Source: http://www.diritto-civile.it/utilita/Ricorso-in-materia-di-contratto-a-termine.html
Timestamp: 2019-05-24 11:44:32+00:00
Document Index: 20347421

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 8']

Dal 12/06/09 13011208
Modello di ricorso di lavoro per la dichiarazione dell'illegittimità del termine apposto al contratto con ogni conseguenza di legge
L'art. 1 del d.lgs. n. 368/2001 stabilisce che, affinché un contratto a termine sia legittimo, vi devono essere ragioni di carattere tecnico produttivo e organizzativo e sostitutivo; tali ragioni debbono essere espressamente individuate nel contratto a termine e non è legittimo il ricorso a mere clausole di stile riproduttive del testo normativo; l'onere della prova circa la reale sussistenza delle summenzionate motivazioni ricade sul datore di lavoro. Ne consegue che le ragioni tecniche, produttive e organizzative non possono essere collegate a circostanze fisiologiche di una azienda, ma a situazioni contingenti e temporanee. Tali ragioni potranno essere individuate dal datore di lavoro anche con riferimento al contratto collettivo nazionale, applicabile al settore produttivo di appartenenza, a cui il d.lgs. n. 368/2001 ha consentito di stabilire ulteriori ipotesi di apponibilità del termine e di porre limiti numerici al ricorso all'istituto medesimo.Il contratto a termine deve contenere l'indicazione del termine, sia in maniera determinata (con l'indicazione esplicita della data finale) sia indeterminata (con il verificarsi dell'evento a cui si è legata la temporaneità del rapporto).
La stipula di un contratto a termine al di fuori dei casi ammessi nonchè il mancato rispetto degli oneri formali ne determinano la nullità e la conversione del contratto di lavoro in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A mente dall'art. 32 comma 5 della l. n. 183/2010, in caso di conversione del contratto a tempo determinato, il datore di lavoro deve essere condannato al risarcimento del lavoratore mediante una indennità ricompresa fra le 2,5 e le 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.
1.Il ricorrente ha stipulato in data .... con la società ...., P.I. .... corrente in .... alla via ...., un contratto di lavoro a tempo determinato con decorrenza dal .... sino al .... con inquadramento al livello....................CCNL.........................venendo adibito all'espletamento delle seguenti mansioni........................... ed osservando il seguente orario di lavoro dal........................al.......................dalle....................alle......................;
2. Il suddetto contratto riporta quale motivazione giustificatrice dell'apposizione del termine; “ragioni di carattere produttivo legate al carico di lavoro”; si evidenzia sin d'ora la genericità della formula utilizzata.
4 Dopo la cessazione del rapporto di lavoro per cui è causa, la medesima mansione affidata al ricorrente è stata affidata ad un nuovo lavoratore parimenti assunto con contratto a termine.
5. Il rapporto di lavoro, per cui è causa, è stato illegittimamente formalizzato come rapporto a tempo determinato, sebbene in assenza dei requisiti specifici richiesti dalla normativa in materia;
6. Il ricorrente ha impugnato l'illegittima apposizione del termine, nel termine di 60 giorni ex art. 32, l. n. 183/2010, con nota del ...., nella quale ha altresì messo a disposizione del datore di lavoro le proprie energie lavorative;
Tanto premesso in fatto, il ricorrente, come in epigrafe rappresentato e difeso chiede che sia dichiarata la nullità del contratto a termine e la sua conversione in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato per i seguenti motivi di
Il contratto a termine con il quale è stato formalizzato il contratto di lavoro alle dipendenze della resistente è nullo ed il ricorrente ha pertanto diritto a veder costituito un rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze della convenuta nonchè a percepire il risarcimento del danno ex art. 31, comma 5 della L. n. 183 del 2010 in quanto:
a) il contratto a termine ha una causale generica e non rispetta il rigoroso requisito formale richiesto dal D.Lgs. n. 368 del 2001 che legittima l'apposizione di un termine al contratto di lavoro;
b) il rapporto di lavoro ha avuto la mera funzione di immettere, senza stabilizzarla, una unità lavorativa in organico per occuparsi di esigenze fisiologiche dell'azienda; il ricorrente infatti è stato adibito continuativamente al ciclo..............e, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, la medesima mansione è stata affidata ad un nuovo lavoratore parimenti assunto con contratto a termine;
E' noto che l'art. 1 del d.lgs. n. 368/2001 stabilisce che, affinché un contratto a termine sia legittimo, vi devono essere ragioni di carattere tecnico produttivo e organizzativo e sostitutivo; tali ragioni debbono essere espressamente individuate nel contratto a termine e non è legittimo il ricorso a mere clausole di stile riproduttive del testo normativo; l'onere della prova circa la reale sussistenza delle summenzionate motivazioni ricade sul datore di lavoro. Ne consegue che le ragioni tecniche, produttive e organizzative non possono essere collegate a circostanze fisiologiche di una azienda, ma a situazioni contingenti e temporanee.
La stipula di un contratto a termine al di fuori dei casi ammessi nonchè il mancato rispetto degli oneri formali ne determinano la nullità e la conversione del contratto di lavoro in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Nel caso di specie, come già chiarito, non solo il contratto contiene solo indicazioni generiche circa le ragioni giustificatrici dell'apposizione della clausola di durata, ma il ricorrente ha svolto mansioni normalmente svolte da dipendenti assunti stabilmente dalla resistente, non apportando alcuna professionalità aggiuntiva alla stessa.
A mente dall'art. 32 comma 5 della l. n. 183/2010, in caso di conversione del contratto a tempo determinato, il datore di lavoro deve essere condannato al risarcimento del lavoratore mediante una indennità ricompresa fra le 2,5 e le 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.
Per tali motivi, dunque, la domanda azionata in questa sede è pienamente fondata e deve essere integralmente accolta, con ogni conseguenza di legge.
1. Accertare e dichiarare, per le causali sopraindicate, la nullità dell'apposizione del termine al contratto di lavoro stipulato tra il sig. .... e la .... e, per l'effetto, dichiarare che tra parte ricorrente e società .... si è instaurato un rapporto di lavoro a tempo indeterminato fin dal ...., o comunque dalla data ritenuta dal Tribunale adito ordinando alla società.................di reintegrare il ricorrente, nella qualificata sede e mansioni originarie;
2 condannare la società convenuta alla corresponsione in favore del ricorrente di una indennità onnicomprensiva nella misura di 12 mensilità, o in quella minore o maggiore ritenuta di giustizia, dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell'art. 8 della l. 15 luglio 1966, n. 604; con vittoria di spese competenze ed onorari di lite
[data e luogo] ....