Source: http://www.securveneto.it/conciliazione-sindacale/
Timestamp: 2018-02-21 05:32:02+00:00
Document Index: 132859009

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 412', 'art. 409', 'art. 411', 'art. 37', 'art. 412', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 412', 'art. 2113']

Conciliazione Sindacale - Corsi di formazione sicurezza sul lavoro Venezia | Meteo Venezia
Il datore di lavoro e lavoratore che intendono comporre una controversia di lavoro tra di loro insorta, anziché adire la commissione di conciliazione istituita presso la Direzione territoriale del lavoro, possono scegliere di esperire il tentativo di conciliazione in sede sindacale.
A seguito del recente intervento riformatore (art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183, c.d. collegato lavoro) la conciliazione in sede sindacale, ben conosciuta dal nostro ordinamento, è ora disciplinata dallo scarno disposto dell’art. 412-ter c.p.c. secondo il quale “la conciliazione e l’ arbitrato, nelle materie di cui all’art. 409, possono essere svolti altresì presso le sedi e con le modalità previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative”.
Raggiunto l’accordo, il verbale di avvenuta conciliazione, sottoscritto dal datore di lavoro, dal lavoratore e dai rappresentanti sindacali, viene depositato, a cura di una delle parti o per il tramite dell’associazione sindacale, presso la Direzione territoriale del lavoro che ne accerta l’ autenticità e ne cura il deposito, a norma dell’art. 411 c.p.c., nella cancelleria del Tribunale competente.
In questo modo anche l’accordo raggiunto in sede sindacale può acquistare efficacia esecutiva come avviene per il verbale di conciliazione amministrativa.
Cosa prevedono i principali CCNL?
Non tutti i contratti collettivi di categoria prestano specifica attenzione al tema delle controversie individuali, limitandosi in alcuni casi a formulare clausole del tutto genericheche non rispondono all’auspicio formulato dal legislatore, come ad esempio avviene nell’industria metalmeccanica.
I settori che intervengono positivamente per proceduralizzare la conciliazione offrono un panorama variegato che prevede, in linea generale, l’ istituzione di apposite strutture paritetiche, a livello nazionale o territoriale, cui le parti interessate possono far riferimento per l’espletamento del tentativo di conciliazione secondo modalità e termini predefiniti, come si può ad esempio rilevare nei comparti del terziario, del credito e del turismo.
Va tuttavia osservato che anche in queste ultime ipotesi gli adempimenti formali sono generalmente ridotti al minimo, posto che l’obiettivo delle clausole contrattuali è, in definitiva, quello di offrire alle parti una sede di confronto dove raggiungere, con l’assistenza tecnica dei rappresentanti sindacali, una soluzione di compromesso.
Muovendo da questo punto di vista, l’ eventuale inosservanza dei singoli passaggi del percorso procedurale apprestato dal contratto collettivo ha scarsa rilevanza in quanto le parti conservano la possibilità di ratificare i contenuti dell’accordo comunque raggiunto attraverso l’ordinaria conciliazione amministrativa presso la Direzione del lavoro.
Si fornisce una panoramica delle disposizioni dei principali CCNL Industria Metalmeccanica (CCNL 5 dicembre 2012 – Sez. IV, Tit. VII, Art. 7)
Ferme restando le possibilità di accordo diretto tra le parti interessate per eventuali reclami nell’applicazione del presente contratto, le controversie individuali e collettive tra azienda e lavoratori saranno risolte possibilmente in prima istanza tra la direzione e la rappresentanza sindacale unitaria e, in difetto di accordo, dalle rispettive competenti organizzazioni sindacali.
Terziario Confcommercio (CCNL 26 febbraio 2011 – art. 37 bis)
Ai sensi della legge n. 183/2010 il tentativo di conciliazione deve essere espletato entro il termine di giorni 60 dalla data di ricevimento o di presentazione della richiesta da parte dell’ Associazione imprenditoriale o della Organizzazione sindacale a cui il lavoratore conferisce mandato.
La Commissione paritetica territoriale esperisce il tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 412-ter c.p.c.
Il processo verbale di conciliazione, anche parziale, o di mancato accordo viene depositato a cura della Commissione di conciliazione presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio, con i contenuti previsti nel precedente art. 37 (*).
Qualora il tentativo di conciliazione abbia esito negativo, le parti, entro i 30 giorni successivi, potranno adire il collegio arbitrale di cui al successivo art. 38.
(*) Il processo verbale di conciliazione … deve contenere:1. Il richiamo al contratto o accordo collettivo che disciplina il rapporto di lavoro al quale fa riferimento la controversia conciliata.2. La presenza dei rappresentanti sindacali le cui firme risultino essere depositate presso la direzione provinciale del lavoro.3. La presenza delle parti personalmente o correttamente rappresentate.
Credito (CCNL 19 gennaio 2012 – Art. 9)
Conciliazione delle controversie individuali di lavoro e arbitrato
In caso di controversie individuali di lavoro le parti interessate, anziché adire la Commissione di conciliazione amministrativa presso le Direzioni provinciali del lavoro, possono scegliere, ai sensi di quanto previsto dagli artt. 410 segg. c.p.c., di esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale con l’assistenza delle rispettive Organizzazioni sindacali secondo le modalità e le procedure sottoindicate.
La segreteria della Commissione ha sede presso l’ABI di Roma o Milano. Le riunioni della Commissione hanno luogo presso gli uffici dell’Associazione, di Roma o di Milano, ovvero presso l’impresa interessata alla controversia.
per le imprese, da un rappresentante dell’ABI;
per i lavoratori, da un rappresentante di una delle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente contratto.
La parte interessata ad esperire il tentativo di conciliazione secondo la presente procedura, deve farne richiesta alla Commissione paritetica di conciliazione, anche tramite una Organizzazione sindacale stipulante o, se trattasi di imprese, anche tramite l’ABI.
Copia della richiesta del tentativo di conciliazione, è inviata alla parte convenuta.
le generalità del ricorrente e l’impresa interessata;
la delega per la nomina del proprio rappresentante nel Collegio di conciliazione ad una Organizzazione sindacale stipulante, qualora la parte ricorrente sia il lavoratore/lavoratrice; all’ABI qualora la parte ricorrente sia l’impresa;
il luogo dove devono venire effettuate le comunicazioni inerenti la procedura;
l’oggetto della vertenza.
La Commissione paritetica di conciliazione, una volta ricevuta la comunicazione, comunica a tutte le parti, tempestivamente, data e luogo della comparizione ai fini del tentativo di conciliazione.
Il tentativo di conciliazione deve essere esperito entro 60 giorni dalla data di presentazione della richiesta alla Commissione. Trascorso inutilmente tale termine, il tentativo di conciliazione si considera comunque espletato ai fini dell’ art. 412-bis c.p.c.
Ove il tentativo di conciliazione abbia esito positivo, anche limitatamente ad una parte della pretesa avanzata dalla parte interessata, si forma un verbale che deve essere sottoscritto dalle parti nonché dalla Commissione paritetica di conciliazione, avente valore di conciliazione della lite in sede sindacale ai sensi dell’art. 2113 c.c. e degli artt. 410 e 411 c.p.c.
Il processo verbale di conciliazione viene depositato, a cura di una delle parti o della segreteria della Commissione paritetica di conciliazione, presso la Direzione provinciale del lavoro, ai fini del successivo inoltro al Tribunale competente per territorio.
Turismo Confcommercio (CCNL 20 febbraio 2010 – Art. 33)
Ai sensi degli artt. 409 segg. c.p.c., le vertenze individuali relative ai rapporti di lavoro subordinato tra le aziende comprese nella sfera di applicazione del presente contratto ed il relativo personale dipendente saranno demandate, prima dell’azione giudiziaria, all’esame di una Commissione di conciliazione.
La Commissione di conciliazione in sede sindacale è composta da un rappresentante della locale Organizzazione sindacale degli imprenditori alla quale l’azienda aderisce e/o conferisce mandato (Federalberghi o Fipe o Faita-Federacamping o Fiavet) e da un rappresentante della locale Organizzazione sindacale locale dei lavoratori alla quale il dipendente è iscritto e/o conferisce mandato (Filcams Cgil o Fisascat Cisl o Uiltucs Uil).
La Commissione ha sede presso la Commissione paritetica o presso il Centro di servizio o presso l’ Ente bilaterale territoriale, cui compete l’istituzione di un’apposita segreteria.
La segreteria della Commissione, ricevuta la richiesta, convoca le parti per una riunione da tenersi non oltre dieci giorni dal ricevimento della richiesta stessa, invitandole a designare entro otto giorni le Organizzazioni cui aderiscono e/o conferiscono mandato.
La comunicazione di cui al comma precedente interrompe la prescrizione e sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i venti giorni successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza.
Il tentativo di conciliazione deve essere espletato entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta.
Dell’esame di ogni vertenza deve essere redatto verbale sia nel caso di composizione della stessa, sia nel caso di mancato accordo. In caso di mancata comparizione di una delle parti, la segreteria rilascerà alla parte interessata la relativa attestazione.
I verbali di mancato accordo dovranno contenere le ragioni del mancato accordo e potranno indicare la soluzione anche parziale sulla quale le parti concordano.
La segreteria della Commissione, su richiesta della parte più diligente, deposita una copia del verbale presso la Direzione del lavoro competente per territorio ai sensi degli artt. 411 e 412 c.p.c. Una copia è conservata agli atti della Commissione di conciliazione. Le altre copie restano a disposizione delle parti interessate e delle rispettive Organizzazioni sindacali.
Le decisioni della Commissione non costituiscono interpretazione autentica del presente contratto, né degli accordi territoriali. L’interpretazione autentica di tali norme resta demandata, rispettivamente, alla Commissione paritetica nazionale per il C.C.N.L. ed alla Commissione paritetica territoriale per gli accordi territoriali, alle quali la Commissione di conciliazione può rivolgersi al fine di ottenerne il pronunciamento.