Source: http://www.regione.sicilia.it/presidenza/ull/gazzette/g05-28s/g05-28s-p1.htm
Timestamp: 2015-11-29 05:08:33+00:00
Document Index: 66639075

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 77', 'art. 53', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 53', 'art. 49', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 54', 'art. 51', 'art. 108', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 43', 'art. 13', 'art. 127', 'art. 127', 'art. 198']

GURS Parte I n. 28 del 2005 Supp. Straordinario REPUBBLICA ITALIANA
PALERMO - VENERD� 1 LUGLIO 2005 - N. 28 SI PUBBLICA DI REGOLA IL VENERDI'
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Lo statuto del Comune di Grammichele � stato pubblicato nel supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 56 del 20 novembre 1993. Si pubblica, di seguito, il nuovo testo dello statuto approvato dal consiglio comunale con delibera n. 18 del 12 aprile 2005 ed entrato in vigore il 31 maggio 2005.
1. Il Comune di Grammichele � ente locale autonomo e nel rispetto dei principi costituzionali � soggetto istituzionale equiordinato agli altri in cui si riparte la Repubblica.
2. Rappresenta la comunit�, ne cura gli interessi, ne promuove lo sviluppo, ne favorisce il progresso civile, sociale, politico, culturale ed economico.
5. La comunit� locale realizza il proprio indirizzo politico ed amministrativo attraverso l'esercizio dei poteri previsti e disciplinati dallo statuto.
Il Comune, in conformit� ai principi costituzionali ed alle norme internazionali, che riconoscono i diritti innati delle persone e che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e promuovono la cooperazione tra i popoli (Carta delle Nazioni unite, dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, patto internazionale sui diritti civili e politici, patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ispira la propria azione ai seguenti principi:
b) riconoscere i diritti inviolabili della persona, della pari dignit� sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione e di opinioni politiche di tutti i cittadini;
c) difesa e affermazione dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana, dei valori della democrazia, della solidariet� e della famiglia;
d) affermazione dei valori ambientali e paesaggistici del territorio, con l'assieme del suo patrimonio storico e artistico ed archeologico, beni essenziali della comunit�.
a) dare rilievo istituzionale alla rete della cittadinanza attiva e alle forme di relazione e di collegamento tra questa e gli organi della democrazia rappresentativa, garantendo la consultazione, l'informazione, l'accesso agli atti, nonch� al controllo e alla gestione dei servizi pubblici da parte dei cittadini singoli o associati;
b) operare per superare le discriminazioni sociali attuando "azioni positive" tese a rimuovere gli ostacoli per la realizzazione delle pari opportunit�;
c) valorizzare il ruolo della famiglia come nucleo elementare e portante della societ� ponendo azioni volte a risolvere i problemi comuni alla generalit� della cittadinanza;
d) promuovere la solidariet� della comunit� locale favorendo l'espressione dell'identit� culturale e la partecipazione di minoranze etniche e religiose presenti nel territorio; realizzando politiche ed iniziative di accoglien za e di riconoscimento dei diritti nel rispetto di ogni diversit�, delle caratteristiche di genere culturale ed etnico;
f) assicurare la trasparenza e l'imparzialit� del l'azione amministrativa, nonch� una organizzazione della struttura diretta a realizzare, secondo i criteri di efficacia ed economicit�, l'efficienza degli uffici e dei servizi, individuando le responsabilit� degli organi e del personale, attuando il principio della separazione dei ruoli politici da quelli amministrativi, al fine di realizzare il buon andamento, l'efficienza dei servizi e contrastare qualsiasi infiltrazione della malavita mafiosa e altre forme di criminalit� organizzata;
h) favorire la valorizzazione e il recupero del patrimonio culturale, architettonico e archeologico come patrimonio irrinunciabile del territorio comunale e centro delle attivit� economiche, culturali e sociali della citt�;
l) partecipare alle iniziative, nell'ambito dell'Unio ne europea e in quello internazionale, per lo sviluppo di forme di cooperazione, di scambi e di rapporti con comunit� locali ed enti territoriali di altri Paesi, improntati all'affermazione dei valori della pace, della libert� e della democrazia;
n) incentivare il valore dell'intraprendere dei cittadini riconoscendo il valore sociale dell'impresa per lo sviluppo economico e sociale della citt�;
- la tutela del diritto al lavoro quale mezzo per lo sviluppo e la promozione della dignit� umana;
- il diritto allo studio ed allo sviluppo integrale della persona in un quadro istituzionale ispirato alla libert� e pluralit� di educazione;
La sede del Comune � ubicata nel palazzo civico sito in piazza Carlo Maria Carafa.
La sede potr� essere trasferita con delibera consiliare a maggioranza dei 2/3 dei consiglieri assegnati. Presso la detta sede si riuniscono, ordinariamente, tutti gli organi e le commissioni comunali.
Il territorio del Comune di Grammichele ha una estensione di Kmq. 30,95 ed � quella risultante dal piano topografico di cui all'art. 9 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228 e successive modificazioni, approvato dall'Istituto nazionale di statistica.
La modifica del territorio pu� essere disposta dal consiglio comunale previa consultazione popolare. Il Comune di Grammichele confina con i Comuni di: Mineo, Licodia Eubea e Caltagirone.
Il Comune ha altres� un proprio gonfalone della forma regolamentare: drappo giallo con la bordatura di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento ecc.
Lo stemma costituisce il logo del Comune ed � contraddistinto come segue: aquila araldica sormontata dalla scritta "Comune di Grammichele" come da allegato stemma parte integrante e sostanziale del presente atto.
Il Comune istituisce il libro degli uomini illustri presenti nella citt� nel corso della sua storia centenaria secondo modalit� stabilite dal regolamento.
1. Le attivit� del Comune si svolgono nel principio della pubblicit� e della massima conoscibilit�.
2. Nella sede comunale � previsto apposito spazio da destinare ad albo pretorio per la pubblicazione di atti, provvedimenti, avvisi e quant'altro sia soggetto o venga sottoposto a tale forma di pubblicit� dalla legge, dallo statuto e dal regolamento sull'accesso.
3. La pubblicazione degli atti, provvedimenti, avvisi pu� avvenire anche per via telematica, in tal caso nella sede comunale sar� presente idonea postazione per la consultazione.
4. La pubblicazione degli atti � effettuata a cura degli uffici a ci� preposti.
5. Al fine di garantire un'informazione adeguata sulle attivit� del Comune, sono previsti ulteriori spazi e forme di pubblicit� nel regolamento sull'accesso.
1. La potest� di governo del Comune per l'esercizio delle funzioni ha come riferimento la popolazione ed il territorio comunale.
4. Il Comune svolge le proprie funzioni anche attraverso attivit� che possono essere adeguatamente esercitate dall'autonoma iniziativa dei cittadini e delle formazioni sociali.
5. Il Comune esercita, altres�, le funzioni allo stesso conferite con legge dello Stato e della Regione, secondo il principio di sussidiariet� e solidariet� sociale.
1. Al Comune � attribuita la generalit� dei compiti e delle funzioni amministrative in base ai principi stabiliti dalla legge e secondo la sua dimensione territoriale, associativa ed organizzativa, con esclusione delle sole funzioni che richiedono l'unit� di esercizio a livello regionale.
3. Il rapporto fra il Comune, la Provincia, la Regione e gli altri enti locali si ispira ai criteri della collaborazione, cooperazione e associazionismo, nel pieno rispetto delle reciproche posizioni istituzionali nonch� del principio della sussidiariet�.
5. Il Comune promuove, con i Comuni dell'area territorialmente contigua, le pi� ampie forme di collaborazione e cooperazione per effettuare in modo continuato funzioni e servizi pubblici organizzabili e gestibili a livello sovra e pluricomunale.
Rappresentanza della comunit�
Il Comune rappresenta la comunit� locale per ci� che attiene all'ambito di rispettiva competenza secondo il proprio orientamento.
Il Comune emana direttive e fornisce indicazioni di cui tengono conto i soggetti pubblici e privati che svolgono attivit� d'interesse del territorio e della popolazione.
Ove ci� non interferisca con il corretto esercizio delle loro funzioni, il Comune programma e coordina l'erogazione dei servizi resi da soggetti pubblici e privati per armonizzarli con le esigenze della comunit�.
Il Comune valorizza le libere forme aggregative, riconoscendo i servizi resi dalle stesse nell'interesse della comunit�. Pu� intervenire in sostituzione o in collaborazione delle libere forme associative, per garantire alla cittadinanza i servizi ritenuti necessari o utili alla stessa.
Il Comune pu� affidare, attraverso la stipula di specifiche convenzioni, la gestione di servizi alle associazioni rappresentative di cittadini direttamente interessati e alle formazioni sociali, non aventi scopo di lucro.
Il presente statuto stabilisce norme per assicurare condizioni di pari opportunit� tra uomo e donna, ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, della legge n. 90/2004, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune nonch� degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.
Il Comune promuove e favorisce le iniziative volte a fornire alle donne pari opportunit� per un loro adeguato inserimento nelle attivit� economiche e produttive, nei ruoli sociali e familiari liberamente prescelti, nonch� pi� in generale nella citt�, rispettando autonomia, differenze e pluralit� di progetti.
Il Comune favorisce altres� ogni iniziativa utile per rendere compatibili i tempi delle istituzioni con i tempi sociali ed individuali in cui si esprime la vita dei cittadini e delle cittadine.
In attuazione dei principi costituzionali e legislativi, il presente statuto costituisce l'ordinamento generale del Comune, indirizzandone e regolamentandone con norme fondamentali organizzazione, procedimenti ed attivit�; specificando attribuzioni, forme di garanzia e di partecipazione. Ad esso devono conformarsi i regolamenti e l'attivit� amministrativa del Comune.
Il consiglio comunale adegua i contenuti dello statuto al processo di evoluzione della societ� civile, assicurando costante rispondenza tra la normativa statutaria e le condizioni sociali, economiche e civili della comunit�.
Nell'ambito dell'esercizio dell'azione di partecipazione popolare e con le modalit� di cui al successivo art. 77, � ammessa l'iniziativa da parte di almeno 1/10 degli elettori per proporre modificazioni allo statuto anche mediante un progetto redatto in articoli.
La proposta istituzionale o popolare relativa all'abrogazione totale dello statuto, poich� incide sulla struttura e sul funzionamento dell'ente, � valida solo se accompagnata dalla proposta di un nuovo statuto che sostituisca il precedente. L'abrogazione totale assume efficacia con l'approvazione del nuovo testo dello statuto.
Nessuna modifica pu� essere apportata allo statuto nel semestre antecedente il rinnovo del consiglio comunale o l'elezione del sindaco, tranne che si tratti di modifiche derivanti da obblighi di legge.
b) alla tutela dell'ambiente e all'attivit� di prevenzione, controllo e riduzione dell'inquinamento;
Il Comune riconosce tramite iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione, il diritto fondamentale dei cittadini per raccogliere e conservare la memoria della propria comunit�.
Sono organi rappresentativi del Comune: il sindaco e il consiglio eletti direttamente; la giunta di nomina sindacale. Spettano loro la funzione di rappresentanza democratica della comunit�, la realizzazione degli scopi e delle funzioni del Comune, l'esercizio delle competenze previste dallo statuto nell'ambito della legge.
Gli amministratori comunali rappresentano l'intera comunit� senza vincolo di mandato ma hanno il dovere di partecipare alle sedute dell'organo di cui fanno parte.
La legge e lo statuto regolano l'attribuzione delle funzioni e delle competenze e i rapporti tra gli organi elettivi e gli organi burocratici per realizzare un'efficiente forma di governo della collettivit� comunale.
Il regolamento discipliner� l'applicazione della legge regionale 15 novembre 1982, n. 128 per la pubblicit� della situazione patrimoniale e per le spese elettorali ai sensi dell'art. 53 della legge regionale n. 26 del 1� settembre 1993, con l'obbligo di deposito della dichiarazione preventiva e del rendiconto.
Le indennit�, lo status, il rimborso delle spese e l'assistenza in sede processuale per fatti connessi all'espletamento del mandato sono regolati dalla legge.
Gli amministratori debbono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di deliberazioni riguardanti impieghi, interessi, liti o contabilit�, propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado o del coniuge o del convivente, nei confronti del Comune o aziende comunali o soggette al controllo o vigilanza del comune.
Qualora gli interessati non dovessero allontanarsi dall'aula non vengono computati nel numero dei presenti necessari per la validit� della seduta.
L'elezione del consiglio comunale, la sua durata in carica, il numero dei consiglieri e la loro posizione giuridica, le cause di ineleggibilit�, incompatibilit�, di decadenza e di rimozione sono regolati dalla legge e dal presente statuto.
Il consiglio comunale determina l'indirizzo politico, amministrativo ed economico del Comune e ne controlla l'attuazione, esercita la potest� decisionale, normativa e di auto-organizzazione in conformit� alle leggi e alle norme statuarie.
Attivit� di auto-organizzazione
Il consiglio comunale adotta, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, propri regolamenti per la disciplina e la specificazione del funzionamento del consiglio e delle commissioni, dell'esercizio delle funzioni e prerogative dei consiglieri, per l'esercizio della propria autonomia funzionale e organizzativa, nel rispetto della legge, dello statuto e delle compatibilit� economico-finanziarie.
Attivit� politico-amministrativa
Spetta al consiglio individuare ed interpretare gli interessi generali della comunit� e stabilire in relazione ad essi gli indirizzi che guidano e coordinano le attivit� di amministrazione e gestione operativa, esercitando sulle stesse il controllo politico amministrativo per assicurare che l'azione complessiva del Comune consegua gli obiettivi stabiliti negli atti fondamentali e nei documenti programmatici.
Attivit� di indirizzo
Il consiglio comunale definisce ed esprime gli indirizzi politico amministrativi con l'adozione degli atti fondamentali individuati dall'art. 32 della legge 8 giugno 1990, n. 142, cos� come recepito dalla legge regionale n. 48/91, nonch� dalle altre disposizioni normative di legge, secondo i principi affermati dal presente statuto, con particolare riguardo:
b) agli atti per l'ordinamento organizzativo comunale, quali: i regolamenti per l'esercizio dei servizi pubblici e la disciplina generale dei tributi e delle tariffe; i principi a cui la giunta dovr� attenersi per l'esercizio delle competenze attribuitele dall'art. 2 della legge regionale n. 23/98;
Gli atti fondamentali non possono contenere determinazioni di carattere attuativo e di dettaglio, n� contenuti di mera esecuzione o che rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi.
Il consiglio pu� esprimere indirizzi e valutazioni sull'azione dei rappresentanti del Comune, in aziende, enti, organismi e sui programmi generali di politica amministrativa deliberati dallo stesso consiglio.
L'attivit� di indirizzo del consiglio comunale � altres� esercitata mediante l'adozione di atti di indirizzo politico-amministrativo quali risoluzioni e ordini del giorno contenenti obiettivi, principi e criteri informatori dell'attivit� dell'ente.
L'attivit� di controllo � esercitata dal consiglio comunale mediante verifica dell'attivit� di amministrazione e di gestione svolta dai destinatari degli indirizzi, al fine di coordinare e mantenere l'unitariet� di azione in vista del raggiungimento degli obiettivi.
Il consiglio comunale esercita le funzioni di controllo politico amministrativo, con le modalit� stabilite dal presente statuto e dai regolamenti, ma anche attraverso la relazione del collegio dei revisori e dall'esame dei conti consuntivi.
In occasione dell'esame del conto consuntivo, i rappresentanti del Comune presso enti, consorzi, aziende, istituzioni, presentano al consiglio comunale una relazione sull'attivit� svolta.
Il consiglio comunale, con propria deliberazione, ha facolt� di formulare in ogni momento richieste di informazioni, eventualmente specifiche, al collegio dei revisori in ordine alle competenze previste dalla legge e dal regolamento di contabilit�.
L'attivit� di controllo politico-amministrativo � esercitata anche mediante mozioni e interrogazioni, a cui il sindaco � tenuto a rispondere entro trenta giorni dalla presentazione con le modalit� previste dal regolamento.
Il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, pu� istituire al suo interno commissioni su qualsiasi materia attinente l'amministrazione comunale, compresa l'istituzione di commissioni di indagine.
Il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, per effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti su materie attinenti l'amministrazione comunale, pu� deliberare, su proposta di almeno tre consiglieri, l'istituzione di una commissione di indagine, definendone nel contempo l'oggetto, l'ambito e il termine per riferire all'assemblea consiliare.
La commissione � nominata dal consiglio comunale nella misura di cinque componenti eletti con votazione unica e con voto limitato ad uno. La commissione, presieduta dal consigliere indicato di concerto dai capi-grup po della minoranza, che ne coordina l'attivit�, pu� disporre audizioni ed ha diritto di accesso a tutti gli atti, anche di natura riservata, relativi all'oggetto dell'inchiesta. La commissione per l'espletamento dell'incarico ha il potere di ascoltare gli amministratori, i rappresentanti del Comune, il segretario comunale e gli altri dipendenti, cos� come pu� convocare terzi interessati dall'oggetto dell'indagine.
I verbali della commissione saranno redatti da un dipendente del Comune incaricato dal presidente e resteranno, assieme alle audizioni e ai risultati dell'indagine, riservati fino alla presentazione al consiglio della relazione finale, che esporr� i fatti accertati e i risultati dell'indagine, escludendo ogni riferimento non connesso o non utile all'indagine stessa.
I consiglieri comunali rappresentano l'intero Comune. Ad essi non pu� mai essere dato alcun mandato imperativo. Esercitano le loro funzioni con piena libert� di opinione e di voto. Sono responsabili dei voti che esprimono sui provvedimenti deliberati dal consiglio.
I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali, nonch� dalle aziende e dagli enti dipendenti dal Comune, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all'espletamento del mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
Ogni consigliere ha diritto di ricevere dai funzionari tutta la collaborazione necessaria a consentirgli l'esercizio della propria funzione ispettiva sull'attivit� dell'amministrazione senza che sia necessaria alcuna preventiva autorizzazione.
Il consigliere comunale ha il dovere di intervenire alle sedute del consiglio comunale, di partecipare alle sedute delle commissioni consiliari permanenti di cui fa parte per l'intera durata dei lavori. Qualora, per improrogabili motivi, un consigliere dovesse abbandonare la seduta del consiglio comunale o della commissione di cui fa parte, prima che i relativi lavori siano chiusi, ha la facolt� di fare inserire in verbale i motivi di tale abbandono.
Il regolamento discipliner� gli eventuali provvedimenti da adottare in caso di perseverata assenza dai lavori consiliari.
Ciascun consigliere comunale, secondo le modalit� fissate dal regolamento del consiglio, ha diritto di presentare interrogazioni, ordini del giorno, risoluzioni e mozioni.
L'interrogazione consiste nella richiesta rivolta al sindaco per avere informazioni circa la sussistenza o la verit� di un fatto determinato, ovvero dello stato di attuazione di atti fondamentali del consiglio e per conoscere valutazioni, orientamenti e intendimenti dell'amministrazione in ordine a determinati oggetti, ovvero ad aspetti dell'attivit� politico-amministrativa. L'interrogante ha facolt� di chiedere risposta scritta o orale da trattare in consiglio comunale. L'ordine del giorno � presentato al voto del consiglio, anche durante la trattazione di proposte di deliberazione, ed � volto ad indirizzare l'azione della giunta o del consiglio stesso.
Le risoluzioni, volte a far discutere il consiglio comunale su temi che interessano l'amministrazione, contengono obiettivi, principi e criteri informatori dell'attivit� dell'ente.
Su ordini del giorno, risoluzioni e mozioni il consigliere proponente pu� chiedere che il consiglio si esprima con un voto.
La proposta di decadenza non pu� essere esaminata prima di dieci giorni dalla notifica della contestazione ed � approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri in carica.
La decadenza � pronunciata dal consiglio comunale nell'esercizio di una ampia facolt� di apprezzamento in ordine alla fondatezza, seriet� e rilevanza delle circostanze addotte a giustificazione delle assenze.
Il regolamento stabilir� le sanzioni e le eventuali riduzioni dei gettoni.
In caso di sua assenza o impedimento, il presidente � sostituito dal vice presidente, ed in caso di assenza o impedimento anche di questo, dal consigliere presente che abbia riportato il maggior numero di preferenze individuali.
Il presidente rappresenta il consiglio comunale, ne dirige i dibattiti, fa osservare il regolamento del consiglio, concede la parola, giudica l'ammissibilit� dei documenti presentati, annuncia il risultato delle votazioni con l'assistenza di tre scrutatori da lui scelti, assicura l'ordine della seduta e la regolarit� delle discussioni, pu� sospendere e sciogliere la seduta e ordinare che venga espulso dall'aula il consigliere che reiteratamente violi il regolamento o chiunque del pubblico che sia causa di disturbo al regolare svolgimento della seduta.
Il presidente, come previsto dal regolamento, per l'espletamento delle proprie funzioni, per il funzionamento del consiglio e per quello delle commissioni consiliari e dei gruppi consiliari, si avvale delle risorse all'uopo destinate e delle strutture esistenti nel Comune; pu� disporre di un adeguato e idoneo ufficio e di personale comunale in relazione alle disponibilit� del Comune.
Il presidente pu� essere revocato dalla sua carica qualora sia presentata nei suoi confronti proposta deliberativa di revoca motivata da parte dei 2/5 dei consiglieri in carica. La proposta deve essere inserita all'ordine del giorno e trattata entro dieci giorni dal suo deposito in segreteria.
La carica del presidente � revocata se la proposta ottiene i voti favorevoli della maggioranza assoluta dei componenti degli organi consiliari. Nella stessa seduta si pu� procedere all'elezione del nuovo presidente.
In caso di assenza o impedimento del consigliere anziano � considerato tale il consigliere presente che sia in possesso dei requisiti indicati nel comma precedente.
I consiglieri si costituiscono in gruppi composti da due o pi� componenti di norma eletti nella stessa lista, salva diversa scelta da comunicare al presidente del consiglio e al segretario comunale, con le modalit� previste dal regolamento.
Il consigliere singolo pu� far parte di un gruppo misto. Ogni gruppo nomina un capogruppo. Qualora non si eserciti tale facolt� o nelle more della costituzione o della designazione, il capogruppo � individuato nel consigliere che abbia riportato alle elezioni il maggior numero di preferenze individuali per ogni lista.
Ai gruppi consiliari sono, come previsto dal regolamento, assicurate per l'espletamento delle loro funzioni risorse e idonee strutture, fornite tenendo presente le esigenze comuni ad ogni gruppo, la loro consistenza numerica e le disponibilit� del Comune.
La conferenza dei capigruppo � presieduta dal presidente del consiglio e, a norma di regolamento, lo coadiuva nella convocazione e nell'organizzazione dei lavori del consiglio.
Ad essa compete, altres�, esprimere parere su questioni riguardanti l'interpretazione del regolamento interno del consiglio e conflitti di competenza con gli altri organi del Comune.
Il consiglio comunale, al fine di favorire l'esercizio delle proprie funzioni mediante attivit� consultiva, di esame e parere preliminare sugli atti deliberativi del consiglio, come previsto dal regolamento istituisce, nel proprio seno e con criterio proporzionale, commissioni permanenti, determinandone il numero e le materie di rispettiva competenza.
Pu�, altres�, costituire commissioni temporanee o speciali per lo studio di specifici problemi, oppure per controllare specifiche attivit�. In quest'ultimo caso la commissione � presieduta dal consigliere indicato di concerto dai capi-gruppo della minoranza.
Le commissioni consiliari, a norma di regolamento, possono effettuare indagini conoscitive, avvalendosi anche di audizioni di soggetti pubblici e privati, al fine di acquisire informazioni utili e propositive all'attivit� del consiglio comunale.
Il sindaco e gli assessori non fanno parte delle commissioni consiliari permanenti, ma hanno facolt� e l'obbligo se invitati di intervenire ai lavori di tutte le commissioni senza diritto di voto. Il regolamento stabilisce le forme di pubblicit� dei lavori, determina i poteri delle commissioni e ne disciplina l'organizzazione.
Il consiglio comunale � convocato in riunioni ordinarie o straordinarie e urgenti. Tutte le riunioni, oltre che per determinazione del presidente, hanno luogo su richiesta del sindaco oppure su richiesta di 1/5 dei consiglieri comunali, per discutere su argomenti d'ordine generale riguardanti la comunit� o di competenza del consiglio.
Inoltre il consiglio si riunisce su iniziativa delle autorit� competenti o di eventuali commissari ad acta.
La riunione straordinaria e urgente deve aver luogo entro cinque giorni dalla presentazione della richiesta di convocazione, che deve indicare anche gli argomenti da inserire all'ordine del giorno. Trascorso infruttuosamente il termine di cui ai commi precedenti, il consiglio comunale sar� convocato dal vice presidente al quale il segretario dar� tempestiva comunicazione.
La ripetuta e ingiustificata omissione della convocazione del consiglio o la ripetuta violazione dello statuto o del regolamento pu� comportare per entrambi la revoca dall'incarico con apposita delibera consiliare assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati come previsto nell'art. 20 del presente statuto.
Il presidente convoca il consiglio, sentita la conferenza dei capigruppo, fissando il giorno e l'ora della seduta, o di pi� sedute qualora i lavori del consiglio siano programmati per pi� giorni. In ogni caso deve indicare l'ora e il giorno dell'eventuale seduta di seconda convocazione. L'avviso di convocazione deve essere consegnato, come previsto dal regolamento, ai singoli consiglieri:
- per le riunioni straordinarie e urgenti, l'avviso di convocazione pu� essere consegnato 24 ore prima.
Gli elenchi aggiuntivi agli argomenti all'ordine del giorno dovranno essere consegnati ai consiglieri con le modalit� ed i tempi per le riunioni straordinarie e urgenti. Il sindaco, o un assessore da lui delegato, � tenuto a partecipare alle riunioni di consiglio.
L'ordine del giorno del consiglio comunale, predisposto dal suo presidente, dovr� indicare in modo chiaro l'oggetto su cui il consiglio � chiamato a deliberare.
E' data priorit� agli argomenti proposti dal sindaco compatibilmente con gli adempimenti previsti dalla legge e dallo statuto, per le altre proposte sar� rispettato l'ordine di presentazione delle richieste.
Contestualmente all'invio ai consiglieri comunali, l'ordine del giorno � pubblicato all'albo pretorio e pubblicizzato come previsto dal regolamento.
Il regolamento determina i tempi di deposito degli emendamenti, l'acquisizione sugli stessi dei pareri e le altre modalit� con cui il presidente del consiglio potr� assicurare una adeguata e preventiva informazione.
L'iniziativa delle proposte di deliberazione spetta al sindaco, al presidente del consiglio o ad ognuno dei consiglieri comunali, secondo le modalit� stabilite dal regolamento.
Ogni proposta di deliberazione deve essere munita dei pareri in ordine alla regolarit� tecnica e contabile, nonch�, ove esse comportino assunzioni di impegno di spesa, dell'attestazione relativa alla copertura finanziaria.
Le proposte di deliberazione sono avanzate per iscritto, con l'indicazione dell'oggetto, dei presupposti giuridici e di fatto, dei mezzi finanziari affinch� gli uffici previsti dall'art. 53 della legge n. 142/90 (art. 49 del TUEL ) possano esprimere il necessario parere, che non � dovuto per i meri atti di indirizzo, per le mozioni, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli altri atti che non hanno valenza deliberativa.
Qualora la proposta non rispetti quanto prescritto dai commi precedenti oppure la delibera che si propone non sia di competenza del consiglio, il presidente non � obbligato all'iscrizione all'ordine del giorno n� a convocare il consiglio, ma dovr� darne, su conforme parere del segretario comunale, tempestiva comunicazione al richiedente, che ha facolt� di trasformare la proposta in un ordine del giorno o risoluzione.
Il consiglio comunale delibera con l'intervento della maggioranza dei consiglieri in carica. La mancanza del numero legale, all'inizio o durante la seduta, comporta la sospensione di un'ora della seduta. Qualora anche alla ripresa dei lavori dovesse venire meno il numero legale, la seduta � rinviata al giorno successivo con medesimo ordine del giorno e senza ulteriore avviso di convocazione.
Nella seduta di prosecuzione, � sufficiente per la validit� delle deliberazioni l'intervento di due quinti dei consiglieri assegnati. Le eventuali frazioni si computano per unit�.
Per l'approvazione dei regolamenti, in ogni caso, le sedute sono valide con la presenza di almeno la met� dei consiglieri assegnati al Comune.
I consiglieri che si astengono vengono computati nel numero dei presenti, tranne nelle ipotesi del precedente art. 13. In quest'ultimo caso qualora gli interessati non dovessero allontanarsi dall'aula non vengono computati nel numero dei presenti necessari per la validit� della seduta e nemmeno ai fini del computo della maggioranza assoluta.
Criteri e modalit� per le nomine
Per le nomine di competenza del consiglio comunale e per quelle che, a norma di regolamenti o di statuto, � prevista la rappresentanza delle minoranze si applicano le disposizioni del presente articolo.
Quando la legge o lo statuto non prevedono maggioranze assolute o qualificate nelle nomine di persone, risultano eletti coloro che hanno raggiunto il maggior numero di voti, sino a coprire i posti previsti. In caso di parit� di voti viene dichiarato eletto il candidato pi� anziano di et�. Qualora la legge o lo statuto prevedano la rappresentanza delle minoranze e non prescrivano sistemi particolari di votazione e/o di quorum, se nella votazione non sia risultato eletto alcun rappresentante della minoranza, sono dichiarati eletti, in sostituzione dell'ultimo o degli ultimi eletti della maggioranza, i rappresentanti della minoranza che hanno ottenuto il maggior numero di voti, sino a coprire i posti previsti.
Il consiglio pu� scegliere uno dei suoi membri per assumere le funzioni di segretario unicamente allo scopo di deliberare sopra un determinato oggetto al quale sia interessato il segretario. In caso di assenza o impedimento il segretario generale pu� essere sostituito dal vice segretario nei modi e nei termini stabiliti dalla legge e dal presente statuto.
Il regolamento stabilisce le modalit� di redazione, approvazione del processo verbale e di inserimento in esso delle rettifiche eventualmente richieste dai consiglieri.
Con le stesse modalit� sono altres� pubblicati gli atti dei dirigenti che hanno rilevanza esterna.
La giunta comunale � organo di governo e di amministrazione che svolge funzioni esecutive, propositive, di impulso e di raccordo, improntando la propria attivit� ai principi della collegialit�, della trasparenza e della efficienza. E' nominata con provvedimento del sindaco, assistito dal segretario generale, immediatamente esecutivo e comunicato nei termini di legge al consiglio comunale, che pu� esprimere formalmente in seduta pubblica le proprie valutazioni alla prefettura ed all'Assessorato regionale degli enti locali.
La giunta comunale � composta dal sindaco che la presiede e da un numero di assessori non superiore a sette.
La giunta comunale si riunisce, anche prescindendo da qualsiasi formalit� di convocazione, su avviso del sindaco o di chi lo sostituisce, che stabiliscono l'ordine del giorno tenuto conto anche degli argomenti proposti dai singoli assessori.
Le votazioni sono sempre palesi tranne nei casi previsti dalla legge e la proposta � approvata se ottiene la maggioranza assoluta dei presenti.
Coloro che, prendendo parte alla votazione, dichiarano di astenersi, si computano nel numero dei votanti ed in quello necessario per la validit� della seduta. In caso di astensione obbligatoria si applica il precedente art. 13.
Attua gli indirizzi definiti dal consiglio comunale; indica con provvedimenti di carattere generale gli obiettivi, i criteri, le direttive, i mezzi idonei per l'attivit� gestionale ed esecutiva attribuita dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti al segretario e ai dirigenti. Esercita potere di proposta al consiglio nelle materie previste dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.
In particolare, nell'attivit� propositiva e di impulso:
Nell'attivit� di iniziativa e di raccordo:
- delibera la copertura finanziaria per l'attivit� degli organi di partecipazione e consultivi;
- indica gli obiettivi, i criteri, le direttive e assegna i mezzi idonei per l'attivit� gestionale ed esecutiva attribuita dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti al segretario del Comune e ai dirigenti;
- indica criteri e direttive per l'erogazione di contributi e aiuti anche economici, per l'accesso a servizi o benefici, per lo svolgimento di particolari interventi o attivit�, specificando, eventualmente, le vigenti disposizioni regolamentari;
- d� direttive o indirizzi in merito ai reclami o ricorsi avverso procedure di gara, di accertamento, di esecuzione che possano coinvolgere il comune in eventuali contenziosi.
- adotta tutti gli atti attribuiti specificatamente dalla legge o dallo statuto; affida gli incarichi professionali, basati su scelte discrezionali, per l'esercizio di attivit� intellettuali;
- approva e dispone le alienazioni, l'accettazione o il rifiuto di lasciti o donazioni, le servit� di ogni genere e tipo, le sdemanializzazioni e classificazioni dei beni patrimoniali;
Agli assessori si applicano le cause di ineleggibilit� e di incompatibilit�, sospensione e decadenza previste dalle norme vigenti per la carica di consigliere comunale e per la carica di sindaco. Gli assessori, prima di essere immessi nell'esercizio delle loro funzioni, dichiarano l'inesistenza di cause di incompatibilit�, di decadenza e ostative alla assunzione della carica e, in presenza del segretario che redige il processo verbale, prestano giuramento secondo la formula stabilita per i consiglieri comunali.
Gli assessori che rifiutino di prestare giuramento decadono dalla carica. La loro decadenza � dichiarata dal sindaco.
Nei limiti della delega conferita hanno rilevanza interna ed esterna, adottano gli atti di competenza del sindaco, forniscono ai dirigenti direttive e criteri per la predisposizione degli atti di indirizzo, programmazione, impulso da sottoporre agli organi di governo dell'ente, svolgono attivit� di controllo sull'attuazione degli indirizzi, degli obiettivi, dei programmi affidati ai dirigenti. Le deleghe conferite agli assessori, ogni modifica o revoca sono comunicate entro sette giorni dal sindaco al consiglio comunale, al segretario comunale e ai dirigenti.
Il sindaco pu�, in ogni tempo, revocare uno o pi� assessori, procedendo contemporaneamente alla nomina dei nuovi assessori.
In entrambi i casi, il sindaco deve, entro sette giorni, fornire al consiglio comunale circostanziata relazione sulle ragioni del provvedimento, sulle quali il consiglio comunale pu� esprimere le proprie valutazioni.
Il sindaco pu� nominare vice sindaco un assessore che, in caso di sua assenza o impedimento, nonch� di sospensione, lo sostituisce in via generale.
E' assessore anziano, ad ogni fine previsto dallo statuto e dalla legge, il componente della giunta pi� anziano di et�, che, in assenza anche del vice sindaco, surroga in via generale il sindaco assente o impedito.
Il sindaco � il capo del governo locale, ed in tale veste esercita le funzioni di rappresentanza, di presidenza, di sovrintendenza e di amministrazione, nei modi previsti dalla legge n. 142/90, cos� come recepita dalla legge regionale n. 48/91, come modificata dalla legge regionale n. 30/2000.
Il sindaco nomina gli assessori su cui ha potere di indirizzo, di vigilanza e di controllo dell'attivit�, convoca e presiede la giunta e compie tutti gli atti di amministrazione che, dalla legge e dallo statuto, non siano specificatamente attribuite alla competenza di altri organi del Comune, degli organi di decentramento, dei dirigenti e del segretario comunale.
Effettua tutte le nomine, le designazioni e le revoche attribuite dalla vigente legislazione nazionale o regionale ai comuni, tranne le elezioni riservate alla competenza del consiglio comunale, fermo restando il divieto di nominare il proprio coniuge, i parenti o affini entro il quarto grado. Nomina i componenti degli organi consultivi del Comune nel rispetto dei criteri stabiliti dalla legge e dai relativi regolamenti, tenendo presente la rappresentativit� territoriale delle associazioni e degli organismi di partecipazione, la rappresentanza di entrambi i sessi, la necessaria competenza, fermo restando il divieto di nominare il proprio coniuge e i parenti o affini entro il quarto grado.
Il sindaco � autorit� sanitaria locale e per l'esercizio delle proprie funzioni si avvale dei servizi dell'azienda sanitaria locale. Esercita, in materia di igiene e sanit�, le funzioni previste dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833 e dalle disposizioni di legge.
Per l'elezione, la rimozione, la decadenza, le dimissioni e lo status di sindaco si applicano le vigenti norme regionali e statali, ferme restando le cause di ineleggibilit� e di incompatibilit� previste dalle norme vigenti per la carica di consigliere.
Distintivo del sindaco � la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune.
Ogni anno presenta una relazione scritta sullo stato di attuazione del programma e sull'attivit� svolta anche dalla giunta, nonch� su fatti particolarmente rilevanti al consiglio comunale che, entro dieci giorni dalla presentazione, esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni.
c) attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, secondo le modalit� dell'art. 51 della legge n. 142/90, come recepito dalla legge regionale n. 48/91, come modificata dalla legge regionale n.30/2000, il contratto collettivo nazionale di lavoro, nonch� le norme dello statuto e dell'ordinamento degli uffici e dei servizi;
e) impartisce direttive al segretario o al direttore generale in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa delle unit� organizzative;
j) svolge attivit� di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli altri organismi di partecipazione;
r) coordina, nell'ambito della disciplina regionale sulla base degli indirizzi impartiti dal consiglio comunale, gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, nonch� gli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione dei servizi alle esigenze complessive degli utenti.
c) vigila sull'attivit� degli assessori, dei dirigenti e dei propri collaboratori;
c) definisce l'articolazione dell'orario di servizio e dell'orario di apertura al pubblico tenendo presente le finalit� e gli obiettivi dell'ente, le esigenze dell'utenza, le possibilit� e potenzialit� della struttura, le disponibilit� di organico e finanziarie;
d) convoca e presiede la conferenza interorganica per correlare, con il presidente del consiglio, i capigruppo, il segretario e i funzionari interessati, i tempi e l'attivit� dell'esecutivo con quella del consiglio comunale;
d) alla vigilanza di tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone, se del caso, l'autorit� governativa competente.
Il sindaco, nei casi e nei modi previsti dall'art. 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e previa comunicazione al prefetto, pu� delegare: agli assessori funzioni che egli svolge quale ufficiale di governo, ad un consigliere comunale l'esercizio delle funzioni previste dalla precedente lett. a).
Il sindaco, per l'espletamento di attivit� connesse con le materie di sua competenza, pu� conferire incarichi, nei limiti di legge e a tempo determinato, che non costituiscono rapporto di pubblico impiego, ad esperti estranei all'amministrazione.
Gli esperti devono essere dotati di documentata professionalit� in relazione all'incarico conferito.
Il sindaco annualmente trasmette al consiglio comunale una dettagliata relazione sull'attivit� degli esperti da lui nominati.
L'organizzazione delle strutture e tutta l'attivit� amministrativa del Comune si conformano in particolare ai seguenti criteri:
- distinzione tra responsabilit� di indirizzo e controllo, spettanti agli organi di governo, e quelle di gestione amministrativa, attribuite agli organi burocratici;
- coordinamento dell'azione amministrativa e collegamento delle attivit� dei vari uffici per mezzo di comunicazione interna ed esterna ed interconnessione anche informatica;
- flessibilit� organizzativa, sia in relazione ai bisogni dell'utenza sia alle nuove o mutate competenze dei servizi;
- flessibilit� nella gestione delle risorse umane, per favorire: l'utilizzo delle professionalit� interne, la partecipazione dei singoli dipendenti, le pari opportunit� fra uomini e donne per l'accesso ed il trattamento sul lavoro;
- responsabilit�, professionalit� e collaborazione di tutto il personale per il risultato dell'azione amministrativa, nel rispetto della normativa contrattuale vigente;
- valorizzazione delle risorse umane attraverso la partecipazione attiva e la responsabilizzazione diffusa del personale nella gestione delle attivit� dell'ente;
Gli organi di governo dell'ente, secondo la propria competenza, definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare tramite la relazione previsionale, il bilancio di previsione, specificando le modalit� operative tramite il PEG o, in assenza, tramite atti di indirizzo generali o puntuali assegnando obiettivi e risorse.
Tutta l'attivit� dell'ente deve essere improntata ai principi ed ai metodi della programmazione utilizzando per l'impiego delle risorse, in conformit� agli strumenti normativi, il metodo della programmazione del lavoro per obiettivi e della gestione per programmi e/o progetti ed adottando conseguentemente le soluzioni organizzative capaci di assicurare i migliori risultati ai minori costi. Gli obiettivi e i programmi e/o i progetti sono fissati con la relazione previsionale e programmatica.
La programmazione delle attivit� operative, finalizzata alla realizzazione degli obiettivi di gestione, � attuata dai dirigenti, nell'ambito delle competenze a ciascuno attribuite, secondo le modalit� stabilite dallo statuto e dal regolamento, e sar� soggetta a periodiche verifiche da attuarsi da parte della direzione politica e della direzione operativa.
La struttura organizzativa dell'ente ed i rapporti funzionali tra le sue componenti sono finalizzati alla realizzazione degli obiettivi dell'amministrazione secondo criteri di economicit� e di equilibrio tra risorse ed interventi.
L'organizzazione del Comune � costituita da strutture, complesse e semplici, di tipo orizzontale ma collegate fra loro, in modo da poter attivare impulso, verifiche e una costante comunicazione al fine di garantire risposte univoche e coordinate per l'utilizzo ottimale delle risorse e il raggiungimento degli obiettivi, particolari e generali.
La funzione di coordinamento persegue lo scopo di assicurare l'unitariet� dell'azione amministrativa, in coerenza con le politiche generali del Comune e con il complesso degli obiettivi programmatici a breve, medio e lungo termine, ed, inoltre, di perseguire livelli ottimali di efficienza ed efficacia. E' esercitata sia a livello generale, con il coinvolgimento di tutti i dirigenti o dei responsabili delle strutture complesse e degli uffici di staff, sia all'interno di dette strutture.
Possono essere istituiti uffici di progetto, per attivit� temporanee, e uffici di staff per il supporto dell'attivit� istituzionale del sindaco o del segretario o del direttore generale.
I dirigenti, cio� i dipendenti preposti ad una struttura di vertice, esercitano funzioni e compiti di programmazione, direzione, controllo e con responsabilit� diretta nei confronti degli organi di direzione politica e amministrativa.
Inoltre concorrono, con attivit� istruttorie e di analisi e con autonome proposte, alla predisposizione degli atti di indirizzo generale, alla definizione degli atti e dei progetti di competenza degli organi collegiali, nei confronti dei quali i dirigenti sono responsabili della correttezza amministrativa e dell'efficienza di gestione.
La disciplina relativa alla nomina ed allo stato giuridico ed economico del segretario comunale � stabilita dalla legge, dal D.P.R. 4 dicembre 1997, n. 465 e dai contratti collettivi di categoria.
Il segretario svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformit� dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti del Comune.
Il segretario, se non � stato nominato il direttore generale, sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti apicali, ne coordina l'attivit�, adotta gli atti di gestione di competenza.
Al segretario del Comune possono essere conferite le funzioni di direttore generale della struttura organizzativa ai sensi dell'art. 51 bis, quarto comma, della legge 8 giugno 1990, n. 142 (art. 108 del TUEL) che si aggiungono a quelle attinenti al proprio ruolo ed alle altre che il sindaco vorr� conferirgli nel rispetto delle disposizioni vigenti.
- collabora con gli organi politici alla definizione degli strumenti di programmazione sotto il profilo tecnico-gestionale, raccordando gli obiettivi alla potenzialit� della struttura organizzativa, e propone alla giunta il piano esecutivo di gestione o il piano operativo degli obiettivi;
- nel rispetto dell'autonomo esercizio delle funzioni attribuite ai dirigenti responsabili dei servizi dalla legge e dall'ordinamento degli uffici, sovrintende alla gestione complessiva dell'ente e coordina l'attivit� dell'intera struttura perseguendo l'attuazione degli indirizzi e degli obiettivi dell'ente, secondo le direttive impartite dal sindaco e dalla giunta;
- definisce il piano delle assunzioni e i criteri di mobilit� in relazione ai programmi di bilancio e del PEG.
Il direttore generale pu�, prima della scadenza dell'incarico, essere revocato con atto motivato e previa delibera della giunta, dal sindaco a cui compete la valutazione dei risultati dell'attivit�.
Il vice segretario � un dipendente a tempo indeterminato dell'ente, inquadrato in categoria D e in possesso dei requisiti previsti per l'accesso al ruolo dei segretari comunali.
Nel regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi sono stabilite le modalit� di nomina.
Nell'ordinamento degli uffici e dei servizi sono istituite e disciplinate, al fine di razionalizzare l'organizzazione e garantire unicit� di gestione, coordinamento e celerit� dell'azione amministrativa, le posizioni organizzative previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro stipulato il 31 marzo 1999 (N.O.P.), il cui incarico pu� essere conferito ai dipendenti di categoria D, che, con assunzione diretta di elevata responsabilit� di prodotto e di risultato nei confronti della direzione politica, svolgano:
- funzioni di direzione di una o pi� unit� organizzative di particolare complessit� comprendenti pi� uffici o servizi e caratterizzate da elevato grado di autonomia gestionale e amministrativa, con l'eventuale attribuzione delle funzioni previste dal testo unico n. 267/2000 e della gestione del PEG;
- attivit� con contenuti di alta professionalit� e specializzazione, correlata a diplomi di laurea e/o all'iscrizione ad albi professionali, con compiti di coordinamento di strutture complesse, anche se temporanee, e responsabilit� di gestione e di risultato;
- attivit� di staff e di studio, ricerca e controllo caratterizzata da elevate autonomia e esperienza e con compiti di coordinamento di strutture non semplici, anche se temporanee, e con responsabilit� di gestione e di risultato.
In forza dell'art. 13 della legge regionale n. 7/92, il sindaco con il provvedimento di nomina individua, per ciascuna posizione organizzativa, le strutture su cui l'incaricato eserciter� le funzioni e i compiti da svolgere con responsabilit� diretta nei confronti della direzione politica e amministrativa. L'incarico � temporaneo e non pu� eccedere il mandato del sindaco che per la nomina, nel rispetto dei criteri e delle modalit� specificate nell'ordinamento degli uffici e dei servizi, terr� conto, in relazione alle funzioni ed attivit� da svolgere e dei programmi da realizzare, della professionalit� e delle attitudini.
L'ordinamento degli uffici predeterminer�, nel rispetto del CCD e nell'ambito dell'apposito fondo di bilancio, modalit�, procedure e tempi del conferimento dell'incarico; modalit� per l'attribuzione e la quantificazione della retribuzione di posizione e di risultato, modalit� di revoca e di conferma entrambe legate al risultato della gestione.
I dirigenti sono funzionari inquadrati nella categoria D, a cui il sindaco, in forza dell'art. 13 della legge regionale n. 7/92, attribuisce la direzione delle strutture complesse, con il compito di dirigere e coordinare attivit� omogenee per scopo e orientamento di servizio, assicurando, pur nel rispetto dell'autonomia operativa, un indirizzo unitario in relazione ai fini comuni per consentire un'azione coordinata per la realizzazione dei programmi e per il conseguimento degli obiettivi.
Il sindaco, tenuto conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare e anche nell'intento di valorizzare nuove professionalit�, attraverso l'eventuale applicazione del criterio della rotazione, conferisce detti incarichi a tempo determinato sulla base di criteri predeterminati con l'ordinamento degli uffici.
L'incarico di dirigente pu� essere revocato in caso di inosservanza delle direttive impartite, di altre gravi inadempienze agli obblighi di servizio o di palese incapacit� a svolgere efficacemente l'incarico conferito e negli altri casi previsti e con le modalit� disciplinate dall'ordinamento degli uffici.
- coordinare la mobilit� all'interno della struttura e formulare proposte organizzative, verificare i risultati della gestione e la qualit� dei servizi;
- individuare, qualora non gi� individuati, i responsabili dei procedimenti di competenza della struttura, assumendo le necessarie iniziative per ottimizzare la gestione interna dell'intera struttura;
- verificare e controllare le attivit� dei dipendenti assegnati alla struttura, anche con potere sostitutivo in caso di inerzia.
Il sindaco pu� attribuirgli anche:
Il dirigente � responsabile del perseguimento degli obiettivi assegnati, del buon andamento e della economicit� della gestione, della funzionalit� della struttura, della validit� e correttezza amministrativa degli atti di propria competenza.
- garantire la legittimit�, la regolarit� e la correttezza dell'azione amministrativa (controllo di regolarit� amministrativa e contabile);
- verificare l'efficacia, efficienza ed economicit� dell'azione amministrativa e monitorare il rapporto tra costi e risultati (controllo di gestione);
- valutare l'attivit� e le prestazioni di tutto il personale (valutazione del personale);
- siano individuate distintamente le diverse attivit� da demandare alle strutture di controllo interno;
- siano chiari anche a livello organizzativo i criteri di incompatibilit� e la distinzione tra attivit� operative e quelle di supporto ai valutatori;
Nell'ambito dell'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, per i procedimenti che incidono su situazioni giuridiche soggettive, devono essere previste forme di partecipazione dagli interessati secondo le modalit� stabilite dallo statuto e nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10.
Con apposite norme vengono individuati e determinati, per ciascun tipo di procedimento, l'unit� organizzativa responsabile di tutto l'iter procedimentale, ed il soggetto competente per l'adozione del provvedimento finale.
L'unit� organizzativa � l'ufficio a cui, in base alla normativa vigente o a provvedimenti amministrativi, � affidata l'iniziativa, l'istruttoria o la competenza per materia.
Il dipendente preposto, in base alla normativa vigente o a provvedimenti amministrativi, all'unit� organizzativa, come sopra determinata, � responsabile del procedimento.
Il Comune dar� idonea pubblicit� alla predetta disposizione e ci� al fine di assicurare ai cittadini interessati la possibilit� di avere un preciso interlocutore nei vari uffici con cui tenere i necessari contatti nel corso del procedimento.
Il responsabile di ciascuna unit� organizzativa pu� assegnare, con provvedimento generale o puntuale ma sempre portato a conoscenza degli interessati, ad altro dipendente addetto all'unit� stessa, la responsabilit� dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento, nonch�, eventualmente, dell'adozione del provvedimento finale, nel rispetto, comunque, delle competenze previste dallo statuto.
L'unit� organizzativa competente ed il nominativo del responsabile, nonch� il nominativo della persona che pu� sostituire lo stesso responsabile in caso di sua assenza o impedimento, sono comunicati alle parti del procedimento amministrativo e, su espressa richiesta motivata, a chiunque abbia un interesse da tutelare.
Qualora sussistano particolari esigenze di celerit� o la comunicazione personale non sia possibile o risulti gravosa, l'amministrazione vi provvede a mezzo pubblicazione all'albo pretorio o con altre forme idonee allo scopo.
Qualunque soggetto portatore di interessi pubblici o privati, nonch� i portatori di interessi diffusi giuridicamente costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facolt� di intervenire nel procedimento.
Ferme restando le particolari norme che li regolano, altre disposizioni possono essere previste per la partecipazione al procedimento di formazione degli atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione dell'amministrazione comunale, nonch� ai procedimenti tributari.
Ogni procedimento, senza aggravio della procedura e nel rispetto delle norme sulla semplificazione, deve essere concluso nei termini prestabiliti con un provvedimento espresso. Ciascun provvedimento amministrativo, ad eccezione degli atti normativi (regolamenti) e di quelli a contenuto generale (direttive, istruzioni di servizio, ecc.), deve essere motivato con indicazione dei preposti di fatto e di diritto che hanno determinato la decisione dell'amministrazione. L'obbligo della motivazione, come principio generale, si configura come garanzia per il cittadino ma anche come consistente contributo ad una verifica di legittimit�, in sede di normale controllo amministrativo. Tale obbligo riguarda sia gli atti vincolati che i provvedimenti discrezionali. La motivazione deve essere resa in modo da consentire la comprensione dell'iter logico ed amministrativo seguito per l'emanazione del provvedimento.
In ogni provvedimento va indicato il termine e l'autorit� cui � possibile ricorrere.
L'amministrazione pu� concludere accordi con gli interessati per determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale o, nei casi previsti dalla legge, in sostituzione di questo. Gli accordi sul contenuto del provvedimento, conclusi a seguito della presentazione di osservazioni e proposte scritte, non possono arrecare pregiudizio ai diritti dei terzi e in ogni caso devono garantire il perseguimento del pubblico interesse, e vanno, a pena di nullit�, stipulati per atto scritto, salvo diversa disposizione della legge.
Il consiglio comunale, sulla base di una valutazione comparativa delle predette forme di gestione ed in relazione ad una migliore efficienza, efficacia ed economicit� cui deve tendere il servizio, sceglie la forma di gestione del relativo servizio e delibera la modifica delle forme di gestione dei servizi attualmente erogati alla popolazione.
Il sindaco ed i revisori dei conti riferiscono ogni anno al consiglio, in sede di valutazione del bilancio consuntivo, sul funzionamento e sul rapporto "costo-ricavo" dei servizi singoli o complessivi, nonch� sulla loro rispondenza in ordine all'esigenza e alla fruizione dei cittadini. In tutti gli enti, aziende, societ� e consorzi, dove � prevista la nomina di amministratori o rappresentanti da parte del sindaco o del consiglio comunale, non possono essere nominati ascendenti, discendenti e affini sino al secondo grado del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali.
La tariffa, che costituisce il corrispettivo dei servizi pubblici, � determinata ed adeguata ogni anno. Qualora i servizi siano gestiti da soggetti esterni la tariffa pu� essere, nel rispetto della normativa vigente, riscossa dal soggetto che gestisce il servizio.
Al fine di ridurre i costi o migliorare i servizi, il comune pu�, previa ricerca di mercato, stipulare contratti di sponsorizzazione, accordi di collaborazione o convenzioni per servizi aggiuntivi con altri soggetti pubblici o privati. A specificazione di quanto previsto dall'art. 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, � possibile, dietro contributo finanziario veicolare l'immagine del soggetto aderente o fare utilizzare il logo o lo stemma del comune.
Il Comune gestisce in economia i servizi che per le loro modeste dimensioni o per le loro caratteristiche non rendono opportuna la costituzione di un'istituzione o di un'azienda speciale. Con apposito regolamento il consiglio comunale stabilisce l'organizzazione ed i criteri per assicurare l'economicit� e l'efficienza di gestione di tali servizi.
La gestione del servizio � affidata ad un funzionario che ne � responsabile e pu� essere utilizzata la collaborazione di volontari, singoli o associati, escludendo la possibilit� di costituire rapporti di lavoro subordinato.
Il Comune, per la gestione di uno o pi� servizi di notevole rilevanza economica ed imprenditoriale, pu� costituire una o pi� aziende speciali.
L'azienda speciale � un ente strumentale, dotato di personalit� giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto approvato dal consiglio come previsto dalla legge.
La nomina e la revoca degli amministratori spettano al sindaco che ne dar� motivata comunicazione al consiglio comunale.
I componenti il consiglio di amministrazione ed il presidente sono scelti, sulla scorta del curriculum, dal sindaco fra coloro che abbiano una speciale competenza tecnica e/o amministrativa per studi compiuti, per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici pubblici ricoperti, rispettando i limiti del l'art. 13 della legge regionale n. 7/92. L'azienda deve operare con criteri di imprenditorialit� con obbligo di pareggio del bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, salvo l'esistenza di costi sociali da coprire mediante conferimento da parte dell'ente locale.
Per l'espletamento dei servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale, il Comune pu� costituire un'istituzione, organismo strumentale dotato di personalit� giuridica e di autonomia gestionale, che eserciter� nel rispetto del proprio statuto approvato dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei componenti.
Organi dell'istituzione sono: il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore. La nomina e la revoca degli amministratori spettano al sindaco che ne dar� motivata comunicazione al consiglio comunale.
I componenti il consiglio di amministrazione ed il presidente vengono nominati dal sindaco tra persone che, per qualificazione culturale e sociale, rappresentino le relative componenti della comunit� locale, compresi gli utenti del servizio, e che abbiano competenza nel settore e in materia gestionale da valutarsi in base a curriculum.
Lo statuto disciplina il numero, gli eventuali ulteriori requisiti specifici richiesti agli amministratori, la durata in carica, la posizione giuridica e lo status dei componenti, nonch� le modalit� di funzionamento degli organi e per il controllo interno e del Comune.
Il consiglio comunale, quando sussistono motivazioni tecniche, economiche e di opportunit� sociale, pu� affidare la gestione di servizi pubblici in concessione a terzi, comprese cooperative e associazioni di volontariato legalmente costituite e che non abbiano fini di lucro.
La scelta del concessionario deve avvenire previo espletamento di gara, ritenendosi la trattativa privata un mezzo del tutto eccezionale da adottarsi solo nei casi previsti dalla legge, tenendo conto, altres�, delle direttive della Comunit� europea in tema di affidamento dell'esecuzione di opere e servizi pubblici.
La concessione deve essere regolata da condizioni che devono garantire l'espletamento del servizio a livelli qualitativi corrispondenti alle esigenze dei cittadini utenti, la razionalit� economica della gestione e dei conseguenti effetti sui costi sostenuti dal Comune e dall'utenza, la realizzazione degli interessi pubblici generali.
Per la gestione di servizi comunali di rilevante importanza e consistenza che richiedano investimenti finanziari elevati ed organizzazione imprenditoriale, o quando sia opportuna in relazione alla natura o all'ambito territoriale, la partecipazione di pi� soggetti pubblici o privati, il consiglio comunale pu� promuovere la costituzione di societ� a prevalente capitale pubblico locale, con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, o pu� rilevare societ� gi� costituite.
Il consiglio comunale, per la costituzione di societ� a prevalente capitale pubblico, approva la bozza di statuto ed un piano tecnico-finanziario relativo alla costituzione delle societ� e alle previsioni in ordine alla gestione del servizio pubblico a mezzo della stessa, e conferisce al sindaco i poteri per gli atti conseguenti.
La prevalenza del capitale pubblico locale della societ� � realizzata mediante l'attribuzione della maggioranza del capitale al Comune e, nel caso di gestione di servizi di interesse pluri-comunali, ai comuni che fruiscono degli stessi servizi.
Il consiglio, qualora sia opportuno, in relazione alla natura del servizio da svolgere, pu� assumere partecipazioni in societ� con capitale prevalente pubblico ma con una accertata solida situazione finanziaria e che abbiano scopi connessi ai compiti istituzionali del Comune. In questo caso la partecipazione del Comune deve garantire il diritto alla nomina di almeno un rappresentante nel consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale.
I partecipanti possono costituire tutte o parte delle quote relative alla propria partecipazione mediante conferimento di beni, impianti ed altre dotazioni destinate ai servizi affidati alla societ�.
Il Comune, per la realizzazione delle opere necessarie al corretto svolgimento di servizi pubblici nonch� per la realizzazione di infrastrutture ed altre opere di interesse pubblico pu� partecipare o costituire apposite societ� per azioni senza il vincolo della propriet� pubblica maggioritaria, scegliendo i soci privati con procedure ad evidenza pubblica.
Al fine di svolgere in modo coordinato funzioni o servizi specifici anche a tempo determinato, il Comune pu� stipulare con altri Comuni o con la provincia e con altri enti pubblici apposite convenzioni, deliberate dal consiglio comunale con l'indicazione dei fini, della durata, delle forme di consultazione e di rappresentanza, dei rapporti finanziari, dei reciproci obblighi e garanzie.
La convenzione pu� anche prevedere la costituzione di uffici comuni che operano con personale distaccato dagli enti partecipanti ai quali affidare o delegare l'esercizio delle funzioni pubbliche in luogo dei soggetti partecipanti.
Il Comune, per la gestione associata di uno o pi� servizi, pu� costituire con altri Comuni o con la Provincia regionale un consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali. I consigli comunali di ciascun Comune interessato al consorzio approvano a maggioranza assoluta dei propri componenti una convenzione che stabilisce i fini, la durata, le forme di consultazione fra comuni consorziati, i loro rapporti finanziari, i reciproci obblighi e garanzie e la trasmissione agli enti aderenti degli atti fondamentali del consorzio.
Il Comune, nell'assemblea del consorzio, � rappresentato dal sindaco o da un suo delegato, ciascuno con responsabilit� pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto.
Il Comune non pu� costituire pi� di un consorzio con gli stessi Comuni e Provincia regionale. La costituzione del consorzio di servizi pu� essere disposta con decreto dell'Assessore regionale per gli enti locali, per funzioni e servizi a carattere obbligatorio.
Gli accordi, che riguardano una o pi� opere oppure uno o pi� interventi previsti negli strumenti programmatori sono approvati dalla giunta comunale.
Per verificare la possibilit� dell'accordo di programma il sindaco convoca o partecipa ad una conferenza dei rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate.
L'accordo � approvato con decreto del Presidente della Regione siciliana, o con atto formale del presidente della provincia o dal sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente, ed � pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
L'accordo pu� prevedere procedimenti di arbitrato ed interventi surrogatori di eventuali inadempienze dei soggetti partecipanti in considerazione che i vincoli scaturenti dell'accordo coinvolgano varie posizioni di potest� amministrative.
L'ordinamento finanziario e contabile del comune � disciplinato dallo statuto e dal regolamento di contabilit� nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge statale coordinata con quella regionale. Nell'ambito di detti principi il comune persegue, attraverso l'esercizio della propria potest� impositiva e con il concorso delle risorse trasferite dallo Stato ed attribuite dalla Regione, condizioni di effettiva autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite, adeguando programmi e attivit� ai mezzi disponibili e ricercando, mediante la razionalit� delle scelte e dei procedimenti, l'efficiente ed efficace impiego di tali mezzi.
Il Comune, nell'attivare il concorso dei cittadini alle spese pubbliche locali, ispira le proprie determinazioni a criteri di equit� e di giustizia distribuendo il carico tributario in modo da assicurare la partecipazione di ciascun cittadino in proporzione alle sue effettive capacit� contributive o alla fruizione del servizio.
L'ordinamento specifica l'attivit� dell'ente in materia di programmazione, gestione e rendicontazione, investimenti, servizio di tesoreria, compiti e attribuzione dell'organo di revisione, controllo di gestione e contabilit� economica.
Il regolamento di contabilit� applica i principi stabiliti dalla legge, adeguandoli alle modalit� organizzative previste dall'ordinamento degli uffici, prevedendo che mandati di pagamento e reversali d'incasso siano sottoscritti dal responsabile del servizio finanziario, ferme restando le disposizioni previste dalle legge per assicurare l'unitariet� e l'uniformit� del sistema finanziario e contabile.
Il Comune adotta il sistema della programmazione, controllo e verifica dei risultati, correlando tutta la propria attivit� amministrativa alle risorse finanziarie che risultano acquisibili per realizzarla.
Al fine di assicurare ai cittadini e agli organismi di partecipazione la conoscenza dei contenuti significativi dei documenti finanziari il regolamento di contabilit� prevede forme di pubblicit� e di consultazione, compreso il loro deposito presso l'ufficio relazioni con il pubblico.
Il programma triennale delle opere pubbliche deve rispettare le disposizioni della legge quadro sui lavori pubblici come recepita dalla legge regionale n. 7/2002 e successive modifiche ed integrazioni, il piano economico finanziario, le disposizioni del decreto legislativo n. 267/2000. Per tutti gli investimenti comunque finanziati l'organo deliberante, nell'approvare il progetto o il piano esecutivo dell'investimento, d� atto della copertura delle maggiori spese di gestione nel bilancio pluriennale ed assume l'impegno di inserire nei bilanci pluriennali successivi le ulteriori o maggiori previsioni di spesa.
Il passaggio della categoria dai beni demaniali a quella patrimoniale e dal patrimonio indisponibile a quello disponibile scaturisce dalla cessata utilit� e destinazione del bene di cui si prender� atto con delibera di giunta.
Per la valutazione dei beni, per la rilevazione delle variazioni e per la quantificazione del loro ammortamento ai sensi del decreto legislativo n. 267/2000 si applicheranno le disposizioni del regolamento di contabilit�.
I beni demaniali possono essere concessi in uso con modalit� e canoni fissati dall'apposito regolamento, i beni patrimoniali devono, invece, essere dati in affitto.
Solo in casi del tutto eccezionali, e quando ci� sia previsto dalla legge, tali fondi possono essere utilizzati per necessit� gestionali.
La giunta comunale sovrintende alla attivit� di conservazione e gestione del patrimonio comunale assicurando, attraverso l'apposito ufficio previsto dal regolamento di organizzazione, la tenuta degli inventari dei beni immobili o mobili ed il loro costante aggiornamento, con tutte le variazioni che, per effetto di atti di gestione, nuove costruzioni ed acquisizioni, si verifichino nel corso di ciascun esercizio.
Il regolamento di contabilit� stabilisce le modalit� per la tenuta degli inventari e determina i tempi entro i quali sono sottoposti a verifica generale.
La giunta comunale adotta gli atti previsti dal regolamento di contabilit� per assicurare, da parte di tutti i responsabili di uffici e servizi, l'osservanza dell'obbligo generale di diligenza nell'utilizzazione e conservazione dei beni dell'ente.
Per i beni mobili tale responsabilit� � attribuita ai consegnatari definiti dal regolamento di contabilit�.
L'alienazione dei beni immobili avviene di norma mediante asta pubblica, quella relativa ai beni mobili, con le modalit� stabilite dal regolamento.
La gestione dei beni comunali deve essere informata a criteri di conservazione e valorizzazione del patrimonio e del demanio comunale, sulla base di realistiche valutazioni fra oneri ed utilit� pubblica del singolo bene.
La concessione � regolata da apposita convenzione ed ha la durata minima triennale e massima quinquennale rinnovabile.
Il Comune affida di norma il servizio di tesoreria ad un istituto di credito autorizzato a svolgere l'attivit�, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385.
Il regolamento di contabilit� stabilisce le modalit� di esercizio del servizio di tesoreria e dei servizi dell'ente che comportano maneggio di denaro, fissando norme idonee per il controllo di tali gestioni. Per la riscossione delle entrate tributarie il Comune pu� provvedere a mezzo del concessionario della riscossione, che a richiesta pu� assumere anche il servizio di tesoreria.
Il consiglio comunale affida la revisione economico-finanziaria all'organo previsto dal successivo articolo che, in conformit� alle disposizioni del regolamento di contabilit�, svolge le seguenti funzioni:
a) collabora con il consiglio comunale nelle attivit� di controllo e di indirizzo sull'azione amministrativa di gestione economico-finanziaria dell'ente. La funzione di collaborazione non si estende a quella amministrativa di governo complessiva posta in essere nel comune;
b) esercita, secondo le disposizioni del regolamento di contabilit�, la vigilanza sulla regolarit� contabile e finanziaria degli strumenti tecnico-contabili messi in atto nel corso dell'esercizio finanziario;
d) svolge attivit� propositive e di stimolo nei confronti degli organi elettivi al fine di consentire il raggiungimento di maggiore efficienza, produttivit� ed economicit� nella loro azione.
Ove riscontri irregolarit� nella gestione dell'ente l'organo di revisione ne riferisce immediatamente al sindaco ed al presidente del consiglio affinch� ne informino il consiglio comunale.
Il consiglio comunale elegge, come previsto dalla normativa vigente, un collegio di revisori composto da tre membri, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in Sicilia. Valgono per i revisori le norme di ineleggibilit� e incompatibilit� stabilite dal decreto legislativo n. 267/2000 e dalle disposizioni previste per i consiglieri comunali. Per la durata dell'incarico, per la cessazione, revoca o decadenza, per il numero degli incarichi e per il trattamento economico; per la responsabilit� si applicano le disposizioni vigenti in materia.
I revisori rispondono della verit� delle attestazioni in ordine alla corrispondenza del rendiconto alle risultanze di gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del conto consuntivo.
I rapporti del collegio con gli organi burocratici sono stabiliti dal regolamento di contabilit� che discipliner� anche i compiti e le funzioni di collaborazione e di referto; l'esercizio della funzione di revisione; l'oggetto, i modi ed i tempi per pareri, attestazioni, certificazioni, relazioni e segnalazioni.
Il controllo di gestione mira a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati, la funzionalit� dell'organizzazione dell'ente, l'efficacia e l'efficienza dei servizi offerti.
Il controllo di gestione assume le caratteristiche del controllo funzionale riferito all'intera attivit� del comune per migliorare il coordinamento dell'azione amministrativa e dell'efficacia e della economicit� della spesa pubblica.
E' controllo interno, concomitante allo svolgimento dell'attivit� amministrativa e finalizzato ad orientare l'azione amministrativa e a rimuovere eventuali difficolt� o disfunzioni.
Il controllo finanziario � funzionale alla verifica della regolare gestione dei fondi di bilancio e dei relativi equilibri ed � correlato al raggiungimento dei programmi e degli obiettivi, oggetto del controllo di gestione.
Il modello organizzativo, le procedure e le modalit� del controllo di gestione, secondo le disposizioni del decreto legislativo n. 29/93, del decreto legislativo n. 267/2000 saranno esplicitate nell'apposito regolamento modulato secondo le esigenze e la struttura dell'ente.
Il Comune, nell'espletamento dell'attivit� contrattuale si attiene alle procedure previste dalla normativa della Comunit� economica europea, nazionale e regionale in vigore ed alle disposizioni dell'apposito regolamento dei contratti che dovr� assicurare l'applicazione di criteri di trasparenza, efficienza ed economicit� di gestione; garantire adeguata pubblicit� alla ricerca del contraente; prevedere i casi di ricorso alla trattativa privata, all'appalto concorso, alla concessione di costruzione e gestione assicurando pubblicit� di procedure, congruit� dei prezzi ed obiettivit� nella scelta del contraente.
c) le modalit� di scelta del contraente ammesse dalle vigenti disposizioni in materia di contratti delle amministrazioni dello Stato e della Regione siciliana, nonch� le ragioni che sono alla base in caso di deroga al pubblico incanto, che costituisce la regola generale per la scelta del contraente.
Il procedimento contrattuale � disciplinato dal regolamento dei contratti, da quello per i lavori e le forniture in economia e dal regolamento economato per la gestione di cassa delle entrate e delle spese di non rilevante ammontare.
La commissione di gara, disciplinata dal regolamento dei contratti, sar� presieduta dal dirigente dell'ufficio interessato per materia con potere di decisione.
I verbali di aggiudicazione sono pubblicati per sette giorni consecutivi all'albo pretorio e diventano definitivi ed esecutivi senza necessit� di approvazione e controllo, se nel termine predetto non pervengono motivati reclami, su cui decide il presidente di gara.
Il Comune informa la propria attivit� ai principi della partecipazione dei cittadini elettori e dei cittadini residenti, sia singoli che associati, per assicurare il buon andamento, l'imparzialit� e la trasparenza dell'azione amministrativa.
Con apposito regolamento � stabilita la disciplina, la forma ed i termini delle predette partecipazioni, l'esercizio del diritto di udienza, la presentazione di petizione e proposte e l'utilizzo di appositi servizi o strutture da parte delle libere associazioni.
Saranno pubblicizzati luoghi, tempi e modi del ricevimento dei cittadini singoli o associati. Ogni soggetto che si ritenga leso da un provvedimento amministrativo pu�, nell'esercizio del diritto di udienza o per iscritto proporre reclamo all'organo che lo ha emanato, richiedendone la riforma, la revoca o l'annullamento e chiedendo di essere sentito.
L'organo competente � tenuto a sentire il richiedente ed a motivare il mancato accoglimento del reclamo.
La partecipazione popolare all'azione amministrativa � consentita anche con la presentazione, da parte dei cittadini singoli o associati, di istanze e petizioni per sollecitare l'intervento in questioni di interesse generale.
Alle istanze ed alle petizioni dovranno essere fornite dal sindaco risposte entro 30 giorni e, nel caso comportino l'adozione di specifici provvedimenti, l'organo competente dovr� provvedervi entro ulteriori 60 giorni, qualora il sindaco non abbia rigettata la richiesta con risposta motivata.
Il regolamento determina la procedura, i tempi, le forme di pubblicit�, e l'assegnazione all'organo competente, il quale procede nell'esame e predispone la risposta o le eventuali modalit� di intervento del Comune sulla questione sollevata.
Se il termine previsto dai precedenti commi non � rispettato, ciascun consigliere pu� sollevare la questione in consiglio, chiedendo ragione al sindaco del ritardo o provocando una discussione sul contenuto della petizione o istanza.
Il presidente del consiglio � tenuto a porre la questione all'ordine del giorno della prima seduta del consiglio.
I cittadini, nel numero non inferiore a 100 anche facenti parte di associazioni, comitati, organismi vari possono avanzare proposte articolate per l'adozione di atti amministrativi che il sindaco trasmette nei venti giorni successivi all'organo competente, corredate dal parere del responsabile dei servizi interessati, nonch� dell'attestazione relativa alla copertura finanziaria.
La proposta, presentata e sottoscritta secondo le modalit� e la procedura prevista dall'apposito regolamento, dovr� essere redatta sotto forma di proposta di deliberazione con l'indicazione dei riferimenti normativi, delle finalit�, dei motivi e con l'indicazione della eventuale spesa e del suo finanziamento.
Tra l'amministrazione comunale ed i proponenti si pu� giungere alla stipulazione di accordi, nel perseguimento del pubblico interesse al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale per cui � stata promossa l'iniziativa popolare.
L'iniziativa popolare non pu� avere ad oggetto le materie inerenti:
Al fine di assicurare la trasparenza e l'imparzialit� dell'attivit� amministrativa � garantito ai cittadini, singoli o associati, per la tutela di situazioni giuridiche soggettive o di interessi diffusi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi del Comune, nonch� degli enti e aziende dipendenti, secondo quanto previsto dalle norme della legge n. 241/90 e dalla legge regionale n. 10/91 e dallo specifico regolamento comunale.
Tutti gli atti dell'amministrazione comunale sono accessibili, ad eccezione di quelli coperti da segreto o divieto di divulgazione per espressa previsione di norme giuridiche o per effetto di temporanea e motivata dichiarazione del sindaco che ne vieti l'esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione pu� pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone o delle imprese.
L'esame dei documenti � gratuito, mentre il rilascio di copia � subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le vigenti disposizioni in materia di bollo, nonch� alla corresponsione dei diritti di ricerca.
Le aziende e gli enti dipendenti dal Comune hanno l'obbligo di uniformare la loro attivit� a tali principi.
Al fine di garantire la pi� ampia diffusione degli atti comunali e per raccogliere informazioni, segnalazioni, reclami, ecc., � istituito l'ufficio relazioni con il pubblico, che dovr� essere regolamentato secondo i principi e le modalit� previste dal decreto legislativo n. 150/2000, utilizzando personale con idonea qualificazione e capacit�.
Allo scopo di migliorare i rapporti tra cittadini e l'amministrazione comunale, improntandoli al principio della collaborazione e buona fede, � istituita la carta dei diritti del cittadino e del contribuente.
Il Comune valorizza le autonome forme associative, di volontariato, di cooperazione sindacale, di quelle operanti nel settore dei beni culturali, ambientali, storici ed artistici, del turismo, dello sport, dell'attivit� culturale e di gestione del tempo libero, nonch� forme associative religiose e qualsiasi altra forma associativa costituitasi spontaneamente tra cittadini a fini partecipativi. Riconosce il ruolo attivo e propositivo della cooperazione anche per lo sviluppo delle attivit� imprenditoriali ed inoltra l'azione educativa, formativa e di difesa della salute dello sport. Integra l'azione amministrativa con l'attivit� di altre istituzioni ed associazioni per la tutela della persona e della sua crescita singola ed associata, con particolare riferimento a fanciulli, donne, anziani e disabili.
1) sostiene le attivit� ed i programmi dell'associazionismo, anche mediante stipula di convenzioni;
3) pu� affidare ad associazioni ed a comitati l'organizzazione di singole iniziative; nel caso di assegnazione di fondi, il relativo rendiconto della spesa � approvato dalla giunta.
I predetti interventi hanno luogo nei confronti di libere forme associative che presentino i seguenti requisiti: eleggibilit� delle cariche; volontariet� dell'adesione e del recesso dei componenti; assenza di fini di lucro; pubblicit� dello statuto, degli atti e dei registri dei soci, perseguimento di finalit� correlati a quelle del Comune.
Nell'ambito delle predette finalit� il Comune istituisce un albo di associazioni, organizzazioni di volontariato e categorie professionali, soggetto a verifica ed aggiornamento annuali; l'iscrizione all'albo, diviso per settori corrispondenti alle politiche comunali, avviene dietro presentazione di apposita istanza corredata di copia autenticata dello statuto associativo, di documentazione inerente l'attivit� svolta dall'associazione nell'anno precedente per il raggiungimento delle proprie finalit�.
L'istanza pu� essere presentata da associazioni costituitesi da almeno 1 anno e che abbiano operato ed operino nell'ambito del territorio comunale.
Annualmente la giunta rende pubblico l'elenco di tutte le associazioni che hanno beneficiato delle concessioni di strutture, beni strumentali, contributi o servizi, nonch� di quelle che ne hanno fatto richiesta.
Per conoscere il parere dei cittadini, singoli o associati, sugli indirizzi politico amministrativi, il Comune si pu� avvalere degli strumenti di consultazione previsti dallo statuto nelle forme e modi che saranno esplicitati dall'apposito regolamento.
Il diritto di promuovere riunioni ed assemblee in piena libert� ed autonomia appartiene a tutti i cittadini ed agli organismi o formazioni sociali. Il Comune ne facilita l'esercizio mettendo nei limiti delle disponibilit� e con i modi previsti dal regolamento, strutture e sedi idonee.
Gli organi comunali possono convocare assemblee di cittadini, generali, di categoria, per ambiti territoriali per dibattere problemi, per esaminare proposte; per la verifica dello stato di servizi di rilevante interesse per la comunit�.
Per favorire la partecipazione dei cittadini e delle varie categorie sociali all'amministrazione locale, il Comune pu� costituire le consulte comunali a cui gli organi elettivi possono richiedere parere e collaborazione.
L'apposito regolamento stabilisce il numero delle consulte, la composizione, le materie di competenza, le modalit� di formazione, di durata e di funzionamento. Nella materie di competenza le consulte possono esprimere parere, formulare proposte, esprimere orientamenti, sottoporre all'attenzione generale particolari problematiche.
La mancata convocazione della consulta non costituisce vizio di legittimit� dell'atto amministrativo.
Presso le consulte dovr� garantirsi la presenza di entrambi i sessi, la presenza territoriale e dei rappresentanti delle categorie e degli organismi di partecipazione interessati.
Il referendum consultivo � l'istituto con cui tutti gli elettori del Comune sono chiamati a pronunziarsi in merito a programmi, piani, progetti, interventi ed in ogni altro argomento attinente l'amministrazione e il funzionamento del Comune, ad eccezione degli atti inerenti i regolamenti interni, il personale, le imposte locali, tariffe dei servizi ed altre imposizioni, nonch� le designazioni e le nomine dei rappresentanti e su attivit� amministrativa vincolata da leggi statali e/o regionali, esprimendo sul tema o sui temi proposti il proprio assenso o dissenso affinch� gli organi ai quali compete decidere assumano le proprie determinazioni, consapevoli dell'orientamento prevalente della comunit�.
Il referendum, sia consultivo che propositivo, pu� riguardare solo materie di esclusiva competenza del Comune relative a materie, proposte o atti di competenza del consiglio comunale, della giunta e del sindaco.
Il referendum pu� essere richiesto da almeno il 5 % dei cittadini elettori, la cui firma dovr� essere autenticata nelle forme previste per la presentazione delle candidature alle elezioni amministrative, iscritti nelle liste elettorali al 31 dicembre dellprecedente o da 1/3 dei consiglieri assegnati, con un quesito scritto ed esposto in termini chiari a cui possa essere risposto con un SI o un NO.
La richiesta di referendum con il quesito proposto, prima della raccolta delle sottoscrizioni o del voto del consiglio comunale, � sottoposta al preventivo giudizio di ammissibilit� del difensore civico, se istituito, che pu� entro 30 giorni dichiararla inammissibile o suggerire modifiche per farla rientrare nei limiti imposti dallo statuto e dal regolamento.
Il referendum � indetto dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei componenti con delibera che provveder� anche alla copertura finanziaria; i comizi elettorali sono indetti con determinazione sindacale in una domenica dalle ore 8,00 alle ore 21,00; lo spoglio delle schede inizier� dopo la chiusura delle operazioni di voto. Pu� svolgersi una sola tornata referendaria in un anno solare; nella stessa tornata possono essere sottoposti pi� quesiti ma non pi� di sei scelti secondo l'ordine cronologico di presentazione.
Il Comune provvede all'adeguata pubblicizzazione della consultazione, alla stampa ed alla fornitura del materiale necessario, alla costituzione dei seggi composti da un presidente e due scrutatori, entrambi sorteggiati fra gli iscritti negli appositi elenchi vigenti per le consultazioni statali. La normativa regolamentare far� riferimento alle procedure in vigore per lo svolgimento dei referendum statali adeguandole alle dimensioni locali della consultazione, semplificandole e ottimizzandole per renderle pi� economiche.
La regolarit� delle sottoscrizioni o della delibera di indizione e della procedura � garantita da un apposito comitato di garanzia, formalizzato con provvedimento del sindaco, presieduto dal difensore civico, se istituito, e composto dal segretario comunale; da due consiglieri comunali di cui uno della minoranza, eletti dal consiglio con il voto limitato ad uno; da due rappresentanti delle associazioni iscritte nell'albo comunale sorteggiati nell'ambito di un elenco di nominativi indicati dalle stesse associazioni e da un rappresentante dell'eventuale gruppo promotore. Il comitato � insediato quando sia nominata la maggioranza dei suoi componenti e funziona con la presenza della maggioranza dei componenti gi� nominati.
Il referendum � valido se vi ha partecipato la met� pi� uno degli aventi diritto.
Il quesito proposto � approvato se ottiene il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti al voto.
- consultivo qualora si ritenga utile una consultazione popolare per orientare l'amministrazione sugli indirizzi e le decisioni che riguardano l'assetto del territorio, la vita economica, sociale e culturale della comunit�, l'indizione del referendum consultivo sospende l'attivit� deliberativa sul medesimo oggetto;
Quando il referendum sia stato indetto, gli organi del Comune sospendono l'attivit� amministrativa sull'oggetto del referendum, tranne in caso di pericolo o danno che dovr� essere ampiamente motivato.
L'esito della consultazione dovr� essere oggetto di dibattito in consiglio comunale, che potr�, nell'ambito della propria attivit� di indirizzo e programmazione, dare opportune direttive in merito.
1. E' facolt� del Comune istituire il difensore civico.
3. Ciascun cittadino che abbia i requisiti di cui al presente articolo pu� far pervenire la propria candidatura all'amministrazione comunale che ne predispone apposito elenco previo controllo dei requisiti.
4. La designazione del difensore civico deve avvenire tra persone di almeno 40 anni che per preparazione ed esperienza diano garanzia di indipendenza, probit� e competenza giuridico-amministrativa, i cui requisiti saranno determinati in sede regolamentare.
6. Non pu� essere nominato difensore civico:
a) chi si trova in condizioni di ineleggibilit� alla carica di consigliere comunale;
b) i parlamentari, i consiglieri e assessori regionali, provinciali e comunali, i membri dei consorzi tra Comuni e delle comunit� montane, i membri del comitato regionale di controllo, i ministri di culto, i componenti dei direttivi dei partiti politici salvo diritto di opzione;
e) chi sia coniuge od abbia rapporti di parentela od affinit� entro il quarto grado con amministratori del Comune, suoi dipendenti od il segretario comunale.
2. La decadenza � pronunciata dal consiglio comunale.
3. Il difensore civico pu� essere revocato dal suo incarico per gravi motivi con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
4. In ipotesi surroga, decadenza, dimissioni o qualsiasi altra motivazione, prima che termini la scadenza naturale dell'incarico, sar� il consiglio comunale a provvedere.
1. Il difensore civico ha il compito di intervenire presso gli organi ed uffici del Comune allo scopo di garantire l'osservanza del presente statuto e dei regolamenti comunali, nonch� il rispetto dei diritti dei cittadini italiani e stranieri.
3. Il difensore civico deve provvedere affinch� la violazione, per quanto possibile, venga eliminata e pu� dare consigli e indicazioni alla parte offesa affinch� la stessa possa tutelare i propri diritti ed interessi nelle forme di legge.
4. Il difensore civico deve, inoltre, vigilare affinch� a tutti i cittadini siano riconosciuti i medesimi diritti.
6. Il difensore civico esercita il controllo sulle deliberazioni comunali di cui all'art. 127, comma 1, del decreto legislativo n. 267/2000, secondo le modalit� previste dall'art. 127, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 267/2000.
2. Il difensore civico nell'esercizio del suo mandato pu� consultare gli atti ed i documenti in possesso dell'amministrazione comunale e dei concessionari di pubblici servizi.
3. Egli, inoltre, pu� convocare il responsabile del servizio interessato e richiedergli documenti, notizie, chiarimenti senza che possa essergli opposto il segreto d'ufficio.
4. Il difensore civico riferisce, entro 30 giorni, l'esito del proprio operato, verbalmente o per iscritto, al cittadino che gli ha richiesto l'intervento e segnala agli organi comunali od alla magistratura le disfunzioni, le illegittimit� od i ritardi riscontrati.
5. Il difensore civico pu�, altres�, invitare l'organo competente ad adottare gli atti amministrativi che reputa opportuni, concordandone eventualmente il contenuto.
6. E' facolt� del difensore civico, quale garante dell'imparzialit� e del buon andamento delle attivit� della pubblica amministrazione di presenziare, senza diritto di voto o di intervento, alle sedute pubbliche delle commissioni concorsuali, aste pubbliche, licitazioni private, appalti concorso. A tal fine deve essere informato della data di dette riunioni.
1. Il difensore civico presenta ogni anno, entro il mese di marzo, la relazione relativa all'attivit� svolta nell'anno precedente, illustrando i casi seguiti, le disfunzioni, i ritardi e le illegittimit� riscontrate e formulando i suggerimenti che ritiene pi� opportuni allo scopo di eliminarle.
2. Il difensore civico nella relazione di cui al primo comma pu�, altres�, indicare proposte rivolte a migliorare il funzionamento dell'attivit� amministrativa e l'efficienza dei servizi pubblici, nonch� a garantire l'imparzialit� delle decisioni.
4. Tutte le volte che ne ravvisi l'opportunit�, il difensore civico pu� segnalare singoli casi o questioni al sindaco affinch� siano discussi in consiglio comunale, che deve essere convocato entro 30 giorni.
1. Al difensore civico � corrisposta una indennit� di funzione pari a met� dell'indennit� di carica degli assessori.
Esso promuove la partecipazione dei ragazzi e ragazze aventi et� inferiore a 14 anni e ne stimola l'educazione civica e la conoscenza del funzionamento delle istituzioni locali.
Con apposito regolamento il consiglio comunale ne detta le modalit� di istituzione e di funzionamenti nonch� l'elezione del sindaco dei ragazzi.
Lo statuto comunale � una fonte di diritto con caratteristiche proprie, pertanto la norma statutaria pu� essere intrapresa secondo i principi di legge ordinaria, ma pu� essere integrata in via analogica.
Lo statuto comunale legittima l'attivit� dell'ente e le disposizioni in esso contenute hanno efficacia di norma giuridica.
Le disposizioni contenute nel presente statuto non possono essere derogate dai regolamenti, n� da parte di altri enti o organi della pubblica amministrazione.
Per tutto ci� che non � previsto nel presente statuto si rinvia alle norme del codice civile, alla legge n. 142/90 cos� come recepita dalla Regione siciliana, all'ordinamento finanziario e contabile contenuto nel decreto legislativo n. 267/2000 e alle leggi regionali in materia, nonch� alle disposizioni contenute nell'Ordinamento degli enti locali vigenti in Sicilia.
Il presente statuto, oltre ad essere pubblicato, secondo le modalit� stabilite dalla legge regionale vigente, deve essere divulgato nell'ambito della cittadinanza con ogni possibile mezzo per assicurare la piena conoscenza.
E' inserito nella raccolta ufficiale dei regolamenti, deve essere tenuto a disposizione del pubblico, ai sensi dell'art. 198 del vigente Ordinamento degli enti locali, e la visione � consentita a qualunque cittadino a semplice richiesta senza alcuna formalit�; pu� essere rilasciata copia informale previo rimborso del costo di produzione.
Inoltre copia sar� consegnata ai consiglieri, ai dirigenti, all'organo di revisione e agli altri organi del Comune, mentre altra copia sar� depositata all'U.R.P. a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
Il presente statuto, ad avvenuta esecutivit� della delibera consiliare di approvazione, entra in vigore decorsi 30 giorni dalla sua pubblicazione all'albo pretorio dell'ente.
Copia del presente statuto � trasmessa all'ufficio per la raccolta e la conservazione degli statuti dei comuni e delle province regionali, istituito presso l'Assessorato regionale degli enti locali il quale, a sua volta, provvede a trasmettere copia al Ministero dell'interno.
1. Lo statuto � l'atto fondamentale che garantisce e regola l'autonomia organizzativa del Comune e l'esercizio, per la comunit�, delle funzioni che allo stesso competono nell'ambito dei principi fissati dalla legge.
2. Lo statuto � liberamente formato ed adeguato dal consiglio comunale con la partecipazione della societ� civile organizzata nella comunit� locale.
3. Lo statuto � deliberato dal consiglio comunale con le maggioranze e le procedure previste dalla legge e con le modalit� disciplinate dal regolamento del consiglio comunale, cos� come le modifiche allo stesso.
4. L'approvazione di qualsiasi modificazione dello statuto comporta la riproduzione integrale del testo aggiornato, cos� da consentire a qualsiasi cittadino, l'immediata percezione del testo vigente, ancorch� correlato da opportuna annotazione con quello originario.
1. Con l'entrata in vigore dello statuto � automaticamente abrogata ogni precedente disposizione statutaria presente presso il Comune.
2. Del presente statuto � assicurata la conoscenza attraverso la divulgazione presso i cittadini che risiedono nel Comune e presso gli enti e le persone giuridiche che vi hanno sede.
Ideazione grafica e programmi di Michele Arcadipane Trasposizioni in PDF realizzate con Ghostscript e con i metodi qui descritti