Source: https://www.davidemura.com/lart-11-cost-cessione-di-sovranita-come-limitazione-270/
Timestamp: 2019-12-08 22:16:02+00:00
Document Index: 159176212

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 81', 'art. 11', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ']

L’art. 11 Cost. e la cessione di sovranità come limitazione – Davide Mura
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Pubblicato il 11 Giugno 2018 3 Dicembre 2019
Ne accennai già nel lontano 2012 sul mio vecchio blog, a margine dell’approvazione della famigerata legge costituzionale sul pareggio di bilancio (pareggio bilancio), quando ancora in pochi parlavano di #sovranità; lo feci, in realtà, in un contesto non sovranista (che all’epoca era per me un movimento del tutto sconosciuto o quasi), dopo essermi imbattuto quasi casualmente (cercavo fonti giuridiche che parlassero della modifica dell’art. 81) in alcune sentenze della Corte Costituzionale sull’efficacia delle norme europee nell’ordinamento interno. Tanto fu casuale, che non mi occupai più della questione, anche perché quel blog poi venne chiuso e mi dedicai ad altro[1. Infatti fu uno degli ultimi articoli che scrissi per il mio vecchio blog, che chiusi ad ottobre. Intanto, la denuncia sull’uso improprio di questa norma sarebbe andata avanti, sostenuta con determinazione da altri colleghi sovranisti, oggi piuttosto noti negli ambienti del sovranismo italiano (come Giuseppe Palma e Marco Mori, e anche l’ottimo Luciano Barra Caracciolo), il cui merito è quello di aver divulgato il problema e averlo fatto conoscere alla massa. Qualche anno prima – seppure negli ambienti ristretti del mondo accademico – ne parlò Aldo Bernardini, nel suo libro La sovranità violata nei processi normativi internazionali ed europei, Editoriale Scientifica, 2001.].
Ho già accennato su primoarticolo.it i dubbi che sollevò in costituente l’art. 11, nella parte in cui consente limitazioni di sovranità. Per riassumere: qualcuno (l’on. Cevolotto) ritenne sarebbe stato inopportuno introdurre nella Carta Costituzionale l’impegno a consentire limitazioni di sovranità, seppure in condizioni di parità con gli altri Stati e seppure per finalità quali la costruzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni (approfondimento). E ne aveva ben ragione – dico io – perché questa norma è stata poi impropriamente utilizzata per legittimare (costituzionalmente) un progetto politico (l’UE, ma prima ancora la CE) che, invero, se per un verso poco o nulla aveva a che vedere con la costruzione di un ordinamento che assicurasse la pace e la giustizia fra le nazioni, per l’altro verso ha comportato, nei decenni successivi, indebite cessioni di sovranità a organismi e poteri sovranazionali, sottratta alla legittimazione democratica.
Per capirlo è necessario focalizzarci meglio sul concetto di sovranità. Questa attiene all’originarietà dello Stato e al fatto che esso – Stato – inteso come ente giuridico, non discenda da un altro ordinamento sovraordinato, ovvero non abbia sopra di sé un ordinamento dal quale promani il proprio potere sovrano (teoria monistica). Uno Stato, dunque, può dirsi sovrano quando superiorem non recognoscens, e cioè quando non riconosce alcun ordinamento a sé superiore o prevalente ovvero ancora legittimante, e dunque sia esso stesso supremo (supremazia dell’ordinamento statale), trovando nella propria originarietà la legittimazione del proprio potere d’imperio e della propria indipendenza esterna.
Cosa è accaduto dunque con l’art. 11 e l’Unione Europea (ex #CEE e CE)? Fermo restando che ne parlerò ancora e diffusamente, qui mi limiterò a dire che la norma – che prevede appunto limitazioni di sovranità per le finalità che abbiamo potuto leggere – è stata utilizzata per dare copertura costituzionale alle cessioni di pezzi di sovranità a quella che poi sarebbe diventata l’Unione Europea. Come ciò sia potuto accadere è un mistero relativo, poiché l’opera erosiva della sovranità e il modus procedendi non sono racchiusi in documenti top secret, ma in pubbliche sentenze: quelle della Corte di Giustizia Europea da una parte, che hanno affermato più volte la primazia del diritto comunitario sul diritto interno (paradigmatica è la sentenza Enel/Costa del 1964) e quelle della Corte Costituzionale che, quasi all’unisono con le pronunce della Corte europea, hanno utilizzato proprio l’art. 11 per legittimare la prevalenza del diritto comunitario sul diritto interno (il riferimento storico è la sentenza n. 183/1973 – ne parlerò), ivi comprese le norme costituzionali che non rappresentino i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano e i principi di tutela delle persona umana (i cosiddetti controlimiti, di cui parlerò in altra occasione).
Categorie: Diritto, Economia, PoliticaEtichette: ce, cee, cessione, controlimiti, guerra, limitazione, ONU, pareggio di bilancio, primoarticolo.it, sovranismo, sovranità, stato, ue
Costituzione e solidarietà sociale, economica e politica