre ad essere inferiore a 25 kN/mm2, deve, però, essere superiore a 8 kN/mm2 (art.7.2.2).
Larghezza e interasse delle nervature
la larghezza e l’interasse delle nervature devono rispettare precise limitazioni (art. 7.1.4.5)
Le prescrizioni di questo articolo, sintetizzate nella fig. 18, sono rispettate con molta facilità da qualsiasi tipologia di solaio in laterizio.
Per i solai gettati in opera e per i solai a pannelli, normalmente, la larghezza delle nervature è di poco superiore a cm 8; in particolare le dimensioni dei blocchi in laterizio di produzione corrente permettono di rispettare con ampi margini il rapporto delle nervature stesse con il loro interasse (non minore di l/8) dove l (dimensione del blocco) non deve superare i 52 cm.
La conformazione dei blocchi con la caratteristica linguetta inferiore (o aletta) determina comodamente la larghezza della nervatura e permette la creazione di un intradosso omogeneo, di solo laterizio. Aumenti di larghezza delle nervature, per conseguire maggiori portate, possono essere ottenuti con l’inserimento di fondelli.
Per i solai a travetti in c.a.p. la dimensione delle nervature è, normalmente di cm 12; in caso di travetti ad armatura lenta, tale dimensione può variare da cm 8 a cm 12, a seconda della conformazione del blocco. Per questi tipi di solaio è possibile avere un aumento di larghezza delle nervature mediante il raddoppio del travetto stesso. In tali casi si hanno notevoli aumenti di resistenza al taglio oltre che di portata (fig. 18).
Per i blocchi di categoria B, possono considerarsi appartenenti alle nervature (e quindi considerare anche il loro spessore ai fini della larghezza delle nervature stesse) le pareti di laterizio formanti cassero; purché esse siano dotate di rigature per assicurare l’aderenza con il calcestruzzo.
Per i solai a lastre, la dimensione delle nervature è normalmente di cm 10. Tale dimensione, nonché il numero e la disposizione delle stesse, può essere variabile a seconda del tipo di lastra.
I rapporti tra larghezza ed interasse delle nervature devono essere rispettati anche per i blocchi diversi dal laterizio (ultimo comma dell’art. 7.2.1).
Gli altri sistemi sono, però, più rigidi, in tal senso, perché sono costruiti intorno a dei dispositivi che, a loro volta, hanno funzione di ausilio al materiale di base.
Nervature di ripartizione trasversale
per solai con nervatura gettata o completata in opera e di luce superiore a m 4,50 o quando sia sensibile il comportamento a piastra o quando agiscano carichi concentrati che incidano in misura considerevole sulle sollecitazioni di calcolo, si deve prevedere all’estradosso una soletta di spessore minimo 4,0 cm munita di adeguata armatura (art. 7.1.4.6)
Per tutte le tipologie di solaio è abbastanza semplice la disposizione della armatura di ripartizione all’estradosso nella soletta.
Risulta anche agevolata la realizzazione di nervature trasversali di ripartizione, in alternativa o in aggiunta, disponendo una fila trasversale di blocchi di laterizio, di altezza minore, in corrispondenza della nervatura da eseguire. Si ottiene, in questo modo, anche il vantaggio di avere una omogeneità di materiale all’intradosso (fig. 19).
In assenza di soletta di calcestruzzo (a seguito di impiego di blocchi di categoria B), le nervature trasversali sono necessarie.
Per i solai a pannello, le nervature sono gettate al momento della prefabbricazione; la capacità di ripartizione trasversale potrà essere garantita anche a mezzo di altri dispositivi la cui efficacia è da dimostrare con idonee prove sperimentali.
Per tale sistema è, comunque, conveniente il sistema della armatura di ripartizione della soletta.
È da notare che la resistenza trasversale dei blocchi, abbastanza grande anche nel caso di blocchi di categoria A, esercita una efficace azione di contrasto nelle nervature di calcestruzzo impedendo il loro sbandamento laterale o lo svergolamento, per grosse luci o per grandi deformazioni.
Di conseguenza, per luci maggiori di m 4,50 sono sufficienti (anche in zona sismica) una o due nervature trasversali, a seconda della dimensione del solaio.
La situazione risulta però molto problematica per i blocchi diversi dal laterizio non dotati di resistenze trasversali (ad esempio i blocchi di materiale leggero). In tal caso, gli irrigidimenti trasversali diventano necessari a partire da luci molto minori di m 4,50, sia per evitare gli sbandamenti laterali delle nervature, sia per impedire che le stesse, per forze orizzontali nella loro direzione (azione sismica), entrino in crisi per instabilità (carico di punta).
Impiegando blocchi di polistirolo, ad esempio, sarebbe necessario disporre nervature trasversali a distanze non maggiori di cm 150.
deve essere disposta una armatura longitudinale minima pari a: As,min > 0,07 · h (cm2 al metro) (art. 7.1.4.7.)
Il posizionamento dell’armatura longitudinale è abbastanza semplice per i solai in opera. In questo caso, anzi, è possibile razionalizzare al massimo la sua distribuzione e la quantità da impiegare (fig. 14.c).
È possibile, infatti, in prossimità degli appoggi, “piegare” verso l’alto una delle due barre di armatura longitudinale inferiore, in modo da ottenere due benefici: avere una armatura a taglio (anche se non richiesta) e utilizzare la stessa barra per “coprire” il momento negativo. Le attenzioni maggiori, per questo sistema, sono da dedicarsi al posizionamento delle barre di armatura, alla qualità del calcestruzzo e alla corretta esecuzione del getto (che molto influiscono sulla conservazione delle armature). In particolare, le barre di acciaio devono essere poste alla giusta distanza dal bordo esterno del calcestruzzo che le avvolge, in modo da assicurare il necessario copriferro.
Le incertezze, dette sopra, sono comuni a tutti i tipi di solaio che si basano sulla procedura di realizzazione in opera e sono tanto più accentuate quanto meno rigido è il supporto fornito dai blocchi e meno favorevole è la loro forma a contenere il calcestruzzo di completamento.
Per i componenti-solai prefabbricati (travetti, lastre, pannelli), l’armatura per il momento positivo è già predisposta, nel componente, al momento della prefabbricazione. Travetti, lastre e pannelli, infatti, contengono la quantità di armatura necessaria per la fase di esercizio nonché quella necessaria per le fasi transitorie (preparazione, movimentazione).
In questo caso, i difetti prima lamentati non esistono in quanto le barre di armatura sono disposte con movimenti ottimizzati, sempre uguali, che non danno spazio a imperfezioni; mentre il calcestruzzo, soggetto a continui controlli, riguardo alla composizione, è posto in opera con modalità costanti che ne assicurano la durabilità.
Armature per il taglio
armatura per il taglio (art. 7.1.4.8)
I solai in latero-cemento ricadono, di solito, nelle condizioni previste dall’art. 4.2.2.2 del D.M. 09/01/96.
Secondo tale articolo, infatti, è consentito l’impiego di elementi sprovvisti di armature trasversali resistenti al taglio (solette, piastre e membrature a comportamento analogo), a condizione che detti elementi abbiano sufficiente capacità di ripartire i carichi trasversalmente.
Vantaggi della resistenza trasversale dei blocchi
Questa capacità rinviene, al solaio in laterizio, proprio dalle resistenze al carico verticale concentrato, nella direzione normale alla giacitura, nonché dalle resistenze trasversali, normali alla direzione delle nervature, che sono in grado di offrire i blocchi. Essi, infatti, con l’aiuto della soletta creano la possibilità di ripartire ottimamente i carichi in direzione trasversale alla nervatura e, in più, esercitano, sul calcestruzzo della nervatura, una azione di “contenimento” analoga a quella esercitata dalle staffe di acciaio in una trave.
Risulta ovvia la non rispondenza, in questo senso, dei blocchi di tipo leggero. In loro presenza, la soletta si deforma molto, in corrispondenza dei blocchi, e quindi inibisce la ripartizione dei carichi in senso trasversale, vanificando la regola prima detta.
Vale la pena di spendere ancora qualche parola su questo argomento. Per le tipologie di solaio in opera, a travetti prefabbricati e a pannello, la struttura resistente è formata, in definitiva, da nervature a forma di “T” con ali abbastanza larghe e di spessore sottile rispetto all’altezza dell’anima e all’altezza totale del solaio.
Anche nelle lastre, poi, pur essendoci una forma scatolare, si verificano le stesse caratteristiche di snellezza delle varie parti. Ciò significa che in uno stato deformativo sotto carichi di esercizio si hanno, in entrambi i casi, delle tendenze a forti alterazioni della forma. Tendenze che possono essere contrastate solo con la interposizione di elementi di alta affinità deformativa e di intimo ed efficace collegamento con il calcestruzzo che, all’interno di intervalli controllati di tensioni (che comunque permettono gli utilizzi previsti per la struttura), aiutino il calcestruzzo stesso assumendosi parte degli sforzi pur senza comparire (figg. 9.c; 11.a).
È importante, quindi, che l’elemento di alleggerimento risponda a tutte le caratteristiche prima enunciate e prescritte dalle norme.
Vantaggi per la resistenza al taglio
Un altro vantaggio, connesso con l’impiego di blocchi di laterizio, è quello di poter richiedere lo stesso il concorso alla resistenza agli sforzi tangenziali. Ciò è ammesso, in base all’art. 7.1.2, se si usano elementi monoblocco e si dispongono in modo che nelle file adiacenti (comprendenti una nervatura di calcestruzzo) i giunti risultino sfalsati tra di loro.
Blocchi alternativi che possono godere di questo vantaggio sono solo quelli in calcestruzzo con le caratteristiche di “blocchi collaboranti”.