Source: http://www.lavorofisso.com/utilizzo-di-sistemi-satellitari-su-mezzi-aziendali-diritto-soggettivo-del-lavoratore-alla-riservatezza/
Timestamp: 2018-04-19 09:46:28+00:00
Document Index: 57297139

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.114', 'art.4', 'art. 37', 'art.4', 'art.4']

Utilizzo di sistemi satellitari su mezzi aziendali: Diritto soggettivo del lavoratore alla riservatezza | Lavoro Fisso
giovedì 19 aprile 2018 | 10:46
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Utilizzo di sistemi satellitari su mezzi aziendali: Diritto soggettivo del lavoratore alla riservatezza
Un’azienda artigiana che si occupa di riparazioni e manutenzioni ascensori, vorrebbe installare sugli automezzi dei tecnici riparatori dei dispositivi con GPS per due motivi: il sistema consente, alla sola sede operativa aziendale, di conoscere in tempo reale la posizione di ogni singolo automezzo, permettendo così l’invio del mezzo più vicino al luogo dell’intervento, ottimizzando i tempi di risposta ai clienti ed interventi più rapidi; inoltre il sistema funziona anche da antifurto e consente un notevole risparmio sui costi assicurativi. Si chiede se tale dispositivo possa essere in contrasto con quanto previsto dall’art.4 legge n.300/1970.
Il quesito sull’utilizzo di sistemi satellitari su mezzi aziendali ha più attinenza alle regole che disciplinano il rapporto di lavoro, piuttosto che alla tutela della privacy del dipendente. Tuttavia, anche l’art.114 del D.Lgs.196/03 richiama il divieto del controllo a distanza previsto dall’art.4, comma 1, della legge n.300/70, perciò una risposta, sia pure in termini generali, è d’obbligo, perché il problema del controllo a distanza dell’attività del lavoratore si interseca in qualche modo con il diritto soggettivo del lavoratore alla riservatezza.
Dal punto di vista della legge sulla privacy si tratta di dispositivi in grado di “indicare la posizione geografica di persone o oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica”, che comportano un trattamento di dati che ai sensi della lettera a) del D.Lgs.196/03 deve essere preventivamente notificato al garante per la privacy. Al riguardo però il Garante è intervenuto con la deliberazione n.1/2004, con la quale ha escluso dall’obbligo della notificazione il trattamento dei dati che indicano la posizione geografica dei mezzi di trasporto effettuato esclusivamente a fini di sicurezza del trasporto. In sostanza il Garante ha stabilito che la localizzazione geografica dei mezzi di trasporto – quando sia effettuata esclusivamente per garantire la sicurezza del trasporto – non costituisce un trattamento di dati personali suscettibile di recare pregiudizio agli interessati e quindi non deve essere notificato.
Sulla base di queste indicazioni sono state formulate alcune direttive interne alle categorie produttive, come ad esempio la circolare n.40/2004 della Confederazione Generale Italiana dei Trasporti che precisa che le rilevazioni dei sistemi di controllo satellitare installati dalle imprese di trasporto sui camion per la prevenzione dei furti devono ritenersi escluse dall’obbligo di notifica. Specificando però che l’eventuale conservazione delle rilevazioni con l’uso del sistema GPS presso le aziende deve essere coerente con lo scopo delle rilevazioni di garantire esclusivamente la sicurezza dei trasporti (necessità della verifica della “pertinenza” dei tempi e delle modalità di conservazione delle rilevazioni e del loro possibile successivo utilizzo).
Con nota esplicativa del 23/4/2004 il Garante ha specificato che l’art. 37 si riferisce alla rilevazione della presenza di persone o oggetti in determinati luoghi, mediante reti di comunicazione elettronica gestite o accessibili dal titolare del trattamento e che tale localizzazione va notificata quando permette di individuare in maniera continuativa – anche con eventuali intervalli – la loro ubicazione sul territorio, permettendo di risalire all’identità degli interessati, anche indirettamente attraverso appositi codici.
Oltre alla notificazione al Garante, il datore di lavoro deve preoccuparsi anche dell’informativa all’interessato. Mentre il consenso non dovrebbe essere necessario qualora si faccia rientrare l’attività di rilevazione nell’obbligo contrattuale di garantire la sicurezza e l’incolumità fisica del lavoratore.
Dal punto di vista del diritto del lavoro vi è poi l’obbligo di rispettare l’art.4 della legge 300/70 e il Garante per la privacy ha ricordato espressamente che, sebbene il datore di lavoro possa riservarsi di controllare l’effettivo adempimento della prestazione lavorativa e, se necessario, il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro da parte dei propri dipendenti, tuttavia è vietato installare “apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori” in violazione di quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori (cfr. provv. Garante 29/4/2004, provv. Garante 1/3/2007 e artt.2086, 2087 e 2104 c. c.).
Ora, poiché tramite il GPS si potrebbe effettuare una sorta di controllo preterintenzionale sull’attività (o meglio sulla eventuale non attività) del dipendente, tale controllo – la cui finalità dovrebbe comunque essere legata esclusivamente ad esigenze organizzative, produttive o di sicurezza del lavoro – dovrebbe sottostare alla procedura garantistica prevista dal comma 2 del citato art.4 (accordo con le rappresentanze sindacali dei lavoratori o, in alternativa, autorizzazione dei Servizi Ispettivi della Direzione Provinciale del Lavoro).
Fonte: Marcello Polacchini – Esperto Lavoro – Casi e Soluzioni – Ipsoa Editore
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