Source: https://www.diritto.it/codice-dei-contratti-pubblici-in-vigore-dal-25-agosto-2007-una-nuova-causa-di-esclusione-per-gli-appalti-di-servizi-e-forniture-vedi-anche-lettera-circolare-n-10797-del-ministero-del-lavoro-e-dell/
Timestamp: 2018-09-26 10:53:11+00:00
Document Index: 105339350

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 36', 'art. 650', 'art. 17', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 86', 'art. 4', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 36']

L’articolo 38 (Requisiti di ordine generale ) del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) al punto m) _ nei cui confronti è stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo dell’8 giugno 2001 n. 231 (dal 25 agosto comprensiva anche dell’articolo 25-sexies: Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro_ come modificato dall’articolo 9 della Legge 123/2007) o altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione compresi i provvedimenti interdittivi di cui all’articolo 36-bis, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006 n. 248 (valido solo in campo edile) _ va ulteriormente integrato con il testo seguente << nonché compreso quanto predisposto dall’articolo 5 della Legge 123/2007 >>(valido per tutte le attività imprenditoriali, quindi anche negli appalti di servizi e forniture>>
il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, puo’ adottare provvedimenti di sospensione di un’attivita’ imprenditoriale qualora riscontri
l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati
in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni,
di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro
a) Art. 1: Delega al Governo per predisporre il Testo Unico sulla salute, igiene e sicurezza sul lavoro (9 mesi di tempo)
b) Artt. da a 12: altre Norme immediatamente precettive, tra cui:
– Art. 5 (in vigore dal 25 agosto 2007), sospensione dell’attività in caso di violazione:
–> alle norme sul "lavoro nero"
–> alle norme sulla sicurezza sul lavoro
– Modifica al D.Lgs. 626/94 (Art. 7, 18 e 19)
– Modifica al "Codice Appalti" e al sistema "vigilanza e controlli"
– Obbligo della tessera di riconoscimento per i lavoratori in appalto
– Programmi nelle scuole
– Crediti d’imposta e incentivi alla Formazione
– Disposizioni per il contrasto al lavoro irregolare
– Ulteriori norme sulla sicurezza sul lavoro
– Applicabilità del D.Lgs. 231/2001 (sanzioni interdittive e pecuniarie a Società ed Enti).
Conversione del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223
Titolo III – MISURE IN MATERIA DI CONTRASTO ALL’EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE, DI RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILE, DI POTENZIAMENTO DEI POTERI DI CONTROLLO DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA, DI SEMPLIFICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI TRIBUTARI E IN MATERIA DI GIOCHI
(lettera aggiunta dall’articolo 5, comma 5, legge n. xxx del 2007)
. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come modificato dal presente articolo, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, puo’ adottare provvedimenti di sospensione di un’attivita’ imprenditoriale qualora riscontri l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, ovvero di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. L’adozione del provvedimento di sospensione e’ comunicata alle competenti amministrazioni, al fine dell’emanazione da parte di queste ultime di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonche’ per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni.
si riporta qui di seguito il testo degli allegati della lettera circolare n. 10797 del Ministero del LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE del 22 agosto 2007
c l’impiego di personale in calce indicato non risultante dalle scritture o da altra documentazione
dell’adozione del presente provvedimento di sospensione al fine dell’emanazione da parte di queste
– con provvedimento notificato in data ___________ è stata sospesa l’attività esercitata dalla
– si è provveduto alla regolarizzazione delle violazioni accertate ed in particolare si è
– si è versato al Fondo per l’occupazione l’importo di € ______________________ determinato
– copia del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale;
– ricevuta di versamento della somma di € ______________________ al Fondo per
si riporta qui di seguito il testo della CIRCOLARE N. 29 del 28 settembre 2006 emanata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale DIREZIONE GENERALE PER L’ATTIVITÀ ISPETTIVA
Allegato: modello da utilizzare per l’adozione
Come noto, il D.L. n. 223/2006, convertito con modificazioni dalla L. n. 248/2006 (in G.U. n. 186 dell’11 agosto 2006),
ha introdotto all’art. 36 bis "Misure urgenti per il contrasto del lavoro nero e per la promozione della sicurezza nei
prerogative del personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e, dall’altro, introduce nuovi
"nero" già prevista dall’art. 3, comma 3, D.L. n. 12/2002 (conv. da L. n. 73/2002).
L’art. 36 bis del D.L. n. 223/2006 si caratterizza, anzitutto, per aver concentrato l’attenzione sulle ricadute che l’utilizzo
"(…) il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione dell’Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS) e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
(INAIL), può adottare il provvedimento di sospensione dei lavori nell’ambito dei cantieri edili qualora riscontri
l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, in misura pari o superiore al
La ratio della disposizione, come accennato in premessa, individua una "presunzione" da parte dell’ordinamento circa la
caratterizzano l’attività svolta nel settore edile.
In primo luogo va chiarito l’ambito di applicazione della disposizione che – stante il riferimento a "l’ambito dei cantieri
edili" – sembra coincidere con le imprese che svolgono le attività descritte dall’allegato I del D.Lgs. n. 494/1996, nel
che operano comunque nell’ambito delle realtà di cantiere.
Per quanto concerne l’"oggetto" del provvedimento di sospensione dei lavori si ritiene che lo stesso vada riferito ad ogni
singola azienda che, nell’ambito del cantiere, presenti i presupposti di irregolarità individuati dalla disposizione in
Venendo invece alle condizioni individuate dalla norma per l’adozione del provvedimento di sospensione si ritiene
rapportata alla totalità dei lavoratori della singola impresa operanti nel cantiere al momento dell’accesso ispettivo (e non
già complessivamente in forza all’azienda) risultanti dalle "scritture o da altra documentazione obbligatoria" come sopra
chiarito. A titolo esemplificativo si consideri l’ipotesi di un’impresa con 30 dipendenti in forza che occupa in un
cantiere, al momento dell’accesso ispettivo, 10 lavoratori, di cui 3 non iscritti sul libro matricola. Detta impresa potrà
(l’art. 8 bis della L. n. 689/1981, ad esempio, prende in considerazione gli ultimi 5 anni), tale da non poter considerare la
ricordato che la ratio della disposizione è quella di garantire l’integrità psicofisica dei lavoratori operanti nel settore
edile e tale finalità deve opportunamente guidare il personale ispettivo nell’esercizio del potere discrezionale
riconosciuto dalla disposizione. Proprio sulla base di tale premessa, quindi, considerata l’oggettività e la determinatezza
circostanze particolari che suggeriscano, sotto il profilo dell’opportunità, di non adottare il provvedimento in questione.
In particolare, un utile criterio volto ad orientare la valutazione dell’organo di vigilanza va legato alla natura del rischio
dell’attività svolta dai lavoratori irregolari, tenendo conto che il provvedimento può non essere adottato:
2) quando l’interruzione dell’attività svolta dall’impresa determini a sua volta una situazione di pericolo per
l’incolumità dei lavoratori delle altre imprese che operano nel cantiere (si pensi, ad esempio, alla sospensione
di uno scavo in presenza di una falda d’acqua o a scavi aperti in strade di grande traffico, a demolizioni il cui
necessità di ultimare eventuali lavori di rimozione di materiale nocivo quale l’amianto).
Tenendo conto di quanto sopra evidenziato e rilevata la necessità che l’obbligo di motivazione comporta sempre una
adeguata valutazione dei presupposti del provvedimento di sospensione, si richiama l’attenzione del personale ispettivo
sull’esigenza di specificare, oltre che nel provvedimento stesso, anche nel verbale di accertamento, le specifiche fasi di
lavorazione effettuate dall’azienda al momento della verifica ispettiva.
di vigilanza degli istituti previdenziali e assicurativi accertino la sussistenza dei presupposti che legittimano l’adozione
dovute valutazioni ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione dei lavori.
Si sottolinea, inoltre, che l’informativa ai competenti uffici del Ministero delle infrastrutture relativa all’adozione del
L’art. 36 bis, al comma 2, stabilisce inoltre che "è condizione per la revoca del provvedimento da parte del personale
b) l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni alla
legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni. È comunque fatta salva l’applicazione delle
previdenziali ed assicurativi, è necessaria anche l’ottemperanza agli obblighi più immediati di natura prevenzionistica di
formazione ed informazione sui pericoli legati all’attività svolta nel cantiere nonché alla fornitura dei dispositivi di
A tal proposito, si coglie l’occasione per ricordare al personale ispettivo che, ogniqualvolta venga accertata la presenza
puniti penalmente, legati alla sicurezza dei lavoratori (almeno in riferimento all’omessa sorveglianza sanitaria e alla
obbligatoria relativo a tali ipotesi contravvenzionali e verificare, conseguentemente, l’ottemperanza alla prescrizione
amministrative, stante l’impossibilità sostanziale di unareintegrazione dell’ordine giuridico violato, trattandosi di
L’inosservanza del provvedimento di sospensione dei lavori configura l’ipotesi di reato di cui all’art. 650 c.p. il quale
punisce "chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza
pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene" con l’arresto sino a tre mesi e l’ammenda sino ad € 206. In tal caso, infatti, si è
costituzionalmente tutelato, rientra nell’ambito della nozione di sicurezza pubblica (in tal senso Cass. sez. III 17
Comitato regionale per i rapporti di lavoro di cui all’art. 17 dello stesso decreto) – sembra potersi ammettere un ricorso
Si allega, in calce alla presente circolare, il modello da utilizzare per l’adozione del provvedimento di sospensione dei
Il comma 3 dell’art. 36 bis introduce l’obbligo per i datori di lavoro, nell’ambito dei cantieri edili, di munire il personale
generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.
svolgono le attività di cui all’Allegato I del D.Lgs. 494/1996.
I dati contenuti nella tessera di riconoscimento devono consentire l’inequivoco ed immediato riconoscimento del
cognome e la data di nascita. La tessera inoltre deve indicare il nome o la ragione sociale dell’impresa datrice di lavoro.
dipendenti (cioè massimo nove) possono assolvere all’obbligo di esporre la tessera "mediante annotazione, su apposito
Con riferimento all’ambito applicativo della previsione si precisa che il suddetto limite numerico va riferito al personale
stabilmente in forza all’azienda, tenendo presente che per il computo dello stesso "si tiene conto di tutti i lavoratori
che intrattengono comunque un rapporto continuativo con l’impresa (ad es. collaboratori coordinati e continuativi a
Dalla formulazione della norma, inoltre, si evince che l’obbligo di tenere il registro in argomento è riferito a ciascun
cantiere, cosicché l’impresa interessata è tenuta ad istituire più registri qualora impegnata contemporaneamente in lavori
dell’inizio dell’attività lavorativa giornaliera in quanto trattasi di un registro "di presenza" in cantiere.
Sotto il profilo sanzionatorio la mancata tenuta sul luogo di lavoro del registro ovvero l’irregolare tenuta dello stesso
Nei confronti di tali sanzioni si ricorda da ultimo che non è ammessa la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del
Il comma 6 dell’art. 36 bis ha previsto l’immediata operatività della previsione di cui all’art. 86, comma 10 bis, del
sono tenuti a dare la comunicazione di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510,
Come noto, tale previsione era precedentemente subordinata all’emanazione del decreto interministeriale, non ancora
adottato, di cui al comma 7 dell’art. 4 bis, del D.Lgs. n. 181/2000 cui viene demandata la definizione dei moduli
trovare applicazione lo stesso criterio interpretativo adottato con riferimento al comma 1 dell’art. 36 bis che, come già
che va tenuto presente l’inquadramento – ovvero l’inquadrabilità – previdenziale delle imprese in questione ai fini della
Quanto alla modalità di comunicazione dell’assunzione, che deve risultare da documentazione "avente data certa", si
lavoro in un giorno immediatamente successivo a una giornata festiva, l’adempimento in questione potrà essere
Si ricorda, da ultimo, che la violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro
è punita con la sanzione amministrativa di cui all’art. 19, comma 3, del D.Lgs. n. 276/2003, pari ad una somma da € 100
L’art. 36 bis, comma 7, modifica la c.d. maxisanzione per il lavoro nero, introdotta nel 2002 dal D.L. n. 12/2002 (conv.
da L. n. 73/2002). La legge di conversione del D.L. n. 223/2006 stabilisce che "ferma restando l’applicazione delle
sanzioni già previste dalla normativa in vigore, l’impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra
lavoratore, maggiorata di € 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L’importo delle sanzioni civili connesse
all’omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore di cui al periodo precedente non può essere
Senza modificare il comma 4 dell’art. 3 del D.L. 12/2002 – secondo il quale "alla constatazione della violazione
procedono gli organi preposti ai controlli in materia fiscale, contributiva e del lavoro" – l’art. 36 bis sostituisce invece il
comma 5 del predetto articolo, stabilendo che alla contestazione della sanzione amministrativa ai sensi dell’art. 14 della
Direzione che provvederà successivamente ad emettere l’eventuale ordinanza di ingiunzione o di archiviazione. È infine
stabilito che nei confronti della sanzione non è ammessa la procedura di diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004.
In proposito va anzitutto sottolineato che la sanzione si aggiunge ("ferma restando l’applicazione delle sanzioni già
previste dalla normativa in vigore") ad ogni ulteriore provvedimento di carattere sanzionatorio legato all’utilizzo di
denuncia all’INAIL del codice fiscale ecc.).
Va inoltre sottolineato che la fattispecie in argomento si realizza attraverso "l’impiego" di qualunque tipologia di
obbligatoria, restando invece fuori dall’applicazione della sanzione tutte le forme di prestazione lavorativa che occultano
Per quanto concerne l’importo sanzionatorio, è prevista una sanzione amministrativa da "€ 1.500 a € 12.000 per ciascun
all’omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore non inferiore a € 3.000, "indipendentemente
giornaliere) costituisce una mera maggiorazione della sanzione edittale e perciò per esso non trova applicazione l’art. 16
versamento dei contributivi relativi al periodo di paga in corso al momento dell’accertamento.
scritture o da altra documentazione obbligatoria", nelle ipotesi in cui la condotta sia iniziata anteriormente all’entrata in
successione di leggi nel tempo che sanzionano condotte di natura permanente quale, per l’appunto, quella in esame.
sanzionatorie sopravvenute (v. circ. n. 37/2003). Per quanto attiene alla consumazione dell’illecito di natura permanente
2003, n. 7769) – bisogna tenere presente che lo stesso si realizza, non con l’inizio ma con la cessazione del
comportamento lesivo che, di norma, coincide con la data dell’accertamento da parte del personale ispettivo. Nel caso in
campo di applicazione della nuova disciplina introdotta dall’art. 36 bis, comma 7 che prevede, quale organo competente
alla irrogazione della sanzione, la Direzione provinciale del lavoro e non già l’Agenzia delle Entrate.
􀁆 l’impiego di personale in calce indicato non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria,
NELL’AMBITO DEL CANTIERE EDILE SOPRA IDENTIFICATO.
– è comunque fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali e amministrative vigenti;
– in caso di prosecuzione dei lavori in violazione del presente provvedimento si provvederà ad informare l’Autorità
infrastrutture dell’adozione del presente provvedimento di sospensione al fine dell’emanazione da parte di questi