Source: http://soprintendenza.liguria.beniculturali.it/?page_id=385
Timestamp: 2019-06-17 04:33:32+00:00
Document Index: 186296829

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 59', 'art. 21', 'art. 59', 'art. 57', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 65']

Ufficio Vincoli | Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona
arch. Stefania Bertano
Staff: Luisa Franchino, Silvana Gavagnin, Sonia Mancuso, Claudio Rizzoni, Paola Traversone, Funzionario storico dell’arte
Telefono +39 010 2718269
L’Ufficio Vincoli si occupa di individuare i beni culturali che entrano a fare parte del patrimonio culturale nazionale a seguito di specifici procedimenti amministrativi previsti dagli artt. 12 (Verifica) e 13 (Dichiarazione) del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004.
I beni mobili e immobili di proprietà privata sono sottoposti alle disposizioni di tutela del Codice dei beni culturali e del paesaggio, parte II, solo se oggetto di uno specifico provvedimento di “dichiarazione di interesse culturale” (cosiddetto “vincolo”, ai sensi dell’art. 10 comma 3 e art. 13 Codice dei beni culturali e del paesaggio). Valutata l’eventuale presenza dei requisiti di interesse previsti, la Soprintendenza comunica l’avvio del procedimento, anche su motivata richiesta della regione e di ogni altro ente territoriale interessato, a tutti i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo del bene, i quali possono intervenire nel procedimento mediante accesso agli atti ed eventualmente produrre memorie. Successivamente la proposta di dichiarazione di interesse culturale viene trasmessa alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale, istituita con DPCR 29 agosto 2014 n. 171, presieduta dal Segretario Regionale, che emana il decreto conclusivo del procedimento.
Per quanto riguarda invece i beni mobili e immobili di proprietà pubblica (enti pubblici territoriali e non territoriali, enti ecclesiastici e istituti religiosi, persone giuridiche private senza fine di lucro), che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga a oltre settanta anni, essi risultano sottoposti ope legis alle disposizioni di tutela del Codice dei beni culturali e del paesaggio, parte II, fino a che non sia stata effettuata la procedura di verifica dell’interesse culturale (art. 12 Codice dei beni culturali e del paesaggio). In caso di esito positivo della verifica il bene è definitivamente sottoposto alla disciplina di tutela, mentre l’esito negativo comporta l’esclusione del bene medesimo dalla disciplina prevista per i beni culturali.
Il procedimento di verifica dell’interesse può essere avviato d’ufficio oppure su istanza dell’ente proprietario, previa intesa col Segretariato Regionale MiBACT e inserimento dei dati sul portale benitutelati.it; la Soprintendenza svolge l’istruttoria e propone un parere alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale, presieduta dal Segretario Regionale, che emana il provvedimento finale di interesse culturale o di non interesse. Nelle more della conclusione del procedimento di verifica, i beni risultano inalienabili e necessitano della preventiva autorizzazione per interventi di qualsiasi genere.
In caso di beni soggetti a pubblicità immobiliare o mobiliare, il provvedimento di dichiarazione è trascritto, su richiesta del Soprintendente, nei relativi registri ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.
Nel caso di beni immobili, si può accertare l’esistenza di vincolo verificandone la presenza sull’elenco degli immobili vincolati reperibile in questo sito, oppure consultando il sito www.liguriavincoli.it, curato da Regione Liguria e Segretariato Regionale MiBACT per la Liguria. Sul sito sono consultabili, in cartografia, tutti i provvedimenti di tutela, sia quelli emessi ai sensi della Parte Seconda del Codice Beni Culturali, sia quelli di tutela paesaggistica ai sensi della Parte Terza del Codice di Beni Culturali.
Dal momento in cui un bene assume formalmente lo status di bene culturale, esso entra a far parte del patrimonio culturale della collettività e rimane sottoposto alle disposizioni di tutela previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004 e s.i.m.).
1) I passaggi di proprietà a titolo gratuito (successioni, donazioni) (art. 59 del Codice) e gli spostamenti (nel caso dei beni privati mobili) dovuti a cambio di residenza dei proprietari delle opere devono essere comunicati alla Soprintendenza competente (art. 21 comma 2).
2) I passaggi di proprietà a titolo oneroso devono essere denunciati alla Soprintendenza competente per il territorio in cui si trova il bene oggetto della vendita. La denuncia deve essere fatta entro trenta giorni dall’avvenuta vendita, con atto sottoscritto sia dall’alienante che dall’acquirente e contenente l’indicazione dell’importo pattuito (art. 59). Il Ministero e gli altri enti pubblici territoriali interessati possono esercitare il diritto di prelazione entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione della denuncia (artt. 60-62).
3) L’alienazione dei beni culturali di proprietà di enti pubblici, enti ecclesiastici nonché persone giuridiche private senza scopo di lucro deve essere autorizzata mediante istanza da inoltrare al Segretariato Regionale e alla Soprintendenza; il provvedimento finale di autorizzazione è emesso, su proposta del Soprintendente, dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale presieduta dal Segretario Regionale. Sono altresì soggetti ad autorizzazione le costituzioni di ipoteca e di pegno ed i negozi giuridici che possono comportare l’alienazione dei beni culturali. (artt. 54-57). Le stesse disposizioni si applicano anche alla concessione d’uso e alla locazione degli immobili pubblici di interesse culturale (art. 57 bis). Le prescrizioni e le condizioni contenute nell’autorizzazione devono essere riportate nell’atto di alienazione, concessione o locazione e vengono trascritte nella Conservatoria dei Registri Immobiliari.
3) Gli interventi di manutenzione e restauro dei beni presenti sul territorio ligure devono essere preventivamente autorizzati da questa Soprintendenza (art. 21 commi 4 e 5; art. 22).
4) Gli spostamenti delle opere d’arte dichiarate di interesse culturale, compresi gli spostamenti temporanei per mostre o vendite, sono soggetti a preventiva autorizzazione (art. 21 comma 1, lett. a,b,c).
5) E’ vietata l’uscita definitiva dal territorio nazionale delle opere d’arte dichiarate di interesse culturale (art. 65), mentre l’uscita temporanea per mostre, esposizioni o restauri deve essere comunque preventivamente autorizzata (artt.66, 67, 71). (si veda la sezione Ufficio esportazione)
Per scaricare i modelli di riferimento delle suddette richieste, si veda la sezione di modulistica.
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