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Timestamp: 2020-08-07 09:53:39+00:00
Document Index: 63176090

Matched Legal Cases: ['art. 62', 'art. 58', 'art. 62', 'art. 114', 'sentenza ', 'art. 112', 'sentenza ', 'art_06']

Piazza Grande, Modena, 10.11.1944
Località Piazza Grande, Modena, Modena, Modena, Emilia-Romagna
Data 10 novembre 1944
Descrizione: Nella seconda metà di ottobre del 1944 le prospettive dell’insurrezione generale alimentano le speranze della Resistenza modenese, ma i soldati tedeschi e i fascisti più intransigenti non smettono di alimentare le difese della Linea Gotica e di assestare colpi all’organizzazione partigiana. Le Brigate Nere e i militi della RSI non cessano l’attività di spionaggio e i tentativi di infiltrazione nella rete della Resistenza e trasformano ogni possibilità di accesso alle informazioni sui “ribelli” in un’occasione di vendetta nei confronti dei “traditori” dell’Italia fascista. All’inizio di novembre del 1944 il 42° Comando Provinciale della GNR modenese decide di inasprire le misure punitive e repressive nei confronti dei partigiani arrestati per terrorizzare la cittadinanza e soffocare il consenso delle masse popolari nei confronti della Resistenza. Dopo l’uccisione di quattro fascisti a Soliera, il 10 novembre 1944 gli uomini della “controguerriglia”, facenti capo all’Ufficio Politico Investigativo, organizzano un’azione efferata per impressionare la popolazione della città di Modena: conducono dall’Accademia Militare alla Piazza Grande i tre partigiani Emilio Po, Giacomo Ulivi e Alfonso Piazza per una fucilazione esemplare. I tre ostaggi, che mostrano i segni delle torture e delle percosse, vengono fatti allineare al muro del palazzo dell’Arcivescovado e sono fucilati alla presenza di parecchi cittadini modenesi, costretti ad assistere all’esecuzione capitale.
Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci.
1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.”
2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari.
3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo.
DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo.
Processo della CAS contro il brigadiere della GNR Gioacchino Solito: condannato a morte con sentenza riportata sull’Unità Democratica del 28 luglio 1945.
Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): L’eccidio del 10 novembre 1944 costituisce un momento fondamentale della storia partigiana di Modena e riveste un ruolo di estrema rilevanza nella memoria della città. Emilio Po è diventato uno dei simboli più fulgidi dell’impegno comunista, mentre l’elaborazione teorica e la lotta politica di Giacomo Ulivi si sono affermate nel tempo e hanno conosciuto un sensibile risveglio dell’interesse civico dopo l’anno Duemila. L’impegno dell’Istituto storico e la partecipazione delle scuole hanno tracciato una rete che unisce Modena e Parma – le due città di Giacomo Ulivi – nella memoria dell’insegnamento del giovane partigiano azionista. Alfonso Piazza non ha mai ricevuto le stesse attenzioni dei due compagni di sventura poiché la lontananza delle sue origini e le contingenze della cattura rendono meno appetibile alla memoria le sue vicende.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-07 10:01:07
1. Alfonso Piazza: nato ad Agrigento il 27 luglio 1919, figlio di Calogero e Ignazia Diana, sottufficiale dell’aeronautica militare, renitente alla leva della RSI e partigiano. Dopo l’armistizio dell’8 settembre sbanda e cerca rifugio a Modena: trova un alloggio in via Falloppia e si avvicina alla Resistenza per lottare contro l’occupazione nazi-fascista. Il 15 ottobre 1944 entra ufficialmente nella Brigata “Zoello Monari”, assume le generalità di Bruno Rolla e si fa conoscere attraverso l’identità clandestina, ma nel corso dell’autunno è arrestato e condotto all’Accademia Militare. Il 10 novembre 1944 viene fucilato lungo il muro del Vescovado.
2. Emilio Po: nato a Modena il 9 luglio 1916, figlio di Giuseppe e Giuseppina Gozzi, residente a Modena, falegname, partigiano. Giudicato idoneo ai soli servizi sedentari, nel gennaio del 1943 è richiamato alle armi e frequenta il 41° Corso Artiglieri a Piacenza. Dopo l’8 settembre rientra a Modena, si avvicina ai nuclei del PCI e contribuisce a formare il GAP n.1 fin dal 15 ottobre 1943 con il nome di battaglia di “Otello”: sfrutta a lungo le competenze sugli esplosivi e il locale di via San Vincenzo per preparare gli ordigni della Resistenza. Agisce soprattutto nella località Mulini Nuovi. Il 7 o l’8 novembre 1944 i fascisti lo arrestano mentre sta entrando nel laboratorio clandestino di via San Vincenzo, vicino all’Accademia Militare, e lo torturano con estrema brutalità nelle stanze della “Quota Pipistrelli”. Emilio Po è fucilato insieme a Giacomo Ulivi e Alfonso Piazza lungo il muro del Vescovado il 10 novembre 1944. Ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.
3. Giacomo Ulivi: nato a Parma il 29 novembre 1925, figlio di Giulio e Maria Fornari, residente a Parma, studente, partigiano. Proviene da una famiglia colta e agiata e cresce in un ambiente ricco di stimoli intellettuali. Si iscrive all’università, ma dopo l’8 settembre la RSI richiama alle armi la sua classe di leva: Giacomo non cerca la salvezza negli agi familiari, ma si oppone apertamente al fascismo di Salò e viene arrestato. Fugge dal carcere e si rifugia a Modena; si avvicina al Partito d’Azione, sostiene la Resistenza e testimonia l’impegno politico con splendide lettere. Fermato per la seconda volta, riesce a salvarsi, ma il terzo arresto gli è fatale: Ulivi viene torturato e fucilato lungo il muro del Vescovado il 10 novembre 1944. Ha ricevuto la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
Alfonso Piazza,
Emilio Po,
lapide a Piazza Grande, Modena
Ubicazione: Piazza Grande, Modena
Anno di realizzazione: 1948
Descrizione: La lapide dedicata all’eccidio di Piazza Grande è stata inaugurata il 10 novembre 1948, nel quarto anniversario della fucilazione, con una cerimonia ufficiale, presieduta dal sindaco Alfeo Corassori: l’epigrafe rappresenta l’atmosfera politico-culturale della prima fase della memoria della Resistenza modenese ed esalta il «martirio» di tre giovani che hanno sacrificato «la loro vita per la Pace e per la Libertà». (Dall’app “Modena 900”).
cippo a Mulini Nuovi
Ubicazione: Mulini Nuovi
Descrizione: Emilio Po è ricordato anche nel cippo dei Mulini Nuovi.
onorificenza alla persona a Emilio Po
Ubicazione: Emilio Po
Descrizione: Emilio Po ha ricevuto una Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.
onorificenza alla persona a Giacomo Ulivi
Ubicazione: Giacomo Ulivi
Descrizione: Giacomo Ulivi ha ricevuto una Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
commemorazione a Modena
Descrizione: L’eccidio di Piazza Grande del 10 novembre 1944 è ricordato ogni anno con una cerimonia pubblica molto sentita e partecipata.
Pietro Alberghi, Giacomo Ulivi e la Resistenza a Modena e a Parma, Modena, Teic 1974.
E. Ascari, Emilio Po, in Rassegna ISRM, n. 1 – 1960, Modena, 1960.
Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pp. 137-138.
Istituto Storico di Modena (a cura di), Lettere di Giacomo Ulivi, Modena, ISRM, 1974.
Piero Malvezzi - Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003, p. 265.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 595-596.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pp. 397-398 e 585-586.
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http://www.istitutostorico.com/memorie_solide_emilio_po
http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=144
http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=153
http://www.pietredellamemoria.it/pietre/lapide-ad-emilio-po-alfonso-piazza-e-giacomo-ulivi-modena/
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http://www.anpi.it/donne-e-uomini/giacomo-ulivi/
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/archivio_res/dicembre_03/art_06_12_03.htm
http://anpimodena.it/calendario-della-resistenza-ottobre-novembre-dicembre-1944/
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http://rete.comuni-italiani.it/wiki/Modena/Lapide_a_Emilio_Po_Alfonso_Piazza_Giacomo_Ulivi
http://cucugliato.com/2011/03/16/giacomo-ulivi-partigiano/
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http://www.modenanoi.it/la-resistenza-a-portata-di-smartphone/
http://www.ultimelettere.it/?page_id=117&idde=155