Source: http://slideplayer.it/slide/4985533/
Timestamp: 2017-06-24 14:40:26+00:00
Document Index: 180682638

Matched Legal Cases: ['art. 171', 'art. 392', 'art. 420', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 6', 'art. 617', 'art. 617', 'art. 617', 'sentenza ']

Lezione n. 11 Crimini informatici. Per crimine informatico intendiamo ogni comportamento previsto e punito dal codice penale o da leggi speciali in cui. - ppt scaricare
PubblicatoLetizia Valli
Presentazione sul tema: "Lezione n. 11 Crimini informatici. Per crimine informatico intendiamo ogni comportamento previsto e punito dal codice penale o da leggi speciali in cui."— Transcript della presentazione:
Lezione n. 11 Crimini informatici
Per crimine informatico intendiamo ogni comportamento previsto e punito dal codice penale o da leggi speciali in cui qualsiasi strumento informatico o telematico rappresenti un elemento determinante ai fini della qualificazione del fatto di reato.
Crimini informatici Sulla base di questa definizione, quindi, possono essere individuate tre categorie di crimini informatici: quelli qualificati tali dal codice penale quelli previsti da leggi speciali, ad esempio –riproduzione abusiva di software (art. 171 bis lda) –furto di dati personali (codice a protezione dei personali) quelli riconducibili a fattispecie che si realizzano anche senza l’uso di strumenti informatici ma che assumono portata o aspetti diversi in relazione a tale uso, ad esempio –Estorsione –Furti di dati –Furto di identità –Reati finanziari –......
I reati informatici previsti dal codice penale articoliFattispecie 392 cpEsercizio arbitario delle proprie ragioni con violenza su un sw o sistema inf. o tel. 420 cpDanneggiamento e distruzione di sistemi informatici e telematici di pubblica utilità 491 bis cpFalso in documenti informatici 615 ter cpAccesso abusivo ad un sistema informatico o telematico 615 quater cpDetenzione e diffusione abusiva di codici di accesso ai sistemi informatici o telematici 615 quinquies cp Diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico 616 cpViolazione, sottrazione e soppressione di corispondenza informatica e telematica 617 quater cpIntercettazione, impedimento, o interruzione di comunicazioni informatiche o telematiche 617 quinquies cp Installazione di apparecchiature atte ad intercettare impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche 617 sexies cpFalsificazione, alterazione o sopressione del contenuto di comunicazioni inf. o tel. 621 cpRilevazione del contenuto di documenti segreti informatici 623 bis cpComunicazioni e conversazioni informatiche: assimilazione 635 bis cpDanneggiamento di sistemi informatici e telematici 640 ter cpFrode informatica
art. 392 c.p. Esercizio abusivo delle proprie ragioni con violenza sulle cose Si ha, altresì, violenza sulle cose allorché un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico
art. 420 c.p. Danneggiamento ad un impianto di pubblica utilità Chiunque commette un fatto diretto a danneggiare o distruggere impianti di pubblica utilità, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da uno a quattro anni. La pena di cui al primo comma si applica anche a chi commette un fatto diretto a danneggiare o distruggere sistemi informatici o telematici di pubblica utilità, ovvero dati, informazioni o programmi in essi contenuti o ad essi pertinenti. Se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento dell'impianto o del sistema, dei dati, delle informazioni o dei programmi ovvero l'interruzione anche parziale del funzionamento dell'impianto o del sistema la pena è della reclusione da tre a otto anni
Danneggiamento ad un impianto di pubblica utilità Ai fini della sussistenza del reato di attentato a impianti di pubblica utilità, la nozione di impianto indica il complesso di strutture, apparecchi, attrezzature e congegni concorrenti ad uno stesso scopo ed indispensabili per un determinato fine. In tale nozione rientra una centralina telefonica o armadio di distribuzione, avente la funzione di convogliare e smistare, attraverso i congegni e i cavi in essa contenuti, il traffico delle utenze di una determinata area, ai fini del normale svolgimento del servizio telefonico. (Nella specie, è stata ritenuta danneggiamento di impianto di pubblica utilità la manomissione di cavi di una centralina telefonica finalizzata alla perpetrazione di un furto). Cassazione Penale Sez. II, sent. n. 8178 del 12-10-1983
art. 615 ter (estratto) Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo è punito con la reclusione fino a tre anni (...) art. 615-quater (estratto) Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procura, riproduce, diffonde, comunica o consegna codici, parole chiave o altri mezzi idonei all'accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo, è punito con la reclusione sino ad un anno e con la multa sino a lire dieci milioni. (...) art. 615 quinquies (estratto) Chiunque diffonde, comunica o consegna un programma informatico da lui stesso o da altri redatto, avente per scopo o per effetto il danneggiamento di un sistema informatico o telematico, dei dati o dei programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti, ovvero l’interruzione totale o parziale o l’alterazione del suo funzionamento, è punito con la reclusione sino a due anni e con la multa sino a lire venti milioni.
art. 615 ter cp Con la previsione dell'art. 615-ter cod. pen., introdotto a seguito della legge 23 dicembre 1993 n. 547, il legislatore ha assicurato la protezione del "domicilio informatico" quale spazio ideale (ma anche fisico in cui sono contenuti i dati informatici) di pertinenza della persona, ad esso estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene anche costituzionalmente protetto. Tuttavia, l'art. 615-ter cod. pen. non si limita a tutelare solamente i contenuti personalissimi dei dati raccolti nei sistemi informatici protetti, ma offre una tutela più ampia che si concreta nello "ius excludendi alios", quale che sia il contenuto dei dati racchiusi in esso, purché attinente alla sfera di pensiero o all'attività, lavorativa o non, dell'utente; con la conseguenza che la tutela della legge si estende anche agli aspetti economico-patrimoniali dei dati sia che titolare dello "ius excludendi" sia persona fisica, sia giuridica, privata o pubblica, o altro ente. Cassazione Penale Sez. VI, sent. n. 3067 del 14-12-1999
contraria Non configura il reato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici e telematici ( art. 615-quater c.p.) il possesso di un decodificatore di segnali satellitari e di schede per la ricezione degli stessi (cosiddette "Pic-card" o "Smart-card"), atteso che con tali strumenti non si viola alcun domicilio informatico, protetto da misure di sicurezza, ma si utilizzano irregolarmente servizi di trasmissione o comunicazione ad accesso condizionato, contravvenendo in tal modo alle disposizioni sul diritto d'autore di cui all'art. 6 del D.Lgs. 15 novembre 2000, n. 373, sanzionato solo in via amministrativa prima dell'entrata in vigore della legge 7 febbraio 2003, n. 22. Cassazione Penale Sez. V, sent. n. 22319 del 20-05-2003
Intercettazione, impedimento o interruzioni di comunicazioni art. 617 quater “Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra piu’ sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.” La condotta punita e’ da ravvedere in ogni attivita’ diretta a far cessare una comunicazione informatica o telematica gia’ iniziata (interruzione) ovvero in quella diretta a ostacolare l’inizio della comunicazione (impedimento)”. e il netstrike?
art. 617 quater Integra il reato di cui all'art. 617-quater cod. pen. la condotta del titolare di un esercizio commerciale che utilizza, mediante un terminale POS in sua dotazione, una carta di credito contraffatta, atteso che il titolare dell'esercizio commerciale è ben legittimato ad usare il terminale POS e l'accesso abusivo genera un flusso di informazioni ai danni del titolare della carta contraffatta diretto all'addebito sul suo conto della spesa fittiziamente effettuata. Cassazione Sez. IV, sent. n. 44362 del 19-11-2003
Sentenza Cassazione Sez.III 13-02-2002, n. 2066 Affinchè la divulgazione a mezzo stampa di notizie lesive dell'onore, della reputazione o della riservatezza di terzi possa considerarsi lecito esercizio del diritto di cronaca, devono ricorrere le seguenti condizioni: la verità dei fatti esposti, che può essere oggettiva o anche soltanto putativa, purchè frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca, e che è esclusa quando vengano riferiti fatti veri, ma incompleti; l'interesse pubblico alla conoscenza del fatto oggetto della cronaca (c.d. pertinenza); la correttezza dell'esposizione (c.d. continenza). Quest'ultima condizione va intesa sia come correttezza formale, sia come limite sostanziale, individuabile in ciò che è strettamente necessario per soddisfare l'interesse generale alla conoscenza di determinati fatti di rilievo sociale, e che va accertato in base ad un'indagine orientata verso il risultato finale della comunicazione e vertente imprescindibilmente, in particolare, sui seguenti elementi: 1) accostamento di notizie, quando esso sia dotato di autonoma attitudine diffamatoria; 2) accorpamento di notizie che produca un'espansione di significati; 3) uso di determinate espressioni nella consapevolezza che il pubblico le intenderà in maniera diversa o addirittura contraria al loro significato letterale; 4) tono complessivo della notizia e titolazione.
La diffamazione in rete La sentenza Tribunale Teramo 6 febbraio 2002 Se manca la prova della effettiva diffusione del messaggio con percezione da parte di più persone, secondo i principi generali del diritto penale, in tale situazione deve ritenersi integrata l'ipotesi del tentativo, in quanto l’imputato con l'apertura del sito e l'inserimento delle notizie e messaggi realizzò una condotta idonea tecnicamente e volta in modo non equivoco a diffonderli.
Scaricare ppt "Lezione n. 11 Crimini informatici. Per crimine informatico intendiamo ogni comportamento previsto e punito dal codice penale o da leggi speciali in cui."
Presentazioni simili Lezione 10 I crimini informatici. Crimini informatici Per crimine informatico intendiamo ogni comportamento previsto e punito dal codice penale o da leggi.
Lezione 9 I crimini informatici.