Source: http://provpn.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/valutazione-ambientale-autorizzazioni-contributi/FOGLIA4/
Timestamp: 2020-07-03 14:51:13+00:00
Document Index: 181948044

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 27']

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA)
VIA: valutazione d’impatto ambientale
Per valutazione d'impatto ambientale si intende il processo mediante il quale vengono valutati gli impatti ambientali sull’ambiente di un determinato progetto.
La valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita. A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ciascun caso particolare e secondo le disposizioni del D.Lgs. 152/2006, gli impatti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori:
Il decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104 (Attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n. 114) ha apportato alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 numerose e rilevanti modifiche relativamente alle procedure per la valutazione dell’impatto ambientale.
In particolare l’articolo 27-bis del d.lgs. 152/2006 - il Provvedimento autorizzatorio unico regionale - prevede che nel caso di procedimenti di VIA di competenza regionale il proponente presenti all'Autorità competente un'istanza finalizzata al rilascio di tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, concerti, nulla osta e assensi comunque denominati, necessari alla realizzazione e all'esercizio del medesimo progetto e indicati puntualmente in apposito elenco predisposto dal proponente stesso.
Con delibera della Giunta regionale n. 803/2018 la funzione di autorità competente all’adozione del provvedimento autorizzatorio unico regionale è stata assegnata ai Servizi della Direzione centrale ambiente ed energia nell’ambito dei procedimenti autorizzatori o concessori di propria competenza ed al Servizio valutazioni ambientali per i procedimenti autorizzatori o concessori non di competenza dei Servizi della Direzione stessa.
Ai sensi dell’art. 27-bis, comma 7, d.lgs 152/2006 il provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) comprende il provvedimento di VIA e i titoli abilitativi rilasciati per la realizzazione e l'esercizio del progetto.
Il provvedimento di VIA è adottato in conformità all’art. 25, commi 1, 3, 4, 5, 6 del d.lgs 152/2006 e dell’art. 10 e seguenti della L.R. 43/1990.
Dal 13 febbraio 2009 (data di entrata in vigore del d.lgs. 4/2008 di modifica del d.lgs. 152/2006) la documentazione relativa alle istanze di via e assoggettabilità alla VIA (screening) E' consultabile su questo sito alla voce servizi “Pratiche VIA on-line"
procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA
terre e rocce da scavo nei procedimenti regionali in materia di VIA
procedura di screening di VIA e VIA statale
Sono sottoposti a verifica di assoggettabilità a VIA regionale, ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del D.lgs. 152/2006, i progetti previsti nell’allegato IV alla parte seconda del D.lgs. 152/2006 (in applicazione dei criteri e delle soglie definiti dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 30 marzo 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 dell'11 aprile 2015) nonché le modifiche o estensioni dei progetti di cui agli allegati III e IV alla parte seconda del D.lgs. 152/2006, la cui realizzazione potenzialmente possa produrre impatti significativi e negativi, ad eccezione delle modifiche ed estensioni che risultino conformi agli eventuali valori limite stabiliti nel medesimo allegato III.
In relazione alle modifiche o estensioni di progetti di cui alla categoria 8t della parte II del D.Lgs. 152/2006 il proponente, ai sensi della DGR 1178/2015, al fine di verificare la presenza di ripercussioni negative sull’ambiente, ha la facoltà di chiedere al Servizio valutazioni ambientali, di seguito Servizio VA, la valutazione della necessità di attivazione della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA di cui all’art. 19 D.Lgs. 152/2006 mediante specifica istanza, correlata da apposita lista di controllo contenente adeguati elementi informativi.
Il Servizio VA, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta, comunica al proponente l'esito della medesima, indicando se le modifiche o le estensioni debbano essere sottoposti a verifica di assoggettabilità a VIA.
In relazione alle modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti elencati negli allegati III e IV alla parte seconda del D.lgs. 152/2006, il proponente, ai sensi dell’art. 6, comma 9, d.lgs. 152/2006, in ragione della presunta assenza di potenziali impatti ambientali significativi e negativi, ha la facoltà di chiedere al Servizio VA, trasmettendo adeguati elementi informativi tramite apposita lista di controllo, una valutazione preliminare al fine di individuare l'eventuale procedura da avviare.
Il Servizio VA, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di valutazione preliminare, comunica al proponente l'esito della medesima, indicando se le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici debbano essere sottoposti a verifica di assoggettabilità a VIA, a VIA, ovvero non rientrino nelle categorie di VIA o screening di VIA.
Il decreto ministeriale n. 52 del 30.03.2015 recante le "Linee guida per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti di competenza delle Regioni e delle Province Autonome, previsto dall’articolo 15 del Decreto Legge 91/2014" ha integrato i criteri tecnico-dimensionali e localizzativi utilizzati per la fissazione delle soglie già stabilite nell’Allegato IV alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006 per le diverse categorie progettuali, individuando ulteriori criteri contenuti nell’Allegato V alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006 (“Cumulo con altri progetti”, “Rischio di incidenti” e “Localizzazione dei progetti”).
La sussistenza di almeno uno dei criteri comporta la riduzione al 50% delle soglie fissate nel sopra citato Allegato IV; detta riduzione si applica ai progetti relativi ad opere o interventi di nuova realizzazione. Resta automatico l’assoggettamento a VIA dei nuovi progetti ricadenti, anche parzialmente, in aree naturali protette, ovvero all'interno di siti della rete Natura 2000.
Il proponente per l’espletamento della procedura di verifica di assoggetabilità alla VIA è tenuto a:
- presentare istanza al Servizio valutazioni ambientali della Direzione centrale ambiente ed energia unitamente a:
lo studio preliminare ambientale in formato elettronico, redatto in conformità a quanto contenuto nell'allegato IV-bis alla parte II del D.Lgs. 152/2006;
lo studio di incidenza (se dovuto) in formato elettronico redatto ai sensi della scheda 3 dell’allegato B della DGR 1323/2014 e firmato da tecnico del settore naturalistico-ecologico;
eventuale progetto;
Entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul sito web della Regione, chiunque abbia interesse può far pervenire le proprie osservazioni al Servizio valutazioni ambientali.
Il Servizio valutazioni ambientali può richiedere chiarimenti e integrazioni al proponente, per una sola volta, che devono essere trasmessi entro e non oltre i successivi quarantacinque giorni. Su richiesta motivata dal proponente può essere concessa la sospensione dei termini per la presentazione delle integrazioni richieste per un periodo non superiore a novanta giorni.
Nei 45 giorni successivi alla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni, ovvero entro 30 giorni dalla consegna delle integrazioni, la procedura si conclude con decreto del Direttore centrale dell’ambiente ed energia, previo parere della Commissione tecnico-consultiva VIA.
Tutta la documentazione afferente al procedimento, nonché il provvedimento finale, sono pubblicati sul sito istituzionale della Regione.
Sono sottoposti a valutazione di impatto ambientale:
b) i progetti di cui all'Allegato IV alla Parte II del decreto legislativo 152/2006, elativi a opere o a interventi di nuova realizzazione, che ricadono, anche parzialmente, all’interno di aree naturali protette come definite dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, ovvero all’interno di siti della rete Natura 2000;
c) le modifiche o estensioni dei progetti elencati nell’allegato III alla parte seconda del D.lgs. 152/2006, che comportano il superamento degli eventuali valori limite ivi stabiliti;
d) le modifiche o estensioni dei progetti elencati negli allegati III e IV alla parte seconda del D.lgs. 152/2006, qualora, all'esito dello svolgimento della verifica di assoggettabilità a VIA, l'autorità competente valuti che possano produrre impatti ambientali significativi e negativi;
e) i progetti di cui all’allegato IV alla parte seconda del D.lgs. 152/2006, qualora all'esito dello svolgimento della verifica di assoggettabilità a VIA, in applicazione dei criteri e delle soglie definiti dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 30 marzo 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 dell'11 aprile 2015, l'autorità competente valuti che possano produrre impatti ambientali significativi e negativi.
Il proponente deve presentare istanza all’Autorità competente al rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) ai sensi della DGR 803/2018, unitamente alla documentazione e gli elaborati progettuali previsti dalle normative di settore e necessari per l’espletamento delle istruttorie finalizzate all’acquisizione dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all’esercizio del progetto in oggetto. In particolare ai fini della VIA unitamente all’istanza il proponente deve presentare:
- gli elaborati progettuali aventi un livello informativo e di dettaglio almeno equivalente a quello del progetto di fattibilità come definito dall'articolo 23, commi 5 e 6, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici) o, comunque, con un livello tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti ambientali;
- lo studio di impatto ambientale riportante i contenuti individuati nell’allegato VII alla parte seconda del D.lgs. 152/2006;
- lo studio di incidenza redatto ai sensi della scheda 3 dell’allegato B della DGR 1323/2014 e firmato da tecnico del settore naturalistico-ecologico;
- le informazioni sugli eventuali impatti transfrontalieri del progetto ai sensi dell'articolo 32 del D.lgs. 152/2006;
- l'avviso al pubblico, con i contenuti indicati dall'articolo 24, comma 2, del D.lgs. 152/2006;
- i risultati della procedura di dibattito pubblico eventualmente svolta ai sensi dell'articolo 22 del D.lgs. 50/2016.
La documentazione sopra citata viene pubblicata sul presente sito della Regione su "Pratiche VIA on-line".
Sul medesimo sito web viene anche pubblicata la relativa documentazione istruttoria.
La pubblicazione sul sito web dell'avviso al pubblico tiene luogo alla comunicazione di avvio del procedimento. Dalla data di pubblicazione dell'avvio decorre il termine di 60 giorni per la consultazione del pubblico.
Il provvedimento di VIA viene reso nell'ambito del procedimento autorizzatorio unico regionale di cui all'art. 27-bis del D.lgs. 152/2006.
Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo prodotte in cantieri di grandi dimensioni di opere sottoposte a VIA. (articolo 2, comma 1, lettera f) del DPR 120/2017)
Qualora il proponente di un’opera soggetta a VIA intenda gestire le terre e rocce da scavo prodotte in cantieri di grandi dimensioni in qualità di sottoprodotti ai sensi dell’articolo 184 bis del d.lgs. 152/06, dovrà attestare il rispetto delle condizioni e requisiti stabiliti al capo I e II del titolo II del DPR 120/2017. In particolare va redatto uno specifico “piano di utilizzo” conforme ai contenuti di cui all’allegato 5 del DPR 120/2017 e trasmesso al servizio V.A. e all’ARPA almeno 90 giorni prima dell’inizio lavori e comunque prima della conclusione del procedimento di VIA (o, alternativamente AIA in caso di opere soggetto a VIA e AIA).
Piano preliminare di utilizzo delle terre e rocce da scavo riutilizzate in sito, escluse dalla disciplina dei rifiuti, prodotte in opere o attività sottoposte a VIA. (articolo 24, comma 3, del DPR 120/2017)
Qualora il proponente di un’opera o attività soggetta a VIA intenda escludere le terre e rocce da scavo prodotte e riutilizzate in sito dalla disciplina sui rifiuti, dovrà attestare il rispetto dei requisiti e condizioni indicati all’articolo 185, comma 1, lettera c) del d.lgs. 152/06. La sussistenza di tali condizioni e requisiti va effettuata in via preliminare, in funzione del livello di progettazione e in fase di stesura del SIA, attraverso la presentazione al Servizio V.A. e all’ARPA di un “piano preliminare di utilizzo in sito delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti” avente in contenuti indicati all’articolo 24 comma 3 del DPR 120/2017.
Sono sottoposti alla procedura di screening di VIA e VIA di competenza statale i progetti rispettivamente di cui all’Allegato II-bis e II alla Parte II del D.Lgs. 152/2006.
Su tali progetti la Regione può esprimere un parere ai sensi dell’art. 24, comma 3 del D.Lgs. 152/2006, per i progetti sottoposti a VIA, e delle osservazioni, ai sensi dell'art. 19, comma 4, nel casi di progetti sottoposti a screening di VIA.
Al fine dell’espressione del sopra citato parere, la Regione può acquisire il parere del Comune sul cui territorio è prevista la realizzazione dell'opera e degli altri Comuni eventualmente interessati.
La documentazione relativa alle procedure di competenza statale è consuntabile sul sito del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Normativa: Procedura di verifica (screening) e di V.I.A. regionale
Legge regionale 7 settembre 1990, n.43
“Ordinamento nella Regione Friuli - Venezia Giulia della valutazione di impatto ambientale”
Si informa che le esclusioni dalle procedure di valutazione ambientale previste dall’art. 5 bis della L.R. 43/1990 (Ordinamento nella Regione Friuli - Venezia Giulia della valutazione di impatto ambientale), disposte ai sensi dell’art. 6, comma 9, del d.lgs. 152/2006, sono implicitamente abrogate in quanto il citato art. 6, comma 9, nella sua formulazione originale, non è più vigente poichè è stato sostituito integralmente nel suo contenuto dall’art. 15, comma 1, lett. d), D.L. 24 giugno 2014, n.91, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 116.
DGR 1178/2015
"Applicazione del decreto del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 52 del 30 marzo 2015 concernente 'linee guida per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti di competenza delle regioni e province autonome (allegato iv alla parte seconda del dlgs 152/2006)"
DGR 2151/2017
"Prime direttive per lo svolgimento delle procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di screening di VIA a seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 104/2017 al D.Lgs. 152/2006"
DGR 803/2018
"DLGS 152/2006 art. 27-bis Individuazione dell'autorità competente al rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale"
Normativa: Utilizzo terre e rocce da scavo (formato PDF)
"Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164"
Normativa: Procedura di V.I.A. statale
Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale