Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/02/novita-fiscali-dell8-febbraio-2008-attivita-promozionali-per-la-vendita-gli-accordi-commerciali-devono-essere-stipulati.html
Timestamp: 2018-05-20 19:34:07+00:00
Document Index: 40469360

Matched Legal Cases: ['art. 190', 'art. 2', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 2359', 'art. 9', 'art. 177', 'art. 37', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 26']

Novità fiscali dell'8 febbraio 2008: attività promozionali per la vendita: gli accordi commerciali devono essere stipulati in maniera chiara; agenti di commercio: quando non è dovuta l’IRAP
1) Vidimazione registri di carico e scarico rifiuti: Novità dal 13/2/2008
2) Operazioni straordinarie di gruppo: Conferimenti di partecipazioni liberi
3) Agenti di commercio: Quando non è dovuta l’IRAP
4) Nuovo software del 6/2/2008 per la dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA
5) Modelli di dichiarazione 2008: Unico SC: modello ed istruzioni (bozze)
6) Accertamento per l’anno 2007 del cambio in euro delle valute estere
7) Attività promozionali per la vendita: Gli accordi commerciali devono essere stipulati in maniera chiara, al fine poterne accertare la qualifica di prestazioni di servizi oppure di sconti commerciali
8) SIIQ e SIINQ: Istituiti i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle imposte sostitutive di IRES e di IRAP
Dal 13/2/2008, i registri di carico e scarico delle imprese che trasportano e producono rifiuti dovranno essere numerati e vidimati dalla Camera di Commercio territorialmente competente (art. 190 comma 6 del D.Lgs. 152/2006, modificato dall’art. 2 comma 24-bis del D.Lgs. 4/2008).
I registri già in uso e regolarmente vidimati in precedenza dall’Agenzia delle Entrate, potranno continuare ad essere utilizzati.
I registri già in uso ma non vidimati non potranno più essere utilizzati.
In tale eventualità, vanno presentati alla Camera di Commercio dei nuovi registri da numerare e vidimare.
Per la numerazione e vidimazione di ogni registro, indipendentemente dal numero di pagine, va pagato il diritto di segreteria di Euro 30,00.
Non si pagano la tassa di concessione governativa e l’imposta di bollo.
(Avviso Camera di Commercio di Milano 07/02/2008)
Ai conferimenti di partecipazioni tra società del gruppo si applica quanto prevede l’art. 177 del TUIR e non, invece, la valutazione al valutazione al valore normale.
Secondo l’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (norma di comportamento n. 170/2008) l’art. 177, comma 2, del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), in materia di scambi di partecipazioni, si applica anche ai casi in cui, tra i soggetti conferenti e la società conferitaria, anche prima del conferimento, esistano rapporti di partecipazione diretti o indiretti (siano di minoranza oppure di controllo).
Peraltro, tale articolo del TUIR regola il conferimento di azioni o quote di partecipazione in una determinata società, con il quale la società conferitaria acquisisce il controllo di una società ai sensi dell’art. 2359, comma 1, numero 1), del C.c. o l’incremento del controllo in virtù di un obbligo legale o di un vincolo statutario.
In particolare, in funzione del citato articolo 177, le azioni o quote di partecipazione emesse dalla società conferitaria e ricevute a seguito di tale conferimento, sono valutate (ai fini della determinazione del reddito imponibile dei conferenti) in base alla corrispondente quota delle voci di patrimonio netto formatosi nella società conferitaria per effetto del conferimento stesso (anziché in base al valore normale ai sensi dell’art. 9, del D.P.R. n. 917/1986).
Il contenuto della disposizione non consente – a parere della Associazione Italiana Dottori Commercialisti – interpretazioni limitative della sua applicabilità ai soli casi in cui manchino rapporti partecipativi tra conferente e conferitaria, sicché deve ritenersi che l’art. 177, comma 2, si applichi anche ai conferimenti di partecipazioni in una società posti in essere da soggetti già partecipanti – direttamente o indirettamente – alla società conferitaria e che – prima del conferimento – abbiano posseduto il controllo, diretto o indiretto, della società partecipata, poi trasferito alla conferitaria in seguito al conferimento stesso.
Tutto ciò deriva dall’interpretazione letterale della norma, oltre che dalle disposizioni comunitarie (direttiva n. 90/434/CE).
Infine, a parere dell’Associazione si tratta, comunque, di questione interpretativa non risolvibile attraverso l’applicazione delle disposizioni antielusive, di cui all’art. 37-bis, D.P.R. n. 600/1973.
In conclusione, l’Associazione Italiana Dottori Commercialisti, ha voluto intervenire sul problema (dei conferimenti contemplati dall’art. 177, comma 2 del Tuir effettuati tra soggetti che dipendano entrambi in via diretta o indiretta da uno stesso soggetto controllante) sorto con la risoluzione 57/E del 22/3/2007, nella quale l’Agenzia delle Entrate ha affermato l’inapplicabilità della norma speciale contenuta nell’art. 177, comma 2, sui conferimenti di partecipazioni, ove diano luogo ad un trasferimento del controllo di diritto tra soggetti coinvolti nel conferimento non indipendenti tra loro.
Mancando una sostanziale novità del controllo, verrebbe a mancare una valida ragione economica rilevando connotazioni di elusività nel conferimento.
La norma di comportamento n. 170/2008 ha, invece, sostenuto l’applicabilità dell’art. 177, comma 2 anche ai conferimenti infragruppo o tra soggetti che fanno capo alla stessa compagnia, per i tre seguenti motivi:
– Interpretazione letterale della norma;
– l’interpretazione dell’Agenzia è incompatibile con il diritto comunitario;
– l’inidoneità della norma antielusiva dell’art. 37-bis del Dpr 600 a sostenere la tesi dell’Agenzia delle Entrate.
(Associazione Italiana Dottori Commercialisti, norma di comportamento n. 170 del 05/02/2008)
La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 2702 del 5/2/2008, ha stabilito che l’agente di commercio è soggetto al pagamento dell’IRAP solo se sia in possesso di un ufficio e dei dipendenti o, comunque, di beni strumentali di un certo rilievo.
Pertanto, gli agenti di commercio che lavorano solo con auto e valigetta non devono pagare l’IRAP.
Se, Invece, possiedono, per l’attività esercitata, un ufficio e dei dipendenti sono tenuti a versare l’imposta regionale.
La Suprema Corte con tale neo sentenza ha, così, respinto il ricorso presentato dall’Amministrazione Finanziaria e ha confermato il rimborso nei confronti di un agente di commercio che esercita l’attività soltanto con beni strumentali modesti.
Detta sentenza giunge a ridosso dell’attesa circolare con la quale la stessa Agenzia delle Entrate dovrebbe fare chiarezza, in quali casi spettano l’esenzione da IRAP, in particolare per i professionisti.
Ma intanto la Corte di Cassazione sta emettendo sentenze favorevoli ai contribuenti che esercitano anche attività di tipo imprenditoriale (vedi agenti di commercio).
(Corte di Cassazione con la Sentenza del 5/2/2008, n. 2702)
Pubblicate versioni aggiornate del software di compilazione delle dichiarazioni telematiche di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA imprese individuali e lavoratori autonomi ed il relativo software di controllo per adeguamento al nuovo modello.
Si tratta, in particolare, della versione software: 2.0.0 (Attribuzione p.IVA imprese individuali) – 1.9.0 (Variazione dati p.IVA imprese individuali) – 1.8.0 (Cessazione attività IVA mod. AA9-AA7) del 06/02/2008
(Agenzia delle Entrate, Nota del 07/02/08)
Dal 7/2/2008 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la bozza e le istruzioni del modello Unico SC 2008 (società di capitali ed enti commerciali).
Tra le prime novità è possibile da subito segnalare, la presenza del termine Trust.
Il recepimento di talune misure contenute nelle ultime leggi per i non residenti.
Ritorna la scelta per l’invio (tramite barratura di apposta casella) dell’avviso bonario all’intermediario che ha trasmesso la dichiarazione, altrimenti la notifica avviene con raccomandata al domicilio del contribuente.
Seguono poi le novità per l’imposta sostitutiva per SIIQ e SIINQ, quelle arrecate dalla Legge finanziaria 2008 per il regime di impresa.
Determinato il controvalore degli importi in valuta, ai fini della dichiarazione annuale per gli investimenti
(Provvedimento Agenzia delle Entrate, 07/02/2008, prot. 2008/12543)
Assodato che ogni singolo accordo può differire in base alle intese che si instaurano tra l’impresa produttrice e quella distributrice, in linea generale, l’Agenzia delle Entrate con risoluzione ha fornito alcune considerazioni in merito al contenuto degli accordi commerciali ed in particolare alle operazioni relative all’attività promozionale da svolgere, riportate negli accordi medesimi, allo scopo di inquadrarle tra le prestazioni di servizi o tra gli sconti/abbuoni.
Si é in presenza di servizi promozionali quando l’impresa acquirente dei beni (impresa distributrice) si obbliga, su richiesta e a favore dell’impresa venditrice dei beni medesimi (impresa produttrice), ad incentivare la vendita dei beni acquistati.
Il corrispettivo pattuito per tali servizi rappresenta un compenso condizionato al realizzarsi di un’ obbligazione di fare da parte del cliente nei confronti del fornitore.
Operazioni che possono essere definite: “prestazioni di servizi promozionali”
Tra le più diffuse fattispecie di servizi promozionali in uso negli accordi commerciali possono essere incluse quelle di seguito riportate (la lista non é esaustiva in considerazione del continuo evolversi delle tecniche di vendita e di promozione).
a) Esposizione Preferenziale
Attività consistente nell’esposizione dei prodotti del fornitore in posizioni particolarmente visibili presso il proprio punto di vendita.
Si tratta, ad esempio, delle operazioni denominate: fuori scaffale, fuori banco, testata di gondola, isola o box pallet, evidenziazione a scaffale, ampliamento spazio.
b) Presidio e mantenimento dell’assortimento dei prodotti nel punto di vendita
Attività consistente nel mantenere nel proprio punto di vendita una determinata gamma o un numero minimo di prodotti o di referenze del fornitore.
Assumendo un obbligo di presidio assortimentale di fatto il distributore vincola in modo continuativo (o per un determinato periodo) uno spazio ben determinato dello scaffale a determinati prodotti o referenze e ne garantisce la presenza riducendo le rotture di stock.
c) Nuove aperture
Attivita’ consistente in prestazioni di co-marketing (intendendosi per co-marketing l’accordo stipulato tra varie aziende al fine di sviluppare un’azione di marketing comune con la conseguente ripartizione dei relativi costi), esposizione preferenziale o volantini sui prodotti del fornitore in occasione dell’apertura di nuovi punti di vendita, del loro ampliamento, del rinnovo dei locali o della trasformazione da Super a Iper.
d) Inserimento prodotti (listing o fast listing)
Attività consistente nell’inserimento nel proprio punto di vendita di una particolare tipologia di prodotti, per un periodo di tempo concordato (nuovi prodotti in lancio).
Il servizio offerto dal distributore consiste nel vincolare un determinato spazio a scaffale per un prodotto il cui potenziale di volume é ignoto.
In questo senso il distributore assume un obbligo di esposizione del prodotto indipendentemente da logiche di rotazione e margine. L’entità dell’obbligo assunto può essere variabile in funzione della velocità di penetrazione concordata e del numero di punti vendita o cluster di punti vendita interessati all’attività stessa.
e) Operazioni volantino
Attività volta ad includere i prodotti del fornitore in volantini promozionali da diffondere nei punti di vendita.
f) Esclusiva
Attività consistente nel vendere, nei banchi conservatori forniti dal fornitore (es: banchi frigo per i gelati), esclusivamente i prodotti del fornitore stesso e non anche la medesima tipologia di prodotti della concorrenza.
g) Promo-pubblicitari
Attivita’ volta alla pubblicizzazione dei prodotti del fornitore presso il proprio punto di vendita (es: insegna pubblicitaria, locandina, floor graphics, pendolini).
h) Operazioni di co-marketing
Attività consistente nell’organizzazione di promozione/vendita dei prodotti del fornitore in formato speciale, abbinati a gadgets o flashati per operazioni a premio oppure a svolgere attività promozionali che affianchino i prodotti / loghi del fornitore a quelli propri del distributore.
i) Cessione dati profilazione cliente
Attività finalizzata a rendere disponibili al partner commerciale dati statistici anonimi volti ad illustrare i comportamenti di acquisto dei clienti all’interno dei punti di vendita.
Congruità dei compensi e loro deducibilità
Il compenso per i servizi promozionali che l’impresa fornitrice deve corrispondere all’impresa cliente deve essere congruo, nel senso che deve essere determinato opportunamente rispetto alla prassi commerciale e fatturato adeguatamente in relazione ai servizi resi onde evitare che lo stesso possa configurarsi come contributo o liberalità che l’impresa produttrice corrisponde a quella distributrice.
Qualora il compenso si configurasse come contributo o liberalità, il soggetto erogante non
potrebbe dedurlo nella determinazione del reddito d’impresa.
Nella prassi commerciale il compenso viene determinato nel contratto in misura fissa o, più frequentemente, in misura percentuale sul fatturato, ovvero sull’ammontare dei beni acquistati.
In quest’ultimo caso é opportuno specificare nell’accordo commerciale l’impegno ad acquistare/erogare servizi promozionali per un importo complessivo che, dovendosi commisurare ad un importo (percentuale del fatturato) non ancora noto, può essere indicato facendo riferimento ad un numero minimo di eventi/attività da realizzare, rimandando, per ulteriori dettagli, a quanto contenuto nel calendario promozionale o in eventuali accordi integrativi periferici.
Modalità di fatturazione, aliquota IVA applicabile
I corrispettivi pattuiti per i servizi devono essere fatturati con l’applicazione dell’ IVA nella misura ordinaria del 20%.
La fattura, ai sensi del comma 2, dell’art. 21 del DPR n. 633/72, va datata e numerata in ordine progressivo per anno solare e contiene i dati identificativi dei soggetti tra cui é effettuata l’operazione, il numero di partita IVA e codice fiscale del cedente o prestatore, la natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione, la base imponibile, l’aliquota e l’ammontare dell’imposta, indicazioni aggiuntive obbligatorie per ipotesi particolari (es. operazioni non imponibili, esenti, cessione intracomuntaria, cessione ad esportatori abituali, sconto, premio o abbuono, ecc), per le società occorre indicare ulteriori elementi quali l’ufficio del registro presso il quale è iscritta la società, il numero dell’iscrizione, il Capitale Sociale ecc.)
La fatturazione può essere:
Per specifiche operazioni: Singola o riepilogativa in questo caso la fattura deve contenere, in aggiunta agli elementi sopra richiamati, il riferimento all’accordo quadro/integrativo in cui sono fissate:
a) le condizioni di calcolo del compenso;
b) il calendario promozionale;
c) i punti vendita (o tipologia di punti vendita) in cui si é svolta la promozione, se specificamente individuati, altrimenti la dicitura “nell’intera rete di punti vendita”;
d) il periodo di promozione, i prodotti o la categoria oggetto di promozione.
Normalmente questo tipo di fatturazione avviene con riferimento a un tariffario-servizi anche se l’accordo prevede l’impegno per una percentuale sul fatturato annuale.
E’ pertanto utile che l’addebito avvenga sempre indicando la dicitura “acconto” e “salvo conguaglio”.
Il conguaglio é in questo caso di tipo tariffario e a consuntivo di fatturato e può essere addebitato in misura fissa con un unico documento che indichi (almeno in allegato) la base dell’accordo (fatturato effettivo e percentuale concordata), gli acconti già corrisposti e il residuo;
Oppure, nel caso di pagamenti periodici, ossia a scadenze determinate dei corrispettivi, da cui consegue l’obbligo di fatturazione “con cadenza periodica” delle singole prestazioni rese.
Il documento deve contenere anche l’indicazione se la singola prestazione é riconducibile ad un’attività unitaria.
Analogamente a quanto precisato per le fatturazioni specifiche, è opportuno che l’addebito avvenga sempre indicando la dicitura “acconto” e “salvo conguaglio”.
Nell’ipotesi in cui le singole prestazioni promozionali rese nel corso del tempo non siano riconducibili ad un’attività promozionale unitaria, la fattura emessa all’atto del pagamento deve intendersi riferita alla singola prestazione promozionale effettuata anche in esecuzione di un contratto ad esecuzione continuata e periodica.
Possono verificarsi casi in cui le imprese che prestano i servizi promozionali, facciano emettere da terzi (es. centrale/gruppo di acquisto) la relativa fattura ai sensi dell’art. 21, comma 1, primo periodo, che prevede la facoltà per il cedente o prestatore del servizio, “ferma restando la sua responsabilità” di fare emettere la fattura da un terzo, senza configurare alcun rapporto di mandato.
In tal caso la fattura deve contenere l’indicazione che la stessa é compilata per conto del cedente o prestatore da un terzo e le parti, inoltre, dovranno comunicare tra loro gli elementi caratterizzanti l’operazione da fatturare e rispettare l’obbligo di numerazione progressiva.
Documenti da conservare ai fini di tutela fiscale
Per ciascuna singola fattura di servizi promozionali registrata dal fornitore e prodotta secondo le specifiche sopra indicate é opportuno poter esibire in sede di controllo:
– l’accordo “quadro”, ovvero il documento contenente le condizioni che regolano i rapporti commerciali tra le imprese produttrici e distributrici;
– in presenza di un accordo quadro “generico”, che non individui nel dettaglio le attività promozionali da svolgere (il “calendario promozionale”), l’accordo integrativo con i dettagli delle attività effettivamente concordate (Piano Promozionale);
– ogni eventuale attestazione interna (o di terzi nel caso in cui la verifica sia effettuata attraverso i servizi di società esterne) che a consuntivo documenti la verifica di avvenuta prestazione del servizio da parte del cliente e che riporti la descrizione delle attività promozionali effettuate, con evidenziati ad esempio:
– la tipologia di attività promozionale;
– il periodo di promozione (dal … al …);
– i prodotti o la categoria di prodotti oggetto di promozione;
– il punto di vendita in cui si e’ svolto il servizio;
– qualunque altra documentazione / attestazione, a prescindere dal formato, che comprovi l’attività promozionale effettuata dal cliente (es: copia del volantino, e-mail del cliente ecc.)
Sconti e i premi di fine periodo
Costituisce presupposto per il riconoscimento di uno sconto/premio di fine periodo l’assenza di un’ulteriore obbligazione del cliente rispetto a quella legata al contratto di compravendita. Si tratta quindi di uno sconto/premio condizionato al realizzarsi di una normale condizione commerciale di vendita, oppure di uno sconto/premio incondizionato concesso al termine di un periodo concordato.
Operazioni che possono essere definite: “sconti/abbuoni”:
a) Sconti / premi differiti di fine periodo incondizionati (premi di fine anno incondizionati)
Si considerano sconti/premi di fine periodo incondizionati, quelli concessi dal fornitore ai propri clienti indipendentemente dal raggiungimento di uno specifico obiettivo di fatturato o di volumi di vendita.
b) Sconti / premi al raggiungimento di target di fatturato / volumi di vendita
Si considerano sconti / premi al raggiungimento di target di fatturato, quelli concessi dal fornitore ai clienti che raggiungono un obiettivo di fatturato / volume di vendita o incrementano il proprio fatturato / volume di vendita rispetto a quello dell’anno precedente.
c) Sconti / premi di fine anno a target
Si considerano sconti/premi di fine anno a target, quelli concessi a fine anno dal fornitore ai clienti che raggiungono altri obiettivi (es: riduzione dei resi, numero di punti di vendita gestiti o acquisiti in proprietà, media fatturato sul punto di vendita ecc.).
d) Sconti / premi di fine anno condizionati
Si considerano sconti/premi di fine anno condizionati, quelli concessi a fine anno dal fornitore ai clienti che si trovino in particolari situazioni o che applicano degli sconti a favore dei consumatori (es: invenduti di campagna, sottocosto ecc.).
e) Sconti logistici (o sconti per centralizzazione)
Si considerano sconti logistici, quelli concessi dal fornitore ai clienti per acquisti centralizzati, per effetto dei quali i prodotti vengono consegnati dal fornitore direttamente ai magazzini o depositi centrali dei clienti. Gli stessi clienti provvedono poi direttamente alla distribuzione dei prodotti nei punti di vendita.
f) Sconti / premi per acquisto di una combinazione di prodotti
Si considerano sconti/premi per acquisto di una combinazione di prodotti, quelli concessi dal fornitore al cliente a fronte dell’impegno ad acquistare una determinata gamma o un numero minimo di prodotti o di referenze del fornitore o a garantire una continuità nell’acquisto di tali combinazioni di prodotto.
g) Sconti / premi per rispetto delle condizioni di pagamento
Si considerano sconti/premi per rispetto delle condizioni di pagamento, quelli concessi al cliente a fronte di pagamenti effettuati secondo le scadenze pattuite nelle condizioni di pagamento negoziate con il fornitore.
h) Sconti / premi per carico completo/acquisto a bancale
Si considerano sconti/ premi per carico completo, quelli concessi al cliente a fronte dell’impegno ad acquistare dal fornitore quantità di prodotti tali da ottimizzarne i processi logistici di spedizione presso i magazzini e/o i punti vendita del cliente.
i) Sconti / premi per riordino giacenze prodotti
Si considerano sconti/premi per riordino giacenze prodotti, quelli concessi al cliente a fronte dell’impegno ad acquistare dal fornitore quantità da quest’ultimo suggerite in base ad analisi delle giacenze di deposito al fine di ottimizzare i processi produttivi e di spedizione.
l) Sconto riduzione prezzo
Si considera sconto riduzione prezzo, quello concesso al cliente per migliorare la vendibilità di prodotti “in stock”.
Rientra in questa categoria anche il caso “mancato reso”.
Determinazione degli sconti
Lo sconto/premio di fine periodo può essere determinato in misura fissa o in misura percentuale sul fatturato di riferimento (del singolo prodotto, della famiglia merceologica, del fatturato totale).
Gli sconti/abbuoni ai fini fiscali costituiscono delle riduzioni di prezzo che comportano la variazione dell’importo fatturato dal cedente del bene.
Pertanto, gli sconti immediatamente applicabili (sconti logistici) sono esposti direttamente in fattura, in modo tale che l’importo che ne risulta rappresenta l’effettivo corrispettivo. Diversamente, se le condizioni contrattuali che prevedono l’applicazione di sconti/abbuoni, si verificano successivamente all’emissione della fattura, il cedente deve emettere, ai sensi dell’art. 26, comma 2, del DPR n. 633/72, una nota di credito nei confronti del “cliente fattura”.
La nota di credito può essere emessa anche dal cliente (cessionario o committente) su incarico del cedente o prestatore per suo conto.
Le eventuali variazioni in diminuzione di prezzo concesse per “consuetudine commerciale” possono assimilarsi alle variazioni dell’imponibile e dell’imposta che “si verifichino in dipendenza di sopravvenuto accordo tra le parti” e pertanto, possono essere effettuate entro il termine di un anno dall’effettuazione dell’operazione imponibile originaria ai sensi dell’art. 26, terzo comma.
Informazioni da inserire nella nota di credito
La nota di credito deve contenere elementi atti ad individuare lo sconto / premio riconosciuto al cliente quali:
a) la tipologia di sconto/premio, condizionato/incondizionato o in alternativa il riferimento all’accordo (data e paragrafo) se già stipulato;
b) i prodotti sul cui acquisto é applicato lo sconto /premio, laddove siano elementi rilevanti;
c) l’indicazione della fattura cui si riferisce;
d) il riferimento alla normativa IVA applicata;
e) il periodo di riferimento;
ovvero, in alternativa:
f) il riferimento all’accordo commerciale (data e paragrafo).
Per ciascuna singola nota di credito per sconti premi registrata dal cliente e prodotta secondo le specifiche sopra indicate deve essere quindi reperibile:
– in presenza di un accordo quadro “generico”, che non individui nel dettaglio le attività promozionali da svolgere (il “calendario promozionale”), l’accordo integrativo con i dettagli delle attività effettivamente concordate (Piano Promozionale).
Servizi di centrale
Costituisce presupposto dei c.d. servizi di centrale l’adempimento di un’obbligazione di fare, nella fattispecie lo svolgimento di attività di marketing, organizzativa e amministrativa, da parte della Centrale di acquisto a favore delle imprese produttrici (industria) o distributrici, sulla base di accordi che intervengono tra la Centrale/Gruppo di acquisto e le imprese produttrici e tra la Centrale/Gruppo di acquisto e le imprese distributrici.
Il compenso é quindi condizionato al realizzarsi di un’obbligazione di fare da parte della Centrale Acquisti nei confronti dell’industria o delle imprese associate.
Operazioni che possono essere definite: “servizi di centrale “
a) Attività commerciale e marketing:
– coordinamento e/o governo centralizzato dell’inserimenti/lancio prodotti;
– gestione centralizzata listini;
– gestione centralizzata calendario operazioni promozionali a livello nazionale;
– attività controllo esecuzione attività concordate;
– intervento su mandanti inadempienti;
– implementazione e controllo attività definite nell’accordo quadro e altre (controllo e sensibilizzazione su applicazione listini, raggiungimento target fatturato).
b) Attività organizzativa:
– organizzazione e coordinamento commissioni commerciali per incontri con le imprese mandanti;
– messa a disposizione uffici con servizio telefonico, fax, fotocopiatrice, sale riunioni, con servi
Dichiarazione integrativa a favore ed esclusione dall'IRAP
di Danilo Sciuto
FISCUS di aprile 2018: si apre la stagione delle dichiarazioni
di Fiscus, Giancarlo Modolo, Gianfranco Antico, Massimo Pipino, Danilo Sciuto, Massimiliano De Bonis
Agenti di commercio e IRAP: continuano i dubbi
IRAP e avvocati: i casi in cui non si paga
Il direttore d'orchestra paga l'Irap (se utilizza risorse umane e strumentali eccedenti quelle minime indispensabili)
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Fondazione Studi Consulenti del lavoro: rimborso rifornimento carburante
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Gli oneri detraibili e deducibili in dichiarazione dei redditi: le principali novità
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I primi passi verso la fatturazione elettronica
Pubblicato il 16 maggio 2018 a cura di Gianfranco Costa
Flat tax e pace fiscale
Pubblicato il 15 maggio 2018 a cura di Nicola Forte