Source: http://www.edilone.it/news/ambiente-e-territorio/end-of-waste-i-nuovi-criteri-sui-rottami-di-rame/
Timestamp: 2019-02-22 20:13:24+00:00
Document Index: 50343877

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art 4', 'art. 6']

End of waste, i nuovi criteri sui rottami di rame | Edilone.it
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L’art. 6 della direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE), al comma 1 ha stabilito quattro requisiti generali che un rifiuto deve soddisfare al termine di un’operazione di recupero – compreso il riciclaggio – per far venir meno la sua qualifica di rifiuto, cioè per non essere più considerato un rifiuto (“End-of-Waste”). In particolare, la sostanza o l’oggetto così ricavato: a) deve presentare la possibilità di venire comunemente utilizzata per determinati scopi specifici; b) deve avere un mercato o una domanda; c) deve soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici cui è destinata/o e rispettare la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti; e d) non deve portare con il suo utilizzo a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana. Si tratta, però, di criteri generali che, per diventare operativi, hanno bisogno di ulteriori specificazioni. A tale fine, lo stesso art. 6 ha previsto che la Commissione elaborasse – tramite il procedimento della comitologia – dei criteri più specifici (comma 2).
Per assolvere a tale compito, la Commissione ha affidato all’Institute for perspective technological studies di Siviglia (Ipts) l’incarico di elaborare i criteri per alcune tipologie di rifiuti – studio culminato in un apposito report del 2008 – e successivamente al Centro comune di ricerca (Ccr/Jrc) di Ispra il compito di valutare l’esistenza di un eventuale mercato e una corrispettiva domanda per ognuno dei materiali da (ri)utilizzare come materia prima nell’industria produttrice di riferimento. Alla stregua di ciò, sono stati approvati sino ad ora i criteri relativi a:
alcuni tipi di rottami metallici, quali rottami in ferro, acciaio e alluminio inclusi i rottami di leghe di alluminio (reg. 333/2011/Ue);
rottami di vetro (reg. 1179/2012/Ue);
rottami di rame, comprese le leghe di rame (reg. 715/2013/UE).
Come indicato, pertanto, l’ultimo provvedimento attuativo dell’art. 6 della direttiva 2008/98/Ce è proprio il Regolamento (Ue) n. 715/2013 della Commissione del 25 luglio 2013. In particolare, i “Criteri per i rottami di rame” sono dettati dall’art. 3 del Regolamento (UE) n. 715/2013. La norma specifica che “i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti” allorquando, all’atto della cessione dal produttore a un altro detentore, sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
i rottami ottenuti dall’operazione di recupero soddisfino i criteri di cui al punto 1 dell’allegato I al Regolamento (UE) n. 715/2013 (“Punto 1. Qualità dei rottami di rame ottenuti dall’operazione di recupero”);
i rifiuti utilizzati come materiale dell’operazione di recupero soddisfino i criteri di cui al punto 2 dell’allegato I (“Punto 2. Rifiuti utilizzati come materiale dell’operazione di recupero”);
i rifiuti utilizzati come materiale dell’operazione di recupero siano stati trattati in conformità dei criteri di cui al punto 3 dell’allegato I (“Punto 3. Processi e tecniche di trattamento”);
il produttore abbia rispettato le prescrizioni degli articoli 4 (dichiarazione di conformità) e 5 (sistema di gestione).
Il produttore o l’importatore deve redigere, per ciascuna partita di rottami di rame, una dichiarazione di conformità basata sul modello di cui all’allegato II. La dichiarazione di conformità deve essere trasmessa al detentore successivo della partita di rottami di rame, conservandone una copia per almeno un anno dalla data del rilascio, mettendola a disposizione delle autorità competenti che la richiedano (art 4). Il Regolamento (Ue) n. 715/2013 prevede, inoltre, che il produttore applichi un Sistema di Gestione atto a dimostrare la conformità ai criteri di cui all’articolo 3. Sotto tale profilo, pertanto, anche il nuovo regolamento segue l’impostazione degli altri provvedimenti attuativi dell’art. 6 della direttiva quadro sui rifiuti, imponendo l’obbligo di realizzare un apposito Sistema di Gestione che deve, esso stesso, essere sottoposto a valutazione di conformità da parte di un Organismo terzo accreditato, con un accertamento da effettuare ogni tre anni.
il monitoraggio della qualità dei rottami di rame ottenuti dall’operazione di recupero nonchè quello dei processi e delle tecniche di trattamento;
l’efficacia del monitoraggio delle radiazioni per i rottami metallici radioattivi);
il controllo di accettazione dei rifiuti (effettuati a vista da personale qualificato) utilizzati come materiale dell’operazione di recupero;
le osservazioni dei clienti sulla qualità dei rottami di rame;
la revisione e il miglioramento del sistema di gestione;
Il Sistema di Gestione e la valutazione di conformità dello stesso dovranno essere realizzati entro la data di entrata in operatività del Regolamento (1° gennaio 2014). L’Allegato I riporta nello specifico i criteri per i rottami di rame, indicando in corrispondenza gli obblighi minimi di monitoraggio interno imposti dal provvedimento. L’ Allegato II, come accennato, riporta la “Dichiarazione di conformità ai criteri che determinano quando un rifiuto cessa di essere tale, di cui all’articolo 4, paragrafo 1”. Al Regolamento (Ue) n. 715/2013 questo seguiranno i criteri applicabili agli altri flussi di materiali che hanno una particolare importanza per i mercati del riciclaggio dell’Ue, quali la carta e il compost.
Tag: recuperorifiutirottami di rame
End of waste, i nuovi criteri sui rottami di rame redazione redazione 2015-06-13T09:10:16+00:00 Edilone.it