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Timestamp: 2019-06-24 17:22:05+00:00
Document Index: 40607975

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 2120', 'art. 2117', 'art. 23']

Glossario « COVIP
Modalità di adesione alla previdenza complementare consentita a ciascun individuo, a prescindere dalla sua condizione lavorativa o dal possesso di un reddito da lavoro.
Elenco ufficiale tenuto dalla COVIP al quale sono iscritte le forme pensionistiche complementari autorizzate. L’Albo è consultabile sul sito www.covip.it.
È la misura percentuale stabilita legislativamente che si applica al reddito imponibile (vedi Base imponibile) per determinare l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Sono previste diverse aliquote IRPEF, a seconda del livello di reddito. Il reddito è suddiviso in scaglioni a ciascuno dei quali si applica un’aliquota.
Patrimonio del fondo pensione. E’ dato dalla differenza tra il valore di tutte le attività e il valore di tutte le passività; è diviso in quote e frazioni di quote (vedi Risorse destinate alle prestazioni).
Indica il numero di contributi (quindi la lunghezza del periodo di contribuzione) che sono stati accreditati durante la vita lavorativa. Costituisce un requisito per l’accesso alle prestazioni previdenziali unitamente a quello relativo all’età anagrafica.
La Legge di bilancio 2017 ha introdotto in via sperimentale, con effetto dal 1° maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018, la possibilità di ricevere un assegno mensile per coloro che hanno raggiunto i 63 anni di età e possono accedere alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi.
Ape volontaria (anticipo finanziario a garanzia pensionistica) – E’ un prestito corrisposto in quote mensili fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Il prestito è coperto da un fondo di garanzia gestito dall’Inps. La sua restituzione avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia per una durata di venti anni.
L’anticipo finanziario può essere richiesto da dipendenti pubblici e privati e lavoratori autonomi che oltre ai requisiti generali (63 anni di età e mancanza di più di 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia), siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la cui pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’anticipo richiesto, sia pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria.
Organismo tecnico, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia organizzativa, gestionale e contabile; l’ARAN ha la rappresentanza legale di tutte le pubbliche amministrazioni in sede di contrattazione collettiva nazionale.
È l’importo che residua dopo aver applicato al reddito lordo tutte le deduzioni e le riduzioni previste dalla legge e sul quale si applica l’aliquota di imposta.
Parametro oggettivo di riferimento che viene utilizzato di norma per verificare i risultati della gestione, nonché come parametro per impostare le tecniche di gestione dei portafogli. E’ composto da uno o più indicatori finanziari di comune utilizzo individuati coerentemente alla politica di investimento adottata per il fondo/comparto.
È il soggetto legittimato, in quanto indicato dall’iscritto al fondo pensione, a riscattare la posizione individuale in caso di decesso di quest’ultimo prima dell’accesso al pensionamento.
È il contratto stipulato a livello nazionale tra organizzazioni rappresentative dei lavoratori e associazioni dei datori di lavoro di un determinato settore produttivo (o del singolo datore) in cui sono disciplinate le condizioni economiche e giuridiche relative al rapporto di lavoro.
Terminologia che si riferisce all’emissione di quote di diversa categoria a fronte di uno stesso patrimonio in gestione. Tale procedura consente di applicare commissioni di gestione diversificate. L’emissione di differenti classi di quote avviene a fronte di adesioni su base collettiva (fondi pensione aperti) e di convenzionamenti con associazioni di lavoratori autonomi e liberi professionisti (fondi pensione aperti e PIP). L’applicazione di commissioni più basse rispetto all’aliquota base fa sì che le corrispondenti quote assumano nel tempo un valore più alto rispetto a quello della quota base.
Comparatore dei costi
Strumento interattivo pubblicato sul sito web della COVIP in sostituzione degli elenchi ISC (vedi Indicatore sintetico dei costi – ISC) in precedenza pubblicati e ha lo scopo di agevolare il confronto sull’onerosità delle diverse forme pensionistiche. Consultando le tabelle pubblicate nelle sezioni Fondi pensione negoziali, Fondi pensione aperti e PIP è possibile conoscere l’ISC dei comparti in cui sono articolate le forme pensionistiche, distinti per differenti periodi di permanenza (2, 5, 10 e 35 anni) e per categoria di investimento (garantito, obbligazionario, bilanciato e azionario). Il confronto dell’onerosità fra tutti i comparti offerti sul mercato con caratteristiche di investimento simili è inoltre operato mediante modalità grafica. I valori di ISC pubblicati nelle tabelle sono quelli riportati nella “Scheda dei costi” predisposta da ciascuna forma pensionistica. E’ possibile accedere alla Scheda dei costi della singola forma pensionistica anche utilizzando l’elenco dei link delle Schede dei costi anch’esso pubblicato nel sito della COVIP.
Comparti garantiti.
Comparti che prevedono la restituzione del capitale versato o la corresponsione di un rendimento minimo. I comparti destinatari del TFR conferito con modalità tacite devono caratterizzarsi per la presenza almeno della garanzia di restituzione del capitale entro un lasso di tempo e/o al verificarsi di determinati eventi e per l’adozione di una politica di investimento idonea a realizzare con elevata probabilità, in un orizzonte pluriennale, rendimenti pari o superiori al tasso di rivalutazione del TFR (art. 8, comma 9, del Decreto lgs. 252/2005).
Rappresenta l’opzione di investimento offerta dal Fondo pensione all’aderente caratterizzata da una specifica politica di investimento seguita (vedi Multicomparto).
Documento informativo che fornisce annualmente all’aderente informazioni sulla propria posizione individuale e sulle caratteristiche essenziali della forma di previdenza complementare. Deve essere predisposto in conformità allo Schema adottato dalla COVIP.
conferimento tacito – avviene qualora il lavoratore non effettui nei termini di legge una scelta esplicita relativamente al conferimento del TFR maturando. In questo caso il datore di lavoro trasferisce il TFR alla forma pensionistica collettiva di riferimento cioè a un fondo pensione negoziale oppure a un fondo pensione aperto individuato in base ad accordi collettivi. In presenza di più forme pensionistiche collettive, salvo diverso accordo aziendale, il TFR viene trasferito a quella cui abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell’azienda. Qualora non sia possibile individuare il fondo di riferimento con le modalità descritte, il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita presso l’INPS (Fondinps).
Contratti che prevedono l’obbligo dell’assicuratore di versare al beneficiario un capitale o una rendita qualora si verifichi un evento attinente alla vita dell’assicurato (per esempio morte o sopravvivenza ad una certa data). L’art. 2 del Decreto lgs. 209/2005 definisce la classificazione delle assicurazioni sulla vita per ramo. Nella previdenza complementare assume rilievo il ramo VI (operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l’erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell’attività lavorativa). I fondi pensione preesistenti possono continuare a gestire le proprie attività mediante contratti assicurativi del ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana), ramo III (assicurazioni le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di fondi interni assicurativi o di quote di OICR – cosiddetti contratti unit linked – ovvero a indici o ad altri valori di riferimento – cosiddetti contratti index linked) e ramo V (operazioni di capitalizzazione). I PIP possono essere attuati mediante contratti di ramo I e di ramo III, questi ultimi unicamente di tipo unit linked (vedi Rami assicurativi Vita).
Convenzione di gestione (o Mandato di gestione)
Atto scritto tra il fondo pensione e il gestore delle risorse finanziarie (vedi Intermediari finanziari abilitati alla gestione delle risorse dei fondi pensione), che definisce le modalità di gestione delle stesse da parte del gestore in accordo con le direttive impartite dal fondo pensione.
Sono deducibili quelle spese sostenute dal contribuente che la normativa fiscale consente di portare in sottrazione direttamente dal reddito imponibile (vedi Base imponibile) sul quale successivamente si andrà ad applicare l’aliquota di imposta (vedi Aliquota IRPEF), ottenendo così una riduzione del carico fiscale.
Soggetto che ha i requisiti di cui all’art. 47 del Decreto lgs. 58/1998, presso il quale sono depositate le risorse dei fondi pensione. Esegue le istruzioni del gestore se non sono contrarie alla legge e allo Statuto/Regolamento del fondo pensione e ai criteri di investimento stabiliti nel decreto disciplinante i criteri e i limiti per gli investimenti dei fondi pensione (DM Economia 166/2014) e nel Decreto lgs. 252/2005.
Documento che illustra l’obiettivo finanziario della gestione, l’allocazione strategica delle attività, gli strumenti finanziari nei quali la forma pensionistica intende investire, i criteri di attuazione delle scelte di investimento, i compiti e le responsabilità dei soggetti coinvolti nel processo di investimento, il sistema di controllo della gestione finanziaria. Il documento deve essere redatto da tutte le forme pensionistiche complementari fatta eccezione per i fondi interni costituiti come mera posta contabile nel passivo di bilancio di società ed enti e per le forme pensionistiche che hanno un numero di aderenti inferiore a 100. Deve essere predisposto in conformità alle istruzioni della COVIP.
Duration (durata finanziaria)
Costituisce un indicatore del rischio di tasso di interesse cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua versione più comune è calcolata come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati a un titolo obbligazionario. La duration modificata esprime invece la semi elasticità del prezzo di un titolo rispetto al rendimento ed è calcolata come rapporto tra la variazione percentuale del prezzo e la variazione assoluta del rendimento.
EBA (European Banking Authority) – Autorità Bancaria Europea
È l’Autorità europea che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo. Operativa dal 1° gennaio 2011, ha sostituito il CEBS (Committee of European Banking Supervisors), che è stato contestualmente soppresso. Gli obiettivi generali dell’Autorità sono assicurare la stabilità finanziaria nell’UE e garantire l’integrità, l’efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario. Fa parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (ESFS – European System of Financial Supervision) (vedi ESFS, ESMA, EIOPA, ESRB).
Enti previdenziali privati di base
Enti di previdenza di cui ai Decreti lgs. 509/1994 e 103/1996. Essi sono costituiti nella forma di associazione o fondazione e sono finalizzati all’erogazione di prestazioni pensionistiche, perlopiù di base, e assistenziali in favore di varie categorie di liberi professionisti, e in taluni casi di lavoratori dipendenti, e dei loro familiari e superstiti. Pur perseguendo finalità pubbliche, godono di autonomia gestionale, organizzativa e contabile. Sono soggetti a una vigilanza esercitata, con diverse competenze, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e dal Ministero dell’economia e delle finanze (in taluni casi affiancati da altri Ministeri competenti in relazione alle specifiche platee di riferimento), dalla Corte dei Conti e dal Parlamento. La COVIP, a seguito del Decreto legge 98/2011, convertito con modificazioni dalla Legge 111/2011, esercita il controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio di tali enti.
EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority) – Autorità Europea delle Assicurazioni e delle Pensioni Aziendali e Professionali
Autorità istituita con Regolamento UE 24 novembre 2010 n. 1094 del Parlamento europeo e del Consiglio. Fa parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (ESFS – European System of Financial Supervision) (vedi ESFS, EBA, ESMA, ESRB). L’EIOPA, operativa dal 1° gennaio 2011, ha sostituito il CEIOPS (Committee of European Insurance and Occupational Pensions Supervisors), che è stato contestualmente soppresso. Fanno parte del Board of Supervisors rappresentanti di alto livello delle competenti autorità di vigilanza nazionali. Oltre a fornire consulenza alle istituzioni dell’Unione, l’EIOPA ha il compito di assicurare in materia di fondi pensione e compagnie di assicurazione una migliore protezione dei consumatori, un efficace e consistente livello di regolamentazione e vigilanza a livello europeo, di armonizzare le regole e le pratiche di vigilanza a livello europeo, di vigilare sui gruppi operanti a livello transfrontaliero e promuovere interventi coordinati a livello europeo. Inoltre l’EIOPA ha la responsabilità di contribuire al perseguimento dell’obiettivo di stabilità del sistema finanziario, della trasparenza dei mercati e degli strumenti finanziari e della protezione degli aderenti e dei beneficiari dei piani pensionistici e assicurativi.
ESFS (European System of Financial Supervision) – Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria
Il Sistema costituisce l’architettura istituzionale della vigilanza finanziaria europea creata a seguito della crisi finanziaria. Proposto dalla Commissione europea nel 2009, è costituito da una rete integrata di autorità di vigilanza nazionali e di tre autorità di vigilanza europee, competenti nella supervisione rispettivamente del settore bancario (European Banking Authority – EBA), degli strumenti e dei mercati finanziari (European Securities and Markets Authority – ESMA) e delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (European Insurance and Occupational Pensions Authority – EIOPA). Esse si coordinano attraverso il Comitato congiunto (Joint Committee) elaborando, se del caso, posizioni comuni al fine di assicurare la coerenza intersettoriale delle attività esplicate. Le tre autorità europee sono nate dalla trasformazione dei precedenti comitati di terzo livello (CEBS, CESR, CEIOPS) e ne hanno assunto tutti i compiti esistenti. Il sistema comprende inoltre il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB - European Systemic Risk Board) (vedi EBA, EIOPA, ESMA, ESRB).
ESMA (European Securities and Markets Authority) – Autorità Europea di Supervisione degli Strumenti e dei Mercati Finanziari
È l’Autorità che contribuisce a salvaguardare la stabilità del sistema finanziario dell’Unione europea, garantendo l’integrità, la trasparenza, l’efficienza e il regolare funzionamento dei mercati mobiliari, nonché a migliorare la tutela degli investitori. Operativa dal 1° gennaio 2011, ha sostituito il CESR (Committee of European Securities Regulators), che è stato contestualmente soppresso. L’ESMA favorisce la convergenza della vigilanza sia tra le autorità di regolamentazione dei valori mobiliari sia tra i settori finanziari. L’ESMA fa parte dell’ESFS (European System of Financial Supervision) (vedi ESFS, EBA, EIOPA, ESRB).
ESRB (European Systemic Risk Board) – Comitato Europeo per il Rischio Sistemico
Il Comitato è stato istituito con regolamento UE 24 novembre 2010, n. 1092 del Parlamento europeo e del Consiglio. L’ESRB dal 1° gennaio 2011 è responsabile della vigilanza macro-prudenziale nell’ambito dell’Unione europea. Il presidente della BCE riveste la carica di presidente dell’ESRB. L’organo decisionale del Comitato è il General Board, composto dai rappresentanti di alto livello della BCE, delle banche centrali nazionali, delle Autorità di regolamentazione e vigilanza nazionali ed europee e della Commissione europea. L’ESRB identifica i rischi alla stabilità del sistema finanziario europeo e, ove necessario, emette segnalazioni e raccomanda l’adozione di provvedimenti per far fronte a tali rischi. Il Comitato verifica l’osservanza delle segnalazioni e delle raccomandazioni emanate: in caso di inazione, i destinatari delle raccomandazioni sono tenuti a fornire adeguate giustificazioni. Qualora la risposta sia ritenuta inadeguata, l’ESRB informa, sulla base di rigorose norme di riservatezza, i destinatari, il Consiglio europeo e l’Autorità europea di vigilanza interessata. Il Comitato fa parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (ESFS) e svolge i suoi compiti in stretta cooperazione con le Autorità di vigilanza degli Stati membri, con l’Autorità bancaria europea (EBA), l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA), l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), nonché con le altre autorità che si occupano di stabilità finanziaria in ambito internazionale (vedi ESFS, EBA, EIOPA e ESMA).
Consiste nell’affidare a terzi (consulenti, professionisti) alcune attività del fondo pensione come, ad esempio, la gestione del service amministrativo.
OICR diversi dagli OICVM.
Modalità di gestione degli investimenti che prevede la costituzione di appositi fondi all’interno dell’impresa di assicurazione in cui vengono investiti i premi versati dagli assicurati che hanno sottoscritto particolari polizze assicurative (ad esempio, polizze di ramo III).
Fondo previsto all’art. 1, comma 755, della Legge 296/2006 (Legge finanziaria 2007), gestito dall’INPS; al Fondo affluisce il TFR maturando dei lavoratori dipendenti di aziende con almeno 50 addetti, che intendano conservare il TFR secondo la disciplina dell’art. 2120 del codice civile. Le risorse affluite al Fondo sono destinate a esigenze di finanza pubblica del tutto distinte da quelle previdenziali.
Fondi pensione di tipo “occupazionale”
Sono fondi istituiti in stretta connessione a un’attività lavorativa, per i quali il datore di lavoro svolge una funzione essenziale, come parte istitutiva e/o soggetto tenuto alla contribuzione. Nei piani a contribuzione definita, talvolta il datore di lavoro riveste anche il ruolo di garante delle prestazioni.
Fondi pensione istituiti da banche, SGR, SIM e imprese di assicurazione rivolti, in linea di principio, a tutti i lavoratori. L’adesione è consentita su base individuale ovvero su base collettiva. Possono aderire a tali fondi anche soggetti che non svolgono attività lavorativa. I fondi pensione aperti sono istituiti come patrimonio di destinazione ai sensi dell’art. 2117 del codice civile, con delibera dell’organo di amministrazione della società.
Fondi pensione già istituiti alla data del 15 novembre 1992, prima dell’entrata in vigore del Decreto lgs. 124/1993. Con DM Economia 62/2007 è stata dettata la disciplina per l’adeguamento alla nuova normativa di sistema introdotta dal Decreto lgs. 252/2005. Sono denominati fondi pensione preesistenti autonomi quelli dotati di soggettività giuridica. Sono denominati fondi pensione preesistenti interni quelli costituiti come poste di bilancio o patrimonio di destinazione delle imprese – banche, imprese di assicurazione e società non finanziarie – presso cui sono occupati i destinatari dei fondi stessi. Il Decreto lgs. 252/2005 ha trasferito alla COVIP la vigilanza sui fondi interni bancari e assicurativi, in precedenza sottoposti rispettivamente alla supervisione della Banca d’Italia e dell’IVASS.
Sono gli strumenti dell’autonomia collettiva alla base della costituzione delle forme pensionistiche complementari di natura negoziale (ad esempio i contratti o gli accordi collettivi, anche aziendali).
Forme di previdenza ad adesione volontaria istituite per erogare agli iscritti un trattamento previdenziale complementare a quello pubblico. Sono forme pensionistiche “di nuova istituzione” i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti e i PIP (vedi Fondi pensione; PIP).
FSB (Financial Stability Board) – Comitato per la Stabilità Finanziaria
Trae origine dalla trasformazione nel 2008 del precedente Financial Stability Forum costituito nel 1999. Riunisce i rappresentanti dei governi, delle banche centrali e delle autorità nazionali di vigilanza sulle istituzioni e sui mercati finanziari, di istituzioni finanziarie internazionali, di associazioni internazionali di autorità di regolamentazione e supervisione e di comitati di esperti di banche centrali allo scopo di promuovere la stabilità finanziaria a livello internazionale, migliorare il funzionamento dei mercati, e ridurre il rischio sistemico attraverso lo scambio di informazioni e la cooperazione internazionale tra le autorità di vigilanza.
Nelle assicurazioni sulla vita, fondo appositamente creato dall’impresa di assicurazione e gestito separatamente rispetto al complesso delle attività dell’impresa. Le gestioni separate sono utilizzate nei contratti di ramo I (vedi Contratti di assicurazione sulla vita) e sono caratterizzate da una composizione degli investimenti tipicamente prudenziale. Il rendimento ottenuto dalla gestione separata e retrocesso agli aderenti viene utilizzato per rivalutare le prestazioni previste dal contratto. Generalmente viene anche riconosciuta una garanzia di restituzione del capitale versato e/o di un rendimento minimo e il consolidamento annuo dei risultati (ciò significa che i rendimenti realizzati sono definitivamente acquisiti e non possono essere modificati dalle eventuali perdite o dai minori rendimenti degli anni successivi).
Polizze in cui l’entità del capitale assicurato dipende dall’andamento nel tempo del valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento.
Indice utilizzato per calcolare i rendimenti aggregati dei fondi pensione negoziali, dei fondi pensione aperti e dei PIP (limitatamente a quelli di tipo unit linked). L’indice viene calcolato con riferimento sia all’intero aggregato sia alle singole tipologie di comparto (vedi Multicomparto). Il rendimento medio dei fondi e dei comparti è calcolato come variazione degli indici di capitalizzazione: rt,k = (It – Ik)/Ik. Una metodologia analoga viene utilizzata per calcolare il rendimento medio dei mandati di gestione e dei benchmark (vedi Benchmark). Il rendimento medio dei fondi e dei comparti è al netto degli oneri che gravano sui fondi (compresi quelli fiscali). Nel caso dei mandati, il rendimento è al lordo degli oneri di gestione (finanziaria e amministrativa) e delle imposte. Il rendimento del benchmark viene calcolato al netto dell’imposta sostitutiva secondo una metodologia definita da COVIP.
E’ la sezione della Nota informativa che, secondo il nuovo Regolamento sulle modalità di adesione alle forme pensionistiche complementari, a partire dal 1 giugno 2017, deve essere consegnata ai potenziali aderenti prima dell’adesione. L’‘Informazioni chiave per l’aderente’ è un documento che deve essere predisposto in conformità dello Schema adottato dalla COVIP e in coerenza con lo Statuto o con il Regolamento della forma previdenziale. E’ un documento snello che contiene in forma sintetica e con l’ausilio di rappresentazioni grafiche tutte le informazioni chiave relative alla forma pensionistica. La Nota informativa in versione integrale, unitamente allo Statuto o Regolamento e, per i PIP, alle Condizioni generali di contratto, deve essere pubblicata sul sito e consegnata gratuitamente solo agli aderenti che ne facciano richiesta.
IOPS (International Organisation of Pensions Supervisors)
Organismo associativo indipendente, istituito nel 2004, che raccoglie su scala mondiale le autorità di vigilanza sulle forme pensionistiche operanti nei diversi paesi. Compito dello IOPS è di contribuire a migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di vigilanza sui fondi pensione nonché di promuovere la cooperazione fra le autorità di vigilanza.
Indicatore che fornisce una rappresentazione immediata dell’incidenza, sulla posizione individuale maturata, dei costi sostenuti dall’aderente durante la fase di accumulo. E’ calcolato secondo una metodologia definita dalla COVIP in modo analogo per tutte le forme di previdenza complementare di nuova istituzione. In particolare, è dato dalla differenza tra due tassi di rendimento: quello relativo a un ipotetico piano di investimento che non prevede costi e il tasso interno di un piano che li considera. L’ISC viene riportato per differenti periodi di permanenza nella forma previdenziale (2, 5, 10 e 35 anni) poiché alcuni costi (costo di iscrizione, spesa annua in cifra fissa o in percentuale sui versamenti) hanno un impatto che diminuisce nel tempo al crescere della posizione individuale maturata. Nel calcolo si fa riferimento a un aderente-tipo che effettua un versamento contributivo annuo di 2.500 euro e si ipotizza un tasso di rendimento annuo del 4 per cento. I costi presi in considerazione sono il costo di iscrizione, la spesa annua (in cifra fissa o in percentuale sui versamenti), le commissioni in percentuale sul patrimonio; viene considerato nel calcolo anche il costo per il trasferimento della posizione individuale, tranne per l’indicatore a 35 anni, dove vale l’ipotesi di pensionamento. Rimangono esclusi tutti i costi che presentano carattere di eccezionalità o che sono collegati a eventi o situazioni non prevedibili a priori (ad esempio, i costi legati all’esercizio di prerogative individuali o quelli derivanti dalle commissioni di incentivo eventualmente previste per la gestione finanziaria). Sul sito della COVIP viene pubblicato il motore di confronto degli ISC relativi a ciascun comparto dei fondi pensione negoziali, dei fondi pensione aperti, dei PIP (vedi Comparatore dei costi) nonché l’elenco dei link alle schede dei costi di tutte le forme pensionistiche (compresi i fondi pensione preesistenti).
E’ un documento informativo che contiene una stima della possibile evoluzione della posizione individuale nel periodo di partecipazione alla forma pensionistica e del possibile livello della prestazione complementare spettante al momento del pensionamento. La stima viene compiuta sulla base di alcuni elementi di calcolo predefiniti. Deve essere predisposto in conformità delle istruzioni della COVIP.
Copertura che garantisce all’iscritto il diritto a ricevere una prestazione nel caso di non autosufficienza.
Mandato di gestione (vedi Convenzioni di gestione).
Fondo pensione che prevede un’unica linea o comparto d’investimento.
Ammontare totale dei contributi versati dall’aderente durante l’intera attività lavorativa incrementati dai rendimenti derivanti dall’investimento finanziario degli stessi e dedotti dei costi imputati alla posizione individuale.
Documento che illustra le caratteristiche e il funzionamento della forma pensionistica. Deve essere predisposto in conformità allo Schema adottato dalla COVIP e in coerenza con lo Statuto o con il Regolamento della forma. Dal 1 giugno 2017 la Nota informativa, unitamente allo Statuto o Regolamento e, per i PIP, alle Condizioni generali di contratto, deve essere pubblicata sul sito e consegnata gratuitamente solo agli aderenti che ne facciano richiesta (vedi Informazioni chiave per l’aderente).
Organizzazione, nata nel 1961, al fine di promuovere forme di cooperazione e coordinamento in campo economico. Raccoglie oggi l’adesione di 35 paesi (vedi Paesi dell’OCSE).
L’organismo istituito per la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, il cui patrimonio è raccolto tra una pluralità di investitori mediante l’emissione e l’offerta di quote o azioni, gestito in monte nell’interesse degli investitori e in autonomia dai medesimi nonché investito in strumenti finanziari, crediti, inclusi quelli erogati, a favore di soggetti diversi da consumatori, a valere sul patrimonio dell’OICR, partecipazioni o altri beni mobili o immobili, in base a una politica di investimento predeterminata. La voce comprende gli OICVM e gli altri fondi comuni di investimento.
La voce comprende gli OICR che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2009/65/CE.
Organismo obbligatorio nei fondi pensione aperti che prevedono la possibilità di adesioni collettive; è composto da due membri indipendenti e da un rappresentante, rispettivamente, del datore di lavoro e dei lavoratori, per ogni adesione collettiva che comporti l’iscrizione di almeno 500 lavoratori di una singola azienda o di un medesimo gruppo; deve rappresentare adeguatamente gli interessi degli aderenti e verificare che l’amministrazione e la gestione del fondo pensione avvengano nel loro esclusivo interesse.
Paesi del G20
Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sudafrica, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti. Partecipa anche l’Unione Europea (EU) rappresentata dalla Presidenza di turno del Consiglio europeo e dalla BCE.
Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Slovacca, Slovenia e Spagna.
Australia, Austria, Belgio, Canada, Cile, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia e Ungheria.
Soggetti che percepiscono una prestazione pensionistica complementare in rendita erogata dal fondo pensione al quale hanno aderito ovvero erogata tramite imprese di assicurazione.
Forme pensionistiche individuali realizzate attraverso contratti di assicurazione sulla vita (vedi Contratti di assicurazione sulla vita). Non possono essere destinatari di conferimento con modalità tacite del TFR. L’impresa di assicurazione può prevedere che la posizione individuale dell’aderente sia collegata a gestioni separate di ramo I e/o a fondi interni assicurativi (vedi Gestione separata) oppure a OICR (unit linked rientranti nel ramo III). Non è invece possibile istituire PIP mediante prodotti index linked, pure rientranti nel ramo III. Sono denominati PIP “nuovi” – PIP conformi al Decreto lgs. 252/2005 e iscritti all’Albo tenuto dalla COVIP; possono essere PIP “vecchi” successivamente adeguati o PIP istituiti successivamente al 31 dicembre 2006. Sono denominati PIP “vecchi” – PIP relativi a contratti stipulati fino al 31 dicembre 2006 per i quali l’impresa di assicurazione non abbia provveduto agli adeguamenti di cui all’art. 23, comma 3 del Decreto lgs. 252/2005.
Per ramo assicurativo si intende la gestione della forma assicurativa corrispondente a un determinato rischio o ad un gruppo di rischi tra loro simili, distinguendo il Ramo Vita e il Ramo Danni. All’interno del Ramo Vita vi sono in particolare le seguenti tipologie contrattuali: Ramo I – assicurazioni sulla durata della vita umana; Ramo II – assicurazioni di nuzialità e natalità; Ramo III – assicurazioni sulla vita connesse con fondi di investimento o indici; Ramo IV – assicurazioni malattia a lungo termine; Ramo V – operazioni di capitalizzazione; Ramo VI – gestione di fondi pensione.
Valutazione, formulata da un’agenzia privata specializzata, del merito di credito di un soggetto emittente obbligazioni sui mercati finanziari internazionali; esso fornisce agli operatori finanziari un’informazione omogenea sul grado di rischio dei singoli emittenti. Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch sono le agenzie di rating più rappresentative. Per l’assegnazione del rating, le agenzie definiscono una scala alfanumerica ordinale nella quale le diverse categorie di rischio di credito sono elencate in ordine crescente di rischiosità: per il debito a lungo termine la valutazione AAA indica il giudizio massimo di affidabilità.
Regime di calcolo della pensione
Regime di calcolo della prestazione pensionistica che si basa sui contributi versati nel corso dell’intera vita lavorativa, rivalutati annualmente con un coefficiente di capitalizzazione, e sull’età al momento del pensionamento. Per ottenere il valore della prestazione il montante così ottenuto viene correlato, mediante coefficienti di trasformazione, alla speranza di vita del soggetto al momento del pensionamento.
Regime di calcolo della prestazione pensionistica che si basa sulla anzianità contributiva acquisita e sulla retribuzione percepita nel periodo lavorativo.
Regime di finanziamento
Regime finanziario di gestione nel quale i contributi previdenziali versati nell’anno solare di riferimento per i lavoratori attivi sono utilizzati per finanziare l’erogazione delle prestazioni previdenziali ai pensionati; in tal modo non c’è alcuna accumulazione di risorse finanziarie e la gestione è puramente amministrativo/contabile.
Regime finanziario di gestione nel quale i contributi versati per i lavoratori attivi vengono accantonati, anche in conti individuali, e vengono gestiti secondo le tecniche dell’investimento finanziario con la finalità di costituire un montante per la successiva erogazione della pensione.
Rendimenti netti dei PIP
La disciplina fiscale dei PIP, a differenza di altre forme pensionistiche complementari, prevede che la tassazione gravi sulla singola posizione individuale e non sul patrimonio della gestione. Per assicurare la confrontabilità dei risultati della gestione finanziaria fra forme, la COVIP ha definito una metodologia per calcolare i rendimenti dei PIP al netto della fiscalità, applicando un fattore di nettizzazione al rendimento lordo. Tale fattore è determinato annualmente considerando l’aliquota ordinaria del 20 per cento ridotta in base alla quota del patrimonio investita direttamente e tramite OICR in titoli pubblici ed equiparati, i quali scontano l’aliquota agevolata del 12,5 per cento.
Il rendimento netto RN pertanto si determina moltiplicando il rendimento lordo RL per un fattore di nettizzazione c = (1 – τ) secondo la formula RN = RL × c.
Il fattore di nettizzazione c dal 1° gennaio 2015 è pari a: (1 – (0,125 × wts + 0,2 × (1 – wts))) dove wts è la quota del portafoglio investita direttamente e tramite OICR in titoli del debito pubblico ed equiparati, così come individuati dalla normativa vigente.
Nella previdenza complementare equivale alla prestazione pensionistica che l’impresa di assicurazione si impegna ad erogare periodicamente al pensionato a fronte della cessione dell’ammontare totale o parziale della propria posizione individuale accumulata (montante). E’ calcolata in base al coefficiente di trasformazione (vedi Coefficiente di trasformazione).
Prestazione erogata in un’unica soluzione, antecedentemente all’accesso al pensionamento in presenza di determinate situazioni attinenti l’iscritto. Si ha riscatto parziale (50 per cento della posizione individuale) per eventi quali l’inoccupazione per periodi compresi fra 12 e 48 mesi, il ricorso a procedure di mobilità, la cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria. Il riscatto totale della posizione individuale è ammesso in caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo, in caso di inoccupazione superiore ai 48 mesi o in caso di perdita dei requisisti di partecipazione alla forma pensionistica complementare previsti negli statuti e nei regolamenti.
Erogazione frazionata del montante accumulato da un aderente ad una forma pensionistica per un periodo massimo di 3 anni e 7 mesi fino al conseguimento dei requisiti per il trattamento pensionistico complementare. Possibili destinatari della RITA sono i soggetti che hanno i requisiti di età, contributivi e di maturazione del diritto a pensione di vecchiaia previsti per la percezione dell’APE (vedi APE), in possesso dell’apposita certificazione rilasciata dall’INPS e che abbiano cessato l’attività lavorativa. La RITA è stata prevista dalla Legge di bilancio per il 2017 in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.
L’OICR aperto costituito in forma di società per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico di proprie azioni.
L’OICR chiuso costituito in forma di società per azioni a capitale fisso con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta di proprie azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi.
Speranza di vita (all’età x)
Funzione biometrica che esprime il numero medio di anni che restano da vivere ai sopravviventi all’età x.
Ammontare corrisposto al lavoratore del pubblico impiego che risultava in servizio al 31 dicembre 2000 al momento della cessazione del rapporto lavorativo. Le principali forme di TFS sono: l’indennità di buonuscita, l’indennità premio di servizio e l’indennità di anzianità. L’indennità di buonuscita, che viene corrisposta al personale civile e militare dello Stato, è pari all’80 per cento dell’ultima retribuzione mensile, comprensiva della tredicesima mensilità, moltiplicato per gli anni di servizio maturati. L’indennità premio di servizio, erogata al personale sanitario e degli enti locali, è pari a 1/15 dell’80 per cento dell’ultima retribuzione annua moltiplicato per gli anni di servizio maturati. L’indennità di anzianità, corrisposta al personale del parastato, si calcola moltiplicando l’ultima retribuzione mensile, comprensiva della tredicesima mensilità, per gli anni di servizio maturati. Ai dipendenti pubblici assunti dopo il 31 dicembre 2000 si applica la disciplina del TFR (vedi Trattamento di fine rapporto).
Turnover (Tasso di rotazione del patrimonio investito)
Indicatore che esprime la quota del portafoglio titoli che nel periodo di riferimento (in genere l’anno) è stata “ruotata” ovvero sostituita con altri titoli o forme di investimento (Circolare COVIP del 17 febbraio 2012).
Soggetti iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 29 aprile 1993 e iscritti alla previdenza complementare prima della data di entrata in vigore della Legge 421/1992. La condizione di “vecchio iscritto” si perde in caso di riscatto dell’intera posizione maturata.