Source: http://www.studiocarugnoecimarelli.it/news/archives/11-2015
Timestamp: 2020-03-28 23:59:25+00:00
Document Index: 139979822

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 52', 'art. 71', 'art.72', 'art. 20']

IL GOVERNO APPROVA LA DEPENALIZZAZIONE
Giustizia: dal Consiglio dei Ministri ok a 2 dlgs su depenalizzazioni e sanzioni pecuniarie per reati che non prevedono il carcere
Il Consiglio dei Ministri odierno ha approvato due schemi di decreto legislativo che riguardano norme in materia di depenalizzazione e norme che abrogano reati e introducono illeciti con sanzioni pecuniarie civili. Si tratta di provvedimenti sostenuti a gran voce da magistratura e avvocatura e che rispondono agli obiettivi di:
avere innanzitutto sanzioni più rapide, incisive ed efficaci, producendo quindi entrate che vengono effettivamente incassate dallo Stato e risparmi per i costi dei tanti procedimenti;decongestionare la giustizia penale da migliaia e migliaia di procedure lunghe, spesso inutili e costose;assicurare una più efficace repressione dei reati socialmente più gravi.
Disposizioni in materia di depenalizzazione (decreto legislativo – esame preliminare)
L’obiettivo della riforma – in attuazione della legge delega approvata dal Parlamento ad aprile 2014 - è quello di trasformare alcuni reati di assai lieve entità (nessuno dei quali prevedeva il carcere) in illeciti amministrativi sia per rendere più effettiva ed incisiva la sanzione, assicurando al contempo una più efficace repressione dei reati più gravi, sia anche per deflazionare il sistema processuale penale.
Si ritiene infatti che rispetto a tali illeciti abbia più forza di prevenzione una punizione certa in tempi rapidi che la minaccia di un processo penale lungo e costoso che per il particolare carattere dell’illecito e per i tempi stessi che scandiscono il procedimento penale rischia di causare una mancata sanzione.
Lo schema del decreto riprende le proposte della commissione ministeriale (costituita con D.M. 27 maggio 2014) presieduta dal professor Francesco Palazzo, ordinario di diritto penale a Firenze, e si articola in interventi sia sul codice penale che sulle leggi speciali.
Il criterio generale seguito è quello di depenalizzare i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale e una serie di reati presenti invece nel codice penale.
8) elezioni;
9) finanziamento ai partiti;
10) proprietà intellettuale e industriale.
Si segnala in particolare, per i suoi benefici effetti sui tempi della giustizia penale, la riforma del reato di omesso versamento delle somme trattenute dal datore di lavoro come contribuiti previdenziali e assistenziali e a titolo di sostituto di imposta, ove l’importo non superi euro 10 mila annui, ciò consentirà di deflazionare migliaia e migliaia di procedimenti penali che intasano le aule dei tribunali. Il datore di lavoro non sarà punito nemmeno sul piano amministrativo nel caso provveda al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione.
Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili (decreto legislativo – esame preliminare)
L’obiettivo della riforma è quello di costruire una sanzione più efficace ed effettiva nei confronti di illeciti di più scarsa offensività, ma che comunque meritano una risposta adeguata da parte dello Stato.
Si ritiene che la certezza di una sanzione pecuniaria civile di carattere economico e del risarcimento del danno abbia più forza di prevenzione e di tutela della persona offesa riguardo a tali illeciti rispetto ad un eventuale, ma molto spesso non effettivo, processo penale.
E’ davvero innovativa la previsione di una sanzione pecuniaria civile, che ha natura pubblicistica ed è devoluta allo Stato, e che si aggiunge al risarcimento del danno nei confronti della persona offesa.
Con 156 sì, 85 no e 14 astenuti l'aula del Senato ha approvato ieri il ddl recante "disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", noto come Collegato Ambientale (testo allegato in basso). Il provvedimento tornerà ora all'esame della Camera.
Il ddl contiene tantissime misure che riguardano diversi ambiti: mobilità sostenibile, economia circolare, prevenzione del rischio idrogeologico, servizio idrico, rifiuti, acquisti verdi della Pubblica amministrazione e altro ancora.
Bonifica amianto: via al credito d'imposta del 50% - articolo 56
Vengono introdotti incentivi per le imprese, attraverso il credito d’imposta del 50% delle spese sostenute e ripartito in tre quote annuali, a favore dei titolari di reddito d'impresa che effettuano, nell'anno 2016, interventi di bonifica dell'amianto su beni e strutture produttive. L'investimento dovrà essere di almeno 20.000 euro e avvenire sul territorio italiano. Limite di spesa complessivo della misura: 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Servirà un decreto attuativo da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Viene inoltre istituito un apposito fondo per promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici, con una dotazione finanziaria di 5,536 milioni di curo per l'anno 2015 e di 6,018 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Anche qui servirà un decreto attuativo del MinAmbiente.
Fine vita fotovoltaico - art. 41
Biomasse e biogas: via libera all'uso dei sottoprodotti da lavorazione olio e zucchero - art. 12
35 milioni per ciclabili, car pooling e mobilità sostenibile nelle città - art. 4
Acquisti verdi della pubblica amministrazione - art. 15
Un fondo per il rischio idrogeolgico - art. 52
Oil Free Zone - art. 71
Strategia delle Green Community - art.72
Un nuovo marchio volontario “Made Green in Italy” - art. 20
collegato_ambientale.pdf
PROCESSO TELEMATICO CIRCOLARE ESPLICATIVA
Con la circolare del 23.10.2015 il ministero della Giustizia aggiorna gli adempimenti delle Cancellerie dei tribunali riguardanti il Processo Civile Telematico (così sostituendo le precedenti circolari del 27 giugno e 28 ottobre 2014). Le principali novità rispetto alle versioni precedenti riguardano la messa a disposizione del presidente del tribunale, impegnato nella designazione del giudice, della cosiddetta «copia informale» dell'atto introduttivo depositato in modalità telematica; il divieto di richiedere nuovamente il contributo unificato a seguito del passaggio della causa dal vecchio al nuovo registro successivamente individuato come pertinente; l'obbligo di accettare il deposito cartaceo per la domanda di ingiunzione di pagamento europea; l'inserimento nei registri di cancelleria dell'intero collegio giudicante e di tutti i difensori delle parti; e infine la trasmissione alla Corte d'appello del fascicolo del processo di primo grado completo degli eventuali atti e verbali redatti su supporto cartaceo.
In primis, però, via Arenula ricorda che alla luce delle recenti novità normative, sia in Tribunale che in Corte di appello, le modalità di deposito degli atti processuali di parte sono le seguenti: per l'atto introduttivo o primo atto difensivo il deposito è telematico o cartaceo a scelta della parte (in caso di deposito telematico, questo è l'unico a perfezionarsi), mentre per gli atti natura endoprocessuali, dal 30 giugno scorso, il deposito è esclusivamente telematico, indipendentemente dalla data di instaurazione della controversia.
Copie informali - Il Ministero precisa che la messa a disposizione del giudice della copia informale non sostituisce né si aggiunge al deposito telematico, costituendo soltanto una modalità pratica di messa a disposizione del giudice di atti processuali trasposti su carta. Pertanto esse non devono essere formalmente inserite nel fascicolo processuale. In considerazione dell'eccezionalità del momento, inoltre, dovrà essere sempre assicurata da parte della cancelleria, ove il giudice ne faccia richiesta, la stampa di atti e documenti depositati telematicamente. Infine, qualora il Presidente debba assegnare procedimenti introdotti con modalità telematiche, al fine di poter esaminare il contenuto dell'atto introduttivo, la cancelleria dovrà sempre provvedere alla stampa.
Conseguenze dell'iscrizione della causa in un registro diverso da quello di pertinenza - In questi casi la cancelleria non potrà richiedere il versamento di un nuovo contributo unificato per tale seconda iscrizione al ruolo (in quanto è solo avvenuto un passaggio del medesimo atto introduttivo da un ruolo ad un altro dello stesso ufficio), ma soltanto l'eventuale integrazione dello stesso in conseguenza della diversità del rito.
Domanda di ingiunzione di pagamento europea – In questo caso la previsione della facoltà di deposito cartaceo dell'istanza è necessaria al fine di garantire anche a soggetti stranieri, privi di difensore, la possibilità di presentare la domanda di ingiunzione, come previsto dall'articolo 24 del regolamento (CE)1896/2006. Le cancellerie, dunque, dovranno accettare il deposito, su supporto cartaceo, della modulistica relativa alle domande di ingiunzione europea di pagamento.
Inserimento nei registri di cancelleria dell'intero collegio - Siccome dal 30 giugno 2015, come si è visto, il deposito degli atti endoprocessuali nelle cause pendenti avanti alle corti d'appello, avviene esclusivamente mediante invio telematico, la circolare raccomanda di inserire nei registri di cancelleria, per ciascun procedimento, non solo il nominativo del giudice relatore, secondo la prassi diffusa, ma anche quello degli altri membri del collegio.
Trasmissione del fascicolo del processo di primo grado alla corte d'appello - La progressiva entrata in vigore dell'obbligo, o, a seconda dei casi, della facoltà di deposito telematico di atti e documenti processuali ha determinato la formazione di fascicoli processuali “ibridi”. Per cui, vi sarà un'alta percentuale di casi di impugnazione di sentenze pronunciate all'esito di giudizi nel corso dei quali erano stati depositati sia atti su supporto cartaceo che atti “telematici”. Pertanto, al fine di consentire al giudice d'appello di conoscere pienamente i fatti di causa, le cancellerie dei tribunali dovranno trasmette agli omologhi uffici delle corti d'appello, oltre al fascicolo telematico del giudizio di primo grado anche gli atti e i verbali redatti su supporto cartaceo presenti nel fascicolo d'ufficio, nonché una stampa su carta del registro “storico” del processo.