Source: http://www.fisi.org/federazione/sicurezza-in-pista
Timestamp: 2017-10-20 08:40:02+00:00
Document Index: 13750903

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 7']

FISI | Federazione | Sicurezza in pista
Il tema della sicurezza sulle piste suscita da sempre discussioni e legittime divergenze di opinioni. Lo sport in montagna comporta, come tantissime attività all'aria aperta, una serie di rischi congeniti, ma allo stesso tempo, dati e statistiche confortano nel non fare ritenere lo sci uno "sport pericoloso".
Sono il documento fondante, il 'codice della strada' degli appassionati degli sport della neve. Da qui sta prendendo il via un'iniziativa legislativa che trasformerà queste regole comportamentali in leggi dello stato, con le conseguenti sanzioni in caso di violazione. Aldilà dell'iter legislativo, però, il miglior "vigile" delle piste è e sarà sempre la coscienza dello sciatore: per questo la Fisi invita tutti a stampare le Norme qui allegate e a leggerle attentamente per cominciare ad avviare una nuova cultura dello sport in montagna.
+ - Sicurezza e media: le risposte dei lettori Click to collapse
La tematica della sicurezza in pista sui media desta, e non ne avevamo dubbi, l'intenso interesse degli appassionati e dei lettori di Fisi.org
Le risposte che ci arrivano, a poche ore dalla pubblicazione dell'articolo sul nostro sito, sono già copiose e, quasi sempre, articolate e precise. Indubbiamente, il mondo degli sport invernali si dimostra ricco di idee, competente e assolutamente più maturo di quanto i media spesso ritengano. Per il momento, la redazione di Fisi.org ha preso la decisione di pubblicare alcune delle risposte pervenute, in attesa di capire quale possa essere il miglior modo per dare un seguito a quella che vorremmo definire "campagna per la corretta informazione sulla sicurezza in pista". Ci piace che le risposte, le proposte, le idee provengano dal mondo degli appassionati di sport e dei tesserati Fisi. Desideriamo che siate voi a dare i segnali più chiari e più forti. Per questo motivo attendiamo altre lettere, testimonianze, proposte sul tema del rapporto, sempre difficile, tra l'informazione generalista e gli incidenti sulle piste.
+ - Legge 24 dicembre 2003, n.363 Click to collapse
Capo I FINALITA' E AMBITO DI APPLICAZIONE
1. La presente legge detta norme in materia di sicurezza nella pratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo, compresi i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle aree sciabili, favorendo lo sviluppo delle attività economiche nelle località montane, nel quadro di una crescente attenzione per la tutela dell'ambiente.
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è redatto dall'amministrazione competente per materia ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Nota all'art. 7, comma 5: - Il testo della lettera f) del comma 3 dell'art. 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468 (Riforma di alcune norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio), come da ultimo modificato dall'art. 2, comma 16, della legge 25 giugno 1999, n. 208 (Disposizioni in materia finanziaria e contabile), è il seguente: «Art. 11 (Legge finanziaria). - (Omissis). f) gli stanziamenti di spesa, in apposita tabella, per il rifinanziamento, per non più di un anno, di norme vigenti classificate tra le spese in conto capitale e per le quali nell'ultimo esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza, nonché per il rifinanziamento, qualora la legge lo preveda, per uno o più degli anni considerati dal bilancio pluriennale, di norme vigenti che prevedono interventi di sostegno dell'economia classificati tra le spese in conto capitale; (Omissis)». Nota all'art. 7, comma 6: - Per il testo della lettera f) del comma 3 dell'art. 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, come da ultimo modificato dall'art. 2, comma 16, della legge 25 giugno 1999, n. 208, vedi nota all'art. 7, comma 5.
1. Gli sciatori devono tenere una condotta che, in relazione alle caratteristiche della pista e alla situazione ambientale, non costituisca pericolo per l'incolumità altrui. 2. La velocità deve essere particolarmente moderata nei tratti a visuale non libera, in prossimità di fabbricati od ostacoli, negli incroci, nelle biforcazioni, in caso di nebbia, di foschia, di scarsa visibilità o di affollamento, nelle strettoie e in presenza di principianti.
1. Lo sciatore che intende sorpassare un altro sciatore deve assicurarsi di disporre di uno spazio sufficiente allo scopo e di avere sufficiente visibilità. 2. Il sorpasso può essere effettuato sia a monte sia a valle, sulla destra o sulla sinistra, ad una distanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.
2. Chi discende la pista senza sci deve tenersi ai bordi delle piste, rispettando èquanto previsto all'articolo 16, comma 3.
1. E' inibito ai mezzi meccanici l'utilizzo delle piste da sci, salvo quanto previsto dal presenète articolo.
1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi. 2. I soggetti che praticano lo sci-alpinismo devono munirsi, laddove, per le condizioni climatiche e della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un idoneo intervento di soccorso.
1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 5, comma 1, pari a 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2003, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero medesimo.
2. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 7, commi 5 e 6, pari a 10.000.000 di euro per l'anno 2003, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spettiè di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
LAVORI PREPARATORI Camera dei deputati (atto n. 1051): Presentato dall'on. Alfonso Pecoraro Scanio ed altri il 26 giugno 2001. Assegnato alla VII commissione (Cultura, scienza e istruzione), in sede referente, l'8 ottobre 2001 con pareri delle commissioni I, II, V, VIII, X, XI e XII e commissione parlamentare per le questioni regionali. Esaminato dalla VII commissione, in sede referente, il 22 gennaio 2003, 12 febbraio 2003, 13, 18, 20 marzo 2003 e 3 e 19 giugno 2003. Esaminato in aula il 23 e 26 giugno 2003 e approvato il 2 luglio 2003 in un testo unificato con A.C. 1991 (on. Marco Follini ed altri) A.C. 3534 (on. Maurizio Bertucci) A.C. 3630 (on. Maurizio Paniz ed altri) A.C. 3633 (on. Pierantonio Zanettin) 3652 (on. Marco Airaghi ed altri). Senato della Repubblica (atto n. 2381): Assegnato alle commissioni riunite 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) e 10ª (Industria, commercio, turismo), in sede referente, il 9 luglio 2003 con pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 4ª, 5ª, 6ª, 8ª, 9ª, 12ª, 13ª e 14ª e giunta per gli affari delle Comunità europee; commissione parlamentare per le questioni regionali. Esaminato dalle commissioni riunite 7ª e 10ª, in sede referente, il 1° ottobre 2003 e 4 dicembre 2003. Nuovamente assegnato alle commissioni riunite 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) e 10ª (Industria, commercio, turismo), in sede deliberante, il 12 dicembre 2003 con pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 4ª, 5ª, 6ª, 8ª, 9ª, 12ª, 13ª e 14ª e commissioni parlamentare per le questioni regionali. Esaminato dalle commissioni riunite 7ª e 10ª, in sede deliberante, ed approvato il 17 dicembre 2003.
+ - Varata la legge con i suoi precetti Click to collapse
Approvata dalla Camera dei Deputati e dal Senato la legge n. 363 del 24.12. 2003 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 5 gennaio 2004 ed è operativa dal 20 dello stesso mese. Le amministrazioni locali, Regioni e province autonome, che hanno competenza delegata in materia di sicurezza debbono adeguare le rispettive normative in proposito. Chi frequenta le piste ha quindi prospettive future di sicurezza certamente diverse, anche se lo sci, come più volte è stato precisato, non è uno sport con alto grado di pericolosità. A questo proposito vogliamo ricordare che, secondo una valutazione del rischio elaborata dall'Università di Salisburgo, lo sci alpino viene dopo calcio (indice di rischio 41), equitazione (19), ciclismo (18), giochi con il pallone e mountain bike (12), squash (11), snowboard e parapendio (10). Il suo indice di pericolosità (8) è pari a quello della ginnastica aerobica e delle attività praticate su macchine da palestra. La legge - quattro capitoli e ventitre articoli - della quale è stato relatore l'onorevole Ganantonio Arnoldi di Forza Italia, ha compendiato le parecchie proposte presentate da diverse parti politiche. Essa prevede, e questa è certamente la parte più importante, precise sanzioni per gli eventuali comportamenti pericolosi o scorretti da parte di chi pratica le piste di sci, sciatori, snowboarder e altri che praticano gli sport della neve individuati dalle singole normative regionali. Definisce esattamente le sue finalità e l'ambito di applicazione nelle aree sciabili attrezzate; gli obblighi e le responsabilità dei gestori; la manutenzione delle piste; la diffusione delle informazioni circa le cautele volte alla prevenzione degli infortuni; l'obbligatorietà del casco fino ai 14 anni dal 1 gennaio 2005; la segnaletica e l'innevamento programmato; le norme di comportamento, le sanzioni per i trasgressori e i soggetti competenti per i controlli; le coperture finanziarie per le campagne informative rivolte ai praticanti degli sport invernali e per l'erogazione di contributi finalizzati alla messa in sicurezza delle aree sciabili e alla realizzazione di impianti per l'innevamento programmato. Quest'ultimo nella valutazione che la mancanza di neve in una stazione invernale è considerata calamità penalizzante un importante settore dell'economia in generale e della montagna in particolare, in un Paese il cui territorio è per oltre il 50% montagna.
+ - Regole di condotta del fondista Click to collapse
Anche lo sci di fondo, come qualsiasi altra disciplina sportiva, comporta qualche rischio. Le regole FIS debbono essere considerate quale sintesi del modello ideale di comportamento dello sciatore coscienzioso, prudente e diligente. Tutti sono tenuti a conoscerle e rispettarle. Se l'inosservanza di queste regole causa un incidente lo sciatore coinvolto può essere considerato in condizione di "colpa", ed essere chiamato a rispondere per tutte le responsabilità conseguenti.
Lo sciatore fondista deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo l'incolumità di altri sciatori
+ - Regole di condotta dello sciatore Click to collapse
Un primo "Decalogo", proposto dal Panathlon International, fu lanciato nel dicembre 1963 in una ventina di stazioni invernali. Poi, nel Congresso di Beirut del 1967, ne propose uno suo anche la Federazione Internazionale Sci. Fu successivamente aggiornato dalla FIS nel Congresso di Famagosta del 1973 e definito nella stesura attuale nel Congresso di Portorose del 2002. Sono regole studiate per lo sci alpino, per lo snowboard e per lo sci di fondo, accompagnate da opportuni commenti integrativi.