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Timestamp: 2019-05-22 08:43:09+00:00
Document Index: 156679984

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 195', 'art. 199', 'art. 198', 'art.12', 'art.1', 'art.2']

Con deliberazione n. 32 del 21 aprile 2015 la Corte dei Conti Sezione controllo della Sardegna si è pronunciata sulla richiesta di parere presentata dal sindaco del comune di Nurri in merito alla possibilità di "procedere nel 2015 all’assunzione di un’unità di personale, per effetto di una cessazione intervenuta nel 2013, a conclusione di una procedura concorsuale che, seppure avviata nel 2014, si concluderà nel corso del 2015. E ciò alla luce della Legge finanziaria statale per il 2015 (L. n. 190/2014) che all’art. 1, commi 424 e 425, ha fissato specifici limiti alle assunzioni da parte degli Enti Locali al fine di favorire la ricollocazione del personale delle Province destinatario di procedure di mobilità".
La sezione precisa quanto segue:
" Su tale assetto normativo è intervenuta la L. n. 190/2014 (Legge finanziaria statale per il 2015) che all’art. 1, comma 424, ha previsto che gli Enti Locali, per gli anni 2015 e 2016, destinino le risorse disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato all’immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della presente legge e alla ricollocazione nei propri ruoli delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità.
- le risorse da destinare alle finalità di cui al citato comma 424, sono quelle disponibili per gli anni 2015 e 2016 riferite, quindi, alle cessazioni intervenute nel 2014 e nel 2015;
- la predetta capacità assunzionale deve essere destinata in via prioritaria all’immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate al 1° gennaio 2015;
- le risorse rimanenti devono essere destinate ai processi di mobilità del personale soprannumerario degli enti di area vasta;
- rimangono consentite le assunzioni a valere sui budget degli anni precedenti.
Pertanto, qualora le cessazioni siano intervenute nel 2013, la capacità assunzionale del 2014, eventualmente rinviata nel 2015, non soggiace alle descritte limitazioni introdotte dalla L. n. 190/2014".
Testo deliberazione n. 32 del 21/04/2015
La Corte dei Conti Sezione Controllo della Sardegna con la deliberazione n. 18-2015 si è pronunciata sulla richiesta di parere presentata dal sindaco del Comune di Palau in merito "alla legittimità dell’esistenza della figura del Direttore generale nelle Unioni di Comuni della Regione Autonoma della Sardegna, con conferimento delle relative funzioni al Segretario dell’Unione e corresponsione di apposita indennità, alla luce del recente disposto di cui all’art. 32, comma 5 ter del TUEL".
Nella deliberazione n. 18/2015/PAR del 12 febbraio 2015 si legge:
"Questa Sezione si è recentemente occupata in termini astratti e generali di un altro quesito che si incentrava sull’applicabilità della normativa introdotta dal comma 5 ter dell’art. 32 del D.Lgs. n. 267/2000, inserito dall’art. 1, comma 105 della L. 56/2014, ai segretari delle Unioni della Regione Autonoma della Sardegna (Deliberazione n. 55/2014/PAR), affermando principi che devono costituire un punto di riferimento per le soluzioni che il Comune di Palau vorrà in concreto adottare, nella sua piena e esclusiva discrezionalità e responsabilità. In tale sede, la Sezione ha sottolineato la vigenza nella Regione Sardegna di specifiche disposizioni in materia di Unioni di comuni introdotte dal legislatore regionale con la L.R. n. 12 del 2005, in particolare dell’art. 3, comma 5bis, della citata normativa regionale, che dispone espressamente (con norma introdotta con L.R. 4 agosto 2011 n. 18) che 'le Unioni di comuni non costituiscono sedi segretarili' e che ha determinato - di fatto - l’impossibilità di nominare un segretario dell’Unione in ragione dell’inesistenza di una sede segretarile da coprire. La Sezione ha ribadito la conseguente necessità, per le Unioni della Sardegna, di provvedere ad adeguare i propri Statuti e atti regolamentari e, coerentemente, la propria organizzazione, alle nuove disposizioni normative regionali (come già affermato con Deliberazioni Sez. Controllo Sardegna n. 7/2013/PAR e 8/2013/PAR). In detta sede la Sezione ha, inoltre, affermato che, considerato che la norma recentemente introdotta dal legislatore nazionale ha previsto per tutte le Unioni analoga preclusione ad assumere un segretario specificatamente e unicamente per l’Unione, non è necessario alcun adeguamento dell’ordinamento interno della Regione ai principi dettati dal comma 5 ter dell’art. 32 del D.Lgs. n. 267/2000, ai fini della piena applicabilità nella Regione Sardegna del divieto di erogazione di ulteriori indennità al Segretario di cui l’Unione si avvale e dell’interdizione al determinarsi di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Tali aggravi di spesa a carico della finanza pubblica nella Regione Autonoma della Sardegna risulterebbero, infatti, del tutto incongrui oltre che contrari ai principi di coordinamento della finanza pubblica".
Deliberazione n. 18/2015
La Corte dei Conti Sezione Controllo della Sardegna con la deliberazione n. 21-2015 ha ritenuto inammissibile la richiesta di parere presentata dal sindaco del comune di Austis in materia di smaltimento di rifiuti, ma ha ritenuto opportuno fare alcune considerazioni di carattere generale, osservando che la materia stessa è assistita da particolare tutela in attuazione di principi costituzionali ( art. 2,3,9,32,41,42,44,117 commi1 e 3 Cost.) e deve svolgersi nel rispetto degli obblighi internazionali e del diritto comunitario, tutti espressamente richiamati dal citato D. Lgs. 152/2006 ( art. 3 bis, principi sulla produzione del diritto ambientale).
Le finalità e gli obiettivi del sistema in esame presuppongono diversi livelli di competenze, rispettivamente intestate allo Stato , alle Regioni e agli Enti locali ( cit. D.Lgs. 152/2006, art. 195 e seguenti). Più specificamente è la Regione che deve predisporre il piano regionale di gestione dei rifiuti nei termini e secondo le procedure di legge, sentiti i comuni e le province, dovendolo obbligatoriamente coordinare con gli altri strumenti di pianificazione regionale ( cit. D.Lgs. 152/2006, art. 199). E’ altresì contemplato che detto piano sia oggetto di periodico aggiornamento alla luce di eventuali esigenze sopravvenute.
In conseguenza le competenze dei comuni, esattamente disciplinate dall’art. 198 del più volte citato decreto legislativo, possono essere assunte solo in stretta coerenza con i piani regionali in quanto partecipano di un sistema che l’ordinamento vuole unitario, coordinato e sinergico. Le questioni sollevate dal comune di Austis dovranno trovare definizione esclusivamente nell’ambito della disciplina stabilita dalla legge avuto riguardo ai provvedimenti di competenza regionale e, nell’ambito di tale contesto, agli spazi consentiti agli enti locali.
Anche l’ultima questione sollevata dal comune attiene a sospettati dubbi di responsabilità in capo alla Regione e come tale non è oggettivamente ammissibile nella presente sede dell’attività consultiva, in quanto interferente con le funzioni giurisdizionali.
Deliberazione n. 21-2015
La corte dei Conti Sardegna Sezione del Controllo con la deliberazione n. 11-2015 si è espressa sulla richiesta di parere inoltrata dal comune di Olbia in materia di incentivi alla progettazione.
La Corte afferma che la sopravvenuta normativa statale sugli incentivi alla progettazione di cui agli artt.13 e 13 bis della legge 114/2014 risulta immediatamente cogente anche per le amministrazioni locali della regione della Sardegna. L’art.12 della L.R. 5/2007 rimane applicabile, in via residuale, per i soli aspetti coincidenti con la normativa statale ed, eventualmente, per quei limitati profili, già precedentemente normati dal legislatore regionale e non regolati dalla legge 114/2014, che non risultino incompatibili con la disciplina statale intesa nel suo complesso; profili da accertarsi attraverso una verifica che non può prescindere dall’esame del caso concreto e che è rimessa all’attività gestionale dell’amministrazione.
Testo della delibera 11-2015
Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Febbraio 2015 12:31
La Corte dei Conti Sezione del controllo per la Regione Sardegna con la deliberazione n. 1/2015 ha recepito le linee guida per il referto annuale sul funzionamento dei controlli interni del sindaco (per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti) e del presidente della provincia e il relativo schema di relazione – questionario elaborati dalla Sezione delle Autonomie, allegati alla deliberazione della quale costituiscono parte integrante.
Deliberazione n. 1/2015
Con la deliberazione n. 71 del 7 novembre 2014 la Corte dei Conti Sardegna si è pronunciata sulla corretta interpretazione da attribuire all’art.1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n.296 a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui all’art.2, comma 1, della legge regionale finanziaria 23 maggio 2013, n.12 (che prevede la riduzione dell’aliquota IRAP nel triennio 2013/2015).
La Sezione ritiene che non risulta possibile, dal punto di vista normativo, conteggiare in via figurativa gli effetti della decurtazione dell’IRAP, disposta transitoriamente da una legge regionale, nell’aggregato delle spese di personale, riscontrandosi l’assenza di indici normativi che consentano tale operazione ermeneutica.
Testo della Deliberazione n. 71