Source: https://www.laleggepertutti.it/184618_fare-causa-a-qualcuno-quanto-costa
Timestamp: 2018-09-26 15:41:50+00:00
Document Index: 100693001

Matched Legal Cases: ['art. 492', 'art. 702', 'art. 711', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25']

Dalle tabelle per il contributo unificato ai parametri per le parcelle degli avvocato per finire al gratuito patrocinio: quanto costa l’accesso alla giustizia.
Fare una causa è roba da ricchi? Forse “ricchi” non proprio, ma di certo chi ha un reddito di circa mille euro al mese non se lo può sempre permettere. Eppure non doveva essere così, almeno nelle intenzioni della nostra Costituzione che ha stabilito, già nel lontano 1948, che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Solo ai non abbienti sono assicurati i mezzi per agire e difendersi; ma chi non rientra nelle strette maglie del gratuito patrocinio, se la deve vedere da sé.
Ma fare una causa non è solo una questione di soldi, ma anche di pazienza. I tempi di un giudizio non corrispondono quasi mai alle esigenze dei cittadini che, per questo, hanno diritto a un indennizzo in caso di irragionevole durata del processo.
In questo articolo, però, ci occuperemo solo dell’aspetto economico: quanto costa fare causa a qualcuno? Se lo chiedi a un avvocato ti risponderà una sola cosa: «Dipende!». Dipende da tantissime variabili. Innanzitutto dal valore della causa: più è alta la posta in gioco, più aumentano le tasse e il compenso dell’avvocato. Poi in base al numero di parti a cui si decide di fare guerra: più è affollato un processo più ci sono spese da sostenere tra notifiche, difese e richieste di prove. Poi il costo di una causa varia inevitabilmente sulla base della sua difficoltà e del tempo che richiede; si tratta di aspetti che possono implicare un maggior impegno dell’avvocato e, quindi, far salire il suo onorario. In sintesi, per sapere quanto costa fare una causa a qualcuno bisognerebbe dare del tempo all’avvocato di fare un preventivo se questi vuol essere preciso “all’unghia”. Nel dubbio, poi, avviene spesso che si approssimi per eccesso, visto che in un processo le incognite sono numerose.
Ma procediamo con ordine e vediamo come farsi quattro conti sul costo di una causa senza dover chiedere il preventivo all’avvocato.
1 Il preventivo dall’avvocato
2 Chi deve pagare all’avvio della causa?
3 Le tasse per l’inizio della causa
4 Le altre spese per l’avvio della causa
5 Le spese vive: fotocopie, visure, ipoteche, ecc.
5.1 Indennità di trasferta
6 La mediazione obbligatoria
7 La parcella dell’avvocato
7.1 Forme particolari di accordi
8 E se non ho i soldi per pagare l’avvocato?
9 A quanto ammonta il contributo unificato
10 A quanto ammontano i compensi dell’avvocato in caso di liquidazione giudiziale delle spese?
10.1 GIUDICE DI PACE
10.2 GIUDIZI ORDINARI E SOMMARI DI COGNIZIONE INNANZI AL TRIBUNALE
10.3 CAUSE DI LAVORO
10.4 CAUSE DI PREVIDENZA
10.5 PROCEDIMENTI PER CONVALIDA LOCATIZIA
10.6 ATTO DI PRECETTO
10.7 PROCEDIMENTI DI VOLONTARIA GIURISDIZIONE
10.8 PROCEDIMENTI MONITORI
10.9 PROCEDIMENTI DI ISTRUZIONE PREVENTIVA
10.10 PROCEDIMENTI CAUTELARI
10.11 GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE DEI CONTI
10.12 GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE DI APPELLO
10.13 GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE DI CASSAZIONE E ALLE GIURISDIZIONI SUPERIORI
10.14 GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE COSTITUZIONALE, ALLA CORTE EUROPEA, ALLA CORTE DI GIUSTIZIA UE
10.15 GIUDIZI PENALI
10.16 PROCEDURE ESECUTIVE MOBILIARI
10.17 PROCEDURE ESECUTIVE PRESSO TERZI, PER CONSEGNA E RILASCIO, IN FORMA SPECIFICA
10.18 PROCEDURE ESECUTIVE IMMOBILIARI
10.19 ISCRIZIONE IPOTECARIA / AFFARI TAVOLARI
10.20 PROCEDIMENTI PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO
10.21 GIUDIZI INNANZI AL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
10.22 GIUDIZI INNANZI AL CONSIGLIO DI STATO
10.23 GIUDIZI INNANZI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE
10.24 GIUDIZI INNANZI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE
10.25 PRESTAZIONI DI ASSISTENZA STRAGIUDIZIALE
10.26 ARBITRATO
Il preventivo dall’avvocato
Proprio nel dire la parola «preventivo» non si può sorvolare sulla più recente novità legislativa: da questa estate, tutte le volte in cui un cliente intende affidare un incarico a un avvocato, ha il diritto a ottenere un preventivo scritto. O meglio, è dovere dell’avvocato rilasciarglielo. Questo già potrà servire per farsi un’idea e, magari, confrontarlo con offerte concorrenti. Nella valutazione, però, non bisogna cedere alla tentazione di affidarsi solo al miglior prezzo: mai come nelle professioni mediche e legali l’abilità del professionista può cambiare le sorti della “pratica”. Quindi, più che il preventivo, sarebbe più sicuro chiedere… il “curriculum”.
Chi deve pagare all’avvio della causa?
Seconda cosa da sapere per farsi un’idea di quanto costa fare una causa a qualcuno: poiché il processo civile (a differenza di quello penale) è un servizio che lo Stato concede ai privati come lo può essere il passaggio sull’autostrada o il biglietto sul treno, a dover pagare le spese di avvio della causa è chi richiede tale servizio. Si tratta cioè di chi agisce o, per usare le parole legali, l’attore (la controparte si chiama convenuto). Precisazione terminologica: se la causa inizia con un atto di ricorso, l’attore si chiama ricorrente mentre il convenuto si chiama resistente.
Detto ciò, chi inizia una causa si deve far carico delle spese iniziali che, come vedremo, consistono nelle tasse e nelle spese di notifica.
Le tasse per l’inizio della causa
Tutte le volte in cui si inizia una causa bisogna pagare una tassa che si chiama contributo unificato. Il contributo unificato non è sempre lo stesso, ma varia in base al valore del bene sul quale le parti stanno litigando. Ad esempio, il contributo unificato è particolarmente alto se la causa è volta a stabilire chi è il legittimo titolare di un immobile (per una casa di 300mila euro si paga 1.241 euro) mentre è di gran lunga inferiore in un recupero crediti per somme modeste (fino a circa 5mila euro si pagano 98 euro, ridotti del 50% se si chiede al giudice un decreto ingiuntivo). Per stabilire quanto costa fare causa a qualcuno quindi bisogna sapere quanto vale l’oggetto della discordia o quanto si vuole chiedere all’avversario e confrontarlo con le tabelle ministeriali del contributo unificato.
Non c’è bisogno che vai a cercare su internet queste tabelle. Per sapere a quanto ammonta il contributo unificato puoi andare alla fine di questa pagina. Abbiamo riportato per te tutte le tabelle. Da lì, sulla base di quanto ti ho appena spiegato, potrai ricavarti quante tasse pagare.
Lo so, tutto ciò può sembrare discriminatorio. Difatti se una persona di scarse possibilità economiche deve recuperare un grosso credito pagherà di più di una invece benestante che deve però recuperare una somma esigua. Quanto si parla di tasse per iniziare la causa, infatti, la capacità contributiva viene determinata non sulla base del reddito del contribuente interessato (così come gran parte delle imposte indirette), ma sull’utilità che questo spera di ottenere all’esito del giudizio; e ciò anche se si tratta solo di un’aspettativa tutt’altro che certa (nessuno può infatti sapere è detto che il giudice gli dia ragione. Insomma, si pagano le tasse su una ricchezza eventuale.
Le altre spese per l’avvio della causa
Oltre al contributo unificato ci sono altri costi da sostenere prima di iniziare la causa. Spesso infatti bisogna procedere alle notifiche mediante l’ufficiale giudiziario. Di che si tratta? Quando l’atto che introduce il giudizio non viene notificato con posta elettronica certificata (operazione che non costa nulla), va inoltrato all’avversario con un particolare procedimento che si chiama «notifica». A poter fare una notifica è solo l’avvocato o – come spesso succede – l’ufficiale giudiziario, il quale ovviamente si paga. Non molto, beninteso; di sicuro meno del contributo unificato. Ma tant’è: sono sempre soldi che se ne vanno.
Le spese vive: fotocopie, visure, ipoteche, ecc.
Non dimenticare che, nel momento in cui si fa una causa, c’è sempre da sostenere delle spese vive. Se, ad esempio, il tribunale si trova in un’altra città, ci sono i costi di trasferta; se c’è da estrarre copia di un fascicolo voluminoso c’è da pagare la copisteria per le fotocopie; se bisogna iscrivere un’ipoteca sulla casa dell’avversario o si devono fare degli accertamenti sulla residenza potrebbe essere necessario chiamare un visurista o un’agenzia investigativa. Questi costi, assai variabili (ma per fortuna non scontati) ricadono – ancora una volta – su chi agisce per prima.
L’avvocato potrebbe sostenere altre spese che ovviamente sono a carico del cliente. Si tratta in particolare di:
richiesta di notifica degli atti (di norma 11 euro ad atto);
notifiche di intimazione ai testimoni;
spese di consulenza di parte, di custodia, ecc.;
quelle dei corrispondenti fuori sede: è il cosiddetto domiciliatario, nel caso in cui l’avvocato sia di un foro diverso da quello ove si svolge la causa;
quelle anteriori al processo sostenute per un accertamento tecnico preventivo o per perizie stragiudiziali;
quelle successive alla sentenza, come quelle di richiesta copie e notifica della sentenza;
quelle per certificati, visure camerali e iscrizioni ipotecarie.
le richieste di copie di atti e di certificati dalle cancellerie (anche qui gli importi sono bassi e non superano qualche decina di euro).
Per essere rimborsate queste spese devono essere documentate in relazione alle singole prestazioni.
Sono infine dovute la spese forfetarie, nella misura del 15% del compenso totale per la prestazione.
Se l’avvocato per eseguire il proprio incarico si è trasferito fuori del luogo in cui svolge la professione in modo permanente ha diritto al rimborso delle spese sostenute e dell’indennità di trasferta.
Si tiene conto del soggiorno documentato dal professionista, con il limite di un albergo quattro stelle, unitamente, di regola, a una maggiorazione del 10% quale rimborso delle spese accessorie. In caso di utilizzo di autoveicolo proprio, per le spese di viaggio è riconosciuta un’indennità chilometrica pari di regola a 1/5 del costo del carburante al litro, oltre alle spese documentate di pedaggio autostradale e parcheggio.
Ci sono anche i costi di mediazione. Si tratta di un tentativo di conciliazione che bisogna fare obbligatoriamente quando la vertenza ha ad oggetto: affitto di aziende, comodato, condominio, contratti assicurativi, bancari o finanziari, diritti reali (proprietà, usufrutto, abitazione, ecc.), divisione di beni in comunione, locazione, patti di famiglia, risarcimento danno per diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità , risarcimento danno per responsabilità medica e sanitaria, risarcimento danno per incidenti stradali, successioni ereditarie.
Anche se non riesci a trovare l’accordo della controparte devi pagare circa 40 euro.
Ciliegina sulla torta ci sono gli onorari degli avvocati, onorari che sono stati oliberalizzati e ora c’è la libertà di trattativa tra le parti. Significa che non ci sono delle regole. È una giungla: c’è chi è corretto e applica parcelle proporzionate al lavoro che fa, c’è chi invece se ne approfitta e spara in alto o chi, per accaparrarsi inizialmente il cliente, non chiede anticipi ma poi pretende il grosso a fine della causa. In realtà, a questi comportamenti dovrebbe aver messo una toppa l’obbligo del preventivo scritto di cui abbiamo parlato in apertura. Ma sugli effetti pratici che avrà è ancora troppo presto per parlare.
Poiché però gli avvocati sono conservatori per natura, ancora si attengono a dei parametri prefissati da un decreto ministeriale del 2014. Questo serve per indirizzare il giudice nel determinare la condanna alle spese processuali in caso di sconfitta di una parte e obbligo al versamento delle spese processuali. Per consultarle e avere un’idea di quanto potrebbe chiederti un avvocato per una causa clicca qui.
Forme particolari di accordi
Sono ammesse le seguenti pattuizioni:
in misura forfetaria;
secondo una convenzione prestabilita avente ad oggetto uno o più affari;
in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione;
per singole fasi o prestazioni o per l’intera attività;
Sono invece vietati i patti con i quali l’avvocato percepisce come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa. Si tratta del cosiddetto divieto del “patto di quota lite”.
E se non ho i soldi per pagare l’avvocato?
Se non hai i soldi per fare una causa, devi sperare di rientrare nei limiti del «gratuito patrocinio». In questo caso, non paghi tasse e l’avvocato che hai scelto te lo paga lo Stato. Ma se perdi la causa e il giudice ti condanna a pagare le spese processuali, ti tocca sborsare, perché non è consentito neanche ai poveri sbagliare con la giustizia. Il patrocinio a spese dello Stato si può ottenere per qualsiasi controversia civile e per gli affari di volontaria giurisdizione (ad esempio: separazione personale, affidamento della prole, provvedimenti in materia di potestà genitoriale). Può beneficiare del gratuito patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta generale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.528,41 euro è adeguato ogni 2 anni, con decreto del Ministero della giustizia, in relazione alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo. Si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall’Irpef o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.
Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari si sommano ai redditi del richiedente i redditi di ogni componente della famiglia. In tale calcolo vanno ricompresi anche i redditi di chi, pur non essendo legato da vincoli di parentela o affinità, convive con il richiedente e contribuisce dal punto di vista economico e collaborativo alla vita in comune. Non si sommano invece i redditi del familiare che, pur risultando fiscalmente a carico del richiedente, non convive con lui.
Quando però sono in contestazione i diritti della personalità o quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri membri del nucleo familiare con lui conviventi, si tiene conto del solo reddito personale. Si pensi al caso della separazione dei coniugi: in tal caso, per esempio, la moglie che non possegga reddito può ottenere il gratuito patrocinio nonostante il marito sia benestante.
Ecco ora le tabelle del contributo unificato di cui abbiamo parlato in partenza.
Procedimenti civili con valore determinato 1° grado Appello Cassazione
fino a € 1.100,00 € 43,00 € 64,50 € 86,00
da € 1.100,01 a € 5.200,00 € 98,00 € 147,00 € 294,00
da € 5.200,01 a € 26.000,00 € 237,00 € 355,50 € 474,00
da € 26.000,01 a € 52.000,00 € 518,00 € 777,00 € 1.036,00
da € 52.000,01 a € 260.000,00 € 759,00 € 1.138,50 € 1.518,00
da € 260.000,01 a € 520.000,00 € 1.214,00 € 1.821,00 € 2.428,00
da € 520.000,01 e oltre € 1.686,00 € 2.529,00 € 3.372,00
Proc.ti valore indeterminabile 1° grado Appello Cassazione
Competenza del Giudice di Pace € 237,00 € 355,50 € 474,00
Tutti gli altri casi € 518,00 € 777,00 € 1.036,00
Omessa dichiarazione di valore equiparata ad oltre € 520.000,00 € 1.686,00 € 2.529,00 € 3.372,00
Procedimenti con valore determinato 1° grado Appello Cassazione
fino a € 1.100,00 € 86,00 € 129,00 € 148,00
da € 1.100,01 a € 5.200,00 € 294,00 € 441,00 € 340,00
da € 5.200,01 a € 26.000,00 € 474,00 € 711,00 € 948,00
da € 26.000,01 a € 52.000,00 € 1.036,00 € 1.554,00 € 2.072,00
da € 52.000,01 a € 260.000,00 € 1.518,00 € 2.277,00 € 3.036,00
da € 260.000,01 a € 520.000,00 € 2.428,00 € 3.642,00 € 4.856,00
da € 520.000,01 e oltre € 3.372,00 € 5.058,00 € 6.744,00
Procedimenti con valore indeterminabile 1° grado Appello Cassazione
Valore indeterminabile € 1.036,00 € 1.554,00 € 2.072,00
Procedimenti esecuivi immobiliari € 278,00
Procedimenti esecutivi mobiliari di valore fino a € 2.500,00 € 43,00
Procedimenti esecutivi mobiliari di valore superiore ad € 2.500,00 € 139,00
Processi di opposizione agli atti esecutivi € 168,00
Istanza per ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492-bis c.p.c. (non si applica l’anticipazione forfettaria di cui all’articolo 30 D.P.R. 115/2002) € 43,00
Procedimenti speciali sommari: cautelari, ingiunzione, sequestro, denuncia opera nuova, danno temuto, istruzione preventiva, provvedimenti d’urgenza, procedimenti possessori, procedimenti sommari di cognizione* (Libro IV, titolo I c.p.c.) e per il procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. (Circ. Min. del 4.8.2008) 1/2 contributo ordinario secondo scaglione di valore
fino a € 1.100,00 € 21,50
da € 1.100,01 fino a € 5.200,00 € 49,00
da € 5.200,01 fino a € 26.000,00 € 118,50
da € 26.000,01 fino a € 52.000,00 € 259,00
da € 52.000,01 fino a € 260.000,00 € 379,50
da € 260.000,01 fino a € 520.000,00 € 607,00
da € 520.000,01 e oltre € 843,00
Valore indeterminabile € 259,00
Giudizio di opposizione conseguente al procedimento speciale 1/2 contributo ordinario secondo scaglione di valore ovvero importo pari a quello sopra indicato.
Processo cautelare in corso di causa Non esenti dal 1 gennaio 2010
Regolamento di competenza e di giurisdizione Non esenti dal 1 gennaio 2010
Reclamo contro provvedimenti cautelari € 147,00
Procedimenti civili esenti
Procedimenti in materia di comodato Secondo scaglione di valore coma da tabella di riferimento
Occupazione senza titolo Secondo scaglione di valore coma da tabella di riferimento
Impugnazione di delibere condominiali Secondo scaglione di valore coma da tabella di riferimento
Separazione consensuale dei coniugi (art. 711 c.p.c.) € 43,00
Cessazione degli effetti civili del matrimonio ricorso congiunto (art. 4, c. 16, L. 898/70) € 43,00
Procedimenti contenziosi di separazione giudiziale dei coniugi (Libro IV, titolo II, capo I c.p.c.) € 98,00
Cessazione degli effetti civili del matrimonio procedimenti contenziosi (art. 4, L. 898/70) € 98,00
Volontaria giurisdizione (Libro IV, titolo II, capo VI c.p.c.) € 98,00
Giudizio di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento 1/2 contributo secondo scaglione di valore come da tabella
Sfratto per morosità (valore in base all’importo dei canoni non corrisposti alla data della notifica dell’atto) 1/2 contributo secondo scaglione di valore come da tabella
Finita locazione (valore in base al del canone dovuto per ogni anno) 1/2 contributo secondo scaglione di valore coma da tabella
1° grado Appello
controversie di previdenza e assistenza obbligatorie € 43,00 € 86,00
fino a € 1.100,00 € 21,50 € 43,00
da € 1.100,01 fino a € 5.200,00 € 49,00 € 98,00
da € 5.200,01 fino a € 26.000,00 € 118,50 € 237,00
da € 26.000,01 fino a € 52.000,00 € 259,00 € 518,00
da € 52.000,01 fino a € 260.000,00 € 379,50 € 759,00
da € 260.000,01 fino a € 520.000,00 € 607,00 € 1.214,00
da € 520.000,01 e oltre € 843,00 € 1.686,00
valore indeterminabile € 259,00 € 518,00
Nei processi per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonchè per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego le parti che sono titolari di un reddito imponibile (…) superiore a tre volte l’importo previsto dall’articolo 76 (€ 11.369,24, a norma dell’articolo unico del D.M. 1° aprile 2014), sono soggette, rispettivamente, al contributo unificato di iscrizione a ruolo nella misura di cui all’articolo 13, comma 1, lettera a), e comma 3, salvo che per i processi dinanzi alla Corte di cassazione in cui il contributo è dovuto nella misura di cui all’articolo 13, comma 1 (art. 9, comma 1-bis DPR 115/2002). Al di sotto della soglia di reddito di € 34.107,72 i suddetti procedimenti sono quindi esenti dal contributo unificato.
Il contributo è dovuto nel caso di richiesta di condanna al pagamento di una somma a titolo di risarcimento danno ed in caso di accoglimento della domanda. Il contributo, in detta ipotesi, viene determinato in relazione all’importo liquidato in sentenza. Secondo l’importo liquidato in sentenza con applicazione degli scaglioni in uso per i procedimenti civili ed amministrativi
fino a € 2.582,28 € 30,00
da € 1.100,01 fino a € 5.000,00 € 60,00
da € 5.000,01 fino a € 25.000,00 € 120,00
da € 25.000,01 fino a € 75.000,00 € 250,00
da € 75.000,01 fino a € 200.000,00 € 500,00
valore superiore ad € 200.000 € 1.500,00
Procedimenti giurisdizionali amministrativi – TAR – CDS
1°grado Appello
Ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato € 650,00 € 975,00
Ricorsi ex artt. 116 d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 contro le determinazioni e contro il silenzio sulle istanze di accesso ai documenti amministrativi, nonché per la tutela del diritto di accesso civico connessa all’inadempimento degli obblighi di trasparenza € 300,00 € 450,00
Ricorsi ex artt. 117 del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 avverso il silenzio (inerzia) della pubblica amministrazione € 300,00 € 450,00
Ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza € 300,00 € 450,00
Ricorsi diritti di cittadinanza, residenza, soggiorno, ingresso nel territorio dello Stato € 300,00 € 450,00
Ricorsi ex art. 25 L. 241/1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al d.lgs. 195/05 non dovuto
Ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune ex libro IV, tit. V d.lgs. 104/10 € 1.800,00 € 2.700,00
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica € 650,00
fino ad € 200.000,00 € 2.000,00 € 3.000,00
da € 200.000,00 ad € 1.000.000,00 € 4.000,00 € 6.000,00
oltre € 1.000.000,00 € 6.000,00 € 9.000,00
A quanto ammontano i compensi dell’avvocato in caso di liquidazione giudiziale delle spese?
Valore da € 0,01
a € 1.100,00 da € 1.100,01 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da € 6.000,01
a € 52.000,00 da € 2.000,01 a € 60.000,00 da € 0.000,01
Valore da € 0,01 a € 1.100,00 da € 1.100,01 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da € 6.000,01 a € 52.000,00 da € 2.000,01 a € 60.000,00 da € 0.000,01 a € 20.000,00
Valore da € 0,01 a € 1.100,00 da € 1.100,01 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da€ 26.000,01a € 52.000,00 da€ 52.000,01 a € 260.000,00 € 260.000,01 a € 520.000,00
Valore da € 0 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da € 26.000,01 a € 52,000,00 da € 52.000,01 a € 260.000,00 da € 260.000,01 a € 520.000,00
Fase di studio, istruttoria, conclusiva 450,00 540,00 1.305,00 2.135,00 4.185,00
Valore da € 0 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da € 26.000,01 a € 52.000,00 da € 52.000,01 a € 260.000,00 da € 260.000,01 a € 520.000,00
Fase di studio della controversia 200,00 540,00 945,00 1.080,00 2.025,00
Fase introduttiva del giudizio 270,00 675,00 750,00 945,00 1.385,00
Fase istruttoria 335,00 1.010,00 1.215,00 1.620,00 2.225,00
Valore da € 0,01 a € 1.100,00 da € 1.100,01 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da € 26.000,01 a € 52.000,00 da € 52.000,01 a € 260.000,00 € 260.000,01 a € 520.000,00
Valore da € 0,01 a € 1.100,00 da € 1.100,01 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da € 26.000,01 a € 52.000,00 da € 52.000,01a € 260.000,00 da € 260.000,01 a € 520.000,00
Valore a € 0,01 a € 1.100,00 da € 1.100,01 a € 5.200,00 da € 5.200,01 a € 26.000,00 da € 26.000,01 a € 52.000,00 da € 52.000,01 a € 260.000,00 da € 260.000,01 a € 520.000,00
3. Fase decisionale 135,00 370,00 640,00 1.150,00 1.690,00 2.430,00
2. Fase di trattazione e conclusiva 225,00 540,00 810,00 1.295,00 1.835,00
compenso 270,00 1.215,00 1.890,00 2.295,00 4.320,00 5.870,00
valore da € 0,01 a € 26.000,00 da € 26.000,01 a € 52.000,00 da € 52.000,01 a € 260.000,00 da € 260.000,01 a € 520.000,00
Immagini: 123rf com
29/11/2017 alle 13:56
L’articolo e’ scritto veramente bene, ed e’ chiaro.
Mi domandavo come si puo’ muovere il cliente verso l’avvocato che adotta ancora il vecchio tariffario?…
Non vorrei dire una stupidita’ forse puo’ rivolgersi alla corte dei conti…o ci sono altre strade?