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Timestamp: 2018-02-24 23:54:45+00:00
Document Index: 54255077

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 873', 'art. 41', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 35']

Condizioni per accoglimento domanda di condono edilizio
Condizioni per l'accoglimento della domanda di condono edilizio
In base al principio della doppia conformità, l’abuso edilizio, per poter essere condonato, deve riguardare un’opera edilizia conforme alle norme urbanistiche vigenti al momento in cui si richiede il condono.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI
La nozione di ultimazione delle opere, cui occorre far riferimento ai fini dell'applicabilità della disciplina sul condono edilizio, coincide con l'esecuzione del rustico, da intendersi come muratura priva di rifinitura, ma da non confondere con lo scheletro, non potendo le pareti esterne considerarsi mere rifiniture.
Ai fini della prova del completamento dell'intervento anche se non occorre il completamento funzionale dell'immobile, è tuttavia necessaria l'ultimazione dell'edificio al grezzo, consistente almeno nel completamento del rustico e della copertura, in modo tale che l'immobile sia esattamente e compiutamente individuato nel suo volume di ingombro essendo già completi la muratura portante, il tamponamento perimetrale e le strutture cementizie.
La sanatoria delle opere realizzate su aree vincolate sussiste solo in due ipotesi, previste disgiuntamente, e costituite: a) dalla realizzazione delle opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli; b) dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rumenti urbanistici.
Le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, sono sanabili solo se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: a) che si tratti di opere realizzate prima della imposizione del vincolo, anche se questo non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area; b) che, seppure realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) che siano opere minori senza aumento di superficie; d) che vi sia il previo parere dell'autorità preposta alla tutela vincolo.
Per la sanatoria delle opere abusive, in base al combinato disposto dei commi 26 e 27 del citato art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003, è necessaria la concorrente sussistenza delle seguenti condizioni: a) che si tratti di opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo; b) che si tratti di opere conformi alle prescrizioni e prescrizioni urbanistiche; c) che si tratti di opere minori tali da non determinare un aumento di superficie; d) che vi sia il parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo.
Ai fini del rilascio del titolo edilizio in sanatoria, deve essere valutata la conformit&agra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tica dell'opera al quadro normativo vigente al momento di adozione del provvedimento che definisce l'istanza di sanatoria.
Non sussiste a carico del Comune l'obbligo di proporre misure idonee ad assicurare un corretto inserimento dell'abuso edilizio nel contesto paesaggistico di riferimento, dovendo l'autorità adita limitarsi a valutare l'opera così come è, ed essendo semmai compito del privato interessato proporre con l'istanza di condono misure funzionali a ridimensionare l'impatto visivo dell'opera stessa.
Presupposto fattuale indispensabile per l'accoglimento della domanda di condono è la perdurante esistenza del manufatto abusivo, non solo al momento della domanda di condono ma anche al momento del rilascio della concessione, con la conseguenza che, nel caso in cui sia venuta meno la stessa opera cui si riferiva la richiesta, consegue l'archiviazione del procedimento.
Per applicare correttamente i commi 26 e 27 dell'art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003, in particolare nella parte in cui parlano di opere condonabili, occorre leggerli unitamente al comma 25, che ha stabilito quali sono le "opere" rientranti nel condono.
In sede di esame della domanda di condono edilizio, la P.A. &egra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a verificare la non insistenza delle opere abusive su beni riconosciuti monumento nazionale, la natura relativa dell'eventuale vincolo esistente anteriormente alla realizzazione delle opere, la conformità delle opere alla normativa urbanistica vigente al momento della entrata in vigore del decreto legge n. 269/2003 ed il rilascio del parere favorevole della amministrazione preposta alla tutela del vincolo.
La domanda di condono è improcedibile se l'immobile viene demolito e quindi viene meno il suo oggetto.
Il provvedimento di condono può essere rilasciato indipendentemente dal rispetto delle distanze legali (art. 873 e ss. c.c.) e delle prescrizioni dettate in materia di obbligatoria sussistenza di aree destinate a parcheggio (art. 41-sexies legge 1150/1942).
Nei procedimenti di sanatoria, allorché vi siano dubbi sull'epoca di ultimazione delle opere, come autodichiarata dall'istante, è onere di quest'ultimo e non della P.A. fornire la prova dell'ultimazione dei lavori in data utile ai fini del rilascio del provvedimento di condono, non potendosi ritenere al riguardo sufficiente la sola allegazione della dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Non possono essere oggetto di condono ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... che siano stati costruiti in violazione dei limiti massimi di altezza derivanti dalla normativa antisismica, perché ciò comporta violazione di un vincolo di inedificabilità assoluta e, comunque, di questi non può essere effettuato il collaudo.
In base al principio della doppia conformità, l'abuso edilizio, per poter essere condonato, deve riguardare un'opera edilizia conforme alle norme urbanistiche vigenti al momento in cui si richiede il condono.
Il comportamento omissivo posto in essere dall'Amministrazione, che ritarda colpevolmente l'esecuzione del giudicato, non può assumere alcuna rilevanza giuridica per consentire, mediante il rilascio di concessione in sanatoria, la sussistenza di opere edilizie realizzate in violazione di norme inderogabili.
Gli abusi edilizi condonabili vengono individuati di volta in volta dalla legge, che può allargare oppure restringere le ipotesi a sua insindacabile discrezione - ovviamente nel rispetto dei principi costituzionali - sulla base delle mutevoli esigenze fiscali, che normalmente costituiscono la ragione della scelta del legislatore.
Il fatto che il d.l. n. 269/03 conv. in l. 326/03 (diversamente dall'art. 39 l.n. 724/94) non e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... caso di concessione edilizia annullata, l'operatività dei limiti volumetrici condonabili ordinariamente previsti per singola richiesta di concessione non va inteso nel senso che il condono sia affatto precluso per edifici realizzati in forza di titolo annullato.
I cosiddetti abusi sostanziali sono esclusi dal condono, essendo sanabili esclusivamente quelli meramente formali e, cioè, gli interventi di cui al punto d) del comma 27, ove realizzati in conformità alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici alla data di entrata in vigore del D.L. n. 269/2003.
L'autorità preposta alla tutela dei vincoli paesaggistici potrà opporsi all'istanza di sanatoria di abusi edilizi realizzati in zone protette soltanto se la domanda riguardi opere che, non inserendosi nel contesto paesaggistico in modo armonico, ne determinino effettivamente un'alterazione attuale.
I limiti di cubatura previsti dall'art. 39, co. 1, legge 724/1994 si applicano anche agli edifici non destinati ad uso residenziale.
L'art. 32, commi 26 e 27, d.l. 269/2003 conv. in legge 326/2003 non vanno letti nel senso che sia esclusa automaticamente la sanatoria degli abusi "maggiori" (opere divers... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uro e dal risanamento conservativo) realizzati in zona vincolata; al contrario si deve ritenere che: a) il co. 26 permetta la sanatoria di tutti gli abusi commessi in zona vincolata, salvo che non si tratti di abusi "maggiori" ricadenti su immobili dichiarati monumento nazionale; b) il co. 27 ponga dei limiti all'operatività delle regole generali previste dal co. 26.
Ai fini del condono non basta il mancato accatastamento dell'immobile già esistente per qualificarlo in termini di nuova costruzione.
La disciplina del condono edilizio, per il suo carattere derogatorio all'ordinaria disciplina edilizia e urbanistica, non è suscettibile di interpretazione estensiva: pertanto, la previsione che ammette il condono per il "mutamento con o senza opere della destinazione d'uso legittimamente preesistente delle unità immobiliari" (art. 1, n. 2, lett. b L.P. Trento 3/2004) non può applicarsi al caso di in cui il mutamento strutturale di destinazione d'uso abbia interessato un'ampia area libera e non una singola unità immobiliare facente parte di un edificio.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> ABITABILITÀ
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... stabiliti da una legge regionale, i requisiti di abitabilità dei sottotetti non possono essere derogati in sede di condono degli abusi edilizi, posto che l'art. 35 della legge n. 47 del 1985 prevede il rilascio del certificato di abitabilità o agibilità anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari, ma non in deroga a norme legislative.