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Timestamp: 2017-06-23 17:17:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.1', 'art. 10', 'art.1', 'art.1', 'art.7', 'art.10', 'art.9', 'art.10', 'art.1', 'art.1', 'art.7', 'art.10', 'art.18']

ADUC - Scheda Pratica - La nuova IUC (imposta unica comunale) comprendente IMU, TARI e TASI: una guida
La nuova IUC (imposta unica comunale) comprendente IMU, TARI e TASI: una guida Scheda Pratica di Rita Sabelli
Ultimo aggiornamento: 3/2/2017 con Legge di Stabilità 2017
- IMU di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali.
- TASI riferita ai servizi comunali, ovvero tributo per i servizi indivisibili, a carico del possessore e dell'utilizzatore di immobili.
L'Imu e' l'imposta municipale gia' in vigore dal 2012, con alcuni piccoli ritocchi che hanno -tra gli altri- resa definitiva l'esenzione della casa di abitazione. La Tari e la Tasi vanno a sostituire la Tares, abrogata dal 2014.
Le norme sulla IUC sono contenute nella Legge di Stabilita' 2014 (legge 147/2013) che ne regola, come di prassi, gli aspetti generali. Tali norme sono completate dai regolamenti dei singoli comuni che dettagliano le modalità di applicazione (tariffe, riduzioni) e riscossione (scadenze delle rate, modalità di pagamento) dei singoli tributi.
Da precisare che per IMU e TASI sono sospesi, dal 2015, gli aumenti tariffari comunali per effetto delle Leggi di Stabilità che si sono succedute, l’ultima quella per il 2017. Costituisce eccezione la TARI le cui tariffe possono essere adeguate con apposita delibera.
TASI - Tassa sui servizi comunali indivisibili
Come già detto, la normativa nazionale è completata dai regolamenti comunali che dettagliano l'applicazione della IUC e delle sue componenti, IMU, TARI e TASI.
In termini generali i regolamenti devono essere approvati entro il termine fissato dalle norme statali per l'approvazione del bilancio di previsione e, una volta adottati, devono essere comunicati telematicamente al Ministero dell'economia e finanze (MEF) per la pubblicazione sull'apposito sito www.finanze.it.
Per i tributi locali in generale (in questo contesto per la Tari) l'efficacia dei regolamenti e' legata alla loro approvazione e pubblicazione sull'albo pretorio online (sito del comune); la pubblicazione sul sito del MEF, che deve avvenire entro 30 giorni dalla deliberazione, e' meramente informativa.
Costituiscono eccezione l'IMU e la TASI per le quali la pubblicazione sul suddetto sito e' condizione di efficacia del regolamento: le aliquote applicabili per l'anno in corso sono efficaci, per la seconda rata di conguaglio (la prima rata e' calcolata con le aliquote deliberate per l'anno precedente) se pubblicate sul sito del MEF entro il 28/10.
Per le componenti della IUC è sempre prevista una dichiarazione da compilare ad inizio possesso (generalmente in modo contestuale rispetto alle pratiche di trasferimento della residenza). Il termine di presentazione e' il 30/6 dell'anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e/o delle aree assoggettabili ai tributi. Nei casi di occupazione in comune la dichiarazione puo' essere presentata anche da uno solo degli occupanti.
La dichiarazione, da farsi compilando modelli messi a disposizione dal Comune, vale anche per gli anni successivi a meno che non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati a cui consegua un diverso ammontare dei tributi. In tal caso si deve presentare una nuova dichiarazione, sempre entro il 30/6 dell'anno successivo a quello in cui sono intervenute le variazioni.
Ai fini della Tari restano fermi i dati delle superfici dichiarate o accertate ai fini delle precedenti imposte dei rifiuti (tarsu, tia, tares) e i modelli di dichiarazione sono predisposti dai Comuni. Per l'IMU e la TASI invece i modelli sono unici a livello nazionale e predisposti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. E' lo stesso Ministero che ha chiarito che il modello da prendere in considerazione per ambedue le imposte (imu e Tasi) è quello previsto per l'IMU (Circolare n.2/DF del 3/6/2015).
In tutti i casi se risultano già presentate in passato dichiarazioni di possesso (per ICI, IMU, e tassa dei rifiuti) senza che nel frattempo siano intervenute modifiche ai dati rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, una nuova dichiarazione NON e' necessaria. Lo diventa in caso contrario. Si trovano chiarimenti in merito nelle istruzioni di compilazione della dichiarazione IMU emanate dal Ministero.
Gli enti non commerciali devono presentare la dichiarazione per via telematica (vedi DM 26/6/2014).
Puo' trattarsi del classico criterio fissato dal Dpr 158/1999, che prevede la copertura totale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani (criterio gia' utilizzato per le vecchie Tarsu, Tia e Tares), oppure del piu' recente criterio denominato “chi inquina paga” , che prevede la commisurazione della tariffa alla quantita' e qualita' medie ordinarie dei rifiuti prodotti per unita' di superficie, valutando gli usi e la tipologia di attivita' svolta e ovviamente tenendo anche conto del costo del servizio.
Nel primo caso la tariffa e' composta da una parte fissa, riferita al costo del servizio, calcolata rispetto alla superficie dell'immobile e una parte variabile, riferita alla quantita' di rifiuti prodotti, calcolata in modo presuntivo rispetto al numero dei componenti il nucleo familiare tramite applicazione di appositi coefficienti (di produttività).
Nel secondo caso viene invece preso in considerazione il costo del servizio moltiplicato per unita' di superficie moltiplicato per un coefficiente di produttività quantitativa e qualitativa dei rifiuti.
In ambedue i casi i calcoli sulla quantita' e qualita' dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza sono presuntivi. Per il futuro -ma si sta ormai attendendo da tre anni- dovrebbe arrivare un regolamento ministeriale con le regole di riferimento per i comuni al fine di realizzare sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti prodotti o comunque una correzione ai criteri attuali.
Rimane vigente come nel passato l'applicazione del “tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente” previsto dal D.lgs. 504/1992, applicato in misura percentuale deliberata dalla provincia sull'importo del tributo.
Il criterio cambiera' poi al momento in cui sara' completata la fase di riallineamento dei dati catastali tra comuni ed agenzia delle entrate. L'utilizzo delle superfici catastali decorrerà infatti dall'anno successivo a quello dell'adozione di un apposito provvedimento dell'Agenzia delle entrate che dovra' attestare la completa attuazione del suddetto riallineamento.
Per il versamento della Tari il comune stabilisce il numero e le scadenze delle rate, consentendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale in modo anche differenziato rispetto alla Tasi. E' comunque consentito il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 Giugno di ciascun anno. Per il pagamento deve essere consentito l'utilizzo dei modelli F24, di bollettini di c/c postale, ed anche di strumenti elettronici bancari o postali.
A differenza dell'Imu e della Tasi la TARI è pre-calcolata dal Comune con invio di bollettini al domicilio del contribuente. Per ogni dettaglio si prendano a riferimento le delibere comunali pubblicate sui siti istituzionali dei Comuni o sul sito del MEF già detto.
Stante il fatto che i comuni sono liberi di prevedere esenzioni e/o riduzioni che tengano conto della capacita' contributiva delle famiglie -valutata anche tramite l'Isee- e ovviamente dei vincoli di copertura del costo del servizio fissati per legge (che possono essere solo parzialmente “sforati” e compensati da altre tasse).
Come esenzione la legge prevede solo quella per le superfici ove si formano in via continuativa e prevalente i rifiuti speciali al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori. Per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani invece i comuni possono prevedere delle riduzioni della tariffa proporzionati alla quantita' di rifiuti che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo.
La Tasi e' la nuova tassa sui servizi (comunali) indivisibili attiva dal 2014 al posto della “maggiorazione” della Tares creata allo stesso scopo. Per servizi indivisibili si intendono tutti quei servizi comunali per i quali non e' possibile un ripartizione tra i cittadini (illuminazione pubblica, sicurezza, polizia locale, etc.).
In termini generali la Tasi è dovuta sia dal proprietario (o titolare di altro diritto di godimento sull'immobile) sia dall'occupante, se diverso, nella misura prevista dal regolamento comunale (tra il 10 e il 30% l'occupante, il resto il proprietario).
Tuttavia dal 2016 è esente l'abitazione principale; ne consegue che se l'unita' immobiliare e' abitata da un soggetto diverso dal proprietario come residenza anagrafica (abitazione principale), l'unico tenuto al pagamento è il proprietario stesso, applicando l'eventuale aliquota fissata dal Comune (variabile tra il 70% e il 90% dell'imposta dovuta) oppure, se questa mancasse, applicando il 90% sull'imposta dovuta.
Il presupposto impositivo della TASI e' il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili ad eccezione dei terreni agricoli. Sono escluse le arre scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
Dal 2016 è esente l'abitazione principale, intesa come unità immobiliare di residenza anagrafica per il possessore o per l'utilizzatore e relativo nucleo familiare. Si paga invece se l'abitazione principale è considerata “di lusso" (categorie catastali A/1, A/8 e A/9).
Sono inoltre esenti Tasi gli immobili dello stato, dagli enti locali (comuni province regioni) e da altri enti pubblici (comunita' montane, enti ssn). Sono inoltre esenti i fabbricati di categoria da E1 a E9 (destinati ad usi pubblici in generale, ponti, stazioni, aeroporti, etc.), i fabbricati ad usi culturali, quelli destinati esclusivamente all'esercizio di culto, quelli di proprieta' della Santa Sede, quelli appartenenti agli stati esteri o alle organizzazioni internazionali. Sono esenti anche gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati diversi dalle societa', trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attivita' commerciale ed gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato. Sono esenti infine anche i rifugi alpini non custodici, i punti d'appoggio e i bivacchi.
Per le seconde case, ed in generale per tutti gli immobili sottoposti all'aliquota base IMU, tale soglia e' quindi il 10,60 per mille. Per le case di abitazione non esenti (di lusso, ville, castelli, etc.) la soglia e' il 6 per mille. Per il 2017 si applicano le stesse tariffe e regole valide per gli anni precedenti, comprese le maggiorazioni approvate dai Comuni (che comunque devono emettere specifica delibera). Le suddette soglie massime possono quindi essere superate dai comuni per lo 0,8 per mille totale, distribuito come meglio credono.
Anche per il 2017, quindi, sugli edifici residenziali:
Dal 2016 per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori, figli) che li abitano (abitazione principale) la base imponibile è ridotta al 50%, a condizione che non si tratti di immobili considerati “di lusso”, che il contratto di comodato -anche se verbale- sia registrato e che il comodante/proprietario possieda solo quell'immobile o al massimo anche quello di propria residenza anagrafica posto nello stesso Comune.
Sempre dal 2016 per gli immobili locati a canone concordato (contratti 3+2, per studenti, transitori) l'imposta dovuta dal proprietario e' ridotta del 25% (se ne paga il 75%).
- dal 2016 la Tasi non si paga sull'abitazione principale, a meno che non sia di lusso. Fino a tutto il 2015 il tetto massimo dell'aliquota su tali abitazioni (Imu+Tasi+addizionale) era del 3,3 per mille.
- se i comuni utilizzano la maggiorazione dello 0,8 per mille devono anche prevedere detrazioni per le case di abitazione analoghe a quelle previste per l'IMU nella sua prima introduzione.
- dal 2016 per gli immobili-merce, ovvero i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, non locati, l'aliquota è ridotta all'1 per mille. I Comuni possono modificarla in aumento fino al 2,5 per mille o azzerarla.
Per consentire il conguaglio a fine anno i comuni devono inviare i propri regolamenti al Ministero dell'economia, per la pubblicazione sul sito del MEF www.finanze.it entro e non oltre il 28/10 di ciascun anno. Se cio' non avviene anche la seconda rata di conguaglio (del 16/12) puo' essere calcolata con le aliquote dell'anno precedente.
Una nota. Teoricamente dal 2015 sarebbero dovuti arrivare a casa del contribuente moduli precompilati, per legge. Di fatto ciò non è mai avvenuto anche per evidenti difficoltà pratiche. E’
Per il pagamento puo' essere consentito l'uso del modello F24 effettuando, se ci sono, compensazioni, oppure l'utilizzo di un bollettino di c/c postale.
Sui siti dei Comuni si trovano spesso applicazioni che consentono il calcolo e la compilazione automatica dei modelli F24.
Dal 2015 è scattata l'esenzione dalla Tasi (già esistente per l'IMU) dei fabbricati colpiti dal terremoto del 6/4/2009 in Abruzzo distrutti a seguito di ordinanze di sgombero (perché inagibili), fino alla loro definitiva ricostruzione.
Si ricorda che ancora fino al 30/6/2017 le attivita' di riscossione coattiva (accertamento e azioni esecutive successive alla notifica della cartella esattoriale) possono essere delegate ad Equitalia oppure eseguite autonomamente. In quest'ultimo caso al posto della cartella esattoriale viene notificata un'ingiunzione fiscale che ha comunque gli stessi “poteri esecutivi” della cartella. Dal 1/7/2017 Equitalia non esisterà più e i Comuni dovranno scegliere se riscuotere direttamente con ingiunzione fiscale o affidarsi al nuovo ente della riscossione statale sostitutivo di Equitalia, l' “Agenzia delle entrate-Riscossione” (*).
Per gli approfondimenti si veda la scheda Tributi locali: nuove regole sugli accertamenti, sulla riscossione coattiva e sui rimborsi
Le sanzioni fissate dalla Legge di Stabilità 2014 sono state modificate, in ultimo, dal D.lgs.158/2015.
Quelle base possono essere ridotte applicando il ravvedimento operoso.
Per ogni dettaglio si veda la scheda Sanzioni tributarie amministrative per le abitazioni
- Dl 16/2014 convertito nella Legge 68/2014 (modifiche a regime di calcolo e pagamento Tasi e istituzione di regole per il 2014; modifiche parziali al regime Tari).
- Dl 88/2014 (ulteriori modifiche per il pagamento Tasi 2014)
- Dl 66/2014 convertito nella Legge 89/2014 art.4 comma 12quater (assorbimento Dl 88/2014)
- Legge di Stabilità 2015, Legge 190/2014 art.1 commi 448 e 679 (specifiche Tasi 2015)
- Milleproroghe 2015, Dl 192/2014 convertito nella Legge 11/2015, art. 10 comma 12-quinquiesdecies (specifiche Tari 2015)
- Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) art.1 commi 10/11/12/13/15/16/26/53 (Imu) e commi 14/28/54 (Tasi)
- Legge di Stabilità 2017 (legge 232/2016) art.1 comma 42 (conferma sospensione tariffe per 2017)
- Nota Min.economia e finanze del 24/3/2014 (prot.5648), con chiarimenti su acconti TARI
- DM Min.economia del 23/5/2014 (approvazione bollettino postale per pagamento Tasi)
(*) Riscossione diretta da parte dei comuni: vedi DL 70/2011 convertito nella legge 106/2011 art.7 comma 2 lettera gg-ter e segg.. Il termine e' stato prorogato prima dal Dl 201/2011 art.10 comma 13octies (dal 1/1/2012 al 31/12/2012), poi dal Dl 174/2012 convertito nella legge 213/2012, art.9 comma 4 (al 30/6/2013), dal Dl 35/2013 convertito nella Legge 64/2013 all'art.10 comma 2ter (al 31/12/2013), poi dalla Legge 147/2013 art.1 comma 610 (al 31/12/2014), poi dalla Legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014 art.1 comma 642) , poi dal DL 78/2015, art.7 comma 7, poi dal decreto Milleproroghe 2016 (dl 210/2015) art.10 comma 1, poidal Dl 113/2016 art.18. L'ultima proroga è del Dl 193/2016 convertito nella legge 225/2016 (che disciplina anche la soppressione di Equitalia).