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Timestamp: 2019-06-20 22:01:15+00:00
Document Index: 39923151

Matched Legal Cases: ['art. 2043', 'sentenza ', 'art. 2947', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2953', 'art. 30', 'art. 2043', 'art. 2729', 'art. 2043', 'art. 2043']

È il gestore del servizio idrico integrato che deve risarcire il danno all'utente se eroga acqua non conforme ai livelli minimi di potabilità
Nel caso di erogazione da parte del gestore del servizio idrico integrato di acqua non conforme ai livelli minimi di potabilità o di qualità è il singolo rapporto di utenza a venire in considerazione e, con esso, il diritto del singolo utente a vedersi risarcito il danno arrecatogli dal contrattuale inadempimento della controparte immediata, cioè il gestore unico del servizio idrico e fornitore del bene acqua, come pure a vedersi ridotto il corrispettivo dell'acqua fornita, siccome priva delle qualità pattuite.
Il danno da revoca parziale della concessione non è risarcibile se vengono rideterminati i canoni e riesaminata la concessione
Qualunque ipotetico danno derivante da revoca parziale della concessione e riconsegna di parte del bene demaniale, ivi compreso quello relativo alle opere da rimuovere, deve ritenersi eliso e ristorato dalla decisione di rideterminare i canoni e di riesaminare tutti i profili della concessione, qualora la revoca e questa decisione non siano state impugnate: segno evidente che la parte ricorrente ha ritenuto i suddetti atti conformi al proprio interesse e, comunque, che eventuali danni si sarebbero potuti evitare usando l'ordinaria diligenza.
Le domande risarcitorie sono di competenza del tsap se i danni dipendono direttamente dall'opera idraulica mal costruita o inefficiente
Le domande risarcitorie, proposte a norma dell'art. 2043 c.c. nei confronti della PA, sono devolute alla competenza dei Tribunali regionali delle acque pubbliche nelle ipotesi, in cui i danni sono direttamente dipendenti dal modo di essere dell'opera idraulica, tale dovendo intendersi la opera male progettata o male costruita ovvero l'opera mantenuta in efficienza in modo inidoneo ad irreggimentare il flusso idrico, poichè, in tali ipotesi, vi è coinvolgimento di apprezzamenti e scelte della PA in relazione alla tutela di interessi correlati al regime delle acque pubbliche.
Non spetta alcun risarcimento del danno al concessionario che, nella concessione-contratto, ha appreso ed accettato la possibilità che l'area pubblica divenga di lì a poco oggetto di lavori per finalità di pubblico interesse, ben potendo così prevedere il rischio che la sua attività possa subire limitazioni o disagi.
Risarcimento danni da circolazione dei veicoli: se c'è reato si prescrive in due anni dalla sentenza irrevocabile nel procedimento penale
In tema di prescrizione del risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli, dal disposto dell'art. 2947 c.c., comma 3 emerge, per l'ipotesi in cui il fatto costituisce anche reato, che il risarcimento del danno si prescrive in due anni quando sia intervenuta una sentenza irrevocabile nel procedimento penale, rientrando tra queste anche la sentenza emessa ai sensi degli artt. 444 e 445 c.p.p. (c. d. patteggiamento), perchè essa non ha, nel giudizio civile, l'efficacia di una sentenza di condanna, alla quale è invece applicabile, ex art. 2953 c.c., il termine di prescrizione di dieci anni.
Ritardo nella riassegnazione di uno spazio pubblico: la p.a. deve risarcire i costi sostenuti dal privato per l'uso di locali temporanei
L'ingiustificata violazione del termine per assegnare uno spazio pubblico sostitutivo di quello assegnato è un comportamento oggettivamente idoneo a cagionare pregiudizi economici suscettibili di risarcimento, da identificarsi negli oneri che da sostenere per conservare e custodire i beni, quali le utenze relative agli immobili, le assicurazioni, le eventuali spese di guardiania, ecc.: questo però a condizione che l'interessato quantifichi tali pregiudizi economici, trattandosi di elementi che rientrano agevolmente nella disponibilità dell'esponente.
Il risarcimento del danno da provvedimento illegittimo postula la dimostrazione del dolo o della colpa della p.a.
La responsabilità della pubblica amministrazione per i danni provocati dall'adozione di un provvedimento illegittimo esige la dimostrazione del dolo o della colpa, da valersi quale elemento costitutivo del diritto al risarcimento.
Il termine decadenziale di centoventi giorni previsto, per la domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi, dall'art. 30, comma 3, del codice del processo amministrativo, non è applicabile ai fatti illeciti anteriori all'entrata in vigore del codice.
L'illegittima revoca di un titolo concessorio lede un interesse oppositivo che la p.a. deve riparare con risarcimento del danno ingiusto subito dall'interessato
La revoca di un titolo concessorio, riconosciuta illegittima in sede giurisdizionale, concreta indubbiamente la lesione di un interesse oppositivo, che la p.a. è tenuta a riparare mediante risarcimento del danno ingiusto subito dall'interessato ex art. 2043 c.c.. E' infatti indubbio, in forza di tale qualificazione della posizione giuridicamente rilevante vantata dall'interessato, che l'interesse al bene della vita, al quale il danno ingiusto si correla, non richiede alcun giudizio prognostico sull'attinenza ed acquisibilità alla sfera soggettiva dello stesso, né, sotto il profilo procedimentale, alcun espletamento di ulteriore attività amministrativa volta in qualche modo a dare esecuzione alla pronuncia di annullamento.
Ai fini del risarcimento dei danni causati dall'illegittimo esercizio o mancato esercizio dell'attività amministrativa il privato deve fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno, non potendosi invocare il c.d. principio acquisitivo e non potendosi ammettere il ricorso alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. per fornire la prova del danno subito e della sua entità.
Inammissibile la domanda risarcitoria che non indichi la misura del danno da risarcire
La domanda risarcitoria dei danni conseguenti all'illegittima attività della pubblica amministrazione, benché proposta dinanzi al giudice amministrativo è comunque soggetta, sul piano probatorio, al principio dell'onere della prova con conseguente inammissibilità per genericità della domanda risarcitoria per la quale non sia stata neppure allegata la misura del danno da risarcire.
Il risarcimento del danno da ritardo della p.a. postula la spettanza del provvedimento in capo all'istante
La domanda di condanna della pubblica amministrazione per danni derivanti dal ritardo nel provvedere può essere accolta dal giudice solo se l'istante dimostri che il provvedimento favorevole avrebbe potuto, o dovuto, essergli rilasciato fin dall'origine e che sussistono tutti i requisiti costitutivi dell'illecito civile ai sensi dell'art. 2043 codice civile.
Le spese sostenute per l’acquisto di materiale da spiaggia non costituiscono una ulteriore voce di danno che si aggiunge al lucro cessante
Le spese sostenute per l'acquisto di materiale da spiaggia non possono costituire una ulteriore voce di danno che si aggiunge al lucro cessante.
Diniego della concessione demaniale non determina un danno risarcibile se l'istanza era documentalmente incompleta
Mancato rilascio della concessione demaniale: il termine per chiedere il risarcimento decorre dall'assegnazione a terzi
L'illegittima assegnazione ad altri della concessione demaniale, integrando la definitiva compromissione dell'interesse sostanziale azionabile in giudizio, costituisce dies a quo del diritto al risarcimento per l'omessa assegnazione a favore di chi ne aveva diritto.
In materia di concessioni demaniali l'istanza risarcitoria e' ammissibile anche in assenza di domanda di annullamento
L'azione risarcitoria proposta anche in difetto di domanda di annullamento è ammissibile in quanto la cognizione del giudice amministrativo in materia di concessioni demaniali si estende all'intero rapporto tra amministrazione e privato con riguardo specifico al fatto illecito generatore dell'obbligazione risarcitoria ex art. 2043 c.c. (nel caso di specie occupazione senza titolo da parte di un comune di suolo privato).
Chi si assume danneggiato dall'azione amministrativa deve provare tutti gli elementi costituivi dell'illecito aquiliano
La responsabilità della pubblica amministrazione per un atto amministrativo illegittimo è riconducibile al paradigma della responsabilità extracontrattuale per cui spetta a colui che si assume danneggiato dall'azione amministrativa provare tutti gli elementi costitutivi dell'illecito aquiliano ivi compreso la sussistenza di un danno ingiusto.
Il danno da mancata aggiudicazione di una concessione demaniale e' calcolabile con il metodo della riduzione percentuale dell'utile
La perdita patrimoniale conseguente alla mancata aggiudicazione di una concessione demaniale può essere quantificata attraverso il metodo della riduzione percentuale dell'utile che l'impresa avrebbe conseguito qualora si fosse resa assegnataria della concessione.
La gente, oggi, è convinta che la morale consista nell'indignarsi contro qualcun altro. (Charles Peguy)