Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-iii/capo-i/sezione-i/art1474.html?utm_source=internal&utm_medium=link&utm_campaign=articolo&utm_content=nav_art_prec_top
Timestamp: 2020-06-01 22:12:26+00:00
Document Index: 136017437

Matched Legal Cases: ['art. 1474', 'art. 1474', 'art. 1474', 'art. 358', 'art. 1474', 'art. 1474', 'sentenza ', 'art. 1474', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1474', 'sentenza ', 'art. 1474', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 1474 codice civile - Mancanza di determinazione espressa del prezzo - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUARTO - Delle obbligazioni > Titolo III - Dei singoli contratti > Capo I - Della vendita > Sezione I - Disposizioni generali > Articolo 1474
Articolo 1474 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1474 Codice civile
Se il contratto ha per oggetto cose che il venditore vende abitualmente e le parti non hanno determinato il prezzo, né hanno convenuto il modo di determinarlo, né esso è stabilito per atto della pubblica autorità [o da norme corporative](1), si presume che le parti abbiano voluto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore.
Se si tratta di cose aventi un prezzo di borsa o di mercato, il prezzo si desume dai listini o dalle mercuriali del luogo in cui deve essere eseguita la consegna, o da quelli della piazza più vicina [1515](2).
(1) Le norme corporative devono ritenersi abrogate a seguito della soppressione dell'ordinamento corporativo disposta con il R.D.L. 9 agosto 1943, n. 721.
Per atto della pubblica autorità si intende la decisione, presa da un organo del Governo, con fini economici.
(2) E' discusso se, nel caso in cui manchi il prezzo, prevalga la regola del prezzo abituale di cui al comma 2 o quella del prezzo di listino di cui al comma 3.
Poiché il prezzo è elemento essenziale del contratto di compravendita (1470 c.c.), il legislatore detta una serie di criteri suppletivi per l'ipotesi in cui le parti non lo determinino.
Spiegazione dell'art. 1474 Codice civile
Non solo per le cose aventi un prezzo di borsa o di mercato il prezzo non determinato dalle parti è quello che si desume dai listini del luogo in cui deve essere eseguita la vendita. Ma se le parti hanno inteso riferirsi al giusto prezzo e non vi sono prezzi di borsa o di mercato, in mancanza di accordo s'intende che le parti hanno voluto rimettersi all'arbitrio di un terzo da nominarsi su richiesta del presidente del tribunale del luogo in cui è stato concluso il contratto.
Prezzo normalmente praticato dal venditore
Nella prima parte dell'art. 1474 cod. civ. è sancita in certo modo la sovranità dell'azienda nell'ambito della sua sfera di azione: poiché se le parti non hanno determinato il prezzo, né hanno convenuto il modo di determinarlo, né esso è stabilito per atto della pubblica autorità o da norme corporative, e si tratta di cose che il venditore vende abitualmente, si presume che le parti abbiano voluto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore.
Quando il compratore non ha determinato il prezzo ha chiaramente inteso di volersi riferire ai prezzi normalmente praticati dal venditore, se trattasi di cose che il venditore vende abitualmente.
Se invece non si tratta di cose che il venditore vende abitualmente, il fatto che il compratore non ha determinato il prezzo non significa già che egli non voglia comprare, ma deve interpretarsi come volontà di far determinare il prezzo da un terzo da nominarsi dal presidente del tribunale.
333 Ho previsto poi ulteriori possibilità di stabilire il prezzo quando le parti non lo hanno fissato, non hanno convenuto di farlo determinare dal terzo, e non hanno fissato il modo di stabilirlo (art. 358).
In tal caso, se si tratta di cose che il venditore smercia abitualmente, ho presunto la volontà delle parti di riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore.
Se le cose vendute hanno un prezzo di borsa o di mercato, il prezzo di vendita si desumerà dai relativi listini del luogo di adempimento o della piazza di commercio più vicina.
Se le parti hanno inteso riferirsi al giusto prezzo questo, in mancanza di accordo, sarà fissato da un terzo secondo le norme esposte in precedenza.
Fuori di queste ipotesi, la mancata precisazione del prezzo e del modo di determinarlo implica mancanza di qualsiasi elemento diretto ed indiretto di manifestazione di volontà sopra uno degli elementi essenziali della vendita; donde la nullità del contratto.
Massime relative all'art. 1474 Codice civile
Cass. civ. n. 11529/2014
In tema di compravendita ricorre l'ipotesi di cui all'art. 1474, terzo comma, cod. civ., ove le parti, nel contratto, si siano riferite al "giusto prezzo", senza che assumano rilievo espressioni diverse, ancorché equivalenti (come prezzo congruo, adeguato, e simili), mentre l'accordo, cui fa riferimento il secondo inciso della medesima disposizione, indica una pattuizione successiva, non prevista nel contratto originario, la quale si innesta su una previsione contrattuale che ha fatto riferimento al "giusto prezzo".
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 11529 del 23 maggio 2014)
Cass. civ. n. 25804/2013
La preferenza accordata dall'art. 1474, primo comma, c.c., in caso di mancata indicazione espressa del prezzo della cosa venduta, al criterio di determinazione consistente nel prezzo correntemente praticato dal venditore, è ammissibile solo con riguardo alle cose generiche e non anche a quelle specifiche, le quali, per la loro peculiare individualità, non sono suscettibili di prezzi uniformi, tali da poter fornire un sicuro parametro di riferimento.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 25804 del 18 novembre 2013)
Cass. civ. n. 10503/2006
Se il contratto ha per oggetto cose che il venditore vende abitualmente, o la sommministrazione di beni a carattere periodico ai sensi — rispettivamente — degli articoli 1474 e 1561 c.c., la mancata determinazione espressa del prezzo non ne importa la nullità, giacché si presume che le parti abbiano voluto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore, che, se si tratta di cose aventi un prezzo di borsa o di mercato, si desume — salvo patto contrario — dai listini o dalle mercuriali del luogo in cui deve essere eseguita la consegna o da quelli della piazza più vicina (per la compravendita) ovvero dai listini o dalle mercuriali del luogo in cui devono essere eseguite le prestazioni (per la somministrazione). (In applicazione del suindicato principio la S.C. ha escluso la nullità del contratto avente ad oggetto merce il cui prezzo era stato determinato dal giudice di merito mediante C.T.U., avuto riguardo ai prezzi ricavabili dalle fatture facenti espresso riferimento agli articoli messi in vendita).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10503 del 8 maggio 2006)
Cass. civ. n. 2804/1990
Con riguardo a contratto preliminare di compravendita immobiliare, non può ritenersi determinato o determinabile il prezzo che le parti si siano riservate di fissare successivamente senza però indicare i criteri per stabilirlo, né a tale mancanza può supplirsi, a norma dell'art. 1474, comma primo c.c., in base al criterio del prezzo normalmente praticato dal venditore, giacché a tale criterio può farsi ricorso solo nel caso di merci di larga produzione oggetto di molteplici contrattazioni e non anche quando si tratti di beni appartenenti ad un genere limitato, rispetto ai quali non è concepibile una molteplicità e continuità di contrattazioni omogenee.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2804 del 5 aprile 1990)
Cass. civ. n. 2891/1988
Quando le parti abbiano dichiarato nel contratto preliminare o definitivo di compravendita di riservarsi la fissazione del corrispettivo senza alcuna indicazione delle modalità della futura determinazione, il prezzo non può considerarsi ancora determinato, né determinabile ai sensi dell'art. 1474 c.c. con la conseguenza che, se in seguito non sia raggiunto l'accordo sull'ammontare del prezzo stesso o se tale determinazione non sia più possibile, il contratto deve ritenersi nullo, o comunque definitivamente non perfezionato e insuscettibile, quindi, di acquistare rilevanza giuridica.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2891 del 12 aprile 1988)
Cass. civ. n. 3853/1985
In base ai principi fissati negli artt. 1346 e 1474 c.c., ai fini della determinabilità di un elemento del contratto (nel caso, del prezzo della compravendita), è necessario che i parametri fissati dalle parti abbiano tale carattere di precisazione e di concretezza da permetterne la futura determinazione ad esse stesse, ovvero al giudice in caso di loro dissenso, senza che intervenga un'ulteriore determinazione di volontà delle parti stesse; tale requisito va riconosciuto sussistente ove la determinazione del prezzo venga dalle parti collegata al criterio del prezzo ricavabile da una libera contrattazione ovvero di quello che la parte acquirente pagherà in sede di futuri acquisti nella zona adiacente l'immobile compravenduto: in ambi i casi, infatti, la determinazione del prezzo resta ancorata a criteri obbiettivi, per cui l'eventuale disaccordo sul punto tra le parti in sede di determinazione concreta del prezzo ben può essere risolto dal giudice, che quindi sovrapporrà in via autoritaria la propria determinazione a quella non raggiunta dalle parti sulla base dei criteri obbiettivi pur da esse stabiliti in contratto.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3853 del 27 giugno 1985)
Cass. civ. n. 3109/1985
Nel contratto di compravendita di merci appartenenti ad un genus (nella specie, carni bovine di produzione del venditore), per il quale l'indicazione degli elementi essenziali di detto genus è idonea ad integrare il requisito della determinatezza o determinabilità dell'oggetto, la ricorrenza dell'ulteriore requisito della determinatezza o determinabilità del prezzo non resta esclusa dalla circostanza che le parti abbiano fatto riferimento ad accordi da prendersi in proposito in un momento successivo, implicando ciò l'intento delle parti medesime, in difetto di accordo, di rimettersi a criteri di equo apprezzamento, affidandone al giudice l'applicazione.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3109 del 23 maggio 1985)
Cass. civ. n. 447/1973
Quando nella vendita le parti si siano riferite al prezzo di piazza, esso va desunto non dai listini e dalle mercuriali del luogo in cui il contratto è stato concluso ma da quelli del luogo in cui la merce deve essere consegnata.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 447 del 13 febbraio 1973)