Source: http://luigiviola.postilla.it/2012/10/29/consulta-e-mediazione-dubbi-interpretativi-sul-noto-comunicato-stampa/
Timestamp: 2018-04-22 08:27:36+00:00
Document Index: 124836377

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 369', 'art. 116', 'art. 5', 'art. 24', 'sentenza ']

Consulta e Mediazione: dubbi interpretativi sul noto comunicato stampa - Postilla
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Consulta e Mediazione: dubbi interpretativi sul noto comunicato stampa
Come noto il 24.10.2012 la Corte Costituzionale ha reso noto, tramite un comunicato stampa, di aver dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.
Non bisogna farsi prendere da facili allarmismi o entusiasmi (a seconda dei punti di vista).
Il comunicato non entra nel dettaglio della quaestio iuris posta all’attenzione del Giudice delle Leggi: viene reso noto solo un dictum sintetico che riguarda “il carattere obbligatorio della mediazione”.
L’obbligatorietà non è prevista da alcuna disposizione del d.lvo 28/2010, emergendo al più una condizione di procedibilità all’art. 5 (ci sono tante condizioni di procedibilità nel nostro ordinamento addirittura il deposito del ricorso è definito così, ex art. 369 c.p.c. nonchè Cassazione civile 16374/2012). Ora le ipotesi sono almeno 2:
-se l’ufficio, invece, si è espresso in modo tecnico, allora la censura sarà nella parte in cui la condizione di procedibilità diventa obbligatorietà, con la conseguenza che sarà stata colpita, esemplificativamente, la mediazione contumaciale laddove predica l’applicazione dell’art. 116 c.p.c., oppure ancora l’insufficiente credito d’imposta, o altro ancora magari “aggiustando” pure l’art. 5.
Più chiaramente, nel secondo caso: è colpita, per un’interpretazione tecnica del comunicato, la parte dell’obbligatorietà e non della procedibilità; le due cose potrebbero non coincidere.
Si devono attendere le motivazioni della pronuncia anche perché:
1) se questa ha preso in esame il solo profilo dell’eccesso di delega ritenendolo assorbente, senza prendere posizione sulla compatibilità costituzionale con l’art. 24, allora la pronuncia è neutra, nel senso che si focalizza solo su un aspetto formale e non sostanziale;
In entrambi i casi, l’obbligatorietà può essere ripristinata con un atto avente forza di legge e, addirittura nel secondo caso, di medesimo contenuto.
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2 Commenti a “Consulta e Mediazione: dubbi interpretativi sul noto comunicato stampa”
Scritto il 13-11-2012 alle ore 23:55
Ove chiara è la lettera non fare oscura glossa… mi sembra che la Corte ( volutamente con la C maiuscola) sia stata sufficientemente chiara.
Scritto il 15-11-2012 alle ore 23:42
Concordo con il precedente commento anche se è opportuno attendere le motivazioni.
Nel frattempo, ovvero prima che le lobbies della Confindustria e delle Compagnie di Assicurazione, primi sponsor degli organismi di mediazione anch’essi costituenti una rilevante forza di pressione sul legislatore, ottengano la reintroduzione dell’obbligatorietà, riusciremo a far evitare ulteriori balzelli e perdite di tempo ai cittadini-clienti che reclamano giustizia.
Perchè, molti lo dimenticano, il mediatore non rende giustizia alle parti ma solo tenta di metterle d’accordo per cui colui che ha dalla sua parte il diritto finisce in parte per rinunciare a ciò che gli spetterebbe a seguito di una equa sentenza del giudice.