Source: http://www.studiodellapietra.eu/faq.html
Timestamp: 2019-05-20 01:54:48+00:00
Document Index: 149161900

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 22', 'art.2', 'art. 1', 'art.2', 'art. 51', 'art. 95', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 25']

Studio Della Pietra - faq
Un'associazione sportiva dilettantistica ha optato per il regime ex legge 398/91: in caso di cessione di un bene ammortizzabile, relativo all'attività commerciale, dovremo emettere fattura a richiesta dell'acquirente e versare interamente l'Iva su tale fattura senza alcuna detrazione forfettaria?
Tenuto conto che si tratta della cessione di un bene strumentale ammortizzabile, relativo all'attività commerciale, appare obbligatoria l’emissione della fattura con aliquota Iva ordinaria. Successivamente, trattandosi di una Asd, è previsto che, fatta eccezione per i proventi da sponsorizzazioni o da cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o radiofonica, si applichi la detrazione Iva del 50% dell’Iva a debito sui proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, connesse agli scopi istituzionali.
Si chiede, per un'associazione non riconosciuta, aderente alla legge 398/91, se siano imponibili, ai fini Ires, Irap ed Iva, i proventi derivanti da lotteria e tombola e se un versamento, effettuato mediante bollettino di c/c postale, per importo eccedente i 516,46 euro, sia da ritenersi valido ai fini della tracciabilità dell'operazione, consentendo all'associazione di rimanere nel regime fiscale attuato.
La normativa introdotta dal decreto legislativo n. 460 del 4 dicembre 1997 (decreto Zamagni) ha introdotto all’articolo 143 del Tuir (ex articolo108, vecchio Tuir) il comma 3, ai sensi del quale non concorrono a formare il reddito degli enti non commerciali i fondi pervenuti a seguitodi raccolte pubbliche, effettuate occasionalmente in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.Le suddette raccolte pubbliche, oltre ad essere escluse dall’imposta sul valore aggiunto, sono altresì esenti da ogni altro tributo sia erariale che locale.Tale regime agevolato, è subordinato alla sussistenza di alcune condizioni:- deve trattarsi di raccolte di fondi aperte a tutti, e quindi non limitate ai soci o ai partecipanti;- la raccolta di fondi deve avvenire in concomitanza di particolari momenti della vita sociale: celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;- deve trattarsi di iniziative occasionali;- i beni eventualmente ceduti devono essere di modico valore.Per quanto riguarda il conto corrente postale, questo è a tutti gli effetti uno strumento tracciabile e Poste Italiane Spa è a tutti gli effetti un intermediario finanziario, quindi si possono pagare “in contanti” anche singoli bollettini oltre soglia (pari o superiori a 1.000 euro).
Le nuove ipotesi di reverse charge (per esempio pulizia di edifici) si applicano a tutte le prestazioni di servizi fatturate dal 1° gennaio 2015 anche se svolte nel 2014?
Nell'ordinamento italiano si applica il terzo comma dell'articolo 6 della legge IVA, che considera effettuate le prestazioni all'atto del loro pagamento o (quarto comma) della fatturazione. Il momento di conclusione della prestazione rileva (sesto comma) solo se il committente è un'impresa estera.
Con riferimento alla facoltà per i soci o partecipanti di riattribuire alla società o associazione le ritenute che residuano, una volta operato lo scomputo dal loro debito IRPEF (circ. Agenzia delle Entrate 56/2009), nell'ambito di una sas, si chiede: quale criterio debba essere utilizzato per il riparto delle ritenute subite; se il socio srl possa riattribuire le ritenute ricevute una volta pagato il debito IRES.
In merito al riparto delle ritenute subìte da una sas, va rilevato che, ai fini reddituali, diversamente da quanto stabilito dall’art. 8 co. 2 del TUIR con riferimento alle perdite, non sono previsti trattamenti differenziati tra le tipologie di soci (accomandanti o accomandatari); in relazione alle ritenute, pertanto, opera l’art. 22 del TUIR, in base al quale le stesse devono essere ripartite in proporzione alle quote di partecipazione agli utili, le quali, salvo diversa pattuizione, si presumono proporzionali al valore dei conferimenti (art. 5 del TUIR).
Con riguardo all’ambito soggettivo di applicazione della circ. 56/2009, si segnala che, come evidenziato dalla circ. IRDCEC 18/2010, la disposizione recata dall’art. 22 del TUIR rappresentava, in origine, una norma necessitata in quanto consentiva lo scomputo delle ritenute a un soggetto diverso da quello che le aveva subite (società o associazione) soltanto perché quest’ultimo, in virtù del principio di trasparenza, non costituiva (così come ancora attualmente) il soggetto passivo ai fini delle imposte sui redditi. Tale norma, dunque, nelle intenzioni originarie del Legislatore, non conteneva alcun divieto nei confronti della società o associazione, ma sanciva soltanto un diritto a favore dei soci o associati.
Un’associazione culturale senza fini di lucro, vuole erogare dieci borse di studio ad altrettanti studenti del conservatorio musicale, ciascuna di 300 €. Costituiscono redditi tassabili? Vanno effettuate trattenute? E’ un problema se vengono erogate in contanti previo prelievo bancario di € 3000?
Le borse di studio, dichiarate esenti da prelievo Irpef, non concorrono alla formazione del limite reddituale, previsto dall’articolo 12, del Tuir, nella misura di 2840,51€. A parere della scrivente, inoltre, possono essere erogate in contanti, qualora siano accompagnate da documenti che provino l’erogazione.
Sono proprietario di una casa composta da due unità abitative. Ho realizzato un progetto che prevede il ricavo di tre appartamenti. Il progetto prevede inoltre la ristrutturazione dell’intero edificio. Chi acquisterà potrà usufruire delle agevolazioni previste per il recupero fiscale sulle ristrutturazioni e sull’adeguamento energetico?
Il venditore può continuare a fruire di entrambe le agevolazione anche dopo la cessione, ai sensi dell’art.2, co 12-bis e 12-ter, L 14.9.2011, n.48, di conversione del D.L. 13.8.2011, n. 138, il quale ha modificato l’art. 1, co.7, L 27.12.1997, n.449, e l’art.2, co. 5, L27.12.2002, n.289. Ne consegue che il venditore può scegliere se continuare ad utilizzare in prima persona la detrazione, ovvero trasferirla per le quote decennali residue, all’acquirente. Tale facoltà è prevista per le vendite effettuate a decorrere dal 17 settembre 2011, data di entrata in vigore della L. 148/2011 citata.
Ho rivalutato un terreno pagando l’imposta sostitutiva del 4% con “F24”. Posso compilare il modello 730/2013 e, se si, in che casella devo inserire l’imposta pagata?
Anche i contribuenti che usano il modello 730 devono presentare il quadro di Unico sopracitato ed il relativo frontespizio nei termini di presentazione di quest’ultimo modello (istruzioni al modello Unico 2013 - PF)
Associazione sportiva dilettantistica che nel corso del 2012 ha erogato compensi per 40.000 € ad uno sportivo, si chiede di sapere come si versano le ritenute d’acconto e d’imposta.
Per le associazioni sportive dilettantistiche che nel mese precedente (dicembre, nella fattispecie) hanno effettuato ritenute su rimborsi forfettari, indennità di trasferta, premi e compensi per prestazioni sportive dilettantistiche, tali ritenute devono essere versate - mediante modello “F24” con codice tributo di “1040” per la ritenuta Irpef e codice tributo “3802” per l’addizione regionale. Lo sportivo poi indicherà nel quadro “RL” del modello Unico il totale dei compensi percepiti.
Auto privata dell’amministratore di SRL, usata per trasferte aziendali, quale tipo di documentazione deve essere trattenuta dalla società per giustificare al deduzione dei rimborsi chilometrici pagati a tariffe ACI all’amministratore?
E’ fondamentale, per assicurarsi la deducibilità fiscale dei rimborsi effettuati, predisporre e conservare la documentazione di autorizzazione alle trasferte e di dettaglio dei rimborsi spesa richiesti. Diventa importante quindi disporre di una lettera di incarico, o di un verbale di Assemblea, nei quali l’Amministratore viene espressamente autorizzato all’effettuazione delle “trasferte” di lavoro ed all’utilizzo della propria autovettura per gli spostamenti. Per conferire ai rimborsi spesa l’inerenza richiesta per la deducibilità è inoltre indispensabile predisporre specifici dettagli dei rimborsi effettuati con evidenza delle trasferte effettuate dall’Amministratore e della causa delle trasferte stesse (dalla quale si evinca che lo spostamento è legato ad una necessità aziendale. Si ricorda poi che l’art. 51 D.P.R. 917/1986, conferma che sono escluse dal reddito dell’amministratore le somme documentate e rimborsate per spese di viaggio, alloggio e vitto relative al prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale della sua residenza.
Inoltre la società che eroga detti rimborsi può, ai sensi dell’art. 95 D.PR. 917/1986, dedurre le spese rimborsate a condizione che i documenti siano intestati all’azienda stessa e, per rimborsi chilometrici, che l’amministratore sia stato autorizzato ad utilizzare l’autovettura di sua proprietà; che il costo di percorrenza non sia superiore a quello desunto dalle tabelle Aci; che il costo chilometrico non sia relativo a vetture di potenza superiore ai 17 cv fiscali o 20 cv se diesel.
Una Onlus ha come oggetto l’attività di beneficenza che attua tramite il reperimento di contributi e libertà da terzi, occasionali raccolte pubbliche di fondi, 5 per 1000 e sponsorizzazioni. I proventi ricevuti sono irrilevanti ai fini delle imposte sui redditi?
I proventi derivanti dal 5 per mille rientrano tra le “entrate istituzionali” dell’ente e quindi sono esenti dall’Ires, esclusi dall’Iva, per mancanza del presupposto oggettivo, e non rilevanti ai fini IRAP (per l’attività istituzionale degli enti non profit la base imponibile Irap è calcolata con il metodo retributivo, che assoggetta ad imposizione la somma di retribuzioni da lavoro dipendente, redditi assimilati al lavoro dipendente e compensi)
Alla luce delle novità introdotte ai fini IVA dal 2013 (integrazione quale unico metodo di assolvimento IVA in UE), è ancora ammissibile l’assolvimento dell’Iva sui servizi IntraUe mediante auto fatturazione facendo riferimento a quanto precisato dal Min. Fin. nella Circ. 13/1994 par.9.1 ultimo periodo?
Dal’ 1.10.2013 il committente soggetto passivo italiano, per i servizi di cui all’art. 7-ter e seguenti,D.P.R. 633/1992, territorialmente rilevanti in Italia, non potrà più utilizzare per l’assolvimento dell’IVA il metodo dell’auto-fattura bensì sarà obbligato ad integrare la fattura estera, nel caso in cui questa sia emessa da un prestatore soggetto passivo intra comunitario. Pertanto, il committente nazionale deve procedere nel modo seguente.
1) numerare e integrare la fattura ricevuta dal prestatore intra UE, indicando il controvalore in Euro del corrispettivo e gli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile dell’operazione (in caso di fattura con valuta estera), nonché l’ammontare dell’imposta, calcolata in base all’aliquota dei servizi acquisti. Se trattasi di operazione senza il pagamento dell’imposta o non imponibile o esente, in luogo dell’ammontare dell’imposta deve essere indicato il titolo unitamente alla relativa norma di esclusione dell’Iva.
2) Una vola effettuata l’integrazione, la fattura d’acquisto deve essere registrata entro il mese di ricevimento, ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e, con riferimento al relativo mese, distintamente nel registro di cui all’art. 23, D.P.R. 633/1972 (Registro delle fatture) - secondo l’ordine della numerazione, con l’indicazione anche del corrispettivo delle operazioni di cui all’art. 25, D.P.R. 633/1992 (registro degli acquisti), con riferimento al mese di ricevimento ovvero al mese di emissione (ricordiamo che l’annotazione nel registro degli acquisti non può essere anteriore a quella nel registro delle fatture).
Un imprenditore, ditta individuale, che svolge l’attività di locazione di bene propri ha come bene strumentale l’unico immobile data in locazione, non ha altri beni strumentali e non ha dipendenti. Vorrei sapere se è tenuto a pagare l’IRAP.
Il requisito dell’autonoma organizzazione dell’attività, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, sussiste tutte le volte di cui il contribuente che esercita l’attività:
- Sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
- Impieghi beni strumenti eccedenti le quantità che secondo l’ “id quod plerumque accidit” costituiscono nell’attualità il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività anche in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Nel caso concreto, esposto nel quesito, alla scrivente non è dato comprendere il motivo per cui la locazione dell’unico immobile avvenga a nome dell’imprenditore individuale e non della persona privata.
A prescindere da ciò, previa la sussistenza dei requisiti sopra indicati, il contribuente può non essere tenuto al pagamento dell’Irap. Inoltre si invita a presentare, eventualmente, istanza di rimborso per l’Irap fino ad ora versata.