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Timestamp: 2018-01-17 22:20:15+00:00
Document Index: 46805381

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COSA GIUDICATA IN MATERIA CIVILE - Limiti del giudicato - - soggettivi
Invocando una sentenza di condanna pronunciata in suo favore della Corte di appello di Roma nei confronti di R.A.P. erede di R.F. deceduto, per i danni conseguenti ad un sinistro stradale provocato, il 28 luglio 1977, con la propria auto, da R.F. P.M. ha chiesto al pretore di Bolzano la condanna della società Lavoro e Sicurtà, assicuratrice per la responsabilità civile derivante dalla circolazione del veicolo del R. al pagamento di quanto a lui dovuto, per i danni subiti a seguito del predetto sinistro.
La domanda è stata respinta dal giudice di primo grado con sentenza confermata dalla Corte di appello di Trento - sezione distaccata della Corte di Bolzano - che ha in particolare, rilevato come la sentenza invocata dal P., essendo stata pronunciata solo nei confronti della R. non possa produrre effetti nei confronti della società Lavoro e Sicurtà, che non ha partecipato al predetto giudizio e come la domanda del P. presupponga, conseguentemente, la prova della responsabilità del conducente del veicolo assicurato dalla predetta società, nella specie del tutto mancata, in assenza di tempestive richieste istruttorie.
Il P. ha impugnato questa sentenza con ricorso per cassazione sostenuto da due motivi.
La società Lavoro e Sicurtà resiste con controricorso.
1. Con il primo motivo di ricorso si denuncia la "falsa applicazione dell'art. 2909 cod. civ. e dell'art. 1306 cod. civ. in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c. nonché omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione".
Si sostiene che la Corte di merito ha del tutto ignorato che la sentenza passata in giudicato ha non solo una efficacia diretta nei confronti delle parti, i loro eredi ed aventi causa ma anche una efficacia riflessa nei confronti delle persone che, rimaste estranee al processo, siano tuttavia portatori di diritti ed obblighi dipendenti dalla situazione giuridica interessata dal giudicato.
L'obbligo dell'assicuratore di tenere indenne l'assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell'assicurazione, deve pagare ad un terzo in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto è, appunto, secondo il ricorrente, dipendente proprio dall'accertamento della responsabilità dell'assicurato nei confronti del terzo danneggiato dato che tale accertamento ha per oggetto un rapporto che "rappresenta un elemento costitutivo del rapporto dedotto nel secondo giudizio".
Si aggiunge che "l'art. 1306 cod. civ., che sancisce, nelle obbligazioni solidali, che la sentenza pronunciata tra il creditore ed uno dei debitori in solido non ha effetto contro gli altri debitori, costituisce applicazione concreta, ad una particolare categoria di rapporti giuridici, del principio generale stabilito dall'art. 2909 cod. civ. e pertanto esso non è atto ad integrare una eccezione al principio della efficacia riflessa della cosa giudicata".
1.1. Con il secondo motivo si denuncia la "violazione dell'art. 345 c.p.c. in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c. ed omessa motivazione al riguardo in relazione all'art. 360 n. 5 c.p.c."