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Timestamp: 2018-09-20 09:06:06+00:00
Document Index: 130844355

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 97', 'art. 120', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 77', 'art. 84', 'art. 77', 'art. 84', 'art.77']

Massimario di giurisprudenza | Banca Dati Normativa | Bollettino di Legislazione Tecnica
Selezione delle più importanti sentenze della giurisprudenza amministrativa (TAR e Consiglio di Stato) e di legittimità (Corte di Cassazione) in tema di Edilizia e urbanistica, Appalti e contratti pubblici, Professioni tecniche. L’Indice si pubblica entro il giorno 10 di ciascun mese solare, con riferimento alle sentenze pubblicate o rese note nel mese precedente.
Massimario di giurisprudenza n. 9/2011
Massimario di giurisprudenza n. 7-8/2011
Massimario di giurisprudenza n. 6/2011
Massimario di giurisprudenza n. 9/2010
Massime di importanti e recenti sentenze, selezionate tra quelle che saranno pubblicate sui prossimi numeri de «La Giurisprudenza» di Legislazione Tecnica.
7-8 2010
Massimario di giurisprudenza n. 7-8/2010
Massimario di giurisprudenza n. 6/2010
Massimario di giurisprudenza n. 5/2010
Massimario di giurisprudenza n. 4/2010
Massimario di giurisprudenza n. 3/2010
Massimario di giurisprudenza n. 2/2010
Massimario di giurisprudenza n. 2/2008
Massimario di giurisprudenza n. 1/2008
Massimario di giurisprudenza n. 12/2007
Massimario di giurisprudenza n. 11/2007
Massimario di giurisprudenza n. 10/2007
Massimario di giurisprudenza n. 9/2007
Massimario di giurisprudenza n. 7-8/2007
Massimario di giurisprudenza n. 6/2007
FAST FIND : GP16632
IVA - Trasferimento di immobile all'erario
Sent. C. Giustizia UE 13/06/2018, n. C-665/16
Rinvio pregiudiziale - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Articolo 2, paragrafo 1, lettera a) - Cessione di beni effettuata a titolo oneroso - Articolo 14, paragrafo 1 - Trasferimento del potere di disporre di un bene materiale come proprietario - Articolo 14, paragrafo 2, lettera a) - Trasmissione all’erario, dietro pagamento di un’indennità, della proprietà di un bene appartenente a un comune in vista della costruzione di una strada nazionale - Nozione di «indennità» - Operazione soggetta ad IVA.
G.U.U.E. C 06/08/2018, n. 276
L’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), e l’articolo 14, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, devono essere interpretati nel senso che costituisce un’operazione soggetta a imposta sul valore aggiunto il trasferimento della proprietà di un bene immobile appartenente a un soggetto passivo d’imposta sul valore aggiunto, a favore dell’erario di uno Stato membro, eseguito ex lege e dietro pagamento di un’indennità, in una situazione, come quella di cui al procedimento principale, in cui la stessa persona rappresenta contemporaneamente l’amministrazione espropriante e il comune espropriato, e in cui quest’ultimo continua, in pratica, a gestire il bene in questione, anche se il versamento dell’indennità è stato effettuato solamente mediante un trasferimento contabile interno nell’ambito del bilancio del comune.
FAST FIND : GP16629
1. Edilizia e immobili - Edilizia privata e titoli abilitativi - Contributo di costruzione - Accertamento obbligazione pecuniaria - Giurisdizione esclusiva giudice amministrativo. 2. Edilizia e immobili - Edilizia privata e titoli abilitativi - Contributo di costruzione - Rilascio della concessione - Fatto costitutivo obbligo giuridico - Decorrenza del termine di prescrizione.
1. Le controversie aventi ad oggetto un giudizio di accertamento negativo in ordine all'obbligazione pecuniaria relativa al pagamento del contributo di costruzione rientrano nell'ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
2. Il fatto costitutivo dell'obbligo giuridico avente ad oggetto il contributo di costruzione è il rilascio della concessione e dalla stessa data decorre il termine di prescrizione del diritto. Il termine di sessanta giorni dalla ultimazione delle opere rileva invece solo ai fini della prescrizione delle sanzioni per omesso o ritardato pagamento dei contributi concessori.
FAST FIND : GP16627
Obbligo di sopralluogo del concessionario uscente
Appalti e contratti pubblici - Obbligo di sopralluogo - Funzione - Clausola che impone tale obbligo al concessionario uscente - Illegittimità.
Il sopralluogo ha carattere di adempimento strumentale a garantire anche il puntuale rispetto delle ulteriori prescrizioni imposte dalla legge di gara e che l’obbligo di sopralluogo ha un ruolo sostanziale, e non meramente formale, per consentire ai concorrenti di formulare un'offerta consapevole e più aderente alle necessità dell'appalto. L'obbligo di sopralluogo, strumentale a una completa ed esaustiva conoscenza dello stato dei luoghi, è infatti funzionale alla miglior valutazione degli interventi da effettuare in modo da formulare, con maggiore precisione, la migliore offerta tecnica. Ne consegue che un simile obbligo è da considerarsi superfluo e sproporzionato allorché sia imposto ad un concorrente che sia gestore uscente del servizio, il quale per la sua stessa peculiare condizione si trova già nelle condizioni soggettive ideali per conoscere in modo pieno le caratteristiche dei luoghi in cui svolgere la prestazione oggetto della procedura di gara. Pertanto deve considerarsi illegittima la clausola del bando che imponga tale obbligo al concessionario uscente e conseguentemente l’esclusione dalla gara dello stesso per non aver allegato alla domanda di partecipazione l’attestazione dell’avvenuto sopralluogo.
Vedi anche Consiglio di Stato, sez. V, 19/02/2018, n. 1037.
FAST FIND : GP16625
Verifica dell’anomalia dell’offerta
Appalti e contratti pubblici - Verifica dell’anomalia dell’offerta - Elementi specifici che giustificano la scelta dell’Amministrazione di procedere alla verifica di congruità - Differenza tra offerta attuale e quella afferente ad un bando precedente - Esclusione.
La semplice differenza tra due offerte proposte dal medesimo soggetto in due gare diverse per l’affidamento del medesimo servizio non può costituire un indice di anomalia dell’offerta che giustifica ai sensi dell’art. 97, comma 6, D. Leg.vo n. 50/2016 la scelta della stazione appaltante di procedere alla valutazione di congruità dell’offerta. Ed infatti tale norma subordina, in maniera inconfutabile, la scelta di esercitare tale facoltà della stazione appaltante alla circostanza che sussistano “elementi specifici” che facciano apparire l’offerta come anormalmente bassa non ravvisabili nella mera constatazione della sussistenza della differenza suddetta. (Nel caso di specie è stata ritenuta illegittima l’azione dell’Amministrazione che si era limitata a giustificare il proprio operato solo sulla differenza intercorrente tra l’offerta in esame e quella afferente al bando precedente; mancando di indicare ed individuare qualsivoglia elemento dell’offerta, ex se considerato, che fosse in grado di far sorgere un ragionevole dubbio in merito al carattere globalmente anomalo della stessa, e che, dunque, giustificasse l’esercizio della facoltà di cui all’art. 97, comma 6, D. Leg.vo n. 50/2016).
FAST FIND : GP16622
RTI - Ripartizione delle quote di esecuzione
Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione - Raggruppamenti di imprese - Requisiti di qualificazione - Si riferiscono all’intero raggruppamento - Incongrua ripartizione delle quote di esecuzione - Soccorso istruttorio - Ammissibilità.
Nel codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 18 aprile 2016, n. 50, in caso di partecipazione alla gara del raggruppamento temporaneo di imprese, il legislatore ha privilegiato il dato sostanziale costituito dall’effettivo possesso dei requisiti di qualificazione da parte dell’intero raggruppamento. In altri termini la garanzia in ordine alla corretta e integrale esecuzione del contratto affidato può essere ritenuta operante anche laddove la qualificazione sia posseduta dall’intero raggruppamento, fermo restando che l’esecuzione dovrà poi essere ripartita tra le imprese raggruppate nei limiti della qualificazione posseduta da ciascuna di esse. Tale esigenza ben può essere soddisfatta con l’applicazione del soccorso istruttorio. Non può quindi essere pronunciata l’esclusione laddove la qualificazione necessaria all’esecuzione del lavoro (come del servizio o della fornitura) sia posseduta dall’intero raggruppamento ma erroneamente ripartita tra le imprese raggruppate: in tal caso la stazione appaltante deve assegnare un termine al concorrente per correggere la dichiarazione circa la suddivisione delle quote di esecuzione al fine di riportarla nei limiti posseduti da ciascuna impresa raggruppata.
Vedi anche T.A.R. Piemonte, sez. I, 06/06/2018, n. 704.
FAST FIND : GP16620
Termine impugnazione delle ammissioni alla gara
Sent. C. Stato 09/07/2018, n. 4180
Appalti e contratti pubblici - Rito appalti - Impugnazione dell’ammissione alla gara - Decorrenza - Mancata pubblicazione atto su piattaforma telematica - Individuazione del dies a quo - Principio generale dell’avvenuta conoscenza dell’atto e dei suoi profili lesivi - Applicabilità.
Per l’impugnazione dell’ammissione alla gara con il rito speciale di cui all’art. 120, comma 2-bis, D. Leg.vo 104/2010 (Codice del processo amministrativo), in mancanza di pubblicazione di un autonomo atto di ammissione sulla piattaforma telematica della stazione appaltante, il relativo termine decorre, comunque, dal momento dell'intervenuta piena conoscenza del provvedimento da impugnare, ma ciò a patto che l’interessato sia in grado di percepire i profili che ne rendano evidente la lesività per la propria sfera giuridica in rapporto al tipo di rimedio apprestato dall'ordinamento processuale. Cioè a dire che la piena conoscenza dell’atto di ammissione della controinteressata, acquisita prima o in assenza della sua pubblicazione sul profilo telematico della stazione appaltante, può provenire da qualsiasi fonte e determina la decorrenza del termine decadenziale per la proposizione del ricorso.
Nello stesso senso vedi Consiglio di Stato, sez. VI, 13/12/2017, n. 5870.
1. Sono soggetti a permesso di costruire, sulla base di quanto disposto dal D.P.R. 380/2001, tutti gli interventi che, indipendentemente dalla realizzazione di volumi, incidono sul tessuto urbanistico del territorio, determinando una trasformazione in via permanente del suolo inedifìcato. È chiara la finalità della norma (art. 3, lettera e.5) del D.P.R. 380/01) di considerare interventi di nuova costruzione, quindi soggetti a permesso di costruire, tutte le strutture, di qualsiasi genere, tra le quali sono comprese quelle elencate a titolo di esempio, che siano destinate ad una stabile utilizzazione, non meramente transitoria. La stabilità non va confusa con l'irrevocabilità della struttura o con la perpetuità della funzione ad essa assegnata dal costruttore, ma si estrinseca nell'oggettiva destinazione dell'opera a soddisfare un bisogno non temporaneo (nel caso di specie, l’installazione di una costruzione prefabbricata in legno su basamento in cemento destinato all’esposizione vendita ed esecuzione di test di collaudo per i prodotti artigianali realizzati da un’azienda richiede il permesso di costruire, dovendosi escludere, in ragione non solo della presenza del basamento, ma anche della duratura destinazione funzionale, che l’intervento rientri tra quelli diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee di cui all’art. 3, lettera e.5) del D.P.R. 380/01 o tra gli interventi c.d. precari in genere).
2. L'intervento precario deve necessariamente possedere alcune specifiche caratteristiche: la sua precarietà non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera all'utilizzatore; sono irrilevanti le caratteristiche costruttive i materiali impiegati e l'agevole amovibilità; deve avere una intrinseca destinazione materiale ad un uso realmente precario per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo; deve essere destinata ad una sollecita eliminazione alla cessazione dell'uso.
FAST FIND : GP16617
Tempistica nomina commissari di gara
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Commissioni giudicatrici - Incompatibilità dei membri - Elementi dai quali si può desumere. 2. Appalti e contratti pubblici - Gare - Commissioni giudicatrici - Nomina posteriore alla scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte - Si riferisce al collegio nella sua interezza - Conseguenze.
1. Le situazioni di incompatibilità nelle gare pubbliche debbano risultare oggetto di specifica ed inequivoca prova, anche sulla base di elementi di fatto indizianti, gravi, precisi e concordanti. Coerentemente, si richiede: che debbano essere allegati concreti elementi dai quali desumere l’effettiva incompatibilità dei commissari di gara, presupposto indispensabile per l’accoglimento della relativa censura, non potendo, infatti, farsi riferimento ad elementi presuntivi e generici; che debbano sussistere elementi specifici atti, in concreto, a far ritenere la dedotta incompatibilità; che dal deducente debbano essere addotti dirimenti elementi probatori al riguardo.
2. Il principio affermato dall’art. 77 del D. Leg.vo 50/2016, comma 7 (già contenuta nell’art. 84 del D. Leg.vo 163/2006, comma 10), in base al quale la nomina dei commissari di gara e la costituzione della commissione giudicatrice devono avvenire dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte, va riferita alla nomina della commissione nella sua interezza, escludendo che detto principio si applichi alla individuazione/designazione del singolo membro, ancorché individuato in ipotesi quale presidente. La designazione di un singolo membro è infatti un atto prodromico di carattere preparatorio, privo di efficacia esterna, mentre è la nomina della commissione, con effetti costitutivi dell’organismo collegiale, che deve intervenire, in conformità alla legge regolatrice della materia, in un torno di tempo posteriore alla presentazione delle offerte.
- In merito ai termini per la nomina della commissione si veda C. Stato Ad. Plen. 07/05/2013, n. 13.
FAST FIND : GP16616
Incompatibilità commissari di gara
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Commissioni giudicatrici - Incompatibilità dei membri - Soggetto che ha sottoscritto la delibera di indizione della gara e di aggiudicazione - Non sussiste. 2. Appalti e contratti pubblici - Gare - Commissioni giudicatrici - Nomina dei commissari - Impugnazione - Termini.
1. Nessuna implicazione di incompatibilità si ritiene possa conseguire dalla mera sottoscrizione della delibera di indizione della gara e di aggiudicazione, trattandosi di atti estranei alla fase di definizione e predisposizione dei contenuti e delle regole della procedura. Infatti, la situazione di incompatibilità deve ricavarsi dal dato sostanziale della concreta partecipazione alla redazione degli atti di gara, al di là del profilo formale della sottoscrizione o della mancata sottoscrizione degli stessi, indipendentemente dal fatto che il sottoscrittore sia il funzionario responsabile dell'ufficio competente, essendo peraltro fisiologico che il dirigente preposto al settore interessato, e quindi in qualche misura coinvolto per obbligo d'ufficio, svolga nello specifico lavoro, servizio o fornitura oggetto dell'appalto, le verifiche formali estranee alla determinazione del contenuto degli atti di gara. Pertanto, il principio di cui all’art. 77 del D. Leg.vo 50/2016, comma 4 (e prima ancora di cui all’art. 84 del D. Leg.vo 163/2006, comma 4) non vale a rendere incompatibili tutti i soggetti che, in quanto dipendenti della stazione appaltante, siano in qualche misura coinvolti nell'appalto, dato che la predetta incompatibilità non può desumersi ex se dalla semplice appartenenza del funzionario, componente della commissione, alla struttura organizzativa preposta.
2. Nelle gare pubbliche l’atto di nomina della commissione giudicatrice, al pari degli atti da questa compiuti nel corso del procedimento, non produce di per sé un effetto lesivo immediato, e comunque tale da implicare l’onere dell’immediata impugnazione nel prescritto termine decadenziale. Come è noto, la nomina deve invece essere effettuata dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte (art.77 del D. Leg.vo 50/2016, comma 7). La nomina dei componenti della Commissione può essere impugnata dal partecipante alla selezione, che la ritenga illegittima, solo nel momento in cui, con l’approvazione delle operazioni concorsuali, si esaurisce il relativo procedimento amministrativo e diviene compiutamente riscontrabile la lesione della sfera giuridica dell’interessato.
- Per la non incompatibilità del funzionario dell’ufficio competente, in assenza del dato sostanziale della concreta partecipazione alla redazione degli atti di gara, si veda anche C. Stato 28/04/2014, n. 2191.
FAST FIND : GP16611
Tassazione prodotti energetici e dell’elettricità
Sent. C. Giustizia UE 06/06/2018, n. C-49/17
Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2003/96/CE - Tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità - Articolo 21, paragrafo 3 - Fatto generatore d’imposta - Consumo di prodotti energetici fabbricati all’interno di uno stabilimento che produce prodotti energetici - Prodotti energetici utilizzati per fini diversi dall’utilizzazione come carburante per motori o come combustibile per riscaldamento - Consumo di solvente come combustibile nell’impianto di distillazione di catrame.
G.U.U.E. C 30/07/2018, n. 268
L’articolo 21, paragrafo 3, della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, deve essere interpretato nel senso che il consumo di prodotti energetici all’interno di uno stabilimento che li ha prodotti, ai fini della fabbricazione di altri prodotti energetici, non rientra nell’eccezione riguardante il fatto generatore d’imposta di cui a tale disposizione qualora, in una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale, i prodotti energetici fabbricati nell’ambito dell’attività principale di tale stabilimento siano usati per fini diversi dall’utilizzo come carburante per motori o come combustibile per riscaldamento.