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Timestamp: 2018-07-16 22:13:12+00:00
Document Index: 14903477

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 9', 'art. 37', 'art. 4']

Obblighi di formazione e lavoratori sospesi – Chiarimenti 22/05/2013 | Medical Service
Il Ministero, preliminarmente, ricorda che l’art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008 disciplina l’obbligo di formazione e addestramento
dei lavoratori in materia di salute e sicurezza in relazione ai rischi insiti nello svolgimento di specifiche attività e alle relative procedure di prevenzione e protezione.
Ai sensi del citato art. 37, comma 4, l’obbligo formativo deve avvenire in occasione:
della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; del trasferimento o cambiamento di mansioni;  della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi prima della costituzione del rapporto di lavoro e deve essere ripetuto in base all’evoluzione o all’insorgenza di nuovi rischi.
Il medesimo art. 37, al comma 12, prevede poi specificatamente che l’erogazione della formazione debba avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.
Proprio la previsione degli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza durante l’orario di lavoro fa sorgere il dubbio se l’obbligo formativo di cui al D.Lgs. n. 81/2008 possa essere effettuato in occasione di quello previsto dall’art. 4, comma 4, L. n. 92/2012, che impone ai lavoratori sospesi dall’attività lavorativa l’effettivo e regolare svolgimento di corsi di formazione o di riqualificazione per la fruizione dei trattamenti a sostegno del reddito.
Al riguardo, il Ministero sottolinea che con la previsione secondo cui la formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire durante l’orario di lavoro il Legislatore ha inteso precisare che la formazione in materia di salute e sicurezza, essendo finalizzata all’attività lavorativa, non può avvenire al di fuori dell’orario di lavoro per non andare ad intaccare quel «tempo libero» che deve rimanere a disposizione del lavoratore.
Come si e` detto, la formazione di cui al D.Lgs. n. 81/2008 può svolgersi in differenti occasioni, la prima delle quali è alla costituzione del rapporto di lavoro (art. 37, comma 4, lett. a), ossia – come specificato nell’accordo sulla formazione dei lavoratori sancito in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano il 21 dicembre 2011 – anteriormente o, se ciò non risulta possibile, contestualmente all’assunzione e, ciò , affinchè il lavoratore sia consapevole dei rischi insiti nella propria attività e sia in grado di svolgere la propria prestazione «in sicurezza».
Altro, invece, è lo scopo tipico della formazione contemplata dalla L. n. 92/2012 che riguarda la capacità professionale del lavoratore in relazione o al lavoro dal quale risulta momentaneamente sospeso o alla nuova attività alla quale accederà in virtù della riqualificazione lavorativa.
Pertanto, appare evidente come la formazione oggetto delle due discipline normative in esame sia differente e ciò giustifica anche il diverso momento nel quale risulta logico elargirla.
Tuttavia, spiega il Ministero, alla formazione che si svolge una tantum prima della costituzione del rapporto di lavoro, si devono aggiungere la formazione in costanza di rapporto di lavoro (art. 37, comma 4, lett. b) e c), T.U.) e l’aggiornamento quinquennale previsto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano con accordo del 21 dicembre 2011, a cui rinvia l’art. 37, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008.
L’accordo citato prevede, all’art. 9, che i corsi di aggiornamento, della durata minima di sei ore, significative evoluzioni e innovazioni, applicazioni pratiche e/o approfondimenti che potranno riguardare: approfondimenti giuridico-normativi, aggiornamenti tecnici sui rischi ai quali sono esposti i lavoratori, aggiornamenti su organizzazione e gestione della sicurezza in azienda, fonti di rischio e relative
Ciò premesso, il Ministero conclude che nella formazione indicata dalla L. n. 92/2012 possano farsi rientrare i soli corsi di aggiornamento e formazione erogati nel corso del rapporto di lavoro, funzionali al reinserimento lavorativo e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
In tal senso, infatti, è corretto pensare che la formazione e/o riqualificazione prevista dalla L. n. 92/2012 risulti completata dai corsi di formazione finalizzati al trasferimento o cambiamento di mansioni o alla introduzione di nuove attrezzature o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi, previsti dall’articolo 37, comma 4, lett. b) e c) del D.Lgs. 81/2008, o dai corsi di aggiornamento quinquennali previsti dal citato accordo del 21 dicembre 2011, a cui rinvia l’art. 37, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008.
In conclusione, il Ministero ritiene che possano essere effettuati nell’ambito della formazione di cui all’art. 4, comma 40, L. n. 92/2012, sia i corsi di formazione finalizzati al trasferimento o cambiamento di mansioni o alla introduzione di nuove attrezzature o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi, previsti dall’articolo 37, comma 4, lett. b) e c) del D.Lgs. 81/2008, sia i corsi di aggiornamento quinquennali di cui all’accordo del 21 dicembre 2011 ma non i corsi relativi alla formazione di cui all’articolo 37, comma 4, lett. a), T.U.
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