Source: https://www.urbismap.com/normativa/Sanluri/PUC
Timestamp: 2019-02-24 02:07:02+00:00
Document Index: 31513308

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 2135', 'art. 878', 'art. 2', 'art.13', 'art. 878', 'art. 31', 'art. 2']

UrbisMap | Piano Urbanistico Comunale di Sanluri (PUC)
UrbisMap / Sanluri / Piano Urbanistico Comunale di Sanluri
Piano Urbanistico Comunale di Sanluri (PUC)
Normativa Comunale: Sanluri
Stato In fase di Validazione
Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n.28 del 2012-06-21
Centro storico di pregio storico e ambientale
Articolo: 2.1
Residenziale di ristrutturazione
Articolo: 2.2
Residenziale di completamento
Espansione con piani attuativi in vigore
Articolo: 2.3
Espansione con area P.E.E.P.
Articolo: 2.9
Espansione non attuata P.di F
Nuova espansione tra Centro abitato e Rio Piras
Nuova espansione periferia Nord
Espansione di interesse paesaggistico e panoramico
Espansione di interesse ambientale e panoramico.
Espansione limitrofe Centro storico
Espansione con aree per Piani di Zona
Espansione P. di L. “Rio Ciccu”.
Produttiva e commerciale di completamento
Articolo: 2.4
Nuove aree produttive fuori dal centro urbano per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi
Produttiva e commerciale con piani attuativi nel Centro abitato
Produttiva e commerciale con piani attuativi oltre la SS.131
Attività produttive lungo la strada Sanluri Stato
Produttive e commerciali con piani attuativi bivio Villasanta
Attività produttive bivio Villasanta
Attività produttive agro-industriale nel territorio
Attività di rottamazione e recupero materiali ferrosi
Nuove aree produttive comprese tra la vecchia s.s. 131 e la nuova s.s. 131, piani attuativi di esclusiva iniziativa pubblica.
Impianti attività artigianali e commerciali
Attività agricola di primaria importanza
Articolo: 2.5
Agricola a destinazione specifica per insediamenti produttivi di tipo agroalimentare
Attività agricola marginale di tutela ambientale
Fascia agricola di rispetto
Articolo: 2.6
Impianti e servizi generali
Stazione ferroviaria e servizi connessi
Servizi di interesse pubblico nel centro abitato
Parco pubblico Funtana Noa
Impianti e attrezzature per attività motoristiche
Impianti sportivi e attrezzature ricettive e ricreative
Impianti e attrezzature a servizio della viabilità
Impianti e servizi generali a esclusiva iniziativa pubblica
Salvaguardia e rispetto
Articolo: 2.7
Spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico e parcheggi
Articolo: 2.8
Servizi interesse comune
Servizi comunali socio-assistenziali
Spazi pubblici per parco, gioco, sport
Spazi pubblici attrezzati per sport
Verde attrezzato per gioco
P.I.P. - Comparto A Lotto 1
P.I.P. - Comparto A Lotto 10
P.I.P. - Comparto A Lotto 11
P.I.P. - Comparto A Lotto 12
P.I.P. - Comparto A Lotto 13
P.I.P. - Comparto A Lotto 14
P.I.P. - Comparto A Lotto 15
P.I.P. - Comparto A Lotto 16
P.I.P. - Comparto A Lotto 17
P.I.P. - Comparto A Lotto 18
P.I.P. - Comparto A Lotto 19
P.I.P. - Comparto A Lotto 2
P.I.P. - Comparto A Lotto 20
P.I.P. - Comparto A Lotto 21
P.I.P. - Comparto A Lotto 22
P.I.P. - Comparto A Lotto 23
P.I.P. - Comparto A Lotto 24
P.I.P. - Comparto A Lotto 3
P.I.P. - Comparto A Lotto 4
P.I.P. - Comparto A Lotto 5
P.I.P. - Comparto A Lotto 6
P.I.P. - Comparto A Lotto 7
P.I.P. - Comparto A Lotto 8
P.I.P. - Comparto A Lotto 9
AB_V
P.I.P - Verde Pubblico e Servizi
P.I.P. - Comparto B Lotto 25
B_26
P.I.P. - Comparto B Lotto 26
B_27
P.I.P. - Comparto B Lotto 27
P.I.P. - Comparto B Lotto 28
P.I.P. - Comparto B Lotto 29
B_30
P.I.P. - Comparto B Lotto 30
B_31
P.I.P. - Comparto B Lotto 31
P.I.P. - Comparto B Lotto 32
B_33
P.I.P. - Comparto B Lotto 33
P.I.P. - Edificio Lotto 1
P.I.P. - Edificio Lotto 10
P.I.P. - Edificio Lotto 11
P.I.P. - Edificio Lotto 12
P.I.P. - Edificio Lotto 13
P.I.P. - Edificio Lotto 14
P.I.P. - Edificio Lotto 15
P.I.P. - Edificio Lotto 16
P.I.P. - Edificio Lotto 17
P.I.P. - Edificio Lotto 18
P.I.P. - Edificio Lotto 19
P.I.P. - Edificio Lotto 2
P.I.P. - Edificio Lotto 20
P.I.P. - Edificio Lotto 21
P.I.P. - Edificio Lotto 22
ED_23
P.I.P. - Edificio Lotto 23
P.I.P. - Edificio Lotto 24
P.I.P. - Edificio Lotto 25
ED_26
P.I.P. - Edificio Lotto 26
P.I.P. - Edificio Lotto 27
ED_28
P.I.P. - Edificio Lotto 28
P.I.P. - Edificio Lotto 29
P.I.P. - Edificio Lotto 3
P.I.P. - Edificio Lotto 30
P.I.P. - Edificio Lotto 31
P.I.P. - Edificio Lotto 32
ED_33
P.I.P. - Edificio Lotto 33
P.I.P. - Edificio Lotto 4
P.I.P. - Edificio Lotto 5
ED_6
P.I.P. - Edificio Lotto 6
P.I.P. - Edificio Lotto 7
P.I.P. - Edificio Lotto 8
P.I.P. - Edificio Lotto 9
P.I.P. - Parcheggi
Articolo: 1 - Norme di attuazione
Tutte le opere di trasformazione urbanistica, di costruzione, rico- struzione, cambio di destinazione d’uso, in tutto il territorio comunale, sono soggette al- le prescrizioni previste nel Regolamento Edilizio Comunale, nelle norme di attuazione del Piano urbanistico comunale e dalle norme vigenti. Sono soggette anche alle norme specifiche previste nei piani attuativi dello strumento urbanistico.
L’atto di assenso comunale è sempre subordinato dell’autorizzazione ri- lasciata ai sensi della L. 1089/39 per le cose immobili di interesse artistico, storico, ar- cheologico o etnografico e ai sensi della Legge 1497/39 per le ville, giardini ed i parchi protetti.
Nel caso di demolizioni di edifici esistenti nella ricostruzione devono es- sere utilizzate le norme di zone.
In caso di contrasto tra tavole di progetto del Piano Urbanistico Comuna- le vale quanto indicato nell’elaborato a scala di maggior dettaglio.
Articolo: 1.1 - Deroghe
Il Comune esercita i poteri di deroga di cui all’Art. 16, Legge 6 Agosto 1967, n° 765 e all’Art. 3 Legge 21 Dicembre 1955, n° 1357, «limitatamente ai casi di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico».
Qualora gli interventi di interesse pubblico fossero di iniziativa privata, il Consi- glio Comunale approverà, insieme alla deroga, anche le garanzie di destinazione e uso, e cioè i trasferimenti ed i vincoli da apporre nonché le condizioni per accettare eventuali variazioni, che dovranno essere inserite nella convenzione di concessione.
Gli stessi poteri possono essere esercitati ai sensi dell’Art. 15 della L.R. 30 Ago- sto 1991, n° 32, ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche, per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edi- lizia, in deroga agli standard, limiti e vincoli previsti.
La deroga può essere concessa solo per garantire l’accessibilità delle strutture e spazi secondo le prescrizioni vigenti.
Articolo: 1.2 - Beni vincolati
Secondo quanto disposto dalla L.431/85, sono sottoposti al vincolo di tutela se- condo la L.1497/39 i corsi d’acqua elencati nel DMLLPP22/01/22 (acque pubbliche): Cora de Predi Marigosu o Riu sa Corte Baccas o Riu Masoni Mostu (canale emissari dello stabilimento V.E.), Riu Acqua Salsa (emissario del rio precedente), Riu Piras (e- missario del Flumini Mannu), Riu di Sassuni o Fosso Mitza Perdu Craba (emissario del Flumini Mannu). Per qualunque intervento all’interno di una fascia di 150m dagli argini è necessario richiedere il Nulla Osta della competente Soprintendenza. I beni inseriti dalla Soprintendenza di Cagliari per B.A.A.A.S. nell’elenco di quelli sottoposti a vinco- lo di tutela, ai sensi della legge 1089/39, sono: la casa seicentesca Pilloni, con D.M. 04/10/69 Trascriz. 24/10/69, il tratto superstite delle mura medioevali, con D.M. 21/11/69, il castello, con D.M. 15/05/61 Trascriz. 20/07/61. Inoltre tutti gli immobili che presentano interesse artistico o storico, o con più di cinquanta anni di vita, di pro- prietà pubblica o di enti e istituti legalmente riconosciuti, sono oggetto di speciale tutela, come i beni già elencati. Ai sensi della legge 1089/39, essi non possono essere demoliti, rimossi, modificati, o restaurati senza l’autorizzazione della Soprintendenza competen- te.
Articolo: 1.3 - Misurazione della compatibilità ambientale (atr. 19, LR 45/89)
Sono oggetto di misurazione della compatibilità ambientale, a norma del- la LR 45/89 art. 19 lett. i, tutti i progetti attuativi di trasformazione urbanistica e territo- riale ricadenti nel territorio comunale, siano essi di iniziativa pubblica o privata.
I proponenti soggetti pubblici e privati debbono produrre, a corredo delle proposte dei piani attuativi, gli elaborati necessari a illustrare gli effetti sul territorio che derivano dai nuovi insediamenti previsti che abbiano i seguenti contenuti minimi:
a)- relazione di sintesi sulle carte tematiche con l’individuazione fisico- descrittiva dell’ambito dove è prevista la proposta di piano;
b)- evidenziazione del grado di vulnerabilità dell’ambiente per effetto dell’intervento proposto, avendo particolare riguardo ai valori naturalistici, ai beni storici e culturali, agli aspetti percettivi, alla conservazione dei suoli e al rischio idrogeologico;
c)- descrizione delle misure previste per l’eliminazione dei possibili effetti nega- tivi e, se non eliminabili, per minimizzare e compensarne lo sfavorevole impatto sull’ambiente;
d)- descrizione dei criteri utilizzati per prevedere e ottimizzare i consumi idrici, energetici e la disponibilità dei servizi;
e)- disposizioni sui fattori ambientali quali: modificazione del paesaggio, scelta dei materiali, delle tipologie, del colore, etc..
Articolo: 1.4 - Fasce di rispetto
In tutte le zone omogenee in cui è suddiviso il territorio devono essere rispettate le fasce di rispetto stabilite dal regolamento di esecuzione e attuazione del nuovo codice della strada così come previsto nel D.Leg. 285/92, nel DPR 495/92 e le successive modifiche del DPR 147/93 e DPR 610/96.
Quando le fasce di rispetto non sono classificate in zona H nel P.U.C. possono essere utilizzate nel calcolo delle superfici che producono volume che deve es- sere realizzato oltre la fascia di rispetto.
PARCHEGGI PRIVATI.
In tutte le zone omogenee in cui è suddiviso il territorio comunale per la costruzione di nuovi edifici, per l’ampliamento, per la sopraelevazione, per il re- stauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione degli edifici esistenti che com- portino la modifica di destinazione da usi residenziali a quelli non residenziali ammessi deve essere assicurata la dotazione di parcheggi così come previsto dall’Art. 41, L. 1150/42, dall’Art. 18 della L. 765/67 e dall’Art. 2 della Legge 122/89.
La dotazione di parcheggi è prevista in misura non inferiore ad un metro quadro ogni dieci metri cubi di costruzione.
Articolo: 1.5 - Parcheggi
Nei piani attuativi delle diverse zone omogenee dovranno essere previsti gli spazi per parcheggi pubblici secondo quanto indicato nelle specifiche norme.
Nelle Zone omogenee A e B, nel caso di nuove costruzioni, ricostruzioni, che prevedono destinazioni commerciali o direzionali e nei cambi di destinazione d’uso da residenziale ad attività commerciale, con superficie lorda di almeno 50 mq, o dire- zionali con almeno due addetti, deve essere prevista una superficie di parcheggi ad uso pubblico pari a 40 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento.
Per gli interventi nelle Zone A relativi ad attività commerciali sino a 100 mq e attività direzionale da 3 a 8 addetti e per gli interventi nelle Zone B per attività commerciali sino a 149 mq e direzionali da 3 a 10 addetti nei casi di impossibilità di re- perimento delle previste aree di parcheggio la concessione edilizia può essere rilasciata qualora venga soddisfatta almeno una delle seguenti prescrizioni;
Cessione da parte del richiedente di altra area secondo le seguenti per-
centuali:
se trattasi di area ubicata nelle immediate vicinanze dell’edificio interessato e quindi fruibile della stessa utenza della attività esercitata, quantità pari al 40% della su- perficie lorda di pavimento;
se trattasi di area ubicata in posizione decentrata rispetto all’edificio interessa- to, ma comunque fruibile oltre che dalla stessa utenza, da quella complessiva della zona
, quantità pari al 60% della superficie lorda di pavimento;
se trattasi di area ubicata in posizione decentrata rispetto all’edificio, ma co- munque fruibile da altra utenza, quantità pari all’80% della superficie lorda di pavimen- to.
Versamento in denaro dell’equivalente valore dell’area che avrebbe dovuto destinarsi a parcheggi pubblici, stimato dall’Ufficio Tecnico comunale con crite- ri riferiti al prezzo di mercato all’attualità e perciò praticato nei più recenti negoziati di compravendita. I criteri di scelta delle suddette modalità di deroga verranno valutati di volta in volta dall’Amministrazione comunale in sede di esame istruttorio, tenendo con- to delle effettive necessità e situazioni. I fondi così introitati, verranno depositati in ap- posito capitolo di bilancio con destinazione specifica: «Reperimento e acquisizione aree per parcheggi pubblici», alla stregua dei criteri di incameramento dei contributi di cui all’Art. 5 della Legge n° 10 del 28/01/1977.
Nei casi diversamente previsti nelle zone A e B e nelle altre zone omoge- nee per gli uffici e le attività ammesse commerciali, a cento metri quadri di superficie lorda di pavimento deve corrispondere la quantità minima di 80 metri quadri di spazio
pubblico o a uso pubblico, escluse le aree viarie, di cui almeno la meta’ destinata a par- cheggi. Le superfici per i parcheggi di uso pubblico sono localizzabili all’interno dei lot- ti, purché ne sia assicurata la effettiva utilizzabilità.
Articolo: 2 - Zone territoriali omogenee
Il territorio comunale è diviso, ai sensi dell’Art. 34, L. 17 Agosto 1942, n°1150, e successivi, nelle seguenti classi di zone territoriali omogenee secondo i tipi indicati nel Decreto Reg. del 20/12/93, n° 2266/U e secondo le direttive per le Zone agricole.
SANLURI CENTRO E TERRITORIO
Zona A – Centro storico di pregio storico e ambientale.
Zona B - Residenziale di ristrutturazione e completamento.
Sottozona B1 - Ristrutturazione. Sottozona B2 - Completamento.
Zona C - Residenziale di espansione.
Sottozona C1 - Espansione con piani attuativi in vigore. Sottozona C2 - Espansione non attuata P.di F.
Sottozona C3 - Nuova espansione tra Centro abitato e Rio Piras. Sottozona C4 - Nuova espansione periferia Nord.
Sottozona C5 - Espansione di interesse paesaggistico e panoramico. Sottozona C6 - Espansione di interesse ambientale e panoramico. Sottozona C7 - Espansione limitrofe Centro storico.
Sottozona C8 - Espansione con aree per Piani di Zona. Sottozona C9 - Espansione P. di L. “Rio Ciccu”.
Zona D - Impianti attività produttive e commerciali.
Sottozona D1 - Produttiva e commerciale di completamento.
Sottozona D2 - Produttiva e commerciale con piani attuativi nel Centro
Sottozona D3 - Produttiva e commerciale con piani attuativi oltre la SS.131.
Sottozona D4 - Attività produttive lungo la strada Sanluri Stato. Sottozona D5 - Produttive e commerciali con piani attuativi bivio Villa- santa.
Sottozona D6 - Attività produttive bivio Villasanta.
Sottozona D7 - Attività produttive agro-industriale nel territorio. Sottozona D8 - Attività di rottamazione e recupero materiali ferrosi. Sottozona D9- Nuove aree produttive comprese tra la vecchia s.s. 131 e la nuova s.s. 131, piani attuativi di esclusiva iniziativa pubblica. Sottozona D10 - Nuove aree produttive fuori dal centro urbano per il trat- tamento di rifiuti speciali non pericolosi.
Zone E - Agricole
Sottozona E2 - Attività agricola di primaria importanza Sottozona E5a – Attività agricola marginale di tutela ambientale Sottozona E5r - Fascia agricola di rispetto
Sottozona E2p : Sottozona E2p Agricola a destinazione specifica per in- sediamenti produttivi di tipo agroalimentare.
Zona G - Servizi pubblici e di interesse pubblico.
Sottozona G1 - Impianti e servizi generali. Sottozona G2 - Servizi pubblici.
Sottozona G3 - Servizi di interesse pubblico nel centro abitato Sottozona G4 - Parco pubblico Funtana Noa
Sottozona G5 - Impianti e attrezzature per attività motoristiche Sottozona G6 - Impianti sportivi e attrezzature ricettive e ricreative Sottozona G7 - Attività ricettiva
Sottozona G8 - Impianti e attrezzature a servizio della viabilità Sottozona G9 - Impianti e servizi generali a esclusiva iniziativa pubblica.
Zona H - Salvaguardia e rispetto.
Zona S - Spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico e parcheggi.
Sottozona S1 - Istruzione.
Sottozona S2 - Servizi interesse comune.
Sottozona S3 - Spazi pubblici per parco, gioco, sport. Sottozona S4 - Parcheggi.
Zona CS - Residenziale di espansione.
Sottozona C1S - Espansione con area P.E.E.P.. Sottozona C2S - Nuova espansione.
Zona DS - Impianti attività artigianali e commerciali.
Zona GS - Servizi pubblici e di interesse pubblico.
Sottozona G1S - Area cimiteriale.
Sottozona G2S - Stazione ferroviaria e servizi connessi.
Zona HS - Area di rispetto cimiteriale.
Sottozona S1 : Istruzione.
Sottozona S2a : Servizi comunali socio-assistenziali Sottozona S2b : Servizi di interesse pubblico Sottozona S3a : Spazi pubblici attrezzati per sport Sottozona S3b : Verde pubblico
Sottozona S3c : Verde attrezzato per gioco
Articolo: 2.1 - Zona A - Centro storico
Il centro storico è individuato nella cartografia alle tavole 3 e 4 di proget- to nelle quali è indicata la zonizzazione del centro abitato; i suoi limiti coincidono con quelli indicati nel Piano Particolareggiato vigente.
Oltre alla destinazione residenziale e ai servizi pubblici connessi con la residen- za, sono ammessi in tale zona omogenea gli studi professionali, i negozi di prima neces- sità, le botteghe artigiane non moleste, non pericolose e non inquinanti.
Gli interventi edilizi di qualsiasi tipo nel Centro storico devono essere realizzati in conformità alle prescrizioni del Piano Particolareggiato, in assenza di esso valgono le norme del punto 2.1.1.
Per la tutela, il risanamento e la valorizzazione del centro storico, sono stati individuati gli interventi ammissibili definiti di seguito, nel rispetto della normativa vi- gente per il recupero del patrimonio edilizio esistente (L.457/78, L.47/85, L.179/92, L.R.45/89, L.R.20/91; restano ferme le disposizioni e le competenze previste dalla L.1089/39 e 1497/39).
Tipologie di intervento urbanistico:
restauro urbanistico e ambientale, consistente in un insieme di opere finalizzate alla ricostituzione della forma urbana originaria e al recupero dei suoi elementi fon- damentali quali tracciati viari, assetto planovolumetrico, grandi complessi edilizi;
ristrutturazione urbanistica, consistente in un insieme di opere finalizzate alla ri- cucitura del tessuto originario con gli interventi più recenti, il cui risultato finale può essere anche una configurazione spaziale diversa da quella originaria, purché tale da realizzare un assetto urbano organico.
Tipologie di intervento edilizio:
interventi di manutenzione ordinaria, quelli che riguardano le opere di riparazio- ne, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad in- tegrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per
rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed in- tegrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destina- zioni d’uso;
interventi di risanamento conservativo, quelli rivolti a conservare l’organismo e- dilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili; tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi accessori e degli impianti ri- chiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
interventi di restauro, quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicu- rarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere, nel rispetto degli e- lementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso; tali interventi com- prendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi degli edifici, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio; eventuali inter- venti di manutenzione straordinaria sono consentiti limitatamente a opere conformi ai criteri del restauro scientifico, in ogni caso il progetto dovrà essere sottoposto al preventivo parere della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Arti- stici e Storici e, se del caso, di quella Archeologica;
interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente; tali interventi comprendono il ri- pristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modificazione e l’inserimento di nuovi elementi e impianti.
Gli interventi di restauro riguardano tutti i beni inseriti dalla Soprintendenza di Cagliari per B.A.A.A.S. nell’elenco di quelli sottoposti a vincolo di tutela, ai sensi della legge 1089/39, più precisamente: la casa seicentesca Pilloni, con D.M. 04/10/69 Tra- scriz. 24/10/69, il tratto superstite delle mura medioevali, con D.M. 21/11/69, il castello, con D.M. 15/05/61 Trascriz. 20/07/61.
Riguardo al parere della Soprintendenza, anche gli immobili che presentano inte- resse artistico o storico, o con più di cinquanta anni di vita, di proprietà pubblica o di en-
ti e istituti legalmente riconosciuti, sono oggetto di speciale tutela, come i beni già elen- cati, ai sensi della legge 1089/39: essi non possono essere demoliti, rimossi, modificati, o restaurati senza l’autorizzazione della Soprintendenza competente.
Oltre quelli già indicati, gli edifici di maggiore rilevanza storico monumentale ricadenti nella zona A sono elencati di seguito.
CHIESA DI SAN LORENZO MARTIRE (edificata presumibilmente agli inizi del XIV secolo, ampliata e restaurata nel XVI e XVII secolo)
CHIESA DI SANT’ANNA (non si conosce la data di erezione, ma è documentata la sua esistenza già al 1599)
CHIESA DI SAN SEBASTIANO (non si conosce la data di edificazione, ma è sicu- ramente esistente nel 1518; nei secoli successivi ha subito restauri e rifacimenti)
CHIESA DELLA VERGINE DELLE GRAZIE (inizio lavori 1781, ultimazione fine XVIII secolo; il campanile è della chiesa originaria risalente al XVI secolo, tranne la sopraelevazione ottagonale del 1784; la facciata è stata ricostruita dopo il crollo del 1904)
MUNICIPIO (iniziato nel 1874 e terminato 1878)
TESTIMONIANZE DELL’EDILIZIA CINQUE-SEICENTESCA (oltre casa Pillo-
ni):
facciata della casa tra Via San Lorenzo e Via N. Villasanta
ingresso della casa al lato della chiesa di San Sebastiano.
2.1.1. INTERVENTI AMMISSIBILI IN ASSENZA DI PIANO PARTICOLAREGGIATO
Gli interventi nella zona A si attuano attraverso apposito Piano Particolareggiato. In assenza di piano attuativo gli interventi ammessi, secondo le definizioni date al punto 2.1, sono quelli di:
gli interventi di restauro urbanistico e ambientale e di ristrutturazione urbanistica
l’edificazione di nuove costruzioni, anche se identiche a quelle preesistenti
gli ampliamenti volumetrici
gli interventi di ristrutturazione edilizia.
Inoltre non possono essere modificate:
le altezze dei fabbricati esistenti
le superfici coperte
le distanze, i distacchi e gli allineamenti esistenti.
Articolo: 2.2 - Zona B- Completamento e ristrutturazione
La Zona B si articola in due sottozone :
B1 - Ristrutturazione.
B2 - Completamento.
L’edificazione è consentita con concessione diretta per nuove costruzioni, demo- lizioni e ricostruzioni, ampliamenti, ristrutturazioni, cambi di destinazione d’uso e in- terventi minori. Oltre alle residenze, nelle Zone B, è ammesso l’insediamento di attrez- zature urbane connesse con la residenza, uffici pubblici e privati, attività culturali e so- ciali, servizi sanitari, servizi per il culto, attività artigianali non moleste o pericolose o inquinanti, attività commerciali.
Nei fabbricati di pregio ambientale e tradizionale, presenti nelle zone B, non so- no consentite le demolizioni.
DISTANZE DALLA STRADA: I nuovi fabbricati e gli ampliamenti dovranno obbligatoriamente rispettare l’allineamento prevalente dei fabbricati preesistenti.
E’ consentito l’arretramento, per una profondità minima di metri 2 dal filo stra- da, quando interessa un fronte di almeno 20 metri. Quando il fronte è inferiore la misura minima può essere raggiunta con una convenzione con i proprietari dei lotti contigui che si impegnano a rispettare l’arretramento previsto.
DAI CONFINI LATERALI: I nuovi edifici possono essere costruiti in aderenza
o a confine, oppure a distanza pari a ½ dell’altezza con un minimo di 5 metri.
TRA EDIFICI: Se non in aderenza deve essere rispettata una distanza pari all’altezza del fabbricato più alto con un minimo di 10 metri. Tra pareti non finestrate nel caso di impossibilità di costruzione in aderenza la distanza può essere ridotta sino a metri 5.
TRA CORPI DELLO STESSO EDIFICIO: Tra pareti finestrate deve essere ri- spettata la distanza di metri 10. Il rapporto massimo tra profondità e ampiezza delle rientranze deve essere di tre a due.
SOTTOZONE B1
INDICE FABBRICABILITÀ FONDIARIA: E’ stabilito in 3 metri cubi a metro quadro.
Questo limite può essere superato, con un massimo di 5 mc/mq, con la predisposizione di un Piano Particolareggiato che preveda una dotazione di servizi pub- blici pari a 18 metri quadri ogni 100 metri cubi di volumetria maggiore di quella otteni- bile utilizzando l’indice di 3 mc/mq.
INDICE DI COPERTURA : La superficie coperta massima è stabilita nel 65 % della superficie del lotto.
ALTEZZA PROSPETTI : L’altezza massima è stabilita in metri 12 per la viabi- lità principale e in metri 7,50 per la viabilità secondaria.
L’altezza massima deve essere rispettata in tutti i prospetti.
Per gli edifici ad angolo tra strade principali e secondarie l’altezza mag- giore può essere utilizzata anche nella strada secondaria per una estensione di metri 12 se la strada secondaria ha una larghezza di almeno metri 8 e per una estensione di metri 9 in caso contrario.
Le strade principali sono la via C. Felice, via Garibaldi, viale Matteotti, viale Trieste, via San Martino, via Gramsci e corso Repubblica.
LOTTO MINIMO: Non si hanno limitazioni di superficie.
DEROGHE ALLE DISTANZE: Nelle zone non edificate o risultanti libere in seguito a demolizione, che si estendono sul fronte stradale o in profondità per una lun- ghezza inferiore a metri 24 , nel caso di impossibilita’ di costruire in aderenza qualora il
rispetto delle distanze tra pareti finestrate comporti la inutilizzazione dell’area o a una soluzione tecnica inaccettabile possono essere ridotte tali distanze, nel rispetto delle di- sposizioni del Codice Civile.
Per migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti, è consentita l’apertura di finestra nei vani privi di luci dirette a distanze inferiori a quelle sopraindi- cate purché nel rispetto delle disposizioni fissate dal Codice Civile.
E’ consentita la costruzione a confine di fabbricati accessori (garage, lo- cali di sgombero e simili di pertinenza del fabbricato principale) con altezza massima (misurata al colmo in caso di solai non orizzontali) non superiore al muro di confine e comunque non superiore a 3 metri.
Tali fabbricati dovranno essere edificati in aderenza al fabbricato princi- pale (almeno in un punto). Nel caso di provata impossibilità di costruzione in aderenza (presenza di pareti finestrate, particolare ubicazione del fabbricato principale etc.) è con- sentita l’edificazione a distanza non inferiore a 3 metri.
La costruzione di tali accessori è ammessa per un volume non superiore al 30 % del volume del fabbricato principale. Il volume e la superficie coperta comples- siva del lotto non devono superare gli indici di zona.
SOTTOZONA B2
Questo limite può essere superato , con un massimo di 5 mc/mq, con la predi- sposizione di un Piano Particolareggiato che preveda una dotazione di servizi pubblici pari a 18 metri quadri ogni 100 metri cubi di volumetria maggiore di quella ottenibile utilizzando l’indice di 3 mc/mq.
INDICE DI COPERTURA : La superficie coperta massima è stabilita nel 60 % della superficie del lotto.
LOTTO MINIMO : Non si hanno limitazioni di superficie.
ALTEZZA PROSPETTI : L’altezza massima è stabilita in metri 7,50 ad ecce- zione dei lotti su strade principali dove l’altezza massima è fissata in m 12.00.
DEROGHE ALLE DISTANZE: Nelle zone non edificate o risultanti libere in
seguito a demolizione, che si estendono sul fronte stradale o in profondità per una lun- ghezza inferiore a metri 24 , nel caso di impossibilita’ di costruire in aderenza qualora il rispetto delle distanze tra pareti finestrate comporti la inutilizzazione dell’area o a una soluzione tecnica inaccettabile possono essere ridotte tali distanze, nel rispetto delle di- sposizioni del Codice Civile.
E’ consentita la costruzione a confine di fabbricati accessori (garage, locali di sgombero e simili di pertinenza del fabbricato principale) con altezza massima (misurata al colmo in caso di solai non orizzontali) non superiore al muro di confine e comunque non superiore a 3 metri.
Articolo: 2.3 - Zona C - Espansione residenziale
La zona C si articola in 9 sottozone:
Sono le aree di espansione destinate alla residenza, ai servizi strettamente connessi con la residenza ed ai servizi pubblici quali: S1 (Aree per l’istruzione), S2 (A- ree per attrezzature di interesse comune), S3 (Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport), S4 (Aree per parcheggi pubblici).
Nella zona C è ammesso l’insediamento di uffici, servizi di ristoro e ri- cettivi, servizi sanitari, servizi per il culto, attività artigianali e attività commer- ciali.
In assenza di Piano Attuativo sono ammessi solo gli interventi di demoli- zione, di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.
Le Zone di Espansione, suddivise in 9 sottozone, sono caratterizzate da diversa densità edilizia, volumetria, altezza, tipo edilizio e cessioni.
Il distacco per edifici non aderenti è stabilito in m10,00.
Distacco dai confini m 5,00.
Arretramento fronte strada m 5,00.
Recinzioni: Altezza massima m 2,50 di cui massimo m 1,00 a parete piena, la restante altezza sarà a giorno.
L’edificazione è subordinata alla preventiva formazione di Piani di Lot-
tizzazione Convenzionati di iniziativa privata o pubblica.
Il Piano di Lottizzazione dovrà interessare le intere unità territoriali mi- nime o specificate nelle Sottozone.
Quando è prevista una unità minima territoriale di superficie inferiore a quella del comparto, l’intervento va inserito in uno studio relativo all’intero comparto perimetrato in cartografia.
Così come previsto dall’art. 3 comma 3 della L.R. 01/07/1991 n. 20 uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilita’, per mancanza di assenso degli altri pro- prietari, di predisporre un Piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano esteso all’intera area. In tale ipotesi il Piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ri- partiti tra i diversi proprietari.
Nella formazione dei Piani di Lottizzazione si dovranno individuare le aree per i Servizi primari e secondari e per il parcheggio secondo la dotazione prevista per ciascuna sottozona.
Per i parcheggi pubblici, da realizzare ad opera dei lottizzanti, deve esse- re prevista una superficie di almeno 2,5 mq. per abitante insediabile.
Il volume realizzabile secondo l’indice territoriale verrà utilizzato nel se-
guente modo :
70 % per la residenza
20 % per i servizi strettamente connessi con la residenza o per opere di urba- nizzazione secondaria di iniziativa privata quali negozi di prima necessità, studi profes- sionali, bar e tavole calde.
10 % per servizi pubblici.
Gli oneri per la realizzazione delle Opere di Urbanizzazione Primaria e quota parte delle urbanizzazioni secondarie sono a carico dei lottizzanti.
Possono essere realizzati:
Edifici isolati, mono - plurifamiliari o a schiera con fronte massimo di m 30,00.
Gli spazi non occupati dalla edificazione, da strade o da parcheggi, devo- no essere sistemati o mantenuti a giardino.
La viabilità individuata nelle planimetrie del P.U.C. rappresentano delle indicazioni di massima per la redazione dei Piani Attuativi, ai quali, in ogni caso, com- pete la loro definizione.
Sono le aree con Piani di Lottizzazione già convenzionati e le aree inte- ressate dai Piani di Edilizia Economica e Popolare già attuati.
L’edificazione è regolata dalle norme dei Piani Attuativi vigenti. La nor- mativa di questi prevale su eventuali norme diverse del P.U.C.
Eventuali modifiche alla distribuzione dei lotti dovranno rispettare la su- perficie del lotto minimo pari a mq 180.
Sono le aree di espansione già previste nel Programma di Fabbricazione e non ancora attuate
Indice Territoriale: 1,00 mc/mq
Indice Fondiario: 2,00 mc/mq
Indice di Copertura: 0,50 mq/mq
Lotto minimo mq 180.
Cessioni 22%
Unità Minima Territoriale: Intero comparto delimitato in cartografia.
Sottozona C3
Aree di espansione tra Centro abitato e Rio Piras.
Indice Territoriale: 0,80 mc/mq
Indice Fondiario: 1,80 mc/mq
Indice di Copertura: 0,40 mq/mq
Altezza Massima: 10,00 m
Lotto minimo mq 200
Cessioni 20 %
- Unità Minima Territoriale: 25.000 mq
I fabbricati dovranno distare m 15,00 dal ciglio della strada principale di circon- vallazione.
Sottozona C4
Area di espansione Nord Centro abitato.
Indice Territoriale: 0,70 mc/mq
Indice Fondiario: 1,50 mc/mq
Indice di Copertura: 0,30 mq/mq
Lotto minimo mq 250
Cessioni 18 %
Unità Minima Territoriale: 25.000 mq
I fabbricati dovranno distare m 7,00 da ciglio della strada principale di collega- mento della Sottozona C4.
Nello studio di Lottizzazione per le aree dei Servizi devono essere privi- legiate le zone adiacenti al Centro abitato, per le aree destinate a verde pubblico devono essere privilegiate le zone panoramiche del comparto.
Sottozona C5
Area di espansione di interesse paesaggistico e panoramico.
Indice Territoriale: 0,40 mc/mq
Indice Fondiario: 1,00 mc/mq
Lotto minimo mq 400
Cessioni 50,00%
Unità Minima Territoriale: Intero comparto.
Particolare cura deve essere riservata al verde studiando i progetti in ma- niera da rispettare l’esistente.
Dovranno essere messi a dimora almeno 1 (uno) albero di alto fusto ogni 50 mq di Superficie Fondiaria.
Le nuove alberature saranno disposte in modo da formare gruppi alberati, o comunque opportunamente collegati tra loro, in rapporto ai fabbricati e alle vedute re- lative.
Nello studio di lottizzazione per le aree di cessione deve essere privile- giata la parte alta del comparto.
Sottozona C6
Area di espansione di interesse panoramico e ambientale.
Indice Territoriale: 0,50 mc/mq
Cessioni 50,0%
Si può costruire in aderenza ai fabbricati della Zona B.
Le volumetrie realizzabili devono essere ubicate nella parte più bassa del
Sottozona C7
Interessa un comparto limitrofo al Centro Storico.
Indice Territoriale: 0,60 mc/mq
Lotto minimo mq 180
Le aree da destinare ai servizi pubblici devono essere ubicate in prossimità della via Muraglia.
Sottozona C8
Interessa tre comparti dove è previsto l’obbligo di riservare il 40% delle volume- trie realizzabili per l’Edilizia Economica e Popolare.
Altezza Massima: 8,50 m
Lotto minimo mq 140 Zona P.E.E.P.
Cessioni 16,50%
Unità Minima Territoriale: 15.000 mq.
Sottozona C9
Interessa le aree di espansione comprese nel P. di L. denominato “Rio Ciccu”.
Indice Territoriale: 1,35 mc/mq
Indice Fondiario: 2,10 mc/mq
Lotto Minimo: 265 mq
Cessioni 24,3% mq/mq
Articolo: 2.4 - Zone D - Produttive
La zona D è articolata in 10 sottozone:
Sottozona D2 - Produttiva e commerciale con piani attuativi nel Centro abitato.
Sottozona D4 - Attività produttive lungo la strada Sanluri Stato. Sottozona D5 - Produttive e commerciali con piani attuativi bivio Villa-
Sottozona D7 - Attività produttive agro-industriali nel territorio. Sottozona D8 - Attività di rottamazione e recupero materiali ferrosi. Sottozona D9 - Nuove aree produttive comprese tra la vecchia s.s. 131 e
la nuova s.s. 131, piani attuativi di esclusiva iniziativa pubblica.
Sottozona D10 - Nuove aree produttive fuori dal centro urbano per il trat- tamento di rifiuti speciali non pericolosi.
Oltre a quanto previsto nelle norme specifiche di sottozona è ammissibile
l’insediamento di uffici, sale di riunione, mense, sale didattiche, foresterie e altri locali solo se correlati con l’attività’ produttiva.
Sono anche ammesse le abitazioni per la custodia con un massimo di 150 metri quadri lordi e 450 metri cubi.
Le altezze massime previste sono derogabili solo per motivate esigenze
L’attività edilizia è subordinata alla preventiva formazione di Piano At-
tuativo di iniziativa privata o pubblica. Con tali strumenti la quota di Superficie Territo- riale da destinare a spazi per i Servizi dovrà essere pari al 10%. Questa sarà ripartita in Spazi pubblici, Aree per attività collettive, Verde pubblico e Parcheggi.
Zona produttiva di completamento. Attività commerciali, di Deposito, Artigianale, Ricreative e Uffici.
Indice Fondiario: 3,00 mc/mq
Altezza Massima: 10,00 m ad esclusione della viabilità principale dove è consentita l’altezza di 12,00 m per uniformità con le restanti zone omogenee prospicien- ti tale viabilità
Distacco dai confini: 5,00 m
Distacco dei Fabbricati non aderenti: 10,00 m
Lotto minimo : 500 mq
L’edificazione può essere assentita mediante Concessione diretta per gli inter- venti nei lotti di superficie non superiore a 1500 mq dotati di opere di urbanizzazione primaria e utilizzati come lotto unico.
Nei lotti di superficie superiore a 1500 mq deve essere predisposto un piano at- tuativo che preveda la cessione di una quota di aree pari al 10% per servizi pubblici (verde e parcheggi) e la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria comprensi- ve del verde e dei parcheggi.
Per i lotti con edificazione già realizzata con allineamento sul fronte strada e
conseguente impossibilità di fruibilità delle aree di cessione all’interno del lotto, per spazio pubblico o ad attività collettive, di verde pubblico e parcheggi, in alternativa alla cessione minima del 10% prevista dall’art. 8 comma 1° del D.A. 2266/U del 20/12/1983, è prevista la monetizzazione di tali aree.
Non sono ammesse attività moleste o inquinanti.
Aree Produttive tra Centro abitato e S.S.131 con Piani Attuativi approvati.
Valgono le Norme del Piano Attuativo, per gli ampliamenti degli insediamenti esistenti nell’ambito del medesimo Piano Attuativo, si applica la normativa più vantag- giosa tra quella del Piano stesso e quella della zona D1.
Aree produttive oltre la S.S.131 con Piani Attuativi già approvati. Tra queste an- che l’Area del Piano per gli Insediamenti Produttivi (del. C.C. n° 133 del 30/12/88) val- gono le Norme dei Piani Attuativi, per gli ampliamenti degli insediamenti esistenti nell’ambito del medesimo Piano Attuativo, si applica la normativa più vantaggiosa tra quella del Piano stesso e quella della zona D1.
Sottozona D4
Nuove aree Produttive lungo strada per Sanluri Stato.
Destinazione: Piccole e medie industrie, Attività artigianale , commerciale e di deposito.
Indice Utilizzazione: 0,60 mq/mq
Al fine del computo dell’Indice di Utilizzazione non vengono computati i locali interrati con la parte fuori terra non superiore a m 1,00.
Distacco dai confini: 8,00 m
Distacco tra fabbricati non aderenti: 10,00 m.
L’unità minima territoriale di intervento è pari all’intero comparto perimetrato in cartografia.
Sottozona D5
Aree produttive al bivio di Villasanta con Piani Attuativi già approvati.
Si applicano le norme dei Piani Attuativi, per gli ampliamenti degli insediamenti esistenti nell’ambito del medesimo Piano Attuativo, si applica la normativa più vantag- giosa tra quella del Piano stesso e quella della zona D1.
Sottozona D6
Nuove aree produttive al bivio di Villasanta.
Destinazione: Piccole e medie industrie, attività’ artigianali, commerciali e di deposito.
Sottozona D7
Area produttiva nel territorio.
Destinazione: Insediamenti produttivi di tipo agro-industriale.
Indice Utilizzazione: 0,50 mq/mq
Sottozona D8
Destinazione : Attività di rottamazione e recupero materiali ferrosi.
Indice di Copertura: 0,10 mq/mq
Altezza Massima: 5,00 m
Indice Utilizzazione: 0,15 mq/mq
Sottozona D9
Nuove aree produttive comprese tra la vecchia s.s. 131 e la nuova s.s. 131 Piani attuativi di esclusiva iniziativa pubblica.
Destinazione : attività di tipo artigianale, di piccole e medie industrie, di com- mercio all’ingrosso , di deposito , di commercio al dettaglio con esclusione dei generi alimentari
Possibilità di costruire in aderenza o con distacco dai confini di 8,00 m.
L’unità minima Territoriale è pari all’intero comparto perimetrato in cartografia con possibilità di realizzazione degli interventi per stralci funzionali.
Sottozona D10
Nuove aree produttive Fuori dal centro urbano per il trattamento di rifiuti specia- li non pericolosi
Destinazione : attività di trattamento rifiuti speciali non pericolosi
Costruzione con distacco dai confini di 5,00 m.
Recinzioni fronte strada con arretramento di m 3,00 dal ciglio stradale;
L’unità minima Territoriale è pari all’intero comparto perimetrato in cartogra- fia con possibilità di realizzazione degli interventi per stralci funzionali.
Articolo: 2.5 - Zona E - Agricola
Le norme di attuazione delle zone agricole sono realizzate in conformità con le indicazioni:
- del D.A. 2266/U/83
- del D.P.G.R. 3 agosto 1994, n. 228, «Direttive per le zone agricole»
Le presenti norme disciplinano l'uso e l'edificazione del territorio agricolo (zone
perseguendo le seguenti finalità:
valorizzare le vocazioni di sviluppo economico delle zone agricole del Comune;
valorizzare e tutelare le attitudini ambientali delle aree che rivestono particolare rilievo dal punto di vista naturalistico, geomorfologico, pae- saggistico, archeologico ecc.;
porre in atto misure di tutela del suolo e delle aree particolarmente e- sposte a rischi di natura idrogeologica e pedologica;
favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio e- xtraurbano esistente, sia per l'utilizzo aziendale sia per quello abitativo salvaguardando le valenze paesaggistiche ed ambientali caratteristiche del territorio;
tutelare le parti di territorio a vocazione produttiva agricola e salva- guardare l’integrità dell’azienda agricola e rurale;
orientare ad un corretto uso delle risorse presenti nell’Agro del Comune
di Sanluri.
ATTIVITA’ CONSENTITE NELLE ZONE AGRICOLE
Entro le zone agricole del Comune di Sanluri (come dalla tavola zonizzazione del territorio comunale) sono consentite le attività agricole previste dall’art. 2135 del C.C. e dalle altre norme vigenti sull’esercizio dell’attività agricola.
INDIVIDUAZIONE DELLE SOTTOZONE AGRICOLE
Nel Piano Urbanistico Comunale il territorio extraurbano o spazio rurale viene classificato come segue:
Zone E2: aree di primaria importanza per la funzione agricolo produttiva, anche in relazione all’estensione, composizione e localizzazione dei terreni (buona su- scettività all’uso agricolo);
Zone E5a: aree marginali per attività agricola nelle quali viene ravvisata l’esigenza di garantire condizioni adeguate di stabilità ambientale;
Zone E5r: fascia agricola di rispetto;
Zona E2p: aree per insediamenti produttivi di tipo agroindustriale.
I confini delle zone E2, E5a, E5r, E2p come determinati dalla zonizzazione sono riportati nella tavola zonizzazione del territorio comunale.
Gli indici fondiari previsti per le rispettive zone e sottozone sono quelli indicati ai punti successivi.
CRITERI PER L'EDIFICAZIONE NELLE ZONE AGRICOLE
Ai fini edificatori la superficie minima di intervento è stabilita in ha 2,00 per gli in- terventi di natura agronomica e conduzione aziendale di cui al successivo comma 3 lettera a) e c).
Per i fabbricati destinati alla residenza la superficie minima di intervento è stabilita in ha 3.00. La superficie minima di intervento è ridotta ad ha 2,00 per i coltivatori diretti e gli Imprenditori Agricoli Professionali (I.A.P.). Per superficie minima di in- tervento si intende un comparto, ancorchè formato da più particelle, costituente uni- co appezzamento.
Nelle aree classificate come zone agricole «E2», fatta eccezione per le zone di cui ai successivi commi, sono ammessi i seguenti indici massimi di edificabilità relativi al- le strutture sotto indicate:
fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con e- sclusione degli impianti classificabili come industriali. Indice di edificabilità fino a 0,20 mc/mq;
fabbricati per agriturismo, e per turismo rurale così come normati al successivo punto 2.5.4.;
fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arbo- rei industriali (forestazione produttiva). Indice di edificabilità fino a 0,01 mc/mq;
strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossicodipendenti, e del disa- gio sociale. Indice di edificabilità: fino a 0,10 mc/mq. Superficie minima di in- tervento ha 2,00.
residenze connesse alla conduzione dei fondi. Indice di edificabilità: fino a 0,01 mc/mq , “per i coltivatori diretti e gli Imprenditori Agricoli Professionali (I.A.P.) l’indice di edificabilità è stabilito in 0,015 mc/mq” . La volumetria dovrà essere edificata separatamente dalla volumetria per la conduzione agricola del fondo con distanza minima tra detti fabbricato di 10m.
Ai fini del solo computo della volumetria, nella zona E2, nel caso di aziende a- gricole o zootecniche dirette da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli pro- fessionali è ammissibile utilizzare anche appezzamenti non contigui, ma che sia- no al servizio dell’azienda. I terreni producenti tali volumi dovranno essere as- soggettati a trascrizione nei pubblici registri che ne riportino i vincoli derivanti dall’avvenuta utilizzazione edificatoria mediante stipula di atto unilaterale d’obbligo.
Nella zona E2, per superfici fondiarie inferiori ad Ha 2,00 e comunque superiori ad Ha 0,50 è ammessa la realizzazione di un deposito attrezzi edificato su di un unico vano e su di un unico livello della superficie lorda massima di mq 15,00 e del volume massimo di mc 50,00. Non è ammessa la realizzazione di verande, loggiati, porticati, ecc…..
4. Nelle aree classificate come zone agricole «E5a», non sono ammessi interventi edi- lizi di nessuna natura;
Nelle aree classificate come zone agricole «E5r», sono ammessi i seguenti indici massimi di edificabilità relativi alle strutture sotto indicate:
fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola sono ammessi per un volume massimo di mc. 75;
fabbricati per agriturismo: non ammessi;
fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arbo- rei industriali (forestazione produttiva). Indice di edificabilità fino a 0,005 mc/mq;
strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossicodipendenti, e per il re- cupero del disagio sociale: non ammesse;
residenze: non ammesse.
Nelle aree classificate come zone agricole «E2p», individuate al foglio 59 mappali 136, 139, 140,:
sono ammessi i seguenti indici massimi di edificabilità relativi alle strutture sotto indicate:
fabbricazione ed impianti connessi alle attività agroindustriali, l’indice di e- dificazione fondiaria è pari a 0,20 mc/mq;
residenze: non ammesse;
il rapporto di copertura massimo e il 50% dell’area di pertinenza.
Per fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali devono in- tendersi quei fabbricati, costruiti su un unico piano fuori terra e su di un’unica quota di pavimento, oppure, nel caso di terreni in pendenza, aventi almeno un prospetto fuori terra. Non sono consentiti, ai fini della realizzazione dei predetti edifici, mo- vimenti di terra tali da modificare lo stato dei luoghi.
Gli indici di copertura consentiti sono i seguenti:
per fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali: max 10% della superficie fondiaria.
le serre fisse, senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effet- ti strutture di protezione delle colture agrarie con regime normato dall’art. 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai confini di proprietà. Le serre fisse ca- ratterizzate da strutture murarie fuori terra, sono ammesse nei limiti di un rap- porto di copertura del 50% del fondo in cui insistono, senza limiti, al contempo di volumetria;
per gli insediamenti di tipo agroindustriale, è previsto un rapporto di copertura pari al 50% dell’area di pertinenza.
Nelle aree in cui la pendenza sia superiore al 35%, nelle aree di cresta e falesie e nel- le aree di esondazione fluviale è vietata l’edificazione.
Per il rilascio della concessione edilizia a fini edificatori la determinazione della de- stinazione produttiva agricola di un fondo deve essere dimostrata mediante la produ- zione di documentazione tecnico amministrativa, costituita da:
dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del conduttore del fondo in cui si dichiara che le opere da effettuarsi sono connesse e coerenti con la conduzione del fondo, e a ciò necessarie;
per aziende agrituristiche e turistico-rurali dichiarazione sostitutiva di atto noto- rio nel caso previsto dal successivo punto 2.5.4.;
elaborati tecnici comprovanti le forme e le caratteristiche dell’iniziativa produt- tiva di cui si tratta attraverso:
relazione tecnica contenente descrizione dello stato di fatto, indicazione de- gli interventi previsti, dimostrazione della congruità delle opere con le po- tenzialità del fondo;
elaborati di progetto contenenti planimetrie catastali dell’area oggetto dell’intervento, planimetria degli interventi su base catastale (in scala non superiore a 1:4.000), planimetria quotata degli interventi in scala uguale, di-
segni particolari delle opere e relazione illustrativa;
piano di fattibilità economico-finanziaria dell’intervento;
Gli elaborati previsti al punto 10 lettera c) i e iii, devono essere redatti da dottore agronomo o forestale o da perito agrario (nei limiti delle rispettive competenze).
Su tutte le zone E devono rispettarsi le seguenti norme sui distacchi:
E’ rigorosamente esclusa la possibilità di edificare sui confini del comparto co- me definito al precedente art. 2.5.3. punto 2.
Il distacco dai confini deve essere non inferiore a 10 metri.
Il distacco fra edifici all’interno della stessa proprietà deve essere pari all’altezza del fabbricato più alto e comunque non inferiore a 10 metri.
L’arretramento dal ciglio stradale deve essere di 10 metri se non previsto mag- giore dalle norme vigenti.
Su tutte le zone E, salvo diversa indicazione nelle relative sottozone, devono rispet- tarsi le seguenti norme sulle altezze massime:
L’altezza massima è stabilita in 7,50 metri per tutte le destinazioni connesse alla conduzione del fondo; tale limite può essere incrementato per gli edifici stru- mentali all’attività agricola e zootecnica per giustificate esigenze produttive.
Per le residenze l’altezza massima è stabilita in m 4,00.
Su tutte le zone E, previo nulla osta degli organi competenti, se richiesti dalle nor- mative vigenti:
è consentita la realizzazione di impianti di interesse pubblico, quali cabine, cen- trali, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili;.
Limitatamente alla zona E2 sono inoltre ammesse le seguenti attività:
distributori di carburante previa delibera del Consiglio Comunale
cliniche veterinarie e strutture connesse alla cura e custodia degli animali
Su tutte le zone E, salvo diversa indicazione nelle relative sottozone, devono rispet- tarsi le seguenti norme sulle recinzioni:
Le recinzioni su qualsiasi strada pubblica possono essere realizzate a una distan-
za non inferiore a 3,00 m dal limite del ciglio stradale, dove per ciglio stradale si intende la carreggiata, le eventuali banchine e le eventuali cunette e comunque nel rispetto delle maggiori distanze indicate dal codice della strada e relativo re- golamento, nonché le eventuali norme previste dagli enti proprietari delle strade non di pertinenza comunale, vedi ANAS, Provincia, strade consortili, ecc.
L’altezza massima delle recinzioni non deve essere superiore a m 2,20.
Sono ammesse le seguenti tipologie di recinzione:
a giorno in rete metallica
a giorno con rete metallica e zoccolo inferiore realizzato con pietrame locale posato ad opus incertum o tradizionale, di altezza massima pari a 80 cm, ol- tre la rete, per un’altezza complessiva di 220 centimetri.
con muratura tradizionale a secco di altezza massima pari a 1,00 metro.
Le semplici recinzioni temporanee, non soggette ad autorizzazione né a comuni- cazione ai sensi dell’art.13 comma 2 della L.R. 23/85 possono essere realizzate anche sul limite di proprietà prospettante la viabilità pubblica.
Per semplici recinzioni devono intendersi le recinzioni temporanee stagionali, ai soli fini della conduzione agricola e zootecnica del fondo, realizzate in rete me- tallica di altezza non superiore a m 1,50 sorretta da semplici paletti metallici in- fissi direttamente nel terreno senza alcun tipo di fondazione.
Su tutte le zone E, salvo diversa indicazione nelle relative sottozone, devono rispet- tarsi le seguenti norme sui pali e tralicci:
I pali e tralicci per linee elettriche, telefoniche e simili devono essere posizionati ad una distanza dal ciglio della strada maggiore dell’altezza fuori terra del palo o del traliccio.
I pali e i tralicci dovranno posizionarsi, per quanto è possibile, nella posizione meno sfavorevole per il paesaggio.
Su tutte le zone E, salvo diversa indicazione nelle relative sottozone, devono rispet- tarsi le seguenti norme sull’edificazione delle residenze connesse al fondo agricolo:
La tipologia edilizia si deve ispirare ai dettami dell’architettura tradizionale e della grande semplicità, con tetto a doppia falda o a padiglione e con manto in
tegole tipo coppi o portoghese;
Le tinteggiature devono avere colorazioni rientranti nella gamma delle terre;
La residenza deve essere edificata su un solo livello, oltre al sottotetto e comun- que ad un’altezza massima di cm 400;
Gli infissi possono essere in legno, pvc o alluminio purché abbiano colorazione simil legno.
Su tutte le zone E, salvo diversa indicazione nelle relative sottozone, devono rispet- tarsi le seguenti norme sull’edificazione dei fabbricati connessi alla conduzione del fondo:
La tipologia edilizia si deve ispirare alla grande semplicità, con tetto a doppia falda o a padiglione e con manto di copertura in tegole tipo coppi o portoghese o pannelli, di colorazione rosso mattone;
E’ consentito, in tutte le zone E l’esercizio dell’agriturismo, quale atti- vità collaterale ed ausiliaria a quella agricola e zootecnica in coerenza con le leggi re- gionali e nazionali sull’agriturismo. Qualora venga richiesta concessione edilizia per la realizzazione di nuove strutture aziendali orientate all’attività agrituristica, sono ammes- si tre posti letto per ettaro con destinazione agrituristica. Per ogni posto letto va com- putata una cubatura massima di 50 mc. Le volumetrie per i posti letto con destinazione agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la residenza nella medesima azienda agricola in cui si esercita l’attività agrituristica. La superficie minima del fondo non deve essere inferiore a ha 3,00.
Sono consentiti interventi finalizzati alla realizzazione di strutture per il turismo rurale. I volumi massimi ammissibili sono fissati in 50 mc per posto letto con un massimo di 3 posti letto per ha. La superficie minima di intervento ammissibile è fis- sata in ha 3,00.
Il concessionario con dichiarazione sostitutiva di atto notorio da acclu- dere alla richiesta di concessione edilizia deve impegnarsi a vincolare al fondo le strut- ture edilizie e a mantenere la destinazione agrituristica o turistico-agraria dei posti letto, per un periodo non inferiore a 5 anni, e per lo stesso periodo a non frazionare la superfi- cie aziendale.
Il progetto edilizio deve prevedere sia le residenze sia le attrezzature e gli impianti, a meno che essi preesistano e siano adeguati alla produzione indicata nel progetto.
Nelle zone E sono ammessi punti di ristoro indipendenti da una azien- da agricola, dotati di non più di venti posti letto, con indice fondiario di 0,01 mc/mq in- crementabile con delibera del Consiglio comunale sino a 0,10 mc/mq.
In tal caso, quando il punto di ristoro è incluso in un fondo agricolo che comprende attrezzature e residenze, alla superficie minima di ha 3 vincolata al pun- to di ristoro, va aggiunta quella minima di ha 3 relativa al fondo agricolo.
I frazionamenti e gli accorpamenti che risultano dallo stato di fatto ca- tastale alla data di adozione del presente regolamento costituiscono il riferimento fon- diario per l’applicazione delle presenti norme.
E’ vietato il frazionamento di corpi catastali di superficie inferiore alla superficie minima di intervento di 1,00 ha.
Per le costruzioni esistenti nelle zone agricole e nelle zone di salva- guardia sono ammessi la manutenzione ordinaria e straordinaria, i restauri, la ristruttura- zione e l'ampliamento nei limiti consentiti dalle norme nonché, ed eccezione degli edifi- ci agricoli e connessi realizzati a seguito della bonifica di Sanluri Stato, la demolizione e la ristrutturazione in loco per inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità.
Per gli edifici agricoli e connessi realizzati a seguito della bonifica di Sanluri Stato sono consentiti solo interventi di ristrutturazione e restauro conservativo.
E’ fatto obbligo di restaurare gli elementi costruttivi tipici secondo le ca-
ratteristiche originarie.
Nei casi ammessi l'ampliamento del volume residenziale deve essere realizzato utilizzando l'eventuale parte rustica contigua all'edificio, sempre che non ne- cessaria alla conduzione del fondo.
ANNESSI RUSTICI E ALTRI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI
I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnico-intensivi debbono distare almeno 50 m dai confini di proprietà. Detti fabbricati debbono distare altresì 500 m dal limite delle zone territoriali A, B, C e G.
I fabbricati per allevamenti zootecnico-intensivi dovranno avere un rapporto di copertura con l'area di pertinenza non superiore al 50 per cento.
Le distanze di cui ai commi precedenti, non si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura e ai fabbricati di loro pertinenza.
I fabbricati per gli insediamenti produttivi di tipo agro-industriale sono ubicati nelle zone D, sono fatti salvi gli ampliamenti degli insediamenti preesistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Il rapporto di copertura per gli insediamenti di tipo agro-industriale non può superare il 50 per cento dell'area di pertinenza. Le serre fisse, senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie con regime normale dall'art. 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai con- fini di proprietà.
Le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra, nonché dagli impianti di acquacoltura e per agricoltura specializzata, sono ammesse nei limiti di un rapporto di copertura del 50 per cento del fondo in cui insistono, senza limiti, al con- tempo, di volumetria.
Ogni serra purché volta alla protezione e forzatura delle colture, può essere installata previa autorizzazione edilizia, fermo restando nelle zone vincolate, l'obbligo di acquisire il prescritto provvedimento autorizzativo di cui alla legge 29 giu- gno 1937, n. 1497 (e L. 431/85).
EDIFICI IN FREGIO ALLE STRADE E ALLE ZONE UMIDE
Per gli edifici esistenti ubicati nelle zone di protezione delle strade di cui al D.M. 1 aprile 1968 n. 1404, e in quelle di rispetto al nastro stradale e alle zone
umide vincolate come inedificabili dagli strumenti urbanistici generali, sono consentite le seguenti opere:
manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro conservativo, come definiti dall'art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457;
la dotazione di servizi igienici e copertura di scale esterne;
ogni altro ampliamento necessario per adeguare l'immobile alla disciplina i- gienico-sanitaria vigente.
Gli interventi edilizi saranno autorizzati purché non comportino l'a- vanzamento dell'edificio esistente sul fronte stradale.
Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l'ampliamen- to di strade e per la realizzazione di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione, è consentita la ricostruzione con il mantenimento delle destinazioni d'uso, in area agri- cola adiacente anche inferiore alla superficie minima di cui all'art. 2.5.3.
SMALTIMENTO DEI REFLUI
Ferme restando le prescrizioni di cui alla L. 10 maggio 1976, n. 319, e circolare di attuazione, e fino all'entrata in vigore di nuove norme statali o regionali in materia, le abitazioni in zona agricola, che non siano allacciate a fognature comunali, dovranno essere dotate, secondo la natura del sottosuolo, di adeguato sistema di smalti- mento, le scadenze prescritte ex L. 10 maggio 1976 n. 319 e successive modificazioni e integrazioni, eliminando lo scarico delle acque usate nei bacini a cielo aperto in campa- gna; entro lo stesso tempo gli insediamenti agro-alimentari e gli allevamenti zootecnici intensivi già esistenti dovranno essere dotati di sistemi di smaltimento o depurazione approvati dall'Amministrazione comunale.
Articolo: 2.6 - Zone G - Servizi pubblici e di interesse generale
La zona G si articola in 7 sottozone: Sottozona G1 - Impianti e servizi generali. Sottozona G2 - Servizi pubblici.
Sottozona G3 - Servizi di interesse pubblico nel centro abitato
Sottozona G4 - Parco pubblico Funtana Noa
Le zone G sono le parti del territorio destinate ad edifici ed im- pianti pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generali.
Nelle sottozone G1, G2 e G4 gli interventi e gli impianti previsti si attua- no con progetti di iniziativa pubblica che definiranno la volumetria realizzabile . Nelle sottozone G3, G5, G6 e G7 è consentito ai privati proporre Piani di attuazione , estesi all’intero comparto perimetrato in cartografia, che l’Amministrazione Pubblica può fare propri integrandoli e modificandoli.
Con il Piano Attuativo si definiranno la viabilità interna, gli impianti, gli spazi pubblici riservati ad attività collettive, a verde e a parcheggio.
Le cessioni e gli adempimenti dei privati verranno regolati da apposita conven-
zione .
E’ vietata l’edificazione a scopo residenziale o produttivo.
In assenza di Piano Attuativo sono ammessi solo gli interventi di demoli-
zione, di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, opere interne senza modifica di destinazione d’uso.
L’indice di fabbricabilità territoriale in assenza di Piano attuativo non può superare 0,01 mc/mq .
In presenza di Piano attuativo di iniziativa pubblica ,anche su proposta dei privati, l’indice di fabbricabilità territoriale potrà essere aumentato secondo quanto indicato per le diverse sottozone.
Le tipologie e le sequenze edilizie saranno stabilite con il Piano esecuti-
I fabbricati dovranno distare dal confine non meno della metà della loro
altezza con un minimo di 5 metri.
Il distacco tra edifici non aderenti deve essere non meno della metà dell’altezza del fabbricato più alto con un minimo di 10 metri.
Sottozona G1 - Impianti e servizi generali
In questa sottozona G1 sono compresi il Cimitero, l’Impianto di potabilizzazione ed il Deposito Comunale.
Sottozona G2 - Servizi pubblici
In questa sottozona sono compresi i Servizi pubblici di interesse comune e di interesse sovracomunale.
Sono le aree destinate ad interventi di iniziativa pubblica o priva- ta per attività di servizio e direzionali, di credito, comunicazione, sanità, istruzione su- periore, culto, ricezione, ristoro, sport ed attività ricreative.
L’indice di fabbricabilità territoriale massimo è stabilito in 1,5 mc/mq.
Sono ammessi gli interventi per gli impianti e le attrezzature con- nesse con la destinazione a parco pubblico.
Sottozona G5 - Impianti e attrezzature per attività motoristiche
Nella sottozona G5 possono essere realizzate impianti ed attrezza- ture destinate ad attività motoristica quali piste per auto, moto, kart e fabbricati connessi con tali attività .
L’indice di fabbricabilità territoriale massimo è stabilito in 0.1 mc/mq. L’altezza massima è stabilita in 6 metri.
Sottozona G6 - Impianti sportivi e attrezzature ricettive e ricreative
Nella sottozona G6 possono essere realizzate impianti sportivi e attrezzature ricettive e ricreative.
L’indice di fabbricabilità territoriale massimo è stabilito in 0.3 mc/mq. L’altezza massima è stabilita in 6 metri.
Sottozona G7 - Attività ricettiva
La sottozona G7 è destinata ad attività ricettiva e attrezzature per il tempo libero e ricreative.
L’indice di fabbricabilità territoriale massimo è stabilito in 0.5 mc/mq.
Sottozona G8 - Impianti e attrezzature a servizio della viabilità
La sottozona G8 è destinata ad attrezzature di ristoro e commercio connessa con l’attività di impianti di erogazione carburanti.
Sottozona G9 – Impianti e servizi generali a esclusiva iniziativa pubbli-
In questa sottozona sono compresi gli interventi finalizzati alla realizza-
zione di un parcheggio pubblico per mezzi pesanti.
La realizzazione dell’intervento in assenza di Piano Attuativo è consenti- ta interessando l’intero comparto perimetrato in cartografia.
L’indice territoriale massimo è stabilito in 0,03 mc/mq anche in assenza di Piano Attuativo.
Articolo: 2.7 - Zone H - Salvaguardia e rispetto
Con H è stata individuata la fascia di rispetto cimiteriale e delle aree lungo la SS. 131 .
Nella fascia di rispetto sono ammesse solo attività agricole che non com- portano l’edificazione di edifici e di impianti fissi.
Per i fabbricati ricadenti nella fascia di rispetto sono ammessi gli inter- venti di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, restauro , risanamento conservativo e di ristrutturazione.
Articolo: 2.8 - Zone S - Servizi pubblici
Con S sono stati individuati le aree destinate ai servizi pubblici. Gli interventi e gli impianti previsti vengono attuati con progetti di inizia-
Le aree per i servizi pubblici sono suddivisi nelle quattro sottozone: Sottozona S1 - Istruzione.
Articolo: 2.9 - Strovina Sanluri Stato
La zona Cs è suddivisa in due sottozone in cui valgono le norme generali indicate al punto 2.3 per le zone di espansione di Sanluri centro .
Sottozona C1s
E’ individuata con C1s l’area interessata dal Piano di Edilizia E- conomica e Popolare già attuato.
L’edificazione è regolata dalle norme del Piano attuativo vigente.
Sottozona C2s
Riguarda l’area confinante con il Piano di Zona .
Indice Territoriale: 0.60 mc/mq
Indice Fondiario: 1,20 mc/mq
Lotto Minimo: 600 mq
Cessioni Servizi 15%
Unità Minima Territoriale: 12000 mq.
ZONA Ds - Insediamenti produttivi artigianali e commerciali
L’attività edilizia è subordinata alla preventiva formazione di Pia- no Attuativo di iniziativa privata o pubblica. Con tali strumenti la quota di Superficie Territoriale da destinare a spazi per i Servizi dovrà essere pari al 15%. Questa sarà ripar- tita in Spazi pubblici, Aree per attività collettive, Verde pubblico e Parcheggi (minimo 5%).
Altezza Massima: 8,00 m
ZONE Gs - Servizi Generali
La zona Gs è suddivisa in due sottozone in cui in cui valgono le norme generali indicate al punto 2.4 per le analoghe zone .
Sottozona G1s
E’ classificato con G1s il cimitero dove possono essere effettuati interventi esclusivamente di iniziativa pubblica.
Sottozona G2s
E’ classificato con G2s la stazione ferroviaria con le attrezzature e
gli impianti connessi .
L’unità minima di intervento è pari all’intero comparto con un in-
dice territoriale massimo di 0,4 mc/mq.
ZONE Hs - Fascia rispetto
Con Hs è stata individuata la fascia di rispetto cimiteriale.
Nella fascia di rispetto sono ammesse le attività agricole che non compor- tano l’edificazione di edifici e di impianti fissi.
ZONE S - Servizi pubblici
Con S sono state individuate le aree destinate ai servizi pubblici nelle quali gli interventi e gli impianti previsti vengono attuati con progetti di iniziativa pubblica.
Sono state individuate delle sottozone con diversa destinazione che tiene conto del vincolo di destinazione dei fabbricati comunali esistenti :
Sottozona S1 : Istruzione
Gli spazi per i parcheggi pubblici sono individuati all’interno delle singo-
le sottozone.