Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/ucm?id=4gqtfsa73t5xjnidoqvekygdgq
Timestamp: 2019-03-18 19:59:20+00:00
Document Index: 129384355

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 97', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 75', 'art. 75']

Pubblicato il 17/09/2018N. 01240/2017 REG.RIC.
N. 01346/2018 REG.PROV.COLL.
N. 01240/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1240 del 2017, proposto da
Nardelli Alessandro, rappresentato e difeso dagli Avvocati Paolanna Digregorio e Giorgia Calella, con domicilio digitale come da P.E.C. da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso Giorgio Mauro in Lecce, via Colonnello Costadura, n. 22/B;
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli di Taranto, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata ex lege in Lecce, Piazza S. Oronzo;
- del provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise - Sezione Operativa Territoriale di Taranto n. 216 del 27 luglio 2017, prot. n. 56640, notificato in data 9 agosto 2017;
- ove dovesse occorrere, di tutti gli atti presupposti, consequenziali e con il citato provvedimento connessi;
- nonché per la immediata restituzione del patentino per la vendita di generi di monopolio;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli di Taranto;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 luglio 2018 la dott.ssa Maria Luisa Rotondano e uditi per le parti l'Avvocato G. Calella e l'Avvocato dello Stato G. Marzo;
1. - Con l’atto introduttivo del presente giudizio, ritualmente notificato il 28 settembre 2017 e depositato il 17 ottobre 2017, il ricorrente - già titolare di patentino per la vendita di generi di monopolio, nell’esercizio bar ubicato all’interno di stazione di servizio automobilistica sita su S.S. 172 Km 52+175 in Martina Franca (TA) - ha impugnato, domandandone l’annullamento:
1) il provvedimento n. 216 del 27 luglio 2017, prot. n. 56640, notificatogli in data 9 agosto 2017, con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise - Sezione Operativa Territoriale di Taranto, in riscontro all’istanza presentata in data 12 maggio 2017 per il rinnovo biennale del citato patentino:
<<Visto che con D.M. n. 38/13, art. 9) comma 1) il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha specificato che gli interessati al rinnovo del patentino devono presentare, insieme all’istanza, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante i dati e le informazioni di cui all’art. 8) comma 3) dello stesso Decreto;
“il rinnovo non è altro, in relazione alla durata biennale del titolo, che un rinnovato rilascio, onde devono logicamente ritenersi necessari a tal fini anche i presupposti normativi richiesti per quest’ultimo alla data in cui il rinnovo è richiesto; tale considerazione trova fondamento nella stessa lettera del D.M. n. 38/2013, laddove, evidentemente alla scopo della verifica della sussistenza di tali requisiti, l’articolo 9 richiede una dichiarazione sostitutiva che riporti i dati e le informazioni di cui all’art. 8, comma 3”;
Vista la verifica della veridicità di quanto dichiarato nel succitato punto con nota protocollo n. 36947 del 18/05/2017, inviata a mezzo pec al concessionario Equitalia Sud SpA;
Considerato che dal riscontro della suddetta nota pervenuta, stesso mezzo, con protocollo n. 41206 del 5/06/2017, è emersa la non corrispondenza di quanto dichiarato dalla parte>> (precisamente, l’esistenza, a carico del ricorrente, di una cartella di pagamento, emessa da Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A., per l’omesso pagamento di una sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada, dell’importo totale di euro 217,18, di cui euro 196,91 per “Totale tributi in debito”, oltre euro 5,88 per “Diritti di notifica”, euro 11,95 per “Aggio” ed euro 2,44 per “Interessi di mora”);
<<….verificato che la cartella esattoriale al momento della presentazione della dichiarazione sostitutiva di atto notorio era ancora pendente ed è stata liquidata solo successivamente a quanto comunicato da questo ufficio all’interessato ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000;
Considerato quanto emerso dal controllo della veridicità presso l’agente della riscossione in merito a quanto dichiarato nell’atto notorio presentato ovvero la presenza di pendenze verso il concessionario “ancora non pagati o pagati parzialmente alla data del 5/06/2017”;
Considerato che nell’atto notorio la presenza di tali situazioni debitorie non erano state segnalate al punto f) dello stesso;
Considerato che per quanto sopra l’istante è incorso in quanto previsto dall’art. 76 del D.P.R., 445/2000 in merito ad una dichiarazione risultata non veritiera>>;
ha determinato “il rigetto dell’istanza di rinnovo dell’autorizzazione n. 503039/TA per i motivi sopra indicati e la decadenza dell’autorizzazione provvisoria alla vendita rilasciata nelle more dell’istruttoria”;
2) ove dovesse occorrere, tutti gli atti presupposti, consequenziali e con il citato provvedimento connessi.
Ha chiesto, altresì, “la immediata restituzione del patentino per la vendita di generi di monopolio”.
1) violazione e/o falsa applicazione di Regolamento, e, in particolare, degli artt. 7, 8 e 9 Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 38/2013, falsa presupposizione, eccesso di potere per illogicità ed ingiustizia;
2) violazione e/o falsa applicazione del D.M. 38/2013 in particolare, degli artt. 7, 8 e 9, eccesso di potere per sviamento e contraddittorietà;
3) violazione e/o falsa applicazione di principi generali di imparzialità e correttezza della P.A., come rinvenienti dall’art. 97 Costituzione, violazione del principio di proporzionalità dell’azione amministrativa;
4) violazione e/o falsa applicazione degli artt. 75 e 76 del DPR 445/2000.
Con “Note d’udienza” depositate agli atti del giudizio in data 26 giugno 2018, parte ricorrente ha prospettato dubbi di costituzionalità in ordine all’art. 75 del D.P.R. n. 445/2000, chiedendo che l’adito Tribunale “Voglia sollevare questione di illegittimità costituzionale dell’art. 75 DPR 445/00 per contrasto con l’art. 3 Cost.” (essenzialmente, sotto il profilo della violazione dei canoni di ragionevolezza, proporzionalità e uguaglianza), “nonché per contrasto con l’art. 117, primo comma, Cost. con riferimento all’art. 49, terzo comma, della CDFUE” (<<avente ora lo stesso valore giuridico dei trattati, in forza dell’art. 5, comma 1, del Trattato sull’Unione Europea (TUE), come modificato a Lisbona, il 13.12.2007, ratificato e reso esecutivo con legge 02.08.08 n. 130, ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009, secondo cui “le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato”>>).
2. - Rileva, innanzitutto, il Collegio che l’impugnato diniego risulta motivato dalla P.A. sulla scorta dell’omessa dichiarazione, da parte dell’istante, di taluni debiti verso l’Erario (e cioè, la preesistenza di una cartella di pagamento, emessa da Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A., per l’omesso pagamento di una sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada, dell’importo totale di euro 217,18), ai sensi, sostanzialmente (a ben vedere), dell’art. 75 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445.
Ai sensi della normativa generale di cui all’art. 75 del D.P.R. n. 445 del 2000, quindi, “la non veridicità di quanto autodichiarato rileva sotto un profilo oggettivo e conduce alla decadenza dei benefici ottenuti con l'autodichiarazione non veritiera”; così la sent. 13 settembre 2016, n. 9699)”(T.A.R. Lazio, Roma, Sezione Terza ter, 24 maggio 2017, n. 6207), “senza che tale disposizione lasci margine di discrezionalità alle Amministrazioni (cfr. ad es. CdS 1172\2017)” (T.A.R. Liguria, Genova, Sezione Prima, 14 giugno 2017, n. 534).