Source: http://scuola-pubblica.blogspot.it/2014/11/
Timestamp: 2018-02-25 17:50:33+00:00
Document Index: 149284958

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 72', 'art. 17', 'art. 17']

Scuola pubblica: novembre 2014
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- Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26 novembre 2014
Successione contratti di lavoro a tempo determinato precari scuola
- comunicato stampa della corte di giustizia europea del 26 novembre 2014
Gli effetti della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulle migliaia di ricorsi
pendenti davanti ai tribunali italiani. Il Governo intervenga per evitare di perdere ulteriori
ricorsi. La FLC CGIL continua a sostenere i precari.
Non c’è più spazio per le chiacchiere. La sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo avrà
conseguenze importanti sul lavoro italiano, perché mette fine all’abuso dei contratti a termine
per rispondere a esigenze durature e non temporanee. Leggi il testo la sentenza e il
Sono almeno 15 mila i ricorsi promossi dal 2010 con l’appoggio legale della FLC CGIL. Alcuni con
sentenze già favorevoli. La maggior parte giacciono presso i tribunali italiani, molti già in
Cassazione, rimasti in sospeso in attesa del pronunciamento della Corte europea. L'esito delle
sentenze definitive dovrebbe essere ormai scontato.
La questione riguarda oltre 200 mila lavoratori della scuola, tra docenti e Ata, che stanno nelle
graduatorie a esaurimento, in quelle di seconda fascia, che hanno ottenuto l’abilitazione nel
Tfa e nel Pas.
Le conseguenze sul piano politico, ha spiegato il segretario generale Domenico Pantaleo,
sono evidenti anche sullo stesso “Jobs Act” appena approvato che di fatto estende il lavoro
atipico. In più, ha proseguito Pantaleo, dimostra, ancora una volta, che la CGIL, oltre a
difendere e tutelare i lavoratori cosiddetti “stabili”, è sempre e con efficacia a fianco
dei precari. “Questa sentenza dà ragione alle nostre rivendicazioni vecchie e nuove e
rafforza i motivi dello sciopero del 12 dicembre. Il governo farebbe a riflettere
sul proprio operato”.
Il prof. Vittorio Angiolini, che ha rappresentato la FLC CGIL a Lussemburgo (insieme agli
avvocati Isetta Barsanti Mauceri e Francesco Americo), ha spiegato che il principio di
diritto su cui si basa la sentenza è il contrasto della normativa italiana con quella europea,
in quanto il nostro attuale sistema non prevede misure dissuasive e preventive dell’abuso
di contratti a termine. Gli accordi europei che regolano la materia impongono agli stati
di indicare ragioni oggettive che giustifichino la reiterazione dei contratti a termine,
ponendo anche un limite temporale; devono indicare anche delle sanzioni per chi ne abusa
e i risarcimenti non devono essere inferiori al danno del lavoratore, altrimenti
la misura dissuasiva non funziona. Da noi spesso si ricorre al risarcimento forfettario
che non sempre è un deterrente. Inoltre, la Corte ritiene che non sia sufficiente che
lo Stato dichiari l’intenzione di bandire i concorsi: deve indicare tempi certi del
loro espletamento. Infine, il principio che non si deve abusare di contratti a termine
laddove si manifestano esigenze permanenti vale sia per il settore pubblico
sia per quello privato.
La FLC CGIL solleciterà il governo a intervenire con urgenza per sanare questa situazione
anche perché altre migliaia di ricorsi stanno per essere presentati ed è ragionevole prevederne
il risultato. Il governo è in colpevole ritardo. Questa sentenza era annunciata, visto che
la normativa europea in materia è chiarissima già da 15 anni. La legislazione italiana,
a cominciare dal collegato lavoro dell’ex ministro Sacconi (2010), se ne è fatta beffa
e ora il governo subirà la procedura d’infrazione e dovrà pagare multe miliardarie,
oltre ai risarcimenti per la soccombenza nei ricorsi. Questi soldi avrebbero potuto
essere usati più proficuamente.
Infine, la FLC chiederà al MIUR di attivare un’operazione verità e trasparenza per
conoscere bene quante persone iscritte alle diverse graduatorie, comprese quelle di istituto,
abbiano i numeri per entrare nei piani di stabilizzazione e di stabilizzarli subito senza
attendere l'inizio del prossimo anno scolastico. Questa sentenza avrà l’effetto di far
emergere anche i tanti microabusi che una dissennata e punitiva legislazione sul lavoro
ha diffuso. Le conseguenze non saranno né sanatorie, né piani assistenziali, ma un riordino
del lavoro che farà bene ai lavoratori, restituendogli dignità, e alle amministrazioni
pubbliche, soprattutto scuole, università, enti di ricerca e di alta formazione, che
potranno contare su un buon lavoro. Questa volta l’Europa lo impone davvero.
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Nota MIUR 24.11.2014, prot. n. 16599
Personale ATA - Graduatorie di circolo e di istituto di seconda fascia.
Scelta delle sedi.
Come è noto con DD.MM. 19.04.2001, n. 75 e 24.03.2004, n. 35 sono stati costituiti per il
conferimento di supplenze annuali e temporanee fino al termine delle attività didattiche,
- elenchi provinciali ad esaurimento per i profili professionali di assistente amministrativo,
assistente tecnico, cuoco, infermiere, guardarobiere,
- elenchi provinciali ad esaurimento per il profilo professionale di addetto alle aziende agrarie.
Coloro che figurano nei suddetti elenchi provinciali hanno diritto ad essere inclusi
anche nelle graduatorie di istituto di seconda fascia della medesima provincia.
Conseguentemente tali soggetti possono presentare la domanda di inserimento, per il
medesimo profilo professionale, nella seconda fascia delle graduatorie di circolo e di
istituto nella stessa provincia nella cui graduatoria provinciale per le supplenze sono
già inseriti, esercitando nuovamente le opzioni concernenti gli istituti scolastici,
secondo i termini e le modalità disciplinati dalla presente nota.
In assenza di tale opzione restano confermate le istituzioni scolastiche già precedentemente
scelte, a meno che il relativo codice non abbia perso validità per effetto del dimensionamento.
Tutti gli aspiranti della seconda fascia sono inclusi secondo la graduazione derivante
dall'automatica trasposizione dell'ordine di punteggio con cui figurano nelle corrispondenti
graduatorie provinciali ad esaurimento di collaboratore scolastico e/o negli elenchi
provinciali ad esaurimento dei restanti profili professionali. Nelle graduatorie di
collaboratore scolastico, nell'ambito della predetta seconda fascia, precedono coloro che,
essendo già precedentemente inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento, abbiano
anche effettuato 30 giorni di servizio nelle scuole statali.
La domanda per l'inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto di seconda fascia,
unica per tutti i profili per cui l'aspirante ha titolo, deve essere compilata e trasmessa
esclusivamente via web, tramite le istanze on line dal 24 novembre 2014 alle
ore 14,00 del 23 dicembre 2014.
Ciascun aspirante può indicare complessivamente non più di trenta istituzioni scolastiche,
compresi i CPIA, per l'insieme dei profili professionali cui ha titolo. Nel limite delle
trenta istituzioni, l'aspirante può, rispetto al numero delle istituzioni scolastiche già
prescelte, nel 2012 o precedentemente, sostituirle tutte o in parte.
Al fine di ottenere l'inclusione nelle predette graduatorie di circolo e istituto, anche
i candidati già inclusi a pieno titolo nelle graduatorie provinciali ad esaurimento di
collaboratore scolastico e coloro che a pieno titolo sono già inseriti negli elenchi
provinciali ad esaurimento, e che non abbiano prodotto, all'epoca, alcuna domanda possono
produrre l'allegato A, esercitando le opzioni concernenti le istituzioni scolastiche.
La modalità di trasmissione tramite le istanze on line, estremamente semplificata,
consente la visualizzazione e la conseguente selezione delle sedi scolastiche dall'aspirante
evitando ogni possibilità di incorrere in errori di trascrizione dei codici delle scuole
e prevede, anche, la possibilità di visualizzare le eventuali sedi su cui l'aspirante era
già presente nelle graduatorie di circolo e di istituto di seconda fascia dell'anno
scolastico 2013-14, come modificate dagli effetti del dimensionamento.
La presentazione dell'istanza con modalità Web, conforme al codice dell'amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, aggiornato dal decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 159, si articola in due momenti principali,
il primo propedeutico al secondo:
- La "Registrazione" da parte dell'utente, che prevede il riconoscimento fisico presso
una istituzione scolastica statale a scelta dell'aspirante (funzione sempre disponibile);
- L'"Inserimento" dell'istanza on line da parte dell'utente (funzione disponibile
dal 24 novembre 2014).
La domanda presentata con la suddetta modalità non deve essere inviata in formato
cartaceo all'ufficio scolastico provinciale competente in quanto l'ufficio è in grado
di vedere i dati immediatamente dopo l'inoltro.
Nell'apposita sezione dedicata, "Istanze on line - Registrazione" allestita sul
sito www.istruzione.it sono disponibili strumenti informativi e di supporto per
gli utenti che vorranno utilizzare gli strumenti informatici per la presentazione
delle istanze in questione.
Agli Uffici Scolastici Regionali è affidato il compito di curare lo svolgimento
della procedura di cui alla presente nota.
Si precisa che la procedura non costituisce una riapertura dei termini per l'inserimento
e/o aggiornamento delle graduatorie provinciali ad esaurimento di collaboratore
scolastico e/o degli elenchi provinciali ad esaurimento dei restanti profili
professionali, ma solo la necessaria attualizzazione delle sedi di anagrafe delle
Si pregano, infine, le SS.LL. di voler diramare, con la massima urgenza, la presente
nota a tutte le istituzioni scolastiche, rappresentando, inoltre, che la stessa viene
diffusa anche attraverso le reti internet (www.istruzione.it) ed intranet.
· DPR 28 marzo 2013, n. 80 - Regolamento sul sistema nazionale di valutazione
· Direttiva n. 11 del 18 settembre 2014 – Priorità strategiche del Sistema nazionale di Valutazione per gli anni scolastici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017
· C.M. n. 47 del 21 ottobre 2014 – Priorità strategiche della valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione. Trasmissione della Direttiva n. 11 del 18 settembre 2014
Il 27 novembre 2014 è stato presentato al MIUR uno strumento di lavoro comune che
tutte le scuole italiane potranno utilizzare per riflettere su se stesse e darsi
degli obiettivi di miglioramento. È il format che servirà agli istituti scolastici
per produrre, entro l'estate 2015, il loro primo Rapporto di Autovalutazione.
Il format è un documento articolato in 5 sezioni che prevede 49 indicatori attraverso
i quali le scuole potranno scattare la loro fotografia, individuare i loro punti di
forza e debolezza, mettendoli a confronto con dati nazionali e internazionali, ed
elaborare le strategie per rafforzare la propria azione educativa. Con la
presentazione del format del Rapporto di Autovalutazione inizia a prendere
corpo il Sistema Nazionale di Valutazione.
Il format per il Rapporto di Autovalutazione (RAV) è stato elaborato dall'INVALSI
con il supporto e la supervisione del Gruppo Start Up (MIUR, INVALSI ed esperti esterni)
costituito presso il MIUR ed è il frutto di un lungo percorso di ricerca e sperimentazione
che parte dal 2008 e passa attraverso alcuni progetti (Valutazione e Miglioramento,
VSQ e VALES). Il format prevede che gli istituti debbano analizzare il contesto in
cui operano (popolazione scolastica, territorio e capitale sociale, risorse economiche
e materiali, risorse professionali), gli esiti dei loro studenti (i risultati scolastici,
ma anche quelli delle prove standardizzate, le competenze chiave raggiunte e i risultati
a distanza, vale a dire, fra l'altro, gli esiti nei cicli scolastici successivi, l'eventuale
prosecuzione negli studi universitari l'inserimento nel mondo del lavoro), i processi di
organizzazione e gli ambienti di lavoro (dalla predisposizione e progettazione della didattica,
alla predisposizione degli ambienti di apprendimento passando per l'integrazione con il territorio).
Il 27 e 28 novembre 200 fra rappresentanti degli Uffici Scolastici Regionali e dirigenti
tecnici del MIUR partecipano a Roma a seminari di formazione con esperti nazionali e
internazionali per poter supportare le scuole nel lavoro di produzione del Rapporto di
Autovalutazione che si svilupperà nei prossimi mesi. Una vera e propria task force,
un 'help desk', a disposizione di dirigenti scolastici e docenti. Le scuole, inoltre,
per la realizzazione delle azioni di miglioramento potranno contare sul supporto
dell'INDIRE e di altri soggetti esterni (università, enti di ricerca, associazioni
professionali e culturali).
Nel corso di questo anno scolastico tutte le scuole, statali e paritarie, realizzeranno
l'autovalutazione. Ora dirigenti e docenti hanno in mano lo strumento comune su cui
cominciare a predisporre il loro Rapporto che sarà compilato poi in versione digitale
su una piattaforma comune predisposta dal MIUR e sarà reso pubblico a Luglio 2015 diventando
uno strumento anche di trasparenza e rendicontazione pubblica a disposizione delle famiglie.
A Ottobre 2015 l'INVALSI pubblicherà il primo Rapporto nazionale sul sistema scolastico italiano.
Dal prossimo anno scolastico 2015/16 avrà inizio la valutazione esterna da parte di nuclei
composti da esperti e da ispettori del MIUR.
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Etichette: Sistema nazionale di autovalutazione
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Flc Cgil – I diritti in moduli per chi lavora nella scuola
per chi lavora nella scuola
diritto alla maternità, ai congedi parentali, alla tutela dei disabili, alla cura
dell’infanzia, a curarsi se ci si ammala.
Tutti i diritti indicati nelle pagine che seguono non cadono dal cielo.
Ognuno di essi è frutto di lotta, impegno e tenacia. In quei moduli c’è un
pezzo di storia del sindacato confederale e anche un po’ d’orgoglio per i risultati
Sono conquiste di civiltà che oggi qualcuno vuole rimettere in discussione
con diversi pretesti.
Per questa utile modulistica (che per quanto ampia non comprende tutto)
dobbiamo ringraziare Daniela Barozzi, Claudio Cattini, Americo Campanari,
Corrado Colangelo, Ermes Ghiddi.
I diritti in moduli (vademecum in pdf)
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Etichette: I Diritti in moduli
19/11/2014 - La Tecnica della Scuola
La Tecnica della Scuola – 19/11/2014
L’Inps spiega che la procedura di salvaguardia non ha alcun effetto sulle tempistiche di pagamento
Un recente messaggio dell’Inps (messaggio n. 8680 del 12 novembre 2014) ha fatto chiarezza
dipendenti iscritti ai fini Tfs e Tfr alla gestione dipendenti pubblici dell’Inps,
interessati dalle salvaguardie per  l’accesso al  pensionamento in base alla disciplina
previgente all’art. 24 del DL 201/2011, nonché per i dipendenti il cui rapporto di lavoro
dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo  26 marzo 2001, n. 151 o  dei permessi
di cui all’art. 33, comma 3,  della legge 5 febbraio 1992, n. 104, beneficiari delle
salvaguardie previste dal suddetto decreto legge  201/2011 per l’accesso al trattamento
Per tali lavoratori l’Inps precisa che la salvaguardia disposta dal citato decreto
secondo le istruzioni diramate dall’Inps con la circolare n. 73 del 5 giugno 2014.
giorni dalla cessazione. L’Amministrazione di appartenenza è tenuta a trasmettere
all’Inps gestione dipendenti pubblici  la documentazione necessaria entro 15 giorni
dalla cessazione  del dipendente; l’Istituto,  a sua volta, provvede a corrispondere
tra le cessazioni per limiti di età i collocamenti a riposo d’ufficio disposti
inferiore al limite di età per la pensione di vecchiaia, e in presenza dell’avvenuto
all’estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per raggiungimento
lavoro ai sensi dell’art. 72, comma 11, del decreto legge 112/2008, convertito
di lavoro. Decorso tale termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione
diverse da quelle sopra richiamate, anche nell’ipotesi  in cui non sia stato
lavoro. Scaduto il termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione
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Etichette: TFR e TFS
INFORTUNIO SUL LAVORO E MALATTIE DOVUTE
A CAUSA DI SERVIZIO - ART. 20 CCNL 2006/2009
1. In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, non si computa ai fini del limite massimo
del diritto alla conservazione del posto il periodo di malattia necessario affinchè il dipendente
giunga a completa guarigione clinica. In tale periodo al dipendente spetta l'intera retribuzione
di cui all’art. 17, comma 8, let. a).
2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, se l'assenza
è dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta l'intera
retribuzione per tutto il periodo di conservazione del posto di cui all'art. 17, commi 1, 2 e 3.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo sono dirette alla generalità del personale della
scuola e pertanto si applicano anche ai dipendenti con contratto a tempo determinato, nei limiti
di durata della nomina, e anche a valere su eventuale ulteriore nomina conferita in costanza
delle patologie di cui sopra.
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INPS – Messaggio n° 9152 del 26/11/2014
Nuovo sistema di gestione del DURC interno – Chiarimenti
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