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Timestamp: 2018-04-26 00:08:08+00:00
Document Index: 34503126

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 2', 'art. 70']

Linee guida per il riuso delle applicazioni informatiche nelle Amministrazioni pubbliche Parte 1 Riuso di applicazioni esistenti - PDF
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Giulietta Dionisia Mazzoni
1 Linee guida per il riuso delle applicazioni informatiche nelle Amministrazioni pubbliche Parte 1 Riuso di applicazioni esistenti Pagina 1
2 Documento a cura di: Paola Minasi (CNIPA) Pagina 2
3 INDICE 1. INTRODUZIONE Le fasi del metodo e gli strumenti disponibili Le fattispecie di riuso Riuso in cessione semplice Riuso con gestione a carico del cedente Riuso in facility management Riuso in ASP FASE: LA DEFINIZIONE DELLE ESIGENZE FASE: LA SELEZIONE DELLE APPLICAZIONI RIUSABILI STRUMENTO: il Catalogo delle applicazioni riusabili FASE: LA VERIFICA DELL ADEGUATEZZA Il contesto organizzativo L omogeneità tra le tipologie di amministrazioni L omogeneità delle procedure da informatizzare Le competenze amministrative interne Le competenze informatiche interne Presenza di un fornitore di riferimento I fattori applicativi La copertura delle funzioni applicative La flessibilità dei requisiti La stabilità dei requisiti Le interazioni con il sistema informativo esistente I fattori tecnologici Adeguatezza delle piattaforme hardware Compatibilità delle piattaforme software Compatibilità delle infrastrutture di rete Le caratteristiche di qualità dell applicazione Aderenza agli standard Affidabilità Usabilità Manutenibilità Portabilità Qualità del supporto STRUMENTO: la Check list per la valutazione di adeguatezza FASE: LA VERIFICA DELLA CONVENIENZA ECONOMICA Elementi per la valutazione di convenienza economica Risparmio sui costi di realizzazione Impatto dell usabilità Impatto della copertura delle funzioni applicative Risparmio sui costi di manutenzione Costi di manutenzione evolutiva Costi della MAC Pagina 3
4 5.4 STRUMENTO: Abaco per la valutazione della convenienza economica FASE: LA REALIZZAZIONE DELLO STUDIO DI FATTIBILITÀ Specificità dello studio di fattibilità in un progetto di riuso STRUMENTO: indice strutturato dello studio di fattibilità Capitolo 1: analisi della situazione attuale Capitolo 2: progetto di massima della soluzione Capitolo 3: analisi del rischio Capitolo 4: il progetto proposto Capitolo 5: analisi costi benefici Capitolo 6: raccomandazioni per la fase realizzativa Esito dello studio di fattibilità e contratto di riuso STRUMENTO: Schema tipo di un contratto di riuso APPENDICE Struttura della scheda descrittiva delle applicazioni a catalogo Struttura della Check list per la valutazione di adeguatezza Riferimenti normativi Bibliografia Pagina 4
5 PREMESSA Finalità e struttura del documento Nel 2004 il CNIPA ha costituito un gruppo di lavoro incaricato di studiare la possibilità di sviluppare la pratica del riuso tra le amministrazioni centrali e di indicare le condizioni migliori per favorirne la diffusione. I risultati del lavoro del gruppo sono stati riportati nel documento Riusabilità del software e delle applicazioni informatiche nella pubblica amministrazione - Rapporto del gruppo di lavoro - giugno 2004, del quale è disponibile anche un rapporto di sintesi. Visti i positivi risultati raggiunti, a dicembre del 2004, il gruppo di lavoro è stato trasformato in un Centro di competenza. I compiti iniziali assegnati al Centro di competenza sono: elaborare ulteriori indicazioni metodologiche e pratiche che consentano alle amministrazioni di prendere in considerazione l opzione di riuso del software esistente o di impostare lo sviluppo di software applicativo facilmente riusabile; definire ed alimentare uno strumento di raccolta della conoscenza sul patrimonio applicativo disponibile e riusabile, sostanzialmente un catalogo delle applicazioni riusabili. Il Centro svolge inoltre una funzione di catalizzatore per lo sviluppo del riuso, offrendo consulenza alle amministrazioni, favorendo la diffusione e la conoscenza delle applicazioni riusabili e delle migliori esperienze, svolgendo un ruolo di mediazione tra amministrazioni che riusano, promuovendo e coordinando iniziative di riuso in ambiti specifici. Le linee guida, parte 1 costituiscono la prima parte del quadro metodologico sul riuso e sono dedicate a fornire indicazioni alle amministrazioni che intendano sviluppare progetti di riuso di applicazioni informatiche esistenti. La parte 2 delle linee guida, non ancora disponibile, sarà dedicata alle indicazioni per la realizzazione di applicazioni riusabili. Le linee guida propongono alle amministrazioni il metodo e disegnano un percorso operativo articolato in varie fasi per lo sviluppo di un progetto di riuso. Alle distinte fasi sono associati alcuni strumenti operativi (Catalogo delle applicazioni, Check list per la valutazione di adeguatezza, Abaco per la valutazione della convenienza economica, ecc.). La metodologia e gli strumenti rappresentano un primo contributo del CNIPA sulla tematica relativamente poco esplorata del riuso del software nella PA; hanno quindi un carattere evolutivo e saranno progressivamente integrati ed aggiornati in relazione alla graduale diffusione della pratica del riuso tra le amministrazioni. Il documento è articolato in 7 capitoli: l Introduzione, dedicata all illustrazione delle fasi del metodo proposto in cui si richiamano le principali fattispecie di riuso possibili; i Capitoli dal 2 al 6, dedicati alla illustrazione delle varie fasi di un progetto di riuso secondo il metodo proposto; l Appendice, contenente riferimenti normativi e bibliografici ed altra documentazione di riferimento. Pagina 5
6 Definizione di riuso Il concetto di riusabilità, secondo la definizione dell IEEE 1, indica il grado con cui un modulo o un altra componente software può essere riusato in uno o più di un programma software. Il riuso del software è un concetto applicabile all insieme delle componenti del prodotto software, definito come l insieme di programmi, procedure, regole, documenti, pertinenti all utilizzo di un sistema informatico 2. Nel documento si fa riferimento quindi al riuso delle applicazioni informatiche inteso come la possibilità di riutilizzare un prodotto software e/o sue componenti realizzate da o per conto di una amministrazione pubblica nell ambito di uno o più sistemi informativi di altre amministrazioni pubbliche. Ambito di riferimento Nella progettazione delle linee guida si è tenuto conto del contesto caratteristico delle amministrazioni centrali. Peraltro le linee guida disegnano un metodo e propongono strumenti che sono disponibili e possono essere utilmente adottati da tutte le amministrazioni pubbliche. 1 Institute of Electrical and Electronics Engineers 2 Fonte: Norma ISO/IEC 9126 Pagina 6
7 1. INTRODUZIONE 1.1 Le fasi del metodo e gli strumenti disponibili L obiettivo delle linee guida è fornire metodi e strumenti per valutare preliminarmente la convenienza di intraprendere un progetto di riuso. Il metodo prevede quattro fasi principali: 1. Definizione delle esigenze dell amministrazione; 2. Selezione delle applicazioni riusabili; 3. Verifica dell adeguatezza della soluzione individuata; 4. Verifica della convenienza economica della soluzione di riuso. Soltanto a seguito di una valutazione positiva (sia di adeguatezza sia di convenienza) della soluzione di riuso, si procederà nella ulteriore fase: 5. Studio di fattibilità e avvio della realizzazione; questa fase ha come obiettivo, in primo luogo, la verifica delle ipotesi di adeguatezza e convenienza formulate nelle fasi precedenti; in caso positivo vengono precisate le soluzioni tecniche ed economiche per la realizzazione del progetto. Gli strumenti di natura tecnica ed operativa messi a disposizione sono i seguenti: - il Catalogo delle applicazioni riusabili: contiene l elenco delle applicazioni candidate al riuso; ciascuna applicazione è descritta dal punto di vista funzionale e tecnologico; - la Check list per la valutazione di adeguatezza: contempla un insieme di caratteristiche di natura organizzativa, funzionale, applicativa e tecnologica che devono essere esaminate per valutare la coerenza dell applicazione candidata al riuso con le esigenze dell amministrazione; - l Abaco per la valutazione della convenienza economica: è uno strumento per la stima di massima dei costi di un progetto di riuso e dei risparmi che si possono conseguire rispetto ad una soluzione tradizionale di sviluppo di software; - l Indice tipo dello studio di fattibilità di un progetto di riuso: costituisce una versione dell indice di uno studio di fattibilità derivata da quanto proposto dal CNIPA per i normali progetti, tenendo conto delle specificità di un progetto di riuso; - lo Schema tipo di un contratto di riuso: rappresenta un modello di accordo tra due amministrazioni per il riuso del software in cessione semplice. La figura seguente mostra lo schema delle fasi e degli strumenti di supporto al loro svolgimento. Pagina 7
8 Figura 1: fasi e strumenti 1.2 Le fattispecie di riuso Poiché i costi da sostenere ed i potenziali risparmi economici ottenibili da un progetto di riuso rispetto ad una soluzione tradizionale dipendono dalle modalità con cui il riuso stesso viene adottato, in questo paragrafo si riporta una breve descrizione delle possibili fattispecie di riuso: - Riuso in cessione semplice: semplice cessione di un applicativo da un amministrazione ad un altra; - Riuso con gestione a carico del cedente: oltre a cedere l applicativo, l amministrazione proprietaria del software si fa carico della manutenzione dello stesso; - Riuso in facility management: oltre che della manutenzione del software, l amministrazione cedente si fa carico della predisposizione e gestione dell ambiente di esercizio per l amministrazione che effettua il riuso; - Riuso in ASP: è una variante del caso precedente in cui un soggetto terzo si fa carico della manutenzione e dell esercizio del software per più amministrazioni, che riconoscono il corrispettivo in relazione al servizio ricevuto. La scelta di una fattispecie di riuso dipende da diversi elementi che variano in funzione del contesto esaminato. Non si può sostenere, in generale, che una fattispecie di riuso sia migliore di un altra e il problema va affrontato sotto vari punti di vista. Ad esempio, se è indubbio che la soluzione in ASP presenta dei potenziali vantaggi economici decisamente superiori a quelli previsti dalla semplice cessione di un software che derivano dalla messa a fattor comune non solo di attività di sviluppo iniziale del software, ma anche di manutenzione e gestione degli applicativi e dei sistemi va tenuto presente che questi vantaggi si raggiungeranno soltanto se le amministrazioni che ricevono il servizio in ASP sono disponibili ad adeguare le proprie prassi organizzative ad alcune delle caratteristiche del software disponibile ed a conciliare le proprie esigenze con quelle delle altre amministrazioni. Pagina 8
9 Va anche considerato che, mentre il riuso in cessione semplice è una fattispecie che richiede il consenso di due soli soggetti (cedente e ricevente), modalità più complesse quali il facility management ed il riuso in ASP, per essere realizzate con successo, richiedono una azione di indirizzo da parte di soggetti che svolgano efficacemente il ruolo di coordinamento funzionale e tecnico dell iniziativa Riuso in cessione semplice L applicazione viene ceduta ad una certa data nello stato in cui si trova e da quel momento le due amministrazioni provvedono, ognuna per proprio conto, al mantenimento ed all evoluzione del software che ovviamente in breve tempo diventa disallineato. Con riferimento alla figura 2 con S viene identificato il software al momento della cessione, con S, S e S le successive evoluzioni presso l amministrazione cedente, con S1, S1 e S1 le evoluzioni, differenti dalle precedenti, presso l amministrazione ricevente. I costi per l amministrazione cedente sono ridotti e limitati agli impegni di risorse umane necessarie per il trasferimento del know how nelle fasi di trasferimento e di installazione dell applicazione. Figura 2: riuso in cessione semplice È una soluzione vantaggiosa da un punto di vista amministrativo/organizzativo, in quanto le due amministrazioni non hanno particolari accordi o vincoli da stabilire e di fatto sono libere di sviluppare il proprio sistema ognuna in completa autonomia. Di contro tale soluzione presenta limiti di efficienza, come ad esempio la necessità di implementare nel tempo funzionalità analoghe due volte per i due sistemi con la compresenza di due gruppi di sviluppo, uno per ciascuna amministrazione. Un altro limite della soluzione è rappresentato dall assenza di confronto su problematiche comuni, confronto che potrebbe portare al riuso delle best practice ed alla standardizzazione di processi e procedure, con evidenti benefici per entrambe le amministrazioni. Pagina 9
10 1.2.2 Riuso con gestione a carico del cedente Lo scenario è caratterizzato dal mantenimento nel tempo della completa responsabilità dell Amministrazione cedente nella manutenzione e nella gestione evolutiva del software, che provvede anche a sviluppare ed implementare le versioni personalizzate per le singole Amministrazioni riceventi. Queste ultime hanno in pratica solo l onere della gestione operativa. In questo scenario possono sorgere problemi di coordinamento, di natura tecnica e organizzativa, al momento del rilascio delle versioni successive del software. Si tratta evidentemente di una soluzione costosa per l Amministrazione cedente, che si giustifica quando quest ultima ha il compito specifico o comunque un forte interesse istituzionale a mantenere un pieno controllo sulle funzionalità delle versioni cedute dell applicazione e sul suo utilizzo da parte delle altre Amministrazioni. Figura 3: riuso con gestione a carico del cedente Riuso in facility management Lo scenario è equivalente al precedente per ciò che riguarda la gestione e l evoluzione del software, ma l amministrazione cedente si fa carico anche dell esercizio delle applicazioni. In questo caso all omogeneità dei processi gestiti dall applicazione ceduta si aggiunge una sostanziale indipendenza di quest ultima dalle altre funzionalità del sistema informativo delle amministrazioni riceventi. Si ottiene così, in termini globali, un minor onere economico per le economie di scala nelle risorse tecniche e di conduzione operativa e si eliminano i problemi di gestione operativa evidenziati nel caso precedente. Pagina 10
11 Figura 4: riuso in facility management Riuso in ASP In questo caso esiste un soggetto che distribuisce un servizio applicativo. Questo può essere erogato direttamente a cura dell amministrazione cedente (ASP diretto). Figura 5: riuso in ASP diretto In alternativa può essere fornito da un soggetto terzo a seguito della cessione operata dall amministrazione cedente (ASP con service provider). Pagina 11
12 Figura 6: riuso in ASP con service provider Si tratta di uno scenario conveniente quando le funzionalità dell applicazione oggetto del riuso sono indipendenti dai processi peculiari gestiti all interno delle singole Amministrazioni riceventi. In questo caso non ci sono normalmente evoluzioni separate ed il prodotto può essere unico. In tali condizioni si possono cogliere i vantaggi del modello ASP. È infatti in tal modo possibile da un lato rendere disponibile il servizio in tempi rapidi, dall altro limitare i costi a carico delle Amministrazioni a quelli relativi all effettivo utilizzo del servizio. Pertanto le Amministrazioni riceventi potranno concentrarsi sugli aspetti organizzativi e sull attivazione del servizio presso le proprie unità organizzative, risparmiando i costi ed i tempi relativi alla produzione di studi di fattibilità e capitolati tecnici, nonché quelli di una eventuale gara e della gestione del relativo contratto. Pagina 12
13 2. FASE: la definizione delle esigenze L adozione di un progetto di riuso comporta un cambio di prospettiva rispetto ad un progetto tradizionale. È necessaria una maggiore flessibilità nel calibrare le proprie esigenze, eventualmente adattandole. Va tenuto presente, anche, che è necessaria una flessibilità nell adeguare i processi di servizio interessati dall informatizzazione in modo superiore rispetto ad un progetto sviluppato ex novo. È ugualmente importante sviluppare l attitudine alla cooperazione con altre amministrazioni. Tutti questi elementi culturali costituiscono un substrato indispensabile per affrontare un progetto di riuso e se ne deve tenere conto fino dalla fase iniziale di definizione delle esigenze di informatizzazione. In questa prima fase è necessario precisare una serie di elementi indispensabili per poter correttamente confrontare le proprie esigenze con le caratteristiche del prodotto da riusare. Fra questi, appaiono elementi fondamentali da evidenziare: 1. il contesto amministrativo, organizzativo, giuridico e funzionale in cui deve essere sviluppato il progetto; 2. le procedure da informatizzare, e, di conseguenza, le principali funzioni applicative desiderate. È necessario fare uno sforzo per individuare le funzioni essenziali che costituiscono un nucleo di requisiti irrinunciabile, perché il confronto con le funzioni offerte dall applicativo da riusare dovrà essere centrato proprio su queste. Sempre in questo ambito quindi è utile individuare il grado di flessibilità dei requisiti applicativi, definendo, se necessario, una classificazione delle funzioni essenziali e di quelle accessorie; 3. i vincoli di carattere tecnologico, imposti dagli ambienti esistenti (architetture software, tipo di DBMS, piattaforme hardware disponibili, reti TLC, esigenze di interfacciare sistemi esistenti); 4. i vincoli di carattere organizzativo (disponibilità e competenze delle risorse, attitudine all innovazione da parte dei vertici dell amministrazione, disponibilità e risorse da dedicare al progetto, ecc.); 5. i vincoli derivanti dalle caratteristiche dei dati da trattare (se ad esempio si tratta di dati che possono essere localizzati in ambienti esterni al dominio dell amministrazione oppure no) 6. il budget disponibile per la realizzazione; 7. le modalità di gestione, nell arco del ciclo di vita presunto, sia del software che delle piattaforme sottostanti. Questo punto è particolarmente rilevante sotto il profilo della scelta della modalità di riuso: nel caso in cui si tratti di cessione semplice l intero onere della gestione è da considerarsi a carico dell amministrazione ricevente, nel caso in cui siano possibili modalità di gestione cooperativa, i costi di gestione andranno ripartiti tra le amministrazioni cooperanti, determinando economie anche nel medio e lungo termine; 8. i tempi richiesti per il completamento del progetto. Il livello di dettaglio di queste informazioni deve essere tale da consentire un significativo confronto con le informazioni relative alla applicazione che verrà esaminata ai fini del riuso. Pagina 13
14 3. FASE: la selezione delle applicazioni riusabili L Amministrazione che ha individuato e definito una propria esigenza di automazione deve prioritariamente verificare se è già disponibile un applicazione riusabile o un servizio applicativo distribuito da un altra amministrazione o da un soggetto terzo. In genere, le amministrazioni utilizzano i propri canali istituzionali o informali per verificare se altri soggetti pubblici abbiano affrontato la medesima problematica; questa verifica è prevalentemente effettuata con soggetti analoghi per finalità istituzionali (ad esempio: istituti previdenziali, enti di ricerca). In questa fase è anche opportuno verificare la possibilità di avviare progetti di riuso comuni a più amministrazioni che manifestino la stessa esigenza. Per facilitare la ricerca di soluzioni riusabili, il CNIPA ha costituito il Catalogo delle applicazioni riusabili, disponibile in rete sul sito del CNIPA stesso STRUMENTO: il Catalogo delle applicazioni riusabili Il Catalogo è una raccolta di schede descrittive delle applicazioni, che ne presentano le caratteristiche generali, applicative, tecnologiche, di qualità e di riusabilità. Non contiene né il codice sorgente né altri documenti di dettaglio dell applicazione (ad esempio la documentazione originale): questi oggetti potranno essere ottenuti dalle amministrazioni titolari delle applicazioni. La pubblicazione di un applicazione nel Catalogo è infatti preceduta dalla disponibilità, seppur preliminare e di larga massima, delle amministrazioni proprietarie del software ad essere coinvolte in un progetto di riuso. Il livello di dettaglio delle informazioni pubblicate è tale da permettere l individuazione di un applicazione di potenziale interesse per il riuso e consente, quindi, un primo livello di analisi e di valutazione di adeguatezza della soluzione alle esigenze dell amministrazione. È naturalmente indispensabile un successivo approfondimento qualora l applicazione sia valutata di interesse. La scheda descrittiva dell applicazione è il risultato di un processo congiunto di analisi e valutazione delle applicazioni candidate condotto dal CNIPA e dalle amministrazioni cedenti. Il processo si conclude con la validazione delle informazioni riportate nella scheda da parte dell amministrazione. L aggiornamento del Catalogo è condotto periodicamente dal CNIPA, che provvede all inserimento delle nuove applicazioni sviluppate, segnalate dalle amministrazioni, e all aggiornamento delle informazioni sulle applicazioni già catalogate. È attualmente disponibile un primo nucleo di applicazioni catalogate già realizzate per le amministrazioni centrali e gli enti pubblici non economici nelle aree del funzionamento (contabilità, controllo di gestione, gestione del personale, ecc.). Il Catalogo è destinato prevalentemente alle amministrazioni centrali, in quanto raccoglie un patrimonio applicativo 3 Il catalogo delle applicazioni riusabili, gestito dal CNIPA, è previsto dall art. 70 del Codice dell amministrazione digitale, ed ha lo scopo di raccogliere e rendere note le applicazioni tecnologiche realizzate dalle pubbliche amministrazioni, idonee al riuso da parte di altre pubbliche amministrazioni. Pagina 14
15 caratteristico di tale tipo di organizzazione. Può comunque essere utilizzato anche da amministrazioni locali che vi individuino applicazioni di loro interesse 4. La scheda è articolata nelle seguenti componenti di primo livello: - Riferimenti - Caratteristiche generali - Documentazione disponibile - Caratteristiche applicative - Caratteristiche tecnologiche - Caratteristiche di qualità - Caratteristiche di riusabilità In appendice è riportata la descrizione della struttura della scheda. 4 Il Catalogo è pubblicato sul sito del CNIPA Pagina 15
16 4. FASE: la verifica dell adeguatezza Se un amministrazione ha trovato un applicazione di suo interesse nel Catalogo, è necessario avviare un analisi di tipo comparativo tra le caratteristiche della soluzione individuata e le esigenze dell amministrazione, al fine di valutare in che misura l applicazione risponda a tali esigenze. In questa fase è necessario tenere conto di tutti i fattori che influenzano il riuso. Nel metodo che si propone, tali fattori sono divisi in quattro categorie: - il contesto organizzativo dell amministrazione e delle procedure da informatizzare; - i fattori applicativi; - i fattori tecnologici; - le caratteristiche di qualità dell applicazione. La valutazione dell incidenza di ciascun fattore non può essere effettuata in senso assoluto, ma deve essere ponderata in relazione alla specifica situazione. Ad esempio, nel caso in cui si voglia riutilizzare un sistema per la raccolta on line di curriculum professionali per la selezione di personale, l omogeneità tra le tipologie di amministrazione è un fattore quasi irrilevante. Se, al contrario, si vuole riutilizzare un sistema per la gestione giuridica del personale, il medesimo fattore assume maggiore importanza. 4.1 Il contesto organizzativo I fattori dipendenti dal contesto dell amministrazione e dalle procedure da informatizzare influiscono su un progetto di riuso in quanto costituiscono gli elementi caratterizzanti dell ambiente organizzativo, amministrativo e culturale in cui si è sviluppata e si vuole riusare una applicazione L omogeneità tra le tipologie di amministrazioni L omogeneità tra le tipologie di amministrazioni coinvolte nel progetto di riuso si può analizzare sotto diversi profili. In generale si può assumere che il trasferimento di un applicativo tra amministrazioni dello stesso settore amministrativo 5 (ad esempio: ministeri, enti previdenziali, comuni) sia facilitato in quanto l ambiente, le norme di riferimento e la cultura organizzativa sono assimilabili e quindi costituiscono un substrato genericamente favorevole al riuso. Ciò non costituisce però l unico elemento di cui tenere conto. Ad esempio, la Corte dei Conti ha valutato utile riutilizzare un applicativo per la gestione del personale (SIAP) già realizzato per il Ministero dell Economia e delle Finanze, vale a dire da un organizzazione con differenti connotazioni istituzionali. Una delle motivazioni addotte dalla Corte è stata la potenziale riduzione del rischio di progetto associato ai fattori organizzativi, in quanto l applicativo era stato già installato con successo presso un organizzazione assai più complessa ed estesa sul territorio nonché di dimensioni molto maggiori. 5 Per la definizione di sottosettori, classi e sottoclassi di unità istituzionali si fa riferimento alla classificazione riportata nel documento: Statistiche delle amministrazioni pubbliche, ISTAT Anno Pagina 16
17 È quindi indispensabile associare al settore amministrativo altri elementi di valutazione della omogeneità organizzativa. Un aspetto che può risultare importante è la dimensione dell amministrazione, che si può valutare in termini di numero di dipendenti, numero di unità organizzative elementari o altri parametri analoghi. In linea di massima, vale il ragionamento secondo cui dovrebbe essere più semplice riusare un applicativo realizzato per una organizzazione di dimensioni maggiori della propria, perché la scala dimensionale implica un livello di complessità ed un articolazione delle funzioni maggiore che dovrebbe comprendere, quindi, anche quelle di cui si vuole disporre. Per contro, un applicazione sviluppata per un amministrazione di grandi dimensioni potrebbe essere inutilmente complessa, quindi difficile da gestire, per un amministrazione di piccole dimensioni. Le considerazioni sulle dimensioni vanno integrate con quelle relative alle funzionalità applicative che si intendono riutilizzare. Se, ad esempio, si vogliono riusare tutte le funzionalità di un sistema di gestione del personale (rilevazione presenze, gestione del trattamento economico, gestione del trattamento giuridico, gestione delle competenze accessorie) valgono i ragionamenti appena svolti sulle dimensioni delle amministrazioni e sull omogeneità del settore. Se utilizzo, ad esempio, un sistema già operante presso il Ministero dell Economia e delle Finanze, è probabile che il sistema sia adattabile alle esigenze di un amministrazione minore; si tratterà di capire se la complessità del sistema non risulti eccessiva per un amministrazione di piccole dimensioni. Se, al contrario, si è interessati alla sola componente di rilevazione presenze di un sistema di gestione del personale, cioè a funzionalità più circoscritte, il fattore dimensionale potrebbe essere del tutto ininfluente. Un altro elemento di cui tenere conto è la distribuzione territoriale dell amministrazione, che determina la presenza o l assenza di una periferia, la maggiore o minore delega delle funzioni, l entità degli scambi informativi. Ad esempio, un sistema di gestione contabile realizzato per un amministrazione con una sede unica sarà difficilmente riutilizzabile da un ente con competenze distribuite territorialmente L omogeneità delle procedure da informatizzare Un aspetto che incide su un progetto di riuso è l omogeneità delle procedure da informatizzare. Nel caso delle amministrazioni pubbliche questo elemento deriva in primo luogo dalla normativa di riferimento, quindi dalla omogeneità delle procedure e dei processi operativi. Ad esempio, nel caso più volte citato di un sistema di gestione del personale, oltre al grado di copertura della procedura amministrativa, sulla facilità di riuso incidono l appartenenza allo stesso comparto di contrattazione del pubblico impiego (omogeneità normativa), la competenza delle funzioni di gestione del personale da parte di una o più unità organizzative (omogeneità procedurale) Le competenze amministrative interne Per competenze amministrative interne si intendono in questo contesto sia l esperienza e la competenza del personale amministrativo sulle materie dell applicazione da riusare e la disponibilità, anche quantitativa, di risorse con quelle competenze, sia la capacità dei livelli intermedi e dei vertici dell amministrazione (dirigenti e funzionari) di cogliere i vantaggi di natura economica ed organizzativa dei progetti di riuso. Nei progetti di riuso, le competenze amministrative più preziose sono quelle che consentono di svincolarsi dalle prassi consolidate all interno dell amministrazione, per comprendere le possibilità e le potenzialità dei cambiamenti indotti dall adozione di un nuovo software. Come è noto infatti, le difficoltà di adottare una nuova procedura informatica spesso non dipendono Pagina 17
18 dalla inadeguatezza del software, ma dalla incapacità dell organizzazione di adeguarsi ai nuovi modelli di comportamento. La necessità di ricondurre il software alle prassi esistenti, modificandolo, è uno dei motivi di ritardo o addirittura di fallimento dei progetti informatici, e non solo di quelli che prevedono il riuso. Va osservato che le competenze devono non solo essere presenti nell amministrazione, ma anche rese disponibili per tutto il tempo necessario al progetto di riuso. Anche nel caso di esternalizzazione della funzione informatica, che deriva ad esempio dalla scelta di acquisire servizi informatici in ASP, è importante il controllo completo dell amministrazione sugli aspetti di natura funzionale e procedurale Le competenze informatiche interne Dalla qualità e quantità di competenze informatiche interne disponibili può derivare la scelta della fattispecie di riuso. Da una carenza di professionalità tecniche interne può derivare, ad esempio, l orientamento a soluzioni di facility management o in ASP, soluzioni che peraltro riducono le spese di natura informatica. Come nel caso delle competenze di natura amministrativa, è comunque importante che il governo del progetto sia mantenuto dall amministrazione eventualmente avvalendosi di consulenti esterni e anche in collaborazione con altre amministrazioni al fine di garantire la coerenza e l integrazione della nuova applicazione con il sistema informatico dell amministrazione stessa. Nel caso di scelta di soluzioni che richiedono l utilizzo delle professionalità informatiche interne, eventuali lacune su tecnologie e prodotti nuovi introdotti dall applicazione da riusare possono essere colmate con interventi di formazione e addestramento Presenza di un fornitore di riferimento La realizzazione delle modifiche al software da riusare richiede la disponibilità di un supporto da parte dei fornitori, a meno che l amministrazione non disponga delle competenze tecniche interne per condurre tali interventi. Diventa pertanto rilevante la presenza di un fornitore di riferimento per l amministrazione ed in particolare il tipo di rapporto contrattuale esistente tra amministrazione e fornitore. Si possono presentare diverse situazioni: ad esempio, l amministrazione che riusa può avere un contratto di manutenzione ordinaria con un fornitore che può farsi carico degli interventi successivi al rilascio in esercizio dell applicazione. Nelle condizioni più favorevoli possono esistere già contratti di facility management o di outsourcing per le amministrazioni che riusano l applicativo, cui è possibile rivolgersi sia per gli interventi di modifica che per quelli di manutenzione evolutiva. Le modalità di riuso consigliate in presenza di contratti di questo tipo prevedono un modello più avanzato di riuso in cooperazione fra due o più amministrazioni. La disponibilità quindi di un sostegno qualificato da parte dei fornitori (interni o esterni all amministrazione) è un fattore positivo ai fini della riusabilità dell applicativo. Pagina 18
19 4.2 I fattori applicativi I fattori di carattere applicativo cercano di stabilire da un lato l adeguatezza delle funzioni disponibili rispetto alle esigenze dell amministrazione, dall altro le caratteristiche di adattabilità dei requisiti alle funzioni disponibili. La flessibilità delle funzioni (cioè la facilità dell applicazione ad adattare le proprie funzioni alle esigenze dell amministrazione) è invece considerata una caratteristica di qualità del software La copertura delle funzioni applicative Il principale fattore di carattere applicativo che condiziona un progetto di riuso è la copertura funzionale: tale fattore indica il livello di copertura dei requisiti dell amministrazione da parte delle funzioni applicative disponibili. È uno dei fattori di maggior peso sia ai fini della valutazione di adeguatezza della soluzione, sia ai fini della valutazione di convenienza economica del riuso. In fase di definizione delle esigenze è necessario che l amministrazione indichi le funzioni applicative di cui vuole disporre, precisandone anche la priorità e definendo preliminarmente almeno due categorie principali: le funzioni essenziali, vale a dire quelle la cui disponibilità è condizione necessaria per corrispondere alle finalità della/e procedura/e amministrative da informatizzare (mission critical): esse possono essere anche comuni a più amministrazioni; le funzioni accessorie, vale a dire quelle di minore priorità ai fini della missione, che costituiscono ad esempio estensioni di funzioni essenziali (ad es. il calcolo dell indennità di missione) o supportano esigenze peculiari dell amministrazione. Per condurre efficacemente l analisi di copertura funzionale è necessario scegliere in modo adeguato il livello di definizione delle funzioni. Un eccessivo livello di astrazione può infatti condurre ad una analisi superficiale della copertura funzionale, così come un livello troppo dettagliato può richiedere tempi inaccettabili in fase di studio iniziale La flessibilità dei requisiti La flessibilità dei requisiti indica il grado di adattabilità dei requisiti funzionali espressi dall amministrazione alle funzioni già disponibili. Se è difficile modificare requisiti funzionali derivanti dall applicazione di normative o da vincoli esterni (ad esempio: la necessità di produrre stampe su moduli predefiniti), si può però intervenire su quegli elementi che sono sotto la discrezione dell amministrazione (ad esempio: i contenuti e i formati dei report ad uso interno). Nella valutazione si dovrà tenere conto della possibilità di intervenire sui requisiti da modificare, analizzando l impatto che avrebbe l utilizzo di una tale soluzione sui processi in cui viene applicata ed eventualmente quali modifiche ai processi si renderebbero necessarie La stabilità dei requisiti La stabilità dei requisiti cerca di misurare la frequenza con la quale è necessario operare interventi di modifica evolutiva del software. Gli interventi possono riguardare modifiche a variabili parametrizzate, che comportano semplici adeguamenti, oppure modifiche più rilevanti, che comportano interventi di evoluzione del software. Questo fattore può incidere soprattutto sulla scelta della fattispecie di riuso. Quanto più stabili sono i requisiti applicativi, Pagina 19
20 tanto minori saranno gli interventi di evoluzione e quindi minori i costi gestionali; al contrario se si prevedono frequenti cambiamenti indotti, ad esempio, da una normativa in via di variazione o dall applicazione di modelli gestionali diversi nel caso di sistema di contabilità, va preferita ove possibile una modalità di riuso che consenta la condivisione dei costi di manutenzione del software. Nella valutazione del peso da assegnare a questo fattore vanno naturalmente tenute presenti anche le caratteristiche del software da riusare. Un software flessibile è adattabile a nuove esigenze con minore impegno di risorse. Ma questo rientra, come è stato detto, nella valutazione dei fattori di qualità del software Le interazioni con il sistema informativo esistente Questo fattore indica le esigenze di integrazioni dei dati e delle funzioni del nuovo software con i dati e le funzioni del sistema informativo esistente. Si dovranno identificare quindi le applicazioni esistenti con cui è necessario interagire, l eventuale sovrapposizione degli archivi, il numero di interfacce da realizzare. Incide su questa valutazione anche la disponibilità, nel software da riusare, di formati standard di interfaccia per lo scambio dei dati. 4.3 I fattori tecnologici I fattori di carattere tecnologico misurano l eventuale impatto che può avere l adozione del software da riusare sulle infrastrutture dell amministrazione. Si osserva che questi fattori vanno esaminati anche nel caso di riuso con affidamento dell esercizio dei sistemi all amministrazione cedente o ad un soggetto terzo Adeguatezza delle piattaforme hardware Con questo fattore si vuole verificare l adeguatezza delle piattaforme esistenti all applicativo da riusare. Va quindi valutato preliminarmente se sia necessario l acquisto di nuove componenti hardware. L amministrazione dovrà valutare se, a fronte di necessità di acquisto di hardware, caratteristico in genere della modalità di riuso in cessione semplice, non sia preferibile, ove possibile, esternalizzare il servizio applicativo o aderire a modalità di facility management o ad una gestione condivisa di piattaforme Compatibilità delle piattaforme software Si tratta di un fattore legato all omogeneità delle tecnologie in uso presso l amministrazione rispetto a quelle che supportano l applicativo da riusare. Si fa riferimento in particolare ai sistemi operativi, ai linguaggi di programmazione, al DBMS, ai sistemi di application server. L adozione di un software realizzato in ambienti diversi da quelli in uso può comportare maggiori difficoltà di manutenzione, legate allo skill delle risorse, ma anche la necessità di nuove acquisizioni di licenze software. Una valutazione del peso di questo fattore andrà fatta quindi con riferimento alla omogeneità con le tecnologie in uso e alla necessità di nuove acquisizioni. Pagina 20