Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/1243
Timestamp: 2018-08-19 00:22:08+00:00
Document Index: 51343841

Matched Legal Cases: ['art. 1243', 'art. 1252', 'art. 1853', 'art. 1852', 'art. 67', 'art. 56', 'art. 1243', 'art. 1243', 'art. 374']

Compensazione legale e giudiziale
I. La compensazione si verifica solo tra due debiti che hanno per oggetto una somma di danaro o una quantità di cose fungibili dello stesso genere e che sono ugualmente liquidi ed esigibili.
II. Se il debito opposto in compensazione non è liquido ma è di facile e pronta liquidazione, il giudice può dichiarare la compensazione per la parte del debito che riconosce esistente, e può anche sospendere la condanna per il credito liquido fino all'accertamento del credito opposto in compensazione.
Fallimento - Debiti pecuniari - Compensazione - Giudizio promosso dal fallimento per il recupero di un credito del fallito - Credito opposto in compensazione - Eccezione riconvenzionale - Ammissibilità - Credito eccedente la domanda del fallimento - Domanda riconvenzionale - Insinuazione al passivo - Necessità.
Nel giudizio promosso dal curatore per il recupero di un credito del fallito il convenuto può eccepire in compensazione, in via riconvenzionale, l'esistenza di un proprio controcredito verso il fallimento, atteso che tale eccezione è diretta esclusivamente a neutralizzare la domanda attrice ottenendone il rigetto totale o parziale, mentre il rito speciale per l’accertamento del passivo previsto dagli artt. 93 e ss. l.fall. trova applicazione nel caso di domanda riconvenzionale, tesa ad una pronuncia a sé favorevole idonea al giudicato, di accertamento o di condanna al pagamento dell’importo spettante alla medesima parte una volta operata la compensazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Dicembre 2017, n. 30298. Segue...
Aumento di capitale – Obbligo di conferimento di denaro – Compensazione di un credito vantato dal sottoscrittore – Mancanza di espressa disposizione della deliberazione di aumento – Ammissibilità – Espressa richiesta della liberazione in denaro – Ammissibilità.
L'obbligo di conferimento di denaro in esecuzione di un aumento di capitale può essere estinto mediante compensazione di un credito vantato dal sottoscrittore verso la società (che sia certo, liquido ed esigibile) anche in mancanza di espressa disposizione della deliberazione di aumento: tale compensazione, qualora sia legale e abbia quindi ad oggetto debiti certi, liquidi ed esigibili ai sensi dell'art. 1243 c.c., non richiede, infatti, il consenso della società, nemmeno nel momento in cui viene eseguita la sottoscrizione, con la precisazione che qualora il sottoscrittore intenda invece avvalersi, a tali fini, di un credito certo e liquido, ma non esigibile, la compensazione richiede il consenso della società ai sensi dell'art. 1252 c.c.
L'assemblea dei soci, nel disporre l'operazione sul capitale, potrebbe tuttavia statuire l'esclusione della compensabilità tra credito da restituzione e debito da aumento di capitale; l'assemblea non deve, pertanto, obbligatoriamente deliberare sulla compensabilità del debito da sottoscrizione, se non per escluderla richiedendo la liberazione dell'aumento mediante versamento in denaro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 06 Febbraio 2017. Segue...
Rilevabilità d’ufficio della compensazione atecnica, a prescindere dall’eccezione della parte, anche oltre i termini processuali previsti a pena di decadenza, quando i presupposti siano risultanti agli atti di causa.
Il principio, secondo il quale l'istituto della compensazione (postulando l'autonomia dei rapporti cui si riferiscono le contrapposte ragioni di credito delle parti) non trova applicazione nel caso in cui non sussista la predetta autonomia di rapporti, per avere origine i rispettivi crediti nell'ambito di un’unica relazione negoziale (ancorché complessa), non esclude la possibilità della valutazione, nell'ambito del medesimo giudizio, delle reciproche ragioni di credito e del consequenziale accertamento contabile del saldo finale delle contrapposte partite di dare - avere derivanti da un unico rapporto, valutazione che, per contro, può sempre aver luogo ed alla quale, anzi, il giudice deve procedere anche d'ufficio, trovando il detto principio applicazione, per converso, al solo fine di escludere che, a tale operazione, possano essere opposti i limiti di carattere tanto sostanziale quanto processuale stabiliti dall'ordinamento per l'operatività della compensazione stessa quale regolata, in senso tecnico-giuridico, negli artt. 1241 e segg. cod. civ. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 20 Aprile 2016. Segue...
Contratti bancari - Operazioni bancarie in conto corrente - Compensazione tra i saldi di più conti o rapporti - Presupposti - Esigibilità dei saldi - Giroconto da un conto con saldo attivo ad un altro con saldo passivo esigibile - Pagamento revocabile - Esclusione - Fondamento.
La compensazione tra i saldi attivi e passivi di più rapporti di conto corrente tra banca e cliente, prevista dall'art. 1853 c.c., presuppone non che si tratti di conti chiusi, ma solo che siano esigibili i contrapposti crediti. Ne deriva che, in caso di giroconto da un rapporto con saldo attivo e, come tale, immediatamente disponibile per il cliente (salvo patto contrario ex art. 1852 c.c.), ad uno ancora aperto ma con saldo passivo già esigibile per la banca, l'estinzione di tale debito non consegue ad un pagamento revocabile ai sensi dell'art. 67 l.fall. ma alla compensazione, ammessa dall'art. 56 l.fall., tra il credito della banca verso il cliente poi fallito ed il debito della stessa banca nei confronti di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Gennaio 2016, n. 512. Segue...
Presupposti di compensabilità tra crediti – Credito “sub iudice” – Compensazione giudiziale, legale, e compensazione cosiddetta “atecnica” in materia di crediti di lavoro – Applicabilità dei presupposti di cui all’art. 1243 c.c. anche alla fattispecie della compensazione “atecnica”.
Nel giudizio di opposizione all’ingiunzione promossa per crediti di lavoro, non merita accoglimento l’eccezione di compensazione sollevata dal datore di lavoro opponente, ed avente ad oggetto un suo supposto controcredito per risarcimento del danno, ove detto controcredito sia stato già dedotto per l’accertamento in un separato giudizio.
La compensazione presuppone, ex art. 1243 cod. civ., che i crediti siano certi, liquidi ed esigibili (o di facile e pronta liquidazione), sicché, ove uno dei due crediti oggetto di compensazione sia contestato in un giudizio differente rispetto a quello in cui è sollevata l’eccezione di compensazione, non si applica la compensazione legale, attesa la sua illiquidità, né la compensazione giudiziale, poiché potrà essere liquidato soltanto in quel separato giudizio, né si applica la cosiddetta "compensazione atecnica", perché essa non può essere utilizzata per dare ingresso ad una sorta di "compensazione di fatto", sganciata da ogni limite previsto dalla disciplina codicistica.
Nota: a favore dell’indirizzo espresso nella pronuncia: CC 1695/2015, 20864/2015, 21736/2015, CC 9608/2013, CC 2480/2003, CC 580/2001; contra: CC 23573/2013; sul contrasto giurisprudenziale: CC sez. III 11/09/2015 n° 18001 ha rimesso gli atti al Primo Presidente perché valuti l'opportunità che le SSUU si pronuncino ai sensi dell'art. 374, comma 2, c.p.c.). (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 12 Gennaio 2016. Segue...
Operazioni commerciali riferibili ad un unico rapporto di conto corrente – Inapplicabilità della compensazione.
Cessione di credito - Cessione di credito futuro - Effetto traslativo al momento in cui il credito viene ad esistenza - Natura consensuale del contratto di cessione - Opponibilità dalla notifica o accettazione
Cessione di credito - Cessione di credito futuro - Titolarità in capo al cessionario - Esistenza del credito - Eccezione di compensazione del debitore ceduto - Esclusione
Cessione di crediti futuri - Cessione di massa - Indeterminatezza - Disposizione dell’articolo 3 della legge n. 52 del 1991
Cessione di credito - Cessione di crediti futuri - Eccezioni attinenti alla fonte negoziale del credito - Opponibilità al factor - Eccezioni attinenti a fatti estintivi posteriori al rapporto obbligatorio - Opponibilità - Distinzione.
Se è vero che nella cessione di credito futuro l’effetto traslativo si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza, tuttavia, data la natura consensuale del contratto di cessione di credito, questo si perfeziona per effetto del solo consenso dei contraenti, cedente e cessionario, ed è opponibile al ceduto nel momento in cui la cessione gli viene notificata o è da questi accettata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nonostante nel contratto di cessione di credito futuro il cessionario ne diventi titolare solo quando il credito viene ad esistenza, il credito stesso entra direttamente nella sfera giuridica del cessionario, senza mai transitare attraverso quella del cedente, con la conseguenza che nei confronti di quest’ultimo il ceduto non potrà mai sollevare l’eccezione di compensazione, non verificandosi il presupposto della coesistenza dei due crediti-debiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il legislatore, in tema di cessione di crediti futuri, si è preoccupato di prevenire possibili censure di nullità sotto il profilo della determinatezza dell’oggetto prevedendo, all’articolo 3, comma 4, della legge n. 52 del 1991 che “la cessione dei crediti in massa si considera con un oggetto determinato, anche con riferimento a crediti futuri, se è indicato il debitore ceduto, salvo quanto prescritto nel comma 3”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Si applica anche alla cessione dei crediti futuri il principio elaborato dalla giurisprudenza, secondo il quale, mentre le eccezioni attinenti alla fonte negoziale del credito (inesistenza, nullità, annullabilità del negozio) sono sempre opponibili al factor cessionario, quelle attinenti a fatti estintivi posteriori al rapporto obbligatorio sono punibili solo se tali fatti si siano verificati prima della conoscenza della cessione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 25 Maggio 2014. Segue...