Source: https://renatodisa.com/2014/06/10/corte-di-cassazione-sezione-iii-sentenza-del-3-giugno-2014-n-22931-la-decisione-circa-il-pagamento-rateale-della-multa-o-dellammenda-rientra-nella-discrezionalita-del-giudice-secondo-quanto-pr/
Timestamp: 2018-11-17 04:21:28+00:00
Document Index: 106420738

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 444']

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza del 3 giugno 2014, n. 22931. La decisione circa il pagamento rateale della multa o dell'ammenda rientra nella discrezionalità del giudice, secondo quanto previsto dall'art. 133 ter c.p., e tale facoltà può essere esercitata esclusivamente con la sentenza di condanna o con quella ad essa equiparata, ai sensi dell'art. 444 c.p.p. Ne consegue che, nella ipotesi di applicazione della pena su richiesta delle parti, la rateizzazione non può mai costituire oggetto del negozio pattizio, non rientrando nella disponibilità delle parti medesime. E', tuttavia, consentito al decidente, ove ne sussistano le condizioni, di esercitare il suo potere discrezionale, in quanto lo stesso non attiene alla determinazione della pena ma alla sua esecuzione. Sussiste, però, a carico del giudicante l'obbligo di motivazione in caso di specifica richiesta diretta ad ottenere il beneficio in questione - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione III, sentenza del 3 giugno 2014, n. 22931. La decisione circa il pagamento rateale della multa o dell’ammenda rientra nella discrezionalità del giudice, secondo quanto previsto dall’art. 133 ter c.p., e tale facoltà può essere esercitata esclusivamente con la sentenza di condanna o con quella ad essa equiparata, ai sensi dell’art. 444 c.p.p. Ne consegue che, nella ipotesi di applicazione della pena su richiesta delle parti, la rateizzazione non può mai costituire oggetto del negozio pattizio, non rientrando nella disponibilità delle parti medesime. E’, tuttavia, consentito al decidente, ove ne sussistano le condizioni, di esercitare il suo potere discrezionale, in quanto lo stesso non attiene alla determinazione della pena ma alla sua esecuzione. Sussiste, però, a carico del giudicante l’obbligo di motivazione in caso di specifica richiesta diretta ad ottenere il beneficio in questione
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-06-10T12:50:52+00:0010 giugno 2014|Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti