Source: http://www.unpisi.it/unpisiOLD/Documenti/Sentenza%20TAR%20Campania%20(Geometra-TDP).htm
Timestamp: 2018-01-21 08:16:39+00:00
Document Index: 167313720

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.33', 'art.81', 'art.3', 'art.81', 'art. 97', 'art.6', 'art.7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 9', 'art.1', 'art. 2', 'art.4', 'art. 4', 'art.6', 'art. 33', 'art. 18', 'art.4', 'e contrario', 'art. 4', 'art.4', 'sentenza ']

Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sez. V^ di Napoli
Carlo d�Alessandro Presidente
Silvia Martino Componente rel.
sul ricorso n. 6277/2002 proposto da Paolo Di Nardo, rappresentato e difeso dall�avv. Aristide Bravaccio ed elettivamente domiciliato in Napoli alla Riviera di Chiaia n.276 presso lo studio dell�avv. Corporente
- Azienda sanitaria locale Napoli 2, in persona del Direttore generale p.t., rappresentato e difeso dagli avv.ti Catello Salerno e Michele Vella e legalmente domiciliato presso la Segreteria del T.a.r.;
1) del provvedimento di esclusione prot.n.14341 emesso in data 18 marzo 2003 a firma del Direttore U..OC. della A,s.l. Napoli 2, con la quale � stata comunicata la non ammissione al concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di 16 posti di operatore professionale sanitario- area vigilanza e ispezione � tecnico della prevenzione nell�ambiente e nei luoghi di lavoro; 2) del bando di concorso publicato sulal G.U. n.72 del 11.9.2001; 3) di ogni atto presupposto, preparatorio, conseguente e comunque connnesso, con particolare riferimento ai verbali, atti e pareri della Commissione esaminatrice e dell�Amministrazione afferenti il procedimento concorsuale in questione, allo stato non ancora iniziato.
Visto l�atto di costituzione in giudizio della ASL Napoli 2;
Data per letta alla pubblica udienza del 10.7.2003 la relazione del dr. Silvia Martino e udito altres� il procuratore di parte ricorrente come da verbale;
1. Paolo Di Nardo ha partecipato alla procedura selettiva pubblica indetta dall�Amministrazione intimata ai sensi del D.P.R. n.220/2001 ai fini della copertura di 16 posti di operatore professionale sanitario- area vigilanza e ispezione � tecnico della prevenzione nell�ambiente e nei luoghi di lavoro. Con il provvedimento impugnato � stata tuttavia disposta la sua esclusione in quanto, a parere dell�Amministrazione, il diploma di geometra, dal ricorrente posseduto, non � equipollente al richiesto diploma universitario, conseguito ai sensi dell�art.6, comma3, del d.lgs.n.502 del 30.12.1992.
Avverso siffatto provvedimento deduce: 1) Violazione del bando di concorso, in particolare della lett. a) dei requisiti specifici per l�ammissione � Violazione dell�art.33 del D.P.R. 220/2001 � Violazione del D.M. 27.7.2000 � Violazione dell�art.81 del D.M. 30.1.1982 � Eccesso di potere � Illogicit� e ingiustizia manifesta � Falsit� dei presupposti � Violazione dell�art.3 della l.n.241/90: il D.M. in data 27.7.2000 (che ha individuato i titoli equipollenti al diploma universitario di tecnico della prevenzione nell�ambiente e nei luoghi di lavoro), ha chiaramente richiamato la figura dell�operatore di vigilanza e ispezione di cui all�art.81 del D.M. del 30.1.1982 il quale espressamente indicava, fra i vari titoli di studio idonei per l�accesso al profilo, il diploma di geometra; 2) Eccesso di potere per contraddittoriet� rispetto al richiamo operato all�equipollenza in base al precedente ordinamento � Eccesso di potere per carenza di motivazione � per falsit� dei presupposti � Violazione dell�art. 97 Cost.
Resiste la ASL Napoli 2.
Con ordinanza n. 3213/2003 � stata accordata la tutela cautelare.
Il ricorso � stato trattenuto per la decisione alla pubblica udienza del 10.7.2003.
1. Il ricorso � infondato e deve essere respinto.
1.a Osserva il Collegio che la riforma sanitaria, conseguente all�entrata in vigore del Decreto Legislativo 502/92 e successive integrazioni, ha modificato e ampliato i profili dei sanitari non laureati, in rapporto alle nuove esigenze dei servizi sanitari sia pubblici che privati. Sono state ridefinite, in modo innovativo, figure gi� esistenti (infermiere, fisioterapista, dietista, igienista dentale, logopedista, ortottista-assistente di oftalmologia, ostetrica/o, audioprotesista, audiometrista, tecnico di laboratorio, tecnico di neurofisiopatologia, tecnico di radiologia, assistente sanitario, podologo) e sono state istituite figure del tutto nuove (tecnico ortopedico, terapista della neuro e psicomotricit� dell�et� evolutiva, tecnico dell�educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale, tecnico della prevenzione nell� ambiente e nei luoghi di lavoro, infermiere pediatrico, terapista occupazionale).
Anche sul versante della formazione professionale il decreto n. 502 ha prodotto rilevanti modifiche nell�assetto istituzionale e organizzativo. In particolare si � passati da un sistema formativo a titolarit� regionale (scuole e corsi attivati presso le Unit� Sanitarie Locali) ad un sistema formativo a titolarit� universitaria (diplomi universitari a durata triennale). In questo sistema rinnovato l�organizzazione didattica � a cura dell� Universit� mentre la parte pratica professionalizzante � attuata in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale, presso le strutture sanitarie pubbliche o private.
In particolare, l�art.6, comma 3, del cit. decreto (nella versione sostituita dall�art.7 del d.lgs. n.517/93) cos� dispone �A norma dell'art. 1, lettera o), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione avviene in sede ospedaliera ovvero presso altre strutture del Servizio sanitario nazionale e istituzioni private accreditate. I requisiti di idoneit� e l'accreditamento delle strutture sono disciplinati con decreto del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica d'intesa con il Ministro della sanit�. Il Ministro della sanit� individua con proprio decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili. Il relativo ordinamento didattico � definito, ai sensi dell'art. 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341, con decreto del Ministro dell'universit� e della ricerca scientifica e tecnologica emanato di concerto con il Ministro della sanit�. Per tali finalit� le regioni e le universit� attivano appositi protocolli di intesa per l'espletamento dei corsi di cui all'art. 2 della legge 19 novembre 1990, n. 341. La titolarit� dei corsi di insegnamento previsti dall'ordinamento didattico universitario � affidata di norma a personale del ruolo sanitario dipendente dalle strutture presso le quali si svolge la formazione stessa, in possesso dei requisiti previsti. I rapporti in attuazione delle predette intese sono regolati con appositi accordi tra le universit�, le aziende ospedaliere, le unit� sanitarie locali, le istituzioni pubbliche e private accreditate e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. I diplomi conseguiti sono rilasciati a firma del responsabile del corso e del rettore dell'universit� competente. L'esame finale, che consiste in una prova scritta ed in una prova pratica, abilita all'esercizio professionale. Nelle commissioni di esame � assicurata la presenza di rappresentanti dei collegi professionali, ove costituiti. I corsi di studio relativi alle figure professionali individuate ai sensi del presente articolo e previsti dal precedente ordinamento che non siano stati riordinati ai sensi del citato art. 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341, sono soppressi entro due anni a decorrere dal 1� gennaio 1994, garantendo, comunque, il completamento degli studi agli studenti che si iscrivono entro il predetto termine al primo anno di corso. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per l'accesso alle scuole ed ai corsi disciplinati dal precedente ordinamento � in ogni caso richiesto il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado di durata quinquennale. Alle scuole ed ai corsi disciplinati dal precedente ordinamento e per il predetto periodo temporale possono accedere gli aspiranti che abbiano superato il primo biennio di scuola secondaria superiore per i posti che non dovessero essere coperti dai soggetti in possesso del diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado�.
In attuazione di tali disposizioni nonch� della successiva l. 10.8.2001 n.251 (recante �Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonch� della professione ostetrica�) � stato adottato il D.M. in data 29.3.2001, il quale include nelle professioni tecniche della prevenzione la figura del �tecnico della prevenzione nell�ambiente e nei luoghi di lavoro�.
In precedenza, con D.M. in data 17.1.1997, n.58, era gi� stata specificamente disciplinata tale figura descrivendola come �l'operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, � responsabile, nell'ambito delle proprie competenze, di tutte le attivit� di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene di sanit� pubblica e veterinaria." L�ultimo comma dell�art.1 precisa poi che � Il tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro svolge la sua attivit� professionale, in regime di dipendenza o libero professionale, nell'ambito del servizio sanitario nazionale, presso tutti i servizi di prevenzione, controllo e vigilanza previsti dalla normativa vigente�.
L�art. 2 prescrive infine che: � Il diploma universitario di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, conseguito ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, abilita all'esercizio della professione"
Successivamente, la legge di riforma delle professioni sanitarie, n.42 del 26.2.99, ha stabilito, all�art.4, comma 1, che �Fermo restando quanto previsto dal decreto-legge 13 settembre 1996, n. 475 convertito, con modificazioni, dalla legge 5 novembre 1996, n. 573, per le professioni di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni e integrazioni, ai fini dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-base, i diplomi e gli attestati conseguiti in base alla precedente normativa, che abbiano permesso l'iscrizione ai relativi albi professionali o l'attivit� professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo o che siano previsti dalla normativa concorsuale del personale del Servizio sanitario nazionale o degli altri comparti del settore pubblico, sono equipollenti ai diplomi universitari di cui al citato articolo 6, comma 3, del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni ed integrazioni, ai fini dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-base.".
Rileva il Collegio che le disposizioni di equipollenza da ultimo richiamate non hanno carattere puntuale, a differenza invece dell�espresso richiamo, contenuto nella norma medesima, all�art. 4 del dal decreto-legge 13 settembre 1996, n. 475 convertito, con modificazioni, dalla legge 5 novembre 1996, n. 573, il quale aveva chiaramente statuito, in attesa dell�effettiva attivazione dei corsi di diploma per le aree infermieristiche, tecniche e della riabilitazione in base alle disposizioni contenute nell'articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il valore abilitante, ai fini dell'esercizio delle attivit� inerenti ai profili professionali sino a quel momento disciplinati, dei diplomi conseguiti dagli iscritti ai corsi di diploma universitari per le aree infermieristiche, tecniche e della riabilitazione attivati secondo l'ordinamento didattico emanato ai sensi dell'articolo 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341.
Ora, a parere del Collegio, le disposizioni della legge del 1999 hanno inteso salvaguardare, nella maniera pi� ampia, la possibilit� di continuare ad esercitare la libera professione, nonch� gli sviluppi di carriera, e, infine, il completamento della formazione, di coloro che, in possesso di diplomi o attestati conseguiti in base all�ordinamento precedente all�attuazione della riforma di cui all�art.6, comma 3, del d.lgs. n.502/92, avessero avuto legittimamente accesso ad attivit� dai contenuti corrispondenti o affini alle nuove figure professionali. Per quanto riguarda invece l�ammissione ai concorsi banditi nell�ambito del S.S.N. per l�assunzione delle nuove figure professionali, la norma non contiene alcuna disposizione esplicita.
Dal canto suo, il successivo D.P.R. 220/2001, recante la nuova disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del Servizio sanitario nazionale, si limita a stabilire, per quanto qui interessa, :�Per il personale appartenente al profilo professionale di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro il requisito specifico di ammissione al concorso � il diploma universitario conseguito ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, ovvero i diplomi e attestati conseguiti in base al precedente ordinamento, riconosciuti equipollenti, ai sensi delle vigenti disposizioni, al diploma universitario ai fini dell'esercizio dell'attivit� professionale e dell'accesso ai pubblici concorsi� (art. 33 del cit. D.P.R. n.220/2001).
Il Collegio osserva che tale regolamento poteva costituire la sedes materiae per chiarire tale rilevante aspetto, in virt� dell�ampia delega conferita al Governo dall�art. 18 del d.gs n.502/92 al fine di adeguare ai principi della riforma la normativa concorsuale del settore.
Si � visto infatti che le norme del 1999, alle quali il D.P.R. 220/2001 implicitamente rinvia, non hanno carattere puntuale e devono essere lette alla luce dei decreti interministeriali che hanno individuato analiticamente i titoli riconosciuti equipollenti ai fini dell�esercizio della professione.
La principale difficolt� interpretativa dell�art.4 cit., a parere del Collegio, � rappresentata dal fatto che, per alcune figure, da un lato, non esistono precise corrispondenze con precedenti professioni tecnico � sanitarie, dall�altro, risultano di difficile identificazione gli stessi confini di quell�<<ordinamento precedente>> che la legge ha inteso salvaguardare.
Orbene, il D.M. relativo all�equipollenza con il diploma universitario di tecnico della prevenzione nell�ambiente e nei luoghi di lavoro, non � stato impugnato dal ricorrente, evidentemente nella convinzione che sia proprio tale decreto a fondare il suo buon diritto. Reputa per contro il Collegio che le disposizioni in esso contenute chiariscano il senso, la portata e i limiti dell�equipollenza in discorso, in senso esattamente contrario a quanto dal ricorrente auspicato. Infatti, l�equipollenza � stata riferita direttamente alla qualifica di �operatore di vigilanza e ispezione� e non gi� diploma di geometra, il quale, unitamente al diploma di perito agrario e a quello di perito industriale, era requisito specifico di ammissione ai concorsi per l�assunzione in detta qualifica ai sensi del D.M. del 1982. Tale limitazione, da un punto di vista letterale, non � in contrasto con l�art. 4, comma 1, della pi� volte cit. l.n.42/99, in quanto il diploma di geometra, a rigore, non � un titolo conseguito in base al �precedente� ordinamento (secondo l�espressione usata dal Legislatore del 1999), ma � un titolo ancora oggi conseguibile, e quindi non rientra espressamente tra i diplomi e gli attestati che la norma ha inteso salvaguardare ai fini dell�accesso alla nuova professione.
Da un punto di vista sistematico, il decreto appare comunque coerente con la finalit� perseguita dalla l.n.42/99, intesa a tutelare le aspettative di chi gi� esercitasse una professione dal contenuto corrispondente a quella di nuova istituzione, ed in relazione alla quale avesse conseguito un titolo specifico, ovvero una significativa esperienza mediante l�esercizio dell�attivit� in una qualifica professionale assimilabile.
L�operatore di vigilanza e ispezione nel precedente assetto del Servizio sanitario aveva infatti compiti pi� limitati rispetto a quelli afferenti la nuova figura professionale, di talch� se era ragionevole che per accedervi fosse sufficiente una preparazione a livello di scuola secondaria, tale conclusione non pu� essere direttamente traslata nel nuovo ordinamento professionale, che rappresenta l�esito di una trasformazione avviata gi� a partire dagli anni �80 con l�istituzione delle scuole dirette a fini speciali in ambito universitario (ai sensi del D.P.R. n.162/82).
Occorre poi considerare che, valorizzando la natura �materiale� del rinvio contenuto nell�art.4, comma 1, della l.n.42/99 (�diplomi o attestati che siano previsti dalla normativa concorsuale del Servizio sanitario nazionale") e riferendola all�intero impianto della normativa concorsuale risalente al 1982, ne verrebbe snaturato il carattere di disposizione transitoria, in quanto, perlomeno ai fini dell�accesso ai ruoli del SSN per rivestire i profili professionali di nuova istituzione, si trasformerebbe in una normativa �a regime�, perpetuando il vecchio sistema di accesso e vanificando il nuovo assetto professionale. Il D.M. in data 27.7.2000, per quanto qui interessa, ha perci� effettuato un ragionevole contemperamento fra le opposte esigenze di salvaguardia delle posizioni professionali acquisite da un lato, e riqualificazione e incentivazione delle nuove professionalit� dall�altro, mediante il riconoscimento di titoli che, vuoi per il livello post- secondario, vuoi perch� sintomatici dell�esperienza acquisita sul campo, garantiscono che i nuovi compiti e le nuove responsabilit� siano assunti da soggetti comunque dotati di competenze specifiche.
In definitiva, per quanto appena argomentato, il ricorso deve essere respinto.
Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sez.V ^ di Napoli, definitivamente pronunciando sul ricorso di cui in premessa, lo respinge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall�autorit� amministrativa.
Cos� deciso in Napoli nella camera di consiglio del 10.7.2003.
Carlo d�Alessandro - Presidente