Source: https://www.laleggepertutti.it/128270_le-spese-scolastiche-detraibili
Timestamp: 2019-03-22 03:06:18+00:00
Document Index: 162129189

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15']

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate sulle spese di mensa, sull’assistenza al pasto, pre e post-scuola: detraibili le spese per questi servizi.
Le spese sostenute dalle famiglie per i servizi scolastici integrativi sono detraibili entro il limite annuo di 400 euro per alunno o studente. Lo precisa la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate pubblicata oggi [1] (riportata qui sotto), che fornisce chiarimenti sulla detrazione dall’Irpef delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione, per un importo annuale non superiore a 400 euro per alunno o studente. Sono escluse dal beneficio le spese relative al servizio di trasporto scolastico.
Detrazione per i servizi scolastici integrativi
Il documento di prassi precisa che la detrazione – per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente – delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione è ammessa anche per le spese sostenute per i servizi scolastici integrativi, quali l’assistenza al pasto, il pre-scuola e il post-scuola. Infatti, questi servizi, pur se forniti in orario extracurricolare, sono di fatto strettamente collegati alla frequenza scolastica e, quindi, sono diretti ad agevolare le spese per la frequenza stessa. Le spese sostenute per la mensa scolastica sono detraibili anche quando questo servizio è reso tramite il Comune o altri soggetti terzi rispetto alla scuola. Non è, quindi, necessario che il servizio di ristorazione scolastica sia deliberato dagli organi di istituto essendo istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Non si detraggono dalle tasse le spese di trasporto
L’articolo 15, comma 1, lettera e-bis), del TUIR, prevede la detraibilità delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’art. 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente.
L’istante, anche a seguito dei chiarimenti forniti sul punto con circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, chiede se siano detraibili, ai sensi della predetta norma, le spese di refezione scolastica per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, nonché le spese relative ai seguenti servizi scolastici integrativi: assistenza al pasto, pre-scuola, post-scuola, trasporto scolastico.
Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa – Ufficio Redditi Fondiari e di Lavoro – Via Cristoforo Colombo, 426 c/d – 00145 Roma
Tel. 06.5054.5460 – Fax 06.5076.9805 – dc.norm.redditifondiariedilavoro@agenziaentrate.it
Roma, 04/08/2016
La legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la “riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” ha riformulato le disposizioni del TUIR riguardanti le detrazioni per le spese di istruzione ed in particolare ha modificato la lett. e) del comma 1 dell’art. 15 – lettera successivamente sostituita anche dall’art. 1, comma 954, lett. b), della legge n. 208 del 2015 -, ed ha inserito, nel medesimo articolo 15, la nuova lettera e-bis).
A seguito di tali modifiche, la lettera e), che precedentemente riguardava tutte le spese di istruzione detraibili, disciplina la sola detrazione delle spese di istruzione universitaria, mentre la successiva lettera e-bis) disciplina la detrazione delle spese “per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente…”.
Riguardo alle tipologie di spesa riconducibili all’art. 15, comma 1, lett. e- bis), del TUIR, la scrivente, con circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, par. 1.15, sentito il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha chiarito che rientrano nella previsione della citata lett. e-bis) le tasse, i contributi obbligatori, nonché i contributi volontari e le altre erogazioni liberali, deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica, ma non per le finalità di cui alla lettera i-octies) del medesimo art. 15. A titolo di esempio, la circolare cita la tassa di iscrizione, la tassa di frequenza e le spese per la mensa scolastica.
Per quanto concerne il servizio di refezione scolastica fornito dai Comuni, con circolare n. 18/E del 6 maggio 2016, par. 2.1, cui si rinvia per ulteriori approfondimenti, è stato precisato che le spese sostenute per la mensa scolastica sono detraibili anche quando tale servizio è reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola. Non è, quindi, necessario che il servizio di ristorazione scolastica sia deliberato dagli organi di istituto essendo istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Attesa la ratio della diposizione in commento, diretta ad agevolare le spese sostenute in relazione alla frequenza scolastica, la scrivente ritiene che siano detraibili, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e-bis), del TUIR, anche le spese sostenute per i servizi scolastici integrativi, quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola; ciò in quanto tali servizi, pur se forniti in orario extracurricolare, sono di fatto strettamente collegati alla frequenza scolastica.
Al riguardo, si osserva, infatti, che consentire la detraibilità delle spese di scuola bus risulterebbe discriminatorio rispetto a chi, avvalendosi dei mezzi pubblici, non avrebbe diritto ad alcuna agevolazione. Si ritiene, pertanto, che dette spese non siano detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e-bis), del TUIR.