Source: http://marcostrada.it/2020/03/26/covid-19-le-nuove-sanzioni/
Timestamp: 2020-07-05 14:26:54+00:00
Document Index: 136198042

Matched Legal Cases: ['art. 650', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 4', 'art. 650', 'art. 4', 'art. 650', 'art. 260', 'art. 452']

COVID-19: le nuove sanzioni - Studio Legale Avvocato Marco Strada
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Il decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020 ha rivisto completamente l’impianto delle sanzioni per il mancato rispetto delle disposizioni emergenziali.
Di seguito, un elenco delle conseguenze oggi applicabili per la violazione dei divieti.
Dall’art. 650 c.p. alla sanzione amministrativa pecuniaria
L’art. 650 c.p. come sanzione residuale
Le violazioni già commesse
Il DL 19/2020
La sospensione provvisoria
La violazione della quarantena per chi è positivo
La nuova pena
Epidemia e avvelenamento colposi
Inizialmente, la tutela degli ordini e limitazioni contenute nel DPCM era lasciata all’art. 650 c.p., secondo cui “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito
se il fatto non costituisce un più grave reato,
con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.“
Probabilmente, in una prima fase, era stato sottovalutato il numero di violazioni (decine di migliaia) che sarebbero state constatate nei giorni successivi.
Prima dell’emanazione del DL 19/2020
le conseguenze della violazione non erano sufficienti a suscitare timore
considerata anche la possibilità di avvalersi dell’oblazione
era irrealistico pensare che le Procure avrebbero potuto gestire il numero di procedimenti penali conseguenti
con violazioni che prevedibilmente sarebbero rimaste senza conseguenza
L’art. 4 D.L. 19/2020 ha quindi previsto
al posto delle “sanzioni contravvenzionali previste
dall’art. 650 c.p.
o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità“
“la sanzione amministrativa del pagamento di una somma
a euro 3.000“
massimo raddoppiato in caso di reiterata violazione
con specifico aggravamento fino a un terzo se la violazione viene accertata verso chi stava utilizzando un veicolo
L’art. 4, co. 7, prevede che le nuove sanzioni amministrative sostitutive di norme penali si applichino retroattivamente.
In questo caso però la sanzione sarà pari alla metà del minimo, e quindi di € 200,00.
Il sistema dei DPCM 08/03/20 e 09/03/20 prevedeva la sospensione dell’attività solo per specifiche violazioni. Si rimanda al precedente articolo sul punto.
Con l’intervento dei DPCM 11/03/2020 e 22/03/2020, che non facevano cenno alla sospensione dell’attività, doveva -a rigore- ritenersi applicabile solo l’art. 650 c.p.
la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell’esercizio o dell’attività
da 5 a 30 giorni
applicati nel massimo in caso di reiterate violazioni
la estende in via generale a tutte le violazioni delle disposizioni riguardanti
eventi e competizioni sportive, palestre, centri termali, sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, o modalita’ di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
servizi educativi, attività didattiche, istituzioni di formazioni superiore e in generale attività formative anche professionali
attivita’ commerciali di vendita al dettaglio
attivita’ di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonche’ di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti
altre attivita’ d’impresa o professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche funzioni, nonche’ di lavoro autonomo
Può essere prevista
all’atto dell’accertamento della violazione
o reiterazione
per un massimo di 5 giorni
Il periodo di sospensione provvisoria verrà scomputato dalla sospensione definitiva irrogata.
Per chi viola il “divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perche’ risultate positive al virus“, viene ora richiamato e riscritto il risalente art. 260 R.D. n. 1265/34.
Si riporta di seguito il nuovo testo dell’articolo:
“Chiunque non osserva un ordine legalmente dato per impedire
l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo e’
con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi
e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000.
Se il fatto e commesso da persona che esercita una professione o
un’arte sanitaria la pena e’ aumentata. “
La pena sopra descritta è residuale e si applica “Salvo che il fatto costituisca violazione dell’articolo 452 del codice penale o comunque piu’ grave reato“.
Stupisce il riferimento all’art. 452 cp, riferito ai casi in cui, per colpa , taluno
causa un’epidemia
avveleni acque o generi alimentari
L’articolo prevede una pena particolarmente grave, fino a 12 anni di reclusione se dal reato deriva la morte di più persone.
Il riferimento conduce a ritenere che il legislatore
sia conscio di quanto sia remota la possibilità di affermare una simile responsabilità, di fronte a un’epidemia già in corso e conclamata
non voglia prendersi la responsabilità di ricollegare espressamente conseguenze tanto gravi alla violazione della quarantena,
lasciando questo compito ai giudici
e “avvertendo” i destinatari della misura che, dal punto di vista teorico “potrebbe applicarsi” anche il predetto articolo
Chi scrive evidenzia che la pena aggravata prevista dal D.L. 19/2020 è espressamente riferita alla quarantena per chi sia risultato positivo al virus.
L’aggravamento non può quindi applicarsi a chi viola la “quarantena precauzionale” disposta per “i soggetti
che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva
o che rientrano da aree, ubicate al di fuori del territorio italiano“.
EugeniaPubblicato il2:56 pm - Mar 30, 2020
Buongiorno, visto che l’ignoranza della legge non discolpa e visto che gli spostamenti sono limitati (e vietati), in che modo un cittadino comune dovrebbe prendere nota delle leggi, provvedimenti e divieti in vigore? Ogni cittadino è obbligato ad avere una connessione internet? Dove trovo tutte le ordinanze sindacali, provinciali, regionali in vigore. Come faccio assicurami della loro legittimità e se sono effettivamente state approvate dal governo? Grazie.
Marco StradaPubblicato il4:27 pm - Mar 30, 2020
La Sua domanda, purtroppo, è pienamente giustificata.
Dal punto di vista giuridico, dovrei rispondere che l’unico modo è consultare quotidianamente -via internet- i siti:
-della Gazzetta Ufficiale per i provvedimenti Nazionali;
-del B.U.R. per i provvedimenti Regionali;
-dell’Albo Pretorio per i provvedimenti Comunali.
Dal punto di vista umano-sociale concordo sul fatto che, per il singolo cittadino, ormai il quadro delle regole vigenti in un certo momento è sostanzialmente impossibile da comprendere.
Non solo le fonti da consultare sono troppe e cambiano troppo velocemente; a complicare il sistema si aggiungono:
– conferenze stampa precedenti (a volte di giorni) alla pubblicazione dei nuovi decreti, nelle quali il contenuto degli interventi viene presentato come se fosse già in vigore;
– talvolta, testi normativi con significati diversi rispetto a quelli presentati nelle conferenze o pubblicizzati dai media.
Nei miei articoli ho spesso esposto le mie perplessità sulla gestione “giuridica” dell’emergenza. Dobbiamo comunque tutti riconoscere che la situazione è assolutamente straordinaria e, purtroppo, non può essere pretesa perfezione stilistica.
In questo contesto, salve le possibili impugnazioni di eventuali sanzioni, posso consigliare:
-a TUTTI di non attribuire assoluta certezza alle interpretazioni dei media;
-ai PRIVATI di rimanere in casa salve reali ragioni di lavoro, salute o necessità (una regola sempre valida fin dai primi decreti);
-alle IMPRESE un confronto quotidiano con i professionisti di fiducia, per evitare tanto errori e sanzioni quanto chiusure non necessarie e conseguenti ulteriori danni economici.
GiancarloPubblicato il12:31 pm - Apr 18, 2020
Buongiorno, abito in provincia di Milano e il giorno 3 aprile, portando il mio cane a fare i suoi bisogni nei pressi della mia abitazione , da solo e con il cane al guinzaglio, incorrevo in un controllo della guardia di finanza che, giustamente ,mi ferma chiedendomi i documenti prontamente forniti.
Dopo qualche minuto il finanziere mi dice che mi deve sanzionare perché sono a 350 mt dalla mia residenza.
Spiegando alla pattuglia che il mio cane di piccola taglia ha bisogno di camminare per poter espletare i suoi bisogni fisiologici e non essendomi allontanato per andarmi a divertire, anche il pubblico ufficiale, dubbioso, ha contattato il comandante per chiedere chiarimenti.
In conclusione mi è stata applicata la sanzione di 400 euro perché il decreto impone il rispetto della distanza massima consentita.
Da cittadino onesto e rispettoso ho preso atto che gli agenti, dispiaciuti umanamente perché sapevano benissimo che non era il caso di multarmi, stavano facendo il proprio lavoro, anche se non condivido l’applicazione di tale sanzione perché non stavo facendo attività motoria ma portavo il mio cane a svolgere funzioni indispensabili per la sua e la mia salute.
Marco StradaPubblicato il10:07 am - Mag 20, 2020
In questo caso, i limiti non derivano dalla normativa Nazionale ma da quella più rigida prevista per la Lombardia.
In generale, le Regioni possono imporre limiti più stringenti rispetto a quelli Statali solo qualora sussistano specifiche ragioni di maggiore gravità a livello locale. Le misure previste in molte Regioni ove questo aggravamento non esiste potrebbero quindi risultare illegittime.
Nel territorio della Lombardia, tuttavia, la particolare gravità del contagio può giustificare divieti più rigidi.
Rimane la possibilità di discutere la ragionevolezza della misura, essendo necessario bilanciare diritti comunque garantiti anche a livello costituzionale.
Devo però avvertire che si tratta di una via incerta. Ovviamente, la situazione attuale non ha precedenti e gli orientamenti della giurisprudenza si consolideranno solo a distanza di anni.
In questa situazione, salvi casi di sanzioni evidentemente ingiustificate, un procedimento di impugnazione, oltre che incerto, rischia di essere più oneroso e gravoso rispetto al pagamento della sanzione, eventualmente in misura ridotta.