Source: http://www.ingcassella.it/d-p-c-m-05-dicembre-1997/
Timestamp: 2019-05-26 17:40:57+00:00
Document Index: 170088396

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'arte 7', 'arte 7', 'art. 2']

D.P.C.M. 05 dicembre 1997 – Carlo Cassella
di ingcassella · 5 Dicembre 1997
Visto l’art. 3, comma 1, lettera e), della legge 26 ottobre 1995, n. 447 “legge quadro sull’inquinamento acustico”;
Considerata la necessità di fissare criteri e metodologie per il contenimento dell’inquinamento da rumore all’interno degli ambienti abitativi;
Sulla proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della sanità, dei lavori pubblici, dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Il presente decreto, in attuazione dell’art. 3, comma 1, lettera e), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l’esposizione umana al rumore.
I requisiti acustici delle sorgenti sonore diverse da quelle di cui al comma 1 sono determinati dai provvedimenti attuativi previsti dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447.
Ai fini dell’applicazione del presente decreto, gli ambienti abitativi di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono distinti nelle categorie indicate nella tabella A allegata al presente decreto.
Le grandezze cui far riferimento per l’applicazione del presente decreto, sono definiti nell’allegato A che ne costituisce parte integrante.
Al fine di ridurre l’esposizione umana al rumore, sono riportati in tabella B i valori limite delle grandezze che determinano i requisiti acustici passivi dei componenti degli edifici e delle sorgenti sonore interne.
Il Ministro della sanità BETTONI BRANDANI
ALLEGATO A – Grandezze di riferimento: definizioni, metodi di calcolo e misure
il tempo di riverberazione (T), definito dalla norma ISO 3382:1975;
il potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti (R), definito dalla norma EN ISO 140-5:1996;
l’ isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT ), definito da:
D2m = L1,2m – L2 e la differenza di livello;
L2 è il livello di pressione sonora medio nell’ ambiente ricevente, valutato a partire dai livelli misurati nell’ ambiente ricevente mediante la seguente formula:
L2=10 Log [1/n SUM10 L1/10]
Le misure dei livelli Li devono essere eseguite in numero di n per ciascuna banda di terzi di ottava. Il numero n è il numero intero immediatamente superiore ad un decimo uel volume nell’ambiente; in ogni caso, il valore minimo di n è cinque;
T è il tempo di riverberazione nell’ ambiente ricevente, in sec;
il livello di rumore di calpestio di solai normalizzato (Ln) definito dalla norma EN ISO 140-6:1996:
LASmax: livello massimo di pressione sonora, ponderata A con costante di tempo slow;
LAeq: livello continuo equivalente di pressione sonora, ponderata A.
indice del potere fonoisolante apparente di partizioni fra ambienti (Rw) da calcolare secondo la norma UNI 8270: 1987, Parte 7^, para. 5.1.
indice dell’isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT,w) da calcolare secondo le stesse procedure di cui al precedente punto a.;
indice del livello di rumore di calpestio di solai, normalizzato (Ln,w) da calcolare secondo la procedura descritta dalla norma UNI 8270: 1987, Parte 7^, para.5.2.
ALLEGATO B – Rumore prodotto dagli impianti tecnologici
TABELLA A – CLASSIFICAZIONI DEGLI AMBIENTI ABITATIVI (art. 2)
D2m,nT,w Ln,w LAsmax
B, F, G 50 42 55 35
Nota: con riferimento all’ edilizia scolastica, i limiti per il tempo di riverberazione sono quelli riportati nella circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 3150 del 22 maggio 1967, recante i criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici.