Source: https://www.ambientesicurezza.it/ambiente-e-agricoltura/
Timestamp: 2020-07-16 03:07:59+00:00
Document Index: 171158221

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 11', 'art.41', 'art. 41', 'art.4', 'art. 41', 'art. 13', 'art. 347', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 301', 'art. 301']

Ambiente e agricoltura ~ Consulenza e Ambiente | Ing. Pietro Avanzi
E’ stato pubblicato in G.U. il D.L. 14/12/ 2018, n. 135 “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione”, in vigore dal 15/12/2018.
E’ emersa quindi la necessità di una modifica dell’art. 184-ter del D.Lgs 152/2006 e s.m.i., per attribuire chiaramente alle Regioni e alle Province le competenze sul rilascio delle autorizzazioni “caso per caso”.
Dal 01/01/2019 è in vigore in Germania la nuova legge sugli imballaggi (c.d. VerpackG) che andrà a sostituire l’attuale modalità di gestione sugli imballaggi (c.d. VerpackV) apportando cambiamenti significativi. Tale disposizione si rivolge a tutti coloro che per primi immettono sul mercato tedesco merci imballate destinate all’uso e consumo da parte del consumatore finale privato o alla loro commercializzazione.
Informativa 10/18: aggiornamento normativo e scadenziario
Modalità e condizione per iscrizione Albo Gestori Ambientali: nuove circolari dal Comitato nazionale
Il Comitato Nazionale Gestori Ambientali ha emanato due nuove circolari in materia di requisiti per l’iscrizione all’Albo Gestori; in particolare:
la Circolare n. 150 del 26/09/2018 riguarda un chiarimento sul requisito di capacità finanziaria previsto dal DM 120/2014 per l’iscrizione all’Albo;
la Circolare n. 151 del 26/09/2018 chiarisce sulla quantità annua trasportata degli appartenenti alle Sottocategorie della Categoria 1.
Nello specifico la Circolare n. 150/2018 viene ricordato come il nuovo Regolamento di cui al D.M. n. 120/2014 ha modificato quanto previsto dal precedente D.M. 406/98 in materia di dimostrazione del requisito di capacità finanziaria ai fini dell’iscrizione. In passato si richiedevano vari documenti comprovanti le potenzialità economiche e finanziarie dell’impresa e, in alternativa, l’esibizione di “referenze bancarie”; l’attuale art. 11, comma 2, del D.M. 120/2014, dispone che il requisito in questione possa essere dimostrato mediante “affidamenti bancari”. Risulta quindi l’affidamento bancario l’unico mezzo idoneo per la dimostrazione della capacità finanziaria. Si ricorda che con Delibera 3 novembre 2016 n.5, il Comitato ha fissato criteri e requisiti per l’iscrizione nelle categorie 1, 4 e 5, è stato fissato esclusivamente l’affidamento rilasciato da istituti bancari come strumento comprovante le potenzialità economiche e finanziarie dell’impresa.
Tale nuova previsione, scrive il Comitato, deve essere applicata anche alle altre categorie d’iscrizione. Pertanto, solo l’affidamento rilasciato da istituti bancari viene riconosciuto quale idoneo titolo comprovante la capacità finanziaria anche per l’iscrizione nelle categorie 8, 9 e 10.
La Circolare n.151/2018 richiama sempre la Delibera 3 novembre 2016, n. 5 che ha individuato le sottocategorie della categoria 1 le cui classi d’iscrizione sono basate sulla quantità annua e di rifiuti complessivamente gestita.
Secondo il Comitato, le imprese già iscritte alla data di entrata in vigore della Delibera n. 5/2016 per le attività inquadrate nelle sottocategorie devono intendersi iscritte nelle stesse classi d’iscrizione in funzione della quantità annua complessivamente trasportata.
Decreto “sicurezza”: modificato l’articolo 99 del D.Lgs. 81/08 in merito alla notifica preliminare
In Gazzetta Ufficiale n.231 del 04/10/2018 è stato pubblicato il DL 4 ottobre 2018, n. 113 – Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale. Il decreto in oggetto all’articolo 26 “Monitoraggio dei cantieri” apporta una modifica all’articolo 99, comma 1, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., per quanto riguarda la notifica preliminare.
Per effetto di tale decreto vengono aggiunte le parole “nonché al prefetto” al comma 1, che così risulta modificato:
c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno”.
Impiego fanghi da depurazione in agricoltura: chiarimenti e novità
In attesa della conversione in legge del Decreto “Genova”, si evidenzia come nel DL 28/09/2018, n. 109 è contenuta una norma specifica in materia ambientale, in particolare sui fanghi da depurazione e sul parametro di idrocarburi da rispettare, anche con riguardo ai marker di cancerogenicità.
Nello specifico l’art.41 “Disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione” stabilisce che: al fine di superare la criticità nella gestione dei fanghi di depurazione (ed in attesa di una revisione organica e attesa della normativa in essere) continuano a valere per l’utilizzo in agricoltura, i limiti dell’Allegato IB del D.Lgs. n.99/1992 fatta eccezione per gli idrocarburi (C10-C40), per i quali il limite è pari a 1.000 mg/kg t.q..
L’art. 41 dispone che per il parametro idrocarburi C10-C40, il cui limite da rispettare, di 1000 mg/kg t.q., tale valore limite si intende comunque rispettato se la ricerca dei marker di cancerogenicità fornisce valori inferiori a quelli definiti ai sensi della nota L contenuta nell’allegato VI del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Regolamento CLP) richiamata nella decisione 955/2014/UE della Commissione del 16 dicembre 2008.
SISTRI: pubblicate le guide aggiornate sul sistema di tracciabilità dei rifiuti
In attesa di conoscere le sorti del SISTRI, il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato alcuni documenti aggiornati sulle modalità di gestione del SISTRI; in particolare le nuove linee guida riguardano l’aggiornamento delle guide rapide ed i casi d’uso di trasporto intermodale e di gestione dei rifiuti. Si ricorda che fino al 31/12/2018 risulta in vigore il cosiddetto regime del “doppio binario”, con possibilità di utilizzo del sistema SISTRI o in alternativa l’impiego del “tradizionale” sistema di tracciabilità cartaceo dei rifiuti (FIR, Registro carico scarico rifiuti, MUD).
Ad oggi risultano obbligati ad essere iscritti al SISTRI i seguenti soggetti:
Rischio legionella: adempimenti e condizioni da rispettare
Le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi approvate dalla Conferenza Stato-Regioni, il 7 maggio 2015, prevedono l’obbligo da parte delle strutture a rischio di procedere alla valutazione del rischio da legionella e di predisporre il relativo documento di autocontrollo.
Le strutture considerate a maggior rischio sono quelle nelle quali risultano presenti impianti che comportano un moderato riscaldamento dell’acqua e la sua nebulizzazione (docce, aerosol, idromassaggi, sistemi importanti di condizionamento, saune, piscine, ecc.) o la presenza di utenti con sistema immunitario deficitario o alterato (strutture sanitarie, case di riposo, etc.).
Il rischio legionellosi dipende da diversi fattori, fra i quali si segnalano:
La Legionella comprende bacilli Gram negativi idrofili, ciò sta a significare che colonizza ambienti acquatici sia naturali che artificiali (reti idriche, impianti di climatizzazione, fontane, etc.); seppure prediliga ambienti acquatici caldi (tra i 25°C ed i 42 °C), riesce a sopravvivere anche a temperature fredde (fino a 6°C).
La legionellosi si acquisisce per via respiratoria ed il contagio avviene tramite inalazione degli aerosol contaminato ossia con presenza di legionella. Le Legionellosi non è altro che un’infezione che può sfociare in diverse forme cliniche tutte a carico dell’apparato respiratorio (es. Febbre di Pontiac, Malattia dei Legionari, etc.).
Una corretta valutazione del rischio correlato ad una struttura non può prescindere da un’accurata ispezione e conoscenza degli impianti a rischio, spesso partendo dagli schemi d’impianto aggiornati. Tale analisi ispettiva ha lo scopo di identificare i punti critici di ciascun impianto a rischio identificando quali siano i punti della rete (idrica ed aeraulica) che possano determinare un rischio per gli utenti e per i lavoratori.
I gestori di strutture ricettive devono effettuare e revisionare regolarmente la valutazione del rischio, almeno ogni 2 anni (preferibilmente ogni anno).
Informativa 09/18: aggiornamento normativo e scadenziario
Informativa 08/18: aggiornamento normativo e scadenziario
Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – RAEE: novità in vigore dal 15/08/2018
Il 15/08/2018 entra in vigore l’“open scope” di applicazione del D.Lgs. 49/2014, come previsto dalla Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
A partire da tale data:
rimane immutata la definizione di AEE che rimangono le apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, trasferimento e misurazione di queste correnti e campi, progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua.
non vengono modificate le indicazioni fornite da vari organismi tecnici europei al fine di individuare correttamente cosa è AEE e cosa no; e non una sola parola del D.Lgs. 49/2014 viene modificata
le modifiche, apportate all’ambito di applicazione riguardano il passaggio dalle attuali 10 categorie dell’Allegato 1 della nuova direttiva RAEE alle 6 nuove categorie dell’Allegato III, che includono due categorie “aperte” relative alle apparecchiature di grandi e piccole dimensioni ed evidenzia che la nuova direttiva disciplina tutte le categorie di AEE che rientrano nell’ambito di applicazione della vecchia direttiva e che il fatto di “rendere aperto” l’ambito di applicazione dovrebbe permettere di eliminare i problemi risultanti dalla diversa classificazione dei prodotti operata negli Stati membri.
Quindi le modifiche attengono solo ed esclusivamente ad una diversa ripartizione delle categorie di AEE che dalle 10 di cui all’Allegato I del D.Lgs. 49/2014, passano alle 6 categorie dell’Allegato III.
Lo schema che segue (fonte: INDICAZIONI OPERATIVE PER LA DEFINIZIONE DELL’AMBITO DI APPLICAZIONE “APERTO” DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 49/2014 – Maggio 2018 – Comitato di controllo e vigilanza RAEE/MATTM) tenta di visualizzare graficamente la successione dei controlli necessari per definire un prodotto come AEE oppure no.
La direttiva individua esplicite esclusioni dal campo di applicazione per le apparecchiature elettriche ed elettroniche rientranti nella definizione di AEE; nello specifico sono escluse dal campo di applicazione, ai sensi dell’articolo 3, del D.lgs. n. 49/14, le seguenti AEE:
1) apparecchiature necessarie per la tutela degli interessi essenziali della sicurezza nazionale, comprese le armi, le munizioni e il materiale bellico, purché destinate a fini specificamente militari.
2) apparecchiature progettate e installate specificamente come parte di un’altra apparecchiatura che è esclusa o che non rientra nell’ambito di applicazione del presente decreto legislativo, purché possano svolgere la propria funzione solo in quanto parti di tale apparecchiatura.
Modulo OT24 2019 per riduzione tariffa INAIL: nuovo modello in vista della scadenza del 28/02/2019
E’ stato pubblicato da INAIL il nuovo modello OT/24 che, relativamente agli interventi svolti nel corso dell’anno 2018, dovrà essere inoltrato entro il 28/02/2019.
L’oscillazione per prevenzione riduce il tasso di premio applicabile all’azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto dall’azienda all’INAIL. La riduzione di tasso è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno, come segue:
fino a 10 lavoratori/anno – 28%
da 11 a 50 lavoratori/anno – 18%
da 51 a 200 lavoratori/anno – 10%
oltre 200 lavoratori/anno – 5%
L’INAIL premia con uno “sconto” denominato “oscillazione per prevenzione” (OT24), le aziende, operative da almeno un biennio, che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.).
I principali interventi aggiunti sono:
interventi per la prevenzione del rischio in ambienti sospetti di inquinamento e in ambienti confinati;
interventi per la prevenzione del rischio da polveri contenenti silice libera cristallina respirabile;
certificazione UNI ISO 45001:18.
SISTRI: aggiornamento istruzioni per adempimenti aziendali
E’ stato reso disponibile recentemente (dal 28/07/2018) la versione aggiornata della guida di supporto per l’applicativo “Gestione Azienda” di SISTRI, attraverso il quale l’utente può effettuare visualizzazioni, variazioni, richieste e geolocalizzazioni.
L’aggiornamento di tale guida si propone di fornire utili indicazioni per poter effettuare in autonomia operazioni di visualizzazione (report iscrizioni, pagamenti, anagrafica, ecc.), di variazioni anagrafiche, richieste (cancellazioni, trasferimenti, duplicazioni di dispositivi USB e di black box), nonché la geolocalizzazione di sede e unità locali.
Norme UNI EN ISO 9001 e 14000: entro il 15/09/2018 obbligo di adeguamento alle nuove edizioni 2015
Si ricorda che entro il 15/09/2018, le imprese certificate secondo le norme UNI EN ISO 9001:2008 e UNI EN ISO 14001:2004 sono chiamate ad adeguare la propria certificazione alle edizioni 2015 delle due norme in oggetto.
Le aziende che effettuano audit di sorveglianza o rinnovo senza allinearsi ai nuovi standard, incorrerebbero in costi maggiori, perché obbligate a rifare un audit di adeguamento alla versione 2015 entro il 15/09/2018.
La ISO 9001:2015 è una norma internazionale, recepita in Italia dall’UNI, che fissa i requisiti standard di un sistema di gestione per la qualità. La UNI EN ISO 9001 si base sulla ricerca di un miglioramento continuo. Tra gli elementi innovativi della UNI EN ISO 9001 si segnala: maggiore motivazione e coinvolgimento del top management, anche attraverso l’introduzione del concetto di rischio – Risk Based Thinking – e dell’analisi del contesto; il rafforzamento del focus sul cliente; una maggior efficienza organizzativa; più enfasi sul raggiungimento dei risultati; il potenziamento dell’approccio volto al miglioramento continuo; una miglior applicabilità della norma alle imprese che erogano servizi.
Anche la ISO 14001:2015 è una norma internazionale, recepita in Italia dall’UNI, che fissa i requisiti standard di un sistema di gestione ambientale. La nuova edizione UNI EN ISO 14001 sottolinea l’analisi del ciclo di vita – Lifecycle Thinking – per la certificazione del sistema di gestione, prendendo in considerazione le conseguenze economiche, ambientali e sociali di un prodotto o di un processo, nell’arco del suo intero ciclo di vita.
Sicurezza nelle pubbliche manifestazioni: nuova Circolare esplicativa
In data 18/07/2018 è stata pubblicata la Direttiva del Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, contenente le nuove Linee guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità.
“A distanza di quasi un anno dall’emanazione delle direttive con le quali sono state impartite indicazioni in merito alle misure di safety da adottare in occasione di pubbliche manifestazioni ed eventi di pubblico spettacolo, è emersa la necessità, sulla base del monitoraggio degli esiti applicativi e dal confronto con gli enti esponenziali delle realtà territoriali, di una rivisitazione e di una reductio ad unum delle precedenti linee di indirizzo. Tanto, allo scopo di consentire l’individuazione di più efficaci strategie operative a salvaguardia dell’incolumità e della sicurezza dei partecipanti, nel rispetto delle tradizioni storico-culturali e del patrimonio economico-sociale delle collettività locali.”
Le precedenti linee di indirizzo cui la Direttiva fa riferimento sono contenute nella Direttiva del Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno Morcone 28/07/2017 Direttiva sulle manifestazioni pubbliche – Sicurezza integrata per la security e la safety. Linee guida, che a sua volta faceva seguito a due circolari, a firma rispettivamente del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e del Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, emanate a margine dell’incidente occorso in occasione della finale di Champions League del giugno 2017.
I punti critici evidenziati dai vari Enti locali e dal mondo dell’associazionismo erano rivolti in particolare a:
La nuova circolare per la sicurezza nelle pubbliche manifestazioni introduce un approccio più flessibile alla gestione del rischio, una parametrazione delle misure di safety e security meno costosa rispetto alle “vulnerabilità”.
Tale Circolare contiene allegata una Linea Guida che riporta le misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità e vanno a sostituire le linee guida allegate alla precedente Circolare Morcone del 28/07/2017.
Informativa 07/18: aggiornamento normativo e scadenziario
-imballaggi metallici;
-metalli;
-rifiuti ingombranti (limitatamente ai rifiuti in metallo).
La procedura di iscrizione indicata all’art.4 della Delibera sopra citata richiede ad associazioni/enti religiosi di presentare una comunicazione alla Sezione regionale o provinciale territorialmente competente, redatta secondo il modello riportato in allegato “A” alla Deliberazione stessa. La Sezione regionale o provinciale procederà entro 30 giorni a verificare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività ed è la stessa a verificare poi l’eventuale mancato rispetto dei presupposti o dei requisiti richiesti o disporre il divieto e la prosecuzione dell’attività.
L’iscrizione è subordinata alla pagamento di un diritto annuale pari a € 50,00 e va rinnovata ogni 5 anni.
Informativa 11-2017: aggiornamento normativo e scadenziario
Trasporto transfrontaliero rifiuti: indicazioni dall’Albo su cessione temporanea veicoli
L’Albo Gestori ambientali con Deliberazione del 9 ottobre 2017 chiarisce sulla “Cessione temporanea di veicoli tra imprese comunitarie che esercitano la professione di trasportatore su strada, iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali per l’esercizio dei trasporti transfrontalieri dei rifiuti“. La Delibera nasce dalla necessità di garantire la tracciabilità dei veicoli, con l’immediata identificazione dell’impresa che temporaneamente li utilizza e stabilisce le condizioni e le procedure in grado di consentire variazioni temporanee della dotazione di veicoli così da conciliare le necessità operative delle imprese con l’esigenza di verifica puntuale del titolo di disponibilità di ciascun veicolo in capo all’impresa utilizzatrice.
l’articolo 1 detta le condizioni da seguire per l’utilizzo temporaneo dei veicoli nell’ambito dei trasporti transfrontalieri di rifiuti; occorre infatti che:
entrambe le imprese, cedente ed utilizzatrice del veicolo, siane stabilite in uno Stato membro dell’Unione Europea, siano iscritte all’Albo nella categoria 6 o abbiano richiesto l’aggiornamento della propria iscrizione ero siano iscritte all’Albo nelle categorie 1, 4 o 5 e svolgono, ai sensi dell’articolo 8, comma 3, del DM 120/2014, l’esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti nel rispetto delle norme che disciplinano il trasporto internazionale dì merci
il veicolo temporaneamente ceduto non sia oggetto di ulteriori procedimenti d’iscrizione o di variazione dell’iscrizione non conclusi riguardanti l’impresa cedente;
l’impresa cedente non sia sospesa dall’Albo al momento della presentazione della domanda di variazione.
l’articolo 2 definisce gli adempimenti a carico della impresa utilizzatrice, ovvero di presentare per via telematica alla Sezione regionale o provinciale competente, domanda di variazione dell’iscrizione per l’esclusivo incremento della dotazione dei veicoli nel rispetto delle condizioni sopra indicate, con specifico atto di notorietà.
All’Allegato C si riporta il Modello di contratto per la cessione temporanea dei veicoli tra imprese comunitarie iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali (che effettuano l’esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti; alla scadenza del contratto il veicolo rientra automaticamente nella disponibilità dell’impresa cedente ed è escluso dall’iscrizione dell’impresa utilizzatrice.
Registro esposti sostanze cancerogene: nuove modalità di trasmissione dati
Per Datori di lavoro o loro delegati e titolari di posizione assicurativa territoriale (PAT) dell’INAIL, dal 12 ottobre 2017 è disponibile il nuovo servizio online INAIL per la trasmissione del “Registro di esposizione”.
Con la Circolare n. 43 del 12 ottobre 2017 INAIL illustra le modalità di invio telematico mediante l’accesso ai servizi online del portale INAIL che consente di rispettare, con un unico adempimento informatico, l’obbligo previsto dalla normativa vigente nei confronti sia dell’INAIL sia della ASL competente per territorio.
L’introduzione del Registro di esposizione informatizzato rappresenta una semplificazione importante in quanto consente, con un unico inserimento telematico, di adempiere a quanto previsto dalla normativa vigente nei confronti di INAIL e dell’organo di vigilanza. Il Registro online, infatti, sarà immediatamente accessibile ai funzionari dei Servizi di prevenzione delle Aziende sanitarie locali tramite l’inserimento delle credenziali in loro possesso nell’area dei servizi online del portale INAIL.
Analogamente, nel caso di trasmissione via pec del Registro da parte dei soggetti non titolari di posizione assicurativa territoriale (PAT), il datore di lavoro interessato potrà procedere a un unico invio contestuale tramite posta certificata all’Istituto. I dati contenuti nei Registri di esposizione cartacei trasmessi entro l’11 ottobre 2017, così come i dati dei Registri di esposizione ricevuti tramite pec dopo la predetta data, saranno inseriti all’interno del precedente archivio informatico e resi disponibili nel Registro online entro il mese di marzo 2018.
Sanzioni per omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori: chiarimenti da INL
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) con la pubblicazione della Circolare n. 3 del 12 ottobre 2017 ha fornito alcuni chiarimenti sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Come è noto, nell’ambito della normativa in materia di salute e sicurezza la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, così come declinata dall’art. 41 del D.lgs. n. 81/08 e s.m.i., diviene un obbligo nel momento in cui la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di sottoporre il lavoratore a sorveglianza sanitaria.
Tale obbligo non è però esplicitamente individuato da un’unica disposizione normativa ma, almeno nel Titolo I del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., vi sono almeno tre fattispecie cui ricondurre i comportamenti omissivi dell’obbligo in esame, fattispecie dotate ognuna di una diversa previsione sanzionatoria. Tale situazione determina comportamenti diversificati nei vari uffici e pertanto appare necessario fornire indicazioni univoche al fine di assicurare l’uniformità di comportamento da parte di tutto il personale ispettivo nell’adozione dei provvedimenti sanzionatori. In considerazione di quanto sopra premesso, si ritiene che la sanzione da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria sia riconducibile alla violazione dell’obbligo sancito dai seguenti articoli del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.:
18 comma 1 lettera c): nei casi in cui si debba valutare lo stato di salute del lavoratore, al fine dell’affidamento dei compiti specifici, che non dipendono dai rischi presenti nell’ambiente di lavoro, ma dalla capacità del lavoratore stesso di svolgerli (es. lavori in quota, lavori in sotterraneo o in ambienti chiusi in genere, lavori subacquei, ecc.);
18 comma 1 lettera bb): nei casi in cui nei confronti del lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria (pur essendo stato sottoposto a visita, esami clinici e biologici e indagini diagnostiche), non sia stato ancora espresso il giudizio di idoneità ed in sede ispettiva si riscontri che lo stesso sia adibito a quella specifica mansione; in questo caso risulta evidente il difetto di vigilanza del datore di lavoro o del dirigente.
Si ricorda da ultimo che, come precisato con la circolare n. 33/2009 (alla quale si rinvia per ogni ulteriore chiarimento), l’accertamento delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve avvenire “nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza” in forza dell’art. 13 del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i.. Pertanto, qualora l’omessa sorveglianza sanitaria sia riscontrata in settori diversi dall’edilizia, gli ispettori del lavoro devono comunicare la notizia di reato all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 347 del c.p.p.
Shopper e buste in plastica: nuove norme dal 1 gennaio 2018
Dal 1 gennaio 2018 le buste ultraleggere in plastica (con spessore inferiore ai 15 micron) utilizzate per pesare gli alimenti, saranno sostituite da bioshopper, buste biodegradabili e compostabili, prodotte in conformità alla norma UNI EN 13432. La legge di conversione del decreto legge Mezzogiorno, approvata lo scorso 1° agosto alla Camera, definisce nuove norme sulle borse di plastica leggere.
A decorrere dal 1 gennaio 2018 anche le buste e i sacchetti leggeri e ultraleggeri (con spessore delle singole pareti inferiore a 15 micron) utilizzati per il trasporto di merci e prodotti, a fini di igiene o come imballaggio primario in negozi alimentari quali panetterie, gastronomie, macelleria, pescheria e negozi di ortofrutticoli dovranno essere biodegradabili e compostabili secondo la norma UNI EN 13432. La norma UNI prevede che, a partire dal nuovo anno, queste buste per alimenti debbano essere prodotte e distribuite con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%.
Questo parametro dovrà successivamente diventare il 50% a partire dal 1 gennaio 2020 e il 60% dal 1 gennaio 2021, determinato in base allo standard Uni CEN/TS.
I sacchetti dovranno disporre dell’idoneità per uso alimentare ovvero la certificazione MOCA e dovranno essere distribuiti esclusivamente a pagamento.
L’intento del legislatore nell’emanare questa nuova normativa è stato quello di contrastare e reprimere la pratica che eludeva la legge sugli shopper. La nuova norma conferma il contenuto della legge 28/2012 relativa alle buste e sacchetti monouso utilizzati per la spesa: sono commercializzabili i soli shopper monouso biodegradabili e compostabili certificati UNI EN 13432 o quelli riutilizzabili con percentuali minime di plastica riciclata e spessori ricompresi tra 60 e 200 micron a seconda delle maniglie e degli usi. Il sistema sanzionatorio prevede sanzioni di importo variabile da 2.500 a 100.000 € se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure se il valore delle buste fuori legge
Informativa 10-2017: aggiornamento normativo e scadenziario
Imballaggi alimentari: nuovo regolamento sul sistema del “vuoto a rendere”
Con Decreto 3 luglio 2017, n. 142, il Ministero dell’Ambiente ha promulgato un Regolamento che apre alla sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi o residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, di cui all’articolo 219-bis del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., nonché le forme di incentivazione, le loro modalità di applicazione e i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggi.
La sperimentazione ha una durata di dodici mesi a partire dal 07/02/2018. Per aderire al sistema (si veda art. 3 del DM n. 142/2017), gli esercenti dovranno compilare un modulo al momento dell’acquisto di birra o acqua minerale in imballaggi riutilizzabili, trasmettendo i dati per via telematica. La sperimentazione del sistema del vuoto a rendere su cauzione si applica agli imballaggi con le seguenti caratteristiche:
di tipo primario, ai sensi dell’articolo 218, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.;
riutilizzabili, ai sensi dell’articolo 218, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.;
conformi ai requisiti stabiliti dal DM 2 maggio 2006 ed in conformità’ ai requisiti essenziali stabiliti all’articolo 9 della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio;
destinati all’uso alimentare e al contenimento di birra o acqua minerale;
di volume compreso tra 0,20 e 1,5 litri.
Riduzione premio INAIL: nuovo modello OT24 per interventi svolti nel corso del 2017
Si ricorda che la scadenza per la presentazione della domanda OT24 per la riduzione del premio assicurativo INAIL è prevista il 28/02/2018 e che gli interventi devono essere stati applicati e completati nel corso dell’anno corrente.
A. interventi di carattere generale,
B. interventi di carattere generale ispirati alla responsabilità sociale,
C. interventi trasversali,
D. interventi settoriali generali,
INAIL individua inoltre per ogni intervento la documentazione “probante” per dimostrare l’attuazione dell’intervento dichiarato. A pena di inammissibilità, entro il 28 febbraio 2018, la documentazione probante l’effettuazione degli interventi previsti dal modello OT24 deve essere presentata unitamente alla domanda, utilizzando l’apposita funzionalità disponibile nei Servizi online di INAIL.
Albo gestori ambientali: termine adeguamento iscrizioni cat. 6 (trasporto transfrontaliero) scaduto il 30 settembre
Si ricorda che il 30/09/2017 è scaduto il termine ultimo per presentare domanda di adeguamento dell’iscrizione nella cat. 6 (esclusivo esercizio del trasporto transfrontaliero di rifiuti) ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della delibera n. 3 del 2016 del Comitato nazionale, come modificata dalla delibera n. 5 del 2017. Dal 01/10/2017, pertanto, le ricevute di iscrizione in possesso delle imprese che non hanno provveduto a presentare la suindicata domanda decadono con conseguente cancellazione delle imprese stesse dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Certificato di Prevenzione Incendi (CPI): scadenze per le “vecchie” attività
Si sottolinea come entro il 07/10/2017 gli enti ed i privati responsabili delle attività soggette a rinnovo decennale, in possesso di certificato di prevenzione incendi (CPI) una tantum rilasciato prima del 01/01/1988, devono presentare la prima attestazione di rinnovo periodico.
Sempre entro 07/10/2017 gli enti ed i privati responsabili delle “nuove” attività introdotte dal DPR 151/2011, esistenti alla data del 07/10/2011, devono presentare l’istanza preliminare (ex art. 3 DPR 151/2011) e l’istanza (ex art. 4 DPR 151/2011) al competente comando dei Vigili del Fuoco.
CONAI: scadenza adempimenti al 20 ottobre
Per i produttori di imballaggi e per gli importatori di imballaggi vuoti o di merci imballate (“imballaggi pieni”) che inoltrano al CONAI dichiarazione del contributo ambientale con periodicità trimestrale, si ricorda che entro il 20/10/2017 è necessario inoltrare al CONAI il modulo di dichiarazione relativo al terzo trimestre dell’anno in corso ed in particolare:
Denunce infortuni sul lavoro: novità in vigore dal 12 ottobre
Con l’articolo 21 del D.Lgs. 151/2015, a partire dal 23 dicembre 2015 è stato abrogato l’obbligo di tenuta del registro infortuni. Con DM n. 183/2015, è stato disposto a 6 mesi dalla istituzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione – SINP (a partire dal 12 aprile 2017) l’obbligo di comunicare entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico l’infortunio con prognosi compresa tra 1 e 3 giorni oltre quello dell’evento; la comunicazione risponde a finalità di orientamento, programmazione, pianificazione e valutazione dell’efficacia di azioni di prevenzione degli infortuni e delle malattie correlate al lavoro, nonchè di indirizzo delle relative attività di vigilanza. Con l’approvazione il 23 febbraio u.s. del cosiddetto “Milleproroghe” questo obbligo di comunicazione viene rinviato di ulteriori 6 mesi, e decorre quindi dal 12 ottobre 2017. In caso di mancata comunicazione entro i tempi richiesti, per gli infortuni “brevi” scatta la sanzione amministrativa pecuniaria da 548 a 1.972,80 €, che sale da 1.096 a 4.932 € se la comunicazione omessa riguarda gli infortuni superiori ai tre giorni.
Nel frattempo l’INAIL ha attivato un nuovo applicativo denominato “Cruscotto infortuni”, mediante il quale è possibile, da parte degli Organi ispettivi dell’INAIL e delle ASL, consultare gli infortuni occorsi a partire dal 23 dicembre 2015. Questo applicativo è accessibile anche ai datori di lavori, agli eventuali soggetti delegati e agli intermediari del datore di lavoro, per la dovuta consultazione, ai fini, se non altro, del corretto adempimento dell’obbligo di valutazione degli infortuni aziendali da condurre in occasione della riunione annuale di cui all’art. 35 del D.Lgs. 81/08.
Al momento quindi sussistono i seguenti obblighi:
conservazione del registro infortuni per 4 anni, quindi fino al 22 dicembre 2019, per le aziende in possesso del registro già in passato.
possibili controlli per verifica di eventi verificatisi ante 23 dicembre 2015.
ad oggi nessun obbligo di compilazione del registro infortuni.
accesso al servizio “Cruscotto infortuni” dal portale inail.it – “Accedi ai servizi on line” – nella sezione “Denuncia di infortunio e malattia professionale”, anche ai fini della valutazione dell’andamento infortunistico aziendale in sede di riunione annuale ex art. 35 del D.Lgs. 81/08.
obbligo di comunicazione in via telematica ad INAIL degli infortuni sul lavoro che comportano un’assenza di tre giorni oltre a quello dell’evento (sanzione amministrativa pecuniaria da 1.096 a 4.932 € – possibile l’estinzione agevolata in seguito a regolarizzazione ai sensi dell’art. 301-bis del D.Lgs. 81/08).
dal 12 ottobre 2017 obbligo di comunicazione in via telematica ad INAIL, a fini statistici e informativi, degli infortuni sul lavoro che comportano un’assenza da uno a tre giorni oltre a quello dell’evento (sanzione amministrativa pecuniaria da 548 a 1.972,80 € – possibile l’estinzione agevolata in seguito a regolarizzazione ai sensi dell’art. 301 bis del D.Lgs. 81/08).
Terre e rocce da scavo: novità e condizioni imposte dal nuovo D.P.R. 120/2017
Dal 22 agosto scorso è entrato ufficialmente in vigore il D.P.R. 120/2017 che riordina e semplifica la disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti.
Il nuovo regolamento riunisce le numerose disposizioni oggi vigenti, in particolare su:
le condizioni da soddisfare affinché terre e rocce siano considerate sottoprodotti e non rifiuti;
le condizioni per riutilizzare in loco i residui classificabili come sottoprodotti e non rifiuti;
il trasporto fuori sito delle terre classificate come sottoprodotti.
Sono previste n. 2 sessioni del corso di approfondimento e confronto su tale Regolamento:
Sabato 28 Ottobre ore 9-13
Venerdi 3 Novembre ore 14-18
CENTRO DI FORMAZIONE – PARALLELO 45 – Via Valmolin Inferiore, snc – 45031 Arquà Polesine (RO)
In allegato si riporta la scheda di adesione e maggiori dettagli sul corso.
Nel caso non vogliate ricevere più il presente aggiornamento periodico si prega di esplicitare tale volontà rispondendo alla presente mail.