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Timestamp: 2017-12-17 03:57:33+00:00
Document Index: 81517462

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 128', 'art. 107', 'art. 349', 'art. 105', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 38', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 2', 'sentenza ', 'art.2']

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Mercoledì, 22 Novembre 2017 14:15
MOVIMENTO ZONA FRANCA: UN SEMINARIO PER INSEGNARE COME FUNZIONA UNA ZONA FRANCA
Si terrà a Cagliari l'11 Dicembre prossimo il tanto atteso seminario per professionisti intitolato "Il Regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e riservato ai soli commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro. L'evento, che avrà luogo presso il Sardegna Hotel di Cagliari, sarà gratuito per i professionisti iscritti come soci sostenitori del Movimento e a pagamento, con la quota di € 50,00 per i professionisti non iscritti.
ore 14.45 Accredito dei partecipanti
La normativa UE e nazionale
ore 15.30 Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio
Approfondimento sul Codice Doganale
ore 16.00 Avv. Paolo Aureli
Differenze tra Zone Franche, Zes e ZFU
ore 16.20 Dott.ssa Antonella Pinna
Modello VIES, Dichiarazione d’intento, gestione
fatture acquisti e vendite, trasmissione dati a
Ufficio delle Dogane competente
Dibattito e problematiche
Sarà possibile iscriversi fino al 7 dicembre inviando la propria adesione all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il modulo per l'scrizione è in allegato qui sotto.
ASSEMBLEA DEI SOCI A NUORO. IL MOVIMENTO SARDEGNA ZONA FRANCA RINNOVA IL DIRETTIVO
Ieri a Nuoro si è svolta nella sede del CESP di Prato Sardo l'Assemblea annuale dei soci del Movimento Sardegna Zona Franca alla presenza della presidente dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e di tutti i membri del Consiglio Direttivo. L'incontro, che ha visto una folta partecipazione di persone provenienti da tutta la Sardegna, è stata anche l'occasione per conoscere i neo iscritti al Movimento e di fare il punto della situazione alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alla fiscalità vigente in Sardegna.
Hanno partecipato anche alcuni commercialisti e imprenditori di vari settori produttivi, interessati ad entrare ufficialmente in regime di zona franca e desiderosi di avere informazioni riguardanti le richieste di rimborso Iva e Accise messe a disposizione gratuitamente dal Movimento. L'avvocato Francesco Scifo ha ribadito la decisione di optare per una scelta politica che vada oltre i partiti nazionali di Destra e Sinistra seguendo il filone politico che si affacci maggiormente verso l'autodeterminazione della Sardegna, e proponendo - nel caso di una eventuale partecipazione del Movimento Zona Franca alle prossime elezioni regionali - di candidarsi in solitaria senza alleanze o coalizioni se non con partiti che mettano come primo punto del programma la zona franca.
Il momento clou della serata è stata la votazione del nuovo Consiglio Direttivo, avvenuto per acclamazione dei candidati, durante il quale l'avv. Scifo è stato rieletto all'unanimità come Segretario Politico, ed è stato allargato a undici componenti il nucleo dei consiglieri.
Nel nuovo Consiglio Direttivo sono stati rieletti: Luciana Carta con le cariche di Tesoriere, coordinatrice della provincia dell'Ogliastra e Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione; Claudia Mariani, con la carica di coordinatrice della provincia del Sulcis Iglesiente insieme a Angelo Borghero; Serafina Patteri e Antonio Chessa, coordinatori della provincia di Nuoro; Antonio Vernier, responsabile dei rapporti con l'Università e l'Unesco; Giulio Simbula, coordinatore della provincia del Medio Campidano; Paolo Aureli, Vice Presidente e Legale del Movimento; e le new entries: Rita Cuccureddu e Antonio Alfonso, coordinatori della provincia di Sassari; Daniela Mallus e Gianfranco Milìa, coordinatori della provincia di Cagliari.
A fine serata sono state consegnate le nuove brochures informative che verranno messe a disposizione dei cittadini in diversi centri commerciali, bar, ristoranti e negozi di ogni provincia.
Un grande augurio di buon lavoro ai nuovi eletti e al Movimento tutto.
Nonostante la relazione della Polizia Giudiziaria del 23 maggio 2016 in cui si evince che "la zona franca in Sardegna non parte solo per una precisa scelta politica della Giunta in carica pro tempore", nonostante sia palese sin dal suo insediamento che la Giunta Pigliaru sia apertamente contraria all'applicazione delle normative sulla zona franca, la Magistratura sarda ritiene che non applicare le leggi dello Stato sia lecito.
In allegato qui sotto il provvedimento.
Mercoledì, 16 Agosto 2017 18:41
MOVIMENTO ZONA FRANCA: I COMMERCIALISTI SARDI SONO I VERI COLPEVOLI DELLA MANCATA APPLICAZIONE DELLE LEGGI SULLA ZONA FRANCA
"Insieme ai politici del PD, i peggiori nemici dell’utilizzo delle Franchigie Fiscali da parte dei residenti in Sardegna, dichiarata Zona Franca dal D.lgs. n. 75/98 (tutt’ora in vigore), sono i Commercialisti!" queste le durissime parole della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, ex Intendente di Finanza e conosciutissima fiscalista, la quale ci spiega che la Sardegna sarebbe già operativa da tempo - almeno per quanto riguarda le aziende - se non fosse per la maggioranza dei commercialisti che negano ai propri clienti l'invio dei documenti per entrare in regime di zona franca.
E la Randaccio continua: "Appare incomprensibile e privo di supporto giuridico il loro rifiuto ad applicare quanto previsto nei due Regolamenti Comunitari (n. 2913/92 e n. 2494/93) appositamente richiamati nel suddetto D.lgs. n. 75/98, e in particolare il loro rifiuto a rispettare anche quanto previsto dagli artt. da 166 a 182 del Regolamento n. 2913/92, articoli nei quali vengono disciplinate le zone franche della Comunità Europea, e quindi dell’Italia, che di tale comunità fa parte ai sensi del Trattato di Roma.
Rifiuto al rispetto di quanto previsto dall’art. 128 del suddetto Regolamento n. 2913/92 dove si prevede che “si possa chiedere il rimborso o lo sgravio dai dazi all’importazione qualora si dimostri che le merci d’importazione sono stati introdotti in una zona franca o in un deposito franco”
Il suddetto rifiuto viola principalmente le regole sulla tutela della concorrenza e del libero mercato di cui agli artt. da 101 a 115 del Trattato di Roma, ratificato dalla Legge n.1203/57, dove si prevede che sono vietati nei rapporti commerciali condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, e - all’art. 107 - si prevede che non sono considerati aiuti di stato gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, nonché gli aiuti rivolti a consentire lo sviluppo delle isole ultraperiferiche di cui all’art. 349, e che ai sensi dell’art. 105, e la Commissione è tenuta a vigilare e applicare le procedure di infrazione qualora non vengano rispettati i principi fissati dagli artt. 101 e 102 del suddetto Trattato.
Comportamento ulteriormente incomprensibile dal momento che la suddetta normativa sulla gestione delle zone franche risulta confermata dall’art. 10 del Regolamento sulla semplificazione degli adempimenti tributari, approvato con D.P.R. n. 435/2001, nel quale si prevede che i contribuenti che si avvalgono della facoltà di acquistare o importare beni e servizi senza il pagamento dell’Iva - ai sensi dell’art. 1 del D.L. n. 746/83 convertito nella Legge n.17/84 (perché residenti in territori extradoganali) - devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate la “Dichiarazione di Intento”, avvalendosi delle modalità previste dall’art. 8 del D.P.R. n. 633/72, prima di emettere le fatture con le modalità previste dalla Legge n.28/1997, quest’ultima emanata in attuazione della Direttiva n. 95/7/CE in materia d’imposta sul valore aggiunto (IVA) dove vengono apportate importanti modifiche ed integrazioni al D.P.R. n. 633/72 nonché al D.L. n.331/93, convertito nella Legge n. 427/93.
Legge n. 28/1997 con la quale è stato introdotto l’art. 38 quater al D.P.R. n. 633/72, intitolato “Sgravio dell’imposta per i soggetti domiciliati e residenti fuori della Comunità Europea”.
Tale comportamento è sempre più assurdo dopo la modifica apportata all’art. 68 dal comma 3 bis del D.lgs. n. 546/92, decreto che disciplina il “Processo Tributario” dove al comma 3 bis si prevede che - in pendenza di processo - il rimborso dell’IVA riscossa all’importazione resta disciplinato dal Regolamento CEE n. 2913/92 come modificato dal Regolamento n.952/2013 e dalle altre disposizioni dell’Unione Europea in materia.
Regolamento n.952/2013 ai sensi del quale è stata emanata la Circolare esplicativa dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 8/D del 19.04.2016, che a pagina 4 conferma il principio di preminenza del diritto dell’Unione Europea rispetto al diritto degli Stati membri, preminenza che deve essere rispettata sia dai Commercialisti che dalle Commissioni Tributarie ai sensi dell’art. 1 della Legge n.131/2003, dell’art. 6 del D.lgs. n.159/2015 dove si prevede che la riscossione delle imposte è sospesa qualora la violazione sia la conseguenza della condotta illecita penalmente rilevante tenuta da parte dei Commercialisti, Avvocati, Tributaristi, ecc., e che ai sensi dell’art. 2 della Legge n. 18/2015 può agire contro lo Stato e ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, chi ha subito un danno ingiusto per effetto di una sentenza pronunciata dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni, e che costituisce colpa grave per il magistrato la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell’Unione Europea."
Ciò che i residenti in Sardegna, in particolare le imprese con sede fiscale nell'isola, devono capire è che per entrare in regime di zona franca è necessario soltanto inviare la Dichiarazione d'intento e che tale documento può essere inviato telematicamente da un consulente/commercialista che voglia fare gli interessi dei propri clienti e non perpetrare lo stato di ignoranza e di illecità che purtroppo grava sulle aziende e sui contribuenti, pena la condanna al risarcimento dei danni per gli errori commessi nelle dichiarazioni dei redditi effettuate fino ad ora.
E' necessario ricordare ai Magistrati che la legge è uguale per tutta la Comunità europea, compreso quella fiscale (CEE), e che l'art.2 della Legge n.18/2015 prevede che costituisca colpa grave la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell'Unione Europea.
Venerdì, 22 Aprile 2016 12:04
Inciuci Zona Franca. I politici non si smentiscono mai.
Oggi alcuni quotidiani sardi danno notizia di convegni e incontri sulla zona franca, patrocinati da questo o quel politico e, addirittura, si assiste ad inciuci tra movimenti di diverse parti politiche.
Soggetti che presentano liste elettorali contrapposte in alcuni comuni hanno il coraggio di organizzare insieme, d’amore e d’accordo, convegni sul tema.
La zona franca però è un argomento serio, non certo alla portata di quei politici, alcuni persino diffidati da un Tribunale della Repubblica a non spendere il nome del Movimento zona franca e che ora, del tutto maldestramente, cavalcano l’idea della zona franca per racimolare qualche voto alle amministrative imminenti: a questi personaggi, i diffidati e gli altri, ricordiamo che esiste un istituto che si chiama concorso nel reato.
Costoro tentano di attribuirsi il merito del duro lavoro tecnico svolto - peraltro pubblicamente - da altre persone.
Come dice oggi il dott. Davigo, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati: «Gli italiani non hanno mai avuto una grande considerazione di sé: siamo gli unici a dire di noi stessi cose terribili nell’inno nazionale, “calpesti”, “derisi”, “divisi”. All’epoca sembrò che tutto potesse cambiare. Ricordo un’intervista ai volontari che friggevano le salamelle alla festa dell’Unità; erano i primi a volere in galera i dirigenti che li avevano traditi. Ma cominciò presto il coro opposto: “E gli altri, perché non li avete presi?”». Oggi la situazione e come allora? «E peggio di allora. È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo, il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: “Qui non si fa la battaglia contro le mosche?”. “L’abbiamo fatta — risponde il podestà —. Solo che hanno vinto le mosche”. Ecco, in Italia hanno vinto le mosche. I corrotti».
Parafrasando il dott. Davigo possiamo affermare che questi politici non hanno smesso di rubare il lavoro intellettuale altrui ma hanno smesso di vergognarsi (cit. da Il Secolo d'Italia).
Chi vuole perdere tempo può assistere a questi incontri privi di sostanza tecnica e seguire queste persone decisamente opportuniste.
Lunedì, 24 Febbraio 2014 18:37
Comunicato Stampa del 24 febbraio 2013
Giovedì, 13 Febbraio 2014 17:32
La Corsica appoggia il Movimento Zona Franca: sosteniamoci contro uno Stato che ci ignora
"Due isole, cinque mori, un destino in comune", questo lo slogan ideato per il gemellaggio Sardegna-Corsica che potrebbe far tremare le sale del potere di Francia e Italia.
Le isole sono infatti accomunate da una zavorra pesante ed inevitabile, l'isolamento geografico, che comporta uno stato di perenne crisi, sulla quale i Governi d'appartenenza non sembrano avere intenzione di agire.