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Timestamp: 2017-04-26 19:27:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'art 3', 'art. 10', 'art. 9', 'sentenza ']

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Home Sentenze TAR Campania Autorizzazione e concessione - aut. paesaggistica Piscina - annullamento autorizzazione paesaggistica - illegittimit� - non � detrattore ambientale Piscina - annullamento autorizzazione paesaggistica - illegittimit� - non � detrattore ambientale	Scritto da La redazione iusna.net	TAR Napoli, Sez. VI, 12 settembre 2007 / 18 ottobre 2007, n. 9685 (Pres. Pagano, est. Abbruzzese) In assenza di elementi ostativi (non ravvisabili, per quanto sopra detto, nella specie), l’introduzione dell’elemento piscina non comporta l’eliminazione di essenze arboree e migliora significativamente l’impatto ambientale (fortemente degradato per quanto sostenuto dalla ricorrente), come peraltro già ritenuto da quella Sezione che ha opportunamente evidenziato che detti interventi, “oltre ad essere insuscettibili di verticalizzarsi con occlusione ed offesa di visioni prospettiche d’insieme, realizzano proprio quel recupero ambientale… legittimo in quel contesto di tutela” (cfr. TAR Campania, sez.VI, n.8487/2005, ex pluris). REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania - Sezione Sesta ha pronunciato la seguente SENTENZA in forma semplificata sul ricorso n.6847 del 2006 proposto da DI TRAPANI ANNA, rappresentata e difesa dagli avv.ti Lucio de Luca di Melpignano e Salvatore Loretta, elettivamente domiciliati presso lo studio del primo in Napoli alla via C.Console n.3, CONTRO MINISTERO per i BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, presso i cui Uffici legalmente domicilia in Napoli alla via A. Diaz n.11, SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI ED IL PAESAGGIO E PER IL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO ED ETNOANTROPOLOGICO DI NAPOLI E PROVINCIA, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, presso i cui Uffici legalmente domicilia in Napoli alla via A. Diaz n.11, COMUNE DI CAPRI, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio, per l’annullamento, previa sospensiva, a) del decreto Soprintendentizio in data 29 giugno 2006 con il quale è stato annullato il provvedimento del Dirigente del Settore VI Urbanistica Edilizia Privata del Comune di Capri n.49 del 2 maggio 2006; b) del decreto Soprintendentizio in data 5 giugno 2007 con il quale è stato annullato il provvedimento del Dirigente del Settore VI Urbanistica Edilizia Privata del Comune di Capri n.32 del 4 aprile 2007; c) di ogni altro atto anteriore, connesso e consequenziale lesivo. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione; Visto l’atto per motivi aggiunto depositato in data 3 agosto 2007; Vista la propria Ordinanza 4 dicembre 2006, n.3306; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla camera di consiglio del 12 settembre 2007, il Cons. Maria Abbruzzese; Uditi i difensori presenti come da verbale di udienza anche in ordine alla possibilità di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata; Ritenuta la ricorrenza dei presupposti di cui all’art. 9 L.205/2000; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: F A T T O e DIRITTO La ricorrente, che ha impugnato con ricorso originario l’atto in epigrafe individuato sub a), ha altresì impugnato, con motivi aggiunti, il provvedimento soprintendentizio sub b); entrambi gli atti recano annullamento di autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Capri in relazione alla progettata realizzazione di una piscina e connesse sistemazioni dell’intorno; in particolare, il progetto originario, per il quale la Soprintendenza aveva annullato l’autorizzazione rilasciata dal Comune (di cui sub a), provvedimento in via cautelare non sospeso da questo TAR (cfr. Ordinanza n.3306/2006), è stato significativamente modificato dalla ricorrente e nondimeno ha avuto sorte analoga con l’emanazione del provvedimento impugnato sub b) con motivi aggiunti. Detto ultimo atto deduce: 1) Eccesso di potere per presupposto erroneo. Violazione del giusto procedimento di legge: l’impugnato (secondo) annullamento si fonda in fatto sull’erroneo presupposto che il progetto prevederebbe “la realizzazione di una scala e di un volume tecnico seminterrato”, laddove la scala (prevista nel progetto originario) è stata invece eliminata e il cd. “volume tecnico” è in realtà completamente interrato; 2) Violazione e falsa applicazione degli artt. 11 e 12 del P.T.P. dell’Isola di Capri appr. con D.M.8.2.1999. Eccesso di potere per presupposto erroneo, carenza di istruttoria e di motivazione, disparità di trattamento: il progetto non contrasta affatto con le norme del P.T.P. dell’Isola di Capri, posto che il volume tecnico interrato non può ascriversi fra gli interventi comportanti incremento dei volumi esistenti, essendo realizzato al di sotto del piano di campagna, e la realizzazione della piscina e degli interventi di contorno rientra tra gli interventi consentiti per tutte le zone dall’art. 9 delle Norme di Attuazione del P.T.P. in quanto comportanti la riqualificazione estetica degli immobili e delle aree pertinenziali, come peraltro riconosciuto dalla stessa Soprintendenza; il progetto non comporta dunque alcun incremento di volumi esistenti né alterazione dell’andamento naturale del terreno; 3) Violazione dell’art 3 della Cost. Eccesso di potere per disparità di trattamento ed ingiustizia manifesta: numerose altre piscine sono state autorizzate nell’isola di Capri con evidente disparità di trattamento; 4) Violazione degli artt. 146 n.9, D.Lgs. 22.1.2004, n.42, nel testo mod. dal D.Lgs. 24.3.2006, n.157, nonché dell’art. 10 bis L.n.241/1990, così come modif. dalla L.11.2.2005, n.15 e dal D.L. 14.5.2005, n.80: non è stato dato all’interessato alcun preavviso del provvedimento negativo, a seguito del quale la ricorrente avrebbe potuto evidenziare che le opere sono comprese in zona P.I.R. del P.T.P. , sono compatibili con le disposizioni di tutela ed ascrivibili tra gli interventi di riqualificazione ambientale ammessi in tutte le one. Concludeva per l’accoglimento del ricorso e dell’istanza cautelare. Si costituiva l’Amministrazione depositando memoria. All’esito della udienza in camera di consiglio del 12 settembre 2007, il Collegio riservava la decisione. Il ricorso originario avverso il provvedimento sub a) di cui all’epigrafe, recante primo annullamento di autorizzazione paesaggistica, relativa, nondimeno, a progetto superato dalla nuova richiesta autorizzatoria della ricorrente, può dichiararsi improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Risultano invece fondati i motivi aggiunti di cui all’atto depositato in data 3 agosto 2007. L’annullamento soprintendentizio è invero motivato sostanzialmente sulla base di due presupposti, l’uno di fatto, relativo alla entità e consistenza delle opere oggetto di richiesta autorizzatoria, e l’altro di diritto, in relazione alla loro ricomprensione tra gli interventi non consentiti dal P.T.P. dell’Isola di Capri per la zona in questione (zona P.I.R.); presupposti che si rivelano entrambi erronei. Infatti, dall’esame degli elaborati progettuali puntualmente esibiti dalla ricorrente, emerge che non sussiste alcuna “scala” di collegamento (prevista dall’originario progetto ma eliminata da quello all’esame) né alcun volume “seminterrato”, essendo invece completamente interrato il volume tecnico (per l’allocazione del motore della piscina) previsto, non computabile tra quelli vietati dal P.T.P. (gli interventi comportanti aumenti “volumetrici”). L’entità e consistenza dell’intervento sono dunque sostanzialmente diverse da quelle ritenute dalla Soprintendenza e pertanto non riconducibili agli interventi vietati dal P.T.P. (quelli appunto comportanti aumenti di volume e modifiche dell’andamento del terreno), bensì, più ragionevolmente, tra quelli, ammessi in tutte le zone, di riqualificazione estetica degli immobili e delle aree pertinenziali, come peraltro espressamente (e contraddittoriamente) considerato dalla stessa Soprintendenza che ha evidenziato, nello stesso provvedimento impugnato, la previsione di “interventi al fine di migliorare il contesto: ringhiera in sostituzione della rete, piantumazione di erba e di una siepe lungo il perimetro e di alberi di alto fusto”. Peraltro, proprio la evidenziata esistenza di una norma di salvaguardia (quella prevista dall’art. 9 delle Norme di Attuazione del P.T.P., “Interventi ammessi in tutte le zone”) esclude la condivisibilità dell’interpretazione rigida sposata dalla Soprintendenza in relazione alla possibilità di consentire soltanto “interventi volti alla conservazione e alla ricostituzione del verde”, tra i quali la realizzazione della piscina non sarebbe ammessa; basti in proposito considerare che, in assenza di elementi ostativi (non ravvisabili, per quanto sopra detto, nella specie), l’introduzione dell’elemento piscina non comporta l’eliminazione di essenze arboree e migliora significativamente l’impatto ambientale (fortemente degradato per quanto sostenuto dalla ricorrente), come peraltro già ritenuto da quella Sezione che ha opportunamente evidenziato che detti interventi, “oltre ad essere insuscettibili di verticalizzarsi con occlusione ed offesa di visioni prospettiche d’insieme, realizzano proprio quel recupero ambientale… legittimo in quel contesto di tutela” (cfr. TAR Campania, sez.VI, n.8487/2005, ex pluris). Il ricorso per motivi aggiunti va dunque accolto con l’annullamento dell’atto impugnato (decreto del 5 giugno 2007 recante annullamento del provvedimento del Dirigente del Settore Vi Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di Capri n.32 del 4 aprile 2007). Le spese possono compensarsi tenuto conto delle complessive vicende processuali. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania - Sezione VI, pronunciando sul ricorso di cui in epigrafe, in parte lo dichiara improcedibile e in parte lo accoglie nei sensi di cui in motivazione. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. Così deciso in Napoli, nella camera di consiglio del 12 settembre 2007, con l’intervento dei Magistrati: Alessandro PAGANO - Presidente Maria ABBRUZZESE - Componente est. Ida RAIOLA - Componente - < Prec.	Pros. >	[Indietro]	(C) 2017 iusna.net - Rivista di giurisprudenza amministrativa