Source: http://www.omniajuris.com/
Timestamp: 2017-05-26 12:52:20+00:00
Document Index: 143073065

Matched Legal Cases: ['art. 570', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 150', 'art. 641', 'art. 609', 'art. 542', 'art. 447', 'art. 350', 'art. 485', 'art. 595', 'art. 595', 'art. 35', 'art. 167']

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Ai fini della configurabilità del delitto di cui all'art. 570, comma secondo, n. 2, cod. pen., l'obbligo di assicurare i mezzi di sussistenza ai figli di minore età grava su entrambi i genitori e permane indipendentemente dalle vicissitudini dei rapporti coniugali, nè l'assolvimento del predetto obbligo da parte di uno dei genitori o anche da altri congiunti esenta in alcun modo l'altro.
Non integra il reato di maltrattamenti in famiglia il comportamento, di una madre divorziata che sottopone i figli a ripetute vessazioni fisiche e morali allo scopo di impedire che gli stessi frequentino il loro padre al di fuori delle previsioni temporali fissate dal giudice civile, a meno che l’accusa non sia suffragata da un quadro probatorio adeguato. Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> ultimi casi trattati:
In tema di reati edilizi, e specificamente di lavori di costruzione edilizia in assenza del relativo permesso, gli esecutori materiali dei lavori, che prestano la loro attività alle dipendenze del costruttore, possono concorrere, per colpa, nella commissione dell'illecito per il caso di mancanza del permesso di costruire, se non adempiono all'onere di accertare l'intervenuto rilascio del provvedimento abilitante, ma vanno esenti da responsabilità sia in caso di lavori eseguiti in difformità dal titolo, dal momento che la legge ha attribuito espressamente al direttore dei lavori l'obbligo di curare la corrispondenza dell'opera al progetto, sia in caso di mancato rispetto colposo delle nome urbanistiche e di piano, perché dalla responsabilità è esonerato già il direttore dei lavori, che è organo tecnico ben più qualificato.
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In tema di conflitti di competenza, la speciale competenza attribuita ai magistrati del Tribunale di Napoli, requirenti e giudicanti, nei procedimenti penali relativi alla gestione dei rifiuti nella regione Campania (art. 3D.L. 23 maggio 2008, n. 92, conv. con modd. in L. 14 luglio 2008, n. 123) non si estende a tutti i reati ambientali, ma deve intendersi limitata, anche per i reati connessi, ai nuovi reati introdotti dall'art. 2 del citato testo normativo ed a quelli previsti e sanzionati dalla parte quarta del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152. (Fattispecie in tema di conflitto negativo in cui la Corte ha affermato la competenza in sede cautelare del G.i.p. circondariale e non di quello collegiale "regionale", vertendosi in materia di inquinamento atmosferico). Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> ultimi casi trattati:
In tema di consegna per l'estero, nel caso in cui l'autorità giudiziaria dello Stato membro di emissione non dia corso alla richiesta di cui all'art. 6, comma quintoL. 22 aprile 2005, n. 69, per l'acquisizione del provvedimento restrittivo in base al quale il mandato d'arresto europeo è stato emesso, la corte di appello non è obbligata a rifiutare la consegna, se il controllo sulla motivazione (art. 17, comma quarto) e sui gravi indizi di colpevolezza (art. 18, lett. t) possa essere comunque effettuato sul mandato di arresto europeo.
In tema di reati fallimentari, alle procedure concorsuali e penali avviate prima della data di entrata in vigore della L. n. 5 del 2006, che ha modificato la nozione di piccolo imprenditore contenuta nell'art. 1, comma secondo, L. fall., resta applicabile la legge fallimentare previgente, anche per quanto attiene alla identificazione del soggetto assoggettabile al fallimento ed alla nozione di piccolo imprenditore, considerato che l'art. 150 della L. n. 5 del 2006 detta una chiara disciplina transitoria per la quale "i ricorsi per dichiarazione di fallimento e le domande di concordato fallimentare depositate prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 5 del 2006, nonché le procedure di fallimento e di concordato fallimentare pendenti alla stessa data, sono definiti secondo la legge anteriore". Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> ultimi casi trattati:
La condotta di chi, mediante false dichiarazioni relative alla propria situazione patrimoniale, ottiene dalla pubblica amministrazione una somma di danaro a titolo di c.d. reddito minimo di inserimento, può integrare i delitti previsti dagli artt. 640-bis o 316-ter c.p..
La dissimulazione di cui all'art. 641 c.p. può realizzarsi con comportamenti diversi, positivi o negativi, tra i quali ultimi rientrano la reticenza o il silenzio; nel caso di utilizzazione dell'autostrada, che la società concessionaria fornisce prima del pagamento del pedaggio, il contratto si stipula per facta concludentia ed il mancato pagamento è riconducibile ad un elemento soggettivo, non caratterizzato dall'induzione in errore, ma da un mero atteggiamento negativo dell'autore nei confronti dell'errore sulla solvibilità in cui versa la parte offesa.
In tema di reati sessuali, la qualità di pubblico ufficiale o d'incaricato di pubblico servizio assume rilevanza ai fini della procedibilità d'ufficio (art. 609 septies, comma quarto, n. 3 cod. pen.) solo nei casi in cui tale qualità si ponga in relazione diretta con la condotta criminosa, ciò che si verifica quando il reato è commesso nell'esercizio delle funzioni pubblicistiche ovvero quando, pur collocandosi il comportamento criminoso fuori dall'esercizio di tali funzioni, tale qualità abbia agevolato in modo diretto la commissione del reato. (Principio enunciato con riferimento alla previgente disciplina dettata dall'art. 542 cod. pen.). Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> ultimi casi trattati:
In tema di colpa professionale, il medico specializzando è titolare di una posizione di garanzia in relazione alle attività personalmente compiute nell'osservanza delle direttive e sotto il controllo del medico tutore, che deve verificarne i risultati. (La Corte ha precisato che il medico specializzando deve rifiutare i compiti che non ritiene in grado di compiere, poiché in caso contrario se ne assume la responsabilità a titolo di cosiddetta colpa per assunzione). Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> Area ContrattiFamigliaEdilizia ed UrbanisticaAmbiente Gestione RifiutiComunitarioDiritto SocietarioPatrimonioPersonaSanità e DirittoStupefacentiCircolazione StradaleProceduraMisure CautelariParere FiscaleFede PubblicaDiffamazionePrivacy 1
Nel caso di investimento di un pedone, perché possa essere affermata la colpa esclusiva di costui per le lesioni subite o per la sua morte, è necessario che il conducente del veicolo investitore si sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido e inatteso e, inoltre, che nessuna infrazione alle norme della circolazione stradale ed a quelle di comune prudenza sia riscontrabile nel comportamento del conducente. Il conducente ha peraltro l'obbligo di ispezionare la strada costantemente, mantenere sempre il controllo del veicolo e prevedere tutte le situazioni di pericolo che la comune esperienza comprende. Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> ultimi casi trattati:
La costituzione di parte civile non è ammissibile nella udienza fissata ex art. 447 c.p.p. a seguito della richiesta di applicazione della pena nel corso delle indagini.
Le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato alla polizia giudiziaria, disciplinate dall'art. 350, comma settimo, cod. proc. pen., sono pienamente utilizzabili nella fase delle indagini preliminari
Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> ultimi casi trattati: In tema di riparazione per l'ingiusta detenzione, non integra gli estremi della colpa grave ostativa al diritto all'indennizzo il comportamento del soggetto (presente in giudizio) che, essendo affetto da vizio di mente, non lo abbia rappresentato al giudice. (Fattispecie nella quale il giudice della cognizione aveva successivamente accertato che l'imputato non era imputabile per vizio di mente, pur avendo conservato in parte la sola capacità di intendere).
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Ai fini della sussistenza del reato di falso in scrittura privata (art. 485 cod. pen.), il consenso o l'acquiescenza della persona di cui sia falsificata la firma, non svolge alcun rilievo, in quanto la tutela penale ha per oggetto non solo l'interesse della persona offesa, apparente firmataria del documento, ma anche la fede pubblica, la quale è compromessa nel momento in cui l'agente faccia uso della scrittura contraffatta per procurare a sé un vantaggio o per arrecare ad altri un danno; pertanto anche l'erroneo convincimento sull'effetto scriminante del consenso costituisce una inescusabile ignoranza della legge penale. Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> \
Ai fini dell'integrazione del delitto di diffamazione (art. 595 cod. pen.), si deve presumere la sussistenza del requisito della comunicazione con più persone qualora il messaggio diffamatorio sia inserito in un sito internet per sua natura destinato ad essere normalmente visitato in tempi assai ravvicinati da un numero indeterminato di soggetti, quale è il caso del giornale telematico, analogamente a quanto si presume nel caso di un tradizionale giornale a stampa, nulla rilevando l'astratta e teorica possibilità che esso non sia acquistato e letto da alcuno.
Integra la fattispecie di reato di cui all'art. 595 cod. pen. (diffamazione) la comunicazione scritta, con la quale un condomino viene qualificato come soggetto moroso nel pagamento delle spese, affisso in un luogo il quale risulti accessibile non solo ai partecipanti al condominio ma anche ad un numero indeterminato di altri soggetti nel qual caso il requisito della comunicazione con più persone sussiste ed è integrato in re ipsa.
In tema di trattamento illecito dei dati personali, mentre il reato a pericolo presunto, di cui al previgente art. 35 della legge n. 675 del 1996, prevedeva come circostanza aggravante il nocumento per la persona alla quale i dati illecitamente trattati si riferiscono, l'art. 167 del D.Lgs. n. 196 del 2003 ha tipizzato il citato nocumento, da intendersi sia riferito al soggetto stesso che al suo patrimonio, come condizione obiettiva di punibilità ed ha introdotto anche un dolo specifico di danno; di conseguenza, non costituisce reato quella violazione della normativa sulla tutela dei dati personali che produce un vulnus minimo all'identità personale del soggetto passivo ed alla sua privacy non in grado di determinare un danno patrimoniale apprezzabile. (Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto che non realizzi il nocumento richiesto dalla fattispecie la trattazione dei dati personali degli appartenenti ad un'associazione umanitaria, estratti da un elenco riservato ed utilizzati - senza il consenso degli interessati - da parte di uno dei componenti della citata associazione, per l'invio di materiale di propaganda elettorale per la propria candidatura a consigliere comunale). Per leggere gli altri >>> Se desidera ricevere un parere legale clicci qui >>> ultimi casi trattati:
Deve escludersi che l'ambito soggettivo di applicazione della recente normativa (D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231) sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di responsabilità giuridica possa essere esteso alle "imprese individuali".
E' inammissibile la costituzione di parte civile nei confronti dell'ente sottoposto a procedimento ai sensi del D.Lgs. n. 231 del 2001 in quanto, in assenza di una disposizione specifica, non è possibile pervenire a tale risultato in base ad una interpretazione sistematica-evolutiva.
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