Source: https://gse.it/servizi-per-te/supporto/certificati-bianchi/dm-28-dicembre-2012/informazioni-generali
Timestamp: 2019-11-17 18:27:26+00:00
Document Index: 31737782

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 7', 'art.7', 'art.19', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 11']

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Quali requisiti devono rispettare gli impianti alimentati a biomasse e bioliquidi?
​Ai fini dell’accesso agli incentivi, dal 29/03/2012, gli impianti alimentati a biomasse e bioliquidi devono rispettare i requisiti indicati dal D.Lgs 28/2011.
Alla sezione certificati bianchi è riportato il docu​mento​ in merito ai chiarimenti operativi per la presentazione delle richieste.
Come effettuare la verifica dei requisiti richiesti agli impianti alimentati a biomasse e bioliquidi?
​La verifica del rispetto del limite di rendimento dell’85% per impianti alimentati a biomasse e bioliquidi, deve essere eseguita secondo quanto previsto dal punto 1) dell’Allegato 2 al D.lgs. 28/2011.
Alla sezione certificati bianchi è riportato il documento in merito in merito ai chiarimenti operativi per la presentazione delle richieste.​​​
Chiarimenti sulle schede standard 3T, 5T, 6T, 7T, 20T
​Ai fini dell’acceso al meccanismo i progetti devono essere conformi alle condizioni di applicabilità delle schede tecniche.
Alla sezione certificati bianchi è riportato il documento in merito ai chiarimenti operativi per la presentazione delle richieste.​​
Nell’ambito della scheda 45E, è possibile ricomprendere anche autovetture alimentate a benzina, sulle quali sia stato installato successivamente un impianto GPL?
​No, gli interventi che riguardano autovetture sulle quali siano stati successivamente installati impianti GPL non possono accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi, in quanto come specificato nell’allegato alla stessa scheda tecnica l’obiettivo è quello di incentivare la vendita di autovetture a GPL.​​
Quali requisiti devono avere i progetti presentati attraverso la metodologia a consuntivo ai sensi dell’art.6 comma 2 del D.M. 28/12/2012?
L‘articolo 6, comma 2 del D.M.28/12/2012 limita, a partire dal 1° gennaio 2014, l‘accesso al meccanismo dei certificati bianchi ai progetti "ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione". Il decreto, inoltre, specifica che la data di prima attivazione “è la prima data nella quale almeno uno dei clienti partecipanti inizia a beneficiare dei risparmi energetici, anche qualora questi non siano misurabili, grazie alla realizzazione del progetto stesso”. Pertanto, per l’accesso al meccanismo è necessario dimostrare che alla data di presentazione della PPPM il progetto non abbia iniziato a generare alcun risparmio di energia primaria.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, se l'intervento oggetto della PPPM è la sostituzione di lampade per l’illuminazione pubblica o privata, è necessario dimostrare che l’impianto o parte di esso non abbia iniziato a generare risparmi di energia primaria in data antecedente a quella di presentazione della PPPM.​
Quali requisiti devono avere i progetti presentati attraverso la metodologia analitica o standardizzata ai sensi dell’art.6 comma 2 del D.M. 28/12/2012 (RVC-S o RVC-A)?
​Dal 1° gennaio 2014 possono accedere al sistema dei certificati bianchi “esclusivamente progetti ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione”, come stabilito dall’art. 6, comma 2, del D.M. 28 dicembre 2012.
• con riferimento alle RVC standard, con data di avvio, come definita dall’art. 1, comma 1 delle Linee Guida EEN 9/11, uguale o successiva al 1° gennaio 2014, accedono al meccanismo dei certificati bianchi le richieste la cui data di prima attivazione sia antecedente al più 12 mesi dalla data di avvio;
• con riferimento alle prime RVC analitiche, con data di inizio del periodo di riferimento (monitoraggio), come definito dall’art. 1, comma 1 delle Linee Guida EEN 9/11, uguale o successiva al 1° gennaio 2014, accedono al meccanismo dei certificati bianchi le richieste la cui data di prima attivazione sia antecedente al più 12 mesi dalla data di inizio monitoraggio.​
Quali requisiti devono avere le società terze operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO), per essere ammesse al meccanismo dei TEE?
​Le società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, di cui all’art. 7, comma 1, lett. c), del decreto interministeriale 28 dicembre 2012, possono presentare nuovi progetti solo se in possesso di certificazione UNI CEI 11352, come definito all’art. 12, comma 5, del D.Lgs. 102/2014. Le ESCO non certificate UNI CEI 11352 possono continuare a presentare le rendicontazioni relative ai progetti trasmessi prima del 18 luglio 2016.​
Quali requisiti devono avere le società di cui all’art. 7, comma 1, lett. e) e lett. d), del decreto interministeriale 28 dicembre 2012, per essere ammesse al meccanismo dei TEE?
​​I soggetti previsti all’art.7 comma 1, lett. e) e lett. d) di seguito riportati:
e) imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, ivi compresi gli Enti Pubblici purchè provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, secondo quanto previsto dall’art.19, comma 1, della legge del 9 gennaio 1991, n.10 o si dotino di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001;
possono presentare progetti solo se:
• tali progetti sono realizzati presso i propri siti;
• abbiano nominato un Esperto di Gestione Energia (EGE) certificato secondo la UNI 11339 (art. 12, comma 5, del D.Lgs. 102/2014). Le società che non abbiano nominato un Esperto Gestione Energia (EGE) certificato secondo la UNI 11339 possono continuare a presentare le rendicontazioni relative ai progetti trasmessi prima del 18 luglio 2016.;
• abbiano nominato un energy manager e rinnovato tale nomina anno per anno in accordo con l'art. 19 della legge 10/91.
Gli interventi che, in ottemperanza a specifici obblighi previsti dalla normativa regionale, comportano risparmi non addizionali sono ammissibili al meccanismo dei Certificati Bianchi?
​No, sono riconosciuti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi i soli risparmi netti, ovvero i risparmi lordi depurati dai risparmi energetici non addizionali, intesi come i risparmi che si stima si sarebbero comunque verificati, anche in assenza dell’intervento per effetto dell’evoluzione normativa tecnologica e del mercato.
Tutto ciò premesso, si evidenzia che interventi di adeguamento ad obblighi e/o standard regionali, che renderebbero nulli i risparmi addizionali come sopra specificato, non possono essere oggetto di riconoscimento dei titoli di efficienza energetica.​
Con riferimento all’art. 7, comma 1, lett. a), del decreto interministeriale 28 dicembre 2012, cosa si deve intendere per “azioni dirette” e “predisposizione di progetti” da parte di un soggetto obbligato?
​Per progetti predisposti mediante azioni dirette dai soggetti obbligati si intendono gli interventi di efficientamento delle reti elettriche e del gas naturale, nonché tutte quelle ulteriori attività valide ai fini dell'adempimento degli obblighi e non strettamente riconducibili ai servizi post contatore di installazione, assistenza e manutenzione nei confronti degli utenti finali.
Le imprese operanti nei settori della distribuzione dell'energia elettrica e del gas naturale possono realizzare progetti relativi ad interventi di efficientamento dei servizi post-contatore avvalendosi di società separate, partecipate o controllate, ovvero operanti in affiliazione commerciale , ai sensi dell'articolo 1, comma 34, della Legge n. 239 del 2004 e come modificato dall' art. 4 del D.L. n. 10 del 2007.​
​No, nell'ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi non è possibile presentare progetti realizzati fuori dai confini territoriali nazionali, in quanto la principale funzione del meccanismo è quella di permettere il raggiungimento degli obiettivi nazionali di risparmio energetico. Pertanto, la rendicontazione dei risparmi energetici deve riferirsi ad interventi di efficienza energetica realizzati sul territorio italiano.
I risparmi di energia primaria derivanti dall’attuazione degli obblighi previsti dal D.Lgs. 28/11 e s.m.i. sono rendicontabili ai fini del meccanismo dei certificati bianchi?
​Nel caso di realizzazione di nuovi edifici o di edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, per i quali la richiesta del titolo autorizzativo e/o abilitativo è presentata successivamente al 30 maggio 2012, l'art. 11, comma 1, del D.Lgs. 28/11 e s.m.i. impone l'installazione di impianti alimentati da fonte rinnovabile.
Ai sensi dell'art. 11, comma 4, e s.m.i. del medesimo Decreto gli impianti alimentati da fonti rinnovabili accedono agli incentivi previsti, limitatamente alla quota eccedente quella necessaria per il rispetto dei medesimi obblighi.
Nell'ambito della richiesta di verifica e certificazione, al fine di poter accedere al meccanismo dei TEE, il soggetto proponente dovrà trasmettere una apposita relazione, redatta da tecnico abilitato, attestante:
• gli obblighi a cui è soggetto l'edificio o l'unità immobiliare in questione;
• il calcolo dell'energia necessaria a soddisfare tali obblighi, nonché le caratteristiche degli impianti necessari per soddisfare tali obblighi;
• la quota parte degli impianti, eccedente la quota di obbligo, e per la quale è possibile richiedere i TEE.​
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