Source: https://www.file-pdf.it/2014/03/05/battaglina-richiesta-riesame-2/
Timestamp: 2019-04-19 08:56:44+00:00
Document Index: 107074897

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.142', 'art. 142', 'art. 142', 'art. 142', 'art.54', 'art. 67', 'art. 142', 'art. 4', 'art. 151', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 151', 'art. 151']

Battaglina Richiesta riesame 2 - File PDF .it
Battaglina Richiesta riesame 2 .pdf
Nome del file originale: Battaglina Richiesta riesame 2.pdf
Titolo: Battaglina Richiesta riesame 2
Autore: XP2
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PREG.MI PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA CALABRIA
P.T. GIUSEPPE SCOPELLITI E DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO
POLITICHE DELL’AMBIENTE DELLA REGIONE CALABRIA P.T. INGEGNER
BRUNO GUALTIERI.
RICHIESTA DI RIESAME E DI REVOCA
INTEGRATA AMBIENTALE PER UN IMPIANTO DI SMALTIMENTO E
RECUPERO RIFIUTI DENOMINATO “ ISOLA ECOLOGICA BATTAGLINA ”.
RICHIESTA ULTERIORE AFFINCHÉ SI DIA IMMEDIATA COMUNICAZIONE
DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ALLA COMPETENTE
SOPRINTENDENZA EX ART. 151, N. 4 DEL DECRETO LEGISLATIVO 29
OTTOBRE 1999, N.490 ED AFFINCHÈ SI PRENDA ATTO DEI VINCOLI
PAESAGGISTICI ED IDROGEOLOGICI NONCHÉ DELL’IMPOSSIBILITA’ DI
APPROVARE LA MUTAZIONE DI DESTINAZIONE DI AREA GRAVATA DA
RICHIESTA DI URGENTE RISCONTRO POSITIVO
Spett.le Nucleo VIA-VAS -IPPC presso Dipartimento Politiche dell’Ambiente
Egregio Direttore Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio della
Egregio Dirigente Generale Dipartimento Agricoltura Foreste
Egregio Dirigente ARPACAL Servizio Tematico Suolo e Rifiuti
Egregio Dirigente Settore Tutela Ambientale presso Provincia Catanzaro
Egregio Comandante NOE presso Caserma Provinciale dei Carabinieri
Egregio Prefetto di Catanzaro
Egregio Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro
Egregio Presidente del Consiglio Regionale della Calabria
Il Comitato “ No Discarica Battaglina ”, in persona del Presidente già Maresciallo
dei Carabinieri Espedito Marinaro, con sede presso il Municipio di Girifalco, in vico
Garibaldi, costituito da cittadini facenti parte del comprensorio di Cortale, Borgia,
Girifalco, Caraffa, Amaroni, San Floro, nonché i Consiglieri Comunali del Comune
di Borgia Ing. Domenico Tavano (anche nella qualità di membro del medesimo
Comitato), Dottor Tommaso Esposito e Giovanni Maiuolo, assistiti dall’avv.
Salvatore Gullì,
- Che in località Battaglina, nel Comune di San Floro, in un terreno di proprietà del
Comune di Borgia, riportato in Catasto del Comune di San Floro al Foglio 1 part. 7
(parte) e 11 (parte) ed in una minuscola superficie della particella 47, la Sirim s.r.l.,
con sede legale in Contrada Cutura di Settingiano (CZ), ha avviato lavori di
realizzazione di un impianto di smaltimento e recupero rifiuti denominato “ Isola
ecologica Battaglina ”, avente dimensioni gigantesche (trattandosi di impianto
appartenente al Codice IPPC 5.1. “ Impianti per l’eliminazione o il recupero di rifiuti
pericolosi…”, 5.4. “ Discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una
capacità totale di oltre 25.000 tonnellate, ad esclusione delle discariche per i rifiuti
inerti ” ;
- Che tali lavori sono stati autorizzati con decreto regionale n. 16278 dell’8/9/2009
(doc. 1) adottato dal Dirigente Generale p.t. del Dipartimento Politiche dell’Ambiente
di Codesta Regione Dottor Giuseppe Graziano, mediante cui è stato espresso apposito
giudizio di compatibilità ambientale favorevole ed è stata appunto anche rilasciata
autorizzazione integrata ambientale per un impianto di smaltimento e recupero rifiuti
denominato “ Isola ecologica Battaglina ”;
- Che tale autorizzazione è stata assunta dal menzionato Dirigente Generale p.t. di
Codesta Regione previa visione, fra l’altro, del decreto legislativo 18/2/2005 n.59
“ Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione
integrale dell’inquinamento ”, del regolamento regionale 21/8/2007 n. 5 “ Procedura
di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) ”, del regolamento
regionale n. 3 del 4/8/2008 “regolamento regionale delle procedure di valutazione di
impatto ambientale ”, dei pareri rispettivamente del Nucleo VIA-VAS-IPPC,
dell’Arpacal, del Comune di San Floro, dell’ASP di Catanzaro, del Dipartimento
Agricoltura, Foreste e Forestazione ed infine presa visione dei verbali delle
conferenze di servizio;
- Che, in particolare, il citato parere del Nucleo VIA-VAS-IPPC
Dipartimento Politiche dell’Ambiente - doc. 2 - , acquisito agli atti della Regione
Calabria in data 4/8/2009 (prot. 16933), a pag. 26-27, ha riportato testualmente che,
da un sopralluogo effettuato in data 11/2/2008, “ l’area ricade in zona boscata….
derivante da rimboschimento..”, “ risulta interamente percorsa e danneggiata
da incendio ” “ risulta distante dall’alveo del torrente a valle a circa 150 metri”,
“ dal punto di vista geomorfologico l’intervento modificherebbe sostanzialmente
il sistema di deflusso delle acque meteoriche ”,
“ l’ area è compresa in zona
sismica di cat. 1 ”, “ dal certificato di destinazione urbanistica d’uso rilasciato dal
Comune di San Floro, risulta che l’area su cui dovrà essere realizzato il
progetto:….è sottoposta a vincolo tutorio-forestale; è soggetta a tutela ai sensi
dell’art.142 del Dlgs 42/2004; ” “ la discarica per rifiuti inerti prevede anche lo
smaltimento di rifiuti contenenti amianto ”, “ il nucleo abitativo più vicino è
segnalato a 1 Km….(ci potrebbero essere pericoli per gli abitanti a causa della
possibile dispersione di fibre di amianto provenienti dalla discarica, perché è
sottovento rispetto alla direzione
prevalente dei venti) ”, “ dai sondaggi
effettuati la coltre sedimentaria affiorante risulta costituita in profondità da
litologie comprendenti prevalentemente conglomerati e sabbie…Tali litologie
poggiano su argille…”, “ il sito occupato dalla discarica comprende un’intera
area interessata da un sistema idrico superficiale, costituito da fossi e incisioni
con orli e scarpate a volte instabili ”, “ la suddetta discarica non è prevista dal
Piano Gestione Rifiuti 2007 della Regione Calabria
”, “ il suddetto piano
prevede che nella Provincia di Catanzaro
le discariche di rifiuti urbani
attualmente presenti ed in via di ampliamento (Catanzaro e Lamezia) soddisfano
ampiamente il fabbisogno impiantistico della stessa Provincia ” ;
- Che il medesimo parere del Nucleo VIA-VAS-IPPC, a pag. 28, ha chiesto alla
Sirim s.r.l. il rispetto di prescrizioni operative contenute nel decreto legislativo n. 151
del 2005 ed in particolar quelle secondo cui per le discariche “ non potranno essere
conferiti rifiuti pericolosi ”, “ dovrà essere mantenuta una distanza minima di 1000
metri dalle abitazioni più vicine ”, “ dovrà essere acquisita autorizzazione
paesaggistica ”, “ dovrà essere acquisito Nulla Osta Paesaggistico ”, “ dovrà
essere acquisito Nulla Osta Idrogeologico ”;
- Che, per quanto asserito, il parere del Nucleo VIA-VAS-IPPC, nella sostanza,
non può assolutamente considerarsi positivo e tale da legittimare il rilascio
dell’autorizzazione ambientale integrata nonché il giudizio di compatibilità
ambientale favorevole;
- Che l’A.R.P.A.C.A.L. (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della
Calabria), in persona del Dirigente del Servizio Tematico Suolo e Rifiuti, con nota del
25/2/2009 (doc. 3), ai fini della redazione del piano di monitoraggio e controllo della
discarica, ha richiesto al citato Nucleo VIA-VAS-IPPC apposite informazioni in
merito ai vincoli legislativi, avendo anch’essa ravvisato “ il vincolo tutorio
forestale ” ai sensi dell’art. 142 del Decreto Legislativo n. 42 del 22/1/2004,
secondo cui “ sono aree tutelate dalla legge ” “ i territori coperti da foreste e da
boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincoli di
rimboschimento ” e “ le zone gravate da usi civici ” (così, testualmente la citata
disposizione di legge ai punti g ed h del comma 1);
- Che, con riferimento al parere della Amministrazione Provinciale di Catanzaro,
consta che il Dirigente del Settore Tutela Ambientale p.t., con nota del 8/6/2009
(doc. 4), abbia comunicato l’impossibilità di “ definire ” il parere paesaggistico
di competenza “ in quanto alla data odierna non è pervenuto alcun progetto
redatto ai sensi del Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 12/12/2005 ”
(così testualmente), decreto presidenziale, quest’ultimo, indicante gli appositi
contenuti della relazione paesaggistica che deve corredare l’istanza di
autorizzazione paesaggistica, contenuti costituenti
“ la base di riferimento
essenziale per la verifica della compatibilità paesaggistica ” (così, testualmente nel
medesimo D.P.C.M.);
- Che anche l’Amministrazione Provinciale, in persona del Dirigente del Settore
Tutela Ambientale p.t., con nota del 4/3/2009 (doc. 5), ha ravvisato che l’area sia
“ soggetta a tutela paesaggistica ai sensi dell’art. 142 del già citato decreto
legislativo n. 42/2004 ”, tanto che si è appunto riservata di rilasciare l’autorizzazione
paesaggistica, previa acquisizione del relativo progetto esecutivo redatto ai sensi del
menzionato DPCM 12/12/2005 ;
- Che il Dipartimento Agricoltura e Foreste, in persona dei Dirigenti di Servizio p,t,,
in un apposito verbale di sopralluogo del 22 aprile 2009 (doc. 6), ha riscontrato che
l’area risultasse “ percorsa dal fuoco ”e che la stessa fosse interessata da un
“ piano di coltura e conservazione ”;
- Che, oltretutto, il parere del 27/5/2009 (doc. 7) del medesimo Dipartimento
Agricoltura e Foreste Forestazione cui l’autorizzazione ambientale integrata ha fatto
riferimento consta avere solo natura preliminare, tant’è che in esso è testualmente
precisato che “ la compatibilità nei confronti della tutela del paesaggio…..sarà
valutata in sede di conferenza ”;
- Che già nelle epigrafi dei verbali delle conferenze di servizi istruttorie non si è mai
sottaciuto che l’area sia tutelata ai sensi dell’art. 142 del decreto legislativo 42 del
2004 e ivi si è constatata la significativa assenza della competente
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio (docc. 8);
- Che, evidentemente, in assenza di una relazione paesaggistica ai sensi del
12/12/2005, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il
Paesaggio mai avrebbe potuto dare un parere favorevole (tanto da appunto
ritenere inutile la stessa presenza alle conferenze dei servizi);
- Che la sostanza manifestamente preclusiva dei pareri succitati e l’espresso
riferimento ai vincoli di legge avrebbe dovuto indurre il Dirigente Generale p.t.
presso il Dipartimento Politiche Ambiente a negare l’autorizzazione integrata
ambientale, nonché il giudizio di compatibilità ambientale favorevole;
- Che, nondimeno, il Comune di San Floro, in persona del Responsabile dello
sportello unico per l’edilizia, in data 5/7/2010, considerato, come accennato, il
rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale da parte del Direttore Generale del
Dipartimento Politiche dell’Ambiente, ha a sua volta accordato alla Sirim s.r.l.
apposito permesso di costruire n. 2/2010 ( doc. 9);
- Che, nonostante l’esistenza di un apposito piano di coltura e di conservazione
del terreno avente natura boschiva, il terreno su cui è prevista la realizzazione della
discarica è stato concesso alla Sirim s.r.l. dal proprietario Comune di Borgia, e ciò
con delibera di Consiglio Comunale del Comune di Borgia n. 52 del 7/11/2007 ( doc.
- Che più di recente il Comune di Borgia, con delibera di Consiglio Comunale n.22
del 29/7/2013 ( doc. 11), ha approvato “ il mutamento temporaneo di destinazione
per anni quaranta dei terreni di uso civico ”, su cui è prevista la realizzazione
della discarica, incaricando il Sindaco pro tempore di Borgia ad inoltrare al
Presidente della Giunta Regionale istanza di mutamento temporaneo di destinazione
dei terreni “ di uso civico ” e dando atto che il mutamento di destinazione d’uso dei
terreni “ non interrompa il demanio o patrimonio civico ”;
- Che anche il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato Spanò
Salvatore, in sede di indagini di polizia giudiziaria (di cui è stata chiesta di recente la
riapertura), ha acclarato a mezzo di apposita informativa del 30/7/2010 - doc. 12 (rilevante, ai fini della presente richiesta, esclusivamente per gli aspetti
amministrativi) che il terreno in località Battaglina del Comune di San Floro dove è
prevista la realizzazione della discarica abbia natura boscata - terreno peraltro fatto
oggetto di incendio in data 7/8/2007 - e che sullo stesso sia impresso un vincolo
idrogeologico di tipo inibitorio ai sensi del RD 3267/23 e del RD 1126/26. In
particolare, il precitato Comandante ha indicato gli atti fondamentali da cui si evince
incontestabilmente l’esistenza di detto vincolo idrogeologico, e segnatamente, il
verbale di collaudo del terreno redatto in data 12/6/1996, il piano di coltura e di
conservazione dello stesso terreno del 12/6/1996 redatto ai sensi dell’art.54 del RD
3267/23 e dell’art. 67 del RD 1126/26 ed il verbale di riconsegna del medesimo
terreno al Comune di Borgia in data 30/9/1996 ( docc. 13);
- Che il medesimo Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato ha altresì
acclarato l’esistenza sul terreno dove è prevista la realizzazione della discarica
dell’ulteriore vincolo paesaggistico ambientale ai sensi dell’art. 142 lett. g) ed h)
del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 “ Codice dei beni culturali e del
paesaggio ”. In particolare, come accennato, il precitato articolo 142, con apposita
rubrica “ aree tutelate per legge ”, alle lettere g) ed h), ha infatti incluso fra le aree
protette dalla legge rispettivamente “ i territori coperti da foreste e da boschi,
ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincoli di
rimboschimento ” e “ le zone gravate da usi civici ”.
- Che parimenti il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato ha
verificato che il terreno su cui deve realizzarsi la discarica sia gravato da usi civici e
che, per conseguenza, debba applicarsi la legge n. 1766 del 16/6/1927, oltre che la
legge regionale n.18 del 21/8/2007 “ norme in materia di usi civici ” . In
particolare, gli artt. 14 e 15 di quest’ultima legge conferiscono ai comuni, fra l’altro,
le funzioni di gestione degli usi civici, attribuendo comunque alla Giunta Regionale
poteri di controllo ai fini dell’efficacia delle determinazioni e dei provvedimenti
comunali ed attribuendo all’autorità regionale altri poteri.
- Che infine il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato ha dedotto che
assuma rilievo e valore giuridico la disposizione di cui all’art. 4 del decreto
legislativo del 18 maggio n. 227/2001 “ orientamento e modernizzazione del settore
forestale ”, secondo cui “ costituisce trasformazione del bosco in altra
destinazione d’uso del suolo ogni intervento che comporti l’eliminazione della
vegetazione esistente finalizzata a un’utilizzazione del terreno diversa da quella
forestale ”, trasformazione ritenuta dal comma 2 del medesimo articolo 4
“ vietata ” “ fatte salve le autorizzazioni rilasciate dalle regioni in conformità
all’art. 151 del decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 ”, secondo cui le
medesime regioni “ danno immediata comunicazione alla competente
soprintendenza ”, così che “ il Ministero può in ogni caso annullare, con
provvedimento motivato, l’autorizzazione regionale entro i sessanta giorni
successivi alla ricezione della relativa comunicazione ”;
- Che il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato ha ancora ravvisato
l’ulteriore vincolo da incendio, come accennato, verificatosi il 7/8/2007, e ciò, ai
sensi dell’art. 10 della legge 21 novembre 2000 n. 353 “ legge-quadro in materia di
incendi boschivi ”, secondo cui “ le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano
stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella
preesistente all’incendio per almeno quindici anni. ”. Ha inoltre constatato
l’improvvisa interruzione da parte del Comune di San Floro del procedimento inteso
a formalizzare l’istituzione del catasto incendi “ comprensivo anche di quello di
notevole entità e portata verificatosi il 7/8/2007 ”.
- Che oltretutto il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato ha
addirittura riscontrato l’acquisizione agli atti della procedura di “ un nulla osta
idrogeologico n. 13403 con data illeggibile, indirizzato alla ditta Siracusa (cioè al
legale rappresentante della Sirim), relativo però ad un nulla osta idrogeologico
per banalissimi movimenti di terra su terreni privi di copertura arborea ubicati
in un’altra superficie (al foglio 6 del Comune di San Floro) ”
- così,
testualmente) - ;
- Che peraltro, alla luce dei vincoli legislativi più volte richiamati - vincoli, come più
volte ribadito, illegittimamente disattesi - non si sarebbe potuto assolutamente
giustificare il dissequestro della discarica adottato dal P.M. con provvedimento del
14/9/2012, considerato che, nella vicenda, si era pronunciata la Corte di Cassazione
Penale, Sez. III, la quale, con la sentenza n. 16592 del 28/4/2011 (doc. 13 bis) aveva
rigettato il ricorso della Sirim s.r.l. avverso il provvedimento di sequestro della
discarica in località “ Battaglina ed aveva opportunamente ritenuto che il Tribunale
del Riesame avesse correttamente applicato l’art. 10 della legge-quadro in
materia di incendi boschivi, disposizione, come già accennato, secondo cui “ le
zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non
possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per
almeno quindici anni ”. Oltretutto, significativamente, la stessa Corte di Cassazione
aveva valutato corretto il riferimento del Tribunale del Riesame “ alla presenza
di un vincolo idrogeologico ”, e dunque, secondo la stessa Corte, era appunto da
“ ritenere configurabile la violazione paesaggistica ”; atteso che “ come emerge
infatti dal ricorso e dal provvedimento impugnato, l’area in questione è boscata. Tale
sua natura comporta la sua collocazione nelle aree tutelate per legge, in ragione di
quanto esposto dall’articolo 142, comma primo, lettera g) D.L.vo n. 42/2204 ” (così,
testualmente, la Suprema Corte);
- Che, considerate le preclusioni legislative, la circostanza che negli anni novanta i
Sindaci p.t. del Comune di Borgia per ragioni - meramente locali - contingibili ed
urgenti ed in un lasso di tempo assai circoscritto abbiano adottato ordinanze
finalizzate all’utilizzo di una minuscola parte del terreno per uso discarica - peraltro
si è dinanzi a provvedimenti comunque manifestamente illegittimi -; tale
circostanza non avrebbe potuto giustificare il provvedimento di dissequestro dell’area
- ma quest’ultimo profilo esula ovviamente dagli aspetti amministrativi - e, quel che
più conta, non avrebbe potuto assolutamente giustificare l’esito favorevole del
procedimento autorizzatorio avente ad oggetto
un impianto di dimensioni
smisurate ;
- Che di recente il Comune di San Floro, preso atto delle numerose proteste dei
cittadini del comprensorio e delle iniziative del Comitato “ No Discarica Battaglina ”,
ha ritenuto di dover acquisire un parere pro veritate in tema di usi civici da parte di
un docente universitario, nel quale parere si evidenzia l’illegittimità di un
mutamento di destinazione dell’area in questione in quanto gravata da usi civici
e nel quale si evidenzia inoltre che la stessa area sia “ sottoposta alla preventiva
autorizzazione paesaggistica ”. Il medesimo Ente Locale ha anche acquisito una
nota del Sindaco di Girifalco p.t. nella quale è evidenziato che il permesso di
costruire sia stato emesso in violazione del limite di 1000 metri imposto dal Nucleo
VIA, considerata la presenza, nella frazione Carruse di Girifalco, di insediamenti
abitativi a distanza inferiore da quanto ammissibile.
Essendo perciò emersa la
necessità “ di procedere a specifici accertamenti con tutti gli Enti coinvolti nel
procedimento ”, il Comune di San Floro, con delibera di Consiglio Comunale n. 2
del 3/1/2014 (doc. 14), ha sospeso il permesso di costruire per almeno 120 giorni,
autorizzando la Giunta Comunale a nominare una apposita commissione tecnica e ad
avviare una conferenza di servizi “ per effettuare un esame approfondito e definitivo
della questione ”;
- Che ancor più recentemente la Giunta Comunale di Borgia, con deliberazione n. 4
del 7/1/2014 (doc. 15), ha proposto al Consiglio Comunale del medesimo Comune
l’avvio del procedimento di annullamento della delibera di Consiglio Comunale
n. 22 del 29/7/2013, mediante la quale, come detto, era stato approvato il
mutamento temporaneo di destinazione del terreno gravato da usi civici;
- Che le comunità del comprensorio sono allarmate per gli effetti ambientali
devastanti e per i gravissimi pregiudizi alla salute pubblica che deriverebbero dalla
realizzazione della gigantesca discarica - che diventerebbe appunto per dimensioni
una delle più grandi d’Europa - (tanto che la partecipazione di tutti i cittadini alle
iniziative di protesta è stata oltremodo numerosa, così da rendere possibile una
raccolta di oltre tremila firme nella sola cittadina di Borgia);
- Che i lavori di realizzazione dell’impianto procedono a ritmi veloci, così che si
rende urgente l’accoglimento della presente richiesta in tempi quanto più celeri sia
- Che l’art. 9 Cost., come è noto, “ tutela il paesaggio ” e l’art. 2 Cost. “ riconosce e
garantisce i diritti inviolabili dell’uomo ” ;
- Che la Carta Europea delle Autonomie Locali approvata nel 1987 dal Consiglio
d’Europa considera “ le collettività locali ” “ uno dei principali fondamenti di ogni
regime democratico ”.
Ciò in breve premesso, i componenti del Comitato “ No discarica Battaglina ”
a Codesto Presidente della Giunta Regionale della Calabria p.t. Giuseppe Scopelliti
ed a Codesto Dirigente Generale p,t. del Dipartimento Politiche dell’Ambiente della
Regione Calabria ingegner Bruno Gualtieri di voler riesaminare il decreto regionale
n. 16278 dell’8/9/2009 adottato dal Dirigente Generale del Dipartimento Politiche
dell’Ambiente, mediante cui è stato espresso apposito giudizio di compatibilità
ambientale favorevole ed è stata rilasciata alla Sirim s.r.l. autorizzazione integrata
ambientale per un impianto di smaltimento e recupero rifiuti denominato “ Isola
ecologica Battaglina ”, onde adottare una revoca del medesimo provvedimento,
considerata l’esistenza del vincolo idrogeologico di tipo inibitorio, del vincolo
paesaggistico ambientale, della normativa in tema di usi civici da applicarsi al
terreno di cui si tratta, della normativa in tema di orientamento e
modernizzazione del settore forestale e della normativa in tema di incendi
boschivi; considerato inoltre che gli stessi atti del procedimento, e segnatamente
i pareri e le note del Nucleo VIA, dell’Arpacal, del Dipartimento Agricoltura e
Foreste hanno riscontrato ed evidenziato i vincoli più volte menzionati;
considerata altresì l’assenza di un nulla osta paesaggistico da parte della
competente Soprintendenza, il disattendimento delle disposizioni di cui al
D.P.C.M. 12/12/2005 in materia paesaggistica, e considerati la sostanziale
volontà di riesame e di resipiscenza manifestati di recente dal Comune di San
Floro e dal Comune di Borgia.
Chiedono comunque a Codesto Presidente della Giunta Regionale della Calabria p.t.
ed a Codesto Dirigente Generale del Dipartimento Politiche dell’Ambiente della
Regione Calabria p.t. di voler applicare il disposto di cui all’art. 4 del decreto
legislativo 18 maggio 2001 n. 227 in tema di divieto di trasformazione di bosco, in
combinazione con l’art. 151 del decreto legislativo 29/10/1999, n. 490, nella parte
cui obbliga la Regione a “ dare immediata comunicazione ” delle autorizzazioni
“ alla competente soprintendenza ”, così da consentire l’esercizio in capo al
competente Ministero del potere “ in ogni caso di annullare, con provvedimento
motivato, l’autorizzazione regionale
entro i sessanta giorni successivi alla
ricezione della relativa comunicazione ”.
Considerate le evidenti violazioni di legge, confidano nel senso di responsabilità di
Codesto Presidente della Giunta Regionale della Calabria p.t. e di Codesto Dirigente
Generale del Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria p.t..
Resta inteso che, qualora non si dovesse ritenere doveroso il riesame e la revoca
richiesti con la presente istanza, l’eventuale omissione di comunicazione
dell’autorizzazione alla competente soprintendenza ex art. 151 del decreto
legislativo 29/10/1999, n. 490 costituirebbe un ulteriore vizio della stessa
autorizzazione e costringerebbe gli istanti a proporre ricorso al competente Tribunale
Amministrativo Regionale per la Calabria.
Chiedono inoltre a Codesto Presidente della Giunta Regionale della Calabria p.t. ed a
Codesto Dirigente Generale del Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione
Calabria p.t., di prendere atto che il Comune di Borgia, considerato che l’area è
gravata da usi civici tutelati per legge, abbia opportunamente e doverosamente
avviato un procedimento di annullamento della irrazionale delibera di Consiglio
Comunale del Comune di Borgia n. 22 del 29/7/2013, mediante cui, come detto, era
stato approvato un illegittimo mutamento temporaneo di destinazione per anni
quaranta del terreno in questione, delibera comunale che
Codesta Regione
evidentemente non avrebbe mai potuto approvare in quanto manifestamente
Vogliano perciò Codesto Presidente della Giunta Regionale della Calabria p.t. e
Calabria p.t. determinarsi positivamente ai fini del riesame e della revoca del decreto
regionale n. 16278 dell’8/9/2009 adottato dal Dirigente Generale del Dipartimento
Politiche dell’Ambiente di Codesta Regione e Vogliano riscontrare in ogni caso la
presente richiesta - inviata per conoscenza alle autorità indicate in epigrafe - quanto
prima possibile e comunque entro trenta giorni dal ricevimento della stessa.
Borgia, 9/1/2013
Avv. Salvatore Gullì
Documento PDF Battaglina Richiesta riesame 2.pdf
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