Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-3450/del-12-09-2018/ordinamento-penitenziario-il-parere-sulla-riforma-18574/
Timestamp: 2019-02-19 15:51:12+00:00
Document Index: 85742935

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 40', 'art.111', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ']

Regioni.it - n. 3450 del 12-09-2018 - Ordinamento penitenziario: il parere sulla riforma - Regioni.it
Si apprezza positivamente, nel suo complesso, la modifica dell’art. 11 della L. 354/75 e la modifica dell’art. 40, secondo comma, in relazione alla revisione prevista per adeguare le parti riguardanti l’assistenza sanitaria alle persone detenute e internate alla riforma della sanità penitenziaria di cui al D.Lgs. 230/99.
Si evidenzia, tuttavia, che non viene affrontato il tema della salute mentale (come anche l’abrogazione art.111 e 112 comma 2 o.p., la soppressione istituti/sezioni per infermi o minorati psichici), tematica questa che è sempre stata di grande attenzione e criticità, ed oggi maggiormente attuale dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari che in passato hanno svolto funzione di assistenza e gestione delle persone detenute affette da problematiche psichiatriche; tali aspetti richiederebbero di essere presi in considerazione.
- la modifica dell’art. 2 comma 2 lettera d. del D.Lgs. 230/99 con l’inserimento della parola “marginalità” inserisce una previsione secondo la quale il SSN dovrebbe assicurare al detenuto e all’internato interventi di contrasto alla marginalità sociale. Questa previsione appare decisamente eccedente rispetto al mandato del SSN;
- la modifica dell’art. 11, comma 8, attribuisce al Servizio sanitario competenze tipiche del medico del lavoro o del medico competente. Il comma recita: “controlla periodicamente l’idoneità dei soggetti ai lavori cui sono addetti”. Tuttavia questa attività, prevista dal D.Lgs. n. 81/2008, è specifica del medico competente (medico specialista in medicina del lavoro o affini) e non del medico che gestisce la salute dei detenuti.
Proposte di modifica/integrazione (evidenziate in giallo le integrazioni, in carattere barrato le cancellazioni).
Articolo 1 comma 1 alinea 2:
“Garantisce a ogni istituto un servizio medico e un servizio farmaceutico rispondenti alle esigenze profilattiche e di cura della salute dei detenuti e degli internati.”
Si ricorda che con il D.P.C.M. 01.04.2008 tutte le competenze in materia di sanità penitenziaria sono passate alle Regioni Inoltre l’accordo di CU sottoscritto in data 22/01/2015, rep. atti N./3CU “Linee guida in materia di modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari per adulti; implementazione delle reti sanitarie regionali e nazionali ai sensi dell’art. 9, comma 2, lett. c) del D.lgs 28.8.1997 n.281” ha definito delle linee guida omogenee a livello nazionale per l’intervento sanitario negli istituti di pena italiani, pertanto appare confusiva la dizione di “servizio medico e farmaceutico”, che pare non riconoscere le diverse organizzazioni dei servizi sanitari che i predetti atti consentono, e sembrerebbe escludere eventuali servizi sanitari di altro genere (come il servizio infermieristico). Appare quindi più congruente con la normativa vigente indicare un riferimento più generale al servizio sanitario.
“Garantisce a ogni istituto un servizio medico e un servizio farmaceutico sanitario rispondente alle esigenze profilattiche e di cura della salute dei detenuti e degli internati.”
Articolo 1 comma 1 alinea 4:
“Ove siano necessarie cure o accertamenti sanitari che non possono essere apprestati dai servizi sanitari degli istituti, gli imputati sono trasferiti in strutture sanitarie esterne di diagnosi e cura, con provvedimento del giudice che procede.”
Questa formulazione dell’articolo pare escludere i casi di emergenza, pertanto si propone di modificare come di seguito:
“Ove siano necessarie cure o accertamenti sanitari che non possono essere apprestati dai servizi sanitari degli istituti, gli imputati che esprimono il proprio consenso al ricovero sono trasferiti in strutture sanitarie esterne di diagnosi e cura, con provvedimento del giudice che procede.
Inoltre si propone l’inserimento del seguente testo alla fine del comma 4 dopo le parole “…che lo hanno determinato.”
Nei casi di emergenza/urgenza, il detenuto che necessita di cure immediate e/o urgenti che non possono essere erogate internamente all’istituto di pena è trasferito nel minor tempo possibile presso una adeguata struttura sanitaria esterna.
Articolo 1 comma 1 alinea 7:
“All’atto dell’ingresso in istituto il detenuto e l’internato sono sottoposti a visita medica generale e ricevono dal medico informazioni complete sul proprio stato di salute.
Nella cartella clinica del detenuto o internato il medico annota immediatamente, anche mediante documentazione fotografica, ogni informazione relativa a segni o indicazioni che facciano apparire che la persona possa aver subito violenze o maltrattamenti e, fermo l’obbligo di referto, dà comunicazione al direttore dell’istituto e al magistrato di sorveglianza. I detenuti e gli internati hanno diritto altresì di ricevere informazioni complete sul proprio stato di salute durante il periodo di detenzione e all’atto della rimessione in libertà.
L’assistenza sanitaria è prestata, durante la permanenza nell’istituto, con periodici e frequenti riscontri, indipendentemente dalle richieste degli interessati, e si uniforma ai principi di globalità dell’intervento sulle cause di pregiudizio della salute, di unitarietà dei servizi e delle prestazioni, d’integrazione dell’assistenza sociale e sanitaria e di garanzia della continuità terapeutica.”
Appare del tutto improprio e incongruo il compito assegnato al sanitario di documentare con “fotografie” eventuali lesioni sospette per i nuovi giunti, sussistendo già l’obbligo di legge dell’obbligo del referto che deve essere completo ed esaustivo circa la descrizione dello stato di fatto del paziente.
La cadenza dei controlli clinici non può essere indiscriminatamente operata “con frequenti riscontri” scindendo la tempistica dalla reale necessità clinica imposta dalla evoluzione della patologia, pertanto si propone di modificare come di seguito:
“…L’assistenza sanitaria è prestata proattivamente, durante la permanenza nell’istituto, con periodici e frequenti riscontri effettuati con cadenza allineata ai bisogni di salute del detenuto, indipendentemente dalle richieste degli interessati, e si uniforma ai principi di globalità dell’intervento sulle cause di pregiudizio della salute, di unitarietà dei servizi e delle prestazioni, d’integrazione dell’assistenza sociale e sanitaria e di garanzia della continuità terapeutica.”
Articolo 1 comma 1 alinea 8:
“Il medico del servizio sanitario garantisce quotidianamente la visita degli ammalati e di coloro che ne facciano richiesta, segnala immediatamente la presenza di malattie che richiedono particolari indagini e cure specialistiche, inoltre controlla l’idoneità dei soggetti ai lavori cui sono addetti.”
Anche in questo caso vale la pena sottolineare che l’intervento clinico per essere appropriato deve essere conseguente alla necessità dello stesso. Inoltre si sottolinea che il compito della valutazione di idoneità ai lavori è del medico competente individuato dal Direttore dell’Istituto.
Pertanto si propone di modificare come di seguito:
“Il medico del servizio sanitario garantisce quotidianamente la visita dei detenuti che ne hanno bisogno. di coloro che ne facciano richiesta, e segnala immediatamente la presenza di malattie che richiedono particolari indagini e cure specialistiche.
Il medico competente dell’istituto di pena (ai sensi del D.Lgs 81/2008) controlla l’idoneità dei soggetti ai lavori cui sono addetti.”
Il servizio sanitario si fa carico dei detenuti con patologie croniche secondo criteri di appropriatezza clinica. L’Amministrazione penitenziaria assicura il completo espletamento delle attività sanitarie senza limiti orari che ne impediscono l’effettuazione.
“Nell’ambito della medicina preventiva, l’Amministrazione Penitenziaria garantisce l’attuazione delle misure di prevenzione alla salute (compresa la possibilità di effettuare attività fisica) secondo le indicazioni del servizio sanitario e assicurando idonei spazi”.
Articolo 1 comma 1 alinea 9
“Ai detenuti e agli internati è garantita la necessaria continuità con gli eventuali trattamenti in corso all’esterno o all’interno dell’istituto da cui siano stati trasferiti”
La relazione illustrativa a questo proposito fa riferimento ad un “sistema che consenta ai detenuti di non perdere la priorità acquisita nelle liste d’attesa”. In realtà la necessità ed il diritto del detenuto sono relative alla continuità terapeutica. Quindi se un detenuto è prossimo al trasferimento ma nel contempo ha una visita/esame specialistico esterni altrettanto prossimi, nella prassi si chiede il rinvio del trasferimento sino alla effettuazione della prestazione sanitaria.
Quindi si propone la seguente modifica:
“Ai detenuti e agli internati che debbano essere trasferiti è garantita la necessaria continuità terapeutica con gli eventuali trattamenti in corso all’esterno o all’interno dell’istituto da cui siano stati trasferiti”
Articolo 1 comma 1 alinea 11:
“I detenuti e gli internati sospetti o riconosciuti affetti da malattie contagiose sono immediatamente isolati. Il direttore dell’Istituto, immediatamente informato, ne dà comunicazione al magistrato di sorveglianza.”
Si rileva che nel novero delle malattie contagiose rientrano anche patologie comuni quali l’influenza, pertanto appare opportuno inserire nella norma una più corretta valutazione dei casi.
Si propone di modificare come di seguito:
“Nel caso di diagnosi anche sospetta di malattia contagiosa devono essere messi in atto tutti gli interventi di controllo per evitare insorgenza di casi secondari compreso l’eventuale isolamento.
I detenuti e gli internati sospetti o riconosciuti affetti da malattie contagiose, sono immediatamente isolati. Il direttore dell’Istituto, immediatamente informato, ne dà comunicazione al magistrato di sorveglianza.”
Articolo 1 comma 1 alinea 12:
“I detenuti e gli internati, a tutela del diritto alla salute, possono richiedere di essere visitati a proprie spese da un esercente di una professione sanitaria di loro fiducia. L’autorizzazione, per gli imputati è data dal giudice che procede e per gli imputati dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, per i condannati e gli internati è data dal direttore dell’istituto. Con le medesime forme possono essere autorizzati trattamenti medici, chirurgici e terapeutici da effettuarsi a spese degli interessati da parte di sanitari e tecnici di fiducia nelle infermerie o nei reparti clinici e chirurgici all’interno degli istituti, previ accordi con l’azienda sanitaria competente”
“I detenuti e gli internati, a tutela del diritto alla salute, possono richiedere di essere visitati a proprie spese da un esercente di una professione sanitaria di loro fiducia. L’autorizzazione, per gli imputati è data dal giudice che procede e per gli imputati dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, per i condannati e gli internati è data dal direttore dell’istituto. Con le medesime forme possono essere autorizzati trattamenti medici, chirurgici e terapeutici da effettuarsi a spese degli interessati da parte di sanitari e tecnici di fiducia nelle infermerie o nei reparti clinici e chirurgici all’interno degli istituti, previ accordi con l’azienda sanitaria competente, e nel rispetto delle indicazioni organizzative fornite dalla stessa.”
Art.1 comma 1 alinea 13
“Il direttore generale dell’azienda unità sanitaria dispone la visita almeno due volte l’anno degli istituti di prevenzione e di pena…”
“Il direttore generale dell’azienda unità sanitaria territorialmente competente dispone la visita almeno due volte l’anno degli istituti di prevenzione e di pena…”
Articolo 1 comma 1 alinea 14:
“Il direttore generale dell’azienda unità sanitaria riferisce sulle visite compiute e sui provvedimenti da adottare al Ministero della salute e al Ministero della giustizia, informando altresì i competenti uffici regionali e comunali, il magistrato di sorveglianza”.
“Il direttore generale dell’azienda unità sanitaria riferisce sulle visite compiute e sui provvedimenti da adottare al Ministero della salute e al Ministero della giustizia, informando altresì i competenti uffici regionali e comunali, il magistrato di sorveglianza e il garante regionale per le persone recluse ove nominato»;
Art. 1 comma 2 lettera b)
Al comma 2, lettera d), dopo le parole “disagio psichico e” sono inserite le seguenti parole: “della marginalità”.
Essendo la marginalità un fenomeno di tipo sociale e non sanitario, si propone la seguente modifica con lo stralcio della previsione:
Al comma 2, lettera d), dopo le parole “disagio psichico e” sono inserite le seguenti parole: “della marginalità ”.
Art. 11 comma 1 lettera m)
“ART: 33. Isolamento.
-1. Negli Istituti penitenziari l’isolamento continuo è ammesso:
a) Quando è prescritto per ragioni sanitarie;
Quando è prescritto per ragioni sanitarie, d i cu i all’articolo 1 comma 1 alinea 11.
Si segnala infine l’esigenza presentata dalla Provincia autonoma di Trento che il Parere della Conferenza Unificata evidenzi i vincoli con riguardo alla capienza di detenuti della Casa circondariale di Trento, definiti all’articolo 9 dell’Atto modificativo e aggiuntivo del 2008 dell’Accordo di Programma Quadro sottoscritto fra il Governo, la Provincia autonoma di
Trento e il Comune di Trento, come da nota che si allega.
(06/09/2018) Doc. Approvato - Conferenza Regioni e Province Autonome - SICUREZZA: SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE RIFORMA DELL'ORDINAMENTO PENITENZIARIO
CONFERENZA UNIFICATA DEL 06.09.2018: Parere sullo schema di decreto legislativo recante riforma dell’ordinamento penitenziario