Source: https://assistenzavideoauto.com/targa-auto-privacy/
Timestamp: 2018-03-21 16:49:30+00:00
Document Index: 69691528

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 615', 'sentenza ', 'art. 188', 'art. 158', 'art. 159', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 11', 'art. 2054', 'art. 13']

targa dell'auto: è un dato personale? Può essere pubblicata su un video?
video con targa dell’auto leggibile: attenzione alla privacy!
Privacy e targa dell’auto: riflessioni sulla sentenza della Cassazione
Esiste la pericolosa abitudine di postare video sui social media che mostrano “in chiaro” la targa dell’auto oppure i volti delle persone; sono filmati realizzati da giovani ma anche adulti con smartphone, telecamere ma anche … dash cam, dimenticando però che sull’argomento la Corte di Cassazione ben si è espressa.
Il problema di fondo è che chiunque posta sul web un video, contenente le targhe leggibili di veicoli o i volti delle persone, è a rischio di sanzioni da parte del Garante della Privacy, perchè chi pubblica può avere trattato in maniera illecita i dati personali ed il Garante della Privacy è l’organo preposto al controllo.
pubblicare la targa dell’auto: attenzione alla privacy
La sentenza, di seguito indicata, della Corte di Cassazione nasce per motivazioni completamente diverse dalla circolazione stradale (la causa penale era relativa alla condanna di un investigatore e del relativo cliente), ma si basa sulla considerazione che il numero di targa di un veicolo, anche se è un elemento di dominio pubblico giacché visibile a tutti, resta comunque un dato personale poichè si configura come “numero di identificazione personale“, come a titolo di esempio lo è il numero di telefono di una persona.
Per questo la Corte di Cassazione, con sentenza 44940 del 2 dicembre 2011, ha ritenuto dato personale “anche il numero di targa del veicolo, a nulla rilevando che esso sia visibile a tutti quando l’auto (ma questo vale anche per un motociclo, un ciclomotore, … ndr) circola per strada. Ciò che rileva, ovviamente non è il numero in sè, ma il suo abbinamento ad una persona. Del resto, in tal senso si è orientata la giurisprudenza di questa di Corte, ad es. con riferimento al numero di utenza cellulare di un soggetto. Anche in questo caso, per altro, soccorre la stessa lettera della legge (art. 4, comma 1, lettera b) che qualifica “dato personale” qualunque informazione relativa ad una persona (fisica), identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.
targa dell’auto è dato personale
Per conoscere la definizione di dato personale è semplice: all’art. 4 del Codice in materia di protezione dei dati personali (il c.d. Codice Privacy) viene indicato come “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.
In pratica che una persona fisica (escludendo quindi tutte le imprese) che scatta fotografie e/o realizza video che riprendono persone in un luogo pubblico od accessibile non è soggetto al rispetto integrale del Codice Privacy, dovendo comunque evitare di cagionare danni in conseguenza del trattamento dei dati, custodendoli con diligenza; viene ulteriormente limitato il campo di azione alle persone fisiche, specificando che il trattamento dei dati deve essere:
Di fatto la ripresa o la foto non devono avere finalità professionali e/o commerciali nè pretesa diversa dal fine personale (ad es. raccolta di foto per un proprio album da far vedere ad amici e in famiglia, …).
Per diffusione il Codice Privacy intende invece il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione; tipico esempio sono i video caricati su social media che possono essere visti da chiunque.
Se non si rispettano le tre condizioni predette, il Codice Privacy deve essere applicato integralmente, con tutte le conseguenze del caso.
Colui che carica in rete un video od una fotografia nel cui contenuto vi è la presenza di un soggetto identificato o identificabile oppure la targa dell’auto leggibile, de facto sta compiendo una diffusione di dati personali (il viso, la targa, …), ragion per cui non sta facendo trattamento dei dati per fini esclusivamente personali senza comunicazione sistematica o diffusione (art. 5, comma 3, del Codice Privacy), di conseguenza colui che ha postato il video o la foto deve ottemperare a tutte le norme stabilite nel Codice Privacy, tra cui l’informativa ai sensi dell’art. 13, il consenso esplicito al trattamento dei dati, le modalità di trattamento e conservazione, … con il rischio che la persona interessata (il soggetto ripreso, il proprietario del veicolo, …) possa avanzare pretese risarcitorie per i danni cagionati alla sua immagine dovuti alla diffusione del video ovvero che il Garante della Privacy condanni colui che ha pubblicato il video alle sanzioni previste, che sono dell’ordine di migliaia di euro.
L’utilizzo di una dashcam Telecamera Difesa Automobilista – the next generation ha l’obiettivo di aumentare la tutela e la sicurezza personali del conducente, per cui l’uso personale è evidente; se non si pubblicano on line i video, oppure se vengono pubblicati “oscurati” in corrispondenza di volti e targhe dei veicoli, così da evitare la pubblicazione di dati personali, non si sta effettuando alcun trattamento di dati personali.
In caso di incidente stradale od altro evento significativo, essendo un evento casuale, fortuito e non prevedibile a priori, non può essere considerato sistematico o programmabile, per cui il video, che conterrà la targa dell’auto della controparte e magari anche persone di passaggio estranee all’evento, potrà essere fatto visionare ai soggetti definiti della catena assicurativa (periti, compagnie, liquidatori e giudice) ai soli fini del risarcimento o della difesa personale, non configurandosi la fattispecie della comunicazione sistematica; i soggetti della catena assicurativa sono tenuti comunque al segreto professionale del contenuto della comunicazione occasionale.
Data ultimo aggiornamento della pagina: 31.08.2017
Ho appena acquistato una dash cam 2.7″ Full HD 1080P con G-sensor che non ho capito come usare, se dovessi recensirla farebbe piacere sopratutto per le funzioni, comunque avevo un dubbio sulla privacy: abito in centro storico con annesso posto auto volevo sapere se lascio accesa la dash cam all’interno della corte, che è accessibile a chiunque perchè il portone è sempre spalancato perchè rotto, rischio problemi con qualche inquilino del condominio.
una dashcam, per la definizione stessa dell’apparecchio, è un dispositivo utilizzato per riprendere quanto succede sulla strada (definitiva dal Codice della Strada come “area aperta alla circolazione di veicoli, animali e pedoni”) per fini esclusivamente personali, senza comunicazione sistematica o diffusione a soggetti indeterminati (social media come ad es. Youtube, Facebook, …). In questi casi il riprendere sulla pubblica via per fini personali non rientra nel campo di applicazione del Codice della Privacy ad eccezione di alcuni aspetti che, con un comportamento “normalmente” diligente, si rispettano tranquillamente (assicurare che i dati non possano essere sottratti, ….), per cui il campo di utilizzo è abbastanza libero.
Nel caso invece di una corte comune, che è comunque una proprietà privata, può venire meno l’esigenza di tutelare la propria sicurezza stradale (non è una strada); l’esigenza di sua sicurezza va bilanciata con gli interessi da tutelare degli altri inquilini, poichè viene invasiva della sfera personale dell’abitazione e della vita privata.
Per tutelare i beni presso la propria residenza o domicilio esistono sistemi di videosorveglianza, che sono diversi dalle dashcam; in questo caso vanno bilanciati gli interessi in gioco, tenuto conto che esiste un reato che è l’interferenza nella vita privata (art. 615 c.p.); a tal fine consiglio una lettura del provvedimento del Garante della Privacy in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010, dove si trovano interessanti informazioni in merito alla videosorveglianza in area comuni condominiali.
Personalmente eviterei un utilizzo difforme della dashcam da quello per cui è stata progettata.
ma la violazione della privacy vale anche nel caso in cui io faccio un filmato che tratta temi non inerenti alle auto che magari si vengono a trovare casualmente nel percorso mentre sto filmando?
Mi hanno contestato un video dove io faccio vedere i marciapiedi rotti ed inaccessibili alle sedie a rotelle, essendo io un disabile; nel fare questo filmato casualmente si intravedono macchine parcheggiate non tirate in causa, dove purtroppo casualmente si intravedono le targhe.
Viceversa se il veicolo è intestato ad una società, cioè ad una persona giuridica, la condizione viene meno e dunque riprendere la targa del veicolo e pubblicarlo poi ad esempio sui social media (c.d. “diffusione”) non necessita di alcun preventivo consenso.
Se non ricade questa ipotesi è lecita la contestazione di un trattamento dei dati personali senza consenso, cioè illecito, con tutte le conseguenze del caso.
16 settembre 2016 alle 20:22
Prendo spunto da quanto spiegato tempo fa da un avvocato penalista: se finalizzata a tutela di sè o di altri da comportamento illecito di terzi, in atto o anche solo ipotizzabile, la videoripresa e/o la registrazione sonora possono avvenire in modo occulto senza autorizzazioni, liberatorie, ecc ed essere eventualmente prodotte come prove. E’ il caso ad esempio di chi si reca ad una trattativa ove teme la controparte possa minacciarlo, fargli richieste scorrette, o cercare di imporre condizioni illegali; diverso è se si riprende/registra di nascosto soggetti terzi a insaputa dei medesimi mentre non stanno nè interagendo con noi nè provocando danno alcuno a noi o altri; in tal caso saremmo in torto persino senza diffondere le immagini (diversamente non si spiegherebbe l’obbligo di apporre i cartelli di zona videosorvegliata). Se anche lei mi conferma quanto in premessa le chiedo se, per fare un esempio legato alla circolazione stradale, siano legalmente attuabili i due seguenti livelli di “intervento” nel caso d’occupazioni di scivoli per carrozzine e stalli di sosta per disabili:
1 – videoripresa/foto incorporanti date e ora nei tag del files e rapida consegna su qualsiasi supporto informatico alle autorità, a corredo di regolare denuncia, meglio se con indicazione di eventuali testimoni presenti, anche se non dovrebbero servire perché un’eventuale perizia può escludere la fotorielaborazione da parte dell’autore. Senza denuncia (mi corregga se sbaglio) foto e riprese non scattate da agenti in servizio non valgono quali prove.
2-videoripresa/foto come sopra, ma tassativamente in presenza di testimoni e successiva pubblicazione dei reprobi sul web. Lei dirà “Come, un’ipotesi del genere dopo la sentenza che abbiamo testè sviscerato?” D’accordo ma se questa operazione viene effettuata quale esplicita pubblica denuncia on line, corroborata da testimoni, di una violenza perpetrata a danno di alcuni membri della nostra società, non si rientra forse nel primo caso esposto dal penalista di cui sopra? E non si verifica quindi il caso in cui chi si sentisse “leso” da tale pubblicazione non può far nulla senza rischiare di incappare lui nella denuncia da parte delle autorità cui si rivolgesse? Lo chiedo constatando che spesso, in presenza di reato/illecito conclamato, trasmissioni come “LE Iene” e “Striscia la Notizia” pubblicano i volti e i nomi dei truffatori, magari in fuga, che ben se ne guardano dal denunciare l’emittente.
18 settembre 2016 alle 7:23
“La sosta di un veicolo è inoltre vietata: […] g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all’art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli; […]”
punito ai sensi dell’art. 158, comma 5, con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro (p.m.r.) di 85 Euro (scontato del 30%, pari a 59.50 Euro) e la decurtazione di 2 punti dalla patente di guida del conducente (4 se neopatentato). E’ altresì prevista la rimozione del veicolo ai sensi art. 159 C.d.S.
Avvisare polizia, carabinieri, polizia locale, guardia di finanza, polizia penitenziaria, … segnalando questa violazione; l’accertamento de visu da parte degli stessi, con relativo verbale di accertamento, ha fede privilegiata, dunque delazioni o avvisi di cittadini costituiscono una segnalazione mirata, magari anche corredata di foto, ma è il pubblico ufficiale che fa la differenza.
Personalmente Le sconsiglio di effettuare pubblicazione sul web in cui siano visibili persone, targhe e più in generale dati personali; l’uso illecito degli spazi asserviti alle persone diversamente abili è già punito con una sanziona amministrativa e, come tale, chi sbaglia è soggetto a quella “punizione”, non è considerato dal Legislatore un reato e come tale va trattato, seppure sia un comportamento riprovevole e fastidioso; il resto rischia di diventare un boomerang per l’esponente/delatore.
ma se la targa è confusa perchè ripresa da lontano ed anche ingrandendo la foto si legge male, posso lo stesso essere denunciata per violazione della privacy?
18 settembre 2016 alle 7:32
La norma parla infatti di persona fisica identificata o identificabile anche indirettamente.
Se la targa si legge male ma si legge od è possibile comunque risalire alla sequenza alfanumerica e dunque al proprietario allora, in assenza di suo consenso (art. 23 Codice Privacy), nel caso di filmato pubblicato, qualora non ricada nei casi nei quali il consenso non è richiesto (art. 24 Codice Privacy), la persona “offesa” potrebbe segnalare il trattamento illecito dei dati al Garante della Privacy per la successiva irrogazione della sanzione prevista, fatto salvo il diritto al risarcimento danni.
24 novembre 2016 alle 2:00
Quante regole assurde, il risultato è che la gente ha paura di registrare ed altri i….. (ipocriti) ti minacciano perchè li registri, in un mondo dove le telecamere sono ovunque e la privacy non esiste. Io dico di combattere il più possibile queste leggi oppenendosi.
posso capire lo sfogo, ma ricordo comunque che una ripresa sulla pubblica via con una dashcam non ha così tanti vincoli come qualcuno pensa, l’importante è ricordarsi sempre la finalità e l’utilizzo: fini esclusivamente personali, come la tutela della propria patente di guida e del proprio veicolo, assenza di comunicazione sistematica o diffusione sui social media.
Direi che la visione è meno “pessimista”, comunque c’è e ci sarà ancora molto da fare per migliorare la tutela di diritti e doveri legati alla privacy.
Siamo all’assurdo… Uno riprende una bella auto d’epoca e viene citato per richiesta danni per la visione della targa. Potrebbe essere un modo come un altro per taglieggiare dei poveri cristi che mai e poi mai pensano di incorrere in un’infrazione risarcitoria.
se filmo un comportamento pericoloso da parte di un automobilista con la mia dashcam a chi posso darlo legalmente? In che modo?
la dashcam è una telecamera che registra immagini con e senza dati personali; nasce con finalità esclusivamente personale di colui che la utilizza, ovvero per proteggere e tutelare interessi personali come la propria patente di guida ed il veicolo.
Se nel filmato sono riprese persone e/o targhe di veicoli, siamo in presenza di dati personali e come tali il processo di acquisizione, trattamento e comunicazione deve avvenire nel rispetto del Codice Privacy, cioè del D.Lvo 196/2003.
Segnalare comportamenti pericolosi è un diritto/dovere di ogni automobilista, per tutelare sè e gli altri utenti della strada, ma questo può avvenire anche senza la presenza di filmati; in presenza di illeciti sarà facoltà degli organi di polizia di cui all’art. 11 del Codice della Strada chiedere il filmato come prova, secondo le modalità stabilite in base alla violazione commessa, se amministrativa ovvero penale.
volevo chiedere un’informazione. Poniamo il caso che un’azienda decida di installare dash cam sui propri veicoli con la finalità di verificare la dinamica di eventuali sinistri e, senza procedere ad alcuna diffusione delle immagini, anche per tutelare la sicurezza dei lavoratori.
Rispetto a questa installazione, restano validi gli oneri di richiesta di installazione alla Direzione Territoriale del Lavoro o previo accordo sindacale?
La mia domanda nasce dal fatto che, potenzialmente, potrebbero essere coinvolti dalle riprese anche lavoratori e quindi penso entri in gioco anche questo aspetto. Ritengo quindi applicabili tutti gli oneri previsti dal Provvedimento in materia di Videosorveglianza, quali informativa al dipendente, incarichi e nomine per i soggetti che potranno accedere alle immagini, addirittura potrei ipotizzare l’installazione di una vetrofania informativa.
Volevo quindi chiedere Sua opinione circa questi aspetti.
E’ il caso di un’impresa che acquista le dashcam (con regolare fattura) e che le fornisce in comodato d’uso (od altra forma) al lavoratore (opportuno che il tutto sia documentabile, cioè scritto nero su bianco e firmato), il quale ne dispone l’utilizzo durante la propria attività lavorativa per fini esclusivamente personali quali tutelarsi in caso di incidente che lo vede coinvolto. Va da sè che ogni beneficio derivante dall’utilizzo della dashcam da parte del lavoratore ricade, di conseguenza, in favore dell’azienda: in caso di incidente se dimostra di aver ragione, l’impresa proprietaria del veicolo ottiene il completo risarcimento del danno, viceversa se non può dimostrare quanto realmente accaduto o non fornisce prova a sua discolpa (art. 2054 c.c.) può rischiare una sanzione (e ricordo che solidamente obbligato è comunque l’impresa proprietaria del veicolo) o la sospensione della patente, … ed il risarcimento svanisce, creando un danno anche all’impresa.
Oltretutto alcuni studi dimostrano che lo stesso conducente che usa una dashcam adotta una condotta di guida più prudente e rispettosa delle regole.
6 luglio 2017 alle 2:29
E’ possibile chiarire una volta per tutte la situazione che andrò ad esporre?
Allora, io cittadino noto il conducente di un veicolo che, sceso dallo stesso, butta dei sacchi di spazzatura nei cassonetti, in orari nei quali non è consentito.
Del tutto faccio un filmato dove e’ riconoscibile marca, modello e numero di targa del veicolo.
Posso far vedere il fimato agli agenti della Polizia Municipale senza incorrere in azioni illecite?
E nel caso, gli agenti, pur non avendo accertato de visu tale infrazione, possono elevare la sanzione solo in base al filmato fornito?
gli atti di accertamento relativi a violazioni amministrative, laddove non oggetto di leggi speciali, ricadono nel campo di applicazione dell’art. 13 della L. 689/1981, che dice: Gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.[…].
Il problema semmai è che gli atti di accertamenti sono resi pubblici alla controparte, costituendo “prova” di quanto realmente accaduto, significando che la controparte, laddove l’accertamento fosse infondato o comunque viziato anche solo formalmente e tale da annullare la “multa”, potrebbe in seconda battuta richiedere un risarcimento del danno cagionato, poichè è stato creato un danno.
Infine l’accertamento compiuto non direttamente da parte di personale delle forze di polizia non gode della fede privilegiata.
una vicina di casa ha fotografato la mia auto in sosta davanti al mio garage e, siccome il regolamento condominiale vieta di parcheggiare negli spazi comuni, ha mostrato la foto dell’auto all’amministratore. Si tratta di violazione della privacy?
trattandosi di spazi comuni accessibili a tutti non si riscontrano violazioni alla privacy. Se l’utilizzo da parte della vicina avviene per finalità personali e non ne ha fatto una comunicazione sistematica od una diffusione (ad es. su youtube, facebook, …) non c’è alcuna violazione né illecito.
Probabilmente richiede il rispetto di quanto previsto dal vs. regolamento e, a testimonianza della reale situazione, ha fornito una prova a sostegno delle proprie ragioni personali.
In questo caso però l’amministratore mi ha comminato una multa di 200 Euro.
Posso chiedere il risarcimento del danno cagionato?
che danno le avrebbe cagionato la vicina di casa?
L’inosservanza del regolamento condominiale è una violazione che ha commesso e come tale, se il regolamento lo prevede, è soggetta a quella sanzione, perchè se ci sono delle regole vanno rispettate.
Il Garante della Privacy si è già espresso in situazioni analoghe non ravvisando alcuna violazione della privacy.
Se ritiene illegittima, trattandosi di rapporti tra privati, può ricorrere secondo giustizia ordinaria.
cito questo vecchio commento per porre una domanda:
“Nel Suo caso si tratta di valutare se esiste la fattispecie di cui agli artt. 136 e 137 del Codice ovvero il “trattamento temporaneo finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell’espressione artistica” che può essere effettuato anche senza il consenso dell’interessato previsto dagli articoli 23 e 26 del Codice.”
1) cosa significa qua trattamento temporaneo?
2)il fatto che può essere effettuato senza consenso significa che non è necessario nemmeno avvisare le persone che stiamo riprendendo?
11 novembre 2017 alle 21:08
gli artt. 136-137 del Codice Privacy non trovano applicazione nel caso delle dashcam, intese come dispositivi per la sicurezza personale di chi guida, che trattano dati personali.
I succitati articoli infatti fanno parte del Titolo XII denominato “Giornalismo ed espressione letteraria ed artistica”, dunque si fa riferimento ad una finalità differente, tant’é che si parla di esercizio della professione di giornalista, di soggetti iscritti nell’elenco dei pubblicisti o nel registro dei praticanti di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, ovvero nel caso di pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell’espressione artistica.
Pubblicare su social media il filmato del veicolo X che compie magari una manovra vietata non rientra, a mio parere, nelle finalità evidenziate in precedenza.
buona sera, vorrei porgerle un mio problema: su un gruppo privato di Facebook è stato fatto un post riguardante una delle mie vetture, è stato fatto uno screenshot al mio annuncio su Subito.it dove c’è la vettura con targa coperta, il mio numero di telefono ed il nome della mia azienda, è stato fatto uno screenshot al post dell’azienda di cui ho comprato la vettura con targa scoperta, numero di telaio e anno immatricolazione ma cancellando il nome della societa’ dove ho acquistato la vettura,in piu e’stata presa una foto del mio autosalone dove riprende l’entrata e l’insegna. Nel loro post hanno scritto che nell’annuncio che io ho pubblicato su subito c’è un presunto errore di sbaglio chilometrico e mi invitano a correggere l’errore, ma il problema sogno gli insulti che susseguono il post, ed un messaggio che ho ricevuto su whatsapp. Io mi domando, ma questi signori non stanno violando la mia privacy? dato che l’annuncio che ho postato io su subito.it la vettura ha la targa coperta?
premesso che la domanda non è strettamente inerente l’articolo, rammento che il trattamento di dati personali per fini esclusivamente personali, senza comunicazione sistematica o diffusione, non è soggetto a tutti i vincoli imposti dal codice privacy vigente.
1) per un’impresa non si parla propriamente di dati personali (per le persone giuridiche il codice privacy dà minori garanzie);
2) se si tratta di un gruppo privato di Facebook non si può parlare di diffusione né di comunicazione sistemativa vere e proprie di dati personali
3) la targa scoperta del veicolo è stata resa pubblica dallo stesso proprietario di allora, che ha deliberatamente accettato l’evento
4) segnalare un presunto errore di percorrenza significa manifestare un dubbio e non rappresenta un’accusa falsa nei suoi confronti: potrà dimostrare, carte alla mano che il veicolo non è stato “schilometrato”
5) gli insulti sono puniti penalmente seguito sua denuncia formale.
sto svolgendo una consulenza in una azienda e stamattina ho parcheggiato la macchina (non avevo ahimè altre opzioni) all’interno di un parcheggio pubblico destinato a motocicli, sebbene sprovvisto di segnaletica verticale.
Poco dopo il Responsabile della Sicurezza in azienda ha fotografato la mia vettura (assieme a quella di altri) e la ha inviata a tutti i dipendenti dell’azienda, senza oscurare il nr di targa.
Nella mail era contenuto un monito a non parcheggiare la vettura in quella zona pena comunicazione alla polizia municipale e rimozione dei veicoli.
Vorrei sapere se l’azienda nella persona che ha inviato detta mail abbia compiuto un illecito nel divulgare via email la foto della mia vettura con targa visibile.
Tengo a precisare che il mio intento non è certamente quello di adire vie legali verso il cliente, ma solo capire se sia stato lecito l’operato dello stesso!
il trattamento da parte di persone fisiche per fini esclusivamente personali senza comunicazione sistematica o diffusione (dove per diffusione s’intende la comunicazione ad un numero indefinito di soggetti) non è soggetto all’applicazione integrale del Codice Privacy, venendo meno tutte le incombenze legate alla “censura” dei dati.
Se poi il veicolo di cui alla tua è intestato ad una società, cioè una persona giuridica, la targa del veicolo non è considerato dato personale e dunque un’immagine con targa visibile dell’auto aziendale non rientra nella definizione di dato personale e così viene meno la normativa in materia.
la mia azienda stava pensando di installare due videocamere con algoritmo di riconoscimento targa integrato per l’apertura del cancello di accesso al parcheggio. L’azienda dovrebbe farsi carico del compilare un elenco Excell con tutte le targhe interessate.
A livello di privacy, quali dati non possono includere? Se ci chiedono di inserire nome, cognome e targa posso oppormi?
Facendo firmare una liberatoria al momento della consegna targa è possibile registrare gli ingressi/le uscite dei vari mezzi (senza foto fisica)?
Mi spiego, il sistema cancella in automatico le foto necessarie all’apertura 24 ore dopo il passaggio ma compila un database con l’elenco di entrate e uscite.
per problematiche relative a questo settore, esterno alle dashcam, consiglio di rivolgersi ad un esperto aziendale sulla privacy e diritto del lavoro. Infatti il trattamento di dati personali da parte di persone giuridiche, come appunto un’impresa, ha regole differenti da quello relativo all’utilizzo personale di una dashcam.