Source: http://www.edscuola.it/archivio/statistiche/nuobsc.html
Timestamp: 2019-02-24 00:40:01+00:00
Document Index: 10010229

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art.1', 'art.6', 'art.6', 'art.7', 'art.7']

Il nuovo obbligo scolastico Indagine sul primo anno di applicazione della legge 20 gennaio 1999
Indagine sul primo anno di applicazione della legge 20 gennaio 1999, n.9
Gli studenti "nuovi obbligati"
Le attività e le iniziative nella scuola secondaria
Gli esiti e le scelte degli studenti frequentanti la prima classe della scuola secondaria superiore nell’anno scolastico 1999/2000
Nell’a.s. 1999/2000 sono state realizzate dal Coordinamento per l’attuazione della legge sull’elevamento dell’obbligo di istruzione due indagini su tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado, finalizzate all’acquisizione di indicazioni qualitative e dati relativi al primo anno di applicazione della legge 9/99 sull’obbligo di istruzione.
La prima ha stimato la consistenza sia della popolazione che è stata interessata dall’innalzamento dell’obbligo, sia delle attività che le istituzioni scolastiche hanno messo in campo al fine di raggiungere gli obiettivi della legge. Ha inoltre preso in esame le modalità di realizzazione di ogni tipologia di azione prevista dal regolamento, con lo scopo di valutarne l’efficacia, le problematiche ad esse connesse e le influenze del territorio. Particolare attenzione è stata posta nell’acquisire gli elementi relativi ai "passaggi" tra i vari indirizzi di scuola superiore, le iniziative sperimentali e le attività di interazione avutesi tra scuole e centri di formazione professionale, in quanto aspetti particolarmente innovativi della legge.
La seconda indagine ha avuto lo scopo di accertare gli esiti degli studenti iscritti nell’a.s. 1999/2000 al primo anno di scuola secondaria superiore, tracciando un bilancio dell’efficacia degli interventi realizzati dalle scuole per il raggiungimento degli obiettivi della legge. Ha inoltre preso in esame le scelte degli alunni, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo, del canale - scuola, formazione professionale o apprendistato - entro cui assolvere l’obbligo previsto dell’art. 68 legge 144/99. Tutto ciò per avere la reale dimensione dei bisogni che emergono dagli studenti e per progettare conseguentemente, a tutti i livelli, gli interventi in grado di soddisfare tali bisogni.
Della prima indagine si forniscono i dati relativi alle sole scuole secondarie superiori. L’intera ricerca è comunque pubblicata in : Obbligo scolastico e obbligo formativo – Sistema italiano e confronto europeo, Studi e Documenti degli Annali della Pubblica Istruzione, 92/93 – Le Monnier ed è anche consultabile sul sito della Pubblica Istruzione – www.istruzione.it -nella sezione dedicata all’obbligo scolastico. Della seconda indagine si forniscono alcuni stralci, con riserva di pubblicarla per intero successivamente.
I dati si riferiscono complessivamente a 2.462 scuole (80,48% delle scuole secondarie superiori) e a 397.987 studenti, che rappresentano il 67,97% dell’intera popolazione scolastica del primo anno delle scuole superiori.
Nell’a.s. 1999/2000 gli iscritti al primo anno della scuola secondaria superiore risultano essere 585.496 (1).
Per poter individuare, all’interno della popolazione scolastica presa in esame, gli studenti rimasti nel sistema dell’istruzione al solo fine di ottemperare ad un obbligo di legge e distinguerli dagli altri che intendevano rimanervi per proseguire gli studi, le ricerche hanno assunto, come ipotesi di lavoro, coloro i quali si sono iscritti dopo la data del 25 gennaio 1999, grazie alla riapertura dei termini di iscrizione determinata dall’entrata in vigore della legge il 20 gennaio 1999, n. 9. Pertanto chiameremo questi, per facilità, i "nuovi obbligati".
Gli alunni considerati "nuovi obbligati", cioè quelli iscritti dopo il 25 gennaio 1999, sono 47.789 e rappresentano il 12,01% di tutti i censiti (397.987).
Tab.1. Iscritti a.s. 1999/2000: Esiti
La percentuale complessiva degli alunni censiti che, iscritti nell’a.s. 1999/2000 alla prima classe della scuola superiore, non sono stati ammessi alla successiva è di circa il 19,50%, dei quali il 17,25% è costituitato dai non promossi, mentre il 2,25% non è stato, per vari motivi, scrutinato.
Il confronto con i dati relativi al biennio precedente mostra un significativo incremento degli alunni che conseguono il passaggio alla classe successiva.
Tab.2. Iscritti a.s. 1997/98 e 1998/99: Esiti (2)
Il numero di insuccessi riscontrati in quest’ultimo anno nell’anno 99/2000 risultano decisamente inferiori a quelli evidenziati negli anni precedenti: - 1,35%, relativamente ai non promossi, in confronto all’a.s. 97/98 e - 3,60% rispetto all’a.s. 98/99 nel complesso.
In particolare la percentuale degli studenti non scrutinati passa dal 6,3% dell’anno scolastico precedente al 2,5%.
La disarticolazione dei dati relativi agli esiti nelle due categorie in cui abbiamo diviso l’insieme analizzato ci aiuteranno a capire la reale portata dei fenomeni riscontrati.Gli iscritti entro il 25 gennaio 1999
Tab.3. Iscritti entro il 25 gennaio 1999: Esiti
Gli iscritti dopo il 25 gennaio 1999
Tab.4. Iscritti dopo il 25 gennaio 1999: Esiti
Gli aspetti fondamentali da cogliere in questi ultimi dati, pur non negando i lati preoccupanti dei risultati conseguiti, sono essenzialmente due: oggi nel paese vi sono 34.574 giovani in più che si possono ritenere a pieno titolo "studenti" e, ancora più importante, che sono in grado di avviarsi con maggiori opportunità verso il conseguimento di una qualifica professionale e/o di un diploma di scuola secondaria superiore. Accanto a questi, altri 11.576 ove decidano di non proseguire gli studi ripetendo l’anno, escono accompagnati dalla certificazione delle competenze acquisite: primo passo utile per gettare le basi per perseguire il successo formativo attraverso il conseguimento di una qualifica professionale.
Le scelte al termine dell’obbligo di istruzione
Al termine dell’obbligo di istruzione la stragrande maggioranza degli studenti censiti (circa 89 su 100) prosegue gli studi nel ciclo secondario superiore: i promossi passando alla classe successiva, i non promossi ripetendo la classe frequentata.
Iscritti Scrutinati
Tab. 5. Iscritti a.s. 1999/2000: Scelte
In particolare il 98,47% di coloro che hanno conseguito il passaggio alla seconda classe continuano il percorso scolastico mentre il restante 1,53%, dopo l’assolvimento dell’obbligo, abbandona la scuola. Nel dettaglio, con riguarda alla distinzione tra coloro i quali intendevano proseguire gli studi (iscritti entro il 25 gennaio 1999) e coloro i quali si erano iscritti solo per assolvere l’obbligo scolastico (iscritti dopo 1l 25 gennaio 1999):
Gli iscritti entro il 25 gennaio 1999
Tab. 6. Iscritti entro il 25 gennaio 1999: Scelte
Tab. 7. Iscritti dopo il 25 gennaio 1999: Scelte
Questa tabella mette in risalto che dei 47.789 studenti che si sono iscritti alla prima classe della scuola secondaria superiore al solo fine di assolvere l’obbligo scolastico, ben 38.500 sono rimasti nel sistema di istruzione per proseguire gli studi, passando alla classe successiva (33.172) o ripetendo la classe frequentata (5.328).
Le uscite dal sistema dell’istruzione al termine dell’obbligo di istruzione
Tab. 8. Le scelte alternative degli iscritti nell’a.s. 1999/2000
Il 78,42% non è in grado di pensare alla propria formazione futura e di questi il 10% circa non viene sollecitato ad effettuare una scelta dalla scuola che sta lasciando.
Per meglio comprendere, da un lato, questo diffuso fenomeno di incertezza manifestata dagli studenti e, dall’altro, la mancata opera di sensibilizzazione da parte delle istituzioni scolastiche, che non consentono ai più di operare le scelte dovute, appare interessante dare uno sguardo agli atteggiamenti che connotano gli studenti che hanno "assolto" l’obbligo o ne sono "prosciolti".
Nella prima categoria il fenomeno su indicato appare, nel suo complesso, fortemente ridimensionato anche se ancora ragguardevole.
Tab. 9. Le scelte alternative degli studenti che hanno "assolto" l’obbligo
(cioè coloro i quali sono stati promossi alla classe successiva) nell’a.s. 1999/2000
È evidente che la minore entità di coloro che hanno assolto l’obbligo (4.900) rispetto al totale (33.385) è da attribuire al minor numero di indecisi (43,65% rispetto al 68,62%), testimonianza sicuramente di una maggiore capacità di ipotizzare il proprio futuro. Al riguardo, inoltre, la percentuale di studenti "non rilevati" passa dal 9,80 del dato complessivo al 16,49%.
Di tutt’altro tenore sono le indicazioni che provengono dai "prosciolti":
Tab. 10. Le scelte alternative degli studenti "prosciolti" dall’obbligo
(cioè coloro i quali non sono stati promossi alla classe successiva) nell’a.s. 1999/2000
Si tratta di 28.485 studenti (pari al 41,50%) dei quali il 72,92% non è in grado di operare una scelta.
Il regolamento n. 323, emanato il 9 agosto 1999 in attuazione dell’art.1, comma 7, della legge 20 gennaio 1999, n.9, sull’elevamento dell’obbligo di istruzione, fornisce indicazioni concrete in merito alle iniziative e alle attività delle scuole funzionali agli obiettivi prefissati dalla legge. Esso colloca in una prospettiva educativa e nell’ottica del raggiungimento del successo formativo le iniziative che le istituzioni scolastiche devono attivare per permettere agli alunni di operare le scelte più adeguate alla propria personalità e alle proprie aspirazioni.
La novità delle "passerelle", che offre agli studenti l’opportunità di non perdere l’anno nel caso di riscontrate difficoltà determinate da una scelta non adeguata, è stata recepita da un consistente numero di scuole. Queste, infatti, hanno realizzato durante l’anno passaggi sia tra indirizzi interni all’istituto, sia tra scuole di diversa tipologia. Ciò ha consentito a un cospicuo numero di studenti di ridisegnare un percorso scolastico più aderente alle proprie aspettative e capacità, senza dover necessariamente passare attraverso un esito negativo, ma ponendo le basi per la realizzazione del proprio successo formativo.
Modalità passaggi
Numero passaggi
Interni alla stessa scuola
Tra scuole diverse
Tab. 11. Passaggi tra indirizzi nella scuola secondaria superiore
Per consentire a coloro che, al termine dell’obbligo di istruzione, non intendono proseguire gli studi, ma vogliono avviarsi verso un percorso di formazione, le scuole, in base all’art.6 del regolamento, hanno realizzato attività di integrazione con la formazione professionale .
Queste attività, che hanno interessato 13.875 studenti, hanno l’obiettivo di consentire un inserimento più consapevole nel nuovo percorso formativo e di agevolare il conseguimento della qualifica professionale.
Convenzioni Scuola – Centri F.P.
Tab. 12. Iniziative di integrazione tra istruzione e formazione professionale (art.6 del Reg.)
In questo primo anno di applicazione della nuova normativa era previsto inoltre che, limitatamente ai giovani già iscritti ai centri di formazione professionale, le scuole potevano attivare, ai sensi dell’art.7, percorsi sperimentali di assolvimento dell’obbligo di istruzione in concorso con i centri stessi. Anche in questo caso le risposte delle scuole non si sono fatte aspettare: sono stati infatti realizzati 305 iniziative sperimentali, sulla base di 194 convenzioni e 202 interventi coprogettati, che hanno visto la partecipazione di 5.480 alunni.
Interventi coprogettati
Tab. 13. Iniziative sperimentali tra istituzioni scolastiche e centri di formazione professionale (art.7 del Reg.)
Il nuovo obbligo scolastico sembra essere stato interpretato e recepito dalle scuole, così come auspicato dalla legge stessa, come una opportunità per combattere in modo più efficace il preoccupante tasso di insuccesso che fisiologicamente caratterizza il primo anno di scuola secondaria superiore. Le indicazioni contenute nella prima indagine facevano già prevedere che si stava avviando, nel nostro sistema scolastico, un processo tendente a migliorare la qualità della scuola. Esse hanno permesso il conseguimento del successo scolastico ad un numero crescente di giovani ed in modo particolare anche a quegli alunni (72,35% cfr. tab.4) che se non obbligati per legge ad iscriversi non avrebbero frequentato il primo anno di scuola secondaria superiore. Inoltre la contemporanea introduzione dell’obbligo formativo ha senz’altro costituito, per le scuole, un ulteriore stimolo per fronteggiare in maniera più incisiva e concreta la tendenza, da parte di molti dei nostri giovani, ad abbandonare gli studi. In questo senso, la significativa diminuzione degli studenti non scrutinati (2,25% cfr. tab.1) al termine dell’anno scolastico testimonia gli sforzi compiuti, nelle scuole, nel tentativo di garantire, anche agli studenti meno interessati al percorso scolastico o allo studio, un futuro formativo coronato da probabile successo.
Non va dimenticato tuttavia il tasso di insuccesso scolastico registrato, anche se in decremento. Evidentemente la strada intrapresa nelle scuole superiori, anche se portatrice di fondati elementi di successo, non basta da sola a ridurre drasticamente questo fenomeno. É necessario, allora, realizzare maggiori sinergie tra la scuola media e quella superiore, successivamente tra quella di base e la secondaria, per progettare interventi che potremmo definire di "prevenzione".
I numerosi studenti ancora indecisi nell’individuare il percorso formativo post-obbligo potrebbero essere aiutati attraverso l’attuazione degli adempimenti previsti dalle linee guida per l’attuazione dell’obbligo formativo (3). Sarebbe opportuno, quindi, che i soggetti, preposti a facilitare il diritto all’istruzione e alla formazione fino a 18 anni, realizzassero in sintonia, nei tempi e nei modi previsti, nonché nel rispetto delle proprie funzioni e delle specifiche competenze, "attività di informazione e di orientamento per sostenere i giovani a scegliere il canale formativo più rispondente alle proprie potenzialità e attidudini".
In tale contesto il ruolo delle scuole secondarie superiori appare estremamente delicato e significativo: ad esse spetta non solo il compito di fornire ai propri studenti gli strumenti, utili e necessari, per agevolarli nelle scelte ma anche progettare e realizzare percorsi formativi integrati per offrire ulteriori e nuove opportunità formative. Questi ultimi aprirebbero in modo deciso la strada alla tanta auspicata e non più rinviabile integrazione tra la scuola, la formazione professionale e il mondo del lavoro per dare vita ad un sistema formativo, realmente integrato, fondato su una forte osmosi e in grado di consentire i passaggi tra i vari livelli.
1 Fonte M.P.I.
2 Fonte M.P.I. – Servizio Statistico – Ufficio SISTAN: "Indagine campionaria sui risultati degli scrutini" – " Indagine campionaria sulla dispersione scolastica"
3 Comunicazione M.P.I. del 24/11/2000 – "linee guida per l’attuazione dell’obbligo formativo"