Source: https://www.slideshare.net/osservatorio_energia/rapporto-energia-2013-rev1
Timestamp: 2017-02-28 05:41:01+00:00
Document Index: 154992890

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'art.117', 'art.\n12', 'art. 12', 'art 12', 'art. 105', 'art. 12']

Rapporto energia 2013 (rev.1)
Rapporto energia 2014
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by Rollan Paul Parak...
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by hopchaubau
Susuki, zambaldi & pompeu, 2013. (a...
by Patrícia Giongo
Domenico Santacolomba, impiegato presso Regione Siciliana
Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per l’Energia
RAPPORTO ENERGIA 2013
Monitoraggio sull’energia in Sicilia
Diicembrre 2013
D cemb e 2013
a cura dell’Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per l’Energia
Domenico Calandra - Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per l’Energia
Domenico Santacolomba - Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per l’Energia
Sergio Monzù, Roberto Oddo - Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per l’Energia
Claudia Fraterrigo
- PhD Student in Processo d'integrazione europea e diritto internazionale - Dipartimento Scienze Giuridiche, della Società e dello Sport
Edoardo Moreci
- PhD Student in Energia - Dipartimento di Energia, Ingegneria dell'Informazione e Modelli Matematici (DEIM) Università degli Studi di
Valentina Vaccaro - Student X edizione Master RIDEF Energia per Kyoto - Politecnico di Milano e Università Iuav di Venezia
Francesca Abate (Istat), Leonardo Camilli (TERNA S.p.a.), Nicolò Pio Failla (Enel S.p.a.), Maurizio Giacobbe (Agenzia delle Dogane), Danilo Tacchinardi
(Snam S.p.a.).
AGENZIA DELLE DOGANE - GSE - IEA - AEEG – ENEA – DGERM – UNMIG - ISTAT – URIG – UNIONE PETROLIFERA - TERNA - SNAM RETE GAS
– ASSOCOSTIERI – BANCA D’ITALIA.
Puntualmente e per il quarto anno consecutivo, esce il Rapporto energia, curato dall’Osservatorio regionale e Ufficio statistico
per l’energia. Si tratta di un appuntamento utile per la conoscenza degli aspetti energetici della regione che permette, attraverso
l’analisi e l’elaborazione dei dati energetici, di mettere in luce i fatti salienti, nel settore energetico, verificatisi in Sicilia.
L'analisi può essere di supporto alle attività di pianificazione energetica, sia regionale sia degli enti locali che guardano sempre
più al risparmio energetico, all'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di gas
climalteranti in atmosfera, elementi base della politica energetica europea.
Dall’analisi dei dati sui prodotti petroliferi emerge che il petrolio estratto dai giacimenti siciliani, nel 2012 incide per il 12,6%
nella produzione complessiva nazionale mentre le importazioni rappresentano oltre il 26% degli arrivi nei porti italiani.
La Regione Siciliana è la regione in cui, a gennaio 2012, la capacità di raffinazione nelle raffinerie (Gela, Milazzo, Priolo
Gargallo e Augusta) è stata di 49,2 milioni di tonnellate/anno, corrispondente al 43 % di quella nazionale.
Nel triennio 2010-12 i derivati del petrolio hanno rappresentato in media oltre il 72 % delle esportazioni siciliane. Il loro valore è
stato pari a 7,9 miliardi di euro, equivalenti a circa il 9 % del PIL regionale.
Alla fine del 2012 il settore petrolifero impiegava, in Sicilia, oltre 3.600 addetti diretti.
Per quanto riguarda il gas naturale, la produzione regionale rappresenta il 3,8% della produzione complessiva nazionale.
Nel 2012 il gas importato in Italia, dalla Libia e dall’Algeria, attraverso i due punti di ingresso di Gela e Mazara del Vallo,
rappresenta rispettivamente circa il 3,3 % ed il 30,3 % del totale nazionale importato, per complessivi 27.102 milioni di Smc.
Le importazioni di gas dal Nord Africa hanno registrato un aumento del 12,7 % rispetto al 2011 e a fronte di un consumo
regionale di 4.237 milioni di Smc, la parte eccedente, cioè l’84,4%, è destinata al mercato nazionale.
E' interessante notare come la spesa media annua di gas per una famiglia siciliana, riferita a un consumo medio di 1.400
Smc/anno, escluse le imposte, è il più alto rispetto ad altri ambiti regionali. Ad esempio, rispetto alle regioni dell'ambito Nord
Orientale (Lombardia, Trentino A.A., Veneto, Friuli V.G., Emilia Romagna), la spesa media annua è superiore di 179 euro.
Per quanto riguarda la rete elettrica, la Sicilia è attualmente interconnessa con il Continente attraverso un unico collegamento a
380 kV in corrente alternata e dispone di un sistema di trasmissione primario costituito essenzialmente da alcuni collegamenti a 380
kV, quali “Chiaramonte Gulfi – Priolo – Isab E.”, “Paternò – Chiaramonte Gulfi” e “Paternò – Sorgente” oltre che da un anello a
220 kV con ridotte potenzialità in termini di capacità di trasporto tra l’area orientale e occidentale che determinano problemi di
sicurezza di esercizio della rete.
La sicurezza del sistema elettrico siciliano viene mantenuta gestendo usualmente l'isola in esportazione, nel 2012 l'export di
energia elettrica è stato pari a 1.252,9 GWh, a fronte di una produzione nel 2012 (in leggera diminuzione rispetto al 2011), di
23.354,9 GWh.
In particolare la produzione dalle centrali termoelettriche risulta, rispetto agli anni precedenti, in leggera diminuzione, tuttavia il
ruolo di dette centrali continua ad essere fondamentale per mantenere in equilibrio lo stato attuale della rete, compensando gli
squilibri dovuti alla natura discontinua della produzione rinnovabile (eolica e fotovoltaica).
I consumi di energia elettrica risultano in contrazione, rispetto agli anni precedenti, a seguito di una diminuzione della domanda
dal settore industriale, verosimilmente legata alla crisi economica.
Nell'ultimo triennio si registra un aumento esponenziale del fotovoltaico ed in particolare del numero degli impianti installati.
Dai dati in possesso del Dipartimento, il numero di impianti è passato da 19.985 (2011) a 37.917 (ottobre 2013), con un
incremento di circa il 47%. Purtuttavia, negli ultimi mesi, si registra un minore incremento di impianti installati, probabilmente
correlato al contestuale rallentamento negli incentivi (esaurimento delle disponibilità del 5° conto energia).
Per quanto riguarda le altre fonti di energia rinnovabile, si registra lo stallo nel settore eolico.
Con l’entrata, quindi, in servizio di numerosi impianti di produzione da fonte non programmabile, connessi prevalentemente alla
rete di sub trasmissione, il rischio di portare a saturazione alcune porzioni di rete AT, con conseguenti possibili congestioni, è
Nell'ambito della certificazione energetica, in Sicilia, si constata una cospicua contrazione nel numero di attestati di prestazione
energetica degli edifici. Tale contrazione mette in luce lo stato di sofferenza in cui versa, già da alcuni anni, il mercato dell’edilizia.
Da gennaio ad ottobre 2013 sono pervenuti 19.227 attestati di certificazione/prestazione energetica rispetto ai 37.440 attestati
pervenuti nello stesso periodo dell'anno precedente, nonostante l'obbligo di emissione dell'attestato sia stato esteso, nel corso del
2013, anche ai nuovi contratti di affitto.
Per quanto sopra detto l’analisi del sistema energetico siciliano rappresenta un importante punto di partenza per orientare gli
interventi volti al raggiungimento degli obblighi che la Regione si è posta a livello nazionale ed europeo col cosiddetto decreto
Tale decreto, com'è noto, prevede una ripartizione tra le regioni degli obiettivi di produzione di energia da fonte rinnovabile
rispetto al consumo finale lordo di energia.
La Regione Siciliana ha come obiettivo finale il 15,9% al 2020 di consumo da FER (termico+elettrico) sul consumo finale lordo.
Tale obiettivo prevede degli step intermedi vincolanti: 10,8% al 2016 e 13,1% al 2018.
Dalle ultime elaborazioni effettuate sui consumi, limitatamente alla domanda regionale di energia elettrica, le fonti rinnovabili
coprono il 21% .
In ultimo si rappresenta la sempre maggiore attenzione del Governo regionale alle iniziative locali ispirate al pacchetto climaenergia (20-20-20); a tal fine con decreto n. 413 del 04/10/2013 è stato approvato il Programma di ripartizione di risorse ai Comuni
della Sicilia, al fine di “promuovere la sostenibilità energetico-ambientale nei Comuni siciliani attraverso il Patto dei Sindaci”.
del Dipartimento Regionale dell’Energia
PARTE PRIMA - SCENARI ENERGETICI
SCENARI ENERGETICI…………………………………………………………………………………………………………….
Gli scenari internazionali…………………………………………………………………………………….……………………..
L’energia in Europa………………………………………………………………………………………………………….………
Gli obiettivi al 2020 in Europa……………………………………………………………………………………………………..
La nuova Strategia Energetica Nazionale………………………………………………………………………………………...
Gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale……………………………………………………………………………….
Le priorità d’azione…………………………………………………………………………………………………………………..
I risultati attesi al 2020 dalla Strategia Energetica Nazionale…………………………………………………………………
PATTO DEI SINDACI………………………………………………………………………………………………….
L’Inventario di Base delle Emissioni (IBE)……………………………………………………………………………………….
BURDEN SHARING…………………………………………………………………………………………………………………
Sicilia - Gli obiettivi regionali sulla quota di energia da FER sul Consumo Finale Lordo……………………………….
Sicilia – FER E sulla quota di CFL E……………………………………………………………………………………………..
Sicilia – FER C sulla quota di CFL C……………………………………………………………………………………………
Le FER E ed il Consumo Finale Lordo Elettrico………………………………………………………………………………..
Il Tavolo Burden Sharing della Regione Siciliana……………………………………………………………………………….
Il Registro degli impianti a fonte rinnovabile…………………………………………………………………………………….
Il modello energetico locale……………………………………………………………………………………………………….
PARTE SECONDA - SISTEMA NORMATIVO REGIONALE
LEGISLAZIONE IN MATERIA DI ENERGIA……………………………………………………………………………………
Il Regolamento recante norme di attuazione dell’art. 105, comma 5, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11….
AREE NON IDONEE………………………………………………………………………………………………………………...
CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI…………………………………………………………………………...
L’elenco dei soggetti certificatori………………………………………………………………………………………………….
La certificazione energetica in Sicilia nel 2012…………………………………………………………………………………..
L’analisi dati – il mercato immobiliare…………………………………………………………………………………………...
REGOLAMENTO EDILIZIO………………………………………………………………………………………………………..
La revisione dei Regolamenti Edilizi comunali………………………………………………………………...…………………
I consumi e la prestazione energetica attuale del parco edilizio…………………………………………………………...
I riferimenti legislativi - revisione dei Regolamenti Edilizi comunali esistenti………………………………………………
CATASTO DEGLI IMPIANTI TERMICI………………………………………………………………………………………….
Le disposizioni in materia di impianti termici…………………………………………………………………………………….
Il sostegno alla produzione di energia termica…………………………………………………………………………………
PARTE TERZA - VETTORI ENERGETICI
PRODOTTI PETROLIFERI……………………………………………………………………………………………………….
La ricerca ed estrazione di idrocarburi……………………………………………………………………………………………
Le potenzialità estrattive di greggio ………………………………………………………………………………………………
I permessi di ricerca e le concessioni in Sicilia…………………………………….……………………………………………
La produzione di greggio……………………………………………………………………………………………………………
La produzione di gasolina naturale………………………………………………………………………………………………..
Le centrali di raccolta e trattamento……………………………………………………………………………………………...
La raffinazione e le importazioni di greggio……………………………………………………………………………………...
La capacita depositi costieri………………………………………………………………………………………………………
I consumi di prodotti petroliferi (benzina, gasolio, GPL e olio combustibile)…………………………………………….
Il costo del greggio………………………………………………………………………………………………………………….
Il costo industriale medio di benzina e gasolio in Europa…………………………………………………………………….
Il costo medio di benzina, gasolio e GPL in Italia……………………………..………………………………………………..
Le accise………………………………………………………………………………………………………………………….……
Il settore petrolifero siciliano……………………………………………………………………………………………………….
COMBUSTIBILI GASSOSI………………………………………………………………………………………………………….
La produzione regionale di gas naturale………………………………………………………………………………………….
Le riserve di gas naturale……………………………………………………………………………………………………………
L’importazione del gas naturale.......................................................................................................................................
Le importazioni di gas dalla Libia dopo gli eventi bellici………………………………………………………………………
Il trasporto del gas naturale………………………………………………………………………………………………………..
La distribuzione del gas naturale…………………………………………………………………………………………………..
Il consumo di gas naturale……………………………………………….………………………………………………………….
Il consumo di gas diversi dal gas naturale………………………………………………………………………………………..
Il costo di fornitura del gas naturale per uso civile……………………………………………………………………………...
Il costo di fornitura del gas naturale in Europa………………………………………………………………………………….
Il bilancio del gas naturale………………………………………………………………………………………………………….
ENERGIA ELETTRICA……………………………………………………………………………………………………………...
La rete elettrica……………………………………………………………………………………………………………………….
Lo stato della rete………………………………………………………………...…………………………………………………..
La Rete di Trasmissione Nazionale - Interventi…………………………………..……….……………………………………
Gli interventi funzionali alle FER………………………………………………………………….………………………………
L’elettrodotto Italia – Malta…………………………………………………………………………………………………….…..
La produzione…………………………………………………………………………………………………………………………
I consumi finali………………………………………………………………………………………………………………………..
Il bilancio dell’energia elettrica della Sicilia…………………………………………………………………………………….
Il costo dell’energia elettrica……………………………………………………………………………………………………….
FONTI RINNOVABILI……………………………………………………………………………………………………………….
Il fotovoltaico………………………………………………………………………………………………………………………….
L’eolico………………………………………………………………………………………………………………………………..
L’idroelettrico…………………….…………………………………………………………………………………………………..
La bioenergia…………………………………….......……………………………………………………………………………..
La fonte rinnovabile termica………………………………………………………………………………………………………..
La geotermia…………………………………………………………………………………………………………………………..
L’utilizzo delle risorse geotermiche della Sicilia………………………………………………………………………………..
Gli impianti autorizzati – Art. 12 D.lgs 387/2003……………………………………………………………………………….
Regione Siciliana – Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento dell’Energia
ruolo di esportatore di prodotti petroliferi. L’Asia diventa
l’incontrastato centro del commercio petrolifero mondiale in
quanto assorbe – attraverso un limitato numero di rotte
strategiche – una crescente quota del greggio disponibile. Le
forniture dirette in Asia non provengono unicamente dal
Medio Oriente ma anche da Russia, Caspio, Africa, America
Latina e Canada.
Le energie rinnovabili contano per circa la metà della
crescita della generazione elettrica mondiale al 2035, con le
fonti non programmabili – eolico e solare fotovoltaico – che
coprono il 45% dell’aumento delle rinnovabili. In termini
assoluti, la Cina mostra il maggior incremento nella
produzione elettrica da fonti rinnovabili, superiore alla
crescita combinata di Unione Europea, Stati Uniti e
Giappone. In alcuni mercati, la quota crescente delle fonti
rinnovabili non programmabili nel mix di generazione solleva
problematiche di primaria importanza riguardo l’attuale
struttura del mercato elettrico e la capacità di quest’ultimo di
assicurare un adeguato livello di investimenti e l’affidabilità
delle forniture nel lungo termine. L’aumento della
produzione di elettricità da rinnovabili fa sì che la quota di
queste fonti sul mix mondiale di generazione si collochi al di
sopra del 30%, superando il gas naturale nei prossimi anni e
quasi eguagliando il carbone come prima fonte di elettricità al
2035. L’attuale ritmo di costruzione delle centrali nucleari
risente del rallentamento dovuto alle revisioni delle
normative in materia di sicurezza, ma la produzione elettrica
da nucleare cresce di due terzi al 2035, guidata da Cina,
Corea, India e Russia.
Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, la multinazionale
francese di consulenza Cap Gemini, ha realizzato uno studio
sull’impatto delle fonti rinnovabili in Europa, condotto
dall’Osservatorio europeo dei mercati energetici.
Il risultato dello studio evidenzia come la diffusione delle
rinnovabili discontinue sta mettendo a rischio la sicurezza
energetica europea. La diffusione dei grandi parchi eolici nel
Nord Europa ha un effetto strutturale negativo: la pesante
incentivazione ha infatti indebolito la competitività delle
centrali termoelettriche, il cui ruolo è tuttavia fondamentale
per mantenere in equilibrio lo stato attuale della rete,
compensando gli squilibri dovuti alla natura discontinua della
produzione rinnovabile (eolica e fotovoltaica).
1.1.– Gli scenari internazionali
L’edizione del World Energy Outlook (WEO-2013)
esamina le implicazioni di diverse opzioni sui trend
energetici e climatici all’orizzonte 2035, fornendo ai decisori
politici, all’industria e a chiunque si occupi di energia quegli
elementi analitici necessari per orientarsi in una materia in
forte mutamento.
Il baricentro della domanda di energia si sta spostando
verso le economie emergenti di Cina, India e Medio Oriente,
responsabili dell’aumento di un terzo, rispetto al livello
attuale, del consumo energetico mondiale al 2035.
Lo scenario centrale del WEO-2013, vede la Cina
protagonista all’interno dell’area asiatica fino al 2020 e il Sud
Est asiatico emergere come centro di domanda in espansione.
La Cina sta diventando il principale importatore mondiale
di petrolio e l’India si sta affermando come maggior
importatore di carbone.
Gli Stati Uniti, al 2035, si avvicinano progressivamente
all’autosufficienza energetica.
Tutti insieme questi cambiamenti determinano un nuovo
orientamento dei flussi commerciali di energia dal bacino
Atlantico alla regione Asia-Pacifico. Alti prezzi del greggio,
persistenti differenze tra prezzi del gas e dell’elettricità e
l’aumento in molti paesi della spesa per importazioni
energetiche, accrescono l’attenzione sul legame tra energia e
l’intera economia.
In Africa dove, nonostante le abbondanti risorse
disponibili, il consumo pro-capite di energia al 2035 rimane
inferiore ad un terzo di quello medio mondiale.
A livello mondiale, i combustibili fossili continuano a
soddisfare una quota dominante della domanda di energia,
con implicazioni sulle interazioni tra energia, ambiente e
Dal 2011, il prezzo del greggio (Brent) si è attestato su un
valore medio di 110 dollari al barile in termini reali,
confermando un periodo prolungato di alti prezzi che non ha
precedenti nella storia del mercato petrolifero.
A differenza delle quotazioni del greggio che sono
relativamente uniformi a livello mondiale, i prezzi di altre
fonti energetiche hanno registrato significative variazioni da
regione a regione.
Il prezzo del gas naturale negli Stati Uniti è ancora un
terzo dei prezzi di importazione europei e un quinto di quelli
del Giappone. Anche i prezzi dell’elettricità mostrano
differenze regionali, con il consumatore industriale
giapponese o europeo che paga in media più del doppio di
quello statunitense; perfino l’industria cinese paga prezzi
dell’elettricità quasi doppi rispetto a quelli degli USA.
Le differenze sostanziali del costo dell’energia primaria
rappresentano quindi un vantaggio o uno svantaggio a
secondo dello stato in esame, soprattutto per i settori ad alta
intensità energetica, quali quelli della produzione chimica, di
alluminio, cemento, ferro e acciaio, carta, vetro e della
raffinazione petrolifera, soprattutto laddove i beni prodotti
vengono scambiati a livello internazionale.
Lo spostamento del baricentro dei consumi petroliferi
verso l’Asia e il Medio Oriente determina la continua
costruzione di capacità di raffinazione in queste regioni; al
contrario, in molti paesi OCSE, il calo della domanda interna
e la concorrenza sui mercati d’esportazione dei prodotti
spingono a ridurre la capacità di raffinazione.
Lo scenario al 2035 vede le importazioni nette di greggio
del Nord America quasi azzerate e la regione rafforzare il suo
1.2 – L’energia in Europa
L’obiettivo della politica energetica europea è quello di
abbassare le emissioni di CO2 e di operare una
trasformazione del sistema che privilegi un'economia a basse
emissioni di carbonio ed estremamente efficiente sotto il
profilo energetico.
A tal fine, l’U.E. ha allungato l’orizzonte temporale entro
cui raggiungere questi virtuosi risultati e, con il Libro verde
della Commissione «Un quadro per le politiche dell'energia e
del clima all'orizzonte 2030», del 27 marzo 2013, ha aperto
una consultazione sulle modalità con cui coniugare il
soddisfacimento della sempre più crescente domanda di
energia con le necessità di riduzione dei gas inquinanti e di
fornitura di energia a prezzi contenuti, data l’attuale fase di
I pilastri della politica energetica dell'U.E. sono la
sostenibilità, la sicurezza dell'approvvigionamento e la
competitività, elementi che, dapprima, hanno orientato la
definizione del Pacchetto Clima 2020 (i cui obiettivi sono la
riduzione del 20% delle emissioni inquinanti, la riduzione del
20% dei consumi finali energia prodotta da fonti rinnovabili,
e l’incremento del 20% dell’efficienza energetica), e che ora
ispirano la nuova strategia elaborata dalla Commissione
europea per il post 2020 e contenuta nell’Energy Roadmap
La «tabella di marcia per l'energia 2050» della
Commissione costituisce la base sulla quale, nei prossimi
mesi, saranno adottate proposte legislative e altre iniziative di
politica energetica che contribuiranno a delineare il quadro
normativo e politico necessario al raggiungimento
dell’obiettivo di lungo termine che prevede una riduzione
delle emissioni di gas a effetto serra dall'80% al 95% entro il
2050 rispetto ai livelli del 1990.
In vista di questo ambizioso obiettivo, la politica europea
ritiene che l'elettricità da fonti a basse emissioni di carbonio
“decarbonizzazione”
dell’approvvigionamento energetico dell’U.E. nel lungo
periodo e la Commissione ha elaborato degli scenari di
decarbonizzazione che tengono conto anche degli interventi
proposti nell’ambito del «Piano di efficienza energetica
2011» e della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici
2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003.
Per il raggiungimento degli obiettivi europei entro il
2050, la Commissione punta, tra l’altro, alle fonti di energia
solare, prodotta nel Sud Europa, e di energia eolica,
proveniente dai parchi off-shore situati nel Mare del Nord, ed
esorta gli Stati a perseguire una più stretta integrazione con i
paesi confinanti come la Norvegia, la Svizzera e l’area del
Mediterraneo meridionale per poter esportare e importare
elettricità da fonti rinnovabili, per assicurare un
approvvigionamento energetico affidabile, nonché per
bilanciare la produzione di energia intermittente come quella
eolica. Si prevede che, per il 2050, la maggior parte di
elettricità sarà fornita dall’energia eolica rispetto altre
tecnologie delle energie rinnovabili e che, in particolare,
proprio l’energia eolica prodotta dagli impianti allocati nei
mari del Nord e dell’Atlantico potrà fornire notevoli quantità
di elettricità a costi ridotti.
I principali strumenti individuati dalla Commissione per
raggiungere gli obiettivi del 2050 sono:
- elevata efficienza energetica, cioè incremento dei
risparmi energetici derivante sia dai dispositivi di ultima
generazione, sia dai nuovi parametri previsti per le
ristrutturazioni degli edifici, al fine di conseguire, entro il
termine fissato, una riduzione della domanda di energia
del 41% rispetto ai picchi del 2005-2006;
- impiego di tecnologie di approvvigionamento energetico
diversificate, senza alcuna pretesa di gerarchizzazione tra
le medesime;
- misure di sostegno per le energie rinnovabili, di modo
che si raggiunga la percentuale del 75% nel 2050 di tali
fonti nel consumo energetico finale lordo e del 97% delle
stesse nel consumo di elettricità.
Dagli scenari delineati dalla Commissione europea emerge il
ruolo sempre più importante che sarà assunto dalla energia
elettrica, la cui domanda dovrebbe quasi raddoppiare, fino a
raggiungere una quota pari al 36-39% nel 2050, rispetto alla
domanda finale di energia, ed il cui aumento più significativo
si registrerà nel settore dei trasporti.
Scenari di decarbonizzazione nell’UE – Quote dei carburanti (2030-2050) nel consumo di energia primaria rispetto al 2005 (in %)
Fonte: Commissione europea COM(2011) 885
- maggiori investimenti pubblici e privati nella ricerca e
sviluppo e nell’innovazione tecnologica;
- l’Unione europea si è impegnata a realizzare un mercato
completamente integrato entro il 2014;
- i prezzi dell’energia devono riflettere meglio i costi, in
particolare quelli dei nuovi investimenti necessari per il
sistema energetico;
- un nuovo senso di urgenza e di responsabilità collettiva
deve influire sullo sviluppo di nuove infrastrutture e
capacità di stoccaggio di energia in Europa e nei paesi
- non si faranno compromessi in materia di protezione e
- un approccio più ampio e coordinato dell’Unione europea
nelle relazioni internazionali nel campo dell’energia;
- gli Stati membri e gli investitori hanno bisogno di punti
di riferimento concreti; per questo è importante definire
un quadro strategico per il 2030, una scadenza che
permette di formulare previsioni ragionevoli e sulla quale
è concentrata l’attenzione della maggior parte degli
investitori attuali.
Per quanto riguarda il completamento del mercato interno
dell’energia, il Consiglio dell'Unione europea ha adottato, il 7
giugno 2013, le conclusioni sul miglior funzionamento del
mercato interno dell'energia, ed il Parlamento europeo ha
adottato, il 10 settembre 2013, una risoluzione con la quale
ha chiesto ulteriori misure per la promozione della ricerca nel
settore delle tecnologie di stoccaggio dell'energia, anche
attraverso investimenti impiegati in infrastrutture che
favoriscano il progresso e l’innovazione, senza ostacolare il
Del resto, anche il Consiglio Europeo, tenutosi a
Bruxelles il 22 maggio 2013, ha puntato l’attenzione
sull’importanza dell’incentivazione degli investimenti per
un’energia sicura e accessibile e ha chiesto alla Commissione
l’elaborazione di una proposta per il nuovo quadro clima ed
energia 2030, entro marzo 2014, che tenga in considerazione
anche che, durante la prossima Conferenza mondiale sul
Clima del 2015, si intende raggiungere un accordo
internazionale sul clima.
Quota dell’elettricità nello scenario attuale e negli scenari di
decarbonizzazione (in % della domanda finale di energia)
Le “sfide” individuate per giungere ad una
trasformazione del sistema energetico sono:
- risparmio energetico e gestione della domanda: gli edifici
a energia quasi zero dovrebbero diventare la norma e
potrebbero produrre più energia di quanta ne consumano;
- passare alle fonti di energia rinnovabile: il ruolo
fondamentale del gas nella fase di transizione, ai fini
della sostituzione del carbone e del petrolio con tale fonte
per ridurre le emissioni, utilizzando le tecnologie esistenti
fino ad almeno il 2030 o 2035;
- trasformazione degli altri combustibili fossili: l’energia
nucleare fornisce un contributo rilevante alla
decarbonizzazione, in quanto fornisce attualmente la
quota più consistente di elettricità a basse emissioni di
carbonio consumata nell’U.E.
Per operare una modificazione del sistema energetico del
2050, la Commissione europea ha posto dieci condizioni:
- la priorità immediata è la piena attuazione della strategia
Energia 2020 dell’Unione europea;.
- il sistema energetico e la società nel suo complesso
devono essere molto più efficaci sul piano energetico;
- lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili dovrebbe
essere oggetto di attenzione costante;
emissioni dell'UE si prevede di raggiungere un livello nel
2020 che è 21 % rispetto al 1990.
Con l'attuazione di misure supplementari in fase di
programmazione negli Stati membri si prevede di
raggiungere una riduzione del 24 % rispetto al 1990.
Ad oggi solo il 50% degli Stati (14 su 28) ha registrato
nel 2012 una quota di emissioni di CO2 inferiore a quella
prevista per gli obiettivi di medio termine del 2013 e
potrebbe quindi superare l’obiettivo del 20%.
Della metà restante, sette Stati membri, Spagna, Belgio,
Irlanda, Lussemburgo, Austria, Estonia e Finlandia, non
hanno raggiunto il target 2013 per la riduzione delle
emissioni CO2 e potrebbero non raggiungerlo neanche
implementando le misure a supporto.
Gli altri sette Stati (Italia, Germania, Bulgaria, Lituania,
Olanda, Slovenia e Lettonia), pur avendo rispettato e superato
i primi target di riduzione delle emissioni, potranno
raggiungere gli obiettivi al 2020 solo attivando nuove
La figura 1.3.1 mostra la situazione dei Paesi membri
d’Europa sulle emissioni non-ETS rispetto a quanto indicato
dalla ESD (Effort Sharing Decision).
1.3 – Gli obiettivi al 2020 in Europa
Il taglio delle emissioni del 20% la copertura con le
rinnovabili del 20% dei consumi finali di energia e la
riduzione degli stessi del 20% in un'ottica di efficientamento
energetico sono gli obiettivi al 2020 dell’Unione europea.
La roadmap è partita ormai dal 2008, ma nonostante
l’Europa nel suo insieme stia accorciando le distanze dai
target fissati, nessuno degli Stati membri sta ottenendo
contemporaneamente su tutti e tre i fronti.
La tabella 1.3.1, tratta dal Rapporto EEA “Trends and
projection in Europe 2013” sintetizza lo stato di
raggiungimento dei suddetti obiettivi in Europa, tra i Paesi
membri tra il 2012 e l'inizio del 2013. I
In materia di emissioni di CO2, la riduzione, rispetto ai
livelli del 1990, è arrivata nel 2012 al 18%. L'UE è quindi
molto vicino a raggiungere il suo 20 % obiettivo di riduzione
In materia di emissioni di CO2, la riduzione, rispetto ai livelli
del 1990, è arrivata nel 2012 al 18%. L'UE è quindi molto
vicino a raggiungere il suo 20 % obiettivo di riduzione a otto
anni prima del 2020.
Con l'attuale serie di misure nazionali in vigore , per le
EEA- Trends and projection in Europe 2013
Per quanto riguarda l’efficienza energetica, negli Stati
membri dell'UE i progressi restano lenti.
Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Grecia, Ungheria, Malta,
Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Svezia, EU
Nel 2012 le emissioni non ETS erano sotto gli obiettivi 2013 ESD e il 2020 le
emissioni non ETS sono proiettate ad essere inferiore all'obiettivo ESD 2020
con le misure esistenti
Bulgaria, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Olanda, Slovenia
Nel 2012 le emissioni non ETS erano sotto i loro obiettivi 2013 ESD e il 2020 le
emissioni non ETS sono proiettate ad essere inferiore al target 2020 ESD solo
se vengono attuate misure supplementari previste
Austria, Belgio, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Spagna
Nel 2012 le emissioni non-ETS sono state al di sopra dei obiettivi 2013 SD e il
2020 le emissioni non ETS sono proiettate ad essere superiori al target ESD
2020 anche se sono attuatenle misure supplementari previste
1.4 – La nuova Strategia Energetica Nazionale
Il documento sulla nuova Strategia Energetica Nazionale
(SEN) è stata presentata il 16 ottobre 2012 e sottoposto a
consultazione pubblica conclusasi il 30 novembre 2012.
Successivamente alla consultazione pubblica, con Decreto
Interministeriale 8 marzo 2013 del Ministro dello Sviluppo
Economico e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare è stato approvato il documento di
Strategia Energetica Nazionale, che esplicita l’impegno
italiano al raggiungimento, entro il 2050, dell’obiettivo di
decabornizzazione dell’economia fissato dalla politica
energetica europea.
La figura 1.3.2 sintetizza la posizione dei Paesi membri
d’Europa in materia di consumo di energia da fonte
rinnovabile sul consumo interno lordo.
Italia,Lituania,
Lussemburgo,Romania, Slovacchi, Slovenia, Spagna, Svezia, EU
La quota di energia da fonte rinnovabile (RES) 2011 è stata al di sopra della
traiettoria prevista dai Piani d'Azione per l'Energia Rinnovabile (NREAP) 20112012
Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Irlanda, Polonia, Portogallo
La quota di RES 2011 è stata al di sopra dei valori della Direttiva sull'Energia
Rinnovabilee (RED) ma al di sotto della traiettoria della NREAP 2011
Belgio, Francia, Lettonia, Malta, Olanda, Regno Unito
La quota RES 2011 è ancora al di sotto valori della traiettoria della RED e
NREAP 2011-2012
1.4.1 - Gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale
La nuova Strategia Energetica Nazionale si incentra su
quattro obiettivi principali, rispettivamente concernenti la
Competitività, l’Ambiente, la Sicurezza e la Crescita.
Competitività - Ridurre significativamente il gap di costo
dell’energia per i consumatori e le imprese, allineando prezzi
e costi dell’energia a quelli europei al 2020, e assicurando
che la transizione energetica di più lungo periodo (20302050) non comprometta la competitività industriale, italiana
ed europea. E’ questa l’area in cui si parte da una situazione di
maggior criticità e per la quale sono necessari i maggiori
sforzi: differenziali di prezzo di oltre il 25% ad esempio per
l‘energia elettrica hanno un impatto decisivo sulla
competitività delle imprese e sul bilancio delle famiglie.
I progressi verso il 2020 per le rinnovabili hanno
contribuito, per l'Unione europea al raggiungimento del suo
obiettivo indicativo del 10,8% per il 2011-2012 ed è quindi
attualmente sulla buona strada verso il suo obiettivo del 20%
del consumo di energia rinnovabile nel 2020 .
Risultati disomogenei, come per la riduzione di emissioni
di gas serra, si hanno anche sul conseguimento della quota del
20% di energia da rinnovabili.
Nell'Unione europea, al 2011 si era arrivati al 13% dei
consumi finali. Saremmo dunque in linea con l'obiettivo
intermedio e sulla buona strada per quello finale, ma il merito
non è ben distribuito tra i paesi membri. Italia, Germania,
Grecia, Spagna, Ungheria, Bulgaria, Estonia Finlandia,
Lituania, Lussemburgo, Romania, Slovacchia, Slovenia e
Svezia sono gli Stati virtuosi che hanno aumentato dal 2008 al
2011 la loro quota di fonti rinnovabile abbastanza da superare
il limite imposto dalla Direttiva del Parlamento europeo sulle
Energie Rinnovabili (2009/28/EC).
L'Estonia ha già raggiunto il suo legale obiettivo
vincolante per il 2020 . Al contrario, Francia, Belgio, Regno
Unito, Olanda, Malta e Lettonia hanno confermato al 2011 una
quota di energie pulite al di sotto dell'obiettivo di medio
periodo e probabilmente troppo distante dalla meta finale.
La figura 1.3.3 sintetizza la posizione dei Paesi membri
d’Europa in materia di riduzione dei consumi attraverso
Fig. 1.4.1.1
Una realtà consolidata è che le imprese italiane di tutte le
classi di consumo paghino l’elettricità molto più della
media europea e dei concorrenti tedeschi.
Nel caso del gas naturale stando alle statistiche di
Eurostat relative al primo semestre di quest’anno il gas in
Italia costa più della media europea (18%) e delle Germania
(20%) per i piccolissimi consumatori industriali (fino a 25.000
Smc). Un discorso analogo vale anche per la classe successiva
(fino a 250.000 Smc).
Se si considerano le fasce di consumo superiori, la
situazione si inverte completamente e si registra un ampio
vantaggio competitivo per i medi e grandi consumatori
italiani (oltre il 20%).
Il vantaggio nasce in parte dal costo del gas e dei servizi,
ma solo per le classi di consumo medie e solo rispetto alla
Germania ma anche in ragione della tassazione. Per i medi e
grandi consumatori industriali italiani la tassazione va dal 31%
per i piccolissimi consumatori al 19% per i medi, al 10% per i
grandi e addirittura all’8% per i grandissimi, mentre per i
concorrenti europei resta ampiamente sopra il 20%.
Croazia, Danimarca, Francia, Germania
Esiste un pacchetto di politiche ben equilibrato in tutti i settori rilevanti e
compiano buoni progressi nel ridurre il consumo di energia e l'intensità di
Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia,
Lituania, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia,Svezia, Regno Unito, EU
Qualche progresso è fatto nella riduzione del consumo energetico, ma
ulteriori miglioramenti sono necessari per sviluppare ulteriormente le
politiche o per meglio attuare quelle esistenti
Cipro, Estonia, Italia, Lussemburgo, Malta, Romania, Slovacchia, Spagna
Limitato progresso è fatto finora per migliorare l'efficienza e sono necessari
ulteriori sforzi per sviluppare politiche attraverso i settori di competenza e per
Fig. 1.4.1.2
Fig. 1.4.1.4
onte: Documento SEN
4. Crescita - Favorire la crescita economica sostenibile
attraverso lo sviluppo del settore energetico. Lo sviluppo della
filiera industriale dell’energia può e deve essere un obiettivo
in sé della strategia energetica, considerando le opportunità,
anche internazionali, che si presenteranno in un settore in
continua crescita e la tradizione e competenza del nostro
sistema industriale in molti segmenti rilevanti. In questo
ambito, particolare attenzione andrà rivolta alla crescita di tutti
i segmenti dell’economia ‘verde’ (green economy), di cui sarà
importante saper sfruttare appieno il potenziale.
Fonte: Documento SEN
Ambiente - Raggiungere e superare gli obiettivi ambientali e
di decarbonizzazione definiti dal Pacchetto europeo ClimaEnergia 2020 (cosiddetto “20-20-20”) ed assumere un ruolo
guida nella definizione ed implementazione della Roadmap
2050. Tutte le scelte di politica energetica quindi mireranno a
migliorare gli standard ambientali e di decarbonizzazione, già
oggi tra i più elevati al mondo, e a far assumere al Paese un
ruolo esemplare a livello globale.
Fig. 1.4.1.5
Fig. 1.4.1.3
Fonte: Presentazione SEN
1.4.2 - Le priorità d’azione
Nel medio-lungo periodo, ovvero per il 2020, per il
raggiungimento degli obiettivi citati la strategia si articola in
sette priorità con specifiche misure a supporto avviate o in
3. Sicurezza - Continuare a migliorare la nostra sicurezza di
approvvigionamento, soprattutto nel settore gas, e ridurre la
dipendenza dall’estero. E’ necessario migliorare soprattutto la
capacità di risposta ad eventi critici (come la crisi del gas del
febbraio 2012 ci ha dimostrato) e ridurre il nostro livello di
importazioni di energia, che oggi costano complessivamente al
Paese circa 62 miliardi di euro l’anno, e che ci espongono
direttamente ai rischi di volatilità e di livelli di prezzo attesi
nel prossimo futuro. L’84% del fabbisogno energetico italiano
è coperto da importazioni, con produzione nazionale da
rinnovabili, gas e greggio che coprono rispettivamente solo il
10%, il 4 % e il 3% del fabbisogno nazionale (2010). Il dato si
confronta con una quota di importazioni media nell’Unione
Europea significativamente più basso, pari al 53%.
Fig. 1.4.2.1
Efficienza energetica. L’efficienza energetica contribuisce al
raggiungimento di tutti gli obiettivi di politica energetica
menzionati nel capitolo precedente: la riduzione dei nostri
costi energetici, grazie al risparmio di consumi; la riduzione
dell’impatto ambientale (l’efficienza energetica è lo strumento
più economico per l’abbattimento delle emissioni, con un
ritorno sugli investimenti spesso positivo per il Paese, e quindi
da privilegiare per raggiungere gli obiettivi di qualità
ambientale); il miglioramento della nostra sicurezza di
approvvigionamento e la riduzione della nostra dipendenza
energetica; lo sviluppo economico generato da un settore con
forti ricadute sulla filiera nazionale, su cui l’Italia vanta
numerose posizioni di leadership e può quindi guardare anche
all’estero come ulteriore mercato in rapida espansione. Con un
forte impulso all’efficienza energetica verrà assorbita una
parte sostanziale degli incrementi attesi di domanda di energia
al 2020, sia primaria che di consumi finali. In questo contesto,
il settore dovrà quindi fronteggiare realisticamente uno
scenario di domanda complessiva che resterà ferma su livelli
paragonabili a quelli degli ultimi anni.
Mercato competitivo del gas e Hub sud-europeo. Per l’Italia
è prioritario creare un mercato interno liquido e concorrenziale
e completamente integrato con gli altri Paesi europei. Inoltre,
nei prossimi 20 anni l’Europa aumenterà significativamente
l’importazione di gas (circa 190 miliardi di metri cubi in più,
secondo l’IEA): per il nostro Paese questa può essere
l’opportunità di diventare un importante crocevia per
l’ingresso di gas dal Sud verso l’Europa. L’impatto principale
atteso dei cambiamenti sopra descritti è quello di un
allineamento dei nostri prezzi del gas a quelli europei, cui si
accompagnerà un incremento della sicurezza di
approvvigionamento grazie
rafforzamento delle
infrastrutture e alla liquidità del mercato. Il prezzo del gas più
competitivo consentirà, da un lato di diventare Paese di
interscambio e/o di transito verso il Nord Europa, dall’altro di
restituire competitività al parco italiano di cicli combinati a
gas, riducendo le importazioni elettriche.
Sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili. L’Italia
intende superare gli obiettivi di produzione rinnovabile
europei (‘20-20-20’), contribuendo in modo significativo alla
riduzione di emissioni e all’obiettivo di sicurezza energetica.
Nel fare ciò, è però di grande importanza contenere la spesa in
bolletta, che grava su imprese e famiglie, allineando il livello
degli incentivi ai valori europei e spingendo lo sviluppo
dell’energia rinnovabile termica, che ha un buon potenziale di
crescita e costi specifici inferiori a quella elettrica. Occorrerà
inoltre orientare la spesa verso le tecnologie e i settori più
virtuosi, ossia con maggiori ritorni in termini di benefici
ambientali e sulla filiera economica nazionale (in tal senso,
particolare attenzione verrà rivolta al riciclo e alla
valorizzazione dei rifiuti). Le rinnovabili rappresentano infatti
un segmento centrale di quella green economy che è sempre
più considerata a livello internazionale un’opportunità per la
Sviluppo delle infrastrutture e del mercato elettrico. Il
settore elettrico è in una fase di profonda trasformazione,
determinata da numerosi cambiamenti; solo per citare i più
evidenti: la frenata della domanda, la grande disponibilità
(sovrabbondante) di capacità di produzione termoelettrica e
l’incremento della produzione rinnovabile, avvenuto con un
ritmo decisamente più veloce di quanto previsto nei precedenti
documenti di programmazione. In tale ambito, le scelte di
fondo saranno orientate a mantenere e sviluppare un mercato
elettrico libero, efficiente e pienamente integrato con quello
europeo, in termini sia di infrastrutture che di regolazione, e
con prezzi progressivamente convergenti a quelli europei. Sarà
inoltre essenziale la piena integrazione, nel mercato e nella
rete elettrica, della produzione rinnovabile.
Ristrutturazione della raffinazione e della rete di
distribuzione dei carburanti. La raffinazione è un settore in
difficoltà, sia per ragioni congiunturali (calo della domanda
dovuto alla crisi economica), sia soprattutto strutturali, dato il
progressivo calo dei consumi e la sempre più forte
concorrenza da nuovi Paesi. Il comparto produttivo necessita
quindi di una ristrutturazione che porti a un assetto più
competitivo e tecnologicamente più avanzato. Anche la
distribuzione di carburanti necessita di un ammodernamento,
che renda il settore più efficiente, competitivo e con più alti
livelli di servizio verso i consumatori.
Produzione sostenibile di idrocarburi nazionali. L’Italia è
altamente dipendente dall’importazione di combustibili fossili;
allo stesso tempo, dispone di ingenti riserve di gas e petrolio.
In questo contesto, è doveroso fare leva (anche) su queste
risorse, dati i benefici in termini occupazionali e di crescita
economica, in un settore in cui l’Italia vanta notevoli
competenze riconosciute. D’altra parte, ci si rende conto del
potenziale impatto ambientale ed è quindi fondamentale la
massima attenzione per prevenirlo: è quindi necessario avere
regole ambientali e di sicurezza allineate ai più avanzati
standard internazionali (peraltro il settore in Italia ha una
storia di incidentalità tra le migliori al mondo). In tal senso, il
Governo non intende perseguire lo sviluppo di progetti in aree
sensibili in mare o in terraferma.
Modernizzazione del sistema di governance. Per facilitare il
raggiungimento di tutti gli obiettivi precedenti bisognerà
rendere più efficace e più efficiente il nostro sistema
decisionale, che ha oggi procedure e tempi molto più lunghi e
farraginosi di quelli degli altri Paesi con i quali ci
confrontiamo. La condivisione di una strategia energetica
nazionale chiara e coerente rappresenta un primo importante
passo in questa direzione.
1.4.3 - I risultati attesi al 2020 dalla Strategia Energetica
Contenimento dei consumi ed evoluzione del mix in favore
delle fonti rinnovabili. In particolare, si prevede una
riduzione del 24% dei consumi primari rispetto all’andamento
inerziale al 2020 (ovvero, -4% rispetto al 2010), superando gli
obiettivi europei di riduzione del 20%, principalmente grazie
alle azioni di efficienza energetica. In termini di mix, ci si
attende un 19-20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui
consumi finali lordi (rispetto al circa 10% del 2010). Sui
consumi primari energetici l’incidenza equivale al 23%,
mentre si ha una riduzione dall’86 al 76% dei combustibili
fossili. Inoltre, ci si attende che le rinnovabili raggiungano o
superino i livelli del gas come fonte nel settore elettrico,
rappresentando il circa 35-38% dei consumi (rispetto al 23%
Significativa riduzione dei costi energetici e progressivo
allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei. In
particolare, è possibile un risparmio di circa 9 miliardi di euro
l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas (pari oggi a
circa 70 miliardi). Questo è il risultato di circa 4-5 miliardi
l’anno di costi addizionali rispetto al 2012, e circa 13,5
miliardi l’anno di risparmi includendo sia una riduzione dei
prezzi (in ipotesi di prezzi internazionali costanti), sia una
riduzione dei volumi (rispetto ad uno scenario di riferimento
inerziale).
Raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi
ambientali europei al 2020. Questi includono sia i già citati
obiettivi di consumo di energie rinnovabili e di
efficientamento energetico, sia una riduzione delle emissioni
di gas serra pari al 21%, superando gli obiettivi europei per
l’Italia, ETS e non, quantificabili nel 18% di riduzione rispetto
alle emissioni del 2005, in linea con il Piano nazionale di
riduzione della CO2.
approvvigionamento e maggiore flessibilità del sistema. Si
prevede una riduzione della fattura energetica estera di circa
14 miliardi di euro, con la riduzione dall’84 al 67% della
dipendenza dall’estero, grazie a efficienza energetica, aumento
produzione rinnovabili, minore importazione di elettricità e
maggiore produzione di risorse nazionali. Ciò equivale a circa
1% di PIL addizionale e, ai valori attuali, sufficiente a
riportare in attivo la bilancia dei pagamenti, dopo molti anni di
Impatto positivo sulla crescita economica grazie a
importanti investimenti attesi nel settore e alle implicazioni
della strategia in termini di competitività del sistema. In virtù
di significativi investimenti si prevede contribuiranno allo
sviluppo del settore e alla maggiore competitività di cui godrà
il sistema, in seguito alla completa realizzazione degli
interventi previsti. Si stimano infatti circa 170-180 miliardi di
euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white
economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori
tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi,
sviluppo idrocarburi).
derivanti dal recepimento della Direttiva 2010/31/UE del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010
(Legge 3 agosto 2013, n. 90 – Conversione con modificazioni
del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63 – Disposizioni urgenti
per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento
prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle
procedure d’infrazione avviate dalla Commissione Europea,
nonchè altre disposizioni in materia di coesione sociale) e
segnatamente l’obbligo di produzione dell’attestato di
prestazione energetica per gli edifici utilizzati da pubbliche
Con deliberazione di Giunta Regionale n. 478 dell’11
dicembre 2012 “Indirizzi per la riprogrammazione del PO
FESR 2007-2013 e adesione al Piano d’Azione Coesione” la
Regione Siciliana, nell’ambito delle proposte di utilizzo delle
risorse trasferite al PAC – Altre azioni a gestione regionale, ha
approvato lo stanziamento di 30.000.000 di euro per lo start up
del Patto dei Sindaci.
Al fine di promuovere e sostenere presso i Comuni
l’adesione al Patto dei Sindaci, la Regione Siciliana destina la
somma di € 7.641.453,00 per il finanziamento della
realizzazione dei PAES di tutti i Comuni della Sicilia.
Il contributo previsto è modulato in relazione a quattro
fasce dimensionali riferite al numero totale di abitanti del
singolo Comune (dati Istat al 1° gennaio 2012), partecipante in
forma singola ovvero associata.
Il contributo è costituito da una parte fissa, crescente per
fascia demografica di appartenenza, e da una parte variabile,
proporzionale al numero di abitanti residenti (Tabella 2.1).
Con decreto del Dirigente Generale del Dipartimento
regionale dell’Energia n. 413 del 04/10/2013 è stato approvato
il Programma di ripartizione di risorse ai Comuni della Sicilia,
al fine di “promuovere la sostenibilità energetico-ambientale
nei Comuni siciliani attraverso il Patto dei Sindaci (Covenant
of Mayors – PAC Nuove Iniziative Regionali)”.
Il Patto dei Sindaci è l’iniziativa della Commissione
Europea promossa nel corso della seconda edizione della
Settimana europea dell’energia sostenibile (EUSEW 2008).
L’obiettivo è di coinvolgere attivamente le città europee in
un percorso proiettato verso la sostenibilità energetica ed
ambientale, per mobilitare e responsabilizzare le autorità locali
nello sforzo congiunto di contribuire al perseguimento ed al
superamento degli obiettivi comunitari.
Le città utilizzano circa l’80% dell’energia consumata in
Europa, generando alti livelli di emissione di CO2.
In particolare le più alte emissioni si registrano nel settore
residenziale, seguono trasporti e industria.
Le città devono quindi avere un ruolo nella lotta ai
In base al Piano d’Azione europeo sull’efficienza
energetica è stato istituito il “Patto dei Sindaci” al fine di
impegnare le città, attraverso una specifica delibera del
Consiglio Comunale per:
raggiungere e superare gli obiettivi di riduzione delle
emissioni di CO2 al 2020 (principalmente attraverso
programmi di EE e FER);
adottare un Piano d’Azione (SEAP) per il
raggiungimento di tali obiettivi;
fornire un Report biennale;
consapevolezza dei cittadini).
Il Patto dei Sindaci è un programma strategico per la
Regione Siciliana per la promozione di politiche di contrasto
ai cambiamenti climatici e sostegno alla riqualificazione
energetico-ambientale dei propri territori, in funzione del
conseguimento degli obiettivi del pacchetto “20-20-20” e del
contributo al raggiungimento degli obiettivi regionali di
riduzione dei consumi di energia primaria di cui al decreto
ministeriale 15 marzo 2012 (decreto Burden Sharing), ma
anche per il rilancio dell’economia locale in chiave anticiclica
attraverso lo stimolo alla nascita e allo sviluppo di una nuova
imprenditoria “verde” e il contributo alla creazione di nuove
opportunità di lavoro qualificato e duraturo.
La Regione Siciliana ha sottoscritto il 9 novembre 2009
l’accordo di partenariato con la Direzione Generale
dell’Energia e dei Trasporti della Commissione Europea
(approvato con deliberazione di Giunta Regionale n. 164 del
15 giugno 2010), avente ad oggetto l’iniziativa Comunitaria
denominata “Patto dei Sindaci” (Covenant of Mayors), in
forza del quale è stata ufficialmente riconosciuta come
“Struttura di supporto” delle amministrazioni locali della
Intendimento della Regione Siciliana è di sostenere lo
sforzo delle autorità locali nell’adempimento degli obblighi
A tale scopo la Regione Siciliana invita i Comuni del
territorio regionale a partecipare al Programma.
L'Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità
avvierà inoltre un secondo programma, complementare,
riservato a quei Comuni della Sicilia, in possesso di PAES
approvato dal JRC ( Joint Research Centre), per finanziare la
progettazione delle azioni di miglioramento dell’efficienza
La Figura 2.2 sintetizza le tre fasi da attuare per la
riduzione dell’emissione di CO2 in atmosfera.
Firma del Patto dei Sindaci
Sviluppo dell'Inventario di Base delle Emissioni e del PAES
Attuazione del PAES
Presentazione periodica dei Rapporti di attuazione
20% in meno di CO2 entro il 2020
Mediante l’adesione della citata iniziativa, di tipo
volontario, l’autorità locale stringe un patto politico ed un
impegno programmatico nei confronti dei propri cittadini e
della Comunità Europea, con il quale si obbliga a raggiungere
e superare, entro il 2020, gli obiettivi di riduzione del 20%
Al fine di tradurre il loro impegno politico in misure e
progetti concreti, i firmatari del Patto si impegnano a:
- preparare un inventario delle emissioni (IBE) come
punto di partenza per le successive azioni. L’inventario
di Base delle Emissioni è uno strumento indispensabile
per la definizione di politiche di risparmio energetico
credibili, poiché solo conoscendo o stimando in modo
accurato lo stato di fatto delle emissioni prodotte
all’interno del territorio dell’Autorità locale, è possibile
stabilire obiettivi di riduzione specifici;
nell’ambito del perseguimento dell’obiettivo regionale
di Burden Sharing;
Gli obiettivi e le azioni devono essere identificati in
ordine di priorità, coinvolgendo gli stakeholders e la
comunità locale. Per le azioni ritenute prioritarie, deve
essere redatta una scheda specifica, nella quale si
analizza la fattibilità tecnico-economica e si verifichi la
possibilità di accesso a fonti di copertura finanziaria
Le emissioni censite includono quelle prodotte da:
consumi finali di energia;
produzione locale di elettricità
generazione locale di riscaldamento e raffrescamento;
altre fonti di emissioni (ad es. impianti di trattamento
deve essere predisposto un sistema di monitoraggio
degli obiettivi e delle azioni del PAES. Il sistema di
monitoraggio deve essere predisposto coerentemente con
l’adempimento degli obblighi derivanti dall’adesione al
Patto dei Sindaci e in conformità delle linee guida JRC e
dei modelli specifici forniti dalla Commissione europea;
L’alimentazione della banca dati predisposta dalla
Regione Siciliana impegna i Comuni che beneficiano dei
contributi del Programma di finanziamento al
caricamento dei dati dell’IBE e al PAES, nonché a
mantenere aggiornati, per almeno due anni dal termine
del progetto, i dati relativi al monitoraggio delle azioni e
del raggiungimento degli obiettivi.
presentare un Piano d’Azione per l’Energia
Sostenibile (PAES) entro un anno dalla formale ratifica
del Patto dei Sindaci. Il PAES deve individuare, a partire
dall’Inventario di Base (IBE), le azioni progettuali
(dirette e indirette) che l’Autorità locale intende porre in
essere per ridurre a livello locale, entro il 2020, le
emissioni in atmosfera di gas climalteranti (CO2) in
misura superiore al 20 % rispetto all’anno base,
coerentemente con i target di riduzione dei consumi di
energia primaria (tep) assegnati dalla Regione Siciliana
adattare le strutture degli Enti Locali, inclusa
l’allocazione di adeguate risorse umane. Il
rafforzamento delle competenze energetiche all’interno
dell’Amministrazione comunale richiede come requisito di
ammissibilità che il percorso di realizzazione del PAES
contribuisca al rafforzamento delle competenze del
personale tecnico che, all’interno dell’Amministrazione, si
occupa di risparmio energetico;.
presentare su base biennale, un Rapporto
sull’attuazione del Piano d’Azione.
I dieci elementi chiave da considerare durante la preparazione del PAES
Approvazione del PAES da parte del consiglio comunale (o un organo
decisionale equivalente)
Impegno a ridurre le emissioni di CO2 almeno del 20% entro il 2020
Inventario di base delle emissioni di CO2 (IBE)
Misure dettagliate relative ai settori chiave di attività
Strategie e azioni sino al 2020
Adattamento delle strutture cittadine
Mobilitazione della società civile
10. Presentazione del PAES e compilazione del modulo
Le azioni comprese nel PAES riguardano
nell’edilizia (pubblica, residenziale e terziaria) e
nella pubblica l’illuminazione;
l’integrazione della produzione di energia da
lo sviluppo di forme e di mezzi di trasporto
urbano sostenibile;
la realizzazione di infrastrutture energetiche
locali quali le reti intelligenti (smart grids),
incluse quelle per la ricarica e il rifornimento
della mobilità verde.
Il ruolo del JRC (Joint Research Centre) è quello di dare
il supporto tecnico-scientifico allo sviluppo, alla
implementazione ed al monitoraggio dell’iniziativa.
La figura 2.4 illustra il processo di analisi dei PAES
Al termine dell’analisi del PAES, il Comune riceverà un
feedback report, contenente i risultati dell’analisi e
raccomandazioni/suggerimenti su come migliorare il PAES.
I vantaggi del PAES sono:
 contribuire alla lotta globale contro il cambiamento
 la diminuzione globale dei gas serra protegge la città
contro il cambiamento climatico;
 dimostrare impegno nella tutela dell’ambiente e nella
gestione efficiente delle risorse;
 partecipazione della società civile;
 miglioramento della democrazia locale;
 migliorare l’immagine della città;
 visibilità politica durante il processo;
 ravvivare il senso di comunità intorno a un progetto
Dopo aver raccolto informazioni sulle emissioni di CO2
per i vari settori economici, il comune definirà le proprie
priorità e individuerà le misure più appropriate per ridurre le
emissioni di CO2. La quota di emissioni per settore varia di
città in città.
Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo totale
di energia nell’UE e sono spesso le principali fonti di CO2 e i
maggiori consumatori di energia.
Gli interventi per promuovere l’efficienza energetica e
l’utilizzo di energie rinnovabili variano in base al tipo di
edificio, all’utilizzo, all’età, alla posizione, al tipo di proprietà
(pubblica/privata).
La tabella 2.2 sintetizza gli elementi chiave da considerare
per la preparazione dei Piani d’Azione per l’Energia
Workshop Factor20 – Sostenibilità Energetico Ambientale nei Comuni Siciliani Palermo 19 novembre 2013 – Giulia Melica
vantaggi economici e occupazionali (adeguamento degli
edifici ...);
 migliore efficienza energetica e risparmio sulla fattura
 ottenere un quadro chiaro, veritiero e completo delle
uscite finanziarie connesse con l’utilizzo di energia e
un’identificazione dei punti deboli;
 sviluppare una strategia chiara, globale e realistica per il
miglioramento della situazione;
 accesso a fondi nazionali/europei;
 miglioramento del benessere dei cittadini (riduzione
della povertà energetica);
 sanità locale e qualità della vita (minore congestione del
traffico, miglioramento della qualità dell’aria ...);
 assicurarsi risorse finanziarie attraverso il risparmio
energetico e la produzione locale di energia;
 migliorare l’indipendenza energetica a lungo termine
 sinergie future con gli impegni e le politiche esistenti;
 preparazione per un migliore utilizzo delle risorse
finanziarie disponibili (locali, sovvenzioni dell’UE e
piani di finanziamento).
La tabella 2.3 riassume le azioni principali ed il ruolo dei
soggetti interessati nel processo dei PAES.
Il documento permette di identificare le principali fonti
antropiche di emissioni di CO2 e quindi di assegnare
l’opportuna priorità alle relative misure di riduzione.
L’elaborazione dell’IBE è di importanza cruciale poiché
l’inventario sarà lo strumento che consentirà alle autorità
locali di misurare l’impatto dei propri interventi relativi al
L’IBE mostrerà la situazione di partenza per l’autorità
locale e i successivi inventari di monitoraggio delle emissioni
mostreranno il progresso rispetto all’obiettivo.
Gli inventari delle emissioni sono elementi molto
importanti per mantenere alta la motivazione di tutte le parti
disposte a contribuire all’obiettivo di riduzione di CO2
dell’autorità locale, poiché consente di constatare i risultati dei
propri sforzi. L’obiettivo complessivo di riduzione di CO2 dei
Firmatari del Patto dei Sindaci è di almeno il 20% entro il
2020, da raggiungere attraverso l’attuazione del PAES nei
settori di attività influenzabili dall’autorità locale.
L’obiettivo di riduzione è definito rispetto all’anno di
riferimento stabilito dall’autorità locale. L’IBE quantifica le
emissioni nell’anno di riferimento. Oltre a tale inventario, gli
inventari delle emissioni saranno compilati negli anni
successivi in modo da monitorare i progressi rispetto
all’obiettivo. Questo tipo di inventario viene denominato
Inventario di Monitoraggio delle Emissioni (IME). L’IME
seguirà gli stessi metodi e principi dell’IBE. L’espressione
IBE/IME è usata nel descrivere temi comuni sia all’IBE che
all’IME.
2.1 - L’Inventario di Base delle Emissioni (IBE)
L’Inventario di Base delle Emissioni (IBE) quantifica la
CO2 emessa nel territorio dell’autorità locale (ossia del
Firmatario del Patto) durante l’anno di riferimento.
I risultati dell’IBE sono riportati all’interno del modulo
www.eumayors.eu.
I confini geografici dell’IBE/IME sono i confini
amministrativi dell’autorità locale. L’inventario di base di
CO2 si baserà essenzialmente sul consumo finale di energia,
includendo sia il consumo energetico comunale, sia quello
non comunale nel territorio dell’autorità locale. Tuttavia,
anche fonti non connesse all’energia possono essere incluse
nell’IBE.
L’IBE quantifica le seguenti emissioni derivanti dal
consumo energetico nel territorio dell’autorità locale:
a) emissioni dirette dovute alla combustione di carburante
nel territorio, negli edifici, in attrezzature/impianti e nei
settori del trasporto;
emissioni (indirette) legate alla produzione di
elettricità, calore o freddo consumati nel territorio;
c) altre emissioni dirette prodotte nel territorio, in base
alla scelta dei settori dell’IBE.
Per l’inserimento dei dati possono essere utilizzati dei
software per convertire in automatico i consumi energetici in
emissioni di serra.
Tali applicativi devono consentire la compilazione
automatica dei moduli ufficiali del PAES (Fig. 2.1.1 e 2.1.2).
Le figure 2.1.3, 2.1.4 e 2.1.5 mostrano le tabelle del
modulo PAES per l'inventario di Base per le Emissioni
Tabella A: Consumo energetico finale;
Tabella B: Emissioni di CO2 o equivalenti di CO2;
Tabella C: Produzione locale di elettricità e corrispondenti
TABELLE DEL MODULO PAES PER L’INVENTARIO DI BASE DELLE EMISSIONI
Fig. 2.1.4
Fig. 2.1.5
Amministrazioni, incentivare la produzione
da fonti rinnovabili e promuovere la realizzazione di reti di
L’allegato I al decreto 15 marzo 2012 dal titolo
“Regionalizzazione degli obiettivi di sviluppo delle FER”,
definisce per ciascuna regione e provincia autonoma, a
partire dai valori nazionali di sviluppo delle FER indicati da
Piano di Azione Nazionale per lo sviluppo delle fonti
rinnovabili, i valori di CFL, FER-E e FER-C e le percentuali
di FER sui consumi finali lordi (CFL).
Entro il 2020 l’Italia dovrà coprire il 17% dei consumi
finali di energia da fonti rinnovabili rispetto al Consumo
Finale Lordo.
L’allegato 2 al DM “Burden Sharing” del 15 marzo 2012,
per il calcolo dei valori iniziali di riferimento per il Consumo
Finale Lordo Elettrico (CFL E), fa riferimento al consumo
finale netto (fonte Terna), ottenuto come media dei consumi
del periodo 2006-2010 al quale sono state aggiunte le
perdite di rete e i consumi dei servizi ausiliari di centrale di
ogni singola regione. Per quanto riguarda il consumo da fonti
rinnovabili (CFL FER-E), il valore iniziale di riferimento è
ottenuto dalla produzione regionale elettrica lorda da fonti
rinnovabili relativa all’anno 2009 rilevata da GSE, calcolata
ai sensi della Direttiva 28/2009/CE.
La direttiva 28/2009 prevede che, per il calcolo del
contributo dell’energia idrica ed eolica, deve essere applicata
una formula di normalizzazione per attenuare gli effetti delle
Inoltre, l’elettricità prodotta in centrali di pompaggio che
utilizzano l’acqua precedentemente pompata a monte non
viene considerata come elettricità prodotta da fonti
Il Decreto Burden Sharing, previsto dal D.lgs n. 28 del 3
marzo 2011 e promulgato il 15 marzo 2012, stabilisce gli
obiettivi, per ogni singola regione, di copertura dei consumi
finali lordi (elettricità, calore e trasporti) con energia prodotta
da tecnologie che sfruttano le fonti rinnovabili.
Tali obiettivi concorrono unitamente all’obiettivo Statale
sui trasporti al raggiungimento dell’obiettivo nazionale del
Con il termine di Burden Sharing si intende la
ripartizione regionale della quota minima di incremento
dell’energia prodotta con fonti rinnovabili, in vista degli
obiettivi europei prefissati per il 2020.
Con il Decreto 15 marzo 2012, “Definizione e
qualificazione degli obiettivi regionali in materia di fonti
rinnovabili e definizione della modalità di gestione dei casi di
mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle
Regioni e delle province autonome (c.d. Burden Sharing)”,
vengono definiti, sulla base degli obiettivi contenuti nel
Piano di Azione Nazionale (PAN) per le energie rinnovabili,
gli obiettivi che tengono conto del consumo finale lordo di
energia di una Regione o Provincia autonoma e del consumo
di energia rinnovabile, secondo delle percentuali fissate dalla
tabella A riportata dal decreto suddetto.
La Tab. 3.1 sintetizza i consumi nazionali, la produzione
da FER e l’obiettivo percentuale delle FER sul Consumo
Finale Lordo (CFL) mentre il Consumo Finale Lordo
previsto dal PAN al 2020 è sintetizzato dalla Tab. 3.2
Consumi nazionali attesi dal PAN al 2020
Consumo atteso totale di energia, adeguato, nel
2020 (ktep)
Quantitativo atteso di energia da fonti rinnovabili
corrispondente all’obiettivo per il 2020 (ktep)
Obiettivo di energia da FER nel consumo finale lordo
di energia nel 2020
FER/CFL
Consumo Finale Lordo - Previsioni del PAN al 2020
Consumo Finale Lordo (CFL)
Impieghi previsti dalla direttiva
Obiettivo PAN 2020 (ktep)
La Tab. 3.3 sintetizza il quantitativo atteso di energia da
fonti rinnovabili corrispondenti all’obiettivo per il 2020.
CFL per le regioni al 2020 - kTep
Consumi da FER – Previsioni del PAN al 2020
Consumo da Fonti Rinnovabili (FER)
Di cui da produzione nazionale (FER-E)
Piemomte
TAA-Bolzano
TAA-Trento
PAN 2020 (ktep)
Consumo Lordo di elettricità da fonti rinnovabili
Consumi elettrici Consumi non
elettrici (ktep)
Di cui da mezz i diversi dalla produzione nazionale
(FER-E estero)
Consumo di energia da fonti rinnovabili per il
ris caldamento e il raffrescamento ( FER-C)
Consumo di energia da fonti rinnovabili nel
trasporto (FER-T)
Le Regioni e le Province Autonome, nel rispetto
dell’articolo 4 del decreto 15 marzo 2012, devono
prioritariamente sviluppare modelli di intervento per
l’efficienza energetica e integrare la programmazione in
materia di fonti rinnovabili, intervenire nel sistema dei
trasporti pubblici locali, nell’illuminazione pubblica, nel
settore idrico, negli edifici e nelle utenze delle Pubbliche
2.740,3
6.518,8
11.101,1
19.291,0
8.805,6
7.304,6
9.281,0
Composizione dell’elemento G “Consumi finali di prodotti petroliferi”
Consumi regionali da FER (FER E + FER C) - kTep
FER-E (ktep)
FER-C (ktep) Totale (ktep)
Composizione dell’elemento H “Consumi finali di carboni e prodotti derivati”
Composizione dell’elemento I “Consumi finali di gas”
Ripartizione regionale degli obiettivi al 2020 - %
regionale al
3.1 – Sicilia - Gli obiettivi regionali sulla quota di energia
da FER sul Consumo Finale Lordo
Alla Regione Siciliana è attribuito un obiettivo finale pari
al 15,9% di consumo da fonte energetiche rinnovabili sul
consumo finale lordo, che deve essere raggiunto passando da
obiettivi intermedi vincolanti che sono: il 10,8% al 2016 ed il
13,1% al 2018.
Al raggiungimento di tale obiettivo la regione partecipa
con propria libera programmazione essendo sancito
dall’art.117, terzo comma, della Costituzione, che
“produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”
assume materia di legislazione concorrente tra Stato e
Regioni, e che quindi rimane al legislatore nazionale solo la
determinazione dei principi fondamentali della materia,
mentre l’ulteriore disciplina legislativa e tutta quella
regolamentare ricade nella competenza delle Regioni, salvi
gli interventi sostitutivi o correttivi dello Sato.
Per il calcolo del consumo di energia da fonti rinnovabili
consumi di energia elettrica prodotta nella regione
(FER-E), calcolato come somma dei contributi delle
fonti rinnovabili prese in considerazione nel Piano di
Azione Nazionale (PAN);
consumi di fonti rinnovabili per il riscaldamento e per
il raffreddamento (FER-C), prese in considerazione nel
Non sono conteggiate nel calcolo regionale le FER-T
trasporti e le FER-E estero, in quanto il raggiungimento degli
obiettivi dipende quasi esclusivamente da strumenti in
disponibilità dello Stato.
Composizione degli obiettivi regionali di Burden sharing
Composizione dell’elemento A “Consumii da fonti rinnovabili”
3.2 – Sicilia – FER E sulla quota di CFL E
Il Consumo Finale Lordo Elettrico viene determinato dai
consumi elettrici pubblicati da Terna.
Come anno di riferimento sono presi in considerazione la
ripartizione derivante dalla media dei consuntivi dei consumi
regionali di energia elettrica nel periodo 2006 – 2010, inclusi
i consumi dei servizi ausiliari e perdite di rete, mantenendo
costante la quota di ogni regione.
Per il calcolo non è considerato, il saldo con le altre
Regioni, in quanto valore non consumato in regione.
La figura 3.2.1 riassume i consumi elettrici per la Sicilia
dall’anno iniziale di riferimento al 2020.
Il Consumo Finale Lordo da FER è dato dalla somma dei
contributi sia delle FER–E che delle FER–C
La figura 3.1.2 riassume il Consumo Finale Lordo per la
Sicilia al 2020.
La traiettoria al 2020 del consumo delle FER (E + C)
sono calcolate prevedendo una crescita lineare dall’anno di
riferimento, in conformità all’obiettivo nazionale di crescita
previsto dal PAN.
La figura 3.1.3 riassume lo sviluppo del consumo di FER
per la Sicilia dall’anno iniziale di riferimento al 2020,
secondo la traiettoria di seguito indicata.
La figura 3.2.2 riassume lo sviluppo delle FER–E per la
Sicilia dall’anno iniziale di riferimento al 2020.
Il CFL-C comprende i consumi per riscaldamento e
raffreddamento in tutti i settori (escluso il contributo
dell’energia elettrica per usi termici), i consumi per tutte le
forme di trasporto, ad esclusione del trasporto elettrico.
La figura 3.3.1 riassume i consumi non elettrici per la
Per quanto riguarda l’obiettivo finale di consumo di FERE rispetto al CFL-E la figura 3.2.3 illustra il rapporto tra
FER–E su CFL–E, dall’anno iniziale di riferimento al 2020.
La figura 3.3.2 riassume lo sviluppo delle FER–C per la
3.3 – Sicilia – FER C sulla quota di CFL C
La figura 3.3.3 illustra il rapporto tra FER–C su CFL–C,
L’anno di riferimento per il Consumo Finale Lordo non
elettrico (CFL-C) viene determinato dalla media dei consumi
regionali per calore e trasporti nel periodo 2005-2007,
elaborati da ENEA.
La figura 3.4.2 mostra il trend del consumo in Sicilia di
FER–E al 2012, rapportato all’anno iniziale di riferimento e
all’obiettivo al 2020. Il valore considerato è il valore effettivo
da dati Terna (quindi provvisorio), non ancora normalizzato
per eolico ed idrico.
Fig. 3.4.2
Il Consumo Finale Lordo non elettrico o (CFL–C) tiene
conto sia dei consumi per tutte le forme di trasporto, ad
eccezione del trasporto elettrico, i cui consumi sono inclusi
nel CFL–E che dei consumi per riscaldamento e
raffreddamento in tutti i settori (con esclusione del contributo
dell’energia elettrica per usi termici).
Dati GSE dal 2005 al 2011
* Il valore calcolato per il 2012, non ancora normalizzato, è da considerare
3.4 – Le FER E ed il Consumo Finale Lordo Elettrico
La figura 3.4.1 mostra i Consumi Finali Lordi Elettrici
(CFL–E) dal 2005 al 2012, tenendo come riferimento
l’obiettivo al 2020 per il CFL–E.
Per quanto riguarda il Consumo Finale Lordo Elettrico la
figura seguente mostra i consumi dal 2005 al 2012 in ktep
sulla base dei dati del GSE e di Terna.
Il valore del 2012 è calcolato come somma della
produzione lorda da termoelettrico più le rinnovabili idrico,
eolico e fotovoltaico, a cui è stata detratto il saldo con le
Per il 2012 emerge una contrazione del consumo elettrico
per la Sicilia.
Per quanto riguarda il rapporto percentuale tra FER–E ed
il CFL–E la figura 3.4.3 mostra come anche la percentuale
abbia superato la traiettoria di tendenza prevista dall’anno
iniziale di riferimento al 2020, superando il valore previsto al
Fig. 3.4.1
La figura 3.4.4 indica i valori di FER–E + FER–C al
2011 e al 2012. Trattasi di valori stimati, tenendo in
Fonte dati, dal 2005 al 2011, elaborazione da GSE (Simerì). Per il 2012 Terna.
considerazione un valore di 50 ktep per le FER – C sulla base
degli ultimi dati ENEA.
Rispetto al valore previsto per il 2012, questo risulta al di
sotto. I dati relativi al FER-C sono ancora stimati.
Fig. 3.6.2
3.5 – Il Tavolo Burden Sharing della Regione Siciliana
L’articolo 9 del decreto assessoriale n. 215 del 12 giugno
2013 “Strumenti ed azioni di monitoraggio degli obiettivi
regionali di uso delle fonti rinnovabili di energia e istituzione
del relativo registro regionale” (Fig. 3.5.1), al fine di
assicurare modalità condivise di realizzazione monitoraggio e
verifica degli obiettivi di Burden Sharing assegnati alla
Regione Siciliana, ha istituito il “Tavolo Burden Sharing”.
Per la produzione di calore attraverso collettori solari
termici risultano registrati 194 impianti.
3.7 – Il modello energetico locale
Attraverso l’attuazione delle azioni previste dal Progetto
Factor20/LIFE+ è stato realizzato un modello energetico
regionale per la determinazione dei consumi dei singoli Enti
Locali che costituiranno il punto di partenza del possibile
processo di ripartizione dell’obiettivo di Burden Sharing agli
Enti Locali. Partendo dai Consumi Finali Lordi dei singoli
enti locali è possibile determinare i fattori di ripartizione che
tengono conto, oltre che i consumi territoriali, anche della
popolazione residente, il numero di famiglie, la superficie
abitativa, il reddito complessivo per ogni comune, etc. Dai
dati regionali e provinciali di consumo, è possibile
quantificare su scala comunale i consumi di energia,
attraverso appositi algoritmi che tengono in considerazione
variabili (indicatori proxy) comunali.
Il sistema, “Modello energetico Sirena Factor20 Sicilia”,
prevede la raccolta dati energetici (consumo e produzione)
su base regionale, provinciale e comunale
Il tavolo risulta composto da 14 rappresentanti:
Regione Siciliana, Energy manager, Confindustria Sicilia,
ANCI Sicilia, Unione Petrolifera, GSE, ENEA, ISTAT,
ENEL, TERNA, Snam, Agenzia delle Dogane.
3.6 - Il registro degli impianti a fonte rinnovabile
Con decreto 12 giugno 2013, n. 215 dell’Assessore
Regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità è stato
istituito, presso il Dipartimento dell’Energia, il Registro degli
impianti da fonte energetica rinnovabile.
Il Registro è stato attivato nel mese di settembre 2013 ed
ad oggi è ancora in fase di implementazione.
Di seguito le percentuali di impianti per tipologia di
Il Sistema realizza una banca dati su scala comunale a
partire da banche dati di energia, socio economiche e locali.
Fig. 3.7.4
Fig. 3.7.5
Il modello prende come riferimento per il vettore
elettricità i consumi dell’anno, ripartiti nel settore
residenziale attraverso il numero di abitazioni occupate da
residenti e non residenti, e per i settori terziario, industriale
ed agricolo il numero di addetti.
Attraverso dei parametri di ripartizione vengono creati
degli algoritmi che consentono la disaggregazione a livello
Fig. 3.7.3
Il sistema consente di fare delle valutazioni ex ante
attraverso i dati di base del sistema, ed ex post con
l’inserimento dei dati da parte degli enti locali, utili per la
programmazione energetica a livello comunale.
SISTEMA NORMATIVO REGIONALE
l’aggiornamento del calendario per l’avvio delle Conferenze
dei servizi, da fare almeno dieci giorni prima dell’avvio delle
stesse e comunque non oltre novanta giorni dalla
pubblicazione dello stesso decreto. Stabilisce altresì che per
le Conferenze dei servizi a seguito di giudizio di
ottemperanza da parte dell’Autorità giudiziaria, i
provvedimenti finali di conclusione del procedimento ex art.
12 D.lgs n. 387/2003 saranno emanati previa verifica della
compatibilità delle aree individuate dai relativi progetti alle
indicazioni delle aree idonee e non idonee, che verranno
adottate con D.P.Reg, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del
D.P.Reg. n. 48/2012.
Con circolare 19 novembre 2013, vengono date
disposizioni in materia di impianti termici, anche alla luce di
quanto disposto dal DPR 16 aprile 2013, n. 74.
Si riportano di seguito tre tabelle sinottiche che
riassumono per sfera d’intervento i provvedimenti che la
Regione Siciliana ha emanato dal 2009 ad oggi.
LEGISLAZIONE IN MATERIA DI ENERGIA
Analizzando la legislazione regionale sull’energia si può
prendere come punto di partenza l’emanazione del D.P.Reg.
n. 48/2012 avvenuta il 17 agosto del 2012 con la
pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana. Tale provvedimento introduce
modifiche sostanziali al sistema autorizzativo per gli impianti
FER nella Regione Siciliana, introducendo nuovi strumenti di
semplificazione autorizzativa come la PAS.
Successivi provvedimenti si hanno a partire dal mese di
maggio 2013, quando con D.A. n. 161 del 17/05/2013
dell’Assessore Regionale all’Energia ed ai Servizi i Pubblica
“Mantenimento
dell’autorizzazione unica ex art. 12 del D.lgs 387/2003”,
l’Assessore pro-tempore interviene per evitare e diminuire i
contenziosi legali mossi contro la Regione da parte dei
soggetti che avevano presentato istanza di autorizzazione
unica. Con tale provvedimento viene chiesto ai soggetti che
avevano presentato istanza di autorizzazione di comunicare
se da parte loro sussiste ancora l’interesse all’iniziativa, viste
le innumerevoli modifiche del quadro di incentivazione
nazionale per la produzione di energia da FER ed, inoltre,
viene disposto per chi mantenga l’interesse, la
calendarizzazione delle Conferenze dei Servizi per l’esame
dei progetti. Con lo stesso decreto sono recepite le modifiche
al procedimento di autorizzazione unica per quanto riguarda
gli impianti soggetti a VIA.
Il 12 giugno 2013, con D.A. n. 215 “Strumenti ed azioni
di monitoraggio degli obiettivi regionali di uso delle fonti
rinnovabili di energia, definiti nel decreto 15 marzo 2012 c.d.
Burden Sharing”, introduce importanti strumenti per il
controllo e la verifica dell’installazione di impianti da FER
sul territorio regionale, ai fini di monitorare con cadenza
annuale il livello di installazione di queste tecnologie ed il
livello raggiunto dell’obiettivo di Burden Sharing attribuito
Uno strumento importante è rappresentato dal Registro
degli Impianti da Fonte Rinnovabile che obbliga il soggetto
titolare dell’impianto a comunicare la messa in esercizio di
impianti alimentati da FER di qualsiasi potenza installati sul
territorio regionale. E’ prevista, inoltre, l’istituzione di un
tavolo permanente presso l’Assessorato Regionale
dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, che riunisce i
soggetti titolari di dati sui vettori energetici, riconosciuti
ufficiali a livello nazionale ed europeo. Il Tavolo è stato
istituito con successivo D.A. n. 314 dell’11 settembre 2013.
Ad agosto 2013, in attuazione a quanto disposto dal
sopracitato D.A. n. 161/2013, il Dirigente Generale del
Dipartimento Regionale dell’Energia emana il DDG n. 294
con il quale si provvede a calendarizzare le conferenze dei
servizi per tutti i soggetti che hanno presentato il
mantenimento dell’interesse al rilascio dell’autorizzazione
unica ex art 12 del D.lgs 387/2003, nei tempi previsti dal
D.A. n. 161/2013.
Con Delibera della Giunta Regionale di Governo n. 319
del 26 settembre 2013 “Procedimenti autorizzativi per la
costruzione di impianti alimentati da fonti rinnovabili eoliche
– Iniziative” il Governo regionale ritiene che al fine di
tutelare il paesaggio ed il territorio l’avvio delle conferenze
dei servizi ed il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti
eolici debba essere posticipato all’approvazione del
regolamento indicante le aree non idonee, previsto dal
Con D.A. n. 412 del 3 ottobre 2013 l’Assessore
all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità dispone
Governance dell’energia
Giunta Regionale –Deliberazione 3 febbraio 2009, n. 1 – Piano Energetico
Ambientale Regionale Siciliano (P.E.A.R.S.)
L.r. 12 maggio 2010, n. 11 – Disposizioni programmatiche e correttive per
D.P.Reg.Sic. 18 luglio 2012, n. 48 – Norme di attuazione dell’art. 105,
comma 5, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
D.A. 12 giugno 2013, n. 215 dell’Assessore Regionale all’Energia ed ai
Servizi di Pubblica Utilità – Strumenti ed azioni di monitoraggio degli
obiettivi regionali di uso delle fonti rinnovabili di energia, definiti nel decreto
ministeriale 15 marzo 2012 c.d. Burden Sharing
D.A. 11 settembre 2013, n. 314 dell’Assessore Regionale all’Energia ed ai
Servizi di Pubblica Utilità – Istituzione tavolo sul Burden Sharing
Circolare 19 novembre 2013 dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei
Servizi di Pubblica Utilità – Disposizioni in materia di impianti termici
Giunta Regionale – Deliberazione 3 febbraio 2009, n. 1 – Piano Energetico
Ambientale Regionale Siciliano
L.r. 12 maggio 2010, n. 11 – Disposizioni programmatiche correttive per
D.D.G. 3 marzo 2011 del Dirigente Generale del Dipartimento Energia –
Disposizioni in materia di certificazione energetica degli edifici nel territorio
D.D.G. 1 marzo 2012 del Dirigente Generale del Dipartimento EnergiaDisposizioni in materia di impianti termici degli edifici nel territorio della
Giunta Regionale – Deliberazione n. 1 del 3 febbraio 2009. Piano Energetico
Ambientale Regionale
L.r. 12 maggio 2010, n. 11. Disposizioni programmatiche e correttive per
Circolare n. 73 del 15 giugno 2012 dell’Assessore Regionale all’Energia ed ai
Servizi di Pubblica Utilità – Incentivazione della produzione di energia
elettrica da fotovoltaico e indicazione per la realizzazione di impianti
fotovoltaici da installare sulle aree di proprietà comunali costituite dalle
D.A. 17 maggio 2013, n. 161 dell’Assessore Regionale all’Energia ed ai
Servizi di Pubblica Utilità – Mantenimento dell’interesse al rilascio
dell’autorizzazione unica ex art. 12 del D.lgs 387/2003
D.D.G 12 agosto 2013, n. 294 del Dirigente Generale del Dipartimento
Energia – Calendario della convocazione delle conferenze dei servizi
Giunta Regionale – Deliberazione 26 settembre 2013, n. 319 – Procedimenti
autorizzativi per la costruzione di impianti alimentati da fonti rinnovabili
eoliche - Iniziative
D.A. 3 ottobre 2013, n. 412 dell’Assessore Regionale all’Energia ed ai
Servizi di Pubblica Utilità – Disposizioni per l’aggiornamento dei calendari
delle conferenze dei servizi – tecnologia eolica e tecnologia fotovoltaica di cui
al decreto 12 agosto 2013
Domenico Santacolomba
Công trình trên đất yếu trần quang hộ. đại học quốc gia tp.hồ chí minh, 2004
hopchaubau
Susuki, zambaldi & pompeu, 2013. (applied eco. env. res.)
Th is is me ^ ^
LilShawty359
η συμβουλευτικη στο χωρο του σχολειου.Ppt τσαγακνελια αλεξανδρα
Αλεξάνδρα Τσαγκανέλια
Rapporto energia 2015