Source: http://www.umbrialex.it/wUmbria2000/LeggeRegionale2000-12.htm
Timestamp: 2017-11-19 05:04:17+00:00
Document Index: 151267619

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 115', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 10']

Legge modificata con L.R. 17 dicembre 2002, n. 34.
1. La presente legge in attuazione dei princìpi fondamentali della legge 23 agosto 1993, n. 352, detta norme per la raccolta, la commercializzazione e la somministrazione dei funghi apigei spontanei, nel rispetto degli ecosistemi esistenti.
4. È autorizzata la raccolta fino a tre chilogrammi complessivi di funghi al giorno e per persona, fatta eccezione per esemplari unici o esemplari concrescenti non separabili che superino tale peso.
5. Gli esemplari devono essere raccolti in modo tale da conservare intatte tutte la caratteristiche morfologiche, che consentano, la sicura determinazione della specie, e vanno puliti sommariamente nel luogo di raccolta.
6. I funghi raccolti devono essere riposti e trasportati, nella quantità prevista al comma 4, in contenitori rigidi ed aerati realizzati con fibre naturali intrecciate, onde consentire la diffusione delle spore. È vietato in ogni caso l'uso di contenitori di plastica.
Proprietari e conduttori di fondi.
1. l proprietari o i conduttori a qualsiasi titolo di un fondo non sono soggetti agli obblighi di cui all'art. 2, comma 1, limitatamente alla raccolta di funghi nei fondi di loro proprietà o, comunque, da essi condotti.
1. Il Comune può rilasciare autorizzazioni nominative a titolo gratuito ai residenti nella Regione, per i quali la raccolta dei funghi in quantità superiore a tre chilogrammi giornalieri, costituisce integrazione del reddito. A tal fine gli interessati presentano al Comune competente apposita istanza in carta libera
corredata da autocertificazione relativa alla dichiarazione dei redditi dell'anno precedente.
L'autorizzazione ha durata annuale e può essere rinnovata. È revocata nel caso di accertata, grave irregolarità.
2. Le disposizioni dì cui al comma 1 non si applicano ai coltivatori diretti, a qualunque titolo, e a tutti coloro che hanno in gestione propria l'uso del bosco, compresi gli utenti dei beni di uso civico e di proprietà collettive, nonché ai soci di cooperative agricolo-forestali.
3. La Regione in occasione di mostre, seminari e di altre manifestazioni di particolare interesse micologico e naturalistico a scopo didattico e divulgativo, può rilasciare speciali autorizzazioni in deroga alla presente legge per la raccolta di funghi ad associazioni micologiche, annuali e per un numero limitato di persone fino ad un massimo di quattro e a docenti di scuole di ogni ordine e grado per la durata delle manifestazioni medesime. Tali autorizzazioni hanno validità su tutto il territorio regionale ad esclusione dei parchi naturali, per i quali l'autorizzazione è rilasciata dall'ente di gestione. Le autorizzazioni rilasciate a titolo gratuito e rinnovabili sono immediatamente revocata in caso di violazione delle norme che ne disciplinano l'impiego.
Autorizzazione a cittadini non residenti in Umbria.
1. I cittadini non residenti in Umbria devono essere autorizzati, nel rispetto delle norme dettate dalla presente legge, alla raccolta di funghi dalla Comunità montana competente per il territorio. Qualora il territorio su cui dove essere effettuata la raccolta sia compreso in un comune che non fa parte di alcuna comunità montana, ai sensi dell'art. 115 della legge regionale 2 marzo 1999, n. 3, è competente il Comune medesimo.
2. L'autorizzazione ai non residenti in Umbria ha validità annuale ad è rilasciata o versamento di lire 100.000 a titolo di contributo per lo spese sostenute dagli Enti nell'esercizio delle funzioni amministrative di cui alla presente legge. Gli importi possono essere aggiornati dalla Giunta regionale con riferimento all'andamento del costo della vita e agli oneri connessi all'esercizio delle funzioni.
3. L'autorizzazione è revocata dallo stesso organo che l'ha rilasciata in caso di accertata irregolarità.
1. Fatti salvi i divieti di cui all'art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 332, in tutto il territorio regionale non è consentita la istituzione di riserve a pagamento per la raccolta dei funghi epigei spontanei.
2. È altresì vietata, per ragioni di carattere ecologico e unitario, la raccolta e la commercializzazione di esemplari del genere Amanita allo stato di ovolo chiuso. La raccolta è consentita quando l'ovolo presenta una lacerazione naturale e spontanea del velo generale che ne permetta l'identificazione.
3. È vietato raccogliere, commercializzare e somministrare funghi con diametro del cappello inferiore a 4 cm, per i generi e le specie elencate nella tabella "A" allegata alla presente legge. La Giunta regionale con proprio atto, qualora ne ravvisi la necessità, può integrare la suddetta tabella introducendo altre specie vietate ovvero le eccezioni a tale divieto.
4. Nella raccolta dei funghi epigei spontanei è vietato usare rastrelli, uncini o altri mezzi che possano danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino e l'apparato radicale superficiale della vegetazione. È vietata inoltre la raccolta e l'asportazione, anche a fini di commercio, della cotica superficiale del terreno, salvo che per le opere di regolamentazione delle acque, per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e del passaggi e per le pratiche colturali, fermo restando comunque l'obbligo dell'integrale ripristino anche naturalistico dello stato dei luoghi.
1. La Giunta regionale su proposta delle comunità montane interessate e dei comuni di cui al comma 1 dell'art. 5 della presente legge, sentito il parere del Dipartimento di biologia vegetale dell'Università degli studi di Perugia, può sospendere temporaneamente la raccolta di tutte o dì alcune specie dì funghi in quelle zone in cui la raccolta intensiva o fattori ambientali diversi abbiano prodotto un progressivo impoverimento del bosco, con conseguente pericolo di estinzione per alcune specie fungine.
1. Le USL, attraverso gli Ispettorati micologici, istituiti ai sensi del D.P.R. 14 luglio 1995, n. 376, sono tenute ad assicurare il controllo sanitario dei funghi epigei spontanei destinati al consumo.
2. I funghi destinati alla vendita e alla somministrazione sono sottoposti al controllo sanitario obbligatorio L'ispettore micologo preposta al controllo, qualora riscontri una raccolta non corretta, ovvero una carenza delle caratteristiche morfologiche che non consentano la sicura determinazione della specie tali da far sospettare la tossicità dei funghi, provvede alla loro immediata distruzione. Sono altresì destinati alla distruzione tutti i funghi riscontrati in stato di alterazione dovuta sia a cattiva conservazione che a invasione di parassiti.
Divulgazione e contributi.
3. La Giunta regionale concede contributi, sulla base di rendiconto dì spesa, ad enti o associazioni per l'allestimento o la realizzazione di mostre, stand ed iniziative pubbliche rivolte alla valorizzazione ed alla pubblicizzazione della conoscenza dei funghi epigei spontanei.
Commercializzazione delle specie di funghi.
1. È consentita la commercializzazione delle specie di funghi freschi, spontanei e coltivati, elencate nell'allegato I del D.P.R. 14 luglio 1995, n. 376 e nei provvedimenti della Giunta regionale adottati in attuazione dello stesso.
2. La Giunta regionale da comunicazione al Ministero della Sanità, ai fini della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, dei provvedimenti di cui al comma 1.
3. È consentita la commercializzazione di funghi freschi spontanei e coltivati provenienti da altri paesi, purché riconosciuti commestibili dalla competente Autorità del paese di origine. A tal fine l'Ispettorato micologico competente per territorio effettua verifiche a sondaggio sulle partite in commercio,
4. Per l'esercizio dell'attività di vendita, lavorazione, conservazione e confezionamento delle diverse specie di funghi è richiesta l'autorizzazione sanitaria prevista dalle nome vigenti.
2. Nella aree protette nazionali e regionali la vigilanza viene svolta con il coordinamento degli enti di gestione.
2. Le sanzioni amministrative pecuniarie sono inflitte con riferimento alle fattispecie e ai limiti minimi e massimi di seguito indicati.
a) raccolta di funghi spontanei senza valido documento di identità, di cui al comma 1 dell'art. 2; raccolta da parte di minori di anni quattordici non accompagnati, di cui al comma 2 dell'art. 2 da lire 100.000 a lire 300.000, in caso di recidiva per le medesime violazioni la sanzione è fissata da lire 200.000 a lire 600.000; raccolta senza autorizzazione, di cui al comma 1 dell'art. 5: da lire 300.000 a lire 900.000, in caso di recidiva per la medesima violazione la sanzione è fissata da lire 400.000 a lire 1.200.000,
b) raccolta al di fuori dell'orario consentito di cui al comma 3 dell'art. 2: da lire 50.000 a lire 150.000;
c) violazione della prescrizione di cui al comma 4 dell'art. 2, riguardante il rispetto dei limiti di peso, da lire 50.000 a lire 150.000 fino a Kg. 5; oltre Kg. 5 per ogni Kg. la sanzione è maggiorata di lire 50.000;
d) raccolta che altera le caratteristiche morfologiche del funghi e mancata pulitura sommaria sul posto di raccolta, di cui al comma 5 dell'art. 2 da lire 50.000 a lire 150.000;
g) raccolta di funghi appartenenti al genere Amanita allo stadio di ovolo chiuso, di cui il comma 2 dell'art. 6: di lire 100.000 a lire 300.000;
h) violazione della prescrizione di cui al comma 3 dell'art. 6, riguardante la raccolta di esemplari con dimensioni del cappello al di sotto di quelle consentite: da lire 50.000 a lire 150.000. La sanzione amministrativa è maggiorati di lire 5.000 per ogni esemplare raccolto eccedente il numero di cinque;
l) danneggiamento e distruzione volontaria dei carpofori fungini di qualsiasi specie di cui al comma 5 dell'art. 6: da lire 30.000 a lire 150.000;
m) violazione delle prescrizioni di cui al comma 6 dell'art. 6, riguardante la raccolta di funghi nei rimboschimenti: da lire 30.000 a lire 150.000;
o) violazione della prescrizione di cui all'art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352, riguardante la raccolta di funghi nel giardini privati ecc.: da lire 50.000 a lire 150.000;
4. Le violazioni della norme di cui al titolo Il della presente legge, comportano l'applicazione, da parte della competente autorità amministrativa, della sanzione amministrativa da lire 500.000 a lire 2.000.000 e la confisca dei funghi. Tale sanzione si applica anche nel caso di violazione del divieto di cui al comma 3 dell'art. 6 relativamente alla commercializzazione e alla somministrazione.
6. È fatta salva l'applicazione delle vigenti norme penali qualora le violazioni delle disposizioni contenute nel presente titolo costituiscano reato.
1. Per la finalità di cui all'art. 10 della presente legge è autorizzata per l'anno 2000 la spesa di lire 30.000.000, sia in termini di competenza che di cassa con imputazione all'esistente cap. 4176 del bilancio di previsione.
1. È abrogata la legge regionale 27 giugno 1983, n. 21.
- Leccinum (tutte la specie)
- Tricholorma portentoso