Source: https://forum.commercialistatelematico.com/fallimenti-e-procedure-concorsuali/78747-revocatoria-fallimentare.html
Timestamp: 2019-07-19 14:44:40+00:00
Document Index: 17460353

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 66', 'sentenza ', 'art. 67', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67']

20-12-16, 09:47 AM #1
Un soggetto svolgente attività d'impresa come ditta individuale a settembre 2015 emette fattura a saldo per un lavoro eseguito precedentemente ad un altro soggetto sottoposto a procedura fallimentare (il primo soggetto non ne era a conoscenza della procedura). La sentenza di fallimento è stata emessa alla fine di marzo. Il curatore mediante azione revocatoria art. 66 e seg.. L.F. richiede la restituzione delle somme riscosse dal primo soggetto che nel frattempo a chiuso l'attività proprio fine settembre 2015.
Deve restituire le somme riscosse il primo soggetto?
Quali azioni può porre in essere per evitare la restituzione delle somme riscosse? Il soggetto si avvalere della non conoscenza della procedura fallimentare?
Il soggetto che ha riscosso l'importo, in questo momento si trova in grosse difficoltà finanziarie, oltrettutto è disoccupato.
31-12-16, 09:23 AM #2
Il soggetto che ha riscosso l'importo, in questo momento si trova in grosse difficoltà finanziarie, oltretutto è disoccupato.
Da come parli sembra che il soggetto che ha riscosso le somme sia un imprenditore individuale giusto? Dimmi se ho capito bene: Un imprenditore individuale effettua delle prestazioni verso il fallito (anche lui imprenditore individuale) e si fa pagare da questo. Intanto mi chiedo come sia possibile considerato che il fallimento è stato dichiarato a marzo 2015 mentre il pagamento è avvenuto a settembre 2015: uno dei primi adempimenti del curatore è quello di farsi consegnare tutta la cassa del fallito e di bloccare i conti correnti bancari depositando le somme sul conto corrente di procedura al quale il fallito non ha accesso. Se non lo ha fatto e il fallito ha depauperato il patrimonio penso ci possano essere dei profili di responsabilità. Lasciando perdere questo discorso non penso ci siano margini per la revocatoria fallimentare, infatti questa opera per gli atti compiuti prima della sentenza di fallimento (vedi art. 67 l.f.) Semplicemente il pagamento effettuato dal fallito è inefficace in base all'art. 44 l.f. e le somme erogate dal fallito devono essere restituite alla procedura da chi le ha incassate. O te le dà di sua spontanea volontà o per averle devi rivolgerti ad un avvocato e qui entra in gioco la valutazione economica del curatore: di quale somma stiamo parlando? chi ha incassato questi soldi è patrimonializzato, cioè ha soldi in banca o beni sui quali poter agire per il recupero del denaro? Se le somme fossero irrisorie e/o il tipo fosse nullatenente allora sarebbe inutile qualsiasi azione: li hai persi.
02-01-17, 10:02 AM #3
Il soggetto che ha riscosso le somme è un imprenditore individuale, ha chiuso l'attività nel settembre 2015 attualmente disoccupato con proprietà di abitazione principale, seconda casa data in affitto e il c/c pari a zero.
L'importo richiesto dal curatore è di € 1.460,00.
La sentenza di fallimento è stata emessa fine marzo 2016, la riscossione dell'importo è avvenuta il 10 novembre 2015 per una fattura a saldo emessa entro fine settembre 2015 (data chiusura attività). In precedenza l'imprenditore sempre per la stessa prestazione aveva ricevuto un acconto nel mese di agosto. L'imprenditore non era assolutamente a conoscenza della situazione di insolvenza della srl.
Nell'art. 67 l.f. tra gli atti non soggetti a revocatoria rientrano:
- pagamenti di beni e servizi effettuati nell’esercizio dell’attività di impresa nei termini d’uso.
Sempre l'art. 67 l.f.:
Presupposto soggettivo dell’azione revocatoria per gli atti elencati nell’art. 67 L.F. è la conoscenza dell’altra parte dello stato di insolvenza del debitore, che, secondo la giurisprudenza, può essere presunta sulla base di determinati “indici di insolvenza” (notizie sui giornali; protesti; ecc.), in presenza dei quali la conoscenza deve ritenersi dimostrata (Cass. n. 182/2013).
Si può fare qualcosa in base ai più precisi dati che ho fornito?
06-01-17, 10:37 PM #4
Ok, quindi un imprenditore individuale prima che un altro imprenditore fallisse ha effettuato una prestazione a questo e si è fatto pagare. Non capisco su quali basi tu voglia agire nei suoi confronti, ma soprattutto per recuperare solo 1.460 euro. L art. 67 l.f. si divide in tre parti: il primo comma è relativo agli atti anormali e per questi è il terzo che deve dimostrare di non essere stato a conoscenza dello stato di insolvenza del debitore (non mi pare questo il caso da te prospettato), il secondo comma è relativo agli atti normali e in questo caso è il curatore a dover dare la prova della conoscenza dello stato di insolvenza da parte del terzo (prova ardua da dare) e in ultima il terzo comma indica gli atti non revocabili tra i quali è previsto (come hai osservato) i pagamenti effettuati nel ambito Dell attività di impresa nei termini d uso (mi pare che il tuo caso rientri proprio in questa fattispecie quindi l atto non è revocabile). In ogni caso anche se avessi qualche speranza io non mi muoverei per quei pochi spiccioli.
Di fabmaz nel forum Fallimenti e procedure concorsuali
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