Source: http://www.avvocatibraschiemanini.it/novita-in-materia-di-lavoro-e-previdenza-luglio-2019
Timestamp: 2020-02-23 05:28:42+00:00
Document Index: 47829462

Matched Legal Cases: ['art 32', 'art 388', 'sentenza ', 'art 8', 'sentenza ', 'art 5', 'art 1']

NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO E PREVIDENZA LUGLIO 2019 – Studio Legale avvocati a Firenze diritto civile, diritto del lavoro e della previdenza, diritto di famiglia
TERMINE DI IMPUGNAZIONE DI 60 GIORNI, PREVISTO DALL’ART 32 COMMA 4 LEGGE 183/2010 ( CD COLLEGATO LAVORO), QUANDO SI APPLICA?
Il termine di impugnazione di 60 gg, previsto dall’art 32 comma 4 L 183/2010, della decisione assunta dal datore di lavoro, si applica, oltrechè alla somministrazione irregolare di lavoro, espressamente richiamata dalla legge, agli appalti illegittimi, alla violazione di norme sul distacco ed a tutte le altre tipologie in senso lato interpositorie.Ne discende che anche in questi casi il lavoratore che sia stato licenziato dall’apparente datore di lavoro deve impugnare tale atto, entro 60 gg, anche nei confronti del terzo preteso effettivo titolare del rapporto di lavoro ( Cass civ 13179/2017).
Avv Emanuela Manini.#impugnazioneappaltoillecito
ROTTAMAZIONE TER ,ULTIMA CHIAMATA IL 31 LUGLIO 2019.
La riapertura dei termini ( scaduti il 30 aprile 2019) riguarda il termine di presentazione della domanda e non anche l’ambito di applicazione dei carichi rottamabili o stralciabili, che restano quelli affidati alla Agenzia delle Entrate dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Per valutare se la cartella è rottamabile occorre avere riguardo alla consegna del ruolo, che di solito non coincide con la data di notifica della cartella. Ne discende che una cartella notificata nel 2018 può essere rottamabile se il ruolo è stato consegnato entro il 21 dicembre 2017.
LEGITTIMA LA ASTENSIONE DAL LAVORO DURANTE LE FESTIVITA’. INFRASETTIMANALI.La astensione dal lavoro durante le festività infrasettimanali costituisce un diritto soggettivo pieno.Ne discende che un eventuale provvedimento con cui il datore di lavoro imponga al lavoratore di prestare attività lavorativa, anche se motivato da esigenze produttive, sarebbe da considerarsi nullo. Parimenti, i contratti collettivi, non avendo la capacità di derogare in senso peggiorativo ad un diritto soggettivo del lavoratore, non possono prevedere l’obbligo dei dipendenti di lavorare nei giorni di festività infrasettimanale ( Cass civ 18887/2019).
Avv Emanuela Manini. #lavorofestivitàinfrasettimanali
RISCATTO DI LAUREA PER I CORSI DOPO IL 1995, LE PRECISAZIONI DELL’INPS. Con circolare 106/2019 l’Inps ha apportato chiarimenti al riscatto della laurea per chi sia privo di copertura contributiva prima del 1996 ed intenda riscattare il corso di laurea, in particolare: il riscatto, operabile per un massimo di 5 anni, deve collocarsi tra l’anno in cui si colloca il primo contributo accreditato in una gestione pensionistica Inps e l’anno dell’ultimo contributo accreditato e comunque non oltre il 28 gennaio 2019; le rate mensili sono state elevate a 120, con accredito della contribuzione alla data del saldo dell’onere, in caso di interruzione del piano di pagamento, sarà riconosciuto l’accredito del periodo proporzionalmente coperto dal pagamento effettuato; per chi abbia studiato solo in parte dopo il 1995, i periodi in corso successivi potranno essere riscattati a scelta a 5240 euro l’anno o in modo proporzionale all’imponibile previdenziale delle ultime 52 settimane.
Avv Emanuela Manini.#riscattolaureapost95
COSA SUCCEDE SE IL LAVORATORE E’ IN MALATTIA AL MOMENTO DI ANDARE IN PENSIONE ANTICIPATA?
Il diritto alla pensione anticipata si consegue da parte del lavoratore subordinato con il perfezionamento dei requisiti anagrafico e/ contributivo ( dal 1/1/2019 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), oltrechè con la cessazione del rapporto di lavoro. Ne discende che qualora il lavoratore versi in stato di malattia al momento della maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata, il rapporto di lavoro è ancora in essere, con la conseguenza che si dovrà attendere la chiusura della malattia per fruire della pensione.
QUALI CONSEGUENZE SE IL DATORE DI LAVORO NON REINTEGRA IL LAVORATORE ILLEGITTIMAMENTE LICENZIATO?
A fronte di un provvedimento giudiziale di reintegra del lavoratore, a seguito di dichiarazione di illegittimità del licenziamento, intimato da un datore di lavoro con più di 15 dipendenti,l’inadempimento di quest’ultimo configura un illecito, da cui deriva l’obbligo di risarcire il danno al lavoratore non reintegrato. La indennità da corrispondere dal datore di lavoro ha natura risarcitoria, e non retributiva, con il conseguente obbligo di restituirla qualora l’ordine di reintegra non sia confermato nei successivi gradi di giudizio ( Corte Costituzionale 86/2018).
Avv Emanuela Manini.#mancatareintegraindennitàrisarcitoria
IL DATORE DI LAVORO CHE NON REINTEGRA IL LAVORATORE LICENZIATO COMMETTE REATO? In caso di mancata reintegra del lavoratore potrebbe configurarsi l’ipotesi del reato di cui all’art 388 cp-mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice- a carico del datore di lavoro quando quest’ultimo compie sui beni propri od altrui atti simulati o fraudolenti o fatti fraudolenti al fine di sottrarsi all’adempimento degli obblighi che derivano dalla sentenza di reintegra. In tutti gli altri casi, la inosservanza dell’ordine di reintegra non configura ipotesi di reato.
Avv Emanuela Manini. #mancatareintegrareato
NASPI, LIQUIDAZIONE ANTICIPATA PER IL LAVORATORE AUTONOMO.
Il lavoratore avente diritto alla Naspi (indennità di disoccupazione) può chiedere la liquidazione anticipata , in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento spettante, a titolo di incentivo all’avvio di una attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una coopertaiva che prevede la prestazione di attività lavorativa da parte del socio. La erogazione anticipata in unica soluzione della Naspi non da diritto alla contribuzione figurativa, né all’assegno per il nucleo familiare ( art 8 DLGS 22/2015).
Avv Emanuela Manini.#naspilavoratoreautonomo
RESPONSABILITA’ SOLIDALE NEGLI APPALTI, IL TERMINE BIENNALE DI DECADENZA NON VALE PER I CONTRIBUTI.
Nel caso di appalto di opere o servizi il committente è obbligato in solido con l’appaltatore ed eventuali subappaltatori entro il termine di due anni dalla cessazione dell’appalto a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi ed i contributi previdenziali dovuti. Il termine decadenziale dei due anni non si applica all’ente previdenziale, il quale può invocare il versamento dei contributi nei confronti del committente anche dopo il decorso di tale periodo( Cass civ 18004/2019).Tale interpretazione della norma riconosce una ampia tutela all’Inps e causa un aumento del rischio imprenditoriale.
Avv Emanuela Manini.#solidarietàappalti
FONDO DI TESORERIA INPS, DI COSA SI TRATTA?
Dal 1 gennaio 2007 i datori di lavoro privati con più di 50 dipendenti hanno l’obbligo di versare al Fondo di Tesoreria le quote di TFR maturate da ciascun lavoratore e non destinate a fondi di previdenza complementare. La liquidazione della prestazione, una volta cessato il rapporto di lavoro, è effettuata integralmente dal datore di lavoro, al quale spetta inoltrare la domanda al Fondo di Tesoreria, anche per la quota di competenza del Fondo, al verificarsi delle condizioni di cui alla legge 296/2006. Anche le richieste di anticipazione del TFR vanno inoltrate al datore di lavoro, che, al verificarsi di determinate condizioni, inoltra la richiesta al Fondo. ( vedi anche circ Inps 21/2013).
Avv Emanuela Manini. #fondotesoreria
NIENTE ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA PER LE ATTIVITA’ CON ALBO.
Non sono tenuti alla iscrizione alla gestione separata dell’Inps coloro che devono essere iscritti ad Albi professionali per l’esercizio della professione oppure coloro la cui attività è collegata ad un ente previdenziale di categoria, in linea con la natura residuale della gestione separata , finalizzata ad attribuire una tutela previdenziale a lavoratori autonomi che ne sono privi. Il contributo integrativo versato dai professionisti alle Casse di appartenenza deve considerarsi un contributo previdenziale a tutti gli effetti ( Tribunale Palermo sentenza 11/7/2019).
Avv Emanuela Manini.#inpsalbi
ACCORDI TRA LAVORATORE E DATORE DI LAVORO, QUANDO SONO IMPUGNABILI?
La conciliazione stipulata tra un lavoratore ed un datore di lavoro è impugnabile nel termine di 6 mesi dalla sottoscrizione o dalla fine del rapporto, quando essa ha per oggetto diritti fissati dalla legge o dal contratto collettivo. Fa eccezione a tale regola l’accordo stipulato in sede protetta, ovvero presso l’Ispettorato del lavoro, una commissione sindacale, una commissione di certificazione.Tuttavia, se è pur vero che tali accordi protetti non sono impugnabili, la giurisprudenza ne ammette la impugnazione quando il consenso fu dato per errore, violenza, dolo ( Cass civ 8260/2017).
Avv Emanuela Manini.#conciliazioneimpugnazione
DIMISSIONI VOLONTARIE DELLA LAVORATRICE MADRE, SEMPRE DOVUTA LA INDENNITA’ DI PREAVVISO.
Nel caso di dimissioni volontarie da parte della lavoratrice madre, nel periodo in cui opera il divieto di licenziamento, essa ha diritto alla indennità sostitutiva del preavviso, indipendentemente dalle motivazioni delle dimissioni ( in questo caso preordinate alla assunzione presso altro datore di lavoro) ( Cass civ 16176/2019).
Avv Emanuela Manini.#dimissionilavoratricemadre
CONTRIBUTI VOLONTARI PER PERIODI SCOPERTI NEL PASSATO, NON AMMESSI, SALVO ECCEZIONI.
Il versamento dei contributi volontari è ammesso per il futuro e per i 6 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda, sempre che tali periodi non siano già coperti da contribuzione. Solo per periodi successivi al 31/12/1996, di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro, previsti da specifiche disposizioni di legge o contrattuali e privi di copertura assicurativa, il lavoratore può essere autorizzato al versamento dei contributi volontari ( art 5 Dlgs 564/1996).
Avv Emanuela Manini.#contributivolontari
AZIONE DI REGRESSO DELL’INAIL, TORNANO I LIMITI ALL’AZIONE RECUPERATORIA. L’art 1 comma 1126, lettere a,b,c, d, f, Legge 145/2018 aveva previsto che in caso di infortunio sul lavoro di un dipendente, da imputarsi a responsabilità del terzo ( si pensi ad un incidente stradale durante il lavoro), l’Inail potesse agire verso il responsabile dell’infortunio per tutte le somme pagate a qualsiasi titolo all’infortunato. Ciò comportava una contrazione del risarcimento a favore della vittima, posto che quanto pagato all’Ente assistenziale era detratto dal complessivo risarcimento dovuto alla vittima.La legge 58/2019 ( di conversione in legge del DL 34/2019) ha abrogato il sopracitato articolo, ristabilendo la intangibilità da parte dell’Inail delle somme spettanti alla vittima di infortunio sul lavoro , che rimangono nella titolarità del solo danneggiato.
Avv Emanuela Manini. #azioneregressoinail
IL SOSTITUTO ASSUNTO A TERMINE DEVE SVOLGERE LE STESSE MANSIONI DELL’ASSENTE?
La prevalente giurisprudenza ritiene che non si può disconoscere all’imprenditore la facoltà di disporre del personale, incluso il lavoratore assunto mediante contratto a tempo determinato , operando gli spostamenti che si rendano opportuni, così realizzando sostituzioni successive per scorrimento a catena. Ne consegue la possibilità di escludere la necessaria adibizione del sostituto temporaneo alle medesime mansioni ed allo stesso posto di lavoro del lavoratore assente.( Cass civ 20647/2017).
Avv Emanuela Manini. #sostituzionecontrattotermine
CONVERTITO IN LEGGE IL DECRETO CRESCITA.
Il decreto legge n 34/2019, recante misure urgenti di crescita e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, è stato convertito nella legge 29 giugno 2019 n 58. La legge è in vigore dal 30 giugno 2019. Tra le novità in materia di lavoro e previdenza si segnala la sperimentazione del contratto di espansione per imprese con più di 1000 dipendenti, la previsione di un bonus assunzioni per i diplomati,e la introduzione del regime di flat tax pèer i pensionati.
Avv Emanuela Manini.#leggedecretocrescita
LICENZIAMENTO COLLETTIVO, QUALI SONO I CRITERI DI SCELTA?
I criteri di scelta da adottare in caso di licenziamento collettivo seguono regole diverse, in particolare:1) in caso di accordo sindacale i criteri costituiscono oggetto dell’accordo, si può arrivare a redigere una graduatoria specifica dei lavoratori da licenziare, ovvero si può tenere conto dei requisiti per accedere alla pensione, infine adottare criteri automatici senza spazi per l’azienda; 2) in assenza di accordo sindacale, la legge prevede criteri, da applicare in concorso tra loro: carichi di famiglia, anzianità, esigenze tecnico produttive e organizzative.Il lavoratore può sempre impugnare il licenziamento laddove ritenga violati i criteri di scelta.
Avv Emanuela Manini.#licenziamentocollettivocriteri