Source: https://renatodisa.com/corte-costituzionale-sentenza-del-17-giugno-2013-n-143-dichiarata-lillegittimita-costituzionale-dellarticolo-41-bis-comma-2-quater-lettera-b-ultimo-periodo-della-legge-26-lug/
Timestamp: 2019-05-24 22:04:45+00:00
Document Index: 47921261

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 41', 'art. 39']

Corte Costituzionale, sentenza del 17 giugno 2013 n. 143. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 41-bis, comma 2-quater, lettera b), ultimo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354 - Renato D'Isa
Home Corte Costituzionale Corte Costituzionale 2013 Corte Costituzionale, sentenza del 17 giugno 2013 n. 143. Dichiarata l’illegittimità costituzionale...
Corte Costituzionale, sentenza del 17 giugno 2013 n. 143. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 41-bis, comma 2-quater, lettera b), ultimo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354
Camera di Consiglio del 24/04/2013 Decisione del 17/06/2013
Deposito del 20/06/2013 Pubblicazione in G. U.
Norme impugnate: Art. 41-bis, c. 2°-quater, lett. b), della legge 26/07/1975, n. 354, come modificato dall’art. 2, c. 25°, lett. f), n. 2), della legge 15/07/2009, n. 94.
Atti decisi: ord. 241/2012
A tale operazione di irrigidimento non è sfuggita la disciplina dei colloqui. La novella ha, infatti, ridotto il numero dei colloqui personali mensili ad un solo; ha reso obbligatori (anziché discrezionali) il controllo auditivo e la videoregistrazione; ha stabilito che i colloqui telefonici possono essere concessi solo se non siano stati effettuati colloqui personali (e non già in aggiunta ad essi). Ma soprattutto – per quanto qui interessa – ha modificato l’ultimo periodo della citata lettera b) del comma 2-quater, aggiungendo alla immutata statuizione per cui «le disposizioni della presente lettera non si applicano ai colloqui con i difensori» le parole «con i quali potrà effettuarsi, fino ad un massimo di tre volte alla settimana, una telefonata o un colloquio della stessa durata di quelli previsti con i familiari»: ossia della durata massima di un’ora, quanto ai colloqui visivi (art. 37, comma 10, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, «Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà»), e di dieci minuti, quanto ai colloqui telefonici (terzo periodo della stessa lettera b dell’art. 41-bis, comma 2-quater, della legge n. 354 del 1975, che replica, in parte qua, l’art. 39, comma 6, del d.P.R. n. 230 del 2000).