Source: https://www.jamma.it/politica/dl-semplificazioni-tributarie-analisi-delle-norme-sui-giochi-dallantiriciclaggio-agli-interventi-per-lippica-5085
Timestamp: 2018-01-23 07:30:45+00:00
Document Index: 150462021

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'sentenza ', 'art. 314', 'art. 316', 'art. 317', 'art. 318', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 320', 'art. 321', 'art. 322', 'art. 323', 'art. 644', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2']

Dl Semplificazioni tributarie. Analisi delle norme sui giochi. Dall'antiriciclaggio agli interventi per l'ippica - Jamma - Jamma
Dl Semplificazioni tributarie. Analisi delle norme sui giochi. Dall’antiriciclaggio agli interventi per l’ippica
6 aprile 2012 - 11:05
(Jamma) Partirà dall’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze l’ultimo step dell’iter di conversione del decreto legislativo di semplificazione fiscale. Di seguito una analisi delle norme introdotte e riguardanti il settore dei giochi.
(Operazioni di gioco a fini di controllo)
1. L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è autorizzata a costituire, avvalendosi di risorse proprie, un fondo destinato alle operazioni di gioco a fini di controllo, di importo non superiore a 100.000 euro annui. Con decreto del Direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è costituito il fondo e disciplinato il relativo utilizzo. Gli appartenenti all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sono autorizzati ad effettuare operazioni di gioco presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) o b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori. Per effettuare le medesimi operazioni di gioco, la disposizione del precedente periodo si applica altresì al personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza, il quale, ai fini dell’utilizzo del fondo previsto dal presente comma, agisce previo concerto con le competenti strutture dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dal Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia e della difesa, sono disciplinate, nel rispetto di quanto disposto dagli articoli 51 del codice penale e 9 della legge 16 marzo 2006 n. 146, in quanto compatibili, le modalità dispositive sulla base delle quali il predetto personale impegnato nelle attività di cui al presente comma può effettuare le operazioni di gioco. Eventuali vincite conseguite dal predetto personale nell’esercizio delle attività di cui al presente comma sono riversate al fondo di cui al primo periodo.
Il comma 1 autorizza il personale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) e delle forze di polizia, utilizzando denaro attinto da un apposito fondo, ad effettuare operazioni di gioco presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi da intrattenimento.
Il comma 1 autorizza l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) a costituire, avvalendosi di risorse proprie, un fondo – con una dotazione non superiore a 100.000 euro annui – destinato ad effettuare da parte del personale AAMS operazioni di gioco presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi da gioco con vincita in denaro (c.d. newslot e VLT – videolottery, indicati all’articolo 110, comma 6, lett. a) e b), del R.D. n. 773/1931) al solo fine di verificare eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori.
Le risorse del fondo possono essere utilizzate per le medesime finalità – previo concerto con le competenti strutture dell’AAMS – anche dal personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza.
Con decreto del Direttore generale dell’AAMS è costituito il fondo e disciplinato il relativo utilizzo.
Con ulteriore decreto ministeriale (regolamento art. 17, co. 3, legge n. 400/1988), su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia e della difesa, sono disciplinate, nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 51 del codice penale e dall’articolo 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146, in quanto compatibili, le modalità dispositive sulla base delle quali il predetto personale impegnato nelle attività di cui al comma in esame può effettuare le operazioni di gioco. Eventuali vincite conseguite dal predetto personale nell’esercizio delle attività di cui al presente comma sono riversate al fondo di cui al primo periodo del presente comma.
Trattandosi di attività espletate al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori, la relativa disciplina – che sarà emanata con regolamento, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia e della difesa – non potrà discostarsi da quanto previsto, in ordine alle cause di giustificazione esistenti per gli “agenti sotto copertura”, dagli articoli 51 del codice penale e 9 della legge n. 146 del 2006.
Si rammenta che le attività sotto copertura hanno ricevuto una recente disciplina unitaria, ai sensi dell’articolo 8 della legge 13 agosto 2010, n. 136, e che la giurisprudenza sostiene che, col “prevedere attività di agente provocatore svolte sotto copertura per combattere gravissimi delitti, tassativamente indicati”, si opera mediante “norme eccezionali, che vanno interpretate restrittivamente, e che non possono estendersi oltre i casi espressamente indicati”.
a) nel comma 3-bis dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine,il seguente periodo: «La documentazione di cui al periodo precedente deve riferirsi anche al coniuge, non separato»;
«a-bis) all’articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
1-bis. Al fine di garantire obiettivi di massima. trasparenza, e per una più efficace e tempestiva verifica degli adempimenti cui ciascun soggetto è tenuto, è fatto obbligo a tutte le figure a vario titolo operanti nella ‘filiera’ del sistema gioco di effettuare ogni tipo di versamento senza utilizzo di moneta contante e con modalità che assicurino la tracciabilità di ogni pagamento.
b) all’articolo 24, comma 25, primo periodo, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo la parola: «rinnovo» sono inserite le seguenti: «o il mantenimento» e dopo le parole «dagli articoli» sono inserite le seguenti: «2 e 3 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e dagli articoli 314, 316, 317, 318, 319, 319-ter, 320, 321, 322, 323,» e dopo le parole: «416-bis,» è inserita la seguente: «644,»; nello stesso comma 25 è aggiunto, in fine,il seguente periodo: «Il divieto di partecipazione a gare o di rilascio o rinnovo o mantenimento delle concessioni di cui ai periodi precedenti opera anche nel caso in cui la condanna, ovvero l’imputazione o la condizione di indagato sia riferita al coniuge, non separato».
Il comma 2 reca disposizioni volte ad estendere anche al coniuge non separato dei soggetti indicati le disposizioni in tema di certificazione antimafia e di divieto di partecipazione a gare e di rilascio o mantenimento di concessioni in materia di giochi pubblici. Sono inserite ulteriori fattispecie delittuose tra quelle che inibiscono la partecipazione, rilascio o mantenimento di concessioni di giochi pubblici. Inoltre viene fatto obbligo a tutte le figure a vario titolo operanti nella “filiera” del sistema gioco di effettuare ogni tipo di versamento senza utilizzo di moneta contante e con modalità che assicurino la tracciabilità di ogni pagamento.
Comma 2, lettera a) – Documentazione antimafia per il settore dei giochi
Novellando il comma 3-bis dell’articolo 2 del D.P.R. n. 252 del 1998 – introdotto dall’articolo 24, comma 24, del D.L. n. 98 del 2011 – la lettera a) del comma 2 estende l’applicazione della “documentazione antimafia” anche al coniuge non separato del legale rappresentante e degli eventuali componenti dell’organo di amministrazione della società-socia, delle persone fisiche che, direttamente o indirettamente, controllano tale società, nonché dei direttori generali e dei soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, nel caso di detenzione in misura superiore al 2 % della partecipazione al capitale o al patrimonio di società di capitali concessionarie nel settore dei giochi pubblici attraverso altre società di capitali.
L’articolo 2 del D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia) concerne l’ambito dei soggetti nei cui confronti devono essere effettuati gli accertamenti antimafia anche con riferimento alla materia dei giochi pubblici. In particolare, il comma 3-bis prevede che, nel caso di società di capitali concessionarie nel settore dei giochi pubblici, la documentazione concernente i “requisiti antimafia” prevista dal regolamento stesso, debba essere riferita anche ai soci persone fisiche che detengono, anche indirettamente, una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 2%, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
L’ultimo periodo del comma 3-bis specifica che nell’ipotesi in cui i soci persone fisiche detengano la partecipazione superiore alla predetta soglia mediante altre società di capitali, la documentazione deve riferirsi anche al legale rappresentante e agli eventuali componenti dell’organo di amministrazione della società socia, alle persone fisiche che, direttamente o indirettamente, controllano tale società, nonché ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
In sostanza il legislatore prosegue quell’evoluzione legislativa che – a fronte delle critiche espresse sulla formulazione dell’articolo 1 commi 77-79, della legge di stabilità 2011 (legge n. 220/2010), che appariva limitarsi a richiedere una verifica della solidità patrimoniale delle concessionarie – aveva, con visto il comma 24 dell’articolo 24 del D.L. n. 98 del 2011, introdotto un ulteriore requisito certificatorio antimafia per determinati soggetti delle società di capitali concessionarie nel settore dei giochi pubblici e che, con la disposizione in esame, tale documentazione precedente deve riferirsi anche al coniuge dei soggetti ivi indicati.
Comma 2, lettera a-bis) – Divieto di versamenti in contante
Il Senato ha introdotto la lettera a)-bis, in virtù della quale, mediante l’inserimento di un comma 1-bis all’articolo 24 del decreto-legge n. 98 del 2011, viene fatto obbligo a tutte le figure a vario titolo operanti nella “filiera” del sistema gioco di effettuare ogni tipo di versamento senza utilizzo di moneta contante e con modalità che assicurino la tracciabilità di ogni pagamento.
Si ricorda che il comma 1 dell’articolo 24 del decreto-legge n. 98 del 2011 prevede che l’AAMS, avvalendosi di procedure automatizzate, proceda alla liquidazione dell’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse (D.Lgs. n. 504/1998) ed al controllo della tempestività e della rispondenza rispetto ai versamenti effettuati dai concessionari abilitati alla raccolta dei giochi sulla base delle informazioni residenti nella banca dati del Ministero dell’economia e delle finanze prevista dall’articolo 2 del D.P.R. n. 66 del 2002.
Comma 2, lettera b) – Divieto di partecipazione a gare e di rilascio o mantenimento di concessioni in materia di giochi pubblici
La disposizione in esame novella il comma 25 dell’articolo 24 del D.L. n. 98 del 2011 in tema di divieti di partecipazione a gare e di rilascio di concessioni in materia di giochi pubblici.
Il richiamato comma 25 non consente la partecipazione a gare né il rilascio o rinnovo di concessioni in materia di giochi pubblici al soggetto il cui titolare o il rappresentante legale risulti condannato anche con sentenza non definitiva, ovvero imputato o indagato per reati di associazione a delinquere (art. 416 c.p.), mafia (art. 416-bis c.p.), ricettazione (art. 648 c.p.), riciclaggio (art. 648-bis c.p.) o impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) ovvero, se commesso all’estero, per un delitto di criminalità organizzata o di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Il medesimo divieto si applica anche al soggetto partecipato in misura superiore al 2 per cento del capitale o patrimonio da persone fisiche condannate, imputate o indagate, per uno dei predetti delitti.
Il comma in esame, in primis, novella il testo prevedendo anche la perdita (testualmente “ottenere il mantenimento”) della concessioni in materia di giochi pubbliciil cui titolare o il rappresentante legale risulti condannato anche con sentenza non definitiva, ovvero imputato o indagato per determinati reati.
Per quanto riguarda le fattispecie delittuose considerate ai fini della esclusione dal partecipare a gare o a procedure ad evidenza pubblica e dall’ottenere il rilascio o rinnovo o il mantenimento di concessioni in materia di giochi pubblici, oltre ai reati già previsti riferiti agli articoli 416, 416-bis, 648, 648-bis e 648-ter del codice penale, il comma in esame aggiunge quelli di peculato (art. 314), peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316), concussione (art. 317), corruzione per atti d’ufficio (art. 318), corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319), corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter), corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320), pene per il corruttore (art. 321), istigazione alla corruzione (art. 322), abuso d’ufficio (art. 323) e usura (art. 644), nonché di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (rispettivamente, articolo 2 e articolo 3 del decreto legislativo n. 74 del 2000, recante “Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto”).
Inoltre la disposizione estende il divieto di partecipazione a gare o di rilascio o rinnovo o il mantenimento delle concessionianche nel caso in cui la condanna, ovvero l’imputazione o la condizione di indagato sia riferita al coniuge non separato.
4. A decorrere dal 1º febbraio 2012, la posta unitaria minima di gioco per le scommesse sulle corse dei cavalli è stabilita tra 5 centesimi e un euro e l’importo minimo per ogni biglietto giocato non può essere inferiore a due euro. Il predetto importo può essere modificato, in funzione dell’andamento della raccolta delle formule di scommesse ippiche, con provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, di concerto con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
a) relativamente alle spese per il totalizzatore nazionale per la gestione delle scommesse ippiche annualmente documentate da Sogei S.p.a., a decorrere dal 1º gennaio 2012, la ripartizione al 50 per cento ad AAMS e al 50 per cento ad ASSI. Le medesime spese, sostenute fino al 31 dicembre 2011, restano in capo ad AAMS. Per l’effetto, l’ASSI è autorizzata a destinare le somme accantonate in bilancio al 31 dicembre 2011 per le finalità di finanziamento del monte premi delle corse, di cui all’articolo 1, comma 281, della legge 30 dicembre 2004, n. 311;
b) relativamente alle quote di prelievo di cui all’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169 ed alle relative integrazioni, definizione, in via equitativa, di una riduzione non superiore al 5 per cento delle somme ancora dovute dai concessionari di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 169 del 1998 con individuazione delle modalità di versamento delle relative somme e adeguamento delle garanzie fideiussorie. Conseguentemente, all’articolo 38, comma 4, del decreto- legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, la lettera l) è soppressa.
Il comma 3 affida ad un regolamento la revisione del D.p.R. 169/1998, di disciplina dei giochi e delle scommesse relative alle corse ai cavalli, individuando le finalità alle quali attenersi nell’opera di riordino.
Il comma 4 indica l’importo della posta unitaria minima di gioco per le scommesse sulle corse dei cavalli in 5 centesimi.
Il comma 5 prevede che vengano definiti in via transattiva tutti i rapporti controversi tra Ministero dell’economia e finanze, Ministero delle politiche agricole e Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, nelle materie riguardanti la gestione dei proventi e delle spese legate al settore ippico, definendo appositi criteri relativi alle spese e alle quote di prelievo dovute dai concessionari.
Il comma 6 prevede che siano destinati, per l’anno 2012 e nell’ambito delle disponibilità finanziarie del Ministero delle politiche agricole, 3 milioni di euro per un programma di comunicazione per il rilancio dell’ippica.
Il comma 7 consente all’Istituto per lo sviluppo agroalimentare (ISA) S.p.A., di intervenire finanziariamente in programmi di sviluppo del settore ippico presentati da soggetti privati.
Il comma 3 prevede che con regolamento venga modificato il D.P.R. 169/1998, recante la disciplina organizzativa, funzionale e fiscale dei giochi e delle scommesse relativi alle corse dei cavalli, nonché il relativo riparto dei proventi, al fine di:
§rilanciare il settore dell’ippica, che da ultimo registra una diminuzione del numero delle scommesse;
§organizzare la gestione dei giochi secondo efficienza ed economicità;
§prevedere criteri trasparenti e conformi al diritto europeo per la scelta dei concessionari;
§assicurare il coordinamento tra il Ministero dell’economia e delle finanze ed il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;
§garantire una ripartizione delle risorse che consenta all’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico lo svolgimento dei propri compiti;
§prevedere misure organiche per la promozione della salute e del benessere del cavallo.
Ai sensi del D.P.R. 8 aprile 1998, n. 169, l’UNIRE, oggi soppresso e trasformato in Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI) dall’articolo 14, comma 28 del decreto-legge n. 98/2011, destina annualmente quote adeguate dei proventi derivati dalle scommesse, al perseguimento delle proprie finalità con particolare riferimento a:
– sostegno dell’allevamento e dell’impiego del cavallo italiano da sella e da corsa e della selezione degli stessi;
– incentivazione di piani occupazionali, volti a favorire l’avviamento al lavoro e la formazione professionale, con particolare riguardo alla verifica dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali del settore ed all’introduzione di meccanismi di disincentivazione dei ricorso al lavoro irregolare ed all’evasione contributiva;
– iniziative previdenziali ed assistenziali in favore dei fantini, dei guidatori, degli allenatori e degli artieri;
– finanziamento degli ippodromi per la gestione e il miglioramento degli impianti, per i servizi relativi alla organizzazione delle corse e remunerazione per l’utilizzo delle immagini delle corse ai fini della raccolta esterna delle scommesse;
– costituzione e miglioramento di centri di allenamento ippico polifunzionale e di allevamento;
– realizzazione di strutture veterinarie interne ed esterne agli ippodromi;
– ricerca scientifica nel settore del l’allevamento, dell’allenamento e dell’antidoping;
– controllo della regolarità di tutte le attività relative alle corse;
– promozione dell’attività ippica;
– formazione e qualificazione professionale degli addetti al settore.
Il comma 4 indica l’importo della posta unitaria minima di gioco per le scommesse sulle corse dei cavalli in 5 centesimi, fermo restando che l’importo minimo per ogni biglietto giocato non possa essere inferiore a due euro.
Si osserva che nella formulazione del testo il valore è stabilito “tra 5 centesimi e un euro”, cioè vengono indicati un valore minimo e uno massimo, quando si fa riferimento ad una posta unitaria “minima”.
Si prevede che tale disposizione abbia efficacia dal 1° febbraio 2012, cioè un mese prima dell’emanazione del decreto-legge stesso (2 marzo 2012).
Al riguardo sembrerebbe tale termine frutto di un refuso proveniente da una precedente formulazione del testo.
Nel sistema delle scommesse, e in particolar modo per quelle ippiche, il valore della posta unitaria non è uniforme. Ad esempio, il comma 1, lettera g), dell’articolo 12 del D.L. n. 39 del 2009 ne fissa l’importo in 50 centesimi, mentre il decreto direttoriale AAMS 28 dicembre 2009 lo indica in 25 centesimi solo per le scommesse a quota fissa sistemistiche. Il valore della posta unitaria ha un impatto diretto sulla tipologia di scommessa: ad esempio, nelle scommesse a sistema – trattandosi non di una singola posta, ma di una combinazione – il costo per il giocatore finirebbe con il rivelarsi oneroso e pertanto un valore della posta basso favorirebbe questa tipologia di scommessa.
Come riportato nella relazione al disegno di legge di conversione (A.S. 3184) la riduzione a 5 centesimi del valore inferiore, l’intervento “è finalizzato a rendere più accattivante il prodotto scommessa ippica, offrendo al giocatore la possibilità di variare maggiormente la sua posta di gioco”.
Il secondo periodo del comma 4 stabilisce cheil “predetto importo” possa essere modificato, in funzione dell’andamento della raccolta delle formule di scommesse ippiche, con provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze – A.A.M.S., di concerto con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
In base ad una lettura testuale sembrerebbe che il “predetto importo” debba essere riferito all’importo di due euro. Tuttavia potrebbe essere anche riferito alla posta unitaria minima, in quanto la norma non indica con quale atto viene definito il valore “base” della posta.
Il comma 5 prevede che vengano definiti in via transattiva tutti i rapporti controversi tra Ministero dell’economia e finanze, Ministero delle politiche agricole e Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI), nelle materie riguardanti la gestione dei proventi e delle spese legate al settore ippico.
I criteri che dovranno essere seguiti prevedono che:
– a decorrere dal 1° gennaio 2010 le spese per il totalizzatore nazionale per la gestione delle scommesse ippiche sono ripartite al 50% tra l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, mentre fino al 31 dicembre 2011 sono poste interamente a carico della prima amministrazione. Le somme accantonate dall’ASSI in bilancio al 31 dicembre 2011 per tale finalità potranno essere utilizzate per il finanziamento del monte premi delle corse;
– relativamente alle quote di prelievo sull’introito lordo delle scommesse, dovrà essere definita una riduzione non superiore al 5 % delle somme ancora dovute dai concessionari, individuando le modalità di versamento delle relative somme e l’adeguamento delle garanzie fideiussorie. Conseguentemente viene abrogata la lettera l) del comma 4 del D.L. n. 223/2006 che prevedeva come criterio per la definizione dei provvedimenti di contrasto al gioco irregolare la “definizione delle modalità di salvaguardia dei concessionari della raccolta di scommesse ippiche disciplinate dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169”.
La relazione tecnica (A.S. 3184) precisa che la norma si propone di porre definitivamente fine alle questioni relative alle vicende del c.d. “minimi garantiti” per le quali esistono diverse pronunce di lodo arbitrale, sfavorevoli all’amministrazione pubblica e per le quali è stato proposto appello.
Il comma 6 prevede che siano destinati, per l’anno 2012 e nell’ambito delle disponibilità finanziarie del Ministero delle politiche agricole, 3 milioni di euro per un programma di comunicazione per il rilancio dell’ippica. Tale somma viene prelevata dalla somma aggiuntiva di 14,8 milioni di euro che era nelle disponibilità del Ministero delle politiche agricole e forestali per le attività di sua competenza.
Il comma 7 consente all’Istituto per lo sviluppo agroalimentare (ISA) S.p.A., nel rispetto delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato, di intervenire finanziariamente, nell’ambito del capitale disponibile, in programmi di sviluppo del settore ippico presentati da soggetti privati, secondo le modalità che saranno definite con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.
L’Istituto per lo sviluppo agroalimentare (ISA) opera come finanziaria per il settore agricolo, agro-industriale e agroalimentare, ed è stata istituita nell’ottobre 2004 allo scopo di subentrare nelle attività allora svolte nel settore da Sviluppo Italia. Interamente partecipata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ISA promuove progetti di sviluppo agroindustriale, può assumere partecipazioni in società operanti in agricoltura e nell’agro-alimentare, e può prestare assistenza e consulenza nel settore finanziario ad aziende e enti pubblici e privati. La legge di stabilità 2012 ha previsto che l’Istituto versi all’entrata del bilancio dello Stato, 32,4 milioni di euro entro il 31 gennaio 2012, 9,2 milioni di euro entro il 31 gennaio 2013 e 9,2 milioni di euro entro il 31 gennaio 2014.
Si ricorda, infine, che il decreto-legge n.1/2012 ha previsto all’ articolo 63 che ISA possa erogare prestiti agevolati utilizzando, nel limite di 5 milioni di euro annui per il triennio, le risorse finanziarie rientranti dei prestiti agevolati erogati per conto del MIPAAF. La norma consentirà l’attivazione di un volume di investimenti nel settore agroalimentare quantificabile in 250-300 milioni di euro.
(Giochi di sorte legati al consumo)
Il comma 8 sopprime la facoltà per l’AAMS di attivare nuovi giochi di sorte legati al consumo.
Il comma 8 sopprime la lettera p) del comma 1, dell’articolo 12 del D.L. n. 39 del 2009 (c.d. decreto-legge terremoto Abruzzo).
L’articolo 12 richiamato, al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dal 2009, prevede che il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) possa con propri decreti dirigenziali effettuare una serie di attività in materia di giochi. In particolare, la richiamata lettera p) considera l’attivazione di nuovi giochi di sorte legati al consumo.
Si segnala, peraltro, che l’articolo 4 decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011 (Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana 14 novembre 2011, n. 265) – attuativo dell’articolo 2, comma 3, del D.L. n. 138 del 2011, prevede che entro il 31 marzo 2012 sia avviata la gara per l’affidamento della concessione relativa ai giochi di sorte legati al consumo di cui all’articolo 12, comma 1, lettera p) del D.L. n. 39 del 2009.
La relazione tecnica al disegno di legge di conversione del D.L. n. 39 del 2009 (A.S. 1534) sottolineava che “tali giochi, che si effettueranno presso le casse degli esercizi commerciali all’atto di un qualunque acquisto, potrebbero essere offerti ad esempio attraverso una sorta di «lotteria da supermercato», consistente nella possibilità per il giocatore di utilizzare il resto corrisposto alla cassa per sfidare la sorte. Tali giochi – prosegue la relazione – avrebbero il duplice vantaggio di richiedere al consumatore un limitato impegno di spesa (con conseguente potenziale aumento delle giocate) e di “favorire la diffusione del messaggio di gioco legale, sicuro e responsabile, con un ulteriore strumento volto a contrastare la ghettizzazione dei giocatori”.
Si ricorda che in materia di giochi di sorte legati al consumo è stato emanato il D.M. 20 settembre 2005, n. 249, recante ” Regolamento concernente la disciplina dei giochi di sorte legati al consumo”.
In estrema sintesi, il gioco di sorte legato al consumo è raccolto esclusivamente presso i punti vendita individuati da idonei contrassegni esterni definiti con provvedimenti di AAMS, i cui titolari abbiano sottoscritto apposito accordo con un concessionario e dotati di terminali di gioco.
Si tratta di giochi in cui l’individuazione del biglietto virtuale vincente avviene attraverso meccanismi di estrazione casuale; le estrazioni casuali possono essere, alternativamente, effettuate antecedentemente all’acquisto del biglietto da parte del giocatore (gioco di sorte con vincite predeterminate), ovvero successivamente all’acquisto del biglietto (gioco di sorte con vincita determinata successivamente alla giocata accettata).
Il prezzo del biglietto virtuale è stabilito con il provvedimento di AAMS. L’importo del singolo biglietto virtuale non può, in ogni caso, essere inferiore ad un centesimo di euro e non può essere superiore a 5 euro.
L’importo di ciascun biglietto virtuale è ripartito secondo le seguenti percentuali:
a) aggio riconosciuto al titolare, 8 per cento;
b) contributo alle spese di gestione di AAMS, 2,5 per cento;
c) compenso al concessionario, 4,5 per cento;
d) prelievo erariale unico, 30 per cento;
e) disponibile a vincite, 55 per cento.
Articolo 10, commi da 9 a 9-quater
(Norme in materia di giochi)
a) all’articolo 2, commi 1, 2 e 3, le parole “31 dicembre” sono sostituite dalle seguenti: “1° settembre”;
b) all’articolo 3, commi 1 e 2, le parole “31 dicembre” sono sostituite dalle seguenti: “1° luglio”;
c) all’articolo 5, comma 3, dopo le parole “I prelievi sulle vincite di cui al comma 1” sono aggiunte le seguenti: “, a decorrere dal 1° settembre 2012,”.
9-bis. Al fine di rendere la legislazione nazionale pienamente coerente con quella degli altri paesi che concorrono in ambito europeo alla realizzazione della nuova formula di gioco, all’articolo 24, comma 40, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,n. 111, la lettera a) è sostituita dalla seguente: “a) un nuovo concorso numerico da svolgersi, tramite il relativo concessionario, in ambito europeo, con giocata minima fissata a 2 euro, con destinazione del 38 per cento della raccolta nazionale ad imposta e con destinazione a montepremi del 50 per cento della raccolta nonché delle vincite, pari o superiori a 10 milioni di euro, non riscosse nei termini di decadenza previsti dal regolamento di gioco.
9-ter. Nell’articolo 135, comma 1, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, è aggiunta la seguente lettera: “q-quater) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in materia di giochi pubblici con vincita in denaro e quelli emessi dall’Autorità di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi pubblici con vincita in denaro.
9-quater. La disposizione di cui all’articolo 2, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, si interpreta nel senso che la stessa trova applicazione nei riguardi delle concessioni pubbliche statali i cui bandi di gara siano stati pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore della predetta legge n. 73 del 2010.
Il comma 9 reca una disposizione volta a consolidare gli effetti delle entrate da giochi previste dal decreto-legge n. 138 del 2011.
Il comma 9-bisallinea la normativa italiana con quella degli altri paesi che concorrono in ambito europeo alla realizzazione della nuova formula di gioco.
Il comma 9-ter ricomprende le controversie in materie di giochi tra quelle di competenza del TAR Lazio.
Il comma 9-quater reca una disposizione interpretativa circa l’applicazione della normativa sui bandi di gara relativi ai giochi.
Il comma 9 consente il consolidamento delle entrate da giochi, confermando con norma di rango primario il decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana 14 novembre 2011, n. 265, che era stato impugnato e sospeso, in sede giurisdizionale, da una pluralità di concessionari. Il decreto, introducendo una serie di interventi incrementativi del prelievo in materia di giochi, nonché nuove formule di gioco, concorreva in modo preponderante ad assicurare, per il triennio 2012-2014, la previsione di maggiori entrate complessive per 1,5 miliardi di euro annui a decorrere dall’anno 2012.
L’articolo 2, comma 3, del D.L. n. 138 del 2011 aveva attribuito all’AAMS il compito di emanare con propri decreti, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge stesso, disposizioni in materia di giochi pubblici utili al fine di assicurare maggiori entrate.
Con il decreto direttoriale AAMS 12 ottobre 2011 (G.U. n. 265 del 14 novembre 2011) sono stati individuati gli interventi in materia di giochi pubblici utili per assicurare le maggiori entrate previste dal citato articolo 2, comma 3, rinviando a successivi provvedimenti da adottare entro il 31 dicembre 2012 le disposizioni di dettaglio per la concreta applicazione delle disposizioni contenute nel decreto direttoriale stesso relativamente algioco del Lotto (art. 2), a nuove modalità dei giochi numerici a totalizzatore nazionale (art. 3).
In particolare l’articolo 5 del decreto direttoriale dispone la variazione della misura del prelievo erariale unico (PREU). In particolare la misura del prelievo sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del R.D. n. 773 del 1931 (c.d. videolottery – VLT), è variata, ai sensi del comma 1, come segue:
a) a decorrere dal 1° gennaio 2012 si applica un prelievo del 4% sull’ammontare delle somme giocate e una addizionale pari al 6% sulla parte della vincita eccedente i 500 euro;
b) a decorrere dal 1° gennaio 2013, ferma l’addizionale sulle vincite eccedenti l’importo di 500 euro, il prelievo sull’ammontare delle somme giocate è del 4,5%.
La misura del PREU sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del R.D. n. 773 del 1931 (c.d. newslot), è variata, ai sensi del comma 2, come segue:
a) a decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2012, al fine di consentire i necessari adeguamenti tecnologici dei suddetti apparecchi, necessari per dare attuazione alla variazione della quota destinata alle vincite di cui alla successiva lettera b), si applica un prelievo dell’11,80% sull’ammontare delle somme giocate;
b) a decorrere dal 1° gennaio 2013 la percentuale destinata alle vincite (pay-out) è fissata in misura non inferiore al 74% e, per gli anni 2013 e 2014, si applica un prelievo del 12,70% sull’ammontare delle somme giocate;
c) a decorrere dal 1° gennaio 2015, il prelievo sulla raccolta di gioco è fissato nella misura del 13% delle somme giocate.
In data 16 dicembre 2011 sono stati emanati tre decreti AAMS (G.U. n. 304 del 31 dicembre 2011), con cui vengono definite le modalità di applicazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, del diritto del 6% sulla parte di vincita eccedente l’importo di 500 euro ai premi delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea, alle vincite sugli apparecchi c.d videolottery e ai premi dei giochi Enalotto, Superstar, SiVince Tutto Super Enalotto, precisando che i premi eccedenti tale importo sono corrisposti al netto della ritenuta del 6%, che viene applicata al momento del pagamento al vincitore.
Il Senato ha novellato il comma 9 disponendo modifiche al decreto direttoriale AAMS 12 ottobre 2011 relativamente al termine per l’emanazionedegli ulteriori decreti direttoriali sul gioco del lotto (art. 2), che viene anticipato dal 31 dicembre 2012 al 1° settembre 2012, mentre quelli concernenti i giochi numerici a totalizzatore nazionale sono anticipati dal 31 dicembre 2012 al 1° luglio 2012.
Viene inoltre modificato il comma 5, differendo, limitatamente alle vincite alle videolottery – VLT, al 1° settembre 2012 il diritto di prelievo addizionale del 6% per le vincite di importo superiore ai 500 euro.
Tali prelievi sono trattenuti all’atto del pagamento delle stesse e sono versati dal concessionario unitamente al primo versamento utile della quota della raccolta del gioco dovuta all’erario.
Il Senato ha altresì introdotto i commi da 9-bis a 9-quater:
Con il comma 9-bis viene sostituita la lettera a) dell’articolo 24, comma, 40, del D.L. n. 98 del 2011.
La disposizione originaria prevede l’istituzione di un nuovo concorso numerico da svolgersi, tramite il relativo concessionario, in ambito europeo, con giocata minima fissata a 2 euro, con destinazione del 50% della raccolta a montepremi, e con destinazione del 38% della raccolta nazionale ad imposta.
La nuova formulazione del testo, confermando la giocata minima di 2 euro, la destinazione del 38% della raccolta nazionale ad imposta e del 50% a montepremi, prevede che confluiscano altresì a montepremi le vincite, pari o superiori a 10 milioni di euro, non riscosse nei termini di decadenza previsti dal regolamento di gioco.
Come illustrato dalla relazione tecnica al maxi-emendamento 3.0.1000 (testo 2), poiché la disciplina generale comunitaria su tali tipologie di gioco prevede che al Jackpot affluiscano anche i premi di elevata entità non riscossi nei termini indicati dal regolamento del gioco, la modifica ha lo scopo di allineare la normativa italiana con quella degli altri paesi che concorrono in ambito europeo alla realizzazione della nuova formula di gioco.
Il comma 9-ter, aggiungendo la lettera q-bis) all’articolo 135, comma 1, del decreto legislativo n. 104 del 2010, ricomprende anche le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in materia di giochi pubblici con vincita in denaro e quelli emessi dall’Autorità di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi pubblici con vincita in denaro tra le competenze inderogabili del Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio, sede di Roma, salvo il caso di ulteriori previsioni di legge.
Il comma 9-quater reca una disposizione interpretativa di quanto previsto dall’articolo 2, comma 2, primo periodo, del decreto-legge n. 40 del 2010.
La norma richiamata afferma che, al fine di garantire il pieno rispetto dei principi comunitari sulla concorrenza in materia di concessioni pubbliche statali generatrici di entrate erariali, si considera lesivi di tali principi, e conseguentemente vietato, ogni pratica ovvero rapporto negoziale di natura commerciale con soggetti terzi non precedentemente previsto in forma espressa e regolato negli atti di gara; ogni diverso provvedimento di assenso amministrativo di tali pratiche e rapporti, anche se già adottato, è nullo e le somme percepite dai concessionari sono versate all’amministrazione statale concedente.
Il comma 9-quater specifica che tale disposizione trova applicazione nei riguardi delle concessioni pubbliche statali i cui bandi di gara siano stati pubblicati successivamente alla data del 26 maggio 2010, data di entrata in vigore della legge n. 73 del 2010 di conversione del decreto-legge n. 40.