Source: http://magistraturademocratica.it/articolo/congresso-2013-modifiche-statutarie_30-01-2013.php
Timestamp: 2019-09-17 02:21:10+00:00
Document Index: 85817867

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.11', 'art.3', 'art.8', 'art.12', 'art.12', 'art.6', 'art.4', 'art. 6', 'art. 6']

Magistratura democratica - Modifiche statutarie
IL TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DEGLI EMENDAMENTI E’ FISSATO PER LE ORE 19,00 DI VENERDI’ 1 FEBBRAIO 2013
Gli orari di apertura e chiusura in Commissione Verifica Titoli per la presentazione di emendamenti alle modifiche statutarie comunicati nel programma del congresso sono stati così modificati
ore 9,30 -Apertura in Commissione Verifica Titoli della presentazione delle proposte di modifiche statutarie
ore 19,00- Chiusura per la presentazione delle proposte di modifiche statutarie
SABATO 2 FEBBRAIO – ore 21,00/24,00 -Sessione dedicata alla discussione delle modifiche statutarie
Il Consiglio nazionale di Md nella riunione del 15 dicembre 2012 ha deliberato di proporre al congresso le modifiche statutarie di seguito riportate. Il report della riunione del 15 dicembre dava atto del contenuto essenziale delle due proposte, il cui testo è stato successivamente formalizzato dal Presidente in forma più completa, tenendo conto della norma di chiusura dello statuto di Md che rinvia allo statuto Anm per quanto non espressamente previsto.
A questo proposito va evidenziato che le proposte tengono ferma la previsione che agli aderenti a Md non si applicano le limitazioni che l'art.6, commi 2 e 3, dello statuto Anm pone in relazione alla partecipazione attiva alla vita politica.
Al fine di rendere funzionale la discussione in ordine alle modifiche statutarie si riportano di seguito alcune proposte per razionalizzare la discussione:
a) Le questioni relative alle modalità delle votazioni concernenti le modifiche statutarie potranno essere risolte sulla base del Regolamento del Senato della Repubblica;
b) Tenuto presente che le modifiche statutarie proposte non hanno una natura formale qualificata, le eventuali proposte di emendamenti alternativi dovranno fare riferimento al testo dello statuto attualmente vigente;
c) dovrà essere evitata la presentazione di subemendamenti al testo base delle proposte; ciò al fine di valutare sin dall’inizio la coerenza complessiva dello statuto come risultante dalle modifiche che vengono suggerite.
Il termine per la presentazione di emendamenti da parte di singoli aderenti è
inderogabilmente fissato per le ore 19,00 di venerdì 1 febbraio 2013
La scelta di istituire un collegio anche all’interno di Md non deve essere vissuta come un elemento di debolezza, ma come una risposta corretta ad esigenze attuali, come è emerso poco più di un anno fa dopo la misura cautelare che raggiunse Vincenzo Giglio. In quella sede il consiglio nazionale adottò nell’immediatezza una decisione di sospensione del collega dal Gruppo e tale decisione, adottata col consenso di tutti in assenza di una previsione di statuto, e è ancora operativa. Non più rinviabile si presenta la istituzione di un organismo che abbia poteri di istruttoria e di proposta in tutti i casi in cui condotte non conformi allo statuto e allo spirito di Md o situazioni obiettive pongano in dubbio la permanenza di un aderente all’interno del Gruppo.
Merita segnalare che la proposta di modifica non riprende la disciplina del comma 4 dell'art.11 dello statuto Anm in tema di impugnazione della decisione che il Cdc (nel nostro caso il consiglio nazionale) adotta su proposta del collegio dei probiviri.
La proposta prevede, infine, che il collegio sia composto da tre aderenti, e non da cinque come si legge nello statuto Anm.
1) L’art.3, comma 2, dello statuto viene così modificato:
“ 2. Sono organi nazionali di Magistratura democratica il congresso, il consiglio nazionale, il comitato esecutivo e il collegio dei probiviri; sono organi locali l’assemblea sezionale e il segretario della sezione.”
2) Il comma 2 dell’art.8 (consiglio nazionale: attribuzioni) dello statuto viene così modificato:
al termine del comma due sono aggiunte le parole: “nomina i componenti del collegio dei probiviri”.
L’art.12 dello statuto viene così modificato:
“ Art.12 - Collegio dei probiviri
3. Spetta al collegio dei probiviri provvedere in materia disciplinare a norma del comma 2 che precede. Il collegio è convocato dal presidente ogni volta che sia necessario e deve esse convocato nel caso di richiesta di due componenti."
3) Dopo l'art.12 è inserito il seguente articolo:
“Art.13 – Norma di rinvio
1. Per tutto quanto non è disciplinato negli articoli precedenti si applicano le norme dello statuto dell’Anm, con esclusione dell’art.6, commi due e tre, e di qualsiasi norma incompatibile con il presente statuto e coi fini perseguiti da Magistratura democratica."
B) DELEGHE CONGRESSUALI
Quanto al tema delle deleghe, la proposta intende sottoporre al congresso, seppure senza una specifica analisi preventiva, una modifica di cui più volte si è parlato senza giungere a una definizione. Vengono qui riprese due formulazioni alternative, tendenti entrambe a ridurre il numero di deleghe, secondo la prima da 10 a 5, secondo la seconda da 10 a 7. La proposta risponde alla logica di incentivare la partecipazione diretta dei magistrati al dibattito congressuale e di favorire una votazione quanto più possibile diretta e legata ai contenuti del dibattito.
L’art.4, comma 1, è così modificato:
. Prima ipotesi
“1. Il congresso e costituito da tutti gli aderenti i quali possono partecipare personalmente e a mezzo di delegati eletti secondo le norme dello statuto dell’Anm; ogni delegato non può rappresentare più di 5 (cinque) aderenti.”
. Seconda ipotesi
Come sopra, ma il limite viene fissato in “7 (sette) aderenti”.
Allegati: statuto di md attualmente in vigore
ALLEGATO alla proposta di Modifiche statutarie
2. I delegati delle sezioni sono eletti prima di ogni sessione del consiglio limitatamente alla sessione stessa, salva diversa determinazione rimessa all'autonomia delle sezioni e fermo in ogni caso il potere di revoca da parte dell'assemblea sezionale, prima di ogni sessione del consiglio
1. Il consiglio nazionale è l'organo deliberante di Magistratura democratica e, nell'ambito delle direttive del congresso, assume tutte le iniziative opportune per l'attuazione della linea politica
1. Il comitato esecutivo è costituito dal segretario generale e da nove componenti, eletti dal consiglio nazionale fra i suoi componenti stabili con voto limitato a sei
3. Si riunisce su convocazione del segretario generale tutte le volte che questi lo ritenga opportuno e deve essere convocato quando lo richiedano almeno tre dei suoi componenti
4. Il Segretario non può essere eletto per più di due volte consecutive
5. Il comitato esecutivo porta ad esecuzione le deliberazioni del congresso e del consiglio nazionale
6. Le riunioni non sono pubbliche; tuttavia vi possono partecipare il presidente, il responsabile della stampa e dell'informazione e i coordinatori dei gruppi di lavoro delle aree di intervento designati dall'esecutivo, nonché i componenti del Consiglio superiore della magistratura e del comitato direttivo centrale dell'Anm aderenti a Magistratura democratica
1. Possono costituirsi sezioni di Magistratura democratica nell'ambito territoriale di ciascun distretto di corte d'appello o di più distretti finitimi; alle sezioni possono aderire gli appartenenti alle magistrature diverse da quella ordinaria, i quali, peraltro, possono costituire proprie sezioni nell'ambito delle rispettive circoscrizioni
3. L'assemblea sezionale designa un segretario che coordina l'attività della sezione e la rappresenta nei rapporti con gli organi nazionali; detemina inoltre la quota di autofinanziamento dovuta alla sezione da ciascun aderente ad essa appartenente; elegge i componenti del consiglio nazionale ai sensi dell'art. 6; designa i candidati di Magistratura democratica agli organi locali dell'Anm e ai consigli giudiziari e adotta, in sede locale, nell'ambito della linea politica generale, tutte le iniziative che reputa necessarie e opportune
4. Alle designazioni dei candidati di cui al comma precedente partecipano soltanto gli aderenti magistrati ordinari
1. Per tutto quanto non è disciplinato negli articoli precedenti si applicano le norme dello statuto dell'Anm, con esclusione dell'art. 6 commi due e tre e di qualsiasi norma incompatibile con il presente statuto e con i fini perseguiti da Magistratura democratica. (il testo vigente è quello approvato dalla assemblea di Padova del 24 giugno 1973, modificato il 12 aprile 1991 dal congresso di Alghero, il 24 gennaio 2003 dal congresso di Roma e infine il 7 maggio 2005 dal Congresso di Palermo)