Source: https://www.diritto.it/limpugnazione-nellordinamento-penale/
Timestamp: 2020-08-09 23:10:34+00:00
Document Index: 95861053

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.570', 'art.571', 'art. 571', 'art.575', 'sentenza ', 'art. 585', 'art. 606']

L’impugnazione è il rimedio contro i vizi della sentenza previsto dal diritto processuale penale.
Le impugnazioni sono previste dal codice di procedura penale all’articolo 568 e seguenti.
Nel nostro ordinamento vige il principio della tassatività.
Possono essere esperite in modo esclusivo le impugnazioni che la legge prevede e nelle forme da questa stabilite, in caso contrario l’Atto non si deve considerare impugnazione, oppure va considerato non ammissibile.
Vale anche il brocardo: “tantum devolutum quantum appellatum”.
In altre parole, il giudice dell’impugnazione non potrà decidere, anche se gli si manifestasse dagli Atti, su un punto o capo del provvedimento impugnato se lo stesso non è stato dedotto nell’Atto d’impugnazione.
Fa eccezione l’articolo 597 paragrafo 5 del codice di procedura penale che attribuisce poteri ufficiosi al Giudice d’Appello.
L’articolo 597 del codice di procedura penale, rubricato “cognizione del giudice di appello”, recita:
L’appello ha finito per inglobare la funzione di gravame, perché il giudice è chiamato nei limiti segnati dai motivi proposti dalle parti a confermare o riformare la decisione impugnata, sia quella di querela nullitatis, dal momento che il giudice può annullare la sentenza invalida e restituire gli atti al giudice a quo.
Il Difensore deve tenere sempre presente questo principio, in relazione anche ad eventuali profili di responsabilità professionale.
Le forme d’impugnazione
Le forme d’impugnazione previste contro le sentenze sono la revisione, l’appello e il ricorso per cassazione.
Lo stesso articolo 568 del codice di rito, ai commi 3 e 4, stabilisce un limite per i soggetti legittimati di agire, vale a dire quelli previsti per legge e che abbiano interesse.
Sono gli stessi articoli successivi a delinearli.
Il pubblico ministero (art.570), che può impugnare indipendentemente dalle sue conclusioni nel primo grado (principio dell’impersonalità del Pubblico Ministero), l’imputato (art.571), il difensore dell’imputato (art. 571 paragrafo 3) e altre parti come il responsabile civile e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria, a mezzo del loro procuratore speciale (art.575).
La previsione dell’articolo 576 del codice di procedura penale, è dedicata alla parte civile.
L’articolo prevede che la stessa possa impugnare la sentenza di condanna esclusivamente nei capi relativi all’azione civile mentre può impugnare la pronuncia di proscioglimento esclusivamente agli effetti del Giudizio sulla responsabilità civile.
Gli articoli 581 e seguenti del codice di procedura penale disciplinano la forma e i modi con i quali deve essere presentata un’impugnazione.
L’articolo 581 prevede espressamente l’atto scritto nel quale sono indicati il provvedimento impugnato, la data dello stesso, il giudice che lo ha emesso, e sono enunciati:
I capi o i punti della decisione ai quali è relativa l’impugnazione
L’articolo 585 prevede i termini per l’impugnazione:
Per ciascuna delle parti, è di quindici giorni, per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e nel caso previsto dall’articolo 544 comma 1, di trenta giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 2, di quarantacinque giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 3.
Ai sensi dell’art. 585 paragrafo 4 del codice di procedura penale la parte che ha impugnato può presentare, sino a quindici giorni prima dell’udienza, depositando l’atto nel debito numero di copie nella cancelleria del giudice dell’impugnazione, altri motivi d’impugnazione.
I motivi sopra menzionati si devono intendere come deduzioni integrative delle censure proposte e non come proposizione di altre censure.
L’inammissibilità dell’impugnazione è prevista dall’articolo 591 del codice di procedura penale, che ne elenca i casi quando è proposta da chi non è legittimato o non ha interesse, quando il provvedimento non è impugnabile, quando non sono osservate le disposizioni degli articoli 581, 582, 583, 585 e 586, quando c’è rinuncia all’impugnazione.
Lo stesso articolo al comma successivo stabilisce quale sia l’organo che deve stabilire l’eventuale inammissibilità, vale a dire il giudice dell’impugnazione, anche di ufficio, che dichiara con ordinanza l’inammissibilità e dispone l’esecuzione del provvedimento impugnato.
L’ordinanza è notificata a chi ha proposto l’impugnazione ed è soggetta a ricorso per cassazione
(art. 606).
Se l’impugnazione è stata proposta personalmente dall’imputato, l’ordinanza è notificata anche al difensore.
L’inammissibilità, quando non è stata rilevata a norma del comma 2, può essere dichiarata in ogni stato e grado del procedimento.
L’inammissibilità dell’impugnazione si estende anche agli altri motivi.
di Raffaele Pellino 17 luglio 2019