Source: https://renatodisa.com/2014/02/10/corte-di-cassazione-sezione-iii-sentenza-4-febbraio-n-2413-la-presunzione-di-responsabilita-posta-a-carico-dei-precettori-dallart-2048-secondo-comma-cod-civ-trova-applicazione-in-relazion/
Timestamp: 2018-06-24 01:07:40+00:00
Document Index: 184533505

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2048', 'art. 1218', 'art. 2048', 'sentenza ', 'art. 2048', 'art. 1218', 'art. 2048']

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 febbraio, n. 2413. La presunzione di responsabilità posta a carico dei precettori dall'art. 2048, secondo comma, cod. civ., trova applicazione in relazione al danno causato dal fatto illecito dell'allievo nei confronti dei terzi; mentre in relazione al danno che l'allievo abbia cagionato a se stesso tale previsione non trova applicazione, poiché non può ritenersi esistente, in tal caso, un fatto illecito obiettivamente antigiuridico. In detta seconda ipotesi, la responsabilità dell'istituto scolastico e dell'insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che - quanto all'istituto scolastico - l'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo alla scuola, determina l'instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell'istituto l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni. In siffatta ipotesi, quindi, la responsabilità del personale scolastico è regolata dall'art. 1218 del codice civile, sicché l'attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, mentre sulla controparte grava l'onere di dimostrare che l'evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all'insegnante. Qualora, invece, si tratti di fatto illecito causato dall'allievo a terzi, valgono le regole del citato art. 2048 cod. civ., per cui, al fine di superare la presunzione di responsabilità che grava sull'insegnante, non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un intervento correttivo o repressivo dopo l'inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno, ma è necessario anche dimostrare di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale - Avvocato Renato D'Isa
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2014-02-10T16:49:40+00:00	10 febbraio 2014|Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Illecito aquiliano (o extracontrattuale), Sentenze - Ordinanze|0 Commenti