Source: https://mygiuridica.com/2018/07/20/legge-gelli-novita-in-ambito-di-responsabilita-del-medico/
Timestamp: 2019-01-16 21:51:56+00:00
Document Index: 171224235

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 7', 'art. 1218', 'art. 2043', 'art. 2947', 'art. 2946', 'art. 12', 'art. 696']

LEGGE GELLI: NOVITA’ IN AMBITO DI RESPONSABILITA’ DEL MEDICO – mygiuridica
Diritto Civile, Diritto Sanitario
L’entrata in vigore della Legge 24/2017, c.d. Legge Gelli, supera le profonde incertezze interpretative contenute nella precedente Legge 189/2012, c.d. Legge Balduzzi, disciplinando in maniera più precisa e rigorosa la responsabilità penale e civile della struttura sanitaria pubblica e privata, e degli operatori che vi lavorano.
Uno degli obiettivi che il legislatore si è posto è stato quello di limitare il fenomeno della c.d. “medicina difensiva”, ossia della necessità, dell’esercente la professione sanitaria, di potersi tutelare da una eventuale responsabilità giuridicamente rilevante, ponendo in essere numerosi interventi e/o controlli spesso “superflui”.
L’art. 5 della predetta legge, infatti, afferma che gli esercenti le professioni sanitarie, dovranno necessariamente conformare il proprio comportamento a regole precise, dettate e accreditate dalla comunità scientifica.Sotto il profilo civilistico, l’art. 7 riconosce in capo alla struttura sanitaria o sociosanitaria una responsabilità contrattuale discendente dal contratto di spedalità o dalla legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale e, in capo all’esercente la professione sanitaria, una responsabilità da contatto sociale.In questa prospettiva, nel momento in cui sorge un contatto tra medico e paziente, per tale intendendosi la scelta di quest’ultimo di affidarsi alle cure del primo, si qualifica come contrattuale la responsabilità del medico.
Orbene, qualora il paziente voglia agire per l’adempimento, risoluzione o risarcimento del danno, sarà tenuto a dimostrare la sola fonte negoziale o legale del suo diritto, l’entità dei danni lamentati e l’allegazione della circostanza dell’inadempimento, godendo dunque di un onere probatorio agevolato, a differenza dell’esercente la professione sanitaria, il quale dovrà dimostrare la “impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile” ai sensi dell’art. 1218 c.c. (cfr. SS.UU. n. 13533/2001 in materia di inadempimento contrattuale), ovvero l’esatto adempimento della prestazione secondo le regole di diligenza (Cass. N. 12362/2006).
Tuttavia, ove manchi un contatto diretto tra le due parti, l’eventuale responsabilità del medico sarà di natura extracontrattuale ex art. 2043 c.c., con tutte le conseguenze che derivano in termine di onere della prova, prescrizione (quinquennale ai sensi dell’art. 2947 c.c. e non decennale ex art. 2946 c.c.) e risarcimento del danno.L’elemento innovativo, dunque, è costituito dalla previsione di una responsabilità extracontrattuale nei casi in cui i pazienti non abbiano preventivamente instaurato rapporti significativi con l’esercente la professione sanitaria se non al momento del ricovero.La legge in esame, inoltre, obbliga le strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, di dotarsi di una copertura assicurativa; in questa logica, l’art. 12 introduce un’azione diretta del danneggiato nei confronti dell’impresa di assicurazione, garante sa della struttura sanitaria sia de medico, prevedendo altresì il litisconsorzio necessario degli assicurati, al pari della disciplina sulla responsabilità civile in materia di circolazione stradale.
Il che impone immediatamente una specifica, importante precisazione: prima di proporre l’azione, la legge prevede come condizione di procedibilità l’esercizio alternativo della mediazione o di un accertamento tecnico preventivo a fini conciliativi ai sensi dell’art. 696–bis c.p.c., in modo da ridurre il contenzioso in relazione ai procedimenti di risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria.
A differenti conclusioni si dovrà giungere nell’ipotesi in cui il paziente lamenti la violazione dell’obbligo di informazione del medico: il consenso del primo, infatti, dovrà basarsi su informazioni dettagliate, chiare e precise, fornite mediante un linguaggio dallo stesso comprensibile, non essendo più sufficiente la sottoscrizione di un mero modulo generico, (cfr. Cass. n. 2177/2016) e specificando la sussistenza di eventuali conseguenze dannose per la salute del soggetto.
luglio 20, 2018 luglio 20, 2018 Diritto Sanitario, legge gelli, responsabiltà medico
Pubblicato da Dott.ssa Giulia Ferrazzano
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