Source: http://www.ivorossi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1925:approvate-le-norme-per-lapplicazione-del-piano-casa-a-padova
Timestamp: 2013-12-12 19:23:55+00:00
Document Index: 27563640

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.16', 'art.33', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 2']

Approvate le norme per l'applicazione del Piano Casa a Padova, in appendice il vademecum
Il PIANO CASA A PADOVA: COSA POSSO FARE? (Legge Regionale 8 luglio 2009, n. 14, come modificata e integrata dalla L.R. 13/2011)A. Sono proprietario di una casa singola.1) di quanto posso ampliarla?I) Puoi eseguire, in base all’articolo 2 della Legge, un ampliamento fino al 20% del volume esistente. Qualora installi (o hai già installato) un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica con una potenza minima di 3 Kw, puoi aggiungere all’ampliamento un ulteriore 10% del volume, arrivando fino al 30% in più rispetto all’edificio originario. Qualora tu esegua interventi di adeguamento della tua casa alle normative sul risparmio energetico (D.Lgs.192/2005 e successive modifiche) portandola a conseguire una prestazione di Classe B, puoi ampliare di un ulteriore 15%, conseguendo un massimo del 45% rispetto al volume dell’edificio esistente.
II) Qualora l’abitazione sia esistente prima del 1 gennaio 1989, in base all’articolo 3 della Legge puoi anche demolirla e ricostruirla, adeguandola alle normative sul risparmio energetico ed alle altre normative tecniche oggi vigenti (es. antisismiche, sull’isolamento dal rumore, sulla sicurezza degli impianti, sull’eliminazione delle barriere architettoniche, ecc.) ed eseguendo, contemporaneamente, l’ampliamento; sei obbligato, in tal caso, ad adottare altri accorgimenti in materia di risparmio energetico, uso di fonti di energia rinnovabile, risparmio idrico, ecc., stabiliti dalla Regione con la Deliberazione di Giunta Regionale n.2499 del 4 agosto 2009. Occorre realizzare interventi tali da conseguire un punteggio minimo, stabilito dalla stessa delibera regionale, al di sotto del quale non sono consentiti gli ampliamenti; al di sopra di tale punteggio, e per punteggi via via maggiori (cioè, eseguendo un maggior numero di interventi in materia di risparmio di energie rinnovabili, ecc., ovvero interventi di migliore qualità), potrai ampliare l’edificio dal 20% al 40% del volume preesistente. 2) L’ampliamento deve essere addossato all’edificio esistente (a contatto con uno dei lati) o può essere realizzato anche in sopraelevazione? Anche in sopraelevazione. Puoi realizzare un piano in più oltre l’altezza massima stabilita dal Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per la zona in cui ricade la tua casa. Nel caso concluda l’edificio con un tradizionale tetto in pendenza (a due o a quattro falde), realizzando un piano cosiddetto “mansardato”, puoi superare l’altezza massima di m.2,50; nel caso, invece, realizzi un tetto piano puoi superare l’altezza massima di m. 3. Nel caso il tuo edificio sia già superiore all’altezza massima di zona puoi, comunque, realizzare un piano in più. 3) Posso aumentare il numero delle unità immobiliari? Si. In tal caso devi garantire almeno un posto auto esterno, di superficie minima di 10 mq, per ciascuna unità immobiliare realizzata in aggiunta alle preesistenti. Inoltre, se vuoi realizzare l’ampliamento fino al 30% del volume esistente, devi installare un impianto fotovoltaico in grado di garantire una potenza minima di 3 KW per ciascuna delle unità immobiliari di cui è composto l’edificio finale. 4) Se esiste un corpo edilizio contiguo alla casa, posso utilizzarlo per ampliare l’appartamento? Per ampliare l’appartamento puoi utilizzare anche un corpo edilizio contiguo (che sia, cioè, addossato all’edificio o posto nelle sue immediate vicinanze) come, ad esempio, un magazzino od un laboratorio, un deposito attrezzi, un ex annesso rustico - stalla o fienile -, ecc.. 5) Posso utilizzare il volume in più che la legge concede anche per realizzare un corpo separato, ad esempio per dotare la casa di nuovi garages? Lo puoi fare solo nell’eventualità che non risulti possibile realizzare l’ampliamento in aderenza, o nei casi in cui l’ampliamento comprometta l’armonia estetica del fabbricato. In tali circostanze devi presentare una domanda di parere preventivo al Comune (Settore Edilizia Privata), che è tenuto a rispondere entro 30 giorni, trascorsi i quali, se non ricevi risposta, puoi presentare la DIA (Denuncia di Inizio Attività); il Comune, poi, deve valutare la DIA entro ulteriori 30 giorni, trascorsi i quali senza che sia intervenuto un provvedimento di divieto puoi realizzare l’intervento. 6) Posso utilizzare il volume in più che la legge concede anche per realizzare un corpo separato da destinare ad una nuova abitazione? Lo puoi fare se sei proprietario di una prima casa e se la nuova abitazione sarà abitata per almeno due anni dalla data dell’agibilità da un tuo famigliare, che si impegni a farlo al momento della presentazione del progetto al comune. Il nuovo corpo separato dovrà usufruire degli stessi accessi della tua casa e non essere separato da questa con recinzioni. 7) Posso utilizzare il volume in più che la legge concede per recuperare il sottotetto, trasformandolo in appartamento? E a quali condizioni? La legge consente di utilizzare il volume corrispondente all’ampliamento di cui all’articolo 2 (dal 20 al 30%) anche per trasformare le soffitte in locali utili (cioè, in vere e proprie camere o, anche, se l’ampiezza è sufficiente, in un nuovo appartamento) purché abbiano le caratteristiche stabilite dalla L.R.12/99, e, cioè, altezza media almeno pari a m.2,40, e siano stati realizzati prima del 31 maggio 2011. 8) Quali sono le distanze che devo rispettare eseguendo l’ampliamento? In generale sono le distanze stabilite dal Piano Regolatore Generale nell’ambito delle Norme Tecniche di P.R.G. , che possono variare a seconda della Zona in cui ricade l’intervento e in funzione dell’altezza dell’edificio. Per i casi più frequenti, la distanza è di 10 metri dalle pareti degli edifici fronteggianti (qualora almeno una delle pareti interessate sia dotata di finestre), e di 5 metri dai confini del lotto e dalle strade. In caso di pareti esistenti poste a distanza inferiore di 5 metri dal confine, se sul lotto confinante non sono presenti edifici a meno di 10 metri, puoi eseguire la sopraelevazione della parete stessa fina ad un’altezza di 10 metri; oltre questa altezza dovrai arretrare la tua costruzione mantenendo una distanza dal confine sempre pari alla metà dell’altezza dell’edificio. Questo limite non sussiste dal lato della strada pubblica. In caso di sopraelevazione di corpi di fabbrica a carattere pertinenziale (garages, ripostigli, tettoie, ecc.), devi, invece, rispettare la distanza minima di 5 metri dal confine. In tutti i casi la valutazione puntuale dovrà essere effettuata dal professionista incaricato in sede di presentazione della DIA. 9) E se mi metto d’accordo con il vicino confinante? Puoi sottoscrivere accordi scritti con i confinanti che consentano di derogare dalle distanze dai confini (non dalla distanza minima di 10 metri tra i fabbricati); tali accordi potranno consentire anche di realizzare costruzioni in aderenza sul confine dei lotti, ecc.. Il Comune, a seconda dei casi e/o in linea generale, potrà richiedere che gli accordi di cui sopra siano registrati presso un notaio e/o trascritti presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari. 10) E rispetto alle distanze dalla strada pubblica? Devi rispettare le distanze stabilite dal P.R.G., in genere 5 metri. Se tutti, o almeno un certo numero degli edifici vicini o esistenti nella stessa via presentano una distanza inferiore, puoi chiedere al Comune di poter costruire a questa stessa distanza, presentando una richiesta di parere preliminare, secondo le stesse modalità illustrate nella risposta alla domanda n.5. Per la distanza dalle strade fuori dal centro abitato devi rispettare le disposizioni del Codice della Strada. 11) Esistono limiti di altezza per l’ampliamento, o per l’edificio ampliato? I limiti sono quelli già descritti nell’ambito della risposta alla domanda n.2. 12) Esistono agevolazioni economiche per gli interventi, ad esempio in caso di prima casa di abitazione? La prima casa di abitazione è l’unica fattispecie che prevede alcune agevolazioni, quali la riduzione del 60% del contributo di costruzione e l’esenzione dall’obbligo di adeguare a propria cura e spese le opere di urbanizzazione esistenti. Inoltre, se installi (o hai già installato) un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica con una potenza minima di 3 Kw per ciascuna unità immobiliare risultante alla fine dell’intervento, l’intervento stesso sarà totalmente gratuito. Infine, se la prima casa di abitazione è situata in zona agricola, l’ampliamento previsto dall’articolo 2 della Legge si calcola non sul volume dell’edificio esistente, ma su quello corrispondente alla massima possibilità di ampliamento già prevista per legge (800 mc); per esempio, in caso di ampliamento fino al 20% l’edificio ampliato potrà conseguire una volumetria pari a 960 mc. 13) Cosa si intende per prima casa di abitazione? La definizione di prima casa di abitazione è stata formulata con la Legge Regionale 26/2009, ad integrazione della L.R.14/09, e successivamente modificata dalla L.R. 13/2011, ed è la seguente: “...per “prima abitazione del proprietario” di cui all’articolo 7 della legge regionale 8 luglio 2009, n 14 e “prima casa di abitazione” di cui al comma 3, comma 4, comma 6 e comma 7 dell’articolo 9 della medesima legge si intendono le unità immobiliari in proprietà, usufrutto o altro diritto reale in cui l’avente titolo, o i suoi familiari, risiedano oppure si obblighino a stabilire la residenza e a mantenerla per ventiquattro mesi ed a mantenerla almeno per i ventiquattro mesi successivi al rilascio del certificato di agibilità”. 13)Posso demolire e ricostruire la casa per adeguarla alle normative attuali, realizzando, contestualmente, gli ampliamenti previsti dalla Legge? Le modalità per eseguire la demolizione e ricostruzione con ampliamento degli edifici, che devono essere esistenti da prima del 1989, sono già state illustrate nella risposta alla domanda n.1. Occorre, tuttavia, prestare particolare attenzione alla zona di P.R.G. in cui ricade l’intervento, in quanto, mentre gli ampliamenti di cui all’art.2 della Legge sono consentiti nella quasi totalità del territorio comunale (escluso il Centro Storico e altre zone particolari, nonché per gli edifici di pregio architettonico, quali quelli vincolati o alcuni di quelli realizzati prima del 1942, ecc.), gli ampliamenti fino al 40% di cui all’articolo 3 della Legge non sono consentiti in numerose zone del P.R.G., elencate per sommi capi nella domanda n.33. 14)Quali oneri devo sostenere per l’intervento? Tranne in caso di prima casa di abitazione, di cui alle domande n.11 e 12, sei tenuto al pagamento integrale del contributo di costruzione di cui all’art.16 del D.P.R.380/2001 ed ad eseguire a tua cura e spese gli eventuali adeguamenti delle opere di urbanizzazione resi necessari dall’esecuzione dell’intervento stesso o, comunque, da eventuali carenze dell’edificio originario. 15)Posso eseguire l’ampliamento con forme e materiali diversi da quelli dell’edificio esistente o devo mantenere le stesse caratteristiche estetiche? L’ampliamento non deve compromettere l’armonia estetica dell’edificio esistente; pertanto dovrai, in generale, realizzarlo con le stesse caratteristiche quanto a materiali, forma dei fori esterni, tipologia dei tetti, finiture, ecc; tuttavia potrai anche utilizzare materiali diversi, purché il risultato sia armonico. In caso l’ampliamento non si inserisca correttamente nel contesto architettonico e ambientale il Comune potrà vietare l’intervento. B. Sono proprietario di una porzione autonoma di un edificio bifamiliare. 16)Posso eseguire gli ampliamenti alle stesse condizioni previsti in caso di abitazioni singole? Si. Tuttavia dovrai prestare attenzione al corretto inserimento architettonico ed ambientale dell’ampliamento anche con riferimento all’altra porzione dell’edificio. C. Sono proprietario di una abitazione inserita in un complesso di case a schiera. 17) Posso attuare gli stessi ampliamenti possibili per le case singole o per le bifamiliari? Nelle case a schiera gli ampliamenti possono essere ammessi solo qualora siano realizzati in maniera uniforme e con le stesse modalità su tutte le case appartenenti alla schiera. Il requisito dell’uniformità va inteso come coerenza delle forme architettoniche. L’intervento deve essere assentito da tutti i proprietari, che devono, insieme, firmare il progetto complessivo. Devo, comunque, presentare al Comune una domanda di parere preliminare secondo le modalità già descritte nella risposta alla domanda n 5. Gli interventi sui singoli alloggi della schiera possono essere eseguiti anche in tempi diversi, purché siano tutti conclusi entro i termini di validità della DIA (3 anni). D. Sono proprietario di un appartamento in condominio. 18) Posso attuare gli stessi interventi previsti per i casi precedenti? Per poter eseguire gli interventi di ampliamento previsti dall’articolo 2 della Legge devi rispettare le norme che regolano il condominio. A seconda dei casi, perciò, dovrai conseguire il parere favorevole dell’assemblea condominiale (ad esempio, nel caso di realizzazione di una veranda - che però deve tener conto dell’estetica del condominio e, in genere, non può essere effettuata isolatamente - ), ovvero sottoscrivere contratti che modificano gli atti di proprietà e/o le quote millesimali (ad esempio, nel caso di ampliamento sul suolo condominiale di un garage al piano terra). 19)Posso realizzare una veranda a chiusura di un poggiolo? Per realizzare una veranda devi conseguire il parere favorevole dell’assemblea condominiale: inoltre, devi rispettare l’estetica dell’edificio, per cui, in genere, l’intervento dovrà essere eseguito almeno per tutte le logge o i poggioli che prospettano sulla stessa facciata, o almeno per file orizzontali o verticali complete. In tali casi devi presentare una domanda di parere preventivo al Comune, con le modalità già illustrate nella risposta alla domanda n.5. 20)Posso, qualora per me non sia possibile o conveniente l’ampliamento, cedere la mia quota del 20 % (o quelle maggiori previste dalla legge) ad altri condomini, o, anche, a terzi? La quota di ampliamento calcolata sul volume del tuo alloggio può, in linea teorica, essere anche ceduta ad altri condomini o a terzi; tuttavia, in genere, sarà necessario l’accordo di tutti. A seguito di un accordo contrattuale tra tutti i condomini, ad esempio, si potrebbe cedere le quote solo ad alcuni, i quali potrebbero realizzare nuovi alloggi sulla terrazza di copertura, ovvero offrire tale possibilità ad un impresa in cambio dell’esecuzione di lavori di adeguamento alle norme sul risparmio energetico (sostituzione degli infissi esterni con altri meno disperdenti, realizzazione di cappotto isolante esterno, installazione di pannelli solari e/o fotovoltaici per la produzione di acqua calda sanitaria o energia elettrica, ecc.). E) Sono proprietario di un negozio, adibito a piccolo commercio, a pubblico esercizio o ad una attività artigianale cosiddetta “di servizio” (parrucchiere, tappezziere, corniciaio, elettricista, ecc.) 21) Posso eseguire gli ampliamenti previsti dalla Legge per aumentare la superficie dell’attività, ad esempio realizzando un gazebo, una veranda o una tettoia sul fronte strada o sullo spazio interno? A seconda delle zone del Piano Regolatore generale in cui ricade l’edificio possono, in linea teorica, essere attuati gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 della Legge. Tuttavia, le condizioni di fatto (esigenza di rispetto delle norme che regolano il condominio, necessità di rispettare le distanze dalla strada, ecc.) rendono, nella pratica, molto difficile la realizzazione di questi tipi di interventi, a meno che non si abbiano a disposizione ampi spazi scoperti (prevalentemente nei cortili o giardini interni), che consentano di rispettare le distanze dai confini. In tutti i casi, l’intervento deve armonizzarsi con l’estetica degli edifici, deve rispettare il verde esistente e tenere conto delle esigenze di permeabilità del suolo e/o della circolazione stradale o ciclo-pedonale in caso sia realizzabile in rapporto con la strada pubblica, nonché prevedere nuovi parcheggi nella misura del 40% della superficie di ampliamento. F) Sono proprietario di un edificio commerciale in cui è insediata una media struttura di vendita 22) Posso eseguire gli ampliamenti previsti dalla Legge per aumentare la superficie dell’attività? In generale puoi eseguire l’ampliamento della superficie coperta dell’edificio per aumentare la superficie di vendita soltanto se la superficie di vendita risultante, comprensiva dell’ampliamento, non superi i 1000 mq . Nel caso di ampliamento ai sensi dell’articolo 2 della Legge puoi, in luogo dell’ampliamento della superficie coperta, realizzare un eguale ampliamento della superficie lorda di pavimento (superficie utile + spessore delle murature esterne) all’interno dell’edificio (ad esempio, mediante la realizzazione di un soppalco), o, anche, sopraelevando l’edificio stesso. Devi, tuttavia, prestare particolare attenzione alla zona di P.R.G. in cui ricade l’intervento, in quanto l’edificio deve ricadere in zona cosiddetta “propria”, nella quale, cioè, il P.R.G. ammette o considera compatibile la destinazione d’uso commerciale. G) Sono proprietario di un ufficio. 23)Posso ampliarlo analogamente a quanto succede per un appartamento? Gli ampliamenti possono essere attuati in analogia a quelli previsti per gli edifici residenziali (vedi le risposte alle domande da 1 a 5, da 7 a 10 e da 13 a 20), ma il calcolo dell’ampliamento va effettuato non sul volume ma sulla superficie coperta o, in alternativa, in eguale misura sulla superficie lorda di pavimento (vedi risposta alla domanda n 22). H) Sono proprietario di un autofficina, o di una carrozzeria, una falegnameria, ecc. situate in una zona prevalentemente residenziale. 24) Posso eseguire gli ampliamenti previsti dalla Legge per aumentare la superficie dell’attività? Tali attività sono, per lo più, considerate di disturbo alla residenza o inquinanti (anche in termini di inquinamento da rumore) e, quindi, non compatibili con le zone residenziali. Pertanto agli edifici aventi tali destinazioni non si applicano gli ampliamenti previsti dalla Legge, tranne in caso di attività modeste e non inquinanti. I) Sono proprietario di un impianto produttivo industriale o artigianle. 25) Posso eseguire gli ampliamenti previsti dalla Legge per aumentare la superficie dell’attività? Gli ampliamenti della Legge per tali attività sono, sostanzialmente, consentiti in termini di superficie coperta o, in alternativa, di superficie lorda di pavimento all’interno dell’edificio (mediante, ad esempio, la realizzazione di un soppalco) o in sopraelevazione dello stesso nei limiti di cui all’articolo 2 della Legge (20% della superficie coperta), prevalentemente nell’ambito della Zona Industriale Sud (l’area ricadente nell’ex comprensorio della Zona Industriale di Padova situata a Sud del Canale Piovego). L’ampliamento, per legge, può essere attuato fino al 30% della superficie coperta esistente nel caso di utilizzo di fonti di energia rinnovabile – fotovoltaico - di potenza non inferiore a 3 Kilowatt, ma, nel caso di edifici industriali o artigianali di grandi superfici, si ritiene che l’utilizzo del fotovoltaico debba essere convenientemente incrementato rispetto al limite minimo sopraindicato. J) Sono un imprenditore edile o una società di investimenti 26) La Legge prevede interventi di riqualificazione del patrimonio esistente di dimensioni tali da richiedere l’intervento di operatori di livello medio- alto o è rivolta solo alle piccole imprese artigiane? L’articolo 3, comma 3 della Legge, come integrato dalle disposizioni della delibera comunale, prevede la possibilità, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici e tramite la predisposizione di un Piano Urbanistico Attuativo (P.U.A.), di attuare interventi di ricomposizione planivolumetrica di complessi di edifici esistenti da prima del 1989, finalizzati al perseguimento degli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici o di sicurezza delle costruzioni. In tali casi l’ampliamento può giungere, nel rispetto dei criteri previsti dal Comune con riguardo agli aspetti sopraindicati o nel perseguimento di elevati standard pubblici, fino al 50% del volume preesistente per gli edifici residenziali o della superficie coperta per gli edifici a destinazione diversa dalla residenziale (valutati proporzionalmente nei casi di destinazioni miste). Si tratta di una tipologia di intervento che richiede l’apporto di investimenti elevati, in genere garantiti da operatori di livello medio-alto. K) Quesiti che riguardano aspetti generali 27) Per gl interventi di ampliamento devo presentare il permesso di costruire o posso eseguirli con DIA? Tutti gli interventi di ampliamento previsti dalla Legge sono realizzabili mediante DIA. 28) Posso eseguire contemporaneamente interventi di ampliamento ai sensi della Legge e altri interventi di previsti dal P.R.G? Gli interventi di ampliamento previsti dalla Legge si possono eseguire in aggiunta alle potenzialità edificatorie residue previste dal P.R.G.. Pertanto, se il volume dell’edificio preesistente è inferiore a quello consentito dall’indice di edificabilità del lotto di terreno su cui insiste il fabbricato preesistente potrai aggiungere il corrispondente volume a quello dell’ampliamento consentito dalla Legge, o, anche, se previsti dalle norme di zona, i 100 mc per ciascuna unità immobiliare preesistente previsti dall’articolo 8 delle Norme Tecniche di attuazione del P.R.G. medesimo; in tal caso, tuttavia, dovrai presentare il permesso di costruire. 29) Posso ampliare l’edificio cambiando la destinazione d’uso? Si, purché la nuova destinazione sia conforme alle norme del Piano Regolatore Generale per la zona in cui ricade l’intervento. 30) Gli ampliamenti possono essere eseguiti anche se l’edificio esistente ha una destinazione d’uso non conforme con quelle previste dal P.R.G. per la zona in cui ricade? Si. E’ possibile anche, cambiando l’uso verso una destinazione conforme alle norme del Piano Regolatore Generale per la zona in cui ricade l’intervento, realizzare ampliamenti per gli edifici originariamente non conformi, ma, in tal caso, occorre prima predisporre un Piano Urbanistico Attuativo che deve essere approvato dal Comune. 31) Sono previste facilitazioni per gli impianti a pannelli solari e fotovoltaici o altri sistemi di sfruttamento passivo dell’energia solare (es. serre bioclimatiche, pareti ad accumulo, muri collettori,ecc.),? L’articolo 5 della Legge prevede alcune norme che agevolano la realizzazione di pensiline e tettoie da realizzare su abitazioni esistenti alla data di entrata in vigore della Legge stessa (11 luglio 2009) per il sostegno e l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici, nel rispetto delle norme di P.R.G. per quanto riguarda le distanze e i valori estetici del territorio (per cui la norma suddetta non si applica nel Centro Storico): tali facilitazioni riguardano, essenzialmente, il fatto che le stesse non devono essere conteggiate nel volume dell’edificio e che non pagano il contributo di costruzione. Analogamente per i vari sistemi di captazione dell’energia solare citati. 32) Come posso accertarmi se e in che misura gli ampliamenti si possono eseguire nell’immobile di mia proprietà? Devi rivolgerti ad un professionista abilitato (geometra, architetto, ingegnere, ecc.). 33) Quali sono le zone o i casi di esclusione previsti dalla Legge o dalla Deliberazione Comunale? I casi previsti dalla Legge e dalla Delibera del Consiglio Comunale, nei quali, in tutto o in parte, è esclusa l’applicazione della Legge sono di seguito illustrate: Gli ampliamenti previsti dalla Legge non si applicano: a) nel Centro Storico b) negli edifici vincolati dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici ai sensi del D.Lgs.42/2004-Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio; c) negli edifici tutelati dal P.R.G. o dal P.A.T.(Piano di Assetto del Territorio)/P.A.T.I.(Piano di Assetto del Territorio Intercomunale), che sono: gli edifici di interesse storico, architettonico e ambientale di cui all’articolo 24 delle N.T.A. del P.R.G.; gli edifici anteriori al ’42 ,quali singoli edifici che abbiano connotazioni di pregio, decorazioni, ecc. o gruppi di due o più edifici che presentino unità costruttiva o tipologica caratteristiche dell’epoca, qualora gli interventi risultino alterativi delle caratteristiche da salvaguardare; gli edifici del ‘900 individuati dal P.T.R.C.(Piano Territoriale Regionale di Coordinamento); le Ville Venete; d) nelle zone o aree inedificabili per le quali non era possibile il condono ai sensi dell’art.33 della L.47/85; e) negli edifici in cui sono presenti abusi edilizi soggetti a demolizione; f) negli edifici a destinazione commerciale qualora l’ampliamento porti all’aumento delle superfici di vendita in contrasto con la Legge Regionale sul Commercio (L.R.15/2004); g) nelle aree a rischio idrogeologico inedificabili individuate dal P.A.T.I. e/o dal P.A.T.; h) nelle seguenti zone di P.R.G.: - Zona residenziale “5 di conservazione” art. 17 delle N.T.A. - Zona di trasformazione integrata art. 17 bis delle N.T.A. - Zona polifunzionale di trasformazione art. 22 delle N.T.A. - Zona industriale di cui all’art. 21 e Zona Commerciale Artigianale di cui all’art. 22 ter delle N.T.A. individuate quali “ambiti di riqualificazione e riconversione” dal P.A.T.I./P.A.T. (art. 19.2.5 e art. 11.2.3).  Zona di Edilizia residenziale Pubblica di via Canestrini – via Gerardo i) negli edifici compresi in aree nelle quali è in corso di attuazione o, comunque, non è ancora concluso, sia con riguardo al completamento delle opere di urbanizzazione che al completamento di tutti gli edifici previsti, un Piano Urbanistico Attuativo, adottato o approvato; j) negli edifici in corso di costruzione o con progetto approvato o presentato, ancorché prima del 31 maggio 2011; gli edifici, cioè, devono essere esistenti alla data di entrata in vigore della Legge (9 luglio 2011). Sono, inoltre, individuate dalla delibera comunale alcune zone e aree in cui gli ampliamenti si applicano solo parzialmente:  per la “zona a destinazione privata soggetta a tutela dello stato di fatto” di cui all’articolo 23 delle N.TA del P.R.G. sono ammessi solo gli ampliamenti di cui all’articolo 2 della Legge, con esclusione della destinazione produttiva;  per le zone di perequazione ambientale e integrata di cui all’art. 16 delle N.T.A. del P.R.G. sono ammessi solo gli ampliamenti di cui all’art. 2 della Legge;  per la Zona Industriale Sud sono ammessi solo gli ampliamenti di cui all’articolo 2 della Legge limitatamente alle destinazioni produttiva, della logistica e della ricerca; sono tuttavia ammesse senza ampliamento, in deroga alle norme del P.A.T.I. (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale), modifiche delle destinazioni d’uso degli immobili per la realizzazione di attività di commercio all’ingrosso o di concessionarie di veicoli in genere;  per le zone territoriali omogenee di tipo D (si tratta di zone destinate ad attività produttive o terziarie, commerciali, direzionali, ecc.), salvo quelle che ricadono nei casi di esclusione, sono ammessi solo gli ampliamenti di cui all’articolo 2 della Legge;  nelle aree a servizi pubblici si applica l’articolo 2 della Legge limitatamente agli edifici residenziali nei casi in cui il P.R.G. preveda la possibilità di realizzare l’ampliamento di 100 mc per le unità esistenti al 1983; gli ampliamenti per gli edifici pubblici sono consentiti previa deliberazione del Consiglio Comunale. 34) Se ho già ampliato un edificio concludendo i lavori entro la data di entrata in vigore della L.R. 13/2011(9/07/2011) usufruendo degli ampliamenti previsti dalla L.R. 14/09, posso ampliarlo ancora? Gli edifici esistenti alla data di entrata in vigore della L.R. 14/2009 (11 luglio 2009) possono usufruire degli ampliamenti previsti una sola volta: tuttavia, se non hai raggiunto la percentuale massima di ampliamento possibile (es. 45% nel caso dell’articolo 2) puoi realizzare un ampliamento pari alla differenza tra la percentuale di ampliamento eseguito e quella massima, alle condizioni stabilite dalla Legge.
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