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Timestamp: 2018-05-20 13:51:46+00:00
Document Index: 151696234

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 106', 'art. 121', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 2359', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 106', 'art. 2412', 'art. 2382', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 2377', 'art. 10', 'art. 2377', 'art. 23', 'art. 112']

Iscrizione degli intermediari finanziari nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del T.U.B.
Di Gianluca La Sorda
ISCRIZIONE NELL’ELENCO SPECIALE – REQUISITI, DOMANDA, ATTIVITA’ ESERCITABILI
Il D.M. Tesoro del 6 Luglio 1994, come integrato dal D.M. 28 giugno 1996 e 1 settembre 1998, fornisce alcune definizioni circa le attività indicate dall’art. 106 comma 1 del TUB, e indica in quali circostanze ricorre l’esercizio delle suddette attività nei confronti del pubblico. Ogni riferimento, nel presente documento, a Istruzioni o Istruzioni di Vigilanza, è da intendersi alle istruzioni di vigilanza per gli intermediari iscritti nell’elenco speciale, emanate dalla Banca d’Italia con circolare n. 216 del 1996, e successivi aggiornamenti; ogni riferimento al T.U.B. ovvero a “Testo Unico” ovvero a “T.U.” è da intendersi al D. Lgs. 385/1993, Testo Unico Bancario.
Attività di Finanziamento Sotto Qualsiasi Forma
Rientrano in tale categoria la concessione di crediti, compreso il rilascio di garanzie sostitutive del credito e di impegni di firma. In tale attività è ricompressa ogni tipo di finanziamento connesso con operazioni di locazione finanziaria, acquisto di crediti, credito al consumo (ex art. 121 TUB), credito ipotecario, prestito su pegno, rilascio di fideiussioni, avalli, aperture di credito documentarie, accettazioni, girate nonché impegni a concedere credito, ad eccezione degli impegni di firma previsti in contratti di fornitura in esclusiva e rilasciati unicamente a banche e intermediari finanziari.
Attività di Intermediazione in Cambi
Per intermediazione in cambi si intende l’attività di negoziazione di una valuta contro un’altra, a pronti o a termine, nonché ogni altra forma di mediazione avente ad oggetto valuta.
E’ l’attività di intermediazione finanziaria esercitata mediante:
a) incasso e trasferimento di fondi;
b) trasmissione o esecuzione di ordini di pagamento effettuati con qualsiasi modalità;
c) compensazione di debiti e crediti;
d) emissione o gestione di carte di credito, di debito o di altri mezzi di pagamento, nel rispetto del divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico previsto dall’art. 11 TUB.
Non rientrano in tale categoria l’attività di recupero crediti, trasporto e consegna valori, emissione e gestione di carte prepagate o di credito e debito utilizzabili solo presso l’emittente o presso il gestore.
Attività di Assunzione di Partecipazioni
Il D.M. 6 luglio 1994, stabilisce che per assunzione di partecipazioni si intende l’attività di acquisizione, detenzione e gestione dei diritti, rappresentati o meno da titoli, sul capitale di altre imprese.
Il Decreto pone “una presunzione”, nel senso che si ha in ogni caso partecipazione laddove il partecipante sia titolare di almeno un decimo dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria del partecipato.
Nell’attività di partecipazione è da ricomprendersi l’impiego in partecipazioni a titolo di investimento di portafoglio.
Altre Attività Finanziarie Esercitabili
Oltre alle attività di finanziamento sotto qualsiasi forma, di intermediazione in cambi, di prestazione di servizi di pagamento e di assunzione di partecipazioni, gli intermediari finanziari possono esercitare le attività previste dall’art. 1, comma 2, lettera f) del TUB, numeri da 2 a 12 e 15 , ovvero:
- operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il credito commerciale incluso il "forfaiting");
- emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, "travellers cheques", lettere di credito);
- rilascio di garanzie e di impegni di firma;
- operazioni per proprio conto o per conto della clientela in:
- partecipazione alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi;
- consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e del rilievo di imprese;
- servizi di intermediazione finanziaria del tipo "money broking";
- gestione o consulenza nella gestione di patrimoni;
- custodia e amministrazione di valori mobiliari;
- raccolta di depositi o di altri fondi rimborsabili;
- Servizi di informazione commerciale;
- locazione di cassette di sicurezza.
Attività Strumentali e Connesse
Gli intermediari finanziari possono esercitare attività strumentali o connesse a quelle finanziarie svolte.
Per attività strumentale si intende l’attività che ha carattere ausiliario rispetto a quella esercitata. IL D.M. 6 luglio 1994 riporta, a titolo esemplificativo, un elenco di attività considerate strumentali: studio, ricerca e analisi in materia economica e finanziaria; gestione di immobili ad uso funzionale; gestione di servizi informativi o di elaborazione dati; formazione e addestramento del personale.
Si considerano attività connesse quelle attività accessorie che consentono di sviluppare l’attività esercitata, tra cui rientrano:
- locazione di cassette di sicurezza;
Nel presente documento, se non diversamente specificato, per intermediari finanziari si intendono i soggetti tenuti all’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’art. 107 TUB (vedi infra “Soggetti Tenuti all’Iscrizione).
OPERATIVITÀ NEI CONFRONTI DEL PUBBLICO
I soggetti che sono tenuti a richiedere l’iscrizione nell’elenco speciale sono esclusivamente intermediari che svolgono determinate attività nei confronti del pubblico (concessione di finanziamenti, assunzione di partecipazioni, intermediazioni in cambi, prestazioni di servizi di incasso, pagamento e trasferimento di fondi anche mediante emissione e gestione di carte di credito; tali attività sono individuate dalle istruzioni di vigilanza Bankitalia circ. 216/1996, nonché art. 106 del T.U.B.).
Non costituisce attività esercitata nei confronti del pubblico l’attività esercitate nei confronti di società controllanti, controllate o collegate ex art. 2359 c.c., ovvero controllate da una stessa controllante, e comunque all’interno di uno stesso gruppo. La definizione di “gruppo” riferita ai soggetti di natura cooperativa è, per espressa previsione del D.M. Tesoro del 6 Luglio 1994, quella contenuta nella delibera del CICR (comitato interministeriale per il credito ed il risparmio) del 3 marzo 1994 in materia di raccolta del risparmio. Il Decreto Ministeriale statuisce che la presente deroga non si applica in ipotesi di attività di finanziamento connessa con operazioni di factoring da parte di società del gruppo ma vantati nei confronti di soggetti non appartenenti al gruppo.
Non opera nei confronti del pubblico la società esercente attività finanziaria, che conceda finanziamenti esclusivamente a soggetti di natura cooperativa che partecipino al suo capitale, sempre che la complessiva operatività della stessa sia riservata, in via prevalente, ai rapporti con le cooperative. Tali limitazioni dell’oggetto sociale devono risultare dallo statuto della società partecipata.
Inoltre, non si considerano esercenti nei confronti del pubblico le cooperative con non più di 50 soci che svolgano attività di concessione di finanziamenti esclusivamente nei confronti dei soci, purchè tale limitazione di attività sia prevista nello statuto.
L’attività di credito al consumo si considera sempre esercitata nei confronti del pubblico anche quando è limitata all’ambito dei soci.
Per quanto concerne l’assunzione di partecipazioni, per aversi operatività nei confronti del pubblico l’attività deve essere svolta nei confronti di terzi con carattere di professionalità e deve avere ad oggetto partecipazioni (i) finalizzate all’alienazione e (ii) caratterizzate da interventi volti alla riorganizzazione o allo sviluppo produttivo o al soddisfacimento di esigenze finanziarie delle società partecipate.
Ai sensi del D.M. 13 maggio 1996, sono tenuti ad iscriversi nell’elenco speciale:
Hanno l’obbligo di iscriversi nell’elenco speciale, ai sensi dell’art. 2 comma 2 del D.M. del Tesoro del 13-05-1996:
1. Intermediari esercenti attività di finanziamento sotto qualsiasi forma che abbiano un Volume di Attività Finanziaria (come nel seguito definita) pari o superiore a € 103.291.379,82 ovvero Mezzi Patrimoniali (vedi infra) pari o superiori a € 5.164.568,99.
2. Intermediari esercenti attività di assunzione in partecipazione con volume di attività finanziaria pari o superiore a € 51.645.689,91 ovvero mezzi patrimoniali pari o superiori a € 25.822.844,95.
3. Intermediari esercenti attività di intermediazioni in cambi con assunzione di rischi in proprio.
4. intermediari esercenti l’attività di emissione e gestione di carte di credito e di debito.
5. intermediari per i quali ricorrono le condizioni stabilite dalla Banca d’Italia in armonia con le disposizioni comunitarie riguardanti il mutuo riconoscimento, ai sensi dell’art. 18 del Testo Unico.
Ai sensi dell’art. 2 D.M. 2 Aprile 1999, sono tenuti ad iscriversi nell’elenco speciale anche i soggetti che svolgono in via prevalente od esclusiva attività di concessione di finanziamenti verso il pubblico nella forma del rilascio garanzie, purché abbiano un capitale sociale versato pari almeno a € 1.032.913,80 e mezzi patrimoniali pari o superiori a € 5.164.568,99 (gli ultimi due limiti sono imposti dalle istruzioni di vigilanza).
L’esercizio in via prevalente dell’attività di concessione di finanziamenti nella forma del rilascio di garanzie sussiste quando, in base all’ultimo bilancio approvato:
- l’ammontare complessivo delle garanzie rilasciate sia superiore al totale delle attività dello stato patrimoniale; ovvero
- l’ammontare complessivo dei proventi prodotti dal rilascio di garanzie sua superiore al 50% dei proventi complessivi.
Nel calcolare l’ammontare complessivo di garanzie rilasciate o di proventi di cui sopra non si tiene conto delle garanzie rilasciate a favore di banche o di altri intermediari finanziari in relazione alla concessione di finanziamenti per cassa.
Tali intermediari sono tenuti ad iscriversi entro sei mesi dalla data di approvazione del primo bilancio da cui risulta l’esercizio in via prevalente dell’attività di concessione di finanziamenti nella forma del rilascio di garanzie. Per l’iscrizione nell’elenco speciale, inoltre, i confidi devono adottare una delle forme sociatarie previste nell’art. 106, comma 3 del T.U.B.
Qualora un intermediario controlli, in via diretta o indiretta, altri intermediari, ovvero qualora due o più intermediari siano controllati da un soggetto non iscritto nell’elenco generale, l’accertamento delle condizioni di cui sopra va effettuato prendendo in considerazione i parametri di riferimento a livello consolidato. In tal caso l’obbligo di iscrizione sussiste per il controllante e per il controllato, ovvero per tutti i soggetti rientranti nel calcolo dei parametri.
Ai fini dell’iscrizione nell’elenco speciale, le condizioni quantitative, di cui ai punti 1 e 2 sopra vanno accertate con riferimento ai dati dell’ultimo bilancio approvato e devono essere mantenute per i sei mesi successivi alla chiusura dell’esercizio cui il bilancio si riferisce.
PARAMETRI PER INDIVIDUARE GLI INTERMEDIARI FINANZIARI
La definizione di “volume delle attività finanziarie” e di “mezzi patrimoniali” (utili alla comprensione dei parametri 1 e 2 di cui sopra) è data dalle Istruzioni di Vigilanza.
Per “volume di attività finanziaria” si intende la somma delle:
a) partecipazioni detenute nell’ambito dell’attività di assunzione di partecipazioni finalizzate all’alienazione (c.d. merchant banking);
b) seguenti attività (escluse quelle infragruppo): cassa e disponibilità; crediti verso enti creditizi, enti finanziari, clientela, impliciti nelle operazioni di locazione finanziaria, obbligazioni e altri titoli a reddito fisso, azioni e quote e altri titoli a reddito variabile, ratei attivi, garanzie rilasciate, altre poste dell’attivo comprese le off-balance, relative all’esercizio di attività finanziarie.
Per “mezzi patrimoniali” si intende la somma algebrica dei seguenti elementi:
con segno positivo:
a) capitale sociale versato;
b) sovrapprezzi di emissione;
c) riserve;
d) fondo per rischi finanziari generali;
e) utili portati a nuovo;
f) utile d’esercizio non distribuito
con segno negativo:
g) perdite portate a nuovo;
h) perdita d’esercizio;
i) azioni o quote proprie in portafoglio;
l) partecipazioni non finalizzate all’alienazione;
m) ammontare dei crediti infragruppo che eccede l’importo dei debiti verso enti creditizi, enti finanziari, clientela e rappresentati da titoli;
n) immobilizzazioni materiali diverse da quelle date in locazione finanziaria. Suddette poste finanziarie sono definite nel d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 87 e relative disp. Att.
Il legale rappresentante dell’intermediario tenuto all’iscrizione, deve indirizzare alla filiale di bankitalia sita nel capoluogo di provincia in cui ha sede la società, una domanda di iscrizione entro 60 giorni dal verificarsi delle condizioni che determinano l’obbligo di iscrizione.
- le complete generalità della persona che sottoscrive la domanda;
- le denominazione sociale, la sede legale (e la sede dell’amm.ne centrale, ove diversa), l’ammontare del capitale sociale versato;
- gli estremi del provvedimento di iscrizione nell’elenco generale ovvero nell’albo delle S.F.I.S;
- l’indicazione dell’attività svolta e della condizione in forza della quale è richiesta l’iscrizione.
- esponenti aziendali e relative funzioni, che siano in possesso del requisito di professionalità, con indicazione dell’organo che ha proceduto a tale accertamento;
- attestazione sussistenza dei requisiti di onorabilità in capo agli esponenti aziendali, con indicazione dell’organo sociale che ha proceduto a tale accertamento;
- attestazione avvenuto accertamento del requisito di onorabilità dei partecipanti al capitale sociale.
- per gli intermediari iscritti in virtù dei requisiti 1 e 2 di cui sopra, attestazione del mantenimento dei requisiti medesimi per i sei mesi successivi alla chiusura dell’esercizio in cui si sono verificati.
- copia statuto dichiarato vigente dal legale rappresentante;
- copia bilancio approvato nonché, per intermediari iscritti in virtù dei requisiti 1 e 2, documentazione che dimostri il mantenimento dei requisiti stessi per i sei mesi successivi alla chiusura del bilancio;
- scheda informativa (vedi allegato 2 al Provvedimento della Banca d’Italia 26 giugno 1996);
- elenco amministratori, sindaci, direttori generali e dirigenti muniti di rappresentanza (redatto secondo lo schema di cui all’allegato 3 del Provvedimento della Banca d’Italia 26 giugno 1996);
- elenco dei soci per i quali è stato accertato il requisito di onorabilità con le relative quote di partecipazione.
Bankitalia provvede all’iscrizione ovvero nega, entro 60 giorni dalla ricezione della domanda o dalla ricezione delle eventuali informazioni complementari richieste , l’iscrizione con provvedimento motivato dandone comunicazione al soggetto istante.
Bankitalia comunica all’UIC sia le iscrizioni che le variazioni nell’elenco speciale, e a tal fine gli intermediari iscritti sono tenuti a comunicare a Bankitalia tutte le variazioni delle informazioni contenute nell’elenco medesimo (ovvero denominazione, forma giuridica, sede legale, data iscrizione, attività che comporta l’iscrizione). Se necessario, la comunicazione va corredata da copia dello statuto vigente.
La cancellazione può esser effettuata anche d’ufficio da Bankitalia. Il venir meno delle condizioni quantitative deve risultare verificato con riferimento ad almeno tre esercizi consecutivi.
Per gli intermediari che hanno effettuato operazioni di raccolta tra il pubblico avvalendosi della delibera C.I.C.R. del 3 marzo 1994, il D. M. 13 maggio 1996 stabilisce che la cancellazione dall’elenco rimane sospesa fino a che l’ammontare delle obbligazioni in circolazione non rientri nel limite di cui all’art. 2412 c.c. ei titoli di debito diversi dalle obbligazioni non siano stati rimborsati; durante tale periodo, non sono ammesse nuove operazioni di raccolta tra il pubblico.
REQUISITI DI PROFESSIONALITA’ ED ONORABILITA’ DEGLI ESPONENTI AZIENDALI
A) Requisiti di Professionalità
Il presidente del consiglio di amministrazione ed i consiglieri di amministrazione degli intermediari finanziari devono essere scelti fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennio per i consiglieri, e di almeno un quinquennio per il presidente, attraverso l’esercizio di:
2) attività professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo o, comunque, funzionali all’attività dell’intermediario finanziario;
3) attività di insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche;
4) funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza col settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico finanziarie.
L'amministratore delegato, l'amministratore unico ed il direttore generale devono essere in possesso di una specifica competenza in materia creditizia, finanziaria, mobiliare o assicurativa maturata attraverso esperienze di lavoro in posizione di adeguata responsabilità per un periodo non inferiore ad un quinquennio. La medesima esperienza può essere stata maturata in imprese aventi una dimensione comparabile con quella dell'intermediario finanziario presso il quale la carica deve essere ricoperta. Analoghi requisiti sono richiesti per le cariche che comportano l'esercizio di funzioni equivalenti a quella di direttore generale
I soggetti competenti al controllo dei conti di intermediari finanziari devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili. Per gli intermediari costituiti sotto forma di società cooperativa, il D.M. 516/1998 ha stabilito una vacatio di 12 mesi, ovvero a tali soggetti è stato concesso un periodo di 12 mesi a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento per adeguarsi alla norma.
B) Situazioni Impeditive
Non possono ricoprire cariche di amministratori, direttori generali e sindaci in intermediari finanziari coloro che, per almeno due esercizi precedenti l'adozione dei relativi provvedimenti, hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo in imprese sottoposte a fallimento, a liquidazione coatta amministrativa o a procedure equiparate. Le frazioni superiori a sei mesi nell'ultimo esercizio equivalgono a un esercizio intero.
Il divieto si estende anche a coloro che:
a) hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo in imprese operanti nel settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo sottoposte alla procedura di amministrazione straordinaria;
b) nell'esercizio della professione di agente di cambio, non abbiano fatto fronte agli impegni previsti dalla legge, o si trovino in stato di esclusione dalle negoziazioni in un mercato regolamentato.
Il divieto ha la durata di tre anni dall'adozione dei provvedimenti. Il periodo è ridotto ad un anno nelle ipotesi in cui il provvedimento sia stato adottato su istanza dell'imprenditore o degli organi amministrativi dell'impresa.
C) Requisiti Di Onorabilità
(i) Le cariche, comunque denominate, di amministratore, sindaco e direttore generale negli intermediari finanziari non possono essere ricoperte da coloro che:
a) si trovano in una delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall'art. 2382 del codice civile (si tratta dell'interdetto, dell'inabilitato, del fallito, o di chi è stato condannato ad una pena che importa l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi);
b) sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall'autorità giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità) o della legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia), salvi gli effetti della riabilitazione;
2) alla reclusione per uno dei delitti previsti negli artt. 2621 - 2642 del codice civile e nel regio decreto del 16 marzo 1942, n. 267 (Bancarotta fraudolenta, Bancarotta semplice, Ricorso abusivo al credito);
3) alla reclusione per un tempo non inferiore ad un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l'ordine pubblico, contro l'economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria;
(ii) Le cariche, comunque denominate, di amministratore, sindaco e direttore generale in intermediari finanziari non possono essere ricoperte da coloro ai quali sia stata applicata su richiesta delle parti una delle pene previste dal precedente num. 1 della lettera c), salvo il caso dell'estinzione del reato; le pene previste dalla lettera c), numeri 1) e 2), non rilevano se inferiori ad un anno.
Con riferimento alle fattispecie disciplinate in tutto o in parte da ordinamenti stranieri, la verifica dell'insussistenza delle condizioni di cui sopra è effettuata sulla base di una valutazione di equivalenza sostanziale.
D) Sospensione Dalle Cariche
Costituiscono cause di sospensione dalle funzioni di amministratore, sindaco e direttore generale:
a) la condanna con sentenza non definitiva per uno dei reati elencati nella precedente lettera c;
b) l'applicazione su richiesta delle parti di una delle pene di cui al precedente punto (ii), con sentenza non definitiva;
c) l'applicazione provvisoria di una delle misure di prevenzione previste dalla l. L. 55/90 (disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso);
d) l'applicazione di una misura cautelare di tipo personale.
Il consiglio di amministrazione iscrive l'eventuale revoca dei soggetti dei quali ha dichiarato la sospensione fra le materie da trattare nella prima assemblea utile successiva al verificarsi di una delle cause di sospensione. La revoca è dichiarata, sentito l'interessato nei confronti del quale è effettuata la contestazione, almeno quindici giorni prima della sua audizione. La sospensione del direttore generale nominato dagli amministratori non può durare oltre quarantacinque giorni, trascorsi i quali il consiglio di amministrazione deve deliberare se procedere alla revoca. L'esponente non revocato è reintegrato nel pieno delle funzioni. Nel caso in cui si tratti di misure preventive anti-mafia o di misure cautelari di tipo personali, la sospensione si applica in ogni caso per l'intera durata delle misure previste.
E) Norme Transitorie
Per i soggetti che svolgevano già funzioni di amministrazione e direzione di intermediari finanziari alla data di entrata in vigore del D.M. 516/1998, la mancanza dei requisiti di professionalità summenzionati (lett. A), se non previsti dalla normativa previdente, non rileva.
Per gli esponenti in carica alla data di entrata in vigore del D.M. 516/1998 la mancanza dei requisiti di cui ai precedenti punti B, C e D, non previsti dalla normativa previgente, non rileva se detta mancanza si è verificata antecedentemente alla data stessa.
F) Procedura per la verifica dei requisiti
Ai sensi dell’art. 1, comma 4, D.M. 516/1998, il consiglio di amministrazione, nel verificare la sussistenza dei requisiti previsti per il presidente del consiglio, l’amministratore delegato, l’amministratore unico, il direttore generale e cariche con funzioni equivalenti a quella di direttore generale, sentito l'interessato, previa contestazione dei requisiti mancanti da effettuarsi almeno quindici giorni prima dell'audizione, valuta l'esperienza anche in relazione alle esigenze gestionali dell'intermediario finanziario, indicando nel verbale della riunione le valutazioni effettuate.
La procedura, fatta eccezione per la norma testè riportata, è disciplinata dalle Istruzioni di Vigilanza come segue.
Si stabilisce, innanzitutto, che la responsabilità della verifica dei requisiti di professionalità ed onorabilità degli esponenti aziendali è rimessa al consiglio di amministrazione. L’esame deve esser condotto partitamene per ciascuno degli interessati, previa astensione degli stessi, e deve risultare dal verbale consiliare. La delibera deve dare atto dei presupposti presi a base delle valutazioni effettuate, e deve pertanto trattarsi di delibera analitica. Nel caso in cui sia verificata la mancanza dei requisiti di professionalità ed onorabilità, il consiglio provvede a dichiarare la decadenza dall’incarico dell’interessato e, ove occorra, ad avviare le iniziative per il reintegro dell’organo eventualmente incompleto. Analogamente, al consiglio spetta l’onere di verificare la permanenza dei requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali, ragion per cui Bankitalia raccomanda controlli frequenti. Qualora gli interessati, comunque nominati, vengano a trovarsi in una situazione di decadenza o sospensione, il consiglio previo accertamento di detta situazione, provvede alla dichiarazione di decadenza o sospensione, dandone immediata comunicazione alla Banca d’Italia. La procedura deve essere avviata entro 30 giorni dal momento in cui il consiglio ha avuto conoscenza della situazione.
Se l’intermediario è dotato di amministratore unico, i compiti sopra richiamati sono affidati al collegio sindacale.
Entro 30 giorni dalla data di accettazione della nomina, l’interessato presenta ai competenti organi sociali la documentazione comprovante il possesso dei requisiti e l’inesistenza delle situazioni impeditive. La valutazione della completezza probatoria della documentazione prodotta dall’esponente aziendale rientra nella responsabilità degli organi competenti. A tal proposito, la Istruzioni di Vigilanza presentano un elenco esemplificativo dei documenti acquisibili .
Per i sindaci supplenti l’accertamento dei requisiti di esperienza ed onorabilità va effettuato sin dal momento della nomina, poiché i supplenti, al verificarsi degli eventi previsti dal codice civile, subentrano automaticamente ai sindaci cessati.
Per quanto riguarda l’accertamento dei requisiti di professionalità, i verbali delle deliberazioni assunti dai competenti organi sociali devono esplicitare le specifiche attività svolte da ciascun soggetto e i relativi periodi di espletamento.
Per quanto attiene all’accertamento dei requisiti di onorabilità, dai verbali consiliari dovrà risultare l’indicazione puntuale dei documenti presi in considerazione per attestare il possesso dei requisiti nonché l’insussistenza delle situazioni impeditive.
In caso di rinnovo della carica, o di sostituzione di un soggetto per il quale la verifica è stata effettuate, con un altro soggetto per il quale ugualmente si è proceduto a verifica (ad es. amm.re delegato sostituito dal direttore generale), non è necessario procedere nuovamente a verifica.
REQUISITI DI ONORABILITA’ DEI SOGGETTI PARTECIPANTI AL CAPITALE SOCIALE
Requisiti di Onorabilità Compagine Sociale
Coloro che possiedono più del 5% del capitale (azioni con diritto di voto) di un intermediario finanziario non possono esercitare il diritto di voto inerente alle azioni o quote eccedenti il suddetto limite, ove si trovino in una delle situazioni elencate nell’art. 1 del D.M. Tesoro 517/1998 (si tratta sostanzialmente delle situazioni già elencate in riferimento ai requisiti degli esponenti aziendali sub let. C), stabilite dal D.M. 516/1998, con la differenza che per i partecipanti al capitale le condanne ivi previste devono raggiungere determinate soglie di durata).
I soggetti che, a prescindere dall’entità della partecipazione, controllano (ai sensi dell’art. 23 TUB) l’intermediario e che si trovano nelle suddette situazioni, non possono esercitare il diritto di voto sull’intera partecipazione. Nel caso di inosservanza di dette norme, la deliberazione è impugnabile ex art. 2377 c.c. (qualora senza i voti che non avrebbero dovuto essere espressi la delibera non sarebbe stata approvata). Gli amministratori ed i sindaci hanno l’obbligo di impugnare la deliberazione assunta in violazione delle citate norme, mentre il presidente dell’assemblea dei soci ha l’onere di ammettere o meno al voto i soggetti che sono tenui a comprovare il possesso del requisito di onorabilità. Le istruzioni di vigilanza aggiungono che per tale motivo la verifica dell’onorabilità dei partecipanti al capitale sociale dovrà essere effettuata in tempo utile per l’eventuale impugnativa della deliberazione.
Procedura Per La Verifica Dei Requisiti
I modi ed i tempi per la verifica dell’onorabilità della compagine sociale sono rimessi al responsabile apprezzamento degli organi sociali. L’allegato B al capitolo IV delle Istruzioni di Vigilanza fornisce un elenco esemplificativo dei documenti acquisibili in relazione alla verifica dell’onorabilità degli esponenti aziendali, che per espressa previsione delle stesse Istruzioni vale anche per la verifica di cui trattasi (onorabilità dei partecipanti al capitale):
certificato del casellario giudiziale, certificati carichi pendenti, certificato prefettura attestante insussistenza misure di prevenzione ex art. 10 L. 575/1965, certificato registro delle imprese recante la dicitura antimafia rilasciato dalla camera di commercio, dichiarazione dell’interessato attestante l’insussistenza di una delle situazioni impeditive di cui al D.M. 517/1998 (applicazione di pene su richiesta della parte).
Ove il soggetto partecipante al capitale in misura superiore al 5% sia una persona giuridica, l’accertamento deve riguardare gli amministratori e il direttore della società o dell’ente, e la documentazione da acquisire potrà consistere nel verbale del consiglio di amministrazione o organo equivalente da cui risulti effettuata la verifica in capo ai predetti soggetti.
Per i soggetti che partecipavano al capitale di un intermediario finanziario alla data di entrata in vigore del D.M. 517/1998, la mancanza dei requisiti di onorabilità summenzionati, se non previsti dalla normativa previgente, non rileva, limitatamente alla partecipazione già detenuta.
I soggetti che, anche per interposta persona o tramite società fiduciarie, partecipano in misura superiore al 5% del capitale con diritto di voto di un intermediario finanziario iscritto nell’elenco speciale, sono tenuti a darne comunicazione scritta allo stesso intermediario e a Bankitalia entro 30 giorni dal momento in cui la partecipazione supera detto limite. Identiche comunicazioni vanno effettuate nel caso in cui la partecipazione superi le soglie percentuali corrispondenti a multipli del 5%, sia in aumento che in diminuzione. Quindi, ad es.,se uno di tali soggetti acquista il 6% delle azioni con diritto di voto di un intermediario iscritto ex 107, è tenuto entro 30 giorni da tale acquisto ad effettuare le suddette comunicazioni; successivamente, se la partecipazione raggiunge il 9%, nessuna comunicazione è dovuta. Se invece la partecipazione raggiunge il 10%, è dovuta una ulteriore comunicazione, e così ogni volta che detta partecipazione aumenti o diminuisca in misura maggiore del 5%. Identica comunicazione è dovuta allorquando la partecipazione si riduca sotto il 5%.
La comunicazione non è un dovere inderogabile, tuttavia sulle azioni o quote per le quali è stata omessa la dovuta comunicazione il diritto di voto è sospeso. Se, nonostante la sospensione del diritto di voto, questo viene esercitato, la delibera è impugnabile ex art. 2377 c.c., qualora i voti “sospesi” siano stati determinanti nell’approvazione della delibera. Se, ad es., un soggetto acquista il 9% delle azioni di un intermediario iscritto, e non opera la relativa comunicazione, il diritto di voto inerente il 4% delle azioni detenute non è esercitabile.
L’impugnazione può avvenire anche d’ufficio dalla Bankitalia entro 6 mesi dalla data della deliberazione o dall’iscrizione nel registro delle imprese, laddove sia prescritta tale registrazione.
Le comunicazioni sono dovute anche dal soggetto che, ai sensi dell’art. 23 T.U.B., esercita il controllo sull’intermediario finanziario, a prescindere dall’ammontare della partecipazione detenuta.
In occasione di ogni modifica nella composizione degli organi sociali (consiglio di amministrazione e collegio sindacale) nonché in caso di sostituzione del direttore generale o di coloro che ricoprono cariche con funzioni equivalenti a quella di direttore generale, gli intermediari finanziari devono inoltrare alla Banca d’Italia le seguenti comunicazioni:
entro 15 giorni dalla data della nomina ovvero, per i dirigenti, dalla data di conferimento delle relative funzioni, le variazioni intervenute. Tali comunicazioni vanno effettuate tramite supporto magnetico prodotto con la procedura informatica fornita dalla Banca d’Italia (cfr. Manuale per la produzioni di segnalazioni OR.SO). I supporti sono accompagnati da una lettera, generata automaticamente dalla procedura e sottoscritta dal legale rappresentante, della società segnalante che attesta la veridicità delle informazioni. Gli intermediari finanziari appartenenti a gruppi bancari effettuano le segnalazioni su supporto magnetico tramite la capogruppo;
entro 60 giorni dalla data della nomina ovvero, per i dirigenti, dalla data di conferimento delle relative funzioni, copia della delibera assunta dal consiglio di amministrazione con la quale è stata accertata la sussistenza in capo ai soggetti di cui trattasi dei requisiti di professionalità ed onorabilità prescritti, astenendosi dal rassegnare la documentazione di base. La Banca d’Italia si riserva la facoltà di richiedere l’esibizione della documentazione esaminata dal consiglio per la verifica dei requisiti in discorso.
N.B. Nell’ipotesi in cui un intermediario iscritto nell’elenco generale venga iscritto in quello speciale, non sono dovute nuove comunicazioni, ma saranno Bankitalia e UIC a scambiarsi le necessarie informazioni.
Le comunicazioni si attengono al “Modulo 19/D” allegate al Provvedimento Bankitalia del 31 dicembre 1993.
ATTIVITA’ ESERCITABILI DA INTERMEDIARI ISCRITTI NELL’ELENCO SPECIALE
Gli intermediari finanziari possono esercitare:
Assunzione di Partecipazioni, Concessioni di Finanziamenti Sotto Qualsiasi Forma, Prestazione di Servizi di Pagamento, Intermediazione in Cambi, Altre Attività Finanziarie, nonché Attività Strumentali o Connesse a quelle finanziarie svolte (vedi Definizioni).
Servizi di Investimento – Condizioni per l’esercizio
Inoltre, gli intermediari che svolgono attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, o assunzione di partecipazioni ovvero intermediazioni in cambi, possono essere autorizzati a negoziare per conto proprio strumenti finanziari derivati, nonché collocare strumenti finanziari, purché:
- i suddetti servizi di investimento risultino effettivamente correlati con le attività finanziarie svolte in via principale;
- l’esercizio di essi sia previsto nell’oggetto sociale;
Infine, gli intermediari che esercitano attività di concessione di finanziamenti alle imprese o di assunzione di partecipazioni, possono essere autorizzati ad esercitare il servizio di collocamento di strumenti finanziari, con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente.
Servizi di Investimento – Procedura di autorizzazione
La domanda per essere autorizzati ad esercitare servizi di investimento va presentata alla filiale della Banca d’Italia territorialmente competente, a firma del legale rapp.te della società, e va redatta secondo lo schema allegato B al cap. III delle Istruzioni di Vigilanza. Alla domanda va allegata la delibera assunta dagli organi sociali circa lo svolgimento dei servizi di investimento, contenente una relazione illustrativa del programma di attività dell’intermediario nel settore per cui si richiede l’autorizzazione (dettagliando l’adeguatezza delle risorse e delle strutue destinate allo scopo), nonché una relazione illustrativa della struttura tecnico-organizzativa necessaria in relazione agli obiettivi di programma prefissati ed agli obblighi derivanti dalle disposizioni del D.Lgs. 415/1996 applicabili agli intermediari finanziari .
LEASING OPERATIVO E ATTIVITA’ IMMOBILIARI
Il leasing operativo è consentito agli intermediari finanziari qualora le relative operazioni rispettino le seguenti condizioni:
gli acquisti di beni oggetto dell’attività vengano effettuati in presenza di contratti di leasing già stipulati con la clientela;
la responsabilità e i rischi inerenti il bene locato che incombono sul locatore devono essere negozialmente trasferiti in capo ad altri soggetti (es. fornitori di beni);
deve essere contrattualmente previsto l’obbligo di riacquisto del bene da parte del fornitore o di altro soggetto terzo nei casi in cui al termine della locazione non si renda possibile procedere per l’intermediario ad ulteriori locazioni del bene stesso, tranne nel caso in cui la durata dell’operazione sia pari a quella dell’obsolescenza tecnica del bene.
Le attività immobiliari (assunzione di cespiti immobiliari per recupero crediti) sono consentite laddove non venga posta in essere una gestione attiva del patrimonio immobiliare acquisito e che la detenzione dei suddetti cespiti sia circoscrittas al tempo strettamente necessario ad effettuare la profittevole cessione.
ATTIVITA’ STRUMENTALI E CONNESSE
Le Istruzioni di Vigilanza forniscono, come detto nelle Definizioni, un elenco esemplificativo, non esaustivo, delle attività che rientrano tra quelle strumentali o connesse. Inoltre, stabiliscono che è coerente con il principio dell’esclusività dell’oggetto sociale degli intermediari:
- la cessione in uso a terzi di capacità elaborative degli impianti EDP (elaborazione dati) di cui l’intermediario dispone in eccesso rispetto alle esigenze aziendali;
- noleggio di beni inoptati a conclusione di contratti di leasing;
- locazione del patrimonio immobiliare riveniente da situazioni pregresse rispetto alla norma che ha disposto l’obbligo di esclusività dell’oggetto sociale.
Ai sensi dell’art. 112 del TUB, Il collegio sindacale di intermediari finanziari informa senza indugio la Banca d'Italia di tutti gli atti od i fatti, di cui venga a conoscenza nell'esercizio dei propri compiti, che possano costituire una irregolarità nella gestione od una violazione delle norme che disciplinano l'attività degli intermediari finanziari. A tali fini lo statuto dell'intermediario, indipendentemente dal sistema di amministrazione e controllo adottato, assegna all'organo che svolge la funzione di controllo i relativi compiti e poteri.
Le Istruzioni di Vigilanza completano tale disciplina, statuendo quanto segue.
Si afferma, innanzitutto, che merita particolare cura l’attività di verifica del rispetto delle norme dettate in tema di contrasto del riciclaggio ex L. 197/1991.
Il controllo del collegio sindacale si raccorda con quello esercitato dalle autorità di vigilanza, per cui ai sindaci è affidato un ruolo che si configura quale funzione di sorveglianza attiva ed incisiva, estesa ai vari settori della gestione, e quindi non può essere limitato a verifiche di natura prevalentemente formale. Come detto supra in Obblighi di Comunicazione, i verbali delle riunioni e degli accertamenti del collegio concernenti violazioni di disposizioni vigenti da parte degli intermediari finanziari devono essere trasmessi alla Banca d’Italia nel termine di dieci giorni dalla data dell’atto; l’inoltro deve essere curato direttamente dal presidente del collegio sindacale o, dal sindaco più anziano nella carica.
Le Istruzioni specificano che devono essere inviati non solo i rilievi formulati in sede di formazione ed approvazione del bilancio o in seguito a denunce dei soci, ma tutti i rilievi comunque formulati in ordine alla società e alla sua attività. Non devono essere trasmessi, invece, i verbali del collegio contenenti semplici accertamenti, dichiarazioni di constatata regolarità della gestione, o comunque dai quali non risultino anomalie o non contengano proposte o contestazioni.