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Timestamp: 2017-05-24 20:21:00+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art 26', 'art. 26', 'art. 49', 'art. 31', 'art. 34', 'art. 49', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 34', 'art. 49', 'art. 29', 'art. 31', 'art. 31', 'art.26', 'art. 34', 'art. 26', 'art. 34', 'art. 49', 'art. 28', 'art. 34']

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PubblicatoBeata Cicci
Presentazione sul tema: "Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009"— Transcript della presentazione:
Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009Riserve Spese: Update Chiarimenti ISVAP e Impatto Modulo 41 Antonella Chiricosta Antonella Rigaccini
Disciplina delle riserve spese IntroduzioneIl Regolamento ISVAP n. 21 del 28 marzo 2008 ha introdotto alcune novità nella metodologia di calcolo delle riserve spese. Vengono specificati il concetto di riserva spesa di “secondo ordine” e per alcune fattispecie il concetto di verifica della tenuta della riserva di primo ordine, che superano la prassi operativa del mercato italiano di porre le riserve spese pari al caricamento di gestione previsto in Nota (Relazione) Tecnica. Tale nuova Regolamentazione ha creato alcuni dubbi interpretativi, alcuni dei quali fugati con la pubblicazione da parte dell’ISVAP del recente documento intitolato “quesiti più frequenti provenienti dal mercato e dagli attuari e le relative risposte predisposte dall’Autorità”. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese Articolo 31 – Regolamento 21Le imprese, sulla base di valutazioni prudenti, calcolano la riserva per spese future […] come valore attuale dei saldi positivi tra le spese amministrative aumentate delle provvigioni che prevedono di dover sostenere e detratti i caricamenti contenuti negli eventuali premi futuri da incassare e i futuri proventi finanziari, derivanti dall’investimento dei premi, non retrocessi ai contratti e destinati a finanziare le spese di gestione. […] Per la valutazione delle spese future le imprese prevedono scenari realistici e prudenziali e applicano adeguate metodologie di attribuzione delle spese alle diverse tipologie tariffarie. FAQ ISVAP Il Titolo IV del Regolamento 21 individua i principi e le regole applicative generali per il calcolo delle riserve tecniche di tutti i contratti vita Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009 Incontro Attuari Incaricati Vita
È data facoltà all’impresa, in base alle disposizioniDisciplina delle riserve spese Articolo 34 – Regolamento 21 Nel caso in cui le imprese valutino le attività rappresentative delle riserve con il criterio del prezzo di acquisizione: Le imprese […] determinano la riserva per spese future secondo i criteri di cui all’articolo 31, nell’ipotesi che le spese amministrative e le provvigioni da sostenere coincidano con i caricamenti previsti in tariffa e senza considerare i futuri proventi finanziari, derivanti dall’investimento dei premi, non retrocessi ai contratti e destinati a finanziare le spese di gestione, tenendo altresì conto di quanto disposto all’articolo 49. FAQ ISVAP È data facoltà all’impresa, in base alle disposizioni del Titolo V, Capo I, di adottare le c.d. basi del primo ordine nella valutazione delle riserve tecniche, nel presupposto che tale metodologia risulti sufficientemente prudente. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Laddove le basi di primo ordine diano luogoDisciplina delle riserve spese Articolo 49 – Regolamento 21 Al verificarsi di uno sfavorevole scostamento delle basi tecniche in base al raffronto previsto dall'articolo 29, comma 2, le imprese costituiscono una riserva aggiuntiva diversa da quelle per rischio finanziario di cui agli articoli 36 e 37, nel caso in cui il livello complessivo delle riserve tecniche […] non corrisponda più a criteri di prudenza. FAQ ISVAP Laddove le basi di primo ordine diano luogo a variazioni sfavorevoli rispetto agli andamenti effettivi rilevati dall’impresa, la norma richiede il riallineamento delle riserve tecniche a quelle determinate adottando le basi del secondo ordine, mediante la costituzione di apposite riserve aggiuntive. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese FAQ ISVAPD: Art 31 va applicato solo nel caso in cui la compagnia abbia utilizzato basi di II ordine per il calcolo delle riserve per tutto il portafoglio e comunicate all’Isvap? R: No, la norma di cui all’art. 31 non pone limiti di applicazione o di informativa all’ISVAP. In linea di principio i metodi e le ipotesi, anche riguardo alla riserva spese possono variare nel tempo seppure giustificate sul piano attuariale. Vengono ribaditi i concetti di continuità dei metodi di calcolo di cui al comma 5 dell’art 26. D: Art 34 La riserva per spese future va determinata su basi del I ordine anche per Unit e Index Linked? R: No, le riserve tecniche devono essere calcolate nel rispetto dei principi attuariali e delle regole applicative contenute nel Titolo IV. Vengono rimarcati i concetti di continuità di metodo di calcolo e di adeguata partecipazione agli utili nel corso di tutta la durata. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese Articolo 26 comma 5 – Regolamento 21L’ISVAP nelle FAQ in materia di Riserva Spese afferma che: in base alle disposizioni di cui al Titolo IV del Regolamento, i metodi di calcolo delle riserve tecniche, ivi comprese le riserve spese future, non devono, in via di principio, cambiare nei singoli anni in modo discontinuo o discrezionale, nel rispetto dei principi generali di prudenza nonché di continuità nel tempo del metodo di calcolo ai sensi dell’articolo 26, comma 5 del Regolamento. il metodo di valutazione, oltre a non dover cambiare in modo discontinuo o discrezionale, deve essere tale da consentire un’adeguata partecipazione agli utili nel corso di tutta la durata del contratto in modo da garantire un’equilibrata distribuzione dei margini positivi derivanti dal contratto assicurativo, sia con riferimento all’assicurato sia alla compagnia. [art. 26, comma 5]: Il metodo adottato dalle imprese non deve cambiare nei singoli anni in modo discontinuo o discrezionale, dovendo essere tale da dare luogo alla partecipazione agli utili in modo adeguato nel corso della durata del contratto. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Riserve Aggiuntive (art. 49)Disciplina delle riserve spese Riassumendo … Riserve Spese II ordine (art. 31) CLASSE D Riserve Spese I ordine (art. 34) + Riserve Aggiuntive (art. 49) CLASSE C oppure Riserve Spese II ordine (art. 31) Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009 Incontro Attuari Incaricati Vita 8
Disciplina delle riserve spese Problematiche OperativeL’introduzione della nuova normativa, riletta alla luce degli ulteriori chiarimenti forniti dall’ISVAP, lascia alcuni punti aperti. Nell’applicazione dell’art. 31 la Compagnia produce una proiezione dei cash flows del proprio portafoglio: Con quale livello di dettaglio bisogna produrre tale analisi? Quali ipotesi utilizzare? Quali proventi finanziari considerare nel calcolo della Riserva Spese? Nell’applicazione dell’art. 34 e dell’art. 49 la Compagnia deve verificare l’andamento delle basi tecniche in base al raffronto previsto dall’art. 29: Utilizzare preventivamente il confronto fra spese teoriche e spese effettive del modulo di vigilanza n. 41? Utilizzare direttamente un modello di proiezione analogo a quello utilizzato nell’applicazione dell’art. 31? Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese Problematiche OperativeLe Compagnie che utilizzano il modulo di vigilanza n. 41 per verificare la sufficienza delle riserve di primo ordine: Quali elementi considerano nella voce “spese effettive”? Quali elementi considerano nella voce “spese teoriche? L’applicazione dell’art. 31, qualora l’importo stimato di secondo ordine sia inferiore al valore di riserva di primo ordine, comporta ancora dei dubbi con riferimento a nuove polizze / nuovi prodotti tenendo anche conto dell’art.26 comma 5 (principio di continuità del metodo di calcolo delle riserve tecniche): Accantonare la riserva di secondo ordine? Oppure è possibile accantonare la riserva di primo ordine? (applicazione dell’art. 34 per la Classe C, ricorso al principio di continuità del metodo di calcolo delle riserve tecniche (art. 26) per la classe D) Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese Alcune esperienze di mercatoApplicazione dell’arti. 31 o verifica diretta della tenuta delle basi tecniche (art. 34 e art. 49) mediante l’utilizzo di un modello di proiezione Le Compagnie che hanno utilizzato un modello di proiezione dei cash flows di secondo ordine per la stima dei costi hanno previsto generalmente delle normalizzazioni (ad esempio per utilizzo di un costo al pezzo), in qualche occasione sono stati utilizzate delle ipotesi di efficientamento. L’approccio più utilizzato per la scelta del tasso di sconto è stato l’impiego del TMG (art. 28), in alcuni casi è stato invece utilizzato il tasso risk free, ma nello specifico l’impatto è risultato non significativo per via della non esigenza di accantonamento. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese Focus su modulo di vigilanza n. 41Confronto tra le basi tecniche impiegate ed i risultati dell'esperienza diretta (Modulo 41): Tavola 1/1: Statistiche sulla mortalità Tavole 1/2 e 1/3: Statistiche sul ricorso alla prestazione in forma di rendita Tavole 2/1, 2/2 e 2/3: Statistiche sulle spese Istruzioni per la compilazione delle Statistiche sulle Spese: La misura delle spese teoriche deve essere riportata su base annua tenendo conto delle basi demografiche e finanziarie […] e della durata residua dei contratti. A tal fine per le commissioni di gestione […] e per la parte di rendimento degli attivi trattenuta dall’impresa per far fronte ai costi di gestione andranno considerati gli importi realizzati nel corso dell'anno. [...] La misura delle spese effettive indica il fabbisogno sostenuto nell'anno per la gestione dei contratti […], i costi potranno essere suddivisi in proporzione ai premi di ciascuna classe. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese Focus su modulo di vigilanza n. 41Difficoltà di operare una attribuzione dei costi al livello di disaggregazione richiesto che determina il fabbisogno o meno di riserva aggiuntiva per quella tipologia tariffaria. Nel confronto, all’interno delle spese teoriche vanno considerati, oltre i caricamenti sul premio, anche i proventi finanziari destinati alla copertura delle spese, che vengono in questo caso assimilati ai caricamenti “tradizionali”: non sono chiare le modalità di determinazione – le istruzioni alla compilazione del Modulo 41 parlano di importi realizzati nel corso dell’anno. Particolare attenzione va posta nell’attribuire alle spese teoriche la quota di margine finanziario soprattutto nei casi in cui non si disponga di una valutazione analitica degli interessi tecnici retrocessi ai contratti. Attenzione anche ad identificare le componenti dei proventi attribuiti soprattutto nei casi di eventi straordinari (quali ad esempio la vendita di partecipazioni, …). Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009 Incontro Attuari Incaricati Vita
Disciplina delle riserve spese Focus su modulo di vigilanza n. 41Più in generale si tratta di comprendere come interpretare i risultati del confronto del modulo 41, che riguarda spese e caricamenti di competenza di un singolo esercizio, ribaltandoli su una visione prospettica di effettivo squilibrio fra “entrate e uscite”. Nel caso di evidenza di un fabbisogno per il livello complessivo delle riserve bisogna verificare che nel corso della durata contrattuale o su orizzonte diverso, se significativo, e tenendo conto di tutti i fattori correlati, la riserva costituita è nel complesso sufficiente (in caso contrario è necessario appostare riserva aggiuntiva per riallinearsi a quella di secondo ordine). In caso di sfavorevole scostamento per singole tipologie tariffarie sarebbe opportuno effettuare una analisi prospettica in cui verificare se, in assenza di eventi eccezionali, il confronto risulti favorevole per il futuro. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009 Incontro Attuari Incaricati Vita
Disciplina delle riserve spese Alcune esperienze di mercatoUtilizzo del modulo 41 per la verifica della tenuta delle basi tecniche La compilazione della voce “spese effettive” è avvenuta generalmente in modo tale che ci sia un riscontro con altre voci di bilancio (principalmente sono state utilizzate le “altre spese di amministrazione”, in taluni casi un riscontro con i conti tecnici per ramo) oppure applicando dei costi medi per polizza (già disponibili da precedenti analisi interne) al numero pezzi in portafoglio. Le “spese teoriche” sono state individuate come somma dei caricamenti di gestione dei premi incassati nell’anno più la riserva spesa smontata nel periodo, più eventualmente una parte (o il totale) dei proventi finanziari derivanti dall’investimento dei premi. L’attribuzione dei costi (effettivi e teorici) per le tipologie previste dal modulo 41 è stata fatta con criteri differenti, in via generale riconducibili ad una combinazione di diversi pesi, di pezzi e/o di premi e/o di riserve. Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
Disciplina delle riserve spese Considerazioni ConclusivePer valutare l’accantonamento di Riserve Spese di secondo ordine e/o la necessità di appostare riserva aggiuntiva per spese future, le imprese devono dotarsi di adeguati modelli a supporto delle valutazioni (allocazione dei costi, proiezione dei cash flows). Indipendentemente dai risultati del confronto fra spese teoriche e spese aggiuntive contenuto nel Modulo 41, bisognerebbe almeno ad ogni data di bilancio effettuare una valutazione in termini prospettici della sufficienza dei caricamenti (compresi i proventi dedicati alla copertura spese) rispetto alle spese sostenute. Il modulo 41 dovrebbe essere monitorato indipendentemente dall’applicazione o meno dell’art. 34 (analisi dello scostamento delle basi tecniche impiegate rispetto alle reali). Incontro Attuari Incaricati Vita Milano 22/06/2009
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