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Timestamp: 2018-01-23 14:34:51+00:00
Document Index: 12686576

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 7', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 6', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 48', 'art.5', 'art.6']

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Trading S.r.l. Piazza Martiri della Libertà, Novara (NO)
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1 Trading S.r.l. Piazza Martiri della Libertà, Novara (NO) PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO VIA I MAGGIO VIA F. FILZI in comune di Baranzate (MI) ANALISI DEGLI EFFETTI DELL INTERVENTO SULL AMBIENTE E VALUTAZIONE DELLA COMPATIBILITA GEOLOGICA ai sensi della L.R. 12/2005 D.G.R. 6/44161/1999 Milano, settembre 2009 STUDIO IDROGEOTECNICO APPLICATO S.a.s. Dott. Ghezzi Efrem & C. Bastioni di Porta Volta Milano tel. 02/ fax 02/
2 Trading S.r.l. Piazza Martiri della Libertà, Novara (NO) PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO VIA I MAGGIO VIA F. FILZI in comune di Baranzate (MI) ANALISI DEGLI EFFETTI DELL INTERVENTO SULL AMBIENTE E VALUTAZIONE DELLA COMPATIBILITA GEOLOGICA ai sensi della L.R. 12/2005 D.G.R. 6/44161/1999 Sommario 1 PREMESSA CARATTERISTICHE DEL P.I.I QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO E NORMATIVO PROGRAMMA DI TUTELA E USO DELLE ACQUE Contenuti del Programma Relazione con l intervento PIANO D AMBITO AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE PROVINCIA DI MILANO Contenuti del Piano Relazione con l intervento PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE PROVINCIA DI MILANO Relazione con l intervento PIANO CAVE DELLA PROVINCIA DI MILANO Individuazione degli ATE Relazioni con l intervento STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI Piano Regolatore Generale di Baranzate Studio geologico di supporto alla pianificazione Fattibilità geologica Studio per l individuazione del reticolo idrografico minore GENERALITÀ SUL RUMORE E QUADRO NORMATIVO Aspetti generali sull'inquinamento acustico Modalità di diffusione del rumore Quadro di riferimento normativo MI2743RL_AGG_SET09.DOC 1
3 4 DESCRIZIONE DELLO STATO DELL AMBIENTE INQUADRAMENTO GEOLOGICO E GEOMORFOLOGICO INQUADRAMENTO IDROGRAFICO IDROGEOLOGIA Classificazione delle unità idrogeologiche Caratteri piezometrici locali QUALITÀ DELLE ACQUE DI FALDA Stato idrochimico degli acquiferi captati VULNERABILITÀ INTEGRATA DEGLI ACQUIFERI CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA PRELIMINARE DEI TERRENI DI FONDAZIONE Metodologia di lavoro e specifica delle indagini Parametri ricavabili dalle prove penetrometriche Densità relativa (Dr) Angolo di attrito efficace (Φ') Modulo elastico (E) Modulo di compressibilità edometrico (Eed) Resistenza alla liquefazione (τ/σ) Risultati dell indagine geognostica Prove penetrometriche Stratigrafia Caratteristiche geotecniche ANALISI DEL RISCHIO SISMICO Sismicità di base ed azioni sismiche di progetto Scenari di pericolosità sismica locale Analisi di risposta sismica locale SOTTOSERVIZI Rete acquedottistica Rete fognaria CLIMA ACUSTICO Impostazione metodologica del lavoro Dati informativi sul territorio e sulle sorgenti di rumore Dati per la rappresentazione del territorio Valutazione del clima acustico: situazione attuale Descrizione delle misure effettuate Misure Campagna di misure Descrittori del rumore ambientale Protocolli di misura Analisi dei dati Informazioni e dati circa la disposizione spaziale degli edifici in progetto 83 5 QUADRO DEI VINCOLI SOVRAORDINATI E SINTESI CONOSCITIVA MI2743RL_AGG_SET09.DOC 2
4 6 INQUADRAMENTO PROGETTUALE QUALITÀ DEI SUOLI CARATTERISTICHE DELLE FONDAZIONI E STRUTTURE INTERRATE FABBISOGNO DI INERTI PER LA COSTRUZIONE E BILANCIO DELLE TERRE FABBISOGNI IDRICI Potabile Irrigui Condizionamento/riscaldamento GESTIONE DELLE ACQUE REFLUE IN FASE DI REALIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO Gestione delle acque in fase di realizzazione Gestione delle acque in fase di funzionamento INTERAZIONI DEL PROGETTO SULLE COMPONENTI SUOLO- SOTTOSUOLO, AMBIENTE IDRICO, ARIA E CLIMA ACUSTICO SUOLO E SOTTOSUOLO AMBIENTE IDRICO FUNZIONALITÀ DEI SOTTOSERVIZI TECNOLOGICI RETI ACQUEDOTTISTICA E FOGNARIA TRAFFICO Stima delle emissioni da traffico Metodologia di stima delle emissioni da traffico Ipotesi di calcolo e dati in ingresso Archi stradali considerati Dati di traffico Analisi delle tipologie veicolari rilevati nell area di studio Ipotesi di evoluzione del parco circolante Stima delle emissioni negli scenari attuale e futuri Stima delle ricadute al suolo delle emissioni da traffico Limiti normativi Stima delle concentrazioni al suolo nei diversi scenari Conclusioni CLIMA ACUSTICO Valutazione di compatibilità Variazione del clima acustico introdotta dall intervento in oggetto 115 Allegati 1 Estratto P.R.G., estratto catastale 2 Prove penetrometriche dinamiche Risultati 3 Schede di identificazione e cartografie degli ATE Piano Provinciale Cave 4 Rete acquedottistica stato di fatto scala 1: Rete fognaria stato di fatto scala 1: Riepilogo delle tipologie delle superfici in progetto scala 1:2.000 MI2743RL_AGG_SET09.DOC 3
5 Tavole 1 Caratteri idrogeologici e di vulnerabilità scala 1: Caratteri geologico-tecnici scala 1: Sintesi degli elementi conoscitivi, Carta dei vincoli, Fattibilità geologica scala 1: Planivolumetrico di progetto scala 1: Valutazione del clima acustico scala 1:1.000 MI2743RL_AGG_SET09.DOC 4
6 1 PREMESSA Il Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) di Via I Maggio Via F. Filzi, localizzato nella porzione centro meridionale del territorio comunale di Baranzate (MI), ha in previsione una pluralità di destinazioni d uso comprendenti la funzione scolastica (scuola ed asilo nido) per la maggior parte della superficie del PII, ed in minor misura, la funzione residenziale, ricettiva (piscina ad uso pubblico), commerciale (negozi al piano terra), socio-sanitaria (recupero di una palazzina per sede ASL) e le attrezzature pubbliche (verde pubblico, parcheggi, camminamenti pedonali, ecc). Tale Programma, comportando variante urbanistica, e corredato dal presente documento che definisce il quadro ambientale allo stato di fatto, la compatibilità geologica dell intervento a scala locale e territoriale ed analizza gli effetti dell intervento relativamente a suolo, sottosuolo, ambiente idrico, aria e clima acustico. La presente relazione è stata redatto ai sensi dell art. 91 della l.r. 11 marzo 2005 n. 12 ed in conformità al punto 8 della d.g.r. 9 luglio 1999 n. 6/44161 Adempimenti previsti dall art. 7, comma 3 della legge regionale 12 aprile 1999, n. 9 Disciplina dei programmi integrati di intervento. MI2743RL_AGG_SET09.DOC 5
7 2 CARATTERISTICHE DEL P.I.I. Il Piano Integrato di Intervento relativo all area di Via I Maggio - Via F. Filzi prevede la riconversione di un area industriale dismessa in area a destinazione scolastica/residenziale/ricettiva/commerciale. È prevista la realizzazione di nuovi edifici a carattere: - scolastico: asilo nido e scuola privata ( International School of Milan comprendenti sezioni dalla scuola materna al liceo per complessivi 1300 alunni) con annesso auditorium e palestra per uso scolastico; - residenziale / commerciale (appartamenti e negozi al piano terra); - ricettivo: piscina destinata ad utenza pubblica (vasca delle dimensioni 20x10 m con una profondità media di 1.50 m); e la ristrutturazione di una palazzina con funzione socio-sanitaria. La scuola privata e le residenze comprendono un piano interrato ad uso parcheggi, cantine, locali tecnici. Nella seguente tabella vengono riportati i dati riepilogativi di carattere urbanistico e progettuale. DATI RIEPILOGATIVI VOLUMETRIA ESISTENTE mc VOLUMETRIA EDIFICATA mc BONUS 10% VOLUMETRIA mc VOLUMETRIA max TOTALE mc SLP max IN PROGETTO = volume /3,3 mq SLP e VOLUME MASSIMO AMMISSIBILE SUPERFICIE COMPATIBILE massima = 80% SLP mq SUPERFICIE RESIDENZIALE minima = 20% SLP mq SLP NUOVA COSTRUZIONE Sup. con destinazione residenziale mq Sup. con destinazione commerciale (negozi piano terra) mq. 550 Sup. con destinazione scolastica mq Sup. con destinazione auditorium, palestra e piscina mq MI2743RL_AGG_SET09.DOC 6
8 DATI RIEPILOGATIVI TOTALE SLP PROGETTO mq VOLUME NUOVA COSTRUZIONE VOLUME. con destinazione residenziale mc VOLUME con destinazione commerciale (negozi piano terra) mc VOLUME con destinazione scolastica mc VOLUME con destinazione auditorium, palestra e piscina mc TOTALE VOLUME PROGETTO mc SLP OPERE DI INTERESSE GENERALE in cessione Sup. con destinazione compatibile (PRECARIO PIANO 2 ) mq. 355 Sup. con destinazione compatibile con funzione Socio Sanitaria mq Sup. con destinazione Asilo Nido mq. 800 TOTALE mq RESIDENZA Sup. con destinazione residenziale libera mq 4635 Sup. con destinazione residenziale convenzionata (10%) mq. 515 TOTALE SLP RESIDENZIALE mq TOTALE VOLUMETRIA RESIDENZIALE DI PROGETTO mc AREE RICHIESTE PER SERVIZI PUBBLICI E DI INTERESSE PUBBLICO GENERALE STANDARD RICHIESTI per destinazione Edilizia residenziale (26,5mq/ab) mq STANDARD RICHIESTI per destinazione compatibile 1mq/mq mq. 355 PARCHEGGI DI USO PRIVATO scuola e annessi (3mq.per ogni 100mc) mq PARCHEGGI DI USO PUBBLICO asilo (3mq.per ogni 100mc) mq. 79 TOTALE AREE a STANDARD RICHIESTE mq MI2743RL_AGG_SET09.DOC 7
9 di cui per parcheggi (minimo) DATI RIEPILOGATIVI PARCHEGGI DI USO PUBBLICO RESIDENZA (3 mq. per ogni abitante) mq. 510 PARCHEGGI DI USO PUBBLICO asilo (3mq.per ogni 100mc) mq. 79 TOTALE PARCHEGGI DI USO PUBBLICO RICHIESTI mq. 589 AREE RICHIESTE PER SERVIZI PUBBLICI E DI INTERESSE PUBBLICO GENERALE DI PROGETTO Verde e camminamenti pedonali mq Area Asilo mq Parcheggi di uso pubblico a quota strada mq SUP a STANDARD REPERITE mq SUPERFICIE COMPARTO mq N ABITANTI VIRTUALI = volume x 0,01 ab. 170 INCIDENZA STANDARD/AB. VIRTUALI mq/ab 45 verifica reperimento dotazione di parcheggi PRIVATI PARCHEGGI PRIVATI DI USO PRIVATO (art. 48 NTA) richiesti per residenza (volume / 10) PARCHEGGI PRIVATI DI USO PRIVATO (art. 48 NTA) richiesti per scuola (volume / 10) mq mq PARCHEGGI in progetto residenza realizzati in interrato mq PARCHEGGI in progetto scuola realizzati in interrato mq MI2743RL_AGG_SET09.DOC 8
10 3 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO E NORMATIVO La compatibilità geologico-ambientale dell intervento muove innanzitutto dal confronto delle previsioni del Programma Integrato di Intervento con l insieme degli strumenti di programmazione del territorio. Il quadro di riferimento programmatico fornisce gli elementi conoscitivi necessari all individuazione delle possibili relazioni e coerenza tra l intervento in esame e gli atti di pianificazione e programmazione territoriale e settoriale. Si è, quindi, proceduto all esame dei seguenti documenti: salvaguardia e risanamento ambientale: Programma di tutela e uso delle acque (PTUA) Piano d Ambito Ambito Territoriale Ottimale Provincia di Milano (PdA) protezione del paesaggio e aree vincolate: Programma di tutela e uso delle acque (PTUA); Piano Cave della Provincia di Milano; strumenti urbanistici comunali: Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Baranzate; 3.1 PROGRAMMA DI TUTELA E USO DELLE ACQUE Contenuti del Programma La Regione Lombardia, con l approvazione della l.r. 12 dicembre 2003 n. 26 Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche, in linea con quanto previsto dalla direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE, ha indicato il Piano di gestione del bacino idrografico quale strumento regionale per la pianificazione della tutela e dell uso delle acque, stabilendo che, nella sua prima elaborazione, tale Piano costituisca il Piano di tutela delle acque previsto dal D.Lgs. 152/1999, all articolo 44. La proposta di PTUA è stata approvata dalla Giunta Regionale con d.g.r. 12 novembre 2004 n. 7/19359 ed è stata sottoposta a osservazioni varie. Sulla base dell istruttoria delle osservazioni pervenute è stato quindi adottato il Programma di Tutela e Uso delle Acque con d.g.r. 16 novembre 2005 n. 8/1083. A seguito dell adozione, il PTUA è stato inviato al parere di conformità delle due Autorità di Bacino insistenti sul territorio lombardo: l Autorità di Bacino nazionale del Fiume Po e l Autorità interregionale del Fissero-Tartaro-Canal Bianco. MI2743RL_AGG_SET09.DOC 9
11 L Autorità di Bacino del Fiume Po ha espresso il parere di conformità rispetto agli indirizzi espressi con le Deliberazioni 6/02, 7/02 e 7/03 del Comitato Istituzionale, nel Comitato Tecnico del 21 dicembre Il PTUA è stato definitivamente approvato con d.g.r. 29 marzo 2006 n. 8/2244. Esso costituisce un atto comprensivo delle diverse discipline attinenti al tema della tutela e dell uso della risorsa idrica e dell ambiente ad essa interconnessa; rappresenta altresì lo strumento di riferimento a disposizione della Regione e delle altre amministrazioni per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici fissati dalle Direttive Europee, consentendo di attivare un azione di governance nell articolato settore delle acque. Il PTUA prevede infatti la tutela integrata degli aspetti qualitativi e quantitativi dei corpi idrici individuati come significativi (All. 1 del D.Lgs. 152/99) per raggiungere o mantenere gli obbiettivi minimi di qualità ambientale e gli obbiettivi di qualità per i corpi idrici a specifica destinazione funzionale. Il PTUA è strutturato in due componenti differenti, ossia: una prima componente descrittivo-ricognitiva costituita da una descrizione generale delle caratteristiche del bacino idrografico, da una sintesi delle pressioni e degli impatti significativi esercitati dall'attività antropica sulle acque superficiali e sotterranee, e dall individuazione delle aree sensibili, vulnerabili e di salvaguardia; una seconda fase propositiva in cui vengono indicati gli obiettivi e le misure di intervento da perseguire. Per il caso specifico di interesse relativo alle infrastrutture idriche del settore acquedottistico e depurativo, il PTUA. ha recepito e integrato i risultati dell attività di ricognizione delle opere e degli schemi depurativi realizzate nel PRRA aggiornandoli in conformità agli approfondimenti nel frattempo intercorsi per la verifica delle situazioni di incongruenza tra i dati di ricognizione e le previsioni del PRRA. Come già detto, l approvazione definitiva del PTUA ha comportato il recepimento dell intero PRRA all interno del PTUA stesso e la sua contestuale e sostanziale abrogazione. Tra gli strumenti di attuazione del Piano di gestione, di cui il PTUA rappresenta lo strumento regionale per la pianificazione della tutela e dell uso delle acque, figurano i regolamenti regionali previsti dagli articoli 52, comma 1 e 53, comma 1 della l.r. 26/2003 e s.m.i., ed in particolare, per le relazioni con il PII in oggetto: MI2743RL_AGG_SET09.DOC 10
12 il Regolamento regionale 24 marzo 2006 n. 2 Disciplina dell uso delle acque superficiali e sotterranee, dell utilizzo della acque a uso domestico, del risparmio idrico e del riutilizzo dell acqua in attuazione Disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dell articolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 fornisce all art. 6 disposizioni finalizzate al risparmio e riutilizzo della risorsa idrica per i progetti di nuova edificazione; il Regolamento regionale 24 marzo 2006 n. 3 Disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dell articolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26, fornisce al Titolo III, Capo II indicazioni sulla disciplina degli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati con popolazione equivalente inferiore a 2000 a.e.; il Regolamento regionale 24 marzo 2006 n. 4 Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, in attuazione dell art. 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 fornisce indicazioni in merito alla regolamentazione, raccolta e scarico delle acque di prima pioggia Relazione con l intervento Un importante indicazione riportata all interno del PTUA è l individuazione delle aree sensibili in Lombardia essendo tale aspetto vincolante per i limiti dello scarico da rispettare. Nella tavola 8 Individuazione delle zone vulnerabili, il comune di Baranzate rientra tra quelli classificati come Zone non vulnerabili. Si prende però atto che l intero territorio regionale (ad esclusione di limitate aree della Val di Lei e del bacino di Spoel) costituisce parte del bacino drenante al delta del Po e all area costiera dell Adriatico Nord-Occidentale, così come indicato nell art. 3 della Deliberazione n. 7/2004 del Comitato Istituzionale dell Autorità di Bacino del Po e pertanto rientra nelle aree sensibili designate dal D.Lgs. 152/99. Di fatto questo è un problema che ha connessioni soltanto con il sistema di gestione dei reflui di varia natura, civili, industriali e meteorici che, per quanto previsto, il progetto nel suo insieme può produrre. In riferimento alla gestione delle acque meteoriche, il PTUA indica in Appendice G alle Norme Tecniche di Attuazione, che occorre privilegiare la raccolta separata delle acque meteoriche non suscettibili di essere contaminate e il loro smaltimento sul suolo o negli starti superficiali del sottosuolo, e in via subordinata, in corpi idrici superficiali, evitando aggravi per le reti fognarie. In MI2743RL_AGG_SET09.DOC 11
13 particolare, nelle aree di ampliamento o espansione residenziale, in cui non è configurabile un apprezzabile contaminazione delle acque meteoriche, è da prevedere il totale smaltimento in loco delle acque dei tetti e delle coperture delle superfici impermeabilizzate. In riferimento alla tematica Definizione delle aree di ricarica e di riserva delle zone di pianura riportata nel PTUA in Allegato 11 e Tav. 9, si osserva che il territorio di Baranzate ricade entro la zona di ricarica degli acquiferi profondi, ovvero nella parte di pianura con specifica predisposizione a favorire l alimentazione delle falde acquifere fino a notevole profondità. 3.2 PIANO D AMBITO AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE PROVINCIA DI MILANO Contenuti del Piano Il Piano d Ambito (PdA) costituisce il mezzo di controllo del Servizio Idrico Integrato (captazione, adduzione, distribuzione, scarico, depurazione, riciclaggio), in quanto punto di riferimento per la definizione della Convenzione per l affidamento del servizio stesso tra l Autorità d ambito e il soggetto affidatario (Gestore che organizza ed eroga il servizio e dà attuazione al Piano), prevista ai sensi dell art. 11, comma 2 della L. 5 gennaio 1994 n. 36 Disposizioni in materia di risorse idriche (conosciuta come Legge Galli). Il PdA dell Ambito Territoriale Ottimale (ATO) della Provincia di Milano è stato approvato dalla Conferenza ATO Provincia di Milano con Deliberazione n. 9 del 6 luglio Il PdA è stato sviluppato in accordo alla metodologia approvata dalla Regione Lombardia con d.g.r. 28 marzo 2003 n. 7/12577 Definizione della metodologia per l elaborazione del Programma d Intervento e per la redazione del Piano Finanziario in materia di servizio idrico integrato, ai sensi dell art. 5 della l.r. 21 ottobre 1988 n. 21. Secondo tale metodologia, il PdA provvede a definire: la domanda e i livelli obiettivo di servizio; le criticità strutturali e organizzative nel contesto di ciascun servizio; le strategie d intervento e gli ulteriori elementi ritenuti necessari per il conseguimento degli obiettivi in materia, tra cui: 1) predisposizione del piano degli interventi; 2) definizione del modello gestionale organizzativo; 3) elaborazione del piano economico-finanziario; Il Piano è così organizzato: MI2743RL_AGG_SET09.DOC 12
14 Capitolo 1 Relazione riassuntiva generale Capitolo 2 La Pianificazione Regionale e di Settore Capitolo 3 Inquadramento territoriale e socio-economico Capitolo 4 Stato di fatto dei Servizi Idrici Capitolo 5 Piano degli interventi Capitolo 6 Affidamento del Servizio Idrico Integrato Capitolo 7 Piano tariffario Capitolo 8 Modello gestionale e Piano economico-finanziario Il PdA è corredato da 7 Monografie, una per ciascun comprensorio dell ATO, contenenti il quadro conoscitivo territoriale ed infrastrutturale a supporto delle scelte del Programma stralcio, lo stato di qualità ambientale e l individuazione del fabbisogno di infrastrutture fognarie, di collettamento e depurazione per assicurare il rispetto degli obblighi comunitari e legislativi. Nel capitolo 4 del PdA viene presentato lo stato di fatto dei servizi idrici organizzato per enti gestori, basato sulla estrapolazione di tutti i dati numerici e grafici già acquisiti in seno al PRRA, comprese le modifiche apportate con le osservazioni al Piano e sulla ricognizione effettuata nel 2002 delle infrastrutture dei Pubblici Servizi di Acquedotto, Fognatura e Collettamento/Depurazione. L analisi comparata tra i dati della Ricognizione 2002 e quelli, se pur obsoleti, del PRRA ha permesso di individuare le principali criticità che richiedono interventi urgenti: Settore acquedotto fragilità del sistema di approvvigionamento per manifesta bassa qualità delle falde, che impone il trattamento di ¾ del volume giornaliero emunto sull intero territorio dell ATO; età media ponderale delle reti di distribuzione assai elevata (40-50 anni); ridotto volume dei serbatoi di compenso (stimato intorno al 5%) che determina elevati consumi energetici; scarsa se non nulla integrazione tra i sistemi acquedottistici che non permette l attivazione di misure di sussidiarietà. Settore fognature elevato numero di reti non allacciate a presidi depurativi; età media delle reti fognarie comunali (35-40 anni) già prossima alla vita massima teorica per la tipologia dei manufatti esistenti; elevato numero di scolmatori (compresi i troppi pieni delle stazioni di sollevamento) che, da un lato, non sono stati conformati ai variati carichi che si producono nei bacini serviti e, dall altro, sono generalmente privi di vasche di accumulo (prima pioggia); copertura del servizio non ottimale; MI2743RL_AGG_SET09.DOC 13
15 carenza quasi assoluta di sistemi (e metodi) atti a ridurre le portate meteoriche drenate. Ciò incide in maniera sostanziale sul regime di piena dei corpi idrici recettori con conseguente accrescimento del rischio idrogeologico dei territori di valle; ridotta per non dire assente presenza di reti separate. Settore Collettamento/Depurazione impianti di collettamento incompleti in alcune aree provinciali; impianti di collettamento al limite della capacità ricettiva per l elevata immissione di portate meteoriche diversamente non smaltite dai comuni; anzianità delle opere di collettamento; impianti di trattamento in molti casi al limite della potenzialità teorica; impianti di trattamento attualmente non idonei a rispettare i limiti allo scarico richiesti dal Piano di Tutela; non completa attuazione degli schemi depurativi previsti dalla Delibera di approvazione del PRRA. Una parte dell onere complessivo degli interventi individuati nei Piani Stralcio viene coperta con l Accordo di Programma Quadro (AdPQ), di cui si è già parlato nel paragrafo 2.2. Ulteriori contributi possono essere reperiti attraverso il Programma Nazionale degli interventi nel settore idrico (PNISI), ai sensi dell art. 4, commi 35 e 36 della legge 24 dicembre 2003 n. 350 (Finanziaria 2004) e attraverso una Convenzione ATO finalizzata alla progettazione di opere fognarie Relazione con l intervento Per il comune di Baranzate, ricompreso nel Comprensorio 2 (Nord Milano) Area Omogenea 1, non sono stati individuati specifici interventi in materia di acquedotto, collettamento, depurazione e fognatura. 3.3 PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE PROVINCIA DI MILANO Il PTCP della Provincia di Milano è stato approvato con D.c.p. del 14 ottobre 2003 n. 55 e con d.g.p. 884/05 del 16 novembre 2005, è stato avviato l adeguamento del PTCP vigente alla nuova legge regionale. Esso riguarda l intero territorio provinciale e, nel quadro della strumentazione territoriale e di settore, in considerazione anche delle scelte urbanistiche comunali, persegue le seguenti finalità: tutela dell ambiente, dell integrità fisica e dell identità culturale propria di ciascuna parte del territorio; miglioramento qualitativo del sistema insediativo e infrastrutturale; MI2743RL_AGG_SET09.DOC 14
16 equità sociale tale da garantire uno sviluppo sostenibile del territorio provinciale. indirizzo e orientamento nella definizione degli strumenti urbanistici comunali. Ai sensi dell art. 13 comma 5 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12 Legge per il governo del Territorio e come indicato al punto 1 dell Allegato alla d.g.p. 24 maggio 2006 n. 332 Indicazioni per l attività istruttoria provinciale in ordine alla valutazione di compatibilità degli strumenti urbanistici comunali con il PTCP nel periodo transitorio sino all adeguamento del PTCP vigente alla LR 12/05, la Provincia valuta la compatibilità rispetto al PTCP dello strumento urbanistico comunale, con valore orientativo e di indirizzo. La valutazione consiste nella verifica: delle aree e degli elementi costitutivi il sistema paesistico-ambientale e di difesa del suolo; delle condizioni di mobilità e dei relativi requisiti volti ad assicurare l interrelazione tra lo sviluppo degli insediamenti e le reti infrastrutturali; delle indicazioni per il sistema insediativo Relazione con l intervento L analisi del tematismo Difesa del suolo, preso in esame nelle NdA, Parte II, Titolo I, Capo I, II e III del piano stesso e illustrato nella Tav. 2d (Difesa del suolo), il cui stralcio relativo al sito in esame è illustrato nelle Fig. 1, evidenzia che l area oggetto di PII non ricade entro ambiti a rischio idrogeologico, ma ricade parzialmente entro il perimetro di un area dismessa (art. 48 Aree dismesse ed aree di bonifica ). In tali aree gli indirizzi del PTCP sono finalizzati a: b) promuovere il recupero delle are dismesse e di quelle da bonificare per il contenimento di consumo del suolo; c) eliminare la contaminazione dei suoli e delle acque e/o il rischio relativo alla propagazione degli inquinanti; d) evitare nuovi eventi di contaminazione. Gli interventi urbanistici dovranno essere realizzati prioritariamente in corrispondenza delle are dismesse, previa verifica della compatibilità ambientale. Per quanto riguarda il tematismo Sistema dei vincoli paesistico-ambientali illustrato in Tav. 5a del PTCP, l area non è interessata dalla presenza di elementi ed ambiti vincolati ex D. Lgs. 490/99, di vincoli di difesa del suolo, aree protette (Figura 3.2). MI2743RL_AGG_SET09.DOC 15
17 Figura 3.1 Tematismo Difesa del suolo MI2743RL_AGG_SET09.DOC 16
18 Figura 3.2 Tematismo sistema dei vincoli paesistico ambientali 3.4 PIANO CAVE DELLA PROVINCIA DI MILANO Il Piano delle Cave della Provincia di Milano, approvato con Delibera di Consiglio Regionale 16/05/2006 n. 8/166, è stato elaborato in conformità a I criteri e le direttive per la formazione dei Piani provinciali delle cave emanati dalla Regione Lombardia con D.G.R. n. 6/41714 del 26 febbraio 1999, in applicazione all art.5 della L.R. 14/98 e nel rispetto dei contenuti dell art.6 della medesima legge. Il Piano possiede i seguenti elementi costitutivi: relazione tecnica o individuazione dei giacimenti sfruttabili; o indicazione dei bacini di utenza; o analisi dei fabbisogni e stima quantitativa dei materiali da estrarre; o definizione dei bacini di produzione; o definizione degli Ambiti Territoriali Estrattivi (ATE); o determinazione dell assetto finale dell area estrattiva e destinazione finale dell ATE; MI2743RL_AGG_SET09.DOC 17
19 o identificazione delle cave cessate; o identificazione di aree di riserva di materiale di riserva per opere pubbliche; normativa tecnica di attuazione con allegati o allegato A - schede e carte degli ATE (scala 1:10.000) o allegato B - schede e carte delle Cave di recupero (scala 1:10.000) o allegato C - schede e carte delle Cave di riserva (scala 1:10.000) o allegato D - schede e carte dei giacimenti sfruttabili (scala 1:10.000) elementi istruttori a) relazione dei fabbisogni e relative produzioni b) relazione geologico-mineraria con allegati: Carta idrogeologica in scala 1: Carta delle risorse in scala 1: c) Relazione illustrativa dell uso del suolo e della vegetazione con allegato: Carta dell uso del suolo e della vegetazione in scala 1: d) Relazione ambientale e vincoli con allegato: Carta dei vincoli in scala 1: La novità saliente apportata dalla nuova legge regionale è l introduzione del concetto di ATE (Ambito Territoriale Estrattivo), per il quale tutte le aree connesse con l attività entrano nell ambito di applicazione del Piano Individuazione degli ATE Nella zona in esame, per il settore merceologico sabbia e ghiaia ed all interno del bacino territoriale 3, in base alla distribuzione geografica rispetto al comune di Baranzate, sono presenti gli ATE elencati nella Tab. 1. Per ATE si intende l unità territoriale di riferimento in cui è consentita l attività estrattiva nel periodo di validità del Piano. In Allegato 4 al presente documento sono contenute le schede di identificazione e le cartografie degli ATE individuati, con relativa legenda, desunti dall All. A della normativa tecnica di attuazione del Piano Provinciale Cave. MI2743RL_AGG_SET09.DOC 18
20 Tabella 3.1 ATE in esercizio ATE Denominazione Comune Superficie area Volume di estrattiva (m 2 ) piano (m 3 ) ATEg14 Cava Vallette Nova Milanese, NO1 Paderno Dugnano ATEg15 Cava Incirano Paderno Dugnano PD1 ATEg16 Cava Cassina Bollate, Senago Nuova SN1 ATEg17 Cava Castelletto LMB2 Limbiate, Senago Negli estratti cartografici di tali ambiti vengono indicate con differenti retinature e simbologie le seguenti aree: aree estrattive (sopra falda) corrispondenti alle aree in cui è prevista l estrazione di sostanze minerali di cava, con apposita sigla riservata alle differenti modalità di coltivazione; settori con attività estrattiva in corso e/o cessata (sopra e sotto falda); aree di impianti e stoccaggio, adibite ad attività di lavorazione/deposito dei materiali.. Nel Piano Provinciale Cave (in All. D alla normativa tecnica di attuazione) vengono altresì individuati i giacimenti sfruttabili. Per le tre aree in esame si riconoscono rispettivamente gli ambiti G14 (Vallette Paderno Dugnano) e G15 (Incirano Paderno Dugnano), G16 (Via Corridoni Senago) e G17 (Castelletto Limbiate, Senago). La Provincia di Milano ha ritenuto di limitare e circoscrivere la porzione di giacimento sfruttabile nel decennio di piano con il perimetro dell ambito (ATE) Relazioni con l intervento L area del Piano Integrato di Intervento è collocata a sud-ovest rispetto all ubicazione degli ATE, ad una distanza rispettivamente di circa 4.5 km dall ATEg16, 6.8 km dall ATEg17, 8 km dall ATEG15, 8,7 km dall ATEg14, non avendo quindi interferenze con l attività estrattiva. La presenza di un area estrattiva vicina potrà essere considerata positivamente in termini di individuazione del punto ottimale di approvvigionamento e/o smaltimento di materiale inerte derivante dalle attività in progetto. MI2743RL_AGG_SET09.DOC 19