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Timestamp: 2018-09-22 16:44:48+00:00
Document Index: 54892124

Matched Legal Cases: ['art.2135', 'art.230', 'art.8', 'art.8', 'art.4', 'art.5', 'art.3', 'art.9', 'art.12', 'art.8']

Oggetto Istituzione di Aziende agri - turistico - venatorie - gestione caratteristiche - procedure per la concessione e disciplina dell' attivita'
REGOLAMENTO REGIONALE 22 novembre 2001, n.3.
la Giunta Regionale ha approvato la deliberazione n.983 del 15 ottobre 2001:
1. Definizione di attività agrituristiche e imprenditore agricolo ai fini della legge Regionale.
L'esercizio dell'agriturismo presuppone il rapporto di connessione e complementarietà con l'attività dell'impresa agricola. Le attività agricole di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento, e le attività a queste connesse devono rimanere principali e prevalenti.
Il principio della prevalenza viene stabilito con il criterio del tempo lavoro, utilizzando a tal fine le tabelle di conversione allegate. Il tempo di lavoro dedicato all'attività tipicamente agricola deve essere superiore a quello dedicato all'attività agrituristica. Nelle sole aziende localizzate in zone montane o site i aree svantaggiate ai sensi del reg. C.E.E. 75/268, il tempo di lavoro che deve essere dedicato all'attività agricola è ridotto al 40% del totale.
L'attività agrituristica può essere esclusivamente esercitata dall'imprenditore agricolo, singolo o associato, così come definito dall'art.2135 e successive modifiche ed integrazioni, del codice civile, ovvero da un suo familiare ai sensi e per gli effetti dell'art.230 bis del codice civile.
Le Cooperative agricole e loro Consorzi, ai fini della legge regionale , sono equiparate agli imprenditori agricoli.
Rientrano tra le attività agrituristiche, ancorché svolte all'esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell'impresa, l'organizzazione di attività ricreative, culturali, e didattiche, di pratica sportiva (laghetti per pesca sportiva,ecc.), escursionistiche e di ippoturismo finalizzate ad una migliore fruizione e conoscenza del territorio, nonché la degustazione dei prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita del vino, ai sensi della legge 268/1999.
2. Esercizio dell'agriturismo.
Le attività agrituristiche possono essere esercitate esclusivamente dai soggetti specificati nel punto 1). Essi possono avvalersi di personale dipendente assunto per l'attività aziendale agricola, da utilizzarsi prevalentemente in detta attività e nel tempo residuo nelle attività agrituristiche.
L'inquadramento di assunzione è quello previsto nel contratto di lavoro agricolo.
Tali disposizioni non si applicano alle cooperative e ai consorzi, i quali oltre all'impiego dei propri soci, possono assumere personale da destinare in via esclusiva all'esercizio dell'attività agrituristica.
Condizione indispensabile per esercitare l'attività agrituristica è l'iscrizione all'Albo degli "Operatori Agrituristici", di cui all'art.8 della L.R. 13/2001; l'iscrizione va richiesta al Presidente della Commissione di cui all'art.8 della legge regionale 13/2001 secondo gli allegati modelli.
3. Utilizzo degli immobili per uso agrituristico e disciplina urbanistica.
a) i locali siti nell'abitazione dell'imprenditore agricolo ubicata nel fondo, compresa la cucina utilizzata dallo stesso imprenditore nell'esercizio dell'attività agricola;
b) i locali siti nell'immobile dell'imprenditore agricolo ubicato nei centri abitati, individuati attraverso i criteri di cui all'art.4 comma 2° della legge regionale;
c) gli edifici o parte di essi, ubicati nel fondo e non più necessari alla conduzione dello stesso.
I requisiti strutturali e igienico-sanitari per i locali da adibire ad uso agrituristico sono quelli previsti dalle vigenti disposizioni e dai regolamenti edilizi comunali, eccezione fatta per l'altezza che non deve essere inferiore all'altezza media di 2,40 per i comuni posti nelle zone montane e svantaggiate di cui alla direttiva cee 75/268.
a) Superficie della vasca non superiore a mq 140;
b) profondità massima dell'acqua non superiore a 140 cm.
Le piscine facenti parte dell'azienda agrituristica sono da considerarsi ad uso privato e riservate ai soli ospiti di cui ai successivi punti 4 e 5.
4. Ospitalità in locali aziendali.
L'ospitalità per soggiorno deve essere esercitata in locali appositamente predisposti, rispondenti ai requisiti di abitabilità previsti per le case di civile abitazione, fatte salve le deroghe sulle altezze di cui al precedente punto 3.
I servizi igienici devono ricomprendere un lavabo, vasca o doccia, tazza e bidet e dovranno essere almeno uno per ogni 6 posti letto.
5. Ospitalità in spazi aperti.
L'ospitalità in spazi aperti deve essere esercitata in piazzole attrezzate per tende e/o per la sosta di roulette e autocaravan.
Gli spazi aperti devono possedere i seguenti requisiti:
- la superficie per ogni piazzola deve essere non inferiore a 40 mq;
- la sistemazione di tale superficie deve essere a prova d'acqua e di polvere realizzabile anche con inerbimento del terreno;
- la superficie complessiva degli spazi aperti deve essere dotata di almeno un erogatore d'acqua potabile, di idonea illuminazione e di un congruo numero di prese elettriche di corrente con salvavita a scatto.
Nell'ospitalità in spazi aperti i servizi igienici, nella misura e tipologia di cui al punto 4), possono essere garantiti anche all'interno della struttura edilizia dell'azienda agricola.
Il limite massimo di ricettività in spazi aperti è fissato in 24 persone. In caso di contemporaneo esercizio di attività ricettiva in locali aziendali, il numero complessivo di ospiti dovrà essere sommato e rispettare i limiti di cui all'art.5, 3° comma della legge regionale n° 13 del 16 giugno 2001.
6. Somministrazione di pasti e bevande.
A tale fine devono essere utilizzati cibi ottenuti da produzioni aziendali trasformate in azienda o all'esterno, in misura non inferiore al 60% del valore annuo della materia prima utilizzata ed almeno il 25%, del valore annuo, deve essere acquistato da altri produttori agricoli singoli o associati della Regione Molise.
Le percentuali di cui sopra vanno modificate, ai sensi dellart.3 della legge regionale, per le aziende agrituristiche situate ad un'altitudine superiore a 500 m/slm.
Il limite di capienza massimo per i punti di ristoro è fissato a 80 posti a sedere.
La somministrazione di spuntini (piatti freddi non riconducibili a pasti completi) e bevande non ricade nei limiti di capienza.
7. Vendita di prodotti aziendali.
L'imprenditore agrituristico può vendere, all'interno dell'azienda, i prodotti ricavati dall'attività agricola e zootecnica, prodotti tipici e tradizionali, trasformati o manipolati in azienda o con lavorazioni extra aziendali.
L'esercizio di tale attività deve essere esplicitamente menzionato all'interno della richiesta di autorizzazione, e non può essere svolto in via esclusiva, ma in correlazione ad altre attività agrituristiche.
8. Norme igienico-sanitarie dei locali di preparazione.
I locali per la preparazione, la produzione, il confezionamento e la somministrazione di alimenti, sono soggetti alle norme di cui alla legge n° 283 del 30 aprile 1962 e successive modifiche e integrazioni ed in base alla normativa regionale di riferimento di cui al D.Lgs 155/97, e possono avere funzione miste di cucina e preparazione.
La preparazione e il confezionamento e la somministrazione degli alimenti devono avvenire in momenti diversi da ogni altra attività di preparazione.
E' ammessa la possibilità di utilizzare i servizi igienici dell'azienda agrituristica durante le operazioni di preparazione, trasformazione o manipolazione dei prodotti e nella macellazione e lavorazione delle carni.
9. Macellazione animali allevati in azienda.
La macellazione di cunicoli, volatili da cortile e selvaggina da allevamento è consentita in apposito locale polifunzionale autorizzato dal Sindaco ai sensi del D.P.R. n° 495 del 10 dicembre 1997 e successive modifiche ed integrazioni, avente una superficie non inferiore a 6 mq.
La macellazione di conigli e quella di animali a penna devono essere effettuate in momenti diversi.
La macellazione di animali diversi dalle specie di cui al comma precedente deve essere effettuata esclusivamente in locali autorizzati ai sensi del D.Lgs n° 286 del 18 aprile 1994.
In deroga al comma precedente è consentita la macellazione, nei locali al 1° comma, fino a cinque capi suini all'anno, e due capi ovi-caprini alla settimana per la somministrazione e la vendita diretta di cui all'articolo 2 della legge regionale.
10. Lavorazioni delle carni.
La lavorazione delle carni, ottenute dalla macellazione aziendale ed extra aziendale, è consentita nel locale cucina qualora esso ha funzione mista e purché la stessa avvenga in momenti diversi da ogni altra attività di preparazione.
La lavorazione delle carni può essere effettuata esclusivamente da personale in possesso di idoneità sanitaria ai sensi dell'articolo 37 e seguenti del dpr n° 327/80 e successive modifiche ed integrazioni.
E' consentito il congelamento, in adeguato frigorifero anche di tipo non industriale munito di termometro, dei prodotti di origine animale e vegetale, con esclusione di quelli cotti e precotti.
11. Autorizzazione comunale.
L'autorizzazione, che abilita allo svolgimento dell'attività agrituristica, è rilasciata dal sindaco, ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale, dietro presentazione di apposita domanda e corredata dalla documentazione di cui all'art.9.
L'autorizzazione stessa è sospesa o revocata dal Sindaco nei casi e con le modalità previste dall'art.12 della legge regionale 13/2001.
12. Vigilanza.
La vigilanza sulla osservanza delle norme, nazionali e regionali, è di competenza degli organi preposti dalle leggi vigenti.
La Regione Molise, tramite il personale preposto dell'Assessorato alle Politiche Agricole, effettua almeno un controllo annuale sul 10% delle aziende agrituristiche e agli iscritti all'albo.
Il Personale preposto al controllo redige una scheda di verifica, secondo l'allegato modello, e fornisce alla Commissione, di cui all'art.8 della L.R. 13/2001, tutte le informazioni necessarie.
Campobasso, 22 novembre 2001