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Timestamp: 2020-01-26 04:39:57+00:00
Document Index: 108193957

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 370', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 394']

Sentenza Cassazione Civile n. 13736 del 31/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13736 del 31/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 31/05/2017, (ud. 12/01/2017, dep.31/05/2017), n. 13736
sul ricorso 20811/2012 proposto da:
N.E., B.V., elettivamente domiciliati in ROMA
PIAZZA ODERICO DA PORDENONE 1, presso lo studio dell’avvocato
GIACOMO PIRRO, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato
MARCO CALDARELLI giusta delega a margine;
elettivamente domiciliato in ROMA VIA XXIV MAGGIO 43, presso lo
studio dell’avvocato PAOLO PURI, che lo rappresenta e difende giusta
avverso la sentenza n. 120/2012 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
udito per i ricorrenti l’Avvocato CALDARELLI che ha chiesto
è comparso l’Avvocato ROCCHITTA difensore del resistente che si
riporta al controricorso e chiede il rigetto;
udito per il controricorrente l’Avvocato SPONTI per delega
dell’Avvocato PURI che si riporta agli atti;
B.V. e N.E. presentavano ricorso innanzi alla CTP di Roma avverso le comunicazioni ricevute e le visure di tabulati effettuate presso il concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione, da cui emergeva l’esistenza di un debito a vario titolo per TARSU, con riferimento ai periodi di imposta dal 1990 al 2003 e per l’IVA, IRPEF, ILOR ed imposta di registro, riferite ad altre annualità, assumendo di non aver ricevuto la notifica dei relativi avvisi di accertamento e delle cartelle di pagamento. La CTP di Roma rigettava il ricorso, non ritenendo impugnabili le comunicazioni e le visure di tabulati. La sentenza veniva appellata dai contribuenti innanzi alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio che rigettava l’appello. I contribuenti proponevano ricorso per cassazione e la Corte di Cassazione con ordinanza n. 15946 del 2010, accoglieva il ricorso rinviando per il riesame ad altra sezione della CTR. Il giudizio veniva riassunto innanzi alla C.T.R. del Lazio che, con sentenza n. 120 del 2012, depositata il 20.3.12, accoglieva parzialmente l’appello dei contribuenti. Per la cassazione della sentenza ricorrono B.V. e N.E., svolgendo due motivi. Ha resistito con controricorso Equitalia Sud S.p.A. L’Agenzia delle Entrate si è costituita al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa, ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1.
1. In via preliminare va dichiarata l’inammissibilità del ricorso per violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 3, eccepita da Equitalia Sud S.p.A. con controricorso, in quanto mancante dell’esposizione sommaria dei fatti di causa. Con indirizzo costante questa Corte ha, infatti, precisato che: “E’ inammissibile per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3, il ricorso privo della sommaria esposizione dei fatti di causa, che non possono ricavarsi dai motivi di ricorso, i quali, in quanto deputati a esporre le linee difensive, anche ove alludano alle fasi del giudizio, non compiono una precisa enucleazione degli stessi, la cui enunciazione è tanto più essenziale ove il ricorso per cassazione sia rivolto verso una decisione della corte di appello, pronunciata in sede di rinvio ex art. 394 c.p.c., assolvendo, in tale evenienza, alla funzione di delimitazione dei confini del giudizio di rinvio” (Cass., Sez. 6-3, Ord. n. 22860 del 2014; Cass. n. 784 del 2014).
2. Sulla base dei rilievi espressi, il ricorso va dichiarato inammissibile. Le spese di lite seguono la soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso, condanna le parti soccombenti alla rifusione delle spese di lite in favore di Equitalia Sud S.p.A., che si liquidano in Euro 3000,00 per compensi, oltre il rimborso spese delle forfetarie nella misura del 15% e accessori di legge, ed in favore dell’Agenzia delle Entrate in Euro 800,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.