Source: https://canestrinilex.com/risorse/non-risarcibile-prescrizione-di-farmaco-che-blocca-la-montata-lattea-cass-917918/
Timestamp: 2019-06-20 18:10:30+00:00
Document Index: 3948502

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 114', 'art. 360', 'art. 114', 'Cass. Sez. ', 'art. 360', 'art. 92', 'art. 91']

Non risarcibile prescrizione di farmaco che blocca la montata lattea (Cass. 9179/18)
13 Aprile 2018, Cassazione civile
consenso inforamto
Google immagini da blogmamma.it
La mancata prestazione del consenso da parte del paziente al trattamento medico può essere risarcito.
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 17 gennaio – 13 aprile 2018, n. 9179
Fi. Cu., in proprio e quale genitore legale rappresentante della figlia minore An. Gi., ha agito in giudizio nei confronti di Mario Gallo e dell'Azienda Ospedaliera Sant'Anna di Torino per ottenere il risarcimento di danni a suo dire causati da trattamenti sanitari inadeguati somministrati dal Gallo, medico in servizio presso l'Ospedale Sant'Anna di Torino, dove era stata ricoverata in occasione del parto.
Ricorre la Cu., sulla base di sei motivi.
1. Con il primo motivo del ricorso si denunzia «art. 360 n. 5 c.p.c. e art. 360 n. 3 c.p.c. in violazione degli artt. 111 comma 6 della Costituzione, 114 e 115 c.p.c.: in relazione alla mancata valutazione e motivazione in sentenza dei rilievi puntuali e circostanziati mossi dalla difesa Cu. alla consulenza tecnica d'ufficio elaborata in primo grado».
Con il secondo motivo si denunzia «art. 360 n. 3 c.p.c. in relazione agli arti. Ili comma 6 della Costituzione, 114 e 115 c.p.c.: errata interpretazione del principio della disponibilità e del prudente apprezzamento della prova in relazione al giudizio conclusivo di "eccesso di prudenza" e alle prove effettivamente offerte al giudice dalle parti e dal ctu».
Con il terzo motivo si denunzia «art. 360 n. 3 c.p.c. in relazione all'art. 114: errata interpretazione del principio del libero convincimento del giudice. Art. 360 n. 5 c.p.c. in relazione ad fatto decisivo del dato temporale in cui è stato assunto il farmaco da parte della signora Cu.. Art. 360 n. 3 c.p.c.: errore nell'interpretazione ed applicazione delle norme e dei principi in tema di consenso informato, in totale difformità dalla giurisprudenza di codesta Corte».
Con il quarto motivo si denunzia «art. 360 n. 5 c.p.c.: mancata valutazione di fatti decisivi in relazione alla mancata considerazione della condotta tenuta dalla Cu. successivamente alla notizia del blocco della montata lattea. Art. 360 n. 3 c.p.c. in relazione all'art. 114 c.p.c. e 111 Costituzione: errata interpretazione del libero convincimento del giudice. Omessa motivazione».
I primi cinque motivi del ricorso sono connessi e possono essere esaminati congiuntamente, in quanto costituiscono espressione di censure sostanzialmente unitarie dirette a contestare l'opportunità sul piano terapeutico della somministrazione del farmaco che, bloccando la montata lattea, ha impedito alla Cu. l'allattamento naturale della figlia, e comunque a negare che tale somministrazione sia avvenuta in base al consenso informato della paziente.
1.1 Per quanto riguarda l'opportunità della somministrazione del farmaco, la corte di appello ha accertato - sulla scorta degli esiti della consulenza tecnica di ufficio - che l'indicazione terapeutica, anche se improntata a particolare prudenza, non poteva ritenersi scorretta sul piano medico, in quanto, in considerazione della sintomatologia della paziente, era da ritenersi prevalente l'interesse a tutelare la sua salute, specie in assenza di controindicazioni all'allattamento artificiale, e ciò anche nell'immediato, in attesa dei risultati dell'esame istologico, i quali avrebbero comunque confermato gli effetti positivi della terapia (quanto meno con riguardo al potenziale pericolo di sviluppo di eventuali formazioni tumorali maligne, anche se poi, in concreto, poi non riscontrate).
Questa Corte intende dar seguito all'orientamento ormai consolidato (ex multis, cfr. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 11950 del 16/05/2013, Rv. 626347 - 01) che ha riconosciuto l'autonoma rilevanza, ai fini di una eventuale responsabilità risarcitoria, della mancata prestazione del consenso da parte del paziente al trattamento medico.
2. Con il sesto motivo si denunzia «art. 360 n. 3 c.p.c. in relazione alla violazione e falsa applicazione dell'art. 92 c.p.c.». Il motivo è infondato.
La statuizione sulle spese di lite è stata adottata dalla corte di appello costituisce in applicazione del principio di soccombenza di cui all'art. 91 c.p.c, mentre costituisce esercizio di un potere discrezionale del giudice non censurabile in sede di legittimità quello relativo all'eventuale compensazione (sia in senso positivo che negativo) delle spese stesse (cfr. ad es. Cass., Sez. 3, Sentenza n. 851 del 01/03/1977, Rv. 384463 - 01; Sez. 1, Sentenza n. 5828 del 16/03/2006, Rv. 589509 - 01; Sez. 3, Sentenza n. 17457 del 31/07/2006, Rv. 592070 - 01; Sez. 5, Sentenza n. 20457 del 06/10/2011, Rv. 619315 -01).