Source: http://www.movimentofederale.eu/petizione-stop-5g/
Timestamp: 2019-12-15 00:38:08+00:00
Document Index: 70505494

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 41', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 328', 'art. 328', 'art. 32', 'art. 117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 41', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 328', 'art. 328']

PETIZIONE STOP 5G – movimento federale
STOP AL 5G ! FIRMIAMO !! VOGLIAMO FERMARE LA SPERIMENTAZIONE SUL NOSTRO PAESE ! FIRMO E CONDIVIDO AFFINCHE' GLI AMMINISTRATORI SI RENDANO CONTO CHE DOBBIAMO BLOCCARE QUESTA IMPOSIZIONE; NESSUNO HA CHIESTO LA RETE 5G ! L’uomo utilizza le onde radio da poco più di un secolo e in modo così diffuso solo da 20 anni: quello che sappiamo degli effetti di queste onde sugli organismi viventi è ancora troppo poco per poter “giocare cosi tanto” con queste tecnologie. Il bene comune e la salute andrebbe messa prima del business di falsi bisogni.
VOGLIAMO FERMARE LA SPERIMENTAZIONE SUL NOSTRO PAESE ! FIRMO E CONDIVIDO AFFINCHE' GLI AMMINISTRATORI SI RENDANO CONTO CHE DOBBIAMO BLOCCARE QUESTA IMPOSIZIONE; NESSUNO HA CHIESTO LA RETE 5G !
L’uomo utilizza le onde radio da poco più di un secolo e in modo così diffuso solo da 20 anni: quello che sappiamo degli effetti di queste onde sugli organismi viventi è ancora troppo poco per poter “giocare cosi tanto” con queste tecnologie.
Il bene comune e la salute andrebbe messa prima del business di falsi bisogni.
RICHIESTA DI MORATORIA SUL 5G Con il presente atto pubblico, il Movimento Federale nato per dar voce ai cittadini e tutelare tutte le realtà locali e i territori, in un ottica di autonomia e indipendenza su ispirazione del modello elvetico, intende presentare una moratoria da sottoporre all’attenzione dei Sindaci in ogni Comune del territorio italico, il Primo Cittadino rappresenta la massima autorità sanitaria locale, e in queste vesti, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, la seguente delicata questione del 5g, si traduce in emergenza sanitaria ed ambientale desumibile dalle seguenti circostanze di fatto che andremo a descrivere in merito al controverso progetto delle tecnologie di quinta generazione. Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5g si realizzeranno, nessun essere umano, nessun animale, uccello, insetto e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a livelli di radiofrequenze che sono decine o centinaia di volte maggiori di quelle attuali, questo minaccia di provocare effetti gravi ed irreversibili su esseri umani e sugli ecosistemi. CONFLITTI D’INTERESSE La salute è materia nazionale, spiega la Direzione generale della salute della Commissione europea a Investigate-Europe, eppure l’esecutivo Ue, che sul 5G sta investendo 700 milioni di euro, chiede o sarebbe più corretto usare il termine impone agli Stati di fare in modo che entro il 2025 gli uffici pubblici (inclusi scuole di ogni ordine e grado, ospedali, centri diurni, case di cura per anziani ecc) siano dotati di tecnologia 5G, trattasi di una mera “sperimentazione” come documentato più avanti in questo scritto, tecnologica ideata per fini commerciali in quanto milioni di residenti su vari territori saranno dunque esposti durante la “sperimentazione” senza possibilità di fuga a campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate su così ampia scala. La ricerca scientifica in merito ai possibili danni da esposizione si divide in due categorie molto specifiche: I ricercatori indipendenti e autonomi e i ricercatori finanziati e sponsorizzati dalle varie industrie della telefonia mobile. L’aspetto che va sottolineato è l’abnorme conflitto di interessi che influisce pesantemente la ricerca scientifica in questo delicatissimo settore. Uno studio di comparazione del Dr. Henry Lai, dell’Università di Washington mostra che, se gli studi scientifici non sono finanziati dall’industria di settore, trovano effetti dei campi elettromagnetici a radiofrequenza per il 70% e non li trovano per il 30%, viceversa, se gli studi sono finanziati dall’industria, trovano effetti solo per il 32% e non li trovano per il 68%, vagliando anche il fatto che vengono presi in considerazione solo gli effetti termici e non altri di cui vi sono abbondanti studi scientifici anche di premi Nobel che saranno esposti in questo documento più avanti. Questa è l’esplicitazione numerica del paventato conflitto di interessi, cioè l’industria della telefonia mobile sembra favorire/finanziare pubblicazioni scientifiche che servano a “bilanciare” quelle ottenute da scienziati indipendenti o operanti nel settore pubblico, negli Organi deputati a stabilire la pericolosità delle onde elettromagnetiche siedono esperti pagati dall’ Industria a cui fa comodo la corsa per la rete di ultima generazione, diciamo che chi vende antenne, difficilmente dichiarerà che le antenne fanno male! Purtroppo, come osservato dal prof. Angelo Gino Levis, a cui si deve la storica sentenza del tribunale di Ivrea sulla relazione fra neurinoma e uso del cellulare: Quando si ha a che fare con un problema nel quale sono coinvolti interessi planetari ( oggi quelli delle tecnologie che comportano la produzione e l’utilizzo di campi elettromagnetici superano quelli dell’industria automobilistica) i conflitti di interesse possono influenzare in maniera pesante le conoscenze scientifiche, fra i ricercatori indipendenti e quelli sponsorizzati dai colossi coinvolti e in ultima analisi, l’informazione che arriva al grande pubblico ne viene in qualche misura inficiata. Certe posizioni ufficiali sono ferme da 60 anni, nonostante le conoscenze scientifiche sull’argomento siano enormemente progredite. Inoltre, alcuni studi scomodi che considerano anche effetti non termici non vengono considerati, infatti, la voglia di deregolamentare il settore con una varietà di norme e di interpretazioni sempre più “larghe” delle stesse è stata ed è, in questo settore, più forte di quella di stabilire dei limiti di legge cautelativi e di farli in qualche modo rispettare, inoltre, le leggi nazionali che regolano l’installazione delle nuove antenne sono state via via semplificate a favore degli operatori di telefonia, la situazione appare critica e preoccupante. Subito dopo l’accettazione della legge quadro in materia di esposizione ai campi elettromagnetici, è cominciato un percorso di crescente allontanamento da parte istituzionale rispetto a posizioni di protezione e cautela, a discapito della salute pubblica. Ma tutto questo, gli organi preposti a tutelare la nostra salute lo ignorano ed è facile capirne il perché: a conclusione dell’asta per l’assegnazione delle frequenze lo stato ha incassato oltre 6,5 miliardi di euro, motivo più che sufficiente per ignorare qualsiasi studio che prova la pericolosità del 5G e di un uso sfrenato delle onde radio. L’ESPOSIZIONE NEL TEMPO I precedenti sistemi erano: 1G introdotto nel 1982, trasmissione analogica a 900 MHz; 2G introdotto nel 1992 (GSM GPRS EDGE) 900 MHz 1.8 GHz; 3G appare nel 2001 (UMTS HSPA) 900 MHz 2.1 GHz; 4G partito nel 2012 (UMTS 8, LTE e WiMAX) 800 MHz 1.8 GHz 2.6 GHz. Il 5G in Italia utilizzerà frequenze di 700 MHz, 3.7 GHz e 26 GHz. Come si può vedere ogni 10 anni circa si verifica un salto generazionale nei sistemi di comunicazione mobile e questo comporta un aumento della frequenza massima di trasmissione; ora siamo prossimi ad un ulteriore salto, il 5G che sarà completamente differente dalle tecnologie precedenti perché si baserà su onde millimetriche di cui non sono stati eseguiti test per verificarne gli eventuali danni. LE ONDE MILLIMETRICHE Fino ad oggi le onde millimetriche erano state usate solo in ambito militare per i sistemi di dispersione delle folle (active denial system), che creano una sensazione di riscaldamento intenso. Già nel 2008 due ricerche avevano evidenziato che le onde millimetriche, essendo usate in modo fortemente polarizzato, potrebbero creare punti di accumulo e sovra riscaldamento anche a livelli inferiori agli attuali standard di sicurezza. Identico è lo scenario fuori dai confini nazionali: i soggetti industriali interessati alla tecnologia “5G” negli U.S.A. sono comparsi il giorno 7.2.2019 ad un’audizione presso il Senato americano, Comitato “Commerce, Science, and Transportation”, competente in materia, ammettendo di non essere a conoscenza di alcuno studio in corso sulla salubrità delle onde elettromagnetiche generate dallo standard in questione. Specificamente, da parte del rappresentante di CTIA è stato affermato: “There are no industry-backed studies, to my knowledge right now” e “to my knowledge there’s no active studies being backed by industry today”, ovverosia “attualmente non vi sono studi sostenuti dall’industria, per quanto ne so io” e “a mia conoscenza non ci sono studi attivi sostenuti oggi dall’industria”. In sostanza, secondo tutte le fonti pubbliche sinora consultate e disponibili, non esistono prove che l’uso del 5G si possa considerare sicuro per la salute e, dunque, sembra che queste frequenze siano state concesse all’industria senza che il Governo si sia preoccupato dei rischi per la salute pubblica e per l’ambiente, esponendo la vita umana e animale ad una vera e propria sperimentazione vista l’assenza di prove e di studi in corso a dimostrazione dell’innocuità delle frequenze millimetriche che si intende utilizzare per il 5g, mentre invece esistono numerosi studi che ne conclamano i possibili danni su individui, animali ed ambiente. il 5G, oltre a essere un esperimento sulla popolazione civile, viola apertamente il Codice di Norimberga, ovvero il divieto di effettuare una sperimentazione sugli esseri umani, si tratta, in effetti, di qualcosa di non ammissibile secondo i codici internazionali fatti propri dai Paesi occidentali, anche in Italia abbiamo una sentenza emblematica del TAR del Lazio dei primi anni Novanta che ribadisce come, per l’art. 32 della Costituzione, la salvaguardia della salute pubblica abbia la precedenza rispetto All’art. 41 che riguarda la proprietà industriale. QUALI TEST E PRECAUZIONI SONO STATE PRESE PER IL 5g? 1)L’INAIL dichiara di non avere alcuna documentazione sulla sicurezza del 5g 2)Il Ministero della Salute dichiara di non essere stato interpellato sulla sicurezza del 5g dal Ministero dello Sviluppo Economico prima della vendita delle frequenze del 5g e che anche il Consiglio Superiore di Sanità non si è interessato al problema 3)Il Ministero dello Sviluppo Economico risponde che la documentazione richiesta (il parere sanitario) non è di sua competenza 4)l’Istituto Superiore di Sanità dichiara di non aver prodotto alcun parere sanitario ma di aver risposto all’AGICOM che richiedeva la semplificazione delle procedure di installazione delle nuove antenne 5g. TUTTA LA DOCUMENTAZIONE delle risposte degli Enti sopracitati è resa pubblica e a disposizione per la consultazione sul sito www.infoamica.it Gentile Sindaco, Il Movimento Federale intende promuovere l’autonomia e la gestione locale di ogni Comune indipendentemente dai poteri centralizzati che spingono per i loro interessi senza preoccuparsi delle singole esigenze territoriali, Le scriviamo perché, essendo Lei investito di preminenti funzioni e prerogative in materia di tutela della salute pubblica, ci sentiamo in dovere di informarLa che l’installazione e l’esercizio di antenne 5G mette a rischio la salute pubblica e l’ambiente. In particolare, crediamo debba sapere che l’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale (A.M.I.C.A.) ha fatto una richiesta di accesso agli atti per sapere se il Governo abbia richiesto il parere sanitario alle agenzie di salute pubblica sulla sicurezza delle radiazioni del 5G, previsto dalla Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978. Tale legge prevede che, in materia di immissione di forme di energia nell’ambiente, il Governo debba richiedere il parere sanitario a due enti, l’Istituto Superiore di Sanità e l’ISPELS (le cui funzioni oggi sono state assunte dall’INAIL), come è stato fatto prima della commercializzazione delle frequenze della telefonia mobile nel 1997. Ebbene: l’INAIL, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero della Salute, il Consiglio Superiore di Sanità e l’Istituto Superiore di Sanità, tutti, indistintamente, hanno dichiarato che non è stato chiesto, né altrimenti acquisito, alcun parere sanitario. Sempre il Ministero della Salute ha pure comunicato ad A.M.I.C.A. che “non risultano atti che coinvolgano lo scrivente Ufficio e la Direzione generale nell’ambito del processo di concessione delle frequenze per la rete di telecomunicazioni 5G, né l’argomento è stato oggetto di pratiche istruite presso il Consiglio Superiore di Sanità.” Tale parere, a nostro avviso, andava obbligatoriamente richiesto ed acquisito Riteniamo per tanto come Movimento Federale Indispensabile informare i Sindaci che il Governo non ha chiesto il parere sanitario, perché sono i Sindaci ad essere responsabili per legge dell’incolumità dei cittadini. EFFETTI SULLA SALUTE POCO CONSIDERATI l’utilizzo di frequenze sempre più elevate, è estremamente preoccupante anche perché esistono numerose ricerche che provano la stretta relazione tra i campi elettromagnetici e gli effetti su cellule e DNA (Luc Montagnier premio Nobel ). L’unico effetto considerato attualmente per fini preventivi è quello termico senza minimamente considerare quello comunicativo, cioè che tipo di messaggio queste frequenze e la loro modulazione trasmettono alle cellule del nostro corpo? Noi siamo fatti per un 70% circa di acqua e se consideriamo il numero di molecole che ci compongono e non la massa, arriviamo al 99%. Recenti studi (vedere Emilio del Giudice ), riportato nei link seguenti, provano la stretta relazione che intercorre tra i campi elettromagnetici estremamente deboli e il comportamento dell’acqua; quindi non bisogna arrivare a potenze elevate per alterare il 99% delle molecole di cui siamo fatti. Gli stessi studi hanno constatato che le cellule all’interno di un organismo utilizzano segnali radio per comunicare tra loro; quindi le onde che le antenne irradiano non vanno solo a connettere i nostri smartphone ma anche a comunicare qualcosa alle nostre cellule e gli effetti di questa comunicazione li stiamo già subendo (vedere il caso dei bibliotecari di Parigi ). La prova di questo tipo di comunicazione è anche data dal fatto che esistono strutture che impiegano apparecchiature medicali che, generando opportune onde radio, aiutano la rigenerazione dei tessuti. INFORMAZIONI /FONTI/APPROFONDIMENTI [1] http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1742-6596/306/1/012007/meta [2] https://www.youtube.com/watch?v=jpAaZ3VDlHY [3] https://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_18/wifi_dannoso_parigi_6daf0ffe-ad8a-11dc-af1c-0003ba99c53b.shtml [4] https://www.youtube.com/watch?v=TqOpFJ_2-7c [5] http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/per-i-media/comunicati-stampa/it/194-comunicati-stampa/2038666-gara-5g [6] https://www.mdpi.com/1660-4601/11/10/10790/htm [7] https://einarflydal.files.wordpress.com/2018/04/pall-to-eu-on-5g-harm-march-2018.pdf EFFETTI SULLA SALUTE COMPROVATI L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondale della Sanità ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni” inserendoli nel gruppo 2B, sulla base di un aumentato rischio di glioma (un tipo di cancro maligno al cervello associato all’uso del telefono cellulare). Sono attualmente inseriti nella Classe 2B di cancerogenicità (la stessa ad esempio di Piombo; Agenti chemioterapici come Bleomicina, Dacarbazina, Daunorubicina, Mitoxantrone, Mitomicina C; Cobalto e composti del cobalto; Bitumi; Scarichi del motore; Oli combustibili; Erbicidi Clorofenossiderivati). Sembra doveroso fornire questa nota informativa, soprattutto perché i risultati di ricerche recenti (Studio del National Toxicology Program) sembrano confermare che in realtà ci si trovi di fronte ad un cancerogeno di Classe 1 (cancerogeno certo), ma che dichiararlo tale comprometterebbe interessi colossali. Il dott. Olle Johansson, neuro scienziato del Karolinska Institute (che assegna il premio Nobel per la fisiologia e la medicina), ha affermato che la prova del danno causato dai campi elettromagnetici a radiofrequenza “è schiacciante”, Il dott. Ronald Powell, un fisico laureato ad Harvard che ha lavorato presso la National Science Foundation e l’Istituto nazionale degli standard e della tecnologia, condivide preoccupazioni simili riguardo al potenziale danno diffuso dalle radiazioni a radiofrequenza. In data 01/11/18 sono stati diffusi i risultati di un importante studio americano sui danni dovuti all’esposizione a elettrosmog: topi di laboratorio sono stati irradiati a intermittenza per due anni per 9 ore al giorno fra le 900 e 1900 megahertz (modulazione GSM e CDMA, 2G-3G) risultato finale: tumore maligno al cuore, tumori al cervello e danni al DNA, questo risultato è frutto di uno studio di 10 anni di analisi e riscontri, con un investimento di circa 30 milioni di dollari pubblici, effettuato dal National Toxicology Program, promosso dal Dipartimento della salute e dei diritti umani degli Stati Uniti. La stessa conclusione è stata riportata dall’Istituto Ramazzini di Bologna (fiore all’occhiello della ricerca indipendente italiana) lo studio condotto su oltre 2.000 roditori irradiati nell’intensità di campo di 50,25,5 V/m di frequenze pari a 1,8 GHz (come le antenne della telefonia mobile, 3G) ha evidenziato il rischio cancerogeno su cervello e cuore, in Italia come in America. Nel 2016 il National Toxicology Program – afferma Fiorella Belpoggi , direttrice dell’area ricerca del Centro per lo studio sul Cancro del Ramazzini – aveva già anticipato i risultati proprio di questi organi, verificando un aumento significativo di gliomi maligni del cervello e di Schwannomi maligni del cuore in ratti trattati dal periodo prenatale fino a 2 anni di età (corrispondenti a circa 60-65 anni nell’uomo). ISDE Italia (Associazione Medici per l’ambiente), attraverso il Presidente del comitato scientifico Agostino di Ciaula, ha così commentato: “Evidenze molto autorevoli riportano conseguenze neurologiche, metaboliche, riproduttive e persino microbiologiche generate dall’esposizione ad elettromagnetismo ad alta frequenza per intensità anche molto inferiori ai limiti di legge vigenti”. Indipendentemente dagli effetti biologici più noti e generali dell’elettromagnetismo ad alta frequenza (ad esempio quelli che hanno portato la IARC a definirlo nel 2011 “possibile cancerogeno”, quelli successivi al 2011 in base ai quali i dubbi residui sulla cancerogenicità si sono ridotti al lumicino 3-8 e quelli sui possibili effetti riproduttivi 9-11, neurologici 12-17 e metabolici18-21), specifiche evidenze scientifiche preliminari hanno mostrato come l’esposizione a frequenze superiori ai 30 GHz possa alterare l’espressione genica cellulare 22-26, possa aumentare la temperatura della cute 27, stimolare la proliferazione delle cellule 28-30, alterare le proprietà delle membrane citoplasmatiche 31, 32 e la funzionalità dei sistemi neuro-muscolari 33-39 e modulare la sintesi di proteine coinvolte in processi infiammatori e immunologici 40, con potenziali effetti sistemici. Il Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea inserisce il 5 G nella lista degli agenti pericolosi per l’umanità, insieme all’aumento di droghe e di sostanze tossiche nelle acque reflue, di rifiuti e della presenza di antibiotici nelle acque https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/scientific_committees/scheer/docs/scheer_s_002.pdf La più grande ricerca al mondo conclusa il 22 marzo 2018 condotta proprio nel nostro Paese su cavie uomo-equivalenti dall’Istituto Ramazzini ha dimostrato l’aumento di insorgenza di rari tumori del cervello e alle fibre nervose del cuore (con blocco dell’attività cardiaca) tra gli effetti delle radiazioni non ionizzanti emesse dalle antenne di telefonia mobile. E questo è stato provato testando con emissioni più di 20 volte inferiori a quelle che la tecnologia 5G ci vuole somministrare nell’immediato futuro (https://www.ramazzini.org/comunicato/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio/ ). Ma non è tutto: il 5G prevede l’installazione di un numero elevatissimo di piccole antenne a supporto di quelle principali per creare così una comunicazione multi punto: più antenne comunicheranno contemporaneamente col nostro smartphone, sfruttando anche il segnale di rimbalzo in modo da aumentare così la banda passante (Massive MiMo). Tenete presente che quando si parla di ostacoli si intendono case, palazzi, esseri umani, ecc. si perché le onde millimetriche utilizzate rimbalzano sulla nostra pelle. NUOVE PATOLOGIE L‟elettrosensibilità si può definire come “una reazione avversa multiorgano caratterizzata da sintomi aspecifici che variano per intensità, durata e frequenza e si può verificare in soggetti esposti per motivi residenziali, lavorativi o personali alle radiazioni elettromagnetiche emesse da sorgenti di alta e bassa frequenza a valori di esposizione – si noti bene –inferiori rispetto a quelli stabiliti per legge”, e rientra quindi fra gli effetti di natura non termica, che non sono considerati dai limiti di legge. L’EHS (Ipersensibilità ai campi elettromagnetici) è una patologia grave e disabilitante in crescente aumento in tutto il mondo chiamata EHS, acronimo del termine inglese Electromagnetic Hyper-Sensitivity, il quale significa Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici. In Italia, circa 1,8 milioni di persone sono elettrosensibili, ma questo è un dato stimato per difetto, in altre parole sottostima la reale dimensione del problema: le persone colpite sono in realtà molte di più, perché i sintomi dell‟elettrosensibilità sono eterogenei e talvolta sfumati, per cui tanti non si rendono conto di averla. Si stima che dal 3% al 5% della popolazione europea (22.3 -37.1 milioni di persone, cfr. la già citata Dr. Magda Havas, esperta mondiale sugli effetti biologici dei CEM o campi elettromagnetici artificiali) potrebbe essere affetta da questa patologia in modo evidente, per lo più senza esserne a conoscenza, la sua incidenza è in costante aumento (I.Jamieson, intervento all’European Economic and Social Committee, nov 2014). EHS è una patologia disabilitante, che si manifesta per esposizione a fonti elettromagnetiche in Bassa e Alta Frequenza, ha una base organica caratterizzata da meccanismi patogenetici multipli, dei quali il comune denominatore è l’esposizione ai CEM, in RF/MO e/o Basse Frequenze, e si estrinseca con un danno immuno-tossico mediato dagli effetti diretti di questi e dall’intervento del sistema immunitario del soggetto sensibilizzato, il quale reagisce all’esposizione scatenando una risposta infiammatoria che causa grave danno all’organismo. Spesso si presenta in concomitanza alla Sensibilità Chimica Multipla (MCS), condividendo con questa una parte dei meccanismi patogenetici, gli effetti si manifestano in seguito ad esposizione a CEM in RF/MO a valori ampiamente al di sotto della soglia stabilita per legge, ed in misura maggiore per alcune frequenze e relativa modulazione rispetto ad altre, causando notevole sofferenza fisica nonché gravi danni alla salute, poiché: l’organismo di questi malati non è in grado di tollerare l’ingente stress ossidativo causato dai CEM in RF/ MO; a EHS è per definizione una forma di ipersensibilità, caratterizzata dunque da sensibilizzazione immunitaria verso i suddetti CEM in RF/MO, e le esposizioni esitano in gravi stati infiammatori, si avrà una disregolazione del sistema neuro-endocrino-immunitario con infiammazione cronica diffusa e patologie multiorgano, per esposizioni prolungate, l’organismo va al “collasso” e il soggetto rischia la morte, dopo aver patito dolori indescrivibili. L’avanzare della malattia provoca non solo l’estromissione dal mondo del lavoro, ma anche la separazione dei normali contesti relazionali e problemi di convivenza ambientale fino alla vera e propria ghettizzazione con tutte le implicazioni che ne derivano. I malati gravi vivono dentro casa per evitare le esposizioni, con l’aiuto di presidi schermanti o addirittura, dovendosi allontanare da questa (vivendo in auto o nei boschi) a causa dei dispositivi Wireless o altre emissioni RF/MO (Radio Frequenze/Microonde) prodotte dai vicini. È sempre più complicato trovare adeguato riparo per loro, in quanto Radiofrequenze e Microonde sono ormai ubiquitariamente presenti, avendo la capacità di attraversare le pareti, persino l’accesso agli ospedali è molto difficile per gli affetti da EHS, quando non impossibile, a causa dei CEM RF/ MO (Radio Frequenze e Microonde) presenti sempre più massivamente, purtroppo, anche nei luoghi di cura. L’EHS è riconosciuta come malattia invalidante in Svezia e ci sono stati riconoscimenti singoli in Francia e Spagna. In Italia la regione Basilicata ha codificato l’Elettrosensibilità come “malattia rara” anche se, attualmente, rara non è più, poiché affliggerebbe in modo severo il 4% della popolazione dei Paesi industrializzati e in modo lieve e inconsapevole circa il 30% (Dr. Magda Havas, PhD. https://magdahavas.com) Il Consiglio d’Europa, nella risoluzione del 2011, richiama all’applicazione del Principio di Precauzione e alla necessità di creare zone electrosmog-free, prive cioè di Campi Elettromagnetici. Il Parlamento Europeo, nella risoluzione del 2009, richiama gli Stati membri a riconoscere l’Elettrosensibilità (EHS) come disabilità, come ha fatto la Svezia, la Commissione dei Diritti Umani canadese attribuisce l’EHS all’esposizione ai CEM. DANNI AMBIENTALI Oltre ai danni alla salute sopra elencati il 5g comporterà anche notevoli danni ambientali, i link riportati successivamente riconducono a documenti pubblici ufficiali del sito del governo che riguardano le considerazioni geo-spaziali della pianificazione del 5g. Nella lettura si può notare chiaramente che gli alberi sopra i tre metri sono di chiaro ostacolo per la propagazione delle onde, queste sono le direttive che vengono date per il corretto funzionamento del 5g, quindi per poter far funzionare a dovere la rete di quinta generazione occorre abbattere gli alberi. Interessante notare come dal 2018 ad oggi in vari comuni dal nord al sud si stiano già attuando abbattimenti di alberi senza motivazione o con motivazioni ridicole, diventa perturbante notare che queste deturpazioni ambientali si verifichino nelle città e paesi deputati ad essere oggetto della sperimentazione del 5g, infatti L’acqua, di cui in genere sono ricchi gli alberi e le piante, assorbe molto efficacemente le onde elettromagnetiche nella banda millimetrica”, sostiene Andrea Grieco, docente di fisica a Milano ed esperto dei problemi legati all’inquinamento elettromagnetico, “Per questo motivo gli alberi costituiscono un ostacolo alla propagazione del segnale 5G, in particolare le foglie, con la loro superficie complessiva elevata, attenuano fortemente i segnali nella banda UHF ed EHF, quella della telefonia mobile. Gli effetti biologici sono ancora poco studiati, però alcune ricerche rilevano danni agli alberi e alle piante sottoposte a irraggiamento da parte delle Stazioni Radio Base (le antenne spesso sui tetti dei palazzi, NdR)” Quindi il sillogismo è presto fatto, alberi = clorofilla = acqua. E le inesplorate microonde millimetriche dalle mini-antenne 5G trovano nell’acqua e negli alberi un ostacolo nel trasporto dati, non avendo il segnale del wireless di quinta generazione lo stesso campo elettrico né la stessa penetrazione a lungo raggio dei precedenti standard 2G, 3G e 4G. In pratica, l’albero funge da barriera e per avere il segnale va abbattuto! Le foglie dell’albero assorbono lo spettro di banda del 5G, impedendone l’ottimale ricezione del segnale emesso dalle mini-antenne! Un documento di 46 pagine dell’autorevole Ordance Survey riportato tra i link successivi (si tratta dell’ente pubblico del Regno Unito incaricato di redigere la cartografia statale) sulle pianificazioni geo-spaziali del 5G stilato come manuale d’uso per pianificatori e autorità locali dal Dipartimento per la digitalizzazione, cultura, media e sport, afferma che nella strade urbane si deve prima di tutto “valutare se l’area ha un flusso di traffico significativo e in particolare autobus e camion,” per poi considerare come il segnale del 5G possa essere impattato, cioè ostacolato, “identificando tutti gli oggetti significativi in ​​genere” con altezza “oltre i 4 metri”, quali (ad esempio) “pareti alte, statue e monumenti più piccoli, cartelloni pubblicitari e” (guarda caso) “alberi di grandi dimensioni e siepi alte”, poiché arbusti, foglie e rami “devono essere considerati come bloccanti del segnale” del 5G al pari di materia solida (pietra e cemento). Le curve tracciate nel diagramma” – continua il testo redatto dai cattedratici – “mostrano come all’aumentare dell’altezza dell’albero sopra la linea di irradiazione della stazione radio base aumenta anche quella che è noto come la ‘zona di Fresnel’ o perdita di ombre”. Giungendo al dunque, infine dall’Inghilterra vengono smascherati i conflitti tra alberi e 5G, ovvero cono d’ombra e segnale wireless sui lampioni della luce: “Per evitare questa perdita di ombreggiamento ed essere al di fuori della zona di Fresnel, è necessario che l’altezza dell’albero sia almeno 3 metri inferiore rispetto all’altezza della stazione di base”. In definitiva, sia gli studiosi del 5G dell’Ordance Survey che quelli di Surrey a Guildford, convergono sullo stesso punto dicendo apertamente la stessa cosa: gli alberi con altezza ricompresa tra i 4 e i 3 metri sono un intralcio, un vero e proprio ingombro per la diffusione del segnale elettromagnetico del 5G che, irradiato dai lampioni della luce, non verrebbe recepito a terra dai nuovi Smartphone! (informazioni liberamente tratte da oasisana.com) Ad oggi tra il 2018 e 2019 sono stati abbattuti migliaia di alberi tra cui alberi secolari in diversi Comuni, spesso senza il nullaosta delle autorità che dovrebbero preservare il verde pubblico. Gli articoli controversi sono facilmente reperibili sul web, riportiamo qui solo alcuni titoli di testate giornalistiche per considerare questo scempio da un punto di vista trasversale, perché riguarda tutto il territorio italico: Palermo abbattuti 200 pini, Montesilvano provincia di Pescara taglio indiscriminato di alberi sani denunciato dal comitato di quartiere, Pescara la guerra degli alberi tagliati in nome della sicurezza, Poggibonsi in provincia di Siena scempi chiamati riqualificazioni, Prato viale Montegrappa subito polemiche sugli alberi tagliati, Roma dal 2016 abbattuti 9111 alberi mille spariti in centro è polemica, Nocera Inferiore: cosa si cela dietro l’abbatimento dei pini?, Umbria repulisti di pini a Terni, Trevignano provincia di Bracciano abbattuti pini sani di 70 anni, Treviso tagliati 87 alberi ecce cc ecc Per avere una visione completa della portata di questo scempio e deturpamento del verde pubblico rimando al video di Massimo Mazzucco che si intitola: 5g LA STRAGE DEGLI ALBERI https://youtu.be/17pohG0Z0Q0 Qui i link dei documenti ufficiali della considerazione geo-spaziale degli ostacoli al 5g https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/684420/OS_Final_report__5g-planning-geospatial-considerations.pdf https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/684421/OS_Final_report__5g-report-environment.pdf https://www.gov.uk/government/publications/ordnance-survey-5g-planning-and-mmwave-environment-reports A questo proposito, non appare etico ignorare le evidenze disponibili ed attendere la eventuale dimostrazione a posteriori del danno in presenza di un possibile rischio per la salute pubblica attuale e controllabile, anche in considerazione della possibilità concreta di migliorare dal punto di vista tecnologico le esigenze comunicative utilizzando, in via alternativa, le fibre ottiche come valido complemento alle infrastrutture di radiotelefonia mobile esistenti e la connessione via cavo nelle strutture pubbliche. Effetti avversi sulla salute causati dalle strutture 5G potrebbero includere cancro, infertilità, mal di testa, insonnia e altro ancora. Il Movimento Federale invita il Sindaco ad opporsi alla legislazione 5g vera e propria immersione in un brodo elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità. Inoltre il Movimento Federale si rende disponibile ad offrire supporto in varie modalità e maniere ai Sindaci che dovessero ricevere pressioni dall’alto per l’installazione del 5g E’ un dato di fatto che il settore delle telecomunicazioni fornisce un notevole sostegno finanziario a molti legislatori, ma i nostri rappresentati dovrebbero prestare attenzione in primo luogo alla salute della popolazione, soprattutto a quella dei bambini, e dei soggetti più fragili, ricordiamo che ai forti avvertimenti emessi da esperti internazionali. In data 13 settembre 2017 un gruppo composto da più di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi hanno proposto una moratoria per il roll-out della quinta generazione della telecomunicazione, almeno fino a quanto “i potenziali pericoli per la salute umana e l’ambiente saranno stati completamente studiati da scienziati indipendenti che non accettano finanziamenti dall’industria. La tecnologia 5G aumenterà notevolmente l’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF) rispetto alla 2G, 3G, 4G, Wi-Fi ecc. già esistenti”. Inoltre essa andrà a sommarsi a tutte le frequenze già esistenti, il pericolo sanitario del 5G è stato poi debitamente documentato dalla trasmissione televisiva d’inchiesta Report, andata in onda su Rai Tre la sera del 26/11/18, così come un appello con una richiesta di moratoria per il 5G è stato pubblicato sull’edizione nazionale del giornale Il Fatto Quotidiano del 27/11/18 ed ampia documentazione medico scientifica sull’imminente pericolo è nel libro d’inchiesta ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Come sopravvivere all’elettrosmog di Smartphone, Wi-Fi e antenne di telefonia mobile, mentre arrivano il 5G e il Wi-Fi dallo spazio’ (Terra Nuova Edizioni) e attualmente migliaia di cittadini da ogni parte d’Italia hanno già firmato una petizione in cui chiedono al Governo italiano di fermare la pericolosa avanzata del 5G. Per quanto sopra evidenziato, chiediamo che il Sindaco adotti l’applicazione del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE per tutelare la salute pubblica. Il Movimento Federale assegna ad ogni futuro effetto, qual’ora il Sindaco decida di eludere la documentazione riportata in questo documento, la responsabilità penale, civile, amministrativa, da accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale, nel contempo DIFFIDA il Sindaco, nella Sua veste di autorità sanitaria locale, in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3‐ter del D. L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, ad imporre a tutte le attività da cui possano originare emissioni inquinanti l’adozione delle migliori tecnologie disponibili, nonché ad assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione; NONCHÉ ad astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale. Nel caso in cui non dovessero ravvedersi i motivi d’urgenza di cui all’art. 328, 1° c., c.p., la presente valga quale diffida ex art. 328, 2° c., c.p. Nel circondario, alcuni Sindaci, hanno rimandato l’installazione degli apparati, e questo puo’ essere per ora, una azione che condividiamo e supportiamo. L’uomo utilizza le onde radio da poco più di un secolo e in modo così diffuso solo da 20 anni: quello che sappiamo degli effetti di queste onde sugli organismi viventi è ancora troppo poco per poter “giocare cosi tanto” con queste tecnologie. Il bene comune e la salute andrebbe messa prima del business di falsi bisogni. Il Movimento Federale porge Distinti Saluti al Primo Cittadino, invitandolo ad aderire alla petizione creata per avere indipendenza e autonomia locale e augurandoci che Lei voglia partecipare concretamente al nostro Progetto Federale mediante il Movimento , puo’ comunque firmare e divulgare la petizione : http://www.confederazioneitaliana.eu/firma-la-petizione-referendum-sulla-forma-istituzionale-dello-stato/
1,125 signatures = 11% dell'obiettivo
1,125 Sig claudio b. Dic 13, 2019
1,124 Sig.ina Melissa R. Dic 12, 2019
1,123 Sig.ina Igor G. Dic 11, 2019
1,122 Sig.ina Francesca S. Dic 11, 2019
1,121 Sig.ina rosangela m. Dic 10, 2019
1,120 Sig.ra Silvana C. Dic 09, 2019
1,119 Sig.ra Alessandra D. Dic 08, 2019
1,118 Sig.ra Flavia A. Dic 08, 2019
1,117 Sig Carlo R. Dic 05, 2019
1,116 Sig.ina Elena F. Dic 04, 2019
1,115 Sig.ra Irenka B. Nov 30, 2019
1,114 Sig.ina Alessandra D. Nov 29, 2019
1,113 Sig.ra Barbara C. Nov 27, 2019
1,112 Sig.ra Loretta A. Nov 27, 2019
1,111 Sig.ra Aurelia S. Nov 27, 2019
1,110 Sig Franco T. Nov 26, 2019
1,109 Sig.ra Giovanna M. Nov 26, 2019
1,108 Sig Giorgio C. Nov 26, 2019
1,107 Sig.ra Marina S. Nov 26, 2019
1,106 Sig.ra Manuela T. Nov 26, 2019
1,105 Sig claudio b. Nov 25, 2019
1,104 Sig.ina Roberta R. Nov 24, 2019
1,103 Sig.ra Monica A. Nov 24, 2019
1,102 Sig Marco D. Nov 24, 2019
1,101 Sig.ra Cinzia M. Nov 24, 2019
1,100 Sig roberto b. Nov 23, 2019
1,099 Sig.ina Sabrina T. Nov 23, 2019
1,098 Sig.ra Gabriella G. Nov 23, 2019
1,097 Sig.ina Laura P. Nov 22, 2019
1,096 Sig Lorenzo C. Nov 22, 2019
1,095 Sig Francesco M. Nov 17, 2019
1,094 Sig.ra Giannetta G. Nov 12, 2019
1,093 Sig.ina Daniels P. Nov 12, 2019
1,092 Sig.ra Maria Francesca O. Nov 08, 2019
1,091 Sig Angelo M. Nov 08, 2019
1,090 Sig.ra Mariarosa T. Nov 08, 2019
1,089 Sig.ra Margaret M. Nov 08, 2019
1,088 Sig.ra Debora L. Nov 07, 2019
1,087 Sig.ina Mariassunta M. Nov 07, 2019
1,086 Sig.ra Patrizia M. Nov 07, 2019
1,085 Sig.ra Irene Teresa Emma M. Nov 06, 2019
1,084 Sig.ina Chiara F. Nov 05, 2019
1,083 Sig.ra Maurizia A. Nov 05, 2019
1,082 Sig Claudio O. Nov 05, 2019
1,081 Sig.ra Roberta L. Nov 05, 2019
1,080 Sig.ina Cristina R. Nov 05, 2019
1,079 Sig Elia P. Nov 04, 2019
1,078 Sig Michele D. Nov 01, 2019
1,077 Sig Edoardo S. Ott 31, 2019
1,076 Sig MARIO S. Ott 31, 2019
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in seguito la lettera da PROTOCOLLARE IN COMUNE, MEGLIO SE ACCOMPAGNATA DA FIRME DEI CITTADINI DEL TERRITORIO
qui sotto troverai i due modelli in pdf sia con logo del movimento, che senza logo. potrai farli firmare ai cittadini e consegnarlo al protocollo perche’ venga diffuso al Consiglio Comunale
MF RICHIESTA DI MORATORIA SUL 5G
PDF RICHIESTA DI MORATORIA SUL 5G
leggi e diffondi l’articolo http://www.movimentofederale.eu/2019/08/23/5g-azione-moratoria-iniziata/
RICHIESTA DI MORATORIA SUL 5G
Con il presente atto pubblico, il Movimento Federale nato per dar voce ai cittadini e tutelare tutte le realtà locali e i territori, in un ottica di autonomia e indipendenza su ispirazione del modello elvetico, intende presentare una moratoria da sottoporre all’attenzione dei Sindaci in ogni Comune del territorio italico, il Primo Cittadino rappresenta la massima autorità sanitaria locale, e in queste vesti, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, la seguente delicata questione del 5g, si traduce in emergenza sanitaria ed ambientale desumibile dalle seguenti circostanze di fatto che andremo a descrivere in merito al controverso progetto delle tecnologie di quinta generazione.
Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5g si realizzeranno, nessun essere umano, nessun animale, uccello, insetto e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a livelli di radiofrequenze che sono decine o centinaia di volte maggiori di quelle attuali, questo minaccia di provocare effetti gravi ed irreversibili su esseri umani e sugli ecosistemi.
La salute è materia nazionale, spiega la Direzione generale della salute della Commissione europea a Investigate-Europe, eppure l’esecutivo UE, che sul 5G sta investendo 700 milioni di euro, chiede o sarebbe più corretto usare il termine impone agli Stati di fare in modo che entro il 2025 gli uffici pubblici (inclusi scuole di ogni ordine e grado, ospedali, centri diurni, case di cura per anziani ecc) siano dotati di tecnologia 5G, trattasi di una mera “sperimentazione” come documentato più avanti in questo scritto, tecnologica ideata per fini commerciali in quanto milioni di residenti su vari territori saranno dunque esposti durante la “sperimentazione” senza possibilità di fuga a campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate su così ampia scala.
La ricerca scientifica in merito ai possibili danni da esposizione si divide in due categorie molto specifiche:
I ricercatori indipendenti e autonomi e i ricercatori finanziati e sponsorizzati dalle varie industrie della telefonia mobile.
L’aspetto che va sottolineato è l’abnorme conflitto di interessi che influisce pesantemente la ricerca scientifica in questo delicatissimo settore.
Uno studio di comparazione del Dr. Henry Lai, dell’Università di Washington mostra che, se gli studi scientifici non sono finanziati dall’industria di settore, trovano effetti dei campi elettromagnetici a radiofrequenza per il 70% e non li trovano per il 30%, viceversa, se gli studi sono finanziati dall’industria, trovano effetti solo per il 32% e non li trovano per il 68%, vagliando anche il fatto che vengono presi in considerazione solo gli effetti termici e non altri di cui vi sono abbondanti studi scientifici anche di premi Nobel che saranno esposti in questo documento più avanti.
Questa è l’esplicitazione numerica del paventato conflitto di interessi, cioè l’industria della telefonia mobile sembra favorire/finanziare pubblicazioni scientifiche che servano a “bilanciare” quelle ottenute da scienziati indipendenti o operanti nel settore pubblico, negli Organi deputati a stabilire la pericolosità delle onde elettromagnetiche siedono esperti pagati dall’Industria a cui fa comodo la corsa per la rete di ultima generazione, diciamo che chi vende antenne, difficilmente
dichiarerà che le antenne fanno male!
Purtroppo, come osservato dal prof. Angelo Gino Levis, a cui si deve la storica sentenza del tribunale di Ivrea sulla relazione fra neurinoma e uso del cellulare:
Quando si ha a che fare con un problema nel quale sono coinvolti interessi planetari ( oggi quelli delle tecnologie che comportano la produzione e l’utilizzo di campi elettromagnetici superano quelli dell’industria automobilistica) i conflitti di interesse possono influenzare in maniera pesante le conoscenze scientifiche, fra i ricercatori indipendenti e quelli sponsorizzati dai colossi coinvolti e in ultima analisi, l’informazione che arriva al grande pubblico ne viene in qualche misura inficiata.
Certe posizioni ufficiali sono ferme da 60 anni, nonostante le conoscenze scientifiche sull’argomento siano enormemente progredite.
Inoltre, alcuni studi scomodi che considerano anche effetti non termici non vengono considerati, infatti, la voglia di deregolamentare il settore con una varietà di norme e di interpretazioni sempre più “larghe” delle stesse è stata ed è, in questo settore, più forte di quella di stabilire dei limiti di legge cautelativi e di farli in qualche modo rispettare, inoltre, le leggi nazionali che regolano l’installazione delle nuove antenne sono state via via semplificate a favore degli operatori di telefonia, la situazione appare critica e preoccupante.
Subito dopo l’accettazione della legge quadro in materia di esposizione ai campi elettromagnetici, è cominciato un percorso di crescente allontanamento da parte istituzionale rispetto a posizioni di protezione e cautela, a discapito della salute pubblica.
Ma tutto questo, gli organi preposti a tutelare la nostra salute lo ignorano ed è facile capirne il perché: a conclusione dell’asta per l’assegnazione delle frequenze lo stato ha incassato oltre 6,5 miliardi di euro, motivo più che sufficiente per ignorare qualsiasi studio che prova la pericolosità del 5G e di un uso sfrenato delle onde radio.
L’ESPOSIZIONE NEL TEMPO
Come si può vedere ogni 10 anni circa si verifica un salto generazionale nei sistemi di comunicazione mobile e questo comporta un aumento della frequenza massima di trasmissione; ora siamo prossimi ad un ulteriore salto, il 5G che sarà completamente differente dalle tecnologie precedenti perché si baserà su onde millimetriche di cui non sono stati eseguiti test per verificarne gli eventuali danni.
Identico è lo scenario fuori dai confini nazionali: i soggetti industriali interessati alla tecnologia “5G” negli U.S.A. Sono comparsi il giorno 7.2.2019 ad un’audizione presso il Senato americano, Comitato “Commerce, Science, and Transportation”, competente in materia, ammettendo di non essere a conoscenza di alcuno studio in corso sulla salubrità delle onde elettromagnetiche generate dallo standard in questione.
Specificamente, da parte del rappresentante di CTIA è stato affermato: “There are no industry backed studies, to my knowledge right now” e “to my knowledge there’s no active studies being backed by industry today”, ovverosia “attualmente non vi sono studi sostenuti dall’industria, per quanto ne so io” e “a mia conoscenza non ci sono studi attivi sostenuti oggi dall’industria”.
In sostanza, secondo tutte le fonti pubbliche sinora consultate e disponibili, non esistono prove che l’uso del 5G si possa considerare sicuro per la salute e, dunque, sembra che queste frequenze siano state concesse all’industria senza che il Governo si sia preoccupato dei rischi per la salute pubblica e per l’ambiente, esponendo la vita umana e animale ad una vera e propria sperimentazione vista l’assenza di prove e di studi in corso a dimostrazione dell’innocuità delle frequenze millimetriche che si intende utilizzare per il 5g, mentre invece esistono numerosi studi che ne conclamano i possibili danni su individui, animali ed ambiente.
Il 5G, oltre a essere un esperimento sulla popolazione civile, viola apertamente il Codice di Norimberga, ovvero il divieto di effettuare una sperimentazione sugli esseri umani, si tratta, in effetti, di qualcosa di non ammissibile secondo i codici internazionali fatti propri dai Paesi occidentali, anche in Italia abbiamo una sentenza emblematica del TAR del Lazio dei primi anni Novanta che ribadisce come, per l’art. 32 della Costituzione, la salvaguardia della salute pubblica abbia la precedenza rispetto All’art. 41 che riguarda la proprietà industriale.
QUALI TEST E PRECAUZIONI SONO STATE PRESE PER IL 5g?
1) L’INAIL dichiara di non avere alcuna documentazione sulla sicurezza del 5g
2) Il Ministero della Salute dichiara di non essere stato interpellato sulla sicurezza del 5g dal
Ministero dello Sviluppo Economico prima della vendita delle frequenze del 5g e che anche il
Consiglio Superiore di Sanità non si è interessato al problema
3) Il Ministero dello Sviluppo Economico risponde che la documentazione richiesta (il parere
sanitario) non è di sua competenza
4) l’Istituto Superiore di Sanità dichiara di non aver prodotto alcun parere sanitario ma di aver
risposto all’AGICOM che richiedeva la semplificazione delle procedure di installazione delle
nuove antenne 5g.
TUTTA LA DOCUMENTAZIONE delle risposte degli Enti sopracitati è resa pubblica e a disposizione per la consultazione sul sito www.infoamica.it
Il Movimento Federale intende promuovere l’autonomia e la gestione locale di ogni Comune indipendentemente dai poteri centralizzati che spingono per i loro interessi senza preoccuparsi delle singole esigenze territoriali, Le scriviamo perché, essendo Lei investito di preminenti funzioni e prerogative in materia di tutela della salute pubblica, ci sentiamo in dovere di informarLa che l’installazione e l’esercizio di antenne 5G mette a rischio la salute pubblica e l’ambiente.
In particolare, crediamo debba sapere che l’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale (A.M.I.C.A.) ha fatto una richiesta di accesso agli atti per sapere se il Governo abbia richiesto il parere sanitario alle agenzie di salute pubblica sulla sicurezza delle radiazioni del 5G, previsto dalla Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978. Tale legge prevede che, in materia di immissione di forme di energia nell’ambiente, il Governo debba richiedere il parere sanitario a due enti, l’Istituto Superiore di Sanità e l’ISPELS (le cui funzioni oggi sono state assunte dall’INAIL), come è stato fatto prima della commercializzazione delle frequenze della telefonia mobile nel 1997.
Ebbene: l’INAIL, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero della Salute, il Consiglio Superiore di Sanità e l’Istituto Superiore di Sanità , tutti, indistintamente, hanno dichiarato che non è stato chiesto, né altrimenti acquisito, alcun parere sanitario.
Sempre il Ministero della Salute ha pure comunicato ad A.M.I.C.A. che “non risultano atti che coinvolgano lo scrivente Ufficio e la Direzione generale nell’ambito del processo di concessione delle frequenze per la rete di telecomunicazioni 5G, né l’argomento è stato oggetto di pratiche istruite presso il Consiglio Superiore di Sanità .” Tale parere, a nostro avviso, andava obbligatoriamente richiesto ed acquisito Riteniamo per tanto come Movimento Federale Indispensabile informare i Sindaci che il Governo non ha chiesto il parere sanitario, perché sono i Sindaci ad essere responsabili per legge dell’incolumità dei cittadini.
EFFETTI SULLA SALUTE POCO CONSIDERATI
l’utilizzo di frequenze sempre più elevate, è estremamente preoccupante anche perché esistono numerose ricerche che provano la stretta relazione tra i campi elettromagnetici e gli effetti su cellule e DNA (Luc Montagnier premio Nobel ). L’unico effetto considerato attualmente per fini preventivi è quello termico senza minimamente considerare quello comunicativo, cioè che tipo di messaggio queste frequenze e la loro modulazione trasmettono alle cellule del nostro corpo?
Noi siamo fatti per un 70% circa di acqua e se consideriamo il numero di molecole che ci compongono e non la massa, arriviamo al 99%. Recenti studi (vedere Emilio del Giudice ), riportato nei link seguenti, provano la stretta relazione che intercorre tra i campi elettromagnetici estremamente deboli e il comportamento dell’acqua; quindi non bisogna arrivare a potenze elevate per alterare il 99% delle molecole di cui siamo fatti. Gli stessi studi hanno constatato che le cellule
all’interno di un organismo utilizzano segnali radio per comunicare tra loro; quindi le onde che le antenne irradiano non vanno solo a connettere i nostri smartphone ma anche a comunicare qualcosa alle nostre cellule e gli effetti di questa comunicazione li stiamo già subendo (vedere il caso dei bibliotecari di Parigi ). La prova di questo tipo di comunicazione è anche data dal fatto che esistono strutture che impiegano apparecchiature medicali che, generando opportune onde
radio, aiutano la rigenerazione dei tessuti.
INFORMAZIONI /FONTI/APPROFONDIMENTI
[1] https://iopscience.iop.org/article/10.1088/1742-6596/306/1/012007/meta
[5] https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/comunicati-stampa/it/194-comunicati-stampa/2038666-gara-5g
EFFETTI SULLA SALUTE COMPROVATI
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondale della Sanità ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni” inserendoli nel gruppo 2B, sulla base di un aumentato rischio di glioma (un tipo di cancro maligno al cervello associato all’uso del telefono cellulare).
Sembra doveroso fornire questa nota informativa, soprattutto perché i risultati di ricerche recenti (Studio del National Toxicology Program) sembrano confermare che in realtà ci si trovi di fronte ad un cancerogeno di Classe 1 (cancerogeno certo), ma che dichiararlo tale comprometterebbe interessi colossali.
Il dott. Olle Johansson, neuro scienziato del Karolinska Institute (che assegna il premio Nobel per la fisiologia e la medicina), ha affermato che la prova del danno causato dai campi elettromagnetici a radiofrequenza “è schiacciante”, Il dott. Ronald Powell, un fisico laureato ad Harvard che ha lavorato presso la National Science Foundation e l’Istituto nazionale degli standard e della tecnologia, condivide preoccupazioni simili riguardo al potenziale danno diffuso dalle radiazioni a radiofrequenza.
In data 01/11/18 sono stati diffusi i risultati di un importante studio americano sui danni dovuti all’esposizione a elettrosmog: topi di laboratorio sono stati irradiati a intermittenza per due anni per 9 ore al giorno fra le 900 e 1900 megahertz (modulazione GSM e CDMA, 2G-3G) risultato finale: tumore maligno al cuore, tumori al cervello e danni al DNA, questo risultato è frutto di uno studio di 10 anni di analisi e riscontri, con un investimento di circa 30 milioni di dollari pubblici, effettuato dal National Toxicology Program, promosso dal Dipartimento della salute e dei diritti umani degli Stati
La stessa conclusione è stata riportata dall’Istituto Ramazzini di Bologna (fiore all’occhiello della ricerca indipendente italiana) lo studio condotto su oltre 2.000 roditori irradiati nell’intensità di campo di 50,25,5 V/m di frequenze pari a 1,8 GHz (come le antenne della telefonia mobile, 3G) ha evidenziato il rischio cancerogeno su cervello e cuore, in Italia come in America.
Nel 2016 il National Toxicology Program – afferma Fiorella Belpoggi , direttrice dell’area ricerca del Centro per lo studio sul Cancro del Ramazzini – aveva già anticipato i risultati proprio di questi organi, verificando un aumento significativo di gliomi maligni del cervello e di Schwannomi maligni del cuore in ratti trattati dal periodo prenatale fino a 2 anni di età (corrispondenti a circa 60-65 anni nell’uomo). ISDE Italia (Associazione Medici per l’ambiente), attraverso il Presidente del comitato scientifico Agostino di Ciaula, ha così commentato: “Evidenze molto autorevoli riportano conseguenze neurologiche, metaboliche, riproduttive e persino microbiologiche generate dall’esposizione ad elettromagnetismo ad alta frequenza per intensità anche molto inferiori ai
limiti di legge vigenti”.
Indipendentemente dagli effetti biologici più noti e generali dell’elettromagnetismo ad alta frequenza (ad esempio quelli che hanno portato la IARC a definirlo nel 2011 “possibile cancerogeno”, quelli successivi al 2011 in base ai quali i dubbi residui sulla cancerogenicità si sono ridotti al lumicino 3-8 e quelli sui possibili effetti riproduttivi 9-11, neurologici 12-17 e metabolici18-21), specifiche evidenze scientifiche preliminari hanno mostrato come l’esposizione a frequenze superiori ai 30 GHz possa alterare l’espressione genica cellulare 22-26, possa aumentare la temperatura della cute 27, stimolare la proliferazione delle cellule 28-30, alterare le proprietà delle membrane citoplasmatiche 31, 32 e la funzionalità dei sistemi neuro-muscolari 33-39 e modulare la sintesi di proteine coinvolte in processi infiammatori e immunologici 40, con potenziali effetti sistemici.
Il Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea inserisce il 5 G nella lista degli agenti pericolosi per l’umanità , insieme all’aumento di droghe e di sostanze tossiche nelle acque reflue, di rifiuti e della presenza di antibiotici nelle acque
La più grande ricerca al mondo conclusa il 22 marzo 2018 condotta proprio nel nostro Paese su cavie uomo-equivalenti dall’Istituto Ramazzini ha dimostrato l’aumento di insorgenza di rari tumori del cervello e alle fibre nervose del cuore (con blocco dell’attività cardiaca) tra gli effetti delle radiazioni non ionizzanti emesse dalle antenne di telefonia mobile.
E questo è stato provato testando con emissioni più di 20 volte inferiori a quelle che la tecnologia 5G ci vuole somministrare nell’immediato futuro (https://www.ramazzini.org/comunicato/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio/ ).
Ma non è tutto: il 5G prevede l’installazione di un numero elevatissimo di piccole antenne a supporto di quelle principali per creare così una comunicazione multi punto: più antenne comunicheranno contemporaneamente col nostro smartphone, sfruttando anche il segnale di rimbalzo in modo da aumentare così la banda passante (Massive MiMo).
Tenete presente che quando si parla di ostacoli si intendono case, palazzi, esseri umani, ecc. si perché le onde millimetriche utilizzate rimbalzano sulla nostra pelle.
L’elettrosensibilità si può definire come “una reazione avversa multiorgano caratterizzata da sintomi aspecifici che variano per intensità , durata e frequenza e si può verificare in soggetti esposti per motivi residenziali, lavorativi o personali alle radiazioni elettromagnetiche emesse da sorgenti di alta e bassa frequenza a valori di esposizione – si noti bene –inferiori rispetto a quelli stabiliti per legge”, e rientra quindi fra gli effetti di natura non termica, che non sono
considerati dai limiti di legge.
L’EHS (Ipersensibilità ai campi elettromagnetici) è una patologia grave e disabilitante in crescente aumento in tutto il mondo chiamata EHS, acronimo del termine inglese Electromagnetic Hyper-Sensitivity, il quale significa Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici.
In Italia, circa 1,8 milioni di persone sono elettrosensibili, ma questo è un dato stimato per difetto, in altre parole sottostima la reale dimensione del problema: le persone colpite sono in realtà molte di più, perché i sintomi dell’elettrosensibilità sono eterogenei e talvolta sfumati, per cui tanti non si rendono conto di averla.
Si stima che dal 3% al 5% della popolazione europea (22.3 -37.1 milioni di persone, cfr. la già citata Dr. Magda Havas, esperta mondiale sugli effetti biologici dei CEM o campi elettromagnetici artificiali) potrebbe essere affetta da questa patologia in modo evidente, per lo più senza esserne a conoscenza, la sua incidenza è in costante aumento (I.Jamieson, intervento all’European Economic and Social Committee, nov 2014).
EHS è una patologia disabilitante, che si manifesta per esposizione a fonti elettromagnetiche in Bassa e Alta Frequenza, ha una base organica caratterizzata da meccanismi patogenetici multipli, dei quali il comune denominatore è l’esposizione ai CEM, in RF/MO e/o Basse Frequenze, e si estrinseca con un danno immuno-tossico mediato dagli effetti diretti di questi e dall’intervento del sistema immunitario del soggetto sensibilizzato, il quale reagisce all’esposizione scatenando una risposta infiammatoria che causa grave danno all’organismo.
Spesso si presenta in concomitanza alla Sensibilità Chimica Multipla (MCS), condividendo con questa una parte dei meccanismi patogenetici, gli effetti si manifestano in seguito ad esposizione a CEM in RF/MO a valori ampiamente al di sotto della soglia stabilita per legge, ed in misura maggiore per alcune frequenze e relativa modulazione rispetto ad altre, causando notevole sofferenza fisica nonché gravi danni alla salute, poiché: l’organismo di questi malati non è in grado di tollerare l’ingente stress ossidativo causato dai CEM in RF/ MO; a EHS è per definizione una forma di ipersensibilità, caratterizzata dunque da sensibilizzazione immunitaria verso i suddetti CEM in RF/MO, e le esposizioni esitano in gravi stati infiammatori, si avrà una disregolazione del sistema neuro-endocrino-immunitario con infiammazione cronica diffusa e patologie multiorgano, per esposizioni prolungate, l’organismo va al “collasso” e il soggetto rischia la morte, dopo aver
patito dolori indescrivibili.
L’avanzare della malattia provoca non solo l’estromissione dal mondo del lavoro, ma anche la separazione dei normali contesti relazionali e problemi di convivenza ambientale fino alla vera e propria ghettizzazione con tutte le implicazioni che ne derivano.
I malati gravi vivono dentro casa per evitare le esposizioni, con l’aiuto di presidi schermanti o addirittura, dovendosi allontanare da questa (vivendo in auto o nei boschi) a causa dei dispositivi Wireless o altre emissioni RF/MO (Radio Frequenze/Microonde) prodotte dai vicini.
È sempre più complicato trovare adeguato riparo per loro, in quanto Radiofrequenze e Microonde sono ormai ubiquitariamente presenti, avendo la capacità di attraversare le pareti, persino l’accesso agli ospedali è molto difficile per gli affetti da EHS, quando non impossibile, a causa dei CEM RF/ MO (Radio Frequenze e Microonde) presenti sempre più massivamente, purtroppo, anche nei luoghi di cura.
L’EHS è riconosciuta come malattia invalidante in Svezia e ci sono stati riconoscimenti singoli in Francia e Spagna.
In Italia la regione Basilicata ha codificato l’Elettrosensibilità come “malattia rara” anche se, attualmente, rara non è più, poiché affliggerebbe in modo severo il 4% della popolazione dei Paesi industrializzati e in modo lieve e inconsapevole circa il 30% (Dr. Magda Havas, PhD. https://magdahavas.com). Il Consiglio d’Europa, nella risoluzione del 2011, richiama all’applicazione del Principio di Precauzione e alla necessità di creare zone electrosmog-free, prive cioè di Campi Elettromagnetici.
Il Parlamento Europeo, nella risoluzione del 2009, richiama gli Stati membri a riconoscere l’Elettrosensibilità (EHS) come disabilità , come ha fatto la Svezia, la Commissione dei Diritti Umani canadese attribuisce l’EHS all’esposizione ai CEM.
Oltre ai danni alla salute sopra elencati il 5g comporterà anche notevoli danni ambientali, i link riportati successivamente riconducono a documenti pubblici ufficiali del sito del governo che riguardano le considerazioni geo-spaziali della pianificazione del 5g.
Nella lettura si può notare chiaramente che gli alberi sopra i tre metri sono di chiaro ostacolo per la propagazione delle onde, queste sono le direttive che vengono date per il corretto funzionamento del 5g, quindi per poter far funzionare a dovere la rete di quinta generazione occorre abbattere gli alberi.
Interessante notare come dal 2018 ad oggi in vari comuni dal nord al sud si stiano già attuando abbattimenti di alberi senza motivazione o con motivazioni ridicole, diventa perturbante notare che queste deturpazioni ambientali si verifichino nelle città e paesi deputati ad essere oggetto della sperimentazione del 5g, infatti L’acqua, di cui in genere sono ricchi gli alberi e le piante, assorbe molto efficacemente le onde elettromagnetiche nella banda millimetrica”, sostiene Andrea Grieco, docente di fisica a Milano ed esperto dei problemi legati all’inquinamento elettromagnetico, “Per questo motivo gli alberi costituiscono un ostacolo alla propagazione del segnale 5G, in particolare le foglie, con la loro superficie complessiva elevata, attenuano fortemente i segnali nella banda UHF ed EHF, quella della telefonia mobile. Gli effetti biologici sono ancora poco studiati, però alcune ricerche rilevano danni agli alberi e alle piante sottoposte a irraggiamento da parte delle Stazioni Radio Base (le antenne spesso sui tetti dei palazzi, NdR)” Quindi il sillogismo è presto fatto, alberi = clorofilla = acqua. E le inesplorate microonde millimetriche dalle mini-antenne
5G trovano nell’acqua e negli alberi un ostacolo nel trasporto dati, non avendo il segnale del wireless di quinta generazione lo stesso campo elettrico né la stessa penetrazione a lungo raggio dei precedenti standard 2G, 3G e 4G.
In pratica, l’albero funge da barriera e per avere il segnale va abbattuto! Le foglie dell’albero assorbono lo spettro di banda del 5G, impedendone l’ottimale ricezione del segnale emesso dalle mini-antenne! Un documento di 46 pagine dell’autorevole Ordance Survey riportato tra i link successivi (si tratta dell’ente pubblico del Regno Unito incaricato di redigere la cartografia statale) sulle pianificazioni geo-spaziali del 5G stilato come manuale d’uso per pianificatori e autorità locali dal Dipartimento per la digitalizzazione, cultura, media e sport, afferma che nella strade urbane si deve prima di tutto “valutare se l’area ha un flusso di traffico significativo e in particolare autobus e camion,” per poi considerare come il segnale del 5G possa essere impattato, cioè ostacolato, “identificando tutti gli oggetti significativi in genere” con altezza “oltre i 4 metri”, quali (ad esempio) “pareti alte, statue e monumenti più piccoli, cartelloni pubblicitari e” (guarda caso) “alberi di grandi dimensioni e siepi alte”, poiché arbusti, foglie e rami “devono essere considerati come bloccanti del segnale” del 5G al pari di materia solida (pietra e cemento).
Le curve tracciate nel diagramma” – continua il testo redatto dai cattedratici – “mostrano come all’aumentare dell’altezza dell’albero sopra la linea di irradiazione della stazione radio base aumenta anche quella che è noto come la ‘zona di Fresnel’ o perdita di ombre”. Giungendo al dunque, infine dall’Inghilterra vengono smascherati i conflitti tra alberi e 5G, ovvero cono d’ombra e segnale wireless sui lampioni della luce: “Per evitare questa perdita di ombreggiamento ed essere al di fuori della zona di Fresnel, è necessario che l’altezza dell’albero sia almeno 3 metri inferiore rispetto all’altezza della stazione di base”.
In definitiva, sia gli studiosi del 5G dell’Ordance Survey che quelli di Surrey a Guildford, convergono sullo stesso punto dicendo apertamente la stessa cosa: gli alberi con altezza ricompresa tra i 4 e i 3 metri sono un intralcio, un vero e proprio ingombro per la diffusione del segnale elettromagnetico del 5G che, irradiato dai lampioni della luce, non verrebbe recepito a terra dai nuovi Smartphone! (informazioni liberamente tratte da oasisana.com).
Ad oggi tra il 2018 e 2019 sono stati abbattuti migliaia di alberi tra cui alberi secolari in diversi Comuni, spesso senza il nullaosta delle autorità che dovrebbero preservare il verde pubblico.
Gli articoli controversi sono facilmente reperibili sul web, riportiamo qui solo alcuni titoli di testate giornalistiche per considerare questo scempio da un punto di vista trasversale, perché riguarda tutto il territorio italico: Palermo abbattuti 200 pini, Montesilvano provincia di Pescara taglio indiscriminato di alberi sani denunciato dal comitato di quartiere, Pescara la guerra degli alberi tagliati in nome della sicurezza, Poggibonsi in provincia di Siena scempi chiamati riqualificazioni, Prato viale Montegrappa subito polemiche sugli alberi tagliati, Roma dal 2016 abbattuti 9111 alberi mille spariti in centro è polemica, Nocera Inferiore: cosa si cela dietro l’abbatimento dei pini?, Umbria repulisti di pini a Terni, Trevignano provincia di Bracciano abbattuti pini sani di 70 anni, Treviso tagliati 87 alberi ecc ecc ecc.
Per avere una visione completa della portata di questo scempio e deturpamento del verde pubblico rimando al video di Massimo Mazzucco che si intitola:
5g LA STRAGE DEGLI ALBERI https://youtu.be/17pohG0Z0Q0
Qui i link dei documenti ufficiali della considerazione geo-spaziale degli ostacoli al 5g:
https://www.gov.uk/government/publications/ordnance-survey-5g-planning-and-mmwave-environment-reports
A questo proposito, non appare etico ignorare le evidenze disponibili ed attendere la eventuale dimostrazione a posteriori del danno in presenza di un possibile rischio per la salute pubblica attuale e controllabile, anche in considerazione della possibilità concreta di migliorare dal punto di vista tecnologico le esigenze comunicative utilizzando, in via alternativa, le fibre ottiche come valido complemento alle infrastrutture di radiotelefonia mobile esistenti e la connessione via cavo nelle strutture pubbliche.
Effetti avversi sulla salute causati dalle strutture 5G potrebbero includere cancro, infertilità , mal di testa, insonnia e altro ancora. Il Movimento Federale invita il Sindaco ad opporsi alla legislazione 5g vera e propria immersione in un brodo elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità .
Inoltre il Movimento Federale si rende disponibile ad offrire supporto in varie modalità e maniere ai Sindaci che dovessero ricevere pressioni dall’alto per l’installazione del 5g
E’ un dato di fatto che il settore delle telecomunicazioni fornisce un notevole sostegno finanziario a molti legislatori, ma i nostri rappresentati dovrebbero prestare attenzione in primo luogo alla salute della popolazione, soprattutto a quella dei bambini, e dei soggetti più fragili, ricordiamo che ai forti avvertimenti emessi da esperti internazionali. In data 13 settembre 2017 un gruppo composto da più di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi hanno proposto una moratoria per il roll-out della quinta generazione della telecomunicazione, almeno fino a quanto “i potenziali pericoli per la
salute umana e l’ambiente saranno stati completamente studiati da scienziati indipendenti che non accettano finanziamenti dall’industria.
La tecnologia 5G aumenterà notevolmente l’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF) rispetto alla 2G, 3G, 4G, Wi-Fi ecc. già esistenti”.
Inoltre essa andrà a sommarsi a tutte le frequenze già esistenti, il pericolo sanitario del 5G è stato poi debitamente documentato dalla trasmissione televisiva d’inchiesta Report, andata in onda su Rai Tre la sera del 26/11/18, così come un appello con una richiesta di moratoria per il 5G è stato pubblicato sull’edizione nazionale del giornale Il Fatto Quotidiano del 27/11/18 ed ampia documentazione medico scientifica sull’imminente pericolo è nel libro d’inchiesta ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Come sopravvivere all’elettrosmog di Smartphone, Wi-Fi e antenne di telefonia mobile,
mentre arrivano il 5G e il Wi-Fi dallo spazio’ (Terra Nuova Edizioni) e attualmente migliaia di cittadini da ogni parte d’Italia hanno già firmato una petizione in cui chiedono al Governo italiano di fermare la pericolosa avanzata del 5G.
Per quanto sopra evidenziato, chiediamo che il Sindaco adotti l’applicazione del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE per tutelare la salute pubblica.
Il Movimento Federale assegna ad ogni futuro effetto, qual’ora il Sindaco decida di eludere la documentazione riportata in questo documento, la responsabilità penale, civile, amministrativa, da accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale, nel contempo DIFFIDA il Sindaco, nella Sua veste di autorità sanitaria locale, in ossequio all’art. 32
della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3-ter del
L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini ad imporre a tutte le attività da cui possano originare emissioni inquinanti l’adozione delle migliori tecnologie disponibili, nonché ad assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione; NONCHÉ ad astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale. Nel caso in cui non dovessero ravvedersi i motivi d’urgenza di cui all’art. 328, 1° c., c.p., la presente valga quale diffida ex art. 328, 2° c., c.p. Nel circondario, alcuni Sindaci, hanno rimandato l’installazione degli apparati, e questo
può essere per ora, una azione che condividiamo e supportiamo.
Il Movimento Federale porge Distinti Saluti al Primo Cittadino, invitandolo ad aderire alla petizione creata per avere indipendenza e autonomia locale e augurandoci che Lei voglia partecipare concretamente al nostro Progetto Federale mediante il Movimento , puo’ comunque firmare e divulgare la petizione : http://www.confederazioneitaliana.eu/firma-lapetizione-%20referendum-sulla-forma-istituzionale-dello-stato/
Comitato Federale Comune di
Per contatti : www.movimentofederale.eu