Source: http://docplayer.it/10172550-La-sicurezza-nei-laboratori-n-e-w-s-n-3-2-0-1-5.html
Timestamp: 2018-11-16 08:43:36+00:00
Document Index: 105944627

Matched Legal Cases: ['arte 4', 'art. 15', 'art. 18', 'arte 1', 'arte 4', 'arte 4']

LA SICUREZZA NEI LABORATORI N E W S N 3 / - PDF
LA SICUREZZA NEI LABORATORI N E W S N 3 /
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1 LA SICUREZZA NEI LABORATORI N E W S N 3 / DPC OGGETTO DELL ANALISI: CAPPE CHIMICHE AD ESTRAZIONE TITOLO: COME OTTIMIZZARE LE RISORSE ECONOMICHE NELLE ATTIVITA MANUTENTIVE AUMENTANDO IL LIVELLO DI SICUREZZA
2 S C O P O Scopo della presente NEWS è quello di evidenziare in forma sintetica alcuni aspetti importanti inerenti la scelta e l utilizzo del DPC (cappa chimica ad estrazione) prendendo ad esempio, una manipolazione con una o più sostanze chimiche da eseguire all interno dello stesso e, fornendo nel contempo, degli elementi di riflessione. 2
3 P R E M E S S E Le cappe chimiche sono considerate lo strumento principale e più comune per la protezione sia dai rischi d'incendio e d'esplosioni causati da reazioni chimiche incontrollate, sia dal rischio legato alla tossicità delle sostanze chimiche manipolate sotto cappa. Le prestazioni quindi, di una cappa chimica possono essere espresse in termini qualitativi come la capacità di contenere e rimuovereuna o più sostanze inquinanti rilasciate da una fonte all'interno dell'area di lavoro, così come la capacità di minimizzare le possibili influenze perturbanti come le correnti d'aria, i movimenti dell'operatore, o il passaggio di eventuale personale in corrispondenza della cappa stessa. Tutto ciò premesso per affermare che la cappa chimica è a tutti gli effetti un Dispositivo di Protezione Collettiva che deve rispondere ai requisiti di sicurezza definiti nelle norme tecniche e, deve essere soggetta periodicamente a manutenzione affinché sia efficiente. 3
4 FINALITA DEI COSTRUTTORI DI DPC Per quanto affermato nella scheda precedente, nel corso degli anni gli sforzi dei costruttori sono stati indirizzati a sviluppare nuovi prodotti tali da raggiungere principalmente i seguenti obiettivi: INNALZAMENTO DEGLI STANDARD DI SICUREZZA Altilivelli di contenimento= Bassivalori intermini dippmomg/mc Eliminare e/o minimizzare la quantità di sostanze rilasciate negli ambienti di lavoro CONTENIMENTO DELLA SPESA ENERGETICA Riduzione della portata d aria = Riduzione dei costi energetici (riscaldamento/elettrici) Riduzione della velocità sul frontale e pertanto riduzione del bilanciamento tra aria estratta (precedentemente riscaldata) ed aria immessa (trattata) MAGGIORE FLESSIBILITA Maggiore altezza operativa del saliscendi = Maggiore operatività Aumento dell altezza operativa del saliscendi in sicurezza con conseguente ampliamento dell operatività 4
5 LEGISLATIZIONE E NORME TECNICHE COGENTI GENERALE D. L.vo 81/2008 e ss.mm.ii. Titolo III Capo I - Uso delle attrezzature di lavoro. Art. 71 Obblighi del DdL comma 1 Il DdL mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di sicurezza, idonee ai fini della salute e sicurezza ed adeguate al lavoro da svolgere Art. 71 Obblighi del DdL comma 4 Il DdL adotta le misure affinché le attrezzature siano installate e utilizzate correttamente e siano oggetto di idonea manutenzione TITOLO IX - SOSTANZE PERICOLOSE Capo I e II Protezione da agenti chimici e cancerogeni Art. 223 e 236 Valutazione dei rischi Nella valutazione dei rischi il DdL deve indicare quali misure sono state intraprese nella valutazione medesima fornendo evidenza al fine di dimostrare attraverso le azioni intraprese di aver eliminato e/o limitato al più basso valore tecnicamente possibile l esposizione dei lavoratori che comunque non deve superare il valore limite stabilito dalla legislazione vigente e/o in assenza di esse, dalle schede di sicurezza (MSDS) fornite dai costruttori dei prodotti. SPECIFICA - CAPPE CHIMICHE AD ESTRAZIONE TOTALE UNI EN parte 4 - METODI DI PROVA IN LOCO 5
6 F O C U S A R E A D E L LA N E W S DOMANDA È possibile stabilire in modo univoco la reale capacità di contenimento di una cappa chimica avendo, come unici dati a disposizione, il valore medio della velocità sul frontale (Face Velocity) rilevata strumentalmente ed espressa in m/s ed il TLV della sostanza che si intende manipolare all interno del DPC espresso in ppm o mg/mc? (situazione molto ricorrente) NELLO SPECIFICO Volendo effettuare una manipolazione di una sostanza X all interno di una cappa chimica (esempio Vm = 0,5 m/s) avendo della stessa come riferimento (MSDS) il valore limite di soglia TLV/STEL (CEILING) 0,3 ppm, come posso dimostrare che il DPC che vorrei utilizzare è idoneo a garantire l operatore da possibili contaminazioni? - posso associare tra loro due grandezze diverse?? - sesi,suqualibasi??? - tali basi/associazioni sono dimostrabili???? - mi basta utilizzare le vecchie tabelle che associano senza una minima evidenza strumentale e puntuale la classe della cappa/l indice di tossicità/le frasi di rischio/ecc????? per dimostrare di aver messo in atto tutte le azioni necessarie allo scopo?????? 6
7 F O C U S A R E A D E L LA N E W S.continuando. nella funzione di DdL/RSPP/Responsabile di Laboratorio/Altro sono sicuro diavermessoinatto,ad esempio,quelle che sonole disposizioni deltusl? - all art. 15 comma 1 lettera c( l eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico) - art. 18 comma 1 lettera z ( aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza sul lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione) RISPOSTA L abbinamento Face Velocity - TLV in realtà non stabilisce in modo univoco la capacità di contenimento di una cappa chimica e pertanto la sua reale performance, in quanto presuppone che, ad una determinata velocità frontale sia associata una corrispondente sicurezza circa la capacità di trattenere e rimuovere sostanze inquinanti. 7
8 N U OVO A P P R OCCIO Per uniformare le varie normative comunitarie del settore e, per definire nuovi standard prestazionali in termini di sicurezza, unitamente allo sviluppo di nuove tecnologie per il monitoraggio, da anni è in vigore la normativa EN parte 1.7 che fissa nuovi requisiti di sicurezza e prestazionali per tutte le nuove cappe chimiche immesse sul mercato comunitario. II nuovo approccio stabilito dalla norma tecnica pertanto, si riflette sui nuovi DPC in termini di migliori prestazioni complessive innalzando inoltre il livello di sicurezza; nel merito la parte 4 stabilisce le modalità di conduzione di numerosi test tra cui il più importante ed innovativo è riservato al capitolo CONTENIMENTO. Tali test, sono in grado di stabilire in modo univoco la capacità della cappa chimica a trattenere al proprio interno e rimuovere le sostante nocive manipolate. Parallelamente, le nuove strumentazioni sono in grado di monitorare quantità di sostanze note dell ordine di 0,01 ppm; come si può facilmente intuire questo ha permesso di classificare le cappe chimiche in base alle misure reali eseguite in campo e, a risponedere ai dubbi posti precedentemente. 8
9 N U OVO A P P R OCCIO Sulla base di quanto precedentemente esposto, al fine di poter rispondere a dubbi e perplessità si consiglia, prima di autorizzare manipolazioni con una o più sostanze chimiche, di effettuare una valutazione del rischio precisa e puntuale che comprenda tra i dati oggettivi, l esecuzione del test di contenimento sia inner che outer plane. Tale metodologia consente di avere evidenza e corrispondenza tra quanto richiesto dalle norme e/o leggi cogenti in materia e quanto messo in atto ai fini dell eliminazione e/o riduzione al più basso valore tecnicamente possibile delle emissioni negli ambienti di lavoro (artt. 223 e 236 TUSL) Per completezza di informazioni la parte 4 della norma tecnica (test on site) non stabilisce una frequenza di esecuzione dei test di contenimento ma è buona prassi ripeterli con frequenza biennale; negli intervalli intermedi diversamente va eseguito il test sulla velocità frontale che serve esclusivamente a verificare se nell arco del biennio di osservazione, le condizioni aerauliche sono rimaste invariate (contestualmente ai test di contenimento deve essere eseguita la misura della velocità frontale al fine di confrontarla con quelle misurate negli intervalli intermedi successivi). 9
10 CONCLUSIONI Al fine di ottimizzare le risorse economiche dedicate alla sicurezza è sempre e comunque auspicabile eseguire per ogni cappa chimica, vecchia o nuova che sia, i test di contenimento al fine di classificarne la destinazione d uso nonché i limiti operativi che gli derivano dall esito dei suddetti test. Continuare ad affidare contratti manutentivi sulle cappe chimiche semplicemente fidandosi della sola velocità frontale vale a dire: arroccarsi su posizioni indifendibili e prestare il fianco a situazioni rischiose non prendere atto del cambiamento e del progresso tecnologico disattendere la legislazione cogente esporsi a rischi penalmente perseguibili 10
12 Via delle Passiflore, Roma (RM)