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Timestamp: 2020-08-08 10:01:22+00:00
Document Index: 144030152

Matched Legal Cases: ['art. 2043', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2043', 'art. 2', 'art. 2104']

Coronavirus: la responsabilità civile dell'"untore" | Studio Legale Avv. Daniela Messina
06/07/2020 Avv. Daniela MessinaAvvocato, Studio Legale
Pillola video su https://www.youtube.com/watch?v=ddLWoZHuDyo&t=23s
La responsabilità civile da contagio da coronavirus nei confronti di terzi si affianca alla responsabilità penale e agli illeciti amministrativi per violazione delle misure di contenimento.
La responsabilità civile da contagio non è una materia nuova, potendosi ravvisare collegamenti con la giurisprudenza già formatasi sui casi di danno da contagio in genere, danno da contagio da virus HIV, e altra casistita.
Come noto, nel nostro ordinamento giuridico vige la regola fondamentale del neminem laedere, ovvero, l’art. 2043 c.c. sancisce l’obbligo di non ledere ingiustificatamente i diritti altrui. Si tratta, in sostanza, di una clausola generale che permette di riparare ogni danno ingiusto causato ad altri con dolo o colpa, anzitutto in violazione del principio di solidarietà dettato dall’art. 2 Cost.
Traendo spunto da un recente caso di cronaca, si affronta qui brevemente la tutela civilistica dei diritti dei terzi contagiati da chi, pur essendo sintomatico e consapevole di essere stato a contatto con un contagiato, ometta di mettersi in “isolamento volontario precauzionale” e contagi così altre persone, e dei diritti dei terzi contagiati nei confronti di chi successivamente alla diagnosi di covid-19 rifiuti il ricovero, violi l’isolamento fiduciario e la quarantena obbligatoria e contagi soggetti terzi.
In questi mesi trascorsi dall’inizio dell’emergenza sanitaria, è divenuto fatto ampiamente notorio, anche per via della grande campagna di stampa e sui social, che chi presenta sintomi riconducibili al covid-19 (infezione respiratoria con febbre maggiore di 37,5°) è tenuto a rimanere presso il proprio domicilio (da ultimo art. 1 c. 1 DPCM 11/06/2020) e contattare il medico curante e se stato a contatto stretto con un contagiato verrà sottoposto alla misura della quarantena con esecuzione di tampone; chi è contagiato, anche se non ha sintomi o sintomi lievi, deve restare in isolamento domiciliare fiduciario con sorveglianza attiva (quarantena obbligatoria- da ultimo art. 1 c. 6 DL 33/2020) fino a nuovo ordine medico.
E’ ormai chiaro a tutti che il Coronavirus ha una modalità di diffusione e contagio che impone anzitutto un alto senso di autoresponsabilità ed il rispetto scrupoloso delle misure di contenimento.
La conoscenza e facile conoscibilità delle modalità di contagio e delle misure di contenimento da adottare, ci danno la misura della colposità della condotta di chi non rispetta le regole, il quale è sicuramente passibile di essere chiamato a rispondere dei danni arrecati a terzi con il proprio comportamento irresponsabile.
Ciò significa che il terzo che sia stato contagiato a seguito di contatto con soggetto positivo al covid- 19 che non ha, colposamente o dolosamente, rispettato le regole e le misure di contenimento, potrà agire nei suoi confronti per far valere la sua responsabilità civile ex art. 2043 cc e art. 2 Cost e chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti, patrimoniali (danno emergente, ad es.per le spese da affrontare per le cure, e anche lucro cessante – si pensi ad es. al mancato guadagno di un lavoratore autonomo o professionista in quarantena ricoverato) e, trattandosi di un danno alla salute (che è un diritto costituzionalmente garantito), a maggior ragione in caso di ricorrenza di fattispecie di reato (per es. lesioni o omicidio, colposo o doloso), anche del danno non patrimoniale nelle sue espressioni di biologico, morale ed esistenziale.
Nel caso, peraltro, in cui il terzo muoia in conseguenza del contagio, i suoi eredi avranno titolo di agire per il risarcimento dei danni patiti iure proprio(patrimoniali e non patrimoniali) e iure hereditario per quelli patiti dal de cuius (danno biologico temporaneo e danno morale, per es.).
Infine, non va dimenticata la responsabilità contrattuale e disciplinare nei confronti del datore di lavoro nel caso il contagiato irresponsabile sia un lavoratore dipendente per il mancato rispetto del Protocollo nazionale condiviso del 24/04/2020 e per violazione degli obblighi di diligenza nel rapporto di lavoro (art. 2104 cod. civ.). A tale argomento avevamo, peraltro già fatto cenno in un precedente articolo dedicato alla App immuni e alle conseguenze ricollegabili alla ricezione di una notifica di allerta per il lavoratore subordinato, alla cui lettura si rimanda.
Taggato coronavirus, danno biologico, danno esistenziale, danno morale, responsabilità civile, risarcimento danni