Source: https://danielemajori.com/2015/06/19/il-requisito-della-regolarita-contributiva-e-indispensabile-anche-per-la-conclusione-del-contratto/
Timestamp: 2020-07-02 12:44:11+00:00
Document Index: 11195526

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 100', 'art. 71']

Il requisito della regolarità contributiva è indispensabile, oltre che per la partecipazione alla gara, anche per la conclusione del contratto e deve permanere per tutta la durata della procedura di gara, senza alcuna soluzione di continuità. | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in aggiudicazione, art. 11 comma 8 d.lgs. n. 163/2006, art. 38 codice dei contratti pubblici, art. 38 comma 1 lett. i) d.lgs. n. 163/2006, art. 6 comma 3 d.P.R. n. 107/2010, cause di esclusione dalla procedura, codice dei contratti pubblici, conclusione del contratto, fattori impeditivi della stipula del relativo contratto, partecipazione alla gara, Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice dei contratti pubblici, regolarità contributiva, requisito indispensabile, stipulazione del contratto
(Consiglio di Stato, sez. V, 3 giugno 2015, n. 2716)
«[L’]art. 38 d.lgs. n. 163/2006 non si riferisce solo alla fase della partecipazione alle procedure di affidamento. Esso infatti, nel suo comma 1, reca la chiara indicazione che le situazioni in esso elencate rilevano non solo come cause di esclusione dalla procedura, ma anche, al tempo stesso, come fattori impeditivi della stipula del relativo contratto.
Questo Consiglio, del resto, ha già espresso il principio che «il requisito della regolarità dei versamenti contributivi (rilevante ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 38, comma 1, lettera i), del d.lgs. n. 163 del 2006) debba permanere per tutta la durata della procedura di gara, sino alla stipula del contratto (…), senza alcuna soluzione di continuità e non sia unicamente un presupposto legittimante per la presentazione della domanda di partecipazione o per la successiva aggiudicazione». E nello stesso contesto ha precisato che «la frammentazione della rilevanza del requisito della regolarità contributiva, valevole secondo l’appellante unicamente in ragione di episodi puntuali della procedura e non avendo poi rilievo nelle fasi successive all’aggiudicazione, rende possibili esiti elusivi che aggirano gli obblighi imperativi ed inderogabili alla cui tutela è funzionalizzato il requisito stesso» (così C.d.S., Sez. IV, 22 dicembre 2014, n. 6296; cfr. anche, sempre nel senso che il requisito della regolarità contributiva debba permanere fino alla stipula del contratto, Sez. III, 18 dicembre 2013, n. 6052; nel senso che «l’eventuale accertamento di una pendenza di carattere previdenziale o assistenziale in capo all’impresa pur dichiarata aggiudicataria dell’appalto prodottasi anche in epoca successiva alla scadenza del termine per partecipare al procedimento di scelta del contraente implica, a seconda dei casi, la impossibilità per l’amministrazione appaltante di stipulare il contratto con l’impresa medesima, ovvero la risoluzione dello stesso», v. Sez. IV, 12 marzo 2009, n. 1458)».
« I poteri previsti dall’art. 100 t.u.l.p.s., in tema di revoca e sospensione delle licenze per motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, non rientrano tra i compiti di polizia amministrativa trasferiti in forza del d.p.r. n. 616 del 1977, venendo in considerazione, al riguardo, funzioni relative ad ambiti riservati allo Stato, siccome attinenti alla salvaguardia dell’ordine e sicurezza pubblica (nella fattispecie, il Tar ha quindi annullato per incompetenza l’ordinanza adottata dal Responsabile dell’Area di Vigilanza del Comando di Polizia Municipale, recante la sospensione dell’efficacia dell’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande e la conseguente chiusura del bar del ricorrente, ritenendo il provvedimento impugnato viziato anche per eccesso di potere, in quanto fondato su un’asserita circostanza – la sottoposizione del ricorrente alla misura cautelare degli arresti domiciliari – di per sé inidonea a far venir meno i requisiti di ordine morale richiesti per l’esercizio delle attività commerciali ex art. 71, d.lgs. n. 59/2010).
Sulla decadenza dalla concessione demaniale marittima ai sensi degli artt. 47 cod. nav. e 26 del relativo regolamento di esecuzione (nella fattispecie, il C.G.A. ha ritenuto illegittimo il decreto di decadenza da una concessione per la realizzazione e il mantenimento di uno stabilimento balneare a carattere stagionale, emanato dall’Amministrazione sul duplice rilievo che non fossero state ottemperate le condizioni imposte con la medesima concessione, relativamente all’obbligo di smontaggio della struttura al termine della stagione balneare, e che, per un tempo prolungato, la concessionaria non avesse fatto uso della struttura). »