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Timestamp: 2020-02-23 20:07:55+00:00
Document Index: 127897818

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17']

Articolo del 02/09/2008 Autore Avv. Paolo Capezzuto Altri articoli dell'autore
Occhio alla Cassa di Previdenza Forense - riepilogando!
Con l’avvicinarsi della bella stagione tra i praticanti ed i giovani avvocati si insinuano cocenti interrogativi riguardo agli obblighi previdenziali riconducibili ai professionisti del legale. Con l’aiuto della normativa disponibile anche sul sito della Cassa di Previdenza Forense, nostro filo di lana, come Teseo proviamo ad uscire dal dedalo di idee confuse che si affastellano ascoltando le più disparate voci e notizie di corridoio.
In primis c’è da dire che l’avvocato iscritto all’albo deve inviare ogni anno entro il 30 settembre, la comunicazione obbligatoria (modello 5), con l’indicazione del reddito netto e del volume d’affari. Il volume di affari è dato dai ricavi – costi il tutto al netto dell’iva e delle altre tasse direttamente connesse all’attività.
L’obbligo dichiarativo ed il pedissequo inoltro scatta anche quando non è stata presentata alcuna denuncia dei redditi e anche in presenza di reddito e volume d’affari negativi.
L’appartenenza all’albo anche per un solo giorno determina l’obbligatorietà dell’invio della comunicazione. L’omesso inoltro da parte della Cassa di Previdenza Forense del modello 5 non esonera il contribuente avvocato, essendo lo stesso modello disponibile presso qualsiasi Consiglio dell’Ordine. L’omesso o ritardato invio del modello 5 anche per gli avvocati con redditi negativi comporta sanzioni. L’iscrizione alla Cassa peraltro offre numerose possibilità di utilizzare prestazioni, servizi e convenzioni.
Ogni lustro vengono determinati i limiti di reddito netto professionale e di volume d’affari. Il raggiungimento di uno solo dei detti limiti determina l’obbligo di iscrizione dall’anno in cui avviene il raggiungimento dello stesso.
Il termine di presentazione della domanda di iscrizione scade il 31 dicembre dell’anno solare successivo a quello del raggiungimento dei limiti del reddito o del volume d’affari.
Se la domanda di iscrizione è inviata dopo il 31 dicembre la Cassa effettua l’iscrizione applicando le sanzioni e gli interessi previsti.
L’iscrizione retroattiva alla Cassa può comprendere gli anni della pratica con abilitazione al patrocinio e i primi 3 anni di iscrizione all’albo.
L’iscrizione alla Cassa con effetto retroattivo può essere richiesta da chi si iscrive per la prima volta, a condizione che abbia meno di 40 anni, sia in regola con l’invio del modello 5 e non abbia l’obbligo di iscrizione per anni oggetto di sanzioni per iscrizione d’ufficio. L’eventuale omissione si regolarizza, ai fini dell’iscrizione, mediante l’indicazione sul modulo di domanda sia del reddito netto professionale sia del volume d’affari dichiarato ai fini iva.
Gli iscritti alla Cassa sono obbligati ad una contribuzione pari al 10% del reddito netto professionale e al 2% del volume d’affari dichiarato ai fini iva.
Tutti gli iscritti alla Cassa, nonché i pensionati di vecchiaia e invalidità, sono obbligati al pagamento di un contributo per la copertura delle indennità di maternità delle colleghe iscritte alla Cassa. I contributi minimi e per la maternità sono riscossi tramite Mav bancario e/o postale in unica rata alla scadenza del 28 febbraio o in quattro rate di pari importo con scad. fine febbraio, aprile, giugno e settembre per le quali la Cassa trasmette gli avvisi di pagamento prima delle scadenze. Il contributo soggettivo è apri al 3% per lo scaglione di reddito professionale superiore ad un importo determinato (tetto pari a 45.913,02 Euro) e, per i pensionati d vecchiaia a decorrere dal 6° anno solare successivo al pensionamento.
L’avvocato non iscritto alla Cassa deve versare solo il 2% sul volume d’affari, detratto l’importo dell’iva a cui è assoggettato il contributo stesso. Possono iscriversi alla Cassa gli iscritti nel registro dei praticanti avvocati abilitati al patrocinio e, in tal caso, sono tenuti all’invio del modello 5 e al versamento dei contributi. Dal 2003 i praticanti abilitati che si iscrivono alla Cassa sono tenuti alla contribuzione minima soggettiva mentre per quella integrativa, esonerati dal pagamento del minimo, devono versare il 2% sull’effettivo volume d’affari.
Gli avvocati che si iscrivono per la prima volta alla Cassa prima del 35° anno d’età, beneficiano per i primi 3 anni di iscrizione, della riduzione a metà del contributo soggettivo minimo.
Il praticante abilitato che si iscrive per la prima volta prima del compimento del 30° anno d’età versa il contributo minimo soggettivo ridotto a metà per i primi tre anni di iscrizione. La domanda di iscrizione può, a richiesta, retroagire gli effetti al primo anno di abilitazione al patrocinio o ad un anno intermedio, versando i contributi dovuti maggiorati degli interessi.
Il praticante, come l’avvocato, che si iscrive dopo il compimento del quarantesimo anno d’età non può richiedere che gli effetti dell’iscrizione retroagiscano, ma può esercitare la facoltà di cui all’art. 14 della legge 11/02/1992 n. 141.
La Cassa eroga trattamenti per l’invalidità, l’inabilità e la pensione ai superstiti, a condizione che l’iscritto abbia maturato dieci anni di effettiva iscrizione e contribuzione e che l’iscrizione sia in atto, continuativamente senza interruzioni, da data anteriore al compimento del quarantesimo anno di età.
Tutti gli avvocati iscritti agli albi sono iscritti alla Cassa ai soli fini assistenziali. Tale iscrizione non determina alcuna obbligazione contributiva, perdurando esclusivamente l’obbligo dell’invio della comunicazione annuale a mezzo del modello 5 e del versamento del contributo integrativo del 2% calcolato sul volume d’affari Iva. L’iscrizione ai soli fini assistenziali cessa con l’iscrizione a pieno titolo o con la cancellazione dagli albi.
L’avvocato che si è cancellato dalla Cassa e ha ottenuto il rimborso dei contributi versati può essere reiscritto alla Cassa. Per il ripristino del precedente periodo di anzianità di iscrizione, da richiedersi in sede di nuova iscrizione alla Cassa, l’interessato dovrà restituire le somme rimborsate, con interessi e rivalutazione, con decorrenza dalla data dell’avvenuto rimborso.
Con la decisione 13289/2005 delle sezioni Unite viene cancellato ogni dubbio circa i tempi di revisione consentiti alla Cassa forense in tema di controllo della continuità professionale ai fini pensionistici. Le verifiche sono quindi ammissibili purchè entro un ragionevole lasso di tempo (entro cinque anni dal periodo in dubbio).
Il requisito della continuità professionale è il pilastro su cui poggia l’intero sistema pensionistico forense. Nella proposta di riforma dell’ordinamento della professione d’avvocato formulata dal Cnf (Guida al Diritto n. 39/2003 n. 110) l’art. 14 subordina la permanenza dell’iscrizione all’albo all’esercizio della professione in modo effettivo e continuativo, specificando che la prova dell’esercizio effettivo e continuativo della professione è data dalla dichiarazione, ai fini delle imposte indirette, di un reddito professionale pari a quello richiesto per l’iscrizione alla Cassa Forense, prendendosi in considerazione la media dei redditi dichiarati nell’ultimo triennio. I successivi commi prevedono l’esonero dalla prova di tale esercizio per i nuovi iscritti nei primi tre anni e regole assai rigide per i controlli precisando che la mancanza della continuità dell’esercizio professionale comporta la cancellazione dall’albo.
L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli avvocati che esercitano la libera professione con carattere di continuità. Tale criterio và determinato tenendo presente l’entità e il carattere prevalente del lavoro professionale e ogni altro utile elemento. L’accertamento della continuità professionale è affidato ad una verifica da compiere sulla base di parametri stabiliti da determinazioni del comitato dei delegati della Cassa e in relazione alle comunicazioni obbligatorie periodiche effettuate dagli interessati. La Cassa, d’altra parte sostiene che l’inesistenza di un limite temporale all’accertamento di situazioni di incompatibilità correlate allo svolgimento dell’attività professionale precludono sia l’iscrizione alla Cassa, sia la valutazione dei periodi corrispondenti ai fini della attribuzione di prestazioni previdenziali.
Concludendo, in relazione ad una domanda di pensione di vecchiaia presentata dall’iscritto, la sussistenza del requisito della continuità dell’esercizio della professione non può essere contestata dalla Cassa per i periodi anteriori al quinquennio precedente la suddetta domanda, quando non sia stata esercitata la facoltà di revisione prevista dal vigente testo dell’art. 3 legge 319/1975 e l’interessato abbia adempiuto agli obblighi di comunicazione di cui agli artt. 17 e 23 della legge n. 576/1980.
La Giunta esecutiva della Cassa può provvedere periodicamente alla revisione degli iscritti con riferimento alla continuità dell’esercizio professionale nel quinquennio, rendendo inefficaci agli effetti dell’anzianità di iscrizioni i periodi per i quali, entro il medesimo termine, detta continuità non risulti dimostrata. Sono rimborsabili a richiesta i contributi relativi agli anni dichiarati inefficaci. Si tratta di un meccanismo analogo a quello fiscale in base al quale gli avvisi per gli accertamenti delle imposte sui redditi debbono essere notificati entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Per il 2007: Reddito professionale netto € 7.590,00 volume d’affari ai fini IVA € 11.385,00
Schema riassuntivo :
I praticanti senza abilitazione al patrocinio NON POSSONO ESSERE ISCRITTI ALLA CASSA e non hanno alcun obbligo nei confronti della stessa NON DEVONO trasmettere alla Cassa la comunicazione obbligatoria (modello 5) di cui all' art. 17 della legge n. 576/80; ed applicare il 2% sui corrispettivi rientranti nel volume di affari IVA.
I praticanti abilitati al patrocinio, NON ISCRITTI ALLA CASSA, non hanno alcun obbligo nei confronti della stessa.
 inviare alla Cassa la comunicazione obbligatoria (modello 5) di cui all' art. 17 della legge n. 576/80;
 applicare il 2% sui corrispettivi rientranti nel volume di affari IVA.
- trasmettere domanda di iscrizione alla Cassa, utilizzando l'apposito modulo per l'anno in corso o con effetto retroattivo, a decorrere dal primo anno di iscrizione nel registro dei praticanti con abilitazione al patrocinio o da uno degli anni successivi al primo;
- fruire della riduzione a metà del contributo soggettivo minimo per i primi tre anni di iscrizione alla Cassa, se si iscrivono alla stessa, per la prima volta, con decorrenza anteriore al compimento del 35° anno di età. Ciò in quanto, a decorrere dal 1° gennaio 2008, il limite del 35° anno di età, stabilito in favore degli avvocati per fruire dell'agevolazione, di cui sopra, è esteso anche ai praticanti abilitati;
- esercitare la facoltà, di cui all'art. 14 della legge n. 141/92, se si iscrivono alla Cassa per la prima volta dopo il compimento del 40° anno di età;
I praticanti abilitati al patrocinio, ISCRITTI ALLA CASSA, hanno i seguenti obblighi:
- trasmettere alla Cassa, entro il 30 settembre di ciascun anno, la comunicazione obbligatoria (modello 5) di cui all' art. 17 della legge n. 576/80, indicando il reddito professionale IRPEF netto, denunciato con il modello Unico, relativamente all'anno solare anteriore alla presentazione della dichiarazione al Fisco, nonché il volume di affari IVA relativo al medesimo anno. L'obbligo di invio della comunicazione obbligatoria permane a carico dei praticanti abilitati al patrocinio iscritti alla Cassa nell'anno solare anteriore a quello di trasmissione del modello 5 e nessuna deroga può essere ammessa rispetto a tale adempimento;
- pagare il contributo soggettivo minimo, in misura ridotta al 50%, per i primi tre anni di iscrizione alla Cassa, qualora la stessa decorra da data anteriore al compimento del 35° anno di etá. Tale contributo è riscosso tramite avviso di pagamento MAV (bancario o postale);
- versare il 10% (12% a decorrere dal 1/1/2008-mod.5/2009) sul reddito professionale IRPEF netto fino al tetto massimo stabilito dal Comitato dei delegati, nonchè il 3% sulla parte di reddito eccedente il tetto, di cui sopra - dopo aver decurtato l'importo del contributo soggettivo minimo - in unica soluzione, entro il 31 luglio di ciascun anno oppure in due rate, di pari importo, di cui la prima, entro il 31 luglio e, la seconda, entro il 31 dicembre del medesimo anno;
- applicare il 2% sull'effettivo volume di affari IVA (detratto l'importo del contributo integrativo giá assoggettato ad IVA - legge 22 marzo 1995 n. 85) essendo esonerati, a decorrere dal 1°/1/2003, dal pagamento del contributo integrativo minimo;
- versare il contributo di maternitá, riscosso tramite ruoli fino al 2003 e con avviso di pagamento MAV (bancario o postale) a decorrere dal 1°/1/2004.
fornire la prova dell'esercizio continuativo della professione per gli anni di iscrizione alla Cassa coincidenti con quelli di praticantato abilitato.
Gli avvocati iscritti in un albo (ordinario e/o dei Cassazionisti ) , ma NON ISCRITTI ALLA CASSA hanno i seguenti obblighi:
- inviare alla Cassa, entro il 30 settembre di ciascun anno, la comunicazione obbligatoria (modello 5) di cui all' art. 17 della legge n. 576/80, indicando il reddito professionale IRPEF netto, denunciato con modello Unico, relativamente all'anno solare anteriore alla presentazione della dichiarazione al Fisco, nonché il volume di affari IVA relativo al medesimo anno;
- applicare il 2% sui corrispettivi rientranti nel volume di affari IVA (detratto l'importo del contributo integrativo già assoggettato ad IVA - legge 22 marzo 1995 n. 85) ed effettuare il versamento in unica soluzione, entro il 31 luglio di ciascun anno oppure in due rate, di pari importo, di cui la prima, entro il 31 luglio e la seconda, entro il 31 dicembre del medesimo anno;
- trasmettere domanda di iscrizione alla Cassa, qualora abbiano raggiunto o superato, nell'anno anteriore a quello di invio del modello 5, i livelli minimi di reddito professionale IRPEF netto e/o di volume di affari IVA, stabiliti dal Comitato dei delegati ai fini della dimostrazione della continuità dell'esercizio professionale.
- inviare alla Cassa, entro il 30 settembre di ciascun anno, la comunicazione obbligatoria (modello 5) di cui all' art. 17 della legge n. 576/80, indicando il reddito professionale IRPEF netto, denunciato con modello Unico, relativamente all'anno solare anteriore alla presentazione della dichiarazione al Fisco, nonchè il volume di affari IVA relativo al medesimo anno.
- pagare il contributo soggettivo minimo, in misura ridotta al 50%, per i primi tre anni di iscrizione alla Cassa, qualora la stessa decorra da data anteriore al compimento del 35° anno di etá. Tale contributo è riscosso tramite ruoli fino al 2003 e con avviso di pagamento MAV (bancario o postale) a decorrere dal 1°/1/2004;
- versare il 10% (12% a decorrere dal 1/1/2008-mod.5/2009) sul reddito professionale IRPEF netto fino al tetto massimo stabilito dal Comitato dei delegati, nonchè il 3% sulla parte di reddito eccedente il tetto, di cui sopra - dopo aver decurtato l'importo del contributo soggettivo minimo - in unica soluzione, entro il 31 luglio di ciascun anno oppure in due rate di pari importo, di cui la prima, entro il 31 luglio e, la seconda, entro il 31 dicembre del medesimo anno;
- pagare il contributo integrativo minimo riscosso tramite ruoli fino al 2003 e con avviso di pagamento MAV (bancario o postale) a decorrere dal 1°/1/2004;
- corrispondere il 2% sull'effettivo volume di affari IVA (detratto l'importo del contributo integrativo giá assoggettato ad IVA - legge 22 marzo 1995 n. 85) ferma restando la corresponsione del contributo integrativo minimo in unica soluzione, entro il 31 luglio di ciascun anno oppure in due rate di pari importo, di cui la prima, entro il 31 luglio e, la seconda, entro il 31 dicembre del medesimo anno.
A decorrere dal 1/1/2008, gli avvocati sono esonerati dal pagamento del contributo integrativo minimo per il periodo di iscrizione alla Cassa coincidente con i primi 3 anni di iscrizione agli albi e non oltre il compimento del 35° anno di età. E’ comunque dovuto il contributo integrativo in proporzione all’effettivo volume di affari IVA dichiarato;
Gli avvocati, pensionati di invalidità e ancora iscritti alla Cassa, sono soggetti al pagamento dei contributi minimi (soggettivo e integrativo) e del contributo di maternitá oltre al contributo percentuale su eventuali eccedenze reddituali, analogamente a quanto previsto per tutti gli avvocati iscritti alla Cassa.
Gli avvocati, pensionati di vecchiaia, e ancora iscritti alla Cassa NON DEVONO VERSARE
i contributi minimi (soggettivo ed integrativo) a decorrere dall'anno solare successivo alla maturazione del diritto a pensione .
- il contributo del 10% (12% a decorrere dal 1/1/2008-mod.5/2009) sul reddito professionale IRPEF netto relativo all'anno solare anteriore alla presentazione della dichiarazione al Fisco e il 3% sulla parte di reddito eccedente il tetto massimo FINO AL 5° ANNO SOLARE successivo alla maturazione del diritto a pensione.
A decorrere dal 1/1/2008 (mod. 5/2009) i pensionati, che rimangono iscritti agli albi, sono tenuti, dal 6° anno successivo al pensionamento, a corrispondere sul reddito professionale, dichiarato ai fini IRPEF, il contributo di solidarietà nella misura del 4% (in luogo del 3% in precedenza applicato) fino al tetto reddituale e del 3% sulla parte eccedente il tetto;
- il contributo del 3% (in luogo del 10%, di cui sopra) a decorrere DAL 6° ANNO SOLARE successivo al pensionamento;
- il contributo del 2% sull'effettivo volume di affari IVA denunciato al Fisco;
- il contributo di maternità, riscosso tramite ruoli fino al 2003 e con avviso di pagamento MAV (bancario o postale) a decorrere dal 1°/1/2004.