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Timestamp: 2019-12-07 01:50:52+00:00
Document Index: 26714495

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 3', 'art 2', 'art. 10', 'art. 12', 'art.12', 'art. 39', 'art.32', 'art.1', 'art.1', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 146', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 39', 'art.32', 'art.1', 'art.1', 'art. 12', 'art. 16', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 4', 'in fine', 'art. 34', 'in fine', 'art. 50', 'art.2', 'art.3', 'art.3', 'art. 46', 'in fine', 'in fine']

Casino(FI) al Governo:Maltempo. Ecco gli emendamenti per accelerare interventi | Giornalemio.it
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Franco Martina — 27 novembre 2019
Dalla parte degli imprenditori, dei cittadini, degli enti locali che attendono non “L’anno che verrà’’ come recita lo slogan del Capodanno Tv ma in tempi ragionevoli, per assicurare soprattutto nelle aree del Metapontino ( e non solo) che hanno subito danni reali e consistenti dal nubifragio che si è abbattuto il 12 novembre nelle nostre zone. A farse carico con un intervento in Parlamento, rivolto al governo e anche ai colleghi della Basilicata, l’on. Michele Casino (Forza Italia) con una articolato ventaglio di emendamenti al disegno di legge (prossimo a essere convertito in decreto) in materia “ Disposizione urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici’’. Per i non addetti ai lavori, visto il tecnicismo della materia, la materia può sembrare ostica ma centra il cuore del problema in materia di affidamenti e importi, per superare la rete di lacci e lacciuoli che frena oggettivamente l’impiego di risorse e di realizzare opere necessarie per riprendere attività o evitare che i danni si si ripetano. La provincia di Matera, per le peculiarietà del territorio, errori del passato, carenza di interventi preventivi di manutenzione del territorio a causa della carenza di risorse e anche superficialità nell’affrontare le questione, ha stretto e urgente bisogno di interventi concreti e credibili. Casino, tenace come è, non molla e incalza il governo- insieme ad altri colleghi- perché il Decreto venga licenziato prima di Natale.
Emendamento al disegno di legge di conversione del decreto legge 123/2019 recante “Disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici” (C 2211-A)
1-bis. All’articolo 1 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
<<7-bis. È demandata al Commissario Straordinario la predisposizione di una piattaforma informatica che consenta in maniera univoca la determinazione del contributo e la sua gestione nel corso dell’avanzamento dei lavori fino alla loro conclusione. Tale piattaforma dovrà consentire la generazione automatica della documentazione a corredo della pratica di ricostruzione secondo i modelli univoci predisposti dalla struttura commissariale e la loro gestione fino al completamento dell’iter previsto dalle singole ordinanze. Tale piattaforma è adottata con apposito provvedimento ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del presente decreto in accordo con i consigli nazionali delle professioni tecniche. La realizzazione e la gestione del sistema trova copertura nella contabilità speciale assegnata al Commissario.>>”
MAZZETTI, NEVI, POLIDORI, CORTELAZZO, GELMINI, BALDELLI, POLVERINI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, BATTILOCCHIO, BARELLI, MARTINO, CALABRIA, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
L’articolo 1 del DL 189/2016, disciplina nel suo complesso le attività per assicurare una ricostruzione unitaria e omogenea nel territorio colpito dal sisma.
Allo stato delle cose rileviamo che per quanto riguarda le modalità di calcolo del contributo, anche in ragione delle molteplici varianti in gioco, è lasciata alla discrezionalità di colui che materialmente lo effettua.
È facile comprendere che molto spesso il calcolo proposto dal progettista incaricato risulti poi molto diverso da quello determinato dagli uffici speciali della ricostruzione con evidenti difficoltà di attuazione del progetto predisposto e, talvolta, con rilevanti accolli a carico dei proprietari.
Attualmente non è disponibile una modalità di calcolo “certificata” e impiegabile sia dai progettisti che dagli uffici speciali della ricostruzione.
Ampliando la problematica non esiste un sistema di gestione delle pratiche di ricostruzione e del contributo che consentano di evitare errori ma soprattutto di sollevare gli istruttori dai controlli sui singoli documenti che costituiscono una pratica.
Si consideri che gli uffici speciali, singolarmente, si dotano di fogli di calcolo e di modelli di documenti autonomamente prodotti sulla base dei quali un professionista incaricato deve procedere alla loro compilazione “manualmente” per ogni singolo proprietario di ogni unità immobiliare costituente l’edificio.
Senza contare poi che se l’ufficio che ha ideato il modello da compilare modifichi lo stesso senza che il professionista se ne sia accorto va da se che il lavoro svolto dovrà essere buttato.
A titolo di esempio le dichiarazioni che un proprietario deve rendere sono molteplici e sono distinte per ogni diverso subalterno catastale; se fosse disponibile un sistema di gestione che una volta inseriti tutti i dati dei richiedenti generasse automaticamente tutti i modelli da sottoscrivere, il professionista si limiterebbe ad un solo inserimento (e non a replicare gli stessi dati su ogni singolo documento) e l’istruttore potrebbe controllare solo la presenza delle sottoscrizioni e non il contenuto in toto.
Inoltre il sistema di gestione consentirebbe anche di generare le stampe sui modelli “aggiornati” senza possibilità di nessun errore. Si vuole sottolineare che dotarsi di un sistema gestionale univoco oltre a semplificare le attività amministrative e “notarili” affidate ai professionisti, riduce moltissimo le attività di controllo e soprattutto omogenizza le modalità di lavoro nei diversi USR territoriali.
Tale proposta ha un indubbio effetto di trasparenza e consente un monitoraggio continuo e costante dei fondi pubblici utilizzati creando un vero e proprio open data del sisma centro Italia.
Si propone pertanto di integrare l’articolo 1 del DL 189/2016 con l’emendamento proposto.
All’articolo 2, comma 2, secondo periodo del decreto-legge n. 189 del 2016, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, la parola <<sentiti>> è sostituita dalle seguenti: <<previa intesa con>>
1-bis.3
BALDELLI, CORTELAZZO, POLIDORI, GELMINI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Occorre ripristinare l’intesa nell’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 189 del 2016 per garantire il rispetto delle attribuzioni delle competenze garantito alle Regioni dalla stessa Carta Costituzionale. Il ripristino dell’intesa, in quanto espressione di una condivisione unanime delle decisioni, peraltro assicura la concreta leale collaborazione di tutte le Istituzioni coinvolte nel processo di ricostruzione ed è effettiva garanzia di semplificazione, trasparenza e accelerazione degli interventi.
1-bis. All’articolo 2 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, dopo il comma 5 è inserito il seguente:
<<5-bis. Nei Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis che presentano una percentuale superiore al 50 per cento di edifici dichiarati inagibili con esito “E” ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 maggio 2011, pubblicato nel supplemento ordinario n. 123 alla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011, rispetto agli edifici esistenti alla data dell’evento sismico, il Commissario straordinario e i soggetti attuatori di cui agli articoli 15 e 15-ter, compresi quelli da essi delegati, per la riparazione, il ripristino con miglioramento sismico o la ricostruzione delle opere pubbliche o di pubblica utilità e dei beni culturali, ivi compresi gli interventi di ripristino e realizzazione delle opere di urbanizzazione connesse, per gli interventi di messa in sicurezza del territorio, per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta, nonché per gli interventi di messa in sicurezza e ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali, operano in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.>>
1-bis.11
MAZZETTI, CORTELAZZO, GELMINI, BATTILOCCHIO, POLVERINI, BARELLI, POLIDORI, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
Pirozzi – Consiglio regionale del Lazio
L’articolo conferisce al Commissario straordinario e ai soggetti attuatori (Regioni, Ministeri, Comuni, Diocesi, Anas etc.), limitatamente ai comuni del cratere sismico che abbiano il 50% + 1 di edifici distrutti, poteri in deroga rispetto ogni disposizione di legge, ad eccezione di quella penale, della normativa antimafia e di quella europea, alla stregua di quelli attribuiti dal Decreto Legge 28 settembre 2018, n. 109, al Commissario per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova. Fattispecie che sta consentendo una ricostruzione del ponte Morandi in tempi rapidi e soprattutto certi.
All’articolo 3, comma 1, sesto periodo, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono soppresse le parole: “con profilo professionale di tipo tecnico-ingegneristico”.
Dopo il comma 1 dell’articolo 3 del decreto-legge n. 189 del 2016 sono inseriti i seguenti:
<<1-bis. Per garantire la piena operatività degli Uffici Speciali per la Ricostruzione, le risorse finanziarie di cui al 6^ periodo, del comma 1, qualora non utilizzate per i comandi e i distacchi di personale delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 ottobre 2001, n. 165 possono essere utilizzate per le assunzioni con forme contrattuali flessibili nel rispetto dell’articolo 36, comma 2, dello stesso decreto legislativo n. 165 del 2001. Con la stessa finalità possono essere utilizzate le risorse non spese di cui al comma 8 dell’articolo 50 del presente decreto-legge.
2-bis. Le risorse di cui al comma 1 non spese per le singole annualità possono essere utilizzate negli anni successivi per le medesime finalità di cui allo stesso comma e nel rispetto di quanto fissato al comma 1.1.>>”
1-ter.21
Le modifiche proposte servono per garantire la possibilità di reclutare personale, ad invarianza di risorse finanziarie già stanziate e mediante recupero delle risorse delle singole annualità non spese, l’effettiva funzionalità degli Uffici Speciali per la ricostruzione con l’obiettivo di accelerare il processo di ricostruzione sia pubblico che privato.
Dopo l’articolo 1-ter è inserito il seguente:
“Articolo 1-quater
(Inserimento dell’articolo 4-quinquies nel decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189)
Dopo l’articolo 4-quater del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, è inserito il seguente:
<<Articolo 4-quinquies (Espropriazione aree SAE) – 1. I Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2.bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, possono acquisire al loro patrimonio indisponibile le aree sulle quali insistono le strutture abitative di emergenza di cui all’articolo 1 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 394 del 19 settembre 2016, nonché le aree su cui insistono le strutture di cui all’articolo 3 dell’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 408 del 15 novembre 2016, utilizzate in forza di contratto di locazione o ad altro titolo diverso dalla proprietà, tramite esproprio per pubblica utilità con le modalità previste dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001 n. 327.
Il computo dell’indennizzo spettante ai proprietari dei terreni in relazione alle espropriazioni di cui al precedente comma sarà proporzionato alla reale compressione del diritto di proprietà in considerazione delle effettive caratteristiche peculiari delle aree occupate la cui destinazione urbanistica è stata forzatamente modificata, sulla base della destinazione definita dallo strumento urbanistico vigente.
Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, si provvede nel limite massimo di 100 milioni di euro, fino a concorrenza delle richieste a valere sulle risorse disponibili sulla contabilità speciale di cui all’articolo 4, comma 3.
A seguito dell’eventuale rimozione delle strutture provvisorie di cui al comma 1, le aree espropriate rimangono destinate a finalità di sviluppo socio economico del territorio, con oneri a carico dei bilanci dei medesimi. A tal fine, le aree saranno ridotte in pristino, in tutto o in parte, ai fini della tutela dell’ambiente e del paesaggio, con oneri a carico del bilancio delle Regioni territorialmente competenti.
Qualora i Comuni di cui all’art. 1-bis del presente D.L. valutassero di astenersi dall’effettuare gli espropri, potranno erogare ai proprietari delle aree richiamate al comma 1 un indennizzo di occupazione pari al valore del diritto di superficie calcolato sulla base della durata attesa dell’occupazione. Agli oneri conseguenti si provvede con le risorse di cui al comma 3.»”
1-ter.36
PELLA, POLIDORI, GELMINI, BALDELLI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Questo articolo ha lo scopo di disciplinare l’eventuale acquisizione al patrimonio comunale, nonché le modalità di utilizzo futuro, delle aree occupate dalle strutture di emergenza, prevedendo l’onere della riduzione in pristino dello stato dei luoghi, ove necessario, a carico delle Regioni. D’altra parte una volta cessata la funzione per cui le aree SAE sono state realizzate, se da una lato sarebbe inopportuno mantenere le strutture provvisorie in zone di rilevante valore paesaggistico e/o ambientale, dall’altro i comuni avrebbero non poche difficoltà a realizzare la riduzione in pristino con risorse endogene. Infine il comma 5 introduce una possibilità ibrida di indennizzo nei comuni completamente distrutti, nei quali le aree occupate a fini emergenziali hanno lo stesso ordine di grandezza delle aree precedentemente edificate. In questi casi, dovendosi valutare l’opzione espropriativa con grande oculatezza – anche in relazione alle future esigenze di bilancio degli enti ed alla corretta proporzione tra patrimonio pubblico e privato – si prevede la possibilità di concedere ai proprietari delle aree un indennizzo che non sia meramente simbolico, ma sia in qualche modo proporzionato alla reale compressione del diritto di proprietà rinveniente da un’occupazione il cui periodo è attualmente indefinito.
a-bis) dopo il comma 9 è inserito il seguente:
<<9-bis. Al fine di rilanciare economicamente i territori colpiti, nei Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis che presentano una percentuale superiore al 50 per cento di edifici dichiarati inagibili con esito “E” ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 maggio 2011, pubblicato nel supplemento ordinario n. 123 alla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011, rispetto agli edifici esistenti alla data dell’evento sismico, è consentito il cambio di destinazione d’uso degli edifici dichiarati inagibili con esito “E” in favore dell’insediamento di nuove attività produttive.>>”
MAZZETTI, BARELLI, CORTELAZZO, GELMINI, BATTILOCCHIO, POLVERINI, POLIDORI, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
Limitatamente ai comuni del cratere sismico che abbiano il 50% + 1 di edifici distrutti, l’articolo consente, al fine di rilanciare l’economia dei comuni maggiormente colpiti, cambiamenti di destinazione d’uso degli edifici privati distrutti (ad esempio: trasformazione in albergo diffuso, b&b etc.).
<<9-bis. Al fine di rilanciare economicamente i territori colpiti, nei Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis è consentito il cambio di destinazione d’uso degli edifici dichiarati inagibili con esito “E” in favore dell’insediamento di nuove attività produttive.>>”
RUFFINO, MAZZETTI, CORTELAZZO, GELMINI, BATTILOCCHIO, POLVERINI, POLIDORI, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, BARELLI, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
Al fine di rilanciare l’attività economica dei territori colpiti dagli eventi sismici la proposta normativa è finalizzata a facilitare il cambio di destinazione d’uso con riferimento agli immobili che hanno subito maggiori danni ossia quelli con esito “E” favorendo l’insediamento di nuove attività produttive.
In particolare, la proposta è volta a stimolare la formazione di un tessuto economico più funzionale alle vocazioni e alle esigenze economiche del territorio attraverso processi di sviluppo e rifunzionalizzazione dell’uso degli immobili.
“2. All’articolo 14 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, il comma 3-bis è sostituito dai seguenti:
<<3-bis. Gli interventi funzionali alla realizzazione dei piani previsti dalla lettera a-bis) del comma 2 costituiscono presupposto per l’applicazione della procedura di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione, e salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie, le stazioni appaltanti procedono all’affidamento dei contratti pubblici secondo le seguenti modalità:
a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici;
b) per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante consultazione, da parte del Rup, di almeno tre operatori economici idoneamente qualificati, ove esistenti, per i lavori, e, per i servizi e le forniture, di almeno cinque operatori, iscritti negli elenchi costituiti presso la stazione appaltante o il soggetto attuatore, anche attraverso criteri che possono agevolare la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese locali”;
c) per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, mediante procedura negoziata con invito di almeno quindici operatori idoneamente qualificati, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base degli elenchi costituiti presso la stazione appaltante o il soggetto attuatore, anche attraverso criteri che possono agevolare la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese locali;
d) per i lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, mediante procedura negoziata con invito a presentare offerta rivolto ad almeno:
1) 20 operatori economici, per affidamenti di importo fino ad 1 milione di euro;
2) 30 operatori economici, per affidamenti di importo pari e superiore ad 1 milione e fino a 2,5 milioni di euro;
3) 40 operatori economici, per affidamenti di importo pari e superiore a 2,5 milioni di euro 1 milione e fino alla soglia di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
e) per i lavori di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, mediante procedura negoziata con invito a presentare offerta rivolto a tutti gli operatori economici che hanno manifestato interesse. Al fine di semplificare e accelerare la procedura, la presentazione dell’offerta vale quale dichiarazione del possesso dei requisiti di ordine generale e speciale previsti dalla normativa vigente e dalla lettera di invito. La stazione appaltante, prima di procedere all’apertura delle offerte, verifica a campione, su un numero di offerenti non inferiore al 10% delle offerte presentate, arrotondato all’unità superiore, scelti con sorteggio pubblico, il possesso dei requisiti di qualificazione generali e speciali. La verifica dei requisiti è effettuata anche sull’aggiudicatario”.
3ter. In ogni caso, l’avviso sui risultati della procedura di affidamento deve contenere l’indicazione anche dei soggetti invitati.
3quater. Nel caso di cui alla lettera d) del precedente comma, nel rispetto dei principi di economicità, trasparenza, concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione, nonché del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti, il RUP selezione gli operatori da invitare con il seguente criterio: 50% delle imprese selezionate fra tutte quelle “non locali” inserite nell’elenco delle stazioni appaltanti o del soggetto attuatore, 10% scelte tra le imprese “locali” aventi sede nella provincia dove si eseguono i lavori, 40% scelte tra le imprese “locali” aventi sede nelle 10 province del cratere sismico (L’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti, Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, Ancona, Perugia e Terni). Ove l’elenco costituito presso la stazione appaltante o il soggetto attuatore non contenga un numero di imprese “non locali” idonee a garantire il raggiungimento del numero minimo degli operatori da invitare, il Rup seleziona le imprese mancanti tra quelle “locali”. Per impresa “locale” si intende quella che ha la sede legale e/o operativa, come risultante dalla Camera di Commercio, in una delle province del cd “cratere” alla data dell’evento sismico (24 agosto 2016).
3-quinquies. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, ciascun soggetto attuatore o soggetto delegato, ai fini dell’espletamento delle procedure di gara di cui al presente articolo, istituisce un elenco di operatori economici qualificati, in relazione ai diversi lavori oggetto degli interventi, suddivisi per fasce di importo e tipologia di lavorazioni, con aggiornamento periodico.
3-sexies. Tutti gli operatori economici invitati alle procedure di cui ai commi precedenti devono essere iscritti nell’Anagrafe antimafia degli esecutori prevista dall’articolo 30 del presente decreto. In mancanza di un numero sufficiente di operatori economici iscritti nella predetta Anagrafe, l’invito previsto dal terzo periodo deve essere rivolto ad operatori iscritti in uno degli elenchi tenuti dalle prefetture-uffici territoriali del Governo ai sensi dell’articolo 1, comma 52 e seguenti, della legge 6 novembre 2012, n. 190, e che abbiano presentato domanda di iscrizione nell’Anagrafe antimafia di cui al citato articolo 30. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 30, comma 6. I lavori vengono affidati sulla base della valutazione delle offerte effettuata da una commissione giudicatrice costituita secondo le modalità stabilite dall’articolo 216, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
3-septies. Per lavori, servizi e forniture di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, le stazioni appaltanti procedono all’aggiudicazione dei contratti sulla base del criterio del prezzo più basso, prevedendo nel bando l’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi del comma 3-octies, sempre che l’appalto non presenti carattere transfrontaliero e il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a dieci. Per lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, le stazioni appaltanti procedono all’aggiudicazione dei contratti sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
3-octies. Quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, le stazioni appaltanti, al fine di garantire la congruità delle offerte e, nel contempo, assicurare la non predeterminabilità delle stesse da parte degli offerenti, aggiudicano l’appalto con uno dei metodi indicati alle lettere a), b), c) e d), da utilizzare sulla base del seguente meccanismo: calcolo della somma di tutti i ribassi offerti dai concorrenti e, qualora la seconda cifra dopo la virgola di tale somma si collochi tra i numeri 1 e 3 compresi, sarà utilizzato il metodo di cui alla lettera a); qualora si collochi tra i numeri 4 e 6 compresi, sarà utilizzato il metodo di cui alla lettera b); qualora si collochi tra i numeri 7 e 9 compresi, sarà utilizzato il metodo di cui alla lettera c); qualora sia 0, sarà utilizzato il metodo di cui alla lettera d. I metodi sono i seguenti:
a) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del 20% arrotondato all’unità superiore rispettivamente delle offerte di maggior e minor ribasso, incrementata dello scarto aritmetico medio dei ribassi percentuali che superano la predetta media e aggiudicazione all’offerta che più si avvicina per difetto a tale media;
b) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del 20% arrotondato all’unità superiore rispettivamente delle offerte di maggior e minor ribasso, decrementata dello scarto aritmetico medio dei ribassi percentuali che non superano la predetta media e aggiudicazione all’offerta che più si avvicina per eccesso a tale media;
c) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del 15%, arrotondato all’unità’ superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e quelle di minor ribasso. Qualora la seconda cifra dopo la virgola della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi dopo il taglio delle ali sia dispari, la media verrà incrementata percentualmente di un valore pari alla prima cifra dopo la virgola, della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi dopo il taglio delle ali; la gara si aggiudica all’offerta che eguaglia o che più si avvicina per difetto a tale soglia. Qualora la seconda cifra dopo la virgola della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi dopo il taglio delle ali sia pari, compreso lo 0, la media verrà decrementata percentualmente di un valore pari alla prima cifra dopo la virgola della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi dopo il taglio delle ali. La gara verrà aggiudicata all’offerta che eguaglia o che più si avvicina per eccesso a tale soglia. Le offerte espresse in cifra percentuale di ribasso sono ammesse fino a tre cifre decimali;
d) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione definitiva del 10% arrotondato all’unità superiore rispettivamente delle offerte di maggior e minor ribasso, incrementata del 10% e aggiudicazione all’offerta che più si avvicina per difetto a tale media. Qualora la predetta media fosse inferiore al 15%, l’incremento sarà del 20%.”
Nei casi di cui alle lettere a), b), c) e d), qualora vi siano più offerte uguali, si procede mediante sorteggio nella medesima seduta di gara”.
3-nonies. Tra gli interventi sul patrimonio pubblico disposti dal commissario straordinario del Governo è data priorità a quelli concernenti la ricostruzione di edifici scolastici. Detti edifici, se ubicati nei centri storici, sono ripristinati o ricostruiti nel medesimo sito, salvo che per ragioni oggettive la ricostruzione in situ non sia possibile. In ogni caso, la destinazione urbanistica delle aree a ciò destinate non può essere mutata.>>”
MAZZETTI, NEVI, BALDELLI, POLIDORI, CORTELAZZO, GELMINI, POLVERINI,
CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, BATTILOCCHIO, BARELLI, MARTINO,
CALABRIA, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
ANCE – Procedure negoziate senza bando
Grandi ritardi emergono sul fronte della ricostruzione pubblica post-terremoto centro Italia del 2016.
Emblematico è il caso del Programma straordinario scuole, approvato con l’Ordinanza n.14 a gennaio 2017. Dopo due anni e mezzo, solo 2 dei 18 edifici scolastici finanziati dallo Stato risultano conclusi e i lavori non sono stati avviati ancora per tutti gli interventi programmati.
E’ evidente l’enorme distanza tra l’obiettivo annunciato di riaprire le scuole per l’anno scolastico 2017/2018 e la realtà.
L’Ance ha sempre ribadito la necessità di selezionare le imprese sul mercato, valorizzando quelle serie e adeguatamente qualificate, come previsto dal Codice, ritenendo inaccettabile l’utilizzo di un metodo casuale, come il sorteggio, per individuare gli operatori economici da invitare alle procedure negoziate.
Il sorteggio, è un meccanismo che svilisce la qualificazione acquisita dalle imprese, in quanto non tiene in alcuna considerazione le effettive capacità dei potenziali concorrenti e vanifica qualunque possibilità di programmazione dell’attività di impresa.
Purtroppo, anche nell’Ordinanza n. 56 del 10 maggio 2018 in materia di ricostruzione pubblica risulta confermato il ricorso al sorteggio per la scelta degli operatori da invitare alle procedure negoziate previste per l’affidamento degli interventi di importanza essenziale, individuati dal Commissario Straordinario ai sensi dell’art. 3-bis.1 del DL 189/2016.
In considerazione dello stato emergenziale in cui continuano a versare gli edifici pubblici dopo il terremoto, è quindi necessario introdurre un pacchetto di misure idonee a velocizzazione gli affidamenti in gara, consentendo di pervenire rapidamente alla cantierizzazione dei lavori, nel rispetto della trasparenza e legalità.
Alla luce del quadro normativo vigente, si propone di:
prevedere misure di semplificazione delle gare fino alla soglia di rilevanza comunitaria, con invito di un numero minimo di operatori non inferiore a 15 per ogni intervento, se sussistono in tale numero soggetti qualificati in relazione ai lavori oggetto dell’appalto, con esclusione automatica delle offerte anomale secondo il metodo ANCE “antiturbativa” e con pubblicazione degli atti di gara;
istituire, presso ciascun Soggetto Attuatore o Soggetto delegato, elenchi di operatori economici qualificati, in relazione ai diversi lavori oggetto degli interventi, suddivisi per fasce di importo e tipologia di lavorazioni, con aggiornamento periodico;
al fine di eliminare il sistema del sorteggio “tout court”, che svilisce la qualificazione delle imprese e produce effetti distorsivi del mercato, il RUP deve individuare gli operatori economici da invitare secondo le seguenti regole:
per i lavori da 0 fino a 40.000 euro: attraverso l’affidamento diretto, nel rispetto del principio di rotazione;
per i lavori sopra i 40.000 euro e fino a 150.000 euro: il RUP affida, previa consultazione di almeno tre imprese iscritte nell’elenco della Stazione appaltante, nel rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti, anche attraverso criteri che favoriscono l’imprenditoria locale;
per i lavori d’importo da 150.000 a 350.000: procedura negoziata con invito da parte del RUP di almeno 15 operatori scelti dall’elenco della stazione appaltante, nel rispetto dei principi di economicità, trasparenza, concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione, nonché del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti, anche attraverso criteri che favoriscono l’imprenditoria locale;
per i lavori d’importo sopra i 350.000 e fino alla soglia comunitaria: procedura negoziata con invito rivolto ad un numero di operatori scelti dall’elenco della Stazione appaltante non inferiore a: – 30, per affidamenti da 1 a 2,5 milioni di euro; Nel rispetto dei principi di economicità, trasparenza, concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione, nonché del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti, il RUP selezione gli operatori da invitare con il seguente criterio: 50% delle imprese selezionate fra tutte quelle “non locali” inserite nell’elenco, 10% scelte tra le imprese “locali” aventi sede nella provincia dove si eseguono i lavori, 40% scelte tra le imprese “locali” aventi sede nelle 10 province del cratere sismico (L’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti, Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, Ancona, Perugia e Terni). Ove l’elenco della stazione appaltante non contenga un numero di imprese “non locali” idonee a garantire il raggiungimento del numero minimo degli operatori da invitare, il Rup seleziona le imprese mancanti tra quelle “locali;
– 40, per affidamenti da 2,5 milioni alla soglia di rilevanza comunitaria.
– 20, per affidamenti di importo fino ad 1 milione di euro;
per i lavori d’importo sopra alla soglia comunitaria: procedure negoziate con criterio di aggiudicazione dell’OEPV, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Il comma 3-nonies, infine, si limita a riprodurre quanto già previsto dal decreto, all’art 2, comma 2 e confermato nel DDL di conversione all’esame dell’Aula.
Per impresa “locale” deve intendersi quella che ha la sede legale e/o operativa, come risultante dalla Camera di Commercio, in una delle province del cd “cratere” alla data dell’evento sismico (24 agosto 2016).
Al comma 2, dopo il secondo periodo aggiungere il seguente: “Se gli edifici rientrano tra quelli dichiarati di interesse culturale e tutelati ai sensi dell’art. 10 comma 3 del D. Lgs. 42/2004 o di pari interesse e siano individuati in specifici elenchi censiti negli strumenti urbanistici, sono vietati interventi di demolizione e ricostruzione.”
MAZZETTI, CORTELAZZO, POLIDORI, GELMINI, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Si ritiene opportuno prevedere che se gli edifici di cui si discute rientrano tra quelli dichiarati di interesse culturale e tutelati ai sensi del D. Lgs 42/2004 o siano di pari interesse e siano individuati in specifici elenchi degli strumenti urbanistici vigenti, sia opportuno, a loro tutela, vietare interventi di demolizione e ricostruzione.
“1-bis. Dopo l’articolo 7 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, è inserito il seguente:
<<Articolo 7-bis (Interventi di ricostruzione in zona agricola) – 1. Ai fini della ricostruzione degli edifici legittimi o legittimati, esistenti nelle zone agricole alla data del 24 agosto 2016 con riferimento ai Comuni di cui all’allegato 1, alla data del 26 ottobre 2016 con riferimento ai Comuni di cui all’allegato 2 ovvero alla data del 18 gennaio 2017 con riferimento ai Comuni di cui all’allegato 2-bis, e ricadenti nei Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis che presentano una percentuale superiore al 50 per cento di edifici dichiarati inagibili con esito “E” ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 maggio 2011, pubblicato nel supplemento ordinario n. 123 alla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011, rispetto agli edifici esistenti alla data dell’evento sismico, sono consentiti gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano modificazioni della sagoma di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e) e dell’articolo 10, comma 1, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.>>”
NEVI, SPENA, MAZZETTI, GELMINI, BALDELLI, BARELLI, CORTELAZZO, BATTILOCCHIO, POLVERINI, POLIDORI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, MARROCCO, ROTONDI
Limitatamente ai comuni del cratere sismico che abbiano il 50% + 1 di edifici distrutti, l’articolo riprende l’articolo 24, comma 9, della LR 7/2018 della Regione Lazio (Collegato), estendendolo alle altre 3 regioni del centro Italia colpite dal terremoto e finalizzato a consentire interventi di ricostruzione in zona agricola con stessa volumetria ma aumento dell’area di sedime al fine di ottenere una riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici e un rafforzamento del senso e della percezione della sicurezza da parte delle persone.
“01. All’articolo 8 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, le parole “dell’autorizzazione sismica” sono sostituite dalle seguenti:
<<e di quanto previsto dall’articolo 94-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, così come modificato dall’articolo 3, comma 1, lettera d) del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55.>>
2-bis.13
MAZZETTI, BALDELLI, BARELLI, CORTELAZZO, GELMINI, BATTILOCCHIO, POLVERINI, POLIDORI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
Il presente articolo estende la procedura semplificata in materia di disciplina antisismica prevista dall’articolo 94 bis del DPR 380/2001, così come inserita dall’articolo 3, comma 1, lettera d) del cosiddetto “decreto sblocca cantieri”, ai comuni del centro Italia colpiti dal sisma del 2016. Nello specifico rappresenta una semplificazione in merito alla disciplina sismica in cui gli interventi di miglioramento locale e riparazione dei danni non sono oggetto di autorizzazione preventiva da parte dei competenti uffici della Regione in quanto interventi di “minore rilevanza”.
Dopo l’articolo 2-bis è inserito il seguente:
“Articolo 2-ter
(Introduzione dell’articolo 8-ter nel decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189)
1. Dopo l’articolo 8-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, è inserito il seguente:
<<Articolo 8-ter (Regime semplificato per danni lievi) – 1. Al fine di favorire il rientro nelle unità immobiliari e il ritorno alle normali condizioni di vita e di lavoro, nei Comuni interessati dagli eventi sismici di cui all’articolo 1, per gli edifici con danni lievi, non classificati agibili secondo la procedura AeDES di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 maggio 2011, oppure classificati non utilizzabili secondo procedure speditive disciplinate da ordinanza di protezione civile, situati nelle aree in cui l’accelerazione spettrale subita dalla costruzione in esame, così come risulta nelle mappe di scuotimento dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, abbia superato il 70 percento dell’accelerazione spettrale elastica richiesta dalle norme vigenti per il progetto della costruzione nuova, si intende soddisfatto il raggiungimento della capacità di resistenza alle azioni sismiche superiore al livello minimo stabilito per classi di uso dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 27 dicembre 2016.
Per gli edifici di cui al comma 1 i beneficiari possono richiedere un contributo per la sola riparazione dei danni con la procedura semplificata di cui al comma 3. Il contributo per le spese relative alla riparazione dei danni di lieve entità è concesso fino all’importo massimo di euro 15.000,00 cui può essere aggiunto l’ulteriore importo massimo di euro 5.000,00, per la copertura di spese relative alla riparazione di parti comuni degli edifici. Rientrano tra le spese ammissibili anche gli eventuali oneri per la progettazione e l’assistenza tecnica di professionisti abilitati.
Per l’accesso al contributo i soggetti legittimati di cui all’articolo 6, comma 2, presentano apposita comunicazione di avvio dei lavori al comune di ubicazione dell’unità immobiliare da riparare con indicazione degli estremi e della categoria catastale e degli estremi della scheda FAST o AEDES che attesti la classe di danno rilevato. Alla comunicazione è allegato il preventivo di spesa redatto e sottoscritto per accettazione dall’impresa affidataria dei lavori, scelta dal richiedente. Nella comunicazione sono altresì indicati il tempo stimato di realizzazione degli interventi di riparazione ed i dati necessari per il pagamento diretto in favore dell’impresa esecutrice dei lavori ed eventualmente del professionista coinvolto.
L’erogazione del contributo è effettuata, dall’Ufficio speciale per la ricostruzione mediante bonifico bancario, a favore dei soggetti indicati al comma 3, entro 30 giorni dalla comunicazione di fine lavori, resa dal beneficiario del contributo stesso e corredata della dichiarazione di fine lavori e dei necessari giustificativi di spesa.
L’individuazione delle aree di cui al comma 1 e le modalità operative per la richiesta ed erogazione del contributo sono definite con i provvedimenti di cui all’articolo 2, comma 2.
2-bis.022
MAZZETTI, CORTELAZZO, POLIDORI, BALDELLI, GELMINI, SPENA, BATTILOCCHIO, POLVERINI, BARELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, MARROCCO, ROTONDI
L’emendamento intende introdurre una procedura semplificata per gli interventi di ricostruzione a fronte di danni lievi, localizzati in aree individuate attraverso le mappe di scuotimento dell’INGV.
La proposta parte dal presupposto che se la costruzione danneggiata ha subito un’accelerazione spettrale, così come risulta nelle mappe di scuotimento dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che abbia superato il 70 per cento dell’accelerazione spettrale elastica richiesta dalle norme vigenti per il progetto della costruzione nuova, si intende soddisfatto il raggiungimento della capacità di resistenza alle azioni sismiche superiore al livello minimo stabilito per classi di uso dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 27 dicembre 2016 .
In tal caso i beneficiari possono accedere ad una procedura semplificata che consente loro di ottenere un contributo parametrico, pari a 15.000 euro più ulteriori 5.000 per eventuali interventi su parti comuni dell’edificio.
La domanda di contributo è richiesta al Comune, con il preventivo di spesa dell’impresa incaricata di eseguire i lavori e dell’eventuale tecnico.
La proposta stabilisce un termine di 30 giorni per l’erogazione del contributo da parte dell’USR e rimanda ad un’Ordinanza commissariale per l’individuazione delle aree e per la definizione delle modalità operative per la richiesta e l’erogazione del contributo.
“Articolo 3-bis
(Introduzione dell’articolo 12-ter nel decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189)
. Al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dopo l’articolo 12-bis, aggiunger il seguente:
<<12-ter (Traslazione della fase amministrativa di irrogazione delle sanzioni per difformità sanabili) – 1. L’istanza di concessione dei contributi è presentata dai soggetti legittimati di cui all’art. 12 e la certificazione rilasciata dal professionista ai sensi del comma 1 dell’art.12-bis dà conto dell’eventuale presenza di domande di sanatoria edilizia, formulate ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, dell’art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, o dell’art.32 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, non ancora definite, ovvero di interventi edilizi realizzati prima degli eventi sismici del 24 agosto 2016, sanabili ai sensi dell’art.1-sexies del decreto legge 29 maggio 2018, n.55, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2018, n.89.
Il procedimento amministrativo relativo alla sanatoria edilizia non sospende il provvedimento di concessione del contributo, ma lo stesso deve essere concluso entro e non oltre la fine dei lavori di riparazione o di ricostruzione e comunque prima della cd. presentazione attestata ai sensi del Titolo III del DPR 380/2001 a cura del Direttore dei Lavori.
Anche nel caso in cui il Comune non si esprima entro tale termine il procedimento relativo pratica contributiva può essere comunque utilmente concluso.>>”
MAZZETTI, NEVI, POLIDORI, BALDELLI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Allo scopo di contribuire effettivamente all’accelerazione della ricostruzione, e al fine di rendere più spediti i procedimenti amministrativi finalizzati all’emanazione del decreto di concessione del contributo si propone l’inserimento di un nuovo articolo, il 12 ter, finalizzato a posporre all’adozione del provvedimento di concessione del contributo, e comunque entro la presentazione attestata ai sensi del Titolo III del DPR 380/2001, la conclusione di eventuali procedimenti di condono edilizio non ancora definiti ovvero di procedimenti finalizzati alla sanatoria della difformità per interventi edilizi realizzati prima degli eventi sismici in assenza di titolo edilizio, così come disciplinati dall’art.1 sexies del decreto legge 55/2018. Ciò allo scopo di evitare che le problematiche relative, per l’appunto, alle sanatorie, minino in radice la possibilità di ottenere il contributo. Questa previsione non intende configurare una sanatoria, ma intende velocizzare i procedimenti di concessione di contributi relativi ad immobile le cui pratiche di sanatoria non sono ancora concluse. Resta inteso che la proposta si riferisce esclusivamente a piccole difformità sanabili secondo le disposizioni normative vigenti.
L’effetto acceleratorio della norma si apprezza laddove si consideri che allo stato attuale, i proprietari di tali manufatti, in molti casi percettori di C.A.S. (contributo autonoma sistemazione), non possono neppure presentare la domanda di contributo pur essendo l’amministrazione consapevole della sanabilità del manufatto, per tale ragione si ritiene particolarmente opportuno proporre l’articolo di seguito esposto.
“Art. 3-bis.
(Introduzione dell’articolo 12 -ter nel decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189)
Dopo l’art. 12-bis del decreto legge 17 ottobre 2016 n° 189 convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 216 n° 229 è inserito il seguente:
<<Art. 12-ter (Semplificazioni ed accelerazione della ricostruzione privata) – 1. Gli interventi riferiti alla ricostruzione del patrimonio privato e pubblico danneggiato dagli eventi sismici di cui al presente decreto, sono da considerarsi a tutti gli effetti “interventi di ristrutturazione edilizia” di cui all’art. 3 comma 1 lettera d) del DPR 6 giugno 2001 n° 380, anche qualora comportino modifiche della sagoma, del sedime e delle volumetrie, legittimate anche a seguito delle leggi: 28 febbraio 1985 n° 47; 23 dicembre 1993 n° 724; 24 novembre 2003 n° 326, in ambito vincolato ai sensi del Decreto legislativo 22 gennaio 2004 e successive modifiche ed integrazioni, previo parere rilasciato a cura della Soprintendenza, ai sensi dell’art. 146.>>”
POLIDORI, PELLA, BALDELLI, GELMINI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Semplificazioni ed accelerazione della ricostruzione privata
Sono state rilevate criticità, per quanto attiene ad interventi di ricostruzione di edifici collocati in ambito vincolato ai sensi del D. Lgs. 42/2004 e smi, riguardanti immobili, crollati o demoliti per pubblica utilità, che evidenziano la necessità di modifica della sagoma, per obiettive esigenze di valenza paesaggistica, statica, di sicurezza; ma che in tale frangente sono tali da essere considerate quali “Nuova costruzione”. Da quanto sopra ne deriva l’obbligo del rispetto delle previsioni urbanistiche dettate dalla pianificazione vigente, che non possono essere adattate ad edifici esistenti da molti anni, per i quali ricorre l’impossibilità di adattamento a prescrizioni in alcuni casi entrate in vigore in tempi successivi alla costruzione del manufatto.
Al comma 1, capoverso articolo 12-bis, comma 1, sostituire le parole “Qualora gli interventi”, con le parole “Ferma la possibilità di utilizzare comunque la procedura di cui all’articolo 12, qualora gli interventi”
MAZZETTI, NEVI, CORTELAZZO, GELMINI, POLIDORI, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Reti professioni tecniche
Il comma 1 del nuovo art. 12-bis introduce una procedura semplificata per la concessione del contributo per gli interventi di riparazione, ripristino e ricostruzione degli immobili privati che rientrino nei limiti di importo definiti con ordinanze commissariali. Si prevede che l’Ufficio speciale per la ricostruzione adotti il provvedimento di concessione del contributo, sulla base della certificazione redatta dal professionista circa la completezza e regolarità amministrativa e tecnica del progetto, che comprende anche la certificazione sulla conformità edilizia ed urbanistica nonché l’individuazione del contributo concedibile calcolato dallo stesso professionista.
Tale previsione attribuisce ai Professionisti degli oneri certificatori, e delle conseguenti responsabilità civili e penali molto significative. Tale potestà certificatoria – specie sotto il profilo urbanistico-edilizio – si ritiene debba spettare ai Comuni o delle altre Autorità pubbliche aventi competenze ex lege determinate su tali aspetti.
Si propone pertanto di consentire al professionista di utilizzare comunque la procedura ordinaria di cui all’art. 12 e di consentirgli la facoltà di certificare, ovvero di consentire allo stesso di utilizzare l’autocertificazione del proprietario dell’immobile oggetto di intervento, ovvero di limitare la sua potestà certificatoria allo stato di fatto dell’immobile e al nesso di causalità tra evento sismico e danno sul quale si richiede il contributo.
Al comma 1, capoverso articolo 12-bis, comma 1, apportare le seguenti modifiche:
a) il secondo periodo è sostituito dal seguente:
“La concessione avviene:
a) sulla base del progetto e della documentazione allegata alla domanda di contributo presentata dal professionista, che attesta lo stato di fatto del manufatto nonché il nesso di causalità tra sisma e danno lamentato. L’attestazione, ove ne ricorrano le condizioni, informa dell’eventuale presenza di domande di sanatoria edilizia, formulate ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, dell’art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, o dell’art.32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, non ancora definite, ovvero di interventi edilizi realizzati prima degli eventi sismici del 24 agosto 2016, sanabili ai sensi dell’art.1-sexies del decreto-legge 29 maggio 2018, n.55, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2018, n.89. Ove non sia possibile accertare la completezza e la regolarità amministrativa e tecnica, compresa la conformità edilizia e urbanistica presso le Amministrazioni competenti, queste ultime, su richiesta del progettista, ne danno formalmente atto e la regolarità è autocertificata dal proprietario o titolare di un diritto reale sul bene;
b) sulla base dell’importo del contributo concedibile determinato dallo stesso professionista nei limiti del costo ammissibile, individuato con le modalità stabilite con le ordinanze di cui all’articolo 2, comma 2.”
b) Dopo il quarto, ultimo periodo, aggiungere i seguenti: “La conferenza, ai sensi della legge 241/90, termina i suoi lavori entro e non oltre 15 giorni lavorativi dalla sua convocazione. In caso di mancata adozione della determinazione finale entro il suddetto termine, la conferenza si intende conclusa positivamente e si intendono resi in termini favorevoli tutti i pareri e le autorizzazioni in essa formati.”
MAZZETTI, RUFFINO, GELMINI, POLIDORI, BALDELLI, NEVI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MARTINO, CALABRIA, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Viene proposta la possibilità di attestare la presenza di eventuali pratiche di sanatoria pregresse o di piccole difformità comunque sanabili ai sensi dell’art.1-sexies del decreto legge 29 maggio 2018, n.55.
In questo modo il procedimento di riparazione o ricostruzione può comunque avviarsi, posponendo ad una successiva fase la definizione delle sanatorie.
Inoltre l’art. 12 bis, comma 1, prevede un complesso sistema di gestione della Conferenza regionale di cui all’art. 16, commi 4 e 5 del DL 189/2016, necessaria in presenza di intervento che richiedano pareri paesaggistici, ambientali ecc..
In un’ottica di reale snellimento ed accelerazione si propone che, in ogni caso, i lavori della suddetta Commissione debbano concludersi entro e non oltre 15 gg lavorativi dalla sua convocazione ad opera del competente USR, maturandosi in caso di termine spirato, il silenzio assenso su tutti i profili ed i pareri oggetto di conferenza (secondo le previsioni proprie della Legge 241/90).
Al fine di sostenere le aziende agricole, agroalimentari e zootecniche colpite dagli eventi sismici del 2016 nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, in favore dei comuni individuati ai sensi dell’articolo 1 del decreto legge 17 ottobre del 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n.229 sono adottate le seguenti misure:
a) al comma 1 dell’articolo 21 del citato decreto legge n.189 del 2016 le parole “31 dicembre 2018” sono sostituite dalle parole: “31 dicembre 2020”. La misura si applica nel limite di spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2020.
b) Al fine di favorire la stipula degli accordi e l’adozione delle decisioni di cui all’articolo 1 del regolamento di esecuzione (UE) n. 2016/559 della Commissione dell’11 aprile 2016 e di dare attuazione alle misure di cui all’articolo 1 del regolamento delegato (UE) 2016/1613 della Commissione dell’8 settembre 2016, è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2020, alle aziende zootecniche ubicate nei comuni sopra individuati. L’erogazione è disciplinata con le modalità previste dall’articolo 23 del decreto legge 24 giugno 2016, n.113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160.
c) la quota di finanziamento per gli anni 2020 e 2021, individuata ai sensi del comma 4 dell’articolo 21 del citato decreto legge n.189 del 2016 da destinare ai comuni sopra individuati, è integralmente destinata a promuovere la commercializzazione dei prodotti agricoli, anche trasformati e zootecnici ivi realizzati. A tal fine le Regioni interessati promuovono accordi di filiera o con i produttori interessati, per la commercializzazione nelle grandi aree urbane. Il sostengo alla finalità dei precedenti periodi è concesso nel limite di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e si applica prevedendo l’applicazione di un meccanismo di compensazione degli oneri di trasporto e commercializzazione in favore delle aziende agricole che aderiscono agli accordi.
Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità applicative della lettera c) del comma 1.
I contributi di cui al presente articolo sono concessi, nel rispetto dei massimali stabiliti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis.
Agli oneri di cui ai commi 1 e 2, valutati in 10 milioni di euro per l’anno 2020 e 8 milioni di euro per l’anno 2021 si provvede corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell’ambito del Programma Fondi di riserva e speciali della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per gli anni 2020 e 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero medesimo.”
SPENA, NEVI, GELMINI, ANNA LISA BARONI, CAON, FASANO, PAOLO RUSSO, SANDRA SAVINO, CORTELAZZO, BALDELLI, POLIDRI
L’articolo proroga alcune misure a sostegno delle aziende agricole, agroalimentari e zootecniche colpite dagli eventi sismici del 2016 nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, come perimetrati dall’articolo 1 del decreto legge n.189 del 2016
La lettera a) del comma 1 prevede la prosecuzione per tutto il 2020 delle misure di Protezione civile destinate alla realizzazione e messa in opera di ricoveri e impianti temporanei per la stabulazione, l’alimentazione e la mungitura degli animali, nonché per la conservazione e trasformazione del latte e degli altri prodotti agroalimentari, al fine di assicurare, in sostituzione provvisoria di quelli dichiarati inagibili, la continuità produttiva delle aziende interessate.
La lettera b) del comma 1 stanzia 2 milioni di euro nel 2020 per il finanziamento di misure di sostegno dei produttori di latte e di prodotti lattiero-caseari nei termini previsti dalla normativa UE, per i comuni delle aree colpite dal terremoto.
La lettera c) pone in carico dello stato, per gli anni 2019 e 2020 e nel limite di 5 milioni per anno, il cofinanziamento regionale dei programmi di sviluppo rurale 2014-2020 delle regioni interessate dal sisma, destinando tale quota a promuovere la commercializzazione dei prodotti agricoli, anche trasformati, e zootecnici realizzati nei comuni terremotati. A tal fine le Regioni interessati promuovono accordi di filiera o con i produttori interessati, per la commercializzazione nelle grandi aree urbane. Il sostengo si attua prevedendo l’applicazione di un meccanismo di compensazione degli oneri di trasporto e commercializzazione in favore delle aziende agricole che aderiscono agli accordi. Le norme si applicano in regime di de minimis.
C 2211-A
Al comma 1, sostituire le parole “15 dicembre 2016, n. 229, uno o più”, con le parole “parole “15 dicembre 2016, n. 229, a cui partecipano gli Ordini professionali interessati, uno o più”
3-bis.580
MAZZETTI, CORTELAZZO, BALDELLI, POLIDORI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO
Il comma 1 in esame, prevede che entro 90 giorni le Regioni possono adottare uno o più Programmi straordinari di ricostruzione nei territori dei Comuni indicati negli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 189/2016, maggiormente colpiti dagli eventi sismici.
L’adozione del Programma straordinario di ricostruzione, è comunque subordinata al parere favorevole della Conferenza permanente.
Il nostro emendamento chiede che alla Conferenza permanente debbano partecipare gli Ordini professionali interessati.
Al comma 1, sopprimere le parole “maggiormente colpiti dagli eventi sismici avvenuti a partire dal 2016, individuati da apposita ordinanza commissariale”
3-bis.581
MAZZETTI, BALDELLI, CORTELAZZO, POLIDORI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO
L’emendamento delle Relatrici prevede la possibilità per le regioni di adottare un Programma straordinario di ricostruzione, che può autorizzare, tra l’altro, gli interventi di ricostruzione di edifici pubblici o privati in tutto o in parte crollati o demoliti od oggetto di ordinanza di demolizione, anche in deroga ai vigenti strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, a condizione che detti interventi siano diretti alla realizzazione di edifici conformi a quelli preesistenti quanto a collocazione, ingombro planivolumetrico e configurazione degli esterni, fatte salve le modifiche planivolumetriche e di sedime necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, igienico sanitaria e di sicurezza. Sono in ogni caso escluse dai Programmi di ricostruzione, le costruzioni interessate da interventi edilizi abusivi per i quali sono stati emessi i relativi ordini di demolizione.
Si prevede che il suddetto Programma straordinario di ricostruzione, è valido non per tutti i comuni del cratere (allegati 1, 2 e 2-bis), ma solo per quei territori dei Comuni indicati negli allegati 1, 2 e 2-bis maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 2016, individuati da apposita ordinanza commissariale.
Con il nostro sub-emendamento, prevediamo che i Programmi straordinari di ricostruzione, eventualmente adottati dalle regioni, possano avere efficacia per tutti i comuni del cratere e non solo per quelli maggiormente colpiti.
Tale disparità di trattamento non ha alcun senso in quanto il diritto alla velocizzazione della ricostruzione deve valere per tutti, a prescindere dal fatto che sia dentro o fuori cratere e dunque una differenza di applicazione genererebbe una inconcepibile disparità di trattamento.
Al comma 2, primo periodo, dopo le parole “Ufficio speciale per la ricostruzione,” aggiungere le parole: “anche ricorrendo alla collaborazione esterna finalizzata alla redazione dei medesimi Programmi,”
3-bis.582
MAZZETTI, POLIDORI, CORTELAZZO, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO
Detti Programmi straordinari, devono essere predisposti entro tre mesi dal competente Ufficio speciale per la ricostruzione. La realtà, è che gli Uffici speciali per la ricostruzione (USR) sono oberati di lavoro e hanno carenza cronica di personale a disposizione.
Ora gli si assegna anche quest’altro compito gravoso.
L’emendamento chiarisce che gli USR possano ricorrere anche a collaborazioni esterne finalizzate alla redazione dei medesimi Programmi straordinari di ricostruzione.
Al comma 2, primo periodo, aggiungere in fine le seguenti parole “nonché di adeguamento in materia di rendimento energetico”
3-bis.583
Detti Programmi autorizzano gli interventi di ricostruzione di edifici in tutto o in parte crollati o demoliti od oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di crollo, anche in deroga ai vigenti strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, a condizione però che detti interventi siano volti alla realizzazione di edifici conformi a quelli preesistenti, salve le modifiche planivolumetriche e di sedime necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, igienico sanitaria e di sicurezza.
Con il nostro emendamento chiediamo anche la possibilità di deroga per gli adeguamenti in materia di rendimento energetico.
Al comma 2, primo periodo, aggiungere in fine le seguenti parole: “per le quali sono ammesse eventuali deroghe alle distanze stabilite dal decreto ministeriale n. 1444 del 1968”
3-bis.584
Con il nostro emendamento chiediamo che detti adeguamenti alla normativa antisismica, igienico sanitaria e di sicurezza, possano avvenire anche in deroga dal rispetto delle distanze stabilite dal decreto ministeriale n. 1444 del 1968.
Art 3 – bis
Al comma 2, dopo il primo periodo, inserire il seguente: “Analoghi programmi contenenti la disciplina di autorizzazione in deroga ai vigenti strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, sono specificamente predisposti per il solo territorio compreso nel Parco nazionale dei Monti Sibillini e del Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, limitatamente agli edifici pubblici o privati che abbiano subito danni gravi o gravissimi a causa dei quali siano stati dichiarati totalmente inagibili e per la cui ricostruzione sia prevista la demolizione. A tal fine sono comunque qualificati come interventi di ristrutturazione edilizia gli interventi di demolizione e ricostruzione, anche nel caso in cui si debbano apportare delle necessarie variazioni di sagoma e sedime, fatta salva l’autorizzazione paesaggistica ed i casi in cui il vincolo implichi la conservazione della sagoma del bene o di parte di esso”.
3-bis.501
PENTANGELO, CORTELAZZO, POLIDORI, BALDELLI, NEVI, MAZZETTI, GELMINI,
POLVERINI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, BATTILOCCHIO, BARELLI,
MARTINO, CALABRIA, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
L’emendamento proposto è volto a rendere maggiormente efficaci le modalità di applicazione degli interventi di ripristino e ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma in aree vincolate paesaggisticamente le quali, si precisa sin dall’esordio e come si specifica in fine, possono così essere effettuate nel pieno rispetto della disciplina prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, anche quando si renda necessaria la modifica del sedime e della sagoma degli edifici oggetto di intervento, al solo fine di migliorarne la qualità architettonica, strutturale e funzionale, nonché per garantire una migliore risposta alle sollecitazioni sismiche.
L’emendamento si presenta perché la disciplina per gli interventi di ristrutturazione edilizia contenuta nel D. p. R. n. 380 del 2001, “Testo unico edilizia”, prevede che la ricostruzione degli immobili sottoposti a vincolo ai sensi del D.lgs. 42 del 2004, “Codice dei beni culturali e del paesaggio” – ovvero tutti quelli ubicati all’interno del territorio dei Parchi Nazionali citati -, siano tali solo a condizione che gli immobili gravemente danneggiati non debbano essere demoliti, a causa dei gravissimi danni subiti dal sima, per poter effettuare la ricostruzione nel pedissequo rispetto di entrambe le normative citate. Se ciò accadesse, paradossalmente, l’opera effettiva di ricostruzione risulterebbe di difficile realizzazione e necessiterebbe di tempi ancor più lunghi.
Nelle due aree individuate dall’emendamento, l’opera di ricostruzione di immobili danneggiati in modo grave o gravissimo è resa difficoltosa proprio dalle norme citate – si precisa che ci si riferisce a immobili i quali, nonostante la gravità dei danni subiti, non sono crollati in seguito al sisma e non sono stati oggetto di ordinanza di demolizione effettuata dalla protezione civile, vigili del fuoco o altra forza pubblica, per evitare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità – .
Per questi immobili gravemente danneggiati, ma non crollati, è spesso necessario far precedere un intervento di demolizione a quello di ricostruzione. Per la migliore ricostruzione di questi immobili in molti casi è anche necessario modificare lievemente la sagoma dell’edificio oggetto di intervento.
Ebbene, il combinato disposto delle norme contenute nelle due fonti normative sopra citate fa sì che l’opera di ricostruzione da realizzare non sia qualificabile come ristrutturazione edilizia ma come intervento di nuova costruzione. La conseguenza pratica è che l’opera è assoggettata a permesso di costruire.
In conseguenza di ciò vengono meno tutti i diritti edificatori dell’immobile preesistente sia in termini di consistenza edilizia che delle condizioni localizzative in termini di distanze o della destinazione assentita, con riflessi in materia di dotazioni territoriali e standards.
Ciò comporta, nella maggior parte dei casi, ostacoli e ritardi nella ricostruzione degli edifici, non giustificabili in termini di legittimità delle opere progettate.
L’emendamento mira a garantire la migliore ricostruzione degli immobili gravemente danneggiati posti all’interno delle due aree protette, senza perdita di diritti acquisiti, estendendo la disciplina di autorizzazione in deroga già prevista dall’articolo 3 – bis, ma prevedendo maggiori tutele rispetto alla disciplina prevista dall’articolo 3-bis, perché si tratta di edifici posti in aree paesaggisticamente vincolate.
La previsione esplicita di programmi straordinari di ricostruzione specifica per queste aree, sicuramente situate nelle zone maggiormente colpite dagli eventi sismici avvenuti a partire dal 2016 – come nel caso di Norcia, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Preci, solo per citare alcune note località devastate dal sisma -, sono da predisporre a cura dal competente Ufficio speciale per la ricostruzione. Tali programmi potranno essere adottati dalle regioni, acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente di cui all’articolo 16 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 e che devono tenere conto in ogni caso degli strumenti urbanistici attuativi predisposti ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, ove adottati, precisando che anche in queste aree sono in ogni caso escluse dai programmi le costruzioni interessate da interventi edilizi abusivi per i quali sono stati emessi i relativi ordini di demolizione.
L’emendamento mira a garantire il rispetto sostanziale di tutti i principi contenuti nel D.p.R. n 380 del 2001, garantendo anche tutte le prerogative in materia di vincolo paesaggistico, senza quindi porsi in contrasto con la disciplina del D.lgs n. 42 del 2004, poiche si prevede che è “fatta salva l’autorizzazione paesaggistica ed i casi in cui il vincolo implichi la conservazione della sagoma del bene o di parte di esso” facendo in modo che non possano realizzarsi abusi.
Si fa notare che tale accortezza non è prevista nella formulazione originaria dell’articolo 3-bis.
Considerando il fatto che molti comuni siti all’interno dei due parchi sono tra quelli maggiormente colpiti dal sisma, quindi rientrano negli allegati 1, 2 e 2-bis annessi al decreto-legge decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, che individuano il cratere del sisma, si ritiene che l’emendamento proposto tuteli più e meglio il paesaggio dei parchi naturali rispetto alla formulazione proposta in commissione, contemporaneamente consentendo la migliore e più rapida ricostruzione anche nelle aree dette, realizzando un gioco a somma positiva necessario alle popolazioni che da oltre tre anni attendono la ricostruzione, tutelando anche tutti i diritti acquisiti dei titolari degli edifici.
Dopo l’articolo 3-ter, aggiungere il seguente:
“Articolo 3-ter.1
(varianti in corso d’opera ai progetti di riparazione dei danni leggeri)
Con ordinanza commissariale da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i criteri e le modalità per la concessione del contributo per i progetti avviati con riguardo alle varianti in aumento nei limiti del trenta per cento in corso d’opera ai progetti di riparazione dei danni leggeri, richieste alla data antecedente al 19 settembre 2019 ai sensi dell’ordinanza n. 8 dell’11 giugno 2019.
Per le finalità di cui al comma 1, si provvede a valere nei limiti di 40mila euro, con le risorse disponibili nella contabilità speciale intestata al Commissario straordinario per la ricostruzione.”
3-ter.0500
BALDELLI, CORTELAZZO, NEVI, POLIDORI, MAZZETTI, GELMINI, POLVERINI,
L’emendamento cerca di dare soluzione a un problema sorto dopo un recente intervento della Corte dei Conti.
Le varianti in corso d’opera ai progetti di riparazione dei danni leggeri, che secondo l’Ordinanza 80 in vigore emanata dal Commissario, possono arrivare al 30% del valore, sono state bocciate dalla Corte dei Conti.
Non possono superare il 15%, come per i danni gravi. Ma dopo i rilievi dei magistrati contabili nessuno ha corretto quel provvedimento, che ancora appare (nel testo sbagliato) sul sito internet del Commissario.
Il problema è che molti progetti avviati, ma non ancora arrivati a fine lavori, contano su una maggiorazione che oggi non c’è più. Con il rischio concreto che, se non si risolverà il problema (cosa oggettivamente complicata), alcuni proprietari si troveranno costretti a dover finanziare di tasca loro la differenza. O a rivolgersi a un Tribunale.
La vicenda è clamorosa, anche per il modo con cui è stata gestita. L’Ordinanza 80, che prevede le varianti fino al 30% per i danni lievi, viene pubblicata sul sito del Commissario il 6 giugno scorso, e così entra in vigore, anche se non ha ancora ottenuto il via libera di legittimità della Corte dei Conti. Il 30 agosto il Commissario, Piero Farabollini, comunica che la Corte ha fatto delle osservazioni su quel provvedimento, che il 5 settembre viene ripubblicato sul sito internet, corredato dalla certificazione della Corte (n.1797). Ma nel testo sbagliato, che tiene conto di tutte le osservazioni dei magistrati, tranne la più importante, quella che boccia le varianti al 30% e le riporta al 15%.
Pagano i proprietari
Cosa ancor più incredibile è che l’inghippo salta fuori solo adesso, due mesi e mezzo dopo l’errore, o la svista che sia. Nel frattempo i lavori sono partiti, e c’è chi ha fatto legittimamente affidamento sulle varianti fino al 30%. E che a fine lavori avrà l’amara sorpresa di scoprire che i soldi non ci sono. Non tutti quelli previsti, almeno. Chi paga? Chi ci mette la differenza? Secondo la legge non ci sono dubbi: le spese eccedenti il contributo pubblico vanno “in accollo” ai proprietari.
Dopo l’articolo 3-quater è inserito il seguente:
“Articolo 3-quater.1
(Modifiche all’articolo 16 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189)
All’articolo 16 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dopo il comma 5 è inserito il seguente comma:
<<5-bis. L’acquisizione dei pareri o degli atti di assenso comunque denominati di cui al presente articolo non è necessaria laddove la ricostruzione degli edifici distrutti o danneggiati avvenga sul medesimo sito e nel rispetto delle caratteristiche degli edifici preesistenti.>>”
3-quater.037
RUFFINO, MAZZETTI, POLIDORI, BALDELLI, GELMINI, SPENA, NEVI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MARTINO, CALABRIA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Al fine di accelerare la fase di approvazione dei progetti di e la proposta emendativa è volta ad escludere la necessità di procedere all’acquisizione dei relativi pareri richiesti (es. paesaggistici, ambientali ecc.) in tutti i casi in cui la ricostruzione stessa avvenga nello stesso sito e nel rispetto di tutte le caratteristiche preesistenti dell’edificio.
Attraverso tale proposta si ridurrebbe in maniera consistente il numero dei progetti da sottoporre a conferenza di servizi on conseguenti vantaggi in termini di tempi procedurali per l’esecuzione degli interventi di ricostruzione.
Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le parole: “, nonché nei comuni della fascia ionica lucana, ricchi di testimonianze della Civiltà Magna-Greca, colpiti dagli eventi meteorologici del 12 novembre 2019.”
Conseguentemente, al medesimo comma, secondo periodo, sostituire le parole: 0,55 milioni di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e, quanto a 1,05 milioni di euro per l’anno 2021, a 1,56 milioni di euro per l’anno 2022, a 0,97 milioni di euro per l’anno 2023 e a 0,47 milioni, con le seguenti: 0,9 milioni di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e, quanto a 1,6 milioni di euro per l’anno 2021, a 2,1 milioni di euro per l’anno 2022, a 1,4 milioni di euro per l’anno 2023 e a 0,9 milioni.
3-quinquies.500
Al comma 1, dopo le parole “commi 16 e 17”, aggiungere il seguente periodo: “Per i suddetti territori, le misure di cui al comma 2 sono estese anche ai professionisti da considerarsi equiparati alle piccole e medie imprese, e comunque non si applicano i limiti di età previsti dal medesimo comma 2.”
MAZZETTI, POLIDORI, RUFFINO, BALDELLI, GELMINI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
La norma estende ai Comuni del cratere gli incentivi previsti dal Programma “Resto al Sud” per favorire l’avvio delle nuove aziende da parte di imprenditori tra 18 e 45 anni.
Noi chiediamo che per le aree terremotate queste agevolazioni valgano anche per i liberi professionisti e che comunque non si applicano i limiti di età previsti dalla norma vigente.
Dopo l’articolo 1 è inserito il seguente:
“Articolo 1-bis
(modifica all’art. 4 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189)
All’articolo 4 comma 3 primo periodo del decreto-legge n. 189 del 2016, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, integrato dall’articolo 7 comma 1 del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, dopo le parole <<anticipazioni ai professionisti>> aggiungere <<e per i soggetti che eseguono le indagini ed analisi distruttive ed i sondaggi e relative prove>>.”
In merito alle giuste ragioni sollevate per l’erogazione delle anticipazioni a favore dei professionisti disposte dall’articolo 4 del decreto-legge 189/2016 occorre evidenziare che è altrettanto necessario prevedere una anticipazione che costituisce ristoro parziale delle spese sostenute non solo da professionisti ma anche da altri soggetti che hanno effettuato le indagini ed analisi distruttive ed i sondaggi geologici e relative prove. Senza la effettuazione di tali operazioni propedeutiche non è possibile per il professionista incaricato presentare il progetto.
Al comma 1, aggiungere in fine i seguenti periodi: “Fermo quanto sopra, in ogni caso le prestazioni e indagini dei professionisti afferenti alla fase di progettazione sono integralmente saldate all’atto dell’emissione del cd. SAL zero. All’emissione del decreto di concessione del contributo le somme anticipate vengono trasferite al fondo di contabilità speciale in dotazione al Commissario Straordinario.”
MAZZETTI, CORTELAZZO, RUFFINO, POLIDORI, GELMINI, BALDELLI, BATTILOCCHIO, POLIDORI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, POLVERINI, CALABRIA, BARELLI, MARTINO, NEVI, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
Il comma 1 in esame, estende la destinazione delle risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate anche alle anticipazioni dovute ai professionisti incaricati delle prestazioni tecniche relative agli interventi di edilizia privata di ricostruzione dei territori.
Le difficoltà operative incontrate dai professionisti nel corso delle attività svolte rende quanto mai opportuno ottimizzare le modalità di pagamento delle stesse atteso che anche le previsioni attualmente vigenti, possono essere ottimizzate prevedendo il pagamento – per tutte le attività professionali anche specialistiche – al 50% in acconto e il saldo al cd SAL zero, atteso che l’attività di progettazione, all’atto dell’avvio e della prosecuzione di quella esecutiva, è da tempo conclusa sicché non si comprende la necessità di legarne il pagamento, in tutto o in parte, a SAL connessi ad attività diverse dalla progettazione stessa.
“1-bis. All’articolo 34 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, il comma 7 è sostituito dal seguente:
<< 7. Per gli interventi di ricostruzione privata diversi da quelli previsti dall’articolo 8, con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, sono stabiliti i criteri finalizzati ad evitare concentrazioni di incarichi contemporanei che non trovano giustificazione in ragioni di organizzazione tecnico-professionale. Non sono previsti limiti per incarichi per la redazione della Relazione Geologica, della Risposta Sismica Locale e per il collaudo.>>”
MAZZETTI, NEVI, CORTELAZZO, GELMINI, BALDELLI, POLVERINI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, RUFFINO, BATTILOCCHIO, BARELLI, MARTINO, CALABRIA, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
Il vigente comma 7 del DL 189/2016, è volto ad evitare concentrazioni di incarichi contemporanei che non trovano giustificazione in ragioni di organizzazione tecnico-professionale.
Tra queste attività sono ricomprese le prestazioni per realizzazione della Risposta Sismica Locale e la Relazione Geologica.
Considerando l’esiguo numero di professionisti interessati ad operare alla ricostruzione ed in particolare al numero dei Geologi, unitamente al fatto che per quest’ultima categoria le attività sono esclusivamente effettuate per la redazione dei progetti, si propone di non prevedere soglie massime per numero di incarichi.
Sono da rilevare anche difficoltà ad individuare professionisti interessati all’incarico di collaudo, i quali nel rispetto delle norme deontologiche, devono sottoscrivere un contratto separato rispetto al contratto sottoscritto da professionisti, Raggruppamenti Temporanei di professionisti, STP ecc..
Si propone pertanto una modifica dell’attuale comma 7 dell’art. 34 del DL 189/2016.
1-bis. All’articolo 48, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «per un periodo non superiore a 6 mesi a decorrere dal 24 agosto 2016 » sono sostituite dalle seguenti: «fino alla data del 31 dicembre 2022»;
b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «la sospensione di cui al presente comma, è estesa alla tassa sui rifiuti (TARI), di cui alla legge n. 147 del 2013».
MAZZETTI, RUFFINO, GELMINI, NEVI, SPENA, POLIDORI, BALDELLI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MARTINO, CALABRIA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
La prevista sospensione del pagamento delle utenze per gli immobili del cratere inagibili, la estendiamo anche alla TARI (tassa sui rifiuti)
“Articolo 8-bis
(modifiche all’articolo 5-bis del decreto legge 189/2016)
All’articolo 50-bis sono aggiunte le seguenti modificazioni:
a) al comma 1-bis le parole: «con efficacia limitata agli anni 2017 e 2018» sono sostituite dalle seguenti: « con efficacia limitata alla permanenza dello stato di emergenza »;
b) al comma 3-bis il periodo: « I contratti di collaborazione coordinata e continuativa di cui al precedente periodo possono essere rinnovati, per una durata non superiore al 31 dicembre 2019 », è sostituito dal seguente: « I contratti di collabo-razione coordinata e continuativa di cui al precedente periodo possono essere rinnovati per una durata non superiore al 31 dicembre 2020 ».
« 4-bis. Alla copertura dei maggiori oneri derivante dal comma 1-bis, valutati in 20 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto ai fini del bilancio 2020-2022 nell’ambito del pro-gramma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero »
BALDELLI, POLIDORI, GELMINI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Prevediamo la possibilità per gli Uffici speciali per la ricostruzione, di prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati o prorogati ai sensi dei commi 1 e 1-bis del suddetto art. 50-bis, almeno fino al 31 dicembre 2020. Va altresì prevista la possibilità di ulteriore rinnovo dei contratti di lavoro autonomo di collaborazione coordinata e continuativa previsti ai sensi del comma 3-bis del suddetto articolo, almeno fino al 31 dicembre 2020.
(introduzione dell’articolo 50-ter del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189)
Dopo l’articolo 50-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, è inserito il seguente: <<Articolo 50-ter (Stabilizzazione personale nei comuni completamente distrutti) – 1. Nei Comuni indicati negli allegati 1, 2 e 2-bis del presente decreto con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, in cui sia stata individuata da un’ordinanza sindacale almeno una ‘zona rossa’, tenuto conto delle oggettive ed eccezionali circostanze determinate dagli eventi sismici, al fine di dare continuità alle attività in essere per le esigenze strettamente legate alla ricostruzione, i rapporti di lavoro a tempo determinato in essere di cui all’articolo 50-bis, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa sul personale nonché alle disposizioni di cui al CCNL Funzioni Locali vigente, sono stabilizzati presso le Regioni di appartenenza e dislocati nei medesimi Comuni indicati negli allegati 1,2 e 2-bis.>>”
CALABRIA, BALDELLI, GELMINI, LABRIOLA, CORTELAZZO, BARELLI, BATTILOCCHIO, POLVERINI, POLIDORI, CASINO, GIACOMETTO, RUFFINO, MAZZETTI, MARTINO, NEVI, SPENA, MARROCCO, ROTONDI
L’introduzione del presente articolo ha lo scopo di assicurare la continuità operativa degli uffici dei piccoli Comuni completamente distrutti. In tal modo si annullano le frequenti rimodulazioni del personale precario impiegato e la continua formazione del nuovo personale. Si garantisce così una migliore e più celere gestione del complesso e burocratico processo di ricostruzione.
(disposizioni in materia di personale assunto a tempo determinato)
Al personale assunto a tempo determinato anche con contratti di collaborazione, per esigenze di ricostruzione pubblica e privata connessa agli eventi sismici iniziati a far data dal 24 agosto 2016, non si applicano le disposizioni di cui al decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, relativamente alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato”
BALDELLI, POLVERINI, CORTELAZZO, GELMINI, POLIDORI, SPENA, NEVI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Prevediamo che al personale assunto con contratti a tempo determinato per la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma, non si applichi la normativa prevista dal cosiddetto “decreto dignità” che prevede una durata massima del contratto di lavoro a termine di 12 mesi e, in alcuni casi, di 24 mesi.
(personale in servizio presso la Struttura del Commissario straordinario)
Al fine di garantire la prosecuzione delle attività di ricostruzione, il personale delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, in servizio presso la Struttura del Commissario straordinario, già collocato in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti, ai sensi dell’articolo 50 comma 3 lettera a) del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, in deroga alla normativa di settore è prorogato fino al 31 dicembre 2021.”
1-ter Ai maggiori oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1-bis, si provvede mediante riduzione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, a valere sul Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell’ambito del Programma Fondi di riserva e speciali della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per gli anni 2020 e 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero medesimo.”
“Articolo 9-bis
(Fondo per la ricostruzione di cui all’articolo 2 del decreto legge n.74 del 2012)
Al fine di permettere lo svolgimento delle procedure connesse alle attività di ricostruzione, il Fondo per la ricostruzione di cui all’art.2 del D.L. n.74/2012, convertito con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2012 n.122, è incrementato di 40 milioni di euro per l’annualità 2021. Agli oneri derivanti dal presente comma si provvede mediante riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto ai fini del bilancio 2020-2022 nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno 2020, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.”
FIORINI, BARONI Anna Lisa, VIETINA, GELMINI, CORTELAZZO, POLIDORI, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Risorse per spese di funzionamento (sisma del 2012)
Al fine di poter completare le fasi della ricostruzione e accompagnare il processo di ritorno alla normalità della aree terremotate, è necessario garantire fino al termine dello Stato di Emergenza le risorse per il funzionamento delle strutture commissariali e di quelle territoriali d’emergenza, quali, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, le spese per il personale, il funzionamento applicativi informatici specifici, i canoni di locazione delle soluzioni temporanee, la prosecuzione e l’aggiornamento delle convenzioni in essere con enti e società strumentali e gestionali (es. LISPA, ANCI Lombardia, ANCI Emilia-Romagna, INVITALIA, ERVET).
Al comma 14-bis dell’articolo 10 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, al primo periodo, le parole: «negli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020» sono sostituite dalle seguenti: «negli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021»;
All’onere di cui al comma 1, nel limite di 1,5 milioni di euro per l’annualità 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’art.3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.135.
FIORINI, BARONI Anna Lisa, GELMINI, CORTELAZZO, VIETINA, DALL’OSSO, POLIDORI, BALDELLI, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Proroga FINTECNA (sisma maggio 2012)
A garanzia della continuità delle attività per completare il processo di ricostruzione, si rende necessario assicurare e proseguire fino al termine dello stato di emergenza, anche il supporto prestato da FINTECNA.
Le risorse di personale non sono aggiuntive rispetto a quelle da utilizzare per la ricostruzione, ma sicuramente strumentali in quanto senza risorse umane che portano avanti le pratiche, i progetti, le istruttorie, i sopralluoghi, la macchina della ricostruzione si fermerebbe o rallenterebbe notevolmente allungando tempi e costi.
L’articolato proposto non comporta oneri aggiuntivi a carico dello Stato, trovando copertura nell’autorizzazione di spesa di cui all’art.3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.135.
All’articolo 18-quater, comma l, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito in legge 7 aprile 2017, n. 45, le parole <<fino al 31 dicembre 2019>> sono sostituite dalle seguenti: <<fino al 31 dicembre 2020>>.
Le disposizioni di cui all’articolo 18-quater, comma l, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito in legge 7 aprile 2017, n. 45, come modificato dal precedente comma, si applicano anche ai comuni dell’Isola di Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto 2017.
Agli oneri di cui ai commi 1 e 2, si provvede nei limiti di 30 milioni per il 2020, mediante riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto ai fini del bilancio 2020-2022 nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno 2020, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.”
Paolo RUSSO, CARFAGNA, POLIDORI, BALDELLI, GELMINI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI, SARRO, PENTANGELO, CASCIELLO, FASANO, FASCINA, FERRAIOLI, COSIMO SIBILIA
Prevediamo la proroga di un anno del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nelle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2016. Inoltre estendiamo detto credito di imposta anche per i comuni dell’Isola di Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto 2017.
(Prosecuzione Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia, modifiche all’art. 46 del decreto – legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96)
Vista l’entità dei danni subiti dall’area Appenninica del Centro Italia, all’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni:
<<3. Le esenzioni di cui al comma 2 spettano, altresì, alle imprese e ai professionisti che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della zona franca entro il 31 dicembre2029, ad eccezione delle imprese che svolgono attività appartenenti alla categoria F della codifica ATECO 2007 che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede legale o operativa nei comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229>>;
b) al comma 4, primo periodo, le parole: <<e per i tre anni successivi>> sono sostituite dalle seguenti: <<e per i 9 12 anni successivi; al secondo periodo le parole «per il 2019 e 2020>> sono sostituite dalle seguenti: <<per il periodo dal 2019 al 2024>>;
c) il comma 4 bis è sostituito con il seguente:
<<4-bis. L’Istituto Nazionale della Previdenza sociale disciplina con propri provvedimenti, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui al presente articolo che sono versati all’entrata del bilancio dello Stato>>;
d) il comma 6 è sostituito, in fine, con il seguente periodo: <<Per i periodi d’imposta dal 2019 al 2029, le agevolazioni sono concesse a valere sulle risorse di cui al periodo precedente non fruite dalle imprese beneficiarie e sulle risorse che verranno ogni anno dovranno essere previste dalla legge di Bilancio>>.”
PELLA, POLIDORI, BALDELLI, GELMINI, CORTELAZZO, CASINO, GIACOMETTO, LABRIOLA, MAZZETTI, RUFFINO, MARTINO, CALABRIA, NEVI, SPENA, POLVERINI, BARELLI, BATTILOCCHIO, MARROCCO, ROTONDI
Prosecuzione Zona Franca Urbana
Questo articolo proroga la ZFU. Al fine di trattenere l’imprenditoria locale e se possibile attrarne di nuova, in un contesto di elevatissima incertezza e difficoltà, specialmente nei comuni con danni gravi, è necessario fornire prospettive di sostegno stabili su di un arco temporale comparabile con quello della ricostruzione.
Art. 9-undetricies
Al comma 1, è aggiunto in fine il seguente periodo:
“Dell’importo di cui al comma precedente una quota pari a 21 milioni di euro deve essere destinata, con apposita ordinanza del Commissario straordinario, ai comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2 bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, con meno di 3 mila abitanti, per la realizzazione di uno o più interventi fino ad un importo massimo di 100 mila euro per ciascun comune, a condizione che i lavori abbiano inizio entro 1 anno dalla assegnazione del contributo da parte del Commissario straordinario.”
9-undetricies.501
BALDELLI, POLIDORI, CORTELAZZO, NEVI, MAZZETTI, GELMINI,
Dopo l’articolo 9-tricies, aggiungere il seguente:
Art. 9-tricies.1
(Disposizioni in materia di distribuzione di medicinali nei comuni del cratere)
Le Regioni e le Province autonome, nei territori dei comuni indicati negli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, sono tenute a distribuire attraverso la modalità di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, i medicinali ordinariamente distribuiti secondo le modalità di cui alle lettere b) e c) del suddetto articolo, secondo condizioni, modalità di remunerazione e criteri stabiliti nei vigenti accordi convenzionali locali stipulati con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle farmacie.
9-tricies.0500
MANDELLI, CORTELAZZO, POLIDORI, BALDELLI, NEVI, MAZZETTI, GELMINI,
L’emendamento è finalizzato a migliorare la distribuzione dei medicinali ai cittadini residenti nei comuni ubicati nel cratere sismico.
Come è noto, la distribuzione diretta costringe la cittadinanza a recarsi presso le strutture ospedaliere per l’accesso al farmaco, con particolari e gravi disagi, soprattutto nei centri maggiormente colpiti da disastri sismici e distanti dalle città.
In tal senso, la proposta in oggetto intende, nelle suddette circostanze, consentire una distribuzione per conto per il tramite delle farmacie aperte al pubblico, diffuse capillarmente sul territorio, dei medicinali ordinariamente distribuiti direttamente dalle strutture del SSN, secondo criteri e condizioni stabiliti nei vigenti accordi convenzionali locali stipulati con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle farmacie.
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Franco Martina, 28 novembre 2019