Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-152-cod-proc-penale-notificazioni-richieste-dalle-parti-private
Timestamp: 2016-10-23 18:01:28+00:00
Document Index: 138448230

Matched Legal Cases: ['art. 152', 'art. 152', 'art. 152', 'art. 154', 'art. 46', 'art. 152', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 152', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 152', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 137', 'art. 152']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. Salvo che la legge disponga altrimenti, le notificazioni richieste dalle parti private possono essere sostituite dall’invio di copia dell’atto effettuata dal difensore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
La richiesta dell'imputato di rimessione del processo può essere depositata in cancelleria, anche a mezzo posta, sempre che la provenienza sia certificata mediante autenticazione della firma; non può, invece, ritenersi consentita la sostituzione della prescritta notifica della predetta richiesta con l'invio di essa alle altre parti a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ai sensi dell'art. 152 c.p.p., che prescrive non una modalità di notificazione ma un sistema sostitutivo di essa di cui può avvalersi esclusivamente il difensore. Dichiara inammissibile, Trib. Chieti, 04 maggio 2012
Cassazione penale sez. V 06 luglio 2012 n. 39039 Il deposito in cancelleria della richiesta di rimessione del processo può essere validamente effettuato anche a mezzo posta, sempre che la provenienza di detta richiesta sia certificata mediante autenticazione della firma. Non può, invece, ritenersi consentita la sostituzione della prescritta notifica della richiesta con l'invio di copia di essa alle altre parti, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ai sensi dell'art. 152 c.p.p., giacché la possibilità di avvalersi di tale norma (la quale detta non una modalità di notificazione, ma un sistema sostitutivo di essa), è prevista esclusivamente per il difensore.
Cassazione penale sez. V 06 luglio 2012 n. 39039 La notifica della citazione del responsabile civile effettuata dal difensore della parte civile ai sensi dell'art. 152 c.p.p. è da considerarsi del tutto equipollente alla prevista notifica secondo le modalità di cui all'art. 154 comma 2 c.p.p., laddove in concreto la raccomandata con avviso di ricevimento sia pervenuta direttamente e inequivocabilmente agli incaricati del soggetto destinatario, senza alcuna lesione del diritto di difesa e senza quindi che si determini una conseguente nullità.
Ufficio Indagini preliminari Milano 23 ottobre 2006
Il deposito in cancelleria della richiesta di rimessione, giusta quanto previsto dall'art. 46 c.p.p., può essere validamente effettuato anche a mezzo posta, sempre che la provenienza di detta richiesta sia certificata mediante autenticazione della firma. Non può, invece, ritenersi consentita la sostituzione della prescritta notifica della richiesta medesima con l'invio di copia di essa alle altre parti, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ai sensi dell'art. 152 c.p.p., giacché la possibilità di avvalersi di detta ultima norma (la quale detta non una modalità di notificazione, ma un sistema sostitutivo di essa), è prevista esclusivamente per il difensore.
Cassazione penale sez. I 04 aprile 1996 n. 2234 Il principio della decorrenza del termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno dal decreto di amnistia, ove il fatto dannoso sia considerato reato e questo rientri in una delle ipotesi previste da tale decreto, trova applicazione anche nell'ipotesi in cui nonostante il decreto di amnistia, il giudice penale abbia emesso decreto o sentenza di non doversi procedere per mancanza di querela, in applicazione degli artt. 74 e 152 c.p.p..
Cassazione civile sez. III 29 aprile 1993 n. 5017 La sentenza penale irrevocabile di proscioglimento dell'imputato per una causa di estinzione del reato pronunciata ai sensi dell'art. 152 comma 1 c.p.p., senza una previa valutazione dei fatti contestati, non contiene alcun accertamento in ordine ai fatti stessi idoneo a spiegare effetti vincolanti nel successivo giudizio civile; pertanto, la declaratoria di estinzione per prescrizione del reato di evasione dell'imposta di fabbricazione, pronunciata in sede di rinvio conseguente alla cassazione della sentenza di condanna, determina l'impossibilità che, nella controversia tributaria avente ad oggetto il recupero dell'imposta evasa, facciano stato gli accertamenti compiuti, dal giudice della sentenza cassata, in ordine alle aliquote dell'imposta sui vari prodotti al solo fine di individuare la pena applicabile, allorché la pronuncia di cassazione attenga a tale individuazione.
Cassazione civile sez. I 09 dicembre 1991 n. 13219 La sentenza penale irrevocabile di proscioglimento dell'imputato per una causa di estinzione del reato, pronunciata ai sensi dell'art. 152 comma 1 del previgente c.p.p., senza una previa valutazione dei fatti contestati, non contiene alcun accertamento in ordine ai fatti stessi idonei a spiegare effetti vincolanti nel successivo giudizio civile. Pertanto, la declaratoria di estinzione per prescrizione del reato di evasione dell'imposta di fabbricazione, pronunciata in sede di rinvio conseguente alla cassazione della sentenza di condanna, determina l'impossibilità che, nella controversia tributaria avente ad oggetto il recupero dell'imposta evasa, facciano stato gli accertamenti compiuti, dal giudice della sentenza cassata, in ordine alle aliquote dell'imposta sui vari prodotti al solo fine di individuare la pena applicabile, allorché la pronuncia di cassazione attenga a tale individuazione.
Cassazione civile sez. I 09 dicembre 1991 n. 13219 È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 137 c.p.c. e 78 comma 2 e 152 c.p.p., sollevata per sospetto contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui non consentono nel processo civile la notificazione dell'atto di citazione in giudizio a mezzo di spedizione di lettera raccomandata tramite il servizio postale, in luogo della notificazione a mezzo di ufficiale giudiziario.
Corte Costituzionale 12 novembre 1991 n. 408 È manifestamente infondata, con riferimento agli art. 3 e 24 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 137 c.p.c. e 78 n. 2 e 152 c.p.p., nella parte in cui, non consentendo nel processo civile la notificazione dell'atto di citazione in giudizio a mezzo di spedizione di plico in raccomandazione con avviso di ricevimento tramite il servizio postale in luogo della notificazione a mezzo di ufficiale giudiziario, violerebbero gli artt. 3 e 24 Cost., per disparità di trattamento rispetto alla parte privata nel processo penale, la quale può ricorrere al servizio postale per la notificazione dell'atto di costituzione di parte civile. Non esistono impedimenti di ordine costituzionale a che, nel rispetto del diritto di difesa e del principio di ragionevolezza, le modalità delle notifiche siano diversamente disciplinate in relazione ai singoli procedimenti ed agli interessi che attraverso essi debbono trovare tutela, interessi che sono diversi nel procedimento penale ed in quello civile (sent. n. 213 del 1976). La speciale prescrizione dettata dall'art. 152 c.p.p. risponde alle peculiari esigenze di celerità del procedimento penale; e non è irragionevole - perché manca la connessione con un procedimento penale rispetto al quale si pongano le sottolineate esigenze di celerità - nè lesiva del diritto di difesa - perché di questo è soltanto disciplinato differentemente, ma non inadeguatamente, il modo di esercizio - la diversa valutazione operata del legislatore con riferimento al processo civile.
Corte Costituzionale 12 novembre 1991 n. 408 Art. precedente
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