Source: https://www.comitatodifesasalutessg.com/2013/03/20/amianto-presentato-disegno-di-legge/
Timestamp: 2018-07-23 08:08:26+00:00
Document Index: 99048318

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 38', 'art.13', 'art.409', 'in fine', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13']

AMIANTO: PRESENTATO DISEGNO DI LEGGE - Comitato per la Difesa nei luoghi di lavoro e nel territorio - Sesto San Giovanni
AMIANTO: PRESENTATO DISEGNO DI LEGGE
il senatore Casson durante una manifestazione del nostro Comitato e altre Associazioni davanti al Senato a Roma
Il 15 marzo 2013 alla prima riunione del Senato della Repubblica è stato presentato nuovamente il Disegno di Legge sull’amianto che riportiamo integralmente.
d’iniziativa dei senatori CASSON, FILIPPI MARCO, BUBBICO, FEDELI, IGNAZIO MARINO, AMATI, GRANAIOLA, FORNARO, BORIOLI, FABBRI,
Signori Senatori. – Già all'inizio della XVI legislatura, al fine di tenere sempre alta l’attenzione sui problemi causati dalla presenza dell’amianto nel nostro Paese e di offrire finalmente soluzioni alle drammatiche e a tutt’oggi irrisolte conseguenze derivanti dall’esposizione all’amianto, si era ritenuto opportuno presentare, in occasione della quarta «Giornata mondiale delle vittime dell’amianto», un nuovo disegno di legge, «in nuce» già presentato nelle precedenti legislature (v. atto Senato n. 3696 – XIV legislatura, presentato il 20 dicembre 2005, e atto Senato n. 23 – XV legislatura, presentato il 28 aprile 2006).
Dal 28 aprile 2006 (data di presentazione del citato disegno di legge n. 23) sono intervenute diverse circostanze nuove, che hanno suggerito, se non proprio imposto, l’effettuazione di alcune modifiche e/o correzioni alla relazione e al testo dell’articolato del disegno di legge n. 23: l’inizio della discussione del disegno di legge in questione presso la Commissione Lavoro del Senato e la predisposizione di emendamenti, l’entrata in vigore del decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 257, attuativo della direttiva 203/18/CE sulla protezione dei lavoratori dai rischi da esposizione all’amianto; le riunioni informali tra parlamentari interessati alle vicende e soprattutto gli incontri e le discussioni, su tutto il territorio nazionale, con i rappresentanti dei lavoratori e degli ex lavoratori esposti ad amianto.
Da tutto ciò è scaturita la necessità di integrazioni e correzioni, nella piena consapevolezza dei ritardi enormi e ingiustificabili dello Stato, il quale – sulla base di quanto scritto e sancito persino dalla Suprema Corte di cassazione in ordine alla evidenza scientifica degli effetti cancerogeni (genotossici) dell’amianto quantomeno dall’inizio degli anni sessanta del secolo scorso – ha di fatto accettato che per trent’anni (fino al 1991-1992) i lavoratori si ammalassero e morissero di tumore da amianto nei luoghi di lavoro: con tutti costoro e con ognuno di costoro lo Stato ha un debito, morale, sociale ed economico, incommensurabile.
Nel corso della XVI legislatura, il 12 luglio 2011, è stato finalmente emanato il Decreto Ministeriale che ha fatto partire il Fondo Vittime Amianto, istituito con la legge finanziaria n. 244 del 24 dicembre 2007 per l'anno 2008. Tale decreto però ha operato alcune limitazioni, male interpretando la legge, che impongono di essere modificate.
A parte ciò, nel corso della XVI legislatura non è stato dato alcun seguito alle varie proposte di legge e alle molte sollecitazioni presentate da ogni dove, al fine di rispondere positivamente alle esigenze segnalate con il disegno di legge A.S. n. 173.
Soltanto nel corso di alcune sedute d'aula del Senato è stato possibile riproporre con forza il tema-amianto, mediante l'approvazione, pressochè unanime, di due risoluzioni (6-00121 Casson e altri 27 senatori e n.1-00680 Casson e altri 24 senatori), che impegnavano il governo a:
"modificare il decreto emanato dal Ministro del lavoro e previdenza sociale in data 12 gennaio 2011 in attuazione della legge finanziaria del 2008 (n. 244 del 2007), al fine di, garantiti il funzionamento del Comitato organizzatore e la gestione del Fondo per le vittime dell'amianto, disciplinare le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni a favore di tutte le persone (civili e militari, lavoratori e non lavoratori), che abbiano contratto patologie asbesto-correlate per esposizione all'amianto a qualsiasi titolo, in situazioni lavorative, domestiche o ambientali e, in caso di premorte, in favore degli eredi. A tal fine occorre prioritariamente valutare la piena conformità del decreto ministeriale in questione con le previsioni di cui alla legge n. 244 del 2007, anche al fine di proporre eventuali modifiche alla normativa primaria di riferimento;
istituire un apposito Fondo per realizzare, in accordo con il coordinamento degli assessori regionali alla salute, un programma di indirizzo e coordinamento e messa in rete dei programmi delle singole regioni, in materia di «Sorveglianza sanitaria, diagnosi precoce e terapie efficaci» delle persone dichiaratesi esposte all'amianto e per le persone che hanno ricevuto e riceveranno dall'INAlL e/o dalle AUSL l'attestato di avvenuta esposizione all'amianto;
istituire, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, un Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, per il finanziamento degli interventi finalizzati ad eliminare i rischi per la salute pubblica derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici e nelle strutture e mezzi di trasporto pubblico, prevedendo prioritariamente la messa in sicurezza degli edifici scolastici ed universitari, delle strutture ospedaliere, degli uffici aperti al pubblico e delle caserme e delle navi militari;
favorire l'instaurazione di un quadro interpretativo omogeneo il quale risulti idoneo ad assicurare il tempestivo rilascio delle certificazioni di esposizione all'amianto in favore dei lavoratori esposti e agli ex esposti, al fine di consentire loro l'accesso ai benefici e alle prestazioni sanitarie previste dalla normativa vigente;
provvedere alla riapertura del termine del 15 giugno 2005, di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 27 ottobre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2004, in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 269 del 2003, riapertura già sollecitata con Atto Senato n. 2141 del 28 aprile 2010;
provvedere alla indizione e organizzazione della Conferenza Nazionale sulle patologie asbesto-correlate nonché sulla conoscenza, prevenzione e bonifica dei siti contaminati da amianto".
L'unico impegno rispettato dal governo è l'ultimo punto, quello di organizzare la Conferenza Nazionale governativa che in effetti si è tenuta a Venezia nel novembre del 2012 e all'esito della quale sono stati riproposti i temi e i punti critici già emersi negli anni. E che ora, con il presente disegno di legge, si vorrebbero mettere a posto.
L’amianto (chiamato anche asbesto) è un minerale naturale a struttura fibrosa, presente anche in Italia, appartenente alla classe chimica dei silicati. Esso è potenzialmente indistruttibile in quanto resiste sia al fuoco che al calore, nonché agli agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura. Per le sue caratteristiche di resistenza e di forte flessibilità è stato ampiamente usato nell’industria e nell’edilizia, benché – già negli anni ’40 del secolo scorso – fosse stato scientificamente dimostrato che si trattava di una sostanza altamente nociva per la salute, risultata poi avere anche effetti cancerogeni.
Ormai quasi quarant’anni fa ebbe inizio la mobilitazione di cittadini e di lavoratori per eliminare l’amianto e i suoi effetti nocivi. Le lotte e gli scioperi iniziati nei primi anni ’70 in Piemonte (dove si trovavano le cave di Balangero e l’Eternit di Casale Monferrato), in Friuli Venezia-Giulia (a Monfalcone), in Veneto (a Porto Marghera) e in Lombardia (a Broni, a Seveso, alla Breda di Sesto) portarono alla sottoscrizione di accordi sindacali che prevedevano l’istituzione dei «libretti sanitari individuali», il registro dei dati ambientali di reparto nelle fabbriche, nonché i controlli delle aziende sanitarie locali sugli ambienti di lavoro. Questi accordi sindacali furono poi recepiti da leggi regionali e, successivamente, da leggi nazionali.
Dopo oltre venti anni di processi civili e penali, fu finalmente approvata la legge 27 marzo 1992, n. 257, «Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto», che prevedeva il divieto di estrazione, lavorazione, utilizzo e commercializzazione dell’amianto, la bonifica degli edifici, delle fabbriche e del territorio, misure per la tutela sanitaria e previdenziale dei lavoratori ex esposti all’amianto, nonché misure per il risarcimento degli stessi e per il riconoscimento della qualifica di malattia professionale e del danno biologico.
Purtroppo in questi ultimi sedici anni la predetta legge è stata solo parzialmente attuata, come pure il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, attuativo di direttive comunitarie in materia di protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da esposizione ad agenti climatici, fisici e biologici, mentre sono aumentati progressivamente i decessi per tumore causati da esposizione all’amianto.
Per quasi un decennio sono rimasti inattuati aspetti fondamentali di tale normativa, come la mappatura della presenza dell’amianto nel nostro Paese, la previsione dei piani regionali di bonifica, la creazione del registro degli ex esposti e dei mesoteliomi; solo nel 1999, inoltre, si è svolta la 1ª Conferenza governativa sull’amianto che ha consentito una verifica dello stato di attuazione della legge. A fronte di questi ritardi il registro nazionale dei mesoteliomi – finalmente realizzato alla fine del marzo 2004 – registrava 3.670 casi di decesso. È importante sottolineare però che si tratta di dati molto parziali, sia perché, a quella data, molte regioni non avevano ancora provveduto alla creazione del registro degli ex esposti, sia perché trattasi di decessi avvenuti in strutture ospedaliere, rimanendo quindi sommerso e sconosciuto il numero dei decessi «non ufficiali».
Dal 1992 fino al 2004 la lotta contro l’amianto è stata incentrata sull’obiettivo di attuare appieno la legge n. 257 del 1992: sono stati chiusi stabilimenti e miniere, sono stati avviati percorsi di bonifica, sono state previste forme di tutela sanitaria e previdenziale per i lavoratori esposti.
L’emergenza amianto non è però finita con la chiusura delle fabbriche: le malattie, come ricordato, hanno un’incubazione che può essere lunghissima e non colpiscono solo gli ex lavoratori, ma anche i loro familiari, contaminati dai vestiti portati a casa, e i cittadini che vivono nelle vicinanze delle fabbriche.
Il 12 e 13 novembre 2004 si è svolta a Monfalcone la Conferenza nazionale sull’amianto, nel corso della quale sono stati indicati gli obiettivi da perseguire in questa nuova ed ultima fase della lotta contro l’amianto finalizzata alla completa eliminazione della «fibra-killer» dall’Italia entro il 2015.
Il 22 ed il 23 settembre 2005 si è tenuta a Bruxelles la Conferenza europea sull’amianto. In quella sede è stato sottolineato come l’amianto fosse la causa principale di tumori determinati dallo svolgimento di attività professionali. Peraltro, la presenza di prodotti contenenti amianto nelle abitazioni, negli edifici pubblici e privati e nelle infrastrutture, nonché la presenza di rifiuti contenenti amianto nell’ambiente continuavano e continuano a provocare l’insorgenza di malattie ed un alto livello di mortalità.
Secondo l’Ufficio internazionale del lavoro, sono quasi 120.000 i decessi causati ogni anno da tumori provocati dall’esposizione all’amianto. Come è stato denunciato nel corso dalla Conferenza mondiale sull’amianto – svoltasi nel 2004 in Giappone – di questi oltre 100.000 morti, 70.000 muoiono per cancro polmonare e 44.000 per mesotelioma pleurico. Ciò significa, ad un calcolo pur sommario ma estremamente indicativo, che muore nel mondo per amianto una persona ogni cinque minuti.
L’amianto nella storia, in Europa e nel mondo.
Se di uso dell’amianto (per scopi «magici», rituali o di arredo domestico) si parla fin dall’epoca degli antichi persiani, greci e romani, sono probabilmente i cinesi che tessono per primi fibre di amianto antifuoco. Superando le ritenute proprietà terapeutiche dell’amianto tra i medici naturalisti del ’600, è nel corso del 1800 che – a partire dall’Austria e dall’Inghilterra – l’amianto comincia ad essere utilizzato nell’industria di tutto il mondo. Risale agli inizi del ’900 il primo processo in Italia (in Piemonte) all’esito del quale venne condannato il titolare di un’azienda che lavorava amianto perché la pericolosità del minerale era stata ritenuta circostanza di conoscenza comune per chiunque avesse un minimo di cultura. Ma tale affermazione appare nettamente in contrasto con le scelte legislative dell’epoca che – seppur per situazioni eccezionali riferite all’emigrazione di quei tempi (1909) – prescrivevano l’uso anche dell’amianto per tutelare la salute delle persone. È solo nei decenni successivi che viene scientificamente accertato che la consistenza fibrosa dell’amianto è alla base, oltre che delle sue apprezzate proprietà tecnologiche, pure delle sue caratteristiche di pericolosità, proprio a causa del rilascio nell’aria di fibre inalabili, estremamente suddivisibili, che possono causare gravi patologie a carico principalmente dell’apparato respiratorio.
Peraltro, nonostante di nesso di causalità tra l’esposizione ed il sopraggiungere della malattia si sia cominciato a ragionare ben presto, questo nesso a livello scientifico è stato negato per decenni, benché i primi allarmi risalissero alla fine del 1800. Purtroppo, la certezza – anche a livello giudiziario – di un nesso casuale tra esposizione ad amianto e malattia asbesto–correlata la possiamo dire raggiunta solamente agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso, certezza riconosciuta anche da sentenze (susseguitesi fino ad epoca recentissima) della Corte di cassazione.
L’industria dell’amianto continua ad estrare e trattare ancora oggi 2 milioni di tonnellate l’anno (erano 5 fino a poco tempo fa), realizzando due tipi di produzioni: pulite, alternative e controllate in Europa; sporche negli altri Paesi. Il problema è stato spostato dall’Europa in Ucraina, in Russia, in India, in Egitto, in Thailandia, in Cina, in Brasile, dove si continuano a svuotare i sacchi a mano senza sistemi di aerazione e la materia viene trattata senza protezioni. Questi lavoratori sono destinati in gran parte a morire, come è successo in Europa, e per i loro familiari vi è una notevole probabilità di ammalarsi di patologie tumorali gravissime.
Ma anche in alcuni Paesi europei il problema si pone ancora nella sua drammaticità. In Bulgaria sono stati registrati 25.000 esposti, con circa 1.000 morti all’anno; in Ucraina lavorano a pieno ritmo dieci fabbriche, che importano da Kazakistan e Russia quasi mezzo milione di tonnellate di materia prima per trasformarla in lastre, tubi e caminetti; in Grecia (sesto produttore al mondo) non c’è, a tutt’oggi, una copertura sanitaria adeguata, mentre in Turchia desta grande preoccupazione la quantità di giacimenti all’aria aperta; in Cappadocia, poi, la gente usa ancora l’amianto per costruire e isolare le case.
La quantità mondiale complessiva utilizzata tra il 1900 ed il 2000 è stata di circa 173 milioni di tonnellate, con una produzione annua (nel 2000) di 2.130.000 tonnellate. I maggiori produttori sono oggi la Russia (con 700.000 tonnellate), la Cina (con 450.000 tonnellate), il Canada (con 335.000 tonnellate, di cui il 98 per cento esportato), il Kazakistan (con 180.000 tonnellate), il Brasile (con 170.000 tonnellate), lo Zimbabwe (con 130.000 tonnellate) e poi la Grecia (con 35.000 tonnellate), gli Stati Uniti con (7.000 tonnellate) e la Bulgaria (7.000 tonnellate).
Questi milioni di tonnellate di «fibra killer» provocano, come già detto, quasi 120.000 morti l’anno per tumore ed il numero è destinato a crescere. Nella stessa Europa comunitaria la crescita dei mesoteliomi continuerà per circa dieci-quindici anni e oltre, causando, in un ventennio, un numero di decessi che passerà dalle 5.000 vittime del 1998 alle 9.000 vittime e più nel 2018.
Malgrado ciò, l’amianto è ancora utilizzato nei Paesi in via di sviluppo e perfino in alcuni dei venticinque Paesi dell’Unione europea, nonostante la direttiva 2003/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 marzo 2003, preveda l’obbligo per tutti i Paesi comunitari di cessarne totalmente l’utilizzo entro il 15 aprile 2006.
La Conferenza europea sull’amianto si è conclusa con l’approvazione di una risoluzione che indica le iniziative necessarie da adottare in Europa e in tutto il mondo per porre fine – entro un ventennio – alla presenza dell’amianto nel mondo. Sarebbe principalmente necessario arrivare a stabilire il divieto di utilizzo nei Paesi che lo producono e che lo esportano in particolare nei Paesi in via di sviluppo (Oriente, Africa, Sud America).
c) l’introduzione di verifiche obbligatorie sugli edifici pubblici, sulle residenze private e sui mezzi di trasporto entro il 2008;
A livello mondiale infine si rende ormai necessario:
– introdurre e sancire il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dell’amianto e dei prodotti contenenti amianto;
– approvare un programma di bonifica, con la realizzazione di apposite discariche, tenendo presente che le fibre di amianto – per evitarne la dispersione – devono essere fuse prima di essere portate nella discarica;
– adottare i registri degli ex esposti e i registri dei mesoteliomi;
– prevedere la creazione di fondi sia per la ricerca sui mesoteliomi e le altre patologie da amianto, sia per la bonifica dall’amianto;
– effettuare indagini nelle aziende produttrici di amianto;
– istituire un fondo internazionale per le vittime dell’amianto.
Per quanto concerne l’Italia, per portare a compimento, nei tempi auspicati, l’ultima fase della lotta contro l’amianto, iniziata più di quaranta anni fa, occorre conseguire tre obiettivi prioritari: la bonifica del territorio, la realizzazione di forme adeguate di tutela sanitaria e l’efficiente funzionamento del «Fondo per le vittime dell’amianto», istituito con la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244), a seguito di emendamento sottoscritto dai firmatari del citato disegno di legge atto Senato n. 23.
Riguardo al primo obiettivo occorre prendere atto che, a sedici anni dalla entrata in vigore della legge n. 257 del 1992, sono ancora presenti migliaia e migliaia di tonnellate di fibre di amianto e di cemento-amianto nelle fabbriche, negli edifici privati e pubblici, nell’ambiente. Bonificare il territorio è senza dubbio un obiettivo molto ambizioso per la cui realizzazione sono indispensabili: la mappatura della presenza dell’amianto nel nostro Paese, l’individuazione di discariche specializzate, «la fusione» delle fibre di amianto prima del loro trasferimento nella discarica.
L’articolo 2 prevede, con una riformulazione delle norme che si ritiene più chiara e idonea, la conferma dell’istituzione, presso l’INAIL, del Fondo per le vittime dell’amianto, finalizzato all’erogazione di una prestazione economica aggiuntiva alla rendita diretta o alla liquidazione della rendita ai superstiti. Il finanziamento del Fondo è previsto a carico, per due terzi, del bilancio dello Stato e, per un terzo, delle imprese, responsabili della mancata realizzazione della anagrafe dei lavoratori esposti, della scarsa attività di vigilanza sia nei confronti dei lavoratori che dei cittadini e, più in generale, di una grave situazione di inquinamento ambientale che causa migliaia di decessi.
È inoltre necessario e doveroso prevedere una forma di risarcimento soprattutto per quei lavoratori che, ai sensi della legge n. 257 del 1992, non hanno avuto il riconoscimento di alcun beneficio previdenziale. Occorre ricordare, infatti, che, sulla base di quanto disposto dalla suddetta legge, possono accedere ai benefici previdenziali solo quei lavoratori che, presentata la domanda all’INAIL (e, in seguito alle modifiche apportate alla legge, anche all’Istituto di previdenza per il settore marittimo - IPSEMA), ottengono la certificazione del riconoscimento di esposizione all’amianto per un periodo superiore ai dieci anni.
Successivamente, anche a causa delle ulteriori modifiche introdotte alla legge n. 257 del 1992 dall’articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, alla data del 15 giugno 2005 sono state presentate all’INAIL ben 236.593 domande, delle quali 35.089 sono state accolte e 18.986 sono state respinte.
Al riguardo si precisa che il totale delle domande presentate dai lavoratori entro il termine di scadenza del 15 giugno 2005 è pari a 607.764. Di queste, erano state evase fino al maggio 2007 con certificazioni positive o negative solo 253.258 domande. Risultavano pertanto ancora in trattazione 354.506 domande.
È da ricordare però che, dopo la scadenza del 15 giugno 2005, sono state presentate dai lavoratori assicurati e non assicurati INAIL circa altre 60.000 domande.
L’articolo 3 prevede l’istituzione del «Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici» finalizzato al finanziamento degli interventi diretti ad eliminare l’amianto dagli edifici pubblici. Il programma quinquennale per il risanamento, da approvare con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, prevede prioritariamente la messa in sicurezza degli edifici scolastici ed universitari, delle strutture ospedaliere, delle caserme, degli uffici aperti al pubblico.
L’articolo 4 introduce una serie di agevolazioni tributarie per l’eliminazione dell’amianto dagli edifici privati, nonché dal naviglio mercantile e dagli aeromobili privati. Le agevolazioni sono riconosciute per le spese sostenute nei dieci anni successivi alla data di entrata in vigore della legge. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, verranno poi disciplinate le modalità di accertamento e segnalazione, alle competenti aziende sanitarie locali, dello stato di conservazione dei beni contenenti amianto negli immobili. Le aziende sanitarie locali dovranno poi verificare l’attendibilità delle suddette segnalazioni e la congruità degli interventi previsti.
L’articolo 5 prevede alcune modifiche all’articolo 47 del citato decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003, che ha modificato la disciplina relativa alla maggiorazione, ai fini pensionistici, dei periodi lavorativi contraddistinti da esposizione all’amianto. Si ricorda che la precedente normativa concedeva un beneficio previdenziale ai lavoratori per determinate fattispecie di esposizione. Tale beneficio, utile ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche, era costituito da un coefficiente di moltiplicazione, pari a 1,5, della contribuzione obbligatoria relativa ai periodi:
Lo stesso articolo 47 prevedeva, fra l’altro, che i benefici previdenziali venissero riconosciuti solo a quei lavoratori che erano stati esposti all’amianto per un periodo non inferiore a dieci anni.
L’articolo 5 del presente disegno di legge introduce alcune importanti modifiche al suddetto articolo 47, anche ulteriori rispetto a quelle già inserite nell’atto Senato n. 23 della XV legislatura. In particolare, ora si prevede che il coefficiente moltiplicatore si applichi, a scelta del lavoratore, o ai fini dell’anticipazione dell’accesso al pensionamento o ai fini della determinazione dell’importo delle prestazioni pensionistiche.
Inoltre, si prevede che il coefficiente moltiplicatore si applichi nella misura di 1,50 oltre i dieci anni di esposizione.
A questo proposito va evidenziato come, successivamente alle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 269 del 2003 alla disciplina sui benefici previdenziali, siano aumentate in modo esponenziale le richieste di riconoscimento dei suddetti benefici. Molte sono le sentenze civili che, accogliendo le richieste, hanno riconosciuto ai lavoratori il diritto, di volta in volta, al godimento dei benefici previdenziali o il riconoscimento del mancato risarcimento.
L’articolo 5 prevede altresì la riapertura dei termini per presentare le domande ai fini del riconoscimento dei benefici previdenziali. Come già detto, dopo la scadenza del 15 giugno 2005 – termine ultimo previsto dal comma 5 dell’articolo 47 del decreto-legge n. 269 del 2003 – sono state presentate altre 60.000 domande. Il termine viene qui prorogato ai sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della nuova normativa. Inoltre a questo proposito si introduce una importante distinzione tra i lavoratori ex esposti e quelli esposti: per i primi è prevista la riapertura dei termini, mentre per i secondi non è previsto alcun termine, dando così ad essi l’opportunità di presentare la domanda in qualsiasi momento.
Se l’eliminazione, mediante bonifica, dell’amianto è il presupposto per tutelare in futuro la salute dei cittadini, la definizione di un programma di tutela sanitaria è indispensabile, oggi, per i lavoratori ex esposti e per i loro familiari. Il numero annuo, sempre crescente, dei decessi causati da amianto in particolare in certe realtà, da Casale Monferrato a Venezia, da Monfalcone a Sesto San Giovanni, da Livorno a Taranto, sottolinea la drammaticità della situazione. Questi dati evidenziano la gravità dei ritardi e la negligenza nella realizzazione, in ogni regione, del registro degli ex esposti all’amianto e dell’anagrafe dei mesoteliomi pleurici, nonché del programma sanitario di monitoraggio, controllo medico e cura degli ex esposti all’amianto.
Per ovviare a queste lacune nella realizzazione di adeguate forme di tutela e di cura dei soggetti e dei loro familiari, il disegno di legge prevede, al comma 3 dell’articolo 2, una serie di provvidenze economiche consistenti, per i lavoratori e i cittadini affetti da neoplasie professionali e ambientali, nel diritto ad un assegno mensile pari ad un dodicesimo dell’importo annuo stabilito dalla «Tabella indennizzo danno biologico» di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2000, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2000.
All’articolo 6 è prevista poi l’erogazione gratuita di prestazioni sanitarie per i lavoratori esposti all’amianto. Si tratta di forme di monitoraggio in funzione di sorveglianza sanitaria e di diagnosi precoce e, in caso di manifestazione grave delle malattie, di servizi sanitari di assistenza specifica mirata al sostegno della persona malata ed a rendere più efficace l’intervento terapeutico. Inoltre, con il presente disegno di legge si aggiungono nuove norme in materia di decadenza dall'azione giudiziaria, a favore dei lavoratori.
L’articolo 7 contiene modifiche alla più volte citata legge n. 257 del 1992 riguardo la composizione della Commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto ed i compiti della stessa. Inoltre, prevede la fissazione di un termine per le bonifiche, in attuazione di quanto indicato dal Piano Nazionale Amianto.
L’articolo 8 prevede l’istituzione della Conferenza nazionale e della Conferenza regionale annuale sull’amianto con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni delle vittime dell’amianto, delle organizzazioni sindacali e delle imprese, degli esperti di istituti scientifici di epidemiologia, clinici ed ambientali, provenienti anche da altri Paesi.
All’articolo 9 si prevede l’assistenza legale gratuita per i lavoratori e i cittadini esposti ed ex esposti, nonchè norme in materia di risarcimento del danno.
L’articolo 10 prevede la promozione di campagne informative sulle malattie derivanti dall’esposizione all’amianto.
L’articolo 11 prevede l’istituzione della Commissione regionale sull’amianto, mentre l’articolo 12 conferisce una delega al Governo per l’adozione di un testo unico contenente le disposizioni legislative vigenti relative all’esposizione all’amianto.
L’articolo 13 prevede il divieto di estrazione e di uso delle cosiddette pietre verdi.
L’articolo 14 contiene modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di piani di lavoro da notificare all’autorità di vigilanza prima dell’inizio dei lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto.
2) i cittadini che si trovino in situazioni abitative, familiari o ambientali in cui sia provata l’esposizione a fibre di amianto;
1) i lavoratori e i cittadini che a qualsiasi titolo abbiano manipolato amianto o siano stati a contatto con esso in modo diretto o indiretto;
1. Il Fondo per le vittime dell'amianto, istituito presso l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), con contabilità autonoma e separata, opera a favore di tutti i soggetti affetti da malattia professionale asbesto-correlata e a favore di tutti quei soggetti che, a qualsiasi titolo, abbiano contratto malattie a causa dell’esposizione all’amianto o, in caso di loro decesso a causa della malattia, a favore dei loro superstiti.
2. Il Fondo di cui al comma 1 eroga una prestazione economica, con periodicità annuale per i soggetti esposti o ex esposti all’amianto, di cui all’articolo 1, o una tantum per i loro superstiti, nella misura da stabilire con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Inoltre, per i soggetti già titolari di una rendita ai sensi dell’articolo 85 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, la somma da erogare è pari alla differenza fra la prestazione erogata dal Fondo e l’importo della predetta rendita.
3. I lavoratori e i cittadini affetti da neoplasie professionali e ambientali causate dall’amianto, denunciate e riconosciute a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, hanno diritto ad un assegno mensile pari a un dodicesimo dell’importo annuo stabilito dalla tabella indennizzo danno biologico, di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2000. Gli oneri derivanti dall’erogazione dell’assegno mensile di cui al presente comma sono a carico dell’INAIL.
4. Il finanziamento del Fondo di cui al comma 1 è a carico per un terzo delle imprese e per due terzi del bilancio dello Stato. La quota a carico dello Stato deve comunque assicurare l’equilibrio finanziario del Fondo. Nel caso di imprese dichiarate fallite o che hanno cessato l’attività, il finanziamento del Fondo è a totale carico dello Stato. L’onere a carico dello Stato è determinato in 80 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013. Agli oneri a carico delle imprese si provvede con una addizionale sui premi assicurativi INAIL.
5. In caso di superamento delle disponibilità del Fondo, come determinate ai sensi del comma 4, provvede, per la parte aggiuntiva, l’INAIL con i propri fondi istituzionali.
6. Per la gestione del Fondo è istituito un comitato amministratore la cui composizione, la cui durata in carica e i cui compiti sono determinati con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
7. L’organizzazione e il finanziamento del Fondo, nonché le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni, sono disciplinati con regolamento adottato con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti i rappresentanti delle associazioni degli ex esposti all’amianto, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
8. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, i commi da 241 a 246 sono abrogati
(Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici e del naviglio militare)
2. I procedimenti di rimozione o inertizzazione relativi agli interventi di cui al comma 1 avvengono secondo le procedure individuate con i decreti del Ministro della sanità 14 maggio 1996, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 25 ottobre 1996, e 20 agosto 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 22 ottobre 1999.
3. I rifiuti contenenti amianto siano essi a matrice compatta che a matrice friabile vanno considerati pericolosi; nelle discariche dove vengono smaltiti rifiuti di amianto viene stabilito il limite di 0,1% in peso fibre nel percolato;
4. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è approvato un programma quinquennale per il risanamento di cui al presente articolo, prevedendo prioritariamente la messa in sicurezza degli edifici scolastici ed universitari, delle strutture ospedaliere, del naviglio militare, delle caserme, degli uffici aperti al pubblico. Con il medesimo decreto sono ripartite le risorse finanziarie a favore di interventi di competenza dello Stato e per il cofinanziamento degli interventi di competenza delle regioni in relazione ai programmi da queste stabiliti.
5. Ai fini del presente articolo, la dotazione del fondo di cui al comma 1 è stabilita nell’importo di 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014.
(Agevolazioni tributarie per l’eliminazione dell’amianto dagli edifici privati, nonché dal naviglio mercantile e dagli aeromobili privati)
«6-bis. A decorrere dall’anno 2014, la detrazione di cui al comma 6 compete per una quota pari al 51 per cento delle spese sostenute, con la riduzione dell’IVA al 10 per cento, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio volti a eliminare i rischi per la salute pubblica derivanti dalla presenza di amianto negli edifici privati, nonché nel naviglio mercantile e negli aeromobili privati».
2. I procedimenti di rimozione o inertizzazione relativi agli interventi di cui al comma 6-bis dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, introdotto dal comma 1 del presente articolo, avvengono secondo le procedure individuate con i decreti del Ministro della sanità 14 maggio 1996, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 25 ottobre 1996, e 20 agosto 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 22 ottobre 1999.
3. L’agevolazione tributaria di cui al comma 6-bis dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è riconosciuta per le spese sostenute nei dieci anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono disciplinate le modalità di accertamento e di segnalazione, alle competenti aziende sanitarie locali, dello stato di conservazione dei beni contenenti amianto negli immobili. Le aziende sanitarie locali verificano l’attendibilità delle suddette segnalazioni e la congruità degli interventi previsti.
5. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.
a) al comma 1, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore si applica, a scelta del lavoratore, o ai fini dell’anticipazione dell’accesso al pensionamento o ai fini della determinazione dell’importo delle prestazioni pensionistiche»;
«1-bis. La prestazione previdenziale di cui al comma 1 si applica, a scelta dei lavoratori, o ai fini dell’anticipazione dell’accesso al pensionamento o ai fini della determinazione dell’importo delle prestazioni pensionistiche, anche ai lavoratori a cui siano state rilasciate dall’INAIL le certificazioni relative all’esposizione all’amianto e che abbiano prestato la loro opera esposti all’amianto per un periodo inferiore a dieci anni, con le seguenti modalità:
«5. I lavoratori ex esposti all’amianto che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici di cui al comma 1, in riferimento al comma 6-bis devono presentare domanda alla gestione previdenziale presso la quale sono iscritti, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Per i lavoratori esposti, addetti alle bonifiche, all’escavazione ed all’estrazione di minerale, non è fissato alcun termine al fine di ottenere il riconoscimento dei benefici di cui al comma 1.»;
6-novies. Ai lavoratori ex esposti all’amianto, collocati in trattamento di quiescenza prima della data di entrata in vigore della legge 27 marzo 1992, n. 257, è corrisposta una somma una tantum a titolo di indennizzo, pari a euro 700 per ogni anno di esposizione.
6-decies. I lavoratori ex esposti all’amianto, che hanno presentato domanda agli enti previdenziali competenti ai fini del riconoscimento dei benefici di cui al comma 1 e la cui richiesta è stata respinta, possono presentare una nuova domanda per i medesimi fini. Avverso l’eventuale diniego degli enti previdenziali è ammesso ricorso agli ordinari strumenti di tutela giurisdizionali.
6-undecies. I termini per la presentazione delle domande per il riconoscimento dei benefici previdenziali scadono sei mesi dopo la data di entrata in vigore della presente disposizione».
6-duodecies. Viene abrogata la lettera d) numero 1 dell'articolo 38 del decreto legge 6 luglio 2011 convertito nella legge 15 luglio 2011 n. 111; vengono altresì abrogate le disposizioni di cui al comma 1 lettera c) e d) dell'articolo 38 della medesima legge.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa annuale di 90 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.
(Prestazioni sanitarie per i lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto)
1. I lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto hanno diritto a fruire gratuitamente di forme di monitoraggio in funzione di sorveglianza sanitaria e di diagnosi precoce e, in caso di manifestazione di patologie correlabili all’amianto, di servizi sanitari di assistenza specifica, mirata al sostegno della persona malata ed a rendere più efficace l’intervento terapeutico.
2. Le attività di cui al comma 1 sono finanziate dall’INAIL e affidate ai dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali.
3. I dati e le informazioni acquisiti dall’INAIL nell’attività di accertamento e certificazione dell’esposizione all’amianto di cui al comma 4 dell’articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, come modificato dall’articolo 5 dalla presente legge, nonché nell’attività di sorveglianza e assistenza sanitaria di cui al comma 1, confluiscono nel registro di esposizione di cui all’articolo 243 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e nel registro nazionale dei casi di mesotelioma asbesto-correlati, istituito dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 dicembre 2002, n. 308, nonché nei centri di raccolta dati regionali, ove esistenti.
4. I dati raccolti in applicazione del comma 3 sono iscritti nel libretto sanitario di cui all’articolo 27 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e nella cartella sanitaria di rischio di cui all’articolo 25, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, tenuta e aggiornata dal medico competente e consegnata in copia all’interessato.
5. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di svolgimento e di fruizione delle forme di monitoraggio e delle attività di assistenza di cui al comma 1.
6. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.
7. La decadenza dall’azione giudiziaria per il conseguimento dei benefici amianto prevista dall’art. 47 d.p.r. 30 aprile 1970, n. 639 (interpretato autenticamente, dall'art. 6 del D.L. 29 marzo 1991 n. 103, convertito nella legge 1 giugno 1991 n. 166, ed integrato e modificato dall'art. 4 del D.L. 19 settembre 1992 n. 384, convertito nella legge 14 novembre 1992 n. 438 e dall’art. 38, comma 1, lettera d, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito in Legge 15 luglio 2011, n. 111) determina soltanto l’inammissibilità della domanda e la perdita dei ratei pregressi, fermo restando il diritto al conseguimento dei benefici per il futuro.
8. Le domande amministrative scadute e quelle giudiziarie respinte per la decadenza dall’azione dal diritto al beneficio possono essere ripresentate per conseguire i ratei futuri entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
9.- Il lavoratore può agire in giudizio per l’accertamento dei benefici amianto anche in costanza di rapporto di lavoro.
10.- Ai lavoratori ex esposti che si ammalano, collocati in trattamento di quiescenza prima dell’entrata in vigore della legge 27 marzo 1992, n.257, che si ammalano di una patologia correlata all’amianto successivamente al pensionamento è riconosciuto il beneficio previsto dall’art.13,comma 7 della legge 27.3.1992 n.257.
11. - In caso di decesso dell'ex esposto all'amianto per malattia professionale, il diritto alla rendita del superstite decorre, ai fini della prescrizione, da quando i titolari del diritto ne hanno avuto conoscenza.
(Modifiche agli articoli 4 e 5 della legge 27 marzo 1992, n. 257)
a) all’articolo 4, comma 1:
2) il completamento delle bonifiche e le bonifiche dei siti a maggiore rischio, denominati siti di interesse nazionale e maggiormente inquinati, entro e non oltre 3 anni dalla promulgazione della presente legge e in attuazione di quanto prevede il Piano Nazionale Amianto ;
8) la ricerca biomedica per terapie efficaci a favore dei soggetti affetti da malattie asbesto-correlate;
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.
(Istituzione della Conferenza nazionale e della Conferenza regionale annuale sull’amianto)
«Art. 7. - (Conferenze nazionale e regionali) – 1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, avvalendosi della commissione di cui all’articolo 4 e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, promuove una Conferenza nazionale triennale sulla sicurezza ambientale e sanitaria nei confronti dell’esposizione all’amianto, con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni delle vittime dell’amianto, delle organizzazioni sindacali e delle imprese, degli esperti di istituti scientifici di epidemiologia, clinici ed ambientali, provenienti anche da altri Paesi.
2. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuove in ogni regione una Conferenza annuale sull’amianto al fine di verificare la condizione epidemiologica della popolazione regionale in riferimento alle malattie asbesto–correlate, lo stato di attuazione delle bonifiche ambientali, nonché l’applicazione complessiva delle leggi e dei piani nazionali e regionali sull’amianto».
2. La Conferenza nazionale triennale sulla sicurezza ambientale e sanitaria nei confronti dell’esposizione all’amianto, di cui al comma 1 dell’articolo 7 della legge 27 marzo 1992, n. 257, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è promossa a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge.
1. I lavoratori e i cittadini esposti o ex esposti all’amianto, che siano affetti da malattie causate dall’esposizione diretta o indiretta all’amianto, o le loro famiglie in caso di decesso, hanno diritto all’assistenza legale gratuita.
2. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della giustizia, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, anche mediante convenzioni con i patronati sindacali e le associazioni dei cittadini e dei lavoratori esposti ed ex esposti.
3. Le azioni per il risarcimento del danno cagionato da infortunio o malattia professionale rientrano nella competenza del giudice del lavoro ai sensi dell’art.409 c.p.c. sia che si tratti domanda per responsabilità contrattuale sia che si tratti di domanda per responsabilità extracontrattuale, ed anche se promosse, in proprio, dagli eredi del lavoratore deceduto.
4. Le domande concernenti le opposizioni all’ordinanze ingiunzioni che applicano sanzioni per illeciti amministrativi riferiti alla materia del lavoro e della previdenza spettano alla cognizione del giudice del lavoro il quale giudica con il rito del lavoro.
5. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.
1. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali promuove, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, una campagna di informazione sulle patologie asbesto–correlate e sui diritti previsti dalla legislazione vigente per i lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto.
2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2014.
(Istituzione della Commissione regionale sull’amianto)
1. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano stabilisce le modalità per l’istituzione, in ogni regione, di una Commissione permanente sull’amianto avente lo scopo di monitorare l’applicazione delle leggi nazionali e regionali sull’amianto, e di preparare la Conferenza regionale annuale sull’amianto di cui all’articolo 7 della legge 27 marzo 1992, n. 257, come sostituito dall’articolo 8 della presente legge.
2. La Commissione regionale sull’amianto è formata da nove membri, di cui un terzo rappresentanti della regione, delle aziende sanitarie locali e dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA), un terzo rappresentanti degli operatori della prevenzione, dell’epidemiologia e degli istituti universitari di medicina del lavoro e un terzo rappresentanti dei cittadini, dei lavoratori esposti ed ex esposti e delle vittime dell’amianto designati dalle associazioni e dalle organizzazioni sindacali.
3. La Commissione regionale sull’amianto elegge al proprio interno un presidente scelto fra i rappresentanti dei cittadini, dei lavoratori esposti ed ex esposti e delle vittime dell’amianto e si dota di un proprio statuto in cui sono stabilite le funzioni e le responsabilità del presidente.
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo contenente il testo unico delle disposizioni legislative vigenti relative all’esposizione all’amianto, riunendo e coordinando fra loro le disposizioni contenute, in particolare, nella presente legge, nella legge 23 dicembre 1978, n. 833, nella legge 27 marzo 1992, n. 257, e nel decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 114.
(Divieto di estrazione e di usodelle pietre verdi)
(Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto)
a) all’articolo 249, i commi 2 e 4 sono abrogati;
b) l’articolo 250 è sostituito dal seguente:
«Art. 250. - (Notifica dei lavori di demolizione o rimozione dell’amianto). – 1. Il datore di lavoro predispone un piano di lavoro prima dell’inizio dei lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto, ovvero dei materiali contenenti amianto, dagli edifici, dalle strutture, dagli apparecchi e dagli impianti, nonché dai mezzi di trasporto.
e) l’adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite di cui all’articolo 254, delle misure di protezione di cui all’articolo 255, adattandole alle particolari esigenze del lavoro specifico.
c) tecniche lavorative per attuare quanto previsto dal comma 3, lettera a);
6. I lavoratori ovvero i loro rappresentanti hanno accesso alla documentazione di cui al presente articolo.
7. Il datore di lavoro, qualora una modifica delle condizioni di lavoro comporti un aumento significativo dell’esposizione ad amianto o a materiali contenenti amianto, effettua una nuova notifica all’organo di vigilanza.»;
c) all’articolo 254, comma 1, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Il non superamento del valore limite non esenta il datore di lavoro dall’eliminare in modo totale l’amianto negli ambienti di lavoro, ricorrendo alle migliori tecnologie disponibili»;
d) all’articolo 254, comma 2, le parole: «Quando il valore limite fissato al comma 1 viene superato» sono sostituite dalle seguenti: «Quando viene riscontrata una qualsivoglia presenza di amianto»;
e) all’articolo 255, comma 1, alinea, la parola: «limitare» è sostituita dalla seguente: «eliminare»;
f) all’articolo 256, comma 6, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «che riguardano i datori di lavoro».
1. Ai maggiori oneri determinati, quanto all’articolo 2, in 80 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013, quanto all’articolo 3, in 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014, quanto all’articolo 4, in 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014, quanto all’articolo 5, in 90 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014, quanto all’articolo 6, in 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014, quanto all’articolo 9, in 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014 e, quanto all’articolo 10, in 2 milioni di euro per l’anno 2014, si provvede mediante i maggiori risparmi di spesa di cui al comma 2.
2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7, commi 12, 13, 14 e 15, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dall'articolo 1, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una ulteriore riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, e le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative agli oneri comuni di parte capitale e agli oneri comuni di parte corrente, sono ridotte in via permanente, in misura tale da garantire risparmi di spesa per un ammontare complessivo non inferiore a 80 milioni di euro per l'anno 2013 e a 277 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014. I Ministri competenti predispongono, entro il 30 settembre di ciascun anno a decorrere dall'anno 2013, gli ulteriori interventi correttivi necessari per assicurare, in aggiunta a quanto previsto dalla legislazione vigente, i maggiori risparmi di spesa di cui al presente comma.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro il 15 ottobre di ciascun anno a decorrere dal 2013 verifica gli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica derivanti dagli interventi correttivi di cui al comma 2, ai fini del rispetto degli obiettivi di risparmio di cui al medesimo comma. A seguito della verifica, gli interventi correttivi di cui al comma 2 predisposti dai singoli Ministri e i relativi importi sono inseriti in un apposita tabella allegata alla legge di stabilità. Qualora, a seguito della verifica, le proposte di cui al comma 2 non risultino adeguate a conseguire gli obiettivi in termini di indebitamento netto, il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce al Consiglio dei Ministri e con il disegno di legge di stabilità è disposta la corrispondente riduzione delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente nell'ambito delle spese rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, necessarie a garantire il rispetto degli obiettivi di risparmio di cui al comma 2, nonché tutte le modificazioni legislative eventualmente ritenute indispensabili per l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di risparmio di cui al medesimo comma.
4. Ai maggiori oneri di cui all'articolo 7, pari a 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede mediante utilizzo di quota parte delle risorse del fondo di cui all'articolo 615 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, relativo alla realizzazione di programmi di investimento pluriennale per esigenze di difesa nazionale derivanti anche da accordi internazionali.
pietro (giovedì, 04 aprile 2013 15:59)
piu che giusto fare questa normativa perche ogni giornoche ti svegli devi sempre alzare gli occhi al cielo e ringraziaredio che ti fa ancora vivere anche se con la paura delle sofferenze che un domani puo darti questo schifoso minerale e ringraziando i nostri datori di lavoro che stiamo con il terrore grazie dopo aver letto questomessaggio
Angelina Garrafa (mercoledì, 10 aprile 2013 22:39)
Se si riaprissero i termini per far domanda, vorrei sapere se sarebbe possibile ottenere la maggiorazione del servizio dello 0,5 secondo l'art. 13 della legge 27 marzo 1992 n.257 e nota n.535/1996 dell'INPDAP. Sono un'insegnante e lavoro in una scuola con il tetto in eternit dal 1990. Il tetto non è stato ancora bonificato. Ringrazio anticipatamente chi potrà darmi una risposta.Grazie, Angelina.
alberto cicerano (giovedì, 18 aprile 2013 15:59)
salve sono un sottu uff della marina militare vorrei farvi domande e sapere risposte ma so che e un buco nell acqua ,ho contratto l asbestosi sulle nostre unità navali come me ce ne sono tanti della mia categoria meccanici navali , be ecco la domanda come mai civili dipendenti dello stato in arsenale di la spezia base navale della marina militare pur non avendo contratto la malattia e non si sa come quale strada hanno trovato sono andati in pensione con i benefici dello stato come hanno fatto a farsi riconoscere questi benefici quando chi e veramente stato a contatto con l amianto non riceve risposta e viene ignorato mi fa rabbia sapere che chi non ha niente sfrutti lo stato noi che sappiamo di averla la malattia ci ignorano tanto non risponderete a questo mio scritto salve
Totò (sabato, 27 aprile 2013 16:26)
HO 60 ANNI, ATTUALMENTE LAVORO PER 78GG. ANNUI ALLA FORESTALE SICILIANA.SOLO
ALCUNI GIORNI FÀ SONO VENUTO A CONOSCENZA CHE TUTTI I MIEI EX COLLEGHI DI
LAVORO¸SONO IN PENSIONE DA DIVERSI ANNI¸GRAZIE AI BENEFICI LEGGE AMIANTO 1992.
IGNARO DI AVER SVOLTO ATTIVITÀ A CONTATTO AMIANTO DAL 1970 AL 1992 FIAT
FERRIERE TORINO IN SEGUITO:TEK SID-SIDERTEK-INDUSTRIA ACCIAI INOX-TERNI ACCIAI
SPECIALI E IN ULTIMO ILVA O THYSSEN KRUPP «SI TRATTA SEMPRE DI STESSA FABBRICA»
LA MIA DOMANDA È:AVENDO SVOLTO ATTIVITÀ DI MANUTENTORE ELETTRICO IN QUALITÀ DI
OPERAIO SIDERURGICO 5° LIVELLO¸ CERTIFICATO DALLA DITTA IN DATA 18/06/1992 HO
AD OGGI DIRITTO AI BENEFICI LEGGE AMIANTO? SE SÌ COSA FARE? N.B. CON I SUDDETTI
BENEFICI AVREI MATURATO IL DIRITTO A PENSIONE PRIMA DELLA LEGGE OTTOBRE 2003.
IN ATTESA DI UNA VS. GRADITA RISPOSTA INVIO DISTINTI SALUTI. TOTÓ SAMMARCO -
LASCARI (PA).
Giuseppe (lunedì, 06 maggio 2013 14:03)
Ho acquistato dal comune un appartamento condominiale nel 2001. A distanza di anni vengo a sapere che il tetto è fatto di Amianto. Il comune in data 02.05.2013 ci invia un avviso che dovranno rifare i tetti ed esigono che i propretari si incarichino delle spese mentre coloro che sono in affitto, sempre nello stesso condominio, verranno dispensati da ogni spesa. Questo è ingiusto in quanto la legge sull'amianto imponeva giì nel 1993 la sostituzione dei tetti non a norma. Inoltre la tossicità assorbita? Non intendo pagare.Chi è fuori legge è il comune. Lei cosa ne pensa?
Angela (giovedì, 09 maggio 2013 16:40)
a mio marito in data 02.05.2013 è stato disagnosticato un Mesotelioma pleurico, dovuto alla lavorazione con l'Amianto presso una società negl'anni 80. Vorrei sapere cosa devo fare per avere un risarcimento danni?
grazie infinite per la Vs disponibilita
arianna (lunedì, 10 giugno 2013 20:31)
Buonasera, ho un' appartamento a Livorno con un garage e due cantine esterne con i tetti in amianto vorrei sapere se sono OBBLIGATA a fare la denuncia ed eventualmente a smantellare e smaltire il tutto. Grazie tante
Eduardo (martedì, 11 giugno 2013 15:51)
O lavorato alla breda siderurgica dal 1980 al 1989 qualche periodo fa o fatto richiesta al inps non accoglientomi perché non ho superato i 10 anni previsti della legge dite mi come posso fare per i miei diritti cordiali saluti catanese eduardo
fernando (mercoledì, 14 agosto 2013 15:14)
Appartengo ai 60, 000 che hanno presentato domanda dopo il 15 Giugno 2006. Presentai domanda per l'esposizione amianto nel Settembre 2006 e mi fu respinta per decadenza dei termini dall'INAIL di Napoli.
Ad oggi faccio ancora in tempo ad inoltrare la domanda?
Faccio notare che con la legge 257 su 18 impiegati dell'ufficio "Tempi e Metodi" solo io sono rimasto escluso. Cosa posso fare per rimediare?
ANTONIO (domenica, 18 agosto 2013 16:56)
SI PUO FARE ORA LA DOMANDA PER IL RICONOSCIMENTO.IO LAVORO DAL 1988 NEL SITO INDUSTRIALE DI PORTO TORRES .GRAZIE.
pippo (venerdì, 06 settembre 2013 23:36)
ho dato la domanda al mio sindacalista dell'azienda in cui lavoro ma lui non l'ha presentata ne sono venuto a conoscenza dopo diversi mesi come posso recuperare 14 anni di amianto
natale (venerdì, 18 ottobre 2013 11:54)
sono venuto ora a conoscenza anch'io ho lavorato con l'amianto negli anni dal 1978 al 1992 volevo sapere se sono ancora in tempo a presentare la domanda, e se a fini pensionistici c'e' qualche beneficio grazie.aspetto una vostra email
enrico (venerdì, 25 ottobre 2013 11:28)
ho fatto domanda per gli anni dal 1979 al 1990 ,ma mi e' stata respinta perche' presentata nel 2007,posso ripresentare la domanda nuovamente?
Macagnino Remo (giovedì, 31 ottobre 2013 18:34)
Mi è stato riconosciuto il risarcimento per esposizione all'amianto, ma è ancora in fase di conteggio.
Essendo stato io imbarcato nella Marina Mercantile in qualità di Macchinista, vorrei sapere se per i complessivi 5 anni di navigazione, mi verrà riconosciuto un computo maggiore ai 5 anni poichè la disponibilità e presenza era di 24 ore su 24. Andrebbe forse moltiplicata per tre visto che una giornata è coperta da 3 turni di lavoro?
stefano (venerdì, 01 novembre 2013 21:32)
mi e stata riconosciuta l'esposizione all' amianto su sentenza del tribunale ,per il coefficente 1,25al solo fine della misura della pensione,cosa devo fare?
Marco (giovedì, 05 dicembre 2013 21:01)
Il 4 -12-2013 si è svolta la prima udienza della mia causa amianto per il periodo 1988-2003 . Il giudice ha riferito all'avvocato che la documentazione è priva della domanda antecedente alla data del 30 -10-2003, pur avendo presentato una domanda prima del 15-06-2005 e un' altra di ricorso in data 2008,avendo anche avuto il riconoscimento INAIL per il periodo 1988-92. Per cui invece del coefficiente 1,5 contributivo mi riconoscono quello dell'1,25 retributivo. Come posso risolvere questo problema della mancanza della domanda antecedente al 2003 ? Specificando che lavoro tutt'oggi con cantieri di bonifica amianto istallati a bordo di unità navali ed essendo un operaio con qualifica elettro-frigorista di ditte appalto-ARSENALE M.M TARANTO . Aspetto un suo consiglio, grazie.
annalia rampini (sabato, 14 dicembre 2013 13:53)
salve, mio marito pensionato INPS è deceduto per una patologia non direttamente collegata all'amianto ma ha lavorato in Marina come motorista navale e poi elicotterista dal 1964 al 1978.So che non riconoscevano i benefici per chi ha lavorato a contatto con l'amianto quando lui è andato in pensione.Io ho una parte della sua pensione (reversibilità) Non so se lui aveva fatto domande o altro.Cosa devo fare e a chi rivolgermi per sapere cosa fare e se c'è qualche diritto da far valere per me e sua figlia?
Totò sammarco (domenica, 09 febbraio 2014 20:56)
Chiedo gentilmente se è possibile avere risposta in merito al mio commento # 4. Grazie
Roberto Repetto (lunedì, 10 febbraio 2014 09:01)
Lavoro in una ditta di spedizioni marittime e ho 57 anni non ho presentato domanda in tempo per usufruire dei benefici della legge sull'amianto. C'e' la possibilità che venga concessa un ulteriore proroga? Grazie
Italo Donati (sabato, 15 febbraio 2014 19:43)
Da maggio 1981a dicembre1991ho lavorato con esposizione all'amianto, i miei ex-colleghi che hanno fatto domanda entro giugno 2005 hanno usufruito della legge. Io purtroppo ho presentato domanda a marzo 2007. Ho una speranza di rientrare anch'io nella legge?
franco pelosi (mercoledì, 19 febbraio 2014 22:07)
salve,ho 57 anni e dall'eta' di 16 ho lavorato in officina a contatto con l'amianto,non avendo fatto domanda entro giugno 2005, volevo sapere se è possibile a soli fini pensionistici farla adesso,attendo vostra risposta grazie.
Livio (sabato, 22 febbraio 2014 09:21)
l' INAIL di Monfalcone mi ha riconosciuto l' esposizione all' Amianto per il periodo 23/03/1982 al 31/12/1999 quindi 9 anni e 9 mesi , un mio collega ha fatto causa all' INPS ed ha ottenuto il riconoscimento fino al 1992 , nella sentenza vengo menzionato anch'io come collega che ha fatto lo stesso lavoro per lo stesso tempo, se vado da un' avvocato ho possibilità di ottenere l' anno in piu' che mi permetterebbe di avere il riconoscimento pensionistico con la maggiorazione del 50 % .Grazie per il vostro contributo
elena (giovedì, 06 marzo 2014 13:13)
Mio marito ha lavorato 11,5 anni in un'azienda a contatto con amianto. Non ha presentato domanda x esposizione amianto. Comedeve fare x il beneficio previdenziale? Grazie.
francesco esposito (martedì, 25 marzo 2014 10:24)
ho lavorato x 23 anni con una ditta di installazioni inpianti tecnologici adesso sono inpiegato in una azienda svolgendo mansioni di manutentore da premettere che quando io lavoravo con le guarnizioni di amionto non avevo nessuna tutela poi la mia azienda ha chiamato una ditta esterna per togliere le guarnizione d"amianto sono intervenuti con tutti gli strumenti convezionati
Antonino (domenica, 06 aprile 2014 00:22)
Sono un marittimo. Di navi. Mercantile 1980 ho fatto. Domanda. Per. Amianto inail 2005 mi hanno roconosciuto dal 1997 al 2003 ilva taranto sto ancora in forza lavoro. Ilva. Ipsema di Napoli mi dovrebbe. riconoscere dal 1980 AL 1997. GRAZIE Saluti. Attesa di una vostra risposta. Grazie
Daniele (venerdì, 18 aprile 2014 15:06)
Salve sono Sottufficiale della Marina Militare che ha fatto la domanda per il riconoscimento del beneficio di esposizione all'amianto. In questi giorni l' INAIL sede di CATANIA mi ha risposto che in base alle indicazioni contenute nel curriculum professionale rilasciato dal datore di lavoro.... non è stato esposto all'amianto nella misura prevista dalla legge(Il MINISTERO DELLA DIFESA ha riconosciuto solo 9 anni , io avevo inserito dei periodi lavorativi effettuato presso una galleria nella sede di Roma. Volevo conoscere essendo ancora imbarcato su Navi dove è presente l'amianto potrei fare ancora domanda per essere così riconosciuto nei limiti di 10 anni previsti dall legge . grazie
Daniele (venerdì, 18 aprile 2014 15:07)
franco (lunedì, 12 maggio 2014 19:05)
iniziato a lavorate all'italsider di piombino dal 3 ottobre 1960 e uscito di fabbrica per mia scelta maggio 1992 fatta domanda al mio sindacato appena uscito e solamente nel mese di gennaio 2014 l'avvocato mi à detto che la mia domanda è scaduta dalle visite effettuate mi è stato riconosciuto l'amianto come mi devo comprtare ?(fare causa al sindacato al quale avevo affidato la pratica o altro?)garzie
nicola (martedì, 13 maggio 2014 20:44)
chiamo Nicola nel 2007 ho presentato la domanda all'INAIL di Cirie' provincia di Torino perche' sono stato esposto all'amianto per circa 12 anni in centrali termoeletriche, MICHELIN e AERITALIA. la prima volta mi e' stata respinta per fine di termine di legge ,dopo circa due mesi dopo ne ho presentata un'altra senza nessuna risposta,cosa devo fare. ringrazio saluti
ROCCO (mercoledì, 28 maggio 2014 13:36)
CARI SIGNORI NON ASPETTATE IL MIRACOLO. I NOSTRI PARLAMENTARI HANNO BEN ALTRO A CUI PENSARE, NON CERTAMENTE HANNO A CUORE LA SALUTE DI CHI SI ROMPE LA SCHIENA PER FARGLI FARE UNA VITA DA NABABBI.
LA COMMISSIONE DIFESA (DELLA REPUBBLICA E LA SEGRETERIA DEL NOSTRO CARO PRESIDENTE ( GIORGIO NAPOLITANO). MI HANNO RISPOSTO CHE NON AVENDO PRESENTATO DOMANDA NEL 2005 NON HO DIRITTO AL RICONOSCIMENTO ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO. PUR ESSENDO STATO ESPOSTO DAL 1974 AD OGGI. QUESTO PERCHE' NEL DECRETO LEGGE GUERRINI LA MIA POSIZIONE LAVORATIVA NON ERA INDICAT NEL DISEGNO SOPRA CITATO DECRETO. TENGO A PRECISARE CHE NEL SITO IN CUI LAVORO ANCORA SEMBRA CI SIANO ANCORA MOLTE, MA MOLTE TONNELLATE DI AMIANTO.
maurizio (giovedì, 05 giugno 2014 22:29)
lavoro presso l'azienda HERA di Bologna da l'inizio degli anni 90 tutte le condutture idriche della città sono di amianto questa azienda a dichiarato che non ha mai lavorato con l'amianto mi chedevo come è possibile ,l'acqua che la citta a bevuto e continua a bere siamo sicuri che non sia inquinata .
Giovanni Addorisio (giovedì, 03 luglio 2014 19:28)
Sono ex sottoufficiale della Marina Militare imbarcato su nave Geniere una delle tante navi ex Americane vendute negli anni 70 all'Italia datosi che per esami medici specifici sono venuto a conoscenza del fatto dell'Amianto.Grazie a tante informazioni ho avuto modo di dare risposte ai miei problemi fisici di cui intendo presentare Riconoscimento alla malattia essedo stato personale di bordo sezione meccanico navale.Volevo sapere cosa si intende per i dieci anni previsti dalla legge quando la contaminazione di amianto e' incalcolabile alla esposizione in piu' la Marina Militare non mi ha MAI fatto notifica alla contaminazione (imbarcato anni 71/72)Spero che dopo la mia domanda inail non divengo un numero Statistico un grazie anche all'America per averci dato della bella musica,cola,gomme da masticare, il sogno americano (datosi che vivo in Canada) ed navi Contaminate(come gia menzionato in altri siti) Cordiali Saluti. Giovanni
mario (lunedì, 21 luglio 2014 14:40)
Sono ex portuale a cui per un CTU nominato dal tribunale di Massa-Carrara è stato negato il diritto ai benefici previdenziali, nonostante che avessi lavorato 25-30 anni insieme ad altri lavoratori ai quali è stato concesso.Questa ignobile discriminazione è stata possibile perchè, per aver diritto al ricoscimento,avrei avuto bisogno di acquisire anche gli anni 1991/1992 perchè tra il 1980e1990 avevo un'esposizione di 9 anni e qualche mese.Tutto questo è assurdo, come il fatto che che occorra una infinità di tempo per approvare questo disegno di legge, che darebbe giustizia a tanti nelle mie condizioni. Si deve anche sapere che,purtroppo,i miei compagni di lavoro deceduti per mesotellioma pleurico, ci sono in continuazione.L'ultimo il mese scorso.Saluti Mario
patrizia (venerdì, 25 luglio 2014 14:07)
Sono la figlia di un marittimo morto nel 2003, posso fare ancora domanda di risarcimento e di rivalutazione della pensione?
Fernando Sampaolo (domenica, 27 luglio 2014 17:47)
Salve vi scrivo perche ho scritto a tutti e mancate solo voi Lavoro ancora con la stessa societa con qui ho iniziato la mia vita lavorativa ora si chiama ATAC gia acotral cotral metroferro metro.Dal 1980ho fatto il meccanico prima con i pulman poi con i treni fino al 1997ora faccio l armatore ferroviarioHo lavorato con l amianto per 17 anni e di amianto cene era a quintali sotto i treni amianto che nn ha contaminato solo me e la mia famiglia ma anche tutti coloro che per anni hanno viaggiato con la metropolitana di roma e per 1 cavillo nn riesco ad ottenere quello che mi spetta mentre e mi dispiace dirlo molti miei colleghi che l amianto nn sanno neanche coda e stanno in pensione da anni.Che dite ho qualche possibilita di andare in pensione Grazie
lorenzo (lunedì, 13 ottobre 2014 21:40)
Siamo un gruppo di lavoratori del petrolchimico di PORTO MARGHERA, dove è stato riconosciuto i benefici per l' esposizione Amianto. Alcuni lavoratori ne hanno già usufruito .
Noi non abbiamo inviato la domanda nei tempi stabiliti dalla legge, pertanto abbiamo avuta un risposta
negativa da INAIL.
Pertanto volevamo chiedere quale strada si può percorrere per potere avere il riconoscimento dei benefici? E dove possiamo rivolgersi ?
Franco (domenica, 26 ottobre 2014 20:20)
Non essendo stata pubblicizzata come per il pagamento canone RAI, e non avendo fatto la domanda in tempo utile, per usufruire i benefici per l'esposizione all'amianto ai fini pensionistici, avendo lavorato fin da ragazzo come meccanico d'auto, ora ho 57 anni volevo sapere se c'e' qualche possibilita' o via per avere qualche agevolazione per andare in pensione. grazie per la risposta.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio (lunedì, 27 ottobre 2014 08:16)
Al momento NO. Ci sono in parlamento tre proposte di legge (Camera e Senato) per far riaprire i termini delle domande. Le associazioni e Comitati si stanno battendo. Ciao. Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
roberto 55 (giovedì, 27 novembre 2014 21:37)
ho lavorato dal 1978 al 1994 in una ditta produttrice fibrocemento con conseguente esposizione amianto non ho presentato domanda di certificazione di tale periodo all INAIL sono ancora occupato nella stessa ditta.Chiedo se ho possibilità di presentare la domanda per il riconoscimento dei benefici pensionistici Ringrazio anticipatamente Roberto
Adriana (lunedì, 22 dicembre 2014 12:35)
Buongiorno, chiedo gentilmente questa informazione: a far data dal giugno 2007 con numero .... sono iscritta al registro regionale dei soggetti esposti all'amianto DGR 4092 dd.19.12.2003. Ora ho 57 anni e 3 mesi e 38 anni e mezzo di contribuzione ... ho la possibilità di andare prima in pensione senza dover lavorare ancora molti anni ....??? (grazie alla legge Fornero ....!!!)
Ringrazio anticipatamente ... Adriana
mario rizzacasa (lunedì, 26 gennaio 2015 14:52)
buon grno, ho presentto domadadi riconoscimento esposizione amianto nel 14-06-2005. da allora non ho ricevuto nessuna notizia. chiedo, se possibilile, un avvocato della zona che sappia portare avanti quanto la legge mi dice. mia zona giuridiszionale è pescara, tribunale pescara. grazie mille. in fede Rizzacasa mario
sampaolo fernando (giovedì, 12 febbraio 2015 17:27)
Salve: hi lavorato per 17 anni a contatto co l amianto nella metro A di roma ho fatto la domanda nel2005 in ritardo a novembre siccome tutti i miei colleghi sono andati in pensione posso fare qualcosa? Grazie.
egidio (venerdì, 13 febbraio 2015 12:37)
sono un sottufficiale M.M. la marina mi ha riconosciuto l'esposizione all'amianto fino al 2003.Atale data risultano piu di dieci anni di esposizione.L'inail mi ha riconosciuto solo i periodi fino al 1995,di conseguenza l'imps mi ha rigettato la domanda relativa ai benefici perchè non raggiungo a quella data i 10 anni.Perchè l'inail non riconosce i periodi dal 1995 al 2003?
Bruno (martedì, 17 febbraio 2015 11:49)
Svolgo dall'inizio della mia attivita' lavorativa la professione di tecnico di Avviamento Impianti Termici all'interno di Centrali Termoelettrettriche. Piu' precisamente ho svolto tale attivita' alle dipendenze della Societa' GIE - Gruppo Industrie Elettromeccaniche per Impianti all'Estero dal 15Apr1980 al 30Giu1989 nelle Centrali all'estero di Iran,Siria,Turchia,UAE,Iraq e Nicaragua. La manipolazione e il contatto con l'amianto in questo periodo era quotidiano. Successivamente sono passato a svolgere e tuttora svolgo la stessa attivita' per conto di Enel nelle Centrali Termoelettriche Italiane e anche estere. Essendo la mia prima Societa' GIE stata assorbita da Ansaldo nell'anno 1991, e non avendo con questa svolto l'attivita' per piu' di 10 anni, ho tralasciato di perseguire il riconoscimento all'esposizione. Inoltre nelle Centrali Enel in cui ho operato l'amianto era stato gia' abolito, sebbene in fase di rifacimento di alcune vecchie Centrali (esempio Porto Corsini, e non solo) la fase di demolizione ha prodotto esposizione. Che possibilita' ho di recuperare un riconoscimento dei periodi di esposizione?
Vendramin Giorgio (sabato, 21 febbraio 2015 05:48)
Ho 77 anni ho ricevuto una buonuscita circa 10 anni fa per aver lavorato in porto e essendo stato a contatto co l 'amianto ,posso far richiesta di una pensione all'italiana grazie
Vendramin Giorgio (sabato, 21 febbraio 2015)
Sono pensionato 77 anni 10 anni fa ho avuto una liquidazione per aver lavorato con l' amianto in porto a Venezia posso ancora chiedere all' INAIL una pensione integrativa grazie
giuseppe (venerdì, 13 marzo 2015 12:25)
sono dipendente del CSTP tpl di Salerno e sono stato ricosciuto con sentenza definitiza del tribunale del lavoro di Nocera Inferiore esposto ultradecennale all'amianto, però non mi viene riconosciuto il coeficiente 1.5 a causa delle modifiche dell' art. 13 comma 8 L.257/92. Conto molto sul suo ddl di modifica che ha presentato ed è in discussione al Senato. Saluti
consoli rosario (sabato, 14 marzo 2015 15:53)
per 27 anni in eternit siciliana a contatto con i prodotti di cemento-amianto-già pensionato dall'anno 87, desidero sapere se posso usufruire dei benefici dell'attuale legge.
MAURIZIO COLOPRISTI (venerdì, 17 aprile 2015 20:41)
da ragazzo per circa 5 anni ho lavorato nei cantieri edili come appr.idraulico a quel tempo negli anni 70 si usava isolare i tubi del riscaldamento con la malta e le fasce di amianto,moltissime volte abbiamo eseguito questo tipo di lavoro.posso chiedere al patronato se ho diritto al prepensionamento e ad avere un indennizzo.grazie
Roberto Mirabella (venerdì, 01 maggio 2015 19:06)
Ho lavorato per 5 anni e 5 mesi alla Texas instruments è non ho potuto fare la domanda perché il periodo di esposizione all'amianto era inferiore ai 10 anni
Come devo fare per produrre la domanda adesso visto che i termini sono anche di 5 anni.
mauro (mercoledì, 15 luglio 2015 23:33)
To.15/07/15 ho lavorato in Fiat dall 1970 All 1987 ho saputo che i miei ex colleghi anno avuto dei benefici a livello pensionistico per la presenza di amianto si può ancora chiedere un riconoscimento. Distinti saluti
loris (sabato, 22 agosto 2015 18:19)
Scusate ma sto disegno di Legge????
Secondo me rimarrà MOLTI MOLTI ANNI nei cassetti del Parlamento
cesare 2015 (martedì, 25 agosto 2015 13:21)
Ho lavoarto più di 30 anni all' ex ALCATEL di Rieti ho saputo che alcuni miei colleghi hanno avuto dei benefici a livello pensionistico per la presenza di amianto in azienda. Posso chiedere ora questo riconoscimento anch'io?? Grazie
Salvatore 51 (mercoledì, 07 ottobre 2015 12:31)
Ormai sono anni che combattiamo, ma le regole sempre più complicate ed ingannevoli non ci hanno reso facile capire se siamo dentro o fuori. Da Marittimo siamo stati esposti all'amianto per oltre 15 anni su navi che contenevano Amianto nei rivestimenti, isolamenti e costruzione, ma sino ad oggi non so se mi spetta una copertura o meno, o addirittura un indennizzo avendo raggiunto la pensione con contributi coperti per quasi l'intero massimale. Inserito nelle graduatorie delle domande, per l'esposizione all'amianto, dall'IPSEMA, attendo tuttora comunicazioni in merito. Qualcuno ne sa o può fare qualcosa. Grazie
romeo mengoni (lunedì, 16 novembre 2015 12:28)
lavoro in un sito eni in manutenzione ma non sono riuscito a fare domanda amianto ne la 1a volta (meno di 10 anni) ne la seconda (sono arrivato in ritardo) ma tutti i miei colleghi che l'hanno fatta hanno preso amianto. cosa posso fare io x famelo riconoscere??? si puo' fare domanda ora ???
Orazio (venerdì, 04 dicembre 2015 16:19)
Sono un macchinista delle ex ferrovie com è possibile che la gran parte dei miei colleghi assunti in Friuli sono già in pensione,ed io e pochi altri per una serie di errori burocratici dobbiamo lavorare ancora sette anni ed avere la pensione ridotta ,pur avendo diviso lo stesso lavoro spalla spalla, e una Vergogna non degno di un paese normale grazie per lo sfogo
Orazio (mercoledì, 20 gennaio 2016 12:22)
A cosa serve quest sito se non si ottengono soluzioni ne risposte?
Comitato (mercoledì, 20 gennaio 2016)
Noi siamo un comitato di lotta composto da operai vittime dell'amianto che lotta da anni lottano (con grandi sacrifici) per far valere i diritti dei nostri compagni e di tutti gli esposti o ex esposti amianto, ma non siamo un patronato. Noi siamo lavoratori che si muovono in prima persona senza delegare a nessuno la difesa i nostri diritti e quando andiamo a occupare l'INAIL, o manifestiamo a Roma per far riconoscere diritti o malattie professionali non andiamo a piangere da nessuno. le nostre esperienze, le informazioni, le sentenze e le cose che facciamo le scriviamo sul sito, . Di più non possiamo fare.
Marco (sabato, 12 marzo 2016 14:48)
Lavoro in officiant autocratic dall1982 e fino al1998 amianto era presente in tutti I pessimistic Che surriscaldavano(marmite frizioni frenzied guerniziono) ho digit to a fare domanda
mario (martedì, 17 gennaio 2017 17:49)
SONO UN PENSIONATO ILVA(TA) DAL 1994 CON UNA PRIMA CONTROVERSIA SINDACALE PER ESPOSIZIONE AMIANTO OTTENNI UNA SOMMA. AD UNA SECONDA CONTROVERSIA NON CE STATA RISPOSTA.(DUE DOMANDE PRESENTATE A INAIL)