Source: https://www.mysolution.it/lavoro/informazioni/notizie-del-giorno/?date=04-02-2020
Timestamp: 2020-02-26 03:48:16+00:00
Document Index: 48044250

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 49', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2112']

Notizie del 4 febbraio 2020
NEWS - TUTELA DEL CONSUMATORE
Vendite piramidali, il Consiglio di Stato indica i casi in cui si viola la concorrenza
Con la sentenza 21 novembre 2019, n. 321 , depositata lo scorso 13 gennaio, il Consiglio di Stato ha fornito chiarimenti in merito agli aspetti giuridici connessi alle vendite piramidali in rapporto al principio di concorrenza.
I giudici di Palazzo Spada, in particolare, hanno sottolineato che si viola la concorrenza perchè si crea non una rete di vendita multilivello, bensì un sistema piramidale di acquisto da parte dei consumatori che vengono fittiziamente reclutati come incaricati alle vendite nel caso in cui ci sia una assoluta prevalenza dei proventi connessi al reclutamento e all’autoconsumo su quelli derivanti dalle vendite dirette e l’incaricato sia principalmente indotto a reclutare nuovi consumatori anche per recuperare quanto inizialmente versato.
Nello specifico, è stato affermato che l’ordinamento giuridico prende in separata considerazione il caso in cui la figura dell’incaricato alle vendite si sovrappone a quella di “consumatore”: è a questa ipotesi che si riferisce l’art. 23, comma 1, lettera p), del Codice del consumo, il quale ‒ all’interno della lista delle pratiche commerciali considerate “in ogni caso” ingannevoli ‒ contempla la condotta del professionista che avvia, gestisce o promuove “un sistema di promozione a carattere piramidale nel quale il consumatore fornisce un contributo in cambio della possibilità di ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall’entrata di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti”. La previsione è riferita alle vendite multilivello che inducono gli incaricati all’acquisto dei prodotti per uso personale.
Il fondamento di tale disposizione – hanno affermato i giudici amministrativi - è quella di contrastare i sistemi distributivi basati sul progressivo ampliamento della base di consumatori reclutati con la prospettiva illusoria di ingenti guadagni. Poiché anche le microimprese sono oramai incluse tra i soggetti tutelati dalla disciplina dettata per le pratiche commerciali scorrette, deve ritenersi ‒ in assenza di una disposizione analoga a quella che il Legislatore ha espressamente inserito per escludere l’applicabilità della tutela prevista dal codice del consumo in materia di pubblicità ingannevole per le microimprese (art. 19, comma 1, del Codice del consumo) ‒ che l’ambito applicativo dell’art. 5 della Legge n. 173/2005 sia limitato ai soli rapporti tra soggetti in cui quello tutelato non è, né il consumatore, né la microimpresa.
Sentenza 13 gennaio 2020, n. 321/2020
Siglato l’accordo di rinnovo per il premio aziendale anno 2020 in Agenzia delle Entrate-Riscossione
In data 30 gennaio 2020 è stato siglato - tra l’Agenzia delle Entrate Riscossione e la FABI, la FIRST CISL, la FISAC CGIL, la UILCA - l’accordo che ha definito il premio aziendale anno 2020, da corrispondere al personale delle Aree professionali ed ai Quadri direttivi dell'Ente Pubblico Economico Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Gli importi inerenti il 2020 (da erogare nel mese di giugno 2021) sono i seguenti:
Siglato il CCNL Edili artigianato
In data 3 febbraio 2020 è stato siglato - tra Anaepa Confartigianato Edilizia, le altre Organizzazioni artigiane dell’edilizia e Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil - il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Edili (artigianato).
Le Parti firmatarie hanno concordato:
un aumento retributivo in grado di recuperare, da febbraio 2020, l’AFAC (in due tranches, con scadenza marzo 2021 e gennaio 2022);
l'incremento di € 2 del contributo primario a PREVEDI a parametro 100 (operaio comune), a decorrere dal 1° marzo 2020;
la costituzione della Commissione Bilaterale, denominata “Commissione apprendistato e specificità” (per redigere, entro il 31 maggio 2020, testi normativi e contrattuali sulla base delle richieste avanzate in sede di trattativa contrattuale dalla parte datoriale).
In vigore il nuovo Regolamento per la protezione dei dati personali trattati dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro
L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato la Determina Direttoriale n. 3/2020 del 7 gennaio 2020 con la quale è stato adottato il Regolamento INL per la protezione dei dati personali, ex art. 24 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
Il documento - entrato in vigore il 1° febbraio 2020 - si applica ai dati personali trattati dall’INL ed ha lo scopo di individuare:
le misure atte a garantire che il trattamento avvenga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, della dignità delle persone, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale;
i ruoli e i compiti dei soggetti autorizzati a trattare i dati personali.
Al riguardo, si ricorda che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro tratta i dati di tipo personale relativi a:
cittadini/utenti, loro familiari e/o accompagnatori;
personale in rapporto di dipendenza, convenzione o collaborazione;
Regolamento 7 gennaio 2020
Mobbing, prosegue alla Camera l'esame delle nuove norme
Sono previste per oggi presso la Commissione Lavoro di Montecitorio alcune audizioni nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 1722, C. 1741 e C. 2311, contenenti norme per la prevenzione e il contrasto delle molestie morali e delle violenze psicologiche in ambito lavorativo (mobbing).
In particolare, la proposta C. 1722 precisa che per “molestie morali e violenze psicologiche nell’ambito del posto di lavoro” si intendono le azioni, esercitate esplicitamente con modalità lesiva, che sono svolte con carattere sistematico e che hanno il fine di emarginare, discriminare, screditare o comunque recare danno alla lavoratrice o al lavoratore in relazione alla sua carriera, alla sua autorevolezza e al suo rapporto con gli altri.
La molestia morale e la violenza psicologica possono avvenire anche attraverso:
la rimozione da incarichi;
l’esclusione dalla comunicazione e dalle informazioni aziendali;
la svalutazione sistematica dei risultati, fino a un sabotaggio del lavoro, che può essere svuotato dei contenuti ovvero privato degli strumenti necessari al suo svolgimento;
il sovraccarico di lavoro o l’attribuzione di compiti impossibili o inutili, che acuiscono il senso di impotenza e di frustrazione;
l’attribuzione di compiti inadeguati rispetto alla qualifica e alla preparazione professionale o alle condizioni fisiche e di salute;
l’esercizio da parte del datore di lavoro o dei dirigenti di azioni sanzionatorie, quali reiterate visite fiscali o di idoneità, contestazioni o trasferimenti in sedi lontane, rifiuto di permessi, di ferie o di trasferimenti, finalizzate all’estromissione del soggetto dal posto di lavoro;
gli atti persecutori e di grave maltrattamento, le comunicazioni verbali o scritte distorte e le tesi a critica, anche di fronte a terzi;
la squalificazione dell’immagine personale e professionale;
le offese alla dignità personale, attuate da superiori, da parigrado o da subordinati, o dal datore di lavoro.
Proposta di legge C. 1722
Proposta di legge C. 1741
Comunicate le aliquote contributive per l’anno 2020 della Gestione Separata
L’INPS – con Circolare del 3 febbraio 2020, n. 12 – ha comunicato le aliquote, il valore minimale ed il valore massimale del reddito erogato per il calcolo dei contributi dovuti da tutti i soggetti iscritti alla Gestione Separata, ex art. 2, comma 26, legge n. 335/1995.
Di seguito, le aliquote contributive per il 2020:
Il massimale di reddito è pari ad € 103.055,00 (nel 2019 era pari ad € 102.543,00), mentre il minimale di reddito è pari ad € 15.953,00 (nel 2019 era pari ad € 15.878,00).
Circolare 3 febbraio 2020, n. 12
Gestione separata - aliquote contributive anno 2020
Al via il servizio ISEE precompilato
L'INPS - con comunicato del 3 febbraio 2020 - ha reso noto che dalla medesima data è possibile accedere telematicamente alla Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU) in modalità precompilata (cd. ISEE precompilato).
Il suddetto servizio online agevola e semplifica la compilazione della DSU con dati precompilati grazie alla condivisione delle informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS.
All’interno del servizio, nella sezione “Come fare?”, sono disponibili alcuni tutorial utili a comprendere le varie fasi del processo di acquisizione della dichiarazione precompilata.
Ad ogni modo, il cittadino può comunque ottenere l’ISEE presentando la DSU anche nella modalità non precompilata.
Al riguardo, si ricorda che l'INPS - con Messaggio del 13 gennaio 2020, n. 96 - ha fornito tutti i dettagli sul processo e sulle modalità di acquisizione della DSU.
Comunicato Stampa 3 febbraio 2020
Leggi anche Italia Oggi, L'Isee precompilato disponibile online, di Daniele Cirioli
NEWS - INAIL, CONTRIBUZIONE
Fissata la misura della riduzione del premio assicurativo artigiani per l'anno 2019
In data 3 febbraio 2020, l'INAIL ha comunicato la misura della riduzione del premio assicurativo artigiani per l'anno 2019.
Al riguardo, l'Istituto ha ricordato che il Decreto interministeriale MLPS/MEF del 7 novembre 2019 ha stabilito - per le imprese artigiane che non hanno avuto infortuni nel biennio 2017/2018 - in misura pari al 7,38%, la riduzione del premio assicurativo dovuto per il 2019.
Al riguardo, è opportuno ricordare che le tariffe dei premi sono distinte per ciascuna delle seguenti gestioni:
I datori di lavoro sono inquadrati in queste gestioni tariffarie secondo la classificazione disposta ai fini previdenziali e assistenziali, ex art. 49, legge n. 88/1989, tenendo conto anche delle specifiche disposizioni di cui all'art. 1, D.Lgs. n. 38/2000.
Tariffe premi
Illegittimità del licenziamento collettivo e contestuale accertamento della cessione di ramo d'azienda
La Cassazione - con sentenza del 31 gennaio 2020, n. 2315 - ha affermato che il giudice che dichiara l'illegittimità del licenziamento collettivo ha la facoltà di accertare anche la sussistenza di una cessione di ramo d'azienda.
Al riguardo, l’art. 2112 cod. civ. recita “In caso di trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano. Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Con le procedure di cui agli artt. 410 e 411 del codice di procedura civile il lavoratore può consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro. Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'impresa del cessionario. L'effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello.
Ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamenti, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento. Il lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di cui all'articolo 2119, primo comma …”.
Nel caso in specie, la Suprema Corte ha precisato che tale ulteriore accertamento giudiziale rileva ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio di quei lavoratori dipendenti soggetti al trasferimento da un'impresa all'altra.
Sentenza 31 gennaio 2020 n. 2315
Illegittimità del licenziamento collettivo
Sottoscritto avviso comune in ordine agli effetti del...
Omessi o insufficienti versamenti fiscali e DURF: i...
Legittimità del licenziamento per g.m.o. ed onere della...
Italia Oggi Un futuro insieme ai giovani
Italia Oggi Stop a contributi e formazione
Italia Oggi Lavoro agile in via automatica