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Timestamp: 2019-02-20 15:49:57+00:00
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Trasferimento d’azienda e appalti - Cass. n.24972/2016
"Trasferimento d’azienda e subentrante nell’appalto" Commento alla sentenza di Cassazione lavoro n. 24972 del 06 Dicembre 2016
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Cassazione civile, sezione lavoro Sentenza n. 24972 del 06 Dicembre 2016 COMMENTO (PDF -12 pagine)
La mera assunzione del lavoratore, da parte del subentrante nell'appalto, non integra di per sè trasferimento d'azienda ove l’atto non si accompagni alla cessione dell'azienda o di un suo ramo autonomo.
1. Trasferimento d’azienda: nozione
2. Trasferimento d’azienda e delocalizzazione: normativa e giurisprudenza
Scissione e debiti tributari - Cass. n. 23342/2016
Scissione e responsabilità per i debiti tributari - Commento alla sentenza di Cassazione n. 23342 del 16.11.2016
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Cassazione civile Sentenza n. 23342 del 16 Novembre 2016 COMMENTO (PDF 10 pagine)
In riferimento alle operazioni di scissione societaria, ai sensi dell’art. 173, commi 12 e 13, del DPR n. 917 del 1986, gli obblighi tributari della società scissa riferibili a periodi di imposta anteriori alla data dalla quale l’operazione ha effetto sono adempiuti in caso di scissione parziale dalla stessa società scissa o trasferiti, in caso di scissione totale, a una società beneficiaria appositamente designata nell’atto di scissione o individuata per legge, mentre tutte le società beneficiarie sono responsabili in solido per le imposte, le sanzioni pecuniarie, gli interessi e ogni altro debito.
1. LA SCISSIONE: ASPETTI CIVILISTICI E FISCALI SOPRATTUTTO IN TEMA DI RESPONSABILITA’ PER I DEBITI TRIBUTARI
Licenziamento disciplinare e CCNL - Cass. n. 24799/2016
Licenziamento disciplinare, CCNL e valutazione del giudice Commento alla sentenza di Cassazione lavoro n. 24799 del 5.12.2016
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Cassazione civile, sezione lavoro Sentenza n. 24799 del 05 Dicembre 2016 COMMENTO (PDF - 10 pagine)
In materia di licenziamenti disciplinari, un determinato comportamento del lavoratore, invocato dal datore di lavoro come giusta causa di licenziamento, qualora sia contemplato dal contratto collettivo come integrante una specifica infrazione disciplinare cui corrisponda una sanzione conservativa, non può formare oggetto di una autonoma e più grave valutazione da parte del giudice, salvo che non si accerti che le parti non avevano inteso escludere, per i casi di maggiore gravità, la possibilità della sanzione espulsiva.
1. Licenziamento disciplinare ed ipotesi del ccnl
Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario e responsabilità tributaria dell’erede - COMMENTO alla sentenza di Cassazione n. 23019 del 11.11.2016
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Corte di Cassazione Sentenza 11 novembre 2016, n. 23019 COMMENTO (PDF - 6 pagine)
L’erede che accetta il compendio ereditario con beneficio d’inventario rimane responsabile dei debiti, anche tributari, del de cuius nei limiti dell’attivo ereditario da lui ricevuto.
La questione giuridica sottoposta alla Corte di Cassazione
Le argomentazioni della Corte di Cassazione e la precedente giurisprudenza
Malattia professionale e onere prova - Cass. 23533/2016
Malattia professionale ed onere della prova per il lavoratore COMMENTO alla sentenza di Cassazione lavoro n. 23533 del 18.11.2016
Cassazione civile, sezione lavoro - Sentenza n. 23533 del 18 Novembre 2016 (PDF - 6pagine)
L'art. 53 t. u. n. 1124 del 1965 non prevede l'obbligo per l'assicurato di qualificare la malattia professionale denunciata, prescrivendo soltanto che alla denuncia sia allegata una relazione particolareggiata della sintomatologia accusata dall'ammalato stesso e di quella rilevata dal medico certificatore; per cui non può essere considerata nuova, sia in sede di procedura amministrativa che in sede giudiziaria, una domanda di prestazione assicurativa la quale, indipendentemente dalla malattia professionale denunciata, rientri pur sempre nel quadro della sintomatologia allegata e sia correlativa alla lavorazione dedotta, trattandosi, in tal caso, di diversa qualificazione sub specie iuris del fatto giuridico dedotto.
1. Malattia professionale ed obbligo dell’assicurato
"Sezioni Unite e prescrizione cartelle Equitalia" Commento alla sentenza della Cassazione sezioni Unite n. 23397 del 17.11.2016
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Autore: La Manna Dott. Mario
Suprema Corte di Cassazione Sezioni Unite Sentenza 17 Novembre 2016, n. 23397 (PDF - 18 pagine)
A soli dieci mesi di distanza dall’ordinanza di rimessione (n. 1799/2016), le Sezioni Unite si pronunciano sulla questione sollevata dal Presidente della sesta Sezione Civile, Dott. P. Curzio, circa le “disarmonie” esistenti sull’ambito di operatività dell’articolo 2953 c.c. con riferimento alla riscossione mediante ruolo di diversi tipi di crediti (previdenziali, tributari e per sanzioni amministrative). La Suprema Corte nella sua massima espressione sancisce l’applicabilità dell’articolo 2953 c.c. soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo e dunque mai per la cartella di pagamento notificata da Equitalia.
1. LA PRESCRIZIONE DELL’OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA
2. LE SEZIONI UNITE DEL 2016
Comunicazione licenziamento collettivo - Cass. 23526/16
"Procedura di licenziamento collettivo e contestualità della comunicazione" Commento alla sentenza di Cassazione lavoro n. 23526 del 18.11.2016
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Cass. civ., sezione lavoro Sentenza n. 23526 del 18 Novembre 2016 (PDF- 12 pagine)
La contestualità fra comunicazione del recesso al lavoratore e comunicazione dell'elenco dei dipendenti licenziati e dei criteri di scelta alle organizzazioni sindacali e ai competenti uffici del lavoro, è richiesta, a pena di inefficacia del licenziamento, dall'art. 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, al fine di consentire alle 00.SS. (e, tramite queste, anche ai singoli lavoratori) il controllo sulla correttezza nell'applicazione dei menzionati criteri da parte del datore di lavoro, anche al fine di sollecitare, prima dell'impugnazione del recesso in sede giudiziaria, la revoca del licenziamento eseguito in loro violazione
"Redditometro e vincita alla lotteria come prova contraria" Commento alla sentenza di Cassazione n. 20448 del 11.10.2016
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Cassazione civile Ordinanza n. 20488 dell’11 Ottobre 2016
E' legittima, in assenza di una specifica censura sul punto, la sentenza di merito con la quale sia stata dichiarata la nullità degli avvisi di accertamento sintetico, perché si risolvevano nella mera applicazione dei coefficienti presuntivi del reddito, in base ai beni indice valorizzati nell'atto impositivo, mentre l'Ufficio, nella determinazione dello scostamento tra reddito dichiarato e reddito presunto, non aveva in alcun modo tenuto conto della sopravvenienza della vincita SISAL documentalmente provata.
1. Redditometro: prova contraria e redditi esenti
Trattamento IVA pasti ai dipendenti - Cass. 21290/2016
"La somministrazione di pasti ai dipendenti non è soggetta ad IVA" Commento alla sentenza della Cassazione n. 21290 del 20.10.2016
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Corte di Cassazione Sentenza 20 ottobre 2016, n. 21290 (PDF - 8 pagine)
La somministrazione gratuita dei pasti ai dipendenti da parte del datore di lavoro che svolge attività alberghiera non è qualificabile come ricavo e non è soggetto ad IVA.
La qualificazione della somministrazione di pasti ai fini delle imposte sui redditi
La qualificazione della somministrazione dei pasti ai fini dell’IVA
"Fallimento: pagamento dei contributi e delle retribuzioni al lavoratore" - Commento alla sentenza n. 23426 del 17.11.2016
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Cassazione civ., sez. lavoro Sentenza n. 23426 del 17 Novembre 2016 (PDF -11 pagine)
In caso di fallimento dell'azienda, il lavoratore, qualora il datore di lavoro non abbia pagato la retribuzione (o vi abbia provveduto in ritardo) ovvero non abbia effettuato i versamenti contributivi o, comunque, abbia operato ritenute non dovute, può chiedere direttamente - in via prudenziale o in caso di inerzia dell'Inps nell'esercizio dell'azione ex artt. 93 e 101 della legge fallimentare - l'ammissione al passivo, oltre che di quanto a lui spettante a titolo di retribuzione, anche della somma corrispondente alla quota dei contributi previdenziali posti a carico del medesimo, rispondendo tale soluzione al principio dell'integrità della retribuzione, che, altrimenti, resterebbe frustata senza giustificazione causale alcuna, dovendosi escludere che il curatore, ove l’INPS non si sia insinuato al passivo, possa trattenere dette somme mediante accantonamenti in prevenzione, neppure previsti dalla normativa vigente.
1. Insinuazione al fallimento del lavoratore per retribuzioni e contributi
2. Fallimento e liquidazione del credito al lavoratore
2.1. Orientamenti giurisprudenziali
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