Source: http://www.cartellopoli.net/2015_06_01_archive.html
Timestamp: 2017-06-29 02:12:30+00:00
Document Index: 54299466

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 20', 'art. 39', 'art. 23', 'art. 38', 'art. 42', 'art. 47', 'art. 51']

CARTELLOPOLI: giugno 2015
Gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 che entro il 20 maggio 2015 non sono stati convertiti sullo stesso posto in impianti di mt. 3 x 2
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3-che-entro-il-20-maggio-2015-non-sono-stati-convertiti-sullo-stesso-posto-in-impianti-di-mt-3-x-2/
Su questo stesso sito il 22 dicembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Il
TAR del Lazio accoglie parzialmente il ricorso della SCI sospendendo fino al 20 maggio 2015 la decorrenza della conversione degli impianti pubblicitari di formato 4 x 3”, che dava notizia della Ordinanza n. 06520 del 18 dicembre 2014 con
cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio aveva prorogato fino al 20 maggio 2015 il temine ultimo utile entro cui convertire tutti gli impianti di formato 4 x 3, che invece il Dott. Francesco Paciello aveva fissato al 31 gennaio 2015, diffidando le ditte con Nota prot. LR BG 61384 del 23 settembre 2014. (http://www.vasroma.it/il-tar-del-lazio-accoglie-parzialmente-il-ricorso-della-sci-sospendendo-fino-al-20-maggio-2015-la-decorrenza-della-conversione-degli-impianti-pubblicitari-di-formato-4-x-3/).
L’atto del Dott. Francesco Paciello è stato impugnato al TAR che ha prorogato al 20 maggio 2015 la scadenza fissata al 31 gennaio 2015.
La stessa proroga è stata concessa alla ditta “FOX” con Ordinanza del TAR del Lazio n. 06524 del 18 dicembre 2014, alla ditta “D & D OUTDOR ADVERTISING” con Ordinanza del TAR del Lazio n. 06523 del 18 dicembre 2014, alla ditta “WAYAP” con Ordinanza del TAR del Lazio n. 06522 del 18 dicembre 2014, alla ditta “A.P.A. (AGENZIA PUBBLICITÀ AFFISSIONI)” con Ordinanza del TAR del Lazio n. 06508 del 18 dicembre 2014 ed alla ditta “CLEAR CHANNEL AFFITALIA” con Ordinanza del TAR del Lazio n. 06525 del 18 dicembre 2014. (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/)
La proroga fino al 20 maggio 2015 che la seconda Sezione del TAR del Lazio ha concesso alle suddette 6 ditte pubblicitarie per trasformare i propri impianti dal formato 4 x 3 a mt. 3 x 2 non poteva non valere conseguentemente anche per tutte le altre ditte pubblicitarie. È quanto ha espressamente riconosciuto il Dott. Francesco Paciello con la seguente Nota prot. QH/1631 del 13 gennaio 2015 con cui ha rettificato la diffida trasmessa con Nota prot. LR/BG/61384 del 23 settembre 2014 ed ha comunicato che “non si procederà a sanzionare gli impianti pubblicitari di dimensioni superiori al formato 3 x 2 fino al 20 maggio 2015”, precisando che la decisione è “in aderenza alle decisioni fino ad oggi assunte dal Tar in sede cautelare” e che ”per
motivi di equità, il termine suddetto è esteso a tutte le Società inserite nella Nuova Banca Dati, ancorché non ricorrenti o che hanno già
avviato la trasformazione degli impianti pubblicitari”.
Una volta decorso il termine del 20 maggio 2015, il Dott. Francesco Paciello ha trasmesso la seguente Nota prot. QH 3681 del 22 maggio 2015.
Come si può bene vedere, il Dott. Francesco Paciello considera cessati dallo scorso 21 maggio “gli effetti della tutela cautelare concessa dal TAR Lazio fino all’udienza del 20.5.2015” e comunica contestualmente che “si
procederà all’accertamento degli impianti ancora esistenti nel formato 4
x 3 e di quelli il cui colore non è conforme alle prescrizioni fissate con Deliberazione G.C. n. 380/2014”. Riguardo al colore prescritto c’è da sapere che con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 è stato tenuto conto delle 6 Ordinanze cautelari emanate dal TAR del Lazio il 18.12.2014, per cui è stato deciso, “altresì,
di stabilire che, entro il 20 maggio 2015, in applicazione dell’art. 19
comma 2 del Regolamento di Pubblicità (deliberazione Assemblea Capitolina n. 50/2014) tutti gli impianti pubblicitari, sia SPQR che di proprietà privati, già inseriti nella Nuova Banca Dati e mantenuti sul territorio ai sensi dell’art. 34 comma 9 del Regolamento di Pubblicità devono presentare la caratteristica tecnica del colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305, allo scopo di assicurare uniformità tra gli impianti installati sul territorio e migliorarne l’impatto visivo complessivo nonché l’inserimento nel contesto urbano”.
La nota è indirizzata anche a tutti i Centri Media per avvertirli che, “in quanto già a conoscenza del divieto di utilizzo del formato 4 x 3, saranno considerati responsabili della violazione”: allo stesso riguardo la nota precisa inoltre che “sarà considerato responsabile in solido il soggetto pubblicizzato”. La nota si chiude precisando che “la
presente comunicazione costituisce comunicazione di avvio del procedimento ai sensi della legge 241/90 a tutela, oltre che delle disposizioni predette, anche della parità di trattamento tra gli operatori del settore e del principio di concorrenza”: ricorda infine che “nel termine di 10 giorni dal ricevimento della presente è possibile inviare eventuali osservazioni corredate da documenti”. Nei 10 giorni successivi diverse ditte pubblicitarie che non avevano provveduto alla rimozione degli impianti di mt. 4 x 3 entro il 20 maggio 2015 hanno trasmesso un proprio cronoprogramma entro cui si sono impegnate a convertire tutti gli impianti di loro proprietà di queste dimensioni. Con specifiche Determinazioni Dirigenziali il Dott. Francesco Paciello ha approvato il cronoprogramma di un certo numero di ditte, a cui ha concesso l’utilizzo del formato 3 x
2 sugli impianti di mt. 4 x 3 per tutto il tempo che non verranno convertiti in impianti di mt. 3 x 2. Come risulta dall’aggiornamento
all’8 giugno 2015 dell’elenco delle ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati, con specifiche Determinazioni Dirigenziali tutte del 4
giugno 2015 il Dott. Francesco Paciello ha approvato nell’ordine il cronoprogramma delle seguenti ditte:
I.G.A. (IMPIANTI GESTIONE AFFISSIONI S.R.L.) (codice NBD 0513) – D.D. n. 1284 prot. 40350 del 4 giugno 2015 GREGOR (codice NBD 0074) – D.D. 1285 prot. n. 40354 del 4 giugno 2015 A.P.A. (AGENZIA PUBBLICITÀ AFFISSIONI) – (codice NBD 0044) – D. D. n. 1286 prot. n. 40355 del 4 giugno 2015 CLEAR C HANNEL AFFITALIA – (codice NBD 0025) D.D. n. 1287 prot. n. 40361 del 4 giugno 2015 Dall’ulteriore Elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 12 giugno 2015
risultano altre 4 Determinazioni Dirigenziali tutte dell’8 giugno 2015 con cui il Dott. Francesco Paciello ha approvato nell’ordine anche il cronoprogramma delle seguenti ditte: MEDIA GROUP S.R.L. UNIPERSONALE (codice NBD 0446) – D.D. 1288 prot. n. 40363 dell’8 giugno 2015 SARILA (codice NBD 0064) – D.D. 1300 prot. n. 41128 dell’8 giugno 2015 UNIGAMMA (codice NBD 0093) – D.D. 1301 prot. n. 41131 dell’8 giugno 2015 S.E.P. (codice NBD 0083) – D.D. 1302 prot. n. 41132 dell’8 giugno 2015 Va fatto anzitutto presente che
tutte ed 8 le suddette ditte pubblicitarie risultano avere adempiuto entro il 31 gennaio 2015 alla dichiarazione NBD 2015, avendo pagato quanto meno le prime rate del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.) e/o del canone di locazione degli impianti SPQR anche e soprattutto per gli impianti di mt. 4 x 3 che si sono impegnati a convertire entro un congruo termine e su cui hanno quindi acquisito il diritto di utilizzo ai fini pubblicitari: ma va precisato che per motivi di equità e soprattutto per evitare disparità di trattamento in particolare con le ditte pubblicitarie che hanno già convertito i propri impianti da 4 x 3 a
mt. 3 x 2, il Dott. Francesco Paciello ha dovuto concedere un utilizzo temporaneo della sola pubblicità da mt. 3 x 2 su impianti di mt. 4 x 3 non ancora convertiti. Si sono iniziate così a vedere affissioni pubblicitarie i mt.
3 x 2 su impianti ancora di dimensioni di 4 x 3, come attestano le seguenti foto.
Impianto pubblicitario in viale Mazzini (foto scattata l’11 giugno 2015) Va al tempo stesso messo in grande risalto che debbono essere perseguite e sanzionate le ditte pubblicitarie che non hanno rimosso i propri impianti di mt. 4 x 3 entro
il 20 maggio 2015 né hanno presentato e comunque avuto approvato un cronoprogramma entro cui mettersi in regola, ma che continuano ad utilizzarli speculativamente con la pubblicità di manifesti di mt. 4 x 3
affissi illecitamente sui medesimi impianti, come attestano le seguenti
Impianto della ditta “Spot” installato in Via Flaminia – Viale di Tor di Quinto
Impianto pubblicitario della ditta R.B. Pubblicità di mt. 8 x 3 installato in Viale di Tor di Quinto
(altezza dell’incrocio con via Flaminia Vecchia)
(cartellone ottenuto affiancando due impianti di mt. 4 x3)
Va altresì precisato che gli 8 cronoprogrammi fin qui approvati dal Dott. Francesco Paciello non hanno una ugual durata, ma non vanno oltre il prossimo mese di settembre: non essendo ancora state pubblicate le 8 Determinazioni Dirigenziali, non è possibile al momento conoscere il termine ultimo di tempo entro cui ognuna delle suddette 8 ditte pubblicitarie si è impegnata a convertire tutti i propri impianti di mt. 4 x 3, scaduto comunque il quale senza avere ottemperato in tutto o in parte saranno sanzionabili tutti gli impianti non ancora convertiti. Fanno eccezione gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 della ditta “S.C.I. (SOCIETÀ CONCESSIONI INTERNAZIONALI) installati lungo i tracciati ferroviari, per i quali sembra essere stato concessa la scadenza del 10 ottobre 2015 per convertirli tutti in impianti di mt. 3 x 2: i motivi sarebbero legati ai
tempi di perfezionamento con RFI del subentro nella concessione alla CBS. Una conferma indiretta verrebbe dalla constatazione che tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 installati sulla via Cassia a ridosso della ferrovia San Pietro-La Storta sono al momento oscurati. (foto scattata il 13 giugno 2015)
(foto scattata il 13 giugno 2015) Parimenti oscurati risultano gli impianti installati in Viale
di Tor di Quinto a ridosso del rilevato ferroviario che erano prima in concessione alla CBS.
(foto scattata il 13 giugno 2015) Ma va al tempo stesso messo in rilievo che la S.C.I. non risulta al momento avere un cronoprogramma approvato né risulta avere convertito i propri impianti di mt. 4 x 3 entro lo scorso 20 maggio, come attestano le seguenti foto scattate il 13 giugno 2015, su cui continua ad essere illecitamente sfruttata la pubblicità di manifesti di mt. 4 x 3 affissi illecitamente sui medesimi impianti.
Impianto installato in Via Cassia
(altezza istituto “Bona Crux”)
Impianto installato in Via Flaminia – Viale di Tor di Quinto
Impianti installati in Viale di Tor di Quinto
Impianto installato in piazza Cardinal Consalvi
(foto scattata il 13 giugno 2015) Va messo poi in evidenza che, ad eccezione dell’A.P.A., della GREGOR, dell’UNIGAMMA e della MEDIA GROUP UNIPERSONALE, tutte le rimanenti 4 ditte pubblicitarie hanno installato anche degli impianti “senza scheda”, con la I.G.A. che risulta avere installato pure 5 impianti “senza scheda” da mt. 4 x 3: va
quindi messo in risalto che tutti questi impianti “senza scheda” rimangono abusivi a tutti gli effetti e che per quelli di formato 4 x 3 non vale conseguentemente il cronoprogramma così come approvato dal Dott. Francesco Paciello. A distanza di 6-10 giorni dalla approvazione dei rispettivi cronoprogrammi, la situazione a cui si assiste sul territorio della capitale denota un comportamento delle ditte pubblicitarie che non appare del tutto coerente con quanto ognuna di esse si è impegnata a fare. Analizziamone i singoli comportamenti. CLEAR CHANNEL AFFITALIA
(codice NBD 0025) A 10 giorni di distanza dalla approvazione del suo cronoprogramma risulta che nella sola zona di Roma Nord questa ditta ha convertito alcuni dei suoi impianti da mt. 4 x 3 a mt. 3 x 2, come attesta la seguente foto.
Impianto convertito in via Cassia (all’altezza dell’incrocio con via Quadroni)
L’impianto originario di mt. 4 x 3 ora convertito
Risulta anche avere già utilizzato manifesti di mt. 3 x 32 su
propri impianti di mt. 4 x 3 ancora non convertiti, come attestano le foto seguenti.
Tre impianti di mt. 4 x 3 installati sul Largo della Giustiniana con pubblicità di mt. 3 x 2
Tre impianti di mt. 4 x 3 installati su Viale di Tor di Quinto con pubblicità di mt. 3 x 2
(a ridosso della collina di Tor di Quinto)
due impianti di mt. 4 x 3 installati su Viale di Tor di Quinto con pubblicità di mt. 3 x 2
(a ridosso dello svincolo per la via del Foro Italico)
Impiant0 di mt. 4 x 3 installato in via Flaminia con pubblicità di mt. 3 x 2
(all’altezza dell’incrocio con via Guido Reni)
Ma risulta al tempo stesso continuare a sfruttare la pubblicità di manifesti di mt. 4 x 3 affissi illecitamente sui medesimi impianti, come attesta la foto seguente che lascia vedere sulla destra i tre impianti installati a ridosso della collina di Tor di Quinto, dove invece è stato utilizzato il formato pubblicitario di mt. 3 x 2.
Impianto di mt. 4 x 3 installato su Viale di Tor di Quinto con uguale pubblicità di mt. 4 x 3
(codice NBD 0074)
Questa ditta dalla fine del 2013 si è distinta per avere riempito Roma di megaimpianti di mt. 8 x 3 che sono stati ottenuti affiancando due impianti di mt. 4 x 3 e che risultavano quindi del tutto
illeciti prima ancora che il nuovo Regolamento di Pubblicità, approvato
con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, abolisse gli impianti di formato 4 x 3. Il 1° comma dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità dispone che a decorrere dal 1 gennaio 2015 devono essere convertiti in impianti di mt. 3 x 2 anche tutti gli impianti di dimensioni superiori ai 12 mq., vale a dire i 4 x 3: entro il 20 maggio 2015 la GREGOR non ha
provveduto a rimuovere nessuno dei suoi impianti di mt. 8 x 3. A 10 giorni di distanza dalla approvazione del suo cronoprogramma risulta che nella sola zona di Roma Nord questa ditta ha provveduto per ora solo ad oscurare due di questi megacartelloni, come attestano le foto seguenti: sarà interessante vedere al riguardo come vi
verranno utilizzati formati pubblicitari di mt. 3 x 2 (presumibilmente uno per cartellone di mt. 4 x 3).
Impianto al momento oscurato di mt. 8 x 3 installato in via Cassia
(a ridosso del muro di cinta dell’Ospedale Fatebenefratelli)
Impianto al momento oscurato di mt. 8 x 3 installato in viale di Tor di Quinto
(a ridosso della spalletta del rilevato ferroviario)
Ma al tempo stesso la GREGOR continua a sfruttare del tutto illecitamente la pubblicità di manifesti di mt. 8 x 3 affissi illecitamente sul megaimpianto installato in via Cassia all’altezza di Villa Manzoni, come attesta la seguente foto.
Impianto di mt. 8 x 3 installato in via Cassia
(all’altezza di Villa Manzoni)
A.P.A. (AGENZIA PUBBLICITÀ AFFISSIONI) (codice NBD 0044) A 10 giorni di distanza dalla approvazione del suo cronoprogramma risulta che nella sola zona di Roma Nord questa ditta ha convertito alcuni dei suoi impianti da mt. 4 x 3 a mt. 3 x 2, come attesta la seguente foto.
due impianti di mt. 3 x 2 installati su Viale di Tor di Quinto
Gli stessi due impianti A.P.A. quando erano di dimensioni 4 x 3
(foto scattata il 12 febbraio 2015)
MEDIA GROUP S.R.L. UNIPERSONALE
(codice NBD 0446)
Con tale denominazione sociale è subentrata alla ditta “MG ADVERTISIONG” (codice NBD 0056), di cui ha acquisito molti impianti, mantenendone la cimasa “MG”.
A distanza di 10 giorni dalla approvazione del suo cronoprogramma risulta che questa ditta continua a sfruttare la pubblicità di manifesti di mt. 4 x 3 affissi illecitamente sui medesimi impianti, come attesta la foto seguente.
Due impianti di mt. 4 x 3 installati in via della Stazione di Tor di Quinto
(all’incrocio con Viale di Tor di Quinto)
Come si può vedere dal confronto con la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps, risalente al mese di luglio del 2014, la ditta ha provveduto soltanto a verniciare i suoi due impianti di colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305 e ad eliminare la pubblicità soltanto sull’impianto di destra.
La MEDIA GROUP S.R.L. UNIPERSONALE ha invece provveduto a convertire due altri suoi impianti di mt. 4 x 3 installati sul Viale di Tor di Quinto all’altezza dello svincolo per via del Foro Italico.
Due impianti convertiti in Viale di Tor di Quinto
Gli stessi due impianti quando erano di dimensioni 4 x 3
Questa ditta ha provveduto anche ad utilizzare la pubblicità di formati 3 x 2 su propri impianti di mt. 4 x 3, come attesta la foto seguente.
Impianto installato in via Cassia a ridosso del muro di cinta dell’Ospedale Fatebenefratelli
In conclusione i diversi Gruppi del Corpo di Polizia Municipale di Roma capitale possono ed anzi debbono sanzionare:
– tutti gli impianti e tutti i relativi manifesti pubblicitari la cui superficie sia uguale a mq. 4 x 3, (caso degli impianti non convertiti e sfruttati con pubblicità illecita) perché in violazione , anche con pronoprogramma approvato), perché in violazione tanto del formato massimo, consentito ai sensi del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 del nuovo Regolamento di Pubblicità, quanto del cronoprogramma eventualmente approvato.
AGGIORNAMENTO (17 giugno 2015)
Il responsabile delle ditte “SARILA” (codice NBD 0064) ed “UNIGAMMA” (codice 0093) mi ha contattato telefonicamente per farmi presente che con le Determinazioni Dirigenziali n. 1300 prot. n. 41128 dell’8.6.2015 e n. 1301 prot. n. 41131 sempre dell’8.6.2015 il Dott. Francesco Paciello ha approvato il rispettivo cronoprogramma proposto dalle due suddette ditte, ma non per l’utilizzo del formato 3 x 2, bensì
per la “colorazione impianti”. Mi ha spiegato che il motivo è dovuto al fatto che entrambe le suddette ditte hanno provveduto a convertire tutti i propri impianti da mt. 4 x 3 a mt. 3 x 2 addirittura entro il mese di dicembre del 2014,
non potendo ottemperare contestualmente anche all’obbligo di verniciare
quanto meno i medesimi impianti di colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305 dal momento che è stato prescritto dopo, con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014, pubblicata per giunta il 22 gennaio 2015 (vedi http://www.vasroma.it/e-stata-finalmente-pubblicata-la-delibera-con-cui-la-giunta-capitolina-ha-affidato-lincarico-per-la-redazione-dei-15-piani-di-localizzazione-prescritti-dal-prip/). Una mia svista, dovuta ad una lettura veloce dell’ Elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 12 giugno 2015
mi ha portato a ritenere che tutti i cronoprogrammi approvati dal Dott.
Francesco Paciello riguardassero sempre e soltanto l’utilizzo del formato 3 x 2, quando invece non è così per ben tre ditte: ad un riesame
del suddetto elenco ho accertato infatti che anche per la ditta “S.E.P.” (codice NBD 0083) la Determinazione Dirigenziale 1302 prot. n. 41132 dell’8.6.2015 ha riguardato sempre la “Approvazione cronoprogramma colorazione impianti”,
perché presumibilmente anche questa ditta ha provveduto a convertire tutti i suoi impianti di mt. 4 x 3 prima che subentrasse l’obbligo anche
della loro riverniciatura. Me ne scuso anche con la “S.E.P.”, oltre che ovviamente con la “SARILA” e la “UNUIGAMMA”. Colgo l’occasione anche per precisare che ognuno degli impianti della ditta “SARILA”, registrato come “senza scheda” sulla Nuova Banca Dati, risulta però come “impianto non in uso” in quanto “rimosso spontaneamente” (vedi “AGGIORNAMENTO” http://www.vasroma.it/la-rimozione-dei-145-impianti-pubblicitari-senza-scheda-selezionati-da-vas-nel-xv-municipio/).
Ne deriva in conclusione che, fatta salva l’eventuale approvazione di ulteriori cronoprogrammi, di cui
si verrà caso mai a conoscenza con i successivi aggiornamenti degli elenchi dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati, la situazione aggiornata a tutt’oggi è la seguente: – a 5 ditte pubblicitarie (I.G.A., GREGOR, A.P.A., CLEAR CHANNEL AFFITALIA e MEDIA GROUP S.R.L. UNIPERSONALE) è stato approvato il rispettivo cronoprogramma con la concessione dell’utilizzo dei formati 3 x 2; – a 3 ditte pubblicitarie (SARILA, UNIGAMMA e S.E.P.) è stato approvato il rispettivo cronoprogramma con la concessione invece della proroga della verniciatura degli impianti.
Definitivamente vietato il formato 4x3? Nessun problema, c'è chi ha risolto così. Solite barzellette da cartellopoli
La concezione della legalità secondo il segretario nazionale della UGL Credito
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/la-concezione-della-legalita-secondo-il-segretario-nazionale-della-ugl-credito/
Il 6 giugno 2015 sul sito facebook “Roma Pulita” è stata pubblicata la seguente foto che mette in evidenza una serie di manifesti del Sindacato Unione Generale del Lavoro (UGL) affissi abusivamente su due impianti della ditta “S.C.I.” (Società Concessioni Internazionali”).
Come si può vedere, ogni manifesto denuncia il “Trasporto pubblico al collasso” di Roma, con la scritta sotto la foto del Sindaco Ignazio Marino “lui la metro la vive così”, affiancata a destra dalla scritta “non così” sotto la foto di una metro affollatissima, e lo slogan in basso “meno privilegi, più servizi”.
“Verdi Ambiente e Società” (VAS) è una associazione ambientalista che
in quanto tale si pone al di fuori ed al di sopra delle pubbliche amministrazioni e dei governi di turno: non spetta quindi ad essa di entrare nel merito della iniziativa della UGL di carattere più specificatamente “politico” che propriamente “sindacale”.
Spetta invece a VAS ed in particolare al Circolo Territoriale di Roma, di cui sono il responsabile, impegnarsi per il ripristino del decoro di Roma e conseguentemente della legalità contro il triste fenomeno della “cartellopoli” romana, battaglia che sto personalmente continuando ormai da 15 anni.
Sotto quest’ultimo aspetto non posso non mettere in evidenza che si siano stampati dei manifesti che denunciano dei presunti “privilegi”, per poi prendersi il “privilegio” di andarli ad attaccare su impianti di una ditta pubblicitaria privata, in un modo che è totalmente abusivo e che mette a nudo di per sé in che misura la UGL tenga conto della legalità. C’è per di più da osservare che
se da un lato la UGL ha tutto il sacrosanto diritto di chiedere “più servizi”, nel modo però con cui dall’altro lato li esige non dimostra di
certo di avere contribuito a sua volta a fare un buon “servizio” al decoro della città. A conferma del paradosso sopra evidenziato faccio presente che l’episodio segnalato sul sito di “Roma Pulita” costituisce l’ultimo di una serie di analoghe affissioni abusive di cui la UGL si è resa responsabile in modo recidivo quanto meno dalla fine del 2003, stando all’articolo che con il titolo “Muro Torto: ancora manifesti abusivi” (ovviamente della UGL) è stato pubblicato il 9.12.2003 sul sito “La Repubblica” (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/12/09/muro-torto-ancora-manifesti-abusivi.html).
Del suddetto articolo si riporta il seguente passo significativo: «è la volta dell’ Ugl credito che denuncia a caratteri cubitali il “male oscuro dei bancari”. Cioè il mobbing. L’
intenzione può anche essere lodevole, ma il risultato è che i muri sono
di nuovo tappezzati di manifesti attaccati in spazi non consentiti».
Delle affissioni abusive dell’UGL si trova di nuovo traccia nel 2007,
come riporta un articolo pubblicato sul sito “ZonaLais”, che parla delle «ultime novità in fatto di affissioni abusive, ancora partiti di destra (Fiamma Tricolore) e di sinistra o centro sinistra (Partito Decocratico che ha ricoperto altri suoi manifesti dei democratici romani) sempre in lotta anche per sporcare i muri, ma stavolta c’e’ una new-entry il sindacato: UGL che per distinguersi e non lasciare neanche un po’ di spazio pulito li attacca ruotati di 90 gradi». (http://zonalais.altervista.org/index.php?entry=entry071127-153818)
Sul suddetto sito è riportata la seguente foto.
Liceo Pitagora (domenica 25 novembre 2007) a Via Tuscolana
L’articolo riferisce e riporta la foto anche di altri manifesti abusivi della UGL affissi poco più avanti lungo il muro della scuola elementare Cagliero sempre in via Tuscolana.
A cinque anni di distanza con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 5 novembre del 2012 ho personalmente segnalato ben 18 impianti pubblicitari installati sullo spartitraffico centrale di viale Guglielmo Marconi, tra cui i seguenti tre manifesti sempre della UGL affissi su impianti SPQR senza alcuna targhetta e privi quindi di numero di codice identificativo.
Una ulteriore traccia di manifesti abusivi della UGL si ritrova in un
articolo pubblicato l’11 ottobre 2014 sul sito “bastacartelloni.it”, dove figura il seguente impianto SPQR installato in viale di Trastevere imbrattato da un manifesto della UGL. (http://www.bastacartelloni.it/2014/10/rimaniamo-trastevere-dopo-le.html)
La foto dei manifesti della UGL pubblicata sul sito facebook “Roma Pulita” deve essere stata segnalata all’Assessore per Roma Produttiva Marta Leonori, che lo stesso 6 giugno 2015 ha emanato il seguente comunicato, pubblicato poi lo stesso giorno sul sito “Il Velino” (http://www.ilvelino.it/it/article/2015/06/06/leonori-campidoglio-oscurati-i-manifesti-abusivi-dellugl-dai-muri-dell/4a1ec3b6-2b03-42f4-b017-38f764413e07/) ed il giorno dopo sul sito “Romapost” (http://www.romapost.it/manifesti-lassessore-leonori-dichiara-guerra-allugl/): «Sono
apparsi stamattina manifesti a firma dell’ugl, affissi abusivamente sugli spazi ufficiali del Comune e sui muri della città. Mentre altri soggetti politici, sociali e sindacali si sono adeguati alle norme stabilite e fatte osservare dal Campidoglio in termini di affissioni, l’Ugl continua a imbrattare muri e cassonetti della città in barba al decoro e alla pulizia. Immediata la risposta dell’Amministrazione e l’intervento dei Pics (Pronto intervento centro storico) che stanno effettuando le sanzioni e sono al lavoro per rimuovere e oscurare l’affissione abusiva. Anche con questi comportamenti si capisce chi è per la legalità e chi no.
Senza contare il costo pubblico che
tali azioni hanno: per ogni manifesto abusivo, per la stampa e l’affissione delle fascette oscuranti, per la rimozione e non ultimo per
il mancato pagamento dei diritti al Campidoglio e la copertura dei regolari. Riportare la legalità nella Capitale non è uno slogan da lanciare alle manifestazioni, ma un lento lavoro di ricostruzione e rispetto delle regole. Un lavoro che questa Amministrazione ha svolto con determinazione anche in questo campo che per anni è stato afflitto da illegalità e abusivismo e che qualcuno con queste azioni contrasta.»
Al suddetto comunicato ha voluto replicare lo stesso giorno il segretario UGL- UTL Roma e Lazio, Fabio Verelli, con la seguente nota, poi pubblicata sul sito “Il Velino” (http://www.ilvelino.it/it/article/2015/06/06/campidogliougl-leonori-farebbe-meglio-a-tacere/52bab789-60dc-4f67-bb07-619563ea3226/): «L’illegalità
della Capitale non riguarda certamente l’affissione di manifesti dell’Ugl, organizzazione dei lavoratori, ma gli scandali perseguiti in questi ultimi giorni dalla Procura della Repubblica di Roma. L’assessore Leonori probabilmente pensa, con questi piccoli escamotage, di coprire il Sindaco Marino e l’assessore ai Trasporti, Improta, che invece dovrebbero interessarsi a situazioni ben più pesanti e lesive dell’immagine di una città, come quella di Roma, che ormai è totalmente allo sbando e nelle mani di incompetenti. Quanto poi al decoro urbano e alla legalità, dovrebbero essere i primi a tacere perchè l’azienda Atac ha consegnato ai lavoratori un vademecum del conducente che invita a non rispettare le norme contenute nel codice della strada tanto che, nell’audizione di ieri in Prefettura, la delegazione Ugl ha lasciato una
copia dello stesso al Prefetto di Roma».
Fabio Verelli
Le dichiarazioni rese dal sig. Fabio Verelli meritano le seguenti considerazioni in termini sia di “metodo” che di “merito”.
1 – «L’illegalità
della Capitale non riguarda certamente l’affissione di manifesti dell’Ugl, organizzazione dei lavoratori, ma gli scandali perseguiti in questi ultimi giorni dalla Procura della Repubblica di Roma». Una affermazione del genere attesta quale sia il grado di legalità che concepisce il sig. Fabio Verelli, dal momento che – anziché un comunicato di scuse che ci si sarebbe dovuti aspettare, come scritto nell’articolo a firma di Filippo Guardascione pubblicato il 7 giugno 2015 sul sito “diarioromano (http://www.diarioromano.it/marta-leonori-fa-coprire-i-manifesti-abusivi-ugl-e-il-sindacato-replica-in-modo-vergognoso/#comments) – ritiene che l’illegalità della capitale debba riguardare esclusivamente gli scandali di “Mafia Capitale” e non certo “l’affissione di manifesti dell’Ugl”, in quanto “organizzazione dei lavoratori”.
Non ritengo accettabile sotto nessun punto di vista una dichiarazione
del genere in termini di “metodo”, perché spostando l’attenzione sugli “scandali perseguiti in questi ultimi giorni dalla Procura della Repubblica di Roma”,
mira deliberatamente ad ignorare l’oggettiva illegalità commessa dal Sindacato di cui il sig. Faabio Vrelli è segretario nazionale.
2 – Sempre in termini di “metodo” il riferimento esplicito all’inchiesta penale denominata “Mafia Capitale” è peraltro del tutto inopportuno, perché ignora che nella prima tranche dell’ìnchiesta è stata resa pubblica la seguente frase intercettata tra Carminati e “Marione” mentre parlano dei politici romani ed il boss di Mafia Capitale domandava : “Che te serve? … Che ti attacco i manifesti?
3 – Il riferimento a “Mafia Capitale” è ancor più inopportuno in termini di “metodo” perchè il sig. Fabio Verelli sembra ignorare anche e soprattutto che è stato lo stesso Sindaco Gianni Alemanno a rilasciare la seguente dichiarazione il 16 novembre del 2011 in occasione della presentazione proprio della nuova campagna sul decoro urbano: “Sradicheremo la mafia dei cartelloni abusivi“, precisando di avere “dato mandato al vicecomandante della Polizia Municipale, Antonio Di Maggio, di svolgere una grande inchiesta contro la cartellonistica abusiva, dietro la quale c’è una vera e propria mafia“. (http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/11/17/news/alemanno_sradicheremo_la_mafia_dei_cartelloni_abusivi-25169282/)
4 – In termini invece di “merito” l’aver messo in evidenza che l’illegalità della capitale non riguarda “l’affissione di manifesti dell’Ugl”, sottolineando quasi come giustificazione che trattasi di “organizzazione dei lavoratori”, appare ancor più grave a mio giudizio, perché sembra voler addirittura “legittimare” anche e soprattutto l’operato di quei “lavoratori”
che hanno attaccato abusivamente i manifesti della UGL, dando adito pure al sospetto che non fosserro nemmeno del tutto in regola proprio per il tipo di lavoro di “attacchianggio”che sono stati chiamati a svolgere.
5 – Secondo il sig. Fabio Verelli “l’assessore
Leonori probabilmente pensa, con questi piccoli escamotage, di coprire il Sindaco Marino e l’assessore ai Trasporti, Improta”.
In termini sempre di “metodo” lascio a chi legge come si possa e si debba giudicare una persona che per far passare del tutto in secondo piano l’operato della UGL si permette di “sindacare” invece sull’operato
dell’Assessore Marta Leonori, arrivando addirittura ad insinuare che l’immediata azione repressiva da lei messa doverosamente in atto costituisca invece un “escamotage” (per giunta piccolo) di cui si sarebbe servita per coprire sia il Sindaco che l’Assessore ai Trasporti e non un
atto che per legge è obbligatorio in base alla normativa vigente in materia e che se non esercitato le avrebbe potuto comportare l’accusa di
omissioni di atti dovuti d’ufficio.
6 – In termini sia di “metodo” che di “merito” il riferimento espresso al Sindaco Marino ed all’Assessore Improta tradisce
malamente l’intenzione del sig. Fabio Verelli di voler restare all’oggetto ed al contenuto dei manifesti della UGL, che riguardava per l’appunto il trasporto in pubblico al collasso di Roma chiamando in causa il solo Ignazio Marino, ma che – come direbbe l’On. Di Pietro – “non c’azzecca” nulla con le vere ragioni dell’azione di repressione messa in atto dall’Assessore Marta Leonori.
Per esserer ancor più espliciti, quand’anche si arrivasse per
un attimo a condividere o a considerare ad ogni modo del tutto legittimo il contenuto dei manifesti della UGL e la loro finalità, peraltro non chiaramente specificata puntualmente in termini “sindacali”
riguardo alle rivendicazioni su specifiche parti criticate del trasporto pubblico, questo non può di certo conferire un crattere di legalità ad una affissione che è stata e che rimane del tutto abusiva e che come tale andava quindi perseguita. 7 – Con lo stesso “metodo” di sviare l’attenzione dall’operato della UGL, lasciando intendere che sono ben altri i problemi, il sig. Fabio Verelli incorre nello stesso inaccettabile errore di allargare le responsabilità passando ad un “plurale maiestatis” per affermare che sia il Sindaco Marino che gli assessori Leonori ed Improta “quanto poi al decoro urbano e alla legalità, dovrebbero essere i primi a tacere” per lo scandalo della “azienda Atac”
che una delegazione UGL ha con pieno diritto denunciato al Prefetto di Roma, a maggior ragione perché riguarda un vademecum del conducente consegnato ai lavoratori, ma che non ha nulla però a che vedere con i manifesti affissi abusivamente nè può di certo legittimare una operazione di attacchinaggio selvaggio di questo tipo.
8 – Il sig. Fabio Verelli arriva a parlare di “una città, come quella di Roma, che ormai è totalmente allo sbando e nelle mani di incompetenti”,
lasciando implicitamente intendere che anche l’azione di repressione dell’Assessore Marta Leonori sia stata un’operazione da perfetto “incompetente”.
Non sta di certo a me prendere la difesa d’ufficio dell’Assessore Marta Leonori, a
cui peraltro – pur con il dovuto rispetto della carica istituzionale ricoperta – non ho mai riservato trattamenti di riguardo ogni volta che a
mio giudizio non ne ho condiviso alcune iniziative riguardanti sempre la “cartellopoli” di Roma, da cui si sta cercando di uscire con l’avvenuta approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari
(PRIP) e del nuovo Regolamento di Pubblicità, a cui deve seguire ora l’approvazione dei Piani di Localizzazione e l’entrata a regime con l’espletamento dei bandi di gara, tutti atti che stanno andando in porto grazie al suo operato di Assessore:
ma non posso accettare nella maniera più assoluta che si arrivi addirittura a diffamarla, affibbiandole il termine dispregiativo di “incompetente”
per giunta paradossalmente proprio nel momento in cui prosegue coerentemente nel suo percorso di ripristino della legalità e del decoro
che spetta a Roma, senza guardare in faccia nessuno, UGL compresa. 9 – Comunque la pensi il sig. Fabio Verelli,
la credibilità dell’Assessore Marta Leonori è almeno per me fuori discussione e non tanto perché non sia stata fin qui nemmeno sfiorata da
nessuna delle intercettazioni da cui è scaturita l’inchiesta di “Mafia Capitale”, quanto per i risultati oggettivi che ha ottenuto non solo sul
fronte della “cartellopoli”, ma anche se non soprattutto sul fronte dei
camion bar e delle bancarelle (comprese quelle delle “Festa della Befana” a Piazza Navona). Come è stato fatto notare in uno dei commenti all’articolo che sullo stesso caso è stato pubblicato sul sito “diarioromano”, ad ogni modo «la
credibilità di un politico è cosa diversa. Ma – ammesso che l’intera classe politica sia del tutto screditata (cosa che non penso) – questo non autorizza un importante sindacato a comportarsi così. Non è una gara
a chi è più illegale, ma dovrebbe essere la regola rispettare gli spazi
di affissione». 10 – A conclusione di queste mie considerazioni debbo mettere in evidenza che anche il Sindacato UGL è riconosciuto dall’art. 39 della Costituzione ed in quanto tale dovrebbe rispettare
tutte le regole che derivano dall’ordinamento giuridico, ivi compresa la normativa vigente in materia di affissioni e pubblicità. Voglio quindi augurarmi che la UGL per mantenere anch’essa una propria credibilità si astenga per il futuro da iniziative di natura
abusiva come quella del caso in questione, rispetto alla quale mi aspetto che prenda ufficialmente le dovute distanze dalle affermazioni rilasciate dal sig. Fabio Veralli, ferma restando la piena validità delle ragioni veramente “sindacali” che hanno dato origine all’iniziativa, ma che non possono però giustificare il modo in cui è stata messa in atto.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 2
Chiarimenti dell’Ufficio comunale competente sulla decisione della Giunta Capitolina di far riverniciare dai privati le strisce pedonali in cambio di spazi pubblicitari sulle transenne parapedonali
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/chiarimenti-dellufficio-comunale-competente-sulla-decisione-della-giunta-capitolina-di-far-riverniciare-dai-privati-le-strisce-pedonali-in-cambio-di-spazi-pubblicitari-sulle-transenne-paraped/
Su questo stesso sito il 1 giugno 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Più
ombre che luci sulla decisione della Giunta Capitolina di far riverniciare dai privati le strisce pedonali in cambio di spazi pubblicitari”, in cui ho esposto in 12 punti le ragioni delle mie perplessità sulla delibera approvata il 29 maggio dalla Giunta
Capitolina. (http://www.vasroma.it/20272/)
Lo stesso giorno ho trasmesso all’Assessore Marta Leonori l’articolo in allegato al seguente messaggio di posta elettronica: “Per
opportuna conoscenza trasmetto in allegato l’articolo che con il titolo
di cui all’oggetto ho pubblicato stamattina sul sito www.vasroma.it. Mi aspetto di avere al riguardo tutti i dovuti chiarimenti ufficiali riguardo alle critiche tecnico-giuridiche che ho espresso e su cui è gradita una risposta che dimostri che sia io ad avere sbagliato giudizio e che rassicuri soprattutto non solo il sottoscritto sul rischio di ritardare anziché accelerare l’entrata a regime del PRIP e dei Piani di Localizzazione con i veri bandi che si debbono fare.”
Non avendo avuto alcun risposta ufficiale da parte sia dell’Assessore Leonori che del suo staff, nella giornata di ieri sono riuscito a mettermi in contatto telefonico con il Responsabile dell’Ufficio competente del Comune di Roma, che mi ha spiegato le ragioni per cui la decisione presa dalla Giunta Comunale non avrebbe niente a che vedere né con il PRIP né con i Piani di Localizzazione. Ho avuto anzitutto i dovuti chiarimenti riguardo alla “superficie massima di 300 centimetri quadrati” di “4 parapedonali con otto facciate totali” su cui secondo l’Assessore Pucci “potrà essere installata della pubblicità”, così come alla dichiarazione rilasciata dall’Assessore Leonori allo stesso riguardo, secondo cui “l’iniziativa
che rispetta i regolamenti su pubblicità e sponsorizzazioni dell’amministrazione, prevede che lo sponsor abbia diritto alla propria visibilità in un apposito spazio, di dimensioni non superiori a 300 cmq,
sul parapedonale posto in prossimità dell’attraversamento oggetto di intervento, secondo quanto prescritto dal regolamento sulla pubblicità di cui alla Deliberazione A.C. n. 50/2014”. Mi è stato confermato che il vigente nuovo Regolamento di Pubblicità parla espressamente di superfici
di 300 centimetri quadrati, disciplinandole espressamente, come ho poi potuto accertare a conclusione di un più attento esame della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014. L’ultimo periodo del 2° comma dell’art. 23 del nuovo Regolamento di Pubblicità, dedicato alle “Modalità di applicazione del canone”, dispone infatti che “non si fa luogo ad applicazione del canone per superfici inferiori a trecento centimetri quadrati”.
La stessa disposizione è confermata sul sito www.aequaroma.it che riguardo al Canone per le iniziative pubblicitarie (CIP) riserva una apposita pagina alle “Agevolazioni e riduzioni” (http://www.aequaroma.it/tributi/cip/agevolazioni-cip.html) in cui precisa che “il canone non viene comunque applicato per superfici inferiori a trecento centimetri”. Aequa Roma precisa altresì che “gli
impianti parapedonali … collocati in connessione tra loro si considerano, agli effetti del calcolo della superficie, come un unico mezzo pubblicitario”, confermando il massimo dei “4 parapedonali con otto facciate totali” specificato dall’Assessore Pucci. Debbo al riguardo mettere in evidenza il non corretto richiamo della suddetta normativa, che è stato operato tanto dall’Assessore Pucci che parla di “superficie massima di 300 centimetri quadrati” quanto dall’Assessore Leonori che parla di “dimensioni non superiori a 300 cmq”, dal momento che entrambi avrebbero caso mai dovuto parlare di una superficie inferiore (e non certo uguale o peggio che mai superiore) a trecento centimetri quadrati.
Ma il suddetto chiarimento riguardo alla esenzione dal pagamento del canone di pubblicità non spiega di per sé perché la “pubblicità” comunque consentita sulle transenne parapedonali non avrebbe niente a che vedere né con il PRIP né con i Piani di Localizzazione e quindi in sostanza con le perplessità da me espresse. Mi è stato chiarito al riguardo che sulle transenne parapedonali non
verrebbe installata della “pubblicità” vera e propria, che pur sotto i 300 centimetri quadrati concessi farebbe comunque rientrare la casistica
nella disciplina dettata dal PRIP e dai Piani di Localizzazione, perché a chi vincerà il bando di gara verrebbe concesso di installare soltanto il proprio logo. Alla luce del suddetto chiarimento si comprende meglio solo ora quanto dichiarato dall’Assessore Leonori, che non ha infatti parlato
di “pubblicità” vera e propria, ma di iniziativa che “prevede
che lo sponsor abbia diritto alla propria visibilità in un apposito spazio, di dimensioni non superiori a 300 cmq, sul parapedonale posto in
prossimità dell’attraversamento oggetto di intervento”. Per capire la questione da un punto di vista tecnico e giuridico bisogna rifarsi al Codice della Strada, che distingue fra transenne parapedonali intese come segnale stradario e transenne parapedonali intese come impianto pubblicitario. Nel 1° caso per il Codice della Strada le transenne parapedonali vanno comprese tra i “segnali ed attrezzature complementari”, ai sensi della lettera d) del 1° comma dell’art. 38 e del successivo art. 42 del D. Lgs. n. 285/1992. transenne parapedonali come attrezzature di servizio
Nel 2° caso ai sensi del comma 7
dell’art. 47 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16.12.1992, viene definito «’impianto
pubblicitario di servizio’ qualunque manufatto avente quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell’ambito dell’arredo urbano e
stradale .. recante uno spazio pubblicitario che può anche essere luminoso sia per luce diretta che per luce indiretta».
La loro ubicazione lungo le strade è disciplinata dal comma 8 dell’art. 51 del D.P.R. n. 495 del 16.12.1992. Spazi pubblicitari all’interno del contesto stradale che svolgono la doppia funzione di sicurezza pedonale e
di pubblicità aziendale Nell’un caso come nell’altro, a
fronte dello scopo primario di sicurezza dei pedoni che con tale tipo di barriere si intende assicurare, la collocazione delle transenne parapedonali è sicuramente riservata all’Ente proprietario della Strada (nel nostro caso il Comune di Roma), che in proposito può decidere di provvedere in proprio alla loro installazione (anche nel caso di impianti parapedonali pubblicitari) oppure avvalersi della collaborazione di altri soggetti da individuare con procedura di evidenza pubblica, vale a dire con apposito bando di gara. Come chiarito dal responsabile dell’ufficio competente del Comune di Roma, le transenne parapedonali su cui “lo sponsor” avrà “diritto alla propria visibilità in un apposito spazio, di dimensioni non superiori a 300 cmq” non sono da assimilare ad impianti pubblicitari, ma vanno considerate come vere e proprie “attrezzature complementari”,
del tutto nuove e comunque distinte dalle transenne parapedonali individuate dai 15 Piani di Localizzazione, che la Giunta Comunale ha deciso di autorizzare come corrispettivo per avere in cambio la riverniciatura delle strisce pedonali.
In conclusione l’iniziativa presa dalla Giunta Capitolina consiste nel mettere a gara nuove transenne parapedonali, che verrebbero autorizzate per un anno con una procedura a sé stante che non interferisce in nulla sulla procedura con cui verrà assegnata la gestione decennale sia delle transenne parapedonali di proprietà comunale che di quelle di proprietà privata, individuate dai Piani di Localizzazione. Scheda tecnica allegata alle Norme del PRIP
Scheda tecnica allegata alle Norme del PRIP
Per evitare ad ogni modo qualsiasi interferenza tra le due procedure, le nuove transenne parapedonali dovranno essere posizionate sul territorio in punti diversi
da quelli già individuati dai Piani di Localizzazione per i parapedonali con pubblicità da mt. 1,00 x 0,70. Ho accolto i suddetti chiarimenti con viva soddisfazione perché mi hanno rassicurato sul rischio da me paventato che la decisione presa dalla Giunta Comunale
potesse ritardare anziché accelerare l’entrata a regime del PRIP e dei Piani di Localizzazione con i veri bandi che si debbono fare quanto prima, possibilmente entro l’anno e prima dell’inizio del Giubileo. La deliberazione della Giunta Capitolina non è stata ancora pubblicata all’Albo on line del Comune: rimango in attesa di conoscerne i
contenuti per avere una definitiva conferma che l’iniziativa non appare
in conflitto e comunque non contrasta né ritarda l’entrata a regime che Roma aspetta da più di vent’anni.
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