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Timestamp: 2020-08-09 10:38:52+00:00
Document Index: 29479220

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 21', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14']

Domenica, 29 Dicembre 2019 15:22
Il contribuente aveva 10 anni per chiedere il rimborso, non 2 come sostenuto dall’Agenzia delle Entrate (che aveva rifiutato di pagare). Agenzia condannata dai giudici ad effettuare il rimborso.
Estratto: “Giova, infatti, accogliere e ribadire il principio più volte affermato da questa Corte secondo cui "In tema di IVA, l'esposizione di un credito d'imposta nella dichiarazione dei redditi fa sì che non occorra, da parte del contribuente, al fine di ottenere il rimborso, alcun altro adempimento, dovendo solo attendere che l'Amministrazione finanziaria eserciti, sui dati esposti in dichiarazione, il potere - dovere di controllo secondo la procedura di liquidazione delle imposte, ovvero, ricorrendone i presupposti, attraverso lo strumento della rettifica della dichiarazione. Ne consegue che, il relativo credito del contribuente è soggetto all'ordinaria prescrizione decennale”.
Giovedì, 21 Novembre 2019 20:33
Se l’Agenzia non indica nel proprio atto il termine per l’impugnazione e/o il giudice presso cui proporla, poi non può contestare la tardività del ricorso. Confermata la sentenza favorevole per il contribuente. Agenzia condannata a pagare le spese.
Estratto: “con riferimento all'omessa indicazione, negli atti impositivi, delle informazioni relative al termine entro cui il destinatario può proporre impugnazione e all'autorità giurisdizionale dinanzi alla quale il ricorso può essere proposto, deriva la necessità di procedere ad una necessaria distinzione tra il piano, meramente formale, degli effetti sulla validità dell'atto, da quello, più propriamente processuale, del termine entro cui il ricorso può essere proposto, ai sensi dell'art. 21, decreto legislativo n. 546/1992; invero, se, da un lato, non può ritenersi che l'atto impositivo, privo delle suddette informazioni, sia di per sé invalido, d'altro lato, l'omesso inserimento delle medesime nel contesto dell'atto assume rilevanza ai fini della valutazione della tempestività o meno del ricorso”.
Venerdì, 27 Settembre 2019 20:00
Il termine per il deposito di memorie e documenti da parte dell'Agenzia delle Entrate ai sensi dell'art. 32 D.Lgs n.546/1992
In questo articolo ci occuperemo di un aspetto procedurale, ovvero cosa accade se l'Agenzia delle Entrate non rispetta il termine previsto per il deposito di documenti e di memorie e le conseguenze che si hanno sul piano probatorio.
Venerdì, 06 Settembre 2019 10:16
Ricorso per revocazione fa scattare termine breve. Equitalia non conosceva tale orientamento e, su eccezione del contribuente, la Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso per tardività. Confermata la nullità delle cartelle annullate dalla CTR
Estratto: “La notificazione della citazione per revocazione di una sentenza di appello equivale (sia per la parte notificante che per la parte destinataria) alla notificazione della sentenza stessa ai fini della decorrenza del termine breve per proporre ricorso per cassazione, onde la tempestività del successivo ricorso per cassazione va accertata non soltanto con riguardo al termine di un anno dal deposito della pronuncia impugnata, ma anche con riferimento a quello di sessanta giorni dalla notificazione della citazione per revocazione, a meno che il giudice della revocazione, a seguito di istanza di parte, abbia sospeso il termine per ricorrere per cassazione”.
Accise. Agenzia delle Dogane rifiuta il rimborso perché l’istanza, afferma, era stata presentata troppo tardi, ma i Giudici ritengono non decorso il termine. Si inizia a contare solo dalla presentazione dell’ultima dichiarazione. Rimborso dovuto
Estratto: “In tema di accise sull'energia elettrica, il saldo creditorio che matura al momento della presentazione della dichiarazione annuale - costituendo una modalità di pagamento dell'imposta, in quanto detratto ex lege dai successivi versamenti di acconto - non è reclamabile prima della chiusura del rapporto tributario, con conseguente decorrenza del termine biennale di decadenza ex art. 14, comma 2, del Dlgs. n. 504 del 1995 (TUA) per il rimborso dell'eventuale credito di imposta dal momento della presentazione dell'ultima dichiarazione annuale di consumo”.