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Timestamp: 2017-10-24 07:35:37+00:00
Document Index: 184030859

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 13']

L’art. 83, comma 4, del Codice degli Appalti richiede la precisazione dei subcriteri solo ove necessario
E’ ben vero che l’art. 83, comma 4, del Codice degli Appalti richiede la precisazione dei subcriteri solo ove necessario: pertanto, la mera omissione della specificazione di questi ultimi, rispetto ad uno dei criteri scelti per giudicare sul piano tecnico la validità dell’offerta, non è di per sé illegittima
Gli atti impugnati devono essere di conseguenza annullati e conseguentemente va dichiarato il venir meno degli effetti del contratto laddove già stipulato, in aderenza al recente orientamento delle Sezioni Unite della Suprema Corte espresso nella sentenza 29062010.
Ciò non di meno, a fronte di questa maggior discrezionalità nella valutazione dei criteri che possano o meno essere dettagliatamente precisati con l’individuazione di subcriteri, vi deve essere, per il principio di trasparenza, un onere di più accurata motivazione laddove si ritenga di non poter indicare i subcriteri.
Lo scopo di questi ultimi, infatti, è quello di ridurre l’ambito della discrezionalità dell’amministrazione rendendo più trasparente le ragioni attraverso cui si giunga ad una valutazione che poi determina il vincitore della gara; quando sono fissati i subcriteri, pertanto, è sufficiente l’indicazione del mero punteggio, nell’ambito del range assegnato ad ognuno di essi, per soddisfare l’obbligo della motivazione.
Allo stesso risultato si perviene, in assenza dei subcriteri, mediante in più analitico percorso motivazionale che non può limitarsi all’attribuzione di un mero punteggio numerico proprio perché la mancanza di indicazioni di maggiore dettaglio rende la forbice tra il minimo ed il massimo dei punti assegnabili per quel criterio molto più ampia di quella esistente per qualunque subcriterio e si rivela spesso decisiva, come nel caso di specie, per determinare l’aggiudicazione della gara.
Nella sentenza 20 marzo 2006 , n. 1444, il Consiglio di Stato, sez. V, in merito ai criteri non ulteriormente suddivisi afferma: “Tanto premesso, giova notare che il criterio valutativo testé riportato rappresentava l’unico criterio contenuto nel bando di gara afferente ad una valutazione di carattere tecnico-discrezionale, mentre per le altre voci erano previsti criteri automatici di assegnazione dei punteggi; e che, per i punteggi fissi in parola, le odierne contendenti avevano conseguito valori analoghi, sicché quello discrezionale anzidetto è divenuto determinante ai fini dell’aggiudicazione della gara (e, in relazione ad esso, le offerte dei raggruppamenti stessi si sono differenziate di appena un punto).
Ora, è noto l’orientamento giurisprudenziale, anche della Sezione, secondo cui, in presenza di criteri di assegnazione dei punteggi caratterizzati da significativi margini di discrezionalità tecnica, ma non sufficientemente definiti dalla lex specialis della gara o (in sede di determinazione di sottocriteri valutativi) dalla Commissione valutatrice, quest’ultima deve fornire adeguata motivazione in merito alle ragioni che, sul piano tecnico, hanno indotto a differenziare i detti punteggi discrezionali; sicché può essere omessa la motivazione del punteggio assegnato solo allorché i criteri di massima siano tali, per il loro carattere puntuale e stringente, da consentire essi stessi la ricostruzione dell’iter logico che ha portato la Commissione a conferire detti punteggi espressi in termini esclusivamente numerici (cfr. le decisioni della Sezione 16 novembre 2005, n. 6399; 6 ottobre 2003, n. 5899; Sezione VI, 7 settembre 2004, n. 5830; 10 gennaio 2003, n. 67; 4 novembre 2002, n. 6004).” ( vedi nello stesso senso Consiglio di Stato 3851