Source: http://www.cartellopoli.net/2015/01/e-stata-finalmente-pubblicata-la.html
Timestamp: 2017-05-24 02:15:46+00:00
Document Index: 154547037

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 134', 'art. 124', 'art. 134', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 34', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 34', 'art. 7']

CARTELLOPOLI: È stata finalmente pubblicata la delibera con cui la Giunta Capitolina ha affidato l’incarico per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione prescritti dal PRIP
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: http://www.vasroma.it/e-stata-finalmente-pubblicata-la-delibera-con-cui-la-giunta-capitolina-ha-affidato-lincarico-per-la-redazione-dei-15-piani-di-localizzazione-prescritti-dal-prip/
La mattina di giovedì 22 gennaio 2015 sul sito web del Comune di Roma è stata finalmente pubblicata la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 con
cui è stato affidato alla S.p.A. “Aequa Roma” l’incarico per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione prescritti dagli articoli 29 e 31 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP).
Come si può constatare, ci sono voluti ben 23 giorni per riuscire a vedere la pubblicazione del suddetto atto, il cui ritardo ha comportato delle conseguenze da un punto di vista giuridico sul piano delle applicazioni che sono state dettate dall’atto stesso. Mi riferisco ad esempio alla importante novità che è stata introdotta nella deliberazione e che riguarda la “moratoria, per un tempo non superiore a 180 giorni dall’approvazione della presente deliberazione,
di tutti i seguenti procedimenti ad iniziativa di parte, anche in corso
d’istruttoria, riferiti ad impianti pubblicitari insistenti su suolo pubblico capitolino:
– trasformazione/accorpamento degli impianti pubblicitari, ivi comprese le trasformazioni da monofacciali a bifacciali.” È di tutta evidenza che se la decorrenza della suddetta moratoria è scattata dal 30 dicembre 2014, cioè “dall’approvazione della presente deliberazione”,
che è stata però pubblicata 23 giorni dopo, non mettendo conseguentemente tutte le ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca
Dati in condizione di venirne a conoscenza e quindi di rispettare la moratoria, in questo lasso di tempo tutte queste stesse ditte hanno ovviamente continuato a mettere in atto sul territorio soprattutto spostamenti e ricollocazioni avvalendosi della Deliberazione Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008 che
consente queste operazioni: ne deriverà un sicuro contenzioso nel preciso momento che il dott. Francesco Paciello dovrà prescrivere la rimozione di tutti gli impianti reinstallati nell’arco di tempo che va dal 30 dicembre 2014 al 22 gennaio 2015, senza rispettare la moratoria. Per chi non ne fosse a conoscenza, c’è da sapere che a partire dal 1 gennaio del 2011 è cessata la pubblicazione cartacea di tutti gli atti e
di tutti i provvedimenti amministrativi del Comune di Roma all’Albo Pretorio che si trovava in Largo Corrado Ricci, in applicazione della Legge n. 69 del 18 giugno 2009 che ha riconosciuto l’effetto di pubblicità legale solamente agli atti e ai provvedimenti amministrativi pubblicati dagli Enti Pubblici sui propri siti informatici.
In particolare il 1° comma dell’art. 32 della suddetta legge ha sancito che “a
far data dal 1 gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati”.
Il successivo 5° comma dello stesso art. 32 precisa “a decorrere dal 1 gennaio 2010 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale”:
il termine a partire dal quale la pubblicazione di atti cartacei non ha
più avuto alcun valore di legge è stato poi prorogato al 1 gennaio del 2011.
Ora in chiusura della suddetta delibera di incarico è scritto che “infine
la Giunta, in considerazione dell’urgenza di provvedere, dichiara, all’unanimità, immediatamente eseguibile la presente deliberazione a norma di legge”, come consentito dal 4° comma dell’art. 134 del D.Lgs. n. 267 del 18 agosto 2000 con cui è stato emanato il “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”. Il 1° comma dell’art. 124 del medesimo D.Lgs. stabilisce che “tutte
le deliberazioni del comune e della provincia sono pubblicate mediante pubblicazione all’albo pretorio, nella sede dell’ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge.”
Ma il 3° comma del successivo art. 134 dispone che “le
deliberazioni non soggette a controllo necessario o non sottoposte a controllo eventuale diventano esecutive dopo il decimo giorno dalla loro
pubblicazione”. A tal ultimo riguardo si dovrebbe pertanto stabilire anzitutto se il termine previsto per l’esecutività delle delibere debba decorrere dal primo giorno di pubblicazione o dall’ultimo giorno della compiuta pubblicazione.
Dal combinato disposto dagli artt. 124 e 134 dovrebbe derivare che il
periodo di dieci giorni necessari per l’esecutività delle deliberazioni
stesse andrebbe a decorrere dal giorno successivo al completamento del periodo di pubblicazione, vale a dire dal 16° giorno.
Ma per le deliberazioni dichiarate immediatamente esecutive, come quella in esame, rimane il problema di quando dovrebbero essere pubblicate, che non può non essere il giorno stesso della loro approvazione, considerato anche e soprattutto che tutti i documenti
sono ormai predisposti in formato elettronico ancor prima della loro approvazione e che conseguentemente non ci dovrebbe essere nessuno ostacolo alla loro pubblicazione il giorno stesso in cui tali deliberazioni immediatamente eseguibili vengono approvate. La responsabilità della pubblicazione online è comunque del Responsabile del procedimento di pubblicazione individuato dalla Direttiva n. 8 del 26 novembre 2009 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. L’Assessore Marta Leonori ha fatto sapere a più riprese di avere avviato le procedure per sostituire l’attuale portale del Comune di Roma: sarebbe opportuno che quello nuovo
venga predisposto in modo da assicurare la pubblicazione di tutti gli atti ed i provvedimenti amministrativi comunali contestualmente alla loro approvazione. Passiamo ora ad esaminare per singole parti i contenuti della deliberazione della Giunta Capitolina, a partire dalla moratoria.
MORATORIA DI 180 GIORNI Come già precedentemente anticipato, dalla decorrenza della esecutività della delibera sono sospese per 6 mesi tutte le operazioni sopra citate ma “con esclusione delle trasformazioni riguardanti l’adeguamento ai formati di cui all’art. 20 del Regolamento di Pubblicità (deliberazione Assemblea Capitolina n. 50/2014), senza spostamento sul territorio, e gli accorpamenti fra impianti già inseriti nella Nuova Banca Dati e dotati di identificativo, con esclusione dell’utilizzo dei modelli E relativi alla procedura di riordino degli impianti pubblicitari di cui alla deliberazione Consiglio Comunale n. 254/1994 e ss.”
In questi sei mesi sono dunque possibili da un lato le conversioni di tutti gli impianti di mt. 4 x 3 (aboliti dal citato art. 20 del nuovo Regolamento di Pubblicità), sostituendoli sullo stesso posto con un solo impianto di mt. 3 x 2, e dall’altro lato gli accorpamenti fra impianti del “riordino” ai sensi del comma 12 dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità, escludendo però l’accorpamento fra impianti utilizzati come modelli “E”. Faccio presente che nell’ambito del procedimento del “riordino” i modelli “E” erano quelli riguardanti le istanze
per nuovi impianti presentate negli anni precedenti alla domanda di partecipazione al “riordino”, in attesa di risposta, da specificare in modelli “ES” se già installati. Ne deriva che i modelli “E” erano riferiti ad impianti per i quali era stata fatta richiesta di installazione e che quindi non erano ancora installati e conseguentemente non dovrebbero risultare registrati
nella Nuova Banca Dati, proprio perché non ancora esistenti materialmente sul territorio: ciò nonostante nella Nuova Banca Dati risultano registrati un numero per ora a me imprecisato di impianti scheda “E”, che sono stati evidentemente installati dopo la data del 9 maggio 1997 di chiusura della presentazione delle domande di partecipazione al “riordino”, presumibilmente senza essere stati autorizzati. Anche se non soprattutto per tali motivi ne viene vietato l’accorpamento nell’ambito della moratoria dei 6 mesi. MOTIVI DELLA SCELTA DI “AEQUA ROMA” E COSTI DEL PROGETTO DEI PIANI DI LOCALIZZAZIONE
Con nota prot. 57180 del 4 settembre 2014 “Aequa Roma” ha prodotto lo
Studio di Fattibilità richiesto, che ha poi integrato con una successiva nota prot. 64986 del 7 ottobre 2014 corredandolo di una miglior stima e dettaglio dei costi del progetto.
Con successiva nota prot. 83024 del 4.12.2014 “Aequa Roma” ha riformulato l’importo necessario per la redazione dei Piani di localizzazione in Euro 150.000,00, in quanto le ottimizzazioni informatiche le hanno consentito una contrazione delle spese, come motivato nella nota stessa, precisando che tale importo costituisce la copertura dei soli costi vivi necessari alla realizzazione del progetto,
rimanendo gli altri assorbiti dal contratto in corso con la Società “Aequa Roma“ in forza della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 237
del 1 agosto 2014.
Ma le risorse economiche per la redazione dei Piani di Localizzazione
sono state rese disponibili solo a seguito dell’assestamento di Bilancio 2014 che è stato approvato il 30 novembre 2014.
Con nota prot. n. 85964 dell’11 dicembre 2014 sono stati chiesti chiarimenti in merito alle professionalità che saranno impiegate per la redazione dei Piani di localizzazione ad “Aequa Roma”, che li ha forniti
con nota prot. n. 89342 del 24 dicembre 2014 e che sono stati poi ritenuti esaustivi.
Nel dispositivo della deliberazione n. 380/2014 è spiegato quindi che è stato deliberato “di
affidare alla Società Æqua Roma S.p.A. la redazione dei Piani di localizzazione dei mezzi e degli impianti pubblicitari, avendo già affidato alla Società Æqua Roma S.p.A. la redazione del Piano Regolatore
degli Impianti Pubblicitari, come precisato in premessa alla deliberazione Assemblea Capitolina n. 49/2014, allo scopo di assicurare omogeneità e continuità alla prestazione professionale e tenuto conto dell’importo richiesto.”
DATA DI CONSEGNA DEI 15 PIANI DI LOCALIZZAZIONE Nel testo del dispositivo della deliberazione n. 380/2014 non è precisata la data entro cui la S.p.A. “Aequa Roma” dovrebbe consegnare il lavoro di cui è stata incaricata.
Lo si può dedurre soltanto dal passaggio in cui è scritto che è stato deliberato di “stabilire
che i Piani di localizzazione devono essere redatti su base a quanto previsto dalla deliberazione Assemblea Capitolina nn. 49/50 e dello Studio di Fattibilità di cui alla nota prot. n. QH57180/2014, come integrato dalla nota prot. QH64986/2014, con riferimento specifico al cronoprogramma previsto, opportunamente rideterminato dalla data di approvazione del presente atto.” Si parla di un “cronoprogramma”
inizialmente previsto, che quindi fissava una certa data per la consegna del lavori che è stata poi “rideterminata” dalla data di approvazione della deliberazione n. 380/2014. Alcune voci raccolte ma non ufficialmente confermate parlano di 90 giorni, altre invece di 80 giorni: per entrambe si pone lo stesso problema della data da cui decorrono, già da me messo in evidenza riguardo ai 6 mesi di moratoria. In questo caso, oltre al problema di una pubblicazione contestuale allo stesso giorno in cui è stata approvata la deliberazione
n. 280/2014, si pone l’ulteriore problema dei documenti da allegare alla delibera, facenti parte integrante della stessa, specie se come in questa occasione riguardano la data entro cui “Aequa Roma” deve consegnare il lavoro che le è stato incaricato e che se fosse di 90 giorni dovrebbe scadere più o meno alla fine di marzo partendo dal 30 dicembre 2014 oppure con 23 giorni dopo partendo dal 22 gennaio 2015. Passiamo ora a vedere i “criteri” che sono stati dettati per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione. UTILIZZO DELLA NUOVA BANCA DATI PER LE UBICAZIONI DEI FUTURI IMPIANTI Nel testo del dispositivo della deliberazione n. 380/2014 è precisato che “per
le ubicazioni verrà fatto prioritario riferimento alle attuali localizzazioni e formati riportati nella Nuova Banca Dati, in particolare per gli impianti SPQR, in considerazione dell’attività di controllo nel frattempo intervenuta a partire dal processo riorganizzativo del settore Affissioni e Pubblicità realizzato nel corso
degli ultimi anni”. Trovo comprensibile, anche se per me non completamente giustificabile, questo “metodo” di tener conto delle posizioni in cui attualmente risultano installati a Roma tutti gli
impianti pubblicitari che risultano nella Nuova Banca Dati, specie se si fa riferimento agli impianti del “riordino” per i quali il Comune di Roma ha rilasciato regolari concessioni che risalgono addirittura a prima del 1992, anno di entrata in vigore del nuovo Codice della Strada e
delle distanze minime prescritte dal suo Regolamento di attuazione. Trovo invece ancor più comprensibile ed in tal caso anche accettabile che si faccia esplicito riferimento “in particolare per gli impianti SPQR”
perché – dopo averne verificato le rispettive singole posizioni nel rispetto in generale della normativa vigente in materia ed in particolare delle distanze minime, eliminando conseguentemente tutte le posizioni illecite (ad esempio se a ridosso di strisce pedonali) – ad ognuna delle posizioni definitivamente confermate verrà ad essere ridata
quella rendita di posizione che hanno poi perso nel tempo per colpa soprattutto degli impianti pubblicitari che sono stati installati abusivamente intorno a tutti gli impianti SPQR. Lego personalmente la suddetta disposizione alla moratoria per consentire ad “Aequa Roma” di “giocare” a
bocce ferme, vale a dire con una fotografia del territorio che fosse statica e non continuamente in movimento con modifiche delle posizioni dei singoli impianti: per tale finalità sono state sospese per 6 mesi tutte quelle mutazioni che non consentirebbero ad “Aequa Roma” di poter fare riferimento alla posizione di tutti gli impianti che risultano attualmente installati sul territorio. Sotto tale aspetto appare motivata la conversione di ogni impianto 4 x 3 in un impianto di mt. 3 x
2, ma alla condizione di essere effettuata “senza spostamento sul territorio”. Appare in parte motivata anche la “trasformazione/accorpamento degli impianti pubblicitari, ivi comprese le trasformazioni da monofacciali a bifacciali”, mentre un po’ meno coerente appaiono invece “gli accorpamenti fra impianti già inseriti nella Nuova Banca Dati e dotati di identificativo”. Tengo a far presente che sono particolarmente soddisfatto della moratoria in funzione dell’esigenze di “giocare” a bocce ferme, anche perché l’avevo espressamente richiesta con Nota VAS prot. n. 24 del 5 dicembre 2013, che era finalizzata alla redazione del PRIP e che è stata ora mirata alla redazione dei 15 Piani di Localizzazione. TIPOLOGIE DI IMPIANTI
Impianti per pubbliche affissioni,
Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “devono
essere possibilmente distribuiti su tutto il territorio, almeno uno per
strada, al fine di assicurare una comunicazione istituzionale diffusa. Nel centro storico è ammissibile anche il formato mt. 3X1,40 per adempiere agli obblighi di legge relativi alla disciplina elettorale. Il
10% della quota di impianti di pubbliche affissioni deve essere destinata alla comunicazione politico-sindacale e deve essere accompagnata dalla fornitura degli impianti di propaganda elettorale. I Piani di localizzazione devono comprendere anche le ubicazioni degli impianti temporanei di propaganda elettorale”.
Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” avrebbe
quantificato in 19.000 mq. ca. tale superficie complessiva.
Impianti SPQR,
quantificato in 24.000 mq. circa tale superficie complessiva.
Impianti di servizio,
Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “gli
impianti di servizi si distinguono in 2 categorie: impianti destinati stabilmente ad una funzione di pubblico servizio (parapedonali e paline con orologio) ed impianti di servizio municipali. Questi ultimi sono gli
impianti destinati al finanziamento di un servizio, un progetto o un intervento di riqualificazione individuato dal Municipio. Questa quota di impianti è distribuita in modo omogeneo all’interno di ogni Municipio”.
quantificato in 3.000 mq. circa tale superficie complessiva.
Impianti privati su area pubblica,
quantificato in 60.000 mq. circa tale superficie complessiva, di cui il
dispositivo della deliberazione n. 380/2014 fornisce solo alcuni dati parziali relativi a singole fattispecie.
Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 infatti “gli
impianti privati devono essere suddivisi in lotti. Ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi. Ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3X2; mt. 1,40X2 e mt. 1×1. Uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bíke Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq. Un altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità.
I formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20X1,80 e i mt. 3,20X1,40. Un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2X2 distribuiti su tutti i Municipi.”
Impianti privati su suolo privato,
quantificato in 28.000 mq. circa la loro superficie complessiva. RAPPORTO TRA “CIRCUITI” E “LOTTI” Le suddette 5 macro distinzioni sulle tipologie degli impianti costituiscono un “unicum”: possono essere quindi accorpati fra di loro tutti gli impianti di proprietà privata su suolo pubblico, vale a dire i
60.000 mq. ca. di impianti privati su suolo pubblico ed i 3.000 mq. di impianti pubblicitari di servizio (paline con orologio e parapedonali).
I suddetti 63.000 mq. complessivi di impianti comunque privati su suolo pubblico vanno messi a gara con un massimo di 10 lotti,
da prevedere in modo coerente in “circuiti” ognuno dei quali deve essere economicamente omogeneo.
Ne deriva che gli impianti privati debbono essere suddivisi ed accorpati in “circuiti” (prima ancora che in “lotti”) che vanno tutti
previsti in ognuno dei 15 Municipi. Sotto tale aspetto non appare molto conforme al dettato normativo e risulta addirittura contraddittorio il criterio dato secondo
cui “ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi. Ogni lotto deve avere impianti con
un dimensionamento misto mt. 3X2; mt. 1,40X2 e mt. 1×1.” Sarebbe stato più corretto dire che “ogni lotto deve essere riferito ai circuiti di impianti localizzati in più Municipi” o meglio ancora che “ogni
Piano di Localizzazione deve essere redatto in ‘circuiti’ costituti da impianti individuati nelle rispettive posizioni sul territorio anche in funzione della composizione dei futuri 10 lotti massimi previsti dal comma 1 Bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità”. La prescrizione poi secondo cui “ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3X2; mt. 1,40X2 e mt. 1×1”
appare contraddittoria perché sembra escludere gli impianti di formato diverso dai soli tre prescritti (come gli 1,20 x 1,80 e lo 0,70 x 1,00). Dovendo poi considerare che il “circuito” del bike sharing così come quello di tutti gli altri impianti
di pubblica utilità è costituito esclusivamente dai due formati da mt. 1,20 x 1,80 e da mt. 3,20 x 2,40, che dovranno far parte di almeno due dei futuri 10 lotti, la suddetta prescrizione è stata contraddetta dalla
precisazione che “i formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20X1,80 e i mt.
3,20X1,40” [misura quest’ultima peraltro sbagliata perché è di 2,40]. I “circuiti” da prevedere in funzione dei futuri bandi di gara sono conseguentemente i seguenti.
“circuito dedicato al servizio di bike sharing” – Come già anticipato, secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “uno
dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bíke Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq.”.
AI paragrafo 8.8.2 della relazione al PGTU del marzo 2014 è riportato quanto segue: “L’espansione
punta a completare l’offerta nelle aree centrali della città, con una diffusione più capillare nel I Municipio, cercando contemporaneamente di
ricucire le postazioni già presenti nel II Municipio (ex III), per poi giungere in prospettiva alla previsione contenuta nel Piano Quadro della
Ciclabilità, che prevede una rete di 350 ciclostazioni.”
La superficie espositiva minima di 8.000 mq. è stata desunta con approssimazione dal bando voluto nel 2011 dall’allora Assessore all’ambiente Marco Visconti, che prevedeva di assegnare 1.500 mq. per 70
ciclostazioni: ne deriva che per assicurare un servizio di bike sharing
per un numero di ciclostazioni di 5 volte superiore dovrebbe essere assegnata in proporzione come corrispettivo una superficie pubblicitaria
pari a 7.500 mq. circa.
Riguardo alla distribuzione sul territorio dei suddetti 8.000 mq. va precisato che i formati da mt. 1,20 x 1,80 dovranno essere posizionati da “Aequa Roma” in prevalenza nel centro storico e nella città storica, collocando al di fuori della perimetrazione della delibera n. 609/1981 i
formati da mt. 3,20 x 2,40: in tal modo verrà assicurata la prescritta “sostenibilità economica del servizio”.
“circuito dedicato ad elementi di arredo urbano” – Come già anticipato, secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “un
altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità.”
“circuito cultura e spettacolo” – Come già anticipato, secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “un
altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2X2 distribuiti su tutti i Municipi”.
Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” prevede di destinare ad essi 5.000 mq. circa. “circuito di tutti i rimanenti impianti di proprietà privata su suolo pubblico”, a cui destinare tutti i tipi e formati di impianti privati su suolo privato sopra descritti, nella quantità dei 50.000 mq. circa che rimangono dei complessivi 63.000 mq.,
una volta detratti da essi gli 8.000 mq. da riservare al bike sarin ed i
5.000 mq. da riservare agli elementi di arredo urbano, da assegnare anche con più bandi di gara, senza nessun servizio connesso, ma solo alla maggiore offerta fatta sul canone di concessione, da aggiungere al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).
“circuito degli impianti SPQR”
di proprietà comunale, il cui obbligo deriva dal combinato disposto tra
l’ultimo comma dell’art. 21 della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP ed il comma 5 Bis dell’art. 7 del Regolamento di Pubblicità che è coordinato con il comma 2 del successivo art. 21.
I 24.000 mq. circa dei complessivi 138.000 mq. stabiliti dal PRIP da destinare agli impianti SPQR sono da assegnare alle ditte pubblicitarie che hanno partecipato al riordino con un uno o più procedimenti di evidenza pubblica, senza nessun servizio connesso, ma solo alla maggiore
offerta fatta sul canone di locazione, da aggiungere all’attuale canone
di locazione che il nuovo Regolamento di Pubblicità ha equiparato al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).
“circuito per pubbliche affissioni“
costituito da impianti esclusivamente di proprietà comunale e previsti in 19.000 mq. circa dei complessivi 138.000 mq. stabiliti dal PRIP.
LA NUOVA VESTE DEGLI IMPIANTI SPQR Con la deliberazione n. 380/2014 è stato altresì deliberato “di
stabilire che, entro il 20 maggio 2015, tutti gli impianti SPQR, ivi compresi quelli già inseriti nella Nuova Banca Dati, devono essere installati o mantenuti sul territorio solo se presentano le caratteristiche dei progetti tipo di cui alla deliberazione G.C. n. 25/2010, allo scopo di proseguire in tutti i Municipi con l’azione di adeguamento già avviata con la deliberazione predetta.”
Con la citata Deliberazione della Giunta Comunale n. 25 del 10 febbraio 2010 sono stati approvati i progetti-tipo per una serie di tipologie fra le quali gli “impianti
di proprietà comunale da concedere in locazione a terzi – c.d. S.P.Q.R.
– nelle dimensioni di m. 1 x 1 – m. 1 x 1,4 – m. 2 x 2 – m. 2,5 x 1,5 e
m. 4 x 3, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera B”.
Riguardo alla data del prossimo 20 maggio entro cui deve essere compiuta “l’azione di adeguamento già avviata con la deliberazione predetta” è spiegata come dovuta, perché “in
allineamento con le recenti pronunce del TAR in sede cautelare relative
all’impugnazione delle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina n. 49/2014 e n. 50/2014.”
IL NUOVO COLORE DA DARE ENTRO IL 20 MAGGIO 2015 A TUTTI GLI IMPIANTI DI ROMA Con la deliberazione n. 380/2014 è stato infine deliberato “di
stabilire che, entro il 20.5.15, in applicazione dell’art. 19 comma 2 del Regolamento di Pubblicità (deliberazione A.C. 50/14) tutti gli impianti pubblicitari, sia SPQR che di proprietà privati, già inseriti nella Nuova Banca Dati e mantenuti sul territorio ai sensi dell’art. 34 comma 9 del Regolamento di Pubblicità devono presentare la caratteristica tecnica del colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305, allo scopo di assicurare uniformità tra gli impianti installati sul territorio e migliorarne l’impatto visivo complessivo nonché l’inserimento nel contesto urbano.”
Non posso in conclusione non prendere atto con soddisfazione che la Giunta Capitolina ai fini di una corretta redazione dei 15 Piani di Localizzazione ha dettato dei criteri che per buona parte ho contribuito a definire. Sarebbe molto opportuno che ora la Giunta Capitolina, in attesa della consegna del lavoro affidato ad “Aequa Roma”, non rimanga con le mani in mano e predisponga per tempo tutti gli adempimenti necessari per passare alla terza ed ultima fase di attuazione del PRIP, che è quella relativa alla assegnazione della 1° gestione decennale di tutti gli impianti individuati dai Piani di Localizzazione tramite bandi
di gara, di cui è bene che prepari fin d’ora il testo. È altresì opportuno che definisca quanto prima i criteri con cui assegnare le concessioni degli impianti SPQR, previsti dal comma 5 Bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento.