Source: https://www.comune.parma.it/servizi/Servizi-per-le-imprese-Attivita-Ricettive/Attivita-agrituristica---ospitalita-rurale---fattoria-didattica_A10_C54_P363.aspx
Timestamp: 2020-05-31 08:15:17+00:00
Document Index: 73111309

Matched Legal Cases: ['art. 2135', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 30', 'art. 3']

Portale Istituzionale del Comune di Parma - Servizi - / Scheda servizio / Attività agrituristica / ospitalità rurale / fattoria didattica
Per “attività agrituristiche” si intendono esclusivamente le attività di ricezione e ospitalità esercitate in azienda dagli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del Codice Civile, anche in forma di società di capitali o di persone oppure associati fra loro, in rapporto di connessione con le attività di coltivazione, allevamento e silvicoltura. (art. 3 L.R. n. 4/2009 e s.m.i. – Titolo I).
Rientrano nell’agriturismo e sono assoggettate alle prescrizioni di cui alla normativa regionale le seguenti attività, anche se svolte disgiuntamente:
a) dare ospitalità in alloggi e/o in spazi aperti attrezzati destinati alla sosta;
La connessione dell’attività agrituristica rispetto a quella agricola, che deve rimanere prevalente, viene calcolata in tempo di lavoro.
La Regione Emilia Romagna ha disciplinato con la L.R.E.R. 31 marzo 2009, n. 4 e successive modificazioni l’attività agrituristica e la multifunzionalità delle aziende agricole ed ha approvato i criteri ed i requisiti necessari per l’esercizio dell’ attività agrituristica con Deliberazione di Giunta Regionale 11 luglio 2011, n. 987.
Le aziende agrituristiche possono offrire “ospitalità” nel limite di 12 camere ammobiliate nei fabbricati adibiti all’attività agrituristica, anche in appartamenti indipendenti, per mediamente non più di 3 posti letto per singola camera, e di 8 piazzole attrezzate e prive di strutture fisse in spazi aperti.
Tali limiti sono elevabili a 18 camere e 15 piazzole nelle zone di prevalente interesse agrituristico (aree dei parchi nazionali, aree protette e siti della Rete Natura 2000, territori delle Comunità montane e delle Unioni dei Comuni Montani), ai sensi della D.G.R.E.R. n. 987/2011 (art. 8).
Inoltre, l’azienda agrituristica, che ha aderito ininterrottamente per almeno 3 anni ad un Club di eccellenza riconosciuto dalla Regione, di cui all’art. 17 della L.R. n. 4/2009 e s.m.i., può chiedere l’ampliamento dell’attività di ospitalità nella misura massima di 5 camere e 15 posti letto.
I “Club di eccellenza” sono costituiti da almeno 10 imprese agrituristiche e sono finalizzati a migliorare l’offerta agrituristica in un’ottica di specializzazione e di valorizzazione dei servizi e dei prodotti offerti (art. 17 L.R. n. 4/2009 e s.m.i.). Tali club, una volta costituiti, devono presentare domanda di riconoscimento alla Regione Emilia-Romagna, ai sensi della D.G.R.E.R. n. 987/2011 (art. 20).
Per le aziende agrituristiche con servizio di “ospitalità” sussiste l’obbligo della classificazione (art. 15 L.R. n. 4/2009 e s.m.i.) che serve a rappresentare in un unico sistema di requisiti, i servizi erogati alla clientela secondo standard nazionali. Le categorie di classificazione sono 5 e sono rappresentate con il simbolo identificativo dei “girasoli” (D.G.R.E.R. 06 agosto 2015, n. 1185).
Le aziende agrituristiche possono “somministrare pasti e bevande” nei limiti determinati dalla disponibilità della materia prima agricola aziendale, dalla idoneità sanitaria dei locali utilizzati per la preparazione e la somministrazione degli alimenti (Notifica sanitaria ai sensi Reg. CE 852/2004) e comunque per un volume non superiore alla media di 50 pasti giornalieri su base mensile. Tale limite è elevabile di ulteriori 2 pasti per ogni camera o piazzola, ai sensi della D.G.R.E.R. n. 987/2011 (art. 9).
Per ”Ospitalità rurale familiare” si intende una forma specifica di agriturismo svolta esclusivamente nei territori delle Comunità montane o delle Unioni di Comune montani, nelle aree svantaggiate, naturali e protette, nelle zone siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale (art. 16 L.R. n. 4/2009 e s.m.i. – art. 19 della D.G.R.E.R. n. 987/2011).
L’attività, svolta solo da imprenditori agricoli professionali (IAP) e dai loro familiari esclusivamente nella parte abitativa del fabbricato rurale, è incompatibile con qualsiasi altra forma ricettiva o di ospitalità agrituristica ed è limitata ad un massimo di 9 persone al giorno.
L’imprenditore agricolo ha l’obbligo di mantenere la residenza nel fabbricato adibito all’attività.
Per “fattorie didattiche” si intendono le imprese agricole, singole o associate, che svolgono, oltre alle tradizionali attività agricole, anche attività educative rivolte ai diversi cicli di istruzione scolastica ed alle altre tipologie di utenze, volte a far conoscere il legame esistente tra l’agricoltura ed i suoi prodotti e l’alimentazione, promuovendo un consumo alimentare consapevole. (art. 22 L.R. n. 4/2009 e s.m.i. – Titolo II).
L’attività di “fattoria didattica”, che può essere esercitata solo secondo le modalità di cui al Titolo II della L.R. n. 4/2009 e s.m.i., si differenzia dall’attività didattica proposta dagli agriturismi per la tipologia di utenza che, nel caso di questi ultimi, è costituita solo dagli ospiti che usufruiscono dei servizi di ospitalità e ristorazione agrituristica, al di fuori di ogni percorso scolastico.
I criteri ed i requisiti necessari per l’esercizio dell’attività di “fattoria didattica” sono stati approvati dalla Regione Emilia Romagna con Deliberazione di Giunta Regionale 8 febbraio 2010, n. 314.
Le fattorie didattiche che offrono anche la somministrazione di pasti o il pernottamento devono ottemperare a tutti gli obblighi previsti in materia di agriturismo.
Per esercitare l’attività agrituristica, gli imprenditori agricoli devono preventivamente richiedere l’abilitazione all’esercizio dell’attività, la relativa certificazione, nonché l’iscrizione nell’elenco provinciale / regionale suddiviso nella Sezione degli “operatori agrituristici” e nella Sezione degli “operatori di fattoria didattica” (art. 30 L.R. n. 4/2009 e s.m.i. - artt. 6 e 7 della D.G.R.E.R. n. 987/2011).
Tutte le aziende agrituristiche devono esporre all’ingresso dell’azienda il cartello con il marcio identificativo a livello nazionale “Agriturismo Italia”, di cui alla precitata D.G.R.E.R. n. 1185/2015, ed adottare la segnaletica stradale in conformità al Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada.
L.R.E.R. 31 marzo 2009 n. 4 “Disciplina dell’agriturismo e della multifunzionalità delle aziende agricole”
Deliberazione G.R.E.R. 08/02/2010 n. 314 “L.R. n. 4 del 31/03/2009
Deliberazione G.R.E.R. 11 luglio 2011, n. 987 “L.R. 31/03/2009, N. 4
Deliberazione G.R.E.R. 06 agosto 2015, n. 1185 “Art. 18 L.R. 31/03/2009, n. 4 “Disciplina dell’agriturismo e della multifunzionalità delle aziende agricole” – Norme applicative per la classificazione delle aziende agrituristiche
Decreto Presidente Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 “Testo unico delle disposizioni legislat5ive e regolamenti in materia di documentazione amministrativa”
L.R.E.R. 24 giugno 2003, n. 11 “Nuove misure per la prevenzione delle malattie trasmissibili attraverso gli alimenti. – Abolizione del libretto di idoneità sanitaria
D.G.R.E.R. n. 342/2004 “Criteri e modalità per l’organizzazione dei corsi di formazione e aggiornamento in materia di igiene degli alimenti e per il rilascio del relativo attestato ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 11/2003”
Legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i. “Norme sul procedimento amministrativo”
D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 e s.m.i.