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Timestamp: 2020-04-04 03:33:08+00:00
Document Index: 38557214

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 10']

Crediti d’imposta investimenti sud italia: contribuenti alla ricerca dei nulla osta “ghost” | Commercialista Telematico
Estrema attenzione alle promesse dell’Amministrazione finanziaria perché a forte rischio di non essere mantenute. Se le imprese che hanno avviato gli investimenti ante 2 giugno 2008, brancolano nel buio in attesa di un cenno da parte dell’Amministrazione finanziaria, ancora più paradossale appare la situazione per le imprese che hanno realizzato investimenti dal 3 giugno 2008 […]
Estrema attenzione alle promesse dell’Amministrazione finanziaria perché a forte rischio di non essere mantenute. Se le imprese che hanno avviato gli investimenti ante 2 giugno 2008, brancolano nel buio in attesa di un cenno da parte dell’Amministrazione finanziaria, ancora più paradossale appare la situazione per le imprese che hanno realizzato investimenti dal 3 giugno 2008 ed hanno spedito l’istanza nella metà del mese di giugno. Per queste ultime rimane quindi oscuro, al momento, il significato di quanto contenuto delle istruzioni di compilazione del formulario (FAS) contenente i dati degli investimenti nelle aree svantaggiate, secondo cui “….Ai soggetti che hanno presentato il formulario relativo a progetti avviati successivamente al 2 giugno 2008, il nulla-osta è rilasciato entro 30 giorni dalla data della comunicazione attestante l’accoglimento della prenotazione…”. Nulla osta, ad oggi, non pervenuto. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Investimenti <agevolati> nel Sud Italia
La disciplina agevolativa è ormai nota. Brevemente, l’articolo 1, commi 271-279, della legge 27 dicembre 2006, n. <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />296, ha previsto l’attribuzione di un credito d’imposta alle imprese che effettuano nuovi investimenti destinati alle strutture produttive situate nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato istitutivo della Comunità europea (di seguito Trattato CE), ubicate nelle regioni della Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.
Oggetto dell’agevolazione sono i beni strumentali nuovi, espressamente elencati nel comma 273 dell’art. 1 della finanziaria 2007, consistenti in: macchinari, impianti, attrezzature varie, brevetti e, limitatamente alle piccole e medie imprese, programmi informatici.
I destinatari dell’incentivo risultano tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta. A parte gli esercenti arti e professioni, per i quali l’incentivo è stato sempre negato, il legislatore, dispone espressamente la non applicabilità dell’agevolazione ai soggetti che operano nei settori:
b) al momento della pesca (1),
f) assicurativo
Le prime istruzioni operative sulla concreta applicazione dell’incentivo sono state rese note con la circolare ministeriale 11 aprile 2008, n. 38/E (2). Concentriamo la nostra attenzione sulle modalità operative che consentono ai contribuenti di beneficiare dei bonus in riduzione delle imposte da versare.
Versione ante modifiche apportate dal dl. 3 giugno 2008, n. 97
In vigenza del testo previgente degli artt. da 271 a 279, legge n. 296 del 2006, era stata emanata la circolare ministeriale n. 38/E/08 che si esprimeva sulle possibilità di utilizzazione, via automatica e senza la presentazione di apposite istanze per l’attribuzione dei bonus, dei crediti d’imposta maturati dalle imprese.
L’Amministrazione finanziaria si soffermava sugli aspetti pratici dell’incentivo determinato in relazione ai nuovi investimenti previsti dal progetto di investimento iniziale (evidenziati nel formulario) e realizzati in ciascun periodo d’imposta.
Il credito d’imposta, proseguiva la circolare, non poteva essere chiesto a rimborso ed era utilizzabile:
1) per il versamento (mediante compensazione “interna”) delle somme dovute, in acconto e a saldo, a titolo di imposte sui redditi per il periodo d’imposta in cui erano effettuati gli investimenti e per i periodi d’imposta successivi;
2) per l’eccedenza, in compensazione (con modello F24) ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni.
La compensazione di cui al punto 2) – si legge nel documento ufficiale – poteva essere fruita – con riferimento al credito “maturato” sugli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta – a decorrere dal sesto mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito stesso.
La circolare prendeva ad esempio, un contribuente con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare che effettua investimenti nell’anno 2008, che potrà utilizzare (o meglio, avrebbe potuto, n.d.A.) il credito:
– a scomputo del versamento delle somme dovute, ai fini IRPEF o IRES, in acconto e a saldo per il medesimo periodo d’imposta in cui il credito d’imposta è maturato (2008):;
– a scomputo del versamento delle somme dovute, ai fini IRPEF o IRES, in acconto e a saldo per i successivi periodi d’imposta;
– in compensazione, con il modello F24, di debiti tributari e previdenziali a decorrere dal sesto mese successivo al 31 luglio 2009 (cioè al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi), quindi a decorrere dal mese di gennaio 2010.
In linea con il testo normativo previgente l’agevolazione sarebbe spettata anche per investimenti realizzati nel 2007, il credito d’imposta maturato nel medesimo anno può (rectius, avrebbe potuto) essere utilizzato:
– a scomputo del versamento delle somme dovute a saldo per lo stesso 2007 da versare nel giugno 2008 (mediante compensazione “interna”);
– a scomputo del versamento dell’imposta dovuta in acconto per il 2008;
– in compensazione con il modello F24 a decorrere dal mese di gennaio 2009.
Versione post modifiche apportate dal dl. 3 giugno 2008, n. 97
Le considerazioni formulate dalla circolare ministeriale n. 38/E/08 vanno, evidentemente, riviste alla luce delle modifiche normative.
Le imprese meridionali possono oggi beneficiare degli incentivi solo dopo aver ricevuto l’assenso da parte dell’Agenzia delle entrate a seconda dell’ordine di arrivo del formulario. E’ questa una delle nuove regole imposte dal legislatore nell’art. 2 del decreto legge 3 giugno 2008, n. 97, recante <Disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga dei termini> che dà precedenza, nella ripartizione delle risorse, alle imprese che hanno avviato l’investimento prima dell’entrata in vigore del decreto n. 97 del 2008.
Si è quindi irrigidita notevolmente e burocratizza la procedura, perché le imprese debbono (o hanno dovuto) prenotare il diritto alla fruizione del credito d’imposta inviando una documentata richiesta all’Agenzia delle Entrate a partire dal 13 giugno ed attendere il nulla osta dell’Agenzia per la fruizione del credito maturato o da maturare in relazione agli investimenti agevolati.
L’evidente intento di restringere e limitare la fruizione dell’incentivo che opera innegabilmente una compressione delle risorse finanziarie stanziate a favore dell’Italia meridionale, è stato completato con l’approvazione del formulario di cui al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 91610/2008 del 10 giugno 2008 contenente i dati degli investimenti nelle aree svantaggiate ammissibili al credito d’imposta di cui all’articolo 1, commi 271-279, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni (mod. FAS), da presentare ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge 3 giugno 2008, n. 97.
L’invio del formulario vale come prenotazione del diritto alla fruizione del credito d’imposta ed in particolare:
– per i progetti di investimento che, sulla base di atti o documenti aventi data certa, risultano gia’ avviati entro il 2 giugno 2008 (prima, cioè, della data di entrata in vigore del decreto legge n. 97/2008) il formulario deve (andava) essere presentato, a pena di decadenza dal contributo, entro 30 giorni dalla data di attivazione della procedura per la trasmissione del formulario;
– per i progetti di investimento avviati a partire dal 3 giugno 2008, la prenotazione del diritto alla fruizione del credito di imposta è successiva rispetto a quella riservata ai progetti d’investimento avviati prima della predetta data.
Nulla osta per l’accesso alla compensazione: tentativo (riuscito) di depotenziare definitivamente l’agevolazione
In aderenza al testo normativo, l’Agenzia delle entrate, si legge nelle istruzioni alla compilazione, esamina i formulari secondo l’ordine cronologico di presentazione degli stessi e comunica ai soggetti interessati telematicamente e con procedura automatizzata il nulla-osta alla fruizione del credito d’imposta nell’esercizio in corso ovvero, in caso di esaurimento delle risorse disponibili, negli esercizi successivi.
Relativamente ai termini di risposta da parte dell’Agenzia delle entrate, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate,
– se per investimenti avviati entro il 2 giugno assume un atteggiamento comprensibilmente reticente,
– per gli investimenti avviati successivamente al 3 giugno detta, con una certa sorpresa, tempi certi.
A nostro parere, la priorità riservata agli investimenti avviati entro il 2 giugno 2008, nella ripartizione dei fondi ha, evidentemente, indotto il legislatore (e di conseguenza) il redattore delle istruzioni alla compilazione del modello FAS ad omettere qualsiasi indicazione relativa ai termini di rilascio del nulla osta: unico obiettivo perfezionato dalla tecnica di prassi adottata nel Provvedimento direttoriale è stato quello di evitare che i contribuenti potessero beneficiare dei bonus fiscali, già maturati in sede di versamento delle imposte sul reddito per l’anno 2007.
Tutto ciò, con buona pace dei diritti acquisiti dagli imprenditori meridionali che dal 1 gennaio 2007 al 2 giugno 2008, confidando nella misura agevolativa <in forma automatica> hanno realizzato investimenti patrimonializzando la propria impresa.
Ma questa circostanza ha interessa marginalmente all’Amministrazione finanziaria la cui unica preoccupazione è stata quella di <salvare> il gettito dell’autotassazione di giugno e luglio dalla scure delle compensazioni ed allungare la scadenza del termine con slittamento magari (nella migliore delle ipotesi) al mese di novembre del beneficio fiscale.
Le considerazioni che precedono hanno riguardato i progetti di investimento che, sulla base di atti o documenti aventi data certa, risultano gia’ avviati entro il 2 giugno 2008 (prima, cioè, della data di entrata in vigore del decreto legge n. 97/2008), quindi totalmente estranei alle modifiche normative. Ciò malgrado, il depotenziamento della misura agevolativa, tramite lo strumento attuativo del Decreto Presidenziale, è stato raggiunto.
La scarsa trasparenza delle istruzioni diramate dal Direttore dell’Agenzia delle entrate si acuisce verso coloro che hanno effettuati investimenti successivamente all’introduzione del decreto legge n. 97/2008.
Precisano le istruzioni “…Ai soggetti che hanno presentato il formulario relativo a progetti avviati successivamente al 2 giugno 2008, il nulla-osta è rilasciato entro 30 giorni dalla data della comunicazione attestante l’accoglimento della prenotazione….”.
A differenza di quanto disposto per gli investimenti avviati dal 1 gennaio 2007 al 2 giugno 2008, per quelli successivi è indicata (a sorpresa) la data entro cui l’Amministrazione finanziaria avrebbe proceduto alla comunicazione dell’esito della pratica agevolativa.
Ad una prima lettura, il termine di 30 giorni decorrente dalla data di ricezione della comunicazione attestante la prenotazione non sembra casuale.
Infatti, considerato che la procedura per l’inoltro in via telematica del modello FAS è stata attivata alle ore 10,00 di venerdì 13 giugno, ed il maggior numero di domande si presume siano state presentate il giorno medesimo, il termine di 30 giorni sarebbe spirato <in tempo> per consentire, potenzialmente, ai contribuenti più fortunati (e con maggiore dimestichezza con gli strumenti informatici) di poter procedere, acquisita l’autorizzazione, alla compensazione delle imposte dirette, entro lunedì 16 giugno 2008, termine ultimo per il versamento di Ires ed Irap.
Il credito d’imposta, è utilizzabile per il versamento, mediante compensazione “interna”, delle imposte sui redditi dovute, in acconto ed a saldo, per il periodo d’imposta in cui sono effettuati gli investimenti e per i periodi d’imposta successivi; l’eventuale eccedenza può essere fruita in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, decorrere dal sesto mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale l’investimento è realizzato.
Tale interpretazione, tuttavia, non pare verosimile.
Probabilmente l’indicazione del termine entro cui l’Amministrazione avrebbe dovuto comunicare l’esito dell’istanza è stato reso, nelle intenzioni, esplicito perché, difficilmente le imprese con progetti avviati successivamente al 2 giugno 2008, avrebbero potuto acquisire gli stanziamenti per l’annualità 2008, stante la precedenza attribuita agli investimenti avviati prima di tale data.
Ma allora, se non vi erano <pericoli> di sottrazione di gettito per le casse erariali non si comprende il ritardo della comunicazione riferita all’esito della domanda di agevolazione.
Rinunciamo ad andare oltre: la risposta all’interrogativo proposto può essere fornita solo dal legislatore e da chi ha curato la redazione delle istruzioni ministeriali alla compilazione del modello FAS.
In ogni caso, anche le imprese in discorso, attendono, con estrema urgenza, di conoscere la sorte dell’istanza considerando che il comma 3 dell’articolo 2 del citato decreto legge ha previsto che le spese agevolabili, esposte nel formulario, debbano essere sostenute, a pena di decadenza, entro i due anni successivi a quello di accoglimento della prenotazione e, in ogni caso, nel rispetto di limiti di importo minimi pari, in progressione, al 20 per cento nell’anno di accoglimento e al 60 per cento nell’anno successivo.
L’utilizzo del credito d’imposta è consentito, fatta salva l’ipotesi di incapienza, esclusivamente entro il sesto mese successivo al termine previsto per il sostenimento delle spese agevolabili e, in ogni caso, nel rispetto di limiti massimi pari, in progressione, al 30 per cento, nell’anno di accoglimento e, per la residua parte, nell’anno successivo
Affidamento e buona fede: solo enunciazione di principi?
La disciplina concernente i crediti d’imposta per gli investimenti nel meridione d’Italia, rappresenta, da sempre ed anche nella precedente legge agevolativa di cui all’art. 8, legge 23 dicembre 2000, n. 388, terreno di scontro tra gli opposti schieramenti politici.
Fortemente voluta, in forma automatica dall’esecutivo di centro sinistra, la misura agevolativa è stata razionalizzata dal nuovo governo di centro destra a causa, secondo quanto affermato da esponenti del nuovo esecutivo, di mancati stanziamenti adeguati.
Tra interessi politici contrapposti deve operare l’Amministrazione finanziaria impegnata in una non facile operazione di equilibrismi tra salvaguardia del gettito erariale e tutela delle legittime aspettative dei contribuenti.
In mezzo al guado, sempre più disorientate, si trovano le imprese meridionali che, in virtù dell’originario testo normativo di cui all’art. 1, comma 271, l. n. 296/06, hanno avviato o stanno per avviare gli investimenti in beni strumentali nuovi anche in considerazione del vantaggio fiscale.
Ci si chiede a questo punto cosa succeda all’imprenditore più spregiudicato che, avendo avviato investimenti ante 2 giugno 2008, e quindi estraneo alle vicende modificative contenute nel decreto legge n. 97 del 2008, nonostante il mancato ricevimento del nulla osta abbia già operato la compensazione del credito d’imposta maturato con i versamenti delle imposte dirette relative all’anno 2007 ed agli acconti per l’anno 2008.
Verrà emesso l’avviso bonario? Verranno irrogate le sanzioni per indebita detrazione del credito d’imposta? Noi crediamo di si.
Alla luce di quanto esposto, tuttavia, non sembra affatto azzardato invocare, al ricevimento di prevedibili contestazioni da parte dell’Agenzia delle entrate, l’applicazione del principio di buona fede nei rapporti tra cittadino e amministrazione, positivizzato ed espressamente sancita, in materia tributaria, dalla legge 27 luglio 2000, n. 212 (il c.d. “statuto dei diritti del contribuente”).
L’art. 10 di tale normativa dispone al primo comma dispone che «i rapporti tra contribuente ed Amministrazione Finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede».
Buona fede che, probabilmente, è in parte mancata, da parte di qualcuno, in tutta questa vicenda.
(1) Le imprese operanti nel settore della pesca potranno fruire del credito d’imposta solo dopo che la Commissione europea avrà positivamente valutato l’estensione dell’ambito soggettivo operata dall’articolo 15, comma 1-bis, del decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2007, n. 127
(2) G. ANTICO, la procedura per il credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno, in www.https://www.commercialistatelematico.com (clicca qui)