Source: http://dbnews.tchost.it/2014/11/
Timestamp: 2020-02-26 04:43:09+00:00
Document Index: 28675490

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 25', 'art. 11', 'art. 25', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

novembre 2014 – Db Notizie
“Decreto semplificazioni”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale
A decorrere dal 13 dicembre 2014 entrerà in vigore il “Decreto Semplificazioni”
È stato pubblicato in G.U. n. 277/2014, il D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, recante disposizioni in materia di semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata.
Tra le diverse disposizioni presenti nel suddetto provvedimento, sono state adottate le seguenti misure di legge:
– dichiarazione dei redditi compilata dall’agenzia delle entrate;
– nuova sanzione per i sostituti d’imposta in relazione alla corretta trasmissione della certificazione unica;
– sanzione per omesso, tardivo o errato invio di informazioni da enti esterni;
– unificazione dei termini di presentazione della dichiarazione;
– esclusione del controllo preventivo sui rimborsi;
– semplificare la gestione delle addizionali regionali e comunali;
– fatturazione delle prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande;
– semplificare gli adempimenti in materia di dichiarazione di successione;
– spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici;
– semplificazioni per i rimborsi;
– trasparenza e semplificazione delle operazioni poste in essere dai sostituti d’imposta nell’attività di assistenza fiscale;
– semplificazioni per le società tra professionisti;
– disciplina della responsabilità solidale fiscale negli appalti.
A decorrere dal 13 dicembre 2014 entrerà in vigore il "Decreto Semplificazioni"
- dichiarazione dei redditi compilata dall’agenzia delle entrate;
- nuova sanzione per i sostituti d’imposta in relazione alla corretta trasmissione della certificazione unica;
- sanzione per omesso, tardivo o errato invio di informazioni da enti esterni;
- unificazione dei termini di presentazione della dichiarazione;
- esclusione del controllo preventivo sui rimborsi;
- semplificare la gestione delle addizionali regionali e comunali;
- fatturazione delle prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande;
- semplificare gli adempimenti in materia di dichiarazione di successione;
- spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici;
- semplificazioni per i rimborsi;
- trasparenza e semplificazione delle operazioni poste in essere dai sostituti d’imposta nell’attività di assistenza fiscale;
- semplificazioni per le società tra professionisti;
- disciplina della responsabilità solidale fiscale negli appalti.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 28 novembre 2014 Categorie NEWS|FISCO
Pubblicato il Testo unico del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione
A seguito della stesura definitiva del CCNL Trasporto Merci sottoscritta il 3/7/2014, in applicazione dell’accordo di rinnovo dell’1/8/2013, è stato pubblicato il Testo Unico, che tra l’altro, ha modificato le disposizioni relative al contratto a termine.
E’ stato pubblicato il testo a stampa del CCNL Logistica, trasporto merci e spedizione 1 agosto 2013, che disciplina il rapporto di lavoro del personale dipendente dalle imprese di spedizione, anche se denominate transitarie e doganali, dalle aziende esercenti l’autotra-sporto di merce su strada per conto di terzi, dalle imprese di servizi logistici e ausiliari del trasporto, dalle imprese di trasporto combinato, dalle imprese svolgenti l’attività di commercio elettronico, dalle agenzie aeree e pubblici mediatori marittimi che esercitano tale attività promiscuamente a quella di spedizione, dalle aziende di magazzini generali, dai terminal, dai depositi, dai centri di distribuzione e centri intermodali per conto terzi, dalle aziende produttrici di energia refrigerante, dalle aziende di servizi logistici anche integrati con attività di supporto alla produzione, operanti singolarmente oppure all’interno di infrastrutture interportuali, autoportuali, portuali ed aeroportuali, con la sola esclusione delle imprese destinatarie del CCNL dei lavoratori dei porti.
Un lavoro utile che dà una struttura ordinata e omogenea alle numerose norme che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni.
Il Testo unico è stato sottoscritto da:
– AITE, AITI, ASSOESPRESSI, ASSOLOGISTICA, FEDESPEDI, FEDIT, FISI, TRASPORTOUNITO FIAP, assistite dalla CONFETRA;
– ANITA, FAI, FEDERTRASLOCHI, FEDERLOGISTICA, FIAP, UNITAI, assistite dalla CONFTRASPORTO;
– CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CASARTIGIANI, CLAAI
– FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI.
Il nuovo articolato contrattuale, nel rispetto dell’ultimo accordo di rinnovo del 1/8/2013, ha decorrenza dall’1/1/2013 e scade il 31/12/2015 ed è strutturato nel seguente modo: una parte generale e una speciale, suddivisa in più sezioni così intitolate:
– Sezione prima – CCNL trasporto merci
– Sezione seconda – CCNL Assologistica
– Sezione Terza – Cooperazione
– Sezione Quarta – Artigiana
Nella sistemazione delle disposizioni contrattuali, le parti hanno rivisto l’articolo relativo al Contratto a tempo determinato (Art. 55 del Testo unico) in conformità a quanto previsto dalla Legge n. 99 del 2013 sulla successione di più contratti del genere.
Pertanto, modificando la disposizione prevista dall’accordo di rinnovo dell’1/8/2013, le parti convengono che l’intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore, ai sensi dell’art. 5, comma 3 ultimo periodo del D.Lgs. n. 368/2001 e successive modifiche, è fissato in 10 giorni (in precedenza 20) in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 20 giorni (in precedenza 30) nel caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine indicate. Qualora la riassunzione avvenga prima dei suddetti termini il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.
E’ stato pubblicato il testo a stampa del CCNL Logistica, trasporto merci e spedizione 1 agosto 2013, che disciplina il rapporto di lavoro del personale dipendente dalle imprese di spedizione, anche se denominate transitarie e doganali, dalle aziende esercenti l’autotra-sporto di merce su strada per conto di terzi, dalle imprese di servizi logistici e ausiliari del trasporto, dalle imprese di trasporto combinato, dalle imprese svolgenti l’attività di commercio elettronico, dalle agenzie aeree e pubblici mediatori marittimi che esercitano tale attività promiscuamente a quella di spedizione, dalle aziende di magazzini generali, dai terminal, dai depositi, dai centri di distribuzione e centri intermodali per conto terzi, dalle aziende produttrici di energia refrigerante, dalle aziende di servizi logistici anche integrati con attività di supporto alla produzione, operanti singolarmente oppure all'interno di infrastrutture interportuali, autoportuali, portuali ed aeroportuali, con la sola esclusione delle imprese destinatarie del CCNL dei lavoratori dei porti.
- AITE, AITI, ASSOESPRESSI, ASSOLOGISTICA, FEDESPEDI, FEDIT, FISI, TRASPORTOUNITO FIAP, assistite dalla CONFETRA;
- ANITA, FAI, FEDERTRASLOCHI, FEDERLOGISTICA, FIAP, UNITAI, assistite dalla CONFTRASPORTO;
- CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CASARTIGIANI, CLAAI
- FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI.
- Sezione prima - CCNL trasporto merci
- Sezione seconda - CCNL Assologistica
- Sezione Terza - Cooperazione
- Sezione Quarta - Artigiana
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 28 novembre 2014 Categorie NEWS|LAVORO
Sisma maggio 2012: riaperti i termini per chiedere il credito d’imposta
Per le imprese e per i lavoratori autonomi colpiti dal sisma, le domande per l’attribuzione del beneficio, da inviare in via telematica utilizzando i canali Entratel o Fisconline, potranno essere presentate dall’1 al 29 dicembre 2014 (Agenzia entrate – provvedimento n. 152728 del 28 novembre 2014).
Come ribadito dall’Agenzia delle Entrate le domande per l’attribuzione del credito d’imposta potranno essere presentate, esclusivamente, da imprese e lavoratori autonomi la cui azienda o studio professionale sono stati distrutti o resi inagibili per effetto del sisma o che hanno subito la distruzione di attrezzature, macchinari o impianti utilizzati per la loro attività.
Il suddetto credito è determinato sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesto con le domande inviate dal 14 aprile al 30 giugno 2014 e dall’1 al 29 dicembre 2014.
Per le imprese e per i lavoratori autonomi colpiti dal sisma, le domande per l’attribuzione del beneficio, da inviare in via telematica utilizzando i canali Entratel o Fisconline, potranno essere presentate dall’1 al 29 dicembre 2014 (Agenzia entrate - provvedimento n. 152728 del 28 novembre 2014).
E’ attivo dal 1° gennaio 2015 il piano sanitario di “FASIE” per il settore Vetro Industria
Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa – FASIE – per i dipendenti delle aziende dell’Industria Vetro e Lampade, al quale hanno aderito le Parti Datoriali e le OO.SS. di settore con accordo del 4/7/2014, comunica che sarà operativo dall’1/1/2015.
Al Fondo FASIE hanno aderito, con accordo del 4/7/2014, l’ASSOVETRO, Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, a beneficio di tutte le Aziende rientranti nella sfera di applicabilità del CCNL per le Aziende industriali che producono e trasformano articoli in vetro, comprese le Aziende che producono lampade e display.
Con propria circolare, il Fondo FASIE ha comunicato che dall’1/1/2015, potranno aderire i lavoratori del settore e i relativi nuclei familiari.
Per quanto riguarda la “composizione del nucleo familiare”, vi rientrano: il coniuge, anche legalmente separato o divorziato con diritto all’assegno familiare; i figli a carico.
Per figli a carico si intende: i figli minorenni; i figli di età inferiore a 21 anni che frequentino una scuola media superiore o altro corso di studi assimilabili; i figli di età inferiore a 26 anni che frequentino l’università o altro corso di studi assimilabile alla durata del corso legale; i figli senza alcun limite di età, che si trovino per grave infermità nell’assoluta permanente impossibilità di svolgere un proficuo lavoro.
Inoltre possono iscriversi purchè conviventi: i genitori; i fratelli del dipendente e del coniuge; i figli di età superiore a 26 anni; il/la convivente more uxorio.
In sede di sottoscrizione del Piano Sanitario, o anche successivamente, potranno essere inseriti contemporaneamente tutti i componenti aventi diritto, ad esclusione dei familiari che risultino già beneficiari di un’autonoma copertura assicurativa malattia, sia su base individuale che collettiva.
Come previsto nell’accordo del 4/7/2014, la contribuzione ammonta ad euro 16,00 su base mensile, per 12 mensilità, interamente destinata alla copertura delle prestazioni di assistenza sanitaria, salvo la quota destinata a coprire i costi di gestione. Essa è così ripartita:
– 8,00 euro a carico del lavoratore aderente;
– 8,00 euro a carico dell’Azienda che lo impiega.
Pertanto, i contributi annui previsti sono i seguenti:
Nucleo familiare (importi pro capite)
Dipendente 192,00
Coniuge 192,00
1° Figlio 170,00
2° Figlio 150,00
3° Figlio 150,00
4° Figlio 150,00
Dal 5° Figlio 140,00
Chiaramente, per quanto riguarda il contributo del dipendente, 96,00 Euro sono a carico dell’Azienda.
Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa - FASIE - per i dipendenti delle aziende dell’Industria Vetro e Lampade, al quale hanno aderito le Parti Datoriali e le OO.SS. di settore con accordo del 4/7/2014, comunica che sarà operativo dall’1/1/2015.
Per quanto riguarda la "composizione del nucleo familiare", vi rientrano: il coniuge, anche legalmente separato o divorziato con diritto all'assegno familiare; i figli a carico.
Per figli a carico si intende: i figli minorenni; i figli di età inferiore a 21 anni che frequentino una scuola media superiore o altro corso di studi assimilabili; i figli di età inferiore a 26 anni che frequentino l'università o altro corso di studi assimilabile alla durata del corso legale; i figli senza alcun limite di età, che si trovino per grave infermità nell'assoluta permanente impossibilità di svolgere un proficuo lavoro.
- 8,00 euro a carico del lavoratore aderente;
- 8,00 euro a carico dell’Azienda che lo impiega.
Ancora pochi giorni per il versamento della seconda tranche di acconti d’imposta
Il termine per il pagamento della seconda tranche degli acconti relativi alle imposte sui redditi scade il prossimo lunedì 1° dicembre.
Nello specifico, la scadenza interessa le persone fisiche, le società semplici, le società di persone (e soggetti equiparati) e società di capitali e riguarda il versamento della seconda o unica rata di acconto dell’IRPEF, IRAP, IRES e della Cedolare secca.
Il versamento va effettuato tramite modello F24 telematico, per i titolari di partita Iva, ovvero, per gli altri contribuenti, anche con il modello F24 presso banche, agenzie postali, agenti della riscossione, con indicazione dei seguenti codici tributo:
– per l’Irpef: 4034;
– per l’Irap: 3813;
– per l’Ires: 2002;
– per la cedolare secca : 1841.
Si rammenta che l’importo da pagare entro l’1° dicembre (in quanto il 30 novembre cade di domenica), sommato a quanto eventualmente già versato a titolo di primo acconto, deve corrispondere alle seguenti percentuali:
– 100% per l’Irpef e l’Irap, dovute da persone fisiche e società di persone;
– 101,5% per l’Ires e l’Irap, dovute da società di capitali ed enti;
– 95% per la cedolare secca sulle locazioni di immobili abitativi.
- per l’Irpef: 4034;
- per l’Irap: 3813;
- per l’Ires: 2002;
- per la cedolare secca : 1841.
- 100% per l’Irpef e l’Irap, dovute da persone fisiche e società di persone;
- 101,5% per l’Ires e l’Irap, dovute da società di capitali ed enti;
- 95% per la cedolare secca sulle locazioni di immobili abitativi.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 27 novembre 2014 Categorie NEWS|FISCO
Sanzionabile la comunicazione per l’impiego di terzi sulle provvigioni degli agenti
Il decreto semplificazioni, sostituendo il comma 7 dell’art. 25-bis, DPR n. 600/1973, ha disposto modifiche sulla disciplina della dichiarazione dei percipienti le provvigioni circa l’impiego in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi.
In tali casi la ritenuta effettuata dai committenti, preponenti o mandanti a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche o dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuta dai percipienti, è pari al 20% dell’ammontare delle provvigioni in luogo del 50% prevista in generale.
Nel ribadire la competenza del Ministro dell’economia e delle finanze, con decreto, a determinare i criteri, i termini e le modalità per la presentazione della predetta dichiarazione, le nuove disposizioni precisano che tali modalità devono prevedere la trasmissione della stessa anche tramite posta elettronica certificata.
Inoltre, la dichiarazione non potrà avere limiti di tempo e sarà valida fino a revoca ovvero fino alla perdita dei requisiti del contribuente.
Infine, l’omissione della comunicazione relativa alle variazioni che comportano il venir meno delle predette condizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro (art. 11, D.Lgs. n. 471/1997).
Il decreto semplificazioni, sostituendo il comma 7 dell’art. 25-bis, DPR n. 600/1973, ha disposto modifiche sulla disciplina della dichiarazione dei percipienti le provvigioni circa l’impiego in via continuativa dell'opera di dipendenti o di terzi.
In tali casi la ritenuta effettuata dai committenti, preponenti o mandanti a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche o dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuta dai percipienti, è pari al 20% dell'ammontare delle provvigioni in luogo del 50% prevista in generale.
Nel ribadire la competenza del Ministro dell'economia e delle finanze, con decreto, a determinare i criteri, i termini e le modalità per la presentazione della predetta dichiarazione, le nuove disposizioni precisano che tali modalità devono prevedere la trasmissione della stessa anche tramite posta elettronica certificata.
Infine, l'omissione della comunicazione relativa alle variazioni che comportano il venir meno delle predette condizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro (art. 11, D.Lgs. n. 471/1997).
Co.co.co. e indici di subordinazione
Il potere di indicazione che il collaboratore coordinato e continuativo eserciti eventualmente nei confronti di altri lavoratori, così come la continuità per un certo periodo di tempo della prestazione lavorativa, non costituisce, di per sé, una manifestazione della sua subordinazione al datore di lavoro (Cassazione, Sentenza n. 22690/2014).
Con ricorso al Pretore di Roma, un collaboratore coordinato e continuativo esponendo di avere prestato attività di lavoro subordinato alle dipendenze di una società per qualche anno con le mansioni di “capo del settore ingegneria civile” e di essere stato illegittimamente estromesso dal suo posto di lavoro, chiedeva di dichiarare l’illegittimità del licenziamento irrogatogli e ordinare la sua reintegra nel posto di lavoro con condanna al risarcimento dovutogli per legge. L’adito giudice rigettava il ricorso, ma la Corte di Appello di Roma, in riforma dell’impugnata sentenza, accettava le richieste del lavoratore, ordinando la sua reintegrazione nel posto di lavoro e condannando la società appellata al risarcimento del danno.
Avverso tale sentenza la società proponeva ricorso per cassazione. La Cassazione, con sentenza n. 1754/2003, riteneva che la Corte di merito avesse riconosciuto la subordinazione sulla base dei soli elementi cd. sussidiari, senza valutare in concreto l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, e senza attribuire alcun rilievo all’iniziale volontà delle parti (risultante dagli atti negoziali) di rifarsi ad “incarichi professionali” di natura autonoma. La Corte d’appello di L’Aquila, cui la causa venne rinviata, respingeva le domande del lavoratore, che ha poi proposto ricorso per cassazione affidato ad unico articolato motivo.
In proposito, la Suprema Corte, premesso che il giudizio di rinvio, per il suo carattere “chiuso”, è necessariamente vincolato all’osservanza del principio di diritto affermato dalla pronuncia rescindente e che in essa la Corte aveva affermato con chiarezza che il giudice di appello aveva considerato sussistente la subordinazione senza valutare l’esistenza, o meno, del requisito fondamentale del rapporto di lavoro subordinato (ai fini della sua distinzione dal rapporto di lavoro autonomo) ha ritenuto fondato il motivo di ricorso. La Cassazione ha ritenuto, traltro, che “il fatto che il lavoratore abbia un proprio staff, nei confronti del quale proponga assunzioni, promozioni, aumenti di stipendio e ferie, non esprime, di per sé, subordinazione, potendo essere anche attuazione di un rapporto di lavoro autonomo” (Cass. n. 15001/2000). L’emanazione di “direttive circa i costi e le spese”, nel riferimento esclusivo a siffatta materia, comprova – contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte di Appello e sempre secondo la pronuncia rescindente – che il responsabile non era assoggettato al potere direttivo datoriale (se correttamente inteso circa il suo effettivo contenuto), ben potendo qualunque committente stabilire, di volta in volta, i “tetti” dei costi o delle spese al progettista (il quale, nell’ambito della sua autonoma prestazione, doveva ovviamente tenerne conto per rispettare criteri di economicità insiti a qualsiasi progetto di opera da realizzare concretamente). Né costituisce parametro valido per determinare la natura subordinata del rapporto la continuità per un certo periodo di tempo della prestazione lavorativa di progettista atteso che la continuità della prestazione coordinata e prevalentemente personale riconducibile alla natura del rapporto è svincolata dall’occasione in cui si manifesta la necessità dell’incarico professionale, assumendo rilevanza la causa dell’incarico stesso (Cass. n. 2120/2001).
La sentenza impugnata, in definitiva, non ha minimamente esaminato, come richiesto dalla pronuncia rescindente, le risultanze di causa, limitandosi a discettazioni generali sulla autonomia e subordinazione, ritenendo, senza una effettiva e specifica motivazione, che la posizione del dipendente fosse compatibile con un rapporto di lavoro subordinato.
Il ricorso dunque è stato accolto, la sentenza impugnata cassata, con rinvio, per l’ulteriore esame della controversia ed anche per le spese, alla Corte d’appello di Firenze.
Con ricorso al Pretore di Roma, un collaboratore coordinato e continuativo esponendo di avere prestato attività di lavoro subordinato alle dipendenze di una società per qualche anno con le mansioni di "capo del settore ingegneria civile" e di essere stato illegittimamente estromesso dal suo posto di lavoro, chiedeva di dichiarare l'illegittimità del licenziamento irrogatogli e ordinare la sua reintegra nel posto di lavoro con condanna al risarcimento dovutogli per legge. L'adito giudice rigettava il ricorso, ma la Corte di Appello di Roma, in riforma dell'impugnata sentenza, accettava le richieste del lavoratore, ordinando la sua reintegrazione nel posto di lavoro e condannando la società appellata al risarcimento del danno.
Avverso tale sentenza la società proponeva ricorso per cassazione. La Cassazione, con sentenza n. 1754/2003, riteneva che la Corte di merito avesse riconosciuto la subordinazione sulla base dei soli elementi cd. sussidiari, senza valutare in concreto l'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, e senza attribuire alcun rilievo all'iniziale volontà delle parti (risultante dagli atti negoziali) di rifarsi ad "incarichi professionali" di natura autonoma. La Corte d'appello di L'Aquila, cui la causa venne rinviata, respingeva le domande del lavoratore, che ha poi proposto ricorso per cassazione affidato ad unico articolato motivo.
In proposito, la Suprema Corte, premesso che il giudizio di rinvio, per il suo carattere "chiuso", è necessariamente vincolato all'osservanza del principio di diritto affermato dalla pronuncia rescindente e che in essa la Corte aveva affermato con chiarezza che il giudice di appello aveva considerato sussistente la subordinazione senza valutare l'esistenza, o meno, del requisito fondamentale del rapporto di lavoro subordinato (ai fini della sua distinzione dal rapporto di lavoro autonomo) ha ritenuto fondato il motivo di ricorso. La Cassazione ha ritenuto, traltro, che "il fatto che il lavoratore abbia un proprio staff, nei confronti del quale proponga assunzioni, promozioni, aumenti di stipendio e ferie, non esprime, di per sé, subordinazione, potendo essere anche attuazione di un rapporto di lavoro autonomo" (Cass. n. 15001/2000). L'emanazione di "direttive circa i costi e le spese", nel riferimento esclusivo a siffatta materia, comprova - contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte di Appello e sempre secondo la pronuncia rescindente - che il responsabile non era assoggettato al potere direttivo datoriale (se correttamente inteso circa il suo effettivo contenuto), ben potendo qualunque committente stabilire, di volta in volta, i "tetti" dei costi o delle spese al progettista (il quale, nell'ambito della sua autonoma prestazione, doveva ovviamente tenerne conto per rispettare criteri di economicità insiti a qualsiasi progetto di opera da realizzare concretamente). Né costituisce parametro valido per determinare la natura subordinata del rapporto la continuità per un certo periodo di tempo della prestazione lavorativa di progettista atteso che la continuità della prestazione coordinata e prevalentemente personale riconducibile alla natura del rapporto è svincolata dall'occasione in cui si manifesta la necessità dell'incarico professionale, assumendo rilevanza la causa dell'incarico stesso (Cass. n. 2120/2001).
Il ricorso dunque è stato accolto, la sentenza impugnata cassata, con rinvio, per l'ulteriore esame della controversia ed anche per le spese, alla Corte d'appello di Firenze.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 26 novembre 2014 Categorie NEWS|LAVORO
Approvato alla Camera, il Jobs act torna al Senato
La Camera ha approvato il Jobs act, senza far ricorso al voto di fiducia, modificando in alcuni passaggi il testo del Senato. La modifica più rilevante è quella riguardante l’articolo 18 St. lav. Il provvedimento torna ora a Palazzo Madama per il via libera definitivo.
Si ripercorrono di seguito le disposizioni principali del disegno di legge di delega al Governo n. 1428-B in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, con uno sguardo alle modifiche più significative intervenute in sede di approvazione alla Camera.
Cominciando dagli ammortizzatori sociali, tra le deleghe al Governo, si ricorderà: il perseguimento dell’obiettivo di garantire tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale, di favorire il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato dei lavoro. In particolare, con riferimento agli strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro, l’azione del Governo deve ispirarsi alla semplificazione delle procedure burocratiche, alla necessità di regolare l’accesso alla Cig solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro tramite Cds, riduzione degli oneri contributivi ordinari e rimodulazione degli stessi tra i settori in funzione dell’utilizzo effettivo degli ammortizzatori. Riguardo, invece, alla disoccupazione involontaria, gli indirizzi sono:
– la rimodulazione dell’ASpI, con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi, rapportando la durata degli stessi alla storia contributiva del lavoratore;
– l’universalizzazione del campo di applicazione ASpI ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, “fino al suo superamento” specifica il testo approvato alla Camera (è previsto infatti uno sfoltimento delle tipologie contrattuali esistenti ed in particolare la cancellazione dei contratti a progetto) e con l’esclusione di amministratori e sindaci;
– l’introduzione, dopo la fruizione dell’ASpI, di una ulteriore prestazione, limitata ai lavoratori in disoccupazione involontaria che presentino valori ridotti dell’ISEE.
Il maxiemendamento sul disegno di legge delega Jobs Act ha disposto, come accennato, l’adozione di uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito di tale delega, è prevista la razionalizzazione degli incentivi all’assunzione esistenti, di quelli per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità (si precisa, anche nella forma dell’acquisizione delle imprese in crisi da parte dei dipendenti) nonché l’istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal Ministero del lavoro, alla quale verranno attribuite competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e AspI. Principi di politica attiva si introdurranno anche in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di favorirne l’inserimento e l’integrazione nel mercato del lavoro, avendo cura di valorizzarne le competenze (aggiunge il testo della Camera).
Allo scopo di valorizzare il sistema informativo per la gestione del mercato del lavoro e del monitoraggio delle prestazioni erogate, viene, inoltre, disposta l’istituzione di un fascicolo elettronico unico contenente le informazioni relative ai percorsi educativi e formativi, ai periodi lavorativi, alla fruizione di provvidenze pubbliche ed ai versamenti contributivi.
La delega al Governo prevede, altresì, interventi di razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro nonché in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, mediante la semplificazione o l’abrogazione di norme interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali o amministrativi. Nell’ambito di tale semplificazione, è prevista la revisione del regime delle sanzioni, tenendo conto dell’eventuale natura formale della violazione; la revisione degli adempimenti in materia di libretto formativo del cittadino nonché l’individuazione di modalità che consentano di rafforzare il sistema di trasmissione telematica delle comunicazioni connesse alla gestione e cessazione del rapporto di lavoro in via telematica; la predisposizione di modalità semplificate anche per garantire data certa nonché l’autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore o della lavoratrice (aggiunge la Camera) in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, tenuto conto della necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso del lavoratore e della lavoratrice.
Allo scopo di rafforzare le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione, nonché di riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale, il Governo è inoltre delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro, uno o più decreti legislativi, ispirati alle seguenti indicazioni. Il contratto a tempo indeterminato e a tutele crescenti sarà la forma comune di contratto di lavoro, bisognerà quindi renderlo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto – soprattutto rispetto al contratto a termine oramai liberalizzato – incentivandolo attraverso le successive norme attuative.
Tra le modifiche più significative intervenute sul testo così come uscito dal Senato, quelle che riguardano l’articolo 18. E’ stato infatti approvato un emendamento che esclude la possibilità di reintegro per i licenziamenti economici e la prevede per i licenziamenti discriminatori e per alcune fattispecie di licenziamenti disciplinari. Per i licenziamenti economici è previsto solo un indennizzo crescente al crescere dell’anzianità.
Bisognerà rivedere anche la disciplina dei controlli a distanza, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e considerando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore.
Al fine di valutare la coerenza delle forme contrattuali esistenti con il contesto produttivo, in materia di voucher, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, l’intenzione è di prevedere la possibilità di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali nei diversi settori produttivi, fatta salva la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati, con contestuale rideterminazione contributiva di cui all’articolo 72, comma 4, del citato decreto.
Per garantire adeguato sostegno alle cure parentali e tutelare tutte le categorie di donne lavoratrici senza distinzioni fra forme di contratto, previsto infine un aggiornamento delle misure sulla maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e lavoro: incentivazione di accordi collettivi volti a favorire la flessibilità dell’orario lavorativo e l’impiego di premi di produttività, al fine di favorire la conciliazione tra l’esercizio delle responsabilità genitoriali e dell’assistenza alle persone non autosufficienti e l’attività lavorativa, anche attraverso il ricorso al telelavoro; integrazione dell’offerta di servizi per le cure parentali forniti dalle aziende e dai fondi o enti bilaterali nel sistema pubblico-privato dei servizi alla persona, nonché introduzione di congedi dedicati alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere debitamente certificati.
Cominciando dagli ammortizzatori sociali, tra le deleghe al Governo, si ricorderà: il perseguimento dell’obiettivo di garantire tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale, di favorire il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato dei lavoro. In particolare, con riferimento agli strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro, l’azione del Governo deve ispirarsi alla semplificazione delle procedure burocratiche, alla necessità di regolare l'accesso alla Cig solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell'orario di lavoro tramite Cds, riduzione degli oneri contributivi ordinari e rimodulazione degli stessi tra i settori in funzione dell'utilizzo effettivo degli ammortizzatori. Riguardo, invece, alla disoccupazione involontaria, gli indirizzi sono:
- la rimodulazione dell'ASpI, con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi, rapportando la durata degli stessi alla storia contributiva del lavoratore;
- l’universalizzazione del campo di applicazione ASpI ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, "fino al suo superamento" specifica il testo approvato alla Camera (è previsto infatti uno sfoltimento delle tipologie contrattuali esistenti ed in particolare la cancellazione dei contratti a progetto) e con l'esclusione di amministratori e sindaci;
- l’introduzione, dopo la fruizione dell'ASpI, di una ulteriore prestazione, limitata ai lavoratori in disoccupazione involontaria che presentino valori ridotti dell'ISEE.
Il maxiemendamento sul disegno di legge delega Jobs Act ha disposto, come accennato, l’adozione di uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito di tale delega, è prevista la razionalizzazione degli incentivi all'assunzione esistenti, di quelli per l'autoimpiego e l'autoimprenditorialità (si precisa, anche nella forma dell’acquisizione delle imprese in crisi da parte dei dipendenti) nonché l’istituzione di un'Agenzia nazionale per l'occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal Ministero del lavoro, alla quale verranno attribuite competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e AspI. Principi di politica attiva si introdurranno anche in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di favorirne l'inserimento e l'integrazione nel mercato del lavoro, avendo cura di valorizzarne le competenze (aggiunge il testo della Camera).
La delega al Governo prevede, altresì, interventi di razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro nonché in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, mediante la semplificazione o l’abrogazione di norme interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali o amministrativi. Nell’ambito di tale semplificazione, è prevista la revisione del regime delle sanzioni, tenendo conto dell'eventuale natura formale della violazione; la revisione degli adempimenti in materia di libretto formativo del cittadino nonché l’individuazione di modalità che consentano di rafforzare il sistema di trasmissione telematica delle comunicazioni connesse alla gestione e cessazione del rapporto di lavoro in via telematica; la predisposizione di modalità semplificate anche per garantire data certa nonché l’autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore o della lavoratrice (aggiunge la Camera) in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, tenuto conto della necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso del lavoratore e della lavoratrice.
Allo scopo di rafforzare le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione, nonché di riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale, il Governo è inoltre delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro, uno o più decreti legislativi, ispirati alle seguenti indicazioni. Il contratto a tempo indeterminato e a tutele crescenti sarà la forma comune di contratto di lavoro, bisognerà quindi renderlo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto - soprattutto rispetto al contratto a termine oramai liberalizzato - incentivandolo attraverso le successive norme attuative.
Tra le modifiche più significative intervenute sul testo così come uscito dal Senato, quelle che riguardano l'articolo 18. E’ stato infatti approvato un emendamento che esclude la possibilità di reintegro per i licenziamenti economici e la prevede per i licenziamenti discriminatori e per alcune fattispecie di licenziamenti disciplinari. Per i licenziamenti economici è previsto solo un indennizzo crescente al crescere dell'anzianità.
Bisognerà rivedere anche la disciplina dei controlli a distanza, tenendo conto dell'evoluzione tecnologica e considerando le esigenze produttive ed organizzative dell'impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore.
Al fine di valutare la coerenza delle forme contrattuali esistenti con il contesto produttivo, in materia di voucher, tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, l'intenzione è di prevedere la possibilità di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali nei diversi settori produttivi, fatta salva la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati, con contestuale rideterminazione contributiva di cui all'articolo 72, comma 4, del citato decreto.
Per garantire adeguato sostegno alle cure parentali e tutelare tutte le categorie di donne lavoratrici senza distinzioni fra forme di contratto, previsto infine un aggiornamento delle misure sulla maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e lavoro: incentivazione di accordi collettivi volti a favorire la flessibilità dell'orario lavorativo e l’impiego di premi di produttività, al fine di favorire la conciliazione tra l'esercizio delle responsabilità genitoriali e dell'assistenza alle persone non autosufficienti e l'attività lavorativa, anche attraverso il ricorso al telelavoro; integrazione dell’offerta di servizi per le cure parentali forniti dalle aziende e dai fondi o enti bilaterali nel sistema pubblico-privato dei servizi alla persona, nonché introduzione di congedi dedicati alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere debitamente certificati.
Sottoscritto il 10/11/2014, tra il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (SNA), la CPMI Italia - Confederazione Piccola Media Industria e Impresa Italiana e la FESICA-CONFSAL, la CONFSAL-FISALS, il nuovo contratto di lavoro per i dipendenti di agenzie di assicurazione in gestione libera, valido dall’8/11/2014 e al 7/11/2017.
- 60 mesi: I Categoria
- 54 mesi: II Categoria
- 48 mesi: III Categoria
- 85%: per la prima metà del periodo di apprendistato;
- 90%: per la seconda metà del periodo di apprendistato.
- 0,25 %, a carico di tutti i lavoratori, compresi gli apprendisti, calcolato sulla retribuzione lorda mensile (per 14 mensilità);
- 1,00 %, a carico dei datori di lavoro, calcolato sulla retribuzione lorda mensile (per 14 mensilità) di tutti i lavoratori, compresi gli apprendisti.
- 15 giorni: per i lavoratori che, avendo superato il periodo di prova, non hanno compiuto un anno di servizio;
- 30 giorni per tutti gli altri lavoratori.
Autore RSS TeleConsul Editore S.p.A.Pubblicato il 25 novembre 2014 Categorie NEWS|LAVORO
Spetta all’INPS la riscossione dei contributi al Fondo FASDA
Con circolare n. 147/2014, l’INPS ha stipulato una convenzione con il Fondo di Assistenza Sanitaria per i Dipendenti dei servizi Ambientali (FASDA) avente ad oggetto la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo stesso tramite il modello F24.
Le imprese che applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro dei servizi ambientali, Federambiente e Fise Assoambiente, dovranno versare, eccezionalmente, una doppia quota di contribuzione ordinaria trimestrale per il complessivo ammontare di € 85,00. Tale contribuzione dovrà essere versata per ogni lavoratore dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato pieno o parziale, non in prova, compreso il personale apprendista.
Il mancato versamento da parte dell’impresa, di quanto dovuto al Fondo FASDA a titolo di contribuzione straordinaria e ordinaria, configura la piena responsabilità in capo alla stessa impresa nei confronti del lavoratore dipendente per la perdita delle prestazioni previdenziali/assistenziali erogate dal Fondo.
In data 29 settembre 2014, è stata siglata una convenzione, con validità triennale, tra l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ed il Fondo di Assistenza Sanitaria per i Dipendenti dei servizi Ambientali (FASDA) per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo.
Il versamento di tali contributi avverrà tramite il modello F24, utilizzando il codice causale “FASD” attribuito dall’Agenzia delle Entrate a seguito della richiesta inoltrata dall’INPS per conto di FASDA.
FASDA provvederà a comunicare ai datori di lavoro aderenti le modalità per la concreta attuazione delle procedure di versamento e, inoltre, porterà a conoscenza degli stessi che i dati relativi all’operazione saranno trattati dall’INPS per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e di quelle previste dalla convenzione per adesione.
Il versamento di tali contributi avverrà tramite il modello F24, utilizzando il codice causale "FASD" attribuito dall’Agenzia delle Entrate a seguito della richiesta inoltrata dall’INPS per conto di FASDA.
Credito IVA fuori bilancio: diritto al rimborso