Source: http://www.comune.jolandadisavoia.fe.it/index.php?section=20
Timestamp: 2018-07-22 08:54:25+00:00
Document Index: 185459945

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 9', 'art. 481', 'art. 18', 'art. 481', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 222', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 31', 'art. 481', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 11', 'art. 77', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 23', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 53', 'art. 23', 'art. 47', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 55', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6']

Edilizia Privata - Comune di Jolanda di Savoia
Tel. 0532-396509
Tel. 0532-396525 - 0532-396532
Fax. 0532-396519
energia@comune.jolandadisavoia.fe.it
I sei Comuni del territorio copparese (Berra, Copparo, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro e Tresigallo) hanno conferito le funzioni relative al rilascio delle autorizzazioni per le attività produttive ed edilizie in sede fissa alla neo costituita Unione dei Comuni Terre e Fiumi.
Pertanto, dal 1° giugno 2010, è il nuovo Servizio Unico Edilizia e Imprese ad autorizzare le attività imprenditoriali ed edilizie che nasceranno sui territori dell’Unione dei comuni.
Commercio, pubblici esercizi, artigianato, edilizia sono le competenze primarie del servizio.
Il servizio, che copre un bacino di utenza di circa 38 mila abitanti è stato organizzato su più sedi cercando di assicurare la massima copertura territoriale.
La sede centrale è a Copparo, con apertura al pubblico il lunedì e venerdì mattina e per l’intera giornata del mercoledì. Inoltre, per i comuni di Berra, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro e Tresigallo è prevista un’apertura di un giorno a settimana, dalle 9:00 alle 12:30, come di seguito:
Berra martedì;
Ro mercoledì;
Formignana giovedì;
Jolanda di Savoia venerdì;
Per informazioni più dettagliate, visitare il sito www.unioneterrefiumi.fe.it
Interventi soggetti a denuncia di inizio attività(D.I.A.)
Caratteristicheed efficacia del permesso di costruire
Valutazionepreventiva
Modifiche progettuali soggette ad ulteriore titolo abilitativo
Variazioni minoriin corso d'opera
Procedimento per il rilascio del certificato di conformità edilizia ed agibilità
Procedure di screening e VIA
PROTEZIONE DALL'ESPOSIZIONE AL RUMORE DEGLI AMBIENTI ABITATIVI E DELL'AMBIENTE ESTERNO
POSIZIONAMENTO ED INSTALLAZIONE DI CARTELLI ED ALTRI MEZZI PUBBLICITARI
ACCESSO AGLI ATTI E AI PROCEDIMENTI IN CORSO
COMPETENZE DELLO SPORTELLO UNICO PERL’EDILIZIA
Lo Sportello Unico per l’Edilizia riceve, istruisce e rilascia tutte le pratiche riguardanti gli interventi edilizi, così come definiti dall'Allegato alla legge regionale 25/11/2002, n. 31. Per gli interventi sugli immobili a destinazione produttiva (attività di produzione di beni e servizi, ivi incluse le attività agricole, attività artigianali, attività commerciali, attività turistiche ed alberghiere, attività bancarie e intermediari finanziari e servizi di telecomunicazioni) i titoli abilitativi edilizi vengono compresi nel procedimento unico definito dal decreto del Presidente della Repubblica 20/10/1998, n. 447 e s. m., di competenza dello Sportello Unico per le Attività Produttive, al fine del rilascio dell' autorizzazione unica.
Lo Sportello Unico per l'Edilizia, inoltre:
fornisce informazioni in merito adempimentinecessari per lo svolgimento delle procedure previste normativa vigente,all'elenco delle domande presentate, allo stato del loro iter procedurale, nonché a tutte le possibili informazioni utili disponibili;
cura i rapporti tra l'amministrazione comunale, il privato e le altre amministrazioni chiamate a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto dell'istanza odenuncia.
Ai fini del rilascio del permessodi costruire o del certificato di agibilità,lo Sportello Unico per l'Edilizia acquisisce direttamente, ove questi non siano stati già allegati dal richiedente:
a) il parere dell'Azienda U.S.L., qualora non possa essere sostituito da una autocertificazione ai sensi dell'art. 20, primocomma, del D.P.R. 06/06/2001, n.380;
Cura, altresì, gli incombenti necessari ai finidell'acquisizione, anche mediante conferenza di servizi ai sensi degli artt. 14,14-bis, 14-ter, 14-quater della legge 07/08/1990, n.241, degli atti di assenso, comunque denominati, necessari ai fini della realizzazione dell'intervento edilizio.
Rilascia, inoltre, le certificazioni attestantile prescrizioni normative e le determinazioni provvedimentali a carattere urbanistico, paesaggistico-ambientale, edilizio e di qualunque altro tipo comunque rilevanti ai fini degli interventi di trasformazione edilizia de lterritorio.
Ai fini della normativa edilizia vigente (Allegato alla legge regionale 25/11/2002, n. 31), si intendono per:
b) interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso;
c) restauro scientifico, gli interventi che riguardano le unità edilizie che hanno assunto rilevante importanza nel contesto urbano territoriale per specifici pregi o caratteri architettonici o artistici. Gli interventi di restauro scientifico consistono in un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio, ne consentono la conservazione, valorizzandone i caratteri e rendendone possibile un uso adeguato alle intrinseche caratteristiche. Il tipo di intervento prevede:
c.1) il restauro degli aspetti architettonici o il ripristino delle parti alterate, cioè il restauro o ripristino dei fronti esterni ed interni, il restauro o il ripristino degli ambienti interni, la ricostruzione filologica di parti dell'edificio eventualmente crollate o demolite, la conservazione o il ripristino dell'impianto distributivo-organizzativo originale, la conservazione o il ripristino degli spazi liberi, quali, tra gli altri, le corti, i larghi, i piazzali, i giardini, gli orti, i chiostri;
c.2) consolidamento, con sostituzione delle parti non recuperabili senza modificare la posizione o la quota dei seguenti elementi strutturali:
— murature portanti sia interne che esterne;
— solai e volte;
— scale;
— tetto, con ripristino del manto di copertura originale;
c.3) l'eliminazione delle superfetazioni come parti incongrue all'impianto originario e agli ampliamenti organici del medesimo;
c.4) l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari essenziali;
d) interventi di restauro e risanamento conservativo, gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentono destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;
e) ripristino tipologico, gli interventi che riguardano le unità edilizie fatiscenti o parzialmente demolite di cui è possibile reperire adeguata documentazione della loro organizzazione tipologica originaria individuabile anche in altre unità edilizie dello stesso periodo storico e della stessa area culturale.
e.1) il ripristino dei collegamenti verticali od orizzontali collettivi quali androni, blocchi scale, portici;
e.2) il ripristino ed il mantenimento della forma, dimensioni e dei rapporti fra unità edilizie preesistenti ed aree scoperte quali corti, chiostri;
e.3) il ripristino di tutti gli elementi costitutivi del tipo edilizio, quali partitura delle finestre, ubicazione degli elementi principali e particolari elementi di finitura;
f) interventi di ristrutturazione edilizia, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente.
Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti, nonché la realizzazione di volumi tecnici necessari per l'installazione o la revisione di impianti tecnologici. Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi e area di sedime, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica e per l'installazione di impianti tecnologici;
g) interventi di nuova costruzione, gli interventi di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti. Sono comunque da considerarsi tali:
h) interventi di ristrutturazione urbanistica, gli interventi rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale;
i) demolizione, gli interventi di demolizione senza ricostruzione che riguardano gli elementi incongrui quali superfetazioni e corpi di fabbrica incompatibili con la struttura dell'insediamento. La loro demolizione concorre all'opera di risanamento funzionale e formale delle aree destinate a verde privato e a verde pubblico.
Il tipo di intervento prevede la demolizione dei corpi edili incongrui e la esecuzione di opere esterne;
l) recupero e risanamento delle aree libere, gli interventi che riguardano le aree e gli spazi liberi. L'intervento concorre all'opera di risanamento, funzionale e formale, delle aree stesse. Il tipo di intervento prevede l'eliminazione di opere incongrue esistenti e la esecuzione di opere capaci di concorrere alla riorganizzazione funzionale e formale delle aree e degli spazi liberi;
m) significativi movimenti di terra, i rilevanti movimenti morfologici del suolo non a fini agricoli e comunque estranei all'attività edificatoria quali gli scavi, i livellamenti, i riporti di terreno, gli sbancamenti. Il regolamento urbanistico ed edilizio definisce le caratteristiche dimensionali, qualitative e quantitative degli interventi al fine di stabilirne la rilevanza.
Nel rispetto delle normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia, sono attuati liberamente:
b) gli interventi volti all'eliminazione delle barriere architettoniche, qualora non interessino gli immobili compresi negli elenchi di cui al Titolo I del decreto legislativo 29/10/1999, n. 490, nonché gli immobili aventi valore storico-architettonico individuati dagli strumenti urbanistici comunali e qualora non riguardino elementi strutturali e non comportino la realizzazione di manufatti alteranti la sagoma dell'edificio;
c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo, che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centro edificato.
INTERVENTI SOGGETTI A DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA’ (D.I.A.)
Sono obbligatoriamente assoggettati a denuncia di inizio attività:
c) gli interventi, consistenti in manufatti, di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti qualora interessino gli immobili compresi negli elenchi di cui al Titolo I del decreto legislativo 29/10/1999, n. 490, nonché gli immobili aventi valore storico-architettonico individuati dagli strumenti urbanistici comunali ovvero riguardino elementi strutturali dell'edificio o alterino anche la sagoma dell'edificio;
d) le recinzioni, i muri di cinta e le cancellate;
e) gli interventi di ristrutturazione edilizia interna;
f) gli interventi di recupero a fini abitativi dei sottotetti, nei casi e nei limiti di cui alla legge regionale 06/04/1998, n. 11 ;
g) i mutamenti di destinazione d'uso senza opere;
h) le modifiche funzionali di impianti esistenti già destinati ad attività sportive senza creazione di volumetria;
i) l'installazione o la revisione di impianti tecnologici che comportano la realizzazione di volumi tecnici al servizio di edifici o di attrezzature esistenti;
j) le modifiche progettuali e le variazioni in corso d'opera di cui agli artt. 18 e 19 della legge regionale 25/11/2002, n. 31;
k) la realizzazione di parcheggi da destinare a pertinenza di unità immobiliari, nei casi di cui all'art. 9, primo comma, della legge 24/3/1989, n. 122 , esclusi gli immobili collocati nei centri storici;
l) le opere pertinenziali purché non qualificate come interventi di nuova costruzione, secondo quanto disposto dalla lettera g.6) dell'Allegato alla legge regionale 25/11/2002, n. 31;
m) i significativi movimenti di terra senza opere non connessi all'attività agricola e l'apposizione di cartelloni pubblicitari, secondo quanto stabilito dal regolamento edilizio.
Con deliberazione di Consiglio Comunale n. del , ai sensi del secondo comma dell'articolo 8 della legge regionale 25/11/2002, n. 31, sono stati assoggettati alla disciplina del permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportino la modifica dei prospetti dei fabbricati.
DISCIPLINA DELLA DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA’ (D.I.A.)
Il proprietario dell'immobile o chi ha titolo per presentare la denuncia di inizio attività, almeno trenta giorni prima dell'inizio dei lavori, presenta allo Sportello Unico per l'Edilizia la denuncia, accompagnata dagli elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio e da una dichiarazione del progettista abilitato che asseveri, ai sensi dell'art. 481 del codice penale, il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie, nonché la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici adottati ed approvati, al regolamento edilizio e alla valutazione preventiva, ove acquisita.
La denuncia di inizio attività è accompagnata altresì dalla quantificazione e dal versamento del contributo di costruzione, secondo quanto previsto dal titolo V della legge regionale 25/11/2002, n. 31.
La denuncia di inizio attività è corredata dall'indicazione del direttore dei lavori e dell'impresa a cui si intendono affidare i lavori ed è sottoposta al termine massimo di validità pari a tre anni, decorrenti dalla data di inizio dei lavori indicata nella denuncia stessa. L'interessato è tenuto a comunicare la data di ultimazione dei lavori. Su richiesta presentata anteriormente alla scadenza, il termine di ultimazione dei lavori può essere prorogato per una sola volta, con provvedimento motivato, per fatti estranei alla volontà dell'interessato. La realizzazione della parte dell'intervento non ultimata è soggetta a nuova denuncia di inizio attività.
Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale, il termine di trenta giorni decorre dal rilascio del relativo atto di assenso, da rendersi comunque entro trenta giorni dalla presentazione della denuncia, ovvero dall'eventuale decorso del termine per l'esercizio dei poteri di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica. Ove tali atti non sono favorevoli, la denuncia è priva di effetti.
Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete all'amministrazione comunale ed il parere o l'atto di assenso comunque denominato non sia allegato alla denuncia, spetta allo sportello unico per l'edilizia, entro dieci giorni dalla presentazione, richiedere all'autorità preposta il rilascio del medesimo atto. Decorsi trenta giorni dalla richiesta, il responsabile dello sportello unico per l'edilizia convoca una conferenza di servizi. In tali casi il termine di trenta giorni per l'inizio lavori decorre dal ricevimento dell'atto richiesto ovvero dall'esito della conferenza. La denuncia di inizio attività è priva di effetti se l'assenso è negato ovvero se la conferenza ha esito non favorevole.
La sussistenza del titolo edilizio è provata con la copia della denuncia di inizio attività da cui risulta la data di ricevimento della stessa da parte dell'amministrazione comunale, l'elenco di quanto presentato a corredo del progetto, l'attestazione del professionista abilitato, nonché gli atti di assenso di altre amministrazioni eventualmente necessari.
Gli estremi della denuncia di inizio attività sono contenuti nel cartello esposto nel cantiere, secondo le modalità stabilite dal regolamento edilizio.
Sono soggetti a permesso di costruire gli interventi non previsti tra quelli di attività edilizia libera e quelli non sottoposti a denuncia di inizio attività.
Sono altresì subordinate a nuovo permesso di costruire le modifiche a permessi rilasciati, nei casi indicati dall'art. 18 della legge regionale 25/11/2002, n. 31.
La domanda per il rilascio del permesso di costruire, sottoscritta dal proprietario o da chi ne abbia titolo, è presentata allo Sportello Unico per l'Edilizia, corredata da un'attestazione concernente il titolo di legittimazione e dagli elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio.
La domanda è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato che, ai sensi dell'art. 481 del codice penale, assevera la conformità del progetto presentato agli strumenti urbanistici adottati ed approvati ed al regolamento edilizio, alle norme di sicurezza ed igienico-sanitarie, nonché alla valutazione preventiva, ove acquisita.
Il responsabile del procedimento può chiedere una sola volta, entro quindici giorni dalla presentazione della domanda, documenti ed atti integrativi qualora gli stessi non siano nella disponibilità dell'amministrazione comunale ovvero non possano essere dalla stessa acquisiti autonomamente. La richiesta produce l'effetto dell'interruzione del termine di sessanta giorni previsto per l'istruttoria, il quale ricomincia a decorrere dalla data del completo ricevimento degli atti integrativi.
Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile del procedimento cura l'istruttoria, acquisendo i prescritti pareri dagli uffici comunali e richiedendo alle amministrazioni interessate il rilascio degli atti di assenso necessari al rilascio del provvedimento. Il responsabile del procedimento acquisisce altresì il parere della commissione per la qualità architettonica e il paesaggio, nei casi in cui è richiesto, prescindendo comunque dallo stesso qualora non venga reso entro il medesimo termine di sessanta giorni. Acquisiti tali atti, formula una proposta di provvedimento, corredata da una relazione.
Nel caso di inutile decorrenza del termine per il rilascio degli atti di assenso da parte di altre amministrazioni, il responsabile del procedimento convoca la conferenza di servizi.
Qualora il responsabile del procedimento, nello stesso termine di sessanta giorni, ritenga di dover chiedere chiarimenti ovvero accerti la necessità di modeste modifiche, anche sulla base del parere della commissione per la qualità architettonica e il paesaggio, per l'adeguamento del progetto alla disciplina vigente può convocare l'interessato per un'audizione.
Al termine dell'audizione viene redatto apposito verbale nel quale sono concordati tempi e modalità per modificare il progetto originario. Il termine di sessanta giorni resta sospeso fino alla presentazione della documentazione concordata.
Il permesso di costruire è rilasciato o negato dal responsabile dello Sportello Unico per l'Edilizia entro quindici giorni dalla proposta formulata dal responsabile del procedimento ovvero dalla conclusione della conferenza di servizi, e deve essere notificato all'interessato. Dell'avvenuto rilascio è data notizia sull'albo pretorio. Gli estremi del permesso sono contenuti nel cartello esposto presso il cantiere.
Decorso inutilmente il termine per il rilascio del provvedimento, la domanda di rilascio del permesso di costruire si intende accolta.
l permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.
Il termine per l'inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l'opera deve essere completata, non può superare i tre anni dalla data di rilascio del provvedimento. Su richiesta presentata anteriormente alla scadenza, entrambi i termini possono essere prorogati per una sola volta, con provvedimento motivato, per fatti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita.
La data di effettivo inizio dei lavori deve essere comunicata al comune, con l'indicazione del direttore dei lavori e dell'impresa cui si intendono affidare i lavori.
La realizzazione della parte dell'intervento non ultimata nel termine stabilito è subordinata a nuovo titolo abilitativo per le opere ancora da eseguire ed all'eventuale aggiornamento del contributo di costruzione per le parti non ancora eseguite.
Il permesso di costruire è irrevocabile. Esso decade con l'entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche, salvo che i lavori siano già iniziati e vengano completati entro il termine stabilito nel permesso stesso.
Il proprietario dell'immobile o chi abbia titolo alla presentazione della denuncia di inizio attività o al rilascio del permesso di costruire può chiedere preliminarmente allo sportello unico per l'edilizia una valutazione sull'ammissibilità dell'intervento, allegando una relazione predisposta da un professionista abilitato, contenente i principali parametri progettuali.
La valutazione preventiva è rilasciata dallo sportello unico per l'edilizia entro quarantacinque giorni dalla presentazione della relazione. Trascorso tale termine la valutazione preventiva si intende rilasciata secondo quanto indicato nella relazione presentata.
I contenuti della valutazione preventiva e della relazione tacitamente assentita sono vincolanti ai fini del rilascio del permesso di costruire o del controllo della denuncia di inizio attività a condizione che il progetto sia elaborato in conformità a quanto indicato nella richiesta di valutazione preventiva. Le stesse conservano la propria validità per un anno, a meno che non intervengano modifiche ai piani urbanistici ed al regolamento edilizio.
Il rilascio della valutazione preventiva è subordinato al pagamento di una somma forfettaria per spese istruttorie determinata dal comune in relazione alla complessità dell'intervento.
MODIFICHE PROGETTUALI SOGGETTE A ULTERIORE TITOLO ABILITATIVO
Le modifiche a denunce di inizio attività o a permessi di costruire, che si rendono necessarie dopo l'inizio dei lavori, sono soggette rispettivamente alla presentazione di denuncia di inizio attività o alla richiesta di rilascio del permesso di costruire qualora riguardino anche una sola variazione tra quelle definite all'art. 23, primo comma, lettere a), b), c), d) ed f) della legge regionale 25/11/2002, n. 31, ovvero modifichino in modo sostanziale gli effetti delle azioni sismiche sulla struttura.
I titoli abilitativi di cui sopra sono presentati o rilasciati se conformi agli strumenti di pianificazione e alla normativa urbanistica ed edilizia, previa acquisizione, in caso di interventi su immobili vincolati, degli atti di assenso necessari, secondo le modalità previste rispettivamente dagli artt. 10 e 13 della legge regionale 25/11/2002, n. 31, fatto salvo il preventivo deposito del progetto, previsto dall'art. 3, ottavo comma, della legge regionale 19/06/1984, n. 35, nei casi in cui la variante modifica in modo sostanziale gli effetti delle azioni sismiche sulla struttura.
In tali casi la denuncia di inizio attività o il permesso di costruire costituiscono parte integrante dell'originario titolo abilitativo e sono presentati o richiesti prima della realizzazione delle opere ed entro il termine di validità del titolo abilitativo originario.
VARIAZIONI MINORI IN CORSO D'OPERA
Sono soggette a denuncia di inizio attività (DIA), se conformi agli strumenti di pianificazione e alla normativa urbanistica ed edilizia, le variazioni all'intervento previsto dal titolo abilitativo apportate in corso d'opera qualora comportino mutamento di destinazione d'uso senza aumento del carico urbanistico, ovvero scostamenti e aumenti di cubatura e di superficie fino ai limiti stabiliti dall'art. 23, primo comma, lettere b), c) e d) della legge regionale 25/11/2002, n. 31.
La DIA può essere presentata anche successivamente alla realizzazione delle variazioni, comunque prima della comunicazione di ultimazione dei lavori, e deve contenere la dichiarazione del progettista di cui all'art. 10, primo comma, della legge regionale 25/11/2002, n. 31.
La DIA costituisce parte integrante dell'originario titolo abilitativo.
Sono variazioni essenziali rispetto al permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività:
a) il mutamento della destinazione d'uso che comporta una variazione del carico urbanistico nei casi di cui al primo comma dell'art. 28 della legge regionale 25/11/2002, n. 31;
b) gli scostamenti di entità superiore al 10 per cento rispetto alla superficie coperta, al rapporto di copertura, al perimetro, all'altezza dei fabbricati, alla sagoma, alle distanze tra fabbricati e dai confini di proprietà anche a diversi livelli di altezza, nonché rispetto alla localizzazione del fabbricato sull'area di pertinenza;
e) le violazioni delle norme tecniche in materia di edilizia antisismica;
f) ogni intervento difforme rispetto al titolo abilitativo, ove effettuato su immobili ricadenti in aree naturali protette, nonché effettuato su immobili sottoposti a particolari prescrizioni per ragioni ambientali, archeologiche, paesaggistiche, storico-architettoniche da leggi nazionali o regionali, ovvero dagli strumenti di pianificazione territoriale od urbanistica.
Il certificato di conformità edilizia e agibilità attesta che l'opera realizzata corrisponde al progetto approvato o presentato, dal punto di vista dimensionale, prestazionale e delle prescrizioni urbanistiche ed edilizie ed in particolare la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente.
Sono tenuti a chiedere il rilascio del certificato, nei casi di cui sopra, il titolare del permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attività ovvero i loro successori o aventi causa.
Per gli interventi edilizi non compresi nelle lettere a, b e c la dichiarazione di conformità del professionista abilitato, contenuta nella scheda tecnica descrittiva di cui all'art. 20 della legge regionale 25/11/2002, n. 31, tiene luogo del certificato di conformità edilizia e agibilità. Per i medesimi interventi, copia della scheda tecnica descrittiva è trasmessa al comune entro quindici giorni dalla comunicazione di ultimazione dei lavori.
Il ritardo o la mancata presentazione della domanda di certificato di conformità edilizia e agibilità e la mancata trasmissione al comune di copia della scheda tecnica descrittiva, secondo quanto previsto sopra, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 Euro.
Il certificato di conformità edilizia e agibilità ha il valore e sostituisce il certificato di agibilità di cui agli artt. 24 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380, restando ferme le autorizzazioni all'esercizio delle attività previste dalla legislazione vigente.
PROCEDIMENTO PER IL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI CONFORMITA' EDILIZIA ED AGIBILITA'
Entro quindici giorni dalla comunicazione di ultimazione dei lavori il soggetto interessato presenta allo sportello unico per l'edilizia la domanda di rilascio del certificato di conformità edilizia e agibilità corredata:
a) dalla richiesta di accatastamento dell'immobile, quando prevista, sottoscritta dal richiedente, che lo sportello unico per l'edilizia provvede a trasmettere al catasto;
b) da copia della scheda tecnica descrittiva e dei relativi allegati.
Lo sportello unico per l'edilizia comunica il nome del responsabile del procedimento, il quale può richiedere, entro i successivi trenta giorni dalla presentazione della domanda, documenti integrativi non a disposizione dell'amministrazione o che non possono essere acquisiti dalla stessa autonomamente. La richiesta interrompe il termine per il rilascio del certificato, il quale ricomincia a decorrere per intero dal ricevimento degli atti.
Il certificato di conformità edilizia e agibilità è rilasciato entro il termine di novanta giorni dalla richiesta.
Nel caso di inutile decorso del termine di cui sopra, la conformità edilizia e agibilità si intende attestata secondo quanto dichiarato dal professionista nella scheda tecnica descrittiva. In tale caso la scheda tecnica descrittiva tiene luogo del certificato di conformità.
La conformità edilizia e agibilità comunque attestata non impedisce l'esercizio del potere di dichiarazione di inagibilità di un edificio o di parte di esso ai sensi dell'art. 222 del regio decreto 27/07/1934, n. 1265, ovvero per motivi strutturali.
Fatto salvo quanto previsto sopra, il soggetto interessato, deposita la domanda di di rilascio del certificato ed in attesa del sopralluogo, può presentare allo sportello unico per l'edilizia una dichiarazione redatta da un professionista abilitato, corredata da certificazione di conformità dei lavori eseguiti con la quale si attesta che sono state rispettate le norme vigenti in materia edilizia. Lo sportello unico rilascia all'interessato ricevuta dell'avvenuta presentazione della dichiarazione del professionista, che costituisce certificato provvisorio di conformità edilizia e agibilità, salvo quanto dovesse emergere dal controllo da effettuare da parte del tecnico comunale.
Fatti salvi i casi di riduzione o esonero di al successivo paragrafo, il proprietario dell'immobile o colui che ha titolo per chiedere il rilascio del permesso o per presentare la denuncia di inizio attività è tenuto a corrispondere un contributo commisurato all'incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione.
Il contributo di costruzione è quantificato dallo Sportello Unico per l'Edilizia per gli interventi da realizzare attraverso il permesso di costruire ovvero dall'interessato per quelli da realizzare con denuncia di inizio attività.
La quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione è corrisposta all'atto del rilascio del permesso ovvero all'atto della presentazione della denuncia di inizio attività. Il contributo può essere rateizzato, a richiesta dell'interessato.
La quota di contributo relativa al costo di costruzione è corrisposta in corso d'opera, secondo le modalità e le garanzie stabilite dal comune.
a) per gli interventi, anche residenziali, da realizzare nel territorio rurale in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell'imprenditore agricolo professionale, ai sensi dell'art. 1 del decreto legislativo 29/03/2004, n. 99, ancorché in quiescenza;
b) per gli interventi di cui alle lettere a), b), d), h), i), k), primo comma dell'art. 8 della legge regionale 25/11/2002, n. 31;
c) per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
d) per gli interventi di ristrutturazione o di ampliamento in misura non superiore al 20 per cento di edifici unifamiliari;
e) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti e dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici;
f) per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità;
g) per i nuovi impianti, lavori, opere, modifiche e installazioni relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all'uso razionale dell'energia, nel rispetto delle norme urbanistiche e di tutela dei beni culturali ed ambientali.
Nei casi di edilizia abitativa convenzionata, anche relativa ad edifici esistenti, il contributo di costruzione è ridotto alla sola quota afferente agli oneri di urbanizzazione qualora il titolare del permesso o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attività si impegni, attraverso una convenzione con il comune, ad applicare prezzi di vendita e canoni di locazione determinati ai sensi della convenzione-tipo prevista all'art. 31 della legge regionale 25/11/2002, n. 31.
Per l'istruttoria delle istanze edilizie è dovuto al comune il pagamento dei diritti di segreteria, da versare, tramite bollettino postale, sul C. C. n. 13684444 intestato alla Tesoreria del Comune di Jolanda di Savoia, secondo gli importi sotto indicati:
Denuncia di inizio attività Euro 56,00
Permesso di costruire Euro 81,00
Certificato di conformità edilizia ed agibilità Euro 56,00
Certificato di destinazione urbanistica Euro 56,00
Il titolare del titolo abilitativo, il committente e il costruttore sono responsabili, ai fini e per gli effetti contenuti nella legge regionale 21/10/2004, n. 23, della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché, unitamente al direttore dei lavori, alle prescrizioni e alle modalità esecutive stabilite dal titolo abilitativo. Essi sono, inoltre, tenuti solidalmente al pagamento delle sanzioni pecuniarie e alle spese per l'esecuzione in danno, in caso di demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che dimostrino di non essere responsabili dell'abuso o che l'abuso sia stato realizzato dopo la consegna dell'immobile.
In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire o in difformità da esso, ovvero in assenza di denuncia di inizio attività, fino alla scadenza dei termini di cui agli articoli 13, comma 3, e 14, comma 1, della legge regionale 21/10/2004, n. 23 e comunque fino all'irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell'abuso o l'attuale proprietario dell'immobile può chiedere il rilascio del permesso di costruire in sanatoria o presentare la denuncia di inizio attività in sanatoria, rispettivamente nel caso di interventi soggetti a permesso di costruire ovvero a denuncia di inizio attività, se l'intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente, sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.
Fatti salvi gli effetti penali dell'illecito, il permesso e la denuncia di inizio attività in sanatoria possono essere altresì ottenuti, ai soli fini amministrativi, qualora l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda.
Il permesso e la denuncia in sanatoria sono subordinati al pagamento, a titolo di oblazione di:
a) nelle ipotesi di nuova costruzione e di ristrutturazione, del contributo di costruzione in misura doppia ovvero, in caso di esonero a norma dell'articolo 30 della legge regionale 25/11/2002, n. 31, in misura pari a quella prevista dalla normativa regionale e comunale, e comunque per un ammontare non inferiore a 2.000 Euro;
b) nelle ipotesi di interventi edilizi di recupero, anche in caso di esonero, del contributo di costruzione previsto dalla normativa regionale e comunale per gli interventi di ristrutturazione edilizia, e comunque per un ammontare non inferiore a 1.000 Euro;
c) nei restanti casi, di una somma, da 500 Euro a 5.000 Euro, stabilita dallo sportello unico per l'edilizia in relazione all'aumento di valore dell'immobile, valutato ai sensi dell'articolo 21, comma 2, della legge regionale 21/10/2004, n. 23.
La richiesta del titolo abilitativo in sanatoria è accompagnata dalla dichiarazione del professionista abilitato che attesti, ai sensi dell'art. 481 del codice penale, le necessarie conformità.
La mancanza del titolo abilitativo per gli interventi che secondo la legge statale sono soggetti a denuncia di inizio attività, non comporta l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380. Resta comunque salva, ove ne ricorrano i presupposti in relazione all'intervento realizzato, l'applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 della legge regionale 21/10/2004, n. 23.
La denuncia di inizio attività spontaneamente effettuata quando l'intervento è in corso di esecuzione, comporta il pagamento, a titolo di sanzione, della somma di 2.000 Euro, fermo restando quanto previsto dall'articolo 8, comma 3, della legge regionale 21/10/2004, n. 23.
Con la legge regionale 21/04/1999, N. 3, tra l'altro, la Regione Emilia Romagna provveduto a disciplinare le competenze fra gli enti locali per l'autorizzazione agli scarichi di acque reflue. Il quadro che ne risulta prevede, in particolare:
la competenza delle province al rilascio delle autorizzazioni agli scarichi delle acque reflue industriali e delle assimilate alle domestiche che non recapitano in reti fognarie nonché delle acque reflue urbane scaricate attraverso le reti fognarie;
la competenza del comune al rilascio dell'autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche in corpi idrici superficiali e nel suolo e degli scarichi di acque reflue industriali, compresa l'eventuale assimilazione, nelle reti fognarie. In tale ultimo caso, il comune autorizza lo scarico sulla base del parere di conformità del gestore del servizio idrico integrato; detto parere contiene la valutazione di conformità rispetto alla tipologia degli impianti terminali di trattamento ed alle prescrizioni tecniche previste dalle norme regolamentari emanate dai gestori dell'impianto di depurazione delle acque reflue urbane in conformità ai criteri emanati dall'Agenzia d'ambito. Sono fatte salve le prescrizioni contenute nel parere eventualmente espresso dall'ARPA.
In data 20/12/2004 l'Agenzia d'ambito per i servizi pubblici di Ferrara ha sottoscritto la convenzione per la gestione del servizio idrico integrato nel territorio dei comuni soci, ai sensi di quanto previsto dalla legge regionale 06/09/1999, n. 25, con l'azienda C.A.D.F. S.p.A., avente sede in Via Alfieri n. 3 a Codigoro.
Gli scarichi di acque reflue domestiche in rete fognaria sono sempre ammessi purché osservino i regolamenti emanati dal soggetto gestore del servizio idrico integrato ed approvati dall'Autorità d'ambito competente.
I titolari dei nuovi scarichi di acque reflue domestiche di insediamenti, installazioni o edifici/nuclei isolati che non recapitano in rete fognaria sono tenuti ad adottare i sistemi individuali di trattamento definiti dalla tabella A allegata alla deliberazione di Giunta Regionale 09/06/2003, n. 1053, secondo i criteri fissati dalle tabelle B e C allegate alla medesima deliberazione, in relazione alla natura dell'insediamento ed alla tipologia di corpo idrico ricettore. Le medesime disposizioni si applicano agli insediamenti o edifici/nuclei isolati esistenti soggetti a ristrutturazione o ampliamento che determinano variazioni significative delle caratteristiche quali-quantitative dello scarico preesistente. A tal fine il criterio di riferimento è quello dell'aumento della superficie utile disponibile o della variazione del carico organico espresso in abitanti equivalenti (AE), rispetto alla situazione preesistente.
I titolari degli scarichi esistenti di acque reflue domestiche derivanti dagli insediamenti/edifici isolati, se ed in quanto conformi alle previgenti normative, non sono soggetti a nessun obbligo, salvo quello di richiedere l'autorizzazione allo scarico secondo le modalità e le procedure definite dall'autorità competente. Rientrano in questo ambito i titolari degli scarichi derivanti dai predetti insediamenti che hanno presentato denuncia di scarico ai sensi dell'art. 9 della legge regionale 29/01/1983, n. 7, ancorché non in possesso dell'autorizzazione in forma espressa, purché conformi alle norme regionali in materia. La stessa autorità competente, per esigenza di tutela del corpo idrico ricettore e/o per prevenire possibili inconvenienti igienico-sanitari legati alle caratteristiche del contesto territoriale nel quale lo scarico è inserito, nonché per prevenirne gli effetti, può richiedere adeguamenti delle modalità di scarico o del sistema di trattamento delle acque reflue domestiche alle disposizioni di cui ai nuovi scarichi, fissando un tempo congruo per la realizzazione degli interventi necessari.
Per gli scarichi di acque reflue domestiche con recapito diverso dalla rete fognaria, derivanti da edifici adibiti esclusivamente ad abitazione di consistenza mono o bifamiliare ed autorizzati, è prevista la forma di rinnovo tacito dell'autorizzazione allo scarico. Tali procedure trovano applicazione nei casi in cui non intervengano modifiche degli edifici/insediamenti tali da determinare una variazione alle caratteristiche quali-quantitative dello scarico oggetto dell'autorizzazione.
Gli scarichi nuovi ed esistenti di acque reflue domestiche derivanti da insediamenti, edifici/nuclei isolati sono soggette ai valori limite previsti dalla tabella D allegata alla deliberazione di Giunta Regionale 09/06/2003, n. 1053, corrispondenti ai relativi sistemi di trattamento. Tale disposizione non si applica agli scarichi derivanti da insediamenti, edifici/nuclei isolati di consistenza inferiore a 50 AE. Il titolare dello scarico dovrà, comunque, garantire nel tempo il corretto stato di conservazione, manutenzione e funzionamento degli impianti ed il rispetto di ogni altra condizione prevista dal provvedimento di autorizzazione. Per gli scarichi di consistenza superiore a 200 AE, in sede di autorizzazione, dovrà prevedersi l'obbligo dell'effettuazione di almeno due controlli annuali sulle caratteristiche del refluo in ingresso ed in uscita dall'impianto, nonché la prescrizione della tenuta di un apposito registro nel quale saranno annotate le operazioni di manutenzione e le verifiche delle condizioni di funzionamento.
I progetti di cui agli allegati B.1, B.2 e B.3 della legge regionale 18/05/1999, n. 9, che non ricadono all'interno di aree naturali protette, sono soggette alla procedura di verifica (screening), ai sensi degli art. 9 e 10 della medesima legge regionale. Sono, altresì, assoggettati alla procedura di verifica (screening), per le parti non ancora autorizzate, i progetti di trasformazione od ampliamento dai quali derivino impianti, opere o interventi con caratteristiche e dimensioni rientranti fra quelli previsti negli allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2 e B.3 della predetta legge.
Sono assoggettati alla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA), ai sensi degli articoli da 11 a 18 della legge regionale 18/05/1999, n. 9, i progetti di cui agli:
allegati A.1, A.2 e A.3;
allegati B.1, B.2 e B.3 qualora ricadano, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette definite dalla legge 06/12/1991, n. 394 e della legge regionale 02/04/1988, n. 11 e s.m.;
allegati B.1, B.2 e B.3 qualora lo richieda l'esito della procedura di verifica (screening).
Su richiesta del proponente, sono assoggettati:
alla procedura di verifica (screening) i progetti non compresi negli allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2 e B.3;
alla procedura di VIA i progetti compresi negli allegati B.1, B.2 e B.3.
Il comune è competente per le procedure relative ai progetti elencati negli allegati A.3 e B.3 della legge regionale 18/05/1999, n. 9 e, su richiesta del proponente, ai progetti inferiori alla soglia dimensionale di cui agli allegati A.3 e B.3, di seguito riportati.
A.3.a cave o torbiere con più di 500.000 mc/a di materiale estratto o di un'area interessata superiore a 20 Ha.
B.3.a impianti per l'allevamento intensivo di pollame o di suini con più di 40.000 posti pollame, 2.000 posti suini di produzione (di oltre 30 Kg) o 750 posti scrofe;
B.3.b piscicoltura per superficie complessiva oltre 5 Ha.
B.3.c lavori per l'attrezzamento di aree industriali con una superficie interessata superiore ai 40 Ha;
B.3.d progetti di sviluppo di aree urbane, nuove o in estensione, interessanti superfici superiori a 40 Ha e progetti di sviluppo urbano all'interno di aree urbane esistenti che interessano superfici superiori a 10 Ha;
B.3.e impianti meccanici di risalita, escluse le sciovie e le monofuni a collegamento permanente aventi lunghezza inclinata non superiore a 500 metri, con portata oraria massima superiore a 1.800 persone;
B.3.f costruzione di strade di scorrimento in area urbana o potenziamento di esistenti a quattro o più corsie con lunghezza, in area urbana, superiore a 1.500 metri;
B.3.g sistemi di trasporto a guida vincolata (tramvie e metropolitane) , funicolari o simili linee di natura similare, esclusivamente o principalmente adibite al trasporto dei passeggeri.
B.3.h campeggi e villaggi turistici di superficie superiore a 5 Ha, centri residenziali ed esercizi alberghieri con oltre 300 posti letto o volume edificato superiore a 25.000 mc o che occupano una superficie superiore ai 20 Ha, esclusi quelli ricadenti all'interno dei centri abitati;
B.3.i cave e torbiere.
Per i progetti assoggettati alla procedura di verifica (screening), il proponente presenta all'autorità competente, ovvero allo Sportello Unico per le Attività Produttive (nel caso di attività produttive assoggettate al procedimento di cui agli art. 23 e seguenti del decreto legislativo n. 112/98), una domanda, allegando i seguenti elaborati:
una relazione relativa alla individuazione e valutazione degli impatti ambientali di progetto;
una relazione sulla conformità del progetto alle previsioni in materia urbanistica, ambientale e paesaggistica.
L'autorità competente può richiedere, per una sola volta, le integrazioni e i chiarimenti necessari. La richiesta sospende i termini del procedimento.
Gli elaborati sono depositati presso l'autorità competente e presso i comuni interessati. Sul Bollettino Ufficiale della Regione è pubblicato l'annuncio dell'avvenuto deposito, nel quale sono specificati: l'oggetto e la localizzazione del progetto, il proponente e l'indicazione dei luoghi e dei termini del deposito. Entro il termine di 30 giorni dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione, chiunque può presentare osservazioni all'autorità competente.
L'autorità competente, sulla base dei criteri indicati nell'allegato D della legge regionale 18/05/1999, n. 9, entro 60 giorni dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione dell'annuncio di avvenuto deposito, verifica se il progetto deve essere assoggettato alla ulteriore procedura di VIA, esprimendosi sulle osservazioni presentate in contraddittorio con il proponente. La decisione dell'autorità competente può avere uno dei seguenti esiti:
verifica positiva ed esclusione del progetto dalla ulteriore procedura di VIA;
verifica positiva ed esclusione del progetto dalla ulteriore procedura di VIA con prescrizioni per la mitigazione degli impatti e per il monitoraggio nel tempo;
accertamento della necessità di assoggettamento del progetto alla ulteriore procedura di VIA.
Per i progetti assoggettati alla procedura di VIA, è facoltà del proponente richiedere all'autorità competente l'effettuazione di una fase preliminare (scoping), volta alla puntuale definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) e della documentazione e degli elaborati progettuali richiesti dalla normativa vigente per il rilascio di intese, concessioni, autorizzazioni, pareri, nulla osta, assensi comunque denominati, necessari per l'effettuazione della conferenza dei servizi.
Lo studio di impatto ambientale (SIA) deve comunque contenere le seguenti informazioni:
la descrizione dei potenziali impatti ambientali, anche con riferimento a parametri e standard previsti dalla normativa vigente;
una relazione sulla conformità del progetto alle previsioni in materia urbanistica, ambientale e paesaggistica;
la descrizione delle misure previste per ridurre, compensare od eliminare gli impatti ambientali negativi, nonché delle misure di monitoraggio;
una sintesi in linguaggio non tecnico dei punti precedenti.
La domanda per attivare la procedura di VIA, contiene lo studio di impatto ambientale ed il progetto definitivo, predisposto in conformità all'art. 11 della legge regionale 18/05/1999, n. 9 ed agli eventuali esiti della fase di definizione dei contenuti del SIA (scoping).
Il proponente correda la domanda della documentazione e degli elaborati progettuali richiesti dalla normativa vigente per il rilascio di intese, concessioni, autorizzazioni, pareri, nulla osta, assensi comunque denominati, necessari per l'effettuazione della conferenza dei servizi. L'autorità competente può richiedere, per una sola volta, le integrazioni ed i chiarimenti necessari. La richiesta sospende i termini del procedimento. E', in ogni caso, facoltà del proponente presentare, per una sola volta, eventuali integrazioni.
Lo studio di impatto ambientale (SIA) ed il relativo progetto definitivo sono depositati presso la Regione, le Province ed i Comuni interessati. Nel Bollettino Ufficiale della Regione, nonché su un quotidiano diffuso nel territorio interessato, è pubblicato l'annuncio dell'avvenuto deposito, nel quale sono specificati: il proponente, l'oggetto, la localizzazione ed una sommaria descrizione del progetto, l'indicazione dei termini e dei luoghi di deposito. L'autorità competente trasmette, inoltre, il progetto e il SIA, corredato dalla documentazione necessaria, alle amministrazioni convocate nella conferenza dei servi e agli enti di gestione di aree naturali protette, qualora il progetto interessi il loro territorio.
Nell'ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) l'autorità compente indice, entro 10 giorni dalla pubblicazione dell'avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione, una conferenza dei servizi per l'acquisizione degli atti necessari alla realizzazione del progetto. I lavori della conferenza dei servizi si concludono entro 100 giorni dalla pubblicazione dell'avviso di deposito sul Bollettino Ufficiale della Regione. Tale termine è ridotto a 85 giorni per i progetti assoggettati alla procedura di verifica (screening).
Chiunque può, entro il termine di 45 giorni dalla pubblicazione dell'avviso di deposito nel Bollettino Ufficiale della Regione, prendere visione degli elaborati depositati e presentare, in forma scritta, osservazioni all'autorità competente. Tale termine è ridotto a 30 giorni per i progetti assoggettati alla procedura di verifica (screening). L'autorità competente comunica le osservazioni presentate al proponente, il quale ha facoltà di presentare le proprie controdeduzioni entro il ventesimo giorno precedente alla conclusione della conferenza dei servizi.
L'autorità competente delibera la valutazione di impatto ambientale (VIA), entro 120 giorni dalla pubblicazione dell'avviso di deposito nel Bollettino Ufficiale della Regione, esprimendosi contestualmente sulle osservazioni, i contributi e le controdeduzioni. Tale termine è ridotto a 105 giorni per i progetti assoggettati alla procedura di verifica (screening).
La legge regionale 11/10/2004, n. 21, avente per oggetto la disciplina della prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, prevede che gli impianti nuovi ed esistenti elencati nell'allegato I della direttiva 96/61/CE, così come recepito nell'allegato I del decreto legislativo 18/02/2005, N. 59, ad esclusione di quelli assoggettati a valutazione di impatto ambientale di competenza statale, ai sensi dell'art. 77 della legge 27/12/2002, n. 289, nonché le modificazioni sostanziali a tali impianti, siano assoggettati alle procedure ed alle misure per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale (titolo II della medesima legge regionale). A richiesta del gestore, gli impianti nuovi non compresi nell'elenco I sopra citato possono essere assoggettati alle procedure ed alle misure previste nel titolo II della legge regionale 11/10/2004, n. 21.
La provincia è l'autorità competente per l'esercizio delle funzioni amministrative derivanti dalla legge regionale sopra citata.
L'autorizzazione integrata ambientale sostituisce ad ogni effetto ogni visto, parere, nulla osta o autorizzazione in materia di emissioni nell'aria, nell'acqua, nel suolo e dei rifiuti, previsti dalle vigenti disposizioni di legge e dalle relative norme di attuazione, fatta salva la normativa di cui alla direttiva 96/82/CE del consiglio, relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose ed al decreto legislativo 17/08/1999, n. 334.
Nel caso in cui il progetto di nuovo impianto sia assoggettato alla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) di cui al titolo III della legge regionale 18/05/1999, n. 9, la procedura di VIA ricomprende e sostituisce l'autorizzazione integrata ambientale, ai sensi dell'art. 17, primo comma, della medesima legge regionale 9/99. In tal caso, le procedure di deposito, pubblicizzazione e partecipazione disciplinate dagli art. 14 e 15 della predetta legge regionale 9/99.
La domanda di autorizzazione integrata ambientale è presentata dal gestore allo Sportello Unico per le Attività Produttive, di cui agli art. 23, 24 e 25 del decreto legislativo 31/03/1998, n. 112.
Con deliberazione di Consiglio Comunale n. 50 del 28/12/2006 è stata approvata la classificazione acustica comunale, ai sensi della legge 26/10/1995, N. 447 e della legge regionale 09/05/2001, n. 15.
Tale classificazione acustica comunale comprende:
il regolamento per la protezione dall'esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell'ambiente esterno
le tavole 1a, 1b, 1c, 2 e 3
In caso di messa in opera di cantieri edili, stradali e assimilabili, le macchine in uso dovranno operare in conformità alle direttive CE, così come recepite dal legislatore nazionale, in materia di emissione acustica delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all'aperto. All'interno dei cantieri, dovranno comunque essere utilizzati tutti gli accorgimenti tecnicamente disponibili per rendere al minimo rumoroso il loro uso.
L'attività dei cantieri è svolta tutti i giorni feriali dalle ore 7,00 alle ore 20,00. L'attivazione di macchine rumorose (martelli demolitori, flessibili, betoniere, seghe circolari, gru, ecc.) e l'esecuzione di lavori disturbanti (escavazioni, demolizioni, ecc.) è consentita dalle ore 8,00 alle ore 12,30 e dalle ore 14,00 alle ore 19,00.
Nelle aree facenti parte delle aree particolarmente protette (classe I della zonizzazione acustica comunale) ed in particolare nella aree di ospedali, case di cura e strutture di ricovero, l'attività di cantiere è svolta tutti i giorni dalle ore 7,30 alle ore 19,00. In tali aree, l'attivazione di macchine rumorose e l'esecuzione di lavori disturbanti è consentita dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00.
Il limite assoluto da non superare durante gli orari in cui è consentito l'utilizzo di macchine rumorose è Laeq = 70 dB (A), con tempo di misura (TM) 10 minuti. Tale limite va rilevato in facciata ad edifici con ambienti abitativi. nel caso di cantieri ove vengono eseguite opere di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di fabbricati, si considera il limite di Laeq = 60 dB (A), con TM 10 minuti a finestre chiuse.
Nelle aree facenti parte delle aree particolarmente protette ed in particolare nelle aree di ospedali, case di cura e strutture di ricovero, il limite assoluto da non superare durante gli orari in cui è consentito l'utilizzo di macchine rumorose è Laeq = 65 dB (A), con tempo di misura (TM) 10 minuti. Tale limite va rilevato in facciata ad edifici con ambienti abitativi. nel caso di cantieri ove vengono eseguite opere di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di fabbricati, si considera il limite di Laeq = 60 dB (A), con TM 10 minuti a finestre chiuse.
Ai cantieri edili o stradali per il ripristino urgente dell'erogazione dei servizi di pubblica utilità (linee telefoniche ed elettriche, condotte fognarie, acqua, gas, ecc.) ovvero in situazioni di pericolo per l'incolumità della popolazione, è concessa deroga agli orari e adempimenti amministrativi previsti dal regolamento.
Lo svolgimento nel territorio comunale delle attività di cantiere nel rispetto dei limiti di orario e di rumore sopra indicati, necessita di autorizzazione da richiedere al Comune almeno 30 giorni prima dell'inizio dell'attività (allegato 2 al regolamento). La comunicazione si considera completa solo se corredata dalla documentazione prevista dalla modulistica di cui all'allegato 2.1 del regolamento. In questo caso, il responsabile del procedimento provvede a trasmettere una copia delle denuncia alla sezione ARPA territorialmente competente senza ulteriori seguiti. La comunicazione è tacitamente accolta se entro il sopra citato termine di 30 giorni dalla presentazione non sono richieste integrazioni o non viene espresso motivato diniego.
Ai cantieri edili per la realizzazione di grandi infrastrutture, o ai cantieri per i quali si può prevedere un impatto acustico particolarmente elevato o comunque di durata superiore a due anni, il comune può richiedere la presentazione di una valutazione di impatto acustico redatta da un tecnico competente, come definito all'art. 12 della legge regionale 09/05/2001, n. 15 e s.m., ovvero un piano di monitoraggio acustico dell'attività di cantiere. Resta salvo il potere del comune di sospendere i lavori, qualora vengano meno le condizioni di ammissibilità della comunicazione o dell'autorizzazione di cui all'art. 13 del regolamento.
E' fatto divieto di dare inizio alle attività di cantiere senza aver presentato la documentazione richiesta o ottenuto l'autorizzazione.
Le attività di cantiere che, per motivi eccezionali, contingenti e documentabili, non siano in grado di garantire il rispetto dei limiti di orario e di rumore sopra individuati (art. 8 e 9 del regolamento), devono richiedere specifica deroga. A tal fine, va presentata domanda al comune almeno entro 30 giorni prima dell'inizio dei lavori con le modalità previste nell'allegato 2 alla deliberazione di Giunta Regionale 21/01/2002, n. 45 e nell'allegato 2.2 del regolamento, corredata dalla documentazione tecnica redatta da un tecnico competente in acustica ambientale, come definito all'art. 12 della legge regionale 05/09/2001, n. 15 e s.m. L'autorizzazione in deroga può essere rilasciata previa acquisizione del parere dell'ARPA, entro 30 giorni dalla richiesta. Le autorizzazioni in deroga per il solo mancato rispetto degli orari sono concesse previa acquisizione del parere igienico-sanitario dell'Azienda USL territorialmente competente.
All'atto di rilascio di:
permessi di costruire relativi a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative, a postazioni di servizi commerciali polifunzionali e pubblici esercizi
provvedimenti comunali che abilitano l'utilizzo dei medesimi immobili ed infrastrutture
provvedimenti di licenza od autorizzazione all'esercizio di attività produttive e/o svolgimento delle attività di cui ai punti precedenti
va controllato il rispetto della normativa per la tutela dall'inquinamento acustico.
In particolare deve essere presentata adeguata documentazione di impatto acustico (allegato 2bis al regolamento), conforme ai criteri stabiliti dalla Regione, D.G.R. n. 673/04, redatta da un tecnico abilitato in acustica ambientale, di cui all'art. 2 della legge 26/10/1995, n. 447, che documenti i livelli sonori previsti nell'esercizio dell'infrastruttura, dell'impianto o dell'attività e le eventuali misure da porre in atto per garantire il rispetto dei limiti di zona (secondo la zonizzazione acustica approvata dal comune). Tale documentazione va richiesta per i nuovi esercizi pubblici e per quelli esistenti, nel caso di modifiche o di potenziamenti, che utilizzino impianti di diffusione sonora od eseguano musica del vivo. In ogni caso, tali impianti dovranno rispettare i requisiti acustici previsti dal D.P.C.M. 16/04/1999, n. 215.
Per le attività produttive esistenti, l'obbligo di presentazione di una documentazione di impatto acustico vige nel caso di modifiche o potenziamenti, di variazioni e/o trasferimenti di licenze, qualora comportino l'installazione e/o l'utilizzo di macchinari o impianti rumorosi, o che inducano aumenti significativi dei flussi di traffico. Qualora questo non si verifichi, è sufficiente la produzione da parte del tecnico progettista, ove previsto, ovvero del titolare dell'attività, di una dichiarazione, ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445, attestante tale condizione.
Qualora le caratteristiche acustiche delle attività sopra descritte risultino inadeguate al rispetto dei limiti previsti dalla classificazione acustica comunale, ai fini del relativo adeguamento, viene concesso alle imprese un periodo di tempo pari a quello necessario per completare il piano di ammortamento degli interventi di bonifica in atto in conformità ai principi di cui alla legge 26/10/1995, n. 447 ed ai criteri dettati dalla Regione.
Le domande di licenza per quelle attività che comportino l'utilizzo di motori o macchinari che possono produrre rumore e che siano inserite in edifici destinati prevalentemente ad abitazione, dovranno contenere sempre la documentazione di impatto acustico (macellerie, latterie, pescherie, rivenditori di latticini, alimentari, magazzini, supermercati, depositi, lavanderie, laboratori di panificazione, officine, tipografie, cucine di ristoranti, magazzini di commercio all'ingrosso e/o al dettaglio, ecc.).
Potranno essere esentate dalla presentazione della documentazione di impatto acustico quelle attività che verranno esercitate in locali ove non siano installati impianti e che non richiedano per il loro esercizio l'utilizzo di strumentazione o macchinari che possano produrre emissioni rumorose o che non inducano aumenti significativi dei flussi di traffico. I titolari delle stesse attività, in ogni caso, dovranno dichiarare, ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445, sotto la propria responsabilità, la condizione di esenzione sopradescritta; che potrà venire accertata, qualora necessario, dal personale dipendente dell'ufficio competente e della Polizia Municipale.
In caso di denunce di inizio attività relative alle attività di cui sopra, la documentazione di previsione di impatto acustico deve essere tenuta dal titolare dell'attività, a disposizione dell'autorità di controllo, ai sensi dell'art. 10, sesto comma, della legge regionale 09/05/2001, n. 15.
Qualora siano previsti dagli strumenti urbanistici nuovi insediamenti, è fatto obbligo di produrre una valutazione previsionale del clima acustico, secondo i criteri definiti dalla Regione con deliberazione di Giunta Regionale n. 673/2004, delle aree interessate alla realizzazione delle seguenti tipologie di insediamenti (ai sensi dell'art. 8 della legge 26/10/1995, n. 447):
nuovi insediamenti residenziali prossimi ad infrastrutture stradali o ferroviarie, discoteche, circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari ed impianti rumorosi
Nel caso in cui il nuovo insediamento di cui sopra risultasse esposto ad una rumorosità non compatibile con la destinazione dello stesso, dovranno essere indicati gli interventi tesi a conseguire la compatibilità, ed in particolare la conformità dei requisiti acustici passivi stabiliti dal D.P.C.M. 05/12/1997.
Ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2 del regolamento per l'applicazione del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale 29/10/1998, n. 68, le occupazioni permanenti o temporanee di suolo, soprasuolo e sottosuolo appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, che comportino o meno la costruzione di manufatti, sono soggette a concessione.
Allo Sportello Unico per l'Edilizia devono essere presentate, attraverso l'apposito modello allegato al regolamento, le richieste intese ad ottenere la predetta concessione per:
le occupazioni permanenti del suolo con chioschi, edicole, distributori di carburanti e simili infissi di carattere stabile, passi carrabili la cui esecuzione comporta modifiche del piano stradale;
le occupazioni permanenti e temporanee del sottosuolo o soprasuolo con condutture o cavi.
Mentre, all'Ufficio di Polizia Municipale devono essere presentate, attraverso l'apposito modello allegato al regolamento, le richieste intese ad ottenere la predetta concessione per:
le occupazioni permanenti del suolo con accessi carrabili posti a filo con il manto stradale in corrispondenza dei quali gli interessati intendano apporre il cartello di divieto di sosta;
le occupazioni temporanee con steccati, ponteggi e simili;
le occupazioni temporanee con attività culturali, ricreative, sportive e simili, con esposizione di merci, con tavoli e sedie da parte di pubblici esercizi;
le occupazioni temporanee riguardanti l'esercizio di attività commerciali (commercio su aree pubbliche), di attività esercitate con spettacoli viaggianti e simili.
Ai sensi di quanto disposto dall'articolo 11 del regolamento comunale per la disciplina della pubblicità, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale 29/06/1994, n. 51, è di competenza del comune il rilascio delle autorizzazioni al posizionamento ed alla installazione di:
cartelli ed altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati, sulle strade ed aree pubbliche comunali ed assimilate o da esse visibili, che sono soggetti alle disposizioni stabilite dall'art. 53 del D.P.R. 16/12/1992, n. 495
insegne, targhe, cartelli ed altri mezzi pubblicitari nei centri abitati, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell'ente proprietario, se la strada è statale, regionale o provinciale, in conformità al quarto comma dell'art. 23 del decreto legislativo 30/04/1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada).
Il soggetto interessato al rilascio dell'autorizzazione presenta presso lo Sportello Unico per l'Edilizia la domanda, mediante il modello allegato al regolamento, allegando, in duplice copia, la seguente documentazione:
una auto-attestazione, redatta ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445, con la quale si dichiara che il mezzo pubblicitario che si intende collocare ed i suoi sostegni sono calcolati, realizzati e posti in opera in modo da garantire sia la stabilità sia la conformità alle norme previste a tutela della circolazione di veicoli e persone, con assunzione di ogni conseguente responsabilità;
un bozzetto od una fotografia del mezzo pubblicitario con l'indicazione delle dimensioni, dei colori e del materiale con il quale viene realizzato ed installato;
una planimetria con indicata la posizione nella quale s'intende collocare il mezzo;
il nulla osta tecnico dell'ente proprietario della strada, se la stessa non è comunale.
Il responsabile del procedimento istruisce la richiesta, acquisendo direttamente i pareri tecnici delle unità organizzative interne al comune ed, entro 30 giorni dalla presentazione, concede o nega, con provvedimento motivato, l'autorizzazione. Trascorsi 30 giorni dalla presentazione della richiesta senza che sia stato emesso alcun provvedimento, salvo i casi di divieto di installazione ed effettuazione di pubblicità, ai sensi dell'art. 7 del regolamento, l'interessato, può procedere all'installazione del mezzo pubblicitario, previa presentazione, in ogni caso, della dichiarazione ai fini dell'applicazione dell'imposta sulla pubblicità.
Nel caso si tratti di installazione di cartelloni pubblicitari, la richiesta di rilascio dell'autorizzazione va allegata alla denuncia di inizio attività, ai sensi di quanto disposto dall'art. 8, comma 1, lettera m, della legge regionale 25/11/2002, n. 31.
adempiere nei tempi prescritti a tutte le disposizioni impartite dal comune, sia al momento del rilascio dell'autorizzazione, sia successivamente, per intervenute e motivate esigenze;
provvedere alla rimozione, in caso di scadenza, decadenza o revoca dell'autorizzazione, o del venir meno delle condizioni di sicurezza previste all'atto dell'installazione o di motivata richiesta al comune.
In ogni cartello o mezzo pubblicitario autorizzato deve essere applicata la targhetta prescritta dall'art. 55 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445.
Le disposizioni sopra descritte si applicano anche nel caso in cui l'installazione e la posa del mezzo pubblicitario sia avvenuta a seguito del verificarsi del silenzio-assenso da parte del comune.
Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica sia in forma privata, aventi ad oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento delle comunione di diritti reali relativi a terreni sono nulli e non possono essere stipulati né trascritti nei pubblici registri immobiliari ove agli atti stessi non sia allegato il certificato di destinazione urbanistica contenente le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata.
Le disposizioni di cui sopra non si applicano quando i terreni costituiscono pertinenze di edifici censiti nel catasto fabbricati, purché la superficie complessiva dell'area di pertinenza medesima sia inferiore a 5.000 metri quadrati.
Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e nei limiti indicati dalla legge. L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le materie vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.
La richiesta di accesso deve essere motivata. Essa deve essere rivolta all'amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente.
Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso sono ammessi nei casi e nei limiti stabiliti dall'art. 24 della legge 07/08/1990, n. 241 e debbono essere motivati.
L'accesso ai procedimenti in corso da parte dei diretti interessati è possibile anche attraverso il sito comunale, nell'area servizi comunali, previa acquisizione di apposita password, da richiedere all'ufficio CED del comune.
REGOLAMENTI LOCALI:
MATERIA EDILIZIA ED URBANISTICA
Il Comune di Jolanda di Savoia è dotato di un Piano Regolatore Generale vigente, che è stato approvato con deliberazione di Giunta Provinciale n. 188 del 26/04/2000. Tale piano è costituito dalle tavole, che possono essere visionate e dalle quali possono essere estratte copie, e dalle norme tecniche d'attuazione, che possono essere anche scaricate dal presente sito.
L'intero P.R.G. è anche disponibile su CD al solo costo di riproduzione, pari ad Euro 2,50.
Sono, inoltre, attualmente vigenti un Regolamento Edilizio, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 24 del 23/03/1970, e un Regolamento Locale di Igiene, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 13 del 25/02/1980.
Il 16/05/2006 è stato sottoscritto l'Accordo Territoriale tra la Provincia di Ferrara e l'Associazione dei Comuni di Berra, Copparo, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro e Tresigallo, ai sensi dell'art. 15 della legge regionale n. 20/2000, per l'elaborazione in forma associata del piano strutturale comunale (P.S.C.) e del regolamento urbanistico edilizio (R.U.E.).
Tale piano sarà realizzato dal Laboratorio dell'Ufficio di Piano, che si è costituito con deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 13 del 28/09/2006.
In attesa dell'approvazione da parte dell'Agenzia d'ambito del nuovo regolamento del servizio idrico integrato, da adottare da parte del gestore del servizio, trovano applicazione provvisoria i regolamenti assunti dall'ex Consorzio Acque Delta Ferrarese (ora C.A.D.F. S.p.A.) o i loro adeguamenti intervenuti in esecuzione alle disposizioni del D.Lgs. 152/99 e delle norme emanate dalla Regione Emilia Romagna con deliberazione di Giunta Regionale 09/06/2003, n. 1053.
Per quanto riguarda il servizio di fognatura, pertanto, viene applicato il relativo regolamento, approvato con delibera dell'assemblea n. 28 del 25/11/1997 del consorzio sopra citato.
Per quanto riguarda l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, è attualmente vigente il relativo regolamento, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale 29/10/1998, n. 68.
Relativamente al posizionamento ed installazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari, vige il relativo regolamento, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale 29/06/1994, n. 51.
In materia di inquinamento acustico, l'Amministrazione comunale ha approvato la classificazione acustica comunale, con deliberazione di Consiglio Comunale n. 50 del 28/12/2006, comprendente il regolamento per la protezione dall'esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell'ambiente esterno, la relazione e le tavole 1a, 1b, 1c, 2 e 3.
Modelli scaricabili - Denuncia di inizio attività
Scheda tecnica descrittiva parte I
Atto unilaterale d'obbligo per l'esenzione dal pagamento della quota di costo di costruzione
Dichiarazione di assenza di emissioni rumorose significative
Comunicazione di attivazione di cantiere
Scheda tecnica descrittiva parte II
Modelli scaricabili - Permesso di costruire
Convenzione per il rilascio di permesso di costruire convenzionato
Modelli scaricabili - Valutazione preventiva
Modelli scaricabili - Certificato di conformità edilizia ed agibilità
Domanda di certificato di conformità edilizia ed agibilità
Comunicazione della variazione delle superfici per l'applicazione della T.I.A.
Modelli scaricabili - Autorizzazione in deroga all'attivazione di cantiere
Richiesta di autorizzazione in deroga all'attivazione di cantiere
Modelli scaricabili - Occupazione permanente di spazi ed aree pubbliche
Domanda di occupazione permanente di spazi ed aree pubbliche
Modelli scaricabili - Posizionamento ed installazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari
Domanda di posizionamento ed installazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari
Modelli scaricabili - Scarico di acque reflue domestiche che non recapitano in pubblica fognatura
Domanda di scarico di acque reflue domestiche che non scaricano in pubblica fognatura
Modelli scaricabili - Denuncia di opere in c.a. e acciaio
denuncia ai sensi dell'art. 4 della L. 1086/71
Relazione illustrativa dei lavori di cui alla denuncia ai sensi dell'art. 4 della L. 1086/71
Relazione a struttura ultimata ai sensi dell'art. 6 della L. 1086/71
Nomina del collaudatore delle opere di cui alla L. 1086/71
Dichiarazione di accettazione dell'incarico da parte del collaudatore
Modelli scaricabili - Certificato di destinazione urbanistica
Modelli scaricabili - Norme tecniche d'attuazione del Piano Regolatore
Norme tecniche d'attuazione del Piano Regolatore
S.U.E.I
Modelli scarcabili
Legge regionale 29/01/1983, n. 7
Legge regionale 26/10/1995, n. 447
Legge regionale 21/04/1999, n. 3
Legge regionale 18/05/1999, n. 9
Legge regionale 09/05/2001, n. 15
Legge regionale 25/11/2002, n. 31
Deliberazione di Giunta Regionale 09/06/2003, n. 1053
Legge regionale 11/10/2004, n. 21
Legge regionale 21/10/2004, n. 23
Decreto legislativo 18/02/2005, n. 59