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Timestamp: 2018-06-23 02:29:56+00:00
Document Index: 127469790

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 101', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36']

Art. 1 e 5 dell'ordinanza federale 19 luglio 1960 concernente lo sdoganamento di veicoli stradali.
1. Ha diritto allo sdoganamento intermedio del veicolo, in franchigia e senza documenti doganali, solo chi lo importa temporaneamente e per usarlo in proprio. Nozione di "bisogni propri" nel senso dell'art. 1 cpv. 1 dell'anzidetta ordinanza (consid. 2).
2. Chi importa dei veicoli per proporli in vendita deve sdoganarli al confine a meno che adempia le condizioni dello sdoganamento intermedio con carta di passo (consid. 3).
3. Nozione di partecipazione ad una contravenzione doganale (consid. 4).
A.- Verso la fine di novembre o al principio di dicembre 1967, Hans Mohler, esercente il commercio immobiliare, fece visita al collega Alfredo Airaghi di Campione. In casa di
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questi incontrò certo Ferrari che gli offerse in vendita delle autovetture d'occasione. Preso contatto per telefono con il fratello, titolare di una carrozzeria, Mohler dichiarò di essere interessato ad acquistare delle Alfa Romeo. Qualora ne disponesse, Ferrari avrebbe potuto discuterne in occasione di una visita in Svizzera. Hans Mohler si accordò con il fratello Heinrich, nel senso che egli avrebbe finanziato l'affare e comperato i veicoli mentre Heinrich avrebbe provveduto a rivenderli contro provvigione.
Con sentenza 17 giugno 1970, il Pretore riconobbe Mohler colpevole di contravvenzione doganale in concorso ideale con la sottrazione della cifra d'affari, per aver partecipato in modo determinante all'elusione del dazio di fr. 3816,40 nonchè del-l'ICA
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di fr. 754.--, commessa da Ferrari, e lo condannò a una multa di fr. 477.05.
1. La Corte cantonale ha giustificato il proscioglimento di Mohler, considerando che, contrariamente a quanto affermato dal Ministero pubblico e dal Pretore, Ferrari era legittimato ad importare le tre Alfa Romeo con lo sdoganamento intermedio, in franchigia del dazio e dell'ICA. I presupposti stabiliti in proposito all'art. 1 dell'ordinanza 19 luglio 1960 concernente lo sdoganamento intermedio di veicoli stradali sarebbero adempiuti. Ferrari avrebbe il domicilio all'estero; avrebbe trasferito le autovetture in Svizzera usandole con i suoi compagni per i propri bisogni. All'importazione non sarebbe stato ancora certo di venderle a Mohler. In particolare tale circostanza non potrebbe essere dedotta dal fatto che Mohler si era assunto le spese di trasporto di fr. 200.--, perchè il contratto di compera non sarebbe ancora stato stipulato. Ne conseguirebbe che Ferrari avrebbe importato le macchine nel suo interesse, considerando solo in via eventuale la possibilità di venderle a Mohler. Se le trattative di vendita non avessero conseguito alcun risultato, Ferrari e i suoi accompagnatori le avrebbero riesportate come avrebbe fatto qualsiasi viaggiatore domiciliato all'estero. Se effettivamente fosse stato stipulato un contratto, non si vedrebbe per quale motivo Mohler avrebbe pagato lo stesso dazio a Zurigo invece di pagarlo alla frontiera. La nozione legale di "bisogni propri" non potrebbe essere interpretata in senso restrittivo; altrimenti ogni automobilista straniero, che entrasse in Svizzera e avesse occasione di vendere qui la sua vettura,
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sarebbe costretto, per effettuare l'operazione, a rientrare nel suo paese e passare nuovamente la frontiera per pagare il dazio. Il che non avrebbe senso. Lo sdoganamento intermedio senza attestato dovrebbe pertanto essere consentito a chi entra in Svizzera con l'intenzione di presentare un veicolo ad un eventuale acquirente, nel qual caso, perfezionato il contratto, si dovrebbe poter pagare il dazio all'ufficio doganale più prossimo. Questa regola sarebbe stata implicitamente ammessa anche dal funzionario doganale di Zurigo, che ha effettuato la sdoganamento senza accennare a conseguenze penali e limitandosi ad avvertire gli interessati dell'opportunità di provvedere allo sdoganamento al confine di ulteriori simili importazioni.
Tale regola è sancita nel diritto doganale svizzero all'art. 1 cpv. 1 dell'ordinanza 19 luglio 1960, concernente lo sdoganamento intermedio di veicoli stradali, la quale norma precisa che sono oggetto dello sdoganamento intermedio, effettuato in franchigia e senza documenti doganali, i veicoli importati temporaneamente e destinati ad essere usati in Svizzera per i bisogni
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propri dei viaggiatori medesimi. L'art. 5 cpv. 2 della stessa ordinanza prevede inoltre che, se esistono dubbi circa l'adempimento di dette condizioni, lo sdoganamento intermedio deve essere effettuato con carta di passo.
Invece, e contrariamente a quanto afferma il ricorrente, la decisione impugnata non viola l'art. 101 cpv. 3 LD, il quale prevede che l'aliquota del dazio divenuta esecutiva serve di base alla commisurazione della pena. Vero è che l'autorità doganale ha regolarmente provveduto a calcolare il dazio e l'ICA e che
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tale calcolo non è stato impugnato nè da Ferrari nè da Mohler. Sarebbe pertanto stato vincolante per la commisurazione della eventuale pena, ma non pregiudica in alcun modo la questione posta al giudice penale di stabilire se siano adempiuti i presupposti della fattispecie penale. La Corte cantonale, negando l'esistenza di una simile fattispecie a carico di Mohler, non ha messo in discussione il calcolo del dazio e dell'ICA; non può quindi aver violato l'anzidetta norma legale.
b) La Corte cantonale ha tuttavia stabilito che Mohler ha sempre contestato la suesposta versione dei fatti e che il Pretore si è limitato a riprodurre parzialmente nel suo giudizio il rapporto delle autorità doganali, senza tuttavia prendere esplicitamente posizione e senza procedere ad un vero e proprio accertamento. Questa critica è fondata. Secondo quanto si può dedurre dalla sentenza impugnata, a Campione ebbero luogo solo delle trattative preliminari; non è stato comunque accertato che Mohler abbia incaricato Ferrari di condurgli i veicoli a Zurigo senza sdoganarli al confine, nè che Mohler già sapesse di quali precise vetture si sarebbe trattato, mentre risulta che le vetture dovevano anzitutto essere trasferite a Zurigo presso la carrozzeria del fratello di Mohler per essere controllate, dopo di che sarebbe stata effettuata la determinazione del prezzo. In tali condizioni è certo che il caso di cui qui si tratta differisce essenzialmente da quello relativo alla pratica Bronnenhuber (sentenza inedita del Tribunale federale del 4 aprile 1972), citata dal ricorrente, nel
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qual caso l'interessato aveva ordinato al proprietario all'estero di condurgli in Svizzera una determinata autovettura.
Articolo: art. 36 e 104