Source: http://www.slideserve.com/bailey/protocollo-di-accoglienza-e-integrazione-degli-alunni-disabili
Timestamp: 2017-07-22 22:46:13+00:00
Document Index: 20815590

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 14']

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PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI
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PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI - PowerPoint PPT Presentation
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI. I.I.S. “E. MONTALE” TRADATE - VA. L’adozione del Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo le indicazioni normative contenute nella Legge Quadro n° 104/92 e successivi decreti applicativi.
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PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI I.I.S. “E. MONTALE” TRADATE - VA L’adozione del Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo le indicazioni normative contenute nella Legge Quadro n° 104/92 e successividecreti applicativi. PER ACCOGLIERE... ... PER SENTIRSI ACCOLTI FINALITA’ DEL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA Contiene criteri, principi e indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per un ottimale inserimento degli alunni diversamente abili, definisce compiti e ruoli delle figure operanti all’interno dell’istituzione scolastica, traccia le diverse possibili fasi dell’accoglienza e delle attività di facilitazione per l’apprendimento. Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro e pertanto viene integrato e rivisto periodicamente, sulla base delle esperienze realizzate. Eancora... Il Protocollo di Accoglienza rivolto agli alunni diversamente abili si propone di: definire pratiche condivise tra tutto il personale all’interno della nostra scuola facilitare l’ingresso a scuola e sostenerli nella fase di adattamento al nuovo ambiente favorire un clima di accoglienza promuovere qualsiasi iniziativa di comunicazione e di collaborazione tra scuola ed Enti territoriali coinvolti (Comune, ASL, Provincia, cooperative, Enti di formazione). Il Protocollo di Accoglienza delinea prassi condivise di carattere: amministrativo e burocratico (documentazione necessaria) comunicativo e relazionale (prima conoscenza) educativo – didattico ( assegnazione alla classe, accoglienza, coinvolgimento del Consiglio di Classe) sociale (eventuali rapporti e collaborazione della scuola con il territorio per la costruzione del” progetto di vita”) FASI PRINCIPALI CONTATTI CON LA SCUOLA MEDIA ORIENTAMENTO IN INGRESSO PERCORSI INTEGRATI TRA ORDINI DI SCUOLE PRE-CONOSCENZA E COINVOLGIMENTO DELLA FAMIGLIA PRESENTAZIONE AL CONSIGLIO DI CLASSE CRITERI DI INSERIMENTO NELLE CLASSI PREDISPOSIZIONE PERCORSI PERSONALIZZATI INSERIMENTO OSSERVAZIONE E CONOSCENZA VERIFICA E VALUTAZIONE RAPPORTI CON FIGURE ED ENTI TERRITORIALI DI COMPETENZA PRIMA FASE: INSERIMENTO DELL’ALUNNO DISABILE NELLA SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO FASI PERSONE COINVOLTE Gruppo GLHI, docenti e operatori socio.educ.assist. scuola media, genitori Docenti di sostegno e curricolari sc. Sec. II grado, docenti sostegno e operatori sc. Sec. I grado Insegnanti del consiglio di classe, operatori, neuropsichiatria/psicologo, genitori Docente sostegno, curricolari e operatore socio educativo assistenziale Docenti di sostegno e curricolari della classe SECONDA FASE: L’ITER BUROCRATICO DOPO L'ISCRIZIONE 1. Individuazione del Consiglio di Classe: il Dirigente Scolastico invita il Collegio dei docenti ad individuare la classe più idonea per l'integrazione dell'alunno disabile (lett. b art. 4 DPR 416/74) 2. Formulazione di un progetto: il Consiglio di Classe ha il compito di redigere una ipotesi di progetto sull'assegnazione delle ore di sostegno necessarie (art. 41 D.M. 331/98) e sulla formazione delle classi (D.M. 141/99) 3. Richiesta insegnante di sostegno: il Dirigente Scolastico, sulla base della diagnosi funzionale e sulla base del progetto formulato dal Consiglio di Classe, inoltra al Direttore Scolastico Regionale la richiesta delle ore di sostegno necessarie. Nel caso la situazione del ragazzo lo richieda è tenuto a fare richiesta di ore di sostegno ulteriori in deroga al rapporto 1/138 (art. 41 e 44 D.M. 331/98) 4. Formazione delle classi: le classi in cui è presente un alunno in situazione di disabilità non possono superare il numero di 25 alunni. 5. Assistente per l'autonomia e la comunicazione: se la gravità dell'handicap lo richiede il Dirigente Scolastico deve inoltrare tempestivamente una richiesta all'Ente Locale (Comune per la scuola materna, elementare e media; Provincia per le scuole superiori). Si tratta del c.d. assistente ad personam (art. 42 e 44 DPR 616/77; art. 13 comma 3 Legge 104/92) TERZA FASE: CONSAPEVOLEZZA E CONDIVISIONE QUARTA FASE: COSTRUZIONE DI RAPPORTI INTERPERSONALI QUINTA FASE: PARTECIPAZIONE ED INCLUSIONE PERSONE DI RIFERIMENTO PREPOSTE ALL’ORGANIZZAZIONE pone attenzione al potenziale dell’alunno e non solo alla sua disabilità; adatta, quando è possibile gli obiettivi minimi concordati in sede di riunione di materia alla situazione particolare del ragazzo disabile, altrimenti prevede un programma differenziato, non riconducibili agli obiettivi minimi; prevede di acquisire una formazione sulle tematiche attinenti l’integrazione per attivare strategie metodologiche e didattiche che si possano attuare in classe anche senza l’intervento dei docenti specializzati; è coinvolto nella conduzione di strategie e di attività per l’integrazione; LA DOCUMENTAZIONE sua disabilità; La Diagnosi Clinica è redatta dalla ASL o medico privato convenzionato e definisce la patologia specifica di cui il disabile è riconosciuto. Il suo aggiornamento è strettamente legato all’evoluzione della patologia. E’ compito della scuola, all’inizio di ogni anno, accertarsi che non si siano verificati cambiamenti. La Diagnosi Funzionale (redatta dall’ASL) deve contenere: 1. dati anamnestici, clinico-medici (D.C) familiare e sociale; 2. il livello di funzionalità e di sviluppo dell’alunno in diverse aree di base; 3. livelli di competenza raggiunti rispetto agli obiettivi e ai percorsi didattici della classe; 4. gli aspetti psicologici, affettivo-emotivo, comportamentali che devono determinare la qualità del rapporto educativo con l’alunno (rif. Art. 3 legge 24.02.1994). Il Profilo dinamico funzionale (P.D.F.) è un documento conseguente alla diagnosi funzionale e preliminare alla formulazione del PEI. Con esso viene definita la situazione di partenza e le tappe di sviluppo conseguite o da conseguire. Mette in evidenza difficoltà e potenzialità dell'alunno. - Viene redatto con cadenza biennale (Legge 24.02.1994 art. 4 “ In via orientativa, alla fine della seconda elementare, della quarta elementare, alla fine della seconda media, alla fine del biennio superiore e del quarto anno della scuola superiore. Il Piano educativo individualizzato (P.E.I.) è redatto all'inizio (entro fine ottobre) di ogni anno scolastico dal c.d. GLH operativo (consiglio di classe + ASL + genitori) ed è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti periodici. Il PEI non coincide con il solo progetto didattico, ma consiste in un vero e proprio progetto di vita in cui vengono definiti gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all'integrazione scolastica. Deve contenere: la descrizione di tutti gli interventi predisposti per l’alunno H e naturalmente obiettivi (riconducibili o non riconducibili ai programmi ministeriali, agli obiettivi minimi stabiliti in sede collegiale), contenuti, metodologie, strumenti e criteri di valutazione (non differenziata o differenziata). Di tale piano deve essere data copia alla famiglia, fissando un termine per manifestare un formale assenso, in mancanza del quale il piano si intende accettato. I POSSIBILI PERCORSI sua disabilità; N.B. sua disabilità; Si fapresente che la valutazione, così come precisato nelle Linee Guida (4 agosto 2009) del Miur, sarà considerata come valutazione dei processi e non solo come valutazione della performance. Infine è importante che sua disabilità; la famiglia sia coinvolta attivamente nel processo educativo dell’alunno pertanto: in primis il referente del GLHI, poi il docente di sostegno e il coordinatore di classe convocano periodicamente la famiglia e stabiliscono con essa un vero patto educativo. A cura della referente del GLHI, sua disabilità; Gabriella Colucci, e del Dirigente Scolastico, Calogero Montagno. Related Presentations
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