Source: https://www.slideshare.net/russobo/progetto-aprire-una-societa-in-carinzia
Timestamp: 2017-09-20 20:44:15+00:00
Document Index: 150775524

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 2359', 'art. 96', 'art. 2359', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 96', 'art. 96']

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1. PROGETTO APRIRE UNA SOCIETA’ DI CAPITALI PER L’ AUTONOLEGGIO IN CARINZIA(AUSTRIA)Per gli imprenditori italiano che vogliono aprire un’attività in Carinzia (land più meridionaledell’Austria) ci sono vantaggi di natura fiscale, contributiva, di diritto del lavoro e di accesso ainuovi mercati. 1. L’imposta sui redditi delle imprese (l’Ires) in Austria è del 25 per cento, contro il 27,5 per cento italiano. Inoltre si possono dedurre tutti i costi, arrivando così a un tasso stimato del 22 per cento. In Austria non c’è l’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive). 2. Per le aziende straniere sono previsti contributi del land della Carinzia, del governo austriaco e dei comuni. Possono arrivare al 25 per cento per le attività produttive, e per la ricerca e sviluppo anche al 60 per cento. 3. Terreni e immobili hanno prezzi vantaggiosi, che partono da 25 e arrivano a 60 euro al metro quadrato per i terreni vicini alle autostrade. 4. Il diritto del lavoro austriaco è meno rigido di quello italiano. 5. La burocrazia austriaca è più veloce di quella italiana: in 7 giorni si può avere una concessione edilizia ed entro 79 giorni si definisce la pratica per l’avvio di un’azienda. 6. La Carinzia può rappresentare un ponte ideale per i mercati dell’Europa orientale e sudorientale.La posizione della Carinzia è unica: in qualità di Stato più meridionale dell’Austria, la regione sitrova ancora nel cuore del Centro Europa, confinante però con i nuovi mercati dell’Europameridionale e sudorientale, come ad esempio la Slovenia e la Croazia. In questo modo la regione siposiziona, da un lato come spartiacque per il territorio di Alpe-Adria, e dall’altro come mercato eapriporta verso i Paesi dell’Europa meridionale e sudorientale, i Paesi di lingua tedesca e quellidell’ex monarchia danubiana, interessanti soprattutto per le imprese italiane.In Austria non esistono gravami fiscali quali l’imposta sull’industria e sul commercio, l’impostapatrimoniale o l’IRAP, presenti in altri Paesi. Eccellente anche la situazione riguardo allatassazione di gruppo: quando più imprese si organizzano in un gruppo, i risultati fiscali deimembri austriaci vengono addebitati alle singole società madri e, infine, tassati presso ilcapogruppo. Le perdite fiscali delle singole società del gruppo possono pertanto essereimmediatamente saldate con gli utili fiscali delle altre società del gruppo.L’Austria non è la Romania e il costo del lavoro è forse più alto che in Italia. Certo, il fisco è menovorace (c’è una sola imposta sugli utili delle società al 25% e non esiste l’Irap), ma è soprattutto ilsistema Stato che funziona meglio. Un sistema che garantisce il rispetto delle scadenze, dove unasocietà commerciale si costituisce in una settimana, l’attività può essere avviata in un paio dimesi, la giustizia ha tempi accettabili, il credito d’Iva viene rimborsato automaticamente dalloStato entro 60 giorni, le spese di ricerca e sviluppo si possono detrarre al 135%. 1
2. Spendo in ricerca 100 e posso detrarre dalle tasse 135. O, se non ho utili da cui detrarre, possochiedere il rimborso del 10% in contanti e – udite, udite – lo Stato provvede subito al pagamento enon dopo d’anni.Dati generali  Capoluogo di regione: Klagenfurt am Wörthersee  Province: 2 città a statuto autonomo, 8 province  Comuni: 132  Lingua ufficiale: tedesco, slovenoPopolazione  Abitanti: 559.019 (risultato provvisorio del 2° trimestre 2010)  Densità della popolazione: 59 abitanti per km2Geografia  Superficie: 9.535,97 km2 (terra: 9.364 km2, acqua:172 km2)  Posizione geografica: 46° 22′–47° 8′ N / 12° 39′–15° 4′ O  Punto più elevato: 3.798 m Großglockner  Punto più basso: 348 m Lavamünd  Paesi confinanti: Slovenia, ItaliaEconomia e occupazione  Tasso di occupazione (2009): 68,8 %  Lavoratori dipendenti (2008): 209.291  Prodotto regionale lordo procapite (2007): EUR 27.800  Tasso di disoccupazione (2009): 4,2 %  Percentuale di ricerca (in % sul PIL 2010): 2,43 %  Pernottamenti (2009): 12.749.206 2
3. Perché in austriaMolti di questi motivi possono rendere appetibile la scelta di orientarsi verso lAustria perlincremento o il consolidamento dei propri affari, anche attraverso la fissazione in loco di sedistabili di attività. Giocano a favore di questo paese una serie di fattori, fra i quali primeggiasicuramente la localizzazione geografica: trovandosi al centro dellEuropa, lAustria rappresentaun fondamentale trait dunion tra lOriente e lOccidente. Particolarmente buoni e curati sono irapporti con la generalità dei paesi dellEst Europa: su tale versante lAustria ha puntato astabilire ottimi contatti commerciali e importanti joint venture su più livelli, con tendenzaallincremento su tutta la linea.Un trampolino sullEstProprio in vista dellesperienza accumulata nel tempo le società austriache si propongonoaddirittura agli operatori stranieri come punto di appoggio per la realizzazione di insediamentidiretti o per lacquisizione di società esistenti o, ancora, per la costituzione dei più diversi rapporti(ad esempio, distributivi o commerciali). Sotto questultimo profilo si possono raggiungerepenetrazioni stabili nei paesi dellex blocco con interessanti risparmi facendosi rappresentare dasocietà austriache che abbiano già una consolidata rete di contatti per la diffusione dei propriprodotti o servizi, da «sfruttare» per la distribuzione di altri beni o servizi non in concorrenza con iprimi.Una valuta stabileAltro aspetto sicuramente favorevole è rappresentato dallesistenza di un sistema bancarioaltamente sviluppato, efficiente soprattutto a sostegno delle attività commerciali e nelfinanziamento di investimenti ancora una volta nei paesi dellEst.Il tutto si accompagna ad una politica monetaria orientata ad uno scellino «forte» che haaccelerato lammodernamento e la razionalizzazione delle imprese. Altrettanto solida nel tempo siè rivelata la stabilità del cambio, che dal 1981 mantiene la parità fissa con il marco tedesco,circostanza questa che rende praticamente nulli i rischi su cambi con i partner commerciali piùimportanti dellAustria (che sono Italia, Svizzera, Francia ma anche Irlanda, Ungheria, Polonia eRussia).Laffidabilità del lavoroUlteriore punto di forza che rende lAustria uninteressante sede di attività economiche èrappresentata dal mercato del lavoro: recenti studi attestano la presenza di qualificate competenzeafferenti in speciale modo alla componentistica, alla tecnica dei processi ed alla meccanica diprecisione. Non è da sottovalutare pure che lAustria è tra i primi Stati in Europa a detenere imigliori standard in quelli che rappresentano gli indicatori indiretti di unalta cultura del lavoro: èdecisamente basso il numero delle assenze e degli scioperi, mentre il divario tra ore imposte dacontratto e ore effettivamente lavorate risulta a favore delle seconde (questo è vero soprattutto peril settore manifatturiero). 3
4. Prevalgono i vantaggiIn sostanza, il quadro di fondo è nettamente favorevole; sono altresì da prendere in considerazionepure i «risvolti della medaglia», rappresentati principalmente dal fatto che tali condizionistrutturali positive hanno agevolato lo sviluppo del tessuto imprenditoriale, caratterizzato dallapresenza di performance mediamente buone, se non superiori alla media Ue (ad esempio neisettori della piccola industria e dellartigianato). Nonostante tale circostanza, si nota una spiccataapertura a favore dellinsediamento di aziende straniere in Austria, come attesta lesistenza di unsistema di incentivi molto vario, soprattutto in termini di sovvenzioni e crediti agevolati per lavviodellattività. A questo scopo vi è pure la disponibilità di «parchi tecnologici» ove è possibilestabilirsi o erigere capannoni industriali sulla base di contratti di leasing (questo schiudeprospettive interessanti per gli investitori, non ultime le società di leasing).Una presenza strutturataPur nella consapevolezza che la disciplina tributaria è quella cui occorre riservare maggiore spazio(per il fatto che la variabile fiscale esercita una delle maggiori «attrazioni»), riteniamo utile esporrein maniera sintetica ma sistematica le principali regole di diritto societario e di diritto comune chepossono interessare ai fini della decisione di orientarsi o meno verso lAustria. Sul primo piano vadetto che in base al sistema legale austriaco sono tre le soluzioni prospettabili agli operatoristranieri:1) la costituzione di una società privata;2) la costituzione di una società a capitale pubblico;3) linserimento di una filiale sul territorio.Lalternativa tra Spa e SrlVa subito evidenziato che la prima soluzione è quella più frequentemente adottata dalle societàche desiderano operare direttamente in Austria e si attua con liscrizione della società presso ilregistro delle imprese. Le forme possibili sono quelle note anche nel nostro ordinamento: vi sonotanto le società di capitali quanto quelle di persone. Tra le prime figurano le Srl e le Spa, la cuidisciplina è per molti aspetti convergente con quella italiana; nelle valutazioni circa lopportunitàdella forma più idonea vanno adeguatamente valutate le seguenti differenze rilevabili tra la Srl e laSpa:1) lorgano di controllo è obbligatorio per la seconda, non sempre per la prima;2) solo nella Spa i soci possono essere anonimi;3) in termini di possibilità di revoca dellorgano amministrativo, la regola è che nelle Srl questa èpossibile sempre e senza limiti, mentre nella Spa devono sussistere gravi motivi per provocare lascadenza in anticipo sulla conclusione del mandato;4) la costituzione e la gestione di una Spa comportano costi superiori per via del necessarioricorso allopera notarile (imposto, ad esempio, per la totalità delle deliberazioni assembleari). 4
5. La branchOrientandosi invece verso la soluzione della costituzione di filiale, è necessario ottenere unpermesso prima di iniziare ad operare. Si hanno anche per questa parte regole analoghe a quellevigenti in Italia a proposito della necessità di una contabilità separata e di un bilancio annuale, dacompilare per la sede in Austria in lingua tedesca secondo le regole generali.La branch deve essere registrata presso il registro delle società (con il deposito delle firme diciascun direttore).Le regole principaliBilanciPer quanto concerne il bilancio e la contabilità, le norme rilevanti sono contenute nel codicecommerciale, nella legge sulle società oltreché nelle leggi fiscali, tra le quali spicca quella sullaformazione del bilancio 1990, di parziale recepimento delle direttive di fonte comunitaria.Licenze commercialiNotevole rilievo assume pure lassetto della disciplina in materia di licenze di esercizio: una delleparticolarità del paese al centro dellattenzione è rappresentata dal fatto che in Austria leserciziodi attività lucrative indipendenti è legato allottenimento di una licenza commerciale che deveessere intestata al soggetto che la intende svolgere.Il rilascio dellautorizzazione è subordinato allesistenza di determinati requisiti generali e speciali:i primi sono standardizzati per qualsiasi tipo di attività mentre i secondi attengono alle singoleattività lucrative indipendenti elencate nellapposito codice. Tra quelli di carattere generale, ciòche riguarda la cittadinanza austriaca può essere «glissato» dagli operatori stranieri, dato che,impiegando con larghezza le persone fisiche con residenza allestero, è sufficiente nominare untitolare della licenza avente la residenza in Austria (con il vincolo di impiegarlo per un minimo diventi ore settimanali). Particolari sono le regole dettate per le persone giuridiche e per le società dipersone, alle quali è imposto di attribuire la titolarità della licenza ad un amministratore (in capoal quale devono sussistere i consueti requisiti): questo soggetto deve far parte dellorganoautorizzato alla rappresentanza legale e deve essere in grado di svolgere lattività per la quale èrichiesta la licenza.Recupero creditiIl codice di procedura civile austriaco prevede delle procedure accelerate e speciali per i crediti didenaro: si tratta esattamente del decreto di ingiunzione e del procedimento in base a cambiali edassegni.Il primo è accessibile solo se si vanta un credito di importo non superiore a 100.000 scellini econsente di ottenere il nullaosta allesecuzione forzata nel giro di quindici giorni; il secondo è,invece, senza limiti di valore per tutti i crediti derivanti da un assegno o da una cambiale. 5
6. Le società e il fiscoIl sistema tributario austriaco, relativo alle società di capitali, è stato ampiamente rinnovato aseguito di precisi interventi legislativi, datati 1989 e 1994, nonché da ultimo con la legge 201/96,recante lintroduzione e la modifica di norme tributarie al fine di facilitare ladeguamento e ilrispetto ai parametri di Maastricht da parte dellAustria.Laliquota unicaCon la riforma, entrata in vigore il 1° gennaio 1989, è stato definitivamente abolito il precedentesistema fiscale basato sulla differenziazione delle aliquote sui redditi delle società, e limposta suiredditi societari è stata fissata al 30%. Il secondo stadio di riforma del sistema fiscale, datato 1993e in vigore dal 1° gennaio 1994, ha soppresso limposta sul patrimonio netto e limpostasostitutiva di successione, elevando nel contempo laliquota sui redditi dimpresa al 34%. Perciò lasola imposta significativa applicata alle società in Austria dal 1° gennaio 1994 è limposta suiredditi societari che è applicata sui redditi worldwide. Attualmente, quindi, il sistema impositivoaustriaco si fonda sul prelievo del 34% del reddito imponibile delle società residenti e nonresidenti indipendentemente dalla distribuzione o meno di dividendi, nonché sullimposta sullacircolazione dei capitali dell1% per lacquisto di quote di partecipazione, per laumento di capitalesociale e per i contributi a fondo perduto dei soci.LIvaPer quanto riguarda limposta sul valore aggiunto, laliquota ordinaria corrisponde al 20%,riducibile al 10% per le merci e i servizi essenziali e al 6% per le forniture agricole e forestali.Tale imposta è interamente recuperabile dalle società, fatta eccezione per alcuni rami di attività,tra cui compagnie assicurative, banche e società holding.Il rimpatrio degli utiliIl crescente interesse verso lAustria deriva, altresì, dal trattamento agevolato riservato agli utiliprodotti dalle partecipazioni: parallelamente al dettato dellart. 96-bis del Dpr 917/86 (Tuir),introdotto dalla direttiva 435/90/Cee (c.d. direttiva «madre-figlia»), «gli utili distribuiti, inoccasione diversa dalla liquidazione, da società non residenti non concorrono alla formazione delreddito per il 95% del loro ammontare, a condizione che la partecipazione diretta nel loro capitalesia non inferiore al 25% e sia detenuta ininterrottamente da almeno un anno alla data dellarelativa delibera». La società austriaca che riceve dividendi, da partecipazioni al capitale di societàstraniere in misura superiore al 25%, beneficia dellesenzione totale da imposizione sui medesimi.In buona sostanza, limprenditore italiano intenzionato a costituire in Austria una società,partecipata almeno al 25%, beneficerebbe della tassazione limitata al 5% dellutile in entrata.Il medesimo imprenditore potrebbe, altresì, godere per i futuri esercizi del riporto illimitato delleperdite societarie registrate in Austria (infatti, solo per gli esercizi 1996 e 1997 la deduzione dieventuali perdite dellimpresa degli anni 1989 e 1990 è stata esclusa). 6
7. Il «gioco» delle holdingI vantaggi sopra descritti sono ottenibili, anche al di fuori dellapplicazione della direttiva madre-figlia, utilizzando una holding con sede legale in Austria. Se, infatti, la holding detiene unapartecipazione ininterrotta minima del 25% alla società di capitali straniera da almeno 12 mesianteriori alla data del bilancio, il dividendo affluito nella medesima risulterà esente da impostesulle società (privilegio di partecipazione internazionale). Se quindi una holding, il cui eserciziosociale corrisponde allanno solare, acquista in data 26 dicembre 1994 una partecipazionestraniera superiore al 25% e percepisce dividendi per lesercizio 1994, il 7 gennaio 1995, lecondizioni del privilegio di partecipazione internazionale sono rispettate, se la holding hamantenuto fino al 31 dicembre 1995 la stessa partecipazione. La partecipazione è nel possessodella holding da più di 12 mesi anteriori alla data del bilancio i cui dividendi riscossi fanno parte.Un esempioPer meglio evidenziare il trattamento fiscale dei dividendi, tralasciando momentaneamente ladirettiva madre-figlia, si ipotizza il caso di una società italiana che riceva dei dividendi da una suacollegata austriaca. Ai sensi dellart. 2359 c.c. «sono considerate collegate le società sulle qualiunaltra società esercita uninfluenza notevole (...). Linfluenza si presume quando nellassembleaordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioniquotate in borsa».Tenuto conto del precetto contenuto nellart. 96 del Dpr 917/86 «gli utili distribuiti da societàcollegate ai sensi dellart. 2359 c.c. non residenti nel territorio dello Stato concorrono a formare ilreddito per il 40% del loro ammontare», si consideri un provento lordo prodotto dalla societàaustriaca di lire 100 milioni. Limposta (del 34%) che lo colpirà corrisponde a 34 milioni di lire equindi il dividendo netto ammonterà a lire 66 milioni; a questultimo valore si dovrà applicare laritenuta alla fonte a titolo di imposta (del 15%) che corrisponde a 9.900.000 lire, facendo risultareil dividendo effettivamente distribuito di 156.100.000 lire. A questo punto il dividendo «entra» inItalia e sconta limposta (Irpeg) su una base imponibile ridotta al 40%, dando dirittoallattribuzione del credito dimposta per la medesima pagata in Austria.Interviene il trattatoIn merito alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta applicabile ai dividendi, il trattato Italia-Austria contro le doppie imposizioni del 29 giugno 1981, modificato dal protocollo del 25novembre 1987, allart. 10 disciplina espressamente tutte le singole casistiche. I dividendi, sianoessi in denaro, in natura, distribuiti sotto forma di azioni o prelevati da riserve societarie,scontano la ritenuta del 22% con la possibilità di esigere il rimborso del 7% su specifica richiesta,riducendo in tal modo laliquota effettiva al 15%. 7
8. Le regole per gli interessi...Nellanalisi della convenzione italo-austriaca occorre, altresì, citare lart. 11 disciplinante il regimefiscale degli interessi, considerando tali i redditi dei titoli del debito pubblico, delle obbligazioni diprestiti garantite o non da ipoteca e portanti o meno una clausola di partecipazione agli utili, e deicrediti di qualsiasi natura, nonché ogni altro provento assimilabile ai redditi di somme date inprestito in base alla legislazione fiscale dello Stato da cui i redditi provengono. Le modalitàgenerali di imposizione di tale tipologia reddituale seguono le indicazioni contenute nel ModelloOcse. Esiste una differenziazione per quanto riguarda le ipotesi di esenzione da imposta nelloStato della fonte, non previste dal Modello Ocse, riguardanti:1) interessi in cui il debitore è lo Stato della fonte o un ente locale;2) interessi pagati allaltro Stato contraente o a un ente locale o a un ente (compresi gli istitutifinanziari) interamente di proprietà di questo Stato contraente o di un ente locale;3) interessi pagati ad altri enti (compresi gli istituti finanziari) in dipendenza di finanziamenti daessi concessi in applicazione di accordi conclusi tra gli Stati contraenti.... e per le royaltyAnche lart. 12 della convenzione risulta particolarmente importante in quanto disciplina i canoni(o royalty). Con questo termine si definiscono i «frutti» corrisposti o percepiti per lo sfruttamento dimarchi, opere dellingegno, brevetti industriali e invenzioni e, limitatamente allAustria, i compensidi qualsiasi natura corrisposti per luso o la concessione in uso di attrezzature industriali,commerciali o scientifiche. Come regola generale, vale il principio per cui i canoni provenienti dauno Stato contraente e pagati ad un residente dellaltro Stato contraente sono imponibili in talealtro Stato, qualora il residente sia il beneficiario effettivo dei canoni. Tuttavia, a differenza delModello Ocse, è contemplata la possibilità di tassare tali redditi anche nello Stato della fonte, nelcaso in cui la persona che li percepisce possieda più del 50% del capitale sociale della societàerogante.In ogni caso limposta così applicata non può eccedere il 10% dellammontare lordo dei canoni.Quando la struttura è «stabile»Un ultimo rilievo, riferito al trattato contro la doppia imposizione, va effettuato in riferimento alconcetto di «stabile organizzazione», intendendosi, con questo termine una sede fissa di affari incui limpresa esercita, sia pure in parte, la sua attività. Vi è stabile organizzazione ogniqualvoltalimpresa abbia nellaltro paese «ununità» dotata di poteri autonomi che esercita abitualmente eche le permettono di concludere contratti a nome dellimpresa.In linea di massima, invece, le attività ausiliarie ed accessorie allattività dellimpresa, nonconfigurano una stabile organizzazione. Il fatto che una società residente di uno Stato contraentecontrolli una società residente dellaltro Stato contraente o sia da questa controllata, o siacontrollata da una società che svolga la propria attività in questo altro Stato (a mezzo di stabileorganizzazione oppure no) non costituisce, di per sé, motivo sufficiente per far considerare unaqualsiasi delle società una stabile organizzazione dellaltra.Unultima peculiarità della convenzione in esame riguarda il trattamento dellagente o dipendente,il quale è considerato stabile organizzazione dellimpresa purché la sua attività non sia limitataallacquisto di merci per la stessa. 8
9. I vantaggi del «gruppo»Ai fini dellimposta sul reddito risulta possibile raggruppare gli utili delle società istituite comeimprese consolidate. Il consolidamento implica che ai fini tributari una società «figlia», sebbene siauna persona giuridica separata secondo il diritto commerciale, viene trattata come una filiale dellasocietà «madre».Il consolidamento assicura che la perdita di una società può essere compensata con lutile diunaltra. La società «madre», ai fini dellimposta sul reddito delle persone giuridiche, èresponsabile del raggruppamento degli utili o delle perdite.Le condizioniPer la qualificazione di «gruppo» devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:1) sia la società madre che la società figlia devono essere residenti;2) deve esserci laccordo tra le società madre e figlia sul raggruppamento di tutti gli utili e di tuttele perdite della figlia con quelli della madre;3) il controllo finanziario, economico e organizzativo da parte della società madre deve essereesercitato in modo tale che la società figlia non abbia potere sulla sua proprietà; le tre forme dicontrollo sono presunte nei seguenti casi:- per il controllo finanziario, se la società madre possiede una partecipazione maggioritaria del75% o più nella figlia dallinizio dellanno finanziario;- per il controllo economico, se la figlia è strettamente connessa con gli affari della società madre;- per il controllo organizzativo, se i membri del consiglio di amministrazione della società madresono rappresentati anche nel consiglio di amministrazione della società figlia.Una «fondazione» per il patrimonioPer quanto riguarda, invece, le fondazioni private, queste sono state introdotte nel 1993 con ilprincipale fine rivolto al mantenimento dei familiari. La fondazione non può esercitare uncommercio, e dunque non può agire come amministratore di una società commerciale oppureassumere direttamente partecipazioni in società di persone.La fondazione non è basata su un contratto, bensì su una dichiarazione unilaterale del fondatorein cui lo stesso deve stabilire:- il patrimonio da trasferire alla fondazione (minimo 1 milione di scellini),- lo scopo della fondazione,- il beneficiario,- nome e sede della fondazione.La fondazione deve avere obbligatoriamente i seguenti organi:1) il consiglio di amministrazione composto da almeno tre membri, di cui devono avere laresidenza in Austria. Essi devono essere persone fisiche che non siano parenti stretti delbeneficiario o dei beneficiari; 9
10. 2) i revisori della fondazione, che devono esaminare i libri contabili della stessa.Imposte e agevolazioniLa costituzione della fondazione è soggetta allimposta sulle donazioni oppure allimposta sullesuccessioni, rispettivamente, pari al 2,5%, calcolato in base al patrimonio conferito allafondazione. Nellipotesi del conferimento di immobili alla stessa, la relativa imposta può salire finoal 4,5%.Con il suo reddito, la fondazione è di principio soggetta allimposta sulle società nellammontaredel 34%. Sono previsti tuttavia diversi privilegi a favore della fondazione:1) dividendi o interessi incassati dalla fondazione da fonti austriache sono esenti da ognitassazione;2) dividendi o interessi incassati da fonti straniere sono esenti, se non è applicabile unaconvenzione per evitare le doppie imposizioni oppure se la fondazione rinuncia allapplicazionedella convenzione.La fondazione austriaca è, quindi, lidonea tesoreria per dividendi e interessi di capitali.La distribuzione del patrimonio ai beneficiari è sottoposta in Austria ad una ritenuta del 25% se ilbeneficiario è residente in Austria oppure in un paese con cui non esiste nessuna convenzione perevitare le doppie imposizioni.La rosa di agevolazioniSulla base dellanalisi effettuata, risulta evidente il favor ricavabile da possibili investimenticommerciali o industriali in Austria. La pressione fiscale, pur non essendo particolarmentecontenuta, risulta essere decisamente inferiore rispetto a quella italiana garantendo diconseguenza un notevole risparmio dimposta.Nonostante lesistenza dal 1994 di una sorta di «minimum tax», per le società con sede oamministrazione in Austria, aumentata dalla riforma tributaria del 1996 da 15.000 a 50.000scellini per anno dimposta, lutilizzo della «piazza» in questione risulta egualmente appetibile,anche e soprattutto, in ragione di una ben precisa serie di incentivi fiscali e cioè:1) la concessione alle imprese, in aggiunta alla regolare svalutazione, di una deduzione massimadel 20% del costo di acquisto o di produzione dei beni qualificati per essere usati in unimpresacommerciale nazionale e con un minimo di vita utile di quattro anni;2) le riserve per investimenti fino al 10% del reddito netto; gli importi in una riserva perinvestimenti devono essere utilizzati entro quattro anni per beni commerciali qualificati;3) degli speciali ammortamenti del 10% in riferimento a partecipazioni o mutui a enti stranieri, setale investimento è utile per la vendita, per il montaggio o per il controllo di prodotti manufatti inAustria;4) un incentivo allesportazione in riferimento alla vendita di merci a clienti esteri e allaprestazione di servizi a committenti stranieri. I crediti allesportazione verso tali clienti stranieripossono essere registrati all85% del loro valore nominale nel bilancio del contribuente acondizione che la società svolga generalmente attività di esportazione; 10
11. 5) un rinvio temporaneo dellapplicazione dellimposta sulle plusvalenze realizzate su beni mobiliposseduti a titolo commerciale per almeno 7 anni e su beni immobili posseduti per almeno 15anni se vengono rimpiazzati entro 3 anni con beni nuovi che siano similari.Una «base» per il tax planning internazionaleOltre ai predetti incentivi, lAustria beneficia di un sistema fiscale di netto favore nei confrontidelle holding, che ha creato delle vere e proprie «zone di esenzione fiscale». A questo proposito,basti pensare al fatto che alcuni paesi dellEst concedono, almeno per un periodo transitorio, iltrasferimento di dividendi in Austria senza applicazione della ritenuta: tali dividendi «entrano» inAustria senza aver scontato limposta nel paese dorigine e senza scontarla in Austria. Si pensi aduna società madre italiana che detenga almeno il 25% delle partecipazioni in una holdingaustriaca che a sua volta detiene una partecipazione superiore al 25% in una società (figlia)ubicata in un paese dellEst europeo. Nello schema ipotizzato lunico tributo certo, in caso didistribuzione di dividendi a cascata, consiste nellimposta che colpirebbe il 5% dellutile iningresso in Italia (in applicazione della direttiva madre-figlia). Lutilizzare la holding austriacacome una sorta di «volano fiscale» consente alla società italiana lapplicazione a pieno titolodellart. 96-bis (senza questo escamotage risulterebbe applicabile lart. 96 del Dpr 917/86,regolante la tassazione dei dividendi da collegate).Va anche sottolineato che, non essendo lAustria né un «paradiso fiscale esotico» né un paese conun sistema impositivo particolarmente basso, la società holding austriaca offre un ottimo scudonei confronti di autorità tributarie straniere, escludendo unazione diretta sui soci della holdingsulla base di norme contro levasione/elusione fiscale nazionale.LAustria, oltre alle ottime prospettive di «drenaggio» fiscale, sta sempre più diventando meta ditransazioni commerciali facilitate dalla vicinanza territoriale, dalla professionalità locale nonché,dalla sua struttura di «paese-viatico» per lEuropa dellEst. 11
12. Lo sviluppo operativo del progettoMODULO IStudio di fattibilità dell’apertura della società in Austria (Carinzia)Obiettivo: Fornire uno studio dettagliato e “su misura” relativamente a tutti gli aspetti d’interesserelativi all’apertura di una società in svizzeraNell’ambito del modulo verranno svolti i seguenti approfondimenti: - Amministrativi; - Fiscali; - Doganali; - Gestionali; - Societari;Il costo di questo Modulo è € 3.000 oltre IVA 12
13. MODULO IIApertura della societàObiettivo: Apertura della societàLa nostra tariffa per la creazione di una società in Svizzera è di € 5.000 oltre IVAIl prezzo include :  Redazione statuto e atto costitutivo  Verifica della ragione sociale  Apertura di un conto per il versamento del capitale sociale  Registrazione della società, con documenti originali in lingua  Individuazione di persona idonea all’immatricolazione dei mezzi;Il tempo necessario per la costituzione della società è di circa 10 giorni. 13
NOTA CONGIUNTURALE SULLA RUSSIA