Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-3727/del-20-11-2019/posizione-sulla-manovra-2020-20487/
Timestamp: 2019-12-11 22:31:26+00:00
Document Index: 156479117

Matched Legal Cases: ['art.27', 'art. 22', 'art.33', 'art.45', 'art. 116', 'art. 119', 'art.13', 'art.1']

Regioni.it - n. 3727 del 20-11-2019 - Posizione sulla Manovra 2020 - Regioni.it
Il documento è stato poi trasmesso dal Presidente, Stefano Bonaccini, al Presidente della V Commissione della Camera dei Deputati, Claudio Borghi.
- Ddl bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2020e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole, condizionato all’esito della prosecuzione del confronto con il governo sugli emendamenti considerati strategici nelle aree indicate prioritarie
Punti 1 e 2) Conferenza Unificata
SITUAZIONE GRANDEZZE MACROECONOMICHE
- Gli indicatori di finanza pubblica aggiornati dalla NADEF 2019
- il PIL programmatico nel 2020 è inferiore al PIL tendenziale
- il debito cresce rispetto alle previsioni del DEF2019
- la NADEF fissa per il 2020 un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 2,2% del prodotto interno lordo (PIL), rispetto alla legislazione vigente che determinerebbe un rapporto deficit/PIL pari all’1,4%. Lo spazio di bilancio per una manovra espansiva si attesta a circa 0,8 punti percentuali di PIL (circa 14,5 miliardi di euro)
- in diminuzione nel 2020 il valore dell’occupazione
> Riguardo al debito delle amministrazioni il trend definisce una riduzione del debito per le amministrazioni locali dal 2014 al 2022 del 15% circa e un aumento di quello delle amministrazioni centrali del 20% circa
> Le risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra di bilancio per il 2020, pari a quasi 0,8 per cento del PIL, saranno assicurate dai seguenti ambiti di intervento:
- Misure di efficientamento della spesa pubblica e di revisione o soppressione di disposizioni normative vigenti in relazione alla loro efficacia o priorità, per un risparmio di oltre 0,1 punti percentuali di PIL.
- Nuove misure di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, nonché interventi per il recupero del gettito tributario anche attraverso una maggiore diffusione dell’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili, per un incremento totale del gettito pari a 0,4 per cento del PIL.
- Riduzione delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1 per cento del PIL.
- Altre misure fiscali, fra cui la proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, per oltre 0,1 punti percentuali.
L’impatto macroeconomico delle misure determina un incremento del PIL limitato allo 0,2% rispetto al tendenziale: il PIL programmatico 2020 è atteso in crescita pari allo 0,6%.
IL CONTRIBUTO RICHIESTO ALLE RSO PER IL MIGLIORAMENTO DEI SALDI DI FINANZA PUBBLICA
LE PRIORITA’ REGIONALI
Anche quest’anno, il 10 ottobre 2019, nello spirito di leale collaborazione è stato siglato un accordo in Conferenza Stato-Regioni in occasione alla stesura della legge di bilancio antecedente l’approvazione della manovra in Consiglio dei Ministri, proseguendo la buona prassi inaugurata lo scorso anno con l’accordo del 15 ottobre 2018.
L’Accordo con il Governo lo scorso anno ha permesso di:
- riqualificare la spesa corrente verso investimenti per la crescita con programmazione pluriennale 2019–2023 (copertura dei tagli alle RSO per 2,496 miliardi di euro nel 2019 ed 1,746 miliardi di euro nel 2020 attraverso lo “scambio” di una quota di avanzo di amministrazione con la possibilità di spesa per investimenti «orientando» l’avanzo delle Regioni al rilancio e all’accelerazione degli investimenti pubblici)
- salvaguardare integralmente i trasferimenti alle Regioni finalizzati al sostegno delle «Politiche sociali» e della formazione.
Le Regioni e le Province autonome auspicano la prosecuzione del confronto e la condivisione delle priorità del Paese, anche mediante un’individuazione stabile e concertativa di questo metodo di lavoro per valorizzare una leale collaborazione “forte”, tesa a garantire quella molteplicità di intessi, ricadenti sia nelle materie di competenza statale sia nelle materie di competenza regionale, sia in quelle concorrenziali ove l’intesa è il metodo prefigurato anche dalla Corte Costituzionale.
Le norme concordate nel recente accordo del 10 ottobre scorso sono state inserite:
> nel DL 124/2019 quelle riguardanti:
- il “rinvio dell’applicazione del D.lgs.68/201”1 a seguito delle prime riunioni del Tavolo definito dalla legge 145/2018;
- norme per l’attuazione dell’art.27 del DL 50/2017 in materia di TPL;
- l’aggiornamento della finalizzazione delle risorse per investimenti in coerenza con i temi definiti dalla NADEF 2019;
- la proroga dei termini per la definizione del Patto Salute 2019 – 2021(così da salvaguardare l’incremento delle risorse già previste a legislazione vigente per il fabbisogno sanitario nazionale)
> nel ddl Bilancio 2020 quelle inerenti:
- l’”attuazione delle sentenze n.247/2017 e n. 101/2018 per le RSO” (anticipo al 2020 della possibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione e il fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa);
- l’incremento delle risorse del programma pluriennale di ristrutturazione edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico.
Rimane confermata la realizzazione dell'obiettivo di finanza pubblica richiesto alle RSO dalla manovra nonostante un peggioramento degli obiettivi per lo Stato.
Le Regioni chiedono di condividere con il Governo le priorità che necessitano di una risoluzione organica nell’arco pluriennale per dare fondamento e stabilità alla crescita del Paese, nel solco della leale collaborazione che ha già sortito i primi effetti positivi, con l’auspicio che il rapporto collaborativo inaugurato con l’Esecutivo statale prosegua anche nella fase parlamentare per l’approvazione della Legge di Bilancio, anche mediante un ruolo guida del Governo nella esaltazione della totalità degli interessi statali e regionali.
In particolare le Regioni e Province autonome segnalano le seguenti priorità:
> Sanità: nuovo patto salute, FSN e investimenti
È urgente un nuovo accordo sul Patto Salute 2019–21, anche in vista della proroga al 31 dicembre 2019 (appena approvata nel DL 124/2019), che non può non essere aggiornato sulla base della proiezione pluriennale della manovra statale in quanto manca il finanziamento per l’anno 2022.
- Stabilizzare la crescita del Fondo Sanitario Nazionale in rapporto al PIL al fine di:
- garantire i rinnovi contrattuali
- applicare a pieno regime i nuovi LEA
-Ridurre i vincoli alla destinazione delle risorse
- Nuova governance delle politiche sul personale (fabbisogni formativi art. 22 Patto per la salute)
- Nuova governance delle politiche e della spesa per il farmaco
- Riformare le Agenzie Nazionali e l’Istituto Superiore di Sanità
- Sviluppare la ricerca biomedica a supporto dell’assistenza e delle politiche di investimento
- Estendere il Servizio 112 NUE a tutte le Regioni
- Soluzione a regime del tema «Emotrasfusi»
> Trasporti, mobilità e infrastrutture
Si ritiene necessaria una valutazione in ordine al Fondo Nazionale dei Trasporti che, nella attuale dotazione di poco meno di 5 mld di euro, è fortemente sottostimato, intraprendendo, un percorso che innanzitutto ampli la dotazione finanziaria e che utilizzi ai fini dei criteri di riparto virtuosità e fabbisogno standard e si proceda al più presto alla fiscalizzazione del Fondo nell’ambito delle procedure del Tavolo di cui al comma 958 della legge 145/2018 in attuazione del D.lgs. N. 68/2011
> Programmazione europea e il fondo sviluppo e coesione
Le Regioni evidenziano la necessità di porre in essere un metodo collaborativo tra Regioni e Governo con l’obiettivo di individuare le linee di azioni prioritarie e i campi d’intervento essenziali per un’efficiente accelerazione della spesa ai fini di far crescere il Paese.
A tal proposito, si rileva come nell’ultimo settennio, che ha visto una centralizzazione della spesa in capo allo Stato, non vi sia stato nessun effetto propulsivo, essendo stato speso meno del 10% della spesa programmata per il periodo 2014- 2021.
Per questo motivo, si ritiene quantomai indispensabile un ritorno al criterio metodologico che ha caratterizzato il periodo di programmazione 2007/2013, affidando alle Regioni la leva della spesa nonché il ruolo di “hub” dei fondi europei di coesione, mediante l’attivazione e la gestione degli interventi in capo alle Regioni così da velocizzarne la realizzazione.
In questo modo, si avrebbe una valorizzazione dell’adeguatezza dell’ente regionale in funzione delle proprie specificità territoriali e delle diverse caratteristiche che connotano le diverse aree del Paese.
Si ritengono necessarie ripristinare come minimo le intese con le amministrazioni interessate cancellate dall’attuale testo del DDL Bilancio art.33
> Ristrutturazione del debito
Le Regioni hanno definito apposito emendamento a riguardo nel segno dell’esperienza positiva maturata gli scorsi anni in applicazione dell’art.45 del DL 66/2014 e dei buoni esiti delle operazioni di ristrutturazione anche al fine di implementare gli investimenti attraverso l’utilizzo dei risparmi.
> Sviluppo sostenibile: infrastrutture e governo del territorio
Il ruolo programmatorio delle Regioni ha già, sortito una crescita degli investimenti strategici, riscontrabile nei dati degli investimenti diretti e indiretti:
Si sottolinea l’importanza di un vigoroso rilancio degli investimenti e dello sviluppo infrastrutturale e si chiede di affrontare, sempre nell’ottica di una leale collaborazione tra i diversi livelli di governo nonché secondo il metodo cooperativo, una definizione delle priorità del Paese nei vari settori in cui gli enti regionali agiscono direttamente nel proprio territorio, anche definendo gli specifici ambiti di azione e delle correlate linee di intervento delle politiche di investimento.
In quest’ottica, al fine del rilancio del sistema Paese, si ritiene non più rinviabile un rilancio delle opere pubbliche, accelerando la programmabilità degli investimenti e la crescita dei territori attraverso una gestione diversa rispetto a quella attuale, in cui il modello di sviluppo vede protagonista la sinergia istituzionale tra Stato, Regioni ed Enti territoriali.
È improcrastinabile:
- la pianificazione degli investimenti già programmati in materia di sicurezza, infrastrutture per il trasporto (ferroviarie, stradali, portuali, mobilità sostenibile etc.) e rinnovo parco mezzi (ferroviari, bus, navali) con attenzione alla messa in sicurezza delle Ferrovie ex-concesse.
- la pianificazione degli investimenti per il completamento del comparto infrastrutturale dei Servizi Idrici Integrati ai fini del risparmio idrico (risanamento reti di distribuzione, riuso delle acque reflue) e della tutela ambientale (collettamento acque reflue, depurazione).
- il rifinanziamento e razionalizzazione dei fondi in materia di politiche per la casa e abitative nonché il superamento delle barriere architettoniche.
Si evidenzia la necessità di una previsione organica e concertata riguardo la c.d. “legge olimpica”, finalizzata all’accelerazione delle opere infrastrutturali connesse alla realizzazione dei “Giochi Olimpici 2026 Milano - Cortina” così da contribuire anche attraverso questa leva alla crescita del Paese.
> Ambiente e green economy
- Istituzione di un fondo nazionale permanente destinato a finanziare interventi di bonifica, alimentato anche mediante il rafforzamento della persecuzione del risarcimento di danni ambientali.
- Nuova organica articolazione del riparto delle funzioni ambientali tra gli enti.
- Rifinanziamento dei fondi per le misure per il miglioramento della qualità dell’aria anche per far fronte alle infrazioni comunitarie.
> Politiche passive del lavoro e incentivi del lavoro
Con riferimento al Programma: 1.1 –Politiche passive del lavoro e incentivi all’occupazione (026.006), di cui alla Missione: 1 Politiche per il lavoro (026) contenuta nello Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022, si segnala - come peraltro riportato nella Relazione Illustrativa - una riduzione delle risorse del Fondo per il credito ordinario per l’erogazione dell’assegno straordinario per il sostegno ai lavoratori dipendenti delle aziende del credito in crisi di circa 92 milioni di euro. Inoltre, si evidenzia una significativa diminuzione delle previsioni di cassa per i trattamenti di integrazione salariale e delle indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro nonché degli oneri relativi ai trattamenti di mobilità e di disoccupazione.
Si chiede pertanto un immediato ripristino di tali risorse.
> Misure di perequazione e coesione anche riguardo all’insularità
L'adozione di congrue misure di perequazione e coesione alla luce della legislazione vigente con particolare riferimento alla legge n. 42 del 2009, della giurisprudenza costituzionale, nonché delle risoluzioni del Parlamento europeo in materia di insularità.
> Ambito Istituzionale
- le Regioni e le Province autonome chiedono un completamento dell’iter per l’autonomia differenziata ex art. 116 Cost e art. 119 della Costituzione in attuazione della legge n. 42/2009 e del D.lgs. n. 68/2011., già richiesta da parte di alcune Regioni, nell’ambito di una cornice omogenea per favorirne l’attuazione da parte di tutte le Regioni che ne facciano richiesta.
- La verifica complessiva dell’attuazione della Legge 56/2014, soprattutto in relazione alla organizzazione degli assetti territoriali, in particolar modo delle Province, delle funzioni loro conferite e delle dotazioni finanziarie a supporto e l’attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale nn. 205/2016 e 137/2018 in materia di assegnazione risorse agli enti subentranti nelle funzioni non fondamentali delle Province.
- Conclusione delle intese con tutte le Regioni speciali
- Leale collaborazione e sistema delle Conferenze: è quantomai necessario un potenziamento del sistema degli Enti territoriali e delle Regioni anche e soprattutto, attraverso la cooperazione istituzionale che sempre maggiormente incide sull’elaborazione e sull’attuazione delle politiche pubbliche mediante le funzioni affidate ai diversi livelli di governo dalla Carta costituzionale.
Pertanto, si ritiene necessario richiamare la necessità di inserire o richiamare nelle norme le intese con la Conferenza Stato – Regioni o con le amministrazioni interessate quando le materie trattate sono di competenza regionale o in materia concorrente: ad esempio (elenco non esaustivo) non sono stati inseriti i richiami o sono stati cancellati dall’attuale testo del DDL Bilancio negli artt.7, 8, 33, 34.
- Politiche fiscali nazionali: si ricorda la necessità di applicare la compensazione tramite modifica di aliquota o attribuzione di altri tributi, in linea con l’articolo 2, comma 1, lett. t), della legge 5 maggio 2009, n. 42 e dell’articolo 11 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 ai fini della salvaguardia degli equilibri dei bilanci regionali.
- Rinnovo dei contratti pubblici: la norma (art.13) incrementa le risorse per il rinnovo del contratto per il personale statale dell’1,3% per il 2019, dell’1,9% per il 2020 e del 3,5% a decorrere dal 2021. Ai sensi del comma 438, dell’art.1 della legge 145/2018 gli incrementi contrattuali per il settore non statale, da definirsi con i medesimi criteri applicati al settore statale, determinano a carico dei bilanci degli enti interessati oneri stimabili in 940 ml per il 2019, 1.340 ml per il 2020 e 2.530 ml a decorrere dal 2021. Gli incrementi si applicano anche al personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale per il cui Fondo non è prevista la proiezione pluriennale al 2022.
Si ravvisano pertanto criticità per l’assenza di ulteriori risorse soprattutto nel settore sanitario per far fronte al rinnovo del contratto.
Documento integrale della Conferenza delle Regioni del 15 novembre 2019: Posizione in merito alla Manovra 2020