Source: http://www.caterinapes.it/2011/11/11/interrogazione-docenti-inidonei/
Timestamp: 2019-02-19 13:16:19+00:00
Document Index: 174947786

Matched Legal Cases: ['art. 113', 'art. 113', 'art. 19', 'art. 2', 'art.19', 'art. 4']

MELIS-PES-PARISI-GIOVANELLI
– la figura dei docenti utilizzati in mansioni diverse è stata prevista dall’art. 113 del Dpr 31.05.1974, n. 417;
– dal rapporto annuale (2011) del MIUR, contenente la sintesi dei dati sulla scuola statale italiana, risulta che, su un totale di 678.369 docenti in servizio a tempo indeterminato, solo 4071, pari allo 0,6%, sono utilizzati in base all’art. 113. Tali docenti sono stati dichiarati dalle commissioni mediche operanti presso le ASL permanentemente inidonei alla funzione per motivi di salute, ma al tempo stesso idonei ad altri compiti;
– con la firma del nuovo contratto, avvenuta il 25.06.2008, si definiva un primo importante passaggio, volto a definire un quadro di tutele e certezze al personale interessato. Il decreto-legge n.98 del 2011, convertito con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, ha ridefinito le modalità del collocamento fuori ruolo del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla funzione docente, ma idoneo ad altre mansioni. L’art. 19 di quel decreto legge, ai commi 12, 13, 14, e 15 stabilisce di fatto l’inquadramento “volontario” nei ruoli del personale ATA di detto personale docente (che sia stato dichiarato, dalla commissione medica operante presso le ASL, permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute ma idoneo ad altri compiti). Passando all’inquadramento ATA lo stipendio è riassorbibile, cioè non aumenterà sino all’equiparazione con i colleghi ATA. L’assegno ad personam in busta paga non è pensionabile. Una volta nei ruoli ATA, i docenti inidonei saranno considerati pienamente idonei alla funzione loro assegnata (in altri termini saranno considerati “sani”); anche se, naturalmente, eventuali richieste di riconoscimento di inidoneità nel nuovo status potranno provocare l’esonero da alcune mansioni;
– il personale che avesse omesso di presentare la succitata domanda volontaria verrebbe ricollocato forzatamente su posti in mobilità intercompartimentale attuata in ambito nazionale presso gli uffici dell’amministrazione scolastica, nonché presso altre amministrazioni pubbliche, sempre qualora vi fossero posti disponibili, senza tener in alcun conto delle reali condizioni di salute degli interessati e dei gravissimi disagi a cui si andrebbe incontro oltre al disservizio che si procurerebbe alla strutture scolastiche;
– l’applicazione di queste norme, che sollevano molti dubbi di legittimità, è destinata, presumibilmente, a generare un lungo e costoso contenzioso dal punto di vista economico (con riflessi umani) tra singoli docenti, sindacati e Ministero;
– per le mansioni esercitate da anni nelle strutture scolastiche, presso le quali vi è stato un riconosciuto merito per il lavoro svolto, questi docenti hanno maturato professionalità, conseguendo, attraverso corsi certificati, competenze specifiche che si esplicano soprattutto nella gestione delle biblioteche scolastiche, dove per lo più sono impiegati;
– le scelte governative appaiono in contrasto con i molti progetti ministeriali a sostegno della lettura e con la creazione di “Il centro per il libro”, istituito con Dpr n. 34 del 25.01.2010, il cui regolamento stabilisce, alla lettera G dell’art. 2, che tra i compiti istituzionali rientrano le iniziative volte alla promozione, al supporto e al potenziamento delle Biblioteche Scolastiche e le loro proposte di collegamento del territorio e di Laboratorio per quanto riguarda l’apertura del mondo giovanile alle nuove forme di conoscenza attraverso l’uso di nuove tecnologie;
– se non ritenga il Ministro più congruo operare in prima istanza per la piena salvaguardia di professionalità maturate sul campo in anni di lavoro presso le strutture alle quali questi docenti sono stati assegnati;
– se non sia opportuno abrogare a tal fine i commi 12-13-14-15 dell’art.19, mantenendo il suddetto personale nelle attività attualmente svolte;
– se non sia possibile che i risparmi previsti per l’operazione di mobilità dei docenti inidonei (80 milioni di €) siano recuperati attraverso la procedura che lo stesso Governo ha previsto (vedi Ddl n. 2968 sulla stabilità finanziaria anno 2012; art. 4 comma 89) per il recupero delle somme mancanti per il pagamento degli scatti di anzianità;
– se, alternativamente, non ritenga il Ministro di dovere stabilire il rinvio di almeno un anno di tutte le operazioni previste per il personale coinvolto;
– se in questo quadro non ritenga di garantire almeno la possibilità di fruizione di un abbuono di 5 anni per chi, tra coloro che intendono chiedere la dispensa dal servizio, abbia almeno 20 anni di servizio;
– se comunque non ritenga il Ministro opportuno varare sull’intera materia norme attuative più chiare delle attuali e diffondere interpretazioni autentiche di una normativa che, allo stato dei fatti, appare per comune giudizio poco chiara e suscettibile di generare nuovi contenziosi; e in tal senso se non ritenta di dover stabilire comunque tempestivamente l’esatta definizione dei tempi e modi per l’applicazione di procedure che stanno suscitando forte apprensione e preoccupazione negli interessati.
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chiara 10:20am on novembre 11, 2012
sono docente inidonea , addetta alla biblioteca di un istituto alberghiero, dotata di un enorme fondo d'istituto, spesso si portano avanti progetti quasi inutili , ai quali i ragazzi partecipano saltuariamente. E' da lì che devono cercare di risparmiare, non da noi invalidi che già abbiamo una vita difficile e in questi anni ci stanno rendendo la vita impossibile Nervosismo , mancanza di gratificazione, il protrarsi di unna lunga vicenda, stanno portando il nostro sistema nervoso a pezzi. Io, sono ipovedente, non so come andrò a lavorare in una segreteria, oltre al danno fisico già presente, si aggiunge anche il danno psichico. Chi ci pagherà tutto questo?
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toniafulvio 8:47pm on febbraio 5, 2012
Siamo grati,che qualcxuno abbia preso in considerazione il nostro problema.Personalmente a livello di salute mi sta procurando danni.Il mio ds mi tartassa da quando non ho scelto di transitare nei ruoli del personale ata .mi ha fatto un ordine di servizio il 24dicembre……Da anni non mi include nel fondo incentivante.Mi sta rendendo la vita un inferno tanto che sono messa a malattia forzata .SPero in questa sua interrogazione parlamentare ,qualcosa dovrà cambiare,se non altro ci facciano andare in pensione riconoscendoci un abbuono, visto che la vita ci ha dato un altra opportunità che non vada sprecata da gente che non ha umanità e che oltre al danno fisico non subiamo la beffa di essere trattati come insegnanti di serie B.la saluto cordialmente in attesa di una sua risposta.
gianfranco cassia 3:20pm on febbraio 16, 2012
Gli insegnanti inidonei vanno valorizzati per quello che sono. Sono laureato in Pedagogia e diplomato in Scienze religiose, sono capace d’intendere e volere, risorsa umana da impiegare nella scuola pubblica e non da demansionare con il rischio del licenziamento. Integriamo nella scuola persone diversamente abili e ragazzi non italiani e non permettiamo ad un insegnante di svolgere il suo lavoro? Non che gli handicappati e gli stranieri siano inferiori, ma dopo più di vent’anni mettiamo in segreteria un insegnante che giorno dopo giorno, anno dopo anno è entrato con fatica nella scuola facendo a gomitate per avere uno stipendio fisso. Con il rischio di perdere a quasi cinquant’anni il suo lavoro così caparbiamente conquistato?
prof marco simonini 7:56pm on febbraio 22, 2012
speriamo che il ministro risponda presto ………………… anche perchè si parla di docenti con handicap ed invalidità.
mi piacerebbe, se possibile quando risponderà a questa interrogazione, esserne messo al corrente grazie
sono docente inidonea , addetta alla biblioteca di un istituto alberghiero, dotata di un enorme fondo d’istituto, spesso si portano avanti progetti quasi inutili , ai quali i ragazzi partecipano saltuariamente. E’ da lì che devono cercare di risparmiare, non da noi invalidi che già abbiamo una vita difficile e in questi anni ci stanno rendendo la vita impossibile Nervosismo , mancanza di gratificazione, il protrarsi di unna lunga vicenda, stanno portando il nostro sistema nervoso a pezzi. Io, sono ipovedente, non so come andrò a lavorare in una segreteria, oltre al danno fisico già presente, si aggiunge anche il danno psichico. Chi ci pagherà tutto questo?