Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23014-del-16-09-2019
Timestamp: 2020-06-02 18:01:59+00:00
Document Index: 174775606

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 14', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 35']

Sentenza Cassazione Civile n. 23014 del 16/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23014 del 16/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 16/09/2019, (ud. 28/06/2019, dep. 16/09/2019), n.23014
sul ricorso 24065-2018 proposto da:
J.M., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
avverso il decreto n. 2776/18 del TRIBUNALE di TORINO, depositato il
1. Con ricorso al Tribunale di Torino, J.M. chiedeva il riconoscimento della protezione internazionale, già denegatagli dalla Commissione territoriale di (OMISSIS). Con decreto n. 2776/2018, depositato il 27 giugno 2018, l’adito tribunale rigettava il ricorso, ritenendo, peraltro, che non dovesse disporsi l’udienza ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 1, lett. a), essendo presente in atti il verbale dell’audizione del richiedente tenutasi dinanzi alla Commissione territoriale, redatto in conformità allo stesso decreto, art. 14.
2. Per la cassazione di tale provvedimento ha, quindi, proposto ricorso J.M., affidandosi ad un motivo (benchè il paragrafo intitolato “Indice e sintesi dei motivi” ne rechi quattro), cui ha resistito, con controricorso, il Ministero dell’Interno.
1. L’unico motivo realmente argomentato – denunciando la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, commi 9, 10 e 11, come introdotti dal D.L. n. 13 del 2017, art. 6, comma 1, lett. g), convertito dalla L. n. 46 del 2017 – lamenta che il giudice di merito abbia ritenuto che non dovesse disporsi l’udienza ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 1, lett. a), essendo presente in atti il verbale dell’audizione del richiedente tenutasi dinanzi alla Commissione territoriale, redatto in conformità allo stesso decreto, art. 14.
2.1. Peraltro, Cass. n. 32029 del 2018 ha precisato che l’appena riportato principio è immediatamente efficace ed applicabile fin dall’entrata in vigore del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, come modificato dal D.L. n. 13 del 2017, non influendo su tale immediatezza operativa la vacatio legis riguardante l’obbligo di videoregistrazione delle dichiarazioni rese dal richiedente alla Commissione territoriale. Tale interpretazione è resa evidente delle intenzioni del legislatore che ha previsto l’udienza quale elemento centrale del procedimento giudiziale, necessaria ogniqualvolta non sia documentato il colloquio con il richiedente in tutti i suoi risvolti, inclusi quelli non verbali, anche in ragione della natura camerale non partecipata della fase giurisdizionale).
2.2.1. E’ bensì vero, infatti, che – come recentemente chiarito da Cass. n. 10786 del 2019 – la denuncia di vizi fondati sulla pretesa violazione di norme processuali non tutela l’interesse all’astratta regolarità dell’attività giudiziaria, ma garantisce solo l’eliminazione del pregiudizio subito dal diritto di difesa della parte in conseguenza della denunciata violazione, con la conseguenza che è inammissibile l’impugnazione con la quale si lamenti un mero vizio del processo, senza prospettare anche le ragioni per le quali l’erronea applicazione della regola processuale abbia comportato, per la parte, una lesione del diritto di difesa o altro pregiudizio per la decisione di merito (cfr. Cass. n. 6330 del 2014; Cass. n. 26831 del 2014; Cass. n. 23638 del 2016). Tuttavia, è evidente che, nell’odierna vicenda, la violazione processuale, in quanto incide su di un elemento centrale del procedimento, diretto a consentire al giudice di valutare il colloquio con il richiedente in tutti i suoi risvolti, inclusi quelli non verbali, anche in ragione della natura camerale del giudizio, ha delle palesi ricadute sullo svolgimento del contraddittorio e sull’esercizio del diritto di difesa.