Source: https://www.simone.it/newdiz/?action=view&id=161&dizionario=1
Timestamp: 2018-07-23 13:41:41+00:00
Document Index: 64275161

Matched Legal Cases: ['art. 81', 'art. 2217', 'art. 2433', 'art. 2364', 'art. 2621', 'art. 2424', 'art. 2435', 'art. 813', 'art. 81']

Bilancio - Nuovi Dizionari Online Simone - Dizionario Giuridico Indice B
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Bilancio (d.comm.)
() consolidato (d. comm.)
È il documento contabile che deve essere redatto nei casi in cui esistono situazioni di controllo tra due o più imprese, per descrivere l'andamento composito della gestione del gruppo societario [Gruppo (di società)] costituito dalla società controllante e dalle società controllate. Il () deve essere predisposto dagli amministratori dell'impresa controllante e la sua struttura è rivolta a rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico del complesso delle imprese controllate e della controllante.
() dello Stato (d. amm.)
Documento contabile in cui vengono indicati gli elementi attivi e passivi relativi ad un determinato periodo di tempo, ovvero documento che rappresenta sotto forma di previsione, i risultati di una serie di operazioni che saranno effettuate in un determinato periodo, detto esercizio finanziario. Il () assolve alle seguenti funzioni:
 politica, perché l'approvazione del () da parte delle Camere è espressione della ratifica parlamentare alle scelte operate dal Governo;
 contabile, perché è la traduzione in termini numerici del programma del potere esecutivo;
 giuridica, perché la legge di approvazione del () autorizza alle erogazioni ed agli esborsi in essa contemplati (art. 81 Cost.);
 economica, in quanto costituisce uno strumento attraverso cui lo Stato influenza l'economia nazionale.
Rispetto al periodo considerato, il () può essere:
 preventivo: si riferisce all'esercizio finanziario successivo a quello in cui esso viene redatto. Contiene l'indicazione delle entrate che si prevede di realizzare e delle spese che si ipotizza di sostenere nell'esercizio finanziario non ancora iniziato;
 consuntivo: è relativo all'esercizio già concluso e contiene l'indicazione delle entrate effettivamente realizzate e delle spese effettivamente sostenute in tale periodo.
() di esercizio (d. comm.)
È il documento contabile che deve rappresentare, con chiarezza ed in modo veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della società ed il risultato economico dell'esercizio. Esso è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Il () assolve fondamentalmente a due funzioni:
 illustra, al termine di ogni esercizio, il valore del patrimonio sociale: tale funzione è rivolta principalmente ai terzi creditori della società, per i quali la sola garanzia è offerta dal patrimonio sociale;
 indica gli utili distribuibili al termine dell'esercizio: tale funzione, invece, è preordinata al soddisfacimento degli interessi degli azionisti.
Oltre al () (da redigere una volta all'anno, alla chiusura dell'esercizio sociale che normalmente coincide con la fine dell'anno solare) sono pure previsti altri tipi di bilancio:
 bilancio di apertura: redatto al momento della costituzione della società (art. 2217 c.c.);
 bilanci straordinari: redatti in particolari momenti della vita della società (es.: fusione, liquidazione).
La redazione del () risulta dalla collaborazione di tutti e tre gli organi sociali:
 gli amministratori [Amministratori (di società)] redigono un progetto di () e lo comunicano al collegio sindacale, insieme con la relazione sull'andamento della gestione sociale e con i documenti giustificativi;
 il collegio sindacale, il quale redige, a sua volta, una relazione in cui formula proposte ed osservazioni sul progetto di () e riferisce all'assemblea sull'esercizio sociale e sulla tenuta della contabilità, facendo proposte circa l'approvazione. Analoga relazione è predisposta dal soggetto incaricato del controllo contabile;
 infine l'assemblea ordinaria [Assemblea dei soci] delibera sul progetto di () e, se lo approva, delibera anche sulla distribuzione degli eventuali utili ai soci.
Qualora il bilancio sia approvato dal consiglio di sorveglianza, l'art. 2433 dispone che la distribuzione degli utili è in ogni caso rimessa all'assemblea convocata a norma dell'art. 2364bis, 2 comma.
Il () deve essere redatto secondo i principi fondamentali della verità, della chiarezza, della precisione e della prudenza.
Per la violazione di tali principi gli amministratori sono penalmente responsabili (art. 2621 c.c.). Il D.Lgs. 127/91 ha profondamente modificato la disciplina del codice civile in materia di () di società di capitali, dando attuazione alla IV Direttiva CEE n. 78/660 in tema di armonizzazione comunitaria dei conti annuali. Ulteriori modifiche sono state di recente apportate dalla riforma del diritto societario (D.Lgs. 17-1-2003, n. 6).
() in forma abbreviata (d. comm.)
Per società di non rilevanti dimensioni è possibile redigere un (). La semplificazione rispetto al bilancio ordinario [Bilancio (d'esercizio)] riguarda: lo stato patrimoniale, nel quale devono essere ricomprese solo le voci contrassegnate dalle lettere maiuscole e dai numeri romani previste all'art. 2424 c.c.; la nota integrativa, nella quale possono essere omesse diverse indicazioni richieste dagli artt. 2426 e 2427 c.c.; il conto economico.
Con la riforma societaria del 2003 si è provveduto ad operare un ampliamento delle semplificazioni di carattere strutturale di cui possono beneficiare la società che sono abilitate a redigere il ().
Alla luce del nuovo testo dell'art. 2435bis c.c., pertanto, le società possono redigere il () quando, nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi non abbiano superato due dei seguenti limiti:
 totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 3.125.000 euro;
 ricavi delle vendite e delle prestazioni: 6.250.000 euro;
 dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unità.
Tali società sono tenute a redigere il bilancio in forma ordinaria qualora per il secondo esercizio consecutivo abbiano superato due dei limiti sopra indicati.
Legge di () (d. cost.)
È un documento contabile contenente l'indicazione delle entrate e delle spese dello Stato, relativa ad un periodo determinato, detto anno finanziario.
Oltre alla evidente ed indiscutibile funzione economica, il () possiede anche una funzione politica, concernente il rapporto fiduciario tra Parlamento e Governo, e giuridica, in quanto rappresenta una autorizzazione preventiva delle spese concessa dal Parlamento all'organo esecutivo.
Il disegno di legge di approvazione del () deve essere presentato alle Camere entro il 30 settembre (L. 208/1999) ed approvato, seguendo la normale procedura di formazione della legge, entro il 31 dicembre.
Al fine di ovviare alla lunghezza delle procedure per l'approvazione del () è stata istituita, presso entrambe le Camere, la sessione di (), durante la quale le assemblee sospendono ogni attività legislativa che comporti modificazioni dell'equilibrio finanziario.
La legge di approvazione del () non può essere sottoposta a referendum abrogativo.
Secondo quanto dispone l'art. 813 Cost., inoltre, essa non può introdurre nuovi tributi e nuove spese, configurandosi, pertanto, come una legge solo formale. Per questo motivo il legislatore (L. 468/1978) ha introdotto lo strumento della legge finanziaria, attraverso la quale possono essere modificate le entrate e le spese previste dal () a legislazione vigente ed in questo modo adeguarle a nuove esigenze ed obiettivi.
Se, entro la scadenza di fine anno, il Parlamento non riesce ad approvare il () può, sempre con legge, autorizzare l'esercizio provvisorio per non più di quattro mesi (art. 81 co2 Cost.).