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Timestamp: 2018-09-23 13:10:22+00:00
Document Index: 157502081

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 819', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 819', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 829', 'art. 360', 'art. 829', 'art. 829', 'art. 828', 'art. 829', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 829', 'art. 36', 'art. 815', 'art. 1399', 'art. 829', 'art. 829', 'art. 823', 'art. 829', 'art. 808']

giurisprudenza arbitrale - Appello
(Chiappetta, presidente; Chieca estensore) – Di Micco de Santo (avv. Bellocchio) – Salzano e Di Micco de Santo (avv. Pezone)
Compromesso e arbitrato – Arbitrato irrituale – Eccezione di compromesso – Declinatoria di competenza – Mezzi di impugnazione – Appello
La sentenza di primo grado, con la quale è stata dichiarata improponibile la domanda giudiziale in ragione dell’esistenza di una clausola compromissoria per arbitrato irrituale, non è suscettibile di impugnazione con il regolamento di competenza; la pattuizione per arbitrato irrituale, infatti, determina l’inapplicabilità di tutte le norme dettate per quello rituale, ivi compreso l’art. 819-ter c.p.c. come novellato dall’art. 22 d.lgs. n. 40 del 2006.
(Chiappetta, presidente; Chieca estensore) – Gnosis Architettura società cooperativa (avv.ti Rocco, Romano) – Cuccaro (avv.ti Cuccaro, Verde)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Eccezione di compromesso – Declinatoria di competenza – Mezzi di impugnazione – Regolamento di competenza
La sentenza di primo grado con la quale è stata dichiarata l’incompetenza in relazione ad una convenzione d’arbitrato rituale, trattandosi non già di una decisione sul merito, può essere impugnata soltanto con istanza di regolamento di competenza, secondo quanto disposto dall’art. 42 c.p.c., richiamato dall’art. 819-ter, comma 1° c.p.c., novellato dall’art. 22 d.lgs. 40 del 2006.
Arbitrato – Arbitrato rituale – Eccezione di compromesso – Statuizione sulla competenza – Nullità – Effetto obbligato
È ammissibile l’impugnazione con il regolamento di competenza della sentenza che, in sede di opposizione, abbia pronunciato la nullità del decreto ingiuntivo opposto, esclusivamente per incompetenza del giudice che lo ha emesso, trattandosi non già di una decisione sul merito, ma di una statuizione sulla competenza, rispetto alla quale la dichiarazione di nullità rappresenta un effetto obbligato e non una mera conseguenza.
Processo civile – Pronuncia sulle spese – Natura accessoria – Regolamento di competenza – Sussistenza
La sentenza che, oltre a pronunciare sulla competenza, provveda sulle spese del giudizio, non cessa di rimanere soggetta al rimedio del regolamento di competenza ex art. 42 c.p.c., atteso il carattere meramente accessorio della statuizione sulle spese.
Appello Brescia, 19 gennaio 2017 (data di pubblicazione)
(Spina presidente; Lagazzo estensore) – Fondazione Charis (avv. Finelli) – M. Bonetti e F. Bonetti (avv.ti Onofri e Rodino)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Specifica indicazione dei motivi – Mancanza – Inammissibilità
È inammissibile l’impugnazione diretta ad una nuova pronuncia sui fatti, che, al di là di mere affermazioni di stile, non contenga alcuna specifica indicazione e illustrazione dei motivi di nullità previsti dall’art. 829 c.p.c.essendo consentito il riesame del merito delle questioni (fase rescissoria) solo dopo che la Corte d’Appello sia preliminarmente pervenuta all’annullamento della decisione arbitrale (fase rescindente).
Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Motivazione – Contraddittorietà – Nozione
In tema di arbitrato, l’impugnabilità del lodo non si ha per ogni caso di mera contraddittorietà tra i vari punti della motivazione o di insufficienza della stessa (ipotesi invece previste dall’art. 360 n. 5 c.p.c. per le sentenze), ma soltanto se sussista contraddizione tra le varie statuizioni del dispositivo, oppure contraddizione tra motivazione e dispositivo ovvero in caso di carenza assoluta di motivazione, che si ha anche quando la motivazione sia così internamente contraddittoria da rendere impossibile comprendere la ratio decidendi della decisione. È quindi esclusa la sussistenza del vizio in esame ogni volta che si possa ravvisare nel lodo un quid minimum di contenuto indispensabile per riconoscere l’esistenza di una motivazione.
Appello Brescia, 31 gennaio 2017 (data di pubblicazione)
(Pianta presidente; Lagazzo estensore) – Laux (avv.ti Zanoletti e Maddi) – VDS Italia s.p.a. in liquidazione (avv.ti Collia e Maniscalco)
È inammissibile l’impugnazione diretta ad una nuova pronuncia sui fatti, che, al di là di mere affer mazioni di stile, non contenga alcuna specifica indicazione e illustrazione dei motivi di nullità previsti dall’art. 829 c.p.c.essendo consentito il riesame del merito delle questioni (fase rescissoria) solo dopo che la Corte d’Appello sia preliminarmente pervenuta all’annullamento della decisione arbitrale (fase rescindente).
La contraddittorietà e il difetto di motivazione del lodo, quali vizi riconducibili all’art. 829 n. 5 e n. 11 c.p.c., sono ravvisabili soltanto quando la contraddittorietà sia riconducibile a contrasto fra diversi componenti del dispositivo, o fra dispositivo e motivazione, e quando la motivazione del lodo manchi del tutto, ovvero sia a tal punto carente da non consentire l’individuazione della ratio della decisione adottata o, in altre parole, da denotare un iter argomentativo assolutamente inaccettabile sul piano dialettico, così da risolversi in una non motivazione.
Appello Brescia, 8 marzo 2017 (data di pubblicazione)
(Pianta presidente; De Palma estensore) – A. Novali (avv.ti Asdrubali e Losito) – Impresa edile Bolis Agostino (avv.ti Vezzoli e Modina) – M. Novali (avv. Arcaini)
Arbitrato – Arbitrato irrituale – Lodo – Impugnazione – Vizio inerente all’applicazione di regole di ermeneutica contrattuale – Non sindacabilità – Fattispecie
Il lodo irrituale è impugnabile solo per i vizi che possono vulnerare la manifestazione di volontà negoziale sostitutiva di quella delle parti in conflitto, come l’errore (essenziale e riconoscibile), la violenza, il dolo o l’incapacità delle parti e degli arbitri, mentre non rileva né l’erronea applicazione delle regole di ermeneutica contrattuale, né l’errore di giudizio o di apprezzamento nella interpretazione degli elementi anche probatori acquisiti. Non è dunque sindacabile il vizio consistente nell’aver risolto un conflitto diverso da quello devoluto agli arbitri con il compromesso. Infatti, tale vizio, ove effettivamente sussistente, si riferirebbe all’interpretazione del contratto, e, quindi, all’applicazione delle regole di ermeneutica contrattuale.
Arbitrato – Arbitrato irrituale – Lodo – Termini per la pronuncia – Disciplina dettata per l’arbitrato rituale – Non estensibilità all’arbitrato irrituale – Vizio del lodo –
Insussistenza Le disposizioni del codice di rito che fissano agli arbitri un termine per la pronuncia del lodo non si applicano all’arbitrato irrituale, che trova la propria fonte di disciplina esclusivamente nella volontà delle parti. Qualora queste non abbiano previsto alcun termine per la pronuncia del lodo, non sussiste pertanto nessuna incapacità degli arbitri che possa derivare dalla proposizione dell’istanza di decadenza per inosservanza del termine per il deposito del lodo di cui agli artt. 820 e 821 c.p.c.
Arbitrato – Arbitrato irrituale – Clausola compromissoria – Indicazione del numero degli arbitri e del meccanismo della loro nomina – Insussistenza – Consenso o acquiescenza delle parti alla composizione dell’organo arbitrale – Vizio del lodo – Insussistenza
Nessuna norma disciplina le modalità di composizione del collegio arbitrale nell’arbitrato irrituale, ma tale profilo viene regolamentato esclusivamente in sede pattizia. Pertanto, qualsiasi eccezione o contestazione in merito è infondata laddove le parti abbiano prestato consenso o acquiescenza alla composizione del collegio stesso.
Appello Brescia, 16 marzo 2017 (data di pubblicazione)
(Pianta presidente; Laneri estensore) – Fraternità Sistemi s.c.s.onlus (avv. Carbonelli) – Gallotta (avv. Bonardi)
Arbitrato – Arbitrato societario – Esclusione del socio lavoratore – Pregiudizialità dell’accertamento della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento – Insussistenza
L’accertamento della legittima cessazione del rapporto sociale è pregiudiziale rispetto a quello della legittimità del licenziamento del socio che presti attività di lavoro in favore della società, posto che il rapporto di lavoro dipende da quello societario e non viceversa. Gli arbitri non debbono, pertanto, né disporre la sospensione del procedimento arbitrale in attesa della soluzione della questione relativa al licenziamento da parte del giudice del lavoro né, alternativamente, decidere direttamente se sussista la giusta causa o il giustificato motivo soggettivo di licenziamento, ma debbono solo decidere se l’esclusione del socio sia stata legittima alla luce delle previsioni di legge e statutarie.
Appello Bologna, 16 marzo 2017 (data di pubblicazione)
(Casari presidente; Parisoli estensore) – Ferretti (avv.ti Frascari e Benetti) – Goldoni (avv. Leone)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Impugnazione – Decorrenza del termine – Notificazione del lodo alla parte – Irrilevanza
Ai fini della decorrenza del termine di novanta giorni per l’impugnazione per nullità di cui all’art. 828 c.p.c., non ha rilievo la notificazione del lodo, unitamente all’atto di precetto, eseguita nei confronti della sola parte personalmente e non anche al difensore presso il quale la parte aveva eletto domicilio.
Arbitrato – Arbitrato rituale – Arbitrato societario – Lodo – Impugnazione – Nullità – Inosservanza delle regole di diritto sul merito della controversia – Nozione – Diritto transitorio
L’art. 829, comma 3, c.p.c., come riformulato dall’art. 24 del d.lgs. n. 40/2006, si applica, ai sensi della disposizione transitoria di cui all’art. 27, a tutti i giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore della novella, ma, per stabilire se sia ammissibile l’impugnazione per violazione delle regole di diritto sul merito della controversia, la legge - cui l’art. 829, comma 3, c.p.c., rinvia - va identificata in quella vigente al momento della stipulazione della convenzione di arbitrato, sicché, in caso di clausola compromissoria societaria, inserita nello statuto anteriormente alla novella, è ammissibile l’impugnazione del lodo per “errores in iudicando” ove “gli arbitri, per decidere, abbiano conosciuto di questioni non compromettibili ovvero quando l’oggetto del giudizio sia costituito dalla validità delle delibere assembleari”, così espressamente disponendo la legge di rinvio, da identificarsi con l’art. 36 del d.lgs. n. 5/2003.
Appello Brescia, 30 marzo 2017 (data di pubblicazione)
(Pianta presidente; Fichera estensore) – Tripoli e Giordano (avv.ti Lojacono e Lo Presti) – Tiemme Raccorderie s.p.a. (avv.ti Perego e Valseriati)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Ricusazione dell’arbitro – Rigetto dell’istanza – Lodo – Impugnazione – Riproposizione della questione come di motivo di impugnazione – Inammissibilità
La ricusabilità dell’arbitro non può essere proposta come motivo di impugnazione del lodo quando il Presidente del Tribunale abbia in precedenza respinto il ricorso con cui la parte l’aveva fatta valere. Dovendosi evitare il rischio di vanificare un esplicito divieto statuito dal legislatore, non può essere infatti riesaminata una questione già decisa con un provvedimento espressamente dichiarato non impugnabile dall’art. 815 c.p.c.
Arbitrato – Interesse ad agire in accertamento negativo – Fattispecie – Sussistenza
È ammissibile ed assistita da idoneo interesse ad agire la domanda di arbitrato con cui una parte intenda far accertare l’insussistenza di crediti azionati suoi nei confronti con procedimenti monitori a suo tempo opposti e conclusisi, in accoglimento dell’eccezione di clausola compromissoria, con la revoca dei relativi decreti ingiuntivi.
(Cardile presidente ed estensore) – Gemma Casa s.c.a r.l. (avv. Valvo) – Eloro calcestruzzi di Acquaviva B. & C s.n.c. (avv.ti Sallemi e Giannone)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Arbitri – Nomina da parte del falsus procurator – Ratifica – Ammissibilità – Efficacia ex tunc
La nomina dell’arbitro compiuta dal soggetto che non ne aveva il potere può essere ratificata ex art. 1399 c.c. dalla parte a ciò legittimata. E poiché la ratifica ha effetto retroattivo, essa comporta il riconoscimento dell’efficacia all’attività compiuta medio tempore dal collegio arbitrale.
Appello Bologna, 26 maggio 2017 (data di pubblicazione)
(Di Marco presidente; Parisi estensore) – Stacchi (avv.ti Schettino e Laziosi) – Sbernini (avv. Ferraboschi)
La disposizione di cui all’art. 829, n. 11, c.p.c. – nullità del lodo contenente disposizioni contraddittorie – deve essere intesa nel senso che la contraddittorietà deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo o tra la motivazione e il dispositivo e non tra parti diverse della motivazione, nel qual caso può assumere rilevanza solo nell’ipotesi di assoluta impossibilità di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una qualsivoglia forma di motivazione riconducibile al suo modello funzionale.
Appello Bologna, 31 maggio 2017 (data di pubblicazione)
(Di Marco presidente; Parisi estensore) – Trogu (avv. Rossi) – Valeriani e Serra (avv. Callegaro)
Arbitrato – Arbitrato irrituale – Qualificazione da parte del collegio – Modalità di impugnazione del lodo
Agli effetti dell’individuazione del mezzo con cui deve essere impugnato il lodo ciò che conta è la natura dell’atto in concreto posto in essere dagli arbitri, più che la natura dell’arbitrato come previsto dalle parti, per cui è inammissibile l’impugnazione per nullità proposta davanti alla Corte d’Appello se il lodo è stato qualificato dall’arbitro come irrituale, in quanto l’impugnazione avrebbe dovuto essere proposta davanti al giudice ordinariamente competente, nei modi propri dell’impugnazione del lodo irrituale.
Appello Brescia, 5 luglio 2017 (data di pubblicazione)
(Miglio presidente ed estensore) – Studio Legale Associato Mastralli e Novel (avv.ti Mastralli e Novel) – Barcella (avv.ti Conti e Garatti)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Clausola compromissoria statutaria anteriore rispetto al D.Lgs. n. 40 del 2006 – Impugnazione per error in iudicando –Ammissibilità – Ingresso nell’associazione in data successiva all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 40 del 2006 – Irrilevanza
In mancanza di una contraria previsione della clausola compromissoria stipulata prima del D.Lgs. n. 40 del 2006, è ammissibile l’impugnazione del lodo per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia. Né rileva, qualora la clausola sia contenuta nello statuto di una associazione, che una delle parti tra le quali è insorta la controversia abbia aderito al contratto associativo in data successiva rispetto all’entrata in vigore del menzionato decreto. Ciò infatti non implica la stipula di una nuova convenzione arbitrale.
Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Interpretazione del contratto – Impugnazione per error in iudicando – Richiamo generico alle regole sull’ermeneutica contrattuale dettate dalla legge – Insufficienza
Colui che impugna il lodo non può limitarsi a richiamare genericamente la violazione delle regole di cui agli artt. 1362 e segg. c.c., ma deve specificare i canoni in concreto violati, nonché il punto ed il modo in cui l’arbitro si sia da essi discostato, non essendo sufficiente una semplice critica della decisione sfavorevole, formulata attraverso la mera prospettazione di una diversa (e più favorevole) interpretazione rispetto a quella adottata dal giudicante. Ciò infatti si traduce, in sostanza, nella richiesta di un nuovo e inammissibile accertamento di fatto.
Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Interpretazione del contratto – Impugnazione per difetto di motivazione – Deduzione dell’impossibilità di ricostruire l’iter logico seguito dal giudice – Necessità
Quando la parte si dolga non tanto della violazione delle norme di legge sull’interpretazione del contratto, ma dell’interpretazione resa in concreto dall’arbitro, l’impugnazione del lodo non attiene alla violazione delle regole di diritto di cui agli artt. 1362 e segg., relative al merito della controversia, ma semmai al difetto di motivazione, che rileva, ex art. 829 c.p.c., soltanto nel caso in cui la motivazione sia così inadeguata da non consentire la ricostruzione dell’iter logico seguito dagli arbitri per attribuire al contratto un determinato contenuto.
Appello Bologna, 13 luglio 2017 (data di pubblicazione)
(Di Marco presidente ed estensore) – Marina di Cattolica srl (avv.ti Marcolini e Venturoli) – Muccioli e Giancecchi (avv.ti Maresi e Cavicchioli)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Nullità – Esposizione sommaria dei motivi – Nozione
L’obbligo di esposizione sommaria dei motivi della decisione imposto agli arbitri dall’art. 823, n. 5, c.p.c.., il cui mancato adempimento integra la possibilità di impugnare il lodo ai sensi dell’art. 829, comma 1, nn. 4 e 5 c.p.c., non è soddisfatto solo quando la motivazione manchi del tutto o sia talmente carente da non consentire di comprendere l’iter logico che ha determinato la decisione arbitrale o contenga contraddizioni inconciliabili nel corpo della motivazione o del dispositivo tali da rendere incomprensibile la “ratio” della decisione.
Appello Brescia, 28 agosto 2017 (data di pubblicazione)
(Pianta presidente; Miglio estensore) – Rudakov (avv. Poma) – Caregeas Assicurazioni s.p.a. (avv. Zanelli)
Arbitrato – Arbitrato irrituale – Indici della natura contrattuale – Impugnabilità – Fattispecie
L’impegno di considerare il lodo definitivo e vincolante nonché la rinuncia a qualsiasi impugnativa, salvo i casi di vizi propri della volontà negoziale, indica che le parti intendevano pervenire alla composizione della controversia attraverso lo strumento negoziale dell’arbitrato irrituale. L’impugnazione del lodo ai sensi degli artt. 827 e segg. c.p.c. è pertanto inammissibile, dovendosi invece fare riferimento all’art. 808-ter c.p.c., a cui tenore il lodo contrattuale è annullabile dal giudice competente sulla base dei criteri previsti dal Libro I del Codice di Procedura Civile (Nel caso di specie, la Corte ha considerato quale clausola compromissoria per arbitrato irrituale una nota informativa, allegata ad un contratto di assicurazione, secondo cui “in caso di controversia di natura medica sull’indennizzabilità del sinistro o sulla misura dei rimborsi, l’assicurato e l’Impresa si obbligano a conferire mandato di decidere se sia dovuto l’indennizzo o il rimborso ed in quale misura a norma e nei limiti delle condizioni di polizza ad un collegio di tre medici, nominati uno per parte ed il terzo di comune accordo o, in caso contrario, dal segretario dell’ordine dei medici del luogo ove deve riunirsi il collegio predetto. Le decisioni del collegio medico sono prese a maggioranza di voti con dispensa di ogni formalità di legge e sono vincolanti per le parti, le quali rinunciano fin da ora a qualsiasi impugnativa salvo i casi di violenza, dolo errore o violazione di patti contrattuali”).
Appello Bologna, 28 agosto 2017 (data di pubblicazione)
(Casari presidente; Di Pasquale estensore) – Costa (avv.ti Conti e Villani) – Alfa srl in liquidazione (avv.ti Girino e Romano)
Arbitrato – Arbitrato rituale – Decisione secondo equità – Necessità di enunciazione espressa – Esclusione
Qualora il compromesso affidi agli arbitri il compito di decidere secondo equità, è nel potere degli arbitri applicare il diritto ogni qualvolta gli stessi ravvisino la sua coincidenza con l’equità, senza che sia necessario per il collegio enunciare espressamente la conformità dell’equità alla decisione adottata, potendo tale conformità ricavarsi anche implicitamente dal contenuto complessivo del lodo.
Appello Milano, 30 novembre 2016 - Corte cost., 30 gennaio 2018, n. 13
Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1730
Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1737
Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1735