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Timestamp: 2020-07-06 12:33:44+00:00
Document Index: 185569337

Matched Legal Cases: ['art. 151', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 120', 'art. 151']

PALAZZO ROBERTI: GIUNTA IN FORTE RITARDO NELLA RICERCA DI FINANZIAMENTI | Mola Libera - Giornale Indipendente
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PALAZZO ROBERTI: GIUNTA IN FORTE RITARDO NELLA RICERCA DI FINANZIAMENTI
L’Amministrazione comunale ha dato mandato al Capo Settore Urbanistica e Lavori pubblici ing. Vito Berardi di adeguare il progetto esecutivo e di redigere uno studio di fattibilità per la ricerca di finanziamenti pubblici e partnership private. Una decisione che arriva con notevole lentezza rispetto alla necessità di avvalersi dei fondi regionali che, pur promessi, tra qualche mese, per la scadenza elettorale di primavera, potrebbero prendere altre destinazioni. Inoltre, continua a permanere un’ambiguità di fondo per l’individuazione della partnership privata.
Con la delibera di Giunta n.190/2019 del 02.12.2019, avente ad oggetto: Restauro e recupero funzionale del monumentale Palazzo Alberotanza- Aggiornamento del progetto esecutivo e Studio di fattibilità per la valorizzazione egestione Pubblico / Privata ex art. 151, comma 3, D. Lgs. n. 50/2016 – Atto d’Indirizzo, l’Amministrazione comunale ha deliberato di:
1.DI DARE ATTO di dover procedere con la massima sollecitudine all’adeguamento del progetto esecutivo del monumentale Palazzo Alberotanza ivi comprendendo uno studio di fattibilità per la valorizzazione dello stesso in chiave pubblico / privata ai sensi dell’art. 151 del D. Lgs. 50 /2016 allo scopo di poter candidare l’intervento alle provvidenze finanziarie Regionali, Nazionali ed Europee unitamente alla esplorazione di interesse da parte di eventuali partners privati;
2.DI DARE MANDATO all’ Ing. Vito Berardi Capo Settore Urbanistica e LL. PP., di perfezionare gli atti gestionali relativi ai seguenti procedimenti:
-Affidamento, anche mediante professionalità esterne all’ Ente, dell’incarico per l’aggiornamento del progetto esecutivo del Monumentale Palazzo Alberotanza sia per la parte architettonica che per la parte artistica;
-Affidamento, anche mediante professionalità esterne all’ Ente dell’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità tecnica, giuridica e finanziaria di valorizzazione del Monumentale Palazzo Alberotanza in forma pubblico / privata ai sensi dell’art. 151 del D. Lgs. 50 / 2016.
In sostanza, l’Amministrazione Colonna non ha ancora adempiuto al principale strumento richiesto dalla Soprintendenza ai Beni Artistici della Città Metropolitana già diverso tempo addietro, cioè all’adeguamento del progetto esecutivo alle nuove norme di sicurezza e di tutela intervenute nel frattempo dopo l’approvazione avvenuta nel 2011.
Allo stesso tempo, non sembra ancora aver individuato il partner privato richiesto per la sostenibilità dell’intervento economico-finanziario, demandando in ciò al Capo settore Urbanistica e Lavori pubblici ing. Vito Berardi la redazione di uno studio di fattibilità tecnica, giuridica e finanziaria di valorizzazione del Monumentale Palazzo Alberotanza in forma pubblico / privata ai sensi dell’art. 151 del D. Lgs. 50 / 2016
Ma vediamo cosa prevede l’art. 151 del D. Lgs. 50 / 2016:
Art. 151. (Sponsorizzazioni e forme speciali di partenariato)
1. La disciplina di cui all’articolo 19 del presente codice si applica ai contratti di sponsorizzazione di lavori, servizi o forniture relativi a beni culturali di cui al presente capo, nonché ai contratti di sponsorizzazione finalizzati al sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura, di cui all’articolo 101 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, recante Codice dei beni culturali e del paesaggio, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione.
3. Per assicurare la fruizione del patrimonio culturale della Nazione e favorire altresì la ricerca scientifica applicata alla tutela, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo può attivare forme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, dirette a consentire il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l’apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali immobili, attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato analoghe o ulteriori rispetto a quelle previste dal comma 1.
Per sponsorizzazione culturale, quale intesa dal comma 1, si intende ogni forma di contributo in denaro, beni o servizi, da parte di soggetti privati, alla progettazione o all’attuazione di iniziative del Ministero, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, ovvero di soggetti privati, nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, con lo scopo di promuovere il nome, il marchio, l’immagine, l’attività o il prodotto dell’attività dei soggetti medesimi (art. 120 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).
Tuttavia, non sembra che la “sponsorizzazione” sia in grado di attirare gli ingenti capitali privati necessari ad integrare i finanziamenti concedibili dal settore pubblico (Comunità europea, Stato, Regione).
Infatti, dalle notizie apprese mesi addietro, la Regione Puglia, a valere su fondi propri e da accordo di programma con il Governo centrale, si era detta disponibile, per voce del Direttore del Dipartimento Turismo e Cultura dott. Aldo Patruno, a finanziare il recupero integrale del Palazzo Roberti per una cifra complessiva che non avrebbe superato i 5-6 milioni di euro, demandando alla ricerca, da parte del Comune, di una partnership privata per raccogliere la ragguardevole cifra residua di almeno 5 milioni di euro, al fine di raggiungere la cifra totale di 11 milioni di euro stimati nel progetto esecutivo del 2011 e oggi molto probabilmente lievitati ulteriormente.
Un contratto di sponsorizzazione ben difficilmente può traguardare cifre così ragguardevoli: infatti, appare arduo che un soggetto privato si accolli cifre così rilevanti in sostanziale cambio di un mero ritorno di immagine pubblicitaria, per un bene di alto valore architettonico e artistico ma sicuramente non di elevatissima risonanza globale.
Pertanto, è molto più probabile che la direttiva impartita dalla Giunta comunale si riferisca al comma 3 dell’art. 151 D. Lgs. 50 / 2016, con forme speciali di partnerariato dirette a consentire il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l’apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali immobili, anche se, in questo caso, sembra obbligatoria la stipula del contratto di partnership con il privato da parte del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, non apparendo sufficiente la volontà dell’ente comunale, almeno avuto riguardo al tenore letterale del testo.
Insomma, a meno che la Giunta comunale non abbia già in mente una strategia ben precisa e non sia già stato individuato il soggetto partner privato da associare al recupero integrale dello storico immobile, possiamo dire che sono trascorsi troppi mesi in assenza di decisioni concrete.
Di sicuro vi è che nè il Sindaco Colonna nè l’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici hanno dato alcuna informativa, nel frattempo, al Consiglio comunale, nè tanto meno al “Comitato per Palazzo Roberti” che pure ha chiesto notizie sugli intendimenti dell’Amministrazione in merito alla destinazione d’uso dell’edificio.
Una destinazione che il Comitato ritiene prioritaria per un utilizzo artistico-culturale, con funzione di fucina di produzione nelle arti contemporanee, spazi museali per grandi mostre e nella valorizzazione identitaria delle principali personalità storiche culturali molesi.
Sulla destinazione d’uso, l’Amministrazione Colonna continua a permanere in realtà in una posizione ambigua: infatti, nella delibera di Giunta di cui si sta trattando e che alleghiamo, si dice un po’ tutto e il contrario di tutto, in maniera da mantenere libere le mani per un accordo di partnership con privati, che potrebbe riservare anche sgradite sorprese agli interessi generali della comunità cittadina.
In ogni caso, il deficit temporale che si è accumulato potrebbe giocare a sfavore del Comune di Mola nella ricerca dei finanziamenti, tenuto conto che nella prossima primavera si voterà per le elezioni regionali e che, pertanto, la Giunta Emiliano dovrà necessariamente spendere i fondi finanziari che sono rimasti nella sua disponibilità.
Una corsa contro il tempo, nella quale tutte le Amministrazioni comunali giocheranno in proprio per accaparrarsi risorse dalla Regione.
Emiliano ha un unico obiettivo: la sua rielezione e, quindi, aprirà i cordoni della borsa in via prioritaria a quegli enti locali che saranno nella condizione formale di ricevere i finanziamenti.
Come il denaro anche i voti non danno cattivo odore.
Ecco la delbera di Giunta nel suo contenuto integrale:
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