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Timestamp: 2017-01-21 10:47:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['e contrario', 'art. 1346', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 1339', 'art. 1346', 'art. 2', 'art. 1339', 'art. 1346', 'art. 21', 'art. 1423', 'art. 1657']

Art. 1346 codice civile: Requisiti
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 1346 codice civile: Requisiti L’AUTORE: Redazione
L’oggetto del contratto (1) deve essere possibile, lecito (2), determinato o determinabile (3).
Oggetto del contratto: [v. 1325].
(1) L’oggetto del contratto è inteso come il contenuto del contratto, ovvero l’operazione economica che le parti hanno programmato.
(2) L’oggetto non dev’essere contrario a norme imperative, all’ordine pubblico ed al buon costume. L’illiceità si distingue dall’impossibilità giuridica in quanto non si traduce in un vizio strutturale ma esprime un giudizio di riprovevolezza (es.: è illecito il contratto con cui si vende droga).
(3) L’oggetto, se non è determinato dall’inizio, può essere determinabile in base a criteri legali o convenzionali.
In tema di contratto di mutuo, affinché una clausola di determinazione degli interessi corrispettivi sulle rate di ammortamento scadute sia validamente stipulata ai sensi dell'art. 1346 cod. civ., è sufficiente che la stessa - nel regime anteriore all'entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 154 - contenga un richiamo a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, purché obiettivamente individuabili, funzionali alla concreta determinazione del saggio di interesse. A tal fine occorre che quest'ultimo sia desumibile dal contratto con l'ordinaria diligenza, senza alcun margine di incertezza o di discrezionalità in capo all'istituto mutuante, non rilevando la difficoltà del calcolo necessario per pervenire al risultato finale, né la perizia richiesta per la sua esecuzione. Rigetta, App. Torino, 13/09/2010
Cassazione civile sez. III 27 novembre 2014 n. 25205 Obbligazioni e contratti
La prescrizione di cui all'art. 6, comma 2, della Deliberazione n. 200 del 1999, adottata dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (A.E.E.G.) ai sensi dell'art. 2, comma 12, lett. h), della legge 14 novembre 1995, n. 481, nell'imporre al fornitore del servizio "di offrire al cliente almeno una modalità gratuita di pagamento della bolletta", ha contenuto indeterminato, poiché lascia libero il fornitore di individuare detta modalità in concorso con altre, sicché deve escludersi che tale prescrizione integri il regolamento di servizio di settore esistente all'epoca della sua adozione e, di riflesso, i contratti di utenza ai sensi dell'art. 1339 cod. civ., giacché essa non risponde al requisito di sufficiente determinatezza di cui all'art. 1346 cod. civ. Cassa e decide nel merito, Trib. Avellino, 14/01/2013
Cassazione civile sez. VI 31 ottobre 2014 n. 23184 Le deliberazioni adottate dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (A.E.E.G.) ai sensi dell'art. 2, comma 12, lett. h), della legge 14 novembre 1995, n. 481, possono integrare, ex art. 1339 cod. civ., il contenuto dei rapporti di utenza individuali (in relazione alle modalità di esecuzione della prestazione di entrambi i contraenti), perché la citata disposizione codicistica, nel menzionare le "clausole" imposte dalla legge, non si riferisce soltanto a quelle oggetto di diretta previsione legislativa, ma anche a quelle individuate da una fonte normativa da essa autorizzata. Cassa e decide nel merito, Trib. Avellino, 14/01/2013
Cassazione civile sez. VI 31 ottobre 2014 n. 23184 Nei contratti in cui è richiesta la forma scritta " ad substantiam ", l'oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile sulla base degli elementi risultanti dal contratto stesso, non potendo farsi ricorso ad elementi estranei ad esso. Ne consegue che se le parti di una compravendita immobiliare hanno fatto riferimento, per individuare il bene, ad una planimetria allegata all'atto, è necessario che essa non solo sia sottoscritta dai contraenti, ma anche espressamente indicata nel contratto come parte integrante del contenuto dello stesso. Rigetta, App. Milano, 26/06/2008
Cassazione civile sez. II 09 ottobre 2014 n. 21352 In mancanza di una "causa adquirendi" per l'accertata incommerciabilità del bene promesso in vendita (nella specie, per la realizzazione del manufatto su terreno demaniale), la declaratoria di nullità del contratto preliminare per violazione di norme imperative, della quale entrambi i contraenti siano stati partecipi, comporta l'accoglimento delle richieste del venditore di restituzione del bene e di pagamento dell'indennizzo per la diminuzione di valore dell'immobile (nella specie, a causa di un incendio fortuitamente divampato) quando era nella disponibilità del promissario acquirente, mentre non spetta alcun compenso per l'uso che della cosa abbia fatto quest'ultimo nel medesimo arco di tempo. Cassa con rinvio, App. Campobasso, 06/10/2009
Cassazione civile sez. III 23 luglio 2014 n. 16757 Atto amministrativo
La mancata indicazione dell’oggetto del provvedimento comporta la nullità del provvedimento medesimo. Invero, sia che si acceda alla più risalente tesi cd. "negoziale", sia che si segua la più moderna tesi autonomistica, è pacifico che tra gli elementi essenziali del provvedimento amministrativo è comunque annoverabile l’oggetto dell’atto: come tale deve intendersi sia il contenuto proprio dell’atto, sia la res, ossia la porzione di realtà giuridica o materiale su cui l’atto è destinato ad incidere. Così inteso, tale elemento deve essere in ogni caso lecito, possibile, determinato o determinabile, anche in applicazione analogica dell’art. 1346 c.c., norma che, pur dettata in ambito civilistico contrattuale, è sicuramente espressione di un principio generale, il quale postula che sia comunque individuabile con sufficiente certezza l’oggetto del contenuto precettivo dell’atto e, per così dire, il terminale fenomenico su cui esso va ad incidere. Deve ritenersi radicalmente nullo, ex art. 21 septies della l. n. 241/1990, il provvedimento con cui la p.a. pretende di sanzionare un abuso edilizio senza però indicare e individuare il bene oggetto della asserita attività abusiva.
T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I 28 ottobre 2014 n. 608 Appalto
L'illiceità del contratto di appalto è ravvisabile solo ove esso sia, di fatto, eseguito in carenza di concessione e non pure per il solo fatto che quest'ultima sia rilasciata dopo la data della stipulazione del contratto di appalto, ma prima della realizzazione dell'opera, posto che non sarebbe conforme alla mens legis la sanzione di nullità irrogata per un contratto il cui adempimento sia stato intenzionalmente posposto al previo ottenimento della concessione o autorizzazione richiesta, con una condotta, quindi, aderente al precetto normativo, potendosi il contratto stesso, considerare sospensivamente condizionato, in forza di presupposizione, al previo ottenimento dell'atto amministrativo, mancante al momento della relativa stipulazione.
Cassazione civile sez. II 09 ottobre 2014 n. 21350 Il contratto di appalto per la costruzione di un immobile senza concessione edilizia è nullo, ai sensi degli artt. 1346 e 1418 c.c., avendo un oggetto illecito, per violazione delle norme imperative in materia urbanistica, con la conseguenza che tale nullità, una volta verificatasi, impedisce sin dall'origine al contratto di produrre gli effetti suoi propri e ne impedisce anche la convalida ai sensi dell'art. 1423 c.c.; la nullità del contratto non sussiste quando la concessione edilizia assente nel momento in cui si avvia l'opera sopravviene in momento successivo purché prima della conclusione dell'intervento edilizio (nella specie, la data di ultimazione delle opere era antecedente a quella di rilascio della concessione edilizia, sicchè non può escludersi la invalidità del contratto di appalto, eseguito prima dell'ottenimento della concessione o autorizzazione amministrativa, non rilevando, peraltro, rispetto al rapporto contrattuale tra committente ed appaltatore, l'eventuale non configurabilità dell'illecito penale, stante la idoneità dell'illecito amministrativo ad incidere sulla validità del rapporto medesimo).
Cassazione civile sez. II 09 ottobre 2014 n. 21350 Nel contratto di appalto, qualora le parti non abbiano dato esecuzione alla previsione contrattuale sulla determinazione del corrispettivo, volta a stabilire la misurazione delle opere in contraddittorio tra appaltatore e direttore dei lavori, l'entità dei lavori realizzati e la relativa quantificazione devono essere accertati dal giudice, a mezzo di indagine tecnica, ai sensi dell'art. 1657 cod. civ., non costituendo la specificazione del prezzo dell'appalto elemento essenziale dell'accordo tra le parti. Cassa con rinvio, App. Venezia, 28/07/2008
Cassazione civile sez. II 15 settembre 2014 n. 19413 Art. precedente
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