Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&zoom=&type=show_document&highlight_docid=aza%3A%2F%2F12-04-2016-6B_1058-2015
Timestamp: 2016-12-09 04:11:30+00:00
Document Index: 148450018

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 429', 'art. 429', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 90', 'art. 78', 'art. 80', 'art. 100', 'art. 42', 'art. 158', 'art. 158', 'art. 158', 'in dubio', 'in dubio']

6B_1058/2015 (12.04.2016)
6B_1058/2015 Sentenza del 12 aprile 2016
A. Con sentenza del 7 febbraio 2014, la Corte delle assise correzionali ha dichiarato A.________ autore colpevole di amministrazione infedele aggravata e di appropriazione indebita di imposte alla fonte.
B. In parziale accoglimento dell'appello interposto dal condannato, il 22 agosto 2015 la Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino (CARP) ha prosciolto A.________ dall'accusa di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte e confermato la condanna per titolo di amministrazione infedele aggravata. In applicazione della pena, riconoscendo l'attenuante del sincero pentimento, la CARP gli ha inflitto una pena detentiva di 12 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, parzialmente aggiuntiva a quella di cui alle sentenze del 18 settembre 2008 e del 18 gennaio 2011 della Pretura penale del Cantone Ticino e a quella del decreto d'accusa emanato il 12 febbraio 2010 dal Ministero pubblico del Canton Uri. È stato inoltre condannato a versare al Comune di X.________, accusatore privato, un risarcimento per le spese legali di primo e secondo grado. La CARP gli ha infine riconosciuto un'indennità ridotta per spese di patrocinio giusta l'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, da compensare con la parte di oneri processuali posti a suo carico.
C. A.________ insorge al Tribunale federale con un ricorso in materia penale, postulando in via principale il suo proscioglimento dall'imputazione di amministrazione infedele aggravata e l'accoglimento della sua istanza di indennizzo giusta l'art. 429 CPP; subordinatamente l'annullamento della sentenza dell'autorità cantonale di ultima istanza limitatamente alla condanna, alla pena, nonché agli oneri processuali e il rinvio della causa alla CARP per nuovo giudizio.
1. Presentato dall'imputato (art. 81 cpv. 1 LTF) e diretto contro una decisione finale (art. 90 LTF) resa in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF) da un'autorità cantonale di ultima istanza (art. 80 LTF), il ricorso è di massima ammissibile, perché interposto nei termini legali (art. 100 cpv. 1 LTF) e nelle forme richieste (art. 42 cpv. 1 LTF).
2. Si rende colpevole di amministrazione infedele chiunque, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga (art. 158 n. 1 cpv. 1 CP). L'amministrazione infedele è aggravata se l'autore ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP).
3. Il ricorrente contesta in primo luogo di poter essere considerato gestore ai sensi dell'art. 158 CP e di aver violato un obbligo che gli incombeva in tale veste. Lamenta la violazione del principio in dubio pro reo e del divieto dell'arbitrio in relazione all'interpretazione data dalla CARP alla frase "lasala lì che pö paghi". Contrariamente a quanto ritenuto, peraltro in urto con le dichiarazioni concordanti del segretario comunale, egli l'avrebbe proferita nella sua veste di contribuente moroso e non in quella di sindaco: non sarebbe pertanto da considerare come un ordine impartito al segretario comunale. A causa del conflitto di interesse in cui si sarebbe trovato, egli non sarebbe stato legittimato ad avviare procedure esecutive per quanto attiene sia al suo debito personale di imposte sia a quello del complesso B.________, né avrebbe potuto impedirle. Con suddetta affermazione avrebbe manifestato la sua intenzione di pagare il dovuto senza necessariamente incoare tali procedure. Richiamando le disposizioni della legge organica comunale del 10 marzo 1987 del Cantone Ticino (LOC/TI; RL 2.1.1.2), l'insorgente evidenzia che la decisione di avviare procedure esecutive a carico di un contribuente moroso spetterebbe al Municipio in corpore e non al sindaco che, contrariamente a quanto affermato dalla CARP interpretando in modo arbitrario il diritto cantonale, non disporrebbe in materia di alcuna competenza autonoma e, in caso di collisione di interessi, sarebbe escluso ex lege dall'esercizio delle sue funzioni politiche e istituzionali e perderebbe così la sua posizione di amministratore del patrimonio comunale.
4. Anche in questa sede il ricorrente contesta di aver cagionato un danno al Comune, non essendo mai stato a rischio l'incasso delle imposte da lui dovute e delle tasse e contributi a carico del complesso B.________. Tali debiti sarebbero sempre stati contabilizzati nel patrimonio attivo del Comune, senza che venissero effettuati accantonamenti al riguardo. Gli importi dovuti non sarebbero mai diminuiti, bensì aumentati in ragione degli interessi moratori maturati. Questi ultimi sarebbero peraltro superiori al saggio d'interesse bancario applicabile agli averi patrimoniali del Comune depositati su un conto bancario. Non vi sarebbe pertanto stato alcun pregiudizio e nemmeno una messa in pericolo concreta dell'attivo comunale. La CARP avrebbe confuso, incorrendo nell'arbitrio, le liquidità con gli attivi patrimoniali. Inoltre, secondo l'insorgente, la sottoscrizione da parte sua del messaggio municipale per l'approvazione del consuntivo comunale costituirebbe un chiaro riconoscimento di debito.
5. Il ricorrente contesta di aver avuto l'intenzione di arrecare un danno, peraltro inesistente al patrimonio del Comune. Il pagamento tardivo non comporterebbe in nessun modo tale intenzionalità, la sua capacità di restituzione sarebbe stata effettiva e reale. Le contrarie conclusioni della CARP sarebbero arbitrarie e violerebbero il principio in dubio pro reo.
6. Atteso che il ritardo nel pagamento dei debiti non comporterebbe alcun indebito arricchimento, l'insorgente contesta di aver agito per indebito profitto. Al contrario, ciò gli avrebbe provocato degli oneri aggiuntivi consistenti negli interessi di mora. Egli avrebbe inoltre dimostrato di possedere un ingente patrimonio familiare, che gli avrebbe permesso, anche se con ritardo, di far fronte al pagamento integrale di tutti i debiti: la sua capacità di restituzione non sarebbe mai venuta meno.
7. Ne segue che la condanna per titolo di amministrazione infedele aggravata non viola il diritto. In quanto ammissibile, il ricorso risulta infondato e va pertanto respinto.
3. Comunicazione ai patrocinatori del ricorrente, al Ministero pubblico e alla Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino, nonché per informazione al patrocinatore dell'accusatore privato.