Source: http://www.narayanainstitute.it/L%20egge%2014%20Gennaio%202013,%20n,%20%204.htm
Timestamp: 2015-03-04 18:43:38+00:00
Document Index: 21074471

Matched Legal Cases: ['art 7', 'art 1', 'art.10', 'art. 117', 'art. 2229', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 81', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 14', 'art.\n14', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 2598']

�LEGGE 14 gennaio 2013 , n. 4
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ABBONAMENTO GRATUITO iscrizione immediata Legge n. 4 del 14 Gennaio 2013
Attenzione! L�ATTESTAZIONE NON E' espressamente richiesta DALLA LEGGE in base a specifiche modalit�
La stessa Legge neppure stabilisce chi pu� rilasciare certificazioni e chi no! Dice solo che coloro che pubblicizzano l'attribuzione di specifiche qualifiche o requisiti (es UNI) deve poi dimostrare di averle davvero. E questo ci pare giusto.
La certificazione che � bene possedere (in risposta al disposto di cui all'Art. 4 della Legge in oggetto) non richiede alcuna specifica obbligatoriet� ne obbliga a studi biennali o triennali neppure all�iscrizione ad alcuna Associazione di categoria. Solo l'assicurazione resta obbligatoria oltre, ovviamente, alla posizione fiscale.
SI TRATTA DI POSSIBILITA� CONSENTITE e NON RICHIESTE ! non fatevi abbindolare !!!
VERIFICATE VOI STESSI !!!
Ecco di seguito riportati gli articoli della Legge in oggetto che esprimono con chiarezza quanto dichiarato.
�.(omissis)
L'esercizio della professione e' libero e fondato
(al comma 1 dell�art 7 si legge (POSSONO RILASCIARE) e non DEVONO
(Al punto 2 dello stesso articolo, si evidenzia la non obbligatoriet� della certificazione) Mentre per�, ATTENZIONE: all�art 1 comma 4 si rileva la necessit� di dimostrare, "nel rispetto dei principi di buona fede,dell'affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza,dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta dei servizi. ... e dunque, di una adeguata formazione.
Ci� indica che ciascuno � libero di scegliere la formazione che ritiene pi� opportuna per sentirsi SINCERAMENTE E SERIAMENTE a posto con la PROPRIA Coscienza e con il dettato di cui all�Art.4 della Legge in Oggetto - soprattutto nei riguardi dell'Utenza.
Personalmente ritengo molto sensato ed in armonia con le Leggi dell'Universo che ciascuno si responsabilizzi. Trovi la Fonte degli Insegnamenti le cui pratiche desidera esercitare. Credo nella Legge Divina che molto opportunamente viene applicata. A voi trovare la Scuola pi� seria e competente a Vs. giudizio o meglio, a Vs. Sentire, non gi� in base allo sbandieramento di nomee e riconoscimenti che non sono richiesti da nessuno tanto meno dalla richiamata Legge quanto piuttosto al vostro insindacabile giudizio che dovrebbe comunque basarsi su proposte serie e valide. Non ci sono parametri prestabiliti ma, in base agli standard di logica ed esperienza, una buona preparazione non pu� essere meno di 450 ore comprensive di tirocinio. Almeno fin tanto che non dovessero essere emanate ulteriori specifiche Leggi in tema di Formazione. Nel qul caso non rester� che adeguarsi. In Proposito vi � da notare che gli standard europei si attestano su un monte ore pari a 1800 di cu il 45 % di tirocinio da svolgere in tre anni.
E� da ritenersi comunque sensato e corretto, provvedere a munirsi di una certificazione come suggerito (nell�ordine delle 450 ore) il prima possibile e continuare ad accumulare ore nel tempo durante lo svolgimento dell�attivit�.
(Satya Narayana School)
Per dovere di informazione riportiamo di seguito il testo integrale della Legge:
2. Ai fini della presente legge, per �professione non organizzata
in ordini o collegi�, di seguito denominata �professione�, si intende
dell'art.10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e
- Il testo dell'art. 117 della Costituzione, e' il
�Art. 117 (Testo applicabile fino all'esercizio
(Testo applicabile a decorrere dall'esercizio
finanziario relativo all'anno 2014)
La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e
disciplinati da leggi dello Stato.�.
- Il testo dell'art. 2229 del codice civile, e' il
�Art. 2229 (Esercizio delle professioni intellettuali).
- La legge determina le professioni intellettuali per
l'esercizio delle quali e' necessaria l'iscrizione in
appositi albi o elenchi.
L'accertamento dei requisiti per l'iscrizione negli
albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere
disciplinare sugli iscritti sono demandati [alle
associazioni professionali], sotto la vigilanza dello
Stato, salvo che la legge disponga diversamente.
Contro il rifiuto dell'iscrizione o la cancellazione
dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari
che importano la perdita o la sospensione del diritto
all'esercizio della professione e' ammesso ricorso in via
giurisdizionale nei modi e nei termini stabiliti dalle
leggi speciali.�.
Il titolo III della parte II del codice del consumo, di
cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice
2003, n. 229), pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale
n. 235 dell'8 ottobre 2005, reca: �Titolo III - PRATICHE
COMMERCIALI, PUBBLICITA' E ALTRE COMUNICAZIONI
COMMERCIALI.�.
- Il testo degli articoli 27-bis e 27-ter del codice
del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, e' il seguente:
�Art. 27-bis (Codici di condotta) (in vigore dal 21
settembre 2007). - 1. Le associazioni o le organizzazioni
imprenditoriali e professionali possono adottare, in
relazione a una o piu' pratiche commerciali o ad uno o piu'
settori imprenditoriali specifici, appositi codici di
condotta che definiscono il comportamento dei
professionisti che si impegnano a rispettare tali codici
con l'indicazione del soggetto responsabile o
dell'organismo incaricato del controllo della loro
2. Il codice di condotta e' redatto in lingua italiana
e inglese ed e' reso accessibile dal soggetto o organismo
responsabile al consumatore, anche per via telematica.
3. Nella redazione di codici di condotta deve essere
garantita almeno la protezione dei minori e salvaguardata
la dignita' umana.
4. I codici di condotta di cui al comma 1 sono
comunicati, per la relativa adesione, agli operatori dei
rispettivi settori e conservati ed aggiornati a cura del
responsabile del codice, con l'indicazione degli aderenti.
5. Dell'esistenza del codice di condotta, dei suoi
contenuti e dell'adesione il professionista deve
preventivamente informare i consumatori.�.
�Art. 27-ter (Autodisciplina) (in vigore dal 21
settembre 2007). - 1. I consumatori, i concorrenti, anche
tramite le loro associazioni o organizzazioni, prima di
avviare la procedura di cui all'art. 27, possono convenire
con il professionista di adire preventivamente, il soggetto
responsabile o l'organismo incaricato del controllo del
codice di condotta relativo ad uno specifico settore la
risoluzione concordata della controversia volta a vietare o
a far cessare la continuazione della pratica commerciale
2. In ogni caso il ricorso ai sensi del presente
articolo, qualunque sia l'esito della procedura, non
pregiudica il diritto del consumatore di adire l'Autorita',
ai sensi dell'art. 27, o il giudice competente.
3. Iniziata la procedura davanti ad un organismo di
autodisciplina, le parti possono convenire di astenersi
dall'adire l'Autorita' fino alla pronuncia definitiva,
ovvero possono chiedere la sospensione del procedimento
innanzi all'Autorita', ove lo stesso sia stato attivato
anche da altro soggetto legittimato, in attesa della
pronuncia dell'organismo di autodisciplina. L'Autorita',
valutate tutte le circostanze, puo' disporre la sospensione
del procedimento per un periodo non superiore a trenta
giorni.�.
- Il testo dell'art. 81 del decreto legislativo 26
marzo 2010, n. 59, e' il seguente:
�Art. 81 (Marchi ed attestati di qualita' dei servizi)
(in vigore dal 14 settembre 2012). - 1. I soggetti,
pubblici o privati, che istituiscono marchi ed altri
attestati di qualita' relativi ai servizi o sono
responsabili della loro attribuzione, rendono disponibili
ai prestatori ed ai destinatari, tramite pubblicazione sul
proprio sito internet, informazioni sul significato dei
marchi e sui criteri di attribuzione dei marchi e degli
altri attestati di qualita', dandone contemporaneamente
notizia al Ministero dello sviluppo economico ed
evidenziando se si tratta di certificazioni rilasciate
sulla base del sistema di accreditamento di cui al
Regolamento (CE) n. 765/2008, del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 9 luglio 2008.
1-bis. Le violazioni delle disposizioni di cui al comma
1 sono valutate ai fini della individuazione di eventuali
azioni ingannevoli o omissioni ingannevoli ai sensi degli
articoli 21 e 22 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206, e successive modificazioni, recante il codice del
consumo, anche ai fini dell'applicazione delle sanzioni di
cui all'art. 27 del medesimo codice.�.
EN e UNI, di seguito denominate �normativa tecnica UNI�, di cui alla
- La direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 22 giugno 1998, reca: �Direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio che prevede una
servizi della societa' dell'informazione.�.
- Il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, reca:
�Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che
pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del
mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei
prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93.�.
- Il testo dell'art. 27 del codice del consumo, di cui
al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e' il
�Art. 27 (Tutela amministrativa e giurisdizionale) (in
vigore dal 16 settembre 2010). - 1. L'Autorita' garante
della concorrenza e del mercato, di seguito denominata
"Autorita'", esercita le attribuzioni disciplinate dal
presente articolo anche quale autorita' competente per
l'applicazione del regolamento 2006/2004/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla
cooperazione tra le autorita' nazionali responsabili
dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori,
nei limiti delle disposizioni di legge.
2. L'Autorita', d'ufficio o su istanza di ogni soggetto
o organizzazione che ne abbia interesse, inibisce la
continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne
elimina gli effetti. A tale fine, l'Autorita' si avvale dei
poteri investigativi ed esecutivi di cui al citato
regolamento 2006/2004/CE anche in relazione alle infrazioni
non transfrontaliere. Per lo svolgimento dei compiti di cui
al comma 1 l'Autorita' puo' avvalersi della Guardia di
finanza che agisce con i poteri ad essa attribuiti per
l'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e
dell'imposta sui redditi. L'intervento dell'Autorita' e'
indipendente dalla circostanza che i consumatori
interessati si trovino nel territorio dello Stato membro in
cui e' stabilito il professionista o in un altro Stato
3. L'Autorita' puo' disporre, con provvedimento
motivato, la sospensione provvisoria delle pratiche
commerciali scorrette, laddove sussiste particolare
urgenza. In ogni caso, comunica l'apertura dell'istruttoria
al professionista e, se il committente non e' conosciuto,
puo' richiedere al proprietario del mezzo che ha diffuso la
pratica commerciale ogni informazione idonea ad
identificarlo. L'Autorita' puo', altresi', richiedere a
imprese, enti o persone che ne siano in possesso le
informazioni ed i documenti rilevanti al fine
dell'accertamento dell'infrazione. Si applicano le
disposizioni previste dall'art. 14, commi 2, 3 e 4, della
legge 10 ottobre 1990, n. 287.
4. In caso di inottemperanza, senza giustificato
motivo, a quanto disposto dall'Autorita' ai sensi dell'art.
14, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287,
l'Autorita' applica una sanzione amministrativa pecuniaria
da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro. Qualora le informazioni
o la documentazione fornite non siano veritiere,
da 4.000,00 euro a 40.000,00 euro.
5. L'Autorita' puo' disporre che il professionista
fornisca prove sull'esattezza dei dati di fatto connessi
alla pratica commerciale se, tenuto conto dei diritti o
degli interessi legittimi del professionista e di qualsiasi
altra parte nel procedimento, tale esigenza risulti
giustificata, date le circostanze del caso specifico. Se
tale prova e' omessa o viene ritenuta insufficiente, i dati
di fatto sono considerati inesatti. Incombe, in ogni caso,
al professionista l'onere di provare, con allegazioni
fattuali, che egli non poteva ragionevolmente prevedere
l'impatto della pratica commerciale sui consumatori, ai
sensi dell'art. 20, comma 3.
6. Quando la pratica commerciale e' stata o deve essere
diffusa attraverso la stampa periodica o quotidiana ovvero
per via radiofonica o televisiva o altro mezzo di
telecomunicazione, l'Autorita', prima di provvedere,
richiede il parere dell'Autorita' per le garanzie nelle
7. Ad eccezione dei casi di manifesta scorrettezza e
gravita' della pratica commerciale, l'Autorita' puo'
ottenere dal professionista responsabile l'assunzione
dell'impegno di porre fine all'infrazione, cessando la
diffusione della stessa o modificandola in modo da
eliminare i profili di illegittimita'. L'Autorita' puo'
disporre la pubblicazione della dichiarazione dell'impegno
in questione a cura e spese del professionista. In tali
ipotesi, l'Autorita', valutata l'idoneita' di tali impegni,
puo' renderli obbligatori per il professionista e definire
il procedimento senza procedere all'accertamento
dell'infrazione.
8. L'Autorita', se ritiene la pratica commerciale
scorretta, vieta la diffusione, qualora non ancora portata
a conoscenza del pubblico, o la continuazione, qualora la
pratica sia gia' iniziata. Con il medesimo provvedimento
puo' essere disposta, a cura e spese del professionista, la
pubblicazione della delibera, anche per estratto, ovvero di
un'apposita dichiarazione rettificativa, in modo da
impedire che le pratiche commerciali scorrette continuino a
produrre effetti.
9. Con il provvedimento che vieta la pratica
commerciale scorretta, l'Autorita' dispone inoltre
l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da
5.000,00 euro a 500.000,00 euro, tenuto conto della
gravita' e della durata della violazione. Nel caso di
pratiche commerciali scorrette ai sensi dell'art. 21, commi
3 e 4, la sanzione non puo' essere inferiore a 50.000,00
10. Nei casi riguardanti comunicazioni commerciali
inserite sulle confezioni di prodotti, l'Autorita',
nell'adottare i provvedimenti indicati nei commi 3 e 8,
assegna per la loro esecuzione un termine che tenga conto
dei tempi tecnici necessari per l'adeguamento.
11. L'Autorita' garante della concorrenza e del
mercato, con proprio regolamento, disciplina la procedura
istruttoria, in modo da garantire il contraddittorio, la
piena cognizione degli atti e la verbalizzazione.
12. In caso di inottemperanza ai provvedimenti
d'urgenza e a quelli inibitori o di rimozione degli effetti
di cui ai commi 3, 8 e 10 ed in caso di mancato rispetto
degli impegni assunti ai sensi del comma 7, l'Autorita'
applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a
150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza
l'Autorita' puo' disporre la sospensione dell'attivita'
d'impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.
13. Per le sanzioni amministrative pecuniarie
conseguenti alle violazioni del presente decreto si
osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute
nel capo I, sezione I, e negli articoli 26, 27, 28 e 29
della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive
modificazioni. Il pagamento delle sanzioni amministrative
di cui al presente articolo deve essere effettuato entro
trenta giorni dalla notifica del provvedimento
14. Ove la pratica commerciale sia stata assentita con
provvedimento amministrativo, preordinato anche alla
verifica del carattere non scorretto della stessa, la
tutela dei soggetti e delle organizzazioni che vi abbiano
interesse, e' esperibile in via giurisdizionale con ricorso
al giudice amministrativo avverso il predetto
15. E' comunque fatta salva la giurisdizione del
giudice ordinario in materia di atti di concorrenza sleale,
a norma dell'art. 2598 del codice civile, nonche', per
quanto concerne la pubblicita' comparativa, in materia di
atti compiuti in violazione della disciplina sul diritto
d'autore protetto dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, e
successive modificazioni, e dei marchi d'impresa protetto a
norma del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e
successive modificazioni, nonche' delle denominazioni di
origine riconosciute e protette in Italia e di altri segni
distintivi di imprese, beni e servizi concorrenti.�.
Tratte dal sito del Narayana Institute: mappa dei corsi
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