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Timestamp: 2019-10-23 03:25:23+00:00
Document Index: 157626444

Matched Legal Cases: ['art. 158', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 149', 'sentenza ', 'art. 2700', 'art. 192', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 380', 'art. 384', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cassazione Civile, ordinanza numero 339 del 12/01/2012 – Semaforo verde
Cassazione Civile, ordinanza numero 339 del 12/01/2012
Cassazione Civile, Sezione sesta, ordinanza n. 339 del 12 gennaio 2012
1) I signori F. A. e L. G. si opponevano a un verbale di contestazione per violazione dell’art. 158 C.d.S., comma 5, accertata dalla polizia municipale del Comune di (OMISSIS), in relazione a sosta “nello spazio riservato a veicoli per persone invalide”.
Sempre stando alla sentenza impugnata (pag. 2), deducevano, per quanto ancora interessa, la irregolarità delle strisce delimitanti l’area di sosta, apposte in violazione dell’art. 40 C.d.S. e art. 149 reg. C.d.S..
Il giudice di pace di (OMISSIS) respingeva l’opposizione, che veniva però accolta dal tribunale di Latina, con sentenza del 6 ottobre 2009.
2) Il Comune di (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione con unico complesso motivo, in cui denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 2700 c.c., L. n. 689 del 1981, artt. 21, 22, 22 bis e 23, D.P.R. n. 495 del 1992, art. 192 e art. 45 C.d.S..
Il giudizio è errato, in quanto costituisce falsa applicazione della normativa in materia di circolazione stradale: la sentenza impugnata avrebbe dovuto verificare se esistesse sul luogo la segnalazione verticale di divieto, poiché in tal caso, ai sensi dell’art. 38 C.d.S., comma 2, la prevalenza delle prescrizioni dei segnali verticali avrebbe comunque tolto ogni dubbio circa la sussistenza del divieto non percepito dall’automobilista per la scarsa visibilità di quelli orizzontali.
5) Il Collegio condivide pienamente il contenuto, qui sostanzialmente riproposto, della relazione preliminare depositata ex art. 380 bis c.p.c. e comunicata alle parti.
Si fa luogo, con decisione di merito ex art. 384 c.p.c., al rigetto dell’originaria opposizione, giacché essa si fondava solo su altra doglianza, che risulta già esaminata e definitivamente respinta dal giudice di primo grado, poiché questi ebbe a rigettare l’opposizione.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 10 novembre 2011.
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