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Timestamp: 2019-04-18 18:44:44+00:00
Document Index: 117066106

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2389', 'art. 95', 'art. 73', 'art. 95', 'art. 96']

Diario quotidiano del 30 giugno 2016: quadro RW e monitoraggio fiscale per Unico 2016 | Commercialista Telematico
Diario quotidiano del 30 giugno 2016: quadro RW e monitoraggio fiscale per Unico 2016
1) Equitalia: superata la pausa di agosto, istanze di sospensione accelerate
2) Lotta all’evasione: stop agli schermi societari, avanti tutta per la trasparenza
3) Niente detrazione fiscale per la sostituzione della vasca anche se apribile
4) Ancora sulla deduzione dei compensi corrisposti agli amministratori
5) Studi di settore non applicabili in caso di affitto azienda
6) Quadro RW del Modello Unico 2016: monitoraggio continuo
7) Novità sul licenziamento disciplinare in Gazzetta Ufficiale
8) Per il pro-rata di detrazione Iva non conta il soggetto passivo
9) Esonero Irap per i professionisti: i problemi restano ancora, intervento della Fondazione nazionale commercialisti
10) Disclosure non finanziaria, revisione cooperativa: irregolarità sanabili, contabilizzazione dei costi derivanti dalle operazioni di ristrutturazione del debito, disciplina dei gruppi di società, tesi dell’incasso giuridico dei crediti rinunciati dai soci, ecco tutti i documenti della FNC
Verosimilmente ormai dopo la imminente pausa estiva (di cui dovrebbero essere interessati anche gli atti del concessionario della riscossione), dal mese di settembre le istanze di sospensione della riscossione, fruiranno di trattamento ultra veloce. Come anticipato nei giorni, si veda nel diario fiscale di qualche giorno fa, l’amministratore delegato di Equitalia (Ernesto Maria Ruffini) ascoltato in Audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, il numero uno della riscossione, ha infatti anticipato l’avvio della sperimentazione operativa di nuove modalità di trasmissione delle istanze di sospensione da parte di Equitalia all’Agenzia delle Entrate.
In pratica, si tratta delle dichiarazioni che il contribuente debitore può presentare all’agente della riscossione, a pena di decadenza entro 60 giorni dalla notifica di un atto della procedura di riscossione, per segnalare che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati da:
– prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;
– un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
– una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;
– una sospensione giudiziale, oppure una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale l’agente della riscossione non ha preso parte;
– un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore.
L’attuale procedura prevede che all’atto della presentazione dell’istanza la riscossione sia automaticamente sospesa e che, tramite posta elettronica, l’istanza venga “girata” all’Agenzia delle Entrate. Con la nuova sperimentazione le istanze saranno rese disponibili in “cooperazione applicativa” (possibilità per l’utente di un’applicazione di accedere alle informazioni provenienti da altre basi dati o sistemi in modo trasparente),“riducendo significativamente i relativi tempi di lavorazione, in modo da definire prontamente la posizione dei debitori interessati”.
Nei giorni scorsi, il ministro dellìEconomia, Pier Carlo Padoan, ha indicato i prossimi impegni del governo verso la lotta all’evasione internazionale, mettendo in evidenza gli accordi già raggiunti nelle sedi internazionali (Ecofin e Ocse) e le iniziative ancora da portare a termine.
Si tratta di progetti già avviati e che ora aspettano di tradursi “in un altro strumento giuridico per scambiare informazioni e tracciare strutture offshore complesse utilizzate da criminali ed evasori fiscali”.
Il Ministro ha affermato come, sulla scia della vicenda dei cd. Panama papers, sia emersa l’esigenza di innalzare gli standard di trasparenza a livello internazionale e come già dopo il G20 di Shanghai dello scorso aprile, si sia voluto mettere in atto la proposta avanzata dai cinque principali Paesi Ue di avviare un nuovo meccanismo di scambio di dati sui beneficiari degli organismi opachi.
La proposta è di avviare un sistema di scambio automatico delle informazioni anche per i beneficiari di trust, società schermo e altri strumenti che non rispondono a standard di trasparenza. Al riguardo Padoan ha evidenziato come “nel miglioramento del contesto giuridico e operativo per il contrasto ai crimini finanziari l’Italia ha assunto un ruolo chiave e spiccatamente propositivo”.
Niente più segreti sulle società
Per Padoan il nuovo passo della lotta all’evasione deve essere il superamento del “segreto societario” (ovvero dello scudo societario), che consente, per esempio, a chi vuole aggirare il fisco di schermarsi dietro scatole vuote o trust. Spesso accade che la trasparenza sui flussi finanziari tra soggetti residenti in Paesi diversi non sia sempre sufficiente ad assicurare l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione fiscale internazionale. Soprattutto quando i conti finanziari sono intestati a trust, società schermo o ad altre entità non trasparenti, secondo Padoan, è necessario conoscere i beneficiari effettivi.
Un aiuto importante in tal senso arriverà sicuramente dallo scambio di informazioni finanziarie che i 55 Stati e giurisdizioni, che hanno aderito all’abolizione del segreto bancario, inizieranno a scambiare automaticamente sui conti finanziari già dal 1° gennaio 2017, a cui andranno ad aggiungersi, l’anno successivo, altre importanti piazze finanziarie come Svizzera, Singapore e Hong Kong.
A dispetto dei mass-media e dei tanti spot pubblicitari, l’Agenzia delle Entrate ha precisato (C.M. 3/E/2016) che la semplice sostituzione della vasca con altra vasca con sportello apribile o con doccia non è agevolabile. —> Leggi tutto
La recente ordinanza n. 11781 del 2016 della Corte di Cassazione ha messo in risalto che i compensi degli amministratori sono deducibili soltanto se vengono previsti dallo statuto o da una espressa delibera assembleare, diversa da quella per l’approvazione del bilancio.
Di fatto, in materia di deducibilità la Suprema Corte continua a dare ragione all’Agenzia delle Entrate precisando che: “Se la determinazione della misura dei compensi degli amministratori delle società di capitali, ai sensi dell’art. 2389 del codice civile, non sia stata stabilita nell’atto costitutivo, allora è necessaria un’esplicita delibera assemblare”. Dunque, la delibera per il compenso degli amministratori non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio.
L’art. 95, comma 5, del D.P.R. 917/1986 dispone che i compensi spettanti agli amministratori di società di capitali, di cui all’art. 73, comma 1 del TUIR, siano deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti.
In deroga al generale criterio di competenza, sul quale è fondata la determinazione del reddito d’impresa, l’art. 95, comma 5, del TUIR stabilisce che il compenso degli amministratori persone fisiche è deducibile, da parte dell’impresa, nel periodo d’imposta in cui lo stesso è effettivamente erogato. Dunque, l’iter procedurale per l’approvazione dei compensi è una condizione essenziale per il riconoscimento della deducibilità degli stessi dal reddito d’impresa. A tale riguardo, la Suprema Corte con le sentenze n. 25572/2013 e n. 21953/2015, ha introdotto due importanti principi:
– l’indeducibilità del compenso per omessa redazione di uno specifico verbale di assemblea. Viene pertanto segnalato che la conformità all’iter civilistico è condizione necessaria per la deduzione del costo dal reddito d’impresa. Rimane tuttavia salva, anche in caso di conformità alla norma, la possibilità per l’Amministrazione Finanziaria di neutralizzare la deducibilità dei compensi, la cui quantificazione appare insolita, sproporzionata ovvero strumentale all’ottenimento di indebiti vantaggi. Ciò significa che, laddove non sia accertata la congruità del costo oppure l’attendibilità economica di quanto esposto nei bilanci e nelle dichiarazioni, l’amministrazione finanziaria ha facoltà di ridurre il compenso, contestandone la parziale deducibilità (Cass. 21953/2015);
Sono escluse dalla disciplina delle società di comodo quelle società che risultano congrue e coerenti ai fini degli studi di settore, anche per effetto di adeguamento nel Modello Unico 2016. —> Leggi tutto
Monitoraggio continuo nel modello Unico per gli investimenti e le attività estere di natura finanziaria. Difatti, il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale, dalle persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale, indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione.
La compilazione del quadro RW in Unico assolve, dal 2013, la duplice funzione di monitoraggio fiscale e di esposizione dei dati necessari per la liquidazione delle imposte estere IVAFE (sui prodotti finanziari dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero) e IVIE (imposta sul valore degli immobili all’estero).
Riguardo le novità del 2015 nel Modello Unico 2016 che interessano la compilazione del relativo Modello Unico 2016:
– emerge la collaborazione volontaria (voluntary disclosure) che ha consentito di regolarizzare le violazioni relative agli obblighi dichiarativi e in materia di monitoraggio fiscale commessi fino al 30 settembre 2014, presentando un’istanza di adesione entro il 30/11/2015.
– trova operatività l’aumento da € 10.000 a € 15.000 della soglia del “valore massimo complessivo” per individuare l’esonero dal c.d. “monitoraggio fiscale” per i depositi / conti correnti bancari esteri;
– in presenza di un dossier titoli è possibile fare riferimento alla modalità “semplificata” di compilazione considerando, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, il “rapporto finanziario nel suo complesso” e pertanto riportare il relativo valore iniziale / finale indipendentemente dalle eventuali singole variazioni intervenute.
Il monitoraggio fiscale interessa anche i “titolari effettivi”, così come individuati dal D.Lgs. n. 231/2007 contenente la normativa antiriciclaggio, in base alla quale, come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 38/E del 23.12.2013, in caso di attività patrimoniali (si tratta dei beni detenuti all’estero da contribuenti residenti in Italia, quali immobili situati all’estero e diritti reali immobiliari, oggetti preziosi ed opere d’arte situati all’estero, imbarcazioni e altri beni mobili detenuti all’estero e/o registrati in pubblici registri esteri, immobili situati in Italia ma detenuti tramite fiduciarie estere o soggetti interposti residenti all’estero come da R.M. 134/E/2002) e attività finanziarie da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera, come depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero, indipendentemente dalle modalità di alimentazione, valute estere e metalli preziosi, partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti, obbligazioni estere e titoli similari; polizze di assicurazione e cosi via.
La falsa attestazione della presenza in servizio nella P.A. viene ora punita come merita.
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28 giugno 2016, il Decreto legislativo n. 116 del 20 giugno 2016, recante modifiche all’articolo 55-quater del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, in materia di licenziamento disciplinare nelle Pubbliche Amministrazioni.
In particolare, costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l’amministrazione presso la quale il dipendente presta attività lavorativa circa il rispetto dell’orario di lavoro dello stesso.
La falsa attestazione della presenza in servizio, accertata in flagranza ovvero mediante strumenti di sorveglianza o di registrazione degli accessi o delle presenze, determina l’immediata sospensione cautelare senza stipendio del dipendente, fatto salvo il diritto all’assegno alimentare nella misura stabilita dalle disposizioni normative e contrattuali vigenti, senza obbligo di preventiva audizione dell’interessato.
Le disposizioni si applicano agli illeciti disciplinari commessi successivamente alla data del 13 luglio 2016.
Pro-rata di detrazione: Non rileva la natura del soggetto passivo, ma l’utilizzo dei beni e dei servizi acquistati.
Secondo le conclusioni dell’Avvocatura Generale UE, nella causa C-378/15, depositate il 29 giugno 2016, il regime del pro-rata di detrazione opera una distinzione in base all’utilizzazione dei beni e dei servizi e non in funzione della natura del soggetto passivo. —> Leggi tutto
L’IRAP di professionisti e lavoratori autonomi – Le sentenze delle Sezioni Unite: un punto di arrivo o un punto di partenza ?.
Sull’argomento la Fondazione Nazionale Commercialisti ha pubblicato il 29 giugno 2016, tra i tanti, un documento (di Mario Cicala) sulla relativa problematica.
Ecco di seguito tutti gli altri documenti pubblicati dalla Fondazione nazionale dei commercialisti il 29 giugno 2016:
– Direttiva 2014/95/UE sulla disclosure non finanziaria e sulla diversità nella composizione degli organi di amministrazione, gestione e controllo
Approccio operativo, prassi aziendale e ruolo dei professionisti.
Il Consiglio Nazionale ha approvato un importante documento in tema di Disclosure non finanziaria. Il lavoro è stato redatto dalla Commissione, presieduta dal Consigliere Ugo Pollice, “Sostenibilità e Corporate Reporting”, coadiuvata da Lorenzo Magrassi ricercatore della FNC.
Nell’approfondire i vari aspetti teorici e applicativi connessi alla sustainability disclosure prevista dalla direttiva 2014/95/UE, il documento opera un distinguo su tre macro-aree, cui i contenuti della stessa direttiva possono essere utilmente riferiti sul piano applicativo (Grandi imprese, Piccole e medie imprese e Area professionale).
Le pratiche aziendali riportate nelle appendici intendono fungere da esempi di applicazione delle previsioni normative.
– La revisione cooperativa: irregolarità sanabili e provvedimenti sanzionatori
La funzione sociale costituzionalmente riconosciuta agli enti cooperativi implica l’attuazione di una serie di controlli esterni previsti da specifiche norme dettate in materia di vigilanza (D.lgs. 2 agosto 2002, n. 220 e successive modifiche), al fine di verificare il concreto perseguimento dello scopo mutualistico. Il documento illustra le principali irregolarità riscontrabili in sede verifica, il sistema sanzionatorio previsto in caso di inottemperanza alla diffida impartita al fine di eliminare tali irregolarità nonché i provvedimenti che possono essere proposti dal revisore.
– La contabilizzazione dei costi derivanti dalle operazioni di ristrutturazione del debito
La revisione dei principi contabili che si applicheranno ai Bilanci con inizio 01.01.2016 fornisce, l’occasione per riflettere su alcune tematiche precedentemente considerate dalla prassi contabile nazionale, non esaminate dall’attuale progetto di revisione (come quella considerata dal presente contributo), e potenzialmente rivedibili alla luce delle evoluzioni normative ed operative.
Il presente documento fornisce, alcune considerazioni in merito alle attuali disposizioni inerenti la contabilizzazione dei costi di ristrutturazione del debito, tematica trattata dall’OIC 6 (2011).
Attenzione documento non ancora pubblicato al 29-06-2016.
– La disciplina dei gruppi di società: attività di direzione e coordinamento, profili di responsabilità e lite temeraria
Il documento propone un approfondimento della disciplina civilistica relativa al fenomeno del “gruppo di società”, ove l’attività “di direzione e coordinamento di società”, può incidere anche sui diversi profili di responsabilità delle holding e delle società controllate.
Il lavoro si chiude con un breve richiamo alla fattispecie della responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., che può emergere nei confronti di chi agisce o resiste in giudizio con mala fede o colpa grave, provocando un danno da “lite temeraria”.
– La tesi dell’incasso giuridico dei crediti rinunciati dai soci. Osservazioni critiche
Nell’attività interpretativa dell’Amministrazione Finanziaria viene annoverata quella relativa alla genesi, e applicazione conseguente, della tesi del c.d. “incasso giuridico” ipotizzato scaturire dai crediti rinunciati dai soci correlati a redditi che vanno sottoposti ad imposizione per cassa.
Il presente lavoro, facendo seguito a quanto illustrato per brevi cenni nel Documento FNC pubblicato con la newsletter del 15/01/2016, si propone di individuare, analizzare e criticare le possibili ragioni che hanno condotto l’Amministrazione Finanziaria ad approdare ad una siffatta conclusione e che hanno successivamente (ben quattro lustri dopo che il problema sembrava superato) indotto la Giurisprudenza di Legittimità a recepire la stessa conclusione. Il fine precipuo di questo documento è di rivelarne l’infondatezza giuridica, l’insostenibilità dogmatica nonché la sua contrarietà all’ordinamento tributario.
– Approvazione definitiva del D.d.L. sul c.d. “Dopo di noi”
Siamo molto lieti di segnalare un provvedimento legislativo di rilevante portata sociale, al quale abbiamo contribuito, per la materia di nostra competenza, in modo concreto e fattivo.
Il testo normativo ha recepito, nel corso del suo iter parlamentare, alcune importanti modifiche proposte in diversi incontri tecnici dalla FNC e dal CNDCEC.
Il D.d.L. sul “Dopo di noi” persegue la finalità dell’inclusione sociale delle persone con disabilità grave, al fine di evitarne la progressiva istituzionalizzazione. Tema che si è ritenuto di dover condividere e supportare con il contributo tecnico della nostra professione per la parte riguardante la fiscalità, non solo per il suo evidente valore etico, ma anche per la sua forte rilevanza sociale.
Check list – 770/2016 (anno 2015)
Pubblicato in: Strumenti di Lavoro
Strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali.