Source: http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&num=59&anno=xxxiv&file=1.htm
Timestamp: 2015-11-30 20:37:51+00:00
Document Index: 149318979

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 13']

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 6 maggio 2003, n. 584
Leggi 578/96 (e successive modificazioni ed integrazioni) e 499/99 relative agli interventi programmati in agricoltura approvazione dei relativi programmi regionali.
L'Assessore all'Agricoltura sulla base dell'istruttoria espletata dal dirigente dell'ufficio e confermata dal Dirigente del Settore Agricoltura, riferisce: Con la legge n. 578 del 5 novembre 1996 e successiva legge n. 135 del 23 maggio 1997 sono state attivate le procedure per avviare programmi interregionali aventi come obiettivo la realizzazione di un insieme di azioni coordinate fra le regioni e finalizzate al miglioramento della qualit� dei prodotti agricoli, alla certificazione di prodotto e di processo; all'affermazione della cultura e dell'educazione alimentare attraverso il coinvolgimento delle scuole di primo grado; alla definizione del concetto di ruralit� per meglio definire le politiche orientate allo "Sviluppo Rurale" complementari a quelle introdotte con il regolamento (CE) n. 1257/99; alla ricerca e all'introduzione di processi di sviluppo innovativi e tecnologicamente avanzati per accompagnare le imprese nel processo di ammodernamento e di adeguamento tecnologico; nell'introduzione di tecniche e di variet� innovative nel comparto floricolo; all'introduzione di sistemi di inserimento dati e di ammodernamento della strumentazione anche per collegarsi ad altre banche dati e in particolare al SIAN.
La legge n.499 del 23 dicembre 1999 ha stanziato ulteriori risorse finanziarie necessarie per proseguire l'attivit� ed attuare le diverse azioni; con specifici decreti il Ministero delle Politiche Agricole ha provveduto ad assegnare alle Regioni le somme ripartite in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Alla Puglia, all'attualit�, risulta assegnata e iscritta nel bilancio regionale 2002 la somma di �. 13.817.661,80 euro. Questa somma si aggiunge a quelle gi� iscritte negli anni precedenti e disponibili per attuare le iniziative che sono riportate in allegato.
Nel documento allegato, parte integrante del presente provvedimento, sono riportate le schede dei programmi regionali, nelle quali sono indicate le azioni da svolgere; i criteri, le modalit� e le procedure per attivare i programmi(in ottemperanza anche a quanto stabilito dall'articolo 12 della legge n. 241/90); l'indicazione delle risorse finanziarie per ogni programma, nell'ambito delle disponibilit� finanziarie recate dagli specifici capitoli - parte spesa- del bilancio regionale.
I programmi regionali sono aderenti ai programmi interregionali delineati a livello nazionale dagli specifici Comitati di progetto e sui quali sono state acquisite le decisioni comunitarie di conformit�, trattandosi di materie rientranti nella disciplina degli aiuti di stato. Per questo motivo, annualmente � necessario inviare alla Comunit� europea, tramite il Ministro delle Politiche Agricole, la relazione di esecuzione dei programmi regionali.
Pertanto, si propone di approvare i programmi regionali allegati alla presente deliberazione e di cui formano parte integrante.
L'ammontare complessivo degli interventi � di circa 13.817.661,80 euro e il Programma ha durata poliennale. Il presente provvedimento non prevede adempimenti contabili; gli impegni saranno assunti con determinazioni dirigenziali nel rispetto dei criteri e delle modalit� riportati nei programmi allegati; delle procedure della vigente legge regionale di contabilit� e, comunque, entro le disponibilit� dei correlati capitoli di spesa 111151, 111152, 111153, 111154, 111156, 111157, 111158, 112053, 114142, 114158, 114159, 114209, che fanno riferimento ai seguenti capitoli di entrata 2032110, 2032103, 2032319, 2032308, 2032309 e 2032103.
L'Assessore relatore, sulla base delle risultanze istruttorie come innanzi illustrate, propone alla Giunta l'adozione del conseguente atto finale ai sensi dell'art. 4 comma 4 lettera a) della L.R. n. 7/97
- udita la relazione e la conseguente proposta dell'Assessore all'Agricoltura;
- viste le sottoscrizioni poste in calce al presente provvedimento, dal Dirigente dell'ufficio e dal Dirigente Responsabile del Settore Agricoltura;
di prendere atto di quanto riportato in premessa; di approvare i programmi regionali allegati al presente provvedimento e di cui formano parte integrante e sostanziale;
di incaricare la Segretaria della Giunta regionale di inviare copia del presente provvedimento all'Ufficio del Bollettino per la sua pubblicazione nel BURP;
di confermare che il dirigente del Settore competente con proprie determinazioni adotter� gli atti necessari per l'attivazione dei programmi e i provvedimenti di impegno e di liquidazione (in attuazione della legge regionale 7/97 e s.m. e della DGR n. 3261/98), nel rispetto delle procedure dettate dalla vigente legge regionale di contabilit� e dei criteri e modalit� previsti dai programmi allegati.
Di dare atto che il presente provvedimento � immediatamente esecutivo.-
Dr.Romano Donno Dott.Raffaele Fitto
ASSESSORATO AGRICOLTURA ALIMENTAZIONE RIFORMA FONDIARIA FORESTE ACQUACOLTURA CACCIA E PESCA
L. n. 499 del 23/12/1999: "Razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo,
agro-alimentare, agroindustriali e forestale"
Art. 2 c. 7 p. c): PROGRAMMI INTERREGIONALI
- Programma Regionale "Agricoltura e qualit�"
- Programma Regionale "Ricerca e sperimentazione, trasferimento e programmi a forte contenuto innovativo" - Programma Regionale "Promozione di servizi orientati allo sviluppo rurale"
- Programma Regionale "Comunicazione ed educazione alimentare" - Programma Regionale "Supporti per il settore floricolo"
- Programma Regionale "Sistema di interscambio tra i sistemi informativi del comparto agricolo"
PROGRAMMA REGIONALE "AGRICOLTURA E QUALIT�" 6291
MISURA 1 - QUALIFICAZIONE DELLE PRODUZIONI 6291
- Azione 1.1: Stesura dei disciplinari di produzione 6296
- Azione 1.2: Rafforzamento organizzativo delle attivit� regionali per il controllo sugli organismi di certificazione accreditati dal MiPAF e dal Sincert, e per l'implementazione di sistemi di certificazione di qualit� ai sensi delle norme ISO, UNI, EN 6296
- Azione 1.3: Implementazione dei sistemi di qualit� 6298
- Azione 1.4: Assistenza tecnica e promozione attivit� di certificazione e valorizzazione e commercializzazione dei prodotti tipici di qualit� con marchio collettivo 6302
MISURA 2 - CONTROLLO DEI RESIDUI DI PRODOTTI FITOSANITARI FINALIZ-
ZATO ALLA RAZIONALIZZAZIONE DELLE TECNICHE DI DIFESA DELLE COL-
TURE 6304
MISURA 3 - INTERSCAMBIO DI DATI, INFORMAZIONI E PRODOTTI AGROME-
TEOROLOGICI TRA MIPAF E REGIONI 6308
- Azione 3.1: Studio climatologico per l'individuazione delle aree climatiche omogenee 6313
- Azione 3.2: Pianificazione della produzione attraverso lo studio del territorio 6314
- Azione 3.3: Ottimizzazione dell'uso delle risorse idriche 6314
- Azione 3.4: Studio dell'influenza dell'irrigazione sulla salinit� del suolo e delle acque di
falda e valutazione degli effetti sulle colture 6314
- Azione 3.5: Interventi nell'ambito del Sistema di interscambio tra Mipaf e Regioni 6315
MISURA 4 - VERIFICA DELL'EFFICIENZA DISTRIBUTIVA DELLE MACCHINE
IRRORATRICI 6318
- Azione 4.1: Viticoltura 6321
- Azione 4.2: Olivicoltura 6321
PROGRAMMA REGIONALE "RICERCA E SPERIMENTAZIONE, TRASFERI-
MENTO E PROGRAMMI A FORTE CONTENUTO INNOVATIVO" 6325 - Azione 1: ricerche e studi da attivare mediante appositi bandi 6328
- Azione 2: diffusione dei risultati ottenuti e delle innovazioni prodotte e sviluppo delle conoscenze scientifiche di interesse strategico 6330
- Azione 3: Realizzazione di una rete interregionale di raccolta e diffusione delle informa-
zioni sull'attivit� di ricerca regionale nei settori agricolo, agroalimentare e ambientale 6332
PROGRAMMA REGIONALE "PROMOZIONE DI SERVIZI ORIENTATI ALLO
SVILUPPO RURALE" 6335
- Azione 1: Puglia rurale 6337
- Azione 2: Individuazione di distretti rurali 6338
- Azione 3: Agricoltura sostenibile 6339
PROGRAMMA REGIONALE "COMUNICAZIONE ED EDUCAZIONE ALIMEN-
TARE" 6345
- Azione 1: Filone informativo 6346
- Azione 2: Filone formativo 6346
PROGRAMMA REGIONALE "SUPPORTI PER IL SETTORE FLORICOLO" 6350
- Azione 1: Studio su innovazioni di processo e di prodotto 6352
- Azione 2: Seminari 6353
- Azione 3: Diffusione dei risultati del collaudo delle novit� in floricoltura 6354
- Azione 4: Realizzazione presso la Facolt� di Agraria di un campo catalogo variet� austra-
liane 6354
- Azione 5: Proseguo delle attivit� di sperimentazione, con riferimento alla selezione ed il collaudo delle novit� di prodotto in floricoltura, gi� testate, con destinazione a fronda, a
vaso o fiore reciso 6354
PROGRAMMA REGIONALE "SISTEMA DI INTERSCAMBIO TRA I SISTEMI INFORMATIVI DEL COMPARTO AGRICOLO" 6356
PROGRAMMA REGIONALE "AGRICOLTURA E QUALIT�"
COSTO TOTALE: Euro 4.209.920,09
- Euro 3.578.432,08 sul capitolo 111151/2002 (85%)
- Euro 631.488,01 sul capitolo 114209/2002 (15%).
RESPONSABILE: Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Alimentazione Riforma Fondiaria Foreste Acquacoltura Caccia e Pesca FUNZIONARI REFERENTI: P.A Vito Pavone; Dr.ssa Marina Bello; Dr. Pasquale Dimitri; Dr. Antonio Guario; Dr. Nicola Laricchia.
Al fine di assicurare l'efficacia degli interventi da porre in atto con il Programma, si prevede di attuare le seguenti misure:
MISURA 1 QUALIFICAZIONE DELLE PRODUZIONI
MISURA 2 CONTROLLO DEI RESIDUI DI PRODOTTI FITOSANITARI FINALIZZATO ALLA RAZIONALIZZAZIONE DELLE TECNICHE DI DIFESA DELLE COLTURE
MISURA 3 INTERSCAMBIO DI DATI, INFORMAZIONI E PRODOTTI AGROMETEREOLOGICI TRA MIPAF E REGIONI
MISURA 4 VERIFICA DELL'EFFICIENZA DISTRIBUTIVA DELLE MACCHINE IRRORATRICI
MISURA 1: QUALIFICAZIONE DELLE PRODUZIONI
COSTO TOTALE: Euro 3.136.763,09
- Euro 2.666.248,63 sul capitolo 111151/2002 (85%)
- Euro 470.514,46 sul capitolo 114209/2002 (15%).
RESPONSABILE: Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Alimentazione Riforma Fondiaria Foreste Acquacoltura Caccia e Pesca - Settore Agricoltura.
P.A Vito Pavone; Dr.ssa Marina Bello; Dr. Pasquale Dimitri; Dr. Antonio Guario; Dr. Nicola Laricchia.
Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Alimentazione Riforma Fondiaria Foreste Acquacoltura Caccia e Pesca - Settore Agricoltura.
BENEFICIARI: I beneficiari cos� come in seguito specificati devono avere sede legale ed operativa nella regione Puglia alla data di pubblicazione del bando.
Con la legge 5/11/1996 n. 578, concernente "Interventi programmati in Agricoltura" e con la successiva legge 135 del 23 maggio 1997 sono stati delineati i programmi interregionali aventi come obiettivo fondamentale la realizzazione di un insieme di azioni in stretto collegamento con gli interventi delle altre Regioni coordinati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
La Regione Puglia in attuazione del programma interregionale delineato a livello nazionale, con deliberazione della Giunta Regionale n. 9967 del 23 dicembre 1997 approv� il programma regionale "Agricoltura e Qualit�" articolato sulle seguenti Misure: n.1 qualificazione della produzione; n. 2 controllo dell'impiego dei fitofarmaci in agricoltura; n. 3 interscambio dei dati, informazioni e prodotti agrometereologici; n.4 verifica dell'efficienza distributiva delle macchine irroratrici. Con specifici bandi pubblici e rapporti di collaborazione con Enti e/o Istituti nel periodo 1997 - 2001 sono state sviluppate tutte le azioni previste nel programma suddetto, pervenendo per le strutture di lavorazione e trasformazione dei prodotti agroalimentari tipici, all'innovazione dell'organizzazione di sistema e al miglioramento e mantenimento delle norme igienico - sanitarie, nonch� incidendo positivamente sulla caratterizzazione e miglioramento della produzione agroalimentare pugliese. La politica della qualit�, avviata con l'attuazione del primo programma regionale, � una esigenza imprescindibile per rendere competitiva la produzione agroalimentare pugliese e garantire nel contempo la sicurezza del consumatore e tutelare la responsabilit� del produttore agricolo, ci� impone di caratterizzare in maniera forte la produzione agroalimentare pugliese legandola all'origine e definendone nei dettagli gli aspetti della coltivazione, della trasformazione e della commercializzazione.
E' ormai noto che, a seguito dei risultati emersi dallo studio di fattibilit� per la costituzione di marchi collettivi di qualit� per le produzioni regionali tipiche, realizzato nell'ambito della Misura 4.3.2. del sottoprogramma FEOGA l P.O.P. Puglia 94/99, la Regione Puglia intende perseguire l'obiettivo di caratterizzare ulteriormente la produzione agroalimentare tipica pugliese implementando il marchio collettivo "Prodotto di Puglia".
Pertanto, l'avvio della politica del marchio "Prodotto di Puglia" presuppone l'attuazione di azioni, tra loro strategicamente interrelate, di supporto e di accompagnamento al marchio, allo scopo di raggiungere efficacemente quell'obiettivo di fondo rappresentato, in estrema sintesi, dall'incremento della diffusione e delle vendite dei prodotti agroalimentari pugliesi opportunamente valorizzati attraverso il marchio. L'attuazione del programma regionale "Agricoltura e Qualit�" ha come obiettivo prioritario quello di sostenere e garantire tutte quelle azioni complementari e di supporto alla diffusione del marchio regionale.
La presente misura si prefigge come obiettivo prioritario quello di aumentare la competitivit� delle imprese, siano esse agricole o agroindustriali, della regione Puglia alla luce delle normative vigenti e delle evoluzioni dei mercati di sbocco delle produzioni. L'organizzazione aziendale e con essa la qualificazione delle produzioni �, ormai, conditio sine qua non per poter accedere ai mercati. A questo va aggiunto il problema della sicurezza alimentare che pu� essere garantita solo e soltanto con un sistema di tracciabilit� certo cos� come meglio specificato nel documento di programmazione agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale per gli anni 2001-2003 e nel libro bianco sulla sicurezza alimentare della UE, nonch� nel Reg. (CE) n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 28/01/2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorit� europea per la sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare.
La sicurezza alimentare, infatti, necessita di un unico ed organico complesso di regole che disciplini l'intera catena alimentare dalla campagna alla tavola del consumatore. Coerentemente, va affermata una nuova accezione della qualit� (riferita alle colture cos� come richiesto da protocolli varati dalle maggiori catene di distribuzione europee) in campo agricolo/alimentare, ridefinendo lo sviluppo in senso tecnico-qualitativo e non estensivo-produttivo. A tale scopo, dal lato delle istituzioni � necessario procedere all'attuazione del sistema nazionale di autorizzazioni, di controllo e di vigilanza sui prodotti di qualit�, incentivando la realizzazione di marchi identificativi e etichettature per la rintracciabilit�, l'origine della materia prima, l'uso di mangimi certificati e l'utilizzazione di sistemi di gestione ambientale. In particolare l'etichettatura dei prodotti dovr� consentire al consumatore di poter esercitare il diritto a scegliere attraverso una conoscenza puntuale, agevolata dalla trasparenza delle informazioni che � possibile veicolare attraverso l'etichettatura e la certificazione dei prodotti. Per i prodotti di origine animale occorrer� incentivare forme di etichettatura che riportino informazioni relative ai sistemi di allevamento impiegati, del rispetto del benessere degli animali con indicazione delle aziende di provenienza. La catena della produzione alimentare sta diventando sempre pi� complessa. Ogni singolo anello di tale catena deve essere altrettanto forte se si vuole che la salute dei consumatori sia adeguatamente protetta. Si richiede, infatti, la valutazione e il monitoraggio dei rischi che possono derivare alla salute dei consumatori dalle materie prime, dalle prassi agricole e dalla lavorazione degli alimenti; si richiede, inoltre, un'efficace azione normativa per gestire tali rischi nonch� la messa in atto e la gestione di sistemi di controllo onde sorvegliare e assicurare l'attuazione di tali norme. Questo ultimo aspetto, inserito nel Trattato europeo e nel Libro Bianco sulla sicurezza alimentare, dovr� essere reso sempre pi� una caratteristica positiva delle produzioni.
Dal lato degli operatori, fondamentali diventano strategie commerciali e distributive da implementare affinch� le produzioni di qualit�, ed in particolare quelle di origine riconosciuta, si aggreghino in masse critiche adeguate ai diversi canali distributivi ed ai mercati internazionali. La valorizzazione del rapporto produzione/prodotto/territorio, va infatti perseguita in quei segmenti a maggiore capacit� di acquisto nell'ambito di un mercato ormai globale di crescenti dimensioni. In tema di rintracciabilit�, la garanzia di sicurezza richiede l'accordo degli operatori in tutta la filiera, che dovrebbero costituire dei veri patti di sistema nei quali siano stabilite le regole della rintracciabilit�. Un reale rafforzamento dell'interprofessione dovrebbe agevolare la trasmissione delle richieste manifestate dal consumatore fino al produttore primario.
La politica per la promozione dei prodotti del settore agro alimentare della Puglia ha diversi obiettivi prioritari tra loro interagenti:
- rafforzare la vocazione all'export delle nostre imprese attraverso la qualificazione del sistema Puglia finalizzato sia ad un riposizionamento sui mercati tradizionali d'esportazione, sia alla ricerca di nuovi mercati;
- definire una strategia di comunicazione agroalimentare incisiva per il consumatore incentrata sulle produzioni caratterizzanti i "prodotti di Puglia";
- organizzare e/o aggregare l'offerta di prodotti agroalimentari e rendere pi� efficiente la loro distribuzione anche attraverso il rafforzamento della responsabilizzazione dei raggruppamenti economici di base (Organizzazioni della produzione, organizzazioni commerciali ecc.), per la gestione di piani di penetrazione commerciale adeguati ai mercati innovativi.
Il principio ispiratore della presente Misura, in linea con i dettami del libro bianco sulla sicurezza alimentare, � che la politica della sicurezza alimentare deve basarsi su un approccio completo e integrato. Ci� significa che esso deve considerare l'intera catena alimentare "dai campi alla tavola".
Anche i consumatori devono rendersi conto che sono responsabili dell'adeguata conservazione, manipolazione e cottura degli alimenti. In tal modo la politica "dai campi alla tavola" che copre tutti i settori della catena alimentare, compresa la produzione dei mangimi, la produzione primaria, la lavorazione degli alimenti, l'immagazzinamento, il trasporto e la vendita al dettaglio verr� attuata sistematicamente e in modo coerente.
Sulla base delle attivit� gi� svolte nel POP 94-99 misura 4.3.2 in special modo per ci� che attiene il marchio collettivo di qualit� "Prodotto di Puglia" che prevede le certificazioni inerenti le attivit� specificate in questo programma, ed alla luce dei risultati ottenuti dal primo bando "Agricoltura & Qualit�" si � deciso di continuare a perseguire la strada della incentivazioni delle misure sotto esposte per permettere alle imprese pugliesi di raggiungere un livello di "qualit�" elevato e poter migliorare l'offerta verso i mercati di sbocco delle produzioni
- spese per consulenze specialistiche; - spese di prima certificazione;
- costi per l'effettuazione di analisi e controlli inerenti la certificazione;
- spese per attivit� di formazione professionale sui sistemi di certificazione di prodotto e di sistema e di certificazione e di assicurazione della qualit�;
CONTENUTO TECNICO - TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI:
Nell'ambito di questa misura si attiveranno le seguenti azioni:
- Azione 1.1: Stesura dei disciplinari di produzione.
- Azione 1.2: Rafforzamento organizzativo delle attivit� regionali per il controllo sugli organismi di certificazione accreditati dal MiPAF e dal Sincert, e per l'implementazione di sistemi di certificazione di qualit� ai sensi delle norme ISO, UNI, EN.
- Azione 1.3: Implementazione dei sistemi di qualit� e di gestione ambientale.
- Azione 1.4: Assistenza tecnica e promozione attivit� di certificazione e valorizzazione e commercializzazione dei prodotti tipici di qualit� con marchio collettivo.
Azione 1.1 - Stesura dei disciplinari di produzione per prodotti con la certificazione di prodotto istituzionale (DOP, IGP, etc) e/o volontaria (marchio collettivo).
Obiettivo di questa azione � quello di elaborare ed approvare le linee guida di una serie di disciplinari (fino ad un numero massimo di 10) in funzione di due parametri principali:
- in base alle richieste espresse dai produttori circa l'esigenza di utilizzazione del marchio collettivo "Prodotti di Puglia";
- a seguito di un'analisi comparativa in termini di valore e quantit� dell'intera produzione agroalimentare pugliese (dati ISTAT, INEA).
Alla elaborazione ed approvazione dei singoli disciplinari che conterranno le linee guida per i prodotti individuati, sar� deputato il Comitato Consultivo come previsto nell'ambito dell'attuazione del marchio "Prodotti di Puglia" in relazione a quanto gi� definito nel P.O.P. Puglia 94/99 FEOGA Misura 4.3.2.. In linea di principio orientativamente si dovranno elaborare per le sotto elencate filiere i seguenti disciplinari: - Ortofrutta: uva da tavola; carciofi; ciliegie; asparagi, ortaggi, funghi, etc.
- Olio extra vergine di oliva: per la produzione che non intende fregiarsi delle D.O.P. in relazione al territorio di competenza;
- Carne: bovina, ovina e caprina;
- Prodotti lattiero caseari: burrata, mozzarella, caciocavallo;
- Industria conserviera: olive da mensa, prodotti sott'olio, pomodori da industria e pomodori secchi ecc.;
Azione 1.2 - Sostegno alle attivit� regionali per il rafforzamento organizzativo volto al controllo sugli organismi accreditati dal Mi.P.A.F. e dal Sincert e per l'implementazione di sistemi di qualit� ai sensi delle norme ISO, UNI, EN. La presente azione persegue l'obiettivo di promuovere e sostenere l'adeguamento organizzativo e strutturale degli uffici regionali preposti allo sviluppo e gestione della certificazione di qualit� nel settore agroalimentare. In particolare con tale azione si mira principalmente a:
- implementare il sistema marchio collettivo "Prodotti di Puglia";
- organizzare una struttura terza di controllo nel rispetto della norma EN 45011, mediante specifica convenzione con enti partecipati dalla Regione.
Connessa all'implementazione del marchi "Prodotti di Puglia" sar� avviata una azione di studio e un'azione di tutoraggio per l'avvio operativo del sistema di valorizzazione sulle produzioni tipiche di qualit� della regione Puglia in prosecuzione delle attivit� previste dallo studio di fattibilit� realizzato nell'ambito della Misura 4.3.2. del P.O.P. Puglia 1994/99.
Con riferimento ad una specifica deliberazione della Giunta Regionale, l'azione � il completamento di quella svolta in attuazione della misura 4.3.2. del P.O.P. 94/99, pertanto alla medesima societ� che ha realizzato lo studio di fattibilit�, sar� affidato il compito relativo all'implementazione e la messa a regime del sistema marchio "Prodotti di Puglia", allo svolgimento di un'azione di tutoraggio rivolta a funzionari regionali preposti all'attuazione delle fasi propedeutiche all'implementazione del marchio collettivo "Prodotti di Puglia".
In particolare il completamento dello studio dovr� concretizzarsi nel:
- definire il logo del marchio collettivo "Prodotti di Puglia";
- predisporre il regolamento d'uso del marchio collettivo "Prodotti di Puglia";
- definire una proposta di disegno di legge che disciplini l'uso del marchio Collettivo;
- definire le procedure e l'organizzazione della struttura di controllo secondo i criteri stabiliti dalla norma EN 45011 del 26/6/1989;
- definire la funzione dello "sportello prodotti di Puglia";
- definire le procedure e realizzazione di un manuale di qualit�.
L'azione di assistenza dovr� concretizzarsi in:
- assistenza nella fase di attivazione dello "Sportello prodotti di Puglia";
- assistenza nella fase di avvio del procedimento per la costituzione e l'insediamento del Comitato Consultivo;
- attivazione del progetto di sensibilizzazione verso gli utilizzatori di marchi pubblici gi� riconosciuti o in fase di riconoscimento;
- realizzazione ed aggiornamento di un gruppo di disciplinari di prodotto.
L'adeguamento organizzativo strutturale e professionale delle strutture regionali coinvolte nelle attivit� di coordinamento, controllo, vigilanza e promozione di sistemi di certificazione della qualit� ha come obiettivo specifico di migliorare sul piano professionale, organizzativo - procedurale e dotazionale le strutture regionale direttamente coinvolte nelle attivit� di gestione dei marchi collettivi e di qualit�, aumentando la qualit� dei servizi forniti e l'efficacia dell'attivit� svolta.
In particolare l'attivit� di coordinamento, vigilanza, controllo e promozione si esplica con riguardo ai prodotti disciplinati dai seguenti regolamenti comunitari:
- Reg. CEE 2092/91 e successive modificazioni ed integrazioni (da ultimo il regolamento CE n. 473/2002);
- Reg. CEE 2081/92;
- Reg. CE 820/97;
- Implementazione norme assicurazione qualit� serie ISO 9000 e 14000.
Tale adeguamento organizzativo dovr� realizzarsi secondo le seguenti fasi:
a) adeguamento sul piano della formazione professionale (corsi, aggiornamenti, stage, etc);
b) adeguamento sul piano strutturale (dotazioni tecniche informatiche);
c) adeguamento organizzativo procedurale (razionalizzazione procedure).
In particolare si prevedono finanziamenti per:
- attivit� di formazione professionale sui sistemi di certificazione di prodotto e di sistema e di certificazione e di assicurazione della qualit� (norme ISO, UNI, HACCP etc) a favore del personale tecnico operante presso le strutture organizzative a livello sia centrale che periferico della Regione Puglia;
- acquisizione di supporti tecnici ed informatici (hardware e software) necessarie a razionalizzare e migliorare l'efficienza dell'attivit� di monitoraggio, controllo e vigilanza;
- studio e implementazione procedure con particolare riguardo all'attivit� di controllo sulle produzioni biologiche previste nell'ambito del D.Lgs n. 220/95 e Reg. 2081/92, 2082/92, 820/97 e produzioni con marchio volontario.
Azione 1.3: Implementazione dei sistemi di qualit�.
Tale azione dovr� consentire di armonizzare i sistemi di produzione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti tipici agroalimentari pugliesi di qualit� al fine di facilitare il completamento del processo di filiera garantendo un sistema di tracciabilit� che soddisfi in maniera piena le aspettative del consumatore. L'attuazione degli interventi previsti potr� migliorare la competitivit� del sistema agroalimentare pugliese dei prodotti tipici regionali.
L'azione si articola nei seguenti interventi:
1.3.1 Certificazione volontaria di prodotto.
1.3.2 Sviluppo di un sistema volontario di tracciabilit� nella filiera agroalimentare a norme UNI 10939 - 2001.
1.3.3 Applicazione e riconoscimento del protocollo EUREP - GAP (protocollo sottoscritto tra produttori e distributori di frutta e ortaggi per l'applicazione dei metodi di produzioni integrate nel rispetto dell'ambiente e della sicurezza alimentare).
1.3.4 Certificazione di qualit� a norme ISO 9001-2000 (certificazione di sistema qualit�) e HACCP (sistema di autocontrollo secondo il metodo HACCP per l'igiene degli alimenti). 1.3.5 Certificazione di Sistemi di gestione ambientale a norme ISO 14001-1996.
1.3.6 Certificazione di Sistemi di gestione ambientale a norma Reg. CE 761/2001-EMAS.
Intervento 1.3.1: Certificazione volontaria di prodotto: L'intervento si articola nel modo seguente:
- Predisposizione del/i fascicolo/i tecnico/i di produzione inerente il prodotto/i oggetto di certificazione;
- Attestazione della certificazione di prodotto da parte di Organismi accreditati SINCERT e rilascio del Certificato.
La finalit� dell'intervento � la valorizzazione di prodotti aventi caratteristiche particolari all'interno di una stessa tipologia al fine di aumentare la qualit� percepita dal cliente ed il valore del prodotto stesso ed in linea con le norme HACCP. I prodotti certificabili dovranno rientrare tra quelli previsti dall'azione n. 1 della presente misura.
Il presente intervento supporta i costi relativi alla assistenza tecnica per la stesura del disciplinare e quelli relativi alla prima certificazione.
Euro 130.000) si dar� il punteggio massimo di 50 alla richiesta con valore UDE pi� alto e gli altri in proporzione.
Intervento 1.3.2: Sviluppo di un sistema volontario di tracciabilit� nella filiera agroalimentare a norme UNI 10939-2001. L'intervento si articola nel modo seguente:
- Definizione di un sistema volontario di tracciabilit� attraverso accordi di filiera in accordo con le norme UNI 10939-2001; (specificare)
- Verifica tracciabilit� e rilascio attestazione di rintracciabilit� da parte di Organismi accreditati SINCERT.
La finalit� dell'azione � lo sviluppo di un sistema di tracciabilit� degli alimenti, dei mangimi e degli animali destinati alla produzione alimentare e delle sostanze destinate o atte a far parte di un alimento o di un mangime.
Le filiere certificabili dovranno rientrare fra quelle previste dall'azione n. 1 della presente misura.
Il costo massimo ammissibile per progetto di filiera agroalimentare, conformemente agli orientamenti sugli aiuti di stato in agricoltura, � pari a Euro 100.000,00 sul quale sar� riconosciuto un contributo del 50%. Il contributo sar� rapportato alla dimensione economica del progetto di filiera in riferimento alla produzione certificata e al numero di soggetti coinvolti. Si dar� il punteggio massimo di 50 per il numero di soci rappresentato (gli altri in proporzione) e di 50 per il valore pi� alto della produzione commercializzata (media della produzione del triennio precedente ), gli altri in proporzione.
Beneficiari del presente intervento saranno: Organizzazioni dei produttori riconosciute, Consorzi di Associazioni di produttori, Consorzi di valorizzazione e tutela, Consorzi di cooperative, Associazioni di scopo dei produttori, Organizzazioni Commerciali. Non saranno ammessi a istruttoria, progetti presentati dalle MOC (Macro Organizzazioni Commerciali), in quanto a carattere multiregionale.
Condizione essenziale per l'accesso ai finanziamenti � la sottoscrizione di un accordo di filiera fra produttori, condizionatori/trasformatori e la distribuzione.
Intervento 1.3.3: Applicazione e riconoscimento del protocollo EUREP-GAP. (protocollo sottoscritto tra produttori e distributori di frutta e ortaggi per l'applicazione dei metodi di produzioni integrate nel rispetto dell'ambiente e della sicurezza alimentare).
L'intervento si articola nel seguente modo: - Predisposizione del piano della qualit� della/e produzioni agricole secondo il protocollo EUREP-GAP
- Verifica del piano della qualit� da parte di Organismi accreditati e rilascio Certificato EUREP-GAP
La finalit� dell'intervento �:
- la creazione di uno standard comune per la produzione agricola favorendo la commercializzazione globale;
- l'applicazione delle regole della produzione integrata all'interno della struttura di produzione e commercializzazione di prodotti freschi;
- la valorizzazione di prodotti aventi caratteristiche particolari all'interno di una stessa tipologia al fine di aumentare la qualit� percepita dal cliente ed il valore del prodotto stesso ed in linea con le norme HACCP.
I prodotti certificabili dovranno rientrare tra quelli previsti dall'azione n. 1 della presente misura.
Il presente intervento supporta i costi relativi alla assistenza tecnica per la stesura del disciplinare aziendale e quelli relativi alla prima certificazione.
Intervento 1.3.4: Certificazione di qualit� a norme ISO 9001-2000 E HACCP. L'intervento si articola nel seguente modo:
- Predisposizione ed implementazione della documentazione del sistema qualit� e dell'autocontrollo igienico a norme ISO 9000-2001 e HACCP
- Verifica e rilascio Certificazione da parte di Organismi accreditati
La finalit� dell'azione � il miglioramento dell'organizzazione aziendale, garantendo la sicurezza e salubrit� dei prodotti utilizzati secondo le norme ISO 9001 e HACCP.
Il presente intervento supporta i costi relativi alla assistenza tecnica per la predisposizione della documentazione relativa all'implementazione del sistema qualit� e dell'autocontrollo igienico ai sensi delle norme ISO 9000-2001 e HACCP;
Euro 130.000). Si dar� il punteggio massimo di 50 alla richiesta con valore UDE pi� alto e gli altri in proporzione.
Condizione essenziale per l'accesso ai contributi previsti dal presente intervento � l'attuazione congiunta in ambito aziendale della certificazione ISO 9001 - 2000 e HACCP.
Intervento 1.3.5: Certificazione di Sistemi di gestione ambientale a norme ISO 14001-1996. L'intervento si articola nel seguente modo:
- Predisposizione ed implementazione della documentazione del sistema di gestione ambientale a norme ISO 14001-1996
- Verifica e rilascio prima Certificazione da parte di Organismi accreditati
La finalit� dell'azione � l'attuazione di un sistema di gestione e costante controllo per la prevenzione e il miglioramento dell'impatto ambientale.
Il presente intervento supporta i costi relativi alla assistenza tecnica per la predisposizione della documentazione relativa alla gestione ambientale a norma ISO 14001 - 1996.
Intervento 1.3.6: Certificazione di sistemi di gestione ambientale a norma REG. CE 761/2001-EMAS. L'intervento si articola nel seguente modo:
- Predisposizione ed implementazione della documentazione del sistema di gestione ambientale a norma Reg. CE 761/2001-EMAS
La finalit� dell'azione � l'attuazione di un sistema di gestione e costante controllo per la prevenzione e il miglioramento dell'impatto ambientale attraverso una integrazione azienda- istituzioni pubbliche sistematica e documentata.
Il presente intervento supporta i costi relativi alla assistenza tecnica per la predisposizione della documentazione relativa alla gestione ambientale a norma del Reg. (CE) 761/2001 -EMAS.
Con apposito bando pubblico, a seguito di approvazione del presente programma, saranno rese note le ulteriori precisazioni per l'accesso agli interventi precedentemente descritti.
Per la costituzione della societ� terza e la valutazione dell'azione degli organismi riconosciuti di certificazione sar� presentato un apposito disegno di legge.
Azione 1.4: Assistenza tecnica e promozione attivit� di certificazione e valorizzazione dei prodotti tipici di qualit� con marchio regolamentato e con marchio volontario.
La presente azione si compone di n. 2 interventi di seguito specificati
Intervento 1.4.1: corso di qualificazione per operatori del settore post-raccolta prodotti freschi su tecniche e tecnologie innovative da applicare in filiera. Tale intervento si articola nel seguente modo:
- progettazione del corso, con l'indicazione del calendario dei momenti formativi, dei nominativi dei docenti, del materiale di studio
- pubblicizzazione del corso e selezione partecipanti
- effettuazione e documentazione dei momenti formativi.
La finalit� dell'intervento � di formare gli operatori a utilizzare tecniche di gestione del prodotto post-raccolta tali da garantire una pi� lunga shelf-life e una totale sicurezza.
L'intervento � diretto alla formazione di personale tecnico operante in strutture pubbliche e private dedite alla produzione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari freschi e/o trasformati.
Mediante aggiudicazione tramite bando di gara con procedura aperta, ai sensi del Decreto L.vo 17 marzo 1995, n. 157, sar� affidato ad una societ� specializzata la realizzazione del predetto corso. Nel capitolato d'oneri, che sar� redatto a cura dell'Ufficio Servizi di Sviluppo Agricolo della Regione Puglia - Assessorato Regionale all'Agricoltura -, saranno rese note l'articolazione del corso, le condizioni di accesso, e le ulteriori prescrizioni.
Intervento 1.4.2 - Corso di qualificazione per operatori del settore su tecniche di marketing vendita e commercializzazione. Tale intervento si articola nel seguente modo:
La finalit� dell'intervento � di aiutare gli operatori nella progettazione e messa a punto dell'attivit� di marketing al fine di migliorare il posizionamento delle imprese sui mercati.
La ristrutturazione organizzativa secondo i principi e le normative riconosciute a livello internazionale e oggetto delle azioni del presente programma render� le imprese beneficiarie maggiormente pronte a competere con equivalenti strutture estere salvaguardando e tutelando, al contempo, la tipicit� ed il valore delle produzioni locali.
La positivit� di tale impatto diventer� ancora superiore relativamente alle imprese agricole, aiutandole a rispondere alle richieste sempre pi� perentorie della grande distribuzione in termini di tracciabilit� e sicurezza del prodotto, di valorizzazione delle produzioni tipiche regionali da un lato ed in termini di salvaguardia ambientale dall'altro.
n. dei disciplinari (linee guida) di produzione per certificazione di prodotto;
n. dei tecnici regionali esperti in certificazione di qualit� nel settore agroalimentare;
n. di attestazioni di certificazioni di prodotto;
n. di attestazioni di certificazioni di rintracciabilit�;
n. di attestazione di certificazioni EUREP - GAP;
n. delle certificazioni ISO 9001 - 2000 e HACCP;
n. delle certificazioni di sistemi di gestione ambientale a norme ISO 14001 - 1996;
n. delle certificazioni di sistemi di gestione ambientale a norma del Reg. (CE) 761/2001 - EMAS;
n. dei tecnici esperti formati nel settore post-raccolta dei prodotti freschi su tecniche e tecnologie innovative;
n. dei tecnici esperti formati in marketing e commercializzazione.
MISURA 2: CONTROLLO DEI RESIDUI DI PRODOTTI FITOSANITARI FINALIZZATO ALLA RAZIONALIZZAZIONE DELLE TECNICHE DI DIFESA DELLE COLTURE
DURATA: 2002-2004
COSTO TOTALE: Euro 396.000,00
- Euro 336.600,00 sul capitolo 111151/2002 (85%)
- Euro 59.400,00 sul capitolo 114209/2002 (15%).
RESPONSABILE: Regione Puglia - Assessorato Agricoltura - Ispettorato Compartimentale Agricoltura e Alimentazione - Osservatorio per le Malattie delle Piante.
FUNZIONARIO REFERENTE: Dr. Antonio Guario
SOGGETTI ATTUATORI: C.R.S.A. "Basile Caramia"; Associazione Regionale dei Consorzi di Difesa; Laboratori di analisi chimiche convalidati dall'ISPAVE di Roma.
BENEFICIARI: Aziende agricole; Consorzi per la Valorizzazione delle Produzioni; Enti certificatori di produzioni.
Razionalizzazione delle tecniche di difesa delle colture.
Il progetto � il proseguimento delle attivit� eseguite nell'ambito del Programma Interregionale "Agricoltura e Qualit�" misura 2 "Controllo dell'impiego di fitofarmaci in agricoltura", e gli obiettivi che si pone sono:
- migliorare le conoscenze sull'impiego di fitofarmaci in agricoltura - valutare le diverse strategie di protezione delle colture adottate a livello regionale sulla base del controllo dei residui; - verificare il comportamento residuale di nuovi principi attivi e formulazioni, anche in conseguenza della diversa tecnica di distribuzione;
- contribuire alla valorizzazione della produzione agricola e valutare i risultati delle misure agro-ambientali;
- valutare l'apporto di metalli pesanti conseguenti al loro uso per gli interventi di protezione.
Il progetto � parte integrante di un monitoraggio effettuato a livello nazionale sui residui di fitofarmaci, permetter� anche di valutare le differenti esigenze della protezione delle colture dai parassiti del territorio regionale, caratterizzato da clima caldo arido tipico dell'ambiente mediterraneo, rispetto a quelle di altri ambienti italiani e le conseguenti implicazioni riguardo la presenza di residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli.
Il progetto si realizzer� attraverso una serie di azioni coordinate dall'Osservatorio per le Malattie delle Piante e attuate dal C.R.S.A., dai Consorzi Di Difesa e dai laboratori convalidati dall'ISPAVE.
Il C.R.S.A. � stato individuato quale soggetto attuatore in quanto � Ente a partecipazione regionale gi� esperto sui fitofarmaci in quanto � anche centro accreditato dal Ministero della Sanit� per la registrazione dei fitofarmaci, oltre che per il controllo dello stato sanitario delle produzioni vivaistiche, ai sensi dei DD.MM. del M.i.P.A.F. del 14.4.97; � centro di saggio per condurre prove ufficialmente riconosciute finalizzate alla registrazione dei fitofarmaci, ai sensi del Decreto del Mi.P.A.F. n. 33304 del 18/09/2000, attualmente ha in atto ricerche finanziate dalla Regione Puglia e dal Ministero delle Politiche Agricole, ed � gi� stato individuato quale Centro di coordinamento per la Regione Puglia del Programma Interregionale (PIC) "Agricoltura e qualit�" - Misura 2 "Controllo dell'impiego di fitofarmaci in agricoltura".
Le azioni a carico del C.R.S.A. saranno:
a) coordinare e organizzare sul territorio i servizi di campionamento e di analisi previsti dal programma;
b) individuare i luoghi di campionamento, aziende, magazzini, ecc.;
c) indicare alle unit� analitiche i gruppi di fitofarmaci da ricercare per ciascun campione;
d) organizzare la raccolta e una prima archiviazione dei dati;
e) trasmettere all'Osservatorio i dati sui campionamenti effettuati e sui risultati analitici.
L'Associazione Regionale dei Consorzi di Difesa � stata individuata come soggetto attuatore in quanto i cinque Consorzi di Difesa delle Produzioni intensive sono collocati nelle cinque province pugliesi e hanno una notevole conoscenza del territorio e delle aziende agricole, inoltre sono enti che gi� collaborano con la Regione Puglia nelle attivit� di lotta integrata e sono gli attuatori del Piano Agrometereologico regionale.
Le azioni a carico dell'Associazione saranno le seguenti:
a) individuazione dei siti di campionamenti, aziende, magazzini, ecc., in collaborazione con il CRSA;
b) raccolta dei campioni secondo quanto concordato con il CRSA;
c) compilazione delle schede informative sul campione e trasmissione al CRSA;
d) trasporto campioni alle unit� di analisi entro 48 ore dal campionamento.
Il progetto si avvarr� di una serie di laboratori " Unit� analitiche" che avranno i seguenti compiti:
- verifica dell'idoneit� dei campioni;
- analisi dei residui dei gruppi di fitofarmaci indicati per ciascun campione, con le metodologie di estrazione ed analitiche stabilite dall'ISPaVe;
- trasmissione dati e documentazione analitica al CRSA e all'ISPaVe.
Il CRSA dovr� selezionare aziende rappresentative per ciascuna coltura e areale anche in considerazione dell'affidabilit� delle informazioni relative agli interventi di protezione. Le aziende rappresenteranno tanto la situazione tradizionale che quella relativa all'adozione di programmi di protezione integrata, anche in riferimento ai disciplinari del regolamento CEE 2078/92, e del Reg. CEE 2092/91. In prossimit� della raccolta e nel rispetto dell'intervallo di sicurezza dei fitofarmaci applicati, i tecnici dei consorzi provvederanno a raccogliere campioni rappresentativi del prodotto da avviare al consumo e entro 48 ore, ad inoltrarli etichettati in modo inequivocabile e accompagnati dalla relativa scheda di analisi contenitori termici, ai laboratori di analisi. Le modalit� del campionamento saranno stabilite in dettaglio dal CRSA, in accordo alle indicazione fornite dall'ISPaVe. SCHEDE INFORMATIVE. Ogni campione sar� accompagnato da una scheda informativa predisposta dall'ISPaVe, la compilazione sar� a cura dei tecnici prelevatori dei consorzi e sar� estremamente accurata.
Il CRSA, sulla base delle informazioni contenute nella scheda dei trattamenti e della conoscenza delle consuetudini locali, fornir� indicazioni alle unit� analitiche "laboratori di analisi" sui gruppi di fitofarmaci da ricercare in ciascun campione.
L'indagine sulla presenza dei residui dei prodotti fitosanitari sulle principali colture regionali consente di poter impostare, nell'ambito dei disciplinari di produzione, che le Associazioni dei Produttori dovranno predisporre, scelte razionali sull'impiego di sostanze attive. La limitazione o l'esclusione di sostanze maggiormente residuali consente di ottenere in misure inferiore la presenza di sostanze tossiche negli alimenti. Il consumatore, beneficiario principale, potr� essere, per tale motivo, maggiormente garantito sulla sanit� degli alimenti.
Le colture oggetto di monitoraggio
N� aziende oggetto di monitoraggio.
N� campioni sottoposti alle analisi.
N� di analisi effettuate dai laboratori autorizzati.
Elaborazioni dei dati di analisi forniti dai laboratori per il riscontro delle anomalie rilevate sulle singole colture e per singola sostanza attiva.
Pubblicazioni di opuscoli sui risultati ottenuti per singola coltura e per singola sostanza attiva
MISURA 3: INTERSCAMBIO DI DATI, INFORMAZIONI E PRODOTTI AGROMETEREOLOGICI TRA MiPAF E REGIONI.
COSTO TOTALE: Euro 160.700,00
- Euro 136.595,00 sul capitolo 111151/2002 (85%)
- Euro 24.105,00 sul capitolo 114209/2002 (15%).
FUNZIONARIO REFERENTE: dr Nicola Laricchia.
Azione 3.1: I soggetti attuatori, presentatori di programmi di attivit� consistenti in acquisizione, validazione ed elaborazione dei dati climatologici, saranno selezionati secondo i seguenti parametri:
- istituzioni scientifiche ed enti di ricerca che hanno svolto lavori conformi ai programmi di attivit� e alle finalit� del progetto;
- validit� tecnico-economica dei programmi di attivit� presentati e loro compatibilit� con l'attivit� degli istituti ed enti e con il loro know-how;
- descrizione del progetto e della metodologia adottata per ottenere le mappe climatologiche con annesse schede riportanti le caratteristiche peculiari di ciascuna area con i parametri climatici, gli indici climatici e bioclimatici;
- congruit� degli aspetti economici e finanziari con descrizione analitica delle singole voci di spesa.
Azioni 3.2, 3.3, 3.4: I soggetti attuatori, presentatori di programmi di attivit� consistenti in realizzazione di carte vocazionali del territorio pugliese, monitoraggio qualitativo delle risorse idriche, realizzazione di studi sugli effetti delle acque salmastre sui tipi di terreno pi� frequenti in Puglia e sulle colture, saranno selezionati secondo i seguenti parametri:
- descrizione dei progetti e delle metodologie adottate per ottenere i risultati ed i prodotti attesi;
Azione 3.5: Compartecipazione alle spese sostenute per la realizzazione delle attivit� e per il potenziamento delle strutture impiegate nell'interscambio di dati tra Mi.P.A.F. e Regioni.
Istituti di ricerca di provata esperienza nello studio delle problematiche ambientali; Consorzi di Difesa delle Produzioni Intensive della Puglia; Laboratori di analisi chimiche con attrezzature di avanguardia per le analisi del terreno e dell'acqua con comprovata esperienza nel settore, da selezionare mediante bando da gara.
Beneficiario finale: Per tutte le azioni la Regione Puglia.
Soggetti destinatari dell'intervento: I soggetti destinatari degli interventi previsti nella presente misura 3 possono essere identificati, rispetto alle azioni, come segue:
- Azione 3.1: aziende agricole operanti nel territorio regionale; - Azione 3.2: aziende agricole operanti nel territorio regionale, popolazione residente nella regione;
- Azione 3.3: aziende agricole operanti nel territorio regionale, Consorzi di bonifica; - Azione 3.4: aziende agricole operanti sul territorio regionale, Consorzi di bonifica;
- Azione 3.5: aziende agricole operanti sul territorio regionale, Consorzi di bonifica, popolazione residente nel territorio regionale, associazioni produttori.
La necessit� di assicurare produzioni di qualit� a prezzi competitivi con le risorse naturali disponibili, salvaguardando i redditi agricoli, spinge tecnici e operatori agricoli ad effettuare scelte che tengono conto delle caratteristiche peculiari del territorio con un elevato grado di dettaglio.
Diventa quindi di fondamentale importanza l'acquisizione, la validazione, l'archiviazione e la successiva analisi di tutti i dati ambientali che abbinati a conoscenze tecniche, agronomiche e colturali consentono di individuare per ogni situazione produttiva agricola l'ordinamento colturale, la tecnica, le specie e nell'ambito di queste le variet�, che meglio si adattano e che nello stesso tempo forniscono i migliori risultati produttivi sia in termini quantitativi che qualitativi e che soddisfano alle richieste del mercato, sempre pi� competitivo.
Tali scelte diventano decisive qualora si opera in condizioni di scarsit� di risorse idriche e con gravi problemi di salinizzazione delle acque di falda e dei terreni. Le scelte vanno pertanto, supportate da informazioni obiettive ed accompagnate da possibili soluzioni adottabili al fine di consentire la permanenza di un'agricoltura avanzata e di qualit�.
Diviene necessario quindi lo studio del territorio nei vari aspetti: naturali, paesaggistici, agricoli nonch� sociali e la definizione delle pi� appropriate tecniche che tengano conto dei diversi vincoli produttivi ed ambientali, caratteristici di ogni area del territorio regionale. Con il progetto, infatti, si creeranno condizioni migliori per agevolare gli operatori e tecnici del settore agricolo nelle scelte, spesso non facili, riguardanti il modo di produrre in condizioni ambientali mutate e con risorse sempre pi� limitate.
3.1 - Studio climatologico per l'individuazione delle aree climatiche omogenee. La conoscenza del territorio � di fondamentale importanza per le scelte operative in campo agricolo e in particolare per l'uso della terra e del clima, che insieme ad appropriate tecniche agronomiche, consente il miglior utilizzo delle risorse dell'ambiente. Infatti, le scelte colturali sono fatte in modo da esaltare le caratteristiche produttive dei vegetali, in termini quantitativi e soprattutto in termini di qualit�.
Tali scelte, fatte sulla base delle esigenze delle specie coltivate e delle caratteristiche ambientali, associate a tecniche agronomiche che rendono l'ambiente di coltivazione pi� favorevole allo sviluppo delle piante, mirano ad elevare la produttivit� delle colture. Le piante, infatti, producono tanto meglio quanto pi� favorevoli sono le condizioni in cui vivono poich� trovano disponibili le risorse del terreno, idriche ed energetiche in rapporti ottimali per la sintesi della sostanza organica e quindi dei prodotti. In condizioni ambientali non favorevoli, le piante si trovano, invece, in condizioni di stress che si ripercuotono negativamente sulla quantit� ma, in maniera sensibile, sulla qualit� delle produzioni.
La Puglia � una Regione che per la sua posizione geografica, immersa nel bacino del Mediterraneo e per la sua orografia, praticamente pianeggiante, possiede una elevata vocazione alla produzione agricola di qualit�. Tuttavia esistono vincoli, come la carenza cronica dell'acqua dovuta all'irregolare regime pluviometrico e l'assenza di corsi d'acqua superficiali a causa della natura carsica del sottosuolo, che rendono difficoltose le coltivazioni. In questo contesto � stata fondamentale l'azione degli agricoltori pugliesi che, introducendo specie che sfruttano bene le risorse disponibili, hanno conseguito buone produzioni di ottima qualit�. Per utilizzare meglio queste risorse diviene di fondamentale importanza la conoscenza del territorio in modo approfondito, al fine di poter supportare le scelte colturali ed agronomiche, alla luce delle mutate esigenze di mercato orientate verso prodotti di qualit�, con caratteristiche estetiche elevate e con prezzi competitivi.
Questo pu� essere raggiunto partendo da studi climatologici della regione per la delimitazione di aree climatiche omogenee, di cui per ognuna si conoscono le risorse energetiche (idriche, eoliche, solari) e la loro disponibilit� nel corso dell'anno.
Dopo aver suddiviso il territorio regionale per aree climatiche omogenee, a questo si sovrappongono le carte, climatica e pedologica, in modo da ottenere la carta delle risorse ambientali (clima - suolo), che rappresenta il punto di partenza per la fase successiva di individuazione e delimitazione delle aree vocate per le diverse colture.
Gli elementi necessari per la realizzazione dello studio climatologico sono la disponibilit� dei dati climatologici per i diversi parametri meteorologici, (precipitazione, temperatura, ventosit�, eliofania, radiazione solare, evapotraspirazione, ecc) delle diverse reti di stazioni presenti sul territorio regionale. I dati acquisiti, dopo una preliminare validazione saranno organizzati in serie storiche e sottoposti ad elaborazione al fine di ottenere le informazioni necessarie per caratterizzare climaticamente un territorio rispetto ad un altro, anche attraverso l'individuazione di indici climatici.
L'acquisizione dei dati meteorologici dovr� riguardare innanzitutto quelli del Servizio Agrometeorologico Regionale Pugliese, della Rete Agrometeorologica Nazionale, dell'Ufficio Idrografico e Mereografico della Presidenza del Consiglio dei Ministri (ex Lavori Pubblici), di enti pubblici operanti in Regione (Consorzi di bonifica, Istituti di ricerca, ecc) ed eventualmente di privati. Alla serie di stazioni gi� presenti sul territorio saranno affiancate informazioni derivanti da stazioni agrometeorologiche mobili del Servizio Agrometerologico Regionale, collocate in punti particolari, ritenuti strategici. Il lavoro conclusivo consister� quindi nella realizzazione di un atlante climatico, che descriver� analiticamente il clima pugliese suddiviso in aree climatiche omogenee, corredato di mappe.
3.2 - Pianificazione della produzione attraverso lo studio del territorio. La conoscenza del territorio ai fini agricoli, ottenuta partendo dai dati climatologici e geopedologici, consentir� di avere informazioni sulla capacit� effettiva dell'uso del suolo attraverso il confronto con gli indici climatici e bioclimatici di ogni coltura. In questo modo sar� possibile orientare la produzione agricola verso colture o variet� che meglio si adattano all'ambiente per quantit� e qualit� delle produzioni.
Si dovr� partire dalla definizione per ogni coltura degli indici bioclimatici e si proceder� poi alla successiva verifica in campo, anche attraverso la realizzazione di campi pilota da cui poter acquisire ulteriori informazioni pi� dettagliate. La letteratura scientifica gi� dispone in parte di questi dati, i quali per� vanno affinati ulteriormente, alla luce della continua presenza di nuove variet�, disponibili per gli agricoltori e presenti sul mercato.
Una volta ottenuta la "carta della vocazionalit�" per ogni specifica coltura, questa sar� verificata in campo, attraverso campi dimostrativi presso di cui effettuare i rilievi agrofenologici, fitosanitari, merceologici e pedologici.
In questo contesto dovr� essere sviluppata anche, la carta di rischio climatico, che permetter� di individuare le aree e i periodi in cui si verificano con maggiore frequenza gli eventi avversi come grandine, gelo, siccit�.
3.3 - Ottimizzazione dell'uso delle risorse idriche. La caratterizzazione del territorio dal punto di vista del bilancio idrico, attraverso la definizione dell'incertezza produttiva derivante dal deficit idrico, potr� consentire di individuare per ogni coltura, il consumo ottimale di acqua che rende minimo l'acqua erogata e il rischio produttivo per le aziende agricole, raggiungendo l'obiettivo dell'uso efficiente ed appropriato dell'acqua, risorsa sempre meno disponibile per l'agricoltura.
Il territorio regionale dopo essere stato suddiviso per aree omogenee, verr�, a livello di singola area, caratterizzato in base alle caratteristiche idrogeologiche del terreno e in base al regime termopluviometrico. Queste informazioni, associate a quelle riguardanti le colture, consentiranno di definire, per ognuna, compatibilmente con livelli soddisfacenti di produzione e di qualit�, la tolleranza al deficit idrico nonch� il fabbisogno irriguo stagionale.
Contemporaneamente dovr� essere definito per ogni specifica situazione un programma di irrigazione e fertirrigazione, anche attraverso l'uso di bilanci idrici, gi� disponibili presso le strutture regionali.
3.4 - Studio dell'influenza dell'irrigazione sulla salinit� del suolo e delle acque di falda e valutazione degli effetti sulle colture. La necessit� di far fronte alle sempre maggiori esigenze idriche delle colture agrarie, soprattutto in regioni a clima caldo-arido come la Puglia, rappresenta un'esigenza fondamentale per la produzione anche laddove le condizioni pedologiche si presentano favorevoli. Gli emungimenti incontrollati di acque sotterranee effettuati tramite migliaia di pozzi disseminati sul territorio regionale possono determinare, ed in molti casi ci� si � gi� verificato, un elevato rischio di contaminazione salina dell'acqua presente nelle falde. L'utilizzo spesso incondizionato di acque non ottimali ai fini irrigui incide direttamente sulle caratteristiche quanti-qualitative della produzione agricola e pu� generare seri problemi sulla qualit� dei suoli. In quest'ottica, dunque, ci si pone l'obiettivo di definire tecniche di conservazione della fertilit� dei suoli a fronte dell'utilizzo di acque salmastre od anomale ai fini irrigui compatibilmente con una razionale e produttiva pratica agricola allo scopo di evitare ripercussioni negative sulla qualit� delle produzioni agricole.
Questo pu� essere raggiunto partendo dal monitoraggio della qualit� delle acque utilizzate per scopi irrigui, mediante analisi di laboratorio, sia di quelle provenienti dai bacini di raccolta sia di quelle provenienti dalle falde acquifere. I dati acquisiti opportunamente analizzati, forniranno un quadro completo della situazione esistente dal quale sar� possibile sviluppare le azioni successive ed in particolare quella che individua la tecnica irrigua che consente di conservare meglio la fertilit� dei suoli.
La conoscenza della presenza dei suoli salini su scala regionale, mediante analisi del terreno, consentir� l'elaborazione cartografica tematica degli stessi dalla quale si potranno avere informazioni quantitative sulla estensione e qualitative sulle caratteristiche fisiche, chimiche ed idrologiche che n� condizionano la fertilit�, l'uso ed in definitiva la gestione agronomica. Un aspetto importante da sviluppare sar� lo studio degli effetti della progressiva salinizzazione e/o sodicizzazione sulla fertilit� dei terreni agricoli dovuti all'utilizzo di acque salmastre per scopi irrigui. Per le colture agricole presenti sul territorio regionale, sar� individuato il grado di tollerabilit� all'utilizzo di acque salmastre e la coltivazione su suoli che presentano in maniera pi� o meno evidente i problemi precedentemente citati. Anche in questo caso la letteratura scientifica mette a disposizione tutta una serie di dati che saranno ulteriormente affinati ed in alcuni casi adattati, mediante ulteriori prove, alla realt� pugliese.
Queste informazioni opportunamente elaborate permetteranno di definire meglio i rapporti acqua-suolo-pianta allo scopo di individuare le cultivar che meglio si adattano compatibilmente con gli obiettivi produttivi aziendali. 3.5 - Interventi previsti nell'ambito del sistema di interscambio tra MiPAF e Regioni - Per migliorare la quantit� e la qualit� delle informazioni disponibili, la Regione Puglia -Assessorato Agricoltura, ha aderito al Sistema di Interscambio di dati, informazioni e prodotti agrometerologici tra MiPAF e Regioni, attraverso la messa a disposizione dei dati di tre stazioni agrometrorologiche necessarie per la costituzione della rete agrofenologica nazionale, costituita da 100 stazioni di cui 60 di propriet� delle Regioni. Per stabilizzare il flusso informativo tra MipaF e Regioni, saranno forniti i dati fenologici di diverse colture di particolare importanza per la regione Puglia e ci sar� la partecipazione finanziaria alla realizzazione di un portale per l'agrometeorologia, in cui anche la Regione Puglia avr� un proprio link di accesso del Servizio Agrometeorologico Regionale e l'istituzionalizzare il "Sistema di interscambio".
Inoltre si individuano i seguenti obiettivi specifici: sviluppo di un sistema di interscambio di dati agro-feno-meteorologici per la valutazione del rischio siccit� e desertificazione nell'area mediterranea; produzione e applicazione di modelli statistici per il monitoraggio della siccit�; sviluppo di modelli agrometeorologici per la simulazione dinamica della produttivit� e del bilancio idrico; miglioramento della banca dati fenologica e meteo-climatica mediante la razionalizzazione e l'estensione dell'attivit� di rilevamento agro-fenologico; potenziamento del flusso di dati dalle regioni alla banca dati Interscambio, anche uniformando i formati di trasmissione; creazione di un "marchio comune dell'agrometeorologia italiana"; creazione di una "news" collegata ad una pubblicazione di agrometeorologica ad elevata diffusione per rendere visibile l'attivit� di interscambio.
La misura investe l'intero territorio regionale, e in particolare, per quanto attiene le analisi del suolo e delle acque, saranno privilegiate le aree ricadenti in territori soggetti a forte rischio di salinizzazione e desertificazione, in una logica di salvaguardia delle aree pi� a rischio ambientale.
- Azione 3.1 - Studio climatologico per l'individuazione delle aree climatiche omogenee.
- Azione 3.2 - Pianificazione della produzione attraverso lo studio del territorio.
- Azione 3.3 - Ottimizzazione dell'uso delle risorse idriche.
- Azione 3.4 - Studio dell'influenza dell'irrigazione sulla salinit� del suolo e delle acque di falda e valutazione degli effetti sulle colture.
- Azione 3.5 - Interventi nell'ambito del Sistema di interscambio tra Mipaf e Regioni.
Azione 3.1 - Studio climatologico per l'individuazione delle aree climatiche omogenee
L'obiettivo di questa azione � quello di realizzare lo studio climatologico della regione per ampliare le conoscenze del territorio, al fine di agevolare le scelte operative in campo agricolo, con particolare riferimento all'uso della terra e del clima, attraverso il miglior utilizzo delle risorse ambientali, favorendo l'esaltazione delle caratteristiche produttive delle colture, sia in termini quantitativi che qualitativi. Lo studio sar� realizzato utilizzando i dati climatologici delle stazioni meteorologiche del Servizio Agrometeorologico Regionale, dell'Aeronautica Militare, della Rete Agrometeorologica Nazionale, dell'Ufficio Idrografico e Mareografico della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ex Lavori Pubblici), di enti pubblici operanti sul territorio regionale (Consorzi di Bonifica, Istituti sperimentali, Scuole Agrarie) ed eventualmente, di privati.
I dati acquisiti, organizzati in serie storiche, dopo opportuna validazione, saranno elaborati con diverse procedure statistiche per l'ottenimento di indici climatici e di un atlante climatico, nel quale saranno descritte le caratteristiche delle diverse aree climatiche omogenee.
La carta climatologica regionale cos� realizzata, presenter� un elevato grado di dettaglio, sar� utilizzata, insieme alle carta pedologica regionale, per la individuazione delle aree vocate per le colture di particolare interesse per la Puglia.
Azione 3.2 - Pianificazione della produzione attraverso lo studio del territorio
Con questa azione, partendo dalle informazioni climatologiche e geopedologiche attraverso il confronto con gli indici bioclimatici di ogni coltura, si otterranno informazioni sulla capacit� effettiva dell'uso del suolo.
In questo modo sar� possibile orientare la produzione agricola verso colture o variet� che meglio si adattano all'ambiente, sia per quantit� che per qualit�.
La carta della vocazionalit� sar� ottenuta sovrapponendo la carta climatica e quella pedologica con le schede colturali che descrivono le esigenze ambientali (clima, terreno) minime, massime ed ottimali delle specie agrarie di interesse. La verifica in campo sar� realizzata attraverso campi dimostrativi presso cui effettuare i rilievi agrofenologici, fitosanitari, merceologici e podologici.
Azione 3.3 - Ottimizzazione dell'uso delle risorse idriche
Tale azione dovr� consentire di caratterizzare il territorio regionale dal punto di vista del bilancio idrico, definendo le incertezze produttive derivanti dal deficit idrico e quindi individuare per ogni coltura il consumo ottimale di acqua che minimizza l'acqua erogata ed il rischio produttivo per le aziende agricole, raggiungendo l'obiettivo dell'uso efficiente ed appropriato dell'acqua, risorsa sempre meno disponibile per l'agricoltura.
- Caratterizzazione del territorio regionale per aree omogenee, in base alle caratteristiche idrologiche del terreno e in base al regime termopluviometrico.
- Realizzazione della carta di tolleranza delle colture al deficit idrico e di fabbisogno irriguo stagionale per ogni coltura, compatibilmente con livelli di produzione soddisfacenti.
Azione 3.4 - Studio dell'influenza dell'irrigazione sulla salinit� del suolo e delle acque di falda e valutazione degli effetti sulle colture
L'obiettivo dell'azione � quella di definire le tecniche di conservazione della fertilit� dei suoli a fronte di un continuo maggior utilizzo di acque salmastre o anomale per fini irrigui compatibilmente con una razionale e produttiva pratica agricola al fine di evitare ripercussioni negative sulla qualit� delle produzioni agricole. L'azione si articola nei seguenti interventi:
- Monitoraggio della qualit� delle acque, provenienti dai bacini di raccolta e dalle falde acquifere, utilizzate per scopi irrigui, mediante analisi di laboratorio.
- Analisi dei risultati ed individuazione delle migliori tecniche irrigue per preservare la fertilit� dei suoli;
- Monitoraggio dei suoli, mediante analisi del terreno sul contenuto salino, per avere informazioni quantitative sulla loro estensione e qualitative sulle caratteristiche fisiche, chimiche e ideologiche, che condizionano l'uso e la gestione agronomica.
- Valutazione degli effetti della progressiva salinizzazione sulla fertilit� dei terreni agricoli dovuti all'utilizzo di acque salmastre per scopi irrigui.
- Individuazione del grado di tollerabilit� delle colture all'utilizzo delle acque salmastre e alla coltivazione su terreni con problemi di salinit�.
Azione 3.5 - Interventi nell'ambito del sistema di interscambio tra MiPAF e Regioni
La finalit� dell'azione � quella di stabilizzare il flusso di informazioni agrometeorologiche, tra Mipaf e Regioni, attraverso lo scambio di dati meteo, climatici, previsionali e fenologici e la realizzazione di un sistematico controllo di qualit� su contenuti e procedure della Banca dati Interscambio Agrometeorologico.
- Attivazione del collegamento tra ulteriori 2 stazioni della Rete Agrometeorologica Regionale e la Banca Dati Interscambio. - Attivazione dello scambio di dati fenologici di colture individuate tra quelle monitorate per fini di assistenza tecnica e fitosanitaria.
- Partecipazione alla realizzazione di un portale per "l'Agrometeorologia Italiana" da cui sar� possibile accedere al Servizio Agrometeorologico Regionale.
- Partecipazione allo sviluppo di modelli di monitoraggio della siccit� e di rischio di desertificazione e di simulazione dinamica della produttivit� e del bilancio idrico.
- Partecipazione alla creazione di un marchio comune per l'Agrometeorologia Italiana.
- Partecipazione alla realizzazione di una News collegata ad una pubblicazione di agrometeorologica ad elevata diffusione nazionale.
PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DELLE INIZIATIVE: Azione 3.1: Operazione a titolarit� regionale da attivare attraverso bando di gara. L'azione sar� attivata mediante convenzione con l'Istituto attuatore ai sensi del D.Lgs. 112/98.
L'acquisizione dei dati sar� effettuata mediante la stipula di una convenzione tra l'Istituto o Ente attuatore e gli enti possessori dei dati. Le attivit� previste saranno disciplinate da apposita convenzione tra il soggetto attuatore e il beneficiario nella quale saranno regolamentate, tra l'altro, l'erogazione delle somme e la presentazione di relazioni per la verifica e valutazione dello stato di avanzamento dei lavori.
Azione 3.2: Operazione a regia regionale. L'azione sar� attivata mediante convenzione con l'Istituto attuatore ai sensi del D.Lgs. 112/98.
Azione 3.3: Operazione a regia regionale. L'azione sar� attivata mediante convenzione con l'Istituto attuatore ai sensi del D.Lgs. 112/98.
Azione 3.4: Operazione a titolarit� regionale. L'azione sar� attivata mediante convenzione con l'Istituto attuatore ai sensi del D.Lgs. 112/98.
Azione 3.5: Operazione a titolarit� regionale. L'azione sar� realizzata potenziando la postazione di lavoro per il sistema di interscambio nonch� il sistema di collegamento con il SIAN e le altre Regioni, definendo i pacchetti di dati da rendere disponibili per l'interscambio, la predisposizione di elaborati da diffondere tramite il portale agrometeorologico.
Concorso all'attuazione di progetti integrati: La Misura concorre al finanziamento di una parte della misura 5 "Realizzazione della carta pedologica nazionale in scala 1:250.000" del presente progetto. Per quest'ultima finalit� � assicurata una riserva finanziaria pari al 25% dell'importo della misura. Descrizione delle connessioni e integrazioni con altre misure: La presente misura trova coerenza e si ricollega agli obiettivi e alle strategie perseguite dalla misura 5. In particolare, per quanto riguarda le azioni 3.2, 3.3 e 3.4 queste verranno sviluppate successivamente all'azione 3.1 e alla misura 5 relativamente alla realizzazione carta pedologica di aree campione con risoluzione 1:50.000. Tale procedura parte dalla considerazione di quanto gi� realizzato con precedenti finanziamenti allo scopo di evitare delle duplicazioni di lavori e opera in concertazione con altri progetti per evitare sovrapposizioni e per raggiungere una maggior efficacia degli interventi. IMPATTO: La conoscenza del territorio consente l'adeguata programmazione degli interventi di politica agricola e di gestione del territorio, nonch� la razionale allocazione delle risorse finanziarie e strumentali.
Tali conoscenze assumono particolare importanza con il diminuire della disponibilit� delle risorse naturali e dei fattori produttivi (acqua, suolo, ecc.), sempre pi� contese con altre attivit� ed utilizzazioni.
L'impatto della misura � quello di orientare le scelte produttive all'ottenimento di produzione di qualit� con le risorse disponibili.
MISURA 4: TARATURA DELLE MACCHINE IRRORATRICI DI FITOFARMACI PER VIGNETI A TENDONE, OLIVETI E ORTAGGI
"REALIZZAZIONE DI BANCHI-PROVA INFORMATIZZATI, PER LA TARATURA DELLE IRRORATRICI IMPIEGATE NEI VIGNETI ALLEVATI A "TENDONE" E STUDIO PRELIMINARE DI FATTIBILIT� PER LA REALIZZAZIONE DI UN PROTOTIPO DI BANCO-PROVA A SCANSIONE LASER, PER LA TARATURA DELLE IRRORATRICI IMPIEGATE IN OLIVETI E/O NELLE COLTURE ARBOREE A CHIOMA ESPANSA."
COSTO TOTALE: Euro 516.457,00
- Euro 438.988,45 sul capitolo 111151/2002 (85%)
- Euro 77.468,55 sul capitolo 114209/2002 (15%).
Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Alimentazione Riforma Fondiaria Foreste Acquacoltura Caccia e Pesca - Ispettorato Compartimentale dell'Agricoltura e Alimentazione - Osservatorio per le Malattie delle Piante.
Dr.ssa Anna Percoco - Dr Antonio Guario.
- Associazione Regionale dei Consorzi di Difesa
- Dipartimento PRO.GE.SA. dell'Universit� di Bari
Istituzioni scientifiche regionali e interregionali, Servizi di Sviluppo Agricolo, aziende agricole, Consorzi di valorizzazione delle produzioni agricole.
Istituire un "Servizio obbligatorio di controllo e taratura delle macchine irroratrici" regionale dimensionato al parco macchine irroratrici presente in Puglia, e alle caratteristiche specifiche che lo caratterizzano dovute alle colture di maggiore diffusione e alla quantit� e qualit� dei fitofarmaci distribuiti.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che la distribuzione dei prodotti antiparassitari rappresenta, nell'ambito delle pratiche agricole, quella che potenzialmente ha maggiori ripercussioni negative su:
- livelli produttivi e qualitativi delle colture e delle produzioni agrarie;
- presenza in dosi, pi� o meno tollerabili, di residui sulle derrate alimentari, sia fresche che trasformate;
- livello d'inquinamento dell'ambiente (terreno, falde acquifere, atmosfera).
La distribuzione dei presidi sanitari spesso � effettuata con macchine scarsamente efficienti (spesso deteriorate in importanti componenti funzionali), soprattutto quando sono adottati parametri funzionali operativi poco idonei. La letteratura tecnica a tal proposito fornisce dati eloquenti, con riferimento all'entit� delle perdite di prodotto fitofarmaco durante l'effettuazione di un generico trattamento antiparassitario:
- perdite per evaporazione: 4�6%
- perdite a terra: 30�60%
- perdite per deriva nell'aria: 10�15%
- fitofarmaco distribuito, utile ai fini biologici: 19�56%.
A questo si deve aggiungere che l'agricoltura pugliese ha una sua specificit� dovuta a:
- colture arboree che presentano forme di allevamento (a vaso), in genere espanse come per l'olivicoltura, oppure con chioma discontinua lungo i filari come per ciliegio, mandorlo, pesco, agrumi, ecc.;
- colture come la vite che presentano forme di allevamento estremamente specifiche "tendone";
- colture orticole;
tale specificit� richiede macchine irroratrici dotate di particolari allestimenti.
profili di distribuzione), il progetto si pone i seguenti obiettivi specifici:
- ottimizzare l'efficacia biologica del formulato commerciale disponibile;
- ridurre le quantit� impiegate di fitofarmaci;
- contenere le perdite di prodotto;
- garantire la sicurezza degli operatori;
- migliorare la salvaguardia dell'ambiente;
- ridurre i costi aziendali relativi ai trattamenti antiparassitari e diserbanti.
Affinch� tali obiettivi siano raggiunti � fondamentale la partecipazione degli operatori agricoli che devono essere adeguatamente informati e sensibilizzati, in merito alle esatte modalit� d'impiego delle irroratrici e alla necessit� di effettuare periodicamente un controllo e conseguente taratura e/o messa a punto di tali macchine.
Questo progetto � il proseguo di una iniziativa avviata nel 1998 e mirante ad istituire nella Regione Puglia il "Servizio di Controllo e Taratura delle irroratrici". Tale servizio entro il 2001 doveva attivarsi ed entro il 2002 doveva divenire operativo.
Nel 1998, su iniziativa della Regione Puglia - Assessorato all'Agricoltura - Osservatorio per le Malattie delle Piante, dell'Associazione Regionale dei Consorzi di Difesa e dell'ex Istituto di Meccanica Agraria dell'Universit� di Bari (attualmente Dipartimento PRO.GE.SA.) � stata avviata una fase preliminare di studio e una fase di messa a punto di prototipi di banchi prova per il controllo e la taratura delle irroratrici a barra orizzontale e delle irroratrici per vigneti allevati a "tendone".
Dallo studio preliminare � emerso che - La quantificazione aggiornata del parco macchine irroratrici utilizzate per i trattamenti antiparassitari in Puglia si scontra con l'assenza di statistiche ufficiali recenti (alcuni dati deducibili dal Censimento ISTAT dell'Agricoltura risalgono al 1991); - La conoscenza delle caratteristiche tecniche di tale parco, cos� come la distribuzione territoriale, risulta semplicemente impossibile per l'assoluta mancanza di studi di settore;
- La sommariet� delle richiamate rilevazioni statistiche, pur non consentendo analisi e approfondimenti di qualche rilievo, tuttavia permette di affermare che le macchine per i trattamenti antiparassitari di propriet� delle aziende agricole, ammontanti, nel 1991, a pi� di 62.000 unit�, per l'intera regione, sono da annoverare fra le operatrici pi� rappresentate nelle aziende agricole, al pari delle trattrici (53.000 unit�, secondo l'ISTAT, 68.000 unit� secondo i dati dell'Unacoma);
- Di tale categoria di macchine si conosce soltanto, indirettamente, lo stato di obsolescenza tecnica: infatti, sempre con riferimento al Censimento ISTAT del 1991, delle irroratrici di propriet� delle aziende agricole pugliesi esattamente la met� supera i 10 anni di et�;
- Del parco-macchine irroratrici non si conoscono, dunque, le tipologie costruttive, le caratteristiche tecniche, le tendenze evolutive, le modalit� d'impiego, ecc.;
- A fronte di tali carenze conoscitive, vi � la constatazione che a tale parco macchine � affidato il delicatissimo compito di distribuire un'enorme quantit� di prodotti antiparassitari, per altro in crescita nell'ultimo decennio, ammontante, nel 1996, a poco meno di 20.000 tonnellate di prodotto, pari al 13,3% dell'ammontare nazionale (cinque anni prima la stessa percentuale risultava inferiore, poco pi� di 15.339.000 kg, pari al 9,7%).
Oltre allo studio il progetto ha messo a punto una serie di prototipi di banchi prova:
- n� 5 banchi-prova per il controllo e la taratura delle irroratrici a barra orizzontale della Ditta PESSL Instruments LTD, che sono stati messi a disposizione dei cinque Consorzi provinciali di Difesa;
- n� 1 banco-prova per il controllo e la taratura delle irroratrici per vigneti allevati a "tendone", allestito su progetto ed indicazioni dell'Istituto di Meccanica Agraria dell'Universit� di Bari e di propriet� della Regione Puglia.
Contemporaneamente c'� stato un periodo di addestramento all'utilizzo di tali banchi-prova da parte di addetti designati dai Consorzi di Difesa Provinciali.
Con questo progetto si vuole perfezionare quanto gi� realizzato e affrontare anche la taratura delle irroratrici utilizzate negli impianti arborei come l'olivo, in modo da offrire un servizio completo per tutti i tipi di irroratrici presenti in Puglia. CONTENUTO TECNICO - TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI:
Affinch� gli obiettivi del progetto possano realizzarsi, e considerando le specificit� dell'agricoltura pugliese, si riscontra la necessit� di potenziamento e/o diversificazione della base strumentale occorrente alle operazioni di controllo funzionale e taratura delle macchine impiegate nella viticoltura a "tendone" e nella olivicoltura pugliese. Gli interventi saranno distinti per coltura: vite e olivo.
Azione 4.1 - Viticoltura
La viticoltura pugliese, soprattutto quella dedicata all'uva da tavola, e costituente, da sola, il 66% della produzione nazionale, adotta, come noto, forme di allevamento specifiche, comprese nel generico termine di "tendone", caratterizzate tutte da superfici vegeto-produttive in quota, disposte all'incirca su di un piano orizzontale.
Attualmente non esistono sul mercato banchi-prova che consentono il riscontro del diagramma di distribuzione trasversale di macchine irroratrici operanti su tali forme di allevamento.
Pertanto per la risoluzione di tale problema, la Regione Puglia - Osservatorio per le Malattie delle Piante, in attuazione del Piano Nazionale di Lotta Fitopatologica integrata (Delibera G.R. n� 6640 del 29.12.1995) e, successivamente, nell'ambito del programma Interregionale "Agricoltura e Qualit�", ha promosso e finanziato, mediante una convenzione stipulata con l'Universit� di Bari - Istituto di Meccanica agraria, l'ideazione, realizzazione e messa a punto di un banco-prova informatizzato per il controllo e la taratura delle irroratrici operanti nei vigneti allevati a "tendone".
Il prototipo del banco-prova sar� costituito essenzialmente:
a) da un carrello mobile omologato per il trasporto su strada;
b) da una parete captante ripiegabile e ribaltabile con azionamento idraulico a comando manuale;
c) da un banco di misura in acciaio inox e alluminio munito di 16 sensori elettronici;
d) dalla strumentazione informatica e dal software per la gestione e la elaborazione dati;
e) da un compressore completo di motore elettrico monofase e dai cavi di alimentazione e collegamento.
Azione 4.2 - Olivicoltura
L'olivicoltura pugliese � caratterizzata da una notevole diversificazione varietale, da forme di allevamento, volumi e dimensioni delle chiome diversi, nei vari comprensori regionali.
In ogni caso, si tratta quasi sempre, di forme di allevamento a chioma espansa, disposta a notevole altezza da terra, richiedenti trattamenti antiparassitari effettuati con irroratrici a lancio oppure a getto assistito da corrente d'aria, caratterizzata, quest'ultima, da portate e velocit� elevate. La taratura di queste ultime macchine, mediante le ordinarie pareti captanti di "prossimit�", non avrebbe alcun significato e validit� in olivicoltura se si considera la lunghezza del tragitto che l'aerosol deve percorrere prima dell'impatto con le chiome delle piante. Pertanto c'� la necessit� di predisporre dei sistemi di rilevamento a distanza basati su principi ottici.
diffusione) di onde elettromagnetiche da parte di mezzi trasmissivi non uniformi.
L'obiettivo come gi� detto, consiste nella realizzazione di un sistema di misura per il rilevamento del profilo monodimensionale dello spessore ottico dell'aerosol distribuito da atomizzatori. Poich� la metodologia � nuova, sar� necessario adottare uno sviluppo di tipo sperimentale in pi� passi con la possibilit� di decidere, ad ogni passo, la fattibilit� tecnica ed economica del passo successivo.
Pertanto per l'olivo si proceder� in due fasi consequenziali una all'altra:
- sperimentazione e studio di fattibilit� tecnica ed economica;
In altri termini sulla base dei risultati sperimentali ottenuti nella prima fase cio� dallo studio di fattibilit� si decider� se procedere o meno alla realizzazione di un prototipo, in caso contrario per l'olivo il progetto si conclude con la sola fase di sperimentazione. La fase di "sperimentazione e studio di fattibilit� tecnica ed economica" si suddivider� ulteriormente nelle seguenti fasi:
a) approfondimento teorico del processo di misura;
b) studio di sistemi esistenti basati sullo stesso principio di misura;
c) individuazione ed acquisizione dei materiali (laser, ottiche, fotometro ecc.);
d) realizzazione del banco di prova per le misure ottiche;
e) effettuazione di misure sperimentali in diverse condizioni operative;
f) elaborazione ed analisi dei risultati sperimentali con strumenti informatici;
g) valutazione della fattibilit� tecnica ed economica di un sistema prototipale.
L'impatto di tutto il progetto � sicuramente positivo sia per l'incremento di conoscenze che si sono avute e si avranno in tale settore, e sia per una serie di benefici di ordine economico e ambientale per gli operatori agricoli. Infatti le ricadute benefiche sarebbero:
- riduzione costi aziendali diretti per acquisti e distribuzione degli antiparassitari
- maggiore efficacia fitoiatrica dei trattamenti
- riduzione delle perdite fuori bersaglio
- riduzione degli inquinamenti nell'ambiente, nel terreno e nelle falde
La maggiore conoscenza del settore potrebbe essere utile anche per l'introduzione di irroratrici tecnologicamente pi� evolute ed efficaci, e per una pi� precisa definizione della strumentazione e dei protocolli di controllo e taratura dell'usato.
N� dei tecnici impegnati nel servizio di taratura
N� di operatori agricoli che aderiscono al servizio
N� di irroratrici per settore controllate
N� di iniziative informative ( stampa, TV, incontri dimostrativi ecc.)
PROGRAMMA REGIONALE "RICERCA E SPERIMEN-TAZIONE,
TRASFERIMENTO E PROGRAMMI
A FORTE CONTENUTO INNOVATIVO"
COSTO TOTALE: Euro 5.813.755,32.
- Euro 4.818.542,87 a valere sul capitolo 112053/2002 "Spese per attivit� di ricerca e sperimentazione in agricoltura" - Euro 995.212,45 a valere sul capitolo 114158/2002 "Spese per attuazione programma interregionale "Individuazione e trasferimento delle innovazioni in agricoltura" L. 135/97).
dr Luigi Trotta.
Regione Puglia - Servizi di sviluppo agricolo; Istituzioni scientifiche regionali e nazionali; Enti pubblici; Associazioni ed Enti privati.
BENEFICIARI: Istituzioni scientifiche regionali e nazionali; Servizi di sviluppo agricolo regionali; Enti territoriali regionali; Associazioni, cooperative e consorzi di tutela; imprese agroalimentari; Organizzazioni agricole; Enti pubblici; Enti privati.
L'innovazione tecnologica � oggi il pi� efficace strumento a disposizione dei processi produttivi agricoli e agro-tecnologici industriali, per sostenere ed alimentare gli elevati standard qualitativi raggiunti e per definire le linee strategiche di competitivit� e crescita. Sempre pi� spesso questa non risulta come frutto della ricerca di base, ma piuttosto generata da processi di trasferimento tecnologico tra settori e da applicazioni di soluzioni tecnologiche innovative a problemi aziendali. Due sono gli aspetti connessi ad un efficace trasferimento ed impiego dell'innovazione tecnologica in agricoltura: una consapevole e mirata determinazione delle tematiche da affidare ai compiti di approfondimento da parte della ricerca scientifica e della sperimentazione agraria, e un efficace trasferimento dei risultati dell'azione scientifica e sperimentale svolta.
Riguardo il primo aspetto, va considerato il documento di intenti concordato dagli Assessori regionali all'agricoltura ed approvato nell'ottobre 2001 dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome, il quale, tra l'altro:
- indica le Regioni quale pi� idoneo livello istituzionale a far emergere la domanda di ricerca in modo coerente con i sistemi produttivi territoriali ed a sostenere la diffusione dei risultati; - auspica la razionalizzazione e la conseguente valorizzazione delle competenze regionali in materia di ricerca agraria, forestale e nei settori dell'acquacoltura e pesca, nonch� un pi� marcato coinvolgimento delle Regioni e delle Province Autonome da parte dei Ministeri competenti e della Unione Europea nella definizione dello Spazio europeo della ricerca;
- propone la partecipazione attiva delle Regioni e Province Autonome nella definizione ed attuazione dei Programmi Nazionali della Ricerca e dei programmi triennali ed annuali del Consiglio per la ricerca e sperimentazione in Agricoltura (C.R.A.), nella considerazione del ruolo cruciale della ricerca e dell'innovazione per lo sviluppo del Settore.
L'insieme degli studi ricerche e sperimentazioni devono infatti poter rispondere alle necessit� delle realt� regionali e meridionali nelle loro diversit� di esigenze, lungi dall'essere portatori di soluzioni valide a prescindere dalle differenti tipologie produttive, ambientali e sociali dei territori, in un'ottica di soddisfazione delle esigenze del mondo della produzione - non solo strettamente agricola - e di tutela, promozione e stimolo delle comunit� rurali, oltre che di continuit� e complementariet� con le ricerche svolte o in atto: in questa visione deve essere assicurato il potenziamento delle ricerche applicate rivolte ai sistemi produttivi regionali e locali.
Inoltre, affinch� il processo di trasferimento tecnologico sia efficace, nella direzione di creare competitivit� per il settore produttivo agricolo e agroindustriale, diventa fondamentale, in primo luogo individuare gli strumenti necessari ad aumentare la visibilit� e la conoscenza delle innovazioni, ed in secondo luogo a facilitarne e migliorarne l'applicabilit�. Circa il primo punto, si registra oggi un processo di profonda riorganizzazione e potenziamento del sistema informativo agricolo, sotto la spinta di un continuo aumento dell'offerta di servizi, oltre che di soluzioni tecnologiche sempre pi� avanzate finalizzate ad un'ampia circolazione delle informazioni. In merito al secondo punto, si evidenzia come la diffusione dell'innovazione tecnologica verso il mondo produttivo agricolo e agroindustriale debba avvenire con modalit� differenziate a seconda della sua natura, della sua rilevanza ai fini del miglioramento dei risultati, delle caratteristiche del sistema di accesso all'informazione.
Si pone pertanto la necessit� di influire positivamente ai fini dell'accelerazione del processo di diffusione in particolare delle innovazioni connesse allo sviluppo socio-economico e di quelle gestionali e tecnologiche, anche allo scopo di facilitare i processi di adeguamento ai nuovi modelli di sviluppo integrato dei territori e di minimizzare il rischio dell'operatore nell'approccio a soluzioni spesso estremamente differenziate ma poco mirate alle specifiche esigenze.
Il Programma regionale vuole primariamente promuovere e favorire l'incontro tra domanda e offerta di innovazione, attraverso la messa in rete dei soggetti detentori ed utilizzatori, finalizzata all'acquisizione, diffusione e utilizzazione delle informazioni.
Obiettivi generali del Programma riguardano di conseguenza la promozione di studi ricerche e sperimentazioni di interesse regionale ed interregionale e il trasferimento dei loro risultati verso i potenziali beneficiari, per sostenere su una solida base conoscitiva e tecnica l'investimento degli operatori economici del settore agricolo e di quelli ad esso collegati.
Ci�, allo scopo di incidere positivamente sull'attuazione dei Programmi di sviluppo regionali, in primo luogo del Programma Operativo Regionale e del Piano di Sviluppo Rurale per il periodo 2000-2006, in particolare, in merito:
- all'aumento della competitivit� e dell'innovazione dell'agricoltura e dell'agroindustria, consolidando le filiere e promuovendo forme di agricoltura compatibili con le esigenze e le emergenze ambientali e paesaggistiche e rispondenti ai nuovi orientamenti di mercato rispetto ai prodotti alimentari realizzati con metodi ecocompatibili;
- alla salvaguardia dei redditi e dei livelli occupazionali degli addetti in agricoltura della regione, compresi coloro che operano in aree che soffrono di svantaggi naturali specifici o nelle quali l'attivit� agricola � limitata da disposizione normative;
- alla definizione di nuovi modelli per lo sviluppo locale anche attraverso l'integrazione dei soggetti sociali ed economici e dei comparti produttivi;
- all'assicurazione di uno sviluppo sostenibile dei comparti produttivi e dei territori rurali, anche attraverso la tutela e la salvaguardia dell'ambiente.
Il Programma ha pertanto i seguenti obiettivi specifici:
- perseguire le finalit� indicate all'art. 3 della Legge Regionale dell'8 febbraio 1994 n. 8 "Interventi regionali per il coordinamento dei servizi di sviluppo agricolo e connessa attivit� di ricerca e sperimentazione"; in particolare, "promuovere, raccogliere e organizzare la domanda di ricerca applicata e sperimentazione in campo agricolo e di divulgarne i risultati"; ed inoltre "far acquisire alle aziende agricole le innovazioni colturali tecnologiche economiche e organizzative, nonch� i risultati conseguiti dalla ricerca e sperimentazione";
- consolidare le azioni di ricerca e sperimentazione di stretto interesse regionale gi� avviate, sviluppando altres� nuovi temi di particolare interesse strategico e tecnico-economico anche aventi carattere di interregionalit�, al fine di completare, raccordare e comprendere risultati, informazioni e innovazioni in un'ottica pi� ampia, ancorch� pi� efficacemente trasferibile ed utilizzabile dai potenziali beneficiari;
- assicurare efficacia e continuit� nell'azione di trasferimento dei risultati ottenuti dalle ricerche e di diffusione dell'informazione, contribuendo a potenziare e razionalizzare le iniziative di divulgazione delle innovazioni tecnologiche, con un'azione finalizzata al potenziamento delle soluzioni tecniche, organizzative e metodologiche che nel recente passato si sono dimostrate adeguate, nonch� a supporto delle iniziative di informazione e divulgazione sui risultati degli studi, ricerche e sperimentazioni avviate o da avviare attraverso l'impiego delle risorse nazionali e/o regionali;
- attivare interventi di formazione e aggiornamento dei tecnici e degli operatori regionali, principalmente volti a sviluppare la capacit� di apprendimento e di assorbimento collettivo di conoscenza ed a migliorare il grado di utilizzazione delle informazioni e delle innovazioni tecnologiche, in conformit� rispetto a quanto previsto dal Piano Nazionale della Ricerca (attuazione D.Lgs n. 204/98 "Indirizzi e priorit� strategiche per gli interventi a favore della Ricerca Scientifica e Tecnologica"- PNR, 25 maggio 2000), sul tema della valorizzazione e del decentramento del trasferimento tecnologico e della diffusione dell'innovazione;
- favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di innovazione tecnica e tecnologica attraverso la messa in rete dei risultati, dei soggetti detentori di innovazione e degli utilizzatori, con l'ulteriore risultato della creazione di un flusso di informazione utile anche alla definizione dei fabbisogni di innovazione tecnologica delle imprese pugliesi.
Al fine di assicurare l'efficacia degli interventi da porre in atto, si prevede di realizzare tre distinte azioni; tali azioni saranno finalizzate:
- alla definizione delle linee-obiettivo nonch� delle azioni di ricerca scientifica e sperimentazione ed al finanziamento di progetti ad impatto regionale ed interregionale, da attivare mediante la procedura del bando di gara, anche a titolarit� regionale, con la finalit� di sviluppare le conoscenze scientifiche atte ad assicurare una solida base conoscitiva tecnico-economica ed un sostegno alle scelte degli imprenditori pugliesi (azione 1);
- alla conoscenza e diffusione dei risultati ottenuti e delle innovazioni prodotte verso i potenziali beneficiari, ed allo sviluppo delle conoscenze scientifiche di interesse strategico ad impatto regionale e/o interregionale, anche in continuit� ed a completamento di quelle gi� acquisite con precedenti iniziative (azione 2); - alla realizzazione di una rete di raccolta e diffusione delle informazioni sull'attivit� di ricerca regionale e nazionale nei settori agricolo, agroalimentare, forestale ed ambientale (azione 3).
- Azione 1: promuovere la realizzazione di ricerche e studi da attivare mediante appositi bandi, meccanismi di affidamento che rappresentano il mezzo obbligato per dare qualit� e finalit� all'investimento in ricerca scientifica nella regione. I bandi di ricerca saranno approvati con apposito atto del Dirigente del Settore Agricoltura e dovranno contenere:
a) gli estremi dell'atto di approvazione del bando di indizione della gara;
b) le tematiche su cui presentare i progetti;
c) i soggetti idonei a presentare le proposte di ricerca;
d) le modalit� di presentazione delle proposte progettuali;
e) le indicazioni sulle modalit� di nomina della commissione di valutazione;
f) le modalit� e i criteri relativi alla valutazione delle proposte progettuali, ivi compresa la valutabilit� dei risultati intermedi;
g) la disciplina contrattuale conseguente all'affidamento della ricerca;
h) il costo complessivo ammesso al finanziamento del progetto, l'intervento finanziario ed eventualmente la quota di intervento finanziario a carico dell'Amministrazione regionale;
i) l'indicazione della durata della ricerca;
j) le forme e modalit� di raccordo e/o di partenariato con gruppi di interesse (soggetti associativi, imprenditoriali, ecc.);
k) le forme e modalit� di trasferimento, e le previsioni di impatto.
Il responsabile del procedimento disporr� la pubblicazione integrale dei bandi di ricerca sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia e su almeno due quotidiani a diffusione nazionale; inoltre il responsabile del procedimento potr� prevedere ulteriori forme di pubblicit� per la diffusione del bando di ricerca, ivi compreso lo strumento telematico (internet).
Le proposte progettuali, da presentare mediante un apposito modulario, dovranno, sinteticamente, contenere almeno i seguenti elementi:
- situazione attuale delle conoscenze sull'argomento;
- elementi interdisciplinari con indicazione dei vari settori di competenza;
- sintetico ed esauriente sommario;
- obiettivi da raggiungere, metodologie impiegate;
- costi e benefici dell'intero progetto;
- ruolo di ogni partecipante e relativi costi;
- durata della ricerca, con indicazione dei tempi in cui potranno essere forniti i primi risultati;
- attrezzature scientifiche e tecniche disponibili;
- bibliografia di riferimento;
- curriculum tecnico-scientifico del coordinatore e degli altri soggetti partecipanti.
Ulteriori specificazioni, nonch� il modulario, saranno definiti in sede di indizione della gara. La selezione e valutazione delle proposte progettuali � a cura dell'Assessorato all'Agricoltura, sulla base di una griglia di valutazione appositamente predisposta ed approvata con atto del Dirigente del Settore Agricoltura; la valutazione delle proposte progettuali � operata da un'apposita commissione, che potr� avvalersi di specifiche competenze esterne. I criteri di selezione, determinati dall'Ufficio competente ed approvati con atto del Dirigente del Settore Agricoltura, saranno incentrati, indicativamente, sui seguenti aspetti: aspetti scientifici ed innovativi; interregionalit�; trasferibilit� ed impatto; partenariato con soggetti del mondo associativo (Associazioni dei produttori, Organizzazioni agricole, ecc.) ed imprenditoriale agricolo ed agroindustriale (imprese agricole singole o associate, imprese agro-alimentari, consorzi di tutela, associazioni di produttori, gruppi della grande distribuzione alimentare, ecc. ); collegamento e continuit� con altre ricerche concluse o in fase di realizzazione nell'area di ricerca indicata; congruit� ammontare e ripartizione dei costi. Ulteriori criteri verranno determinati in sede di predisposizione dei bandi.
Potr� farsi ricorso alla titolarit� diretta della Regione Puglia: attuazione dell'intervento affidata, per la realizzazione dei servizi previsti, alla forma dell'evidenza pubblica, secondo le indicazioni sopra riportate e secondo le normative di riferimento, sulla base dei progetti redatti dagli organismi tecnici dell'Amministrazione responsabile.
- Azione 2: L'azione si articola nei seguenti interventi:
Intervento 2.1 - studi e ricerche strategiche ed a forte contenuto innovativo, realizzate su commessa dell'Assessorato all'Agricoltura e riguardanti specifiche tematiche.
Tali studi e ricerche:
- saranno rivolti al sostegno tecnico-scientifico dell'attivit� dell'Assessorato in merito a proprie iniziative in corso di svolgimento e/o di programmazione; - potranno prevedere il completamento di studi o ricerche gi� oggetto di finanziamento da parte dell'Assessorato all'Agricoltura, di particolare interesse per il sistema agro-zootecnico-forestale della regione;
- potranno altres� prevedere una partecipazione operativa e finanziaria dell'Assessorato all'Agricoltura ad iniziative scientifiche e tecniche a svolgimento e/o ad impatto interregionale su temi di comune interesse delle regioni coinvolte;
- dovranno comunque riguardare tematiche con forti legami con il territorio regionale;
- potranno essere affidati ad organismi dotati di competenze dimostrabili riguardo l'oggetto dell'affidamento; All'affidamento potranno concorrere anche apporti finanziari di Enti locali, Istituzioni scientifiche e soggetti pubblici o privati. La procedura di affidamento sar� condotta dal competente Ufficio servizi di sviluppo agricolo dell'Assessorato all'Agricoltura; all'avvio della procedura verr� specificata la modalit� di verifica e di valutazione dei risultati e i modi dell'eventuale divulgazione delle informazioni e/o innovazioni prodotte, prevedendo il necessario coinvolgimento dei soggetti interessati.
Intervento 2.2 - Iniziative di diffusione delle informazioni e di trasferimento delle innovazioni prodotte nell'ambito delle azioni di ricerca finanziate o in corso di finanziamento da parte dell'Assessorato all'Agricoltura attraverso specifici programmi: - finanziamento dei programmi di divulgazione predisposti a cura delle strutture centrali e periferiche dei servizi regionali di sviluppo agricolo in attuazione della legge regionale n. 8/94 ed approvati dall'Ufficio Servizi di sviluppo agricolo dell'Assessorato all'Agricoltura, per le iniziative specifiche che favoriscano il trasferimento dell'innovazione tecnica e tecnologica presso i potenziali beneficiari;
- sostegno alle azioni di trasferimento delle innovazioni prodotte dalle ricerche finanziate attraverso le iniziative di promozione scientifica e tecnologica sviluppate dai servizi di sviluppo dell'Assessorato all'Agricoltura, nell'ambito dei seguenti programmi: - Programma Operativo Plurifondo - FEOGA- 1994-'99, misure 4.3.1. azione 1, 4.3.5, 4.3.6; - Programma Operativo Multiregionale "Attivit� di sostegno ai servizi di sviluppo agricolo" per le regioni dell'Obiettivo 1 - QCS 1994-1999 - Misura 2;
- Misura 6.2 del P.I.C. Interreg II Italia-Albania, approvato in via definitiva con Deliberazione della Giunta Regionale n. 713 dell'11/03/96 e avviato con analogo provvedimento n. 108 del 2/03/99; - azioni di supporto e di divulgazione al programma regionale "Biodiversit� e risorse genetiche" approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 710 dell'8/06/01, in attuazione dell'analogo Programma Nazionale, di cui al D.Lgs n. 173 del 30/04/1998. Tali iniziative: - saranno attivate mediante le metodologie divulgative e gli strumenti operativi pi� adeguati (visite guidate, prove dimostrative, corsi di aggiornamento, convegni, incontri tecnici, seminari, mezzi di informazione, editoria elettronica ed a stampa, ecc.); - saranno supportate da una diffusa azione di formazione, aggiornamento e riqualificazione dei tecnici (liberi professionisti, dipendenti dell'Amministrazione regionale e di istituzioni pubbliche o private, tecnici degli Enti e delle Organizzazioni Professionali Agricole, ecc.), individuando nel momento formativo delle varie figure professionali un'importante azione di "investimento" nelle risorse umane per lo sviluppo e l'incremento della qualit� dei servizi offerti al mondo agricolo; l'azione mira infatti fornire elementi per un arricchimento del bagaglio professionale dei partecipanti su temi di innovazione tecnologica, sulla gestione delle risorse ambientali e rurali, sull'attuazione delle misure di politica comunitaria, nazionale e regionale;
- saranno svolte sviluppando flussi di informazioni e fornitura di servizi nell'ambito del sito web dell'Assessorato all'Agricoltura, nonch� in riferimento al programma interregionale 'Sistemi di interscambio dati': il Programma dovr� infatti prevedere una specifica e coerente campagna informativa atta ad assicurare la necessaria visibilit� delle iniziative, e di conseguenza la loro maggiore efficacia sul territorio; - vedranno il coinvolgimento di Enti, Amministrazioni, societ� ed organizzazioni interessate per materia o per competenza territoriale, nonch� dei soggetti interessati (agricoltori, vivaisti, allevatori, tecnici, ecc.) in forma singola o associata (associazioni dei produttori, organizzazioni professionali, cooperative, consorzi, ecc.). In particolare, nell'acquisizione di organismi partner esterni all'Amministrazione regionale sar� data priorit� a quelli attivati dai Regolamenti comunitari n. 2200/96 e n.528/99, nonch� ad i Consorzi di tutela di prodotti regionali istituiti in attuazione della Misura 4.3.2 del P.O.P. Puglia - FEOGA - 1994-'99. Intervento 2.3 - Interventi di adeguamento, potenziamento delle strutture di supporto, collaudo e dimostrazione dell'Assessorato all'Agricoltura, allo scopo di assicurare un sostegno tecnico, logistico ed organizzativo alle iniziative oggetto dell'azione, nonch� di consentire la realizzazione di impianti ad uso catalogo, collaudo o dimostrazione.
Gli interventi riguarderanno, in particolare:
- le aziende agricole dimostrative gi� di propriet� del disciolto E.R.S.A.P., attualmente in gestione agli Ispettorati Provinciali dell'Agricoltura;
- i campi collaudo e campi dimostrativi di propriet�, realizzati, promossi o assunti in gestione da parte dei Servizi sviluppo agricolo regionali, nel quadro dei programmi di cui al precedente intervento;
- i campi collaudo e campi dimostrativi realizzati o a realizzarsi dai servizi di sviluppo agricolo regionali nell'ambito dei programmi di divulgazione di cui alla legge regionale n. 8/94.
- Azione 3: Realizzazione di una rete interregionale di raccolta e diffusione delle informazioni sull'attivit� di ricerca regionale nei settori agricolo, agroalimentare e ambientale, anche il rapporto al POR e relativo C.d.P. per monitoraggio attivit�. La finalit� dell'azione � sviluppare un servizio multimediale orientato alla diffusione di informazioni relative alle innovazioni ed informazioni nazionali e internazionali sui maggiori comparti pugliesi, valorizzando infrastrutture gi� esistenti ed operanti nel campo del Sistema della Conoscenza in Agricoltura (SCA) e dell'innovazione tecnologica. Si prevede una infrastruttura telematica destinata a sperimentare le modalit� di erogazione di servizi innovativi di info-assistenza e formazione in agricoltura, che utilizzer� metodologie e informazioni contenute e sviluppate nell'ambito del progetto INNOVA, nonch� tutte le fonti informative disponibili, afferenti le innovazioni messe a punto e mature. Tale infrastruttura � destinata ad operare nel pi� ampio ambito possibile, stante che l'utilit� di tale iniziativa � direttamente proporzionale alla sua diffusione sul territorio nazionale.
Le Regioni, che hanno di fatto collaborato alla stesura del documento, rappresentano i veri committenti di questa iniziativa: l'attenzione scaturisce dal fatto che verr� realizzata un'utile base informativa la quale, attraverso un'ampia circolazione delle informazioni sulle ricerche in atto e svolte, possa intervenire su alcuni degli attuali nodi del sistema, quali, ad es., il coordinamento tra le attivit� scientifiche attivate dalle regioni, la promozione di ricerche in partenariato tra pi� regioni o tra queste e altri partner, pubblici o privati, ecc.. IMPATTO: Il proseguimento e l'approfondimento dei temi di studio intrapresi, nonch� l'avvio di tematiche scientifiche di nuovo interesse, potr� ampliare la base conoscitiva necessaria alla soluzione di problematiche del settore; la pi� vasta e coordinata azione di trasferimento delle innovazioni prodotte da ricerche effettuate con precedenti iniziative o finanziate dal Programma potr� consentire una loro pi� diffusa adozione; una coordinata azione formativa sar� strategica in una realt� in rapida evoluzione nella quale i mutamenti dovuti alle dinamiche sociali e produttive del mondo agricolo, alle innovazioni derivanti dal progresso tecnologico, alla globalizzazione dei mercati ed alle misure di politica agricola determinano la necessit� di ridefinire continuamente il ruolo del settore, in relazione alle grandi problematiche della salvaguardia ambientale e della qualit� nel senso pi� ampio del termine. Il positivo impatto sul mondo agricolo regionale riguarder�, in particolare, gli aspetti della sanit�, della qualit� e tipicit� delle produzioni regionali, della salvaguardia del territorio, dell'introduzione di innovazioni di processo e di prodotto negli ordinamenti produttivi, della definizione di nuovi modelli per lo sviluppo locale, del miglioramento del reddito delle aziende agricole per la razionalizzazione dei costi di produzione.
Indicatori di realizzazione: - n. studi e progetti di ricerca su tematiche di interesse regionale
- n. tecnici e divulgatori impegnati
- n. pubblicazioni/materiale informativo e divulgativo
- n. azioni/campi dimostrativi
- n. di soggetti coinvolti nella fase di realizzazione delle iniziative - n. di interventi formativi
- n. di innovazioni trasferibili
- n. di agricoltori e tecnici coinvolti nella fase di diffusione delle innovazioni - n. iniziative informative (convegni, incontri, workshop, interventi su radio-TV regionali, articoli, opuscoli e monografie, ecc.)
- n. di innovazioni rese disponibili sulla rete
- n. visitatori su pagine web (contatti) e utenti per attivit� di consulenza tecnica
Indicatori di impatto: valutazioni e verifica ex-post su:
- miglioramento della qualit� e sanit� dei prodotti agricoli regionali
- riduzione dei costi di produzione - aumento della competitivit� dei prodotti regionali
- miglioramento della salvaguardia ambientale e della tutela della salute dei consumatori - salvaguardia della biodiversit� regionale
"PROMOZIONE DI SERVIZI ORIENTATI
ALLO SVILUPPO RURALE"
COSTO TOTALE: Euro 938.067,84
- Euro 797.357,66 sul capitolo 111152/2002 (85%)
- Euro 140.710,18 sul capitolo 114209/2002 (15%).
RESPONSABILE: Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Alimentazione Riforma Fondiaria Foreste Acquacoltura Caccia e Pesca - Settore Agricoltura
FUNZIONARIO REFERENTE.
dr. Cosimo Roberto Sallustio
Azione 1: Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Alimentazione Riforma Fondiaria Foreste Acquacoltura Caccia e Pesca - Settore Agricoltura - Ufficio Servizi di Sviluppo Agricolo. Azione 2: Istituto Nazionale di Economia Agraria - Osservatorio di Economia Agraria della Puglia. Azione 3: Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (C.I.H.E.A.M. - I.A.M.-B). BENEFICIARI:
Servizi di sviluppo agricolo regionali, imprese agroalimentari, imprese agricole ed agrituristiche, imprese turistiche, associazionismo di categoria, enti locali. OBIETTIVI GENERALI:
Il Contesto operativo: La Conferenza Europea sullo Sviluppo Rurale (Cork, nov.1996), le iniziative comunitarie LEADER I e II e, quindi, la riforma della politica strutturale comunitaria contenuta nella comunicazione della Commissione "AGENDA 2000" hanno evidenziato come l'Unione Europea intende orientare sempre pi� gli strumenti di politica rurale al fine di sostenere le economie locali delle zone rurali, riconoscendo a queste ultime il ruolo strategico in favore della protezione dell'ambiente, della promozione dell'occupazione, delle attivit� culturali e di quelle legate al tempo libero.
In questo quadro, l'agricoltura � considerata non pi� come un sistema isolato bens� come un sistema integrato, sino ad essere definito sistema agro-alimentare o sistema agricolo allargato. Esso si caratterizza come un sistema che produce:
- produzioni materiali, che possono suddividersi in alimentari, in biomasse, in produzione forestali in produzione agroindustriale - produzioni immateriali, ovvero il mantenimento della biodiversit�, il mantenimento della societ� locale e delle produzioni locali (artigianato), la conservazione del paesaggio, il turismo rurale e la relativa produzione di servizi.
Questo allargamento degli orizzonti produttivi dell'impresa un tempo definita agricola, ha determinato un cambiamento nella struttura del capitale aziendale, nell'organizzazione dell'impresa e delle figure socio-professionali che la gestiscono, nei risultati produttivi e nel rapporto tra il settore agricolo ed il resto dell'economia locale. Si �, pertanto, determinato il passaggio dal "sistema agricolo" al " sistema rurale" ovvero a sistemi territoriali nei quali l'agricoltura continua a mantenere un ruolo interessante ma non costituisce pi� l'attivit� esclusiva di questi sistemi ad utilizzo plurimo di risorse, che si rapportano a specifiche strutture socio-economiche ed ambienti, le cui componenti essenziali sono: risorse naturali, soggetti e quindi loro istituzioni, attivit� economiche, beni culturali, tradizioni di gestione e di vita all'interno di questi territori. Per alcune specificit�, anche nell'ambito del "sistema rurale" possiamo distinguere due grandi tipologie di aree rurali:
1. aree rurali pi� prossime alle zone urbane ed industriali o ben collegate:
con masse di "rurali" che giornalmente si recano in citt� per lavorare, famiglie ed imprese che si trasferiscono nei paesi e attivazione di attivit� extra agricole;
2. aree pi� classicamente rurali:
con distanze fisiche pi� elevate e penalizzanti, una agricoltura ancora tradizionale ma fortemente indirizzata alla multifunzionalit� dell'impresa.
Per aree rurali cos� diversificate anche i Servizi di Sviluppo Agricolo dovrebbero intervenire in maniera diversificata, basata su modelli di sviluppo endogeni, coerenti con la constatazione della multifunzionalit� dell'agricoltura. Una agricoltura paesaggistica e ricreazionale che si integra con l'agriturismo ed il turismo rurale, la promozione dell'area, le attivit� ed i servizi di commercializzazione, di ristorazione, di prenotazione e turistici, etc. Sar� necessario, quindi, mettere a punto una metodologia per l'individuazione dei "Distretti Rurali" in Puglia secondo quanto previsto dall'art. 13 del D.L.vo 18.05.01 n. 228 di "orientamento e modernizzazione del settore agricolo" che consentir� la creazione di una base informativa adeguata alla formulazione di politiche e di iniziative di sviluppo rurale nel contesto regionale e la messa a punto di una metodologia che risulti generalmente applicabile all'analisi dei fattori di sviluppo delle aree rurali. OBIETTIVI SPECIFICI:
Il nuovo programma regionale "Promozione dei servizi orientati allo sviluppo rurale", alla luce dell'esperienza maturata risponder� ai seguenti obiettivi specifici:
- Proseguire e completare la ricognizione delle risorse valorizzabili delle aree rurali regionali con particolare riguardo alle produzioni tradizionali, alle risorse storiche culturali, alle risorse antropologiche, alle risorse ambientali, all'ospitalit� turistica ed agrituristica, ai servizi, etc. al fine sia del completamento del sistema informativo regionale riguardante le risorse territoriali che sia di ausilio per una adeguata programmazione e gestione degli interventi e per la migliore offerta di prodotti e servizi provenienti dal territorio rurale e sia per una promozione delle aree pi� organica ed incisiva;
- Mettere a punto una metodologia per l'individuazione dei "Distretti Rurali" in Puglia secondo quanto previsto dall'art. 13 del D.L.vo 18.05.01 n. 228 di "orientamento e modernizzazione del settore agricolo"; - Facilitare le connessioni esistenti sul territorio regionale tra settori tra loro, tutt'oggi ancora poco integrati quali l'agricoltura, il turismo rurale, la salvaguardia del patrimonio biogenetico, le industrie di trasformazione, i servizi alle imprese;
- Attivare confronti e, ove possibile, collaborazioni in termini progettuali con altre regioni, limitrofe e non, alla Puglia.
- Diffondere i risultati del programma mediante l'utilizzo della Rete Internet attraverso i siti ufficiali regionali.
CONTENUTO TECNICO - TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI
Azione 1 - Puglia Rurale.
Il positivo riscontro di interesse sia a livello regionale e locale e sia di consultazione del box di "Puglia rurale" sul sito internet www.agripuglia.it che, solo nell'anno 2000, ha raggiunto i 70.000 accessi, ci porta a proporre una serie di iniziative che da un lato tendono a completare quanto realizzato nell'ambito della collana "Puglia Rurale" e dall'altro ad effettuare un salto di qualit� nella ricognizione delle risorse territoriali pugliesi.
Intervento 1.1 - Si propone pertanto di completare la collana portando alla stampa altre 2 pubblicazioni della collana PUGLIA RURALE gi� programmate nel primo programma regionale, ma non stampate e presentate localmente per carenza di fondi; si tratta dei libri che tratteranno dei seguenti territori:
Provincia di Bari: la Costa Adriatica ed Il Nord barese
Provincia di Foggia: Il Sub Appennino Dauno meridionale
La presentazione delle pubblicazioni verr� fatta attraverso convegni zonali che si svolgeranno all'interno dei territori interessati.
A completamento di quanto realizzato nella collana "Puglia Rurale" di valorizzazione delle risorse territoriali in ambiti rurali e per non dissipare l'enorme patrimonio informativo, acquisito da questo Assessorato in collaborazione con i CRSEC del Settore Pubblica Istruzione e numerose istituzioni locali pubbliche e private, si propongono i seguenti ulteriori due interventi:
Intervento 1.2 - Si provveder�, inoltre, alla realizzazione, mediante aggiudicazione tramite licitazione privata, e la successiva masterizzazione di un CD ROM multimediale che contenga, innanzitutto, la totalit� dei dati raccolti nell'ambito delle ricerche realizzate in "Puglia rurale" oltre all'inserimento negli ambiti territoriali esaminati, degli elenchi riguardanti:
1. prodotti tradizionali pugliesi (D.M. 18/7/00)
2. aziende agrituristiche (dati assessorato al Turismo)
3. prodotti agroalimentari DOC - DOP - IGP, etc.
4. itinerari enogastronomici (strade dell'Olio e del Vino POP '94-'99)
5. siti ambientali (elenco Natura 2000)
la masterizzazione preveder� un numero di 10.000 copie, confezionate in jewel-box completo di stampe in quadricromia sia delle copertine con un mini libretto di 4 pagine che della serigrafia.
Intervento 1.3 - E' infine necessario effettuare la ristampa di n. 5 pubblicazioni cartacee della collana Puglia Rurale attualmente gi� esaurite e che sono: Collina di Brindisi, Pianura di Brindisi, Tra i Trulli e il Mare, Alta Murgia, Taranto Ovest.
Il numero delle copie per ciascuna copia sar� di 2.000; esse manterranno le caratteristiche grafiche simili alle precedenti realizzazioni. Intervento 1.4 - Inoltre si propone di mantenere e aggiornare sui siti Istituzionali regionali, oltre a promuovere su altri siti, le pagine di Puglia Rurale semmai utilizzando quanto prodotto con il CD Rom multimediale precedentemente proposto; tutto ci� per proseguire la consultazione via Internet che ormai si dimostra sempre pi� significativa in termini di quantit� e di qualit� di accessi.
Azione 2 - Individuazione di distretti rurali.
In convenzione con L'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA), Ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali - costituito con R.D. n. 1418 del 10 maggio 1928 -, si prevede di procedere alla messa a punto di una metodologia per l'individuazione dei "Distretti Rurali" in Puglia secondo quanto indicato dall'art. 13 del D.Lgs. n. 228 del 18.05.01 di "orientamento e modernizzazione del settore agricolo". L'INEA attraverso i propri Uffici regionali ha una specifica presenza sul territorio pugliese con elevati livelli di competenza sull'analisi delle aree rurali. L'I.N.E.A, inoltre, ha fornito negli ultimi anni consulenza e assistenza tecnica specialistica all'Assessorato Agricoltura regionale soprattutto in relazione ai programmi operativi P.O.P. e LEADER II. L'INEA, dunque, svolge attivit� di ricerca metodologica, conoscitiva e statistica nel campo dell'economia agraria e dello sviluppo rurale e, pi� in generale, dei fenomeni socio economici legati al mondo rurale e agricolo ed ha gi� maturato esperienze significative per quanto riguarda:
- lo sviluppo rurale, realizzando specifiche ricerche, studi ed indagini;
- la Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale, l'unit� di animazione italiana, istituita su Iniziativa del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (MiPAF) nell'ambito del Leader II, per promuovere lo sviluppo delle aree rurali e per valorizzare le azioni realizzate dai GAL/OC.
- il progetto "Osservatorio sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale della Puglia" per il periodo 1997-2001 a valere sulla misura 4.3.6 del POP Puglia 1994-99.
Le attivit� che si intendono promuovere nell'ambito del programma sono riconducibili a due tipologie principali:
A. realizzare studi, analisi ed indagini sul tema della sviluppo rurale:
1. identificazione preliminare di una metodologia di analisi e di un set di indicatori, 2. selezione di distretti rurali sulla base della metodologia precedentemente adottata che svolgeranno la funzione di "Casi di studio"; 3. Analisi dei casi di studio dei distretti rurali;
B. divulgare i risultati.
Si propone pertanto di realizzare le attivit� precedentemente descritte in convenzione con l'INEA. Tali attivit� saranno effettuate nell'arco temporale di circa due anni.
Azione 3 - Riorientamenti Produttivi del Territorio Agricolo Pugliese per uno Sviluppo Rurale Sostenibile.
Obiettivo: esaminare la condizione degli attuali orientamenti produttivi della Regione, valutarne l'effettivo fabbisogno idrico (spaziale e temporale) e formulare possibili scenari futuri, in termini di indirizzi colturali, al fine di indicare orientamenti produttivi sostenibili in condizioni di carenza idrica "cronica".
Descrizione: la domanda idrica della Regione � in crescente aumento e l'agricoltura irrigua ne rappresenta il settore di maggior consumo. La insufficiente piovosit� annuale, insieme alla sua inadeguata distribuzione, infatti, fa s� che l'irrigazione sia il fattore trainante dello sviluppo agricolo della Regione. Inoltre, la Regione Puglia si ritrova periodicamente a dover fronteggiare annate di siccit� la cui frequenza e durata hanno assunto recentemente dimensioni preoccupanti. L'esperienza cumulata ormai da decenni dimostra che la Regione soffre di un cronico e sostanziale scompenso tra domanda ed offerta idrica, aggravato dagli alti rischi di siccit� periodici e dal previsto aumento della domanda evapotraspirativa da parte dei cambiamenti climatici futuri. Ci� pone la Regione di fronte ad un serio problema di sostenibilit� del settore agricolo, in particolare, e di tutti gli altri settori produttivi della societ�, in generale.
Non � facile, e a volte molto sconveniente se non addirittura pericoloso, procurarsi ulteriori approvvigionamenti idrici (sia per motivi economici, sia sociali, che di impatto ambientale), ed un continuo sviluppo agricolo basato prevalentemente sull'irrigazione porterebbe ad aggravare sempre pi� lo scompenso idrico.
Al fine di affrontare il problema dello sviluppo sostenibile dell'agricoltura Pugliese in un'ottica globale e di visione futura � necessario rivisitare gli orientamenti produttivi attraverso un'analisi di scenari possibili ed alternativi.
Questa analisi si intende affidarla, attraverso specifica convenzione, ad un istituto di ricerca qual � lo I.A.M. (Istituto Agronomico Mediterraneo) di Bari, istituzione intergovernativa creata nel 1962 sotto l'egida dell' OCDE e del Consiglio d'Europa che raggruppa tutti i paesi del bacino del Mediterraneo per avviare ricerche agroambientali avanzate ed in particolare nel settore irriguo. L'Istituto ha gi� collaborato con la Regione Puglia in programmi di ricerca quali:
- ACLA 1 e 2 nei quali sono stati raccolti ed elaborati una serie di dati ed informazioni pedoclimatiche del territorio regionale.
- Biopuglia attraverso l' attuazione della misura 4.3.5 del POP Puglia 1994-99
- P.i.c. INTERREG II: Misura 6.2.a "metodi di agricoltura integrata e definizione sperimentazione e dimostrazione di modelli di produzione biologica"
- Certificazione e risanamento varietale dei fruttiferi.
Grazie a questi importanti ricerche la Regione, a tutt'oggi, detiene una serie di informazioni validissime sugli ambienti fisico (sia pedologico che climatico), biologico e socio-economico, che permetterebbe di poter valutare quantitativamente i "benefici" ed i "costi", in senso lato, conseguenti e relativi ai diversi scenari da considerare. La collaborazione scientifica con lo IAM potr�, in continuit� con quanto gi� prodotto, subito avviare un confronto tra gli scenari ad alto "contrasto" come, ad esempio, quelli ad alta domanda idrica (agricoltura intensiva) e quelli di sviluppo rurale integrato (estensivi, basati in parte sull'agricoltura biologica, sull'aridocoltura, sulla vocazionalit� colturale, sull'agriturismo, etc.). In tal caso dovranno essere presi in considerazione gli aspetti legati all'eventuale "mancato reddito" aziendale dovuto all'estensivit� (sempre in termini quantitativi socio-economici) e non dovranno essere sottovalutate le ricadute positive che avrebbe sull'ambiente.
Nell'ambito di ogni scenario, inoltre, potr� essere analizzata l'entit� degli interventi per migliorare l'efficienza d'uso della risorsa idrica, considerando l'adozione efficace di tecnologie esistenti ed eventualmente disponibili in futuro. Nella valutazione va individuata opportunamente la "scala gerarchica" dei problemi, dei benefici e dei costi, che distingue tra singolo e comunit�, tra privato e pubblico, tra individuo e societ�, etc.. La "multi-dimensionalit�" e la "multi-funzionalit�" degli scenari saranno considerati aspetti rilevanti della valutazione.
Durante lo svolgimento, l'analisi dovr� portare a formulazioni corrette di studi, ed ad indicazioni appropriate di ricerche, necessari a colmare carenze conoscitive determinanti. L'analisi dovr� necessariamente essere interdisciplinare, coinvolgendo agronomi, ingegneri, ambientalisti, economisti e sociologi, ed utilizzer� il know-how pi� aggiornato esistente per condurre un system analysis completo del territorio Regionale. Si propone, pertanto di realizzare le attivit� precedentemente descritte in convenzione con lo I.A.M.. Tali attivit� saranno effettuate nell'arco temporale di circa due anni. PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DELLE INIZIATIVE: Azione 1.
Intervento 1.1 - Il completamento della collana di volumi "Puglia Rurale" nelle altre 2 aree rurali pugliesi e dei relativi convegni di presentazione seguir� le seguenti procedure di attuazione:
1.1.a. - Visto che la impostazione e la ideazione grafica dei volumi si � conclusa gi� alcuni mesi or sono da parte della societ� Edit Copyright in conseguenza del lavoro di redazione dei testi e di acquisizione delle immagini partito, in coordinamento con gli ufficio regionali CRSEC, gi� dall'anno 1999, questo nuovo programma dovr� consentire la liquidazione di una attivit� gi� svolta dalla ditta fornitrice summenzionata senza prevedere, quindi, l'attivazione di trattative di aggiudicazione privata;
1.1.b. - per la stampa degli stessi volumi, in quantit� di n. 5000 copie per ognuno, l'Ufficio provveder� ad effettuare una aggiudicazione tramite licitazione privata, che si svolger� ai sensi dell'art. 25 della L.R. n. 2/78 e s.m.; le ditte che saranno invitate dovranno rispondere ai requisiti richiesti per la realizzazione dei prodotti richiesti.
L'Ufficio richieder� espressamente nella trattativa che i volumi dovranno mantenere la stessa veste tipografica e verranno stampati nelle stesse quantit� dei precedenti; le stesse motivazioni valgono anche per la realizzazione dei convegni zonali di presentazione sul territorio. L'invito a partecipare alla licitazione espliciter� in modo chiaro le modalit� di partecipazione alla procedura di licitazione privata, inoltre, conterr� in allegato le schede descrittive delle documentazioni economiche ed amministrative richieste, il modello di dichiarazione impegnativa, il capitolato speciale e la scheda delle specifiche tecniche del prodotto da aggiudicare. La Commissione che sar� incaricata di valutare le offerte esaminer�, nell'ordine, prima l'offerta economica e poi quella grafica avendo come riferimento le seguenti modalit� di assegnazione del punteggio da parte di ogni singolo componente della commissione: massimo 5 punti, relativamente agli aspetti organizzativi e grafici e massimo 5 punti relativi alla convenienza economica. In caso di parit� si ricorrer� ad una nuova votazione e, nel caso di parit�, la scelta sar� rimessa al voto diretto del Presidente.
Intervento 1.2 - Per la realizzazione del CD Rom anzi descritto e la sua masterizzazione in almeno 10.000 copie secondo le caratteristiche ed i contenuti anzidetti, l'Ufficio provveder� ad effettuare una aggiudicazione tramite licitazione privata, che si svolger� ai sensi dell'art. 25 della L.R. n. 2/78 e s.m.; le ditte che saranno invitate dovranno rispondere ai requisiti richiesti per la realizzazione di produzioni multimediali.
L'invito a partecipare alla licitazione espliciter� in modo chiaro le modalit� di partecipazione alla procedura di licitazione privata, inoltre, conterr� in allegato le schede descrittive delle documentazioni economiche ed amministrative richieste, il modello di dichiarazione impegnativa, il capitolato speciale e la scheda delle specifiche tecniche del prodotto da aggiudicare.
All'interno delle specifiche tecniche si preveder� che il Cd Rom dovr� contenere le seguenti funzionalit�:
- una introduzione generale animata con sottofondo musicale e voce di speaker per la presentazione dell'opera;
- l'accesso ad un men� principale grafico che conterr� le voci per la consultazione;
- la consultazione potr� avvenire secondo varie possibilit� ( per citt�, per elenco, per selezione di campi da una maschera di ricerca, etc.)
- visualizzazione delle immagini mediante un criterio di selezione che risponda ad una domanda dell'utente - funzione di stampa nella maggior parte delle pagine di consultazione.
Alle ditte partecipanti alla gara sar� richiesto l'invio di referenze su altri Cd Rom realizzati e questo costituir� un elemento di valutazione della proposta.
L'invito a partecipare alla licitazione espliciter� in modo chiaro le modalit� di partecipazione alla procedura di licitazione privata, inoltre, conterr� in allegato le schede descrittive delle documentazioni economiche ed amministrative richieste, il modello di dichiarazione impegnativa, il capitolato speciale e la scheda delle specifiche tecniche del prodotto da aggiudicare. La Commissione che sar� incaricata di valutare le offerte esaminer�, nell'ordine, prima l'offerta economica e poi quella grafica avendo come riferimento le seguenti modalit� di assegnazione del punteggio da parte di ogni singolo componente della commissione: massimo 5 punti, relativamente agli aspetti organizzativi e grafici e massimo 5 punti relativi alla convenienza economica. In caso di parit� si ricorrer� ad una nuova votazione e, nel caso di parit�, la scelta sar� rimessa al voto diretto del Presidente.
Intervento 1.3 - Per la realizzazione delle ristampe di n. 5 pubblicazioni gi� realizzate dall'Ufficio e raggruppate nella collana "Puglia Rurale" secondo le caratteristiche ed i contenuti anzidetti, l'Ufficio provveder� ad effettuare una aggiudicazione tramite licitazione privata, che si svolger� ai sensi dell'art. 25 della L.R. n. 2/78 e s.m.; le ditte che saranno invitate dovranno rispondere ai requisiti richiesti per la realizzazione delle produzioni cartacee. Il numero delle copie per ciascuna copia sar� di 2.000 ed esse dovranno mantenere le caratteristiche grafiche simili alle precedenti realizzazioni.
L'invito a partecipare alla licitazione espliciter� in modo chiaro le modalit� di partecipazione alla procedura di licitazione privata, inoltre, conterr� in allegato le schede descrittive delle documentazioni economiche ed amministrative richieste, il modello di dichiarazione impegnativa, il capitolato speciale e la scheda delle specifiche tecniche dei prodotti da aggiudicare.
Per le attivit� che si intendono promuovere nell'ambito del programma INDIVIDUAZIONE DI DISTRETTI RURALI, si proceder� mediante specifica ed articolata convenzione tra il Settore Agricoltura dell'Assessorato regionale all'Agricoltura e l'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA). L'INEA, costituito con R.D. n. 1418 del 10 maggio 1928, � un Ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, svolge attivit� di ricerca metodologica, conoscitiva e statistica nel campo dell'economia agraria e dello sviluppo rurale e, pi� in generale, dei fenomeni socio economici legati al mondo agricolo e rurale.
Le ricerche effettuate sino ad oggi svolte possono essere raggruppate in tre aree principali:
- studi sugli scenari di politica agraria a livello comunitario e nazionale e sulle trasformazioni in atto nell'agricoltura italiana;
- studi sulle aree rurali;
- servizi per lo sviluppo agricolo in Italia mediante la individuazione di metodologie e la realizzazione di supporti per la formazione e la divulgazione agricola.
L'Istituto � convenzionato con la Regione per la realizzazione dell'"Osservatorio sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale della Puglia", per cui lo studio finalizzato all'individuazione dei distretti rurali rappresenta un'azione di continuit� funzionale.
Tali attivit� saranno effettuate nell'arco temporale di circa tre anni.
Per quanto anzidetto l'Istituto prescelto offre le migliori garanzie per lo sviluppo dell'azione in questione; in particolare, si prevede di procedere insieme alla messa a punto di una metodologia per l'individuazione dei "Distretti Rurali" in Puglia secondo quanto indicato dall'art. 13 del D.Lgs. n. 228 del 18.05.01 di "orientamento e modernizzazione del settore agricolo". Azione 3. Per le attivit� che si intendono promuovere nell'ambito del programma RIORIENTAMENTI PRODUTTIVI DEL TERRITORIO AGRICOLO PUGLIESE PER UNO SVILUPPO RURALE SOSTENIBILE, si proceder� mediante specifica ed articolata convenzione tra il Settore Agricoltura dell'Assessorato regionale all'Agricoltura e lo Istituto Agronomico Mediterraneo (IAM) di Bari. Lo I.A.M. (Istituto Agronomico Mediterraneo) di Bari, istituzione intergovernativa creata nel 1962 sotto l'egida dell' OCDE e del Consiglio d'Europa che raggruppa tutti i paesi del bacino del Mediterraneo svolge attivit� di ricerca nel settore irrigazione (utilizzo delle acque non convenzionali, sistemi irrigui e loro valutazioni economiche, etc.) nel settore della selezione clonale dei fruttiferi, della formazione di base e specialistica in agricoltura ed in agroambiente.
L'Istituto � gi� stato convenzionato con la Regione per la realizzazione di programmi di ricerca sulla sostenibilit� del settore agricolo, per cui lo studio finalizzato al riorientamento produttivo del territorio agricolo regionale finalizzato ad un sviluppo rurale sostenibile rappresenta un'azione di continuit� funzionale; inoltre il carattere pubblico dello IAM in virt� della sua gestione intergovernativa e la sua specializzazione tematica sul territorio, offre a questa amministrazione regionale le migliori garanzie per un adeguato sviluppo dell'azione in questione.
Le predette attivit� saranno effettuate nell'arco temporale di circa tre anni.
Il proseguimento delle attivit� gi� intraprese, nonch� l'avvio di nuove iniziative di interesse per la regione, potranno favorire il mantenimento della biodiversit�, il mantenimento della societ� locale e delle produzioni locali (artigianato), la conservazione del paesaggio, il turismo rurale e la relativa produzione di servizi. Il positivo impatto sul sistema agro alimentare regionale, grazie alla prosecuzione dell'uso di Internet come strumento di diffusione extraregionale dei risultati progettuali, riguarder� in particolare gli aspetti di ulteriore valorizzazione della tipicit� delle produzioni regionali, dell'integrazione ulteriore tra territorio e imprese agrituristiche, dell'integrazione tra vari tutti quei comparti economici che concorrono insieme alla realizzazione dello sviluppo rurale in ambito regionale.
Inoltre l'individuazione di una metodologia che consentir� l'individuazione dei Distretti rurali sul territorio regionale avr� risvolti positivi sulla programmazione regionale per lo sviluppo rurale e locale.
n. tecnici divulgatori impegnati
n. 6 unit� ( n. 1 per 5 IPA) oltre il funzionario referente
n. pubblicazioni/materiale di supporto
n.2 volumi Puglia Rurale x n. 5000 copie cadauno 10.000 copie ristampe
n.1 CD Rom x n. 10000 copie studi e ricerche. n.2
individuazione di distretti rurali riorientamenti produttivi del territorio agricolo pugliese per uno sviluppo rurale sostenibile
iniziative informative (convegni, incontri, interventi su radio-TV regionali, inserimenti in pagine WEB, ecc.)
n.2 convegni nazionali
n. 2 convegni zonali n. 5 seminari informativi sulle politiche dello sviluppo rurale
n. 4 seminari interni di aggiornamento
"COMUNICAZIONE ED EDUCAZIONE ALIMENTARE"
Euro 1.361.973,12 (capitolo 111153 del bilancio 2002).
dr.ssa Angelica Anglani
Comitato di Coordinamento del Progetto, Societ� di servizi, prestatori d'opera con professionalit� specifiche inerenti l'educazione alimentare e le metodologie didattiche, ISMEA, ANCI.
AMBITO PROGETTUALE: Il progetto si sviluppa in un ambito interistituzionale; infatti, l'Assessorato all'Agricoltura ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con diversi organismi, istituendo un Comitato Regionale di Coordinamento del progetto, costituito da: Assessorato Regionale Agricoltura, Assessorato Regionale Sanit�, Sovrintendenza Regionale Scolastica, Provveditorati agli Studi, Amministrazioni Provinciali, Federconsumatori e Associazione Consumatori Utenti.
BENEFICIARI: Scuola materna-elementare: alunni, insegnanti, genitori, consumatori; Scuole medie inferiori, specialmente quelle rientranti negli "Istituti comprensivi", che gestiscono scuole materne, elementari e medie inferiori. OBIETTIVI SPECIFICI: L'alimentazione � un fattore che incide profondamente sulla qualit� di vita di ognuno e le scelte sbagliate possono favorire l'insorgere delle cosiddette "malattie da civilizzazione" (obesit�, arteriosclerosi, ipertensione, tumori dell'apparato digerente, ecc.). Pertanto, questo progetto intende perseguire un percorso educativo che, attraverso la scuola, le altre istituzioni e la famiglia, possa spiegare come, quando e perch� le scelte alimentari incidono sulla salute, sull'economia e sul benessere attuale e futuro. Tra gli obiettivi del progetto, che vuole coniugare un approccio al cibo fatto contemporaneamente di consapevole conoscenza e sobrio piacere, si annoverano: la valorizzazione di prodotti nazionali, regionali, di qualit�, la tutela delle tradizioni locali, la promozione di uno stile di vita sano, lo sviluppo di una coscienza critica al fine di scelte consapevoli, lo sviluppo per la salvaguardia dell'ambiente, l'educazione al gusto, la promozione di diritti dei cittadini / consumatori.
Al fine di soddisfare le finalit� sopra menzionate, il progetto si articola su due azioni, che fanno riferimento a due filoni: informativo e formativo.
Azione 1 - Filone informativo: Oltre al materiale informativo gi� distribuito agli insegnanti e agli alunni del 1� ciclo della scuola materna-elementare nel corso dei Seminari informativi per genitori, si prosegue con la distribuzione di quaderni interattivi "La fiera delle cose buone" agli alunni del 2� ciclo (IV e V elementare) e con l'organizzazione di un altro ciclo di Seminari informativi per genitori, selezionando altre scuole non precedentemente coinvolte. I quaderni interattivi sono realizzati a livello nazionale e messi a disposizione delle regioni che ne fanno richiesta. Si prevede, inoltre, di realizzare un libro di favole per bambini quale piacevole e coinvolgente strumento per educare, con fantasia e brio, ad una sana e corretta alimentazione. In collegamento agli orientamenti nazionali, si prevede di affrontare il teme della ristorazione scolastica, di concerto con l'ANCI, e realizzare un vademecum contenente le linee guida ispirate a principi di etica, di religione e di rispetto della salute, a supporto dei capitolati di appalto che i Comuni vanno a stipulare con le Societ� che si occupano di ristorazione scolastica. Sul contenuto del vademecum saranno realizzati incontri con i soggetti interessati.
Azione 2 - Filone formativo: Sono stati realizzati Corsi e Seminari formativi per insegnanti delle scuole materne-elementari per una pi� dettagliata e specifica competenza degli stessi in materia di educazione alimentare. Si intende continuare realizzando un altro ciclo di Seminari formativi per insegnanti e intervenire direttamente sugli alunni con visite guidate presso strutture produttive territoriali nel settore agro-alimentare e attraverso la realizzazione di laboratori del gusto, preferibilmente presso le scuole gi� coinvolte nella formazione degli insegnanti e nella informazione dei genitori.
Intervento 1.1 - Libro di favole: si intende realizzare tale iniziativa partendo da un progetto pilota che assicuri la realizzazione di uno strumento che coniughi il piacere e la fantasia della favola con i precetti di una sana e corretta alimentazione. Il buon esito di tale iniziativa potr� indurre ad allargare il progetto attraverso un pubblico concorso di idee per la realizzazione di altre iniziative editoriali. Le proposte saranno esaminate e valutate da una Commissione di esperti in materia. Intervento 1.2 - Vademecum delle linee guida alla ristorazione scolastica: si dovr� costituire una �quipe di esperti, di concerto con l'ANCI, per la individuazione dei principi di base a supporto dei capitolati di appalto tra Comuni e Societ�,che si occupano di ristorazione. Le linee guida potranno essere confrontate e discusse attraverso la realizzazione di incontri tra i soggetti interessati.
Intervento 1.3 - Sito Internet www.educazionealimentare.net: in accettazione di un percorso operativo patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, la societ� selezionata provveder�, come gi� sta operando con diverse altre Regioni, all'inserimento e alla manutenzione di uno specifico spazio dedicato ai prodotti agroalimentari tipici della nostra Regione nel sito sopra enunciato, alla realizzazione e alla manutenzione di una sezione dedicata alle attivit� del Programma Interregionale "Comunicazione ed Educazione Alimentare" all'interno dello stesso sito e alla fornitura di un CD Rom sull'educazione alimentare, sui prodotti tipici della nostra regione legati a tradizioni e aneddoti propri del territorio.
Intervento 1.4 - Attivit� di comunicazione: le azioni sopra elencate e le attivit� sviluppate formeranno oggetto di divulgazione attraverso network, quotidiani e periodici a diffusione regionale e nazionale. Azione 2.
Intervento 2.1 - Visite guidate presso le strutture produttive: per realizzare tale intervento si intende partire con un progetto pilota in una provincia pugliese, da estendere successivamente alle altre province, prevedendo tre fasi:
1) selezione di n.15 aziende e realizzazione di una guida delle Masserie didattiche della Puglia con la redazione di schede informative;
2) promozione del progetto con un preventivo contatto con le scuole e gli insegnanti, anche mediante l'organizzazione di un convegno regionale;
3) attivit� didattiche nelle aziende.
Ad integrare le azioni del progetto pilota, si provveder� alla realizzazione e distribuzione del super album per imparare a conoscere i cibi genuini della nostra terra: "Puglia che bont�!".
Intervento 2.2 - Seminari formativi e informativi: saranno selezionati altri poli scolastici presso i quali confluiranno insegnanti e genitori dei Circoli Didattici dello stesso Comune e dei Comuni limitrofi, dove saranno realizzati i suddetti Seminari organizzati nello stesso modo dei precedenti: tre incontri pomeridiani, di 4 ore, per gli insegnanti, con due temi per incontro, illustrati da comprovati e specializzati esperti attraverso relazioni frontali cui seguir� un dibattito tra esperti e insegnanti; due incontri pomeridiani di 3 ore per i genitori con un tema per incontro che sar� sviluppato attraverso una relazione frontale da parte degli esperti, di cui sopra, cui seguir� il dibattito chiarificatore di eventuali problematiche di risposta a curiosit� che i genitori potranno sollevare, inerenti il tema introdotto. A conclusione dei Seminari formativi per gli insegnanti � previsto un attestato di merito per la partecipazione. Intervento 2.3 - Laboratori del gusto: da realizzare preferibilmente in quelle scuole gi� coinvolte con i Seminari formativi e informativi. L'insegnante con la classe dovr� prescegliere degli alimenti, approfondire la conoscenza nutrizionale degli stessi e riscoprire i piatti tradizionali che con quelli alimenti si possono preparare. Successivamente alla degustazione gli alunni compileranno delle apposite schede per conoscere l'impatto della degustazione relativamente ai cinque sensi.
PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DELLE INIZIATIVE: - 1.1 - Libro di favole: sar� predisposto un progetto pilota, con la collaborazione di una Commissione di esperti in materia, che verr� nominata con determina del dirigente del Settore Agricoltura; da sottoporre alla valutazione e al parere del Comitato di Coordinamento del progetto;
- 1.2 - Vademecum: sar� predisposto con la collaborazione di esperti in materia, individuati di concerto con l'ANCI e sar� sottoposto alla valutazione e al parere del Comitato di Coordinamento del progetto;
- 1.5 - Attivit� di comunicazione: sar� formata una short-list, attraverso un bando di manifestazione di interesse e concorso di idee per la comunicazione delle attivit�. Le manifestazioni di interesse e il concorso di idee sar� oggetto di valutazione attraverso la nomina di una Commissione di esperti, con determina del dirigente del Settore Agricoltura. Dopo il bando saranno fissati i punteggi che in ogni caso terranno conto dei parametri legati all'audience, alla diffusione dei quotidiani, alla copertura geografica dei network, all'orario della diffusione della Comunicazione, alla frequenza e alla durata della Comunicazione, alla metodologia della Comunicazione e agli altri servizi resi. Saranno naturalmente formate delle short-list: una per i network e una per i quotidiani. - 2.1 - Visite guidate presso le strutture produttive: sar� predisposto un progetto pilota, con la collaborazione di insegnanti di scuola elementare, da sottoporre alla valutazione e al parere del Comitato di Coordinamento del progetto di cui fanno parte: la Sovrintendenza Scolastica, i Provveditorati agli studi, l'Assessorato Regionale alla Sanit�, le Amministrazioni Provinciali, la Federconsumatori e l'Associazione Consumatori Utenti;
- 2.2 - Seminari: saranno selezionati 4 Poli di riferimento nelle provincie di Bari, Foggia e Lecce e 3 nelle province di Brindisi e Taranto, favorendo quei bacini di utenza non coperti dai precedenti Seminari, dove si svolgeranno 3 incontri formativi per gli insegnanti e 2 incontri informativi per i genitori su temi inerenti l'educazione alimentare. A conclusione dei Seminari sar� rilasciato ad ogni insegnante che avr� partecipato un attestato di partecipazione;
Si riporta di seguito la ripartizione del finanziamento tra gli interventi previsti e illustrati.
Le attuali disponibilit� di risorse finanziarie assegnate dallo Stato e iscritte nel bilancio regionale pari Euro 1.361.973,12, saranno utilizzate per l'attuazione delle iniziative programmate, come orientativamente riportato di seguito:
Il perseguimento e la realizzazione degli interventi previsti completeranno un percorso educativo inteso a migliorare o correggere le abitudini alimentari che investono il target prescelto, rappresentato dalla fascia di consumatori che va da 5 a 10 anni. Al fine, infatti, di realizzare lo scopo si rende necessario che la scuola e la famiglia collaborino proficuamente dando il giusto apporto a questo progetto attraverso un adeguato approfondimento delle tematiche alimentari. INDICATORI:
In base agli interventi previsti si ritiene di dover incidere, per la distribuzione di materiale didattico, libro di favole e quant'altro si va a realizzare nell'ambito dell'attivit� di comunicazione, su tutte le scuole materne ed elementari della regione Puglia.
Relativamente ai Seminari formativi per insegnanti e informativi per genitori si prevede di intervenire su 180 Circoli Didattici e Istituti Comprensivi per un totale di circa 540 insegnanti e 2000 genitori.
Relativamente alle visite guidate e ai laboratori del gusto si prevede il coinvolgimento di oltre 9000 alunni.
Oltre a questi indicatori di impatto, si prevede il riscontro delle iniziative realizzate attraverso la raccolta di materiale prodotto dagli alunni e all'assemblaggio dello stesso al fine di poter realizzare un prodotto cartaceo o su CD Rom.
"SUPPORTI PER IL SETTORE FLORICOLO"
RIFERIMENTO LEGISLATIVO: Legge 5 novembre 1996, n. 578 - delibera CIPE 18 dicembre 1996. COSTO TOTALE: Euro 1.068.902,10
- cap. 111156 bilancio 2002: Euro 170.570,61 (residui di stanziamento 1998 e 2000); Euro 516.456,90 (competenza 2002); TOTALE: Euro 687.027,51 (85%)
- cap. 114209 bilancio 2002: Euro 121.240,15 (15%)
D'Arcangelo dott.ssa Mariateresa
- Regione Puglia Assessorato all'Agricoltura - Ufficio Servizi di Sviluppo Agricolo
- Facolt� di Agraria Universit� degli Studi di Bari - Dipartimento Scienze delle Produzioni Vegetali.
BENEFICIARI: Imprese floricole regionali.
Il settore florovivaistico rappresenta una voce importante nell'economia agricola nazionale, contribuendo nella misura del 5% circa alla produzione lorda vendibile italiana.
La floricoltura e l'attivit� vivaistica ad essa collegata interessano una superficie di circa 13.671 ettari di cui 8.717 ettari in piena terra e 4.954 ettari in coltura protetta, distribuita in 21.900 aziende (censimento ISTAT 1990). Relativamente al tipo di produzioni, si deve sottolineare che la qualit�, sul mercato internazionale, non sempre regge il confronto con le produzioni ottenute in zone dove i costi della manodopera e dei mezzi di produzione sono molto pi� ridotti: si cita l'esempio, tra i fiori recisi, della rosa, la cui importazione � in continuo aumento (44 miliardi nel 1995) rispetto all'esportazione (12 miliardi nel 1995).
A differenza degli altri comparti agricoli, quello floricolo praticamente non beneficia nell'ambito della politica comunitaria di una Organizzazione Comune di Mercato. Il mercato pertanto risulta sostanzialmente libero e i prodotti della floricoltura si confrontano, come si � detto, con quelli provenienti da sistemi produttivi caratterizzati da costi di produzione decisamente pi� contenuti. Le tariffe aeree attualmente praticate per il trasporto di tali produzioni risultano particolarmente competitive riducendo l'importanza della distanza del mercato dai luoghi di produzione, elemento che fino a pochi anni fa rappresentava un forte ostacolo allo sviluppo del florovivaismo dei Paesi emergenti.
In Puglia, il settore florovivaistico pur essendo costituito da numerose imprese, per la gran parte dotate di una solida conoscenza tecnica dei processi produttivi tradizionali e di alcune tecnologie avanzate (ad es. colture idroponiche), presenta alcune criticit� di carattere produttivo e commerciale, che costituiscono un ostacolo al suo ulteriore sviluppo.
Il punto di debolezza pi� rilevante �, al momento, rappresentato dallo scarso orientamento di tali imprese all'esportazione, con conseguente limitazione degli scambi commerciali in ambito regionale e nazionale.
Partendo da tali premesse, l'intervento del presente Programma Interregionale � diretto all'adeguamento delle produzioni floricole locali, al fine di consentirne l'esportazione nei principali paesi, ad es. America, Giappone, Nord Europa.
Ci� attraverso la realizzazioni di azioni finalizzate al rinnovamento delle colture ed all'adeguamento dei processi produttivi che permettano alle imprese locali di affermarsi sui mercati nazionali ed esteri.
Tale intervento presenta carattere di innovazione sia nell'approccio sia nei contenuti su cui si basano le attivit� da realizzare. L'introduzione di tecniche colturali nuove (es. basate sull'ibridazione), unitamente alla pianificazione delle principali tappe per approdare ad un canale commerciale potenzialmente molto interessante, quale quello telematico, rappresentano, infatti, una discontinuit� rispetto alla floricoltura tradizionale.
L'intervento, inoltre, per la rilevanza del comparto che ha ad oggetto e per l'obiettivo che si prefigge (avvicinamento delle produzioni agli standard Europei per favorirne la esportazione) � suscettibile di produrre impatti decisivi sul territorio interessato.
Non pu� essere trascurata, infine, l'agevole replicabilit� dell'intervento in contesti con caratteristiche analoghe a quelle del comparto floricolo della regione Puglia (numerose imprese, gi� tecnicamente molto preparate). Le produzioni tradizionali nazionali nelle condizioni e per i motivi sopra esposti incontrano, quindi, attualmente difficolt� su determinati mercati. Occorre pertanto sostenere il settore floricolo con idonee politiche commerciali e, nel contempo, continuare a puntare alla qualit� e alle innovazioni di prodotto e sulla qualit� intesa sotto tutti i vari aspetti sia come produzione che come commercializzazione e fruizione del consumatore.
Gli obiettivi specifici del Programma in questione sono prioritariamente i seguenti:
1. Acquisire tutte le necessarie informazioni del settore, pervenendo ad una mappatura precisa, possibilmente a livello addirittura aziendale, della situazione Puglia.
2. Indurre un adeguato e favorevole coinvolgimento di tutti gli operatori della filiera floricola, ma anche di altri soggetti, in ordine alle problematiche specifiche, attraverso lo sviluppo di attivit� di marketing del prodotto florovivaistico.
3. Per quanto riguarda le innovazioni di prodotto occorre promuovere una strategia di lungo periodo che faccia riemergere la professionalit� dei costitutori italiani nel contesto internazionale e, nell'immediato, occorre favorire una pi� rapida utilizzazione da parte degli operatori nazionali delle novit� di prodotto che pi� si addicono alle condizioni pedo-climatiche, produttive e commerciali del nostro Paese, attraverso la sperimentazione di tecniche innovative di processo e di prodotto.
4. Per quanto concerne una significativa qualificazione del prodotto sia dal punto di vista produttivo che commerciale, si deve operare attraverso programmi finalizzati alla standardizzazione delle tecniche produttive che consentano il miglioramento ed il mantenimento della qualit� anche nella fase successiva alla raccolta, attraverso la diffusione delle conoscenze su tecniche di conservazione che prolunghino la vita utile del prodotto e lo rendano compatibile con le norme sull'esportazione. Tali problematiche sono gi� state prese in seria considerazione da tempo da Paesi concorrenti (Olanda, Germania, Danimarca), spesso con un approccio che prevede una selezione del prodotto sulla base di parametri estetici e fitosanitari preventivamente codificati. Tale approccio, pur garantendo la qualit� estrinseca del prodotto, non interviene sul processo produttivo ma soltanto nella fase finale di pre-esitazione del prodotto.
Azione 1 - STUDIO SU INNOVAZIONI DI PROCESSO E DI PRODOTTO.
Lo studio intende perseguire alcuni obiettivi, quali la definizione di standard produttivi compatibili con quelli pi� diffusi nei mercati di riferimento, attraverso un'attivit� di ricognizione delle produzioni pi� rilevanti dei comprensori floricoli pugliesi, al fine di realizzare un inventario delle varie specie coltivate e delle loro caratteristiche estetiche specifiche.
Al termine di tali attivit� si procede alla redazione di un manuale, nel quale, per ogni specie floricola e per ciascun mercato di destinazione individuato, vengono indicati i principali requisiti estetici in termini di dimensione del fiore/pianta, altezza del fusto, tonalit� cromatiche dei fiori, ecc.., cui ciascun produttore pu� uniformarsi.
Il confronto tra le caratteristiche attualmente possedute dalle produzioni pugliesi e quelle richieste dai mercati di destinazione, costituisce la base di partenza per la pianificazione produttiva oggetto delle successive azioni di consulenza/assistenza.
In seguito, partendo dagli standard produttivi definiti nella fase precedente, si provvede a fornire alle imprese l'assistenza necessaria alla messa a punto di un prodotto finito adeguato alla domanda proveniente dai mercati Europei.
La scelta delle variet� sulle quali intervenire viene effettuata sulla base delle caratteristiche e delle strategie di commercializzazione di ogni impresa.
Risultato di tale fase � l'individuazione degli adeguamenti da introdurre nel processo produttivo delle imprese, al fine di poter ottenere prodotti compatibili con gli standard definiti.
In tale fase si procede ad assistere le imprese nella definizione delle politiche di marketing pi� appropriate per il raggiungimento dei mercati USA, Giappone e Nord Europa, dove peraltro � prevedibile nei prossimi anni un rilevante incremento dei livelli di consumo procapite rispetto all'attuale. Altri mercati interessanti sono quelli dei Paesi dell'Est Europa, dove esiste una consolidata tradizione al consumo dei prodotti del florovivaismo e che sembrano poter beneficiare nel breve periodo di un sostanziale sviluppo economico.
Verso tali mercati potrebbero essere indirizzate le strategie commerciali messe in atto dalla floricoltura nazionale, anche in considerazione del fatto che alcune produzioni tipiche italiane (ginestra, mimosa, ruscus, ranuncoli, anemoni, la mazzetteria e le fronde recise in genere) probabilmente ancora per diversi anni non risentiranno della concorrenza dei Paesi emergenti.
Si deve ricordare che ad oggi gran parte del flusso commerciale destinato ai Paesi extra comunitari transita attraverso la piazza di Sanremo, dove vengono commercializzate, accanto alle produzioni tipiche regionali, una quota rilevante dei prodotti provenienti dagli altri areali di produzione nazionali.
Azione 2 - SEMINARI DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO IN TERMINI DI RISULTATI RAGGIUNTI ED OBIETTIVI DA PERSEGUIRE Si tratta di incontri volto a illustrare i risultati raggiunti dal progetto e a delineare agli operatori del comparto e ai rappresentanti delle associazioni di categoria obiettivi, contenuti, articolazione e modalit� di svolgimento future. Nell'ambito del seminario � previsto l'intervento di un esperto di settore per illustrare agli imprenditori gli standard produttivi pi� richiesti dal mercato (definizione del mercato di riferimento).
Altri seminari saranno organizzati su specifici argomenti:
2.1 TECNICHE DI CONFEZIONAMENTO DEI PRODOTTI: in tale fase, attraverso una serie di incontri con gli operatori locali, vengono analizzate le tecniche di confezionamento pi� adeguate alla conservazione dei fiori recisi.
Particolare attenzione � rivolta alle principali cause di degenerazione del prodotto dopo la recisione ed alle principali modalit� di conservazione. E' prevista, inoltre, l'illustrazione delle tipologie di packaging idonee a supportare l'esportazione.
2.2 TECNICHE DI COLTURA BASATE SULL'IBRIDAZIONE: in tale fase, attraverso una serie di incontri con gli operatori locali, sono approfonditi aspetti specifici relativi alle pi� moderne tecniche colturali. In particolare, � analizzata la tecnica basata sull'ibridazione molecolare.
In continuit� con quanto svolto negli anni passati, inoltre, si intende realizzare anche i seguenti interventi:
Azione 3 - DIFFUSIONE DEI RISULTATI DEL COLLAUDO DELLE NOVITA' DI PRODOTTO IN FLORICOLTURA (anche attraverso un sito).
A tutt'oggi i risultati raggiunti con le precedenti attivit� del Programma Interregionale in oggetto non sono stati ancora adeguatamente diffusi, per cui, cos� come gi� stabilito nel programma passato, si intende realizzare un sito ad hoc per la floricoltura regionale.
L'azione che si intende realizzare consentirebbe, in tempi prevedibilmente assai contenuti, di impattare il pi� alto numero di operatori e consumatori del settore
Azione 4 - REALIZZAZIONE PRESSO LA FACOLTA' DI AGRARIA DI UN CAMPO CATALOGO VARIETA' AUTRALIANE
In prosecuzione con il precedente programma interregionale, attraverso il quale sono state introdotte e selezionate alcune variet� australiane, si intende proseguire in tal campo istituendo un campo catalogo sul quale concentrare ulteriori attivit� sperimentali.
Azione 5 - PROSEGUO DELLE ATTIVITA' DI SPERIMENTAZIONE, CON RIFERIMENTO ALLA SELEZIONE ED IL COLLAUDO DELLE NOVITA' DI PRODOTTO IN FLORICOLTURA, GIA' TESTATE, CON DESTINAZIONE A FRONDA, A VASO O FIORE RECISO
Rispetto al precedente programma interregionale "ISTITUZIONE DI UNA RETE INTERREGIONALE PER LA SELEZIONE ED IL COLLAUDO DELLE NOVITA' DI PRODOTTO IN FLORICOLTURA", si intende proseguire l'attivit� di selezione delle variet� risultate pi� interessanti dal punto di vista produttivo, qualitativo e commerciale. La scelta sar� operata in stretta collaborazione con la Cattedra di Floricoltura, che ha seguito le prove da un punto di vista tecnico, e gli stessi operatori precedentemente coinvolti.
PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DELLE INIZIATIVE: Per l'attuazione del progetto si proseguir� e si amplier� la collaborazione, prevista in apposita convenzione, con la Cattedra di Floricoltura dell'Universit� di Bari - Facolt� di Agraria- Dipartimento di scienze delle Produzioni Vegetali.
IMPATTO: Il programma assicurer� un livello di informazioni, alle imprese agricole, agli operatori del settore e alla stessa P.A. a vari livelli, che si tradurr� in una maggiore efficienza ed efficacia delle politiche di sviluppo e della stessa attivit� imprenditoriale e amministrativa.
L'impatto sociale � di incrementare i livelli occupazionali dell'indotto legato alla produzione e commercializzazione dei fiori e piante ornamentali, con una elevazione del livello professionale e gestionale degli addetti.
"SISTEMA DI INTERSCAMBIO TRA I SISTEMI
INFORMATIVI DEL COMPARTO AGRICOLO"
COSTO TOTALE: Euro 3.795.785,55
- Euro 2.983.042,57 sul capitolo 111157/2002 (85%)
- Euro 526.419,28 sul capitolo 114209/2002 (15%).
Fiore dott.ssa Rosa
BENEFICIARI: Regione Puglia Assessorato all'Agricoltura - Ufficio Servizi di Sviluppo Agricolo.
Negli ultimi anni � cresciuta la necessit� per gli operatori pubblici del settore primario, di conoscere tempestivamente la situazione della realt� produttiva agricola esistente sul territorio al fine di definire le politiche di programmazione e di coordinamento, di rappresentare gli interessi nazionali e regionali in sede comunitaria, di prevedere l'evoluzione dei mercati e delle colture, di fornire informazioni agli operatori del settore, secondo le moderne tecniche di comunicazione in tempo reale, nonch� di sostenere l'immagine agricoltura attraverso un efficace ed efficiente applicazione dei regolamenti comunitari.
Allo stato attuale ogni ente ha sviluppato il proprio sistema informativo in modo del tutto indipendente utilizzando architetture hardware, ambienti software e sistemi diversi. Per ricondurre la molteplicit� delle azioni intraprese dai singoli soggetti ad un sistema coordinato, in cui le informazioni acquisite a diverso titolo possano andare ad arricchire il mosaico della conoscenza in materia di agricoltura, � necessario superare alcuni limiti strutturali. Tra questi:
- l'assenza di una struttura di rete che colleghi i differenti sistemi regionali e centrali e permetta lo scambio per via telematica di dati ed informazioni afferenti il sistema agroalimentare e agroindustriale;
- la mancanza di un organismo di coordinamento dei differenti sistemi informativi agroindustriali che stabilisca degli standard, regoli il flusso di informazioni e dati, e nel quale siano rappresentati tutti i soggetti interessati;
- la mancanza di un "vocabolario dati" che permetta lo scambio di dati tra i sistemi gestiti da Enti e Organismi diversi e attraverso il quale si possa realizzare l'integrazione verticale informatizzata di iter amministrativi misti, ovvero giungere alla gestione informatica di procedimenti di competenza di soggetti differenti a secondo della fase (centro - periferia - centro);
- la carenza di servizi di rete, per lo scambio di informazioni non strutturate (posta elettronica, sistema intranet, link, ecc..) o per l'accesso a dati di interesse comune (Registro delle Imprese Agricole, Catasto dei terreni, ecc..).
A fronte di ci� la Pubblica Amministrazione � chiamata a dare piena attuazione alle norme in materia di trasparenza degli atti amministrativi (L. 241/90 e successive modificazioni), di semplificazione delle procedure (L. 127/97) e di tutela dei dati detenuti a qualsiasi titolo (L. 675/96); di istituzione della carta dell'Agricoltore e della formazione di un fascicolo aziendale (DPR 503/99). In questo contesto, il programma Interregionale "Sistemi di Interscambio tra i sistemi informativi del Comparto agricolo" pu� fornire, insieme alla Rete Unitaria per la Pubblica Amministrazione (RUPA) con la quale deve coordinarsi, con il Programma di Statistica Agraria e con il SITAMA, il necessario supporto nell'ambito dei processi di razionalizzazione delle modalit� di circolazione e diffusione delle informazioni tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti e di realizzazione di modelli organizzativi pi� funzionali alle nuove realt� istituzionali. Oggetto del Programma, quindi, � quello di costituire o perfezionare una struttura informativa di collegamento che consenta di utilizzare sinergicamente i patrimoni informativi esistenti a livello regionale e centrale, garantendo al contempo uniformit� e coerenza sui dati oggetto di interscambio, nonch� di realizzare un sistema di pubblicazione, accesso e distribuzione on-line di informazioni e servizi di supporto allo sviluppo agricolo.
INTERSCAMBIO DI DATI, INFORMAZIONI E PRODOTTI AGROMETEREOLOGICI TRA MiPAF E REGIONI; INTERSCAMBIO DI DATI E INFORMAZIONI NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI STATISTICA AGRARIA.
Tale sistema, utilizzando le pi� innovative tecnologie ICT, � mirato al miglioramento della comunicazione tecnica ed informativa dell'Assessorato, rispetto ai suoi utenti.
Pi� precisamente, si fa riferimento:
- al patrimonio informativo dei sistemi informativi del SIAN e dell'AGEA (ex AIMA), che raccolgono un ingente mole di informazioni derivanti dall'applicazione di disposizioni comunitarie e nazionali nei principali settori del comparto agroalimentare, nonch� in attuazione dei regolamenti relativi alle Organizzazioni Comuni di Mercato (OCM);
- al patrimonio informativo regionale riguardante ad esempio le informazioni di carattere anagrafico, strutturale e produttive (SITAMA), di Statistica Agraria e del fascicolo aziendale;
- alle ulteriori informazioni gestite da diversi Enti/organismi (ISMEA, INEA, AIA ecc..) In particolare, si fa riferimento ai dati delle industrie agroalimentari gestiti dall'ISMEA, ai registri genealogici dell'AIA, al campione delle aziende della rete di rilevazione contabile RICA, gestita dall'INEA, afferente la stima delle superfici e delle produzioni delle principali coltivazioni erbacee nazionali e regionali. Pertanto, l'esigenza primaria da soddisfare � quella di realizzare un sistema di interscambio finalizzato alla razionalizzazione e alla normalizzazione dei flussi informativi del sistema e che sia pienamente conforme agli standard definiti in ambito RUPA (porte applicative, porte di dominio).
Le azioni sin qui intraprese hanno interessato l'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA), per il quale si � gi� proceduto ad integrare in ambito SIAN i relativi servizi informatici e l'Istituto per Studi, ricerche e informazioni sul Mercato Agricolo (ISMEA), per le quali sono attualmente in corso le attivit� necessarie per la confluenza del relativo sistema informativo nel SIAN.
Nel 1996, sulla base della delibera del Commissario di Governo per l'AGEA e successivo Decreto di approvazione del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, � stata, inoltre, realizzata l'interconnessione dei sistemi informativi SIAN e AGEA.
In considerazione di quanto detto, il progetto si pone le seguenti tipologie di interventi:
- L'analisi e la definizione di standard di riferimento per consentire successivi ed indispensabili scambi informativi, poich� emerge la necessit� della definizione e accettazione di un "vocabolario" comune (standard book).
- La realizzazione di una infrastruttura telematica che possa divenire la via di comunicazione per le diverse esigenze (servizi agrometeo, assistenza tecnica, flussi informativi amministrativi, basi statistiche, anagrafe aziendale, etc.) tra le strutture centrali e quelle periferiche della Regione, tra quest'ultima ed altri soggetti (province, comuni ed altri Enti delegati), le Regioni tra loro e da ogni singola Regione ad altri soggetti (province, comuni, altri enti delegati).
- L'adozione, da parte delle strutture regionali, di tecnologie avanzate orientate alla diffusione delle informazioni.
- L'acquisizione della strumentazione (hardware e software) necessaria al consolidamento dei sistemi informativi agricoli regionali e centrali, tale da consentire a ciascun soggetto di operare in maniera efficace nel sistema di interscambio. Si precisa, a questo proposito, che l'hardware sar� acquisito con le risorse finanziarie afferenti il programma di Statistica Agraria, mentre tutti i software, nell'ambito del presente programma. - L'accesso alle banche dati gi� costituite nel settore (CICA, ANAGRAFE TRIBUTARIA, AGEA, SIAN, etc..) secondo modalit� uniformi tali da garantire adeguati livelli di sicurezza e coerenza e consentire l'ottimizzazione delle risorse necessarie.
- La realizzazione di un sistema centrale di archivi di sintesi, utilizzabile ai fini di programmazione e monitoraggio degli interventi, attraverso l'allestimento del datawarehouses agricoltura, attraverso cui ampliare la base informativa attuale rispetto ai finanziamenti erogati a fronte di leggi e regolamenti comunitari, in modo da supportare pienamente i processi decisionali di responsabilit� dell'Assessorato.
- La realizzazione di un servizio di verifica dei dati ed informazioni fornite dalle singole aziende con riferimento al punto precedente.
- Lo sviluppo, da parte della Regione, del sistema telematico a supporto dei servizi di sviluppo agricolo, mirati alla comunicazione istituzionale, tecnica ed informativa a favore degli utenti dell'Assessorato all'Agricoltura.
- La manutenzione e gestione dei sistemi previsti, per almeno un triennio dalla loro attivazione.
Allo stato attuale, la Regione Puglia, ha definito un sistema informativo, all'interno del quale realizzare l'anagrafica delle aziende agricole e il fascicolo aziendale.
Questo sistema pone le basi per un futuro interscambio di informazioni con il sistema informativo del SIAN e quello dell'AGEA, con la quale ultima � gi� in corso di definizione una convenzione relativa al trasferimento dati e gestione di alcuni interventi. Inoltre, l'intero circuito alimenta ed � alimentato dal Sistema informativo, per la redazione del Piano di Miglioramento Aziendale (PMA) che ogni singola azienda, che intende fare domanda di contributo ai fini POR Puglia 2000/2006 - Misure 4.3 - 4.4 e 4.9, � tenuta a presentare.
Si tratta, in pratica, di acquisire al patrimonio informativo regionale tutte le informazioni, strutturali e non solo, necessarie ad implementare il cosiddetto fascicolo aziendale; quindi, di mettere tali informazioni a disposizione dell'azienda in tutte le altre occasioni di relazione con la P.A., con la possibilit� di apportare gli opportuni aggiornamenti e completarle con le eventuali modifiche strutturali e di destinazione colturale. E' evidente che tali informazioni, perch� siano definitivamente assunte dalla P.A., necessitano di essere verificate ed accertate in loco, per cui il programma finanzier� anche l'attivit� di accertamento in azienda dei dati forniti all'interno del PMA. Nel contempo, in considerazione della necessit� di favorire il pi� possibile la circolazione delle informazioni, nell'ambito di questo progetto interregionale, si intende sviluppare il sistema telematico, fino all'eventuale definizione con altre regioni, ed un programma di trasferimento delle informazioni, di supporto ai Servizi di Sviluppo Agricolo, progettato ad hoc. PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DELLE INIZIATIVE: Per l'acquisizione dell'hardware e del software di base, compreso l'OFFICE 2000, previsto nel presente programma, si far� ricorso ad una gara di appalto al massimo ribasso. In merito ai seguenti prodotti e servizi:
- progettazione, realizzazione e gestione del Sistema Informativo Telematico dell'Assessorato e l'erogazione dei servizi correlati;
- progettazione, realizzazione e gestione del sistema di supporto alle decisioni dell'Assessorato all'Agricoltura e dei servizi correlati (datawerhouse dell'agricoltura);
- progettazione, realizzazione e gestione del sistema di interscambio dati finalizzato alla razionalizzazione e normalizzazione del flussi informativi da e verso il Sistema Informativo dell'Assessorato all'Agricoltura, in conformit� alle disposizioni tecniche definite dal Centro Tecnico Nazionale RUPA;
- formazione personale impiegato e assistenza formativa operatori.
Si intende effettuare una prequalificazione delle ditte, sulla scorta di:
"Requisiti economici e finanziari":
a) almeno due idonee referenze bancarie attestanti la consistenza economica del richiedente; in caso di R.T.I. (raggruppamento di imprese) tale dichiarazione deve essere prodotta almeno una dalla capogruppo e l'altra eventualmente da un mandante;
b) fatturato globale ultimo triennio non inferiore a Euro 15.000.000 (quindicimilioni); in caso di R.T.I. il requisito deve essere posseduto nella misura minima del 60% dalla capogruppo e nella restante percentuale cumulativamente dalle mandanti, purch� ciascuna in una misura minima non inferiore al 20%;
c) prestazione nell'ultimo triennio di servizi identici o analoghi a quelli in appalto di importo complessivo almeno pari alla base di gara, eseguita con soddisfazione e senza note di demerito da parte degli enti appaltanti pubblici; in caso di R.T.I. il requisito deve essere posseduto nella misura minima del 60% dalla capogruppo e nella restante percentuale cumulativamente dalle mandanti, purch� ciascuna in una misura minima non inferiore al 20%;
"Requisiti tecnici":
a) elenco, date e destinatari dei principali servizi realizzati nell'ultimo triennio, con particolare riferimento alle esperienze maturate nei servizi analoghi a quelli oggetto dell'appalto;
b) esperienze e capacit� professionali maturate conformi alla qualit� e tipologia servizi da espletare; in particolare:
b1) possedere esperienze almeno quinquennale in progettazione e realizzazione sistemi informativi complessi nel contesto della Pubblica Amministrazione locale e/o centrale (progettazione e realizzazione di almeno un sistema di supporto all'interscambio di dati tra amministrazioni centrali e locali - progettazione e realizzazione di interventi mirati all'innovazione dei processi nelle amministrazioni territoriali - progettazione e realizzazione di sistemi telematici territoriali basati sulle tecnologie Internet);
b2) aver effettuato, nel triennio 1999-2001, forniture per lo sviluppo di applicazioni e servizi in ambiente Web e interagenti con RDBMS;
b3) possedere significative esperienze in attivit� e programmi di formazione, con particolare riferimento al contesto del personale della Pubblica Amministrazione; in caso di R.T.I. il requisito dovr� essere posseduto almeno dalla capogruppo;
c) aver realizzato interventi di progettazione e realizzazione di sistemi informativi complessi nel contesto della Pubblica Amministrazione locale e/o centrale, con particolare riferimento al settore Agricoltura; in caso di R.T.I. tale requisito dovr� essere posseduto almeno dalla capogruppo;
d) numero medio annuo dipendenti e numero dirigenti impiegati, nell'ultimo triennio; in caso di R.T.I. tale requisito dovr� essere posseduto da tutte le imprese associate;
e) descrizione delle attrezzature tecniche, degli strumenti - compresi quelli di studio e ricerca - e delle metodologie di lavoro utilizzate per la prestazione del servizio e delle misure adottate per garantire la qualit�; in caso di R.T.I. tale requisito dovr� essere posseduto da tutte le imprese associate;
IMPATTO: Il programma assicurer� un livello di informazioni, alle imprese agricole, agli operatori del settore e alla stessa P.A. a vari livelli, che non potr� che tradursi in una maggiore efficienza ed efficacia delle politiche di sviluppo e della stessa attivit� imprenditoriale e amministrativa.
L'impatto sociale � di incrementare i livelli occupazionali dell'indotto legato alla gestione e diffusione delle informazioni, con una elevazione del livello professionale e gestionale degli addetti.