Source: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1557470
Timestamp: 2020-04-09 11:12:14+00:00
Document Index: 49328234

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 114', 'art. 7', 'art. 146', 'art. 7', 'art. 149', 'art. 150', 'art. 150']

Attività giornalistica: diffusione di dati su minori vittime di violenza... - Garante Privacy
Attività giornalistica: diffusione di dati su minori vittime di violenza sessuale - 2 ottobre 2008 [1557470]
Newsletter del 12 febbraio 2009
[doc. web n. 1557470]
Attività giornalistica: diffusione di dati su minori vittime di violenza sessuale - 2 ottobre 2008
VISTO il ricorso pervenuto al Garante in via d´urgenza il 7 agosto 2008 presentato nei confronti di S.I.E.-Società iniziative editoriali S.p.A. (in qualità di editore del quotidiano "L´Adige"), S.E.T.A.-Società Editrice Tipografica Atesina S.p.A. (in qualità di editore del quotidiano "Alto Adige" e del quotidiano "Trentino"), Editoriale Trentino Alto Adige s.r.l. (in qualità di editore del "Corriere del Trentino"), Ansa-Agenzia nazionale stampa associata società cooperativa, AdnKronos Agenzia S.p.A., RAI-Radiotelevisione italiana S.p.A., Op.Im. s.r.l. (in qualità di editore di "R.t.t.r.-Radio tele trentino regionale"), TCA s.r.l. (in qualità di editore di "TCA Trentino TV"), con il quale XY e ZH, in proprio e in qualità di esercenti la potestà sui figli minori KY e WY (rappresentati e difesi dagli avv. Laura De Rui e Ottavia Borella), in relazione alla recente diffusione dell´informazione relativa all´arresto del fratello del ricorrente a seguito di una denuncia per presunti atti di minacce e violenze di natura sessuale in danno dei due minori, hanno chiesto al Garante di vietare ai predetti organi di informazione l´ulteriore diffusione (con ogni mezzo effettuata) di informazioni che rendano identificabili questi ultimi; rilevato che, a parere dei ricorrenti, la diffusione delle informazioni relative alla professione dell´indagato e al suo foro di esercizio, oltre che la sua età, il suo stato civile, il legame di parentela con le presunte vittime, il sesso dei minori, la loro età e i luoghi frequentati dal nucleo familiare (ivi compresi luogo di residenza e di abituale villeggiatura) non risulta essenziale dal punto di vista dell´interesse pubblico e, consentendo facilmente l´identificazione dei minori interessati, specie in ambito locale, è passibile di arrecare loro un pregiudizio grave e irreparabile; rilevato che i ricorrenti hanno chiesto di porre a carico della resistente le spese sostenute per il procedimento;
VISTA la nota del 7 agosto 2008 con la quale questa Autorità, ai sensi dell´art. 149, comma 1, del Codice, ha invitato i titolari del trattamento a fornire riscontro alle richieste degli interessati, nonché il verbale dell´audizione del 5 settembre 2008;
VISTA la memoria inviata dai ricorrenti l´8 agosto 2008 con la quale gli stessi hanno fatto presente che in alcuni articoli apparsi in data QJ 2008 sui quotidiani "Alto Adige", "L´Adige", "Trentino" e "Corriere del Trentino", sono stati nuovamente diffusi dati relativi ai minori (in particolare età, luogo di residenza e legame di parentela con l´indagato) che li rendono identificabili tenuto anche conto che, nella medesima data, i quotidiani "Alto Adige" e "Trentino" hanno anche fatto cenno alla professione del padre dei minori;
VISTE le memorie con le quali TCA s.r.l. (con nota dell´8 agosto 2008), Ansa-Agenzia nazionale stampa associata società cooperativa, Op.Im. s.r.l., S.E.T.A.-Società Editrice Tipografica Atesina S.p.A., RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a. e AdnKronos Agenzia S.p.A. il 12 agosto 2008, ritenendo lecito il trattamento effettuato, hanno comunque dichiarato di voler aderire alla richiesta dei ricorrenti e di non voler diffondere ulteriori informazioni che possano rendere identificabili i minori;
VISTE le memorie del 12 agosto 2008 con le quali S.I.E.-Società iniziative editoriali S.p.A. ed Editoriale Trentino Alto Adige s.r.l. hanno sostenuto di aver effettuato il trattamento delle informazioni in questione nel rispetto dei limiti del diritto-dovere di cronaca, riportando esclusivamente informazioni –tra le quali la professione, l´età e il luogo di residenza dell´indagato, il grado di parentela tra lo stesso e le presunte vittime, l´età di queste ultime– che, senza l´indicazione del nominativo dell´indagato medesimo (omesso nel caso di specie), non consentono l´identificazione dei minori coinvolti;
VISTE le ulteriori memorie fatte pervenire entro l´indicata data del 1° settembre 2008 con le quali le resistenti hanno ribadito quanto già comunicato e, in particolare, le memorie con le quali RAI-Radiotelevisione italiana S.p.A. e Ansa-Agenzia nazionale stampa associata società cooperativa hanno sostenuto di non aver trattato informazioni che potessero rendere identificabili i minori (avendo ad esempio omesso i nominativi dei soggetti coinvolti e altri dettagli poi riportati su altre testate) e di essersi limitati a fornire le informazioni essenziali per rappresentare compiutamente la vicenda;
RILEVATO che ai sensi dell´art. 4, comma 1, lett. b), del Codice è "dato personale" qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente o associazione che siano identificati o "identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione"; ciò, sia se tale altra informazione è trattata direttamente dal medesimo titolare del trattamento, sia se la stessa è altrimenti disponibile, tenuto anche conto dell´insieme dei mezzi che possono essere ragionevolmente utilizzati dal titolare del trattamento o da altri per identificare detta persona (cfr. direttiva n. 95/46/Ce, considerando n. 26);
RILEVATO che non tutti i titolari del trattamento destinatari dell´odierno provvedimento hanno diffuso tutte le informazioni oggetto di contestazione e viste le dichiarazioni dei titolari del trattamento che, pur ritenendo lecito il proprio operato, hanno assicurato di voler rispettare con il massimo scrupolo per il futuro i diritti dei minori interessati;
RILEVATO tuttavia che, dalla documentazione in atti, risultano essere state effettivamente diffuse nell´ambito di servizi giornalistici variamente dedicati alla vicenda, diverse informazioni relative ai minori (il sesso, l´età, i luoghi di residenza o di abituale villeggiatura, il preciso legame di parentela tra gli stessi e l´indagato) e ai loro genitori (in particolare, i riferimenti all´attività professionale del padre) che, unitamente ad altre informazioni personali riferite all´indagato e legittimamente pubblicate nell´esercizio del diritto-dovere di cronaca, sono suscettibili di rendere identificabili i minori protagonisti della vicenda; ciò, in particolare in ambito locale e all´interno della cerchia familiare e amicale, oltre che rispetto a soggetti a vario titolo frequentati o comunque conosciuti nell´ambito della vita sociale della famiglia e dell´indagato;
RILEVATO che, stante la particolarità del caso e la minore età dei protagonisti, hanno rilievo nel caso di specie le particolari tutele che l´ordinamento, anche in relazione all´esercizio della libertà d´informazione, appresta in favore di tali soggetti al fine di non pregiudicarne l´armonico sviluppo della personalità; rilevato che tale tutela si evince da una pluralità di fonti normative (vedi, tra esse, l´art. 13 del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 che preclude la divulgazione di notizie o immagini idonee a consentire l´identificazione dei minori coinvolti a qualsiasi titolo in procedimenti penali e l´art. 114, comma 6, del cod. proc. pen. secondo cui è vietata la pubblicazione delle generalità e dell´immagine dei minorenni testimoni, persone offese o danneggiati dal reato, nonché la pubblicazione di elementi che anche indirettamente possano comunque portare alla identificazione dei minori) e, con specifico riferimento alla normativa in materia di protezione dei dati, dall´art. 7 del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell´esercizio dell´attività giornalistica, ai sensi del quale, "al fine di tutelarne la personalità, il giornalista non pubblica i nomi dei minori coinvolti in fatti di cronaca, né fornisce particolari in grado di condurre alla loro identificazione";
RITENUTO che, alla luce della peculiarità della vicenda e della tempestività del ricorso proposto all´Autorità, sussiste, nel caso di specie, il presupposto di cui all´art. 146, comma 1, del Codice che consente agli interessati di esercitare direttamente con ricorso al Garante i diritti di cui all´art. 7, prescindendo dall´inoltro dell´interpello preventivo e che pertanto non opera, nel caso di specie, la sospensione del decorso dei termini di cui all´art. 149, comma 8, del Codice;
RITENUTO di dover accogliere il ricorso e di dover disporre, quale misura necessaria a tutela dei diritti degli interessati, ai sensi dell´art. 150, comma 2, del Codice, il divieto di diffondere con qualsiasi mezzo (stampa, sistema radiotelevisivo o Internet) informazioni che, anche indirettamente, possano rendere in qualche modo identificabili i minori interessati o, in relazione alla vicenda di cui in premessa, i loro genitori e in particolare quelle relative allo specifico legame di parentela tra l´indagato e le presunte vittime, ai precisi luoghi frequentati dal nucleo familiare nonché all´attività professionale dei genitori o altri dati non pertinenti;
RITENUTO che sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti tenuto conto della peculiarità della vicenda;
a) accoglie il ricorso e dispone, ai sensi dell´art. 150, comma 2, del Codice, il divieto di diffondere con qualsiasi mezzo (stampa, emittenti radiotelevisive, rete Internet) le informazioni che, anche indirettamente, possano rendere in qualche modo identificabili i minori interessati o, in relazione alla vicenda di cui in premessa, i loro genitori;
b) dichiara compensate le spese tra le parti.
Roma, 2 ottobre 2008