Source: https://it.scribd.com/document/77815653/lingua-burocratica
Timestamp: 2019-10-23 22:53:04+00:00
Document Index: 179126212

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 806']

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Il lessico nei testi amministrativi
Ilaria Comar
Riflettiamo sul senso della semplificazione lessicale: essa cruciale in qualsiasi intervento che miri a restituire leggibilit e comprensibilit ai testi burocratici. Semplificare un documento amministrativo non significa soltanto intervenire sul lessico, che un aspetto di superficie della testualit1; significa lavorare a pi livelli, procedendo dalla superficie del testo verso la profondit fino alla riorganizzazione delle strutture logiche del documento. Ma la fase di selezione delle parole che devono dar vita al nostro pensiero preliminare. Cominciamo dunque ad affrontare la questione della chiarificazione del testo a partire dalla sfera del lessico. Il capitolo strutturato in due sezioni: la prima ha natura generale e intende collocare la lingua della burocrazia nel contesto del lessico della lingua italiana; la seconda dedicata allanalisi di frammenti testuali particolarmente significativi per mettere in luce i tratti dellitaliano burocratico, sia nei suoi aspetti pi di superficie (II.1) sia nelluso del termine tecnico (II.2).
SEZIONE I 1. IL LESSICO DELLA LINGUA ITALIANA LA COMUNICAZIONE (Jakobson)
Messaggio EMITTENTE Codice Canale Contatto CONTESTO
Teniamo presente lo schema della comunicazione elaborato da Jakobson2: affrontare la questione lessicale vuol dire interrogarsi sul ruolo che il codice svolge nellatto comunicativo. Il codice uno degli elementi della comunicazione che nei testi amministrativi entra in crisi perch presenta delle distorsioni comunicative. Molto spesso infatti, soprattutto nella comunicazione esterna, avviene che autore e destinatario non condividano linsieme delle parole che compongono il testo. Usare lo stesso codice linguistico non significa soltanto parlare in lingua italiana, significa usare parole che il destinatario in grado di capire. Se consideriamo il panorama del lessico italiano, possiamo renderci conto di quanto sia importante, per la scrittura di un testo chiaro e comprensibile, che i protagonisti dellatto comunicativo condividano il lessico.
Vedi Introduzione e cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. Vedi Introduzione.
De Mauro3, analizzando il lessico della lingua italiana, lo paragona a una grande sfera allinterno della quale si possono individuare diversi insiemi concentrici. Nellinsieme pi esterno si trovano i termini di linguaggi speciali che non escono fuori dei libri, articoli, discorsi fatti da particolari categorie []. Sono parole tutte ben note e parecchio usate ma limitatamente a questioni e interlocutori di una certa area semantico-pragmatica4. Esistono per parole dei linguaggi speciali o di aree locali, che vengono comprese e usate anche da persone che non sono specialisti del settore o che vivono in regioni diverse da quella di origine del termine. Per esempio, equazione un termine fondamentalmente matematico, penicillina un termine farmaceutico e medico, inflazione economico, eclisse astronomico, preposizione grammaticale, affluente geografico5 e cos via. Dunque molte persone di diverse categorie socioculturali e aree geografiche hanno una competenza lessicale attiva relativamente a questi vocaboli. Queste parole appartengono al vocabolario comune di una lingua. Il vocabolario comune contiene a sua volta altri sottoinsiemi concentrici. Quello pi ampio rappresenta il vocabolario di base e contiene circa 7.000 vocaboli generalmente compresi e usati dalle persone che hanno frequentato la scuola fino alla terza media. Allinterno del vocabolario di base possono essere individuate tre ripartizioni relative al grado di diffusione e di uso del singolo termine: il vocabolario di alta disponibilit (circa 2.300 termini appartenenti alla vita quotidiana, che ci sono ben noti ma che raramente ci capita di dire o di scrivere), il vocabolario di alto uso (circa 2.750 termini che usiamo con altissima frequenza) e infine il vocabolario fondamentale. Esso rappresentato dal sottoinsieme pi interno compreso nel vocabolario di base e conta circa 2.000 termini. formato dai vocaboli che chi parla una lingua ed uscito dallinfanzia conosce, capisce e usa [] sono le parole note alla generalit degli italiani che abbiano fatto studi elementari6. Il vocabolario fondamentale rappresenta insomma linsieme di parole con cui la stragrande maggioranza degli italiani riesce a comunicare. Pensiamo daltro canto che in Italia il 26% della popolazione non in grado di leggere e capire un testo breve7: quindi fondamentale che lautore abbia unidea dei termini conosciuti dal destinatario, in modo da selezionare le parole pi adeguate per agevolarlo nella decodifica del messaggio. La comunicazione avr successo solo se gli interlocutori conoscono le parole che compongono il testo, orale o scritto che sia. Non basta dunque condividere il codice della lingua italiana, necessario che autore e destinatario condividano la stessa porzione di lessico allinterno del complesso panorama appena descritto.
2. LA LINGUA DELLA BUROCRAZIA
Nel contesto del lessico italiano la lingua della burocrazia una variet assai complessa che
Mauro Mauro Mauro Mauro Mauro
(1997), pp. 82-90. Il grassetto mio. (1997), p. 84. (1997), p. 85. (1997), p. 87. - Vedovelli (2001), p. 26.
Sobrero inserisce nella categoria delle lingue speciali e che definisce lingua settoriale non specialistica8. Essa a differenza delle lingue specialistiche della fisica, della medicina, della meccanica, ecc. non ha un lessico specifico n risponde a regole peculiari (modalit di formazione dei neologismi, strutture testuali, ecc.) convenzionalmente stabilite e accettate9; invece una lingua settoriale che attinge in modo marcato ad altre lingue speciali ben pi specialistiche (quella giuridica, economica, finanziaria, ecc.) e prevalentemente allitaliano standard. La lingua della burocrazia ha un carattere evidente di sottocodice10, ma si distingue da altri sottocodici in quanto usata per parlare degli argomenti pi diversi, anche di quelli che riguardano la sfera privata dellindividuo. Pensiamo, per esempio, alla lettera che dalla pubblica amministrazione arriva al cittadino oppure pensiamo alla variet di contenuti delle circolari ministeriali. La lingua burocratica dunque una variet linguistica che si allontana dal linguaggio comune perch rifiuta gli usi informali e quotidiani di una lingua11, prediligendo invece tecnicismi lessicali e registri formalizzati, sebbene la formalizzazione sia diversa da quella delle lingue speciali scientifiche.
3. LITALIANO BUROCRATICO NELLA STORIA
Nel corso del XIX secolo accanto allunificazione politica della penisola italiana si definiscono i presupposti per ununificazione di tipo linguistico, che coinvolge per soltanto i ceti pi alti della popolazione12. Si assiste alla creazione di un corpo di burocrati [che] ha avuto effetti linguistici anzitutto sui burocrati stessi, che dai trasferimenti sono stati costretti ad abbandonare spesso, almeno in pubblico, il dialetto dorigine e ad usare e diffondere un tipo linguistico unitario13. Si consolida cos un codice linguistico lontano da quello quotidiano, ristretto alla sola sfera della burocrazia, mentre al di fuori di questa realt gli italiani restano dialettofoni e analfabeti. gi in questa fase che si delineano i tratti peculiari del tipo linguistico che oggi definiamo burocratese: i funzionari coniano espressioni e strutture linguistiche che ritroviamo intatte nei documenti contemporanei. Compaiono in questi anni, per esempio, nomi che derivano da verbi e che si formano affiggendo direttamente la desinenza alla base verbale;il tipo antico, ma serve per creazioni lessicali nuove e imprevedute: cos da ripartire si crea riparto, da rivendicare rivendica, da reintegrare reintegra14. Gi nel XIX secolo si percepiva il linguaggio burocratico come ambivalente, secondo quanto mostra, nel 1830, il Manuale, o sia guida per migliorare lo stile di cancelleria, di Giuseppe Dembsher15. Laltezza cronologica dellopera deve far riflettere. Si tratta di un manuale che ha come destinatari gli impiegati pubblici, i quali hanno il massimo bisogno, come il massimo dovere, di spiegarsi in guisa che certamente, e senza il pi lieve equivoco intendere si possa quello che ebbero in pensiero di dire. Gli impiegati devono avere uno stile chiaro e conciso,
Secondo Sobrero (1993b), p. 237 le lingue speciali: sono utilizzate per comunicare determinati argomenti, legati a particolari attivit lavorative e professionali, come ad esempio la matematica, la biologia, la linguistica, la musica, lo sport. Sobrero (1993b), p. 239 nota 4: nella chimica organica classica regole precise nella formazione delle parole stabiliscono che tutti gli acidi siano indicati con il suffisso -ico, tutti i sali con -ato, tutti i carboidrati con -osio, ecc.. 10 Sobrero (1993b) p. 237 parla di lingua speciale come equivalente di sottocodice, definito da Berruto (1987), pp. 156-68. 11 Cassese (1992), p. 322. Cfr. Mortara Garavelli (2001), p. 8. 12 Vedi Introduzione. 13 De Mauro (1972), p. 105. 14 De Mauro (1972), p. 106.Vedi in questo capitolo il paragrafo 1.2 della sezione II. 15 Dembsher (1830). Le citazioni che seguono sono tratte da Basile (1991), p. 25 e Morgana (1984), pp. 64-66.
e la chiarezza secondo lautore del manuale si pu ottenere se si eviteranno i vocaboli di multiforme significato; se la costruzione sar la pi semplice possibile; se i periodi saranno brevi; se non si adopreranno voci nuove o straniere che in caso di assoluta necessit. In particolare Giuseppe Dembsher punta il riflettore sopra un buon numero di voci non italiane che si erano intruse nello stile di cancelleria, e che meritano di essere sbandite, avendo la lingua nostra da surrogarvi ottimi vocaboli di significato uguale a quello che alle medesime si volle attribuire. Si andava gi definendo una dicotomia tra la lingua alta del potere statale, economico, religioso, giuridico e la lingua bassa usata quotidianamente dalla gente comune16. Questa biforcazione nel tempo si accentuata sino al punto di compromettere la comprensione del testo amministrativo da parte del cittadino. Italo Calvino definisce quella burocratica unantilingua17; Maurizio Dardano mette laccento sullintenzionalit del burocrate di non farsi capire per mantenere prestigio e potere18. Proprio per ridurre la forbice fra pubblica amministrazione e cittadino, a partire dagli anni 70 sono stati elaborati strumenti informatici per aiutare il legislatore e il funzionario amministrativo nella scrittura di testi chiari e comprensibili. Tali strumenti analizzano e valutano quanto la lettura di un testo sia facile o difficile in rapporto alla capacit di comprensione del lettore. Forniscono dati oggettivi, che riguardano in particolare la sfera del lessico e della sintassi, e hanno come obiettivo operativo ultimo quello di restituire leggibilit ai testi amministrativi attraverso una costante attenzione al destinatario. Lopera di elaborazione di strumenti informatici capaci di prevedere il grado di leggibilit di un testo nasce in ambito anglosassone e solo pi tardi si sviluppa in Italia. Al momento sono da segnalare due strumenti in particolare: lindice Gulpease19 elaborato dal Gruppo Universitario Linguistico Pedagogico (GULP) presso lIstituto di Filosofia dellUniversit La Sapienza di Roma e il Vocabolario di Base della lingua italiana (VdB) elaborato da Tullio De Mauro. Gulpease un indice di leggibilit che si basa su due variabili: la lunghezza delle parole e la lunghezza delle frasi; di solito sono questi due parametri a creare ostacoli nella lettura di un testo. Generalmente quanto pi aumenta la lunghezza di parole e frasi tanto pi aumentano le difficolt di decodifica del messaggio da parte del destinatario. Per calcolare lindice Gulpease su un testo si tiene conto di tre variabili linguistiche: la lunghezza delle parole calcolata in numero di lettere, il numero delle parole che compongono il testo, il numero delle frasi che compongono il testo. Sono state elaborate formule che, tenendo conto di questi tre parametri, riflettono la comprensibilit del testo. Il Vocabolario di Base il riferimento principale per controllare il lessico di testi scritti in italiano; sottoponendo il lessico di un testo allo strumento informatico basato sul VdB possibile ottenere lindividuazione automatica dei termini che hanno una scarsa possibilit di
Escarpit (1983). Vedi Introduzione. Dardano (1973), pp. 185-188. Lucisano (1992); Piemontese (2000); Lucisano - Piemontese (1988); Piemontese - Tiraboschi (1990).
essere compresi. Lautore pu cos intervenire sulle parole che potrebbero rendere oscuro il significato del testo. Esemplifichiamo il funzionamento del VdB su un testo dellAgenzia delle Entrate:
Gentile Signora/Signore, Le comunico che stato effettuato il controllo automatizzato della dichiarazione modello UNICO che ha presentato nell'anno 2000 per il periodo d'imposta 1999. I conteggi relativi ai dati dichiarati sono risultati regolari. Potr riscuotere il rimborso IRPEF riconosciuto direttamente presso un qualsiasi ufficio postale. Le allego il prospetto sintetico dei dati della dichiarazione e dei relativi versamenti, il modulo per la riscossione e la relativa delega. Se in futuro dovesse avere necessit di informazioni sugli adempimenti tributari, si potr rivolgere al nostro servizio di assistenza telefonica che risponde al numero oppure potr recarsi in un qualsiasi ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. Distinti saluti Il dirigente Mario Rossi
Il VdB ha un impatto visivo molto forte in quanto evidenzia con colori diversi le parole che appartengono alle diverse sfere del lessico italiano (verde: fondamentale; rosso: alta disponibilit; blu: alto uso; grigio: non VdB).
Commento. In questa comunicazione al cittadino notiamo come lautore abbia compiuto lo sforzo di utilizzare parecchi termini appartenenti al vocabolario fondamentale, ma come pure siano presenti nel testo espressioni che potrebbero essere semplificate o addirittura omesse. Per esempio, prospetto sintetico potrebbe diventare quadro riassuntivo o quadro che riassume; la
frase Se in futuro dovesse avere necessit di informazioni sugli adempimenti tributari potrebbe essere semplificata eliminando adempimenti tributari, che non fa parte del vocabolario di base della lingua italiana, e mantenendo soltanto il nucleo semantico principale della prima parte.
4. LA FLESSIBILIT LESSICALE
Torniamo allo schema sul lessico dellitaliano e al concetto di semplificazione lessicale: lobiettivo stabilire quando sia opportuno utilizzare nel testo parole che appartengono alla sfera pi interna dello schema e quando invece possiamo sbilanciarci in direzione delle lingue speciali. Quanto pi ci allontaniamo dal nucleo interno dello schema tanto pi restringiamo la cerchia di destinatari in grado di comprendere le nostre parole. Di questo dobbiamo essere consapevoli quando pianifichiamo il testo e ci prepariamo a scrivere. Dovremo quindi fare una distinzione di fondo tra comunicazione esterna o interna alla pubblica amministrazione, tra destinatari addetti ai lavori o profani. In base a questa distinzione, cambiano le direzioni di semplificazione che possiamo percorrere. Nella scrittura o riscrittura del testo dobbiamo cercare di selezionare parole italiane condivise da entrambi i soggetti dellatto comunicativo, valutando di volta in volta le strategie pi opportune da mettere in atto. Come per autore e destinatario si deve tenere conto del concetto di flessibilit relazionale, cio della possibilit di adeguare il grado di formalit del testo al contesto comunicativo20, cos per il lessico possiamo parlare di flessibilit lessicale. Anche per quel che riguarda il principio comunicativo del codice vale il suggerimento della flessibilit: siamo chiamati a scegliere continuamente parole che diano espressione al nostro pensiero e in questa nostra libert dobbiamo modellarci sul destinatario reale del testo.
SEZIONE II 1. LE PECULIARIT DEL LESSICO BUROCRATICO21
indispensabile tenere sempre ben presenti due concetti: a) la lingua della burocrazia non usata per un campo specifico, ma per parlare di qualunque argomento; b) essa non ha un lessico specialistico proprio, ma attinge al lessico di altre lingue speciali pi specialistiche. Su questi presupposti possibile sintetizzare le caratteristiche lessicali dei testi amministrativi. Verificheremo nei testi e commenteremo puntualmente scelte lessicali che ricorrono nei documenti con una frequenza cos alta da diventare tratti caratterizzanti dellitaliano burocratico.
1.1 Termini arcaici, forme colte, latinismi
Il linguaggio amministrativo predilige termini colti, che sembrano contribuire a innalzare il
Vedi cap. 5 Il destinatario nei testi amministrativi. Per studiare il lessico dei documenti dellAgenzia, ho utilizzato un programma che permette di interrogare un testo o un corpus di testi in formato elettronico. Si tratta del DBT (Data Base Testuale) elaborato da Eugenio Picchi dellIstituto di Linguistica Computazionale del CNR di Pisa. I testi originali sono stati codificati in modo che il programma li riconoscesse e potesse interrogarli. stato possibile cos ricercare una singola parola oppure famiglie di parole che ricorrono nei testi in quantit o in contesti significativi. In questo modo stato possibile un riscontro dei problemi lessicali e sintattici che era opportuno affrontare durante il corso. Con maggiore consapevolezza ho quindi interrogato il corpus di testi, individuando luoghi precisi da studiare e da semplificare.
livello del discorso. In un testo amministrativo troveremo frequentemente encomio anzich lode o interloquire anzich parlare o dirimere, eccepire, rinvenire. Soprattutto nelluso dei deittici e dei giuntivi la lingua burocratica predilige le varianti pi arcaiche, per cui i testi pullulano di nonch, pertanto, test, onde, orbene, ancorch, e cos via. Queste soluzioni mostrano la tendenza alla ricercatezza e alla presa di distanza dal linguaggio comune. Assai frequenti nel testo burocratico sono i termini e le espressioni latine. Mortara Garavelli afferma: accanto alle occorrenze inevitabili dei latinismi consacrati dalla tradizione (il latino delle massime, dei brocardi, delle citazioni dal diritto romano) ricorrono formule che non sono specificamente giuridiche, ma alle quali chi redige testi giuridici sembra particolarmente affezionato22. E non solo chi redige testi giuridici: le stesse formule latine slittano facilmente dal testo giuridico al testo amministrativo, per cui di fatto diventa de facto, da questo momento diventa ex nunc, e cos via.
1.2 Neologismi e forestierismi
Accanto ai termini arcaici, alle parole dotte, ai latinismi, nella lingua burocratica ricorrono frequentemente neologismi e forestierismi. La compresenza di questi tratti lessicali disegna nel testo amministrativo una forbice linguistica fra arcaismo estremo e neologismo ardito23 che produce un effetto di straniamento. I principali fenomeni che riscontriamo nel testo burocratico e che si possono inscrivere in questa categoria sono i seguenti:
nomi che derivano da verbi e che si formano affiggendo direttamente la desinenza alla base
verbale. Per esempio ammanco (da ammancare), ammortizzo (da ammortizzare), scorporo (da scorporare), utilizzo (da utilizzare), e cos via. Lalta frequenza di queste forme deriva dalla predilezione della lingua burocratica per lo stile nominale24 e ha ripercussioni sulla presenza massiccia di termini astratti piuttosto che termini concreti;
derivati da sostantivi attraverso i suffissi -are e -izzare. Per esempio il termine
ospedalizzare = ricoverare in ospedale, che gi di per s rappresenta un neologismo, ha generato per analogia il termine scuderizzare, con il quale sintende il ricovero dei cavalli nelle scuderie! Oppure il verbo disdettare viene costruito a partire dal sostantivo disdetta attraverso il suffisso -are;
degli aggettivi in -ale sulla base del modello inglese, come per esempio da
assistenza assistenziale;
prestiti non adattati dalle lingue straniere, soprattutto dallinglese (planning, meeting).
A proposito dei neologismi e dei termini stranieri, la Guida alla redazione dei testi normativi25 suggerisce di ricorrere a neologismi solo se essi sono entrati nelluso corrente della lingua italiana. Negli altri casi, quando comunque necessario per la precisione del testo ricorrere
Mortara Garavelli (2001), p. 184. Sobrero (1993b), p. 261. Vedi cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. Presidenza del Consiglio dei Ministri (2001), p. 10.
a neologismi, il testo medesimo ne fornisce la definizione rilevante per la sua applicazione. Accanto a questo suggerimento ne troviamo un altro per i termini stranieri: Sono evitati i termini stranieri, salvo che siano entrati nelluso della lingua italiana e non abbiano sinonimi di uso corrente in tale lingua. La parola straniera assunta nella lingua italiana usata esclusivamente al singolare, salvo i casi gi entrati nelluso.26 Vediamo adesso un frammento che ci permette di fare qualche osservazione sulle tendenze della lingua burocratica:
Orbene, appare evidente che le due richiamate sentenze della Consulta sanciscono lesigenza di agevolare laccesso alla tutela giurisdizionale nei due procedimenti (separazione e divorzio) attribuendo allart. 19 della legge n.74 del 1987, come gi detto, una ampia valenza esentativa in ordine alla totalit dei tributi interessati.
Commento. In questo testo notiamo alcuni aspetti su cui si pu intervenire. Orbene: arcaismo, si potrebbe anche tralasciare perch serve solo a dare enfasi alla conclusione che si sta introducendo; una corretta gerarchia dellinformazione e dellargomentazione consente di evitare luso di giuntivi superflui27; richiamate: se le sentenze a cui si riferisce lautore sono le uniche presenti nel testo, il termine ridondante28; giurisdizionale: aggettivo in -ale derivato dal sostantivo giurisdizione, sarebbe opportuno sostituirlo ma in questo contesto il termine va mantenuto perch lintera espressione stata probabilmente ripresa dalle sentenze a cui si fa riferimento; esentativa: laggettivo coniato sul sostantivo esenzione, senzaltro pi comune; in ordine alla: locuzione complessa che in questo caso ha lo stesso significato di per, relativamente a; totalit: sostantivo astratto al posto del pi concreto aggettivo tutti. Il testo di partenza potrebbe essere alleggerito sfoltendo e sostituendo alcune espressioni: Proposta di riscrittura
Appare evidente che le due sentenze della Consulta sanciscono lesigenza di agevolare laccesso alla tutela giurisdizionale nei procedimenti di separazione e divorzio attribuendo allart. 19 della legge n. 74 del 1987 unampia valenza di esenzione per tutti i tributi interessati.
1.3 Eufemismi
Nel testo burocratico si ricorre spesso a eufemismi e a forme di attenuazione, che lautore percepisce come una forma di rispetto nei confronti del destinatario. Generalmente leufemismo o la forma attenuata mascherano il timore di possibili incidenti diplomatici. Per esempio il verbo dovere in un testo regolativo spesso sostituito da espressioni come si prega di, si ritiene opportuno che, e cos via. Queste forme possono in realt nascondere un ordine perentorio29: sarebbe dunque preferibile evitare tali circonlocuzioni e utilizzare il termine diretto che veicola la reale intenzione comunicativa. Nel seguente frammento, per esempio, la forma si prega dovrebbe essere sostituita in modo da esplicitare il senso di dovere:
Si prega, pertanto, la Direzione Regionale delle Entrate per la . di invitare l'interessato a
Presidenza del Consiglio dei Ministri (2001), p. 11. Vedi capp. 7 La sintassi nei testi amministrativi e 8 La gerarchia dellinformazione. Vedi cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. Vedi capp. 7 La sintassi nei testi amministrativi e 8 La gerarchia dellinformazione.
produrre, ogni sei mesi, idonea documentazione .
Proposta di riscrittura
La Direzione regionale delle Entrate per la . dovr / deve quindi invitare l'interessato a produrre, ogni sei mesi, idonea documentazione
1.4 Fraseologie ridondanti
La lingua burocratica ha una spiccata tendenza alluso di costrutti ridondanti che appesantiscono il testo e, nel groviglio che generano, lo rendono oscuro30. Si tratta di costrutti stereotipati che molto spesso vengono utilizzati per semplice tic formulare. Tra le espressioni pi frequenti troviamo:
perifrasi costituite da verbo generico pi sostantivo: effettuare una verifica / procedere a
una verifica (al posto del pi comune verificare), provvedere al mantenimento (mantenere), dare comunicazione (comunicare), portare a conoscenza (informare), portare a compimento (finire, concludere)31;
locuzioni complesse per lo pi con valore di preposizioni e giuntivi: in merito a, in ordine
a, al fine di, a condizione che, allo scopo di;
formule pleonastiche come entro e non oltre, in cui la presenza di uno dei due termini
ridondante, oppure lo scopo quello di ottenere, dove il sintagma quello di non veicola informazione e rende pesante il discorso;
sintagmi formati da sostantivo e aggettivo uniti in coppie stereotipe: modulo debitamente
compilato, autorit competente, apposito modulo. Nel seguente brano rileviamo alcuni dei tratti linguistici ora indicati:
Tale condizione sottintende che lincremento occupazionale di una impresa costituita successivamente alla data del 1 gennaio 1999, avvenuto a seguito
Commento. Occupazionale: aggettivo in -ale sul modello inglese, meglio delloccupazione; a sua volta occupazione un termine astratto che si riferisce al numero degli occupati e che si potrebbe dunque sostituire con il corrispondente concreto; successivamente alla data del: costrutto pesante, si pu sostituire con il pi semplice dopo il. Il testo risulta pi efficace nel modo seguente: Proposta di riscrittura
Tale condizione sottintende che lincremento delloccupazione / del numero degli occupati di una impresa costituita dopo il 1 gennaio 1999, avvenuto a seguito
1.5 Doppie negazioni
Spesso il testo burocratico predilige espressioni negative e doppie negazioni, che generano ambiguit e rendono difficoltosa loperazione di ricostruzione del messaggio da parte del destinatario. Costrutti quali non inammissibile, non si pu non considerare, non impossibile,
Vedi cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. Vedi cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi.
senza negare dovrebbero essere sostituiti dalle corrispondenti espressioni positive: ammissibile, si deve considerare, possibile, affermando. Vediamo un esempio:
Fatto salvo tale principio, non affatto impedito stato parimenti osservato che lufficio,
Intervenendo anche sulla sintassi, si pu riscrivere:
stato parimenti osservato che, fatto salvo tale principio, lufficio pu
Analizziamo a questo punto una serie di frasi brevi che presentano sintagmi tipici dellitaliano burocratico e vediamone una possibile riformulazione:
Si informa che la S.V. non risulta aver provveduto a presentare i documenti.
(La informo che) lei non ha presentato i documenti. / Non risulta che lei abbia presentato i documenti.
Si invitano le SS.LL., qualora non abbiano gi provveduto, a far pervenire allufficio in epigrafe, al fine di dare corso ai successivi adempimenti amministrativi, entro e non oltre il 23 giugno p.v., quanto di seguito richiesto:
(Per dar corso ai successivi adempimenti amministrativi) vi invito, se non lo avete gi fatto, a consegnare o inviare a questo ufficio, entro il prossimo 23 giugno, i documenti che di seguito elenco:
Le attestazioni dellavvenuto pagamento dovranno essere consegnate allUfficio competente.
Lei dovr consegnare le attestazioni del pagamento allufficio (specificare quale)
Solo alcuni Uffici hanno provveduto a modificare i propri regolamenti e ad inviare le schede. Proposta di riscrittura Solo alcuni uffici hanno modificato i propri regolamenti e inviato le schede.
Lobbligo di accertarsi che la richiesta sia stata firmata, e tale controllo deve essere effettuato prima della partenza per la missione, permane in capo a chi ha richiesto lautorizzazione alla missione.
Chi richiede lautorizzazione alla missione ha lobbligo di accertarsi, prima di partire, che la richiesta sia stata firmata.
Vediamo unaltra serie di frammenti che commento e per i quali presento possibili riscritture.
Gli Uffici del Registro competenti hanno applicato il regime tributario ordinario in quanto il surrichiamato art. 19 della legge n. 74 del 1987 espressamente prevede il trattamento di favore per gli atti
Commento. Gli Uffici del Registro competenti: considerando un contesto allargato, lautore deve valutare se il destinatario capisce immediatamente a quali uffici ci si riferisce o se invece il caso di specificare; lart. 19 della legge n. 74 del 1987: opportuno citare in maniera decrescente i riferimenti legislativi legge articolo comma, e cos via; surrichiamato: citato sopra, se larticolo di cui si sta parlando il solo nel testo, questa ripresa anaforica ridondante32. Una possibile riscrittura la seguente: Proposta di riscrittura
Gli Uffici del Registro (competenti) hanno applicato il regime tributario ordinario perch la legge n. 74 del 1987 allart. 19 prevede il trattamento di favore per gli atti
Prima di erogare il rimborso gli uffici avranno cura di verificare che il credito vantato dalle societ di persone risulti dallapposito bilancio finale di liquidazione.
Commento. Avranno cura di verificare: lespressione sia una circonlocuzione per esprimere il verbo dovere sia una forma di attenuazione dellintenzione perentoria del discorso: meglio esplicitare devono / dovranno verificare33; apposito bilancio: esempio di coppia stereotipa; in particolare laggettivo apposito ricorre con estrema frequenza nei testi amministrativi accostato a qualsiasi sostantivo, al quale generalmente non aggiunge alcuna significativa informazione. Una possibile riscrittura la seguente: Proposta di riscrittura
Prima di erogare il rimborso, gli uffici dovranno / devono verificare che il credito vantato dalle societ di persone risulti dal bilancio finale di liquidazione.
Per qualsivoglia informazione e anche al fine di esercitare i Suoi diritti, cos come disciplinati dallart. 10 della predetta Legge, Lei potr favorire presso lufficio 2, sezione 1, piano 7, stanza 705 nei giorni di luned e venerd dalle ore 9 alle ore 12 oppure il gioved dalle ore 15 alle ore 17 possibilmente entro 30 giorni dal ricevimento della presente.
Commento. Qualsivoglia: arcaismo che corrisponde alla forma corrente qualunque; anche: contribuisce a mettere in secondo piano una motivazione che nel contesto invece importante34, meglio ometterlo; al fine di: locuzione complessa con il valore della preposizione per; predetta Legge: formula anaforica ridondante nel caso in cui la legge di cui si parla sia lunica citata nel testo35; favorire: termine arcaico e ambivalente; presso: preposizione impropria usata come complemento di stato in luogo o moto a luogo, ha un valore indeterminato; dal ricevimento della presente: in questa espressione a un sostantivo tipico del registro burocratico (presente) si somma la nominalizzazione (ricevimento, sostantivo derivato dal verbo ricevere)36.
Vedi Vedi Vedi Vedi Vedi
cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. cap. 8 La gerarchia dellinformazione. cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi.
Ecco una possibile riscrittura: Proposta di riscrittura
Per qualunque informazione e per esercitare i suoi diritti, cos come disciplinati dalla legge XY, art. 10, lei potr recarsi allufficio 2, sezione 1, piano 7, stanza 705, possibilmente entro 30 giorni da quando ricever questa lettera. Lorario al pubblico il seguente: luned e venerd dalle ore 9 alle ore 12 gioved dalle ore 15 alle ore 17.
1.7 Abbreviazioni, sigle o acronimi
Unaltra caratteristica della lingua burocratica luso frequente di abbreviazioni e sigle o acronimi37. Le abbreviazioni in genere si ottengono conservando la parte iniziale di una parola (esempio: tab. per tabella); gli acronimi si ottengono conservando le iniziali di pi parole che costituiscono un termine composto (RAF per Royal Air Force)38. Gli acronimi sono detti pi comunemente sigle e indicano prevalentemente enti, istituti, organizzazioni (CEE = Comunit Economica Europea), sistemi e metodi tecnologici (TAC = Tomografia Assiale Computerizzata), nomi di prodotti commerciali (GPL = gas di petrolio liquefatto), designazioni di vario genere (DOC, CAP, ecc.). Per le abbreviazioni di solito si conserva la parte iniziale della parola seguita da un punto (v. = vedi; ecc. = eccetera). In certi casi avviene una contrazione: se la parola viene abbreviata riportando la lettera iniziale e la finale, allora nellabbreviazione non compare il punto (ca = circa); se invece nellabbreviazione non viene riportata la lettera finale della parola, allora si deve usare il punto (cfr. = confronta). In altri tipi di contrazione possiamo trovare due parti della parola separate dal punto (sig.ra = signora). Il carattere minuscolo/maiuscolo dellabbreviazione deve rispecchiare quello del termine originale (Trib. = Tribunale). Le abbreviazioni di termini composti si ottengono abbreviando le singole parole che li compongono (c.c. = codice civile; D.P.R. = decreto del Presidente della Repubblica). In molte abbreviazioni si ha ununica forma sia per il singolare che per il plurale (ad esempio art. = articolo/articoli); in certi casi per il plurale viene espresso raddoppiando le singole iniziali (CC. = Carabinieri) o anche la finale (voll. = volumi). Per gli acronimi fondamentale la normativa UNI 7413 Acronimi, grafia e impiego del 1975: essa stabilisce che devono essere scritti interamente in lettere maiuscole, senza spaziature interne e senza punti di abbreviazione39. Lo stesso principio ribadito dalla Guida alla redazione dei testi normativi: Le lettere che compongono la sigla sono scritte in maiuscolo e, al fine di agevolare la ricerca con strumenti informatici, non sono separate da punti40. Lacronimo non dipende dalla forma singolare o plurale dellespressione sciolta (FMI = Fondo Monetario Internazionale; TIF = Trasporti Internazionali Ferroviari); il genere e il numero dellarticolo che precede lacronimo dipendono dal genere e dal numero della denominazione
Per questa parte la fonte principale Lesina (1994), pp. 190 e seguenti. Lesina (1994), pp. 190-191. Lesina (1994), p. 193. Presidenza del Consiglio dei Ministri (2001), p. 9.
completa (la SIAE = la Societ Italiana Autori e Editori); la scelta dellarticolo maschile per regolata dalla struttura fonetica dellacronimo (lo SNALS = il Sindacato Autonomo Lavoratori della Scuola e non *il SNALS). Alcuni acronimi di impiego diffuso tendono a essere assimilati nel linguaggio come comuni vocaboli. In questi casi senzaltro ammissibile, e in certi contesti preferibile, adottare per tali termini lordinaria grafia linguistica, usando liniziale maiuscola nel caso di denominazioni proprie e liniziale minuscola nel caso di denominazioni comuni (Fiat e non FIAT = Fabbrica Italiana Automobili Torino; Sogei e non SOGEI = Societ Generale di Informatica; radar e non RADAR = radio detecting and ranging)41. essenziale che allinterno di uno stesso testo (e auspicabilmente allinterno di una stessa amministrazione) si adoperi sempre lo stesso criterio di scrittura per abbreviazioni e acronimi. Quando in un testo occorre ripetere pi volte una parola o unespressione cui corrisponde un acronimo, la prima volta opportuno riportare per esteso la parola o lespressione da cui ha origine la sigla, seguita dalla sigla tra parentesi tonde; in seguito sufficiente usare la sigla. Nei testi diretti a un vasto pubblico in ogni caso preferibile scrivere per esteso ci che nel linguaggio corrente della pubblica amministrazione indicato con unabbreviazione o con una sigla. Affinch i testi risultino chiari preferibile usare poche abbreviazioni e sigle, soprattutto quando esse siano poco comuni oppure frequenti solo in alcuni tipi di testo e linguaggi settoriali. Anche in questo caso per occorre una certa flessibilit: occorre cio valutare sempre il destinatario e il contesto comunicativo. In testi rivolti allinterno dellamministrazione non necessario sciogliere sigle come IVA oppure IRPEF perch esistono delle presupposizioni condivise.
2. IL TERMINE TECNICO 2.1 Caratteristiche del termine tecnico
Fino a questo punto abbiamo individuato tratti del linguaggio amministrativo su cui possibile intervenire senza incorrere in problemi di banalizzazione, infatti ogni volta che ci accostiamo a un testo amministrativo, con lintenzione di riscriverlo o di riformularne delle parti, andiamo incontro al pericolo di distorcerne il senso. In particolare si pongono problemi nella riformulazione testuale quando siamo in presenza di termini tecnici (del diritto, delleconomia, della finanza, ecc.). I testi fortemente vincolanti42 contengono unalta percentuale di termini tecnici sui quali dobbiamo intervenire con grande cautela perch la loro sostituzione, per esempio con un sinonimo, potrebbe snaturare il significato del messaggio. In relazione al concetto di flessibilit lessicale, opportuno riflettere su un altro punto: il concetto di sinonimia. Partendo
Lesina (1994), p. 194. Il riferimento alla classificazione delle tipologie testuali proposta in Sabatini (1990b [1984]), pp. 634-635; cfr. anche Sabatini (1990a). Vedi Introduzione.
dallassunto della linguistica secondo il quale la vera sinonimia non esiste che per pochissimi termini allinterno di una lingua (per litaliano sono considerati perfetti sinonimi ad esempio le preposizioni tra e fra), si pu per affermare che il concetto di sinonimia relativo sia agli attori che al contesto dellatto comunicativo. Per esempio, se i termini istanza e domanda possono essere sinonimi per persone estranee alla pubblica amministrazione, non detto che lo siano per persone che lavorano allinterno della pubblica amministrazione. La sinonimia insomma un concetto che va relativizzato. Questo un presupposto fondamentale per parlare di lessico e pubblica amministrazione. Nessuno si sognerebbe di rimproverare un medico veterinario perch ragiona di specie aviarie, allo stesso modo il documento amministrativo deve mantenere in certi contesti il termine tecnico attinto da altre lingue speciali. Il termine tecnico offre infatti dei vantaggi perch risponde ad alcuni criteri fondamentali che possiamo sintetizzare, con Sobrero, in:
precisione: ogni termine di una lingua tecnica ha un referente unico, si riferisce cio ad un
unico oggetto (monoreferenzialit),senza nessuna intermediazione. escluso luso di modi di dire, traslati, eufemismi, ecc.43. Usando in modo adeguato il termine tecnico dunque non si corre il rischio di generare ambiguit;
emotiva: il termine tecnico esclude connotazioni emotive. Nella lingua
comune lo stesso termine pu caricarsi di valenze che lo connotano emotivamente; ma in contesto scientifico avr unicamente valore denotativo44;
densit di informazione
: il termine tecnico caratterizzato da una pregnanza semantica
che lo rende fortemente economico. Se per esempio volessimo spiegare il significato di un termine tecnico in modo da renderlo comprensibile a un destinatario profano, avremmo bisogno di usare molte pi parole e quindi il discorso perderebbe in economia. Alla luce di questo quadro ci rendiamo facilmente conto di come per certi aspetti il termine tecnico sia da privilegiare rispetto al termine comune.
2.2 Tecnicismi e pseudotecnicismi
Queste caratteristiche sono proprie dei tecnicismi specifici, cio di quei tecnicismi propri ed esclusivi di ciascun settore [], che non hanno corso fuori del linguaggio specialistico o settoriale46. Ma esistono anche tecnicismi di altra natura, che ricorrono spesso nel documento amministrativo e che pongono un problema cruciale rispetto al tema del lessico burocratico: quello dei cosiddetti tecnicismi collaterali47. Si tratta di pseudotecnicismi, cio di termini e locuzioni non tecnici ma usati come se lo fossero48. Questi hanno poco a che fare coi tecnicismi specifici perch la loro natura stereotipa e vengono introdotti nel testo con il preciso scopo di conferire a esso uno stile arcaizzante, di dare un apparente rigore, di creare
Sobrero (1993b), p. 243. Sobrero (1993b), p. 243-244. Questa espressione, riportata da Sobrero (1993b), p. 243, si trova originariamente in Hoffmann (1984). Mortara Garavelli (2001), p. 10. Serianni (1989), pp. 102-109, ripreso da Mortara Garavelli (2001), pp.16 e seguenti. Sobrero (1993b), p. 258.
unaura di tecnicit e ufficialit. Questi pseudotecnicismi non sono rigorosamente necessari perch non rispondono alle esigenze della denotativit scientifica, ma semplicemente danno una patina di formalit e di tecnicit a un testo per lo pi non-tecnico e non-formale49. Lopera di lima deve avvenire dunque non a scapito del tecnicismo specifico, ma dello pseudotecnicismo, che non serve a rendere pi preciso un testo, ma al contrario a renderlo complicato, oscuro, inaccessibile. Per affrontare la questione dei tecnicismi e degli pseudotecnicismi, vediamo il seguente frammento:
In pi, stato chiesto di sapere se il pagamento del credito possa essere effettuato pro quota a tutti gli ex soci aventi diritto o se, invece, sia comunque necessario conferire delega ad uno di essi.
Commento. Soffermiamoci sullespressione pro quota e vediamo se siamo di fronte a un tecnicismo specifico o collaterale; la presenza o meno di unespressione tecnica influenza le nostre scelte di semplificazione testuale. Il tecnicismo specifico infatti dovrebbe essere mantenuto, tanto pi se pensiamo che il testo ha una circolazione interna; il tecnicismo improprio andrebbe invece sostituito. Riportiamo la definizione tecnica dellespressione pro quota: Quota dellimposta sul valore aggiunto indetraibile dallIVA pagata sulle vendite imputabile a quei beni e servizi in parte utilizzati per operazioni non soggette allimposta (fuori campo IVA) o in parte utilizzati per fini privati o comunque estranei allesercizio dellimpresa, arte o professione. Tale quota viene quindi calcolata secondo criteri oggettivi essendo rapportata allincidenza dellutilizzo dei ben stessi. Poich il contribuente pu operare la detrazione sin dal momento dellacquisto dei beni, qualora si verifichi una discordanza tra la previsione dimpiego del bene e la sua effettiva utilizzazione si deve procedere ad una rettifica della detrazione iniziale50. Nellesempio riportato pro quota assume un significato che si allontana da quello tecnico della definizione; significa in maniera proporzionale alla quota versata da ogni socio. Siamo dunque di fronte a uno pseudotecnicismo per il quale viene meno uno dei vantaggi del termine tecnico specifico: la monoreferenzialit, e quindi la precisione. Il frammento che abbiamo appena analizzato per esemplificare luso improprio del tecnicismo merita di essere ripreso perch tanto breve quanto denso di tratti linguistici tipicamente burocratici:
Commento. In pi: lespressione del registro parlato, abbassa dunque il tono del discorso provocando uno scarto fra registri linguistici; stato chiesto di sapere: significa pi semplicemente che necessario sapere; il pagamento del credito possa essere effettuato: espressione complessa che presenta la nominalizzazione pagamento51 e la formula stereotipa e ridondante effettuare il pagamento; sciogliendo la nominalizzazione e sostituendo la formula
Sobrero (1993b), p. 258. Dizionario di amministrazione, contabilit e finanza, ed. Simone (2000). Vedi cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi.
ridondante il testo acquista in economia e chiarezza; conferire delega: lomissione dellarticolo uno stilema proprio della lingua burocratica, conferire un latinismo, nel suo insieme lespressione una perifrasi per il verbo semplice delegare. Proviamo dunque a riscrivere il paragrafo sostituendo lespressione tecnica impropria e semplificando il linguaggio: Proposta di riscrittura
Inoltre necessario sapere / stato chiesto se il credito pu / possa essere pagato, in proporzione alla loro quota, a tutti gli ex soci che hanno diritto o se invece / sia comunque necessario delegare uno di essi.
Il linguaggio giuridico e amministrativo si caratterizza inoltre per il frequente uso di ridefinizioni52: la parola delluso comune viene riutilizzata nella lingua tecnica e a essa viene attribuito un altro significato. Per esempio, il termine compromesso ha due significati diversi a seconda che venga usato in accezione corrente o nel linguaggio specialistico. Nella lingua comune compromesso, oltre che nel senso generale di accomodamento, usato per designare ci che legalmente si chiama contratto preliminare, mentre nellambito legale con lo stesso termine sintende il negozio con cui le parti rimettono agli arbitri la decisione di una controversia insorta fra le stesse (art. 806 c.p.c.)53. Vediamo ora un frammento che contiene un esempio di ridefinizione:
Accertato che dalla surrichiamata giurisprudenza dellorgano costituzionale traspare appieno che intento del legislatore, al di l delle enunciazioni formali, stato quello di non aggravare con oneri tributari i procedimenti de quo, che gi di per s denunciano una crisi dell'istituto familiare, deve dedursi che linterpretazione razionale della norma conduce ad attribuire ad essa la pi ampia portata agevolativa.
Commento. Concentriamoci sullespressione interpretazione razionale della norma: in questo caso laggettivo razionale non significa ragionevole o dotato di ragione, come nel linguaggio comune, ma si ricollega al senso tecnico di ratio in quanto intima motivazione del legislatore. Sono da notare inoltre lespressione surrichiamata, che sta per chiamata sopra, citata54; il latinismo de quo equivalente alle formule italiane in questione, in esame; lespressione deve dedursi, in cui significativa la posizione del clitico si che slitta alla fine del verbo infinito dedurre retto dal modale dovere. Nelluso corrente avremmo la risalita del pronome e dunque la forma si deve dedurre55; la forma antiquata portata agevolativa. Una possibile riformulazione del testo, che tenga conto di questi aspetti, potrebbe essere: Proposta di riscrittura
Accertato che dalla citata giurisprudenza dellorgano costituzionale traspare appieno che lintenzione del legislatore, al di l delle enunciazioni formali, stata di non aggravare con oneri tributari i procedimenti in questione, che gi di per s denunciano una crisi dell'istituto familiare,
Mortara Garavelli (2001), pp. 11 e seguenti. Lesempio tratto da Mortara Garavelli (2001), p. 11. Vedi cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. Per lo studio di questo fenomeno cfr. Mortara Garavelli (2001), pp.156 e seguenti.
si deve dedurre che linterpretazione razionale della norma conduce ad attribuire a essa la massima valenza di agevolazione.
Analizziamo ancora un frammento:
Nella formulazione dei quesiti, i contribuenti dovranno esporre la questione in maniera succinta ma esauriente, con riferimento a fattispecie concrete; i quesiti dovranno essere sottoscritti e contenere l'indicazione di tutti gli elementi di fatto nonch, se possibile, delle norme o degli altri dati (giurisprudenza, circolari, risoluzioni) ritenuti rilevanti o applicabili al caso specifico. Le istanze di interpello ordinario dei contribuenti saranno redatte in carta semplice, non essendo soggette all'imposta di bollo. Ai fini di una migliore comprensione dell'ordine dei problemi e della rilevanza pratica del quesito, preferibile che il contribuente, a fronte della fattispecie esposta, metta in evidenza la soluzione ritenuta corretta.
Commento. Il termine da esaminare fattispecie. Esso indica una situazione tipo, che viene considerata astrattamente da una norma come produttiva di effetti giuridici. come uno schema prefissato: quando nella realt si verifica un fatto che corrisponde a quello schema, allora si realizzano concretamente le conseguenze che la norma prevede solo in via generale e astratta. In questo contesto il termine fattispecie assume il significato di caso specifico, caso particolare e perde il significato tecnico. Non a caso appunto c unoscillazione tra i due termini: il termine di base caso e lo pseudotecnicismo arcaizzante fattispecie. Il principio non quindi quello di semplificare sempre e ad ogni costo, ma di mettere sempre il destinatario nelle condizioni di capire quello che legge. Nel caso dunque della comunicazione interna allamministrazione una comunicazione fra addetti ai lavori le qualit positive del lessico tecnico specialistico devono essere sfruttate perch esistono delle presupposizioni condivise che permettono agli attori della comunicazione di intendersi sul significato delle parole. Nel caso invece della comunicazione esterna il destinatario potrebbe non conoscere il significato del termine tecnico. Questo non vuol dire che lautore del testo deve sostituire il tecnicismo specifico, la cui sostituzione potrebbe snaturare il messaggio e banalizzarlo; dovr per spiegarlo predisponendo un apparato di note oppure un glossario. Nella Guida alla redazione dei testi normativi troviamo a proposito dei termini tecnici unimportante indicazione: I termini attinti dal linguaggio giuridico o dal linguaggio tecnico sono impiegati in modo appropriato, secondo il significato loro assegnato dalla scienza o dalla tecnica che li concerne. Se un termine ha, nella sua accezione tecnico-giuridica, un significato diverso da quello che lo stesso termine ha nel linguaggio comune, dal contesto deve risultare con chiarezza, eventualmente attraverso luso di definizioni, quale significato attribuito al termine nel testo in questione56.
Presidenza del Consiglio dei Ministri (2001), p. 11.
2.3 Il glossario
Scrivere un glossario difficile perch difficile per un esperto calarsi nei panni di un destinatario non esperto. Ecco dunque due esempi totalmente negativi di glossario nei quali le cose anzich chiarirsi diventano pi complesse:
Glossario del Piano sanitario assistenziale integrativo del servizio sanitario nazionale INTERVENTO CHIRURGICO: provvedimento terapeutico che viene attuato con manovre manuali o strumentali cruente in strutture sanitarie regolarmente autorizzate per eseguire terapie chirurgiche
Estratto conto di una banca Gentile cliente, ai fini di una migliore lettura del presente estratto, riportiamo di seguito la legenda dei dati sopra esposti: TITOLO Codice ISIN e denominazione del titolo CAMBIO cambio delloperazione in caso di titoli in divisa
Significativo il fascicolo prodotto recentemente dallUfficio Relazioni Esterne dellAgenzia delle Entrate, dal titolo Il linguaggio del Fisco. Dizionario pratico dei termini tributari57. Nella Prefazione si spiegano le premesse e gli obiettivi della pubblicazione: essa risponde a un bisogno pi volte manifestato dai contribuenti, e cio poter disporre di un glossario che spieghi in modo il pi possibile chiaro il significato dei termini tributari. Si tratta di un dizionario in grado di decifrare i termini tecnici e renderli comprensibili al maggior numero possibile di cittadini58, un buon esempio insomma di come unamministrazione pu creare un proprio glossario per spiegare i termini tecnici usati pi di frequente. Vediamo a questo punto un ultimo frammento di testo che contiene espressioni burocratiche da eliminare e termini specialistici che dovrebbero essere spiegati nel caso di un destinatario esterno (in rosso i termini tecnici, in blu espressioni del linguaggio amministrativo):
Ai fini della determinazione della base imponibile riveste notevole rilevanza leliminazione di alcune delle presunzioni introdotte in passato dal legislatore al fine di contrastare loccultamento di attivit del de cuius.
Commento: Ai fini della determinazione: locuzione appesantita dal sintagma preposizionale complesso ai fini della e da una nominalizzazione59, che per di pi si affianca a eliminazione e accoglimento, determinando un eccesso di questo fenomeno; riveste notevole rilevanza: perifrasi; al fine di: locuzione complessa. Proviamo a riformulare il testo mantenendo le espressioni tecniche; per queste possiamo predisporre un glossario utilizzando la definizione di base imponibile tratta da Il linguaggio del Fisco e le definizioni di presunzione e de cuius tratte dalla Guida alle parole delle Pubbliche Amministrazioni60:
Agenzia delle Entrate (2002). Agenzia delle Entrate (2002), p. 1. Vedi cap. 7 La sintassi nei testi amministrativi. Fioritto - Masini - Salvatore (1997).
Per determinare la base imponibile rilevante eliminare alcune delle presunzioni introdotte in passato dal legislatore per contrastare loccultamento di attivit del de cuius.
Base imponibile: valore sul quale si dovr applicare laliquota per determinare limposta dovuta. Presunzione: fatto che si ritiene vero senza che sia necessario provarlo. De cuius: espressione latina che viene usata per indicare la persona che lascia uneredit.
Per la sezione I del capitolo: DE MAURO Tullio, Guida allo studio delle parole, Firenze, Editori Riuniti, (I ed. 1980), 1997 SOBRERO Alberto b, Lingue speciali, in ID. (a c. di) 1993a II, pp. 237-277 Per la sezione II del capitolo: AGENZIA DELLE ENTRATE, Ufficio Relazioni Esterne, Il linguaggio del Fisco. Dizionario pratico dei termini tributari, Roma, 2002 FIORITTO Alfredo - MASINI M. Stefania - SALVATORE Sabrina, Guida alle parole delle Pubbliche Amministrazioni, in FIORITTO (a c. di) 1997, pp. 69-117 MORTARA GARAVELLI Bice, Le parole e la giustizia. Divagazioni grammaticali e retoriche su testi giuridici italiani,Torino, Einaudi, 2001 PIEMONTESE M. Emanuela, Guida alla redazione dei documenti amministrativi, in FIORITTO (a c. di) 1997, pp. 17-65
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