Source: http://www.ceratoeassociati.it/notizie-fiscali/acconto-iva-metodi-alternativi-a-quello-storico/
Timestamp: 2019-05-21 10:31:43+00:00
Document Index: 144067512

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 74', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 13']

Home / Acconto Iva, metodi alternativi a quello storico
Il contribuente, in sede di determinazione dell’acconto Iva, può scegliere di applicare il metodo maggiormente favorevole, oppure più agevole da adottare, ovvero non necessariamente quello storico, pari all’88% dell’imposta dovuta nell’ultimo mese o trimestre dell’anno precedente. È, infatti, possibile optare per uno dei tre metodi alternativi:
· previsionale;
· analitico;
· speciale per i soggetti operanti in particolari settori.
Il contribuente può determinare l’acconto Iva, in alternativa al metodo storico, sulla base della stima delle operazioni riferite all’ultimo mese o trimestre del 2015 – a seconda della propria periodicità di liquidazione dell’imposta – applicando l’aliquota dell’88% (art. 6, co. 3, della Legge n. 405/1990).
Per i contribuenti trimestrali per natura di cui all’art. 74, co. 4, del D.P.R. n. 633/72, al fine di rendere omogenei l’importo relativo al “dato storico” e quello “previsionale”, quest’ultimo deve essere considerato al netto dell’eventuale eccedenza detraibile riportata dal mese o trimestre precedente (C.M. n. 52/E/1991).
L’adozione del metodo previsionale presenta alcuni rischi legati al fatto che il contribuente, per stimare le operazioni riferite all’ultimo mese o trimestre dell’anno, deve disporre di informazioni ragionevolmente certe in merito alle fatture attive e passive relative a tali periodi. Qualora la liquidazione definitiva evidenzi un saldo a debito eccedente rispetto alla previsione, il contribuente potrebbe, infatti, incorrere nell’irrogazione di sanzioni per il versamento insufficiente dell’acconto.
Il contribuente, in alternativa al metodo storico e a quello previsionale, può determinare l’acconto Iva, come anticipato, sulla base delle operazioni attive effettuate (art. 6 del D.P.R. n. 633/1972) e di quelle passive registrate nell’ultimo periodo dell’anno – mese o trimestre, a seconda della periodicità di liquidazione dell’imposta – sino al 20 dicembre 2015.
In sede di determinazione dell’imposta riguardante le operazioni attive effettuate nell’ultimo mese o trimestre dell’anno 2015, sino al 20 dicembre 2015, è necessario considerare non soltanto le operazioni già registrate nel suddetto periodo, ma anche quelle per le quali si siano già verificati i presupposti che integrano il momento impositivo a norma dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, come la consegna o spedizione dei beni, il pagamento dei corrispettivi e l’emissione della fattura (C.M. n. 40/E/1993). In altri termini, deve essere sommata l’Iva relativa alle seguenti operazioni attive:
· annotate (o che avrebbero dovuto essere annotate) nei registri di cui agli artt. 23 e 24 del D.P.R. n. 633/1972 nel periodo compreso tra il 1° dicembre 2015 e il 20 dicembre 2015 (contribuenti mensili) o tra il 1° ottobre 2015 e il 20 dicembre 2015 (contribuenti trimestrali);
· effettuate tra il 1° novembre 2015 e il 20 dicembre 2015, ma non ancora registrate, in quanto non sono ancora decorsi i termini di emissione della fattura o di registrazione della stessa.
L’importo così ottenuto deve, poi, essere ridotto dell’Iva a credito afferente le seguenti operazioni passive:
· acquisti ed importazioni annotati nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972 nel periodo compreso tra il 1° dicembre 2015 e il 20 dicembre 2015 (contribuenti mensili) oppure tra il 1° ottobre 2015 e il 20 dicembre 2015 (contribuenti trimestrali);
· operazioni intracomunitarie, per le quali la corrispondente Iva a debito è stata già considerata, per effetto della doppia registrazione dovuta all’integrazione della fattura del fornitore comunitario.
Deve, infine, essere considerata in diminuzione, ai fini del calcolo dell’acconto secondo il metodo analitico, l’eventuale Iva a credito riportata dalla liquidazione relativa al periodo precedente, ovvero il mese di novembre 2015 (contribuenti mensili) o il terzo trimestre 2015 (contribuenti trimestrali).
L’imposta così determinata corrisponde all’acconto da versare, nella misura del 100%: a tale fine, deve essere considerato l’eventuale riporto del saldo a credito relativo al periodo precedente (o del debito non superiore a 25,82 euro).
Metodo speciale per soggetti operanti in particolari settori
I gestori dei servizi di telecomunicazione di cui al D.M. 24 ottobre 2000, n. 366, e le aziende che somministrano servizi pubblici di cui al D.M. 24 ottobre 2000, n. 370 (acqua, gas, energia elettrica, vapore e teleriscaldamento; raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani; fognatura e depurazione, ecc.) versano l’acconto Iva secondo modalità specifiche, ai sensi dell’art. 1, co. 471, della Legge 30 dicembre 2004, n. 311. In virtù di questa disposizione, tali contribuenti – se nell’anno 2014 hanno versato un ammontare di Iva superiore ad euro 2.000.000 – devono determinare l’acconto Iva in misura pari al 97% della media dei versamenti eseguiti (o che avrebbero dovuto eseguire) per i primi tre trimestri del 2015: non è ammessa l’adozione del metodo storico e di quello previsionale, mentre è consentita l’applicazione del metodo analitico (R.M. 21 gennaio 2008, n. 16/E, e C.M. 23 dicembre 2005, n. 54/E).
Ai fini dell’accertamento dell’eventuale superamento del predetto limite di euro 2.000.000 di Iva versata nell’anno 2014, è necessario fare riferimento ai pagamenti riconducibili alle seguenti causali:
· versamenti dovuti in base alle liquidazioni periodiche dei primi tre trimestri dell’anno 2014;
· versamenti relativi al quarto trimestre del 2013, in quanto effettuati entro il 17 febbraio 2014;
· eventuali versamenti integrativi a seguito di ravvedimento operoso, a norma dell’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997.
Nel particolare caso della separazione delle attività ai fini Iva, tale metodologia di determinazione dell’acconto non consente, a causa della propria peculiarità, di calcolare l’acconto sommando algebricamente le risultanze delle distinte liquidazioni periodiche relative alle diverse attività esercitate (R.M. n. 144/E/2006). Conseguentemente, nonostante il versamento dell’acconto abbia carattere unitario, esso dovrà essere determinato tenendo conto dei diversi criteri previsti per ciascuna delle attività esercitate in via separata.