Source: https://www.exeo.it/free/acquisto-della-proprieta-a-titolo-originario-accessione
Timestamp: 2018-02-19 00:24:59+00:00
Document Index: 5330365

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.1', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 2043']

Accessione invertita e acquisto a titolo originario della PA
Accessione invertita e acquisto a titolo originario della proprietà da parte della P.A.
Poiché l'istituto dell'accessione invertita (di creazione pretoria) è stato del tutto espunto dall'ordinamento italiano, non è consentito ad una P.A. l'acquisto a titolo originario della proprietà di un’area altrui su cui sia stata realizzata un’opera pubblica o di interesse pubblico, mediante un proprio illecito e in assenza di un titolo ablatorio.
CATEGORIA PATOLOGIA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA E USURPATIVA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA O ACQUISITIVA --> NON ESISTE
L'istituto dell'occupazione acquisitiva, di matrice giurisprudenziale, si atteggia ancora ad elemento non conforme all'ordinamento giuridico, anche dopo la dichiarazione di incostituzionalità dell'«acquisizione sanante» di cui all'art. 43 del D.P.R. 327/2001.
L'istituto dell'accessione invertita (o occupazione appropriativa) - creato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione a partire dalla sentenza 26 febbraio 1983 n. 1464, ma ritenuto dalla Corte europea dei diritti dell'uomo in contrasto con la Convenzione europea e, in particolare, con il protocollo addizionale n. 1 (cfr. sentenze 30 maggio 2000 ric. n. 24638/94, Carbonara Ventura e 30 maggio 2000 ric. n. 31524/96, Società Belvedere alberghiera) – non è ammissibile nel nostro ordinamento.
Per effetto di sentenza di annullamento degli atti espropriativi il titolare del bene occupato torna proprietario dell'immobile (area e opera realizzata), non essendo più operante nell'ordinamento italiano l'istituto dell'occupazione acquisitiva.
Nel nostro ordinamento non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...più ritenersi sussistente l'istituto - di creazione pretoria - della cosiddetta "occupazione appropriativa", secondo il quale, anche in assenza di un provvedimento ablatorio, l'Amministrazione acquista, a titolo originario, la proprietà dell'area altrui, in virtù della trasformazione irreversibile della stessa ed in attuazione della dichiarazione di pubblica utilità.
Nel mutato contesto derivante dal disconoscimento dell'accessione invertita, perdurando il diritto di proprietà in capo al privato in assenza di valido ed efficace decreto di esproprio, il momento dell'irreversibile trasformazione del suolo, come pure quello della fine dei lavori, non ha più alcuna valenza ai fini del trasferimento della proprietà in capo all'Amministrazione, configurandosi l'occupazione delle aree finalizzata all'esecuzione di opere pubbliche alla stregua di un illecito permanente di cui il privato può sempre chiedere la rimozione, mediante la restituzione del fondo.
Deve escludersi che la mera trasformazione di un suolo con la realizzazione di un'opera costituisca circostanza idonea a trasferire in capo all'Amministrazione la proprietà del bene in assenza di un regolare provvedimento di esproprio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; sia nel caso di occupazione del terreno ab origine sine titolo sia nel caso di un'occupazione iniziata in forza di un provvedimento legittimo poi scaduto o annullato in sede giurisdizionale.
L'accessione invertita non è più validamente invocabile oggi che la giurisprudenza amministrativa e il legislatore, anche sotto la spinta di istanze comunitarie, hanno chiarito che la pubblica amministrazione non è mai legittimata ad acquisire a titolo originario la proprietà di un'area altrui in assenza di un formale atto ablatorio.
Per effetto delle pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte Costituzionale, si è prodotta la cancellazione dall'ordinamento degli istituti di creazione pretoria, denominati "accessione invertita" ovvero, in seguito, "occupazione acquisitiva".
L' istituto di creazione pretoria dell'accessione invertita deve ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico.
Oggi non è più configurabile l'istituto dell'accessione invertita.
Si deve escludere che l'Amministrazione, in assenza di un titolo previsto dalla legge, possa acquisire a titolo originario la proprietà dell'area altrui quando su di essa ha rea... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tutto o in parte un'opera pubblica in attuazione della dichiarazione di pubblica utilità.
L'Ordinamento Italiano non consente che un'Amministrazione, mediante un proprio illecito e in assenza di un titolo ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui, sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o di interesse pubblico (anche se prevista in una dichiarazione di pubblica utilità), con la conseguenza che anche ove l'opera in questione sia stata ultimata, non comincia a decorrere alcun termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno.
L'irreversibile trasformazione del fondo, per la giurisprudenza prevalente, non produce più l'effetto di trasferire la proprietà.
L'ordinamento italiano non consente che un'Amministrazione, mediante un proprio illecito e in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui, sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o di interesse pubblico (anche se prevista in una dichiarazione della pubblica utilità).
Il meccanismo, di origine pretoria, della cd. "accessione invertita", il cui effetto sarebbe quello della perdita della proprietà privata dei beni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...llegittimamente in conseguenza del loro acquisto, a titolo originario, da parte della P.A., non può più trovare ingresso nel vigente ordinamento.
Deve escludersi che la mera trasformazione irreversibile di un suolo con la realizzazione di un'opera pubblica costituisca circostanza idonea a trasferire in capo all'Amministrazione la proprietà del suolo in assenza di un regolare provvedimento di esproprio, e ciò sia nel caso di occupazione del terreno ab origine sine titolo sia nel caso di un'occupazione iniziata in forza di un provvedimento legittimo poi scaduto.
Deve escludersi che la mera trasformazione irreversibile di un suolo con la realizzazione di un'opera pubblica costituisca circostanza idonea a trasferire in capo all'Amministrazione la proprietà del bene in assenza di un regolare provvedimento di esproprio, e ciò sia nel caso di occupazione del terreno ab origine sine titolo sia nel caso di un'occupazione iniziata in forza di un provvedimento legittimo poi scaduto.
L'Ordinamento Italiano non consente che una Amministrazione, mediante un proprio illecito e in assenza di un titolo ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui, sulla quale sia stata realizza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pubblica o di interesse pubblico (anche se prevista in una dichiarazione di pubblica utilità), con la conseguenza che anche ove l'opera in questione sia stata ultimata, non comincia a decorrere alcun termine di prescrizione.
L'istituto di creazione pretoria dell'occupazione acquisitiva, deve ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico.
Anche alla luce delle decisioni della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, l'orientamento che esclude la permanenza nell'ordinamento del modello dell'accessione invertita e del conseguente acquisto a titolo originario della proprietà dell'area occupata attraverso la realizzazione dell'opera pubblica va condiviso, non essendo consentito che un'amministrazione, mediante un proprio illecito e in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui.
Nel caso di realizzazione di opere di interesse pubblico su un suolo altrui, in assenza di efficaci atti ablatori, l'ordinamento italiano non consente che un'Amministrazione, mediante un proprio illecito e in assenza di un atto ablatorio, ne acquisti a titolo originario la proprietà, sul presupposto della c.d. accessione invertita, istituto di esclusiva matrice giurisprudenziale; ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ruzione è contraria ai principi della Convenzione Europea sui diritti dell'uomo.
Alla luce della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, l'istituto dell'occupazione acquisitiva deve ritenersi espunto dal nostro ordinamento.
L'irreversibile trasformazione del fondo, per la giurisprudenza prevalente, non produce più l'effetto di trasferire la proprietà, e l'occupazione del fondo, al termine dell'eventuale periodo di occupazione legittima, si configura come illecito permanente.
L'istituto della c.d. accessione invertita ovvero occupazione acquisitiva, di una creazione meramente giurisprudenziale, peraltro sconfessata dalle decisione della Corte Europea dei diritti dell'uomo è ora abbandonata anche dalla giurisprudenza nazionale.
Nel nostro ordinamento non può più ritenersi sussistente l'istituto – di creazione pretoria – della c.d."occupazione appropriativa", secondo il quale, anche in assenza di un provvedimento ablatorio, l'Amministrazione acquista, a titolo originario, la proprietà dell'area altrui, in virtù della trasformazione irreversibile della stessa ed in attuazione della dichiarazione di pubblica utilità.
La que... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rdine all'intervenuta irreversibile trasformazione del bene occupato non assume alcun rilievo al fine di ipotizzare un automatico acquisto della proprietà da parte dell'Ente; deve infatti escludersi che l'occupazione acquisitiva, quale modo di acquisto della proprietà, operi nel nostro ordinamento.
Il DPR 327/2001 ha espunto dal nostro ordinamento l'istituto dell'accessione invertita e, dunque, l'automatico acquisto in capo all'ente pubblico del suolo privato a seguito dell'irreversibile trasformazione dello stesso per effetto della realizzazione dell'opera pubblica.
L'istituto dell'occupazione appropriativa, sorto praeter legem, deve essere ormai considerato contra legem; ciò alla luce della pacifica giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che più volte ha avuto modo di affermare il contrasto della prassi interna sulla "espropriazione indiretta" in evidente contrasto con l'art.1 prot.1 della Convenzione, poiché le norme convenzionali ostano all'ammissibilità di un istituto che permette l'acquisizione coattiva di un bene privato in difetto di un titolo idoneo previsto dalla legge.
L'irreversibile trasformazione del fondo non costituisce più un ostacolo alla restituzione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l privato, rilevando solo come mero fatto, dal quale non può scaturire l'effetto giuridico del trasferimento della proprietà in capo alla P.A.; l'istituto di creazione pretoria dell'accessione invertita deve infatti ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico.
Alla luce dell'orientamento della Corte Corte Europea Diritti Uomo e della disciplina contenuta nell'art. 43 del T.U. n.327/2001, che attribuisce all'Amministrazione il potere di acquisire la proprietà dell'area con un atto formale di natura ablatoria e discrezionale al termine del procedimento nel corso del quale vanno motivatamente valutati gli interessi in conflitto, è precluso di ravvisare una "espropriazione indiretta" o "sostanziale" in assenza di un idoneo titolo previsto dalla legge.
La fattispecie che un tempo veniva definita come "occupazione acquisitiva", trova oggi positiva disciplina nella norma di diritto sostanziale di cui all'art. 43 D.P.R. n. 327/2001.
La più recente elaborazione giurisprudenziale è pervenuta, sulla scorta delle pronunce e dei principi relativi all'ordinamento comunitario, ad escludere che l'irreversibile trasformazione dei suoli produca l'acquisto in capo all'ente espropriante della pub... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ietà.
Del bene occupato sine titulo va disposta la restituzione, non esistendo il fenomeno dell'occupazione acquisitiva.
Nel nostro ordinamento non può più ritenersi sussistente l'istituto - di creazione giurisprudenziale - della c.d."occupazione appropriativa", secondo il quale, anche in assenza di un provvedimento ablatorio, l'Amministrazione acquista, a titolo originario, la proprietà dell'area altrui, in virtù della trasformazione irreversibile della stessa ed in attuazione della dichiarazione di pubblica utilità.
Alla luce dei principi della Convenzione Europea sui diritti dell'uomo e dell'art. 43 DPR 327/2001, che preclude che l'amministrazione possa acquistare un bene in assenza di un titolo previsto dalla legge, gli istituti dell'occupazione acquisitiva e della prescrizione del risarcimento del danno conseguente, non possono più considerarsi vigenti nell'ordinamento giuridico.
Le vigenti previsioni di legge sono incompatibili con la ricostruzione "pretoria" del fenomeno dell'occupazione appropriativa.
Alla luce degli interventi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e dell'art. 43 DPR 327/2001, l'istituto dell'occupazione acquisitiva no... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; più dirsi vigente nel nostro ordinamento.
Non può più operare nell'ordinamento il principio dell'accessione invertita attraverso il quale si realizzava l'acquisto a titolo originario del bene privato, su cui era realizzata l'opera pubblica, in capo all'ente pubblico al momento dell'irreversibile trasformazione dello stesso.
Dopo le decisioni dell'anno 2000 adottate dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Carbonara e Ventura; Società Belvedere Alberghiera), è stato sostanzialmente espunto dal nostro ordinamento giuridico l'istituto, di creazione giurisprudenziale, noto come occupazione acquisitiva (o accessione invertita).
A seguito dell'eliminazione dall'ordinamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, il comportamento dell'ente pubblico che si traduca nell'occupazione sine titulo di fondi privati e nella loro irreversibile trasformazione a seguito della creazione di un'opera pubblica, non determina più automaticamente il passaggio di proprietà del fondo a beneficio dell'ente occupante.
L'istituto dell'accessione invertita di creazione pretoria deve ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico. Ne consegue che la scadenza dei termini di occupaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ima, unitamente all'irreversibile trasformazione del bene, senza che sia stato mai adottato il decreto di espropriazione, determina il venir meno del titolo di legittimo possesso dei beni occupati, e obbliga l'Amministrazione a porre rimedio alla descritta situazione non conforme al diritto.
L'istituto giurisprudenziale dell'occupazione espropriativa è da ritenersi non più vigente, sia in quanto in contrasto con in principi della convenzione EDU che precludono di ravvisare un'espropriazione "indiretta" o "sostanziale" in assenza di un idoneo titolo legale, sia in quanto incompatibile con l'art. 43 D.P.R. 327/2001.
Il connotato retroattivo della espunzione dall'ordinamento dell'accessione invertita, determina l'applicabilità delle regole europee anche per fattispecie occupative precedenti (ratione temporis ritenute sottoposte alle vecchie regole acquisitive), almeno in tutti i casi di situazioni non ancora stabilizzate dalla definitività e dalla incontestabilità dei rapporti giuridici.
L'evolu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sprudenziale, che ha preso avvio dalle pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ha evidenziato la contrarietà dell'istituto della occupazione acquisitiva al primo protocollo della Convenzione EDU, in tal modo eliminando dall'ordinamento un istituto di creazione pretoria e chiarendo che nel sistema i modi di acquisto della proprietà sono soltanto quelli previsti dal legislatore, cui altri non possono aggiungersene per mera invenzione giurisprudenziale. Né risulta invocabile il concetto di rapporti esauriti, non ricorrendo in ipotesi di acquisitiva, alcuno degli istituti che rientrino in tale figura concettuale (prescrizione, decadenza, giudicato, ecc.).
Va distinta l'ipotesi in cui la radicale trasformazione dell'immobile si realizza durante il protrarsi di una situazione di detenzione illegittima, da quella in cui si verifica invece nel corso del periodo in cui l'utilizzazione del bene è autorizzata da un decreto di occupazione; in tal caso (e solo in tal caso) il momento consumativo dell'illecito deve essere differito all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dell'occupazione autorizzata; tutto quanto si produce durante il periodo suddetto ha, per definizione, il carattere della legittimità ed è quindi improduttivo di danno nei termini di cui all'art. 2043 cod. civ..
Scaduto inutilmente il termine di occupazione legittima, senza che l'ente espropriante sia in possesso di altro titolo per mantenere la detenzione del fondo espropriando, lo stesso deve essere restituito al proprietario; la sua perdurante occupazione abusiva, ormai divenuta irreversibile per l'avvenuta realizzazione dell'opera, pur se fossero ancora in corso i termini fissati per l'espropriazione e/o per i lavori, comporta il verificarsi dell'occupazione acquisitiva.
Se al momento della scadenza del termine di occupazione (così come originariamente fissato o eventualmente prorogato), l'opera non è stata realizzata e non è stato emesso il provvedimento ablatorio, l'immobile deve essere restituito al privato; se invece alla scadenza di detto termine l'opera pubblica è stata realizzata, la potestà espropriativa, malgrado la non avvenuta scadenza dei termini previsti per il compimento dei lavori e delle espropriazioni, non può più essere esercitata per essersi già determinato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cquisitivo a favore della P.A.
Il fenomeno dell'accessione invertita si manifesta allorché l'occupazione diviene illegittima a seguito dello scadere del termine previsto negli atti del procedimento, con la conseguenza che, fino a quando tale termine non sia scaduto, è sempre possibile, nei limiti del quinquennio stabilito per legge, prorogare l'occupazione del bene, ancorché l'opera pubblica, in corso di costruzione, abbia assunto quei connotati essenziali che costituiscono, in uno con l'irreversibile trasformazione del fondo e con lo scadere dell'occupazione legittima, i presupposti integranti la fattispecie dell'accessione invertita.
Sussistendo la dichiarazione di pubblica utilità ed il provvedimento di occupazione temporanea, il verificarsi dell'occupazione acquisitiva presuppone l'intervenuta occupazione illegittima per effetto della mancata emanazione entro il termine finale del decreto di esproprio, non essendo a tal fine sufficiente l'irreversibile trasformazione del bene per effetto dell'intervenuta realizzazione dell'opera.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do pacifica giurisprudenza, laddove, nell'ambito di un accordo sull'ammontare dell'indennità d'esproprio, il privato abbia dichiarato di non avere null'altro a pretendere a qualsiasi titolo ed abbia comunque conseguito l'effettivo pagamento della somma pattuita, il medesimo non può agire in via risarcitoria sul presupposto dell'intervenuta perdita del bene per accessione invertita, qualora il decreto d'esproprio, successivamente intervenuto, non sia stato tempestivamente impugnato.