Source: http://www.archeologi-italiani.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=48:regolamento&amp;catid=37&amp;Itemid=234
Timestamp: 2019-05-24 12:14:40+00:00
Document Index: 155854734

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 10', 'art 18', 'art.13', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 49', 'art. 50', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 53', 'art. 54']

TITOLO I - Regolamento associativo
art. 1 - tipologie di soci
Si possono iscrivere alla Confederazione Italiana Archeologi 4 diversi tipi di soci, come stabilito dall’art. 4 dello Statuto: Soci Ordinari, Soci Studenti, Soci Sostenitori e Soci Onorari.
art. 2 - requisiti per l’iscrizione dei soci ordinari
Sono Soci Ordinari della Confederazione Italiana Archeologi coloro i quali siano in possesso dei requisiti stabiliti dall’art. 4 dello Statuto.
art. 3 - requisiti supplementari per l’iscrizione come soci ordinari per coloro non in possesso dei requisiti di cui all’art. 2
Qualora non in possesso della Laurea magistrale/specialistica o titolo equipollente nelle classi di laurea specificate nell’art. 4 dello Statuto, i cittadini italiani e stranieri possono accedere alla nomina di Socio Ordinario della Confederazione Italiana Archeologi dimostrando di essere in possesso di un adeguato curriculum scientifico e professionale corrispondente al punteggio complessivo di 30/30. Per il raggiungimento del punteggio bisogna possedere almeno uno dei requisiti dell'art. 3.1.
Per la valutazione dei suddetti requisiti si fa riferimento agli artt. 3.1/3.5 e all’art. 4 del presente Regolamento.
art. 3.1 - titoli di studio
Possesso della laurea triennale in materie aventi indirizzo archeologico o beni culturali rilasciato da un’università italiana o di titolo equipollente rilasciato da università straniera, secondo quanto indicato nell’art. 4 dello Statuto - 20/30.
Ammissione al corso di dottorato di ricerca in archeologia o materie affini, iscrizione al I, al II, o al III anno - 20/30.
Ammissione alla scuola di specializzazione in archeologia, iscrizione al I, al II o al III anno - 20/30.
art. 3.2 - titoli professionali
Attività di collaborazione presso Soprintendenze, Regioni, Enti Locali, Istituti di ricerca italiani e stranieri (organizzazione mostre, eventi culturali, redazione cataloghi di mostre e libri ecc.), comprovate da attestazione ufficiale rilasciata dalle Istituzioni competenti; 5/30 ogni 6 settimane fino a un massimo di 10/30.
Attività di scavo presso cantieri archeologici didattici gestiti da università, soprintendenze, società cooperative, società private, enti locali e ditte edili, istituti di ricerca italiani e stranieri, comprovata da documentazione ufficiale rilasciata dal datore di lavoro; 5/30 ogni 6 settimane fino ad un massimo di 10/30.
Attività di catalogazione svolta secondo i modelli e le direttive impartite dall'I.C.C.D. o concordati con esso (Regione, CEI, G.N.D.T., e varie) comprovata da documentazione ufficiale rilasciata dalle Istituzioni competenti; fino ad un massimo di 5/30.
Attestati di corsi di catalogazione (della durata minima di 200 ore di frequenza), o attestati di corsi di didattica museale (della durata minima di 150 ore) rilasciati da Enti autorizzati o specializzati; 5/30.
Utilizzo di software per la catalogazione, secondo le direttive impartite dall'I.C.C.D. o concordati con esso (Regione, CEI, G.N.D.T., e varie) comprovata da documentazione ufficiale rilasciata dalle istituzioni competenti; 5/30.
Attività di collaborazione con istituti universitari in attività professionali attinenti la materia (riordino e schedatura di archivi, diateche, fototeche, biblioteche, traduzioni di testi, organizzazione di seminari); 5/30.
Partecipazione a convegni di carattere archeologico in qualità di relatore o correlatore; fino ad un massimo di 5/30.
Attività di didattica museale, nel territorio o nel turismo culturale comprovata da documentazione ufficiale rilasciata dalle istituzioni o dagli enti competenti; fino a un massimo di 5/30.
Attività professionale attinente la materia presso enti privati attestata da certificazione (gallerie d'arte, case d'aste, schedatura di fondi privati di beni archeologici o di altro materiale relativo la materia, cura di collezioni private, expertise, consulenze per studi privati di restauro di materiali archeologici, promozione di attività culturali, cura di mostre, consulenza legislativa nel campo dei Beni Culturali); fino a un massimo di 5/30.
Attività di pubblicistica, cartacea, telematica, televisiva e radiofonica attinente la materia; fino a un massimo di 5/30
Altre attività professionali ritenute valide dal Consiglio Direttivo Nazionale; fino a un massimo di 5/30.
art. 3.3 - pubblicazioni
Volumi a firma e/o a cura unica dell'autore su supporto cartaceo e/o informatico; fino a un massimo di 10/30.
Pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate, cataloghi, opere collettive; fino a un massimo di 10/30.
art. 3.4 - altri titoli
Borse di studio conferite da Enti pubblici e privati per lo svolgimento di attività di ricerca attinente la materia; fino a un massimo di 5/30.
Contratti di lavoro a termine inerenti la disciplina, diversi da quelli di cui ai punti precedenti; fino a un massimo di 5/30.
art. 3.5 - valutazione curriculum
Per valutare il curriculum complessivo dei candidati e le pubblicazioni scientifiche il Consiglio
Direttivo Nazionale tiene in considerazione i seguenti criteri:
apporto individuale del candidato, analiticamente definito nei lavori in collaborazione;
congruenza dell'attività del candidato con il settore attinente la materia ovvero con tematiche interdisciplinari che la comprendano;
rilevanza delle pubblicazioni in base alla loro diffusione all'interno della comunità scientifica e alla loro collocazione editoriale; rilevanza degli Enti presso cui vengono svolte le attività professionali;
continuità temporale dell'attività professionale e della produzione scientifica.
art. 4 - revisione curriculum
Ogni tre anni i Soci Ordinari Confederazione Italiana Archeologi sono tenuti a sottoporre al controllo insindacabile del Consiglio Direttivo Nazionale l'aggiornamento del proprio curriculum professionale. La prima verifica avviene allo scadere del terzo anno solare successivo all'iscrizione; le verifiche ulteriori al termine del terzo anno solare successivo alla precedente valutazione. I Soci sono tenuti a presentare l'aggiornamento del curriculum entro il 1 dicembre precedente tale scadenza, senza alcun avviso del Consiglio, o alla presentazione della nuova richiesta di iscrizione qualora avvenga in un momento successivo al 1 dicembre. Trascorsa tale data senza ottenere documentazione il Consiglio è tenuto a procedere ugualmente alla valutazione, servendosi unicamente dei dati in suo possesso. L'esito della verifica verrà comunicata personalmente ai richiedenti.
art. 5 - requisiti per l’iscrizione dei soci studenti
Sono Soci Studenti della Confederazione Italiana Archeologi i cittadini italiani o stranieri iscritti a un corso di laurea triennale (nuovo ordinamento) o quadriennale (vecchio ordinamento) in materie aventi indirizzo archeologico o beni culturali presso un'università italiana o iscritti a corsi di laurea equipollenti in università straniere (art. 4 dello Statuto).
I Soci studenti sono tenuti al versamento annuo di un contributo deciso annualmente dal Consiglio Direttivo Nazionale. I Soci Studenti, durante le votazioni che si svolgono all’interno delle assemblee, possono votare solamente le attività dell’Associazione e non il bilancio.
TITOLO II - Diritti e doveri dei soci
I Soci, purché in regola con il pagamento della quota associativa, hanno diritto a partecipare alla vita della Confederazione Italiana Archeologi, a frequentarne le sedi, nonché ad usufruire di tutti i servizi messi a disposizione dalla stessa.
L'appartenenza alla Confederazione Italiana Archeologi ha carattere libero e volontario, ma impegna gli aderenti al rispetto dello Statuto, del Codice Deontologico, del presente Regolamento e delle risoluzioni prese dai suoi organi rappresentativi, secondo le competenze statutarie.
Il socio si impegna a fornire, all’atto dell’iscrizione, dati veritieri su tutti i propri recapiti e a comunicare tempestivamente all’Associazione qualunque variazione di tali dati. Il socio garantisce la natura personale ed esclusiva del proprio indirizzo email fornito all’Associazione che potrà utilizzarlo per comunicazioni sociali e per l’espletamento di operazioni di voto e consultazione telematica.
art. 9 - perdita dello status di socio
morosità nel pagamento della quota associativa per oltre tre mesi dalla scadenza della precedente;
delibera di esclusione del Consiglio Direttivo Nazionale per accertati motivi di incompatibilità o per il venir meno dei requisiti di ammissione tecnici o etici;
espulsione conseguente a provvedimento disciplinare.
TITOLO III - Struttura dell’associazione
art. 10 - struttura territoriale
La Confederazione Italiana Archeologi è un'Associazione nazionale articolata su base territoriale con sedi locali secondo quanto disposto dall’art 18 dello Statuto. La costituzione di Sedi Territoriali deve essere approvata dal Consiglio Direttivo Nazionale. Alle Sedi Territoriali spetta una parte delle quote Sociali versate dagli appartenenti alle Sedi medesime, la cui quota è decisa annualmente dal Consiglio Direttivo Nazionale.
Sono organi territoriali della Confederazione Italiana Archeologi:
le Assemblee Territoriali dei Soci;
i Consigli Direttivi Territoriali;
i Presidenti Territoriali;
Sono organi nazionali della Confederazione Italiana Archeologi:
l'Assemblea Nazionale dei Soci;
Sono organi di controllo e disciplinari della Confederazione Italiana Archeologi:
Sono incarichi sociali della Confederazione Italiana Archeologi, previsti dall'art.13 dello Statuto, il Segretario e il Tesoriere.
art. 12 - organi territoriali
12.1 - assemblea territoriale dei soci
L'insieme dei Soci appartenenti alla Sede Territoriale ne forma l'Assemblea.
La convocazione dell'Assemblea Costitutiva della Sede Territoriale viene indetta, su richiesta degli iscritti, dal Consiglio Direttivo Nazionale tramite comunicazione da inviare in via telematica all’indirizzo risultante dal libro soci e/o tramite annuncio sul portale web dell'Associazione, almeno 5 giorni prima della data dell’Assemblea.
L'Assemblea si riunisce ed elegge i rappresentanti che ne formano il Consiglio Direttivo Territoriale.
L'avvenuta costituzione viene ratificata dal Consiglio Direttivo Nazionale che ne dà notizia sul portale web dell'Associazione.
Per le deliberazioni della Sede Territoriale valgono, in quanto compatibili, le stesse norme previste per il Consiglio Direttivo Nazionale, come riportato negli artt. 9, 10 e 11 dello Statuto.
L'Assemblea Territoriale di una sede esistente, che deve essere convocata, non meno di 5 giorni prima della data dell’Assemblea, tramite comunicazione da inviare in via telematica all’indirizzo risultante dal libro soci e/o tramite annuncio sul portale web dell'Associazione dal Presidente Territoriale almeno una volta l'anno entro il 01 marzo, elegge il Consiglio Direttivo Territoriale, elegge i Delegati Regionali al Congresso Nazionale, approva il programma di attività della Sede coerentemente con gli indirizzi e le deliberazioni dell'Assemblea Nazionale, formula, per il tramite del Presidente Territoriale, proposte al Presidente Nazionale.
12.2 - consiglio direttivo territoriale
Il Consiglio Direttivo Territoriale è costituito da un numero disparo di membri, minimo sette, tra i quali si eleggono, con voto a maggioranza il Presidente Territoriale e un Vice Presidente; un Segretario e un Tesoriere, che possono essere scelti anche al di fuori del Consiglio Direttivo Territoriale (art. 18 dello Statuto).
Il Consiglio Direttivo Territoriale dura in carica un massimo di 3 anni, ma viene comunque rinnovato nei mesi che intercorrono la convocazione del Congresso Nazionale e il suo svolgimento.
Le sedute del Consiglio Direttivo Territoriale sono valide quando è presente almeno la metà più uno dei membri in forma fisica, telematica o per delega.
Il Consiglio Direttivo Territoriale attua i programmi di attività fissati dall'Assemblea Territoriale per la realizzazione a livello locale degli scopi Sociali; amministra le risorse della Sede con obbligo di documentazione e rendiconto delle spese secondo le disposizioni contenute nel regolamento amministrativo; dà attuazione alle direttive del Consiglio Direttivo Nazionale con cui collabora per la realizzazione di eventuali iniziative di carattere nazionale dallo stesso promosse; elegge al suo interno due rappresentanti presso il Consiglio Direttivo Nazionale.
12.3 - presidente territoriale
Il Presidente Territoriale convoca e presiede l'Assemblea e il Consiglio Direttivo Territoriale; ne attua le rispettive delibere, verificandone la compatibilità con lo Statuto e con le direttive degli organi del Consiglio Direttivo Nazionale; dà comunicazione al Presidente Nazionale delle iniziative progettate al fine di consentirne il coordinamento, e comunque in genere riferisce a quest'ultimo sulle attività da intraprendere e sull'esito di quelle svolte.
art. 13 - organi nazionali, organi di controllo e disciplinari
Per gli Organi nazionali, per gli Organi di controllo e disciplinari si rimanda alle linee generali espresse nello Statuto e a quanto previsto dal presente Regolamento.
TITOLO IV - Regolamento elettorale
art. 14 - elezione del consiglio direttivo nazionale
Le assemblee Territoriali eleggono dei Delegati per la partecipazione al Congresso.
Le sedi costituite al momento deIla comunicazione della data del Congresso Nazionale nominano al massimo 3 delegati fino a 10 soci iscritti, poi al massimo 3 ogni 10, le sedi non ancora costituite, ma con soci regolarmente iscritti, nominano al massimo 2 delegati fino a 10 soci iscritti, poi al massimo 2 ogni 10.
Possono essere eletti al Consiglio Direttivo Nazionale tutti i soci regolarmente iscritti che hanno presentato la loro candidatura nei modi e tempi prestabiliti o che non siano fisicamente presenti al momento delle elezioni.
Il voto dei Delegati per l'elezione dei componenti del Consiglio Direttivo Nazionale viene espresso nel corso del Congresso Nazionale mediante voto palese o a scrutinio segreto su richiesta di almeno la metà più uno dei votanti.
I membri del Consiglio Direttivo Nazionale uscente partecipano all’elezione del nuovo Consiglio come delegati.
Il Consiglio Direttivo Nazionale uscente nominerà una Commissione Elettorale.
Il Consiglio Direttivo Nazionale si elegge una volta ogni 3 anni a meno che non si presentino le dimissioni contestuali dalla status di consigliere dalla metà più uno dei consiglieri.
Al momento della dimissione di uno o più consiglieri questi vengono sostituiti in egual numero tramite cooptazione di altri soci che presentino la loro candidatura. Nel qual caso viene effettuata una consultazione telematica per l'elezione dei candidati e vengono eletti coloro che avranno ricevuto il maggior numero di voti.
E’ eletto alla carica di Consigliere un numero dispari di Soci, stabilito di volta in volta nel Regolamento Congressuale. I Soci eletti saranno quelli che avranno ottenuto il maggior numero di voti tra i candidati.
art. 15 - elezione dei consigli direttivi territoriali
I Consigli Direttivi Territoriali vengono eletti durante le Assemblee Territoriali al massimo ogni 3 anni.
Tutti i soci regolarmente iscritti presso la Sede Territoriale hanno diritto al voto.
Il voto dei Soci per l'elezione dei componenti dei Consigli Direttivi Territoriali viene espresso nel corso dell'Assemblea Territoriale mediante voto palese o a scrutinio segreto su richiesta di almeno la metà più uno dei votanti.
art. 16 - pubblicizzazione del voto
Alle operazioni di voto dovrà essere data opportuna pubblicità nel periodo precedente la data delle elezioni, anche attraverso gli organi d'informazione dell'Associazione.
art. 17 - commissioni elettorali
Le Commissioni Elettorali dovranno provvedere, con le modalità più opportune, all'espletamento delle operazioni di voto garantendo la regolarità e se richiesto la segretezza delle operazioni e l'espletamento delle operazioni di spoglio.
La Commissione Elettorale del Congresso Nazionale dovrà provvedere in tempo reale allo scrutinio dei voti espressi, alla redazione di un verbale di voto e alla comunicazione dell'avvenuta elezione del nuovo Consiglio Direttivo Nazionale tramite i canali ufficiali di comunicazione dell'associazione.
Ciascuna Commissione Elettorale Territoriale dovrà inoltre provvedere, con le modalità più opportune, alla trasmissione al Consiglio Direttivo Nazionale dei risultati e di un verbale delle operazioni e delle eventuali contestazioni, entro 24 ore dalla chiusura delle operazioni di voto.
art. 18 - cariche territoriali
Il Consiglio Direttivo Territoriale, entro sette giorni dall'elezione, si riunisce, elegge le cariche sociali locali e due rappresentanti nel Consiglio Direttivo Nazionale e le comunica a quest'ultimo.
art. 19 - ricorso
Entro il trentesimo giorno successivo all’Assemblea è possibile presentare ricorso, scritto e motivato, avverso ai risultati al Collegio dei Probi Viri, che provvederà, entro i successivi trenta giorni, a esaminarlo e a decidere in merito.
TITOLO V - Regolamento amministrativo
L'esercizio finanziario della Confederazione Italiana Archeologi ha la durata di un anno e coincide con l'anno solare. La gestione finanziaria si svolge sulla base del bilancio annuale di previsione.
art. 21 - bilancio annuale di previsione
Nel bilancio di previsione devono essere dettagliatamente elencate in appositi capitoli tutte le entrate previste e le uscite necessarie per l'attuazione dei programmi dell'Associazione. Nel bilancio di previsione possono essere iscritti fondi di riserva, destinati al riequilibrio in corso d'esercizio della gestione o per sopperire a eventuali imprevedibili esigenze.
art. 22 - inventario
Il Presidente dell'associazione è consegnatario di tutti i beni presenti presso la sede nazionale; il Presidente Territoriale è consegnatario di tutti i beni di proprietà dell'Associazione presenti presso la Sede Territoriale; in ogni caso di cessazione, si procede al passaggio delle consegne previo inventario dei beni: il relativo verbale è sottoscritto dal cessante e dal subentrante. L'inventario di tutti i beni dell'associazione deve essere effettuato a ogni chiusura di esercizio. La prima redazione dell'inventario viene effettuata all'atto dell'insediamento dei prossimi organi dell'associazione.
art. 23 - adempimento di chiusura d'esercizio
Entro il 31 gennaio di ogni anno il Presidente Territoriale provvede a trasmettere alla sede centrale l'inventario dei beni presenti nella Sede Territoriale al 31 dicembre, i rendiconti di competenza, la chiusura di cassa dell'anno, evidenziando il fondo cassa residuo e le eventuali entrate e spese non riscosse o pagate e una relazione sull'attività svolta.
art. 24 - redazione del bilancio consuntivo
Il Consiglio Direttivo Nazionale, coadiuvato dal Segretario e dal Tesoriere, provvede alla compilazione del bilancio consuntivo che si compone di un conto consuntivo finanziario, redatto sulla base dello schema del correlativo bilancio di previsione, nonché di una situazione patrimoniale e di un conto economico; il bilancio deve essere presentato alla prima Assemblea Nazionale. Il bilancio deve restare depositato in copia nella sede dell'Associazione e sul sito web durante i 15 giorni che precedono l'Assemblea Nazionale sino alla sua approvazione, a disposizione dei Soci che ne possono prendere visione.
TITOLO VI - Regolamento disciplinare
Il Collegio dei Probiviri viene chiamato, secondo le modalità indicate nell'art. 20 dello Statuto e negli artt. successivi del presente Regolamento, a pronunciarsi:
sui provvedimenti disciplinari;
sulle controversie tra gli organi Sociali, tra i Soci, ovvero tra i primi e i secondi, sorte nell'ambito delle attività Sociali;
sull'interpretazione dello Statuto e dei regolamenti di attuazione dello stesso.
La competenza del Collegio sulle predette materie ha carattere esclusivo e le sue decisioni sono inappellabili. Restano ferme le competenze del giudice ordinario in ogni altro campo e in particolare in tema di accertamento delle responsabilità civili e penali e di risarcimento del danno.
art. 26 - fatti sanzionabili
Si procede disciplinarmente nei confronti dell'iscritto che:
non osservi i doveri sanciti dalla legge, dallo Statuto, dal Regolamento, dal Codice deontologico, dalle deliberazioni degli organi dell'associazione;
tenga una condotta in contrasto con i principi della deontologia professionale;
tenga comportamenti gravemente lesivi dell'immagine, degli interessi e delle finalità dell'associazione.
art. 27 - procedimento disciplinare
L'azione disciplinare è promossa dal Presidente dell'Associazione, qualora se ne ravvisino i presupposti, sentito il parere del Consiglio Direttivo Nazionale, sia d'ufficio che su segnalazione di qualunque Socio. Qualora l'azione disciplinare interessi membri degli organi sociali il parere del Consiglio Direttivo Nazionale assume valore vincolante. Ispettori e commissario potranno essere scelti anche tra professionisti esterni all'associazione; tutti i Soci devono prestare loro la necessaria collaborazione. L'atto di deferimento al Collegio dei Probiviri, oltre alla contestazione degli addebiti specifici, deve contenere l'esposizione dei fatti che ne sono causa, l'indicazione di eventuali mezzi di prova, gli accertamenti e i provvedimenti cautelari già disposti.
art. 28 - istruttoria
Il Collegio, pervenuto l'atto di deferimento, deve tempestivamente trasmetterne copia all'interessato, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata, assegnando un congruo termine per la produzione di scritti difensivi e dei mezzi di prova reputati necessari. Può disporre qualsiasi atto istruttorio, nominare periti e consulenti, ascoltare testi. Detta, in relazione agli specifici casi, le regole e i termini delle ulteriori fasi del procedimento, garantendo comunque il contraddittorio tra le parti, anche disponendone l'audizione personale. Nelle more della pronuncia, anche su istanza del Presidente o dell'interessato, il Collegio può disporre provvedimenti cautelari ovvero revocare quelli già adottati, ma non porre anticipatamente termine all'ispezione o al commissariamento.
art. 29 - decisione
Il Collegio, esaurita la fase istruttoria, e di norma entro tre mesi dalla ricezione dell'atto di deferimento, deve emettere una decisione motivata pubblicata negli organi di informazione interna della Confederazione Italiana Archeologi che preveda il proscioglimento dagli addebiti, ovvero, in caso di accertata fondatezza degli stessi, una delle seguenti sanzioni, in funzione della gravità delle inadempienze:
art. 30 - controversie interne
Qualunque controversia insorta tra gli organi Sociali, tra i Soci o tra i primi e i secondi, deve essere sottoposta dagli interessati al Consiglio Direttivo Nazionale che, solo qualora non riesca a dirimerla bonariamente e sempre che ne ravvisi la fondatezza, la sottopone al Collegio dei Probiviri. Solo nel caso in cui lo stesso Consiglio Direttivo Nazionale sia parte della controversia il Collegio dei Probiviri potrà essere investito dagli interessati in via diretta. Il Collegio dei Probiviri, espletata ogni necessaria istruttoria, garantendo comunque il contraddittorio tra le parti, pronuncia la propria decisione applicando le norme contenute nello Statuto e nel Regolamento dell'associazione. È fatto salvo, in difetto di espresse statuizioni, il ricorso ai principi generali di equità.
art. 31 - interpretazione dello statuto
Qualora sorgano dubbi sull'interpretazione di norme dello Statuto e/o di regolamenti adottati ai sensi dello stesso, il Consiglio Direttivo Nazionale, d'ufficio o su segnalazione di qualunque Socio, sempre che tale richiesta appaia fondata e rilevante, può richiedere al Collegio dei Probiviri l'interpretazione. L'interpretazione dovrà comunque essere fornita alla luce delle norme di legge e dei principi generali dell'ordinamento.
art. 32 - norme comuni a tutti i procedimenti
Il Consiglio dei Probiviri ha sede presso la sede dell'associazione ed è regolarmente costituito con la presenza di tutti e tre i componenti e delibera a maggioranza.
In caso di dimissioni di uno dei componenti del Collegio si provvederà alla sostituzione con un supplente nominato dal Consiglio Direttivo Nazionale, senza che ciò comporti interruzione di eventuali procedimenti in corso. In caso di accertata impossibilità di uno dei membri effettivi a svolgere l'incarico che si protragga per oltre 30 giorni, intervenuta nelle more di un procedimento, si procederà alla temporanea sostituzione con un supplente nominato dal Consiglio Direttivo Nazionale. La sostituzione non comporterà interruzione dei procedimenti e il membro supplente rimarrà in carica fino alla conclusione dei singoli procedimenti in corso. Qualora il procedimento interessi o sia promosso su segnalazione di uno dei componenti del Collegio dei Probiviri, lo stesso è temporaneamente sostituito dal primo dei membri supplenti. Nei procedimenti dinanzi al Collegio dei Probiviri le parti potranno farsi rappresentare e/o assistere da persone di fiducia. Le decisioni del Collegio sono immediatamente esecutive e dovranno essere comunicate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno alle parti o agli interessati e al Presidente dell'associazione e contestualmente pubblicato sugli organi informativi dell’associazione.
Il Presidente dell'associazione, ove necessario, ne cura l'attuazione.
TITOLO VII - Le sezioni tematiche
art. 33 – funzioni
Le Sezioni Tematiche dell'Associazione sono strumenti costituiti per il raggiungimento di quanto previsto dall’art. 2 dello Statuto.
art. 34 – numero, composizione e scadenza
Il numero delle Sezioni Tematiche è deciso dal Consiglio Direttivo Nazionale o dai Consigli Direttivi Territoriali in base alle necessità. La loro composizione, scelta sempre dagli organi territoriali competenti, è variabile in base alla durata e alla complessità della Sezione.
Le Sezioni, così costituite e composte, rimarranno in carica fino alla scadenza dell’organo che le ha costituite o fino al raggiungimento del loro scopo.
art. 35 – costituzione, funzionamento e organizzazione
Le modalità di costituzione e di funzionamento delle Sezioni dovranno essere rispondenti anche a quanto previsto dal Codice deontologico della Confederazione Italiana Archeologi.
Ogni Sezione Tematica avrà un proprio Coordinatore, nominato dall’organo esecutivo competente al momento della costituzione oppure, su proposta dei componenti, dopo l'insediamento della Sezione stessa. Il Coordinatore della sezione potrà farsi coadiuvare nello svolgimento della sua funzione da altri soci. Al fine del coordinamento della loro attività scientifica, i Coordinatori di tutte le Sezioni operative, sono convocati, quando opportuno, dai Consigli Direttivi competenti per relazionare le attività di loro pertinenza.
art. 36 - prerogative
Le Sezioni Tematiche hanno un'autonomia e una responsabilità proprie, nei limiti di un programma concordato con gli organi esecutivi competenti. Sono escluse le funzioni di rappresentanza esterna, salvo che su specifica delega del Presidente Nazionale o degli organi esecutivi competenti.
art. 37 - coordinatore della sezione
Il coordinatore della Sezione è tenuto a:
- rappresentare ufficialmente la Confederazione Italiana Archeologi quando il Presidente o il Consiglio Direttivo Nazionale lo richieda in convegni, congressi e nelle sedi ove la tematica inerisce all'attività della commissione;
- diffondere, con tempestività e continuità, informazioni sull'attività della Sezione, attraverso i mezzi di comunicazione a stampa ed elettronici dell'Associazione e in ogni altra forma opportuna.
TITOLO VIII - Erogazione di rimborsi spese e/o indennità di trasferta
art. 38 - premessa e campo di applicazione
Il presente titolo del Regolamento detta disposizioni operative e di dettaglio finalizzate alla rendicontazione, al controllo e al contenimento della spesa. Si applica ai soci della Confederazione Italiana Archeologi, nonché a tutti i professionisti e consulenti che prestino la loro opera per l’associazione. Il disciplinare ribadisce e puntualizza le modalità operative e procedurali per il rilascio dell’autorizzazione, l’espletamento della missione, le spese rimborsabili e la relativa documentazione da produrre. Per quanto non espressamente indicato si fa rinvio alla vigente normativa generale relativa al trattamento economico delle missioni.
art. 39 - missioni/trasferte
Ogni missione o trasferimento per conto della Confederazione Italiana Archeologi deve essere autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale, ovvero, nel caso di progetti specifici e/o attività soggette a finanziamento, dal referente di progetto; le autorizzazioni di invio in missione dovranno sempre essere fondate su concrete esigenze operative ed essere adottate nel rispetto del principio fondamentale di economicità (e in generale di massimo contenimento della spesa), con particolare riguardo alle modalità di svolgimento e alla durata della trasferta, che deve essere limitata al tempo strettamente necessario alle esigenze di impiego. Ai fini di una corretta contabilizzazione è essenziale che le richieste e i provvedimenti di autorizzazione alla missione indichino espressamente nell’interesse di quale Progetto/Iniziativa sono effettuate.
art. 40 - sede
Per sede si intende il perimetro cittadino del territorio del Comune di residenza anagrafica del professionista impiegato, oppure del Comune della struttura di appartenenza dell’esperto, anche nel rispetto delle norme relative alle caratteristiche di impiego nel caso di contratti di lavoro parasubordinato. L’esperto inviato in missione nell’ambito del Comune della propria struttura di appartenenza e\o nel proprio Comune di residenza ha titolo all’eventuale solo rimborso delle spese dei mezzi pubblici di trasporto o, ricorrendone le condizioni tassativamente previste, del taxi.
art. 41 - procedure di autorizzazione
In base al vigente quadro normativo, la disposizione di invio in trasferta è competenza del referente di progetto o dell’attività svolta per la CIA. I professionisti per poter svolgere la missione devono essere preventivamente autorizzati.
Nella nota di autorizzazione alla missione devono essere indicati: 1. cognome e nome del soggetto autorizzato; 2. località della missione; 3. giorno di inizio e di fine della missione; 4. sigla/nome del progetto/attività; 5. scopo della missione; 6. mezzo di trasporto usato (con idonea motivazione quando trattasi di mezzi straordinari). Con un unico provvedimento il referente può autorizzare fino a un massimo di quattro missioni dello stesso dipendente/esperto.
art. 42 - documentazione della missione e rimborso delle spese sostenute
I soggetti interessati al termine della missione presentano al referente di progetto/attività i moduli di richiesta del rimborso missione/trasferta con allegata la documentazione di spesa in originale e una copia del provvedimento di autorizzazione alla missione. Le spese di cui si chiede il rimborso devono in ogni caso corrispondere a viaggi effettuati per lo svolgimento dell’incarico conferito; agli esperti inviati in missione, secondo le autorizzazioni ricevute con il provvedimento di missione, compete il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute e documentate. La rimborsabilità delle spese di trasporto effettivamente sostenute è inderogabilmente subordinata alla esibizione dei relativi titoli di viaggio in originale.
art. 43 - viaggi in treno
Per i viaggi in treno compete il rimborso del biglietto di II classe (comprensivo degli eventuali supplementi e prenotazioni). Spetta, altresì, il rimborso delle spese sostenute per l’uso di un posto letto. In caso di indisponibilità di tale sistemazione, spetta il rimborso delle spese sostenute per l’uso di un posto letto in compartimento singolo, sulla base di apposita documentazione in tal senso rilasciata al professionista.
art. 44 - viaggi in nave
Per i viaggi in nave (compresi aliscafo e nave veloce) compete il rimborso del biglietto di II classe (comprensivo degli eventuali supplementi e prenotazioni), nonché dell’eventuale spesa sostenuta per un posto letto. In caso di indisponibilità di tale sistemazione, spetta il rimborso delle spese sostenute per l’uso di un posto letto in compartimento singolo, sulla base di apposita documentazione in tal senso rilasciata al professionista.
art. 45 - viaggi aerei
Per i viaggi aerei compete il rimborso del biglietto in classe economica, indipendentemente dalla durata del viaggio. Dovranno essere allegati alla richiesta di rimborso le relative carte d’imbarco.
art. 46 - mezzi di trasporto pubblico e taxi
Agli esperti, secondo le autorizzazioni ricevute con il provvedimento di missione, compete anche il rimborso delle spese sostenute e documentate per l’uso di mezzi di trasporto pubblico che, nella località in cui è svolta la missione, si rendano strettamente necessari per l’espletamento dell’incarico, nonché l’eventuale rimborso delle spese di taxi. Per il rimborso del taxi occorre presentare regolare ricevuta, datata, con indicazione del percorso effettuato. L’uso del taxi è consentito qualora ricorra almeno uno dei seguenti casi: 1. arrivo o partenza nella/dalla località di svolgimento della missione tra le ore 22 e le ore 7 (nel caso dell’aereo si intende l’orario di imbarco); 2. trasporto (effettivo) di materiale o strumenti occorrenti per l’espletamento dell’incarico particolarmente pesanti o ingombranti; 3. raggiungimento di destinazioni non servite da mezzi di trasporto pubblici o collegate in modo non agevole in relazione alla durata del tragitto, al numero di mezzi pubblici da utilizzare e allo svolgimento dell’attività lavorativa o ad altri motivi oggettivi (orario di convocazione di una riunione, imprevisti ritardi nel viaggio, comprovata impossibilità di rispettare l’orario di partenza, protrarsi dell’incarico da svolgere); 4. mancanza di mezzi pubblici di collegamento con gli aeroporti, porti, con le stazioni ferroviarie o di pullman di linea dovuta a sciopero, sospensione dei servizi in orari notturni; 5. il mezzo pubblico di trasporto, per cause impreviste, arrivi dopo le ore 22:00; 6. protrarsi della riunione che impedisca all’esperto di rispettare gli orari aerei o ferroviari di ritorno; 7. imprevista necessità di trasporto di materiale attinente all’incarico di peso e dimensioni rilevanti.
Il rimborso delle spese di taxi verrà effettuato sulla base della ricevuta rilasciata dal conducente.
art. 47 - mezzo proprio
Potrà essere utilizzato il mezzo proprio qualora l’uso di tale mezzo risulti più conveniente dei normali servizi di linea. Ai professionisti in missione/trasferta spetta, inoltre, il rimborso debitamente documentato del pedaggio autostradale. In caso di utilizzo di apparecchiature Telepass, in luogo delle ricevute potranno essere prodotte copie degli estratti conto Telepass, a condizione che risulti chiaramente la targa del veicolo utilizzato.
art. 48 - autonoleggio
Il noleggio di un’autovettura è consentito esclusivamente ove non sia riscontrabile un servizio pubblico adeguato. L’esperto che si serve dell’auto a noleggio è tenuto a presentare il contratto originale di noleggio, la fattura rilasciata dalla ditta che ha fornito il mezzo e/o la ricevuta di pagamento. Il tipo di vettura da noleggiare dovrà essere adeguato alle esigenze specifiche.
art. 49 - spese di alloggio
Il professionista in trasferta ha diritto ad alloggiare in alberghi con classificazione ufficiale fino a 5 stelle. Gli esperti in missione per un periodo di durata superiore alle dodici ore hanno diritto al rimborso della spesa effettivamente sostenuta e documentata per il pernottamento in alberghi in stanza singola o doppia a uso singolo, o in doppia condivisa con altro professionista in caso di mancanza della singola e sulla base di apposita dichiarazione in tal senso rilasciata dal consulente in calce alla richiesta di liquidazione. La spesa sostenuta per la prima colazione può essere ammessa al rimborso. La documentazione da produrre per ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’alloggio deve risultare leggibile, essere conforme alle disposizioni in materia fiscale e consentire di accertare: il soggetto erogatore della prestazione, data e numero documento, nominativo e codice fiscale del destinatario della prestazione, il tipo di camera, la durata e l’importo della prestazione. La mancata presentazione delle ricevute fiscali o la loro incompleta compilazione impediscono il rimborso.
art. 50 - spese di vitto
Al personale inviato in missione per un periodo di durata superiore a dodici ore compete il rimborso della spesa documentata per vitto, costituito dai pasti principali. Per pasto si intende il pranzo e\o la cena e pertanto non sono ammissibili le piccole consumazioni. Qualora la missione abbia una durata non inferiore a 8 ore e non superiore a 12 ore compete il rimborso di un solo pasto. È necessario ottenere il rilascio della tipologia di documentazione di seguito specificata: - ricevute fiscali; - scontrini fiscali dettagliati o comunque rilasciati da pubblici esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, sempre che sia rilevabile dallo scontrino fiscale la corretta natura dell’esercizio che eroga la prestazione (ristorante, trattoria e simili, bar, gastronomia, rosticceria,pasticceria e simili). Inoltre, pur nel rispetto dei limiti di spesa, del tipo di esercizio e di descrizione del servizio, non sono considerati rimborsabili ricevute/scontrini che risultino incongrui rispetto alla normale consumazione di un pasto, sia per quanto concerne il tipo di consumazione, che relativamente agli orari dei pasti. La documentazione da produrre per ottenere il rimborso delle spese sostenute per il vitto deve risultare leggibile, essere conforme alle disposizioni in materia fiscale e consentire di accertare: il soggetto erogatore della prestazione, data e numero documento, nominativo e codice fiscale del destinatario della prestazione, la descrizione del servizio fornito e l’importo della prestazione. Non è consentito il rimborso del pasto consumato al termine del viaggio di rientro dalla missione. Nel caso in cui la documentazione si riferisca a più di un coperto, verrà computato un solo coperto, dividendo il totale sulla base del numero totale dei coperti registrati.
art. 51 - richiesta di liquidazione
La richiesta di liquidazione delle spese sostenute è presentata dopo la conclusione della trasferta, allegando alla stessa la documentazione in originale. La presentazione dei documenti per la liquidazione non rappresenta solo un diritto dell'esperto al rimborso delle spese sostenute, ma anche un preciso dovere, cui adempiere con la massima precisione e tempestività. La cura nella custodia della documentazione relativa alla trasferta rientra nell'ambito delle responsabilità e dei doveri di diligenza richiesti. Ciò premesso, in caso di smarrimento o furto della documentazione relativa alle spese sostenute, la Confederazione Italiana Archeologi provvede al rimborso nei seguenti casi: - presentazione della documentazione in copia conforme in caso di smarrimento o furto; - presentazione della denuncia alle competenti autorità in caso di furto, nelle ipotesi in cui non sia oggettivamente ottenibile una copia conforme della documentazione. Al di fuori di tali ipotesi, non è assolutamente consentito procedere a qualsiasi rimborso.
Non sono in alcun modo rimborsabili spese incoerenti e/o non supportate dalla relativa documentazione. Per quanto non previsto, si rinvia alla normativa di legge e contrattuale, anche con riferimento agli obblighi di lealtà e correttezza, e alle ipotesi di tentata truffa nei casi di dichiarazione fraudolenta e falsa documentazione.
TITOLO IX - Conferimento di incarichi e/o di collaborazioni esterne
art. 52 - ragione sociale e cariche elettive
La Confederazione Italiana Archeologi è un'associazione professionale senza scopo di lucro, l'adesione è volontaria, così come il contributo in termini di tempo e impegno. Le cariche, elettive e democratiche, non presuppongono alcuna contribuzione pecuniaria da parte dell'associazione in favore degli eletti, nemmeno per il Presidente, come riportato dall'articolo 21 dello Statuto.
art. 53 - conferimento incarichi
La Confederazione Italiana Archeologi non ha dipendenti, ma in occasione di progetti specifici può collaborare con professionisti e imprese per svolgere le attività nel modo più opportuno. Il conferimento di incarichi a professionisti coinvolti nei progetti avviene per decisione del Consiglio Direttivo Nazionale ovvero con delega al responsabile del progetto, a sua volta scelto dal Direttivo stesso.
art. 54 - retribuzioni
Per quanto riguarda la retribuzione di eventuali collaboratori si fa riferimento alle tariffe riportate dai CCNL in cui sono inseriti gli archeologi (CCNL Edilizia, Studi Professionali); nel caso delle collaborazioni parasubordinate vige il principio per cui un collaboratore non può costare meno di un dipendente con il medesimo ruolo e mansione.
Nel caso di collaborazioni di natura parasubordinata e di durata limitata nel tempo il calcolo del compenso potrà essere effettuato su base giornaliera, facendo riferimento alle tariffe dei CCNL suindicati e sulla base di ricerche di mercato condotte al momento della stipula del contratto, coerentemente con i principi del codice deontologico dell'associazione.