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Timestamp: 2020-08-11 15:57:52+00:00
Document Index: 67190820

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 414', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 133']

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Il futuro della protezione degli interessi finanziari della U.E.
L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel dicembre 2009 ha rappresentato una significativa innovazione nell’ambito del diritto comunitario. Una delle più rilevanti novità è la previsione dell'istituzione dell’Ufficio del Procuratore Europeo con un ambito d'azione specifico: la protezione degli interessi finanziari della U.E.. Questo settore si conferma di ogni innovazione nel diritto “penale comunitario”. In quale modo il Procuratore Europeo potrà operare è, al momento, ancora non definito
La U.E. contro il terrorismo: la Decisione Quadro 2002/475/GAI
Come pressoché tutti gli strumenti internazionali, la Decisione Quadro 2002/475/GAI non contempla una definizione di terrorismo. Questa ha però tipizzato gli atti di terrorismo. Ai sensi dell’art. 1 della Decisione Quadro del 2002, infatti, ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché siano considerati reati terroristici gli atti intenzionali (definiti in base al diritto nazionale) che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un paese o ad un'organizazione
Diritto penale in U.E.: l'associazione terroristica e le condotte di partecipazione
La Decisione Quadro 2002/475/GAI prevede anche che gli atti di terrorismo vengano commessi in un contesto associativo e contiene pertanto una definizione di organizzazione terroristica. Ai sensi dell’art. 2, infatti, per organizzazione terroristica s'intende l'associazione strutturata, e dunque non fortuita, di più di due persone, stabilita nel tempo, che agisce in modo concertato per commettere reati terroristici. Vengono altresì delineati i ruoli all'interno dell'associazione terroristica.
Diritto penale in E.U.: reati connessi ad attività terroristiche
Gli articoli 3 e 4 della Decisione Quadro 2002/475/GAI sono stati sostituiti, in base all’art. 1 della Decisione Quadro 2008/919/GAI del Consiglio. In essi vengono definite le fattispecie, tra cui figurano: la pubblica provocazione, il reclutamento o l'addestramento a fini terroristici, il furto aggravato e l'estorsione con l’intenzione di commettere atti terroristici. Si dichiara altresì che ciascuno Stato adotta le misure necessarie per rendere punibile il concorso in uno dei reati elencati
Diritto penale in U.E. pubblica provocazione per commettere reati di terrorismo
La Decisione Quadro 2008/919/GAI intende pubblica provocazione per commettere reati di terrorismo la diffusione, o qualunque altra forma di pubblica divulgazione, di un messaggio con l’intento di istigare a commettere uno dei reati compresi tra gli atti di terrorismo. Sul punto, si ritiene che a parte l’art. 414 del codice penale italiano nessuna norma del Libro II Titolo I Capo I contempla una fattispecie similare a quella prevista dall’art. 1 paragrafo 1 della Decisione Quadro 2008/919/GAI.
La Decisione Quadro 2008/919/GAI: reclutamento, addestramento e altri reati a fini terroristici
La Decisione Quadro 2008/919/GAI intende reclutamento a fini terroristici l’induzione a commettere uno dei reati di cui all’art. 1, paragrafo 1, lettere da a) a h) o all’articolo 2, paragrafo 2 della Decisione Quadro 2002/475/GAI del 13 giugno 2002. La Convenzione del Consiglio d’Europa CETS No 196 del 16.5.2005 contempla nell'ipotesi di reclutamento anche la sollecitazione a prendere parte ad un’associazione o gruppo, allo scopo di contribuire alla perpetrazione di uno o più atti di terrorismo
La Decisione Quadro 2008/919/GAI: circostanze attenuanti, incentivi alla collaborazione e responsabilità delle persone giuridiche
L’Articolo 6 della Decisione Quadro 2002/475/GAI prevede che ogni Stato membro può adottare le misure necessarie affinché le pene possano essere ridotte nel caso in cui l'autore del reato: rinunci all'attività terroristica, fornisca alle autorità amministrative o giudiziarie informazioni che esse non avrebbero potuto ottenere con altri mezzi e che sono loro utili per prevenire o attenuare gli effetti del reato, individuare o consegnare alla giustizia i complici oppure acquisire elementi di prova
L’inadempimento definitivo e la possibilità dell’adempimento da parte del diffidato
La diffida non può operare quando l’adempimento della prestazione pattuita è divenuto definitivamente impossibile, poiché in tal caso l’assegnazione di un nuovo termine sarebbe inutile, e si vanificherebbe la funzione dell’intimazione. Si ritiene che l’irrimediabilità che ne consegue sia indipendente dalle cause che l’hanno determinata; ciò anche nel caso in cui il suo verificarsi dipendesse dal comportamento negligente o doloso del debitore, posto che in tal caso, l’inadempimento sarebbe certo
Diffida ad adempiere ed adempimento inesatto
Resta da vedere cosa accade se l’adempimento è inesatto o parziale. Il problema resta sempre quello di come accertare l’interesse cui il contratto è diretto. Quando le indicazioni contenute nel contratto denotano la rilevanza, anche se del tutto soggettiva, dell’interesse del creditore all’adempimento con le esatte modalità richieste, allora l’inadempimento della controparte avrà un valore decisivo. Nella verifica del contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti
Diffida ad adempiere e rapporto tra l’esecuzione, la difformità, i vizi dell’opera
Il codice civile non accorda al compratore la possibilità di esperire nei confronti del venditore l’azione di esatto adempimento, cioè pretendere la riparazione della cosa viziata o la consegna di un’altra cosa in sostituzione di quella rivelatasi affetta da vizi. Egli ha però diritto al risarcimento dei danni, sia quelli che ha sofferto per aver ricevuto una cosa di valore inferiore rispetto a quello previsto dal contratto, sia quelli che siano derivati dai vizi della cosa diversa dalla venduta
Costituzione in mora, imputabilità e colpevolezza nell'inadempimento
Oltre alla sopravvenuta impossibilità e all’inutilità della prestazione, vi sono anche altre situazioni di inadempimento definitivo. Si tratta di comportamenti del debitore fonte di una situazione di incertezza circa il buon esito dello scambio o perché sono espressivi della volontà di non adempiere o perché fanno presumere la sua inettitudine a svolgere certe prestazioni, addirittura solo preparatorie: le due situazioni esprimono un rifiuto di adempiere e un pericolo dell’inadempimento futuro
La non reciprocità dell’inadempimento e la valutazione delle reciproche condotte
Come si deve procedere per individuare il contraente responsabile della maggiore violazione contrattuale? A tal fine viene proposta l’adozione di un criterio di proporzionalità tra le prestazioni inadempiute che dovrebbe condurre l’interprete a una comparazione delle condotte delle parti. Per dirimere il contrasto il giudice di merito anzitutto verifica l’esistenza di clausole che disciplinano il rapporto; in seguito procede utilizzando un criterio cronologico, rispettando la scansione temporale
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TEMI DEGLI APPROFONDIMENTI
abusi paesaggistici
titolo paesaggistico
cave, miniere, acque minerali
screening, VIA, VAS
beni culturali archeologici
Vincolo storico culturale
catasto, cartografia
sanzioni catastali
tipo mappale, frazionamento
classamento
abusi su beni pubblici
alloggi pubblici, di servizio
acqua acque e pertinenze
vicinali pedonali
demaniali uso pubblico
derivazione d'acqua
affidamento, subentro
cessazione diniego revoca
rinnovo proroga
dismissione, privatizzazione
demanio cimiteriale
(s)demanializzazione
accordo di pr. conf. di s.
ordinanze conting. urgenti
diritti umani, internet
diritto penale, sicurezza
sequestro e confisca
reati ambientali edilizi
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stalking ,molestie
discrezionalità della p.a.
agibilità, abitabilità
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casistica opere
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diniego decadenza annull.
altezze volumi
decadenza reiterazione
espropriativi conformativi
procedimentali
manutenzione, restauro
piano casa piano città
mutamento destinazione
trasferimenti tra privati
APPROPRIATIVA USURPATIVA
irreversibile trasformaz.
momento ricognizione
aree non edificabili
di occupazione
deprezzamento, attività
soprassuoli, cave
decreto di occupazione
immissione in possesso
non preordinata all'espr.
atipiche o alternative
fisco lavoro previdenza
registro bollo ipocatastali
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espropri e occupazioni
TSAP TRAP
beni pubb. concessioni
pregiudizialità
atti esproprio
effetti incostituzionalità
limiti oggettivi/soggettivi
inammissibilità, improcedib.
comunicazioni, controded.
contro/cointeressato
decisione giudiziale
piani vari
termini dimidiati
industria, energia, merci
vizi delle notifiche
esimenti, prova
erariale o contabile