Source: https://www.diritto.it/legittimo-escludere-l-impresa-che-non-ha-allegato-alla-garanzia-fideiussoria-una-dichiarazione-sostitutiva-di-certificazione-che-attesti-la-legittimazione-del-soggetto-persona-fisica-il-quale-sottosc/
Timestamp: 2018-04-19 19:20:42+00:00
Document Index: 63203851

Matched Legal Cases: ['art. 75', '§ 29', 'art. 75', 'art. 23', '§ 32', 'art. 23', '§ 33', 'art. 113', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 75']

Legittimo escludere l’impresa che non ha allegato alla garanzia fideiussoria una dichiarazione sostitutiva di certificazione, che attesti la legittimazione del soggetto persona fisica il quale sottoscrive la fideiussione in nome e per conto dell’impresa b
N. 04555/2010 REG.SEN.
N. 00512/2010 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 512 del 2010, proposto da:
Ricorrente Gestioni Srl, rappresentata e difesa dall’avv. Donatella Cerqueni, con domicilio eletto presso Anita Bettoni in Brescia, via XX Settembre, 8 (Fax=030/43582);
Comune di Pisogne, rappresentata e difesa dall’avv. Domenico Bezzi, con domicilio eletto presso Domenico Bezzi in Brescia, via Cadorna, 7;
Controiinteressata Spa – Gruppo Controiinteressata due, +++++++, rappresentate e difese dall’avv. Maurizio Boifava, con domicilio eletto presso T.A.R. Segreteria in Brescia, via Carlo Zima, 3;
dei verbali 9 marzo 2010 n°1 e 17 marzo 2010 n°2, con i quali la Commissione aggiudicatrice della gara indetta dal Comune di Pisogne come da bando 26 dicembre 2009 per affidare l’appalto del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale per il periodo dal 1 luglio 2010 al 31 dicembre 2015 ha dapprima ammesso con riserva e poi escluso la ricorrente dalla procedura;
del disciplinare della gara medesima, nella parte in cui prevede che le fideiussioni e le polizze relative al deposito cauzionale da presentare per partecipare alla gara predetta debbano a pena di esclusione essere accompagnate da una dichiarazione sostitutiva rilasciata dai soggetti firmatari del titolo di garanzia attestante l’identità, la qualifica e i poteri degli stessi, nonché da una fotocopia del rispettivo documento di identità;
del bando della gara suddetta, nella parte in cui richiede ai concorrenti una cauzione provvisoria da prestare secondo i termini e le modalità di cui al disciplinare di gara e al capitolato di oneri;
dei verbali di gara successivi all’esclusione della ricorrente, e in ispecie del verbale 31 marzo 2010 n°3 e dei provvedimenti di aggiudicazione provvisoria e definitiva;
della deliberazione 23 dicembre 2009 n°175, con la quale la Giunta comunale di Pisogne ha approvato il capitolato speciale della gara suddetta;
della determinazione 23 dicembre 2009 n°229, con la quale il Responsabile di servizio ha indetto la procedura di gara;
di ogni atto antecedente, conseguente e comunque connesso;
dell’amministrazione intimata al risarcimento del danno in forma specifica, ovvero per equivalente;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Pisogne e di La Controiinteressata tre Due Srl;
Visto l’atto di costituzione in giudizio ed il ricorso incidentale proposto dal ricorrente incidentale La Controiinteressata tre. Due Srl Anche Per Raggruppamento Temporaneo di Imprese con Controiinteressata tre Sas, rappresentato e difeso dall’avv. Maurizio Boifava, con domicilio eletto presso T.A.R. Segreteria in Brescia, via Carlo Zima, 3;
Indetta gara -con bando 26 dicembre 2009- dal Comune di Pisogne, per affidare mediante procedura aperta, con il criterio del massimo ribasso, il servizio di gestione integrata dei rifiuti prodotti sul territorio comunale per il periodo dal 1 luglio 2010 al 31 dicembre 2015 con possibilità di proroga triennale, vi partecipavano fra gli altri l’odierna ricorrente Ricorrente Gestioni S.r.l. e l’ATI costituenda fra le odierne controinteressate La Controiinteressata tre. Due S.r.l. e Controiinteressata tre. di P. Luca e C° S.a.s. , la quale presentava la migliore offerta, a un prezzo inferiore rispetto all’unica altra concorrente rimasta in gara, la Controiinteressata S.p.A., come da verbale 31 marzo 2010 n°3 della Commissione (doc. 4 ricorrente, copia bando; doc. 5 ricorrente, copia verbale citato).
L’ATI costituenda veniva quindi dichiarata aggiudicataria del servizio con determinazione 31 marzo 2010 n°61 del Responsabile (doc. 6 controinteressate, copia comunicazione in merito), si costituiva effettivamente con atto 27 aprile 2010 rep. n°51862 racc. n°16712 Notaro Defendi di Brescia (doc. 8 controinteressate, copia di esso), e sottoscriveva il relativo contratto, con atto 25 maggio 2010 rep. n°508 del Segretario comunale (doc. 7 controinteressate, copia di esso; tale esemplare non reca la data e il numero di repertorio, che però sono stati comunicati successivamente dal Comune e comunque sono non controversi in causa).
L’odierna ricorrente, assieme ad altra partecipante estranea al presente ricorso, veniva invece dapprima ammessa con riserva alla procedura, come da verbale della Commissione 9 marzo 2010 n°1 (doc. 1 ricorrente, copia di esso), e poi esclusa, come da verbale della stessa Commissione 17 marzo 2010 n°2, per non aver presentato a corredo della fideiussione costituente la cauzione provvisoria la dichiarazione sostitutiva prevista dal bando e dal disciplinare, di cui subito si dirà.
Avverso tale esito, propone ora impugnazione la Ricorrente, con ricorso principale notificato il 15 maggio 2010, ricevuto il 17 maggio successivo dal Comune e dalle controinteressate e articolato in un’unica complessa doglianza di violazione dell’art. 75 del d. lgs. 12 aprile 2006 n°163, nei termini di cui appresso.
Premette in fatto la ricorrente che il bando di gara, al punto 1.1. della sezione III, richiedeva ai concorrenti una cauzione provvisoria di importo ivi indicato, pari al 2% del valore stimato totale del contratto, da prestare “secondo i termini e le modalità [del] disciplinare di gara e [del] capitolato d’appalto” (doc. 4 ricorrente, cit., p. 2); in attuazione di tale disposto, il disciplinare, alla p. 6 § 29, prevedeva che ove il deposito cauzionale fosse costituito mediante fideiussione bancaria o polizza fideiussoria la fideiussione si dovesse allegare a pena di esclusione; prevedeva poi, alla p. 9 dal terzultimo paragrafo, che “Salvo diversa indicazione contenuta nel bando di gara, le fideiussioni e le polizze relative al deposito cauzionale provvisorio dovranno essere, A PENA DI ESCLUSIONE, corredate di idonea dichiarazione sostitutiva rilasciata dai soggetti firmatari il titolo di garanzia ai sensi del d.p.r. 445/2000, circa l’identità, la qualifica e i poteri degli stessi. Si intendono per soggetti firmatari gli agenti, broker, funzionari e comunque i soggetti muniti di poteri di rappresentanza dell’istituto di credito o compagnia assicurativa che emette il titolo di garanzia. Tale dichiarazione dovrà essere accompagnata, A PENA DI ESCLUSIONE, dal documento di identità dei suddetti soggetti. In alternativa, il deposito dovrà essere corredato di autentica notarile circa la qualifica, i poteri e l’identità dei soggetti firmatari il titolo di garanzia, con assolvimento dell’imposta di bollo” (doc. 2 ricorrente, copia disciplinare; maiuscole nel testo). Ciò posto, la ricorrente, esclusa per non aver allegato a corredo della fideiussione bancaria da lei presentata la dichiarazione sostitutiva descritta, censura la relativa previsione del bando e del disciplinare in quanto non consentita dall’art. 75 citato, e comunque illogica e impositiva di un onere sproporzionato e non giustificato; a suo dire, pertanto, la Commissione avrebbe dovuto invece invitarla ad una regolarizzazione successiva.
Resistono le controinteressate, con ricorso incidentale notificato il 16 maggio 2010, con il quale chiedono la reiezione del ricorso principale, in quanto la ricorrente si sarebbe dovuta escludere dalla procedura, e in via subordinata, per il caso di accoglimento del ricorso principale stesso, la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni loro arrecati per avere in buona fede confidato nella validità del contratto sottoscritto.
A sostegno, deducono due motivi:
– con il primo di essi, deducono violazione dell’art. 23 bis comma 9 del d.l. 25 giugno 2008 n°112 convertito nella l. 6 agosto 2008 n°133 e successivamente modificato dal d.l. 25 novembre 2009 n°135 convertito a sua volta dalla l. 20 novembre 2009 n°166, pubblicata sulla G.U. del 24 novembre 2009. In proposito, premettono in fatto che il disciplinare di gara, per inciso posteriore alla modifica legislativa di cui sopra, prevedeva a p. 6 § 32 che ogni società partecipante dovesse dichiarare “che.. può acquisire la gestione dei servizi oggetto della presente gara in quanto non si trova in alcuna delle condizioni previste dal comma 9 dell’art. 23 bis” citato, e al successivo § 33, che può acquisire la medesima gestione “in quanto non si trova in una delle condizioni previste dal comma 6 dell’art. 113 del d. lgs. 18 agosto 2000 n°267” (doc. 2 ricorrente, cit.). Premettono ancora che in proposito la Ricorrente aveva dichiarato di ritenere non necessarie e superate le dichiarazioni suddette, in considerazione proprio delle modifiche operate all’art. 23 bis dal citato d.l. 135/2009 (doc. 3 bis controinteressate, copia dichiarazione in merito). Premettono infine che la Commissione di gara, avendo escluso la Ricorrente per la ragione di cui si è detto, deve ritenersi averla ritenuta per implicito legittimata a partecipare ai sensi dei descritti punti 32 e 33 del disciplinare. Tutto ciò premesso, censurano tale decisione, affermando che la Ricorrente, in quanto beneficiaria di affidamenti diretti della gestione di servizi pubblici da parte di altri Comuni (doc. ti controinteressate da 10 a 12, copie delibere relative), non avrebbe invece potuto partecipare alla gara;
– con il secondo motivo, deducono infine violazione del punto 8 a p. 8 del disciplinare di gara. Premettono in proposito che il punto citato richiedeva di presentare “per il conferimento finale dei rifiuti, fatti salvi gli obblighi previsti dalla normativa vigente: dichiarazione da cui risulti la titolarità di impianti in possesso di autorizzazione all’esercizio rilasciata ai sensi della normativa vigente, idonei allo smaltimento finale, stoccaggio, trattamento, recupero; dichiarazione da cui risulti di essere in possesso di lettera di impegno originale, rilasciata dal soggetto gestore di impianti muniti di autorizzazione all’esercizio rilasciata ai sensi della normativa vigente, idonei allo smaltimento finale, stoccaggio, trattamento, recupero, attestante la disponibilità ad accettare i rifiuti prodotti sul territorio del Comune di Pisogne”. (doc. 2 ricorrente, cit.). Premettono ancora che, in sede di chiarimenti, l’amministrazione, con propria nota riprodotta a verbale 9 marzo 2010, aveva prescritto che le lettere di impegno suddette si sarebbero dovute presentare in allegato all’offerta (doc. 1 ricorrente,cit., p. 4 del verbale citato). Tutto ciò premesso, affermano che la Ricorrente, non avendo allegato le lettere in questione, si sarebbe dovuta escludere, e non, come fatto dalla Commissione, ammettere alla regolarizzazione successiva.
Resiste parimenti al ricorso principale il Comune di Pisogne, con atto 1 ottobre e memoria 4 ottobre 2010, nei quali chiede che lo stesso sia respinto, sostenendo la legittimità della clausola di bando di cui si è detto e sottolineando che la stessa, in quanto assistita da una espressa sanzione di esclusione per il caso di mancato rispetto, non lascia discrezionalità alcuna in proposito.
Con memoria 6 ottobre 2010, la ricorrente principale ha ribadito le proprie ragioni, ed ha in particolare sostenuto l’infondatezza del ricorso incidentale, in quanto, dopo le modifiche apportate all’art. 23 bis della l. 133/2008 dal citato dal d.l. 135/ 2009 il concetto di “prima gara” aperta alla partecipazione degli affidatari diretti dovrebbe ritenersi ampliato a tutte le gare indette per la prima volta dopo l’entrata in vigore della modifica.
All’udienza del giorno 14 ottobre 2010, la Sezione tratteneva il ricorso in decisione.
1. Secondo l’insegnamento della nota C.d.S. a.p. 10 novembre 2008 n°11, nel determinare l’ordine di trattazione fra il ricorso principale e il ricorso incidentale si deve applicare il principio di economia processuale, e pertanto si può, a scelta, esaminare in via prioritaria uno dei due ricorsi per determinare una soccombenza che si produrrebbe comunque, se pure in base ad una ratio decidendi in parte diversa. In concreto, quindi, è possibile esaminare per primo il ricorso principale, laddove, come nel caso di specie, il Collegio ritenga infondato quest’ultimo, sì da determinare la improcedibilità per carenza di interesse del gravame incidentale.
2. Come detto in narrativa, l’unico motivo del ricorso principale si fonda sull’asserita violazione delle norme in tema di garanzia previste dall’art. 75 del d. lgs. 163/2006, che com’è noto al primo comma consente di prestare la garanzia richiesta ai partecipanti alle pubbliche gare a loro scelta in forma di cauzione ovvero di fideiussione; aggiunge poi per quanto interessa al comma terzo che la fideiussione, sempre a scelta dei concorrenti, possa essere “bancaria o assicurativa o rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie, a ciò autorizzati dal Ministero dell’economia e delle finanze, senza altro aggiungere sulle modalità con le quali la cauzione stessa debba essere prestata.
5. Il Collegio è di diverso avviso, e condivide invece le argomentazioni esposte in C.d.S. sez. V 30 agosto 2005 n°4421, che ha riformato in sede di appello la citata TAR Lombardia Milano sez. III 17 luglio 2003 n°3588 (sempre per inciso, le altre due conformi decisioni di primo grado citate dalla ricorrente principale non risultano gravate).
13. La particolarità del caso deciso, sul quale come si è visto esiste giurisprudenza contrastante, è giusto motivo per compensare le spese di lite. Comportando peraltro la presente pronuncia la reiezione delle domande della ricorrente principale e il non accoglimento del ricorso incidentale, il contributo unificato va posto a definitivo carico delle rispettive parti che lo hanno anticipato.
compensa per intero le spese di lite fra le parti, dando atto che il contributo unificato rimane a carico di quanti lo hanno anticipato.