Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-27035-del-23-10-2019
Timestamp: 2020-05-29 04:19:35+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 27035 del 23/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27035 del 23/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 23/10/2019, (ud. 12/06/2019, dep. 23/10/2019), n.27035
sul ricorso 21586-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 291/22/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di due motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia, indicata in epigrafe, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzone (OMISSIS) e (OMISSIS) del Comune di Lecce”, per la quale era stato effettuato “un riclassamento generalizzato di tutte le unità immobiliari comprese nelle richiamate microzone, attribuendo a ciascuna di esse una classe superiore, ferma restando la categoria catastale”. In particolare la C.T.R. ha ritenuto l’avviso di accertamento carente di motivazione, in quanto la motivazione va valutata necessariamente in relazione ai singoli atti di classamento e nella fattispecie si appalesa generica, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, “da risultare meramente apparente e quindi inesistente” poichè “non si dà conto in modo specifico della sussistenza dei presupposti per dar corso alla revisione generalizzata del classamento per tutti gli immobili compresi nelle microzone interessate”.
E.R. è rimasto intimato.
che, col secondo motivo, si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e della L. n. 212 del 2000, art. 7, in combinato disposto, avendo la C.T.R. mancato di considerare che la norma in questione sarebbe volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni, garantendo l’equità fiscale tra i cittadini all’interno di uno stesso Comune e, dunque, avrebbe consentito una revisione generalizzata dei classamenti degli immobili di proprietà.
La sentenza impugnata è stata pubblicata il 26 gennaio 2018, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. Sez. 6-5. n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione.
Il secondo motivo, violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e della L. n. 212 del 2000, art. 7, in combinato disposto, è infondato.
Questo Collegio ritiene di non dare seguito all’orientamento espresso nella sentenza Sez. 5, n. 21176 del 19 ottobre 2016 circa la motivazione degli atti di classamento, trattandosi di un precedente rimasto isolato; nulla sulle spese, in mancanza di costituzione dell’intimato.