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Timestamp: 2019-08-21 16:49:58+00:00
Document Index: 38286646

Matched Legal Cases: ['art. 534', 'art. 534', 'art. 534', 'art. 535', 'art. 535', 'art. 535', 'art. 535', 'art. 535', 'art. 535']

La petizione di eredità tra regole e dogmi
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9788849538014
La petizione di eredità rappresenta un emblematico crocevia tra il diritto sostanziale e l’azione. Di fronte alle opinioni più critiche sulla autonomia ed universalità dell’h.p. si ha la sensazione, talvolta, di trovarsi in presenza di quella «filosofia» disgregatrice della singolare scientificità del diritto, che ha, come noto, attraversato la scienza giuridica privatistica in particolare negli anni ’70. Il risvolto probatorio e processuale dell’istituto, come in un giuoco di specchi reciprocamente riflettenti, sembra in realtà confermare, sul piano del diritto sostanziale, una unitarietà di protezione, che presenta il compendio ereditario e che la controversa assimilazione con la categoria dell’universitas ha, invece, portato a misconoscere o a sottovalutare in maniera eccessiva. Nella fondamentale richiesta di accertamento della qualità di erede presidiata dalla hereditas petitio si scorgono due profili coessenziali: quello morale inerente il diritto al riconoscimento della condizione giuridica propria del successore universale del de cuius e l’aspetto ad esso connesso più propriamente patrimoniale rappresentato dal diritto al consequenziale rispetto dell’integrità delle situazioni giuridiche e delle utilità costitutive del compendio ereditario.
Francesco Sangermano è professore associato confermato di Diritto privato presso l’Università degli Studi di Roma «Tor Vergata». È autore delle monografie L’interpretazione del contratto. Profili dottrinali e giurisprudenziali (Milano 2007); Presupposizione e causa nel negozio testamentario (Milano 2011); Principi e regole della responsabilità civile nella fattispecie del danno da prodotto agricolo difettoso (Milano 2012) oltre che di numerosi saggi e contributi in volumi collettanei e nelle principali riviste giuridiche specializzate.
Introduzione di Stefano Pagliantini
I dogmi e le regole
La petizione di eredità. Profili storici e sistematici
1. Le origini dell’istituto. Dal diritto romano al codice civile del 1942
2. La petizione di eredità tra passato e presente. Uno sguardo illuminante al diritto romano
3. L’insufficiente classificazione già nel diritto romano della hereditatis petitio stretta tra actiones in rem ed in personam. Dalla natura composita o mista del rimedio alla sua configurazione in termini di “anomalia” nel panorama delle azioni
4. La petizione di eredità nelle riflessioni classiche di Vittorio Polacco e Roberto de Ruggiero: principi romanistici e pagine di dogmatica giuridica
5. Universitas ed unificazione funzionale tra discontinuità di regolamentazione e rilievo unitario dell’eredità
Le teorie sull’azione ereditaria. Tra concezioni unitarie ed unificanti e configurazioni scettiche e disgregatrici. Riaffermazione dell’universalità ed unitarietà dell’istituto
1. Le fondamentali intuizioni di Rosario Nicolò
2. L’essenza dell’azione nel riflesso della posizione del convenuto. La posizione di Antonio Cicu
3. La specificità del fondamento dell’istituto nelle riflessioni di Piero Schlesinger
4. Le critiche della dottrina più recente nel contributo di Eugenio Conti. Petizione di eredità e condanna: l’essenza dell’azione non risiederebbe nel riconoscimento (rectius: accertamento) della qualità di erede
5. Ancora sul concetto di unificazione funzionale e relativo: dall’eredità-universitas alla unitarietà di protezione
6. L’insopprimibile rilevanza della qualità ereditaria nella petizione di eredità. Suo fondamento unitario nella protezione generalizzata del compendio ereditario e correlativa vastità delle situazioni e delle utilità tutelabili con l’azione
Presupposti sostanziali e profili processuali
1. La correlazione tra il profilo sostanziale e quello processuale. La legittimazione attiva tra ipotesi lineari e fattispecie problematiche
2. Nozione giuridicamente rilevante di bene ereditario. Varietà delle situazioni giuridiche e delle utilità tutelate con la hereditatis petitio
3. I criteri di individuazione della legittimazione passiva
4. Problematiche inerenti alle fattispecie dei possessori a titolo particolare
5. L’unicità dell’azione tra oneri probatori semplificati e peculiarità della tutela accordata all’erede per il tramite della petizione di eredità
6. L’imprescrittibilità dell’azione ereditaria
7. La petizione di eredità stretta tra l’imprescrittibilità (in astratto) dell’azione e le distonie processuali delle applicazioni giurisprudenziali delle regole vigenti in materia di impugnativa testamentaria
8. L’accertamento della qualità ereditaria. La tesi del carattere pregiudiziale e quella dell’accertamento con carattere di giudicato. Coerenza di quest’ultima con il mezzo di tutela accordato all’erede
La conflittualità giuridicamente rilevante tra il successore universale e gli aventi causa dall’erede apparente
1. Il problema del conflitto. Raffronto tra l’art. 534 comma 1 e l’art. 534 cpv. c.c.
2. Fondamento e limite della tutela del terzo acquirente
3. L’erede apparente: l’essenza della complessità del fenomeno nel quadro della circolazione dei beni
4. Le ipotesi di estensione della figura dell’erede apparente
5. La buona fede del terzo avente causa
6. La tutela dei terzi anche nei confronti del legatario apparente
7. Le caratteristiche giuridicamente rilevanti dell’acquisto. Il titolo astrattamente idoneo e la sua onerosità
8. Aspetti e problemi legati alla trascrizione. La ricostruzione del sistema
9. L’art. 534, commi 2 e 3 c.c. e le interferenze applicative con le fattispecie previste dagli artt. 2652, n. 7 e 2690, n. 4 c.c.
10. Erede apparente e problematiche legate al certificato successorio europeo: in attesa di un efficace coordinamento delle norme del regolamento europeo con i principi nazionali sulla pubblicità dei diritti sui beni
L’art. 535 c.c.: la tutela dell’erede nel prisma delle regole possessorie
1. L’art. 535 c.c. e la nozione di possessore di buona fede. Le regole accessorie all’obbligo di restituzione della cosa ex art. 535 c.c., comma 1
2. I profili legati alle spese ed ai miglioramenti. Il perimento della cosa e il suo deterioramento
3. L’ammissibilità del diritto di ritenzione
4. L’alienazione delle cose ereditarie da parte del possessore di buona fede e l’azione prevista dall’art. 535, comma 2, c.c.
5. Il problema del concorso tra l’azione reale e l’azione volta ad esigere il corrispettivo disciplinata dal secondo comma dell’art. 535 c.c.
6. La controversa natura dell’azione ex art. 535, secondo comma c.c., tra azione personale e petitio hereditatis