Source: https://slaicobastrentino.wordpress.com/2014/10/04/lettera-motivazioni-esclusione-del-signor-federico-menegazzi-dallo-slai-cobas-del-trentino/
Timestamp: 2018-06-23 17:36:00+00:00
Document Index: 154648672

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.9', 'art. 11', 'art.5', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

LETTERA MOTIVAZIONI ESCLUSIONE DEL SIGNOR FEDERICO MENEGAZZI DALLO SLAI COBAS DEL TRENTINO | SLAI COBAS ( per la coscienza di classe )
Pubblicato su ottobre 4, 2014 da slaicobastrentino
COME COMUNICATO NELLA PRESENTE rendiamo pubblica LA LETTERA DI MOTIVAZIONE IN DIECI PAGINE
Sebastiano Pira, cell 3482448231
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LETTERA MOTIVAZIONI ESCLUSIONE DEL SIGNOR FEDERICO MENEGAZZI per sito slai cobas
Egr. Signor Federico Menegazzi TRENTO 01/10/2014
oggetto: rottura del rapporto di fiducia – RIPETUTE VIOLAZIONI DELLO STATUTO SLAI COBAS – interruzione del rapporto associativo con lo SLAi COBAS – LESIONE DELL’IMMAGINE E DELL’ONORE DEL SOTTOSCRITTO IN QUALITA’ DI RAPPRESENTANTE DELLO SLAI COBAS – DANNI COMPLESSIVAMENTE ARRECATI ALLO SLAI COBAS – [OMISSIS]
in quanto necessario ai fini dell’inquadramento del provvedimento, si richiama il Patto di collaborazione e coordinamento con versione di data 08/03/2014 presentato sostanzialmente invariato alla stampa con comunicato stampa (ALLEG. N. 1) e conferenza stampa di data 17/04/2014. Tale Patto da me Sottoscritto insieme ad Ezio Casagranda per USB ed a Flammini Fulvio per SBM, specificava nella premessa “Le organizzazioni sindacali di base e di classe rappresentate dall’UNIONE SINDACALE DI BASE, dal SINDACATO DI BASE MULTICATEGORIALE DI TRENTO e dallo SLAI COBAS hanno deciso di sottoscrivere, in provincia di Trento, un patto di collaborazione e coordinamento per lo sviluppo a livello locale di un polo sindacale alternativo ai sindacati confederali che vuole collocarsi nella prospettiva della costruzione di un unico sindacato nazionale di base e di classe dei lavoratori”, inoltre in tale Patto erano indicate alcune (due) precise decisioni organizzative (ALLEG. N. 2). Tale Patto è stato formalmente annullato dallo Slai Cobas in data 27/09/2014 con Raccomandata PEC ed il giorno 29/09/2014 con Raccomandata postale (ALLEG. N. 3), inoltre nella Raccomandata del 29/09 si annullava anche il Patto Federativo vigente sino a tale data con SBM.
MOTIVI, CIRCOSTANZE E CARATTERI DEL PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE
I.LE CONTESTO IL SUO TESSERAMENTO A FAVORE DI USB E VIOLAZIONE DELLE NORME CHE REGOLANO I RAPPORTI TRA SLAI COBAS ED ALTRI SINDACATI (violazione art. 5 c4, art.9 ed art. 11)
In data 18/02/2014 il Sottoscritto comunicava alla Sensi SRL di Ravina (TN) l’avvenuta costituzione dell’RSU Slai Cobas in seguito al Suo passaggio dall’RSU FIOM all’RSU SLAI COBAS. Lo Slai Cobas promuoveva successivamente assemblea interna non concessa. Il Sottoscritto concordava con Lei lettera di diffida ((ALLEG. N. 4)) alla Sensi SRL. Tale lettera veniva successivamente da Lei bloccata con argomentazioni risultanti poco chiare. In seguito a tali vicende Lei si dimetteva, per motivazioni personali [OMISSIS] dalla Sensi Srl. Dopo tali dimissioni Lei comunicava al Sottoscritto di aver procurato ad USB le tessere di tutti i lavoratori della Sensi SRL (oltre una ventina a Suo dire) iscritti in precedenza ai sindacati confederali o precedentemente non iscritti ad alcun sindacato. Di fronte alle obiezioni del Sottoscritto Lei asseriva che nessun lavoratore sarebbe stato disposto ad iscriversi allo Slai Cobas. Al fine di mitigare le Sue responsabilità, Lei aggiungeva di aver concordato con Ezio Casagranda USB il rientro, in cassa Slai Cobas, di metà del totale delle entrate monetarie relative alle iscrizioni ad USB dei lavoratori Sensi SRL. Di fronte alle obiezioni del Sottoscritto Lei finiva per condividere che il problema era quello di evitare la competizione tra USB e Slai Cobas in un settore, industria, in cui USB non era ancora presente a differenza dello Slai Cobas. Pertanto Lei asseriva rispetto alla Sensi di non aver avuto alternative in quanto i lavoratori non presentavano interesse all’iscrizione con lo Slai Cobas e assicurava che si era trattato di dover scegliere e che non avrebbe più fatto tesserati USB nell’industria. Di fatto Lei nei mesi successivi, come si dimostrerà nei prossimi paragrafi, continuerà ad impegnarsi per portare USB nell’industria anche nelle situazioni in cui era presente solo l’iniziativa dello Slai Cobas. Tra l’altro Lei dichiarava di fronte ad altri iscritti che avrebbe provveduto a tesserare con USB la Sua attuale fidanzata ed altri. La Sua iniziativa si configura come ripetuta violazione dell’art.5 c4 in quanto è palese che il suo proselitismo a favore di altri sindacati risulta incompatibile con la sua iscrizione allo Slai Cobas. Inoltre si configura come ovvia violazione dell’art. 11 che regola il quadro di riferimento del rapporto con altri sindacati. Ulteriormente si configura come violazione dello stesso Patto di coordinamento che restringe la collaborazione sui posti di lavoro alla effettiva presenza in essi, sancendo addirittura la necessità che il tutto debba essere legittimato da effettiva presenza di RSU e RSA dei sindacati firmatari. Va aggiunto che era stato più volte ribadito nello slai cobas, che a causa della diversa composizione lavorativa e di classe di slai cobas ed USB si dovesse andare a definire un accordo con USB e SBM sulla base della necessità che le stesse, pur supportando eventualmente l’iniziativa dello slai cobas nelle fabbriche, evitassero qualsiasi apertura di un proprio intervento nell’industria. Tale esigenza era stata portata dal sottoscritto e presentata ad USB nella riunione congiunta, successiva alla conferenza stampa di presentazione, ai sensi dell’ultimo punto del patto di coordinamento. Era chiaro che allora per lo Slai Cobas questa risultava condizione imprescindibile, tra le altre, per la continuazione e lo sviluppo del Patto di coordinamento in direzione di un processo confederativo. Il fatto che successivamente USB non abbia aderito a tale richiesta e che lo Slai Cobas sia stato costretto a riformulare al ribasso tale condizione, stabilendo che USB non avrebbe potuto sovrapporsi all’intervento dello Slai Cobas (o concorrere in alcun modo con esso facendo propaganda per la propria sigla e mirando ad acquisire tesserati) nelle fabbriche dove quest’ultimo risultava presente ed attivo, ed il fatto che USB abbia arrogantemente ignorato (anche grazie al suo appoggio ed a quello di Marco Versini ex-RSU Slai Cobas Dana e Sergio Mattiello ex-RSA Slai Cobas Dana) persino tali successivi accordi, è questione che appartiene al preannunciato bilancio dei rapporti tra Slai Cobas ed USB il quale, come già detto, sarà reso pubblico.
II.LE CONTESTO LA SUA INIZIATIVA VOLTA ALLO STRAVOLGIMENTO DEL PREVISTO PERCORSO UNITARIO DI COLLABORAZIONE SINDACALE CON USB IN FUNZIONE DELL’IMPOSSESSAMENTO INSIEME AD ALTRI IN COMBUTTA CON USB (IN PARTICOLARE DEL SUO COLLEGA DI PARTITO, IL SIGNOR SERGIO MATTIELLO DEL PCL) DELLA SIGLA SLAI COBAS TRENTO AL FINE DI PROCEDERE ALLA DISSOLUZIONE DELLO SLAI COBAS ED ALLO SCIGLIMENTO DELLO STESSO IN USB (art. 5, 9, 11)
E’ necessario ancora premettere quanto segue: il Patto di Coordinamento faceva intravedere un percorso unitario il cui obiettivo doveva essere quello della confederazione con USB e SBM. Tale percorso era soggetto ad un processo di articolazione, decisione, verifica e monitoraggio, riservato dal Patto al comitato di coordinamento dei rappresentanti delle tre associazioni. Era stato inoltre chiarito e riaffermato nello Slai Cobas e, dal Sottoscritto, in alcune riunioni con USB, che questo percorso avrebbe dovuto appunto rispettare una serie di condizioni relative alla linea sindacale (stabilite o richiamate dallo stesso Patto) ed organizzative (definizione del percorso confederativo, salvaguardia e valorizzazione identità e composizione di classe dello Slai Cobas in tale percorso, eventuale partecipazione dello Slai Cobas alla gestione della sede USB di Trento, ecc.) non presenti o solo abbozzate nel Patto e rimandate alle riunioni congiunte dei rappresentanti delle tre organizzazioni. In alcun modo era prevista nello Slai Cobas la possibilità, per membri dello Slai Cobas, di fare riferimento ad USB o di prendere decisioni rilevanti con USB senza che il tutto fosse stato preventivamente stabilito con il Sottoscritto. In alcun modo era prevista la possibilità, per membri dello Slai Cobas, di prendere autonomamente decisioni confliggenti con i vincoli e le condizioni individuate come imprescindibili del processo unitario presentate ed illustrate dal Sottoscritto nello Slai Cobas oppure concordate all’interno dello Slai Cobas o anche eventualmente presentate di volta in volta dal Sottoscritto ad USB. Tutto questo anche se era previsto che vincoli e condizioni andassero eventualmente opportunamente ridefinite strada facendo al fine di fare tutto il possibile per salvaguardare il processo unitario. In alcuna circostanza si è mai stabilito o sostenuto che lo Slai Cobas prov. di Trento avrebbe dovuto mirare allo scioglimento in USB, anzi si è sempre ribadito 1) che lo Slai Cobas è caratterizzato da una composizione di classe operaia e dalla scelta della centralità operaia al fine di costruire un sindacato dove la classe operaia risulti egemone sugli altri strati lavorativi, 2) che USB è caratterizzata da una composizione di classe legata a settori, spesso privilegiati, del pubblico impiego o a settori del privato come il commercio di relativo impatto sindacale e sociale, e che tali settori mirano di per sé ad imporre la propria egemonia sulla classe operaia, 3) che la linea dell’USB, tra l’altro, risente pesantemente della sua composizione di classe, 4) che era necessario conservare e valorizzare nel processo unitario il patrimonio sindacale prevalentemente legato al mondo operaio, con relative esperienze rilevanti di lotte (Fiat in primo luogo), dello Slai Cobas, 5) che lo Slai Cobas prov. di Trento poneva come condizione, per l’attuazione dell’ipotesi confederativa, che allo stesso Slai Cobas venisse congiuntamente riservato e demandato l’intervento nel settore industriale (SBM trasporti, USB pubblico e commercio, Slai Cobas industria), 6) che lo Slai Cobas chiedeva che venisse istituito, ai sensi del penultimo punto del Patto ed in funzione della sua attuazione, un organismo composto da membri delle tre associazioni con lo Slai Cobas con ruolo di coordinamento, per il supporto dell’intervento nell’industria. Nel quadro definito da quest’ulteriore premessa, nei mesi di luglio, agosto e prima parte del mese di settembre, in considerazione della Sua disponibilità, delle Sue competenze, e della Sua condizione di disoccupato che poteva occuparsi quindi a tempo pieno dell’attività sindacale, le era Stato dato dal Sottoscritto e dallo Slai Cobas l’incarico di seguire i lavoratori iscritti della Malgara SRL ed alcune relative ipotesi di cause legali, a tale incarico si aggiungeva quello di essere presente alla Dana SPA negli incontri con la controparte in funzione di affiancamento e formazione e di seguire il licenziamento del nostro iscritto alle Officine Margoni. In tali mesi Lei riduceva sempre di più il confronto con il Sottoscritto, omettendo di discutere della linea sindacale e delle sue intenzioni e ipotesi d’intervento, lasciandolo generalmente all’oscuro delle Sue iniziative e decisioni, ed informandolo solo parzialmente e generalmente a cose fatte. Tutto questo mentre, all’opposto, Lei frequentava quotidianamente la sede USB di Trento, sostandovi per più ore, concordando con Ezio Casagranda USB tutti i passaggi dell’intervento, i comunicati stampa, le iniziative, i volantini, la linea sindacale, ecc. E’ presumibile che in tale contesto, con il pretesto da Lei spesso ripetuto della formazione [OMISSIS].
A tale Sua, illegittima, stretta collaborazione con USB, comportante lo stravolgimento della linea e dell’impostazione Slai Cobas, nel corso della quale Lei ha preso decisioni con USB relative all’intervento Slai Cobas in funzione della progressiva dissoluzione dello stesso e dello scioglimento nella stessa USB, vanno attribuiti e ricondotti in particolare i seguenti fatti per ciascuno dei quali le imputo violazione dello Statuto dello Slai Cobas con particolare riferimento agli art. 5, 9 e 11 : (1)il 9/07 lei sottoscriveva e diffondeva, all’insaputa del Sottoscritto, insieme ad altri iscritti Dana ed a Ezio Casagranda USB volantino (ALLEG. N.5), a firma Slai Cobas ed USB, con piattaforma contrattuale emendata e modificata rispetto alla piattaforma originaria decisa dallo Slai Cobas e proposta dal Sottoscritto (recependo pareri e contributi degli iscritti). In particolare il volantino riduceva le quattro pagine originarie ad una, mentre aggiungeva un’intera ulteriore nuova pagina. Si accennava tra l’altro in essa ad una disponibilità che sarebbe stata espressa a FIOM e FIM a sostenere alcune loro richieste, cosa inaccettabile per l’impostazione decisa nella circostanza dallo Slai Cobas. (2) il 28/07 presentava piattaforma per la Sensi SRL (ALLEG. N. 6) (da Lei scritta insieme a Ezio Casagranda USB) presentata come piattaforma USB e recante il logo USB e Slai Cobas. Tale piattaforma attesta la continuazione del suo impegno alla Sensi Srl a favore di USB in violazione di vari articoli dello Statuto nonostante le sue precedenti diverse dichiarazioni. (3) risale al 31/07 Sua comunicazione mail alle Officine Margoni che è stata inviata dopo Sua richiesta di consenso al sottoscritto, cosa che testimonia come Lei fosse sempre stato a conoscenza dell’impossibilità, da parte sua, di assumere ruolo di rappresentanza senza previo consenso, di seguito si riporta la sua email : “Margoni Ditemi se potrebbe andare bene. Mi sono permesso di firmarla io. Ovviamente attendo il vostro benestare per l’invio e relativa autorizzazione. Fede” (ALLEG. N. 7) (4) Presidio e sciopero del 11 agosto alla Malgara con cui, come da stampa locale del 12 agosto (ALLEG. N. 8). Lei insieme al Signor Casagranda dichiarate alla Stampa la necessità di introdurre “nuove metodologie di lotta”. Sulla Stampa tale sciopero ed iniziativa appare non come iniziativa dello Slai Cobas, ma come iniziativa congiunta Slai Cobas, USB e SBM. Lei, solo a cose fatte, ha inviato al Sottoscritto articolo di Stampa via email senza nemmeno spiegare il significato delle affermazioni relative alle “nuove metodologie”. (5) 19/08 volantino diffuso alla Malgara con proposte e posizioni estranee e confliggenti con la linea dello Slai Cobas con eco sulla stampa locale il 20 agosto (ALLEG. N. 9). Tale volantino e comunicato da Lei scritto e deciso insieme a Casagranda USB mi è stato inviato successivamente senza alcuna spiegazione sul carattere e l’origine delle richieste presentate (cessione di credito dei lavoratori alle banche relativamente agli stipendi non pagati dalla Malgara, quadro della situazione finanziaria Malgara, richiesta di un piano industriale) palesemente estranee all’esperienza ed alla linea dello Slai Cobas. Nè allora, nè successivamente, in alcuna circostanza, Lei ed il Signor Casagranda avete chiarito cosa comportasse per i lavoratori a loro assoluto svantaggio tale cessione del loro credito. (6) L’articolo del L’Adige del 20/08 ed analogo articolo del Trentino del 20/08 (ALLEG. N. 10) riportano che USB e Slai Cobas in occasione dello sciopero di otto ore proclamato alla Malgara hanno avuto un incontro in assessorato del lavoro dove hanno presentato varie richieste tra cui quella di un appoggio e di un ruolo di mediazione della Provincia per realizzare la cessione del credito alle Casse Rurali. Anche il relativo comunicato stampa oltre che la stessa iniziativa sono stati resi noti al sottoscritto solo successivamente. (7) 27/8 volantino e comunicato stampa (ALLEG. N. 11) dopo incontro con sindaco di Avio a firma Slai Cobas e USB in cui si afferma : “Lo Slai COBAS ha chiesto un impegno vivo alla rappresentanza comunale nell’attivare mediante la Cassa Rurale di Avio la cessione del credito, organizzando un incontro a tavolino tra Assessorato al Lavoro della Provincia Autonoma di Trento, Giulio Malgara, rappresentanza sindacale Slai COBAS e la stessa rappresentanza comunale”. Iniziativa e comunicati stampa sono stati decisi da Lei e Casagranda e resi noti al Sottoscritto solo a posteriori. (8) 31 agosto, Sua richiesta a nome Slai Cobas insieme ad USB, di incontro alla Margoni in seguito al licenziamento nostro iscritto, ai fini di trattare una transazione con l’azienda, nonostante perplessità ed obiezioni espresse in merito a tale richiesta dal Sottoscritto. (9) 16/09 Lei inviava email agli iscritti del seguente tenore : “Ciao Compagni. Fissato incontro di coordinamento (USB, SBM, Slai cobas) per il giorno venerdì 19 settembre presso sede di Trento. Ordine del giorno: 1) inaugurazione sede, 2) varie ed eventuali. Fede”. (ALLEG. N.12) Ovviamente Lei non aveva alcun titolo per concordare tale incontro con USB e SBM a nome Slai Cobas e non aveva alcun titolo per inviare la stessa email agli iscritti. (10) 17/09 articolo di stampa su presidio alla Margoni tenutosi in data 15/07 (ALLEG. N. 13) da Lei organizzato insieme a Sergio Mattiello e a USB. Tale presidio seguiva richiesta formale di assemblea retribuita alla Margoni sottoscritta come Slai Cobas – Usb – SBM. Il presidio si è tenuto dopo che la Margoni aveva rigettato una richiesta di assemblea priva di fondamento. Il Sottoscritto ha potuto comprendere integralmente oggetto e finalità del presidio solo a posteriori, quando ha potuto intravedere su formato cartaceo il testo della richiesta di assemblea così come la risposta della Margoni, solo vari giorni dopo. Inoltre solo dopo giorni il Sottoscritto ha potuto leggere il volantino e comunicato stampa dell’iniziativa a firma Slai Cobas-USB-SBM. Quest’iniziativa, visto il carattere poco chiaro, fin dall’inizio, degli obiettivi che si prefiggeva, è stata comunque disertata dal Sottoscritto e da altri iscritti. Quanto il Sottoscritto ha potuto successivamente conoscere in merito alla stessa, non solo conferma il proprio giudizio iniziale, ma anzi lo aggrava ulteriormente. Si è trattato di un’iniziativa priva di riscontro tra i lavoratori, motivata da una pretestuosa ed infondata richiesta di assemblea retribuita (senza avere alcun iscritto in fabbrica dopo il licenziamento dell’unico iscritto Slai Cobas rispetto a cui, contro il parere del Sottoscritto, era stata appunto avviata ambigua richiesta di incontro con l’Azienda a fini di transazione) con il palese fine di avere riscontro mediatico. (11) 18/9 Lei reiterava la Sua email agli iscritti del 16/09 nel modo seguente : “Ciao compagni. Quella di domani è una riunione straordinaria che vedrà come oggetto l’organizzazione dell’inaugurazione sede Trento per domenica 28. si parlerà di organizzazione e spese per ciberia. Non è stato possibile anticiparla causa assenza Usb mercoledì e assenza Sbm giovedì. Vi chiedo di parteciparvi perchè come ovvio non posso e non ne ho diritto di prendere posizioni economiche e decisionali. Saluti Fede”. (ALLEG. N. 14) Questa Sua email segue quella del Sottoscritto ed altri che chiarivano che 1) la riunione non era stata concordata con lo Slai Cobas, 2) non sarebbe stato presente nessun rappresentante o portavoce dello Slai Cobas. Il Sottoscritto ed altri non condividevano metodi e contenuti della stessa. Lei non aveva alcun diritto ad appellarsi agli iscritti facendosi portatore delle richieste e pretese USB. (12) Sua partecipazione alla riunione del 19/09 presso sede USB in cui Lei si è arrogato il diritto di fare da portavoce dello Slai Cobas e di decidere su questioni economiche per conto dello Slai Cobas (contattando poi telefonicamente altri tre iscritti tra cui Sergio Mattiello ex-RSA Slai Cobas Dana), come risulta da continue, insistenti ed arroganti richieste di pagamento (richiesta di 200 euro per il rinfresco del 28) avanzate dal Signor Ferretti SBM nei confronti del Sottoscritto in data 20/09 e 21/09 e come risulta anche da sua comunicazione al Sottoscritto ed agli iscritti “Io, Piera, Oscar e Sergio abbiamo scelto di cedere la quota di 200 euro per contribuire alla spesa di 900 euro per cibo e bevande all’organizzazione… Ciao Fede. 23/09”. Tutto questo nonostante Lei stesso fosse pienamente consapevole di non aver alcun titolo per fare il portavoce o prendere decisioni economiche per conto dello slai cobas come risulta dalla sua comunicazione email precedentemente riportata in cui afferma: “Quella di domani è una riunione straordinaria che vedrà come oggetto l’organizzazione dell’inaugurazione sede Trento per domenica 28. si parlerà di organizzazione e spese per ciberia… Vi chiedo di parteciparvi perchè come ovvio non posso e non ne ho diritto di prendere posizioni economiche e decisionali. Saluti Fede”. (ALLEG. N. 15) (13) 21/01 – 25/01 (Comunicazioni via email) Riunione iscritti proposta a più riprese anche dal Sottoscritto per discutere dei grandi problemi insorti nello slai cobas rispetto all’intervento alla Malgara (cessione di credito, rapporto con le istituzioni, impostazione dell’intervento, ecc.), alla Dana (impostazione contratto aziendale, modello sindacale d’intervento, rapporti con USB) ed ai rapporti con USB, anche in vista della possibilità di disertare l’inaugurazione della stessa sede USB prevista per il 28. Tale riunione veniva proposta a più riprese per il giorno giovedì 25 ore 19 (venerdì e sabato venivano esclusi per impegni degli iscritti), presso la sede slai cobas di Mori (prima dell’inaugurazione sede USB e dopo incontro delle operaie con Olivi, che fino alla sera di sabato 20 settembre secondo quanto da Lei affermato alla presenza di altri iscritti, si sarebbe tenuto la mattina del 25 alle ore 10.00). Non sono infatti stati avanzati problemi in ordine alla possibilità, per altri impegni, ecc., di partecipazione, fino a domenica 21 settembre. Da quella data Lei, pur essendo di Mori, incominciava a dichiarare la sua contrarietà a tenere l’incontro nella sede slai cobas affermando, come da sue email in allegato (ALLEG. N. 16 ), che l’incontro si sarebbe dovuto tenere a Trento presso sede USB perché in tal modo si sarebbero potute coinvolgere anche le operaie Malgara (prevalentemente non iscritte) provenienti da incontro in assessorato da Lei concordato con assessorato ed USB previsto, a differenza di quanto da Lei sostenuto il giorno prima, non più al mattino ma nel tardo pomeriggio dello stesso giorno 25 settembre. Il Sottoscritto ed altri ribattevano che occorreva una riunione degli iscritti per discutere questioni complessive e quindi che non era il caso di coinvolgere tutte le operaie. Permanendo la sua opposizione, il Sottoscritto ed altri proponevano che le operaie iscritte partecipassero alla riunione di Mori. Permanendo ancora la sua opposizione (insieme a quella di Mattiello Sergio), si concordava riunione con tutte le operaie nella sede USB di Trento per le 19.00 su questione Malgara e successiva riunione iscritti, nonostante i problemi che questo avrebbe comportato, evidenziando i dissidi interni. Il giorno 25 alle ore 19.00, il Sottoscritto ed altri si recavano presso sede USB per l’incontro. Le operaie Malgara risultavano tutte assenti (a parte la rappresentante RSU-Slai Cobas). Con queste operaie Lei, insieme ad USB, avevate già provveduto ad incontrarvi unilateralmente, escludendo il Sottoscritto ed altri, dopo l’incontro (fallimentare) in assessorato e prima della riunione generale delle tre associazioni con le lavoratrici Malgara, concordata per le ore 19.00. Il Suo intento e quello di USB era palesemente quello di monopolizzare il rapporto con le lavoratrici ed evitare che il sottoscritto ed altri potessero comunicare con le stesse operaie Malgara, comprese le iscritte allo Slai Cobas. (14) Dalle Sue email agli iscritti del 21/09 e successive (ALLEG.N.17) a tale data relative a queste questioni sindacali ed organizzative Lei si esprimeva in questi termini : ”ribadisco il mio invito a passare nel dopo lavoro in sede [USB nota del Sott.] e chiedere a Fulvio a Ezio o a chi c’è che cosa sta avvenendo sul territorio e quali sono gli appuntamenti”. Risulta chiaro come Lei abbia invitato gli iscritti a frequentare la sede USB al di fuori degli incontri previsti dal Patto di Coordinamento e di come Lei abbia invitato gli iscritti Slai Cobas a prendere come riferimento Casagranda USB e Flammini SBM. (15) Dalle Sue email agli iscritti del 21/09 e successive (ALLEG.N.18) “… l’appuntamento di oggi come quello in unifarm è stato ragionato da me fulvio gianluca claudio ed ezio… siate più partecipi” (ALLEG.N.18). Lei appunto non aveva alcun diritto a decidere in nome dello slai cobas e ad appellarsi agli iscritti affinchè partecipassero ad incontri, riunioni, ecc. non stabilite congiuntamente tra USB-SBM –Slai Cobas ai sensi del Patto di Coordinamento. Tanto meno Lei aveva il diritto di insinuare, di fronte agli iscritti, che la non partecipazione del sottoscritto e di altri fosse immotivata sul piano dei contenuti e del metodo. (16) Dalle Sue email agli iscritti del 21/09 e successive (ALLEG.N.19) “Specifico che l’importanza di frequentare la sede di Trento è proprio quella di creare opinioni e consigli per lottare. Quindi passate alla sera e presidiate le attività che si svolgono all’interno della stessa. …Non mi piace sentire loro e noi. Dovrebbe essere più un Noi unitario. Stiamo lavorando per un’ unificazione dei tre sindacati, vanno considerate non solo le teorie ma pure spese e gestioni”… .. “noi riconosciamo come nostra la sede di Trento e non è la sede USB è la sede di tutti e tre i sindacati”. In alcuna riunione formale USB-SBM-SLAI COBAS è stato deciso che la sede USB dovesse risultare dello Slai Cobas. A mia volutamente precisa richiesta in merito, Casagranda mi confermava e ribadiva ai primi di settembre che la sede era USB. Come ben a sua conoscenza, sulla vetrina della sede che dà su Via Muredei 6, da Lei presumibilmente concordata con Casagranda USB, risulta palese trattasi di sede USB. La gestione della stessa sino ad oggi (a parte la sua collaborazione personale con USB) è risultata essere del tutto oggetto dell’attività USB ed SBM. Come da Lei rilevato, il Sottoscritto ed altri non hanno praticamente mai messo piede in tale sede se non in occasione dell’unica riunione congiunta del 13 settembre. Lei non aveva quindi alcun diritto di fare affermazioni non veritiere e lesive per l’immagine dello Slai Cobas e di sovrapporsi per l’ennesima volta al ruolo di responsabile prov.le squalificandone sistematicamente ruolo ed operato. (17) Dalle Sue email agli iscritti del 21/09 e successive (ALLEG.N.19) : ” Io non obbligo nessuno a fare un’assemblea a Trento, ma dato che vi sarà la presenza delle operaie all’incontro, mi sembra logico portarle nella sede di Trento dato che spero vi sia la vostra presenza pure in provincia…non boicotto alcun incontro di direttivo e siate umili prima di avanzare idee dato che ho sempre liberamente dato accesso a casa mia per le assemblee. Ho chiesto se era possibile anticipare o posticipare le date della riunione. Se poi volete imporvi fatelo, lo stalinismo non è una mia filosofia”…”L’incontro lo si fa con le operaie dopo. Se c’è esigenza di pianificare strategie in malgara prima si fa incontro in provincia al quale chiedo la vostra partecipazione e poi incontro con operaie. Non si può pianificare da esterni cazzarola. E con questo chiudo”. Lei non aveva il diritto di fronte agli iscritti di sovrapporsi e squalificare il mio ruolo indicandomi cosa sarebbe stato giusto fare (nella circostanza partecipare al Suo fianco ed a quello di USB ad un inutile e controproducente incontro in assessorato) e non fare. Tanto meno aveva diritto ad invitare il Sottoscritto all’umiltà o di tacciarlo come stalinista. Nemmeno, infine, aveva il diritto di decidere Lei, per conto dello Slai Cobas gli appuntamenti e le scadenze della giornata del 25/09. (18) 23/09 riunione da Lei concordata a nome slai cobas con usb e sbm e comunicata a me ed altri iscritti da Ezio Casagranda il tardo pomeriggio della giornata del 22 “Ezio. Ciao a tutt@ vi ricordo che domani sera alla 20.00 presso la sede di Trento è prevista la riunione per discutere modalità dell’inaugurazione dalla conferenza stampa alla riunione informativa per gli iscritti volantino informativo da date ai delegati, ecc”. (ALLEG.N.20) Lei non aveva il diritto di concordare tale riunione e di parteciparvi in qualità di rappresentante dello Slai Cobas. La riunione è stata volutamente disertata dal Sottoscritto. (19) 25/9 volantino di inaugurazione della sede USB di Trento (ALLEG.N.21) da Lei sotto firmato Slai Cobas e da Lei deciso, steso e diffuso insieme ai Signori Ezio Casagranda USB e Flammini Fulvio SBM, nonostante parere fortemente discorde del sottoscritto. Lei non aveva alcun diritto di appropriarsi a favore di USB e congiuntamente con esso della sigla Slai Cobas. Tale volantino mi giungeva via email il 26, provvedevo subito a rispondere (via PEC con successiva raccomandata postale) annullando definitivamente a nome dello Slai Cobas il Patto di Coordinamento con USB ed SBM, ed il Patto Federativo con SBM, diffidando altresì il Signor Casagranda dal presentare l’inaugurazione della sede del 28 settembre a nome dello Slai Cobas, provvedendo a darne comunicazione agli iscritti ed alla stampa. (20) 26/9 volantino e comunicato stampa a firma USB e Slai Cobas (ALLEG.N.22) in seguito ad incontro in assessorato del lavoro da Lei deciso e diffuso alla Stampa insieme al signor Casagranda USB in cui tra l’altro si propone valutazione, delle circostanze e degli esiti dello stesso, estranea alla linea dello Slai Cobas e confliggente con essa. Materiale di cui il Sottoscritto ha avuto notizia e conoscenza dalla stampa locale. (21) 28/09 suo intervento su facebook (ALLEG.N.23) in conversazione di gruppo con una quindicina di partecipanti prevalentemente operaie della Malgara, tra cui varie iscritte slai cobas, Lei affermava : “Personalmente non penso che Sebastiano abbia le facoltà di poter denunciare l’operato in Malgara, dato che come già sa, la lotta esce dai posti di lavoro e non da “circoli privati” (in questo Barletta non aveva tutti i torti)”…“Mi dispiace che tu e altri due compagni abbiate distrutto un percorso fondamentale per la lotta di classe, proclamandovi imperatori dello Slai”…”BASTA MENATE PSICOLOGICHE e CONCENTRATEVI PIU’ SULLA LOTTA DI CLASSE CHE SUI GIOCHI DI POTERE….” …” Sebastiano… basta minchiate… e leggi lo statuto. Non ho tempo da perdere e nemmeno le compagne. Entra in una fabbrica e poi parla. di teorie non ci mangia nessuno”…” Uscite dal guscio e presentatevi lottando pure sul Vostro posto di lavoro”. Il tutto risulta inqualificabile per linguaggio, metodo, comportamento e contenuto. (21) 28/07 su facebook nella già citata conversazione (ALLEG.N.20) lei si faceva portavoce della presenza dello slai cobas all’inaugurazione della sede dell’USB della stessa giornata: “cmq bella l’inaugurazione a Trento in una sede che sì, è costata, ma che garantisce pure un punto di riferimento, inesistente per lo Slai Regionale, buono pure il rinfresco dove vi hanno partecipato OPERAI e non padroni/istituzioni. Ciao Fede” (22) l’Adige del 29/09/2014 riporta sue dichiarazioni (ALLEG.N.21) secondo cui lo SLAI COBAS avrebbe aderito all’inaugurazione della sede USB-SBM di data 28/09/2014, che la stessa sede è anche sede slai cobas, tale articolo riporta anche frase di Ezio Casagranda in cui si afferma che USB, SBM e SLAI COBAS “vogliono essere uniti”. Anche in tale circostanza Lei si è proposto, sempre in violazione dell’art. 5, 9 ed 11 dello Statuto, come rappresentante Slai Cobas.
III. LE CONTESTO DICHIARAZIONI PUBBLICHE LESIVE DELL’IMMAGINE E DELL’ONORE DEL SOTTOSCRITTO CON ESITO DI ULTERIORE DETERIORAMENTO DEI RAPPORTI INTERNI
Il suo intervento pubblico su facebook prima riportato nei confronti delle operaie Malgara e di altri risulta comprensivo delle seguenti dichiarazioni : “Personalmente non penso che Sebastiano abbia le facoltà di poter denunciare l’operato in Malgara, dato che come già sa, la lotta esce dai posti di lavoro e non da “circoli privati”… “Mi dispiace che tu e altri due compagni abbiate distrutto un percorso fondamentale per la lotta di classe, proclamandovi imperatori dello Slai”…”BASTA MENATE PSICOLOGICHE e CONCENTRATEVI PIU’ SULLA LOTTA DI CLASSE CHE SUI GIOCHI DI POTERE….” …” Sebastiano… basta minchiate… e leggi lo statuto. Non ho tempo da perdere e nemmeno le compagne. Entra in una fabbrica e poi parla. di teorie non ci mangia nessuno”…” Uscite dal guscio e presentatevi lottando pure sul Vostro posto di lavoro”. Tali dichiarazioni si presentano ulteriormente come lesive dell’immagine e dell’onore del Sottoscritto in qualità di rappresentante prov.le Slai Cobas.
IV. LE CONTESTO IL RIGETTO DELLA LINEA DELLO SLAI COBAS VOLTA ALLA FORMAZIONE, AL COLLEGAMENTO ED ALL’INIZIATIVA DEI COBAS, E LA SUA PROMOZIONE SUL CAMPO DELLA LINEA USB DEL QUARTO SINDACATO COMPORTANTE LA RIPROPOSIZIONE E RIPRODUZIONE IN ALTRE FORME DI CARATTERI DI FONDO DELLA “SINISTRA SINDACALE” ESSENDOSI POI RESO SOSTENITORE ATTIVO DI TALE LINEA NELLO SLAI COBAS INSIEME AD ALTRI
Lei è entrato quest’anno nello Slai Cobas e le è stata fatta presente, in praticamente infinite circostanze, che la linea e l’impostazione dello Slai Cobas risultavano fondate su 1) costruzione ed iniziativa dei cobas sui posti di lavoro, 2) responsabilizzazione ed attivazione degli iscritti cobas a partire dal loro diretto protagonismo sui posti di lavoro nel rifiuto di ogni logica di delega nei confronti di organizzazioni sindacali composte da funzionari o operanti secondo la logica del funzionariato, 3) impegno per la conquista dell’egemonia sindacale sui posti di lavoro a partire dall’iniziativa dei cobas, 4) iniziativa, collegamento ed organizzazione dei cobas sulla base di una linea sindacale unitaria ed omogenea di volta in volta discussa e ricalibrata, 5) rigetto di logiche volte a suscitare artificiosamente eco e clamore mediatico, ed altresì rifiuto di condurre iniziative (scioperi, cause legali ecc) senza il diretto protagonismo dei lavoratori, possibilmente della maggioranza di essi, 6) opposizione al sindacalismo confederale comprese le sue varianti cosiddette di sinistra (FIOM, sinistra sindacale ecc.), 7) affermazione che gli operai non hanno rappresentanza politica e che quindi devono essere autonomi (auto-organizzazione) non solo dai sindacati confederali, ma anche dalla sinistra istituzionale risultante manifestamente complice e corrotta e conseguentemente dei gruppi politici, anche se auto-presentatisi di “estrema sinistra”, che conciliano con essa. Nel loro insieme, come è ben a sua conoscenza, questi punti configurano: 1) il rigetto della linea e dell’impostazione del quarto sindacato, 2) il rigetto della conseguente linea della ricerca dello scontro e della mediazione tra apparati (organizzazione sindacale rispetto ad aziende ed istituzioni), 3) il rigetto della linea, dei punti di programma, dei contenuti, delle forme d’iniziativa, delle modalità di funzionamento interno e di funzionamento nel rapporto con i lavoratori della “sinistra sindacale” della CGIL, anche se fuori-uscita o espulsa dalla stessa CGIL o dalla FIOM-CGIL. Il Suo impegno all’interno dello Slai Cobas è stato segnato sin dall’inizio, come attesta tutto quanto citato nel dettaglio in modo puntualmente riportato nel precedente paragrafo n.2 relativamente alle Sue varie iniziative, prese di posizione, affermazioni ecc., dalla Sua incomprensione della linea e dell’impostazione dello Slai Cobas. Tale Sua incomprensione si è rapidamente affermata in opposizione insieme ad altri (in particolare Sergio Mattiello Dana ex-RSA Dana e per altri versi Marco Versini ex-RSU Dana). Quest’opposizione ha fatto sì che Lei perseguisse e riproducesse il Modello del “quarto sindacato” nel rapporto con i lavoratori creando conseguenti illusioni, confusione, legami di delega e di dipendenza (tramite cause legali, attività da para-funzionariato ed altro), sfiducia e deresponsabilizzazione rispetto alla possibilità e necessità di conquistare la maggioranza dei lavoratori sul proprio posto di lavoro. Quest’opposizione ha poi assunto via via caratteri scissionistici volti alla liquidazione dell’impostazione dello Slai Cobas e dei suoi caratteri di classe a favore dell’adesione al Modello, alla Linea, ai Punti di Programma ed alla Forme d’Iniziativa di USB. Quest’attività liquidazionistica è giunta sino al punto di una collaborazione quotidiana con USB finalizzata prima all’appropriazione, sistematicamente perseguita, congiunta della Sigla Slai Cobas e poi alla dissoluzione dello Slai Cobas nella stessa USB. La Sua attività a favore di USB ricambiata da quest’ultima in violazione del Patto di cooperazione in concerto in primo luogo con Sergio Mattiello e Marco Versini, ha contribuito ad alimentare l’iniziativa di USB volta alla liquidazione ed inglobamento dello Slai Cobas. Un iniziativa quest’ultima che attesta l’assoluta non volontà della stessa USB di procedere in termini unitari verso la costruzione di un nuovo sindacato di base e di classe. Anzi USB del Trentino, come verrà illustrato nel preannunciato bilancio pubblico, ha operato secondo linee e logiche da “sinistra sindacale” e da “sinistra istituzionale” per sfruttare il processo unitario stravolgendolo ai propri fini mediatici ed egemonistici da un lato e volti a precludere la possibilità di un’iniziativa sindacale di classe dall’altro tramite, appunto, l’abbattimento dell’anomalia Slai Cobas. USB ha rigettato e fatto fallire, anche con il Suo aiuto e di altri, la possibilità di un percorso unitario con Slai Cobas del Trentino nella prospettiva confederativa volto a determinare una nuova sintesi tra impostazioni, modelli, programmi, esperienze, iniziative, composizione di classe, competenze ed organismi dirigenti.
V. SOMMINISTRAZIONE PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE- [OMISSIS]
In conseguenza di tutto quanto affermato e documentato dal Sottoscritto nella presente, le comunico il provvedimento di espulsione dallo Slai Cobas. Lei non potrà più presentarsi o parlare a nome dello Slai Cobas nel rapporto con terzi (lavoratori, aziende, istituzioni, stampa, Partito Comunista dei Lavoratori ed altri, associazioni sindacali locali e nazionali ecc.). Comunicazione della Sua esclusione dallo Slai Cobas viene inviata alle varie aziende presso cui ha operato. Il Sottoscritto si riserva di procedere a tutela propria ed in rappresentanza dello Slai Cobas nei Suoi confronti anche valutando i danni eventuali derivanti allo Slai Cobas dal Suo operato. [OMISSIS] Tutto il materiale documentale in Suo possesso (tessere, tagliandini, moduli, fascicoli legali, atti legali resi operativi ecc.) è dichiarato nullo con effetto immediato sino a consegna al Sottoscritto e relativo vaglio e decisioni ad opera dello Stesso. [OMISSIS] Come detto in precedenza nella presente [OMISSIS] copia della presente sarà resa pubblica presso (Slai Cobas ed USB nazionali e locali, SBM, altre associazioni nazionali, lavoratori delle Ditte in cui Lei ha operato, direzioni aziendali, Stampa locale ecc). Tutti gli ALLEGATI sono pubblici (a parte il N.4 relativo alla lettera annullata di diffida alla Sensi Srl) e già in suo possesso(compreso il citato alleg. N.4). Lei ha diritto ad appellarsi al provvedimento di espulsione chiedendo al “coordinamento nazionale slai cobas” esplicita revoca dello stesso. Dovrà inviare in tal caso duplice raccomandata postale alle due sedi nazionali entro 30 giorni dal Suo ricevimento della Presente. Distinti Saluti Sebastiano Pira Membro Segreteria Naz.le Slai Cobas e Coord. Naz.le Slai Cobas Coordinatore Prov.le Slai Cobas sede slai cobas di Via Modena 21, Mori
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