Source: https://www.portalecompliance.it/antiriciclaggio.html
Timestamp: 2019-05-20 00:23:39+00:00
Document Index: 178417628

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 69', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 52', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 48', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 55', 'art. 59']

Antiriciclaggio - PortaleCOMPLIANCE
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La Commissione Europea ha adottato la nuova black list antiriciclaggio, includendo in essa 23 Paesi, vale a dire:
- Samoa americane,
- Repubblica popolare democratica di Corea,
- Portorico,
- Isole Vergini americane,
Nei confronti di questi Paesi dovranno essere applicati controlli speciali da parte delle Banche e delle Istituzioni finanziarie UE.
Dalla lista sono stati eliminati i seguenti Paesi:
- Guyana;
Con la sentenza n. 3302, depositata il 05.02.2019, la Corte di Cassazione, civ., ha affermato il principio del favor rei con riferimento alle sanzioni in materia antiriciclaggio. In particolare, la Corte Suprema ha affermato che alle violazioni della disciplina antiriciclaggio poste in essere anteriormente alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 90/2017 si applica il principio di retroattività della legge successiva più favorevole dettato dall’art. 69 del DLgs. n. 231/2007, anche quando abbiano già formato oggetto di un provvedimento sanzionatorio. Tale principio può essere applicato dalla Suprema Corte anche nei giudizi in cui la quantificazione della sanzione non sia stata specificamente impugnata (ovvero l’impugnazione sia stata rigettata in primo grado con statuizione non appellata o rigettata in secondo grado con statuizione non gravata da ricorso per Cassazione). Peraltro, dal momento che tale principio rende necessario un giudizio comparativo volto a stabilire quale sia il trattamento sanzionatorio in concreto più favorevole, ovvero, dal momento che rende necessario un apprezzamento di fatto che può essere compiuto solo dal giudice di merito, occorre procedere ad un rinvio a quest’ultimo affinché vi provveda.
Nella seduta del 16.01.2019 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha emanato le regole tecniche di cui all’art. 11, comma 2, del D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231 - "Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione" -, come modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017 n. 90, in attuazione della IV direttiva UE antiriciclaggio.
Gli obblighi antiriciclaggio oggetto del documento - rivolto agli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di cui al D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139 - sono i seguenti:
autovalutazione del rischio (regola tecnica n. 1: artt. 15-16, D.Lgs. n. 231/2007);
adeguata verifica della clientela (regola tecnica n. 2: artt. 17-30, D.Lgs. n. 231/2007);
conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni (regola tecnica n. 3: artt. 31, 32 e 34, D.Lgs. n. 231/2007).
In "coerenza con le regole tecniche", il CNDCEC emanerà, inoltre, linee guida per l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio "con valenza meramente esemplificativa".
Il 16.10.2018 il Consiglio Nazionale del Notariato (CNN) ha emanato le "Regole tecniche in materia di antiriciclaggio" di cui all’art. 11, comma 2, del D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231 - "Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione" -, come modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017 n. 90, in attuazione della IV direttiva UE antiriciclaggio.
Questo documento ha superato il vaglio del Comitato di Sicurezza Finanziaria, che ha espresso parere favorevole per l'approvazione in data 18.09.2018.
In particolare, ai sensi dell'art. 3, comma 4, lett. c), del D.Lgs. n. 231/2001, i notai (così come gli avvocati) sono tenuti al rispetto degli obblighi antiriciclaggio "quando, in nome o per conto dei propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni riguardanti:
5) la costituzione, la gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi."
E' stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 214 del 14.09.2018 la delibera CONSOB n. 20570 del 04.09.2018, di "Adozione del Regolamento recante disposizioni di attuazione del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modifiche ed integrazioni per i revisori legali e le società di revisione con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico o su enti sottoposti a regime intermedio"; viene così abrogato l'analogo Regolamento approvato con la delibera n. 20465 del 31 maggio 2018.
L'art. 6 ("Analisi e valutazione dei rischi") del nuovo Regolamento - riferito all'autovalutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo da parte dei revisori legali e delle società di revisione con incarichi di revisione legale su enti di interesse pubblico o su enti sottoposti a regime intermedio dispone quanto segue (l'enfasi è aggiunta):
<<1. I revisori legali e le società di revisione adottano procedure oggettive per l’analisi e la valutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo cui sono esposti.
2. Le predette procedure sono coerenti con i criteri e le metodologie dettati dalla Consob ai sensi dell’articolo 15, comma 1, del decreto antiriciclaggio (ndr: vedi News "Antiriciclaggio" del 19.06.2018).
6. Tutte le informazioni, le analisi e i dati posti a base del processo di autovalutazione vengono conservati dalle società di revisione e dai revisori legali per cinque anni e sono prontamente forniti alle Autorità di vigilanza che ne facciano richiesta.>>
Per gli adempimenti posti in capo all'Organismo di vigilanza vai alla News "D.Lgs. n. 231" del 21.09.2018.
Con la Comunicazione n. 0186002 del 04.06.2018, la CONSOB ha individuato (ai sensi dell'art. 15, comma 1, D.Lgs. n. 231/2007) i criteri e le metodologie per l’analisi e la valutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo cui i revisori legali e le società di revisione sono esposti nell’esercizio della loro attività. La citata disposizione prevede, infatti, quanto segue:
<<Le autorità di vigilanza di settore e gli organismi di autoregolamentazione dettano criteri e metodologie, commisurati alla natura dell'attività svolta e alle dimensioni dei soggetti obbligati, per l'analisi e la valutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, cui sono esposti nell'esercizio della loro attività.>>
La predetta Comunicazione <<ha natura di orientamento riguardo al rispetto, da parte dei revisori legali e delle società di revisione, degli obblighi posti dall’articolo 6, commi 1 e 2, del “Regolamento recante disposizioni di attuazione del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modifiche ed integrazioni, in materia di organizzazione, procedure e controlli interni dei revisori legali e delle società di revisione con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico o su enti sottoposti a regime intermedio, a fini di prevenzione e contrasto dell’uso del sistema economico e finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo”>>. Tale Regolamento è stato adottato dalla CONSOB con la Delibera n. 20465 del 31 maggio 2018.
La metodologia di autovalutazione prevede lo svolgimento delle seguenti attività:
valutazione dell’idoneità dei presidi organizzativi, procedurali e di controllo concretamente implementati dalle società di revisione e dai revisori legali rispetto ai rischi precedentemente identificati al fine di individuare eventuali vulnerabilità (analisi delle “vulnerabilità”);
I giudizi di rischio sono su quattro livelli (in ordine crescente): basso; medio-basso; medio-alto; alto.
I presidi di mitigazione - da analizzare ai fini dell'analisi di vulnerabilità - sono i seguenti: assetto organizzativo; procedure interne; sistema di controllo; formazione.
I giudizi di vulnerabilità sono su tre livelli: vulnerabilità non significativa; vulnerabilità poco significativa; vulnerabilità abbastanza significativa; vulnerabilità molto significativa.
La matrice di determinazione del rischio residuo è su quattro livelli: alto; medio-alto; medio-basso; basso.
Il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia e delle finanze ha pubblicato, sul proprio sito istituzionale, le "FAQ - Prevenzione reati finanziari" in risposta ad alcuni quesiti relativamente alla disciplina antiriciclaggio di cui al D.Lgs. n. 231/2007, come recentemente sostituito dal D.Lgs. n. 90/2017, attuativo della IV direttiva antiriciclaggio.
Di seguito si riporta il testo delle FAQ.
"1. Quale procedura occorre attivare per ottenere chiarimenti in ordine alla corretta interpretazione o applicazione della normativa di competenza della Direzione?
Con l'informativa n. 39 del'8 settembre 2017, diretta ai Presidenti dei Consigli degli Ordini dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha messo in evidenza l'ampliamento del ruolo degli Ordini professionali in materia di prevenzione del riciclaggio disposta dalle nuove norme del D.Lgs. n. 231/2007; in particolare, gli Ordini professionali costituiscono, ora, "organismi di autoregolamentazione". In particolare, il documento fornisce
"un elenco riepilogativo degli adempimenti previsti dal D.Lgs. 90/2017 a carico degli organismi di autoregolamentazione (rectius: Ordini professionali)"; per scaricare il documento clicca qui.
Facendo seguito alle modifiche alla legislazione in materia di antiriciclaggio recentemente approvate - apportate, in particolare, dal Decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, di attuazione della cd. IV Direttiva antiriciclaggio, e dal Decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 92, recante disposizioni per l’esercizio dell’attività di compro oro -, la Guardia di Finanza ha fornito ai propri Comandi le prime direttive operative con la circolare n. 0210557/2017 del 07 luglio 2017.
Con riferimento alle nuove disposizioni in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo di cui al D.Lgs. n. 231/2007, come sostituito dal citato D.Lgs. n. 90/2017, tale provvedimento si sofferma sui "principali elementi di novità" in materia di:
approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette (art. 6, comma 4 lett. h., 8, comma 1 lett. a. e 40, comma 1, lett. c. e d. del Decreto n. 231 del 2007);
soggetti sottoposti alla vigilanza ispettiva del Nucleo Speciale Polizia Valutaria (art. 9, D.Lgs. n. 231/2007);
regime applicabile ai cc.dd. money transfer (Titolo II, Capo V, D.Lgs. n. 231/2007), nonché agli operatori del settore del gioco (art. 52, 53 e 64, D.Lgs. n. 231/2007);
disciplina sanzionatoria per i soggetti obbligati (Titolo V, D.Lgs. n. 231/2007);
utilizzabilità ai fini fiscali dei dati e delle informazioni acquisite ai sensi della normativa antiriciclaggio (art. 9, comma 9, D.Lgs. n. 231/2007).
La stessa circolare analizza, poi, la nuova regolamentazione organica del settore dei compro oro, introdotta dal citato D.Lgs. n. 92/2017.
Prima del provvedimento della Guarda di finanza qui richiamato, occorreva fare riferimento al Volume I della circolare n. 83607/2012.
Il 14 luglio 2017 il Consiglio Nazionale Forense ha aggiornato le proprie FAQ relative agli "adempimenti antiriciclaggio per gli avvocati".
In questa occasione la Commissione antiriciclaggio del CNF ha annunciato l'aggiornamento con il seguente comunicato:
<<Il 4 luglio 2017 è entrato in vigore il D. Lgs. 90 del 25.5.2017, di recepimento della Direttiva UE 2015/849. La scelta del Governo è stata quella di sostituire integralmente il testo del decreto 231/2007, senza abrogarlo (d’ora innanzi la “Legge Antiriciclaggio”).Le novità più rilevanti per gli Avvocati riguardano:
– l’abolizione dell’obbligo di tenuta del registro dei clienti, fermo restando l’ obbligo diconservazione, tra gli altri, dei documenti di identificazione;
Roma, 14 luglio 2017>>
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro - ha emanato la circolare DT 54071 del 06.07.2017, con la quale ha fornito le proprie indicazioni in merito al procedimento sanzionatorio di cui all’articolo 65 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dall’articolo 5 del D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 (clicca qui per scaricare il documento).
Ai sensi di tale disposizione, le indicazioni operative del MEF si applicano:
a) ai procedimenti per l’irrogazione delle sanzioni per violazione degli obblighi di cui al D.Lgs. n. 231/2007 nei confronti dei soggetti obbligati non sottoposti alla vigilanza delle autorità di vigilanza di settore;
c) ai procedimenti per l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per l’inosservanza dell’obbligo di segnalazione di operazione sospetta, imputabile ai revisori legali e alle società di revisione legale con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico o su enti sottoposti a regime intermedio, ai titolari di funzioni di amministrazione, direzione e controllo dell’ente, salva la competenza della CONSOB all’irrogazione delle sanzioni per violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime imputabili all’ente;
d) ai procedimenti per l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per inosservanza delle disposizioni di cui al Titolo III (Misure ulteriori) del decreto in ordine alla circolazione del contante e dei titoli al portatore, al divieto di apertura e utilizzo di libretti anonimi e all’obbligo di comunicazione al MEF delle suddette violazioni.
Il 5 luglio 2017 è entrato in vigore il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 92, recante <<Disposizioni per l'esercizio dell'attività di compro oro, in attuazione dell'articolo 15, comma 2, lettera l), della legge 12 agosto 2016, n. 170>>.
Il Decreto - volto a contrastare le attività criminali e il fenomeno del riciclaggio connessi all'esercizio di un'attività particolarmente pericolosa, quale quella del "compro oro" - stabilisce una nuova specifica disciplina. Tra gli obblighi imposti agli operatori del settore si citano: (i) l'iscrizione in un registro degli operatori compro oro (in possesso di licenza di pubblica sicurezza); (ii) l'obbligo di identificazione del cliente; (iii) l'obbligo di documentare ogni operazione mediante compilazione di una scheda numerata progressivamente; (iv) l'obbligo di comunicazione delle movimentazioni di oro; (v) l'obbligo di conservazione della documentazione ai fini antiriciclaggio; (vi) l'obbligo di invio all'UIF di segnalazioni di operazioni sospette. La soglia per l'uso del denaro contante è stata dimezzata, portandola a 500 euro. Il Decreto fissa, poi, un apposito quadro sanzionatorio.
Ieri sono iniziati i lavori del tavolo permanente di lavoro MEF-Professioni in materia di normativa antiriciclaggio, che seguirà l'iter di elaborazione dei decreti attuativi delle nuove disposizioni introdotte con il D.Lgs. n. 90/2017, attuativo della IVA Direttiva (approfondisci). Come da dichiarazioni del Viceministro all'Economia Luigi Casero, pubblicate dalla stampa: <<La volontà è quella di attuare le nuove regole sull'antiriciclaggio non introducendo adempimenti che possano appesantire la parte burocratica e amministrativa degli obblighi di segnalazione. ... Per capirci, il tavolo dovrà arrivare a fornire interpretazioni delle norme che non portino ad un aumento degli adempimenti e degli obblighi.>>
Con un comunicato del 4 luglio 2017, l'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia - ha elencato i provvedimenti concernenti profili di competenza della stessa UIF da considerare ancora efficaci e/o applicabili in via transitoria, ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. n. 231/2007, come modificato dal D.Lgs. n. 90/2017, attuativo della IV Direttiva antiriciclaggio; tali provvedimenti sono i seguenti (con la precisazione che i rinvii a norme abrogate, in essi contenuti, “devono intendersi effettuati, in quanto compatibili, alle disposizioni del d.lgs. 231/2007 come modificate dal d.lgs. 90/2017”):
A) SEGNALAZIONI DI OPERAZIONI SOSPETTE
Provvedimento del 4 maggio 2011, recante “Istruzioni sui dati e le informazioni da inserire nelle segnalazioni di operazioni sospette”;
Indicatori di anomalia già emanati dalle competenti Autorità, su proposta della UIF:
​Provvedimento della Banca d’Italia del 30 gennaio 2013
Decreto del Ministro dell’Interno del 17 febbraio 2011, come modificato con Decreto del 27 aprile 2012
Provvedimento della Banca d’Italia del 24 agosto 2010 4. Decreto del Ministro della Giustizia del 16 aprile 2010
Comunicazioni recanti modelli e schemi di comportamento anomali e, in particolare: ​
​Comunicazione UIF del 1° agosto 2016 “Operatività over the counter con società estere di intermediazione mobiliare”
Comunicazione UIF del 18 febbraio 2014 “Operatività con carte di pagamento”;
Comunicazione UIF del 2 dicembre 2013 “Operatività connessa con l'anomalo utilizzo di trust”;
Comunicazione UIF dell'11 aprile 2013 “Operatività connessa con il settore dei giochi e delle scommesse”;
Comunicazione UIF del 23 aprile 2012 “Operatività connessa con le frodi fiscali internazionali e con le frodi nelle fatturazioni”;
Comunicazione UIF del 16 marzo 2012 “Operatività connessa con il rischio di frodi nell’attività di factoring”;
Comunicazione UIF del 9 agosto 2011 “Operatività riconducibile all'usura”;
Comunicazione UIF del 17 Gennaio 2011 “Operatività connessa con le frodi nell’attività di leasing”;
Comunicazione UIF dell’8 luglio 2010 “Operatività connessa con l'abuso di finanziamenti pubblici”;
Comunicazioni della UIF del 15 Febbraio 2010 “Operatività connessa con il rischio di frode sull'IVA intracomunitaria”
Comunicazione UIF del 5 febbraio 2010 “Frodi informatiche”;
Comunicazione UIF del 13 ottobre 2009 “Conti dedicati”;
Comunicazione UIF del 24 settembre 2009 “Imprese in crisi e usura”.
− Comunicazioni con la quali la UIF ha richiamato l’attenzione dei destinatari degli obblighi su determinate operatività a rischio:
Prevenzione del finanziamento del terrorismo internazionale del 18 aprile 2016
Utilizzo anomalo di valute virtuali del 30 gennaio 2015
Utilizzo anomalo di carte di pagamento per prelevamenti di denaro contante del 27 febbraio 2012
B) SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE
Provvedimento del 23 dicembre 2013, recante “Disposizioni per l'invio delle Segnalazioni AntiRiciclaggio Aggregate” e relativi allegati tecnici.
C) ASTENSIONE E OPERAZIONI DI RESTITUZIONE
A partire dall’entrata in vigore del decreto n. 90/2017, i soggetti obbligati non sono più tenuti a inviare alla UIF le comunicazioni relative alle operazioni di restituzione (cd. SMAV) di cui ai Provvedimenti emanati dall’Unità il 6 agosto 2013 e il 10 marzo 2014.
L’articolo 42, comma 1, del d.lgs. 231/2007, come modificato dal D.Lgs. n. 90/2017, prevede infatti che, in caso d’impossibilità oggettiva di effettuare l’adeguata verifica della clientela, i soggetti obbligati si astengano dall’instaurare, eseguire ovvero proseguire il rapporto, la prestazione professionale e le operazioni con il cliente, senza riproporre la disciplina della restituzione al medesimo delle disponibilità di relativa spettanza prima contenuta nell’articolo 23, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 231/2007.
Una nota inserita nel comunicato stampa richiama il vigente art. 10 del D.Lgs. n. 231/2007 per giustificare la mancata inclusione, nel predetto elenco, del decreto del Ministro dell’Interno del 25 settembre 2015 relativo agli indici di anomalia relativi agli uffici della pubblica amministrazione; con l'entrata in vigore delle nuove norme, infatti, le Pubbliche amministrazioni sono ora esonerate dall'obbligo di invio delle SOS (che era stato introdotto a loro carico sin dal 1991).
L'art. 48 del D.Lgs. n. 231/2007, entrato in vigore il 4 luglio scorso, ha introdotto una specifica regolamentazione del whistleblowing nell'ambito della disciplina in materia di antiriciclaggio.
Nel frattempo, presso il Senato è in corso di esame in Commissione il D.D.L. S.2208, recante <<Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato>> (approfondisci).
Il 26.06.2017 - data di entrata in vigore della cd. IV Direttiva antiriciclaggio (direttiva UE 2015/849), la Commissione Europea ha pubblicato una relazione per la valutazione (in ambito europeo) dei rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nell'ambito di diversi settori e prodotti finanziari. La relazione individua le aree più a rischio e le tecniche maggiormente utilizzate dai criminali per il riciclaggio di fondi illeciti (clicca qui per il comunicato stampa).
​Il documento è da porre in relazione ​al vigente art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 231/2007 (<<Analisi nazionale del rischio>>).
Per la valutazione del rischio da parte dei soggetti obbligati si rinvia, invece, all'art. 15 del citato Decreto n. 231 del 2007.
Una prima analisi nazionale del rischio nazione di riciclaggio e terrorismo è stata svolta dal Comitato di sicurezza finanziaria il 4 dicembre 2014 (clicca qui).
alla pag. 34, seconda colonna, all'art. 5, comma 2, nella parte riferita all'articolo 65, comma 1, lett. b), del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, al terzo rigo, dove e' scritto: «... imputabile ai revisori legali e delle societa' di revisione legale ...» leggasi: «... imputabile ai revisori legali e alle societa' di revisione legale ...»;
alla pag. 37, seconda colonna, all'art. 5, comma 3, nella parte riferita all'articolo 72 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, nella rubrica dell'art. 25-octies: dove e' scritto «Art. 25-octies (Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilita' di provenienza illecita)» leggasi: «Art. 25-octies (Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilita' di provenienza illecita, nonche' autoriciclaggio)»; ed ancora, nella parte riferita all'articolo 72 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, al comma 1 dell'art. 25-octies, dove e' scritto: «1. In relazione ai reati di cui agli articoli 648, 648-bis e 648-ter ...» leggasi «1. In relazione ai reati di cui agli articoli 648, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 ...»;
alla pag. 37, seconda colonna, all'art. 5, comma 4, nella parte riferita all'articolo 648-quater del codice penale, nell'alinea: dove e' scritto «4. Dopo l'articolo 648-ter ...» leggasi «4. Dopo l'articolo 648-ter.1»; ed ancora, nella parte riferita all'articolo 648-quater del codice penale, primo comma, al quarto rigo, dove e' scritto: «... per uno dei delitti previsti dagli articoli 648-bis e 648-ter ...» leggasi «... per uno dei delitti previsti dagli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 ...»; ed infine, sempre nella parte riferita all'articolo 648-quater del codice penale, terzo comma, dove e' scritto: «In relazione ai reati di cui agli articoli 648-bis e 648-ter» leggasi: «In relazione ai reati di cui agli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter.1»;
alla pag. 46, prima colonna, all'art. 7, comma 1, lett. a), ultimo rigo, dove e' scritto: «... dalle seguenti: "definite dall'articolo 1, comma 1, lettera c)";» leggasi: «... dalle seguenti: "definite dall'articolo 1, comma 1, lettera d)"».
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2017 (Supplemento ordinario n. 28) il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 - <<Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006>>. In attuazione della c.d. IV direttiva antiriciclaggio (direttiva UE 2015/849), il decreto - che entrerà in vigore il 04.07.2017 - detta misure idonee a tutelare l’integrità del sistema economico e finanziario e la correttezza della condotta degli operatori tenuti alla loro osservanza.
sostituisce le disposizioni antiriciclaggio recate dal D.Lgs. 21 novembre 20007, n. 231;
reca modifiche a numerose altre disposizioni previste da provvedimenti in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo; tra questi: (i) il D.Lgs. 22.06.2007, n. 109, recante <<Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l'attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione della direttiva 2005/60/CE>>; (ii) il D.Lgs. 19.11.2008, n. 195, recante <<Modifiche ed integrazioni alla normativa in materia valutaria in attuazione del regolamento (CE) n. 1889/2005>>; (iii) il D.Lgs. 13.08.2010, n. 141, recante <<Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonche' modifiche del titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanaziario, degli agenti in attivita' finanziaria e dei mediatori creditizi>>.
​Le disposizioni emanate dalle Autorità di vigilanza di settore ai sensi di norme abrogate o sostituite per effetto del Decreto n. 90 del 2017, continuano a trovare applicazione fino al 31 marzo 2018.
​​Relativamente alle modifiche interessanti la disciplina in materia di responsabilità amministrativa degli enti derivante da reato, di cui al D.Lgs. n. 231/2001, si precisa che il decreto n. 90/2017 modifica, tra l’altro, le disposizioni recate dall’art. 55 del D.Lgs. n. 231/2007 (nel testo precedente alle modifiche che entreranno in vigore il prossimo 4 luglio), eliminando la fattispecie criminosa inserita nel quinto comma di tale norma, che qui di seguito si riporta nel testo che resterà in vigore sino al 3 luglio 2017: << 5. Chi, essendovi tenuto (ndr: il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza, il comitato di controllo di gestione, l'organismo di vigilanza di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e tutti i soggetti incaricati del controllo di gestione comunque denominati presso i soggetti destinatari del decreto n. 231/2007), omette di effettuare la comunicazione di cui all'articolo 52, comma 2, e' punito con la reclusione fino a un anno e con la multa da 100 a 1.000 euro.>>
Dal 4 luglio 2017 l’inosservanza degli obblighi di comunicazione degli "organi di controllo", ora collocata nel nuovo art. 59 del D.Lgs. n. 231/2007 (come modificato dal decreto di attuazione della IV Direttiva) sarà punita con sanzione amministrativa; tra i soggetti obbligati alle comunicazioni in discorso non è più inserito l’Organismo di Vigilanza ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001. Qui di seguito si riporta il testo del primo comma della norma appena menzionata: <<Art. 59 (Inosservanza degli obblighi di comunicazione da parte dei componenti degli organi di controllo dei soggetti obbligati). - 1. Ciascun componente degli organi di controllo presso i soggetti obbligati e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 30.000 euro qualora, nell'esercizio della propria funzione, ometta di effettuare le comunicazioni obbligatorie ai sensi dell'articolo 46 del presente decreto.>> Gli "organi di controllo" tenuti a tali comunicazioni obbligatorie sono, infatti, ora costituiti dai "componenti del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione presso i soggetti obbligati".
Nella seduta del 24.05.2017 il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che detta disposizioni più severe in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento delle attività terroristiche, in attuazione della c.d. IV Direttiva antiriciclaggio; tale provvedimento accoglie le indicazioni contenute nei pareri parlamentari (v. News del 10.05.2017).
​Le nuove norme, modificative delle disposizioni recate dal D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, dovranno essere adottate entro il 26 giugno 2017.
Il comunicato stampa del Governo precisa, tra l'altro, quali sono i punti principali della normativa e le prossime novità; tra questi:
i destinatari della normativa antiriciclaggio sono (i) le persone fisiche e giuridiche che operano in campo finanziario e (ii) i professionisti tenuti all’osservanza di specifici obblighi di verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo;
l’ unità di informazione finanziaria (UIF) provvede all'analisi delle segnalazioni delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo; ’approfondimento investigativo delle segnalazioni è effettuato dalla Direzione investiva antimafia (DIA) e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza;
il Comitato di sicurezza finanziaria presso il Ministero dell’economia e delle finanze è l’organismo responsabile dell’elaborazione degli indirizzi strategici in materia di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e dell’analisi nazionale dei relativi rischi;
la platea dei soggetti qualificati come "persone politicamente esposte", nei confronti delle quali devono essere effettuati controlli più approfonditi, è stata ampliata; oltre alle alte cariche dello Stato, ai ministri e parlamentari, ai vertici della magistratura, agli assessori e consiglieri regionali, ai parlamentari europei e ai direttori generale delle Asl e delle aziende ospedaliere, rientrano nella nozione anche i sindaci dei comuni con popolazione non inferiore a 15.000 abitanti e i vertici delle società da questi partecipate;
è stato rafforzato il ruolo della Direzione antimafia e antiterrorismo;
è stato operato il riordino delle sanzioni amministrative, attraverso un sistema di misure graduato in funzione della gravità delle violazioni; viene ridisegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
è stato previsto che le operazioni sospette non possano essere compiute fino a quando non è effettuata la relativa segnalazione; l'UIF ha l'obbligo di dare informazione delle operazioni sospette per motivi di terrorismo anche ai Servizi di sicurezza;
è stato istituito il Registro dei titolari effettivi di persone giuridiche e trust, allo scopo di accrescere la trasparenza e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo;
è stata prevista la centralizzazione, in un’apposita sezione del registro delle imprese, delle informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti fiscali;
è stato razionalizzato il complesso degli adempimenti posti a carico degli attori del sistema, eliminando formalità e tecnicismi in ordine alle modalità di conservazione dei dati e dei documenti, ritenuti eccessivi rispetto alle esigenze di uniforme ed omogenea applicazione del diritto comunitario e, come tali, potenzialmente anticompetitivi;
è stato previsto un adeguato sistema di controllo degli operatori contrattualizzati dalle società di “money transfer”, attività di rimessa di denaro all’estero che presentano un elevato rischio di infiltrazione criminale.
Il 9 maggio 2017 le Commissioni Giustizia e Finanze (2^ e 6^) del Senato hanno espresso parere non ostativo, con condizioni e osservazioni, sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della c.d. IV Direttiva antiriciclaggio - ossia la direttiva (UE) n. 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e l'attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 5 giugno 2015 ed entrata in vigore il 25 giugno 2015) - presentato dal Governo (A.G. n. 389).
Le nuove norme, modificative delle disposizioni recate dal D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, dovranno essere adottate entro il 26 giugno 2017.
La citata direttiva (UE) n. 2015/849 ha modificato il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e ha abrogato la direttiva n. 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione. Essa si è resa necessaria, tra l'altro, ai fini dell'allineamento alle nuove raccomandazioni del GAFI (Gruppo di azione finanziaria internazionale), adottate e ampliate nel febbraio del 2012.
In particolare, come evidenziato da un dossier pubblicato sul sito web del Senato, i principali elementi di riforma al regime vigente sono:
<<- l'introduzione di un approccio basato sul rischio. Alla Commissione europea è affidato il compito di elaborare una valutazione “sovranazionale” dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo presenti nel mercato interno, tenendo conto dei pareri delle autorità europee di supervisione (EBA, EIOPA, ESMA). La Commissione formulerà su tali basi raccomandazioni agli Stati membri circa le misure da adottare alla luce dei rischi individuati. Agli Stati membri è affidata la valutazione dei rischi a livello nazionale e la definizione di adeguate politiche di mitigazione. A loro volta, i destinatari degli obblighi antiriciclaggio sono chiamati a valutare i rischi cui sono esposti e a dotarsi di presidi commisurati alle proprie caratteristiche;
- un nuovo regime degli obblighi rafforzati e semplificati di adeguata verifica della clientela: in particolare, la direttiva mira ad inasprire le norme sull'obbligo semplificato di adeguata verifica eliminando le esenzioni contemplate dalla terza direttiva antiriciclaggio; è inoltre ampliato il campo di applicazione dell'obbligo rafforzato di adeguata verifica, in modo da includervi sia le persone politicamente esposte che occupano importanti cariche pubbliche a livello nazionale sia quelle che lavorano per organizzazioni internazionali;
- nuove misure allo scopo di conferire maggiore chiarezza e accessibilità alle informazioni sulla titolarità effettiva: l'accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva deve essere conforme alle norme sulla protezione dei dati e può essere soggetto a registrazione online e al pagamento di una tassa;
- l'abolizione della cosiddetta "equivalenza positiva" dei Paesi terzi: in base a tale meccanismo, previsto dalla terza direttiva antiriciclaggio, è attualmente possibile consentire esenzioni dagli obblighi di adeguata verifica rispetto ad operazioni che coinvolgano Paesi terzi giudicati equivalenti agli Stati membri per i loro sistemi antiriciclaggio e/o di lotta al terrorismo;
- la previsione di un ampio spettro di sanzioni amministrative che devono essere adottate dagli Stati membri in caso di violazione degli obblighi fondamentali della direttiva (con particolare riguardo all'obbligo di adeguata verifica della clientela, di conservazione dei documenti, di segnalazione di operazioni sospette e di controlli interni). Le sanzioni e le misure adottate dagli Stati membri devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive;
- l'ampliamento e il rafforzamento della cooperazione tra le Unità di informazione finanziaria - FIU (Financial Intelligence Unit) (in Italia, l’Unità di informazione finanziaria per l’Italia - UIF);
- un nuovo e più razionale quadro funzionale previsto per le Autorità europee di vigilanza (dell'Autorità bancaria europea, dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati).
La quarta direttiva, inoltre, introduce innovative previsioni sulla trasparenza e sull’accesso a informazioni relative alla titolarità effettiva di società e trust; richiama l’applicazione delle regole in tema di trattamento dei dati personali, regolandone i rapporti con le esigenze dell’antiriciclaggio. Sul primo tema, viene prevista l’istituzione, in ogni Paese membro, di registri pubblici centrali con informazioni sulla titolarità effettiva di società, enti e trust, accessibili alle autorità competenti e a chiunque sia in grado di dimostrare un legittimo interesse.>>
La consultazione pubblica sullo schema di decreto legislativo predisposto per recepire, entro il 26 giugno 2017, la IV Direttiva antiriciclaggio ed adeguare la normativa nazionale, è aperta sino al 20 dicembre.
Ad oggi la normativa antiriciclaggio è contenuta nel D.Lgs. 21.11.2007, n. 231 - "Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita' criminose e di finanziamento del terrorismo nonche' della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione".