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Timestamp: 2018-09-19 22:29:21+00:00
Document Index: 8457562

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, raccogliendo varie segnalazioni da parte di cittadini muraveresi, hanno inoltrato (31 gennaio 2011) una nuova richiesta di verifica relativa a costruzioni e recinzioni che sarebbero state realizzate in terreni appartenenti al demanio civico di Muravera (CA), in località Su Braccu. L’area interessata è di oltre 283 ettari. Sono state coinvolte le amministrazioni pubbliche competenti (fra le quali il Comune di Muravera, l’Assessorato regionale dell’agricoltura, l’Agenzia A.R.G.E.A. Sardegna), il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il Commissario per gli usi civici per la Sardegna e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per gli eventuali aspetti di competenza. Una precedente analoga richiesta (17 gennaio 2010) non aveva portato a interventi risolutivi ma ora sono stati segnalati ulteriori elementi conoscitivi.
Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico da anni – troppi anni, purtroppo – contrastano in tutte le sedi possibili, in primo luogo quelle legali, i vari tentativi che si sono succeduti nel tempo di legalizzare vendite, svendite, speculazioni edilizie su terreni appartenenti ai demani civici.
Appare, inoltre, opportuno ricordare che cosa è avvenuto in questi ultimi decenni proprio sul quel demanio civico.
A Costa Rey – Monte Nay – Piscina Rey il Comune di Muravera, fra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, ha svenduto illegittimamente centinaia di ettari ad uso civico su quelle coste per far giungere l’agognato turismo a base di villette e mattoni. Numerosi imprenditori belgi, in buona parte provenienti dall’appena indipendente Zaire, l’ex Congo belga, fecero quello che sapevano. Lucrare. Costruirono sulla costa ed in collina, per vendere. Spesso senza le necessarie opere di urbanizzazione, tanto a questo avrebbero pensato le amministrazioni pubbliche. E nel tempo, ottenevano le varie autorizzazioni per costruire in ogni dove.
Per chi fosse stato distratto, negli anni scorsi, quasi esclusivamente le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico cercarono di opporsi nelle necessarie sedi legali a questa marea montante di cemento: davanti al Commissario per gli usi civici fermarono (1996) il tentativo di "legittimazione" delle occupazioni abusive del demanio civico sostenuto dal Comune di Muravera, consentirono alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, grazie al prezioso lavoro del pubblico ministero dott. Paolo De Angelis, di aprire indagini sulle svendite illegittime di terreni ad uso civico a fini speculativi (procedimento n. 1241/1995 R.G.).
Arrivò la legge regionale n. 18 del 1996 per aprire la porta alle "sclassificazioni" dei terreni edificati abusivamente sui demani civici e a salvare notai curiosamente distratti ed imprenditori, nonché incolpevoli acquirenti. Con decreto Assessore Agricoltura e Riforma agro-pastorale n. 64/SI/97 del 4 aprile 1997 è stata disposta ex art. 1 della legge regionale n. 18/1996 la "sclassificazione" dal demanio civico di ettari 511.44.37 in loc. Piscina Rey – Monte Nay, mentre è stata respinta la relativa richiesta comunale (deliberazioni C. C. Muravera n. 65 del 4 luglio 1996 e n. 100 del 15 ottobre 1996) per ulteriori ettari 98.38.40 sempre nella medesima loc. Piscina Rey (foglio 35, mappali 3, 7, 17 e 18). Con sentenza Commissario Usi civici n. 118 del 12 gennaio 1998 è stata confermata la detta operazione di "sclassificazione" dal demanio civico. Oggi vari interventi edilizi sono stati realizzati.
Ma arrivarono anche le ruspe per demolire complessi abusivi proprio a Piscina Rey in seguito a sentenze penali passate in giudicato (2001). Con sentenza Cassazione penale, Sez. III, 25.9.1997, è stata parzialmente riformata (disponendo nuovo giudizio per il sindaco di Muravera, poi assolto con sentenza Corte d’Appello di Cagliari – Sez. Sassari) la sentenza Corte d’Appello di Cagliari n. 699 del 5.11.1996, a sua volta di parziale riforma della sentenza del Pretore di Cagliari – Sez. Sìnnai n. 91 del 25.5.1995: è stata stabilita la demolizione ed il ripristino ambientale degli abusi realizzati dalla SAITUR s.r.l. (un intero complesso immobiliare di villette a schiera per migliaia di mc. di volumetrie) in area ad uso civico. La lottizzazione è stata posta sotto sequestro (sent. Cass. pen., Sez. III, 7.4.1994). Con ordinanza Corte d’Appello Cagliari del 7.9.1998 e sentenza Cassazione penale, Sez. III, 9.4.1999, n. 769 è stata respinta la richiesta di revisione degli ordini di demolizione e ripristino ambientale: ordini confermati in sede esecutiva con ordinanza Corte d’Appello di Cagliari n. 104 del 19.10.1999. Un nuovo incidente di esecuzione ha visto la Corte d’Appello confermare le statuizioni precedenti (ordinanza 28.2.2001). Dopo ben dieci pronunce giurisdizionali (forse un record !), il condannato ha provveduto in proprio alla demolizione (novembre 2001) ed al ripristino ambientale. E giunsero in questi ultimi anni anche i dovuti atti di recupero di centinaia di ettari al demanio civico di Muravera.
I terreni ad uso civico, inclusi o meno in provvedimenti di dichiarazione, assommano a circa 370.000 ettari in Sardegna, circa il 15 % del territorio regionale. Essi, fin dalla legge n. 431/1985, la c. d. legge Galasso, hanno anche acquisito una valenza di tutela ambientale (riconosciuta più volte dalla Corte costituzionale: vds. ad es. sent. n. 345/1997 e n. 46/1995) che si è aggiunta ai tradizionali criteri di inquadramento giuridico. Gli usi civici sono in generale diritti spettanti ad una collettività, che può essere o meno organizzata in una persona giuridica pubblica (es. università agraria, regole, comunità, ecc.) a sé stante, ma comunque concorrente a formare l’elemento costitutivo di un Comune o di altra persona giuridica pubblica: l’esercizio dei diritti spetta uti cives ai singoli membri che compongono detta collettività. Gli elementi comuni a tutti i diritti di uso civico sono stati individuati in:
Molte normative regionali, così come anche la legge regionale sarda n. 12/1994 e successive modifiche ed integrazioni, vi hanno aggiunto alcune nuove “fruizioni” (es. turistiche), ma sempre salvaguardando il fondamentale interesse della collettività locale.
I demani civici sono una vera e propria cassaforte di natura per la Sardegna e meritano tutela e corretta valorizzazione.