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Timestamp: 2018-05-27 01:49:30+00:00
Document Index: 56582293

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 3']

Decreto della Giunta Regionale della Lombardia. Misure urgenti in merito alla razionalizzazione della spesa sanitaria - PDF
Decreto della Giunta Regionale della Lombardia. Misure urgenti in merito alla razionalizzazione della spesa sanitaria
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Simona Capone
1 AVVERTENZA Il testo sotto riportato è riprodotto solo a scopo informativo e non se ne assicura la rispondenza al testo della stampa ufficiale, a cui solo è dato valore giuridico. Non si risponde, pertanto, di errori, inesattezze ed incongruenze dei testi qui riportati, nè di differenze rispetto al testo ufficiale, in ogni caso dovuti a possibili errori di trasposizione. Decreto della Giunta Regionale della Lombardia Misure urgenti in merito alla razionalizzazione della spesa sanitaria D.g.r. 10 dicembre 2002 n. 7/11534 Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia - 2 Suppl. Straordinario al n dicembre omissis... Vagliate ed assunte come proprie dette valutazioni; All unanimità dei voti, espressi nelle forme di legge DELIBERA Per le motivazioni espresse nelle premesse del presente provvedimento che qui s intendono integralmente riportate: 1. di stabilire che le condizioni di applicazione di quote di partecipazione alla spesa sanitaria per l assistenza farmaceutica territoriale sono quelle definite nell allegato A), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; - Direzione Generale Sanità. Il Segretario: Sala Allegato A... omissis... ASSISTENZA FARMACEUTICA TERRITORIALE
2 Nell anno 2001 la spesa farmaceutica convenzionata netta in Regione Lombardia è stata di miliardi di L., con un aumento rispetto al 2000 del 31.3%. La spesa farmaceutica convenzionata nel 2002, in base ai dati del periodo gennaio ottobre 2002, è stimabile che superi il tetto del 13% della spesa sanitaria. I principali fattori che hanno influenzata la crescita della spesa farmaceutica convenzionata sono stati: l abolizione a partire dal 1º gennaio 2001 di ogni forma di compartecipazione alla spesa da parte degli assistiti; l allargamento della copertura farmaceutica da parte del Servizio Sanitario Nazionale, con l ammissione alla rimborsabilità di nuovi farmaci ad alto costo; l aumento dei prezzi dei farmaci. La legge n. 405/01, all art. 5, ha introdotto il tetto di spesa per l assistenza farmaceutica territoriale, disponendo che a partire dall anno 2002 «l onere a carico del SSN non può superare, a livello nazionale e regionale, il 13% della spesa sanitaria complessiva» e che per il rispetto di tale tetto le regioni debbano adottare i necessari provvedimenti. La Regione Lombardia ha attivato una serie di interventi in materia di razionalizzazione della spesa per l assistenza farmaceutica nel corso dell anno 2002, al fine di dare attuazione a quanto previsto dall accordo Stato-Regione dell 8 agosto I provvedimenti adottati dalla Giunta Regionale sono i seguenti: Delisting - esclusione dalla rimborsabilità di specifiche categorie di farmaci (riconfermati dal d.m. del 27 settembre 2002) a partire dal 1º aprile 2002 (d.g.r. n. 7/8630 del 27 marzo 2002 e d.g.r. n. 7/9004 del 7 maggio 2002); Attivazione del Tavolo di monitoraggio della spesa farmaceutica a partire dal 1º aprile 2002 (d.g.r. n. 7/8630 del 27 marzo 2002); Attivazione della campagna informativa sul corretto uso del farmaco rivolta ai cittadini con d.g.r. n. 8/8630 del 27 marzo 2002; Recepimento dell accordo regionale con le Associazioni sindacali delle Farmacie Convenzionate, pubbliche e private per la distribuzione dei farmaci ex nota 37 (Duplice via di distribuzione) ai sensi dell art. 8 lettera a) legge 405/2001 (d.g.r. n. 7/9336 del 7 giugno 2002); Attivazione dell erogazione diretta dei farmaci ai dimessi da strutture di ricovero ospedaliero pubbliche, sia in regime di ricovero ordinario che a ciclo diurno, in misura sufficiente al primo ciclo terapeutico completo ai
3 sensi dell art. 8 lettera c) l. 405/01 (d.g.r. n. 7/10246 del 6 agosto 2002); Attivazione delle ASL ad effettuare i controlli sui dati di prescrizione farmaceutica territoriale relativi all anno 2001 e al primo trimestre 2002 (d.g.r. n. 7/10246 del 6 agosto 2002). Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di contenimento previsti dall art. 5 della legge succitata senza arrecare pregiudizio alla fruizione dell assistenza farmaceutica da parte dei cittadini, si ritiene necessario prevedere che la quota di partecipazione alla spesa sanitaria per l assistenza farmaceutica territoriale a carico degli assistiti sia di 2 euro per ogni pezzo di farmaco prescritto fino ad un massimo di 4 euro per ricetta. Gli assistiti, a cui sono prescritti i medicinali pluriprescrivibili di cui all art. 9 della legge n. 405/2001 (medicinali a base di antibiotici in confezione monodose, medicinali a base di interferone per i soggetti affetti da epatite cronica e i medicinali somministrati esclusivamente per fleboclisi), sono tenuti a corrispondere una quota fissa di 2 euro a pezzo fino ad un massimo di 4 euro per ricetta. Le categorie di cittadini, esenti per patologia o condizione individuate dai Decreti del Ministero della Sanità 329/1999 e 296/2001, e le categorie affette da malattie rare, individuate dal d.m.s. 27 settembre 2001, possono usufruire della pluriprescrizione fino a tre pezzi per ricetta, per i farmaci correlati alla propria patologia. Le stesse, pur mantenendo il loro stato di esenzione per la specialistica ambulatoriale, sono comunque tenute a corrispondere la quota fissa di 2 euro per ogni pezzo di farmaco prescritto fino ad un massimo di 4 euro per ricetta, in quanto comunque beneficiano della prescrizione di 5 un numero di farmaci maggiore, a fronte del pagamento della stessa quota massima. Le seguenti categorie di assistiti sono totalmente escluse dal pagamento della quota fissa sopra stabilita: a) invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia; b) grandi invalidi per servizio; c) grandi invalidi per lavoro; d) invalidi civili al 100%; e) invalidi civili minori di 18 anni con indennità di frequenza; f) danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazioni di emoderivati ex legge n. 238/1997, limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge n. 210/1992; g) ciechi e sordomuti (legge n. 68 del 12 marzo 1999); h) vittime del terrorismo e della criminalità organizzata; i) titolari di pensioni sociali;
4 j) titolari di pensioni al minimo di età superiore ai sessant anni, purché appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo, riferito all anno precedente, inferiore 8.263,31, incrementato fino a ,05 in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,45 per ogni figlio a carico. La presenza dello status previsto nei punti i) e j) dovrà essere autocertificato dai cittadini, ai sensi della normativa vigente, al momento del ritiro del farmaco. Inoltre, in applicazione della decreto 27 settembre 2002 del Ministro della salute recante «Riclassificazione dei medicinali ai sensi dell art. 9, commi 2 e 3, della legge 8 agosto 2002, n. 178» pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 200 alla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - n. 249 del 23 ottobre 2002, il farmacista, in caso di non disponibilità del farmaco non coperto da brevetto, fermo restando quanto previsto all art. 6 del d.p.r. n. 371 dell 8 luglio 1998 e la necessità di individuare la responsabilità di tale carenza, consegna all assistito il farmaco con prezzo piu` basso al momento disponibile, senza oneri a carico del cittadino.... omissis... AVVERTENZA Il testo sotto riportato è riprodotto solo a scopo informativo e non se ne assicura la rispondenza al testo della stampa ufficiale, a cui solo è dato valore giuridico. Non si risponde, pertanto, di errori, inesattezze ed incongruenze dei testi qui riportati, nè di differenze rispetto al testo ufficiale, in ogni caso dovuti a possibili errori di trasposizione. Regione Lombardia Definizione delle procedure per la gestione integrata del paziente diabetico D.g.r. 9 aprile n. 7/8678 Serie Ordinaria - N aprile 2002 Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia LA GIUNTA REGIONALE Ricordato
5 che la malattia diabetica con le sue complicanze rappresenta una delle principali cause di morte del mondo occidentale e che il paziente diabetico ha rischio aumentato di insufcienza renale, cardiopatia ischemica, retinopatia e cecità, vasculopatie cerebrali e periferiche, ulcere e amputazioni agli arti inferiori, neuropatie somatiche e vegetative e che, perciò, la prevenzione e la cura del diabete mellito devono essere viste non soltanto nell ottica del ripristino e mantenimento del compenso metabolico e del benessere, ma anche nella prospettiva complessiva della prevenzione di patologie gravi e invalidanti; che in Italia si stima una prevalenza di diabete mellito noto pari al 3% e di diabete mellito non noto pari al 2%, che nella popolazione sopra i 65 anni di età il 10% è colpito dalla malattia e che l incidenza annuale ammonta a 2-3 casi ogni 1000 abitanti; che per il diabete tipo 1 i dati epidemiologici della letteratura scientifica prospettano nei Paesi dell Europa occidentale un aumento dei casi del 36% dal 1994 al 2010 e un aumento dei casi di diabete tipo 2 del 54.9% nello stesso periodo; che occorre aggiornare in modo rispondente alla continua evoluzione tecnologica e terapeutica i protocolli operativi e gli indirizzi funzionali e organizzativi per l assistenza diabetologica; che occorre salvaguardare la funzione della rete specialistica e valorizzare il ruolo del Medico di Medicina Generale nella gestione delle malattie croniche e in particolare del diabete mellito; Vista la legge 16 marzo n. 115, recante disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito; Vista la legge regionale 2 marzo n. 8, ad oggetto:«prevenzione e cura del diabete mellito»; Richiamata la d.g.r. 21 febbraio n. 6/48301, con la quale sono stati definiti gli indirizzi funzionali ed organizzativi per la prevenzione e la cura del diabete mellito in Lombardia; Visto il Decreto del Direttore Generale della Direzione Generale Sanità 18 dicembre n , che ha istituito un Gruppo di lavoro per lo studio delle problematiche connesse all attività diabetologica in Lombardia, integrato dal Decreto del Direttore Generale della Direzione Generale Sanità 9 marzo n. 5165; Considerata l opportunità di fornire alle strutture sanitarie informazioni e strumenti per la gestione integrata del paziente diabetico e di rivolgere raccomandazioni agli specialisti e ai Medici di Medicina Generale coinvolti, nell ottica di razionalizzare i percorsi diagnostici e terapeutici e di ottimizzare il livello dell atto medico, in un quadro di qualità delle prestazioni e di soddisfazione dell utente; Osservato che le ASL hanno il compito di promuovere l integrazione tra i Medici di Medicina Generale, i servizi territoriali e le strutture specialistiche dei presidi
6 ospedalieri, allo scopo di attuare e ottimizzare i percorsi diagnostici e terapeutici, tenendo conto delle risorse del territorio e di favorire l analisi del percorso assistenziale del paziente diabetico nei suoi diversi aspetti: clinici, economici, qualitativi, in un ottica di Disease Management; Preso atto che il Gruppo di lavoro ha predisposto un documento per la gestione integrata dei malati diabetici, secondo le più aggiornate conoscenze tecnico-scientifiche del settore, comprendente: la descrizione del modello assistenziale integrato, improntato alla logica del miglioramento continuo e dell equilibrio tra costi, efficacia e qualità, la definizione delle indicazioni per la realizzazione del Libretto del paziente diabetico, la definizione degli elementi e della metodologia per la formazione degli operatori alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di educazione terapeutica dei pazienti, la determinazione degli indicatori di attività e di risultato per misurare il grado di adesione dei Medici di Medicina Generale e degli Specialisti al modello di gestione integrata; Ritenuto di approvare il documento «La gestione integrata del paziente diabetico», denominato Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto; Considerato che il documento precitato prevede un modello assistenziale che garantisce la continuità di cura tra l ospedale e il territorio e che comporta la collaborazione tra la ASL e la struttura specialistica; Ritenuto per questo di individuare in ogni ASL un referente per la gestione integrata del paziente diabetico, che faciliti il coordinamento dei rapporti tra l ospedale e il territorio e favorisca lo sviluppo del modello assistenziale relativo, comprendente la realizzazione del Libretto del malato diabetico, da mettere a disposizione dell assistito; Ricordato che le Regioni, al fine di migliorare le modalità di diagnosi e di cura, provvedono a fornire gratuitamente ai malati diabetici i presidi diagnostici e terapeutici ritenuti idonei, secondo quanto disposto dall art. 3 della legge 115/87; Vista la d.g.r. 3 novembre n. 6/04462, ad oggetto: «Prezzario regionale relativo agli ausili e ai presidi non ricompresi nel nomenclatore tariffario delle protesi», che ha individuato gli ausili e i presidi sanitari in favore degli assistiti affetti da diabete mellito e ha determinato i relativi prezzi e richiamata successivamente la Nota del 31 luglio 1997, Prot. n /G /S, ad oggetto: «Razionalizzazione della spesa sanitaria in merito alla concedibilità a carico del SSN di ausili e presidi per diabetici»;
7 Preso atto che il gruppo di lavoro ha predisposto un documento riguardante i criteri di concessione e le modalità di fornitura dei presidi sanitari ai pazienti diabetici; Ritenuto di approvare il documento «Presidi sanitari per i soggetti affetti da diabete mellito: criteri di concessione e modalità di fornitura», denominato allegato 2, parte integrante e sostanziale del presente atto, che comprende il tariffario aggiornato degli ausili e dei presidi per diabetici; Considerata la necessità di disporre la pubblicazione del presente atto, completo dei suoi allegati, sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia; Valutate ed assunte come proprie le predette determinazioni; A voti unanimi espressi nelle forme di legge, Delibera 1. Di approvare il documento «La gestione integrata del paziente diabetico», denominato allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto. 2. Di individuare in ogni ASL un referente per la gestione integrata del malato diabetico, che faciliti il coordinamento dei rapporti tra l ospedale e il territorio e favorisca lo sviluppo del modello assistenziale relativo, comprendente la realizzazione del Libretto del malato diabetico, da mettere a disposizione dell assistito. 3. Di approvare il documento «Presidi sanitari per i soggetti affetti da diabete mellito: criteri di concessione e modalità di fornitura», denominato allegato 2, parte integrante e sostanziale del presente atto, che comprende il tariffario aggiornato degli ausili e dei presidi per diabetici. 4. Di disporre la pubblicazione del presente atto, completo dei suoi allegati, sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. Il segretario: Sala 1.Premessa Allegato 1 LA GESTIONE INTEGRATA DEL PAZIENTE DIABETICO Il 21 febbraio 2000, con la Deliberazione di Giunta n. 6/48301, la Regione Lombardia ha definito gli indirizzi funzionali ed organizzativi per la prevenzione e la cura del diabete mellito, sulla base del documento tecnico licenziato dal Gruppo di lavoro,
8 costituito mediante decreto del DGS del 29 settembre 1998 e del 16 novembre 1998, concernente le Linee Guida diagnostiche e terapeutiche per la corretta gestione del paziente diabetico, un modello organizzativo innovativo fondato sull équipe diabetologica e sull integrazione tra ospedale e Medico di Medicina Generale (MMG), l adozione del Disease Management (DM), come strumento di analisi del percorso assistenziale nei suoi aspetti clinici, economici e qualitativi e l approvvigionamento di presidi farmaceutici a carico del SSN. Con il medesimo provvedimento, inoltre, si dava mandato alle Aziende Sanitarie Locali di sviluppare progetti di gestione integrata del paziente diabetico, perché la cura specialistica dei malati non può essere pienamente efficace senza la collaborazione del MMG, che garantisce la continuità e la completezza dell assistenza e si impegnavano le Aziende Ospedaliere a organizzare gli operatori in è quipe diabetologica, poiché la diagnosi e la cura della malattia richiede competenza, collaborazione e l integrazione di saperi multidisciplinari. La patologia diabetica mostra una chiara tendenza, in tutti i paesi industrializzati, ad un aumento sia dell incidenza sia della prevalenza. L accresciuta prevalenza nel mondo del diabete tipo 2, soprattutto legata all aumento del benessere e allo stile di vita, ha portato l OMS a parlare di vera e propria epidemia. Stime e proiezioni sul periodo indicano la triplicazione a livello mondiale dei casi di diabete mellito tipo 2. Nel mondo, nel 1995, i diabetici erano 135 milioni, nel 2025 saranno 300 milioni. L incremento previsto è globalmente del 120%: 40% per i paesi industrializzati e 170% per quelli in via di sviluppo. Per l Europa Occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete tipo 2 del 27.5% dal 1994 al 2000 e del 54.9% dal 1994 al Il numero dei diabetici negli Stati Uniti (dove il diabete rappresenta la settima causa di morte) è salito da 1.6 milioni nel 1958 ad 8 milioni nel 1995, mentre in Italia la prevalenza è aumentata dal 2,5% (negli anni 70) all attuale 4-4,5%. In Italia i diabetici noti sono circa 1,7 milioni e aumenteranno nei prossimi 30 anni a 2,5 milioni. Anche per il diabete tipo 1 molti dati epidemiologici evidenziano un aumento dell incidenza (circa il raddoppio per ogni generazione in taluni casi). Per l Europa Occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete tipo 1 del 18.3% dal 1994 al 2000 e del 36% dal 1994 al Le logiche ed immediate conseguenze che derivano da questi dati sono: l aumentato carico economico dovuto alla malattia diabetica e alle sue complicanze (cardiopatia ischemica, cecità, insufficienza renale, amputazioni degli arti inferiori), pari in Italia (1999) al 7.2% dei costi sanitari diretti e altrettanto in costi indiretti; la necessità d interventi capaci di prevenire e/o ritardare le complicanze croniche del diabete mellito.
9 La gestione di una malattia come il diabete, esempio di cronicità, necessita di un approccio di squadra e di processi di cura strutturati. In questo modello di gestione il ruolo del paziente diventa fondamentale, infatti: il medico cura la malattia attraverso il paziente (autogestione consapevole), il monitoraggio del percorso terapeutico prevede visite ed esami periodici, l accesso a diversi livelli assistenziali e quindi una adeguata comunicazione e trasmissione di dati (capacità di controllo). In questa logica il paziente diventa uno strumento per migliorare l efficacia e l efficienza delle terapie, un elemento attivo all interno di un processo di cura caratterizzato da un approccio integrato tra diverse.gure sanitarie, ove l integrazione delle diverse competenze a volte si esplica nell ambito della stessa struttura (il team diabetologico) ed a volte coinvolge diverse realtà operative (diabetologi/mmg/altri specialisti). Questa modalità di intervento è piuttosto complessa e per funzionare nella pratica necessita di un accurata progettazione ove vengano chiaramente delineati i compiti, le modalità, gli ambiti e gli obiettivi che ognuno deve ottenere all interno del percorso comune. Modello assistenziale complesso vuol dire organizzare e gestire un percorso sanitario diversificato su più livelli in modo coordinato e sinergico e programmato, per facilitare i processi di integrazione tra i vari livelli di intervento. Per raggiungere tali obiettivi è necessaria la sinergia coordinata di differenti.gure professionali (il Team diabetologico) in grado di potenziare il coordinamento dell attività erogata rispettivamente dai diversi livelli assistenziali (servizi specialistici e territorio). I pazienti diabetici possono essere divisi in diverse popolazioni rispetto ai bisogni terapeutici: pazienti tipo 2 non complicati pazienti tipo 2 complicati pazienti tipo 2 insulino trattati pazienti tipo 1 Per il paziente tipo 2 non complicato per il quale non necessitano prestazioni specialistiche frequenti ed assidue si può prevedere una gestione della malattia prevalentemente da parte del MMG con il supporto specialistico secondo le Linee
10 guida assunte dalla Regione Lombardia e in sintonia con le raccomandazioni delle Società scientifiche. Per tutti gli altri pazienti, per i quali è indispensabile una gestione clinica squisitamente specialistica, si dovrà poter coordinare la trasmissione delle informazioni cliniche con il MMG e soprattutto facilitare l integrazione riguardo a tutte le pratiche amministrative (certificazioni e presidi). Si è pertanto pensato di proporre per la cura del diabete un modello assistenziale di gestione integrata, per la realizzazione del quale si è scelto come strumento un organizzazione di Disease Management. Al fine di ottimizzare il servizio reso e quanto già previsto e attuato, perseguendo il raggiungimento di obiettivi avanzati in un quadro di aggiornamento continuo organizzativo e funzionale per il miglioramento globale delle condizioni di vita del diabetico, si devono a questo punto: sviluppare azioni sinergiche tra i centri specialistici e la medicina generale attraverso un percorso assistenziale qualificato e coordinato e prevedere l impiego di uno strumento per la gestione integrata, quale è il Libretto del paziente diabetico, individuare indicatori di efficacia e di qualità del processo assistenziale, definito dalle Linee guida per la diagnosi e la cura del diabete mellito e delle sue complicanze, definire criteri e indicazioni per la raccolta dei dati epidemiologici concernenti la malattia e le sue complicanze, realizzare attività di formazione degli operatori sanitari in un ottica di miglioramento continuo della qualità e di lavoro in èquipe, imperniate soprattutto sulla progettazione e la conduzione di interventi individuali e di gruppo di educazione sanitaria. Questa proposta di interventi si basa sui seguenti presupposti. L assistenza specialistica diabetologica efficace e in sintonia con le Linee guida di riferimento deve essere garantita a tutti i pazienti diabetici. Le Linee guida diagnostiche e terapeutiche costruiscono un modello di intervento, articolato nei vari livelli assistenziali, centrato sul paziente diabetico e verificabile in termini di efficacia, appropriatezza, qualità ed efficienza. Le Linee guida sono quelle adottate con la d.g.r. 21 febbraio n. 6/48301 e devono intendersi come informazioni e raccomandazioni di orientamento e di comportamento rivolte ai medici
11 allo scopo di indirizzare le scelte operative verso le opzioni più razionali per appropriatezza ed efficacia. Una forte integrazione tra struttura specialistica e territorio, che si colloca a ponte tra AO e ASL, è lo strumento che garantisce la migliore qualità possibile di cure per il paziente diabetico, e permette contemporaneamente di razionalizzare le risorse disponibili, al fine del contenimento della spesa sanitaria. Questo modello assistenziale rappresenta un esempio per la cura e la gestione delle malattie croniche. Il progetto di gestione integrata di management con i MMG è naturalmente da intendersi solo per i pazienti tipo 2 in compenso metabolico stabile. A tale scopo, si propone l utilizzo di un libretto sanitario, al quale attribuire un valore istituzionale: in questo modo il libretto diventa strumento di controllo della corretta aderenza al protocollo suggerito e comporta uno snellimento burocratico con riduzione dei disagi dell utente e la razionalizzazione e il maggior controllo delle risorse impiegate. Per i diabetici che non rientrano nel protocollo di gestione integrata (tipo 1, tipo 2 in trattamento insulinico o complicati), cioè quei pazienti che sono seguiti principalmente dalle strutture specialistiche, il libretto avrebbe un impiego esclusivamente amministrativo. Il lavoro in équipe è la strategia ideale di approccio alla cronicità e l educazione viene identificata come terapia fondamentale in questi processi, perché permette una vera centralità al paziente ed il suo attivo e consapevole coinvolgimento nella gestione della patologia, garantendo, altresì, un miglioramento della compliance - quindi della efficacia e della cura - della qualità di vita, della soddisfazione dei servizi. La valutazione dell appropriatezza e dell efficacia del programma di cura richiede la messa a punto di strumenti di controllo degli interventi effettuati, vale a dire indicatori di appropriatezza e di efficacia, finalizzati a verificare i risultati del trattamento e la soddisfazione del paziente e a consentire sulla base dei costi rilevati la migliore allocazione delle risorse umane e materiali. L accreditamento professionale è lo strumento per garantire la qualità degli esiti delle prestazioni sanitarie, controllando il processo di produzione in tutte le sue fasi. È opportuno che ogni struttura specialistica avvii il processo per ottenere l accreditamento professionale all eccellenza, secondo il proprio livello organizzativo. La struttura diabetologica è essenziale al modello in quanto ha funzioni: o specialistiche - cliniche tipiche, e in particolare quelle relative alla cura e alla gestione della cronicità attraverso l educazione terapeutica;
12 o di coordinamento del percorso assistenziale integrato; o epidemiologiche: raccoglie e concentra i dati clinici relativi ai pazienti di molti MMG; o economiche: permette, attraverso la banca dati dell attività, di valutare l aspetto economico della malattia; o formative per i MMG e più in generale per le figure sanitarie, che sono coinvolte nella cura dei pazienti diabetici. La Medicina di famiglia per le sue caratteristiche peculiari, quali l assistenza di primo contatto, il carattere continuativo della stessa, l approccio globale al paziente, la funzione di coordinamento per tutte le necessità terapeutiche e la prevenzione, ha la potenzialità di essere particolarmente adatta a svolgere i compiti imposti nell adeguata gestione di una malattia cronico-degenerativa, quale il diabete. Le funzioni principali possono essere così riassunte: o Effettuare lo screening della popolazione a rischio. In tutto il mondo il diabete mellito è sottodiagnosticato. Si ritiene infatti che un numero di soggetti pari a quello noto abbia la malattia, ma non sa di averla e, quindi, deve essere diagnosticato. Sono, nella letteratura, ben codificati i gruppi di soggetti ad alto rischio di sviluppare un diabete mellito tipo 2, sui quali effettuare lo screening. o Identificare e seguire un corretto follow-up, con particolare attenzione ai fattori di rischio cardiovascolari, dei soggetti con ridotta tolleranza glucidica (IGT) e alterata glicemia a digiuno (IFG), che sappiamo essere ad alto rischio di sviluppare un diabete mellito ed avere, rispetto alla popolazione in generale, un aumentato rischio cardiovascolare. o Effettuare un intervento di Educazione Sanitaria e di Counselling nei soggetti a rischio e nel paziente diabetico, in stretta collaborazione con la struttura diabetologica, al fine, per esempio, di correggere i comportamenti alimentari errati e gestire con continuità e motivazione la dieta suggerita. Obiettivo, seppur difficile, ma di grande importanza è la disassuefazione al fumo di sigaretta. o Gestire, sempre in stretta collaborazione con la struttura diabetologica, il trattamento farmacologico dei soggetti diabetici. o Effettuare una stretta sorveglianza sugli eventuali effetti collaterali del trattamento antidiabetico. o Gestire, in modo integrato con la struttura diabetologica, il followup del paziente diabetico sia in termini di controllo glicemico, che di controllo e correzione dei fattori di rischio cardiovascolari modificabili.
13 o Gestire, in modo integrato con la struttura diabetologica, la diagnosi precoce delle complicanze micro - e macroangiopatiche. o Attivare il proprio studio, con tecnologia adatta e, se possibile, personale sanitario non medico, per la gestione ottimale del paziente diabetico. o Raccogliere i dati clinici del paziente diabetico, in maniera omogenea e integrata con la struttura diabetologica, su cartelle cliniche computerizzate o cartacee e sul libretto del paziente. o Collaborare con i Centri Diabetologici, alla ricerca specifica, se gli obiettivi sono pertinenti e consoni alla Medicina Generale. o Intraprendere attività di ricerca diabetologica in Medicina Generale. Temi di maggior interesse: epidemiologia, screening, valutazione della qualità di vita del paziente, organizzazione dello studio, raccolta e archiviazione dei dati, identificazione e correzione dei fattori di rischio cardiovascolare, prevenzione sulle classi a rischio, gestione integrata e Disease Management (rapporti con la struttura specialistica), educazione sanitaria del paziente e dei familiari, motivazione alla cura, trattamento. Le ASL hanno il compito di promuovere l integrazione tra i Medici di Medicina Generale, i servizi territoriali e la struttura specialistica ospedaliera, al fine di attuare e migliorare i percorsi diagnosticoterapeutici, tenendo conto delle problematiche specifiche e delle risorse del territorio. Il Disease Management è la metodologia che rende dinamico il modello. È un analisi dei processi di cura che ha l obiettivo di migliorare globalmente l assistenza della malattia (efficacia clinica e qualità della vita dell utente) e, nel contempo, razionalizzare le risorse disponibili. Si basa sui principi della Total Quality Management (ciclo della qualità). Indispensabile per il DM è la banca dati in cui con.uiscono le informazioni relative al paziente (questionari per la qualità della vita e per la qualità percepita dei servizi erogati), all ambito clinico (appropriatezza delle prestazioni ed efficacia clinica, relative alle linee guida di riferimento) e a quello economico (costi dei ricoveri, dei farmaci, dei presidi e altri costi). Il nucleo del DM è il Gruppo di lavoro rappresentativo dei professionisti (Diabetologi, MMG), delle Aziende Sanitarie (Direzione Sanitaria e Amministrazione), delle Associazioni dei pazienti. Il Gruppo di lavoro ha il compito di analizzare e interpretare i dati raccolti, individuare le aree di miglioramento, proporre gli interventi e monitorarli, in una logica di miglioramento continuo. La formazione alla gestione della cronicità attraverso l educazione terapeutica e la TQM. La formazione alla gestione della cronicità identifica l educazione terapeutica come strumento di elezione, che
14 permette da un lato l autogestione consapevole del percorso di cura da parte dei pazienti e dall altro garantisce sistemi di verifica continua e quindi un TQM. 2.La rete diabetologica e gli strumenti per l integrazione: la formazione Obiettivo generale All interno del processo di riqualificazione avviato con la d.g.r. 21 febbraio n e per il corretto sviluppo del modello assistenziale qui delineato, si propone il percorso formativo seguente, volto, relativamente alla malattia diabetica e più in generale alle malattie croniche, a formare i partecipanti alla progettazione, realizzazione e verifica di interventi di educazione terapeutica e ad identificare e sperimentare possibili nuovi modelli organizzativi per l assistenza integrata al paziente, secondo i principi generali del Miglioramento Continuo della Qualità. Destinatari: il team allargato Medici di Medicina Generale (animatori per la formazione). Équipe diabetologica. Rappresentanti ASL: Dipartimento dei servizi sanitari di base. Rappresentanti Associazione Pazienti: Diabetici Guida. Items Malattia cronica VRQ/accreditamento per eccellenza Educazione terapeutica Lavoro di gruppo Disease Management/nuovi modelli assistenziali. Obiettivi specifici teorici I partecipanti conosceranno: le caratteristiche della malattia cronica, i principi della VRQ/accreditamento all eccellenza, i principi dell educazione terapeutica, i modelli organizzativi assistenziali secondo i principi del Disease Management. Obiettivi specifici pratici I partecipanti saranno in grado di:
15 Metodi e strumenti 3.Il libretto del paziente 1. Prefazione realizzare interventi educativi individuali e di gruppo metodologicamente corretti (progettazione, pianificazione, realizzazione, uso di metodi e strumenti), costruire indicatori di processo e di risultato per migliorare gli interventi educativi, analizzare e progettare percorsi assistenziali per un miglioramento continuo di qualità. coinvolgimento attivo dei partecipanti (team-working, esercitazioni) gestione e valorizzazione delle diverse competenze professionali apprendimento continuo e costante di competenze individuali, di team, organizzative (team-building, plenarie) analisi dei problemi progettazione di un intervento educativo progettazione di un modello riorganizzativo valutazione di processi e di risultati. Gentile Signora, Gentile Signore, il libretto che Le viene consegnato è un prezioso strumento di colloquio tra Lei, il Suo Medico di famiglia e il Diabetologo. Contiene informazioni, dati di laboratorio, esiti di indagini e notizie cliniche utili per un buon controllo del diabete. Come è noto, se il diabete è ben compensato si possono evitare o ritardare le complicanze che comportano soprattutto danni agli occhi, al cuore, ai nervi, ai reni e che possono peggiorare la qualità della vita. Il libretto contiene anche tutti quei dati che Le sono utili per snellire le procedure burocratiche, per ottenere esenzioni, per procurarsi siringhe, pungidito, strisce reattive per l autocontrollo, per avere il rinnovo della patente e così via. Lo conservi con cura e collabori in modo diretto con i Medici, che hanno il compito di curarla. Segnali ai controlli fissati le modifiche del suo stato di salute, eventuali allergie e/o intolleranze ai farmaci e ogni notizia, che ritiene utile per meglio definire il quadro clinico. Se avesse critiche o suggerimenti, non manchi di farli pervenire per il miglioramento delle future edizioni. Le auguriamo di affrontare con serenità e fiducia il programma stabilito ai controlli e di aderire con costanza alle cure, alla dieta e ai consigli di comportamento, diventando così protagonista e assumendo il ruolo centrale nel rapporto medico-paziente-diabetologo. 2. Presentazione
16 Il diabete, come la maggior parte delle malattie croniche, suscita nelle persone che ne sono affette una vasta gamma di stati d animo, che spesso si traducono in atteggiamenti e in comportamenti contraddittori. Ogni persona diabetica, infatti, reagisce alla malattia ed affronta il processo di cura secondo modalità del tutto individuali, che non sempre sono di facile comprensione. Sicuramente, le motivazioni profonde di tali comportamenti sono da ricercarsi tanto nella struttura psicologica del singolo diabetico, quanto nelle dinamiche familiari, quanto ancora nella quantità e nella varietà di stimoli proposti, che spesso risultano disorientanti. Il ricorso frequente a un linguaggio specialistico da parte degli operatori sanitari, il cui codice non viene sempre spiegato chiaramente al paziente, finisce per confonderlo. Gli stessi operatori sanitari si interrogano sul perché molti malati, nonostante un informazione costante e mirata, per fare sì che il diabetico assuma il ruolo di protagonista e responsabile primo all interno del processo di cura, adottino comportamenti autodistruttivi, non rispettando i consigli e non attuando le norme igieniche suggerite. Il presente libretto, scritto in chiave scientifica ma anche in modo chiaro da essere alla portata di tutti, è uno strumento utile sia al diabetico, sia al personale sanitario: - per una migliore gestione del percorso assistenziale - per verificare la corretta aderenza ai protocolli - per attingere informazioni di carattere sanitario e amministrativo - per snellire alcuni passaggi burocratici - per accelerare alcune pratiche certificative. Pur nella consapevolezza che il presente libretto avrà la preminente funzione di offrire notizie utili al paziente diabetico, di facilitargli il percorso assistenziale, di dargli suggerimenti per migliorare la qualità della sua vita e di permettere al personale sanitario di monitorare il trattamento, questa presentazione viene maggiormente rivolta alle persone diabetiche che, se lo consulteranno periodicamente, se lo aggiorneranno e lo faranno aggiornare, avranno a disposizione uno strumento-guida che, oltre a dare informazioni utili, le metterà di fronte ai loro successi o insuccessi nella cura e le stimolerà a chiedere i motivi dell esito negativo e delle possibili contraddizioni e degli errori che l hanno generato. Sapersi interrogare sulle motivazioni degli insuccessi e sapere leggere correttamente i propri comportamenti può aiutare a non ricadere in determinati errori o a cercare alibi per non prendere in considerazione i motivi che spingono a non mettere in atto ciò che si deve fare. Nella malattia, come in molte altre situazioni della vita, non basta sapere ciò che si deve fare, ma occorre volere fare e il presente volumetto favorisce la possibilità di conciliare la mente (sapere) con la volontà (volere fare). La consultazione periodica del quaderno e la compilazione di quanto viene richiesto, pur comportando un impegno sistematico, rappresenta in concreto un primo aiuto per un reale miglioramento nella gestione della malattia diabetica e uno strumento pratico per pervenire a un maggiore autocontrollo, un occasione per riflettere sulle motivazioni e sulle contraddizioni personali, sulle cause degli insuccessi e sulla necessità di tutelare sempre la piena autostima, che è alla base del volersi bene.
17 3. Elementi - Istruzioni per il paziente e per il personale sanitario all uso del libretto. Obiettivo: spiegare al paziente e al personale sanitario l importanza di una corretta comunicazione e quindi la necessità di aggiornare continuamente il libretto. Istruzioni - 1 (per il paziente ) La completa compilazione del libretto permette ai medici che la visitano di conoscere immediatamente la sua storia clinica con le motivazioni che determinano gli interventi terapeutici. Compili la parte anagrafica e controlli sempre la data di esecuzione degli esami che viene trascritta sul libretto. Compili i dati relativi al suo medico di famiglia, quelli relativi all ambulatorio di diabetologia e all associazione dei diabetici. Si ricordi di portare sempre con sé il libretto, quando esegue una visita medica o viene ricoverato in ospedale. - 2 (per gli operatori) Il libretto va compilato dal medico di famiglia e dai diabetologi che seguono il suo possessore con la consapevolezza che, se compilato con costanza, il libretto è utile a tutti. Il medico che visita il diabetico per la prima volta compili la sezione relativa all anamnesi, all obiettività e agli esami ematochimici. In quella occasione e successivamente ad ogni visita vanno indicati obiettività, eventuali modificazioni terapeutiche con le motivazioni che le hanno indotte, i risultati degli esami ematochimici e la data dei successivi esami e visita di controllo. Vanno inoltre segnalati gli eventuali ricoveri ospedalieri e gli interventi chirurgici. Anagrafica del paziente. Generalità ed indirizzo del MMG. Generalità della Struttura diabetologica (CS). Gli accessi (giorni, orari, modalità) all ambulatorio del MMG e del CS. Gli accessi (giorni, orari, modalità) all Associazione dei Diabetici. Gli esami periodici da eseguire. Le visite di controllo (data; dati salienti: peso, PA, profilo glicemico; terapia; consigli) Obiettivi: A. inserire in questo spazio i dati anagrafici del paziente; l indirizzo, il telefono e le generalità di un famigliare di riferimento; i dati relativi alla tessera sanitaria, alle esenzioni e le informazioni su eventuali intolleranze ed allergie; le generalità del Medico di Medicina Generale, con indirizzo, telefono, orari dell ambulatorio; le notizie sul centro specialistico di riferimento con numero telefonico, indirizzo, orari di accesso. B. ricordare al paziente la cadenza degli esami da eseguire e in modo semplice il loro significato. C. realizzare una valutazione clinica completa (screening delle complicanze, fattori di rischio cardiovascolare, impostazione della terapia) e garantire l educazione del paziente all autogestione della malattia. D. raccogliere gli esami effettuati in modo che siano valutabili sia dal MMG,
18 sia dal Diabetologo o da altro specialista; riportare la terapia e i relativi cambiamenti motivati, aggiungere eventuali annotazioni utili per migliorare la qualità delle cure. Glossario per il paziente, dei termini più frequentemente usati. Obiettivo: spiegare in termini semplici il significato di alcune parole chiave abitualmente usate dal personale sanitario. Glossario 1 - Autocontrollo della glicemia Controllo della glicemia eseguito dal paziente stesso. È uno dei pilastri della terapia diabetica, perché permette al paziente di verificare direttamente il suo controllo metabolico e quindi di partecipare alla gestione della sua malattia, al fine di prevenire l insorgenza di complicanze. I test per l autocontrollo si eseguono su sangue capillare, pungendo il polpastrello di un dito con le apposite lancette, oppure sulle urine, utilizzando apposite strisce reattive. 2 - Claudicatio intermittens Dal latino, significa letteralmente zoppicare ad intermittenza. La causa è da ricercarsi nel dolore crampiforme, che compare nei muscoli del polpaccio durante la marcia, per ridursi o scomparire del tutto col riposo. Di solito è dovuta ad una alterazione arteriosclerotica (macroangiopatia) delle arterie che irrorano i muscoli degli arti inferiori. 3 - Complicanze Aggravamento della malattia diabetica. Compaiono di regola tardivamente in pazienti con scarso controllo metabolico. Si dividono tradizionalmente in macroangiopatia, microangiopatia, nefropatia, neuropatia. 4 - Controllo metabolico Mantenimento dei valori glicemici a digiuno e postprandiali quanto più possibile vicino alla norma. Zuccheri e corpi chetonici nelle urine devono essere assenti. 5 - Creatinina Dal greco, significa carne. La creatinina è un normale costituente del sangue. Viene eliminata dai reni, attraverso un meccanismo di filtrazione glomerulare, e si ritrova nelle urine. È un indice di funzionalità renale. I valori normali nell adulto oscillano fra 0,6 e 1,2 mg/dl. 6 - Diefcit erettile Disturbo del paziente diabetico di sesso maschile, caratterizzato da persistente (almeno 6 mesi) e ricorrente incapacità di ottenere o mantenere un erezione peniena adeguata. È espressione della neuropatia diabetica.
19 7 - Ecodoppler Metodica di indagine utilizzata per ispezionare i vasi di alcuni distretti critici, quali gli arti inferiori ed il collo. Una fonte di ultrasuoni ad effetto doppler, cioè ad emissione pulsata, viene posta sui distretti corporei da esplorare. Questa metodica è in grado di valutare la turbolenza del flusso sanguigno in un vaso, dovuta, ad esempio, a restringimenti della cavità (lume) interna. 8 - Elettromiogramma Registrazione grafica della contrazione di un muscolo stimolato con una scarica elettrica. Metodica utilizzata per la diagnosi di alcuni disturbi muscolari. 9 - Fondo dell occhio (fundus) Esame strumentale, generalmente eseguito dall oculista, che valuta la retina, posta sul fondo dell occhio. Con questo esame è possibile visualizzare i vasi sanguigni presenti nella retina e l eventuale alterazione (microangiopatia) 10 - Fluorangiografia Tecnica fotografica utilizzata per lo studio dei piccoli vasi della retina, previa somministrazione di un mezzo di contrasto - la fluoresceina - che li rende evidenti. La foto della retina avviene in seguito a dilatazione della pupilla utilizzando appositi colliri. Questa dilatazione della pupilla comporta disturbi della vista, peraltro transitori HbA1c Emoglobina glicata. La sua misura permette di valutare la qualitàdel controllo metabolico, correlando con i valori glicemici degli ultimi due mesi Indice di massa corporea (Body Mass Index) Indice usato per classificare i pazienti in sovrappeso o francamente obesi. Si calcola, dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell altezza (Kg/m 2 ). È nei limiti di norma fino a Macroangiopatia Alterazioni arteriosclerotiche dei grossi vasi arteriosi, che interessano principalmente le arterie coronarie, quelle cerebrali e i grandi vasi degli arti inferiori. La macroangiopatia può essere causa di cardiopatia ischemica (dall angina pectoris all infarto), ictus cerebrale e di ischemia agli arti inferiori (dalla claudicatio fino alla gangrena diabetica) 14 - Microalbuminuria Escrezione nelle urine di una modica quantitàdi albumina, che è un costituente del sangue. La microalbuminuria è considerato un segno precoce di nefropatia diabetica. Si correla con l aumento della pressione arteriosa.
20 15 - Microangiopatia Complicanza cronica che comporta l ispessimento della membrana basale della parete dei capillari, soprattutto evidenti a livello della retina e dei glomeruli renali Nefropatia Complicanza cronica tardiva della microangiopatia diabetica. Rappresenta una delle principali cause di insufficienza renale cronica 17 - Neuropatia Complicanza cronica tardiva caratterizzata dalla progressiva perdita di.bre nervose con riduzione progressiva della sensibilità cutanea, ulcere soprattutto agli arti inferiori con rischio di gangrena e successiva amputazione. Può colpire anche il sistema nervoso autonomo, determinando sintomi a carico del cuore, dell intestino (alterazione della motilità) e della funzione sessuale (deficit erettile) Pressione arteriosa Tensione delle pareti delle arterie corrispondente alla pressione sotto la quale circola il sangue arterioso. 4. Nota di chiusura Il ruolo del diabetico nella cura e nella gestione della malattia è fondamentale infatti: - il medico cura la malattia attraverso il paziente - il monitoraggio della malattia prevede visite ed esami periodici, l accesso a diversi livelli assistenziali e quindi una adeguata comunicazione e trasmissione di dati. Il Libretto dovrà essere portato in visione al medico, in occasione delle visite di controllo o delle visite specialistiche. 4. Gli indicatori Introduzione La Regione Lombardia con atti legislativi (l.r. 31/97) e deliberativi (d.g.r. del 26 novembre 1999 n. 6/46582) si è attivata per introdurre e implementare il Sistema Qualità nelle strutture sanitarie lombarde. Considerando che in quest ottica gli «indicatori» rappresentano un passo importante verso l introduzione del sistema di miglioramento continuo della qualità, e che si configurano come strumento utile nel raggiungimento di obiettivi significativi, quali l accertamento del corretto rapporto tra risorse impegnate e la qualità/quantità dei servizi erogati, la realizzazione di economie di gestione e il soddisfacimento dei bisogni sanitari della popolazione, sono stati elaborati alcuni indicatori specifici per il modello proposto di gestione della popolazione diabetica.
VISTA la Legge 16 marzo 1987 N. 115, recante disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito;
RICORDATO che la malattia diabetica con le sue complicanze rappresenta una delle principali cause di morte del mondo occidentale e che il paziente diabetico ha rischio aumentato di insufficienza renale,
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