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Timestamp: 2018-09-19 13:52:25+00:00
Document Index: 92106117

Matched Legal Cases: ['art. 370', 'art. 334', 'art. 325', 'sentenza ', 'art. 268', 'art. 370', 'art. 370', 'art. 104', 'art. 92', 'art. 370', 'art. 370', 'art. 370', 'art. 175', 'art. 370', 'art. 160', 'art. 61', 'art. 55', 'art. 370', 'art. 160', 'art. 370']

Art. 370 cod. proc. penale: Atti diretti e atti delegati
Codice proc. penale Art. 370 cod. proc. penale: Atti diretti e atti delegati
Non dà luogo ad inutilizzabilità e neppure a nullità, per pretesa violazione dell'art. 370, comma 1, c.p.p., l'effettuazione, da parte della polizia giudiziaria, con l'assistenza del difensore, su delega del pubblico ministero, dell'interrogatorio della persona sottoposta a indagini che si trovi, per altra causa, in stato di detenzione.
Cassazione penale sez. V 23 aprile 2014 n. 31819
Le regole della impugnazione tardiva, in osservanza dell'art. 334 cod. proc. civ. e in base al combinato disposto degli artt. 370 e 371 cod. proc. civ., operano esclusivamente per l'impugnazione incidentale in senso stretto, e cioè proveniente dalla parte contro la quale è stata proposta l'impugnazione principale, solo alla quale è consentito presentare ricorso nelle forme e nei termini di quello incidentale, per l'interesse a contraddire e a presentare, contestualmente con il controricorso, l'eventuale ricorso incidentale anche tardivo. Invece, quando il ricorso di una parte abbia contenuto adesivo a quello principale, non trovano applicazione i termini e le forme del ricorso incidentale (tardivo), dovendo invece osservarsi la disciplina dettata dall'art. 325 cod. proc. civ. per il ricorso autonomo, cui è altrettanto soggetto qualsiasi ricorso successivo al primo, che abbia valenza d'impugnazione incidentale, qualora investa un capo della sentenza non impugnato con il ricorso principale o lo investa per motivi diversi da quelli fatti valere con il ricorso principale. Rigetta, App. Campobasso, 11/10/2007
Cassazione civile sez. III 21 gennaio 2014 n. 1120
Ai fini dell'utilizzabilità delle intercettazioni di conversazioni eseguite mediante apparecchiature presenti nella sala di ascolto di una Procura della Repubblica diversa da quella che ha autorizzato le attività di intercettazione, non occorre né un provvedimento di autorizzazione motivato, in analogia con quanto disposto dall'art. 268 comma 3 c.p.p., atteso che gli impianti adoperati sono sotto il diretto ed immediato controllo dell'autorità giudiziaria, né una delega ai sensi dell'art. 370 comma 3 c.p.p., non ricorrendone i presupposti. Rigetta in parte, App. Napoli, 21/12/2011
Cassazione penale sez. II 10 maggio 2013 n. 34969
È abnorme l'ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari, in esito all'udienza camerale fissata per l'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione, indichi al pubblico ministero, tra le ulteriori indagini necessarie, anche l'interrogatorio dell'indagato da svolgersi "personalmente e senza delega" da parte del p.m. (In motivazione la Corte, nell'annullare senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alle parole "personalmente e senza delega", ha precisato che il potere del g.i.p. di indicare nuovi temi di indagine non si estende sino al punto di coartare l'organo inquirente sulle modalità di svolgimento delle investigazioni e inibirgli il legittimo esercizio della facoltà di delega previsto dall'art. 370 c.p.p.).
Cassazione penale sez. III 14 giugno 2011 n. 29631
Il p.m., nel delegare la polizia giudiziaria ad effettuare un sequestro preventivo disposto dal giudice si limita a curare l'esecuzione del provvedimento secondo quanto dispone l'art. 104 disp. att. c.p.p. il quale, a sua volta, richiama il precedente art. 92. Trattandosi di attività di mera esecuzione di un provvedimento emesso dal giudice previa valutazione della sussistenza dei presupposti di legge, non può essere in alcun modo equiparata alle diverse attività cui si riferisce l'art. 370 c.p.p. Non sussiste, pertanto, l'obbligo del previo avviso al difensore di fiducia dell'indagato della esecuzione del sequestro disposto dal giudice, né sussiste l'obbligo per la polizia giudiziaria di avvisare l'indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia. Non è inoltre dovuta la preventiva informazione di garanzia né è richiesta la presenza di tutti i suoi contenuti nel provvedimento cautelare emesso dal g.i.p.
L'art. 370 c.p.p. presuppone un atto formale di delega contenente l'espressa indicazione degli adempimenti delegati ed i limiti della delega, necessario anche al fine di documentare l'ottemperanza alla delega ricevuta; ne consegue che la delega orale deve ritenersi inesistente.
Sono utilizzabili i risultati delle intercettazioni nel caso in cui le operazioni di ascolto siano state eseguite presso gli impianti installati in una Procura della Repubblica diversa da quella che ha richiesto e disposto la relativa attività di intercettazione, trattandosi di una forma di collaborazione tra uffici del p.m. che può essere inquadrata tra le attività delegabili ai sensi dell'art. 370, comma 3, c.p.p. (Nel caso di specie, l'attività di intercettazione disposta dalla Procura della Repubblica di Napoli è stata materialmente eseguita presso gli impianti delle Procure di Frosinone e di Cassino, nel cui ambito territoriale si trovavano alcune delle persone da sottoporre a controllo).
Cassazione penale sez. VI 02 aprile 2007 n. 35769
L'art. 175, comma 2, c.p.p. come modificato dalla l. n. 60 del 2005, prevede che non si possa autorizzare la restituzione in termini qualora vi sia la prova della sussistenza, alternativamente, di una delle due condizioni, e cioè, la conoscenza del procedimento ovvero del provvedimento; pertanto qualora sia raggiunta la prova della conoscenza del procedimento, l'imputato non può pretendere di essere reso edotto anche dell'esito dello stesso, potendo con un minimo di diligenza acquisire tutte le informazioni del caso (fattispecie in cui la prova dell'effettiva conoscenza del procedimento emergeva dal verbale di tentativo di conciliazione esperito dai carabinieri della stazione di residenza, ai sensi degli artt. 370 e 564, nel quale l'indagato veniva reso edotto della presentazione di una querela contro di lui).
Cassazione penale sez. II 21 febbraio 2006 n. 9104
Nel procedimento davanti al giudice di pace, l'interrogatorio dell'indagato, effettuato dalla polizia giudiziaria per delega del p.m. ai sensi dell'art. 370 c.p.p., non è idoneo ad interrompere il corso della prescrizione, non rientrando nel novero degli atti produttivi di tale effetto indicati nell'art. 160 comma 2 c.p. e non essendo neppure menzionato tra gli atti aventi tale efficacia interruttiva previsti dall'art. 61 d.lg. n. 274 del 2000, atteso che il divieto di analogia "in malam partem" in materia penale, non consente un ampliamento di tali categorie di atti processuali in via interpretativa.
Cassazione penale sez. IV 10 luglio 2003 n. 37476
La localizzazione a distanza di persone e cose rientra nell'ordinaria attività di controllo ed individuazione demandata alla polizia giudiziaria dagli art. 55, 347 e 370 c.p.p., anche attraverso i mezzi di ricerca della prova atipici. Dette attività, seppure effettuate con tecnologie particolarmente avanzate e sofisticate, quale il sistema satellitare g.p.s., non necessitano di autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria con decreto motivato, poiché non si tratta di intercettazioni di comunicazioni (telefoniche od ambientali) tra due o più persone e, perciò, non è necessario rispettare le modalità di cui agli arti. 266 - 271 c.p.p.
Cassazione penale sez. V 27 febbraio 2002 n. 16130
L'interrogatorio dell'indagato, effettuato dalla polizia giudiziaria per delega del p.m. ai sensi dell'art. 370 c.p.p., non è atto idoneo ad interrompere il corso della prescrizione, non rientrando nel novero degli atti, produttivi di tale effetto, indicati nell'art. 160 comma 2 c.p. e non essendo questi ultimi suscettibili di ampliamento per via interpretativa, stante il divieto di analogia "in malam partem" in materia penale.
Cassazione penale sez. un. 11 luglio 2001 n. 33543
Non costituisce atto idoneo ad interrompere la prescrizione del reato l'interrogatorio effettuato dalla polizia giudiziaria all'uopo delegata dal p.m. ai sensi dell'art. 370 c.p.p.