Source: http://osservatoriomediazionecivile.blogspot.com/2019/
Timestamp: 2020-04-01 18:21:29+00:00
Document Index: 90800865

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art 1228', 'art 1218', 'art 4', 'art, 8', 'art. 59', 'sentenza ', 'art 93', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 116', 'art. 5']

Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile: 2019
=> Tribunale di Verona, 21 maggio 2019
Con riferimento alla mancata partecipazione al procedimento di mediazione va osservato che l’impedimento che rileva ai sensi dell'art. 8, comma 4-bis, d.lgs. 28/2010 è esclusivamente quello alla materiale partecipazione al primo incontro dinanzi al mediatore. Pertanto, per andare esente dall'applicazione della sanzione prevista da detta norma, la parte deve allegare e comprovare la sussistenza di un impedimento oggettivo alla sua comparizione dinanzi al mediatore, non rilevando a tal fine giustificazioni attinenti al diverso profilo relativo alla ritenuta utilità o meno del tentativo di mediazione. Ciò posto non è certo idonea a giustificare la mancata comparizione dinanzi al mediatore la dichiarazione della parte (nella specie un’azienda ospedaliera chiamata in giudizio per il risarcimento danni in materia di responsabilità sanitaria da parte del paziente) secondo cui, essendo stata informata dell'iniziativa dell'attore solo nel mede precedente all’incontro, non avrebbe avuto il tempo necessario per procedere all'istruttoria interna in merito ai fatti avvenuti, sicché il tentativo di mediazione sarebbe risultato senz'altro inutile (in tal caso va quindi applicata la sanzione di cui alla norma sopra citata) (I).
(I) Si veda l’art. 8, comma 4-bis, D.lgs. 4 marzo 2010 n. 28 (Osservatorio Mediazione Civile n. 38/2018).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 52/2019
Il CTU, all'esito di un'indagine esaustiva e condotta secondo metodologia che appare assolutamente corretta, ha in primo luogo accertato la sicura sussistenza del rapporto di causalità materiale tra la condotta dei medici che avevano eseguito l'intervento e l'evento dannoso. Non vi è dubbio, quindi, che la perforazione del colon (per rimediare alla quale l'attore si era dovuto sottoporre a intervento di laparotomia d'urgenza) fosse stata provocata dalle manovre e dalle operazioni di asportazione dei due polipi eseguite nel corso dell'intervento omissis. Si tratta quindi di verificare se nel caso di specie la condotta dei sanitari sia stata scorretta omissis e sussista quindi condotta colposa degli stessi omissis.
In ogni caso, poiché l'Azienda Ospedaliera convenuta deve rispondere a titolo di responsabilità contrattuale nei confronti dell' attore (in forza del contratto di spedalità con lo stesso concluso e dovendo essa rispondere delle condotte dei sanitari suoi dipendenti che avevano eseguito la prestazione medica, ai sensi dell' art 1228 cc: cfr Cass. 13066/04, Cass. 2042/05, Cass. 1698/06, Cass. 13953/07, Cass 8826/07, Cass. 18610/15), grava sulla stessa, ai sensi dell'art 1218 c.c. e dei principi generali in tema di prova in materia contrattuale, l' onere di dimostrare di avere correttamente adempiuto alla propria prestazione e quindi, in concreto, che nel caso di specie la condotta dei sanitari era stata corretta e esente da censure (cfr Cass. SU 577/08, Cass. 10297/04, Cass. 15993/11, Cass. 27855/13, Cass. 24073/17). Di conseguenza, l'eventuale dubbio in merito alla commissione di errori da parte dei sanitari (e , quindi, in merito alla sussistenza di condotta colposa degli stessi) non potrebbe che risolversi a danno della convenuta, spettando ad essa l'onere di dimostrare che la condotta dei sanitari era esente da censure ovvero non in rapporto eziologico con l'evento dannoso (ipotesi, quest'ultima, da escludersi sicuramente, per quanto sopra osservato).
D'altra parte la conclusione del CTU (che, come detto, ha infine ritenuto sussistenti profili di colpa in capo al sanitario, per avere scorrettamente eseguito la manovra di asportazione del polipo) non è stata contestata dai CTP delle parti, sicché non vi è ragione di dubitare della correttezza della stessa. In conclusione, quindi, va senz'altro affermata la responsabilità contrattuale della convenuta per i danni patiti dall' attore in conseguenza dell'intervento omissis.
L'importo del risarcimento accertato all'esito del giudizio è praticamente doppio rispetto alla somma (€ 12.884, 97) che la convenuta aveva offerto in via transattiva all'inizio del giudizio medesimo. Deve perciò ritenersi che l'attore abbia legittimamente instaurato la presente causa e poi rifiutato l' offerta risarcitoria di controparte, in quanto inadeguata.
Di conseguenza non vi è ragione di derogare, nella fattispecie, al criterio della soccombenza nella ripartizione delle spese di lite. Pertanto la convenuta va condannata a rimborsare per intero all'attore le spese di lite (sia della fase di mediazione, sia del presente giudizio di merito) che si liquidano nell'importo omissis.
Non sussistono invece i presupposti per l'applicazione della maggiorazione di cui all'art 4, c. 8 DM 55/14, tenuto conto anche del fatto che, all'esito del giudizio, il risarcimento è stato comunque quantificato in importo sensibilmente inferiore a quello richiesto da parte attrice. Anche le spese di CTU, come liquidate dal Giudice con decreto in data 8.3.2018, vanno integralmente poste a carico di parte convenuta.
La convenuta, seppur ritualmente intimata, non è comparsa all'udienza del 12.1.16 dinanzi all'Organismo veronese di mediazione forense adito da parte attrice per il tentativo obbligatorio di mediazione ai sensi del D.lgs. 28/10. A giustificazione della mancata comparizione la convenuta ha addotto il fatto che, essendo stata informata dell'iniziativa dell'attore solo nel dicembre 2015, non aveva avuto il tempo necessario per procedere all'istruttoria interna in merito ai fatti avvenuti, sicché il tentativo di mediazione sarebbe risultato senz'altro inutile e, quindi, la stessa ha per tale ragione preferito non parteciparvi.
In proposito va osservato che l'impedimento che rileva ai sensi dell'art, 8, c. 4bis D.lgs. 28/10 è esclusivamente quello alla materiale partecipazione al primo incontro dinanzi al mediatore. Pertanto, per andare esente dall'applicazione della sanzione prevista da detta norma, la parte deve allegare e comprovare la sussistenza di un impedimento oggettivo alla sua comparizione dinanzi al mediatore, non rilevando a tal fine giustificazioni attinenti al diverso profilo relativo alla ritenuta utilità o meno del tentativo di mediazione.
La giustificazione addotta dalla Azienda convenuta, quindi, non è certo idonea a giustificare la sua mancata comparizione dinanzi al mediatore, sicché a carico della stessa va applicata la sanzione di cui alla norma sopra citata. La condotta dei sanitari accertata all'esito del presente giudizio integra astrattamente ipotesi di reato (lesioni colpose), del che può darsi atto nel dispositivo ai sensi e per gli effetti di cui all' art. 59, comma 1, lett d) DPR 131/86, come da richiesta di parte attrice.
Pronunciando definitivamente, disattesa e respinta ogni diversa domanda, istanza ed eccezione: accerta e dichiara la responsabilità contrattuale dell'Azienda Ospedaliera omissis; per l'effetto, condanna l'Azienda Ospedaliera al pagamento della somma di euro 25.700,00, oltre interessi legali dalla data di redazione della presente sentenza sino al saldo effettivo, a favore di omissis, a titolo di risarcimento del danno; condanna l'Azienda Ospedaliera a rimborsare a omissis per intero le spese di lite per l'importo di euro 6.041,00, oltre spese generali 15%, cpa e Iva se dovuta. Il tutto disponendo il pagamento diretto dell'intero importo a favore dell'avv. omissis, dichiaratosi antistatario ex art 93 c.p.c.; pone le spese di CTU, come liquidate con decreto in data 8.3.2018, ad integrale carico di parte convenuta; visto l'art. 8, 4bis D.lsg. 28/10 condanna parte convenuta al pagamento a favore dell'Erario dell'importo di euro 759, 00, pari al contributo unificato dovuto per il presente giudizio; dà atto che il fatto illecito accertato all'esito del presente giudizio configura in astratto ipotesi di reato (lesioni colpose).
Etichette: giustificato motivo, mancata partecipazione alla mediazione, primo incontro, Risarcimento del danno derivante da responsabilità medica
Prime considerazioni sul DDL di riforma del processo civile
(C.d.M. 5.12.2019) con particolare riferimento alla mediazione
Il Consiglio dei Ministri è strato convocato giovedì 5 dicembre 2019 per l'esame, tra l’atro del disegno di legge “Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (GIUSTIZIA)”.
Tra le novità in materia di mediazione la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso noto, rispetto a quanto approvato nella detta seduta, esclusivamente la seguente novità: “Escluso ricorso obbligatorio in materia di: responsabilità sanitaria, contratti finanziari, bancari e assicurativi”.
Al riguardo – come prime considerazioni a caldo e spunto di riflessione, nella speranza di contribuire all’ampiamento del dibattito sul tema della riforma del funzionamento dell’istituto della mediazione e del suo rapporto col processo civile – si sottolinea quanto segue.
La scelta del Consiglio dei Ministri potrebbe essere stata dettata dalla considerazione per cui – alla luce delle trimestrali rilevazioni ministeriali (Ministero della Giustizia - Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi - Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa) – le dette materie risultano quelle in cui l’accordo in mediazione viene più difficilmente raggiunto (con percentuali intorno al 10% di raggiungimento dell’accordo, che salgono intorno al 20-30% quando le parti accettano di sedersi al tavolo delle mediazioni anche dopo il primo incontro) (1).
Se questa è la motivazione sottesa alla scelta dell’Esecutivo (ricordando che la materia della responsabilità sanitaria è stata da poco oggetto di riforma (2)), preme sottolineare, quantomeno, che:
i contratti bancari risultano da tempo tra le controversie maggiormente trattate in mediazione (ad esempio, dalla rendicontazione ministeriale relativa al primo trimestre 2019, ben il 13,2% del totale delle iscrizioni afferisce a tale materia, peraltro seconda solo ai diritti reali, con dato, come detto, assestatosi nel corso del tempo); da ciò consegue che anche la bassa percentuale di accordi raggiunti potrebbe apparire significativa alla luce dell’obiettivo di deflazionare il contenzioso pendente dinanzi ai tribunali (3);
quanto ai contratti finanziari, la percentuale di raggiungimento dell’accordo (alla luce della detta rendicontazione ministeriale relativa al primo trimestre 2019) sale al 34% quando le parti accettano di sedersi al tavolo delle mediazioni anche dopo il primo incontro: si tratta dato, sebbene inferiore rispetto a molte altre materie, non del tutto trascurabile.
Ad ogni modo, si ritiene che eliminare qualche materia dal novero di quelle assoggettate alla disciplina della mediazione c.d. obbligatoria dall’art. 5, comma 1-bis, d.lgs. 28/2010 (4) non incida efficacemente sui meccanismi problematici che l’istituto della mediazione ha mostrato nei suoi primi anni di operatività.
Si ritiene, invece, prioritario in tal senso agire normativamente sulle seguenti tematiche (strettamente connesse tra loro):
questione della presenza personale delle parti e della rappresentanza in mediazione (anche ai fini del soddisfacimento della condizione di procedibilità della domanda giudiziale);
questione relativa ai poteri del mediatore di formulare la proposta di mediazione qualora le parti non vogliano proseguire nella mediazione.
collegamento tra comportamento in mediazione, rifiuto della proposta formulata dal mediatore e art. 116 c.p.c.;
compenso del mediatore, specie in caso di formulazione della proposta conciliativa;
formazione e responsabilità del mediatore;
responsabilità degli organismi di mediazione;
analisi predittiva della questione oggetto di mediazione, ai fini di agevolare il raggiungimento dell’accordo conciliativo;
studio della questione oggetto di mediazione da parte del mediatore prima dello svolgimento della prima seduta.
Si ritiene inoltre prioritario lavorare sulla tematica della diffusione della cultura della conciliazione e della mediazione nel nostro Paese (professionisti del diritto e cittadini ed imprese) e su un diverso approccio comunicativo, informativo e formativo in tal senso.
(2) Cfr. Legge n. 24 del 2017: ADR e mediazione nella nuova legge sulla responsabilità medica e sanitaria (Osservatorio Mediazione Civile n. 28/2017) e Mediazione obbligatoria e nuova responsabilità medica e sanitaria: necessario coordinamento tra d.lgs. 28/2010 e l. 24/2017 (Osservatorio Mediazione Civile n. 34/2017)
(3) Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 30 giugno 2019 (Osservatorio Mediazione Civile n. 45/2019)
(4) Si veda l’art. 5, D.lgs. 4 marzo 2010 n. 28 (Osservatorio Mediazione Civile n. 38/2018).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 51/2019
Etichette: Approfondimenti, cultura della mediazione
50/19. MEDIA Magazine n. 12 del 2019 (Osservatorio Mediazione Civile n. 50/2019)
N. 12/19 – Dicembre 2019
L’OSSERVATORIO COMPIE 8 ANNI DI ATTIVITÀ!
L’Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile nasce come luogo di approfondimento dedicato a tutti i Professionisti, gli Operatori e gli Studiosi della mediazione civile e commerciale, con la finalità – sulla base di un costante aggiornamento (con particolare attenzione all’evoluzione normativa e giurisprudenziale) – di agevolare il dibattito e la conoscenza dell'istituto (inteso quale una delle componenti del sistema di risoluzione delle controversie civili), analizzando, in particolare, gli aspetti connessi ai rapporti tra mediazione (quale strumento di a.d.r.) e diritto (processo civile).
Grazie a tutti i Professionisti che quotidianamente consultano le nostre pagine.
Convalida di sfratto per morosità, opposizione: l'onere di attivare la mediazione obbligatoria grava sul locatore-intimante (Osservatorio Mediazione Civile n.48/2019)
In mediazione si può domandare meno di quanto si chiederebbe nel processo?Improcedibilità in caso di non piena identità tra l’istanza di mediazione e l’atto di citazione? (Osservatorio Mediazione Civile n. 49/2019)
Impedimento della decadenza (caso di impugnazione di delibera condominiale): rileva la comunicazione sia della domanda che della data del primo incontro (Osservatorio Mediazione Civile n. 47/2019)
SPINA, Onere della mediazione e improcedibilità in caso di domanda riconvenzionale:contrasto giurisprudenziale (Osservatorio Mediazione Civile n. 46/2019)
Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 30 giugno 2019(Osservatorio Mediazione Civile n. 45/2019)
L. VIOLA (a cura di), GIUSTIZIA PREDITTIVA E INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE CON MODELLI MATEMATICI (con Introduzione di Giovanni MAMMONE, Primo Presidente Suprema Corte di Cassazione), Diritto Avanzato, Milano, 2019 (link al sito dell’Editore)
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