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Timestamp: 2018-03-19 20:28:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 700', 'sentenza ', 'art. 38']

Friday, 15 July 2016 07:30
Giustizia amministrativa – Efficacia delle sentenze della Corte di Giustizia, possibilità di ricorrere in Cassazione avverso sentenze del Consiglio di Stato
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 11 del 9 giugno, prendendo le mosse dal principio secondo cui l’esecuzione del giudicato può trovare limiti nelle sopravvenienze normative antecedenti alla notificazione della sentenza divenuta irrevocabile, si è soffermata sull’efficacia delle sentenze interpretative della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. In particolare, ad avviso dell’Adunanza Plenaria, tali sentenze hanno la stessa efficacia vincolante delle disposizioni interpretate e sono perciò equiparabili ad una sopravvenienza normativa, determinando una successione cronologica di regole che disciplinano una medesima situazione giuridica. Pertanto, l’interpretazione del giudice amministrativo che dovesse contrastare con il diritto dell’Unione Europea, secondo quanto risultante da una pronuncia della Corte di Giustizia successivamente intervenuta, dà luogo alla violazione di un “limite esterno” della giurisdizione: sarà quindi possibile ricorrere per Cassazione, ex art. 111, comma 8, Cost., avverso quelle sentenze del Consiglio di Stato che si pongano in violazione del diritto europeo così come interpretato dalla Corte del Lussemburgo. Ciò al fine di impedire che il provvedimento giudiziario, una volta divenuto definitivo, esplichi i suoi effetti in contrasto con il diritto comunitario.
Avvalimento – Ammissibilità dell’avvalimento “frazionato”, requisito del fatturato specifico
La VI Sezione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza C 27/15 del 2 giugno, ha ritenuto compatibile con il diritto europeo il cd. avvalimento “frazionato”: di regola è consentito, quindi, il cumulo delle capacità di più operatori economici per soddisfare i requisiti minimi di capacità imposti dall’amministrazione, purché si dimostri che l’offerente che si avvale delle capacità di uno o più soggetti disporrà effettivamente dei mezzi di questi ultimi necessari all’esecuzione dell’appalto. Soltanto in ipotesi eccezionali, invece, è possibile esigere che il livello minimo di capacità richiesto dall’amministrazione sia raggiunto da un operatore economico unico o da un numero limitato di operatori, laddove tale esigenza sia connessa e proporzionata all’oggetto dell’appalto e alle sue peculiarità.
La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 2952 del 30 giugno, ha ritenuto sufficientemente completo, concreto, serio e determinato l’impegno contenuto in un contratto di avvalimento relativamente al prestito del requisito del proprio fatturato globale e specifico, non reputando necessari la quantificazione ed il concreto trasferimento delle risorse finanziarie oggetto di tale impegno.
La III Sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n. 2326 del 23 giugno, ha ribadito che l’art. 37, d.lgs. n. 163/2006, che consente la sostituzione della mandante in corso di gara, deve ritenersi applicabile anche all’avvalimento per la sostituzione dell’impresa ausiliaria.
ANAC – Relazione al Parlamento
L’ANAC, nella Relazione al Parlamento del 14 luglio, ha chiarito il contesto normativo e di riferimento in cui opera, alla luce dei nuovi poteri ad essa conferiti dal d.lgs. n. 50/2016, dal d.lgs. n. 97/2016 e dalla l. n. 69/2015, con particolare riguardo all’attività in senso lato normativa (in vista dell’approvazione delle linee guida al Codice degli Appalti) e sanzionatoria. Ha, inoltre, affrontato le principali anomalie e criticità nell’esecuzione di grandi opere, prestando particolare attenzione alle varianti in corso d’opera, e nei settori energia e rifiuti. Ha, infine, trattato dell’attività di vigilanza svolta sulle SOA e sulle attestazioni rilasciate.
Soccorso istruttorio – Casi di omessa produzione di un documento prescritto a pena di esclusione, gare svolte mediante piattaforme informatiche
La II Sezione del T.A.R. Lazio, Roma, con sentenza n. 7586 del 1 luglio, ha superato la precedente concezione che escludeva la possibilità di ricorrere al soccorso istruttorio nei casi di omessa produzione di un documento prescritto a pena di esclusione e che limitava la possibilità di utilizzo dell’istituto ai soli casi di avvenuta produzione di documenti contenenti errori, lacune o ambiguità. Resta, tuttavia, il limite per cui non può essere sanata con soccorso istruttorio la dichiarazione mendace.
La IV Sezione del T.A.R. Lombardia, Milano, con sentenza n. 1383 dell’8 luglio, ha ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale è stata disposta l’esclusione da una gara svoltasi con modalità telematiche per la circostanza che, nel corso della seduta pubblica di apertura delle offerte elettroniche, la stazione appaltante non è riuscita ad aprire i documenti di una concorrente. In tal caso, infatti, ricorrono i presupposti per l’applicazione del soccorso istruttorio, essendo indubbio che i documenti dei quali la stazione appaltante lamenta la mancanza sono in realtà stati inviati tempestivamente attraverso la piattaforma informatica: la mera impossibilità tecnica della loro lettura non può, quindi, giustificare l’esclusione della ditta partecipante.
Informativa interdittiva antimafia – Legittimità delle interdittive “a cascata”
La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 2774 del 22 giugno, ha ritenuto legittime le informative interdittive antimafia esclusivamente fondate sul rilievo della sussistenza di legami associativi stabili con una società precedentemente interdetta: a tal fine è necessario verificare in concreto la stabilità, la persistenza e l’intensità dei vincoli associativi e delle relazioni commerciali. Viceversa, nel caso in cui da tale verifica emerga il carattere episodico, inconsistente o remoto delle relazioni d’impresa, deve escludersi l’automatico trasferimento delle controindicazioni antimafia dalla prima alla seconda società.
Regolarità contributiva – Violazioni commesse da società facenti parte di un Consorzio
La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 2937 del 30 giugno, ha ritenuto legittima l’esclusione di un Consorzio da una gara di appalto, motivata con riferimento alla sussistenza di violazioni gravi e definitivamente accertate rispetto agli obblighi fiscali, a nulla rilevando che tali irregolarità si riferissero non al Consorzio in quanto tale ma a società incorporate dal Consorzio stesso.
La I Sezione del T.A.R. Campania, Salerno, con sentenza n. 1552 del 22 giugno, ha giudicato illegittima l’esclusione di una ditta da una gara di appalto, motivata con riferimento all’insussistenza del requisito della regolarità fiscale, qualora la ditta stessa abbia dimostrato che, al momento della presentazione della domanda di partecipazione alla gara, era pendente il ricorso ex art. 700 c.p.c. avverso il diniego di ammissione alla rateizzazione del debito tributario. In tal caso, infatti, l’irregolarità fiscale non può ritenersi definitivamente accertata.
La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 2450 dell’8 giugno, intervenendo sull’ipotesi di esclusione per grave negligenza e malafede, di cui all’art. 38, lett. f), ha ritenuto legittimo il provvedimento di esclusione, adottato in relazione alla circostanza che era stata disposta la risoluzione di un contratto di appalto per violazione del divieto di subappalto nell’ambito di un precedente rapporto contrattuale: si tratta, infatti, di una violazione idonea a spezzare il vincolo di fiducia tra l’amministrazione e l’impresa.
Last Updated ( Tuesday, 14 February 2017 18:05 )