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Timestamp: 2019-10-18 18:25:53+00:00
Document Index: 13544896

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 20']

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 25 marzo 2016, n. 1239. È risarcibile il danno da ritardo se il privato ha avuto il positivo provvedimento finale di una VIA (Valuntazione di impatto ambientale) che gli ha consentito l'ampliamento della propria attività economica, ma l'Amministrazione ha ritardato e non ha osservato i termini procedimentali senza addurre alcuna giustificazione. La sentenza ha esattamento motivato che vi era la "sussistenza dei presupposti di carattere oggettivo (prova ed ingiustizia del danno, nesso causale) e di carattere soggettivo (dolo o colpa del danneggiante) - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 25 marzo 2016, n. 1239. È risarcibile il danno da ritardo se il privato ha avuto il positivo provvedimento finale di una VIA (Valuntazione di impatto ambientale) che gli ha consentito l’ampliamento della propria attività economica, ma l’Amministrazione ha ritardato e non ha osservato i termini procedimentali senza addurre alcuna giustificazione. La sentenza ha esattamento motivato che vi era la “sussistenza dei presupposti di carattere oggettivo (prova ed ingiustizia del danno, nesso causale) e di carattere soggettivo (dolo o colpa del danneggiante)
sentenza 25 marzo 2016, n. 1239
Regione Campania, rappresentata e difesa per legge dall’avv. An. Ma., domiciliata in Roma, via (…);
Sa. An. & Fi. Srl (già Snc), rappresentata e difesa dall’avv. An. Sp., con domicilio eletto presso il medesimo in Roma, via (…);
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Sa. An. & Fi. Srl (già Snc);
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 19 gennaio 2016 il Cons. Paolo Giovanni Nicolò Lotti e uditi per le parti gli avvocati Al. Di La., su delega dell’avv. An. Ma., e An. Sp.;
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sez. V, con la sentenza 21 maggio 2015, n. 2848, ha accolto il ricorso proposto dall’attuale parte appellata Sa. An. & Fi. S.r.l. (già S.n. c.) per l’annullamento del decreto dirigenziale 26.3.2014, n. 458 del Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali della Giunta Regionale della Campania, nei limiti di cui in motivazione, e, per l’effetto, ha condannato la Regione Campania al pagamento della somma di euro ottantamila in favore della società appellata Sa. An. & Fi. S.r.l.
– Dal provvedimento con cui si dispone l’assoggettamento alla valutazione di impatto ambientale del progetto presentato dalla Sa. An. S.r.l., sono chiaramente evincibili tutti i motivi che hanno indotto l’Amministrazione a tale determinazione precauzionale;
– L’istruttoria dibattimentale ha consentito di individuare la violazione dei suddetti termini, e tuttavia va anche sottolineato che questa è imputabile alla sola Regione, essendo il Comune di (omissis), competente per le sole fasi di pubblicità del progetto, estraneo alla successiva gestione del procedimento gravato;
– Va escluso, a norma di legge, tutto il tempo occorso per evadere la richiesta di chiarimenti ed integrazioni documentali, oltre che quello dedicato al contraddittorio procedimentale così come quello che è stato necessario alla parte interessata per esaudire le richieste di approfondimento istruttorio rivoltegli;
– L’atto veniva comunicato alla società il 22 agosto 2013, che contestualmente era invitata alle controdeduzioni ex art. 10-bis; queste ultime venivano trasmesse alla Regione, dopo una proroga concessa dall’ente, in data 25 ottobre 2013; da questa data si deve ritenere ricominciasse a decorrere il termine di 45 giorni di cui al citato art. 20, comma 4, ed entro il successivo 9 dicembre, dunque, si sarebbe dovuto emettere il provvedimento di assoggettabilità;
– Violazione del d.lgs. n. 152-2006 – Natura ordinatoria dei termini del procedimento VIA – Carenza dei presupposti in fatto e diritto della pretesa – Illogicità della motivazione – Travisamento – Error in iudicando;
1. Il Collegio rileva in punto di fatto che la società appellata Sa. An., che gestisce un impianto nel comune di (omissis) alla via (omissis), Località (omissis), dove esegue attività di cernita, trattamento di rifiuti di tipo carta, cartone e plastica, aveva proposto istanza in data 5.7.2012 di verifica di assoggettabilità a V.I.A., ex art. 20 d.lgs. n. 152-2006 per l’ampliamento delle quantità trattate, poiché l’intervento rientrava nella categoria progettuale dì cui al punto 7, Progetti di Infrastrutture, lett. aa) Impianto di smaltimento e recupero rifiuti non pericolosi con capacità complessiva superiore a 10t/giorno.
Con delibera in data 28.8.2012 il Comune di (omissis) esprimeva parere negativo, ma con nota 12.10.2012 la Regione appellante richiedeva integrazioni documentali e, con nota 6.12.2012 la G.R. richiedeva ulteriori documentazioni e chiarimenti sulla Relazione Tecnica e lo Studio Preliminare presentati dall’impresa istante.
Depositata in Segreteria il 25 marzo 2016.
Consiglio di Stato, sezione VI, ordinanza 2 ottobre 2014, n. 4492....