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Timestamp: 2019-02-16 16:17:13+00:00
Document Index: 38579983

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 12']

FONDO INTEGRATIVO DI PREVIDENZA DIRIGENTI AZIENDE FIAT FIPDAF FONDO PENSIONE - PDF
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1 FONDO INTEGRATIVO DI PREVIDENZA DIRIGENTI AZIENDE FIAT FIPDAF FONDO PENSIONE CARATTERISTICHE DELLA FORMA PENSIONISTICA COMPLEMENTARE A. INFORMAZIONI GENERALI A.1 Lo scopo Scopo del Fondo è garantire agli associati prestazioni pensionistiche aggiuntive ai trattamenti pensionistici di legge. Tale fine è perseguito raccogliendo le somme versate ( contributi ) ed investendole, nell esclusivo interesse dell aderente, in una polizza assicurativa di Ramo V in forma di contratto collettivo di capitalizzazione a premio unico, stipulata con la Compagnia Assicuratrice Alleanza Toro S.p.A., confluita in Generali Italia S.p.A., con conti individuali in capo ad ogni iscritto. La pensione complementare ( rendita ), resa sempre più necessaria dalla riduzione del tasso di sostituzione del primo pilastro, si aggiungerà così alla pensione di base e consentirà all iscritto di mantenere, anche dopo il pensionamento, un tenore di vita più prossimo a quello conseguito durante la sua vita lavorativa.. L adesione al FIPDAF consente di accumulare risparmio per integrare la pensione godendo di significativi vantaggi fiscali. A.2 La costruzione della prestazione complementare La partecipazione alle forme di previdenza complementare prevede al suo interno due fasi distinte: la fase di accumulo la fase di erogazione della prestazione. Dal momento del primo versamento comincia a formarsi la cosiddetta posizione individuale che tiene conto dei versamenti effettuati e dei rendimenti spettanti a ciascun aderente in funzione degli investimenti operati dal Fondo. La posizione individuale rappresenta la somma che viene accumulata nel tempo ed in base alla quale verrà determinato l importo della pensione complementare. Questa posizione cresce per tutto il periodo che intercorre dal momento dell adesione a quello del pensionamento (fase di accumulo) e sarà poi utilizzata per corrispondere la pensione complementare a partire dal momento del pensionamento e per tutta la vita (fase di erogazione). La posizione individuale è inoltre la base per il calcolo di tutte le altre prestazioni cui l aderente potrà aver accesso anche prima del pensionamento. Lo Statuto del Fondo (Parte III) definisce le modalità di costituzione della posizione individuale. 14
2 A.3 Il modello di governance L adesione al Fondo dà diritto ad eleggere i rappresentanti nell Assemblea dei Delegati e ad essere eletto come tale. L Assemblea dei Delegati, a sua volta, procede all elezione della metà dei componenti degli Organi di amministrazione e controllo del Fondo stesso (Consiglio di amministrazione e Collegio dei Sindaci), i quali sono caratterizzati da una composizione paritetica, vale a dire da uno stesso numero di rappresentanti dei dipendenti e di rappresentanti delle Società datori di lavoro. Tutti i componenti degli Organi di amministrazione e controllo sono in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla normativa vigente in materia. Il Consiglio di amministrazione elegge, al suo interno, il Presidente, che ha la rappresentanza legale del Fondo, e il Vice Presidente. Il Consiglio di amministrazione nomina inoltre il Direttore Generale e il Responsabile del Fondo, che possono coincidere nella stessa persona. Il Collegio dei Sindaci elegge, al proprio interno, il Presidente. I relativi articoli dello Statuto (Parte IV) individuano le regole di composizione e designazione degli organi del Fondo e le funzioni loro attribuite. Ulteriori informazioni sul modello di governance del Fondo sono contenute nella sezione Soggetti coinvolti nell attività della forma pensionistica complementare. B. LA CONTRIBUZIONE Nel ricordare che informazioni sulla misura della contribuzione sono già state indicate al paragrafo D.1 Contribuzione della Scheda sintetica, si riepilogano le attuali modalità di contribuzione al FIPDAF. In particolare: le Società associate versano contributi a favore di ciascun proprio dirigente, Socio del Fondo, a decorrere dal 1 gennaio 2012, per un importo pari al 5% della retribuzione complessiva annua lorda utile ai fini del TFR; i dirigenti associati al Fondo, siano essi vecchi iscritti o nuovi iscritti versano un contributo pari a quello aziendale nella rispettiva misura della retribuzione di cui sopra; in alternativa il dirigente, conformemente a quanto previsto dalle disposizioni di legge, può determinare liberamente l entità della contribuzione a proprio carico nella misura diversa che egli intenda liberamente destinare, modificando detta aliquota secondo le possibilità previste dall accordo FIPDAF 23 marzo 2012, tra cui la possibilità di contenere la contribuzione a proprio carico entro il limite di deducibilità fiscale, ferma restando la contribuzione a carico azienda; l accordo FIPDAF 23 marzo 2012 ha confermato l applicazione delle aliquote di contribuzione sulla retribuzione utile ai fini del TFR senza limiti di massimale per tutti i dirigenti assunti o promossi alla data del 30 giugno 2006; l accordo FIPDAF 23 marzo 2012 ha inoltre previsto che, per i dirigenti assunti o promossi a partire dal 1 luglio 2006, le suddette aliquote di contribuzione siano applicate fino al limite di euro annui. 15
3 IL TFR Le fonti istitutive hanno previsto l adesione al FIPDAF anche tramite il solo conferimento dei flussi di TFR in maturazione. Il TFR viene solitamente accantonato in azienda e corrisposto al momento della cessazione del rapporto di lavoro; l importo annuo accantonato è pari al 6,91% della retribuzione lorda e viene ogni anno rivalutato dal datore di lavoro. Il TFR si rivaluta nel tempo in una misura definita dalla legge, pari al 75% del tasso di inflazione più 1,5 punti percentuali (ad esempio, se nell anno il tasso di inflazione è stato pari al 2%, il tasso di rivalutazione del TFR per quell anno sarà: 2% x 75% + 1,5% = 3%). La rivalutazione del TFR versato al FIPDAF non sarà più pari alla misura fissata dalla legge ma dipenderà dal rendimento finanziario degli investimenti ottenuti dal Fondo. La scelta di destinare tutto il TFR maturando al FIPDAF per finanziare la previdenza complementare farà sì che il datore di lavoro non lo accantonerà più in azienda ma lo verserà al Fondo mentre rimarrà accantonato in azienda il TFR maturato fino a quel momento. Qualora la scelta fosse invece quella di mantenere il TFR maturando in azienda, il dipendente potrà comunque successivamente modificare la scelta effettuata. L accordo FIPDAF 23 marzo 2012 ha stabilito il conferimento delle quote di TFR maturando al FIPDAF nel modo seguente: destinazione dell intero accantonamento annuale del trattamento di fine rapporto maturando, che può aver luogo in forma di conferimento tacito, anche con riferimento alla sola quota residua non versata al Fondo in base ai precedenti accordi; i soci la cui iscrizione alla previdenza obbligatoria sia antecedente alla data del 29 aprile 1993, e non siano iscritti al Fondo alla data del 1 gennaio 2007, potranno optare tra la destinazione al Fondo dell intero TFR maturando e la destinazione di una quota dello stesso pari alla contribuzione a carico azienda versata al Fondo; i dipendenti già iscritti al Fondo alla data del 1 gennaio 2007 potranno mantenere in azienda la quota del TFR eventualmente non conferita al Fondo, ferma restando la facoltà di destinare al Fondo l intero TFR in data successiva. È importante sapere che nel caso di conferimento alla previdenza complementare non viene meno la possibilità di utilizzare il TFR per far fronte a esigenze personali di particolare rilevanza (ad esempio, spese sanitarie per terapie e interventi straordinari ovvero acquisto della prima casa di abitazione) (v. paragrafo Anticipazioni e riscatti ). AVVERTENZA - Non sarà possibile revocare la scelta effettuata di conferire il TFR maturando al Fondo. LA QUOTA A CARICO DELL AZIENDA L adesione al FIPDAF consente inoltre di beneficiare di un contributo da parte del datore di lavoro nella misura indicata dagli accordi sindacali collettivi. E possibile godere di questo versamento soltanto se l aderente contribuisce al Fondo almeno nella misura minima prevista. 16
4 IL CONTRIBUTO DEL SOCIO Nella scelta del contributo da versare a proprio carico il potenziale aderente deve considerare che il versamento non è obbligatorio. L aderente può quindi decidere di versare soltanto il TFR al Fondo. Questa scelta tuttavia, nell escludere Il versamento del contributo a proprio carico, almeno nella misura minima prevista impedisce di beneficiare del contributo del datore di lavoro. L aderente può controllare i versamenti effettuati e la posizione tempo per tempo maturata attraverso gli strumenti riportati nel paragrafo Comunicazioni agli iscritti. Ulteriori informazioni sulla contribuzione sono contenute nella Parte III dello Statuto. AVVERTENZA l aderente è tenuto a verificare la correttezza dei contributi affluiti al Fondo rispetto ai versamenti effettuati per il tramite del datore di lavoro, anche al fine di accertare l insussistenza di errori o di omissioni contributive. Particolare attenzione dev essere prestata ai contributi eventualmente versati oltre il limite di deducibilità fiscale e quindi in regime di non esenzione, che devono essere comunicati annualmente al Fondo tramite lo specifico modulo. C. L INVESTIMENTO E I RISCHI CONNESSI C.1 Indicazioni generali I contributi versati, al netto degli oneri trattenuti al momento del versamento, sono investiti in una polizza collettiva di capitalizzazione e si rivalutano nel tempo in funzione del rendimento della Gestione Separata alla quale è collegata la polizza stessa, il cui rendimento è determinato dalle scelte di gestione operate dalla Compagnia Assicuratrice Alleanza Toro S.p.A.. La Compagnia Assicuratrice emette ogni mese una polizza, a premio unico, le cui riserve confluiscono in una speciale gestione di riferimento detta Gestione Separata. La posizione dell iscritto è pertanto gestita per polizze: ad ogni contributo versato in capo all iscritto corrisponde una polizza cui è collegata una garanzia di rendimento minimo e coefficienti di conversione in rendita predeterminati. Le polizze hanno, quindi, un valore differente le une dalle altre in relazione all ammontare dei premi che le hanno determinate ed alle rivalutazioni di cui hanno nel frattempo beneficiato; presentano inoltre garanzie differenziate in base all anno di emissione. La gestione del proprio patrimonio mediante la stipula di contratti assicurativi di cui ai rami vita I, III e V è consentita al Fondo in quanto esso risulta istituito alla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421 (c.d. forme preesistenti ). Inoltre la gestione assicurativa, prevedendo la garanzia del capitale versato e il suo consolidamento insieme con il rendimento generato dalla gestione, con un rendimento minimo garantito, è idonea a ricevere le quote di TFR conferite al FIPDAF anche con modalità tacita. C.2 Caratteristiche dell investimento 17
5 L investimento dei contributi avviene in contratti collettivi di capitalizzazione, ed è caratterizzato dall assunzione del rischio finanziario da parte della Compagnia Assicuratrice. Il termine rischio vuole esprimere la variabilità del rendimento in un determinato periodo di tempo. Se il comparto presenta un livello di rischio basso, il suo rendimento tende ad essere relativamente stabile nel tempo. L applicazione di coefficienti di conversione in rendita predeterminati fa sì che la Compagnia Assicuratrice assuma anche il rischio demografico, facendosi carico dell erogazione delle prestazioni di rendita vitalizia la cui quantificazione deriva dall applicazione di specifiche tavole demografiche, le quali vengono periodicamente aggiornate in base all evoluzione della speranza di vita. In particolare, per il FIPDAF il rischio finanziario si può considerare assente per la garanzia del riconoscimento di un rendimento annuo minimo, costituito dall impegno della Compagnia ad operare una certa misura minima di rivalutazione annua delle prestazioni assicurate. La Convenzione attualmente in corso con la Compagnia prevede, per i premi versati sino al 31/12/2013, l applicazione di una tariffa con rivalutazione annua minima che, a seconda dei periodi di versamento, può variare tra il 4% ed il 2% secondo i valori massimi consentiti dalla normativa in vigore; per i premi versati dal 1/1/2014, è invece prevista una rivalutazione annua minima pari allo 0,50% annuo composto per il periodo intercorrente tra la data di decorrenza del versamento e la data di richiesta della liquidazione. La misura percentuale di rivalutazione delle prestazioni viene determinata applicando al rendimento della Gestione Separata un aliquota di retrocessione, ferma una ritenzione minima a favore della Compagnia, nella misura prevista dalla Convenzione- In particolare, le rivalutazioni applicate, con l eventuale attribuzione della rivalutazione minima prevista, si consolidano annualmente, così che le prestazioni possono esclusivamente aumentare e mai diminuire. Per quanto riguarda il rischio demografico, occorre rilevare che la rendita sarà determinata applicando al capitale maturato appositi coefficienti di trasformazione; tuttavia, il coefficiente applicabile al capitale derivante da ciascun premio è già fissato al momento del relativo versamento, il che consente di predeterminare, a fronte di ciascun contributo investito in polizza, una porzione della prestazione complessiva di rendita che sarà erogata al momento del pensionamento; tale porzione di rendita non sarà quindi influenzata dall applicazione di eventuali nuovi coefficienti di trasformazione, determinati sulla base di più recenti proiezioni demografiche circa la durata della vita umana, che potranno pertanto riguardare unicamente i versamenti successivi. Per le caratteristiche intrinseche della gestione assicurativa, le risorse del Fondo non sono depositate presso una Banca depositaria. AVVERTENZA - Il livello della garanzia finanziaria applicata dalla Compagnia Assicuratrice è definito nel rispetto della sua misura massima prevista dalla normativa tempo per tempo in vigore che disciplina il settore assicurativo, e può essere modificato ad ogni rinnovo della convenzione in corso, così come le tavole demografiche utilizzate per determinare la prestazione di rendita. Fermo che eventuali modifiche potranno riguardare unicamente i versamenti successivi, qualora in sede di rinnovo della Convenzione la tariffa venisse modificata il Fondo ne informerà gli iscritti. 18
6 Per informazioni sull andamento della gestione si suggerisce di consultare la sezione Informazioni sull andamento della gestione. Nella Scheda sintetica, Tabella Rendimenti storici, sono riportati i risultati conseguiti dal Fondo negli anni passati. Questa informazione può aiutare ad avere un idea dell andamento della gestione, ma occorre ricordare che i rendimenti passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri, vale a dire che non c è alcuna sicurezza sul fatto che nei prossimi anni i risultati saranno in linea con quelli ottenuti in precedenza. D. LE PRESTAZIONI PENSIONISTICHE (PENSIONE COMPLEMENTARE E LIQUIDAZIONE DEL CAPITALE) D.1 Prestazioni pensionistiche Il diritto a percepire la prestazione pensionistica complementare sorge nel momento in cui si matura il diritto alla pensione nel regime previdenziale obbligatorio a condizione di aver partecipato a forme pensionistiche complementari per almeno cinque anni. Sono considerati periodi di partecipazione al Fondo per determinare il diritto alle prestazioni, tutti i periodi nei quali vi sia stato versamento di contributi ivi compresi i periodi derivanti da trasferimenti da altre forme pensionistiche complementari. I requisiti di età e di anzianità contributiva fissati per il pensionamento non sono richiesti ai soci già iscritti al Fondo (o ad altre forme pensionistiche complementari preesistenti alla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421) alla data del 28 aprile 1993 (c.d. vecchi iscritti) a condizione che gli stessi risolvano il rapporto di lavoro e abbiano diritto al riconoscimento di una prestazione pensionistica nell assicurazione obbligatoria. Dal momento della maturazione dei requisiti l aderente potrà decidere se iniziare a percepire la prestazione pensionistica o proseguire volontariamente la contribuzione, anche oltre il raggiungimento dell età pensionabile prevista nel regime obbligatorio, fino a quando lo riterrà opportuno. E possibile percepire la prestazione complementare in anticipo di 5 anni rispetto al momento sopra indicato soltanto nel caso in cui la cessazione dell attività lavorativa comporti l inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi o in caso di invalidità permanente che riduca in modo significativo la capacità lavorativa dell iscritto. L entità lorda delle prestazioni è determinata, con rigorosi criteri di gestione finanziaria a capitalizzazione e di corrispettività, sulla base della contribuzione definita versata a carico del lavoratore e del datore di lavoro sulla posizione individuale di ogni singolo lavoratore e dei rendimenti maturati in base all investimento delle risorse del Fondo. Al fine di una corretta valutazione del livello della prestazione che l iscritto può attendersi dal Fondo è importante aver presente fin d ora che l importo della prestazione sarà tanto più alto quanto: più alti sono i versamenti che farà; maggiore è la continuità con cui sono effettuati i versamenti (cioè, non ci sono interruzioni, sospensioni o ritardi nei pagamenti); più lungo è il periodo di tempo tra il momento in cui aderisce e quello in cui andrà in pensione (al pensionamento avrà infatti effettuato più versamenti e maturato più rendimenti); 19
7 più bassi sono i costi di partecipazione; più elevati sono i rendimenti della gestione. In larga parte, tali elementi possono essere influenzati da decisioni dell interessato: ad esempio, da quanto si impegna a versare, dall attenzione che porrà nel confrontare i costi che sostiene con quelli delle altre forme cui potrebbe aderire; dalle scelte che farà su come investire i contributi tra le diverse possibilità che sono proposte; dal numero di anni di partecipazione al piano nella fase di accumulo. I requisiti di accesso alle prestazioni sono indicati nella Parte III dello Statuto. D.2 Prestazione erogata in forma di rendita pensione complementare Salvo l opzione che potrà esercitare per la liquidazione in capitale (v. al riguardo il paragrafo seguente), la prestazione pensionistica sarà interamente erogata all iscritto nella forma di rendita (pensione complementare). Dal momento del pensionamento e per tutta la durata della vita verrà cioè pagata all aderente periodicamente una somma corrispondente alle prestazioni di rendita che avrà acquisito mediante la trasformazione in premi di assicurazione dei contributi versati al Fondo (per la parte per la quale non verrà richiesta la prestazione in capitale) ed alle rivalutazioni che sono state riconosciute alle prestazioni stesse. Al momento dell erogazione della prestazione di rendita, che potrà iniziare anche ad una data diversa da quella, generalmente coincidente con l età pensionabile prevista nel sistema obbligatorio di appartenenza, al montante derivante da ogni specifico versamento sarà applicato il relativo coefficiente di conversione in rendita corrispondente all età raggiunta. I coefficienti di trasformazione tengono conto dell andamento demografico della popolazione italiana e sono differenziati per età e per sesso. In sintesi, quanto maggiore sarà l età al pensionamento, tanto maggiore sarà l importo della pensione. Per un trattamento più approfondito dell argomento, si rimanda al sito del Fondo ed al documento Regolamento per l erogazione delle rendite. D.3 Prestazione erogata in forma di capitale liquidazione del capitale Il titolare del diritto, al momento dell uscita per pensionamento, può optare per la liquidazione del corrispondente capitale nei limiti stabiliti dalla legge e cioè: se vecchio iscritto : facoltà di chiedere la liquidazione dell intera prestazione pensionistica in capitale; se nuovo iscritto : facoltà di chiedere la liquidazione in capitale al massimo per il 50% della prestazione pensionistica. Per effetto di tale scelta, l aderente potrà godere della immediata disponibilità di una somma in capitale ma l importo della pensione complementare che verrà erogato nel tempo sarà più basso, o nullo nel caso di vecchio iscritto, di quello spettante in caso di mancato esercizio di tale facoltà. Qualora l importo che si ottiene, convertendo in rendita pensionistica annua a favore del socio il 70% di quanto maturato sulla posizione individuale risulti inferiore al 50% dell assegno sociale di cui all art. 3, commi 6 e 7 della legge 335/95, il socio può optare per la liquidazione in capitale dell intero importo maturato. 20
8 Le condizioni e i limiti per l accesso alla prestazione in capitale sono indicati alla Parte III dello Statuto. E. LE PRESTAZIONI NELLA FASE DI ACCUMULO In linea generale il piano pensionistico dovrebbe giungere al suo normale compimento concludendo la fase di accumulo al momento del pensionamento quando inizierà la fase di erogazione della prestazione. Sono però previsti dalla normativa vigente alcuni casi di accesso alle prestazioni durante la fase di accumulo. E.1 Anticipazioni e riscatti LE ANTICIPAZIONI In caso di spese sanitarie o interventi straordinari che riguardino l aderente o i propri familiari o, trascorsi otto anni di partecipazione al Fondo, in caso di acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile, o per la realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 1 dell art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, relativamente alla prima abitazione, l aderente può chiedere al FIPDAF di anticipargli fino al 75% della posizione maturata. Altre anticipazioni, in misura inferiore e solo fino al 30% della posizione, possono essere concesse per altre eventuali esigenze. AVVERTENZA - Poiché il pagamento di somme a titolo di anticipazione riduce la posizione individuale, è prevista dalla normativa vigente la possibilità di versare dei contributi aggiuntivi per reintegrare la quota di posizione anticipata in base a quanto previsto dall art. 7 del Regolamento sulle anticipazioni e secondo le modalità definite dal Consiglio di amministrazione del Fondo. Maggiori informazioni sui requisiti di accesso, sulle modalità e sulla misura delle prestazioni sono reperibili sullo Statuto del Fondo (art. 13) e sul documento per le anticipazioni. Alcune forme di anticipazione sono sottoposte ad un trattamento fiscale di minor favore rispetto a quello proprio delle prestazioni pensionistiche complementari. Ne verifichi la disciplina nell apposito documento sul regime fiscale. IL RISCATTO DELLA POSIZIONE MATURATA In presenza di specifiche situazioni attinenti alla vita lavorativa è inoltre possibile riscattare in tutto o in parte la posizione maturata indipendentemente dagli anni che ancora mancano al raggiungimento della pensione. Ciò è possibile, ad esempio, in caso di cessazione dell attività lavorativa da cui consegua un periodo di inoccupazione protratto nel tempo o in caso di invalidità permanente che riduca in modo significativo la capacità lavorativa del lavoratore. E possibile altresì accedere al riscatto della propria posizione individuale qualora vengano meno i requisiti di partecipazione al Fondo senza aver maturato il diritto alla pensione e senza che sia possibile richiedere il trasferimento ad altro fondo pensione o ad una forma pensionistica individuale della loro posizione maturata. 21
9 Il riscatto della posizione individuale avverrà entro sei mesi dalla richiesta. Se, trovandosi nelle situazioni che consentono il riscatto totale della posizione, l aderente intendesse effettuare tale scelta, occorre tenere conto che, a seguito del pagamento della corrispondente somma, verrà meno ogni rapporto tra l aderente stesso ed il Fondo. In tal caso, ovviamente, al momento del pensionamento non avrà alcun diritto nei confronti del Fondo. In ottemperanza alle indicazioni dell Autorità di Vigilanza del 29 marzo 2012 in materia di riscatto parziale ex art. 14 comma 5 del D. Lgs. 252/05, chi perda i requisiti di partecipazione come dipendente senza poter trasferire la posizione individuale potrà inoltre esercitare la facoltà di riscatto parziale di una quota pari al 50 o al 75%. Questo permette all aderente, in caso di inoccupazione temporanea, di mantenere la propria posizione previdenziale beneficiando di un sostegno al reddito per il tempo necessario. Il riscatto parziale può essere erogato in un massimo di cinque quote annuali, permettendo così di contenere al minimo necessario lo smobilizzo e, quindi, il pregiudizio della finalità previdenziale In alcuni casi tali prestazioni subiscono un trattamento fiscale di minor favore rispetto a quello delle prestazioni pensionistiche. Se ne verifichi la disciplina nell apposito documento sul regime fiscale. Maggiori informazioni sui requisiti di accesso, sulle modalità e sulla misura delle prestazioni sono reperibili nella Parte III dello Statuto del Fondo (art. 12). E.2 Prestazioni in caso di decesso prima del pensionamento In caso di morte prima del pensionamento dell associato, la posizione individuale è riscattatadai beneficiari dallo stesso designati o, in mancanza di specifiche indicazioni, dagli eredi. In assenza di tali soggetti la posizione individuale resta acquisita al Fondo. E.3 Trasferimento della posizione individuale Qualora l associato perda i requisiti per la partecipazione al Fondo, può richiedere il trasferimento della propria posizione individuale ad altro fondo pensione, cui abbia possibilità di accedere in relazione alla nuova attività lavorativa ovvero in mancanza di tale possibilità ad un fondo aperto o ad una forma pensionistica individuale. Nel caso in cui l associato, per sua libera scelta, lasci il Fondo senza che siano venuti meno i requisiti di partecipazione, può richiedere il trasferimento della propria posizione ad altro fondo non prima che siano trascorsi due anni di iscrizione al Fondo. È importante sapere che il trasferimento consente di proseguire il piano previdenziale presso un altra forma pensionistica complementare senza alcuna soluzione di continuità e che l operazione non è soggetta a tassazione. In ogni caso, il trasferimento della posizione maturata avverrà entro il termine massimo di sei mesi. Il trasferimento effettuato nei confronti di una forma pensionistica complementare non contrattuale, comporta la cessazione della contribuzione a carico azienda. In caso di trasferimento ad altra forma pensionistica contrattuale, la misura del contributo a carico azienda sarà regolata dagli specifici accordi. 22
10 Le condizioni per il trasferimento della posizione individuale sono indicate nella Parte III dello Statuto del Fondo. F. I COSTI La partecipazione ad una forma pensionistica complementare comporta anche la partecipazione al sostenimento delle spese che gravano direttamente o indirettamente sulla posizione dell aderente. Alcuni costi vengono imputati direttamente mediante trattenute dai versamenti, altri vengono invece prelevati dal patrimonio investito mediante riduzione dei rendimenti. È pertanto opportuno effettuare una attenta valutazione dell incidenza complessiva di tali oneri sulla posizione individuale nel tempo. F.1 Costi nella fase di accumulo I costi sostenuti dal Fondo per far fronte ai propri oneri di funzionamento, sono fissati dagli accordi sindacali aziendali in capo alle Società socie e quantificati in base ai preventivi di spesa elaborati di anno in anno dal Consiglio di amministrazione. A carico degli iscritti sono poste soltanto le commissioni per la gestione degli investimenti. I costi applicati dal Fondo nel corso della fase di accumulo sono indicati nella Tabella Costi della fase di accumulo della Scheda sintetica. INDICATORE SINTETICO DEI COSTI Al fine di facilitare l aderente nel confronto dei costi applicati dalle diverse forme pensionistiche complementari, la COVIP ha prescritto che venga calcolato, secondo una metodologia dalla stessa definita e comune a tutti gli operatori, un Indicatore sintetico dei costi. L indicatore sintetico dei costi è una stima calcolata facendo riferimento a un aderente-tipo che effettua un versamento contributivo annuo di euro e ipotizzando un tasso di rendimento annuo del 4%. Nel calcolo sono presi in considerazione tutti i costi praticati dal Fondo (v. Tabella Costi nella fase di accumulo della Scheda sintetica). Dal calcolo sono escluse le spese e gli oneri aventi carattere di eccezionalità o comunque collegati a eventi o situazioni non prevedibili a priori. L indicatore sintetico dei costi consente di avere, in modo semplice e immediato, un idea del peso che i costi praticati dal Fondo hanno ogni anno sulla posizione individuale. In altri termini, indica di quanto il rendimento dell investimento, ogni anno e nei diversi periodi considerati (2, 5, 10 e 35 anni di partecipazione), risulta inferiore a quello che si avrebbe se i contributi fossero gestiti senza applicare alcun costo. Occorre però ricordare che, proprio perché basato su ipotesi e dati stimati, per condizioni differenti rispetto a quelle considerate - ovvero nei casi in cui non si verifichino le ipotesi previste - l indicatore ha una valenza meramente orientativa. Nel valutarne le implicazioni è necessario considerare che differenze anche piccole di questo valore possono portare nel tempo a scostamenti anche rilevanti della posizione individuale maturata. 23
11 Per utilizzare correttamente questa informazione, si ricorda infine che nel confrontare diverse proposte occorrerà avere anche presenti le differenti caratteristiche di ciascuna di esse (politica di investimento, stile gestionale, garanzie ). I risultati delle stime sono riportati nella Tabella Indicatore sintetico dei costi della Scheda sintetica. F.2 Costi nella fase di erogazione Dal momento del pensionamento verranno invece applicati i costi previsti per l erogazione della pensione complementare che non prevedono caricamenti espliciti mentre permane un caricamento implicito. In particolare dal capitale maturato al momento della conversione viene trattenuto un conto pari al 1,2346% dello stesso. E' inoltre trattenuto un costo aggiuntivo calcolato come percentuale del valore annuo della rendita iniziale, variabile in funzione della periodicità del pagamento della stessa (pari al 25% del valore annuo della rendita iniziale, in caso di pagamento semestrale; al 33,33% per pagamenti quadrimestrali, al 37,50% in caso di pagamenti trimestrali, al 41,67% in caso di pagamenti bimestrali, al 45,83% in caso di pagamenti mensili). A titolo esemplificativo, il costo complessivo per l'erogazione di una rendita iniziale erogabile a favore di un maschio sessantenne con pagamento trimestrale è pari al 2,952%; nel caso di una rendita iniziale erogabile a favore di una femmina sessantenne con pagamento trimestrale è pari al 2,791%. G. IL REGIME FISCALE Per agevolare la costruzione del piano previdenziale e consentire di ottenere al momento del pensionamento prestazioni più elevate, tutte le fasi di partecipazione alle forme di previdenza complementare godono di una disciplina fiscale di particolare favore. I CONTRIBUTI I contributi annui complessivamente versati al Fondo Integrativo di Previdenza Dirigenti Aziende Fiat FIPDAF Fondo Pensione (dall associato e dal datore di lavoro), ad eccezione delle quote di TFR, sono deducibili entro il limite massimo di Euro 5.164,57. A titolo esemplificativo: qualora la somma dei contributi versati da azienda e lavoratore ecceda i 5.164,57 euro annui, le eccedenze versate dal lavoratore non saranno deducibili dal lavoratore iscritto e quelle versate dall azienda concorreranno a formare il reddito dello stesso. Se il lavoratore versa contributi che eccedono il predetto limite, questi non saranno deducibili dal reddito complessivo; tuttavia, nella fase di erogazione della prestazione finale è riconosciuta l esenzione della parte corrispondente a questi contributi. A tal fine, l iscritto deve, entro il 31 dicembre dell anno successivo a quello cui si riferiscono i versamenti, comunicare al Fondo l ammontare dei contributi versati e non dedotti. 24
12 I RISULTATI DI GESTIONE I rendimenti finanziari ottenuti attraverso la gestione del patrimonio del Fondo Integrativo di Previdenza Dirigenti Aziende Fiat FIPDAF Fondo Pensione sono tassati con aliquota dell 11% applicata al risultato netto di gestione maturato per ciascun periodo di imposta. Si tratta di una aliquota più bassa di quella applicata sugli investimenti di natura finanziaria. Questa imposta è prelevata direttamente dal patrimonio investito. I rendimenti indicati nei documenti del Fondo sono al netto di questo onere. LE PRESTAZIONI Le prestazioni erogate dal Fondo godono di una tassazione agevolata, in particolare le prestazioni maturate a partire dal 1 gennaio 2007 sono sottoposte a tassazione al momento dell erogazione, mediante ritenuta operata a titolo definitivo. La pensione complementare (rendita vitalizia) è soggetta a tassazione mediante l aliquota del 15% per la parte relativa ai contributi versati, al netto dei rendimenti finanziari ottenuti già assoggettati a tassazione, e, là dove presenti, dei contributi che hanno ecceduto i su menzionati limiti assoluti di Euro 5.164,57. Le eventuali rivalutazioni della pensione complementare nella fase di erogazione della prestazione sono tassate con imposta sostitutiva nella misura del 20%. La prestazione pensionistica erogata in capitale è soggetta a tassazione mediante l aliquota del 15%. L imposta si applica sull importo maturato, al netto dei rendimenti finanziari già tassati e dei contributi eccedenti i limiti stabiliti. LE ANTICIPAZIONI Le anticipazioni per spese sanitarie sono tassate con l aliquota del 15% per la parte relativa ai contributi versati, al netto dei rendimenti finanziari ottenuti già assoggettati a tassazione, e, là dove presenti, dei contributi che hanno ecceduto i su menzionati limiti assoluti di Euro 5.164,57. Gli altri tipi di anticipazione scontano invece l aliquota del 23%. I RISCATTI PER PERDITA DEI REQUISITI DI PARTECIPAZIONE AL FONDO La stessa aliquota del 15% si applica anche in presenza delle seguenti situazioni: l iscritto ha optato per la liquidazione dell intera posizione pensionistica in capitale (facoltà riconosciuta all iscritto nel caso in cui l importo annuo della rendita vitalizia risulti inferiore a quello dell assegno sociale); il riscatto avviene per cessazione del rapporto di lavoro per invalidità permanente o per inoccupazione per un prolungato periodo di tempo; il riscatto è esercitato dagli aventi diritto in caso di morte del lavoratore associato. Gli importi riscattati per perdita dei requisiti di partecipazione al Fondo Integrativo di Previdenza Dirigenti Aziende Fiat FIPDAF Fondo Pensione per cause di interruzione del rapporto di lavoro diverse da quelle più sopra indicate, sono soggetti a tassazione mediante 25
13 l aliquota del 23%. Anche in questo caso rimangono esenti i rendimenti ottenuti nella gestione finanziaria e i contributi eccedenti i limiti stabiliti. Per approfondimenti sul regime fiscale dei contributi, dei rendimenti della gestione e delle prestazioni si rimanda al sito del Fondo ed alla consultazione del Documento sul regime fiscale. H. ALTRE INFORMAZIONI H.1 Adesione L adesione al Fondo, libera e volontaria, avviene mediante compilazione e presentazione alla Società di appartenenza del modulo di iscrizione predisposto allo scopo e consegnato per le nuove adesioni unitamente alla presente Nota informativa di cui costituisce parte integrante. In tale sede, mediante il modulo all uopo predisposto per l esercizio dell opzione, l aderente può effettuare l opzione dell aliquota di contribuzione a proprio carico, nonché per la quota di TFR da destinare al Fondo. L adesione non è richiesta nel caso di dipendenti iscritti in conseguenza del conferimento tacito del loro TFR da parte del datore di lavoro. H.2 Comunicazioni agli iscritti Il FIPDAF, ogni anno, invia all iscritto una comunicazione, riferita all anno precedente, contenente informazioni sulla gestione complessiva del Fondo e sugli aspetti relativi all evoluzione della propria posizione individuale. Detta comunicazione evidenzia, tra l altro, l ammontare dei contributi versati e delle prestazioni maturate sulla posizione individuale di ogni associato. Si invita l iscritto a porre particolare attenzione nella lettura di questo documento, anche al fine di verificare la regolarità dei versamenti effettuati e comunque conoscere l evoluzione del proprio piano previdenziale. E possibile trovare le informazioni sui versamenti effettuati e sulla posizione tempo per tempo maturata anche nell area riservata ad ogni singolo iscritto del sito web del Fondo. Nella sezione Comunicazioni sono inoltre disponibili i rendiconti relativi agli ultimi anni di partecipazione al Fondo. Il FIPDAF si impegna inoltre a fornire agli iscritti adeguata informativa sulle modifiche in grado di incidere sulle scelte di partecipazione al Fondo intervenute successivamente all adesione, attraverso pubblicazione della documentazione sul sito web del Fondo e/o attraverso l invio di specifiche comunicazioni individuali tramite i canali postale e telematico. H.3 Progetto esemplificativo Come già accennato nella Scheda sintetica, al potenziale aderente verrà consegnato un progetto esemplificativo circa la possibile evoluzione della posizione previdenziale nel tempo. 26
14 Anche se si tratta di una pura proiezione e gli importi effettivamente spettanti nel tempo all aderente potrebbero essere diversi da quelli indicati dal progetto, esso è comunque utile per avere un idea più immediata del piano pensionistico in costruzione e per valutare come gli importi delle prestazioni possono variare al variare della contribuzione, delle scelte di investimento, dei costi e così via. Si tratta pertanto di uno strumento di aiuto finalizzato all assunzione di scelte più appropriate per gli obiettivi che l aderente si aspetta di realizzare mediante l adesione ad una forma di previdenza complementare. Sul sito del FIPDAF è disponibile il Progetto Esemplificativo Standardizzato che fornisce all iscritto una simulazione della prestazione al momento del pensionamento nel sistema previdenziale obbligatorio, sulla base delle novità introdotte dalla Riforma del Nel corso del rapporto, un Progetto esemplificativo più aggiornato, potrà anche tenere conto dei dati effettivi relativi agli anni di partecipazione già trascorsi. H.4 Reclami e modalità di risoluzione delle controversie Eventuali reclami relativi alla partecipazione alla forma pensionistica devono essere inoltrati al Fondo per iscritto, ai contatti precedentemente indicati. Per ottenere i necessari chiarimenti in merito alla situazione riscontrata o la soddisfazione delle proprie richieste, è necessario in primo luogo presentare un reclamo scritto al FIPDAF, il quale è tenuto a fornire una risposta entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta. E inoltre possibile segnalare all Autorità di vigilanza irregolarità, criticità o anomalie relative alla gestione del Fondo se: il FIPDAF non ha fornito una risposta entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta; la risposta fornita non è ritenuta soddisfacente. E' comunque possibile scrivere direttamente alla COVIP in situazioni di particolare gravità e urgenza, potenzialmente lesive per la collettività degli iscritti al Fondo, seguendo le modalità indicate nella specifica Guida pratica alla presentazione degli esposti disponibile sul sito La COVIP non prende in considerazione gli esposti anonimi. Lo Statuto del Fondo (Parte V) indica le modalità previste per la risoluzione delle controversie derivanti dal rapporto associativo. 27