Source: http://studiosticchidamiani.com/allnews.php
Timestamp: 2019-11-21 18:36:50+00:00
Document Index: 106233136

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 4', 'art. 55', 'art. 196', 'art. 4', 'art. 117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 120', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 108', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 63', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2']

Sticchi Damiani - NEWS
Annullato il diniego di proroga della VIA inerente a un impianto di digestione anaerobica con produzione di energia elettrica
Con sentenza n. 1112 del 2019, il TAR Lecce in accoglimento delle tesi difensive dell’Avv. Andrea Sticchi Damiani ha annullato il diniego di proroga della VIA inerente a un impianto di digestione anaerobica con produzione di energia elettrica (per una potenza di poco inferiore a 1MW ed un investimento complessivo di circa 12 milioni di euro) e compostaggio di rifiuti urbani e speciali. Il Giudice Amministrativo ha, anzitutto, chiarito che la normativa di riferimento subordina il rilascio della proroga alla a condizione che non siano intervenute modificazioni normative, o sullo stato dei luoghi, incompatibili con il provvedimento originario di cui si chiede l’estensione di validita’ temporale e che il potere in questione e“ connotato da un elevato tasso di discrezionalita’, tale da sfuggire al sindacato giurisdizionale, salvo i casi di errori palesi, incongruenze motivazionali, illogicita’ e/o irrazionalita’ manifesta, e più in generale in presenza di vizi che denotino uno sviamento evidente della funzione pubblica. Ciò posto, aderendo alle argomentazioni dell’Avv. Andrea Sticchi Damiani, il TAR ha annullato il provvedimento di diniego di proroga della VIA, avendo accertato “palesi incongruenze, illogicita’, perplessita’ di motivazione“ nell’agere dell’Amministrazione. In particolare, il Giudice Amministrativo ha rilevato che la Societa’ ricorrente aveva prodotto la documentazione attestante l’insussistenza di modifiche normative o dello stato dei luoghi, documenti non presi in considerazione dall’Amministrazione, la quale avrebbe dovuto — al contrario — “motivare non solo — in negativo — in relazione ai profili ostativi alla concessione della chiesta proroga, ma anche — in positivo — in ordine alla documentazione necessaria a tal fine“.
Presentazione Studi in onore del Prof. Ernesto Sticchi Damiani - Emerito di Diritto Amministrativo - Universita’ del Salento
Sabato 26 maggio 2018, alle ore 9,30 presso la Sala Conferenze del Rettorato, Universita’ del Salento, Piazzetta Tancredi, 7, Lecce, vi sara’ la presentazione della giornata di studi in onore del Professore Ernesto Sticchi Damiani - Emerito di Diritto Amministrativo dell’ Universita’ del Salento.
Il GSE non puo’ sindacare gli atti delle altre Amministrazioni, specificamente i titoli abilitativi rilasciati in materia edilizia, nemmeno relativamente al profilo del riconoscimento delle tariffe incentivanti.
Il Consiglio di Stato ha bocciato, infatti, la lettura estensiva dell’art. 42 del d.lgs. n. 28 del 2011 fatta propria dal Gestore, ritenendolo privo del potere di sindacare la legittimita’ e l’efficacia dei titoli abilitativi sulla cui base sono realizzati gli impianti energetici. E’ questo, in sintesi, l’esito cui giunge il C.d.S. con la sentenza n. 2859, pubblicata in data 14.5.2018, di riforma della decisione del Tar Lazio n. 1099 del 2017. Con tale ultima pronuncia il giudice di primo grado aveva ritenuto esente da vizi il diniego della qualifica IAFR opposto dal Gestore ad un impianto eolico sulla base di una presunta inidoneita’ del titolo abilitativo utilizzato dall’impresa ai fini della realizzazione dell’impianto medesimo, sebbene regolarmente rilasciato dalla competente Amministrazione comunale. Aderendo alla tesi autorevolmente sostenuta nell’interesse della societa’ appellante, nel doppio grado di giudizio, dagli Avvocati Andrea Sticchi Damiani, Francesco Saverio Marini ed Ernesto Sticchi Damiani nel riformare la sentenza del Tar che aveva ammesso il potere del GSE di contestare l’idoneita’ del titolo edilizio, il Consiglio di Stato ha chiarito il significato e la portata del combinato disposto di cui agli artt. 42, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 28 del 2011 e 4, comma 2, lett. c), del DM controlli, precisando che al GSE E’ normativamente precluso “sindacare la legittimita’ e conseguentemente l’efficacia“ del titolo autorizzativo alla base dell’impianto, dovendosi il Gestore limitare ad un mero controllo formale sulla sua esistenza. Tale regola vale tanto in materia edilizia che in relazione ad ogni altro procedimento che deve essere gestito da Amministrazioni diverse dal GSE, ovvero dagli enti locali, come ha avuto modo di chiarire il Consiglio di Stato, in ragione del fatto che “il controllo operato dal GSE ha carattere meramente formale, ossia di verifica della sussistenza del titolo, non potendosi spingere sino alla verifica della legittimita’ dello stesso a pena di stravolgimento del riparto di competenze fissato dal legislatore“. Un’opposta conclusione, del resto, condurrebbe ad ammettere che il GSE possa operare quale Amministrazione sovraordinata rispetto a quelle che concorrono a rilasciare i titoli necessari per l’ammissione alle tariffe incentivanti, conclusione, questa, ritenuta dal C.d.S. irragionevole e priva di qualunque fondamento normativo, nonché contraria “con i valori e i principi presidiati dagli artt. 5 e 118 Cost.“.
LegalCommunity Awards nominato Avvocato dell’anno — ambientale Andrea Sticchi Damiani — Studio Sticchi Damiani
Le competenze del professionista sono riconosciute all’unanimità da mercato e controparti. Dicono di lui: “E’ un consulente prezioso che sa muoversi con capacità e perizia non comuni ”
vedi annuncio LegalCommunity
vedi recenzione TRNews
XI edizione dei TopLegal Awards: Andrea Sticchi Damiani celebration page
Pubblicazione di una intera pagina dedicata all’Avv.Andrea Sticchi Damiani all’interno dell’inserto digitale di TopLegal International
vedi TopLegal Celebration Page
Remissione alla Corte Costituzionale del sistema dei poteri cautelari e sanzionatori della CONSOB nei confronti dei consulenti finanziari.
Con una recente ordinanza di remissione alla Corte costituzionale, il TAR Lazio ha manifestato seri dubbi di legittimita’ sul sistema dei poteri cautelari e sanzionatori della Consob nei riguardi dei consulenti finanziari, tanto alla luce della Costituzione che della Convenzione europea dei diritti delle’uomo (C.E.D.U.). La vicenda e’ di grande interesse per gli operatori del settore perche’ mette in discussione alcuni fra i principali strumenti di prevenzione e repressione a disposizione delle’Autorita’. In particolare, con le’ordinanza n. 1043 del 2018, il TAR Lazio – Sez. Seconda Quater, ha sollevato questione di legittimita’ costituzionale delle’art. 55, comma 2, del d.lgs. n. 58 del 1998 (T.U.F.) in relazione agli artt. 3 e 117, comma 1, Cost., nonche’ alle’art. 4 del Protocollo 7 della C.E.D.U. Il giudizio e’ stato promosso da un consulente finanziario – difeso in giudizio dagli avvocati Prof. Francesco Saverio Marini, Ulisse Corea e Andrea Sticchi Damiani – che, per i medesimi fatti, si e’ visto irrogare cumulativamente dalla Consob sia la sospensione dalle’esercizio delle’attivita’ per un periodo di un anno a titolo di misura cautelare ex art. 55 T.U.F., sia la sospensione delle’Albo per un periodo di quattro mesi a titolo di sanzione ex art. 196 T.U.F. Il giudice amministrativo – nelle’accogliere la tesi proposta dai difensori del ricorrente – ha ritenuto che entrambe le misure, per il loro elevato tasso di afflittivita’, abbiano in realta’ natura penale alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti delle’uomo, e dunque non possano essere irrogate per i medesimi fatti, realizzandosi altrimenti una violazione del principio del ne bis in idem sancito dalle’art. 4 del Protocollo 7 della C.E.D.U., al cui rispetto il legislatore italiano e’ tenuto ex art. 117, comma 1, Cost. La questione sara’ ora sottoposta al giudizio della Corte costituzionale, ma non sono affatto esclusi anche ulteriori sviluppi alla Corte di Strasburgo. Certamente, la vicenda testimonia ancora una volta il radicale cambio di prospettiva attorno alla nozione di sanzione, indotto nel nostro ordinamento dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti delle’uomo, e getta più di une’ombra sulla legittimita’ di molte sanzioni amministrative contemplate dalla normativa vigente.
vedi articolo LegalCommunity
vedi articolo TopLegal
Riqualificazione costiera delle marine di Alliste, Racale e Taviano: per il TAR Lecce e’ legittima l’aggiudicazione a Geo Impianti
Con sentenza pubblicata il 2 ottobre 2017 il TAR Lecce ha scritto la parola fine al contenzioso per l’appalto dei lavori di valorizzazione e riqualificazione integrata dei paesaggi costieri dei Comuni di Alliste, Racale e Taviano. La gara d’appalto, gestita dal Comune capofila di Gallipoli e con un importo a base d’asta di quasi due milioni di euro, era finita sotto la lente del Giudice amministrativo in seguito al ricorso proposto dalla ditta Morello di Caprarica di Lecce. Quest’ultima aveva contestato gli esiti della procedura e sostenuto l’illegittimita’ del giudizio espresso dalla Commissione di gara, la quale aveva premiato le soluzioni progettuali offerte dalla ditta Geo Impianti di Taviano, risultata aggiudicataria. Una volta concluso l’iter di gara la societa’ Morello, giunta al secondo posto della graduatoria, aveva deciso di ricorre al TAR di Lecce perche’, a suo avviso, le soluzioni progettuali offerte dalla Geo Impianti avrebbero modificato in modo inammissibile il progetto a base d’asta. Di contrario avviso e’ stato pero’ il TAR leccese, che ha rigettato le tesi della societa’ ricorrente e confermato la bonta’ tecnica e il pregio qualitativo delle proposte migliorative della Geo Impianti, assistita in giudizio dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani e dall’Avv. Antonio Caiffa. Per difendere la legittimita’ dell’aggiudicazione si erano costituiti in giudizio anche i Comuni di Gallipoli e di Taviano, rispettivamente difesi dall’Avv. Anita Stifanelli e dagli Avv.ti Luigi Spedicato e Alberto Longo. La sentenza del TAR rende ora imminente l’avvio dei lavori, i quali dovrebbero essere ultimati in tempo utile per l’avvio della prossima stagione estiva e interesseranno, in particolare, la piazza di Mancaversa e Torre Suda e la cala di Torre Sinfono’.
LO STUDIO LEGALE STICCHI DAMIANI APRE UNA NUOVA SEDE NEL CUORE DI MILANO
Lo scorso 26 settembre 2017 si e’ svolta l’inaugurazione ufficiale della nuova sede dello Studio Legale Sticchi Damiani a Milano. Infatti, da poche settimane il noto Studio Legale, che da anni opera in tutta Italia, in particolare nel settore del diritto amministrativo, dopo aver affiancato all’originarie sedi di Roma e Lecce anche quella di Bari, conquista una nuova sede operativa nel cuore di Milano, in Via Fratelli Gabba, n. 6. Un nuovo passo nel percorso di espansione e di stretta assistenza dei clienti dell’area centro–settentrionale italiana per uno Studio che attualmente vanta circa quaranta professionisti in tutt’Italia. La festa inaugurale si e’ svolta nell’elegante cornice del Bulgari Hotel Milano, alla presenza di clienti storici e nuovi dall’Italia e dall’Estero, nonch� di illustri esponenti del mondo dell’Imprenditoria, della Bancario e dell’alta Finanza.
LA NOTIFICAZIONE A MEZZO PEC DEL RICORSO INSTAURATIVO DEL GIUDIZIO AMMINISTRATIVO IN DIFETTO DELL’AUTORIZZAZIONE PRESIDENZIALE EX ART. 52, COMMA 2, C.P.A.
Con la sentenza n. 6 2017, pubblicata in data 19.09.2017, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso proposto da Sirio Cooperativa Sociale, difesa dal Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani contro il Comune di Bari, difeso dall’Avv. Rosa Cioffi, relativo alla notifica a mezzo PEC del ricorso instaurativo del giudizio amministrativo, anche in difetto di apposita autorizzazione presidenziale ex art. 52, co. 2, c.p.a., introducendo un’importante novita’ sul tema. L’Adunanza Plenaria ha, infatti, enunciato il principio di diritto secondo il quale ’la notificazione del ricorso instaurativo del processo amministrativo puo’ avvenire per posta elettronica certificata (PEC), nel rispetto delle disposizioni che la regolano, anche prima dell’adozione del d.P.C.M. 16 febbraio 2016 n. 40 ed indipendentemente dall’autorizzazione presidenziale, di cui all’art. 52, comma 2, del codice del processo amministrativo’, risolvendo, in tal modo, un contrasto giurisprudenziale di rilevante portata in merito alla legittimita’ della notificazione a mezzo PEC ante 2016.
Lido Pontecello: disposto il dissequestro
Si chiude il primo capitolo della vicenda giudiziaria che sta interessando il Lido Ponticello sito in San Cataldo. Nei giorni scorsi il Comune di Lecce –Polizia Ambientale ed Edilizia –aveva disposto il sequestro di un’area demaniale in concessione alla societa’ titolare del Lido Ponticello, ove erano ubicate opere di facile rimozione rappresentate da pedana coperta a servizio del chiosco–bar, cabine spogliatoio, WC e chiosco–bar. Con provvedimento del 10.07.2017, eseguito dalla Polizia Municipale di Lecce in data 14.7.2017, il Sostituto Procuratore della Repubblica dr.ssa Paola Guglielmi, accogliendo l’istanza presentata dalla societa’ East Coast sas di Andrea Peschiulli, rappresentata e difesa dall’Avv. Andrea Sticchi Damiani edall’Avv. Danilo Lorenzo, ha disposto il dissequestro dei beni ed ha ordinato la restituzione degli stessi al concessionario. Il provvedimento della Procura della Repubblica di Lecce e’ conseguente al disposto della legge di stabilita’ 2016 la quale ha previsto che “conservano validita’ i rapporti gia’ instaurati e pendenti in base all'articolo 1, comma 18, del decreto–legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25“.
Legittima l’autorizzazione rilasciata all’ATI formata da Flixbus Italia S.r.l., V.I.T.A. S.p.A. e Tundo Vincenzo S.r.l. per l’esercizio dell’autolinea “Lecce-Roma“
Con la sentenza n. 6917 del 13 giugno 2017 il Tar Lazio, sezione terza, ha respinto il ricorso proposto dalla Viaggi e Turismo Marozzi S.r.l., difesa dall’avv. Massimo Malena, contro l’ATI formata da Flixbus Italia S.r.l., difesa dagli avv.ti Alfredo Vitale e Francesco Scanzano, V.I.T.A. S.p.A., difesa degli avv.ti Alex Micheletto e Patrizia Mori, e da Tundo Vincenzo S.r.l., difesa dal prof. avv. Saverio Sticchi Damiani. Il TAR ha cosi’ dichiarato legittime le autorizzazioni rilasciate dal Ministero dei Trasporti all’ATI, guidata da FlixBus, per l’esercizio dei servizi di linea sulla tratta statale Lecce-Roma. Il giudice amministrativo ha accolto la tesi difensiva sostenuta dalla difesa di Tundo per cui i requisiti necessari al conseguimento dell’autorizzazione sono in ogni caso posseduti dall’associazione tra imprese nel suo complesso, a prescindere dal contributo specifico delle singole imprese nell’erogazione del trasporto. Si tratta di una decisione che ha senz’altro l’effetto di favorire la concorrenza nel settore del trasporto di linea, contribuendo a rendere il trasporto da e verso il Salento pi� adeguato rispetto al passato.
Primi chiarimenti sul rito appalti superaccelerato
Con la sentenza n. 3226 del 13 giugno 2017 il TAR Campania, sede di Napoli, fornisce primi chiarimenti sul termine per il deposito di documenti e memorie nel rito appalti superaccelerato nonche’ sul termine per proporre ricorso incidentale. La pronuncia citata respinge il ricorso proposto da E.P. S.p.A., in proprio e quale mandataria dell’a.t.i. E.P. s.p.a.–Sagifi s.p.a.–Gestione Servizi Integrati s.r.l., difesa dagli avvocati Diego Vaiano, Armando Profili, Francesco Cataldo contro SO.RE.SA. s.p.a., difesa dall’avvocato Antonello Marco Di Concetto, per l’annullamento della Determinazione del Direttore Generale della SO.RE.SA. s.p.a. n. 56 del 24 marzo 2017 avente ad oggetto “procedura aperta per la fornitura del servizio di ristorazione a ridotto impatto ambientale presso le sedi delle Aziende Sanitarie della Regione Campania- ammissione concorrenti al prosieguo della gara dopo verifica dei requisiti amministrativi“, nella parte in cui ammette per il Lotto 6 una serie di operatori tra cui l’a.t.i. Solidarieta’ e Lavoro societa’ cooperativa–Vivenda s.p.a.–Ristora Food and service s.r.l., difesa dal prof. avv. Saverio Sticchi Damiani. In considerazione delle eccezioni di inammissibilita’ sollevate, sia da parte della resistente, sia da parte della difesa del prof. avv. Saverio Sticchi Damiani, il TAR coglie l’occasione per chiarire i dubbi interpretativi legati ai termini di deposito del nuovo rito. Pi� in particolare il TAR ha affermato che il termine di 6 giorni liberi previsti per il deposito dei documenti, delle memorie e delle eventuali repliche dall’art. 120, comma 6 bis, c.p.a riguarda sia l’ipotesi di trattazione del giudizio in udienza pubblica che in camera di consiglio del c.d. rito superaccelerato in materia di appalti pubblici. Laddove il legislatore, nell’ultimo periodo del citato comma 6 bis, ha utilizzato il termine “udienza“, ha inteso riferirsi sia all’udienza pubblica che all’udienza camerale, tenuto conto dell’esigenza di speditezza del nuovo rito che impone la previsione, in ogni caso e a prescindere dalle formalita’ del giudizio, di termini chiari e ridotti per il deposito di atti processuali. Inoltre, sempre sul piano processuale, il TAR ha chiarito che il termine di trenta giorni per proporre ricorso incidentale avverso l’ammissione in gara del concorrente - ricorrente principale non decorre dalla notifica del ricorso principale ma dalla data di ammissione in gara del concorrente. Con riguardo alla censura sull’ammissione alla gara dell’ATI Solidarieta’ e Lavoro societa’ cooperativa–Vivenda s.p.a.–Ristora Food and service s.r.l. che non avrebbe nel proprio oggetto sociale l’attivita’ di manutenzione degli impianti e degli edifici che, viceversa, rientra tra le prestazioni secondarie in base al disciplinare di gara, hanno trovato pieno accoglimento le difese formulate dal prof. avv. Saverio Sticchi Damiani. L’obbligo manutentivo era infatti da reputarsi relegato al rango di attivita’ accessoria rispetto al servizio (principale) di ristorazione, il corretto espletamento del quale avrebbe potuto essere verificato nella fase esecutiva del contratto e per la quale l’impresa aggiudicataria avrebbe potuto dotarsi in via diretta ovvero tramite apposito incarico a ditta a tanto abilitata.
Legittime le ultime elezioni svolte a Poggiardo
La terza sezione del Consiglio di Stato, con sentenza oggi depositata, esaminando il contenzioso elettorale che riguardava il Comune di Poggiardo, ha rigettato l’appello proposto dal candidato Sindaco non eletto Dott. Oronzo Borgia e dagli altri consiglieri di minoranza, confermando la sentenza del Tar Lecce che gia’ nel settembre scorso aveva rigettato, in primo grado, il ricorso degli stessi consiglieri, condannandoli anche al pagamento delle spese legali sostenute dal Comune e dai controinteressati. I consiglieri Comunali di minoranza, difesi dall’avv. Pietro Nicolardi, che avevano perso le elezioni per soli tre voti, lamentavano l’illegittimo annullamento di almeno venti voti che i seggi elettorali avrebbero dovuto invece attribuire a loro. Si costituivano in giudizio il Comune di Poggiardo, difeso dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani, ed il Sindaco Giuseppe Colafati e gli altri consiglieri di maggioranza, difesi dagli avv.ti Luciano Ancora e Giuseppina Capozza. Le parti intimate sostenevano la legittimita’ dei voti scrutinati dai seggi; inoltre, i Consiglieri di maggioranza segnalavano che, al pi�, almeno dieci voti non erano stati attribuiti alla compagine vincente. Il Consiglio di Stato, all’esito di una lunga e serrata discussione effettuata dai difensori all’udienza del sei aprile scorso, con la sentenza oggi depositata ha ritenuto di dover confermare “in via definitiva, la proclamazione degli eletti nelle consultazioni del 5 giugno 2016 per l’elezione diretta del Sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale di Poggiardo“ Il massimo organo di giustizia amministrativa ha esaminato le singole censure proposte dai consiglieri di minoranza ed ha ritenuto che delle diverse ipotesi (circa una ventina) sottoposte al vaglio, ove mai esistenti (in assenza di una verifica concreta) solo due potevano essere accolte, con la conseguenza che non vi era interesse ad aprire i plichi per riesaminare le schede elettorali, dal momento che – anche se solo di un voto – comunque si sarebbe dovuto prendere atto della vittoria della lista Colafati; per tale ragione non e’ stato esaminato nemmeno il ricorso incidentale proposto dall’attuale Sindaco, con il quale venivano sottoposte al vaglio dei Giudici almeno dieci schede, alcune dello stesso tenore di quelle ritenute valide dalla stessa sentenza. Si chiude cosí, e definitivamente, la querelle elettorale che ha interessato le ultime consultazioni amministrative nel Comune di Poggiardo
Richiesta di adeguamento ISTAT avanzata da Progetto Ambiente dichiarata inammissibile
La questione decisa dal TAR di Lecce con la sentenza n.594 del 18.4.2017 non e’ risolutiva della ammissibilita’ dei ricorsi di impugnazione per opposizione di terzo gia’ proposti dai Comuni contro le precedenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato di adeguamento della tariffa (e di cui la sentenza oggi pubblicata non si e’ occupata), ma rileva solo rispetto al contenuto dei motivi di impugnazione e quindi sotto il profilo processuale. Infatti, ritenendo che i Comuni possono far valere nella vicenda un interesse non solo di mero fatto, ma una posizione giuridica di diritto soggettivo ben pi� qualificata, gli stessi faranno valere nella sede a cio’ preposta i vizi delle sentenze impugnate. Si rammenta in proposito che le questioni portate in giudizio sono state qualificate dallo stesso TAR come aventi natura di diritto soggettivo perche’ rivenienti dal contratto di appalto, quello stesso contratto che individua i Comuni (e non solo l’ATO) come parti obbligate a dare esecuzione alle obbligazioni contrattuali e quindi al pagamento della tariffa. Obbligazioni la cui illegittimita’ gli stessi Comuni intendono far accertare in un giudizio che li veda parte attiva e legittimata ad invocare il rispetto delle norme. Cio’ in applicazione dell’art. 108 del Codice del processo amministrativo che consente l’opposizione di terzo non solo da parte del controinteressato necessario, ma anche da chiunque veda pregiudicati dal giudicato i suoi diritti o interessi legittimi. Il dato oggettivo e’ comunque che la richiesta di adeguamento ISTAT avanzata da Progetto Ambiente e’ stata dichiarata inammissibile.
Sospensione adeguamento tariffe rifiuti
Il TAR di Lecce presieduto dal Dott. Antonio Pasca, con sentenza non definitiva n. 409 del 10.3.2017, ha respinto il ricorso della Progetto Ambiente Provincia di Lecce srl contro il decreto del Commissario dell’Agenzia Regionale per la gestione dei rifiuti in Puglia n. 14 del 2017 di sospensione temporanea degli adeguamenti tariffari per il trattamento della frazione secca dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni della Provincia di Lecce. Il contenzioso ha avuto origine nel 2011 con un ricorso dinanzi al TAR di Lecce da parte della societa’ che gestisce l’impianto per la produzione di CDR sito nel comune di Cavallino, finalizzato ad ottenere la revisione della tariffa a carico dei Comuni dell’intera provincia di Lecce per il trattamento della frazione secca dei rifiuti urbani per la produzione di combustibile da rifiuto (CDR). Dopo un lungo contenzioso tuttora in corso e diverse sentenze rese dal TAR e dal Consiglio di Stato, si e’ giunti all’adozione, in data 13.1.2017, da parte del Commissario dell’Agenzia Territoriale per la gestione dei rifiuti in Puglia, del provvedimento di adeguamento tariffario a favore della societa’ progetto ambiente, con un incremento pari a circa il 40 per cento della tariffa originaria per gli anni 2010-2013. Avuto conoscenza di tale decreto commissariale numerosi comuni, nel corso di un’assemblea tenutasi il 13.02.2017, hanno manifestato la volonta’ di contestare la legittimita’ dell’aumento tariffario promuovendo diverse azioni giurisdizionali sia contro le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, sia contro lo stesso provvedimento commissariale di adeguamento della tariffa. I giudizi promossi dalla societa’ che gestisce l’impianto hanno infatti visto rimanere sempre estranei tutti i Comuni obbligati al pagamento della tariffa, i quali quindi hanno avuto conoscenza delle sentenze e dei nuovi importi tariffari, cresciuti in maniera considerevole, solo nel gennaio di quest’anno, dopo cioe’ sei anni di contenzioso. Pertanto gli stessi Comuni, difesi dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani, dall’Avv. Sergio De Giorgi, dall’Avv. Gianluigi Pellegrino, dall’Avv. Angelo Vantaggiato e dall’Avv. Domenico Mastrolia hanno impugnato le sentenze con le quali sono stati stabiliti gli incrementi tariffari e il decreto del commissario regionale di ricevimento delle predette sentenze, sostenendo non solo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere della vicenda, ma anche la possibile nullita’ delle clausole di adeguamento e la non corretta applicazione dei criteri revisionali. In concomitanza con la volonta’ dei Comuni della provincia di voler agire contro gli adeguamenti tariffari, il commissario dell’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti ha ritenuto necessario, con decreto n. 14 del 14.02.2017, sospendere temporaneamente gli adeguamenti tariffari precedentemente accordati al fine di effettuare un riesame dell’intera vicenda. Contro detta sospensione cautelare la societa’ che gestisce l’impianto, che nel frattempo aveva gia’ preannunciato la notifica d’ingiunzione di pagamento a tutti i Comuni della provincia, ha proposto ricorso dinanzi al TAR di Lecce chiedendone l’annullamento. Con la sentenza depositata il 10 marzo tuttavia il TAR ha respinto il ricorso di Progetto Ambiente dando cos� rilievo all’intervento effettuato da numerosi comuni in opposizione al ricorso a salvaguardia dei propri bilanci in considerazione degli ingenti esborsi dei denaro rivenienti dall’adeguamento tariffario.
Smaltimento dei rifiuti urbani: annullata la sentenza del TAR di Lecce con la quale il Comune di Tricase era stato condannato al pagamento in favore di Monteco.
Il Consiglio di Stato (Sez. V) con sentenza pubblicata il 31.1.2017 ha annullato la sentenza del TAR di Lecce con la quale il Comune di Tricase era stato condannato al pagamento in favore di Monteco Srl delle somme richieste a titolo di revisione del canone e presunti maggiori costi sostenuti per lo svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti urbani affidato dal Consorzio ATO LE3 con contratto del 27 giugno 2008. In esecuzione della sentenza di primo grado, pubblicata dal TAR di Lecce il 12.01.2016, la Monteco Srl aveva richiesto al Comune di Tricase il pagamento di una somma superiore ad euro 1.400.000,00. Il Consiglio di Stato, tuttavia, accogliendo gli appelli proposti dal Comune di Tricase, difeso dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani, e dal Consorzio per la Gestione dei Rifiuti nell’ex ATO LE3, rappresentato e difeso dall’Avv. Alessandro Distante, ha annullato la sentenza di primo grado dichiarando il ricorso di Monteco Srl inammissibile perche’ sottratto alla giurisdizione del Giudice amministrativo, condannando la stessa Monteco Srl al pagamento delle spese legali in favore del Comune di Tricase e del Consorzio ATO LE3.
Ok dal TAR di Lecce ai lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione strutturale degli edifici dell’ex Collegio Fiorini
L’Universita’ del Salento puo’ finalmente far partire i lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione strutturale degli edifici dell’ex Collegio Fiorini, sito in agro del Comune di Monteroni. La seconda Sezione del TAR di Lecce, con sentenza n. 92 pubblicata il 23.01.2017 (Pres. Di Santo, Est. Lattanzi) ha respinto il ricorso proposto dal Consorzio Stabile Marr Soc. Cons. a r.l., rappresentato e difeso dagli Avv.ti Carlo Tangari e Valeria Pellegrino, avverso l’aggiudicazione definitiva della relativa procedura di gara resa in favore del Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito da Ingrosso Costruzioni S.a.s. di Grande Rosanna e Bruno Barba Impianti S.r.l.. Il TAR, accogliendo le tesi del difensore del Raggruppamento aggiudicatario, Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani, e dell’Universita’ del Salento, difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, ha accertato la piena legittimita’ degli atti della gara, respingendo le censure del ricorrente che aveva contestato l’ammissibilita’ dell’offerta economica presentata dal R.T.I. Ingrosso Barba e la correttezza dei punteggi attribuiti dalla Commissione di gara all’offerta tecnica proposta da quest’ultimo. In particolare, esaminando la questione centrale, il Giudice amministrativo ha statuito che e’ ammissibile l’offerta economica predisposta, come nel caso di specie, compilando il modulo fornito dalla stazione appaltante anche nel caso in cui a tale modulo sia stata aggiunta da parte del concorrente una seconda dichiarazione, non richiesta dal bando, secondo cui il prezzo offerto sarebbe stato determinato ai sensi dell’art. 82, comma 3bis del previgente Codice degli appalti – norma che prevede che il prezzo pi� basso nelle gare di appalto e’ determinato al netto delle spese del personale – poich� tale norma e’ stata abrogata dal nuovo Codice degli appalti e quindi non e’ pi� applicabile e comunque la seconda dichiarazione non incide sulla correttezza dell’offerta economica presentata dall’aggiudicatario, non determinando una modifica del ribasso offerto.
Con sentenza n. 521 del 22 dicembre 2016 il Consiglio di Stato ha condannato la Regione Puglia al risarcimento del danno da provvedimento illegittimo nei confronti di Sorgenia Solar. La vicenda risale al 2008 quando la societa’ Sorgenia Solar presento’ alla Regione Puglia istanza per il rilascio di Autorizzazione Unica finalizzata alla costruzione di un impianto fotovoltaico nel Comune di Salice Salentino. La Regione Puglia ha negato l’autorizzazione richiesta. Avverso tale illegittima statuizione la Societa’ Sorgenia Solar proponeva ricorso innanzi al Tar Lecce avanzando, altresi’, istanza risarcitoria. Tuttavia si e’ reso necessario anche l’intervento del Consiglio di Stato, anche in sede di ottemperanza, al fine di comporre definitivamente l’annosa vicenda. Il Supremo consesso dei giudici di Palazzo Spada, in accoglimento delle tesi sostenute nei due gradi dagli Avv. Prof. Ernesto Sticchi Damiani ed Andrea Sticchi Damiani, ha rilevato l’illegittimita’ del diniego e conseguentemente la sussistenza dei presupposti per l’accoglimento della connessa richiesta risarcitoria. Si tratta di un importante pronuncia nell’ambito del diritto dell’Energia
vedi articolo Qualenergia
Energia Rinnovabile: efficacia della procedura di valutazione impatto ambientale
E’ costituzionalmente illegittima la legge della Regione Puglia n. 17 del 2007 nella parte in cui prevede che la pronuncia di esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale ha efficacia per un periodo massimo di 3 anni decorsi i quali senza che sia stato dato inizio ai lavori la medesima procedura deve essere rinnovata. E’ quanto dichiarato dalla Corte Costituzionale alla quale la questione e’ stata sottoposta dal T.A.R. di Lecce nell’ambito di un giudizio introdotto da un ricorso proposto dal Prof. Avv. Ernesto STICCHI DAMIANI e dall’Avv. Andrea STICCHI DAMIANI per conto della ENERGIA RINNOVABILE ITALIA S.u.r.l. alla quale la Regione Puglia aveva opposto l’intervenuta scadenza della pronuncia di esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale percorsa relativamente ad un progetto volto alla realizzazione nel Comune di Zollino (LE) di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica. In particolare, la Corte Costituzionale con sentenza n. 267 del 2016 ha rilevato che il legislatore regionale, con la previsione dichiarata costituzionalmente illegittima, e’, in definitiva, pervenuto a “penalizzare � le strategie industriali di settore che non possono prescindere dal fattore tempo e dal grado di certezza degli esiti delle procedure amministrative”. E ci� diversamente da quanto ha fatto il legislatore nazionale che, nel disciplinare la materia, ha operato un corretto bilanciamento tra l’intrinseca utilit� degli impianti eolici (che producono energia senza inquinare l’ambiente), ed il principio di precauzione (che impone la tutela del paesaggio, soprattutto sotto il profilo dell’impatto visivo).
Importanti novita’ per gli impianti fotovoltaici in D.I.A.
Importanti novita’ per gli impianti fotovoltaici in D.I.A. Con una recentissima ordinanza il Tribunale Penale di Roma ha pienamente accolto, nel merito, l’inedita tesi pubblicistica, elaborata dall’Avv. Andrea Sticchi Damiani e Giulia Bongiorno, sulla validita’ dell’autorizzazione in D.I.A. di due impianti fotovoltaici confinanti della potenza di 1 Mw ciascuno, annullando, per l’effetto, il decreto di sequestro preventivo relativamente disposto dal G.I.P., nell’ambito del procedimento penale avviato per l’ipotesi di concorso in truffa per indebita percezione di erogazioni pubbliche, ed avente ad oggetto non solo i due parchi in questione, ma anche la somma superiore a 3 milioni di euro quale equivalente del profitto illecitamente percepito. Il G.I.P., pi� in particolare, aveva ritenuto sussistenti i presupposti per l’applicazione della predetta misura cautelare, in base al fuorviato assunto che i due impianti in questione fossero il frutto dell’artificioso frazionamento di un unico terreno e, dunque, costituissero cumulativamente un pi� grande impianto di potenza pari a 2 Mw, ovvero superiore alla soglia di 1 Mw prevista dalla normativa regionale pugliese ratione temporis applicabile per l’accesso al regime autorizzatorio semplificato (D.I.A.) in luogo di quello ordinario (A.U. ex art. 12 del D.Lgs. 387⁄2003). Tanto premesso, il Giudice in fase preliminare aveva ritenuto, pertanto, che l’autorizzazione dei due impianti in virt� di due distinte D.I.A. risalenti al 2008 fosse “elusiva“ della citata normativa in materia di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, e che tale “strategica“ operazione fosse stata posta in essere all’“illecito“ fine di consentire agli indagati di ottenere l’accesso alle tariffe incentivanti. Quanto innanzi, e’ stato, come anticipato, ampiamente e motivatamente superato dal Giudice del Riesame, il quale, ritenendo pienamente fondata l’originale elaborazione difensiva offerta in sede di impugnazione sulla base di un’analitica rappresentazione di principi e norme di diritto applicabili a simili fattispecie, ha annullato il contestato decreto di sequestro ed ordinato la totale restituzione di quanto relativamente dedotto ad oggetto. Si tratta ovviamente di una pronuncia destinata a mutare gli orientamenti giuridici in tema di contiguita’ di D.I.A. .
Sticchi Damiani e D’Alessandro vincono al Tar Lazio sulla qualificazione delle aree industriali, con piena ammissione agli incentivi della Societa’ esclusa
Con sentenza pubblicata il 29 Novembre 2016 n. 11923, il Tar Lazio, Sez. III ter, ha pienamente accolto il ricorso proposto dalla societa’ Punta Cugno Solare S.r.l., difesa dagli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Nicolo’ D’Alessandro, avverso il rigetto, da parte del Gestore Servizi Energetici, dell’istanza di ammissione alle tariffe incentivanti ai sensi del d.m. 05.07.12 (cd. V Conto Energia), avanzata dalla Societa’ ricorrente per un impianto fotovoltaico di titolarita’, sito nel Comune di Augusta. In particolare, il diniego del GSE s’incentrava sull’erroneo presupposto che l’impianto in oggetto, entrato in esercizio in data 30 dicembre 2013, insistesse a terra su area agricola �e non industriale- e che, pertanto, si applicassero le preclusioni temporali (ai fini dell’incentivazione) dell’entrata in esercizio entro il 21 settembre 2012, previste dall’art. 65, commi 1 e 2, del D.L. 1/2012 (convertito in legge n. 27 del 2012). In realta’, l’impianto in oggetto, come ampiamente spiegato dalla difesa della ricorrente, ricadeva e ricade in area industriale, dal momento che, pur risultando tale area stralciata dalla destinazione industriale nel Piano Regolatore dell’Area di Sviluppo Industriale di Siracusa (P.R.A.S.I.S.), la stessa rimarrebbe ancora esclusa dalla formale destinazione agricola, in quanto il vigente Piano Regolatore Generale (P.R.G.) di Augusta non si sarebbe ancora adeguato alle previsioni del predetto P.R.A.S.I.S. Di tanto non si e’ inizialmente persuaso il Tar, laddove, all’esito della fase cautelare, ha pronunciato ordinanza di rigetto dell’istanza di sospensione cautelare (ord. n. 324 del 2015) ritenendo, ad un primo sommario esame, che la destinazione urbanistica dell’area, quale risultante dai certificati di destinazione urbanistica agli atti, risultasse agricola. Proposto appello cautalere avverso la predetta ordinanza di rigetto, dai legali di Punta Cugno Solare, il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare proposta dalla Societa’ in primo grado (ord. Cons. St. sez. IV n. 1320/2015), esplicitando, successivamente, in sede di ottemperanza, che, pur nelle more della celebrazione del giudizio di merito in primo grado, la Societa’ appellante dovesse comunque essere ammessa, sia pure interinalmente, ma pur sempre in modo pieno ed effettivo, al godimento delle tariffe incentivanti di cui al d.m. 5 luglio 2012 (ord. Cons. St. Sez. IV n. 2788/2015). Preso atto di tanto, all’esito del giudizio di merito, il TAR Lazio, in via preliminare, ha disatteso l’eccezione di inammissibilita’ sollevata dal G.S.E. in merito alla mancata contestazione, da parte della Societa’, della data di entrata in esercizio dell’impianto, pacificamente avvenuta il 30 dicembre 2013, ritenendo che tale circostanza non inficiasse le ragioni della ricorrente, incentrate proprio sull’inoperativita’ delle preclusioni temporali in ragione della destinazione non agricola dell’area, e, nel merito, ha ritenuto il ricorso fondato. Pi� in particolare, il Giudice Amministrativo, prendendo le mosse dal contenuto dei certificati di destinazione urbanistica rilasciati dal Comune di Augusta, ha individuato inequivocabilmente la natura industriale delle aree di insistenza dell’impianto in esame, riconoscendo la prevalenza della destinazione indicata dal P.R.G. rispetto a quella prevista dal P.R.A.S.I.S., non ancora recepito dal primo, con conseguente esclusione della natura agricola dell’area. Ed infatti, sposando la ricostruzione svolta, in sede processuale, dalla difesa della ricorrente, il TAR Lazio ha affermato che l’apparente antinomia tra i due strumenti urbanistici (P.R.G. e P.R.A.S.I.S.) andava, in effetti, risolta in favore della destinazione industriale tuttora impressa dal P.R.G., sul presupposto che “i Piani A.S.I., una volta approvati, producono gli stessi effetti giuridici del piano territoriale di coordinamento con la conseguenza che essi determinano in capo all’Ente locale un puntuale obbligo di adeguamento dei rispettivi strumenti urbanistici, ma non anche effetti immediati e diretti in ordine all’attivita’ edificatoria dei privati; invero, tale assimilazione comporta che, sino al momento (peraltro doveroso) dell’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alle previsioni dei Piani A.S.I., detti strumenti urbanistici restano l’unica fonte diretta del vincolo urbanistico nel territorio comunale, dovendo escludersi ogni automatica sostituzione delle disposizioni dei piani territoriali di coordinamento (e dei piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale) a quelle contrastanti dei piani regolatori generali”. Da tale favorevole pronuncia, certamente inedita rispetto a precedenti fattispecie simili, e’ disceso l’obbligo conformativo per il G.S.E., condannato, tra l’altro, a rifondere le spese di giudizio, di ammettere la Societa’ ricorrente agli incentivi richiesti, sussistendone tutti gli altri requisiti di legge.
Il consiglio comunale di Erchie a rischio scioglimento: il TAR di Lecce annulla l’approvazione del bilancio di previsione.
Sono giorni difficili per la maggioranza e per il Sindaco del Comune di Erchie dopo che il TAR di Lecce – sez. II – ha annullato le deliberale con cui l’organo consiliare aveva approvato il bilancio di previsione 2015. La vicenda risale a termine della scorsa estate quanto il Prefetto di Brindisi all’esito dei decreti ministeriali che avevano prorogato il termine utile per l’approvazione dei bilanci di previsione da parte degli enti Locali, rilevato il mancato adempimento, invitava il Comune di Erchie a procedere all’approvazione del bilancio entro il 06.09.2015, preannunciando in caso contrario l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio Comunale. Da li e’ nata una corsa contro il tempo della maggioranza che, per�, sembra non aver fatto i conti con le norme che ne regolavano la procedura e soprattutto con l’esigenza di assicurare a tutti i consiglieri un voto consapevole del documento economico, approvato con delibere adottate appena il giorno prima della data fissata per l’adunanza di consiglio comunale e nonostante la relazione di verifica, redatta dal collegio dei revisori, fosse stata acquisita solo il giorno dell’adunanza consiliare prevista per il varo dell’importante atto amministrativo. Tutte anomalie che i consiglieri di Minoranza, assistititi dal prof. Avv. Ernesto STICCHI DAMIANI, hanno fatto valere innanzi al TAR Lecce, evidenziando come la procedura seguita si ponesse in violazione delle norme prescritte dal Testo unico sugli enti locali, non consentendo un utile esercizio del relativo munus politico. Il Collegio della prima sezione del Tar salentino ha ritenuto fondate le argomentazioni esposte dalla minoranza ed accertato che l’iter di approvazione del bilancio non aveva permesso ai medesimi una discussione consapevole in ordine ad un documento destinato a segnare in maniera incisiva le sorti future dell’ente locale, per la sua indiscutibile valenza strategica. Tale esito pone cos� nel nulla gli effetti delle precedenti delibere di approvazione che, evidentemente, non possono pi� essere riadottate nei termini concessi dal Prefetto a cui ora spetter� la decisione di procedere o meno allo scioglimento dell’organo consiliare.
Il TAR di Lecce conferma il Sindaco Giuseppe Colafati e l’attuale maggioranza alla guida del Comune di Poggiardo
Con sentenza n. 1462⁄2016 del 21 settembre 2016 il TAR di Lecce (presieduto dal dr. Antonio Pasca, Giudice relatore dr. Roberto Michele Palmieri) ha respinto il ricorso proposto dal candidato sindaco Borgia Oronzo e da alcuni candidati consiglieri della lista “La Citta’ di Tutti” � difesi dall’Avv. Pietro Nicolardi - per ottenere l’annullamento delle operazioni di scrutinio per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale svoltesi lo scorso giugno e la correzione dell’esito del voto a proprio favore. Le consultazioni elettorali si erano infatti concluse con la conferma del Sindaco uscente, dr. Giuseppe Colafati e con la vittoria della lista dallo stesso capeggiata, con uno scarto di soli tre voti rispetto alla lista del candidato sindaco Borgia Oronzo che, non accettando l’esito delle urne, ha proposto ricorso dinanzi al TAR di Lecce lamentando la mancata attribuzione in proprio favore di voti erroneamente dichiarati nulli e, al contempo, la errata attribuzione a favore della lista antagonista di alcuni voti che avrebbero dovuto invece essere annullati, cos� da ottenere, in primo luogo, l’esame ed il riconteggio di tutte le schede votate, e quindi la correzione dello scrutinio e la proclamazione del ricorrente quale nuovo Sindaco di Poggiardo. Il TAR di Lecce, tuttavia, accogliendo le tesi del Comune di Poggiardo, difeso dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani, del Sindaco in carica dr. Giuseppe Colafati e dei consiglieri della attuale maggioranza, tutti difesi dall’Avv. Luciano Ancora e dall’Avv. Giuseppina Capozza, ha respinto il ricorso senza procedere ad alcuna verifica sulle presunte schede erroneamente scrutinate, ritenendo del tutto infondati a monte i motivi di impugnazione. Dalle motivazioni della decisione emerge infatti che i Giudici Amministrativi hanno ritenuto superfluo disporre la verificazione delle schede, in quanto i presunti vizi o le irregolari modalit� di espressione di voto (le schede contestate dai ricorrenti erano complessivamente quattordici) descritti nel ricorso, sono stati ritenuti inesistenti. Il TAR ha condannato i ricorrenti a rifondere le spese legali in favore del Comune e delle altre parti costituite in giudizio.
Negato dal TAR di Lecce l’ampliamento dell’impianto per la produzione di combustibile da rifiuto in località Guarini del Comune di Cavallino.
Il TAR Puglia – Terza sezione di Lecce, presieduto dal dr. Costantini ed estensore il dr. Enrico D’Arpe, con sentenza n. 1224 del 27 luglio 2016, ha respinto il ricorso proposto dalla societ� Progetto Ambiente per l’annullamento del diniego di autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione di alcuni interventi di modifica ed ampliamento dell’impianto di gestione e trattamento dei rifiuti sito nel Comune di Cavallino, in localit� Guarini, per la produzione di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto, oggi noto anche come Combustibile Solido Secondario – CSS). La societ� Progetto Ambiente, che gestisce l’impianto pubblico di Cavallino ove viene trattata la frazione secca combustibile ricavata dai rifiuti solidi urbani della provincia di Lecce aveva infatti richiesto l’autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione di alcuni interventi di modifica ed ampliamento dell’impianto stesso, ma la Regione Puglia, con determina dirigenziale del 28 luglio 2015, ha negato detti interventi anche in considerazione del diniego espresso dal Sindaco di Cavallino in sede di Conferenza di Servizi per la incompatibilit� delle proposte modifiche con lo strumento urbanistico generale. Il TAR di Lecce, chiamato a decidere sulla legittimit� del diniego di autorizzazione e del parere negativo espresso dal Comune di Cavallino, ha rigettato il ricorso condividendo le argomentazioni difensive offerte dal Comune, difeso dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani, e dalla Regione Puglia. Secondo il TAR, infatti, le modifiche proposte, che avevano altres� ricevuto il parere sfavorevole di quasi tutte le Amministrazioni coinvolte in Conferenza di Servizi, non solo non sono imposte dalle norme di settore e non possono essere qualificate come adeguamento alle migliori tecnologie di settore, ma risultano incompatibili – come evidenziato dal Comune di Cavallino – con le vigenti previsioni del PRG. Il TAR, per le stesse ragioni, ha quindi respinto anche la richiesta risarcitoria formulata dalla societ� ricorrente.
E’ pienamente legittima l’autorizzazione ambientale sulla scorta della quale la Zincherie Adriatiche S.r.l. ha esercitato, sin dal 2011 e nello stabilimento nel Comune di Diso, attivit� di zincatura.
E’ quanto ha riconosciuto il Consiglio di Stato con una sentenza resa in data 20.7.2016 a definizione di un contenzioso principiato nel 2012 da alcuni privati cittadini e dal Comune di Spongano che sostenevano, in estrema sintesi, che l’attivit� di zincatura esercitata dalla Zincherie Adriatiche S.r.l. dal 2001 nello stabilimento nel Comune di Diso aveva subito, nel tempo, modifiche sostanziali delle quali, in sede di rilascio dell’autorizzazione ambientale della quale era divenuta necessaria l’acquisizione in virt� di quanto previsto dal sopravvenuto D.Lgs. 59/2005, la Regione Puglia non aveva tenuto conto. La Zincherie Adriatiche (le cui ragioni sono state sostenute dal Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani) ha, di contro, argomentato che le modifiche apportate all’attivit� di zincatura esercitata dalla Zincherie Adriatiche S.r.l. dal 2001 nello stabilimento nel Comune di Diso non hanno inciso sulla capacit� produttiva dell’impianto e sono state attuate in funzione della sua compatibilit� ambientale. Il Consiglio di Stato, accogliendo pienamente le tesi difensive del Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani, ha riconosciuto che l’attivit� di zincatura esercitata dalla Zincherie Adriatiche S.r.l. dal 2001 nello stabilimento nel Comune di Diso � stata modificata "senza alcuna significativa modifica dell’impianto come autorizzato, n� … incisione negativa sull’ambiente", con conseguente piena legittimit� dell’autorizzazione ambientale acquisita nel 2011.
Dal TAR Lecce un nuovo stop alla gara ponte indetta dal Comune di Torchiarolo per l‘affidamento del servizio di raccolta rifiuti
Era del 21 aprile scorso la notizia che il TAR Lecce, accogliendo la domanda cautelare proposta dalla impresa Reteservizi S.r.l., aveva sospeso la procedura negoziata indetta in via d�urgenza dal Comune di Torchiarolo per affidare il servizio di raccolta rifiuti nelle more della conclusione della gara d�ambito avviata dall�ARO Brindisi 2. Da allora nuovi risvolti hanno caratterizzato la vicenda contenziosa. Infatti, nonostante il TAR avesse chiaramente intimato al Comune la sospensione della "gara ponte", quest�ultimo dopo pochi giorni dalla pubblicazione della prima ordinanza cautelare aprile ha riaperto le operazioni di gara confermando la propria scelta di estromettere dal confronto concorrenziale la societ� Reteservizi, precedente gestore del servizio, perch� giudicata "inaffidabile". Accogliendo le tesi sostenute dalla ricorrente, assistita in giudizio dagli avvocati Saverio Sticchi Damiani, Maurizio e Gaetano Sansone, i Giudici di Via Rubichi con ordinanza n. 266/2016 hanno nuovamente stoppato la "gara ponte", ritenendo che la vicenda sottoposta alla loro attenzione sia costellata da "numerosi e concordanti indici sintomatici di un uso distorto ed illegittimo", da parte del Comune di Torchiarolo, del potere di valutare l�affidabilit� delle imprese partecipanti alle gare d�appalto. L�attenzione del TAR si � appuntata, in particolare, sul fatto che, nel recente passato, il Comune di Torchiarolo avesse rilasciato alla Reteservizi numerosi certificati attestanti la regolare esecuzione del servizio di igiene urbana senza mai applicare e riscuotere alcuna sanzione contrattuale in danno della stessa impresa, sulle numerose proroghe del servizio disposte in favore della Societ� e, infine, sul comportamento poco trasparente e "ondivago" del Comune che, da un lato, non ha preceduto la "gara ponte" dall�esperimento di un�indagine di mercato volta ad acquisire le adesioni da parte degli operatori economici interessati a partecipare alla procedura d�urgenza e, dall�altro, ha reiteratamente esercitato il potere di autotutela dopo la proposizione del ricorso da parte del precedente gestore del servizio. Una pronuncia significativa dunque che, oltre ad evidenziare numerose anomalie che hanno caratterizzato la gara d�appalto avviata dal Comune di Torchiarolo, riabilita l�immagine professionale della Societ� Reteservizi.
STORICA PRONUNCIA DEL CONSIGLIO DI STATO:
Con la sentenza n. 2006 del 2016 il Consiglio di Stato ha accolto l	’appello promosso dagli Avv.ti Prof. Ernesto Sticchi Damiani, Andrea Sticchi Damiani e Francesco Saverio Marini contro un provvedimento di decadenza dagli incentivi irrogato dal GSE nei confronti di una societ� che era stata coinvolta nella nota truffa dei "pannelli falsi". I Giudici di Appello hanno statuito che per comminare la decadenza non � sufficiente l�invio di dichiarazioni non veritiere o di dati incompleti in sede di domanda di ammissione agli incentivi, qualora tali inesatte dichiarazioni non dipendano da dolo o colpa dell�istante, ma dall�induzione in errore causata dalla truffa. Inoltre la normativa di riferimento impone al GSE di verificare l�effettiva "rilevanza" della violazione contestata ai fini dell�ottenimento degli incentivi. Di conseguenza, non � legittimo irrogare la decadenza nel caso in cui i pannelli installati sull�impianto, seppure di fattura diversa da quella inizialmente indicata, risultino comunque incentivabili secondo la disciplina di settore. Il GSE � tenuto a porre in essere apposita istruttoria in sede di procedimento di verifica, e potr� negare gli incentivi solo nel caso in cui venga effettivamente dimostrato un danno alle finanze pubbliche, per effetto della concessione di tariffe incentivanti non spettanti. Vedi le recensioni delle principali testate di diritto dell'energia:
SVANISCE LA SECONDA SEDE FARMACEUTICA DI ACQUARICA DEL CAPO
Il Consiglio di Stato (Presidente Balucani; Estensore Noccelli) con ordinanza n. 1658⁄2016, resa nell�ambito di giudizio proposto dalla Farmacia Sbarro di Acquarica del Capo � difesa dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani e dagli Avv.ti Giulio Petruzzi e Quintino Lombardo � avverso gli atti regionali che includevano la seconda sedi farmaceutica di tale Comune tra quelle da assegnare con concorso straordinario, nonostante lo stesso Comune ne avesse rilevato la sopravvenuta inutilit� in considerazione del decremento demografico nel frattempo registrato, ha pienamente accolto la tesi dei difensori della Farmacia Sbarro riconoscendo che "l�indizione del concorso straordinario non appare, di per s�, idonea ad escludere la doverosit� della soppressione della stessa, in adempimento dell�obbligo imposto dall�art. 11 del D.L. n. 1⁄12, convertito in Legge n. 27⁄12 e in coerenza con i parametri da esso stabiliti". Il Consiglio di Stato, richiamando e confermando l�orientamento recentemente espresso nei giudizi riguardanti analoga invocata soppressione di una delle sedi farmaceutiche del Comune di Valenzano, nei quali la stessa Farmacia Sbarro era, con i medesimi difensori, positivamente intervenuta ad adiuvandum, ha ribadito che "non merita condivisione la motivazione del primo giudice secondo cui la sede messa a concorso sarebbe equiparabile ad una sede occupata ai fini della revisione." Il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa, dunque, ha finalmente delineato con chiarezza il principio di diritto secondo cui l�attivazione del concorso straordinario per l�attribuzione delle nuove sedi farmaceutiche istituite per effetto dell�abbassamento del parametro demografico previsto dalla L. n. 27⁄12 non esonera certo i Comuni e la Regione ad avviare e concludere il procedimento biennale di revisione delle piante organiche previsto dalla Legge, sopprimendo quindi quelle sedi, nel frattempo risultate non pi� rispondenti al rapporto numerico farmacie⁄abitanti, cos� come nel caso della seconda sede di Acquarica del Capo, che secondo il Comune risultava per tale motivo non pi� necessaria e che, ci� nonostante, la Regione intendeva preservare per il solo fatto di essere stata messa a concorso. Quest�ultima, dunque, non potr� pi� trincerarsi dietro lo svolgimento del concorso straordinario per ignorare la volont� dei Comuni sull�istituzioni⁄localizzazione delle sedi farmaceutiche, che devono in ogni caso essere rispondenti al parametro numerico farmacie⁄abitanti.
AVVALIMENTO E PERDITA DEI REQUISITI DELLA AUSILIARIA. LA PAROLA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA:
Va rimessa alla Corte di Giustizia UE la questione pregiudiziale se gli artt. 47 secondo alinea e 48 terzo alinea della Direttiva 2004/18/CE, come sostituiti dall�art. 63 della Direttiva 2014/24/UE ostino ad una disciplina normativa nazionale che esclude, o possa essere interpretata nel senso che esclude, la possibilit� per l�operatore economico, ossia per il soggetto che concorre alla gara, di indicare altra impresa in luogo di quella originariamente assunta quale �impresa ausiliaria�, che abbia perduto o abbia visto ridurre i requisiti di partecipazione, e quindi comporti l�esclusione dell�operatore economico della gara per fatto di forza maggiore a lui non riconducibile n� oggettivamente n� soggettivamente. In sostanza si dovr� accertare se l�impresa ausiliata che ha confidato nel possesso del requisito di qualificazione in capo all�impresa ausiliaria, verificato al momento della sottoscrizione del contratto di avvalimento, possa essere chiamata a rispondere della successiva perdita (o riduzione) di quel requisito, ascrivibile a fatto dell�impresa ausiliata, e quindi di terzo, non essendo individuabile una culpa in eligendo e apparendo l�automatica esclusione, senza possibilit� di sostituzione dell�impresa ausiliata con altra impresa, contraria alla giurisprudenza comunitaria in tema di rilevanza del fatto di forza maggiore. - guarda la recensione pubblicata sulla rivista online GIUSTAMM
I LIMITI PER L’OTTEMPERANZA DI LODO ARBITRALE:
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1499 del 14/4/2016 ha respinto il ricorso in appello proposto dalla Societ� Ambiente e Sviluppo e da Monticava Strade Srl contro il Comune di Cavallino e l�ATO per la gestione dei rifiuti per la Provincia di Lecce per ottenere, in riforma della sentenza di rigetto gi� pronunciata dal TAR del Lazio sulla medesima domanda, la proroga del termine di scadenza del contratto di concessione per la gestione della piattaforma per il trattamento dei rifiuti a servizio dell�ATO Lecce sita nel Comune di Cavallino, per un periodo pari a 27 anni e 6 mesi, ovvero in alternativa il pagamento di una somma quantificata in misura superiore ai 12 milioni di euro. Il giudizio proposto dalle societ� ricorrenti era finalizzato ad ottenere l�esecuzione di un lodo arbitrale pronunciato nel 2010 che ha accertato il diritto della societ� concessionaria dell�impianto di trattamento dei rifiuti a far valere il riequilibrio del contratto di concessione in conseguenza dei maggiori oneri sopportati dallo stesso concessionario nel corso della gestione, per fatti per� imputabili alla Regione Puglia e connessi con la pianificazione del sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti. Il Consiglio di Stato, tuttavia, accogliendo puntualmente le argomentazioni difensive svolte dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani in difesa del Comune di Cavallino, ha respinto il ricorso in quanto il contenuto del lodo arbitrale di cui la concessionaria ha chiesto l�esecuzione, limitandosi ad accertare la possibilit� per le ricorrenti di ottenere il riequilibrio del contratto e quindi solo la mera possibilit� che detto riequilibrio possa attuarsi mediante una proroga del contratto, non contiene tuttavia alcuna condanna nei confronti del Comune di Cavallino, il quale non � tenuto pertanto ad accordare la richiesta proroga del termine di scadenza della concessione, n� a corrispondere gli importi pretesi dalla concessionaria a titolo di indennit� per il riequilibrio contrattuale.
PORTO DI TORRE VADO: ACCOLTA LA DIFESA DELLO STUDIO LEGALE STICCHI DAMIANI A FAVORE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MORCIANO DI LEUCA
Il TAR di Lecce (Sezione Prima —Presidente dr. Antonio Pasca, estensore dr.ssa Patrizia Moro) con sentenza n.565 del 6 aprile 2016 ha rigettato il ricorso proposto dalla societ� Marine Italia srl, attuale gestore dei servizi portuali del porto di Torre Vado, nel Comune di Morciano di Leuca, con il quale era stato richiesto il risarcimento del danno pari ad euro 533.000,00 per presunte inadempienze dell�Amministrazione comunale concessionaria rispetto agli obblighi assunti con il contratto stipulato nell�anno 2011. La societ� concessionaria, con lo stesso ricorso, aveva avanzato altres� domanda volta a conseguire una rimodulazione del termine di scadenza del contratto di gestione dell�area portuale (fissata per il prossimo mese di giugno), al fine di compensare il presunto danno economico subito con il prolungamento della durata del contratto stesso, di un periodo pari a quello necessario a consentire il ristoro del danno lamentato. Il TAR tuttavia, accogliendo in pieno le tesi sostenute dal Prof. Avv. Ernesto Sticchi Damiani, costituito in giudizio in difesa del Comune di Morciano di Leuca, ha ritenuto le domande avanzate da Marine Italia srl in parte inammissibili e per il resto infondate, non essendo emersi in giudizio elementi tali da poter addebitare al Comune di Morciano di Leuca alcun inadempimento contrattuale e, quindi, alcuna responsabilit� per i p resunti —ma indimostrati — danni economici lamentati dalla concessionaria ricorrente.
Regolare la procedura di appalto per l’assegnazione del servizio di gestione dei parcheggi pubblici a Tricase
Ha trovato finalmente un definitivo punto d’approdo la vicenda relativa alla gara all’esito della quale nel dicembre del 2014 il Comune di Tricase ha affidato il servizio di gestione dei parcheggi pubblici a pagamento alla Gestam Group Srl. Il Consiglio di Stato ha ritenuto infondato l�appello con il quale la seconda classificata Societ� Cooperativa Apulia (gestore del medesimo servizio per oltre 20 anni) aveva impugnato la sentenza del TAR Lecce che nel giugno scorso aveva gi� sancito la piena legittimit� dell�assegnazione, rigettando in via integrale le censure mosse La Gestam Group Srl, difesa dal Prof. Avv. Ernesto STICCHI DAMIANI, ha ottenuto anche dal Massimo Organo di Giustizia Amministrativa la conferma della piena legittimit� dell�aggiudicazione rispetto alla quale, pi� volte, la Cooperativa Apulia, anche in altre sedi aveva prospettato presunte irregolarit�. La sentenza di appello, in particolare, ha sgombrato da ogni equivoco l�aspetto su cui, pi� di ogni altro, si era concentrato il confronto giudiziario; vale a dire la correttezza o meno della scelta dell�Ente civico di concedere, a Gestam Group, nelle more dell�espletamento della gara, la possibilit� di produrre la certificazione di qualit� aziendale ISO 9001 comunque in possesso della medesima. Il Consiglio di Stato accogliendo le tesi difensive dell�aggiudicataria e della Stazione Appaltante, ha ritenuto il comportamento della Commissione di gara �sostanzialmente conforme ai principi e ai criteri che in questi casi devono indirizzare la sua azione�, evidenziando che nel dubbio le clausole della lex specialis vanno interpretate in modo da consentire la massima partecipazione Con tale pronuncia, quindi, viene messa la parola fine ad un�annosa vicenda, decretando per i prossimi 10 anni il definitivo affidamento del servizio in favore di Gestam Group.
GESTIONE RIFIUTI DI GALATINA IL PRESIDENTE DELLA CSA: «HO SEMPRE TUTELATO GLI INTERESSI DELLA SOCIETA‘»
La vicenda relativa all‘affidamento del nuovo servizio di igiene ambientale a Monteco da parte del Comune di Galatina � tutt�altro che chiusa. Dopo gli attacchi politici dei giorni scorsi, il Presidente della CSA, dott. Alfredo Torrone, rompe gli indugi e interviene sulla vicenda. �Fino ad oggi ho sempre mantenuto un profilo basso, senza mai intromettermi sulle questioni giudiziarie — esordisce il Presidente del Consiglio di Amministrazione della CSA — e conti-nuando a lavorare nell�interesse della societ� e, sempre, nei limiti dei poteri attribuitimi dalla legge e dallo Statuto. Gli attacchi indirizzatimi da pi� parti sono del tutto pretestuosi, avendo tenuto sempre una condotta lineare e coerente con lo scopo e gli obiettivi sociali�. Il dott. Torrone si riferisce alla scelta di partecipare con la CSA alla nuova gara di gestio-ne dei rifiuti indetta dal Comune di Galatina, che, peraltro, non � stata mai contrastata dalla stessa Amministrazione comunale (neppure in gara), se non dopo la manifestata in-tenzione di proporre ricorso avverso l�aggiudicazione a Monteco. �Nel momento in cui, d�intesa col Consiglio di Amministrazione, abbiamo ritenuto illegittima l�aggiudicazione della gara alla prima classificata, abbiamo conferito mandato ai nostri legali affinch� si attivassero innanzi al Tar Lecce per tutelare gli interessi della CSA, che invece si era classificata al secondo posto�. Il ricorso della CSA � stato poi respinto dal Tar Lecce con dispositivo di sentenza n. 381 del 26.2.2016, che � stato prontamente impugnato dalla societ� innanzi al Consiglio di Stato che, con una pronuncia cautelare d�urgenza del 29.2.2016, ha ritenuto sussistenti le paventate ragioni di gravit� connesse alla esecuzione della decisione del Giudice di primo grado �anche in considerazione della volont�, gi� manifestata dal Comune in data 15 dicembre 2015, di disporre la consegna in via d�urgenza del servizio in favore dell�aggiudicataria Monteco Srl e in dan-no dell�odierna appellante (gestore uscente)�. Il Consiglio di Stato, nell�accordare piena tutela cautelare alla CSA, ha altres� ordinato al Comune di non procedere al passaggio nella gestione del servizio, fin tanto che la que-stione non fosse stata valutata, in sede collegiale, nella Camera di consiglio gi� fissata per il prossimo 7 aprile. Sta di fatto — conclude il Presidente della CSA — che �proprio nella tarda mattinata del 29 febbraio scorso, il Comune ha ratificato l�immissione nel servizio da parte della ditta Monteco, che in realt� autonomamente lo aveva gi� avviato nelle prime ore del mattino di luned�, senza aver ricevuto, fino a quel momento, alcun provvedimento autorizzativo dello stesso Comune�. Nel tardo pomeriggio del 3 marzo — mentre era in corso un acceso Consiglio comunale proprio sulla vicenda CSA — il Tar Lecce ha pubblicato le motivazioni poste a base del dispositivo di sentenza impugnato dalla CSA innanzi al Consiglio di Stato. Pertanto, a quel punto, il Comune ha ritenuto superato il decreto d�urgenza del 29.2.2016 del Consiglio di Stato che aveva ordinato di non procedere al passaggio di servizio a Monteco. Su quest�ultimo aspetto della questione sono intervenuti i legali della CSA, avv.ti Saverio Sticchi Damiani e Matteo Sanapo: �In base al Codice del processo amministrativo, un decreto mo-nocratico d�urgenza rimane efficace sino alla Camera di consiglio successiva, che, nel caso di specie, fin da subito � stata fissata dal Consiglio di Stato per il prossimo 7 aprile. Inoltre il Comune, consentendo la gestione del servizio da parte di Monteco per diversi giorni gi� prima della pubblicazione delle moti-vazioni della sentenza del TAR, ha violato il decreto emesso dal Consiglio di Stato il 29 febbraio, che espressamente aveva inteso invece garantire la gestione del servizio da parte di CSA almeno fino alla suddetta data del 7 aprile. La posizione assunta dall�Amministrazione, su tale aspetto, � perci� ap-parsa sin da subito irrispettosa del dictum giurisdizionale, mentre la successiva pubblicazione della sen-tenza ha consentito di portare avanti una decisione a quel punto di fatto gi� avallata dallo stesso Co-mune nei giorni precedenti, sul presupposto, dato immediatamente per certo ma evidentemente tutto da verificare, che la volont� espressa dal Giudice di appello di tenere ferma la gestione di CSA fino al 7 aprile sia divenuto, dopo le motivazioni del Giudice di primo grado, fatto totalmente irrilevante per l�Amministrazione�. La sensazione, quindi, � che nonostante i proclami e le polemiche dei giorni scorsi, la questione legata al servizio di gestione dei rifiuti di Galatina non sia ancora affatto con-clusa, in attesa della prossima udienza del Consiglio di Stato fissata per il 7 aprile prossimo.
ESCUSSIONE DELLA POLIZZA FIDEIUSSORIA E MANCATA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO: SOLON SOLLEVA QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE.
Andrea Sticchi Damiani, partner dell’omonimo studio, rappresenta Solon S.p.A. di fronte al Tar Puglia nel contenzioso da essa promosso contro Regione Puglia in merito alla realizzazione di un impianto fotovoltaico nel Comune di Turi.La ricorrente ha evidenziato, nelle more del giudizio, l�insussistenza del diritto della Regione Puglia all�escussione della polizza fideiussoria di Solon S.p.A. per l�ipotesi di mancata realizzazione dell�impianto da parte di essa. La previsione di cui all�art. 4, comma 2, lett. c) della L.R. pugliese 31/2008 � infatti in evidente contrasto con il quadro normativo costituzionale, ed in particolare con gli articoli 3, 41 e 117, nella parte in cui sembrerebbe collegare l�escussione della polizza al mero fatto storico della mancata realizzazione dell�impianto.Il Collegio ha ritenuto che la questione, cos� come prospettata, sia meritevole di essere sottoposta all�attenzione della Corte Costituzionale, in quanto rilevante e non manifestamente infondata, sospendendo conseguentemente il giudizio in corso.
TERMINI DI EFFICACIA DEL PROVVEDIMENTO DI ESCLUSIONE DELLA VIA, TAR LECCE RINVIA ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA LEGITTIMITA’ DELLA LEGGE REGIONALE NEL GIUDIZIO PROMOSSO DA ENERGIA RINNOVABILE ITALIA SURL
Il Tar Lecce ha accolto il ricorso promosso da Energia Rinnovabile Italia Surl, rappresentata e difesa da Ernesto Sticchi Damiani e Andrea Sticchi Damiani dell�omonimo studio, contro gli atti e i provvedimenti emanati da Regione Puglia e Agenzia regionale Protezione Ambiente (ARPA) Puglia. Pronunziandosi parzialmente sui motivi di ricorso riguardanti il diniego di Autorizzazione Unica, il Collegio ha inoltre ritenuto di dover sollevare d�ufficio questione di legittimit� costituzionale dell�art. 2, L.R. 17/2007 nella parte in cui si prevede il termine triennale di efficacia dei provvedimenti di esclusione della VIA, in evidente contrasto con gli artt. 20 e 26 del d.lgs. 152/2006 che, nell�attuale formulazione, prevedono un termine di efficacia pari a cinque anni, all�esito del quale la procedura deve essere reiterata e con gli artt. 41 e 117, secondo comma, lettera s) Costituzione. Per tali assorbenti motivi, il Collegio ha sospeso il giudizio rimettendo all�attenzione della Corte Costituzionale la legittimit� dell�art. 2, L.R. 17/2007.
Parco eolico off-shore a Taranto (Beleolico)
lo spalma incentivi all'esame della consulta ...
TAR refers "spalma-incentivi" to the Constitutional Court:
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NUOVA SEDE IN ROMA:
la nuova sede dello studio in Roma é situata in Piazza San Lorenzo in Lucina n. 26 - cap 00186