Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-21050-del-07-08-2019
Timestamp: 2020-05-27 06:45:39+00:00
Document Index: 59073303

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 378', 'art. 43', 'art. 1227', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 21050 del 07/08/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21050 del 07/08/2019
Cassazione civile sez. I, 07/08/2019, (ud. 16/04/2019, dep. 07/08/2019), n.21050
sul ricorso 1413/2016 proposto da:
Banco Popolare Società Cooperativa, in persona del legale
Lucrezio Caro n. 62, presso lo studio dell’avvocato Ribaudo
Sebastiano, rappresentato e difeso dagli avvocati Abbondanza Dante,
Botti Arturo, giusta procura in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 1411/2015 del TRIBUNALE di BERGAMO, depositata
udito, per il ricorrente, l’Avvocato Ribaudo S. che ha chiesto
Viene proposto ricorso, sulla base di due motivi, avverso la sentenza pronunciata il 17 giugno 2015 dal Tribunale di Bergamo, il quale ha respinto l’appello contro la decisione del Giudice di pace della stessa città in data 8 maggio 2012, che aveva condannato il Credito Bergamasco s.p.a. al risarcimento del danno nella misura di Euro 3.500,00, oltre interessi legali dalla domanda, corrispondente alla somma portata da un assegno non trasferibile illegittimamente incassato presso una filiale della banca predetta da soggetto diverso dal beneficiario.
Il tribunale ha ritenuto che: a) la negoziatrice risponde del pagamento per responsabilità contrattuale oggettiva, ai sensi dell’art. 43 L.A., dunque anche se senza colpa; nella specie, non è stata provata la condotta diligente, perchè la banca ha pagato ad uno sconosciuto, il quale aveva aperto contestualmente un conto corrente e dopo qualche giorno prelevato l’importo; b) non fu imprudente l’invio dell’assegno per posta ordinaria.
La parte ricorrente ha depositato la memoria di cui all’art. 378 c.p.c.
1) violazione e falsa applicazione dell’art. 43 L.ass., perchè la fattispecie richiede la colpa della banca, che nella specie non sussisteva;
2) omessa pronuncia sulla domanda subordinata, con la quale essa aveva chiesto l’accertamento della responsabilità concorrente e prevalente della compagnia di assicurazioni, ai sensi dell’art. 1227 c.c., per avere spedito il titolo a mezzo di posta ordinaria.
Il giudice del merito ha reso invero una duplice motivazione, dapprima affermando la responsabilità oggettiva della negoziatrice, e, poi, ritenenendo altresì la colpa della medesima.
La seconda ratio è idonea a sorreggere la decisione: si tratta, invero, di un accertamento in fatto, che la ricorrente censura mediante osservazioni di completa genericità, inidonee a scalfire la pronuncia del giudice di merito.
3. – Il secondo motivo è infondato, avendo al contrario il tribunale sul punto motivatamente provveduto.
4. – Nulla sulle spese, non svolgendo difese l’intimata.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.