Source: https://it.scribd.com/document/89519075/La-Gestione-Sostenibile-Dei-Rifiuti-Pd-Val-Vibrata
Timestamp: 2019-11-12 21:14:13+00:00
Document Index: 82782484

Matched Legal Cases: ['art. 205', 'art 182', 'art. 26', 'art. 59', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 238', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 59', 'art 201']

SalvaSalva La Gestione Sostenibile Dei Rifiuti - Pd Val Vibra... per dopo
PREMESSA............................................................................................................... ............2 INTRODUZIONE................................................................................................................ ....5 1.VAL VIBRATA................................................................................................. ...................8 2.SISTEMA DI RACCOLTA E DATI......................................................................................8 2.1 SISTEMA DI RACCOLTA PORTA A PORTA ..................................................................9 2.2 DATI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA (RD)........................................................10 3. PASSAGGIO DA TARSU A TIA CON TARIFFAZIONE PUNTUALE...............................14 4. ADEMPIMENTI NORMATIVI E REGIME SANZIONATORIO.............................. .................16 5. SISTEMA IMPIANTISTICO.................................................................................................20 6. PREZZI....................................................................................................... ........................26 6.1 TARIFFA DI CONFERIMENTO.........................................................................................28 7. FONDI REGIONALI............................................................................................ .................30 8. RIFERIMENTI.....................................................................................................................31 9. PROPOSTE..................................................................................... ...............33
Con lesplodere delle situazioni emergenziali degli ultimi anni, il tema dei rifiuti e della gestione integrata degli scarti sono divenuti argomenti di forte rilevanza pubblica, dalle quali scaturita una pressante richiesta alla Politica di adoperarsi in modo celere e responsabile. I casi di Napoli, della Calabria, della Sicilia sono esempi lampanti di sconfitta di una Politica inadatta a gestire in modo virtuoso un problema tramutandolo in opportunit. Crediamo fermamente, infatti, che gestendo con le migliori tecnologie possibili, innovando e prevenendo, il problema Rifiuti possa diventare davvero unoccasione. Unoccasione di lavoro, unoccasione di risparmio energetico, unoccasione per assegnare ai prodotti primari una nuova vita, il riuso di quelle materie che per molto, troppo tempo sono state reputate degli scarti e basta. Con questo documento nato dal lavoro costante dei dodici segretari dei dodici Circoli PD della Val Vibrata vogliamo indicare le nostre priorit sul tema dei rifiuti nel nostro territorio e presentare un progetto organico, concreto ed esaustivo su come gestire la nostra spazzatura.
Situazione in Val Vibrata: il coraggio delle proprie responsabilit Nel nostro territorio, rispetto alla situazione nazionale, c stata negli anni scorsi una programmazione amministrativa che ha portato a ottimi livelli eccetto situazioni di cui si tratter in seguito - la gestione della raccolta differenziata. Scelte programmatiche che hanno portato anche un aumento della sensibilizzazione sulle problematiche riguardanti i rifiuti da parte dellopinione pubblica. Infatti, senza dubbio un successo avere un territorio di circa 80 mila abitanti con una raccolta differenziata a pi del 50% del totale dei rifiuti prodotti. Questo per non ha evitato alla Val Vibrata di incorrere in una situazione demergenza come quella che ci ha visto coinvolti nel 2008 con la chiusura di tutti gli impianti sul territorio provinciale, obbligandoci a trasferire i nostri scarti fuori Provincia, vanificando cosi i buoni risultati ottenuti non solo dal punto di vista ambientale ma soprattutto economico. Lurgenza ha dato modo alla Politica locale di fare delle scelte istintive e irrazionali, antieconomiche e clientelistiche, come ad esempio quella di inserire nel ciclo integrato di gestione dei rifiuti unazienda privata senza che questa abbia preso parte a gare o bandi ad evidenza pubblica. Lurgenza di fatto non stata risolta, come prevedibile quando temi di carattere universale come lAmbiente vengono gestiti da politiche particolaristiche, ma solo procrastinata aggirando il problema senza trovare una soluzione a lungo termine. Il problema non pu e non deve essere risolto accantonando i rifiuti per poi trasferirli a centinaia e centinaia di km di distanza, come oggi sta accadendo, il problema si risolve affrontandolo nella sua interezza, con politiche pi coraggiose e ambiziose di quelle finora utilizzate.
Politiche superficiali e servili hanno portato,a fronte di una differenziata al di sopra del 50% e zero impianti di trattamento e di gestione dei rifiuti , ad un costo di 170/ton per i residui della RD Gestione che compromette lottima riuscita di differenziazione dei rifiuti da parte di alcune realt virtuose (Torano, SantEgidio alla V.ta) o di difficile gestione (Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto) e non obbliga il Comune di Corropoli a non allinearsi al metodo di raccolta praticato in tutta la Val Vibrata. Per questo il PD della Val Vibrata propone unalternativa di gestione valida e coraggiosa presentando il seguente studio per la gestione dei nostri rifiuti.
Il Partito Democratico della Val Vibrata al fine di migliorare e risolvere le criticit di gestione dei rifiuti ha elaborato il presente documento denominato PD Val Vibrata: Passi concreti verso una gestione sostenibile dei rifiuti L'attuale gestione politica del centro destra approssimativa e finalizzata alla solo apertura di discariche di piacere e inceneritori non pu fermare il processo culturale indirizzato alle buone pratiche ambientali. L'impegno degli amministratori e dei cittadini della Val Vibrata,che da quasi 10 anni effettuano la raccolta differenziata porta a porta, con punte del 70% di RD, una dimostrazione della concreta possibilit di gestire i rifiuti secondo pratiche intelligenti, orientate alla sostenibilit ambientale. Attualmente il non equilibrio economico e sociale sta mettendo in crisi l'intero processo di gestione. Il presente documento in linea con il documento Nazionale PD Il ciclo integrato dei rifiuti: da emergenza a pilastro della economia verde vuole essere una guida per aderire ad una strategia di gestione sostenibile dei rifiuti al fine di non sprecare risorse, energie e tempo nel rispetto spesso solo formale di una miriade di cavilli una buona pratica ambientale. La strategia si propone di riprogettare la vita ciclica delle risorse in modo tale da riutilizzare tutti i prodotti, facendo tendere la quantit di rifiuti da conferire in discarica. Il processo assomiglia al riutilizzo delle risorse fatto dalla natura. Schematicamente possibile riassumere la strategia in tre step: 1. Impedire l incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantit di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualit del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantit di rifiuti prodotti; 2. Incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es. uso di prodotti alla spina); 3. Sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili. Il punto di partenza la Direttiva Europea 2008/98CE, che all'articolo 4 detta la gerarchia dei rifiuti a) ridurre, b) preparazione per il riutilizzo, c) riciclaggio, d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia, e) smaltimento Bisogna uscire dalla contrapposizione fra raccolta differenziate e incenerimento con produzione energetica possibile se si crea una gerarchia negli obiettivi, che devono essere
integrati in un piano in cui la prevenzione e il riciclaggio hanno la priorit rispetto al recupero di energia. In questo quadro una riflessione sul rapporto tra gestione dei servizi di raccolta e di gestione degli impianti di smaltimento opportuna. Gli interessi e gli obiettivi delle due attivit possono essere potenzialmente conflittuali e soprattutto molto diversi dal punto di vista costi-ricavi delle due attivit. Per questo, con un parallelismo un po forzato, come avviene in altri servizi a rete, chi gestisce impianti di smaltimento (discariche o inceneritori) non necessariamente deve gestire servizi di raccolta. Discorso diverso va fatto per gli impianti di selezione, recupero o compostaggio, che sono maggiormente correlati ed integrabili al servizio di raccolta. La raccolta differenziata non pu essere pianificata e modellata senza avere un riferimento certo o peggio temporaneo sulla destinazione per lavvio della filiera del recupero a condizioni economiche adeguate. Gli amministratori del PD per la realizzazione dei progetti di innovazione della modalit di raccolta come per la scelta della localizzazione di tutti gli impianti dedicati al trattamento dei rifiuti dovranno attivare forme di la partecipazione dei cittadini in tutte le fasi. Dobbiamo avere la capacit di discutere con tutti le nostre proposte renderle condivise, verificare le obiezioni, spiegare i vantaggi e i rischi e poi decidere. Sapendo che non finisce qui, che la verifica ed il controllo ad esempio delle emissioni, devono essere in mano pubblica e indirizzate verso la massima chiarezza e comunicabilit. Va inoltre affrontato il tema dellefficienza della Poliservice e di eventuali aziende che gestiranno le fasi successive alla raccolta. E' necessario selezionare i dirigenti sulla base del merito, avere aziende dove la politica decide cosa fare e i manager decidono come farlo. Dirigenti competenti non sono per sufficienti se le aziende continuano a muoversi in un contesto frammentario non economicamente competitivo. Bisogna assicurare un bacino di utenza adeguato ad ammortare i costi di investimento e di gestione. Il presente documento vuol essere una linea di indirizzo in cui le scelte politiche dovranno essere coerenti con il progetto, con dei piani di azione concreti. Un programma ambizioso sulla base di valutazione di prospettiva per essere realizzato ha bisogno di capacit progettuale: per fare la raccolta differenziata non basta il porta a porta, se non c' una programmazione impiantistica adeguata. Non si pu raccogliere l'umido e portarlo a trattamento a cento, duecento, e in alcuni casi, quattrocento km di distanza. Come non si pu raccogliere la plastica, selezionarla, e poi mandarla ad incenerimento (tanto vale utilizzarla a questo scopo direttamente).
E' necessario che la Val Vibrata, realt territoriale omogenea, veda al proprio interno, o in un contesto provinciale, dove possibile la realizzazione di tutta la filiera, e che le scelte delle Amministrazioni favoriscano l'impiego di prodotti provenienti dall'utilizzo di materie prime seconde: gli acquisti verdi o GPP (Green Public Procurement) devono diventare una prassi per tutte le amministrazioni dove il PD governa, sar quindi compito degli amministratori produrre un proprio piano degli acquisti verdi. Le proposte avanzate sono volte non solo ad avere una gestione sostenibile dei rifiuti ma anche un incremento di occupazione. Sia a livello di manodopera, che sul fronte della ricerca, dell'innovazione. Per altro attraverso una buona gestione ed efficienza della raccolta si possono produrre risparmi e ricavi dalla vendite dei materiali, evitando cos di far crescere i costi. La proposta del PD Val Vibrata come indicato dalle linee nazionali di Partito quindi quella di superare l'approccio volto esclusivamente alla gestione dei rifiuti, ma inserire questo tema allinterno di una logica di sviluppo economico, di opportunit per le imprese della vallata. Si tratta quindi di promuovere tramite l'Unione dei Comuni, piani che con il dei soggetti pubblici e privati, diano luogo alla nascita di distretti operativi sul fronte del riuso e del riciclo dei materiali, sostenuti anche da una forte azione di acquisti verdi delle amministrazioni pubbliche.
Il 14,11% del territorio della Provincia di Teramo costituito dalla Val Vibrata. Si estende dal mare alla collina per 275,18 Kmq con una popolazione di 79.854 (dati 2010).
Densit (abitanti/Kmq) 1.298,33 134,70 70,11 167,87 109,50 212,19 1.190,81 732,67 537,34 160,89 165,98 433,65
Relativamente alla zona di pianura, necessario fare unulteriore distinzione per i Comuni appartenenti alla fascia costiera che formano un complesso turistico armon ico: Martinsicuro, Alba adriatica, Tortoreto.
I 12 Comuni della Val Vibrata sono componenti dell'Unione dei Comuni Val Vibrata al quale dal 2004, escluso il Comune di Corropoli, stata delegata la funzione di gestione dei rifiuti. L'ente sovracomunale dello stesso anno ha affidato l' attivit di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e assimilabili alla societ Poliservice con sede amministrativa a Nereto. Ultimamente si occupa di trattamento tramite cernita e avvio al recupero dei RSU e rifiuti speciali non pericolosi presso lImpianto di recupero sito in via dellindustria a Martinsicuro (TE).
2.1 SISTEMA DI RACCOLTA PORTA APORTA Il sistema di raccolta porta porta descritto nella tabella* seguente:
Il Comune di Controguerra dal giugno del 2010 ha aderito alla rac colta porta a porta ed ha raggiunto nel mese di giugno 2011 il 48% di RD con una produzione di organico (200108) del 22%. Il Comune di Corropoli ad oggi non ancora attiva la RD porta a porta esegue una RD stradale gestita autonomamente. Una considerazione a parte va fatta per i Comuni appartenenti alla fascia costiera per i quali si registrano valori di Produzione di RU pro capite molto elevati. Ci dovuto alla forte incidenza del turismo balneare sulla produzione di rifiuti, soprattutto nei mesi estivi. Alba Adriatica
Dai dati dell'Osservatorio Provinciale Rifiuti relativi al 31/10/2010 risulta una produzione annua di organico da raccolta differenziata (CER 200108,CER 200201) di quasi 14.000 t/a con una percentuale di di circa il 30% del totale dei rifiuti urbani prodotti. Attualmente in Val Vibrata si producono circa circa 7000 t/a di rifiuto organico circa 12000 t/a di rifiuto urbano indifferenziato circa 324 Kg/ab/anno di rifiuto con una percentuale di raccolta differenziata del 52%
La differenza principale tra Tarsu e Tia nei criteri di misurazione del prelievo. In particolare, mentre la tassa rifiuti calcolata sulla base dei metri quadrati dei locali e delle aree occupate e senza calcolare il numero degli occupanti, la Tariffa di Igiene Ambientale suddivisa in una quota fissa e in una quota variabile. La prima riguarda le spese generali, quali le quote di ammortamento degli impianti, delle spese di amministrazione e dei costi di gestione dei rifiuti esterni, che non variano in funzione della quantit di rifiuti prodotti. La seconda legata invece al grado di fruizione del servizio pubblico da parte dell'utente. Utente ch e appartiene a due categorie: le famiglie e gli operatori economici. Per le prime, l'importo da pagare determinato sui metri quadrati dei locali e sul numero dei componenti del nucleo familiare. Per gli operatori economici si prendono in esame la superficie dei locali e la produttivit media di rifiuti per metro quadrato. Un'ulteriore differenza tra Tarsu e Tia che nella prima non esiste l'obbligo della copertura integrale dei costi del servizio, essendo sufficiente che il comune assicuri una copertura minima del 50%, obbligo invece previsto nella Tia. Il principio della tariffazione puntuale quello di premiare i cittadini pi virtuosi, quelli che producono meno immondizia residua, destinata oggi alla discarica e domani all'inceneritore. L'idea quella di legare una parte della tariffa alla quantit di residuo prodotto, contando il numero ed il peso (rilevati tramite un sistema di rilevazione tipo transponder, microchip, sacchetto nominativo) degli svuotamenti effettuati durante l'anno. La tariffazione puntuale in
contesti europei dove viene applicata (Nord Europa, Svizzera, Germania, Irlanda ecc.) ed anche in Italia (Consorzio Priula, Consorzio Chierese, Consorzio Padova Tre ecc.) ha consentito di ridurre ulteriormente i quantitativi di rifiuto indiff erenziato da smaltire (di circa il 10-15 %) e, nel contempo, di ridurre i costi di raccolta poich gli utenti espongono generalmente solo contenitori quasi pieni, riducendo il numero di prelievi giornalieri da parte degli operatori. In effetti questa tariffa, oltre a consentire di ridurre il personale dedicato alla raccolta ed il quantitativo di rifiuto indifferenziato residuo, induce anche una maggiore propensione degli utenti ad acquistare prodotti con meno imballaggi superflui e, di conseguenza, anche le imprese produttrici nonch la media e grande distribuzione sono spinte ad introdurre prodotti ecocompatibili e scelte orientate alla promozione di consumi ecosostenibili (ad esempio, i vuoti a rendere). Ad esempio con la tariffa puntuale ad ogni utenza verr consegnata una dotazione di sacchi annuale in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare. L'utente paga una quota fissa e una quota variabile, diversa a seconda del numero di svuotamenti del contenitore del secco non riciclabile effettuati e rilevati tramite un sistema di rilevazione al momento della raccolta. Per le abitazioni unifamiliari la tariffa la risultante dalla somma di una quota fissa ed una variabile, legata al numero di svuotamenti dell'indifferenziato: QUOTA FISSA (canone uguale per tutte le famiglie) + QUOTA VARIABILE (numero di svuotamenti del contenitore verde del rifiuto secco non riciclabile X costo del singolo svuotamento) = TARIFFA COMPLESSIVA ADDEBITATA AD OGNI FAMIGLIA Diverso il conteggio su condomini, per chi ha il contenitore del secco non riciclabile condominiale: la quota fissa rimane uguale per ogni famiglia, mentre quella variabile si ottiene moltiplicando il numero degli svuotamenti del contenitore per il costo del singolo svuotamento. Questa quota viene poi divisa fra tutti i condmini, in base al numero di componenti di ogni nucleo familiare. Il costo dello svuotamento singolo cresce con la volumetria del cassonetto in dotazione al condominio.
E' chiaro che questi effetti virtuosi risultano in contrapposizione con l'esigenza gi manifestata dalle aziende interessate a realizzare inceneritori.
Normativa Nazionale D.lgs 152/2006 es.m.i. Larticolo 181 (Riciclaggio e recupero dei rifiuti) acquisisce in modo paritetico quanto gi indicato nella Direttiva 2008/98/CE, ovvero che: comma 1. le autorit competenti realizzano entro il 2015 la raccolta differenziata almeno per carta, metalli, plastica e vetro adottando misure atte a raggiungere entro il 2020 il 50% di raccolta delle suddette frazioni. Ora, bene specificare che il 50% non relativo alla quota di raccolta differenziata complessiva ma relativo alle quattro frazioni: carta, metalli, plastica e vetro. Il concetto di quota complessiva di raccolta differenziata invece contemplata nellart. 205 dove si ribadisce in modo inequivocabile che la quota di RD sui rifiuti prodotti deve essere almeno il 65% entro il 31.12.2012. Il comma 4 sancisce la libera circolazione sul territorio nazionale per le frazioni di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata mentre per quanto riguarda lo smaltimento (articolo 182: Smaltimento dei rifiuti) il comma 3 vieta lo smaltimento in regioni diverse fatti salvi accordi regionali o internazionali. Art 182ter: Rifiuti organici 1. La raccolta separata dei rifiuti organici deve essere effettuata con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti compostabili certificati a norma UNI EN 13432 -2002. 2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1, le Regioni e le Province au tonome, i Comuni e gli ATO, ciascuno per le proprie competenze e nellambito delle risorse disponibili allo scopo a legislazione vigente, adottano entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto misure volte a incoraggiare: a) la raccolta separata dei rifiuti organici; b) il trattamento dei rifiuti organici in modo da realizzare un livello elevato di protezione ambientale;
c) lutilizzo di materiali sicuri per lambiente ottenuti dai rifiuti organici, ci al fine di proteggere la salute umana e lambiente. Dunque, due sono i punti principali: 1. i manufatti per la raccolta del rifiuto organico e 2. le azioni da sviluppare per lincremento della raccolta del rifiuto organico. Per quanto riguarda il primo punto si evidenzia limportanza di affiancare alle raccolte differenziate della frazione organica un manufatto di contenimento che non sia di plastica tradizionale (per es.PE), materiale che ad oggi, nonostante le campagne comunicative, rappresenta circa 1/3 dei manufatti impiegati nelle raccolte dellorganico. Come immaginabile il PE costituisce un rifiuto non biodegradabile che nel tempo ha portato ad alcune conseguenze negative al settore del recupero del rifiuto organico che possiamo elencare: 1) aggravio economico per il maggiore costo di smaltimento del PE; 2) smaltimento del PE, quindi mancato recupero; 3) i maggiori costi di trattamento per estrarre il materiale plastico dalla frazione organica (in testa o in coda al processo); 4) la minor purezza merceologica della frazione organica raccolta in modo differenziato con sacchetti in plastica rispetto alla purezza merceologica dellorganico raccolto sfuso, con manufatti cellulosici o con bioplastiche; Invece, per quanto riguarda il secondo punto dellart 182ter, si stabilisce che gli enti pubblici periferici (siano essi Regioni, Province, Ato) adottano entro centottanta giorni misure volte a incoraggiare la raccolta separata dei rifiuti organici, il trattamento dei rifiuti organici in modo da realizzare un livello elevato di protezione ambientale e lutilizzo di materiali sicuri per lambiente ottenuti dai rifiuti organici, ci al fine di proteggere la salute umana e lambiente. Si rammenta che a livello nazionale la raccolta dellorganico ha raggiu nto al nord gli 89 kg/ab/anno, al centro 38 kg/ab/anno mentre al sud 21 kg/ab/anno.
Adempimenti a seguito dellemanazione di direttiva regionali L.R. 45/07 Si riassumono, nella tabella che segue, alcuni adempimenti e scadenze temporali a cui gli Enti interessati (Province, Comuni, Consorzi comprensoriali rifiuti, Gestori dei Servizi, ..etc.), avrebbero dovuto far seguire disposizioni attuative, azioni ed interventi concreti sul territorio per implementare gli indirizzi e la programmazione regionale. Nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, ai sensi del D.Lgs. 152/04 e L.R. 45/07, prevista lapplicazione di una addizionale allecotassa del 20%a carico dellAdA (Autorit dAmbito), che ne ripartisce lonere tra i Comuni che non abbiano raggiunto le percentuali previste.
Il sistema impiantistico attualmente presente nella Regione Abruzzo descritto nel rapporto sulle attivit di smaltimento RU del 10 agosto 2011 da parte del Servizio Gestione Rifiuti e bonifiche regionale. Di seguito si riportano i contenuti: PROVINCIA DI TERAMO
1 1 TMB Casoni Chieti Deco spa P
DISCARICA Casoni Chieti Comune di Chieti
TMB Valle Cena Cupello (CH) CIVETA
DISCARICA Valle Cena Cupello (CH) CIVETA
Fonte: SGR ORR. Giugno 2011.
Programmazione regionale criticit marzo 2011 - provincia di Teramo
DISCARICA Casoni Chieti Comune di Chieti 7 Operatore Avviso Pubblico 8 9 Smaltimenti Sud s.r.l. Accordo di programma interregionale Operatore Avviso Pubblico Smaltimenti Sud s.r.l. Accordo di programma interregionale Operatore Avviso Pubblico IMT Ancarano (TE) Ecoconsul P
TMB Casoni Chieti Deco spa P
Il servizio rifiuti nella stessa relazione inoltre specifica le proposte impiantistiche per uscire dalle criticit nella Provincia di Teramo
Fonte: Servizio Gestione Rifiuti Ottobre 2010. (P) Privato. * Piattaforma non in esercizio. ** Impianto di smaltimento da realizzare.
Possibilit impiantistiche della Regione Abruzzo secondo il PRGR
(Tratto dalla Linee di indirizzo per laggiornamento della normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti L.R. 19.12.2007, n. 45 Norme per la gestione integrata dei rifiuti BURA Straordinario n. 10 del 21.12.2007)
Il sistema impiantistico di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani definito dal PRGR, si basa sulla flessibilit impiantistica e sullintegrazione di processi impiantistici specificamente orientati alla ottimale gestione delle diverse tipologie di rifiuti urbani derivanti dalle raccolte e dei flussi di rifiuti derivanti dai trattamenti stessi. Sono previsti in ogni ATO, in linea generale, almeno: n. 1 impianto di compostaggio di qualit; n. 1 impianto di TMB (CDR, FOS, .. etc.); discariche di servizio agli impianti complessi; impianti a supporto delle RD (Piattaforme, Stazioni ecologiche e/o Centr i di raccolta).
In considerazione anche di sperimentazioni in fase di avvio nel contesto regionale, lo sviluppo dellimpiantistica di compostaggio comunque da considerarsi estendibile e compatibile con il ricorso anche a tecnologie integrative di tipo semplificato impianti di comunit,
autocompostaggio, favorendo ed incentivando una partecipazione allargata da parte della popolazione e degli operatori agricoli presenti sul territorio. In particolare, si ritiene che possa avere pari dignit lipotesi di sviluppo di impianti basati su processi di trattamento di tipo anaerobico con recupero di biogas.
Il PRGR individua nel trattamento termico e nel recupero energetico dei rifiuti urbani o di derivazione urbana una componente non prevalente, complementare al r iciclaggio (art. 26). In particolare, si prevede che il trattamento termico di frazioni non altrimenti riciclabili di rifiuti urbani o di derivazione urbana sia ammissibile al raggiungimento di un valor medio regionale di RD pari al 40%. Le potenzialit di trattamento termico di rifiuti urbani e flussi derivati in impianti dedicati non potranno comunque superare complessivamente il 25% del quantitativo di rifiuti urbani prodotto in Regione (circa 170.000 t/a).
Andamento Regionale (Fonte:5 Rapporto sulle Raccolte Differenziate 2009) Frazioni oggetto di raccolta differenziata. Rifiuti biodegradabili da cucine e mense CER 200108. Le tariffe applicate, a cui va aggiunta lIVA, si compongono delle seguenti voci: 1. costo di conferimento, corrisposto al gestore dellimpianto a copertura del totale dei costi per la gestione dellimpianto (operativi, generali, finanziari), compreso anche gli ammortamenti e lutile; 2. contributo ambientale per i comuni sede di impianto, corrisposto al Comune ch e ospita limpianto e/o ai comuni confinanti; 3. tributo speciale per il conferimento in discarica, disciplinato dalla L.R. 16.06.2006 n. 17 Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, corrisposto quota parte a Regione e Provincia. 4. eventuali altri contributi, ivi compreso i contributi/canoni di concessione ai titolari degli impianti. La tariffa media di conferimento, a livello regionale, dei rifiuti biodegradabili (CER 20 01 08: RUB da cucine e mense) provenienti dalla RD ammonta a 97,53 euro/t, considerato anche la tariffa praticata nel 2009 allimpianto di compostaggio di Notaresco Casette di Grasciano del CIRSU. Se si esclude tale impianto, attualmente non in esercizio, per problematiche di carattere tecnico-finanziario, la tariffa media di conferimento 2010 ammonta a 77,66 euro/t.
CER 20 02 01: RUB da giardini e parchi La tariffa media di conferimento, a livello regionale, dei rifiuti verdi biodegradabili (CER 20 0201: RUB da giardini e parchi) provenienti dalla raccolta differenziata ammonta a 49,00 euro/t, acui va aggiunta lIVA. Se si esclude la tariffa praticata allimpianto di Notaresco Casette di Grasciano, attualmente non in esercizio, per problematiche di carattere tecnico finanziario, la tariffa media di conferimento 2010 ammonta a 42,00 euro/t. CER 200301 RU non differenziati. La tabella seguente riporta le tariffe medie di conferimento dei rifiuti indifferenziati (CER 200301) conferiti ad impianti di trattamento e smaltimento regionali, al netto dellIVA. La tariffa media di trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati, praticata ai rifiuti conferiti ai poli complessi di trattamento e smaltimento, al netto di IVA, ammonta a 121,49 euro/t. La disomogeneit dei dati dichiarati dai soggetti titolati degli impianti, non consente unanalisi della tariffa per singola componente, anche se si pu affermate che il tributo speciale per il conferimento dei rifiuti trattati in discarica, pari a 7,50 euro/t, incide per un 6% sul valore medio complessivo. Se si escludono dal calcolo le tariffe riferite al 2009 (polo di Aielli, ACIAM, e di Notaresco, Cirsu s.p.a.) la tariffa media di trattamento e smaltimento 2010 ammonta a 107,58 euro/t. Tale valore medio, tuttavia, risulta poco rappresentativo della situazione reg ionale in quanto da giugno 2010 in esercizio limpianto di trattamento meccanico biologico (TMB) della DECO s.p.a., con sede a Chieti, in luogo dellimpianto mobile, sempre della DECO s.p.a., con sede a Pescara. Confrontando il dato medio regionale 2010, pari a 107,58 euro/t, con i dati medi nazionali riferiti allanno 2007 inflazionati al 2010 in base allindice dei prezzi al consumo, si rileva come le tariffe di smaltimento/trattamento dei rifiuti indifferenziati regionali si attestino su un +20% rispetto al dato medio nazionale. Tale tendenza appare ancora pi accentuata (+24%) se si confronta il dato della Regione Abruzzo con il dato medio delle regioni del sud Italia. In proposito, va tuttavia segnalato come che la disomogeneit dei dati utilizzati (tariffe indicate dai gestori nel caso della Regione Abruzzo a fronte dei dati MUD utilizzati dal Rapporto ISPRA) potrebbe influire sulla effettiva significativit di tale confronto
Ad ottobre 2011 l'Unione Comuni Val Vibrata pagava alla Societ Privata Ecoconsul di Ancarano circa 170 sia per il materiale indifferenziato e sia per i ri fiuti organici.
6.1 TARIFFA DI CONFERIMENTO La L.R. 19.12.2007, n. 45 e s.m.i. Norme per la gestione integrata dei rifiuti, prevede allart. 59 Tariffa di conferimento di rifiuti urbani agli impianti che la Regione determini, con apposite direttive, norme e criteri generali, che le AdA (Autorit dAmbito) adottano ed applicano sul proprio territorio, al fine di definire le tariffe di conferimento agli impianti asserviti ai corrispondenti bacini. La norma prevede inoltre, al comma 1, che lapprovazione della tariffa di conferimento costituisce parte integrante del provvedimento di approvazione del progetto degli impianti di
smaltimento dei rifiuti urbani e per quelli pubblici di recupero di cui al punto R1 dell'allegato C al D.Lgs. 3.04.2006, n. 152/06 e s.m.i. Le seguenti disposizioni costituiscono direttive vincolanti che hanno la finalit di normalizzare ed omogeneizzare i criteri di costruzione delle tariffe di conferimento dei rifiuti urbani e assimilati agli urbani ai sensi delle norme vigenti agli impianti di smaltimento e/o recupero, facendo salve le competenze: della Regione (art. 4, comma 1, lett. i), L.R. 45/07 e s.m.i.), a cui compete lautorizzazione unica per la realizzazione e lesercizio di nuovi impianti di smaltimento e di recupero rifiuti, anche pericolosi, nonch lautorizzazione alle modifiche ed il rinnovo delle autorizzazioni degli impianti esistenti, fatte salve le competenze statali e quelle delegate alle province ai sensi dellart. 5, comma 3 della medesima legge; delle Province (art. 5, comma 3, lett. a), L.R. 45/07 e s.m.i.) a cui sono delegate funzioni e competenze in materia di autorizzazione unica dei nuovi impianti di smaltimento e di recupero di rifiuti urbani contemplati nel PdA (piano dAmbito) ai sensi degli artt. 208, 209 e 210 del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i.; delle AdA, Autorit dAmbito1 (art. 7, comma 4, lett. c), L.R. 45/07 e s.m.i.) a cui demandata la determinazione della tariffa di ATO, ai sensi dellart. 238 del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., e ladeguamento della tariffa di conferimento, su richiesta del titolare e/o gestore dellimpianto, quando ricorrono comprovate ragioni di necessit (art. 7, comma 5, L.R. 45/07 e s.m.i.); dellORR, Osservatorio Regionale Rifiuti (art. 8, comma 4, lett. e), L.R. 45/07 e s.m.i.) a cui demandata lanalisi e la comparazione delle tariffe applicate dai soggetti gestori del servizio. Le seguenti direttive, che recepiscono le disposizioni normative e regolamentari in materia di gestione degli impianti di smaltimento (D.Lgs. n. 36/03 e s.m.i., Discariche), disciplinano, in modo vincolante, le tariffe di conferimento agli impianti, di cui allart. 59, comma 1, della L.R. 45/07 e s.m.i., perseguendo un principio di trasparenza delle informazioni ed equit dei costi dei servizi allutenza
e lattivazione delle risorse previste nei
Priorit sistema impiantistico regionale Provincia di Teramo
PRTTRA Progetto necessario per servizi RD ambito teramano interno Previsto PPGR Impianto mai entrato in esercizio. LUnione intende trasformarlo in centro di raccolta. PPGR
Unione di Comuni Citt Territorio - Val Vibrata
Consorzio Piomba Fino CIRSU SpA
Risorse gi a suo tempo previste nel PRTTRA 2006-2008.
Priori t (N.) Servizio competente Azione (N.) Azione (titolo) Copertura Finanziaria Costo interventi (euro)
Servizio Gestione Rifiuti ORR ed Ufficio Attivit Tecniche
INDICATORE Indicatore S. 07 Rifiuti urbani smaltiti in discarica: kg di rifiuti urbani smaltiti in discarica per abitante allanno (Inoltre, la percentuale di rifiuto urbano smaltito in discarica (sul totale del rifiuto urbano) non pu essere superiore al 50%) Obiettivo 3 Rifiuti Indicatore S. 08 Raccolta differenziata dei rifiuti urbani: percentuale rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani raccolti Indicatore S. 09 Quantit di frazione umida trattata in impianti di compostaggio per la produzione di compost di qualit: quota di frazione umida (frazione organica e verde) trattata in impianti di compostaggio sulla frazione di umido nel rifiuto urbano totale per la produzione di compost ex. D.Lgs. 217/06
Il ciclo integrato dei rifiuti: da emergenza a pilastro della economia verde (Alessandro Bratti) Dipartimento Ambiente Nazionale del PD,(Dario Esposito) Forum Ambiente del PD DIRETTIVA 2008/98/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 19 novembre 2008 Programmazione attivit di smaltimento e recupero dei RU 2011 Servizio Gestione Rifiuti Pescara, 16 giugno 2011
RD Day La Regione Abruzzo .. la nuova Direttiva UE ...dalle raccolte differenziate alla preparazione per il riutilizzo ed il riciclo ..verso una societ europea del riciclaggio Auditorium AURUM Pescara25 GIUGNO 201 0Direzione Protezione Civile Ambiente Servizio Gestione Rifiuti
5 RAPPORTO SULLE RACCOLTE DIFFERENZIATE 2009 Regione Abruzzo Direzione Protezione Civile Ambiente
Linee di indirizzo per laggiornamento della normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti L.R. 19.12.2007, n. 45 Norme per la gestione integrata dei rifiuti BURA Straordinario n. 10 del 21.12.2007
L.22/06 Allegato C Regione Abruzzo Nuovo Piano RUB - Regione Abruzzo 2006 INDIRIZZI PER LA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI IN AMBITO COMUNALE Circolare n. 2/2011 Regine Abruzzo Direzione Protezione Civile Ambiente
RAGGIUNGIMENTO RD PER OGNI COMUNE DEL 65% ENTRO IL 2012 (TESTO UNICO AMBIENTALE) La gestione dei rifiuti,in un contesto omogeneo di gestione, non e' un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e' quindi la tecnologia, ma maggiore coinvolgimento della comunit chiamata a collaborare punto chiave per attuare la sostenibilit ambientale. a) Maggiori investimenti nella divulgazione della raccolta porta a porta e nell'educazione ambientale volantini divulgativi multilingue, sportello ecocentro specialmente nelle zone turistiche accordi di programma con associazioni di categoria,amministratori di
condominio,albergatori; b) Implementazione del sistema di raccolta: utilizzo di sacchi di carta per carta biopattumiera areata (riduce i volume ed impedisce cattivi odori) e sacchi compostabili (UNI13432-2002) per materiale biodegradabile sacco e ritiro dedicato per pannolini e pannoloni ritiro settimanale o quindicinale per vegetali (sfalci di potatura); Passaggio graduale da 2 ritiri/set ad 1 ritiro/set del materiale secco in previsione della tariffazione puntuale (chi inquina paga) Organizzazione della raccolta differenziata allinterno di scuole aziende uffici eventi e manifestazioni inserimento nel regolamento edilizio di apposite areeper la collocazione dei contenitori per la RD all'interno degli spazi pertinenziali c) controllo qualit: Bollini colorati (rosso,giallo,arancio) sul sacchetto a seconda del messaggio che vogliono comunicare allutente; Investimenti nell'attivit di di ecovigilanza
d) realizzazione di stazioni ecologiche comunali e/o intercomunali al fine di ridurre i costi e le quantit di rifiuti da smaltirsi in modo indifferenziato tipo: Cartone: scatole e scatoloni piegati Vetro: bicchieri, bottiglie e lastre Metallo: reti, lattine e pentole Frigoriferi, condizionatori
Lavatrici, lavastoviglie, termoconvettori, forni Schermi: televisori, monitor di computer Piccoli elettrodomestici Neon e lampade a scarica Legno: tronchi, mobili, cassette Vegetale: sfalci derba, ramaglie Inerti: ceramica, terracotta, piastrelle, mattoni Ingombranti: materassi, divani, poltrone. Per ingombranti si intendono rifiuti non riciclabili di grandi dimensioni, che non entrano nel contenitore del secco di casa. Imballaggi In Plastica: cellophane, nylon, polistirolo da imballaggio, vaschette e cassette e bottiglie in plastica. Gomme per auto, moto, biciclette Bombolette spray con simboli di pericolo Contenitori non spray con simboli di pericolo: barattoli di vernice, contenitori di colle Batterie per auto e moto Olio da cucina Olio per motori Pile: pile a stilo (per torce e radio), pile a bottone (per orologi), pile rettangolari, batterie per cellulari Medicinali Scaduti: fiale per iniezioni, disinfettanti, sciroppi, pastiglie, pomate (senza la confezione di carta) Cartucce e Toner TARIFFAZIONE PUNTUALE (TANTO PRODUCO TANTO PAGO) Introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti pi consapevoli. Applicazione di premialit tipo ECOCARD. Inoltre il PD chiede che si applichi la delibera Regionale n.693/2010 con la determinazione della tariffa di conferimento da parte della provincia ed il controllo delle tariffe applicate cos come previsto dallarticolo 59 della L.R. 45/2007 da parte della Regione (tramite lOsservatorio regionale dei rifiuti)
II compostaggio in proprio il metodo pi semplice e pi efficace per ricavare, dai rifiuti che ogni giorno si accumulano, pregiato compost da utilizzare come fertilizzare diffusione del compostaggio domestico;
Ultimare lo studio da parte dell'Unione dei Comuni (DG 24/10) per la realizzazione di un impianto di compostaggio anaerobico con produzione di biogas di propriet della stessa con utilizzo da parte del settore agricolo;
Secondo la Direttiva 98/2008 entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo ed il riciclaggio dei rifiuti quali, come minimo, carta, metalli,plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, sar aumentata complessivamente almeno del 50% in termini di peso; inoltre entro tale data il recupero di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi dovr aumentare almeno al 70%in termini di peso.
L'Unione Comuni Val Vibrata, con la Poliservice, insieme alle Societ CIRSU SpA/SOGESA SpA ed Te.am.tec. parte dell' ATO n. 1 di Teramo. L'art 201 D.Lvo 152/2006 dispone al comma 5 il raggiungimento dellautosufficienza di smaltimento anche attraverso forme di cooperazione e collegamento con altri soggetti pubblici e privati, prevedendo in ogni ambito almeno un impianto di trattamento a tecnologia complessa, compresa una discarica di servizio. Come gi esposto in precedenza, alcuni enti gestori hanno portato avanti le attivit progettuali relative alla realizzazione di poli tecnologici di trattamento e smaltimento dei rifiuti, in linea con le indicazioni del piano regionale e tra loro funzionalmente complement ari. Nel polo tecnologico integrato del Cirsu sono presenti limpianto a tecnologia complessa per la bioessicazione dei rifiuti (destinato a trattare i rifiuti indifferenziati) progettato dalla societ mista Te.am.tec, ed, costituito dallimpianto di compostaggio e dallimpianto di digestione anaerobica (destinato a trattare rifiuti di matrice organica e frazioni organiche di Rsu), dalle linee di trattamento dei rifiuti secchi, e dalla nuova discarica di servizio di Grasciano (485.000 mc). Inoltre stata autorizzata una discarica privata a Notaresco denominata Irgine di 277.000 mc. Attualmente gli impianti del polo tecnologico sono fermi a causa delle vicende societarie tra CIRSU SpA/SOGESA SpA, inoltre il nuovo impianto di Bioessicazione non ancora st ato realizzato.
Il PD della Val Vibrata al fine di superare le criticit di gestione propone in mancanza di una ripresa degli impianti/discarica attualmente autorizzati di: ampliare ed ultimare il centro di raccolta in c.da Salinello, di propriet dell'Unione dei Comuni, con impianto di triturazione/vagliatura e raffinazione del residuo secco da RD; di ultimare lo studio di fattibilit per la riapertura discarica di S. Omero (propriet Unione Comuni); se la riapertura non fosse possibile devono essere effettuati lavori di gestione e di chiusura al fine di evitare danni ambientali e alti costi di smaltimento del percolato; la messa in sicurezza della discarica di Tortoreto.
Il PD della Val Vibrata si impegna nel perseguire gli obbiettivi di prevenzione e riduzione dei rifiuti attraverso: a) Azioni, criteri e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantit di rifiuti prodotti da parte di soggetti pubblici e privati b) campagne informative, formative ed educative rivolte all'intera popolazione e particolarmente alle scuole, che promuovono l'adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, quali l'acquisto di prodotti durevoli, facilmente riparabili, col minimo di imballaggio necessario e con imballaggio riusabile; c) campagne informative rivolte ai produttori, ai commercianti ed agli artigiani, che promuovono la riduzione dei rifiuti di ogni tipo, con particolare riguardo agli imballaggi ingombranti e non riutilizzabili; d) divulgazione ed incentivazione della pratica del compostaggio domestico degli scarti alimentari e di giardinaggio; e) promozione ed incentivazione del non utilizzo di stoviglie monouso nelle mense scolastiche e aziendali, nelle feste pubbliche o aperte al pubblico; f) utilizzo dell'acqua del rubinetto (pi sana e controllata di quella in bottiglia) g) utilizzo dei pannolini lavabili h) acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, i) sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili. l) indizione di concorsi a premio aperti alle diverse categorie economiche e sociali, al fine di promuovere ed incentivare la prevenzione e la riduzione di rifiuti
Realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste per un grande valore economico, che pu arricchire le imprese locali, con un'ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
Chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilit Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
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