Source: http://alessandragandini.blogspot.com/2015/08/la-mia-denuncia-al-veterinario-marco.html
Timestamp: 2017-10-17 03:40:49+00:00
Document Index: 53390004

Matched Legal Cases: ['art. 595', 'sentenza ', 'art. 321', 'art. 368', 'art. 459', 'art. 408']

"TI RACCONTO LA STORIA DELLA MIA VITA. BLOG-DENUNCIA". di Alessandra Gandini: LA MIA DENUNCIA AL VETERINARIO MARCO MARZOLA DI RO FERRARESE.
La sottoscritta Alessandra Gandini nata a Ferrara residente a Mirabello (FE), in Via ,
Ho ricevuto in data 05/06/2015 dall’azienda “Google”, una mail indirizzata alla mia casella di Posta Elettronica: , l’avviso di SEQUESTRO DEL MIO BLOG http://alessandragandini.blogspot.com/ successivamente trasformato da “Google” in http://alessandragandini.blogspot.it/ di proprietà letteraria (copyright) mia personale e di mio fratello Alessandro Gandini nato a Ferrara il residente a Mirabello (FE), in Via .
Premetto di non aver MAI ricevuto il documento originale di notifica presso il mio domicilio attuale (che è anche lo stesso di mio fratello in quanto conviventi sia prima che dopo la morte dei nostri genitori), anche per il fatto che il documento attestante le indagini riguardanti la mia persona, riporta l’indirizzo “Via Mulinetto 76” di Ferrara, dove ho abitato insieme alla famiglia di origine, trenta anni orsono!
Per cui, mi sono subito attivata recandomi personalmente presso la Procura di Ferrara, dove ho chiesto modifica del domicilio. Se non mi fossi attivata personalmente, non avrei mai ricevuto notizie in merito!
Ritengo pertanto un sopruso IL SEQUESTRO DELL’INTERO BLOG, avvenuto per Querela presentata dal veterinario Marco Marzola nato a Ferrara il residente a C.F, iscritto all'ordine dei Medici Veterinari di Ferrara al n., titolare e direttore sanitario dell'omonima struttura clinica-veterinaria corrente in Ro, Via Po 5/A, per cui sono stata sottoposta ad indagine “per il reato p. e p. art. 595 commi 1 e 3 perché in qualità di titolare del Blog www.alessandragandini.blogspot.it offendeva la reputazione di Marco Marzola mediante un Post dal titolo “Brenda è morta in questo momento grazie alle autorità e al veterinario Marco Marzola di Ro Ferrarese”, nel quale si accusava il medesimo di aver lasciato morire il cane, di nome Brenda, rifiutando ingiustamente di trasfondere una sacca di sangue all’animale e comunque omettendo di praticare allo stesso le cure necessarie, fino ad affermare che il predetto Marco Marzola si sarebbe comportato da “vero assassino”.
Appellandomi ai nuovi orientamenti alla luce della sentenza della Corte Di Cassazione n. 11895/2014:
“E' illegittimo il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. di un intero sito
Internet, pur in presenza di commenti di terzi astrattamente diffamatori. La Corte ha sottolineato la funzione sociale dei mezzi di informazione e ha ritenuto insussistente una potenzialità lesiva (periculum in mora) del sito in sé”
La Corte ha affermato innanzitutto che, “data la natura stessa del blog quale strumento di diffusione periodica di contenuti informativi e multimediali on-line, un’azione inibitoria generale nei confronti del sito contenente il blog, attuata mediante sequestro preventivo, impedisce al blogger di esprimersi liberamente”.
Per correttezza di informazione, chiarisco che il su citato Blog è nato dall’esigenza, mia e di mio fratello, di DENUNCIARE una situazione agghiacciante che ci trova protagonisti da intere generazioni, includendo i nostri genitori e i nonni. Da intere generazioni siamo costretti a subire angherie, maltrattamenti, soprusi, danni, minacce, percosse e omicidi occulti, senza motivi e senza ragioni! Siamo in grado di presentare prove di quanto affermato e documentazione in merito, che in piccolissima parte accludiamo a questa Querela. Da generazioni io e mio fratello continuiamo a subire il cosiddetto “congelamento mafioso”, in cui ogni cittadino
viene raggiunto da ORDINI perentori contro la nostra famiglia, e che si traduce nell’imposizione di VENDETTE al fine di ESTORSIONE! Ad ogni nostro acquisto in qualsiasi campo, negozio, attività, i prodotti da noi richiesti vengono negati, persino quando si tratta di farmaci importanti per la vita stessa e per la sopravvivenza. Inoltre, abbiamo dovuto subire, di continuo, maltrattamenti pesantissimi sia nel corso dei nostri studi, come sul lavoro e in qualsiasi altra situazione. Considerata la limitatezza del mezzo di esposizione di una situazione così grave, ma di cui possiamo fornire prove e documentazione molto vasta a fronte di quanto affermato, entrambi, io e Alessandro, vogliamo ricordare l’uccisione dei nostri sei (6) cani, attuata con topicida (dicumarinici - veleno per topi), provocando morte atroce e dolorosissima; e tra gli altri terribili SOPRUSI da noi subìti, il Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.), tradotto in un vero e proprio SEQUESTRO DI PERSONA,
che abbiamo subìto da parte dello Stato Italiano, mentre ci trovavamo entrambi ospiti dei nostri parenti a San Bartolomeo In Bosco (Ferrara). I soprusi che abbiamo subìto in questa situazione sono stati indicibili e dolorosi, e di tutto quanto accaduto non sono mai stati evidenziati documenti attestanti tale necessità, né atti firmatari e ordinanze di quanto ABUSIVAMENTE avvenuto, poiché non esisteva e non è mai esistita, nessuna necessità di una DEPORTAZIONE forzata, attivata al solo fine di piegare la nostra volontà come RICATTO: non avevamo MAI manifestato atti pericolosi per noi stessi e tantomeno verso altri, siamo sempre state persone corrette, oneste, educate e pulite, come lo è sempre stata la nostra famiglia, dalla quale abbiamo attinto i cosiddetti “veri valori che contano nelle vita”! In quella terribile situazione, mio fratello Alessandro fu obbligato a salire su un’auto dei carabinieri di San Bartolomeo in Bosco (Ferrara), per essere sequestrato, privato della LIBERTA’ PERSONALE, e trasferito per un lungo periodo presso il reparto psichiatrico dell’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, dove subì ogni sorta di trattamenti psichiatrici e dove rischiò di morire proprio a causa dei farmaci
pesantissimi che gli furono imposti con la forza. Invece, io fui obbligata a salire su di una autoambulanza proveniente dall’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, per essere abusivamente trasferita per due settimane presso l’Ospedale Psichiatrico di San Giovanni in Persiceto (Bologna) sito in Via Marzocchi 2, dove ho subìto ogni sorta di imposizione farmacologica pesantissima, attuata con cocktails di farmaci psichiatrici già definiti pericolosissimi anche da parte della FDA, l’organo ufficiale di controllo farmaci USA.
Subito dopo, fui ancora obbligata, sequestrata e trasferita abusivamente per lungo tempo, ad una struttura psichiatrica, “La Luna”, sita in Ferrara Via Quartieri 2, dove fui costretta a subìre gli stessi trattamenti farmacologici psichiatrici subìti all’Ospedale psichiatrico di San Giovanni In Persiceto, con imposizione di ulteriori psicofarmaci. Sempre nel corso di questa terribile vicenda, il nostro cane, Brenda, venne trasferito su Ordini dei carabinieri di San Bartolomeo in Bosco, presso il canile comunale di Via Gramicia a Ferrara, dove, poco tempo dopo, venne fatto oggetto di maltrattamenti pesanti all’interno dello stesso canile. Brenda non riusciva più ad appoggiare una gamba a terra ed era evidente che provava forte dolore: segno palese di percosse. Portammo subito il cane presso l’ambulatorio del veterinario Mauro Bolognesi di Ferrara, che effettuò una radiografia, ma le cure furono costose e molto prolungate.
Da quando abbiamo iniziato a scoprire il reale complotto alle spalle della
nostra famiglia da intere generazioni, entrambi, mio fratello ed io, siamo
diventati “scomodi” per i fautori di queste estorsioni e di questi Ordini perentori, che da sempre hanno oppresso e schiacciato la nostra vita. Ma allo stesso tempo, i VERI mandanti hanno sempre continuato ad estorcerci e maltrattarci, ragione per cui, diventava “scomodo” organizzare tale situazione quando noi riconoscevamo e denunciavamo truffe, inganni, estorsioni e altre angherie subìte e perpetuate.
In più occasioni abbiamo presentato denunce presso diverse caserme di polizia e carabinieri, ma non abbiamo mai trovato riscontri di presa in carico riguardo la nostra terribile vicenda. Anzi, possiamo dimostrare che ognuno di questi non solo non prendeva in considerazione le nostre denunce ma tentava pure di intimorirci mettendo in atto comportamenti aggressivi e dittatoriali! Anche presentando le nostre denunce alla Procura non abbiamo avuto supporto. Ogni nostra denuncia, seppur corredata da fatti e documenti eloquenti e inconfutabili, veniva solitamente archiviata!
Per non soffocare nelle ingiustizie, sia io che mio fratello, abbiamo deciso di aprire un Blog, quello su citato, denunciando così tutte le persone che hanno commesso fatti gravi nei nostri confronti, in quanto causati da ORDINI perentori e aggressivi, che le stesse persone, regolarmente, ricevevano, e ricevono ancora oggi, per distruggerci e annientarci! Il fine è sempre quello di ESTORSIONE, provato dalle tantissime TRUFFE che abbiamo subìto io e mio fratello nel corso della nostra vita, ma che hanno subìto in modo altrettanto VIOLENTO, i nostri genitori, i nonni e le precedenti generazioni.
Avendo chiaramente scoperto tutto “il sistema”, oggi siamo in grado di riconoscere gli atti intimidatori e produrre anche registrazioni video, che effettuiamo come prova di quanto, quotidianamente, siamo costretti a subire da parte di ogni cittadino industriato e in totale OMERTA‘. E’ palese che nel corso di determinate situazioni, particolarmente ingiuste e aggressive, abbiamo riconosciuto ancora che, certi effetti
prodotti sulla nostra famiglia dovevano solamente arrivare da personaggi di potere! Nessun cittadino avrebbe mai tenuto tale comportamento nei nostri confronti se non fosse stato preparato e industriato in OMERTA‘! Noi siamo sempre state brave persone, tranquille, e non avremmo certo meritato un odio tanto vasto quanto inspiegabile!
Il comportamento poi, di determinati personaggi facenti parte delle autorità, ci ha portati a riconoscere la provenienza di tali ORDINI e INGIUSTIZIE, TOTALMENTE SECRETATI NELL’OMERTA’ PIU’ ASSOLUTA!
Per cui, questo Blog è per noi molto importante, proprio perché possiamo denunciare quanto siamo costretti a subire ogni giorno, visto che è una situazione di continuo maltrattamento, RICATTO e VENDETTA, e proprio per questo ho scritto un Post, incluso nello stesso Blog, dove dimostro che le nostre denunce non hanno mai avuto seguito! Tutto avvenuto perché LA VERITA’ sia continuamente occultata nell’OMERTA’!
Premetto ancora che, per estrema correttezza da parte nostra, abbiamo sempre dato facoltà agli “interessati” di poter intervenire, pubblicando i loro Commenti e le loro prove che, al limite, potessero trovarci discordi!
Voglio quindi precisare che questo non è un Blog aperto e scritto per “divertimento” o per “diffamare” qualcuno! Al contrario! E’ un atto di coraggio per difesa personale, verso CHI, ancora oggi, condanna la nostra
vita, compie il male nei nostri confronti e vorrebbe imporre IL SILENZIO, torturandoci e infangando il nostro nome! Ma nonostante il Blog, abbiamo continuato a ricevere solo minacce e “AVVERTIMENTI”, dove oltre alla nostra famiglia, a me e a mio fratello, a cui è stata negata ogni forma di vita normale e possibilmente serena, sono stati uccisi in modo più che crudele e disumano, oltre ai nostri familiari, i nostri sei cani, di cui sei avvelenati mentre vivevamo con i nostri genitori in Via Alessandro Volta 71 a Ferrara e un altro cane (Brenda), avvelenato a distanza di anni, sia a Ferrara in Via Alessandro Volta all’interno del giardino, e successivamente sul terrazzo per tre volte consecutive, e ancora non appena giunti ad abitare a Mirabello (Ferrara), nell’anno 2009, di cui accludiamo documentazione, e altre volte ancora in seguito, in cui riuscivamo, comunque, tempestivamente a salvare il cane. Premetto, che tutti i nostri cani non sono mai usciti soli o abbandonati in giardino senza la nostra presenza, e hanno sempre vissuto insieme a noi in appartamento. Sino all’ultima volta! In data 27/10/2014, l’ultimo avvelenamento che ha portato Brenda, cane di razza “Beagle“, a una morte atroce e crudele.
Premetto ancora che, SOLO i nostri cani sono stati avvelenati e uccisi nelle varie abitazioni in cui abbiamo vissuto, in zone distanti l’una dall’altra, e a distanza di anni. Tengo a precisare che NESSUN altro cane è mai stato ucciso nelle vicinanze di casa nostra!
E come tutti i medici hanno Ordini di non soccorrerci presso la nostra abitazione, come ho descritto in un Post, nemmeno per questioni gravi in cui la stessa nostra vita sia in pericolo, compiendo così gravissimi soprusi da parte della stessa categoria e Ordine, allo stesso modo tutti i veterinari hanno obbligo di non soccorre i nostri cani, oppure, di compiere il loro intervento in modo non adeguato, in modo da creare, comunque, danni gravissimi, presentandoci, al tempo stesso, parcelle degne di nota e sicuramente non dovute, visto l‘inganno posto in essere volontariamente, anche se non dovuto dalla volontà del veterinario protagonista di ogni vicenda, ma obbligato dal coinvolgimento di Ordini ricevuti da autorità!
E’ palese l’accanimento vergognoso, smodato, inqualificabile, ossessivo nei confronti della nostra famiglia!
E’ molto strano che una famiglia tranquilla, unita e onesta come la nostra, subisca di continuo atti cruenti, intimidatori, denunce false atte unicamente all’estorsione con metodiche di intimidazione, maltrattamenti, dimostrazioni di odio assolutamente inappropriato, immeritato e inspiegabile!
E’ evidente che esiste un sottobosco di illegalità omertate, nei confronti della famiglia Gandini, in quanto non ha mai avuto frequentazioni strane, ambigue o di malaffare ma, nel contempo, è sempre stata VITTIMA! E per questo osteggiata e vilipesa!
E’ da notare ancora, che gli stessi articoli previsti dalla Costituzione Italiana nei confronti di tutti i cittadini in eguale misura, non siano mai stati applicati nei confronti della famiglia Gandini: in nessun caso e mai per proteggere la sicurezza di una famiglia indifesa e isolata proprio per renderla inerme, debole e sola contro una totale, infinita OMERTA’!
E’ sufficiente leggere i nostri Post al riguardo, per avere informazioni più dettagliate.
Ho voluto e dovuto fare questa lunga, ma mai sufficiente, PREMESSA,
poiché, la questione che ora verte sul veterinario Marco Marzola, ha proprio attinenza con tutto quanto abbiamo dovuto subire da tutti i cittadini industriati, che hanno fatto parte, chi più chi meno, della nostra vita.
In Data Sabato 11/10/2014, nel primo pomeriggio, avevo contattato telefonicamente, la “Clinica Marco Marzola” di RO Ferrarese (e non il giorno 10/10/2014 come dichiarato nella Querela dallo stesso), poiché, il nostro cane di razza “Beagle“, Brenda, presentava sintomi molto gravi, compatibili con ulteriore avvelenamento. Questa situazione non era solo avvalorata dal fatto che Brenda, nel corso della sua breve vita, aveva continuamente subìto avvelenamenti da rodenticidi, ma dal fatto che i sintomi erano palesemente di avvelenamento. La nostra esperienza in tal senso si esplica dai tanti avvelenamenti subìti da tutti i nostri cani, ma anche dalla nostra attività di studio attinente al corso di Farmacia.
Ed è per questo motivo che, in alcuni casi, siamo riusciti a salvare Brenda anche senza l’apporto del veterinario, che in realtà aveva obbligo di non assistere il nostro cane.
Come ho spiegato nella breve Premessa, il denominatore comune di ogni vicenda grave o gravissima che abbiamo dovuto subire nel corso degli anni, ha riscontro nelle continue imposizioni di maltrattamenti occultati nell‘OMERTA‘, quando non atti anche più gravi! Per cui, ogni veterinario da noi contattato all’epoca del malessere di Brenda, aveva obbligo di disattendere le cure adeguate e di non palesare le reali condizioni: tutto questo come VENDETTA.
Dopo aver contattato diversi veterinari nei giorni precedenti e aver speso denaro invano, riconoscendo i sintomi, di cui nessuno voleva sentire parlare, io e mio fratello avevamo continuato a cercare un veterinario che avesse potuto svolgere
liberamente il proprio lavoro, attuando le cure adatte al caso. Premetto che, anche presso la “Clinica Veterinaria Europa” di Porotto (FE) in Via Arginone 381, non avevamo ottenuto per Brenda le cure necessarie. La stessa dirigente sanitaria, veterinaria dott.ssa Silvia Bertocchi, per CONVINCERMI che non si trattava di avvelenamento ma di linfoma, mi presentò delle analisi (tra l’altro, ottenute solo molto tempo dopo averle richieste, fatto che ha complicato ulteriormente le condizioni già disperate del cane, facendoci perdere tempo prezioso e utile per salvarle la vita), dove si prospettava una condizione pressoché “normale” del Tempo di Protrombina (pt e ptt), profilo coagulativo del sangue, quando era impossibile un risultato simile, in quanto, Brenda presentava già una copiosa emorragia interna, avvalorata anche dalla stessa veterinaria e visibile anche dagli occhi cerchiati di sangue e dalle sacche attorno alle gambe e all’addome, dalle mucose pallidissime e le gengive esangui. Per cui, le analisi presentate non potevano essere compatibili con i REALI disturbi del cane!
Pur avendo capito che non avremmo trovato nessun veterinario in grado di poterci aiutare, ricordo che avevamo già perso molto tempo dovuto alle cure disattese anche da altri veterinari intervenuti ma che si sono comportati allo stesso modo, e dei quali siamo in grado di esibire prove delle loro cure assolutamente inadeguate, pur di tentare sino all’estremo di salvare il cane, nel primo pomeriggio di Sabato 11/10/2014, chiamai personalmente la “Clinica Marco Marzola“ di Ro ferrarese,
e quando parlai con il veterinario non ebbi tempo di parlargli “della “mafia” e di tutta la mia famiglia ammazzata dalla mafia!”, come sostiene il Marzola con uno spirito volutamente diffamatorio contenuto nella sua Querela nei miei confronti. In realtà, avevo urgenza di intervenire sul cane per salvargli la vita, ancora una volta! E’ dunque assolutamente disdicevole il tono sarcastico che il Marzola usa nei miei confronti, perché, se è vero che può affermare ciò che vuole per la libertà di pensiero, è anche vero che lo stesso era già stato INDUSTRIATO dalle stesse autorità! Sia io che mio fratello lo avevamo capito per il fatto che, dopo aver spiegato al su citato veterinario che avevamo bisogno di nuove analisi e radiografie, dal momento che non trovavamo corrette quelle effettuate nelle precedenti strutture, ci aveva meravigliati il fatto che il Marzola pretendesse di usare le stesse analisi ed ecografie già effettuate in precedenza, quando gli avevo appena spiegato che a noi ne occorrevano altre, nuove, perché le precedenti non erano corrette! Il Marzola però, insisteva sul fatto che in questo modo non avremmo perso tempo e avremmo risparmiato denaro …
La telefonata al Marzola non ci aveva convinti, per cui, al contrario di ciò che sostiene nella sua Querela il Marzola, non fissammo nessun appuntamento, restando d’accordo che avremmo richiamato.
Per cui, in un altro tentativo disperato, chiamammo la “Clinica Veterinaria Estense” di Francolino (Ferrara) sita in Via Pianelle 31. Scegliemmo questa Clinica poiché, essendo Sabato, giornata solitamente festiva, tutti i veterinari avevano chiuso l’ambulatorio, mentre, la “Clinica Estense” pratica orari di pronto soccorso 24h su 24 compreso giorni festivi.
Telefonai personalmente alla “Clinica Estense” e mi rispose il veterinario di turno, del quale, in quel momento, non conoscevo il nome. Oggi, dopo mie ricerche personali, conosco il suo nome: Marco Biletta, il quale presta servizio, insieme ad altri veterinari non presenti in quella occasione, presso la struttura di Francolino.
Il veterinario Biletta mi accordò, telefonicamente e senza problemi, un appuntamento presso la struttura, per visitare il cane nel pomeriggio stesso. All’ora stabilita, mio fratello ed io ci recammo con Brenda presso la “Clinica veterinaria estense” di Francolino. Tralascio le fasi più cruciali e arrivo al punto perché la questione è terribile e richiederebbe più spazio e tempo, per cui salto alle conclusioni: non appena varcata la porta dell’ambulatorio, il veterinario Biletta non vuole nemmeno “vedere” il cane! Senza nessuna spiegazione rifiuta di visitarlo! Mio fratello fa per posare Brenda sul lettino in modo che potesse visitarla ma si rifiuta! Allora, sconcertata dal comportamento dello stesso, gli chiedo di eseguire, almeno, una radiografia, ed è qui che, il Biletta mi aggredisce affermando che “una LASTRA (radiografia) al nostro cane RIFIUTA DI ESEGUIRLA, PERCHE‘, PER UN PROBLEMA LINFONODALE, asseriva, NON INTENDEVA ESEGUIRLA!” Faccio presente che non ha nemmeno visitato Brenda, non l’ha quasi guardata e non ha nemmeno voluto che la posassimo sul lettino per controllarla! COME POTEVA SAPERE CHE AVEVA UN “PROBLEMA LINFONODALE?!” E “CHI” LO AVEVA INFORMATO?! E PERCHE’ FISSARCI UN APPUNTAMENTO PER POI RIFIUTARSI DI FARE IL SUO DOVERE?!
Vista la gravità delle condizioni di Brenda (il giorno 27/10/2014 è morta dissanguata, per emorragia interna, fra atroci sofferenze), ho cercato di insistere, anche perché non potevamo trovare altra struttura veterinaria essendo Sabato!
Continuo a pregare il veterinario di effettuare almeno la radiografia! Per tutta
risposta, il dottor Biletta cominciò, in un crescendo di follia, a mettermi le mani addosso picchiandomi e spintonandomi in modo tale che, rimasi inerme sotto choc! Chiamai poi, subito dopo ancora sotto choc, gli agenti di polizia, spiegai loro quanto accaduto aggiungendo che intendevo immediatamente sporgere denuncia nei confronti del veterinario ma, apparentemente in modo inspiegabile, non accettarono di raccogliere la mia richiesta di denuncia, mi risposero che se volevo avrei dovuto recarmi in caserma e là sporgere denuncia. Inoltre, gli stessi agenti si rifiutarono di indicarmi nome e cognome del veterinario, e in questo modo diventava difficile poter effettuare la denuncia! Mi fu negata anche questa possibilità, quindi, un mio DIRITTO! Solo dopo un certo periodo di tempo risalii al nome del veterinario riconoscendolo proprio su internet e lo pubblicai sul mio Blog denunciando il fatto gravissimo che avevo subìto!
Dunque, il tono sarcastico del Marzola è ancora una volta “fuori luogo” e inappropriato, perché tutta questa situazione era stata provocata dalle stesse autorità, lo prova il fatto che tenessero così tanto a coprire i danni gravi che mi aveva provocato il veterinario Biletta:
la gravissima mancanza di assistenza verso Brenda e l’aver picchiato me!
Al rientro da questa terribile giornata, ancora in auto, ci richiamò al telefono l’assistente del veterinario Marzola, veterinaria Claudia Canale. Mio fratello ed io sapevamo che il cane aveva già bisogno di una sacca di sangue, viste le condizioni, per cui, io le chiesi se era in grado di procurarla e di praticarla; la stessa mi rispose dicendomi che ci sarebbe costata 400 Euro! Non obiettai alla questione, ma dovetti rimandare ad un successivo appuntamento data l’improvvisa ondata di maltempo e pioggia violenta, che non permetteva nemmeno di vedere bene la strada.
Premetto che, già alcuni giorni prima, mio fratello ed io ci eravamo attivati per reperire con urgenza una sacca di sangue; mio fratello stesso chiamò diverse
strutture sparse sul territorio (per eventuale prova facciamo riferimento ai tabulati telefonici).
Devo chiarire però, che le stesse cliniche veterinarie interpellate ci informarono che era impossibile fornirci della sacca di sangue poiché il sangue del nostro cane doveva essere codificato, ovvero, avevano necessità di conoscere il gruppo sanguigno, inoltre, aggiunsero che non l’avrebbero consegnata ad un privato.
Alla fine di tante chiamate che, instancabilmente, Alessandro effettuò, sembrò trovare una sacca di sangue disponibile presso la Clinica Universitaria Veterinaria di Bologna. L’interlocutore della Università, rimase d‘accordo con Alessandro di attendere conferma effettiva di reperibilità, con una successiva chiamata telefonica al nostro numero di telefono cellulare 392., linea della Compagnia telefonica TIM. Faccio presente che il numero di cellulare in questione 392., lo avevamo appena pubblicato in un Post sul Blog, per chiedere soccorso agli internauti, aiutandoci a trovare la sacca di sangue per Brenda. Siccome il nostro Blog è sempre stato “sotto indagine”, non appena pubblicato il numero di telefono, per IMPEDIRCI di trovarla, ci venne immediatamente bloccata la linea telefonica del cellulare, erogata dall’azienda TIM, sempre su ORDINI di autorità, in modo che gli istituti a cui avevamo chiesto aiuto non potessero contattarci. Per una intera settimana non riuscimmo ad usare la linea telefonica,
e poi ancora un’altra settimana in seguito, per altri motivi fasulli dichiarati dall’azienda TIM. Sempre la compagnia telefonica TIM, a seguito dei nostri reclami, ci costrinse a cambiare anche la scheda SIM: “la giustificazione” fornita da parte della TIM, era di scheda “DIFETTOSA”. La scheda SIM ha funzionato benissimo sino alla mattina del 12/10/2014, ovvero sino al momento prima della pubblicazione del numero di telefono sul Post; una volta pubblicato il numero di telefono per ricevere aiuti, è stata bloccata la linea telefonica su questo numero in modo definitivo.
Dichiaro che la compagnia telefonica TIM, si è prestata per una farsa abietta e gravissima, impedendoci di ricevere ed effettuare chiamate DETERMINANTI per salvare la vita del cane! E che ci ha costretti a spendere altri 10 Euro per sostituire la carta sim, quando non era necessario. Infatti, inizialmente, l’utenza telefonica era intestata a mio nome, Alessandra Gandini, dopo questa vicenda, la TIM ha intestato l’utenza a mio fratello Alessandro.
Anche su questo argomento esistono prove evidenti sul nostro Blog.
Nella giornata di Domenica 12/10/2014, nel pomeriggio intorno alle 15:30, con urgenza ci recammo presso la “Clinica Veterinaria Marco Marzola” a RO Ferrarese, dove consegnammo al Marzola anche le analisi e i referti precedenti, come ci aveva richiesto. Visitò il cane, eseguì gli esami di routine, radiografia, propose di nuovo anche l’esame citologico (su vetrino) delle cellule prelevate al cane, per appurare la presenza di un linfoma già constatato alla “Clinica Europa“. Il giorno dopo, ci comunicò che condivideva l’esito della Clinica su citata, avendo diagnosticato e valutando LA POSSIBILE COMPATIBILITA’ di un linfoma, nello specifico, linfoma di Tipo “B” multicentrico. Premetto che, per questo tipo di esame, bisogna fare affidamento unicamente sulla descrizione, valutazione e relazione del veterinario, in quanto, non è possibile avere un dato VISIBILE da analisi con parametri ben definiti! Mi spiego: l’esame citologico viene effettuato su dei vetrini valutati poi al microscopio, dove la sostanza in esame viene posta a contatto con opportuni reagenti chimici. Ottenendo determinate reazioni chimiche si possono ottenere informazioni su determinate patologie, se presenti. Per cui, il vetrino lo ha visto SOLO il veterinario! Noi abbiamo SOLO la sua relazione scritta!
Al momento poi di consegnarci i referti delle analisi, il Marzola, IN VIA NON UFFICIALE, ci confermò comunque che il cane era stato avvelenato e accluse, a riprova di ciò, un bigliettino adesivo di colore azzurro applicandolo ad un suo referto da consegnarci, scrivendo di suo pugno, alla presenza mia e di mio fratello, che produco tra i documenti, un principio attivo l'acido2,4-diclorofenossiacetico (2,4-D)
contenuto in prodotti chimici usati come diserbanti per giardini o erbicidi.
Secondo il veterinario Marzola, come ci spiegò, Brenda sarebbe stata avvelenata, sempre secondo lui, oramai da mesi, con questo composto chimico, e proprio questo composto chimico, in seguito, avrebbe procurato il “linfoma multicentrico di Tipo B”.
Specifico che questa TEORIA, molto aleatoria, circola da tempo su Internet, ma all’atto pratico, e al fine di studi seri, effettivi, NON C’E’ TRACCIA DI FONDAMENTO! Gli studi in proposito non sono concordi e tuttora non esiste
prova che tale sostanza chimica provochi il “linfoma multicentrico di tipo B”!
Secondo alcune TEORIE, che in base agli ultimi studi effettuati in proposito, non hanno mai trovato riscontro effettivo, questo tipo di erbicida provocherebbe il sorgere di linfomi negli animali che inalano questa sostanza o mangiano piante trattate con questo erbicida.
Dunque, la diagnosi di “linfoma” serviva, comunque, a nascondere l'avvelenamento! E una volta che il cane fosse morto, la causa ufficiale, appoggiata da tutti i veterinari industriati, non sarebbe stata, come al solito per i nostri cani, l'avvelenamento da topicida, ormai troppo usato e risaputo, bensì, la crescita di un linfoma!
Inoltre, secondo il veterinario Marzola, Brenda avrebbe inalato il veleno. Questo è improbabile perché, come solito, nessun altro animale ne è stato colpito, sebbene altri cani e gatti frequentino il giardino!... Per cui, può solo averlo ingerito, ancora improbabile perché Brenda ha sempre indossato la museruola affinché non potesse ingerire esche avvelenate, ed è sempre stata accompagnata da me e da mio fratello al guinzaglio, e mai fuori dal giardino di casa! Oppure, può esserle stato somministrato nei pochi momenti in cui, io e mio fratello ci assentiamo da casa per fare la spesa! Unici momenti, brevi, in cui Brenda è rimasta sola chiusa in casa!
Gli esecutori, su Ordini e incaricati dai reali mandanti, entrano liberamente in casa nostra quando non ci siamo! Provato dal fatto che al nostro rientro, in più occasioni, abbiamo riscontrato vari danni non presenti prima della nostra uscita.
Tengo ancora a precisare che, entrambi, sia io che mio fratello Alessandro, siamo profondamente e pesantemente offesi dalle parole diffamatorie e calunniose scritte nella Querela a me rivolta da parte del Marzola: “Si precisa che, durante tutta la visita, entrambi i Gandini continuavano a vaneggiare affermando che il cane era stato "avvelenato dalla mafia", come la loro famiglia, che lei era stata picchiata da un collega veterinario di altra struttura, esortandomi ad andare a vedere il suo Blog denominato "Ti racconto la storia della mia vita. Blog-Denuncia di Alessandra Gandini", dove c'era il video della presunta aggressione (in realta il video è visibile sul canale "youtube" della signora Gandini, il cui indirízzo
www.youtube.com/user/alessandragandinil)
nonché il racconto della storia della loro famiglia e di tutti i complotti posti in essere contro di loro.”
Ipotizzare che stessimo “vaneggiando”, come scrive il Marzola nella sua Querela, significa solo volontà di diffamare, calunniare, discriminare e ledere l’onore e il decoro mio personale e di mio fratello Alessandro: ho appena descritto i continui avvelenamenti subìti dai nostri cani, avvalorati da dichiarazioni di veterinari in proposito! Per cui, non era nemmeno ipotizzabile che stessimo “vaneggiando”, in quanto, si evidenzia più volte questa terribile, ricorrente e REALISTICA situazione, nel corso della vita di tutti i nostri cani! Brenda compresa!
Quanto al fatto che il suo collega, veterinario Marco Biletta, mi avesse pure picchiata in modo molto aggressivo e senza motivo, è pura VERITA’: ho appena descritto sopra il fatto gravissimo che ho subìto! E il video sul social “YouTube”, lo prova: si può ascoltare il veterinario Biletta che RIFIUTA di effettuare una radiografia ad un cane moribondo!
Per cui, chi “vaneggiava” non ero né io, né mio fratello! Per quanto attiene “ai complotti posti in essere contro noi e la nostra famiglia“, come poteva esprimere un giudizio in proposito il Marzola se non ci aveva mai conosciuti?! E perché denigrarci in questo modo senza sapere niente al riguardo?! Aggiungiamo invece che, anche il Marzola, come tutti gli altri cittadini, era stato industriato in totale OMERTA’ e quindi obbligato a tenere un determinato comportamento nei nostri confronti. Comportamento che, a fini pratici, alla nostra famiglia porta sempre solo danni e disgrazie mettendo pure in ridicolo la VERITA’ da noi spiegata, deridendoci come “persone malate di mente“: tipico atteggiamento di chi non sa come nascondere il male eseguito e di chi non ha motivazioni valide a fronte di danni effettivamente commessi. Ma non solo! E’ anche “un metodo” per umiliare, zittire e annientare chi ha il coraggio di affrontare e affermare scomode Verità!
Il giorno stesso del ritiro dei referti e al momento della conferma di linfoma, come prospettava il Marzola, ci adeguammo comunque alla sua diagnosi, pur con moltissime riserve. Consultandoci col Marzola sul da farsi per Brenda, ascoltammo attentamente la sua versione, in cui ci prospettava una terapia di base per quanto riguardava la parte oncologica del problema, mentre,
per una terapia più mirata e aggressiva tendeva a sconsigliarci un veterinario oncologo specializzato.
Come i suoi colleghi in precedenza, lo stesso Marzola ci SCONSIGLIO’ in modo deciso, la terapia più importante e aggressiva presso una struttura oncologica, in quanto, giustificava che, “il cane avrebbe solo sofferto di più e con scarsissimi risultati, in quanto già troppo tardi per avere effetti positivi!” La stessa cosa avevano già affermato, ancora prima, i suoi colleghi della “Clinica Veterinaria Europa” di Porotto, sia la dirigente sanitaria Bertocchi sia il veterinario dott. Cedro operante nella stessa struttura! Lo stesso “suggerimento” ancora, proveniva dal veterinario Mauro Bolognesi, con studio in Ferrara Piazza Squarzanti 21, al quale ci eravamo già rivolti in alternativa alle varie Cliniche. Premetto che il dott. Bolognesi ci aveva persino consigliato di “NON SPENDERE SOLDI, TANTO Brenda SAREBBE MORTA COMUNQUE! ERA SPACCIATA!” Frase pronunciata in modo spicciolo, senza tanti riguardi!
In seguito a questo, come consigliato, ci adattammo a propinare a Brenda tutti i farmaci indicati dal Marzola, così pesanti che Brenda stava sempre peggio, e proprio poco dopo averglieli somministrati!
Se i veterinari ci avessero seriamente consigliato cure oncologiche in Cliniche specializzate, lo avremmo fatto! Avevamo sempre fatto di tutto per il nostro cane! E non era certamente la prima volta che Brenda subiva interventi chirurgici, come ad esempio, nel Novembre del 2009, in occasione di una “presunta” piometra, motivo per cui è stata operata presso “L’Ospedale Degli
Animali” di Ferrara Via Zucchini 81-83, a cui fanno capo il veterinario David Giraldi e il veterinario dott. Luciano Tarricone. Struttura da cui poi, ne è uscita in condizioni disperate, presentando una violenta emorragia esterna, tanto che aveva imbrattato di sangue la sala di attesa dell’Ospedale; una persona addetta alle pulizie passava in continuazione a pulire, lasciando attoniti gli ospiti e i “pazienti” nella stessa sala di attesa! In questa occasione, Brenda ci era stata dimessa con una Diagnosi di “avvelenamento da dicumarinici” (veleno per topi), presentando una copiosa emorragia esterna, pur dopo aver trascorso alcuni giorni a “L’Ospedale Degli Animali”: prima per l’intervento e poi come paziente, per esseri “sicuri” della “riuscita”! Per quanto poi riguardava la copiosa emorragia, abbiamo dovuto PROVVEDERE mio fratello ed io, con farmaci opportuni, rivelatisi decisivi e fondamentali. In caso contrario, i veterinari de “L’Ospedale Degli Animali” avrebbero lasciato morire il nostro cane! Un cliché che si ripete!
E pur avendo pagato, come da fatture, quasi 1000 Euro, in contanti. Esclusi farmaci.
Per quanto attiene ancora al Marzola, nella Lista di farmaci indicati per la terapia del linfoma, che acquistammo poi in farmacia, ci fornì subito un farmaco, a titolo gratuìto, NON meglio IDENTIFICATO, in quanto non riportava indicazioni, posologia, e tutte le informazioni che un farmaco dovrebbe riportare, sottoforma di capsule contenute in un barattolino già APERTO, che a suo dire doveva contenere “ciclofosfamide” (un principio attivo usato nella cura dei tumori e del linfoma specifico). Sempre a dire del Marzola, questo farmaco era stato preparato dalla farmacia nei pressi della Clinica Veterinaria e avrebbe dovuto essere somministrato ad un altro cane, morto poco tempo prima, per lo stesso problema di Brenda!
Per quanto ci concerne, non abbiamo mai saputo cosa contenessero realmente queste compresse, e pur non trovando corretto accettare un farmaco aperto e senza indicazioni precise, abbiamo comunque
somministrato a Brenda queste compresse: ad ogni somministrazione stava sempre peggio all’istante! Tra l’altro, il Marzola si raccomandò, come riportato sulla sua Querela, “da usarsi con cautela ed utilizzo di guanti in lattice, direttamente nelle fauci dell’animale”. Conosciamo le controindicazioni di determinati farmaci, ma il dubbio per il contenuto delle compresse rimane! E proprio in virtù del fatto che anche il veterinario era stato industriato!
Questo DIMOSTRA che non abbiamo mai rifiutato cure oncologiche al nostro cane, come invece afferma il Marzola, accettando persino un composto non meglio conosciuto!
Proprio a dimostrazione che avremmo fatto di tutto per salvare Brenda, avendo intuito diverse difficoltà per le cure, in quanto tutti industriati, decidemmo di contattare una veterinaria oncologa di fama: la dott.ssa Laura Marconato. La contattai personalmente tramite Mail che trovai nel Sito Internet del “Centro Oncologico Veterinario” sito in Via . L’oncologa Marconato fu subito molto gentile rispondendo quasi nell’immediato, e con molta disponibilità mi chiese i referti, le ecografie, le radiografie di Brenda.
Naturalmente, d’accordo con mio fratello, le inviai subito quanto richiesto, ecco il testo:
24-ott-2014 20.14
Brenda ha una cartella clinica piuttosto nutrita, con radiografia torace ecografie citologia esami del sangue. Il fenotipo B è stato accertato da ago aspirato. Brenda presenta i linfonodi , tutti, leggermente ingrossati, o meglio, si sono un po' ridotti, ma respira con grande affanno, una cosa impossibile e, soprattutto, il ristagno di liquidi nell'addome e in una gamba, la stanno distruggendo, non dorme mai per tutta la notte, oramai da qualche giorno; è distrutta per l'affanno e la fatica, inoltre è terribilmente anemica in quanto, presenta una grave emorragia interna. Sotto la pancia appare molto arrossata e irritata, presenta ematomi e sangue come se la stessa pancia fosse una specie di spugna imbevuta. Brenda beve moltissimo, in compenso però, ancora mangia!
Le fornisco solo alcune indicazioni ma capisco benissimo che abbia necessità di vedere il cane. Per ora la ringrazio moltissimo e spero si possa intervenire. Eventualmente, posso inviarle documentazione, poi prenderemo accordi.
Mail di Risposta da Parte della Oncologa Veterinaria:
24-ott-2014 20.25
difficilmente il linfoma provoca "una gravissima emorragia interna", a meno che non ci sia rottura d'organo. La Clinica Veterinaria dell'Orologio, di fianco al Centro Oncologico, è un PS 24 ore- se lo desidera, in attesa della visita specialistica con noi, può portarla lì per stabilizzarla, in quanto la situazione mi sembra grave e poco chiara.
Come avevamo ipotizzato mio fratello ed io, anche la veterinaria oncologa Marconato trovava la situazione poco chiara, pur avendole trasmesso una documentazione abbondante!
Anche lei trovava la situazione gravissima consigliando un pronto soccorso nelle vicinanze della Clinica oncologica, per monitorare le funzioni vitali in attesa della visita il giorno dopo.
Dunque, il veterinario Marco Marzola perché non ha accettato di monitorare il cane nella sua Clinica quando lo abbiamo implorato di salvare le funzioni vitali in attesa della sacca di sangue?!
Da notare che, lo stesso Marzola ci aveva già “avvertiti” che “la sacca di sangue non sarebbe servita perché non avrebbe comunque avuto effetto, e poi saremmo stati di nuovo daccapo!”
Questo non era vero, perché Brenda, fisiologicamente, era in grado ancora di produrre il sangue, e lo aveva confermato lo stesso Marzola in una occasione di visita presso la sua struttura! Il problema era che lo perdeva in continuazione a causa dell’emorragia, che nessuno dei veterinari intendeva arginare!
In più occasioni proponemmo al veterinario Marzola di ricoverare Brenda nella sua Clinica, ma lo stesso, ogni volta, ci rispondeva che “non poteva fare più niente”! “Il cane sarebbe morto senz’altro presto e non c’era più niente da fare!”
Lo stesso Marzola, nonostante la nostra continua richiesta di trasfondere al cane una sacca di sangue, sin dalla nostra prima chiamata telefonica avvenuta in data 11/10/2014, ha sempre RIFIUTATO di procurarla, dichiarando che “lui non avrebbe provveduto a reperirla” e senza nessuna altra giustificazione possibile.
In una delle ultime visite presso la struttura del Marzola, facemmo notare al medesimo, che il cane aveva la pancia esageratamente piena di liquido, e una gamba era così piena che non riusciva nemmeno ad appoggiare il piede a terra.
Se il veterinario Marco Marzola avesse potuto svolgere adeguatamente la propria professione, avrebbe senz’altro portato rimedio. Invece, ci consigliò un prodotto a base di ananas, “Ananase”, un diuretico, per modo di espellere i liquidi.
Negli ultimi giorni di vita Brenda soffrì moltissimo a causa della mancanza quasi totale del respiro e della perdita di sangue, causata dalla gravissima emorragia interna, che si stava espandendo nell’organismo.
Il “liquido” che secondo il veterinario Marzola sarebbe stato espulso con un DIURETICO, in realtà era SANGUE!
Nella sua Querela, il Marzola dichiara di essersi attivato in data Venerdì 24/10/2014 per reperire una sacca di sangue da trasfondere a Brenda, dichiarando inoltre di averla trovata nella stessa data, e di avercene dato comunicazione telefonica in giornata stessa.
Dichiara ancora il Marzola che, entrambi, io e mio fratello, non avremmo risposto alle sue chiamate telefoniche, ma che avremmo richiamato in Clinica solo nella nottata del Sabato 25/10/2014.
Questo è assolutamente FALSO, perché, come DIMOSTRANO FOTO che accludo, richiamai la “Clinica Marco Marzola” più volte, in data VENERDI’ 24/10/2014.
In queste chiamate al pronto soccorso della Clinica, come risulta da pubblicità, aperta 24ore su 24, chiedevo disperatamente assistenza ambulatoriale al Marzola e alla sua assistente veterinaria Claudia Canale, la quale rispose alle mie chiamate.
La stessa veterinaria Claudia Canale rispose più volte che, “senza la sacca
di sangue non potevano fare niente per Brenda!”
Quando invece, avrebbero potuto sostenere le funzioni vitali come suggerito dall’oncologa Marconato.
Sempre l’assistente del Marzola, Claudia Canale, dichiarava telefonicamente che, “lei stessa avrebbe potuto personalmente recarsi presso l’istituto zooprofilattico di Legnaro (PD) a ritirare la sacca di sangue, ma, il giorno dopo avrebbe dovuto presenziare al funerale di suo zio, per cui si rifiutò!”
Tengo a far NOTARE, poiché di VITALE IMPORTANZA, che il Marzola si propose di reperire la sacca di sangue quando oramai era davvero troppo tardi per soccorrere Brenda, in quanto, Marzola conosceva molto bene le sue condizioni e il tempo di vita che le restava!
Per cui, per quale motivo il Marzola si attivò per la sacca di sangue solamente tre giorni prima del decesso del cane?
QUANDO AVREBBE POTUTO FARLO SUBITO DOPO LA PRIMA VISITA effettuata al cane, ovvero, in data Domenica 12/10/2014!
Faccio ancora notare un’altra FALSA dichiarazione del Marzola, quando afferma nella sua Querela che, in data Domenica 26/10/2014, mio fratello lo contattò telefonicamente, per comunicare le avverse condizioni del cane.
In realtà, mio fratello Alessandro, chiamò il Marzola in data Sabato 25/10/2014 per chiedere, ancora una volta, di ricoverare Brenda presso la sua struttura, aggiungendo anche, che Brenda presentava un respiro minimo, quasi inesistente, pertanto richiedeva al Marzola di praticarle almeno l’ossigeno.
A tal richiesta, il Marzola si rifiutò, adducendo come giustificazione che “lui l’ossigeno lo utilizzava solo per gli interventi chirurgici e pertanto non lo aveva disponibile!”
A questo punto, mio fratello Alessandro dovette recarsi presso la farmacia comunale n. 1 di Via PortaMare a Ferrara per acquistare una bombola di ossigeno, per aiutare Brenda a respirare.
Come risulta da una delle ultime radiografie effettuate al nostro cane presso l’ambulatorio del veterinario Mauro Bolognesi di Ferrara, in data 22/10/2014, che presenterò in una eventuale discussione, si nota molto bene la presenza di una lacerazione sulla milza. Il veterinario Marco Marzola, per tentare di salvare la vita di Brenda, avrebbe potuto operarla d’urgenza asportando la milza, senza la quale si può comunque vivere, pur con determinati accorgimenti, e avrebbe così arginato la copiosa emorragia. Al riguardo, io e mio fratello, più volte chiedemmo al Marzola di intervenire chirurgicamente, sin dalle prime visite presso la sua struttura. Lo stesso rispondeva che “non poteva fare niente!”
In conclusione, considerando tutti i sintomi evidenziati da Brenda, sin dagli inizi del malessere;
considerando il suggerimento del veterinario Marzola, in riferimento al principio attivo usato come veleno;
considerando il commento della veterinaria oncologa Marconato;
considerando ancora, tutti i precedenti avvelenamenti,
sia io che mio fratello Alessandro siamo concordi nel ritenere che, anche in questo caso, Brenda abbia subìto un ulteriore fatale avvelenamento e per questo motivo, ha dovuto subìre anche la somministrazione di farmaci sbagliati per il tipo di patologia, fatto che ha provocato ancora più sofferenza e agonia.
Entrambi vogliamo porre l‘accento, soprattutto, sulla inadeguatezza delle cure, sull’assoluto mancato soccorso da parte del Marzola, sulla assoluta mancanza di assistenza adeguata e sugli eventuali interventi che lo stesso avrebbe potuto adottare.
Riteniamo pertanto, che il comportamento professionale volontariamente assente del Marzola, abbia certamente contribuito ad aggiungere sofferenza, crudeltà e morte al nostro cane.
Voglio ancora far notare le angherie subìte anche da parte delle forze dell’ordine, e nello specifico di questa circostanza in riferimento al caso del veterinario Marco Marzola, una attuale riprova di ciò, oltre a molte altre denunciate sul nostro Blog, è rappresentata dalla polizia postale, nella cui sede di Chiesuol Del Fosso (Ferrara), ho subìto, e con me mio fratello Alessandro, in data 16/04/2014, un tentativo di intimidazione se non avessi tolto un determinato Post.
Le dichiarazioni rilasciate dalla polizia postale nei miei confronti in sede di indagini, rivelano unicamente la volontà di denigrare e calunniare ingiustamente la mia persona e ledere l’onore e il decoro mio e anche di mio fratello Alessandro, pur non essendo nemmeno coinvolto nella Querela rivolta a me dal veterinario Marzola.
Faccio ancora presente che, le indagini hanno avuto per oggetto, come risulta da fascicolo rilasciatomi dalla procura, anche il numero di telefono cellulare +39 392......, intestato inizialmente a mio nome, Alessandra Gandini, e solo successivamente, a mio fratello Alessandro Gandini, dopo che ho pubblicato questo numero su un Post (contenuto nel nostro Blog), come riferimento per ricevere informazioni riguardo alla reperibilità di una sacca di sangue per il nostro cane, come ho spiegato sopra.
Ebbene, questo numero di cellulare è tuttora attivo presso la compagnia telefonica TIM. Mentre le indagini sarebbero state svolte presso la compagnia telefonica WIND.
Pertanto, ritengo le indagini svolte a mio nome, assolutamente fuorvianti, ingiuste, diffamatorie, offensive, denigratorie, calunniose, lesive dell’onore e decoro personale, superficiali e inconsistenti al punto da non giustificare il sequestro di un intero Blog.
Anche il Ministero Dell’Interno è al corrente, da tempo, del nostro Blog-Denuncia, prova ne sono le varie “visite” registrate dal contatore che, personalmente, ho posto sul Blog. Nonostante le tante denunce pubblicate, non solo non abbiamo mai ricevuto sostegno e aiuti, ma, al contrario, il nostro Blog è stato sequestrato abusivamente, impedendo una legittima espressività non solo come “blogger”, ma soprattutto come cittadini che in virtù di un libero Stato, possono attuare una piena libertà di pensiero e di denuncia, quando accreditato da fatti, nomi e documentazione a riprova di quanto affermato.
Accludo I Seguenti Documenti:
1) Foto delle chiamate da me effettuate alla “Clinica Marco Marzola”, attestanti le date in cui sono state, realmente, effettuate.
2) Mail inviata all’istituto di Igiene di Ferrara, a.u.s.l., dott.ssa C. Berardelli, in data 01/07/2010, per segnalare le continue uccisioni dei nostri cani avvenute per avvelenamento.
3) Denuncia presentata presso la stazione dei carabinieri di Ferrara, Via Del Campo 40, anno 2002, per l’uccisione del nostro cane di razza “Bassotto”, Romy, avvenuta per avvelenamento da topicida.
4) Referto del 07/06/02 redatto dal veterinario Mauro Bolognesi di Ferrara, attestante l’avvelenamento da topicida del nostro cane Romy.
5) Referto del 06/12/03 redatto dal veterinario Mauro Bolognesi di Ferrara, attestante l’avvelenamento del nostro cane razza “Beagle”, Brenda.
6) Referto del 29/10/04 redatto dal veterinario Mauro Bolognesi di Ferrara, attestante l’avvelenamento da topicida di Brenda, razza “Beagle”.
7) Referto del 05/04/06 redatto dal veterinario Mauro Bolognesi di Ferrara, attestante l’avvelenamento da topicida di Brenda, razza “Beagle”.
8) Referto del 04/11/2009 redatto da “L’Ospedale Degli Animali” di Ferrara, dirigente sanitario dott. David Francesco Giraldi, attestante l’avvelenamento da dicumarinici (topicida) di Brenda, razza “Beagle”.
9) Analisi effettuate dalla “Clinica Veterinaria Europa” di Porotto, riguardo al Profilo Emostatico (del sangue) di Brenda, razza “Beagle”, da me contestate in quanto non compatibili in presenza di copiosa emorragia interna.
10) Biglietto adesivo di colore azzurro, attestante il principio attivo contenuto in alcuni erbicidi, con cui sarebbe stata avvelenata Brenda, scritto di proprio pugno davanti a me e a mio fratello Alessandro, dal veterinario Marco Marzola, dove si legge: “Diserbante (2,4 D) Acido Dicloro Fenossiacetico“.
11) Notifica-Mail di “Google” (Blogger) in data 05/06/2015, in cui mi si informa dell’avvenuto sequestro del Blog, a causa di un provvedimento da parte del Tribunale di Ferrara, accluso alla presente mail.
12) Documento accluso alle indagini riguardante il numero di cellulare +39.392..... utenza TIM intestato a mio fratello Alessandro, che evidenzia indagini non corrette, in quanto, erroneamente svolte su utenza WIND e intestata a mio nome, Alessandra Gandini, dove non ho nessun abbonamento telefonico.
13) Documento attestante le presunte indagini sulla mia persona, effettuate dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ferrara, concernente le dichiarazioni volutamente offensive a me rivolte.
14) Foto del contatore di visite inserito sul nostro Blog, che evidenziano alcuni passaggi da parte del Ministero dell’Interno.
15) Mail da me inviata all’Ordine dei medici veterinari in data 11/04/2011, come reclamo, a seguito delle cure inadeguate praticate ai cani della nostra famiglia.
16) Indirizzo del Video che ho girato personalmente, al fine di testimonianza e difesa, riguardo alla vicenda che mi ha vista vittima di percosse da parte del veterinario Marco Biletta, all’interno della struttura di Francolino, attualmente visibile sul social “YouTube” all’indirizzo Internet:
https://www.youtube.com/watch?v=byG0DPOGU6M.
Persone Informate Sui Fatti:
Alessandro Gandini, mio fratello, nato a Ferrara il , residente a Mirabello (FE) in Via , unico componente rimasto in vita della mia famiglia, con il quale vivo attualmente e stabilmente, nella stessa abitazione.
Pertanto, dopo aver spiegato brevemente i fatti, sporgo:
A carico del veterinario Marco Marzola nato a Ferrara il residente a , C.F. , iscritto all'ordine dei Medici Veterinari di Ferrara al n. , titolare e direttore sanitario dell'omonima struttura clinica-veterinaria corrente in Ro, Via Po 5/A, per il reato di calunnia di cui all’art. 368 del c.p. e/o di ogni reato che venisse ravvisato dai fatti di cui alla narrativa.
La sottoscritta riservandosi la possibilità di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale di condanna ai sensi dell’art. 459 c.p.,
Chiede inoltre di essere avvisata della conclusione delle indagini preliminari nonché nell’ipotesi di cui all’art. 408 e 411 c.p.p.
INOLTRE CHIEDO
Il dissequestro immediato del Blog con indirizzo internet http://alessandragandini.blogspot.it/ poiché, come spiegato sopra, non sussistono motivi per oscurarlo.
Mirabello (Ferrara) lì
http://alessandragandini.blogspot.fr/2015/09/la-mia-opposizione-alla-richiesta-di.html