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Timestamp: 2020-07-02 12:40:07+00:00
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Tumore al colon a causa della esposizione amianto: sentenza Corte di Cassazione n° 10430 del 27.4.2017 |
Pubblicato su 25 maggio 2017 da afevaemiliaromagna	Lascia un commento
Sentenza della Corte di Cassazione sez. lavoro n° 10430 del 27.4.2017
patologia neoplastica al colon a causa della esposizione amianto
Occorre fare una premessa che vale per qualsiasi sentenza, anche per quelle emesse dalla Corte di Cassazione: il caso che è stato trattato non può dare certezze per altri casi che volessero ottenere uguale risultato. Gli elementi presi a riferimento possono diversificarsi.
Comunque ogni sentenza, nell’esaminare il caso specifico, traccia dei principi ed esamina la normativa di legge, dando spunti di riflessione, che ci interessano.
La sentenza n° 10430/2017, parte da un primo pronunciamento del Tribunale di Perugia, confermato dalla Corte d’Appello di Perugi, l’avvocatura dell’INAIL ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione, ritenendo che le due fasi del giudizio non fossero condivisibili perchè:
1. la patologia oncologica del colon è multifattoriale (quindi non necessariamente riconducibile ad esposizione amianto)
2. le motivazioni della CTU (consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice) avevano in se profili di contraddittorietà e illogicità.
In queste note si vuole, come anticipato, evidenziare alcuni concetti che la Corte riprende per arrivare a motivare il rigetto del ricorso dell’INAIL:
a) l’assicurazione obbligatoria per le malattie professionali legge 1124/1965 art. 3 vale per le patologie contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni specificate in tabella
b) la Corte Costituzionale nel 1988 ha ritenuto non adeguati i dettami che limitavano il riconoscimento solo alle malattie tabellate, quindi sono malattie professionali quelle per cui sia provata la causa di lavoro. La legge 38/2000 ne assume i principi
c) identificare un rischio ambientale, ossia che il lavoratore abbia contratto la malattia in virtù di una causa ambientale ovvero in ragione delle lavorazioni eseguite, anche se non specificatamente addetto ad una attività pericolosa
d) il nesso causale è ispirato al principio di equivalenza delle cause (occorre tenere conto di qualsiasi fattore, anche indiretto, remoto o di minore spessore, sul piano eziologico che abbia concretamente cooperato a creare una situazione tale da favorire un’azione dannosa. La nostra giurisprudenza ha rifiutato un approccio rigidamente deterministico al tema causale ed ha ribadito che non è indispensabile che si raggiunga sempre la certezza assoluta. L’esistenza di una letteratura medica (studi USA, nel caso specifico richiama il tumore al colon come connesso con l’esposizione all’amianto). In Italia la patologia è considerata come origine lavorativa possibile
e) solo qualora si possa con certezza individuare l’intervento estraneo all’attività lavorativa, il nesso eziologico, si deve escludere la malattia professionale
f) la Corte indica infine che anche se è modesta l’efficacia del fattore professionale non si debba escludere il principio di equivalenza causale
g) La Corte riconosce all’INAIL che, nel caso di malattie non tabellate, il nesso di casualità non può essere oggetto di semplici presunzioni, ma necessita di concreta e specifica dimostrazione, quanto meno in via di probabilità. Nesso di causalità che deve essere dimostrato dal lavoratore o ricorrente (ex art. 2697 codice civile)
Si lascia alla lettura della sentenza eventuali approfondimenti e spunti
Leggi tutta la sentenza (.pdf)
Tag: amianto, cassazione, colon-retto, inail, n° 10430 del 27.4.2017, riconoscimento inail, tumore colon-retto. Aggiungi il permalink ai segnalibri.
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