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Timestamp: 2017-08-23 22:59:14+00:00
Document Index: 136155053

Matched Legal Cases: ['art.586', 'art. 587', 'art. 591', 'art.592', 'art. 594', 'art.592', 'art.593', 'art.595', 'art.595']

Si discute se il trasferimento della proprietà del bene venduto avvenga col decreto di trasferimento ovvero già con l'aggiudicazione: secondo dottrina e giurisprudenza prevalenti, l'effetto traslativo si verifica solo al momento dell'emanazione del decreto in esame, secondo quanto risulta dalla lettura dell'art.586 c.p.c..
Nella vendita con incanto, se l'aggiudicatario non versa il prezzo nel termine stabilito, il Giudice con decreto può:
disporre un nuovo incanto secondo le forme ordinarie (art. 587 c.p.c.).
Se il prezzo che si ricava, unito alla cauzione confiscata, è inferiore a quello del precedente incanto, l'aggiudicatario inadempiente è tenuto al pagamento della differenza.
Il debitore esecutato conserva, fino a che l'espropriazione non sia stata portata a termine, la qualità di proprietario del bene, ma non ha più, rispetto ad esso, alcun potere di disposizione. Ne consegue che la vendita del bene stesso, eventualmente compiuta dal debitore, deve essere considerata affetta da nullità relativa, non opponibile dal debitore esecutato che vi ha dato causa, ma opponibile dall'aggiudicatario.
In tutte le ipotesi in cui la vendita all'incanto non ha luogo per mancanza di offerte la legge ammette tre possibilità:
assegnazione dell'immobile in natura (artt. 588-590): ogni creditore, nel termine di dieci giorni prima della data fissata per l'incanto, può presentare istanza di assegnazione per una somma non inferiore alle spese di esecuzione ed ai crediti aventi diritto di prelazione; ciò nel caso in cui l'incanto non abbia luogo per mancanza di offerte.
Se non vi sono altri creditori oltre al procedente, questi può limitarsi ad offrire una somma pari alla differenza fra il suo credito in linea capitale, ed il prezzo che intende offrire, oltre alle spese.
Il Giudice, verificata l'assenza di offerte, invita colui che ha avanzato domanda di assegnazione a versare il conguaglio ed, avvenuto il versamento, pronunzia decreto di trasferimento in suo favore;
nuovo incanto (art. 591 c.p.c.): è analogo all'incanto disposto per la prima volta. Il Giudice può però stabilire nuove condizioni di vendita e determinare diverse forme di pubblicità ed eventualmente può ridurre il prezzo di un quarto. Laddove siano fissate nuove condizioni di vendita, deve essere assegnato un nuovo termine (non inferiore a sessanta giorni e non superiore a novanta) per eventuali offerte di acquisto senza incanto;
amministrazione giudiziaria (artt. 592-595 c.p.c.): il Giudice dell'esecuzione, anziché dar luogo ad un nuovo incanto, può disporre l'amministrazione giudiziaria degli immobili sottoposti all'esecuzione (art.592 c.p.c.). Si tratta di una misura esecutiva (eventuale e sussidiaria) sostitutiva del secondo incanto, cui si ricorre per un duplice scopo:
- evitare che la vendita dell'immobile avvenga ad un prezzo non corrispondente al suo effettivo valore;
- realizzare denaro attraverso la riscossione dei frutti (naturali o civili) dell'immobile da destinare (detratte le spese) alla soddisfazione dei creditori (art. 594 c.p.c.).
L'amministrazione è disposta per un periodo non superiore a tre anni (salvo proroghe che non possono, tuttavia, prolungare l'amministrazione oltre i tre anni). È affidata ad uno o più creditori o a un istituto all'uopo autorizzato, oppure allo stesso debitore purché tutti i creditori vi acconsentano (art.592 c.p.c.).
L'amministratore è tenuto al deposito delle rendite, nonché alla presentazione di rendiconti parziali e, al termine della gestione, al deposito del rendiconto finale (art.593 c.p.c.). Tali rendiconti devono essere approvati dal Giudice.
Durante l'amministrazione, ciascun creditore intervenuto può chiedere che si proceda ad un nuovo incanto o all'assegnazione dell'immobile.
Analogamente, chiunque può fare offerte d'acquisto secondo le norme stabilite per la vendita senza incanto (art.595, 1 co. c.p.c.).
Alla scadenza del termine l'amministrazione cessa e viene disposto un nuovo incanto (art.595, 2 co. c.p.c.).
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