Source: http://www.ambientesicurezzaweb.it/durc/
Timestamp: 2018-05-27 05:26:29+00:00
Document Index: 175983238

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 6']

Durc: circolare n. 3 del 18 luglio 2017 in materia di violazioni
Home Prevenzione & protezione Durc: le precisazioni della circolare n. 3 del 18 luglio 2017
Durc: le precisazioni della circolare n. 3 del 18 luglio 2017
Uno dei punti è la sospensione delle agevolazioni
Durc: interviene l'Ispettorato nazionale del lavoro con la circolare n. 3 del 18 luglio 2017. Uno dei punti della precisazione riguarda il caso in cui siano state violate norme o disposizioni contrattuali. In questa circostanza non si verificherà la sospensione di tutte le agevolazioni, ma soltanto quelle che riguardano direttamente il lavoratore interessato dalla violazione, la cui situazione aveva reso possibile la fruizione dei benefici.
Se sei abbonato ad Ambiente&Sicurezza e vuoi saperne di più, leggi l'articolo integrale di Mario Gallo, professore a contratto di Diritto del lavoro nell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale.
Qui di seguito il testo integrale circolare n. 3 del 18 luglio 2017.
Oggetto: art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – attività di vigilanza – recupero benefici “normativi e contributivi”.
L’assenza del DURC chiaramente determina il mancato godimento dei benefici di cui gode l’intera compagine aziendale per il relativo periodo, così come del resto già chiarito dal Ministero del lavoro con risposta ad interpello n. 33/2013, secondo la quale “una volta esaurito il periodo di non rilascio del DURC l’impresa potrà evidentemente tornare a godere di benefici “normativi e contributivi”, ivi compresi quei benefici di cui è ancora possibile usufruire in quanto non legati a particolari vincoli temporali”.
Quanto al termine di 15 giorni per la regolarizzazione del DURC, prevista dall’art. 4 del D.M. 30 gennaio 2015, va anzitutto precisato che tale procedimento non può tuttavia trovare applicazione anche nell’ipotesi di accertamento delle specifiche violazioni di cui all’allegato A del D.M. 30 gennaio 2015 che, come noto, costituiscono cause ostative al rilascio del Documento per il periodo di tempo indicato nel medesimo allegato, laddove siano accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi.
In tali casi, per espressa previsione dell’art. 8 del Decreto, il “godimento dei benefici normativi e contributivi di cui all'art. 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è definitivamente precluso per i periodi indicati nell'allegato A”.
Dalla lettera della disposizione si evince pertanto che il periodo di preclusione dal godimento dei benefici non può essere in alcun modo sanato, atteso che trattasi non di omissioni contributive – rispetto alle quali può trovare applicazione la procedura di cui all’art. 4 citato – bensì di violazioni definitivamente accertate che incidono sulla tutela dei lavoratori.
Vanno poi fornite alcune precisazioni in relazione alle conseguenze derivanti dall’accertamento di violazioni afferenti “gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.
Va pertanto chiarito che, mentre l’eventuale assenza del DURC (che può peraltro derivare da un accertata violazione di legge e/o di contratto) incide sulla intera compagine aziendale e quindi sulla fruizione, per tutto il periodo di scopertura, dei benefici, le violazioni di legge e/o di contratto (che non abbiano riflessi sulla posizione contributiva) assumono rilevanza limitatamente al lavoratore cui gli stessi benefici si riferiscono ed esclusivamente per una durata pari al periodo in cui si sia protratta la violazione.
Ciò sia per le anzidette ragioni che vedono i benefici collegati al singolo rapporto di lavoro, sia per un principio rinvenibile già nella disciplina dettata dall’art. 6 del D.L. n. 338/1989 (conv. da L. n. 389/1989) in materia di fiscalizzazione degli oneri sociali, secondo cui le riduzioni contributive ivi contemplate non spettano alle imprese soltanto in relazione a quei lavoratori per i quali non siano stati rispettati i requisiti previsti dalla norma e limitatamente ad una durata pari ai periodi di inosservanza (cfr. commi 9 e 10).
Del resto, una diversa interpretazione del comma 1175, improntata ad una revoca “totale” dei benefici a seguito di violazioni di obblighi di legge o di contratto collettivo anche di lieve entità, determinerebbe un meccanismo di penalizzazione addirittura più grave rispetto a quello delineato dal D.M. 30 gennaio 2015 secondo il quale ove soltanto alcune violazioni particolarmente gravi – elencate nell’Allegato A – impediscono il rilascio del DURC e la conseguente fruizione della totalità dei benefici in godimento da parte dell’impresa.
Per sapere tutto sul Durc consulta la Banca Dati di contenuti di Ambiente&Sicurezza