Source: https://www.formazionegiuridica.org/sentenze-penali/page/6/
Timestamp: 2019-09-16 10:09:47+00:00
Document Index: 112496597

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 494', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 80', 'sentenza ']

Sentenze penali Archivi - Pagina 6 di 6 - Formazione Giuridica
Formazione Giuridica > Sentenze > Sentenze penali (Page 6)
Integra il reato di ricettazione l’aver ricevuto, sul proprio conto corrente, delle somme di cui non si conosce la provenienza
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza sulle ipotesi applicative dello strumento del sequestro per equivalente nella sentenza n. 5459 del 6 febbraio 2018. L'occasione ha riguardato il discrimen tra il reato di ricettazione e quello di riciclaggio in una vicenda avente ad oggetto condotte distrattive di denaro relativo ad un conto corrente intestato ad una azienda finita in bancarotta. Ciò che si evidenzia nella pronuncia è il requisito di un vincolo di pertinenziali o almeno di derivazione tra le somme oggetto di sequestro e l'attività delittuosa contestata. Anzitutto, si afferma che i delitti di ricettazione e riciclaggio dei proventi...
Condanna in Cassazione dei dirigenti Enel Chivasso per l’amianto killer
L'effetto patogeno dell'esposizione dei lavoratori all'amianto per tempi prolungati è stato riconosciuto dalla Corte di Cassazione, Sezione, con la sentenza 4560 del 31 gennaio 2018. La vicenda ha preso il via dalle indagini svolte a seguito della morte di 4 lavoratori della centrale Enel di Chiasso, in Piemonte, per mesotelioma pleurico, patologia legata all'esposizione prolungata alle fibre di amianto. Il processo si era incentrato nella responsabilità dei manager che si sono avvicendati nella gestione della centrale, e quindi nella posizione di garanzia per quanto riguarda la posizione di tutela del lavoratore esposto ai minerali. Dopo tre gradi di giudizio, durati complessivamente più...
Usare la foto di un’altra persona nel proprio profilo facebook integra il reato di sostituzione di persona
La pronuncia della Corte di Cassazione n. 4413 del 30 gennaio 2018 interviene nell'ambito dei social media. La vicenda che ha interessato i giudici riguarda il reato di sostituzione di persona, ex art. 494 c.p., che nel caso di specie si è realizzato attraverso l'utilizzo, nella propria foto profilo di Facebook, dell'immagine di un'altra persona. L'imputata è stata condannata alla pena alternativa alla reclusione di giorni 15 della multa pari ad euro 3.750 euro. Il motivo del ricorso per Cassazione aveva riguardato l'asserita nullità dell'accordo tra pm ed imputata, contenuto nel decreto penale di condanna, in quanto il giudice errava nel non consentire...
L’aggravante dell’odio razziale nell’omicidio preterintenzionale
La Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di compatibilità dell'aggravante dell'odio razziale con l'attenuante della provocazione in un caso di omicidio preterintenzionale. Nella sentenza 2630 del 22 gennaio del 2018 si legge che la circostanza aggravante della finalità di discriminazione o di odio etnico, razziale o religioso, è configurabile non solo quando l'azione, per le sue intrinseche caratteristiche e per il contesto in cui si colloca, risulti intenzionalmente diretta a rendere percepibile all'esterno e a suscitare in altri analogo sentimento di odio e comunque a dar luogo, in futuro o nell'immediato, al concreto pericolo di comportamenti discriminatori; ma anche...
La valutazione del giudice nell’aggravante dell’ingente quantità
La sentenza 55014/2017 della IV sezione penale della Corte di Cassazione si pronuncia sull'ingente quantità in tema di stupefacenti, aggravante disciplinata dall'art. 80, comma 2, del Dpr 9 ottobre 1990 n. 309. Dimostrando di preferire la tesi offerta nella sentenza Biondi, precedente reso a Sezioni Unite il 24 maggio 2012 n. 36258, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui l'aggravante non è di norma ravvisabile quando la quantità sia inferiore a “2000 volte” il valore massimo in milligrammi (valore-soglia), determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al Dm 11 aprile 2006, ferma restando la discrezionale valutazione del giudice di merito,...
Tutti gli animali, e così i cani, hanno una loro dignità ed in quanto tali meritano rispetto e non vanno maltrattati, pena la reclusione fino a tre anni e la multa. In questi temi si esprime la terza sezione della Cassazione Penale, in un caso di maltrattamento e traffico illecito di cuccioli di cane. L'imputato aveva importato illegalmente i cuccioli dall'Ungheria falsificandone i certificati di provenienza e le vaccinazioni, e li aveva tenuti in spazi angusti, lasciandoli senza cibo e senza acqua. Non prestava soccorso agli animali ammalati ed abbandonava i cadaveri dei cani deceduti in posti inqualificabili come vecchie celle frigorifere...