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Timestamp: 2018-11-21 03:00:10+00:00
Document Index: 76880925

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 3', 'sentenza ']

1 N /2012 REG.PROV.COLL. N /2011 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 114 del 2011, proposto da: rappresentato e difeso dall'avv. Michele Cipriani, con domicilio eletto presso Michele Cipriani in Firenze, via dei Rododendri 1; contro Questura di Firenze, in persona del Questore p.t., Ministero dell'interno, in persona del Ministro p.t., rappresentati e difesi dall'avvocatura distr.le dello Stato di Firenze, domiciliataria per legge; per l'annullamento del decreto del Questore di Firenze prot del , notificato in data , avente per oggetto il rifiuto del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Questura di Firenze e di Ministero dell'interno; 125/151
2 Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 luglio 2012 il dott. Bernardo Massari e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Espone il deducente, cittadino di nazionalità kosovara, di aver fatto ingresso nel territorio nazionale nel 2003 ottenendo un permesso di soggiorno per richiesta di asilo politico, più volte rinnovato fino al termine del In attesa della pronuncia della Commissione nazionale per il riconoscimento dello status di rifugiato il ricorrente stabiliva la sua residenza anagrafica in Italia, a decorrere dal 4 giugno Tuttavia, a fronte del diniego di riconoscimento del predetto status, con decreto del Questore di Firenze del 25 settembre 2007 veniva revocato il permesso di soggiorno temporaneo. Il ricorrente ottemperava all invito contestuale a lasciare l Italia e vi faceva rientro l 8 marzo 2008, munito di visto d ingresso per lavoro subordinato. Quindi, ritenendo di possederne i requisiti richiesti dalla legge (art. 9 del d.lgs. n. 286/1998) in data 7 luglio 2010 il sig. avanzava richiesta del permesso di soggiorno CE di lungo periodo. Dopo aver comunicato i motivi ostativi all accoglimento della richiesta, la Questura di Firenze, con l atto in epigrafe, la rigettava a motivo del non raggiungimento dei 5 anni di permanenza, anche non continuativa, in Italia dell interessato. Avverso tale atto proponeva ricorso il signor chiedendone l'annullamento, previa sospensione e vinte le spese di giudizio, e deducendo: 126/151
3 - Violazione e/o falsa applicazione dell'art. 4, co. 1, 2, 3 e 4, della Direttiva 2003/109/CE. Violazione e/o falsa applicazione dell art. 9 del d.lgs. n. 286/1998. Violazione della circolar del Ministero dell interno del Eccesso di potere per difetto di presupposti di fatto, carenza di istruttoria e travisamento dei fatti. Si è costituita in giudizio l Amministrazione chiedendo la reiezione del gravame. Con ordinanza n. 145 del 4 febbraio 2011 veniva respinta la domanda incidentale di sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato. All'udienza pubblica del 3 luglio 2012 ricorso veniva trattenuto in decisione. Il ricorso non è suscettibile di accoglimento. Dispone l art. 9 del d.lgs. n. 286/1998 che Lo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e di un alloggio idoneo può chiedere al questore il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, per sè e per i familiari di cui all'articolo 29, comma 1. Soggiunge, ai commi 3 e 4, che la disposizione di cui al comma 1 non si applica agli stranieri che: b) soggiornano a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari ovvero hanno chiesto il permesso di soggiorno a tale titolo e sono in attesa di una decisione su tale richiesta; c) soggiornano per asilo ovvero hanno chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato e sono ancora in attesa di una decisione definitiva circa tale richiesta. Dal tenore della norma si evince con chiarezza che la norma in parola non trova applicazione nei confronti di alcune categorie di stranieri che, pur potendo vantare un soggiorno, in termini di meramente temporali, superiore ai cinque anni, appartengono ad alcune categorie, partitamente individuate dalla legge, per le quali la natura della permanenza nel territorio nazionale assume carattere non ordinario e non legato a motivi di lavoro o di ricongiungimento familiare. La ratio della disposizione sta, evidentemente, nell esigenza di discriminare tale beneficio in favore degli stranieri che, oltre al tempo del soggiorno, abbiano 127/151
4 evidenziato, proprio in ragione dei motivi della permanenza in Italia, un radicamento con il territorio e un adeguato inserimento nella realtà socioeconomica del nostro Paese, non riscontrabile nelle ipotesi in cui l interessato vi abbia provvisoriamente soggiornato solo perché in attesa dell acquisizione dello status di rifugiato politico, ovvero per motivi di studio. Non ha dunque pregio la tesi articolatamente sostenuta dalla difesa del ricorrente secondo la quale avendo questi maturato cinque anni di soggiorno in Italia, computandosi a tal fine anche i periodi in cui, pur soggiornando legalmente era munito di un autorizzazione provvisoria in attesa della definizione del procedimento per il riconoscimento dello status di rifugiato, sarebbero maturate le condizioni per il rilascio del permesso di lungo soggiornante. Il d.lgs. n. 3 dell 8 gennaio 2007 di recepimento della Direttiva europea in materia, invocata dal ricorrente, non si discosta da quanto stabilito da quest ultima. Infatti, l art. 3, par. 2, della direttiva 2003/109/CE dispone che La presente direttiva non si applica ai cittadini di paesi terzi che: a) soggiornano per motivi di studio o di formazione professionale; b) sono autorizzati a soggiornare in uno Stato membro a titolo di protezione temporanea ovvero hanno chiesto l'autorizzazione al soggiorno a tale titolo e sono in attesa di una decisione sul loro status; c) sono autorizzati a soggiornare in uno Stato membro a titolo di una forma di protezione diversa dalla protezione internazionale o hanno chiesto l autorizzazione al soggiorno a tale titolo e sono in attesa di una decisione sul loro status; d) hanno chiesto la protezione internazionale ma sono ancora in attesa di una decisione definitiva circa la loro domanda; e) soggiornano unicamente per motivi di carattere temporaneo ad esempio in qualità di persone «alla pari», lavoratori stagionali, lavoratori distaccati da una società di servizi per la prestazione di servizi oltre frontiera o prestatori di servizi oltre frontiera o nei casi in cui il loro titolo di soggiorno è stato formalmente limitato. Trova conferma, dunque, da un lato che il permesso di cui trattasi non può essere attribuito allo straniero autorizzato a soggiornare a titolo provvisorio perché 128/151
5 richiedente una forma di protezione diversa dalla protezione internazionale o un autorizzazione al soggiorno a tale titolo e in attesa di una decisione sul proprio status, dall altro che il periodo di permanenza a tale titolo non può cumularsi con quello goduto per effetto di un permesso di soggiorno ordinario. Per le ragioni esposte, il ricorso deve pertanto essere rigettato. Le spese processuali seguono la soccombenza, come da liquidazione fattane in dispositivo. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna la parte ricorrente alla rifusione, in favore dell Amministrazione resistente, delle spese di giudizio che si liquidano forfettariamente in 2.000,00. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 3 luglio 2012 con l'intervento dei magistrati: Angela Radesi, Presidente Bernardo Massari, Consigliere, Estensore Ugo De Carlo, Primo Referendario L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 08/11/ /151
6 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 130/151
N. 00140/2016 REG.PROV.COLL. N. 00111/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna (Sezione Prima) ha pronunciato la presente