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Timestamp: 2019-10-17 16:23:21+00:00
Document Index: 90065443

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 46', 'art. 32', 'art. 214', 'art. 214', 'art. 207', 'art. 22', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 383', 'art. 46']

Sulla competenza in materia di opposizione a fermo amministrativo ex art. 46 bis Legge 298/1974
La legge 120/2010 ha apportato modifiche rilevanti alla legge n. 298 del 06 giugno 1974 (istitutiva dell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto terzi), aggiungendo con l’art. 46 bis, tra le varie modifiche e innovazioni, una specifica disciplina in materia di “Cabotaggio stradale in violazione della normativa comunitaria”. Ai sensi della ricordata disposizione, da ultimo modificata dall’art. 32-bis, comma 1, lett. a) e b), D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 novembre 2014, n. 164, “Qualora un veicolo immatricolato all’estero effettui trasporti di cabotaggio in violazione delle disposizioni di cui al Regolamento CE n. 1072/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, nonché della relativa disciplina nazionale di esecuzione, si applicano la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 5.000 ad euro 15.000 nonché la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi ovvero, in caso di reiterazione nel triennio, per un periodo di sei mesi. Il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, secondo le procedure di cui all’art. 214 del Codice della Strada, di cui al D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni, è affidato in custodia, a spese del responsabile della violazione, ad uno dei soggetti individuati ai sensi dell’art. 214 bis del citato codice; si applicano le disposizioni dell’art. 207 del medesimo codice”. Il presente contributo mira a fare chiarezza e a rilevare l’illegittimità e l’erroneità della prassi applicativa, diffusa presso gli organi (polizia, guardia di finanza, carabinieri) deputati all’accertamento della violazione in argomento, sul punto della indicazione, in seno al verbale di contestazione, dell’autorità competente cui indirizzare l’eventuale ricorso.
In particolare, emerge dalla casistica di cui si è occupato il nostro Studio che, in sede di verbalizzazione venga indicata, quale unica opzione di tutela per il preteso trasgressore, la formulazione di ricorso al Prefetto del “locus commissi delicti” ex art. 22 legge 689 del 24 novembre 1981, omettendosi, per converso, qualsivoglia riferimento alla proponibilità di ricorso all’autorità giurisdizionale (Giudice di Pace). La ragione giuridica apparente sottesa a detta modalità operativa muove dalla considerazione che, laddove il verbale di contestazione sia elevato per violazioni diverse da quelle regolate normativamente dal D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), non sarebbe esperibile avverso di esso opposizione diretta, assumendo il verbale efficacia di titolo esecutivo soltanto con la successiva emissione dell’ordinanza ingiunzione da parte del Prefetto. La prassi applicativa in esame viene altresì estesa ai casi di fermo amministrativo disposti quale sanzione accessoria con verbali relativi alla contestazione della violazione di cui all’art. 46 bis legge n. 298/74. Si tratta, riguardo a tale ultima ipotesi di prassi contraria al dettato normativo e non meritevole di tutela, che pertanto deve essere stigmatizzata. Basti osservare, a sostegno di quanto ivi dedotto, che la medesima sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo è altresì prevista dall’art. 46 Legge n. 298/74, disposizione, questa, che sanziona la fattispecie del trasporto abusivo. Ebbene, l’art. 46 legge n. 298/74, come modificato dal d.lgs. 30 dicembre 1999 n. 507 art. 18, comma 2 (Titolo III − Riforma del sistema sanzionatorio in materia di circolazione stradale), enuncia in maniera espressa che vanno osservate, quanto meno in ordine al “fermo”, le norme di cui al capo I sezione II del titolo VI Cod. Strada. Il che implica, sotto il profilo della tutela, la legittimità del richiamo all’articolo 214, comma quarto, il quale prevede il ricorso al prefetto a norma dell’articolo 203 stesso codice, proponibile, in alternativa, al ricorso al Giudice di Pace ai sensi dell’articolo 205 Cod. Strada, come chiarito definitivamente dalla seconda sezione civile della Corte di Cassazione con sentenza n. 17028 del 03.08.2007 (in senso conforme Gdp di Milano sent. 10.04.2014, Gdp di Novara sent. 13.06.2013). Pertanto è ammissibile, ricorrendone i presupposti, proporre opposizione diretta al Giudice di Pace del luogo in cui è avvenuto l’accertamento dell’organo amministrativo, a nulla rilevando le erronee/omesse indicazioni fornite dall’ente accertatore, che costituiscono, oltre che una grave violazione del diritto di difesa, come argomentato più volte dalla Corte Costituzionale, un’evidente violazione dell’art. 383 comma 2 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della Strada, il quale fissa gli elementi essenziali che devono essere presenti in ogni verbale di accertamento elevato dagli organi a ciò adibiti dalla legge. La soluzione ivi prospettata deve ritenersi estendibile per analogia anche all’ipotesi di fermo amministrativo disposto per violazione dell’art. 46 bis Legge n. 298/1974, con conseguente ammissibilità di ricorso diretto al Giudice di Pace.
p.Avv. Giuseppe Cerrato
Tags: fermo, amministrativo, opposizione, GdP, ricorso, 46 bis, 298/1974