Source: https://shema.it/2019/05/09/lettera-apostolica-in-forma-di-motu-proprio-del-sommo-pontefice-francesco-vos-estis-lux-mundi/
Timestamp: 2020-04-05 22:18:46+00:00
Document Index: 87141932

Matched Legal Cases: ['§1', '§5', '§1', '§1', '§4', '§5', '§1', '§1', '§5', '§1', '§4', '§5', '§1', '§5', '§1', '§1', '§4', '§5', '§1', '§2', '§2', '§1', '§2', '§2', '§3', '§5', '§2', '§1', '§1', '§1', '§4', '§5', '§5', '§2', '§2', '§1', '§1', '§1', '§1', '§5', '§1', '§4', '§5', '§1', 'art. 10', '§ 2']

Lettera Apostolica in forma di «Motu proprio» del Sommo Pontefice Francesco “Vos estis lux mundi” - Shema.it
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di Bollettino Santa Sede 9 Maggio 2019 Lascia un commentoLettera Apostolica in forma di «Motu proprio» del Sommo Pontefice Francesco “Vos estis lux mundi”Notizie
“ Vos estis lux mundi ”
«Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte» ( Mt 5,14). Nostro Signore Gesù Cristo chiama ogni fedele ad essere esempio luminoso di virtù, integrità e santità. Tutti noi, infatti, siamo chiamati a dare testimonianza concreta della fede in Cristo nella nostra vita e, in particolare, nel nostro rapporto con il prossimo.
I crimini di abuso sessuale offendono Nostro Signore, causano danni fisici, psicologici e spirituali alle vittime e ledono la comunità dei fedeli. Affinché tali fenomeni, in tutte le loro forme, non avvengano più, serve una conversione continua e profonda dei cuori, attestata da azioni concrete ed efficaci che coinvolgano tutti nella Chiesa, così che la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la piena credibilità dell’annuncio evangelico e l’efficacia della missione della Chiesa. Questo diventa possibile solo con la grazia dello Spirito Santo effuso nei cuori, perché sempre dobbiamo ricordare le parole di Gesù: «Senza di me non potete far nulla» ( Gv 15,5). Anche se tanto già è stato fatto, dobbiamo continuare ad imparare dalle amare lezioni del passato, per guardare con speranza verso il futuro.
Questa responsabilità ricade, anzitutto, sui successori degli Apostoli, preposti da Dio alla guida pastorale del Suo Popolo, ed esige da loro l’impegno nel seguire da vicino le tracce del Divino Maestro. In ragione del loro ministero, infatti, essi reggono «le Chiese particolari a loro affidate come vicari e legati di Cristo, col consiglio, la persuasione, l’esempio, ma anche con l’autorità e la sacra potestà, della quale però non si servono se non per edificare il proprio gregge nella verità e nella santità, ricordandosi che chi è più grande si deve fare come il più piccolo, e chi è il capo, come chi serve» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Lumen gentium , 27). Quanto in maniera più stringente riguarda i successori degli Apostoli, concerne tutti coloro che in diversi modi assumono ministeri nella Chiesa, professano i consigli evangelici o sono chiamati a servire il Popolo cristiano. Pertanto, è bene che siano adottate a livello universale procedure volte a prevenire e contrastare questi crimini che tradiscono la fiducia dei fedeli.
a) « minore »: ogni persona avente un’età inferiore a diciott’anni o per legge ad essa equiparata;
b) « persona vulnerabile »: ogni persona in stato d’infermità, di deficienza fisica o psichica, o di privazione della libertà personale che di fatto, anche occasionalmente, ne limiti la capacità di intendere o di volere o comunque di resistere all’offesa;
c) « materiale pedopornografico »: qualsiasi rappresentazione di un minore, indipendentemente dal mezzo utilizzato, coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, e qualsiasi rappresentazione di organi sessuali di minori a scopi prevalentemente sessuali.
§1. Tenendo conto delle indicazioni eventualmente adottate dalle rispettive Conferenze Episcopali, dai Sinodi dei Vescovi delle Chiese Patriarcali e delle Chiese Arcivescovili Maggiori, o dai Consigli dei Gerarchi delle Chiese Metropolitane sui iuris , le Diocesi o le Eparchie, singolarmente o insieme, devono stabilire, entro un anno dall’entrata in vigore delle presenti norme, uno o più sistemi stabili e facilmente accessibili al pubblico per presentare segnalazioni, anche attraverso l’istituzione di un apposito ufficio ecclesiastico. Le Diocesi e le Eparchie informano il rappresentante Pontificio dell’istituzione dei sistemi di cui al presente paragrafo.
§5. Le notizie possono essere acquisite anche ex officio .
b) chierici che sono o che sono stati alla guida pastorale di una Chiesa particolare o di un’entità ad essa assimilata, latina od orientale, ivi inclusi gli Ordinariati personali, per i fatti commessi durante munere ;
c) chierici che sono o che sono stati alla guida pastorale di una Prelatura personale, per i fatti commessi durante munere ;
d) coloro che sono o che sono stati Moderatori supremi di Istituti di vita consacrata o di Società di vita apostolica di diritto pontificio, nonché di Monasteri sui iuris , per i fatti commessi durante munere .
§1. Ai fini del presente titolo, per « Dicastero competente » si intende la Congregazione per la Dottrina della Fede, circa i delitti ad essa riservati dalle norme vigenti, nonché, in tutti gli altri casi e per quanto di rispettiva competenza in base alla legge propria della Curia Romana:
§1. Nel caso di segnalazione nei confronti di un Vescovo di una Chiesa Patriarcale, Arcivescovile Maggiore o Metropolitana sui iuris , essa è inoltrata al rispettivo Patriarca, Arcivescovo Maggiore o Metropolita della Chiesa sui iuris .
§4. Qualora la persona segnalata sia un Vescovo o un Metropolita fuori dal territorio della Chiesa Patriarcale, Arcivescovile Maggiore o Metropolitana sui iuris , la segnalazione è inoltrata alla Santa Sede.
§5. Nel caso in cui la segnalazione riguardi un Patriarca, un Arcivescovo Maggiore, un Metropolita di una Chiesa sui iuris o un Vescovo delle altre Chiese Orientali sui iuris , essa è inoltrata alla Santa Sede.
Stabilisco che la presente Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio venga promulgata mediante la pubblicazione su L’Osservatore Romano, entrando in vigore il 1° giugno 2019, e che venga poi pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis .
Les crimes d’abus sexuel offensent Notre Seigneur, causent des dommages physiques, psychologiques et spirituels aux victimes et portent atteinte à la communauté des fidèles. Pour que ces phénomènes, sous toutes leurs formes, ne se reproduisent plus, il faut une conversion continue et profonde des cœurs, attestée par des actions concrètes et efficaces qui impliquent chacun dans l’Eglise, si bien que la sainteté personnelle et l’engagement moral puissent contribuer à promouvoir la pleine crédibilité de l’annonce évangélique et l’efficacité de la mission de l’Eglise. Cela ne devient possible qu’avec la grâce de l’Esprit Saint répandu dans les cœurs, car nous devons toujours nous rappeler des paroles de Jésus: « En dehors de moi vous ne pouvez rien faire » ( Jn 15, 5). Même si beaucoup a déjà été fait, nous devons continuer à apprendre des amères leçons du passé, pour regarder avec espérance vers l’avenir.
Cette responsabilité retombe, avant tout, sur les successeurs des Apôtres, préposés par Dieu à la conduite pastorale de son Peuple, et exige leur engagement à suivre de près les traces du Divin Maître. En raison de leur ministère, en effet, ils dirigent « les Églises particulières qui leur sont confiées, comme vicaires et légats du Christ, par leurs conseils, leurs encouragements, leurs exemples, mais aussi par leur autorité et par l’exercice du pouvoir sacré, dont l’usage cependant ne leur appartient qu’en vue de l’édification en vérité et en sainteté de leur troupeau, se souvenant que celui qui est le plus grand doit se faire le plus petit, et celui qui commande, le serviteur» (Conc. Œcum. Vat. II, Const. Lumen gentium n. 27 ) . Tout ce qui, de manière plus impérieuse, regarde les successeurs des Apôtres concerne aussi tous ceux qui de diverses manières assument des ministères dans l’Eglise, professent les conseils évangéliques ou sont appelés à servir le Peuple chrétien. Par conséquent, il est bien que soient adoptées au niveau universel des procédures visant à prévenir et à contrer ces crimes qui trahissent la confiance des fidèles.
a) « mineur »: toute personne âgée de moins de dix-huit ans ou équiparée comme telle par la loi;
b) « personne vulnérable »: toute personne se trouvant dans un état d’infirmité, de déficience physique ou psychique, ou de privation de liberté personnelle qui, de fait, limite, même occasionnellement, sa capacité de compréhension ou de volonté, ou en tout cas de résistance à l’offense;
c) « matériel pédopornographique »: toute représentation, indépendamment du moyen utilisé, d’un mineur impliqué dans une activité sexuelle explicite, réelle ou simulée, et toute représentation d’organes sexuels de mineurs à des fins principalement sexuelles.
§1. Aux fins du présent titre, on entend par « Dicastère compétent » la Congrégation pour la Doctrine de la Foi, pour ce qui concerne les délits qui lui sont réservés par les normes en vigueur, et, dans tous les autres cas et selon leur compétence respective en vertu des règles propres à la Curie Romaine:
– La Congrégation pour les Eglises Orientales;
– La Congrégation pour les Evêques;
– La Congrégation pour l’Evangélisation des Peuples;
– La Congrégation pour le Clergé;
Le Dicastère compétent, à moins qu’il ne décide l’ouverture d’une enquête supplémentaire, procède conformément aux normes du droit, selon ce qui est prévu pour le cas spécifique .
“You are the light of the world. A city set on a hill cannot be hidden” ( Mt 5:14). Our Lord Jesus Christ calls every believer to be a shining example of virtue, integrity and holiness. All of us, in fact, are called to give concrete witness of faith in Christ in our lives and, in particular, in our relationship with others.
The crimes of sexual abuse offend Our Lord, cause physical, psychological and spiritual damage to the victims and harm the community of the faithful. In order that these phenomena, in all their forms, never happen again, a continuous and profound conversion of hearts is needed, attested by concrete and effective actions that involve everyone in the Church, so that personal sanctity and moral commitment can contribute to promoting the full credibility of the Gospel message and the effectiveness of the Church’s mission. This becomes possible only with the grace of the Holy Spirit poured into our hearts, as we must always keep in mind the words of Jesus: “ Apart from me you can do nothing” ( Jn 15:5). Even if so much has already been accomplished, we must continue to learn from the bitter lessons of the past, looking with hope towards the future.
This responsibility falls, above all, on the successors of the Apostles, chosen by God to be pastoral leaders of his People, and demands from them a commitment to follow closely the path of the Divine Master. Because of their ministry, in fact, Bishops, “ as vicars and legates of Christ, govern the particular churches entrusted to them by their counsel, exhortations, example, and even by their authority and sacred power, which indeed they use only for the edification of their flock in truth and holiness, remembering that he who is greater should become as the lesser and he who is the chief become as the servant” (Second Vatican Council, Dogmatic Constitution Lumen Gentium , 27). What more closely concerns the successors of the Apostles concerns all those who, in various ways, assume ministries in the Church, or profess the evangelical counsels, or are called to serve the Christian People. Therefore, it is good that procedures be universally adopted to prevent and combat these crimes that betray the trust of the faithful.
a) “ minor” means: any person under the age of eighteen, or who is considered by law to be the equivalent of a minor;
b) “ vulnerable person ” means: any person in a state of infirmity, physical or mental deficiency, or deprivation of personal liberty which, in fact, even occasionally, limits their ability to understand or to want or otherwise resist the offence;
c) “ child pornography ” means: any representation of a minor, regardless of the means used, involved in explicit sexual activities, whether real or simulated, and any representation of sexual organs of minors for primarily sexual purposes.
§1. Taking into account the provisions that may be adopted by the respective Episcopal Conferences, by the Synods of the Bishops of the Patriarchal Churches and the Major Archiepiscopal Churches, or by the Councils of Hierarchs of the Metropolitan Churches sui iuris , the Dioceses or the Eparchies, individually or together, must establish within a year from the entry into force of these norms, one or more public, stable and easily accessible systems for submission of reports, even through the institution of a specific ecclesiastical office. The Dioceses and the Eparchies shall inform the Pontifical Representative of the establishment of the systems referred to in this paragraph.
§5. Information can also be acquired ex officio .
b) clerics who are, or who have been, the pastoral heads of a particular Church or of an entity assimilated to it, Latin or Oriental, including the Personal Ordinariates, for the acts committed durante munere ;
c) clerics who are or who have been in the past leaders of a Personal Prelature, for the acts committed durante munere ;
d) those who are, or who have been, supreme moderators of Institutes of Consecrated Life or of Societies of Apostolic Life of Pontifical right, as well as of monasteries sui iuris , with respect to the acts committed durante munere .
§1. Reports concerning a Bishop of a Patriarchal, Major Archiepiscopal or Metropolitan Church sui iuris shall be forwarded to the respective Patriarch, Major Archbishop or Metropolitan of the Church sui iuris .
§4. If the person reported is a Bishop or a Metropolitan outside the territory of the Patriarchal, the Major Archiepiscopal or the Metropolitan Church sui iuris , the report shall be forwarded to the Holy See.
§5. In the event that the report concerns a Patriarch, a Major Archbishop, a Metropolitan of a Church sui iuris or a Bishop of the other Eastern Catholic Churches sui iuris , it shall be forwarded to the Holy See.
I establish that the present Apostolic Letter in the form of Motu Proprio be promulgated by means of publication in the Osservatore Romano , entering into force on 1 June 2019, and then published in the Acta Apostolicae Sedis .
»Ihr seid das Licht der Welt. Eine Stadt, die auf einem Berg liegt, kann nicht verborgen bleiben« ( Mt 5,14). Unser Herr Jesus Christus ruft jeden Gläubigen, ein leuchtendes Vorbild an Tugend, Integrität und Heiligkeit zu sein. Wir alle sind nämlich berufen, in unserem Leben und insbesondere in unserer Beziehung zum Nächsten konkretes Zeugnis für den Glauben an Christus zu geben.
Die Verbrechen sexuellen Missbrauchs beleidigen unseren Herrn, verursachen physische, psychische und spirituelle Schäden bei den Opfern und verletzten die Gemeinschaft der Gläubigen. Damit solche Phänomene in all ihren Formen nicht mehr geschehen, braucht es eine ständige und tiefe Umkehr der Herzen, die durch konkrete und wirksame Handlungen bezeugt wird; diese beziehen alle in der Kirche mit ein, sodass die persönliche Heiligkeit und der moralische Einsatz dazu beitragen können, die volle Glaubwürdigkeit der Verkündigung des Evangeliums und die Wirksamkeit der Sendung der Kirche zu fördern. Dies wird nur mit der Gnade des Heiligen Geistes, der in die Herzen ausgegossen ist, möglich, denn wir müssen immer des Wortes Jesu eingedenk sein: »Getrennt von mir könnt ihr nichts vollbringen« ( Joh 15,5). Auch wenn schon vieles getan wurde, müssen wir weiter aus den bitteren Lektionen der Vergangenheit lernen, um hoffnungsvoll in die Zukunft zu blicken.
Diese Verantwortung fällt in erster Linie auf die Nachfolger der Apostel, denen Gott die pastorale Leitung seine Volkes anvertraut hat, und fordert von ihnen den Einsatz, den Spuren des Göttlichen Meisters nahe zu folgen. Aufgrund ihres Dienstamtes nämlich leiten sie »die ihnen zugewiesenen Teilkirchen als Stellvertreter und Gesandte Christi durch Rat, Zuspruch, Beispiel, aber auch in Autorität und heiliger Vollmacht, die sie indes allein zum Aufbau ihrer Herde in Wahrheit und Heiligkeit gebrauchen, eingedenk, dass der Größere werden soll wie der Geringere und der Vorsteher wie der Diener« (Zweites Vatikanisches Konzil, Dogmatische Konstitution Lumen gentium , 27). Was die Nachfolger der Apostel dringender betrifft, geht auch alle an, die auf verschiedene Weise Dienste in der Kirche übernehmen, die evangelischen Räte leben oder gerufen sind, dem christlichen Volk zu dienen. Daher ist es gut, auf universalkirchlicher Ebene Verfahrensweisen anzuwenden, um diesen Straftaten, die das Vertrauen der Gläubigen verraten, vorzubeugen und entgegenzuwirken.
a) »minderjährig« : jede Person, die das 18. Lebensjahr noch nicht vollendet hat oder ihr vom Gesetz gleichgestellt wird;
b) »schutzbedürftige Person« : jede Person im Zustand von Krankheit, von physischer oder psychischer Beeinträchtigung oder von Freiheitsentzug, wodurch faktisch, auch gelegentlich, ihre Fähigkeit zu verstehen und zu wollen eingeschränkt ist, zumindest aber die Fähigkeit, der Schädigung Widerstand zu leisten.
c) »kinderpornographisches Material« : jede Darstellung einer minderjährigen Person, die unabhängig vom verwendeten Mittel in explizite sexuelle Handlungen, seien sie real oder simuliert, verwickelt ist, oder jede Darstellung der Geschlechtsorgane von Minderjährigen zu vorwiegend sexuellen Zwecken.
b) Kleriker, die die pastorale Leitung einer Teilkirche oder einer ihr gleichgestellten lateinischen oder ostkirchlichen Struktur, einschließlich der der Personalordinariate, innehaben oder innehatten, für während der Amtszeit ( durante munere ) begangene Taten;
c) Kleriker, die die pastorale Leitung einer Personalprälatur innehatten oder innehaben, für während der Amtszeit ( durante munere ) begangene Taten;
d) diejenigen, die oberste Leiter ( moderator supremus ) von Instituten des geweihten Lebens oder Gesellschaften des apostolischen Lebens päpstlichen Rechts wie auch von Klöstern sui iuris sind oder waren, für während der Amtszeit ( durante munere ) begangene Taten.
« Vosotros sois la luz del mundo. No se puede ocultar una ciudad puesta en lo alto de un monte» ( Mt 5,14). Nuestro Señor Jesucristo llama a todos los fieles a ser un ejemplo luminoso de virtud, integridad y santidad. De hecho, todos estamos llamados a dar testimonio concreto de la fe en Cristo en nuestra vida y, en particular, en nuestra relación con el prójimo.
Los delitos de abuso sexual ofenden a Nuestro Señor, causan daños físicos, psicológicos y espirituales a las víctimas, y perjudican a la comunidad de los fieles. Para que estos casos, en todas sus formas, no ocurran más, se necesita una continua y profunda conversión de los corazones, acompañada de acciones concretas y eficaces que involucren a todos en la Iglesia, de modo que la santidad personal y el compromiso moral contribuyan a promover la plena credibilidad del anuncio evangélico y la eficacia de la misión de la Iglesia. Esto sólo será posible con la gracia del Espíritu Santo derramado en los corazones, porque debemos tener siempre presentes las palabras de Jesús: « Sin mí no podéis hacer nada » ( Jn 15,5). Aunque ya se ha hecho mucho, debemos seguir aprendiendo de las amargas lecciones del pasado, para mirar hacia el futuro con esperanza.
Esta responsabilidad recae, en primer lugar, sobre los sucesores de los Apóstoles, elegidos por Dios para la guía pastoral de su Pueblo, y exige de ellos el compromiso de seguir de cerca las huellas del Divino Maestro. En efecto, ellos, por razón de su ministerio, « como vicarios y legados de Cristo, gobiernan las Iglesias particulares que se les han confiado, no sólo con sus proyectos, con sus consejos y con sus ejemplos, sino también con su autoridad y potestad sagrada, que ejercen, sin embargo, únicamente para construir su rebaño en la verdad y santidad, recordando que el mayor ha de hacerse como el menor y el superior como el servidor » (Conc. Ecum. Vat. II, Const. Lumen gentium, 27). Lo que compete a los sucesores de los Apóstoles de una manera más estricta, concierne también a todos aquellos que, en diversos modos, realizan ministerios en la Iglesia, profesan los consejos evangélicos o están llamados a servir al pueblo cristiano. Por tanto, es bueno que se adopten a nivel universal procedimientos dirigidos a prevenir y combatir estos crímenes que traicionan la confianza de los fieles.
a) « menor »: cualquier persona con una edad inferior a dieciocho años o legalmente equiparada a ella;
b) « persona vulnerable »: cualquier persona en estado de enfermedad, de deficiencia física o psicológica, o de privación de la libertad personal que, de hecho, limite incluso ocasionalmente su capacidad de entender o de querer o, en cualquier caso, de resistir a la ofensa;
c) « material pornográfico infantil »: cualquier representación de un menor, independientemente de los medios utilizados, involucrado en actividades sexuales explícitas, reales o simuladas, y cualquier representación de órganos sexuales de menores con fines predominantemente sexuales.
§1. Teniendo en cuenta las indicaciones eventualmente adoptadas por las respectivas Conferencias Episcopales, por los Sínodos de los Obispos de las Iglesias Patriarcales y de las Iglesias Arzobispales Mayores, o por los Consejos de los Jerarcas de las Iglesias Metropolitanas sui iuris , las Diócesis o las Eparquías, individual o conjuntamente, deben establecer, dentro de un año a partir de la entrada en vigor de las presentes normas, uno o más sistemas estables y fácilmente accesibles al público para presentar los informes, incluyendo eventualmente a través de la creación de un oficio eclesiástico específico. Las Diócesis y las Eparquías informen al Representante Pontificio sobre la institución de los sistemas a los que se refiere el presente parágrafo.
§5. Las noticias también pueden obtenerse ex officio .
b) clérigos que están o que han estado encargados del gobierno pastoral de una Iglesia particular o de una entidad a ella asimilada, latina u oriental, incluidos los Ordinariatos personales, por los hechos cometidos durante munere ;
c) clérigos que están o que han estado encargados del gobierno pastoral de una Prelatura personal, por los hechos cometidos durante munere ;
d) aquellos que son o que han sido Moderadores supremos de Institutos de vida consagrada o de Sociedades de vida apostólica de derecho pontificio, así como de los Monasterios sui iuris , por los hechos cometidos durante munere .
§1. A los efectos de este título, por « Dicasterio competente » se entiende la Congregación para la Doctrina de la Fe, en relación a los delitos reservados a ella por las normas vigentes, como también en todos los demás casos y en lo que concierne a su competencia respectiva en base a la ley propia de la Curia Romana:
§1. En el caso de informes referidos a un Obispo de una Iglesia Patriarcal, Arzobispal Mayor o Metropolitana sui iuris , se envían al respectivo Patriarca, Arzobispo Mayor o Metropolitano de la Iglesia sui iuris .
§4. Si la persona señalada es un Obispo o un Metropolitano que ejerce su oficio fuera del territorio de la Iglesia Patriarcal, Arzobispal Mayor o Metropolitana sui iuris , el informe se envía a la Santa Sede.
§5. En el caso de que el informe se refiera a un Patriarca, un Arzobispo Mayor, un Metropolitano de una Iglesia sui iuris o un Obispo de otras Iglesias Orientales sui iuris , se remite a la Santa Sede.
« Vós sois a luz do mundo; não se pode esconder uma cidade situada sobre um monte » ( Mt 5, 14). Nosso Senhor Jesus Cristo chama cada fiel a ser exemplo luminoso de virtude, integridade e santidade. Com efeito, todos nós somos chamados a dar testemunho concreto da fé em Cristo na nossa vida e, de modo particular, na nossa relação com o próximo.
Os crimes de abuso sexual ofendem Nosso Senhor, causam danos físicos, psicológicos e espirituais às vítimas e lesam a comunidade dos fiéis. Para que tais fenómenos, em todas as suas formas, não aconteçam mais, é necessária uma conversão contínua e profunda dos corações, atestada por ações concretas e eficazes que envolvam a todos na Igreja, de modo que a santidade pessoal e o empenho moral possam concorrer para fomentar a plena credibilidade do anúncio evangélico e a eficácia da missão da Igreja. Isto só se torna possível com a graça do Espírito Santo derramado nos corações, porque sempre nos devemos lembrar das palavras de Jesus: « Sem Mim , nada podeis fazer » ( Jo 15, 5). Embora já muito se tenha feito, devemos continuar a aprender das lições amargas do passado a fim de olhar com esperança para o futuro.
Esta responsabilidade recai, em primeiro lugar, sobre os sucessores dos Apóstolos, colocados por Deus no governo pastoral do seu povo, e exige deles o empenho de seguir de perto os passos do Divino Mestre. Na realidade, em virtude do seu ministério, eles regem « as Igrejas particulares que lhes foram confiadas como vigários e legados de Cristo, por meio de conselhos, persuasões, exemplos, mas também com autoridade e poder sagrado, que exercem unicamente para edificar o próprio rebanho na verdade e na santidade, lembrados de que aquele que é maior se deve fazer como o menor, e o que preside como aquele que serve » (Conc. Ecum. Vat. II, Const. Lumen gentium , 27). E aquilo que de forma mais impelente diz respeito aos sucessores dos Apóstolos concerne a todos aqueles que, de diferentes maneiras, assumem ministérios na Igreja, professam os conselhos evangélicos ou são chamados a servir o povo cristão. Por isso, é bom que se adotem, a nível universal, procedimentos tendentes a prevenir e contrastar estes crimes que atraiçoam a confiança dos fiéis.
a) « menor »: toda a pessoa que tiver idade inferior a dezoito anos, ou a ela equiparada por lei;
b) « pessoa vulnerável »: toda a pessoa em estado de enfermidade, deficiência física ou psíquica, ou de privação da liberdade pessoal que de facto, mesmo ocasionalmente, limite a sua capacidade de entender ou querer ou, em todo o caso, de resistir à ofensa;
c) « material pornográfico infantil »: qualquer representação dum menor, independentemente do meio utilizado, envolvido em atividades sexuais explícitas, reais ou simuladas, e qualquer representação de órgãos sexuais de menores para fins predominantemente sexuais.
§1. Tendo em conta as indicações eventualmente adotadas pelas respetivas Conferências Episcopais, pelos Sínodos dos Bispos das Igrejas Patriarcais e das Igrejas Arquiepiscopais Maiores, ou pelos Conselhos dos Hierarcas das Igrejas Metropolitanas sui iuris , as Dioceses ou as Eparquias, individualmente ou em conjunto, devem estabelecer, dentro de um ano a partir da entrada em vigor destas normas, um ou mais sistemas estáveis e facilmente acessíveis ao público para apresentar as assinalações, inclusive através da instituição duma peculiar repartição eclesiástica. As Dioceses e as Eparquias informam o Representante Pontifício que foram instituídos os sistemas referidos neste parágrafo.
§2. As informações a que se refere este artigo são tuteladas e tratadas de forma a garantir a sua segurança, integridade e confidencialidade nos termos dos cânones 471-2° CIC e 244-§2, 2° CCEO .
§1. Exceto nos casos previstos nos cânones 1548-§2 CIC e 1229-§2 CCEO , sempre que um clérigo ou um membro dum Instituto de Vida Consagrada ou duma Sociedade de Vida Apostólica saiba ou tenha fundados motivos para supor que foi praticado um dos factos a que se refere o artigo 1, tem a obrigação de assinalar prontamente o facto ao Ordinário do lugar onde teriam ocorrido os factos ou a outro Ordinário dentre os referidos nos cânones 134 CIC e 984 CCEO , ressalvado o estabelecido no §3 deste artigo.
§5. As informações podem também ser adquiridas ex officio .
§2. Ressalvado quanto previsto no cânone 1390 CIC e nos cânones 1452 e 1454 CCEO , são proibidos e podem abranger a conduta referida no artigo 1-§1, alínea b), danos, retaliações ou discriminações pelo facto de ter feito uma assinalação.
b) clérigos que se ocupam ou ocuparam do governo pastoral duma Igreja particular ou duma entidade a ela assimilada, latina ou oriental, incluindo os Ordinariatos pessoais, pelos factos praticados durante munere ;
c) clérigos que se ocupam ou ocuparam do governo pastoral duma Prelatura pessoal, pelos factos praticados durante munere ;
d) aqueles que são ou foram Moderadores supremos de Institutos de Vida Consagrada ou de Sociedades de Vida Apostólica de direito pontifício, bem como de Mosteiros sui iuris , pelos factos praticados durante munere .
§1. Para efeitos deste título, entende-se por « Dicastério competente » a Congregação para a Doutrina da Fé, para os delitos a ela reservados pelas normas em vigor, bem como, em todos os outros casos, naquilo que é da respetiva competência estabelecida na lei própria da Cúria Romana:
§1. No caso de assinalações contra um Bispo duma Igreja Patriarcal, Arquiepiscopal Maior ou Metropolitana sui iuris , a mesma é transmitida ao respetivo Patriarca, Arcebispo Maior ou Metropolita da Igreja sui iuris .
§4. Se a pessoa assinalada for um Bispo ou um Metropolita fora do território da Igreja Patriarcal, Arquiepiscopal Maior ou Metropolitana sui iuris , a assinalação é transmitida à Santa Sé.
§5. No caso da assinalação se referir a um Patriarca, um Arcebispo Maior, um Metropolita duma Igreja sui iuris ou um Bispo das outras Igrejas Orientais sui iuris , aquela é transmitida à Santa Sé.
§5. O Metropolita é assistido por um notário, escolhido livremente de acordo com os cânones 483-§2 CIC e 253-§2 CCEO .
§1. De acordo com eventuais diretrizes da Conferência Episcopal, do Sínodo dos Bispos ou do Conselho dos Hierarcas sobre o modo como ajudar o Metropolita nas investigações, os Bispos da respetiva Província, individualmente ou em conjunto, podem elaborar listas de pessoas qualificadas, dentre as quais o Metropolita pode escolher as mais idóneas para o assistir na investigação, conforme as necessidades do caso e, em particular, tendo em conta a cooperação que pode ser oferecida pelos leigos nos termos dos cânones 228 CIC e 408 CCEO .
§1. As Províncias Eclesiásticas, as Conferências Episcopais, os Sínodos dos Bispos e os Conselhos dos Hierarcas podem estabelecer um Fundo destinado a sustentar as despesas com as investigações, instituído de acordo com os cânones 116 e 1303-§1,1º CIC e 1047 CCEO , e administrado segundo as normas do direito canónico.
Estas normas são aprovadas ad experimentum por um triénio .
Estabeleço que esta Carta Apostólica sob forma de Motu Proprio seja promulgada através da sua publicação no jornal L’Osservatore Romano , entrando em vigor no dia 1 de junho de 2019, e seja depois publicada no boletim Acta Apostolicae Sedis .
Dado em Roma, junto de São Pedro, no dia 9 de maio do ano 2019, sétimo de pontificado .
„Wy jesteście światłem świata. Nie może się ukryć miasto położone na górze” ( Mt 5, 14). Nasz Pan Jezus Chrystus wzywa każdego wiernego, aby był przejrzystym wzorem cnót, prawości i świętości. Wszyscy jesteśmy bowiem wezwani do dawania konkretnego świadectwa wiary w Chrystusa w naszym życiu, a zwłaszcza w naszych relacjach z bliźnimi.
Przestępstwa związane z wykorzystywaniem seksualnym obrażają naszego Pana, powodując u ofiar szkody fizyczne, psychiczne i duchowe oraz szkodzą wspólnocie wiernych. Aby takie zjawiska, w jakichkolwiek formach, nie miały więcej miejsca, potrzebne jest nieustanne i głębokie nawrócenie serc, potwierdzone konkretnymi i skutecznymi działaniami, które angażowałyby wszystkich w Kościele, tak aby osobista świętość i zaangażowanie moralne mogły przyczynić się do krzewienia pełnej wiarygodności przepowiadania ewangelicznego i skuteczności misji Kościoła. Staje się to możliwe tylko dzięki łasce Ducha Świętego rozlanej w sercach, ponieważ zawsze musimy pamiętać słowa Pana Jezusa, że „ beze Mnie nic nie możecie uczynić ” ( J 15, 5). Chociaż wiele już uczyniono, musimy nadal uczyć się z gorzkich lekcji przeszłości, aby patrzeć z nadzieją w przyszłość.
Odpowiedzialność ta spoczywa przede wszystkim na następcach Apostołów, ustanowionych przez Boga do przewodzenia duszpasterskiego Ludowi chrześcijańskiemu, i wymaga ona od nich wysiłku, by uważnie podążać śladami Boskiego Mistrza. Ze względu na swoją posługę, kierują oni istotnie „ powierzonymi sobie Kościołami partykularnymi jako zastępcy i legaci Chrystusa, radami, zachętami i przykładem, ale także mocą swego autorytetu i świętej władzy, z której jednak korzystają tylko dla budowania swojej trzody w prawdzie i świętości, pamiętając o tym, że kto jest większy, ma być jak mniejszy, a przełożony jak sługa ” (Sobór Watykański II, Lumen Gentium, 27). To, co w sposób bardziej rygorystyczny dotyczy następców Apostołów, odnosi się do wszystkich, którzy na różne sposoby podejmują posługę w Kościele, ślubują życie radami ewangelicznymi lub są powołani do służby ludowi chrześcijańskiemu. Dlatego dobrze, aby na poziomie powszechnym zostały przyjęte procedury mające na celu zapobieganie i zwalczanie tych przestępstw, będących zdradą zaufania wiernych.
a) małoletni : każda osoba poniżej osiemnastego roku życia lub zgodnie z prawem z nią zrównana;
b) osoba bezradna : każda osoba chora, z ułomnościami fizycznymi lub umysłowymi albo pozbawiona wolności osobistej, która faktycznie, nawet sporadycznie, ogranicza jej zdolność rozumienia lub chcenia, czy też w inny sposób przeciwstawienia się agresji;
c) pornografia dziecięca : jakiekolwiek przedstawianie osoby małoletniej, niezależnie od zastosowanych środków, zaangażowanej w jednoznaczne czynności seksualne, rzeczywiste lub symulowane, oraz jakiekolwiek przedstawianie narządów płciowych małoletnich w celach przede wszystkim seksualnych.
§1. Uwzględniając wskazania przyjęte ewentualnie przez odpowiednie Konferencje Episkopatów, Synody Biskupów Kościołów patriarchalnych oraz Kościołów arcybiskupich większych lub Rady Hierarchów Kościołów Metropolitalnych sui iuris , diecezje lub eparchie, pojedynczo lub wspólnie, muszą ustanowić w ciągu roku od wejścia w życie tych przepisów, jeden lub więcej stabilnych systemów, łatwo dostępnych dla każdego w celu składania zawiadomień, także poprzez ustanowienie specjalnego urzędu (biura) kościelnego. Diecezje i eparchie informują przedstawiciela papieskiego o ustanowieniu tych systemów, o których mowa w tym paragrafie.
§5. Informacje można również pozyskać z urzędu .
b) duchownych, którzy kierują lub kierowali jako pasterze Kościoła partykularnego lub jednostki z nim zrównanej, obrządku łacińskiego lub wschodniego, w tym Ordynariatów personalnych, za czyny popełnione w trakcie sprawowania urzędu ;
d) tych, którzy są lub byli najwyższymi przełożonymi instytutów życia konsekrowanego lub stowarzyszeń życia apostolskiego na prawie papieskim, a także klasztorów sui iuris , za czyny popełnione w trakcie sprawowania urzędu .
§1. W przypadku zawiadomień w odniesieniu do biskupa Kościoła patriarchalnego, arcybiskupiego większego lub metropolitalnego sui iuris , przekazuje się je odpowiedniemu patriarsze, arcybiskupowi większemu lub metropolicie Kościoła sui iuris .
§4. Ilekroć wskazana osoba jest biskupem lub metropolitą poza terytorium Kościoła patriarchalnego, arcybiskupstwa większego lub metropolii sui iuris , zawiadomienie jest przekazywane do Stolicy Apostolskiej.
§5. Jeżeli zawiadomienie dotyczy patriarchy, arcybiskupa większego, metropolity Kościoła sui iuris lub biskupa innych Kościołów wschodnich sui iuris , przekazuje się je Stolicy Apostolskiej.
§1. Po zakończeniu dochodzenia metropolita przekazuje dokumenty do dykasterii kompetentnej wraz ze swoim votum, dotyczącym wyników dochodzenia i w odpowiedzi na ewentualne kwestie zawarte w instrukcjach, o których mowa w art. 10 § 2 .
Postanawiam, aby niniejszy List apostolski "Motu Proprio" został promulgowany poprzez publikację w "Osservatore Romano", wchodząc w życie dnia 1 czerwca 2019 r., a następnie był opublikowany w Acta Apostolicae Sedis .
from Bollettino Sala Stampa della Santa Sede http://bit.ly/2H9h6XL