Source: http://comunicazioniliguria.it/wifi.html
Timestamp: 2018-11-19 03:17:48+00:00
Document Index: 46558977

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'art. 70', 'art. 101', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 25']

Wi-fi - Ministero dello sviluppo economico - Ispettorato territoriale Liguria
Wi-Fi, RadioLAN e HiperLAN
010-2488530
Note sulla realizzazione di reti Wi-Fi da parte delle amministrazioni pubbliche
(estratto dall'intervento effettuato dal responsabile della Sezione III Mario Fabiani all'evento “Free Wi-fi Genova – Winnovate Open Day” del 2 marzo 2012 )
Il Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs 259/2003) distingue tra due diverse tipologie di utilizzo delle reti Wi-Fi.
Non è prevista alcuna autorizzazione. Le apparecchiature sono comprese in quelle previste di libero uso ai sensi dell’art. 105, comma 1, lettera b del Codice delle comunicazioni elettroniche, così come modificato dall'art. 70 del D.Lgs. 70/2012. Per uso privato si intende che la rete deve essere utilizzata soltanto per trasmissioni riguardanti attività di propria pertinenza, con divieto di effettuare traffico per conto terzi (art. 101 del Codice).
Fornitura al pubblico dell’accesso W-LAN alle reti e ai servizi di telecomunicazioni: è il caso in cui si intenda installare uno o più access point W-LAN in uno spazio aperto al pubblico per fornire, ad esempio, il servizio di accesso alla rete internet. E' necessario distinguere i seguenti casi:
Impresa che ha come attività principale la fornitura di servizi di comunicazione elettronica:
E’ necessaria l’autorizzazione generale, da richiedere al Ministero dello sviluppo economico - Direzione generale servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postale – Roma. A questo scopo si deve presentare una dichiarazione conforme all’allegato A del Decreto Ministeriale 28 maggio 2003 (e successive modifiche). Dato che questo tipo di installazione comporta l’uso pubblico, si deve preventivamente essere autorizzati ad agire come internet service provider, e di conseguenza essere iscritti al Registro degli operatori di comunicazione presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Chi esercisce un internet point, fermo restando l'obbligo di autorizzazione ai sensi dell'art. 25 del Codice (maggiori informazioni qui), può fornire l'accesso al pubblico tramite W-LAN senza necessità di rilasciare ulteriori dichiarazioni.
Impresa o esercizio commerciale che non ha come attività principale la fornitura di servizi di comunicazione elettronica:
Secondo quanto disposto dall'art. 10 del D.L 69/2013 (cosiddetto Decreto "del fare") convertito con legge 9 agosto 2013, n. 98, in questo caso l'offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite tecnologia Wi-Fi non richiede alcuna autorizzazione e non prevede l'identificazione dell'utilizzatore.
L'art. 6 del Codice delle comunicazioni elettroniche vieta espressamente a Stato, Regioni ed enti locali di fornire direttamente reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico se non attraverso società controllate o collegate. Per erogare questo tipo di servizi le pubbliche amministrazioni devono quindi rivolgersi a operatori autorizzati ai sensi dell'art. 25 del Codice.
Le apparecchiature utilizzate per implementare i collegamenti RadioLAN e HiperLAN devono essere conformi alla Direttiva 2014/53/UE, recepita dal Decreto Legislativo 22 giugno 2016, n.128: in sostanza devono riportare la marcatura CE ed essere dotati della relativa dichiarazione di conformità.
Tutte le bande di frequenza destinate alle varie tipologie di W-LAN, come previsto dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze (D.M. 8 luglio 2002 e successive modifiche) sono ad uso collettivo, su base di non interferenza e senza diritto a protezione rispetto agli altri servizi. In particolare, la gamma dei 2,4 GHz, ospita tutta una serie di altri servizi e tecnologie, ad esempio video sender, bluetooth, forni a microonde (!) e anche trasferimenti temporanei delle emittenti radio-TV. La probabilità che il collegamento wi-fi sia interferito sono perciò molto alte, ed è questo il motivo per cui sono state imposte basse potenze di emissione negli standard. Per gli stessi motivi, l’uso di antenne direttive non è permesso nella misura in cui si superano i limiti di E.I.R.P. previsti dalle norme tecniche (vedi riquadro sotto).
In caso di intervento degli organi di controllo, è previsto il sequestro delle apparecchiature non conformi.
In questo settore, la presenza di terminologie appartenenti ad ambiti diversi rende difficoltoso l’orientamento rispetto alla normativa. Cerchiamo di fare chiarezza:
Wi-Fi: abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispositivi che possono collegarsi a reti locali senza fili (W-LAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11.
802.11 a,b,g,h,n ecc.: definizioni dell’IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers), organismo con sede negli USA che ha il compito di definire standard industriali nel settore elettrico ed elettronico. Tra gli altri possiamo distinguere:
802.11a: standard USA, che utilizza frequenze nella banda dei 5 GHz, applicabile in Italia solo se adattato alle caratteristiche tecniche indicate dalle norme europee (vedi sotto);
802.11b, g, n: gli standard più utilizzati dalle comuni apparecchiature Wi-fi, utilizzano la banda dei 2,4 GHz e si differenziano solo per la velocità di trasmissione;
802.11h: standard di recente approvazione, adattamento dell’802.11a alla normativa europea, con l’implementazione dei meccanismi di DFS e TPC (vedi note).
Per la normativa europea, e italiana di conseguenza, esistono due tipologie di reti locali senza fili:
RadioLAN (Radio Local Area Network)
Sono regolate dalla decisione ERC/DEC/(01)07
Le caratteristiche tecniche sono le seguenti (raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03):
Banda di frequenza: 2400 – 2483,5 MHz
- EIRP: 100 mW (vedi note)
- Uso consentito sia all’interno che all’esterno di edifici
Sono regolate dalla decisione ECC/DEC(04)08
Le caratteristiche tecniche sono le seguenti (decisione 2005/513/CE modificata dalla 2007/90/CE):
Banda di frequenza: 5150 – 5350 MHz
- EIRP: 200 mW (vedi note)
- Uso consentito solo all’interno di edifici
- TPC e DFS obbligatori nella banda da 5250 a 5350 MHz (vedi note)
Banda di frequenza: 5470 – 5725 MHz
- EIRP: 1W (vedi note)
- TPC e DFS obbligatori (vedi note)
EIRP: Equivalent Isotropically Radiated Power: potenza equivalente irradiata isotropicamente: si tratta di un livello di potenza che comprende anche l’eventuale guadagno di antenna: attenzione quindi alle antenne esterne!
TPC: Transmitter Power Control: il trasmettitore deve essere dotato di un sistema di controllo di potenza che assicuri un fattore di mitigazione di almeno 3 dB;
DFS: Dynamic Frequency Selection: la selezione dinamica della frequenza associata con il meccanismo di scelta del canale deve assicurare una distribuzione uniforme del carico trasmissivo su 300 MHz (225 MHz nella banda 5470-5725): evita interferenze ad altri servizi, in particolare i radar e i servizi satellitari compresenti in questa banda di frequenze. La conformità allo standard 802.11h garantisce la presenza di entrambi questi meccanismi di protezione.