Source: http://replegal.it/it/itemlist/user/857-laredazione?start=350
Timestamp: 2020-04-06 12:25:22+00:00
Document Index: 129324340

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 2468', 'art. 2479', 'art 2468', 'art. 2474', 'art. 28']

Diritto di vista del figlio minore in periodo di COVID-19
Maria Grazia Passerini - 06-04-2020 - Famiglia e Successioni
Il Tribunale di Bari si esprime in senso contrario alle visite tra padre e figlio minore, collocato presso la madre, che risiedono in Comuni diversi. Secondo il Tribunale, gli incontri tra padre e figlio non realizzano le condizioni di sicurezza e prudenza richiamate dai plurimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e, da ultimo, dal D.P.C.M. 22...
Oltre l’obbligo di mascherina - Sull’ordinanza della Lombardia n. 521/2020
Lorenzo Lamberti - 05-04-2020 - Enti Pubblici & Appalti
È singolare che l’attenzione dei media si sia soffermata molto sull’asserito “obbligo” di indossare le mascherine che sarebbe stato introdotto in Lombardia con l’ordinanza n. 521/2020. A prescindere dalla valutazione sulla utilità o l’efficacia della misura, basterebbe leggere il testo del provvedimento per notare che non è previsto un vero “obbligo di indo...
Pubblicato il report “Women’s Empowerment and Business: 2020 Trends and Opportun…
Natalia Bagnato - 03-04-2020 - Charities & Social Enterprises
di Natalia Bagnato e Fabio Gallo Perozzi E’ stato pubblicato il report “Women’s Empowerment and Business: 2020 Trends and Opportunities”, a cura di UN Global Compact e Business for Social Responsibility. Tale pubblicazione segna il decimo anniversario dei Women’s Empowerment Principles (WEPs), un insieme ambizioso di principi che devono guidare le imprese p...
WEBINAR "Decreto Cura Italia: misure a sostegno di imprese e lavoro alla lu…
La Redazione - 03-04-2020 - News
Il giorno venerdì 10 aprile dalle ore 11 alle ore 12, l'avvocato Piergiorgio Bonacossa interverrà in qualità di docente al webinar "Decreto Cura Italia: misure a sostegno di imprese e lavoro alla luce di messaggi e circolari INPS".Il webinar prevede un approccio sistematico all’interpretazione del D.L. 18/2020, analizzando, dal punto di vista dei rapporti di...
Indennità di maternità: ne ha diritto anche l’amministratore di società (iscritt…
Roberto Testa - 02-04-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali
Con Sentenza n. 7089 dello scorso 12 marzo 2020, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (confermando la decisione della Corte d’Appello di Milano) ha stabilito che non osta alla percezione della indennità di maternità l’avvenuta percezione nel periodo di astensione obbligatoria del compenso per la carica di amministratore. L’INPS sosteneva che in virtù...
La Redazione - 02-04-2020 - News
La Commissione europea ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Unione europea del 1.4.2020 gli orientamenti comunitari sull’utilizzo degli appalti pubblici nella situazione di emergenza connessa alla crisi da Covid-19. Dopo avere evidenziato che la crisi sanitaria causata da Covid-19 richiede soluzioni rapide e intelligenti, considerato che determinat...
Domani, giornata dell’autismo, alle 16 sui balconi per il tradizionale “urloo”
La Redazione - 01-04-2020 - News
Il 2 Aprile è la giornata Mondiale dell’Autismo proclamata dall’ONU. Quest’anno quel giorno cade in piena emergenza Coronavirus, un periodo durante il quale l’isolamento rende certi silenzi ancora più grandi. Il 2 Aprile quindi, il mondo dell’autismo si farà sentire dando appuntamento alle 16:00 sui balconi con il tradizionale “URLOOOOO” per sfidare l’a...
Sanzioni del Garante Privacy cipriota per l’utilizzo di un sistema automatizzato…
Chiara Agostini - 31-03-2020 - Privacy & Data Protection
Nel corso del 2018, il sindacato dei dipendenti, aveva presentato una denuncia presso l'Autorità per la protezione dei dati personali di Cipro, contro un gruppo di aziende che aveva implementato uno strumento automatizzato utilizzato per monitorare le assenze per malattia dei dipendenti, noto anche come "Bradford Factor". L'utilizzo di tale algoritmo, perm...
Didattica a distanza al tempo del COVID-19: istruzioni per l’uso dal Garante per…
Ludovica Ceretto - 31-03-2020 - Privacy & Data Protection
Con il provvedimento del 26 marzo 2020 il Garante per la protezione dei dati personali, richiamando le indicazioni fornite dall’EDPB il 19 marzo scorso in tema di trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19, ha voluto fornire alcune istruzioni pratiche circa lo svolgimento dell’attività formativa a distanza nel rispetto della normat...
COVID-19: LE MODIFICHE AL TRATTAMENTO SANZIONATORIO INTRODOTTE DAL D.L. 25 MARZO…
Piero Magri - 30-03-2020 - Criminal Law
Con il Decreto Legge 25 marzo 2020 sono state introdotte modiche al trattamento sanzionatorio e ulteriori profili penali per l'emergenza Covid-19. Il presente contributo, scritto da Piero Magri e Alessandro Racano approfondisce questi temi.
In questi giorni è stato pubblicato da Wolters Kluwer un e-book intitolato “La registrazione dei marchi d’impresa” scritto dall’avvocato Gianluca Morretta con l’utile contributo dell'avvocato Federico Paesan.
Tratta della disciplina dei marchi con un taglio operativo, che ci auguriamo possa essere strumento utile per i “decisori” del mondo dell’impresa.
E' possibile acquistarlo online direttamente a questo indirizzo:
http://shop.wki.it/Ipsoa/eBook/eBook_Come_fare_I_marchi_d_impresa_s549032.aspx
La società austriaca Wintersteiger AG, produttrice di attrezzature da sci e titolare del marchio “Wintersteiger”, registrato in Austria, ha contestato l’illecita registrazione della medesima denominazione come Google AdWord da parte del rivenditore tedesco “Products4U”, che aveva proceduto a tale registrazione limitatamente a google.de, ossia per la sola pagina dedicata al territorio tedesco, visibile tuttavia in tutto il mondo ed in particolare in Austria. Giunta all’ultimo grado di giudizio, la questione pregiudiziale sulla giurisdizione del giudice austriaco per un atto contraffattivo commesso in uno stato estero membro della UE i cui effetti si sono prodotti in Austria è stata sottoposta al vaglio della CGE con i seguenti quesiti:
Se - in caso di asserita lesione di un marchio dello Stato del foro, da parte di un soggetto che ha la propria sede in un altro Stato membro, operata mediante l'utilizzo, in un motore di ricerca internet che offre i propri servizi attraverso diversi domini di primo livello, specifici per ciascuno Stato, di una parola chiave (AdWord) identica al predetto marchio - l'espressione "luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire", contenuta nell'art. 5, n. 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 1 (in prosieguo: il "regolamento Bruxelles I"), debba essere interpretata nel senso:
1.1. che la competenza è fondata solo quando la parola chiave viene utilizzata nel sito web del motore di ricerca il cui dominio di primo livello è quello dello Stato del foro;
1.2. che la competenza è fondata per il solo fatto che il sito web del motore di ricerca, nel quale viene utilizzata la parola chiave, è accessibile nello Stato del foro;
1.3. che la competenza dipende dalla presenza di ulteriori requisiti, oltre all'accessibilità del sito web;
In caso di soluzione positiva della questione sub 1.3: in base a quali criteri si debba determinare se è fondata la competenza di cui all'art. 5, n. 3, del regolamento Bruxelles I in caso di utilizzo di un marchio dello Stato del foro quale AdWord sul sito Internet di un motore di ricerca avente un dominio nazionale di primo livello diverso da quello dello Stato del foro.
Anziché prendere posizione su ciascuno dei suddetti quesiti l’Avvocato Generale ha preferito formulare le sue conclusioni spiegando a quali condizioni il giudice nazionale ha giurisdizione su atti contraffattivi consumatisi in un altro stato membro ai sensi del Regolamento Bruxelles.
Il Regolamento Bruxelles prevede che nel caso in cui un evento origini in un paese ma produca un danno in un altro paese sussistano due giudici competenti: quello del paese presso cui si è verificato l’evento e quello in cui si è prodotto il danno. È del tutto evidente che nel caso in esame la questione è stabilire dove si sia prodotto il danno, considerata la natura non territoriale di internet.
L’Avvocato Generale ha precisato che
(I) nel caso di attività lesive di diritti su marchio nazionale, comprese quelle perpetrate attraverso internet, la giurisdizione presso la quale si produce il danno derivante dalle suddette attività lesive non può che essere quella in cui è registrato il marchio, e tale criterio può essere applicato nel caso in esame per determinare la giurisdizione del giudice austriaco;
(II) l’utilizzo come Google AdWord di una denominazione oggetto di registrazione di marchio da parte di un soggetto non autorizzato integra lesione della capacità distintiva di tale marchio quando la pubblicità generata dall’utilizzo dell’AdWord non consente all’utente informato di capire se i prodotti pubblicizzati provengano dalla società titolare del marchio usato come AdWord o dalla società che ha acquistato l’AdWord contenente il suddetto marchio;
(III) l’utilizzo da parte della società tedesca Products4U della denominazione “Wintersteiger” come AdWord integra l’illecito contraffattivo descritto al punto
(IV) e che il fatto l’AdWord sia stata registrato solo sulla pagina tedesca google.de non impedisce che l’illecito si produca presso i consumatori austriaci, che possono accedere al sito e comprenderne i contenuti, confermando quindi che il danno alla capacità distintiva del marchio “Wintersteiger” si è prodotto in Austria e che pertanto il giudice austriaco ha giurisdizione su tale questione.
L’Avvocato Generale ha quindi pronunciato le seguenti conclusioni:
“In presenza di condotte perpetrate attraverso internet e suscettibili di violare diritti su un marchio nazionale registrato in uno stato membro, deve ritenersi che l’art. 5 (3) del Reg. 44/2001 attribuisca giurisdizione:
- ai Tribunali dello stato membro nel quale è stato registrato il marchio e
- ai Tribunali dello stato membro nel quale sono stati utilizzati gli strumenti per realizzare la contraffazione del marchio registrato nell’altro stato membro”.
Conclusioni avvocato generale.pdf
Protocollo d’intesa Agcom e Unioncamere per conciliazione delle controversie fra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche
Al via il protocollo di intesa tra Agcom e Unioncamere per la conciliazione delle controversie tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche
In esecuzione della delibera Agcom n. 173/07/CONS, Agcom e Unioncamere hanno sottoscritto il 14 Marzo 2012 un protocollo di intesa per stabilire modalità e principi applicabili alle conciliazioni presso le Camere di commercio (CCIAA) delle controversie tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche.
Comunicato Stampa AGCOM.pdf
Avv. Pierluigi De Palma
Start-up innovative: un nuovo modello societario
Alla fine dell’anno appena trascorso la recentissima disciplina prevista agli artt. 25 e seg. del D.L. 18 ottobre 2012, n.179 in tema di “start-up innovative” (o Sti) è stata convertita con L. 17 dicembre 2012, n.221. Con essa il legislatore introduce un nuovo modello societario disegnato ad hoc per tali società. Parole chiave sono nuova imprenditorialità, innovazione, occupazione giovanile, attrazione di talenti e capitali esteri.
L’art. 25 del D.L. 179/2012 descrive quali sono i requisiti per potere qualificare una società come “start-up innovativa”. Come elemento essenziale, questa deve essere una società di capitali (ovvero una societas europae) le cui quote o azioni non sono quotate in mercati regolamentati. I restanti requisiti si possono raggruppare in tre sotto-categorie:
- requisiti dei soci: per almeno 24 mesi dalla costituzione il capitale/azioni ed i diritti di voto devono essere in maggioranza detenuti da persone fisiche;
- requisiti operativi: (i) la società non deve essere stata costituita o svolgere attività di impresa da più di 48 mesi (ii) deve avere la “sede principale dei propri affari e interessi in Italia”, (iii) il totale del valore della produzione annua a partire dal secondo anno di attività della Sti non deve essere superiore a 5 milioni di euro, (iv) la società non distribuisce e non ha distribuito utili;
- requisiti di innovatività: l’oggetto sociale esclusivo o prevalente deve essere lo sviluppo, produzione e commercializzazione di “prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. Inoltre, tale società deve possedere almeno uno (ossia, alternativamente) dei seguenti requisiti: (i) spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 20 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Il legislatore ha specificato, nella legge di conversione, quali siano le spese che rientrano in tale definizione rispetto a quanto previsto dai principi contabili (Cfr. Art. 25 comma 2 lett. h) n.1 del D.L.); (ii) almeno un terzo della forza lavoro impiegata come dipendente o ad altro titolo in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che stia svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero; (iii) la società sia titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa.
Le società già costituite possono richiedere di rientrare nell’ambito di applicazione della presente normativa, entro il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, presentando domanda all’Ufficio del registro delle imprese.
Le società qualificate come “start-up innovative” sono iscritte in un apposito albo presso il registro delle imprese. L’iscrizione avviene sulla base di una semplice autocertificazione del legale rappresentante della stessa in merito al possesso dei requisiti sopra citati. L’albo speciale del Registro è improntato ad un principio di massima trasparenza verso i terzi riguardo all’operatività di queste società (cfr. art. 25 commi 11 e 12 del D.L.).
La specialità del tipo societario
La legge di conversione non ha modificato le disposizioni previste dal D.L. 179/2012 in tema di diritto societario relativo alle start-up innovative. Rimane quindi l’impianto previsto dal decreto, che introduceva più che una disciplina organica del nuovo tipo societario, una serie di misure derogatorie delle tipologie “classiche” dell’ordinamento. Una sorta, quindi, di adattamento dei modelli di società di capitali esistenti alle esigenze delle start-up, non un nuovo tipo societario tout- court.
Unico intervento di rilievo generalizzato a tutte le tipologie societarie è stata la deroga alle norme sulla capitalizzazione in caso di riduzione del capitale sociale, sia ai sensi degli articoli 2446 e 2482-bis (riduzione del capitale per perdite di oltre un terzo) sia degli articoli 2447 e 2482-ter (riduzione del capitale al di sotto del limite legale). In entrambe le ipotesi il legislatore ha concesso un tempo maggiore alla società per la copertura delle perdite e per la ricostituzione del capitale sociale. Deroghe per tutte le società sono inoltre introdotte rispetto alla normativa sulle società di comodo (cfr. art. 26 comma 5).
Le innovazioni proposte dal legislatore hanno per lo più riguardato, ovviamente, le start-up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata, strumento di gran lunga più utilizzato dalle imprese nella fase iniziale di sviluppo. In quest’ottica, varie misure sono state introdotte:
(i) possibilità di derogare all’art. 2468, creando categorie di quote fornite di diritti diversi con la determinazione del contenuto delle singole categorie; si possono prevedere, in particolare, in deroga all’art. 2479 comma 5, quote “che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta, ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative”;
(ii) le quote della società possono essere, in deroga all’art 2468 comma 1, oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso strumenti di crowdfunding online;
(iii) non opera il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni previsto dall’art. 2474 c.c., se in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l'assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell'organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali (es piani di stock options);
(iv) possibilità di emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o amministrativi, a fronte dell’apporto da parte di terzi d’opera o di servizi.
Una ulteriore misura peculiare per le società qualificate come start-up innovative concerne le situazioni di crisi d’impresa: la Sti è esclusa dalle procedure concorsuali e sottoposta esclusivamente al procedimento di gestione della crisi da sovra-indebitamento prevista dal capo II L. 27 gennaio 2012, n.3.
Al fine di incentivare le start-up innovative, il legislatore ha poi previsto una serie di agevolazioni dal punto di vista fiscale e gius-lavoristico, che si possono così sintetizzare:
(i) regime fiscale di favore per gli strumenti finanziari concessi in attuazione di piani di incentivazione a favore di dipendenti, dirigenti e collaboratori continuativi della società: il reddito da essi derivante, a condizione che tali strumenti non siano riacquistati dalla società, non concorre alla formazione della base imponibile;
(ii) agevolazione nell’ottenimento del credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato;
(iii) da un punto di vista gius-lavoristico, maggiore flessibilità nelle forme contrattuali utilizzabili per l’assunzione del personale dipendente(cfr. art. 28 del D.L.);
(iv) incentivi fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale sociale delle start-up innovative, con possibilità di detrarre: (a) per le persone fisiche, fino al periodo di imposta 2015, il 19 per cento dell’imposta lorda sulle somme investite, fino ad un massimo per periodo d’imposta pari a Euro 500.000 (b) per le persone giuridiche (diverse dalle start-up innovative), deduzione dal reddito della società del 20 per cento della somma investita nel capitale sociale delle start-up innovative, fino ad un massimo di Euro 1.800.000 per esercizio. In entrambi i casi i meccanismi si applicano anche se l’investimento avviene tramite organismi di investimento collettivo (gli organismi di investimento collettivo sono però esclusi dai benefici). Le partecipazioni devono essere detenute per almeno due anni, pena la perdita del beneficio. Si attende l’emanazione, entro 60 giorni, di un decreto attuativo che individui le modalità di attuazione di tale misura;
(v) le società potranno usufruire dell’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese gratuitamente; inoltre, le Sti potranno usufruire dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia ICE per il sostegno all’internazionalizzazione.
Il decreto, come risultante dalla legge di conversione, ha previsto un meccanismo di monitoraggio affidato all’ISTAT per verificare l’impatto delle misure adottate. Si spera che i risultati da questo raccolti indichino un importante apporto del nuovo strumento come veicolo di sviluppo e crescita dell’economia italiana.