Source: https://www.laleggepertutti.it/183064_rigare-lauto-e-reato
Timestamp: 2018-11-15 07:16:38+00:00
Document Index: 145470445

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 635', 'art. 625', 'sentenza ', 'art. 635', 'art. 625']

Rigare l'auto è reato?
La questione affrontata dalla Cassazione è se l’auto lasciata sì al lato del marciapiedi, ma dotata di antifurto e ripresa dalla telecamera dell’impianto di videosorveglianza installato all’esterno dell’abitazione del proprietario possa ancora dirsi «esposta alla pubblica fede». Dalla risposta dipende anche la sussistenza o meno del reato di danneggiamento in caso di auto rigata.
Secondo la Cassazione non ci sono dubbi: è reato danneggiare un’auto in strada nonostante l’antifurto, il Gps o qualsiasi altra forma di controllo come la videosorveglianza. Si tratta infatti di sistemi che servono a scoraggiare il ladro o il vandalo e facilitano la sua individuazione, ma non impediscono di certo la consumazione dell’illecito.
Non è depenalizzato l’illecito di atti vandalici contro l’auto se questa è parcheggiata su un marciapiedi o comunque su una strada pubblica, in quanto vi è l’aggravante dell’esposizione del bene alla fede pubblica. Per il colpevole scatta la condanna alla reclusione e al risarcimento dei danni.
Ma che fare se qualcuno ti riga l’auto?
Se hai una polizza contro gli atti vandalici è verosimile che non ti preoccuperai più di tanto. Ti basterà fare la denuncia ai carabinieri contro ignoti e inoltrare il documento alla tua assicurazione affinché provveda alla liquidazione del danno secondo quanto previsto in polizza.
[1] Dl n. 7/2016.
[2] Cass. sent. n. 51622/17.
Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 20 ottobre – 10 novembre 2017, n. 51438
Il P.G. distrettuale ricorre contro la sentenza con la quale il Giudice di pace di Salerno ha assolto C.L. , in atti generalizzato, dal reato di cui all’art. 635 c.p. ascrittogli perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, denunciando violazione di legge, per non essere il reato depenalizzato, in virtù della contestazione in fatto dell’aggravante dell’esposizione del bene alla pubblica fede.
– nel senso dell’esclusione dell’esposizione alla pubblica fede della porta d’ingresso di un esercizio commerciale, Sez. V, n. 46187 del 13.10.2004, Rv. 231168 e Sez. II, n. 44331 del 12.11.2010, Rv. 249181; della porta d’ingresso di un’abitazione, Sez. II, n. 44953 dell’11.10.2016, Rv. 268318; della porta d’ingresso di un locale pubblico, Sez. II, n. 26857 del 17.2.2017, Rv. 270660; della vetrina di un bar, ma alla presenza del titolare, Sez. II, n. 37889 del 22.9.2010, Rv. 248875;
– nel senso dell’esposizione alla pubblica fede della serranda, della vetrina e della mostra di un locale, Sez. I, n. 8088 del 23.5.1986, Rv. 173534; della vetrina di un locale pubblico affacciata sul marciapiede, Sez. II, n. 23282 del 17.3.2015, Rv. 263626.
1.1.1. Deve, in proposito, premettersi che il reato di danneggiamento aggravato per essere la cosa danneggiata esposta alla pubblica fede può avere ad oggetto sia le cose mobili che quelle immobili, poiché l’ambito di applicazione dell’aggravante ha riguardo alla qualità, alla destinazione e alla condizione delle cose indicate nell’art. 625 n. 7 cod. pen. e non anche alla natura mobile o immobile del bene danneggiato (Sez. 2, n. 23550 del 12/05/2009).
2. In accoglimento del ricorso del PG, va, quindi, annullata la sentenza impugnata, con rinvio al Giudice di pace di Salerno per nuovo giudizio, che andrà condotto uniformandosi al seguente principio di diritto:
“Integra l’ipotesi di danneggiamento aggravato, ai sensi dell’art. 635, comma secondo, n. 1, in relazione all’art. 625, comma primo, n. 7 cod. pen. (fatto commesso su cose esposte alla pubblica fede), la forzatura di un cancello di accesso ad un box/garage, poiché al suo interno non è presente il titolare, considerato che la ratio della maggiore tutela accordata alle cose esposte per necessità, per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede va individuata nella minorata possibilità di difesa connessa alla particolare situazione dei beni, in quanto posti al di fuori dalla sfera di diretta vigilanza del proprietario e, quindi, affidati interamente all’altrui senso di onestà e di rispetto”.