Source: http://www.avvocatogentillitorino.com/index.htm
Timestamp: 2019-10-16 00:25:45+00:00
Document Index: 71583714

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 530', 'sentenza ', 'sentenza ']

﻿ Avvocato Torino | Studio Legale Avvocato Giorgio Gentilli
Studio Legale e Tributario Avvocato Gentilli - Torino
L'Avvocato Giorgio Gentilli è laureato in giurisprudenza con 110 lode e dignità di stampa. L'Avvocato Gentilli è iscritto all'Ordine Avvocati di Torino dal 7/5/1984, con n. 1714. Profilo completo alla pagina "chi sono".
Home Page - Di cosa mi occupo
Il mio studio legale di Torino assiste banche primarie nel panorama italiano ed europeo per le problematiche più varie, dall'ordinario contenzioso, al recupero crediti, anche in forma massiva, organizzata e stragiudiziale, alle problematiche concernenti i mutui, il leasing immobiliare, il conteggio dei tassi di interesse, le esecuzioni immobiliari.
Sono avvocato esperto di credito al consumo, leasing, credito finalizzato all'acquisto di beni o servizi, di cessione del quinto dello stipendio o della pensione, di non performing loans.
Lo studio legale tratta cause di concorrenza sleale, marchi, brevetti, invenzioni, tutela del know how aziendale, controversie fra soci di società commerciali e fra soci e le società stesse, controversie relative a cessioni o affitti di aziende o immobili commerciali ed industriali.
Il recupero crediti è una branca del diritto snobbata da quegli avvocati che la reputano troppo banale e per questo preda di non avvocati (società di recupero crediti, banche, entità varie e differenziate), poiché i più insigni detentori della scienza giuridica hanno dato forfait.
E' proprio così, ove manca la Chiesa arrivano i maghi, là dove difetta la scienza prosperano gli incompetenti, là dove latitano gli avvocati e gli studi legali seri, fioriscono i soggetti alternativi che, con armi impari rispetto a quelle degli avvocati (perché non vincolati a regole deontologiche che questi ultimi debbono necessariamente osservare), acquisiscono gran parte del lavoro che dovrebbe invece essere naturalmente quello d'un avvocato o di uno studio legale, ma – non potendolo svolgere direttamente – si avvalgono di avvocati e di studi legali disponibili a svolgere le pratiche loro affidate.
In tal modo gli avvocati, non esperti d'organizzazione, subiscono quella del soggetto forte, spesso se ne avvantaggiano, a volte sono sfruttati, ma tant'è: questo è il mercato e nulla possiamo fare per cambiarlo, dobbiamo solo conoscerlo e cercare di adattarvici per poter sopravvivere.
Il mio studio legale ha cercato, con alterne fortune, di sfatare questo mito e posso affermare di avere una vastissima esperienza in questo settore, sia in campo giudiziale, sia in campo stragiudiziale, avendo operato da decenni per banche, imprese multinazionali, piccole e medie imprese e privati, con grande soddisfazione.
un avvocato deve conoscere alla perfezione il meccanismo della macchina giudiziaria, pregi e difetti, tempi delle decisioni, rischi ed opportunità;
un avvocato deve disporre di un'adeguata rete d'informazioni, tratta dagli atti pubblicamente consultabili, per poter essere informati in tempo quasi reale delle condizioni economiche e degli atti giuridici posti in essere da qualsivoglia soggetto giuridico;
il suo studio legale deve essere un team di prim'ordine, superveloce ed organizzato per la gestione degli incarichi legali ricevuti.
Sono avvocato esperto nel diritto tributario, ho una vastissima esperienza in questo campo, ho scritto un libro e 19 pubblicazioni, ho praticato sul campo, assistendo contribuenti avanti le Commissioni Tributarie Provinciali, le Commissioni Tributarie Regionali e la Corte di Cassazione.
Un’osservazione è d’obbligo per iniziare: nel campo del diritto tributario la fortuna, sì parlo proprio della Dea bendata gioca, molto più che negli altri campi del diritto la sua parte. Ciò avviene per un motivo molto semplice...
Molti dei Magistrati delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali non sono Magistrati di carriera, ma Avvocati, Commercialisti, Ragionieri o ex Funzionari dell’Amministrazione Finanziaria.
Ciò significa che nelle grandi città, le Commissioni Tributarie sono formate da varie Sezioni, ognuna delle quali è formata da Magistrati di cultura, origine e provenienza diversa. Alcune potranno essere tendenzialmente più inclini ad ascoltare le ragioni dei Contribuenti, altre quelle dell’Amministrazione.
Con ciò non voglio parlare di mancanza di imparzialità della quale, come persona e quale avvocato, non ho mai dubitato e non dubito mai, ma di contiguità o ex contiguità con un determinato humus culturale e di frequentazione che tende ad influenzare, nell’imparziale coscienza della persona, in perfetta buona fede, la sua decisione.
Si tratta di un settore del diritto in cui l’accumularsi di leggi, spesso complesse e poco chiare, determina un rischio di giudizio particolarmente elevato, con conseguente maggiore difficoltà per l’avvocato difensore.
Ecco perché, quando mi accingo ad assumere una difesa tributaria dico subito al Cliente che per metà la decisione dipenderà dalla Sua fortuna e per l’altra metà dalla mia abilità di avvocato tributarista.
La discussione orale.
Anche per tale ragione, nel processo tributario avanti le Commissioni Tributarie, la discussione orale, pur facoltativa, è altamente consigliabile, affinché l’Avvocato difensore possa avere un contatto diretto con la Commissione Tributaria e, dopo aver ascoltato la relazione della causa, possa illustrare al meglio i punti rilevanti a favore del Cliente.
La decisione sul ricorso non è conosciuta immediatamente dall’avvocato subito dopo la discussione, ma viene depositata in Cancelleria entro 30 giorni dalla deliberazione.
La parte soccombente avrà facoltà di appellare la decisione entro 30 giorni dalla notificazione o entro sei mesi, se non vi è stata notificazione.
Per impugnare una decisione, l’avvocato deve ricordare il principio del tantum devolutum quantum appellatum, nel senso che la cognizione del giudice d’appello è limitata a quelle che sono le richieste svolte dall’avvocato difensore con l’atto di appello.
Le decisioni di secondo grado possono essere impugnate avanti la Suprema Corte di Cassazione da un avvocato cassazionista entro 60 giorni dalla notificazione o entro sei mesi, se non vi è stata notificazione.
A seguito di presentazione, da parte dell’avvocato difensore, del ricorso per Cassazione, è possibile richiedere, a determinate condizioni, la sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata.
Sospensiva che si aggiunge a quella che la Commissione Tributaria Provinciale può concedere in presenza di gravi motivi a seguito di impugnazione di atti dell’Amministrazione Finanziaria gravemente pregiudizievoli alla sfera patrimoniale del contribuente.
Avanti la Corte di Cassazione è possibile presentare memorie e, quando viene fissata la pubblica udienza, partecipare alla discussione orale, non personalmente, ma tramite avvocato difensore.
Per il patrocinio avanti la Suprema Corte è necessaria l’iscrizione ad un Albo Speciale degli Avvocati Cassazionisti, al quale sono iscritto dal 30 maggio 1997.
Ho specifica esperienza nella difesa avanti la Corte di Cassazione, avendo fino ad oggi personalmente patrocinato n. 60 cause.
Il mio studio legale ha notevole esperienza in questo campo, in particolare nella compravendita di immobili, nella compravendita di aziende, nella locazione di immobili e nell’affitto di aziende, nell’assistenza delle parti all’acquisto tramite aste giudiziarie.
Un consiglio è d’obbligo per tutti: non vi fidate.
Anche nelle aste giudiziarie, ove la trasparenza appare massima, per una corretta valutazione dell’affare, non basta leggere bene la perizia, occorre invece valutare se il perito ha fatto un buon lavoro o se, in perfetta buona fede, della quale mai dubito, non abbia omesso un particolare rilevante.
Non lasciatevi poi ingannare dai prezzi base delle aste: i migliori affari si fanno quando i prezzi non sono troppo bassi! Perché? perché i prezzi troppo bassi attirano molti più acquirenti che i prezzi meno bassi, più vicini al valore commerciale del bene. E, con tanti potenziali acquirenti, il prezzo sale.
Le truffe prosperano là ove c’è eccesso di fiducia mal riposta.
Ricordo, giovane avvocato, che un Cliente aveva lasciato dilapidare il suo patrimonio da un imbroglione di cui si era imprudentemente fidato. Alla domanda che il giudice gli pose, su richiesta dell’avvocato, sul perché di tanta fiducia, candidamente rispose: perché girava con il Sole 24 ore sotto il braccio!
Il processo penale può trasformarsi in una macchina infernale, non solo per chi è ingiustificatamente accusato di un reato, ma anche per la parte lesa, affamata di giustizia rapida ed efficace.
Nel diritto penale, vige la presunzione di non colpevolezza dell'imputato (art. 27 della Costituzione).
Ciò dovrebbe significare che, in un procedimento penale, ognuno di noi, se innocente, non dovrebbe provare alcunché, attesa la vigenza della presunzione.
Tale presunzione non vale però a salvare dallo stress chi si trovi suo malgrado coinvolto nel processo, pur essendo innocente e pur assistito da un ottimo studio legale.
Il procedimento penale è fortemente pervaso dallo spirito del favor rei e ciò comporta che la parte lesa è fortemente pregiudicata dall’impianto stesso del processo, con evidente violazione del principio di uguaglianza (art. 3 della Costituzione).
L’imputato può nominare due avvocati, la parte civile un solo avvocato.
L’imputato ha facoltà di non rispondere, di mentire (se non accusa altri sapendoli innocenti e se non depista le indagini) e di cambiare versione tutte le volte che vuole.
La parte lesa, sentita come teste, ha l’obbligo di parlare e di dire la verità. Non può non ricordare aspetti decisivi e marginali della vicenda, perché se non ricorda non è credibile, e l’imputato viene assolto.
Se vi sono dubbi sulla decisione e non vi sono prove sufficienti per condannare, deve essere pronunziata assoluzione a favore dell’imputato ex art. 530, II comma c.p.p..
Qualora la parte lesa si sia costituita parte civile tramite avvocato, ovverossia abbia richiesto il risarcimento del danno in sede penale, la sentenza di assoluzione a favore dell’imputato può avere efficacia nel successivo giudizio avente ad oggetto le restituzioni ed il risarcimento del danno derivante dallo stesso fatto oggetto d’imputazione, nel senso di escludere la fondatezza della relativa domanda. Ciò cosa significa? Se sei parte lesa e non sei sicuro che il procedimento penale avrà come sua conseguenza una sentenza di condanna (e quando mai potrai esserne sicuro?), la costituzione di parte civile nel procedimento penale pone in serissimo rischio il tuo stesso diritto al risarcimento del danno per cui guardatene!
A meno che il bilanciamento degli interessi in gioco Ti costringa a rischiare, nel senso che la Tua presenza nel processo, interloquendo, tramite il Tuo avvocato, con la Pubblica Accusa e portando prove decisive del Tuo buon diritto, siano almeno soggettivamente in grado di dare un’impronta decisiva al processo.
Ho assistito, quale avvocato difensore, medici imputati di aver cagionato lesioni a pazienti e pazienti che ritengono di essere stati danneggiati da medici.
Per la loro difesa è indispensabile un approfondito studio della cartella clinica, poiché la verità scientifica può essere diversa da quella spesso erroneamente percepita dal paziente o talvolta erroneamente supposta dal medico.
Il mio studio legale può contare su una fidata rete di medici legali, cui richiedere le più opportune consulenze.
Ricorderò sempre un processo in cui un mio Cliente era stato, a suo dire infondatamente, accusato di aver investito una persona che camminava sulle strisce pedonali e di non essersi fermato a soccorrerla. La persona aveva - per fortuna - subito solo lesioni di lieve entità.
L'unico elemento d'accusa era costituito dal numero di targa dell'auto, di proprietà del mio Cliente, che una terza persona, non identificata, aveva fornito alla Polizia. Il mio Cliente negava ogni coinvolgimento, ma io, quale avvocato, in tutta sincerità, avevo qualche dubbio.
Gli consigliai di non presentarsi al processo e fu assolto.
Non ho alcun dubbio che, se si fosse presentato, l'altra parte (in buona fede o no, questo non importa) avrebbe detto al Giudice: è lui che mi ha investito! E sarebbe stato condannato.
Il mio studio legale assiste imprenditori imputati di reati fallimentari e societari e comunque di reati attinenti la conduzione della loro impresa.
Il mio studio legale assiste Procedure fallimentari nella costituzione di parte civile derivante da reati commessi ai danni delle Procedure stesse.
Sono stato avvocato difensore d’un architetto, ultima ruota del carro di una Provincia, imputato di disastro colposo perché aveva messo un visto su un progetto, non da lui redatto, che autorizzava il compimento di determinati lavori edilizi.
Una frana, per fortuna senza feriti, aveva bloccato la viabilità per lungo tempo e di qui un processo monstre contro tutti coloro che per qualche ragione si erano interfacciati col progetto. Inutile richiedere più volte al Magistrato di turno lo stralcio e l'archiviazione per il povero architetto che nulla c'entrava.
Lo stesso venne assolto con la più ampia formula solo al dibattimento, dopo due anni di calvario, che l'hanno portato ad una grave depressione.
Diritto al cambio di nome e cognome
Forse non tutti sanno che è possibile cambiar nome o cognome.
La procedura relativa al cambio di nome è di competenza del Tribunale, se il cambio di nome è conseguenza della rettificazione del sesso: di conseguenza è necessaria la rappresentanza di uno studio legale.
E' invece di competenza del Prefetto in tutti gli altri casi in cui il cambio di nome non è conseguenza della rettificazione del sesso (la pratica avanti al Prefetto può essere svolta dalla parte anche senza avvocato).
Il Prefetto concede il cambio di nome solo per motivi gravi e seri, quando il nome attribuitoci sia vergognoso, osceno o comunque ci crei seri problemi per la nostra vita di relazione.
Il nome scelto deve – per i cittadini italiani – corrispondere al sesso della persona, ciò non vale per i cittadini stranieri per i quali non vale questo limite.
Cambio di cognome. La legge ora concede ai genitori di attribuire ai figli il cognome della madre in aggiunta a quello del padre quando ciò viene richiesto con l’atto di nascita.
In tutti gli altri casi, è possibile richiedere al Prefetto, per valide e motivate ragioni, l'aggiunta del cognome della madre a quello paterno.
Dico la verità, non amo il diritto di famiglia perché amo troppo la famiglia e ben so che ogni separazione presuppone il fallimento della famiglia stessa. Nel momento in cui mi trovo ad affrontare una separazione fra coniugi, il mio primo intento, quale avvocato, è quello di portare i coniugi stessi alla riconciliazione.
Solo se ogni sforzo risulta vano, cerco di addivenire ad una separazione consensuale e solo ove questa non sia possibile suggerisco al Cliente di richiedere una separazione giudiziale, con eventuale addebito all'altro coniuge.
Non bisogna però dimenticare che, in ogni unione non riuscita, chi ci rimette di più sono i figli per cui a me sembra indispensabile che, nel negoziare una separazione consensuale, gli avvocati difensori tengano in primario conto l'interesse dei figli minori.
a mio modo di vedere i figli dovranno essere affidati al genitore che ha più possibilità di stare con loro, di portarli a scuola ed alle attività tipiche dei ragazzi, eventualmente coadiuvato da altri parenti o figure di riferimento;
e l'altro coniuge? dovrà passare il più tempo possibile con i figli, collaborando col primo, ma evitando quella parificazione nella collocazione logistica dei minori che dimentica che i bambini non sono pacchetti con la valigia ed hanno prima di tutto necessità di un ambiente di riferimento continuativo e sereno, senza passare dal domicilio di un genitore a quello dell'altro, ogni settimana.
Sono Curatore di Eredità Giacenti presso il Tribunale di Torino.
Quale avvocato difensore ho trattato molte cause ereditarie e di divisione ereditarie fra coeredi ed è tuttora uno dei settori di attività del mio studio legale.
Nei primi anni della professione legale, dominava il diritto civile ed abbondavano le cause in cui il de cuius aveva disposto a favore dell’amata di turno, oltre la sua quota di legittima che la vedova sconsolata reclamava.
Ora, il clima si è involgarito, come la società, ed è il diritto penale che la fa da padrone.
Abbondano le cause di circonvenzione d’incapace, spesso promosse da chi, per tutta la vita si era disinteressato del Defunto.
Certo è da biasimare la badante che si fa intestare tutto il patrimonio dell’(amato) anziano quando questi è ancora in vita o si fa nominare dallo stesso sua erede universale, approfittando di un suo stato di debolezza e fragilità, ma dov’erano i parenti ad assistere il poveretto, nella sofferenza che tutti i giorni la vecchiaia comporta?
E’ stato la palestra di tutti i giovani avvocati (ed anche la mia, quand’ero giovane avvocato) che un tempo si facevano le ossa con la legislazione vincolistica, gli sfratti che non si eseguivano, le occupazioni senza titolo degli immobili che non si riuscivano a risolvere, se non con l’aiuto delle Forze di Polizia, opportunamente sollecitate.
Un consiglio ai proprietari: scegliersi bene gli inquilini, non solo dal punto di vista economico.
Il fondamento di ogni attività economica è la fiducia e la stessa deve presiedere la formazione di ogni contratto, anche quello di locazione.
Ricordo che un tempo per la stipula di un contratto di locazione immobiliare abitativo bastava la parola, dal 2004 è subentrata una legislazione che pretendeva, e pretende, l’adempimento della registrazione fiscale del contratto per la sua stessa validità.
Ma la parola data, voglio ricordarlo, deve presiedere ogni rapporto civile fra le persone, tutto il resto è forma e dove la forma è troppa è perché la fiducia manca ed i rapporti fra le persone sono venuti meno.
Ricordo che mia moglie cercava un dentista, l’accompagnai da un professionista di grido che prima di sedersi cercò di farle firmare mille carte per deresponsabilizzarsi. Scappammo via subito. Il destino volle che ebbe la fortuna di conoscerne un altro che, senza tante formalità inutili, le sta facendo un ottimo servizio: una persona, non tanti pezzi di carta inutili!
Il mio studio legale ha difeso grandi aziende nel contenzioso con i loro dipendenti per licenziamenti reputati dai dipendenti illegittimi e per tutte le problematiche attinenti il rapporto di lavoro.
Ho difeso imprenditori nel rapporto, spesso problematico, con l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, quando quest’ultimo richiede contributi non dovuti in tutto o in parte.
Se ricevete una cartella esattoriale dall’Agente della riscossione per crediti previdenziali che ritenete non dovuti ricordate che è possibile proporre opposizione avanti al Giudice del Lavoro, competente per materia a decidere tali controversie, ma il termine per l’impugnazione è di quaranta giorni e non di sessanta, come invece accade per le controversie tributarie.
Sono avvocato attivo anche in altri settori del diritto:
cause concernenti il risarcimento dei danni derivanti da illeciti civili (anche stradali) e penali con danni alle persone ed alle cose;
cause concernenti l’inadempimento o il non corretto adempimento di qualsivoglia contratto;
cause di diritto condominiale.
Per tutte le questioni di cui non ho competenza diretta, indico al Cliente un Avvocato, esperto del settore, a cui direttamente rivolgersi e col quale avrò modo, se il Cliente lo desidera, di collaborare.
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