Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/ConsultazioniOnLine/_consultazioni/_allegatoConsultazione?idAllegato=5cf9f4ca0a7780a5005f37027088cd7a
Timestamp: 2017-10-18 23:53:50+00:00
Document Index: 137361954

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 15', 'art. 40', 'art. 83', 'art. 42', 'art. 357', 'art. 133', 'art. 115']

L’intervento dell’Autorità di Vigilanza trova il suo presupposto nel comma 3-bis dell’art. 42 del Codice dei Contratti - introdotto dal D.L. n. 70/2011 convertito nella Legge 12 luglio 2011, n. 106 – secondo cui: “Le stazioni appaltanti provvedono a inserire nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici di cui all'articolo 6-bis del presente Codice, secondo il modello predisposto e pubblicato dall’Autorità nel sito informatico presso l’Osservatorio, previo parere del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la certificazione attestante le prestazioni di cui al comma 1, lettera a), del presente articolo rese dai fornitori e dai prestatori di servizi, entro trenta giorni dall’avvenuto rilascio; in caso di inadempimento si applica quanto previsto dall’articolo 6, comma 11”.
Dalla lettura della norma sembrerebbe doversi dedurre che il modello unico di certificazione predisposto dall’Autorità debba riguardare unicamente tali prestazioni, ovvero servizi e forniture, inglobando – in una visione unitaria – anche i marginali lavori che dovessero far parte del contratto.
In questa prospettiva, si ritiene di poter preliminarmente osservare che le società concessionarie non rientranti nel novero delle amministrazioni aggiudicatrici sono tenute al rispetto della normativa comunitaria e del Codice dei contratti relativamente ai soli appalti di lavori: pertanto queste non dovrebbero essere interessate quali stazioni appaltanti dalla applicazione dell’emanando “Modello di certificazione esecuzione prestazioni ai sensi dell’art. 42, comma 3 bis del D.lgvo n. 163/2006”, proprio perché la norma fa riferimento alla capacità tecnica e professionale dei soli fornitori e prestatori di servizi.
Qualora invece il modello unico di certificazione CEP/CEL dovesse essere stato pensato come un modello da utilizzare indistintamente per tutti i contratti pubblici e dunque - fin da ora, ovvero in un prossimo futuro - come sostitutivo dei CEL di cui al DPR 207/2010, riterremmo di evidenziare di seguito alcune considerazioni.
Risposta AVCP Il Modello di certificazione esecuzione prestazioni oggetto di consultazione trova il presupposto normativo nell’art. 42, comma 3 bis, del Codice dei Contratti, riferito agli appalti di servizi e di forniture. Tuttavia, al fine di soddisfare una pluralità di esigenze (omogeneità delle informazioni necessarie per la dimostrazione, in sede di partecipazione alle procedure di gara, delle capacità tecniche dei concorrenti; applicabilità del modello agli appalti “misti” ex art. 15 del Codice), l’Autorità ha ritenuto opportuno definire un modello unico di certificazione da utilizzare non solo per l’attestazione delle forniture e dei servizi, ma anche dei lavori, limitando le distinzioni alle sole caratteristiche legate alla peculiarità dell’oggetto delle prestazioni (es. dettaglio per categorie nel caso dei lavori, per CPV nel caso di servizi e forniture). Il modello sarà rappresentativo dell’intero contratto e riporterà, quindi, tutte le prestazioni rese nell’ambito dello stesso, anche se relative a più CIG, nonché, nel caso di aggiudicatario composto da più soggetti (es. RTI, GEIE o Consorzio), le prestazioni rese da ciascun soggetto indipendentemente dall’operatore che ne ha fatto richiesta. Tale configurazione assicurerà una visione unitaria delle prestazioni eseguite e una maggiore trasparenza a vantaggio della stazione appaltante che dovrà accertare l’esistenza dei requisiti tecnici in capo alle imprese. Tuttavia, considerato che ad oggi, ai sensi dell’art. 40 del Codice, i Certificati di Esecuzione dei Lavori devono essere redatti in conformità a quanto previsto dal relativo Regolamento attuativo, nello specifico dall’allegato B, l’estensione al settore lavori del nuovo modello definito, richiederà la modifica dello schema CEL vigente. Pertanto, sentito il parere del Ministero delle infrastrutture, l’Autorità proporrà l’adozione di un apposito intervento normativo che modifichi lo schema contenuto nell’Allegato B del DPR n. 207/2010.
La prima considerazione riguarderebbe la “filosofia “ che sembra trasparire dal modello di certificazione proposto. Se abbiamo inteso correttamente, l’obiettivo sarebbe quello di passare da una “ fotografia istantanea” ad un “filmato aggiornato”.
• sotto il profilo formale, il superamento dell’attuale modello di cui all’allegato B del DPR 207/2010 (richiamato dall’art. 83, comma 4 del Regolamento stesso), per riproporlo - per la parte lavori - come elemento integrante del nuovo modello unico;
• sotto il profilo sostanziale ed operativo l’aggiornamento di tutti i dati ogni qual volta si tratta di emettere un certificato. Il che significa aumentare esponenzialmente la complessità e conseguentemente l’onerosità per chi deve acquisire, controllare, computare e verificare la correttezza dei dati inseriti. Il tutto in un momento in cui il Governo vara l’ennesimo provvedimento per la semplificazione delle procedure amministrative e degli adempimenti burocratici.
Risposta AVCP Non è intenzione dell’Autorità aggravare gli obblighi di comunicazione in capo alle stazioni appaltanti/enti aggiudicatori. Pertanto non saranno richieste le informazioni che siano già state oggetto di rilevazione da parte dell’Autorità ai sensi delle disposizioni del Codice o di altre leggi vigenti (es. Legge n. 190/2012). A tal fine l’Autorità, acquisito dal Ministero delle Infrastrutture il parere sul modello di certificazione esecuzione prestazioni, realizzerà la procedura informatica per la compilazione automatica delle informazioni già trasmesse all’Autorità. Con un apposito provvedimento saranno, inoltre, disciplinate le modalità e tempistiche di rilascio e aggiornamento dei certificati nonché di inserimento nella Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) in ottemperanza agli obblighi previsti dell’art. 42 comma 3 bis del D.Lgs. 163/2006.
Inoltre, come conseguenza di utilizzo di un modello unico di certificazione, ogni soggetto che opera nell’ambito di un contratto, magari molto complesso ed articolato nel tempo, una volta richiesto il proprio certificato, si troverebbe a disporre dei dati dell’intero contratto, anche se ha avuto parte marginale rispetto alla totalità dell’intervento. Il che non sempre potrebbe risultare rispettoso di esigenze di riservatezza che, in maniera differente, caratterizzano ogni manifestazione contrattuale.
Risposta AVCP L’impostazione adottata risponde ad una duplice finalità: assicurare da un lato, una maggiore trasparenza delle prestazioni eseguite e, dall’altro, garantire l’univocità dei dati relativi ad uno stesso contratto. Il certificato rilasciato dalla stazione appaltante sarà uguale per tutti i componenti del RTI, GEIE o Consorzio, indipendentemente dall’operatore economico che ne ha fatto richiesta, e riporterà in maniera distinta le prestazioni eseguite da ciascuno di essi.
Infine, a margine, si chiederebbe qualche chiarimento in ordine alla compatibilità tra tale nuovo modello unificato e le previsioni di remissione dei certificati lavori , di cui all’art. 357, del D.P.R. n. 207/2010.
In ogni caso, si auspica che, in previsione di una eventuale prospettiva di sostituzione degli attuali CEL con il nuovo modello di CEL/CEP, l’Autorità voglia procedere a delle esemplificazioni per appurare che dalla unificazione dei certificati e dalla ripetizione e sistematico aggiornamento dei quadri, per tutti gli operatori economici che intervengono nell’esecuzione, scaturisca una reale razionalizzazione e semplificazione della procedura di rilascio del certificato, in funzione della qualificazione e della partecipazione alle gare degli operatori.
Risposta AVCP Come sopra evidenziato, con un successivo provvedimento dell’Autorità saranno definite le modalità e tempistiche di rilascio e aggiornamento dei certificati, ivi compresa la disciplina di un regime transitorio.
E’ d’altro canto evidente che se, con un unico certificato, si intendono perseguire una pluralità di finalità, dalle esigenze di qualificazione degli operatori mediante un sistema precostituito sul modello SOA ovvero gara per gara, fino ad esigenze di lettura complessiva di un contratto e del suo andamento nel tempo, lo stesso certificato non potrà che risultare molto articolato e particolareggiato. Ma, atteso che in appalto complesso i soggetti coinvolti possono essere molti, mentre la lettura complessiva dell’andamento di un contratto si colloca in momenti circoscritti e magari predeterminati, si ritiene che si possano ipotizzare anche modelli distinti che, solo alla fine, si ricongiungano a formare il mosaico generale del “modello unico finale”; modello di cui l’Autorità potrà essere destinataria e non necessariamente tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’ intervento.
Risposta AVCP Come già evidenziato, non è intenzione dell’Autorità aggravare gli obblighi di comunicazione in capo alle stazioni appaltanti/enti aggiudicatori.
Fermo restando quanto sopra, nella denegata ipotesi che il nuovo certificato riguardi indistintamente tutte le prestazioni di un contratto pubblico (inteso, nel caso di concessioni di lavori pubblici, come contratto a valle della concessione) esponiamo di seguito alcune precisazioni/inserimenti che si riterrebbe auspicabile apportare al testo del modello, onde chiarire alcuni aspetti che, ad una prima lettura, appaiono problematici:
Segnalazione 6.
• Nel QUADRO 2 – Prestazioni previste ….
sarebbe opportuno, coerentemente con quanto indicato nel CEL di cui all’all. B del DPR 207/2010, indicare nel campo relativo all’oggetto non la denominazione oggetto della gara bensì quella “oggetto dell’appalto”.
Risposta AVCP L’oggetto dell’appalto è già presente nel Quadro 2 nel campo “Oggetto del lotto”.
Osservazione 7.
• Nel QUADRO 3 – Soggetti affidatari
Parrebbe – dalla nota in grigio tra parentesi - che, nel caso di soggetto affidatario di tipo pluri-soggettivo costituito consorzio stabile e consorzio di cooperative, debbano essere indicati anche i consorziati assegnatari, ossia soggetti che ricoprono un ruolo diverso dai soggetti affidatari, dato che non risulta presente una casella dove indicare il ruolo specifico di dette imprese; casella invece presente nel CEL di cui all’all. B del DPR 207/2010; non è chiaro cioè se tale indicazione sia da inserire nella casella denominata “natura giuridica”. Conseguentemente sembrerebbe opportuno modificare la denominazione di tale casella in “ruolo giuridico del soggetto nell’appalto” ed altrettanto parrebbe opportuno modificare la denominazione del QUADRO 3 da “Soggetti affidatari” a “Soggetti esecutori”, in armonia anche con le dizioni del DPR 207/2010.
Risposta AVCP Al pari dei concorrenti riuniti in RTI, i consorziati esecutori di un Consorzio Stabile, di un Consorzio tra società cooperative di produzione e lavoro o di un Consorzio fra imprese artigiane devono essere indicati nel Quadro 3 e nel Quadro 6.
Le tabelle del Quadro 3 e del Quadro 6 saranno ripetute in base al numero dei soggetti affidatari, i quali potranno così indicare il proprio specifico “ruolo” nell’apposito spazio.
La dicitura “soggetti affidatari” appare maggiormente duttile rispetto a quella proposta (“soggetti esecutori”), in quanto ricomprende tutte le ipotesi in cui il soggetto affidatario risulti diverso da “operatore monosoggettivo”.
Nel QUADRO 4 – Dati relativi al contratto
sarebbe opportuno che la voce “VARIAZIONI CONTRATTUALI” fosse denominata “VARIAZIONI CONTRATTUALI ED AFFINI” atteso che devono essere inseriti in questa voce, come risulta dalla nota 5, anche variazioni (economiche) dipendenti da istituti che non possono essere propriamente considerate variazioni contrattuali in senso stretto (trattasi, più segnatamente, del compenso materiali ex art. 133, comma 4 e art. 115 D.Lgs 163/06);
non risulterebbe essere inserita per i lavori una ripartizione delle variazioni contrattuali per categorie SOA, presente invece nel CEL di cui all’all. B del DPR 207/2010, di cui risulterebbe quindi opportuno il reinserimento;
non è chiaro quali risultanze definitive di contenzioso debbano essere inserite alla voce “ALTRI IMPORTI AUTORIZZATI AD ESCLUSIONE DELLE RISULTANZE DEFINITIVE DEL CONTENZIOSO DIVERSE DA QUELLE RICONOSCIUTE A TITOLO RISARCITORIO”. Parrebbe infatti in contrasto con le previsioni del CEL di cui all’all. B del DPR 207/2010 ricomprendere le riserve di carattere risarcitorio (che incidono sul quadro economico dell’intervento e non sul contratto ed escludere quelle contabili che incidono sul valore finale del contratto). Potrebbe trattarsi di un refuso ed in tal caso la dicitura corretta potrebbe essere “ALTRI IMPORTI AUTORIZZATI AD ESCLUSIONE DELLE RISULTANZE DEFINITIVE DEL CONTENZIOSO DIVERSE DA QUELLE RICONOSCIUTE A TITOLO RISARCITORIO”.
Risposta AVCP
Il termine “variazioni contrattuali” si riferisce a tutte le fattispecie indicate nella nota 5. Le ulteriori variazioni possono essere indicate alla voce“Altri importi autorizzati ad esclusione delle risultanze definitive del contenzioso riconosciute a titolo risarcitorio”.
Contrariamente a quanto osservato, nel successivo quadro 5, laddove si fa riferimento al “dettaglio componente lavori”, è prevista l’indicazione dell’“importo contrattuale ridefinito a seguito di variazioni contrattuali per Categoria”.
Trattasi di refuso, è corretta la dicitura contenuta nell’allegato B del D.P.R. 207/2010 “Altri importi autorizzati ad esclusione delle risultanze definitive del contenzioso riconosciute a titolo risarcitorio”
Osservazione 9.
Nel QUADRO 6 – Dettaglio delle prestazioni eseguite riferite ai soggetti affidatari
A) coerentemente con quanto indicato relativamente al QUADRO 3 sarebbe opportuno che la denominazione del quadro fosse modificata da “Dettaglio delle prestazioni eseguite riferite ai soggetti affidatari “ a “Dettaglio delle prestazioni eseguite riferite ai soggetti esecutori”.
Risposta AVCP Come già sopra esposto, la dicitura “soggetti affidatari” appare maggiormente duttile rispetto a quella proposta (“soggetti esecutori”), in quanto ricomprende tutte le ipotesi in cui il soggetto affidatario risulti diverso da “operatore monosoggettivo.