Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_fallimentare/155
Timestamp: 2020-06-06 04:52:19+00:00
Document Index: 2978859

Matched Legal Cases: ['art. 2645', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 1418', 'art. 2645', 'art. 2740', 'art. 2645', 'art. 57', 'sentenza ', 'art. 88', 'art. 99', 'art. 2905', 'art. 2905', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 2901', 'art. 182']

Concordato preventivo - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Perseguimento di interessi meritevoli di tutela - Mandato irrevocabile a vendere i beni vincolati in favore degli organi della procedura e del liquidatore giudiziale.
In particolare il vincolo di destinazione, ex art. 2645 ter c.c., persegue interessi meritevoli di tutela ove lo stesso si innesti su di una procedura di concordato, poiché da questa riceve la propria causa concreta, purché contenga un mandato irrevocabile a vendere gli immobili (o altro atto dispositivo) in favore degli organi della procedura ed in particolare del liquidatore giudiziale nominato dal tribunale, realizzandosi perciò di fatto una irrevocabilità della messa a disposizione dei beni condizionata alla sola omologa del concordato. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014. Segue...
Trust – Trust liquidatorio non riconoscibile – Conseguente nullità per mancanza di causa del trasferimento dei beni o dell’azienda operato in favore del trustee – Sussistenza..
Il c.d. trust liquidatorio anti-concorsuale, vale a dire finalizzato a sostituirsi alla procedura fallimentare e ad impedire lo spossessamento dell’imprenditore insolvente, non è riconoscibile e non produce alcun effetto nell’ordinamento italiano in virtù di quanto disposto dall’art. 15 lettera e) della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, ponendosi esso oggettivamente in contrasto con il principio di tutela del ceto creditorio e non consentendo il normale svolgimento della procedura a causa dell’effetto segregativo. (Francesco Dimundo - riproduzione riservata)
La non riconoscibilità nell’ordinamento italiano del c.d. trust liquidatorio anti-concorsuale non è esclusa né dal fine dichiarato di provvedere alla liquidazione armonica della società disponente nell’interesse esclusivo dei creditori, né dalla clausola che, in caso di procedura concorsuale sopravvenuta, preveda la consegna dei beni al curatore. (Francesco Dimundo - riproduzione riservata)
Il giudice che pronuncia la sentenza dichiarativa di fallimento del disponente può provvedere incidenter tantum al disconoscimento del trust liquidatorio anti-concorsuale ai sensi dell’art. 15 lettera e) della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, posto che denegare il riconoscimento e dare corso alla procedura fallimentare costituisce, ai sensi dell’ultimo comma di tale disposizione, un modo di realizzare il fine liquidatorio compatibile con l’ordinamento italiano (Francesco Dimundo - riproduzione riservata)
La non riconoscibilità nell’ordinamento italiano dell’atto istitutivo del c.d. trust liquidatorio anti-concorsuale determina, ai sensi dell’art. 1418 co. 2 prima parte c.c., la nullità del trasferimento dei beni o dell’azienda operato in favore del trustee. (Francesco Dimundo - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2014, n. 10105. Segue...
Atto di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Esplicitazione degli interessi meritevoli di tutela - Necessità..
Anche ipotizzando l’ammissibilità di un “negozio destinatorio puro”, gli interessi meritevoli di tutela devono essere esplicitati nell’atto pubblico di costituzione del vincolo, senza possibilità di ricercare la causa destinationis in altre fonti. L’interesse meritevole di tutela, poi, deve riferirsi al costituente dato che la limitazione della responsabilità patrimoniale ha effetti nel suo patrimonio e rispetto ai suoi creditori. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014. Segue...
Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. – Auto-destinazione unilaterale – Separazione patrimoniale – Opponibilità ai creditori – Esclusione..
Non è compatibile con l’istituto di cui all'articolo 2645 ter c.c. il cosiddetto atto di auto-destinazione patrimoniale a carattere unilaterale ed il vincolo di destinazione così costituito non è idoneo a produrre l’effetto della separazione patrimoniale opponibile ai creditori. (Nel caso di specie, il disponente ha vincolato, conservandone però la titolarità, determinati immobili allo scopo di assicurare la cura e l'assistenza della madre dichiarata disabile e beneficiaria della destinazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La disposizione dell’art. 2645-ter cod. civ. non riconosce, sul piano sostanziale, la possibilità dell’auto-destinazione unilaterale: sotto il profilo testuale, la norma presenta rilevanti indici che depongono in senso contrario alla cosiddetta “auto-destinazione” patrimoniale a carattere unilaterale; poi, sotto il profilo sistematico, in un sistema caratterizzato dal principio della responsabilità patrimoniale illimitata e dal carattere eccezionale delle fattispecie limitative di tale responsabilità (art. 2740 cod. civ.), la portata applicativa della norma deve essere interpretata in senso restrittivo e, quindi, limitata alle sole ipotesi di destinazione “traslativa”. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 28 Novembre 2013. Segue...
Trust auto dichiarato - Trasferimento di proprietà di beni immobili - Esclusione - Applicazione dell'imposta di registro in misura fissa..
Il trust auto dichiarato non può in ogni caso produrre un trasferimento di proprietà, in quanto disponente e trustee solo la stessa persona, con la conseguenza che all'atto costitutivo deve essere applicata l'imposta di registro in misura fissa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Bologna, 12 Novembre 2013. Segue...
Trust liquidatorio - Costituzione del trust in situazione di dissesto - Nullità - Esclusione - Applicazione della disciplina prevista nell'atto istitutivo del trust - Cessazione per impossibilità di raggiungere lo scopo..
Trust - Trust liquidatorio costituito quando la società si trova in stato di dissesto - Nullità - Esclusione - Simulazione - Esclusione - Possibile vantaggio e tutela dei creditori - Impossibilità di raggiungimento dello scopo del trust - Previsione di scopi incompatibili con la eventuale successiva procedura concorsuale - Azione revocatoria dell'atto di conferimento dei beni..
Fondi comuni di investimento – Legittimazione ad agire – Esclusione.
I fondi comuni d'investimento (nella specie, fondi immobiliare chiusi), disciplinati nel D.Lgs. n. 58 del 1998, e succ. mod., sono privi di un'autonoma soggettività giuridica ma costituiscono patrimoni separati della società di gestione del risparmio, la quale è legittimata ad agire in giudizio per far accertare i diritti di pertinenza del patrimonio separato in cui il fondo si sostanzia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Maggio 2013, n. 12187. Segue...
Concordato preventivo - Apporto di nuova finanza da parte del socio di società a responsabilità limitata - Fattispecie..
Interdittiva prefettizia antimafia - Misura preventiva volta colpire l'azione della criminalità organizzata - Accertamento di singole responsabilità penali - Non necessità - Valutazione basata su accertamenti degli organi di polizia - Espressione di ampia discrezionalità censurabile solo sotto il profilo della logicità in relazione alla rilevanza dei fatti accertati.
Interdittiva prefettizia antimafia - Espressione della logica di anticipazione della soglia di difesa sociale - Finalità - Tutela avanzata nel campo del contrasto alle attività mafiose - Accertamenti di carattere definitivo sulla contiguità dell'impresa - Non necessità - Interdittiva fondata su fatti con valore indiziario - Limiti - Condizioni..
L'interdittiva prefettizia antimafia costituisce una misura preventiva volta a colpire l'azione della criminalità organizzata impedendole di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione; trattandosi di una misura a carattere preventivo, l'interdittiva prescinde dall'accertamento di singole responsabilità penali nei confronti dei soggetti che, nell'esercizio di attività imprenditoriali, hanno rapporti con la pubblica amministrazione e si fonda sugli accertamenti compiuti dai diversi organi di polizia valutati, nella loro rilevanza e complessità, dal Prefetto territorialmente competente. Tale valutazione costituisce espressione di ampia discrezionalità che può essere assoggettata al sindacato del giudice amministrativo solo sotto il profilo della sua logicità in relazione alla rilevanza dei fatti accertati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il potere esercitato mediante l’interdittiva prefettizia antimafia, costituisce espressione della logica di anticipazione della soglia di difesa sociale, finalizzata ad assicurare una tutela avanzata nel campo del contrasto alle attività della criminalità organizzata; la misura interdittiva non deve, pertanto, necessariamente collegarsi ad accertamenti di carattere definitivo e certi sull'esistenza della contiguità dell'impresa con organizzazione malavitose, e quindi del condizionamento in atto dell'attività di impresa, ma può essere sorretta da elementi sintomatici e indiziari del pericolo che possa verificarsi il tentativo di ingerenza nell'attività imprenditoriale da parte della criminalità organizzata. Non è quindi necessario un grado di dimostrazione probatoria analogo a quello richiesto per dimostrare l'appartenenza di un soggetto ad associazioni di tipo camorristico o mafioso, potendo l'interdittiva fondarsi su fatti e vicende aventi un valore indiziario con l'ausilio di indagini che possono risalire anche ad eventi verificatisi a distanza di tempo. Occorre tuttavia che siano individuati elementi di fatto, obiettivamente sintomatici e rivelatori di concrete connessioni o possibili collegamenti con le organizzazioni malavitose, che sconsiglino l'instaurazione di un rapporto dell'impresa con la pubblica amministrazione; gli elementi raccolti non vanno, poi, considerati separatamente, dovendosi piuttosto stabilire se sia configurabile un quadro indiziario complessivo, dal quale possa ritenersi attendibile l'esistenza di un condizionamento da parte della criminalità organizzata. (Fattispecie in tema di trust costituito per determinare un distacco dalla nuova compagine sociale da quella precedente allo scopo di sottrarre l'impresa al rischio di infiltrazioni e condizionamenti provenienti dalla criminalità organizzata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Consiglio di Stato Roma, 07 Marzo 2013. Segue...
Trust - Sostituzione del trustee - Ricorso in via cautelare - Ammissibilità.
Trust - Trust di scopo per il soddisfacimento dei creditori - Istituzione del guardiano - Necessità..
Poiché l'istituto del trust non prevede una disposizione analoga a quella dell'articolo 2476 c.c. per la revoca in via cautelare dell'amministratore di società a responsabilità limitata, per la sostituzione del trustee può farsi ricorso, ricorrendone le condizioni, allo strumento cautelare di cui all'articolo 700 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Fallimento - Trust liquidatorio - Acquisizione da parte del curatore fallimentare degli assets del trust - Ricorso alla legge regolatrice del trust - Diritto del beneficiario di ottenere la cessazione anticipata del trust..
Trascrizione di atti di destinazione meritevole di tutela - Vincolo a beneficio dei creditori del concordato preventivo - Opponibilità ai creditori ipotecari successivi.
Trascrizione di atti di destinazione meritevole di tutela - Meritevolezza - Ulteriore delimitazione degli interessi dei privati possono perseguire - Esclusione.
Concordato preventivo - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Perseguimento della soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione - Meritevolezza - Sussistenza..
Nel concordato preventivo il tribunale può stigmatizzare esclusivamente ipotesi di assoluta impossibilità oggettiva o giuridica della proposta la cui realizzabilità spetta esclusivamente alla libera valutazione di convenienza e di affidabilità del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter del codice civile costituito a beneficio di tutti i creditori e trascritto prima del deposito del ricorso per concordato preventivo è opponibile ai creditori ipotecari successivi. (Vito Misino) (riproduzione riservata)
Il rinvio generico contenuto nell'articolo 2645-ter c.c. alla meritevolezza di cui all'articolo 1322, comma 2, c.c. non legittima alcuna ulteriore delimitazione degli interessi che i privati possono perseguire costituendo un vincolo di destinazione. (Vito Misino - Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Deve ritenersi sicuramente meritevole di tutela il fine perseguito dall'impresa che, anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo, costituisca sul patrimonio un vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. al fine di consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione. Detta iniziativa consente, infatti, la conoscibilità dello stato di crisi e preserva il patrimonio da eventuali atti di distrazione o da iniziative destinate ad avvantaggiare solo alcuni creditori in pregiudizio degli altri. (Vito Misino - Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecco, 26 Aprile 2012. Segue...
Trust – Azione revocatoria dell’atto di dotazione – Litisconsorzio necessario dei beneficiari – Sussistenza..
I beneficiari del trust, i quali vantano diritti nei confronti del trustee e sul trust-fund in maniera analoga a quanto accade per il coniuge del soggetto che ha costituito il fondo patrimoniale, sono litisconsorti necessari nella causa di revocatoria dell'atto di dotazione del trust. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 26 Aprile 2012. Segue...
Liquidazione del fondo o del comparto della SGR - Liquidazione coatta amministrativa - Opposizione allo stato passivo - Disciplina applicabile - Disciplina in materia di opposizione allo stato passivo nel fallimento - Esclusione - Rinvio sussidiario recettizio alle norme del procedimento di cognizione ordinario
Fondi comuni di investimento - Fondi immobiliari chiusi - Autonoma soggettività giuridica - Esclusione - Titolarità formale e legittimazione ad agire in giudizio della SGR
Fondi comuni di investimento - Liquidazione coatta amministrativa della società di gestione del risparmio - Disciplina applicabile - Disciplina dettata dall’articolo 155 L.F. per i patrimoni destinati di società dichiarate fallite.
L’art. 57, comma 3, TUF con il rinvio alle norme della liquidazione contenute nel testo unico bancario (agli artt. 87 e. 88 TUB), il legislatore del TUF. ha inteso disciplinare compiutamente la fase di formazione del passivo, nonché la fase di opposizione allo stato passivo, non prevedendo - a differenza che per la procedura di liquidazione coatta amministrativa di diritto comune - un rinvio alla disciplina della formazione del passivo in materia fallimentare, ma regolandola autonomamente. Le norme dell'opposizione allo stato passivo nelle procedure di cui all'articolo 57 TUF, pertanto, non contemplano un rinvio recettizio alla legge fallimentare ma un rinvio sussidiario recettizio alle norme del procedimento di cognizione ordinario (“al giudizio di opposizione si applicano le disposizioni del codice di procedura civile sul processo di cognizione”). Il che comporta che non possono applicarsi a detto procedimento le norme in materia di giudizio di opposizione in materia fallimentare ed il relativo giudizio deve essere definito con sentenza ai sensi dell’art. 88, comma 1, TUB e non con decreto ex art. 99, comma 11, l.f.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
In tema di liquidazione coatta amministrativa del fondo o del comparto della SGR, ai fini della proposizione della opposizione allo stato passivo, è sufficiente la notificazione effettuata a uno dei due commissari liquidatori, essendo il ricorso in opposizione indirizzato a una sola parte processuale ed essendo la legittimazione congiunta dei commissari richiesta unicamente per la legittimazione attiva e non anche per quella passiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
I fondi comuni di investimento (ivi compresi i fondi immobiliari chiusi) sono privi di un'autonoma soggettività giuridica, in quanto costituiscono patrimoni separati della società di gestione del risparmio, la quale assume la titolarità formale ed è legittimata ad agire in giudizio per fare accertare i diritti di pertinenza del patrimonio separato in cui il fondo si sostanzia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il richiamo operato dall’articolo 57, comma 3, TUF all’articolo 80, commi da 3 a 6, del TUB consente di affermare che qualora la società di gestione del risparmio venga sottoposta a liquidazione coatta amministrativa, la disciplina applicabile ai fondi da essa gestiti sarà quella dettata dall’articolo 155 L.F. relativa ai patrimoni destinati di società dichiarate fallite; spetterà, quindi, ai commissari liquidatori della SGR in liquidazione coatta la gestione dei fondi di investimento ad essa facenti capo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Marzo 2012. Segue...
Concordato preventivo - Liquidazione dell'attivo svolta dalle liquidatore volontario della proponente - Conferimento alla massa concordataria dei beni di altre società mediante costituzione di trust - Attribuzione al commissario giudiziale della funzione di protector ed al liquidatore volontario quella di trustee - Concordato senza classi - Pagamento integrale di particolare categoria di creditori chirografari..
Il concordato in argomento si caratterizza, altresì, per l’assenza di divisione in classi dei creditori chirografari, pur considerando che la proposta, accettata dalla maggioranza dei creditori, prevede per alcuni chirografari il pagamento in misura integrale (rispetto alla misura parziale prevista per altri dello stesso rango). Tale pagamento integrale è ottenuto mediante la destinazione a detti soggetti della eccedenza (rispetto alla percentuale prevista per i creditori chirografari della proponente) del risultato della liquidazione dei beni conferiti in trust della terza società. (Luca Cosentino) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 11 Ottobre 2011. Segue...
Società in stato di insolvenza - Conferimento del patrimonio in trust - Affitto di azienda - Cancellazione della società dal registro imprese - Procedura di liquidazione ex articolo 2484 e seguenti c.c. - Necessità - Illegittimità della cancellazione - Trasmissione degli atti al pubblico ministero per l'eventuale istanza di fallimento..
In caso di liquidazione volontaria, la cancellazione della società dal registro delle imprese deve essere preceduta dalla procedura di liquidazione prevista dagli articoli 2484 e seguenti c.c. (nel caso di specie, il Giudice del registro ha dichiarato illegittima la cancellazione della società che aveva conferito i propri beni in trust ed omesso gli adempimenti prescritti dal codice civile per la liquidazione volontaria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Giugno 2011. Segue...
Impresa in stato di insolvenza - Trust liquidatorio - Scopo dichiarato di tutelare i creditori - Armonizzazione del trust con l'articolo 15 della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985 - Previsione di clausole che dispongano la consegna dei beni agli organi della procedura concorsuale - Necessità..
Un trust liquidatorio che si ponga come dichiarato scopo quello di tutelare i creditori ricorrendo alla segregazione patrimoniale di tutto il patrimonio aziendale, quando l'impresa si trova già in stato di insolvenza (ed avrebbe pertanto dovuto accedere agli istituti concorsuali), è incompatibile con la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 15, lettera e) della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985. Un trust attuato in tale situazione costituisce un atto privatistico che mira a sottrarre agli organi della procedura concorsuale la liquidazione dei beni in assenza del presupposto sul quale poggia il potere dell’imprenditore di gestire il proprio patrimonio, ossia che l'impresa sia dotata di mezzi propri. Se così non fosse a qualunque imprenditore insolvente che intende evitare il fallimento potrebbe essere consentito lo spossessamento di tutti i propri beni mediante conferimento in trust rendendoli non aggredibili dai creditori. In questo caso, la causa in concreto perseguita dal disponente si pone in contrasto con le norme di cui agli articoli 13 e 15, lettera e) della citata convenzione e comporta la nullità dell'atto istitutivo del trust o comunque la nullità dell'effetto segregativo che ne scaturisce. Lo scopo di protezione dichiarato dal trust costituisce pertanto non un mezzo di tutela del patrimonio nell'interesse dei creditori bensì un abusivo utilizzo del trust finalizzato a sottrarre il disponente alla legislazione concorsuale italiana e comunque un atto negoziale in frode alla legge ex articolo 1344, codice civile in quanto mirante a realizzare effetti (la sottrazione del patrimonio dell'imprenditore insolvente ai creditori) ripugnanti per l'ordinamento giuridico italiano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il trust cd. liquidatorio istituito quando l'impresa si trovi già in stato di insolvenza può armonizzarsi con l'articolo 15 della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985, resa esecutiva dalla legge 16 ottobre 1989, n. 364, esclusivamente alla condizione che contenga clausole che ne limitino l'operatività in caso di insolvenza e che prevedano la restituzione agli organi della procedura concorsuale dei beni conferiti in trust. In difetto di tale previsione, l'atto istitutivo del trust deve ritenersi affetto da nullità in quanto diretto ad eludere le norme imperative che presiedono alla liquidazione concorsuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 18 Aprile 2011. Segue...
Fondi di investimento - Rapporto con la SGR - Intestazione del fondo alla SGR - Natura formale e strumentale
Fondi di investimento - Separazione patrimoniale rispetto alla SGR - Assimilazione ai patrimoni destinati di cui all’articolo 2447 bis c.c. - Esclusione
Fondi di investimento - Rapporto con la SGR - Sostituzione di SGR nella titolarità del fondo - Trasferimento della proprietà dei beni - Esclusione - Mutamento della titolarità assimilabile al mutamento dell’amministratore di società di capitali.
In tema di rapporti tra fondi di investimento e SGR, e, più precisamente, con riferimento alle questioni di titolarità, intestazione e circolazione dei beni del fondo, occorre tenere presente gli obiettivi di funzionalità alla circolazione delle quote e la natura essenzialmente formale e strumentale della intestazione del fondo alla SGR. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La situazione di separazione del patrimonio del fondo di investimento da quello della SGR è molto più marcata, e quindi ad essa difficilmente assimilabile, rispetto a quella dei patrimoni destinati di cui all’articolo 2447 bis e seguenti del codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il fenomeno della sostituzione della SGR nella titolarità del fondo di investimento per effetto di apposita deliberazione adottata dalla assemblea degli investitori non è assimilabile ad un negozio di trasferimento della proprietà dei beni che compongono il fondo, ma, piuttosto, al mutamento delle persone fisiche o giuridiche che, in un determinato momento, assumono la carica di amministratore di società di capitali, con l’ulteriore precisazione che gli amministratori godono di una autonomia gestionale più ampia della SGR, la quale, nella gestione del fondo di investimento, è vincolata al regolamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 02 Aprile 2011. Segue...
Società a responsabilità limitata - Messa in liquidazione - Costituzione di trust con lo scopo di effettuare la liquidazione - Caratteristiche - Meritevolezza tutela da parte dell'ordinamento giuridico - Esclusione - Possibile ostacolo all'esercizio delle ragioni dei creditori - Ritardo nella dichiarazione di fallimento..
Trust “interno” e donazione – Trasferimento di partecipazioni sociali – Pregiudizio per il creditore – Sequestro conservativo correlato ad azione revocatoria ordinaria ex art. 2905, comma 2, codice civile – Ammissibilità..
Il creditore può esperire azione revocatoria ordinaria, eventualmente preceduta o seguita da una richiesta di sequestro ex art. 2905, comma 2, codice civile, nei confronti dei negozi mediante i quali il debitore abbia trasferito propri beni (nel caso: quote di partecipazione in alcune s.r.l.) ad un donatario ed al trustee di un trust interno da egli istituito. Con riferimento a quest’ultimo negozio, ciò è possibile sia perché – in base all’art. 4 della Convenzione de L’Aja sulla legge applicabile ai trusts e sul loro riconoscimento (ratificata dall’Italia con legge n. 364 del 1989) – l’atto di trasferimento soggiace alla lex fori (e non, come invece accade per l’atto istitutivo, alla legge regolatrice straniera applicabile al trust), sia perché l’art. 15 paragrafo primo lettera e) di detta Convenzione fa salva l’applicazione delle norme imperative del foro riguardanti “la protezione dei creditori in casi di insolvibilità”. (Saverio Bartoli) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Novembre 2010. Segue...
Fallimento – Impresa in stato di insolvenza – Conferimento del patrimonio in trust – Nullità – Sussistenza – Derogabilità della disciplina concorsuale – Condizioni – Limiti..
Fallimento - Azione di responsabilità - Atto di transazione - Utilizzo dello strumento del trust autodichiarato..
Tribunale Bologna, 26 Luglio 2010. Segue...
Separazione patrimoniale - Fondi comuni di investimento - Natura giuridica - Soggettività giuridica autonoma - Esclusione - Patrimoni separati della società promotrice o di gestione - Configurabilità - Acquisti nell'interesse del fondo - Titolarità formale e legittimazione ad agire - Società promotrice o di gestione - Fondamento..
I fondi comuni d'investimento (nella specie, fondi immobiliare chiusi), disciplinati nel d. lgs. n. 58 del 1998, e succ. mod., sono privi di un'autonoma soggettività giuridica ma costituiscono patrimoni separati della società di gestione del risparmio; pertanto, in caso di acquisto nell'interesse del fondo, l'immobile acquistato deve essere intestato alla società promotrice o di gestione la quale ne ha la titolarità formale ed è legittimata ad agire in giudizio per far accertare i diritti di pertinenza del patrimonio separato in cui il fondo si sostanzia. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2010, n. 16605. Segue...
Fallimento – Riscossione di credito – Cessione di immobile da parte del debitore per reperire i fondi necessari al pagamento – Tutela preventiva del diritto della procedura – Atto istitutivo di trust autodichiarato – Partecipazione del curatore alla vendita dell’immobile – Pagamento del prezzo alla procedura. (09/04/2010).
Tribunale Bologna, 02 Marzo 2010. Segue...
Trust – Natura gratuita od onerosa dell’atto istitutivo – Rapporto tra disponente e beneficiari – Rilevanza – Piano attestato ex art. 67, lett d) legge fall. – Natura solutoria – Sussistenza. (30/11/2009).
Benchè dal punto di vista del disponente l’atto di trasferimento dei beni in trust abbia carattere gratuito, al fine di determinare la natura gratuita od onerosa di tale atto, occorre fare riferimento al rapporto tra disponente e destinatari, con la conseguenza che avrà natura liberale l’atto con il quale il disponente assoggetta determinati beni al trust con finalità liberali nei confronti dei beneficiari, mentre avrà natura onerosa l’atto con il quale i beni siano destinati all’adempimento di una obbligazione. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che avesse natura solutoria l’atto istitutivo di un trust finalizzato al superamento della crisi dell’impresa mediante la predisposizione di un piano ai sensi dell’art. 67 lett d) legge fall.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 24 Novembre 2009. Segue...
Fallimento – Stato di insolvenza – Trust – Tutela dei creditori – Omesso perseguimento dello scopo del trust. (01/03/2010).
Fallimento – Impresa insolvente – Segregazione dei beni in trust – Nullità..
Fallimento – Trust liquidatorio – Azioni di non riconoscibilità del trust – Competenza – Vis attractiva del tribunale fallimentare – Sussistenza.
Trust liquidatorio dei creditori dell’impresa – Costituzione in presenza dell’insolvenza dell’impresa – Contrasto con norme imperative dell’ordinamento italiano – Nullità – Sussistenza..
Le azioni di non riconoscibilità del trust ai sensi dell’art. 13 della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, le azioni ex artt. 43, 44 e 64 l.f., e quelle di nullità e di simulazione del trust, svolte dal fallimento della società disponente nei confronti del trustee, rientrano fra quelle soggette alla vis attractiva del concorso ai sensi dell’art. 24 l.f., trattandosi di azioni che derivano dal fallimento e che in conseguenza del fallimento subiscono una deviazione dallo schema tipico perché di fatto propongono questioni di diritto che vanno decise in base a norme o principi del concorso. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata)
Trust con funzione liquidatoria – Assenza di vincoli di destinazione – Applicazione dell’imposta sulle donazioni – Esclusione..
Non è applicabile l’imposta sulle donazioni al trust con finalità liquidatorie del patrimonio conferito, che attribuisce al trustee ampia facoltà di operare ed autonomia decisionale e che, in particolare, non prevede alcun vincolo di destinazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Lodi, 12 Gennaio 2009. Segue...
Trust con funzione liquidatoria dei beni dell’impresa – Destinazione del ricavato al pagamento dei creditori – Tutela dell’interesse dei creditori – Sussistenza..
Azione revocatoria ordinaria – Atto di disposizione a favore di trust – Mancanza di corrispettivo – Natura gratuita dell’atto – Scientia damni – Prova per presunzioni – Revocabilità..
Ai sensi dell’art. 1 della Convenzione de L’Aja è possibile negare il riconoscimento di un trust “interno” (quello cioè il cui “centro di gravità” non presenti elementi di estraneità rispetto all’ordinamento italiano, sebbene la disciplina sia costituita da una legge regolatrice straniera) nel caso in cui il ricorso all’istituto e alla disciplina straniera appaia fraudolento, volto, cioè, a creare situazioni in contrasto con l’ordinamento in cui il negozio deve operare. In tal caso, il giudice dovrà valutare se l’atto istitutivo del trust sia o meno portatore di interessi meritevoli di tutela senza limitarsi alla semplice definizione dello scopo, ma estendendo l’analisi al “programma” che si è prefissato il disponente nel momento in cui ha deciso di dar vita al trust. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Posto che la mancata previsione di un corrispettivo è indice di gratuità dell’atto di trasferimento di beni in trust, può essere accolta l’azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 cod. civ. di tale atto ove risulti provata, anche per presunzioni, la consapevolezza in capo al debitore disponente del pregiudizio arrecato agli interessi del creditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 08 Gennaio 2009. Segue...
Liquidazione di società in stato di crisi – Costituzione di beni in trust a favore dei creditori – Accordo di ristrutturazione ex art. 182 l.f. – Ammissibilità – Esecuzione promossa dai creditori sui beni costituiti in trust – Sospensione della procedura esecutiva – Fumus boni iuris – Sussistenza..