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Timestamp: 2020-01-24 10:21:03+00:00
Document Index: 141983630

Matched Legal Cases: ['art. 1589', 'art. 1588', 'art. 1589', 'art. 1916', 'art. 434', 'art. 434', 'art. 444', 'art. 438', 'art. 434', 'art. 443', 'art. 434', 'art. 1589', 'sentenza ', 'art. 1589', 'sentenza ', 'art. 1589', 'sentenza ']

Art. 1589 codice civile - Incendio di cosa assicurata - Brocardi.it
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Articolo 1589 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1589 Codice civile
(1) Se la cosa distrutta o deteriorata per incendio era stata assicurata dal locatore o per conto di questo [1891], la responsabilità del conduttore verso il locatore è limitata alla differenza tra l'indennizzo corrisposto dall'assicuratore e il danno effettivo [1223] (2).
Quando si tratta di cosa mobile stimata [1908] e l'assicurazione è stata fatta per valore uguale alla stima, cessa ogni responsabilità del conduttore in confronto del locatore, se questi è indennizzato dall'assicuratore.
Sono salve in ogni caso le norme concernenti il diritto di surrogazione dell'assicuratore [1916].
(1) La norma, di scarsa utilità pratica, deve essere letta unitamente al precedente art. 1588 c.c..
(2) Naturalmente, se l'indennizzo copre l'intero danno la differenza è pari a zero ed il conduttore non è tenuto ad alcunchè verso il locatore.
La norma è volta ad evitare che si produca un indebito arricchimento (2041 c.c.) a favore del locatore.
Spiegazione dell'art. 1589 Codice civile
Rapporti tra locatore e conduttore in base all'assicurazione del rischio locativo
L'articolo in esame prevede i rapporti tra locatore e conduttore in base all'assicurazione del rischio locativo contratta dal primo « o per conto di questo ». La Relazione (n. 692) chiarisce che si vuol disciplinare l'assicurazione «da parte del locatore o del conduttore per conto del locatore ». Alcune riserve possono muoversi circa l'unificazione legislativa delle due ipotesi di assicurazione (da parte del locatore e da parte del conduttore) e sull'affermazione che il conduttore stipuli « per conto del locatore » dopo che è stato autorevolmente dimostrato che il conduttore, assicurandosi, non stipula in favore del locatore, ma unicamente per tendere alla difesa della propria responsabilità. Il contratto di assicurazione in questo caso non contiene una obbligazione dell'assicuratore e del conduttore di fronte al locatore, ma costituisce un rapporto nettamente distinto da quello che lega il conduttore al locatore.
Nell'ipotesi che l'assicurato sia il locatore, la società dovrà risarcirgli il danno o la perdita della cosa assicurata; nel caso che assicurato sia il conduttore, questi ha azione diretta contro la società e, in caso di inerzia, è il locatore che ha l'azione indiretta nei nomi del suo conduttore. Così l'assicuratore può liberarsi dall'onere dell'indennità dando una delle prove che, a norma dell'articolo precedente, esonererebbe da responsabilità il conduttore.
Sia in un caso che nell'altro il diritto del locatore nei confronti del conduttore sarà limitato alla differenza tra il danno effettivo e la somma che la società di assicurazione avrà pagato quale ammontare convenuto. Ulteriore indennizzo non può essere richiesto perché porterebbe ad un ingiusto arricchimento.
Nel caso di assicurazione da parte del conduttore, si trattera di assicurazione spontanea. Se nulla venne convenuto nel contratto, non potrebbe il locatore pretendere che il conduttore lo garantisca dall'incendio della cosa mediante un'assicurazione.
Locazione di cosa mobile stimata
Il capoverso prevede l'ipotesi di locazione di cosa mobile stimata e in esso viene stabilito il principio che l'indennizzo del locatore da parte dell'assicuratore nei limiti della stima esclude ogni ulteriore pretesa del locatore verso il conduttore. Tale pretesa sarebbe invero del tutto ingiustificata perché eccederebbe il valore attribuito alla cosa dallo stesso locatore assicurato.
Nei diritti del locatore verso il conduttore subentra l'assicuratore il quale, a norma dell'art. 1916, comma 10, per effetto del pagamento, è surrogato fino alla concorrenza dell'ammontare dell'indennità pagata. Il creditore subentrante (assicuratore), naturalmente, viene a trovarsi, nei confronti del debitore (conduttore), nelle stesse condizioni del creditore surrogato (locatore). Ne deriva che il conduttore potrà essere esonerato da responsabilità verso l'assicuratore negli stessi modi in cui è liberato nei confronti del locatore e cioè ogni qualvolta provi che l'incendio sia accaduto per causa a lui non imputabile.
404 Per il progetto del 1936 (art. 434) la responsabilità del conduttore per l'incendio cessa quando il locatore possa essere indennizzato dall'assicuratore.
L'introduzione di questo principio è da approvare; ma la sua formulazione merita di essere modificata.
Infatti, fermo che il significato dell'art. 434 quale appare dalla relazione della Commissione reale è che il conduttore resta esonerato dalla responsabilità verso il locatore in quanto questi sia stato indennizzato di tutta la perdita, la norma ammetterebbe solo implicitamente che una responsabilità rimanga nel caso di indennizzo parziale. Ora mi è sembrato che fosse preferibile mettere in rilievo questo effetto, più importante, di una responsabilità limitata del conduttore verso il locatore, anziché l'esonero, quando l'assicurazione copre l'intero danno. Perciò ho dichiarato che, se la cosa distrutta o deteriorata per incendio era stata assicurata dal locatore o per conto di questi, la responsabilità del conduttore è limitata alla differenza tra l'indennizzo corrisposto dall'assicuratore e il danno effettivo.
Può accadere però che la locazione riguardi una cosa mobile e che questa sia stimata; per tale fattispecie ho creduto necessario di affermare che, se il locatore riesce ad ottenere dall'assicuratore un rimborso equivalente alla somma, il conduttore rimane esonerato da ogni responsabilità verso il locatore (art. 444).
Non ho ritenuto di dover soggiungere che l'assicuratore può agire verso il conduttore in colpa surrogandosi al locatore: un principio del genere risulta in via generale dalla disciplina del contratto di assicurazione (art. 438 cod. comm.), e da essa sembra opportuno far regolare anche il regresso dell'assicuratore verso il conduttore, non essendo persuasiva la formula dell'art. 434 del progetto del 1936 che impone all'assicuratore la prova che l'incendio sia cagionato da colpa del conduttore. L'assicuratore che agisce in surroga non è un terzo, ma esperisce i diritti spettanti al locatore per conto del quale fu fatta l'assicurazione, e perciò va a suo vantaggio la inversione dell'onere della prova stabilita a favore del locatore dall'art. 443.
L'ultimo comma dell'art. 434 del progetto del 1936 non è stato da me riprodotto perché è intuitivo. Se il contratto di locazione impone l'obbligo di assicurare la cosa locata, non è possibile ammettere che il conduttore vi adempia assicurando per conto proprio, perché allora assicurerebbe non la cosa stessa ma la sua responsabilità, e cioè garantirebbe se stesso contro il rischio locativo. Che poi nel caso di stima l'assicurazione obbligatoria deve essere fatta per l'ammontare di essa, mi è sembrato inutile dire, essendo evidente che, per quanto la stima non si riferisca esplicitamente al limite dell'obbligo assicurativo. Implicitamente tuttavia vi si riallaccia ed infatti l'obbligo di assicurazione convenuto a carico del conduttore può ritenersi adempiuto soltanto l'assicurazione copre l'intero valore della cosa: dichiarato, presumibile o concordato.
Massime relative all'art. 1589 Codice civile
Cass. civ. n. 10564/2002
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10564 del 19 luglio 2002)
Cass. civ. n. 4330/1999
L'incendio, quale evento eccezionale che abbia determinato il danneggiamento della cosa locata, forma oggetto di un'ipotesi normativa assolutamente estranea alle esigenze di manutenzione conseguenti all'uso, alle quali non è riconducibile; ne consegue che la eventuale (legittima) disciplina convenzionale di esse non può interferire con la disciplina di cui all'art. 1589 c.c., prevedente la responsabilità del conduttore limitatamente a quanto non risarcito dall'assicuratore.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4330 del 29 aprile 1999)
Cass. civ. n. 4405/1979
Anche nell'ipotesi in cui il locatore abbia assicurato la cosa distrutta o deteriorata dall'incendio (art. 1589 c.c.), il conduttore è sempre tenuto a pagare l'importo dell'intero danno, poiché, oltre a rimborsare all'assicuratore, che agisca nei di lui confronti in surrogazione, quanto da costui versato, a titolo di indennizzo al locatore, dovrà a questi corrispondere la differenza tra l'indennizzo medesimo e il danno effettivo; al fine di limitare entro detti limiti la sua responsabilità verso il locatore, il conduttore dovrà dimostrare, in base ai normali principi sull'onere della prova, di avere effettuato il pagamento all'assicuratore, per contro il conduttore, ove provveda all'intero risarcimento del locatore, resta liberato da ogni obbligo verso l'assicuratore.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4405 del 23 luglio 1979)