Source: http://paperzz.com/doc/5280949/az.-h-9-annualit%C3%A0-2014-2015-graduatoria-provvisoria
Timestamp: 2016-12-10 10:50:07+00:00
Document Index: 135819966

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 32', 'art. 5', 'art 24', 'art.12', 'art.9']

Az. H 9 annualità 2014/2015 Graduatoria Provvisoria
www.martecosta.com www.martecosta.com 1 pdf767 KB
MODELLO 730/2014 redditi 2013 pdf884 KB
Rettifica Graduatoria Aziendale 2015 USL Umbria 1 pdf203 KB
Programma completo delle iniziative pdf2 071 KB
A.T.C. 18 pdf114 KB
Norme tecniche di attuazione stato sovrapposto in seguito ad pdf704 KB
pdf7 443 KB
Az. H 9 annualità 2014/2015 Graduatoria Provvisoriaembedintegration code for your site or blogWidth: (Auto)
STUDIO MASSETANI
Arch. PierMichele Malucchi
Dott.ssa Maria Grazia Basile
Tavernelle_Val_di_Pesa San Giovanni ValdarnoTerranova Bracciolini
Studio Georicerche Snc
Arch. Paola Dainelli
Collaborazione allestimento cartografico da banca dati
Dott. Laila Giannetti
Castiglio Fibocchi
Dott. Geol.Roberto Cerri
Dott. Geol.Luca Caselli
Dott. Alessandro Bartolomei
San_Casciano
Castel San Niccol&ograve;
Modificata a seguito dell'accoglimento delle osservazioni
1 – Premessa metodologica. ............................................................................................................ 5 1.a – Il processo di formazione del R.U. del Comune di Castelnuovo Berardenga .................... 5 1.b – Introduzione normativa ...................................................................................................... 7 1.c – La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ................................................................... 8 2 – Elaborati del Regolamento Urbanistico. ................................................................................ 12 3 – La schedatura del patrimonio edilizio esistente....................................................................... 15 4 – Obiettivi del R.U. .................................................................................................................... 17 4.a – Obiettivi di carattere generale........................................................................................... 17 4.b – Obiettivi di carattere specifico ......................................................................................... 20 5 – Dimensionamento del R.U. ..................................................................................................... 31 5.a – Tabella riepilogativa del dimensionamento del R.U. per abitanti e posti letto................. 33 5.b – Tabelle riepilogative del dimensionamento del R.U. per funzioni................................... 34 5.c – Tabella riepilogativa degli standards pubblici. ................................................................. 36 3
1 – Premessa metodologica. 1.a – Il processo di formazione del R.U. del Comune di Castelnuovo Berardenga Il Piano Strutturale del Comune di Castelnuovo Berardenga &egrave; stato approvato il 16 aprile 2009 con Del.
C.C. n. 58.
Nel mese di dicembre 2009 la stessa Amministrazione Comunale, tramite il Responsabile del Servizio
Gestione del Territorio Arch. Paola Dainelli ha pubblicato l’avviso per l'affidamento dell’incarico per la
redazione del Regolamento Urbanistico del Comune di Castelnuovo Berardenga ai sensi dell’art. 55 della
L.R. 1/2005.
Successivamente alla aggiudicazione della gara e all’affidamento dell’incarico formalizzato tramite una
convenzione di incarico stipulata tra l’Ente Appaltante ed il professionista aggiudicatario, sono stati nominati
come Responsabile del procedimento l’Arch. Paola Dainelli e come Garante della comunicazione il dott.
Giacomo Demurtas.
In seguito a ci&ograve; l’incarico per la formazione del Regolamento urbanistico si &egrave; svolto secondo il seguente
1) Aprile - Maggio 2010:
Preparazione da parte del professionista incaricato del Documento preliminare di Valutazione
Integrata Iniziale e di Valutazione Ambientale Strategica come fase di avvio per la formazione del
nuovo R.U.
2) Giugno 2010 – Dicembre 2010:
Incontri con cittadini, operatori, organi istituzionali, Commissione consiliare assetto del territorio e
gruppi consiliari per l’acquisizione di suggerimenti e proposte utili per la formazione del R.U..
3) Ottobre 2010 – Marzo 2011:
Redazione della bozza non definitiva del R.U. con schedatura del patrimonio edilizio esistente, carte
di progetto, NTA, Relazioni e Valutazioni ambientali intermedie.
4) Aprile 2011:
Consegna della bozza non definitiva del R.U. alla A.C., contenente tutto quanto elaborato nelle fasi
5) Maggio 2011 – Ottobre 2011:
Confronto con i cittadini nelle frazioni e nel Capoluogo, con gli operatori, professionisti, con organi
istituzionali con la Regione, Provincia e Comuni vicini (Asciano) per l’esame delle problematiche di
carattere sovra comunale.
6) Ottobre 2011 – Dicembre 2011:
Stesura definitiva di R.U. con tutti gli elaborati necessari.
7) Gennaio 2012: Prima consegna di R.U. comprensiva di tutti gli elaborati, per un esame da parte della
Amministrazione Comunale prima della Adozione.
8) Giugno 2012: Seconda consegna di R.U. comprensiva di tutti gli elaborati, modificati in seguito alle
valutazioni della Amministrazione Comunale, le Commissioni, la Provincia per la coerenza con il
nuovo PTC, i Comuni vicini per problematiche di copianificazione, in particolare il Comune di
Tutto il lavoro si &egrave; avvalso del continuo e permanente confronto con gli uffici tecnici del Comune ed in
particolare con il Responsabile del Procedimento Arch. Paola Dainelli e con il Garante della Comunicazione,
per la visione ed esame dei contributi pervenuti (circa 132), con l’A.C. in particolare con il Sindaco e
Assessore all’Urbanistica e con la commissione consiliare assetto del territorio.
Il tema della partecipazione &egrave; stato caratterizzato da due aspetti fondamentali: la “partecipazione” con enti
e soggetti istituzionali e la “partecipazione” con i cittadini e le parti sociali
Per il primo aspetto al momento dell’avvio di attivazione del R.U. sono stati individuati i soggetti
istituzionali ed i soggetti competenti alla pianificazione e gestione del territorio e alla gestione dello
strumento urbanistico, nonch&eacute; le componenti sociali, culturali e ambientaliste, ai quali sono stati inviati i
documenti preliminari di Valutazione Integrata e di VAS, con l’individuazione degli obbiettivi del R.U. e la
richiesta di contributi.
Per il secondo aspetto, invece, il Responsabile del Procedimento ed il Garante della Comunicazione
hanno individuato i seguenti strumenti affinch&eacute; tutti i cittadini potessero prendere conoscenza della
formazione del nuovo R.U. e dare il loro contributo:
Pubblicazione informatiche sul sito web del Comune;
Conferenze e incontri: Assemblee pubbliche nelle quali &egrave; stato illustrato lo stato di avanzamento
dei lavori e sono stati richiesti contributi;
Richiesta di contributi ai fini della formazione del R.U.. L’ Amministrazione Comunale ha proposto
ai cittadini, associazioni e imprese di presentare eventuali richieste per risolvere problematiche presenti nel
territorio. In ogni seduta sono stati incontrati vari interlocutori per un totale di circa 110. Da tali incontri sono
scaturite proposte, richieste, suggerimenti, molte delle quali sono state successivamente protocollate presso
l’ufficio protocollo dell’Ente. Tali proposte e suggerimenti sono stati tenuti in considerazione dall’incaricato
Arch. Graziano Massetani, di concerto con il Sindaco e l’Arch. Paola Dainelli, Responsabile del
procedimento e dell’Ufficio Urbanistica del Comune, per la definizione della prima fase del R.U..
Dopo la prima consegna degli elaborati del RU avvenuta nel gennaio 2012, l'Amministrazione in
collaborazione con il tecnico incaricato e il suo gruppo di lavoro e con il Responsabile del procedimento ha
raccolto ulteriori valutazioni e riflessioni sulle proposte fatte, ha incontrato di nuovo la Commissione Assetto
del Territorio del Comune, i Comuni dell'Area Senese per la presentazione del R.U., ed in particolare il
Comune di Asciano per la soluzione di alcune problematiche presenti al confine con questo Comune, a
Casetta e a Castelnuovo Scalo; infine la Provincia di Siena per chiarire le problematiche relative alla
Coerenza fra il nuovo R.U. con il nuovo P.T.C. approvato dalla stessa provincia in data 14/12/2011 con
D.C.P. 124.
1.b – Introduzione normativa La nuova disciplina introdotta dalla L.R. del 3 Gennaio 2005 n. 1, volta ad aggiornare la
precedente della L.R. del 16 Gennaio 1995 n. 5, ha definito due principali categorie di strumenti di
*) Gli Strumenti della Pianificazione territoriale, costituiti da:
&sect;) il Piano di Indirizzo Territoriale (P.I.T.) regionale.
&sect;) il Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) provinciale.
&sect;) il Piano Strutturale (P.S.) comunale.
*) Gli Atti di governo del territorio, costituiti da:
&sect;) il Regolamento Urbanistico (R.U.) comunale.
&sect;) i Piani Complessi d’Intervento.
&sect;) i Piani Attuativi (P.A.).
&sect;) i Piani ed i Programmi di settore.
&sect;) gli Accordi di programma e gli altri atti della programmazione negoziata comunque denominati
qualora incidano sugli assetti degli Strumenti di pianificazione territoriale.
&sect;) Gli Strumenti della pianificazione territoriale sono strumenti di livello strategico e definiscono lo
Statuto del Territorio e le Invarianti Strutturali, nonch&eacute; le strategie di Sviluppo Sostenibile
&sect;) Gli Atti di governo del territorio costituiscono, invece, gli strumenti urbanistici operativi e
definiscono gli interventi e la disciplina del territorio per quanto concerne sia i centri abitati che il
territorio aperto.
La disciplina regionale stabilisce, quindi, che i tre livelli
istituzionali di pianificazione (Regione, Provincia, Comune) si
devono integrare reciprocamente in rapporto “circolare” senza
pi&ugrave; alcun rapporto gerarchico, anche in seguito alle modifiche al
Alla luce di quanto sopra la pianificazione territoriale di livello comunale si attua attraverso il Piano
Strutturale ed i successici Atti di governo del territorio il principale dei quali &egrave; il Regolamento Urbanistico. I
compiti e le finalit&agrave; del P.S. e del R.U. possono essere riassunti attraverso il seguente schema:
1.c – La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) La Legge Regionale del 16 gennaio 1995 n. 5 (art. 32) e la Deliberazione della Giunta Regionale del 14
dicembre 1998 n. 1541 avevano introdotto nella pianificazione territoriale toscana la Valutazione degli Effetti
Ambientali (V.E.A.), quale strumento destinato a individuare gli effetti prodotti sull’ambiente dalle previsioni
urbanistiche degli strumenti di governo del territorio, ed hanno definito i criteri per una loro corretta analisi e
Successivamente la L.R. del 1/2005, al Titolo II, Capo 1, articoli da 11 a 14, ha previsto la sostituzione
della suddetta Valutazione degli Effetti Ambientali con la Valutazione Integrata (V.Int.), le cui modalit&agrave; di
realizzazione sono contenute nel Regolamento di attuazione 4/R pubblicato nel BURT n. 2 del 14 febbraio
Successivamente all’entrata in vigore della L.R. 1/2005 sono state introdotte ulteriori modifiche alla
normativa nazionale e regionale in materia di valutazione ambientale ed, in particolare, &egrave; stata introdotta
all’interno della pianificazione regionale, provinciale e comunale la Valutazione Ambientale Strategica
(VAS) ai sensi del D.Lgs. 4 del 16/01/2008 e del D.Lgs. 152 del 03/04/2006 in osservanza delle direttive
comunitarie 2001/42/CE, 85/377/CE e s.m. e i..
La Regione Toscana infatti, al fine di adeguarsi al D.Lgs 152/2006 ha in un primo tempo introdotto
norme provvisorie con la Del.G.R. 87 del 9 febbraio 2009 e successivamente ha definito la propria disciplina
regionale attraverso la L.R. 10-11/2010 che ha regolamentato il coordinamento tra Valutazione Integrata e
VAS., ulteriormente integrata e modificata dalla L.R. 69/2010.
Ai sensi dell’art. 5 della Dir.2001/42/CEE e dell’art 24 della LR 10-11/2010 nell’ambito della VAS deve
essere redatto un “Rapporto Ambientale” che definisca, descriva e valuti gli “effetti significativi” che
l’attuazione del R.U. pu&ograve; avere sull’ambiente e che esponga anche le ragionevoli alternative che sono state
eventualmente individuate e le motivazioni delle scelte in merito.
In particolare, ai sensi della normativa vigente il Rapporto Ambientale dovr&agrave;:
a) individuare, descrivere e valutare gli impatti significativi sull’ambiente, sul patrimonio culturale e
sulla salute derivanti dall’attuazione del RU;
b) individuare, descrivere e valutare le ragionevoli alternative, alla luce degli obiettivi e dell’ambito
territoriale del RU, tenendo conto di quanto emerso dalla consultazione di cui all’articolo 25 della
L.R. 10-11/2010;
c) concorrere alla definizione degli obiettivi e delle strategie del R.U.;
d) indicare i criteri di compatibilit&agrave; ambientale, gli indicatori ambientali di riferimento e le modalit&agrave;
per il monitoraggio del R.U..
Il Comune di Castelnuovo Berardenga ha avviato il processo di formazione del R.U. in data 27 aprile
2010 con l’incarico all’arch. Arch. Graziano Massetani. L’Arch. Graziano Massetani nella veste di
Proponente ha quindi redatto il Documento di Valutazione Integrata Iniziale e il Rapporto preliminare per la
VAS. Nei due documenti prodotti sono stati quindi individuati gli obbiettivi del R.U., lo stato delle risorse da
tenere in considerazione nella costruzione del nuovo atto di governo del territorio e gli indicatori da costruire
I due documenti in data 6 settembre 2010 sono stati inviati agli Enti preposti a esprimere pareri e
contributi, gli stessi sono pervenuti e di questi ne &egrave; stato dato conto nel Rapporto Ambientale e nella
Valutazione Integrata Finale.
Nel tempo che &egrave; intercorso dall’approvazione del P.S. all’avvio del procedimento per la redazione del
R.U. sono state introdotte modifiche alla normativa nazionale e regionale in materia di valutazione
In particolare &egrave; divenuto attuativo il D.Lgs. 152 del 03/04/2006 che, ai sensi e delle Direttive Comunitarie
2001/42/CE e 85/377/CE e s.m. e i., ha introdotto all’interno della pianificazione territoriale la Valutazione
La Regione Toscana aveva gi&agrave; deliberato in merito alla attuazione della Dir. 2001/42/CE attraverso
l’introduzione della Valutazione Integrata con la L.R. 1/2005 ed il Reg. 4/R/2007, ai sensi delle quali leggi
era stata svolta la valutazione del P.S. vigente (tavole Si08).
Successivamente la Regione Toscana, al fine di adeguarsi al D.Lgs 152/2006, ha in un primo tempo
introdotto norme provvisorie (con la Del.G.R. 87 del 9 febbraio 2009) ed in un secondo tempo ha definito un
primo coordinamento tra le due valutazioni (attraverso la L.R. 10/2010 e la LR 69/2011).
La Regione Toscana, infine, attraverso la L.R. 6/2012, ha individuando come unico procedimento di
valutazione ambientale la VAS; la LR 6/2012 costituisce per&ograve; solamente una specifica normativa per cui la
legge di riferimento in materia resta la LR 10/2010.
Ai sensi della normativa vigente il processo valutativo nel suo complesso non deve consistere in un
documento a se stante da redigere in separata sede rispetto alla definizione del nuovo Regolamento
Urbanistico, al contrario, deve costituire un “processo” di analisi e verifica da svolgere parallelamente alla
formazione dello strumento urbanistico ed all’interno del percorso di pianificazione il ruolo della VAS pu&ograve;
essere schematizzato nel modo riportato nella seguente illustrazione schematica.
2 – Elaborati del Regolamento Urbanistico. Il Regolamento Urbanistico &egrave; costituito dai seguenti elaborati:
Inquadramento territoriale: Sistemi e Sub-sistemi territoriali, Scala 1:20.000
Tavv. 02
Carte dei vincoli sovraordinati
Territorio comunale Nord, Scala 1:10.000
Territorio comunale Sud, Scala 1:10.000
Tavv. 03
Carte del territorio: Invarianti strutturali
Tav. 03a
Tav. 03b
Tavv. 04
Carte del territorio: Strategie per il territorio aperto
Tav. 04a
Tav. 04b
Tavv. 05
Carte del territorio: Strategie per gli insediamenti
Tav. 05 - U.T.O.E. 1 - Castelnuovo Berardenga - Guistrigona - San Piero, Scala 1:2.000
Tav. 06 - U.T.O.E. 2 - San Gusm&egrave; - Villa a Sesta - San Felice - Bossi, Scala 1:2.000
Tav. 07 - U.T.O.E. 3 - Casetta - Colonna del Grillo - Stazione, Scala 1:2.000
Tav.08 - U.T.O.E. 4 - Pianella - San Giovanni a Cerreto - Ponte a Bozzone, Scala 1:2.000
Tav. 09 - U.T.O.E. 5 - Quercegrossa - La Ripa - Colombaio, Scala 1:2.000
Tav. 10 - U.T.O.E. 6 - Vagliagli - Pievasciata - Corsignano - Scopeto, Scala 1:2.000
Tav. 11 - U.T.O.E. 7 - Monteaperti, Scala 1:2.000
Tav. 12 - Carta dell’accessibilit&agrave; urbana e limite dei centri abitati, Scala 1:5.000
Indagini geologico tecniche di supporto alla pianificazione territoriale e urbanistica
Tavv. 13 – Indagini geologico tecniche di supporto alla pianificazione territoriale e urbanistica
Tav. 13.1 Relazione geologico - tecnica
Tav. 13.2a Carta della pericolosit&agrave; geologica nord, Scala 10.000
Tav. 13.2b Carta della pericolosit&agrave; geologica sud, Scala 10.000
Tav. 13.3a Carta della pericolosit&agrave; idraulica nord, Scala 10.000
Tav. 13.3b Carta della pericolosit&agrave; idraulica sud, Scala 10.000
Tav. 13.3c Carta della pericolosit&agrave; idraulica Ponte a Bozzone, Pianella, Casetta, Scala 1:2.000
Tav. 13.4a Carta della tutela delle risorse idriche nord, Scala 10.000
Tav. 13.4b Carta della tutela delle risorse idriche sud , Scala 10.000
Tav. 13.5a Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – Vagliagli, Scala 1:2.000
Tav. 13.5b Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – Quercegrossa, Scala 1:2.000
Tav. 13.5c Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – Pianella, Scala 1:2.000
Tav. 13.5d Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – Monteaperti, Scala 1:2.000
Tav. 13.5e Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – San Giovanni a Cerreto, Scala 1:2.000
Tav. 13.5f Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – Castelnuovo Berardenga, Scala 1:2.000
Tav. 13.5f – Allegato - sezioni
Tav. 13.5g Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – Casetta, Scala 1:2.000
Tav. 13.5g – Allegato - sezioni
Tav. 13.5h Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle microzone omogenee in prospettiva
sismica – Ponte a Bozzone, Scala 1:2.000
Tav. 13.6 Microzonazione sismica di livello 1 – Carta delle frequenze fondamentali dei depositi,
Tav. 13.7a Carta pericolosit&agrave; sismica, Scala 1:2.000
Tav. 13.7b Carta pericolosit&agrave; sismica, Scala 1:2.000
Tav. 13.8 Carta della fattibilit&agrave;, Scala 1:2.000
Tav. 13.9 Fattibilit&agrave; Schede Norma e zone F4
Tav. 14 - Relazione illustrativa
Tav. 15 - Norme Tecniche di Attuazione
Allegati alle NTA:
Tav.15a – Schede norma delle zone Ed
Tav.15b – Schede norma delle zone R ed Er
Tav.15c – Schede norma delle zone T ed Et
Tav. 16 - Valutazione Ambientale Strategica e Rapporto Ambientale
Allegato A – Relazione della Valutazione di Incidenza
Allegato B – Verifica di coerenza RU/PTCP 2010
3 – La schedatura del patrimonio edilizio esistente Oltre agli elaborati grafici e normativi il Regolamento Urbanistico contiene una dettagliata schedatura del
patrimonio edilizio esistente nel territorio comunale, coerentemente con quanto disposto dalle N.T.A. del
Piano Strutturale vigente (art.12 N.T.A. del PS vigente).
Sulla base della schedatura puntuale dell’intero patrimonio edilizio il Regolamento Urbanistico disciplina
gli interventi ammissibili sul patrimonio edilizio esistente, distinguendo fra quello di valore storico
architettonico facente parte dello Statuto del Territorio, al fine di mantenere gli elementi di invarianza e
tutelarli nella loro consistenza materiale e nella loro valorizzazione in quanto testimonianza della cultura
architettonica delle rispettive epoche e contesti, da quello di pi&ugrave; recente formazione per il quale le NTA
potranno anche articolare diversamente gli interventi ammissibili.
In particolare gli articoli 18 e 19 delle NTA del nuovo R.U. contengono tutti i tipi di intervento
ammissibili sul patrimonio edilizio esistente.
Per quello di valore storico-architettonico le norme sono puntuali e le categorie di intervento vanno dalla
Manutenzione ordinaria alla Ristrutturazione edilizia in funzione del valore decrescente degli edifici.
Mentre per gli edifici pi&ugrave; recenti posteriori al 1954, per lo pi&ugrave; nei centri urbani, la norma consente anche
gli interventi di Addizione volumetrica, di Sostituzione edilizia e di Ristrutturazione urbanistica; anche in
questo caso con alcune limitazioni e accorgimenti, al fine di tutelare edifici recenti comunque ben progettati,
anche se non di valore architettonico e la contestualizzazione degli interventi nell’ambito urbano in cui si
trovano, al fine di non snaturare il contesto in cui gli stessi hanno avuto origine (Piani attuativi pubblici o
privati, strumenti urbanistici generali).
La schedatura relativa agli edifici di interesse storico serve per la salvaguardia della loro testimonianza e
per le nuove utilizzazioni e funzioni, unica garanzia di tutela e recupero.
La schedatura degli edifici non storicizzati serve a evidenziare le tipologie e le soluzioni progettuali
migliori al fine di salvaguardare nelle trasformazioni i caratteri pi&ugrave; interessanti dal punto di vista
architettonico e soprattutto urbanistico. Nello specifico la schedatura degli edifici non storicizzati presenti
all’interno degli ambiti urbani &egrave; stata utile ai fini della individuazione e della perimetrazione delle zone
omogenee. La schedatura del patrimonio edilizio esistente &egrave; stata effettuata utilizzando la banca dati
disponibile all’interno del Sistemo Informativo Territoriale del Comune di Castelnuovo Berardenga e le
classi di valore di ciascun edificio sono visibili anche nelle Tavv. 04-11 di R.U.. All’interno del SIT
comunale e nelle Tavv. 03-11 del R.U. sono censiti anche gli edifici minori ai quali non viene per&ograve; attribuita
la classe di valore.
Ciascun edificio &egrave; stato analizzato tramite l’associazione di differenti unit&agrave; volumetriche e descritto nelle
sue componenti di carattere storico e tipologico, individuandone anche la derivazione catastale, la
periodizzazione, il sistema degli accessi, la destinazione d’uso, lo stato di conservazione, le caratteristiche
architettoniche e strutturali e gli elementi architettonici decorativi.
Per ciascun edificio &egrave; stata svolta un’attenta ricognizione fotografica, anch’essa contenuta nel sistema
informativo e ad ogni edificio &egrave; stata attribuita una classe di valore secondo la seguente successione:
Patrimonio edilizio presente al 1954
Classe 1 – Edifici e/o complessi edilizi di rilevante valore storico-architettonico;
Classe 2 – Edifici e/o complessi edilizi di alto valore storico-architettonico;
Classe 3 – Edifici e/o complessi edilizi di valore storico-architettonico;
Classe 4 – Edifici e/o complessi edilizi di interesse storico-testimoniale in rapporto agli assetti territoriali
di origine rurale;
Classe 5 – Edifici e/o complessi edilizi di interesse storico-testimoniale in rapporto al contesto urbano;
Classe 6 – Edifici e/o complessi edilizi di modesto interesse architettonico e/o storico-testimoniale;
Patrimonio edilizio posteriore al 1954
Classe 7 – Edifici non aggregati di interesse architettonico o morfologico;
Classe 8 – Edifici non aggregati privi di interesse architettonico o morfologico;
Classe 9 – Edifici aggregati di interesse architettonico o morfologico;
Classe 10– Edifici aggregati privi di interesse architettonico o morfologico;
Classe 11 – Edifici di interesse architettonico modesto o nullo incoerenti con i caratteri morfologici
prevalenti nel contesto di riferimento;
Classe VS – Volumi secondari;
Classe TL – Edifici e manufatti a trasformabilit&agrave; limitata;
Classe IP – Edifici specialistici pubblici o di interesse pubblico di recente origine.
L’analisi effettuata su ciascun edificio e su ciascun edificio minore ha generato una serie di schede sul
patrimonio urbano, produttivo e rurale. Le stesse, oltre a contenere tutte le informazioni sugli edifici, ne
identificano anche la localizzazione, l’accessibilit&agrave; e l’organizzazione delle aree di pertinenza. Gli edifici di
cui alle classi di valore da 1 a 6, precedenti al 1954, costituiscono Invariante strutturale e sono riportati nelle
Tavv. 03 del R.U., mentre le singole schede sono consultabili nel SIT comunale.
4 – Obiettivi del R.U. 4.a – Obiettivi di carattere generale L’attuazione del RU attraverso la propria articolazione normativa e cartografica persegue obiettivi di
carattere generale e obiettivi specifici per i singoli ambiti d’intervento attraverso i quali &egrave; organizzato il
territorio comunale nel RU.
Le carte di R.U. relative agli insediamenti urbani, essendo redatte ad una scala di dettaglio (1:2.000),
hanno consentito di apportare aggiustamenti delle perimetrazioni delle &quot;aree urbane e/o di influenza urbana&quot;,
delle &quot;aree integrative degli insediamenti&quot;, delle &quot;aree di tutela degli insediamenti&quot;, previste dal Piano
Strutturale, tenendo di conto dello stato dei luoghi e delle esigenze di tipo progettuale e urbanistico; tali
riperimetrazioni non hanno sostanzialmente modificato lo spirito contenuto nelle NTA di P.S., in quanto le
stesse norme all’art.9 prevedono tali correzioni.
Gli obiettivi di carattere generale individuati dal presente RU sono i seguenti:
*) Valorizzazione del policentrismo insediativo gi&agrave; presente nel Comune di Castelnuovo Berardenga
evitando la costituzione di nuovi centri urbani, indirizzo peraltro gi&agrave; contenuto nello Statuto e nelle
Strategie del Piano Strutturale, con il rafforzamento/riqualificazione dei centri urbani esistenti, ricchi
di storia e di valori testimoniali oltrech&eacute; di funzioni urbane consolidate, nell’ottica di limitare il nuovo
consumo di suolo e di valorizzazione della Citt&agrave; policentrica toscana e del Sistema urbano provinciale,
temi questi affermati sia dal PIT regionale che dal PTC provinciale.
*) Perseguimento della sostenibilit&agrave; dello sviluppo nelle trasformazioni urbane sia dal punto di vista
dell’uso/rigenerazione delle risorse che di ottimizzazione delle funzioni urbane attraverso l’utilizzo
generalizzato della perequazione urbanistica e degli interventi convenzionati. Utilizzo della
perequazione urbanistica, non solo per ragioni di “perequazione” fra cittadini/proprietari di immobili,
ma soprattutto come strumento per la dotazione dei centri urbani di aree per servizi e per edilizia
sociale, evitando costose procedure espropriative, e come possibilit&agrave; di garantire la sostenibilit&agrave; delle
trasformazioni previste nel RU.
*) Utilizzo del dimensionamento previsto dal RU, sulla base dei contributi scaturiti durante il processo di
partecipazione avviato dalla Amministrazione Comunale prima della
formazione del RU,
privilegiando una ricomposizione unitaria degli insediamenti fra centri storici e ambiti periferici; a tal
fine si &egrave; cercato di individuare un limite certo fra ambiti urbani degli insediamenti consolidati e
campagna circostante con lo scopo di ricompattare i centri, prevedendo nuove centralit&agrave; al fine di
rafforzare l’identit&agrave; anche fisica degli stessi al fine di favorirne quella sociale e culturale.
*) Previsione di una quota di edilizia sociale destinata alla locazione convenzionata negli interventi pi&ugrave;
importanti di trasformazione urbana.
*) Recupero del patrimonio edilizio storicizzato presente nei centri storici e nel territorio aperto, secondo
quanto gi&agrave; previsto dallo Statuto del Territorio del Piano Strutturale vigente, anche attraverso la
rifunzionalizzazione dello stesso compatibilmente con i caratteri architettonici e tipologici in esso
*) Recupero del patrimonio edilizio non di pregio storico architettonico anche attraverso interventi di
rinnovamento urbanistico e architettonico all’interno dei nuclei urbani, in particolare nelle parti di
minore qualit&agrave; occupate da manufatti con funzioni improprie e contestualizzazione dell’architettura
nella struttura urbana.
*) Aumento degli spazi di verde urbano inteso in parte come elemento di arredo e in parte come verde
attrezzato, verde sportivo e parchi da mettere in connessione con il territorio aperto circostante al fine
di favorire il mantenimento e la ricostituzione di corridoi ecologici.
*) Adeguamento delle infrastrutture per la mobilit&agrave;, attraverso una razionalizzazione/gerarchizzazione dei
sistemi della mobilit&agrave;; miglioramento dei tracciati tramite la rettifica di alcuni tratti degli stessi,
miglioramento degli snodi e delle intersezioni stradali , diffusione di parcheggi pubblici e spazi
*) Previsione di adeguamento delle reti tecnologiche dei centri urbani: rete acquedottistica, fognaria e
della depurazione, rete per la distribuzione dell’energia, illuminazione pubblica, rete telefonica.
*) Previsione di nuovi servizi sociali, scolastici e sportivi sia come nuove strutture ovvero come
ampliamento di quelle esistenti , in accordo con i Comuni vicini che gi&agrave; compartecipano in maniera
solidale alla dotazione dei servizi secondari per tutta la popolazione.
*) Consolidamento e razionalizzazione del sistema produttivo esistente attraverso la previsione di un
unico polo produttivo in prossimit&agrave; di infrastrutture di livello regionale favorendo altres&igrave; la
dismissione di manufatti impropri dai centri urbani con il trasferimento delle relative attivit&agrave; produttive
verso il nuovo polo produttivo di Colonna del Grillo.
*) Sviluppo equilibrato delle funzioni commerciali, con una limitazione delle attivit&agrave; medie in alcuni
centri pi&ugrave; importanti (Capoluogo, Casetta, Pianella, Colonna del Grillo) e mantenimento/sviluppo di
negozi di vicinato nei centri urbani.
*) Salvaguardia del territorio agricolo per lo sviluppo delle attivit&agrave; agricole specializzate nelle produzioni
tipiche, anche al fine di incoraggiare non solo la produzione di prodotti ma anche il consumo locale
nell’ottica della “filiera corta” del consumo dei prodotti agricoli, comprese le strutture necessarie per
tali attivit&agrave;.
*) Superamento dei tradizionali Parametri Urbanistici tendenti a controllare solo la quantit&agrave; delle
trasformazioni verso parametri e criteri tendenti a premiare la qualit&agrave; progettuale degli interventi: uso
della Superficie Utile Lorda come parametro dell’edificabilit&agrave;, altezza dei nuovi fabbricati a numero di
piani con minimi e massimi delle altezze dei singoli piani in base alle funzioni, esclusione dal
conteggio parametrico dei solai e delle murature perimetrali al fine di consentire maggiore isolamento
termico e acustico, minori rapporti di copertura al fine di garantire maggiore spazio a terra e la
permeabilit&agrave; dei suoli; introduzione di incentivi premiali di SUL all’autosufficienza energetica degli
edifici, sia residenziali che produttivi, attraverso l’uso di tecniche costruttive che, pur nel rispetto dei
caratteri della tradizione locale, consentano un forte risparmio energetico, compreso l’obbligo nelle
operazioni di nuova costruzione e di ristrutturazione edilizia e/o urbanistica, di recupero delle acque
meteoriche per usi non potabili.
*) In merito al risparmio energetico il nuovo R.U. indirizza affinch&eacute; le nuove tecniche di produzione
energetica da fonti rinnovabili (pannelli fotovoltaici, pannelli solari ecc.) non siano aggiuntivi rispetto
ai caratteri architettonici tradizionali, ma costituiscano essi stessi uno stimolo per i progettisti a
rinnovare la qualit&agrave; progettuale dei fabbricati e dei tessuti urbani in genere, visto che la sostenibilit&agrave;
riguarda anche impianti ed infrastrutture urbane (illuminazione, verde urbano, percorsi pedonali e
ciclabili protetti con forti elementi di connessione urbana e a basso impatto acustico ed ambientale,
utilizzo di barriere acustiche naturali per quanto possibile);
*) Al fine di pianificare in maniera corretta e completa le reti stradali ed infrastrutturali secondo quanto
espresso ai punti precedenti, il RU viene costruito cartograficamente in scala idonea 1:2000 per i
centri urbani contenente esattamente il disegno urbano prefigurato oltre a schede grafiche, indirizzi e
*) In merito alla tutela paesaggistica, al di l&agrave; degli aspetti formali di adeguamento al nuovo Piano
Paesistico e alle linee del Piano Strutturale, il RU persegue la tutela del paesaggio inteso come
paesaggio agrario e come paesaggio degli insediamenti urbani storicizzati e non, fornendo risposte di
tutela attive che non configgano con il reale svolgimento della vita dei cittadini ma che ne governino e
individuino i comportamenti nell’ottica della Convenzione Europea del Paesaggio. Il paesaggio
esistente &egrave; frutto di trasformazioni consapevoli e sostenibili da parte dell’uomo; &egrave; necessario che si
continui a concepire il paesaggio come Invariante Strutturale da tutelare ma anche dove necessario, da
trasformare in maniera consapevole e sostenibile.
*) Tutela e sviluppo delle attivit&agrave; turistiche, in considerazione del fatto che il turismo costituisce per
Castelnuovo Berardenga una delle attivit&agrave; economiche prevalenti sia come agriturismo che come
turismo rurale, culturale e ambientale. Il nuovo dimensionamento turistico &egrave; stato limitato al 20%
secondo quanto previsto dal P.S., tuttavia lo stesso strumento di pianificazione consente il recupero e
in questa direzione si &egrave; orientato il nuovo R.U. al fine di rispondere alle richieste di sviluppo turistico,
soprattutto nel territorio aperto, come si evince dalle tabelle successive.
4.b – Obiettivi di carattere specifico Il procedimento partecipativo instaurato da parte della Amministrazione Comunale in seguito all’avvio
del procedimento di formazione del R.U. sia in forma associata che individuale ha prodotto innumerevoli
contributi e proposte che sono stati tenuti in considerazione nella stesura del R.U..
Pertanto le proposte sono state vagliate e selezionate in funzione della qualit&agrave; urbanistica in esse
contenute. Esse sono state prese come suggerimenti e stimoli e recuperate nell’ambito di un disegno
complessivo dell'assetto urbano di ogni centro, apportando integrazioni e modifiche anche sostanziali dovute
ad esigenze urbanistiche complessive, tuttavia nell’ottica degli obbiettivi delineati al punto 4.a.
In taluni casi le richieste non sono state prese in considerazione non tanto perch&eacute; non legittime, ma in
quanto non attuabili in questa fase o in questo R.U. per ragioni urbanistiche complessive o per un eccesso di
dimensionamento. Le stesse potranno essere valutate e prese in considerazione in una fase successiva e con
una organicit&agrave; maggiore.
Gli Ambiti urbani UTOE 1 – Castelnuovo Berardenga Gli interventi di trasformazione urbana di maggior rilievo sono:
Castenuovo Berardenga:
a) Completamento/riqualificazione di Via Porcellotti con alcuni interventi di ampliamento e
riqualificazione urbana con recupero di immobili oggi destinati ad attivit&agrave; produttive da trasferire
nella zona produttiva di Colonna del Grillo.
b) Completamento riqualificazione dell’area posta al di sotto della piazza/parco adiacente la Villa Chigi
Saracini, con la previsione di un prolungamento di Via Porcellotti con ritorno, un parcheggio
pubblico da collegare pedonalmente con la piazza soprastante attraverso l’attuale rampa, un parco
pubblico continuo (con aree in cessione alla A.C.)
a ridosso del centro storico, e un nuovo
insediamento residenziale a bassa densit&agrave; nella parte pi&ugrave; bassa attualmente libera.
c) Sistemazione delle nuove cantine della Fattoria di Felsina in adiacenza alla piccola zona artigianale
esistente e con accesso da Via Porcellotti.
d) Completamento dell’insediamento a nord della S.P. 62 in localit&agrave; San Bernardino recuperando anche
previsioni del precedente P.R.G. poste in salvaguardia.
e) Sistemazione con rotatoria della intersezione viaria posta all’ingresso di Villa Chigi fra Via delle
Crete, Via della Ragnaia e Via Roma con nuovo accesso al cimitero attraverso l’area ad est della
struttura ricettiva; l’ampliamento di quest’ultima consente anche di facilitare l’ampliamento del
parcheggio del cimitero e della attuale strada di accesso, che comunque dovr&agrave; mantenersi a senso
unico anche per permettere una pi&ugrave; agevole accessibilit&agrave; pedonale dal centro storico.
f) Recupero del comparto storicizzato de La Vigna, attraverso una modifica al Piano di Recupero gi&agrave;
approvato, al fine di adeguare il Piano a nuove destinazioni d'uso e alla conseguente dotazione di
parcheggi privati e privati di uso pubblico a servizio anche del centro storico, nonch&eacute; per acquisire,
attraverso il P.d.R., parte dell'area destinata a verde pubblico posta oltre la strada antistante la nuova
R.S.A., al fine di riorganizzare l’innesto sulla nuova rotatoria di previsione davanti a Villa Chigi e
per la creazione di nuovi parcheggi pubblici in fregio al comparto scheda R2-La vigna, oltre che di
pi&ugrave; spazi a verde pubblico attrezzato.
g) Ampliamento della cantina ad ovest del centro storico attraverso il trasferimento di parte della SUL
recupero dei manufatti da demolire presso Podere Carnano e Podere Santa Cecilia con
contestuale acquisizione al demanio pubblico della residua area a verde pubblico antistante la nuova
RSA oltre la strada, al fine di completare l’operazione di cui al punto precedente.
h) Completamento dell’insediamento ad est di Via del Chianti in prossimit&agrave; dell’inizio di Via
Porcellotti con la previsione Carabinieri di una nuova rotatoria che consenta di rallentare il traffico e
sistemare l’accesso alle varie funzioni ivi presenti L’iniziale previsione della caserma dei
Carabinieri posta all’inizio del nuovo insediamento &egrave; stata trasferita in prossimit&agrave; della nuova
scuola: l’acquisizione dell’area necessaria rimane comunque collegata per equativamente al nuovo
comparto antistante Via Porcellotti.
i) La previsione di cui sopra ed un ampliamento dell’area sportiva potr&agrave; consentire di riqualificare
l’area sportiva attraverso un progetto di dettaglio che allontani il campo sportivo dalle abitazioni
verso l’area del Pratone recuperando l’attuale impianto sportivo per spazi ricreativi pi&ugrave; piccoli,
verde pubblico e parcheggi.
j) Sono previsti interventi di recupero sul patrimonio edilizio esistente di carattere storico presente
nella zona A e di ristrutturazione/ampliamento su quello pi&ugrave; recente presente nelle zone B1, nonch&eacute;
sugli spazi pubblici ivi presenti.
k) E’ stata redatta una scheda norma per il recupero dell’immobile ex-bocciodromo posto in Piazza
della Cisterna: con questa operazione viene riqualificata anche la parte del centro storico del
Capoluogo adiacente ad esso.
Complessivamente il Capoluogo migliora nei suoi tre punti di accessibilit&agrave; delle principali strade di
accesso con interventi di completamento e riqualificazione.
a) E’ previsto un intervento di ristrutturazione urbanistica finalizzato a sostituire un grande annesso
agricolo posto al centro
del borgo e a recuperarne parte della SUL per nuove abitazioni:
l’intervento consente non solo di creare nuovi alloggi ma anche di dotare il piccolo nucleo di
Guistrigona di un centro di paese con parcheggi pubblici, nuova viabilit&agrave; dotata dei servizi necessari
ed una piazza affacciata verso sud; tale operazione di riqualificazione urbana consente anche di
migliorare l’aspetto paesaggistico dalla Siena-Bettolle dalla quale &egrave; ben visibile il piccolo nucleo di
Guistrigona e l’attuale capannone agricolo, oltre a migliorare la qualit&agrave; urbana nel piccolo borgo.
a) E’ prevista la creazione di uno spazio pubblico da destinare ad edificio di culto, al centro del piccolo
borgo dove gi&agrave; &egrave; stato realizzato un parcheggio.
b) Si prevede la conclusione dell’insediamento a sud con la creazione di una piccola zona di espansione
con parcheggi pubblici e spazi per la manovra.
c) Si prevede a nord dell’abitato una zona di espansione residenziale dotata di parcheggi pubblici lungo
strada a servizio del borgo, nonch&eacute; uno spazio a verde pubblico posto al centro della nuova
espansione, aperto verso la vallata al fine di salvaguardare e recuperare un importante punto di
visibilit&agrave; panoramica.
d) Sono previsti interventi di recupero sul patrimonio edilizio esistente di carattere storico presente
e) Viene previsto ad est dell’abitato un piccolo completamento residenziale soggetto a intervento
diretto convenzionato che consente l’ampliamento della strada pubblica esistente.
UTOE 2 – San Gusm&egrave; &shy; Villa a Sesta Gli interventi di trasformazione urbana di maggior rilievo sono:
San Gusm&egrave;
a) Il completamento dell’insediamento a nord con la previsione di nuova viabilit&agrave; a servizio dei nuovi
alloggi e del borgo, nuovi parcheggi pubblici a servizio anche del parco pubblico gi&agrave; previsto.
b) Un piccolo completamento in Via Brogi con previsione di nuovi parcheggi pubblici e spazi di
manovra e ritorno.
c) Sono previsti interventi di recupero sul patrimonio edilizio esistente di carattere storico presente
d) Nella prospettiva della dismissione prossima della scuola di San Gusm&egrave; per ragioni di
razionalizzazione del servizio, viene redatta una scheda norma di recupero finalizzata alla eventuale
valorizzazione dell’area e dell’edificio per funzioni residenziali con conseguenti interventi di
riorganizzazione degli spazi pubblici della zona adiacente.
a) La previsione di un intervento diretto convenzionato finalizzato al completamento di un piccolo
insediamento recente e alla realizzazione contestuale di un parcheggio pubblico per gli impianti
sportivi esistenti.
UTOE 3 – Casetta &shy; Stazione &shy; Colonna del Grillo Gli interventi di trasformazione urbana di maggior rilievo sono:
Casetta a) E’ previsto
un nuovo importante insediamento in localit&agrave; Monteforelli. Tale insediamento
costituisce un forte incremento abitativo in tale UTOE, consentito dal P.S., tuttavia da attuare
attraverso stralci funzionali. Tale intervento consente di realizzare le opere di urbanizzazione
previste anche di carattere generale, quali
l'acquisizione delle aree per far realizzare nuove
attrezzature pubbliche di tipo scolastico. L’intervento prevede nuove viabilit&agrave;, parcheggi pubblici e
ampi spazi pubblici a verde al contorno e aree per servizi collocati in modo da riconnettere il nuovo
insediamento con quelli esistenti a Casetta. Si ipotizza anche una connessione pedonale con il
quartiere esistente adiacente al nuovo insediamento e una nuova fermata della futura linea
metropolitana di superficie (S.M.a.S.). I due accessi a tale insediamento sono stati concordati con il
Comune di Asciano, che autonomamente far&agrave; previsioni di riassetto sulla parte insediativa collocata
lungo la strada diretta a Taverne d’Arbia.
Nella parte bassa all’ingresso di Casetta &egrave; previsto il riordino dello svincolo con rotatoria per
razionalizzare il traffico proveniente dalla piccola zona artigianale presente nella parte sud
dell’insediamento di Casetta nel Comune di Asciano.
c) Si confermano le previsioni sportivo-ricreative ad est della zona produttiva, dove &egrave; presente anche un
centro di quartiere associativo. La struttura sportivo-ricreativa privata esistente potr&agrave; migliorare le
proprie prestazioni anche con una nuova offerta di servizi commerciali. Oltre tale struttura viene
previsto il completamento dell'area destinata a funzioni direzionali e commerciali.
d) Il complesso ambientale dell’area termale di Acqua Borra &egrave; assunto come parte del pi&ugrave; generale
contesto territoriale del parco fluviale dell’Arbia e, al tempo stesso, come complesso di spazi aperti
di interesse pubblico da connettere all’abitato di Cassetta al fine di mitigare l’effetto separazione
della doppia infrastruttura ferrovia e SGC.
e) Sono previsti interventi di recupero sul patrimonio edilizio esistente di carattere storico e di
ristrutturazione/ampliamento su quello pi&ugrave; recente presente nelle zone B1, nonch&eacute; sugli spazi
pubblici ivi presenti.
f) Tutti gli interventi sono finalizzati a far assumere a questo borgo di recente formazione una
connotazione di tipo urbano da porre in sinergia con gli altri centri costituenti la struttura urbana
policentrica di Castelnuovo.
g) L’attuale fascia posta a sud della viabilit&agrave; principale viene individuata come zona di completamento
soggetta a intervento diretto convenzionato finalizzato al completamento delle opere di
urbanizzazione (parcheggio) lungo strada in continuit&agrave; con quelli esistenti.
Castelnuovo Scalo&shy;Stazione a) Tale nucleo &egrave; diviso fra i Comuni di Castelnuovo Berardenga e Asciano. La maggior parte
dell’abitato insiste nel Comune di Asciano, con il quale sono stati presi accordi per una
copianificazione di questo borgo, assai importante
per la presenza di una piccola stazione
ferroviaria Arezzo-Siena, e per la presenza di una fornace impattante soprattutto per i problemi di
viabilit&agrave; che attraversa il centro abitato; con il Comune di Asciano &egrave; stata ipotizzata una soluzione
insediativa coordinata in prossimit&agrave; degli impianti sportivi ad ovest di Stazione.
b) Per quanto riguarda l’eliminazione del traffico pesante da e verso la Fornace che attraversa il borgo
di Stazione, &egrave; stata ipotizzata una viabilit&agrave; a nord della fornace, individuata come corridoio
infrastrutturale, che parte dalla strada gi&agrave; diretta alla cava Castelnuovo-Arbia, corre sul lungo valle
del torrente Marinello e si collega con lo svincolo della S.S. Siena-Bettolle per Castelnuovo
Berardenga; tale arteria dovr&agrave; essere comunque verificata dal punto di vista economico con il
Comune di Asciano.
c) Per quanto riguarda la parte ricadente nel Comune di Castelnuovo, a nord-ovest del borgo in
prossimit&agrave; della strada di accesso,
si prevede un piccolo ampliamento/completamento
dell’insediamento esistente dotandolo dei necessari servizi di viabilit&agrave;, parcheggi e verde pubblico e
coordinato con il Comune di Asciano.
Colonna del Grillo a) Tale zona si conferma come
il polo produttivo pi&ugrave; importante del Comune di Castelnuovo
Berardenga. Oltre agli insediamenti esistenti e a quelli previsti dal Piano attutivo in corso
presentazione e approvazione secondo le previsioni del vigente P.R.G., si prevede anche
l’ampliamento della zona produttiva secondo i dimensionamenti e le previsioni del P.S., dando
priorit&agrave; ai trasferimenti da zone urbane quali quella del capoluogo gi&agrave; menzionata ubicata su Via del
Chianti/Via Porcellotti. L’obbiettivo &egrave; quello di candidare tale polo posto in prossimit&agrave; della Siena-
Bettolle come una vetrina produttivo-commerciale anche dei prodotti locali: la presenza delle
infrastrutture viarie pu&ograve; facilitare tale operazione di marketing produttivo. Il R.U. pone prescrizioni
anche di qualit&agrave; architettonica per i manufatti edilizi industriali. L’area produttiva di Colonna del
Grillo potr&agrave; costituire, tramite accordi di pianificazione con i Comuni del S.M.A.S., la Provincia di
Siena e la Regione Toscana, un polo produttivo di livello sovracomunale.
b) La previsione del campo da Golf gi&agrave; contenuta nel P.R.G., nel P.S. e nel R.U. adottato viene
eliminata per rinuncia dei soggetti operatori, riportando a destinazione agricola l’area destinata a
impianti sportivi con forte riduzione del consumo di suolo.
UTOE 4 – Pianella &shy; San Giovanni a Cerreto &shy; Ponte a Bozzone Gli interventi di trasformazione urbana di maggior rilievo sono:
Pianella a) E’ previsto un ampliamento/completamento dell’insediamento ad ovest del centro scolastico con
proseguimento della viabilit&agrave; da Via Kennedy/Via della Pace e collegamento con la S.P n. 9, nuovi
parcheggi pubblici e ampliamento delle aree destinate alle strutture scolastiche.
b) Sono previsti completamenti/ampliamenti fra il torrente Arbia e la Via delle Fonti che attraversa
Pianella, a sud degli impianti sportivi, con l’obiettivo di ampliare da sud la viabilit&agrave; di accesso a
questa parte dotandola di nuovi parcheggi pubblici anche a servizio degli impianti sportivi.
c) E’ previsto il completamento dell’area a carattere produttivo e commerciale in riva sinistra del fiume
Arbia, la riqualificazione della zona produttiva anche con destinazioni di tipo commerciale che
possano consentire nuovi parcheggi e possibilit&agrave; di manovra e ritorno verso la viabilit&agrave; principale.
d) Si prevede il miglioramento/ampliamento del parco dell’Arbia con ampliamento delle previsioni di
servizi per lo sport e il tempo libero in riva destra del fiume.
e) Sono previsti interventi di recupero sul patrimonio edilizio esistente di carattere storico presente nella
zona A e di ristrutturazione/ampliamento su quello pi&ugrave; recente presente nelle zone B1, nonch&eacute; sugli
spazi pubblici ivi presenti.
f) L’immobile posto in prossimit&agrave; dell’area scolastica gi&agrave; destinato ad attivit&agrave; ricreative e culturali viene
parzialmente rifunzionalizzato al piano terra rimanendo inalterata la funzione di carattere pubblico del
piano terreno che gi&agrave; dispone di un auditorium.
San Giovanni a Cerreto a) Nell’insediamento di Via del Bosco &egrave; previsto un modesto completamento residenziale
realizzazione di parcheggi pubblici, oggi carenti, e possibilit&agrave; di manovra e ritorno dalla viabilit&agrave;
attuale a fondo chiuso.
b) Si prevede un collegamento pedonale fra questo insediamento e la parte storica del borgo attraverso
l’utilizzo di una viabilit&agrave; di campagna esistente verso il cimitero.
c) Sono previsti piccoli ampliamenti/completamenti in prossimit&agrave; della Chiesa anche al fine di
realizzare nuovi parcheggi pubblici e spazi a verde pubblico.
Ponte a Bozzone a) Si prevede un ampliamento/completamento residenziale verso l’impianto sportivo con nuovi
parcheggi e verde pubblico in ampliamento dell’impianto sportivo e nuova viabilit&agrave; di collegamento
con Via Mari e la S.S. 408.
b) E’ previsto un completamento del’insediamento verso il torrente Scheggiola con ampliamento delle
aree per la costituzione di un parco fluviale lungo il corso d’acqua, da far divenire un elemento di
centralit&agrave; urbana anzich&eacute; di divisione in due dell’abitato di Ponte a Bozzone.
c) E’ previsto il completamento dell’insediamento in riva destra del Fosso Scheggiola, con accesso da
Via della Scheggiola, anche in questo caso con l’obbiettivo di ampliare le infrastrutture pubbliche e
gli spazi da destinare a parco fluviale del Fosso Scheggiola come elemento centrale del paese.
d) Lungo la strada comunale di Scopeto, in adiacenza al paese, &egrave; prevista un’area da destinare a cantina
sociale e relativi servizi e spazi abitativi.
UTOE 5 – Quercegrossa &shy; La Ripa Gli interventi di trasformazione urbana di maggior rilievo sono:
Quercegrossa a) Si prevede un completamento delle aree vicino al nucleo storico, a ridosso della Via del Chianti
Classico, Via Chiantigiana e vicolo del Pozzo finalizzato in particolare a dotare questa parte di
parcheggi pubblici, oggi carenti.
b) Si prevede di utilizzare un’area in via G. di Vittorio, poco distante dalla nuova chiesa e dalla scuola,
per creare una piazza con parcheggi interrati.
c) Si prevede un completamento convenzionato oltre gli impianti sportivi anche al fine di realizzare
spazi a parcheggio pubblico.
f) Sono previsti interventi di recupero sul patrimonio edilizio esistente di carattere storico e di
UTOE 6 – Pievasciata &shy; Vagliagli Gli interventi di trasformazione urbana di maggior rilievo sono:
Pievasciata a) Accogliendo l’osservazione degli Uffici provinciali, viene eliminata la previsione del completamento
residenziale e spazi pubblici.
E’ previsto un piccolo completamento all’inizio del paese con nuovi parcheggi lungo strada.
c) Sono previsti interventi di recupero sul patrimonio edilizio esistente di carattere storico presente nella
d) In considerazione della recente dismissione della scuola di Pievasciata viene redatta una scheda
norma per il recupero dell’area e dell’immobile per funzioni residenziali.
Vagliagli a) Accogliendo l’osservazione degli uffici provinciali viene eliminata la previsione del completamento
residenziale e spazi pubblici da attuarsi con piano attuativo che nel R.U. adottato era stato previsto
all’inizio del paese provenendo da sud.
b) E’ previsto un collegamento pedonale fra il nucleo principale del paese completato come da punto a)
e l’altro nucleo a sud di Vagliagli per ricostituire una connessione alternativa alla strada provinciale.
c) In questo secondo ambito si prevedono piccoli ampliamenti/completamenti dell’insediamento con
nuovi parcheggi pubblici e verde.
d) In prossimit&agrave; del centro in Via della Pergola si prevede un piccolo ampliamento/completamento,
anche in questo caso migliorando la dotazione dei parcheggi pubblici.
UTOE 7 – Monteaperti Gli interventi di trasformazione urbana di maggior rilievo sono:
Monteaperti a) E’ previsto un completamento urbano a nord di Monteaperti con nuova viabilit&agrave;, parcheggi e verde
b) Si prevede un ampio spazio a verde pubblico attrezzato con nuovi parcheggi in prossimit&agrave; della
Piazza Guido da Siena; da qui un collegamento pedonale con le altre parti del paese ad ovest della
Via dei Ghibellini.
c) Per le parti storicizzate sono previsti recuperi in funzione abitativa e/turistico ricettiva.
Le aree agricole. Per quanto riguarda le aree agricole, il R.U., coerentemente con quanto previsto dal P.S., e nel rispetto
delle disposizioni di legge regionali, favorisce tutte quelle azioni tese allo sviluppo dell'agricoltura e alla
salvaguardia del territorio rurale anche incentivando tutte quelle risorse connesse all’agricoltura ed al
presidio umano in ambito rurale, ivi compreso l’agriturismo, il turismo rurale e le attivit&agrave; produttive di
trasformazione di prodotti agricoli.
Il territorio rurale &egrave; suddiviso in “Aree ad esclusiva funzione agricola” e in “Aree a prevalente funzione
*) Le Aree ad esclusiva funzione agricola sono quelle dove si riscontra la presenza di miglioramenti
fondiari che caratterizzano in modo permanente l’assetto del territorio, il sistema produttivo agrario e
il contesto economico, storico e culturale legato alla tradizione agricola. In tali aree, che evidenziano
chiaramente la loro vocazione per la produzione di vini ed altri prodotti tipici di alta qualit&agrave;, sono
prioritariamente da salvaguardare e favorire l’agricoltura e le attivit&agrave; ad essa connesse.
*) Le Aree a prevalente funzione agricola sono le parti di territorio aperto la cui connotazione
paesistica, ambientale, insediativa ed economica risulta legata storicamente ed attualmente all’attivit&agrave;
di coltivazione dei suoli ed in cui a tale attivit&agrave; ne sono state affiancate o integrate altre di natura
extra agricola che ne hanno in parte mutato la ragione economica ed insediativa.
Alla articolazione di cui sopra il R.U. ha poi sovrapposto alcune classificazioni connesse alla funzione
agricola ed al paesaggio nel modo di seguito definito, in maniera da definire una disciplina di interventi che
persegua una sempre maggiore produttivit&agrave; agricola nel rispetto delle emergenze e delle caratterizzazioni
Il R.U., quindi, alla luce del P.S. e del P.T.C.P. ha invidiato le tipologie di tessitura agraria presenti nel
territorio rurale definendo per ciascuna classe indirizzi di intervento:
Tessitura agraria fitta.
Tessitura agraria media.
Tessitura agraria larga.
Il R.U., con alcune differenziazioni connesse alle classificazioni di cui sopra, ammette in ambito
agricolo i seguenti interventi: tutte le operazioni previste dalla normativa sovraordinata in materia
agricola attraverso i P.A.P.M.A.A. (Programma Aziendale Pluriennale Miglioramento Agricolo
Ambientale), l’agricoltura part-time o comunque non legata ad Imprenditori Agricoli Principali,
l’artigianato locale, l’allevamento animale, il commercio di prodotti locali, le attivit&agrave; faunisticovenatorie, la coltivazione del bosco, gli interventi di sistemazione ambientale, l’ampliamento
funzionale ed il cambio di destinazione d’uso degli edifici esistenti, alcune attivit&agrave; per il tempo
libero, la realizzazione di percorsi ambientali, culturali, storico-artistici, e didattici, gli interventi di
messa in sicurezza geologica ed idrogeologica ecc.
Anche per quanto riguarda il territorio aperto il R.U. fa riferimento alla zonizzazione di cui al DM
1444/68 come per l'articolazione degli Ambiti urbani e/o di interesse urbano” di cui al capitolo precedente &quot;.
Zona E1: Aree agricole extraurbane: ricomprendono pressoch&eacute; tutto il territorio aperto;
Zona E2: Aree agricole di tutela degli insediamenti urbani: costituiscono le parti del territorio
aperto poste in prossimit&agrave; degli insediamenti a tutela degli stessi.
Zone E3: Aree agricole integrative degli insediamenti: ricomprendono tutte quelle aree agricole
di minore entit&agrave; poste all'interno degli &quot;ambiti urbani o di interesse urbano&quot; prevalentemente
inedificati, ma che possono ospitare attivit&agrave; di tipo urbano senza edificazione, spazi pubblici,
parcheggi, strade, verde pubblico, orti urbani, giardini privati, etc.
Zone E4: Aree agricole periurbane: ricomprendono tutte quelle aree poste all'interno degli
&quot;ambiti urbani o di interesse urbano&quot; non interessati nel presente R.U. da interventi di
All'interno del territorio aperto inoltre sono individuati interventi puntuali di tipo produttivo, turisticoricettivo e di recupero residenziale. Per questi tipi di intervento sono state redatte Schede Norma Ed, Et, Er,
secondo il seguente significato:
Zone Ed: Attivit&agrave; produttive e/o estrattive nel territorio aperto: rappresentano piccole parti di
territorio destinate transitoriamente a cave di prestito o dove sono presenti attivit&agrave; produttive,
compreso quelle di trasformazione di prodotti agricoli, che necessitano di interventi di
Zone Et: Attivit&agrave; turistico-ricettive nel territorio aperto: corrispondono agli immobili dove sono
previsti interventi di incremento di attivit&agrave; legate al turismo rurale diverse dall’agriturismo.
Zone Er: Aree e/o immobili soggetti a recupero ambientale: corrispondono ad aree od immobili
soggetti a recupero ambientale in quanto in stato di degrado o dismissione della precedente
5 – Dimensionamento del R.U. Le seguenti tabelle sintetizzano il dimensionamento per le funzioni residenziale, industriale-artigianale,
commerciale, turistico-ricettiva e direzionale secondo il criterio individuato nel Regolamento di attuazione
3/R della L.R. 1/2005.
Il dimensionamento del Regolamento Urbanistico rispetta quanto previsto nel Piano Strutturale,
utilizzando quote diversificate del dimensionamento complessivo del P.S. in relazione alle funzioni.
Le tabelle successive confermano tale assunto.
Il dimensionamento per la funzione residenziale &egrave; stato previsto dal P.S. in mq. di S.U.L. (Superficie
Utile Lorda) e in alloggi, attribuendo una SUL minima di mq 80 in ambito urbano e di mq 90 nel territorio
aperto relativamente al recupero, mentre per la verifica degli abitanti insediabili si &egrave; attribuita una SUL di
mq 40 per Ab, ricomprendendo all'interno anche funzioni quali negozi di vicinato e artigianato di servizio.
Per la funzione turistico-ricettiva si &egrave; utilizzato il parametro dei posti letto attribuendo una quota di mq.
40 di S.U.L. a Posto Letto compreso i servizi, sia per quanto riguarda il nuovo che il recupero. Si precisa che
il calcolo del dimensionamento relativamente al recupero per fini residenziali &egrave; stato effettuato in numero di
alloggi e non di SUL, in quanto l’indicazione della SUL riportata nelle schede norma pu&ograve; essere suscettibile
di variazione in sede redazione del piano di recupero o del progetto definitivo in base a rilievi approfonditi e
alle modalit&agrave; di calcolo, per cui la S.U.L. suddetta pu&ograve; subire variazioni per le ragioni di cui sopra, a
condizione che non si modifichi il numero degli alloggi riportato nelle tabelle successive.
Rispetto al R.U. adottato vi sono delle leggere variazioni dovute all’accoglimento delle osservazioni di
Per quanto concerne la funzione turistico-ricettiva vi &egrave; una riduzione di posti letto di nuova istituzione
pari a 114 PL, inferiore a quanto consentito dal P.S. per il primo R.U. (20% di 749 Posti Letto), ed &egrave; dovuto
al venir meno della previsione del Golf e del Chiantino nell’UTOE 3, mentre vi &egrave; un incremento di posti letto
di recupero pari a 74 PL per un totale di 417 PL, comunque inferiori nel complesso alla previsione
complessiva del P.S.
Per quanto concerne la funzione residenziale si ha un leggero incremento di abitanti e di alloggi di nuova
realizzazione pari a 21 abitanti e 11 alloggi, ed un incremento pi&ugrave; consistente in ambito di recupero pari a 67
abitanti e 27 alloggi, incremento comunque ricompreso nelle previsioni di P.S. anche considerando il
recupero nel dimensionamento di nuova previsione.
Per quanto concerne la funzione industriale, artigianale e direzionale espressa in S.U.L., si ha un
incremento della S.U.L. comunque anche in questo caso ricompreso all’interno delle previsioni di P.S..
Per quanto concerne la funzione commerciale (medie strutture di vendita) vi &egrave; solo una precisazione sulla
destinazione della S.U.L. nelle tre UTOE gi&agrave; previste dal P.S., come richiesto con osservazione degli uffici
Gli standard di verde pubblico, parcheggi pubblici, ed aree per attrezzature pubbliche sono contenuti in
buona parte all’interno delle zone soggette a perequazione urbanistica, piani attuativi convenzionati o
interventi diretti convenzionati, e verranno attuati contestualmente alle edificazioni private evitando alla
pubblica amministrazione gli espropri per pubblica utilit&agrave; e garantendo la loro effettiva realizzazione
attraverso la corresponsabilizzazione dei privati nella loro attuazione. La quantit&agrave; prevista nelle tavole di
R.U. &egrave; tale da garantire gli obbiettivi di incremento di standard/abitante previsto dal P.S., le tabelle
successive testimoniano di tale assunto.
Da un confronto tra le tabelle del R.U. adottato e del R.U. approvato a fronte di un incremento di abitanti
complessivi pari a 88, vi &egrave; una sostanziale conferma del rapporto Standard/abitanti. La riduzione del rapporto
Standard/abitanti nel R.U. approvato (54,68 mq/ab.) rispetto a quello del R.U. adottato (60,62 mq/ab) &egrave;
infatti compensato da un aggiornamento del quadro conoscitivo sugli standard esistenti: il rapporto registrato
al momento della redazione del R.U. (48,34 mq/ab) &egrave; in realt&agrave; minore (43,07 mq/ab) in quanto nello
strumento adottato erano state inserite aree ritenute pubbliche ma in realt&agrave; private di uso pubblico e come tali
oggi registrate (ad es. nell’UTOE 4), ovvero aree pubbliche considerate attuate ma in realt&agrave; previste e non
ancora attuate, e le scuole di Pievasciata e di San Gusm&egrave; considerate inizialmente standard e oggi in fase di
Il R.U. approvato pertanto opera anche un aggiornamento del quadro conoscitivo che, come conferma
quanto gi&agrave; affermato, il rapporto Standard/abitante rimane pressoch&eacute; inalterato anche a fronte di un
incremento degli abitanti previsti da R.U. e comunque superiore alle previsioni di P.S..
Il dimensionamento relativo alla funzione agricola e attivit&agrave; complementari &egrave; stato in parte contabilizzato
nel dimensionamento della funzione residenziale e di quella turistico-ricettiva con riferimento alle reali
esigenze di recupero. Ulteriori prelievi dal dimensionamento del PS saranno possibili, con gli stessi criteri
gi&agrave; utilizzati, nel corso della gestione del RU in presenza di manifeste esigenze di recupero con cambi di
Come gi&agrave; enunciato fra gli obbiettivi di carattere generale, al punto 4.a, il dimensionamento previsto dal
R.U. nell'ambito delle previsioni del P.S., deve essere analizzato in maniera organica come sommatoria di
interventi edilizi e interventi di riqualificazione urbana: infatti tutti gli interventi di trasformazione urbana
sono finalizzati a ricomporre i tessuti urbani e/o a dotare i centri esistenti di quelle infrastrutture, strade,
parcheggi, verde pubblico, aree per attrezzature pubbliche, oltre che opere tecnologiche, di cui oggi gli stessi
risultano carenti; in tale ottica pertanto il dimensionamento previsto attraverso le prescrizioni condizionanti
risulta sostenibile per s&eacute; stesso e al tempo stesso contribuisce anche alla sostenibilit&agrave; complessiva degli
insediamenti. Esso va letto perci&ograve; non solo in termini quantitativi, visto che contributi e richieste tesi
esclusivamente alla espansione, avulsi da una riqualificazione dei centri stessi sia in termini urbanistici che
dimensionali, non sono stati presi in considerazione nel processo di partecipazione.
La suddetta considerazione vale per gli insediamenti urbani ed anche per gli insediamenti produttivi,
commerciali e direzionali. Il dimensionamento produttivo, commerciale e direzionale infatti si affianca non
solo alle previsioni edilizie ma contestualmente, a carico degli operatori privati, anche alla esecuzione delle
opere di urbanizzazione e delle infrastrutture al fine di riqualificare tutto il sistema produttivo comunale. In
tale ottica l’area produttiva di Colonna del Grillo assume una funzione centrale a livello comunale e
sovracomunale accogliendo anche trasferimenti da aree improprie degli insediamenti esistenti e dal territorio
Mentre la funzione produttiva manifatturiera &egrave; concentrata a Colonna del Grillo e quella produttiva di
trasformazione di prodotti agricoli &egrave; localizzata a Ponte a Bozzone, presso il capoluogo e nel territorio aperto
(cantine), la funzione commerciale di media dimensione &egrave; utilizzata come possibile riqualificazione delle
aree produttive esistenti (Pianella, capoluogo, Casetta ecc.).
5.a – Tabella riepilogativa del dimensionamento del R.U. per abitanti e posti letto. UTOE
esistenti previsti
previsiti
dal RU
PL nuovi
5.b – Tabelle riepilogative del dimensionamento del R.U. per funzioni. (A)
UTOE 7
(B) INDUSTRIALE
(1) UTOE 1
Nota (1): La SUL prevista dal RU per l'UTOE 1 deriva dal trasferimento di SUL produttiva agricola residua
demolita nel Podere Carnano (scheda norma Er9) pertanto la stessa non viene contabilizzata nel presente
R4 (6 all.)
Er5 (10 all.)
Er10 (4 all.)
Er11 (8 all.)
R5 (9 all.)
R6 (5 all.)
parte di Et9 (6 all.)
parte di Et10 (5 all.)
Er6 (16 all.)
Er7 (13 all.)
SUL nuova realizzazione SUL nel territorio aperto
R7 (8 all.)
Er1 (7 all.)
Er2 (9 all.)
Er3 (10 all.)
Er4 (8 all.)
parte di Et1 (5 all.)
Nota (2): Il dimensionamento commerciale &egrave; assegnato dal RU alle singole
UTOE come previsto dal PS ed &egrave; lasciato come potenzialit&agrave; funzionale attribuita
alle Zone D1m e D2m; esso verr&agrave; contabilizzato in occasione del suo utilizzo
durante la gestione del RU.
Ed3 (50 mq)
Ed5 (300 mq)
Ed1 (1.000 mq)
Ed2 (700 mq)
Ed6 (100 mq)
Ed4 (300 mq)
(E) TURISTICO
(4) TOTALE
Nota (3): Previsioni PS: (SUL 1.600 mq; 50 PL) + Residuo PRG (SUL 7.000 mq; PL 150)= 8.600 mq; 200 PL).
Nota (4): Previsioni di PS: PL di nuova realizzazione massimi = 150 PL pari al 20% dei PL totali.
(5) TOTALE
Nota (5): Nelle previsioni di RU sono ricomprese, oltre alla funzione direzionale,
anche le funzioni a servizio pubbliche e private,
Et1 (70 PL)
T2 (500 mq solo servizi)
Et3 (1.500 mq; 38 PL)
Et11 (400 mq; 10 PL)
Et4 (2.800 mq; 70 PL)
Et5 (800 mq; 20 PL)
Et14 (30 mq solo servizi)
Et6 (1.320 mq; 33 PL)
Et8 (240 mq; 6 PL)
Et9 (786 mq; 20 PL)
Et12 (170 mq solo servizi)
Et13 (300 mq solo servizi)
T3 (2.800 mq; 70 PL)
Et7 (3.200 mq; 80 PL)
5.c – Tabella riepilogativa degli standards pubblici. Tabella riassuntiva Standardspubblici
Standards previsti
Standards/abitanti
Standardstotali
rapporto futuro
esistenti (Mq)