Source: https://danielemajori.com/2015/09/29/sullillegittimita-del-provvedimento-di-decadenza-dalla-concessione-per-lesercizio-di-attivita-commerciali-su-suolo-pubblico-per-omesso-pagamento-della-cosap-senza-previa-diffida/
Timestamp: 2019-06-19 12:11:00+00:00
Document Index: 175466536

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 31', 'art. 15', 'art. 31', 'art. 31', 'sentenza ']

E’ illegittimo il provvedimento di decadenza dalla concessione per l’esercizio di attività commerciali su suolo pubblico in caso di omesso, tardivo o parziale pagamento del canone di occupazione, qualora sia stato adottato senza previa diffida ad adempiere, in violazione di quanto previsto, nella fattispecie, dal regolamento COSAP del Comune resistente. | Avvocato Daniele Majori
Commercio, Concessioni
E’ illegittimo il provvedimento di decadenza dalla concessione per l’esercizio di attività commerciali su suolo pubblico in caso di omesso, tardivo o parziale pagamento del canone di occupazione, qualora sia stato adottato senza previa diffida ad adempiere, in violazione di quanto previsto, nella fattispecie, dal regolamento COSAP del Comune resistente.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 29 settembre 2015 ⋅ Lascia un commento
Archiviato in concessione per l’esercizio di attività commerciali su suolo pubblico, cosap, decadenza, diffida ad adempiere, omesso tardivo o parziale pagamento del canone, regolamento comunale, Regolamento per l'applicazione del canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche, termine di 60 giorni dall’avvenuta ricezione per provvedere al versamento di quanto dovuto a titolo di canone penalità ed interessi
(Tar Toscana, Firenze, sez. I, 13 luglio 2015, n. 10736)
«Il primo motivo di ricorso è fondato e assorbente di ogni altro.
Come illustrato da questa Sezione nella sentenza n. 1191 del 3 luglio 2014, l’art. 31 comma 1 del Regolamento per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP) del Comune di Firenze (approvato con delibera consiliare n. 73 del 24/1/2012) prevede, in caso di “omesso, tardivo o parziale pagamento del canone”, l’obbligo per la Direzione risorse finanziarie del Comune di notificare al titolare del provvedimento concessorio “apposita diffida ad adempiere, assegnando il termine di 60 giorni dall’avvenuta ricezione per provvedere al versamento di quanto dovuto a titolo di canone, penalità ed interessi”; ed è a questo adempimento prodromico che si riferisce la previsione dell’art. 15 comma 1 lett. b) del medesimo Regolamento che condiziona l’applicazione della sanzione della decadenza per mancato pagamento del canone alla “previa comunicazione a parte della Direzione Risorse Finanziarie” (vale dire, alla diffida prevista dall’art. 31 comma 1).
Nel caso di specie, dalla sequenza procedimentale documentata dalla stessa Amministrazione resistente non risulta che quest’ultima abbia inviato al ricorrente alcuna diffida al pagamento dei canoni dovuti […]; è mancato dunque un passaggio procedimentale necessario per giungere poi, legittimamente, a dichiarare la decadenza della concessione; né le funzioni della diffida ad adempiere prevista dall’art. 31 comma 1 possono essere surrogate dalla comunicazione di avvio del procedimento, che non conteneva gli elementi essenziali (l’indicazione dell’importo dovuto a titolo di canoni non corrisposti, l’assegnazione di un termine ultimativo non inferiore a 60 giorni per il versamento della suindicata somma, penalità ed interessi) propri della diffida (in senso conforme si veda la già citata sentenza di questo TAR n. 1191/2014); né può in alcun modo rilevare la circostanza che [la ricorrente] avesse dato in affitto […] il ramo d’azienda concernente l’attività di cui alla concessione per cui è causa, dal momento che la ricorrente, quale titolare effettiva della concessione, aveva un interesse concreto e attuale a mantenere il posteggio in questione ed avrebbe, pertanto, dovuto essere formalmente diffidata ad adempiere al pagamento del canone Cosap, prima dell’adozione del provvedimento di decadenza.
In relazione a quanto sopra risulta illegittimo il provvedimento dirigenziale n. 40274 del 12 novembre 2013 con cui è stata dichiarata la decadenza della ricorrente dalla concessione n. 231 del 14 maggio 2003.
3. Il ricorso va, pertanto, accolto, con assorbimento dei profili di doglianza non esaminati».
« La revoca di un provvedimento amministrativo non può assumere forma implicita, in quanto costituisce esercizio del potere di autotutela della p.a. implicante la necessità di esplicitare le ragioni giustificanti la nuova determinazione.
Se il bando richiede come requisito di partecipazione un fatturato specifico relativo a precedenti servizi svolti ed inerenti l’oggetto dell’appalto, è necessario che le precedenti esperienze del concorrente riguardino settori identici a quelli oggetto dell’appalto o, quanto meno, ad essi collegati secondo un ragionevole criterio di analogia o inerenza. »