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Timestamp: 2019-09-17 08:13:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1123', 'art. 1117', 'art. 1123', 'art. 96', 'art. 1137', 'art. 96', 'art. 274', 'art. 183', 'art. 1117', 'art. 1123', 'art. 1137', 'art. 1123', 'art. 1123', 'art. 1135', 'art. 1137', 'art. 1117', 'art. 1123', 'art. 1123', 'art. 1123', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1123', 'art. 1123']

FAQ - sentenza n. 493/2015 del 02/02/2015 del Tribunale di Bologna - riparto delle spese sostenute per l'ottenimento del CPI dei locali interrati
A conferma di quanto lo Studio Monti sostiene da tempo in ordine al riparto delle spese sostenute per l'ottenimento del CPI dei locali interrati, si pubblica integralmente la Sentenza n. 493/2015 del 02/02/2015 del Tribunale di Bologna.
Detta sentenza rispecchia fedelmente quelli che sono i principi degli articoli 1117 e del 1123 del Codice Civile.
Lo Studio si augura che gli amministratori e gli addetti facciano riferimento a quanto riportato sotto.
Costi sostenuti - Riparto
Merita molta attenzione la sentenza n. 493/2015 del Tribunale di Bologna che si trascrive integralmente:
R.G.n. 15945/2012 R.G. n. 19714/2012
Sentenza n. 493/2015
Pronunziata il 02/02/2015
N. R.G. 15945/2012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI BOLOGNA Terza Sezione Civile
Il Tribunale civile di Bologna in composizione monocratica, nella persona del Giudice dott. Pasquale Gianniti ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 15945/201i promossa da:
ELABEL SAS (C.F. ***), SIEPELUNGA SRL (C.F. ***), GAETANO BATTAGLIA {C.F. ***), BARBARA F0RNASARI (C.F. ***), UMBERTO COLACICCO (C.F. ***) e TASSI ROBERTO (CF ***), tutti con il patrocinio dell'Avv. PESCI GIUSEPPE e tutti elettivamente domiciliato in VIA ALESSANDRINI 13 40126 BOLOGNA, presso il difensore Avv. PESCI GIUSEPPE ATTORI
nonché nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 19714/2012 promossa da:
ELABEL Dl MARIA GRAZIA FANGAREGGI & C SAS (C.F. ***), con il patrocinio dell'Avv. PESCI GIUSEPPE ed elettivamente domiciliato in VIA ALESSANDRINI 13 40126 BOLOGNA, presso il difensore Avv PESCI GIUSEPPE ATTORE
tutti nei confronti di
CONDOMINIO VIA*** - VIA GAMBERINI 8 A-B-O BOLOGNA (C.F. ***), in persona dell'amministratore Gian Luca Samoggia, con il patrocinio dell' Avv. BERGONZINI CLAUDIA, elettivamente domiciliato in VIA CASTIGLIONE N.18 40100 BOLOGNA presso il difensore Avv. BERGONZINI CLAUDIA
All'udienza del 6 novembre 2014 il Procuratore di parte attorea precisava le conclusioni come da atti introduttivi delle cause riunite, insistendo in via subordinata nelle richiesta di ctu già formulata in sede di memoria istruttoria; mentre il Procuratore del condominio convenuto precisava le conclusioni come da comparse di costituzione e risposta presentate nelle cause riunite.
1.- Le società Elabel di Maria Grazia Fangareggi & C. s.a.s., Siepelunga s.r.l., nonché i Signori Battaglia Gaetano, Fornasari Barbara, Colacicco Umberto, Tassi Roberto, quali proprietari di unità immobiliari nonché condomini del Condominio Via *** n. Via Gamberini n. 8 a-be, Bologna, con atto di citazione ritualmente notificato convenivano in giudizio davanti a questo Tribunale il Condominio di via*** n. per sentire accogliere le seguenti conclusioni: "previo accertamento della violazione dell'art. 1123, comma 2 e.e. dichiarare nulla e/o illegittima e/o inefficace la delibera assunta in data 24.03.1() dall'assemblea del Condominio di Via*** n., in Bologna per tutti i motivi esposti in narrativa e conseguentemente dichiararla priva di effetti e disporne la revoca. Con vittoria di spese ,competenze e onorari".
Si costituiva in giudizio il Condominio via*** via Gamberini 8 a-b-c con comparsa di costituzione e risposta del 3 giugno 2013 rassegnando le seguenti conclusioni: "accertare la legittimità del criterio di ripartizione delle spese relative alle parti strutturali comuni ex art. 1117 n. 1 e.e., di cui alla delibera in data 24.03.10 del Condominio convenuto, e la sua conformità al disposto di cui all'art. 1123 comma 1 e.e.; conseguentemente rigettare la domanda degli attori, avente ad oggetto la declaratoria di nullità della delibera in questione, poiché infondata, improponibile e inammissibile; con vittoria di spese e funzioni e con condanna di Elabe/ s.a.s. ex art. 96 c.p.c. ".
2.- La società Elabel s.a.s., con atto di citazione notificato al Condominio di via*** n., proponeva inoltre opposizione avverso il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo - n. 7108/12 -, emesso da questo Tribunale in favore del suddetto Condominio e da quest'ultimo notificato alla società ingiunta, unitamente ad atto di precetto, in data 29.10.12.
Si costituiva in giudizio il convenuto condominio con comparsa di costituzione e risposta rassegnando le seguenti conclusioni: "rigettare l'opposizione, poiché infondata improponibile e inammissibile, e confermare il decreto ingiuntivo opposto; dichiarare inammissibile fa domanda tendente a ottenere la declaratoria di nullità della delibera in data 24.03.10 del condominio opposto, irritualmente formulata nel presente giudizio; in subordine: in denegata ipotesi di ritenuta ammissibilità nel presente giudizio della domanda tendente a ottenere la declaratoria di nullità della delibera in data 24.03.10 del Condominio opposto, rigettare la stessa poiché infondata, dandosi atto che l'opponente è decaduta dall'impugnazione della delibera in data 24.03.10 ex art. 1137 e.e.; con vittoria di spese e funzioni e con condanna dell'opponente ex art. 96 c.p.c. 1'.
3.- L'allora Magistrato assegnatario, a scioglimento della riserva formulata in entrambi i processi in data 6 giugno 2013, con ordinanza in data 11 giugno 2013, rilevata la sussistenza di rapporto di pregiudizialità tra le due cause, disponeva la riunione, ex art. 274 c.p.c., della causa di opposizione al decreto ingiuntivo {R.G. n. 19714/12) alla causa per declaratoria di nullità della delibera {R.G. n. 15945/12).
A seguito del deposito delle memorie ex art. 183 comma 6 c.p.c., nell'udienza del 5 novembre 2013, in accoglimento della richiesta formulata dal Difensore del condominio convenuto, la causa veniva rinviata per precisazione delle conclusioni.
All'udienza del 6 novembre 2014, svoltasi davanti al sottoscritto Magistrato divenuto nelle more nuovo assegnatario del fascicolo, i Procuratori delle parti precisavano le conclusioni in epigrafe richiamate.
Decorsi i termini per il deposito degli scritti conclusionali, la causa passa ora in decisione.
La domanda di parte attorea non è fondata, come pure non è fondata l'opposizione al decreto ingiuntivo opposto. In punto di fatto, occorre in primo luogo esaminare il testo della delibera dell'assemblea del Condominio Via*** n. - Via Gamberini n. 8 a-b-c, Bologna in data 24/3/10, al punto primo del verbale (doc. n. 3 fascicolo procedimento monitorio e doc. n. 4 fascicolo causa R.G. 15945/12), oggetto dei presenti giudizi. Orbene, in detta delibera si legge:
"PUNTO PRIMO: L'Amministratore illustra insieme al progettista incaricato, lng. William Bizzarri, l'ordinanza emessa dal Sindaco a seguito della mancanza del Certificato di Prevenzione Incendi del fabbricato.
Dopo ampia discussione l'assemblea conferma la nomina dell’Ing. Bizzarri chiedendo di accelerare l'iter di approvazione della progettazione, anche in deroga alle norme vigenti per cercare cii identificare le soluzioni di adeguamento al costo più contenuto possibile e per poter andare ad una decisione definitiva di affidamento delle relative opere.
Evidenzia inoltre in ordine ai criteri di suddivisione ciel/e spese di procedere nel modo seguente:
· addebitare i costi di protezione REI delle parti strutturali e di confine con altri fabbricati a tutti i proprietari dell'intero condominio, compreso le unità al piano suoeriori, trattandosi di proteggere dal possibile crollo parti comuni generali ai sensi del~'art. 1117 CC, 1 ° comma;
· addebitare ai soli proprietari dei garages al piano sotterraneo, ivi comprese le attività collegate ai fini antincendio (Sarca e avv. Mancini), i costi per gli adeguamenti antincendio (sprlnkler, idranti ed estintori) e degli impianti elettrici, trattandosi di parti comuni ai soli garages ai sensi dell'art. 1123 CC.
Gli esiti definitivi della progettazione e della relativa gara d'appalto verranno pertanto sottoposti a/l'approvazione del~'assemblea, secondo i criteri deliberati, prima del~'affidamento del~'appalto.
Unanime l'assemblea approva.".
A seguito di detta delibera, lo studio Tecnico Samoggia (cfr doc. 2 delle produzioni di parte attorea nel fascicolo procedimento R.G. 15945/2012) ha inoltrato comunicazione nella quale procedeva alla ripartizione delle spese per millesimi di proprietà tra tutti i condomini, ed in particolare veniva imputata:
a carico della Elabel s.a.s. una spesa complessiva di euro 14.937,60,
a carico del Sig. Tassi Roberto una spesa complessiva di euro 4.359,60,
a carico di Siepelunga s.r.l. una spesa complessiva di euro 5.773,20,
a carico del Sig. Gaetano Battaglia una spesa complessiva di euro 2.834,40,
a carico della sig.ra Fornasari Barbara una spesa complessiva di euro 2.440,80,
a carico del Sig. Colacicco Umberto una spesa complessiva pari ad euro 13.966,80.
In punto di diritto, si rileva in primo luogo che il thema decidendum in entrambe le cause riunite riguarda la pretesa nullità assoluta della delibera condominiale 24/3/10 (non impugnata ex art. 1137 e.e.) che, nell'approvare le spese necessarie per l'adeguamento del fabbricato alle norme di prevenzione incendi, avrebbe violato l'art. 1123 comma 2 c.c., in ordine ai criteri di suddivisione delle spese, come approvati dall'assemblea al punto primo del verbale.
Al riguardo, si osserva che, secondo l'insegnamento delle Sezioni Unite (cfr. sent. n. 4806/05), devono qualificarsi nulle le delibere prive degli elementi essenziali, le delibere con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla morale o al buon costume), le delibere con oggetto che non rientra nella competenza dell'assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini, le delibere comunque invalide in relazione all'oggetto; mentre devono qualificarsi annullabili le delibere con vizi relativi alla regolare costituzione dell'assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento condominiale, quelle affette da vizi formali, in violazione di prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari, attinenti al procedimento di convocazione o di informazione dell'assemblea, quelle genericamente affette da irregolarità nel procedimento di convocazione, quelle che violano norme richiedenti qualificate maggioranze in relazione all'oggetto.
La Suprema Corte ha altresì precisato (cfr. sent. n. 6714/10, 17101/2006, 2301/2001, 126/2000} che, in materia di delibere condominiali aventi ad oggetto la ripartizione delle spese comuni, occorre distinguere quelle con le quali l'assemblea stabilisce o modifica i criteri di ripartizione in difformità da quanto previsto dall'art. 1123 C.c.., o dal regolamento condominiale contrattuale - essendo in tal caso necessario, a pena di radicale nullità, il consenso unanime dei condomini - dalle delibere con le quali, nell'esercizio delle attribuzioni assembleari previste dall'art. 1135 C.c.., nn. 2 e 3, vengono in concreto ripartite le spese medesime, atteso che soltanto queste ultime, ove adottate in violazione dei criteri già stabiliti, devono considerarsi annullabili e la relativa impugnazione va proposta nel termine di decadenza, di trenta giorni previsto dall'art. 1137 C.c., u.c ..
Infine, sempre in punto di diritto, occorre ricordare che, in tema di condominio negli edifici, per pacifico e consolidato orientamento della giurisprudenza della Suprema Corte (cfr. tra le tante Cass. n. 4419/13), le parti dell'edificio che sono destinate ad assolvere una funzione nell'interesse di tutti condomini, rientrano, per la loro funzione, fra le cose comuni (art. 1117), le cui spese di conservazione sono assoggettate alla ripartizione in misura proporzionale al valore delle singole proprietà esclusive, ai sensi della prima parte dell'art. 1123 C.c., non rientrando, per contro, fra quelle parti suscettibili di destinazione al servizio dei condomini in misura diversa, ovvero al godimento di alcuni condomini e non di altri, di cui all'art. 1123 C.c.., commi 2 e 3
Tanto premesso in fatto ed in diritto, secondo l'assunto di parte attorea, la delibera sarebbe affetta da nullità assoluta in quanto adottata contra ius ed in particolare contrariamente a quanto prescritto dall'art. 1123, 2° comma C.c.. e le spese relative all'adeguamento antincendio per l'esercizio delle autorimesse andrebbero ripartite unicamente tra i proprietari dei medesimi beni (e non anche tra gli altri condomini che non ne possiedono) senonché - premesso che la natura di parti comuni ex art. 1117 delle parti strutturali oggetto delle opere di adeguamento per cui è processo è pacifica tra le parti, contestando parte attorea esclusivamente di dover sopportare il costo delle opere da eseguire (sulla cui entità pure nulla contesta), in base alla quota di comproprietà, sul presupposto di non essere proprietaria di autorimesse- l'assunto attoreo non può essere accolto per le seguenti ragioni:
-il provvedimento per l'esecuzione delle opere in questione (ordinanza del Comune di Bologna PG 293783 in data 30/11/2009 - doc. n. 5 allegato alla comparsa di costituzione e risposta in data 3/6/13), è stato notificato in data 18/12/2009 al Condominio Via *** n., Bologna, in persona dell'amministratore pro tempere; se si fosse trattato di opere riguardanti esclusivamente le autorimesse, sarebbe stato notificato ai proprietari delle stesse;
-l'obbligo di adeguamento antincendio deriva dalla presenza di locali adibiti ad autorimessa, situati all'interno dell'edificio condominiale, al piano interrato, esistenti al momento della costruzione del fabbricato, nell'anno 1969: dal Regolamento di Condominio 31/12/1969 e dalla planimetria dimostrativa allegata al suddetto Regolamento (documenhentrambi allegati alla memoria istruttoria del condominio convenuto) si evince che le autorimesse nel piano interrato dell'edificio sito al civico n. 13 sono coeve alla costruzione del fabbricato condominiale;
- le norme per la prevenzione incendi e per la costruzione e l'esercizio delle autorimesse e simili, di cui ai D.M. in data 16/2/1982 e in data 1/2/1986, sono entrate in vigore vari anni dopo la costruzione del fabbricato per cui è processo; dunque la necessità di adeguamento delle strutture portanti alla normativa antincendio è stata determinata dalla successiva entrata in vigore delle suddette norme che hanno imposto: da un lato, di proteggere le parti strutturali, di cui all'art. 1117 n. 1 e.e. (muri maestri, pilastri, travi portanti), appartenenti a tutti i condomini, per renderle idonee alla resistenza al fuoco mediante le opere di "protezione passiva"; dall'altro, di proteggere le persone che utilizzano i locali adibiti ad autorimessa, mediante le opere di "protezione attiva" delle parti di pertinenza delle stesse (impianti elettrici a norma, impianti di spegnimento antincendio - sprinkler, idranti, estintori, sistemi di ventilazione).
Occorre aggiungere che, nell'incontestato computo metrico realizzato dall'lng. Bizzarri in data 20 luglio 2011, le opere per la protezione passiva delle parti strutturali comuni sono descritte analiticamente e sono tenute distinte, proprio al fine dell'applicazione del criterio di riparto, dalle opere impiantistiche di adeguamento antincendio e protezione attiva delle autorimesse.
Dunque, l'assemblea condominiale, in considerazione delle differenti opere imposte dalla normativa antincendio, riguardanti rispettivamente le parti strutturali comuni (opere di protezione passiva) e le autorimesse di proprietà esclusiva (opere di protezione attiva) in applicazione dell'art. 1123 comma 1° e 3° C.c., ha correttamente attribuito le spese per le opere relative alla protezione passiva delle parti strutturali comuni a tutti i condomini in base alle tabelle millesimali, e le spese per la protezione attiva delle parti di pertinenza delle autorimesse solo ai proprietari delle stesse.
In alcun modo può essere richiamato il disposto dell'art. 1123 comma 2 C.c., a sostegno della pretesa nullità della delibera, in quanto, si ribadisce, le spese di conservazione delle parti strutturali dell'edificio comuni per legge, appartenenti in comproprietà a tutti i condomini, devono essere addebitate a ciascun condomino in misura proporzionale al valore della proprietà, in forza del combinato disposto di cui agli artt. 1117 comma 1 n. 1 C.c. e 1123 comma 1 C.c. I proprietari delle autorimesse, come i proprietari degli appartamenti, sono comproprietari pro quota delle parti comuni per legge e per destinazione.
Ne consegue che la domanda attorea, come pure l'opposizione deve essere respinta, con conferma del decreto ingiuntivo opposto e con condanna di parte attorea alla rifusione delle spese processuali sostenute dal condominio convenuto, spese che vengono liquidate come da dispositivo avuto riguardo all'attività in concreto svolta ed al valore della causa.
Il Tribunale civile di Bologna in composizione monocratica nella persona del dr. Pasquale Gianniti, definitivamente pronunciando sulle domande e sulle eccezioni dei Procuratori delle parti, lette le conclusioni precisate da questi ultimi, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
respinge la domanda attorea, come pure l'opposizione a decreto ingiuntivo opposto; e per l'effetto
conferma il decreto ingiuntivo opposto;
condanna parte attorea alla rifusione, in favore del condominio convenuto, delle spese processuali, che liquida in euro 7.000 (di cui euro 1800 per la fase di studio relativa ad entrambe le cause ed euro 1500 per la fase introduttiva di entrambe le cause, nonché in euro 1600 per la fase istruttoria ed in euro 2.100 per la fase decisoria), oltre spese generali ed accessori nella misura di legge.
Il Giudice Dott. Pasquale Gianniti
Pubblicazione il 02/10/2015