Source: http://saraagostini.postilla.it/2015/05/08/corte-costituzionale-no-ai-ccnl-minori-per-le-cooperative-stop-ai-ccnl-cooperativi-al-ribasso/
Timestamp: 2018-12-10 08:16:08+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 39', 'art. 36', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 36', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'art.49', 'art.49']

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Corte Costituzionale: NO ai CCNL “minori” per le cooperative. Stop ai CCNL cooperativi al ribasso
Si attendeva da tempo e finalmente è arrivata. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 51/2015 del 26.03.2015, ha detto no. Ha detto NO all’applicazione di contratti collettivi che prevedono salari più bassi rispetto a quanto previsto nei CCNL sottoscritti dalle associazioni comparativamente più rappresentative.
Vediamo con ordine il caso:
Il socio lavoratore di una Cooperativa richiede al Tribunale di Lucca il pagamento delle differenze retributive correlate all’applicazione del CCNL della Logistica Confetra-Conftrasporto-Anita-ANCST Legacoop-Confartigianato e da FILT CGIL-FIT CISL-UILTRASPORTI rispetto al Contratto UNCI-Fesica-CONFSAL applicato dalla cooperativa.
Il Tribunale di Lucca ha eccepito l’illegittimità costituzionale dell’art. 7, comma 4, della legge n. 248/2007[1] per violazione degli art. 39 e 41 della Costituzione, dal momento che la suddetta norma, imponendo al Giudice, in presenza di una pluralità di contratti collettivi del settore, di applicare un trattamento retributivo non inferiore a quello previsto da alcuni di tali contratti, senza una previa valutazione ex art. 36 Cost. del diverso contratto collettivo applicato per affiliazione sindacale dall’impresa, inciderebbe autoritativamente sul dinamismo, anche conflittuale, della concorrenza intersindacale, realizzando una indebita estensione dell’efficacia collettiva dei contratti collettivi, in violazione appunto dell’art. 39 Cost.
La Corte Costituzionale ha ritenuto non fondata la questione sollevata dal Tribunale di Lucca sulla base del seguente ragionamento:
La legge n. 142/2001 ha esteso la tutela propria del lavoro subordinato ai soci lavoratori di cooperative
Con la circolare n. 10/2004 il Ministero del Lavoro ha stabilito, a seguito della modifica apportata dalla legge n. 30/2003 all’art. 6 della legge n. 142/2001, che al socio lavoratore deve essere garantita una retribuzione non inferiore ai minimi contrattuali non solo per quanto riguarda la contribuzione di livello, ma anche per quanto riguarda le altre norme del contratto che prevedono voci retributive fisse”;
Con il Protocollo di intesa firmato il 10.10.2007 firmato da Ministero del Lavoro, dal MISE e dalle Associazioni Legacoop, Confcooperative, Agci, CGIL, CISL e UIL si è voluto perseguire l’obiettivo di contestare l’applicazione di contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni datoriali e sindacali di non accertata rappresentatività, che prevedono trattamenti retributivi potenzialmente in contrasto con la nozione di retribuzione sufficiente, di cui all’art. 36 Cost.;
la Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di cooperative, al socio lavoratore subordinato spetta la corresponsione di un trattamento economico complessivo comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore o della categoria affine;
l’art. 7, comma 4, del D.L. n. 248/2007 richiama i trattamenti economici complessivi minimi previsti dai contratti stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e rappresenta un parametro esterno di commisurazione, da parte del giudice, per definire la proporzionalità e la sufficienza del trattamento economico da corrispondere al socio lavoratore.
La Corte Costituzionale conclude la sentenza con due concetti chiave:
il parametro dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative DEVE essere osservato;
l’art. 7 del D.L. 248/2007 si propone di contrastare forme di competizione salariale al ribasso. Peraltro, il Ministero del Lavoro, con la lettera circolare n. 7068 del 28.04.2015, ha subito informato le proprie Direzioni territoriali del contenuto della sentenza, invitandole ad avvalersi delle conclusioni della Corte Costituzionale in occasione sia dell’attività di vigilanza, sia in sede di contenzioso.
Il ragionamento della Corte Costituzionale appare molto chiaro e la conseguenza diretta è che tutti quei CCNL (sia quelli sottoscritti dal UNCI/Confsal, sia tutti quelli fioriti successivamente…) che prevedono una retribuzione più bassa per il socio lavoratore rispetto ai contratti collettivi del settore, non possono essere applicati dalle cooperative.
[1] “Fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.
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Un commento a “Corte Costituzionale: NO ai CCNL “minori” per le cooperative. Stop ai CCNL cooperativi al ribasso”
Rosenilda scrive:
Scritto il 11-9-2015 alle ore 20:40
salve voglio esprovi il mio quesito. per fare cif2 incomincio a descrivere il mio contratto. e8 un contratto di apprendistato professionalizzante ai sensi del d.lgs. 276/2003 art.49. c’e8 scritto anche questo che non so cosa significa esattamente: lei prestere0, inoltre, la sua attivite0 in qualite0 di APPRENDISTA per lo svolgimento di un Progetto Formativo Individuale che ai sensi del d.lgs. 276/2003 e del CCNL COMMERCIO applicato dall’azienda avre0 la durata di 48 mesi ed e8 volto al conseguimento della qualifica di Commesso di Vendita. Durante il periodo di tirocinio svolgere0 le mansioni di Commesso di Vendita …,e sare0 inquadrato inizialmente nel 6 livello ed in seguito come previsto dal CCNL applicato verre0 inquadrato al 4 livello. Al termine del contratto d’apprendistato che e8 finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale attraverso la formazione sul lavoro Lei sare0 sottoposto ad un giudizio di idoneite0 che Le consentire0 di aquisire la qualifica sopra indicata. Ci riserviamo fin da ora in ogni caso la facolte0 di risolvere il rapporto di lavoro alla scadenza indicata ai sensi dell’art.49 d.lgs. 276/2003 c.4 lett.cil mio quesito e8 il seguente:una settimana fe0 il rapporto di apprendistato e8 finito.il datore di lavoro ha particolari obblighi di assumermi e per quanto riguarda il tipo di contratto (non credo possa rifarmi un apprendistato), il livello applicato, la durata ecc.cos’e8 la trasformazione anticipata del rapporto. c’entra qualcosa?in poche parole se vuole assumermi lo fa perche8 e8 costretto o deve farlo per legge. e8 libero di fare come gli pare oppure ha dei vincoli nella stipulazione del contratto?