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Timestamp: 2020-08-12 09:22:27+00:00
Document Index: 32978189

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 99', 'art. 156', 'art, 210', 'art. 8', 'art. 156', 'art. 700']

Merito Archives - Pagina 3 di 34 - Dirittodautore.it
Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 1941 del 15 febbraio 2008
Giovanni d'Ammassa 15 Febbraio 2008
Sentenza non massimata
Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 5869 del 14 febbraio 2008
Giovanni d'Ammassa 14 Febbraio 2008
Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 3010 del 14 febbraio 2008
La trasmissione dei diritti di utilizzazione dell’opera deve essere provata per iscritto, ai sensi dell’art. 110 legge autore.
Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 1259 del 4 febbraio 2008
Giovanni d'Ammassa 4 Febbraio 2008
Tribunale di Napoli, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Ordinanza del 18 dicembre 2007
Giovanni d'Ammassa 18 Dicembre 2007
Posto che, con riferimento alle opere scientifiche, la rielaborazione creativa va valutata con riferimento alle soluzioni espressive utilizzate, nonché all’organizzazione e alla scelta degli elementi dell’opera stessa, più che al contenuto intellettuale intrinseco, costituisce plagio di un testo storiografico il pedissequo ricalco e la continua citazione - in un lavoro altrui precedente, attinente almeno in parte allo stesso argomento - delle fonti documentali, quali ricercate e organicamente sistemate nell’ambito dell’opera originale.
Corte di Appello di Roma, sez. I, Sentenza n. 6584 del 12 dicembre 2007
Giovanni d'Ammassa 12 Dicembre 2007
Tribunale di Genova, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Ordinanza del 4 dicembre 2007
Giovanni d'Ammassa 4 Dicembre 2007
La mancata rinnovazione del marchio che rappresenta la denominazione di un nome di un noto gruppo musicale italiano, e lo scioglimento del sodalizio stesso, non fanno venir meno la memoria storica e la notorietà del gruppo: onde persiste l'interesse dei singoli componenti a tutelare la denominazione storica del gruppo, estinto, ma ancor vivo nella memoria collettiva, suscettibile - la denominazione - di sfruttamento commerciale, contro tentativi di appropriazione indebita, volti a distogliere il nome dal suo riferimento - proprio - alle persone dei componenti storici del gruppo musicale. Un precedente giudicato sulla medesima questione proietta i propri effetti riflessi ed è quindi opponibile anche nei confronti dell'interessato che non ha partecipato a quel giudizio, se non in senso assoluto, quantomeno ai fini della concessione della misura cautelare, non essendo possibile anticipare l'istruttoria di una causa che richiede lo svolgimento di un giudizio ordinario.
Tribunale di Bologna, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Ordinanza del 13 settembre 2007
Giovanni d'Ammassa 13 Settembre 2007
Il locus commissi delicti va individuato nel luogo di produzione, riproduzione dei supporti fonografici contenenti le esecuzioni dell’artista.
Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Ordinanza del 16 luglio 2007
Giovanni d'Ammassa 16 Luglio 2007
Nel quadro dettato dagli artt. 14-15-16 del D.Lgs. 70/03 è sostanzialmente non rilevante l’inoltro di diffide stragiudiziali a costituire doveri di intervento dell’intermediario, come si desume anche dal comma 3 dell’art. 14 del decreto, che abilita l’autorità giudiziaria (o amministrativa di vigilanza) a disporre la cessazione delle altrui violazioni da parte del prestatore delle attività di trasmissione e di fornitura di accesso evidentemente su ricorso giurisdizionale dell’avente diritto.
Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Ordinanza del 14 luglio 2007
Giovanni d'Ammassa 14 Luglio 2007
1. Il combinato degli artt. 156 e 156-bis l.d.a., come anche quest’ultima norma singolarmente considerata, non può ritenersi estensibile come campo di applicazione ai dati e alle informazioni che attengono alle comunicazioni elettroniche, né ai dati di traffico da queste prodotte, ostando a tale estensione applicativa il divieto di trattamento e comunicazione di tali dati enucleabile in sintesi dal sistema normativo interno (primario e costituzionale) e comunitario che disciplina la materia della tutela della segretezza e riservatezza delle comunicazioni tra privati.
Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 7324 del 14 giugno 2007
Giovanni d'Ammassa 4 Giugno 2007
Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Ordinanza del 31 maggio 2007
Giovanni d'Ammassa 31 Maggio 2007
1. Il format, per essere tutelabile come opera dell’ingegno, deve concretizzarsi nella illustrazione della struttura narrativa, con l’articolazione delle varie scene, dell’apparato scenico e dei personaggi fissi, ma anche di altri elementi di rilevo (le dinamiche di svolgimento, il ruolo di ciascun protagonista, il carattere, il contenuto e la durata di ogni suo intervento), così da ridurre al minimo il grado di improvvisazione, in quanto altrimenti, essendovi solo l’espressione di un’idea o di un motivo ispiratore dell’opera, lo stesso non può ricevere tutela dalla legge d’autore 2. Nella fattispecie non si rinviene una illustrazione così dettagliata dello spettacolo ideato, tale da poterlo qualificare come opera dell’ingegno tutelabile e creativa, in quanto, addirittura, sono possibili diverse scelte di ambientazione (discoteca o set televisivo), che influenzano gli sviluppi dello spettacolo, ed il nucleo essenziale consiste in uno schema di gioco piuttosto comune (imperniato sulla presenza di un conduttore, su un palco, contorniato di figuranti vari, e sull’attività dei giocatori o concorrenti, ce devono indovinare l’identità di un personaggio famoso attraverso alcuni indizi), destinato ad essere riempito da contenuti legati alle improvvisazioni ed alla spontaneità del conducente e dei partecipanti.
Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza del 31 maggio 2007
1. La società Magnolia S.p.A., dante causa della RAI, ha perfettamente documentato di aver ottenuto la licenza esclusiva del format Will you be my bride dalla società Global Agency Co LTD con atto del 23/3/2007, la quale a sua volta aveva concluso relativo contratto direttamente con l’autore. 2. Il format ed il programma “May I call you Mom?” non può ricevere tutela rispetto a "Will you be my bride" in quanto registrato in data successiva e conseguentemente appare lecita la trasmissione di "La sposa perfetta" che costituisce la versione italiana di "Will you be my bride". 3. Nella fattispecie tuttavia non pare che il format e il relativo programma per cui è causa siano dotati della necessaria originalità in quanto si incentrano su temi ormai noti e sfruttati, come il conflitto suocera-nuora, mentre per le modalità di attuazione riprendono scenari e soluzioni ormai adottate da numerosi reality show simili recentemente trasmessi dalle TV di tutto il mondo (per esempio selezione ed esclusione di un partecipante al gioco ogni puntata, meccanismo del televoto, convivenza temporanea nella stessa casa dei partecipanti al gioco, intervista ai partecipanti al gioco etc).
Tribunale di Milano, sez. I, Sentenza n. 5510 del 7 maggio 2007
Giovanni d'Ammassa 7 Maggio 2007
Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza del 2 maggio 2007
Giovanni d'Ammassa 2 Maggio 2007
1. L’art. 4 della direttiva 2004/48/CE prevede il riconoscimento della legittimazione a chiedere l’applicazione delle misure, delle procedure e dei mezzi di ricorso previsti nella direttiva stessa non solo ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale ma anche a tutti gli altri soggetti autorizzati a disporre di questi diritti, In particolare ai titolari di licenze conformemente alla legislazione applicabile. Ai sensi dell’art. 99 bis legge 633/1941 deve essere ritenuto titolare di un diritto connesso ai diritti d’autore chi, salvo prova contraria, è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o al pubblico. 2. I dati sono stati acquisiti in modo del tutto lecito in quanto, come esaurientemente spiegato nella consulenza di parte allegata al ricorso, i singoli utenti che scambiano reciprocamente files musicali sono dotati di un nome di fantasia ma operano pubblicamente ed apertamente e quindi è possibile identificare tali soggetti ed il loro provider, tramite i dati tecnici sopra indicati, collegandosi ai loro computer per effettuare il download di brani musicali. 3. Con il termine "controparte", di cui al successivo art. 156 bis, usato in senso atecnico, non viene necessariamente indicato il soggetto che ha leso il diritto della ricorrente, nei cui confronti era già possibile in base alle norme anteriormente vigenti emettere un ordine di esibizione ex art, 210 cpc, ma deve essere inteso, nell’ottica di un’interpretazione più ampia tesa a reprimere in maniera più incisiva gli illeciti in materia di diritti di proprietà intellettuale, ogni altro soggetto diverso dagli autori responsabili delle violazioni come peraltro previsto anche nell’art. 8 della direttiva 2004148/Cee in cui è presente un esplicito riferimento ad altri soggetti, oltre che al soggetto autore della violazione, quali destinatari dell’ordine dell’autorità giudiziaria competente di fornire informazioni sull’origine e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violino un diritto di proprietà intellettuale. 4. Nelle more del giudizio ordinario la condotta illecita degli utenti che hanno violato i diritti di esclusiva della ricorrente verrebbe reiterata infinite volte con grave pregiudizio e tale considerazione induce a altresì a ritenere del tutto ammissibile il ricorso alla tutela d’urgenza considerato anche che la natura di azioni di accertamento di cui all’art. 156 e 156-bis legge 633/1941, non osta di per sé, contrariamente a quanto ritenuto dalla resistente, alla possibilità di azionare un ricorso ex art. 700 c.p.c. sempre ammissibile, anche in caso di azioni di accertamento strumentali ad una successiva azione di merito nei confronti dei trasgressori, qualora il tempo occorrente per far valere in un successivo giudizio un proprio diritto in via ordinaria possa pregiudicarlo irrimediabilmente.