Source: http://victorcharlie.org/normativa-rtx/37-normativa-apparati-rtx.html
Timestamp: 2018-07-22 14:45:39+00:00
Document Index: 44787759

Matched Legal Cases: ['art. 104', 'art. 105', 'art. 102', 'art. 37', 'art. 107', 'art. 145', 'art. 36', 'art. 34', 'art. 3']

Anche in questo caso eventuali modifiche agli apparati sono illegali e sanzionabili. E' vietato anche l'uso dello scramble (dispositivo che consente di criptare il segnale in trasmissione in modo che possa essere ascoltato solo da chi ha lo scramble impostato sullo stesso codice).
Il Codice delle Comunicazioni elettroniche (n. 259 - 8 agosto 2003) li individua fra gli apparati inerenti le "Attività soggette ad autorizzazione generale" in particolare fra le apparecchiature di debole potenza per comunicazioni a breve distanza (art. 104, paragrafo 2), mentre per la determinazione del contributo annuale (e solo per la determinazione del contributo) li equipara ai CB che ricadono invece fra le apparecchiature di libero uso che utilizzano frequenze di tipo collettivo (art. 105 paragrafo 1.p) ovvero soggette al versamento di un canone annuale pari a 12,00 Euro. Tutto ciò viene però esplicato con un insieme di norme ed interpretazioni di tipo poco chiaro ed anche contraddittorio fra loro, per cui la situazione normativa viene spesso interpretata in modi differenti. Il fatto che la disciplina delle telecomunicazioni libere dovrebbe essere il recepimento di direttive europee in materia (l'uso dei PMR446 è libero e non soggetto né ad autorizzazioni né al pagamento di contributi in quasi tutta l'Unione Europea) complica ulteriormente le cose. Era stata proposta una variazione di legge che avrebbe chiarito queste questioni, abolendo fra l'altro il pagamento del contributo annuo, ma è rimasta ferma in parlamento per un pò di tempo , poi non se n'è più parlato.
Alla luce di tutto ciò chi vuole utilizzare apparecchi radio portatili di tipo PMR446 è soggetto a due obblighi, pena sanzioni da euro 300,00 ad euro 3000,00 (art. 102 comma 2 dell'allegato 25 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche), ovvero: pagare il contributo annuale di 12,00 euro (importo fisso, indipendente dal numero degli apparati posseduti) ai sensi dell'art. 37 dell'Allegato 25 del Codice delle Comunicazioni.
Tale pagamento va effettuato a mezzo Bollettino di Conto Corrente Postale intestato a Tesoreria Provinciale dello Stato Sezione della regione che ci interessa specificando nella causale del bollettino la dicitura: "Contributo attività PMR 446 - capo XXVI capitolo 2569/06" seguita dall'indicazione dell'anno cui si fa riferimento. L'elenco delle sedi degli Ispettorati Regionali del Ministero e relativi numeri di Conto Corrente postale si trova sul sito del ministero all'indirizzo http://www.comunicazioni.it/ministero/sedi_periferiche/.
Il pagamento, a meno di disdetta della dichiarazione di utilizzo, va effettuato entro il 31 gennaio di ogni anno e copia del pagamento (e della dichiarazione di utilizzo stessa con ricevuta A.R. della raccomandata al Ministero) deve essere sempre portata al seguito ed esibita in caso di controllo. Il fatto che la dichiarazione di utilizzo è personale (ovvero è riferita alla persona e non agli apparati) significa che se due persone, anche parenti o conviventi, vogliono comunicare fra loro dovrebbero averla presentata entrambi e pagare entrambi 12 euro l'anno (considerato che spesso le radio vengono vendute a coppie, si intuisce quanta confusione legislativa ci sia in materia). Il pagamento va effettuato entro il 31 gennaio dell'anno per il quale ha valore, è ammesso il pagamento sino al 30 giugno con una maggiorazione dello 0,5 % per ogni mese o frazione di mese di ritardo (ad esempio entro marzo sono euro 12,0 + 2 volte lo 0,5% di 12,0 euro = 12,12 euro). Si può interpretare che se, ad esempio, si possiedono 2 radio e si paga il contributo per esse, se se ne acquistano altre due, occorra presentare dichiarazione di utilizzo per queste ultime (successiva alla precedente) ma il pagamento, già effettuato per l'anno in questione per le prime due, va considerato valido anche per esse. Allo stesso modo però se un apparecchio deve essere utilizzato da più persone diverse ognuna deve effettuare il versamento e la dichiarazione di utilizzo. Questo perché la dichiarazione ed il versamento di 12,00 Euro sono riferiti alla persona e non agli apparecchi (giustamente non è necessario indicare nel bollettino la matricola della radio per cui viene pagata), essendo appunto una dichiarazione di utilizzo e non di possesso.In conclusione, tanto per essere chiari, potrei pagare per utilizzare una radio senza possederla (basta farsela prestare, ovvero l'utilizzo di una radio non di mia proprietà) .
Nessuno certifica che un apparecchio, modello e matricola, sia di mia proprietà, salvo forse lo scontrino di acquisto.
Una volta acquistato l'apparato bisogna compilare un appostito modulo che può essere richiesto all'Ispettorato territoriale di competenze (chi preferisce può contattarci tramite l'apposirto modulo nella sezione contattaci) .
Una volta compilato e firmato il modulo, bisogna farsene una fotocopia. (ATTENZIONE: la fotocopia è valida allo scopo di eventuali controlli da parte degli organi di competenza: Polizia Postale, Guardia di Finanza; e quindi va conservata).
Al modulo compilato si unsice la fotocopia di un documento d'indentità in corso di validità.
Il tutto va spedito a mezzo raccomandata A.R. all'Ispettorato Territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico e Comunicazioni della regione in cui si opera. Tale dichiarazione è prevista dall'art. 107 comma 10 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, il cui modello fac-simile è reperibile oltre che in vari siti internet, all'allegato 19 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche stesso. Ovviamente bisognerà conservare copia della comunicazione, avviso di ricevimento e ricevuta del versamento.
Le radio PMR446 dispongono inoltre di un sistema di toni CTCSS (Conrtrol Tone Code Squelch System) che vengono filtrati dal ricevitore, ovvero il tono sub audio viene trasmesso insieme alla comunicazione mentre lo squelch dell'apparato ricevente consente il passaggio delle sole comunicazioni con il tono CTCSS che è stato impostato nel ricevitore stesso.
Questo sistema quindi, se utilizzato, permette di ricevere solo le comunicazioni che avvengono con impostato un determinato tono, escludendo così altre di nessun interesse che non si vogliono ascoltare o che possono generare interferenza. E' bene precisare non è un sistema di codifica, in quanto una radio senza sub toni impostati può comunque ricevere le comunicazioni che avvengono con qualsiasi tono sub audio e serve solo a filtrare le comunicazioni in fase di ricezione e non di trasmissione. Chi trasmette quindi può sempre essere ascoltato.
I toni CTCSS sono in tutto 38 come dalla seguente tabella (tono 0 equivale a CTCSS disattivato). Tono Frequenza (Hz) Tono Frequenza (Hz) 1 67,0 20 131.8 2 71,9 21 136.5 3 74,4 22 141.3 4 77,0 23 146.2 5 79,7 24 151.4 6 82.5 25 156.7 7 85.4 26 162.2 8 88.5 27 167.9 9 91.5 28 173.8 10 94.8 29 179.9 11 97.4 30 186.2 12 100.0 31 192.8 13 103.5 32 203.5 14 107.2 33 210.7 15 110.9 34 218.1 16 114.8 35 225.7 17 118.8 36 233.6 18 123.0 37 241.8 19 127.3 38 250.3 .
Un consiglio sempre valido è prima di utilizzare un canale di controllare se non sia già utilizzato (ovviamente nell'ambito della portata dell'apparecchio), restando un poco in ascolto o controllando l'indicatore di canale occupato. Inoltre è sempre bene mandare messaggi brevi per non tenere occupato inutilmente il canale, dire il proprio nome e quello della persona che si sta chiamando e passare la comunicazione quando si è finito di parlare.
Secondo normativa europea inoltre in ambito PMR446, il canale di soccorso è il n° 8 con CTCSS = 0, successivamente ci si sposta su un altro canale ed un altro tono (per lasciarlo libero). E' comunque una convezione utilizzare il tono 8 per la chiamate e poi spostarsi su di un altro con CTCSS diverso da 0 per colloquiare.
E' possibile trovare informazioni sull'utilizzo degli apparati PMR446 / LPD grazie al Gruppo Nazionale PMR User che raggruppa gli utilizzatori di apparati PMR 446 MHz, LPD 433 MHz e i nuovi SDR 860 MHz, e sulla message board ufficiale del gruppo (dove è possibile reperire informazioni, documenti e modulistica). La legge italiana vieta l'uso di ponti radio o dispositivi trasponder con apparati PMR446.
E' tuttavia possibile l'installazione dei cosiddetti ripetitori o "parrots" (pappagalli) che sono in pratica dei ripetitori del segnale in differita composti da una semplice radio e da un voice-recorder temporizzato a batteria ovvero lo ritrasmettono a comunicazione appena conclusa (diversamente dai ponti radio che ritrasmettono in tempo reale), posizionati in punti elevati e strategici (la posizione, i canali e il sub tono si trovano su internet), onde aumentare la portata del segnale fino a 50-100 Km (una cosa utile soprattutto in caso di chiamate di emergenza).
I "pappagalli" possono essere agganciati solo se si trovano a portata ottica ed in condizioni orografiche favorevoli. Al momento non ho trovato indicazioni di "pappagalli" in Valle d'Aosta. Dispositivi trasponder sono invece dispositivi che ricevono il segnale in una frequenza su di una banda e lo ritrasmettono in una frequenza e su di una banda differente.
Apparati radio CB La sigla significa Cityzen's Band (ovvero banda cittadina).
Sono apparati per uso privato ed amatoriale, con frequenza attorno ai 27 MHz (11 mt di lunghezza d'onda) UHF in modulazione AM (modulazione di ampiezza), FM (modulazione di frequenza) o SSB (SINGLE SIDE BAND, è un sistema che cerca di ovviare ai problemi di interferenza cui sono soggetti gli apparati con modulazione AM). La potenza ammessa è pari a 5 W.
Storia della CB
La banda dei 27 Mhz, comunemente definita CB (dall'inglese Citizen Band) nasce negli Stati Uniti d'America nell'immediato dopoguerra, quando un gruppo di appassionati si trovò tra le mani delle vecchie radio militari e modificandone la frequenza incominciarono ad usarle per le loro chiacchierate serali. Si sa in America tutto è più permissivo e le idee viaggiano in fretta.
Le case produttrici incominciarono a realizzare i primi tipi di apparati quarzati valvolari a sei canali (forse qualche collezionista ne conserva ancora qualcuno). Con l'avvento dei transistors poi, il fenomeno cominciò a ramificarsi rapidamente, si incominciarono a diffondere i primi prototipi di quelli che poi vennero definiti "barracchini", avevano sei o dodici canali quarzati, all'epoca le uniche antenne disponibili erano delle modestissime ground plane, ma anche con apparecchiatura misere (oggi obsolete) si riuscivano a fare bellissimi collegamenti considerando che all'epoca i CB erano pochissimi.
La tecnologia evolve facilmente: si cominciarono a produrre i primi apparecchi a 23 canali quarzati, all'epoca erano il top, per dovere di cronaca vogliamo ricordare il mitico Pace 123 Euro che ad oggi e' considerato quasi un oggetto da museo.
La banda cittadina fu legalizzata in Italia nel 1973 con l'emissione del D.P.R. n. 156 del 29 marzo 1973, il famoso codice postale. Prima di allora la CB italiana era sempre vissuta nell'anonimato, gruppi di amici facevano QSO serali preoccupandosi di imboscare bene le antenne, alcuni le montavano di sera e le smontavano all'alba; mai si dovevevano dire le proprie cordinate in radio, la famigerata "Escopost" era sempre in agguato pronta ad intervenire per incudere pesantissime multe.
Addirittura bisognava affrontare cause penali dove si rischiava la "condizionale", ad oggi è intervenuta una nuova normativa (legge 28 dicembre 1993 n' 561 - più numerose sentenze della Suprema Corte di Cassazione) che ha depenalizzato il reato penale trasformandolo in semplice illecito amministrativo, praticamente si pagherà solo una salatissima multa. In tema di depenalizzazione vi sono alcune divergenze, infatti la legge depenalizza l'utilizzo senza concessione o autorizzazione per apparati radioelettrici sottoposti ad autorizzazione, includendo impianti radioamatoriali, CB, civili ecc., un consolidato orientamento radiantistico definisce "impianti radioelettrici" sia gli apparecchi CB ossia i barracchini, sia le apparecchiatura radioamatoriali, sembra invece che alcuni definiscano "radiolettrici" solamente i barracchini, lasciando la galera (e i 20 milioni di multa previsti dalla legge Mammi') per coloro che utilizzano radio professionali per fare traffico pirata.Dopo la legalizzazione avvenuta nel '73, anche in Italia come in tutto l'occidente, la CB prese rapidamente piede nel circuito sociale degli appassionati di elettronica e telecomunicazioni, ma la figura del CB, nonostante fosse riconosciuta dalla legge, veniva sempre vista con un velo di sospetto, l'appassionato radio veniva paragonato ad una sorta di "contrabbandiere di Santa Lucia", per non parlare poi delle difficoltà' che questi ultimi incontravano per poter installare una piccola antenna sul tetto (ad oggi è cambiato poco, nonostante all'epoca la Suprema Corte di Cassazione si fosse già pronunciata favorevolmente in merito).
Come si è già accennato anche i CB sono soggetti, al pari delle radio PMR446, alla dichiarazione di utilizzo (fare riferimento all'art. 145 comma 3 del Codice delle Comunicazioni D.L. 259 del 1° agosto 2003) e pagamento dei tributi di 12,00 euro indipendentemente dal numero di apparati utilizzati (allegato 25 del Codice, art. 36), con modelli e procedure analoghe ai PMR446.
Si evidenzia che se la stessa persona dispone sia di apparati CB sia di apparati PMR446 dovrà presentare una sola dichiarazione ed un unico versamento di 12,00 Euro.
Contattare l'Ispettorato competente per la propria Regione per ricevere indicazioni in merito.
Apparato radio CB veicolare 40 canali AM/FM (Alan 48) Gli apparati CB possono essere a 40 o a 34 canali (per le frequenze vedi tabella successiva), la spaziatura è 10 KHz ma alcune frequenze sono saltate poiché attribuite a radiocomandi o sistemi cercapersone. Le frequenze sono diverse e non compatibili da quelle degli LPD e dei PMR446, sono vietate le antenne direttive, i codici CTCSS, lo scramble, la portata varia a seconda delle caratteristiche dell'impianto (antenna, posizione, spazi aperti, ecc.) ed arriva a 10-20 Km ed anche oltre. Gli apparati CB possono essere portatili, veicolari e fissi (va specificato nella dichiarazione di utilizzo), ma il loro utilizzo in montagna è molto meno frequente (e comodo) dei precedent LPD e PMRi. Probabilmente i più diffusi sono quelli veicolari, utilizzati a bordo di auto, moto ed autocarri. Sono comunque utilizzati anche in ambito di Protezione Civile ed anche in ambito alpinistico ed escursionistico. Apparato radio CB portatile 40 canali FM (Alan 42 Multi)) detto anche "mattonella" Per gli apparati a 40 canali, le frequenze sono le seguenti: Canale Frequenza (MHz) Canale Frequenza (MHz) Canale Frequenza (MHz) Canale Frequenza (MHz) 1 26,965 11 27,085 21 27,215 31 27,315 2 26,975 12 27,105 22 27,225 32 27,325 3 26,985 13 27,115 23 27,235 33 27,335 4 27,005 14 27,125 24 27,245 34 27,345 5 27,015 15 27,135 25 27,255 35 27,355 6 27,025 16 27,155 26 27,265 36 27,365 7 27,035 17 27,165 27 27,275 37 27,375 8 27,055 18 27,175 28 27,285 38 27,385 9 27,065 19 27,185 29 27,295 39 27,395 10 27,075 20 27,205 30 27,305 40 27,405 Per gli apparati a 34 canali, le frequenze sono le seguenti: Canale Frequenza (MHz) Canale Frequenza (MHz) Canale Frequenza (MHz) Canale Frequenza (MHz) 1 26,965 11 27,085 21 27,215 31 26,925 2 26,975 12 27,105 22 27,225 32 26,935 3 26,985 13 27,115 23 27,235 33 26,945 4 27,005 14 27,125 24 27,245 34 26,955 5 27,015 15 27,135 25 27,255 6 27,025 16 27,155 26 26,875 7 27,035 17 27,165 27 26,885 8 27,055 18 27,175 28 26,895 9 27,065 19 27,185 29 26,905 10 27,075 20 27,205 30 26,915 I canali da 1 a 25 sono gli stessi degli apparati a 40 canali. All'art. 34 del Codice delle Comunicazioni vengono indicati gli utilizzi specifici per i canali dal 26 al 34. Il canale 5 è quello utilizzato dai camionisti, il 7 è quello di chiamata/emergenza. Le frequenze per gli apparati a 40 canali vanno da 26,965 MHz a 27,405 MHz (cosiddetta banda C o banda 0). Esistono altre bande nell'ambito dei 27 MHz ma non sono consentite in Italia. Probabilmente gli apparati LPD e PMR446 sono i più utilizzati in ambito escursionistico, a meno di non trovare enti, associazioni o semplici appassionati di radiantismo, per cui si sono trattati essenzialmente questi due sistemi ed il CB che è molto diffuso ma meno utilizzato in montagna. Vi sono tuttavia altri apparati radio, senza accennare a quelli utilizzati da enti pubblici che operano in montagna quali Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato e Protezione Civile, che è bene ricordare. APPARATI 43 MHZ Sono apparati radio, portatili e non, che lavorano in VHF attorno a frequenze di 43 MHz (da 43,3000 a 43,5875). I canali utilizzabili sono in tutto 24 ed suddivisi, secondo il Piano di Ripartizione delle Frequenze per canali di utilità (canali utility) ovvero per soccorso, sicurezza stradale, caccia e pesca, sicurezza nautica, in ausilio ad imprese artigiane, agricole e simili, attività sportive ed agonistiche, ausilio di attività professionali sanitarie. Non hanno quindi interesse per l'escursionismo in montagna e non operano su frequenze utilizzabili dai radioamatori. Queste frequenze sono utilizzabili previa richiesta di assegnazione e dopo il pagamento di un canone annuo abbastanza elevato (fino 2500 euro), vengono quindi utilizzati da enti e non da singoli (le associazioni senza fine di lucro di utilità sociale sono esentate dal canone ma non dall'assegnazione). La portata va da 2-3 Km con gli apparati portatili ad alcuni Km con quelli veicolari. Le frequenze degli apparati 43 MHz sono così ripartite: Canale Frequenza (MHz) Utilizzo 1 43,3000 Addetti alla caccia, pesca, sicurezza e soccorso sulle strade 2 43,3125 3 43,3250 4 43,3375 5 43,3500 6 43,3625 7 43,3750 In ausilio alle imprese artigiane, agricole ed industriali 8 43,3875 9 43,4000 10 43,4125 11 43,4250 12 43,4375 13 43,4500 Sicurezza della vita in mare, piccole imbarcazioni, stazioni base nautiche 14 43,4625 15 43,4750 16 43,4875 17 43,5000 Attività sportive ed agonistiche 18 43,5125 19 43,5250 20 43,5375 21 43,5500 In ausilio ad attività professionali sanitarie 22 43,5625 23 43,5750 24 43,5875 RICETRASMETTITORI FRS: è un apparato radioamatoriale ideato ed utilizzato negli USA, ma illegale in Europa ed in Italia dopo l'entrata in vigore del Codice delle Comunicazioni e delle direttive europee che esso recepisce (che consentono solo apparecchi a norme CEE). E' di libero utilizzo e destinato alle comunicazione personali (la sigla significa "servizio radiofonico di famiglia"). Esso utilizza 14 canali FM in UHF (il canale 1 è utilizzato come canale di chiamata generale), potenza di 500 mW. Canale Frequenza (MHz) Canale Frequenza (MHz) 1 462,5625 8 467,5625 2 462,5875 9 467,5875 3 462,6125 10 467,6125 4 462,6375 11 467,6375 5 462,6625 12 467,6625 6 462,6875 13 467,6875 7 462,7125 14 467,7125 RICETRASMETTITORI GMRS: altro apparato utilizzato negli Usa e non legale in Europa, la sigla significa "servizio telefonico radiomobile generale". Comprende 16 canali in UHF più 7 canali ripartiti con FRS. L'alimentazione massima è 50 Watt mentre per i canali ripartiti come FRS l'alimentazione è limitata a 500 mW. Gli apparati GMRS sono soggetti al pagamento di una tassa di utilizzo ed a una autorizzazione che ha validità quinquennale. I canali GMRS sono: Designatore Frequenza (MHz) in simplex (uscita) Frequenza (MHz) in input (ingresso) 550 462,550 462,550 575 462,575 462,575 600 462,600 462,600 625 462,625 462,625 650 462,650 462,650 675 462,675 462,675 700 462,700 462,700 725 462,725 462,725 Le frequenze che GMRS ripartisce col sistema FRS sono: Designatore Frequenza (MHz) Canale FRS 5625 462,5625 1 5875 462,5875 2 6125 462,6125 3 6375 462,6375 4 6625 462,6625 5 6875 462,6875 6 7125 462,7125 7 I sistemi FRS e GMRS sono quindi negli Usa gli equivalenti, come utilizzo, dei nostri LPD, PMR446 e SRD860. Poiché operano su frequenze che in Italia sono destinate ad altri impieghi, il loro utilizzo non è consentito nel nostro paese. Per lo stesso motivo i nostri LPD e PMR446 non possono essere impiegati negli Usa. APPARATI RADIOAMATORIALI: sono gli apparati più complessi per l'utilizzo dei quali è necessario il conseguimento del patentino di radioamatore ed una autorizzazione generale. L'attività radioamatoriale è regolata da leggi specifiche e la normativa è parecchio complessa, inoltre deve seguire determinate regole. Quello che differenzia i radioamatori dagli utilizzatore di apparati CB, LPD, PMR446 ecc. è che mentre questi sono, per l'appunto, semplici utilizzatori, i radioamatori sono veri e propri sperimentatori del mezzo radio, esperti di radiotecnica, che realizzano anche in proprio o modificano le attrezzature di cui si servono. Ogni radioamatore ha un nominativo assegnato dal Ministero delle Comunicazioni e può operare in diverse fasce di frequenze stabilite dal Piano di Ripartizione delle Frequenze nazionale, in pratica da 1,8 a 30 MHz, 50 MHZ, 144 MHz, 430 MHz. Le bande sono allocate nelle gamme LF, MF, HF, VHF, UHF, SHF ed EHF. Le bande LF, MF, HF permettono generalmente comunicazioni anche intercontinentali, mentre VHF, UHF, SHF, EHF quasi sempre solo locali, nazionali ed occasionalmente europee. Le modulazioni possono essere CW (in pratica codice morse), AM (modulazione d'ampiezza), SSB (single side band), FM (modulazione di frequenza), SSTV (slow scan television = televisione a scansione lenta, ovvero un modo di trasmettere la televisione attraverso la radio), ATV (amateur television, per ora in modo analogico ma in via di sperimentazione in modo digitale), oltre alle nuove modalità digitali. L'attività dei radioamatori è particolarmente importante in caso di calamità naturale ed interventi di protezione civile. Anche per gli apparati radioamatoriale è necessaria una denuncia di inizio attività ed un canone annuo (attualmente pari a 5 euro) per un numero illimitato di apparecchi. La portata va da pochi Km degli apparecchi in VHF (144 MHz) e UHF (430 MHz) per i portatili e anche più di 30 Km con antenne veicolari o fisse installate sopra edifici ai collegamenti a lunga distanza, anche extra nazionali, delle bande HF (da 3 a 30 MHz).
Ispettorato territoriale per il Piemonte e la Valle d'Aosta
Per poter operare una stazione di radioamatore si deve conseguire la patente di radioamatore superando un apposito esame, quindi si potrà fare richiesta di un nominativo di radioamatore ed ottenere l'autorizzazione generale dichiarando l'inizio delle proprie attività.
Per apprendere quanto occorre per superare l'esame di teoria, necessario al conseguimento della patente, il candidato dovrà acquisire cognizioni su argomenti di elettronica, radiotecnica, pratica operativa e sui regolamenti nazionali ed internazionali delle telecomunicazioni, così come indicato dall'art. 3 dell'Allegato n. 26 al Codice delle Comunicazioni Elettroniche.
E' possibile seguire dei corsi di formazione preparatori agli esami, presso le sedi dell'Associazione Radioamatori Italiana.
Il modulo per la richiesta di patente di radioamatore con esonero dagli esami può essere richiesto al proprio Ispettorato. La competenza a decidere l'esonero degli esami spetta al Direttore dell'Ispettorato.