Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2017/05/25/esercizio-a-livello-periferico-funzioni-per-ammortizzatori-sociali-e-licenziamento-collettivo-dopo-abrogazione-dec-legvo-n-46997/
Timestamp: 2017-08-17 03:55:37+00:00
Document Index: 173437501

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.34', 'art.4', 'art.24', 'art.3', 'art.24', 'art.3', 'art.4', 'art.34']

ESERCIZIO A LIVELLO PERIFERICO FUNZIONI PER AMMORTIZZATORI SOCIALI E LICENZIAMENTO COLLETTIVO DOPO ABROGAZIONE DEC.LEGVO N.469/97. | Francesco Colaci's BLOG
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ESERCIZIO A LIVELLO PERIFERICO FUNZIONI PER AMMORTIZZATORI SOCIALI E LICENZIAMENTO COLLETTIVO DOPO ABROGAZIONE DEC.LEGVO N.469/97.
ome è noto, con il Dec.legvo n.469/97 sono state trtasferite alle Regioni alcune funzioni di competenza statale ed in particolare , commi 1 e 2 dell’art.3 di detto provvedimento prevedevano che:
1)al Ministero del Lavoro spettava esercitare le funzioni ed i compiti relativi alle eccedenze di personale temporanee e strutturali;
2)alle regioni competeva ,in attesa di un’organica revisione degli ammortizzatori sociali ed al fine di armonizzare gli obiettivi di politica attiva del lavoro rispetto ai processi gestionali delle eccedenze, promuovere l’esame congiunto previsto nelle procedure relative agli interventi di integrazione salariale straordinaria ,nonche’ quello previsto nelle procedure per la dichiarazione di mobilita’ del personale. Ed altresì altresi’ gli accordi e i contratti collettivi finalizzati ai contratti di solidarieta’.
Altrettanto noto e’ che l’art.34 del decreto legvo n.150/2015 ,in vigore dal 24 settembre 2015 , ha abrogato il richiamato decreto legislativo le cui disposizioni ,comprese quelle specifiche concernenti gli ammortizzatori sociali e la riduzione del personale di cui all’art.4 della legge n.223/91 ,relativa alla procedura di mobilita’,sono state sostituite da nuove norme,determinandosi cosi’ una situazione nuova ,che tuttora,come si vedra’,è caratterizzata da dubbi ed incertezze ,non essendo state disposte dagli organi istituzionali competenti i chiarimenti e le precisazioni del caso circa l’esercizio a livello periferico delle funzioni per la cigs ed il licenziamento collettivo., pur essendo stati approvati e divenuti operativi dal 24 settembre 2015 i dec.legvi n.148/15 ,contenente la nuova regolamentazione delle integrazioni salariali ,e n.150/15, istitutivo dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro-ANPAL.
In riferimento a quanto sopra si ritiene di evidenziare che:
A)Circa la procedura  per la cigs,ormai occorre fare riferimento all’art.24 del dec.legvo 148/15,che al comm1 e  2 dispone che :
1. L'impresa che intende richiedere il trattamento straordinario diintegrazione salariale per le causali di riorganizzazione e crisi aziendale   e' tenuta a comunicare, direttamente  o  tramitel'associazione imprenditoriale cui  aderisce  o  conferisce  mandato,alle  rappresentanze  sindacali  aziendali  o   alla   rappresentanzasindacale unitaria, nonche'  alle  articolazioni  territoriali  delleassociazioni  sindacali  comparativamente  piu'   rappresentative   a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell'orario
di lavoro, l’entita’ e la durata prevedibile, il numero dei
2. Entro tre giorni dalla predetta comunicazione e’ presentata
dall’impresa o dai soggetti di cui al comma 1, domanda di esame
congiunto della situazione aziendale. Tale domanda e’ trasmessa, ai
l’intervento richiesto riguardi unita’ produttive ubicate in una sola
l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’ regioni. In
Pertanto,in base a quanto sopra,con l’abrogazione del comma 2 dell’art.3 del dec.legvo n.469/97,competenti per ricevere ,esaminare ed attivare la richiesta di esame congiunto sulle domande di integrazione salariale straordinaria per riorgnizzazione e crisi aziendale continuano ad essere rispettivamente :
a)l’ufficioindividuato dalla regione del territorio di riferimento, qualora
b) il Ministero del lavoro , qualora l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’ regioni.
Tuttavia, e’ da rimarcare che le disposizioni del citato art.24 del dec,legvo n.148/13 tacciono a proposito della causale cigs della lettera c),riguardante il contratto di solidarieta,,che in precedenza risultava esplicitamente menzionata dal comma 2 dell’art.3 del dec.legvoi n.469/97.
Per gestire detta carenza occorre ricorrere ad un’interpretazione che tenga in modo espresso ed adeguato conto del fatto che dal 24 settembre 2015 il contratto di solidarieta’,a differenza del tempo antecedente, rientra ad ogni effetto nella regolamentazione degli ammortizzatori sociali e ,dunque, anche il ricorso per tale causale e di competenza delle regioni ,cosi’ come per le causali di riorganizazione e di crisi aziendale.
Ma in proposito sarebbe confacente una esplicita pronuncia del mlps.
B)Analogo silenzio da parte del citato Dicastero ,purtroppo, si registra anche sulla procedura di riduzione dim personale tramite licenziamento collettivo,non potendosi’ oemai piu’ parlare di procedura di mobilita ,a fronte delle modifiche apportate in matertia dalla legge n.92/12.
Come gia ‘ in precedenza sottolineato ,la procedura di mobilita’ ha trovato la propria fonte di regolamentazione nella legge n.223/91 ,che all’art.4 ,prevedeva quanto segue:
1. L’impresa che sia stata ammessa al trattamento straordinario di integrazione salariale qualora nel corso di attuazione del programma di cui all’articolo 1 ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative, ha facoltà di avviare le procedure di mobilità ai sensi del presente articolo.
2. Le imprese che intendano esercitare la facoltà di cui al comma 1 sono tenute a darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali aziendali
3. La comunicazione di cui al comma 2 deve contenere indicazione: …
5. Entro sette giorni dalla data del ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e delle rispettive associazioni si procede ad un esame congiunto…
Come si puo’ constatare ,la legge 223/91 ha previsto come destinatario della comunicazione di avvio della procedura di mobilita’ nonche’ di quella relativa al mancato accordo in occasione della consultazione diretta tra le parti interesate ,ed infine del tentivo in sede istituzionale di accordo per evitare in tutto o in parte la riduziomne diu personale l’uffici periferico del Mlps (Uplmo,Dtl ed ora IPL).
Con nl’entrata in vigore del decrteto legvo n.469/97 l’esercizio di dette funzioni in materiua di riduzione strutturale del personale delle aziende risulta affidato alle Regioni e Province.
Dal momento ,pero’,come sopra accennato,che il citato dec.n.469/97 è stato abrogato dall’art.34 dekl dec.legvo n.150/15 , divenuto pienamente operativo con il funzionamento dell’Anpal ,logica giuridica vorrebbe che ,cessate le funzioni delle Regioni e Province per il venir meno del sostegno derivante dal dec,n.469/97,la fase amministrtativa,su8ccessiva a quella sindacale ,tornase ad essere esertcitate dalle strutture territoriali del Mlps ,ossia dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro .
In concreto ,tuttavia, cio’ non risulta praticato ,stante il silente comportamento del Ministero competente,che si confida intervenga in modo sollecito e confacente fornendo specigìfico e puntuale chiarimento amministrativo , al fine di evitare il rischio di contenzioso a seguito d’impugn azione delle procedure di licenziamento per vizio di incompetenza dell’organo istituzionale destinatario della comunicazione di avvio della procedura e di quella circa l’esito negativo della consultazione, finalizzato all’ ulteriore tentativo di accordo presso la sede amministrativa.
Pertanto ,si auspica che gli organi competenti del ministero e delle regioni ndichino il definitivo e corretto comportamento da tenere da parte delle aziende e delle oo.ss. interessate alla questione
In attesa che quanto sopra avvenga ,sarebbe auspicabile quanto meno che a livvello territoriale fra le rappresentanze delle oo.ss.,delle associazioni datoriali e delle istituzioni statali e regionali , si realizzino contatti ed incontri che consentano intese operative funzionali a prevenire contenziosi sulla base di eccezioni sulla corretta gestione degli adempimenti e le procedure di consultazione delle rappresentanze sociali circa le procedure di riduzione di personale.
This entry was posted on 25/05/2017 at 20:45 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.