Source: http://www.qfantincendio.it/2018/12/10/formazione-e-lavori-in-quota/
Timestamp: 2019-12-09 17:45:03+00:00
Document Index: 44297248

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 77', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 107', 'art. 116', 'art. 77', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 111', 'art 77', 'art. 77']

Home D.Lgs. 81-2008 Formazione e lavori in quota
Il D.Lgs. n. 81/2008 definisce lavoro in quota l”attività lavorativa che espone il lavoratore a rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a piano stabile” .
L’art. 116 D.Lgs. n. 81/2008 fa riferimento a quegli operatori che obbligatoriamente devono “accedere” ai luoghi di lavoro o “stazionare” sul luogo di lavoro servendosi di DPI di III cat., ad esempio:
la discesa lungo in pilone di una sopraelevata mediante imbracatura tipo “rocciatore”;
la salita ad un pianerottolo che può avvenire solo con imbracatura.
I lavoratori edili che lavorano in quota con rischio di caduta dall’alto devono essere sempre formati e addestrati al corretto utilizzo dei dpi anticaduta (terza categoria), quindi si applica D.Lgs. n. 81/2008 art. 77 comma 4, lettera h) e comma 5.
Se gli stessi lavoratori devono affidarsi alla sospensione su fune di lavoro per lavorare allora è obbligatoria la formazione ai sensi dell’art. 116 e allegato XXI D.Lgs. n. 81/2008.
L’uso della piattaforma autosollevante non rientra nel campo di applicazione dell’art. 116 e, di conseguenza, dell’all. XXI.
L’operatore si serve della piattaforma per raggiungere il luogo di lavoro e non dell’imbracatura (o sistema di funi), che però è comunque obbligatorio indossarla e vincolarla alla piattaforma stessa.
In sostanza in questo caso l’elemento fondamentale è la piattaforma e non l’imbracatura.
L’art. 107 D.Lgs. n. 81/2008 prevede che le disposizioni del capo II sui lavori in quota si applicano a qualunque “attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile”.
La piattaforma è un piano stabile se è ferma, mentre se si muove (si alza, si abbassa, si sposta lateralmente…) no.
Inoltre i lavori su piattaforma sono sicuri solo se avvengono all’interno della piattaforma (ad es. l’operaio comunale che sostituisce la lampada di un lampione ricurvo), mentre molto spesso ciò non avviene (operatore che si sporge per una lavorazione, che utilizza indebitamente la piattaforma per accedere al tetto o ad altro piano in quota).
Per questo motivo è obbligatorio che l’operatore indossi cintura con bretelle collegate con fune di trattenuta a parti stabili dell’opera provvisionale.
Se ne deduce quindi che in questi casi la formazione può essere erogata anche senza rispettare gli obblighi previsti dall’art. 116 e dall’allegato XXI, ossia:
senza l’obbligo di ricorrere ai soggetti formatori accreditati come al punto 1 dell’allegato XXI;
rispetto del punto 2 dell’allegato;
rispetto, per quanto possibile, del punto 3 dell’allegato ben sapendo che non ci sono particolari vincoli.
Per tutti i lavori in quota in cui l’imbracatura e il cordino sono sistemi di sicurezza e non di accesso e posizionamento, al lavoratore deve essere fornita informazione, formazione ed addestramento su rischi, utilizzo DPI III categoria, procedure di lavoro, ecc.
ai sensi dell’art. 77 comma 5. Tutto questo può essere erogato dal datore di lavoro se può dimostrare competenza ed esperienza (cfr. art. 37 D.Lgs. n. 81/2008 comma 5: “L’addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro”), altrimenti il datore di lavoro affida il compito formativo a persone o enti competenti.
Nel fare informazione teorica, addestramento pratico e verifiche di apprendimento è consigliabile non superare i 15 lavoratori (massimo. 20 se non è previsto addestramento), rispetto delle assenze (che non dovrebbe superare il 10% delle ore previste, 20% se non è previsto addestramento), tenuta del registro delle presenze e presentazione del programma formativo con metodologia didattica.
La formazione e l’addestramento all’uso di altre attrezzature e DPI di terza categoria, avviene nell’ambito dell’art. 37, in relazione della valutazione dei rischi specifica, di cui all’art. 111 D.Lgs. n. 81/2008.
Nulla vieta, comunque, che nel programma formativo possano essere inseriti ed esplicitati i contenuti ex All. XXI che possono riguardare, ad esempio:
l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, loro caratteristiche tecniche, manutenzione, durata e conservazione;
gli elementi di primo soccorso;
i rischi oggettivi e le misure di prevenzione e protezione;
le procedure di salvataggio;
Per quel che riguarda la formazione all’uso dei DPI di 3° categoria, il datore di lavoro ai sensi dell’art 77 c. 4 lett h) “assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.”
per lo spazzacamino, il lattoniere, l’antennista e così via: formazione e addestramento per DPI Terza Categoria secondo l’art. 77 D.Lgs. n. 81/2008;
per il montatore di ponteggi (Preposto o Addetto): solo formazione in base all’allegato XXI della durata di 28 ore che già ingloba formazione e addestramento DPI Anticaduta;
per lavoratore su fune (Addetto): formazione in base all’allegato XXI della durata di 32 ore, che già include formazione e addestramento DPI Anticaduta;
per il preposto lavoro su fune: formazione in base all’allegato XXI della durata di 32 ore che già include la formazione e addestramento DPI Anticaduta, più (ad esempio) 8 ore di formazione formazione preposti, per un totale di 40 ore complessive.
Fonte: https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/dpi-C-55/formazione-lavori-in-quota-AR-11275/
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