Source: https://www.laleggepertutti.it/137009_mediazione-tributaria-laccordo
Timestamp: 2018-07-21 06:12:02+00:00
Document Index: 129854360

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 15', 'art.17', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 63']

Mediazione tributaria: l'accordo
Professionisti Mediazione tributaria: l’accordo
L’accordo di mediazione, il contraddittorio con il contribuente, la riduzione delle sanzioni.
1 L’accordo di mediazione
2 Il contraddittorio con il contribuente
3 La riduzione delle sanzioni in caso di mediazione
5 Le modalità di conclusione dell’accordo
7 La sottoscrizione della mediazione
Effettuate le valutazioni in ordine all’istanza di mediazione secondo le modalità indicate in precedenza, l’Ufficio, qualora ritenga sussistenti i presupposti per la mediazione, procede sulla base delle seguenti modalità:
— se il ricorso-reclamo presentato dal contribuente contiene altresì una motivata proposta di mediazione completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa, che presenti i presupposti per l’accoglimento integrale, lo stesso Ufficio può invitare il contribuente a sottoscrivere il relativo accordo di mediazione nel modo che risulti più celere ed efficace, senza bisogno di particolari formalità;
— in mancanza di proposta formulata nel ricorso-reclamo, l’Ufficio, quando opportuno, comunica una propria proposta motivata di mediazione, completa della rideterminazione della pretesa tributaria, recante, in calce, il nominativo e i recapiti del funzionario incaricato, al fine di consentire all’istante di contattare in modo celere l’Ufficio, sia per la sottoscrizione dell’accordo, qualora intenda integralmente aderirvi, sia per avviare un contraddittorio sulla proposta di mediazione;
— negli altri casi in cui ritenga possibile esperire la mediazione, l’Ufficio invita il contribuente al contraddittorio.
Stante la marcata finalità deflativa dell’istituto in esame, si ritiene che la conclusione di una mediazione parziale possa intervenire esclusivamente in casi eccezionali in presenza di specifiche e motivate ragioni. In altre parole, la conclusione della mediazione, in armonia con la ratio del nuovo istituto, deve condurre, di norma, alla definizione del rapporto, evitando l’attivazione della fase giurisdizionale.
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 9/E/2012 l’Ufficio, quando valuta favorevolmente la possibilità di una mediazione, «invita il contribuente al contraddittorio, allorché non reputi possibile e/o opportuno formulare immediatamente una motivata proposta di rideterminazione della pretesa.
Nelle ipotesi in cui, precedentemente alla notifica dell’istanza, sia stata inutilmente esperita la procedura di accertamento con adesione di cui al d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218, è opportuno che l’Ufficio valuti tutti gli elementi utili per la mediazione, risultanti da- gli atti acquisiti, inclusa l’eventuale proposta di definizione formulata in fase di accertamento con adesione.
Ciò al fine di valutare se, in fase di mediazione, emergano condizioni tali da ritenere possibile il raggiungimento di un accordo. Va, infatti, osservato che, in fase di mediazione, l’Ufficio andrà ad effettuare la propria analisi in particolare sulla base di elementi non noti, sopravvenuti o comunque non presi in considerazione quando è stato esperito il tentativo di definizione di cui al d.lgs. 218 del 1997.
— i motivi del ricorso, con i quali il contribuente espone in dettaglio i vizi formali e so- stanziali che potrebbe eccepire in sede contenziosa;
— l’eventuale indicazione di documenti non disponibili o non esibiti dal contribuente in fase di accertamento con adesione (nei casi ovviamente in cui non sia preclusa l’esibizione);
— la formazione di un orientamento della Corte di cassazione ovvero della giurisprudenza di merito locale, contrario o favorevole alle posizioni dell’Agenzia.
Tali profili, del resto, possono risultare determinanti anche per il contribuente, che, in sede di mediazione, potrebbe decidere di aderire alla proposta (non accolta in sede di accertamento) a seguito della sopravvenuta conoscenza degli elementi sopra richiamati ovvero in considerazione dei motivi dell’eventuale rigetto dell’istanza prospettati dall’Ufficio, che anticipano la linea di difesa dell’Amministrazione nell’eventuale fase contenziosa.
L’esito del contraddittorio — che si svolge possibilmente nell’ambito di un solo incontro — viene descritto in un apposito verbale.
Al contraddittorio il contribuente può partecipare personalmente oppure conferire pro- cura al proprio difensore (cfr. punti 3.1 e 6.2), fatti salvi i casi in cui il contribuente in- tenda parteciparvi personalmente.
Il verbale di contraddittorio deve essere sottoscritto, da un lato, dal contribuente o dal difensore munito di procura e, dall’altro, dal dirigente o dal funzionario incaricato del contraddittorio.
Qualora il contribuente non si presenti al contraddittorio, il dirigente o funzionario in- caricato annota la «mancata presentazione» dello stesso sull’originale dell’invito al contraddittorio».
Ai sensi del comma 8, ultimo periodo dell’art. 17bis del d.lgs. 546/1992, alla fase di mediazione «Si applicano le disposizioni dell’art. 48, in quanto compatibili».
Ciò comportava, tra l’altro, che, in conformità a quanto previsto dal comma 6 del citato art. 48, prima della riforma del 2015, in caso di avvenuta mediazione, le sanzioni amministrative si applicavano nella misura del 40% delle somme irrogabili in rapporto all’ammontare del tributo risultante dalla mediazione.
In ogni caso, la misura delle sanzioni non potrà essere inferiore al 40% dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
Nel procedimento attivato con la presentazione del ricorso-reclamo non si applica l’art. 15 del d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218.
A seguito della riforma del 2015, il legislatore delegato ha previsto una ulteriore riduzione delle sanzioni irrogate in caso di accordo di mediazione; ai sensi del novellato art.17, comma 7, infatti, «le sanzioni amministrative si applicano nella misura del trentacinque per cento del minimo previsto dalla legge».
Si ritiene che tale nuova percentuale sia stata introdotta per una duplice motivazione. Innanzitutto, si ricorda che una delle linee direttrici della riforma fiscale è proprio quella di incentivare l’utilizzo degli strumenti deflattivi, ma si rileva, altresì, come la misura delle sanzioni al 35% si inserisca, in modo coerente, nel nuovo quadro di applicazione delle sanzioni amministrative in caso di «accordo» con il fisco, che, a partire dal 1° gennaio 2016 prevede:
– sanzioni irrogate a seguito di accertamento con adesione 1/3 del minimo edittale;
– sanzioni irrogate a seguito di accordo di mediazione 35% del minimo edittale;
– sanzioni irrogate a seguito di conciliazione in 1˚ grado 40% del minimo edittale;
sanzioni irrogate a seguito di conciliazione in 2˚ grado 50% del minimo edittale.
In altri termini, a seguito della notifica di un atto impositivo/riscossivo, il contribuente, entro il termine per la proposizione del ricorso, può alternativamente aderire all’atto, ottenendo la riduzione a un terzo della sanzione, ovvero formulare istanza di accertamento con adesione (nel caso di atti soggetti a procedimento di accertamento con adesione) o, infine, decidere di impugna- re l’atto. In tale ultima ipotesi, se si tratta di fattispecie di valore non superiore a 20.000 euro, determinato ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. 546/1992, il contribuente è obbligato ad avviare il procedimento di mediazione.
In modo speculare a quanto previsto per la conciliazione giudiziale nella circolare del 18 dicembre 1996, n. 291/E, si ritiene che, qualora non vi siano margini per la riduzione della pretesa, l’Ufficio — ancorché non obbligato — è legittimato a concludere un accordo di mediazione che confermi integralmente il tributo contestato con l’atto impugnato, con conseguente beneficio della riduzione delle sanzioni irrogate.
La conclusione dell’accordo di mediazione individua il momento a partire dal quale decorre il termine per effettuare il pagamento che realizza il perfezionamento della mediazione.
Di norma l’accordo si conclude al momento della sottoscrizione, da parte dell’Ufficio e del contribuente, di un atto contenente, tra l’altro, l’indicazione specifica degli importi risultanti dalla mediazione (tributo, interessi, sanzioni) e le modalità di versamento degli stessi (comprese le modalità di rateizzazione delle somme dovute).
La sottoscrizione può avvenire contestualmente ovvero in momenti diversi. In quest’ultimo caso, per la data di conclusione dell’accordo occorre fare riferimento al mo- mento dell’ultima sottoscrizione.
L’accordo può anche concludersi mediante sottoscrizione per accettazione della proposta di mediazione formulata da una delle parti, quando dalla proposta risulti in modo specifico e univoco il contenuto dell’accordo, con particolare riferimento alla determinazione delle somme dovute e alle modalità di versamento delle stesse. In tali ipotesi, l’adesione deve esprimere la chiara e univoca determinazione di aderire integralmente al contenuto della proposta. Conseguentemente, non è configurabile la conclusione della mediazione quando l’adesione contenga elementi ulteriori rispetto a quanto indicato nella proposta.
— dal ricevimento dell’atto di adesione dell’Ufficio, se la proposta era con- tenuta nell’istanza di mediazione presentata dal contribuente.
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 9/E/2012 «l’accordo di mediazione deve essere firmato dal Direttore provinciale o regionale ovvero da un suo delegato. Al riguardo è necessario evidenziare che, ai sensi del comma 5 dell’art. 17bis del d.lgs. 546/1992, la trattazione dell’istanza di mediazione deve essere effettuata da «apposite strutture diverse ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti reclamabili», individuate negli Uffici legali delle Direzioni provinciali e regionali.
Ne deriva l’esigenza che, in caso di delega rilasciata dal Direttore, il soggetto delegato appartenga all’Ufficio legale.
Per quanto concerne il contribuente, al fine di individuare il soggetto legittimato a sottoscrivere l’accordo, occorre tener conto di quanto segue.
Nella fase, prettamente amministrativa, della mediazione, il contribuente e l’Ufficio — attraverso un meditato confronto delle reciproche posizioni — possono giungere a rideterminare la pretesa tributaria, fermo il rispetto dei criteri e limiti posti dalla norma. A tal fine, il contribuente ha la facoltà di conferire una procura speciale, relativamente alla rappresentanza nella fase di mediazione e alla stipula dell’eventuale accordo finale raggiunto.
È infatti ammesso, ai soli fini della mediazione, anche il conferimento di una procura speciale ai sensi dell’art. 63 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, che disciplina la rappresentanza e l’assistenza dei contribuenti presso gli uffici finanziari.
Resta ovviamente fermo il potere del contribuente di sottoscrivere personalmente l’accordo di mediazione».