Source: https://danielemajori.com/2015/11/06/adunanza-plenaria-n-92015-lindicazione-del-nome-del-subappaltatore-non-e-obbligatoria-allatto-dellofferta-neanche-per-il-subappalto-necessario/
Timestamp: 2019-02-16 14:31:01+00:00
Document Index: 145873271

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 109', 'art. 118', 'art. 37', 'art. 92', 'art. 146', 'art. 156']

Adunanza Plenaria n. 9/2015: l’indicazione del nome del subappaltatore non è obbligatoria all’atto dell’offerta, neanche nei casi in cui, ai fini dell’esecuzione delle lavorazioni relative a categorie scorporabili a qualificazione necessaria, risulta indispensabile il loro subappalto a un’impresa provvista delle relative qualificazioni (cd. subappalto necessario). | Avvocato Daniele Majori
Appalti pubblici, Lavori pubblici
Archiviato in Adunanza Plenaria n. 9/2015, art. 107 d.P.R. n. 107/2010, art. 109 d.P.R. n. 107/2010, art. 118 d.lgs. n. 163/2006, art. 37 d.lgs. n. 163/2006, art. 92 d.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207, codice dei contratti pubblici, esecuzione delle lavorazioni relative a categorie scorporabili a qualificazione necessaria, indicazione del nome del subappaltatore all’atto dell’offerta, indicazione nominativa dei subappaltatori, non è obbligatoria, Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice dei contratti pubblici, subappalto necessario
(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 2 novembre 2015, n. 9)
«[L]a Quarta Sezione, registrando un contrasto giurisprudenziale sulla decisiva questione dell’obbligatorietà (o meno) dell’indicazione del subappaltatore già nella fase dell’offerta da parte dell’impresa concorrente sprovvista della qualificazione in una o più categorie scorporabili (e, quindi, a fronte di un c.d. subappalto necessario) e, quindi, sulla doverosità della sua esclusione, nell’ipotesi di inosservanza del predetto obbligo (ove giudicato tale), ne ha devoluto la risoluzione all’Adunanza Plenaria.
Se, infatti, il fondamento logico e sistematico della tesi ricostruttiva che afferma l’obbligatorietà dell’indicazione del nominativo del subappaltatore all’atto dell’offerta dev’essere rinvenuto nell’esigenza di garantire alla stazione appaltante il controllo del possesso da parte del concorrente di tutti i requisiti di qualificazione necessari, la sua condivisione postula l’affermazione della necessità, ai fini della partecipazione alla procedura, della dimostrazione della titolarità delle attestazioni riferite anche alle opere scorporabili (ciò che, invece, risulta chiaramente escluso dalla citata disposizione regolamentare dedicata alla disciplina delle qualificazioni e che andrebbe, quindi, logicamente disapplicata, ma in difetto della indispensabile condizione, sopra ricordata, della sua illegittimità)».
« Autorizzazione paesaggistica: è illegittimo il diniego espresso dal responsabile del procedimento fondato erroneamente sulla ritenuta vincolatività del parere espresso dalla Soprintendenza (dopo il decorso del termine di quarantacinque giorni previsto dall’art. 146, co. 8, d.lgs. n. 42/2004) e sulla conseguente impossibilità di discostarsene, nonché emanato in assenza di un’autonoma valutazione circa la compatibilità paesaggistica dell’opera.
Deposito del ricorso giurisdizionale a mezzo posta? In mancanza di una norma che vieti tale modalità, essa deve ritenersi consentita, in osservanza del principio generale della libertà o dell’equivalenza delle forme degli atti processuali, desumibile dall’art. 156 c.p.c.; in ogni caso, il ricorso inviato a mezzo posta si dovrà ritenere depositato solo nel momento in cui pervenga effettivamente all’ufficio ricevimento con tutte le caratteristiche formali e tutti gli elementi di corredo che sono necessari per la sua acquisizione e la sua iscrizione nel registro generale. »