Source: https://www.rianalisi.it/it/blog/il-testo-della-normativa-la-legge-3-2012
Timestamp: 2018-12-13 22:03:19+00:00
Document Index: 126297272

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 739', 'sentenza ', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 14', 'art.107', 'art. 14', 'art.14', 'art. 14', 'art.14', 'art. 14', 'art. 739', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 28', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 15']

Il testo della Legge 3/2012 | Ri.Analisi Bancaria-Tributaria
1. Al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo, è consentito al debitore concludereun accordo con i creditori nell'ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dallapresente sezione.Con le medesime finalità, il consumatore può anche proporre un piano fondato sulle previsioni di cuiall'art. 7, comma 1, ed avente il contenuto di cui all'art. 8.
b) per "consumatore": il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopiestranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
3. Nella proposta di accordo sono indicate eventuali limitazioni all'accesso al mercato del credito alconsumo, all'utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico a credito e alla sottoscrizione di strumenti creditizi e finanziari.
4. La proposta di accordo con continuazione dell'attività d'impresa e il piano del consumatore possono prevedere una moratoria fino ad un anno dall'omologazione per il pagamento dei creditori munitidi privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussistela causa di prelazione
1. I creditori fanno pervenire, anche per telegramma o per lettera raccomandata con avviso di ricevimento o per telefax o per posta elettronica certificata, all'organismo di composizione della crisi, dichiarazione sottoscritta del proprio consenso alla proposta, come eventualmente modificata almenodieci giorni prima dell'udienza di cui all'art. 10, comma 1.In mancanza, si ritiene che abbiano prestato consenso alla proposta nei termini in cui è stata loro comunicata.
2. Ai fini dell'omologazione di cui all'art. 12, è necessario che l'accordo sia raggiunto con i creditorirappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti.I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca dei quali la proposta prevede l'integrale pagamentonon sono computati ai fini del raggiungimento della maggioranza e non hanno diritto di esprimersisulla proposta, salvo che non rinuncino in tutto o in parte al diritto di prelazione.Non hanno diritto di esprimersi sulla proposta e non sono computati ai fini del raggiungimento dellamaggioranza il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta.
3. L'accordo non pregiudica i diritti dei creditori nei confronti dei coobbligati, fideiussori del debitoree obbligati in via di regresso.
5. L'accordo cessa, di diritto, di produrre effetti se il debitore non esegue integralmente, entro 90 gg.dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti secondo il piano alle amministrazioni pubbliche e agli entigestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie.L'accordo è altresì revocato se risultano compiuti durante la procedura atti diretti a frodare le ragionidei creditori.Il giudice provvede d'ufficio con decreto reclamabile, ai sensi dell'art. 739 c.p.c., innanzi al tribunale edel collegio non può far parte il giudice che lo ha pronunciato
5. La sentenza di fallimento pronunciata a carico del debitore risolve l'accordo.Gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione dell'accordo omologato non sonosoggetti all'azione revocatoria di cui all'art. 67 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.A seguito della sentenza che dichiara il fallimento, i crediti derivanti da finanziamenti effettuati in esecuzione o in funzione dell'accordo omologato sono prededucibili a norma dell'art. 111 del regiodecreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. Il giudice,se la proposta soddisfa i requisiti previsti dagli artt. 7, 8 e 9 e verificata l'assenza di atti infrode ai creditori, fissa immediatamente con decreto l'udienza, disponendo ,a cura dell'organismo dicomposizione della crisi, la comunicazione, almeno trenta giorni prima, a tutti i creditori della proposta e del decreto.Tra il giorno del deposito della documentazione di cui all'art. 9 e l'udienza non devono decorrere piùdi sessanta giorni.
3. Verificata la fattibilità del piano e l'idoneità dello stesso ad assicurare il pagamento dei crediti impignorabili, nonché dei crediti di cui all'art. 7, comma 1, terzo periodo, e risolta ogni altra contestazioneanche in ordine all'effettivo ammontare dei crediti, il giudice, quando esclude che il consumatore haassunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere ovvero che ha colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali, omologa il piano, disponendo per il relativo provvedimento una forma idonea di pubblicità.Quando il piano prevede la cessione o l'affidamento a terzi di beni immobili o di beni mobili registratiil decreto deve essere trascritto, a cura dell'organismo di composizione della crisi.Con l'ordinanza di diniego il giudice dichiara l'inefficacia del provvedimento di sospensione di cui alcomma 2, ove adottato.
4. Quando uno dei creditori o qualunque altro interessato contesta la convenienza del piano, il giudice lo omologa se ritiene che il credito possa essere soddisfatto dall'esecuzione del piano in misuranon inferiore all'alternativa liquidatoria disciplinata dalla sezione seconda del presente capo.
1. La revoca e la cessazione di diritto dell'efficacia dell'omologazione del piano del consumatore hanno luogo ai sensi dell'art. 11, comma 5.
2. Il tribunale, su istanza di ogni creditore, in contraddittorio con il debitore, dichiara cessati gli effettidell'omologazione del piano nelle seguenti ipotesi:
3. Il ricorso per la dichiarazione di cui al comma 2, lettera a), è proposto, a pena di decadenza, entrosei mesi dalla scoperta e, in ogni caso, non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato perl'ultimo adempimento previsto.
4. Il ricorso per la dichiarazione di cui al comma 2, lettera b), è proposto, a pena di decadenza, entrosei mesi dalla scoperta e, in ogni caso, entro un anno dalla scadenza del termine fissato per l'ultimoadempimento previsto dall'accordo.
5. La dichiarazione di cessazione degli effetti dell'omologazione del piano non pregiudica i dirittiacquistati dai terzi in buona fede.
6. Si applica l'art. 14, comma 5
1. In alternativa alla proposta per la composizione della crisi, il debitore, in stato di sovraindebitamento e per il quale non ricorrono le condizioni di inammissibilità di cui all'art. 7, comma 2, lettere a)e b), può chiedere la liquidazione di tutti i suoi beni.
4. L'organismo di composizione della crisi, entro tre giorni dalla richiesta di relazione di cui al comma3, ne dà notizia all'agente della riscossione e agli uffici fiscali, anche presso gli enti locali, competentisulla base dell'ultimo domicilio fiscale dell'istante.
Il giudice, su istanza del debitore o di uno dei creditori, dispone, col decreto avente il contenuto dicui all'art. 14-quinquies, comma 2, la conversione della procedura di composizione della crisi di cuialla sezione prima in quella di liquidazione del patrimonio nell'ipotesi di annullamento dell'accordo odi cessazione degli effetti dell'omologazione del piano del consumatore ai sensi dell'art. 14-bis,comma 2, lettera a).
La conversione è altresì disposta nei casi di cui agli articoli 11, comma 5, e 14-bis, comma 1, nonchédi risoluzione dell'accordo o di cessazione degli effetti dell'omologazione del piano del consumatoreai sensi dell'art. 14-bis, comma 2, lettera b), ove determinati da cause imputabili al debitore.
1. Il giudice, se la domanda soddisfa i requisiti di cui all'art. 14-ter, verificata l'assenza di atti in frodeai creditori negli ultimi cinque anni, dichiara aperta la procedura di liquidazione.Si applica l'art. 10, comma 6.
4. La procedura rimane aperta sino alla completa esecuzione del programma di liquidazione e, in ognicaso, ai fini di cui all'art. 14-undecies, per i quattro anni successivi al deposito della domanda.
1. Il liquidatore esamina le domande di cui all'art. 14-septies e, predisposto un progetto di statopassivo, comprendente un elenco dei titolari di diritti sui beni mobili e immobili di proprietà o inpossesso del debitore, lo comunica agli interessati, assegnando un termine di quindici giorni per leeventuali osservazioni da comunicare con le modalità dell'art. 14-sexies, comma 1, lettera a).
3. Quando sono formulate osservazioni e il liquidatore le ritiene fondate, entro il termine di quindicigiorni dalla ricezione dell'ultima osservazione, predispone un nuovo progetto e lo comunica ai sensidel comma 1.
4. In presenza di contestazioni non superabili ai sensi del comma 3, il liquidatore rimette gli atti al giudice che lo ha nominato, il quale provvede alla definitiva formazione del passivo.Si applica l'art. 10, comma 6.
3. Il giudice, sentito il liquidatore e verificata la conformità degli atti dispositivi al programma diliquidazione, autorizza lo svincolo delle somme, ordina la cancellazione della trascrizione delpignoramento e delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché di ogni altro vincolo, ivicompresa la trascrizione del decreto di cui all'art. 14-quinquies, comma 1, dichiara la cessazione diogni altra forma di pubblicità disposta.I requisiti di onorabilità e professionalità dei soggetti specializzati e degli operatori esperti dei quali illiquidatore può avvalersi ai sensi del comma 1, nonché i mezzi di pubblicità e trasparenza delleoperazioni di vendita sono quelli previsti dal regolamento del Ministro della giustizia di cui all'art.107, settimo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
Il liquidatore esercita ogni azione prevista dalla legge finalizzata a conseguire la disponibilità dei benicompresi nel patrimonio da liquidare e comunque correlata con lo svolgimento dell'attività' diamministrazione di cui all'art. 14-novies, comma 2. Il liquidatore può altresì esercitare le azioni volte al recupero dei crediti compresi nella liquidazione.
I beni sopravvenuti nei quattro anni successivi al deposito della domanda di liquidazione di cui all'art.14-ter costituiscono oggetto della stessa, dedotte le passività incontrate per l'acquisto e laconservazione dei beni medesimi.Ai fini di cui al periodo precedente il debitore integra l'inventario di cui all'art. 14-ter, comma 3.
1. I creditori con causa o titolo posteriore al momento dell'esecuzione della pubblicità di cui all'art.14-quinquies, comma 2, lettere c) e d), non possono procedere esecutivamente sui beni oggetto diliquidazione.
e) abbia svolto, nei quattro anni di cui all'art. 14-undecies, un'attività' produttiva di reddito adeguatarispetto alle proprie competenze e alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un'occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego;
4. Il giudice, con decreto adottato su ricorso del debitore interessato, presentato entro l'anno successivo alla chiusura della liquidazione, sentiti i creditori non integralmente soddisfatti e verificate le condizioni di cui ai commi 1 e 2, dichiara inesigibili nei suoi confronti i crediti non soddisfattiintegralmente.I creditori non integralmente soddisfatti possono proporre reclamo ai sensi dell'art. 739 c.p.c. difronte al tribunale e del collegio non fa parte il giudice che ha emesso il decreto.
1. Possono costituire organismi per la composizione delle crisi da sovraindebitamento enti pubblicidotati di requisiti di indipendenza e professionalità determinati con il regolamento di cui al comma 3.Gli organismi di conciliazione costituiti presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ai sensi dell'art. 2 della legge n. 580/93, e successive modificazioni, il segretariato sociale costituito ai sensi dell'art. 22, comma 4, lettera a), della legge n. 328/00, gli ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai sono iscritti di diritto, a semplice domanda, nelregistro di cui al comma 2.
3. I requisiti di cui al comma 1 e le modalità di iscrizione nel registro di cui al comma 2, sono stabiliticon regolamento adottato dal Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico ed il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della L. n. 400/88,entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.Con lo stesso decreto sono disciplinate le condizioni per l'iscrizione, la formazione dell'elenco e la suarevisione, la sospensione e la cancellazione degli iscritti, nonché la determinazione dei compensi edei rimborsi spese spettanti agli organismi a carico dei soggetti che ricorrono alla procedura.
5. L'organismo di composizione della crisi, oltre a quanto previsto dalle sezioni prima e seconda delpresente capo, assume ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione e all’esecuzione dello stesso.
6. Lo stesso organismo verifica la veridicità dei dati contenuti nella proposta e nei documenti allegati,attesta la fattibilità del piano ai sensi dell'art. 9, comma 2.
7. L'organismo esegue le pubblicità ed effettua le comunicazioni disposte dal giudice nell'ambito deiprocedimenti previsti dalle sezioni prima e seconda del presente capo. Le comunicazioni sono effettuate a mezzo posta elettronica certificata se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall'Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delleimprese e dei professionisti e, in ogni altro caso, a mezzo telefax o lettera raccomandata.
8. Quando il giudice lo dispone ai sensi degli articoli 13, comma 1, o 14-quinquies, comma 2, loorganismo svolge le funzioni di liquidatore stabilite con le disposizioni del presente capo.Ove designato ai sensi dell'art. 7, comma 1, svolge le funzioni di gestore per la liquidazione.
9. I compiti e le funzioni attribuiti agli organismi di composizione della crisi possono essere svolti anche da un professionista o da una società tra professionisti in possesso dei requisiti di cui all'art. 28del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, ovvero da un notaio, nominatidal presidente del tribunale o dal giudice da lui delegato.Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui al comma 3, i compensi sono determinati secondo iparametri previsti per i commissari giudiziali nelle procedure di concordato preventivo, quanto alleattività di cui alla sezione prima del presente capo, e per i curatori fallimentari, quanto alle attività dicui alla sezione seconda del presente capo. I predetti compensi sono ridotti del quaranta per cento.
10. Per lo svolgimento dei compiti e delle attività previsti dal presente capo, il giudice e, previa autorizzazione di quest'ultimo, gli organismi di composizione della crisi possono accedere ai dati contenuti nell'anagrafe tributaria, compresa la sezione prevista dall'art. 7, sesto comma, del D.P.R. n.605/73, nei sistemi di informazioni creditizie, nelle centrali rischi e nelle altre banche dati pubbliche,ivi compreso l'archivio centrale informatizzato di cui all'art. 30-ter, comma 2, del decreto legislativon. 141/10, nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196/03, e del codice di deontologia e di buona condotta per isistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualitànei pagamenti, di cui alla deliberazione del Garante per la protezione dei dati personali 16 novembre2004, n. 8, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 2004.
Dell'avvenuta distruzione è data comunicazione al titolare dei suddetti dati, tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento o tramite posta elettronica certificata, non oltre quindici giorni dalladistruzione medesima.
a) al fine di ottenere l'accesso alla procedura di composizione della crisi di cui alla sezione prima delpresente capo aumenta o diminuisce il passivo ovvero sottrae o dissimula una parte rilevante dell'attivo ovvero dolosamente simula attività inesistenti;
b) al fine di ottenere l'accesso alle procedure di cui alle sezioni prima e seconda del presente capo,produce documentazione contraffatta o alterata, ovvero sottrae, occulta o distrugge, in tutto o inparte, la documentazione relativa alla propria situazione debitoria ovvero la propria documentazionecontabile;
2. Il componente dell'organismo di composizione della crisi, ovvero il professionista di cui all'art. 15,comma 9, che rende false attestazioni in ordine alla veridicità dei dati contenuti nella proposta o neidocumenti ad essa allegati, alla fattibilità del piano ai sensi dell'art. 9, comma 2, ovvero nella relazione di cui agli articoli 9, comma 3-bis, 12, comma 1 e 14-ter, comma 3, è punito con la reclusione dauno a tre anni e con la multa da 1.000 a 50.000 euro.
3. La stessa pena di cui al comma 2 si applica al componente dell'organismo di composizione dellacrisi, ovvero al professionista di cui all'art. 15, comma 9, che cagiona danno ai creditori omettendo orifiutando senza giustificato motivo un atto del suo ufficio.