Source: https://www.exeo.it/site/d_NewsList.asp
Timestamp: 2018-06-23 00:21:26+00:00
Document Index: 126458333

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 29', 'art. 34', 'art 54', 'art. 17', 'art. 19']

La L. n. 865 del 1971, art. 19 prevede che l'opposizione alla stima da parte dei proprietari e degli altri interessati debba essere proposta nel termine di trenta giorni dalla pubblicazione della stima sulla Gazzetta Ufficiale. Soltanto nel caso in cui il decreto di esproprio segua e non preceda la pubblicazione della stima il termine decorre dalla notificazione del decreto di esproprio
Le impugnazioni alla indennità "aggiuntiva" contemplata dalla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, sono certamente soggette, in difetto di diversa previsione, al termine di decadenza di trenta giorni stabilito dalla citata L. n. 865 del 1971, art. 19 per l'esperimento della relativa opposizione alla stima.
La nullità della notificazione del decreto di espropriazione, o di asservimento - notificazione che ha carattere sostanziale nell'ambito del procedimento ablativo nonostante l'assoggettamento alle regole di notificazione proprie delle citazioni, impedisce il decorso del termine di decadenza per l'opposizione alla stima, senza che possa assumere rilievo la circostanza che l'atto sia comunque venuto a conoscenza dell'interessato, non potendo trovare applicazione, data la natura non proces ...
Rilevabilità d'ufficio e sospensione del termine decadenziale per l'opposizione alla stima dell'indennità d'esproprio
Il decorso del termine di decadenza per l'opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione deve essere rilevato anche d'ufficio dal giudice, a prescindere da ogni eccezione dell'ente pubblico espropriante, nel caso di opposizione da parte degli espropriati, trattandosi in tal caso di materia sottratta alla disponibilità delle parti.
In materia espropriativa, la previsione della competenza in unico grado della Corte d'appello per la determinazione delle indennità, e l'adozione obbligatoria del rito sommario per tale tipo di controversie, per il D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 29 al fine di snellire i tempi del giudizio di opposizione alla stima, è espressione dei principi del giusto processo, di cui la ragionevole durata del processo è indissolubile corollario.
In ipotesi di opposizione alla stima, essendo il giudice tenuto al rispetto della domanda, ove ritenga, oltre che di disattendere la domanda dell'opponente, anche di quantificare l'indennità in senso a lui ancora più sfavorevole rispetto alla determinazione amministrativa, occorra la domanda riconvenzionale dell'opposto.
Ove l'espropriato proponga l'azione di determinazione dell'indennità di esproprio, la successiva evoluzione del procedimento amministrativo di quantificazione autoritativa di detto indennizzo ed in particolare la sopravvenienza della stima definitiva resa dal deputato organo pubblico, quand'anche il relativo esito sia recepito nel decreto ablativo, sono irrilevanti rispetto all'introdotto e pendente giudizio di accertamento.
I soggetti che possono proporre l'opposizione giudiziale alla stima del bene espropriato
I soggetti che vantino diritti di qualsiasi natura sul bene espropriato sia di natura personale sia di natura reale, compreso dunque l'usufruttuario, possono proporre l'opposizione giudiziale alla stima o intervenire nel relativo giudizio avendo un indubbio interesse a contraddire sulla entità della stessa (art. 34 D.P.R. n. 327 del 2001).
Il beneficiario dell’espropriazione, pur non avendo riconosciuto il potere di rifiutare o accettare l’indennità, ha la possibilità di contestare innanzi all’autorità giudiziaria la determinazione dell’indennità ai sensi dell’articolo 54 DPR 327/2001, così come risulta chiaramente anche dall’articolo 26, comma 8, d.P.R. cit. («Il provvedimento dell'autorità espropriante diventa esecutivo col decorso di trenta giorni dal co ...
Il litisconsorzio necessario nell'opposizione alla stima del bene espropriato
Trattandosi d'opposizione alla stima, deve negarsi vi sia litisconsorzio necessario tra i comproprietari opponenti in rapporto all'oggetto della controversia, che è la determinazione definitiva dell'indennità dovuta per l'espropriazione del bene unitariamente considerato, per cui il giudice non deve stabilire il dovuto a ciascuno dei comproprietari in proporzione della rispettiva quota del diritto reale.
Nel giudizio di opposizione alla stima il giudice non è vincolato alle domande delle parti
Il giudizio per la determinazione dell'indennità di espropriazione non è un procedimento espropriativo o una fase di esso, perché è un procedimento giurisdizionale, autonomo rispetto a quello amministrativo e puramente eventuale. Del resto, è lo stesso testo unico a indicare, nel titolo secondo, quali sono le fasi del procedimento espropriativo, e tra queste non figura ovviamente l'opposizione alla stima, disciplinata invece nel titolo quarto
Il rimedio dell'opposizione consente di censurare tutte le attività connesse al procedimento di determinazione dell'indennità
Il giudizio di opposizione alla stima non tende all'accertamento del diritto reale a favore del soggetto che, indicato come proprietario nella procedura espropriativa, come tale si legittima all'opposizione, ciò in quanto l'oggetto esclusivo di quel giudizio è costituito dalla determinazione definitiva dell'indennità dovuta per l'espropriazione del bene.
La limitata maggiore misura dell'indennità accertata in sede giudiziale rispetto a quella determinata definitivamente in via amministrativa, non consente alla Corte d'appello di non liquidare la maggiore indennità accertata sia pure in misura minore di quanto chiesto dall'opponente.
Determinazione giudiziale dell'indennità d'esproprio: la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area
Rientra tra i compiti del giudice di merito stabilire (anche in base alle indicazioni del consulente tecnico d'ufficio), se sussistono gli elementi occorrenti per la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area; e se privilegiare quest'ultimo criterio, ovvero quelli c.d. analitici-ricostruttivi, o ancora metodi diversi da questi.
I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti
A seguito di opposizione alla stima definitiva, è precluso al giudice, in assenza di domande nello stesso senso dell'espropriante, di ridurre l'indennità, ma deve invece liquidarsi comunque la stessa, anche se di poco superiore a quella offerta, trattandosi comunque di un'azione di accertamento ed essendo palese l'interesse dell'attore a ricevere una risposta sulla domanda.
La ricognizione legale del terreno deve essere compiuta d'ufficio esclusivamente in base alla classificazione urbanistica dell'area, perciò indipendentemente dai criteri seguiti dall'espropriante nel formulare l'offerta dell'indennità provvisoria, nonché da quelli adottati dalla Commissione provinciale nel compiere la valutazione ed indipendentemente (a fortiori) dalle prospettazioni, dalle richieste nonché da asserite ammissioni al riguardo delle parti.
Rapporto tra la determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione di terreni edificabili ed il valore del suolo denunziato ai fini ICI
Il giudice non può rilevare d'ufficio l'eventuale discordanza tra indennità di espropriazione e valore del suolo denunciato ai fini ICI, che può assumere rilievo solo su eccezione dell'espropriante.
Le valutazioni espresse dal C.T.U. non hanno efficacia vincolante per il giudice
Non vi è contraddizione tra l'utilizzazione di dati acquisiti con il mezzo di una consulenza tecnica, e la loro correzione critica su singoli punti, motivata con il riferimento a elementi non considerati dal consulente.
All'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità
L'iniziale di occupazione, se non sono stati annullati tutti gli atti a decorrere dalla dichiarazione di pubblica utilità, diviene illegittima solo successivamente, ed in ragione degli ulteriori vizi del procedimento, normalmente collegati alla mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio; ne consegue che la domanda relativa al quinquennio anche se qualificata come risarcimento, afferisce alla liquidazione di indennità di occupazione legittima.
La richiesta di una corretta determinazione dell’indennità, sul presupposto che i provvedimenti espropriativi possano essere giudicati legittimi, non si pone in contraddizione con la contestazione radicale dell’intera procedura, che potrebbe arrecare alla parte un vantaggio che essa considera maggiore, e cioè il recupero del bene, con la sua rimessione in pristino, o almeno un risarcimento pieno del danno conseguente al sacrificio derivante dalla sua perdita illegittima.
Impossibile la conversione dell’azione indennitaria in risarcimento del danno da occupazione acquisitiva
Nel caso di sopravvenienza nel corso del giudizio del rituale e tempestivo decreto di espropriazione, la domanda risarcitoria del danno da occupazione illegittima si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima.
La diversità del petitum del giudizio risarcitorio e quello indennitario esclude l'interferenza fra i giudizi
L’azione giudiziale di opposizione alla stima innanzi alla Corte d’Appello ai sensi dell’art 54 d.p.r. 327/2001, ha petitum e causa petendi del tutto distinta dal ricorso giurisdizionale amministrativo, diretto ad ottenere una pronuncia costitutiva di annullamento degli atti del procedimento ablatorio, potenzialmente idonea a consentire la stessa tutela risarcitoria per equivalente o in forma specifica.
Determinazione giudiziale dell'indennità dovuta al fittavolo del terreno espropriato
Le impugnazioni, inerenti al mancato od inadeguato riconoscimento dell'indennità aggiuntiva ex art. 17 comma 2 L n. 865/71, sono soggette, in difetto di diversa previsione, al termine di decadenza di trenta giorni stabilito dalla citata L. n. 865 del 1971, art. 19, per l'esperimento della relativa opposizione alla stima.
Condizioni per l'esperibilità dell'azione di determinazione dell'indennità da occupazione provvisoria
L'indennità di occupazione è dovuta per il fatto stesso che quest'ultima sia stata autorizzata in via d'urgenza; ciò implica che il giudice adito, per riaffermare la vigenza del suddetto principio, non è tenuto alla disapplicazione del provvedimento che abbia disposto l’occupazione omettendo la determinazione dell’indennità.
Soggetti ammessi a partecipare al giudizio di determinazione dell'indennità
L'intervento del conduttore del bene espropriato nel giudizio di opposizione alla stima promosso dal proprietario, è autonomo, e legittimato passivo risulta esclusivamente l'espropriante.