Source: http://lavoro.provincia.cs.it/index.php?option=com_content&view=article&id=159&Itemid=228
Timestamp: 2017-11-24 11:06:21+00:00
Document Index: 14287561

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2103']

Il Servizio gestisce la fase cosiddetta amministrativa delle procedure ex artt. 3, 4 e 24 della Legge 223/91 nei casi un'impresa avvii una procedura di mobilità (licenziamento collettivo), oppure richieda di accedere al trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.
La procedura di mobilità consiste nel licenziamento collettivo per riduzione del personale sia quando si è in presenza di una trasformazione dell'attività economica dell'impresa, sia in caso di riduzione o cessazione dell'attività.
La procedura per il collocamento in mobilità si applica a due diverse fattispecie di licenziamento per riduzione del personale:
1. la prima, prevista dall'art. 4 della legge 223/91, riguarda le sole imprese che rientrano nella disciplina dell'intervento straordinario della cassa integrazione e che, una volta ammesse a fruire di tale intervento, prevedano di non poter reimpiegare tutti o parte dei lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative.
2. la seconda, il licenziamento collettivo, prevista dall'art. 24 della legge 223/91, riguarda tutti i datori di lavoro, a condizione che occupino più di quindici dipendenti, che, in conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, o di cessazione di attività, intendano effettuare almeno cinque licenziamenti nell'arco di 120 giorni, in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell'ambito del territorio di una stessa provincia;
La procedura è identica: l'unica sostanziale differenza è rappresentata dal requisito numerico che è richiesto solo nell'ipotesi di licenziamento collettivo e che si realizza qualora le imprese intendano effettuare almeno cinque licenziamenti, nell'arco di 120 giorni, in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell'ambito del territorio di una stessa provincia.
Il limite di "almeno cinque licenziamenti", riferito ai lavoratori coinvolti nella riduzione di personale, riguarda l'apertura della procedura, mentre la procedura stessa può concludersi anche con un numero di licenziamenti inferiori a cinque.
La procedura non si applica alle eccedenze di personale determinate da fine lavoro nelle imprese edili e nelle attività stagionali o saltuarie, nonché per i lavoratori assunti con contratto a termine.
La procedura prevista dall'art. 24 si applica anche ai datori di lavoro non imprenditori che svolgono, senza fini di lucro, attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione o di religione o di culto (ad es. le associazioni politiche o sindacali, le associazioni di volontariato, gli studi professionali).
A fronte delle due possibilità previste dalla legge per il collocamento in mobilità dei lavoratori (art. 4 e art. 24), solo per i lavoratori licenziati da aziende rientranti nel campo di intervento della CIGS (datori di lavoro imprenditori), è prevista l'erogazione di una apposita indennità mensile, mentre i lavoratori dipendenti da datori di lavoro non imprenditori, hanno diritto alla sola iscrizione nelle liste di mobilità senza percepire la relativa indennità.
In tale eventualità, viene assicurato a tutti i dipendenti (con un’anzianità di servizio di almeno 90 giorni alla data della richiesta) un’indennità pari all’80% della retribuzione che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, nei limiti dei massimali di legge.
L’istituto opera in caso di sospensione o riduzione di attività motivate da:
Ristrutturazione (mutamento di tecnologie),riorganizzazione (mutamento dell’organizzazione aziendale) o riconversione aziendale (mutamento dell’attività stessa);
Crisi aziendale di particolare rilevanza sociale in relazione alla situazione occupazionale locale e alla situazione produttiva del settore;
Imprese industriali (comprese quelle edili e affini, artigiane dell’indotto, appaltatrici di servizi di mensa e ristorazione, appaltatrici di servizi di pulizia del terziario, cooperative agricole e relativi consorzi, dei settori ausiliari del servizio ferroviario) che abbiano occupato mediamente più di 15 lavoratori nel semestre precedente la data di presentazione della richiesta di intervento integrativo salariale, computati anche gli apprendisti, i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, i lavoratori part-time (computati per l’intero), i lavoratori a domicilio e i dirigenti;
Imprese commerciali, agenzie di viaggio e turismo che occupino più di 50 dipendenti alla data di presentazione della domanda;
Con la procedura di mobilità viene attuato un meccanismo di intervento dello Stato Sociale per consentire, entro certi limiti e a determinate condizioni, ai lavoratori licenziati da imprese in crisi l’iscrizione in una speciale lista di mobilità diretta a favorire il loro reinserimento in altra impresa, nonché la fruizione di una speciale indennità di disoccupazione (c.d. indennità di mobilità) in attesa della nuova occupazione.
La legge 223/91 regolamenta i licenziamenti collettivi per riduzione del personale e la messa in mobilità dei lavoratori.
La procedura di mobilità può essere attivata da:
- imprese che rientrino nella disciplina dell'intervento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria e che, una volta ammesse a fruire di tale intervento, ritengano di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative (art. 4, comma 1, Legge n.223/1991);
- imprese industriali che occupino più di 15 dipendenti e imprese commerciali che occupano più di 50 dipendenti, nel semestre precedente l'avvio della procedura in esame, e che, in conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, intendano effettuare almeno 5 licenziamenti, nell'arco di 120 giorni, in ciascuna unita produttiva o in più unità produttive nell'ambito del territorio di una stessa provincia, ovvero intendano cessare l'attività.
1. Comunicazione alle OO.SS.
L’azienda che intenda avviare le procedure di mobilità deve darne preventiva comunicazione scritta alle RSA o RSU, nonché alle rispettiveassociazioni di categoria. In mancanza delle predette rappresentanze, la comunicazione deve essere effettuata alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Detta comunicazione può anche essere effettuata per il tramite dell’associazione di lavoro alla quale l’impresa aderisce o conferisce mandato.
La comunicazione deve indicare (art. 4 c. 3 L. 223/91):
- i motivi che determinano la situazione di eccedenza;
- i motivi tecnici, organizzativi o produttivi per i quali l’impresa non ritiene di poter adottare misure idonee ad evitare la dichiarazione di mobilità;
- il numero, la collocazione aziendale ed il profilo professionale del personale eccedente e del personale abitualmente impiegato;
- i tempi di attuazione del programma di mobilità;
- le eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione del programma;
- il metodo di calcolo di tutte le eventuali attribuzioni patrimoniali diverse da quelle già previste dalla legislazione vigente e dalla contrattazione collettiva.
Alla comunicazione deve essere allegata copia della ricevuta del versamento all’INPS, previsto dall'art. 4 della L. 223/91, a titolo di anticipazione di una somma (c.d. contributo d’ingresso) pari al trattamento massimo mensile di integrazione salariale moltiplicato per il numero dei lavoratori ritenuti eccedenti.
Copia della comunicazione e della ricevuta di versamento devono essere contestualmente inviate alla Provincia.
2. Esame Congiunto
Entro 7 giorni dalla data del ricevimento della comunicazione, le RSA (o RSU) e le associazioni di categoria possono chiedere un incontro con l’imprenditore al fine di valutare, attraverso un esame congiunto, la situazione e tentare strade alternative ai licenziamenti (ad esempio: contratti di solidarietà, gestione flessibile dell’orario di lavoro, deroga al divieto posto dall’art. 2103 c.c. relativo al divieto di adibire i lavoratori a mansioni inferiori).
La procedura deve chiudersi entro 45 giorni dalla data del ricevimento della comunicazione. Il termine è ridotto alla metà quando i lavoratori interessati alla procedura sono meno dieci. Nel caso di procedure concorsuali il periodo massimo è determinato in 30 giorni.
3. Comunicazione alla Provincia dell'esito dell'esame congiunto
Al termine della procedura sindacale, l’impresa deve comunicare alla Provincia l’esito della consultazione e i motivi del suo eventuale risultato negativo. Analoga comunicazione può essere inviata alla Provincia da parte delle associazioni sindacali dei lavoratori.
4. Mancato Accordo
Qualora non sia stato raggiunto l’accordo, la Provincia convoca le parti per un ulteriore esame, formulando anche proposte per il raggiungimento di un accordo. L’esame deve concludersi entro 30 giorni dal ricevimento da parte della Provincia della comunicazione dell’impresa. Il termine è ridotto a metà se il numero dei lavoratori interessati alla procedura è inferiore a dieci.
5. Oneri a carico della Provincia
La Provincia comunica l’esito dell’esame alla sede competente dell’INPS, allegando l’eventuale accordo sindacale, ai fini della determinazione del numero di rate da versare all’INPS.
6. Dichiarazione di Recesso
Raggiunto l’accordo sindacale, ovvero conclusa la procedura in sede amministrativa, l’impresa ha facoltà di collocare in mobilità gli impiegati, gli operai e i quadri eccedenti, comunicando per iscritto a ciascuno di essi il recesso, nel rispetto dei termini di preavviso.
La facoltà di recesso deve essere esercitata per tutti i lavoratori assoggettati alla procedura nel termine di 120 giorni dalla sua conclusione, ovvero entro il diverso termine previsto dall’accordo sindacale. Superato tale termine, la procedura di mobilità perde di efficacia ed occorre, eventualmente, avviarne una nuova.
7. Oneri a carico dell'Impresa
Per ciascun lavoratore posto in mobilità l’impresa è tenuta a versare all’INPS una somma pari a:
- sei volte il trattamento iniziale di mobilità se il licenziamento è avvenuto dopo il periodo di fruizione della CIGS;
- nove volte il trattamento iniziale se la procedura è avviata senza avere prima utilizzato la CIGS;
- tre volte il trattamento iniziale in entrambe le fattispecie, qualora la procedura di messa in mobilità avviene previo accordo sindacale.
Contestualmente alla comunicazione del recesso ai lavoratori, l’impresa deve inviare l’elenco dei lavoratori collocati in mobilità a:
La comunicazione, effettuata a mezzo di appositi Moduli, deve indicare per ciascun soggetto: nominativo, luogo di residenza, qualifica, livello di inquadramento, età, carico di famiglia e la puntuale indicazione delle modalità con cui sono stati applicati i criteri di scelta per l’individuazione dei lavoratori licenziati.
Gestione liste di mobilità
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