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Timestamp: 2019-01-20 04:10:00+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 9']

PIANO DI EMERGENZA COMUNALE - PDF
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1 PIANO DI EMERGENZA COMUNALE DOC GLOSSARIO E RIFERIMENTI NORMATIVI
2 GRUPPO DI LAVORO PER LA REALIZZAZIONE DEL : Responsabile di Progetto Il Sindaco: Luigi Chiesa Gruppo Tecnico di Lavoro Arch. Paola Maria Montecucco Consulenza tecnica GeolSoil Studio Associato, Pavia Redazione del Piano Dott. Geol. Manuel Elleboro Dott. Geol. Paola Sala Cartografia informatizzata Dott.ssa Lucrezia Albera INDICE 2
3 1. GLOSSARIO RIFERIMENTI NORMATIVI Quadro normativo statale Quadro normativo regionale GLOSSARIO 3
4 Nel seguito vengono sinteticamente riportate le principali terminologie utilizzate nel Piano. PREVISIONE: attività diretta allo studio e alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, all identificazione dei rischi ed individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi. PREVENZIONE: attività volta ad eliminare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad eventi calamitosi. SOCCORSO: attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite da eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza. STATO DI EMERGENZA: situazione di crisi deliberata dal Presidente del Consiglio dei Ministri che ne determina durata ed estensione territoriale in riferimento alla qualità e alla natura degli eventi. PIANIFICAZIONE DI EMERGENZA: insieme di procedure operative da attuare nel caso in cui si verifichi l evento atteso o straordinario. SCENARIO DI EVENTO: descrizione degli effetti causati da un qualsiasi evento massimo atteso alle persone e alle cose, in una porzione di territorio e in un determinato periodo di tempo. RISCHIO: probabilità che un determinato evento si verifichi incidendo sull ambiente fisico in modo tale da recare danno all uomo e alle sue attività, in relazione alle condizioni di vulnerabilità. Nella formula R = F x M (dove R è il rischio, F la frequenza e M la magnitudo) viene definito come combinazione di probabilità e di gravità di possibili danni in una situazione pericolosa. PERICOLOSITÀ: probabilità di manifestarsi di un possibile evento di determinata entità, in un area definita e in un periodo di tempo. VULNERABILITÀ: individuazione del livello di danno di un determinato elemento o categoria di elementi esposti, conseguente a un definito evento calamitoso. ESPOSIZIONE: definizione di tutti gli elementi che, sottoposti a un pericolo, risultano vulnerabili. MODELLO DI INTERVENTO: organizzazione della risposta all emergenza da parte del sistema di protezione civile ai diversi livelli di responsabilità, anche attraverso la pianificazione e l attivazione dei centri operativi sul territorio. S.P.C. (Struttura Protezione Civile): insieme degli organi che compongono il sistema della protezione civile a livello regionale. 4
5 AGENZIA: organismo istituito al fine di assicurare l unitarietà della gestione delle attività di protezione civile di competenza regionale, in collaborazione con le competenti strutture locali e statali in materia di sicurezza territoriale. C.O.R. (Centro Operativo Regionale): struttura, istituita presso la Struttura regionale di Protezione Civile, composta da un responsabile, da una sala operativa e, in emergenza, da staff tecnici integrati da commissioni regionali. C.C.S. (Centro Coordinamento Soccorsi): organo composto dalle massime Autorità responsabili dell ordine pubblico, da rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni ed altri Enti ed organismi privati presenti a livello provinciale, che ha il compito di supportare il Prefetto nelle decisioni da assumere nell ambito di operazioni di protezione civile. I C.C.S. individuano le strategie e gli interventi per superare l'emergenza anche attraverso il coordinamento dei Centri Operativi Misti. C.O.M. (Centro Operativo Misto): struttura, istituita con decreto prefettizio, che consente al Prefetto di esercitare la direzione unitaria dei servizi di emergenza con l ausilio di 14 funzioni di supporto. S.O.P. (Sala Operativa di Prefettura): luogo predisposto per accogliere i referenti delle funzioni di supporto al Prefetto, ove si organizzano le singole risposte operative che occorre attuare nelle emergenze a carattere provinciale. S.O.I. (Sala Operativa Intercomunale): luogo predisposto presso la sede comunale al fine di accogliere i referenti delle funzioni di supporto al Sindaco, ove si organizzano le singole risposte operative che occorre attuare nelle emergenze a carattere provinciale. C.O.C. (Centro Operativo Comunale) = U.C.L. (Unità di Crisi Locale): organo, istituito con atto dell Amministrazione Comunale e con il quale il Sindaco esercita la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita. AREE DI ATTESA e SMISTAMENTO: luoghi sicuri in cui la popolazione deve recarsi immediatamente dopo l evento o alla ricezione di un allarme dagli organi preposti. AREE DI ACCOGLIENZA: aree sicure e destinate all accoglienza e al ricovero della popolazione colpita da calamità. AREE DI AMMASSAMENTO: aree preventivamente individuate dalle Autorità competenti idonee all ammassamento di materiali e mezzi ed alla predisposizione di campi base per le operazioni di emergenza, al fine di garantire un razionale impiego dei soccorritori nelle zone oggetto dell evento. CENTRO UNIFICATO PROVINCIALE: sede unica delle strutture operative di protezione civile della Provincia, del Comune e del volontariato provinciale, che costituisce il centro di gestione 5
6 delle attività di protezione civile nell ambito degli Enti locali, sia in fase ordinaria che in emergenza. R.O.C. (Referente Operativo Comunale) G.I.P.C (Gruppo Intercomunale Protezione Civile) P.L. (Polizia Locale) C.C. (Carabinieri) G. di F. (Guardia di Finanza) VV.F (Vigili del Fuoco) A.S.L. (Azienda Sanitaria Locale) A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) 2. RIFERIMENTI NORMATIVI 2.1. Quadro normativo statale L. 8 Dicembre 1980, n. 996 : Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità - Protezione civile. D.P.R. 6 febbraio 1981, n. 66 : Regolamento di esecuzione della L. 8 Dicembre 1970, n. 996, recante norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità - Protezione civile. L. 18 Maggio 1989, n. 183 : Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo. D.P.C.M. 13 Febbraio 1990, n. 112 : Regolamento concernente istituzione ed organizzazione del Dipartimento della protezione civile nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L. 11 Agosto 1991, n. 266 : Legge quadro sul volontariato. L. 24 Febbraio 1992, n. 225 : Istituzione del Servizio nazionale della Protezione Civile. D.P.R. 21 Settembre 1994, n. 613 : Regolamento recante norme concernenti la partecipazione delle associazioni di volontariato nelle attività di protezione civile. 6
7 D.L. 29 Dicembre 1995, n. 560 : Interventi urgenti a favore delle zone colpite da eccezionali eventi calamitosi del 1995 e ulteriori disposizioni riguardanti precedenti alluvioni, nonché misure urgenti in materia di protezione civile. L. 26 Febbraio 1996, n. 74 : Conversione in legge, con modificazioni, del D. L. 29 Dicembre 1995, n. 560, recante interventi urgenti a favore delle zone colpite da eccezionali eventi calamitosi nel 1995 e ulteriori disposizioni riguardanti precedenti alluvioni, nonché misure urgenti in materia di protezione civile. D. Lgs. 31 Marzo 1998, n. 112 : Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59 (capo VIII-Protezione Civile). L. 3 Agosto 1998, n. 267 (c.d. Legge Sarno) : Conversione in legge, con modificazioni, del D. L. 11 giugno 1998, n. 180, recante misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite da disastri franosi nella regione Campania. D. Lgs. 17 Agosto 1999, n. 334: Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. L. 21 Novembre 2000, n. 353 : Legge-quadro in materia di incendi boschivi. D.P.R. 8 Febbraio 2001, n. 194 : Regolamento recante nuova disciplina della partecipazione delle organizzazione di volontariato alle attività di Protezione Civile. D. Lgs. 18 Agosto 2001, n. 267 : Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. D.L. 7 Settembre 2001, n. 343 (convertito in L. 9 Novembre 2001, n. 401): Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di Protezione Civile e per il migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile. Circolare 30 settembre 2002, n.5114 : Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile: ripartizione delle competenze amministrative in materia di protezione civile. Direttiva del P.C.M. del 27 Febbraio 2004 : Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile. Direttiva del P.C.M. del 25 Febbraio 2005 : Ulteriori indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile, recanti modifiche ed integrazioni alla D.P.C.M. 27 febbraio
8 D. Lgs. 21 Settembre 2005, n. 238 (c.d. Legge Seveso) : Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che modifica la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. D.P.C.M. 3 Dicembre 2008, n.739 : Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze. L. 12 Luglio 2012, n. 100 : "Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 15 Maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile" Quadro normativo regionale L.R. 24 Luglio 1993, n. 22 : Legge regionale sul volontariato D.G.R. n del 02/07/1999: Integrazione alla delibera n.6/25596 del 28/02/1997 Istituzione elenco dei gruppi comunali e intercomunali di protezione civile D.G.R. 29 Dicembre 1999 n : Linee guida sui criteri per l'individuazione e la costituzione dei Centri Polifunzionali di Emergenza in attuazione all'art. 21, commi 1, 2, 3 della L.R. 54/1990 e s.m.i. L.R. 5 Gennaio 2000, n.1 : Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia - Attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n.112. D.D.U.O. n.4368 del 27/02/2001: Approvazione delle procedure per la dichiarazione dello stato di crisi regionale e atti connessi alle emergenze di protezione civile di livello regionale. Regolamento Regionale n.3 del 08/06/2001: Regolamento di attuazione dell'albo Regionale del Volontariato di Protezione Civile D.G.R. 25 Gennaio 2002, n. 7/7858 : Trasferimento alle Provincie della tenuta delle sezioni provinciali dell'albo Regionale di Protezione Civile delle organizzazioni di volontariato operanti nell'ambito del territorio provinciale per la Protezione Civile. D.G.R. n del 20/12/2002: Direttiva temporali per la prevenzione dei rischi indotti da fenomeni meteorologici estremi sul territorio regionale. D.G.R. n del 14/07/2003: Costituzione della sezione regionale dell'albo Regionale del Volontariato di Protezione Civile delle organizzazioni di volontariato operanti nell'ambito del territorio regionale per la Protezione Civile - Regolamento Regionale dell'8 giugno 2001 n.3 L.R. 22 Maggio 2004, n.16 e collegato ordinamentale 2010: Testo unico delle disposizioni regionali in materia di protezione civile. 8
9 L.R. 11 Marzo 2005, n. 12 e direttive tecniche conseguenti : Legge per il governo del territorio. D.G.R. 24 Marzo 2005, n. 7/21205 : Direttiva regionale per l'allertamento per rischio idrogeologico e idraulico e la gestione delle emergenze regionali. D.G.R. 1 Agosto 2006, n. 8/3116 : Modifiche ed integrazioni alla D.G.R /2004 di approvazione del Protocollo d'intesa con le Province lombarde per l'impiego del volontariato di Protezione Civile nella prevenzione del rischio idrogeologico. D.G.R. 16 Maggio 2007, n. 8/4732 : Revisione della "Direttiva Regionale per la predisposizione dei piani di emergenza degli enti locali"(art. 4, comma 1, L.R. 22 maggio 2004, n. 16 '"Testo unico delle disposizioni regionali in materia di protezione civile"). D.G.R. 22 Dicembre 2008, n. 8/8753 : Determinazioni in merito alla gestione organizzativa e funzionale del sistema di allerta per i rischi naturali ai fini della Protezione Civile. D.G.R. 28 Settembre 2009, n. 8/10225 : Determinazioni in ordine ai fondi per le organizzazioni di volontariato di Protezione Civile per l'acquisto di mezzi, attrezzature e materiali (art. 5, comma 5, L.R. 22 maggio 2004, n. 16 '"Testo unico delle disposizioni regionali in materia di protezione civile"). L.R. 5 Febbraio 2010, n. 7 : Interventi normativi per l'attuazione della programmazione regionale e di modifica ed integrazione di disposizioni legislative - Collegato ordinamentale (BURL n. 6, 1 suppl. ord. del 08 Febbraio 2010) e nello specifico l'art. 15 (Modifiche all'art. 5 e inserimento degli artt. 9 bis, 9 ter e 9 quater alla L.R. 22 maggio 2004, n. 16 '"Testo unico delle disposizioni regionali in materia di protezione civile"). R.R. n.9 del 18 Ottobre 2010 : Regolamento di attuazione dell'albo regionale del Volontariato di Protezione Civile (ai sensi dell art. 9-ter della L.R. 22 maggio 2004, n. 16, "Testo unico delle disposizioni regionali in materia di protezione civile") Piano Regionale AIB : Piano regionale delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 9
Comunità Montana del Sebino Bresciano Provincia di Brescia Piano di Emergenza Comunale Comune di Provaglio d'iseo Modalità di Compilazione del Piano Novembre 2012 1 Documento redatto a cura di: Università
1. Premessa... 3. 2. Analisi territoriale... 15. 2.1. Introduzione... 15. 3. Analisi delle infrastrutture... 17
Indice 1. Premessa... 3 1.1. Articolazione del P.E.C.... 3 1.2. Obiettivi del P.E.C.... 4 1.3. Principali riferimenti normativi... 4 Normativa nazionale... 4 Rischio assetto idrogeologico ed idraulico...
COMUNE DI GEMMANO Provincia di Rimini Sede: Piazza Roma n. 1 47855 GEMMANO (RN) Tel. (0541) 854060 854080 Fax (0541) 854012 Partita I.V.A. n. 01188110405 Codice Fiscale n. 82005670409 Deliberazione del