Source: http://forum.enti.it/viewtopic.php?f=9&t=316600&p=1138068&sid=f986310e5e551637c98c34e07396b5db
Timestamp: 2018-02-21 09:03:53+00:00
Document Index: 26328220

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 106', 'art. 53', 'art. 106', 'art. 106']

immobile abusivo ante 1967 - Forum Enti.it
immobile abusivo ante 1967
Iscritto il: 09/02/2017, 13:33
Messaggioda bebarziga » 09/02/2017, 13:47
Buongiorno, come tanti, aimè mi sono trovata, alla morte di mio papà con un immobile abusivo che avevo sempre pensato non lo fosse. In pratica ho sempre pagato ici e imu per un'unità immobiliare regolarmente accatastata come deposito (era utilizzata da mio papà come tavernetta, con tanto di bagno per una superficie complessiva di circa 40 mq) ma che in pratica da ricerche in comune non ha nessun titolo abitativo. Il comune in questione si è dotato di piano regolatore negli anni 80 e l'edificio in questione ricade in zona agricola. Il problema è che fare?? Ho foto aeree dell'istituto geografico militare di firenze che dimostrano che l'edificio era già costruito nel 1967, il mio geom dice che deve essere trovata una soluzione con il comune che l'immobile non è demolibile e vi è una recente sentenza del Consiglio di Stato in tal senso), ma che fare??, tra l'altro l'immobile deve essere risanato, in quanto vicino ad altra abitazione e, avrei paura possa causare danni a terzi in caso ci crollo. Chi mi può aiutare? grazie
fabio_balsamo
Iscritto il: 08/02/2017, 16:04
Re: immobile abusivo ante 1967
Messaggioda fabio_balsamo » 11/02/2017, 09:34
forse mi manca un passaggio.
c'è una morma regionale che obbligava di acquisire licenza edilizia anche per i fabbricati fuori dal centro abitato? quindi in contrasto con la norma primaria art. 31 della L. 1150 del 1942?
in ogni caso ha ragione il tuo geometra: anche con una norma regionale che prevedeva la licenza edilizia al di fuori dei centri abitati prevale sempre la norma primaria (Cons. Stato, V, 21/10/1998 n. 1514; TAR Toscana, III, 29/01/2009 n. 52, id. 4/02/2011 n. 197).
per quanto da te descritto la mia opinione è questa poi bisogna rapportarla alla casistica in questione nei particolari. in bocca al lupo.
Messaggioda bebarziga » 20/02/2017, 11:30
grazie della risposta, non penso che vi sia una legge regionale in contrasto con la normativa nazionale, ma non si sa mai, proverò a confrontarmi con il comune e vedo cosa mi chiedono. Telefonicamente mi hanno parlato di dichiarazione giurata che l'immobile era già costruito nel 1967 e di stato di fatto...vedrò. grazie ancora
Messaggioda Rp_1975 » 20/02/2017, 13:20
Direi che in primo luogo è necessario stabilire - con ragionevole certezza ed approssimazione - la data di edificazione del fabbricato. Partendo da questo dato le ipotesi potrebbero essere:
- edificio realizzato ante 22/05/1935: l'edificazione poteva essere assoggettata a preventiva autorizzazione sulla base dei regolamenti edilizi comunali (emanati ai sensi del R.D. 297 del 12 febbraio 1911).
- edificio realizzato tra il 22/05/1935 e il 26/12/1937: l'edificazione era assoggettata a preventiva autorizzazione sulla base dell'art. 4 del R.D. n. 640 del 1935 che recitava:
"Coloro che intendano fare nuove costruzioni, ovvero modificare od ampliare quelle esistenti debbono chiedere al Podesta' apposita autorizzazione, obbligandosi ad osservare le norme particolari dei regolamenti di edilizia e d'igiene comunali. La domanda di autorizzazione deve contenere l'elezione di domicilio nel Comune dove si eseguono i lavori, oltre quelle altre formalita' richieste dalle locali disposizioni regolamentari.
Qualora i lavori iniziati in base ad autorizzazione non siano condotti secondo il progetto approvato e secondo le norme stabilite dal regolamento edilizio comunale, il Podesta', fatti gli accertamenti del caso, ne ordina la sospensione. Contro l'ordinanza del Podesta', da notificarsi al proprietario nel domicilio eletto sulla domanda di autorizzazione, e' ammesso ricorso al Prefetto, il quale decide con provvedimento definitivo. Il ricorso non ha effetto sospensivo.
Qualora vengano iniziati i lavori senza autorizzazione ovvero vengano proseguiti quelli per i quali sia stata notificata ordinanza di sospensione, il Podesta' ordina la demolizione a spese del contravventore senza pregiudizio delle sanzioni penali di cui all'art. 106 del T. U. della legge comunale e provinciale o di quelle maggiori contenute nei regolamenti edilizi. L'ordinanza del Podesta' ha carattere di provvedimento definitivo. "
- edificio realizzato dopo il 26/12/1937: il R.D. n. 2105 del 1937 (in vigore dal 27/12/1937 fino al 15/12/2009!) stabiliva:
"Art. 3. Regolamenti edilizi. In tutti i Comuni del Regno nei quali non e' prescritta la osservanza delle norme contenute negli articoli 7 e successivi * , le Amministrazioni comunali devono provvedere a che nei regolamenti edilizi di cui all'art. 53 del testo unico della legge comunale e provinciale vigente sia resa obbligatoria l'osservanza delle disposizioni contenute nei seguenti articoli 4, 5 e 6."
"Art. 6. Sanzioni. Coloro che intendano fare nuove costruzioni, ovvero modificare od ampliare quelle esistenti, debbono chiedere al Podesta' apposita autorizzazione, obbligandosi ad osservare le norme particolari dei regolamenti di edilizia e d'igiene comunali.
La domanda di autorizzazione deve contenere l'elezione di domicilio nel Comune dove si eseguono i lavori, oltre quelle altre formalita' richieste dalle locali disposizioni regolamentari.
Qualora i lavori iniziati in base ad autorizzazione non siano condotti secondo le norme stabilite dal regolamento edilizio comunale, il Podesta', fatti gli accertamenti del caso, ne ordina la sospensione. Contro l'ordinanza del Podesta', da notificarsi al proprietario nel domicilio eletto sulla domanda di autorizzazione, e' ammesso ricorso al Prefetto, il quale decide con provvedimento definitivo. Il ricorso non ha effetto sospensivo.
Qualora vengano iniziati i lavori senza autorizzazione ovvero vengano proseguiti quelli per i quali sia stata notificata ordinanza di sospensione, il Podesta' ordina la demolizione a spese del contravventore senza pregiudizio delle sanzioni penali di cui all'art. 106 del testo unico della legge comunale e provinciale o di quelle maggiori contenute nei regolamenti edilizi. L'ordinanza del Podesta' ha carattere di provvedimento definitivo."
In osservanza a quest'ultimo detto R.D. è la data di entrata in vigore del Regolamento Edilizio Comunale (e non del PRG) a stabilire l'obbligo, per tutto il territorio comunale, di ottenere la preventiva autorizzazione all'edificazione.
* Nei Comuni sismici individuati dal R.D. l'obbligo di autorizzazione del Genio Civile era immediatamente cogente.
Quanto alle sentenze che ritengono non necessario il titolo abilitativo per le edificazioni "ante 1942" e "ante 1967" è doveroso precisare che la giurisprudenza è tutt'altro che univoca. Vi sono TAR (es. Toscana e Friuli) che propendono per la non necessità del titolo abilitativo edilizio, altri (es. Lombardia, Liguria, Lazio e Campania, che hanno riconosciuto la legittimità dei Regolamenti Edilizi Comunali risalenti agli anni '30 del secolo scorso e la relativa cogenza della preventiva autorizzazione all'edificazione), ivi comprese diverse sentenze di Cassazione e del C.d.S., che invece propendono la necessità.
Messaggioda bebarziga » 22/02/2017, 15:13
Qualora vengano iniziati i lavori senza autorizzazione ovvero vengano proseguiti quelli per i quali sia stata notificata ordinanza di sospensione, il Podesta' ordina la demolizione a spese del contravventore senza pregiudizio delle sanzioni penali di cui all'art. 106 del testo unico della legge comunale
grazie della risposta, aggiungo che l'immobile è stato costruito tra il 1959 e il 1960 e la mia regione è il Piemonte. Penso e spero che il comune non sia troppo rigido, considerato anche che con la crisi edilizia i soldini di sanatorie e oneri fanno comodo. Se si impuntano no problem per impugnare eventuale ordinanza demolitiva.
Oggi è 21/02/2018, 10:03