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Timestamp: 2017-10-24 05:48:04+00:00
Document Index: 16758525

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 43', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 131', 'art. 11', 'art. 43']

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Posts tagged "ANPAM"
Gli armieri in merito alla recente circolare del Ministero dell’Interno emanano una nota chiarificatrice sul rilascio del porto d’armi a chi ha precedenti penali
Caricato il 5 ottobre 2017 da Alberto 69 su Rassegna stampa 1 Commento
Porto darmi: condanne penali – Circolare 557/PAS/U/012843/10100.A(1) del 31/08/2017
La determinazione puntuale dei requisiti che devono essere posseduti dai titolari di porto d’armi è di grande importanza, poiché la disponibilità di un’arma comporta la necessità di impedire eventuali abusi nel suo utilizzo. La circolare appare quindi opportuna e di rilievo.
Essa è sicuramente espressione di una disamina approfondita e puntuale, che tiene in considerazione le criticità che sono emerse nel corso degli anni in relazione alle cause che ostano al rilascio della licenza di porto d’armi e che ne comportano la revoca. Tuttavia, a causa dello specifico profilo tecnico adottato nella redazione, in alcune sue parti essa non appare di immediata lettura.
Per facilitarne quindi la comprensione da parte dei cittadini e l’applicazione da parte degli Uffici preposti riteniamo importante riassumerne di seguito i principali aspetti applicativi.
Ovviamente, l’atteggiamento dell’Amministrazione in merito alla valutazione dei precedenti dell’istante per la concessione della licenza di porto d’armi deve essere differente a seconda della natura del reato commesso e della circostanza della intervenuta riabilitazione.
In particolare, secondo quanto previsto dalla direttiva, dovrà essere sempre automaticamente rifiutato il rilascio a chi:
1. abbia riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non abbia ottenuto la riabilitazione (art. 11 TULPS);
2. abbia riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione; abbia riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico; a chi abbia riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi (art. 43 TULPS). In questi casi la licenza dovrà essere rifiutata anche a chi abbia ottenuto la riabilitazione;
3. sia stato oggetto di un provvedimento giurisdizionale di applicazione misure di prevenzione personale e non abbia ottenuto la riabilitazione (artt. 67 e 70 del D. Lgs. n. 159/2011).
Occorre tuttavia considerare che, in relazione ai reati di cui al primo comma dell’art. 43 TULPS (ovvero quelli indicati precedentemente al n. 2), non può essere rifiutata automaticamente la licenza di porto d’armi:
a) a chi abbia riportato una condanna diversa dalla reclusione, ma consistente in una pena pecuniaria, anche per conversione da parte del giudice;
b) a chi sia stato oggetto di sentenza di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131-bis c.p.
Riteniamo poi importante sottolineare che, anche quando non vi sia l’obbligo di rifiutare automaticamente il rilascio – per esempio in caso di riabilitazione per reati di cui all’art. 11 TULPS; in relazione a reati di cui al primo comma dell’art. 43 TULPS che abbiano comportato una pena pecuniaria; in caso di riabilitazione a seguito di applicazione di misura di sicurezza personale – le Amministrazioni procedenti devono comunque giudicare se le circostanze relative siano indicative dell’assenza della buona condotta e della capacità di abusare delle armi, e potranno nel caso motivare in tal senso un eventuale diniego.
Vi è ancora un ultimo aspetto sul quale è necessario soffermarsi. Con riferimento alle licenze rilasciate in difformità rispetto alle indicazioni fornite dalla circolare, infatti, l’Autorità centrale raccomanda di valutarne la legittimità e di agire nel caso nell’esercizio dei poteri di autotutela secondo la legge sul procedimento amministrativo, esercitando per esempio l’annullamento d’ufficio nei casi in cui il rilascio sia avvenuto sulla base di un’autonoma determinazione dell’Autorità di P.S. e non provocata da esiti di giudizi contenziosi. Nella circolare viene altresì raccomandato agli uffici, quando agiranno in autotutela, di adottare decisioni nel rispetto del principio di tutela dell’affidamento ingenerato nell’interessato in buona fede.
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Il comparto armiero italiano unito a sostegno della campagna di tesseramento al Comitato D477
Caricato il 2 agosto 2017 da Albert su Rassegna stampa Nessun commento
Roma, 01 agosto 2017 – ANPAM, Assoarmieri e Conarmi, in rappresentanza dell’intero comparto produttivo e distributivo armiero italiano, sostengono la campagna di tesseramento al Comitato D-477, l’associazione per la difesa dei diritti dei detentori legali di armi nata nel 2015 e che prende il nome dalla direttiva europea 91/477 in materia di armi
Negli ultimi due anni il Comitato D-477 è diventato sempre più il punto di riferimento degli utilizzatori italiani, ponendosi quale principale rappresentante delle loro istanze nelle sedi istituzionali italiane ed europee.
In particolare, l’azione del Comitato, grazie anche alla sua adesione alla rete di Firearms United, di cui è rappresentante a livello istituzionale in Italia, si è rivolta verso la revisione della Direttiva Armi portata avanti in Europa.
Il contributo offerto dal Comitato, infatti, unitamente a quello delle altre Associazioni e Federazioni del comparto sia nazionali che estere, ha permesso di limitare in modo significativo l’impatto negativo delle disposizioni contenute nella direttiva, che ora dovrà essere recepita a livello nazionale. I prossimi mesi saranno quindi fondamentali per evitare che tale recepimento diventi l’occasione per il reinserimento di limitazioni che andrebbero a danneggiare gli interessi di tutti gli operatori del settore e il Comitato D-477 potrà fornire in tale ottica un importante contributo, unitamente agli sforzi dell’intero comparto armiero italiano,per garantire il minor impatto possibile della direttiva sulle attività produttive, sul commercio e sugli utilizzatori finali.
Per diventare socio del Comitato D-477 e supportare le sue iniziative a sostegno dei diritti degli utilizzatori italiani, è sufficiente collegarsi al sito internet https://www.comitatodirettiva477.it/
Ufficio Stampa ANPAM
Tel. +39 0651996296
ufficio.stampa@anpam.it
Sito internet: http://www.anpam.it/
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Anpam. Pubblicato uno studio scientifico sul legame tra possesso di armi da fuoco e numero di omicidi
Caricato il 24 febbraio 2017 da Albert su Rassegna stampa 1 Commento
Verrà presentato la prossima settimana a Norimberga nell’ambito del World Forum on Shooting Activities (WFSA) lo studio dell’Università di Liegi sui fattori che influenzano il tasso di omicidio da armi da fuoco.
Roma, 24 febbraio 2017 – Non è possibile dimostrare scientificamente alcuna correlazione tra, da un lato, la disponibilità di armi da fuoco e la severità della legislazione in materia, e, dall’altro lato, il numero di omicidi che vengono compiuti con armi da fuoco in un determinato Paese. E’ quanto emerge da uno studio indipendente condotto dal Dipartimento di Criminologia dell’Università di Liegi dal titolo “Fattori che influenzano il tasso di omicidio da armi da fuoco”.
Lo studio, finalizzato all’individuazione di eventuali legami tra il tasso di omicidi da armi da fuoco, il loro possesso e la severità della legislazione in materia, è stato realizzato, mediante il ricorso a precise tecniche statistiche, su un campione di ricerca di 52 Paesi che sono stati individuati sulla base di tre elementi fondamentali: il numero della popolazione, il regime politico e l’assenza di conflitti all’interno dei confini nazionali.
Finanziato dal World Forum on Shooting Activities (WFSA) e condotto in modo indipendente dal professore Michael Dantinne e dalla ricercatrice Sophie André della prestigiosa Università belga di Liegi, lo studio dimostra che non vi è alcuna prova scientifica che regole più severe e una riduzione della quantità e del tipo di armi da fuoco legali producano effetti positivi su omicidi, criminalità e terrorismo.
Dallo studio, che verrà presentato la prossima settimana a Norimberga nel corso dell’Assemblea pubblica del WFSA, e disponibile per il download qui, emerge chiaramente come il tasso di omicidi che vengono commessi in un Paese dipenda, prevalentemente, dalle condizioni socio-economiche del Paese stesso. Gli autori dello studio, in particolare, hanno individuato nel tasso di mortalità infantile, elemento principale per valutare le condizioni di povertà di un Paese, il criterio più significativo per analizzare i dati relativi al numero degli omicidi compiuti in un certo Paese.
E’ importante che ci siano studi scientifici indipendenti e così approfonditi in grado di rassicurare le istituzioni e la pubblica opinione su temi molto delicati come il rapporto tra possesso legale di armi da fuoco, omicidi e criminalità” – afferma Stefano Fiocchi, Presidente dell’Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili (ANPAM) – “Pertanto ben venga l’analisi compiuta dalla prestigiosa Università belga di Liegi, che ci conforta sul fatto che né il grado di severità della normativa, né il legale possesso di armi da fuoco incidono significativamente sul tasso di omicidi in un singolo Stato. Fermo restando che ogni utilizzo improprio delle armi è fermamente da condannare”.
Dal mio punto di vista, questi dati vanno letti insieme ai risultati del recente studio scientifico condotto da Transcrime (Università Cattolica di Milano, consultabile al seguente link http://fireproject.eu/), che per la prima volta nella storia fornisce dati oggettivi sull’incidenza dei crimini commessi con armi da fuoco nei Paesi dell’Unione europea ed evidenzia che, a differenza delle stime grossolane che circolavano da anni, gli omicidi commessi all’interno di tutti i Paesi dell’Unione, che conta una popolazione di mezzo miliardo di abitanti, siano circa 400 in un anno, con nessun nesso tra maggiore o minore liberalità in materia di possesso di armi legittime” – aggiunge Fiocchi.
Secondo il Presidente di ANPAM, quindi, “appare evidente che le continue ed eccessive restrizioni in materia di legale detenzione di armi non siano una politica vincente per combattere la criminalità e che l’Europa debba puntare piuttosto sul reale controllo del territorio e delle frontiere europee”.
Fonte:anpam.it
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ANPAM APRE HIT SHOW 2017: CONVEGNO SULLA SICUREZZA NELLA DISCIPLINA DELLE ARMI CIVILI E SPORTIVE
Caricato il 11 febbraio 2017 da Albert su Rassegna stampa Nessun commento
L’incontro si terrà l’11 febbraio a Vicenza durante la Manifestazione dedicata al mondo della caccia, del tiro sportivo e della formazione professionale di settore
Vicenza, 9 febbraio 2017 – ANPAM (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili) presenta a HIT SHOW 2017 – manifestazione in programma dall’11 al 13 febbraio a Vicenza dedicata al mondo dell’arte venatoria, del tiro sportivo e della difesa personale – il Convegno “Libertà e sicurezza nella disciplina delle armi civili e sportive”. L’incontro, previsto nella giornata inaugurale di HIT SHOW, organizzato da Italian Exhibition Group Spa (IEG) con ANPAM, in collaborazione con ASSOARMIERI e CONARMI, , rappresenta un momento di confronto sull’uso sportivo, venatorio e ludico delle armi in Italia e vedrà la partecipazione di Paolo de Nardis, Alfonso Celotto e Ugo Ruffolo, eminenti giuristi e sociologi.
Nel corso del dibattito verranno affrontati i temi del contemperamento tra le esigenze della sicurezza pubblica e il diritto a utilizzare le armi per scopi legali e di interesse sociale, tra cui:
– la necessità di supportare la tradizione di eccellenza italiana non solo nella costruzione delle armi fini, ma anche negli sport armieri – come testimoniano i recenti successi della nazionale olimpica di tiro a volo a Rio – e nella caccia nobile, rendendo possibile l’uso ludico delle armi garantendo la sicurezza pubblica, nell’ interesse imprescindibile della collettività;
– l’ opportunità di divulgare una corretta informazione sull'impatto sociale della limitazione dell’uso legittimo delle armi per scopi consentiti, come certificato dai trend dei Paesi a maggiore numero di cacciatori e tiratori sportivi dove vi sono meno abusi di armi legalmente detenute e una cultura della sicurezza armiera più avanzata e matura;
Come durante gli scorsi anni, nella giornata inaugurale verranno consegnati quattro premi di laurea istituiti da ANPAM e IEG del valore di 2.000 euro riservati alle tesi dedicate all'approfondimento di temi normativi, tecnici o di mercato, inerenti le armi, gli esplosivi e le munizioni per il mercato civile. A seguire è prevista una tavola rotonda sul tema “Armi, libertà e sicurezza. Un compromesso difficile?”. Lunedì 13 verrà presentata, inoltre, la prima indagine svolta da ANPAM, insieme con la società Prometeia sul tema: “Osservatorio sulle vendite al dettaglio di armi e munizioni civili e sportive in Italia – i risultati del 1° semestre 2016”.
Convegno di apertura “Libertà e sicurezza nella disciplina delle armi civili e sportive”
Sabato 11 febbraio ore 10.00 – 11.30 Hall 8 – Sala 8.0.6 A cura di Italian Exhibition Group Spa e ANPAM
Saluti: Matteo Marzotto – Vice Presidente Esecutivo di Italian Exhibition Group Spa
Armi, libertà e sicurezza. Un compromesso difficile?
Fonte:ufficio.stampa <ufficio.stampa@anpam.it>
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