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Timestamp: 2020-08-13 03:30:07+00:00
Document Index: 37971178

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 10', 'art. 10']

Voce: PRESUPPOSTI E MODALITÀ DEL TRATTAMENTO > Informativa > Profili generali
Pubblicazione di accertamenti radiografici su una rivista specializzata - 9 gennaio 1999 [31031]
Pubblica Amministrazione - Considerazioni sulle modalità di istituzione di una banca dati regionale per fini non istituzionali - 5 dicembre 2000 [
PRESUPPOSTI E MODALITÀ DEL TRATTAMENTO > Informativa > Profili generali
L´informativa scritta resa dal titolare del trattamento (nella specie, un istituto di credito) deve recare una chiara distinzione tra l´ipotesi di raccolta dei dati presso l´interessato (art. 10, comma 1 della legge n. 675/1996) e quella in cui i dati siano raccolti presso terzi (art. 10, comma 3 della legge stessa).
Il datore di lavoro - nella specie, un comune - che decida di sottoporre i dipendenti ad un "test attitudinale" allo scopo di procedere alla migliore utilizzazione del personale, deve rendere ai lavoratori un´adeguata informativa (art. 10 della legge n. 675/1996) che precisi, in particolare, la obbligatorietà o meno delle risposte e le conseguenze in caso di mancata risposta, e che indichi gli eventuali soggetti esterni (es.: una società di elaborazione dati) che possono avere accesso ai dati.
L´informativa di cui all´art. 10 della legge n. 675/1996 costituisce un adempimento, posto a carico di soggetti, sia pubblici sia privati, che il titolare del trattamento deve di regola porre in essere anche quando la raccolta dei dati sia prevista da una disposizione normativa. Soltanto nel caso in cui i dati siano acquisiti presso soggetti diversi da quelli a cui si riferiscono, l´informativa può non essere fornita ove i dati siano utilizzati in base ad un obbligo di legge o di regolamento (art. 10, commi 3 e 4 della legge n. 675/1996).
Garante 21 ottobre 1998, in Bollettino n. 6, pag. 61 [doc. web n. 41862]
Il titolare del trattamento deve informare l´interessato circa il fatto che i dati personali che lo riguardano possono essere comunicati, in conformità della legge n. 675/1996, ad un terzo preposto ad elaborazioni finalizzate all´adempimento degli obblighi contabili, fiscali, retributivi, previdenziali ed assistenziali gravanti sul titolare stesso. Con tale informativa, il titolare deve specificare se il terzo svolge le predette elaborazioni nella veste di responsabile del trattamento (art. 8) oppure come autonomo titolare che effettua un distinto trattamento di dati (fattispecie concernente centri elaborazione dati gestiti da società di consulenza informatica, professionisti, associazioni ed altri organismi che elaborano per conto terzi dati inerenti a clienti, fornitori e dipendenti, a fini di gestione amministrativa e contabile).
Garante 26 novembre 1998, in Bollettino n. 6, pag. 81 [doc. web n. 39624]
L´ampia nozione di "trattamento" contenuta nell´art. 1, comma 2, lett. b) della legge n. 675/1996 comprende qualunque operazione o complesso di operazioni, svolte con mezzi sia automatizzati sia cartacei, che concernono la raccolta, la registrazione, l´organizzazione, la conservazione e l´elaborazione dei dati, anche ove non registrati in archivi; pertanto, l´esercizio, da parte di un medico, di attività diagnostica comporta necessariamente un trattamento di dati, sia comuni che sensibili, con la conseguenza che questi, ai sensi degli artt. 10, 22 comma 1 e 23 della legge, è tenuto ad informare i propri pazienti sul trattamento stesso e ad acquisire dai medesimi il consenso scritto.
Garante 9 gennaio 1999, in Bollettino n. 7, pag. 35 [doc. web n. 31031]
La ricezione del coupon compilato dall´interessato concreta un trattamento di dati che presuppone che il titolare abbia già fornito al medesimo - prima che i dati siano concretamente raccolti e registrati, e a prescindere dalla loro ulteriore utilizzazione per le finalità previste - le informazioni indicate dall´art. 10 della legge n. 675/1996, che sono dovute in ogni caso, anche qualora il consenso non sia per legge indispensabile; al riguardo, nessuna importanza assume il fatto che il titolare rinunci o non proceda immediatamente alla registrazione dei dati in un elenco, archivio o banca dati, né rilevano le modalità con cui il medesimo intenda trattare successivamente i dati.
Non può ritenersi lecito che il titolare fornisca l´informativa allorché riceva il coupon, contattando successivamente l´interessato; infatti, nei casi in cui sia quest´ultimo ad indicare direttamente i dati che lo riguardano, la ratio dell´art. 10, comma 1, della legge n. 675/1996 è quella di assicurare che egli sia informato prima di fornire i dati richiesti, al fine di poter manifestare un consapevole consenso all´atto dell´eventuale compilazione del coupon.
Ai fini di una corretta informativa, il coupon - o, eventualmente, per ragioni di spazio, il documento ove esso sia inserito - deve riportare un messaggio di sintesi, basato su un opportuno stile colloquiale, che permetta innanzitutto all´interessato di comprendere quali effetti concreti comporti la spedizione del coupon stesso; inoltre, omettendo superflue assicurazioni circa il rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali, il coupon deve riportare altresì un´indicazione che, seppur succinta, permetta all´interessato di appurare l´insieme delle possibili informazioni che debbono essere rese ai sensi dell´art. 10, comma 1, delle legge n. 675/1996, da collocarsi in un unico spazio, in modo tale da evitare, in armonia con il fondamentale principio di correttezza, una loro eccessiva frammentazione.
Le società, imprese, enti, associazioni od altri organismi che procedano alla raccolta di dati attraverso coupon ricavabili da giornali, depliant, lettere e annunci pubblicitari, ovvero mediante questionari collegati a tessere di "fidelizzazione", a ricerche di mercato, a lotterie, estrazioni di premi od offerte di regali, debbono informare in modo adeguato gli interessati e acquisire il loro consapevole consenso ove ciò sia necessario in base alla legge n. 675/1996 o ad altra disposizione in materia.
I soggetti pubblici, ove operino nei limiti previsti dalle finalità istituzionali (art. 27 della legge n. 675/1996), non devono richiedere l´autorizzazione o il consenso dei cittadini per il trattamento dei dati personali che li riguardano, dovendo, piuttosto, informarli ai sensi dell´art. 10 della legge.
Garante 5 dicembre 2000, in Bollettino n. 14/15, pag. 22 [doc. web n. 40273]
Attraverso l´informativa prevista dall´art. 10 della legge n. 675/1996 tutte le persone interessate devono essere messe a conoscenza dell´uso di telecamere che riprendono il luogo dove le stesse si trovano o intendono recarsi (fattispecie relativa all´istallazione di un sistema di videosorveglianza all´ingresso dei locali di una banca).