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Timestamp: 2018-06-19 11:18:15+00:00
Document Index: 118437443

Matched Legal Cases: ['art.2423', 'art.2423', 'art.2428', 'art.2429', 'art.2429', 'art. 2424', 'art.2435']

Il bilancio delle imprese è un documento contabile che descrive la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell esercizio. - PDF
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1 IL BILANCIO DELLE IMPRESE Le imprese sono aziende che hanno come fine il profitto. Il bilancio delle imprese è un documento contabile che descrive la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell esercizio. Le norme relative alla redazione del bilancio delle imprese sono contenute nel codice civile. L art de c.c. afferma che l imprenditore che esercita attività commerciale deve tenere il libro giornale, e il libro degli inventari. L art afferma che l inventario si chiude con il bilancio. Le imprese che svolgono quindi attività commerciali (vengono escluse le attività agricole e quelle connesse a quelle agricole) devono redigere il libro giornale, il libro degli inventari e il bilancio. Nel redigere il bilancio esse devono seguire i principi e i criteri di valutazione previsti per le società di capitali. Questi principi sono contenuti nell art.2423 e 2423 bis. Nell art è contenuto il principio generale che afferma che il bilancio deve essere redatto in modo chiaro, corretto e veritiero, dove per chiarezza si intende che il bilancio deve essere comprensibile mentre veritiero vuol dire che il bilancio deve avvicinarsi il più possibile all effettiva, reale situazione dell azienda. Si parla di veritiero e non di vero in quanto esistono delle voci contabili inserite in bilancio, come ad esempio le rimanenze, che sono soggette a stime e quindi il loro valore dipende dalle scelte dell azienda su quale criterio di valutazione adottare (es. LIFO O FIFO o costo medio ponderato). Ciò che è importante è che il criterio adottato sia il più possibile vicino all effettiva situazione dell azienda. Nell art bis sono contenuti gli altri principi. Tra i più importanti ricordiamo il principio della competenza e quello della prudenza. Il principio della competenza afferma che le imprese devono registrare in bilancio tutti i costi e ricavi che riguardano l esercizio, indipendentemente da quando saranno liquidati. Facciamo un esempio: se l azienda il 1/2/2010 stipula un contratto di affitto che prevede il pagamento annuo posticipato cioè 1/2/2011 di 12000, l affitto dei mesi relativi al 2010 cioè da marzo a dicembre compreso (10 mesi) pari a 10000, deve essere registrato nel bilancio del 2010 anche se verrà pagato l anno successivo. Il principio della competenza è ciò che causa i ratei e risconti. Il principio della prudenza afferma che l azienda dovrebbe inserire in bilancio solo gli utili certi e non quelli sperati. Questo comporta che l azienda prudente inserisca nel bilancio anche i costi incerti o probabili. Il fondo rischi e oneri esiste proprio per questo principio. Nel fondo infatti sono accantonati quei costi che l azienda prevede potrebbero verificarsi nel corso dell anno legati ad eventi imprevisti non coperti da assicurazione (es. ammanco di cassa). Il principio della prudenza 1
2 afferma inoltre che le aziende devono registrare i ricavi solo se certi stando quindi attenta a valutare quei ricavi non certi (ad esempio le rimanenze di merci). Tutte le imprese che svolgono attività commerciale devono redigere il bilancio. Vi è però una importante differenza tra imprese individuali e società di persone da un lato, e società di capitali dall altro. Infatti le imprese individuali e le società devono redigere il bilancio ma la legge non prevede alcuno schema particolare. Per queste imprese si applica infatti solo l art del codice civile che afferma che le imprese devono redigere il bilancio, non specificando niente altro. Il bilancio può quindi essere redatto nella forma scelta dall azienda (forma libera) e si compone di due prospetti: 1. Stato patrimoniale 2. Conto economico. La legge non prevede inoltre alcun obbligo di pubblicità del bilancio. Per le società di capitali il discorso è diverso in quanto la redazione del bilancio viene regolata da diversi articoli contenuti nel codice civile. In particolare l art.2423 del c.c. afferma che gli amministratori devono redigere il bilancio d esercizio costituito da: 1. Stato patrimoniale 2. Conto economico 3. Nota integrativa Il bilancio deve essere accompagnato da una relazione sulla gestione che descrive l andamento della società (art.2428 c.c.) e da una relazione dei sindaci o revisori dei conti il cui scopo è di controllare e vigili lare sull operato degli amministratori e sulla conformità del bilancio alle leggi. (art.2429 c.c.). Il bilancio deve quindi essere approvato dall assemblea dei soci (art.2429 c.c.). La struttura del bilancio non è libera ma obbligatoria in quanto tutti e tre i prospetti (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa) devono seguire lo schema previsto dal codice civile (art. 2424, 2425 e 2427). Infine, le società di capitali hanno l obbligo di rendere pubblico il bilancio. Ciò si attua depositando il bilancio, entro 30 giorni dalla sua approvazione, presso il registro delle imprese che si trova presso la Camera di Commercio (art c.c.). Chiunque quindi desideri conoscere il bilancio di una società di capitali può chiedere alla camera di commercio una copia. Il codice civile prevede per le piccole società di capitali la possibilità di redigere un bilancio in forma semplificata (o forma abbreviata) (art.2435 bis c.c.). 2
3 N.B. 1 Il motivo per cui la legge prevede un diverso trattamento per le società di capitali, rispetto alle imprese individuali e alle società di persone, è da ricercare nella responsabilità limitata di cui godono le società di capitali. I creditori delle società di capitali hanno bisogno di conoscere l andamento economico della società, la sua capacità di produrre utili e la sua solidità patrimoniale, perché è da questi elementi che dipende la capacità dell azienda di far fronte ai propri debiti. Proprio per questo motivo la legge prevede che il bilancio sia redatto in una determinata forma, comune a tutte le società di capitali, e l obbligo della pubblicità; questo obbligo permette ai creditori di potere, in qualsiasi momento, conoscere il bilancio della società e quindi sua la situazione economica e patrimoniale. Al contrario, nelle imprese individuali e nelle società di persone la responsabilità illimitata dell imprenditore e dei soci, permette al creditore, se l azienda non fosse in grado di far fronte ai debiti, di rivalersi sul patrimonio personale dell imprenditore e dei soci. Ciò tutela i creditori i quali non dovrebbero avere bisogno di conoscere il bilancio. Ecco perché la legge non prevede l obbligo di rendere pubblico il bilancio. N.B. 2 Nelle realtà le banche e in generale i finanziatori, chiedono anche alle imprese individuali e alle società di persone di redigere il bilancio secondo una specifica forma che è quella prevista dalla legge per le piccole società di capitali. Un ulteriore stimolo ad adottare questo schema abbreviato è dato dall imposta regionale sull attività produttiva (IRAP), il cui calcolo richiede la classificazione dei costi e dei ricavi prevista per il conto economico a scalare. Di conseguenza, si consiglia anche alle imprese individuali e alle società di persone di redigere il bilancio seguendo le norme previste per le piccole società di capitali. In sintesi Tutte le imprese commerciali devono redigere il bilancio Esistono delle differenze in base alla forma giuridica In particolare IMPRESE INDIVIDUALI E SOCIETA DI CAPITALE SOCIETA DI PERSONE 1)Il bilancio si compone di soli 2 documenti: 1) Il bilancio si compone di 3 documenti: STATO PATRIMONIALE STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO CONTO ECONOMICO NOTA INTEGRATIVA 3
4 2)La forma è libera 2)La forma è obbligatoria 3)Non c è l obbligo della pubblicità di bilancio 3)C è l obbligo della pubblicità di bilancio IL BILANCIO DELLE SOCIETA DI CAPITALI LO STATO PATRIMONIALE Lo Stato patrimoniale descrive il patrimonio cioè la ricchezza dell azienda (beni, denaro, crediti e debiti). Il patrimonio dell azienda è composto dalle attività, che rappresentano gli elementi positivi del patrimonio, e dalle passività, che rappresentano gli elementi negativi del patrimonio. Nello Stato Patrimoniale viene riportato anche il patrimonio netto che rappresenta la ricchezza effettiva dell azienda e si ottiene come differenza tra le attività e le passività. Lo schema dello Stato Patrimoniale delle società di capitali è contenuto nell art del c.c. Esso è a sezioni contrapposte cioè in una colonna vanno inserite le attività mentre in un altra colonna le passività. Le voci contabili devono essere raggruppate in: macroclassi che vengono indicate con le lettere maiuscole classi che vengono indicate con i numeri romani voci contabili che vengono indicate con i numeri arabi sottovoci contabili che vengono indicate con lettere minuscole ad esempio i terreni devono essere inseriti: B)IMMOBILIZZAZIONI (macrovoce) II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI (classi) 1)TERRENI E FABBRICATI (voce contabile) Per le piccole società di capitali è possibile una forma abbreviata (art bis c.c.) che prevede solo l indicazione delle macroclassi e delle classi. Ad esempio i terreni sono inseriti: B)IMMOBILIZZAZIONI (macrovoce) II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI (classi) 4
5 STATO PATRIMONIALE IN FORMA ABBREVIATA ATTIVITA n n-1 PASSIVITA n n-1 A)CREDITI V/SOCI B)IMMOBILIZZAZIONI I IMMOB. IMMATERIALI - FONDO AMMORTAMENTO IMMOB. IMMATERIALI II IMMOB. MATERIALI FONDO AMMORTAMENTO IMMOB. MATERIALI III IMMOB. FINANZIARIE Totale B C)ATTIVO CIRCOLANTE I RIMANENZE II CREDITI FONDO SVALUTAZIONE CREDITI E RISCHI SU CREDITI IIIATTIVITA FINANZIARIE IV DISPONIBILITA LIQUIDE Totale c D)RATEI E RISCONTI ATTIVI TOTALE ATTIVITA A)PATRIMONIO NETTO I CAPITALE SOCIALE II RISERVE III UTILE/PERDITA D ESERCIZIO Totale A B)FONDI RISCHI E ONERI C)DEBITI PER TFR D)DEBITI I DEBITI A BREVE II DEBITI A MEDIO/LUNGO Totale D E)RATEI E RISCONTI PASSIVI TOTALE PASSIVITA (A+B+C+D+E) Le regole 1. Nello Stato patrimoniale così come nel conto economico devono essere indicate i valori sia dell esercizio corrente (n) che dell esercizio precedente (n-1). 2. Il fondo ammortamento deve essere inserito con il metodo ad imputazione diretta cioè nelle immobilizzazioni con il segno meno. 3. Il fondo svalutazione crediti e rischi su crediti deve essere inserito con il metodo ad imputazione diretta cioè nei crediti con il segno meno. 4. Quando si inseriscono i crediti e i debiti è necessario separare quelli che scadono entro l anno da quelli che scadono nell anno successivo. 5
6 Le attività: ESAME DELLE VOCI DEL PATRIMONIO A) CREDITI V/SOCI : sono crediti che la società ha con i propri soci per le quote sottoscritte e non ancora versate (es. un socio sottoscrive ovvero si impegna ad apportare euro nel momento della costituzione della società. Finché non avrà effettivamente versato il conferimento, la società vanta un credito nei suoi confronti di 10000). B) IMMOBILIZZAZIONI: rappresentano con l attivo circolante le due macrovoci più importanti dell attivo. Le immobilizzazioni comprendono tutte quelle attività che rimangono in azienda nel medio/lungo termine (più di un anno). Si tratta inoltre di attività che impiegano tempo prima di trasformarsi in moneta. Le immobilizzazioni si distinguono in: I Immobilizzazioni immateriali: sono i beni strumentali o beni a a ripetuto ciclo di utilizzo che non hanno una consistenza materiali come i brevetti, il marchio, i software, l avviamento, le licenze. II immobilizzazioni materiali: sono i beni strumentali o beni a ripetuto ciclo di utilizzo con una consistenza materiale, rappresentati dai fabbricati e dai terreni, dall arredamento, dalle macchine d ufficio, dagli impianti e macchinari, dagli automezzi. Immobilizzazioni finanziare: sono tutte quelle attività finanziarie che rimangono in azienda per più di un anno. Esse sono rappresentate dai crediti a medio/lungo termine e dalle partecipazioni. in altre aziende. L azienda infatti, quando vuole controllore un altra azienda (normalmente una società) acquista consistenti quote sociali. L acquisto non è però speculativo nel senso che l azienda non desidera rivendere le quote di partecipazione per guadagnare (come si quando si acquistano azioni sperando che il loro valore aumenti in futuro) ma per controllare la società. E ad esempio il caso di un tour operator che diventa socio di maggioranza di una società che possiede alberghi, con lo scopo di poter avere dei vantaggi sui prezzi. NB1: Ammortamento e Fondo ammortamento: AMMORTAMENTO=I beni strumentali sono beni che rimangono in azienda per diversi anni. Per questo motivo il costo che l azienda sostiene quando acquisisce un bene strumentale, chiamato costo storico, è un costo pluriennale in quanto coinvolge più anni. Ciò spiega perché l azienda non registra il costo per intero in un unico esercizio ma ripartisce il costo negli anni che intende utilizzare il bene strumentale. Ad esempio l azienda ha acquistato un automezzo del valore di euro e intendo utilizzarlo per 5 anni; non registro come costo il prezzo pagato di euro 6
7 ma ripartisco il prezzo nei 5 anni. Ogni hanno, alla fine dell esercizio, l azienda registra 10000/5=2000. Questa quota del costo storico è chiamata ammortamento. L ammortamento rappresenta la quota del costo del bene strumentale inserita nell esercizio. L ammortamento dipende dagli anni in cui il bene è in grado di essere utile ovvero di produrre ricavi in azienda cioè dalla durata economica che a sua volta dipende dall uso e dall obsolescenza. FONDO AMMORTAMENTO= Il valore originale del bene strumentale chiamato costo storico viene inserito nelle attività. Ma con il passare del tempo, a causa dell uso e dell obsolescenza, il bene strumentale perde valore. Il fondo ammortamento è una passività che misura la riduzione del valore nel tempo a causa dell uso e dell obsolescenza. Es. Automezzo prezzo di acquisto (costo storico)=10000 Durata 5 anni Al termine del primo anno l automezzo non varrà più Se il suo valore fosse 8000, significa che vi è stata una riduzione di Questi 2000 sono il fondo ammortamento. Il valore contabile misura il valore del bene strumentale nel corso del tempo ed è pari a: VALORE CONTABILE= COSTO STORICO-F.DO AMMORTAMENTO Il f.do ammortamento viene inserito nello stato patrimoniale: 1) nelle passività (metodo ad imputazione indiretta) o 2) Nelle attività con il segno meno (metodo a imputazione diretta). PIANO DI AMMORTAMENTO DELL AUTOMEZZO: durata economica Costo storico ammortamento f.do ammortamento Valore contabile Costo storico-f.do amm. 31/12/ /12/ /12/ /12/ /12/ NB.2 Vi sono diverse voci contabili legate ai beni strumentali: 1. COSTO STORICO= valore originale del bene strumentale che si inserisce nelle attività 2. F.DO Ammortamento= misura la riduzione del valore del bene strumentale nel tempo a causa dell uso e dell obsolescenza. E una passività. 3. VALORE CONTABILE=valore corrente del bene strumentale che risulta dal bilancio. Si ottiene: costo storico-f.do ammortamento. 7
8 4. AMMORTAMENTO= quota del costo del bene strumentale inserita nell esercizio. E un costo. 5. PLUSVALENZE= Sono RICAVI generati dalla vendita di un bene strumentale e si verificano quando il prezzo di vendita è superiore al valore contabile del bene (costo storicof.do ammortamento). Es.: Vendo un automezzo acquistato a euro e il cui F. do ammortamento è 6000 euro (valore contabile=4000 euro), al prezzo di 5000 euro. Ho una plusvalenza di 1000 euro. 6. MINUSVALENZE= Sono COSTI generati dalla vendita di un bene strumentale e si verificano quando il prezzo di vendita è inferiore al valore contabile del bene (costo storico-f.do ammortamento). Es.: Vendo un automezzo acquistato a euro e il cui F. do ammortamento è 6000 euro (valore contabile=4000 euro), al prezzo di 2000 euro. Ho una minusvalenza di 2000 euro. Le plusvalenze e le minusvalenze possono essere ordinarie o straordinarie. Sono ordinarie quando vendo il bene perché vecchio o obsoleto. Sono straordinarie quando la vendita è dovuta ad un evento straordinario come la riconversione dell azienda (produco un altro bene), l ampliamento e la ristrutturazione. C) ATTIVO CIRCOLANTE: è costituito da quelle attività che l azienda possiede nel breve periodo (meno di un anno). Si tratta di attività che sono già moneta o facilmente trasformabili in moneta. L attivo circolante si distingue in: I Rimanenze di merci: sono le scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti che rimangono in magazzino alla fine dell esercizio II Crediti: sono i crediti a breve cioè che hanno una durata inferiore all anno come i crediti commerciali (crediti v/clienti e cambiali attive) e i crediti v/l erario (es. iva a credito), i crediti v/ istituti previdenziali. III attività finanziarie: azioni e titoli detenuti dall azienda per scopi speculativi e che quindi rimarranno in azienda per meno di un anno.. IV Disponibilità liquide: è la liquidità costituita dalla cassa, dalla banca c/c e dai depositi postali in c/c. NB: Il fondo svalutazione crediti e il fondo rischi su crediti Sono due passività legate ai crediti a breve e in particolare ai crediti commerciali (crediti v/clienti e le cambiali attive). In particolare: 8
9 1. Il fondo svalutazione crediti è un fondo in cui vengono accantonati i crediti commerciali che alla fine dell anno sono ancora insoluti. Si tratta di crediti insoluti di cui l imprenditore non conosce l esito futuro, ovvero non sa se il credito andrà o non andrà a buon fine. Se infatti è sicuro che il credito non verrà più pagato, il credito deve essere girato in perdite su crediti. Es: nelle attività l azienda presenta euro di crediti commerciali. Nei euro sono però inclusi i crediti di un cliente per euro, che sono rimasti insoluti. Attività passività Crediti euro F.do svalutazione euro commerciali crediti Il f.do svalutazione crediti segnala quindi che, dei euro di credito commerciale, euro sono insoluti e potrebbero quindi non essere pagati. Il f.do svalutazione crediti viene inserito nello Stato patrimoniale seguendo 2 possibili metodi: Metodo ad imputazione indiretta quando il fondo viene inserito nelle passività Metodo ad imputazione diretta quando il fondo viene inserito nelle attività con il segno meno. Il f.do svalutazione crediti è un fondo specifico in quanto vengono accantonati i crediti che i clienti non hanno ancora pagato. 2. Il f.do rischi su crediti è invece un f.do generico: l imprenditore, sulla basa della propria esperienza, ritiene che una percentuale dei crediti commerciali rimarrà insoluta e quindi l accantona al f.do rischi su crediti. Esiste per il principio della prudenza. Es. L imprenditore ritiene che, dei restanti crediti commerciali ( euro euro), il 5% (75000 eurox5/100=3750 euro) rimarrà insoluto e quindi accantona la somma nel f.do rischi su crediti. Attività Crediti commerciali passività euro F.do rischi su crediti 3750 euro Come per il f.do svalutazione crediti, anche il f.do rischi su crediti viene inserito nello Stato patrimoniale seguendo 2 possibili metodi a imputazione diretta e indiretta. D) RATEI E RISCONTI ATTIVI: i ratei e risconti sono voci contabili che esistono per il principio della competenza. 9
10 I ratei attivi sono quote di ricavi di competenza dell esercizio che saranno liquidate nell esercizio successivo; ad esempio l azienda concede in affitto un capannone in data 1/3/2010. Il contratto di affitto prevede il pagamento di un affitto annuo posticipato di in data 1/3/2011. Anche se l azienda percepirà i l anno successivo, deve per il principio della competenza, registrare nel 2010 gli affitti attivi relativi ai mesi del 2010 (da aprile a dicembre compreso). Si tratta di 9 mesi e quindi di 9000 che verranno registrati come ratei attivi. I risconti sono l esatto contrario dei ratei. Nel caso dei ratei infatti si posticipa il pagamento, mentre per i risconti si anticipa il pagamento. I risconti attivi quindi sono quote di costi liquidate nell esercizio ma di competenza dell esercizio successivo. Le passività A) PATRIMONIO NETTO Il patrimonio netto di un azienda è la differenza tra il totale delle attività e delle effettive passività (nel prospetto dello stato patrimoniale le passività sono ottenute sommando le macrovoci B+C+D+E). Esso rappresenta l effettiva ricchezza dell azienda. E importante che il patrimonio netto sia positivo ovvero che le attività siano maggiori delle passività (rappresentate principalmente dai debiti). In caso contrario infatti l azienda ha più debiti che attività: ciò significa che, anche se vendesse tutte le sue attività (fabbricati, terreni, arredamento, cassa, banca, rimanenze di merci, etc.) non sarebbe in grado di pagare i creditori. Il patrimonio dell azienda non è cioè in grado di soddisfare per intero i creditori. L azienda quindi è l insolvente e rischia il fallimento. Si definisce equilibrio patrimoniale il caso in cui il totale delle attività è maggiore delle passività ovvero il patrimonio netto è positivo. Nel caso contrario l azienda è in squilibrio patrimoniale (caso Parmalat e Alitalia). Il patrimonio netto si compone di diverse parti che cambiano a seconda della forma giuridica dell azienda. In particolare: Imprese individuali: Nelle imprese individuali il patrimonio netto è costituito da due voci contabili: Patrimonio netto=capitale proprio+ utile d esercizio o Patrimonio netto= capitale proprio-perdita d esercizio. 10
11 Dove: il Capitale proprio= capitale di costituzione (gli apporti in denaro o in beni iniziali dell imprenditore)+utili degli esercizi precedenti -perdite degli esercizi precedenti. Il capitale proprio cioè non è altro che il patrimonio netto all inizio dell anno. Si noti come il profitto influenza il patrimonio netto. Infatti l utile quindi il patrimonio netto mentre le perdite lo riducono (si dice che erodono il patrimonio dell azienda). Il capitale proprio a sua volta è pari a: Società di persone e società di capitali Nelle società di persone e nelle società di capitali il patrimonio netto si compone di 3 voci contabili: Patrimonio netto=capitale sociale+riserve+utile d esercizio o Patrimonio netto=capitale sociale+riserve-perdita d esercizio Dove: Il capitale sociale è costituito dagli apporti in denaro o in beni dei soci. Ad esempio, se al momento della costituzione della società composta da due soci, ciascun socio apporta euro, il capitale sociale è pari a euro. Le riserve sono costituite da quella parte degli utili degli anni precedenti che non sono stati distribuiti ai soci. Il loro scopo è quello di permettere alla società di autofinanziarsi (ad esempio devo acquistare un fabbricato il cui prezzo è di euro e, anziché indebitarmi, utilizzo la parte degli utili accantonati a riserva) o per far fronte alle perdite senza intaccare il capitale sociale. Le riserve possono essere obbligatorie quando previste dalla legge o dallo statuto o volontarie. Nelle società di persone la legge non prevede riserve obbligatorie chiamate riserve legali. La società può però decidere nello statuto di accantonare ogni anno una parte dell utile dell esercizio (es. il 10% dell utile annuo) nella riserva chiamata riserva statutaria. Nelle società di capitali invece la legge (il codice civile) prevede che ogni anno l azienda accantoni il 5% dell utile d esercizio nella riserva legale, e ciò fino a quando, l ammontare della riserva ha raggiunto il 20% del capitale sociale. B)FONDI RISCHI E ONERI: Sono accantonamenti effettuati dall azienda per tutelarsi da spese future impreviste. Ad esempio si accantonano al f.do 5000 euro in quanto l assicurazione non copre dal rischio di incendio del magazzino. Se si verificasse l incendio, l azienda potrà utilizzare i soldi nel f.do per coprire i danni. Nel caso in cui non ho c è il fondo, l evento futuro genera un costo 11
12 chiamato sopravvenienza passiva. Il fondo rischi e oneri esiste per il principio della prudenza in base al quale l azienda deve inserire in bilancio anche i costi che si potrebbero verificare nel corso dell anno. C) DEBITI PER TFR: il trattamento di fine rapporto o liquidazione è la somma di denaro che l azienda deve al dipendente quando, per qualsiasi motivo, lascia l azienda. L importo del TFR dipende dagli anni lavorativi e dalla retribuzione. Di fatto, finché la somma non viene liquidata al dipendente, il TFR rappresenta un debito (a m/l termine) che l azienda ha con i dipendenti. Il TFR dipende dalla lunghezza del periodo lavorativo e dalla retribuzione lorda (salari e stipendi) percepita dal lavoratore. Alla fine di ogni anno, l azienda aggiunge una somma di denaro nel TFR; questa somma è chiamata quota TFR ed è pari a circa al salario/stipendio mensile. Il TFR è stato modificato con la riforma delle pensioni del La riforma la riforma prevede lo sviluppo di pensioni integrative a quelle pubbliche. Un ruolo importante per lo sviluppo delle pensioni integrative è il TFR: se il lavoratore non dichiara per iscritto di volere mantenere il trattamento di fine rapporto, l azienda deve destinare il TFR a fondi pensione integrativi. D) DEBITI: rappresentano le principali passività principali e vanno inseriti in bilancio distinguendo: I debiti a breve termine: debiti che dovranno essere restituiti nel breve termine (meno di 1 anno). Tra i principali, ricordiamo i debiti commerciali (debiti v/fornitori) i debiti v/l erario (es. iva a debito) e i debiti v/istituti previdenziali. II debiti a medio/lungo termine: debiti che dovranno essere restituiti nel medio/lungo termine (mutui passivi). E)RATEI E RISCONTI PASSIVI: i ratei passivi sono quote di costi di competenza dell esercizio che saranno liquidate nell esercizio successivo. I risconti passivi sono quote di ricavi liquidate nell esercizio ma di competenza dell esercizio successivo. 12
13 IL BILANCIO DELLE SOCIETA DI CAPITALI IL CONTO ECONOMICO Il conto economico descrive la situazione economica o il reddito dell azienda. Il reddito dell azienda è composto dai RICAVI, che rappresentano le entrate, e dai COSTI, che rappresentano le uscite dell impresa. Nel conto economico viene riportato anche il profitto (lucro, guadagno, risultato economico) che si calcola come differenza tra i ricavi e i costi. Il profitto si chiama utile, se i ricavi superano i costi; perdita nel caso contrario. Lo schema del conto economico delle società di capitali è contenuto nell art del c.c. Esso è a scalare ovvero in una unica colonna sono riportati tutti i ricavi e tutti i costi la cui differenza permette di determinare al termine della colonna l utile/perdita d esercizio. Le voci contabili devono essere raggruppate in: Macroclassi che vengono indicate con le lettere maiuscole Classi che vengono indicate con i numeri arabi Voci contabili indicate con le lettere minuscole. Ad esempio i salari e gli stipendi devono essere inseriti: B)Costi della produzione 9)Costi per il personale a)salari e stipendi Per le piccole società di capitali è possibile una forma abbreviata (art bis c.c.) che prevede solo l indicazione delle macroclassi e delle classi. Ad esempio i salari e gli stipendi sono inseriti: B)Costi della produzione 9)Costi per il personale Le macroclassi rappresentano le diverse gestioni. Di conseguenza, i ricavi e i costi devono essere inseriti raggruppandoli in base alla gestione che li ha causati. In particolare: A) VALORE DELLA PRODUZIONE B) COSTI DELLA PRODUZIONE C)PROVENTI E ONERI FINANZIARI D)RETTIFICHE DI VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE Gestione tipica o caratteristica: insieme di operazioni inerenti all attività principale dell azienda (oggetto sociale) Gestione finanziaria: insieme di operazioni che riguardano le decisioni su come investire il capitale finanziario e su come indebitarsi. E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI Gestione straordinaria:insieme di operazione legate ad eventi di natura eccezionale e spesso imprevedibile. IMPOSTE UTILE/PERDITA D?ESERCIZIO Gestione fiscale 13
14 IL CONTO ECONOMICO IN FORMA ABBREVIATA A) VALORE DELLA PRODUZIONE 1) RICAVI DELLE VENDITE 2)VARIAZIONE DELLE RIMANENZE DI PRODOTTI FINITI 5)ALTRI RICAVI (es. provvigioni, fitti attivi, plusvalenze ordinarie) TOTALE A n n-1 B)COSTI DELLA PRODUZIONE 6)ACQUISTI DI MATERIE PRIME E SEMILAVORATI 7)COSTI PER I SERVIZI (es. pubblicità, bollette, consulenze, costi di trasporto, ecc.) 8)COSTI PER IL GODIMENTO DI BENI DI TERZI (fitti passivi e canoni di leasing) 9)COSTO DEL LAVORO (salari e stipendi+quota tfr+oneri sociali+altri costi) 10)AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI (es. svalutazione crediti) 11)VARIAZIONI DELLE RIMANENZE DI MATERIE PRIME E SEMILAVORATI 12)ACCANTONAMENTI AL F.DO RISCHI 13)ALTRI ACCANTONAMENTI 14)ONERI DIVERSI DI GESTIONE (es. minusvalenze ordinarie) TOTALE B REDDITO OPERATIVO (A-B) (REDDITO GESTIONE CARATTERISTICA) C)PROVENTI E ONERI FINANZIARI 15)DIVIDENDI 16)INTERESSI ATTIVI 17)INTERESSI PASSIVI TOTALE C (REDDITO GESTIONE FINANZIARIA= ) D)RETTIFICHE DEL VALORE ATTIVITA FINANZIARIE E)PROVENTI E ONERI STRAORDINARI 20)PLUSVALENZE STRAORDINARIE E SOPRAVVENIENZE ATTIVE 21)MINUSVALENZE STRAORDINARIE E SOPRAVVENIENZE PASSIVE TOTALE E (REDDITO DELLA GESTIONE STRAODINARIA=20-21) RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+C+D+E) 22)IMPOSTE SUL REDDITO DELL ESERCIZIO 23)UTILE/PERDITA D ESERCIZIO Osservazioni: Lo schema del conto economico a scalare previsto dal codice civile ha il vantaggio di permettere di evidenziare i profitti generati dalle diverse gestioni e di poter analizzare in dettaglio come si è formato l utile/perdita d esercizio. ESAME DELLE VOCI DEL CONTO ECONOMICO A)VALORE DELLA PRODUZIONE: sono i ricavi generati dalla gestione tipica. I principali ricavi sono rappresentati dalle vendite di merci. I sono poi le rimanenze di prodotti finiti in magazzino e altri ricavi come gli affitti attivi, le provvigioni e le plusvalenze ordinarie. 14
15 B)COSTI DELLA PRODUZIONE: sono i costi della gestione tipica. Rappresentano le uscite che l azienda deve sostenere per acquistare le risorse necessarie alla produzione. I costi di produzione principali sono rappresentati da: costo per acquisto di materie prime e semilavorati (gli acquisti di merci) costo dei servizi (consulenze, pubblicità, bollette, ecc) costo per il godimento di beni di terzi (affitti passivi e i canoni di leasing) costo del lavoro: si compone normalmente di 3 voci: Salari e stipendi (retribuzione lorda)+ Quota tfr + Oneri sociali (i contributi che l impresa paga agli Istituti previdenziali) Ammortamenti (es. ammortamento fabbricati) e le svalutazioni ai f.di svalutazione crediti e rischi su crediti. Rimanenze di materie prime e semilavorati. Devono essere inserite con il segno meno in quanto rettifiche dei costi. Accantonamenti ai f.di rischi Altri accantonamenti Oneri diversi come ad esempio le minusvalenze ordinarie. La differenza tra i ricavi e i costi della gestione tipica (A-B) permette di calcolare il profitto generato dalla gestione tipica chiamato reddito operativo. Il reddito operativo è molto importante in quanto l azienda deve cercare di ottenere un utile dalla sua attività principale. Solo in questo caso il giudizio che si può esprimere sull azienda è positivo. Si potrebbe infatti avere il caso di un azienda che ha un utile d esercizio ma il suo reddito operativo è negativo. L utile potrebbe essere ad esempio causato solo da ricavi straordinari come una plusvalenza straordinaria. In questo caso il giudizio sull andamento economico dell azienda è negativo ance se l azienda percepisce un utile. L utile infatti non è determinato dalla sua attività tipica ma da un evento del tutto eccezionale e fortuito. NB: Si ha equilibrio economico quando l azienda ottiene un utile. Ma questo non è sufficiente per dare un giudizio positivo sul reddito dell impresa in quanto ciò che importa è che il reddito operativo sia positivo. C)PROVENTI E ONERI FINANZIARI sono i ricavi e i costi generati dalla gestione finanziaria. I ricavi sono i dividendi (utili che derivano dal possesso di azioni e partecipazioni) e gli interessi attivi (es. gli interessi maturati sui c/c bancari e postali) mentre i costi sono gli interessi passivi 15
16 pagati sui debiti. Il totale C rappresenta il profitto della gestione finanziaria ottenuto sommando i ricavi finanziari e quindi sottraendo i costi finanziari. N.B. Nelle piccole e medie imprese industriali e nelle imprese di servizi, fatta eccezione delle banche e delle società finanziarie, il totale C cioè il reddito della gestione finanziaria è normalmente negativo in quanto le aziende generalmente fanno debiti e quindi devono pagare interessi passivi; al contrario, è difficile che acquistino azioni e partecipazioni, quindi non hanno dividenti. Inoltre, gli unici interessi attivi sono quelli sui c/c bancari non particolarmente elevati. I costi finanziari sono quindi più elevati dei ricavi finanziari generando così una perdita nella gestione finanziaria, che però è perfettamente nella norma. D)RETTIFICHE DEL VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE è una voce importante nelle grandi aziende che investono in titoli ed azioni e che quindi devono annualmente correggere il valore di queste attività finanziarie agli andamenti dei mercati finanziari. Nelle piccole e medie imprese in genere la voce è pari a zero. E)PROVENTI E ONERI STRAORDINARI: si tratta di ricavi e costi generati dalla gestione straordinaria cioè da eventi del tutto eccezionali e spesso imprevedibili. Un esempio sono le sopravvenienze passive, costi imprevisti come un ammanco di cassa, o un furto che si registrano in mancanza del f.do rischi e oneri, o le sopravvenienze attive, ricavi causati da eventi imprevisti (es. il furto dell automezzo provoca il pagamento dell assicurazione). La differenza tra i ricavi straordinari (sopravvenienze attive+plusvalenze straordinarie) e i costi straordinari (sop. Passive+minusvalenze straordinarie) determina il totale E cioè il profitto della gestione straordinaria. Il valore di questo profitto è del tutto trascurabile in quanto esso non dipende dalle capacità imprenditoriali ma solo dal verificarsi di eventi imprevedibili ed eccezionali. Inoltre, proprio perché eventi eccezionali, che potrebbero non verificarsi mai, il totale spesso è pari a zero. 16