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Timestamp: 2018-03-24 19:59:47+00:00
Document Index: 92414449

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 275', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 669', 'art. 82', 'sentenza ']

Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: febbraio 2012
Nel risolvere il contrasto in proposito insorto nella giurisprudenza di legittimità le Sezioni Unite hanno stabilito che la condotta di introduzione o di mantenimento in un sistema informatico protetto integra il delitto previsto dall’art. 615-ter cod. pen. qualora l’agente, pur essendo abilitato, violi le condizioni ed i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitare oggettivamente l’accesso al medesimo, senza che possano in alcun modo rilevare, ai fini della sussistenza dello stesso reato, gli scopi e le finalità che soggettivamente hanno motivato l’ingresso nel sistema. Nell’occasione il Supremo Collegio ha altresì precisato che la fattispecie di abuso delle qualità specificate nel n.1 del comma secondo del menzionato articolo costituisce una circostanza aggravante del delitto descritto nel primo comma dello stesso e non già un’ipotesi autonoma di reato.
REATI CONTRO LA PERSONA – VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO - PRESUNZIONE RELATIVA DI ADEGUATEZZA DELLA CUSTODIA IN CARCERE
APPLICAZIONE ANCHE AL DELITTO DI CUI ALL'ART. 609-OCTIES COD. PEN. DEI PRINCIPI FISSATI DALLA CORTE COST. CON LA SENT. N. 265 DEL 2010 - NECESSITA'
Con la decisione in esame la Corte ha affermato che la presunzione relativa di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, prevista dall’art. 275, comma terzo, cod. proc. pen. anche per il delitto di violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies cod. pen.), dev’essere interpretata alla luce della sentenza della Corte cost. 21 luglio 2010, n. 265 che ha dichiarato l’incostituzionalità della norma processuale, sicché il giudice ha l’obbligo di valutare, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine a tale delitto, se siano stati acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
Testo Completo: Sentenza n. 4377 del 20 gennaio 2012 - depositata il 1° febbraio 2012
(Sezioni Unite Penale, Presidente A. Fiale, Relatore L. Marini)
PROCESSO CIVILE - AZIONE DI PETIZIONE EREDITARIA PENDENTE IN APPELLO - DOMANDA DI ACCERTAMENTO GIUDIZIALE DELLA PATERNITA' NATURALE PROPOSTA IN SEPARATO GIUDIZIO DA UNA DELLE PARTI DEL GIUDIZIO PRECEDENTE
- SOSPENSIONE DELLA CAUSA EREDITARIA AI SENSI DELL'ART. 295 COD. PROC. CIV. - REGOLAMENTO DI COMPETENZA - RIMESSIONE ALLE SEZIONI UNITE
La Seconda Sezione Civile ha rimesso alle Sezioni Unite, trattandosi di questione di particolare importanza, la decisione circa i rapporti esistenti tra la sospensione necessaria del processo di cui all’art. 295 cod. proc. civ. e la sospensione facoltativa di cui all’art. 337, secondo comma, cod. proc. civ., sia in generale che con particolare riferimento al caso specifico, nel quale la causa pregiudicante (pendente in appello) è relativa alla materia dello stato delle persone.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria 13 gennaio 2012, n. 407
(Seconda Sezione Civile, Presidente F. Felicetti, Relatore A. Carrato)
DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – AGGIUDICAZIONE ILLEGITTIMA – AFFIDAMENTO DEL PRIVATO – TUTELA
La C.S. ha stabilito che la responsabilità della P.A. verso il privato, aggiudicatario di un contratto di appalto in seguito annullato dal giudice amministrativo, non è qualificabile né come aquiliana, né come contrattuale in senso proprio, sebbene a questa si avvicini, poiché consegue al “contatto” tra le parti nella fase procedimentale anteriore alla stipula del contratto e si fonda sulla violazione del dovere di buona fede e correttezza per avere leso l’interesse del privato, non qualificabile come interesse legittimo, ma assimilabile al diritto soggettivo alla regolarità e legittimità dell’aggiudicazione.
Testo Completo: Sentenza n. 24438 del 21 novembre 2011
PROCEDIMENTI CAUTELARI – ESTINZIONE DEL PROCESSO DI MERITO – INEFFICACIA DEL PROVVEDIMENTO CAUTELARE
La S.C., al fine di dirimere l’insorto contrasto interpretativo, ha rimesso al Primo Presidente la valutazione dell’opportunità di rimettere alle Sezioni Unite la questione se la dichiarazione d’inefficacia del provvedimento cautelare, ai sensi dell’art. 669 novies, primo e secondo comma, cod. proc. civ., presupponga necessariamente l’irrevocabilità della dichiarazione di estinzione del giudizio di merito.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 24844 del 24 novembre 2011
(Sezione Prima Civile, Presidente D. Plenteda, Relatore R. Bernabai)
PROCEDIMENTO CIVILE - NOTIFICAZIONE - AL PROCURATORE
a Sezione Lavoro ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione interpretativa circa il disposto dell’art. 82 del r.d. n. 37 del 1934, che impone al procuratore, esercente in un giudizio fuori della “circoscrizione del tribunale” cui è assegnato, di eleggere domicilio nel luogo dove ha sede il giudice, poiché altrimenti si intende eletto domicilio presso la cancelleria, essendo controverso se tale elezione di domicilio “ex lege” valga soltanto per il giudizio di primo grado (salvo il caso del procuratore esercente fuori distretto) oppure anche ai fini dell’impugnazione (ai fini, cioè, della notifica della sentenza per il decorso del termine breve e della notifica dell’atto di gravame).
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 702 del 18 gennaio 2012
(Sezione Lavoro, Presidente P. Stile - Estensore G. Mammone)