Source: http://docplayer.it/57896374-Corte-di-cassazione-copia-non-ufficiale.html
Timestamp: 2018-10-16 10:17:07+00:00
Document Index: 75376799

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.9', 'sentenza ', 'art.9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.36', 'art.360', 'sentenza ', 'art.36', 'art.53', 'art.360', 'sentenza ', 'art.36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.53', 'art.53', 'art.360']

1 Civile Sent. Sez. 5 Num Anno 2016 Presidente: GRECO ANTONIO Relatore: LOCATELLI GIUSEPPE Data pubblicazione: 27/05/2016 SENTENZA sul ricorso proposto da: PAST SRL IN LIQUIDAZIONE in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA PANAMA 68, presso lo studio dell'avvocato GIOVANNI PUOTI, che lo rappresenta e difende giusta delega a margine; contro - ricorrente - AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore, eiettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'avvocatura GENERALE DELLO STATO, che 1o rappresenta e difende;
2 EQUITALIA SUD SPA in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA TARVISIO 2, presso lo studio dell'avvocato MARCO FIERTLER, che lo rappresenta e difende giusta delega in calce; - controricorrenti - avverso la sentenza n. 565/2010 della COMM.TRIB.REG. di CATANZARO, depositata il 22/11/2010; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14/04/2016 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE LOCATELLI; udito per il ricorrente l'avvocato LOMONACO per delega dell'avvocato PUOTI che si riporta al ricorso depositato; uditi per i controricorrenti gli Avvocati FIERTLER e DETTORI che si riportano ai controricorsi depositati; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SERGIO DEL CORE che ha concluso per il rigetto o l'inammissibilità e in subordine accoglimento del ricorso principale, assorbito il ricorso incidentale.
3 N.R.G.2018/2012 RITENUTO IN FATTO La società Past srl in liquidazione, già Impresa Francesco Ventura srl, presentava ai sensi dell'art.9 bis legge 289 del 2002 due istanze di definizione dei ritardati od omessi versamenti delle imposte relativi alle dichiarazioni Modello 770/2003 e Modello Unico L'Agenzia delle Entrate emetteva provvedimenti di diniego, avendo rilevato l'incongruità dei versamenti effettuati. Contro i provvedimenti di diniego di condono la società proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Catanzaro che con sentenza del disponeva l'accoglimento parziale del ricorso nel senso che " gli effetti dei provvedimenti di rigetto della istanza di definizione devono ritenersi limitati alle somme non pagate ", e che "nella fattispecie prevista dall'art.9 bis della legge 289 del 2002 il mancato pagamento delle altre rate non può che produrre la decadenza dal beneficio". Contro la sentenza la società proponeva appello alla Commissione tributaria regionale di Catanzaro che con sentenza n.565 del confermava la decisione appellata. Contro la sentenza di appello la società Past srl in liquidazione propone ricorso per i seguenti motivi::1) illegittimità della sentenza per violazione dell'art.36 comma 2 decreto legislativo 31 dicembre 1992 n.546, in relazione all'art.360 comma primo n.4 cod.proc.civ., nella parte in cui ha dichiarato l'infondatezza dell'appello, in quanto la sentenza non contiene "la succinta esposizione dei motivi in fatto ed in diritto" richiesti dal citato art.36 comma 2 ; 2) violazione e falsa applicazione dell'art.53 decreto legislativo 31 dicembre 1992 n,546 e 342 cod.proc.civ., in relazione all'art.360 comma primo n.4 cod.proc.civ., nella parte in cui ha ritenuto che l'atto di appello difettasse del requisito di specificità dei motivi di gravame. L'Agenzia delle Entrate resiste con controricorso. Equitalia Sud spa resiste con controricorso. La società deposita memoria. CONSIDERATO IN DIRITTO
4 111 primo motivo è infondato. Non sussiste la dedotta nullità della sentenza per violazione dell'art.36 comma 2 n.4 decreto legislativo 31 dicembre 1992 n.546, poiché la sentenza è munita di apparato argomentativo che rende manifesta la ratio decidendi del giudice, il quale ha ritenuto l'atto di appello sfornito del requisito della specificità dei motivi di impugnazione. Neppure è ipotizzabile una nullità della sentenza per contrasto insanabile tra dispositivo e motivazione. Secondo la giurisprudenza di questa Corte sussiste un contrasto insanabile tra dispositivo e motivazione, che determina la nullità della sentenza ai sensi degli artt. 156 e 360 n. 4 cod. proc. civ., nel solo caso in cui il provvedimento risulti inidoneo a consentire l'individuazione del concreto comando giudiziale, non essendo possibile ricostruire la statuizione del giudice attraverso il confronto tra motivazione e dispositivo, mediante valutazioni di prevalenza di una delle affermazioni contenute nella prima su altre di segno opposto presenti nel secondo. (Sez. 6-3, Sentenza n del 11/07/2014, Rv ). Nel caso in esame la statuizione del giudice è chiaramente ricostruibile dalla motivazione, in cui si afferma che i motivi di appello difettano del requisito della specificità, richiesto a pena di inammissibilità dall'art.53 decreto legislativo 31 dicembre 1992 n secondo motivo è infondato. Il giudice di appello ha applicato, e non violato, l'art.53 decreto legislativo 31 dicembre 1992 n.546 poiché, svolgendo una valutazione in fatto, ha ritenuto la genericità dei motivi di appello costituenti mera riproduzione di quelli formulati nel ricorso di primo grado. Questa Corte non è legittimata a sostituirsi alla Commissione tributaria regionale negli apprezzamenti di fatto circa la sussistenza del requisito di specificità dei motivi di appello. Poiché non è stato dedotto il vizio della motivazione ai sensi dell'art.360 comma primo n.5 cod.proc.civ., ma esclusivamente il vizio di violazione di legge, questa Corte neppure è legittimata ad esaminare la tenuta logica o la sufficienza della motivazione con la quale il competente giudice di merito ha rilevato il difetto del requisito della specificità dei motivi di appello. La società ricorrente deve essere condannata al rimborso delle spese a favore della Agenzia delle Entrate, liquidate in euro oltre eventuali spese prenotate a debito, ed a favore di Equitalia Sud spa 2
5 liquidate in euro oltre spese forfettarie nella misura del 15% e accessori di legge. P. Q. M. Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al rimborso delle spese a favore della Agenzia delle Entrate liquidate in euro 3.000, oltre eventuali spese prenotate a debito, ed a favore di Equitalia Sud spa liquidate in euro 3.000, oltre spese forfettarie nella misura del 15% e accessori di legge. Così deciso il
REPUBBLICA ITALIANA la IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SEZIONE TRIBUTARIA CIVILE SENTENZA. MAINETTI SPA in persona del Presidente del C.d.A.
REPUBBLICA ITALIANA la 7 8 8 &etto IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: A 1 6 *TRIBUTI R.G.N. 12852/2010 Cron.
Civile Sent. Sez. 5 Num. 3347 Anno 2017 Presidente: DI CERBO VINCENZO Relatore: NOVIK ADET TONI Data pubblicazione: 08/02/2017 SENTENZA sul ricorso 26159-2012 proposto da: ISTITUTO FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA
Civile Sent. Sez. 1 Num. 8456 Anno 2014 Presidente: SALME' GIUSEPPE Relatore: BISOGNI GIACINTO Data pubblicazione: 10/04/2014 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: Mario Landi e
Civile Sent. Sez. 5 Num. 9197 Anno 2016 Presidente: BIELLI STEFANO Relatore: CIRILLO ETTORE Data pubblicazione: 06/05/2016 SENTENZA sul ricorso 5878-2010 proposto da: CASABURI MICHELE, elettivamente domiciliato