Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3604-del-10-02-2017
Timestamp: 2020-07-02 11:59:29+00:00
Document Index: 73922960

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 152', 'art. 22', 'art. 409', 'art. 18', 'art. 22']

Sentenza Cassazione Civile n. 3604 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3604 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. I, 10/02/2017, (ud. 11/10/2016, dep.10/02/2017), n. 3604
C.A., elettivamente domiciliata in Roma, viale Gorizia, n.
22, nello studio dell’avv. Cristiano Toschi; rappresentata e difesa
avverso la sentenza del Tribunale di Napoli, n. 5116, depositata il 4
1. Con ricorso proposto ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 152, la Signora C.A. conveniva dinanzi al Tribunale di Napoli la Regione Campania, la S.p.a. Banco di Napoli ed il Garante per la protezione dei dati personali; premetteva di beneficiare di un indennizzo ai sensi della L. 25 febbraio 1992, n. 210, che veniva pagato dalla Regione Campania mediante accredito sul proprio conto corrente, presso una filiale del Banco di Napoli.
In particolare, all’esito di una complessiva ricognizione della normativa di riferimento, è stato affermato che, pur costituendo la citazione della “L. n. 210 del 1992” nella causale di accredito un dato sensibile, perchè rivelatore dello stato di salute della beneficiaria del pagamento, non era ravvisabile nella specie un’illecita diffusione dello stesso, ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 2003, in quanto la comunicazione del pagamento era stata effettuata dalla Regione a un soggetto determinato, ovvero all’istituto di credito designato dalla stessa interessata, sulla base di un rapporto di conto corrente con lo stesso intrattenuto.
1.4 – Per la cassazione di tale decisione la sig.ra C. propone ricorso, affidato ad unico e articolato motivo, cui la Regione Campania e la S.p.a. Banco di Napoli resistono con controricorso.
2. Con unico e articolato motivo la ricorrente deduce che con la decisione impugnata sarebbero stati violati i principi desumibili dalla normativa intesa alla protezione dei dati personali, con particolare riferimento del D.Lgs. n. 196 del 2003, artt. 1, 4, 11, 15, 18, 20, 22 e 68: il giudice del merito non avrebbe opportunamente considerato la distinzione tra dati personali, dati sensibili e dati giudiziari, obliterando la necessità, quanto a questi ultimi, di un trattamento con tecniche di cifratura o mediante l’identificazione di codici identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, li rendano temporaneamente inintelligibili anche a chi è autorizzato ad accedervi e permettono di identificare gli interessati solo in caso di necessità (D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 22, comma 6).
Il riferimento al R.D. n. 827 del 1924, art. 409, secondo cui i mandati di pagamento debbono contenere la precisa indicazione dell’oggetto della spesa, sarebbe inadeguato, dovendosi tale norma interpretare alla luce del quadro normativo delineato dal citato D.Lgs. n. 196 del 2003 e dal rilievo attribuito alla tutela del diritto alla protezione dei dati personali (Carta dei diritti del cittadino europeo), cui la pubblica amministrazione prima, e la banca dopo, avrebbero dovuto conformarsi, adottando, nel trattare e nel trasmettere il dato inerente allo stato di salute del ricorrente, gli accorgimenti suggeriti dal citato decreto (in particolare, art. 18, art. 22, comma 6).
12. Ad avviso del Collegio, indipendentemente dal diverso grado di approfondimento, nelle decisioni sopra richiamate, della normativa di riferimento, sussiste un insanabile contrasto, per altro in merito a questioni estremamente rilevanti, sulla definizione delle nozioni di trattamento e di comunicazione dei dati sensibili (cfr. anche Cass., 29 maggio 2015, n. 11223), nonchè sulla esigenza di traguardare la normativa richiamata nella decisione impugnata e in quella di questa Corte n. 10280 del 2015, anche con riferimento alle modalità del trattamento e alla comunicazione dei dati sensibili (attraverso cifratura o altri accorgimenti), al lume delle esigenze sottese alla protezione dei dati personali.