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Timestamp: 2018-12-10 15:02:37+00:00
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Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza n. 17733 del 29 agosto 2011. La notificazione a mezzo posta deve ritenersi validamente effettuata al custode del fabbricato - Renato D'Isa
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Sentenza n. 17733 del 29 agosto 2011
La notificazione a mezzo posta deve ritenersi validamente effettuata, ai sensi della L. 20 novembre 1982, n. 890, art. 7, comma 3, anche qualora il piego contenente l’atto oggetto della notificazione sia consegnato, nell’assenza del destinatario ed in mancanza delle altre persone indicate nel comma secondo dei suddetto articolo, al custode del fabbricato. Infatti, poichè il rapporto di lavoro del custode di un fabbricato è continuativo, deve presumersi, fino a prova contraria, che, come per il portiere, tra le mansioni del custode rientri la distribuzione della posta ai destinatari che abitano nel fabbricato custodito.
Invero, come si è avuto già modo di statuire (Cass. sez. 2 n. 375 del 10/1/2008) “la notificazione a mezzo posta deve ritenersi validamente effettuata, ai sensi della L. 20 novembre 1982, n. 890, art. 7, comma 3, anche qualora il piego contenente l’atto oggetto della notificazione sia consegnato, nell’assenza del destinatario ed in mancanza delle altre persone indicate nel comma secondo dei suddetto articolo, al custode del fabbricato. Infatti, poichè il rapporto di lavoro del custode di un fabbricato è continuativo, deve presumersi, fino a prova contraria, che, come per il portiere, tra le mansioni del custode rientri la distribuzione della posta ai destinatari che abitano nel fabbricato custodito”.
In senso analogo si è pure espressa in precedenza la sezione lavoro di questa Corte con sentenza n. 2276 del 14/2/2003, attraverso la quale si è affermato che “in caso di notificazione a mezzo del servizio postale, la disposizione della L. n. 890 del 1982, art. 7, comma 3, secondo cui, nell’assenza del destinatario e in mancanza delle altre persone indicate nel secondo comma, la consegna del piego contenente l’atto oggetto della notificazione può essere effettuata al portiere dello stabile o ad altra persona che, vincolata da rapporto continuativo, sia comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario, è applicabile anche alle persone giuridiche;
inoltre, poichè il rapporto di lavoro del custode di un fabbricato è continuativo, la notifica deve ritenersi validamente effettuata anche qualora l’atto giudiziario sia stato consegnato al medesimo, dovendosi presumere, fino a prova contraria, che, come per il portiere, tra le sue mansioni rientri la distribuzione della posta ai destinatari che abitano, ovvero – nel caso di società – hanno sede nel fabbricato custodito”.
A conferma che trattasi di orientamento consolidato è sufficiente ricordare, infine, la sentenza n. 2327 del 3/3/1998 della 3^ sezione di questa Corte con la quale si è spiegato che “poichè il rapporto di lavoro del custode di un fabbricato è continuativo, è valida la notifica di un atto giudiziario – a mezzo del servizio postale – consegnato al medesimo, dovendosi presumere, fino a prova contraria che, come per il portiere, tra le sue mansioni rientri la distribuzione della posta ai destinatari, abitanti nel fabbricato custodito (L. 20 novembre 1982, n. 890, art. 7, comma 3)”.
La mancata costituzione dell’ente intimato comporta che non va adottata alcuna statuizione sulle spese del presente giudizio
Corte di Cassazione, Sezione II civile, Sentenza depositata il 18 maggio...
renatodisa - 19 maggio 2011