Source: https://www.diritto.it/la-revoca-di-un-aggiudicazione-definitiva-in-vista-del-contenzioso-giurisdizionale-e-illegittima/
Timestamp: 2020-07-04 18:40:20+00:00
Document Index: 51890647

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 52', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 51']

La revoca di un'aggiudicazione definitiva in vista del contenzioso giurisdizionale è illegittima
La revoca di un’aggiudicazione definitiva in vista del contenzioso giurisdizionale è illegittima
Anche se non è ancora stato stipulato il contratto con l’aggiudicatario, quando la revoca si fonda su sopravvenuti motivi di opportunità (e non su ragioni giuridiche) la sua posizione non è rimovibile sulla base di presupposti di fatto di scarsa importanza.
Decisione: Sentenza n. 2095/2016 Consiglio di Stato – Sezione V
Parole chiave: aggiudicazione definitiva – bando di gara – revoca per sopravvenuti motivi di opportunità – ammissibilità – non sussiste
Il bando riguardava l’affidamento del servizio di direzione lavori, e altre attività inerenti l’intervento di potenziamento e sistemazione della rete idrica comunale.
Nella more del giudizio innanzi al T.A.R., il comune provvedeva a revocare in autotutela la gara di appalto, disponendo la nomina di una figura interna all’ente: dopo aver deciso di esternalizzare il servizio di direzione lavori dell’impianto idrico, dopo non molto tempo venivano rinvenute proprie risorse interne che ne permettevano l’internalizzazione (tra l’altro, si trattava di figure apicali già esistenti nella pianta organica del comune).
Sia l’aggiudicataria che la ditta controinteressata impugnavano il provvedimento di revoca avanti al T.A.R., il quale rigettava le istanze cautelari, successivamente accolte in riforma dal Consiglio di Stato.
Dopo aver dato conto dello svolgimento dei giudizi innanzi al T.A.R., il Consiglio di Stato affronta le motivazioni addotte dai ricorrenti e le giustificazioni del comune per la revoca in autotutela dell’aggiudicazione, tali ultime così sintetizzabili: «La revoca era stata giustificata con la necessità di provvedere con la massima urgenza alla nomina del direttore dei lavori per non perdere il finanziamento»; «I tempi occorrenti per la definizione dei giudizio dinanzi al TAR aveva inibito la sottoscrizione del contratto di appalto e conseguentemente la nomina del direttore dei lavori e l’attesa avrebbe potuto compromettere il finanziamento dei lavori»; «La nomina di personale interno aveva reso necessaria la revoca in autotutela della gara di appalto indetta con determina dirigenziale (…), ed i principi di buon andamento e di economicità dell’azione pubblica, oltre al risparmio per le casse comunali, rendevano indispensabile che tale passaggio: infatti era sopraggiunta la disponibilità da parte del responsabile dell’ufficio tecnico comunale ad assumere l’incarico di direzione dei lavori»; «la mancata comunicazione dell’avvio del procedimento di revoca era giustificata dalle richiamate esigenze di celerità ».
E censurava la sentenza del T.A.R. relativamente all’assolvimento degli oneri di motivazione: «altrettanto illegittima era la mancata contestualità, ritenuta non necessaria dal giudice di primo grado, della fissazione di un indennizzo ai sensi dell’art. 21 quinquies della L. 241 del 1990, così come era illogico il richiamo alle “lungaggini” dei tempi di definizione del processo amministrativo, soprattutto ove si fosse andato a rilevare la gara era stata bandita il 14 maggio 2014 ed era trascorso oltre un anno per giungere all’aggiudicazione definitiva, senza ignorare l’accelerazione processuale dei giudizi in materia di appalti»; da ultimo, «quanto ai costi sostenuti, la sentenza è erronea, poiché il risparmio per le casse pubbliche è del tutto inesistente rispetto all’offerta dell’aggiudicataria e non si comprende come tale evenienza sia sopraggiunta dopo tanto tempo».
Ancora, sono del tutto inadeguati richiami ai risparmi (…)»
Infine, pronuncia per l’annullamento della revoca impugnata, che comporta la reviviscenza dell’aggiudicazione definitiva e la procedibilità della ditta controinteressata avverso l’aggiudicazione.
La pronuncia del Consiglio di Stato ribadisce i limiti della potestà della pubblica amministrazione di emanare atti tra l’aggiudicazione e il contratto con l’aggiudicatario, affermando che la posizione di quest’ultimo non è rimovibile in base a presupposti di fatto di scarsa consistenza: per arrivare alla revoca dell’aggiudicazione definitiva per sopravvenuti motivi di opportunità devono essere allegate ragioni convincenti sull’interesse della pubblica amministrazione che non comprimano oltre la giusta misura l’affidamento del privato, e corredate da una corretta applicazione delle norme in materia e dei principi generali dell’ordinamento giuridico.
Capo IV – DELL’OGGETTO E DEI LIMITI DELLA PROFESSIONE DI INGEGNERE E DI ARCHITETTO
Sono di spettanza della professione d’ingegnere, il progetto, la condotta e la stima dei lavori per estrarre, trasformare ed utilizzare i materiali direttamente od indirettamente occorrenti per le costruzioni e per le industrie, dei lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, alle costruzioni di ogni specie, alle macchine ed agli impianti industriali, nonché in generale alle applicazioni della fisica, i rilievi geometrici e le operazioni di estimo.
Coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea d’ingegnere presso gli istituti d’istruzione superiore indicati nell’art. 1 della L. 24 giugno 1923, n. 1395, entro il 31 dicembre 1924, ovvero lo conseguiranno entro il 31 dicembre 1925, giusta le norme stabilite dall’art. 6 del R.D. 31 dicembre 1923, n. 2909, sono autorizzati a compiere anche le mansioni indicate nell’art. 52 del presente regolamento.
Coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea d’ingegnere-architetto presso gli istituti d’istruzione superiore indicati nell’art. 1 della legge entro il 31 dicembre 1924, ovvero lo conseguiranno entro il 31 dicembre 1925, giusta le norme stabilite dall’art. 6 del R.D. 31 dicembre 1923, n. 2909, sono autorizzati a compiere anche le mansioni indicate nell’art. 51 del presente regolamento, eccettuate le applicazioni industriali.