Source: https://blog.solignani.it/1999/04/26/l%E2%80%99art-171-bis-della-legge-sul-diritto-di-autore/?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2019-10-22 11:13:03+00:00
Document Index: 93387703

Matched Legal Cases: ['art. 171', 'art. 171', 'art. 171', 'art.171', 'art.10', 'art. 171']

l'art. 171-bis della legge sul diritto di autore | Tiziano Solignani
You are here: Home / l’art. 171-bis della legge sul diritto di autore
l’art. 171-bis della legge sul diritto di autore
Aprile 26, 1999 by Tiziano Solignani Leave a Comment
Come è possibile che la G.d.F. possa entrare nella casa di un qualsiasi sig. “Rossi” e, trovando un computer attrezzato con un masterizzatore e forse anche alcune compilation musicali, sequestrare il tutto e portare il malcapitato in tribunale a rispondere di un illecito da codice penale? Considerando che l’art.171 bis della legge sul copyright è stato introdotto con l’art.10 del D.L. del 29/12/1992, emanato in attuazione della direttiva 91/250/CEE, bisogna mettere bene in evidenza che la suddetta norma ha, giustamente: 1) la finalità di garantire il titolare del programma; 2) la finalità di punire coloro i quali a scopo di lucro ne ricevono un beneficio economico. E’ questo il nucleo della questione: quale “scopo di lucro” può avere un papà che affittando, ad esempio, un CD Playstation, con il suo masterizzatore casalingo se ne fa una copia ad uso personale, e che magari proprio per questo potrebbe essere iscritto nel “registro degli indagati” cadendo nelle spire di una giustizia che in questo modo è ingiusta! Le chiedo quindi se il possessore di un masterizzatore può effettuare una singola copia ad uso domestico di un programma, di un videogioco, di un cd audio e/o altro, così come avviene per la videoregistrazione casalinga di un film noleggiato. (Dado, via mail)
L’art. 171-bis della legge sul diritto di autore dispone che “chiunque abusivamente duplica a fini di lucro, programmi per elaboratore, o, ai medesimi fini e sapendo o avendo motivo di sapere che si tratta di copie non autorizzate, importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale, o concede in locazione i medesimi programmi, è soggetto alla pena …”.
Nel ragionamento di chi crede che nel copiare un cd-rom contenente software, di qualsiasi tipo, per uso personale non vi sia lo scopo di lucro, c’è un errore. Lo “scopo di lucro” di cui parla la legge non è solo quello di colui che vuole avere un guadagno, e quindi rivende a terzi cd-rom illecitamente riprodotti, ma anche quello che si ha nel caso in cui si abbia solo un … risparmio. A ben vedere, infatti, guadagnare e non spendere, da questo punto di vista, possono considerarsi corrispondenti. Il padre di famiglia che copia un cd-rom contenente ad esempio un videogioco commette un reato e ne trae un vantaggio illegittimo, perché il suo guadagno risiede nell’aver evitato di pagare il “costo” dell’opera intellettuale. Sviluppare un programma, di qualsiasi tipo, costa fatica e gli autori di software trovano il compenso a tali sacrifici nel denaro che il pubblico è disposto a pagare per utilizzare il loro lavoro. Utilizzare “a sbafo” il prodotto del lavoro intellettuale altrui, in altri termini, è considerato dalla nostra legge non solo illegittimo, ma addirittura un reato per il quale può essere comminata la pena della reclusione.
Difficilmente, inoltre, chi viene colto in fallo per aver copiato programmi per uso “casalingo” può invocare a sua discolpa il fatto di non aver conosciuto o capito fino in fondo la legge. Infatti, in primo luogo, in qualsiasi prodotto software sono presenti maschere “pop up” che, aprendosi in sede di installazione del programma, avvertono con precisione delle condizioni di licenza, richiamando l’attenzione dell’utilizzatore sull’importanza delle stesse; per non parlare poi della vera e propria licenza cartacea, spesso inclusa nella confezione o stampata sulla scatola. Poi, al di là di questo, come si fa a dire che non si era capito che copiare un programma, evitando di pagarlo, non integrasse lo scopo di lucro? Anche una associazione no profit, se copia un programma illegittimamente, evitando di pagarne il prezzo, risponde, in persona del suo amministratore, del reato di illecita duplicazione. E’ al singolo fatto, in altri termini, che bisogna guardare.