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Timestamp: 2020-03-31 08:12:39+00:00
Document Index: 85305571

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art. 26', 'art. 49', 'art. 59', 'art. 3', 'art. 12', 'art.91', 'art. 57', 'art. 12', 'art. 99', 'art. 260', 'art.3', 'art. 239', 'art.57', 'art.57', 'art.3', 'art.26', 'art 49', 'art. 59', 'art. 12', 'art. 99', 'art.57', 'art. 12']

Deliberazione n. 65 Adunanza del 3 novembre 2010
Oggetto: affidamento servizio architettura ed ingegneria dell’area scolastica e dei servizi comunali previsti nel comparto F1 del PRG Comune di San Fior - fasc. 610/2010/VILA5.
Visto l’appunto dell’Ufficio VILA5 del 16.09.2010.
Con nota del 28.01.2010 il comune di San Fior interessava l’AVCP perché si esprimesse sulla problematica conseguente agli affidamenti di servizi di architettura ed ingegneria susseguenti un concorso di progettazione espletato con bando di gara del 7 gennaio 1997; bando che attribuiva al vincitore il diritto ad effettuare la progettazione definitiva ed esecutiva delle opere (art.12) incluse nella progettazione preliminare del comparto F1 del PRG.
Segnatamente il comune poneva un duplice interrogativo: se, dato il tempo trascorso dall’aggiudicazione (1997), fosse ancora vigente l’obbligo di affidare la progettazione alla luce della convezione e, in secondo luogo, se in tali affidamenti dovesse applicarsi l’abolizione dei minimi tariffari.
Gli interventi da progettare sulla base del progetto preliminare risultato vincitore del concorso, constavano di un nutrito numero di opere quali: plesso scolastico; infrastrutture sportive; infrastrutture per manifestazioni locali; opere della viabilità; parcheggi e verde attrezzato; il cui costo complessivo ammontava secondo la originaria progettazione preliminare ad € 9.000.000.
Ciò premesso, sulla base della documentazione corredante la richiesta del comune, si provvedeva ad obiettare in primo luogo, con una nota in data 14.07.2010, l’illegittimità del bando di concorso che, in violazione dell’art. 26, comma 7, del D.Lgs. 157/95 nonché dell’art. 49 (ex art. 59) del trattato istitutivo CE, all’art. 3 limitava la partecipazione ai soli architetti ed ingegneri iscritti negli albi della provincia di Trento. L’illegittimità risultava ancor più rilevante proprio in virtù della richiamata clausola dell’art. 12 del bando, che riservava al vincitore l’affidamento della progettazione successiva di tutte le opere in predicato.
Il comune di San Fior riscontrava la nota di AVCP significando che: “…nelle more del procedimento attivato con la richiesta di parere e consapevole delle criticità dei contenuti della convenzione stipulata in esito alla procedura di gara (il Comune di San Fior) ha formalmente avviato il procedimento di dichiarazione di inefficacia della convenzione medesima … In esito all’avvio del procedimento ed alle controdeduzioni formulate da controparte, si è ritenuto, per oggettive esigenze di urgenza, legate alla necessità di rispettare i tempi di realizzazione e di fruibilità della scuola, di predisporre un testo di accordo transattivo (allegato) diretto allo scioglimento consensuale della convenzione e, per l’effetto, alla dichiarazione di inesistenza degli effetti della procedura di gara.”
Con la stessa, la Stazione Appaltante richiedeva altresì la “formale adesione” di AVCP all’accordo transattivo per la definizione della convezione avviato dal Comune di San Fior e la contestuale archiviazione dell’istruttoria.
Nello schema di atto transattivo si rilevava che in attuazione della predetta convenzione erano state affidate (direttamente) le progettazioni relative alle seguenti opere: scuola elementare 1^ stralcio (anno 2002); scuola elementare 2^ stralcio – 1 lotto (anno 2005); scuola elementare 2^ stralcio – 2 lotto (anno 2006); e che l’importo delle progettazioni di ciascuna opera superava, singolarmente considerata, la soglia di € 100.000 (cfr. art.91, comma 1, del codice). Inoltre, si evidenziava che, medio tempore, le opere da realizzare avevano subito anche significative variazioni (scuola materna in luogo della prevista scuola elementare).
Con lo stesso accordo si significava altresì la volontà del comune di San Fior, da una parte, e dell’arch. Dal Pos (aggiudicatario), dall’altra, di risolvere la convenzione stipulata in data 30.07.1998, attraverso un ultimo affidamento al medesimo professionista dell’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva per la “Realizzazione scuola comunale dell’infanzia - 1^ stralcio”, per un corrispettivo di € 45.000.
L’accordo, secondo la Stazione Appaltante, muoveva dall’esigenza di definire, contemperando gli opposti interessi, in tempi brevi l’opera in questione ed evitare l’insorgenza di un contenzioso giurisdizionale dai tempi ed esiti incerti.
Quanto al diritto del professionista di vedersi affidare direttamente gli incarichi di progettazione definitiva ed esecutiva delle opere contenute nel progetto risultato vincitore del concorso, questo, in linea generale, è pacificamente sussistente in forza dell’art. 57, comma 4, del D.Lgs. 163/06. Il detto articolo 57, rubricato “procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando”, ha sostituito l’articolo 7, comma 2, lettera c), del D.lgs. n. 157 /95, riproducendolo integralmente: “nei contratti pubblici relativi a servizi, la procedura del presente articolo è, inoltre, consentita qualora il contratto faccia seguito ad un concorso di progettazione e debba, in base alle norme applicabili, essere aggiudicato al vincitore o a uno dei vincitori del concorso..”; da evidenziare l’inciso non poco rilevante: “in base alle norme applicabili”.
Diversa invece deve essere la valutazione sui tempi entro i quali operare l’affidamento diretto.
In un arco temporale troppo esteso si registrerebbero sensibili incrementi del valore delle prestazioni progettuali da affidare, soprattutto qualora esse siano molteplici come nel caso in esame, incrementi rispetto ai quali il soggetto aggiudicatario del concorso potrebbe non possedere più i requisiti di idoneità tecnica insita nella procedura di scelta. Inoltre, l’effetto di un tale arco temporale molto ampio, produce inevitabilmente un mutamento del quadro fattuale della prestazione (opere diverse da quelle preventivate), così venendo meno il presupposto dell’evidenza pubblica sottesa al concorso di progettazione, quale procedura volta all’individuazione del “migliore contraente”.
Tale assunto è confortato anche dalla normativa sulla contabilità dello Stato che, all’art. 12, del R.D. n. 2440 del 1923, prevede, in generale, che i contratti pubblici per le forniture di beni e servizi debbano avere termini e durata certi, salvo ragioni di assoluta convenienza o necessità.
Deve essere inoltre rispettato il principio di ragionevolezza e logicità: il tempo entro il quale dare attuazione agli affidamenti non può essere illimitato perché variano altresì i valori dei corrispettivi professionali i quali, non può non ricordarsi, nella originaria nozione dell’istituto del concorso di progettazione, erano visti quale “premio” al progetto migliore; progetto che, in quanto più simile ad una idea-proposta, non veniva adeguatamente compensato ne era sufficientemente sviluppato. Dunque la proposta era bisognosa di essere completata dal medesimo soggetto che l’aveva concepita in fase embrionale.
Nel caso in esame dunque, a 13 anni dalla convezione, viene meno l’interesse a che il progettista vincitore del concorso sviluppi, secondo stadi successivi, l’originario progetto (scuola materna in luogo della scuola elementare).
Pertanto, le convezioni conseguenti ai concorsi di progettazione deputate, ai sensi dell’art. 99, comma 5, del D.Lgs. n.163/2006, a consentire affidamenti molteplici e successivi della progettazione, nel silenzio degli artt. 60 e 61 del DPR n.554/99 (trasfusi nell’art. 260 dello schema di regolamento in corso di emanazione), devono contenere un termine di scadenza da individuare caso per caso in ragione delle caratteristiche dell’intervento.
Dunque, in disparte l’illegittimità dell’art.3 del bando, l’interesse al mantenimento del rapporto è recessivo rispetto all’interesse pubblico al ripristino della legalità (cfr. C.d.S. 5814/09) e conseguentemente, è opportuna una rivisitazione della procedura nei termini sopra delineati, anche addivenendo ad un accordo transattivo per la risoluzione della controversia in via stragiudiziale ai sensi dell’art. 239 del d.lgs. 163/2006.
Il secondo aspetto in premessa, in tutta evidenza, è assorbito dalle considerazioni che precedono; tuttavia giova rilevare come, qualora si procedesse a ulteriori affidamenti con l’originario aggiudicatario, per effetto del richiamato inciso “in base alle norme applicabili” recato nel comma 4, dell’art.57, citato, le negoziazioni sarebbero soggette al nuovo regime tariffario; peraltro, in virtù del mutato quadro normativo, non sarebbe possibile assicurare il rispetto del principi di trasparenza e concorrenza, in quanto la negoziazione dei corrispettivi non si gioverebbe della presenza di altri operatori come prescritto nel comma 6, dell’art.57, del codice, atteso che il concorso di progettazione è culminato nel 1997 con un solo vincitore.
Mentre non sembrano da rilevare profili di danno erariale giacché l’ultimo affidamento per la progettazione esecutiva del 2° lotto del 2° stralcio della Scuola elementare, risale a data (20.06.2006) antecedente l’entrata in vigore del D.L. n.223/2006 (Decreto Bersani), sull’abolizione dei minimi tariffari (GURI 11.08.2006 n.183).
Infine, quanto all’art.3 del bando di concorso, laddove limitava la partecipazione ai soli architetti ed ingegneri iscritti agli albi della provincia di Trento, questo, come rilevato, si pone in violazione dell’art.26, comma 7, del D.Lgs. 157/95, nonché dell’art 49 (ex art. 59) del trattato istitutivo della CE (cfr. AVCP determina n.3 del 17/2/2000).
Pertanto anche tale elemento suggerisce il riesame della convezione professionale, considerato che il vizio predetto, risulta nella fattispecie in esame più grave per il fatto che la clausola dell’art. 12 del bando di concorso riserva al vincitore l’affidamento della successiva progettazione senza limitazioni.
rileva, per quanto sopra, i vari profili di illegittimità del concorso di progettazione posto in essere dal comune di San Fior;
rileva che le convezioni conseguenti ai concorsi di progettazione deputate, ai sensi dell’art. 99, comma 5, del D.Lgs. n.163/2006, a consentire affidamenti molteplici e successivi della progettazione ex art.57 del DLgs. n163/2006, in aderenza al principio sotteso alla norma di cui all’art. 12, del R.D. n. 2440 del 1923, devono contenere un termine di scadenza da individuare caso per caso in ragione delle caratteristiche dell’intervento;
invita il Responsabile del procedimento a conformarsi alle considerazioni in narrativa e a comunicare l’esito dell’accordo transattivo;