Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_fallimentare/105
Timestamp: 2018-01-21 00:36:07+00:00
Document Index: 116318178

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 22', 'art. 92', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 2560', 'art. 560', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 2923']

156ff IL CASO.it - Foglio di informazione giuridica.
Sez. II - Della vendita dei beni (1)
Vendita dell'azienda, di rami, di beni e rapporti in blocco (2) (3)
I. La liquidazione dei singoli beni ai sensi degli articoli seguenti del presente capo è disposta quando risulta prevedibile che la vendita dell’intero complesso aziendale, di suoi rami, di beni o rapporti giuridici individuabili in blocco non consenta una maggiore soddisfazione dei creditori.
II. La vendita del complesso aziendale o di rami dello stesso è effettuata con le modalità di cui all’articolo 107, in conformità a quanto disposto dall’articolo 2556 del codice civile.
III. Nell’ambito delle consultazioni sindacali relative al trasferimento d’azienda, il curatore, l’acquirente e i rappresentanti dei lavoratori possono convenire il trasferimento solo parziale dei lavoratori alle dipendenze dell’acquirente e le ulteriori modifiche del rapporto di lavoro consentite dalle norme vigenti.
IV. Salva diversa convenzione, è esclusa la responsabilità dell’acquirente per i debiti relativi all’esercizio delle aziende cedute, sorti prima del trasferimento.
V. Il curatore può procedere altresì alla cessione delle attività e delle passività dell’azienda o dei suoi rami, nonché di beni o rapporti giuridici individuabili in blocco, esclusa comunque la responsabilità dell’alienante prevista dall’articolo 2560 del codice civile.
VI. La cessione dei crediti relativi alle aziende cedute, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede al cedente.
VII. I privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo, da chiunque prestate o comunque esistenti a favore del cedente, conservano la loro validità e il loro grado a favore del cessionario.
VIII. Il curatore può procedere alla liquidazione anche mediante il conferimento in una o più società, eventualmente di nuova costituzione, dell’azienda o di rami della stessa, ovvero di beni o crediti, con i relativi rapporti contrattuali in corso, esclusa la responsabilità dell’alienante ai sensi dell’articolo 2560 del codice civile ed osservate le disposizioni inderogabili contenute nella presente sezione. Sono salve le diverse disposizioni previste in leggi speciali.
IX. Il pagamento del prezzo può essere effettuato mediante accollo di debiti da parte dell’acquirente solo se non viene alterata la graduazione dei crediti.
(1) Titolo della sezione inserito dall’art. 7 del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169. La modifica si applica ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.).
(2) Articolo sostituito dall’art. 92 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
(3) L'art. 11, comma 2, della legge 21 febbraio 2014, in vigore dal 22 febbraio successivo, di convesione del D.L. 23 dicembre 2013, n. 145, stabilisce che "Nel caso di affitto o di vendita di aziende, rami d'azienda o complessi di beni e contratti di imprese sottoposte a fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa, hanno diritto di prelazione per l'affitto o per l'acquisto le società cooperative costituite da lavoratori dipendenti dell'impresa sottoposta alla procedura."
Il successivo comma 3 della medesima legge stabilisce che "L'atto di aggiudicazione dell'affitto o della vendita alle società cooperative di cui al comma 2, costituisce titolo ai fini dell'applicazione dell'articolo 7, comma 5, della legge 23 luglio 1991, n. 223, nonché dell'articolo 2, comma 19, della legge 28 giugno 2012, n. 92, ai soci lavoratori delle medesime, ferma l'applicazione delle vigenti norme in materia di integrazione del trattamento salariale in favore dei lavoratori che non passano alle dipendenze della società cooperativa."
Cessione di azienda – Sgravi contributivi connessi alla mobilità – Diversità del soggetto subentrante rispetto al cedente – Effettiva creazione di nuovi posti di lavoro – Necessità.
Ai fini della concessione degli sgravi contributivi ex art. 8, commi 4 e 4-bis della legge 223 del 1991 (assunzione di lavoratori e tempo indeterminato posti in mobilità) occorre che, in caso di cessione di azienda, il nuovo datore di lavoro sia diverso dal precedente, posto che il riconoscimento degli sgravi in questione richiede l’accertamento della obiettiva diversità del soggetto subentrante rispetto al cedente e quindi l’effettiva creazione di nuovi posti di lavoro; al riguardo va precisato che è del tutto irrilevante la circostanza che il passaggio dei lavoratori abbia luogo nell’ambito di una procedura fallimentare, posto che irrilevanti sono le finalità perseguite dal cedente, siano esse quelle dell’incremento dell’attivo fallimentare o della continuazione dell’attività di impresa: ciò che rileva è che il fallimento non determina di per sé il venir meno del bene giuridico “azienda” inteso come complesso di elementi materiali e giuridici organizzati al fine dell’esercizio dell’impresa e dunque la possibilità di una sua cessione nell’ambito di un regolare contratto di vendita o di affitto di azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 27 Aprile 2017, n. 10428. Segue...
Credito nei confronti di società Alitalia Linee Aeree Italiane Spa – Esecuzione contro la società CAI Compagnia Aerea Italiana – Carenza di legittimazione passiva – Sussiste..
In materia di rapporti tra la Società Alitalia Linee Aeree Italiane s.p.a. e la società C.A.I. Compagnia Area italiana, applicandosi i commi dal quarto all'ottavo dell'articolo 105 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, salva diversa convenzione, è esclusa la responsabilità dell'acquirente per i debiti relativi all'esercizio delle aziende cedute, sorti prima del trasferimento con ciò derogando espressamente alla disposizione contenuta nell’art. 2560 del codice civile che al contrario prevede che l’alienante non sia liberato dai debiti, inerenti l’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito e di seguito che nel trasferimento di un’azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente dell’azienda, se essi risultano dai libri obbligatori. Il creditore che vanti un diritto di credito verso la prima non può dunque agire esecutivamente contro la seconda. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 27 Marzo 2012. Segue...
Fallimento – Azienda sportiva calcistica – Vendita – Modalità e condizioni – Conservazione del titolo sportivo. (29/06/2010).
Tribunale Perugia, 31 Maggio 2010. Segue...
Cessione di ramo d’azienda – Individuazione convenzionale del ramo – Ammissibilità – Requisito della preesistenza all’accordo – Irrilevanza..
Il nuovo articolo 2112 cod. civ. ha modificato la previgente disciplina attribuendo alla individuazione del ramo di azienda una forte connotazione soggettiva e consentendo che il ramo venga identificato come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento indipendentemente dalla sua effettiva preesistenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 05 Dicembre 2007, n. 0. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Attività fallimentari - Amministrazione - In genere - Immobile acquisito alla massa fallimentare - Locazione stipulata dal curatore - Durata - Risoluzione per effetto della vendita forzata del bene - Pattuizione - Clausola relativa - Validità
Locazione - Trasferimento a titolo particolare della cosa locata (alienazione) - Clausola di scioglimento - Immobile acquisito alla massa fallimentare - Locazione stipulata dal curatore - Durata - Risoluzione per effetto della vendita forzata del bene - Pattuizione - Clausola relativa - Validità.
La locazione di immobile acquisito alla massa fallimentare, stipulata dal curatore del fallimento ai sensi dell'art. 560, secondo comma, cod. proc. civ. (applicabile in forza del richiamo di cui all'art. 105 della legge fallimentare) è un contratto la cui durata risulta "naturaliter" contenuta nei limiti della procedura concorsuale, in quanto attuativa di una mera amministrazione processuale del bene, con la conseguenza che - non essendo assimilabile al contratto locativo di data certa anteriore alla sentenza dichiarativa di fallimento disciplinato dall'art. 2923 cod. civ. - non sopravvive alla vendita fallimentare e non è opponibile all'acquirente "in executivis". Pertanto la clausola con la quale il curatore ed il conduttore espressamente pattuiscano la risoluzione della locazione per effetto della vendita forzata del bene è pienamente valida, in quanto esplicita un limite di durata connaturato al contratto ed alle sue peculiari finalità, che lo sottraggono all'ambito di applicabilità del combinato disposto degli artt. 7 e 41 della legge 22 luglio 1978, n. 392, che colpiscono di nullità la clausola di risoluzione del contratto di locazione in caso di alienazione del bene locato. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Gennaio 1994, n. 459. Segue...