Source: http://consumatori.regione.campania.it/consu/?q=faq
Timestamp: 2018-08-14 17:59:49+00:00
Document Index: 74794285

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2043', 'art. 2', 'sentenza ', 'arto 21', 'art. 6']

FAQ | Consu Campania
In caso di furto del veicolo, indipendentemente dal possesso del contrassegno assicurativo da parte dell’assicurato, è possibile sostituire il contratto per altro veicolo?
Non è possibile sostituire il contratto ma in caso di furto le Compagnie hanno l’obbligo di stipulare una polizza RCA per l’eventuale altro veicolo acquistato, in sostituzione di quello rubato, mantenendo la classe di merito. Il diritto al mantenimento della classe di merito può essere fatto valere anche presso una Compagnia diversa, purché la stipula della polizza avvenga entro un anno dalla data del furto.
Qual'è la competenza per valore del Giudice di Pace in materia di azioni giudiziarie per un sinistro stradale?
Fino a €.15.493,71= art. 7 c.p.c.
Sono scivolato con l'auto a causa di una macchia d'olio. Con chi posso rivalermi?
Ci si può rivalere nei confronti dell'ente tenuto alla manutenzione e custodia del manto stradale sulla base dela norma contenuta nell'art. 2051 del codice civile che sancisce la responsabilità per i danni cagionati dalle cose che si ha in custodia, salva la prova del caso fortuito. Normalmente gli enti locali sono coperti da un'assicurazione per la responsabilità extracontrattuale.
Posso chiedere il danno biologico al proprietario di un'attività commerciale per essere inciampata nell'entrare nel suo negozio?
Ci si può rivalere nei confronti del proprietario qualora la cliente sia inciampata a causa di un' omissione di manutenzione e custodia della soglia del negozio imputabile al proprietario, sulla base dela norma contenuta nell'art. 2051 del codice civile che sancisce la responsabilità per i danni cagionati dalle cose che si ha in custodia, salva la prova del caso fortuito. Oppure allegando che il proprietario ha violato l'obbligo del neminem laedere di cui all'art. 2043: in tal caso al danneggiato incombe l'onere di provare il danno, la condotta colposa (o dolosa) nonché il nesso di causalità tra la condotta ed il danno. Il negozio può avere un'assicurazione che copra tali danni.
Come scegliere un’assicurazione sulla casa?
In questo caso, è sempre l’assicurazione, o il consulente, a dover raccogliere tutte le informazioni inerenti il fabbricato, la manutenzione dell’alloggio, l’ubicazione ed altre caratteristiche per formulare una proposta.
Infatti, oltre ad incendio e furto, la polizza può prevedere eventi come scariche elettriche, o da fumi, gas e altro.
L’assicurazione può prevedere un premio a “rischio assoluto” (risarcimento predefinito) o a “valore intero” (l’intero valore dei beni contenuti).
Ma, anche in questo caso, bisogna soppesare i valori dichiarati perché, se inferiori, l’assicurazione applicherà il Codice Civile. Così come noi consigliamo di premunirsi dai danni subiti (non si sa mai se l’inquilino a fianco possiede a sua volta una polizza assicurativa e non sempre quella del condominio potrebbe soddisfare questa evenienza).
Infine, attenzione alla voce perdita acqua o simili perché sussiste sempre l’obbligo di una franchigia e di un massimale che, in fondo in fondo, non conviene nemmeno denunciare.
Ovviamente, le ramificazioni di una polizza per una casa, e la famiglia che vive al suo interno, sono indefinite.
E' possibile stipulare una polizza assicurativa per gli infortuni domestici nel caso di una persona molto anziana?
Vi sono polizze che coprono in generale gli infortuni che possono colpire una persona, tra cui anche quelli all'interno dell'abitazione.
In genere le polizze Infortuni prevedono un limite di età per la permanenza in assicurazione fissato al compimento del 75° anno di età; il mercato più evoluto propone coperture sino agli ottantacinque anni.
E' obligatoria la assicurazione casalinga?
Posso fare reclamo per prodotto con data di scadenza troppo vicina alla data di acquisto?
No, non può fare reclamo perché il prodotto non è ancora scaduto.
Quali sono le frodi più frequenti legate al riso?
Varietà diversa da quella indicata (di minor pregio)
Miscela di risi di diversa varietà
Risi mal selezionati con percentuali elevate di chicchi rotti e elementi estranei
Risi mal conservati o vecchi
Quali sono le frodi più frequenti legate all'olio di oliva?
L'olio d'oliva è sempre stato soggetto a frodi e sofisticazioni per l'alto costo di produzione rispetto a tutti gli altri oli.
Olio extravergine che contiene oli raffinati, sia di oliva che di semi
Oli di semi variamente coloratiche possono venire spacciati per oli di oliva
È bene diffidare di venditori occasionali privi di licenza che non rilasciano documenti di vendita.
E' legale che un commerciante venda un prodotto al prezzo di 1,50 euro e dopo 2 giorni al prezzo di 2,90 euro?
Sì, può fare quello che vuole. L'importante è che il prezzo sia esposto.
Per tutte le informazioni dettagliate può rivolgersi all'AIAB che è l'aAssociazione che vigila sui prodotti biologici. (tel. 800655504 oppure 06 45437485)
Come tutelarsi in caso di cibi scaduti negli scaffali dei supermercati?
Bisogna recarsi presso le ASL della zona (Ufficio Ispettori Sanitari) e lì si trova un modulo da compilare per fare la segnalazione.
La merce che acquisto al banco dei supermercati è quasi sempre comprensiva di tara, mentre il peso deve essere netto. Posso sporgere denuncia e a chi?
La legge ha stabilito che il consumatore ha diritto alla pesatura del prodotto confezionato se dubita del peso indicato in etichetta. In ogni caso, qualora il peso risulti inferiore, entro percentuali che variano da prodotto a prodotto, la denuncia va fatta alla Asl della zona.
Come scegliere l’appartamento da acquistare?
La scelta dell’appartamento deve basarsi su una conoscenza approfondita di tutti gli aspetti ad esso legati. E’ necessario conoscere:
- Da quanto tempo l’immobile è in vendita. Se lo è da molto potrebbero esserci dei motivi sottostanti (prezzo troppo alto, cattivo stato, ecc.).
- Le migliorie apportate all’immobile, eventuali ristrutturazioni.
- La metratura, sia catastale, sia commerciale (comprensiva dei muri, degli spazi accessori e di quelli comuni), sia abitabile (la superficie netta), sapendo che possono esistere anche notevoli differenze secondo la metodologia di calcolo adottata. Normalmente la vendita è effettuata “a corpo e non a misura”.
- L’abitabilità di tutti gli ambienti dell’appartamento.
- La distribuzione degli spazi.
- L’igiene e l’umidità dei locali.
- Lo stato di conservazione dei locali dei pavimenti, delle tubazioni, degli impianti idrosanitari, elettrici, di riscaldamento, ecc. (a norma del codice civile, articolo 1495, la proprietà risponde di eventuali difetti riscontrati nell’appartamento sino ad un anno dall’atto notarile. Nel caso di immobile nuovo o ristrutturato, l’impresa costruttrice, ex articolo 1669 c.c., risponde fino a 10 anni.
- Messa a norma degli impianti ai sensi del Testo unico sull’edilizia, della legge 10/91 e del DPR 412/92, facendo allegare al rogito notarile la certificazione di conformità redatta da un tecnico abilitato e non accettando una dichiarazione di accettazione degli impianti che esenta il precedente proprietario da qualsiasi responsabilità.
- Gli spazi accessori (cantine, balconi, ecc.).
- Le misure di sicurezza (ad esempio, recinzioni).
- I costi accessori e continuativi (spese di gestione). Larga parte degli immobili sono all’interno di un condominio; è importante, perciò, valutare i millesimi condominiali. E’ secondo questi che sono ripartite le spese accessorie. Altrettanto importanti sono i servizi offerti (portineria e suo orario, giardini interni e altri accessori).
Altri aspetti importanti da conoscere, sono:
- L'esistenza di un contratto di locazione. Nel caso il venditore deve rilasciare la ""comunicazione di offerta dell'immobile"" al locatario, con contratto non ancora scaduto, poiché per la legge 392/78 questi ha diritto di prelazione (possibilità di acquisto della casa allo stesso prezzo previsto per la vendita a terzi). Inoltre, il locatore può esercitare diritto di riscatto sull'immobile in base al prezzo dichiarato davanti al notaio.
- Se l’appartamento è libero o occupato. Un appartamento occupato può perdere fino al 30 per cento del valore.
- I collegamenti, i mezzi di trasporto pubblico, l’esistenza di parcheggi e/o garage nelle vicinanze.
- Le strutture pubbliche (scuole, circoscrizione, ecc.) e commerciali (negozi, supermercati, ecc.) presenti nella zona.
- La rumorosità (vicinanza con ferrovie, aeroporti, locali pubblici, alta densità di traffico, ecc.).
- L’inquinamento della zona e la presenza di spazi verdi.
- La presenza di servitù, ad esempio obbligo di passaggio sulla proprietà delle auto dirette ad altro condominio, oppure divieto di chiudere o ostruire passaggi utili per altri.
- L'esistenza di accordi (convenzioni) fra condomìni limitrofi o con il Comune che impegnano i proprietari (ad esempio, divieto di parcheggio). Tali accordi (regolamento di condominio contrattato) possono esser inseriti nel contratto di vendita.
- Eventuali tasse e imposte non pagate, totalmente o parzialmente, queste seguono l'immobile e non il proprietario, per cui con l'appartamento si ""comprano"" anche le tasse non pagate.
- L'eventuale fallimento del venditore, considerato che fino a due anni dopo la vendita l'immobile acquistato fa parte dei beni fallimentari amministrati dal curatore.
- Diversa è l’ipotesi in cui la casa deve essere costruita. Ferme restando molte delle precauzioni citate in precedenza, particolarmente l'ultima, l’aspetto più importante è la certezza sull’affidabilità dell’impresa costruttrice. Non sempre un prezzo basso è indice di risparmio. Fondamentale è fissare, senza possibilità di deroghe, il prezzo totale dei lavori e il tempo della consegna.
- Sono utili controlli diretti al catasto (per accertare la reale proprietà, le destinazioni d’uso immobiliare, la verifica planimetrica nonché gli eventuali condoni edilizi) e la richiesta di una visura immobiliare all’Ufficio del Registro immobiliare, per accertare l’esistenza di ipoteche, servitù o prelazioni. In caso di presenza di vincoli non dichiarati dal venditore, l’acquirente potrà sospendere i pagamenti e chiedere il risarcimento del danno (artt. 1482 e 1479 c.c.).
Cos’è l’acquisto della nuda proprietà di un immobile?
Un contratto per l’acquisto della nuda proprietà di un immobile consente a chi vende di assicurarsi un capitale o una rendita e un alloggio a vita (usufrutto vitalizio) e a chi acquista di divenire proprietario di un immobile, a godimento differito nel tempo, ma a prezzo molto conveniente (quello relativo alla nuda proprietà) legato all’età del venditore, mentre un’altra parte riguarderà il diritto di usufrutto.
Il prezzo di vendita è “costruito” avendo presenti, oltre i normali parametri utilizzati per l’acquisto di un immobile l’età del venditore e il numero degli usufruttuari.
A livello fiscale il vantaggio consta nelle imposte dovute solo in proporzione al valore della nuda proprietà.
Il valore della nuda proprietà è fissato attraverso specifici coefficienti basati sull’età dell’usufruttuario.
Con l’abbassamento del Tasso d’interesse legale (2,50% dal 1° gennaio 2004) è più conveniente acquistare la nuda proprietà. Infatti il calcolo è effettuato moltiplicando il valore dell’immobile per il tasso d’interesse legale per un coefficienti legato all’età stabilito dal M.ro dell’Economia.
I coefficienti dal 2004 sono: età (compiuta) 0-20 anni coefficiente 38, da 21 a 30 anni coefficiente 36, da 31 a 40 anni coefficiente 34, da 41 a 45 anni coefficiente 32, da 46 a 50 anni coefficiente 30, da 51 a 53 anni coefficiente 28, da 54 a 56 anni coefficiente 26, da 57 a 60 anni coefficiente 24, da 61 a 63 anni coefficiente 22, da 64 a 66 anni coefficiente 20, da 67 a 69 anni coefficiente 18, da 70 a 72 anni coefficiente 16, da 73 a 75 anni coefficiente 14, da 76 a 78 anni coefficiente 12, da 79 a 82 anni coefficiente 10, da 83 a 86 anni coefficiente 8, da 87 a 92 anni coefficiente 6, da 93 a 99 anni coefficiente 2.
Quali sono gli atti legali necessari per l’acquisto?
L’acquisto di un immobile è perfezionato con il il rogito notarile. Il rogito è l’atto redatto da un notaio, che definisce il passaggio reale della proprietà. Il rogito può avvenire per atto pubblico in caso di donazioni, convenzioni matrimoniali o società a responsabilità limitata, oppure per scrittura privata autenticata in tutti gli altri casi.
I costi del rogito sono stabiliti da tabelle emanate dal Ministero di Grazia e Giustizia. L’importo della parcella notarile è all’incirca pari al due/tre per cento del valore dell’immobile.
Il notaio ha l’obbligo di presentare l’atto, per la registrazione entro 30 giorni dalla sottoscrizione.
L’atto di compravendita e, nel caso di accensione di finanziamento, quello di mutuo sono, spesso, contemporanei ed effettuati nella stessa seduta che vede presenti: acquirente/mutuatario, banca mutuante, attraverso un proprio funzionario, e notaio. Dopo la lettura, obbligatoria, dell’atto, da parte del notaio (purtroppo, normalmente, l’atto si dà “per letto” e l’acquirente non ha ben chiaro ciò che sottoscrive) e le sottoscrizioni d'obbligo, il funzionario della banca, tramite il notaio, consegna l'assegno al venditore, se presente, altrimenti provvederà al riconoscimento della somma, attraverso i normali canali bancari (accredito in conto corrente, assegno circolare, ecc.).
La sottoscrizione degli atti notarili è un momento molto delicato. Può accadere, infatti, che il mutuatario si trovi di fronte a situazioni sconosciute o a variazioni non contrattate nelle caratteristiche del mutuo, ad esempio, circa la durata, il tasso, il tipo d’ammortamento; o può “scoprire"" clausole non ben puntualizzate in precedenza. Apprendere le ""novità"" all'ultimo momento, cioè di fronte al notaio, alla banca, al venditore che vuole concludere ed incassare, vuol dire dover valutare, in situazione psicologica di difficoltà e in pochi secondi, le conseguenze delle variazioni scoperte. Importante è non sottostare alla “pressione” delle altre parti. Il notaio davanti a cui si sottoscrive il contratto di mutuo, ha l’obbligo di spiegare in modo chiaro e soddisfacente tutte le clausole. Il mutuatario non deve avere paura di interrompere il notaio, è un suo diritto farsi spiegare e/o far rileggere le clausole che non ha ben compreso.
E’ possibile anche l’acquisto con scrittura priva autenticata, con la quale il notaio prende solo atto delle dichiarazioni delle parti e autentica le firme, ma non garantisce la veridicità del contratto.
Come si legge la bolletta dell'enel?
Leggendo la bolletta il cliente è in grado di verificare il dettaglio dei calcoli effettuati per l’applicazione della tariffa, delle imposte e degli eventuali altri corrispettivi.
Nel dettaglio dei conteggi sono indicati separatamente i corrispettivi dovuti per ciascuna delle componenti tariffarie (quota fissa, quota potenza e quota energia) e delle altre voci di spesa.
Per ciascuna delle componenti tariffarie e delle voci di spesa devono essere indicati il valore unitario, la quantità e l’importo totale, ottenuto moltiplicando il valore unitario per la quantità. Per le imposte devono essere indicate la base imponibile e l’aliquota.
Le bollette per il servizio elettrico sono normalmente composte dalle seguenti voci:
Quota fissa rapportata al periodo + Quota potenza rapportata ai kW impegnati e al periodo + Quota energia rapportata ai kWh fatturati + Imposta erariale e addizionale comunale applicate ai kWh fatturati + Eventuali importi a conguaglio o altri oneri o crediti = totale imponibile Iva + Iva = TOTALE DA PAGARE
Non riesco mai a parlare con lo stesso interlocutore del call center della Telecom e quindi, devo sempre ricominciare a narrare l’episodio dal principio. E’ mai possibile?
Tutti passiamo per questo labirinto. Pertanto, il consiglio è quello di far aprire un reclamo e dichiararvi insoddisfatti della risposta fornita dal servizio clienti; nemmeno dopo che vi hanno imposto di contattare un nuovo numero che, difficilmente, le darà ragione o soddisferà i suoi propositi.
A questo punto, dopo i due tentativi andati a vuoto, inoltri una domanda di conciliazione per permettere di esaminare il caso di fronte ad una Commissione mista rappresentata dal Gestore Telecom e un’associazione dei consumatori.
Se il problema riguarda una bolletta, presentata la domanda, automaticamente viene sospeso il pagamento fino a conciliazione avvenuta.
La conciliazione con Telecom e Tim, permette di ridurre i tempi della soluzione di un caso, senza affrontare una spesa onerosa.
Connettersi ad internet è diventato un rischio notevole con i diversi numeri ad alta tariffazione. Anche per partecipare a teleprogrammi una telefonata costa notevolmente. Non è proprio possibile fare nulla?
Deve chiedere la disabilitazione dei numeri a Telecom. Ma, mentre per i 709xx la disattivazione è gratuita, per i nuovi, per tutti gli altri che nascono come funghi, c’è da versare una somma “una tantum”, oltre ad un abbonamento mensile.
Per i televoto, ci rinunci: o chiama e paga, o non chiama.
Si può cambiare venditore di gas per uso domestico?
Da circa un anno, anche se il mercato era virtualmente aperto alla concorrenza fin dall’1 marzo 2003, si può scegliere il venditore più conveniente, tenendo presente che esiste un codice di condotta commerciale al quale questi devono attenersi a seguito di una delibera dell’Autorità dell’energia e del gas.
Da alcuni anni si parla di servizi minimi da garantire in alcuni settori economici, specie in quelli dei trasporti, e dei servizi essenziali come energia, gas e acqua.
La ragione di dotarsi di Carte dei Servizi non nasce da una particolare attenzione nei confronti della clientela (consumatori), bensì dall’obbligo contenuto nel Decreto Legge 163/95, all’art. 2 comma 1, convertito con legge n. 160 dell’11 luglio 1995.
Come si può ridurre l'IVA del 10 % nella ristrutturazione di un immobile?
Fino al 31 dicembre 2005 i contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) il 36% delle spese sostenute per la ristrutturazione di case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Possono beneficiare dell'agevolazione non solo i proprietari degli immobili ma anche tutti coloro che sono titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati e purché la condizione di convivente o comodatario sussista al momento dell'invio della comunicazione di inizio lavori (sono considerati familiari, il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado). I contribuenti che sostengono le spese di ristrutturazione entro il 31 dicembre 2005 potranno far valere la detrazione Irpef del 36% su un limite massimo di spesa di 48.000 euro con la dichiarazione dei redditi, ripartendola in dieci rate annuali. Il beneficio spetta per ogni immobile sul quale vengono eseguiti i lavori di recupero edilizio e per ogni singolo intervento. Per i contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni, la detrazione può essere r ripartita rispettivamente, in cinque o tre rate annuali di pari importo. L'importo detraibile, quindi, è al massimo di 17.280
euro, pari al 36% del limite massimo di spesa, per ogni immobile oggetto di lavori di manutenzione o ristrutturazione e per ciascun soggetto che ha sostenuto le spese.
Per i lavori eseguiti sull'abitazione e sulla pertinenza, la detrazione compete nel limite massimo di 48.000 euro per ciascuna delle due unità. Se l'accatastamento è unico il limite massimo detraibile resta fissato in 17.280 euro complessivi.
Se i lavori eseguiti consistono nella prosecuzione di interventi iniziati precedentemente (ma successivamente al
1° gennaio 1998), ai fini della determinazione del limite massimo di spesa, occorre tenere conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi. In pratica, se i lavori sono da ritenersi prosecuzione e/o completamento di interventi iniziati in precedenza, le spese sostenute ad esempio nel 2004 o nel 2005 danno diritto alla detrazione solo se l'importo complessivamente detratto negli anni precedenti (per lo stesso intervento) non risulta superiore a 48.000 euro e comunque fino a concorrenza del medesimo limite
Cos’è una ipoteca?
L’ipoteca è una garanzia fornita al creditore dal debitore. L’ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo e si costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari con l’obbligo di descrizione dei beni e della somma in denaro.
L’ipoteca è indivisibile.
L’ipoteca attribuisce al creditore il diritto di espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione..
L’iscrizione ipotecaria ha durata ventennale. Salvo richiesta del creditore, precednte alla scadenza, al termine dei venti anni l’ipoteca perde effetto.
L’ipoteca può essere di primo grado, di secondo grado, ecc..., secondo il momento dell’iscrizione); nel caso di vendita forzata del bene sottoposto ad ipoteca il ricavato servirà a soddisfare i creditori secondo l’ordine dell’ipoteca (1°, 2° ecc.)
L’Ipoteca può essere legale, giudiziale o volontaria. La prima nasce indipendentemente dalla volontà del debitore o di terzi e può essere iscritta solo nei casi espressamente previsti dalla legge. La seconda deriva da una sentenza che obbliga al pagamento di una somma o all’adempimento di un’altra obbligazione. La terza è iscritta volontariamente da un soggetto su un proprio bene.
Il contratto di affitto deve essere registrato?
Il contratto di locazione, anche se stipulato in forma di scrittura privata non autenticata, è soggetto all'obbligo di registrazione. La registrazione del contratto di locazione e il pagamento dell’imposta, pari al 2,00% del canone dovuto, deve avvenire entro 30 giorni dalla stipula del contratto. Il versamento deve essere effettuato mediante il modello F23. I contratti di locazione, salvo rari casi, sono pluriennali; l'imposta di registro può essere pagata in unica soluzione per l’intera durata del contratto, con una riduzione della metà dell'interesse legale per tutti gli anni del contratto oppure ogni anno, tenendo anche conto dell’adeguamento dei canoni effettuato dall’ISTAT, versando l'imposta (tenendo conto anche degli adeguamenti Istat) entro 30 giorni dall'inizio di ogni annualità indicando il codice da applicare: 115T prima annualità, 107T per tutto il periodo.
Locazione. Cos’è la cauzione? Quando si versa?
La locazione di immobili (uso abitativo e commerciale) prevede, di norma, il versamento di una cauzione (detta anche deposito cauzionale), al fine di tutelare il locatore da qualsiasi inadempimento contrattuale del conduttore (ad esempio mancato pagamento del canone di locazione, ripristino di danni arrechi all'immobile, ecc.). Nel caso di inadempimento il locatore può trattenere, in tutto o in parte, il deposito cauzionale al termine del contratto.
L'importo della cauzione non può essere superiore a tre mensilità del canone pattuito cauzioni d’importo superiore sono nulle, mentre è, ovviamente, possibile pattuire cauzioni di importo inferiore ovvero la rinuncia da parte delle parti contraenti al versamento della cauzione.
La cauzione oltre che come deposito cauzionale tradizionale, può essere riconosciuta anche con fidejussione bancaria, o polizze assicurative, o con il rilascio di garanzia da parte di terzi. In quest’ultimo caso la garanzia deve essere sottoscritta e inserita nel contratto di locazione.
La cauzione deve essere restituita al momento del rilascio dell'immobile da parte del conduttore, a condizione che non debba essere decurtata per il rimborso di inadempimenti o di rimborso di danni.
Il locatore non può rifiutare il rimborso della cauzione, adducendo dubbi sull’esistenza di danni eventuali non contestati all’atto del rilascio del rilascio. Il conduttore non può, verso la fine del suo rapporto, cessare di pagare il canone, con la pretesa di azzerare la cauzione.
La cauzione al momento della restituzione deve essere maggiorata degli interessi legali, salvo il caso, poco usuale, del locatore che annualmente riconosca al conduttore gli interessi maturati. Il diritto alla restituzione del canone è sottoposto alla prescrizione decennale.
Quali sono i termini di prescrizione delle fatture?
L'articolo 2948.4 del Codice civile, prevede che la prescrizione del diritto di ricevere i pagamenti delle utenze di luce, gas, telefono, compresa, la telefonia cellulare, di richiedere il pagamento delle bollette, si prescrive in cinque anni. Questo termine si interrompe e ricomincia a decorrere nuovamente per cinque anni qualora il creditore, comunichi per mezzo di lettera raccomandata r/r, il sollecito di pagamento.
L’utente deve quindi, opportunamente, conservare le ricevute dei pagamenti per cinque anni.
Cosa succede ereditare una prima casa?
Quando si eredita una casa di abitazione non di lusso e l'erede (ovvero, nel caso di immobili trasferiti a più eredi, almeno uno di essi) possiede i requisiti previsti per usufruire dell'agevolazione prima casa (vedi capitolo 2) le imposte ipotecarie e catastali si applicheranno nella misura fissa di 168 euro per ciascuna imposta (in luogo del 2% e 1%).
Cosa succede se si riceve in donazione un immobile?
Dal 25 ottobre 2001, è stata modificata la disciplina fiscale per le donazioni o le altre liberalità di beni e diritti, nonché per la rinuncia pura e semplice agli stessi diritti. A differenza delle successioni, le donazioni e liberalità sono soggette a trattamenti fiscali diversi a seconda del rapporto di parentela intercorrente tra donante e beneficiario. Infatti, non è dovuta l'imposta per le liberalità (donazioni) effettuate a favore di:
discendenti in linea retta (padre/figlio; nonno/nipote);
altri parenti fino al quarto grado (zio/nipote; fratelli; cugini).
Pertanto, se il beneficiario rientra in una di tali categorie, e la donazione consiste in un immobile, sono dovute le sole imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%). Se il beneficiario non rientra nelle categorie sopra elencate ed il valore della
donazione eccede la franchigia di 180.759,91 euro, allora deve essere pagata, sul valore dei beni donati che supera detta franchigia, l'imposta di registro nella misura del 7%. L'importo della franchigia è elevato a 516.456,90 euro per le persone con handicap riconosciuto grave.
Cosa succede se si riceve in donazione una prima casa?
Quando si riceve in donazione una prima casa si applicano le imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 168 euro per ciascuna imposta (invece del 2% e 1%). Per le donazioni di prima casa che sono soggette all'imposta di registro si applica l'aliquota agevolata del 3% (invece del 7%) unitamente alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa (pari a 168 euro). Le agevolazioni prima casa spettano qualora il beneficiario, o almeno uno di essi, nel caso di immobili trasferiti a più beneficiari, possegga tutti i requisiti e le condizioni necessarie per acquistare la prima abitazione con le agevolazioni prima casa
Quali sono le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa (abitazione principale”)?
Nel caso di acquisto della prima casa, con riferimento al prezzo di acquisto dichiarato nell’atto notarile, devono essere pagate l’imposta di registro nel caso di acquisto da privati o l’IVA in caso di acquisto da impresa, l’imposta ipotecaria e quella catastale. L condizioni agevolate prevedono la percentuale del 3,00% per l’imposta di registro (del 4,00% per l’IVA e l’importo fisso di 168,00 euro per l’imposta catastale e ipotecaria.
Le agevolazioni sono concesse per l'acquisto, anche se con atto separato, delle pertinenze dell’abitazione principale, nel limite di una per ciascuna categoria (le unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (cantina o soffitta), C/6 (garage) e C/7 (tettoia o posto auto), destinate a servizio della casa di abitazione acquistata con l'agevolazione.
Esistono agevolazioni nel caso di ristrutturazione di un immobile?
La legge 449/97 e successive modifiche prevede agevolazioni fiscali nel caso di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia. Gli interventi, purché effettuati nel rispetto della normativa sull’attività edilizia, possono riguardare immobili adibiti ad abitazione sia principale che secondaria e unità immobiliari adibite ad usi diversi (box, cantine, uffici, negozi, ecc.).
La normativa vigente, in vigore, salvo proroghe o rinnovi, fino al 31 dicembre 2005, prevede la possibilità di effettuare interventi di recupero edilizio (manutenzione straordinaria, opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia).
I benefici di legge prevedono una detrazione IRPEF suddivisa in 10 anni, per il 36,00% delle spese sostenute, documentate e pagate con bonifico bancario o postale. Il limite è di 48.000 euro per ogni soggetto familiare convivente purché le spese, le fatture e bonifici siano a lui intestati.
Per godere delle agevolazioni è necessario prioritariamente comunicare i lavori al Centro operativo dell’Agenzia delle Entrate (V. Rio Sparto 21 – 65100 Pescara). Per lavori superiori a 51.645,68 euro la dichiarazione di esecuzione lavori deve essere sottoscritta da un professionista iscritto all’albo degli ingegneri, architetti e geometri.
La detrazione è possibile solo per le unità censite al catasto o di cui è stato richiesto l’accatastamento e per cui risulti pagata, se dovuta, l’imposta comunale sugli immobili (ICI).
Destinatari delle detrazioni sono i proprietari, gli inquilini e comodatari. La detrazione è cumulabile con quelle collegate all’obbligo di manutenzione, protezione, restauro.
La comunicazione all’amministrazione finanziaria può essere anche successiva all’inizio dei lavori, purché precedente alla scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta per cui si intende usufruire della deduzione fiscale.
La documentazione da conservare ed esibire o trasmettere, a richiesta degli Uffici finanziari (Centro Servizi delle Imposte Dirette), per usufruire della detrazione sono le quietanze di pagamento, la copia del contratto di mutuo dal quale deve risultare che lo stesso è servito alle opere di recupero in questione e la copia della documentazione comprovante l’effettivo sostenimento delle spese di realizzazione delle suddette opere; nel caso che l’ammontare delle spese di ristrutturazione sia superiore a Lit. 100.000.000 (anche suddivise in più anni) è necessario trasmettere la dichiarazione di un tecnico abilitato all’esecuzione degli interventi di ristrutturazione.
Per ottenere la detrazione è indispensabile che il contribuente sia in regola con la corresponsione dell’I.C.I. (L. 488/99 art. 6.15.c).
Come prevenire i piccoli infortuni?
LAVORA lentamente, senza fretta
USA sempre presine isolanti e antiscivolo per sollevare le pentole
RIPONI ogni volta coltelli, mezzelune, forbici
POSIZIONA il ferro da stiro nell'apposito spazio, che ne impedisce la caduta, quando stiri
USA strumenti appositi per ogni azione (cavatappi, apriscatole, affilacoltelli, ecc.)
STACCA la spina e accertati che le lame rotanti degli elettrodomestici (frullatori, tritacarne, ecc.) siano ferme, prima di aprirli
ATTENZIONE al "fai da te"!
Anche un'attività utile e divertente richiede abilità e conoscenze specifiche
A quali adempimenti attenersi per mantenere l’impianto di riscaldamento a norma?
Per gli impianti termici individuali, l’occupante, a qualsiasi titolo, subentra alla figura del proprietario per la durata dell’occupazione. Quindi, proprietari, amministratori o locatori sono responsabili del funzionamento e della manutenzione e, a loro volta, possono delegare un “terzo responsabile” (persona fisica o ditta artigianale) che, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa e iscritti in un albo professionale di categoria o alla Camera di Commercio, assume la responsabilità del funzionamento, della manutenzione e dell’adozione di misure idonee al contenimento dei consumi energetici.
Il responsabile dell’esercizio deve, almeno una volta l’anno, effettuare una manutenzione ordinaria programmata ed una prova di rendimento di combustione sulla caldaia stessa con potenza superiore a 35 kw e ogni due anni, per quelle inferiori custodendo, comunque, il “libretto di impianto”.
La legge prevede che i singoli Comuni, con più di 40.000 abitanti, e le Province per quelli al di sotto del proprio territorio, sono obbligati ad effettuare verifiche “a campione”, con onere a carico degli utenti ed accertare se questi ultimi sono sprovvisti della dichiarazione di conformità, rilasciata dal manutentore, in base alla legge 46/90.
Chi deve sottoscrivere un’assicurazione contro gli infortuni domestici?
In attuazione della legge 493/99, dal 1° marzo 2001 è stata resa obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni domestici che identifica il valore sociale del lavoro prestato in casa per la cura del nucleo familiare.
Sono tenuti ad iscriversi coloro in età compresa tra i 18 e i 65 anni ed il premio annuo, da versare all’INAIL, è di € 12,91; salvo limiti di reddito dell’assicurato o del nucleo familiare.
L’intervento assicurativo avviene quando l’assicurato subisce un infortunio derivante da inabilità pari o superiore al 33% (con esclusione dei casi mortali).
Come comportarsi con enumerazioni non geografiche in bolletta Telecom?
Pagamento parziale entro la scadenza. Denuncia alla Polizia Postale . Comunicazione con racc. A/R.
Come far valere la garanzia quando si è perso lo scontrino?
Presentare altri documenti che attestino l'acquisto: tagliando assegno, scontrino bancomat, confezione prodotto
A cosa fare attenzione durante i saldi per un acquisto?
Prezzo iniziale e qualità del bene.
Ho portato in lavanderia due pantaloni molto costosi, uno dei quali é stato smarrito, l'altro rovinato.Posso richiederne il risarcimento?
Si, con racc. A/R. Inoltre tra le associazioni di consumatori e le tintolavanderie è stato firmato un accordo per la conciliazione.
Ho acquistato unì'autovettura usata. Ha diversi difetti. Posso fare qualcosa nei confronti del venditore?
Sì, far valere la garanzia di 2 anni chiedendo la riparazione
Che cos'è un organismo notificato (ON)?
E' un istituto tecnico riconosciuto dalle Autorità Competenti di uno Stato Membro della UE e notificato alla Commissione europea. L'Organismo, sulla base di prove di laboratorio, accerta la conformità dei prodotti ai requisiti essenziali di sicurezza prescritti dalla/e Direttiva/e che li riguardano.
Quando è necessario l'intervento degli ON?
Quando è espressamente previsto dalle Direttive. In genere, ciò avviene quando si tratta di prodotti particolarmente pericolosi (es. apparecchi a gas, apparecchia pressione). Negli altri casi il fabbricante può "autocertificare" il prodotto apponendo la marcatura CE, dopo aver proceduto egli stesso alle verifiche di rispondenza ai requisiti di sicurezza richiesti dalle Direttive stesse.
Come si riconosce il marchio CE vero da uno falso?
Non c’è un sistema per riconoscerlo perché in apparenza sono due lettere stampate, però si può dire di diffidare della marcatura su prodotti acquistati al di fuori dei circuiti commerciali stabili e conosciuti.
Il prodotto marcato CE è da ritenersi sicuro?
Sicuramente si, se il produttore ha rispettato con scrupolo le prescrizioni delle normative comunitarie per l’impiego dei materiali e la costruzione del prodotto.
Prodotto senza marcatura CE, a chi rivolgersi?
Farlo presente al rivenditore.
In caso di sovraprenotazioni (overbooking), quindi, di imbarco negato o cancellazione del volo, a cosa si ha diritto?
A seconda della lunghezza della tratta, si ha diritto ad essere assistiti, in relazione alla durata dell’attesa, con pasti e bevande, sistemazione in albergo, due telefonate o telex, fax o posta elettronica, trasporto da e per l’aeroporto; o meglio, al rimborso del biglietto o, in alternativa, accettare un volo successivo per la destinazione finale. Non è escluso il risarcimento di un indirizzo che può variare dai 200,00 ai 600,00 €.
Tutto questo, e altro ancora, è contenuto nella “nuova Carta dei diritti del passeggero”, entrata in vigore i 17.02.2005.
Come disdire una crociera prenotata mesi addietro e in partenza tra 40 giorni?
Per una crociera valgono, più o meno, le stesse condizioni di un “pacchetto turistico”.
Quindi, in linea di massima, fino a 30 giorni prima le sarà rimborsata la quota intera; dal 29° al 15° giorno prima (altri operatori prevedono entro 7 giorni prima), la Compagnia tratterrà il 50%; dal 14° ai 3 giorni prima della partenza il 75% (qualcun altro prevede l’intero importo); dalle 24 ore prima non si ha diritto ad alcun rimborso.
In ogni caso, potranno essere addebitate quota di iscrizione (se prevista) e i diritti o commissioni dell’agenzia di viaggio.
Per ovviare a queste eventualità, si può sottoscrivere una polizza assicurativa il cui contenuto va letto con molta attenzione.