Source: http://www.beckmesser.it/Archivio/ElezioniCamera2008-PorcellumBIS.php
Timestamp: 2019-08-20 16:45:34+00:00
Document Index: 76534176

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 564', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 564']

Roberto Di Sario - Porcellum 2 (Elezioni Camera 2008)
ELEZIONI CAMERA DEI DEPUTATI 13-14 APRILE 2008
Il “Porcellum” non lascia, anzi raddoppia
Coinvolte Sicilia 1, Trentino-Alto Adige, Piemonte 2 e Veneto 1. Ma anche la Puglia...
La lettura e la comprensione degli schemi presenti in questa pagina risulteranno senza dubbio facilitate dalla lettura delle osservazioni a suo tempo dedicate ai risultati delle elezioni per la Camera dei deputati del 9-10 aprile 2006, con le quali si cercò di individuare la ragione dell’attribuzione ad alcune circoscrizioni di un numero di seggi differente da quello spettante sulla base del principio enunciato nell’articolo 56, comma 4, della Costituzione:
Perché il Molise ha “regalato” un seggio al Trentino-Alto Adige.
Mutatis mutandis, dette osservazioni sono applicabili ai risultati delle elezioni per la Camera del 13-14 aprile 2008. In particolare va osservato che in questa occasione l’effetto lamentato a suo tempo è stato duplice, cioè esso si è prodotto non soltanto nella fase di distribuzione, nelle ventisei circoscrizioni, dei seggi ripartiti fra le liste aventi diritto facenti parte di una medesima coalizione (d.P.R. 30.3.1957, n. 361: art. 83, comma 1, numero 9), ma anche nella fase precedente, quella in cui vengono distribuiti nelle circoscrizioni i seggi ripartiti fra le diverse coalizioni e/o liste non coalizzate ammesse (art. 83, comma 1, numero 8). In sostanza quel che non era stato possibile nel 2006, data la presenza in tale fase di due soli soggetti (coalizioni), è avvenuto nel 2008, in presenza di ben quattro soggetti (due coalizioni più due liste non coalizzate) ammessi al riparto. A ciò va aggiunto che, diversamente da quanto accaduto nel 2006, è in questa fase che ha operato nel 2008 l’effetto di disturbo causato dalla partecipazione alla distribuzione dei seggi nelle circoscrizioni di una lista presente soltanto in una di queste (SVp, circoscrizione 6), mentre nella fase ex art. 83, comma 1, numero 9, a determinare lo squilibrio è stata stavolta la presenza all’interno di una delle coalizioni (PdL, Lega Nord, MpA - Berlusconi), accanto a una lista (PdL) presente in tutte le circoscrizioni, di una lista presente soltanto in quattordici circoscrizioni (Lega Nord) e di una presente soltanto nelle rimanenti dodici (MpA). Tale argomento è stato trattato anche in due articoli sul sito altromolise.it:
Politiche 2008, e se i seggi fossero quattro?;
Il Porcellum colpisce ancora.
Quel che immediatamente balza agli occhi è che quanto “suggerito” a suo tempo come rimedio all’imperfetto meccanismo di attribuzione dei seggi con i decimali non sarebbe stato sufficiente stavolta a rendere il risultato finale pienamente conforme alle previsioni costituzionali. Mi spiego. Nell’analisi di allora ci si attenne strettamente agli esiti delle elezioni senza indugiare su ipotesi ulteriori non “attuali” per quanto intuibili, e intuite. Era stato attribuito un seggio di troppo al Trentino-Alto Adige a “danno” del Molise. Fu facile individuare nella partecipazione della lista SVp alla procedura di assegnazione dei seggi con i decimali la causa del “disservizio”. Non ha senso coinvolgere in tale operazione, riguardante il complesso delle 26 circoscrizioni, una lista che può essere presente soltanto in una di queste, si osservò. Ebbene, se anche questo “consiglio” fosse stato nel frattempo recepito e tradotto in modifica del testo normativo ciò non avrebbe impedito il prodursi, nell’aprile del 2008, di un effetto simile a quello lamentato due anni prima. Cosa sarebbe accaduto? Lo vediamo subito, ma procedendo per gradi.
Protagonista della prima fase del “gioco” (quella regolata dal numero 8 del comma 1 dell’art. 83 della legge) indovinate chi? Bravi: anche stavolta la SVp. Protagonista relativamente “involontaria” però, nel senso che i seggi ad essa spettanti (2) sono stati attribuiti tutti con quoziente intero. Ciononostante i decimali di questa lista, pur non avendo un peso tale da far scattare altri seggi, sono entrati, come legge dispone, nel calderone della procedura di attribuzione dei seggi coi decimali. Non basta: essi hanno prodotto in prima battuta un terzo seggio in quanto nella circoscrizione Trentino-Alto Adige rimanevano da assegnare due seggi con i decimali e i decimali della SVp erano secondi nella graduatoria di questa circoscrizione, alle spalle di quelli della coalizione con a capo Berlusconi. Ovviamente tale seggio, non spettante, doveva essere ceduto. E qui si è determinato il primo “sfregio”. Non c’erano, nella circoscrizione, creditori di seggi da decimale. O, meglio: ve ne era uno, la coalizione pro-Berlusconi, ma nella circoscrizione il suo seggio coi decimali questa lo aveva già ottenuto. Era creditrice, ma non in Trentino-Alto Adige. Gli altri due soggetti presenti, coalizione pro-Veltroni e lista UdC, erano già “sazi”, cioè avevano già ottenuto tutti i seggi loro spettanti a livello nazionale. Conclusione: la SVp ha dovuto cedere il seggio di troppo alla coalizione berlusconiana, ma dal Trentino-Alto Adige il seggio è trasmigrato nella circoscrizione in cui detta coalizione deteneva il migliore dei propri decimali: Veneto 1.
Seconda fase (numero 9), secondo sfregio (indipendente dal primo almeno da un punto di vista “strutturale”). Distribuzione dei seggi da decimale all’interno della coalizione berlusconiana. Tre le liste: PdL, Lega Nord, MpA. Al PdL risultavano attribuiti tre seggi di troppo e uno di troppo alla lista MpA mentre la Lega Nord vantava un credito di quattro seggi. I primi tre di questi quattro seggi quest’ultima lista li ha ottenuti dalla lista PdL, con altrettante cessioni “intracircoscrizionali” (Lombardia 1, Marche, Liguria). A questo punto rimaneva un seggio da togliere alla lista MpA e da cedere alla Lega Nord, ma, come si è detto, in nessuna delle ventisei circoscrizioni erano presenti entrambe le liste. Risultato: la lista MpA ha ceduto il seggio ottenuto col peggiore dei propri decimali (Sicilia 1), la Lega Nord ha ottenuto l’ultimo dei propri seggi dal migliore dei decimali ancora in gioco (Piemonte 2). In sostanza la circoscrizione Sicilia 1 si è vista privare di un seggio (25 in luogo di 26), la circoscrizione Piemonte 2 si è vista regalare un ventitreesimo seggio (gliene spettano 22).
Si diceva dell’insufficienza, come rimedio, dell’esclusione della lista SVp dal “gioco” dei decimali. Sia chiaro: questo intervento avrebbe impedito il primo dei due sfregi prodottisi nelle elezioni del 13-14 aprile 2008. Ma non avrebbe impedito il secondo. Lo avrebbe soltanto reso diverso.
Come sarebbero andate le cose? Ecco: a) il secondo dei seggi da decimale del Trentino-Alto Adige nella prima fase (art. 83, comma 1, numero 8) se lo sarebbe aggiudicato la lista UdC, che così sarebbe risultata non più in parità bensì debitrice di un seggio; b) la cessione del seggio dall’UdC alla coalizione pro-Berlusconi sarebbe avvenuta nella circoscrizione Puglia (peggior decimale dell’UdC). Quindi nessuno sfregio in questa fase (nel senso di attribuzione a una o più circoscrizioni di un numero di seggi diverso da quello previsto in osservanza dell’art. 564 Cost.), ma soltanto una variazione nella distribuzione dei seggi: la lista UdC sarebbe salita da 0 a 1 in Trentino-Alto Adige e scesa da 4 a 3 in Puglia; la coalizione berlusconiana avrebbe ottenuto 18 seggi anziché 19 in Veneto 1 e 25 anziché 24 in Puglia con conseguenti variazioni nella distribuzione interna dei seggi (Lega Nord in Veneto 1: da 10 a 9 seggi; PdL in Puglia: da 23 a 24 seggi).
Fase seconda (art. 83, comma 1, numero 9): all’interno della coalizione berlusconiana così rimodellata, a) in prima battuta al PdL sarebbero stati attribuiti quattro seggi di troppo (anziché tre) e uno di troppo alla lista MpA mentre la Lega Nord sarebbe risultata creditrice di cinque (anziché quattro) seggi; b) la redistribuzione si sarebbe tradotta anzitutto nella cessione di quattro seggi dalla lista PdL alla Lega Nord (nelle circoscrizioni Lombardia 1, Marche, Liguria e Piemonte 2); c) a questo punto il nodo dell’impossibilità di una cessione intracircoscrizionale da MpA a Lega Nord sarebbe rimasto in piedi e avrebbe visto soltanto mutare la circoscrizione destinataria: il seggio ceduto da MpA in Sicilia 1 non sarebbe più andato a Piemonte 2 bensì alla circoscrizione Trentino-Alto Adige, con conseguente attribuzione a quest’ultima di 11 seggi (2 seggi alla Lega Nord anziché 1), come nelle elezioni del 2006, in luogo dei 9 scattati a aprile 2008 (gira e rigira, pare ardua impresa riuscire ad attribuire a questa circoscrizione i 10 seggi spettanti sulla base del dettato costituzionale). Insomma: cancellato soltanto il primo dei due sfregi, semplicemente modificato il secondo (v. foglio “se ... 1”).
Per generalizzare le osservazioni svolte a suo tempo riguardo alle liste presentabili in una sola circoscrizione (come la SVp) potremmo dire che escludere queste liste dal gioco dei decimali e attribuire loro da subito anche i seggi da decimale, come auspicato quella volta, equivarrebbe in qualche modo a una frammentazione di quell’operazione, nel senso di consentirla soltanto in quell’insieme di circoscrizioni nelle quali siano presenti entrambi i soggetti di volta in volta interessati allo scambio (scambio fra liste: art. 83, comma 1, numero 9; scambio fra liste e/o coalizioni: art. 83, comma 1, numero 8). In pratica, nelle condizioni venutesi a determinare ad aprile 2008, nella coalizione pro-Berlusconi la distribuzione dei seggi da decimale fra le liste si sarebbe dovuta tradurre in due procedure nettamente distinte: l’una per le 14 circoscrizioni in cui erano presenti PdL e Lega Nord e l’altra per le 12 circoscrizioni in cui erano presenti PdL e MpA. In sostanza la lista PdL si sarebbe vista dividere in due ambiti territoriali. Ciò avrebbe giovato alla corretta osservanza del principio, sancito nell’art. 564 Cost., della proporzione fra numero di abitanti di una circoscrizione e numero di deputati da questa espressi. Vale a dire (v. foglio “se ... 2”): a) anche il quinto seggio da decimale spettante alla Lega Nord lo avrebbe dovuto cedere la lista PdL, precisamente in Trentino-Alto Adige (PdL: 2 seggi in luogo di 3); b) la lista PdL si sarebbe trovata ad essere creditrice di un seggio nelle 12 circoscrizioni rimanenti; c) a fornirle il seggio mancante sarebbe stata la lista MpA nella circoscrizione Sicilia 1 (PdL: 14 seggi anziché 13).
Ma le cose, come è noto e come sotto riportato, sono andate diversamente.
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