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Timestamp: 2020-05-27 03:11:01+00:00
Document Index: 53451213

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Sentenza Cassazione Civile n. 23788 del 24/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23788 del 24/09/2019
Cassazione civile sez. lav., 24/09/2019, (ud. 16/05/2019, dep. 24/09/2019), n.23788
sul ricorso 22595/2016 proposto da:
D.G., + ALTRI OMESSI, tutti elettivamente domiciliati
in ROMA, VIA BARBERINI 47, presso lo studio dell’avvocato ANGELO
ARMANDO TURSI, SILVIA LUCANTONI, MARIALUCREZIA TURCO;
tutti elettivamente domiciliati in ROMA, VIA BARBERINI 47, presso lo
studio dell’avvocato ANGELO PANDOLFO, che li rappresenta e difende
unitamente agli avvocati ARMANDO TURSI, SILVIA LUCANTONI,
rappresentati e difesi dagli avvocati LELIO MARITATO, EMANUELE DE
ROSE, ANTONINO SGROI, ESTER ADA SCIPLINO, GIUSEPPE MATANO, CARLA
avverso la sentenza n. 30/2016 della CORTE D’APPELLO di TRENTO,
depositata il 24/03/2016 R.G.N. 65/2015.
1. la Corte d’appello di Trento, in riforma della decisione del primo giudice, rigettava le domande di accertamento negativo proposte dagli epigrafati ricorrenti confermando la pretesa contributiva oggetto dei verbali di accertamento ispettivo con i quali era stato ritenuto l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti degli attuali ricorrenti quali produttori liberi di impresa di assicurazioni ai sensi del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 44, comma 2, conv. con modif. in L. 24 novembre 2003, n. 326;
2. ad avviso della Corte territoriale il rinvio alla contrattazione collettiva corporativa, chiaramente non più in vigore, sarebbe da intendersi limitato alla mera definizione normativa di “produttore libero” nel campo assicurativo e che, considerata la palese volontà della legge di estendere la protezione previdenziale a detta figura, non assumerebbe rilievo la circostanza che il produttore sia legato ad una agenzia o alla stessa società assicurativa. Inoltre, nel caso di specie, ha ritenuto provata l’assenza del carattere occasionale delle prestazioni data la presenza di lettere di autorizzazione ad espletare l’attività con attribuzione di una piazza;
3. per la cassazione di tale decisione hanno proposto ricorso gli epigrafati ricorrenti affidato a tre motivi cui l’Inps, in proprio e nella qualità, ha resistito con controricorso;
4. comunicata alle parti la proposta del relatore – unitamente al decreto di fissazione dell’udienza – ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., all’esito del deposito di memoria ex art. 380 bis c.p.c., da parte dell’INPS, la sesta sezione civile di questa Corte, con ordinanza interlocutoria n. 14016/2018 del 31 maggio 2018 ha rimesso la causa alla sezione semplice (quarta) in pubblica udienza ravvisandone l’opportunità in considerazione dei rilievi sollevati dall’istituto nella predetta memoria;
5. indi, la causa è stata fissata per la trattazione in Camera di consiglio essendo intervenute “medio tempore” pronunce di questa Corte che hanno risolto le questioni sollevate dall’INPS; i ricorrenti hanno depositato memoria in prossimità dell’udienza.
8. la manifesta fondatezza dei suddetti motivi, autonomamente decisivi ad escludere la riconducibilità ai ricorrenti della disciplina di cui al D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, determina l’assorbimento del terzo;
9. pertanto, la sentenza impugnata deve essere cassata con decisione nel merito – ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto – con l’accoglimento delle originarie domande dichiarando i ricorrenti non tenuti alla iscrizione nella gestione relativa agli esercenti attività commerciali ai sensi del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, conv. in L. n. 326 del 2003;
La Corte accoglie il ricorso nei sensi di cui in motivazione cassa l’impugnata sentenza e, decidendo nel merito, dichiara i ricorrenti non tenuti all’iscrizione nella gestione relativa agli esercenti attività commerciali ai sensi del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, conv. in L. n. 326 del 2003; compensa le spese dell’intero processo.