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Timestamp: 2017-03-25 06:00:15+00:00
Document Index: 160239026

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Eredi necessari e successione > Il coniuge divorziato lo è? | propit.it - Forum per la Casa
Eredi necessari e successione > Il coniuge divorziato lo è?
Discussione in 'Successione, Eredità, Donazione e Famiglia' iniziata da Un giocatore, 11 Aprile 2015.
Salve. Due domande magari facili, ma non per me.
Il coniuge divorziato del de cuius:
- è un erede necessario (legittimario)?
- può percepire la pensione di reversibilità?
- è un erede necessario (legittimario)?Clicca per allargare...
Potrebbe però avere diritto a quanto previsto dalla legge n. 898/1970 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio).
L'art. 5, comma 6 prevede che:
"Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l'obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quando quest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive."
Il comma 7 dell'art. 5 prevede inoltre che:
"Su accordo delle parti la corresponsione può avvenire in unica soluzione ove questa sia ritenuta equa dal tribunale. In tal caso non può essere proposta alcuna successiva domanda di contenuto economico."
L'art. 9-bis prevede che:
A colui al quale è stato riconosciuto il diritto alla corresponsione periodica di somme di denaro a norma dell'articolo 5, qualora versi in stato di bisogno, il tribunale, dopo il decesso dell'obbligato, può attribuire un assegno periodico a carico dell'eredità tenendo conto dell'importo di quelle somme, della entità del bisogno, dell'eventuale pensione di reversibilità, delle sostanze ereditarie, del numero e della qualità degli eredi e delle loro condizioni economiche. L'assegno non spetta se gli obblighi patrimoniali previsti dall'articolo 5 sono stati soddisfatti in unica soluzione.
Su accordo delle parti la corresponsione dell'assegno può avvenire in unica soluzione. Il diritto all'assegno si estingue se il beneficiario passa a nuove nozze o viene meno il suo stato di bisogno. Qualora risorga lo stato di bisogno l'assegno può essere nuovamente attribuito."
- può percepire la pensione di reversibilità?Clicca per allargare...
Art. 9, comma 2 della legge già citata:
"In caso di morte dell'ex coniuge e in assenza di un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che sia titolare di assegno ai sensi dell'articolo 5, alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza."
Il comma 3 prevede:
"Qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, una quota della pensione e degli altri assegni a questi spettanti è attribuita dal tribunale, tenendo conto della durata del rapporto, al coniuge rispetto al quale è stata pronunciata la sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e che sia titolare dell'assegno di cui allo articolo 5. Se in tale condizione si trovano più persone, il tribunale provvede a ripartire fra tutti la pensione e gli altri assegni, nonché a ripartire tra i restanti le quote attribuite a chi sia successivamente morto o passato a nuove nozze."
Mi devo studiare il tutto, grazie mille, Nemesis.
Si faccia ben attenzione a non limitarsi al solo diritto positivo su menzionato.
Si operasse tal parziale valutazione, s'incorrera' di certo in spiacevoli sorprese! Necessario tener presente la costante giurisprudenza della Suprema Corte; prima fra tutte la sentenza n. 6019/2014 secondo cui:
"per giurisprudenza consolidata, la ripartizione del trattamento economico va effettuata, oltre che sulla base del criterio primario della durata dei rispettivi matrimoni, pure considerando ulteriori elementi, quali l'entità dell'assegno di mantenimento riconosciuto all'ex coniuge, le condizioni economiche delle parti private e la durata delle eventuali convivenze prematrimoniali"
Elementi tutti che, a prescindere dalla mera durata temporale del legame di coniugo, avranno un peso determinante sulla quota di reversibilita' da attribuirsi.
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