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Timestamp: 2018-05-27 11:39:30+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 14']

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REATO DI STUPEFACENTI
Riflessioni sulle possibili ricadute della sentenza n. 32/2014 della Corte Costituzionale sul trattamento sanzionatorio in materia di sostanze stupefacenti
Con la sentenza n. 32 del 2014 la Corte costituzionale ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale degli artt. 4-bis e 4-vicies ter, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272 (Misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonché la funzionalità dell’Amministrazione dell’interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 21 febbraio 2006, n. 49”.
Nel corpo della motivazione la Corte precisa che “una volta dichiarata l’illegittimità costituzionale delle disposizioni impugnate riprende applicazione l’art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990 nel testo anteriore alle modifiche con queste apportate”.
La “disapplicazione” nei processi delle norme dichiarate incostituzionali, attenendo a situazioni anteriori alla decisione della Corte, permette di postulare una sorta di retroattività degli effetti della pronuncia d’incostituzionalità. In questo caso, si tratta di una invalidità originaria delle norme oggetto della declaratoria di incostituzionalità: norme che la pronuncia della Corte costituzionale ha fatto venir meno ex tunc – con efficacia retroattiva – come se le norme annullate non fossero mai venute alla luce; ripristinando oltretutto in tale ambito la previgente disciplina, con la relativa distinzione giuridica e di pena tra droghe pesanti e leggere.
Tale effetto, a norma degli artt. 136 Cost. e 30, comma terzo, l. 11 marzo 1953, n. 87 si produce “dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione”, nella specie avvenuta il 5 marzo 2014 (Gazzetta Ufficiale n. 11, 1ª Serie Speciale).
È possibile, sin da ora, rilevare che l’intervento demolitorio della Corte ha reintrodotto un regime sanzionatorio maggiormente gravoso per le cosiddette “droghe pesanti” - la disposizione dichiarata incostituzionale prevede la pena detentiva da sei a vent’anni, oltre la pena pecuniaria da 26.000 a 260.000; la previsione sanzionatoria, reintrodotta per effetto della sentenza della Corte costituzionale, stabilisce la pena della reclusione da otto a vent’anni, oltre la multa da 25.822 a 258.228 euro, per le sostanze stupefacenti di cui alle tabelle I e III dell’art. 14 - e, invece, più favorevole per le cosiddette “droghe leggere” – la previsione sanzionatoria, reintrodotta per effetto della sentenza della Corte costituzionale, stabilisce per le sostanze stupefacenti di cui alle tabelle II e IV dell’art. 14 la pena della reclusione da due a sei anni, oltre la multa da 5.146 a 77.468 euro - il che impone l’attenta verifica della disciplina applicabile ai processi in corso.
Stupefacenti, modifiche alle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope
Decreto Legge 20.03.2014 n° 36 , G.U. 20.05.2014
Le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte alla vigilanza ed al controllo del Ministero della salute e i medicinali a base di tali sostanze, ivi incluse le sostanze attive ad uso farmaceutico, sono raggruppate in cinque nuove tabelle.
sanzioni più basse per il cosiddetto spaccio di lieve entità (reclusione da 6 mesi a 4 anni e multa da mille a 15mila euro);
inserimento tra le droghe leggere di tutte le cannabis, senza distinzione tra indica, sativa, ruderalis o ibride;