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Timestamp: 2020-08-14 18:36:36+00:00
Document Index: 135465507

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 115', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 102', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 17654 del 02/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17654 del 02/07/2019
Cassazione civile sez. III, 02/07/2019, (ud. 10/10/2018, dep. 02/07/2019), n.17654
Z.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA EGIDIO GALBANI,
3/5, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO PACE, rappresentato e
difeso dall’avvocato ILARIA DI PUNZIO giusta procura speciale in
DIRECT LINE INSURANCE SPA, A.C. SOLUZIONI SRL;
A.C. SOLUZIONI SRL in persona del legale rappresentante pro tempore
F.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIOVANNI
BETTOLO 9, presso lo studio dell’avvocato MAURO BOTTONI, che la
DIRECT LINE INSURANCE SPA, Z.E.;
avverso la sentenza n. 2317/2016 del TRIBUNALE di TIVOLI, depositata
10/10/2018 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO.
Con sentenza del 21/12/2016 il Tribunale di Tivoli ha respinto il gravame interposto dal sig. Eugen Z. in relazione alla pronunzia G. di P. Tivoli n. 104/14 del 25/2/2014, di accoglimento della domanda (anche) nei suoi confronti proposta dalla società AC Soluzioni s.r.l. di pagamento di somma (a garanzia della cessione pro solvendo in suo favore dal primo effettuato per estinguere un pregresso contratto debito) di parte del maggior credito vantato nei confronti della società Direct Line Insurance, in conseguenza di sinistro stradale avvenuto il 30/6/2012.
Avverso la suindicata pronunzia del giudice dell’appello lo Z. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 2 motivi, illustrati da memoria.
La società AC Soluzioni s.r.l. propone controricorso adesivo, e spiega altresì ricorso incidentale sulla base di unico motivo.
Con il 1 motivo il ricorrente in via principale denunzia violazione dell’art. 115 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.
Con il 2 motivo denunzia violazione degli artt. 1260 e 1264 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5.
A fronte dell’accertamento contenuto nell’impugnata sentenza in base al quale “non vi è prova… dell’avvenuta comunicazione quanto meno con raccomandata della cessione, così da assicurare una adeguata conocenza da parte del debitore della volontà della creditrice di far subentrare terzi in parte del proprio credito”, il ricorrente deduce che “il Tribunale… non ha tenuto in alcun conto del fatto -dirimente- dedotto dalle parti, comprovato documentalmente e, soprattutto, incontestato e non controverso, della notifica della cessione in data precedente (ricezioni delle notifiche attestate da cartoline postali in data 23 agosto 2012 ed in data 14 settembre 2012) al pagamento a mani del cedente (16 novembre 2012)”.
Orbene, emerge evidente come il ricorrente principale a tale stregua prospetta invero un vizio revocatorio ex art. 295 c.p.c., comma 1, n. 4, inammissibile in questa sede.
Senza sottacersi, quanto alla del pari asserita “incontestata notifica della cessione”, che essa presuppone un accertamento di fatto spettante al giudice del merito nell’esercizio di poteri di cui il giudice di legittimità è invero privo.
Con unico motivo la ricorrente in via incidentale denunzia “violazione o falsa applicazione” degli artt. 145 e 149 c.d.a., art. 102 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5.
Esso difetta invero dei requisiti – a pena di inammissibilità richiesto all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3 – della sommaria esposizione dei fatti di causa.
Il ricorso risulta formulato altresì in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che la ricorrente pone a suo fondamento atti o documenti del giudizio di merito (es., la “propria domanda nei confronti della Direct Line Insurance s.p.a”, l'”istanza di cassazione della sentenza proposta dal sig. Z.”, le “motivazioni poste a sostegno del ricorso principale”, la “cessione di credito per cui è causa”) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente -per la parte d’interesse in questa sede-riprodurli nel ricorso ovvero puntualmente indicare in quale sede processuale, pur individuati in ricorso, risultino prodotti, laddove è al riguardo necessario che si provveda anche alla relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta alla Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, rispettivamente acquisito o prodotto in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239; Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
A tale stregua, la ricorrente non deduce le formulate censure in modo da renderle chiare e intellegibili in base alla lettura del ricorso, non ponendo questa Corte nella condizione di adempiere al proprio compito istituzionale di verificarne il relativo fondamento (v. Cass., 18/4/2006, n. 8932; Cass., 20/1/2006, n. 1108; Cass., 8/11/2005, n. 21659) sulla base delle sole deduzioni contenute nel medesimo (v. Cass., 24/3/2003, n. 3158; Cass., 3/8/2003, n. 12444; Cass., 1/2/1995, n. 1161).
A tale stregua, l’accertamento in fatto e le relative valutazioni operate dalla corte di merito nell’impugnata sentenza rimangono invero non idoneamente censurate dall’odierna ricorrente.
E’ al riguardo appena il caso di ribadire che i requisiti di formazione del ricorso rilevano infatti ai fini della relativa giuridica esistenza e conseguente ammissibilità, assumendo pregiudiziale e prodromica rilevanza ai fini del vaglio della relativa fondatezza nel merito, che in loro difetto rimane invero al giudice imprescindibilmente precluso ( cfr. Cass., 6/7/2015, n. 13827; Cass.,18/3/2015, n. 5424; Cass.,12/11/2014, n. 24135; Cass.,18/10/2014, n. 21519; Cass.,30/9/2014,n. 20594; Cass.,19/6/2014, n. 13984; Cass.,20/1/2014, n. 987; Cass., 28/5/2013, n. 13190; Cass., 20/3/2013, n. 6990; Cass., 20/7/2012, n. 12664; Cass., 23/7/2009, n. 17253; Cass., 19/4/2006, n. 9076; Cass., 23/1/2006, n. 1221).
La declaratoria d’inammissibilità preclude la necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti del proprietario del veicolo responsabile del sinistro invocata dalla ricorrente in via incidentale.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso principale, e il controricorso adesivo con ricorso incidentale. Compensa tra le parti le spese del giudizio di cassazione.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, come modif. dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente in via principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.