Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/07/05/0810/comunic.htm
Timestamp: 2019-08-17 23:25:11+00:00
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﻿Commissioni Riunite (VIII e X) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 5 luglio 2016
Martedì 5 luglio 2016. — Presidenza del presidente della VIII Commissione, Ermete REALACCI. – Interviene la Viceministra dello sviluppo economico, Teresa Bellanova.
Testo unificato C. 106 Realacci e C. 2812 Abrignani.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 16 settembre 2015.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, dopo aver precisato che l'onorevole Mucci, relatrice per la X Commissione, pur avendo cessato di far parte della stessa X Commissione, sostituirà per l'intero esame del provvedimento l'onorevole Alfreider, avverte che sono stati presentati emendamenti al testo unificato adottato come testo base (vedi allegato 1).
Maria Chiara GADDA (PD), relatrice per la VIII Commissione, anche a nome della relatrice per la X Commissione, presenta gli emendamenti 2.8, 3.23, 3.24, 3.25, 3.26, 3.27 e 6.4, nonché gli articoli aggiuntivi 5.01 e 6.01 (vedi allegato 2), evidenziando che si tratta di proposte emendative frutto di un ampio confronto con il Governo.
Mara MUCCI (Misto), relatrice per la X Commissione, sottolineando come gli emendamenti presentati nella seduta odierna modificano in alcune parti il testo unificato all'esame delle Commissioni, dichiara quindi la disponibilità a valutare eventuali proposte di modifica di tali emendamenti.
Ermete REALACCI, presidente, propone di fissare il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti delle relatrici a lunedì 11 luglio, alle ore 16.
Le Commissioni consentono.
Decreto-legge 98/2016 recante disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del gruppo ILVA.
C. 3886 Governo.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 30 giugno 2016.
Ermete REALACCI, presidente, comunica che sono state presentate 189 proposte emendative (vedi allegato 3), alcune delle quali presentano profili di criticità relativamente alla loro ammissibilità.
La necessità di rispettare rigorosamente tali criteri ancor più si impone a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 22 del 2012 e della lettera del Presidente della Repubblica del 23 febbraio 2012.
In base a talo criteri, sono pertanto da considerarsi inammissibili le seguenti proposte emendative: Crippa 1.4 e Allasia 1.174, che modificano il comma 4-quater dell'articolo 4 del decreto-legge n. 347 del 2003 che reca la disciplina generale per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza, intervenendo sui criteri per la cessione dei complessi aziendali di tali grandi imprese; De Lorenzis 1.02 che prevede un rifinanziamento della zona franca urbana di Taranto come riconosciuta dal decreto direttoriale del MISE del 18 aprile 2014; gli analoghi Petraroli 1.9 e Vallascas 1.5, che intervengono sulla disciplina dell'erogazione della somma di 300 milioni finalizzandola alla bonifica dei siti inquinati contenuta nel decreto legislativo n. 152 del 2006; De Lorenzis 1.105, che abroga l'articolo 3 del decreto-legge n. 207 del 2012 che, oltre a intervenire sull'efficacia dell'autorizzazione integrata ambientale dell'ILVA e l'immissione in possesso dei beni dell'ILVA, dichiara ex lege gli impianti siderurgici della società ILVA Spa stabilimenti di interesse strategico nazionale; Duranti 1.137, che stanzia risorse volte alla ristrutturazione degli ambienti del laboratorio chimico e del Polo microinquinanti dell'ARPA Puglia; Crippa 1.156, che sopprime il comma 2-ter dell'articolo 4 del decreto-legge n. 1 del 2015, il quale consente il recupero dei residui della produzione dell'impianto ILVA di Taranto per la formazione di rilevati, di alvei di impianti di deposito di rifiuti sul suolo, di sottofondi stradali e di massicciate ferroviarie Pag. 35o per riempimenti e recuperi ambientali; Petraroli 1.158, che aumenta il coefficiente che deve essere moltiplicato per calcolare l'intero periodo lavorativo soggetto all'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall'esposizione all'amianto, gestita dall'INAIL, ai fini delle prestazioni pensionistiche, nel caso di stabilimenti di interesse strategico nazionale soggetti alle procedure concorsuali; De Lorenzis 2.02, che prevede la costante sorveglianza epidemiologica nei siti inquinati di interesse nazionale e nelle aree ad essi contigue, nonché la costituzione, per tali siti e aree, di un registro dei tumori e delle malattie da esposizione ambientale; Allasia 2.6, che modifica l'articolo 1, comma 6-decies, del decreto-legge n.191 del 2015, che si riferisce alla situazione dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano; Vico 2.01, che introduce un nuovo articolo che proroga le misure di solidarietà a favore dei lavoratori di ILVA; Crippa 2.03 e Crippa 2.04, rispettivamente, volti a qualificare la città di Taranto e l'area di Statte come no tax area e a prevedere la pianificazione di programmi di defiscalizzazione per le aree ricomprese nel SIN di Taranto; Piccone 2.05, volto a modificare il decreto legislativo n. 115 del 2008 al fine di introdurre misure di sostegno allo sviluppo di impianti per la produzione di energia elettrica mediante recupero di calore derivante dai fumi prodotti nei processi industriali.
Davide CRIPPA (M5S) sottolinea come i giudizi di ammissibilità espressi dalle presidenze sembrano, ad un primo sommario esame, viziati da eccessiva discrezionalità. Rileva infatti che sono stati giudicati ammissibili una serie di emendamenti che affrontano la questione della carenza di organico di Arpa Puglia, argomento non trattato espressamente dal decreto in esame, mentre sono stati invece dichiarati inammissibili per estraneità di materia alcuni emendamenti del suo gruppo che affrontano alcune cruciali questioni già trattate nei precedenti provvedimenti d'urgenza in materia di Ilva, anche se richiamate solo indirettamente da quello attuale. Preannuncia quindi la presentazione di ricorsi avverso tali pronunce di inammissibilità.
Ermete REALACCI, presidente, fa notare come in sede di valutazione dell'ammissibilità delle proposte emendative relative all'assunzione di personale da parte dell'Arpa Puglia sia stato preso in considerazione il fatto che il decreto-legge in esame reca procedure di revisione dell'AIA, a cui è da ritenere connesso il tema del controllo da parte dell'ARPA Puglia e dell'ASL di Taranto.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, nel condividere le osservazioni testé svolte dal presidente Realacci, osserva che il potenziamento delle strutture dell'ARPA Puglia non può ritenersi ultroneo rispetto agli obiettivi del provvedimento in esame, in particolare considerando il ruolo di tale agenzia nel sistema dei controlli previsto per l'AIA. Ritiene che eventuali rilievi possano essere formulati solo in riferimento all'emendamento che prevede la possibilità di assunzioni da parte dell'ASL di Taranto.
Ermete REALACCI, presidente, ricordando che la prossima seduta avrà luogo alle 20 di oggi, fa notare come nel frattempo saranno valutati gli eventuali ricorsi eventualmente presentati avverso la declaratoria di inammissibilità.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, intervenendo anche a nome della relatrice per la X Commissione, manifesta la disponibilità dei relatori, anche alla luce delle prime interlocuzioni con i rappresentanti del Governo, a proseguire un proficuo confronto su alcune questioni, segnalate dai colleghi in talune proposte emendative. Fa riferimento, innanzitutto, allo sblocco delle assunzioni presso l'ARPA Puglia e al potenziamento del sistema dei controlli, anche alla luce della recente approvazione della legge di riforma del sistema nazionale delle agenzie ambientali; in secondo luogo, fa riferimento Pag. 36alla previsione di una delimitazione temporale al cosiddetto «scudo giudiziario» per chi acquisirà gli stabilimenti del gruppo ILVA e, infine, alla necessità di prevedere il riconoscimento di competenze ambientali e sanitarie per gli esperti del comitato che dovrà valutare le proposte di modifica del piano ambientale. Nel ribadire l'assoluta disponibilità dei relatori a recepire i rilievi che possano migliorare il testo del provvedimento, preannunzia che non saranno valutate positivamente le proposte emendative volte alla modifica della procedura di gara, in quanto già in itinere.
Alberto ZOLEZZI (M5S) esprime forte disappunto per il fatto che il provvedimento in esame – l'ennesimo decreto-legge sull'ILVA – non preveda norme chiare e trasparenti in merito allo stato di attuazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2014. Evidenzia, quindi, altre criticità del provvedimento, come ad esempio la previsione del comitato di esperti in materia di ambiente e di impianti siderurgici, nonché la norma che prevede che il termine per l'attuazione del piano si applichi per ogni adempimento, prescrizione, attività o intervento di gestione ambientale e di smaltimento e gestione dei rifiuti riguardante l'ILVA e le altre società da essa partecipate.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) esprime dubbi di natura costituzionale sul contenuto del provvedimento, con particolare riferimento sia alla questione dello slittamento del termine per l'attuazione degli interventi di risanamento ambientale sia alla questione dell'estensione del regime di immunità penale, già prevista per i commissari, anche all'acquirente o all'affittuario. In relazione a quest'ultimo aspetto, fa notare che si tratta, a suo giudizio, di interventi che rappresentano una «rivoluzione copernicana» delle norme relative all'ordinario regime dell'immunità penale, che dal decreto-legge in esame viene estesa anche agli affittuari. Nel rilevare, altresì, come occorra salvaguardare la par condicio dei partecipanti alla gara, considera non opportuno far gravare l'onere finanziario dell'operazione in capo all'amministrazione straordinaria e non, seppure in parte, in capo all'aggiudicatario, in tal modo non tenendo conto della debolezza del tessuto produttivo locale, che subisce, con queste misure, un'ulteriore mortificazione. Ritiene che il provvedimento non presti adeguata considerazione nei confronti del territorio, che ha subito enormi danni ambientali e in termini di credibilità. Auspica che il Governo intervenga per evitare ulteriori danni economici che sarebbero, a questo punto, irreparabili per coloro che vivono nella zona di Taranto e che si potrebbero ripercuotere sull'intera economia del Paese. Ritiene quindi necessario che il Governo adotti misure che tengano nella dovuta considerazione sia le esigenze dei singoli che quelle del sistema economico delle piccole e medie imprese. Fa presente, infine, che gli emendamenti presentati dal suo gruppo tendono a evitare un'eccessiva estensione dell'immunità penale. Invita, infine, il Governo a valutare le criticità segnalate in quanto investono profili di costituzionalità del decreto-legge in esame.
Davide CRIPPA (M5S) sottolinea che intende riproporre sinteticamente alla viceministra Bellanova alcune questioni già illustrate nella precedente seduta. Si tratta di problematiche di natura finanziaria e amministrativa che emergono dalle disposizioni contenute nel presente decreto-legge che interviene in maniera rilevante sulla procedura di gara per la selezione degli offerenti. Sottolinea in particolare la modifica alla restituzione della somma di 300 milioni di euro che viene ora posta a carico del bilancio dello Stato che, a suo giudizio, potrebbe rappresentare un motivo di ricorso da parte di quei soggetti che non hanno ritenuto di presentare alcuna offerta di acquisto all'apertura della procedura di gara. Ribadisce, altresì l'importanza di chiarire, con riferimento all'applicazione del cosiddetto decreto Marzano, a quali soggetti verranno effettivamente corrisposti i proventi derivanti dall'acquisto Pag. 37ovvero dall'affitto dei complessi aziendali del gruppo ILVA nonché come avverrà il risanamento dei debiti finora contratti dai commissari straordinari. Come evidenziato nel suo intervento svoltosi nella precedente seduta, il gruppo ILVA risulta già inadempiente rispetto ai debiti già contratti a partire dal mese di febbraio.
Con riferimento all'importo di 800 milioni che i commissari straordinari sono stati autorizzati a reperire, chiede al Governo se tali somme siano stare effettivamente impegnate e in quale modo siano stati impiegati. Sottolinea inoltre che, in caso di vendita dei complessi aziendali, verranno certamente richiamati i debiti e poi soddisfatti i creditori del gruppo ILVA. Nell'ipotesi in cui sia sottoscritto un contratto di affitto dei complessi aziendali occorre chiarire a quale durata si sta pensando per tale forma di locazione e soprattutto a quali soggetti verranno attribuiti i proventi derivanti dalla locazione medesima. Sempre con riferimento alle risorse finanziarie, ricorda che la Commissione europea ha sollevato fra i vari rilievi anche la questione della garanzia di tali prestiti.
Con riferimento alla norma di copertura disposta dall'articolo 2 che prevede il prelievo della somma di 400 milioni sui conti intestati alla Cassa per i servizi energetici ambientali, segnala che gli stessi rappresentanti di CSEA hanno evidenziato che, nell'ipotesi in cui le somme non siano restituite entro il 2018, potrebbero aversi ripercussioni negative con il conseguente aumento delle aliquote delle componenti tariffarie della bolletta elettrica. Esprime alcune perplessità sul fatto che la Cassa depositi e prestiti, soggetto che dovrebbe fare investimenti, sia stata già chiamata a prestare denaro all'amministrazione straordinaria di ILVA. Aggiunge che si tratta di cifre considerevoli con un impatto finanziario notevole sulla generalità dei cittadini. In conclusione, sottolinea la necessità che il Governo fornisca tempestivamente chiarimenti sulle questioni da lui sollevate ed esprime rammarico per sia presente in una fase successiva a quella della presentazione delle proposte emendative.
Vincenza LABRIOLA (Misto), nel condividere solo parzialmente quanto affermato dai colleghi intervenuti in precedenza, evidenzia che il provvedimento in esame configura di fatto la svendita dell'azienda e crea le basi affinché, in futuro, la realtà della città pugliese – afflitta da una drammatica povertà sociale a lei ben nota, essendo cittadina di Taranto – torni ad essere nuovamente oggetto di un deprecabile ricatto di tipo occupazionale. Lamenta quindi la scarsa incisività delle amministrazioni locali e del Governo che ignorano le esigenze particolari della città di Taranto, soprattutto in riferimento alla necessità di prevedere un'assistenza sanitaria di tipo specifico, atteso che le drammatiche conseguenze per la salute dovute all'inquinamento causato dall'azienda Ilva si avvertiranno per un lunghissimo periodo di tempo presso la popolazione locale. Stigmatizza altresì l'assenza di investimenti nei territori interessati, che mortifica ulteriormente la popolazione tarantina ed osserva come in passato i numerosi provvedimenti riguardanti l'emergenza ILVA abbiano privilegiato la salvaguardia delle esigenze del PIL nazionale piuttosto che la soluzione delle problematiche ambientali e sanitarie della città pugliese. Nel sollevare dubbi sulla possibilità di procedere effettivamente alla vendita di un'azienda non ancora espropriata, ma che è tuttora soggetta ad una gestione commissariale e quindi risulta essere ancora di proprietà della famiglia Riva, esprime parziali perplessità in relazione a talune forme di immunità previste dal provvedimento in esame, osservando che le stesse appaiono giustificabili esclusivamente fino a quando saranno state completate le opere di risanamento ambientale. Nel reputare inutile inoltre la nomina di un comitato di esperti, stante la disponibilità di numerose professionalità all'interno delle istituzioni nazionali, auspica che il decreto sia migliorato con l'adozione sia di iniziative volte a tutelare il settore turistico Pag. 38della città pugliese sia di misure finalizzate all'introduzione di un contratto nazionale specifico per i lavoratori del settore siderurgico. Sollecita quindi con convinzione il Governo ad adottare particolari misure per garantire la sicurezza dei lavoratori ILVA e delle popolazioni locali, interessate dalla diffusione delle polveri generate dagli stabilimenti ILVA, preferendo, a tal fine, la predisposizione di un piano per la riconversione totale dei suddetti impianti. Ribadisce infine la necessità che ci si adoperi affinché la popolazione tarantina torni a guardare al proprio futuro con speranza e fiducia.
La Viceministra Teresa BELLANOVA dichiara innanzitutto che si riserva di replicare nel corso dell'esame in Assemblea e informa le Commissioni che la sua assenza nelle precedenti sedute è stata dovuta a importanti impegni istituzionali all'estero. Assicura che il Governo è senz'altro disponibile a fornire tutti i chiarimenti necessari durante l'esame degli emendamenti. Sottolinea l'importanza del decreto-legge in esame che mira a risolvere contestualmente le gravi problematiche che riguardano l'area di Taranto relative all'ambiente, alla salute e al lavoro. Con particolare riguardo alla questione dell'onere della restituzione dei 300 milioni sollevata dall'onorevole Crippa, osserva che deve essere seguito il principio i finanziamenti devono essere restituiti da chi li ha ricevuti.
Per quanto riguarda la destinazione dei proventi derivanti dalla cessione ovvero dall'affitto, conferma che saranno soddisfatti i creditori del gruppo ILVA in base a quanto previsto dalla normativa vigente e che quindi alla famiglia Riva non verrà attribuita alcuna somma. Osserva, infine, che il Governo, consapevole delle criticità affrontate dal provvedimento in esame, ritiene che esso possa rappresentare una preziosa occasione per individuare le soluzioni più adeguate.
Davide CRIPPA (M5S), pur ringraziando il Governo per la presenza nella seduta odierna, ricorda che la fissazione della data di inizio dell'esame del provvedimento in Assemblea è stata imposta dall'Esecutivo. Dichiara che trattandosi del decimo decreto-legge sull'Ilva ha perso la speranza di veder conciliati in modo soddisfacente i diritti alla tutela ambientale, alla salute e al lavoro. Ritiene, al contrario, si tratti ancora una volta di disposizioni di mera propaganda che non affrontano in modo efficace e trasparente l'infinita serie di problematiche di carattere finanziario e ambientale che si sono affastellate negli anni. Sottolinea l'importanza che il Parlamento sia messo nelle condizioni di conoscere i risultati dell'amministrazione straordinaria e il grado di attuazione delle prescrizioni ambientali. Occorre quindi riflettere sull'adeguatezza degli interventi proposti e sulle garanzie che vengono predisposte sia sul piano finanziario che a tutela delle prospettive occupazionali dei lavoratori. Auspica pertanto che la Viceministra Bellanova possa fornire i chiarimenti richiesti prima dell'inizio della discussione in Assemblea affinché l'esame del provvedimento in Commissione possa risultare proficuo.
La Viceministra Teresa BELLANOVA ribadisce la disponibilità del Governo ad entrare nel merito delle questioni poste durante la fase emendativa presso le Commissioni.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, nel sottolineare che la priorità dei passati interventi – obiettivo non sempre raggiunto – era comunque quella di garantire un futuro all'azienda ILVA, salvaguardando anche le altre esigenze di natura ambientale e sanitaria, ritiene che, non appena compiuti gli opportuni approfondimenti, sarà possibile pronunciarsi sugli eventuali ricorsi avverso la declaratoria di inammissibilità di talune proposte emendative.
Ludovico VICO (PD) condivide la necessità di fare chiarezza sull'utilizzo, da parte dei commissari straordinari, delle risorse finanziarie fin qui assegnate all'amministrazione straordinaria del Pag. 39Gruppo Ilva. Ricorda come la somma pari a 800 milioni, per altro non ancora trasferita alla gestione commissariale, sia finalizzata all'attuazione del Piano di risanamento ambientale. In ogni caso ritiene che i commissari straordinari debbano rispetta l'obbligo previsto dalla normativa vigente i presentare relazioni semestrali sulla gestione.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) reputa opportuno compiere ulteriori approfondimenti sull'impianto «giuridico» del provvedimento, atteso che taluni interventi in materia di giustizia recati dal predetto testo potrebbero creare un pericoloso precedente in materia di interventi legislativi su taluni principi fondamentali del nostro ordinamento.
Ermete REALACCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta fissata alle ore 20 di oggi.
TESTO AGGIORNATO AL 6 LUGLIO 2016
La seduta comincia alle 20.55.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta di questa mattina.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, comunica che lo slittamento dell'orario di inizio della seduta è imputabile a un disguido di carattere tecnico con gli uffici del Ministero.
Davide CRIPPA (M5S) chiede chiarimenti in ordine al prosieguo dei lavori della seduta delle Commissioni riunite.
Filiberto ZARATTI (SI-SEL) giudica non rispettoso nei confronti dei colleghi delle Commissioni convocate rinviare ad libitum i lavori delle Commissioni. Propone, pertanto, di rinviare a domani la seduta delle Commissioni.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, propone di posticipare la seduta delle Commissioni di 15 minuti, necessari a consentire di sbloccare un ostacolo di natura tecnica, non essendo ancora pervenuta agli uffici delle Commissioni una mail inviata dai rappresentanti del Ministero.
Gianluca BENAMATI (PD), nell'auspicare un confronto costruttivo tra i colleghi delle Commissioni riunite, fa presente che l'ostacolo, non avendo natura procedurale, bensì tecnica, non ha alcuna valenza politica.
Davide CRIPPA (M5S) chiede notizie in merito all'esito dei ricorsi sui giudizi di inammissibilità pronunciati dalla presidenza.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, fa presente che le presidenze intendono confermare i giudizi di inammissibilità già pronunciati.
Davide CRIPPA (M5S) chiede alle presidenze di rivedere il giudizio di inammissibilità dell'emendamento a sua prima firma 1.156, volto a sopprimere la norma che consente il recupero dei residui della produzione dell'impianto ILVA per la formazione di rilevati, di alvei di impianti di deposito di rifiuti sul suolo e di sottofondi stradali.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, sospende brevemente la seduta.
La seduta sospesa alle 21.05 è ripresa alle 21.10.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, comunica che le presidenze, rivedendo il giudizio originariamente espresso, considerano ammissibile l'emendamento Crippa 1.156. Ricorda quindi che gli emendamenti Ferrara 1.57 e Zaratti 1.56 sono stati ritirati dai presentatori.
Cristina BARGERO, relatrice per la X Commissione, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Ricciatti 1.1, Vallascas 1.2 e Pellegrino 1.3, nonché sull'emendamento Vallascas 1.5 e sugli identici emendamenti Sisto 1.6, Duranti 1.7, Petraroli 1.8 e Labriola 1.18, nonché sugli emendamenti Sisto 1.13 e 1.12, Vallascas 1.16, Petraroli 1.17, Allasia 1.19, Sisto 1.10 e 1.11, Allasia 1.20 e 1.21, Ferrara 1.14 e Crippa 1.23. In merito al parere espresso sull'emendamento a prima firma Crippa 1.23, precisa che non appare necessaria una previsione normativa specifica sul punto, alla luce dell'applicazione di norme e principi di carattere generale.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, esprime parere contrario sull'emendamento Crippa 1.22, sugli identici emendamenti Da Villa 1.24 e Pellegrino 1.25, nonché sugli emendamenti Zaratti 1.15, De Lorenzis 1.82, Sisto 1.36 e Zaratti 1.54, Duranti 1.28, Ricciatti 1.48, Allasia 1.90, Petraroli 1.40, Zaratti 1.29, Cristian Iannuzzi 1.79, Pellegrino 1.30, Sisto 1.35 Zaratti 1.51, Cristian Iannuzzi 1.93 e 1.32, nonché sugli identici emendamenti Zaratti 1.34 e Zolezzi 1.87, sugli emendamenti Ferrara 1.60, Ricciatti 1.58, Zolezzi 1.94, Ferrara 1.33, Da Villa 1.42, Labriola 1.85, Duranti 1.47, Ricciatti 1.45, Cristian Iannuzzi 1.91 e 1.92, Pellegrino 1.31, Zaratti 1.46, Sisto 1.38, Labriola 1.84, Vallascas 1.80, Duranti 1.59, Petraroli 1.41, Sisto 1.39, Cristian Iannuzzi 1.44 e 1.43, Ferrara 1.53, Zaratti 1.52, Allasia 1.106, Labriola 1.97, Zolezzi 1.69, Cristian Iannuzzi 1.115, Petraroli 1.77, Cristian Iannuzzi 1.73, nonché sugli identici emendamenti Zaratti 1.64 e 1.107, Duranti 1.68, Pellegrino 1.61, Crippa 1.72, sugli identici emendamenti Zolezzi 1.111 e Ricciatti 1.62, sull'emendamento Zaratti 1.66 e sugli identici emendamenti Cristian Iannuzzi 1.119, Ricciatti 1.74 e Zolezzi 1.102. Esprime altresì parere contrario sugli emendamenti Zaratti 1.75, Cristian Iannuzzi 1.121, Pellegrino 1.76, Sisto 1.78 e 1.70, sugli identici emendamenti Cristian Iannuzzi 1.125 e Petraroli 1.71, sugli emendamenti Pellegrino 1.67 e Petraroli 1.123, Labriola 1.134, Ricciatti 1.60, Pellegrino 1.166, Ricciatti 1.162, Crippa 1.152, Zolezzi 1.140, Zaratti 1.163, sugli identici emendamenti Cristian Iannuzzi 1.130 e Massa 1.147, sugli emendamenti Labriola 1.145, Allasia 1.132, Zolezzi 1.154. Esprime, quindi, parere contrario anche sugli emendamenti Labriola 1.171, sugli identici emendamenti Sisto 1.172 e Petraroli 1.173, sull'emendamento De Lorenzis 1.175, sugli identici Sisto 1.83 e Petraroli 1.86, nonché sugli emendamenti Crippa 1.88, Sisto 1.96, Crippa 1.95, Zaratti 1.98, Duranti 1.100, De Lorenzis 1.103, Petraroli 1.108, Vallascas 1.124, Petraroli 1.109, sugli identici emendamenti Sisto 1.110, Petraroli 1.112 e Ricciatti 1.114, sugli emendamenti De Lorenzis 1.116, Labriola 1.117, Cristian Iannuzzi 1.122, Sisto 1.120, sugli identici emendamenti Sisto 1.126, Cristian Iannuzzi 1.143, De Lorenzis 1.141 e Ricciatti 1.128, sugli emendamenti Crippa 1.146, Allasia 1.144, Sisto 1.129, 1.131 e 1.135, Labriola 1.149, sugli identici emendamenti Sisto 1.151 e Petraroli 1.153.
Invita quindi al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli emendamenti Cristian Iannuzzi 1.81, Stella Bianchi 1.27 e 1.26, Carrescia 1.104, Zaratti 1.65, Vico 1.148 e 1.150, Ricciatti 1.161, Labriola 1.138, Borghi 1.165, nonché degli identici emendamenti Cristian Iannuzzi 1.127 e Petraroli 1.159, degli emendamenti Cristian Iannuzzi 1.142, Vico 1.170, Duranti 1.139 e Crippa 1.155.Pag. 41
Esprime quindi parere favorevole sugli emendamenti Pellegrino 1.55, Sisto 1.37, nonché sugli identici emendamenti Zaratti 1.49 e Carrescia 1.89, sugli emendamenti Ricciatti 1.50, Zolezzi 1.99. Esprime quindi parere favorevole, a condizione che siano riformulati nei termini riportati in allegato, sugli emendamenti Borghi 1.113, Braga 1.164, Sisto 1.136, Vico 1.168 e 1.169, Crippa 1.101, Massa 1.118 e Borghi 1.133 (vedi allegato 4). Chiede infine l'accantonamento degli emendamenti Massa 1.63, Crippa 1.156 e dell'articolo aggiuntivo Zolezzi 1.01.
Cristina BARGERO (PD), relatrice per la X Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Vallascas 2.1, De Lorenzis 2.2, Sisto 2.4, Crippa 2.5, Sisto 2.3 e Ricciatti 2.7.
La Viceministra Teresa BELLANOVA esprime parere conforme a quello dei relatori.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) chiede l'accantonamento degli emendamenti 1.10 e 1.11 a sua prima firma.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Ricciatti 1.1, Vallascas 1.2 e Pellegrino 1.3, e gli identici emendamenti Sisto 1.6, Duranti 1.7, Petraroli 1.8 e Labriola 1.18.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) illustra le finalità del suo emendamento 1.13 che intende attenuare gli effetti del debito nei confronti dello Stato che grava attualmente sulla gestione commissariale straordinaria dell'ILVA.
Cristina BARGERO (PD), relatrice per la X Commissione, chiarisce che il parere contrario ad una tale ipotesi si pone in linea con la posizione della Commissione europea su tale situazione, che va nel senso di stabilire una netta discontinuità tra la gestione commissariale e gli eventuali acquirenti dell'azienda commissariata.
Federico MASSA (PD) fa presente come, in realtà, si stia discutendo di un'ipotesi meramente tecnica, atteso che ogni forma di debito gravante sull'azienda commissariata si ripercuoterà necessariamente sul suo prezzo finale di vendita.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL), pur apprezzando le capacità argomentative del collega Massa, osserva che il debito attualmente permane interamente sulla gestione commissariale.
Davide CRIPPA (M5S) evidenzia che le considerazioni testé svolte dalla relatrice onorevole Bargero, sulla posizione della Commissione europea, di fatto, confermino come le misure adottate dal Governo a gennaio scorso si configurino come un aiuto di Stato nei confronti dell'ILVA. Osserva pertanto che la gestione commissariale non potrà disporre delle risorse necessarie per pagare i creditori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Sisto 1.13 e 1.12.
Davide CRIPPA (M5S) illustra le finalità dell'emendamento Vallascas 1.16, di cui è cofirmatario, rilevando la necessità di trasferire l'onere debitorio nei confronti dello Stato dalla gestione commissariale agli eventuali aggiudicatari della vendita dell'ILVA.
Le Commissioni respingono l'emendamento Vallascas 1.16.
Cosimo PETRAROLI (M5S) illustra le finalità del suo emendamento 1.17 volto a creare le condizioni affinché la restituzione dei debiti in capo alla gestione commissariale dell'ILVA avvenga in una situazione di pari condizioni tra i vari creditori.
Diego DE LORENZIS (M5S) evidenzia che l'emendamento Petraroli 1.17 reca una misura di equità e consentirà altresì di evitare contenziosi di carattere amministrativo. Auspica che i relatori chiariscano Pag. 42la posizione contraria a tale emendamento.
Ludovico VICO (PD) osserva che il prestito di 300 milioni erogato nei confronti dell'ILVA e peraltro, a suo avviso, non sufficiente è stato necessario per garantire sia il pagamento delle retribuzioni dei dipendenti dell'ILVA sia dei fornitori di primo e secondo livello.
Le Commissioni respingono l'emendamento Petraroli 1.17.
Stefano ALLASIA (LNA) illustra le finalità del suo emendamento 1.19, reputando altresì surreale il dibattito testé svoltosi sul prestito erogato all'ILVA, atteso che lo stesso non è stato in alcun modo utilizzato per garantire né il pagamento dei dipendenti dell'ILVA né dei fornitori di primo e secondo livello. Ricorda quindi che il suddetto emendamento, unitamente agli emendamenti 1.20 e 1.21 a sua prima firma, è volto a fugare il rischio che la restituzione del debito dell'ILVA nei confronti dello Stato abbia priorità rispetto ai pagamenti della stessa azienda verso dei creditori.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) chiede di accantonare l'emendamento Allasia 1.19, che sottoscrive, unitamente ai suoi emendamenti 1.10 e 1.11, in quanto vertente sulla medesima tematica.
Cristina BARGERO (PD), relatrice per la X Commissione manifesta orientamento favorevole all'accantonamento.
La Viceministra Teresa BELLANOVA si dice favorevole alla suddetta richiesta di accantonamento.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, propone di accantonare gli emendamenti Allasia 1.19 e Sisto 1.10 e 1.11.
Davide CRIPPA (M5S) manifesta perplessità sulla decisione di accantonare gli emendamenti Allasia 1.19 e Sisto 1.10 e 1.11, atteso che in precedenza è stato respinta una proposta emendativa vertente su analoga materia.
Cristina BARGERO (PD), relatrice per la X Commissione, evidenzia che la posizione dei relatori e del Governo è quella di far sì che sia possibile individuare una soluzione alle problematiche evidenziate.
Diego DE LORENZIS (M5S), prendendo atto di quanto dichiarato dalla relatrice, non comprende come si possa accantonare un serie di emendamenti che vertono sulla stessa materia dell'emendamento Petraroli 1.17 appena respinto dalle Commissioni. Con riferimento alla procedura di infrazione europea per i finanziamenti concessi al gruppo ILVA, sottolinea come tale procedura possa andare avanti concludendosi con la dichiarazione che tali finanziamenti costituiscono aiuti di Stato.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, fa notare come i presentatori dell'emendamento Petraroli 1.17 non ne abbiano chiesto l'accantonamento, nonostante il collega Sisto avesse già preannunciato l'intenzione di chiedere l'accantonamento degli emendamenti a sua firma 1.10 e 1.11 vertenti sulla medesima materia.
Davide CRIPPA (M5S) ribadisce come, essendo stato respinto l'emendamento Petraroli 1.17, le Commissioni non potrebbero accantonare ulteriori emendamenti vertenti sulla medesima materia.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Allasia 1.20 e 1.21 e Ferrara 1.14.
Davide CRIPPA (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.23, sottolinea come le argomentazioni addotte dalla relatrice possano essere giudicate condivisibili per quanto riguarda i commissari straordinari, mentre evidenzia come la normativa vigente non contempli espressamente le ipotesi di conflitto di interessi dell’advisor finanziario che potrebbe entrare anche successivamente all'aggiudicazione a far parte della gestione dell'azienda.
Cristina BARGERO (PD), relatrice per la X Commissione, sottolinea come sia prevista dalla disciplina relativa allo svolgimento della procedura di aggiudicazione che l’advisor finanziario non debba trovarsi in una situazione di conflitto di interessi.
Davide CRIPPA (M5S) sottolinea come il conflitto di interessi potrebbe insorgere anche in un secondo momento rispetto alla fase di aggiudicazione della gara e pertanto sarebbe preferibile esplicitarlo in una norma.
Diego DE LORENZIS (M5S), pur ammettendo di non essere un esperto della materia, ritiene non convincenti le argomentazioni addotte dalla relatrice Bargero per evitare l'insorgere di un futuro contenzioso e ritiene sarebbe auspicabile un'espressa previsione normativa delle ipotesi di conflitto di interesse. Sul punto ritiene necessario un ulteriore approfondimento.
Ludovico VICO (PD) evidenzia come le Commissioni stiano affrontando la disciplina relativa ad un'azienda sottoposta ad amministrazione straordinaria ora oggetto di una procedura di vendita dei complessi aziendali. Ricorda che la normativa in materia, il cosiddetto decreto Marzano, prevede ipotesi di conflitto di interesse da evitare.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Crippa 1.23 e 1.22, gli identici emendamenti Da Villa 1.24 e Pellegrino 1.25, nonché l'emendamento Zaratti 1.15.
Diego DE LORENZIS (M5S) chiede l'accantonamento dell'emendamento a sua prima firma 1.82, in quanto molto simile ad altre proposte emendative che verranno affrontate successivamente e che riguardano la procedura di modifica dell'AIA.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, non ritiene di poter accedere a tale richiesta di accantonamento in quanto l'emendamento in questione affronta il tema centrale del decreto-legge e cioè la possibilità di prevedere modifiche o integrazioni al Piano di risanamento ambientale.
Federico MASSA (PD) sottolinea come a suo giudizio non si possa intervenire con modifiche che riguardino la procedura di gara che, in base alla normativa vigente prevede la possibilità di apportare modifiche ed integrazioni al piano delle misure ambientali.
Davide CRIPPA (M5S) sottolinea che il decreto-legge in esame amplia in modo rilevante la procedura di gara cambiando addirittura le condizioni per la presentazione delle offerte.
Le Commissioni respingono l'emendamento De Lorenzis 1.82.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.36 volto a garantire la correttezza della procedura di gara dal punto di vista della partecipazione dei soggetti. Su tale profilo chiede al Governo un'ulteriore riflessione al fine di evitare l'insorgere di successivi contenziosi.
Diego DE LORENZIS (M5S), replicando all'intervento del collega Massa, precisa che qualunque emendamento che preveda una modifica alla procedura di gara dovrebbe essere considerato al limite dell'ammissibilità, a meno che non si vogliano Pag. 44ammettere solo modifiche alle quali il Governo è interessato.
Ludovico VICO (PD) precisa che fin dall'inizio si è trattato di decidere se porre in vendita il gruppo Ilva nel suo complesso ovvero singoli rami di azienda in base a quanto previsto dal decreto Marzano per le aziende dichiarate in stato di insolvenza.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, ricorda che il decreto-legge in esame prevede la possibilità di apportare modifiche ed integrazioni all'AIA sulla base del relativo Piano industriale. A tale riguardo ricorda che non potrebbero essere ammesse modifiche che rendessero l'AIA meno restrittiva quanto al contenuto delle prescrizioni. Ritiene che certamente si possono apportare modifiche e integrazioni di carattere sostanziale che garantiscano una più efficace tutela ambientale.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) esprime la preoccupazione che la possibilità di apportare modifiche ed integrazioni all'AIA possa di fatto avvantaggiare un determinato soggetto che partecipa alla gara di aggiudicazione.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Sisto 1.36, Zaratti 1.54, Duranti 1.28 e Ricciatti 1.48.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.81: si intende che vi abbia rinunciato.
Stefano ALLASIA (LNA) chiede l'accantonamento dell'emendamento a sua prima firma 1.90 per una rivalutazione del giudizio negativo espresso dai relatori e dal Governo.
Alessandro BRATTI (PD) dichiara come non sia possibile accedere alla richiesta di accantonamento in quanto il decreto-legge in esame prevede una procedura straordinaria di modifica dell'AIA; quindi l'emendamento in questione, intervenendo sulla disciplina ordinaria, deve ritenersi incompatibile con il contenuto del provvedimento in esame.
Stefano ALLASIA (LNA) auspica che tale coerenza sia attuata anche nei confronti dei lavoratori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Allasia 1.90, Petraroli 1.40 e Zaratti 1.29.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.79: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni approvano l'emendamento Pellegrino 1.55 (vedi allegato 5); respingono quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Pellegrino 1.30 e Sisto 1.35.
Stella BIANCHI (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.27.
Le Commissioni respingono l'emendamento Zaratti 1.51; approvano quindi l'emendamento Sisto 1.37 (vedi allegato 5).
Diego DE LORENZIS (M5S), dopo aver sottoscritto gli emendamenti Cristian Iannuzzi 1.93 e 1.32, chiede ai relatori chiarimenti sul parere espresso.
Alessandro BRATTI (PD), relatore per la VIII Commissione, fa presente che l'emendamento Cristian Iannuzzi 1.93 determina un eccessivo allungamento della procedura in corso, fermo restando che nel quadro della prevista consultazione pubblica tutti i soggetti interessati potranno presentare osservazioni.
Diego DE LORENZIS (M5S) non ritiene plausibile la motivazione addotta dal relatore Bratti anche con riferimento all'emendamento Cristian Iannuzzi 1.93, volto a rendere disponibili per la consultazione Pag. 45del pubblico tutti gli atti afferenti alle proposte di modifica o integrazione al Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria.
Alessandro BRATTI (PD), relatore per la VIII Commissione, ribadisce che la fase di consultazione pubblica e di pubblicazione è già prevista a valle della individuazione dell'aggiudicatario.
Davide CRIPPA (M5S) ricorda che risulta in capo ai commissari del gruppo ILVA anche l'obbligo, non ancora assolto, di inviare al Parlamento una relazione sul proprio operato.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Cristian Iannuzzi 1.93 e 1.32.
Alberto ZOLEZZI (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma Zolezzi 1.87, analogo all'emendamento Zaratti 1.34, di cui illustra le finalità.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Zaratti 1.34 e Zolezzi 1.87, nonché gli emendamenti Ferrara 1.60, Ricciatti 1.58, Zolezzi 1.94, Ferrara 1.33, Da Villa 1.42.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Labriola 1.85: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Duranti 1.47 e Ricciatti 1.45.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Cristian Iannuzzi 1.91 e 1.92: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Pellegrino 1.31 e Zaratti 1.46.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) interviene per illustrare le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.38, di cui raccomanda l'approvazione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sisto 1.38.
Stella BIANCHI (PD) ritira l'emendamento a sua firma 1.26.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Labriola 1.84: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni approvano, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Zaratti 1.49 e Carrescia 1.89, nonché l'emendamento Ricciatti 1.50 (vedi allegato 5). Respingono quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Vallascas 1.80 e Duranti 1.59.
Cosimo PETRAROLI (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.41, di cui raccomanda l'approvazione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Petraroli 1.41.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 1.39, volto a prevedere che l'esperto indipendente rediga una relazione non vincolante sulla compatibilità delle offerte vincolanti definitive con i criteri di mercato.
Le Commissioni respingono quindi l'emendamento Sisto 1.39.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Cristian Iannuzzi 1.44 e 1.43: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Ferrara 1.53, Zaratti 1.52 e Allasia 1.106.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Labriola 1.97: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Zolezzi 1.69.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.115: si intende che vi abbia rinunciato.
Piergiorgio CARRESCIA (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.104.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, propone di accantonare l'emendamento Massa 1.63 come richiesto dai relatori.
Le Commissioni respingono l'emendamento Petraroli 1.77.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.73: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Zaratti 1.64 e Zolezzi 1.107, nonché gli emendamenti Duranti 1.68 e Pellegrino 1.61. Approvano quindi l'emendamento Zolezzi 1.99 (vedi allegato 5) e respingono l'emendamento Crippa 1.72.
Enrico BORGHI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 1.113, proposta dai relatori.
Diego DE LORENZIS (M5S) fa presente che la riformulazione proposta dai relatori non modifica, di fatto, il contenuto sostanziale del provvedimento.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, chiarisce la ratio della riformulazione dell'emendamento Borghi 1.113, che prevede che le modifiche o integrazioni al Piano devono in ogni caso assicurare standard di tutela ambientale coerenti alle previsioni del piano approvato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014.
Davide CRIPPA (M5S) ritiene ultronea e banale la riformulazione proposta dai relatori, che non innova il diritto vigente.
Le Commissioni approvano quindi l'emendamento Borghi 1.113 (nuova formulazione) (vedi allegato 5); respingono quindi, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Zolezzi 1.111 e Ricciatti 1.62, l'emendamento Zaratti 1.66, nonché gli identici emendamenti Cristian Iannuzzi 1.119, Ricciatti 1.64 e Zolezzi 1.102.
Filiberto ZARATTI (SI-SEL) insiste per la votazione dell'emendamento a sua prima firma 1.65.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Zaratti 1.65 e 1.75.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.121: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pellegrino 1.76.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.78, ritenendo discutibile l'espressione «tiene conto», che forse dovrebbe essere opportunamente sostituita dal verbo «sostituisce».
Alessandro BRATTI (PD), relatore per la VIII Commissione, evidenzia che la valutazione di impatto ambientale risulta assorbita dall'autorizzazione integrata ambientale.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) ritira, quindi, gli emendamenti a sua prima firma 1.78 e 1.70.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.125: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni, con distinte votazioni respingono gli emendamenti Petraroli 1.71 e Pellegrino 1.67.
Cosimo PETRAROLI (M5S) illustra le finalità del suo emendamento 1.123 che intende estendere anche all'ILVA il sistema di garanzie assicurative tramite fidejussione in caso di danni ambientali.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, ribadisce il parere contrario sull'emendamento Petraroli 1.123.
Le Commissioni respingono l'emendamento Petraroli 1.123.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Labriola 1.134: si intende che vi abbiano rinunziato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Ricciatti 1.160.
Ludovico VICO (PD) ritira i suoi emendamenti 1.148 e 1.150.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Pellegrino 1.166 e Ricciatti 1.162.
Davide CRIPPA (M5S) illustra le finalità del suo emendamento 1.152 volto a prevedere che gli esperti cui al comma 1, lettera b), capoverso 8.2, siano scelti tra soggetti di comprovata esperienza, in particolare nei settori degli impianti siderurgici ed in tutela ambientale e della salute.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, osserva che l'attuale formulazione del testo rappresenta la miglior garanzia in termini di ampiezza delle competenze che potranno caratterizzare il comitato di esperti in titolo.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Crippa 1.152, Zolezzi 1.140 e Zaratti 1.163.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.130: si intende che vi abbia rinunziato.
Federico MASSA (PD) ritira l'emendamento 1.147 a sua prima firma.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Labriola 1.145: si intende che vi abbiano rinunziato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Allasia 1.132.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, fa notare come vi sarà un impegno del Governo a prevedere in ogni caso un coinvolgimento anche del Ministero della salute.
La Viceministra Teresa BELLANOVA, nel confermare quanto testé preannunciato dal relatore Bratti, sottolinea che recepisce l'essenza degli emendamenti volti a prevedere un coinvolgimento del Ministero della salute impegnando il Governo a consultare in ogni caso tale Ministero anche in assenza di una espressa prescrizione normativa che dilaterebbe i tempi.
Davide CRIPPA (M5S), pur comprendendo lo spirito delle dichiarazioni della Viceministra Bellanova, ricorda che in assenza di una specifica norma non vi sarebbe alcuna obbligatorietà del coinvolgimento Pag. 48del Ministero della salute nella nomina del Comitato di esperti.
La Viceministra Teresa BELLANOVA fa notare come un'eventuale modifica del decreto-legge nel senso prospettato dall'onorevole Crippa comporterebbe un ritardo nella nomina degli esperti.
Diego DE LORENZIS (M5S) dichiara di non condividere la posizione del Governo, considerato che la nomina del Comitato di esperti è un atto ufficiale.
Le Commissioni respingono l'emendamento Ricciatti 1.161.
Alessandro BRATTI (PD), relatore per la VIII Commissione, propone di accantonare, ai fini di un ulteriore supplemento di istruttoria, l'emendamento Petraroli 1.157.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, propone di accantonare l'emendamento Petraroli 1.157, come richiesto dal relatore.
Alberto ZOLEZZI (M5S) illustra le finalità del suo emendamento 1.154, che ritira, ricordando che tale proposta intendeva eliminare quella sorta di aleatorietà del testo in esame con riferimento all'azione del comitato di esperti di cui all'articolo 1, comma 1, capoverso 8.2.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Labriola 1.138: si intende che vi abbiano rinunziato.
Chiara BRAGA (PD) accetta la riformulazione proposta dell'emendamento 1.164 a sua prima firma.
Le Commissioni approvano l'emendamento Braga 1.164 (Nuova formulazione) (vedi allegato 5).
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, comunica che l'emendamento Borghi 1.165 deve intendersi assorbito dall'approvazione dell'emendamento Braga 1.164 (Nuova formulazione).
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) illustra le finalità del suo emendamento 1.136, accettando la proposta di riformulazione avanzata dai relatori.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, ricorda che la proposta di riformulazione dell'emendamento Sisto 1.136 va nel senso di parametrare il compenso dei componenti del Comitato di esperti di verifica dell'impatto ambientale al lavoro effettivamente svolto.
Ludovico VICO (PD) osserva che la riformulazione testé proposta modifica totalmente il senso dell'emendamento, che a suo avviso andrebbe ritirato.
Diego DE LORENZIS (M5S) concorda sul fatto che l'emendamento Sisto 1.136 e la relativa proposta di riformulazione sono molto distanti tra loro ed auspica che il compenso dei componenti Comitato di esperti sia parametrato sulla base di criteri specifici e che le loro competenze siano individuate con modalità più trasparenti.
Davide CRIPPA (M5S) reputa preferibile l'originale formulazione dell'emendamento Sisto 1.136, atteso che la proposta dei relatori non appare collegare il compenso dei componenti Comitato di esperti all'attività realmente svolta.
Gianluca BENAMATI (PD) ritiene che la parametrazione ipotizzata ridurrebbe il compenso dei componenti del Comitato di esperti sulla base del lavoro effettivamente svolto.
Piergiorgio CARRESCIA (PD) sottolinea l'esistenza di differenti retribuzioni nell'ambito dei componenti della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale.
Ludovico VICO (PD) reputa paradossale pretendere le massime competenze da parte dei componenti del Comitato di esperti e al contempo tentare di ridurne al minimo le relative retribuzioni.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, osserva che la ratio della riformulazione proposta è di collegare la retribuzione dei componenti del Comitato di esperti a quella dei componenti della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale sulla base del lavoro effettivamente svolto.
La Viceministra Teresa BELLANOVA prospetta l'opportunità di riformulare ulteriormente l'emendamento Sisto 1.136 nel senso che il compenso dei componenti del Comitato di esperti sia parametrato temporalmente (vedi allegato 4).
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, concorda con l'ulteriore proposta di riformulazione dell'emendamento Sisto 1.136 avanzata dalla rappresentante del Governo.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) accetta l'ulteriore proposta di riformulazione del suo emendamento 1.136.
Le Commissioni approvano l'emendamento Sisto 1.136 (Ulteriore nuova formulazione) (vedi allegato 5).
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.127: si intende che vi abbiano rinunziato.
Cosimo PETRAROLI (M5S) ritira l'emendamento 1.159 a sua prima firma.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cristian Iannuzzi 1.142: si intende che vi abbiano rinunziato.
Ludovico VICO (PD) ritira l'emendamento Pelillo 1.167, di cui è cofirmatario.
Ludovico VICO (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 1.168.
Le Commissioni approvano l'emendamento Vico 1.168 (nuova formulazione) (vedi allegato 5).
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, con riferimento alla proposta di riformulazione dell'emendamento Vico 1.169 precisa che si tratta di garantire la mobilità dei lavoratori per le assunzioni a favore di Arpa Puglia.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) chiede ai relatori un chiarimento circa l'onere finanziario per la prevista deroga in materia di assunzioni.
Davide CRIPPA (M5S) chiede conferma se l'Agenzia regionale sia un ente autonomo ovvero dipenda dalla regione.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, chiarisce che l'Arpa è un ente strumentale della regione che riceve dalla stessa regione le risorse finanziarie per esercitare le proprie funzioni di controllo.
Le Commissioni approvano l'emendamento Vico 1.169 (nuova formulazione) (vedi allegato 5).
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, avverte che l'emendamento Vico 1.170 deve ritenersi assorbito dall'approvazione dell'emendamento 1.168. Constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Labriola 1.171: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Sisto 1.172 e Petraroli 1.173, De Lorenzis 1.175, gli identici emendamenti Sisto 1.83 e Petraroli 1.86, e l'emendamento Crippa 1.88.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.96, intende svolgere un intervento complessivo sulla questione dell'estensione del regime di immunità penale amministrativa anche ad altri soggetti. Ritiene che tale previsione rappresenti una deroga grave al principio di tassatività del diritto penale e all'obbligo di esercitare l'azione penale. Sottolinea, al riguardo, che l'estensione riguarda categorie di soggetti indeterminati quali eventuali futuri affittuari o acquirenti dei complessi aziendali di Ilva. Su tale questione chiede se non sia possibile circoscrivere l'immunità alternativamente alla sfera penale o a quella amministrativa. Ribadisce come la deroga in questione esponga di fatto il decreto-legge ad un'impugnativa per motivi di manifesta incostituzionalità e paventa il rischio che in prospettiva vi possano essere ulteriori estensioni ad altre categorie di soggetti.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, invita i colleghi a riflettere sulla proposta di riformulazione avanzata dai relatori sul tema dell'immunità.
Federico MASSA (PD) dichiara di non condividere le riflessioni svolte dal collega Sisto e sottolinea che la questione dell'immunità non riguarda i soggetti bensì le attività poste in essere in esecuzione del piano di risanamento ambientale. Sottolinea quindi come qualsiasi comportamento che si discosti dall'attuazione del piano non possa considerarsi rientrante nel regime di irresponsabilità penale ed amministrativa. Ritiene, peraltro, che questi due tipi di responsabilità non possano essere separate.
Davide CRIPPA (M5S), senza voler intervenire sul piano strettamente giuridico, ricorda che tali regimi speciali in origine riguardavano solo i commissari straordinari; in proposito ritiene che il Governo dovrebbe verificare ciò che è stato effettivamente attuato del piano di risanamento e quali siano le prescrizioni dell'AIA che ad oggi sono state attuate. Ricorda altresì che, come dichiarato dagli stessi commissari straordinari in audizione, non è mai stato predisposto il piano industriale dell'azienda. Chiede inoltre se tale ulteriore estensione del regime di immunità penale ed amministrativa non metta oltremodo a rischio la tutela della sicurezza dei lavoratori.
Ludovico VICO (PD) osserva come la disciplina proposta in tema di immunità penale introduca una deroga specifica che deve essere valutata nel quadro dell'attuazione delle prescrizioni dell'AIA. Al di fuori da tali fattispecie, deve ritenersi applicabile la normativa vigente in materia di infortuni sul lavoro.
Alessandro BRATTI, relatore per la VIII Commissione, ricorda come la questione dell'immunità, introdotta da precedenti provvedimenti d'urgenza relativi all'Ilva, trovi ragione d'essere esclusivamente nell'esigenza di dare attuazione alle prescrizioni dell'AIA, autorizzazione che rimane in vigore per i successivi 12 anni. Fa notare come l'attuazione del Piano di risanamento ambientale, qualora dovesse determinare il verificarsi di danni ambientali, non comporterebbe alcuna irresponsabilità.
Diego DE LORENZIS (M5S) esprime un giudizio fortemente negativo sulla norma che garantisce l'immunità ai soggetti aggiudicatari per un tempo non determinabile. Ritiene infatti che la tutela ad essi garantita non sia transitoria, bensì ab libitum.
Le Commissioni respingono quindi l'emendamento Sisto 1.96.
Davide CRIPPA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 1.95, di cui illustra le finalità, non comprendendo la motivazione addotta dal relatore con riferimento all'articolo 104-bis della legge fallimentare.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Crippa 1.95 e Zaratti 1.98.
Davide CRIPPA (M5S), pur dichiarando di accettare la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 1.101 proposta dai relatori, fa presente che sarebbe preferibile prevedere l'obbligo dell'affittuario di inviare alle Camere una relazione sull'attività posta in essere, unitamente ad adeguate sanzioni in caso di inosservanza di tale norma.
Le Commissioni approvano l'emendamento Crippa 1.101 (nuova formulazione) (vedi allegato 5); respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Duranti 1.100, De Lorenzis 1.103, Petraroli 1.108, Vallascas 1.124 e Petraroli 1.109, nonché gli identici emendamenti Sisto 1.110, Petraroli 1.112 e Ricciatti 1.114.
Diego DE LORENZIS (M5S) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.116, volto a dare rassicurazioni sulla improrogabilità del termine.
Le Commissioni respingono quindi l'emendamento De Lorenzis 1.116.
Federico MASSA (PD) ritira l'emendamento a sua prima firma 1.118, in quanto la riformulazione proposta dai relatori rende inutile l'emendamento medesimo.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Labriola 1.117 e Cristian Iannuzzi 1.122: si intende che vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, l'emendamento Sisto 1.120 e gli identici emendamenti Sisto 1.126, Cristian Iannuzzi 1.143, De Lorenzis 1.141 e Ricciatti 1.128.
Enrico BORGHI (PD) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 1.133.
Davide CRIPPA (M5S) non comprende la ratio dell'emendamento Borghi 1.133.
Alessandro BRATTI (PD), relatore per la VIII Commissione, interviene per motivare la riformulazione proposta dell'emendamento Borghi 1.133.
Guglielmo EPIFANI, presidente della X Commissione, precisa che la riformulazione dell'emendamento Borghi 1.133 dà certezza al termine per l'aggiudicazione, anche alla luce della normativa europea in materia di Antitrust.
Le Commissioni approvano quindi l'emendamento Borghi 1.133 (nuova formulazione) (vedi allegato 5).
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, avverte che gli emendamenti Crippa 1.146, Allasia 1.144, Sisto 1.129, 1.131 e 1.135, Labriola 1.149 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento Borghi 1.133 (nuova formulazione). Avverte poi che gli emendamenti Duranti 1.139 e Crippa 1.155 devono intendersi assorbiti dall'approvazione dell'emendamento Vico 1.169 (nuova formulazione).
Le Commissioni respingono quindi, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Sisto 1.151 e Petraroli 1.153, nonché gli emendamenti Vallascas 2.1 e De Lorenzis 2.2.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) ritira gli emendamenti a sua prima firma 2.4 e 2.3.
Ermete REALACCI, presidente, propone di accantonare gli emendamenti Crippa 1.156 e 1.01, al fine di consentire ai relatori un supplemento di istruttoria come da loro richiesto.
Le Commissioni respingono quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti, Crippa 2.5 e Ricciatti 2.7.
Ermete REALACCI, presidente della VIII Commissione, comunica quindi che le Commissioni torneranno a riunirsi nella Pag. 52giornata di domani per concludere l'esame delle proposte emendative accantonate. Auspica, a tal, fine, un proficuo confronto tra i rappresentanti del Governo e i relatori. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 0.25 del 6 luglio 2016.