Source: http://condomini.altervista.org/CoefficientiMilesim.htm
Timestamp: 2015-01-29 10:15:34+00:00
Document Index: 41626544

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 68', 'art. 1138', 'art. 1139', 'sentenza ', 'art. 2041', 'sentenza ', 'art. 1227', 'art. 68', 'art. 69', 'art. 68', 'art. 72', 'art. 68', 'art. 69']

Per l'impugnazione della deliberazione sulla variazione delle tabelle millesimali il legittimato passivo � l'amministratore, mentre per l�azione volta a modificare la tabella millesimale � necessario proporre impugnazione verso ogni singolo proprietario nel condominio. Cassazione civile , sez. II, sentenza 11.07.2012 n� 11757. ...... 'impugnazione della delibera che modifica la tabella va infatti proposta contro l'amministratore del condominio, perch� questi � sempre legittimato a resistere contro l'impugnazione delle deliberazioni assunte dall'assemblea.... Mentre: ..... deve essere necessariamente proposta nei confronti di tutti gli altri condomini, senza che possa ritenersi passivamente legittimato l'amministratore del condominio, la cui rappresentanza processuale passiva � sempre limitata alle azioni relative alle parti comuni dell'edificio, ossia ai rapporti giuridici scaturenti dall'esistenza di parti comuni, e non anche estensibile alle questioni che, in quanto attinenti all'accertamento dei valori millesimali delle quote di propriet� singola, incidono su obblighi esclusivi dei singoli condomini....
Una recente sentenza della Cassazione n.18477 del 9 agosto 2010 Sezioni Unite Civili ha finalmente introdotto la possibilit� di variazione delle tabelle millesimali "a maggioranza" (50%) e non pi� all'unanimit�. Fin'ora infatti per cambiare le tabelle era di fatto necessario rivolgersi al giudice in quanto colui che fra i cond�mini si sentisse danneggiato dalle nuove tabelle si sarebbe opposto e non sarebbe mai stata raggiunta "l'unanimit�". Di seguito alcune parti della sentenza in oggetto: "la deliberazione che approva le tabelle millesimali non si pone come fonte diretta dell'obbligo contributivo del condomino, che � nella legge prevista, ma solo come parametro di quantificazione dell'obbligo, determinato in base ad un valutazione tecnica; caratteristica propria del negozio giuridico � la conformazione della realt� oggettiva alla volont� delle parti: l'atto di approvazione della tabella, invece, fa capo ad una documentazione ricognitiva di tale realt�, donde il difetto di note negoziali." ......... "a favore della tesi della natura negoziale dell'atto di approvazione delle tabelle millesimali non viene addotto alcun argomento convincente, se si tiene presente che tali tabelle, in base all'art. 68 disp. att. c.c., sono allegate al regolamento di condominio, il quale, in base all'art. 1138 c.c., viene approvato dall'assemblea a maggioranza, e che esse non accertano il diritto dei singoli condomini sulle unit� immobiliari di propriet� esclusiva, ma soltanto il valore di tali unit� rispetto all'intero edificio, ai soli fini della gestione del condominio, dovrebbe essere logico concludere che tali tabelle vanno approvate con la stessa maggioranza richiesta per il regolamento di condominio." ........ "Alla luce di quanto esposto deve, quindi, affermarsi che le tabelle millesimali non devono essere approvate con il consenso unanime dei condomini, essendo sufficiente la maggioranza qualificata di cui all'art. 1139 c.c., comma 2,
(refuso in realt� � il 1136 c.c., comma 2) con conseguente fondatezza del primo motivo ricorso principale ed assorbimento degli altri motivi dello stesso ricorso." Ottimo sunto relativo alla "modifica a maggioranza" delle tabelle millesimali.
Errore nelle tabelle millesimali; possibile l�azione di indebito arricchimento Cassazione civile , sez. III, sentenza 10.03.2011 n� 5690; vedi anche 23 luglio 2003, n. 11454 e 20 marzo 1997, n. 2484: La modifica delle tabelle di ripartizione delle spese, come gi� rilevato, non poteva avere efficacia retroattiva: con la ovvia conseguenza che la unica azione esperibile, da parte dei condomini e, per essi, dell'amministratore del condominio, era appunto quella di indebito arricchimento, ex art. 2041 c.c.. In tema di ingiustificato arricchimento, una volta accertata l'unicit� del fatto da cui derivano la locupletazione di un soggetto e la correlativa diminuzione patrimoniale di un altro, e l'assenza di una causa idonea a giustificarle, la semplice inerzia dell'impoverito, ancorch� riconducibile a difetto di diligenza (nella specie nemmeno specificamente indicata, per come emerge dalla sentenza di appello, dall'odierno ricorrente in sede di appello) nel ridurre la portata della subita diminuzione patrimoniale, ove ci� gli sia possibile, non esonera l'arricchito dall'obbligo di indennizzare la controparte n� diminuisce l'entit� dell'indennizzo dovuto, non trovando applicazione in materia di arricchimento, per la diversit� dei rispettivi presupposti, la norma dettata, in tema di risarcimento del danno, dall'art. 1227 c.c., che impone al danneggiato di attivarsi per evitare le conseguenze ulteriori del fatto dannoso.
Trib. Salerno 22 settembre 2010: "quando i condomini approvano la tabella che determina il valore dei piani o delle porzioni di piano secondo i criteri stabiliti dalla legge, non fanno altro che riconoscere l'esattezza delle operazioni di calcolo della proporzione tra il valore della quota e quello del fabbricato; ci� perch� la misura delle quote risulta determinata in forza di una precisa disposizione di legge. Trattasi quindi di approvazione del risultato di una operazione tecnica che non importa la risoluzione o la preventiva eliminazione di controversie, di discussioni o di dubbi: il valore di una cosa quello che e il suo accertamento non implica alcuna operazione volitiva, ragion per cui il semplice riconoscimento che le operazioni sono state compiute in conformit� al precetto legislativo non pu� qualificarsi attivit� negoziale� �se si considera che in base all'art. 68 disp. att. c.c. le tabelle servono agli effetti di cui agli artt. 1123, 1124, 1126 e 1136 c.c., ci� ai fini della ripartizione delle spese e del computo dei quorum costitutivi e deliberativi in sede di assemblea, si avverte subito la difficolt� di supporre che una determinazione ad opera dell'assemblea possa incidere sul diritto di propriet� del singolo condomino. Una determinazione che non rispecchi il valore effettivo di un piano o di una porzione di piano rispetto all'intero edificio potrebbe risultare pregiudizievole per il condomino, nel senso che potrebbe costringerlo a pagare spese condominiali in misura non proporzionata al valore della parte di immobile di propriet� esclusiva, ma non inciderebbe sul diritto di propriet� come tale, ma piuttosto sulle obbligazioni che gravano a carico del condomino in funzione di tale diritto di propriet�, a cui si pu� porre riparo mediante appunto la revisione della tabella ex art. 69 disp. att. c.c.� �alla formazione tecnica ed ai criteri di calcolo, l'art. 68 disp. att. c.c. preveda che nell'accertamento dei valori delle porzioni di propriet� esclusiva non si tenga conto piuttosto del canone locatizio, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione di ciascuna porzione; sicch� l'elaborazione giurisprudenziale ha precisato che sia per revisionare o modificare le tabelle millesimali, sia per la prima caratura di esse, occorre verificare tutti gli elementi oggettivi incidenti sul valore effettivo delle porzioni, quali la superficie, l'altezza di piano, la luminosit� e l'esposizione. D'altra parte, poich� l'art. 72 disp. att. c. c. non include l'art. 68 di queste ultime tra le norme non derogabili dai regolamenti condominiali, i valori delle singole unit� immobiliari possono essere determinati anche con riferimento al numero dei vani di ciascun appartamento. Quindi la formazione delle tabelle presuppone la definizione numerica mediante coefficienti estimativi delle essenziali caratteristiche oggettive delle porzioni esclusive� Principi
propriet� esclusive, consentendo di ripartire le spese tra i condomini in modo
unitario. Oltre la tabella che attiene alla propriet� generale e che viene
normalmente indicata con la lettera �A�, esistono ulteriori tabelle, che
La determinazione dei valori �
ogni unit� immobiliare e ragguagliandola, in millesimi, al volume totale
Coefficiente di luminosit�
difficilmente avrannovalori millesimali uguali: bisogner� valutare il taglio
validit� delle assemblee e per calcolare le maggioranze. Per la validit� delle
tabelle, approvate in assemblea, non � sufficiente l'approvazione unanime dei
presenti all'assemblea, essendo necessaria l'unanimit� di tutti i partecipanti
l'efficacia vincolante di esse si basa su tale approvazione e non pu� essere
L'affermazione pi� comune, a proposito delle tabelle millesimali, e':
L'art. 69 disp. att. C.C. prevede la possibilit� di rivedere o modificare i
condomino che la realizza deve pagare di pi�?". La risposta, secondo
spetta soltanto al giudice. Infatti e' solo Lui che pu� valutare se c'e'
Per la formazione giudiziale delle tabelle, � necessaria la proposizione di una
domanda specifica. La domanda giudiziale pu� essere proposta anche dopo che,
Altre modalit� di calcolo e applicazione coefficienti
Med�o