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Timestamp: 2018-02-18 20:52:26+00:00
Document Index: 146653308

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 41', 'art. 15', 'art. 15', 'art 18', 'art. 41', 'art.41', 'art. 25']

INCONTRO SPISAL MEDICI COMPETENTI Vicenza 20 dicembre dott. Pierantonio Zanon SPISAL ULSS n. 6 VICENZA - PDF
INCONTRO SPISAL MEDICI COMPETENTI Vicenza 20 dicembre dott. Pierantonio Zanon SPISAL ULSS n. 6 VICENZA
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1 Consumo di alcool e attività lavorativa: azioni del MC per le categorie individuate dal Provvedimento 16 marzo 2006 e giudizio di idoneità per i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria. INCONTRO SPISAL MEDICI COMPETENTI Vicenza 20 dicembre 2011 dott. Pierantonio Zanon SPISAL ULSS n. 6 VICENZA
2 LEGGE 30 marzo 2001, n.125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Art. 15. Disposizioni per la sicurezza sul lavoro 1. Nelle attivita' lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumita' o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanita', da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e' fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. 2. Per le finalita' previste dal presente articolo i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle aziende unita' sanitarie locali.
3 PROVVEDIMENTO 16 Marzo 2006 Intesa in materia di individuazione delle attivita' lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumita' o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcooliche Art.1. Attività lavorative a rischio 1. Le attivita' lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumita' o la salute dei terzi, per le quali si fa divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell'art. 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125, sono quelle individuate nell Allegato 1.
4 Indicazioni Operative Regione Veneto giugno 2009 LA SORVEGLIANZA SANITARIA Il fatto di rientrare in una categoria di lavoro tra quelle indicate nell Allegato 1 della legge 125/2001 con divieto di assunzione di sostanze alcoliche, non comporta automaticamente l obbligo della sorveglianza sanitaria. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria è già attivata in quanto prevista dalla attuale normativa, se esiste un rischio alcol correlato, dovrà essere contemporaneamente valutato attraverso uno specifico protocollo sanitario.
5 Indicazioni Operative Regione Veneto giugno 2009 ADEMPIMENTI A CARICO DEL MEDICO COMPETENTE L esito positivo del controllo alcolimetrico può comportare la proposta al datore di lavoro di sospensione temporanea dal lavoro. La sorveglianza sanitaria è mirata alla valutazione della alcoldipendenza nelle mansioni a rischio. A tal fine il medico definisce uno specifico protocollo di accertamenti sanitari Su richiesta del datore di lavoro, il medico competente verifica la sussistenza e la fondatezza di ragionevoli dubbi di una possibile assunzione di alcolici da parte del lavoratore, con pericolo di infortunio o di danno a terzi, sottoponendolo, in caso positivo, ad accertamento di idoneità alla mansione.
6 Indicazioni Operative Regione Veneto giugno 2009 ADEMPIMENTI A CARICO DEL MEDICO COMPETENTE Nel caso particolare che il lavoratore sia soggetto a sorveglianza sanitaria ma non esista un rischio alcol correlato, e venga segnalato un sospetto consumo problematico di alcolici con problemi comportamentali, il medico competente potrà comunque valutare la situazione, con il consenso del lavoratore, per dare indicazioni al datore di lavoro sull opportunità dell invio alla commissione art. 5 L. 300/1970. Nel caso particolare che il lavoratore non sia soggetto a sorveglianza sanitaria ma la mansione rientra tra quelle per le quali è previsto il divieto, se viene segnalato un sospetto consumo problematico di alcolici con problemi comportamentali, il datore di lavoro ha l opportunità dell invio alla commissione art. 5 L. 300/1970.
7 Indicazioni Operative Regione Veneto giugno 2009 Giudizio di idoneità alla mansione Per lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria svolgenti le mansioni elencate nell allegato 1 il giudizio di idoneità dovrà tenere conto anche delle problematiche di alcol dipendenza. Qualora il medico competente, al termine del percorso valutativo, rilevi elementi clinico anamnestici probanti per assunzione problematica di alcolici che inducano il sospetto di alcoldipendenza, rilascerà giudizio di temporanea inidoneità alla mansione e invierà il lavoratore al SERT richiedendo gli ulteriori accertamenti specialistici ai fini della valutazione della alcoldipendenza.
8 Indicazioni Operative Regione Veneto giugno 2009 Giudizio di idoneità alla mansione Nel caso di rilievo occasionale di consumo di alcolici al lavoro confermata con controllo alcolimetrico, il medico competente può esprimere un giudizio sulla idoneità/non idoneità temporanea al lavoro e attivare approfondimenti successivi.
9 Indicazioni Operative Regione Veneto giugno 2009 Certificazioni del SerT Nel caso il SERT certifichi assenza di alcoldipendenza, è importante che il medico competente valuti con la collaborazione del medico del SERT la riammissione del lavoratore alla mansione, in relazione all eventuale consumo occasionale o problematico di alcolici. Nel caso di certificazione di presenza di alcoldipendenza ; il lavoratore, per essere riammesso all esercizio delle mansioni a rischio, deve sottoporsi ad un programma terapeutico individualizzato, da eseguire presso il SERT e a totale onere economico del SSN secondo quanto indicato dall Art. 15 comma 3 L. 125/2001
10 Orientamenti regionali per Medici Competenti in tema di prevenzione, diagnosi e cura dell alcol dipendenza (Regione Emilia Romagna novembre 2009) Premessa L esplicito richiamo nel recente Decreto Legislativo 81/08, non modificato dal Decreto correttivo 106/09, alla prevenzione e gestione delle problematiche alcol correlate esprime senza dubbio l interesse del legislatore al coinvolgimento del medico competente nella prevenzione dei danni provocati da fattori di rischio non più e non solo di tipo tradizionale, ma anche legati a stili di vita pericolosi o scorretti.
11 Orientamenti regionali per Medici Competenti in tema di prevenzione, diagnosi e cura dell alcol dipendenza (Regione Emilia Romagna novembre 2009) Sorv. sanitaria e promozione della salute individuale Circa la funzione preventiva, il D.Lgs. 81/08, con le modifiche apportate dal recente D. Lgs. 106/09, prevede all art. 41 che il medico competente, nell ambito della sorveglianza sanitaria e solamente nei casi ed alle condizioni previste dall ordinamento debba finalizzare le visite mediche anche alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza. Si ritiene che i casi previsti dall ordinamento coincidano con le lavorazioni incluse nell All. 1 dell Accordo Stato-Regioni del 16 Marzo 2006 e che le condizioni siano che la verifica dell assenza di alcol dipendenza avvenga, in occasione della visita medica preventiva, periodica o di cambio mansione, verso i lavoratori già sottoposti a visite mediche perché esposti a rischi professionali per i quali vige l obbligo di sorveglianza sanitaria.
12 Orientamenti regionali per Medici Competenti in tema di prevenzione, diagnosi e cura dell alcol dipendenza (Regione Emilia Romagna novembre 2009) Sorv. sanitaria e promozione della salute individuale Lo scopo è quello di far sì che il medico competente attui un sistema di sorveglianza volto a far emergere quei casi selezionati che meritino di essere avviati alle strutture specialistiche (Servizi Alcologici/Servizi Dipendenze Patologiche) per la eventuale formulazione della diagnosi di alcol dipendenza. I controlli alcolimetrici previsti dall art. 15 della L. 125/01 non devono essere considerati strumenti per l accertamento dell assenza di alcol dipendenza. Non vanno pertanto utilizzati nell ambito dell attività di screening ma servono solo per la verifica del rispetto delle norme di divieto o, in casi selezionati, per l accertamento nell immediatezza di una sospetta condizione di etilismo acuto.
13 Orientamenti regionali per Medici Competenti in tema di prevenzione, diagnosi e cura dell alcol dipendenza (Regione Emilia Romagna novembre 2009) Sorv. sanitaria e promozione della salute individuale Riguardo alle modalità per effettuare tale verifica, come normalmente avviene per altri fattori di rischio, il medico competente, in scienza e coscienza e nel rispetto dei principi etici della medicina del lavoro contenuti nel codice ICOH, ha ovviamente piena libertà di decisione. Tuttavia, ritenendo poco utile ridurre questa complessa e delicata attività ad un mero screening laboratoristico, si propongono alcune indicazioni condivise con gli specialisti alcologi che prevedono un approccio per gradi, utilizzando in sequenza e in maniera integrata diversi strumenti.
14 Orientamenti regionali per Medici Competenti in tema di prevenzione, diagnosi e cura dell alcol dipendenza (Regione Emilia Romagna novembre 2009) La gestione del caso in azienda A seguito di segnalazioni da parte del datore di lavoro di fatti accaduti in azienda o di evidenze oggettive inquadrabili come situazioni di potenziale pericolo per i lavoratori stessi o per i terzi riferite a condizioni di sospetta alcol dipendenza o abuso alcolico protratto, il MC potrà, se la lavorazione è compresa nell allegato 1 dell Accordo SR, effettuare il controllo alcolimetrico previsto dall art. 15 della L. 125/01. Egli potrà inoltre, in base all art 18, lett. c, del D. Lgs. 81/08, che impone al datore di lavoro, nell affidare i compiti lavorativi, di tenere conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori in relazione alla loro salute e sicurezza, sottoporre a controllo sanitario mirato il lavoratore al fine di accertarne l idoneità alla mansione, inquadrando l accertamento nell ambito della sorveglianza sanitaria già in essere.
15 accordo provinciale in tema di alcol e lavoro ASL Bergamo (marzo 2011) Il presente documento ha la finalità di stabilire con Aziende, Medici Competenti, Associazioni di categoria, Organismi Paritetici, Enti formatori, Istituzioni a vario titolo coinvolte nella prevenzione negli ambienti di lavoro della provincia di Bergamo, un accordo per l applicazione uniforme e condivisa di procedure che garantiscano: 1. il rispetto del divieto d assunzione di bevande alcoliche durante l orario di lavoro, nei casi previsti dalla Legge n. 125 del 30 marzo 2001 ovvero nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute dei terzi. 2. la scelta di modalità operative per l accertamento di assenza di alcoldipendenza, previsto dall art. 41 del D.Lgs 81, che siano realisticamente applicabili, individuino elementi obiettivi e scientificamente validi di supporto alla valutazione clinica, fungano da supporto al giudizio diagnostico e certificativo finale; 3. la chiara definizione delle azioni da attuare per la valutazione e la gestione del rischio alcol in ambiente di lavoro e le responsabilità di ciascuna delle parti coinvolte nel «sistema di promozione della salute e sicurezza»
16 accordo provinciale in tema di alcol e lavoro ASL Bergamo (marzo 2011) SORVEGLIANZA SANITARIA Secondo il gruppo di lavoro il fatto di rientrare nell elenco delle mansioni dell allegato 1 della Conferenza Stato Regioni 16/03/2006 non è condizione necessaria e sufficiente all attivazione della sorveglianza sanitaria in assenza di condizioni previste dall ordinamento (art.41 comma 4 D.Lgs. 81/2008) In presenza di condizioni previste dall ordinamento, il medico competente predispone il piano di sorveglianza sanitaria in cui saranno definiti gli esami clinici e biologici e le indagini diagnostiche mirati al rischio (art. 25 comma 1 lettera b D.Lgs. 81/08) L intervento del medico competente deve essere rivolto non solo alla prevenzione della violazione della norma che vieta l assunzione di alcolici durante l attività lavorativa ma anche all identificazione di situazioni di abuso e dipendenza da alcol.
17 accordo provinciale in tema di alcol e lavoro ASL Bergamo (marzo 2011) SORVEGLIANZA SANITARIA PROCEDURE ACCERTATIVE DI PRIMO LIVELLO 1. L accertamento del Medico Competente comprende: visita medica (Fase Anamnestica e Clinico-Documentale) ed esami di laboratorio e ha come atto conclusivo la formulazione di un giudizio di idoneità alla mansione. a. Per quanto riguarda la fase anamnestica, in aggiunta alla consueta anamnesi fisiologica e patologica, si ritiene opportuno raccogliere, durante il normale colloquio con il lavoratore, senza utilizzare un questionario strutturato, anche informazioni più specifiche su quantità e modalità di consumo di bevande alcoliche, eventuali problematiche sanitarie (ex ricoveri), medico legali (ex ritiri della patente di guida e/o del porto d armi), lavorative (assenze ripetute, infortuni, calo del rendimento,) e relazionali (conflittualità con i colleghi, ansia, depressione, insonnia, aggressività, ecc.) correlabili all'uso di alcol.
18 accordo provinciale in tema di alcol e lavoro ASL Bergamo (marzo 2011) SORVEGLIANZA SANITARIA PROCEDURE ACCERTATIVE DI PRIMO LIVELLO b. La valutazione clinica sarà indirizzata alla ricerca di segni fisici che, confrontati con i dati anamnestici rilevati, siano indicativi di possibile presenza di un consumo problematico di alcol. Epatomegalia, eritema palmare e nevi vascolari, tremori a fini scosse, ROT diminuiti agli arti inferiori, ipertensione, sovrappeso o malnutrizione, alitosi alcolica, tosse secca, congiuntiva arrossata o acquosa, gerontoxon, contusioni, lividi, traumi, bruciature non dovranno essere sottovalutati durante l esecuzione di un accurato esame obiettivo
19 accordo provinciale in tema di alcol e lavoro ASL Bergamo (marzo 2011) SORVEGLIANZA SANITARIA PROCEDURE ACCERTATIVE DI PRIMO LIVELLO c. Le alterazioni degli esami di laboratorio possono comparire isolate oppure variamente combinate tra loro. Poiché, allo stato attuale, non esiste un marker unico che ci permetta di porre diagnosi certa di Disturbo da Uso di Alcol, nell ambito di una valutazione più generale ed articolata che preceda gli accertamenti di secondo livello, è opportuno eseguire tutti i suddetti test (gammagt, MCV, AST, ALT, CDT, ndr) per avvalorare il sospetto diagnostico.
CORSO DI FORMAZIONE SUL CAMPO ANNO 2011
CORSO DI FORMAZIONE SUL CAMPO ANNO 2011 ASL della Provincia di Varese, con la collaborazione della U.O. Ospedaliera di Medicina del Lavoro 1) Venerdì 15.04.2011: Indicazioni di ordine pratico per il processo