Source: http://www.studiocataldi.it/guide_legali/successione/novita-fiscali.asp
Timestamp: 2017-06-22 14:08:28+00:00
Document Index: 131561192

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 11', 'art. 33', 'art. 28', 'art. 30', 'art. 47', 'art. 30', 'art. 3']

Il decreto legge del 3 ottobre 2006 n. 262, come modificato in sede di conversione dalla Legge n. 286/2006, ha introdotto novità importanti soprattutto in materia di successione sotto il profilo fiscale. Il provvedimento in esame, in particolare, ha ripristinato le imposte di successione e ha rimodulato i valori delle aliquote con cui esse vanno applicate. L'art. 5, comma 6, in particolare, ha rivalutato nella misura del 40% il moltiplicatore catastale per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B (collegi, convitti, scuole, uffici pubblici ecc.), mentre l'art. 6 ha modificato notevolmente le disposizioni in materia di imposta ipotecaria, catastale e di registro in relazione, per quanto è qui d'interesse, alle dichiarazioni di successione. Per quanto riguarda quest'ultime, devono essere presentate al competente Ufficio dell'Agenzia delle Entrate, entro 6 mesi dalla data di apertura della successione. Ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. n. 346/1990 (c.d. Testo Unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni), i soggetti tenuti a presentare la dichiarazione di successione sono i chiamati all'eredità ed i legatari (ovvero i loro rappresentanti legali), gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell'assente, gli amministratori dell'eredità, i curatori delle eredità giacenti e, infine, gli esecutori testamentari. Il recentissimo d. lgs. n. 175/2014 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014), in materia di semplificazioni
fiscali emanato in attuazione della delega fiscale di cui alla l. n. 23/2014,
ha introdotto, a partire dal 13 dicembre 2014, l'esenzione dall'obbligo di presentazione della dichiarazione di
successione per le eredità fino a
100mila euro. A seguito della
modifica del comma 7 dell'art. 28 del d.lgs. n. 346/1990, prevista dall'art. 11
del d.lgs. n. 175/2014, il coniuge e i parenti in linea retta del de cuius, per
gli attivi ereditari aventi valore non superiore ad euro centomila, ove non
comprendano beni immobili o diritti reali immobiliari, non avranno l'obbligo di
presentare la dichiarazione di successione all'ufficio del registro competente,
salvo che per effetto di sopravveniente ereditarie queste condizioni vengano a
mancare. Le novità
previste dal decreto legislativo si estendono anche alle norme in materia di liquidazione dell'imposta da parte
dell'ufficio del registro, con l'aggiunta della previsione, secondo il nuovo
comma 1 dell'art. 33 del T.U. n. 346/1990, dei "rimborsi fiscali" di cui al
comma 6 dell'art. 28, erogati successivamente alla presentazione della
dichiarazione di successione, nonché alla semplificazione
dei documenti da allegare alla dichiarazione stessa. Secondo il
disposto del nuovo comma 3-bis, aggiunto all'art. 30 del T.U. i documenti di
cui alle lett. c), d), g), h) e i) (ovvero gli atti di ultima volontà da cui è
regolata la successione; gli atti pubblici o le scritture private da cui risultino
eventuali accordi delle parti per l'integrazione dei diritti di legittima lesi;
l'ultimo bilancio e gli inventari; i documenti di prova delle passività, degli
oneri deducibili delle riduzioni e delle detrazioni), potranno essere
sostituiti da copie non autentiche, con la dichiarazione sostitutiva di atto di
notorietà (ex. art. 47 d.p.r. 445/2000). Rimangono, invariati, gli obblighi
relativi agli altri documenti di cui all'art. 30, nonché la possibilità per
l'Agenzia delle Entrate, ove necessario, di richiedere i documenti in copia
Per quanto concerne il ripristino dell'imposta di successione, che si applica alle successioni aperte a partire dal 3 ottobre 2006 ( data di entrata in vigore del D.L. n. 262/2006), al realizzarsi di un qualsiasi trasferimento di beni mortis causa, scatta l'imposta de quo, la quale è applicata con aliquote diverse a seconda della categoria (determinata in base all'esistenza o meno di parentela, in linea retta ovvero collaterale, e in base al grado della parentela) cui appartiene il beneficiario (erede o legatario) del trasferimento. Dal complesso delle norme applicabili si desume che, a prescindere dalla circostanza che il bene sia mobile o immobile, in presenza di un trasferimento per causa di morte, l'imposta di successione non trova applicazione esclusivamente in caso di trasferimenti a favore del coniuge o di parenti in linea retta il cui valore complessivo netto, per ogni erede, non superi 1 milione di euro (calcolando tale franchigia in capo ad ogni beneficiario).
In conclusione, è bene precisare che, mentre l'art. 3 del D. Lgs. n. 346/1990 indica alcune categorie di trasferimenti che non sono soggetti all'imposta, vengono, al contrario, ricomprese tra le operazioni assoggettate anche la costituzione di diritti reali di godimento (ad es. usufrutto, uso ed abitazione), la rinunzia a diritti reali o di credito e la costituzione di rendite o pensioni.
(Avv. Valeria Zatti)