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Timestamp: 2018-01-22 04:07:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 217', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 45', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 209']

Fattura elettronica - WikiPA
La fattura elettronica è un documento informatico il cui contenuto deve essere nel tempo immutabile e non alterabile. Con la legge di stabilità 2013 (Legge n. 228/2012) anche il nostro Paese ha finalmente recepito la Direttiva 45/2010/UE del 13 luglio 2010, che introduce delle novità nelle norme in materia di fatturazione.
Nello specifico, uno degli interventi di maggiore impatto (a seguito del quale è stata anche emanata la Risoluzione n. 1/E della Agenzia delle Entrate) è quello sulla numerazione delle fatture: per le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2013, la fattura deve contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoco.
Un’ulteriore novità consiste nella riformulata nozione di fattura elettronica, per la quale ora deve intendersi tale la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico (art. 217 della Direttiva 45/2010/UE); inoltre, si precisa che la fattura, cartacea o elettronica, si ha per emessa all'atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente.
La Direttiva 2010/45/UE ha in effetti modificato la definizione pregressa di fattura elettronica: mentre, infatti, la nozione utilizzata in precedenza era incentrata sulla “trasmissione o messa a disposizione per via elettronica” dei dati oggetto di fatturazione, la nuova definizione di fattura elettronica è imperniata sul riferimento all’emissione o alla ricezione in formato elettronico del documento fattura. Con la nuova formulazione, dunque, si è inteso distinguere ancor più nettamente il concetto di fattura elettronica ai sensi della Direttiva 2010/45/UE dalla nozione di fattura in formato digitale o telematico.
1 Obblighi amministrativi e fiscali
2 Data di formazione e data di emissione
3 La maturità del quadro normativo in Italia
La fattura elettronica è, da un punto di vista contenutistico, del tutto equivalente ad una fattura cartacea, e come questa, deve essere annotata in appositi registri, secondo le indicazioni fornite dall'art. 12, comma 2, del D.P.R. 633/72 e integrate dal D.Lgs. 52/2004.
Fatture passive - Per la previsione contenuta nell'art. 1 del D.P.R. 100/1998 (IVA);
La nuova normativa stabilisce che le fatture elettroniche sono conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze adottato ai sensi dell'articolo 21, comma 5, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente.
Inoltre, il nuovo art. 39 del D.P.R. n. 633/1972 specifica poi che “il luogo di conservazione elettronica delle stesse, nonché dei registri e degli altri documenti previsti dal presente decreto e da altre disposizioni, può essere situato in un altro Stato, a condizione che con lo stesso esista uno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza”.
Sulla questione, già la Direttiva 2006/112/CE aveva sancito l’obbligo di archiviazione di copie delle fatture, sia cartacee che elettroniche, prevedendo che potesse essere il soggetto passivo a stabilire il luogo di archiviazione dei documenti fiscalmente rilevanti, a condizione che lo stesso, ove necessario, mettesse prontamente a disposizione delle autorità competenti tutte le fatture o informazioni archiviate.
Tuttavia, è necessario specificare che questa previsione non consente di ritenere che un soggetto passivo possa scegliere di applicare le regole di tenuta/conservazione relative a uno Stato diverso da quello in cui esso risiede.
Infine, occorre rilevare che attualmente, nonostante gli interventi riformatori della Direttiva 45/2010/UE, permane la sostanziale mancanza di armonizzazione della normativa in materia di conservazione delle fatture: ciò significa che deve continuare ad applicarsi la disciplina sulla corretta tenuta e conservazione della contabilità vigente nello Stato di residenza del soggetto passivo.
La C.M. 45/E del 19 ottobre 2005 associa l'apposizione del riferimento temporale con il momento della formazione della fattura elettronica; in pratica l'equivalente della stampa su carta per la fattura tradizionale, ossia il momento in cui il documento inizia ad esistere.
Pertanto l'apposizione delle firma elettronica qualificata non è la data di emissione, ma la data di formazione della fattura elettronica.
Fatture elettroniche: è la data di trasmissione per via elettronica, ai sensi dell'art. 21 comma 1 del D.P.R. 633/1972.
Un'ulteriore conferma dell'interpretazione proposta deriva dall'art. 3 del D.P.R. 68/2005 e dall'art. 45 del D.Lgs. n. 82/2005, in base ai quali "il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario, se reso disponibile all'indirizzo elettronico da questi dichiarato".
La possibilità di emettere e conservare le fatture in solo formato digitale, è stata introdotta nell'ordinamento italiano dal Decreto Legislativo del 20 febbraio 2004 n. 52 che ha recepito la Direttiva 2001/115/CE del Consiglio del 20 dicembre 2001, e dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004. Decorsi tre anni dalla loro emanazione, e con la pubblicazione da parte dell’Amministrazione Finanziaria delle Circolari interpretative necessarie a chiarire le novità introdotte, si può oggi affermare che il quadro normativo di riferimento risulta ragionevolmente completo e chiaro. Il quadro è ragionevolmente completo, anche alla luce della Circolare n.36/E del 6 dicembre 2006 che ha specificato meglio alcuni elementi su cui vi era incertezza di interpretazione. Nonostante manchino all’appello un paio di provvedimenti, come indicato dalla Circolare stessa ([1] provvedimento di cui all’art. 5 del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004, che dovrà riportare gli ulteriori dati ed elementi identificativi da comunicare alle competenti Agenzie fiscali; [2] provvedimento di cui all’art. 6 del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004, che dovrà riportare le modalità per l’esibizione in via telematica dei documenti conservati digitalmente), il quadro normativo consente l’immediata adozione di soluzioni di fatturazione elettronica o di conservazione sostitutiva con rischi legati all’incertezza interpretativa estremamente limitati o pressoché nulli. Con l’approvazione della Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 art. 209, 210, 211, 212, 213 (Conv. Legge finanziaria 2008) è stato, infine, introdotto l’obbligo di emettere fatture esclusivamente in formato elettronico nei confronti della Pubblica Amministrazione. Rimangono infatti molto pochi i punti su cui il legislatore non si è apertamente espresso – quali ad esempio la data emissione fattura in caso di fatturazione elettronica, la possibilità o meno di firmare a lotti nella conservazione – ed è opportuno in questo momento intendere questi aspetti come elemento di flessibilità e non di incertezza. È comunque sempre possibile interpretare i punti aperti in maniera restrittiva, mettendosi così al riparo da eventuali ulteriori provvedimenti legislativi che facciano espresse richieste sulle modalità di esecuzione dei processi di fatturazione elettronica e conservazione sostitutiva. Rimane in molti dei non addetti ai lavori la percezione di una normativa difficoltosa e ancora parzialmente confusa. Innegabilmente, una buona dose di complessità deriva dalla confluenza e contaminazione reciproca tra la normativa tecnica sulla de materializzazione delle fatture e dei documenti tributari e la già di per sé complessa normativa fiscale. Da un lato infatti ne deriva una difficoltà di interpretazione della normativa fiscale da parte degli addetti avente estrazione informatica, e dall’altro un'altrettanto difficile interpretazione della normativa tecnica da parte degli addetti aventi estrazione amministrativa. La difficoltà nell’interpretare entrambe le normative, ma soprattutto nel coordinarle correttamente, non va però intesa come deficit di chiarezza nella normativa in sé, ma piuttosto come un indicatore forte della necessità di formare nuove figure professionali, quali ad esempio il responsabile della conservazione, in grado di governare con sicurezza e in modo responsabile i processi di fatturazione elettronica.
Nota 1: Il ricorso a sistemi di scambio delle fatture basati sull’EDI (Electronic Data Interchange) può essere considerato fatturazione elettronica anche senza la firma digitale e il riferimento temporale qualora i sistemi attraverso cui i dati vengono trasmessi garantiscano l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto.
Report 2007 Fatturazione elettronica: benefici non solo sulla carta, Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, www.osservatori.net [1]
Report 2008 La fatturazione elettronica come “chiave di volta” nella collaborazione tra imprese, banche e PA, Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, www.osservatori.net [2]
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