Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/giurisprudenza-commentata?classificazione=4611
Timestamp: 2019-08-19 08:12:39+00:00
Document Index: 16424656

Matched Legal Cases: ['art. 99', 'art. 99', 'art. 52', 'art. 97', 'art. 327', 'art. 99', 'art. 99']

Giurisprudenza commentata su Opposizione al passivo
19 Aprile 2018 | di Paolo Bosticco
Poiché il procedimento di opposizione allo stato passivo esecutivo può essere considerato unitariamente alla fase di verifica avanti al Giudice delegato, per il principio di acquisizione al processo delle prove è consentito al creditore di chiedere l’acquisizione dei documenti già prodotti nel fascicolo dell’ammissione senza necessità di una nuova produzione e senza perciò incorrere nelle preclusioni di cui all’art. 99 l.fall..
14 Novembre 2016 | di Valeria Didone
Cass. Civ. - Sez. I - 1 Giugno 2016, n. 11392
L'opposizione allo stato passivo del fallimento, ancorché abbia natura impugnatoria, costituendo il rimedio avverso la decisione sommaria del giudice delegato, non è un giudizio di appello, per cui il relativo procedimento è integralmente disciplinato dalla legge fallimentare, la quale prevede che avverso il decreto di esecutività dello stato passivo possano essere proposte solo l'opposizione, l'impugnazione o la revocazione.
Acquisizione d’ufficio del fascicolo della verifica crediti nel procedimento d’impugnazione
31 Maggio 2016 | di Andrea Paganini
Il ricorso con il quale si propone domanda di ammissione allo stato passivo non è un documento probatorio del credito e non può, pertanto, ritenersi compreso fra i documenti che, nell’ipotesi in cui il giudice delegato abbia respinto, in tutto o in parte, la domanda, devono essere prodotti a pena di decadenza, ai sensi dell’art. 99, comma 2, l. fall. al momento del deposito del ricorso in opposizione.
Decreto di esecutività dello stato passivo e opposizione: incompatibilità del giudice
03 Maggio 2016 | di Rosaria Giordano
L'incompatibilità del giudice delegato, che ha pronunciato il decreto di esecutività dello stato passivo, a far parte del collegio chiamato a decidere sulla conseguente opposizione, non determina una nullità deducibile in sede di impugnazione, ove la parte interessata non abbia proposto istanza di ricusazione, nelle forme e nei termini di cui all’art. 52 c.p.c.
Termine per l'opposizione al passivo in caso di omessa comunicazione da parte del curatore
02 Settembre 2015 | di Federica Commisso
In tema di opposizione allo stato passivo, in difetto di comunicazione ex art. 97 l. fall. da parte del curatore, è applicabile la disciplina dell’art. 327 c.p.c., e quindi il creditore che intenda proporre opposizione dovrà farlo nel termine di sei mesi dalla data di deposito dello stato passivo.
L’omessa notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza ex art. 99, comma 4, l. fall.
12 Marzo 2013 | di Valentina Cappuzzello
Non può essere concesso un nuovo termine per provvedere alla notifica (omessa) del ricorso e del relativo decreto, anche perché tale adempimento comporterebbe necessariamente la fissazione di una nuova udienza di discussione, con ingiustificata dilatazione dei tempi del processo, non avendo il reclamante dimostrato, e neppure addotto, i presupposti per una rimessione in termini.
Nell’opposizione al passivo basta produrre i documenti allegati alla domanda di ammissione, anche senza quest’ultima
14 Gennaio 2013 | di Giorgio Jachia
Secondo la Suprema Corte, si può esaminare il merito dell’opposizione al passivo anche se l’opponente non abbia prodotto nel giudizio di opposizione l’originaria domanda di insinuazione, che pertanto non è nemmeno necessario acquisire d’ufficio. La decisione è stata assunta esaminandosi il ricorso per cassazione proposto ai sensi dell’art. 99, ultimo comma, l. fall., con il quale un istituto di credito insorgeva, fondatamente, avverso il decreto con il quale il Tribunale di Lucca aveva rigettato la sua opposizione al passivo escludendo la scrutinabilità dell’impugnazione per la mancata produzione, appunto, della domanda d'insinuazione.
Crediti professionali maturati nel corso del concordato preventivo
10 Aprile 2012 | di Edoardo Palma Camozzi
Ai fini dell’opponibilità alla massa del credito del professionista, l'incarico al medesimo conferito dall'imprenditore in concordato preventivo non è da annoverare automaticamente nella categoria degli atti di straordinaria amministrazione e dunque da autorizzarsi dal giudice delegato, ma vanno applicati i seguenti principi: a) escluso che il criterio discretivo utile sia quello del rapporto proporzionale tra spese e condizioni dell'impresa, viene in evidenza il solo criterio per cui è atto di ordinaria amministrazione quello connotato dalla pertinenza e idoneità dell'incarico stesso - anche se di costo elevato - allo scopo di conservare e/o risanare l'impresa; b) il criterio di proporzionalità non va ridotto al vaglio della crisi aziendale, ma deve invece riferirsi al merito della prestazione in termini di rapporto di adeguatezza funzionale (o non eccedenza) della stessa alle necessità risanatorie dell'azienda, con giudizio da formulare "ex ante"; c) si deve escludere comunque l'ammissione tra le passività concorsuali tutte le volte in cui l'incarico sia conferito per esigenze personali e al solo fine di allontanare nel tempo la dichiarazione di fallimento