Source: https://www.bosettiegatti.eu/info/sentenze/sentenzedil.htm
Timestamp: 2020-04-01 05:41:19+00:00
Document Index: 173932811

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 60', 'art. 90', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 32', 'art. 42', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 159', 'art. 145', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 35', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 164', 'art. 3', 'art. 1181', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 59', 'art. 131', 'art. 59', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 34', 'art. 27', 'art. 43', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 151', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 117', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 323', 'art. 1052', 'art. 25']

Bosetti & Gatti: giurisprudenza rilevante edilizia e urbanistica
GIURISPRUDENZA Edilizia e urbanistica
148 Barriere architettoniche Consiglio di Stato, Sez. VI, 18 ottobre 2017, n. 4834: La norma agevolativa sul superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (legge n. 13 del 1989) trova applicazione anche in presenza di persone che, pur non essendo diversamente abili secondo le condizioni previste dalle disposizione specifiche sul punto, siano comunque affette da disagi fisici e difficoltà motorie seppure non accertate o certificate (ad esempio anziani ecc.). 2017
147 Danni da arresto procedimentale Consiglio di Stato, Sez. IV, 1 marzo 2017, n. 943: Risarcimento del danno per illecito arresto di un procedimento di approvazione del SUAP (avente per oggetto l’ampliamento azienda produttiva). Mancato riesame della domanda di SUAP. Valutazione equitativa del danno 2017
146 Consumo di suolo in Lombardia T.A.R. Brescia, Sezione I, 17 gennaio 2017, n. 47 (Riduzione del consumo di suolo): limiti alla ripianificazione, piani attuativi presentati; diritti edificatori in compensazione; condizioni per il mantenimento delle previsioni previgenti (annullamento parziale del PGT di Brescia) 2017
145 Distanza dai corsi d'acqua Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, 29 novembre 2014, n. 246/14 (Reg. Gen. 235/12): Fascia di servitù idraulica: dieci metri (art. 96, lettera f), R.D. n. 523 del 1904) o la diversa misura fissata dal regolamento. Valore di vincolo assoluto di inedificabilità. Va applicato anche rispetto ad un corso d’acqua che, nello specifico sito, sia stato coperto o protetto da un consistente argine 2014
144 Sanzioni su ritardo nel contributo Consiglio di Stato, sez. V, 9 dicembre 2013, n. 5880: Le sanzioni per il ritardato od omesso versamento del contributo di concessione di cui all'art. 3 della legge n. 47/1985 (ora art. 42 del d.P.R. n. 380 del 2001) sono dovute anche se il Comune non ha proceduto alla riscossione della fideiussione. Non è rilevante la circostanza che il Comune non si sia attivato per la riscossione nei confronti del fideiussore che ha concluso il contratto di garanzia a prima richiesta. 2013
143 Piano Cave e obbligo di VAS T.A.R. Brescia, Sezione Seconda, 21 ottobre 2011, n. 1447 - Il Piano cave provinciale deve essere assoggettato a VAS ai sensi dell'art. 13 della Direttiva 42/2001/CE. Il predetto art. 13 è di applicazione diretta, una volta trascorso il termine assegnato agli Stati per l’adeguamento del proprio ordinamento. La valutazione deve tener conto del complesso degli ambiti di cava previsti dal piano e degli effetti reciproci e cumulativi degli ambiti stessi. Nella procedura, la Regione, ove intenda apportare variazioni sostanziali rispetto alla proposta provinciale, deve coinvolgere l’Amministrazione provinciale.I pareri e le osservazioni dei Comuni non sono vincolanti, ma debbono essere esaminati e, se del caso, superati motivatamente. 2011
142 Vincolo alla destinazione agricola T.A.R. Milano, sez. II 22 novembre 2011, n. 2823 - L'atto di vincolo al mantenimento della destinazione dell'immobile al servizio dell'attività agricola (previsto dalla L.R. Lombardia n. 93 del 1980 poi, senza soluzione di continuità, dall'art. 60, comma 2, della L.R. n. 12 del 2005) non decade per cessazione dell'attività agricola o alienazione a soggetti sprovvisti dei requisiti di conduttori agricoli. Un edificio in tale condizione, ancorché "di fatto" utilizzato per scopi diversi, costituisce illecito e il titolare non è titolare di alcun diritto all'adeguamento dello strumento urbanistico finalizzato a sanare tale illecito. 2011
141 DIA e SCIA, natura giuridica e tutela del terzo Consiglio di Stato, A.P., 29 luglio 2011, n. 15: La denuncia di inizio attività (DIA, sostituita dalla Scia) non è un provvedimento amministrativo a formazione tacita, ma un atto privato volto a comunicare l'intenzione di intraprendere un'attività direttamente ammessa dalla legge. Se la P.A. non esperisce gli accertamenti necessari per il controllo dei presupposti, il giudice può imporre l'adozione di provvedimenti inibitori per tutelare il terzo 2011
140 Interesse ad impugnare: contratto preliminare Consiglio di Stato, sez. IV, 12 aprile 2011, n. 2275: Il promittente l'acquisto non è legittimato ad impugnare provvedimenti (delibera di annullamento di piano attuativo o permesso di costruire), salvo che intervanga ad adiuvandum. La legittimazione è riconosciuta solo se nel contratto preliminare ad effetti anticipati o sia previsto espressamente il conferimento della titolarità di un diritto, reale o di obbligazione. 2011
139 Abitazione accessoria a edificio produttivo T.A.R. Brescia, sez. II, 17 dicembre 2010, n. 4864 - L'abitazione del custode di un insediamento produttivo non è soggetta al contributo sul costo di costruzione riservato agli edifici residenziali, bensì i soli oneri di urbanizzazione relativi alla destinazione produttiva, in virtù della sua caratteristica intrinsecamente pertinenziale 2010
138 Coordinamento sicurezza nei piccoli cantieri Corte di Giustizia delle C.E., sezione V, 7 ottobre 2010, C-224/09 - Prescrizioni minime di sicurezza e di salute nei cantieri - Obblighi di designare un coordinatore per la sicurezza anche per i "piccoli cantieri privati". Contrasto delle deroghe delle norme nazionali (art. 90, comma 11, d.lgs. n. 81 del 2008) con la direttiva comunitaria 2010
137 Monetizzazione aree non cedute T.A.R. Milano, sez. II, 30 luglio 2010, n. 3280: La monetizzazione alternativa alla cessione di aree deve essere commisurata (quindi "pari") all’utilità economica conseguita dal privato attuatore per effetto della mancata cessione. Anche dopo l'approvazione del piano attuativo, il Comune è legittimato a non sottoscrivere la convenzione originaria e, in via di autotutela, a rideterminarsi in relazione alla misura della monetizzazione 2010
136 VAS e PGT: autorità competente T.A.R. Milano, sez. II, 17 maggio 2010, n. 1526
(annullata da Consiglio di Stato, sez. IV, 12 gennaio 2011, n. 133) 2010
135 Strumento urbanistico e piano attuativo scaduto T.A.R. Brescia, sez. I, 23 marzo 2010, n. 1360: Un piano attuativo scaduto, per la parte inedificata, può essere oggetto di nuova pianificazione più restrittiva da parte di un nuovo strumento urbanistico generale 2010
134 Ristrutturazione previa demolizione totale: del rispetto della sagoma T.A.R. Milano, sez. II, 16 gennaio 2009, n. 153: Anche in Lombardia è necessario che la ricostruzione previa demolizione, per essere qualificata "ristrutturazione", deve rispettare, oltre che la volumetria, anche la "sagoma esistente", come previsto dalla norma statale (in termini: T.A.R. Brescia, 13 maggio 2008, n. 504) 2009
133 Barriere architettoniche e numero dei piani T.A.R. Toscana, sez. III, 29 gennaio 2009, n. 116: Ai sensi del d.m. n. 236 del 1989 negli edifici con non più di 3 piani è sufficiente l'adattabilità in luogo dell'accessibilità, senza distinguere tra percorsi interni e spazi esterni 2009
132 Piani attuativi: pareri soprintendenza e affidamento opere urbanizzazione T.A.R. Milano, sez. II, 4 dicembre 2007, n. 6541: 1. Piani attuativi in variante al P.R.G. nel periodo transitorio (Regione Lombardia): non è necessario che ricadano nelle fattispecie ex art. 2 legge regionale n. 23 del 1997 - 2. Piani attuativi in zona vincolata: obbligo di parere paesaggistico ex art. 16 legge n. 1150 del 1942 3. Opere di urbanizzazione secondaria e opere non di urbanizzazione destinate a confluire nel patrimonio comunale, di importo sotto soglia comunitaria: obbligo di affidamento mediante gara ex art. 32 d.lgs. n. 163 del 2006 2007
131 Contributo tardivo: sanzioni e garanzie Consiglio di Stato, sez. V, 16 luglio 2007, n. 4025: Nell’applicare la sanzione ex art. 42 del d.P.R. n. 380 del 2001 per il mancato o tardivo pagamento di rate del contributo di costruzione garantite da fideiussione bancaria il Comune non è tenuto alla preventiva escussione del fideiussore. Il Comune non risponde del danno derivante al proprietario moroso dall’irrogazione della sanzione che avrebbe potuto evitare di applicare chiedendo il pagamento direttamente al fideiussore. 2007
130 Aree per urbanizzazione primaria Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 2007, n. 3637: Nel concetto di strade quale urbanizzazione primaria vanno ricomprese anche piste ciclabili, percorsi pedonali, ponti, segnaletica ecc. 2007
129 Lottizzazioni decadute T.A.R. Lombardia, Brescia, 16 maggio 2007, n. 423: Sull'edificabilità delle aree residue dopo la decadenza della convenzione urbanistica di un piano di lottizzazione. 2007
128 Sopraelevazioni e distanze T.A.R. Milano, sez. 2.a, 26 aprile 2007, n. 1991: Il recupero del sottotetto, ancorché ammesso in deroga alle norme locali, qualora comporti sopralzo del tetto, è soggetto al rispetto della distanza di 10 metri tra pareti finestrate ex art. 9 d.m. n. 1444 del 1968; tale obbligo non è superabile nemmeno con il consenso convenzionale tra privati confinanti. Ancorché la legge regionale lombarda n. 12 del 2005 qualifichi tale recupero come "ristrutturazione", la parte sopralzata è comunque una nuova costruzione, per cui sotto il profilo dell'ordinamento civile (di competenza esclusiva dello Stato) le distanze stabile in tale ambito non sono derogabili. 2007
127 Manufatti precari T.A.R. Molise, 15 gennaio 2007, n. 29 - Precarietà di manufatto edilizio: l'esenzione dalla necessità del titolo abilitativo non dipende dai materiali utilizzati o dal sistema di ancoraggio al suolo ma dall’uso cui esso è destinato; la precarietà va esclusa se l’opera è destinata a dare un’utilità prolungata nel tempo, ancorché a termine in relazione all’obiettiva ed intrinseca destinazione naturale del manufatto. La sanzione dipende solo dalla constatazione dell'esistenza di opere abusive ed è sufficientemente motivata con l'accertamento dell'abuso; l'obbligo di motivazione sussiste solo se l'ordinanza intervenga a notevole distanza di tempo dall'ultimazione e l'inerzia dell'amministrazione abbia generato un qualche affidamento nel privato.
T.A.R. Firenze, sez. II.a, 15 gennaio 2007, n. 6 - Il concetto di precarietà implica la intrinseca temporaneità dell’opera che deve avere una destinazione funzionale limitata nel tempo, rispondente ad esigenze transitorie e non rileva che il manufatto sia solo appoggiato al suolo. 2007
126 Sopraelevazioni e distanze T.A.R. Liguria, sezione I, 19 dicembre 2006, n. 1711 - Obbligo inderogabile, anche in caso di sopraelevazione, del rispetto della distanza di 10 metri tra pareti finestrate ex art. 9 d.m. n. 1444 del 1968 anche in presenza di norma locale diversa. In caso di norma locale contrastante, il giudice è tenuto ad applicare il citato art. 9, in quanto automaticamente inserito nella norma locale in sostituzione della disposizione illegittima. Differenza tra sopraelevazione (che costituisce nuova costruzione) e semplice innalzamento inidoneo a creare nuovi volumi (compatibile con la ristrutturazione). 2006
125 Sanatoria e sanzione amministrativa T.A.R. Toscana, sezione II, 19 settembre 2006, n. 3984 - Differenza tra sanatoria e sanzione amministrativa: ambedue le fattispecie consentono il mantenimento in essere del manufatto ma nel secondo caso permane la situazione antigiuridica per cui lo stesso manufatto abusivo, ancorché conservato, non gode degli eventuali benefici previsti dagli strumenti urbanistici comunali per i fabbricati legittimi in origine o legittimati con sanatoria. Il Comune non deve restituire la sanzione amministrativa irrogata e corrisposta anche qualora la costruzione abusiva venga successivamente sanata. 2006
124 Asservimento volumetrico e nuovo P.R.G. T.A.R. Emilia Romagna - Bologna, sezione II, 13 settembre 2006, n. 2037 - L’asservimento di un fondo ad altro, ai fini della realizzazione nel secondo della capacità edificatoria del primo (cosiddetta "cessione di volumi"), non introduce un vincolo di inedificabilità permanente; infatti tale vincolo decade in caso di nuova pianificazione urbanistica. Tuttavia l'edificazione realizzate non può essere considerata ininfluente: qualora la nuova pianificazione urbanistica introduca indici minori o comunque non favorevoli rispetto alla disciplina vigente al momento della prima edificazione, il lotto servente resta sfornito di capacità edificatoria (che resta attribuita al lotto dominante) 2006
123 Abusi minori: piazzali in zona agricola e pertinenze T.A.R. Emilia Romagna - Bologna, sezione II, 13 settembre 2006, n. 2038 - La natura pertinenziale di un manufatto, sotto il profilo urbanistico, non coincide con la definizione civilistica; un prefabbricato non strettamente coessenziale all'attività principale, ricade nel regime del permesso di costruire e non nel regime pertinenziale, per cui se realizzato senza titolo è soggetto alla sanzione della demolizione
T.A.R. Emilia Romagna - Bologna, sezione II, 13 settembre 2006, n. 2032 - Una platea in cemento in zona agricola costituisce trasformazione del territorio e ricade nel regime del permesso di costruire, per cui se realizzata senza titolo è soggetta alla sanzione della demolizione. Legittimamente l'avvio del procedimento può essere preceduto da attività istruttoria, accertamenti e ispezioni effettuati anche senza la partecipazione del privato 2006
122 Conguaglio contributo T.R.G.A. di Bolzano, 5 settembre 2006, n. 351: Dopo la decadenza del titolo abilitativo, per ultimare la parte non realizzata necessita un nuovo titolo abilitativo al quale consegue, anche in assenza di incremento del carico urbanistico, il pagamento del contributo di costruzione sulla parte non eseguita e a conguaglio in relazione ai nuovi importi tabellari intervenuti medio tempore 2006
121 Abusi paesaggistici e sanzioni amministrative Corte Costituzionale, 5 maggio 2006, n. 183: Restano salve e impregiudicate le sanzioni amministrative (sia di natura edilizia che di natura paesaggistica) in presenza di abusi sottratti alla sanzione penale dal nuovo articolo 181, comma 1-ter, del decreto legislativo n. 42 del 2004 e l'accertamento postumo di compatibilità paesaggistica non comporta autorizzazione in sanatoria (inammissibile alla luce dell'art. 146, comma 10, lettera c)) 2006
120 Abusi: scale di collegamento T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez. II, 7 febbraio 2006, n. 125 - La realizzazione abusiva di scale che collegano il piano abitabile con un sottotetto prima irrilevante a fini urbanistici e poi utilizzabile (o computabile), costituisce variazione essenziale in relazione al sensibile aumento di volumetria. E' pertanto legittima l'ingiunzione a demolire le predette scale con la comminatoria dell'acquisizione al patrimonio comunale in caso di inottemperanza. 2006
119 Permessi di costruire in deroga: limiti Consiglio di Stato, Sezione V, 11 gennaio 2006, n. 46 - Il rilascio del permesso di costruire in deroga è possibile solo qualora non pregiudichi in termini significativi gli standards urbanistici. Qualora la deroga sia suscettibile di aggravare marcatamente le esigenze di parcheggio non può prescindere dalla previsione degli appositi spazi destinati a tal fine. 2006
118 Autorizzazione paesistica in sanatoria T.A.R. Lecce, Sezione prima, 10 novembre 2005, n. 4943: Il divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria di cui all'art. 146 del decreto legislativo n. 42 del 2004 è norma immediatamente cogente. Il regime transitorio dettato dall'art. 159 trova applicazione limitatamente alla procedura nelle more dell'adeguamento degli strumenti urbanistici ai sensi dell’art. 145 ma non interferisce con la nuova delimitazione del potere di autorizzazione. 2005
117 Convenzioni urbanistiche: obbligazioni Consiglio di Stato, sez. IV, 28 luglio 2005, n. 4015 - In presenza di clausole che abbiano determinato le modalità di calcolo del contributo di costruzione queste sono vincolanti a prescindere da atti generali che dispongano diversamente. Ciò anche nel caso in cui alcuni contenuti dell’accordo siano stati proposti dall’Amministrazione in termini non modificabili dal privato.
Consiglio di Stato, sez. IV, 28 luglio 2005, n. 4014 - E' preclusa la possibilità di invocare la presunta illegittimità di talune clausole (anche in materia di onerosità o di mancato scomputo). La formazione di piazzali (con pavimentazione) per stoccaggio costituisce trasformazione urbanistica connessa ad attività economica e soggetta al pagamento degli oneri di urbanizzazione.
T.A.R. Brescia, 25 luglio 2005, n. 784 - Le obbligazioni previste dalla convenzione urbanistica annessa ad un piano attuativo devono essere assolte anche se relative ad opere esterne al comparto. 2005
116 Piani attuativi, competenze Corte Costituzionale, 29 luglio 2005, n. 343 - E' costituzionalmente illegittima la norma della legge regionale (nel caso di specie la legge Regione Marche n. 34 del 1992) che non preveda che copia dei piani attuativi sia trasmessa dai Comuni alla Regione (o alla Provincia delegata) ai fini di eventuali osservazioni sulle quali il Comune deve dare puntuale riscontro (pur senza l'obbligo di recepirle). 2005
115 Volumetrie, frazionamenti, norme sopravvenute T.A.R. Brescia, 23 maggio 2005, n. 541 - Del rapporto tra volumetrie edificate, frazionamento del lotto e strumento urbanistico sopravvenuto recante nuova disciplina. Del divieto di rilasciare titoli abilitativi in violazione di diritti di terzi ma dei limiti al dovere del Comune di indagini circa la situazione dei diritti dominicali e della composizione degli interessi privati. 2005
114 Decadenza Piani attuativi T.A.R. Roma, sez. II-bis, 18 maggio 2005, n. 3921 - Sull'edificabilità delle aree residue dopo la decadenza dello strumento urbanistico attuativo. E' illegittimo il provvedimento negativo non preceduto dalla comunicazione ex articolo 10-bis della legge n. 241 del 1990. 2005
113 Parcheggi in zona agricola T.A.R. Napoli, sez. IV, 21 aprile 2005, n. 4469 - In presenza di una legislazione regionale che amplia la facoltà di realizzare parcheggi in deroga allo strumento urbanistico prevista dall'articolo 9 della legge n. 122 del 1989, non può essere negata, in presenza degli altri presupposti richiesti dall'ordinamento, la realizzazione di parcheggi interrati, a titolo gratuito, al servizio di immobili non residenziali anche siti in zone agricole. 2005
112 Colture agricole e P.R.G. T.A.R. Brescia, 21 marzo 2005, n. 178 - Lo strumento urbanistico non può legittimamente imporre determinati usi colturali del territorio al di fuori di specifiche previsioni di legge. Non è consentito al Comune, con il P.R.G., inibire il taglio colturale né ordinare un determinato indirizzo produttivo alle aziende agricole. La pretesa del Comune in tal senso si sostanzia nel tentativo di utilizzare i propri poteri in materia di urbanistica al fine di perseguire il diverso obiettivo dell’asserita salvaguardia del paesaggio, cui è invece preordinato un diverso ordito normativo. 2005
111 Cambio di destinazione e onerosità T.A.R. Brescia, 10 marzo 2005, n. 145 - Il mutamento di destinazione d’uso senza opere, ancorché sottratto a qualunque atto di assenso (anche se inferiore a 150 mq ex art. 1 legge reg. Lombardia n. 1 del 2001), è soggetto al pagamento del contributo qualora la nuova destinazione comporti un maggior carico urbanistico. La circostanza che le modifiche di destinazione d’uso senza opere non sono soggette ad assenso comunale non comporta ipso jure la gratuità dell’operazione. 2005
110 Lottizzazione abusiva T.A.R. Toscana, sez. III, 8 marzo 2005, n. 1004 - Per la sussistenza della lottizzazione abusiva (c.d. cartolare, cioè mediante frazionamento di un fondo) non è necessario dimostrare gli indici rivelatori di cui all’art. 18 della legge 47/85, ma è sufficiente che lo scopo edificatorio emerga anche da un solo indizio. 2005
109 Convenzioni Piani attuativi T.A.R. Bari, sez. II, 17 febbraio 2005, n. 592 - Natura delle convenzioni di lottizzazione e accordi art. 11 legge n. 241 del 1990; rapporti e obbligazioni delle parti, giurisdizione, acquisizione delle opere non completate, fallimento del lottizzante. 2005
108 Recupero sottotetti (Lombardia) T.A.R. Brescia, 26 gennaio 2005, n. 45 - La prescrizione del P.R.G. finalizzata alla di tutela e conservazione dell’immobile non costituisce elemento preclusivo al recupero del sottotetto anche mediante sopralzo. Il riferimento al limite massimo rappresentato dalle altezze di fatto preesistenti non può costituire uno strumento per paralizzare gli effetti della normativa regionale. 2005
107 Delibera determinazione oneri: impugnazione Consiglio di Stato, sez. V, 12 ottobre 2004, n. 6563 - La delibera consiliare di determinazione degli oneri di urbanizzazione è un atto di natura generale che può essere impugnato unitamente al provvedimento applicativo. Gli oneri di urbanizzazione stabiliti per ciascuna zona omogenea non possono essere applicati in zone diverse da quelle per le quali sono stati determinati. 2004
106 Pertinenze urbanistiche T.A.R. Napoli, sez. II, 2 luglio 2004, n. 9876 - Sulla sulla nozione di pertinenza urbanistica e sul regime applicabile alla luce del Testo Unico approvato con d.P.R. n. 380 del 2001. 2004
105 Impugnativa D.I.A. - Destinazioni in rapporti % - Distanza rogge
104 P.R.G.: discriminante tra rettifica e variante - Interesse a ricorrere - Ultrattività P.P.
Consiglio di Stato, sez. V, 7 aprile 2004, n. 1968 - La delibera consiliare non è idonea a interpretare le norme di P.R.G. ma è necessario procedere mediante variante; la correzione dell’errore materiale può portare alla modifica del P.R.G. nei soli casi in cui non comporti interpretazione. Lo stabile collegamento localizzativo che attribuisce l'interesse legittimo a ricorrere non è limitato alla distanza tra il ricorrente e l'intervento contestato ma va valutata con riferimento al verosimile perimetro dei rispettivi bacini socio-economici di utenza. Il piano particolareggiato decaduto è applicabile e ultrattivo per quanto attiene gli allineamenti e le prescrizioni di zona, in difetto di specifiche nuove prescrizioni.
103 Autorimesse pertinenziali fuori terra
102 Autorizzazione paesistica postuma
Consiglio di Stato, sez. VI, 10 marzo 2004, n. 1205 - E' ammessa l'autorizzazione paesistica postuma nell'ambito del rilascio del permesso di costruire in sanatoria. E' illegittimo l'annullamento ministeriale basato esclusivamente sulla circostanza della già avvenuta esecuzione delle opere. E' comunque dovuta la sanzione amministrativa anche in assenza di danno ambientale.
101 Ricorso contro il silenzio in materia di D.I.A.
Consiglio di Stato, sez. V, 4 febbraio 2004, n. 376 - In caso di ricorso contro il silenzio della P.A. il giudice amministrativo deve limitarsi ad accertare l'illegittimità dell’inerzia e non può sindacare l’esame della fondatezza della pretesa sostanziale del ricorrente. Colui che reagisce all’inerzia della P.A. deve seguire il rigoroso procedimento dell’art. 25 d.P.R. n. 3 del 1957, in base al quale dopo il silenzio per almeno sessanta giorni è necessaria una diffida a provvedere entro un termine non inferiore a trenta giorni, da notificare a mezzo di ufficiale giudiziario, solo dopo la quale è ammesso il ricorso.
100 Soggetti legittimati alla richiesta del permesso di costruire
Consiglio di Stato, sez. V, 4 febbraio 2004, n. 368 - La sentenza puntualizza i principi in materia di legittimazione a domandare la concessione edilizia e ai limiti al dovere del Comune di accertare le eventuali posizioni soggettive di tale legittimazione.
099 Disapplicazione N.T.A. del P.R.G.
Consiglio di Stato, sez. V, 4 febbraio 2004, n. 367 - Il T.A.R. non può disapplicare le norme tecniche del P.R.G. ritenute in contrasto con la legge regionale.
098 Termini per diffida della D.I.A.
Consiglio di Stato, sez. V, 29 gennaio 2004, n. 308 - In tema di d.i.a. edilizia il decorso del termine di 20 (ora 30) giorni non comportava la formazione del consenso, che seguiva, invece, solo dopo il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 19 della legge n. 241 del 1990, Solo con l'articolo 23 del nuovo T.U. dell'Edilizia il termine (unificato) di 30 giorni vale sia per l’inizio dei lavori che per la preclusione dell’intervento inibitorio della p.a.
097 Contributo di costruzione: decadenza e prescrizione
Consiglio di Stato, sez. V, 23 gennaio 2004, n. 200 - In tema di contributi di concessione l’impugnativa della delibera che disciplina tali contributi deve avvenire nei termini brevi di decadenza, a nulla rilevando che la materia sia devoluta alla giurisdizione esclusiva e la posizione sia di diritto soggettivo. Il regime processuale del giudizio si diversifica in relazione alla natura delle situazioni dedotte, restando azionabili nei termini di decadenza gli interessi legittimi (vulnerati dagli atti generali di imposizione del contributo) e nei termini di prescrizione i diritti soggettivi (l'an e il quantum relativi alla singola concessione)
096 Sospensione lavori per motivi diversi da quelli urbanistici
Consiglio di Stato, sez. V, 23 gennaio 2004, n. 189 - Il Comune non può sospendere i lavori o adottare altre misure repressive relativamente ad interventi non soggetti ad atto di assenso di natura urbanistico-edilizia, motivando solo sulla base dell'assenza di autorizzazione paesaggistica.
095 Aree libere senza obbligo di P. di L.
Consiglio di Stato, sez. V, 1 dicembre 2003, n. 7799 - Non necessita il previo strumento urbanistico attuativo, ai fini del rilascio del titolo edilizio, quando l’area sia già interamente urbanizzata. Tale principio opera a condizione che i piani già predisposti ed attuati contemplino le opere di urbanizzazione primaria e secondaria nell’ambito territoriale di riferimento, che non può limitarsi alle aree di contorno rispetto all’edificazione progettata ma deve riferirsi al comprensorio stesso predisponendone la necessaria pianificazione.
094 Asservimento aree "vicine"
Consiglio di Stato, sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6734 - E' illegittimo il diniego della concessione affermando che un'area, che l’istante intendeva asservire alla costruzione, non poteva esserlo in quanto “non confinante e neppure vicina” al lotto interessato dalla costruzione. La contiguità dei fondi non deve intendersi nel senso della adiacenza, ossia della continuità fisica tra tutte le particelle catastali interessate, bensì come effettiva e significativa vicinanza tra i fondi asserviti per raggiungere la cubatura desiderata.
093 Contributo di concessione vigente al momento del rilascio
Consiglio di Stato, sez. V, 15 ottobre 2003, n. 6295 - Anche in presenza di determinazione negligentemente tardiva del Comune in ordine alla domanda ci concessione, il contributo di concessione dovuto è quello in vigore al momento del rilascio del provvedimento. La quantificazione del contributo di concessione è sottratta alla disponibilità delle parti per cui è inapplicabile il principio civilistico della cooperazione con il debitore secondo buonafede.
092 Titolo per richiedere il permesso: comproprietari
Consiglio di Stato, sez. V, 24 settembre 2003, n. 5445 - La titolarità per ottenere un provvedimento edilizio (art. 4 legge n. 10 del 1977, ora art. 11 d.P.R. n. 380 del 2001) va intesa nel senso che, in caso di più titolari comproprietari, il singolo comproprietario è legittimato alla presentazione della da domanda solo se la situazione di fatto consenta di supporre l’esistenza di un pactum fiduciae intercorrente tra i stessi comproprietari mentre non sussiste (con conseguente illegittimità del provvedimento) ove l'iniziativa sia contestata da alcuni di essi.
Consiglio di Stato, sez. V, 21 ottobre 2003, n. 6529 - Necessita il consenso di tutti i comproprietari per la richiesta di concessione relativa ad opere in regime di comunione; è legittimo il diniego di concessione in sanatoria per il mancato assenso del condominio, se l’abuso riguarda le parti comuni.
091 Sulla ristrutturazione mediante ricostruzione fedele
Consiglio di Stato, sez. V, 18 settembre 2003, n. 5310 - Il concetto di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, comma 1, lett. d) legge n. 457 del 1978 (ora art. 3, lett. d) d.P.R. n. 380 del 2001) comprende anche la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, con l’unica condizione che la riedificazione assicuri la piena conformità di sagoma, di volume e di superficie tra il vecchio ed il nuovo manufatto. E’ illegittimo il divieto imposto in sede di rilascio di una concessione edilizia, di demolizione e ricostruzione di un manufatto: tale divieto contrasta con la definizione di ristrutturazione edilizia codificata dall’art. 3, lett. d) d.P.R. n. 380 del 2001, che consente la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto.
090 Sanzione vs. demolizione in base all'equo canone
T.A.R. Brescia, 3 settembre 2003, n. 1198 - La sanzione amministrativa di cui all'art. 12, secondo comma, legge n. 47 del 1985, (ora art. 35 d.P.R. n. 380 del 2001) alternativa alla demolizione, deve essere calcolata in base alla disciplina di cui alla legge n. 392 del 1978 (c.d. equo canone) anche se questa è stata abrogata dalla legge n. 431 del 1998.
089 Sulla ristrutturazione mediante ricostruzione fedele
Consiglio di Stato, sez. V, 8 settembre 2003, n. 5032 - Sulla distinzione tra le ipotesi di ricostruzione fedele assorbita nella più ampia definizione di ristrutturazione, e di ricostruzione quale nuova costruzione. Diversità di trattamento in relazione alla normativa sulle distanze in presenza di diversa disciplina nel P.R.G.: anche se la norma sulle distanze tra edifici è a tutela di esigenze di ordine pubblico e non può essere derogata da accordi privati, in mancanza di norme contrarie del P.R.G., in sede di ristrutturazione mediante ricostruzione fedele (stessa area di sedime) non debbano rispettarsi le distanze legali.
088 Ripubblicazione del P.R.G. in caso di modifiche sostanziali
Consiglio di Stato, sez. IV, 5 settembre 2003, n. 4980 - La ripubblicazione del P.R.G. adottato, al fine della presentazione di osservazioni, non è richiesta anche se il piano adottato risulti modificato a causa dell'accoglimento di alcune osservazioni dei privati o di modifiche introdotte con l'approvazione regionale. Tuttavia la ripubblicazione è obbligatoria qualora, a causa dell’accoglimento delle osservazioni o in sede di controdeduzioni alle proposte regionali, il comune alteri sostanzialmente i criteri posti a base del piano adottato.
087 Espropriazione aree inedificate e impianti telefonia mobile
Consiglio di Stato, sez. V, 26 agosto 2003, n. 4847 - Gli impianti di telefonia mobile non sono opere pubbliche ma opere private di pubblica utilità. L'area necessaria può essere espropriata dal Comune ma l'indennità di esproprio deve essere commisurata al valore venale del bene. Sussiste un potere generale del Comune ad espropriare aree inedificate al fine di attuare il P.R.G. (art. 7, comma 1, d.P.R. n. 327 del 2001).
086 Contributo di concessione: prescrizione
Consiglio di Stato, sez. V, 19 giugno 2003, n. 3645 - Il contributo di costruzione si prescrive in 10 anni dal rilascio della concessione e non dalla richiesta del Comune creditore, né ha alcuna rilevanza che il Comune, all'atto del rilascio, si fosse riservato di determinarne successivamente l'importo o di esigerne il pagamento in un secondo tempo.
085 Variante P.R.G. e comunicazione avvio del procedimento
Consiglio di Stato, sez. IV, 31 maggio 2003, n. 3041 - L'adozione di una variante al P.R.G. non necessita della comunicazione di avvio del procedimento di cui all'art. 7 legge n. 241 del 1990 per esplicita previsione dell'art. 13 stessa legge.
084 Variante P.R.G. e posizioni qualificate - Limiti all'obbligo di motivazione
Consiglio di Stato, sez. IV, 31 maggio 2003, n. 3022 - Insensibilità delle posizioni particolarmente qualificate alle nuove destinazioni determinate dal nuovo strumento urbanistico. Applicazione delle misure di salvaguardia. Scelte urbanistiche: non necessitano di apposita motivazione oltre quella che si può rilevare dai criteri generali, di ordine tecnico-discrezionale, seguiti nell’impostazione del piano.
083 D.I.A. e sottotetto in Lombardia
T.A.R. Milano, sez. II, 9 maggio 2003, n. 1777 - Impugnativa della D.I.A. ovvero del comportamento omissivo del Comune sulla D.I.A. - Necessità di previa ultimazione del sottotetto per consentirne il recupero in deroga anche dopo la legge regionale n. 18 del 2001. (annullata per inammissibilità del ricorso in primo grado da Consiglio di Stato, sez. V, 4 febbraio 2004, n. 376)
082 Sanatoria e oblazione
Consiglio di Stato, sez. V, 6 maggio 2003, n. 2375 - La concessione in sanatoria di cui all' art. 13 della legge n. 47 del 1985, in caso di totale difformità, comporta il pagamento dell'oblazione pari al doppio del contributo di concessione anche qualora la difformità non abbia comportato aumento di volume o del carico urbanistico.
081 P.R.G. approvato con condizioni
T.A.R. Milano, 28 aprile 2003, n. 1084 - E' illegittima l'approvazione regionale di un P.R.G. in assenza di fondamentali verifiche sugli standards, demandando al Comune la successiva verifica e modifica degli stessi.
080 Annullamento per autotutela e repressione abusi su segnalazione di terzi
T.A.R. Brescia, 2 aprile 2003, n. 399 - Non sussiste alcun obbligo di provvedere da parte del Comune su un’istanza di autotutela presentata da un controinteressato e volta ad ottenere l'annullamento di una concessione edilizia. In assenza di un interesse pubblico ulteriore rispetto al ripristino della legalità non è ammissibile l'annullamento per autotutela.
Consiglio di Stato, sez. V, 21 ottobre 2003, n. 6531 - Sussiste l’obbligo del Comune di determinarsi su un'istanza con la quale il proprietario di un terreno abbia chiesto l’adozione di provvedimenti repressivi di specifici abusi edilizi compiuti in un terreno limitrofo e non prospettando una generica situazione di abuso.
079 Varianti minori legge reg. Lomb. 23/97
T.A.R. Brescia, 11 febbraio 2003, n. 135 - Le varianti minori di cui all'art. 2, comma 2, lettera e), legge reg. Lombardia 23 del 1997, che consentono un incremento volumetrico fino al 10% del volume dell'ambito, non possono incrementare la superficie azzonata dal P.R.G. come B, C o D. - Per la determinazione dell'incremento non può essere preso in considerazione un ambito più ampio di quello oggetto della variante.
078 Lottizzazione abusiva
Consiglio di Stato, sez. V, 7 febbraio 2003, n. 643 - In caso di lottizzazione abusiva, l'esimente espressamente prevista dall'art. 18, ultimo comma, legge n. 47 del 1985 (ora art. 30, comma 10, T.U. edilizia) per le donazioni, opera a favore dell'alienante e non dell'acquirente. L'assoluzione di quest'ultimo in sede penale per assenza dell'elemento psicologico del reato non rileva nel giudizio amministrativo. Accertata l'attività di lottizzazione abusiva è legittima l'acquisizione gratuita delle aree a favore del Comune.
077 Decadenza concessione edilizia
Consiglio di Stato, sez. V, 29 gennaio 2003, n. 453 - Non può essere dichiarata la decadenza della concessione edilizia ai sensi dell'art. 4, quarto comma, legge n. 10 del 1977 in presenza di impedimenti indipendenti dal concessionario anche se causati da fatti privati quali la contestazione e le molestie del vicino in relazione al diritto di accesso al lotto.
076 Distanze e verande
Consiglio di Stato, sez. VI, 27 gennaio 2003, n. 419 - La veranda che costituisce costruzione deve rispettare le distanze di cui all'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968 o le maggiori distanze prescritte dalle norme locali.
075 Sanzioni per tardivo versamento oneri
Consiglio di Stato, sez. IV, 10 gennaio 2003, n. 32 - La sanzione di cui all'art. 3 della legge 47/1985 (pagamento tardivo del contributo di concessione), ancorché obbligazione legale, non è applicabile qualora il Comune debitore non abbia osservato i canoni della diligenza e buonafede. Nel caso di specie il Comune richiedeva gli importi delle rate maggiorati delle sanzioni pur avendo manifestato in precedenza dubbi sull'onerosità della concessione e non essendosi attivato nell'escussione della fideiussione che il concessionario aveva prodotto a garanzia.
074 Giurisdizione in materia di vincoli
Corte Appello Milano, sez. 1.a civ., 5 novembre 2002, n. 2589 - Dichiara il difetto di giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria in materia di risarcimento e/o indennizzo per la reiterazione di vincoli urbanistici decaduti.
073 Contributo di concessione: interessi, rivalutazione e sanzioni
T.A.R. Milano, sez. II, 6 novembre 2002, n. 4267 - Sul termine di prescrizione decennale dei contributi concessori, interessi e rivalutazioni, dovuti al Comune in forza di convenzione urbanistica e sulla legittimità dell'applicazione delle sanzioni amministrative ex art. 3 legge n. 47 del 1985 anche agli importi per interessi e rivalutazioni.
072 Sanzioni paesistiche
Consiglio di Stato, sez. IV, 12 novembre 2002, n. 6279 - La sanzione pecuniaria di cui all'art. 15 della legge n. 1497 del 1939 (ora art. 164 d.lgs. n. 490 del 1999) non costituisce un'ipotesi di risarcimento del danno ambientale ma una sanzione amministrativa applicabile sia nel caso di illeciti sostanziali, sia nella ipotesi di illeciti formali, quale la violazione dell'obbligo di conseguire l'autorizzazione preventiva. In caso di realizzazione di un'opera senza autorizzazione paesistica, ove essa sia conforme alle prescrizioni ambientali e dunque non produttiva di danno, l'indennità è commisurata al profitto conseguito dall'abuso ed è dovuta anche in mancanza di danno ambientale.
071 Asservimento di aree
Consiglio di Stato, sez. V, 7 novembre 2002, n. 6128 - Se è rilasciata una concessione edilizia, l'area asservita non è più edificabile, in quanto già ha dato luogo alla sua utilizzazione ai fini edificatori, anche se è oggetto di frazionamento o di alienazione - Le vicende di natura civilistica (ad esempio, la vendita parziale) che interessano l'area asservita non hanno alcun rilievo rispetto al regime giuridico del bene derivante dalle leggi amministrative - Quando un sopravvenuto piano urbanistico prevede ristretti limiti entro i quali può aver luogo l’edificazione, tali limiti riguardano le domande di concessione successive alla sua approvazione e non i manufatti costruiti legittimamente sulla base delle previgenti norme urbanistiche - L’asservimento che interessa le aree acquistate dopo l’entrata in vigore del nuovo strumento urbanistico è determinato sulla base di quest'ultimo, vigente alla data della nuova concessione edilizia.
070 Edificazione a confine
Corte di Cassazione, S.U., 1 agosto 2002, n. 11489 - Se l'edificio del vicino non rispetta la distanza dal confine il proprietario confinante può chiedere la comunione del muro. Il principio civilistico della prevenzione non è incompatibile con la norma urbanistica sulle distanze tra edifici. L'esercizio della facoltà del vicino di chiedere la comunione forzosa del muro situato a distanza dal confine inferiore a quella legale, allo scopo di costruire in aderenza, non è impedito dalla presenza di vedute sul predetto muro.
069 Sanzioni per tardivo pagamento contributi di concessione
Consiglio di Stato, sez. V, 1 ottobre 2002, n. 5127 - Legittimamente il Comune applica le sanzioni ex art. 3 legge n. 47 del 1985 in caso di ritardo nel pagamento del contributo di concessione rateizzato, nella misura integrale rispetto alla rata corrisposta tardivamente senza tener conto di eventuali importi corrisposti in misura inferiore a quella predeterminata. Trattandosi di obbligazioni interamente regolate dalla legge la pubblica amministrazione è sfornita di qualsiasi potere circa la qualificazione e l'accettazione del pagamento solo parziale anche ai sensi dell'art. 1181 del codice civile.
068 Sottotetto sempre recuperabile (Lombardia)
Sanatoria anche se conforme alla sola norma sopravvenuta
T.A.R. Brescia, 18 settembre 2002, n. 1176 - Le norme regionali (Lombardia) in materia di sottotetti non pongono una rigida preclusione circa i requisiti di un sottotetto perché sussista il diritto al recupero in deroga: non rileva che si tratti di mera intercapedine né che non sia praticabile; in ogni caso opera la ratio perseguita dal legislatore regionale di favorire la creazione di nuove residenze attraverso il recupero dei sottotetti. - Si tratta sempre di ristrutturazione in quanto così qualificato dall’art. 3, comma 2, legge regionale n. 15 del 1996. Relativamente al rispetto delle distanze minime dai confini per dette opere di recupero la sopraelevazione di un piano di un edificio che già si collochi a distanza inferiore dai confini di proprietà non integra una nuova costruzione, ma una semplice ristrutturazione dell’esistente e non possiede alcuna efficacia lesiva autonoma rispetto allo stato di fatto storicamente maturato nei rapporti fra i vari lotti edificati. - La sanabilità di un’opera abusiva non può che essere vista sul fondamento della normativa vigente, non potendo essere accettato il paradosso rappresentato dall’obbligo di dar corso alla demolizione di essa, salvo riconoscere successivamente la nuova realizzabilità della stessa opera edilizia.
067 Abuso per ristrutturazione su immobile vincolato
Consiglio di Stato, sez. VI, 30 agosto 2002, n. 4378 - Malgrado il tenore strettamente letterale dell'art. 9, comma 4, legge n. 47 del 1985 (ristrutturazioni abusive su immobili vincolati) sembri imporre sia la sanzione della restituzione in pristino che la sanzione pecuniaria, deve essere preferita un'interpretazione logico-sistematica, in coerenza con l'art. 59 della legge n. 1089 del 1939 (ora art. 131, d.lgs. n. 490 del 1999). La sanzione pecuniaria è irrogata solo qualora la riduzione in pristino non sia possibile. In caso di "sventramento" la riduzione in pristino è intrinsecamente impossibile in quanto si tradurrebbe nella la realizzazione ex novo delle strutture demolite, con le tecniche moderne. Sicché, si creerebbe un falso storico, non essendo ovviamente possibile realizzare nell’attualità opere demolite. In tal caso si impone la sanzione pecuniaria di cui al predetto art. 59.
066 Modifiche d'ufficio al PRG: limiti
T.A.R. Brescia, 2 agosto 2002, n. 1100 - Il potere di pianificazione in materia urbanistica appartiene in via principale al Comune, dovendosi considerare il potere della Regione come concorrente e mai sovraordinato rispetto a quello del Comune medesimo. Sono illegittime le modifiche d'ufficio confermate in sede di approvazione del P.R.G. che non siano adeguatamente motivate in relazione alle controdeduzioni del Comune.
065 Annullamento autorizzazioni paesistiche subdelegate
Consiglio di Stato, sez. VI, 2 agosto 2002, n. 4182 - Se la documentazione che ha consentito il rilascio dell'autorizzazione paesistica è stata trasmessa in modo completo il termine perentorio di 60 giorni per l’annullamento non può essere interrotto da richieste istruttorie ulteriori e diverse rispetto a quelle poste alla base dell’autorizzazione.
Se la Soprintendenza ritiene che l’autorizzazione è stata rilasciata in assenza della documentazione necessaria può annullare l’atto rilevando il vizio di eccesso di potere per difetto di istruttoria; ma se ritenga di dover acquisire elementi ulteriori rispetto quelli posti alla base dell’autorizzazione può acquisirli tenendo però conto che tale richiesta non è idonea ad interrompere il termine perentorio di 60 giorni per la conclusione del procedimento.
064 Distanze tra edifici e d.m. n. 1444/1968
Consiglio di Stato, sez. IV, 12 luglio 2002, n. 3929 - L'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444 integra il regime delle distanze nelle costruzioni, sicché l’inderogabile distanza di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti vincola anche i Comuni in sede di formazione e di revisione degli strumenti urbanistici, con la conseguenza che ogni previsione regolamentare in contrasto con l’anzidetto limite minimo è illegittima - La norma si applica anche in caso di ricostruzione qualora questa consti nella demolizione di una villetta preesistente e la ricostruzione al suo posto di un fabbricato di sei piani posto a una distanza inferiore ai 10 metri prescritti; la deroga è ammissibile unicamente nei casi di demolizione e ricostruzione fedele (quantomeno nelle medesime dimensioni esterne) - La distanza è vincolante indipendentemente dalla circostanza che una sola delle pareti fronteggiantesi sia finestrata e che tale parete sia quella del nuovo edificio o dell’edificio preesistente, o che si trovi alla medesima o a diversa altezza rispetto all’altra.
063 Cambio destinazione e onerosità
Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2002, n. 2498 - Contributo di concessione per cambio di destinazione d’uso di un locale - Si tratta di partecipazione del singolo al carico del Comune per i servizi derivanti dalle opere di cui all'art. 4 della legge n. 847 del 1964 - La partecipazione agli oneri non è legata ad un periodo minimo di utilizzazione ma è connessa col potenziale godimento, e non misurabile nel tempo, delle opere di urbanizzazione e non ne può quindi essere richiesta la restituzione ove il carico urbanistico dell’opera venga a mutare in quanto in tal caso sorge un nuovo obbligo che prescinde da quello assolto in precedenza per un’opera di diverso carico urbanistico.
062 Cambio destinazione e onerosità
T.A.R. Brescia, 13 giugno 2002, n. 957 - A fronte del mutamento di destinazione d’uso legittimamente il Comune ridetermina il contributo dovuto in relazione al diverso carico urbanistico derivante dall’insediamento di un’attività commerciale in luogo di un'attività artigianale. Il contributo non è geneticamente collegato al rilascio di una nuova concessione edilizia, per cui il mutamento di destinazione d’uso, anche se non soggetto ad assenso (in quanto senza opere), cui consegua un maggiore carico urbanistico comporta l’onere del pagamento della differenza tra gli oneri connessi alla destinazione originaria e quelli dovuti per la nuova destinazione impressa. Il mutamento di destinazione, se riconducibile ad una classe contributiva diversa e più onerosa della precedente, tale che, se la concessione fosse stata richiesta fin dall’origine per la nuova destinazione, avrebbe comportato un diverso e meno favorevole regime contributivo urbanistico, impone l’applicazione della norma di cui all’art. 10 della legge n. 10/1977.
061 Illegittimità del silenzio sulla D.I.A.
T.A.R. Brescia, 13 aprile 2002, n. 686 - Anche dopo lo spirare dei 20 giorni dalla presentazione della D.I.A., non si estingue il potere dell'Amministrazione di procedere alla verifica della esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge. L'accoglimento della domanda di accertamento dell’obbligo di provvedere deve essere filtrata da una verifica della conformità a legge della D.I.A. e se tale verifica si conclude con la negazione della conformità si può affermare l’illegittimità del silenzio del Comune e dichiarare l’obbligo del comune di provvedere.
060 Costruzioni in difformità dal PRG ma conformi alla concessione
T.A.R. Brescia, 14 maggio 2002, n. 841 e 842 - E' illegittima l'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie motivata con la difformità della costruzione dal P.R.G. qualora la stessa sia stata realizzata sulla base di concessione edilizia non annullata. E' illegittima l'irrogazione di sanzioni amministrative senza la previa diffida e demolire e in assenza di motivazione circa la scelta della sanzione pecuniaria in luogo di quella ripristinatoria.
059 Recupero sottotetti in deroga (Lombardia)
T.A.R. Brescia, 14 maggio 2002, n. 851 - Il recupero del sottotetto in deroga (legge reg. Lombardia n. 15 del 1996 come modificata dalla legge regionale n. 22 del 1999) non costituisce realizzazione di un nuovo piano bensì, per definizione normativa, mera ristrutturazione; ne deriva che non osta a tale intervento l'altezza massima prevista dal P.R.G. in un numero di piani in luogo di un limite numerico in termini di misura fisica.
058 Distanza dalle autostrade
Consiglio di Stato, sez. IV, 29 aprile 2002, n. 2277 - Per disporre la demolizione di fabbricati costruiti a distanza dall'Autostrada inferiore a quella prescritta dall'art. 9, legge n. 729/61, deve essere fornita congrua e puntuale motivazione in merito alle esigenze di sicurezza e di tutela della pubblica incolumità che imponevano il sacrificio della posizione giuridica del privato, trattandosi di edifici abitati e forniti di concessione edilizia. Le distanze prescritte dall'art. 9, legge n. 729/61 si applicano solo alle autostrade che non erano state realizzate o almeno progettate, all'entrata in vigore della legge e non si applicano all'interno del centro abitato.
T.A.R. Brescia, 21 maggio 2002, n. 876 - In caso di realizzazione e di un ulteriore vano in sopralzo ad un edificio già esistente all’interno del centro edificato ... deve affermarsi che, in difetto di un sopravvenuto maggiore ingombro perimetrale dell’edificio, non sussiste la violazione del distacco dall’autostrada.
057 Recupero sottotetti in deroga (Lombardia)
T.A.R. Brescia, 2 aprile 2002, n. 553 - Sul regime dei sottotetti da recuperare prima e dopo la legge regionale n. 18 del 2001 e ambito di applicazione della deroga.
056 Onerosità per cooperative
T.A.R. Brescia, 2 aprile 2002, n. 561 - Non spetta l'esenzione alla società cooperativa all'infuori dei piani di zona. I soci della cooperativa non possono essere considerati "terzi" ai quali si possano cedere gli alloggi a prezzo convenzionato ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge n. 10 del 1977 per cui la relativa concessione non può godere delle agevolazioni contributive previste dalle predette norme.
055 Annullamento autorizzazioni paesistiche subdelegate
T.A.R. Brescia, 9 aprile 2002, n. 622 - Limiti al potere di annullamento ministeriale: illegittimità di un termine troppo breve per la comunicazione di avvio del procedimento; illegittimità del riesame di merito dell'autorizzazione; illegittimità dell'estensione della valutazione all'intero comparto di lottizzazione in sede di controllo dell'autorizzazione riferita al singolo intervento.
054 Varianti su aree a standard
T.A.R. Brescia, 27 febbraio 2002, n. 366 - Qualora il Comune, con variante al P.R.G. , abbia reso edificabile un'area precedentemente destinata a standard, della quale era prevista la cessione gratuita in seguito ad obbligo convenzionale attuativo di un P.L. , deve essere rilasciata la concessione edilizia conforme alle norme urbanistiche sopravvenute.
053 Motivazione nella reiterazione dei vincoli
T.A.R. Brescia, 27 febbraio 2002, n. 372 - L'onere di motivare la reiterazione del vincolo decaduto per decorso del termine quinquennale richiede la comparazione tra gli interessi pubblici e privati coinvolti in relazione all’area gravata dal vincolo reiterato. La reiterazione adottata con variante generale non fa venire meno l'obbligo di motivazione.
052 Onerosità e gratuità
T.A.R. Brescia, 28 gennaio 2002, n. 100 - Villa divisa in due distinti appartamenti che dopo l’intervento di ristrutturazione è stata ricondotta ad un’unica unità immobiliare: tipologia di intervento per il quale non trova applicazione l’esenzione dai contributi di urbanizzazione prevista dall’art. 9, lett. d), legge n. 10 del 1977 - La la norma subordina l’esenzione agli interventi di ristrutturazione di edifici unifamiliari: il manufatto oggetto dell’intervento deve essere, fin dall’origine, ante opera, unifamiliare.
051 Lottizzazione abusiva
Cassazione S.U., 8 febbraio 2002, n. 5115 - Il reato di lottizzazione abusiva si verifica anche quando l'attività avviene in base ad un atto di assenso, qualora questo sia in contrasto con le prescrizioni di legge o dello strumento urbanistico.
050 Oblazione in casi di difformità parziale o totale
Consiglio di Stato, sez. V, 30 gennaio 2002, n. 501 - Per l'applicazione dell'art. 13, comma 4, legge n. 47 del 1985, secondo il quale «per i casi di parziale difformità l'oblazione è calcolata con riferimento alla parte difforme» è necessario che solo una parte dell’opera sia realizzata in difformità e che la restante sia conforme all’elaborato originario - Viceversa quando il manufatto realizzato è radicalmente diverso da quello assentito la sanzione va computata con riferimento all’intero immobile.
049 Cambio di destinazione: distinzione tra industria e commercio
Consiglio di Stato, sez. V, 27 dicembre 2001, n. 6411 - L'attività di gestione dei magazzini di beni finiti, prodotti da altra azienda, regolando il flusso in base ai cicli di commercializzazione del bene prodotto è attratta nell’ambito della disciplina dell’intermediazione commerciale - Al mutamento dei soggetti che utilizzano l’immobile si collega una modificazione d’uso che configura il passaggio dall’uno all’altro settore urbanisticamente rilevante, ai sensi della legge n. 10 del 1977 - Il cambiamento nell’uso dell’immobile ed il passaggio ad altro settore urbanisticamente rilevante devono essere assentiti con specifico atto di concessione che contestualmente riconsideri gli oneri urbanistici - In carenza di tale provvedimento di concessione, la nuova destinazione d’uso è illegittima ed è legittimo l’ordine di rimessione in pristino.
048 Annullamento autorizzazione paesistica
(Consiglio di Stato, A.P., 14 dicembre 2001, n. 9 - Sul contenuto e sui limiti del potere statale di annullamento delle autorizzazioni paesistiche - Sull'inammissibilità del sindacato di merito nel controllo delle autorizzazioni rilasciate dall'ente delegato o subdelegato - Sul potere di annullamento statale quando ancora non è consentita la mutazione dello stato dei luoghi non avendo senso attribuire tale potere quando già i luoghi fossero stati modificati - Sulla possibilità di modificare i luoghi quando le determinazioni statali siano divenute inoppugnabili ovvero lasci decorrere il termine di sessanta giorni senza disporre l’annullamento.
047 Giurisdizione: cessione aree in P.L. convenzionato
T.A.R. Brescia, 28 novembre 2001, n. 1126 - Ai sensi dell'art. 7 della legge n. 205 del 2000 (che ha novellato l'art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998) compete al giudice amministrativo, nell'ambito della giurisdizione esclusiva, l'accertamento dell'obbligo e la condanna all'esecuzione, da parte del lottizzante, relativamente alla cessione al Comune delle aree a standards previste dalla convenzione urbanistica.
046 P.I.P. : illegittima la riserva alle imprese locali
T.A.R. Brescia, ordinanze 27 novembre 2001, ric. 901 e 902 - La clausola del bando per l'assegnazione di aree P.I.P. che richieda la preesistenza nel territorio comunale dell'insediamento produttivo quale requisito prescritto a pena d'esclusione per concorrere all'assegnazione non trova supporto nell'art. 27 della legge n. 865 del 1971 e va disapplicata, così come l'identica disposizione delle N.T.A. del P.R.G. in quanto in contrasto con le norme comunitarie sul diritto di stabilimento (art. 43 Trattato CEE).
045 Annullamento autorizzazioni paesistiche subdelegate
T.A.R. Brescia, 22 novembre 2001, n. 1042 - E' illegittimo l'annullamento dell'autorizzazione paesistica preceduto da avviso dell'avvio del procedimento a ridosso del provvedimento finale - All’ipotesi di mancanza di previo avviso va assimilata quella in cui la sua notifica non consente alla parte interessata, per la brevità dei termini, di far adeguatamente conoscere all’Amministrazione le proprie ragioni.
044 Zonizzazione P.R.G.
T.A.R. Brescia, 20 settembre 2001, n. 1000 e n. 1001 - E' illegittimo il P.R.G. che, a fronte dell'attuale normativa statale (art. 7, legge n. 1150 del 1942) e regionale in materia di pianificazione, realizza una polverizzazione scoordinata fra i vari ambiti territoriali, incurante delle omogeneità urbanistiche, risultandone una disciplina non già per zone per zone omogenee, bensì una distribuzione diseguale per aree specifiche, in modo scollegato dalla loro appartenenza al medesimo sistema o sub-sistema.
043 Destinazioni nel P.R.G.
T.A.R. Brescia, 4 settembre 2001, n. 767 e n. 768 - E' illegittima per contrasto con l’art. 2 del d.m. n. 1444 del 1968 la previsione del P.R.G. secondo la quale il mutamento tra le singole sottocategorie di destinazioni funzionali implica mutamento di destinazione d’uso e rilevi dal punto di vista urbanistico-contributivo. E' illegittima per contrasto col principio della corretta pianificazione la previsione del P.R.G. di una immotivata combinazione di parametri urbanistico-edilizi secondo la quale la possibilità edificatoria sia soltanto "virtuale".
042 Accoglimento osservazioni al P.R.G.: necessità di motivazione
T.A.R. Brescia, 17 maggio 2001, n. 359 e 360 - Accoglimento di osservazioni al P.R.G. - Anche qualora non necessiti la ripubblicazione del P.R.G. adottato è necessaria un'adeguata motivazione a sostegno della scelta di pianificazione in contrasto con le scelte effettuate in sede di adozione - L'accoglimento dell'osservazione che comprima le aspettative edificatorie definite in sede di adozione deve essere basato su una adeguata ponderazione dei diversi interessi coinvolti.
041 Competenza e conferma degli atti
Distanze in caso di sopralzo e ampliamento
T.A.R. Brescia, 7 settembre 2001, n. 771 - E' irricevibile il ricorso che censura l'incompetenza del Sindaco al rilascio della concessione edilizia qualora il responsabile del servizio abbia "convalidato" il provvedimento ai sensi dell'art. 6 legge n. 249 del 1968. Alla stessa stregua è infondata la censura avvero un atto conclusivo di "conferma" della legittimità della concessione stessa. Non necessita la verifica della distanza dal confine in caso di sopralzo, in presenza di una norma locale che lo consenta sul filo della facciata di costruzioni esistenti; in ragione della «ontologica diversità tra sopralzi e nuovi edifici» il sopralzo non ricade nella disciplina di cui all'art. 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444. Lo stesso dicasi per i modesti ampliamenti di un fabbricato esistente e nel lato più lontano dal confine - E' legittima la norma locale che escluda certe sporgenze dalla verifica della distanza dal confine.
040 Destinazioni terziarie e contributo di concessione
Consiglio di Stato, sez. V, 15 settembre 2001, n. 4827 - Gli uffici annessi alle attività di produzione (strumentali e funzionali a queste) sono soggetti al contributo concessorio previsto per la destinazione urbanistica produttiva e non a quello previsto per la destinazione direzionale o commerciale.
039 Recupero sottotetti: solo se esistenti
T.A.R. Milano, sez. II, 31 luglio 2001, n. 5310 - Interpretazione dell'art. 1 legge reg. Lombardia n. 15 del 1996: riferimento temporale della nozione di "esistenza" dei sottotetti recuperabili a fini abitativi - Il recupero (in deroga) è ammesso limitatamente ai sottotetti "esistenti" all'entrata in vigore della legge - La disciplina speciale non è applicabile, come erroneamente sostenuto dalla Regione Lombardia nella propria circolare interpretativa, ai sottotetti realizzati successivamente all'entrata in vigore della legge - Il riferimento letterale della legge ai "sottotetti esistenti" è del tutto idoneo a definire l'ambito applicativo della disciplina univocamente riferibile a vani già realizzati al momento dell'entrata in vigore della legge.
038 Diniego: tutela non prevista e volumi
T.A.R. Brescia, 30 giugno 2001, n. 553 - Il diniego di concessione per un intervento in una zona che il P.R.G. classifica edificabile non può legittimamente basarsi su supposte esigenze di tutela che che non trovano riscontro in specifici e tipici provvedimenti emanati dall’autorità competente all' imposizione di vincoli - Una volta realizzato l’immobile nell’entità strutturale consentita all’epoca della sua realizzazione, questo sfugge alla disciplina di standards e indici planovolumetrici successivamente introdotti.
037 P. di L.: convenzione scaduta
T.A.R. Brescia, 14 giugno 2001, n. 428 - Il termine stabilito dall’art. 28 della Legge urbanistica non riguarda il completamento degli edifici realizzabili all’interno del P. di L. ma solo l’ultimazione delle opere di urbanizzazione - L'esecuzione delle opere di urbanizzazione per l’intero comparto non tollera che, limitatamente ad un singolo lotto rimasto scoperto, sia nuovamente effettuato il relativo computo.
036 Dia, illegittimo il silenzio
T.A.R. Brescia, 1 giugno 2001, n. 397 - E' impugnabile e annullabile il silenzio serbato dall'amministrazione sulla DIA in contrasto con le norme urbanistiche - Deve essere ordinato al responsabile del servizio di dar corso al ripristino dei luoghi qualora la DIA sia dichiarata illegittima.
035 Dia, SuperDIA, misure di salvaguardia
T.A.R. Brescia, 17 maggio 2001, n. 358 - L’art. 4, legge regionale n. 22 del 1999 amplia incondizionatamente il novero degli interventi edilizi soggetti a D.I.A. anche alle nuove costruzioni - Anche la superDIA è soggetta all'applicazione delle misure di salvaguardia - La salvaguardia, rispetto allo strumento urbanistico adottato, scatta dalla data della deliberazione consiliare di adozione prima che questa divenga esecutiva per effetto della pubblicazione. (conforme quanto alla salvaguardia: T.A.R. Brescia, 2 aprile 2004, n. 380) (contra: Cons. Stato, sez. V, ordinanza 29 luglio 2003, n. 3234)
034 Edificazione in zona agricola
T.A.R. Brescia, 20 marzo 2001, n. 121 - Le caratteristiche degli immobili agricoli sono in rapporto all’entità dell’azienda - In tale senso depone l’art. 2 legge regionale 7 giugno 1980, n. 93 - La ridotta dimensione dell’area dell’azienda non consente di rilasciare una concessione edilizia in zona agricola mancando il nesso di strumentalità - Il riconoscimento dell’attività agricola è presupposto necessario ma non sufficiente per l’ottenimento della concessione edilizia.
033 Annullamento autorizzazioni paesistiche subdelegate
T.A.R. Brescia, 26 marzo 2001, n. 146; 28 febbraio 2001, n. 102; 19 marzo 2001, n. 108 e n. 109 - L'annullamento dell'autorizzazione paesaggistica deve essere comunicato all'interessato entro il termine di 60 giorni e non solo emanato; a favore di tale conclusione, in contrasto con l'orientamento del Consiglio di Stato, depone l'art. 2 del decreto dirigenziale 18 dicembre 1996 con il quale il Ministero delega ai soprintendenti il potere di annullamento di cui all'art. 151, comma 4, decreto legislativo n. 490 del 1999. (contra: Consiglio di Stato, 13 febbraio 2001, n. 685)
032 Abusi minori e abitabilità
T.A.R. Brescia, 11 aprile 2001, n. 230 - Gli abusi minori non sono sanzionabili ex art. 7 ma ex art. 9 o, al massimo ex art. 12, della legge n. 47 del 1985 - Non costituisce cambio d'uso l'utilizzo di locali abitativi per piccole attività artigianali assimilabili al lavoro a domicilio - Una volta che l'abitazione sia abitabile, lo è per qualunque tipo di rapporto (alloggio, lavoro, ricreazione).
031 Parcheggi pertinenziali senza vincolo
Consiglio di Stato, sez. V, n. 804/2001, camera di consiglio 2 novembre 1999 - Autorizzazione alla realizzazione di autorimesse subordinata alla costituzione del vincolo di pertinenzialità (agli edifici esistenti) - Mancato perfezionamento del vincolo - Inefficacia dell'autorizzazione - Autorimesse sine titulo - Legittima la sanzione pecuniaria pari al doppio del loro valore.
030 Parcheggi privati e standard commerciali
Consiglio di Stato, sez. V, n. 1088/2001, camera di consiglio 16 novembre 1999 - Qualora il P.R.G. preveda la realizzazione di parcheggi al servizio di centri commerciali, in aggiunta alle aree di cui all’art. 41- sexies della legge urbanistica tali aree sono pertinenze necessarie e non costituiscono dotazione di standard di cui al d.m. 2.4.1968, n. 1444 né opere di urbanizzazione per le quali sole è ammesso lo scomputo dagli oneri.
029 Parcheggi pertinenziali
T.A.R. Lazio, sez. II-ter, n. 3593 del 2001, camera di consiglio 17 febbraio 2000 - E' legittima la sanzione della demolizione di autorimesse eseguite con d.i.a. qualora non siano completamente interrate e non abbiano il carattere di pertinenzialità - Elementi distintivi di tale condizione.
028 P. di L.: necessità e limiti
Consiglio di Stato, sez. V, 15 febbraio 2001, n. 790 - Efficacia e operatività del piano di lottizzazione convenzionata nelle zone edificate o parzialmente dotate di opere di urbanizzazione.
027 Concessione e antenne radiomobile
T.A.R. Emilia Romagna, sez. Parma, 20 aprile 2001, n. 226 - Antenne radiomobile e stazioni radio GSM: necessità di concessione edilizia e di compatibilità urbanistica col P.R.G. per la installazione di stazione radio base per telefonia cellulare.
026 D.I.A. e legislazione regionale
Corte di Cassazione, sez. III penale, 23 gennaio 2001, n. 204 e 25 gennaio 2001, n. 263 - L'art. 4 l.r. n. 22 del 1999 non ha esteso la d.i.a. a tutti gli interventi, anche quelli subordinati a concessione edilizia (cosiddetta "superDIA") - Ai sensi dell'art. 117 Cost. e dell’art. 19 legge n. 241/1990 la d.i.a. introdotta dalla regione è limitata agli interventi marginali di cui alla norma statale.
025 P. di L.: valutazioni di merito Consiglio di Stato, sez. V, 9 febbraio 2001, n. 586 - L'amministrazione, nell'esame dei piani di lottizzazione ai sensi dell'art. 28 della legge n. 1150 del 1942, può tenere conto oltre che della conformità del progetto alla disciplina urbanistica, anche della sua rispondenza all'esigenza di un suo armonico inserimento nel contesto urbano, territoriale e paesaggistico, con la possibilità di entrare nel merito delle scelte edificatorie formulate dai richiedenti e di apprezzarne i contenuti tecnico-architettonici. 2001
024 Oblazione: modalità di calcolo
Consiglio di Stato, sez. V, 18 dicembre 2000, n. 6768 - Ai sensi dell'art. 13 della legge n. 47 del 1985 l’oblazione è calcolata con riferimento all’intera opera in caso di assenza di concessione, totale difformità o variazioni essenziali; con riferimento alla parte di opera difforme dalla concessione per i casi di parziale difformità. 2000
023 Diniego di concessione: obbligo di motivazione T.R.G.A. Bolzano - 5 settembre 2000, n. 260 - E' illegittimo per difetto di motivazione il di diniego di concessione edilizia basato solo su astratte e apodittiche violazioni di norme urbanistiche senza spiegare in che cosa le violazioni si concretano ... non consentendo all'interessato un'adeguata difesa. 2000
022 Autorimesse: limiti alla gratuità Consiglio di Stato, sez. V, 24 ottobre 2000, n. 5676 - Deroghe alla disciplina urbanistica e gratuità della concessione per parcheggi pertinenziali di unità immobiliari già esistenti. 2000
021 Concessione e obbligo di P. di L. Consiglio di Stato, sez. V, 27 ottobre 2000, n. 5756 - Anche se il P.R.G. preveda l'obbligo di Piano attuativo, si può prescindere da questo se l'area è adeguatamente urbanizzata, con riferimento all'intero comparto. 2000
020 Autorizzazione paesistica postuma Consiglio di Stato, sez. VI, 9 ottobre 2000, n. 5373 - 5878 - E’ possibile, facendo leva sull’identità sostanziale del potere esercitato e sul principio di economia dei mezzi giuridici, ammettere la possibilità dell'autorizzazione paesistica postuma a carattere sanante con la quale si effettuano le medesime valutazioni che avrebbero dovuto essere a carattere preventivo. 2001
019 Pertinenze: necessariamente modeste
Consiglio di Stato, sez. V, 30 ottobre 2000, n. 5828 - In edilizia la nozione di pertinenza ex art. 7 del decreto-legge n. 9 del 1982 è meno ampia di quella civilistica. A tale nozione sono riconducibili solo i manufatti di dimensioni modeste rispetto al fabbricato cui ineriscono.
018 Recinzioni: illegittima la demolizione T.A.R. Brescia, 6 novembre 2000, n. 842 - E' illegittima l'ingiunzione a demolire relativa a una recinzione (rete e paletti) ancorché realizzata in zona Parco fluviale - La recinzione è sottratta all'obbligo di concessione edilizia per cui l'unica sanzione applicabile è quella pecuniaria ex art. 10 della legge n. 457 del 1978. 2000
017 Piano di recupero: natura e prescrizioni Consiglio di Stato, sez. IV, 19 aprile 2000, n. 2336 - Il Piano di recupero ha finalità di "recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente"; il nuovo disegno urbano mediante il recupero del patrimonio edilizio esistente, se del caso degradato, può essere ottenuto, con adeguata motivazione, anche mediante sostituzione del tessuto urbano esistente. 2000
016 Concessione: container in zona agricola Consiglio di Stato, sez. V, 15 giugno 2000, n. 3321 - Legittima l'ingiunzione a demolire di un container senza concessione su terreno agricolo - Non assume rilievo la provvisorietà della destinazione data dal proprietario, la quale va invece valutata alla luce della sua obiettiva e intrinseca destinazione naturale. 2000
015 Concessione: aventi titolo e terzi
Consiglio di Stato, sez. V, 22 giugno 2000, n. 3525 - Limiti al diniego della concessione edilizia in assenza del titolo di proprietà dell'area o di altro collegamento qualificato con tale bene - Rapporti tra la necessità del titolo e i diritti di terzi. 2000
014 Concessione: decadenza per mancato inizio Consiglio di Stato, Sez. V, 26 giugno 2000, n. 3612 - Illegittimo annullamento (o decadenza) di una concessione edilizia per mancato ritiro del relativo documento. 2000
013 Intervento in deroga in favore di disabile T.A.R. Toscana, sez. III, 9 giugno 2000, n. 1151 - Illegittimo il diniego della concessione edilizia per un manufatto (minialloggio al pianoterra) adibito ad assistenza e riabilitazione di invalido - Principi desumibili dalla legge n. 104 del 1992 - Ragioni eccezionali che giustificano l'intervento fino all'esaurimento della causa. 2000
012 Concessione e obbligo di P. di L. T.A.R. Parma, 10 maggio 2000, n. 266 - Anche se il P.R.G. preveda l'obbligo di Piano di Lottizzazione, è possibile il rilascio di una concessione singola per il potenziamento delle urbanizzazioni (nel caso di specie una nuova strada) o interventi che non hanno alcuna incidenza sul peso insediativo. 2000
011 Annullamento concessione Consiglio di Stato, sez. V, 13 marzo 2000, n. 1311 - L'annullamento della concessione edilizia è legittimo solo col concorso di due condizioni: l'esistenza di un vizio di legittimità, inficiante l'atto che da annullare, e la presenza di uno specifico pubblico interesse, diverso da quello preordinato al ripristino della legalità violata. 2000
010 Autorizzazione: Condizioni - Precario Consiglio di Stato, sez. V, 20 marzo 2000, n. 1507 - Le prescrizioni e condizioni apposte ad una autorizzazione in sede di rilascio non possono essere in contrasto con la disciplina urbanistica. In particolare l'imposizione della condizione di «precarietà» non rende il titolo avulso dal rispetto delle norme. 2000
009 Diniego tardivo - Variante strumentale al P.R.G. - Risarcimento del danno T.A.R. Milano, sez. II, 12 aprile 2000, n. 2793 - Ritardo nel rilascio di c.e. con diniego tardivo - Adozione strumentale di variante a P.R.G. (finalizzata al diniego) - Carenza di motivazione - Imposizione immotivata di obbligo di Piano di recupero in assenza di degrado - Risarcimento del danno - Limiti. 2000
008 Obbligo di P. di L. e urbanizzazione di fatto T.A.R. Napoli, sez. IV, 11 aprile 2000, n. 1002 - Il rapporto tra l'obbligo di preventivo Piano di Lottizzazione previsto dal P.R.G. e l'urbanizzazione di fatto già esistente che può rendere illegittimo il diniego di concessione per l'assenza del predetto piano attuativo - Limiti. 2000
007 Pertinenze: piscina in zona agricola T.A.R. Toscana, sez. II, 31 gennaio 2000, n. 22 - Piscina in zona agricola di dimensioni contenute e ridotto impatto urbanistico – E' pertinenza soggetta ad autorizzazione. 2000
006 Concessione illegittima e abuso d'ufficio Cassazione, sez. VI pen. 24 giugno 1999, n. 8194 - Sussiste il reato ex art. 323 c.p. (abuso d'ufficio) per il soggetto che rilascia consapevolmente una concessione illegittima in violazione delle norme di P.R.G. - Le norme del P.R.G. costituiscono norme di legge o di regolamento la cui violazione è idonea quale presupposto del reato. 1999
005 Passaggio coattivo: accessibilità disabili
Corte Costituzionale, 29 aprile-10 maggio 1999, n. 167 - Incostituzionalità dell'art. 1052, secondo comma, codice civile, nella parte in cui non prevede che il passaggio coattivo possa essere concesso dal giudice per esigenze di accessibilità, di cui alle leggi sui portatori di handicap, in edifici residenziali. 1999
004 Destinazione d'uso: liberalizzata
Consiglio di Stato, sez. V, 10 marzo 1999, n. 231 - Nel caso di mutamento di destinazione d'uso senza l'esecuzione di opere edilizie non occorre titolo - Potere del g.a. di disapplicare norme regolamentari illegittime - Il regolamento in contrasto con l'art. 25 legge n. 47/1985 deve ritenersi superato senza necessità di impugnazione diretta. 1999
003 Vincoli: reiterazione da indennizzare Corte Costituz., 20 maggio 1999, n. 179 - Incostituzionalità articoli 7 e 40 legge n. 1150 del 1942 e 2 legge n. 1187 del 1968 nella parte in cui consentono la reiterazione senza indennizzo dei vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione, dopo la scadenza quinquennale. 1999
002 Concessione edilizia: Condominio Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 997, n. 699 - Concessione e autorizzazione edilizia - Opere nelle parti comuni del condominio - Non necessita assenso dei condomini a tal fine. 1997