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Timestamp: 2017-10-22 13:45:43+00:00
Document Index: 108635670

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 16', 'art. 76', 'art. 47', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3']

Circolare INPS n. 139 del 01.08.2016 con Oggetto: Il nuovo procedimento di concessione delle integrazioni salariali ordinarie (CIGO); il Decreto ministeriale n. 95442 del 15 aprile 2016: criteri di esame delle domande di concessione dei trattamenti di int | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Circolare INPS n. 139 del 01.08.2016 con Oggetto: Il nuovo procedimento di concessione delle integrazioni salariali ordinarie (CIGO); il Decreto ministeriale n. 95442 del 15 aprile 2016: criteri di esame delle domande di concessione dei trattamenti di int
Inviato da redazione il Lun, 08/08/2016 - 16:46
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala la Circolare INPS n. 139 del 01.08.2016< con Oggetto: Il nuovo procedimento di concessione delle integrazioni salariali ordinarie (CIGO); il Decreto ministeriale n. 95442 del 15 aprile 2016<: criteri di esame delle domande di concessione dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria.
Circolare INPS n. 139 del 01.08.2016<
Roma, 01/08/2016
Circolare n. 139<
Il nuovo procedimento di concessione delle integrazioni salariali ordinarie (CIGO); il Decreto ministeriale n. 95442 del 15 aprile 2016<: criteri di esame delle domande di concessione dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria.
PREMESSA <
PARTE PRIMA <
Il nuovo procedimento di concessione <
1. Il processo amministrativo per la gestione della Cassa Integrazione ordinaria<
2. Decorrenza <
3. Procedimento di concessione <
4. Requisiti generali <
5. Erogazione della prestazione: pagamenti a conguaglio e pagamenti diretti <
6. Le fattispecie che integrano le causali previste dal decreto ministeriale<
6.1 Mancanza di lavoro/commesse e crisi di mercato<
6.2 Fine cantiere/fine lavoro, fine fase lavorativa, perizia di variante e suppletiva<
6.3 Mancanza di materie prime/componenti<
6.4 Eventi meteo<
6.5 Sciopero di un reparto/Sciopero di altra azienda<
6.6 Incendi, alluvioni, sisma, crolli, mancanza di energia elettrica - Impraticabilità dei locali, anche per ordine di pubblica autorità – Sospensione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’azienda e/o ai lavoratori<
6.7 Guasti ai macchinari - Manutenzione straordinaria<
7. Ulteriori fattispecie di richiesta non integrabili e tabella riepilogativa<
8. Informazione e consultazione sindacale<
9. Contributo addizionale – casi di esonero<
10. Cumulo tra CIGO e CIGS e tra CIGO e contratti di solidarietà<
PARTE SECONDA<
1. Quadro normativo di riferimento. Novità introdotte dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016)<
2. Eventi oggettivamente non evitabili. Precisazioni<
3. Verifica del 1/3 delle ore lavorabili<
4. Calcolo anzianità di effettivo lavoro - articolazione dell’orario di lavoro – cambi di qualifica<
5. Unità produttiva<
6. Ferie e Cigo<
7. Attività di coordinamento delle Direzioni Regionali<
8. Nuovi codici evento CIGO<
Con il decreto ministeriale del 15 aprile 2016 n. 95442<, pubblicato in G.U. il 14 giugno 2016, sono stati individuati i criteri per l’esame delle domande di concessione dell’integrazione salariale ordinaria (CIGO). Si completa così il quadro normativo e regolamentare di riferimento sul procedimento amministrativo di concessione della nuova CIGO.
Con l’entrata in vigore delle disposizioni contenute nel predetto Decreto ministeriale 95442 del 2016<, anche in analogia al dettato normativo di cui all’articolo 44, comma 1 del d. lgs. 148 del 2015<, le domande di concessione di CIGO presentate dal quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del decreto in G.U., dovranno essere istruite e decise in applicazione della nuova disciplina. Quindi, la nuova disciplina decorrerà dalle domande presentate dal 29 giugno 2016.
Per le domande presentate prima di tale data, le Strutture territorialmente competenti, in sede di istruttoria, continuano ad osservare i criteri di esame e l’esibizione della documentazione di corredo come nelle prassi amministrative presenti con il precedente procedimento concessorio gestito dalle Commissioni Provinciali, come già espressamente indicato nella circolare del 20 gennaio 2016, n. 7<.
Sulla competenza delle Sedi territoriali dell’Istituto e sui criteri di esatta individuazione delle stesse si rinvia alle istruzioni già delineate nella circolare 7 del 2016<.
I criteri fissati dal D.M. 95442< derivano dalle categorie generali già delineate dall’articolo 11, D.Lgs. 148 del 2015<, cioè da situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, incluse le intemperie stagionali, ed a situazioni temporanee di mercato.
In proposito si precisa che il decreto 95442/16< introduce un importante elemento obbligatorio necessario all’istruttoria della domanda.
In base all’art. 2 del citato decreto l’Azienda, ai fini della concessione della CIGO, deve allegare alla domanda una relazione tecnica dettagliata, resa ai sensi dell’articolo 47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445<, recante le ragioni che hanno determinato la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa nell’unità produttiva interessata dimostrando, sulla base di elementi oggettivi attendibili, che la stessa continui ad operare sul mercato.
Si rappresenta che in base alla circolare n. 47 del 27 marzo 2012<, per effetto dell’art. 16, c.8, del D.L. 9 febbraio 2012, n.5<, per le istanze di prestazioni per le quali sia prevista l’esclusiva presentazione per il canale telematico, gli atti e la documentazione da allegare dovranno essere trasmessi soltanto mediante analoghi sistemi. Si segnala infine, che in base all’art. 76 del D.p.R. n. 445/2000<, le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi dell’art. 47 del citato D.p.R. sono considerate come fatte a pubblico ufficiale con ogni conseguenza di legge per dichiarazioni mendaci.
Si richiama l’attenzione sulla necessità che il provvedimento di concessione o di reiezione totale o parziale della CIGO debba contenere una congrua motivazione, che menzioni gli elementi documentali e di fatto presi in considerazione e le ragioni che hanno determinato l’adozione del provvedimento, anche in relazione alla prevedibilità ex ante della ripresa dell’attività, come successivamente illustrato.
Nel procedimento di concessione, accanto alla relazione obbligatoria e alla facoltà in capo alle aziende di presentare ulteriore documentazione in allegato, viene prevista dal decreto ministeriale, in caso di non sufficienza degli elementi probatori esibiti dall’azienda, la facoltà in capo alla Sede territoriale competente di avviare una richiesta di integrazione di dati e/o notizie. Infatti, l’art. 11 del sopra citato decreto stabilisce che l’INPS può richiedere all’azienda di fornire gli elementi necessari al completamento dell’istruttoria e può sentire le organizzazioni sindacali di cui all’art. 14 D.lgs 148/2015<.
Le suddette comunicazioni con le aziende dovranno avvenire tramite PEC o cassetto bidirezionale. La mancata risposta a tali richieste entro 15 giorni costituirà un ulteriore indice di valutazione da evidenziare nella stesura della motivazione del provvedimento.
All’esito dell’istruttoria, in caso di accoglimento della domanda, l’erogazione della prestazione avverrà, secondo le modalità già descritte al punto 1.7 della circ. 197/15<.
Al fine di fornire un supporto indicativo sul contenuto che dovrebbe avere la relazione tecnica dettagliata resa ai sensi dell’articolo 47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445<, si allegano alla presente circolare i fac-simile della relazione relativi alle diverse causali previste.
Come disciplinato dall’art. 1 del decreto 95442/16< la transitorietà della situazione aziendale e la temporaneità della situazione di mercato sussistono quando è prevedibile, al momento della presentazione della domanda di CIGO, che l’impresa riprenda la normale attività lavorativa.
La ciclicità delle sospensioni o riduzioni dell’attività produttiva denotano infatti una “non transitorietà” della causale che si ripropone appunto costantemente nel tempo: non può essere considerato transitorio un evento che si ripresenti nel tempo con dimensioni di consistente entità (circ. 249/90<).
E’ necessaria, quindi, la valutazione della ripresa dell’attività lavorativa, sancita sempre dall’articolo 1 del decreto n. 95442/16<. Il corredo probatorio che viene richiesto all’interno della relazione tecnica varia in relazione alla tipologia della causale richiamata. La ripresa dell’attività aziendale deve essere valutata a priori con riferimento al momento della presentazione della domanda.
La “non imputabilità”, infine, come disciplinato anche dall’art. 1 del decreto 95442/16<, consiste non solo nella involontarietà, mancanza imperizia e negligenza delle parti, ma anche nella non riferibilità all’organizzazione o programmazione aziendale.
Il pagamento diretto, invece, potrà essere ammesso solamente laddove siano provate difficoltà finanziarie dell’impresa tramite la presentazione obbligatoria, alla competente sede INPS, della documentazione di cui all’allegato 2 della circ. 197/15< da cui si evincano le difficoltà finanziarie dell’azienda.
Si ritiene che il richiamo allo sciopero di altra impresa strettamente legata all’impresa richiedente, di cui all’art. 7, comma 1, del decreto n.95442/16<, consenta di estendere l’integrabilità anche ai casi di picchettaggio di lavoratori estranei all’impresa richiedente, purché dipendenti da imprese strettamente collegate a quest’ultima, sempreché motivato da rivendicazioni che non coinvolgono le maestranze per le quali è stata chiesta l’integrazione salariale.
L’art. 8 del decreto n. 95442/16< raggruppa un insieme di fattispecie per le quali la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa sono dovute dalla forza maggiore o ordine della pubblica autorità. Si tratta cioè di incendi, alluvioni, sismi, crolli, mancanza di energia elettrica, impraticabilità dei locali anche per ordine di pubblica autorità e sospensione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’azienda e/o ai lavoratori.
A tal fine l’azienda deve indicare nell’apposito campo della domanda telematica (quadro N – procedura di consultazione sindacale) le informazioni richieste e deve inoltre allegare, pena l’inammissibilità della domanda stessa, copia della comunicazione (PEC, raccomandata) inviata alle organizzazioni sindacali come elencate all’art. 14 del DLgs 148/2015< ed eventuale copia del verbale di consultazione nel caso di esperimento della stessa.
Le suddette nuove regole differiscono pertanto dalla precedente disciplina[1]< che consentiva la concomitanza tra CIGO e CdS in capo allo stesso lavoratore nello stesso periodo.
Si precisa infine che nell’unità produttiva interessata da trattamenti di CIGO e di integrazione salariale straordinaria, ai fini del computo della durata massima complessiva di cui all’art. 4, comma 1 del D.lgs 148/2015< le giornate in cui vi è coesistenza tra CIGO e contratto di solidarietà sono computate per intero e come giornate di CIGO.
Quadro normativo di riferimento. Novità introdotte dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016).
La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), con l’art. 1, comma 308 e 309 ha introdotto modifiche al decreto legislativo n. 148/15<. Dette modifiche hanno un impatto diretto anche sui profili disciplinatori illustrati nella circolare n. 197/15 del 2 dicembre 2015< che pertanto risulta modificata e integrata dai successivi punti a) e b).
Per effetto dell’art. 1, comma 308[2]<, della legge di stabilità 2016, il rispetto del requisito dell’anzianità lavorativa effettiva di almeno 90 giorni (richiesto per la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale) è escluso, per gli eventi oggettivamente non evitabili, in tutti i settori e, quindi, non solo nel settore industriale, come originariamente previsto dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 148/2015<. Tale disposizione ha effetto sulle domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2016.
Il comma 309[3]< ha stabilito la reviviscenza dell’art. 3 del D.Lgs. C.P.S. 869/1947. Conseguentemente, rimangono definitivamente escluse dall’applicazione delle norme sulla Cassa integrazione Guadagni le imprese ivi elencate a conferma dell’interpretazione resa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con nota n. 5359 del 9 novembre 2015, già richiamata nella circolare Inps n. 197 del 2 dicembre 2015<, al paragrafo 2.1.
[1]< Circ. INPS n. 2749 G.S. dell’8.1.1986, par. 6.
[2]< Comma 308. All'articolo 1, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le parole: «nel settore industriale» sono soppresse.
[3]< Comma 309. All'articolo 46, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148<, dopo le parole: «12 agosto 1947, n. 869» sono inserite le seguenti: «, ad eccezione dell'articolo 3»
Allegato N.2<
Allegato N.3<
Allegato N.4<
Allegato N.5<
Allegato N.6<
Allegato N.7<
Allegato N.8<
Allegato N.9<
Allegato N.10<
Allegato N.11<
Decreto ministeriale n. 95442 del 15 aprile 2016<
D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148 Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.<
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