Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1180-codice-civile-adempimento-del-terzo
Timestamp: 2019-01-23 02:17:58+00:00
Document Index: 148677566

Matched Legal Cases: ['art. 1180', 'art. 1458', 'art. 2041', 'art. 1180', 'art. 476', 'art. 504', 'art. 67', 'art. 1180', 'art. 1180', 'art. 1']

Art. 1180 codice civile: Adempimento del terzo | La Legge per tutti
L’obbligazione può essere adempiuta da un terzo (1), anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione (2).
Tuttavia il creditore può rifiutare l’adempimento offertogli dal terzo, se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione (3).
Terzo: soggetto che adempie l’obbligazione pur non essendo debitore, né suo rappresentante [v. Libro IV, Titolo II, Capo VI], ausiliario o sostituto.
(1) Il terzo può agire di iniziativa propria (es.: il padre che paga un debito del figlio), oppure su accordo con il debitore (es.: in base ad un accollo interno [v. 1273]), o anche contro la volontà di questo.
(2) L’interesse del creditore all’adempimento personale del debitore si ha in quelle obbligazioni (infungibili) in cui rilevano le qualità personali e la competenza tecnica del debitore (es.: l’appalto per la costruzione di un edificio).
(3) Il debitore può evitare l’adempimento del terzo solo adempiendo personalmente: infatti, la semplice opposizione lascia il creditore libero di scegliere tra rifiutare o accettare la prestazione del terzo.
Il terzo ha il potere di adempiere, ma non il diritto, tant’è che il debitore può opporsi al suo adempimento.
Il terzo che, senza tuttavia essere surrogato, abbia adempiuto ex art. 1180 c.c. l’obbligazione di pagamento del prezzo di un contratto di compravendita poi risolto per inadempimento dell’acquirente, non può agire nei confronti del venditore (art. 1458 c.c.) né dell’acquirente (in surrogazione), sicché ha a propria disposizione solo la generale azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. per evitare che il venditore, nei cui confronti è venuta meno la causa del credito, si arricchisca in suo danno di quanto corrisposto in adempimento della obbligazione altrui.
Tribunale Modena sez. I 16 marzo 2012 n. 504
La dichiarazione con cui un soggetto diverso dal debitore manifesta al creditore la disponibilità ad adempiere le prestazioni ineseguite non integra gli estremi dell'adempimento del terzo.
Cassazione civile sez. II 27 agosto 2012 n. 14666
Il pagamento di uno o più debiti lasciati dal defunto può comportare accettazione tacita di eredità solo quando è fatto con beni o danaro prelevati dall'asse. Quando, invece, è fatto con danaro proprio non rappresenta in sé un atto sintomatico della volontà di accettare l'eredità, poiché la norma che legittima qualsiasi terzo all'adempimento del debito altrui (art. 1180 c.c.) esclude che si tratti di un atto che il chiamato "non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede" (art. 476 c.c.).
Tribunale Modena sez. I 16 maggio 2012 n. 818
In tema di omologazione del concordato fallimentare, secondo la nuova disciplina di cui al d.lg. 9 gennaio 2006 n. 5, è ammissibile la proposta proveniente da un terzo e che contempli a suo favore, in sede di esecuzione, un'eventuale eccedenza — contenuta nei limiti della ragionevolezza — del valore dei beni trasferiti rispetto all'ammontare di quanto necessario per il pagamento dei crediti concorsuali, poiché essa realizza il giusto guadagno dell'intervento del terzo, che si accolla l'onere ed il rischio dell'operazione e non può dirsi agisca a scopo di liberalità; tale eccedenza è invero equiparabile alle spese necessarie all'esecuzione, da ritenersi giustificate, in analogia all'art. 504 c.p.c., ove così sia consentita la trasformazione del patrimonio del debitore negli strumenti volti al soddisfacimento dei creditori.
In tema di azione revocatoria fallimentare, le rimesse effettuate dal terzo fideiussore sul conto corrente dell'imprenditore, poi fallito, non sono revocabili ai sensi dell'art. 67, comma 2, legge fall., quando risulti che, attraverso tali atti, il terzo non ha posto la somma nella disponibilità giuridica e materiale del debitore, ma — senza utilizzare una provvista del debitore e senza rivalersi nei suoi confronti prima del fallimento — ha adempiuto, in qualità di terzo fideiussore, l'obbligazione di garanzia nei confronti della banca creditrice.
Cassazione civile sez. I 14 febbraio 2011 n. 3583
In tema d'interposizione nelle prestazioni di lavoro, qualora i contributi previdenziali siano stati versati da soci di una società cooperativa che si sia fittiziamente interposta nel rapporto di lavoro subordinato in realtà svolto alle dipendenze d'altro soggetto, il versamento eseguito non estingue l'obbligo contributivo dell'effettivo datore di lavoro che non può invocare ai sensi dell'art. 1180 c.c. l'adempimento dell'obbligo del terzo mentre i lavoratori (soci della cooperativa) hanno diritto alla ripetizione di quanto ad essi indebitamente ritenuto.
In tema di divieto di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro, solo sull'appaltante (o interponente) gravano gli obblighi in materia di assicurazioni sociali, non potendosi configurare una concorrente responsabilità dell'appaltatore (o interposto) in virtù dell'apparenza del diritto e dell'apparente titolarità del rapporto di lavoro, stante la specificità del suddetto rapporto e la rilevanza sociale degli interessi ad esso sottesi. Tuttavia, è fatta salva l'incidenza satisfattiva dei pagamenti eventualmente eseguiti dal datore di lavoro fittizio, dovendo trovare applicazione l'art. 1180 comma 1 c.c. atteso che si versa in ipotesi di pagamento di debito altrui ai fini della relativa efficacia estintiva dell'obbligazione. Ne consegue che, ove i contributi, siano stati versati all'ente previdenziale dal datore di lavoro apparente, detto pagamento, come pure la corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori, è irripetibile, non potendosi considerare scusabile l'errore sull'identità dell'effettivo debitore da parte di cui che è corresponsabile della violazione, sanzionata a titolo contravvenzionale, dell'art. 1 l. 1369/1960.
Tribunale Novara sez. lav. 08 giugno 2010 n. 10