Source: https://www.exeo.it/diffida-adempiere-2018/
Timestamp: 2019-03-23 09:47:07+00:00
Document Index: 72915017

Matched Legal Cases: ['art. 1454', 'art. 1455', 'art. 1454', 'art. 1454', 'art. 1454', 'art. 1454', 'art. 1454', 'art. 1454', 'art. 1454', 'art. 1454', 'art. 1453']

sottotitolo: Sciogliersi dal contratto senza ricorrere al giudice
autore/i: Barchi, Patrizia
pagine: 155 in formato A4 (cm 21X29,7), corrispondenti a 264 in formato libro (cm 17X24)
leggi i seguenti brani : -Diffida emessa dal rappresentante del creditore
-La diffida: requisiti formali e pubblicità
-L'intimazione ad adempiere
isbn: 978-88-6907-249-9
sigla: FC14
leggi i seguenti brani : Diffida emessa dal rappresentante del creditore
1.	La risoluzione automatica del contratto Le diverse forme di risoluzione del contratto: la risoluzione per inadempimento, la risoluzione per impossibilità sopravvenuta della prestazione e la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta. La diffida ad adempiere è un atto unilaterale e recettizio di autonomia privata, con il quale il contraente, adempiente o in procinto di adempiere, di un contratto, intima all’altra parte di adempiere entro un dato termine. Con quest’atto quindi una parte, manifesta all’altro contraente, una duplice volontà: quella conservativa del contratto in caso d’adempimento nel termine assegnato o, in mancanza di tale adempimento nel termine, quella risolutiva del contratto stesso che, in questo modo, si risolve automaticamente e stragiudizialmente in virtù della diffida inviata
2.	I requisiti della diffida ad adempiere L'intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere di cui all'art. 1454 c.c. e l'inutile decorso del termine fissato per l'adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell'art. 1455 c.c., dell'accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento in relazione alla situazione verificatasi alla scadenza del termine e al permanere dell'interesse della parte all'esatto e tempestivo adempimento. L'inadempimento richiesto dall'art. 1454 c.c. deve essere quindi grave, rilevante rispetto al sinallagma contrattuale e per individuarlo occorre verificare che la fattispecie contrattuale corrisponda a quella effettivamente verificatasi nella realtà
3.La congruità del termine della diffida ad adempiere In materia di diffida ad adempiere, il giudizio sulla congruità del termine di quindici giorni previsto dall'art. 1454 c.c. non può essere unilaterale ed avere ad oggetto esclusivamente la situazione del debitore ma deve prendere in considerazione anche l'interesse del creditore all'adempimento ed il sacrificio che egli sopporta per l'attesa della prestazione. Il termine da concedersi al contraente inadempiente deve essere, normalmente, non inferiore ai quindici giorni. Potrà essere inferiore: 1) quando ciò sia stato pattuito precedentemente; 2) quando sia ammesso dagli usi; 3) quando, per la natura del contratto, risulti congruo un termine minore dei 15 giorni.
4.	La manifestazione di volontà La diffida ad adempiere di cui all'art. 1454 c.c. esige la manifestazione univoca della volontà dell'intimante di ritenere risolto il contratto in caso di mancato adempimento entro un certo termine. Non è pertanto sufficiente per produrre l'effetto risolutivo del rapporto costituito fra le parti, previsto dalla norma richiamata, la manife¬stazione della generica intenzione “di agire in tut¬te le sedi più opportune”, senza specificare se si intenda ottenere l'adempimento o la risoluzione del contratto
5.La procura della diffida Secondo la visione giurisprudenziale, che si è affermata negli ultimi anni, la procura per la diffida ad adempiere di cui all'art. 1454 c.c., va rilasciata per iscritto,a prescindere dal carattere eventualmente solenne della forma richiesta per il contratto destinato ad essere risolto. La diffida ad adempiere, intimata alla parte inadempiente da un soggetto diverso dall'altro contraente, per produrre gli effetti di cui all'art. 1454 c.c. dovrà quindi essere effettuata da un soggetto munito di procura scritta del creditore. Tale procura dovrà essere allegata o comunque portata a conoscenza del debitore con mezzi idonei, atteso il carattere negoziale della diffida medesima.
6.Reversibilità degli effetti risolutori. Quanto alla reversibilità degli effetti risolutori dottrina e giurisprudenza hanno espresso punti di vista differenti. La giurisprudenza ritiene che gli effetti risolutori derivanti dalla diffida restano nella totale disponibilità del diffidante il quale può sempre scegliere se rinunciare o pretendere l’adempimento del contratto. Di posizione opposta è la dottrina che, invece, sostiene che tale scelta è preclusa al diffidante ciò in ossequio del principio della tutela dell’affidamento della parte inadempiente contro la decisione e convenienza del diffidante.
ORIGINE E FUNZIONE DELL'ISTITUTO
2. L'istituto della diffida ad adempiere
3. Origine storica della diffida ad adempiere
4. La funzione dell'istituto
IL CAMPO DI APPLICAZIONE DELL'ART. 1454 C.C.
1. I contratti sinallagmatici
2. I contratti a titolo gratuito e la donazione
3. I contratti con comunione di scopo e i contratti collegati
I PRESUPPOSTI DELLA DIFFIDA AD ADEMPIERE
2. L'importanza dell'inadempimento
2.1. Il momento e i criteri di accertamento della non scarsa importanza
2.2. L'inadempimento definitivo e la possibilità dell'adempimento da parte del diffidato
2.3. L'adempimento inesatto e il rapporto tra l'esecuzione, la difformità, i vizi dell'opera e la diffida ex art. 1454 c.c.
2.4. Rapporto con la costituzione in mora: il contegno della parte inadempiente
3. Imputabilità e colpevolezza nell'inadempimento
4. La non reciprocità dell'inadempimento
4.1. Valutazione comparativa delle reciproche condotte
L'ATTO DI DIFFIDA
1. Natura giuridica dell'atto di diffida
2. Legittimazione attiva e passiva
2.1. Diffida emessa dal rappresentante
LA FORMA DELLA DIFFIDA
1. Requisiti formali e pubblicità dell'atto di diffida
2. Il carattere recettizio dell'intimazione
1. L'intimazione ad adempiere
2. La monizione
IL TERMINE EX ART. 1454 c.c.
1. Analisi della disposizione di cui all'art. 1454 c.c.
2. Il giudizio sulla congruità del termine assegnato
2.1. I criteri di valutazione
2.2. Il dies a quo
3. La mancata indicazione del termine
4. La proroga del termine fissato nella diffida
5. Il difetto dei requisiti
GLI EFFETTI EX ART. 1454 C.C.
1. Il terzo comma dell'art. 1454 c.c.
2. Rapporto tra la risoluzione giudiziale ex art. 1453 c.c. e la risoluzione per diffida
3. Il giudizio di accertamento
4. Il risarcimento del danno a favore della parte adempiente
LA POSIZIONE DELL'INTIMANTE
1. La disponibilità degli effetti della diffida da parte dell'intimante
2. Revoca della diffida
LA POSIZIONE DEL DESTINATARIO
1. Il rifiuto di adempiere
2. La c.d. contro diffida
LA DIFFIDA AD ADEMPIERE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
L'OBBLIGO DI PROVVEDERE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
LA RISOLUZIONE AUTOMATICA DEL CONTRATTO
MODELLI DI DIFFIDA AD ADEMPIERE
FAC SIMILE DI DIFFIDA
DIFFIDA AD ADEMPIERE E NEGOZIAZIONE ASSISTITA
LE CONSEGUENZE DEL MANCATO ADEMPIMENTO A SEGUITO DELLA RICEZIONE DELLA DIFFIDA AD ADEMPIERE
NOTIFICA DELLA DIFFIDA AD ADEMPIERE
GIURISPRUDENZA DI RIFERIMENTO PER L'AGGIORNAMENTO