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Timestamp: 2018-09-24 09:19:50+00:00
Document Index: 54938506

Matched Legal Cases: ['art. 812', 'art. 47', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 40', 'sentenza ']

Novità fiscali dell'8 maggio 2009: possibile rivalutare gli impianti e i macchinari e porte aperte anche ai “minimi”; importazione di beni da San Marino: ci si può avvalere dei rappresentanti fiscali in Italia purché non si realizzi un indebito vantaggio fiscale; risparmio energetico: ecco il modello di comunicazione per gli interventi che proseguono oltre il periodo d’imposta; software di compilazione modello Unico PF 2009: pronti Uniconline e Unicoweb; costi ammissibili al credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo | Commercialista Telematico
Novità fiscali dell'8 maggio 2009: possibile rivalutare gli impianti e i macchinari e porte aperte anche ai “minimi”; importazione di beni da San Marino: ci si può avvalere dei rappresentanti fiscali in Italia purché non si realizzi un indebito vantaggio fiscale; risparmio energetico: ecco il modello di comunicazione per gli interventi che proseguono oltre il periodo d’imposta; software di compilazione modello Unico PF 2009: pronti Uniconline e Unicoweb; costi ammissibili al credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo
1) Possibile rivalutare gli impianti e i macchinari: Porte aperte anche ai “minimi”
2) Importazione di beni da San Marino: Ci si può avvalere dei rappresentanti fiscali in Italia purché non si realizzi un indebito vantaggio fiscale
3) Risparmio energetico: Ecco il modello di comunicazione per gli interventi che proseguono oltre il periodo d’imposta
4) Software di compilazione modello Unico PF 2009: Pronti Uniconline e Unicoweb
5) Costi ammissibili al credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo: Adempimenti
Sono rivalutabili, al pari degli immobili, anche gli impianti e i macchinari infissi al suolo, che non possono essere facilmente rimossi e spostati senza alterarne la funzionalità originaria.
Per qualificare i beni immobili rivalutabili occorre far riferimento all’art. 812 c.c..
Inoltre, anche i contribuenti minimi esercenti attività d’impresa possono beneficiare della rivalutazione.
Sono questi alcuni dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 22/E del 06.05.2009, alla luce delle novità introdotte dal D.L. cd. anticrisi (n. 185/2008), che consente di rivalutare i beni immobili delle imprese che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio. L’Amministrazione Finanziaria è così tornata ad occuparsi di tale disciplina, fornendo ulteriori chiarimenti rispetto alla circolare 11/E del 19.03.2009.
Quindi, possono effettuare la rivalutazione anche le persone fisiche, esercenti attività d’impresa, che rientrano nel regime dei “minimi”, i quali, in assenza di un bilancio formale, devono necessariamente dare rilevanza fiscale al maggior valore della rivalutazione attribuito al bene in sede di dichiarazione.
Infine, la circolare ha precisato che nella particolare ipotesi di rivalutazione solo civilistica effettuata da una società che ha optato per la trasparenza fiscale, la distribuzione del saldo attivo, riferibile a un maggior valore iscritto in bilancio senza rilevanza fiscale nel periodo di applicazione del regime, non concorre a formare il reddito dei soci, anche se avviene successivamente ai periodi di efficacia dell’opzione.
In particolare, riguardo il trattamento fiscale del saldo attivo risultante dalla rivalutazione con rilevanza solo civilistica, nella circolare n. 11/E del 2009 è stato precisato che lo stesso costituisce ai fini fiscali una riserva di utili e come tale è tassato in capo al socio in caso di distribuzione.
Conseguentemente, nell’ipotesi di distribuzione del saldo attivo da parte di un soggetto IRES:
– se il socio è una persona fisica e la partecipazione è detenuta al di fuori di un’attività d’impresa il dividendo concorre alla formazione del reddito complessivo del socio in misura pari al 49,72% del suo ammontare in caso di partecipazione qualificata, ovvero viene assoggettato alla ritenuta a titolo d’imposta del 12,50% in caso di partecipazione non qualificata;
– se il socio è una persona fisica e la partecipazione è detenuta nell’ambito di un’attività d’impresa, il dividendo concorre alla formazione del suo reddito d’impresa in misura pari al 49,72% del suo ammontare;
– se il socio è un soggetto Ires, il dividendo concorre alla formazione del reddito in misura pari al 5% del suo ammontare.
Inoltre, in caso di distribuzione del saldo attivo si applica la presunzione di cui all’art. 47, comma 1, del TUIR secondo la quale si intendono prioritariamente distribuite le riserve di utili rispetto a quelle di capitali (detta presunzione non opera, invece, per espressa previsione normativa, per le riserve in sospensione d’imposta).
Il prelevamento o la distribuzione del saldo attivo da parte dell’imprenditore individuale o di una società di persone in contabilità ordinaria è, invece, irrilevante ai fini della tassazione.
Peraltro, la distribuzione effettuata da una società di persone non produce effetti neanche ai fini del costo fiscale della partecipazione.
Viene ricordato che per gli imprenditori individuali o le società di persone in contabilità semplificata, per i quali la rivalutazione esplica necessariamente effetti fiscali, il saldo attivo non risulta esposto nella contabilità e, pertanto, non opera la relativa disciplina.
Infine, nella particolare ipotesi di rivalutazione effettuata da una società che ha esercitato l’opzione per la trasparenza fiscale si applica l’art. 8 del DM 23 aprile 2004 secondo cui le riserve di utili formatesi nei periodi in cui ha efficacia l’opzione, ove distribuite, non concorrono a formare il reddito dei soci anche nel caso in cui le predette distribuzioni avvengano successivamente ai periodi di efficacia dell’opzione.
Ne deriva, come sopra precisato, che la distribuzione del saldo attivo, riferibile ad un maggior valore iscritto in bilancio senza rilevanza fiscale nel periodo di applicazione del regime di trasparenza, non concorre a formare il reddito dei soci anche se la distribuzione avviene successivamente ai periodi di efficacia dell’opzione.
Gli operatori economici della Repubblica di San Marino possono servirsi del proprio rappresentante fiscale in Italia sia per importare i beni nel nostro Paese sia per effettuarne la cessione verso altri Stati comunitari.
Avviene, quindi, l’importazione di beni in Italia da parte del rappresentante fiscale, che provvede anche ad effettuare la successiva cessione intracomunitaria nei confronti dei clienti stabiliti in altri Stati dell’Unione Europea.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 123/E, a seguito della richiesta fatta da un’impresa sammarinese, che ha voluto sapere se può avvalersi del proprio rappresentante fiscale in Italia per cedere i propri beni a clienti che si trovano in Paesi comunitari diversi dal nostro.
In particolare, l’Agenzia ha precisato che il rappresentante fiscale italiano del venditore sammarinese, qualora effettui l’importazione, è tenuto ad applicare l’Iva in Italia, attraverso il meccanismo dell’inversione contabile.
Si configura così un’importazione con assolvimento dell’imposta nel nostro Paese, mentre la successiva cessione intracomunitaria farà sì che l’Iva venga acquisita nel Paese di destinazione finale dei beni.
Innanzi tutto, i beni di provenienza dalla Repubblica di San Marino e destinati a paesi comunitari, ivi compresa l’Italia, costituiscono a tutti gli effetti importazioni in territorio comunitario che sottostanno a regole diverse a seconda che siano destinati agli altri Stati comunitari ovvero all’Italia.
Limitando l’analisi ad operazioni effettuate tra operatori economici, nel primo caso l’assolvimento dell’IVA avverrà tramite procedura doganale mentre nel secondo caso, in mancanza di una dogana fisica tra Italia e San Marino, l’imposta viene assolta tramite due procedure alternative, secondo quanto previsto dal D.M. 24.12.1993:
– procedura con addebito dell’imposta, con la quale il venditore sammarinese emette fattura con applicazione dell’IVA dovuta dal cessionario italiano e versa la stessa all’Ufficio Tributario sammarinese che provvederà a riversarne l’importo all’Ufficio delle Entrate di Pesaro.
La fattura originale viene trasmessa dal cedente sammarinese al cessionario italiano, il quale provvederà ad annotarla nel solo registro degli acquisti, di cui all’art. 25 del DPR n. 633/72;
– procedura senza addebito dell’imposta, con la quale il venditore emette fattura senza applicazione dell’IVA, che viene assolta dall’acquirente nazionale ai sensi dell’art. 17, terzo comma, del DPR n. 633/72.
In particolare, il cessionario nazionale, soggetto d’imposta, procederà, attraverso il meccanismo dell’inversione contabile, ad integrare la fattura originale con l’indicazione dell’imposta dovuta, annotandola successivamente nel registro delle fatture emesse ed in quello degli acquisti.
Un ulteriore adempimento di particolare importanza è previsto a carico dell’importatore italiano che deve dare comunicazione all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente dell’avvenuta annotazione dell’operazione nei registri di acquisto e vendite.
Detta comunicazione va effettuata entro 5 giorni dall’annotazione.
Inoltre, i beni di provenienza da San Marino e destinati all’Italia devono essere accompagnati da un documento di trasporto.
Non va compilato, infine, l’elenco riepilogativo degli acquisti (modello INTRASTAT), che nei rapporti Italia-sammarino viene compilato dagli operatori italiani solo per cessioni verso San Marino, in caso si tratti di soggetti tenuti già a tale adempimento per le cessioni intracomunitarie.
Premesso ciò, l’Agenzia delle Entrate ha poi valutato se sia ammissibile la soluzione di utilizzare un proprio rappresentante fiscale in Italia, attraverso il quale far transitare le cessioni di beni diretti verso altri Stati comunitari, facendo due distinte operazioni: una importazione di beni in Italia da parte del rappresentante fiscale ed una successiva cessione intracomunitaria effettuata da quest’ultimo nei confronti dei propri clienti stabiliti in altri Stati comunitari.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, qualora il soggetto sammarinese intenda utilizzare per le operazioni di commercializzazione un proprio rappresentante fiscale, quest’ultimo assolverà l’imposta ed i collegati adempimenti secondo quanto previsto dall’art. 17, terzo comma, del DPR n. 633/72.
Pertanto, la fattispecie è fattibile poiché si realizza un’importazione con assolvimento dell’imposta in Italia, ancorché non sia materialmente versata, nei limiti in cui il contribuente possa far valere il contestuale diritto a detrazione; la successiva cessione intracomunitaria farà sì che l’IVA venga acquisita nel paese di destinazione finale dei beni.
In particolare, le modalità di consegna prospettate non ostano alla suddetta soluzione: la clausola di consegna DAF (Delivered at Frontier) comporta il passaggio del rischio in capo all’acquirente, dopo l’espletamento delle formalità di esportazione da parte del cedente sammarinese.
La consegna dei beni al “cliente” (nel caso di specie il rappresentante fiscale del soggetto sammarinese) prima della linea doganale ovvero nelle immediate prossimità della stessa, comporta che sarà quest’ultimo soggetto a dover provvedere all’importazione delle merci in Italia secondo le ordinarie procedure doganali.
Per quanto riguarda la movimentazione dei beni dal confine italo-sammarinese a destinazione di altro Stato membro, lo spedizioniere nazionale, incaricato del trasporto dal rappresentante fiscale in Italia, emetterà fattura imponibile ad IVA, ai sensi di quanto previsto dall’art. 40, comma 5, del DL n. 331/1993.
Le modalità con cui in concreto vengono effettuate le operazioni dovranno poter essere specificamente desunte dalla relativa documentazione.
La prova dell’uscita delle merci dal territorio dello Stato per l’inoltro ad un soggetto passivo d’imposta identificato in altro Paese comunitario potrà essere fornita, tra l’altro, dalla lettera di vettura che indichi come luogo di partenza il confine italo-sammarinese e destinazione lo Stato comunitario di arrivo dei beni.
Tuttavia, in sede di controllo si potrebbe verificare una diversa qualificazione delle operazioni descritte qualora gli uffici, sulla base dell’esame degli specifici elementi di fatto dovessero riscontrare che le modalità operative abbiano come unico intento quello di procurarsi un indebito vantaggio fiscale.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 123/E del 06.05.2009)
Pronto il modello di comunicazione per godere della detrazione del 55%, che i contribuenti dovranno compilare e inviare telematicamente per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati a cavallo di più anni d’imposta.
Il modello, approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate – come previsto dal dl anticrisi – è disponibile con le relative istruzioni sul sito Internet – www.agenziaentrate.gov.it – e deve essere utilizzato dai contribuenti che intendono fruire della detrazione d’imposta del 55%, per i lavori che proseguono oltre il periodo d’imposta, per comunicare le spese sostenute negli anni precedenti a quello in cui i lavori sono terminati.
Il modello deve essere utilizzato per comunicare le spese sostenute a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008.
La comunicazione non dovrà essere inviata nel caso di lavori iniziati e conclusi nel medesimo periodo d’imposta, né con riferimento ai periodi d’imposta in cui non sono state sostenute spese.
Resta ovviamente fermo l’obbligo di comunicazione di fine lavori all’ENEA, che trasmetterà in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in proprio possesso.
I soggetti diversi dalle persone fisiche, con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, devono inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dal termine del periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese.
Nella comunicazione, oltre ai dati identificativi del contribuente e dell’immobile oggetto dei lavori, bisognerà indicare la data di inizio dei lavori, le spese sostenute, il relativo periodo d’imposta e la tipologia degli interventi effettuati. Viene poi ricordato che la detrazione è riconosciuta per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, sull’involucro di edifici esistenti, di installazione di pannelli solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.
I contribuenti che intendono avvalersi della detrazione devono in ogni caso continuare ad inviare all’ENEA, attraverso il sito Internet www.acs.enea.it, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, i dati indicati nel decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2007.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 07.05.2009)
Sul proprio sito l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti, in largo anticipo, la versione software: 1.0.0 del 07.05.2009.
Il software UnicOnLine PF 2009 consente la compilazione del modello UNICO Persone Fisiche 2009. Tale prodotto è già completo del plug-in F24 da Unico PF 2009 che consente la generazione del modello di versamento F24 e del plug-in che richiama l’applicativo FileInternet per la sottoscrizione del file da parte degli utenti registrati a Fisconline.
Il prodotto consente inoltre di precompilare il modello Unico Persone Fisiche 2009 con alcune informazioni della dichiarazione presentata per il precedente periodo d’imposta (UNICO 2008 o 730 2008).
Prodotti di compilazione del modello Unico PF 2009 (Unico on line e Unico web)
Contribuenti non soggetti agli studi di settore, che non hanno redditi da partecipazione e che non devono presentare il modello IVA,
Per i contribuenti che si trovano nelle situazioni reddituali più semplici è disponibile la compilazione del mod Unico PF in modalità WEB.
A partire da quest’anno al tradizionale prodotto di compilazione del mod. Unico PF ordinario si aggiunge il prodotto di compilazione del mod.
Unico PF Mini. Per gli utenti web è quindi disponibile il Servizio di aiuto nella scelta del prodotto di compilazione, con il quale il Contribuente viene orientato tramite semplici domande verso l’utilizzo del modello e quindi del prodotto software più rispondente al suo profilo.
UNICOWEB
https://telematici.agenziaentrate.gov.it/WebUNI/Servizio/index.jsp
Attenzione: Gli utenti che accedono al sito dei servizi telematici per la prima volta devono installare il certificato di protezione prelevabile dal sito:
http://telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/Certificati.jsp
(Agenzia delle Entrate, nota del 07.05.2009)
L’agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 125/E/2009 ha risposto ad una serie di quesiti in merito al credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo osservando quanto segue.
L’articolo 4, comma 1, lett. a), del DM n. 76 del 2008, prevede che ai fini della determinazione del credito d’imposta sono ammissibili i costi riguardanti “il “personale dipendente”.
Ciò ha fatto ritenere che il costo ammissibile all’agevolazione sia quello riguardante il personale con il quale risulta instaurato, da parte dell’impresa beneficiaria dell’agevolazione, un rapporto di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, compreso quello assunto con contratto “a progetto”.
Considerato che l’assegnazione della borsa di studio, il cui scopo è quello di consentire la formazione dell’assegnatario, non instaura un rapporto di lavoro subordinato, i relativi costi non sono ammissibili all’agevolazione.
Analogamente, non è ammissibile all’agevolazione il costo riguardante il contratto di fornitura di lavoro temporaneo, cosiddetto “lavoro interinale”, di cui all’articolo 1 della legge 24 giugno 1997, n. 196.
Con riguardo alla determinazione dell’agevolazione spettante in relazione al costo del personale, l’importo agevolabile è costituito ai sensi del citato articolo 4, comma 2, del DM n. 76 del 2008, dal costo imputabile alle ore di effettivo impiego del personale nell’attività di ricerca e sviluppo.
Al fine di dimostrare l’ammissibilità e l’effettività dei relativi costi sostenuti, l’articolo 6, comma 2, lett. a), del DM prescrive alle imprese beneficiarie dell’agevolazione di predisporre e conservare fogli di presenza nominativi riportanti per ciascun giorno le ore impiegate nell’attività di ricerca e sviluppo. Tale documentazione deve essere predisposta anche per il personale assunto “a progetto”al fine di individuare le ore impiegate dal medesimo personale nell’attività di ricerca svolta – nel luogo e secondo le condizioni contrattuali stabilite – nell’ambito del progetto.
Sono ammissibili all’agevolazione, i costi sostenuti per l’acquisizione di brevetti da terzi.
Pertanto, il costo sostenuto dalla società interpellante per il deposito del brevetto non è ammissibile all’agevolazione.
I costi riguardanti gli strumenti e le attrezzature di laboratorio sono ammissibili all’agevolazione nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per l’attività di ricerca e sviluppo.
Sono ammissibili le quote di ammortamento, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei previsti coefficienti.
Mentre i costi sostenuti dalla società interpellante per la locazione od il noleggio delle attrezzature non sono ammissibili all’agevolazione in esame.
Con riguardo, infine, agli obblighi di documentazione, si osserva che l’articolo 6, comma 2, lett. a) del DM stabilisce che per dimostrare l’ammissibilità e l’effettività dei costi sostenuti per il personale, le imprese beneficiarie sono tenute a conservare “…fogli di presenza nominativi riportanti per ciascun giorno le ore impiegate nell’attività di ricerca e sviluppo, firmati dal legale rappresentante dell’impresa beneficiaria, ovvero dal responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo”. Tale documentazione, ai sensi del successivo comma 3, “deve essere predisposta annualmente entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi ed è controfirmata da un revisore dei conti o da un professionista iscritto nell’albo dei revisori dei conti, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale”.
La predetta documentazione è funzionale anche all’attività di controllo sulla corretta fruizione del credito d’imposta da parte delle imprese beneficiarie.
Al riguardo, non contrasta con la predetta esigenza di controllo l’apposizione della firma del legale rappresentante dell’impresa nonché del professionista controfirmatario su un unico documento riepilogativo dei fogli di presenza nominativi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 125/E del 06.05.2009)
– Federalismo fiscale: Pubblicata nella G.U. la legge delega
Il federalismo fiscale è approdato nella Gazzetta Ufficiale, infatti, è stata pubblicata la legge n. 42/2009, recante delega al Governo in materia di federalismo fiscale.
(Legge n. 42 del 05.05.2009, in G.U. 103 del 06.05.2009)
– Impresa familiare: Omessa indicazione di un componente di reddito nella dichiarazione del titolare
In caso di omessa indicazione di una componente reddituale nella dichiarazione del titolare dell’impresa familiare, si determina il reddito facente capo all’imprenditore limitatamente alla sua quota di pertinenza.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10017 del 29.04.2009)
– Software di compilazione delle comunicazioni dei concessionari auto (pacchetto Rivendi)
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata messa a disposizione la versione del 5.5.2009,
Il pacchetto RIVENDI è stato realizzato per agevolare i concessionari nella predisposizione dei floppy disk contenenti le liste dei veicoli consegnati per la rivendita.
Le Entrate hanno ricordato che la consegna del floppy disk e delle relative liste su carta va effettuata nel primo mese successivo a ciascun quadrimestre.
Pacchetto “RIVENDI” e introduzione dell’EURO
Il pacchetto “RIVENDI” non necessita di adeguamento all’Euro.
Utilizzando il pacchetto, al momento di indicare l’importo pagato, è sufficiente esprimerlo in centesimi di euro (ad esempio: un importo di € 106,95 andrà indicato con 10695; un importo pagato di € 140,00 andrà indicato con 14000). Non vanno indicati, quindi, né virgole né punti decimali.
Per i pagamenti in lire le modalità non variano rispetto al passato.
– Aliquota IVA applicabile alle cessioni di cippati di legno
Alla cessione di tale prodotto si applica l’aliquota IVA ordinaria del 20%.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 124/E del 06.05.2009)