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Timestamp: 2017-02-19 21:09:39+00:00
Document Index: 158048955

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 42', 'art. 29', 'DTF ', 'art. 108']

2C_789/2013 (23.09.2013)
2C_789/2013 Sentenza del 23 settembre 2013
A. Entrata in Svizzera all'inizio del mese di marzo 2010, A.________, cittadina brasiliana (1962), è stata posta l'11 maggio successivo al beneficio di un permesso di dimora per motivi di studio della durata di quasi un anno, il quale è stato poi prorogato fino al 28 febbraio 2012.
B. La decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato, il 5 dicembre 2012, e poi dal Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 2 agosto 2013. La Corte cantonale ha ritenuto in particolare che l'interessata nulla poteva dedurre dall'art. 8 CEDU e che il principio della proporzionalità era stato rispettato.
C. A.________ ha presentato il 5 settembre 2013 dinanzi al Tribunale federale un ricorso con cui chiede che la sentenza querelata sia annullata e che venga rinnovato il suo permesso. Adduce la violazione dell'art. 8 CEDU, degli art. 42 segg. LStr (RS 142.20) nonché del principio della proporzionalità. Domanda inoltre che sia conferito effetto sospensivo al suo gravame.
1. 1.1. Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione la sua competenza (art. 29 cpv. 1 LTF), rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 137 I 371 consid. 1 pag. 372 e rinvio).
3. Per i motivi illustrati, il gravame si avvera pertanto manifestamente inammissibile e va deciso secondo la procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF.