Source: http://www.docsity.com/it/guido_corso/2755
Timestamp: 2016-05-01 13:40:48+00:00
Document Index: 81956852

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.32', 'art.33', 'art.38', 'art.114', 'art.95', 'art.100', 'art.95', 'art.16', 'art.113', 'art.95', 'art. 95', 'art.121', 'art.97', 'art.97']

Manuale di diritto amministrativo, Corso, Sintesi di Diritto Amministrativo	{{ user.username }}
Contattaci	come funziona	it	accedi	registrati	Cerca	Prepara gli esami con i nostri Tutor Online	prova gratis	Manuale di diritto amministrativo, Corso, Sintesi di Diritto Amministrativo. Politecnico di Torino	Diritto Amministrativo	home
documenti	Sintesi	Sintesi Giurisprudenza	Sintesi Diritto Amministrativo	Materie simili:
Diritto Amministrativo I, Diritto Amministrativo II, Diritto Amministrativo Dello Sport, Diritto Pubblico, Diritto, Giurisprudenza	Descrizione: Rielaborazione originale dei concetti presenti nel suddetto manuale di diritto amministrativo. Tutti i concetti sono stati "digeriti" e rielaborati da me	Mostro le pagine	1
di	59
MANUALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO Guido CorsoPARTE PRIMA: L’ORGANIZZAZIONESezione Prima: CONCETTI1.ORGANIZZAZIONE E PROSPETTIVA GIURIDICA. LE PERSONE GIURIDICHE PUBBLICHELe Organizzazioni sono insiemi di persone legate fra loro da uno stesso scopo; le persone nelle organizzazioni sono distribuite secondo ruoli ben precisi e complementari tra loro, hanno bisogno di risorse e sono tenute ad agire in modo congruo rispetto agli obiettivi da perseguire. Esempi di organizzazioni sono i ministeri, il Comune ma anche l’IBM o la FIAT lo sono. Ciò che le differenzia è il loro essere pubbliche o private. Tale differenza però passa in secondo piano in quanto il diritto inizialmente le definisce persone, ovvero soggetti di diritto al centro di un fascio di rapporti giuridici, di diritti e di doveri, ispirandosi alla distinzione che Gaio faceva nelle sue Istituzioni, individuandole tra le tre entità dell’ordinamento da lui descritto: persone appunto, cose e azioni. Tale nozione, comune al pubblico e al privato, effettua la distinzione dalla persona fisica, entità che pur differente nel predicato intesse numerose relazioni e ha molti legami con quella giuridica. La distinzione non è poi così netta; Lo è invece quella tra persona giuridica privata e persona giuridica pubblica che nel predicato la esprime nettamente:la persona giuridica pubblica persegue determinati fini che rimandano ad una collettività di persone, implicando diritti, poteri e doveri che ne giustificano un’autonoma trattazione. 2.DUE SCHEMI: ASSOCIAZIONI e FONDAZIONILe persone giuridiche, categoria giuridica fondamentale, nel codice civile si distinguono secondo la struttura in:- Associazioni, nelle quali gli associati sono in primo piano e compongono l’organo sovrano cioè l’Assemblea dei soci, mentre il patrimonio, pur essendo necessario, non è tuttavia un elemento primario;- Fondazioni, nelle quali, al contrario, hanno maggior rilievo i beni destinati ad uno scopo stabilito dal fondatore (25 c.c.) Nelle associazioni i beneficiari sono gli stessi soci; sono, cioè, organismi che operano a vantaggio di chi li ha costituiti e li gestisce. Nelle fondazioni i beneficiari sono soggetti che sono all’esterno della fondazione stessa (poveri, orfani, ecc).Le persone giuridiche pubbliche, dette anche enti pubblici, sono per la maggioranza fondazioni, dette anche istituzioni, e ciò comporta che i beneficiari della loro azione siano all’esterno dell’ente e siano, per di più estranei alla nomina di chi amministra l’ente stesso. Negli enti a struttura associativa, quali ad esempio lo Stato, le regioni, le province, invece, gli stessi soci, poiché destinatari della loro stessa azione, eleggono i loro organi sociali. Queste associazioni in particolare, sono dette politiche poiché il loro fine si riscontra in una pluralità di fini (le altre sono invece monofunzionali, soddisfano cioè un solo interesse pubblico), sono territoriali perché i soci si stanziano in un contesto territoriale più o meno vasto che spesso si sovrappone poiché l’associazione più piccola è parte di quella più grande.3.FINI E ATTRIBUZIONILa persona fisica può perseguire qualunque fine nelle sue capacità: pur in presenza di divieti può sempre decidere di infrangerli. La persona giuridica, invece, persegue dei fini ben determinati nello statuto o atto costitutivo, che viene a coincidere poi con la legge. Ciò può valere per una Spa ma allo stesso modo per lo stato, che per quanto possa essere un ente a fini generali poiché politico, persegue sempre il benessere sociale. Quest’ultimo tuttavia non è lasciato alla più ampia discrezione. La maggior parte delle Costituzioni contiene, infatti, previsioni di fini, conferimenti di poteri per raggiungerli e limitazioni dei poteri espressamente attribuiti (l’espressa previsione dei poteri ammessi equivale anche ad una limitazione).Contenuti del genere troviamo nelle leggi della P.A. che stabiliscono fini da raggiungere e interessi pubblici da tutelare conferendone anche i poteri necessari.Tali poteri conferiti all’ente sono chiamati attribuzioni; All’interno dell’ente sono distribuiti poi fra gli organi prendendo il nome di competenze. Le attribuzioni sono un fascio di poteri amministrativi, i soli che l’ente può esercitare, oltre a quelli di diritto privato spettanti perché inizialmente persona giuridica e poi persona giuridica pubblica, e sono ripartiti sulla base di criteri diversi:per materia, per destinatari, per territorio, per dimensione.4.ATTRIBUZIONI E COMPETENZELe attribuzioni, abbiamo detto, sono un fascio di poteri amministrativi attribuiti all’ente. All’interno di ciascun ente vi sono poi una pluralità di organi in cui le attribuzioni sono ripartite, individuando così le competenze dell’organo stesso. In genere, le competenze sono divise per materia e nell’ambito della materia per funzioni; in casi di necessità o urgenza possono essere conferite anche ad organi diversi da quelli che ne son titolari.La distribuzione del potere per attribuzioni e competenze è lo schema generale corrispondente ad un esigenza di razionalità organizzativa.Esigenza delineata anche da Taylor nell’affermare la divisione del lavoro in fabbrica che, attuata fra più persone in modo che ciascuna faccia una sola parte del lavoro e non tutto, rende più efficiente e razionale il lavoro stesso.Inoltre tale distribuzione assicura all’individuo che lo subisce che l’organo che agisce sia abilitato ad esercitare nei suoi riguardi solo quella frazione di potere, risultante dalle attribuzioni e competenze stesse; Per tale motivo l’incompetenza può essere fatta valere come vizio dell’atto messo in essere.5.ENTE E ORGANOL’ente è una persona giuridica formata al suo interno da più organi, dai quali prescinde la sua stessa esistenza poichél’ organo è lo strumento della capacità d’agire dell’ente e pur essendo una parte di esso è privo di soggettività giuridica e non è da questo distinto sicché gli effetti degli atti che compie ma anche gli atti stessi sono imputati alla persona giuridica,per l’immedesimazione giuridica che li caratterizza e li riconosce come una medesima entità.6.MERI UFFICIL’organizzazione è fatta, oltre che di enti ed organi, anche di meri uffici ovvero strutture alle quali sono addette persone cui non sono assegnate competenze ma bensì compiti. I compiti sono adempiuti con lo svolgimento di attività interne, Esegui il login o registrati per scaricare il documento	preparatorie degli atti che costituiscono poi l’esercizio delle competenze; possono cagionare invalidità dell’atto conclusivo dell’organo se svolti in appropriatamente, avendo così rilievo indiretto sull’attività esterna.7.L’ORGANI E L’ORGANO COLLEGIALEL’organo in genere è coperto da una sola persona (sindaco, prefetto,…); in molti altri casi la legge prevede che all’organo siano assegnate più persone; in questo caso l’organo è collegiale. Le ragioni di tale struttura sono molteplici. Sono collegiali gli organi di consulenza col presupposto che il consigliare è dei molti e il decidere di uno e uno solo oppure quegli organi a cui si affidano interessi eterogenei e spesso antagonisti o ancora gli organi chiamati a giudicare poiché il giudizio del singolo può essere opinabile,…La differenza con l’organo individuale sta nel fatto che quello collegiale ha una vita intermittente, diviene operativo solo a seguito di una convocazione fatta dal presidente del collegio stesso,di solito soggetto autorizzato a farlo. Perché il collegio possa deliberare validamente è sufficiente che si raggiunga il numero legale (o quorum strutturale) ovvero la metà più uno dei componenti il collegio. Tale principio non si applica nei collegi perfetti in cui occorre la presenza di tutti i membri per poter deliberare.In un collegio quello che potrebbe presentarsi come un problema è il dover estrapolare una decisione unitaria da una pluralità di soggetti; A tal fine è istituita la votazione, tramite il principio di maggioranza, su due alternative ovvero su quella che è definita proposta. Questa sarà approvata se voteranno a favore la metà più uno dei presenti alla seduta ovvero se si raggiungerà il quorum funzionale, accertato dapprima quello strutturale.La proposta qualora lasci perplessi alcuni componenti il collegio può essere emendata, ovvero modificata. Dopo di chè si passa alla discussione della stessa e se la perplessità di alcuni continuerà a sussistere questi si asterranno dal votarla andandosi a sommare ai contrari, nel raggiungimento del quorum funzionale richiesto.8.AMMINISTRAZIONE ATTIVA, CONSULTIVA E DI CONTROLLOUn criterio di classificazione di organi e uffici fa riferimento al tipo di attività svolta; distinguiamo pertanto organi di amministrazione attiva, di amministrazione consultiva e di amministrazione di controllo.Chi agisce deve essere consigliato e successivamente l’attività posta in essere deve essere controllata a garanzia che sia conforme alla legge, all’opportunità, all’efficienza o, comunque, al paradigma di riferimento.Il reclutamento delle persone che occuperanno i posti dell’ organo consultivo e di controllo, proprio per la natura dell’attività richiesta, viene fatto in base a criteri di competenza professionale e lo status in cui si troveranno poi garantirà loro l’indipendenza dagli altri organi di amministrazione attiva.9.ORGANI, UFFICI E PERSONE FISICHE. LA QUESTIONE DELL’INVESTITURAL’Investitura è quella particolare operazione che abilita le persone fisiche a ricoprire gli organi e gli uffici, entità astratte che altrimenti non funzionerebbero. Può essere di due specie, Politica e Burocratica.L’investitura politica è tale quando chi sceglie vanta una legittimazione politica e sceglie, di conseguenza, infunzione della prossimità politica del prescelto.L’investitura burocratica è tale quando una persona è chiamata a ricoprire un organo o un ufficio in ragione della sua competenza professionale, della sua preparazione e ciò viene verificato attraverso una procedura selettiva che consiste in un concorso aperto ad una pluralità d’aspiranti.Si è sempre propagandata la supremazia dell’organo politico su quello burocratico in quanto espressione pratica del principio democratico; Tuttavia non risulta essere oggi così vincolante visto la presa di posizione che organi burocratici assumono nei confronti di organi politici.10.AGENTE E PRINCIPALENell’ambito di un’organizzazione si viene a creare una relazione di agenzia tra gli individuo preposto all’amministrazione, l’agente, che agisce per conto di un altro soggetto, il principale, ed è tenuto a promuovere l’interesse di quest’ultimo. Nel Diritto pubblico il principale è la collettività dei cittadini e diverse sono le modalità dirette per far sì che l’azione dell’agente e gli interessi del principale non divergano.a) modalità di reclutamentoSono fondamentalmente due, l’elezione e il concorso.L’ elezione, operazione ripetuta nel tempo a cadenza fissa per garantire l’attualità del rapporto, ha il pregio di affidare al principale, nei panni di elettore, la scelta dell’agente.Il concorso, invece, tende a privilegiare la preparazione professionale dell’agente piuttosto che il rapporto di fiducia messo in risalto dall’elezione.b) requisiti dell’agenteSia il concorso che l’elezione subordinano l’ammissione alla competizione elettorale o al concorso stesso a dei requisiti personali, quali ad esempio l’immunità penale, il titolo di studio, ecc. Se mancano tale requisiti vi sarebbe esercizio incompetente.c) schemi organizzativiGuidano la collocazione dell’agente nell’organizzazione. Ricordiamo la gerarchia che tende ad assicurare un controllo delsuperiore sull’inferiore, la competenza che prefigura i limiti entro cui l’agente può muoversi.d) regole di progressioneLe organizzazioni burocratiche sono articolate in ruoli, qualifiche, carriere ecc. nell’ambito dei quali l’agente non occupa una posizione fissa e permanente ma tende ad ascendere verso l’alto, a seconda dalla “performance” effettuata, attraverso la promozionee) responsabilitàL’agente che esulerà dalla promozione dell’interesse del principale risponde verso i terzi e verso l’ente da cui dipende conrelativa azione davanti alla Corte dei Conti.11.RAPPORTO D’UFFICIO E RAPPORTO DI SERVIZIOL’immedesimazione che sussiste tra organo ed ente può ripetersi a proposto di persona fisica ed ente.Tuttavia tale affermazione va specificata poiché la persona fisica mantiene comunque la sua natura al di fuori dell’organo o ufficio che ricopre.
Esegui il login o registrati per scaricare il documento	Pertanto è legata all’ente da due tipi di rapporti:- il RAPPORTO D’UFFICIO, ovvero quello per cui la persona fisica si identifica con l’ente per il quale agisce: i suoi atti sono atti dell’organo e quindi dell’ente che ne risponde.- il RAPPORTO DI SERVIZIO, è invece quel rapporto tra due soggetti, una persona giuridica e una fisica, in cui quest’ ultima si impegna, dietro corrispettivo o ad altro titolo, a mettere le sue energie a servizio dell’ente pubblico. Nel primo caso il servizio è professionale, altrimenti è onorario.12.UFFICI VACANTILa suddetta relazione è particolarmente evidente quando le persone fisiche che ricoprono l’organo o l’ufficio siano assentio impedite nello svolgimento delle competenze o compiti loro assegnati. Tuttavia il funzionamento dell’organo deve essere comunque assicurato. Di consueto si applica la supplenza ma non sempre può essere attuabile. Altri criteri concorrono quindi al principio della continuità delle funzioni amministrative, invocato spesso anche per far fronte alla possibilità che l’organo rimanga vacante per decorso di termine della carica del titolare e non si sia ancora provveduto a nominare il successore, ovviato con il mantenimento in carica del vecchio titolare.Tale congegno è stato drasticamente ridimensionato dalla sentenza della Corte Costituzionale 208/1992 secondo cui tale prorogatio senza limiti temporali contrastava con il principio di legalità poiché abilitava persone prive d’investitura all’esercizio di funzioni. Il limite stabilito è stato di massimo 45 giorni e per soli atti di ordinaria amministrazione. Si realizza così un compromesso tra i due principi.Un altro criterio per concorrere sempre al principio di continuità è la sostituzione ovvero il potere di un ente previsto in alcuni casi dalla legge di sostituirsi ad un altro che omette di porre in essere un’attività che gli compete.13.ATTIVITA’ D’UFFICIO E RESPONSABILITA’Il duplice rapporto tra persona fisica ed ente si estrinseca anche per quel che riguarda il regime della responsabilità.Nell’ambito del rapporto d’ufficio, la persona fisica che agendo come organo o come ufficio cagiona danno a terzi rende responsabile l’ente.Nell’ambito del rapporto di servizio i termini si invertono. Colui che opera per una p.a. deve adempiere alla prestazione convenuta; il danno a terzo da inadempimento espone la persona fisica a responsabilità nei confronti dell’ente, più precisamente responsabilità amministrativa della quale è chiamata a conoscenza la Corte dei Conti.
Esegui il login o registrati per scaricare il documento	Sezione Seconda: PROFILI COSTITUZIONALI1.UNO STATUTO COSTITUZIONALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONELa costituzione dedica due soli articoli, il 97 e il 98, alla disciplina della P.A. ma vi fanno riferimento anche le disposizioni che assegnano alla Repubblica fini che non possono essere perseguiti se non con apparati amministrativi (salute art.32, istruzione art.33 e 34, assistenza e previdenza art.38) o che distribuiscono il potere secondo criteri territoriali (art.114) o che ne disciplinano i rapporti con il Governo (art.95) o che ne stabiliscono i controlli (art.100) o che tutelano con riserve di legge il cittadino contro atti della P.A. volti a incidere sulle sue libertà e il suo patrimonio o che assicurano tutela ai singoli dagli atti della p.a. stessa.I richiami seppur sottointesi sono frequenti pertanto la disciplina primaria dell’amministrazione va tratta dalla Costituzione.2.IL PRINCIPIO DEMOCRATICO E LA SUPREMAZIA DELLA POLITICAIl primo principio enunciato dalla Costituzione lo si trova nell’articolo 1 che individua il principio democratico. Tale principio distingue le cariche elettive da quelle burocratiche assegnando alle prime prevalenza sulle seconde. Proprio per questo, ad esempio, il Presidente del Consiglio mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo ovvero l’indirizzo dell’attività dei pubblici uffici organizzati in ministeri ed enti e il ministro risponde dell’attività dei ministeri (art.95). Tale rapporto è verificabile, comunque, anche in altri contesti.La burocrazia, invece, è ricavata sulla base di un criterio diverso cioè quello meritocratico in base al quale è tenuta ad agire in conformità a regole quali imparzialità e buon andamento che non hanno nulla a che fare col principio democratico. Nel nostro ordinamento è sottoposta alla politica, ambito in cui il principio democratico invece trova piena applicazione.3.DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO E RISERVE DI GIURISDIZIONE. CIO’ CHE LA P.A. NON PUO’ FARE.La Costituzione all’articolo 2 riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sottoposti oltre che a riserva di legge anche a riserva digiurisdizione, e per quanto questo appaia un argomento estraneo, la sua menzione qui avviene per rimarcare che tali diritti possono essere ristretti solo nei casi e nei modi previsti dalla legge con atto motivato dell’autorità giudiziaria.Quindi alla p.a. è sottratto il potere di intervento su tali libertà e i diritti inviolabili.Misure amministrative (della pubblica sicurezza, in questo caso) sono ammesse però solo in casi eccezionali e devono essere comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria per la convalida.Ciò fa si che la restrizione sia imputata a quest’ultima e solo provvisoriamente alla p.a.Non tutti tali diritti sono oggetto di riserva di giurisdizione, come ad esempio la circolazione e la riunione (art.16 e 17). Ciò accade perché un eventuale azione in tali ambiti richiede immediatezza e l’intervento dell’autorità giudiziaria rallenterebbedi molto i tempi dell’azione stessa.La garanzia è data dalla riserva di legge che in questi casi risulta essere rinforzata dalla previsione, nella stessa Costituzione, dei motivi che autorizzano la limitazione (sanità e sicurezza per la circolazione, incolumità e sicurezza per lariunione).4.SEPARAZIONE DEI POTERIPrincipio comune agli ordinamenti liberali democratici è la separazione dei poteri: legislativo, esecutivo-amministrativo, giudiziario.La nostra Costituzione non lo cita espressamente ma contiene una serie di disposizioni che lo attuano.La P.A. trae da queste disposizioni delle determinazioni negative: non può svolgere attività legislativa, perché riservata alle Camere e ai consigli regionali, o giurisdizionale in quanto riservata alla magistratura e agli altri organi di giustizia amministrativa quali Consiglio di Stato o Corte dei Conti, al cui sindacato è però soggetta poiché contro i suoi atti è ammessa la tutela giurisdizionale, di giudici ordinari e amministrativi, dei diritti e degli interessi legittimi (art.113).Il terzo potere è, visto l’esplicito riferimento della Costituzione stessa alla pubblica amministrazione, caratterizzato come esecutivo-amministrativo; Ciò risulta anche dall’organizzazione dei poteri poiché affidati al presidente del consiglio che si occupa dell’unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri (art.95). I due indirizzi sono così, evidentemente collegati riflettendo quello stesso vincolo già menzionato in precedenza tra attività politica e attività amministrativa, con evidente strumentalità della seconda alla prima.Tale polarità disegnata all’interno dello Stato dall’art. 95 è riproposta anche a livello territoriale dall’art.121 commi 2 e 3 che riproducono i rapporti a livello di presidente della regione, giunta regionale e amministrazione.5.PRINCIPIO LEGALITA’Principio in posizione eminente quello espresso dall’art.97: il principio di legalità.a) I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge (art.97), e di questi ne sono determinate le competenze, le attribuzioni e le responsabilità dei funzionari. Poiché sono menzionate solo attribuzioni (spettanti all’ente) e competenze (spettanti all’organo), sono esclusi dalla preesistenza della legge gli uffici; il principio di legalità non si riferisce, quindi, all’intero impianto amministrativo ma solo a quella parte costituita da enti e organi.La funzione garantistica è evidente in quanto non potendo esistere un apparato amministrativo che non sia previsto dalla legge non può esservi esercizio del relativo potere che, visto le conseguenze che può sortire, deve essere istituito dall’ organo diretta espressione della sovranità popolare (il parlamento) che autorizzerà l’istituzione di un apparato volto a limitare gli stessi diritti dei cittadini.b) La legge non può limitarsi a creare o autorizzare l’istituzione di un apparato amministrativo ma deve anche conferire adesso le relative attribuzioni e competenze. Nessun apparato amministrativo può esercitare “pieni poteri” amministrativi nécompetenze e attribuzioni non dettate espressamente dalla legge.c) La legge che crea o autorizza l’istituzione di apparati conferendone attribuzioni e competenze deve anche indicare i fini delle stesse. Intervenendo sui mezzi e sui fini, la legge assolve all’importante funzione garantistica di protezione del privato, nel senso che limita la sfera dei diritti del cittadino ma in modo meno arbitrario di quanto farebbe l’amministrazione stessa se fosse libera di scegliere i fini e i mezzi per raggiungere i suoi scopi.d) l’ultima accezione del principio fa riferimento sì alla necessità di una previsione di legge per l’esercizio del potere ma tale previsione di legge deve essere preesistente all’esercizio del potere che prevede e destinata a governare singoli casiconcreti, indipendentemente dalla provenienza ovvero dalla fonte giuridica o dal suo rango nel sistema delle fonti. Rileva Esegui il login o registrati per scaricare il documento	La preview di questo documento finisce qui| Per favore effettua il login o registrati per leggere il documento completo o scaricarlo.	Informazioni sul documento	Caricato da:
myriampier	Visite:	33920	Downloads :
Politecnico di Torino	Materia:
Diritto Amministrativo	Tags:
Diritto Amministrativo, guido corso	Data di caricamento:
12/02/2010	Incorpora questo documento nel tuo sito web: <iframe src="http://www.docsity.com/it/docs/embed-player/guido_corso/" width="100%" height="800"></iframe>
Scarica il documento	ceggio	- Università Ca' Foscari di Venezia	Di ottima fattura! ;)	25/05/13 00:45	manuel86cb	- Università della Tuscia	interessante	14/05/13 11:34	bru_01	- Università Magna Graecia di Catanzaro	buono ;)	17/04/13 20:38	samuele.1991	- Università di Pisa	bello!	17/03/13 12:05	snoopy86	- Università di Milano	buono	15/02/13 10:12	1	2	3	4	5	6	7	8	9	Appunti correlati	Riassunto manuale diritto amministrativo Casetta ed. 2014	Il riassunto è tratto dal manuale di diritto amministrativo, Casetta ed. 2014, relativamente sia alla parte sostanziale (capp. 1-8) che processuale ( capp. 9-11), dedicando specifica attenzione ai principi generali della materia, agli ap...	Documento	0	0	sia	09/06/15	Diritto Amministrativo - Corso Parte II	Manuale diritto amministrativo - Corso Parte II	Documento	1	39	quasar87	16/01/12	Riassunto del Manuale di diritto amministrativo - Corso. Parte I	Riassunto del Manuale di diritto amministrativo - Corso. Parte I	Documento	1	50+	quasar87	16/01/12	Riassunto - -MANUALE-DI-DIRITTO-AMMINISTRATIVO - Corso	riassuto dettagilato manuale diritto amministrativo guido corso Documento	1	50+	giovannino87	20/09/12	Riassunto Manuale diritto amministrativo guido corso	Compendio Manuale diritto amministrativo guido corso	Documento	0	8	matteo9201	25/05/15	Riassunto manuale diritto amministrativo - Clarich - prima parte	fondamentale per sostenere l'esame di diritto amministrativo presso l'universita cattolica di milano	Documento	0	0	_eli_	02/02/15	Manuale di diritto amministrativo Corso 2010	Manuale di diritto amministrativo Corso 2010	Documento	0	2	volpe_astuta	19/08/14	Scarica il documento	12	46	Informazioni sul documento	Caricato da:
Appunti correlati	Riassunto manuale diritto amministrativo Casetta ed. 2014	Documento	sia	Diritto Amministrativo - Corso Parte II	Documento	quasar87	Riassunto del Manuale di diritto amministrativo - Corso. Parte I	Documento	quasar87	Riassunto - -MANUALE-DI-DIRITTO-AMMINISTRATIVO - Corso	Documento	giovannino87	Riassunto Manuale diritto amministrativo guido corso	Documento	matteo9201	Chiudi	Login	Appunti	Utenti	Domande e Risposte	Video	Notizie	Accedi a milioni di contenuti didattici condivisi da studenti di tutto il mondo	Come funziona	Seguici su	Appunti	Appunti di Agraria	Appunti di Altro	Appunti di Architettura	Appunti di Biologia e Chimica	Appunti di Economia	Appunti di Fisica	Appunti di Giurisprudenza	Appunti di Informatica	Appunti di Ingegneria	Appunti di Lettere e Comunicazione	Appunti di Lingue	Sintesi	Sintesi di Agraria	Sintesi di Altro	Sintesi di Architettura	Sintesi di Biologia e Chimica	Sintesi di Economia	Sintesi di Fisica	Sintesi di Giurisprudenza	Sintesi di Informatica	Sintesi di Ingegneria	Sintesi di Lettere e Comunicazione	Sintesi di Lingue	Tipologie appunti	Appunti	Dispense	Domande di esame	Esami	Esercitazioni e Esercizi	Formule e Formulari	Guide	Progetti	Prove svolte di Maturità	Ricerche	Sbobinature	Domande	Agraria	Altro	Architettura	Biologia e Chimica	Economia	Fisica	Giurisprudenza	Informatica	Ingegneria	Lettere e Comunicazione	Lingue	Vendi i tuoi video e documenti didattici in formato digitale	Scopri subito come!	Lezioni private online per scuola e università con i migliori tutor d'Italia