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Timestamp: 2019-04-20 20:22:08+00:00
Document Index: 161954579

Matched Legal Cases: ['art. 2054', 'art. 1', 'art. 122', 'art. 18', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 2054', 'art. 2054']

circolazione di veicoli « Appunti di diritto amministrativo e civile
Categoria » circolazione di veicoli
Dei danni derivati dall’incendio del veicolo in sosta sulla pubblica via risponde anche l’assicuratore, salvo che l’incendio sia dipeso da una causa autonoma alla circolazione, quale il caso fortuito o l’azione dolosa dei terzi
Così deciso in data 20 luglio 2010
Cassazione civile, Sez. III, 20 luglio 2010, n. 16895
Contratto di assicurazione – Responsabilità civile auto – Sosta di un veicolo a motore su un’area pubblica – Incendio – Evento relativo alla circolazione stradale – Configurabilità – Azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicuratore del veicolo – Sussistenza.
La sosta di un veicolo a motore su un’area pubblica o ad essa equiparata integra anch’essa, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2054 c.c. e della legge n. 990 del 1969, art. 1 (ed ora del d.lgs. n. 209 del 2005, art. 122), gli estremi della fattispecie “circolazione“, con la conseguenza che dei danni derivati a terzi dall’incendio del veicolo in sosta sulle pubbliche vie o sulle aree equiparate risponde anche l’assicuratore, salvo che sia intervenuta una causa autonoma, quale il caso fortuito o l’azione dolosa dei terzi, da sola sufficiente ad escludere il nesso di causalità tra la circolazione e l’incendio stesso, che abbia determinato l’evento dannoso.
In particolare, vanno ritenuti risarcibili da parte dell’assicuratore i danni cagionati da un incendio propagatosi da un veicolo parcheggiato in sosta immediatamente dopo il manifestarsi di alcune avarie al motore (tra le precedenti, v. Cass. n. 13239/2008; Cass. n. 2302/2004).
È possibile la liquidazione in via equitativa del danno da fermo tecnico patito dal proprietario della autovettura danneggiata, anche in assenza di prova specifica in ordine al medesimo
Così deciso in data 27 gennaio 2010
Tag: fermo tecnico • rca • responsabilità civile auto • responsabilità da circolazione di veicoli • risarcimento in via equitativa
Cassazione civile, Sez. III, 27 gennaio 2010, n. 1688
Responsabilità extracontrattuale – Responsabilità da circolazione di veicoli – Danno da fermo tecnico – Risarcimento in via equitativa.
È possibile la liquidazione in via equitativa del danno da fermo tecnico subito dal proprietario dell’autovettura danneggiata a causa della impossibilità di utilizzarla durante il tempo necessario alla sua riparazione anche in assenza di prova specifica in ordine al medesimo, anche in assenza di prova specifica in ordine al medesimo, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo a cui esso era destinato. L’autoveicolo è, difatti, anche durante la sosta forzata, fonte di spesa (tassa di circolazione, premio di assicurazione) comunque sopportata dal proprietario, ed è altresì soggetto a un naturale deprezzamento di valore.
Il risarcimento del danno si estende agli oneri accessori e consequenziali e, dunque, comprende anche l’IVA, pur se la riparazione non è ancora avvenuta
Tag: IVA • rca • responsabilità civile auto • responsabilità da circolazione di veicoli
Responsabilità extracontrattuale - Responsabilità da circolazione di veicoli - Risarcimento del danno - Oneri accessori e consequenziali – IVA.
Poichè il risarcimento del danno si estende agli oneri accessori e consequenziali, se esso è liquidato in base alle spese da affrontare per riparare un veicolo, il risarcimento comprende anche l’IVA, pur se la riparazione non è ancora avvenuta – a meno che il danneggiato, per l’attività svolta, abbia diritto al rimborso o alla detrazione dell’IVA versata – perchè l’autoriparatore, per legge (D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 18), deve addebitarla, a titolo di rivalsa, al committente.
L’azione per il risarcimento diretto ex art. 149, d.lgs. n. 209/2005 è proponibile nei soli confronti della propria impresa di assicurazione
Così deciso in data 20 giugno 2009
Tag: rca • responsabilità civile auto • responsabilità da circolazione di veicoli
Giudice di pace di Bari, 20 giugno 2009
Contratto di assicurazione - Assicurazione della responsabilità civile auto – Circolazione stradale – Azione per il risarcimento diretto – Legittimazione passiva.
L’art. 149 del d.lgs. n. 209/2005 (codice delle assicurazioni private), nella sua interpretazione letterale, che rappresenta il primo criterio di interpretazione, prevede la proponibilità della azione per il risarcimento diretto nei soli confronti della propria impresa di assicurazione, alla quale può surrogarsi la compagnia di assicurazione dell’effettivo responsabile del sinistro riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato, di talché deve ritenersi, secondo la interpretazione sistematica data dalla giurisprudenza successiva, che un tale giudizio sia incompatibile con un accertamento concreto di responsabilità, ove stonerebbe la mancata previsione di chiamata in causa dell’effettivo responsabile del danno.
Pertanto, deve ritenersi che la norma dell’art. 149 citato costituisca lo strumento per far sì che vengano accelerati i tempi per il risarcimento del danno materiale da parte della compagnia di assicurazione del danneggiato che ha ragione, laddove, in presenza di situazioni conflittuali, debba sempre potersi adire la via giudiziale attraverso lo strumento tradizionale di cui alla ex l. n. 990/1969 come trasfusa nel d.lgs. n. 209/2005 e, pertanto, discutere di responsabilità nel contraddittorio di tutte le parti interessate giuridicamente a farlo.
In caso di sinistro stradale, l’accertamento della responsabilità di uno dei due conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente ex art. 2054 c.c., essendo in ogni caso necessario verificare anche il comportamento dell’altro conducente
Circolazione di veicoli – Accertamento del comportamento colposo di uno dei conducenti – Inidoneità per l’attribuzione della causa determinante ed esclusiva del sinistro – Superamento presunzione di colpa concorrente – Necessità che sia verificato anche il comportamento dell’altro conducente.
In caso di sinistro stradale, l’accertamento in concreto della responsabilità di uno dei due conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente stabilita dall’art. 2054 c.c., comma 2, essendo a tal fine necessario che l’altro conducente si sia uniformato alle norme sulla circolazione.
Pertanto, qualora resti individuato il comportamento colposo di uno dei conducenti, per attribuire a lui la causa determinante ed esclusiva del sinistro, è in ogni caso necessario verificare anche il comportamento dell’altro conducente, per determinare se, in rapporto alla situazione di fatto accertata, gli si debba muovere un qualche rimprovero in ordine alla causazione dell’evento (cfr. Cass. n. 3185/1997).