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Timestamp: 2019-11-13 09:36:33+00:00
Document Index: 80273420

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 429', 'art.5', 'art. 5', 'art. 5', 'art.5']

Sfratto per morosità: su chi grava l'onere di introdurre il procedimento di mediazione?
Tribunale Roma, sentenza del 29/05/2019
Letto 424 dal 15/10/2019
L'articolo 5 del dlgs. 28/2010 prevede che "chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di...locazione...è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione (comma 1′)... I commi 1 e 2 non si applicano: b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile (comma 2)".
Data per certa l'obbligatorietà del procedimento di mediazione è opportuno, allo stesso tempo, individuare la parte sulla quale grave l'onere di introdurre il tentativo di conciliazione.
Secondo il Tribunale di Roma, nonostante posizioni contrastanti all'interno della giurisprudenza, è sul locatore che grava l'onere di attivare il procedimento di mediazione.
In un procedimento di sfratto per morosità, infatti, se il Giudice ha disposto il mutamento del rito conseguente all'opposizione presentata dal conduttore e invitato le parti ad attivare la procedura di mediazione obbligatoria ai sensi dell'art. 5, D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, spetta al locatore-intimante l'onere di introdurre la mediazione, a pena di improcedibilità delle domande avanzate in sede di intimazione di sfratto.
Il Tribunale Ordinario di Roma - VI Sezione civile, in composizione monocratica, in persona del giudice Manuela Caiffa, nell'udienza del 29.05.2019, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni della parte presente, ha pronunciato, ai sensi dell'art. 429 c.p.c., la seguente
nella causa iscritta al n. 72597 del Ruolo Generale affari contenziosi dell'anno 2018
R.D., CF: (...), rappresentata ed assistita dall'Avv. Massimo Clementi presso il cui studio in Roma alla Via Gregorio VII n. 416 è elettivamente domiciliata,
V.D., CF: (...), rappresentata ed assistita nel presente giudizio, anche disgiuntamente tra loro, dagli Avv.ti Pierluigi Guerriero e Vanna Ortenzi ed elettivamente domiciliata presso il loro studio in Roma, al Viale della Pineta di Ostia 3, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione in opposizione alla convalida di sfratto
Con atto notificato in data 20.09.2018, la parte attrice in epigrafe intimava nei confronti della sig.ra D. lo sfratto per morosità relativamente all'immobile sito in R., Via E. C. nr. 4 int. 2, nella specie, box concesso in locazione con contratto del17.02.2016 (registrato il 23.02.2016).
Deduceva che il prezzo della locazione veniva fissato ad Euro 120,00 mensili, comprensivi di condominio e che dal gennaio 2018 la convenuta sospendeva interamente il pagamento del canone di locazione, risultando morosa fino all'intimazione della somma di Euro 1.080,00.
All'udienza del 13.11.2018, i procuratori delle parti davano atto del rilascio dell'immobile in data 12.11.2018.
Alla prima udienza successiva al mutamento del rito, il Giudice fissava il termine per l'esperimento della mediazione, ai sensi ell'art.5 D.Lgs. n. 28 del 2010.
Non veniva espletata la procedura di mediazione obbligatoria.
E' dirimente rilevare l'improcedibilità della domanda d'intimazione di sfratto per morosità svolta, dalla parte attrice, nell'atto introduttivo del giudizio, per omesso esperimento della procedura di media-conciliazione ex D.Lgs. n. 28 del 2010, vertendosi di controversia soggetta a tale obbligatoria condizione di procedibilità (art. 5 comma 1 bis D.Lgs. n. 28 del 2010), il cui mancato avveramento è preclusivo dell'esame del merito della lite.
Ed infatti, con Provv. del 4 febbraio 2019, il Giudice assegnava termine di giorni 15 per la proposizione della domanda di mediazione, ai sensi dell'articolato legislativo sopra indicato.
Il D.Lgs. n. 28 del 2010, all'art. 5, infatti, ha introdotto, quale condizione di procedibilità per le controversie aventi ad oggetto i contratti locativi, l'esperimento di un procedimento di mediazione, prevedendo che, altresì, qualora il mancato esperimento della mediazione venga eccepito dal convenuto o rilevato dal Giudice entro la prima udienza, quest'ultimo assegni alle parti il termine di quindici giorni per l'avvio del procedimento in parola.
L'articolo in questione, infatti, recita: "chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di...locazione...è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione (comma 1′)... I commi 1 e 2 non si applicano: b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile (comma 2)".
Il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da D.R. nei confronti di D.V., così decide:
dichiara improcedibile la domanda di parte attrice ex art.5 D.Lgs. n. 28 del 2010;
condanna la parte attrice alla rifusione, in favore della controparte, delle spese di lite che liquida in Euro 515,00 per compensi legali, oltre spese generali al 15%, iva e cpa come per legge.
Depositata in Cancelleria il 29 maggio 2019