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Timestamp: 2018-09-24 04:42:27+00:00
Document Index: 98280142

Matched Legal Cases: ['art.   11', 'art. 1', 'art. 2', 'art.  17', 'art.  11', 'art. 22', 'art.  4', 'art. 3', 'art.  153', 'art.  2', 'art. 31']

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI - DECRETO 7 Maggio 2007, n. 69 - Regolamento recante la disciplina del trattamento dei dati sensibili e giudiziari da parte del Ministero delle comunicazioni, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali). (GU n. 134 del 12-6-2007 | Geometra.info
<AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 9 Maggio 2007
DIRETTIVA 2007/34/CE DELLA COMMISSIONE del 14 giugno 2007>
MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI – DECRETO 7 Maggio 2007, n. 69 – Regolamento recante la disciplina del trattamento dei dati sensibili e giudiziari da parte del Ministero delle comunicazioni, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali). (GU n. 134 del 12-6-2007
MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI - DECRETO 7 Maggio 2007, n. 69 - Regolamento recante la disciplina del trattamento dei dati sensibili e giudiziari da parte del Ministero delle comunicazioni, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali). (GU n. 134 del 12-6-2007 )
DECRETO 7 Maggio 2007 , n. 69
Regolamento  recante la disciplina del trattamento dei dati sensibili
e  giudiziari  da  parte  del Ministero delle comunicazioni, ai sensi
degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196
Visto  il  decreto  legislativo  30 luglio  1999,  n.  300, recante
“Riforma  dell’organizzazione  del  Governo, a norma dell’articolo 11
della  legge 15 marzo 1997, n. 59″, nel testo modificato ed integrato
da   ultimo   dal  decreto  legislativo  30 dicembre  2003,  n.  366,
concernente  le  funzioni  e la struttura organizzativa del Ministero
delle comunicazioni”;
176,  recante  “Regolamento  di  organizzazione  del  Ministero delle
comunicazioni”;
Visto  il decreto del Ministro delle comunicazioni 16 dicembre 2004
di  riorganizzazione  del  Ministero  (Gazzetta  Ufficiale n. 302 del
27 dicembre  2004),  modificato  con  decreto 22 marzo 2006 (Gazzetta
Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2006);
Visto  il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme
amministrazioni   pubbliche”,   ed   in   particolare   l’articolo 2,
comma 1-bis,  che  dispone  che  i  criteri  di  organizzazione siano
attuati  nel  rispetto della disciplina in materia di trattamento dei
“Codice   in  materia  di  protezione  dei  dati  personali”,  ed  in
particolare le disposizioni relative al trattamento di dati sensibili
e giudiziari da parte di soggetti pubblici;
Visto  l’articolo 20,  comma 1,  in  materia di trattamento di dati
sensibili,   che   dispone  che  lo  stesso  e’  consentito  solo  se
autorizzato da espressa disposizione di legge;
Visto  l’articolo 21,  comma 1,  in  materia di trattamento di dati
giudiziari,   che  dispone  che  lo  stesso  e’  consentito  solo  se
autorizzato  da  espressa  disposizione  di legge o provvedimento del
Considerato  che  i citati articoli 20 e 21 stabiliscono, altresi’,
che  le  disposizioni  di legge o il provvedimento del Garante devono
specificare   le   finalita’  di  rilevante  interesse  pubblico  del
trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili;
Considerato   che   gli   articoli 20,   comma 2,  e  21,  comma 2,
stabiliscono che nei casi in cui una disposizione di legge specifichi
la  finalita’  di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi di dati
sensibili  e  giudiziari trattabili ed i tipi di operazioni su questi
eseguibili,  il  trattamento e’ consentito solo in riferimento a quei
tipi  di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei
soggetti   che  ne  effettuano  il  trattamento,  in  relazione  alle
specifiche  finalita’  perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei
principi  dettati  dall’articolo 22 dello stesso Codice in materia di
Considerato  che  ai  sensi  del  citato  articolo 20, commi 2 e 4,
l’identificazione  dei  tipi  di  dati  e  di operazioni da parte dei
soggetti  pubblici  deve  avvenire  con  atto di natura regolamentare
adottato  in  conformita’  al  parere  espresso  dal  Garante  per la
protezione  dei  dati personali, ai sensi dell’articolo 154, comma 1,
lettera g), aggiornata e integrata periodicamente;
400,  che  disciplina  l’adozione  dei decreti ministeriali di natura
regolamentare previsti per legge;
Visto  il  provvedimento generale del Garante per la protezione dei
dati   personali   del  30 giugno  2005,  contenente  un  modello  di
riferimento  per  redigere  il  regolamento  sul trattamento dei dati
sensibili  e  giudiziari (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 170 del
23 luglio 2005);
pubblici,  connesso  in  particolare  all’adempimento  di obblighi in
materia  di  appalti  e  di comunicazioni e certificazioni antimafia,
Capo  IV,  punto  2,  di  cui  al  provvedimento  del  Garante per la
protezione  dei  dati  personali  del 21 dicembre 2005 (pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2006);
Considerato che i principi, i presupposti, le modalita’ ed i limiti
per  l’esercizio  del  diritto di accesso ai documenti amministrativi
contenenti  dati sensibili e giudiziari, con particolari garanzie per
i  dati  idonei  a  rivelare  lo  stato di salute e la vita sessuale,
restano  disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
per  l’interessato alcune operazioni svolte, in particolare, mediante
siti  web,  o  volte  a definire in forma completamente automatizzata
profili  o  personalita’  di  interessati,  le  interconnessioni  e i
raffronti con altre informazioni sensibili e giudiziarie detenute dal
medesimo  titolare del trattamento, oppure tra banche di dati gestite
da  diversi  titolari, nonche’ la comunicazione dei dati a terzi o la
loro diffusione;
Ritenuto  di  individuare  analiticamente  in  particolare  tra  le
predette  operazioni  quelle effettivamente svolte nel Ministero e in
particolare la comunicazione a terzi di dati sensibili e giudiziari;
Ritenuto,  altresi’, di indicare sinteticamente anche le operazioni
ordinarie  che  questo  Ministero  deve  necessariamente svolgere per
per  legge  (operazioni  di  raccolta, registrazione, organizzazione,
conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione,
estrazione, utilizzo, blocco, cancellazione e distruzione);
Visto il parere del Garante per la protezione dei dati personali ai
sensi dell’articolo 154, comma 1, lettera g), del decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196, reso in data 1Â° febbraio 2007;
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 5 marzo 2007;
effettuata,  a  norma dell’articolo 17, comma 3, della predetta legge
n. 400 del 1988, con nota in data 17 aprile 2007;
Oggetto del regolamento e individuazione dei tipi di dati trattati
1.  Il  presente regolamento, in attuazione del decreto legislativo
30 giugno  2003, n. 196, recante “Codice in materia di protezione dei
dati  personali”,  di  seguito denominato “Codice”, ed in particolare
delle  disposizioni  di cui agli articoli 20, comma 2, e 21, comma 2,
identifica  i  tipi di dati sensibili e giudiziari che possono essere
oggetto  di  trattamento  da parte del Ministero delle comunicazioni,
nonche’  le  operazioni  eseguibili  nello  svolgimento delle proprie
2.  Gli allegati contraddistinti dai numeri da 1 a 7 ed il relativo
indice   riepilogativo,   che  sono  parte  integrante  del  presente
regolamento, identificano i tipi di dati sensibili e giudiziari per i
quali  e’  consentito  il  relativo trattamento. Vengono identificate
anche  le  operazioni eseguibili e indicate le finalita’ di rilevante
interesse  pubblico  perseguite  nei  singoli  casi,  descrivendo  il
contesto  nel quale e’ effettuato il trattamento e le caratteristiche
principali del flusso informativo.
recante  Â«Riforma  dell’organizzazione del Governo, a norma
dell’art.   11   della  legge  15 marzo  1997,  n.  59,  e’
Ufficiale del 30 agosto 1999, n. 203.
– Il  decreto  legislativo  30 dicembre  2003,  n. 366,
recante:  Â«Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo
30 luglio  1999,  n.  300,  concernente  le  funzioni  e la
struttura  organizzativa del Ministero delle comunicazioni,
a  norma dell’art. 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137Â», e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 gennaio 2004, n. 5.
– Il  decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno
2004,  n.  176, recante: Â«Regolamento di organizzazione del
Ministero   delle   comunicazioniÂ»,   e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 19 luglio 2004, n. 167.
– Si  riporta  il  comma 1-bis  dell’art. 2 del decreto
legislativo  30 marzo 2001, n. 165, recante Â«Norme generali
amministrazioni   pubblicheÂ»,  pubblicato  nel  supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106:
Â«1-bis.  I criteri di organizzazione di cui al presente
articolo sono  attuati  nel  rispetto  della  disciplina in
materia di trattamento dei dati personali.Â».
– Si  riportano gli articoli 20, 21, 22 e 154, comma 1,
lettera g)  del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
recante   Â«Codice   in   materia  di  protezione  dei  dati
personaliÂ»,   pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale 29 luglio 2003, n. 174:
Â«Art.  20  (Principi applicabili al trattamento di dati
sensibili). – 1. Il trattamento dei dati sensibili da parte
periodicamente.Â».
Â«Art.  21  (Principi applicabili al trattamento di dati
giudiziari).  –  1. Il  trattamento  di  dati giudiziari da
applicano anche al trattamento dei dati giudiziari.Â».
Â«Art.  22  (Principi applicabili al trattamento di dati
sensibili   e   giudiziari).   –  1.  I  soggetti  pubblici
conformano  il  trattamento dei dati sensibili e giudiziari
secondo modalita’ volte a prevenire violazioni dei diritti,
delle    liberta’    fondamentali    e    della    dignita’
trattati  nell’ambito  di  test  psico-attitudinali volti a
della Repubblica e dalla Corte costituzionale.Â».
Â«Art.  154  (Compiti).  – 1. Oltre a quanto previsto da
a)-f)(omissis);
g) esprimere pareri nei casi previsti;Â».
– Si  riporta  l’art.  17,  commi 3  e  4,  della legge
23 agosto 1988, n. 400, recante: Â«Disciplina dell’attivita’
MinistriÂ»,  e  pubblicata  nel  supplemento ordinario della
Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214:
Â«Art. 17 (Regolamenti). – 1.-2. (Omissis).
denominazione di Â«regolamentoÂ», sono adottati previo parere
Gazzetta Ufficiale.Â».
– Per  gli  articoli  20  e  21 del decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196, si vedano note alle premesse.
Rispetto dei principi del Codice
1. Il Ministero delle comunicazioni adotta modalita’ di trattamento
di  dati  sensibili  e  giudiziari  volte  a prevenire violazioni dei
diritti,    delle    liberta’    fondamentali    e   della   dignita’
dell’interessato,   nel   contemperamento   dei   diversi   interessi
meritevoli di tutela.
2.  Il  trattamento di dati sensibili o giudiziari riconducibili ai
tipi  individuati  dal  presente  regolamento  ha sempre luogo previa
verifica  del  rispetto  dei principi del “Codice”, ed in particolare
dei   principi   di   pertinenza,   completezza,   non   eccedenza  e
indispensabilita’  dei  dati  rispetto  alle finalita’ perseguite nei
singoli  casi,  specie nel caso in cui la raccolta non avvenga presso
3. Il trattamento dei dati di cui al comma 2 ha sempre luogo previa
verifica    dell’indispensabilita’   delle   operazioni   eseguibili,
strumentali  al  perseguimento  di  finalita’  di rilevante interesse
pubblico  individuate  per  legge,  nonche’  dell’esistenza  di fonti
normative idonee a rendere lecite le medesime operazioni, fatte salve
le  limitazioni ulteriori previste per particolari tipi di operazioni
da disposizioni di legge e di regolamento.
4.  Ogni  dato sensibile o giudiziario trattato in violazione della
disciplina  rilevante  in  materia di trattamento dei dati personali,
contenuta  nel  “Codice”  ed in altre fonti dell’ordinamento, nonche’
ogni  dato  erroneamente pervenuto, e’ inutilizzabile, ai sensi degli
articoli 11 e 22, comma 5, del “Codice”.
– L’art.  11  del  citato decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196, e’ il seguente:
Â«Art.  11  (Modalita’  del  trattamento e requisiti dei
b) raccolti   e  registrati  per  scopi  determinati,
espliciti  e  legittimi,  ed utilizzati in altre operazioni
finalita’  per  le  quali  sono  raccolti o successivamente
e) conservati    in    una    forma    che   consenta
l’identificazione  dell’interessato per un periodo di tempo
non  superiore  a  quello necessario agli scopi per i quali
2.  1  dati  personali  trattati  in  violazione  della
disciplina  rilevante  in  materia  di trattamento dei dati
personali non possono essere utilizzati.Â».
– Per l’art. 22 del decreto legislativo 30 giugno 2003,
n. 196, si vedano note alle premesse.
Riferimenti   normativi  e  aggiornamento  dei  tipi  di  dati  e  di
1. Ai fini del presente regolamento, le definizioni utilizzate sono
quelle indicate all’articolo 4 del “Codice”.
2.  Ai  fini  di  una  maggiore  semplificazione e leggibilita’ del
presente  regolamento,  le  disposizioni  di  legge  e regolamentari,
citate  nella  parte descrittiva relativa alle “fonti normative” o in
altra  parte  degli allegati, si intendono come recanti le successive
Registrato alla Corte dei conti il 31 maggio 2007
registro n. 3, foglio n. 87
– L’art.  4  del  citato  decreto legislativo 30 giugno
Â«Art. 4 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente codice
a) Â«trattamentoÂ», qualunque operazione o complesso di
operazioni,  effettuati  anche senza l’ausilio di strumenti
elettronici,  concernenti  la  raccolta,  la registrazione,
l’organizzazione,   la   conservazione,  la  consultazione,
il    blocco,   la   comunicazione,   la   diffusione,   la
cancellazione  e  la  distruzione  di  dati,  anche  se non
b) Â«dato  personaleÂ», qualunque informazione relativa
a  persona fisica, persona giuridica, ente od associazione,
identificati   o   identificabili,   anche  indirettamente,
mediante  riferimento  a  qualsiasi altra informazione, ivi
c) Â«dati   identificativiÂ»,   i  dati  personali  che
d) Â«dati   sensibiliÂ»,  i  dati  personali  idonei  a
rivelare  l’origine  razziale  ed  etnica,  le  convinzioni
religiose,  filosofiche  o  di  altro  genere,  le opinioni
politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od
organizzazioni  a carattere religioso, filosofico, politico
o  sindacale, nonche’ i dati personali idonei a rivelare lo
e) Â«dati  giudiziariÂ»,  i  dati  personali  idonei  a
rivelare  provvedimenti di cui all’art. 3, comma 1, lettere
da a)  a o)  e da r) a u), del decreto del Presidente della
Repubblica   14 novembre   2002,  n.  313,  in  materia  di
casellario   giudiziale,   di   anagrafe   delle   sanzioni
amministrative  dipendenti  da reato e dei relativi carichi
pendenti,  o la qualita’ di imputato o di indagato ai sensi
degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale;
f) Â«titolareÂ»,   la   persona   fisica,   la  persona
giuridica,  la  pubblica  amministrazione e qualsiasi altro
ente,   associazione  od  organismo  cui  competono,  anche
unitamente  ad  altro titolare, le decisioni in ordine alle
finalita’, alle modalita’ del trattamento di dati personali
e  agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della
g) Â«responsabileÂ»,  la  persona  fisica,  la  persona
ente,  associazione  od  organismo preposti dal titolare al
h) Â«incaricatiÂ»,  le  persone  fisiche  autorizzate a
compiere  operazioni  di  trattamento  dal  titolare  o dal
i) Â«interessatoÂ»,   la  persona  fisica,  la  persona
giuridica,  l’ente  o  l’associazione  cui si riferiscono i
l) Â«comunicazioneÂ»,   il  dare  conoscenza  dei  dati
personali   a  uno  o  piu’  soggetti  determinati  diversi
dall’interessato,   dal  rappresentante  del  titolare  nel
territorio   dello   Stato,   dal   responsabile   e  dagli
incaricati,  in  qualunque  forma,  anche  mediante la loro
m) Â«diffusioneÂ»,   il   dare   conoscenza   dei  dati
personali  a  soggetti  indeterminati,  in qualunque forma,
anche   mediante   la   loro   messa   a   disposizione   o
n) Â«dato  anonimoÂ»,  il  dato  che  in  origine,  o a
seguito  di  trattamento,  non  puo’ essere associato ad un
o) Â«bloccoÂ»,  la  conservazione di dati personali con
sospensione   temporanea   di  ogni  altra  operazione  del
p) Â«banca  di  datiÂ», qualsiasi complesso organizzato
di dati personali, ripartito in una o piu’ unita’ dislocate
in uno o piu’ siti;
q) Â«GaranteÂ»,   l’autorita’   di  cui  all’art.  153,
2.  Ai  fini  del  presente codice si intende, inoltre,
a) Â«comunicazione   elettronicaÂ»,  ogni  informazione
scambiata  o  trasmessa  tra  un  numero finito di soggetti
tramite    un   servizio   di   comunicazione   elettronica
trasmesse  al  pubblico  tramite  una rete di comunicazione
elettronica,  come parte di un servizio di radiodiffusione.
salvo  che  le  stesse  informazioni  siano collegate ad un
b) Â«chiamataÂ»,   la   connessione   istituita  da  un
servizio  telefonico  accessibile al pubblico, che consente
la comunicazione bidirezionale in tempo reale;
c) Â«reti  di comunicazione elettronicaÂ», i sistemi di
trasmissione,  le  apparecchiature  di  commutazione  o  di
instradamento e altre risorse che consentono di trasmettere
segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con
altri  mezzi elettromagnetici, incluse le reti satellitari,
le reti terrestri mobili e fisse a commutazione di circuito
e  a  commutazione di pacchetto, compresa Internet, le reti
e  televisivi,  i  sistemi  per il trasporto della corrente
elettrica,   nella   misura  in  cui  sono  utilizzati  per
trasmettere   i  segnali,  le  reti  televisive  via  cavo,
indipendentemente dal tipo di informazione trasportato;
d) Â«rete  pubblica  di  comunicazioniÂ»,  una  rete di
comuni-cazioni   elettroniche   utilizzata   interamente  o
prevalentemente   per   fornire  servizi  di  comunicazione
elettronica accessibili al pubblico;
e) Â«servizio di comunicazione elettronicaÂ», i servizi
consistenti    esclusivamente   o   prevalentemente   nella
trasmissione   di   segnali   su   reti   di  comunicazioni
elettroniche,  compresi  i servizi di telecomunicazioni e i
diffusione  circolare  radiotelevisiva, nei limiti previsti
dall’art.  2,  lettera c),  della  direttiva 2002/21/CE del
f) Â«abbonatoÂ»,   qualunque  persona  fisica,  persona
comunque   destinatario  di  tali  servizi  tramite  schede
g) Â«utenteÂ», qualsiasi persona fisica che utilizza un
servizio   di   comunicazione  elettronica  accessibile  al
pubblico,  per  motivi privati o commerciali, senza esservi
h) Â«dati   relativi   al  trafficoÂ»,  qualsiasi  dato
sottoposto  a trattamento ai fini della trasmissione di una
comunicazione  su  una  rete di comunicazione elettronica o
i) Â«dati relativi all’ubicazioneÂ», ogni dato trattato
in  una  rete  di  comunicazione  elettronica che indica la
posizione    geografica    dell’apparecchiatura   terminale
dell’utente  di  un  servizio  di comunicazione elettronica
l) Â«servizio  a  valore  aggiuntoÂ»,  il  servizio che
dati  relativi  all’ubicazione diversi dai dati relativi al
traffico,  oltre a quanto e’ necessario per la trasmissione
m) Â«posta  elettronicaÂ»,  messaggi  contenenti testi,
3.  Ai  fini  del presente codice si intende, altresi’,
a) Â«misure   minimeÂ»,   il   complesso  delle  misure
tecniche,   informatiche,   organizzative,   logistiche   e
procedurali  di sicurezza che configurano il livello minimo
di  protezione  richiesto  in  relazione ai rischi previsti
nell’art. 31;
h) Â«strumenti   elettroniciÂ»,   gli   elaboratori,  i
c) Â«autenticazione   informaticaÂ»,   l’insieme  degli
strumenti  elettronici  e  delle  procedure per la verifica
d) Â«credenziali  di  autenticazioneÂ»,  i  dati  ed  i
dispositivi,   in   possesso  di  una  persona,  da  questa
e) Â«parola  chiaveÂ», componente di una credenziale di
autenticazione  associata  ad una persona ed a questa nota,
costituita  da  una  sequenza  di caratteri o altri dati in
f) Â«profilo   di   autorizzazioneÂ»,  l’insieme  delle
informazioni,  univocamente  associate  ad una persona, che
consente  di  individuare  a quali dati essa puo’ accedere,
g) Â«sistema   di   autorizzazioneÂ»,  l’insieme  degli
e  alle  modalita’ di trattamento degli stessi, in funzione
4. Ai fini dei presente codice si intende per:
a) Â«scopi storiciÂ», le finalita’ di studio, indagine,
ricerca e documentazione di figure, fatti e circostanze dei
b) Â«scopi   statisticiÂ»,  le  finalita’  di  indagine
c) Â«scopi  scientificiÂ»,  le finalita’ di studio e di
indagine   sistematica   finalizzata  allo  sviluppo  delle
conoscenze scientifiche in uno specifico settore.Â».
—->  Vedere immagini da pag. 6 a pag. 28  in formato zip/pdf
MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI – DECRETO 7 Maggio 2007, n. 69 – Regolamento recante la disciplina del trattamento dei dati sensibili e giudiziari da parte del Ministero delle comunicazioni, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali). (GU n. 134 del 12-6-2007 redazione redazione 2015-05-05T12:21:32+00:00