Source: https://www.hta-group.it/la-nuova-fatturazione-elettronica-privati-vademecum-gli-avvocati/
Timestamp: 2019-10-17 08:19:05+00:00
Document Index: 38453921

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art.1', 'art.11', 'art.3', 'art.4', 'art.5', 'art.1']

La nuova fatturazione elettronica tra privati: vademecum per gli avvocati - HTA Group S.r.l.s.
La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture; è un sistema che coinvolge diversi attori: il fornitore, il Sistema di Interscambio (SdI), il soggetto destinatario della fattura.
Dopo la fatturazione elettronica tra privati e Pubblica Amministrazione (art.1, commi 209-214, legge n.244/2007), a decorrere dal 2.9.2015, il d.lgs.n.127 del 5.8.2015, disciplina ed estende la fatturazione elettronica alle transazioni fra privati; tale decreto legislativo, infatti, estende la possibilità di fatturazione digitale anche alle transazioni tra privati, disciplinando le regole per la trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuata attraverso dispositivi automatici.
Il d.lgs. n.127/2015, infatti, prevede (art.1, comma 1), per la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica della fattura o dei relativi dati, che:
– a decorrere dal 1 luglio 2016, l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione dei contribuenti, un servizio gratuito per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche; e cioè un servizio base per la predisposizione del file contenente i dati della fattura elettronica, il suo invio e la conservazione sostitutiva: deve, in pratica, individuare le regole operative da seguire per la trasmissione telematica delle fatture. Spetta, quindi, all’Amministrazione finanziaria emanare le disposizioni attuative per offrire ai contribuenti interessati un servizio gratuito per la creazione, la trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche e di un regime di comunicazione dei dati alla Agenzia delle entrate. Tale “gratuità statale” viene, però, criticata in quando danneggerebbe quelle aziende private che in questi ultimi tempi tanto hanno investito nelle procedure delle fatture elettroniche per agevolare i cittadini interessati.
– a decorrere dal 1 gennaio 2017 (art.1, comma 2, d.lgs. n.127/15), il Ministero dell’Economia e delle finanze, metta a disposizione dei soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto il Sistema di Interscambio (Sdi) di cui all’art. 1, commi 211 e 212, l.n.244/2007, gestito dalla Agenzia delle Entrate, ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche, e di eventuali variazioni delle stesse relative a operazioni che intercorrono fra soggetti residenti nel territorio dello Stato, purchè i documenti abbiano le caratteristiche tecniche previste dal regolamento n.55/2013 per la “fattura p.a.”. Viene “estesa” alla fatturazione elettronica tra privati lo stesso “sistema” già in vigore per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione; è previsto, infatti, la possibilità di invio telematico all’Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute mediante il Sistema di Interscambio.
In pratica l’avvocato – o il privato in genere nei rapporti con altro privato – provvederà alla trasmissione della fattura elettronica destinata ad altro soggetto privato, attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), che è un sistema informatico di supporto al processo di ricezione e successivo inoltro ad altro soggetto privato, nonché alla gestione dei dati in forma aggregata e dei flussi informativi, anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica. Il Sistema di Interscambio ha il ruolo di “snodo” tra gli attori interessati al processo di fatturazione elettronica
La ratio della fatturazione elettronica tra privati
La ratio della estensione della fatturazione elettronica anche tra privati è:
una più efficace lotta all’evasione fiscale, che si attua aumentando da una parte l’efficienza dei processi gestionali ed informativi e, dall’altro,creando flussi informativi che siano in grado di fungere da elementi di dissuasione dell’evasione fiscale, e consentendo al fisco di operare controlli in automatico, attraverso l’incrocio dei dati: nella lotta all’evasione, si passa, così, dalla repressione alla dissuasione;
una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili, e quindi una semplificazione e sbrurocratizzazione degli adempimenti fiscali, a vantaggio dei contribuenti che decidono di avvalersi della fatturazione elettronica.
Gli utenti interessati alla fatturazione elettronica tra privati
Soggetti destinatari della fatturazione elettronica tra privati disciplinata dal d.lgs. n.127/2015, sono le imprese, i commercianti, ma anche i professionisti, e, quindi, per quanto di interesse specifico, gli avvocati.
Con il presente breve scritto si illustrano, in particolare, le disposizioni del d.lgs. n.127/2015 che “interessano” in modo particolare gli avvocati (e tutti i liberi professionisti).
Gli avvocati – ma anche tutti gli altri liberi professionisti – ed altri soggetti interessati (imprese), possono optare per la fatturazione elettronica nei rapporti professionali con i clienti, fornitori e comunque con tutti i soggetti che intrattengono con gli avvocati rapporti anche non professionali (es., fornitori di cancelleria, fornitore di computer,ecc.). Occorre precisare, con specifico riferimento agli avvocati, che cliente è colui che conferisce l’incarico professionale, che non sempre coincide con la persona beneficiaria della prestazione; cliente dell’avvocato, quindi, non è sempre chi rilascia la procura alle liti, perché a differenza della procura alle liti, l’affidamento dell’incarico per lo svolgimento dell’attività professionale può provenire anche da persona diversa dalla parte in giudizio.
Quindi, l’avvocato potrà optare su base volontaria, a partire dal 1 gennaio 2017 (e la scelta varrà per un quinquennio), per la fatturazione elettronica.
L’adesione alla fatturazione elettronica per l’avvocato (ma anche per gli altri liberi professionisti) risulta più semplice, avendo gli avvocati, per la maggior parte, già predisposto una infrastruttura per la formazione e l’invio della fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione (sia per avere effettuato prestazioni professionali a favore o contro la Pubblica Amministrazione ma anche per avere prestato attività, ad esempio, in favore di persona ammessa al gratuito patrocinio).
L’adesione alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione è stata “obbligatoria” in quanto dal giugno 2014, le Pubbliche Amministrazioni non possono più accettare fatture in formato cartaceo e non possono procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino alla ricezione della fattura in formato elettronico (Sulla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione da parte dell’avvocato, mi permetto rinviare al mio volume, Parcelle avvocati e fatturazione elettronica verso la P.A., Wolter Kluwer, Milano, 2015, pagg. 345 ss.).
L’adesione alla fatturazione elettronica tra privati è, invece, facoltativa (e non obbligatoria).
Gli avvocati che opteranno per la fatturazione elettronica tra privati di cui al d.lgs. n. 127/2015, dovranno emettere le proprie fatture nel formato XML, già previsto per quelle verso la Pubblica Amministrazione e inviarle al Sistema di Interscambio(SdI); le fatture elettroniche dovranno essere necessariamente conservate nello stesso modo di quelle emesse verso la Pubblica Amministrazione.
Le modalità di consegna delle fatture a quei clienti che non desiderano ricevere fatture in formato elettronico, saranno indicate in apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Lo stesso provvedimento dovrà chiarire come comportarsi per le fatture ricevute che potranno essere sia elettroniche che cartacee.
Decorrenza della fatturazione elettronica fra privati
Le nuove regole inizieranno ad avere effetto dal 2017, anche se la normativa deld.lgs. n.127/2015, prima di tale data, prevede una stringente tempistica per l’emanazione dei decreti attuativi. Per il momento, quindi, dal punto di vista pratico non cambia nulla, in quanto il “percorso” per la fattura elettronica tra privati è destinato a concludersi tra un biennio, nel 2017 (due anni di tempo per verificare se la vecchia fattura cartacea è andata definitivamente in pensione).
L’entrata in vigore effettiva della fatturazione elettronica tra privati è prevista, nell’arco dei prossimi due anni. Per i privati, quindi, i cambiamenti non saranno ancora attivi, prevedendo il citato d.lgs. n.127/2015, a decorrere dal 1 gennaio 2017, l’opzione facoltativa di trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati contenuti nelle fatture tramite il Servizio di Interscambio, e cioè scegliere di inviare in via telematica all’Agenzia delle entrate tutte le fatture emesse e ricevute riguardanti le operazioni iva effettuate.
Facoltatività per la scelta della fatturazione elettronica tra privati
Mentre la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione (dal giugno 2014) era (ed è) obbligatoria, in quanto la PA può procedere al pagamento solo al ricevimento della fattura elettronica, la fatturazione elettronica tra privati di cuid.lgs. n.127/2015, invece è facoltativa, stante, peraltro, il divieto comunitario di obbligare i privati al suo utilizzo.
La fattura elettronica tra privati, quindi, sostituisce quella cartacea, ma è una possibilità e non un obbligo.
Infatti, i soggetti passivi dell’Iva, a decorrere dal 1 gennaio 2017 potranno (art.1,comma 3) optare per la trasmissione telematica alla Agenzia delle Entratedei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni, effettuate anche mediante il Sistema di Interscambio ex l.n.244/2007. L’opzione ha durata quinquennale e, se non revocata, si estende di quinquennio in quinquennio,
Ai contribuenti che esercitano tale opzione, si applica (comma 6), in caso di omissione della predetta trasmissione ovvero di trasmissione di dati incompleti o inesatti, la sanzione di cui all’art.11, comma 11, d.lgs. n.471/97 (sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 4 milioni a secondo del tipo di omissione).
Gli incentivi per la fatturazione elettronica tra privati
La fatturazione elettronica tra privati, prevede un sistema premiale e una serie di vantaggi e incentivi.
Per incentivare i privati (e quindi anche gli avvocati) alla fatturazione elettronica, sono previsti, infatti, vari incentivi, in quanto gli “utilizzatori” della fattura elettronica sono esonerati da vari adempimenti, quali spesometro, blak list, scontrini e ricevute fiscali.
La natura opzionale del regime di fatturazione elettronica tra privati, è accompagnata, a decorrere dal primo gennaio 2017, da incentivi a coloro che effettueranno l’opzione. Infatti, è previsto:
riduzione di un anno del termine di accertamento.
E’ previsto (art.3, lett.d), infatti, che i termini di decadenza ai fini degli accertamenti relativi alle imposte sui redditi e ai fini IVA sono ridotti di un anno. Pertanto il potere di accertamento deve essere esercitato entro il terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi o della dichiarazione annuale IVA.
La riduzione del termine da quattro a tre anni è subordinata ad un ulteriore condizione, atteso che si applica solo ai soggetti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti dagli stessi ricevuti ed effettuati nei modi che saranno stabiliti con apposito decreto ministeriale;
riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili (art.4) per specifiche categorie di soggetti (per soggetti passivi di minore dimensione), categorie che verranno individuate con apposito decreto. Per tali categorie è previsto che l’Agenzia delle entrate realizzi un programma di assistenza con cui sono messi a disposizione, in via telematica, gli elementi informativi necessari per le liquidazioni periodiche e per la dichiarazione annuale dell’Iva.
I riferiti effetti premiali cessano (art.5) in caso di omissione della trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati delle fatture, emesse e ricevute e delle relative variazioni e dei dati dei corrispettivi ovvero di trasmissione con dati incompleti o inesatti, salvo “ravvedimento” del contribuente e fatte salve comunque le sanzioni pecuniarie previste dall’art.1, comma 6, e 2, comma 6, del d.lgs. 127.
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