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Timestamp: 2019-01-23 04:21:19+00:00
Document Index: 99528134

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 51', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 24']

TUTELA DEL DIPENDENTE PUBBLICO CHE SEGNALA ILLECITI - PDF
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Casimiro Castellani
1 TUTELA DEL DIPENDENTE PUBBLICO CHE SEGNALA ILLECITI PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E CODICE DI COMPORTAMENTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PRATO 1. Contesto normativo Definizione di whistlebolowing/segnalazione Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower) Proposta di aggiornamento del PTPC Proposta di aggiornamento del Codice di Comportamento Procedure di gestione della segnalazione di illeciti Forme di tutela del whistleblower (art. 54 bis D.Lgs. 165/2001 e PNA)... 6 LEGENDA DELLE ABBREVIAZIONI UTILIZZATE ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione CIVIT Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità CUG Comitato Unico di garanzia DFP Dipartimento della Funzione Pubblica OIV Organismo Indipendente di Valutazione PNA Piano Nazionale Anticorruzione PP Piano della Performance PTPC Piani Triennale di Prevenzione della Corruzione PTTI Programma Triennale di trasparenza e Integrità RPC Responsabile Prevenzione della Corruzione RT Responsabile della Trasparenza UPD Ufficio Procedimenti Disciplinari
2 1. Contesto normativo La tutela del dipendente pubblico che segnala condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro costituisce una delle azioni e misure obbligatorie previste dal Legislatore per la prevenzione della corruzione. La Legge 6 novembre 2012 n. 190 ha inserito, con l art. 51 comma 1, una nuova disposizione normativa nel D. Lgs. 165/2001, l art. 54 bis rubricato tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, in virtù della quale è stata introdotta anche nell ordinamento italiano, una misura finalizzata a favorire l emersione di fattispecie di illecito, nota nei paesi anglosassoni come whistleblowing. 2. Definizione di whistlebolowing/segnalazione L espressione whisteleblower fa riferimento al dipendente di un amministrazione che segnala violazioni o irregolarità commesse ai danni dell interesse pubblico ai soggetti legittimati a intervenire. La segnalazione (whistleblowing) è un atto di manifestazione di senso civico, attraverso cui il segnalante contribuisce all emersione e alla prevenzione di rischi e situazioni pregiudizievoli per l amministrazione di appartenenza e di riflesso per l interesse pubblico collettivo. Il whistleblowing è la procedura volta a incentivare le segnalazioni e a tutelare, proprio in ragione della sua funzione sociale, il whistleblower. 3. Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower) La tutela del dipendente che effettua la segnalazione dell illecito (whistleblower) è uno dei principali strumenti previsti dalla Legge 190/2012 e dal PNA per la prevenzione della corruzione. Il PTPC della Camera di Commercio di Prato, adottato dalla Giunta camerale con deliberazione n. 75/15 del , prevedeva al paragrafo 10 quanto segue: Il dipendente che intende segnalare condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio lavoro, può contattare direttamente il responsabile della prevenzione della corruzione o inviare la sua segnalazione alla casella di posta elettronica Ferme restando le necessarie garanzie di veridicità dei fatti a tutela del denunciato, le segnalazioni saranno trattate con la necessaria riservatezza e con la cura di mantenere l anonimato del segnalante. A supporto delle pubbliche amministrazioni, il Dipartimento della funzione pubblica ha predisposto un modello per la segnalazione degli illeciti, ai sensi dell'art. 54-bis del d.lgs n. 165 del 2001, che è allegato al presente Piano. Successivamente all approvazione del PTPC , l ANAC ha adottato, con determinazione n. 6 del 28 aprile 2015, le Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti introducendo elementi e fornendo indicazioni di particolare interesse per una compiuta disciplina dell istituto. 2
3 Il Responsabile della Prevenzione della corruzione della Camera di Prato, tenuto conto di quanto espresso nelle Linee Guida dell ANAC sopra citate, ritiene necessario proporre un aggiornamento del PTPC , al fine di adeguare tempestivamente le originarie previsioni del piano in merito alla tutela del whistleblower. Inoltre, considerata la rilevanza e la delicatezza della materia, ritiene opportuno come suggerito dall ANAC coinvolgere gli stakeholder interni, in particolare il personale dipendente e le organizzazioni sindacali, anche nella fase di elaborazione delle procedure di gestione delle misure di tutela. Svolto il necessario processo partecipativo, le proposte di modifica del PTPC saranno proposte dal RPC alla Giunta, per la loro formale assunzione. L integrazione del PTPC è altresì oggetto della medesima pubblicità del PTPC. 4. Proposta di aggiornamento del PTPC Si propone di sostituire il paragrafo 10 del PTPC della Camera di Commercio di Prato Tutela del whistleblower con il testo di seguito riportato: Il dipendente pubblico che intende segnalare condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio lavoro, invia una segnalazione al responsabile della prevenzione della corruzione esclusivamente tramite la casella di posta elettronica dedicata La suddetta casella di posta elettronica è accessibile e consultabile esclusivamente dal Responsabile della prevenzione della corruzione, al quale compete la gestione e la verifica sulla fondatezza delle circostanze rappresentate nella segnalazione. Ferme restando le necessarie garanzie di veridicità dei fatti a tutela del denunciato, le segnalazioni saranno trattate con la necessaria riservatezza e con la cura di mantenere l anonimato del segnalante. A tal fine, il Responsabile della prevenzione della corruzione adotta le procedure di gestione della segnalazione di illeciti all interno delle Camera di Commercio di Prato. La segnalazione dovrà contenere gli elementi di essenziali utili alla ricostruzione del fatto e ad accertare la fondatezza di quanto segnalato. L Amministrazione rende disponibile sul proprio sito istituzionale nella sezione Amministrazione trasparente, sotto-sezione Altri contenuti-piano Anticorruzione ovvero sulla intranet, un modulo per la segnalazione degli illeciti. 5. Proposta di aggiornamento del Codice di Comportamento Al fine di rendere coerente il sistema di tutela del whistleblower all interno dell Amministrazione, il RPC propone inoltre di modificare l art. 9 comma 2 del Codice di Comportamento della Camera di Prato, adottato con delibera di Giunta n. 62/14 del 24 giugno Il comma 2 dell art. 9 prevede che 2. Ogni dipendente, oltre al proprio dirigente di riferimento, può rivolgersi e far pervenire, con qualsiasi modalità, in via riservata, al Responsabile per la 3
4 prevenzione della corruzione una nota con le informazioni utili per individuare l autore o gli autori delle condotte illecite e le circostanze del fatto. Si propone di sostituire la disposizione con la seguente: 2. Ogni dipendente, oltre al proprio dirigente di riferimento, può rivolgersi e far pervenire, con qualsiasi le modalità previste nel PTPC, in via riservata, al Responsabile per la prevenzione della corruzione una nota con le informazioni utili per individuare l autore o gli autori delle condotte illecite e le circostanze del fatto. 6. Procedure di gestione della segnalazione di illeciti La proposta di modifica del PTPC prevede che il Responsabile della prevenzione della corruzione adotti le procedure di gestione della segnalazione di illeciti all interno delle Camera di Commercio di Prato. Considerato che la procedura sia parte integrante del sistema di tutela del whistleblower, si ritiene opportuno inserirla nel processo partecipativo previsto per l adozione e le modifiche del PTPC stesso. La definizione di una procedura di gestione delle segnalazioni ha lo scopo di rimuovere i fattori che possono ostacolare o disincentivare il ricorso all istituto, quali possono essere dubbi o incertezze circa la procedura da seguire oltre a timori di ritorsioni o discriminazioni. In tale prospettiva, l obiettivo perseguito dalla procedura è quello di fornire al whistleblower chiare indicazioni operative, circa oggetto, contenuti, destinatari e modalità di trasmissione delle segnalazioni, nonché circa le forme di tutela che gli vengono offerte dall Ordinamento. Lo schema della procedura di gestione della segnalazione di illeciti all interno delle Camera di Commercio di Prato è descritto nei paragrafi seguenti. 1. L identità del segnalante verrà acquisita contestualmente alla segnalazione e verrà gestita secondo le modalità indicate nel PTPC, nel rispetto della normativa vigente e coerentemente a quanto previsto dalla Determinazione n. 6 del 28 aprile 2015 dell Autorità Nazionale Anticorruzione. Le segnalazioni anonime, cioè prive di elementi che consentano di identificare il loro autore, non verranno prese in considerazione nell ambito delle procedure volte a tutelare il dipendente pubblico che segnala illeciti. 2. Il segnalante invia una segnalazione compilando il modulo reso disponibile dall amministrazione sul proprio sito istituzionale nella sezione Amministrazione trasparente, sotto-sezione Altri contenuti-piano Anticorruzione ovvero sulla intranet dove sono specificate altresì le modalità di compilazione e di invio (allegato A ). La segnalazione deve contenere tutti gli elementi utili affinché sia possibile procedere alle dovute e appropriate verifiche a riscontro della fondatezza dei fatti oggetto di segnalazione. Il modulo consente la raccolta di tutti gli elementi utili alla ricostruzione del fatto e ad accertare la fondatezza di quanto segnalato. Resta fermo che la segnalazione potrà essere presentata anche con dichiarazione diversa da quella prevista nel modulo, purché contenente gli elementi essenziali indicati in quest ultimo. La segnalazione deve essere presentata esclusivamente mediante invio, all indirizzo di posta elettronica a tal fine attivato, 4
5 La suddetta casella di posta elettronica è accessibile e consultabile esclusivamente dal Responsabile della prevenzione della corruzione, che è tenuto a garantire la riservatezza del segnalante ai sensi delle vigenti disposizioni normative. Nel caso in cui la segnalazione riguardi il Responsabile della prevenzione della Corruzione il dipendente potrà inviare la propria segnalazione all ANAC nelle modalità definite nel paragrafo 4.2 del testo della delibera n. 6/2015; 3. Il Responsabile della prevenzione della corruzione prende in carico la segnalazione per una prima sommaria istruttoria. Se indispensabile, richiede chiarimenti al segnalante e/o a eventuali altri soggetti coinvolti nella segnalazione, con l adozione delle necessarie cautele. 4. Il Responsabile della prevenzione della corruzione, sulla base di una valutazione dei fatti oggetto della segnalazione, può decidere, in caso di evidente e manifesta infondatezza, di archiviare la segnalazione. In caso contrario, valuta a chi inoltrare la segnalazione in relazione ai profili di illiceità riscontrati tra i seguenti soggetti: dirigente della struttura cui è ascrivibile il fatto; Ufficio Procedimenti Disciplinari; Autorità giudiziaria; Corte dei conti; ANAC; Dipartimento della funzione pubblica. La valutazione dei fatti oggetto di segnalazione da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione dovrà concludersi entro il termine di 45 giorni dalla data di ricevimento della segnalazione. Il Responsabile della prevenzione della corruzione avrà cura di informare il segnalante dell esito della segnalazione, con modalità tali da garantire comunque la riservatezza della sua identità. 5. I dati e i documenti oggetto della segnalazione vengono conservati a norma di legge. 6. Il Responsabile della prevenzione della corruzione darà conto, con modalità tali da garantire comunque la riservatezza dell identità del segnalante, del numero di segnalazioni ricevute e del loro stato di avanzamento all interno della relazione annuale di cui all art. 1, co. 14, della legge 190/ La presente procedura lascia impregiudicata la responsabilità penale e disciplinare del whistleblower nell ipotesi di segnalazione calunniosa o diffamatoria ai sensi del codice penale e dell art del codice civile. Sono altresì fonte di responsabilità, in sede disciplinare e nelle altre competenti sedi, eventuali forme di abuso della presente policy, quali le segnalazioni manifestamente opportunistiche e/o effettuate al solo scopo di danneggiare il denunciato o altri soggetti, e ogni altra ipotesi di utilizzo improprio o di intenzionale strumentalizzazione dell istituto oggetto della presente procedura. 5
6 7. Forme di tutela del whistleblower (art. 54 bis D.Lgs. 165/2001 e PNA) A) Obblighi di riservatezza sull identità del whistleblower e sottrazione al diritto di accesso della segnalazione Ad eccezione dei casi in cui sia configurabile una responsabilità a titolo di calunnia e di diffamazione ai sensi delle disposizioni del codice penale o dell art del codice civile e delle ipotesi in cui l anonimato non è opponibile per legge, (es. indagini penali, tributarie o amministrative, ispezioni di organi di controllo) l identità del whisteblower viene protetta in ogni contesto successivo alla segnalazione. Pertanto, fatte salve le eccezioni di cui sopra, l identità del segnalante non può essere rivelata senza il suo espresso consenso e tutti coloro che ricevono o sono coinvolti nella gestione della segnalazione sono tenuti a tutelare la riservatezza di tale informazione. La violazione dell obbligo di riservatezza è fonte di responsabilità disciplinare, fatte salve ulteriori forme di responsabilità previste dall ordinamento. Per quanto concerne, in particolare, l ambito del procedimento disciplinare, l identità del segnalante può essere rivelata all autorità disciplinare e all incolpato solo nei casi in cui: vi sia il consenso espresso del segnalante; la contestazione dell addebito disciplinare risulti fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione e la conoscenza dell identità del segnalante risulti assolutamente indispensabile alla difesa dell incolpato, sempre che tale circostanza venga da quest ultimo dedotta e comprovata in sede di audizione o mediante la presentazione di memorie difensive. La segnalazione del whistleblower è, inoltre, sottratta al diritto di accesso previsto dagli artt. 22 e seguenti della legge 241/1990 e ss.mm.ii.. Il documento non può, pertanto, essere oggetto di visione né di estrazione di copia da parte di richiedenti, ricadendo nell ambito delle ipotesi di esclusione di cui all art. 24, comma 1, lett. a), della l. n. 241/90 s.m.i.. B) Divieto di discriminazione nei confronti del whistleblower Nei confronti del dipendente che effettua una segnalazione ai sensi della presente procedura non è consentita, né tollerata alcuna forma di ritorsione o misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia. Per misure discriminatorie si intendono le azioni disciplinari ingiustificate, le molestie sul luogo di lavoro ed ogni altra forma di ritorsione che determini condizioni di lavoro intollerabili. La tutela è circoscritta alle ipotesi in cui segnalante e denunciato siano entrambi dipendenti dell Istituto. Il dipendente che ritiene di aver subito una discriminazione per il fatto di aver effettuato una segnalazione di illecito: deve dare notizia circostanziata dell avvenuta discriminazione al Responsabile della prevenzione della corruzione che, valutata la sussistenza degli elementi, segnala l ipotesi di discriminazione: al Responsabile della struttura di appartenenza del dipendente autore della presunta discriminazione. Il Responsabile della struttura valuta tempestivamente 6
7 l opportunità/necessità di adottare atti o provvedimenti per ripristinare la situazione e/o per rimediare agli effetti negativi della discriminazione in via amministrativa e la sussistenza degli estremi per avviare il procedimento disciplinare nei confronti del dipendente autore della discriminazione; all UPD, che, per i procedimenti di propria competenza, valuta la sussistenza degli estremi per avviare il procedimento disciplinare nei confronti del dipendente che ha operato la discriminazione; all Ispettorato della funzione pubblica. Resta ferma la facoltà del dipendente di rivolgersi direttamente al Comitato Unico di Garanzia che provvederà a darne tempestiva comunicazione al Responsabile per la prevenzione della corruzione. IL RESPONSABILE PREVENZIONE CORRUZIONE (Dott.ssa Catia Baroncelli) 7