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Timestamp: 2018-01-23 19:51:29+00:00
Document Index: 64577110

Matched Legal Cases: ['art. 1137', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 645', 'art. 63', 'sentenza ', 'art. 1137']

Cosa deve contenere il decreto ingiuntivo per il pagamento degli oneri condominiali?
L'opposizione proposta dal singolo condòmino contro il decreto ingiuntivo per il pagamento degli oneri condominiali può concernere la sussistenza del debito e/o la documentazione costituente la prova scritta dell'ingiunzione, ovvero ancora il verbale della delibera assembleare.
Non può riguardare invece la validità della delibera stessa, che può essere contestata, in via separata, solamente con l'impugnazione ex art. 1137 c.c.
È questo il principio di diritto ribadito dal Tribunale di Roma con la sentenza n. 477 del 13 gennaio 2016.
Confermata l'ingiunzione per il pagamento degli oneri risultanti da delibere assembleari mai impugnate o contestate dal condòmino moroso.
L'attualità del debito non è subordinata alla validità della delibera, ma alla efficacia della stessa. Ciò che rileva in sede di opposizione è unicamente l'esecutività delle delibere assembleari poste a fondamento del decreto ingiuntivo, mentre le questioni di legittimità delle delibere stesse devono essere vagliate in altra sede.
=> Decreto ingiuntivo e doppia tassazione
La fattispecie oggetto della sentenza in commento riguardava il mancato pagamento di oneri per circa 14.700 euro,a titolo di "contribuzione straordinaria per opere di urbanizzazione primaria", deliberati dall'assemblea del consorzio di urbanizzazione.
Il consorzio aveva ottenuto decreto ingiuntivo contro il partecipante moroso; questi, però, si era opposto contestando le delibere richiamate nel decreto ingiuntivo, in particolare le modalità di computo delle somme richieste.
Il Tribunale di Roma, dopo aver chiarito l'applicabilità al consorzio di urbanizzazione della disciplina del condominio, ha rigettato l'opposizione.
Il giudice ricorda anzitutto che, di regola, nel procedimento di opposizione ex art. 645 c.p.c., promosso dal singolo condòmino avverso l'ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell'art. 63 disp. att. c.c., l'ambito cognitivo del giudice non può abbracciare questioni attinenti la legittimità del o dei deliberato/i assembleare/i condominiale/i posto/i a suo fondamento. "Ciò che assume rilievo in tali giudizi è unicamente l'esecutività della decisione dell'assise condominiale" di tal che, qualora essa venga meno - a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelamente nell'ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell'atto da parte del medesimo organo che l'aveva adottato o, ancora, a causa di declaratoria giudiziale di annullamento o di nullità - il titolo emesso rimane privo del suo supporto probatorio risultando carente l'attualità del debito".
Si tratta di principi oramai consolidati in giurisprudenza, sanciti anche delle Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 226629/2009: "nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, il giudice deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via accidentale, la loro validità, essendo questa riservata al giudice davanti al quale dette delibere siano state impugnate" (Cass. civ. S.U. n. 26629/2009).
L'opposizione può pertanto concernere:
- la sussistenza del debito
- e/o la documentazione costituente prova scritta dell'ingiunzione
- ovvero il verbale della delibera assembleare.
Non può invece riguardare anche:
- la validità della stessa delibera assembleare, che può essere contestata, in via separata, solamente con l'impugnazione nei modi termini di cui all'art. 1137 c.c.
Nel caso preso in esame, il credito richiesto dal consorzio trova effettiva corrispondenza nelle delibere assembleari, con le quali sono stati approvati i bilanci preventivi e consultivi, sia ordinari che straordinari. L'opponente non ha mai impugnato dette delibere, e neppure nell'atto di citazione in opposizione ha chiesto che ne venisse disposto l'annullamento.
Da qui le conclusioni del giudice: non potendosi valutare la legittimità/annullabilitàdelle suddette delibere in sede di opposizione, si deve solo prendere atto della loro efficacia e vincolatività con l'effetto che non possono essere esaminate le censure relative alle modalità di computo degli oneri richiesti.
Scarica Tribunale di Roma n. 477 del 13 gennaio 2016.
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