Source: http://legislazionetecnica.it/4100603/prd/punto-della-giurisprudenza/partecipazione-del-rup-alla-commissione-gara-e-profili
Timestamp: 2018-05-21 08:50:18+00:00
Document Index: 177803863

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 84', 'art. 21', 'art. 84', 'art. 77', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 1226', 'art. 46']

4100603 4186971
4100603 4186972
4100603 4186973
A sua volta l’art. 77, comma 4, del D. Leg.vo 50/2016
4100603 4186974
4100603 4186975
Il principio di imparzialità dell’organo valutatore, del tutto generale, trova espressione nel dispositivo dell’articolo 77, comma 4, del D. Leg.vo 50/2016 (prima di esso, ancorché in forma non del tutto equivalente, dall’art. 84, comma 4, del D. Leg.vo 163/2006, e dal precedente storico art. 21, comma 5 della L. 109/1994): “I commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratt
4100603 4186976
La ratio della legge è in sostanza quella di evitare condizionamenti, favoritismi, effetti disfunzionali, interpretazioni delle regole della gara, da parte degli autori delle regole medesime (cfr. ex multis la già menzionata
4100603 4186977
4100603 4186978
- l’attività svolta dal RUP è esclusivamente di natura propositiva o istruttoria, è il caso per esempio in cui il RUP propone la procedura di gara o predispone atti meramente formali, che devono essere approvati dall’organo apicale e che fino ad allora non hanno evidenza pubblica (come può accadere per esempio quando il
4100603 4186979
Altri orientamenti più rigidi sono invece a sostegno dell’assoluta e insuperabile incompatibilità a svolgere il ruolo di commissario di gara da parte di tutti quei soggetti (esterni o interni che siano) che abbiano anche solo collaborato alla redazione dei singoli atti, o che siano comunque intervenuti a vario titolo nella procedura concorsuale definendo contenuti e regole della procedura, anche senza sottoscrizion
L’art. 84 comma 4, del D. Leg.vo 12/04/2006, n. 163 (nella sostanza in seguito riprodotto dall'art. 77, comma 4, del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50), prescrivendo che nelle gare pubbliche i commissari diversi dal presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta, mira ad assicurare due concorrenti ma distinti valori: quello dell’imparzialità, per evitare indebiti favoritismi da parte di chi conosce approfonditamente le regole del gioco avendo contribuito alla loro gestazione, nascita e formalizzazione; quello dell’oggettività, ad evitare che lo stesso autore di quelle regole dia ad esse significati impliciti, presupposti, indiretti o, comunque, effetti semantici che risentano di convinzioni o concezioni preconcette che hanno indirizzato la formulazione delle regole stesse. In sostanza, l’art. 84 citato è volto a prevenire il pericolo concreto di possibili effetti distorsivi prodotti dalla partecipazione alle commissioni giudicatrici di soggetti (progettisti, dirigenti che abbiano emanato atti del procedimento di gara e così via) che siano intervenuti a diverso titolo nella procedura concorsuale definendo i contenuti e le regole della procedura. (Nella fattispecie, il Collegio giudicante ha ritenuto sussistere incompatibilità con il RUP, che in tale veste era il soggetto predisposto a fornire chiarimenti in ordine a tutti gli atti di gara e che in concreto, successivamente alla pubblicazione del bando, aveva rettificato gli atti di gara e prorogato la scadenza del termine di presentazione delle offerte cosa che non costituisce un’operazione di natura meramente formale ma implica, necessariamente, un’analisi degli stessi, una positiva valutazione e, attraverso la formalizzazione, una piena condivisione, costituendo pertanto in concreto una funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta.)
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Commissioni giudicatrici - Incompatibilità dei membri - Configurabilità - Fattispecie. 2. Appalti e contratti pubblici - Gare - Verifica dell’anomalia - Giustificazioni accettate dalla stazione appaltante - Motivazione per relazionem ai chiarimenti ricevuti - Sufficienza. 3. Appalti e contratti pubblici - Gare - Valutazione congruità offerte tecniche - Ampia discrezionalità - Conseguenze. 4. Appalti e contratti pubblici - Gare - Violazione del termine di stand still - Non invalida l’aggiudicazione.
1. La disposizione dell’art. 84 del D. Leg.vo 163/2006, dettata a garanzia della trasparenza e dell’imparzialità dei procedimenti di gara, impedisce la presenza nelle commissioni di gara di coloro che abbiano svolto un’attività idonea ad interferire con il giudizio di merito sull’appalto, in grado cioè di incidere sul processo formativo della volontà che conduce alla valutazione delle offerte potendo condizionarne l’esito. Tale incompatibilità deve riguardare effettivamente il contratto del cui affidamento si tratta e non può riferirsi genericamente ad incarichi amministrativi o tecnici genericamente riferiti ad altri appalti e di tale situazione di incompatibilità deve essere fornita adeguata e ragionevole prova, non essendo sufficiente in tal senso il mero sospetto di una possibile situazione di incompatibilità. (Nella fattispecie, al fine di configurare una situazione di incompatibilità ai sensi dell’art. 84, comma 4, del 163/2006, a svolgere la funzione di membro della Commissione giudicatrice di gara a causa della partecipazione alla predisposizione della lex specialis di gara o al capitolato tecnico, non è stata ritenuta sufficiente la partecipazione dell'interessato alla mera predisposizione materiale del capitolato speciale, occorrendo non un qualsiasi apporto al procedimento di approvazione dello stesso, quanto che vi sia stata un'effettiva e concreta capacità di definirne autonomamente il contenuto, con valore univocamente vincolante per l'amministrazione ai fini della valutazione delle offerte, così che in definitiva il suo contenuto prescrittivo sia riferibile esclusivamente al funzionario.)
2. Nelle gare pubbliche, allorquando l'amministrazione abbia ritenuto congrua l'offerta sulla base delle spiegazioni fornite dal concorrente in sede di verifica dell'anomalia, la sua valutazione deve ritenersi sufficientemente motivata con richiamo per relationem ai chiarimenti ricevuti, giacché la verifica delle offerte anomale non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell'offerta economica, mirando invece ad accertare se l'offerta nel suo complesso sia attendibile e, dunque, se dia o non serio affidamento circa la corretta esecuzione.
3. Le valutazioni della commissione di gara in ordine alla valutazione della congruità delle offerte tecniche sono espressione di discrezionalità tecnica dell'amministrazione appaltante e, quindi, assoggettabili ad un sindacato limitato alla presenza di macroscopiche illogicità ed omissioni ovvero ad evidenti errori di fatto.
4. La violazione della clausola detta di stand still (termine dilatorio che dovrebbe precedere la stipula del contratto) non costituisce vizio dell'aggiudicazione e non determina pertanto la sua invalidità.
1. Legittimo il provvedimento con cui si provvede alla riduzione del risarcimento del danno derivante dalla perdita di chance. Nel caso in esame il T.A.R., in primo grado, facendo uso del potere di liquidazione equitativa di cui all’art. 1226 Cod. civ, ha considerato, sulla scorta di un ragionamento logico e congruamente motivato, che il danno va calcolato, sulla base del valore complessivo della gara, con riferimento al prezzo di acquisto del terreno e al canone di concessione dei beni, utilizzando come parametro per il calcolo il criterio del 10% del valore complessivo della gara. Anche le correzione, data dalla riduzione del 3% rispetto a tale parametro, in ragione del non contrastato rilievo che le somme impiegate con riferimento alla procedura nella gara in esame avrebbe potuto essere utilmente impiegato dalla ricorrente in altri investimenti. L’ulteriore riduzione operata dal primo giudice, nella misura del 50% rispetto alla percentuale del 7%, non può invece essere condivisa in quanto l’accoglimento del motivo di appello incidentale che dimostra la spettanza dell’aggiudicazione esclude l’operatività della decurtazione giustificata dall’utilizzo della diversa tecnica del risarcimento della chance di aggiudicazione. Il risarcimento va, in definitiva, quantificato nel 7% del valore complessivo della gara, oltre gli accessori già riconosciuti dal primo giudice. 2. Una volta accertata l'illegittimità dell'azione della P.A. è a quest'ultima che spetta, al fine di vincere una presunzione insita nell’illegittimità dell’azione amministrativa, provare l'assenza di colpa attraverso la deduzione di circostanze integranti gli estremi del cd. errore scusabile, ovvero l'inesigibilità di una condotta alternativa lecita (cfr. da ultimo C. Stato IV, 31 gennaio 2012, n. 482; C. Stato V, 6 dicembre 2010, n. 8549 e 18 novembre 2010, n. 8091; C. Stato VI, 27 aprile 2010, n. 2384 e 11 gennaio 2010, n. 14; C. Stato V, 8 settembre 2008, n. 4242). Nel caso di specie, nella valutazione del comportamento dell’Amministrazione rilevano, quali indici sintomatici di una condotta colposa non vinti dalla deduzione di un errore scusabile, il mancato rispetto dei principi in tema di composizione della Commissione e la violazione di una chiara normativa di gara.
Sent. C. Stato 07/05/2013, n. 13
4. Nelle gare d’appalto LSF, l’art. 46 del D.Lgs. 06/163, nel configurare il potere-dovere di soccorso della Stazione appaltante nei confronti dei concorrenti, dispone che le Stazioni appaltanti invitano, se necessario, i concorrenti a completare o a fornire chiarimenti in ordine al contenuto dei certificati, documenti e dichiarazioni presentati. Tale possibilità di richiesta di integrazioni o chiarimenti è peraltro sancita nei limiti previsti dai precedenti artt. da 38 a 45, che riguardano i requisiti di partecipazione e di qualificazione, ossia i requisiti soggettivi del concorrente.
Rup in trasparenza da Italia Oggi