Source: http://www.coniterni.it/consulenza_fiscale_e_tributaria.htm
Timestamp: 2017-12-11 19:08:24+00:00
Document Index: 23997982

Matched Legal Cases: ['art. 2195', 'art. 108', 'art. 18', 'art. 37', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 81', 'art. 74', 'art.21', 'art. 2049', 'art. 2043', 'art 2043', 'art. 2048', 'art. 2043', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 37']

Aspetto da analizzare, per un corretto esame dal punto di vista tributario-legale delle attività economiche finanziarie poste in essere da un soggetto privato che gestisca un impianto sportivo, è il titolo da cui discende la disponibilità dell’impianto stesso. Nelle ipotesi più frequenti, infatti, ci troviamo di fronte a soggetti, affiliati a Federazioni sportive Nazionali, che hanno in uso l’impianto in virtù di un appalto di servizi con l’amministrazione proprietaria o, per impianti di proprietà di enti pubblici territoriali, attraverso l’instaurazione di un rapporto concessorio. L’appalto pubblico di servizi può essere definito come il contratto, a titolo oneroso, concluso per iscritto tra un prestatore di servizi (sodalizio sportivo) ed una amministrazione aggiudicatrice, avente ad oggetto la gestione dell’impianto stesso. Ciò sta a significare che il corrispettivo introitato dal sodalizio sportivo a fronte di servizi resi (abitualmente custodia, pulizia ed ordinaria manutenzione dell’impianto) costituisce il "compenso" per l’attività d’impresa posta in essere ai sensi dell’art. 2195 c.c.. La concessione, poi, è un atto amministrativo mediante il quale un ente pubblico concede ad un soggetto privato l’esercizio di un pubblico servizio di propria competenza. Il concessionario, realizzato a proprie spese il servizio richiesto, provvede successivamente a gestirlo direttamente, fornendo a nome proprio un pubblico servizio a terzi. Spesso poi viene previsto un contributo a carico dell’amministrazione concedente in favore del concessionario che, ex art. 108 del TUIR (DPR 917/86 novellato dal D.Lgs. 460/97), non concorre a formare reddito.
Possiamo concludere che le associazioni sportive, qualora esercitino attività commerciale accessorie all’attività principale, hanno l’obbligo dell’iscrizione al REA, nel relativo repertorio di competenza, tra i 119 dislocati sul territorio nazionale, facendo uso dell’apposito modello R. (vedi DPR 581/95 artt. 9-10).
- Regime ordinario (articoli 14, 15, 16, 20 Dpr 600/73): per ammontare di ricavi superiore a 360 milioni, per le imprese di prestazioni di servizi, e superiore ad 1 miliardo per le imprese gestenti altre attività. Il reddito prodotto risulta dal bilancio d’esercizio, nei due prospetti dello stato patrimoniale e del conto economico. Questo regime è particolarmente complesso e comporta importanti adempimenti contabili. Le associazioni che lo adottano devono tenere:
- il libro giornale, dove registrare quotidianamente le operazioni relative all’esercizio dell’impresa svolta (acquisti, pagamenti, incassi, liquidazione degli stipendi, ecc.);
- il libro degli inventari, in cui si deve periodicamente riportare i valori di tutte le attività e le passività che riguardano l’associazione;
- le scritture ausiliarie di magazzino. Per l’attività commerciale le associazioni in contabilità ordinaria sono inoltre tenute alla redazione del bilancio e dell’inventario.
- Regime semplificato (art. 18 Dpr 600/73): per ammontare di ricavi inferiore a 360 milioni per le imprese di prestazioni di servizi e inferiore ad 1 miliardo per le imprese gestenti altre attività. Da notare che il 15 marza 2001, il Consiglio dei Ministri ha approvato un regolamento che innalza a 600 milioni di lire il limite annuo di ricavi per accedere al regime di contabilità semplificata. Ma attenzione, l’attuale limite non è ancora superato: occorre infatti attendere che il regolamento compia il naturale iter legislativo tramite il vaglio degli organi istituzionali di controllo. Nel caso in cui l’associazione abbia appena intrapreso l’esercizio dell’attività commerciale i citati limiti si applicano ai volumi di ricavi che si prevede di realizzare nel primo esercizio di attività. Il reddito prodotto risulta dalla differenza fra ricavi ed i costi registrati nei libri IVA, rettificati ed integrati con i movimenti non soggetti detta imposta. Gli enti ammessi al regime indicato possono, però, decidere di gestire l’attività commerciale con una contabilità ordinaria: al riguardo accorrerà esercitare l’apposita opzione assumendo un comportamento concludente in relazione al modo di tenuta delle scritture. Se l’associazione gestisce l’attività d’impresa con una contabilità semplificata è tenuta ad avere un numero considerevolmente minore di libri:
- i registri obbligatori in base alla disciplina IVA, sui quali vanno annotati, entro 60 gg., anche i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa, nonché tutte le altre annotazioni rilevanti ai fini della determinazione del reddito di fine periodo (ratei e risconti, fatture da emettere e da ricevere ecc.) e infine il valore delle rimanenze di fine periodo;
- obbligatorio è altresì il registro dei beni ammortizzabili contenente le indicazioni relative ai beni strumentali utilizzati dall’ente nell’esercizio dell’attività commerciale. Non è previsto, invece, l’obbligo di redigere l’inventario di bilancio.
- Regime forfetario con contabilità semplificata: i soggetti ammessi alla tenuta della contabilità semplificata, possono determinare il reddito forfetariamente (cioè quantificando l’imponibile fiscale secondo percentuali stabilite dalla legge) applicando all’ammontare dei ricavi conseguiti determinati coefficienti di redditività (es. enti esercenti prestazioni di servizi: fino a 30 milioni il 15%, da 30 milioni ed 1 lira a 360 milioni il 25%; enti esercenti altre attività: fino 50 milioni il 10%, da 50 milioni ed 1 lira ad 1 miliardo il 15%), aggiungendo al risultato plusvalenze, sopravvenienze, proventi finanziari ed immobiliari. Gli enti minori, con ricavi inferiori a lire 30 milioni e 50 milioni possono godere di ulteriori semplificazioni contabili: es. è sufficiente la sola tenuta delle scritture ai fini IVA, cioè registro delle fatture emesse o dei corrispettivi e registro degli acquisti. Rimane, in ogni caso, l’obbligo di richiedere e conservare la documentazione giustificativa degli acquisti e degli altri costi di cui s’intende effettuare la deduzione ai fini delle imposte dirette. Tale regime è applicabile senza esercitare alcuna opzione, se ne ricorrono i requisiti dimensionali.
- Regimi speciali (legge n.398/91): le associazioni sportive dilettantistiche possono godere di un ulteriore regime forfetario speciale ex L. 398/91 e di un regime speciale di esenzione per la raccolta pubblica di fondi. Per i soggetti che iniziano l’attività (non sussistendo il raffronto con il periodo d’imposta precedente) il valore di 360 milioni rappresenta un limite previsionale. Per accedere al regime occorre presentare la relativa opzione: questa vale fino a revoca e comunque per cinque anni, a meno che non sia superato il limite dimensionale dei ricavi previsto. Le associazioni saranno tenute, come adempimenti contabili: ad emettere fattura per le prestazioni di sponsorizzazione, per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e radiofonica e le prestazioni pubblicitarie; dovranno conservare e numerare progressivamente le fatture di acquisto; dovranno annotare i corrispettivi e qualsiasi provento conseguito nell’esercizio di attività commerciale, anche in un’unica soluzione nel modello ex DM 11 febbraio 1997; dovranno annotare distintamente nel predetto modello i proventi che non costituiscono reddito imponibile nonché le plusvalenze patrimoniali; infine si dovrà conservare copia della documentazione relativa ai propri incassi e pagamenti.
a) Campo di applicazione dell’imposta: affinché l’attività svolta dall’ente assuma rilievo ai fini d’Iva, è necessario che si verifichino contemporaneamente i tre requisiti ex Dpr. 633/72, ossia quello oggettivo (cessioni di beni e le prestazioni di servizi), soggettivo (effettuate da imprese o artisti o professionisti nell’esercizio della loro attività) e territoriale (attività svolta nel territorio Italiano). Sono considerate “cessioni di beni” gli atti a titolo oneroso che importano trasferimento della proprietà ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento su beni di ogni genere; sono poi considerate “prestazioni di servizi” le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da contratti d’opera, appalto, trasporto, mediazione, mandato, spedizione e in genere da obbligazioni di fare, di non fare quale ne sia la fonte. Ma affinché l’associazione sia soggetta all’Iva è anche necessario che l’attività da questa svolta si realizzi abitualmente sulla base di un certa organizzazione. Non ci sarà assoggettamento ad Iva se l’attività sia puramente occasionale e non ripetuta in modo sistematico ed organizzato. Se l’associazione svolge abitualmente l’attività d’impresa, dovrà aprire il numero di partita Iva ed istituire i relativi registri (vedi successivo punto h).
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b) Momento impositivo: l’IVA diventa esigibile per lo Stato generalmente al momento in cui l’operazione viene effettuata. Specificatamente:
e) Rivalsa dell’imposta: l’IVA è un’imposta che grava sul valore aggiunto da ciascun operatore ad ogni fine del ciclo economico, fino a addivenire alla realizzazione finale del bene prodotto; l’onere dell’imposta viene trasferito sul consumo del bene o del servizio. Per la riscossione della stessa, lo Stato si avvale dei soggetti che hanno effettuato la cessione del bene o la prestazione del servizio, i quali devono versarla all’Erario. Ci si avvale di due meccanismi:
A- la rivalsa con cui viene imposto al cedente o prestatore l’obbligo di addebitare l’imposta al cessionario o al committente;
B- la detrazione con cui il soggetto passivo detrae dall’imposta riscossa quella relativa agli acquisti e importazioni effettuati. Il procedimento determina così l’imposta esigibile dallo Stato pari alla differenza tra l’IVA calcolata sul prezzo di vendita del bene o del servizio diminuita di quella già pagata, calcolata sul prezzo di acquisto dei componenti lo stesso bene o servizio. Da questa differenza, in alcuni casi, può risultare un credito. Ciò si verifica quando l’imposta pagata sugli acquisti dell’associazione è superiore a quella addebitata nelle fatture emesse. In tal caso il credito può essere utilizzato nella liquidazione del periodo successivo per diminuire l’eventuale debito che si dovesse verificare. Se anche il periodo successivo risulta a credito, si prosegue nel cumulo fino a fine anno: a quel punto il credito può, a discrezione dell’ente, essere estromesso dalla contabilità Iva per essere utilizzato in “compensazione” e cioè in diminuzione di eventuali debiti fiscali di altro tipo (ad esempio essere utilizzato per diminuire il debito per le ritenute Irpef).
j) Dichiarazioni periodiche e annuali: i pagamenti periodici d’IVA sono effettuati a titolo provvisorio. La dichiarazione d’Iva periodica deve essere trasmessa in via telematica (il relativo modello è stato approvato da ultimo con un provvedimento dell’agenzia delle entrate del 31 gennaio 2001) La determinazione definitiva dell’imposta avviene a fine esercizio con la dichiarazione annuale. La posizione del contribuente determinerà una delle seguenti ipotesi:
3) posizione di credito (è possibile chiedere anche il rimborso – vedi precedente punto e).
Tutto il procedimento descritto è obbligatorio per i contribuenti con volumi d’affari superiori ai 360 milioni (ma NB vedi il paragrafo 3 e l’innalzamento del limite a 600 milioni) per i soggetti esercenti prestazioni di servizi o 1 miliardo per gli esercenti altre attività. Le associazioni sportive che si trovassero, per la loro eventuale attività commerciale accessoria agli scopi principali, al di sotto dei limiti dei 360 milioni per i soggetti esercenti prestazioni di servizi o 1 miliardo per gli esercenti altre attività possono godere del regime semplificato ai fini d’IVA. Possibilità concesse sono:
Esenti dal regime Iva precedentemente illustrato sono anche i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni di cui alla legge 398/91.
III. I redditi soggetti a ritenuta d’imposta.
D. L’INVIM decennale.
Il risultato ottenuto costituisce l’imposta netta dovuta. La dichiarazione dei redditi è annuale, relativa ai redditi dell’anno precedente, compilata su un modello unico valido ai fini IRPEG, IVA, IRAP, e in caso di scritture contabili obbligatorie, anche in mancanza di redditi. I termini di presentazione sono variabili secondo le varie situazioni previste dalla legge. La dichiarazione costituisce atto formale per il pagamento delle imposte, a saldo e in acconto, e per la richiesta di eventuale rimborso. Tutta la documentazione deve essere conservata secondo il termine civilistico di 10 anni (vedi meglio paragrafo.
Anzitutto il comma 2, lett. a) art. 37 l. 342/2000, ha modificato l’art. 25 della l. 133/99. In particolare, il nuovo art. 25 ha innovato in materia di disciplina dei proventi occasionali e saltuari di cui al precedente sostituito 1 comma. La nuova formulazione non prevede più l’obbligo della sussistenza delle condizioni di occasionalità e saltuarietà ai fini dell’agevolazione dei proventi commerciali delle associazioni sportive che optano per la l. 398/91. La disposizione, che retroagisce al 1° gennaio 2000 ma che fa salvi, comunque, tutti i comportamenti difformi messi in atto in precedenza purché in regola con la precedente normativa, si riferiscono complessivamente ad entrambe le tipologie di proventi:
È opportuno precisare che, ai fini IVA, mentre questi ultimi proventi, quelli derivanti dalla raccolta pubblica di fondi sono esclusi, ex art. 2 comma 2 del D.Lgs n. 460/97, da ogni altro tributo, la nuova formulazione porta a ritenere che sui proventi di cui alla sopracitata lett. a) vada applicata l’IVA: e ciò a seguito dell’eliminazione dei requisiti di occasionalità e saltuarietà che permettevano la non applicabilità del tributo stesso.
Ma può capitare che negli enti sportivi i soci versino somme in aggiunta alla quota associativa (ad esempio la quota-campo quando si accede al campo da giuoco). Su tali somme si opera una decomercializzazione nel senso che tale prassi, comune in determinati enti (tra cui le associazioni sportive) e inevitabile per realizzare lo scambio di quei determinati servizi, comporta un traslamento dall’ambito commerciale a quello istituzionale non applicandosi né le imposte dirette né l’Iva. Condizione necessaria è che le attività siano svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali.
Le associazioni sportive assumono obblighi di sostituiti d’imposta nei confronti di:
Nei confronti dei sostituiti indicati alle lettere (a), (b), (c), è obbligatorio effettuare una ritenuta a titolo di acconto delle imposte sul reddito. Per i compensi, rimborsi e le indennità, corrisposti a sportivi dilettanti, è obbligatorio effettuare una ritenuta a titolo d’imposta, sulle somme eccedenti i limiti di legge. Sia i sostituti d’imposta, sia i sostituiti, devono ubbidire a particolari obblighi formali: le associazioni sportive che pagano, hanno l’obbligo di certificare a ciascun sostituito, le ritenute alla fonte effettuate; a fine esercizio, poi, devono presentare apposita dichiarazione mod. 770. Questa deve essere debitamente compilata: da quest’anno il modello 770 non può più essere presentato in posta o in banca ma va necessariamente trasmesso all’amministrazione finanziaria attraverso il canale telematico per mezzo dei soggetti appositamente abilitati. Il modello 770 va presentato da solo. Se però deve essere compilato per meno di 20 soggetti, esso può essere compreso nella dichiarazione unificata (modello UNICO2001): in tal caso il termine di trasmissione telematica del modello UNICO slitta al 31 ottobre.
- I dirigenti dell’associazione, che presenziano direttamente a ciascuna manifestazione consentendone di fatto il regolare svolgimento (*).
Nella risoluzione 39/E del 3 aprile, l’Agenzia delle entrate ha poi chiarito che coloro che hanno percepito solo redditi sotto la franchigia e coloro che hanno percepito solo compensi dell’attività sportiva sotto i 50 milioni complessivi, non devono compilare il modello UNICO 2001. Se però ai compensi dell’attività sportiva si aggiungono altri redditi allora la dichiarazione deve sempre essere presentata.
(*) Le Finanze, con risoluzione n. 34 del 26 marzo 2001, in virtù della specifica richiesta avanzata dal CONI, hanno chiarito l’ambito del concetto di “esercizio diretto” proposto nel collegato alla finanziaria, parificando la posizione dei dirigenti che partecipino direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva a quella degli atleti.
Con l’emanazione della risoluzione 39/E del 3-4-01 il Ministero ha chiarito che i percepienti di redditi di cui all’art. 81 comma 1, lett. m) sono tenuti alla compilazione del modello Unico 2001 solo quando:
- abbiano percepito nel 2000 somme soggette a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta non superiori a 50 milioni e siano titolari di altri redditi di natura diversa.
- somme assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta qualora tali somme costituiscano l’unico reddito del percipiente.
- UNICO per gli sportivi: se ad esempio fino al 9 dicembre 2000 ha percepito 40 milioni sui quali sono state applicate le ritenute Irpef e addizionali regionale e dal 10 al 31 dicembre ha percepito 30 milioni e relative ritenute, poiché lo sportivo ha percepito compensi annui che nel complesso hanno superato la somma di 50 milioni, dovrà compilare i quadri Rl, Rn e Rv del modello UNICO, oltre al frontespizio. Nella dichiarazione dovrà essere determinata l’aliquota Irpef applicabile sulle somme eccedenti i 50 milioni: quindi occorre calcolare l’Irpef su quei 20 milioni (del nostro esempio) per i quali la ritenuta risulta effettuata a titolo di acconto.
- Modello 770: a partire da quest’anno sono obbligati alla trasmissione telematica diretta (online, reti ministeriali Entratel o Internet) le associazioni sportive dilettantistiche che erano tenute nel 2000 alla presentazione di almeno una dichiarazione periodica, o che sono tenute, nel 2001, a presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta in forma autonoma o unificata. Il modello va presentato da solo. Se però deve essere compilato per meno di 20 soggetti, esso può essere compreso nella dichiarazione unificata (modello UNICO2001): e in tal caso il termine ultimo di trasmissione telematica del modello UNICO compreso del 770 slitta al 31 ottobre.
- UNICO per gli enti: dopo aver trattato dell’UNICO per gli sportivi e del modello 770, trattiamo del modello UNICO2001 per gli enti. La scadenza per il versamento è fissata al 20 giugno per tutte le associazioni con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare e termine statuario per l’approvazione del bilancio entro il 30 aprile. Il versamento può essere posticipato fino al 20 luglio ma, in tale ipotesi, si dovrà applicare alle somme da versare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Tutte le associazioni che invece coincidono con l’anno solare ma i cui statuti non prevedono che l’approvazione del bilancio debba avvenire entro un determinato giorno dell’anno, devono invece effettuare i versamenti delle imposte che risultano dalla dichiarazione entro il 20 luglio senza alcuna maggiorazione. La presentazione del modello andrà fatta ad un qualsiasi ufficio bancario o postale a meno che non venga effettuata per via telematica (vedi punto precedente).
Le associazioni sportive sono tenute a versare i contributi previdenziali ed assistenziali relativamente ai rapporti di lavoro dipendente instaurati. I contributi sono conteggiati e trattenuti dall’associazione che provvede al versamento, nelle forme di legge, unitamente a quelli a proprio carico. Devono poi trattenere la quota di contributi a carico del prestatore di collaborazione coordinata e continuativa e versarla unitamente alla parte a proprio carico. Sono poi, le associazioni, soggette ad effettuare le denunce periodiche stabilite dalla legge. Le associazioni sportive inoltre sono tenute ad assicurare i lavoratori dipendenti ed i prestatori di collaborazione coordinata e continuativa contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
- Imposta regionale sull’attività produttiva (IRAP) di cui sono previste diverse modalità di applicazione per:
3) associazioni che svolgono attività commerciale, ausiliaria a quella istituzionale, usufruendo di uno dei regimi forfetari di determinazione del reddito. L’IRAP è calcolata in percentuale pari al 4,25% della base imponibile. Tale imposta ha rappresentato e rappresenta un maggior costo di gestione delle attività sportive.
- Imposta comunale sugli immobili (ICI) di cui è prevista l’esenzione per gli immobili destinati esclusivamente all’attività istituzionale.
La sponsorizzazione è uno strumento della comunicazione: è un incontro, un matrimonio (sponsor, dal latino sponsales, significa nozze). Una parte, lo sponsor, dà fondamentalmente denaro. La controparte, nel nostro caso la società sportiva, dà essenzialmente opportunità di comunicazione. Le sponsorizzazioni sono la principale fonte di finanziamento dello sport non solo professionistico ma anche dilettantistico. Al giorno d’oggi la sponsorizzazione sportiva è molto sviluppata in conseguenza dell’audience diretta ed indiretta che lo sport di per se stesso genera. Possibili interessati (sponsor) possono essere così individuati:
I primi sono certamente economicamente più dispendiosi, dato che garantiscono un’audience maggiore; i secondi comportano un investimento di minore entità. E le situazioni nelle quali il bisogno è quello di esporre un marchio, posizionarlo, lanciare un prodotto, presuppongono che l’investimento sia destinato a rientrare in un budget promozionale e pubblicitario che, in via generale, non rappresenta mai più del 10% del fatturato dell’impresa. E’ quindi presumibile che i fondi da destinare alla sponsorizzazione non siano mai superiori al 2-4% del giro d’affari. In pratica se una società sportiva necessità di una sponsorizzazione di circa 500 milioni di lire all’anno, dovrà cercare il suo sponsor tra le aziende che hanno un fatturato di almeno 150 miliardi di lire.
Per le associazioni sportive optanti per il regime ex L. 398/91 è importante distinguere i ricavi derivanti da pubblicità da quelli per sponsorizzazioni. Il relativo trattamento Iva risulta, infatti, diverso in un caso e nell’altro. Posto che l’insorgere del presupposto per l’applicazione dell’Iva si collega alla professionalità dell’esercizio dell’attività economica (non divenendo soggetta ad Iva l’evento occasionale sponsorizzato ai sensi degli artt. 1 e 4 del D.P.R. 633/72) tali soggetti liquidano l’Iva forfetariamente: la somma da versare sarà determinata applicando all’Iva relativa alle operazioni imponibili le percentuali di detrazione forfetaria ex art. 74 D.P.R. 633/72, ossia:
Per capirci meglio, se un’associazione nel periodo di riferimento, ha emesso fattura da sponsorizzazione per complessive L. 10 milioni, sulle quali è stata addebitata Iva per L. 2 milioni (20% di 10 milioni), l’imposta da versare si determinerà applicando alla somma di lire 2 milioni la percentuale del 10%: si verseranno, quindi 1,8 milioni. E per procedere ad una corretta contabilizzazione dei proventi, le associazioni in 398 dovranno, quindi, utilizzare due distinte colonne del modello dei contribuenti "minori" di cui al DM 11 febbraio 1997: in una colonna dovrà essere evidenziata l’imposta cui compete la detrazione del 50% (per pubblicità) mentre nell’altra dovrà essere evidenziata l’imposta cui compete la detrazione del 10% (per sponsorizzazioni). E l’associazione, quando incassa un corrispettivo da sponsorizzazione, per prima cosa dovrà emettere fattura indicando il corrispettivo e l’importo dell’imposta, determinata come sopra. La fattura, datata e numerata in ordine progressivo, va emessa in duplice esemplare al momento in cui avviene il pagamento, o a discrezione, anche anticipatamente al pagamento stesso. Gli elementi obbligatori della fattura sono indicati ex art.21 de D.P.R. 633/72. La fattura dovrà essere annotata nel registro dei contribuenti minori (vedi prima), annotazione da effettuarsi entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui è stata emessa la fattura. Per ogni trimestre l’associazione deve poi procedere alla liquidazione dell’imposta da versare: questa avviene entro il giorno 16 maggio (per i primi 3 mesi dell’anno) e così via (il 16 agosto, il 16 novembre,il 16 febbraio dell’anno successivo). Dal punto di vista dell’Irpeg, invece, in sede di dichiarazione dei redditi si dovrà applicare al totale dei proventi per sponsorizzazione la percentuale di redditività pari al 3%. Per l’Irap, infine, l’imposta si determina applicando l’aliquota del 4,25% alla base imponibile.
Nel gestire un’attività sportiva ci si può imbattere in diverse problematiche, che possono comportare determinate responsabilità: esempio in caso di non corretta od omessa tenuta dei registri contabili (si applicano le sanzioni da 2 a 15 milioni di lire) oppure in caso di non corretta organizzazione delle manifestazioni sportive (NB ex L.966/65 e DM 261/96 si prevede quando occorre richiedere un servizio di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo). Ma non solo, gli stessi fruitori di spettacoli di ogni genere sono assoggettabili a responsabilità: esempio coloro che saranno sorpresi senza biglietto, oppure con un biglietto di importo inferiore a quello previsto, dovranno pagare una multa compresa tra le 100.000 lire e i 2 milioni. Per i biglietti omaggio è previsto, inoltre, il pagamento dell’IVA da parte dell’esercente, se si supera il limite del 5% dei posti della sala. Multe salate sono previste anche per omissioni e altre irregolarità nella documentazione fiscale, sempre da parte di enti, associazioni o soggetti privati che organizzano spettacoli e attività di intrattenimento. Le sanzioni vanno dal 100% al 200% dell’imponibile non registrato per gli illeciti più gravi e dalle 500.000 lire ai 2 milioni per irregolarità nella documentazione d’appoggio (sono queste le novità principali contenute nella circolare n.165 del 7 settembre 2000 emanata dal Ministero delle Finanze, che fornisce chiarimenti sulla nuova disciplina fiscale degli spettacoli, entrata in vigore dall’anno scorso - 14 settembre 2000 - ).
E’ possibile stipulare a condizioni e con prestazioni particolari, polizza speciali, con premi differenziati e concordati, per particolari categorie di atleti. Oltre ad essere assicurate le conseguenze degli infortuni accaduti durante l’esplicazione dell’attività sportiva oppure durante gli allenamenti, sono assicurati anche i rischi di viaggio, ma limitatamente al tragitto di trasferimento effettuato dalla residenza al luogo della manifestazione. La denuncia deve pervenire entro un determinato termine (per la Sportass entro cinque giorni dal fatto e comunque non oltre il trentesimo giorno da esso). Limiti delle polizze assicurative (ed in particolare della Sportass), che sono su larghissima scala di popolazione sportiva, scaturiscono dalla entità dei capitali assicurati (cd. Massimali), dalle eventuali franchigie relative di invalidità permanente da indennizzare (per la Sportass il 5%), e dalla possibilità molto limitata (per la Sportass addirittura assente), di risarcire le spese necessarie alla guarigione, oppure l’invalidità temporanea, a meno che non si formalizzino particolari polizze per particolari categorie di atleti o di ausiliari sportivi, con il pagamento di particolari premi aggiuntivi concordati. Tutti questi aspetti (massimali, franchigie, spese mediche), devono essere tenuti ben presenti da parte di un dirigente sportivo, nel momento in cui si accinge a stipulare delle polizze con una qualunque Compagnia: è importante personalizzare le polizze in relazione alle reali esigenze o aspettative del gruppo di sportivi che si vuole assicurare.
Da notare che la Sportass, la "Cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi", dopo alcuni anni bui (che culminano recentemente con la perdita di circa 200 mila tesserati della Fipav che si sommano ai mancati introiti del settore dilettanti del calcio come sportivi non più assicurati), tenta ora di riallacciare un dialogo con le Federazioni e gli sportivi in genere aprendo il proprio sito in internet (imminente) dove, per ogni disciplina sportiva, sarà possibile valutare la migliore copertura assicurativa: questo ed altro a conclusione di decenni di monitoraggio degli infortuni sportivi.
L’organizzatore della manifestazione sportiva promuove la performance di uno o più atleti, con lo scopo di praticare una disciplina sportiva indipendentemente dalla presenza o meno di spettatori (e naturalmente in caso di pubblico spettacolo troveranno applicazione le disposizioni del T.U. sulle leggi di pubblica sicurezza). La sua responsabilità civile è indipendente da qualsiasi considerazione delle eventuali autorizzazioni necessarie: il loro ottenimento non lo esonera e la loro mancanza non è di per sé stessa produttiva di responsabilità.
L’organizzatore deve avere cura di predisporre tutte le misure protettive idonee a prevenire eventi dannosi per i gareggianti e per i terzi. La valutazione dell’adeguatezza delle misure preventive deve essere effettuata prioritariamente, in base alla specificità del rischio ed alla probabilità del suo avverarsi, e spetta all’organizzatore dimostrare di aver adottato tutte le cautele idonee. Ne segue che l’evento imprevedibile od eccezionale non può essere addossato a responsabilità dell’organizzatore. Come pure nessuna responsabilità ovviamente insorge se l’attività è stata organizzata in conformità con le cautele usualmente richieste per quel tipo di manifestazione sportiva.
L’organizzatore deve assicurare che la competizione avvenga senza pericoli per l’incolumità fisica, ed è quindi responsabile verso gli atleti, verso gli spettatori e verso i terzi. La sua responsabilità dura però solo per il tempo della competizione e relativamente al luogo in cui si svolge. Essa si estende però anche alla custodia degli attrezzi da cui può derivare danno e comprende l’apposizione di ripari, segnali, avvisi, istruzioni al pubblico ed ai concorrenti, e l’eventuale attivazione di un servizio di sorveglianza che impedisca l’insorgere di situazioni di pericolo. Naturalmente l’organizzatore risponde per il fatto degli ausiliari, così come è previsto dall’art. 2049 c.c..
Per quanto attiene ai gestori degli impianti sportivi, costoro rispondono in genere, nell’ambito dell’art. 2043 c.c., per l’insidia degli impianti messi a disposizione con riguardo ad un utilizzatore mediocremente attento. Occorre evidentemente distinguere da questa la figura del mero proprietario non gestore dell’impianto. Costui risponde solo per i danni provocati da rovina di edificio se dovuti a sua manutenzione, non ad esempio se il crollo è dovuto ad un fatto imputabile al gestore. Questi deve sottostare alle regole generali di cautela e prudenza onde, se viola tali doveri, a nulla rileva che egli abbia rispettato le norme dettate dalla Federazione competente in ordine alla sicurezza degli impianti.
Inoltre del danno occasionato da un’attività sportiva possono essere chiamati a rispondere gli istruttori, i maestri, gli allenatori, la cui responsabilità può sussistere solidalmente con quella del gestore dell’impianto o dell’organizzatore della manifestazione sportiva (sempre con riferimento all’art 2043 c.c., e per i maestri anche in riferimento all’art. 2048 c.c.)
Naturalmente nessuno dei soggetti considerati è responsabile quando il danno sia dovuto a fatto esclusivo della vittima, o del praticante dell’attività sportiva, ancorché minore, qualora, in relazione alla fattispecie ed alla capacità di intendere e di volere da riconoscere all’autore del fatto, in base a dati di comune esperienza, emerga una responsabilità personale in base all’art. 2043 codice civile.
I rappresentanti legali ed i membri degli organi amministrativi che in assenza dei requisiti per acquisire le specifiche agevolazioni sommariamente elencate nei paragrafi precedenti, si avvalgono dei benefici previsti ovvero violano le norme statuarie sono oltretutto puniti da specifiche sanzioni amministrative. Tali sanzioni sono irrogate dall’ufficio delle entrate territorialmente competente, e di questo si è detto all’inizio del presente paragrafo.
A conclusione di questa breve disamina si segnala una novità legislativa, finalizzata alla repressione del fenomeno doping, ossia dell’alterazione dei risultati sportivi derivanti dall’impiego di sostanze dopanti, o meglio l’utilizzo di un intervento esogeno, o clinico, privo di precise indicazioni terapeutiche, al fine di migliorare la proprie prestazioni.
Con l’intento di tradurre in precetti di legge l’attuazione dei principi e valori richiamati dalla Convenzione di Strasburgo contro il doping del 1989 e ratificata in Italia ex L.522/95, la L.14/12/2000 n. 376 ha dettato una puntuale disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping,.
E’ doping "la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, nonché l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, cui sono equiparati la somministrazione di farmaci o di sostanze, o l’adozione di pratiche mediche idonee a modificare il contenuto dei controlli relativi all’uso di farmaci dopanti".
La legge in questione, all’art. 2, prevede che i farmaci, le sostanze ecc. e le pratiche mediche il cui impiego è doping, siano ripartiti in classi di farmaci, di sostanze o di pratiche mediche approvate con decreto del Ministero della Sanità. Le classi sono sottoposte a revisione periodica con cadenza non superiore a sei mesi. Altri articoli della suddetta legge definiscono le autorità competenti ai controlli antidoping (artt. da 3 a 8).
La finalità di repressione delle condotte alusive del divieto doping, previsto dall’art. 1, ha indotto a sanzionare penalmente, ex articolo 9, chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce l’utilizzo dei farmaci, sostanze ecc. di cui all’art. 2 della stessa legge. Ma se le dette pratiche illecite possono essere commesse da chiunque, ove il fatto sia commesso da particolari soggetti si configureranno circostanze aggravanti. In particolare il reato in questione risulterà aggravato:
In quest’ultimo caso alla condanna consegue l’interdizione permanente dagli uffici del CONI dalle Federazioni Sportive Nazionali, dalle società, dalle associazioni o dagli enti riconosciuti dal CONI.
La pena per la prima fattispecie è della reclusione da tre mesi as tre anni e della multa da lire 5 milioni a lire 100 milioni. Per la seconda fattispecie, ex articolo 9 comma 7, la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da lire 10 milioni a 150 milioni. Per entrambe le ipotesi si procede d’ufficio e la competenza appartiene al Tribunale monocratico; l’arresto in flagranza è facoltativo nella seconda ipotesi mentre il fermo non è consentito.
L’Istituto per il Credito sportivo dopo 43 anni è cambiato. Non è più solo un istituto finalizzato al finanziamento di associazioni ed enti locali nella costruzione d’impianti, ma diviene una vera e propria banca cui potranno fare riferimento anche i singoli privati nonché i circoli sportivi e tutti gli enti che hanno optato per la 398/91, non richiedendosi più la personalità giuridica.
Il perché dell’apertura ai privati si spiega facilmente: scopo del credito sportivo deve essere quello di favorire l’attività sportiva, indipendentemente, però, da chi richiede il finanziamento.
Fino all’emanazione del decreto n. 453 del 20/10/2000 4/5 l’insieme della clientela dell’Istituto era costituito da Comuni, Province e Regioni: ebbene l’allargamento del bacino d’utenza comporterà certamente una notevole crescita degli stanziamenti. E questi, di certo, verranno realizzati nel rispetto delle valutazioni per quanto attiene la solvibilità dei singoli richiedenti. Ma la procedura in sé risulterà maggiormente semplificata non dovendosi più esaminare la natura del richiedente stesso.
Ma le novità del decreto, che entro metà anno verrà recepito nello statuto del Credito Sportivo, non si esauriscono qui: se nuovo Istituto deve essere, allora che nuovo organigramma sia. L’articolo 6 del decreto prevede che nel nuovo consiglio di amministrazione via sia un Presidente, 4 rappresentanti dei Ministeri e 4 degli enti locali, 3 membri del CONI e 3 membri degli istituti bancari (che in tal modo scendono dai precedenti 8 membri) per un totale di 15 membri.
15/ Imposte sui redditi e IVA – Associazioni sportive che hanno optato per la L. 398/91 – Annotazione sul prospetto ex D.M. 11 febbraio 1997 delle operazioni effettuate nel mese precedente.
15/ IVA – Fatture di importo inferiore a L. 300.000 – Annotazione nel documento riepilogativo.
16/ IVA – Soggetti in regime ordinario – mensili – Versamento della differenza tra l’IVA sulle operazioni attive registrate e da registrare nel mese precedente e l’IVA detraibile risultante dagli acquisti registrati.
16/ IRPEF – Società e Associazioni sportive dilettantistiche – Versamento delle ritenute effettuate sui compensi erogati ex L. 133/99 – (redditi diversi ex lett. m), comma 1, art. 81 TUIR).
16/ IRPEF – Versamento delle ritenute effettuate sui redditi di lavoro autonomo, di lavoro dipendente e assimilato e sui redditi diversi ex lett. l), comma 1, art. 81 TUIR, operate nel mese precedente.
16/ Addizionali regionali, provinciali e comunali all’IRPEF – Versamento delle ritenute operate sui compensi ex L. 133/99.
16/ INPS – Versamento del contributo alla gestione separata dovuto sui redditi di lavoro autonomo e sui redditi di collaborazione coordinata e continuativa assimilati, dal 1° gennaio 2001, ai redditi di lavoro dipendente.
31/ IVA – Soggetti in regime ordinario mensile – Dichiarazione periodica relativa alle operazioni effettuate nel mese precedente.
16/ IVA – Soggetti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA – Versamento della differenza tra l’IVA sulle operazioni attive registrate o da registrare nel 4° trimestre dell’anno precedente e l’IVA detraibile risultante dagli acquisti registrati.
16/ IVA – Associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per la L. 398/91 – Versamento dell’IVA forfettaria sulle operazioni registrate nel 4° trimestre dell’anno precedente sul prospetto ex D.M. 11 febbraio 1997.
28/ IRPEF – Certificazione dei sostituti d’imposta relativamente ai compensi erogati ex L. 133/99 ed agli altri emolumenti e compensi erogati nell’anno precedente.
31/ IVA – Soggetti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA maggiorato dell’1,50%.
16/ IVA – Versamento dell’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale.
2/ IVA – scadenza termine trasmissione telematica 4° trimestre 2000.
30/ Associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per la L. 398/91 il cui esercizio sociale coincide con l’anno solare – Redazione del rendiconto relativo alle manifestazioni agevolate ex art. 37 l. 342/2000 (due eventi annuali per introiti complessivamente non superiori a L. 100.000.000).
16/ IVA – Soggetti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA – Versamento della differenza tra l’IVA sulle operazioni attive registrate nel 1° trimestre e l’IVA detraibile risultante dagli acquisti registrati.
16/ IVA – Associazioni sportive che hanno optato per la L. 398/91 – Versamento dell’IVA forfettaria sulle operazioni registrate nel 1° trimestre sul prospetto ex DM 11 febbraio 1997.
31/ IRPEG e IRAP – Società e associazioni sportive con esercizio sociale che chiude al 30 giugno – Versamento della 2ª rate di acconto.
31/ IVA – Dichiarazione annuale relativa all’anno precedente da parte dei contribuenti diversi da quelli tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale unificata – I soggetti il cui esercizio sociale non coincide con l’anno solare non possono presentare la dichiarazione unificata.
31/ Dichiarazione dei sostituti d’imposta da parte dei soggetti che non presentano la dichiarazione unificata.
31/ IRPEG e IRAP – Dichiarazione dei redditi da parte dei soggetti il cui esercizio sociale coincide con l’anno solare e che utilizzano UNICO – Versamento delle relative imposte a saldo e 1ª rata acconto (IRPEG e IRAP).
31/ IVA – Soggetti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA – Dichiarazione periodica relativa al 1° trimestre.
20/ Versamento delle imposte dichiarazione UNICO2001 per le associazioni il cui esercizio sociale coincide con l’anno solare e con termine statutario per l’approvazione del bilancio al 30 aprile.
30/ ICI – Versamento 1ª rata.
2/ Originario termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770/2001 (se associazione con meno di 20 persone il relativo termine è il 31 ottobre per la trasmissione telematica assieme al modello UNICO).
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16/ IVA – Soggetti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA – Versamento dell’IVA dovuta per il 2° trimestre.
16/ IVA – Associazioni sportive che hanno optato per la L. 398/91 – Versamento dell’IVA forfettaria sulle operazioni registrate nel 2° trimestre sul prospetto ex DM 11 febbraio 1997.
31/ IVA – Soggetti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA – Dichiarazione periodica relativa al 2° trimestre.
15/ Slittamento del termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770/2001. Ricordiamo l'importanza di tale proroga per il modello 770 in forma autonoma (scadenza originaria: 2 LUGLIO 2001 - nuova scadenza: 15 OTTOBRE 2001) per le nostre associazioni sportive che devono inserire nel modello 770 (in forma unificata o in forma autonoma, a seconda dei casi, sempre con obbligo di invio telematico).
16/ IVA – Associazioni sportive che hanno optato per la l.398/91 – Versamento dell’IVA forfettaria sulle operazioni registrate nel 3° trimestre sul prospetto ex DM 11 febbraio 1997.
30/ IVA – Soggetti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA – Dichiarazione periodica relativa al 3° trimestre.
30/ IRPEG e IRAP – Società e associazioni sportive che hanno proceduto all’approvazione il 31 ottobre. Presentazione della dichiarazione dei redditi e versamento delle relative imposte a saldo e della 1ª rata di acconto (IRPEG e IRAP).
27/ VA – Versamento dell’acconto di dicembre.
31/ IRPEG e IRAP – Società e associazioni sportive che chiudono l’esercizio sociale al 30 giugno e che, per statuto, non procedono entro un termine stabilito, all’approvazione del bilancio – Presentazione della dichiarazione dei redditi e versamento delle relative imposte a saldo e della 1ª rata di acconto (IRPEG e IRAP).
31/ Scadenza del termine per effettuare l’opzione per l’applicazione della L. 398/91 da parte delle associazioni sportive dilettantistiche con proventi commerciali non superiori a L. 360 milioni.