Source: http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2001/46/suppo1/00000005.htm
Timestamp: 2020-05-28 05:44:56+00:00
Document Index: 32387375

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 39', 'art. 44', 'art. 24', 'art. 124', 'art. 34', 'art. 10']

Statuto comunale (approvato con delibera CC n. 37 in data 29.06.2001)
ART. 1 - Ruolo e attribuzioni del Comune
ART. 2 - Organizzazione del Comune
ART. 3 - Regole dell’azione comunale
TITOLO II - ORDINAMENTO DEL COMUNE
ART. 5 - Gli organi del Comune
ART. 7 - Il Consiglio Comunale - Presidenza
ART. 8 - Ruolo di indirizzo e controllo. Linee programmatiche di mandato
ART. 9 - Competenze deliberative
ART. 11 - Principi sul funzionamento del Consiglio Comunale
ART. 13 - Diritti dei consiglieri
ART. 14 - Doveri dei consiglieri - Decadenza
ART. 15 - Commissioni - Commissioni di indagine
ART. 16 - Sedute consiliari
ART. 17 - Ruolo del Sindaco
ART. 20 - Attribuzioni organizzative
ART. 21 - Vicesindaco - Assessore Anziano
ART. 22 - Mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco
CAPO III - LA GIUNTA COMUNALE E GLI ASSESSORI
ART. 23 - Ruolo e competenze della Giunta
ART. 24 - Competenza della Giunta
ART. 25 - Comunicazioni del Sindaco al Consiglio comunale sulla composizione ed organizzazione della Giunta
ART. 26 - Principio sul funzionamento della Giunta
ART. 27 - Ruolo e competenze degli assessori
ART. 28 - Revoca di assessori; dimissioni e altre cause di cessazione di assessore
CAPO IV - IL SEGRETARIO COMUNALE
ART. 29 - Nomina e competenze del Segretario Comunale
ART. 30 - Attribuzioni gestionali
ART. 32 - Strumenti
CAPO II - LE LIBERE FORME ASSOCIATIVE
ART. 33 - Libere associazioni
ART. 34 - Requisiti delle libere associazioni
ART. 35 - Rapporti con il Comune
ART. 36 - Altre forme associative
ART. 37 - Partecipazione alla gestione dei servizi
CAPO III - LE CONSULTAZIONI DIRETTE DEI CITTADINI
ART. 39 - Modalità per la convocazione
ART. 40 - Disciplina dell’assemblea
ART. 41 - Determinazioni dell’assemblea
ART. 42 - Effetti delle decisioni dell’assemblea
ART. 43 - Formalità
ART. 44 - Altre consultazioni
CAPO IV - CONSULTAZIONI REFERENDARIE
ART. 46 - Oggetto
ART. 47 - Proposta
ART. 48 - Quesito
ART. 49 - Esito
ART. 50 - Effetti
ART. 51 - Disciplina del referendum
CAPO V - ALTRE FORME DI PARTECIPAZIONE
ART. 56 - Disposizioni comuni
ART. 57 - Diritto generale d’istanza
TITOLO IV - ORGANIZZAZIONE
CAPO I - ORGANIZZAZIONE OGGETTIVA
ART. 58 - Principi organizzativi
ART. 59 - Rapporti tra gli organi di governo e l’apparato amministrativo
ART. 60 - Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi
CAPO II - ORGANIZZAZIONE SOGGETTIVA
ART. 61 - Contratti a termine
ART. 62 - Contratti di prestazione d’opera
CAPO III - ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI (ART. 112 - 114 T.U. 267/00)
ART. 63 - Principi di organizzazione dei servizi pubblici municipali
ART. 64 - Forme di gestione
ART. 65 - Gestione in economia dei servizi pubblici
ART. 66 - Affidamento in concessione a terzi
ART. 67 - Aziende speciali - Struttura delle stesse
ART. 68 - Aziende consortili / Consorzi
ART. 69 - Criteri per l’adesione a Consorzi - Rapporti finanziari con il Consorzio
ART. 70 - Società a partecipazione comunale
ART. 71 - Istituzioni
ART. 72 - Istituzioni Consortili: disciplina
TITOLO V - FORME COLLABORATIVE E ASSOCIATIVE
ART. 73 - Criteri generali
ART. 74 - Convenzioni per la gestione dei servizi
ART. 75 - Convenzioni per ‘utilizzazione di uffici comunali
ART. 78 - Conferenze dei servizi
ART. 79 - Salvezza di discipline speciali
TITOLO VI - L’AZIONE AMMINISTRATIVA
CAPO I - I REGOLAMENTI
ART. 80 - I Regolamenti comunali
ART. 81 - Formazione e pubblicazione dei regolamenti comunali
ART. 82 - I pareri
ART. 83 - Concessione di ausili finanziari
TITOLO VII - ACCESSO AGLI ATTI E DIRITTO ALLE INFORMAZIONI
ART. 84 - Esercizio del diritto di accesso
ART. 85 - Limitazioni al diritto di accesso
ART. 86 - Diritto alle informazioni
ART. 87 - Regolamento di contabilità
CAPO I - LA GESTIONE CONTABILE E PATRIMONIALE
ART. 88 - Beni comunali
ART. 89 - Entrate ed uscite del Comune
ART. 90 - Bilancio pluriennale e coordinamento con la programmazione
ART. 91 - Bilancio preventivo annuale
ART. 92 - Rendiconto consuntivo annuale e riscontri
ART. 93 - Attività finanziaria del Comune
CAPO II - VERIFICHE E CERTIFICAZIONI
ART. 94 - Il revisore dei conti
ART. 95 - Controllo economico della gestione
CAPO III - CONTRATTI E CONVENZIONI
ART. 96 - Principi in materia di contratti
ART. 97 - Tesoreria
ART. 98 - Efficacia dello statuto
Ruolo e attribuzioni del Comune
1. Il Comune di La Morra, nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione, è ente autonomo nell’ambito dei principi fissati dalla legge e partecipa, quale articolazione democratica della Repubblica, all’attuazione dei compiti a questa assegnati dalla Costituzione, anche promuovendo un più attivo esercizio della sovranità popolare.
2. Il Comune esprime, con autonomia di indirizzo politico e amministrativo e secondo i principi di solidarietà e cooperazione, il complesso degli interessi che la collettività locale va individuando e determina in relazione ad essi i contenuti della propria azione.
3. Al Comune spetta la responsabilità di assolvere al complesso dei bisogni della collettività locale, salvo i compiti che, pur in attuazione del principio di sussidiarietà, la legge demanda allo Stato, alla Regione o alla Provincia. I Comuni svolgono le loro funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.
4. Il Comune determina, nell’ambito degli indirizzi programmatici statali, regionali e provinciali, le linee dello sviluppo economico-sociale della collettività locale e, in attuazione di esse, disciplina l’uso del territorio ed appresta i servizi rispondenti ai bisogni sociali.
5. Il Comune ha piena autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa, nonché impositiva e finanziaria nell’ambito del proprio statuto e regolamenti oltre che delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.
6. Il Comune è titolare di funzioni amministrativa proprie e di quelle conferite ai sensi delle leggi statali e regionali; concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e programmi dello Stato, della Regione, della Provincia e provvede per quanto di propria competenza alla loro specificazione e attuazione.
1. Il Comune si articola, secondo i principi posti dal presente Statuto, in organi di governo e strutture funzionali, tra loro coordinati in modo da assicurare il carattere democratico e sociale dell’azione amministrativa e l’efficienza, anche economica, dei servizi.
3. La sede del Comune è in Piazza Municipio 1, nel palazzo comunale. Gli organi comunali possono riunirsi anche in altra sede.
Regole dell’azione comunale
1. Gli atti comunali enunciano l’interesse della collettività che ne ha determinato l’adozione, in modo da rendere palesi le scelte politiche operate e fare emergere le relative responsabilità.
2. Il Comune promuove la partecipazione della collettività locale all’individuazione delle scelte programmatiche e garantisce il controllo sociale sulla loro attuazione.
3. Nella propria azione il Comune applica il principio della pubblicità dell’azione amministrativa e dei relativi atti, con i limiti espressamente previsti dalla legge e dal presente statuto al fine del rispetto dei diritti costituzionali dei cittadini e della riservatezza necessaria al buon andamento dell’amministrazione.
4. Il Comune ispira la propria azione al riconoscimento della pari opportunità professionale, culturale, politica e sociale fra i sessi.
1. Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il Comune di La Morra e con proprio stemma concesso con Decreto P.C.M. in data 9 agosto 1936 n. 10682. Le caratteristiche dello stemma sono: argento alla croce di porpora, accantonata nel 1° e 4° cantone da una macina dello stesso e nel 2° e 3° da una fronda di mora fogliata e fruttata al naturale.
2. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze accompagnato dal Sindaco o da un suo delegato, si può esibire il gonfalone comunale approvato con decreto reale in data 31 ottobre 1941. Le caratteristiche del gonfalone sono: drappo partito di bianco e di porpora riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stesso del Comune con l’iscrizione centrata in argento: “Comune di La Morra”. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale.
3. L’uso e la riproduzione dello stemma per fini non istituzionali, devono essere autorizzati dalla Amministrazione comunale.
4. L’uso dello stemma da parte di associazioni ed Enti operanti nel territorio può essere autorizzato con deliberazione della Giunta Comunale.
2. Il Consiglio Comunale, costituito in conformità alla legge, ha autonomia organizzativa e funzionale, dura in carica sino all’elezione del nuovo organo limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare atti urgenti, la cui mancata tempestiva adozione possa recare pregiudizio all’Ente o alla cittadinanza, ed improrogabili essendo soggetti ad un termine perentorio.
2. Nella sua prima adunanza e negli altri casi previsti dalla legge il Consiglio è convocato e presieduto dal Sindaco entro i termini di legge.
3. In caso di assenza od impedimento del Sindaco il Consiglio è convocato e/o presieduto dal Vice sindaco, oppure se quest’ultimo non è consigliere, dal consigliere anziano.
4. Durante le sedute consiliari in caso di assenza anche del Vice sindaco presiede il Consigliere anziano.
5. Il consigliere anziano è colui che abbia riportato la cifra individuale più alta in sede di elezione del Consiglio comunale, o che, in caso di parità, sia il più anziano di età.
Ruolo di indirizzo e controllo.
1. Nello svolgimento del suo ruolo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, il Consiglio comunale, tra l’altro:
a) discute ed approva in un apposito documento le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti che nel corso del mandato politico - amministrativo dovranno essere attuati dal Sindaco, dalla Giunta comunale e dagli organi e soggetti tramite i quali si svolge l’azione comunale;
b) entro il 30 settembre di ogni anno esamina la relazione che il Sindaco e la Giunta rassegnano ai fini della verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche.
c) in occasione del rendiconto della gestione (e comunque entro il termine di approvazione del bilancio consuntivo) esamina la relazione che Sindaco e Giunta rassegnano sulla propria attività;
d) definisce gli indirizzi cui il Sindaco deve attenersi al fine di concordare accordi di programma attinenti ad oggetti di competenza del Consiglio comunale ed esamina la relazione del Sindaco sui contenuti dell’accordo di programma concordato, assumendo, se del caso, le deliberazioni consequenziali;
e) discute interrogazioni e mozioni, esprimendo, se del caso, un voto sulle stesse.
2. Il Consiglio esamina ed approva in apposito documento le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti presentate dal Sindaco. Il Sindaco presenta tale documento nei termini e nei modi di cui all’art. 18 lett. d). A tal fine il Consiglio Comunale valuta la proposta, recependone i contenuti ovvero introducendovi modifiche e integrazioni ovvero innovando rispetto ad essa.
3. Ciascun Consigliere ha diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo integrazioni, adeguamenti, modifiche mediante presentazione di appositi emendamenti con le modalità indicate nel regolamento del Consiglio.
4. E’ facoltà del Consiglio provvedere ad integrare nel corso del mandato, le linee programmatiche sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere nel corso del mandato politico-amministrativo.
Competenze deliberative
1. I consiglieri comunali aderiscono ai gruppi consiliari, con le modalità previste dal regolamento e ne danno comunicazione al Segretario comunale e al Sindaco unitamente al nome del capogruppo. I capigruppo, preferibilmente, sono individuati nei Consiglieri che non siano componenti della Giunta.
2. Il Regolamento può prevedere l’istituzione della conferenza dei Capigruppo e le relative attribuzioni.
c) le modalità di assegnazione di servizi, attrezzature e risorse finanziarie necessarie per il funzionamento del Consiglio, delle Commissioni e dei gruppi consiliari.
d) La disciplina della gestione delle risorse attribuite al Consiglio per il proprio funzionamento e per quello dei gruppi consiliari;
e) le modalità di esercizio da parte dei Consiglieri del diritto d’iniziativa su ogni questione rientrante nelle attribuzioni del Consiglio, nonché di presentazione e discussione di interrogazioni e mozioni;
f) le norme relative alla pubblicità e alla segretezza delle sedute, nonché le procedure di verbalizzazione e di pubblicazione delle stesse.
2. Le dimissioni dalla carica di consigliere sono irrevocabili ed immediatamente efficaci e non necessitano di presa d’atto. Esse sono presentate al Consiglio e devono essere assunte al protocollo dall’ente nella stessa giornata di presentazione e nell’ordine temporale di presentazione. La surroga dei consiglieri dimissionari avviene nei tempi e nei modi fissati dalla legge.
1. I Consiglieri comunali ai fini dell’esercizio delle funzioni consiliari hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, nonché dalle Aziende ed Enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili per l’espletamento del mandato.
2. I consiglieri comunali sono tenuti al segreto sulle informazioni acquisite. Le modalità e le iniziative del diritto all’informazione e all’ accesso sono disciplinate dalle leggi e dal Regolamento comunale per l’accesso e per la privacy.
4. I consiglieri comunali possono presentare al Sindaco e all’assessore competente (perché delegato) interrogazioni o richieste di riscontri ispettivi; il Sindaco, direttamente o per il tramite dell’assessore preposto al ramo di attività cui inerisce l’interrogazione o la richiesta, dà risposta scritta entro trenta giorni; i consiglieri possono altresì presentare mozioni, che vengono inserite nell’ordine del giorno del Consiglio comunale secondo le modalità previste nel regolamento del Consigli, salvo che sia stata richiesta da un quinto dei consiglieri la convocazione del Consiglio comunale per la discussione della mozione (in tal caso il Consiglio è convocato entro i termini previsti dal T.U. art. 39 c. 2).
Doveri dei consiglieri - Decadenza
2. In caso di mancata e ingiustificata partecipazione di un Consigliere a tre sedute consecutive del Consiglio comunale, il Presidente del Consiglio avvia la procedura di decadenza, notificando allo stesso la contestazione delle assenze ingiustificate effettuate e richiedendo notizia di eventuali cause giustificative.
3. Il Consiglio si esprime sulle motivazioni giustificative presentate dal Consigliere nei termini assegnati e ne delibera l’eventuale decadenza. Per la surroga si applicazioni di disposizioni di legge.
4. Il Regolamento definisce le modalità per la trasformazione, a richiesta, del gettone di presenza del Consigliere in indennità di funzione.
Commissioni - Commissioni di indagine
1. Il Consiglio comunale può istituire nel suo seno Commissioni permanenti, temporanee o speciali. Le commissioni sono composte solo da consiglieri comunali.
2. Il Regolamento disciplina le materie di competenza, il funzionamento e la loro composizione nel rispetto del criterio proporzionale.
3. Ai sensi dell’art. 44 comma 1 T.U. 267/00 è attribuita alle opposizioni la presidenza delle Commissioni consiliari aventi funzioni di controllo e di garanzia.
4. Con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei propri componenti il Consiglio può istituire commissioni di indagine sull’attività dell’Amministrazione; la delibera istitutiva definisce l’oggetto dell’indagine e stabilisce il termine entro il quale va conclusa; la presidenza delle commissioni di indagine è assegnata ad un rappresentante delle opposizioni.
1. L’attività del Consiglio si svolge in sedute ordinarie o d’urgenza secondo quanto stabilito nell’ordine del giorno. L’avviso di convocazione con l’ordine del giorno è recapitato ai Consiglieri con le formalità e i termini previsti nel regolamento del Consiglio.
2. L’avviso di convocazione può prevedere una seconda convocazione.
3. Il regolamento del consiglio disciplina in dettaglio le disposizioni relative al presente articolo.
Ruolo del Sindaco
1. Il Sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del Comune cui provvede con la collaborazione degli assessori da lui eventualmente preposti alla cura di settori di attività; esercita l’iniziativa politico-amministrativa; è responsabile verso il Consiglio comunale dell’attuazione degli indirizzi politico-amministrativi da questo definiti; formula direttive a specificazione di tali indirizzi; - sovrintende al buon andamento degli uffici e dei servizi comunali.
2. Ha competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo dell’attività degli Assessori, dei Consiglieri incaricati e e delle strutture gestionali-esecutive.
4. Al Sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente Statuto e dai Regolamenti attribuzioni quali organo di amministrazione e di vigilanza nonché poteri di autorganizzazione delle competenze connesse all’ufficio.
5. Il Sindaco può delegare proprie funzioni agli Assessori.
1. Spetta al Sindaco l’emanazione degli atti di cui le leggi gli attribuiscano la competenza.
a) convocare e presiedere il Consiglio e la Giunta comunali, fissando l’ordine del giorno;
b) adottare ordinanze contingibili e urgenti nelle materie di propria competenza;
c) nominare e revocare secondo le modalità previste dagli articoli successivi, i componenti della Giunta tra cui un Vice Sindaco dandone comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva all’elezione;
d) convocare e presentare al Consiglio, sentita la Giunta, entro 45 giorni dall’insediamento, le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato, depositandone il testo presso la segreteria comunale;
e) nominare il Segretario comunale scegliendolo nell’apposito albo;
f) impartire direttive al Segretario comunale o al Direttore generale, se nominato, in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull’intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi;
g) promuovere ed assumere iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;
h) coordinare e riorganizzare gli orari degli esercizi commerciali e degli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici nelle Amministrazioni pubbliche sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale, e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione;
i) conferire, eventualmente, e revocare al Segretario comunale, previa deliberazione motivata della Giunta Comunale, le funzioni di Direttore Generale nel caso in cui non sia stipulata la convenzione con altri comuni per la nomina del direttore;
l) nominare i responsabili degli uffici e dei servizi;
m) nominare i rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed istituzioni, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale;
n) entro il 30 settembre di ogni anno convoca e presenta al Consiglio la relazione sull’attività propria e della Giunta, ai fini della verifica periodica dell’attuazione del programma.
a) è responsabile dell’azione amministrativa comunale, cui provvede con la collaborazione degli assessori da lui eventualmente preposti alla cura dei settori di attività;
b) è responsabile verso il Consiglio comunale dell’attuazione degli indirizzi politico-amministrativi da questo definiti;
c) può assegnare incarichi ai Consiglieri su materie specifiche;
d) promuove e resiste alle liti e rappresenta l’Ente anche in giudizio per gli atti o ambiti di competenza comunale.
b) promuove, indagini e verifiche amministrative sull’intera attività del Comune;
Attribuzioni organizzative
Appartengono all’Ufficio del Sindaco le seguenti attribuzioni organizzative:
a. stabilire gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute consiliari e ne dispone la convocazione.
b. convocare e presiedere la conferenza dei capigruppo consiliari se prevista, secondo la disciplina del regolamento;
c. esercitare i poteri di Polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di partecipazione popolare da lui presieduti, nei limiti previsti dalla legge;
d. proporre argomenti da trattare e disporre con atto informale la convocazione della Giunta nonchè presiederla;
e. potere di delega generale o parziale delle sue competenze ed attribuzioni, ad uno o più Assessori. Il sostituto o delegato del Sindaco nelle cerimonie deve usare la fascia tricolore prevista dalla legge;
f. autorizzare le missioni degli Assessori e segretario comunale;
g. ricevere le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio;
h. ricevere le dimissioni degli Assessori.
1. Il Sindaco, nel decreto di nomina della Giunta individua, tra i componenti della medesima, il Vicesindaco.
2. Il Segretario Comunale dà immediata comunicazione dell’avvenuta nomina al Prefetto.
3. Il Sindaco, nel caso che, successivamente, intenda attribuire ad altro assessore le funzioni di Vicesindaco, provvede con decreto motivato, dandone comunicazione al Consiglio comunale nella seduta immediatamente successiva.
4. Il Vicesindaco esercita le attribuzioni del Sindaco ed emana gli atti di sua competenza, compresi quelli spettanti al Sindaco in qualità di ufficiale del Governo, in caso di assenza o impedimento del Sindaco.
2. Il Sindaco deve provvedere alla convocazione del Consiglio Comunale in una data non antecedente a dieci giorni e non successiva a trenta giorni dalla presentazione della mozione. Qualora il Sindaco non provveda alla convocazione, il Segretario ne avverte il Prefetto e l’organo regionale di controllo.
3. Nel caso che la mozione di sfiducia venga respinta, non può essere presentata una nuova mozione sullo stesso oggetto se non siano trascorsi almeno sei mesi dalla reiezione della precedente, a meno che non sia sottoscritta dalla maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
LA GIUNTA COMUNALE E GLI ASSESSORI
1. La Giunta Comunale collabora con il Sindaco nella definizione dell’iniziativa politico-amministrativa, nell’attuazione degli indirizzi generali enunciati dal Consiglio comunale e nella formulazione di direttive a specificazione degli indirizzi consiliari.
2. La Giunta collabora con il Sindaco nell’iniziativa per le deliberazioni del Consiglio comunale e nella predisposizione della relazione sull’attività svolta da riferire annualmente al Consiglio in occasione del rendiconto di gestione.
3. La Giunta assume, ai sensi di legge, tutti gli atti di amministrazione, non riservati dalla legge o dal presente statuto al Consiglio Comunale o non attribuiti al Sindaco, agli organi di decentramento, al Segretario, ed ai funzionari o ai dirigenti/responsabili dei servizi.
4. Inoltre, ha la competenza a assumere gli atti di resistenza in giudizio.
1. La Giunta Comunale è composta dal Sindaco che la presiede e da un numero minimo di due assessori e fino al massimo consentito dalla legge e discrezione del Sindaco. I nomi dei componenti, con l’indicazione di colui al quale è conferita la carica di Vicesindaco, sono comunicati dal Sindaco al Consiglio Comunale nella prima seduta utile, previo deposito dei decreti di nomina presso la segreteria comunale.
2. Solo uno fra i componenti della Giunta, può essere scelto fra i cittadini non facenti parti del Consiglio: in tal caso deve essere in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere e la scelta deve essere motivata per professionalità, esperienza, competenza.
3. L’Assessore esterno può partecipare alle sedute del Consiglio ed intervenire nelle discussioni, ma non ha diritto di voto. Egli può essere nominato Vice Sindaco, ma non può convocare il Consiglio Comunale; in tal, caso in assenza del Sindaco, il Consiglio è convocato e presieduto dal Consigliere Anziano.
sulla composizione ed organizzazione della Giunta
1. Nel decreto di nomina della Giunta comunale il Sindaco, oltre a indicare il componente cui conferisce la carica di Vicesindaco, gli attribuisce le eventuali deleghe ad emanare provvedimenti di competenza sindacale.
2. Qualora successivamente il Sindaco modifichi il riparto degli ambiti di attività definito nel decreto di nomina, o la preposizione degli assessori ovvero revochi la delega eventualmente conferita all’emanazione di provvedimenti, le modifiche vengono comunicate al Consiglio Comunale nella prima seduta utile.
Principi sul funzionamento della Giunta
1. La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco che stabilisce l’ordine del giorno, tenuto conto degli argomenti proposti anche dai singoli Assessori.
2. Le sedute della Giunta non sono pubbliche e vi deve partecipare, ai fini della loro validità, almeno la maggioranza dei componenti.
3. Al Sindaco ed agli Assessori è vietato dalla legge ricoprire incarichi e assumere consulenze presso Enti, Aziende e Istituzioni o comunque sottoposti al controllo o alla vigilanza del Comune.
4. Tutte le delibere della Giunta sono assunte con votazione palese.
5. I verbali sono firmati dal Sindaco e dal Segretario Comunale.
Ruolo e competenze degli assessori
1. Le attribuzioni agli Assessori di competenze, sono conferite con atto del Sindaco e sono revocabili e modificabili in ogni momento.
2. I conferimenti, nonché le eventuali revoche e modifiche, sono notificati e comunicati dal Sindaco al Consiglio nella prima seduta utile.
Revoca di assessori; dimissioni e altre cause
di cessazione di assessore
2. I singoli Assessori, oltrechè per revoca, cessano dalla carica in caso di morte, dimissioni e decadenza e sono sostituiti con decreto del Sindaco comunicato al Consiglio Comunale nella prima seduta utile. Le dimissioni da Assessore devono essere presentate per iscritto e consegnate al Sindaco che le acquisisce agli atti. Il Sindaco provvede alla sostituzione degli assessori dimissionari entro 15 giorni dalla data di presentazione delle dimissioni, fatta salva la facoltà di cui all’art. 24 c. 1.
Nomina e competenze del Segretario Comunale
1. Il Segretario Comunale svolge compiti di collaborazione e funzioni consultive-referenti e di assistenza giuridico - amministrativa nei confronti del Consiglio, del Sindaco, della Giunta Comunale in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti.
2. Esercita inoltre tutte le altre funzioni attribuitegli dalla legge e dai regolamenti nonché quelle conferitegli dal Sindaco.
3. Il Sindaco, previa delibera di Giunta, può attribuire al Segretario Comunale anche le funzioni di Direttore Generale secondo i criteri le modalità e le competenze disciplinate dal regolamento comunale di organizzazione degli uffici e dei servizi.
* assicura la più ampia informazione circa l’attività comunale;
* attua i principi sul diritto di accesso degli interessati agli atti e ai documenti amministrativi, secondo quanto previsto dal vigente regolamento comunale sul diritto di accesso;
* valorizza il contributo delle associazioni che operano nell’ambito comunale;
* assicura la partecipazione dei cittadini singoli o associati all’azione amministrativa del Comune, anche attraverso istanze, petizioni e proposte;
* favorisce forme di consultazione diretta dei cittadini, nell’ambito del Comune e delle singole frazioni/ località
2. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al Comune. Salvo il caso di manifesta infondatezza del ricorso, il Comune si costituisce in giudizio, aderendo alle azioni e ai ricorsi promossi dall’elettore.
Requisiti delle libere associazioni
Al fine di attuare gli obiettivi richiamati nell’articolo 33, il Comune valorizza le libere associazioni che rispondano ai seguenti requisiti:
- che la forma associativa sia organizzata al suo interno su base democratica,
- che la forma associativa operi attivamente nel territorio comunale;
- che la forma associativa sia costituita in associazione riconosciuta, ovvero sia conforme a quanto previsto dagli articoli 36 e seguenti o 39 e seguenti del codice civile in tema di associazioni non riconosciute o di comitati;
- che la forma associativa abbia tenuto, nel corso del precedente anno solare, almeno un assemblea degli associati residenti nel Comune;
- che lo scopo sociale, risultante dallo statuto o dall’atto costitutivo della forma associativa, risponda a ragioni di tutela e di promozione di interessi generali o comunque di interessi significativi e rilevanti per la comunità locale.
- Approvino annualmente il bilancio (preventivo e consuntivo).
2. Le suddette forme associative sono tenute a depositare in Comune:
a) copia degli atti costitutivi e statutari;
b) indicazione di un recapito;
c) indicazione di un nominativo, di un referente residente nel Comune.
1. Le forme associative come sopra individuate possono, nell’ambito dei rispettivi scopi sociali:
- avanzare istanze, petizioni e proposte al Consiglio, alla Giunta o al Sindaco, per l’adozione di atti o per l’assunzione di iniziative spettanti a tali organi;
- le istanze, petizioni e proposte sono presentate con le modalità di cui ai successivi artt. del Capo V;
2. Le forme associative e quelle equiparate possono chiedere, in relazione alle materie inerenti al proprio scopo sociale, che propri rappresentanti si incontrino con il Sindaco o con la Giunta per esaminare questioni o per manifestare il punto di vista della forma associativa rispetto ad atti o iniziative comunali.
1. Le forme associative, non aventi i requisiti di cui agli articoli precedenti possono rivolgere istanze ai sensi dell’articolo 53;
2. Fermo restando che tale partecipazione non deve comportare spese aggiuntive per il Comune, il Comune attua il principio sancito nel comma 1, consentendo, secondo le modalità disciplinate da apposito regolamento o specifiche convenzioni, l’uso di locali comunali per assemblee e riunioni, per coordinare la loro azione con quella del Comune, la consultazione delle associazioni di volontariato e delle associazioni di utenti quando debbano essere assunte iniziative correlate al settore di loro attività.
LE CONSULTAZIONI DIRETTE DEI CITTADINI
Modalità per la convocazione
2. L’avviso rimane depositato presso la segreteria comunale e affisso all’albo pretorio e in luoghi pubblici nel territorio del Comune almeno dieci giorni prima dell’assemblea.
3. Nei tre giorni precedenti la documentazione relativa agli oggetti da trattare nell’assemblea è messa a disposizione dei cittadini presso la segreteria comunale.
Disciplina dell’assemblea
3. Le persone che non siano nel possesso dei requisiti indicati al comma 1 possono solo assistere all’assemblea, senza prendere la parola e/o senza esprimere voto.
5. Il Sindaco presiede l’assemblea ed esercita i relativi poteri di polizia, anche attraverso il personale di vigilanza municipale.
Determinazioni dell’assemblea
1. Nel corso dell’assemblea possono essere discusse solo proposte e questioni indicate nell’avviso di convocazione di cui all’articolo 39.
Effetti delle decisioni dell’assemblea
1. Le formalità relative alle anzidette consultazioni saranno disciplinate da specifico regolamento.
3. L’esito della consultazione non ha effetti vincolanti nei confronti degli organi del Comune.
2. Il referendum viene indetto, di regola, per consultare, su una questione determinata, gli elettori dell’intero Comune. Nel caso di questioni che riguardino in modo esclusivo una singola frazione, può essere indetto un referendum riservato agli elettori residenti in quella frazione/località.
1. Il referendum riguarda la proposta di adozione di un determinato atto di competenza del Consiglio comunale.
2. Non sono ammessi referendum consultivi su delibere concernenti i bilanci, i tributi locali, l’assunzione di mutui, le questioni in materia statutaria, nonché in materia amministrativa vincolate da leggi statali o regionali.
3. Le consultazioni referendarie non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali. Non possono altresì, essere indetti i referendum su materie già oggetto di consultazioni referendarie nell’ultimo quinquennio.
a) il 35% per cento del corpo elettorale;
2. Il Consiglio comunale fissa nel Regolamento i requisiti di ammissibilità, i tempi, le condizioni di accoglimento e le modalità organizzative della consultazione.
1. La proposta di referendum contiene l’enunciazione del quesito da sottoporre all’elettorato, costituito dagli iscritti nelle liste elettorali del Comune. Il quesito riguarda un singolo oggetto; è formulato in modo univoco e chiaro ed in termini che consentano ai cittadini una risposta esprimibile con “si” o “no”.
1. La proposta di referendum si intende accolta quando essa abbia riportato il voto favorevole della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.
2. I referendum si svolgono in un’unica tornata annuale nel periodo indicato dal regolamento.
1. I cittadini singoli e associati possono avanzare istanze, petizioni e proposte agli organi del Comune, al fine di promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi, con l’osservanza delle seguenti disposizioni:
2. Le istanze, petizioni e proposte sono indirizzate al Sindaco, che ne cura la trasmissione agli organi competenti.
2. Il Sindaco provvede a rispondere entro 30 giorni dal suo ricevimento al protocollo.
1. Le petizioni consistono in richieste scritte, presentate da un numero di elettori del Comune pari ad almeno il 30%, dirette a porre all’attenzione degli organi comunali questioni di interesse generale.
3. Le petizioni sono inoltrate al Sindaco il quale, entro 60 giorni dal loro ricevimento al protocollo, le assegna in esame all’organo competente.
4. Il contenuto della decisione dell’organo competente è comunicato al primo sottoscrittore ed è pubblicizzato con affissione all’Albo Pretorio e in altri spazi pubblici, in modo tale da permetterne la conoscenza a tutti i firmatari che risiedono nel territorio del Comune.
1. Le proposte consistono in richieste scritte, presentate da un numero di cittadini pari ad almeno il 30% degli elettori del Comune per l’adozione da parte del competente organo di un testo di deliberazione, rispondente ad un interesse collettivo. Le proposte di deliberazione devono essere sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell’atto e sul suo contenuto dispositivo;
2. Il Sindaco cura che siano acquisiti sulla proposta i pareri previsti dalla legge 142/90 e pone in discussione la proposta in Consiglio comunale o in Giunta rispettivamente entro 60 e 30 giorni dal suo ricevimento.
3. Le determinazioni relative alle proposte di delibere di cui al presente articolo sono pubblicate all’albo Pretorio ed in altri spazi pubblici e sono comunicate al primo firmatario della proposta.
Diritto generale d’istanza
ORGANIZZAZIONE OGGETTIVA
1. L’organizzazione del Comune è progettata considerando la natura delle funzioni svolte, le caratteristiche dei servizi erogati e degli obiettivi della programmazione pluriennale.
Rapporti tra gli organi di governo
e l’apparato amministrativo
2. In particolare il Consiglio comunale determina gli indirizzi programmatici di ordine generale e i criteri generali di organizzazione; la Giunta definisce gli indirizzi gestionali e le norme regolamentari nelle materie organizzative; il Sindaco sovrintende al buon funzionamento degli uffici, impartisce al segretario comunale e ai responsabili dei servizi le direttive del caso, tenendo conto degli indirizzi consiliari e di giunta, e vigila sulla loro applicazione. Gli indirizzi e le direttive devono co
3. munque rispettare l’autonomia tecnica e la professionalità del personale, il quale, nel caso in cui ritenga illegittime le direttive, ovvero lesive del principio di cui all’articolo 107 T.U. 267/00, può motivatamente richiedere la loro conferma per iscritto.
4. L’attività delle strutture funzionali è sottoposta a forme di vigilanza ed a riscontri di efficienza e di economicità gestionale a cura del Sindaco e, per le rispettive competenze, del segretario e dei responsabili dei servizi, anche ai fini della valutazione del personale e dell’assegnazione di benefici economici di rendimento.
5. Nei limiti nel rispetto dei principi e modalità previste dalla legge è possibile attribuire la responsabilità dei servizi ai singoli componenti dell’esecutivo.
1. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi determina, in conformità alle leggi, al presente statuto, ai criteri generali deliberati dal Consiglio e tenuto conto dei contratti collettivi di lavoro per il comparto, i moduli organizzativi dell’ente, i compiti delle strutture organizzative, i meccanismi del loro funzionamento e correlazione.
2. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, sull’accesso e norme gestione del personale è approvato dalla Giunta.
ORGANIZZAZIONE SOGGETTIVA
1. Nei limiti di legge e con le modalità previste dal regolamento, la copertura di posti di organico di alta specializzazione o di funzionario responsabile del servizio, può avvenire mediante la stipula di contratti a tempo determinato.
2. L’assunzione di personale dirigenziale/responsabile uffici e servizi o di alta specializzazione, nei limiti di legge e con i criteri previsti dal regolamento, può avvenire anche al di fuori della previsione della dotazione organica. I contratti di cui al presente comma non possono avere durata superiore al mandato del Sindaco.
2. Tali contratti devono connettersi allo svolgimento di una specifica ed individuata attività, essere limitati nel tempo.
(Art. 112 - 114 T.U. 267/00)
dei servizi pubblici municipali
1. Il Comune organizza la gestione dei servizi pubblici resi alla collettività secondo il criterio di congruenza tra la natura del servizio e la tipologia delle prestazioni da un lato e la forma organizzatoria dall’altro, e secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità.
2. La gestione dei pubblici servizi locali è informata ai criteri di efficienza nell’organizzazione della produzione delle prestazioni, di efficacia qualitativa e quantitativa della loro erogazione e dell’economicità operativa.
3. I servizi gestiti con diritto di privativa sono stabiliti dalla legge.
2. Per i servizi da gestire in forma imprenditoriale la comparazione deve avvenire tra affidamento in concessione o in appalto, costituzione di Aziende, di Consorzio, di Società per azioni o di Società a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale, costituite o partecipate dall’Ente Locale qualora sia opportuna, in relazione alla natura o all’ambito territoriale del servizio da erogare, la partecipazione di più soggetti pubblici o privati.
3. Per gli altri servizi la comparazione viene effettuata tra la gestione attraverso, la costituzione di Istituzione, l’affidamento in appalto o in concessione, nonché tra la forma singola o quella associata mediante convenzione, unione di Comuni, ovvero Consorzio.
4. Il Comune può partecipare a società di capitali, a prevalente capitale pubblico per la gestione di servizi che la legge non riserva in via esclusiva al Comune. Il Comune può altresì dare impulso a partecipare, anche indirettamente ad attività economiche connesse ai suoi fini istituzionali avvalendosi dei principi e degli strumenti di diritto comune.
5. La gestione in economia è effettuata di norma quando non siano convenientemente utilizzabili altre forme di gestione.
Gestione in economia dei servizi pubblici
1. I servizi che, per loro natura e per la tipologia delle prestazioni, non richiedano in modo periodico l’emanazione di indirizzi e direttive da parte del Comune e che, al contempo, richiedano un’organizzazione aziendale e i moduli dell’azione propri dei soggetti di diritto comune possono essere gestiti mediante concessione a terzi.
2. La scelta del concessionario, salve restando le disposizioni di leggi speciali, è operata preferibilmente previo confronto comparativo tra i più interessati, i quali, all’uopo invitati, presentano (se richiesto) un proprio progetto tecnico e finanziario di gestione del servizio.
3. Ove economie di scala lo rendano opportuno, il Comune può stipulare convenzioni di cui all’articolo 30 del T.U. 267/00 al fine di affidare congiuntamente concessioni di pubblici servizi a terzi.
Aziende speciali. Struttura delle stesse
5. Sono organi delle aziende speciali il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, il Direttore e il Collegio dei Revisione.
6. Il Presidente e gli Amministrazioni delle aziende speciali sono nominati dal Sindaco fra le persone in possesso dei requisiti di eleggibilità a Consigliere comunale dotate di speciale competenza tecnica o amministrativa per studi compiuti, per funzioni esercitate presso aziende pubbliche o private o per uffici ricoperti.
7. Il Direttore è assunto per pubblico concorso, salvo i casi previsti dal T.U. 2578/25 in presenza dei quali si può procedere alla chiamata diretta.
8. Il Consiglio Comunale provvede alla nomina del collegio dei revisori dei conti, conferisce il capitale di dotazione e determina gli indirizzi e le finalità dell’Amministrazione delle aziende, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per le funzioni di beni o servizi.
9. Il Consiglio Comunale approva altresì i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato.
10. Gli amministratori delle aziende speciali possono essere convocati soltanto per gravi violazioni di legge, documentata inefficienza o difformità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell’Amministrazione approvate dal Consiglio Comunale.
Aziende Consortili/Consorzi
Il Comune affida a Consorzi con la Provincia e con altri Comuni la gestione, in forma aziendale, dei servizi pubbliche che richiedano per la natura del servizio e la tipologia delle prestazioni da erogare, un’organizzazione imprenditoriale connessa a significative e permanenti interrelazioni con l’Amministrazione.
Criteri per l’adesione a Consorzi.
Rapporti finanziari con il Consorzio
* lo svolgimento dell’attività consortile si informi ai criteri della corretta gestione aziendale e della efficienza nell’erogazione dei servizi, sia per quanto concerne la gestione complessiva, sia per quanto concerne la gestione di ogni singolo servizio;
* i rapporti finanziari fra il Consorzio e gli enti consorziati siano adeguati ai criteri indicati nell’articolo seguente
* sia assicurato al Comune almeno un livello minimo di servizi, non modificabile senza previa intesa con il Comune stesso.
3. Il Comune, quando aderisce al Consorzio, conferisce la propria quota di fondo di dotazione, determinata conformemente alle previsioni dello statuto consortile e della convenzione.
1. I servizi pubblici aventi le caratteristiche indicate all’articolo 68 (Aziende Consortili), per i cui assetti patrimoniali e gestionali sia proficua la partecipazione anche di privati o comunque utile la forma societaria, sono gestiti mediante Società per azioni o Società a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale.
2. L’azionario pubblico è articolato tra il Comune ed altri enti locali, riuniti per quanto possibile da un patto di sindacato azionario di voto che garantisca il governo dell’indirizzo strategico e gestionale della società.
3. Il Comune può altresì partecipare a società di capitali che non gestiscano pubblici servizi, ma che comunque abbiano come scopo sociale l’esercizio di attività nelle materie d’interesse comunale, senza i vincoli e le limitazioni di cui ai precedenti commi del presente articolo.
1. Le istituzioni sono organismi strumentali del Comune privi di personalità giuridica, ma dotate di autonomia gestionale.
4. Il Consiglio Comunale determina gli indirizzi e le finalità dell’Amministrazione delle istituzioni, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi, approva i bilanci annuali e pluriennali, i programmai e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato.
5. Il Consiglio di Amministrazione provvede alla gestione dell’istituzione deliberando nell’ambito delle finalità e degli indirizzi approvati dal Consiglio Comunale secondo le modalità organizzative e funzionali previste nel regolamento.
Istituzioni Consortili: disciplina
1. Il Comune, al fine di garantire l’uniformità di erogazione e la realizzazione di opportune economie di scala, può provvedere alla gestione dei servizi sociali rivolti alla persona, senza rilevanza imprenditoriale, partecipando a Consorzi tra enti locali per la loro gestione attraverso istituzione consortile.
2. Ai fini dell’adesione a Consorzi per la gestione di servizi in forma di istituzione consortile si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli precedenti relativi ai Consorzi. (Art. 69 e seguenti dello Statuto).
Art. 73- Criteri generali
1. Il Comune ricorre alla gestione associata di funzioni o di servizi di competenza comunale mediante la stipula di convenzioni, ai sensi dell’articolo 30 del T.U. 267/00, ovvero mediante Consorzi, ai sensi dell’articolo 31 della medesima legge.
Convenzioni per la gestione dei servizi
2. Il Consiglio comunale può deliberare la stipulazione di convenzioni con altri Comuni o con la Provincia per la gestione di servizi in forma associata: Le convenzioni possono riguardare la gestione di servizi nell’intero territorio del Comune, ovvero in alcune parti soltanto di esso.
Convenzioni per l’utilizzazione di uffici comuni.
CONVENZIONI PER L’UTILIZZAZIONE DI UFFICI DELLA PROVINCIA O DI ALTRI COMUNI
1. Il Comune può deliberare la stipulazione di apposite convenzioni per l’utilizzazione di uffici della Provincia o di altri Comuni, specie quando vi sia necessità di ricorrere a strutture tecniche particolarmente qualificate o che il Comune non abbia convenienza o possibilità di istituire.
a) la durata del rapporto
c) l’eventuale disponibilità minima che dovrà essere garantita al Comune
CONVENZIONI PER UTILIZZO UFFICI COMUNALI DA PARTE DELLA PROVINCIA O DI ALTRI COMUNI
1. Il Comune può consentire, l’utilizzazione dei suoi uffici da parte della Provincia o di altri Comuni, sulla base di una apposita convenzione, previa verifica della compatibilità di tale utilizzo con le esigenze proprie del Comune.
1. Per quanto concerne la costituzione di Consorzi per aziende o istituzioni si applica l’articolo 68 e 69..
Art. 77- Accordi di programma
Art. 79- Salvezza di discipline speciali
1. La disciplina prevista negli articoli 74, 75, 76, 77 e 78 è formulata con piena salvezza delle leggi statali o regionali che prevedano forme particolari di convenzioni, di Consorzi, di accordi di programma o di conferenze di servizi.
1. Nel rispetto della legge e del presente Statuto, vengono emanati regolamenti per l’organizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l’esercizio delle funzioni.
a) non possono contenere disposizioni in contrasto con le norme ed i principi costituzionali, con le leggi e regolamenti comunitari, statali e regionali e con il presente Statuto;
b) la loro efficacia è limitata nell’ambito comunale;
d) non possono avere efficacia retroattiva, salvo i casi di deroga espressa dal Consiglio Comunale, motivata da esigenze di pubblico interesse o da previsione normativa.
3. Il Regolamento del Consiglio è approvato entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente Statuto; fino all’entrata in vigore del nuovo Regolamento del Consiglio, continuano ad applicarsi le norme del regolamento vigente in quanto compatibili con il T.U. 267/00 e con lo statuto.
Formazione e pubblicazione dei regolamenti comunali
1. I Regolamenti sono adottati dal Consiglio, salvo i casi, in cui la competenza è attribuita direttamente alla Giunta della Legge o dal presente Statuto.
2. I regolamenti comunali sono pubblicati e resi pubblici mediante affissione all’albo pretorio per 15 giorni consecutivi unitamente alla deliberazione di approvazione (art. 124 T.U.)
3. Resta ferma ogni altra forma di pubblicazione prevista da leggi specifiche.
4. La raccolta dei regolamenti del Comune, è liberamente consultabile, senza alcuna formalità, da chiunque ne faccia richiesta anche solo verbale.
1. La Giunta ed il Consiglio assumono le deliberazioni di loro competenza sulla base di proposte corredate, dei pareri prescritti dalla Legge.
2. La Giunta ed il Consiglio, ove intendano discostarsi dalla proposta adottano una nuova proposta sulla quale deliberano dopo aver rinnovato, entro i termini previsti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, l’acquisizione dei pareri prescritti. Si prescinde da tale rinnovazione per le modificazioni tendenti ad adeguare la deliberazione al contenuto dei pareri resi sulla relativa proposta.
3. Restano fermi gli altri pareri obbligatori per legge.
4. Il Sindaco può sempre richiedere i pareri di cui al comma 1 sugli atti di sua competenza.
5. I pareri facoltativi sono richiesti quando sussistano specifiche ragioni che ne rendano opportuna l’assunzione.
Concessione di ausili finanziari
1. Il Comune può erogare alle associazioni ed enti, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo svolgimento dell’attività associativa.
2. Il Comune, può altresì, mettere a disposizione delle associazioni, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o servizi in modo gratuito.
ACCESSO AGLI ATTI E DIRITTO
2. Ai soggetti che ne abbiano interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti è inoltre assicurato il diritto di accesso ai documenti amministrativi relativi agli atti emanati dal Comune. Il medesimo diritto è assicurato anche alle libere forme associative previste dall’art. 34 dello statuto, in relazione al loro scopo sociale, ed a quelle ad esse equiparate.
3. Il diritto si esercita mediante visione degli atti e dei documenti ed estrazione di loro copia. La richiesta di visione e copia è soddisfatta dal Comune contemperando gli interessi giuridicamente rilevanti del richiedente con le esigenze di funzionalità e buon andamento dell’amministrazione.
4. Il Regolamento comunale per l’accesso disciplina le modalità per l’esercizio del diritto.
2. Il diritto della riservatezza delle persone è tutelato dal regolamento con particolare riguardo agli atti e ai documenti concernenti le condizioni di salute, quelle personali e familiari e quelle economiche.
1. Ai sensi dell’art. 10 comma 1 T.U. 267/00 tutti gli atti dell’amministrazione comunale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
2. Gli atti dell’amministrazione per i quali la legge prevede la pubblicazione sono pubblicati all’Albo Pretorio e, quando occorre garantirne la massima diffusione, negli appositi spazi pubblici.
1. Ferme restando le disposizioni di legge relative agli ordinamenti contabili degli enti locali, la disciplina del bilancio pluriennale di previsione, di quello annuale di previsione, del rendiconto, delle entrate e delle uscite, della gestione delle risorse e degli impieghi, dei controlli di gestione tanto finanziari che economici, dei contratti, dell’amministrazione del patrimonio e della responsabilità per danni derivanti all’amministrazione è disposta mediante il regolamento di contabilità del Comune.
2. Il regolamento di contabilità si ispira comunque ai principi di chiarezza contabile, di possibilità permanente di riscontri, di tempestività delle operazioni e di trasparenza ed economicità..
LA GESTIONE CONTABILE E PATRIMONIALE
1. I beni del Comune sono costituiti dal demanio e dal patrimonio.
2. Il demanio e il patrimonio del Comune è costituito dai beni immobili e mobili appartenenti allo stesso ed è disciplinato dalle disposizioni legislative che concernono tali beni.
3. Il Comune provvede alla gestione del proprio demanio e patrimonio, avendo cura di mantenere la miglior conservazione possibile e di utilizzare i beni destinati a funzioni pubbliche nel modo più coerente con le stesse.
4. i beni del Comune sono iscritti quanto alla consistenza ed al valore negli inventari di cui al regolamento di contabilità, che sono periodicamente aggiornati sulla base delle vigenti norme di contabilità pubblica per gli EE.LL.
Entrate ed uscite del Comune
1. Le risorse del Comune sono costituite dalle entrate previste dall’articolo 165, comma 3, del T.U. 267/00 e dalle sue eventuali modificazioni ed integrazioni.
3. Il Comune osserva, per la gestione dell’entrata e della uscita, le disposizioni legislative e regolamentari in materia ed i principi di efficienza dell’azione contabile, della coerenza economica e finanziaria e della riscontrabilità dell’efficacia della spesa.
Bilancio pluriennale e coordinamento
con la programmazione
1. Il Comune adotta, in coerenza temporale con il bilancio pluriennale della Regione Piemonte, un bilancio pluriennale.
4. Il bilancio pluriennale, aggiornato annualmente in occasione dell’approvazione del bilancio annuale, è elaborato in termini di competenza; il bilancio pluriennale deve chiudere in pareggio.
5. Il bilancio pluriennale, è approvato dal Consiglio Comunale, nei modi e con le forme di legge e di statuto, su proposta della Giunta Comunale.
2. Il bilancio di previsione è formato secondo i principi dell’unità, annualità, universalità e integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità.
3. Il bilancio annuale di previsione, accompagnato da una relazione revisionale e programmatica, dalla relazione del revisore dei conti ed altri allegati di legge, è approvato dal consiglio comunale, nei modi e con le forme di legge e di statuto, su proposta della Giunta Comunale.
4. Il bilancio è redatto in modo da consentire la lettura per programmi, servizi e interventi. Allo stesso sono allegati eventuali documenti specifici previsti dal regolamento di contabilità.
Rendiconto consuntivo annuale e riscontri
1. I risultati della gestione del bilancio annuale di previsione sono riassunti e dimostrati annualmente nel rendiconto, che si compone del conto di bilancio, del conto economico e del conto patrimoniale e del prospetto dimostrativo dei risultati di gestione.
2. Al rendiconto sono allegati i dati e i documenti previsti dall’ordinamento contabile, nonchè gli altri documenti previsti dal regolamento di contabilità.
3. Il rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa della Giunta che esprime le valutazioni dell’azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenute e dalla relazione del Revisore dei conti, è approvato dal Consiglio comunale, nei modi e con le forme di legge e di regolamento, su proposta della Giunta comunale.
1. Nell’ambito della facoltà concesse dalla legge il Comune istituisce, sopprime e regolamenta imposte, tasse e tariffe.
2. La potestà impositiva in materia tributaria viene svolta dal Comune nel rispetto dei principi dettati dalla L. 212/27.7.00 e s.m. e i., mediante adeguamento dei relativi regolamenti e atti amministrativi.
l. Il Consiglio Comunale elegge, il revisore dei conti, secondo i criteri stabiliti dalla legge.
3. Il revisore collabora con il Consiglio Comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell’ente e attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze di gestione, redigendo apposita relazione, che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del bilancio.
5. Il revisore ove riscontri gravi irregolarità nella gestione dell’ente, ne riferisce immediatamente al Consiglio.
7. Al revisore dei conti possono essere affidate le ulteriori funzioni relative al controllo di gestione purchè le stesse non siano incompatibili con le funzioni di controllo e di indirizzo.
1. I Responsabili degli uffici e dei servizi possono essere chiamati a eseguire operazioni di controllo economico-finanziario per verificare la rispondenza della gestione dei fondi loro assegnati dal bilancio agli obiettivi fissati dalla Giunta ed agli indirizzi degli organi politici.
2. Le operazioni eseguite e le loro risultanze sono descritte in un verbale che, insieme con le proprie osservazioni e rilievi, viene rimesso al Sindaco che ne riferisce agli organi di competenza per eventuali provvedimenti di competenza.
principi in materia di contratti
2. Nel rispetto di quanto disposto dalla legge, le norme relative ai procedimenti negoziali sono stabilite anche nei Regolamenti comunali specifici.
b) la riscossione di qualsiasi altra somma spettante di cui il tesoriere è tenuto a dare comunicazione all’ente settimanalmente;
c) il pagamento delle spese ordinate mediante mandati di pagamento nei limiti degli stanziamenti di bilanci e dei fondi di cassa disponibili;
3. I rapporti del Comune con il Tesoriere sono regolati dalla legge, dal regolamento di contabilità nonché da apposita convenzione.