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Timestamp: 2019-06-20 02:51:19+00:00
Document Index: 67062878

Matched Legal Cases: ['art 720', 'art. 720', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Atto di citazione divisione ereditaria, STUDIO LEGALE BOLOGNA assistenza legale eredi, consulenza legale divisione ereditaria | Studio Legale Bologna
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Atto di citazione per divisione ereditaria e assistenza legale eredi
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Nel caso di divisione contrattuale, essa consegue all’accordo dei coeredi.
La divisione ereditaria annovera tre modalità: contrattuale, giudiziale o per testamento.
Per tale accordo quando abbia ad oggetto beni immobili è prevista la forma scritta ad substantiam (articolo 1350, n. 11 del codice civile)
la trascrizione nei registri immobiliari (articolo 2646 del codice civile)
CONVIENE? MEGLIO TRANSAZIONE Atto di citazione divisione ereditaria, assistenza legale eredi, consulenza legale divisione ereditaria
CAUSE TESTAMENTO TRA FRATELLI E EREDI
Giova sottolineare che la giurisprudenza non è sempre univoca nello stabilire la natura dell’interesse dei condividenti che può determinare individuazione dell’assegnatario del bene indiviso.
Secondo alcune decisioni, nella divisione, devono essere preferibilmente seguiti dal giudice i criteri di attribuzione fissati dall’art 720 c.c. salvo deroga solo per gravi motivi che riguardano l’interesse comune dei condividenti. ‘In tema di divisione di cose comuni, per il caso in cui in presenza di un immobile indivisibile o non comodamente divisibile vi sia una pluralità di richieste di assegnazione, i criteri di attribuzione fissati dall’art. 720 c.c. in base ai quali l’immobile medesimo deve essere compreso per intero (con l’addebito dell’eccedenza nella porzione del condividente avente la quota maggiore, ovvero nella porzione di più condividenti ove questi ne chiedano congiuntamente l’attribuzione), devono essere preferibilmente seguiti, nel senso che il giudice se ne può discostare solo per motivi gravi ed attinenti all’interesse comune dei condividenti (Cass. Sez. 2, n. 7588 del 11/07/1995).
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Atto di citazione divisione ereditaria, assistenza legale eredi, consulenza legale divisione ereditaria
Atto di citazione divisione ereditaria, STUDIO LEGALE BOLOGNA assistenza legale eredi, consulenza legale divisione ereditariaSUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
Con citazione notificata in data 27.10.1978 C.M.G., CO.Pr. , C.D.C. ed C.E. , evocavano in giudizio il loro fratello C.P. , chiedendo l’assegnazione congiunta dei beni ereditari loro pervenuti, salvo conguaglio in favore di quest’ultimo, di un piccolo complesso immobiliare relitto ab intestato dalla madre G.M. C.P. , nel costituirsi instava per la divisione pro quota dei beni ereditari e, nel caso di ritenuta indivisibilità di essi, chiedeva l’assegnazione dell’intero immobile in natura, salvo conguaglio a favore degli altri coeredi e la condanna delle attrici al rimborso di somme utilizzate per estinguere debiti materni e di spese anticipate per lavori. L’adito tribunale di Brescia, con sentenza del 18 luglio 2003, riteneva che le quote di proprietà del bene dovevano determinarsi per 2/5 intestate a C.M.G., per 1/5 ad C.E. , per 2/5 a C.P. . Dichiarava l’immobile non comodamente divisibile ed aderendo alla richiesta di assegnazione congiunta del compendio proposta dalle sorelle, titolari insieme di una quota ideale maggiore di quella del fratello Pierino, assegnava alle medesime l’immobile in discorso, e le condannava in solido al pagamento in favore del fratello, di un conguaglio in denaro pari ad Euro 28.921,59, con interessi legali dalla sentenza. La sentenza veniva appellata da C.P. sulla base di 2 motivi, contestando il giudizio di non comoda divisibilità del bene ereditario espresso dal primo giudice e rilevando che il tribunale aveva assegnato l’intero alla sorelle, trascurando che egli aveva sempre abitato in quell’immobile fin dalla nascita, per cui il migliore interesse sarebbe stato per le sorelle conseguire il prezzo e per esso appellante rimanere nella casa in questione. L’adita Corte d’Appello di Brescia n. 686/06 depositata in data 20.7.2006, rigettava l’impugnazione, confermando la sentenza impugnata, rivalutando il credito da conguaglio in Euro 32945,69. La corte distrettuale confermava la non comoda divisibilità del bene in quanto, attese le caratteristiche del cespite, la sua divisione avrebbe comportato una perdita più che proporzionale rispetto al suo valore economico. Rilevava altresì che il giudice, per disattendere la domanda dell’erede che deteneva la quota maggiore di un bene divisibile, doveva trovarsi di fronte ad un grave motivo connesso ad un interesse comune a tutti i condividenti e non – come nella fattispecie – all’interesse di uno solo di essi (C.P. ). Avverso tale sentenza, C.S. e M.L. nonché V.I. quali eredi di C.P. nelle more deceduto, hanno proposto ricorso per cassazione articolato su 2 mezzi, Resistono con controricorso To.Gu. e G. quali eredi di C.M.G. ed C.E. . Con ordinanza pronunciata all’udienza del 26 ott.2009, la Corte ha disposto il rinnovo della notifica del ricorso a Co.Pr. . Gli altri intimati non hanno svolto difese.
Art. 729 Assegnazione o attribuzione delle porzioni L’assegnazione delle porzioni eguali e fatta mediante estrazione a sorte. Per le porzioni diseguali si procede mediante attribuzione. Tuttavia, rispetto a beni costituenti frazioni eguali di quote diseguali, si può procedere per estrazione a sorte (2646, 2685).
Art. 733 Norme date dal testatore per la divisione Quando il testatore ha stabilito particolari norme per formare le porzioni, queste norme sono vincolanti per gli eredi, salvo che l’effettivo valore dei beni non corrisponda alle quote stabilite dal testatore. Il testatore può disporre che la divisione si effettui secondo la stima di persona da lui designata che non sia erede o legatario (706): la divisione proposta da questa persona non vincola gli eredi, se l’autorità giudiziaria, su istanza di taluno di essi, la riconosce contraria alla volontà del testatore o manifestamente iniqua.
Art. 734 Divisione fatta dal testatore Il testatore può dividere i suoi beni tra gli eredi comprendendo nella divisione anche la parte non disponibile (536 e seguenti). Se nella divisione fatta dal testatore non sono compresi tutti i beni lasciati al tempo della morte, i beni in essa non compresi sono attribuiti conformemente alla legge (566 e seguenti), se non risulta una diversa volontà del testatore.
Art. 735 Preterizione di eredi e lesione di legittima La divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari (536) o degli eredi istituiti è nulla. Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi (553 e seguenti).
Art. 736 Consegna dei documenti Compiuta la divisione, si devono rimettere a ciascuno dei condividenti i documenti relativi ai beni e diritti particolarmente loro assegnati. I documenti di una proprietà che è stata divisa rimangono a quello che ne ha la parte maggiore, con l’obbligo di comunicarli agli altri condividenti che vi hanno interesse, ogni qualvolta se ne faccia richiesta. Gli stessi documenti, se la proprietà è divisa in parti eguali, e quelli comuni all’intera eredità si consegnano alla persona scelta a tal fine da tutti gli interessati, la quale ha obbligo di comunicarli a ciascuno di essi, a ogni loro domanda. Se vi è contrasto nella scelta, la persona è determinata con decreto dal pretore del luogo dell’aperta successione (456), su ricorso di alcuno degli interessati, sentiti gli altri.
Capo II: Della collazione
Art. 737 Soggetti tenuti alla collazione I figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati. La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile (556).
Art. 738 Limiti della collazione per il coniuge Non sono soggetti a collazione le donazioni di modico valore fatte al coniuge.
Art. 739 Donazioni ai discendenti o al coniuge dell’erede. Donazioni a coniugi L’erede non è tenuto a conferire le donazioni fatte ai suoi discendenti o al coniuge, ancorché succedendo a costoro ne abbia conseguito il vantaggio. Se le donazioni sono state fatte congiuntamente a coniugi di cui uno è discendente del donante, la sola porzione a questo donata è soggetta a collazione.
Art. 740 Donazioni fatte all’ascendente dell’erede Il discendente che succede per rappresentazione (467) deve conferire ciò che è stato donato all’ascendente anche nel caso in cui abbia rinunziato all’eredità di questo.
Art. 741 Collazione di assegnazioni varie E’ soggetto a collazione ciò che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli all’esercizio di un’attività produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti.
Art. 742 Spese non soggette a collazione Non sono soggette a collazione le spese di mantenimento e di educazione e quelle sostenute per malattia, ne quelle ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze. Le spese per il corredo nuziale e quelle per l’istruzione artistica o professionale sono soggette a collazione solo per quanto eccedono notevolmente la misura ordinaria, tenuto conto delle condizioni economiche del defunto (809). Non sono soggette a collazione le liberalità previste dal secondo comma dell’Art. 770.
Art. 743 Società contratta con l’erede Non è dovuta collazione di ciò che si è conseguito per effetto di società contratta senza frode tra il defunto e alcuno dei suoi eredi, se le condizioni sono state regolate con atto di data certa (2704).
Art. 744 Perimento della cosa donata Non è soggetta a collazione la cosa perita per causa non imputabile al donatario (1256).
Art. 745 Frutti e interessi I frutti (820) delle cose e gli interessi sulle somme soggette a collazione non sono dovuti che dal giorno in cui si è aperta la successione (456).
Art. 746 Collazione d’immobili La collazione di un bene immobile si fa o col rendere il bene in natura o con l’imputarne il valore alla propria porzione, a scelta di chi conferisce. Se l’immobile è stato alienato o ipotecato, la collazione si fa soltanto con l’imputazione.
Art. 747 Collazione per l’imputazione La collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell’immobile al tempo dell’aperta successione (456).
Art. 748 Miglioramenti, spese e deterioramenti In tutti i casi, si deve dedurre a favore del donatario il valore delle migliorie apportate al fondo nei limiti del loro valore al tempo dell’aperta successione (456, 1150). Devono anche computarsi a favore del donatario le spese straordinarie da lui sostenute per la conservazione della cosa, non cagionate da sua colpa. Il donatario dal suo canto è obbligato per i deterioramenti che, per sua colpa, hanno diminuito il valore dell’immobile. Il coerede che conferisce un immobile in natura può ritenerne il possesso sino all’effettivo rimborso delle somme che gli sono dovute per spese e miglioramenti (1152).
Art. 749 Miglioramenti e deterioramenti dell’immobile alienato Nel caso in cui l’immobile è stato alienato dal donatario, i miglioramenti e i deterioramenti fatti dall’acquirente devono essere computati a norma dell’articolo precedente.
Art. 750 Collazione di mobili La collazione dei mobili si fa soltanto per imputazione, sulla base del valore che essi avevano al tempo dell’aperta successione (456, att. 1353). Se si tratta di cose delle quali non si può far uso senza consumarle, e il donatario le ha già consumate, si determina il valore che avrebbero avuto secondo il prezzo corrente (1474) al tempo dell’aperta successione. Se si tratta di cose che con l’uso si deteriorano, il loro valore al tempo dell’aperta successione è stabilito con riguardo allo stato in cui si trovano. La determinazione del valore dei titoli dello Stato, degli altri titoli di credito quotati in borsa e delle derrate e delle merci il cui prezzo corrente è stabilito dalle mercuriali, si fa in base ai listini di borsa e alle mercuriali del tempo dell’aperta successione.
Art. 751 Collazione del danaro La collazione del danaro donato (1923) si fa prendendo una minore quantità del danaro che si trova nell’eredità, secondo il valore legale della specie donata o di quella ad essa legalmente sostituita all’epoca dell’aperta successione (1277 e seguenti). Quando tale danaro non basta e il donatario non vuole conferire altro danaro o titoli dello Stato, sono prelevati mobili o immobili ereditari, in proporzione delle rispettive quote.
Capo III: Del pagamento dei debiti
Art. 752 Ripartizione dei debiti ereditari tra gli eredi I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto (1295, 1315).
Art. 753 Immobili gravati da rendita redimibile Ogni coerede, quando i beni immobili dell’eredità sono gravati con ipoteca da una prestazione di rendita redimibile (1865 e seguenti), può chiedere che gli immobili ne siano affrancati e resi liberi prima che si proceda alla formazione delle quote ereditarie. Se uno dei coeredi si oppone, decide l’autorità giudiziaria. Se i coeredi dividono l’eredità nello stato in cui si trova, l’immobile gravato deve stimarsi con gli stessi criteri con cui si stimano gli altri beni immobili, detratto dal valore di esso il capitale corrispondente alla prestazione, secondo le norme relative al riscatto della rendita (1866), salvo che esista un patto speciale intorno al capitale da corrispondersi per l’affrancazione. Alla prestazione della rendita è tenuto solo l’erede, nella cui quota cade detto immobile, con l’obbligo di garantire (1119) i coeredi.
Art. 754 Pagamento dei debiti e rivalsa Gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione della loro quota ereditaria (1295, 1315 e seguenti) e ipotecariamente per l’intero (2809). Il coerede che ha pagato oltre la parte a lui incombente può ripetere dagli altri coeredi soltanto la parte per cui essi devono contribuire a norma dell’Art. 752, quantunque si sia fatto surrogare nei diritti dei creditori (1201 e seguenti). Il coerede conserva la facoltà di chiedere il pagamento del credito a lui personale e garantito da ipoteca, non diversamente da ogni altro creditore, detratta la parte che deve sopportare come coerede.
Art. 755 Quota di debito ipotecario non pagata da un coerede In caso d’insolvenza di un coerede, la sua quota di debito ipotecario è ripartita in proporzione tra tutti gli altri coeredi.
Art. 756 Esenzione del legatario dal pagamento dei debiti Il legatario non è tenuto a pagare i debiti ereditari, salvo ai creditori l’azione ipotecaria sul fondo legato (2858 e seguenti) e l’esercizio del diritto di separazione (512 e seguenti); ma il legatario che ha estinto il debito di cui era gravato il fondo legato subentra nelle ragioni del creditore contro gli eredi (1203, 2866).
Capo IV: Degli effetti della divisione e della garanzia delle quote
Art. 757 Diritto dell’erede sulla propria quota Ogni coerede è reputato solo e immediato successore in tutti i beni componenti la sua quota o a lui pervenuti dalla successione, anche per acquisto all’incanto (719, 720), e si considera come se non avesse mai avuto la proprietà degli altri beni ereditari (2646, 2825).
Art. 758 Garanzie tra coeredi I coeredi si devono vicendevole garanzia per le sole molestie ed evizioni derivanti da causa anteriore alla divisione (1483 e seguenti). La garanzia non ha luogo, se è stata esclusa con clausola espressa nell’atto di divisione, o se il coerede soffre l’evizione per propria colpa.
Art. 759 Evizione subita da un coerede Se alcuno dei coeredi subisce evizione (1483), il valore del bene evitto, calcolato al momento dell’evizione, deve essere ripartito tra tutti i coeredi ai fini della garanzia stabilita dall’articolo precedente, in proporzione del valore che i beni attribuiti a ciascuno di essi hanno al tempo dell’evizione e tenuto conto dello stato in cui si trovano al tempo della divisione (att. 140). Se uno dei coeredi è insolvente, la parte per cui è obbligato deve essere egualmente ripartita tra l’erede che ha sofferto l’evizione e tutti gli eredi solventi.
Art. 760 Inesigibilità di crediti Non è dovuta garanzia per l’insolvenza del debitore di un credito assegnato a uno dei coeredi, se l’insolvenza è sopravvenuta soltanto dopo che è stata fatta la divisione (1267). La garanzia della solvenza del debitore di una rendita (1864) è dovuta per i cinque anni successivi alla divisione.
Capo V: Dell’annullamento e della rescissione in materia di divisione
Art. 761 Annullamento per violenza o dolo La divisione può essere annullata quando è l’effetto di violenza o di dolo (1434 e seguenti). L’azione si prescrive (2941 e seguente) in cinque anni dal giorno in cui è cessata la violenza o in cui il dolo è stato scoperto (1442).
Art. 762 Omissione di beni ereditari L’omissione di uno o più beni dell’eredità non dà luogo a nullità della divisione, ma soltanto a un supplemento della divisione stessa.
Art. 763 Rescissione per lesione La divisione può essere rescissa quando taluno dei coeredi prova di essere stato leso oltre il quarto (1448 e seguenti). La rescissione è ammessa anche nel caso di divisione fatta dal testatore (734 e seguente), quando il valore dei beni assegnati ad alcuno dei coeredi è inferiore di oltre un quarto all’entità della quota ad esso spettante. L’azione si prescrive (2941 e seguente) in due anni dalla divisione.
Art. 764 Atti diversi dalla divisione L’azione di rescissione è anche ammessa contro ogni altro atto che abbia per effetto di far cessare tra i coeredi la comunione dei beni ereditari. L’azione non è ammessa contro la transazione (1965 e seguenti) con la quale si è posto fine alle questioni insorte a causa della divisione o dell’atto fatto in luogo della medesima, ancorché non fosse al riguardo incominciata alcuna lite.
Art. 765 Vendita del diritto ereditario fatta al coerede L’azione di rescissione non è ammessa contro la vendita del diritto ereditario (477, 1542 e seguenti) fatta senza frode a uno dei coeredi, a suo rischio e pericolo, da parte degli altri coeredi o di uno di essi (14484).
Art. 766 Stima dei beni Per conoscere se vi è lesione si procede alla stima dei beni secondo il loro stato e valore al tempo della divisione.
Art. 767 Facoltà del coerede di dare il supplemento Il coerede contro il quale è promossa l’azione di rescissione può troncarne il corso e impedire una nuova divisione, dando il supplemento della porzione ereditaria, in danaro o in natura, all’attore e agli altri coeredi che si sono a lui associati (1450).
Art. 768 Alienazione della porzione ereditaria Il coerede che ha alienato la sua porzione o una parte di essa non è più ammesso a impugnare la divisione per dolo o violenza, se l’alienazione è seguita quando il dolo era stato scoperto o la violenza cessata. Il coerede non perde il diritto di proporre l’impugnazione, se la vendita è limitata a oggetti di facile deterioramento o di valore minimo in rapporto alla quota.
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By Sergio Armaroli|2019-06-03T09:24:56+02:00Agosto 28th, 2014|ove sussista specifica richiesta in tal senso, principale|0 Comments