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Timestamp: 2020-08-13 16:55:50+00:00
Document Index: 80545566

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 15', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art.1381', 'art. 38']

PARERE N. 211 DEL 19/12/2012
PREC 249/12/L
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dal Ministero della Difesa Direzione del Genio Militare per la Marina – Taranto- “Lavori di ristrutturazione ex Officina Motori per la manutenzione SAURO E U212-COMFORSUB –MATINARSEN TARANTO”. Importo a base d’asta € 2.566.524,38 – S.A. Ministero della Difesa Direzione del Genio Militare per la Marina – Taranto.
Requisiti soggettivi generali ex art. 38 co. 1 lett. c) D.Lgs 163/2006. Esclusione. Omessa allegazione documento identità per ogni dichiarazione resa. Illegittimità. Dichiarazione amministratore cessato dalla carica resa per quanto di conoscenza. Esclusione. Illegittimità.
In data 01 agosto 2012 è pervenuta l’istanza indicata in epigrafe con la quale il Ministero della Difesa Direzione del Genio Militare per la Marina – Taranto ha chiesto un parere in merito alla legittimità della esclusione disposta nei confronti di Migifra s.r.l. in quanto le copie del documento di identità del rappresentante legale, inserite nel plico contenente la documentazione amministrativa, non sarebbero risultate in numero pari alle autodichiarazioni dallo stesso rese; inoltre, nonostante la produzione del documento di identità del direttore tecnico cessato dalla carica, la dichiarazione circa il possesso, in capo a quest’ultimo, dei requisiti di ordine generale di cui all’art. 38, sarebbe stata resa, per quanto di conoscenza, dal rappresentante legale della Migifra S.r.l..
In riscontro all’istruttoria procedimentale, formalmente avviata in data 15 novembre 2012, la stazione appaltante ha ribadito la legittimità della disposta esclusione e la correttezza del proprio operato.
La prima questione controversa, oggetto del presente esame, concerne la legittimità della esclusione disposta nei confronti di Migifra s.r.l. in quanto le copie del documento di identità del rappresentante legale inserite nel plico contenente la documentazione amministrativa non erano in numero pari alle autodichiarazioni dallo stesso rese.
Il bando di gara prevede espressamente al punto III.2.1.3) che “ il possesso dei requisiti è provato, a pena di esclusione, con le modalità, le forme e i contenuti previsti nel disciplinare di gara”. Il disciplinare di gara stabilisce all’art. 2 “i concorrenti devono attestare mediante autocertificazione/dichiarazione sostitutiva, ai sensi e per gli effetti del d.P.R 445/2000, (allegando ad ogni autocertificazione/dichiarazione copia di un documento di identità del dichiarante in corso di validità)…b) di non incorrere in nessuna delle cause di esclusione previste dal vigente testo dell’art. 38 D.Lgs. 163/2006”. L’art. 15 del disciplinare di gara prevede quali cause di esclusione quelle previste dagli artt. 38 e 46 comma 1 bis del vigente D.Lgs. 163/2006.
E’ noto che la giurisprudenza amministrativa (tra le tante Consiglio Stato sez. V, 12 giugno 2009, n. 3690) ritiene che “Le autocertificazioni di cui all'art. 38 comma 3, t.u. 28 dicembre 2000 n. 445 necessitano, per la loro giuridica esistenza ed efficacia, della sottoscrizione del legale rappresentante dell'impresa dichiarante, resa in presenza di un agente addetto, ovvero dell'allegazione di copia fotostatica, ancorché non autenticata, di un documento del sottoscrittore, e tale obbligo è inderogabile in ragione della sua introduzione quale forma di semplificazione, con la conseguenza che l'allegazione della copia fotostatica del documento di identità non rappresenta un vuoto formalismo ma costituisce fondamentale elemento della fattispecie normativa diretta a comprovare, oltre alle generalità del dichiarante, l'imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica; segue da ciò che la norma, che prevede l'allegazione della fotocopia del documento di identità, integra il bando anche se questo non imponga espressamente tale onere a pena di esclusione, né il "potere di soccorso" della stazione appaltante può determinare una alterazione della "par condicio" delle imprese con una modificazione dell'offerta incidente su elementi o formalità essenziali della stessa, potendo riguardare solamente documenti già presentati, ma non dichiarazioni o documentazioni omesse, e trovando altresì un limite temporale nel termine perentorio individuato dalla "lex specialis" per la presentazione delle offerte e del relativo corredo documentale”. Tuttavia nella fattispecie qui in esame, il rappresentante legale della ditta concorrente aveva allegato alcune fotocopie del documento di identità che aveva inserito, unitamente alle autodichiarazioni, nella busta contenente la documentazione amministrativa. Pertanto, ciò che si contesta non è l'omessa allegazione della copia del documento di identità, ma il mancato inserimento, per alcune autocertificazioni soltanto, di detto documento. Non può, pertanto, che trovare applicazione l'orientamento correttivo della giurisprudenza amministrativa che “rifugge da "un formalismo senza scopo" e sostiene la conformità alla lettera dell’art. 38 d.p.r. n. 445/2000 (e la rispondenza alla finalità dallo stesso perseguita), nel caso in cui venga inserito una sola copia fotostatica del documento di identità nella busta contenente la documentazione amministrativa, giacché questo elemento (come anche una dichiarazione con firma autenticata) è sufficiente alla identificazione del rappresentante che ha reso le dichiarazioni sostitutive, e ad "instaurare un nesso biunivocamente rilevante tra dichiarazione e responsabilità personale del sottoscrittore", nella specie – come detto – perfettamente identificabile (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 5 marzo 2008, n. 949; id. 5109/2008)”.
Né a sovvertire tale quadro interpretativo può essere invocata – come fa la controinteressata – la disciplina di gara: in primo luogo perché esse si appalesano in contrasto con quanto disposto in tema di autocertificazione dal d.P.R 445/2000 cui fa rinvio l’art. 38 cit. e, quindi, nulle ex art. 46 co. 1 bis D.Lgs. 163/2006; in secondo luogo perché contravvengono senza alcuna logica giustificativa alla regola della massima partecipazione in tema di gare, in virtù del principio del favor partecipationis (ex multis, Cons. Stato, sez. V, 14 aprile 2008, n. 1665; Cons. Stato, sez. VI, 7 giugno 2006, n. 3417; Cons. Stato, sez. V, 28 giugno 2006, n. 4222; Cons. Stato, sez. V, 28 settembre 2005, n. 5194).
Del resto, questi principi sono stati ribaditi dalla recente determinazione di questa AVCP n. 4 del 10.10.2012 (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 254 del 30/10/2012), “Bando – tipo”, che sotto la rubrica “3. Modalità di presentazione delle dichiarazioni sostitutive” ha stabilito “Per giurisprudenza consolidata, invece, l’allegazione della copia del documento di identità costituisce un elemento essenziale per il perfezionamento della dichiarazione medesima, consentendo di comprovare non solo le generalità del dichiarante, ma anche la riferibilità della dichiarazione stessa al soggetto dichiarante (si veda, ex multis, Cons. St., sez. III, 16 marzo 2012 n. 1524). La mancanza di tale elemento essenziale costituisce una carenza non superabile con successiva integrazione dei documenti ai sensi dell'art. 46 del Codice…Fermo restando quanto sin qui osservato, deve precisarsi che, qualora più dichiarazioni vengano rese dalla medesima persona e facciano parte di un medesimo insieme probatorio, non può costituire causa di esclusione la circostanza che dette dichiarazioni non siano accompagnate, ciascuna, da una copia del documento di identità (cfr. parere AVCP n. 48 del 21 marzo 2012; Cons. St., sez. V, 3 gennaio 2006, n. 25; cfr. anche sez. IV, 5 marzo 2008, n. 94), giacché, in tal caso, la prova del nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione alla determinata persona fisica da cui proviene emerge oggettivamente dal riscontro del contesto documentale. Pertanto, nel caso in cui venga inserita nel plico almeno una copia fotostatica del documento di identità, ciò è sufficiente a conseguire lo scopo della identificazione del rappresentante che ha reso le dichiarazioni sostitutive ed instaura un nesso biunivocamente rilevante tra dichiarazione e responsabilità personale del sottoscrittore (cfr. Cons. St., sez. V, 20 ottobre 2008, n. 5109; id., 26 gennaio 2012, n. 337)”.
Conseguentemente, la predetta causa di esclusione di Migifra s.r.l. è da considerarsi illegittima.
Per quanto attiene alla seconda causa di esclusione - ovvero al fatto che la dichiarazione circa il possesso, in capo al direttore tecnico cessato dalla carica, dei requisiti di ordine generale di cui all’art. 38, sia stata resa, per quanto di conoscenza, dal rappresentante legale della Migifra S.r.l.- occorre fare le seguenti considerazioni.
Il disciplinare di gara all'art. 2 stabilisce che “ i requisiti… a pena di esclusione devono essere posseduti e dichiarati (fac-simile all. L)… dai summenzionati soggetti che hanno cessato l'incarico nell'anno precedente dalla data di pubblicazione del bando di gara. Si precisa che qualora qualcuno dei soggetti indicati nell’art. 38 co. 1 lett. c) del codice, cessato dalla carica nell'anno precedente la data di pubblicazione del bando di gara, non sia in condizione di rendere la richiesta attestazione, il concorrente deve dimostrare che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione dalla condotta penalmente sanzionata”.
E’ di tutta evidenza che la predetta disposizione di lex specialis si pone in contrasto con l’art. 38 co. 1 lett. c) in quanto la dissociazione, ai sensi di legge, può essere richiesta dalla stazione appaltante solo in ipotesi di effettiva condanna dell’amministratore cessato dalla carica per reati ostativi all'affidamento di appalti pubblici e conseguentemente, non poteva essere richiesta dal bando di gara a prescindere da eventuali condanne ed al solo al fine di consentire la dichiarazione resa dal concorrente in luogo dell’amministratore cessato non disponibile a renderla personalmente. Ne deriva ulteriormente che la predetta clausola è nulla ai sensi dell’art. 46 co. 1 bis, per come formulata. La clausola resta tuttavia valida nei limiti di quanto conforme alle norme del codice degli appalti, là dove consente al concorrente di rendere la dichiarazione circa l’assenza di cause ostative ex art. 38 cit. in luogo dell’amministratore cessato dalla carica non disponibile a renderla personalmente, nei imiti di quanto di sua conoscenza.
Trova applicazione, del resto, quanto stabilito con la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione IV, n. 3862 del 27/06/2011 secondo cui “L’art. 38, d. lgs. n. 163/2006, relativamente alle dichiarazioni sostitutive rese in ordine a stati, qualità personali e fatti relativi a terzi (cioè i precedenti amministratori cessati dalla carica nel triennio antecedente e gli altri soggetti contemplati), non può che essere interpretata se non in relazione ai principi generali in tema di dichiarazioni rese alla pubblica amministrazione (e connesse responsabilità per dichiarazioni false) ed all’art. 47 DPR n. 445/2000. In tal senso, proprio perché il soggetto può rendere la dichiarazione afferente al terzo solo relativamente a stati, qualità e fatti “di cui abbia diretta conoscenza”, ne consegue che, in presenza di una norma (art. 38) che comunque richiede la predetta dichiarazione, quest’ultima non può che essere resa se non nel senso che essa attesta solo quanto è a conoscenza del dichiarante, ben potendo l’amministrazione – a fronte di una compiuta identificazione dei soggetti interessati – procedere alle opportune verifiche, anche attraverso il casellario giudiziale ed altri archivi pubblici (ai quali essa, a differenza del dichiarante, ha accesso), in ordine alla sussistenza (o meno) dei requisiti in capo a tali soggetti. In definitiva, il partecipante alla gara (e per esso il suo legale rappresentante): per un verso, non può allegare, di sua iniziativa, certificazioni che, riguardanti un terzo, non gli vengono rese dalle pubbliche amministrazioni depositarie; per altro verso, non può dichiarare fatti, stati e qualità se non “per quanto a propria conoscenza”, posto che non può essere costretto ad autocertificare elementi dei quali non abbia (del tutto legittimamente) completa contezza, né potendo egli essere costretto ad assumere responsabilità per dichiarazioni mendaci, laddove non a conoscenza degli elementi oggetto della dichiarazione medesima (ma tuttavia costretto a renderla); per altro verso ancora, non è tenuto (né l’eventuale omissione può costituire causa di esclusione dalla gara) ad indicare le ragioni per le quali non ha potuto produrre le dichiarazioni dei precedenti amministratori (o autocertificare egli le circostanze ad essi relative), posto che il soggetto (persona fisica o giuridica) partecipante alla gara non ha assunto obbligazioni del fatto del terzo nei confronti della stazione appaltante (art.1381 c.c)….”.
Pertanto, anche la seconda ragione posta a fondamento del provvedimento di esclusione non può ritenersi fondata e ciò anche in considerazione del fatto che l’amministrazione – a fronte di una compiuta identificazione del direttore tecnico cessato dalla carica – avrebbe potuto procedere alle opportune verifiche, anche attraverso il casellario giudiziale ed altri archivi pubblici (ai quali essa, a differenza del dichiarante, ha accesso), in ordine alla sussistenza (o meno) dei requisiti in capo a tale soggetto.
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’esclusione di Migifra s.r.l. sia illegittima sia in relazione alla omessa allegazione del documento di identità per ogni dichiarazione resa, sia con riguardo alla presentazione, da parte della ditta concorrente in persona del legale rappresentante, dell’autodichiarazione circa l’assenza di cause ostative ai sensi dell’art. 38 co. 1 D.Lgs. 163/2006, con riguardo al direttore tecnico cessato dalla carica nell’anno antecedente.