Source: https://www.exeo.it/abusi-privati-beni-pubblici-reati-occupazione-abusiva-innovazioni-abusive-su-beni-demaniali-incendio-danneggiamento-deviazione-acque-modificazione-stato-luoghi-invasione-terreni-edifici-introduzione-o-abbandono-animali-pascolo-abusivo/
Timestamp: 2018-04-19 09:58:15+00:00
Document Index: 37110545

Matched Legal Cases: ['art. 822', 'art. 1161', 'art. 1161', 'art. 425', 'art. 639', 'art. 635', 'art. 639']

titolo: ABUSI DEI PRIVATI SUI BENI PUBBLICI
sottotitolo: profili penalistici
autore/i: Carano, Giulio
area/e tematica/che: beni pubblici - penale
leggi i seguenti brani : -Definizione di bene pubblico
-Categorie di beni pubblici: classificazione tradizionale e classificazione funzionale
-Diritti reali della Pubblica Amministrazione sui beni altrui: le servitù prediali, i diritti di uso pubblico; gli usi civici
leggi i seguenti brani : Definizione di bene pubblico
I beni pubblici, stante la norma codicistica, vengono suddivisi dal legislatore sulla base di una tripartizione che vede I - i beni demaniali, di cui agli artt. 822 - 825 c.c., individuabili sulla base dell’elenco di cui all’art. 822 c.c. (cd. tassatività per tipi); II - i beni patrimoniali indisponibili, categoria residuale rispetto a quella demaniale, composta da beni di appartenenza pubblica e destinati al pubblico interesse; III - i beni del patrimonio disponibile, non destinati al soddisfacimento in via diretta del pubblico interesse. A ciascuna di queste categorie si accompagna un regime giuridico.
A ciascuna delle categorie di bene pubblico si accompagna un diverso regime giuridico e circolatorio. I beni del demanio sono caratterizzati dalla regola generale dell’inalienabilità; regola che trova numerose eccezioni, ad esempio in materia di beni culturali o nei casi di sdemanializzazione (T.U. sull’espropriazione). I beni del patrimonio indisponibile sono privi di un regime unitario, che va ricercato caso per caso, in ragione delle specificità del bene. I beni del patrimonio disponibile sono destinati a circolare secondo le regole privatistiche: pertanto la loro cessione in godimento potrà avvenire con contratto di locazione e non con concessione amministrativa. Il quadro sin qui delineato subirà delle importanti modificazioni alla luce del D. Lgs. n. 85/2010, rivolto all’attuazione del federalismo fiscale.
La tutela penale prevista dal legislatore in relazione ai reati commessi sui beni pubblici è rinvenibile essenzialmente in due fonti: da un lato il codice della navigazione, che all’art. 1161 prevede due fattispecie di reato - l’occupazione abusiva di bene demaniale e le innovazioni abusive su beni demaniali - e una sanzione amministrativa; dall’altro lato il codice penale, che prevede reati contro l’incolumità pubblica - incendio, danneggiamento seguito da incendio ecc. - e reati contro il patrimonio - deviazione di acque, modificazione dello stato dei luoghi, invasione, danneggiamento, ecc. Nella presente opera si è scelto, stante la sostanziale autonomia della materia, di non trattare dei reati edilizi e ambientali; ciò anche in ragione della complessità della materia, che avrebbe finito per snaturare l’opera così come era stata concepita.
Il bene pubblico trova una diversa tutela in ciascuna fonte. Nell’ambito del codice della navigazione, in particolare all’art. 1161, viene tutelato il bene demaniale marittimo, escludendo la penale rilevanza la condotta occupativa o innovativa che verta su beni pubblici di diversa categoria. Nell’ambito del codice penale, la tutela del bene pubblico avviene in via diversa, mediante un sistema di circostanze aggravanti - che modifichi il regime sanzionatorio o il regime di procedibilità - che viene in funzione ove la condotta delittuosa abbia come oggetto materiale un bene pubblico, previsto - rispettivamente - per i reati contro l’ordine pubblico all’art. 425, per i reati contro il patrimonio dall’art. 639bis. Il reato di danneggiamento prevede al proprio interno una specifica circostanza aggravante, di cui al n. 3, II comma, art. 635 c.p.
Si è visto quindi che quella di bene pubblico non è categoria unitaria, vigendo ancora la tripartizione prevista dal legislatore del 1942, nonostante numerose proposte – e richieste – di riforma. La tutela penale, viceversa, è essenzialmente fondata sulla nozione di bene pubblico e di destinazione all’uso pubblico; solo con il codice della navigazione v’è una specifica tutela per i beni demaniali. Pertanto, il nostro sistema penale tutela già il bene pubblico in ragione delle sue caratteristiche, più che della sua appartenenza, ma in caso di riforma della nozione di bene pubblico a livello civilistico, il sistema sanzionatorio e penale andrebbe coordinato, soprattutto in relazione al codice della navigazione.
La presente opera svolge una disamina dei profili penalistici conseguenti alle attività abusive dei privati sui beni pubblici. In tale prospettiva, è stata svolta una preliminare - e necessaria - trattazione dell’annosa questione relativa ai beni pubblici, mediante la quale ne viene tracciato il regime codicistico attualmente vigente - caratterizzato dalla tripartizione tra beni demaniali, beni del patrimonio indisponibile e beni del patrimonio disponibile, prospettando l’esigenza di una riforma idonea a semplificarne il quadro. Ciò posto, l’opera esamina alcune delle più rilevanti fattispecie penali che possono essere integrate in relazione ai beni pubblici, anche rinvenibili al di fuori del codice penale vigente. Il presente studio, infatti, non si è limitato alla trattazione dei soli delitti contro l’incolumità pubblica e contro il patrimonio previsti dal codice penale, estendendo infatti la disamina agli illeciti previsti dal codice della navigazione, anche alla luce della loro notevole frequenza casistica. Se il punto di partenza è costituito dalla norma codicistica, vero fulcro dello studio è costituito dalla giurisprudenza, che rappresenta il mezzo di comparazione delle fattispecie di reato e lo strumento per valutarne l’evoluzione rispetto al contesto storico normativo. Si è quindi evidenziato come, per ragioni attinenti alla natura collettiva dei beni coinvolti, il legislatore abbia approntato una tutela tanto più decisa quanto più esposto all’abuso risulti il medesimo bene. Non a caso lo studio si conclude con la disamina dell’art. 639bis c.p., norma attraverso la quale il legislatore ha approntato il mutamento del regime di procedibilità per alcuni importanti reati contro il patrimonio, ove abbiano ad oggetto beni pubblici o in uso pubblico, in carenza di una specifica disciplina prevista, invece, per altre fattispecie di reato come il danneggiamento o l’incendio.
978-88-6907-200-0 Raccolta, ordinata in una classificazione tematica, di sintesi ed estratti giurisprudenziali in materia di ABUSI DEI PRIVATI SU AREE E SU BENI DEMANIALI E PATRIMONIALI PUBBLICI, elaborate dalla redazione della rivista giuridica Patrimoniopubblico.it, tratti da pronunce recensite dalla medesima rivista appartenenti agli anni dal 2009 al 2015 compresi.