Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2667-del-30-01-2016
Timestamp: 2020-08-15 08:11:56+00:00
Document Index: 91386331

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1176', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 1176', 'sentenza ', 'art. 43']

Sentenza Cassazione Civile n. 2667 del 30/01/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2667 del 30/01/2016
Cassazione civile sez. I, 30/01/2019, (ud. 28/11/2018, dep. 30/01/2019), n.2667
sul ricorso 12922/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 2234/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 03/04/2014;
Viene proposto ricorso, sulla base di cinque motivi, avverso la sentenza del 3 aprile 2014 della Corte d’appello di Roma, che ha condannato Poste Italiane s.p.a. al pagamento della somma di Euro 4.132,00, oltre interessi e maggior danno, in tal senso riformando la decisione impugnata, la quale aveva respinto la domanda proposta da Ina Assitalia s.p.a. (ora Generali Italia s.p.a.), volta alla condanna di Poste Italiane s.p.a. e di Unicredit s.p.a. al pagamento della somma portata da un assegno non trasferibile illegittimamente incassato presso un ufficio postale da soggetto diverso dal beneficiario.
La ricorrente ed Unicredit s.p.a. hanno depositato altresì le memorie.
1. – I motivi possono essere così riassunti:
3) violazione e falsa applicazione dell’art. 1176 c.c., comma 2 e art. 42 L. ass., per non avere la corte territoriale ritenuto responsabile Unicredit s.p.a., quale banca trattaria, tenuta alla vigilanza in sede di stanza di compensazione, ove avrebbe potuto rilevare i dati diversi del beneficiario;
Il motivo, quindi, lamenta la violazione dell’art. 43 L. ass., in quanto la corte territoriale ha reputato sussistere una responsabilità oggettiva della banca negoziatrice, senza possibilità di prova liberatoria: essa ha invero affermato non profili di inadempimento della negoziatrice, ma tout court la sua responsabilità oggettiva.
d) specificamente, “ai sensi dell’art. 43, comma 2, Legge assegni (R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato – per errore nell’identificazione del legittimo portatore del titolo – dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario, è ammessa a provare che
l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176 c.c., comma 2”.
Alla luce di tali dicta, il motivo va accolto, non avendo la sentenza impugnata fatto applicazione dei detti principi, ma applicato la tesi, ormai disattesa dalle Sezioni unite, della pura responsabilità oggettiva ex art. 43 L. Ass..