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Timestamp: 2017-12-16 01:34:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 53', 'art. 23', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art 2', 'art 58', 'art 66', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 76', 'art. 20', 'art. 2']

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1. 31 LUGLIO 2009 - Delega al Governo per la riforma della disciplina in materia di Camere di Commercio
E' stata pubblicata, sul Supplemento Ordinario n. 136 alla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2009, la Legge 23 luglio 2009, n. 99 recante ”Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”. La legge è entrata in vigore il 15 agosto 2009.
All’art. 53, comma 1, viene prevista una delega al Governo per la riforma della disciplina in materia di Camere di Commercio, su proposta del Ministro per lo Sviluppo Economico d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
Tale riforma dovrà arrivare entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge (entro il 15 febbraio 2010) e che punterà a semplificare le procedure gestionali e di vigilanza su tali enti, oltre che a valorizzarne missione specifiche e singole attività.
Tale riforma dovrà rispettare i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) riordino della disciplina in materia di vigilanza sulle Camere di Commercio, al fine di assicurare uniformità e coerenza nelle funzioni e nei compiti esercitati, nel rispetto del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, e revisione della disciplina relativa ai segretari generali delle Camere di Commercio;
b) semplificazione e rafforzamento delle procedure di nomina degli organi camerali al fine di consentire un efficace funzionamento degli stessi;
c) previsione di una maggiore trasparenza nelle procedure relative alla rilevazione del grado di rappresentatività delle organizzazioni imprenditoriali, sindacali e delle associazioni di consumatori, ai fini della designazione dei componenti delle stesse nei consigli camerali;
d) valorizzazione del ruolo delle Camere di Commercio quali autonomie funzionali nello svolgimento dei propri compiti di interesse generale per il sistema delle imprese nell’ambito delle economie locali, nel contesto del sistema regionale delle autonomie locali;
e) previsione di limitazioni per la costituzione di nuove Camere di Commercio ai fini del raggiungimento di un sufficiente equilibrio economico;
f) valorizzazione e rafforzamento del ruolo delle Camere di Commercio a sostegno dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di alternanza scuola-lavoro e di orientamento al lavoro e alle professioni;
g) miglioramento degli assetti organizzativi in coerenza con i compiti assegnati alle Camere di Commercio sul territorio, nonchè valorizzazione del ruolo dell’Unioncamere con conseguente razionalizzazione e semplificazione del sistema contrattuale;
h) previsione che all’attuazione del presente comma si provveda nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Al secondo comma del citato art. 53 viene disposta una modifica all’art. 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 (Istituzione dei tribunali amministrativi regionali), con l’aggiunta della lettera g-bis) al comma 1. In sostanza, si stabilisce che rientrano nell’ambito della competenza della giustizia amministrativa anche “i provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 12, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580”.
Si tratta dei provvedimenti in merito ai tempi, ai criteri e alle modalità relativi alla procedura di designazione dei componenti il consiglio e alle modalità per esperire i ricorsi relativi all'individuazione della rappresentatività delle organizzazioni rappresentative delle imprese nonchè dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti, nonchè all'elezione dei membri della giunta.
Ricordiamo che le norme di attuazione previste dall’art. 12, comma 3 della legge n. 580/1993 sono state emanate con il D.M. 24 luglio 1996, n. 501.
2. La proposta del Governo
Sono trascorsi 15 anni dall'approvazione delle legge n. 580, che riformò le Camere di Commercio ed è giunto il momento di apportare alcuni correttivi alla disciplina delle Camere di Commercio con l'obiettivo di renderla più moderna e razionale.
Il Governo ha messo a punto, dopo aver raccolto i suggerimenti delle stesse Camere di Commercio, una proposta di riforma, già sottoposta al vaglio preliminare delle Regioni, che si ispira a principi di semplificazione amministrativa, trasparenza, snellimento delle procedure.
3. 26 NOVEMBRE 2009 - La proposta della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome
Nella premessa si sostiene la Regione oggi dovrebbe assurgere a vero e proprio referente del sistema camerale per le attività a sostegno del sistema economico locale, quanto lo è lo Stato per i profili ordinamentali e per le funzioni di certificazione e di regolazione del mercato.
Il documento elaborato dalle Regioni e dalle Province Autonome fissa poi nei seguenti sei punti le linee essenziali della riforma:
1) Riconsiderare la natura delle funzioni e dei compiti esercitati dalle Camere di Commercio.
Le funzioni amministrative che le Camere di Commercio andranno ad esercitare, sia pur in linea di continuità con quanto avviene oggi, non potranno essere “attribuite”, ovvero identificate da una legge generale dello Stato come funzioni nel patrimonio dell‘ente; dovranno bensì essere “delegate” dallo Stato e dalle Regioni.
I “compiti” che le CCIAA eserciteranno potranno invece scaturire sia autonomamente, in forza del ruolo che la legge assegna all’ente - che è qualificato “autonomia funzionale”, ovvero ente dotato di autonomia organizzativa, che esprime la rappresentanza di interessi specifici, settoriali, e le cui funzioni sono determinate in riferimento a tali interessi - , che sulla base di rapporti convenzionali con gli enti pubblici istituzionali (Stato, Regioni ed enti locali territoriali).
2) Contestualizzare l’attività programmatoria delle Camere di Commercio: le Camere di Commercio, nel momento in cui programmano i propri interventi a favore del sistema delle imprese e dell'economia locale, debbano muoversi in coerenza con gli atti di programmazione degli enti territoriali di riferimento, ovvero della Regione e della Provincia.
3) Ridefinire i ruoli di Stato e Regione in materia di vigilanza sulle Camere di Commercio: gli enti camerali sono sottoposti alla vigilanza sia dello Stato (Ministero dello Sviluppo Economico) che della Regione.
4) Semplificare e rafforzare la procedura di nomina dei consigli camerali.
Occorre una meditata riflessione sulla possibilità di introdurre effettivamente l’elezione diretta del consiglio camerale da parte delle imprese.
Qualora si mantenga la previsione della nomina, anche in alternativa all’elezione diretta, occorre ribadire la potestà di nomina in capo al Presidente della Regione, quale arbitro imparziale del procedimento.
5) Maggiore trasparenza nella rilevazione del grado di rappresentatività delle organizzazioni imprenditoriali, sindacali e delle associazioni dei consumatori.
Occorre apportare dei correttivi alla normativa vigente affinché sia rilevato in modo trasparente il grado di rappresentatività delle organizzazioni ed associazioni che concorrono per l’assegnazione dei seggi nel costituendo consiglio camerale.
6) Miglioramento degli assetti organizzativi in coerenza con i compiti assegnati alle camere di commercio sul territorio.
Il miglioramento degli assetti organizzativi deve avvenire nel rispetto dei principi e criteri di efficacia, efficienza ed economicità; di conseguenza si propone, nell’ambito della gestione finanziaria delle Camere di Commercio, l'introduzione di metodologie di parametrazione ai "costi standard", in modo da assicurare una maggior trasparenza nell'allocazione delle risorse destinate al funzionamento e alle politiche per le imprese, e con l'effetto di indurre processi di competizione virtuosa tra le Camere di Commercio.
. Se vuoi consultare il documento della Conferenza delle Regioni, clicca QUI.
4. 17 DICEMBRE 2009 - Il Governo avvia la riforma delle Camere di Commercio
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo, che dà attuazione alla delega contenuta nella Legge Sviluppo, con cui si rivede la disciplina del sistema delle 105 Camere di Commercio italiane.
Il provvedimento, che passa ora all'esame della Conferenza Stato-Regioni e poi al parere delle Commissioni parlamentari, rafforza le aree dei servizi per l'internazionalizzazione, per la semplificazione delle attività di impresa, per la promozione dell'innovazione e del trasferimento tecnologico e digitale e della competitività territoriale.
. Se vuoi legge il Comunicato Stampa del Ministero dello Sviluppo Economico del 17 dicembre 2009, clicca QUI.
5. 27 GENNAIO 2010 - Le raccomandazioni della Conferenza delle Regioni
Il 27 gennaio 2010 la Conferenza delle Regioni ha espresso la propria intesa sul decreto legislativo di riforma della disciplina in materia di Camera di Commercio. La Conferenza delle Regioni ha però espresso alcune raccomandazioni contenute in un documento.
. Se vuoi scaricare questo documento, clicca QUI.
6. 10 FEBBRAIO 2010 - Il Consiglio dei Ministri vara la riforma delle Camere di Commercio
Il testo, che ha ricevuto il parere delle Commissioni parlamentari, recepisce gli indirizzi regionali formulati in sede tecinica.
Queste sono alcune tra le principali novità:
1) Viene inserito e definito il concetto di “sistema camerale”, di cui fanno parte le Camere di Commercio, le Unioni Regionali, l’Unioncamere nazionale, le strutture di sistema e le Camere di Commercio italiane all’estero.
2) Si stabilisce che, ove nascano nuove Province, l’istituzione di nuove Camere può avvenire solo se nel Registro delle Imprese delle Camere coinvolte siano iscritte o annotate almeno 40.000 imprese.
3) Viene confermata la potestà regolamentare delle Camere di Commercio.
4) E' stata inserita una norma per assicurare le pari opportunità, per promuovere la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali delle Camere di Commercio, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.
5) Dei consigli camerali, oltre ai componenti in rappresentanza delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei consumatori, si prevede che faccia parte anche un componente in rappresentanza dei liberi professionisti.
6) La determinazione del diritto annuale non avviene più su base annuale ma soltanto in caso di novità nella determinazione del fabbisogno del sistema camerale o delle esigenze di contenimento della spesa pubblica.
- Si riporta il testo dello Schema di decreto legislativo e della Relazione illustrativa:
. Schema di decreto legislativo di attuazione della delega di cui all’art. 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99 per la riforma della disciplina in materia di Camere di Commercio - TESTO DEL DECRETO APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL 10 FEBBRAIO 2010.
. Schema di decreto legislativo di attuazione della delega di cui all’art. 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99 per la riforma della disciplina in materia di Camere di Commercio - RELAZIONE ILLUSTRATIVA.
. Se vuoi scaricare il Comunicato Stampa di Unioncamere e conoscere alcune delle principali innovazioni, clicca QUI.
. Se vuoi scaricare il Comunicato Stampa del Ministero dello Sviluppo Economico, clicca QUI.
. Se vuoi approfondire l'argomento e visitare il sito del Governo italiano, clicca QUI.
7. 25 FEBBRAIO 2010 - La riforma sulla Gazzetta Ufficiale
E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25 febbraio 2010, il D. Lgs. 15 febbraio 2010, n. 23, recante "Riforma dell'ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99"
Il testo del decreto n. 23/2010 e della legge n. 580/1993 nella sua redazione aggiornata viene riportato nell'Appendice normativa.
- Si riporta una tabella nella quale viene riportato il testo della Legge n. 580/1993 comparato con il testo del D. Lgs. n. 23/2010:
. Riforma della disciplina in materia di Camere di Commercio. Due provvedimenti a confronto.
8. 15 MARZO 2010 - Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico
Il Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'Internazionalizzazione, ha emanato la circolare 15 marzo 2010, Prot. 10049, con la quale fornisce i rimi elementi di illustrazione ed interpretazioni delle nuove disposizioni introdotte dal D.Lgs. n. 23/2010, in vigore dal 12 marzo 2010, riservandosi di intervenire successivamente con circolari più approfondite.
9. 23 SETTEMBRE 2011 - Pubblicati i decreti che regolano la composizione dei Consigli e della Giunta delle Camere di Commercio
Sono stati pubblicati, sulla Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2011, due decreti che riguardano, rispettivamente, la composizione dei consigli e della giunta delle Camere di Commercio. In particolare, si tratta del:
1) DECRETO 4 agosto 2011, n. 155, recante "Regolamento sulla composizione dei consigli delle camere di commercio in attuazione dell'articolo 10, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cosi' come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23"; e del
2) DECRETO 4 agosto 2011, n. 156, recante "Regolamento relativo alla designazione e nomina dei componenti del consiglio ed all'elezione dei membri della giunta delle camere di commercio in attuazione dell'articolo 12 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23".
Con il D.M. n. 155/2011 sono stati definiti i criteri generali per la ripartizione dei consiglieri sulla base della classificazione ISTAT delle attività economiche e tenuto conto del numero delle imprese, dell'indice di occupazione e del valore aggiunto di ogni settore nonche' dell'ammontare del diritto annuale versato ad ogni singola Camera di Commercio dalle imprese di ogni settore.
Secondo quanto stabilito all'art. 7, comma 1, le disposizioni del presente regolamento si applicano decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del regolamento stesso e, ai fini delle procedure di rinnovo dei consigli camerali, limitatamente a quelle avviate successivamente a tale termine, con conseguente abrogazione da tale data del D.P.R. n. 472 del 1995.
Con il D.M. n. 156/2011 sono stati definiti i tempi, i criteri e le modalità relativi alla procedura di designazione dei componenti il consiglio, nonche' all'elezione dei componenti della giunta.
Secondo quanto stabilito all'art. 13, comma 1, le disposizioni del presente regolamento si applicano decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta del regolamento stesso e, ai fini delle procedure di rinnovo dei consigli camerali, limitatamente a quelle avviate successivamente a tale termine.
Il testo di entrambi i decreti con i relativi allegati viene riportato nei Riferimenti normativi.
10. 4 OTTOBRE 2011 - Nota esplicativa del Ministero dello Sviluppo Economico
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 4 ottobre 2011, Prot. 0183847, ha fornito le prime indicazioni in merito all’applicazione delle nuove disposizioni dettate con i decreti del 4 agosto 2011, n. 155 e 156.
11. 13 AGOSTO 2015 - Varata la L. n. 124/2015 di riforma della Pubblica Amministrazione - Dettati i principi e i criteri per il riordino e il finanziamento delle Camere di Commercio
L’articolo 10 detta i principi e i criteri direttivi a cui dovrà ispirarsi il Governo nell’adottare un decreto legislativo per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio, anche mediante la modifica della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23, e il conseguente riordino delle disposizioni che regolano la relativa materia.
Il decreto legislativo e' adottato nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
12. 20 OTTOBRE 2015 - Pronta una bozza di decreto legislativo che attua quanto stabilito dalla legge n. 124 del 2015
Profondo riordino delle Camere di Commercio, con attuazione di accorpamenti, nuove funzioni e riduzione del numero da 105 a 60. E’ quanto prevedrebbe la bozza di decreto legislativo, a cui starebbe lavorando il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico. che attua la norma contenuta nell’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” (c.d. “Riforma Madia”).
In tale articolo sono stati, infatti, dettati i principi e i criteri direttivi a cui dovrà ispirarsi il Governo nell’adottare un decreto legislativo per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio, anche mediante la modifica della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23, e il conseguente riordino delle disposizioni che regolano la relativa materia.
. Bozza di decreto legislativo recante la modifica della legge n. 580/1993 - Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
. Norme a confronto: Legge n. 580/1993 e successive modifiche - Bozza di decreto legislativo di modifica.
13. 25 AGOSTO 2016 - Il Consiglio dei Ministri approva, in via preliminare, un decreto legislativo recante rioedino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio
Il Consiglio dei ministri del 25 agosto 2016 ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
- la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%;
- la riduzione del 30% del numero dei consiglieri;
- la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori; - una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili;
- la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio.
Viene rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio.
. Se vuoi scaricare il testo di una tabella comparativa della L. n. 580/1993 con lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri del 25 agosto 2016, clicca QUI.
. Se vuoi scaricare una presentazione sintetica del decreto di riordino delle Camere di Commercio, elaborata dal Ministero dello Sviluppo Economico, clicca QUI.
. Se vuoi scaricare delle slides esplicative del decreto di riordino delle Camere di Commercio, elaborata da Unioncamere, clicca QUI.
14. SETTEMBRE - OTTOBRE 2016 - Riordino Camere di Commercio - Audizioni presso le competenti Commissioni di Camera e Senato
Il decreto legislativo di attuazione della delega al Governo (articolo 10 della Legge 7 agosto 2015, n. 124) relativo al riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio, sono state oggetto di diverse audizioni presso le competenti Commissioni attività produttive e industria, rispettivamente, di Camera e Senato.
L'Ufficio di Presidenza delle rispettive Commissioni, nell'ambito dell'esame dell'Atto Governo n. 327, riguardante il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio, ha svolto le seguenti audizioni:
- il 21 settembre 2016 sono intervenuti in audizione, presso la 10a Commissione Industria del Senato, i rappresentanti della Confindustria, dei Sindacati CGIL, CISL e UIL e dell'Alleanza delle cooperative italiane (ACI);
- il 27 settembre 2016 sono intervenuti in audizione, presso la 10a Commissione Industria del Senato, i rappresentanti di Assocamerestero (Associazione delle camere di commercio italiane all'estero), dell'ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) e della FICEI (Federazione italiana consorzi enti industrializzazione);
- il 28 settembre 2016 sono intervenuti in audizione, presso la 10a Commissione Industria del Senato, i rappresentanti del Sindacato CSA Regioni Autonomie locali - Dipartimento nazionale Camere di Commercio;
- il 29 settembre 2016 sono intervenuti in audizione presso la Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL e CSA Regioni Autonomie Locali;
- il 3 ottobre 2016 è intervenuta in audizione, presso la Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, una delegazione della Conferenza delle Regioni guidata da Manuela Bora, Coordinatore della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni (Assessore della regione Marche), che ha illustrato le proposte di modifica al testo e quindi gli emendamenti ritenuti più significativi.
Nella stessa giornata sono, inoltre, intervenuti in audizione i rappresentanti di Unioncamere; di R.ETE. Imprese Italia; di Alleanza delle cooperative italiane; di Agrinsieme; di Coldiretti; di UeCoop; di Unione nazionale cooperative italiane.
- il 4 ottobre 2016 sono intervenuti in audizione, presso la 10a Commissione Industria del Senato, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e delle Camere di Commercio di Milano, Padova, Verona e Matera;
- il 5 ottobre 2016 è stata la volta di rappresentanti di R.E. TE. Imprese Italia;
- il giorno 11 ottobre 2016 è intervenuta in audizione, presso la 10a Commissione Industria del Senato, Unioncamere;
. Se vuoi scaricare i testi delle audizioni, clicca QUI.
. Se vuoi scaricare il testo dell'Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 327 e di una Nota di lettura e di un Dossier, elaborato dagli Uffici studi del Parlamento, clicca QUI.
. Se vuoi scaricare il testo della Relazione illustrativa e della Relazione tecnico-finanziaria, ATN e AIR, elaborato dagli Uffici studi del Parlamento, clicca QUI.
. Se vuoi verificate lo stato della riforma delle Camere di Commercio e scaricare la relativa documentazione, clicca QUI.
15. 24 NOVEMBRE 2016 - Pubblicato il decreto che attua il piano di riforma e di riordino delle Camere di Commercio
Nello specifico, il provvedimento - in vigore dal 10 dicembre 2016 - prevede un piano di razionalizzazione, in un’ottica di efficientamento, di efficacia e di riforma della governance delle Camere di commercio.
In particolare, il decreto prevede una riduzione del numero complessivo delle Camere dalle attuali 105 a non più di 60, da attuarsi entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi:
- la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50% (riduzione peraltro già prevista per l’anno 2017 dall’art. 29 della legge n. 114/2014, di conversione del D.L. n. 90/2014);
- la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori;
- una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio.
Secondo quanto stabilito all'art. 3 (Riduzione del numero delle camere di commercio mediante accorpamento, razionalizzazioni delle sedi e del personale). entro il termine di 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l'Unioncamere dovrà trasmettere al Ministero dello sviluppo economico una proposta di rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, per ricondurre il numero complessivo delle camere di commercio entro il limite di 60, tenendo conto dei seguenti criteri:
a) accorpamento delle camere di commercio nei cui registri delle imprese siano iscritte o annotate meno di 75.000 imprese e unita' locali, con altre camere di commercio presenti nella stessa Regione e, salvo eccezioni motivate, limitrofe, ivi comprese eventuali camere di commercio nei cui registri delle imprese siano gia' iscritte o annotate almeno 75.000 imprese e unita' locali, ove non vi siano altre adeguate soluzioni di accorpamento;
b) salvaguardia della presenza di almeno una camera di commercio in ciascuna regione, indipendentemente dal numero delle imprese e unita' locali iscritte o annotate nel registro delle imprese;
c) possibilita' di mantenere una camera di commercio in ogni provincia autonoma e citta' metropolitana;
d) possibilita' di istituire una camera di commercio tenendo conto delle specificita' geo-economiche dei territori e delle circoscrizioni territoriali di confine nei soli casi di comprovata rispondenza a criteri di efficienza e di equilibrio economico;
e) possibilita' di mantenere le camere di commercio nelle province montane di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 7 aprile 2014, n. 56, nonche' le camere di commercio nei territori montani delle regioni insulari privi di adeguate infrastrutture e collegamenti pubblici stradali e ferroviari, nei soli casi di comprovata rispondenza a criteri di efficienza e di equilibrio economico;
f) necessita' di tener conto degli accorpamenti deliberati alla data di entrata in vigore della legge 7 agosto 2015, n. 124, nonche' di quelli approvati con i decreti di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni;
questi ultimi possono essere assoggettati ad ulteriori o diversi accorpamenti solo ai fini del rispetto del limite di 60 camere di commercio".
Tale proposta dovrà, inoltre, prevedere:
a) un piano complessivo di razionalizzazione delle sedi delle singole camere di commercio nonche' delle Unioni regionali, con individuazione di una sola sede per ciascuna nuova camera di commercio e con razionalizzazione delle sedi secondarie e delle sedi distaccate e, in ogni caso, con limitazione degli spazi utilizzati a quelli strettamente necessari per lo svolgimento dei compiti istituzionali, anche tenuto conto delle riduzioni e dei trasferimenti di personale derivanti dagli interventi di razionalizzazione di cui al comma 3. Nel medesimo piano devono essere, altresi', individuati le modalita' ed i termini per la dismissione ovvero la locazione a terzi, mediante procedura ad evidenza pubblica, delle parti di patrimonio immobiliare non piu' ritenuto essenziale alle finalita' istituzionali nel rispetto comunque dell'articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni;
b) un piano complessivo di razionalizzazione e riduzione delle aziende speciali mediante accorpamento o soppressione; in particolare detto piano dovra' seguire il criterio dell'accorpamento delle aziende che svolgono compiti simili o che comunque possono essere svolti in modo coordinato ed efficace da un'unica azienda; in ogni caso non possono essere istituite nuove aziende speciali, salvo quelle eventualmente derivanti da accorpamenti di aziende esistenti o dalla soppressione di unioni regionali".
16. 30 MAGGIO 2017 - UNIONCAMERE - Via libera alla riorganizzazione delle Camere di commercio - l’Assemblea dei presidenti ha approvato il documento che attua la legge di riforma
Via libera dei presidenti delle Camere di Commercio italiane alla proposta di riorganizzazione del sistema camerale. L'Assemblea, il 30 maggio 2017, a Roma ha, infatti, approvato a larga maggioranza il documento messo a punto da Unioncamere dopo un’ampia consultazione.
17. 19 SETTEMBRE 2017 - RIFORMA DELLE CAMERE DI COMMERCIO - Pubblicato il decreto che razionalizza il sistema camerale - 60 Camere di Commercio e 58 Aziende speciali
Il decreto - composto di 8 articoli e di 4 allegati - razionalizza e rende più efficiente il sistema delle Camere di Commercio a conclusione di un percorso avviato ai sensi di quanto previsto dal decreto legislativo n. 219 del 25 novembre 2016 (recante “Attuazione della delega di cui all'articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura”), sulla base della proposta di Unioncamere di un piano complessivo di razionalizzazione delle sedi delle singole Camere di Commercio.
Con questo decreto giunge al traguardo finale la nuova mappa geografica delle Camere di Commercio d'Italia e viene definito il nuovo assetto territoriale delle Camere che passano da 105 a 60 portando a compimento il processo di riorganizzazione partito due anni fa con la riforma Madia.
Le Camere di Commercio sono tenute, entro il primo rinnovo dei loro consigli successivo all'entrata in vigore del presente decreto, a procedere ad un ulteriore riduzione del numero delle aziende speciali individuate nel piano di cui al comma 1, tenendo conto del criterio di cui alla lettera b) del comma 2 dell'art. 3 del decreto legislativo n. 219 del 2016 e della necessita' di pervenire ad un'unica azienda speciale regionale (art. 6, comma 2).
Non sono oggetto di accorpamenti o soppressioni le aziende speciali alle quali sono state conferite, ai sensi dell'art. 7, comma 20, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 e successive integrazioni e modificazioni, le funzioni e i compiti delle ex Stazioni sperimentali, nonchè le aziende speciali cui sono attribuiti compiti di programmazione, coordinamento e promozione delle opere portuali (ASPO) ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e successive integrazioni e modificazioni (art. 6, comma 3).
Rivista anche la dotazione organica delle Camere Commercio che nel 2019 sarà di 6.700 unità contro le 8.800 unità del 2016.
Il piano riorganizza profondamente il sistema, ne razionalizza le strutture producendo contemporaneamente risparmi significativi stimati in 50milioni di euro annui a regime.
Il processo di razionalizzazione coinvolge, infatti, anche le aziende speciali che vengono ridotte da 96 a 58, mentre le sedi secondarie scendono del 20% con una riduzione complessiva di un quarto dei metri quadrati utilizzati e la messa a reddito degli uffici non utilizzati.
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L’Allegato A) riporta:
1) Le Camere di commercio rimaste invariate:
•	CCIAA di Bari;
•	CCIAA di Bergamo;
•	CCIAA di Bologna;
•	CCIAA di Bolzano;
•	CCIAA di Brescia;
•	CCIAA di Caserta;
•	CCIAA di Cosenza;
•	CCIAA di Cuneo;
•	CCIAA di Firenze;
•	CCIAA di Foggia;
•	CCIAA di Genova;
•	CCIAA di Lecce;
•	CCIAA di Messina;
•	CCIAA di Modena;
•	CCIAA di Napoli;
•	CCIAA di Nuoro;
•	CCIAA di Padova;
•	CCIAA di Reggio Calabria;
•	CCIAA di Roma;
•	CCIAA di Salerno;
•	CCIAA di Sassari;
•	CCIAA di Sondrio;
•	CCIAA di Torino;
•	CCIAA di Trento;
•	CCIAA di Varese;
•	CCIAA di Verona;
•	CCIAA di Vicenza;
•	Camera Valdostana;
2) Le Camere di commercio frutto di accorpamento precedente il D.M. 8 agosto 2017
•	Camera di commercio del Molise;
•	Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini;
•	CCIAA Chieti Pescara;
•	Camera di commercio Metropolitana di Milano – Monza-Brianza – Lodi;
•	CCIAA del Gran Sasso d’Italia;
•	CCIAA della Maremma e del Tirreno;
•	CCIAA di Agrigento, Caltanissetta e Trapani;
•	CCIAA di Catania, Ragusa e Siracusa della Sicilia orientale;
•	CCIAA di Palermo ed Enna;
•	CCIAA di Treviso – Belluno;
•	CCIAA di Venezia Rovigo Delta-Lagunare;
•	CCIAA Irpinia Sannio;
•	CCIAA Riviere di Liguria – Imperia La Spezia Savona;
•	CCIAA Venezia Giulia.
L’Allegato B), riporta le Camere di commercio che sono state determinate con il D.M. 8 agosto 2017 e che sono le seguenti:
•	CCIAA dell’Emilia (che accorpa le CCIAA di Parma, Piacenza, Reggio Emilia);
•	CCIAA dell’Umbria (che accorpa le CCIAA di Perugia, Terni);
•	CCIAA della Basilicata (che accorpa le CCIAA di Matera, Potenza);
•	CCIAA della Toscana Nord-Ovest (che accorpa le CCIAA di Lucca, Massa Carrara, Pisa);
•	CCIAA di Alessandria–Asti;
•	CCIAA di Ancona – Ascoli Piceno – Fermo – Macerata – Pesaro e Urbino;
•	CCIAA di Arezzo– Siena;
•	CCIAA di Biella e Vercelli – Novara – Verbano, Cusio, Ossola;
•	CCIAA di Brindisi – Taranto;
•	CCIAA di Cagliari–Oristano;
•	CCIAA di Como–Lecco;
•	CCIAA di Cremona–Mantova–Pavia;
•	CCIAA di Ferrara e Ravenna;
•	CCIAA di Frosinone–Latina;
•	CCIAA di Pistoia–Prato;
•	CCIAA di Pordenone–Udine;
•	CCIAA di Rieti–Viterbo;
•	CCIAA di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
18. DICEMBRE 2017 - RIORDINO DELLE CAMERE DI COMMERCIO - Questione sollevata dalle Regioni Puglia, Toscana, Liguria e Lombardia - Sentenza della Corte Costituzionale - Serve intesa in Conferenza Stato-Regioni - Congelata la riforma
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 261/2017 dell’ 8 novembre 2017, depositata il 13 dicembre 2017 e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, evidenzia come per la riforma delle Camere di commercio serva la preventiva "intesa" in Conferenza Stato-Regioni.
In particolare la Consulta dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 4, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219 (recante "Attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura"), nella parte in cui stabilisce che il decreto del Ministro dello sviluppo economico dallo stesso previsto deve essere adottato «sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano», anziché “previa intesa” con detta Conferenza.
La Consulta spiega che le Camere di commercio “svolgono compiti che esigono una disciplina omogenea in ambito nazionale” e "non compongono un arcipelago di entità isolate, ma costituiscono i terminali di un sistema unico di dimensioni nazionali che giustifica l'intervento dello Stato". Al contempo viene rilevato che i compiti delle Camere di commercio “sono riconducibili a competenze sia esclusive dello Stato, sia concorrenti, sia residuali delle Regioni", che quindi vanno pienamente coinvolte in un processo di riforma attraverso la Conferenza Stato-Regioni.
A sollevare la questione sono state le Regioni Puglia, Toscana, Liguria e Lombardia, i cui ricorsi sono stati riuniti ed esaminati insieme.
Le quattro Regioni hanno promosso, con quattro distinti ricorsi (rispettivamente notificati il 23-24 gennaio 2017, il 20-24 gennaio 2017, il 23-24 gennaio 2017 ed il 24-27 gennaio 2017), questioni di legittimità costituzionale aventi ad oggetto l’intero testo, nonché alcune norme del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219.
La riforma interviene sulla riduzione del numero delle Camere di commercio mediante accorpamento e razionalizzazioni delle sedi e del personale, al finanziamento degli enti e dei loro progetti per lo sviluppo del tessuto economico. La Corte Costituzionale sottolinea che "l'intervento del legislatore statale sul profilo in esame non è di per sé illegittimo, essendo giustificato dalla finalità di realizzare una razionalizzazione della dimensione territoriale delle camere di commercio e di perseguire una maggiore efficienza dell'attività da esse svolta, conseguibile soltanto sulla scorta di un disegno unitario, elaborato a livello nazionale". Ma questa finalità - scrive ancora la Corte Costituzionale - "non esclude tuttavia che, incidendo l'attività delle camere di commercio su molteplici competenze, alcune anche regionali, detto obiettivo debba essere conseguito nel rispetto del principio di leale collaborazione, indispensabile in questo caso a guidare i rapporti tra lo Stato e il sistema delle autonomie".
Si attendono ora le contromosse del Ministero dello Sviluppo Economico, che dovrà quanto meno mettere mano ad una modifica del citato decreto n. 259 del 2016.
. Se vuoi scaricare il testo della sentenza n. 261/2017, clicca QUI.
L'ATTUALE SISTEMA CAMERALE ITALIANO
1. IL SISTEMA CAMERALE IN SINTESI
In Italia il sistema è rappresentato da Unioncamere, l’Unione italiana delle Camere di Commercio Industria e Artigianato, che “promuove, realizza e gestisce … servizi e attività di interesse” per l’intera rete camerale.
Al suo fianco le Strutture nazionali del sistema in grado di offrire servizi tecnici e professionali alle aziende a alle stesse Camere, nei campi più svariati:
• informatizzazione ( InfoCamere )
• formazione ( Istituto G. Tagliacarne - Retecamere );
• internazionalizzazione ( Assocamerestero - Mondimpresa )
• promozione ( Assonautica - Assicor );
• comunicazione ( Retecamere )
• infrastrutture ( Uniontrasporti - Tecnoholding - Tecnocons );
• ambiente ( Ecocerved )
• certificazione di qualità ( Dintec );
• innovazione ( Agitec )
• ricerca ( Isnart ).
A livello europeo, Eurochambres, che è l’associazione alla quale aderiscono 41 Organismi camerali di rappresentanza nazionale di paesi europei e che rappresenta più di 2.000 enti camerali che raccolgono 17 milioni di imprese, e la Sede Unioncamere di Bruxelles, che promuove le attività del sistema camerale italiano verso le istituzioni europee.
Nel mondo, le Camere di Commercio italiane all’estero, che sono libere associazioni di imprenditori e di professionisti, italiani e locali.
In Italia è attiva la Sezione delle Camere di Commercio italo estere o estere in Italia per favorire i rapporti bilaterali tra i rispettivi Paesi d'origine e la nostra penisola, con interventi che mirano all'inserimento delle imprese nel mercato.
La rete del sistema camerale in cifre:
• 105 Camere di Commercio,
• 1 Unione italiana,
• 19 Unioni regionali,
• 66 Camere arbitrali,
• 21 Laboratori chimico-merceologici,
• 67 Borse merci e Sale contrattazioni,
• 165 sedi distaccate per l’erogazione di servizi sul territorio,
• 146 Sedi distaccate per l’erogazione di servizi sul territorio;
• 144 Aziende speciali per la gestione di servizi promozionali e infrastrutture,
• 1.349 società e consorzi in partecipazione con soggetti pubblici e privati,
• 9 Centri per il commercio con l'estero,
• 65 Eurosportelli,
• 74 Camere di Commercio italiane all’estero,
• 32 Camere di Commercio italo-estere.
2. NATURA GIURIDICA E FUNZIONI DELLA CAMERA DI COMMERCIO
La Camera di Commercio è un ente autonomo di diritto pubblico avente sede nel capoluogo di ciascuna provincia.
Appartiene alla categoria degli enti locali non territoriali, in quanto il territorio non ne è elemento costitutivo ma rappresenta solo l’ambito spaziale di delimitazione delle sue funzioni, ed è altresì dotata di autarchia, ovvero della capacità di porre in essere atti amministrativi aventi gli stessi caratteri e la stessa efficacia di quelli dello Stato.
L'autonomia riconosciuta dalla legge di riordino n. 580 del 29 dicembre 1993 è di carattere:
•	normativo, consistente nella possibilità di adottare un proprio statuto, contenente le norme generali relative all’ordinamento interno dell’Ente e al funzionamento dei suoi organi, nonché di emanare regolamenti nelle materie e entro i limiti stabiliti dallo statuto medesimo (ad esempio, sul funzionamento interno degli uffici);
•	gestionale, consistente nella capacità di darsi una struttura organizzativa e di adottare i propri programmi di attività senza dipendere da direttive e controlli ministeriali;
•	finanziario e contabile, consistente nella potestà di disporre di entrate proprie (segnatamente il diritto annuale, istituito dal D.L. n. 786 del 1981) e di impiegare le risorse finanziarie secondo i criteri stabiliti nel bilancio elaborato e approvato dai propri organi direttivi.
•	amministrative, consistenti nella tenuta di registri, albi, ruoli ed elenchi, sia anagrafici che abilitanti all’esercizio di determinate attività, e nello svolgimento delle relative funzioni certificative.
I più importanti, sul versante anagrafico, sono il Registro delle imprese e l’Albo delle imprese artigiane, mentre il Registro degli esercenti il commercio (REC), pur attualmente in vigore solo per l'attività di somministrazione, è il principale fra quelli abilitanti.
Tra le funzioni amministrative rientra anche una serie di attribuzioni certificative nel campo del commercio estero (carnet ATA, codice meccanografico per operatori con l’estero, certificati d’origine);
•	di promozione e supporto delle imprese del territorio provinciale attraverso le più varie attività: interventi a sostegno dell’esportazione, formazione e addestramento professionale, erogazione di contributi e finanziamenti alle imprese, partecipazione a mostre, fiere e rassegne e così via;
•	di regolamentazione e controllo del mercato, mediante l’attivazione di sportelli di conciliazione e di camere arbitrali, il controllo sulle clausole inique dei contratti, l’accertamento e la raccolta degli usi locali, la tenuta del Registro informatico dei protesti cambiari e la pubblicazione dell'Elenco dei fallimenti della provincia di competenza;
•	di analisi statistica e di studio e ricerca in campo economico.
In quest’ambito ha particolare rilievo la collaborazione con l’ISTAT per l’effettuazione dei censimenti della popolazione e per la rilevazione dei prezzi di mercato dei principali beni e servizi acquisiti dalle Pubbliche Amministrazioni (per orientare queste ultime nell’individuazione del prezzo più conveniente).
Recentemente, le Camere di Commercio hanno acquisito le competenze già proprie degli Uffici Provinciali per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato (UPICA), consistenti principalmente nell'esercizio di tre funzioni: ricezione delle domande di brevetto e marchio, svolgimento di attività ispettive nei settori dell’industria, del commercio e dell’artigianato; irrogazione di sanzioni amministrative in caso di accertata violazione di determinate normative.
Inoltre, sono state trasferite alle Camere di Commercio le funzioni precedentemente svolte dagli Uffici Metrici Provinciali, soppressi dal D. Lgs. n. 112 del 1998.
La Legge n. 580/1993, infine, consente alle Camere di Commercio di costituire aziende speciali operanti secondo le norme di diritto privato, di essere partecipi di altri organismi, enti, consorzi e società nonché di prendere parte agli accordi di programma previsti dalla legge di riforma delle autonomie locali (L. n. 142 del 1990).
Presso ogni Camera di Commercio, oltre ai tre suindicati, sono tenuti i seguenti registri, albi, ruoli ed elenchi:
•	Ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio;
•	Ruolo degli agenti di affari in mediazione;
•	Ruolo dei periti ed esperti;
•	Ruolo degli stimatori e pesatori pubblici;
•	Ruolo dei mediatori marittimi;
•	Ruolo dei conducenti di veicoli o natanti abilitati ad autoservizi pubblici non di linea;
•	Registro dei venditori, dei fabbricanti e degli importatori di oggetti in metalli preziosi;
•	Elenco dei raccomandatari marittimi;
•	Elenco autorizzato degli spedizionieri;
•	Albo dei vigneti dei VQPRD;
•	Albo dei tecnici degustatori;
•	Albo dei commissionari, mandatari ed astatori;
•	Albo degli imbottigliatori dei vini DOCG, DOC e IGT.
Con riferimento alle attività promozionali, la Camera di Commercio può organizzare annualmente corsi di formazione imprenditoriale e manageriale, offrire sostegno alle imprese per la partecipazione a mostre e fiere, curare la realizzazione di progetti di particolare importanza per l’economia del territorio, organizzare convegni e seminari e, infine, svolgere un’assidua opera di informazione e di supporto a favore dell’imprenditoria locale, specie attraverso le proprie Aziende Speciali.
Fra le attività di regolazione e controllo del mercato, infine, è da segnalare la recente istituzione, presso quasi tutte le Camere di Commercio, dello Sportello di Conciliazione, che si va ad affiancare alla già esistente Camera Arbitrale ed è un servizio rivolto alle imprese e ai consumatori che intendono evitare le lungaggini dei procedimenti giudiziari a favore di un sistema di definizione delle controversie rapido e dai costi contenuti.
3. LA NUOVA DISCIPLINA DELLA GESTIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA DELLE CAMERE DI COMMERCIO
E' stato pubblicato, nel Supplemento ordinario n. 203 alla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 16 dicembre 2005, il “Regolamento per la disciplina della gestione patrimoniale e finanziaria delle camere di commercio”.
Il provvedimento sostituisce il decreto ministeriale 23 luglio 1997, n. 287 e prevede l’introduzione della contabilità economico-patrimoniale nella gestione delle Camere di Commercio.
L'adeguamento del D.M. n. 287 del 23 luglio 1997 è stato necessario dall'introduzione di nuove norme di carattere generale tra cui si richiamano:
a) l’introduzione della moneta unica europea (euro);
b) la legge quadro in materia di lavori pubblici (Legge 11 febbraio 1994, n. 109) e relativi regolamenti attuativi;
c) le norme di cui al D.P.R. 20 agosto 2001, n. 384, concernente il regolamento di semplificazione dei procedimenti di spese in economia;
d) la più puntuale suddivisione dei ruoli di controllo interno negli enti pubblici di cui al d.lgs 30 luglio 1999, n. 286, concernente l’istituzione di meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche;
e) la necessità di definire con maggiore chiarezza la distinzione fra funzioni di indirizzo politico-amministrativo proprie degli organi di governo camerali e funzioni gestionali assegnate ai dirigenti;
f) l’attuazione delle disposizioni in materia di Camere di Commercio contenute nel D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 112, come integrato dal D. Lgs. 29 ottobre 1999, n. 443.
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4. GLI STATUTI DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE
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L'AUTORIFORMA DELLE CAMERE DI COMMERCIO
I DECRETI ISTITUTIVI DELLE NUOVE CAMERE DI COMMERCIO
1. 30 APRILE 2014 - Il Governo apre una consultazione pubblica sulla riforma della Pubblica Amministrazione
Il Presidente del Consiglio e il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione hanno sottoscritto una lettera inviata ai dipendenti pubblici nella quale presentano le linee guida che saranno seguite per riformare la Pubblica Amministrazione.
Contemporaneamente aprono una consultazione pubblica che rimarrà aperta fino al 30 maggio. Poi, nei giorni successivi il Governo predisporrà le misure che saranno approvate dal Consiglio dei Ministri venerdì 13 giugno 2014.
Tre le linee guida del piano per la riforma della P.A.:
Se hai qualcosa da dire o da proporre, scrivi a: rivoluzione@governo.it.
Al punto 29 viene prevista la "eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio".
2. 4 GIUGNO 2014 - RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Online gli esiti della consultazione pubblica
Il Governo ha pubblicato i primi risultati della consultazione sulla riforma della pubblica amministrazione.
La consultazione era stata lanciata lo scorso 30 aprile con una lettera aperta ai dipendenti pubblici e ai cittadini nella quale venivano indicati 44 possibili punti di riforma.
In un mese sono pervenute 39.343 e-mail all’account rivoluzione@governo.it e al primo posto tra le richieste di riforma c’è l’eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle Camere di commercio.
Tale questione era stata posta nella lettera del governo al punto 29 delle possibili riforme.
I cittadini coinvolti nell’iniziativa l’hanno innalzata al primo posto e il fatto ha molto sorpreso le autorità.
Il documento governativo precisa anche che sulla questione della riforma delle Camere di Commercio sono pervenute un significativo numero di segnalazioni contrarie, soprattutto provenienti dai dipendenti delle Camere di Commercio, che molte segnalazioni forniscono articolate proposte di riforma complessiva del sistema camerale, sia a livello di governance sia a livello di semplificazione burocratica della relativa gestione.
Diverse segnalazioni propongono la riorganizzazione delle Camere di Commercio attraverso:
1. la eliminazione o riduzione del diritto annuale a carico delle imprese;
2. la riduzione delle Camere di Commercio da 105 a 40, come le prefetture oppure una per ogni Regione (come in altri paesi);
3. la fissazione di costi standard per i servizi di tutte le Camere di Commercio;
4. la revisione degli organi collegiali.
3. 24 GIUGNO 2014 - D.L. N. 90/2014 - Semplificazione e trasparenza amministrativa - Prevista dal prossimo anno una riduzione del 50% dell’importo del diritto annuale da versare alle Camere di Commercio
All'articolo 28 del decreto viene previsto che, a decorrere dall'esercizio finanziario successivo all'entrata in vigore del presente decreto, importo del diritto annuale a carico delle imprese dovuto alle Camere di Commercio sarà ridotto del cinquanta per cento.
. Se vuoi approfondire i contenuti del D.L. n. 90/2014 e scaricarne il testo, clicca QUI.
4. 8 LUGLIO 2014 - AUDIZIONE DI UNIONCAMERE alla I^ Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati
UNIONCAMERE ha depositato, presso la I^ Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, un documento dal titolo "Indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione in legge del Decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari".
Unioncamere, con questo documento intende focalizzare le osservazioni sull’art. 28 del D.L. n. 90/2014 che riduce del 50% il diritto annuale che le imprese dovranno corrispondere alle Camere di Commercio a partire dal 2015.
. Se vuoi scaricare il testo del documento depositato, clicca QUI.
5. 30 LUGLIO 2014 - In Veneto deliberata la fusione tra le Camere di Commercio di Venezia e Rovigo
Si chiamerà “CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA VENEZIA ROVIGO DELTA - LAGUNARE” e sarà la più estesa per territorio e numero di imprese del Veneto.
E’ la prima Camera di Commercio frutto dell’autoriforma del Sistema camerale italiano e che prevede, tra l’altro, la riorganizzazione sul territorio delle sedi camerali che passeranno, a regime, dalle attuali 105 a circa 50-60.
Le delibere di accorpamento, votate il 29 luglio 2014 dai Consigli dei due enti camerali su proposta delle rispettive Giunte, erano il passaggio indispensabile per avviare l’iter amministrativo presso il Ministero per lo Sviluppo Economico cui spetterà, dopo l’acquisizione del necessario parere della Conferenza Stato–Regioni, dare formalmente vita alla nuova Camera.
. Se vuoi scaricare il testo del comunicato circa la deliberazione del 30 luglio , clicca QUI.
6. 4 MARZO 2015 - NASCE LA NUOVA “CAMERA DI COMMERCIO DEL MOLISE” - Deliberato l’accorpamento delle Camere di commercio di Campobasso e di Isernia
7. 17 MARZO 2015 - Accorpamento delle Camere di Commercio di PALERMO ed ENNA
Con decreto del 17 marzo 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il processo di costituzione della nuova Camera di Commercio denominata “CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI PALERMO ED ENNA", mediante accorpamento tra le Camere di Commercio di Palermo e Enna.
Previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico segna l’ultimo passaggio che mancava per chiudere l’iter di accorpamento tra i due Enti, deliberato in contemporanea dai due Consigli camerali in data 19 dicembre 2014.br> Il Dr. Vicenzo Genco, attuale Segretario Generale della Camera di Commercio di Palermo, è nominato Commissario ad acta, con il compito di adottare la norma statutaria di composizione del nuovo Consiglio e di avviare le procedure di costituzione del Consiglio della nuova “Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Palermo ed Enna”.
Con successivo decreto ministeriale del 27 gennaio 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico ha sostituito il Commissario ad acta Dr. Vincenzo Genco con il Dr. Guido Barcellona, attuale Segretario Generale della Camera di Commercio di Caltanissetta, con il compito di completare le procedure di costituzione del consiglio della nuova Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Palermo ed Enna.
E' stato, inoltre, reso noto che la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di PALERMO ed ENNA, risultante dall'accorpamento delle Camere di Palermo ed Enna, sarà operativa dal 28 Febbraio 2017
8. 1° APRILE 2015 - Accorpamento delle Camere di Commercio di TREVISO e BELLUNO
Previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano adottata nella seduta del 25 marzo 2015, il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico segna l’ultimo passaggio che mancava per chiudere l’iter di accorpamento tra i due Enti, deliberato, dalla Camera di Commercio di Treviso, il 20 febbraio 2015 e, dalla Camera di Commercio di Belluno, il 25 febbraio 2015.
9. 1° APRILE 2015 - Accorpamento delle Camere di Commercio di IMPERIA LA SPEZIA E SAVONA
. Se vuoi scaricare il testo del comunicato stampa della Camera di Commercio di Imperia, clicca QUI.
10. 21 APRILE 2015 - Accorpamento delle Camere di Commercio di AGRIGENTO, CALTANISSETTA E TRAPANI
Con decreto del 21 aprile 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il processo di costituzione della nuova Camera di Commercio denominata “CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA RIVIERE DI AGRIGENTO, CALTANISSETTA E TRAPANI”, mediante accorpamento tra le Camere di Commercio di Agrigento, Caltanissetta e Trapani .
La nuova Camera di Commercio avrà la la sede legale in Trapani, Corso Italia, 26, e sedi secondarie in Agrigento, P.zza Gallo, 317 e in Caltanissetta, Corso Vittorio Emanuele, 38.
11. 20 LUGLIO 2015 - Nasce la CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA ROVIGO DELTA-LAGUNARE
La fusione tra le Camere di Commercio di Venezia e di Rovigo è ufficiale. La Regione Veneto, con nota del 6 luglio 2015, Prot. 277966, ha convocato per il 20 luglio 2015, l’insediamento del primo Consiglio della Camera di Commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare, frutto di un processo di accorpamento volontario di due vaste aree economico geografiche come Venezia e Rovigo.
Con la stessa nota è stato trasmesso il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 101 del 2 luglio 2015 con il quale la Regione ha provveduto alla nomina dei 31 componenti del primo Consiglio della nuova Camera di Commercio.
Si tratta di un momento storico in quanto si tratta del primo esempio di processo di autoriforma nel sistema camerale che si configurerà come progetto pilota a livello nazionale.
Nella seduta del 20 luglio 2015 è stato eletto il Presidente del Consiglio camerale nella persona di GIUSEPPE FEDALTO.
12. 6 AGOSTO 2015 - Accorpamento di altre nove Camere di Commercio - Quattro le nuove Camere
Con quattro decreti ministeriali del 6 agosto 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato avvio al processo di costituzione di quattro nuove Camere di Commercio mediante accorpamento delle seguenti 9 Camere:
- LIVORNO GROSSETO;
- CATANZARO - CROTONE E VIBO VALENZIA.
Gli accorpamenti daranno, rispettivamente, avvio al processo di costituzione delle seguenti quattro Camere di Commercio:
Con gli stessi decreti sono stati anche nominati i commissari ad acta con il compito di avviare le procedure di costituzione del consiglio delle nuove Camere di Commercio.
Successivamente, sono stati pubblicati, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, quattro decreti direttoriali, datati 2 settembre 2015, relativi ai dati economici delle quattro nuove Camere di Commercio.
I dati sono relativi ai parametri “numero delle imprese”, “indice di occupazione”, “valore aggiunto” e “diritto annuale” per i settori economici individuati dal decreto ministeriale 4 agosto 2011, n. 155.
. Se vuoi scaricare il testo dei quattro decreti ministeriali e dei successivi quattro decreti direttoriali, clicca QUI.
13. 25 SETTEMBRE 2015 - Accorpamento tra le Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa
14. 25 SETTEMBRE 2015 - Accorpamento tra le Camere di Commercio di Pescara e di Chieti
15. 23 DICEMBRE 2015 - Accorpamento tra le Camere di Commercio Forlì-Cesena e Rimini
Con decreto del 23 dicembre 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il processo di costituzione della nuova Camera di Commercio denominata “CAMERA DI COMMERCIO DELLA ROMAGNA – FORLI’-CESENA E RIMINI”, mediante accorpamento tra le Camere di Commercio di Rimini e di Forlì.
16. 16 MAGGIO 2016 - Nasce la CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI TREVISO - BELLUNO
Dal 16 maggio 2016, con l'insediamento del nuovo Consiglio, diventa pienamente operativa la nuova Camera di Commercio, nata dall'accorpamento tra le Camere di Commercio di Treviso e di Belluno.
17. 13 OTTOBRE 2016 - Accorpamento tra le Camere di Commercio MILANO, MONZA-BRIANZA e LODI
Con decreto del 13 ottobre 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il processo di costituzione della nuova Camera di Commercio denominata “CAMERA DI COMMERCIO METROPOLITANA DI MILANO – MONZA-BRIANZA - LODI”, mediante accorpamento tra le Camere di Commercio di Milano, Monza Brianza e di Lodi.
La dott.ssa Elena Vasco , attuale Segretario generale della Camera di Commercio di Milano, è nominato Commissario ad acta, con il compito di adottare la norma statutaria di composizione del nuovo Consiglio e di avviare le procedure di costituzione del Consiglio della nuova “Camera di Commercio metropolitana di Milano, Monza-Brianza e Lodi”.
18. 16 NOVEMBRE 2016 - Accorpamento tra le Camere di Commercio AVELLINO e di BENEVENTO
Con decreto del 16 novembre 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il processo di costituzione della nuova Camera di Commercio denominata “CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA IRPINIA SANNIO”, mediante accorpamento tra le Camere di Commercio di Avellino e di Benevento. La nuova Camera di Commercio avrà la sede legale in AVELLINO, Piazza Duomo, 5 e sede secondaria in BENEVENTO, Piazza Novembre, 1.
Il dott. Luca Perozzi, attuale Segretario generale della Camera di Commercio di Avellino, è nominato Commissario ad acta, con il compito di adottare la norma statutaria di composizione del nuovo Consiglio e di avviare le procedure di costituzione del Consiglio della nuova “Camera di Commercio industria artigianato e agricoltura Irpinia Sannio”.
19. 27 GENNAIO 2017 - Accorpamento tra le Camere di Commercio TERAMO e L'AQUILA
Con successivo decreto del 1° agisto 2017, la dott.ssa Fausta Emilia Clementi, attuale segretario generale della Camera di commercio di L’Aquila, è stata nominata, in sostituzione del dott. Giampiero Sardi, commissario ad acta con il compito di proseguire con le procedure di costituzione del Consiglio della nuova Camera di Commercio.
. Se vuoi scaricare il testo del decreto ministeriale del 1° agosto 2017, clicca QUI.
1. LE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO - CCIE
1.1. Profilo istituzionale
Le Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) sono associazioni di imprenditori e di professionisti, italiani e locali, riconosciute dal Governo italiano in base alla legge del 1° luglio 1970, n. 518, nate e sviluppatesi tradizionalmente nei luoghi di maggiore presenza italiana nel mondo.
Le CCIE sono attualmente 74, presenti in 49 paesi con 140 uffici e contano oltre 24.000 imprese associate, di cui circa il 70% sono aziende locali che operano o sono interessate ad operare con l’Italia.
. Se vuoi accedere al sito ASSOCAMERESTERO – Associazione delle Camere di commercio italiane all’estero, clicca QUI
. Se vuoi scaricare l’elenco delle Camere di Commercio italiane all’estero e accedere ai siti delle singole Camere di Commercio, clicca QUI
1.2. ALBO DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALO ESTERE O ESTERE IN ITALIA
L'Art. 1 dello Statuto dell'Unioncamere, che stabilisce che le Camere di Commercio e la Regione Autonoma della Valle d'Aosta, per il tramite del competente Assessore regionale fanno parte dell'Unioncamere, prevede altresì al comma 3 che "le Camere di Commercio miste, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 22 della legge 29 dicembre 1993 n. 580, possono essere ammesse in una sezione separata".
Con D.M. 15 febbraio 2000, n. 96 (Regolamento recante norme per la disciplina dell'albo delle camere di commercio italo-estere o estere in Italia), il Ministero del Commercio con l’estero ha adottato il nuovo Regolamento delle Camere di Commercio italo-estere o estere in Italia che chiarisce che l’iscrizione all’Albo è condizione essenziale per l’utilizzo della denominazione “Camera di Commercio” e, di conseguenza, introduce l’obbligo dell’abbandono della stessa denominazione in caso di revoca dell’iscrizione.
. Se vuoi CONSULTARE L’Albo delle Camere di Commercio italo estere o estere in Italia, clicca QUI
1.3. GENNAIO 2007 – Due nuove Camere di Commercio all’estero
Con due distinti decreti del Ministero del Commercio Internazionale del 29 dicembre 2006, pubblicati entrambi nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2007, sono state riconosciute due nuove Camere di Commercio all'estero: quella italo-serba, con sede a Belgrado e quella italiana dell'Ecuador, con sede a Quito.
2. L’UNIONE ITALIANA DELLE CAMERE DI COMMERCIO - UNIONCAMERE
2.1. Profilo istituzionale e compiti
Fondata nel 1901, l’Unioncamere è un ente pubblico che ha il compito di rappresentare e curare gli interessi generali delle Camere di Commercio italiane nei confronti di tutti gli interlocutori istituzionali a livello locale, regionale, nazionale e sovranazionale, incluse le organizzazioni imprenditoriali, dei consumatori e dei lavoratori. A livello europeo, l’Unioncamere assicura la rappresentanza delle Camere di Commercio italiane in seno a Eurochambres, l’associazione che riunisce i sistemi camerali d’Europa.
•	la garanzia della regolazione e della trasparenza del mercato
•	la tutela del Made in Italy e della qualità delle produzioni nazionali
•	il sostegno alla creazione di nuove imprese
•	la diffusione dell’innovazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico
•	l’analisi statistico-economica del tessuto imprenditoriale
•	la realizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro
•	l’analisi dei fabbisogni professionali delle imprese
•	la promozione di nuovi servizi per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro
•	lo studio dei temi legati al decentramento amministrativo
•	la diffusione della conciliazione e dell’arbitrato
•	l’attuazione della riforma del diritto societario
•	la partecipazione attiva al piano nazionale di e-Government
•	la tutela dei diritti in materia di proprietà industriale
•	la disciplina dell’impresa sociale
•	la promozione della Responsabilità Sociale delle Imprese.
L'assetto organizzativo dell'Unioncamere è così costituito:
•	Presidenza
•	Area Diritto di Impresa e finanza
•	Area Ricerca, Innovazione e formazione
•	Area Formalità per il Commercio Internazionale
•	Area Organizzazione
•	Area Relazioni Istituzionali
•	Area Servizi finanziari, Infrastrutture e Internazionalizzazione
•	Ufficio Speciale Comunicazione e Stampa
2.2. Lo statuto
Con decreto 25 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 21 settembre 2012, il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato lo statuto dell'Unione italiana delle Camere di Commercio, nel nuovo testo quale risulta a seguito delle modifiche apportate dal Consiglio generale dell'Unione italiana delle camere di commercio, con la propria deliberazione n. 6 del 5 luglio 2012.
2.3. La sede di Bruxelles dell’Unioncamere
La Sede di Bruxelles dell’Unioncamere, presente a Bruxelles dal 1968, opera per la valorizzazione dell’attività delle Camere di Commercio italiane nelle politiche e nei programmi dell’Unione Europea.
Con la sua attività si vuole favorire le relazioni del Sistema italiano delle Camere di Commercio con le Istituzioni dell’Unione Europea – Consiglio, Commissione Europea, Parlamento europeo, Comitato delle Regioni, Comitato Economico e Sociale – e con la rete camerale a livello europeo, in particolare con Eurochambres.
Le altre realtà camerali a Bruxelles sono:
• Unioncamere Liguria
• Unioncamere Lombardia
• Unioncamere Piemonte
• Unioncamere Toscana
• Unioncamere Veneto
• Unioncamere Campania
• Camera di Commercio di Roma
• Camera di Commercio di Trieste
• Infocamere
• Mondimpresa.
INDIRIZZO: Unioncamere Bruxelles - Rue l'Industrie, 22 1040 Bruxelles B
Tel. +32.2.5122240 - Fax. +32.2.5124911
2.4. Riferimenti e recapiti
. Se vuoi visitare il sito ufficiale di UNIONCAMERE, clicca QUI
. Se vuoi visitare il sito di UNIONCAMERE.NET - I servizi web per la rete camerale, clicca QUI
. Se vuoi accedere al sito ufficiale di Unioncamere Bruxelles, clicca QUI
3. SOCIETA’ PARTECIPATE DALLA CAMERA DI COMMERCIO
La Camera di Commercio, come previsto dall’art. 2 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 (Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura), per il raggiungimento dei propri scopi istituzionali promuove, realizza o gestisce strutture ed infrastrutture di interesse economico generale a livello locale, regionale e nazionale, direttamente o mediante la partecipazione, secondo le norme del codice civile, con soggetti pubblici e privati ad organismi anche associativi, ad enti a consorzi e a società.
Si tratta di un importante strumento di promozione dello sviluppo economico, che permette di perseguire l’obiettivo attraverso la collaborazione fra enti, che, impiegando le risorse disponibili sia finanziarie che umane, possono agire per il raggiungimento di obiettivi comuni.
Questa modalità d’intervento, lungi dal creare le premesse per una delega di funzioni proprie dell’Ente, è stata orientata soprattutto a favorire meccanismi di aggregazione d’interessi, sia pubblici che privati, in soggetti istituzionali attivi nel contesto provinciale e capaci di erogare servizi mirati sul territorio, il tutto in una logica di sistema.
L’obiettivo di "fare sistema" che la Camera ha seguito in ambito locale, ha trovato ulteriori applicazioni anche nei rapporti con il Sistema camerale nazionale, dando luogo ad acquisizioni di quote in organismi societari di tipo strategico.
A norma dell’art. 1 comma 735 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007), i dati relativi alle Società partecipate dell'Ente camerale devono essere pubblicati “nell'albo e nel sito informatico dei soci pubblici a cura del responsabile individuato da ciascun ente”.
La pubblicità è soggetta ad aggiornamento semestrale.
La violazione dell'obbligo di pubblicazione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000,00 euro, che viene irrogata dal Prefetto nella cui circoscrizione ha sede la società.
La stessa sanzione viene applicata agli amministratori societari che non comunicano ai soci pubblici il proprio incarico ed il relativo compenso entro trenta giorni dal conferimento ovvero, per le indennità di risultato, entro trenta giorni dal percepimento.
Vademecum delle società partecipate
L’Ufficio Partecipate della Camera di Commercio di Prato, nella persona del suo responsabile Dr.ssa Silvia Borri, ha predisposto un vademecum nel quale vengono raccolte tutte le disposizioni e gli adempimenti relativi alle società partecipate della Camera di Commercio.
Si riporta il testo del vademecum:
. Camera di Commercio di PRATO – Vademecum delle società partecipate – Raccolta normativa e principali adempimenti.
4. LE AZIENDE SPECIALI
4.1. Profilo istituzionale e compiti
Oltre alla propria struttura operativa interna, le Camere di commercio - per svolgere attività promozionali di particolare rilievo esterno, o che richiedono specifiche competenze tecniche - possono costituire delle Aziende speciali, aventi per scopo sia l'erogazione uno o più servizi, sia il raggiungimento di obiettivi tecnico-economici.
Queste Aziende sono dotate di autonomia finanziaria e patrimoniale, e il loro personale dipendente non appartiene ai ruoli camerali.
La camere possono costituire aziende speciali in base all’art. 2 della legge n. 580/93, ma di fatto tale possibilità era già stata riconosciuta con il R.D. n. 2011/34.
L’art 2 della L. n. 580/1993 circoscrive la possibilità di costituire aziende speciali solo al fine di promuovere, realizzare, gestire strutture ed infrastrutture di interesse economico generale.
Le aziende speciali camerali si caratterizzano, oltre che per l’assenza della personalità giuridica, per l’elevato grado di indirizzo/controllo che le Camere mantengono su di esse.
Difatti, oltre alla definizione delle aziende speciali come “organi camerali” (art 58, D.M. n. 287/1997), spetta alle Camere:
•	l’approvazione dello statuto
•	l’approvazione del bilancio preventivo e del bilancio di esercizio
•	l’approvazione dell’assunzione di impegni pluriennali di spesa
•	la nomina dei componenti del consiglio
•	la vigilanza sulla gestione dell’azienda “accertando in particolare l’osservanza degli indirizzi generali ed il perseguimento degli obiettivi stabiliti dal consiglio camerale, anche attraverso i propri componenti nominati nell’organo di amministrazione aziendale (art 66, D.M. n. 287/97)”.
4.2. Natura fiscale e rilevanza reddituale dei contributi
Con il Parere del 3 luglio 2006, Prot. 2006/99680, l'Agenzia delle Entrate si pronuncia in merito alle problematiche legate alla posizione fiscale autonoma delle aziende speciali delle Camere di Commercio.
L'Amministrazione finanziaria fornisce chiarimenti in merito:
- alla natura fiscale delle Aziende speciali;
- alla rilevanza ai fini delle imposte dei redditi dei contributi in conto esercizio e in conto capitale;
- alla ritenuta d'acconto, ex art. 28, comma 2, D.P.R. n. 600/1973;
- al trattamento fiscale dei contributi ai fini IVA.
Il testo della risoluzione è riportato nell'Appendice normativa.
5. STARNET - IL PORTALE DI INFORMAZIONE ECONOMICO-STATISTICA DEGLI UFFICI STUDI E STATISTICA DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE
L’informazione economico-statistica e le funzioni ad essa strettamente connesse di osservatorio congiunturale delle economie locali, rappresentano, come è noto, le tradizionali e ben radicate attività delle Camere di Commercio.
Starnet è un sistema informativo dinamico che consente l’accesso alle banche dati degli Uffici statistica delle Camere di Commercio.
Il sistema si configura come un portale telematico da cui è possibile accedere ai principali indicatori statistici e alle analisi economiche realizzate dal sistema camerale e dalle altre fonti ufficiali del SISTAN (Sistema Statistico Nazionale).
Tale sistema è suddiviso in tre aree: una comune, una territoriale ed una tematica.
L’area comune contiene documenti di carattere generale, quella territoriale fornisce informazioni sulle singole province e regioni, mentre in quella tematica si trovano documenti concernenti uno specifico argomento non correlato al territorio.
L’obiettivo di Starnet è quello di promuovere la diffusione dell’informazione statistica, mettendo una considerevole mole di informazioni statistiche a disposizione di tutti coloro che sono interessati ad indagare le molteplici sfaccettature che caratterizzano un territorio o ad analizzare l’evoluzione di un’area attraverso confronti con altre realtà.
Realizzato e coordinato da Unioncamere, con il supporto tecnico di Infocamere e il contributo scientifico dell'Istituto Guglielmo Tagliacarne, Starnet è nato per dare una risposta all'esigenza di raccogliere, organizzare e diffondere l'informazione economico-statistica prodotta dal sistema camerale e dagli altri Enti del Sistan.
Gli utenti potranno accedere ad un patrimonio di dati prodotti dal sistema camerale e da altri enti del SISTAN (Sistema Statistico Nazionale).
. Se vuoi accedere a STARNET, clicca QUI
6. RETECAMERE - UNA NUOVA SOCIETA' DEL SISTEMA CAMERALE ITALIANO PER I SERVIZI E I PROGETTI INTEGRATI
Il sistema camerale italiano si è dotato di una nuova società per i servizi e i progetti integrati che raccoglie e unisce il patrimonio di esperienza, conoscenza e capacità di tre strutture consortili nazionali MediaCamere, AsseforCamere e LaborCamere.
Retecamere è una delle strutture operative di Unioncamere, di cui è interamente partecipata con 85 Camere di Commercio.
Retecamere è costituita dall'Area Progetti e Servizi che idea, progetta e fornisce consulenza, assistenza tecnica e progettazione alle Camere di Commercio e al Sistema Camerale nonché alla Pubblica Amministrazione.
L’Area si occupa di progetti e servizi riguardanti principalmente:
•	Piattaforme online e strumenti multimediali per informare e interagire principalmente con il sistema delle imprese. Servizi e strumenti per valorizzare, organizzare e integrare l’informazione per il Sistema Camerale e la Pubblica Amministrazione.
•	Strumenti, servizi ed attività di comunicazione e prodotti editoriali.
•	Imprenditoria femminile, imprese sociali e imprese di immigrati, piani e programmi di Sviluppo Locale e Marketing Territoriale, progetti di CSR e di Bilanci Sociali.
Retecamere mette a disposizione delle Camere di Commercio, della Pubblica Amministrazione e del mondo imprenditoriale un’esperienza venticinquennale nella costruzione di progetti e servizi integrati, attraversati da competenze diverse, specializzate e integrate, e focalizzati su tre momenti complementari: la progettazione, la formazione e la gestione.
. Se vuoi visitare il sito ufficiale di RETECAMERE, clicca QUI
7. INFOCAMERE – LA SOCIETA’ DI INFORMATICA DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE
InfoCamere, attraverso quasi quarant'anni di storia, ha saputo coniugare al meglio tradizione e innovazione.
Nata inizialmente come CERVED (Centro Regionale Veneto Elaborazione Dati), è stata fondata nel dicembre del 1974 a Padova grazie all'intuizione del Professor Mario Volpato, allora Presidente della Camera di Commercio e Professore di Calcolo delle probabilità all'Università di Padova.
Ben prima dell'era di Internet, l'idea fondativa di Cerved (che, per scissione, darà poi vita ad InfoCamere) era fortemente proiettata verso il futuro: l'obiettivo della Società era infatti il recupero dell'efficienza della Pubblica Amministrazione attraverso lo sfruttamento delle nuove tecnologie informatiche e telematiche.
Fu così che i registri delle Camere di Commercio del Veneto furono i primi ad essere digitalizzati e messi in collegamento tra loro.
Un'innovazione che rese possibile, da qualsiasi provincia veneta, ottenere informazioni economiche sulle imprese di tutta la regione.
Col passare degli anni la società ha continuato ad offrire alle Camere soluzioni all'avanguardia per la gestione dei propri archivi, ampliando la rete regione per regione, portando negli anni all'informatizzazione e all'integrazione delle basi di dati di tutte le Camere di Commercio d'Italia e delle loro sedi distaccate.
Un esempio, il primo in Italia, di interconnessione tra archivi di più enti pubblici, che ha messo in rete tutte le Camere, rendendole parte di un sistema unitario, pur mantenendo ciascuna la sua soggettività e autonomia.
Proprio grazie a queste basi e agli strumenti messi a disposizione dalla Società, la legge 580 del 29 dicembre 1993 di riordinamento delle Camere di Commercio ha affidato alle Camere il compito di realizzare, in modalità interamente telematica, il Registro Imprese.
Fu questo il riconoscimento ufficiale di un sistema all'avanguardia.
Attualmente InfoCamere, è il braccio tecnologico delle Camere di Commercio italiane, è la struttura di eccellenza per la gestione del patrimonio informativo e dei servizi del sistema camerale.
Ha sviluppato e gestisce il sistema telematico che collega fra loro 105 Camere di Commercio, 300 sedi distaccate.
Dal 6 aprile 2004 al 30 giugno 2007 InfoCamere è stato anche Ente Certificatore per la firma digitale, iscritto nell’Elenco Pubblico previsto dalla legge.
Dal 1° luglio 2007 ha trasferito le proprie risorse e la propria esperienza ad InfoCert SpA, società appositamente creata.
Dal Dicembre 2005 è iscritta nell'Elenco Pubblico dei Gestori di Posta Elettronica Certificata.
Da Agosto 2005 è l'Autorità di Certificazione Nazionale che rilascia i certificati digitali delle Carte Tachigrafiche.
. Se vuoi visitare il sito di InfoCamere e conoscere la storia, la struttura, le competenze e i servizi offerti, clicca QUI.
LE CAMERE DI COMMERCIO - CENNI STORICI - ORGANIZZAZIONE E COMPETENZE
. Le Camere di Commercio. Natura giuridica e autonomia statutaria.
. Il sistema camerale.
. Le competenze attribuite alle Camere di Commercio. Sintesi della normativa.
. Le Unioni regionali delle Camere di Commercio.
OSSERVATORIO DEL SISTEMA CAMERALE
L’Osservatorio del Sistema camerale è uno degli strumenti di monitoraggio attraverso cui l'Unione Italiana delle Camere di commercio (Unioncamere) realizza indagini on-line sulla struttura, l’organizzazione e le attività di servizio della rete camerale.
Uno strumento funzionale all'acquisizione di informazioni utili per fornire assistenza al Sistema camerale, promuovendone al contempo il ruolo e l'impegno nel quadro delle istituzioni che operano per la competitività del Paese.
. R.D. 4 gennaio 1925, n. 29: Approvazione del regolamento generale per l'attuazione del regio decreto legge 8 maggio 1924, n. 750, sull'ordinamento delle Camere di commercio e industria del Regno.
. D.Lgs.Lgt 21 settembre 1944, n. 315: Soppressione dei Consigli e degli Uffici provinciali dell'economia e istituzione delle Camere di commercio, industria e agricoltura, nonché degli Uffici provinciali del commercio e dell'industria.
. Legge 26 settembre 1966, n. 792: Mutamento della denominazione del Ministero dell'industria e del commercio, degli Uffici provinciali e delle Camere di commercio, industria ed agricoltura.
. Legge 1 luglio 1970, n. 518: Riordinamento delle camere di commercio italiane all'estero.
. Legge 25 luglio 1971, n. 557: Norme integrative della legge 23 febbraio 1968, n. 125, concernente il personale statale delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e degli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
. ISTAT - Deliberazione 15 ottobre 1991: Disposizioni per l'organizzazione ed il funzionamento degli uffici di statistica delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Direttiva n. 4/Comstat).
. Legge 29 dicembre 1993, n. 580: Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. (Testo in vigore fino all' 11 marzo 2010).
. Legge 29 dicembre 1993, n. 580: Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. (Testo in vigore fino al 9 dicembre 2016).
. Legge 29 dicembre 1993, n. 580: Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. (Testo aggiornato in vigore dal 10 dicembre 2016).
. D.M. 19 giugno 1995, n. 422: Regolamento recante norme di attuazione dell'art. 20 della L. 29 dicembre 1993, n. 580, concernente i criteri e le modalità per l'iscrizione nell'elenco dei segretari generali di camere di commercio.
. D.P.R. 21 settembre 1995, n. 472: Regolamento di attuazione dell'art. 10 della L. 29 dicembre 1993, n. 580, concernente i criteri generali per la ripartizione dei consiglieri delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura in rappresentanza dei vari settori economici.
. D.M. 24 luglio 1996, n. 501: Regolamento di attuazione dell'art. 12, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, recante riordino delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura.
. D.M. 23 luglio 1997, n. 287: Regolamento concernente la disciplina della gestione patrimoniale e finanziaria delle camere di commercio.
(Decreto abrogato dall'art. 76 del D.P.R. 2 novembre 2005, n. 254 - In vigore dal 31 dicembre 2005).
. D.M. 15 febbraio 2000, n. 96: Regolamento recante norme per l'istituzione e la disciplina dell'Albo delle camere di commercio italo-estere o estere in Italia.
. D.P.C.M. 26 maggio 2000: Individuazione delle risorse umane, finanziarie, strumentali e organizzative degli uffici provinciali del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato (UU.PP.I.C.A.) da trasferire alle camere di commercio per l'esercizio delle funzioni ad esse attribuite ai sensi dell'art. 20 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
. D.P.R. 20 agosto 2001, n. 363: Regolamento di semplificazione del procedimento per la determinazione dei compensi ai presidenti e ai componenti degli organi delle camere di commercio.
. D.P.C.M. 8 agosto 2003: Approvazione del nuovo statuto dell'Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
. Ministero delle attività produttive – Circolare n. 3586/C del 14 giugno 2005: Collegio dei revisori dei conti delle Camere di Commercio e rapporti con il nuovo diritto societario.
. D.P.R. 2 novembre 2005, n. 254: Regolamento per la disciplina della gestione patrimoniale e finanziaria delle Camere di commercio.
. Ministero delle attività produttive - Circolare 16 dicembre 2005, n. 22391: Modalità di applicazione per l'anno 2006 della legge 1° luglio 1970, n. 518, recante: «Riordinamento delle Camere di commercio italiane all'estero» e del decreto 21 luglio 1999, n. 315, recante: «Criteri e modalità per la concessione di contributi finanziari alle Camere di commercio italiane all'estero».
. D.M. 8 febbraio 2006: Definizione, ai sensi dell'articolo 1, comma 98, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, per le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e per l'Unioncamere, degli indicatori di equilibrio economico-finanziario, volti a fissare criteri e limiti per le assunzioni a tempo indeterminato, per il triennio 2005-2007.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Lettera Circolare del 15 giugno 2006, Prot. 0005544: Legge 23 dicembre 2005, n. 266 - Chiarimenti.
. Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso - Risoluzione del 3 luglio 2006, Prot. 2006/99680: Risposta dell'Agenzia delle Entrate all'interpello n. 6954-161/2006 - Parere dell'Agenzia delle entrate in merito a problematiche legate alla posizione fiscale autonoma delle aziende speciali camerali - Risoluzione n. 37 del 23 marzo 2005.
. Ministero del Commercio Internazionale - Circolare 11 dicembre 2006, n. 4370: Modalita' di applicazione, per l'anno 2007, della legge 1° luglio 1970, n. 518, recante: Riordinamento delle Camere di commercio italiane all'estero e del decreto 21 luglio 1999, n. 315, recante: Criteri e modalita' per la concessione dei contributi finanziari alle Camere di commercio italiane all'estero.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Circolare del 26 luglio 2007, Prot. 0007617: D.P.R. 2 novembre 2005, n. 254 - Regolamento per la disciplina della gestione patrimoniale e finanziaria delle Camere di Commercio.
. Ministero del Commercio Internazionale - Circolare del 21 dicembre 2007: Modalità di applicazione per l'anno 2008 della legge 1° luglio 1970, n. 518, recante «Riordinamento delle Camere di commercio italiane all'estero» e del decreto 21 luglio 1999, n. 315, recante «Criteri e modalita' per la concessione dei contributi finanziari alle Camere di commercio italiane all'estero».
. D.M. 18 giugno 2008: Regolamento per la disciplina della gestione patrimoniale e finanziaria dell'Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (Unioncamere) - In vigore dal 20 giugno 2009.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Regolazione Mercato - Circolare n. 3622/C del 5 febbraio 2009: Commissione ex articolo 74 del D.P.R. 2 novembre 2005, n. 254 - Trasmissione documenti elaborati.
. Legge 23 luglio 2009, n. 99: Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia. Art. 53.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Nota del 12 febbraio 2010, Prot. 0015429: Quesiti presentati dalle Camere di Commercio in merito all'applicazione dei principi contabili emanati con Circolare n. 3622/C del 5 febbraio 2009.
. D. Lgs. 15 febbraio 2010, n. 23: Riforma dell'ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (Testo aggiornato con le modifiche apportate dal D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 219).
. D. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Circolare del 15 marzo 2010, Prot. 10049: Decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23, recante "riforma dell'ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99".
. REGIONE SICILIA - L.R. 2 marzo 2010, n. 4: Nuovo ordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Nota del 26 aprile 2010, Prot. 0036606: Quesiti presentati dalle Camere di commercio in merito all'applicazione dei principi contabili emanati con circolare n. 3622/C del 5 febbraio 2009.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Circolare del 4 marzo 2011, n. 3640/C, Prot. 0040848: Pubblicazione dati per la costituzione dei Consigli camerali - Anno 2010.
. D.M. 12 aprile 2011: Codificazione, modalità e tempi per l'attuazione del SIOPE per le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. (Decreto n. 25446).
. Se vuoi approfondire l’argomento del SIOPE, clicca QUI.
. D.M. 4 agosto 2011, n. 155: Regolamento sulla composizione dei consigli delle camere di commercio in attuazione dell'articolo 10, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, così come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23.
. D.M. 4 agosto 2011, n. 155 - ALLEGATO.
. D.M. 4 agosto 2011, n. 156: Regolamento relativo alla designazione e nomina dei componenti del consiglio ed all'elezione dei membri della giunta delle camere di commercio in attuazione dell'articolo 12 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23.
. D.M. 4 agosto 2011, n. 155 - ALLEGATI.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione XXII - Sistema Camerale - Nota del 4 ottobre 2011, Prot. 0183847: Decreti del Ministero dello Sviluppo Economico 4 agosto 2011, n. 155 e 156, di attuazione degli articoli 10 e 12 della legge 29 dicembre 1003, n. 580 così come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23 recante riforma dell'ordinamento relativo alle Camere di Commercio.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Divisione XXII - Sistema Camerale - Nota del 21 ottobre 2011, Prot. 0197017: SIOPE - Art. 14 della legge 31.12.2009, n.196 concernente "Legge di contabilità e finanza pubblica". Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 12 aprile 2011 sulla codificazione gestionale degli incassi e dei pagamenti delle camere di commercio.
. MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - CIRCOLARE 15 dicembre 2011, n. 23955: Modalita' di applicazione per l'anno 2012 della legge 1° luglio 1970, n. 518, recante "Riordinamento delle Camere di Commercio Italiane all'Estero" e del decreto 21 luglio 1999, n. 315, recante "Criteri e modalita' per la concessione dei contributi finanziari alle Camere di Commercio Italiane all'Estero".
. D.M. 25 luglio 2012: Approvazione dello statuto dell'Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura nel testo allegato alla delibera del Consiglio generale n. 6 del 5 luglio 2012.
. D.M. ottobre 2012, n. 230: Regolamento relativo ai requisiti di professionalita' ed ai criteri per l'espletamento della selezione per l'iscrizione nell'elenco dei soggetti che possono essere nominati segretari generali di camere di commercio nonche' agli obblighi di formazione per i segretari generali in attuazione dell'articolo 20 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cosi' come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23.
. D.M. 24 aprile 2014: Requisiti, criteri e modalita' per la concessione dei contributi alle Camere di commercio italiane all'estero riconosciute ai sensi della legge n. 518/70, per l'anno 2014.
. DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 2016, n. 219: Attuazione della delega di cui all'articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
. DECRETO 8 agosto 2017: Rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, istituzione di nuove camere di commercio, e determinazioni in materia di razionalizzazione delle sedi e del personale.
. DECRETO 8 agosto 2017 - ALLEGATO A.
. DECRETO 8 agosto 2017 - ALLEGATO B.
. DECRETO 8 agosto 2017 - ALLEGATO C.
. DECRETO 8 agosto 2017 - ALLEGATO D.
INFORMAZIONI UTILI - INDIRIZZI E RECAPITI
. LE CAMERE DI COMMERCIO IN ITALIA - Prima e dopo la riforma (Aggiornamento a Settembre 2017).
. Se vuoi consultare l'ELENCO DEI SEGRETARI GENERALI e degli iscritti nell'elenco di cui all'art. 2 del D.M. n. 422/1995, clicca QUI.
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