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Timestamp: 2019-03-26 15:15:06+00:00
Document Index: 16132173

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 139', 'art. 137', 'art. 140', 'art. 2', 'art. 140', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 110', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 8', 'art. 137', 'art. 139', 'art. 140', 'art. 66', 'art. 141', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 66', 'art. 27', 'art. 33', 'art. 1355', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 137', 'art. 6', 'art. 190', 'art. 18', 'art. 190', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 60', 'art. 128', 'art. 6']

Categoria: Normativa in materia di consumo Pubblicato Lunedì, 02 Maggio 2016 13:22
Vista la direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (direttiva sull'ADR per i consumatori);
2. L'articolo 141 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo, e' sostituito dal seguente:
«Art. 141 (Disposizioni generali: definizioni ed ambito di applicazione).
- 1. Ai fini del presente titolo, si intende per: a) «consumatore»: la persona fisica, di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a);
h) «organismo ADR»: qualsiasi organismo, a prescindere dalla sua denominazione, istituito su base permanente, che offre la risoluzione
di una controversia attraverso una procedura ADR ed e' iscritto nell'elenco di cui all'articolo 141-decies;
8. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano: a) alle procedure presso sistemi di trattamento dei reclami dei consumatori gestiti dal professionista; b) ai servizi non economici d'interesse generale; c) alle controversie fra professionisti; d) alla negoziazione diretta tra consumatore e professionista; e) ai tentativi di conciliazione giudiziale per la composizione della controversia nel corso di un procedimento giudiziario riguardante la controversia stessa; f) alle procedure avviate da un professionista nei confronti di un consumatore; g) ai servizi di assistenza sanitaria, prestati da professionisti sanitari a pazienti, al fine di valutare, mantenere o ristabilire il loro stato di salute, compresa la prescrizione, la somministrazione e la fornitura di medicinali e dispositivi medici; h) agli organismi pubblici di istruzione superiore o di formazione continua.
3. Dopo l'articolo 141 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo, sono inseriti i seguenti: «Art. 141-bis (Obblighi, facolta' e requisiti degli organismi ADR).
- 1. E' fatto obbligo agli organismi ADR di: a) mantenere un sito web aggiornato che fornisca alle parti un facile accesso alle informazioni concernenti il funzionamento della procedura ADR e che consenta ai consumatori di presentare la domanda e la documentazione di supporto necessaria in via telematica;
10. Se gli organismi ADR, ai fini del comma 4, lettera a), del presente articolo, provvedono alla formazione delle persone fisiche incaricate della risoluzione extragiudiziale delle controversie, le autorita' competenti provvedono a monitorare i programmi di formazione istituiti dagli organismi ADR in base alle informazioni comunicate loro ai sensi dell'articolo 141-nonies, comma 4, lettera
g). I programmi di formazione possono essere promossi ed eseguiti dalle stesse autorita' competenti, di cui all'articolo 141-octies. Restano ferme le disposizioni in materia di formazione dei mediatori di cui ai commi 4-bis, 5 e 6 dell'articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28.
Art. 141-ter (Negoziazioni paritetiche).
- 1. Le procedure svolte dinanzi agli organismi ADR in cui parte delle persone fisiche incaricate della risoluzione delle controversie sono assunte o
retribuite esclusivamente dal professionista o da un'organizzazione professionale o da un'associazione di imprese di cui il professionista e' membro, sono considerate procedure ADR, ai sensi del presente Codice, se, oltre all'osservanza delle disposizioni di cui al presente titolo, rispettano i seguenti ulteriori requisiti
e) l'organismo di risoluzione delle controversie, ove non abbia distinta soggettivita' giuridica rispetto al professionista o all'organizzazione professionale o all'associazione di imprese di cui il professionista fa parte, deve essere dotato di sufficiente autonomia e di un organo paritetico di garanzia privo di collegamenti
gerarchici o funzionali con il professionista, deve essere chiaramente separato dagli organismi operativi del professionista ed avere a sua disposizione risorse finanziarie sufficienti, distinte dal bilancio generale del professionista, per lo svolgimento dei suoi compiti.
Art. 141-quater (Trasparenza, efficacia, equita' e liberta').
- 1. E' fatto obbligo agli organismi ADR, di rendere disponibili al pubblico sui loro siti web, su supporto durevole su richiesta e in qualsiasi altra modalita' funzionale al perseguimento delle finalita' di trasparenza, efficacia, equita' e liberta', informazioni chiare e facilmente comprensibili riguardanti:
b) consentire la partecipazione alle parti senza obbligo di assistenza legale; e' fatto sempre salvo il diritto delle parti di
ricorrere al parere di un soggetto indipendente o di essere rappresentate o assistite da terzi in qualsiasi fase della procedura;
a) le parti abbiano la possibilita', entro un periodo di tempo ragionevole di esprimere la loro opinione, di ottenere dall'organismo ADR le argomentazioni, le prove, i documenti e i fatti presentati dall'altra parte, salvo che la parte non abbia espressamente richiesto che gli stessi debbano restare riservati, le eventuali
dichiarazioni rilasciate e opinioni espresse da esperti e di poter esprimere osservazioni in merito;
- 1. Dalla data di ricevimento da parte dell'organismo ADR, la relativa domanda produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda impedisce altresi' la decadenza per una sola volta.
- 1. I professionisti stabiliti in Italia che si sono impegnati a ricorrere ad uno o piu' organismi ADR per risolvere le controversie sorte con i consumatori, sono obbligati ad informare questi ultimi in merito all'organismo o agli organismi competenti per risolvere le controversie sorte con i consumatori. Tali informazioni includono l'indirizzo del sito web dell'organismo ADR pertinente o degli organismi ADR pertinenti.
3. Nel caso in cui non sia possibile risolvere una controversia tra un consumatore e un professionista stabilito nel rispettivo territorio in seguito a un reclamo presentato direttamente dal consumatore al professionista, quest'ultimo fornisce al consumatore le informazioni di cui al comma 1, precisando se intenda avvalersi
6. E' fatto obbligo agli organismi ADR e al Centro nazionale della rete europea per i consumatori (ECC-NET) di rendere disponibile al pubblico sui propri siti web, fornendo un link al sito della Commissione europea, e laddove possibile su supporto durevole nei propri locali, l'elenco degli organismi ADR elaborato e pubblicato dalla Commissione ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 4, della direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21
maggio 2013, sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori.
- 1. Le autorita' competenti assicurano la cooperazione tra gli organismi ADR nella risoluzione delle controversie transfrontaliere e i regolari scambi con gli altri
Stati membri dell'Unione europea delle migliori prassi per quanto concerne la risoluzione delle controversie transfrontaliere e nazionali.
- 1. Per lo svolgimento delle funzioni di cui agli articoli 141-nonies e 141-decies, sono designate le seguenti autorita' competenti:
- 1. Gli organismi di risoluzione delle controversie che intendono essere considerati organismi ADR ai sensi del presente titolo e inseriti in elenco conformemente all'articolo 141-decies, comma 2, devono presentare domanda di iscrizione alla rispettiva autorita' competente, indicando:
f) se del caso, una valutazione dell'efficacia della loro cooperazione all'interno di reti di organismi ADR che agevolano la
- 1. Presso ciascuna autorita' competente e' istituito, rispettivamente con decreto ministeriale o con provvedimenti interni, l'elenco degli organismi ADR deputati a gestire le controversie nazionali e transfrontaliere che rientrano nell'ambito di applicazione del presente titolo e che rispettano i requisiti previsti. Ciascuna autorita' competente definisce il procedimento per l'iscrizione e verifica il rispetto dei requisiti di stabilita', efficienza, imparzialita', nonche' il rispetto del principio di tendenziale non onerosita', per il consumatore, del servizio.
4. All'articolo 139, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, alla fine della lettera b) e della lettera b-bis), il punto e' sostituito dal punto e virgola e, dopo la lettera b-bis), e' aggiunta la seguente: «b-ter) regolamento (UE) n. 524/2013 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 21 maggio 2013, sulla risoluzione delle controversie online per i consumatori (regolamento sull'ODR per i consumatori).».
- L'art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400
Presidenza del Consiglio dei ministri.), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O., cosi'
- La direttiva 2013/11/UE e' pubblicata nella G.U.U.E.
18 giugno 2013, n. L 165.
- Il regolamento CE/2006/2004 e' pubblicato nella
G.U.U.E. 9 dicembre 2004, n. L 364.
- La direttiva 2009/22/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
1° maggio 2009, n. L 110.
- Gli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n.
politiche dell'Unione europea), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 4 gennaio 2013, n. 3, cosi' recitano:
«Art. 31 (Procedure per l'esercizio delle deleghe
delegazione europea). - 1. In relazione alle deleghe
legislative conferite con la legge di delegazione europea
per il recepimento delle direttive, il Governo adotta i
decreti legislativi entro il termine di due mesi
antecedenti a quello di recepimento indicato in ciascuna
delle direttive; per le direttive il cui termine cosi'
determinato sia gia' scaduto alla data di entrata in vigore
della legge di delegazione europea, ovvero scada nei tre
mesi successivi, il Governo adotta i decreti legislativi di
recepimento entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della medesima legge; per le direttive che non prevedono un
termine di recepimento, il Governo adotta i relativi
in vigore della legge di delegazione europea.
in mancanza di nuovo parere.»
«Art. 32 (Principi e criteri direttivi generali di
delega per l'attuazione del diritto dell'Unione europea). -
italiani.».
- Il testo dell'art. 8 della legge 7 ottobre 2014, n
154 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive
Legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28 ottobre 2014, n.
251, cosi' recita:
«Art. 8 (Principi e criteri direttivi per il
recepimento della direttiva 2013/11/UE, sulla risoluzione
alternativa delle controversie dei consumatori, che
modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva
2009/22/CE - direttiva sull'ADR per i consumatori). - 1.
Nell'esercizio della delega per l'attuazione della
direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 21 maggio 2013, il Governo e' tenuto a
seguire, oltre ai principi e criteri direttivi di cui
all'art. 1, comma 1, anche i seguenti principi e criteri
a) esercitare l'opzione di cui all'art. 2, paragrafo 2,
lettera a), della direttiva, secondo cui rientrano tra le
(ADR) utili ai fini dell'applicazione della medesima
direttiva anche le procedure dinanzi a organismi di
risoluzione delle controversie in cui le persone fisiche
incaricate della risoluzione delle controversie sono
assunte o retribuite esclusivamente dal professionista,
gia' consentite ai sensi dell'art. 2, comma 2, del decreto
legislativo 4 marzo 2010, n. 28;
b) prevedere espressamente, ai fini dell'opzione di cui
alla lettera a), che in tal caso le persone fisiche
incaricate della risoluzione delle controversie facciano
parte di un organismo collegiale composto da un numero
eguale di rappresentanti delle organizzazioni di
consumatori e di rappresentanti del professionista e siano
nominate a seguito di una procedura trasparente.
2. Dall'attuazione del presente articolo non devono
pubblica. Le autorita' interessate provvedono agli
adempimenti di cui al presente articolo con le risorse
- Il decreto legislativo 6 settembre 2005, n 206
(Codice del consumo, a norma dell'art. 7 della legge 29
luglio 2003, n. 229), e' pubblicato nella Gazzetta
- Alla parte V, il decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, citato nelle note alle premesse, come
modificato del presente decreto cosi' recita:
Art. 136. Consiglio nazionale dei consumatori e degli
Art. 137. Elenco delle associazioni dei consumatori e
degli utenti rappresentative a livello nazionale
Art. 140-bis Azione di classe
RISOLUZIONE EXTRA GIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE».
- Il testo dell'art. 139 del decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206, citato nelle note alle premesse,
come modificato del presente decreto cosi' recita:
«Art. 139 (Legittimazione ad agire). - 1. Le
associazioni dei consumatori e degli utenti inserite
nell'elenco di cui all'art. 137 sono legittimate ad agire,
ai sensi dell'art. 140, a tutela degli interessi collettivi
dei consumatori e degli utenti. Oltre a quanto disposto
dall'art. 2, le dette associazioni sono legittimate ad
agire nelle ipotesi di violazione degli interessi
collettivi dei consumatori contemplati nelle materie
disciplinate dal presente codice, nonche' dalle seguenti
disposizioni legislative (184):
a) legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive
modificazioni, ivi comprese quelle di cui al testo unico
della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31
luglio 2005, n. 177, e legge 30 aprile 1998, n. 122,
concernenti l'esercizio delle attivita' televisive (185);
b) decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, come
modificato dal decreto legislativo 18 febbraio 1997, n. 44,
e legge 14 ottobre 1999, n. 362, concernente la pubblicita'
dei medicinali per uso umano;
b-bis) decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59,
recante attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai
servizi nel mercato interno;
b-ter) regolamento UE/524/2013 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 21 maggio 2013 sulla risoluzione delle
controversie online per i consumatori ( regolamento
sull'ODR per i consumatori).
2. Gli organismi pubblici indipendenti nazionali e le
organizzazioni riconosciuti in altro Stato dell'Unione
europea ed inseriti nell'elenco degli enti legittimati a
proporre azioni inibitorie a tutela degli interessi
collettivi dei consumatori, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita' europee, possono agire, ai sensi
del presente articolo e secondo le modalita' di cui
all'art. 140, nei confronti di atti o comportamenti lesivi
per i consumatori del proprio Paese, posti in essere in
tutto o in parte sul territorio dello Stato.»
- Il testo dell'art. 10 del decreto legislativo 6
come modificato del presente decreto, cosi' recita:
«Art. 10 (Attuazione). - 1. Con decreto del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per
le politiche comunitarie e con il Ministro della giustizia,
sentito il parere della Conferenza unificata di cui
sono adottate le norme di attuazione dell'art. 6, al fine
di assicurare, per i prodotti provenienti da Paesi
dell'Unione europea, una applicazione compatibile con i
principi del diritto comunitario, precisando le categorie
di prodotti o le modalita' di presentazione per le quali
non e' obbligatorio riportare le indicazioni di cui al
comma 1, lettere a) e b), dell'art. 6. Tali disposizioni di
attuazione disciplinano inoltre i casi in cui sara'
consentito riportare in lingua originaria alcuni dati
contenuti nelle indicazioni di cui all'art. 6.
2. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 1, restano in vigore le disposizioni di cui al
dell'artigianato 8 febbraio 1997, n. 101.»
- Il testo dell'art. 16 del decreto legislativo 6
«Art. 16 (Esenzioni). - 1. Sono esenti dall'obbligo
dell'indicazione del prezzo per unita' di misura i prodotti
per i quali tale indicazione non risulti utile a motivo
della loro natura o della loro destinazione, o sia di
natura tale da dare luogo a confusione. Sono da
considerarsi tali i seguenti prodotti:
a) prodotti commercializzati sfusi che, in conformita'
alle disposizioni di esecuzione della legge 5 agosto 1981,
n. 441, e successive modificazioni, recante disposizioni
sulla vendita a peso netto delle merci, possono essere
venduti a pezzo o a collo;
b) prodotti di diversa natura posti in una stessa
c) prodotti commercializzati nei distributori
d) prodotti destinati ad essere mescolati per una
preparazione e contenuti in un unico imballaggio;
e) prodotti preconfezionati che siano esentati
dall'obbligo di indicazione della quantita' netta secondo
quanto previsto dall'art. 9 del decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 109, e successive modificazioni,
concernenti l'attuazione delle direttive comunitarie in
materia di etichettatura dei prodotti alimentari;
f) alimenti precucinati o preparati o da preparare,
costituiti da due o piu' elementi separati, contenuti in un
unico imballaggio, che necessitano di lavorazione da parte
del consumatore per ottenere l'alimento finito;
i) prodotti non alimentari che possono essere venduti
unicamente al pezzo o a collo.
2. Il Ministro dello sviluppo economico, con proprio
decreto, puo' aggiornare l'elenco delle esenzioni di cui al
comma 1, nonche' indicare espressamente prodotti o
categorie di prodotti non alimentari ai quali non si
applicano le predette esenzioni.»
- Il testo dell'art. 106 del decreto legislativo 6
«Art. 106 (Procedure di consultazione e coordinamento).
2. I criteri per il coordinamento dei controlli
volta in volta competenti per materia.
3. La conferenza di cui al comma 2, tiene conto anche
4. Alla conferenza di cui al comma 2, possono
definite dalla conferenza medesima.»
- Il testo dell'art. 107 del decreto legislativo 6
«Art. 107 (Controlli). - 1. Le amministrazioni di cui
- Il testo dell'art. 110 del decreto legislativo 6
«Art. 110 (Notificazione e scambio di informazioni). -
comunitaria specifica vigente sulla procedura di notifica.
2. I provvedimenti, anche concordati con produttori e
II della direttiva 2001/95/CE, di cui all'allegato II.
3. Se il provvedimento adottato riguarda un rischio che
rischio nuovo, non ancora segnalato in altre notifiche.
4. Ai fini degli adempimenti di cui al comma 1, i
stessi nell'ambito degli interventi di competenza.
5. Il Ministero dello sviluppo economico comunica
6. Le Autorita' competenti assicurano alle parti
osservazioni per il successivo inoltro alla Commissione.
7. Sono vietate le esportazioni al di fuori dell'Unione
diversamente.»
- Il testo dell'art. 136 del decreto legislativo 6
«Art. 136 (Consiglio nazionale dei consumatori e degli
utenti). - 1. E' istituito presso il Ministero dello
2. Il Consiglio, che si avvale, per le proprie
iniziative, della struttura e del personale del Ministero
dello sviluppo economico, e' composto dai rappresentanti
delle associazioni dei consumatori e degli utenti inserite
nell'elenco di cui all'art. 137 e da un rappresentante
designato dalla Conferenza di cui all'art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ed e' presieduto dal
Ministro dello sviluppo economico o da un suo delegato. Il
Consiglio e' nominato con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello
Omissis...»
- Il testo dell'art. 137 del decreto legislativo 6
«Art. 137 (Elenco delle associazioni dei consumatori e
degli utenti rappresentative a livello nazionale). - 1.
Presso il Ministero dello sviluppo economico e' istituito
l'elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti
2. L'iscrizione nell'elenco e' subordinata al possesso,
da comprovare con la presentazione di documentazione
conforme alle prescrizioni e alle procedure stabilite con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, dei seguenti
a) avvenuta costituzione, per atto pubblico o per
scrittura privata autenticata, da almeno tre anni e
possesso di uno statuto che sancisca un ordinamento a base
democratica e preveda come scopo esclusivo la tutela dei
consumatori e degli utenti, senza fine di lucro;
b) tenuta di un elenco degli iscritti, aggiornato
annualmente con l'indicazione delle quote versate
direttamente all'associazione per gli scopi statutari;
c) numero di iscritti non inferiore allo 0,5 per mille
della popolazione nazionale e presenza sul territorio di
almeno cinque regioni o province autonome, con un numero di
iscritti non inferiore allo 0,2 per mille degli abitanti di
ciascuna di esse, da certificare con dichiarazione
sostitutiva dell'atto di notorieta' resa dal legale
rappresentante dell'associazione con le modalita' di cui
agli articoli 46 e seguenti del testo unico delle
documentazione amministrativa, di cui al decreto del
d) elaborazione di un bilancio annuale delle entrate e
delle uscite con indicazione delle quote versate dagli
associati e tenuta dei libri contabili, conformemente alle
norme vigenti in materia di contabilita' delle associazioni
non riconosciute;
e) svolgimento di un'attivita' continuativa nei tre
f) non avere i suoi rappresentanti legali subito alcuna
condanna, passata in giudicato, in relazione all'attivita'
dell'associazione medesima, e non rivestire i medesimi
rappresentanti la qualifica di imprenditori o di
amministratori di imprese di produzione e servizi in
qualsiasi forma costituite, per gli stessi settori in cui
opera l'associazione.
3. Alle associazioni dei consumatori e degli utenti e'
preclusa ogni attivita' di promozione o pubblicita'
commerciale avente per oggetto beni o servizi prodotti da
terzi ed ogni connessione di interessi con imprese di
produzione o di distribuzione.
4. Il Ministero dello sviluppo economico provvede
annualmente all'aggiornamento dell'elenco.
5. All'elenco di cui al presente articolo possono
iscriversi anche le associazioni dei consumatori e degli
utenti operanti esclusivamente nei territori ove risiedono
minoranze linguistiche costituzionalmente riconosciute, in
possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettere a), b),
d), e) e f), nonche' con un numero di iscritti non
inferiore allo 0,5 per mille degli abitanti della regione o
provincia autonoma di riferimento, da certificare con
dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' resa dal
legale rappresentante dell'associazione con le modalita' di
cui agli articoli 46 e seguenti del citato testo unico, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del
6. Il Ministero dello sviluppo economico comunica alla
Commissione europea l'elenco di cui al comma 1, comprensivo
anche degli enti di cui all'art. 139, comma 2, nonche' i
relativi aggiornamenti al fine dell'iscrizione nell'elenco
degli enti legittimati a proporre azioni inibitorie a
tutela degli interessi collettivi dei consumatori istituito
presso la stessa Commissione europea.
- Il testo dell'art. 140 del decreto legislativo 6
«Art. 140 (Procedura). - 1. I soggetti di cui all'art.
utenti richiedendo al tribunale (189):
2. Le associazioni di cui al comma 1, nonche' i
3. Il processo verbale di conciliazione, sottoscritto
5. In ogni caso l'azione di cui al comma 1 puo' essere
7. Con il provvedimento che definisce il giudizio di
- Il testo dell'art. 66 del decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206 citato nelle note alle premesse,
cosi' come modificato del presente decreto cosi' recita:
«Art. 66 (Tutela amministrativa e giurisdizionale). -
1. Al fine di garantire il rispetto delle disposizioni
contenute nelle Sezioni da I a IV del presente Capo da
parte degli operatori, trovano applicazione le disposizioni
di cui agli articoli 27, 139, 140, 140-bis, 141 e 144 del
2. L'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato,
d'ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione
che ne abbia interesse, accerta le violazioni delle norme
di cui alle Sezioni da I a IV del presente Capo nonche'
dell'art. 141-sexsies, commi 1, 2 e 3, ne inibisce la
continuazione e ne elimina gli effetti.
3. In materia di accertamento e sanzione delle
violazioni, si applica l'art. 27, commi da 2 a 15, del
4. L'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato
svolge le funzioni di autorita' competente ai sensi
dell'art. 3, lettera c), del regolamento (CE) n. 2006/2004
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre
2004, nelle materie di cui alle Sezioni da I a IV del
5. E' comunque fatta salva la giurisdizione del giudice
ordinario. E' altresi' fatta salva la possibilita' di
promuovere la risoluzione extragiudiziale delle
controversie inerenti al rapporto di consumo, nelle materie
di cui alle Sezioni da I a IV del presente Capo, mediante
il ricorso alle procedure di cui alla Parte V, Titolo
- Il testo dell'art. 66-quater del decreto legislativo
6 settembre 2005, n. 206, citato nelle note alle premesse,
«Art. 66-quater (Informazione e ricorso
extragiudiziale). - 1. Le comunicazioni e i documenti
relativi ai contratti negoziati fuori dai locali
commerciali e ai contratti a distanza, ivi compresi i
moduli, i formulari, le note d'ordine, la pubblicita' o le
comunicazioni sui siti Internet, devono contenere un
riferimento al presente Capo.
2. L'operatore puo' adottare appositi codici di
condotta, secondo le modalita' di cui all'art. 27-bis.
3. Per la risoluzione delle controversie sorte
dall'esatta applicazione dei contratti disciplinati dalle
disposizione delle sezione da I a IV del presente Capo e'
possibile ricorrere alle procedure di risoluzione
extragiudiziale delle controversie, di cui alla parte V,
titolo II-bis del presente codice».
- Il testo dell'art. 33 del decreto legislativo 6
«Art. 33 (Clausole vessatorie nel contratto tra
professionista e consumatore). - 1. Nel contratto concluso
tra il consumatore ed il professionista si considerano
vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede,
determinano a carico del consumatore un significativo
squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal
2. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le
clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di:
a) escludere o limitare la responsabilita' del
professionista in caso di morte o danno alla persona del
consumatore, risultante da un fatto o da un'omissione del
professionista (55);
b) escludere o limitare le azioni o i diritti del
consumatore nei confronti del professionista o di un'altra
parte in caso di inadempimento totale o parziale o di
adempimento inesatto da parte del professionista;
c) escludere o limitare l'opportunita' da parte del
consumatore della compensazione di un debito nei confronti
del professionista con un credito vantato nei confronti di
d) prevedere un impegno definitivo del consumatore
mentre l'esecuzione della prestazione del professionista e'
subordinata ad una condizione il cui adempimento dipende
unicamente dalla sua volonta';
e) consentire al professionista di trattenere una somma
di denaro versata dal consumatore se quest'ultimo non
conclude il contratto o recede da esso, senza prevedere il
diritto del consumatore di esigere dal professionista il
doppio della somma corrisposta se e' quest'ultimo a non
concludere il contratto oppure a recedere;
f) imporre al consumatore, in caso di inadempimento o
di ritardo nell'adempimento, il pagamento di una somma di
denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro
titolo equivalente d'importo manifestamente eccessivo;
g) riconoscere al solo professionista e non anche al
consumatore la facolta' di recedere dal contratto, nonche'
consentire al professionista di trattenere anche solo in
parte la somma versata dal consumatore a titolo di
corrispettivo per prestazioni non ancora adempiute, quando
sia il professionista a recedere dal contratto;
h) consentire al professionista di recedere da
contratti a tempo indeterminato senza un ragionevole
preavviso, tranne nel caso di giusta causa;
i) stabilire un termine eccessivamente anticipato
rispetto alla scadenza del contratto per comunicare la
disdetta al fine di evitare la tacita proroga o
rinnovazione;
l) prevedere l'estensione dell'adesione del consumatore
a clausole che non ha avuto la possibilita' di conoscere
prima della conclusione del contratto;
m) consentire al professionista di modificare
unilateralmente le clausole del contratto, ovvero le
caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire,
senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso;
n) stabilire che il prezzo dei beni o dei servizi sia
determinato al momento della consegna o della prestazione;
o) consentire al professionista di aumentare il prezzo
del bene o del servizio senza che il consumatore possa
recedere se il prezzo finale e' eccessivamente elevato
rispetto a quello originariamente convenuto;
p) riservare al professionista il potere di accertare
la conformita' del bene venduto o del servizio prestato a
quello previsto nel contratto o conferirgli il diritto
esclusivo d'interpretare una clausola qualsiasi del
q) limitare la responsabilita' del professionista
rispetto alle obbligazioni derivanti dai contratti
stipulati in suo nome dai mandatari o subordinare
l'adempimento delle suddette obbligazioni al rispetto di
particolari formalita';
r) limitare o escludere l'opponibilita' dell'eccezione
d'inadempimento da parte del consumatore;
s) consentire al professionista di sostituire a se' un
terzo nei rapporti derivanti dal contratto, anche nel caso
di preventivo consenso del consumatore, qualora risulti
diminuita la tutela dei diritti di quest'ultimo;
t) sancire a carico del consumatore decadenze,
limitazioni della facolta' di opporre eccezioni, deroghe
alla competenza dell'autorita' giudiziaria, limitazioni
all'adduzione di prove, inversioni o modificazioni
dell'onere della prova, restrizioni alla liberta'
contrattuale nei rapporti con i terzi;
u) stabilire come sede del foro competente sulle
controversie localita' diversa da quella di residenza o
domicilio elettivo del consumatore;
v) prevedere l'alienazione di un diritto o l'assunzione
di un obbligo come subordinati ad una condizione sospensiva
dipendente dalla mera volonta' del professionista a fronte
di un'obbligazione immediatamente efficace del consumatore.
E' fatto salvo il disposto dell'art. 1355 del codice
v-bis) imporre al consumatore che voglia accedere ad
una procedura di risoluzione extragiudiziale delle
controversie prevista dal titolo II-bis della parte V, di
rivolgersi esclusivamente ad un'unica tipologia di
organismi ADR o ad un unico organismo ADR;
v-ter) rendere eccessivamente difficile per il
consumatore l'esperimento della procedura di risoluzione
extragiudiziale delle controversie prevista dal titolo
II-bis della parte V.
3. Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di
servizi finanziari a tempo indeterminato il professionista
puo', in deroga alle lettere h) e m) del comma 2:
a) recedere, qualora vi sia un giustificato motivo,
senza preavviso, dandone immediata comunicazione al
b) modificare, qualora sussista un giustificato motivo,
le condizioni del contratto, preavvisando entro un congruo
termine il consumatore, che ha diritto di recedere dal
4. Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di
servizi finanziari il professionista puo' modificare, senza
preavviso, sempreche' vi sia un giustificato motivo in
deroga alle lettere n) e o) del comma 2, il tasso di
interesse o l'importo di qualunque altro onere relativo
alla prestazione finanziaria originariamente convenuti,
dandone immediata comunicazione al consumatore che ha
5. Le lettere h), m), n) e o) del comma 2 non si
applicano ai contratti aventi ad oggetto valori mobiliari,
strumenti finanziari ed altri prodotti o servizi il cui
prezzo e' collegato alle fluttuazioni di un corso e di un
indice di borsa o di un tasso di mercato finanziario non
controllato dal professionista, nonche' la compravendita di
valuta estera, di assegni di viaggio o di vaglia postali
internazionali emessi in valuta estera.
6. Le lettere n) e o) del comma 2 non si applicano alle
clausole di indicizzazione dei prezzi, ove consentite dalla
legge, a condizione che le modalita' di variazione siano
espressamente descritte.».
- Il testo dell'art. 2 del decreto legislativo 8
ottobre 2007, n. 179 (Istituzione di procedure di
conciliazione e di arbitrato, sistema di indennizzo e fondo
di garanzia per i risparmiatori e gli investitori in
attuazione dell'art. 27, commi 1 e 2, della L. 28 dicembre
2005, n. 262), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
ottobre 2007, n. 253, come modificato dal presente decreto,
«Art. 2 (Camera di conciliazione e arbitrato). - 1. E'
istituita una Camera di conciliazione e arbitrato presso la
Consob per l'amministrazione, in conformita' al presente
decreto, dei procedimenti di conciliazione e di arbitrato
promossi per la risoluzione di controversie insorte tra gli
investitori e gli intermediari per la violazione da parte
di questi degli obblighi di informazione, correttezza e
trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con gli
2. La Camera di conciliazione e arbitrato svolge la
propria attivita', avvalendosi di strutture e risorse
individuate dalla Consob.
3. La Camera di conciliazione e arbitrato istituisce un
elenco di conciliatori e arbitri, scelti tra persone di
comprovata imparzialita', indipendenza, professionalita' e
4. La Camera di conciliazione e arbitrato puo'
avvalersi di organismi di conciliazione iscritti nel
registro previsto dall'art. 38, comma 2, del decreto
legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive
modificazioni. L'organismo di conciliazione applica il
regolamento di procedura e le indennita' di cui all'art. 4.
5. La Consob definisce con regolamento, sentita la
a) l'organizzazione della Camera di conciliazione e
b) le modalita' di nomina dei componenti dell'elenco
dei conciliatori e degli arbitri, prevedendo anche forme di
consultazione delle associazioni dei consumatori e degli
utenti di cui all'art. 137 del decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206, e delle categorie interessate, e
perseguendo la presenza paritaria di donne e uomini;
c) i requisiti di imparzialita', indipendenza,
professionalita' e onorabilita' dei componenti dell'elenco
dei conciliatori e degli arbitri;
d) la periodicita' dell'aggiornamento dell'elenco dei
conciliatori e degli arbitri;
e) le altre funzioni attribuite alla Camera di
conciliazione e arbitrato;
f) le norme per i procedimenti di conciliazione e di
5-bis. I soggetti nei cui confronti la Consob esercita
la propria attivita' di vigilanza, da individuarsi con il
regolamento di cui al comma 5-ter, devono aderire a sistemi
di risoluzione stragiudiziale delle controversie con gli
investitori diversi dai clienti professionali di cui
all'art. 6, commi 2-quinquies e 2-sexies di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998 n. 58. In caso di mancata
adesione, alle societa' e agli enti si applicano le
sanzioni di cui all'art. 190, comma 1 del citato decreto
legislativo n. 58 del 1998 e alle persone fisiche di cui
all'art. 18-bis del predetto decreto legislativo n. 58 del
1998 si applicano le sanzioni di cui all'art. 190-ter del
5-ter. La Consob determina, con proprio regolamento,
nel rispetto dei principi, delle procedure e dei requisiti
di cui alla parte V titolo II-bis del decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, i
criteri di svolgimento delle procedure di risoluzione delle
controversie di cui al comma 5-bis nonche' i criteri di
rappresentativita' dei soggetti interessati. Alla copertura
delle relative spese di funzionamento si provvede, senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ai sensi
dell'art. 9, comma 2.».
- Si riporta il testo dell'art. 5, comma 1-bis, del
decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Attuazione
dell'art. 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia
di mediazione finalizzata alla conciliazione delle
controversie civili e commerciali), pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 5 marzo 2010, n. 53:
«Art. 5 (Condizione di procedibilita' e rapporti con il
processo). - (Omissis).
1-bis. Chi intende esercitare in giudizio un'azione
relativa a una controversia in materia di condominio,
diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di
famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende,
risarcimento del danno derivante da responsabilita' medica
e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o
con altro mezzo di pubblicita', contratti assicurativi,
bancari e finanziari, e' tenuto, assistito dall'avvocato,
preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai
sensi del presente decreto ovvero il i procedimenti
previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179 e
dai rispettivi regolamenti di attuazione, ovvero il
procedimento istituito in attuazione dell'art. 128-bis del
testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e
successive modificazioni, per le materie ivi regolate.
L'esperimento del procedimento di mediazione e' condizione
di procedibilita' della domanda giudiziale. La presente
disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi
alla data della sua entrata in vigore. Al termine di due
anni dalla medesima data di entrata in vigore e' attivato
su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio
degli esiti di tale sperimentazione. L'improcedibilita'
deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o
rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza.
Il giudice ove rilevi che la mediazione e' gia' iniziata,
ma non si e' conclusa, fissa la successiva udienza dopo la
scadenza del termine di cui all'art. 6. Allo stesso modo
provvede quando la mediazione non e' stata esperita,
assegnando contestualmente alle parti il termine di
quindici giorni per la presentazione della domanda di
mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni
previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del
consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206, e successive modificazioni.».
- Il regolamento 524/2013 e' pubblicato nella G.U.U.E.
5 giugno 2013, n. L 152.