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Timestamp: 2019-03-24 21:50:02+00:00
Document Index: 108897989

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 1', 'art.1']

Esenzione – Auto&Car
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Ticket, l esenzione 056, esenzione tiroide.
#Esenzione #tiroide
Questo codice viene assegnato alle persone colpite dalla tiroidite di Hashimoto
Tra i codici di esenzione per patologia lo 056 viene assegnato alle persone che vengono colpite dalla tiroidite di Hashimoto. A questi cittadini viene concesso di non pagare alcune prestazioni del Servizio sanitario nazionale che servono a diagnosticare e a tenere sotto controllo la propria malattia. Si tratta di una patologia che colpisce la tiroide ed � di natura autoimmune. La valutazione del quadro clinico dipende dall�effettuazione di esami strumentali. Alcuni di questi sono compresi nel gruppo di quelli per cui � prevista l�esenzione.
89.01 � Anamnesi e valutazione e visite successive alla prima
90.04.5 � Alanina aminotrasferasi
90.09.2 � Aspartato aminotrasferasi
90.43.3 � Triodotironina libera
91.49.2 � Prelievo di sangue venono
Nel decreto ministeriale 23.11.2012, il Ministero della Salute ha definito il “periodo minimo di di validit� dell�attestato di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie�. Il provvedimeno stabilisce che “per le condizioni o forme morbose per le quali, in base ad evidenze cliniche e dati di letteratura, vi � la possibilit� di guarigione” il periodo minimo di validit� dell�attestato di esenzione tiene conto delle linee guida relative al trattamento o alla data di esecuzione del follow-up. In particolare, per quanto riguarda la tiroide di Hashimoto si � preso come riferimento la durata media del trattamento per ipotiroidismo prima del follow up, cio� il periodo di osservazione successivo all’operazione chirurgica, secondo le linee guida dell’ American tyroid association.
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Posted by OHIO / March 8, 2019 / 0 Comments / Tagged with Esenzione, tiroide / Posted in News
Contributo di costruzione: quando è dovuto, fattispecie di esenzione (C, esenzione 03.
#Esenzione #03
Contributo di costruzione: quando è dovuto, fattispecie di esenzione (C. Stato 2567/2017)
La Sentenza Consiglio di Stato 30/05/2017, n. 2567, ha fornito importanti interpretazioni concernenti l’applicazione degli articoli 16 e 17 del D.P.R. 380/2001 (Testo unico di edilizia) relativi al contributo per il rilascio del Permesso di costruire (contributo di costruzione), ai casi in cui sono previste riduzioni o esenzioni dal pagamento del suddetto contributo ed alla potestà legislativa dello Stato e delle regioni su questo tema.
LA VICENDA PROCESSUALE – Il caso esaminato dalla Corte è relativo al ricorso avanzato dalla società proprietaria di un fabbricato a destinazione produttiva, che ha dovuto ricostruire una porzione del fabbricato medesimo crollata a seguito di un incendio, intervento per il quale il comune ha richiesto il versamento del contributo di costruzione.
PRINCIPIO GENERALE DELLA ONEROSITÀ DEL PERMESSO DI COSTRUIRE – Per prima cosa la Corte – richiamando anche le conclusioni raggiunte dalla Sentenza Corte Costituzionale 03/11/2016, n. 231 – ha chiarito come il Permesso di costruire è provvedimento naturalmente oneroso, il cui rilascio comporta in ogni caso, ai sensi dell’art. 16, comma 1, del D.P.R. 380/2001, la corresponsione di un contributo (appunto il contributo di costruzione) commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione, fatte salve le fattispecie di esenzione previste dall’art. 17, comma 3, del citato D.P.R. 380/2001.
Ne consegue che le summenzionate fattispecie di esenzione devono essere interpretate come “eccezioni” ad una regola generale, da considerarsi quindi di stretta interpretazione e non suscettibili di estensione analogica. Altresì, quanto sopra è da ritenersi quale principio fondamentale in tema di governo del territorio, di conseguenza non è consentito alla potestà legislativa concorrente delle regioni di derogare o ampliare le ipotesi al di là delle indicazioni della legislazione statale.
PER QUALI INTERVENTI SI PREVEDE IL PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE – Chiarito quanto sopra, la sentenza si sofferma su quali tipologie di interventi sono soggette al pagamento del contributo di costruzione.
A tal proposito, la norma collega il pagamento del contributo di costruzione unicamente al rilascio del Permesso di costruire; in altre parole, è solo per quelle opere per la cui realizzazione la legge prevede tale titolo autorizzativo che il contributo di costruzione è dovuto. Più in particolare, il Legislatore statale collega la necessità di permesso di costruire a fenomeni di “trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio” e, in primo luogo, qualifica tali la nuova costruzione, la ristrutturazione urbanistica e la ristrutturazione edilizia. In secondo luogo il Legislatore statale demanda alle regioni di individuare quali interventi (diversi da quelli precedentemente indicati) comportanti trasformazione urbanistica (ma non necessariamente edilizia), richiedano il rilascio del Permesso di costruire in ragione della loro natura ed incidenza, in particolare, sul carico urbanistico. In ambedue le ipotesi innanzi considerate, pertanto, appare evidente come il Permesso di costruire si colleghi sempre ad interventi che incidono sul territorio, trasformandolo sul piano urbanistico-edilizio, o anche su uno solo dei due.
INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE – Con particolare riferimento agli interventi di ristrutturazione edilizia, in questa categoria si annoverano (in base alla legislazione vigente al momento dell’intervento oggetto della pronuncia) diverse tipologie di interventi:
– la prima, non comportante demolizione del preesistente fabbricato e comprendente, in via non esaustiva, il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti;
– la seconda, caratterizzata da demolizione e ricostruzione, per la quale è richiesta la stessa volumetria dell’edificio preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;
– la terza, rappresentata da interventi volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.
Riguardo a questi interventi, l’art. 10, comma 1, lettera c), del D.P.R. 380/2001 richiede il preventivo rilascio del Permesso di costruire solo per gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, dei prospetti o delle superfici, oppure che:
– limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso;
– limitatamente agli immobili vincolati ai sensi del D. Leg.vo 42/2004, comportino modificazioni della sagoma.
Pertanto è solo con riferimento a questa specifica categoria di interventi di ristrutturazione edilizia – che richiedono il rilascio del Permesso di costruire – che è dovuto il pagamento del contributo di costruzione.
Come detto in pratica occorre, perché sia necessario il rilascio del Permesso di costruire e pertanto il pagamento del contributo di costruzione, una modifica parziale o totale dell’organismo edilizio preesistente ed un aumento della volumetria complessiva. Solo in questi casi l’intervento si caratterizza, in ossequio alla prescrizione normativa, come “trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio”.
ESENZIONE DAL PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE IN CASO DI RICOSTRUZIONE A SEGUITO DI CALAMITÀ – In conclusione il Consiglio di Stato si sofferma sui casi nei quali è prevista l’esenzione dal pagamento del contributo di costruzione, in particolare con riferimento all’art. 17, comma 3, lettera c), del D.P.R. 380/2001, a mente del quale il pagamento non è dovuto “per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità”.
Affinché si concretizzi questa ipotesi deve dunque versarsi in un caso di “pubblica calamità”, a sua volta da intendersi come un evento imprevisto e dannoso che, per caratteristiche, estensione e potenzialità offensiva sia tale da colpire e/o mettere in pericolo non solo una o più persone o beni determinati, bensì una intera ed indistinta collettività di persone ed una pluralità non definibile di beni, pubblici o privati. Ciò che caratterizza dunque il carattere “pubblico” della calamità e la differenzia da altri eventi dannosi, pur gravi, è la riferibilità dell’evento in termini di danno e di pericolo a una comunità, ovvero ad una pluralità non definibile di persone e cose, mentre negli altri casi l’evento colpisce (ed è dunque circoscritto) a singoli, specifici soggetti o beni e, come tale, è affrontabile con ordinarie misure di intervento.
Se dunque l’evento deve caratterizzarsi per straordinarietà, imprevedibilità e una portata tale da essere anche solo potenzialmente pericoloso per la collettività, ciò non è tuttavia sufficiente a qualificarlo quale “calamità pubblica”, posto che deve comunque trattarsi di un evento non afferente a beni determinati e non affrontabile e risolvibile con ordinari strumenti di intervento, sia sul piano concreto che su quello degli atti amministrativi.
Posted by PHAMACY / March 5, 2019 / 0 Comments / Tagged with 03, Esenzione / Posted in News
Dosaggi Anticorpali ed Esenzione Ticket: cosa sapere, Comilva, esenzione.
Quando giunge nella vita di un bambino il momento di eseguire le vaccinazioni di routine o i richiami, di solito i genitori vengono assaliti da dubbi e curiosità ed una delle domande che più spesso viene fatta riguarda lefficacia della copertura del vaccino proposto.
Le istituzioni preposte a fornire queste risposte, istruiscono i genitori più curiosi affermando (senza aver alcun dubbio in merito) che il vaccino ha una certa efficacia.
Prendiamo, giusto ad esempio, quanto indicato sul sito del network italiano dei servizi vaccinali sul vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia): efficacia del 98-99% dopo due dosi.
1) è un dato statistico (perché è espresso in percentuale)
2) significa che su 100 bambini vaccinati, 98 di essi dovrebbero produrre anticorpi; nei restanti 2 bambini il vaccino non sarà efficace.
QUI i dati di efficacia relativi allesavalente.
Io genitore, come faccio a sapere se mio figlio fa parte dei bambini che sviluppano gli anticorpi oppure se sarà uno di quelli che invece non sviluppa anticorpi (cioè quelli per i quali il vaccino non è efficace)?
È una domanda seria, per un genitore, e spesso i medici ci ridono sopra e forniscono risposte del tutto fuori luogo e decisamente poco convincenti (tipo “non si preoccupi…”), ma finora nessun medico (secondo quanto ci riportano le migliaia di genitori che si confrontano con noi ogni giorno) ha adeguatamente dipanato il dubbio.
Ed è ovvio, perché lunico modo per saperlo è fare un semplice esame del sangue e verificare che siano presenti anticorpi contro la malattia.
(Sviluppare anticorpi non significa necessariamente essere immuni, ne abbiamo parlato QUI).
Gli esami esistono, ovviamente: sono i dosaggi delle immunoglobuline , per ogni singola malattia: si possono fare privatamente e assicurarsi così dei titoli anticorpali.
Ma dobbiamo davvero pagarceli da soli?
In realtà sono esami gratuiti, per i quali non cè pagamento di ticket, perché sono previsti dalla normativa di riferimento e potrebbero quindi essere tranquillamente prescritti dal pediatra.
Non sappiamo se e quanto i pediatri saranno disposti a prescrivere i dosaggi anticorpali, fondamentalmente a causa della loro (frequentissima) cieca fede che il dogma vaccinale è sacro e quindi non cè motivo di controllare questi valori (perché secondo il dogma i vaccini sono sicuri e funzionano. Punto!).
Prima di tutto conoscere la normativa.
Già nel D.M. 1 febbraio 1991 (pubblicato sulla G.U. 7 febbraio 1991, n. 32), lart. 5 recita:
Sono esenti dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sanitaria le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio, e le altre prestazioni specialistiche richieste nellambito di interventi e campagne di prevenzione collettiva autorizzati con atti formali delle regioni. Le predette prestazioni sono parimenti esenti quando derivino da obblighi di legge o siano disposte nel prevalente interesse della collettività.
Lesecuzione dei dosaggi di anticorpi vaccinali in genere rientra tra le “Prestazioni di prevenzione gratuite” “in quanto disposte nel prevalente interesse pubblico” ai sensi di questo Decreto Ministeriale.
La categoria di esenzione è la “P03 – Prestazioni correlate alla pratica vaccinale obbligatoria o raccomandata (ex art. 1 comma 4 lett.b del D.Lgs. 124/1998 – prima parte)”, come si può evincere dallelenco dei codici di esenzione. (solo per il Veneto il codice è 5F1 al posto di P03)
Il citato D.Lgs. 124/1998, allart.1, comma 4, lett b, recita:
Al fine di favorire la partecipazione a programmi di prevenzione di provata efficacia, di garantire laccesso allassistenza sanitaria di base, nonché di assicurare il ricorso allassistenza ospedaliera ogniqualvolta il trattamento in regime di ricovero ordinario risulti appropriato rispetto alle specifiche condizioni di salute, sono escluse dal sistema di partecipazione al costo e, quindi, erogate senza oneri a carico dellassistito al momento della fruizione:
b) le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni di assistenza specialistica finalizzate alla tutela della salute collettiva obbligatorie per legge o disposte a livello locale in caso di situazioni epidemiche, nonché quelle finalizzate allavviamento al lavoro derivanti da obblighi di legge;
Quindi i dosaggi pre o post vaccinali dovrebbero rientrare a pieno titolo in tali prestazioni gratuite (vale anche per gli esami anticorpi tetano per lavoratori).
In alcune regioni le prescrizioni dovrebbero essere fatte dallo specialista ASL di Igiene e Medicina Preventiva.
Andate dal pediatra, normativa sottomano, a chiedere la prescrizione con esenzione.
Perché è vostro diritto sapere quale sia stato, o se vi è stato, leffetto del vaccino o se vi siano i presupposti per farlo (sono o non sono un non responder? dopo due dosi di esavalente si può valutare oppure sono sufficienti due dosi di esavalente visto che la terza pare servire solo a recuperare quelli che hanno reagito poco? ho già immunità per il tetano? Ho già avuto alcune malattie esantematiche? Etc).
Sappiate che il modo per avere queste informazioni cè.
E la legge prevederebbe anche lesenzione totale.
Posted by BANK / February 18, 2019 / 0 Comments / Tagged with Esenzione / Posted in News
L – alcol nei cosmetici, Nononsensecosmethic, esenzione medicine.
#Esenzione #medicine
L alcol nei cosmetici
Pubblicato il 1 – feb – 2018 | 1 commento
Gli alcoli sono chimicamente catene di atomi di carbonio legati tra loro e ad atomi di idrogeno, in pratica quelli che chiamiamo alcani, con però un ossidrile OH al posto di un atomo di idrogeno.
Alcane con 8 atomi di carbonio, ottano
Alcole con 8 atomi di carbonio, ottanolo
Nelluso comune lalcol è per la maggioranza solo lalcol etilico, alias letanolo, con solo 2 atomi di carbonio.
Lalcol etilico è diventato lalcol per antonomasia visto che è conosciuto da millenni come prodotto della fermentazione del vino.
Curiosamente il nome alcol deriva da un utilizzo cosmetico. Letimo risale allarabo al khul, la polvere a base di galena o altri minerali con cui si annerivano le ciglia, sopracciglia e rima palpebrale. Ai primi alchimisti ed in particolare a Paracelso si attribuisce il conio di alcohol vini per definire letanolo.
Gli alcoli nei cosmetici
Lalcol etilico sulla pelle evapora in pochi secondi
Il consumatore che cerca nella lista ingredienti di un cosmetico lINCI alcohol, ne troverà molti che con lalcol etilico non centrano per nulla. Sono gli alcoli grassi. Cioè alcoli emollienti, più o meno emulsionanti, cerosi e solidi in funzione della lunghezza della catena di atomi di carbonio.
ARACHIDYL ALCOHOL, BATYL ALCOHOL, BEHENYL ALCOHOL, BRASSICA ALCOHOL, C10-16 ALCOHOLS, C12-13 ALCOHOLS, C12-15 ALCOHOLS, C12-16 ALCOHOLS, C14-15 ALCOHOLS, C9-11 ALCOHOLS, CETEARYL ALCOHOL, CETYL ALCOHOL, LANOLIN ALCOHOL, LAURYL ALCOHOL, MYRISTYL ALCOHOL, STEARYL ALCOHOL, ecc..ecc..
Molto utilizzati dai formulatori per la loro emollienza simile a quella paraffinica con in più un discreto contributo nello stabilizzare e viscosizzare le emulsioni.
Tra gli alcoli corti&, oltre allalcol etilico: ALCOHOL, ALCOHOL DENAT. , troverà HEXYL ALCOHOL, ISOPROPYL ALCOHOL, N-BUTYL ALCOHOL, PROPYL ALCOHOL ecc. ecc..Il principale fattore da considerare con questi alcoli corti& alternativi alletanolo, nel loro utilizzo cosmetico è che sono meno volatili; sulla pelle tendono ad evaporare, ma meno facilmente.
Lalcohol etilico anche se può denaturare le proteine, irritare, disidratare, compromettere la barriera lipidica, applicato sulla pelle, la gran parte evapora in tempi relativamente brevi. La concentrazione di alcol etilico che si può rilevare nel sangue dopo la sua applicazione topica è irrilevante.
Insomma, anche se letanolo potrebbe effettivamente non fare particolarmente bene alla pelle, visto come evapora nei cosmetici che vengono applicati sulla pelle, non può fare più di tanto dei danni.
In letteratura ci sono rari casi di intossicazione acuta conseguente allapplicazione topica di etanolo, ma si riferiscono a neonati con pochi giorni di vita.
Diversa preoccupazione hanno sollevato i colluttori con alte concentrazioni di alcol etilico, che anche se denaturato, quindi non ingeribile, viene a contatto con le mucose orali. Laumento di acrilamide, il metabolita cancerogeno delletanolo, anche se transitorio è significativo. Leventuale rischio è comunque analogo a quello in cui incorre chi consuma abitualmente superalcolici.
Dellalcol etilico si sa moltissimo, considerando che da millenni lumanità lo smanetta. Visti gli effetti psicoattivi ed i potenziali danni derivati da un suo eccessivo consumo da molti anni è soggetto a restrizioni. Dopo il proibizionismo, lapproccio legale per limitarne labuso si è focalizzato su un sistema di tassazione particolarmente onerosa. Laccise in Italia supera di pochi decimi i 10€ al litro. Si tratta di una tassa anche 10 volte superiore al costo industriale della materia prima che può essere facilmente prodotta dalla fermentazione amidi o zuccheri. È possibile produrre letanolo anche idratando letano ricavato dal cracking petrolifero.
Gli effetti derivati dallingestione di alcol etilico non sono solo quelli psicotropi ed i rischi derivanti quando si viene esposti non sono limitati al suo abuso.
Letanolo può interferire con varie reazioni biochimiche, è in grado di denaturare le proteine ed è un fattore causale, per lo più attraverso un suo metabolita: lacetaldeide, di alcuni cancri.
Altri alcoli simili, cioè composti da catene molto corte di atomi di carbonio ( propilico, butilico ) hanno un profilo tossicologico non proprio tranquillizzante, anche se ne è autorizzato un limitato utilizzo alimentare. Mentre un alcole più corto& delletanolo, lalcol metilico, è soggetto a pesanti restrizioni o proibito sia nel cosmetico che negli alimenti.
La principale funzione cosmetica dellalcol etilico, come di altri alcoli corti&, è quella come solvente. In effetti la miscela di acqua e etanolo è uno dei migliori solventi utilizzabili anche per estrarre attivi da fonti vegetali. Lo sa bene chi si prepara in casa il nocino& o un qualche altro amaro& alcolico. Agendo come solvente anche sui lipidi cutanei, letanolo nel cosmetico può aumentare la permeabilità cutanea, agevolando la penetrazione degli attivi, ma anche dei c-attivi&, applicati sulla superficie della pelle. Ad alte concentrazioni, lalcol etilico, come altri alcoli corti& e lacetone ha la capacità di disidratare i tessuti biologici. La moda dei cosmetici green& ha amplificato anche il loro utilizzo con una funzione antimicrobica. Un altra funzione non irrilevante nel cosmetico dipende dalla bassa temperatura a cui letanolo evapora. I cosmetici che lo contengono una volta applicati sulla pelle danno una sensazione di fresco notevole. Da notare che alcuni studi in vitro hanno evidenziato la capacità dellalcol etilico di inibire la biosintesi del collagene nei fibroblasti umani, insomma tutto il contrario del diffuso ed ingannevole claim anti-age che vanta in molti cosmetici di stimolare il collagene&.
Denaturare ?
L'etanolo si interpone o interferisce con alcuni dei legami che determinano la struttura terziaria, la forma, della proteina
Lalcol denaturato, lalcol isopropilico e gli altri alcoli corti&, non sono soggetti ad accise, quindi costano molto meno delletanolo non denaturato. Soprattutto per questo sono preferiti nella produzione cosmetica. La moda green& tende a demonizzare lalcol denaturato rispetto allalcol non denaturato, per la presenza di agenti denaturanti sintetici, non biologici, non naturali& o non qualcosaltro che comprometterebbe la vendita nel segmento green. In realtà letanolo può essere denaturato in centinaia di modi diversi e alcuni di questi sono riconosciuti dalle autorità fiscali italiane o europee. Ad esempio è possibile denaturare letanolo aggiungendo timolo, oppure vari oli essenziali o loro componenti, sostanze vendibili come green&. La procedura per ottenere lesenzione dalla accise sullalcol è abbastanza complessa e soggetta a controlli frequenti e rigorosi.
Il busillis normativo
Da anni lalcol etilico è considerato pericoloso e nocivo, non solo per gli effetti psicotropi e per i conseguenti incidenti automobilistici.
È considerato tossico se ingerito, inalato, a contatto con la pelle; causa di gravi danni agli occhi e irritazione alla pelle.
Diversi pittogrammi nella etichettatura disposta nella UE segnalano la pericolosità dell’etanolo
Insomma, lalcol etilico è una sostanza con evidenti profili di rischio ma vista la dimestichezza che abbiamo nel suo utilizzo e consumo sembra molto improbabile che vengano introdotte chiare restrizioni nel suo utilizzo cosmetico, almeno finchè sarà in vigore una tassa che ne decuplica il costo nellutilizzo alimentare.
Alcohol-Derived Acetaldehyde Exposure in the Oral Cavity Cancers (Basel). 2018 Jan; 10(1): 20. doi: 10.3390/cancers10010020 PMCID: PMC5789370 Alessia Stornetta, Valeria Guidolin, Silvia Balbo
Posted by MICHIGAN / February 18, 2019 / 0 Comments / Tagged with Esenzione, medicine / Posted in News