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Timestamp: 2018-10-21 21:43:53+00:00
Document Index: 179411632

Matched Legal Cases: ['art.87', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 86', 'art. 87', 'art. 4', 'sentenza ']

1 N /2011 N /2009 REG.PROV.COLL. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna ha pronunciato la presente (Sezione Seconda) SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1199 del 2009, proposto da: Ericsson Telecomunicazioni s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avv. Massimiliano De Luca, con domicilio eletto presso lo studio dell avv. Vittorio Romano Bonora, in Bologna, via Castiglione n. 41; contro Comune di Casalecchio di Reno, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Antonella Trentini, con domicilio eletto presso la Segreteria T.A.R., in Bologna, Strada Maggiore n. 53; per l'annullamento, previa sospensiva, della nota in data 15 giugno 2009, con la quale il comune di Casalecchio di Reno ha comunicato alla Ericsson Telecomunicazioni s.p.a. che la richiesta di autorizzazione per la realizzazione di una stazione radio base per il servizio pubblico di telefonia mobile, da installare in Casalecchio di Reno, via Canonica n. 56 -sito denominato "Don Sturzo"- nonché la domanda di autorizzazione ad intervenire in zona soggetta a vincolo paesistico ai sensi del D. Lgs. n. 42 del 2004 non potevano essere accolte in quanto " si ritiene l'intervento in contrasto dal punto di vista paesaggistico con il
2 Decreto Ministeriale in data , in particolare viene a creare contrasto visivo con la tutela dell'incisione fluviale bene incorniciata dei boschi in riva destra e dai monti che formano un quadro naturale di singolare bellezza godibile da numerosi luoghi lungo la Via Porrettana e dal ponte di Casalecchio. Quanto sopra anche in considerazione di un'eccessiva concentrazione di camini e finti camini porta ad un peggioramento del contesto paesaggistico", nonché tutti gli atti preparatori, preordinati, presupposti, tra cui pareri contrari della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio espressi nella seduta del con verbale n. 5 e la nota inviata dal comune di Casalecchio di Reno il 21 maggio 2009 che si impugnano anche autonomamente con il presente ricorso e di tutti gli altri atti consequenziali e comunque connessi; nonché per l'accertamento della formazione del silenzioassenso, al sensi dell'art.87, comma 9, D. Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, sulla suddetta richiesta di autorizzazione e del conseguente diritto della Società ricorrente alla attivazione e all'esercizio della stazione radio base oggetto dell istanza di cui sopra, nonché per la condanna del Comune di Casalecchio di Reno al risarcimento dei danni subiti dalla società ricorrente. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del comune di Casalecchio di Reno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore, all'udienza pubblica del giorno 19 maggio 2011, il dott. Umberto Giovannini e uditi, per le parti, i difensori come specificato nel verbale;
3 Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Con il ricorso in esame, una società che gestisce rete e impianti per il servizio di telefonia mobile, chiede per l'annullamento, previa sospensiva, della nota in data 15/6/2009, con la quale il comune di Casalecchio di Reno le ha comunicato il rigetto sia della richiesta di autorizzazione per la realizzazione di una stazione radio base per il servizio pubblico di telefonia mobile da installare in Casalecchio di Reno, via Canonica n. 56 -sito denominato "Don Sturzo"- sia della richiesta di autorizzazione ad intervenire in zona soggetta a vincolo paesistico ex D. Lgs. n. 42 del 2004, così motivando i gravati dinieghi: " si ritiene l'intervento in contrasto dal punto di vista paesaggistico con il Decreto Ministeriale in data , in particolare viene a creare contrasto visivo con la tutela dell'incisione fluviale bene incorniciata dei boschi in riva destra e dai monti che formano un quadro naturale di singolare bellezza godibile da numerosi luoghi lungo la Via Porrettana e dal ponte di Casalecchio. Quanto sopra anche in considerazione di un'eccessiva concentrazione di camini e finti camini che porta ad un peggioramento del contesto paesaggistico". La ricorrente parimenti impugna anche tutti gli ulteriori atti preparatori, preordinati, presupposti, tra i quali, i pareri contrari della Commissione Comunale per la Qualità Architettonica e il Paesaggio espressi nella seduta del 13/5/2009 e la nota del Comune in data 21/5/2009. La società istante svolge, inoltre, azione per l'accertamento dell intervenuta formazione del silenzio-assenso sulla suddetta domanda, come prevista ell'art. 87, comma 9, del D. Lgs. n. 259 del 2003, e del conseguente diritto della Società ricorrente alla
4 attivazione e all'esercizio della stazione radio base oggetto dell istanza di cui sopra. La società svolge, infine, subordinata azione di condanna della amministrazione comunale al risarcimento dei danni che essa ritiene di avere subito a causa dei gravati provvedimenti. A sostegno dell impugnativa, essa deduce motivi in diritto rilevanti violazione degli artt. 86 e 87, nonché 88 e 89 del D. Lgs. n. 259 del 2003, degli artt. 10 bis e 14 l. n. 241 del 1990; violazione del D.M. 25/1/2006; eccesso di potere sotto i profili della carenza di motivazione, dell illogicità manifesta, dello sviamento, della mancanza dei presupposti di fatto e di diritto; violazione dei principi di trasparenza e di parità di trattamento. Si è costituito in resistenza il comune di Casalecchio di Reno, chiedendo la reiezione del ricorso perché infondato. Alla pubblica udienza del 19/5/2011, la causa è stata chiamata e, quindi, è stata trattenuta per la decisione, come da verbale. Il Collegio osserva che è infondato il primo mezzo d impugnazione, con il quale la ricorrente ritiene violati gli artt. 86 e 87 del D. Lgs. n. 259 del 2003 (c.d. Codice delle Comunicazioni), poiché il Comune le avrebbe tardivamente chiesto (oltre il termine di 15 gg. previsto ex lege ) ulteriore documentazione concernente l autorizzazione in parola. A ciò consegue, a dire della società istante, che sulla relativa domanda si sarebbe già formato il silenzio assenso di cui all art. 87, comma 5 del Codice delle Comunicazioni. Si osserva, invece, che, nel caso in esame, non è intervenuta la formazione del silenzio assenso, poiché la comunicazione alla quale fa riferimento la società non concerne un ulteriore richiesta documentale, consistendo essa nell avviso di un possibile esito negativo della domanda di autorizzazione, con contestuale invito alla
5 richiedente, ai sensi dell art. 10 bis L. n. 241 del 1990, di trasmettere le proprie eventuali osservazioni al riguardo (v. doc. n. 8 del Comune). Non sussiste, poi, nemmeno violazione dello stesso art. 10 bis, stante che la ratio di detta norma è di garantire al privato, in via generale, una più efficace partecipazione al procedimento amministrativo iniziato su istanza del medesimo, dandogli la possibilità, nei casi di segnalazione di probabile esito negativo della domanda, di fare pervenire all amministrazione le proprie osservazioni prima dell adozione del provvedimento finale (v. in termini: T.A.R. Campania -NA- Sez. VII, 3/4/2009 n. 1722). Va inoltre rilevato che, una volta comunicato l avviso di probabile esito negativo del procedimento, il relativo termine per concluderlo è oggetto di interruzione e non di sospensione, con la conseguenza che esso ricomincia a decorrere ex novo o dalla data di ricevimento delle osservazioni da parte dell interessato o dalla data di scadenza del termine stabilito per presentarle. Nemmeno può trovare accoglimento, ad avviso del Collegio,il secondo mezzo d impugnazione, stante che, nella Regione Emilia Romagna, la L. R. n. 30 del 2000 e s.m. e i. prevede per la localizzazione e l installazione di nuove stazioni radio base o impianti di telefonia mobile - uno specifico iter procedimentale, a conclusione del quale il Comune rilascia al gestore la relativa autorizzazione unica, con conseguente insussistenza della asserita violazione, per mancata applicazione, degli artt. 86, 87, 88 e 89 del codice delle comunicazioni lamentata dalla ricorrente. Nel caso di specie, inoltre, trattasi di impianto da localizzare in area soggetta a tutela paesaggistica, con conseguente applicazione della relativa specifica normativa di cui al D. Lgs. n. 42 del 2004, come del resto
6 espressamente stabilisce lo stesso Codice delle Comunicazioni, all art. 86, comma 4. Il Collegio ritiene infondato, inoltre, l ulteriore mezzo d impugnazione, con il quale si ritiene che il provvedimento comunale e il presupposto parere della Commissione per la qualità Architettonica e il Paesaggio siano carenti di motivazione riguardo al preteso contrasto tra l impianto da installare e il punto di vista paesaggistico tutelato con il D. M. 25/1/1966, tali atti non consentendo, secondo la tesi prospettata in ricorso, di individuare con esattezza le eventuali lacune del progetto che hanno determinato il diniego comunale. Nella specie, si osserva, invece, che il provvedimento comunale è sorretto da congrua motivazione, contenuta per relationem sia nel già citato preavviso di rigetto sia nel parere espresso dalla competente commissione comunale. In tali atti, infatti, l ente preposto alla tutela del vincolo esplicita con chiarezza i motivi per i quali l impianto della ricorrente in ragione delle considerevoli struttura e altezza è ritenuto incompatibile con il paesaggio oggetto di tutela. La ricorrente sostiene, inoltre, l illegittimità del provvedimento impugnato anche in relazione alla ritenuta eccessiva estensione territoriale operata dal comune di Casalecchio di Reno - dell area vincolata ai sensi del citato decreto impositivo. Detta censura è infondata in riferimento al provvedimento comunale, in quanto dalle risultanze in atti, l area in questione rientra nella zona assoggettata a vincolo con il citato decreto ministeriale (v. doc. n. 11 del Comune) ed è altresì inammissibile, in quanto impingente nel merito dell azione amministrativa, se riferita alla scelta, operata a suo tempo dal competente Ministero, relativa all estensione del suddetto vincolo paesaggistico). Il Collegio non ritiene, infatti, che detta
7 vincolo paesaggistico). Il Collegio non ritiene, infatti, che detta estensione sia ictu oculi irragionevole o appaia comunque sproporzionata rispetto al bene oggetto di tutela. Il Collegio nemmeno condivide, poi, le considerazioni sviluppate con gli ultimi tre motivi di ricorso, dato che, nella specie, e come in precedenza è stato accertato, sulla domanda della società non si è formato il silenzio assenso di cui all art. 87, comma 9, del D. Lgs. n. 259 del 2003, con conseguente evidente insussistenza di alcuna violazione dell art. 4, comma 3, dello stesso decreto e degli artt. 97 e 41 della Carta Costituzionale. Per quanto sopra esposto, risultando infondati tutti i mezzi d impugnazione,va di conseguenza respinta la relativa azione impugnatoria svolta dalla ricorrente. Va infine respinta, in quanto subordinata e strumentale rispetto a tale azione, anche la richiesta risarcitoria ulteriormente proposta dalla ricorrente. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'emilia Romagna, Bologna (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna la ricorrente, quale parte soccombente, al pagamento, in favore del comune di Casalecchio di Reno, delle spese relative al presente giudizio, che liquida per l importo onnicomprensivo di! ,00 (tremilacinquecento/00). Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Bologna, nella camera di consiglio del giorno 19 maggio 2011, con l'intervento dei magistrati:
8 Giancarlo Mozzarelli, Presidente Bruno Lelli, Consigliere Umberto Giovannini, Consigliere, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 04/10/2011 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)