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Timestamp: 2020-08-12 18:29:53+00:00
Document Index: 7377864

Matched Legal Cases: ['art. 147', 'art. 327', 'art. 158', 'art. 46', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 29893 del 20/11/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29893 del 20/11/2018
Cassazione civile sez. II, 20/11/2018, (ud. 11/04/2018, dep. 20/11/2018), n.29893
sul ricorso 12378/2017 proposto da:
V.D., elettivamente domiciliato in ROMA, LARGO MESSICO
7, presso lo studio dell’avvocato FEDERICO TEDESCHINI, che lo
CONSIGLIO NOTARILE dei DISTRETTI RIUNITI di ROMA, VELLETRI e
CIVITAVECCHIA, in persona del suo Presidente pro tempore
elettivamente, domiciliato in ROMA, VIA COSTANTINO MORIN 45, presso
lo studio dell’avvocato ALESSANDRO GIACCHETTI, che lo rappresenta e
PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA presso la CORTE di CASSAZIONE e
presso la CORTE D’APPELLO di ROMA;
avverso l’ordinanza della CORTE D’APPELLO di ROMA depositata il
07.10.2016, Rep. n. 8000/2016, R.G.n. 6260/2015 V.G.;
CAPASSO, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
udito l’Avvocato GIAMMARIA COVINO, con delega dell’Avvocato FEDERICO
TEDESCHINI, difensore del ricorrente, che ha chiesto l’accoglimento
udito l’Avvocato ALESSANDRO GIACCHETTI, difensore del
controricorrente, che ha chiesto il rigetto del ricorso.
1. V.D. ricorre per cassazione contro l’ordinanza della Corte d’appello di Roma depositata il 7 ottobre 2016, che ha rigettato il reclamo dal medesimo fatto valere avverso la decisione della Commissione regionale di disciplina sui notai del Lazio che gli aveva comminato la sanzione della sospensione per otto mesi avendolo dichiarato responsabile della violazione, in tema di personalità della prestazione e utilizzo di procacciatori di affari, di cui della Legge Notarile (L. n. 89 del 1913), art. 147, comma 1.
2. Il Consiglio notarile resiste con controricorso e ha depositato memoria con ribadisce l’eccezione, già fatta valere con il controricorso, di inammissibilità per tardività del ricorso.
1. Va accolta l’eccezione di tardività della proposizione del ricorso per cassazione.
L’impugnata ordinanza della Corte d’appello è stata depositata il 7 ottobre 2016 e il ricorso per cassazione è stato avviato alla notificazione a mezzo del servizio postale il 9 maggio 2017, quando era ormai decorso il termine semestrale previsto dall’art. 327 c.p.c., nel testo ratione temporis applicabile (il procedimento disciplinare a carico del ricorrente è stato avviato con richiesta del 31 luglio 2014), attesa l’abrogazione della L. n. 89 del 1913, art. 158-ter, come modificato dal D.Lgs. n. 249 del 2006, art. 46, che prevedeva il termine lungo di un anno dal deposito, per effetto del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 34, comma 30 (cfr. Cass. 23127/2015).
2. Il ricorso va quindi dichiarato inammissibile.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente in solido al pagamento delle spese del giudizio in favore del controricorrente che liquida in Euro 3.200, di cui Euro 200 per esborsi, oltre spese generali (15%) e accessori di legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 11 aprile 2018.