Source: https://www.giancarlorestivo.it/formatore/36-lezione-6-recenti-sviluppi-del-federalismo-russo-pluralismo-e-federalismo-organizzazione-statale.html
Timestamp: 2020-07-12 22:08:13+00:00
Document Index: 184696524

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 69', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 66', 'art. 66']

Lezione 6: Sviluppi del federalismo russo/Pluralismo e Federalismo: Organizzazione statale
L’art. 1 della Costituzione della Federazione Russa dichiara che la Russia «è uno Stato di diritto, federale, democratico avente forma di governo repubblicana»; è interessante notare che la definizione di Stato federale assume, nel nuovo testo costituzionale, carattere fondamentale (così come la forma di Stato democratica, di diritto e repubblicana) e non modificabile se non mediante l’adozione di una nuova Costituzione.
La Federazione Russa basa la propria organizzazione statale sul principio nazional-territoriale: l’adozione di una struttura federale impone la necessità di una disciplina per il funzionamento dello Stato, considerato nel suo insieme e nelle sue singole parti; in primis è necessario il riconoscimento dello status di Soggetto nei rapporti tra Stato federale e i membri che compongono la sua organizzazione. Ai Soggetti elencati dalla Costituzione del 1993 (art. 5, c. 2) è riconosciuto il diritto di emanare un atto normativo proprio: la Costituzione per le Repubbliche e lo Statuto per gli altri Soggetti federali; per tutti è prevista una propria legislazione.
La Costituzione federale regola solo le questioni fondamentali riguardanti i Soggetti della Federazione, mentre le Costituzioni e gli Statuti dei Soggetti risolvono tutte le questioni particolari legate all’organizzazione del potere pubblico e al suo funzionamento. I diritti e le libertà civiche sono trattati in maniera esauriente dalla Costituzione federale.
La struttura federale dello Stato, garantendo costituzionalmente i diritti delle minoranze etniche, in conformità ai principi e alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute e ai trattati internazionali della Federazione Russa (art. 69), permette ai piccoli raggruppamenti e comunità nazionali di collaborare nel campo della vita quotidiana comune e della organizzazione delle collettività etniche, sebbene, in base all’art. 68, lingua ufficiale della Federazione su tutto il territorio sia la lingua russa (solo le Repubbliche hanno il diritto di servirsi della propria lingua, che viene impiegata alla pari con la lingua ufficiale della Federazione dagli organi del potere statale, dagli organi dell’autonomia locale e dalle istituzioni statali delle Repubbliche).
In base all’art. 1 della Costituzione, «La Federazione di Russia è uno Stato di diritto, federale e democratico, a forma di governo repubblicana»; essa sembrerebbe quindi corrispondere ad un modello multinazionale paritario, laddove all’art. 5 del testo costituzionale i componenti della Federazione, denominati Soggetti, hanno pari diritti tra loro e nei rapporti con gli organi del potere centrale.
Ma la realtà si discosta molto da tali affermazioni, poiché, sebbene l’art. 5 dichiari l’uguaglianza dei Soggetti federali, allo stesso tempo prevede una diversa disciplina a seconda che si tratti delle Repubbliche (Respublika), dei Territori (Kraj), delle Regioni (Oblast’), delle Città di livello federale (Gorod federal’nogo značenija), della Regione autonoma (Avtonomnaja oblast’) e dei Circondari autonomi (Avtonomnyi okrug).
Infatti, solamente le 21 Repubbliche vengono definite “Stati”, hanno il diritto di emanare una propria Costituzione e, in conformità ad essa, possono porre in essere una propria legislazione e atti sublegislativi.
I 6 Territori, le 49 Regioni, le 2 Città di importanza federale, la Regione autonoma e i 10 Circondari autonomi non sono invece qualificati dalla Costituzione federale come “Stati”, quanto piuttosto la dottrina li definisce “formazioni statali” dotate di attributi della statualità, che possono adottare, nel rispetto dei limiti costituzionali, Statuti al posto di Costituzioni.
Ancora, si evince una differenza di trattamento dei Soggetti federali in quanto la Costituzione nulla dice circa le modalità di approvazione delle Costituzioni delle Repubbliche, che possono essere adottate sia dai rispettivi organi legislativi, sia in seguito allo svolgimento di un referendum (l’art. 66 al primo c. afferma che «Lo status di Repubblica è definito dalla Costituzione della Federazione Russa e dalla Costituzione della Repubblica»), mentre per quanto concerne gli altri Soggetti, in base al secondo c. dell’art. 66 «Lo status di Territorio, Regione, di Città di importanza federale, di Regione autonoma, di Circondario autonomo è definito dalla Costituzione della Federazione Russa e dallo Statuto del Territorio, della Regione, della Città di importanza federale, della Regione autonoma, del Circondario autonomo, adottato dall’organo legislativo (rappresentativo) del rispettivo Soggetto della Federazione Russa».
La Costituzione del 1993 rappresenta quindi una sorta di compromesso nel diritto costituzionale russo, perché se da un lato afferma solennemente l’uguaglianza dei Soggetti federali, dall’altro non indugia nel differenziare le Repubbliche dalle altre formazioni statali, attribuendo alle prime dei privilegi che, se appaiono solo formali (l’impiego della propria lingua di stato accanto alla lingua russa, gli attributi politici di Stato e di Costituzione), in realtà risultano essere l’affermazione della non uguaglianza di tutti i Soggetti federali (bisogna dire anche che molte leggi fondamentali dei Soggetti sono state adottate prima dell’entrata in vigore della Costituzione federale e che la legge federale «Sui principi e le modalità di delimitazione delle materie di competenza e dei poteri tra gli organi del potere statale della Federazione di Russia e gli organi del potere statale dei Soggetti della Federazione di Russia» e la legge federale «Sui principi generali di organizzazione degli organi legislativi (rappresentativi) ed esecutivi del potere statale dei Soggetti della Federazione Russa» sono state adottate solo nel 1999: alcune Carte costituzionali delle Repubbliche si trovano in contrasto con la Costituzione federale, in particolare, circa le dichiarazioni di principio sulla sovranità delle Repubbliche).
Sebbene la Costituzione non stabilisca l’obbligo che determinati Soggetti (i Circondari autonomi) della Federazione debbano trovarsi all’interno dei Territori o delle Regioni, ma dichiari che hanno il diritto di uscire dal Territorio o dalla Regione, anche la disciplina prevista per i Circondari autonomi, in contrapposizione ai privilegi delle Repubbliche, rende evidente la differenza di trattamento dei vari Soggetti, la cui considerazione da parte del Governo centrale ricalca la suddivisione territoriale e amministrativa del Paese.
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