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Timestamp: 2017-12-16 01:36:15+00:00
Document Index: 34399346

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 6', 'art. 30', 'sentenza ']

Sanzione | Studio Legale Ambientale
bonifiche e proprietario incolpevole
BONIFICHE: NESSUN OBBLIGO PER IL PROPRIETARIO INCOLPEVOLE
Il Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria, con l’ordinanza 21/2013 è intervenuto su un tema assai controverso, segnatamente in materia di obblighi del proprietario del sito non responsabile del caso di contaminazione.
Con tale importante pronuncia, è stato enunciato il principio in base al quale gli interventi di riparazione/messa in sicurezza/bonifica/ripristino gravano esclusivamente sul responsabile della contaminazione; in ultima istanza, laddove il responsabile non possa essere individuato o non provveda, sarà la Pubblica Amministrazione a dover intervenire e provvedere.
Tuttavia, in ragione dei legittimi dubbi di conformità del quadro normativo nazionale (parte IV del D.lgs 152/2006 e s.m.i) rispetto ai principi fondamentali dell’ Unione Europea in materia ambientale, primus inter pares quello del “chi inquina paga”, il CdS ha inoltrato alla Corte di Giustizia Ue apposita questione interpretativa.
In attesa di ulteriori sviluppi, va preso atto della scelta operata dalla massima autorità giurisdizionale amministrativa italiana.
admin, ottobre 18th 2013 | Tags: bonifiche, giurisprudenza, proprietario incolpevole, Rifiuti, Sanzione
Posted in Diritto Ambientale Internazionale, Rifiuti
AVVOCATO e RIFIUTI: Smaltimento amianto senza autorizzazione
L’art. 30, co. 7 d.lvo 22/97 impone l’obbligo di iscrizione al vecchio Albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti solo alle ditte che intendono svolgere le attività di smaltimento descritte nel art. 2 del D.P.R. n. 915/82, mentre nessun obbligo di iscrizione è previsto per le ditte che svolgono attività di bonifica.
L’art. 6 del D.L.vo n. 22/97 definisce nelle lettere g) ed n) le attività di smaltimento e di bonifica, differenziandole tra loro.
Tale disposto, peraltro, riproduce con riferimento, tra le altre, alle imprese che effettuano attività di bonifica dei beni contenenti amianto, l’obbligo di cui all’art. 5 del D.L. n. 662/1996, i cui effetti sono stati fatti salvi dall’art. 1 della L. 11.11.1996 n. 575.
L’obbligo di iscrizione all’Albo Nazionale per le imprese di bonifica dall’amianto, peraltro, era già previsto dalla normativa previgente all’entrata in vigore del D.L.vo n. 22/97, sicché esso non poteva che riferirsi all’Albo Nazionale già esistente e non al nuovo Albo istituito dal testo unico citato.
Orbene, alla luce della rilevata continuità normativa tra le disposizioni che hanno imposto l’obbligo di iscrizione alle imprese di bonifica dall’amianto, risulta pienamente applicabile a queste ultime il disposto di cui all’art. 30, co. 7, del D.L.vo n. 22/97, secondo cui: “in attesa dell’emanazione dei decreti di cui ai commi 2 e 3, continuano ad operare, rispettivamente il Comitato nazionale e le Sezioni regionali dell’Albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti di cui all’art. 1 del decreto legge 31 agosto 1987 n. 361, convertito, con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1987 n. 441”.
Inoltre tale disposto circa la ultrattività operativa degli organismi esistenti trova un riscontro di carattere generale nella norma di chiusura di cui all’art. 57, co. 1 del decreto legislativo citato, secondo cui: “le norme regolamentari e tecniche che disciplinano la raccolta, il trasporto e lo smaltimento del rifiuti restano in vigore sino all’adozione delle specifiche norme adottate in attuazione del presente decreto. A tal fine ogni riferimento ai rifiuti tossici e nocivi si deve intendere riferito ai rifiuti pericolosi”.
E’ appena il caso di rilevare a proposito del citato disposto come l’attività di recupero dell’amianto da altri materiali e di successiva messa in sicurezza rientra nella nozione di raccolta dei rifiuti secondo la definizione di cui all’art. 6, co. 1 lett. e), del D.L.vo n. 22/97.
Per completezza di esame va aggiunto, infine, che ai sensi dell’art. 30, co. 4, del decreto legislativo “L’iscrizione”…- sostituisce l’autorizzazione all’esercizio delle attività dl raccolta di trasporto, di commercio e di intermediazione dei rifiuti” sicché sì palesa evidente che, mancando l’iscrizione all’Albo, resta operante l’obbligo di munirsi della autorizzazione prescritta in via generale dalla legge.
admin, gennaio 22nd 2010 | Tags: Abbandono rifiuti, ALBO, Avvocato Ambiente, Diritto Ambiente, Ecoavvocato, Legislazione Ambientale, Rifiuti, Rimozione, Sanzione, Tutela Ambiente
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