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Timestamp: 2016-10-25 21:11:28+00:00
Document Index: 38478698

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 18', 'art. 62', 'art.2', 'art.36', 'art. 28', 'art. 28', 'art.36', 'art.36', 'art.28']

⭐LUOGO e DATA: Roma, 04/12/2014 REVISIONE: 02 IL DATORE DI LAVORO. (Clara Rech) in collaborazione con
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1 Liceo Classico Statale 'Ennio Quirino Visconti' Piazza del Collegio Romano Roma (RM Tel.: Fax: Internet: - DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Artt. 17 e 28 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) LUOGO e DATA: Roma, 04/12/2014 REVISIONE: 02 MOTIVAZIONE: Aggiornamento annuale IL DATORE DI LAVORO (Clara Rech) in collaborazione con IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (Natascia Manderioli) per consultazione IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (in fase di nomina) Pag. 12 PREMESSA In questa premessa è riportata la specifica della normativa di riferimento principale, ovvero il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, inoltre sono riportati la modalità di elaborazione del documento e i contenuti del piano stesso. Il presente capitolo è da considerarsi un esempio e deve essere adattato nei contenuti con le opportune modifiche e integrazioni. Il presente documento è stato elaborato secondo quanto previsto dalla normativa nazionale: - D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro". Testo coordinato con: - D.L. 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 agosto 2008, n. 129; - D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133; - D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14; - L. 18 giugno 2009, n. 69; - L. 7 luglio 2009, n. 88; - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106; - D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25; - D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122; - L. 4 giugno 2010, n. 96; - L. 13 agosto 2010, n. 136; - D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10. Nei capitoli successivi sono riportati gli esiti della valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività. Modalità di elaborazione Le attività di valutazione del rischio e di elaborazione del presente documento sono state effettuate dal datore di lavoro in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente. Le attività di valutazione e di elaborazione del presente documento sono state effettuate previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. La valutazione e il relativo documento saranno rielaborati, nel rispetto delle modalità previste dalla normativa, in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. Contenuti del documento Il documento contiene, ai sensi dell'art. 28, comma 2, del D.Lgs. 81/2008: - una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l attività lavorativa, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; - l indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione; - il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; - l individuazione delle procedure per l attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; - l indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; - l individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. Pag. 23 DATI IDENTIFICATIVI AZIENDALI dati aziendali e nominativi di quanti hanno funzioni inerenti la sicurezza (Art. 28, comma 2, lettera e), D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) Nel presente capitolo sono riportati i dati identificativi aziendali, ovvero la ragione sociale, le generalità del datore di lavoro, dei collaboratori e delle figure designate o nominate ai fini della sicurezza aziendale. AZIENDA Ragione sociale Liceo Classico Statale 'Ennio Quirino Visconti' Indirizzo Piazza del Collegio Romano 4 CAP Città Roma (RM) Telefono FAX Internet Codice Fiscale Partita IVA Datore di Lavoro Nominativo Clara Rech Qualifica Dirigente Scolastico Indirizzo Piazza del Collegio Romano 4 CAP Città Roma (RM) Telefono FAX Internet ALTRE FIGURE AZIENDALI Di seguito sono indicati i nominativi delle figure di cui all'art. 28, comma 2, lettera e) del D.Lgs. 81/2008, ovvero i nominativi "del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio". Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione [RSPP]: Nome e Cognome: Natascia Manderioli Qualifica: Ingegnere Posizione Esterno Data nomina: 12/03/2012 Sede Milano Indirizzo: Via Teodosio 9 Città: Milano (MI) CAP: Telefono / Fax: Internet: natascia.manderioliòingpec.eu Pag. 34 ADDETTI al Servizio P.P. Di seguito sono indicati i nominativi delle figure di cui all'art. 18, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 81/2008, ovvero i nominativi "dei lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza". Addetti al Servizio di ANTINCENDIO: Nome e Cognome: Daniele Esposito Qualifica: Collaboratore tecnico Sede Piazza del Collegio Romano 4 Nome e Cognome: Vincenzo Turco Qualifica: Professore Sede Piazza del Collegio Romano 4 Addetti al Servizio di EVACUAZIONE: Nome e Cognome: Daniele Esposito Qualifica: Collaboratore tecnico Sede Piazza del Collegio Romano 4 Nome e Cognome: Vincenzo Turco Qualifica: Professore Sede Piazza del Collegio Romano 4 Addetti al Servizio di SALVATAGGIO: Nome e Cognome: Giovanna Massimiani Qualifica: Collaboratrice Sede Piazza del Collegio Romano 4 Nome e Cognome: Cianfrocca Qualifica: Professore Sede Piazza del Collegio Romano 4 Addetti al Servizio di PRIMO SOCCORSO: Nome e Cognome: Giovanna Massimiani Qualifica: Collaboratrice Sede Piazza del Collegio Romano 4 Nome e Cognome: Cianfrocca Qualifica: Professore Sede Piazza del Collegio Romano 4 Pag. 45 Elenco MANSIONI Le attività lavorative sono svolte dai lavoratori aventi le seguenti mansioni. 1) Studente; Gli allievi degli istituti di istruzione secondaria ed universitari ed i partecipanti a corsi di formazione professionali, nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, sono equiparati a lavoratori. Gli allievi sono esposti sostanzialmente agli stessi fattori di rischio degli insegnanti, per alcuni aspetti in misura maggiore data la più lunga permanenza a scuola. Risultano relativamente significativi i rischi da posture incongrue, spesso in relazione a banchi inadeguati, e da movimentazione di carichi (zaini), gli infortuni in palestra, e il rischio di contagio in corso di epidemie di malattie infettive. Relativamente alla "questione zaini", il problema deriva dalla constatazione che un'elevata percentuale di bambini portano sulle spalle pesi che rapportati alla loro dimensione non sarebbero consentiti agli adulti. In realtà gli studi che indagano sulla correlazione tra zaini pesanti e dolore alla schiena non pervengono a risultati scientifici certi e univoci: più che il peso assoluto risultano importanti la sensazione di fatica nel portare lo zaino, indicatore di maggior gracilità e minor allenamento, e il tempo in cui viene portato (16 minuti al giorno mediamente nelle scuole medie). In ogni caso il peso dello zaino non pare avere ripercussioni sull'accrescimento della colonna vertebrale e comportare deformità vertebrali come scoliosi e cifosi. Alla luce degli studi condotti, il Consiglio Superiore di Sanità nel 1999 ha emesso la raccomandazione che "il peso dello zaino non superi un 'range' tra il 10 e il 15% del peso corporeo", invitando a valutare caso per caso in rapporto alla configurazione fisica dello scolaro e allo spazio di percorrenza con il carico. Interventi volti a ridurre i carichi dovrebbero vertere sulla scelta dei testi, e nel contempo sulla sensibilizzazione degli allievi ad un'essenzialità del corredo scolastico, considerando che risulta molto variabile il peso trasportato dagli allievi della medesima classe. Gli allievi dovrebbero inoltre essere informati circa il corretto carico dello zaino (sul fondo devono andare i pesi maggiori e in superficie quelli minori), le caratteristiche tecniche dello zaino e la modalità di utilizzo (spallacci regolabili, far aderire lo zaino alla schiena, cintura imbottita da allacciare in vita): se ben progettato e utilizzato può scaricare quasi il cinquanta per cento del peso direttamente sul bacino senza gravare sulla colonna vertebrale. 2) Docente; Questa attività si svolge per lo più in palestre, ma anche, quando possibile, nei cortili o nei campi sportivi annessi all'edificio scolastico. Le attrezzature abitualmente utilizzate sono: spalliere, cavalletti, pedane, funi, palloni. Di seguito vengono elencati i rischi cui possono essere esposti gli insegnanti di educazione fisica: Attrezzature utilizzate: è possibile, in relazione al fatto che potrebbe essere presente materiale ingombrante, che diventi significativo il rischio di urti, tagli e abrasioni; inoltre lo svolgimento di attività ginniche con attrezzi particolari (quadro svedese, parallele, spalliere, ecc.) sottopone sia il docente che gli studenti al rischio di cadute dall'alto. E' da rilevare inoltre che non sempre le attrezzature a disposizione risultano idonee all'uso che se ne fa. Elementi taglienti: spesso nelle palestre è stata rilevata la presenza di vetri non del tipo antisfondamento e non dotati di pellicola antischeggia, e di corpi illuminanti non protetti: ciò costituisce un rischio soprattutto in relazione al fatto che molti degli esercizi eseguiti durante l'attività ginnica comportano l'uso di palloni che potrebbero urtare e rompere sia le finestre che le eventuali plafoniere delle lampade. Antincendio e gestione delle emergenze: il livello di rischio è essenzialmente legato al possibile affollamento dei locali in cui si svolgono le attività, per il quale potrebbero non risultare idonee le vie di fuga. Rumore: considerando che i docenti trascorrono l'intero orario di cattedra in palestra, l'esposizione può essere significativa in caso di palestre con caratteristiche acustiche inadeguate. 3) Assistente tecnico; L'assistente tecnico svolge attività di supporto alla funzione docente relativamente alle attività didattiche e alle connesse relazioni con gli studenti. Inoltre è addetto alla conduzione tecnica dei laboratori, garantendone l'efficienza e la funzionalità. In questi ambiti provvede alla preparazione del materiale e degli strumenti per le esperienze didattiche e per le esercitazioni pratiche, garantendo l'assistenza durante lo svolgimento delle stesse, il riordino e la conservazione del materiale e delle attrezzature tecniche, nonché la verifica e l'approvvigionamento periodico del materiale utile alle esercitazioni, in rapporto con il magazzino e l'ufficio tecnico. Per queste figure professionali i rischi specifici sono condizionati dalle attività svolte nei laboratori. Per gli assistenti di laboratorio esistono anche rischi di diversa natura (stress), legati all'ambiguità del rapporto con i docenti, che non risponde a criteri di subordinazione gerarchica, e alla necessità di tenere la situazione sotto controllo a fronte di dinamiche di gruppo che portano spesso gli studenti a trascurare le misure di prudenza. Di seguito vengono riportati i rischi collegati ai diversi laboratori più frequentemente presenti negli istituti. Pag. 56 4) Assistente amministrativo; Rispetto a questa funzione si possono distinguere alcune figure professionali addette allo svolgimento di specifiche mansioni, ossia: il dirigente scolastico, il direttore o responsabile amministrativo e l'assistente amministrativo. Ognuno di questi soggetti riveste un ruolo particolare nell'ambito dell'ordinamento direttivo della struttura scolastica ed in relazione a ciò è investito di diverse responsabilità sia nei riguardi della struttura, intesa come "edificio", sia rispetto agli individui operanti al suo interno. Il dirigente scolastico è la figura professionale più importante e pertanto investita delle maggiori responsabilità; il suo compito è principalmente quello di formalizzare e mantenere rapporti di natura gerarchica con l'amministrazione e di tipo relazionale con il personale interno alla struttura e con enti esterni. Si occupa inoltre della gestione del servizio onde garantirne in ogni situazione la funzionalità e l'efficienza. Il "direttore amministrativo" o "responsabile amministrativo" organizza, coordina e controlla i servizi amministrativi e contabili; può, qualora in possesso di un'adeguata formazione, occuparsi della preparazione e dell'aggiornamento del personale operante all'interno della struttura. L'"assistente amministrativo" si occupa essenzialmente dell'esecuzione operativa delle procedure avvalendosi di strumenti di tipo informatico, della gestione di archivi, protocollo e biblioteche. Nelle scuole le condizioni di lavoro risultano generalmente più favorevoli di quanto non siano quelle di coloro che operano in grandi uffici in quanto il numero degli addetti mediamente ridotto favorisce i rapporti interpersonali e di collaborazione, gli ambienti sono meno affollati e caotici e meno rumorosi e anche i ritmi di norma risultano meno affannosi. L'attività d'ufficio si espleta, generalmente, nel disbrigo di pratiche di tipo amministrativo (stipula e mantenimento di contratti con il personale impiegato nella struttura scolastica e con le ditte esterne alle quali vengono appaltate alcune attività), nella richiesta, predisposizione e revisione di tutta la documentazione relativa all'edificio scolastico (certificazioni e/o autorizzazioni), alle strutture ad esso annesse (impianti ed unità tecnologiche, palestre, mense, laboratori tecnico-scientifici) ed all'attività svolta nonché nell'organizzazione e gestione del personale e delle risorse presenti. Il personale amministrativo generalmente utilizza, oltre al telefono, videoterminale, telefax, fotocopiatrice. Di seguito vengono elencati i rischi cui può essere esposto il personale con funzione direttiva ed amministrativa. Rischio elettrico: è legato alla possibilità di elettrocuzione, durante l'utilizzo di particolari attrezzature elettriche (computer, ecc.), per contatto con cavi elettrici con rivestimento isolante non integro, il rischio di natura elettrica diventa più rilevante nei casi, non infrequenti, in cui l'impianto elettrico non prevede gli idonei dispositivi di protezione contro i contatti indiretti (interruttori differenziali) e contro i sovraccarichi (interruttore magnetotermico), meno frequente il rischio legato alla disposizione non idonea dei cavi elettrici che può determinare un pericolo di inciampare. Il rischio è anche legato al numero di prese a disposizione: il problema ha una frequenza significativa quando queste vengono sovraccaricate. Illuminazione: i problemi possono essere collegati alla presenza di elevati contrasti di luminanza nel campo visivo dovuti alla mancanza, alle finestre, di tende parasole, alla scorretta posizione del monitor rispetto alle finestre e alle fonti di illuminazione artificiale, a superfici riflettenti del piano di lavoro, ad un inadeguato livello di illuminamento sul piano di lavoro. Rischio posturale: in relazione alla prolungata posizione seduta e all'inadeguatezza della postazione di lavoro. Condizioni microclimatiche: le condizioni di discomfort sono nella maggior parte dei casi dovute all'assenza o ad un errato dimensionamento degli impianti di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento, il che comporta spesso temperature nei locali troppo calde o troppo fredde. Rischio chimico: l'inchiostro (toner) di molte fotocopiatrici contiene composti pericolosi (tossici e/o cancerogeni); tuttavia è segregato all'interno della macchina per cui non c'è esposizione per l'operatore durante l'operazione di fotocopiatura nè di cambio della cartuccia. E' comunque opportuno che il locale dove è ubicata la fotocopiatrice sia dotato di finestra apribile. Uso di videoterminali: a causa di postazioni di lavoro per le quali non sono stati rispettati i criteri di ergonomia indicati dalla normativa e per posizioni non corrette assunte dal personale nello svolgimento della propria attività, perché non adeguatamente informato ed informato, è possibile che si sviluppino patologie a danno dell'apparato muscolo-scheletrico oppure che gli addetti accusino danni al rachide. Organizzazione del lavoro: un'ulteriore fonte di rischio è rappresentata dalla ripetitività delle attività svolte e dall'affaticamento mentale che possono provocare situazioni di stress, in alcuni casi aggravate dall'incremento dei carichi di lavoro e delle responsabilità da assumere, cui non fa riscontro un aumento di riconoscimento. Si sommano l'impatto con continue pastoie burocratiche, che rendono difficile la gestione dell'istituto, delicatezza dei vari rapporti relazionali da intrattenere (Enti Locali, CSA, docenti e non docenti, studenti, genitori), la difficoltà di garantire la funzionalità del servizio, senza strumenti di gestione effettiva del personale. 5) Collaboratore scolastico; Il collaboratore scolastico si occupa dei servizi generali della scuola ed in particolare ha compiti di Pag. 67 accoglienza e sorveglianza nei confronti degli alunni e del pubblico. Inoltre si occupa della pulizia dei locali nonché della loro custodia e sorveglianza. Le attrezzature abitualmente utilizzate sono: scope, strizzatori, palette per la raccolta, secchi, stracci, ecc., e scale portatili (non sempre conformi con le prescrizioni di sicurezza e spesso in cattivo stato di manutenzione). Occasionalmente possono essere adibiti ad attività di supporto amministrativo, con utilizzo di fotocopiatrice. Di seguito vengono elencati i rischi cui possono essere esposti i collaboratori scolastici. Rischio elettrico: in particolare possono comportare un rischio di elettrocuzione l'uso di macchine (es. motospazzatrici) che operano su pavimenti bagnati, di utensili portatili (es. spazzole pulitrici), e la presenza di cavi volanti soggetti a trascinamenti. Antincendio e gestione delle emergenze: il livello di rischio è essenzialmente legato alla mancanza di formazione ed informazione del personale che in caso di emergenza può avere un ruolo operativo. Infortuni: è possibile che, per l'assenza di attrezzature idonee per l'attività da svolgere o per il cattivo stato di manutenzione di queste (ad esempio le scale portatili), si possano determinare rischi di tagli, abrasioni, cadute dall'alto, ecc.; oppure è possibile inciampare, scivolare o urtare contro elementi sporgenti o taglienti, anche in relazione al livello non idoneo dell'illuminazione di alcuni locali o passaggi. Una situazione di rischio particolare è la pulizia dei vetri delle finestre, soprattutto laddove i serramenti non siano completamente apribili e l'attività di pulizia all'esterno comporti posizioni di equilibrio sui davanzali (spesso facendo uso di sedie o banchi). La Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione n del 18/11/50 dà le seguenti indicazioni per quanto riguarda l'effettuazione di queste operazioni da parte del personale degli istituti di istruzione media di primo e secondo grado: "Dovranno essere prese tutte le precauzioni perché dai lavori di pulizia dei locali, dei vetri, delle finestre, dei lampadari, dei soffitti non derivi al personale di servizio alcun pericolo per l'incolumità personale; nel caso che le finestre siano sprovviste dei necessari schermi (persiane, avvolgibili, inferriate o tende esterne fissabili) e che non vi sia disponibilità di utensili sicuri (scale a libretto solide, spazzoloni di sufficiente lunghezza, ecc.) per detergere senza rischio vetri alti, lampadari o soffitti, i Capi d'istituto dovranno invitare l'ente a carico del quale è la manutenzione dell'istituto stesso a fornire detto materiale mancante o, in caso negativo, ad adibire a tali lavori rischiosi personale specializzato". Rischio chimico: nelle attività di pulizia dei locali possono essere utilizzate sostanze e prodotti detergenti che potrebbero esporre gli addetti ad un rischio di natura chimica per contatto, inalazione o assorbimento cutaneo. I prodotti di norma utilizzati sono: candeggina, ammoniaca, alcol, più raramente acido muriatico e acquaragia (per eliminare le scritte sui banchi). Tra i prodotti usati inoltre possono essere presenti sostanze sensibilizzanti quali cromo, nichel, essenza di trementina. Tali rischi sono comunque assimilabili a quelli domestici. L'inchiostro (toner) di molte fotocopiatrici contiene composti pericolosi (tossici e/o cancerogeni); tuttavia è segregato all'interno della macchina per cui non c'è esposizione per l'operatore durante l'operazione di fotocopiatura nè di cambio della cartuccia. E' comunque opportuno che il locale dove è ubicata la fotocopiatrice sia dotato di finestra apribile. Movimentazione manuale di carichi: nelle attività di pulizia, movimentazione di secchi e sacchi dei rifiuti (generalmente con l'ausilio di carrelli), spostamento di banchi e arredi, trasporto di attrezzature e materiale didattico e assistenza di allievi portatori di handicap. Condizioni microclimatiche: presenza di correnti d'aria, sia che manchi la guardiola e che la postazione sia a scrivania, sia che la guardiola sia ubicata in vicinanza dell'ingresso e non sufficientemente protetta dalla continua apertura della porta. In genere le postazioni non sono sufficientemente riscaldate ed è frequente l'uso di stufe aggiuntive che talvolta non sono conformi alla normativa o non sono utilizzate correttamente. Inoltre possono essere esposti a sbalzi termici per il passaggio da un ambiente all'altro. Rischio biologico: relativamente all'attività di pulizia dei servizi igienici e durante l'assistenza agli alunni portatori di handicap nell'uso dei servizi. 6) Addetto all'attività di "Didattica teorica"; 7) Addetto all'attività di "Laboratorio tecnico"; 8) Addetto all'attività di "Preparazione gruppi sportivi"; 9) Addetto all'attività di "Recupero e sostegno"; 10) Addetto all'attività di "Direzione e amministrazione"; 11) Addetto all'attività di "Vigilanza e piccola manutenzione"; Pag. 78 DESCRIZIONE dei LUOGHI di LAVORO individuazione e descrizione dei luoghi di lavoro Presupposto necessario e fondamentale per la valutazione e la conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi è la rappresentazione dettagliata dei luoghi di lavoro, così come definiti dall'art. 62 del D.Lgs. 81/2008. Di seguito, pertanto, sono descritti tutti i luoghi di lavoro destinati ad ospitare posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda in oggetto, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro. Ogni luogo di lavoro è individuato con i dati anagrafici, con una breve descrizione delle caratteristiche generali e strutturali e, supportato da tavole grafiche, con un dettaglio dei vari ambienti, siano essi "locali chiusi", destinati ad ospitare posti di lavoro o servizi e accessori, "zone interne" (cioè suddivisioni) dei locali chiusi, destinate ad attività lavorative di maggiore interesse o approfondimento, o "zone esterne" accessibili al lavoratore per esigenze di lavorazione. Tali luoghi di lavoro (locali chiusi, zone interne o zone esterne) sono dettagliatamente ed esaurientemente descritti con tutti gli elementi necessari per una corretta valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Liceo Visconti L'Istituto Ennio Quirino Visconti si trova posizionato in pieno centro storico e l'attività scolastica è svolta all'interno di un edificio vincolato dai Beni Culturali. Date queste prime caratteristiche si può intuire come il Liceo non possa essere dotato di tutti quegli accorgimenti inerenti la sicurezza che ci si potrebbe aspettare da una scuola di nuova costruzione, pertanto tutto ciò premesso sarà compito del servizio di prevenzione e protezione renderla una scuola sicura nonostante la sua conformazione architettonica. Indirizzo: Piazza del Collegio Romano 4 Città: Roma (RM) CAP: Aerofotogrammetrico (Foto 1 di 1) ELENCO DELLE TAVOLE GRAFICHE: 1) Piano Secondo; 2) Piano Primo; 3) Rialzato; 4) Secondo Ammezzato; Pag. 89 Piano Secondo La presente tavola grafica risulta così definita: - 6 locali chiusi destinati ad ospitare posti di lavoro per una superficie complessiva di m 2. vano 55 m² Vano 54 m² Vano 59 m² Vano 56 m² Vano 58 m² Vano 57 m² ELENCO DEI LOCALI CHIUSI: 1) Vano 58 (24.82 m 2 ); 2) Vano 59 (45.45 m 2 ); 3) Vano 57 (91.36 m 2 ); 4) Vano 56 (34.57 m 2 ); 5) Vano 54 (50.25 m 2 ); 6) vano 55 (17.90 m 2 ). Per ognuno dei luoghi individuati si è proceduto ad una descrizione a complemento di ciò che è già riportato nella relativa tavola grafica. Vano 58 (24.82 m 2 ) Il presente vano ha una superficie lorda (ovvero senza la deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi) di m 2, un'altezza media netta di m, per una cubatura di m 3. Laboratorio di informatica Sono presenti le seguenti porte: 1) Dimensioni: 0.90 m X 2.10 m. Nessun vano confinante. Sono presenti i seguenti infissi: 1) Dimensioni: 1.21 m X m. Superficie lorda: 3.63 m 2. 2) Dimensioni: 1.18 m X m. Superficie lorda: 3.54 m 2. Vano 59 (45.45 m 2 ) Il presente vano ha una superficie lorda (ovvero senza la deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi) di m 2, un'altezza media netta di m, per una cubatura di m 3. Laboratorio di fisica Sono presenti le seguenti porte: 1) Dimensioni: 0.90 m X 2.10 m. Nessun vano confinante. Sono presenti i seguenti infissi: 1) Dimensioni: 1.20 m X m. Superficie lorda: 3.60 m 2. 2) Dimensioni: 1.19 m X m. Superficie lorda: 3.57 m 2. Pag. 910 Vano 57 (91.36 m 2 ) Il presente vano ha una superficie lorda (ovvero senza la deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi) di m 2, un'altezza media netta di m, per una cubatura di m 3. Museo Sono presenti i seguenti infissi: 1) Dimensioni: 1.18 m X m. Superficie lorda: 3.54 m 2. 2) Dimensioni: 1.21 m X m. Superficie lorda: 3.63 m 2. 3) Dimensioni: 2.36 m X m. Superficie lorda: 7.08 m 2. 4) Dimensioni: 2.31 m X m. Superficie lorda: 6.93 m 2. Vano 56 (34.57 m 2 ) Il presente vano ha una superficie lorda (ovvero senza la deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi) di m 2, un'altezza media netta di m, per una cubatura di m 3. Aula video Sono presenti le seguenti porte: 1) Dimensioni: 0.90 m X 2.10 m. Nessun vano confinante. Sono presenti i seguenti infissi: 1) Dimensioni: 2.39 m X m. Superficie lorda: 7.17 m 2. 2) Dimensioni: 2.39 m X m. Superficie lorda: 7.17 m 2. Vano 54 (50.25 m 2 ) Il presente vano ha una superficie lorda (ovvero senza la deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi) di m 2, un'altezza media netta di m, per una cubatura di m 3. Laboatorio di chimica Sono presenti le seguenti porte: 1) Dimensioni: 0.80 m X m. Confina con il vano "vano 55". 2) Dimensioni: 0.90 m X 2.10 m. Nessun vano confinante. Sono presenti i seguenti infissi: 1) Dimensioni: 2.35 m X m. Superficie lorda: 7.05 m 2. 2) Dimensioni: 2.42 m X m. Superficie lorda: 7.26 m 2. vano 55 (17.90 m 2 ) Il presente vano ha una superficie lorda (ovvero senza la deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi) di m 2, un'altezza media netta di m, per una cubatura di m 3. Biblioteca scientifica Sono presenti le seguenti porte: 1) Dimensioni: 0.80 m X m. Confina con il vano "Vano 54". Sono presenti i seguenti infissi: 1) Dimensioni: 1.60 m X m. Superficie lorda: 4.80 m 2. Pag. 1011 m² m² m² m² m² 6.53 m² 1.63 m² m² m² m² m² m² m² m² m² m² m² Piano Primo La presente tavola grafica risulta così definita: - 18 locali chiusi destinati ad ospitare posti di lavoro per una superficie complessiva di m locali chiusi destinati ad ospitare servizi ed accessori per una superficie complessiva di m 2. m² Vano 63 Vano 50 Vano 64 Vano 48 Vano Vano Vano 68 Vano Vano 83 Vano 84 m² m² Vano 86 Vano 85 Vano 87 Vano 88 Vano 89 Vano 73 Vano 71 Vano 72 Vano 69 Vano 70 ELENCO DEI LOCALI CHIUSI: 1) Vano 85 (33.59 m 2 ); 2) Vano 86 (32.33 m 2 ); 3) Vano 87 (32.18 m 2 ); 4) Vano 84 (44.06 m 2 ); 5) Vano 83 (39.32 m 2 ); 6) Vano 73 (26.75 m 2 ); 7) Vano 72 (21.01 m 2 ); 8) Vano 70 (12.02 m 2 ) [Servizi e/o accessori]; 9) Vano 69 (25.26 m 2 ); 10) Vano 68 (30.61 m 2 ); 11) Vano (6.53 m 2 ); 12) Vano 71 (1.63 m 2 ) [Servizi e/o accessori]; 13) Vano 48 ( m 2 ); 14) Vano 50 (38.37 m 2 ); 15) Vano 63 (21.56 m 2 ); 16) Vano 64 (26.52 m 2 ); 17) Vano 88 (16.19 m 2 ); 18) Vano 89 (11.02 m 2 ); 19) Vano (50.59 m 2 ); 20) Vano (17.03 m 2 ). Per ognuno dei luoghi individuati si è proceduto ad una descrizione a complemento di ciò che è già riportato nella relativa tavola grafica. Vano 85 (33.59 m 2 ) Il presente vano ha una superficie lorda (ovvero senza la deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi) di m 2, un'altezza media netta di m, per una cubatura di m 3. Aula Pag. 11 Vedere altro
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