Source: https://issuu.com/uspi0/docs/notiziariouspigiugno2015
Timestamp: 2018-07-22 03:03:23+00:00
Document Index: 101535718

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2951', 'art. 2951', 'art. 13', 'art. 37', 'art. 13', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 37', 'art. 163', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 3']

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Scadenze ROC, Comunicazione Annuale e IES, pagina 12 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 7
Provvedimento del Garante della privacy n. 229 del 2014
Tariffe postali per le associazioni non onlus e di categoria
E’ IN VIGORE (dal 3 giugno) LA “COOKIE LAW”
L’USPI RECLAMA UNA SOLUZIONE POLITICA URGENTE
Sanzioni fino a 120mila euro per i siti che non la rispettano Dal 3 giugno i siti web che non si sono adeguati alla cosiddetta “cookie law” rischiano sanzioni molto pesanti, da 6mila fino a 120mila euro. E’ entrata in vigore, infatti, il Provvedimento del Garante della privacy n. 229 del 2014 sulle modalità per informare gli utenti dei siti e acquisire il loro consenso sull’uso dei cookie, diffusissimi strumenti che servono sia per migliorare le funzionalità dei siti web, sia per profilare gli utenti dei siti stessi a scopo statistico e pubblicitario.
Poste prosegue nel suo percorso di richieste agli editori, fra rimborsi e cambio di tariffa – Il Sottosegretario Luca Lotti aveva annuncia un incontro decisivo, con l’A.D. di Poste Italiane, Francesco Caio, per risolvere la questione La domanda è sempre la stessa: “Perché i piccoli periodici associativi devono pagare una tariffa molto più alta dei grandi giornali?”
Come spiega il Garante nella privacy nelle Faq (www.garanteprivacy.it/cookie) sul provvedimento, i cookie (letteralmente ‘biscottini’) sono “piccoli file di testo che i siti visitati dagli utenti inviano ai loro terminali, ove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva”.
Sono ormai mesi che si trascina la questione delle tariffe postali per le associazioni senza fine di lucro (culturali, sociali, territoriali, di categoria…) che non hanno la veste giuridica delle “onlus” (e assimilate), alle quali Poste ritiene di non dover applicare più la “Tariffa ROC”; anzi, con richiesta di rimborso degli arretrati dal 2010.
I cookie possono essere impostati anche da terze parti, cioè da siti web diversi da quello che l’utente sta visitando. Questo perché su ogni sito possono essere presenti elementi (immagini, mappe, suoni, link a pagine web di altri domini, eccetera) che risiedono su server diversi da quello del sito visitato. 4
La Segreteria Generale dell’USPI sta continuamente informando la Presidenza del Consiglio sugli sviluppi della questione delle tariffe postali per molte associazioni senza fine di lucro che, secondo il parere di Poste (suffragato, in verità, da un’interpretazione tanto affrettata quanto inopportuna – del Dipartimento editoria), non possono accede-
Siglata il 16 giugno scorso “Frettolosità e superficialità sono le malattie psichiche del ventesimo secolo, e più che in ogni altro posto queste malattie si riflettono sulla stampa”.
USPI E SDA: PROROGANO LA CONVENZIONE FINO AL 31 DICEMBRE 2015 Nessun aumento tariffario
In prossimità della scadenza annuale della Convenzione per la spedizione di pacchi, USPI e SDA hanno concordato la proroga della vigente Convenzione fino al 31/12/2015, senza variazioni tariffarie.
I “web cookie”: i famosi biscottini su internet
VEDI TUTTO A PAGINA 13
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 51° - MENSILE - 11 NUMERI - 6 giugno 2015 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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L’USPI RECLAMA UNA SOLUZIONE POLITICA URGENTE 1
re alla “Tariffa ROC” e, quindi costrette a spedire con la Tariffa “Regime libero”, molto più onerosa. A tal proposito invitiamo a rileggere i precedenti numeri di questo Notiziario. Sull’ultimo nume di maggio del “Notiziario USPI”, insieme alle proposte USPI per il rilancio dell’editoria (anzi, al primo posto delle richieste) abbiamo dettagliatamente illustrato la situazione, i passi compiuti e le soluzioni prospettate dall’USPI. Anche al “Tavolo per l’editoria”, convocato dal Sottosegretario Lotti (vedi sempre il numero di maggio di questo Notiziario), l’USPI ha fortemente sollecitato una soluzione, la più sollecita possibile. Nulla è più successo da allora. Al contrario, la situazione sta precipitando e Poste Italiane sta recapitando, a tappeto, a tutti gli editori interessati, lettere con varie richieste di rimborso per le tariffe applicate dal maggio 2010. L’USPI sta sollecitando, quasi quotidianamente, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Sottosegretario con delega all’editoria, Luca Lotti, ad assumere iniziative che portino alla risoluzione definitiva del problema e ad instaurare un Tavolo di confronto tra P C M , P o s t e Luca Lotti, Italiane e Sottosegretario all’editoria USPI Roma, 9 giugno 2015 OGGETTO: Tariffe postali associazioni senza fine di lucro. Richiesta di rimborso da parte di Poste Italiane SpA Gentile On. Lotti, Gentile Dott. Funiciello, facendo ancora seguito alle precedenti email inviate dal nostro Segretario Generale, Vetere, sullo stesso tema, informiamo che Poste Italiane ha costretto gli editori no profit “non onlus e assimilati”a spedire con la Tariffa “Regime libero”, molto più onerosa della “Tariffa ROC” (quasi il doppio). Inoltre, e cosa ben più grave, Poste Italiane,da circa 15 giorni, ha ripreso ad inviare lettere per richiedere i “presunti” 2
conguagli delle spedizioni precedentemente effettuate, addirittura dal 26 maggio 2010 (vedi allegati, tra i quali anche la lettera inviata a questa Unione). Il fatto preoccupante è, inoltre, il lasso di tempo per il quale Poste chiede il rimborso (dal 26 maggio 2010), mentre a noi risulta che per il contratto di trasporto la prescrizione è al massimo di un anno (vedi altro allegato). La domanda è sempre la stessa: “Perché i piccoli periodici associativi devono pagare una tariffa molto più alta dei grandi giornali (es. Panorama, Espresso; ilSole24ore...)? La situaz i o n e , come potete constatare, è diventata insostenibile per i Francesco Caio, piccoli ediAD di Poste Italiane tori associativi. Chiediamo, pertanto, un Vostro urgente intervento, anche legislativo, come ipotizzato nelle nostre proposte per il rilancio dell’editoria, e nel frattempo si ribadisce la necessità della convocazione di un Tavolo di confronto fra le parti interessate. ******* A proposito degli eventuali rimborsi, pretesi da Poste, riportiamo una sentenza della Corte di cassazione sul contratto di trasporto ed i termini di prescrizione: Cass. Civ. Sez. III, 30-11-2010, n. 24265 (rv. 614882) PRESCRIZIONE E DECADENZA CIVILE Prescrizione breve TRASPORTO (CONTRATTO DI) PRESCRIZIONE CIVILE – Termine – Prescrizioni brevi – Spedizione e trasporto – Prescrizioni di trasporto di merci rese in esecuzione di un unico contratto di appalto di servizi di trasporto – Prescrizione breve ex art. 2951 cod.civ. – Applicabilità – sussistenza – Fondamento
in questo numero E’ in vigore la “cookie law” (dal 3/6/2015) (pagine 1, 4, 5, 6, 7) Tariffe postali per le associazioni nononlus: l’USPI reclama una soluzione politica urgente (pagine 1, 2) Pacchi postali: USPI E SDA prorogano la Convenzione fino al 31/12/2015 (pagine 1, 13) Le quote associative USPI per l’anno 2015 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 7) Indagine conoscitiva AGCOM: Informazione e internet in Italia. Modelli di business, consumi, professioni: l’evoluzione della professione giornalistica (pagine 8, 9, 10, 11) Scadenze ROC: Comunicazione Annuale IES (pagina 12) Notizie dall’INPGI: Circolare n. 5/2015 (pagine 14, 15) L’Eco della stampa (pagina 15) Notizie - Editoria e Comunicazione (pagine 15, 16) riferimento alla normativa in tema di trasporto per individuare quelle norme che, come la durata della prescrizione, sono intimamente collegate alla concreta tipologia della prestazione. (Rigetta, App. Palermo, 26/04/2006).
Il termine annuale di prescrizione dei diritti nascenti dal contratto di trasporto, previsto dall’art. 2951 cod. civ., trova applicazione anche quando le varie prestazioni di trasporto siano rese in esecuzione di un unico contratto (misto) di appalto di servizi di trasporto, dovendosi in tale ipotesi far Notiziario USPI n° 6/2015
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E’ IN VIGORE (dal 3 giugno) LA “COOKIE LAW” 1
Come riporta, il 3 giugno scorso, sul suo sito, Primaonline, il nuovo obbligo non è visto di buon occhio dai titolari dei siti a causa dei costi necessari per mettersi in regola, ma non piace neppure agli utenti, che saranno invasi da avvisi, sotto forma di banner o pop-up, in ogni nuovo sito che visiteranno e dovranno dare il proprio consenso per continuare a navigare. Perché allora il Garante ha adottato questo provvedimento? Per dare attuazione a una direttiva europea del 2009 che si proponeva di arginare la diffusione dei cookie di profilazione a scopi pubblicitari, considerando i rischi che essi comporterebbero per la privacy degli utenti. Il provvedimento distingue gli adempimenti da porre in essere in relazione tipo di cookie memorizzati dal sito, vale a dire se si tratti di cookie ‘tecnici’ o cookie di profilazione, nonché in relazione al soggetto che installa i cookie sul terminale dell’utente, vale a dire se si tratti del gestore del sito che l’utente sta visitando (l’editore) o un soggetto terzo che li installi tramite il primo (le terze parti). Cosa bisogna fare per mettersi in regola? Lo spiega molto chiaramente Assocookie nel proprio sito, con semplici ed intuitive “slide”, che riportiamo nella versione testuale: COOKIE: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE http://www.assocookie.it/assets/pdf/kit.pdf DAL 2 GIUGNO 2015 ENTRANO IN 4
VIGORE LE MISURE PRESCRITTE DAL GARANTE. RELATIVE ALL’INFORMATIVA E ALL’ACQUISIZIONE DEL CONSENSO PER L’USO DEI COOKIE. TALI MISURE SONO STATE PUBBLICATE SULLA GAZZETTA UFFICIALE NEL 2014 E RECEPISCONO LA DIRETTIVA EUROPEA SULLA TUTELA DELLA PRIVACY 139 EMANATA NEL 2009. Al provvedimento del Garante hanno concorso cinque tra le principali associazioni di categoria dell’economia online: DMA Italia, Fedoweb, IAB Italia, Netcomm e UPA in rappresentanza di circa 1000 aziende associate. Con l’obiettivo di potenziare i diritti degli utenti Internet e di aiutare gli operatori nello svolgimento delle attività economiche basate sull’utilizzo dei cookies, le suddette associazioni (con la collaborazione di Anorc, Assirm, Assocom, FCP, Unicom) hanno rilasciato un “Kit di implementazione della Cookie Law”, elaborato sulla base delle misure prescritte dal Garante della Privacy e degli approfondimenti svolti nell’ambito di un apposito tavolo di lavoro costituito dall’Autorità. Adozione Cookie Policy Il Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 229/2014 relativo all’individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie è diventato obbligatorio dal 2 giugno 2015. Il presente kit raccoglie le diverse soluzioni discusse con il Garante al fi ne di permettere alle varie aziende di applicare nel modo migliore la normativa relativa ai cookie. Per garantire la conformità con la normativa applicabile entro il 2 giugno 2015, è importante procedere, il prima possibile, all’adozione di modelli di informativa (breve ed estesa) che siano chiari per l’utente e che possano permettere a quest’ultimo di esprimere il proprio consenso informato all’archiviazione di cookie sul proprio terminale. I DOVERI DEI TITOLARI/AMMINISTRATORI DI SITI/BLOG Ambito di Applicazione Il Provvedimento si applica a tutti i siti, inclusi quelli responsive, e alla loro naviga-
zione da qualsiasi terminale/device utilizzato. Passaggi preliminari interni Al fine di garantire una corretta applicazione della normativa, il titolare/gestore del sito internet deve procedere ad alcuni passaggi preliminari, inclusa la redazione della cookie policy. Il titolare/gestore del sito deve: - identificare tutte le categorie di cookie installati dal proprio sito, - identificare le terze parti che, attraverso il sito del titolare, - catalogare i cookie in base alle finalità di trattamento; - identificare i link alle privacy policy e ai moduli di consenso delle terze parti - aggiornare le privacy policy. Quanto alle modalità procedurali che permettono di adempiere alle disposizioni di cui alla normativa, si rileva l’opportunità di modificare il codice del proprio sito. In tal caso per prima cosa è necessaria la creazione di uno script che gestisca il consenso all’interno del sito. Il titolare deve: - isolare con un identificatore specifico tutte le porzioni di codice che installano servizi terzi che potrebbero utilizzare cookie; - inserire un codice in tutte le pagine che gestiscono la visualizzazione del banner/informativa; - fare in modo che tale codice interagisca con le preferenze come indicato da banner/informativa. In alternativa, il titolare può anche adottare altri sistemi o procedure che consentano di caricare completamente le pagine (compresi i cookie) sin dalla prima visita, evitando così spazi vuoti nella pagina, a condizione che l’attivazione dei cookie inviati al terminale dell’utente avvenga solo dopo che è stato espresso il consenso. In particolare, in caso di prima visita dell’utente al sito, il cookie - benché installato - non è attivo e se è stata adottata una corretta procedura per la richiesta del consenso, tale cookie non può eseguire alcuna profilazione dell’utente, in quanto lo scambio di informazioni in fase di lettura e scrittura dei cookie avviene solo dal collegamento successivo. Notiziario USPI n° 6/2015
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ogni eventuale profilazione possa avvenire solo a seguito del consenso informato dell’utente. A tal fi ne, il soggetto che rilascia i cookie dovrà far uso di appositi cookie tecnici di sessione per assicurare che gli eventuali utenti che abbiano navigato sul sito senza esprimere il consenso o il diniego (ad esempio, nel caso di navigazione “cross site” senza svolgere alcuna azione positiva quale potrebbe essere il click ad un link all’interno del sito -, ma con la sola apertura sequenziale di pagine di vari siti) al successivo accesso al medesimo sito vengano considerati come nuovi utenti (e anche gli eventuali terzi che hanno rilasciato cookie dovranno tenere traccia del consenso). Qualora il sito utilizzi solo cookie tecnici, non è necessario fornire all’utente l’informativa breve, tuttavia deve essere sempre e comunque disponibile un’informativa este-
allo sfondo del sito. L’utente può esprimere il proprio consenso come indicato nel banner, ovvero: - compiendo un’azione di scorrimento (c.d. scroll down); - facendo click su uno dei link interni della pagina; - facendo click (preferibilmente) sul tasto “OK” o sul tasto “X” - che può essere posizionato in basso o in alto a destra. NB: alla seconda visita dell’utente, ove quest’ultimo abbia espresso la propria preferenza - positiva o negativa - in relazione all’installazione dei cookie, lo script non mostrerà più il banner/informativa breve all’utente.
La prima informativa breve viene preferibilmente comunicata all’utente tramite un banner dinamico (ad esempio, una “strip auto espandibile” che si sposta leggermente dalla parte alta dello schermo con una percezione di movimento che sollecita l’attenzione dell’utente). Interazione con l’utente - Visualizzazione dei banner/informativa; - rilascio dei cookie tecnici, - blocco dei cookie di terza parte e delle parti di codice di terzi che potrebbero rilasciare cookie; - alternativamente al suindicato blocco, rilascio dei cookie che non profilano l’utente se non a seguito del consenso di quest’ultimo; - verifica se l’utente ha già espresso preferenze, analizzando se lo stesso è alla sua prima visita o meno; Nel dettaglio: al primo accesso di un browser al sito, i cookie tecnici possono essere rilasciati, mentre i cookie non tecnici (di profilazione) non possono essere rilasciati (questi ultimi dovranno essere bloccati attraverso l’intervento tecnologico sul codice del sito).
sa che fornisca informazioni circa l’utilizzo e le finalità dei cookie presenti sul sito. Qualora il sito utilizzi anche cookie di profilazione, occorre mostrare su qualsiasi pagina di primo accesso al sito l’informativa breve tramite un banner dinamico che dovrà costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti. In particolare, il banner dovrà preferibilmente avere le seguenti caratteristiche:
Alcuni fornitori tecnologici abbinano a questi interventi un pannello di monitoraggio e gestione delle preferenze dei cookie.
- dimensioni tali da rendere il banner facilmente visibile, o - in alternativa - espandibile (ad esempio, strip autoespandibile o Pushbar); e al testo del banner stesso.
In alternativa rispetto al suddetto blocco preventivo, come detto in precedenza, il titolare del sito potrebbe anche rilasciare cookie di profilazione a condizione che
- caratteri (font) più evidenti rispetto a quello del sito;
- un colore del fondo contrastante rispetto
Ove invece l’utente non abbia espresso alcuna preferenza, lo script dovrà mostrare nuovamente il banner/informativa. Dall’informativa breve, così come da un link presente su ogni pagina, sarà possibile accedere all’informativa estesa del sito. Qualora l’utente decida di accedere all’informativa estesa, il titolare dovrà fornire tutte le informazioni necessarie per far comprendere l’utilizzo dei diversi cookie. L’informativa estesa può essere integrata nella privacy policy o essere autonoma. Deve necessariamente contenere: - gli elementi di cui all’art. 13 d.lgs. 196/20031 (“Codice Privacy”); - una spiegazione generale di cosa sono i cookie e della gestione degli 6 5
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E’ IN VIGORE (dal 3 giugno) LA “COOKIE LAW” stessi tramite le impostazioni dei
browser; - la spiegazione di come viene prestato il consenso (ovvero scroll, tasto OK o X e link);
lazione di tale terza parte sul proprio sito (fermo restando che la responsabilità per la gestione delle preferenze dell’utente relativamente a tali cookie ricade sulla terza parte che li ha rilasciati). Cookie tecnici e di profilazione
- la descrizione delle categorie di cookie tecnici suddivisi per finalità; - la descrizione dei cookie di profilazione di prima parte con il relativo modulo di con senso; - la descrizione dei cookie di profilazione di prima parte con il relativo cookie (identificabile anche tramite il nome commerciale), per i quali la gestione delle preferenze ricade su tale terza parte, e occorre fornire la descrizione delle finalità del cookie e: - iI link all’informativa e al modulo di consenso della terza parte con la quale il gestore del sito ha stipulato accordi per l’installazione dei cookie sul proprio sito, ove disponibili; oppure
Ai fini dell’applicazione del Provvedimento, il Garante ha individuato due macrocategorie di cookie ed ha esentato quelli tecnici dal consenso preventivo dell’utente (ma non anche dalla necessità di fornire all’utente stesso una informativa). Per cookie tecnici (per i quali non è necessario il consenso dell’utente) si intendono: - i cookie relativi ad attività strettamente necessarie al funzionamento ed all’erogazione del servizio; - i cookie relativi ad attività di salvataggio delle preferenze e ottimizzazione (ad esempio, cookie flash player se non superano la durata della sessione, cookie di salvataggio
- il link al sito degli intermediari (solitamente il concessionario di pubblicità del sito), ove presenti. Qualora il titolare/gestore del sito non abbia contatti diretti con le terze parti o nel caso in cui fosse particolarmente difficile individuare tutte le terze parti (ad esempio, in ipotesi di catene di redirect advertising), si potrà inserire il link al sito www.youronlinechoices.com/it/. Si segnala che il sistema www.youronlinechoices.com/it/ attualmente funziona solo per i cookie di profilazione pubblicitaria (forse in futuro sarà allargato anche agli analytics) e rileva solo i cookie degli aderenti a www.youronlinechoices.com/it/. Per questo motivo, tale strumento può non essere risolutivo per tutti i cookie di terze parti. Se l’utente non interagisce con i moduli del consenso ed esce dall’informativa chiudendola o proseguendo la navigazione nel sito, presta il consenso per tutti i cookie, a condizione che l’informativa riporti questa indicazione in maniera esplicita. Qualora la terza parte non aderisca a www.youronlinechoices.com/it o non abbia un’informativa e modulo di consenso, si consiglia di non utilizzare i cookie di profi6
del carrello o delle preferenze sulla lingua/valuta); - i cookie di statistica, laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni in forma aggregata. Il Garante ha chiarito che i cookie che invece necessitano di un preventivo consenso dell’utente sono tutti i cookie non tecnici, inclusi: - cookie di profilazione pubblicitaria di prima o terza parte; - cookie di retargeting; - cookie di social network; - cookie di statistica gestiti completamente dalle terze parti. Esistono due strumenti di analytics esenti dall’obbligo di consenso: - cookie di analytics installati direttamente sul server della prima parte o della propria
server farm senza interazioni da parte di terzi (a titolo esemplificativo, strumenti come Piwik); - cookie gestiti da terza parte, ma anonimizzati, ovvero in relazione ai quali la terza parte non possa accedere ai dati disaggregati di analytics a livello di IP. All’interno dell’informativa estesa devono essere presenti anche i link alle modalità per eliminare i cookie dai vari browser. Formato della prova Secondo il Garante, è necessario tenere traccia dell’avvenuta prestazione del consenso da parte dell’utente, ad esempio tramite un cookie tecnico. Non esiste ancora un sistema tecnico “perfetto” in relazione alla modalità di registrazione del consenso da parte di un browser (alcuni operatori stanno attualmente valutando se vi siano delle alternative praticabili) e il Garante non ha indicato una specifica soluzione tecnologica. In ogni caso si consiglia di adottare: - indipendentemente dal fatto che al titolare/gestore del sito risulti che l’utente abbia validamente espresso il proprio consenso, un sistema di risposta all’utente, il quale in caso di lamentela dovrà al più presto ricevere una risposta su come esercitare il proprio consenso /diniego selettivo o come cancellare i cookie dal proprio browser, prevedendo all’occorrenza apposite pagine informative; - policy interne che assicurino la corretta adozione delle procedure in conformità alle presenti linee guida. Considerazioni ulteriori Si ricorda che l’utilizzo di cookie di profilazione è assoggettato all’obbligo di preventiva notificazione al Garante, ai sensi dell’art. 37, comma 1, lett. (d) del Codice Privacy. Pertanto, nel caso in cui il titolare/gestore del sito intenda avvalersi di tali strumenti, dovrà preventivamente comunicare tale utilizzo attraverso la compilazione e l’invio dell’apposito modulo, disponibile al link https://web.garanteprivacy.it/rgt. Chiaramente, nel caso in cui il titolare/gestore del sito utilizzi esclusivamente cookie di profilazione di terze parti, non sarà necessario provvedere alla notificazione preventiva dal momento che le finalità del trattamento effettivamente perseguite con l’uso dei cookie non rientrano nel controllo del titolaNotiziario USPI n° 6/2015
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re/gestore del sito che non conosce la logica sottesa ai relativi trattamenti. Nel caso in cui, tuttavia, il titolare/gestore del sito possa, di fatto, accedere (anche in ragione di eventuali accordi con le terze parti) alle informazioni raccolte dai cookie in forma disaggregata, allora sarà necessario valutare possibili ipotesi di contitolarità ovvero di titolarità autonoma del trattamento ai fini della notificazione. Violazioni e sanzioni Attenzione, come indicato dal Garante, la violazione della normativa relativa ai cookie potrebbe comportare l’applicazione di sanzioni molto onerose! In particolare, per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all’art. 13 del Codice Privacy, nel Provvedimento del Garante, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice Privacy). L’installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso
degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2bis, del Codice Privacy). Inoltre, l’omessa o incompleta notificazione al Garante (art. 37, comma 1, lett. d), del Codice Privacy) è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice Privacy). In conformità a quanto previsto dall’art. 5, co. 1, del Codice della Privacy, le norme relative ai cookie - e dunque anche le presenti Linee Guida - sono applicabili a tutti i soggetti stabiliti in Italia, con la precisazione che, in linea con i chiarimenti forniti dai Garanti Europei, per “stabilimento” deve intendersi il luogo in cui viene effettivamente esercitata, mediante un’organizzazione stabile, l’attività di trattamento non rilevando, a tale fine, la forma giuridica dello stabilimento (è, infatti, indifferente che si tratti della sede legale della società o di una succursale o di una filiale dotata di personalità giuridica). Quanto ai soggetti dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, si applicano le leggi del territorio ove questi sono stabiliti, vale a dire dello Stato ove abbiano
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base alle nuove Convenzioni sottoscritte dall’USPI con le Biblioteche nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi nazionali (DPR 252/06),
pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2015). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di giugno non devono effettuare alcuna consegna.
nTRo IL MESE DI LUGLIo
- Gli editori di:
- Gli editori di: QUoTIDIAnI, PLURISETTIMAnALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMAnALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AoSTA, PIEMonTE, LoMBARDIA, TREnTIno ALTo ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre dell’anno (aprile-giugno 2015).
QUoTIDIAnI, PLURISETTIMAnALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMAnALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LAZIo, ABRUZZo, MoLISE, CAMPAnIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGnA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al
una presenza tendenzialmente permanente (non transitoria o occasionale). In conformità a quanto previsto dall’art. 5, comma 2, del Codice Privacy, le norme relative ai cookie, e quindi anche le sanzioni di cui sopra, possono essere applicate anche a soggetti extraeuropei che si avvalgano di strumenti situati nel territorio dello stato italiano. Si fa altresì presente che, in coerenza con quanto indicato dal Garante in tema di conservazione dei dati personali per finalità di profilazione, i cookie di profilazione non possono rimanere archiviati sul dispositivo dell’utente per un periodo superiore a 12 mesi. Le Associazioni coinvolte hanno richiesto al Garante l’apertura di un tavolo tecnico che permetta di verificare periodicamente l’applicazione della normativa, anche in considerazione del progresso tecnologico. “Il presente Kit non potrà essere inteso quale parere legale in merito all’adozione della normativa relativa ai cookie, o in qualche modo sostitutivo delle linee guida impartite dal Garante, che si suggerisce di verificare puntualmente” http://www.assocookie.it/assets/pdf/kit.pdf
semestre dell’anno (gennaio-giugno 2015). Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e
provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Gli editori della Lombardia iscritti all’USPI possono avvalersi della convenzione stipulata con la Regione Lombardia - Sovrintendenza beni librari ed effettuare il deposito legale regionale secondo le cadenze già stabilite con le due biblioteche nazionali.
- Gli editori di: QUATToRDICInALI, QUInDICInALI, MEnSILI e ALTRA PERIoDICITA’ e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AoSTA, PIEMonTE, LoMBARDIA, TREnTIno ALTo ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1°
Biblioteca nazionale di Firenze 7
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Agcom presenta i risultati dell’indagine conoscitiva
dialogando dialogando Come è mutata la professione giornalistica nel nuovo contesto tecnologico e di mercato; qual è il panorama dell’offerta informativa in Italia e quale la domanda di consumo del pubblico? Sono questi i temi al centro dell’indagine conoscitiva “Informazione e Internet in Italia: modelli di business, consumi, professioni” realizzata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ne ha presentato i risultati a Roma, il 16 giugno scorso, presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica. La ricerca Agcom ha analizzato ogni componente del sistema dell’informazione nazionale, evidenziando la radicale trasformazione che sta coinvolgendo forme di consumo, modelli di business, modalità di generazione, composizione e offerta del prodotto informativo, fino alla natura stessa della professione giornalistica. A quest’ultima, lo scorso autunno, l’Autorità ha dedicato un’indagine sul campo (Osservatorio sul giornalismo) alla quale hanno risposto 2300 giornalisti italiani. Di tutta l’ampia e dettagliata analisi, abbiamo voluto concentrare la nostra attenzione sugli sviluppi del contesto di riferimento adatto alle nuove sfide, alle nuove regole che disciplinano il sistema dell’informazione ed al ripensamento generale del quadro di riferimento della professione, che vada nella direzione di aggiornare tale sistema all’evolversi del contesto tecnologico e di mercato. Nel Capitolo 5 della Relazione, infatti, si illustra il necessario e radicale ripensamento del contesto istituzionale, che ha contraddistinto l’evoluzione del sistema dei media negli ultimi cinquant’anni, che favorisca la definizione di un nuovo contesto di riferimento adatto alle nuove sfide. In primo luogo, prendendo atto dell’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, 8
occorre adottare nuove regole che disciplinano il sistema dell’informazione.
coniughino finanziamenti privati e pubblici.
Sarebbe appropriato un quadro di regole coordinate per i vari media, sufficientemente flessibile, adatto all’evoluzione del sistema e in grado di garantire un reale pluralismo informativo; tale quadro dovrebbe tener conto delle specificità del web e del nuovo ruolo che vanno assumendo gli operatori di servizi Internet (quali le piattaforme di aggregazione, ricerca e condivisione sociale).
In questo senso, il supporto a strumenti quali il crowdfunding (che incoraggia il finanziamento privato di progetti meritevoli o, almeno, graditi dal pubblico e che sta trovando soverchie applicazioni a livello internazionale nel finanziare progetti informativi) e gli incentivi ad investire in innovazione di prodotto e di processo, appare preferibile rispetto ai tradizionali interventi a sostegno del settore.
In secondo luogo, appare altrettanto evidente che la consapevolezza del mutato contesto di riferimento debba permeare tutti i soggetti coinvolti, comportando una ridefinizione del quadro di riferimento della professione giornalistica.
Un’azione complessiva potrebbe meritevolmente riguardare, infine, anche la ricerca e sviluppo, sia sotto il profilo delle infrastrutture tecnologiche (come i previsti interventi a sostegno della larga banda), sia sotto profili più specifici relativi al sistema informativo come gli stimoli all’innovazione digitale di prodotto (che appare al momento totalmente trascurata anche dal settore privato) e di processo.
L’evoluzione degli ordinamenti professionali (e del relativo ambito previdenziale), storicamente rilevante, sembra approdata ad un punto non rappresentativo del reale stato della professione in Italia. Anche dal confronto con gli altri Paesi, emerge chiaramente una anomalia italiana nel numero e nell’andamento degli iscritti. Si ravvisa, quindi, la necessità di un ripensamento generale del quadro di riferimento della professione, che vada nella direzione di aggiornare tale sistema all’evolversi del contesto tecnologico e di mercato. In questo scenario, occorre ripensare completamente anche il ruolo dell’intervento pubblico a sostegno del sistema informativo, nazionale e locale. Il sistema dei contributi che ha caratterizzato l’intervento pubblico nel passato recente (trasversale e, quindi, non selettivo), infatti, non solo non ha trovato apprezzabile riscontro rispetto all’obiettivo di ampliamento del panorama informativo, ma non sembra neanche soddisfare i criteri di efficienza allocativa statica e dinamica, avendo creato un sistema debole, non autosufficiente, e fortemente dipendente dal sostegno dello Stato. Nel momento in cui tali fondi stanno, per motivi di finanza pubblica, riducendosi fortemente, è lo stesso sistema informativo finanziato da questi interventi ad entrare in crisi. Sembra necessario, dunque, uno stimolo verso sistemi di finanziamento misti, che
Il testo completo dell’indagine dell’AGCOM è pubblicato sul sito www.agcom.it. INDAGINE CONOSCITIVA SU INFORMAZIONE E INTERNET IN ITALIA. MODELLI DI BUSINESS, CONSUMI, PROFESSIONI Capitolo 5. Il sistema dell’informazione in prospettiva 5.1 Premessa 495. Il mondo dell’informazione è soggetto ad una radicale trasformazione che sta rapidamente coinvolgendo forme di consumo, modelli di business, modalità di generazione, composizione e offerta del prodotto informativo, fino ad arrivare alla natura stessa della professione giornalistica. La presente Indagine ha analizzato ogni componente del sistema dell’informazione nazionale, investigando la direzione e la velocità di questo cambiamento anche in funzione dello scenario tecnologico e di mercato. 496. È indubbio che in questo mutato scenario il ruolo del fruitore di notizie è profondamente mutato. Nell’informazione classica era un attore Notiziario USPI n° 6/2015
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piuttosto passivo di un sistema oramai consolidato col tempo.
5.2 Quale domanda di prodotti informativi?
cambia è l’interesse per i diversi argomenti trattati da chi produce informazione.
In quella attuale, i cittadini hanno un ruolo sempre maggiore, anche se mutevole, che ancora sfugge ad ogni classificazione.
499. Abbiamo visto, nel Capitolo 1, che l’informazione è un prodotto speciale, pubblico o quasi pubblico, di esperienza, creativo e sicuramente meritevole di supporto da parte dello Stato.
Nel sistema tradizionale, l’informazione viene assemblata e offerta al pubblico all’interno di un prodotto unico (quotidiano, tg, periodico, ecc.) la cui composizione delle notizie è decisa dall’editore.
Tuttavia, in un sistema avanzato, l’esistenza di un mercato deve necessariamente partire dall’interesse del consumatore per il prodotto in esame.
In un sistema che tende allo spacchettamento e alla disintermediazione, l’interesse dei lettori per i vari argomenti diventa ovviamente cruciale.
500. L’interesse per l’informazione in Italia, non solo è assai elevato (solo il 3% degli italiani si dice non interessato, ed il 73% è molto o estremamente interessato) ma è trasversale, per età e genere.
505. Emerge che gli interessi del pubblico spaziano da argomenti tradizionali (attualità nazionale, internazionale e locale, e politica) ad aspetti più tecnici (scienza e tecnologia, economia, salute ed educazione), fino ad arrivare a contenuti più leggeri (divertimento e stranezze, gossip e intrattenimento).
I cittadini partecipano alla generazione dell’informazione (in un ruolo che spesso si è definito, anche impropriamente, di citizen journalist), sia perché con le nuove tecnologie della comunicazione (tablet, smartphone, ecc.) possono produrre materiale di interesse giornalistico, sia perché, con l’avvento delle piattaforme di condivisione sociale, possono attivamente partecipare al dibattito e sono posti in una posizione spesso privilegiata, giacché ad esempio dotati di competenze specialistiche. Inoltre, proprio la condivisione sociale delle notizie rende, attraverso la viralità delle comunicazioni in rete, il cittadino un potenziale amplificatore delle news prodotte da giornalisti ed editori. 497. Questo ribaltamento del ruolo del fruitore di informazione, figlio del mutato contesto tecnologico, rende la domanda il motore del cambiamento. Se precedentemente l’offerta attraverso una struttura classica, sviluppatasi in oltre un secolo di storia, creava una propria domanda; ora è il consumatore a selezionare, ed in alcuni casi perfino a creare (anche per mezzo di servizi di aggregazione e di social news), una propria offerta. Spacchettamento delle notizie, fruizione da più apparecchi, disintermediazione e reintermediazione del prodotto informativo sono tutti elementi che hanno contribuito ad indebolire la posizione degli editori classici, creando nuovi modelli di consumo e generando nuove posizioni di gatekeeping. 498. Un’analisi prospettica del sistema dell’informazione non può quindi che ripartire dall’analisi dell’evoluzione dei modelli di consumo, rovesciando il percorso logico fin qui seguito nell’Indagine. In questo Capitolo si procede pertanto enucleando i più importanti risultati in materia di evoluzione dei modelli di consumo informativo (la cui analisi è stata condotta nel Capitolo 4), per poi verificare i possibili impatti prospettici in termini di professione giornalistica (Capitolo 2) e di offerta informativa (Capitolo 3). Una volta esaminati i possibili scenari evolutivi del sistema dell’informazione in Italia, alcune osservazioni di sintesi sul ruolo del contesto istituzionale chiudono l’Indagine conoscitiva. Notiziario USPI n° 6/2015
501. Non solo, il grado di richiamo che ha l’informazione in Italia è più alto che altrove. Utilizzando una classificazione internazionale, basata sugli effettivi modelli di consumo informativo, che suddivide i cittadini tra “Amanti delle notizie” (cd. News lovers), o almeno “Interessati” alle stesse, ed il resto della popolazione, ed operando un confronto a livello mondiale, emergono risultati di grande interesse. 502. L’Italia è il Paese in cui l’interesse per l’informazione è maggiore, ben più elevato che nelle altre democrazie avanzate: in Italia quasi il 30% dei cittadini è amante delle notizie (82% sono interessati), a fronte del 26% degli Stati Uniti, del 24% della Germania, del 23% della Spagna, del 20% della Francia e addirittura del 19% del Regno Unito. Inoltre, l’interesse e la fruizione delle notizie non sono appannaggio delle coorti più mature della popolazione (over 45), ma anzi sono le generazioni più giovani (under 45) a consumare maggiormente informazione. 503. Proprio il fatto che il consumo di notizie si stia spostando da fasce anziane a coorti più giovani della popolazione muta profondamente le loro modalità di fruizione.
È evidente che la nuova offerta informativa non solo deve ricomprendere questi argomenti, ma deve essere basata sul fatto che una proposta trasversale e omnicomprensiva spesso non si sposa con le istanze di personalizzazione dell’attuale contesto di mercato. 506. Tutto ciò prelude a quanto i consumatori siano disposti a pagare per il prodotto informativo. È stato spesso argomentato che il finanziamento dell’informazione online sia, salvo rare eccezioni, imprescindibilmente legato ad un modello gratuito basato esclusivamente sulla raccolta pubblicitaria. Ciò sarebbe vero soprattutto in un contesto come quello italiano in cui, per motivi culturali e linguistici, vi sarebbe una minore predisposizione a pagare le notizie sul web.. L’Italia è, invece, il Paese in cui il pubblico appare più disposto a pagare per acquistare news online, addirittura più di contesti assai sviluppati quali Stati Uniti e Regno Unito.
Infatti, è stato evidenziato nel Capitolo 4 come la fruizione dell’informazione avvenga sempre più spesso attraverso una molteplicità di apparecchi (dal classico pc, agli smartphone e tablet) e pertanto segua percorsi sempre meno tradizionali, con l’affermazione di nuovi attori, quali soprattutto le piattaforme di aggregazione, ricerca e condivisione sociale, che orientano sempre più spesso le scelte di consumo degli utenti.
507. Ovviamente, la disponibilità a pagare, oltre agli aspetti appena menzionati (argomenti trattati, modalità di offerta al pubblico, ecc.), è legata a fattori quali la correttezza e la qualità dell’informazione, che a loro volta dipendono dal valore del lavoro giornalistico e dagli investimenti degli editori. I paragrafi che seguono affrontano queste tematiche.
504. Oltre ai mutamenti nelle modalità e nel percorso di accesso alle notizie, ciò che
508. Nel Capitolo 2, a cui si rimanda per una trattazione puntuale delle pro10
5.3 Quale ruolo per i giornalisti?
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dialogando dialogando 9
blematiche relative al giornalismo in Italia, è stato evidenziato il mutamento della professione dovuto al nuovo contesto tecnologico e di mercato. In questa fase, il giornalista non solo vede modificata la relazione con il pubblico, ma può diventare egli stesso, tramite le proprie pagine nei social media, un “marchio informativo”, aggiungendosi o sostituendosi al brand editoriale di riferimento. Più in generale, cambiano profondamente il ruolo e la natura stessa del giornalista, con trasformazioni nel tipo di attività svolte e nel tempo destinato a ciascuna di esse, nelle fonti informative, negli strumenti utilizzati, nelle modalità di preparazione dei pezzi (articoli, servizi radiotelevisivi, ecc.), nell’interazione con il pubblico. 509. L’evidenza ha fatto emergere come in Italia esistano degli ostacoli strutturali al cambiamento, che sfavoriscono l’efficiente allocazione delle risorse, con ricadute negative soprattutto per le fasce di età più giovani e per le donne. Ovviamente, la crisi del settore dell’informazione rende difficile in questa fase l’ingresso e l’affermazione di nuova occupazione, sfavorendo in tal senso coloro che si sono appena affacciati alla professione.
evidenza in un momento in cui, come detto, la professione del giornalista è sottoposta quotidianamente al vaglio dei lettori, spesso dotati di specifiche professionalità ed interessi. 511. Ciò prelude al problema della qualità dell’informazione. I giornalisti italiani, sentiti dall’Autorità attraverso l’istituzione di un vero e proprio Osservatorio (v. ancora Capitolo 2), hanno evidenziato come negli ultimi anni vi sia stato un significativo peggioramento della componente retributiva della propria attività professionale. Contestualmente, è aumentato il numero di ore lavorate, ma è al contempo diminuito il tempo destinato ad attività fondamentali per garantire la qualità del prodotto informativo: quali la verifica delle fonti, le ricerche e gli approfondimenti. 512. La ridefinizione di tutti i principali aspetti dell’attività giornalistica si è accompagnata ad una più generale modifica dell’organizzazione delle redazioni che ha investito gli editori italiani, sia nazionali che locali. Nel prossimo paragrafo analizziamo pertanto tali cambiamenti e gli effetti complessivi sugli investimenti in informazione, e sulla sostenibilità economica del prodotto informativo nel nuovo contesto. 5.4 Quale offerta di prodotti informativi?
Nondimeno, il sistema attuale appare incapace di creare le condizioni necessarie ad affrontare un cambiamento così radicale come quello in corso.
513. La riorganizzazione del sistema informativo ha riguardato anche l’aspetto organizzativo complessivo e quindi, a livello editoriale, le redazioni.
510. L’attuale proposta informativa appare adeguata nell’offerta di contenuti tradizionali, quali economia, arte, spettacoli, e politica (in cui ad un eccesso di domanda, corrisponde tuttavia una elevata qualificazione dell’offerta) che compongono il palinsesto tipico di un tg o di un quotidiano.
In tutto il mondo, la riorganizzazione ha comportato la nascita di nuove figure professionali (quali i web designer e i web editor) che si affiancano e supportano i giornalisti, il superamento di alcune figure tradizionali, e soprattutto la riorganizzazione di tutte le professionalità che operano per la produzione del prodotto informativo.
Su argomenti di nuovo interesse, come, a mero titolo di esempio, tecnologia e salute, l’attuale offerta appare impreparata. Inoltre, come è stato dettagliatamente evidenziato nel Capitolo 2, tali argomenti specialistici sono spesso trattati da giornalisti che non hanno una specifica preparazione di base. Così, il livello di istruzione specializzata per contenuti che riguardano, ad esempio, economia, finanza, scienze e tecnologia, appare insoddisfacente. Tale problematica emerge in tutta la sua 10
Ciò ha implicato un ripensamento complessivo dell’organizzazione della filiera informativa (che è arrivato a ridefinire anche da un punto di vista architettonico e logistico la redazione), che si è accompagnato ad un processo di ridimensionamento delle strutture produttive (cd. downsizing). Le redazioni si sono, da un lato, ridimensionate, mentre, dall’altro lato, hanno incorporato in un unico luogo le diverse medialità del gruppo di riferimento. 514. Un approfondimento specifico condotto dall’Autorità su questo aspetto (v.
Capitolo 3) ha permesso di quantificare la dimensione media delle nuove redazioni dei diversi mezzi di informazione. Ne emerge che la dimensione media passa dai 53 addetti (di cui 16 giornalisti, 35 collaboratori esterni e 2 altre figure professionali) dei quotidiani, ai 21 della Tv, fino ad arrivare ai 9 della radio. Tuttavia esiste una marcata differenza tra redazioni di testate nazionali e locali. Non solo le testate nazionali presentano ovviamente una dimensione ottima minima decisamente superiore a quelle locali, ma nel primo caso l’ordine dei mezzi si inverte e la televisione (con circa 80 addetti), sopravanza quotidiani e radio. La dimensione locale è contraddistinta sempre più dalla presenza di pochi addetti (addirittura 5 in media in una radio locale), dalla dipendenza da figure esterne e in molti casi dall’acquisto di format informativi già preconfezionati (cd. service). 515. Il ridimensionamento della parte redazionale segue l’andamento dei ricavi. Dal 2010, il sistema tradizionale dell’informazione attraversa una fase recessiva (iniziata almeno due anni prima per i quotidiani), che non vede vie d’uscita, almeno nel breve-medio periodo. Il ridimensionamento dei fatturati si è tradotto in una compressione dei margini di profittabilità, oggi spesso negativi (v. ancora Capitolo 3), che ha indotto gli editori a limitare drasticamente le spese investite nel prodotto informativo. 516. Questa contrazione degli investimenti appare ancora più significativa se si osserva l’andamento degli editori locali rispetto a quelli nazionali. La componente locale dell’informazione attraversa, per tutti i mezzi, una vera e propria emergenza. La riduzione del sostegno pubblico, il crollo del mercato pubblicitario (specie nella sua componente locale), e le difficoltà connesse alla necessità di riposizionamento in una fase di cambiamento tecnologico hanno spinto l’informazione locale in un angolo. Nonostante, come è stato più volte rimarcato in questa Indagine, vi sia ampia domanda di informazione legata al territorio, gli operatori locali, salvo rare eccezioni, stentano a trovare una propria collocazione e una sostenibilità economica nell’attuale sistema informativo. 517. Seppur meno critica, anche la situazioNotiziario USPI n° 6/2015
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ne degli editori nazionali appare assai difficoltosa.
tare una reazione appropriata di tutte le componenti del sistema dell’informazione.
In questo caso, sussistono profonde differenze da mezzo a mezzo (v. ancora il Capitolo 3).
Infatti, la trasformazione cui si sta assistendo ha condotto tale comparto, sia a livello internazionale sia nazionale (e ancora di più a livello locale), ad una profonda e strutturale crisi, con la chiusura di molti operatori storici e la fuoriuscita di personale giornalistico e non.
Mentre la televisione, anche grazie alla sua funzione di intrattenimento, sembra destinata a mantenere un’importante collocazione anche nel nuovo contesto di mercato, i quotidiani e, in misura minore, la radio soffrono di uno strutturale declino. 518. Internet appare poter sostituire in gran parte la funzione svolta da questi mezzi.
522. Appare, pertanto, necessario un radicale ripensamento del contesto istituzionale che ha contraddistinto l’evoluzione del sistema dei media negli ultimi cinquant’anni, e la definizione di un nuovo contesto di riferimento adatto alle nuove sfide.
Nondimeno, la parte informativa del web, specie nella sua componente puramente digitale, non registra valori economici e finanziari tali da far pensare ad una sua sostenibilità.
523. In primo luogo, prendendo atto dell’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, occorre adottare nuove regole che disciplinano il sistema dell’informazione.
Ancora oggi, anche a livello internazionale, molte delle iniziative di nuova informazione online sono sostenute da donazioni pubbliche e/o private.
Si pensi, ad esempio, che la principale legge di riferimento per l’editoria (legge n. 416/1981) risale a prima del periodo della digitalizzazione dei processi.
D’altra parte, la componente digitale dell’informazione tradizionale (si pensi a quotidiani e periodici) non appare poter redditualmente compensare le perdite che si registrano nei prodotti classici, che peraltro ancora rappresentano la gran parte dei ricavi.
Nonostante alcuni aggiornamenti intervenuti negli anni (v. legge n. 62/2001), per consentire, ad esempio, di estendere la definizione di “prodotto editoriale”, restano presenti regole anacronistiche (basti pensare che i limiti concentrativi che l’Autorità è tenuta ad applicare sono ancora definiti in termini di tirature,che, in un mondo digitale, non trovano più riscontro), e soprattutto un approccio complessivo che tradisce una impostazione oramai superata dal tempo.
519. Nell’ecosistema digitale, gli editori competono con difficoltà sia per l’acquisizione di quote di fatturato pubblicitario con le piattaforme di aggregazione, ricerca e condivisione, sia per estrarre almeno parte della disponibilità a pagare degli utenti. In questa sede non si è proceduto ad un approfondimento delle tematiche relative alla relazione tra editori e operatori di servizi Internet. Per un approfondimento, si rimanda infatti all’Indagine conoscitiva dell’Autorità sul settore dei servizi Internet e della pubblicità online, di cui alla delibera n. 19/14/CONS. 520. L’evidenziata diminuzione degli investimenti rischia, infine, di innescare una spirale negativa, in cui, a fronte di una diminuzione della qualità dell’informazione, si registra un’ulteriore contrazione dei ricavi. 5.5 Quale contesto istituzionale per supportare investimenti e pluralismo informativo? 521. Dall’analisi condotta fin qui, emerge l’evidenza di trovarsi in un momento di discontinuità, dovuta ad un vero e proprio salto tecnologico, di entità tale da necessiNotiziario USPI n° 6/2015
524. Con specifico riferimento a questo tema, sarebbe appropriato un nuovo quadro di regole coordinate per i vari media, in grado di garantire un reale pluralismo informativo, che tenga conto delle specificità del web e del nuovo ruolo che vanno assumendo gli operatori di servizi Internet (quali le piattaforme di aggregazione, ricerca e condivisione sociale). Al riguardo, si evidenzia che, come sottolineato in più occasioni da questa Autorità, in contesti così dinamici e mutevoli, è opportuno che il quadro normativo sia sufficientemente flessibile da potersi adattare all’evoluzione del sistema. 525. In secondo luogo, appare altrettanto evidente che la consapevolezza del mutato contesto di riferimento debba permeare tutti i soggetti coinvolti, comportando una ridefinizione del quadro di riferimento della professione giornalistica. Come è stato ampiamente evidenziato (cfr. Capitolo 2), l’evoluzione degli ordinamenti professionali (e del relativo ambito previ-
denziale), storicamente rilevante, sembra approdata ad un punto non rappresentativo del reale stato della professione in Italia. Anche dal confronto con gli altri Paesi, emerge chiaramente una anomalia italiana nel numero e nell’andamento degli iscritti. Si ravvisa, quindi, la necessità di un ripensamento generale del quadro di riferimento della professione, che vada nella direzione di aggiornare tale sistema all’evolversi del contesto tecnologico e di mercato, seguendo le best practice europee. 526. In questo scenario, è evidentemente da ripensare completamente anche il ruolo dell’intervento pubblico a sostegno del sistema informativo, nazionale e locale. Come già dettagliatamente stigmatizzato dall’Autorità nell’ambito della Relazione Annuale del 2012, il sistema dei contributi che ha caratterizzato l’intervento pubblico nel passato recente ha in buona parte fallito. Si è, infatti, rilevato che tale policy, peraltro di natura strutturale e durevole ma trasversale e quindi non selettiva, non solo non ha trovato apprezzabile riscontro con l’obiettivo in termini di ampliamento del panorama informativo, ma non sembra neanche soddisfare i criteri di efficienza allocativa statica e dinamica, avendo creato un sistema debole, non auto-sufficiente, fortemente dipendente dal sostegno dello Stato. Nel momento in cui tali fondi stanno, per motivi di finanza pubblica, venendo meno, il sistema informativo finanziato da questi interventi sta entrando in crisi. 527. Sembra piuttosto necessario uno stimolo a sistemi di finanziamento misti, che coniughino finanziamenti privati e pubblici. In questo senso, il supporto a strumenti quali il crowdfunding (che incoraggia il finanziamento privato di progetti meritevoli o, almeno, graditi dal pubblico e che sta trovando soverchie applicazioni a livello internazionale nel finanziare progetti informativi) e gli incentivi ad investire in innovazione di prodotto e di processo, appare preferibile rispetto ai tradizionali interventi a sostegno del settore. 528. In questo quadro, un’azione complessiva potrebbe meritevolmente riguardare anche la ricerca e sviluppo, sia sotto il profilo delle infrastrutture tecnologiche (come i previsti interventi a sostegno della larga banda), sia sotto profili più specifici relativi al sistema informativo, come gli stimoli all’innovazione digitale di prodotto (che appare al momento totalmente trascurata anche dal settore privato) e di processo. 11
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SCADENZE ROC LA “COMUNICAZIONE ANNUALE” AL ROC (2015) Ricordiamo che entro 30 giorni dalla data di deposito del bilancio in Camera di commercio, per i soggetti tenuti alla redazione dello stesso, o entro il 31 luglio 2015, per tutti gli altri editori, deve essere trasmessa la “Comunicazione Annuale” dei dati societari (anagrafici, amministrativi e di assetto proprietario) all’Agcom, uno degli adempimenti annuali cui sono tenuti tutti gli iscritti nel ROC Registro Operatori Comunicazione. Ricordiamo, inoltre, che dalla data del 16 ottobre 2012 il sistema telematico di gestione del Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.) è stato integrato nel portale impresainungiorno.gov.it. Per maggiori informazioni sul tema, vedi anche quanto già riportato nel “Comunicato” del 16.10.2012 “Entrata in esercizio del nuovo sistema telematico R.O.C. - Cambia la modalità di accesso al Registro per effettuare le Comunicazioni Obbligatorie” Per accedere al sistema telematico del R.O.C. per la compilazione e la trasmissione degli adempimenti previsti nei confronti dello stesso Registro, tra i quali la stessa “Comunicazione Annuale” gli iscritti nel R.O.C. (tutti gli iscritti, anche i soggetti “non camerali” quali le Associazioni, Fondazioni, Enti Morali ecc. ecc.) devono dotarsi, se non ne sono già in possesso, della Carta Nazionale dei Servizi (C.N.S.), in forma di Smart Card o di chiavetta USB. L’interscambio informativo fra Registro degli Operatori di Comunicazione e Registro Imprese consentirà, nelle comunicazioni verso Agcom, la compilazione automatica di tutti i dati detenuti dal sistema camerale, garantendo lo sviluppo automatizzato delle catene di partecipazioni societarie degli operatori iscritti al R.O.C. e dei loro amministratori nei limiti dei dati detenuti dal Registro delle Imprese. Ricordiamo, infine, che sono tenuti alla comunicazione anche gli editori richiedenti i contributi per l’editoria, che hanno effettuato la Comunicazione Annuale entro il 31 gennaio scorso. ******* L’INFORMATIVA ECONOMICA DI SISTEMA - IES Da quest’anno i termini per la comunicazione all’Informativa Economica di 12
Sistema (IES) sono anticipati e il modello IES potrà essere inviato dal 1° giugno al 31 luglio 2015. La comunicazione all’Informativa Economica di Sistema è una dichiarazione annuale cui sono obbligati gli operatori dei settori dei media e riguarda i dati anagrafici ed economici sull’attività svolta dagli operatori interessati, al fine di raccogliere gli elementi necessari per adempiere a precisi obblighi di legge (tra i quali si ricordano, a mero titolo esemplificativo, le analisi di mercato, la Relazione Annuale, l’annuale valorizzazione del Sistema Integrato delle Comunicazioni e la verifica dei relativi limiti, le indagini conoscitive) e consentire l’aggiornamento della base statistica degli operatori di comunicazione. L’Autorità ha disciplinato l’Informativa Economica di Sistema, da ultimo con la delibera n. 397/13/CONS, come modificata dalla delibera n. 235/15/CONS. I soggetti obbligati sono gli operatori di rete,i fornitori di un bouquet di programmi pay tv, i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, i fornitori di servizi interattivi associati e/o di servizi di accesso condizionato, i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione, le imprese concessionarie di pubblicità (ivi compresi i soggetti che esercitano attività di pubblicità online e pubblicità cinematografica), le agenzie di stampa a carattere nazionale (ivi compresi i soggetti i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento, a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno un editore a carattere nazionale che realizzi un prodotto ai sensi della legge n. 62 del 2001), gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali. Sono esentati dall’obbligo dell’invio della Informativa Economica di Sistema i soggetti che, pur obbligati nell’ambito della suddetta normativa, abbiano, nell’anno di riferimento, ricavi totali, incluse le provvidenze pubbliche e le convenzioni con soggetti pubblici, riferibili alle attività rilevate dall’Informativa Economica di Sistema, pari a zero euro. L’adempimento consiste nella compilazione del modello elettronico pubblicato ogni anno, che deve essere inviato dal 1° giugno al 31 luglio da un indirizzo di posta elettronica certificata all’indirizzo: ies@cert.agcom.it. (Questo indirizzo di posta elettronica certificata è utilizzabile solo ed esclusivamente per trasmettere il modello. Tale modello è ricevibile solo ed esclusivamente attraverso questo indirizzo
di posta elettronica). Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare: info_ies@agcom.it. ******* Comunicazione AGCOM 16 marzo 2015 AVVIO PROCEDURA CANCELLAZIONE D’UFFICIO Si comunica che i soggetti iscritti al Registro degli operatori di comunicazione (di seguito, “ROC”) presenti nel seguente elenco non risultano aver effettuato le comunicazioni annuali al ROC da oltre 3 anni consecutivi. Al riguardo si rappresenta che è previsto che laddove il soggetto iscritto al ROC non effettui le previste comunicazioni da oltre 3 anni consecutivi “ne è data comunicazione al soggetto interessato fissando un termine di quindici giorni, dalla data di ricezione della contestazione, per produrre eventuali controdeduzioni. In caso di mancato riscontro da parte del soggetto interessato, il Direttore del Servizio […] dispone la cancellazione d’ufficio dal Registro”. Gli operatori in elenco (VEDI: http://www.agcom.it/documents/10179/1674538/Comunicazione+16 -03-2015/cb71a53a-0d02-4379-bc08671e9d29f8f9?version=1.0) sono, pertanto, invitati a trasmette la comunicazione annuale telematica 2015, relativa all’anno 2014, nei termini di cui all’art. 11 del citato Regolamento, avvertendo, sin d’ora che, in caso contrario, si procederà alla cancellazione d’ufficio dal ROC in data 1° ottobre 2015 in conformità a quanto disposto ai sensi del predetto art. 12, comma 2, del Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione. La presente comunicazione vale quale notifica agli interessati ai sensi dell’art. 12, comma 2, del citato Regolamento. Eventuali controdeduzioni e richieste di chiarimenti potranno essere trasmesse al Servizio, Ispettivo, Registro e Co.re.com. (Centro Direzionale, Isola B5 – Torre Francesco, cap. 80143 Napoli - posta elettronica certificata: agcom@cert.agcom.it – fax. 0817507 581/683) ovvero ai Co.re.com. delegati alla tenuta del ROC presenti nel seguente link: h t t p : / / w w w. a g c o m . i t / e l e n c o - d e i co.re.com.-e-relativi-indirizzi. 16 marzo 2015 Il Direttore del Servizio Ispettivo, Registro e Co.re.com. Nicola Sansalone Notiziario USPI n° 6/2015
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PRoRoGATA LA ConVEnZIonE USPISDA PER LA SPEDIZIonE DI PACCHI PROROGATA LA CONVENZIONE USPI - SDA PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI
contatto la propria Partita IVA/Codice Fiscale. SERVIZIO EXTRALARGE
In vigore fino al 31 dicembre 2015 Nessun aumento tariffario Il 16 giugno scorso l’USPI e SDA – Express Courier hanno prorogato la convenzione in scadenza, per la spedizione di pacchi editoriali da parte degli associati USPI a tariffe concordate. Tutti i dettagli sono pubblicati sul sito www.uspi.it - Sezione Convenzioni. Ricordiamo, inoltre, la necessità di richiedere agli Uffici di Segreteria dell’USPI l’apposito “certificato” di vigenza associativa necessario per il perfezionamento della pratica grazie alla quale si potrà godere dell’Offerta Commerciale riservata da SDA ad USPI. Si prega voler precisare nella richiesta il titolo della/e testata/e iscritta/e e l’editore con i relativi recapiti. ACCORDO USPI-SDA PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI EDITORIALI VALIDITA’ CONDIZIONI ECONOMICHE Dal: 01/06/2014 al: 31/12/2015 Le tariffe indicate nel presente documento sono valide per il periodo sopra indicato salvo adeguamento previsto in funzione della variazione media dei prezzi al consumo per l’intera collettività pubblicati dall’ISTAT (NIC) e salvo facoltà per SDA Express Courier di variare le stesse tariffe in ogni momento previo preavviso e con formalità di cui alle condizioni Generali di Trasporto.
Nato per soddisfare ogni esigenza di trasporto, permette di effettuare spedizioni senza limiti di peso, di dimensioni e di numero di colli con i tempi di consegna del servizio espresso. Sono fissati i seguenti limiti di peso/dimensioni sui singoli colli che compongono la spedizione: - Peso massimo: 70 kg per collo; 500 kg se si tratta di colli confezionati a mezzo pallet - Dimensioni massime: - per collo 450 cm quale somma delle tre dimensioni, di cui due dimensioni non eccedenti rispettivamente 280 cm e 170 cm; - per pallet cm 120 x 100 x 170 (altezza massima incluso il supporto).
In caso di una spedizione Extralarge con colli/pallet eccedenti uno dei limiti indicati, al prezzo totale della spedizione verrà applicato, per ciascun collo eccedente, il Supplemento Fuori Dimensione, le cui caratteristiche sono riportate nel paragrafo specifico del presente documento. Considerato il peso/dimensioni non standard dei colli da spedire, il Cliente dovrà preventivamente concordare con SDA tempi e modalità di erogazione dei servizi di ritiro e/o consegna a domicilio di tali tipologie di spedizione.
I prezzi applicati, sono formulati sui volumi di traffico sopra stimati. Qualora in fase di consuntivo, le spedizioni affidate a SDA risultino essere di numero inferiore rispetto a quelle indicate, SDA si riserva la facoltà di adeguare i prezzi in funzione del volume di traffico effettivo.
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oltre 50 Kg (supero per kg eccedente)
Commerciale di riferimento: FABIO PAOLETTI E-mail: f.paoletti@sda.it Al fine di velocizzare la pratica si segnala l’opportunità di comunicare nella mail di Notiziario USPI n° 6/2015
Il prezzo del servizio si articola su più fasce di peso, in base al peso/volume effettivamente spedito. Il prezzo verrà calcolato sulla base del peso tassabile, ovvero il maggiore tra il peso reale ed il peso volumetrico della spedizione. Il peso reale è dato dal peso effettivo, espresso in chili, della spedizione. Il peso volumetrico è dato dalla seguente formula: Altezza x Larghezza x Lunghezza (in cm.) / 5000. Rapporto volumetrico: 1metro cubo = 200 kg. VEDI TABELLA NELLA PAGINA Supplementi per consegne in SICILIA – CALABRIA- SARDEGNA: Supplemento tariffario applicato in aggiunta al prezzo base per le spedizioni dirette in Sicilia, Calabria, Sardegna (SCS). Sono esclusi dal pagamento del supplemento: le spedizioni con mittenza e destino all’interno di ciascuna di queste regioni, il traffico dalla Sicilia verso la Calabria e viceversa ed i servizi Golden Service, Raccomandata e Raccomandata Uno. Supplemento CAP/Località DISAGIATE: per ogni spedizione nazionale da/per CAP/Località compresi nell’elenco CAP/Località Disagiate (verificabile sul sito www.sda.it), verrà fatturato un supplemento di €. 5.00 sul prezzo della spedizione. Il supplemento CAP/Località disagiate esclude e prevale su quello “SCS” nel caso di spedizione diretta a un CAP situato in una delle 3 regioni. Il supplemento CAP/Località Disagiate non si applica ai servizi Golden, SDA Raccomandata, SDA Raccomandata Uno e Mototaxi. Supplemento CAP/Località PERIFERICHE: per ogni spedizione nazionale da/per Località/CAP compresi nella specifica delivery area “CAP/Località Periferiche”, verrà fatturato un supplemento di €. 1,00 sul prezzo della spedizione. Il supplemento CAP/Località Periferiche non si applica ai servizi Golden, SDA Raccomandata, SDA Raccomandata Uno e Mototaxi. Supplemento PORTO ASSEGNATO: per ogni spedizione gestita in Porto Assegnato, verrà fatturato un supplemento di €. 1,00 sul prezzo della spedizione. Supplemento FUORI SAGOMA: per ogni spedizione nazionale (ad esclusione di Mototaxi) in cui è presente un collo di dimensioni/forma irregolare (forme cilindriche, piramidali, articoli non imballati in cartoni adatti per la spedizione etc.) verrà fatturato un supplemento di €. 15,00 sul prezzo della spedizione. 14 13
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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’ SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE Circolare n. 5 del 15/06/2015 OGGETTO: GESTIONE SEPARATA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA DEI REDDITI DA ATTIVITA’ GIORNALISTICA AUTONOMA “LIBERO PROFESSIONALE” CONSEGUITI NEL 2014 Si ricorda che la comunicazione obbligatoria dei redditi percepiti per attività giornalistica autonoma nel corso del 2014 deve essere trasmessa all’Inpgi entro il 31 luglio 2015. Sono tenuti alla comunicazione tutti i giornalisti iscritti alla Gestione Separata che nel predetto anno abbiano svolto attività autonoma giornalistica: •
come partecipazione in società semplici o in associazioni tra professionista; • con cessione di diritto d’autore.
Si fa presente, altresì, che sono tenuti alla comunicazione anche coloro i quali - pur non avendo conseguito redditi da attività giornalistica libero professionale - non hanno chiesto di essere sospesi dagli adempimenti contributivi per l’anno 2014.
In tal caso, tuttavia, ai fini dell’esonero dall’obbligo di inoltro della comunicazione reddituale, il giornalista deve necessariamente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione (modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/692).
Si ricorda che non sono tenuti all’invio d e l l a comunicazione reddituale i giornalisti che abbiano svolto l’attività professionale esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.
La comunicazione deve essere effettuata esclusivamente in via telematica, collegandosi al sito www.inpgi.it attivo tutti i giorni dal 15 giugno, dalle ore 8.00 alle ore 20.00.
Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente.
PRoRoGATA LA ConVEnZIonE USPISDA PER LA SPEDIZIonE DI PACCHI 13
Supplemento NON SOVRAPPONIBILE: per ogni spedizione nazionale (ad esclusione di Mototaxi) in cui il collo/pallet presenta caratteristiche che ne impediscono la sovrapponibilità, sarà applicabile un supplemento di €. 15,00 sul prezzo della spedizione.
Nel servizio Golden Service è inclusa un’assicurazione globale, per un capitale massimo assicurato di € 1.549,37, senza costi aggiuntivi, e la prova di consegna in formato digitale firmata dal destinatario, visualizzabile e scaricabile nell’apposita sezione “Digipod Golden” del portale mySDA; inoltre è previsto il rimborso in caso di mancata consegna.
SERVIZIO GOLDENSERVICE Fascia peso da 0 Kg a 30 Kg - Tariffa 16,48. Soddisfa i clienti più esigenti e presenta tutti i vantaggi di un servizio privilegiato. Golden Service, viaggiando su canali preferenziali, assicura puntualità e rapidità per spedire plichi o pacchi (fino a 30 kg di peso, 150 cm come somma dei tre lati e il lato più lungo massimo 100 cm) con: • Consegna in 1/2 giorni lavorativi successivi al ritiro nella maggior parte delle località italiane; • consegna garantita entro le 10:30 del giorno lavorativo previsto per la consegna dal lunedì al venerdì in circa 1.300 località italiane; • consegna il sabato (esclusi i festivi) nell’arco della giornata in circa 800 località italiane. 14
ALTRI SERVIZI Ore 9, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 9:00 (a partire dalle ore 8:00) del giorno lavorativo successivo al ritiro nei principali Capoluoghi di Provincia e Centri di Business2 in Italia. Ore 10, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 10:00 del giorno lavorativo successivo al ritiro in oltre 1.000 località italiane. Ore 12, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 12:00 del giorno lavorativo successivo al ritiro in oltre 2.800 località italiane.
Si ricorda che nei casi in cui l’inoltro della comunicazione sia effettuato in data successiva al 31/07/2015, è previsto l’addebito di una sanzione per ritardata comunicazione reddituale. Per effettuare la comunicazione è necessario identificarsi nel sito utilizzando il codice iscritto (ovvero il numero di posizione) e la password normalmente utilizzata per l’accesso ai dati personali. Si ricorda, infine, che l’art. 3 del Regolamento della Gestione separata INPGI (approvato con ministeriale prot. 36/0001537/MA004.A007 del 30/01/2013) SERVIZI ACCESSORI CONTRASSEGNO - ASSICURAZIONE COPERTURA BASIC - PORTO ASSEGNATO - PROVA DI CONSEGNA DIGIPOD (Prova di Consegna Digitalizzata) - CONSEGNA AL PIANO CONSEGNA SU APPUNTAMENTO RICONSEGNA SU APPUNTAMENTO CONSEGNA DI SABATO - CONSEGNA DI SERA - CONSEGNA PROGRAMMATA - CONSEGNA A GIORNO STABILITO - SVINCOLO PROATTIVO - GIACENZA - FERMO DEPOSITO - RITORNO AL MITTENTESITO INTERNET E ASSISTENZA CLIENTI Attraverso www.sda.it è possibile prenotare un ritiro, controllare lo stato delle spedizioni e la consegna completa di ora e nome di chi l’ha ricevuta, ricevere avviso via e-mail o sms di avvenuta consegna, ottenere tutte le informazioni sui nostri servizi.
Il Call Center SDA è raggiungibile al Numero Unico a pagamento 199-1133664 dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle 19:30 ed il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.30, per fornire informazioni o assistenza in merito ai propri ritiri e spedizioni. Notiziario USPI n° 6/2015
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Notizie editoria e Comunicazione
otizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI
Le linee guida del testo sulla diffamazione a mezzo stampa Presentata in Aula alla Camera la Proposta di legge N. 925-C dispone che il versamento del contributo soggettivo comporta - a decorrere dall’anno 2013 - il riconoscimento di un’anzianità contributiva pari ad un anno (12 mesi), solo nel caso in cui il suo importo - compreso l’eventuale contributo aggiuntivo non risulti inferiore al 10% (ridotto al 5% per i titolari di trattamento pensionistico diretto) del reddito minimo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990 (per il 2014 pari quindi a 15.516,35 euro). In presenza di un importo inferiore è attribuita una minore anzianità assicurativa rapportata al predetto importo minimo - ed è riconosciuta, in ogni caso, un’anzianità pari ad almeno una mensilità. La procedura per la comunicazione reddituale online indicherà, in ogni caso, le mensilità attribuite in ragione del reddito dichiarato e l’eventuale contributo aggiuntivo necessario per l’attribuzione di un’anzianità pari a 12 mesi. Per la corretta compilazione del modello informatico da utilizzare per la comunicazione dei redditi, si invita a visionare le istruzioni presenti nella sezione “Gestione Separata” del sito dell’Istituto, http://www.inpgi.it/node/1018. IL DIRIGENTE Augusto Moriga
“Abbiamo fatto un buon lavoro in commissione. Adesso in aula c’è la possibilità di presentare emendamenti migliorativi. Ovviamente il testo licenziato dalla commissione Giustizia non preclude la possibilità che l’aula, sovrana, possa chiedere cambiamenti ulteriori”.
Le pene pecuniarie scatterano nel caso in cui non ci sarà la rettifica di una notizia, che dovrà essere pubblicata entro 48 ore dalla segnalazione per le testate online e per libri e riviste entro 15 giorni. “Abbiamo dato un segnale significativo rispetto al tema dolente delle querele temerarie”, ha sottolineato Verini che ha poi fatto una precisazione sulle rettifiche: “La norma come si sta configurando da un lato garantisce un bene prezioso, la libertà dell’informazione, dall’altro tiene conto dei diritti del cittadino che si sente diffamato e
Così Walter Verini, relatore della proposta di legge sulla diffamazione ha detto a Repubblica.it, commentando il testo presentato alla Camera e chiarendo alcuni punti che avevano sollevato perplessità soprattutto da parte delle associazioni di categoria, Odg e Fnsi in testa. Presentando il testo, Verini lo aveva definito “incisivo, innovativo ed equilibrato” e aveva sottolineato come questo arrivi “in un momento difficile per la stampa come contributo non solo legislativo ma anche civile, tutelando i cittadini perbene e incoraggiando la piena libertà di giornalisti e giornali”. Via il carcere, ma multe fino a 50 mila euro per il giornalista che ha diffamato. Multe che, sottolineano su Repubblica.it, anche se pagate, non metteranno “direttore ed editori al riparo da eventuali e successive di richieste di risarcimento. Col possibile risultato di voler chiedere ai propri giornalisti di limitare inchieste e approfondimenti su fatti controversi”.
che ha pari diritto ad avere una rettifica. Se la rettifica viene pubblicata non sono punibili né i giornalisti né il direttore. Per noi questa norma rappresenta una garanzia di responsabilizzazione per i giornalisti e per avere maggiore accuratezza nelle fonti e nei fatti”. Chiarite anche le responsabilità dei direttori, ai quali verrà attribuito il carattere colposo e non doloso. Ultimo tema, spinoso, resta quello della diffamazione nei blog che il Senato aveva introdotto: “Sì, è stato tolto con il consenso di tutti. La diffamazione in rete è 16