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Timestamp: 2017-08-20 07:32:12+00:00
Document Index: 114752778

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.4', 'art.7', 'art.15', 'art.18', 'art. 7', 'art. 9', 'art.8', 'art.9', 'art. 22', 'art.\n20', 'art.21', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 54', 'sentenza ']

Consap Magazine 2011 by CONSAP Segreteria Provinciale di ROMA - issuu
Periodico Ufficiale Nazionale della CONSAP - C.N.P.S. anno XIII numero 5 maggio 2011 - Registrazione Tribunale Civile Roma n. 542/99
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Il campione della Moto GP Simoncelli, amico della Consap e della Polizia
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EDITORIALE Disattesi tutti gli impegni in materia di sicurezza La Polizia Stradale vince il premio qualità P.A. Rivedere la disciplina per i poliziotti a 30 anni dalla Legge di Riforma Convegno Nazionale. Regolamento di disciplina della Polizia di Stato: analisi e proposte di revisione Poliziotti motomontati al Giro d’Italia, più sicuri grazie alla Consap
Sempre più difficile il calcolo delle pensioni L’APOCALISSE DELLA QUIESCENZA Uno dei modi migliori per onorare i morti è quello di avere rispetto dei vivi Assistenza infermieri in base al profilo La Cassazione condanna Casarini a risarcire la Consap I poliziotti in piazza contro i tagli del Ministro Tremonti Reato di Omicidio Stradale, la Consap aderisce alla petizione
Rifugiati a Milano: “incapacità politica nel gestire le emergenze” Meno pulizia per la Polizia Pagava il pizzo, ora, per tutelarsi compra l’auto e la regala ai poliziotti Il CYBERSTALKING: le difese. Intervista all’ing. Francesco Marinuzzi
26 28 30 32 34 38 42 44 46 47
159° anniversario Messaggio del Presidente della Repubblica Messaggio del Capo della Polizia di Stato Moda primavera estate 2011
Disattesi tutti gli impegni in materia di sicurezza Risorse del riordino utilizzate contro il parere della Consap
Il decreto legge n.78 del 2010 (e la successiva legge di conversione n.122 del 2010) ha penalizzato fortemente le forze di polizia, ha bloccato per il triennio 2011-2013 il trattamento economico complessivo di tutti i dipendenti pubblici, ha bloccato per lo stesso periodo gli adeguamenti retributivi e le indennità integrative, derivanti dallo svolgimento di funzioni diverse dalle promozioni. Per mitigare gli effetti del blocco retributivo in vigore per tutto il pubblico impiego dal 2011 al 2013 che, per le Forze di Polizia, significa blocco dell’operatività e quindi del contrasto alla criminalità organizzata e a quella eversiva, il Governo, con il consenso di tutte le organizzazioni sindacali eccetto la Consap, ha utilizzato le risorse già stanziate per il riordino delle carriere. Nonostante quindi il richiesto sacrificio il Governo con la pubblicazione della legge 74/2011 ha pensato bene di tradire ancora una volta gli im-
pegni presi ed ha previsto la corresponsione di “assegni una tantum” agli appartenenti alle Forze di Polizia in luogo delle tradizionali indennità fisse e continuative (pagati con i nostri fondi del riordino), penalizzando le pensioni e le liquidazioni dei poliziotti, soprattutto di quelli più giovani. Oltre il danno, dunque, anche la beffa. Mai nella storia politica di questo Paese sono stati tagliati così tanti fondi sul comparto sicurezza, mai era successo che ai poliziotti era stato chiesto di fare di più e si è dato loro di meno. Poiché non possiamo accettare passivamente di vedere calpestata la nostra dignità, bloccate le nostre carriere, penalizzate le nostre liquidazioni e pensioni abbiamo avviato una nuova stagione di mobilitazione. La manifestazione davanti il Ministero dell’Economia e del Tesoro, per contestare l’insensibilità dimostrata da Tremonti, è dunque solo l’inizio.
La Polizia Stradale vince il premio qualità al Forum P.A.
Il servizio di Polizia Stradale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza partecipa e conquista il Premio Qualità PP.AA. per la categoria “Amministrazioni centrali, periferiche e territoriali dello Stato” alla XXII edizione del Forum PA tenutosi dal 9 al 12 maggio scorso presso la Fiera di Roma. Il Forum mette a confronto le potenzialità espresse da grandi amministrazioni ed enti dell’amministrazione centrale dello Stato nello sviluppo in rete dei loro servizi e rappresenta anche l’opportunità di presentare i grandi progetti di innovazione e sviluppo che coinvolgono una rete di soggetti pubblici e privati per un obiettivo comune di competitività e crescita.
L’innovazione che c’è in Italia, spiegano gli organizzatori, non è frutto di grandi progetti paese ma nasce dai territori dalle comunità locali e dalle reti relazionali. È da qui che può ripartire lo sviluppo del nostro Paese. Una spinta dal basso che, però, deve necessariamente trovare spazio all’interno di una politica nazionale dell’innovazione. La vetrina del Forum delle Pubbliche Amministrazioni offre così la possibilità di far conoscere la rete delle aziende innovative del territorio; le alleanze tra soggetti pubblici, imprese, università e mondo della ricerca oltre ai progetti che hanno costruito reti interregionali sia in Italia che in Europa. I soggetti coin-
Primo piano volti vanno dalle pubbliche amministrazioni centrali. autonomie locali, (province, comuni e unioni di comuni, camere di commercio e università) grandi imprese di tecnologia e servizi avanzati funzionali, piccole e medie imprese, piazze telematiche e le organizzazioni del terzo settore, del volontariato, della cittadinanza organizzata. Nell’ambito dei lavori del Forum PA 2011, si sono tenuti convegni ed incontri allo scopo di illustrare le diverse esperienze e di conoscere le tendenze del settore. Gli organizzatori hanno puntato su una forma di coinvolgimento che gli stessi hanno definito un “forum delle reti” che ho proposto il calibrato mix tra queste esigenze: 40% di lavoro comune: per confrontare il proprio lavoro con quello dei colleghi, per trovare nuove alleanze e nuovi “mercati” per le proprie iniziative, per mettere in luce la ricchezza delle forze vitali presenti nei territori. Partecipazione, interazione e dibattito saranno al centro, tra l'altro, delle “non-conferenze” e dei “barcamp”, novità vincente delle ultime due edizioni di FORUM PA.; 40% di formazione: per riportare a casa saperi utili riguardo l’innovazione tecnologica, normativa e organizzativa. I quotidiani seminari tematici su singole innovazioni tecnologiche, normative o organizzative; i
“master diffusi”, momenti formativi a cura di enti ed aziende espositrici direttamente presso gli stand; le “lectio magistralis” in cui indiscusse personalità offrono ad un pubblico interessato e partecipe il loro punto di vista su temi generali di grande attualità. Questi i tre momenti di aggiornamento e crescita che saranno offerti agli operatori pubblici e privati; ed un 20% di informazione: per ascoltare direttamente dai vertici politici ed amministrativi del Governo centrale e dei Governi locali le linee guida sulle politiche di innovazione e di sviluppo. L'occasione sarà fornita dai grandi appuntamenti congressuali. In questo contesto l'affermazione del Servizio Polizia Stradale, proietta la nostra istituzione ai vertici del settore in ordine alla qualità del servizio al cittadino, un risultato che è frutto dell'impegno e della professionalità di tutti, dagli operatori alla dirigenza. Un vanto professionale che il Direttore Centrale del Servizio Polizia Stradale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza dottor Roberto Sgalla, ha commentato con un messaggio per i lettori del Consap Magazine che pubblichiamo nella pagina che segue, insieme allo stralcio della circolare del Dipartmento con la quale si informavano tutti gli uffici del risultato conseguito. Giorgio E. de Carolis
Per la prima volta, il Servizio, senza alcuna esperienza nell’ utilizzo dei modelli valutativi e con il coraggio di cimentarsi nella prova, ha presentato un documento confezionato secondo il modello CAF 2006 che, partendo dal piano strategico, illustra i risultati ottenuti nei molteplici settori d’ intervento della Specialità, tanto a livello centrale quanto territoriale. Il riconoscimento va a tutti gli uomini e alle donne della Polizia Stradale per l’ impegno profuso nel garantire la libertà di circolazione e una mobilità sicura, impegno che ha permesso all’ intera organizzazione di conseguire significativi risultati nei servizi di vigilanza e controllo e nel contrasto del fenomeno infortunistico: professionalità, senso di appartenenza, tecnologie, ricerca di nuovi linguaggi per comunicare con i giovani, campagne di sicurezza nazionali ed internazionali, attenzione al cittadino, questi gli strumenti con cui la Specialità assolve quotidianamente alla propria mission.
Primo piano Il merito va ad un lavoro in rete, ad una squadra motivata frutto di valori rafforzati nel tempo, ad una fattiva e vitale dialettica con partner pubblici e privati cui oggi va il nostro ringraziamento. L’ attribuzione del Premio Qualità ad una Specialità della Polizia di Stato testimonia anche il successo di un cammino intrapreso per introdurre nell’ Amministrazione della Pubblica Sicurezza parametri di modernità ed efficienza in grado di migliorarne gli standard operativi ed i livelli di servizio all’ utenza. Abbiamo invitato le articolazioni territoriali – dai Compartimenti alle Sezioni ai Reparti minori - a cimentarsi con il format CAF 2006 affinchè possano trovare in esso un valido strumento principalmente di autovalutazione, sino a farne un mezzo di partecipazione alla prossima edizione del Premio Qualità per le Pubbliche Amministrazioni. Dottor Roberto Sgalla Direttore Centrale Servizio Polizia Stradale
Rivedere la disciplina per i poliziotti a 30 anni dalla Legge di Riforma Consap “non garantista e superata dai tempi e dalle leggi a tutela dei lavoratori” Foto: Cinellips e Andrea Nemiz
Nella prestigiosa Sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio dei Ministri, si è tenuto il convegno nazionale organizzato dalla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, curato brillantemente dal Segretario Provinciale di Roma Gianluca Guerrisi e dal suo staff, fra i quali: Infussi, Di Meo e Pasquale Guerrisi. Il tema del simposio aveva carattere molto tecnico, ma è fortemente sentito da tutti gli operatori della Polizia di Stato, rivedere in senso garantista quel farraginoso complesso di regole che da 30 anni disciplina la tematica delle sanzioni al personale. In sostanza sostiene la Consap il Regolamento di Disciplina della Polizia di Stato a 30 anni dalla Legge di Riforma si presenta e non in linea con i diritti dei lavoratori. Il parterre del convegno è stato di assoluto prestigio a partire del Sottosegretario di Stato onorevole Carlo Giovanardi, che ha aperto i lavori sottolineando alcuni episodi di cronaca che hanno coinvolto i tutori dell’ordine, precisando che spesso non si
tiene conto della situazione di estrema delicatezza in cui essi si trovano ad operare, esaltando il ruolo del sindacato che deve essere sempre rivolto alla difesa del personale verso l’interno. Il moderatore del convegno, il giornalista del Tg 2 Rai Maurizio Martinelli ha poi letto i messaggi fati giungere alla Consap dal Presidente della Camera dei Deputati onorevole Gianfranco Fini e dal Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli, per poi dare la parola al questore di Roma Francesco Tagliente. Il questore ha tenuto a ringraziare la Consap e tutti i poliziotti che hanno lavorato al suo fianco “è grazie a voi che sono risultato degno di essere preso in considerazione per un incarico cosi importante come diventare questore di Roma”, ma anche sottolineato l’incidenza ed i nuovi imperativi che competono a donne ed uomini della Polizia di Stato, nel nuovo progetto di sicurezza che si presenta come partenariato fra operatori e cittadini, puntualizzando il ruolo importante rivestito dalla motivazione professionale; una
Il segr. Gen. Nazionale Innocenzi
Il capogruppo Pdl al Senato on. Gasparri
Il responsabile sicurezza UdC sen. Serra
motivazione che passa anche per uffici dignitosi in cui operare, questo è uno dei miei impegni che porto avanti pur dovendo fare i conti con le ridotte risorse a disposizione. “Ridisegnare a distanza di 30 anni dalla legge di Riforma 121/81 l’impianto del Decreto 737, superato dai tempi e dalla profonde trasformazioni della società civile”, questa la richiesta lanciata dal Segretario Generale Nazionale della Consap Giorgio Innocenzi. Il Segretario Generale Nazionale della Consap ho ribadito come la pressante richiesta di una revisione del Regolamento di Disciplina parte da tutto il personale: “un’esigenza
sentita che il sindacato cerca di tradurre in atti concreti” poi con una dettagliata relazione ha fatto il punto su disfunzioni ed inadeguatezze dell’attuale regolamento caratterizzato da un meccanismo per nulla garantista, che impedisce al sindacato ogni difesa a tutela del collega sottoposto a procedimento”. Dopo un breve saluto di Luigi Alfieri presidente di Federsec, si sono svolte le altre relazioni tecniche dei dirigenti sindacali Igor Gelarda, Ciro Re, Marco Strano e Bruno Pierleoni. Il dirigente della Consap di Palermo Gelarda ha puntato l’attenzione sui passi in avanti che a livello europeo si registrano in chiave
L’intervento del responsabile sicurezza PD on. Fiano
Primo piano deontologica per i poliziotti dei paesi dell’Unione, linee guida che l’Italia non ha recepito in pieno e che colpiscono una categoria di lavoratori che si presenta come un ibrido né militari né impiegati civili: “il codice etico per la polizia a livello europeo risale al settembre del 2001, l’Europa dei 15 paesi , forse è giunto il tempo che nel nostro paese si possa tener in debito conto di questi “consigli” che arrivano dal massimo organismo continentale, ha concluso Gelarda. La relazione del dirigente sindacale delle Marche Ciro Re si è spinta oltre fino ad evidenziare aspetti di incostituzionalità nel Regolamento di Disciplina e nelle procedure che portano a comminare la sanzione. Al convegno sono intervenuti parlamentari dei diversi schieramenti politici fra i quali il capogruppo del Pdl al Senato onorevole Maurizio Gasparri che ha sottolineato la vicinanza del governo alle istanze della sicurezza”, anche se siamo coscienti che quanto da noi fatto può aver lasciato l’amaro in bocca, ma va tenuto conto della difficile congiuntura economica internazionale”. Il responsabile della Sicurezza del Pd l’onorevole Emanuele Fiano, che da qualche mese ha sostituito l’onorevole Marco Minniti nell’incarico, ha parlato di attenzione ed ascolto a tutte le istanze sindacali da parte del suo partito: “coscienti che il processo di democratizzazione della categoria è stato intrapreso nel 1981 con le Legge di Riforma ma non può certo dirsi concluso”. Il leader del Movimento per Roma Michele Baldi, ha rivendicato la distanza del suo movimento popolare dalla politica partitocratica: “A voi amici della Consap ho dato ascolto e sostegno non da oggi, quindi potete contare su tutto l’appoggio possibile, anche
Il prefetto Mone
nei confronti di un’opinione pubblica che sotto la spinta di una certa stampa, è sempre più allontanata dai problemi della sicurezza”. Gli interventi della politica sono stati conclusi da un poliziotto, oggi politico, il responsabile della Sicurezza per l’Udc senatore Achille Serra che sottolineando di sentirsi non un amico ma un familiare della Consap e dei poliziotti, ha auspicato che ci sia più coerenza fra i proclami delle campagne elettorali e gli atti di governo: “ritengo che la sicurezza sia, insieme alla scuola ed alla sanità, una priorità del paese che andrebbe esentata dai tagli lineari, operati per tenere i conti in ordine”. Applaudita la relazione del Dirigente della Consap Marco Strano presidente di Icaa che nell’analizzare la tematica sotto l’aspetto psicologico ha indicato come l’ampio spazio interpretativo consentito dal l’attuale regolamento di disciplina sia di riflesso una strumento di controllo e prevaricazione dei diritti del sottoposto a procedimento; inoltre ha contestato la logica della disciplina che opera un’equazione aberrante più severità maggiore produttività: “le grandi aziende che producono servizi di assoluto prestigio a livello internazionale hanno da tempo superato questa logica, che anziché esaltare mortifica la motivazione professionale”. L’avvocato Walter Barboni nel suo intervento ha messo a confronto il diritto del lavoro, nel suo percorso storico di conquiste, evidenziando alla platea i gravi ritardi che accusa in questo la disciplina della Polizia di Stato. Bruno Pierleoni dirigente Consap presente ai consigli di disciplina e difensore di colleghi sottoposti a procedimento, ha portato idealmente tutta la platea in quelle stanze dove funzionari, che mal sopportano l’incarico di potestà disciplinare, possono, in virtù della norma, cancellare il diritto alla difesa, finanche omettendo le riserve espresse del rappresentanze sindacale che seppur minoritario in consiglio contesta la sanzione: “18 anni di disciplina mi hanno convinto dell’assoluta necessità di un cambiamento”. Al prefetto Luigi Mone Direttore Centrale degli Affari Generali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza sono state affidate le conclusioni dei lavori, un intervento cha ha rimarcato la necessità che il dirigente ricopra un ruolo carismatico per i sottoposti, quale presupposto alla motivazione professionale, sottolineando come il tempo e la fretta con cui nell’81 si predispose l’attuale regolamento potrebbero avere bisogno di un ripensamento in chiave più moderna.
Convegno Nazionale Regolamento di disciplina della Polizia di Stato: analisi e proposte di revisione La relazione del segretario generale nazionale Consap Giorgio Innocenzi
La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha organizzato questo convegno “Regolamento di disciplina della Polizia di Stato: analisi e proposte di revisione” con il precipuo scopo di mettere all’attenzione una problematica che oggi si fa sempre più attuale e scottante. Finalità del convegno è quella di avviare una riflessione sul Regolamento di disciplina, che a distanza di oltre trenta anni, dalla sua entrata in vigore, ha evidenziato numerosi aspetti disfunzionali che, solo in parte, possono essere ascritti ad una normativa bisognosa di essere rivista sia nella parte sostanziale che in quella procedurale, onde assicurare maggiore snellezza, celerità ed efficacia all’azione amministrativa. Occorre porsi il problema di come superare le disfunzioni registrate derivanti dalla inadeguatezza delle norme disciplinari ma anche, e soprattutto,
dalla mancata realizzazione di un sistema formativo capace di instillare maggiore consapevolezza del peculiare ruolo istituzionale rivestito da ogni operatore della Polizia di Stato e delle conseguenze derivate dalla inosservanza delle generali regole di condotta statuite dall’ordinamento per quanti svolgono funzioni di così elevato profilo, nel consorzio civile. Occorre interrogarsi se non sia giunto il momento per adeguare il Regolamento alle nuove leggi nel frattempo intervenute (nuovo codice di procedura penale, legge 19/90, legge 241/90), alle sentenze della Corte Costituzionale, ai decreti ministeriali relativi alla riorganizzazione degli uffici periferici e soprattutto alle nuove tendenze organizzative dell’Amministrazione, che nel loro insieme incidono in vario modo sul sistema disciplinare. La Consap è fermamente convinta che questo strumento normativo necessita di sensibili modifiche tese
Baldi del Movimento per Roma
Alfieri presidente Federsec
ad accrescerne l’efficacia. La stessa Amministrazione, con provvedimento del Capo della Polizia del 30 novembre 2000, aveva avvertito l’esigenza di costituire un gruppo di lavoro incaricato di elaborare un progetto complessivo di revisione del DPR 25 ottobre 1981,n.737. La commissione, dopo aver messo a nudo i momenti di crisi del sistema disciplinare vigente, formulò una proposta “indecente”, che in tutta fretta fu riposta in un cassetto. E’ giunto, dunque, il momento di fare qualcosa di concreto per elaborare un progetto organico di revisione dell’attuale impianto normativo considerato inadeguato e farraginoso da tutti gli operatori, pratici del diritto disciplinare. A chi volesse addentrarsi in questo delicato settore, raccomandiamo vivamente di accantonare qualsiasi nozione di diritto e di dimenticare il significato di concetti quali: garanzie difensive, uguaglianza, equità, gradualità e funzione di recupero sociale della pena. Anche ad una lettura superficiale del testo del decreto in questione, emerge il carattere “oggettivamente” oppressivo della norma, che trova conferme generali da un lato, nell’assenza di reali garanzie difensive e dall’altro, in un’incontestabile, indiscriminata ed aberrante “discrezionalità” che viene riconosciuta e garantita alla pubblica Amministrazione. E’ qui appena il caso di ricordare solo alcune delle norme inquisite e che rappresentano la pratica estrinsecazione di una concreta volontà di affossare la certezza del diritto. Basti pensare, a tal proposito, all’art. 4 n. 18, grazie al quale l’Amministrazione punisce “qualsiasi altro comportamento non espressamente preveduto nelle precedenti ipotesi …”. Com’è facilmente desumibile, la pretesa punitiva della P.A. prende le mosse dall’accertamento di un “fatto-comportamento” di fatto non codificato.
L’assurdità di una siffatta norma è confortata anche dalle più elementari conoscenze di diritto, laddove si pensi che la NORMA è costituita dal precetto e dalla sanzione. Nel precetto deve essere contenuta la descrizione di quello che si deve fare o non fare e, perciò, del fatto costituente l’illecito. Orbene, il citato art.4 sembra sfuggire a questo principio fondamentale, non prevedendo, in astratto, le ipotesi a cui ricondurre di volta in volta il fatto prodottosi nella realtà. In sintesi, come potrà mai difendere i propri interessi e dimostrare la propria innocenza, l’ignaro collega
Messaggio dell’on. Gianfranco Fini
Il dirigente nazionale Consap Gelarda
Il giornalista del Tg2 Martinelli
posto davanti ad una accusa generica, non qualifi-
siasi altro comportamento non espressamente preveduto negli articoli precedenti”. Stessa natura astratta e generica viene assegnata agli artt. 5 e 6 nr:1, quando si fa riferimento alle “abituali” negligenze, senza che sia mai stato chiarito se per la dichiarazione di abitualità sia necessario ricorrere ad un principio analogico che operi il richiamo al codice penale (artt. 101, 102,103 e 104), alla definizione riportata nel dizionario della lingua italiana (specificando quale), o addirittura alla libera e sfrenata interpretazione del collegio giudicante. Tale problematica acquista anche maggiore risalto, se si considera che per le “dichiarazioni di abitualità” non vengono dettate norme precise in ordine ai limiti temporali “a ritroso”, che dovranno essere presi in considerazione durante la ricerca e la valutazione dei “precedenti” disciplinari. L’attuale indirizzo interpretativo seguito dai collegi giudicanti, non trova alcun limite del tipo sopra delineato, tant’è che l’abitualità viene ricondotta ad una valutazione di “tutti” i precedenti dell’inquisito, indipendentemente dal tempo della loro commissione. Tale criterio, a nostro avviso, trova il suo limite giuridico nel disposto di cui all’ultimo comma dell’art.7 dello Statuto dei lavoratori, che sancisce l’inefficacia, a qualsiasi titolo, delle sanzioni disciplinari, decorsi “due” anni dalla loro applicazione. E per rimanere in tema di collegi giudicanti, vorremmo manifestare le nostre perplessità anche sulla esatta composizione della commissione consultiva prevista dall’art.15. Infatti, leggendo il citato articolo, si trae la convinzione che essa sia composta da due elementi designati dall’Amministrazione e uno dai sindacati più rappresentativi nell’ambito provinciale.Niente di più errato.
cata e dai contorni incerti? Siamo ai limiti del paradosso e non dovremmo meravigliarci se fra qualche tempo, qualcuno dei nostri più insigni giuristi “formato famiglia”, in ossequio ad un pericoloso quanto inflazionato principio di affermazione “impositiva” dello Stato proponga di aggiungere al titolo XIII° del codice penale (quello dei delitti contro il patrimonio) un articolo del seguente tenore: “…con la reclusione viene altresì punito qual-
Telegramma del Capo della Polizia Prefetto Manganelli
Quasi per incanto i componenti diventano 5, grazie all’artificiosa aggiunta di un segretario prima e di un non meglio precisato funzionario, successivamente. Da chi venga nominato il segretario e a quale titolo partecipi il funzionario e soprattutto quali “reali poteri” gli siano riconosciuti, non è dato sapere. E’ certo, comunque, che il verbale della seduta viene redatto guarda caso proprio dai due componenti “ausiliari”, designati dal questore. Ancora una volta i membri designati dai sindacati vengono rispettosamente messi alla porta. La confusione dei ruoli è pertanto assicurata, peccato che non possa dirsi lo stesso dello spettacolo, dal momento che a rimetterci, tanto per cambiare, sono proprio gli inquisiti. Ma non è ancora finita. Il funzionario individuato a norma dell’art.18 comma 3, il quale sovente si autoproclama “presidente” della commissione consultiva, opera in concreto, come membro effettivo del collegio giudicante dal momento che, grazie ad una prassi consolidata, gli viene implicitamente riconosciuta una funzione direttiva. Non è un caso, infatti, che egli rivolga domande all’inquisito, indirizzi la discussione sulle direttive da lui ritenute più pertinenti e faccia un po’ come da “padrone di casa”, quando dovrebbe invece limitarsi a redigere il verbale, così come la norma detta. Sempre in tema di abuso dei pubblici poteri, possiamo richiamare alla memoria l’art. 7 nr. 2 che prevede la destituzione dal servizio per “atti che siano
in grave contrasto con i doveri ….” o l’art. 9 comma 2 che prevede la comminazione della sospensione cautelare dal servizio, per i dipendenti che abbiano pendente un procedimento penale per reati dalla natura particolarmente grave. Anche qui, duole segnalarlo, mancano precisi riferimenti normativi, che si rivelino in grado di assicurare il rispetto dei più elementari diritti dell’incolpato. Primo fra tutti la certezza della norma che deve essere chiara, intellegibile ed inequivocabile. Nel caso di specie, a chi è demandato il compito di valutare il concetto di grave, richiamato nei citati articoli? E attraverso il ricorso a quali riferimenti normativi? A questo proposito viene da chiedersi come mai l’art.8 prevede le singole figure di reato che determinano la rescissione del contratto d’impiego mentre il successivo art.9, tanto per cambiare, conferisce all’Amministrazione il potere discrezionale di irrogare la sospensione dal servizio, senza imporre il benché minimo vincolo giuridico-interpretativo. Ma a tale immenso potere riconosciuto all’Amministrazione, si aggiunge una superficiale e spesso negligente trattazione dei procedimenti sottoposti al vaglio di funzionari poco accorti. Non si giustificherebbe in nessun altro modo l’irrogazione di una sospensione cautelare dal servizio, in pendenza di un procedimento penale per il quale il dipendente era stato rinviato a giudizio uno o più anni prima.
Il Sottosegretario on. Giovanardi
Il dirigente Consap Pierleoni
Nesci Presidente Nazionale EPAS
Il dirigente Nazionale Consap Re
Tutto lascia pensare che il DPR 737/81 se da un lato assicura all’Amministrazione un’ampia potestà di controllo, dall’altro sembra ignorare i più elementari principi di giustizia e quel diffuso “garantismo”, che viene riconosciuto a tutt’altre categorie di persone. Sempre in tema di garantismo, non può certo sfuggire un altro particolare di sicuro interesse: gli organi collegiali giudicanti, sia a livello provinciale che centrale, sono composti in maniera tale che i componenti designati dall’Amministrazione siano sempre e comunque in “maggioranza” rispetto a quelli di estrazione sindacale. Tale sospetta articolazione dei collegi non trova alcuna valida spiegazione se non nell’ottica di una Amministrazione che, lungi dall’innescare un reale processo di conversione democratica dei vecchi modelli inquisitori, non intende affatto rinunciare al proprio ruolo egemone. Tale anomala composizione dell’organo decidente, trova il suo limite giuridico nell’art. 22 della Legge 29.3.1983, nr. 93, nella parte in cui si prevede che le sanzioni vengano irrogate, previo parere di un organo costituito in modo da assicurare “l’imparzialità”. A ciò si aggiunga che l’arbitrio e la libera quanto personalistica interpretazione di norme spesso aleatorie, sembra essere la costante dominante. E’ appena il caso di evidenziare, ad esempio, l’esame spesso approssimativo dei casi discussi in seno ai consigli provinciali di disciplina o nelle commissioni consultive e la quasi sistematica assenza dei necessari riferimenti giuridico-regolamentari e richiami a sentenze emesse dalla giustizia amministrativa, che pure dovrebbero essere vincolanti. Di non trascurabile importanza, appare inoltre, il contenuto e la portata limitativa, espressa dall’art.
20 comma 4, nella parte in cui la richiesta di chiarimenti richiesti da un componente del consiglio al giudicando, è subordinata alla preventiva autorizzazione del presidente. E se questa non dovesse essere accordata? Di quali strumenti giuridici, dispone il componente “censurato” per tentare di assicurare il rispetto del principio del “contraddittorio” e dell’esame diretto dell’inquisito? La confusione, mirabilmente utilizzata dall’Amministrazione per affermare il proprio incontrastato potere, investe anche le deliberazioni dei consigli provinciali, redatte guarda caso, dal relatore (nominato dal presidente “esclusivamente” fra i membri designati dal questore, in ossequio a chissà quale norma) e firmata dal presidente, dall’estensore e dal segretario. In questa delicata fase del giudizio, la presenza di qualsiasi altro componente del consiglio e quindi anche di quelli designati dai sindacati, anche se espressamente sancita dall’art.21 comma 1 del DPR 737/81, viene opportunamente evitata. Ma come se tutto questo non bastasse, grazie ad una interpretazione a dir poco singolare degli artt. 20 e 21, si impedisce in maniera capziosa di inserire le “note a verbale”, riportanti le motivazioni giuridiche e regolamentari dell’eventuale dissenso manifestato da un membro del consiglio contro la decisione degli altri componenti. Sicchè, la MOTIVAZIONE del dissenso, non solo non lascia traccia nella deliberazione ma neanche nel verbale della trattazione orale, desumendosi solo dal tipo di votazione riportata ossia a maggioranza dei votanti, invece che all’unanimità. Orbene, poiché la deliberazione in questione, altro non è se non una mera “proposta” che dovrà essere vagliata dal Capo della Polizia, perché si impedisce
Primo piano aprioristicamente che l’organo decidente possa valutare le diverse posizioni espresse, per porle a fondamento del proprio provvedimento? Per tutti questi motivi la Consap si batte da tempo contro ogni forma di malcelata prevaricazione e ha predisposto concrete proposte di modifica di questo decreto assolutamente non più rispondente anche soltanto ad un generico sentimento di giustizia, di uguaglianza ed equità. Ed è per tale ragione che non possiamo non stigmatizzare la completa assenza di garanzie di “univocità” di indirizzo nell’applicazione della norma. Ne deriva che un analogo comportamento disciplinarmente rilevante, venga diversamente censurato a seconda che l’inquisito sia giudicato in città diverse o anche nella stessa città ma in tempi diversi. Non da ultimo viene da chiedersi come mai, in tema di garanzie difensive, mentre a norma degli artt. 1619 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale si “consente” che la difesa dell’incolpato venga assunta da un difensore d’ufficio o di fiducia, regolarmente iscritto all’albo degli avvocati, tale identica facoltà venga ancora pretestuosamente negata agli inquisiti, deferiti innanzi al consiglio provinciale di disciplina. Per quanto attiene all’entità della pena, poi, vale la pena di sottolineare la consistente differenza esistente fra la pena pecuniaria ex art. 4 DPR 737/81, prevista nella misura massima di 5/30 e la multa ex art. 7 dello Statuto dei lavoratori, quantificata in 4 ore della retribuzione base. Analogamente, mentre il DPR 737, nel richiamarsi alle disposizioni contenute nel Testo unico degli impiegati civili dello Stato (DPR 10.1.1957 nr.3), individua in 6 mesi la durata massima della sospensione dal servizio e dalla retribuzione, il citato art. 7 della legge 20 maggio 1970 nr. 300, dispone che essa non sia superiore a 10 giorni. L’evidente contrasto appare, a nostro avviso, difficilmente giustificabile, soprattutto se si pensa, che due leggi dello Stato che disciplinano materie identiche ed individuano comportamenti similari, prevedono sanzioni di ben diversa portata l’una dall’altra. In tema di impugnazioni poi, v’è da segnalare la più completa assenza di norme che possano garantire il rispetto dei principi più elementari del diritto. La detrazione dell’importo relativo alla pena pecuniaria, ad esempio, avviene, quasi sistematicamente, prima che l’eventuale ricorso prodotto dall’interessato sia stato “rigettato”.
Tant’è che in caso di suo accoglimento, l’interessato dovrà adoperarsi non poco ed attendere tempi lunghissimi, prima di vedersi riconosciuto il diritto alla restituzione della somma indebitamente detratta. Anche su questo tema, il surripetuto art. 7 legge 300/1970, offre un interessante spunto riflessivo, nella parte in cui prevede che la sanzione disciplinare (pena pecuniaria o sospensione) “resti sospesa fino alla pronuncia di un collegio, avente appunto le caratteristiche di “giudice di appello”. Appare “sospetta”, infine, la mancanza di un archivio generale, contenente gli estremi dei provvedimenti passati in giudicato, consultabili dagli addetti ai lavori sulla scorta di quanto avviene per le sentenze della giustizia amministrativa giurisdizionale. La creazione e il libero accesso ad una informazione trasparente e pubblica, creerebbe, a giudizio della Consap, le premesse per una più uniforme, univoca e corretta applicazione della norma, che non può prescindere da uno studio analitico dei provvedimenti precedentemente adottati dalla pubblica amministrazione, in ordine a fatti identicamente valutabili. Appare evidente da quanto precede quanto sia urgente e necessaria, ma purtroppo non facile una rivisitazione completa dell’intero testo normativo. Ma proprio per questo che auspichiamo una serena e qualificata partecipazione delle forze vive e costruttivamente critiche che albergano in ciascuno di Voi, affinchè anche questo delicato settore possa essere revisionato da una rinascita fondata su basi democratiche e di rispetto dei diritti e della dignità dell’uomo-cittadino-poliziotto.
L’avv. Barboni
Poliziotti motomontati al Giro dâ&#x20AC;&#x2122;Italia, piĂš sicuri grazie alla Consap Nel suggestivo scenario della Reggia della Venaria Reale, una conferenza stampa, nel corso della quale Dainese e Polizia Stradale hanno presentato un importante progetto
Primo piano E’ stato sancito un accordo fra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza Direzione Centrale del Servizio Polizia Stradale e la società Dainese, per dotare il contingente dei motociclisti alla scorta del Giro D’Italia dell’innovativo air bag per il motociclista progettato dalla Dainese e del quale avevamo già illustrato le caratteristiche nei numeri scorsi. Un orientamento in questo senso della Dainese era stato preannunciato dal manager della società Vittorio Cafaggi in un convegno organizzato dalla Consap a Milano nel novembre scorso che vedeva fra i relatori il Direttore del Servizio Polizia Stradale Roberto Sgalla. L’ipotesi di collaborazione di novembre è diventata concreta in occasione dell'inaugurazione del Giro
d'Italia 2011, nel suggestivo scenario della Reggia della Venaria Reale, con una conferenza stampa, nel corso della quale Dainese e Polizia Stradale hanno presentato un importante progetto, che li vedrà legati durante questa edizione della corsa ciclistica a tappe ed alla quale ha preso parte anche il Responsabile per l’Italia Settentrionale della Consulta Nazionale Polizia Stradale Gian Mario Morello. In virtù di questa joint-venture i poliziotti al seguito della kermesse ciclistica hanno indossato il rivoluzio-
nario dispositivo D-air Street i.p.s. (Intelligent Protection System), l'air bag per motociclisti, messo a punto dopo 10 anni di sviluppo da D-tec (Dainese Technology Center), che sarĂ disponibile per gli utenti delle due ruote alla fine di quest'anno. Quindici agenti della scorta motociclistica della Polizia Stradale al Giro d'Italia 2011 saranno equipaggiati in anteprima con il sistema D-air Street e saranno seguiti dai tecnici Dainese per la registrazione e la verifica dei dati, durante le tappe del Giro d'Italia.
Le rivoluzionarie ed esclusive caratteristiche tecniche di questa protezione "intelligente" segnano un salto tecnologico nel campo della sicurezza del motociclista. Il sistema è stato messo a punto anche grazie all'esperienza fatta con il D-air Racing, la versione destinata all'uso in pista, tuttora impiegata da Valentino Rossi, Marco Simoncelli e molti altri campioni. La sicurezza, studiata nelle competizioni, arriva sulle strade; è questa la testimonianza portata, durante la conferenza stampa, da Giacomo Agostini, la leggenda del motociclismo, che della sicurezza si è fatto il portabandiera già negli anni '60 e dal pilota MotoGp Marco Simoncelli, che impiega e apprezza l'efficacia del sistema D-air.
Primo piano L'innovativa collaborazione tra Polizia Stradale e Dainese costituisce un momento importante per riconfermare l'impegno e la sensibilità nei confronti della sicurezza stradale e per proporre a tutti gli utenti della strada, in particolare ai motociclisti, un esempio di come la passione per lo sport possa essere vissuta ancor più intensamente nel rispetto per la sicurezza propria e degli altri. Il Direttore Centrale del Servizio Polizia Stradale ha sottolineato la duplice valenza dell’esperimento, che da una parte contribuisce a garantire sicurezza per il personale e dall’altra consentirà alla Dainese la raccolta di dati importanti circa la funzionalità del dispositivo, che una volta messo in commercio darà un sostanziale contributo all’impegno di abbattere la mortalità sulle strade, statistiche che vedono le due ruote come l’utenza debole e quindi potenzialmente più a rischio. La Consap – ha detto il dirigente sindacale Gian Mario Morello – è orgogliosa di aver contribuito a questa sperimentazione, siamo portatori di un ruolo più costruttivo dell’attività sindacale, che non è solo denuncia delle disfunzioni tecniche operative, ma ricerca di soluzioni fattibili nell’interesse della tutela del personale e di riflesso della maggiore sicurezza per i cittadini.
Sempre più difficile il calcolo delle pensioni L’APOCALISSE DELLA QUIESCENZA Secondo le stime del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) chi andrà in pensione nel 2050, percepirà un assegno di quiescenza pari al 36% della retribuzione; una previsione di fame e sofferenza per coloro che in questo decennio si stanno affacciando al mondo del lavoro. Mauro Pantano Segretario Nazionale Consap
La stima è orientativa, ma fa comprendere perfettamente la gravità della situazione previdenziale. Il calcolo della pensione è divenuto una operazione probabilistica con numerose variabili. Il c.d. tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra pensione ed ultima retribuzione, dipende dal tasso di crescita del reddito, dall’andamento del Prodotto Interno Lordo (ricchezza prodotta dal Paese) e
I protagonisti delle riforme dal 1993 ad oggi
dall’allungamento della vita media. Non è possibile calcolare la pensione in anticipo; possono farsi solo delle stime soggette a continue revisioni. Il vecchio sistema pensionistico era particolarmente generoso sia in termini di accesso alla pensione, sia in termini di modalità di calcolo della pensione stessa. Una lunga serie di riforme ha progressivamente innalzato l’età e ridotto l’ammontare della pensione. La riforma Amato del 1993, la riforma Dini del 1995, la riforma Maroni del 2005, la riforma Damiano del 2007 e la riforma Sacconi del 2010, con l’intento di colmare il buco previdenziale, hanno devastato il futuro degli
onesti lavoratori, pregiudicando in maniera forte ed irreparabile le garanzie di una vecchiaia serena dopo una vita dedicata al lavoro. I vecchi pensionati si lamentavano del mancato adeguamento degli assegni di quiescenza con i rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, con conseguente perdita , col passare degli anni, dell’originario potere di acquisto. I futuri pensionati oltre a mantenere la vecchia penalizzazione, vedranno assottigliarsi in maniera enorme le somme disponibili nella fase conclusiva della propria vita, a fronte dell’incrementarsi delle esigenze di spesa per curarsi dalle malattie che inesorabilmente insorgono o si accentuano in età avanzata. In Italia ci sono 43 milioni di contribuenti; circa 10 milioni non dichiarano entrate al fisco; 22 milioni dichiarano un reddito inferiore ai 23 mila euro. Con questi numeri, i lavoratori a reddito fisso non potranno aspettarsi altro che una pensione da vera miseria. Questo è il vero problema che affligge lo Stato; l’evasione fiscale diffusa e la correlata severa penalizzazione di chi non sfugge dalle grinfie dell’erario pubblico.
Non c’è la volontà politica di far emergere i redditi non dichiarati, probabilmente perché fonte di consenso elettorale. Infieriscono sempre sui soliti dipendenti a reddito fisso, sui quali gravano i servizi di interesse collettivo, la scuola, le infrastrutture e quant’altro. Gli enti previdenziali avevano ben pensato di istituire una nota informativa da recapitare ai futuri pensionati, per informarli sulla loro posizione, indicando quando e quanto avrebbero percepito in quiescenza; forse per evitare rivoluzioni di popolo, forse per evitare previsioni poco affidabili, hanno deciso di rendere possibile la stima della pensione solo quando si è in prossimità della stessa. Abbinando la pensione alla ricchezza del Paese diventa socialmente e moralmente doveroso far emergere la ricchezza occulta, l’evasione, il nero, che permetterebbero di avere un PIL più alto e di conseguenza una pensione migliore. Basta con le riforme contro i lavoratori, ora è necessario far risalire la china alla parte debole della società, smascherando i furbi ed obbligandoli a contribuire nell’interesse comune.
Uno dei modi migliori per onorare i morti Ă¨ quello di avere rispetto dei vivi
In evidenza Diciannove anni sono passati da una delle pagine più nere della lotta alla mafia in questo Paese, quando il Giudice Giavanni Falcone di ritorno da Roma, dove ricopriva un incarico di consulenza presso il Ministero di Grazia e Giustizia, saltò in aria con la sua scorta e la moglie il giudice Francesca Morvillo. Da allora qualcosa di nuovo c'è stato, grazie all'abnegazione delle Forze dell'Ordine, il leader dei corleonesi stratega della stagione delle stragi è oggi in gattabuia e con Totò Riina, anche personaggi eccellenti di quel gruppo di spietati assassini hanno chiuso la loro storia di infamia. Risultati che però non devono far dormire sugli allori, soprattutto perchè quelle stesse Forze dell'Ordine che hanno conseguito questi brillanti successi investigativi, continuano a dover fare i conti con stipendi inadeguati, e risorse tecniche ed operative assolutamente carenti. Il 23 maggio di ogni anno, la città di Palermo si ferma per le manifestazioni in ricordo della strage di Capaci.Questa mesta ricorrenza, giunta oggi al 19° anniversario, rievoca, i fatti successi quel fatale pomeriggio del 23 maggio 1992 dove andarono in frantumi “PEZZI DELLO STATO”. Gli Uomini che hanno perso la vita in quella tragedia oggi vivono nel ricordo di tutte le persone per bene e oneste che non si sono mai arrese e mai si arrenderanno nei confronti di quei “macellai” che hanno insanguinato Palermo, la Sicilia, l’Italia. Dai nostri caduti abbiamo ereditato un fardello tanto pesante quanto impegnativo che è quello di continuare a lottare contro tutti quei sistemi che pongono limitazioni alla libertà e alla giustizia. Una eredità che non può essere limitata solo alla deposizione di una corona di alloro o di fiori; ma che deve essere una costante e incisiva azione da parte di tutti. In questi 19 anni di questa triste ricorrenza, si sono succeduti tanti ministri dell’interno che puntualmente, ogni 23 maggio, hanno deposto fiori e corone, ma che nell’ambito del loro ruolo istituzionale hanno spesso dimenticato l’importanza dell’azione dei magistrati e delle Forze dell’Ordine. Un’azione politica devastante contro le Forze dell’Ordine messa in opera in questi ultimi anni da parte dei governi che si sono succeduti. Forze di Polizia che dimostrano tutt’oggi grande capacità professionale, giacché hanno assicurato alla giustizia personaggi eccellenti, dediti alla criminalità mafiosa, nonostante le scarse risorse e la poca attenzione politica. Come si fa ad onorare i caduti se poi non si ha la
giusta attenzione nei confronti di chi da vivo continua in questa battaglia? Le Forze dell’Ordine negli ultimi 4 anni hanno subito tagli di spesa per circa tre miliardi di euro, tagli perfino per le pulizie con commissariati ed uffici ridotti ad immondezzai, chiusure di strutture e parecchie di quelle rimaste sono fatiscenti e bisognevoli di interventi di ristrutturazione. Tagli che hanno inciso sulla disponibilità dei carburanti lasciando a piedi la polizia costretta a chiudere i distributori di benzina della Caserma Lungaro di Palermo, mentre vengono distribuiti buoni benzina del valore di 20 euro per le volanti. Una politica, che ha congelato contratti economici, ridotto notevolmente risorse per le missioni, bloccato automatismi di avanzamento, azzerato indennità perequative e devastato il sistema previdenziale. Da 14 anni circa i poliziotti attendono il riordino delle loro carriere che puntualmente viene negato, un riordino per il quale, recentemente, sono stati “scippati” circa 750 milioni di euro accantonati nel corso di precedenti finanziarie. Insomma, il governo attuale deve dare un segnale in controtendenza che non deve essere una politica fatta solo di tagli alla sicurezza come finora, è stato, perché le corone e i fiori appassiscono, mentre la coscienza degli uomini no... ed una distrazione pone il rischio di rendere vano il sacrificio di coloro che oggi onoriamo. Questo 23 maggio deve essere quindi una data di riflessione e di ricordo senza trascurare che per il resto dei giorni dell’anno tanti uomini e donne della Polizia di Stato e di tutte le Forze dell’Ordine continuano a svolgere incessantemente il loro dovere ritenendo che ciò sia anche il modo migliore per onorare la generosità di Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.
Assistenza infermieri in base al profilo
Si rappresenta che, a parere di questa O.S., il personale infermieristico del Comparto Sanitario della P. di S. (Revisori e Periti), seppur in possesso della Laurea di Infermiere, non beneficia degli strumenti giuridico/professionali per poter erogare l’assistenza sanitaria in modo esclusivo, idoneo, protetto e soprattutto svincolato dalla presenza del medico. A tal proposito appare doveroso precisare, che l’attuale status giuridico e professionale degli appartenenti ai Ruoli dei Revisori Tecnici Infermieri e Periti Tecnici della Polizia di Stato, poiché appartenenti ad un’Amministrazione Civile ad Ordinamento Speciale, è vincolato da quanto prescritto dal D.M. 18 luglio 1985 che a sua volta non fa altro che riportare di pari passo quanto prescritto dal Titolo 5° art. 6 del D.P.R. 225/74 ovvero l’ex mansionario dell’infermiere generico abrogato dalla Legge 42 del 1999. Alla luce di tale premessa quindi, l’attuale profilo professionale dell’infermiere della Polizia di Stato riportato nel D.M. 18 luglio 1985 è di una figura professionale non esistente più nel Servizio Sanitario Nazionale, ovvero l’infermiere generico.
Gli infermieri della Polizia di Stato quindi sono da considerarsi a tutt’oggi titolari delle mansioni di infermiere generico e non di infermiere professionale visto il non recepimento della Legge 42 del 1999. L’Infermiere Generico, figura già ad esaurimento, prettamente esecutiva, che NON gode di alcuna autonomia, e non può assolutamente operare fuori da un ambiente ospedaliero e in assenza del medico e che in tal caso provvederebbe solo, ad esempio, alla raccolta degli escreti; ai clisteri evacuanti e medicamentosi; ai bagni terapeutici e medicamentosi ed alle frizioni. Il Ministero della Sanità con propria circolare del 12 aprile 1996, n. 28 ha precisato che la pratica della iniezione endovenosa è da considerarsi "pratica medica", e che potrebbe, solo in ambiti ospedalieri e assimilabili ad essi o in presenza del medico e sotto la sua responsabilità essere delegata all'infermiere professionale. Inoltre rimane a tutt’oggi inapplicabile per il comparto Sanitario della P. di S. anche il DPR 27 marzo 1992 che all’articolo 10 “Prestazioni del personale infermieristico”, che recita: “1. Il personale infermieristico profes-
sionale, nello svolgimento del servizio di emergenza, può essere autorizzato a praticare iniezioni per via endovenosa e fleboclisi, nonché a svolgere le altre attività e manovre atte a salvaguardare le funzioni vitali, previste dai protocolli decisi dal medico responsabile del servizio”, poiché anch’esso, come la Legge 42/99 ed il D.M. 739/94, non risultano recepiti dall’Ordinamento della Polizia di Stato. Tutto ciò premesso, in considerazione della delicatezza delle attività addestrative e lavorative del poliziotto (operazioni di polizia, esercitazioni a fuoco, immersioni, estradizioni, paracadutismo, difesa personale), non si può sottovalutare che l’infermiere assoggettato allo Speciale Ordinamento della Polizia di Stato, non possa adoprarsi con interventi assistenziali d’iniziativa validi, se non incorrendo in sanzioni di carattere Disciplinare, Penale e Civile. Nondimeno eventuali azioni e/o omissioni, non potrebbero neanche beneficiare dell’attenuante dello Stato di Necessità (art. 54 C.P), in quanto dette prestazioni di assistenza sanitaria sono abbondantemente pianificate, i possibili rischi arcinoti, la presenza del medico possibile visto il loro
organico quasi il doppio degli Infermieri e l’attività interna degli Uffici Sanitari plausibilmente derogabile. Assodato, altresì, che la tutela della salute degli Operatori P. di S. è anch’essa primaria, apparirebbe del tutto contrastante che all’infermiere venisse affidato l’onere e la responsabilità dell’assistenza in ambiti di emergenza senza alcuna possibilità di intervento legittimo, anzi potenzialmente dannoso per se e per gli astanti. Appare pertanto legittimo interessare codesto Ministero affinché, allo stato attuale, in attesa risolutrice dell’auspicabile applicazione da parte del Dipartimento della P.S. della Legge 42/99, del D.M. 739/94 e del DPR 27 marzo 1992, già avvenuta anche per le Forze Armate, al fine di scongiurare che il personale infermieristico del comparto sanitario della P. di S. (Revisori e Periti), possa incorrere in onerosi contenziosi penali, civili e disciplinari, e contestualmente evitare potenziali rischi per la salute degli operatori P. di S., l’assistenza sanitaria a qualsiasi attività sia essa lavorativa che formativa (già peraltro prevista per tutti gli altri tipi di servizi di O.P.), NON sia affidata al solo personale infermieristico.
La Cassazione condanna Casarini a risarcire la Consap ROMA - La polizia italiana non può essere assimilata ai nazisti, che fanno parte di un «capitolo nero» nella storia dell’umanità, e chi azzarda un simile paragone è chiamato a risarcire i danni morali alle organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori di questa categoria. Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna, emessa dalla Corte di Appello di Napoli, a pagare i danni da diffamazione a carico dell’ex leader dei disobbedienti del nord-est Luca Casarini che, in polemica con il Siulp, aveva paragonato i dirigenti dei sindacati di polizia a dei «nazistelli in divisa». La Suprema Corte (sentenza (18545), pur dando atto dell’esistenza di una «querelle» tra Casarini e il Siulp - il maggior sindacato di polizia, che aveva definito l’ex «tuta bianca» come «fomentatore di disordini e favoreggiatore di un linciaggio» - ha escluso l’esimente di aver agito per ritorsione. Casarini, spiega la Cassazione, non poteva arrogarsi «la facoltà di "punire" tutti i dirigenti delle associazioni sindacali che organizzano gli agenti della polizia con la loro identificazione negli autori di omicidi, torture, persecuzioni razziali, collocati in un ben delineato capitolo nero della storia dell’umanità». Per quanto riguarda la condanna penale alla multa di 2.500 euro, il reato compiuto durante una conferenza stampa a Sant'Angelo della Scala (Avellino) il 20 gennaio 2001 - è stato dichiarato prescritto. Il risarcimento a favore di Siulp e Consap sarà quantificato. (Ansa) art
Attualità Sono trascorsi ben 10 anni da quando, a Genova, la Polizia di stato e le altre forze dell’ordine, si trovarono a “combattere” una guerriglia urbana per giorni e giorni in un contesto che, invece doveva essere una vetrina internazionale per la nostra Italia: il vertice del g8. In quella circostanza invece si dovettero fronteggiare atti di vero e proprio vandalismo ma non solo, perchè ci furono saccheggi, aggressioni alle forze dell’ordine, danneggiamenti ed un’intera città rimase assediata da un’orda di barbari che tutto volevano tranne che manifestare il proprio pensiero o dissenso sulla globalizzazione. Bene, oramai sembra che tutti si siano un po’ dimenticati di quelli che furono per molti appartenenti alle forze dell’ordine momenti anche di paura, dove tantissimi poliziotti rimasero feriti e molti altri, tra le migliaia chiamati a difendere la gente e la città furono anche indagati e per difendersi, poi, si videro costretti anche a forti esborsi economici per pagarsi gli avvocati e dimostrare che avevano soltanto fatto il “proprio lavoro” cercando di difendere e difendersi , dagli assalti di taluni criminali che avevano posto sotto assedio la città di Genova. Questo, probabilmente, era stato previsto e la Consap, a suo tempo, aveva denunciato più volte i potenziali rischi che si profilano all’orizzonte di quell’importante summit. Le avvisaglie infatti non erano mai mancate poichè alcuni leader di quei gruppi di protesta si erano più volte “esibiti” sui mass-media nazionali rilasciando dichiarazioni che non lasciavano dubbi ad interpretazioni su quello che sarebbe accaduto nella città di Genova nei giorni del famoso vertice. Tra questi “leader” il noto Luca Casarini, no-global. Il quale, il giorno 20 gennaio 2001, a Sant’Angelo di Licata in provincia di Avellino, in risposta ad alcuni dirigenti sindacali della maggiori organizzazioni della Polizia di Stato, che si adoperavano per segnalare ai politici ed ai vertici della nostra Amministrazione i rischi che poteva comportare quel vertice, denunciando le carenze e chiedendo garanzie per il personale delle forze di polizia, si permise di dire: “sappiano questi nazistelli in divisa che non ci lasceremo intimidire”. La Consap, in quel periodo, aveva anche istituito un proprio osservatorio nazionale prima sui preparativi per il g8 e poi sullo svolgimento del vertice con l’invio di propri rappresentanti. Il sottoscritto, che seguiva con particolare attenzione questo evento, letta sulla stampa nazionale più importante l’infelice frase pronunciata dal Casarini, decise, insieme alla segreteria generale, di denunciare all’autorità giudiziaria il predetto “leader” Casarini, per diffamazione aggravata a mezzo stampa, nei confronti dei poliziotti
in generale e dei sindacalisti in particolare costituendosi nella circostanza anche parte civile. La denuncia fu presentata alla Procura della Repubblica di Orvieto tramite lo studio legale associato “Turreni & Turreni” che poi ha seguito con successo, fino alla fine, l’iter processuale. Dico con successo poichè finalmente, dopo dieci precisi lunghi anni, infatti fatalità ha voluto che il 20 gennaio 2001 fosse pronunciata quella ignobile frase ed il giorno successivo, 21 gennaio 2011, di dieci anni dopo, la Cassazione si è pronunciata definitivamente sulle decisioni unanimi dei precedenti gradi di giudizio, confermando quanto gia’ sentenziato dai quei giudici, che avevano gia’ condannato il Casarini a 2500 euro di multa ed al risarcimento dei danni, avevano: “effettuati una valutazione di merito non contrastata dalla ragione, dalla cronaca, dalla storia e quindi piu’ che mai non censurabile in sede di giudizio di legittimita’”. Unica nota stonata nell’affermazione di un principio sacrosanto, e cioè che nessuno si può permettere di paragonare gli uomini e le donne della Polizia di Stato a dei “nazistelli in divisa”, è che il reato del Casarini e’ stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione ma, fa da contraltare il fatto che la Suprema Corte ha comunque “rigettato il ricorso in ordine alle statuizioni civili. Casarini dovra’ quindi risarcire il danno!!! Brava questa Magistratura che con le proprie sentenze univoche ha salvaguardato e difeso la dignita’ delle forze di polizia in generale e della polizia di stato in particolare. La Consap, ancora una volta, si è fatta paladina della pretesa del rispetto dei poliziotti e con pazienza e tenacia ha ottenuto quel riconoscimento di dignità che oggi, purtroppo, ci viene negato anche dal governo.
Stefano Spagnoli Segretario Nazionale Consap
I poliziotti in piazza contro i tagli del Ministro Tremonti Consap: il Governo ci ha tradito Le organizzazioni sindacali contro il provvedimento che stabilisce solo assegni "una tantum" e taglia le indennità fisse e continuative. "Troppi sacrifici in cambio soltanto di promesse. Tremonti e governo, ci avete tradito" I sindacati di polizia hanno manifestato davanti al ministero dell'Economia "per protestare contro Tremonti. Il governo e la maggioranza hanno tradito ancora una volta gli impegni assunti con i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico", affermano le organizzazioni sindacali sostenendo che "la legge 74/2011 appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale, non prevede la corresponsione delle indennità fisse e continuative alle forze dell'ordine, alle forze armate e ai vigili del fuoco, come pure era stato promesso e nonostante cio' avvenga con fondi propri, senza chiedere un solo centesimo alle casse dello Stato". Nella legge, aggiungono, "si parla semplicemente di 'assegni una tantum', penalizzando le pensioni e le liquidazioni del personale, soprattutto dei piú giovani. L'insensibilità dimostrata dal ministro Tremonti, dall'esecutivo e dalla maggioranza che stanno asfissiando la sicurezza dei cittadini e gli operatori che la garantiscono - proseguono le sigle sindacali - sta allontanando sempre di più tutto il mondo del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico dall'azione del governo. Troppi gli impegni presi e non rispettati, troppi i sacrifici chiesti alle donne e agli uomini in divisa in cambio soltanto di promesse e tagli".
Sicurezza: sit-in sindacati forze ordine a Ministero Finanze contro legge che penalizza pensioni e liquidazioni ROMA, 31 MAG - Un centinaio di poliziotti e vigili del fuoco appartenenti a varie sigle sindacali hanno partecipato ad un sit-in di protesta con volantinaggio davanti al Ministero dell'Economia e delle Finanze contro il ministro Tremonti e contro alcune norme, contenute nella Legge 74/2011 appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che 'penalizza pensioni e liquidazioni degli uomini in divisa'. 'Siamo ancora una volta costretti a scendere in piazza per protestare contro l'ennesimo tradimento del Governo e della maggioranza che lo sostiene' dichiarano gli appartenenti a Siulp, Sap, Ugl, Consap, Fns, Cisl, Sappe, Sinappe, Sapaf, Fesifo e Conapo. 'Donne e uomini delle Forze dell'Ordine, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco - spiegano i manifestanti - hanno accettato negli ultimi tre anni una serie di sacrifici, consapevoli dei problemi economici dello Stato italiano. Non ultimo, abbiamo accettato di investire alcune risorse già stanziate per il nostro settore per mitigare gli effetti del blocco retributivo in vigore per tutto il pubblico impiego dal 2011 al 2013, che, per le Forze di Polizia, significa blocco dell'operatività e quindi del contrasto alla criminalità organizzata e a quella eversiva'. 'Il Governo, con la Legge 74/2011 - proseguono - ha previsto la corresponsione di 'assegni una tantum' alle donne e agli uomini in divisa in luogo delle tradizionali indennità fisse e continuative penalizzando le pensioni e le liquidazioni dei Poliziotti e dei Vigili del Fuoco, soprattutto di quelli piú giovani'. Per questo, concludono 'siamo costretti a protestare per poter garantire la sicurezza dei cittadini nel migliore dei modi'. (ANSA).
Caro Cittadino, i Poliziotti italiani ed i Vigili del Fuoco sono ancora una volta costretti a scendere in piazza per protestare contro l’ennesimo tradimento del Governo e della maggioranza che lo sostiene. Responsabilmente, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco hanno accettato negli ultimi tre anni una serie di sacrifici importanti, consapevoli dei problemi economici dello Stato italiano. Non ultimo, abbiamo accettato di investire alcune risorse già stanziate per il nostro settore al fine di mitigare gli effetti del blocco retributivo in vigore per tutto il pubblico impiego dal 2011 al 2013. che, per le Forze di Polizia, significa blocco dell’operatività e quindi del contrasto alla criminalità organizzata e a quella eversiva. Ebbene, il Governo – con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 74/2011 che ha convertito il decreto 26 marzo 2011, n. 27 – ha tradito gli impegni presi e ha previsto la corresponsione di ‘assegni una tantum’ alle donne e agli uomini in divisa in luogo delle tradizionali indennità fisse e continuative (che, ricordiamo, ci saremmo ripagati con soldi nostri!), penalizzando le pensioni e le liquidazioni dei Poliziotti e dei Vigili del Fuoco, soprattutto di quelli più giovani!!! L’insensibilità dimostrata dal ministro Tremonti, dall'Esecutivo e dalla maggioranza che stanno asfissiando la sicurezza dei cittadini e gli operatori che la garantiscono, sta allontanando sempre di più tutto il mondo del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico dall'azione del Governo e anche gli ultimi risultati amministrativi di Milano e Napoli, dove le campagne elettorali sono state incentrate quasi esclusivamente sulla sicurezza, sono la conferma di questa forte disaffezione e del fatto che ormai alle favole il Paese non crede più. Per questo, oggi esprimiamo con forza il nostro disagio, pronti ad una nuova campagna di mobilitazione contro un Governo e una maggioranza che costringono i Servitori – e non servi! - dello Stato a protestare per poter garantire la sicurezza dei cittadini nel migliore dei modi! Roma, 31 maggio 2011 Le Segreterie Generali Nazionali dei Sindacati della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, d el Corp o Fo res tal e d el l o S tato e d el Corp o Nazi on al e d ei Vi gi l i d el Fu oco
SIULP, SAP, UGL POLIZIA DI STATO, CONSAP SAPPe, FNS CISL PENITENZIARIA, SINAPPE, UGL POLIZIA PENITENZIARIA SAPAF, UGL CORPO FORESTALE, FNS CISL FORESTALI, FESIFO FNS CISL VIGILI DEL FUOCO, CONAPO, UGL VIGILI DEL FUOCO
I poliziotti in piazza contro i tagli "Tremonti e governo, ci avete tradito" Le organizzazioni sindacali contro il provvedimento che stabilisce solo assegni "una tantum" e taglia le indennità fisse e continuative. "Troppi sacrifici in cambio soltanto di promesse"
I sindacati di polizia Siulp, Sap, Ugl e Consap hanno manifestato oggi davanti al ministero dell'Economia "per protestare contro Tremonti. Il governo e la maggioranza hanno tradito ancora una volta gli impegni assunti con i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico", affermano le organizzazioni sindacali sostenendo che "la legge 74/2011 appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale, non prevede la corresponsione delle indennità fisse e continuative alle forze dell'ordine, alle forze armate e ai vigili del fuoco, come pure era stato promesso e nonostante cio' avvenga con fondi propri, senza chiedere un solo centesimo alle casse dello Stato". LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE 1 Nella legge, aggiungono, "si parla semplicemente di 'assegni una tantum', penalizzando le pensioni e le liquidazioni del personale, soprattutto dei piú giovani. L'insensibilità dimostrata dal ministro Tremonti, dall'esecutivo e dalla maggioranza che stanno asfissiando la sicurezza dei cittadini e gli operatori che la garantiscono - proseguono le sigle sindacali - sta allontanando sempre di più tutto il mondo del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico dall'azione del governo. Troppi gli impegni presi e non rispettati, troppi i sacrifici chiesti alle donne e agli uomini in divisa in cambio soltanto di promesse e tagli". © RIPRODUZIONE RISERVATA
da pag. 34 Quotidiano Roma
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INDICE DEI LINK 1. LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE 17018914/1
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Reato di Omicidio Stradale, la Consap aderisce alla petizione
La Consap e la Consulta Nazionale Polizia Stradale aderiscono alla petizione per l’iniziativa di rendere più severe le norme in merito a omicidi o lesioni legati alla guida in stato di ebbrezza. L’obiettivo della proposta di legge di iniziativa popolare presentata al Presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, che si è detto disponibile a coordinarla con le proposte avanzate dal Parlamento. Il testo è frutto del lavoro congiunto di diversi soggetti fra i quali l’Associazione Lorenzo Guarnieri, Associazione Gabriele Borgogni, oltre al Comune di Firenze, alla Polizia Municipale di Firenze ed all’ACI Firenze. Quattro sono i punti fondamentali su cui verte la proposta, Il primo è l’istituzione del reato di “omicidio stradale”, specifico per chiunque causi la morte di un uomo “ponendosi consapevolmente alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope”; si propone l’allungamento della pena per questo tipo di reato a 8-18 anni cosicchè, anche in caso di sconti di pena, il colpevole subisca almeno un giorno di carcere o di misura restrittiva. La proposta, inoltre tende ad istituire l’arresto in flagranza di reato, finora non previsto per questa categoria di reato. Ultimo il cosiddetto “ergastolo” della patente, ossia il suo ritiro definitivo dopo il primo “omicidio stradale”. È attualmente in corso, anche attraverso il sito omicidiostradale.it, la raccolta firme per sostenere l’iniziativa. Ne servono 50 mila per poter presentare in Parlamento la proposta. “Se rubi 100 € dalla borsa di una signora - si legge ne.ll’homepage — e sei catturato da un agente di polizia entri in carcere immediatamente e sei processato subito. Se invece uccidi un ragazzo di l7 anni, invadendo la sua corsia e investendolo in pieno perché ti sei messo alla guida positivo alla cannabis e con un tasso alcolemico che supera di 3 volte il limite di legge, non solo non vieni arrestato subito, ma in carcere non ci andrai. Mai. Una pena “equa e certa” rappresenta un atto di
prevenzione. Serve da deterrente e rende un minimo di giustizia a chi ha perso la vita per il comportamento criminale di un guidatore che si è messo alla guida non essendo in condizione di farlo”. La Consap invita tutti gli iscritti e la redazione del Magazine tutti lettori ad aderire alla petizione. Questo paese considerare l’omicidio stradale come un reato borghese ossia che può capitare a chiunque per questo la politica è sempre troppo timida nell’individuare norme restrittive. Come poliziotti diciamo che se è “borghese” far un incidente, mettersi alla con facoltà psico-reattive compromesse non può essere “borghese” ma è solo “criminale”. Elisabetta Ricchio
Rifugiati a Milano: “incapacità politica nel gestire le emergenze”
“Potrebbe essere l’uovo di Colombo, ma è più propriamente l’ennesimo atto della mancata programmazione nella gestione delle emergenze”. Questo il commento della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (CONSAP) dopo che ieri 200 profughi sono stati ospitati in un residence nei pressi di Milano. La struttura, che si trova a Pieve Emanuele un comune vicino al carcere di Opera, ospita già appartenenti alle Forze dell’Ordine, e da qui la provocazione sull’Uovo di Colombo: “Con questui nuovi arrivi di immigrati – spiega il Segretario Generale Provinciale della Consap di Milano Gian Mario Morello– questo comune diventa il territorio con il più alto numero di rifugiati della Lombardia e forse si è pensato che
metterli a dimora insieme ai colleghi potrebbe rappresentare un deterrente ai prevedibili problemi di ordine pubblico. Al di là delle battute - prosegue Morello – il problema dei rifugiati andrebbe affrontato con meno approssimazione, avendo l’accortezza di modulare le presenze per favorire il controllo e aiutare concretamente i cittadini”. Il Residence Ripamonti, spiega la Consap, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, è un mostro di cemento che ospita migliaia di persone, uno spazio in cui il controllo e la prevenzione sono molto difficoltosi anche in conseguenza delle note e mai risolte problematiche di sicurezza legate alla carenza di personale e mezzi.
Meno pulizia per la Polizia Dimezzati tempi di pulizia negli uffici e nei commissariati di tutta Italia
“Armati” di scopa e paletta per presentare una denuncia, così dovranno presentarsi i cittadini che afferiranno ai commissariati di polizia; questa la denuncia provocatoria che come sindacato maggiormente rappresentativo della categoria abbiamo lanciato dopo aver appreso dell’ennesimo taglio di spesa nel settore della sicurezza.
Una circolare delle prefettura a seguito di una disposizione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha reso noto che sono stati ridotti “tipologie e frequenze delle prestazioni di pulizia nelle sedi delle Forze di Polizia. Con un dimezzamento delle giornate di pulizia ordinaria e straordinaria. “A più prese come sindacato di polizia, avevamo
Attualità protestato, spesso anche insieme ai cittadini, per le carenze nei commissariati, la mancanza di carta e toner per le fotocopiatrici, vedeva spesso il poliziotto, a proprio spese, se non addirittura con l’aiuto degli stessi denuncianti, far fronte alle necessità tecnico operative; fotocopie nel più vicino tabaccaio o richiesta ai cittadini di portarsi i fogli di carta. Ma avevamo sempre pensato che l’igiene e la salubrità dei luoghi di lavoro fosse un diritto inalienabile per i fruitori di un ufficio pubblico ed un dovere per lo Stato. Oggi ci accorgiamo con amarezza che così non è. La scure dei tagli alla spesa si è abbattuta anche sui servizi di pulizia e così un paese civile, per risparmiare forse qualche migliaio di euro, rinuncia a pulire decentemente quelle sedi che simboleggiano, verso la cittadinanza italiana e i cittadini di altre nazioni, la faccia dello Stato. Scene di assoluta indecenza si sono già registrate in alcuni uffici anche prestigiose come la Squadra Mobile di Roma dove i nostri iscritti hanno potuto fotografare i corridoi, con a terra alcuni sacchi dell’immondizia. “I colleghi non possono lavorare in queste condizioni – accusa il Segretario Generale Nazionale della Consap Giorgio Innocenzi – uno dei massimi uffici investigativi di Polizia, presto sarà un ricettacolo con gravi rischi igienico-sanitari per il personale. Non siamo in una via di Napoli, ma nella culla dell’intelligence della polizia della Capitale, uomini e donne che indagano su fatti di cronaca di assoluta rilevanza che effettuano centinaia di arresti, costretti ad una gimcana per evitare i sacchi di spazzatura che, non raccolti dalla ditta appaltatrice, giacciono nei corridoi, ed immaginiamo a che livello di abbandono potrebbero trovarsi uffici meno prestigiosi come le sedi dei 36 commissariati di città. E’ il risultato della circolare a livello nazionale che ha rarefatto le attività di pulizia ordinaria e straordinaria, l’ennesimo dissesto derivante dai tagli imposti dal Governo al settore della sicurezza nazionale. Una situazione di incuria che stride con le centinaia di celebrazioni che in questi giorni si stanno tenendo in tutto il paese per festeggiare il 159° anniversario della fondazione del Corpo, migliaia di euro spesi per la festa mentre gli uffici sprofondano nel degrado.
Pagava il pizzo, ora, per tutelarsi compra l’auto e la regala ai poliziotti
Lancia Thesis in comodato d’uso gratuito per garantirsi la sicurezza, in questo paese dei proclami e delle feste, succede che un cittadino un personaggio a rischio in una terra da sempre in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, si trovi costretto a sovvenzionare la polizia. “Non voglio fare polemica – spiega il giovane imprenditore autore del gesto – ma non potevo andare avanti con i continui guasti alla Fiat Punto della mia scorta”. Ora la fiammante Lancia Thesis, pagata circa 25 mila euro e concessa in comodato gratuito, fa bella mostra di sé al Reparto scorte di Palermo, ed appare come un gioiello al cospetto delle 19 auto blindate in dotazione di reparto che hanno abbondantemente, superato i 120 mila chilometri di percorrenza, che per un’automobile così pesante, equivalgono a circa 500 mila chilometri percorsi con auto normale; infatti 19 autovetture sono sulla carta in quanto soltanto
nove possono garantire la copertura dei servizi d’istituto. Il tema dei tagli alla sicurezza, è stato duramente censurato dal Segretario Provinciale della Consap di Palermo Domenico Milazzo: “Il governo deve impiegare più risorse nella lotta alla mafia, il Reparto Scorte di Palermo ma anche altri uffici del capoluogo siciliano vanno avanti solo grazie al sacrificio ed alla professionalità dei colleghi. Vicende come questa dovrebbero far riflettere la nostra classe politica, circa la necessità di non equiparare il prodotto sicurezza ad altri bisogni del cittadino importanti ma non prioritari, certo ci aspetteremmo che a commentare notizie come questa siano i vertici politici del Ministero dell’Interno, in altre occasioni anche pubbliche dimostratasi solerti a prendersi meriti che forze non sono di loro assoluta pertinenza. Noi diciamo solo che chiedere la collaborazione della gente, comporta dei doveri di tutela che l’istituzione deve essere in grado di garantire.
IL CYBERSTALKING: le difese Intervista all’ing. Francesco Marinuzzi L’affermarsi capillare dell’uso di internet, dei social network, dei cellulari sta permettendo nuove forme di stalking particolarmente intrusive ed invasive denominate “cyberstalking”. Intervistiamo l’esperto Francesco Marinuzzi per capire quali possano essere le misure principali di prevenzione e di intervento. I nostri figli minorenni passano sempre più tempo online e hanno centinaia di amici sui loro profili MSN e Facebook. Come capire se sono a rischio di azioni moleste o di minaccia che possono facilmente sfociare in cyberstalking? La tematica è molto complessa ma sicuramente l’analisi della lista degli amici degli amici di nostro figlio ci può dare utili indizi. Ad esempio se un loro amico non ha amici noti, la situazione è molto sospetta e potrebbe nascondere qualcuno in incognito. Di poi è possibile attuare dei monitoraggi trasparenti delle attività fatte in rete che possono illuminarci ulteriormente soprattutto in presenza di comportamenti oggettivamente anomali. In una specifica sezione del sito http://cyberstalking.it sono riportate molte soluzioni software riservate agli operatori del settore. Sempre più spesso le nostre relazioni affettive si proiettano anche nelle reti dati e mobili dove effettuiamo scambi di messaggi, foto e video. Che rischi corriamo e che misure preventive possiamo adottare? Ogni contenuto o collegamento digitale condiviso, in quanto tale, può un domani facilmente essere riutilizzato contro di noi per diffamarci, farci il terreno bruciato, molestarci o minacciarci. Soprattutto fra gli adolescenti è tipica la minaccia di pubblicazione di materiale osceno prodotto dalla stessa vittima e condiviso imprudentemente dalla stessa su forum o con sconosciuti. Per prevenire tali azioni è bene limitare l’invio o la condivisione di contenuti un domani compromettenti e comunque per poter risalire all’autore e un domani denunciarlo è utile personalizzare in modo minimale ogni foto, video o documento sensibile condiviso in modo diverso per ogni destinatario. Ad esempio se per ogni copia della nostra foto inseriamo un differente ritocco impercettibile all’occhio
possiamo un domani tracciare chi l’ha pubblicata o messa in rete per screditarci e denunciarlo con valide prove. Una persona a noi molto cara è vittima attuale di stalking e cyberstalking. Come possiamo aiutarla? Deve subito denunciare la situazione? Sicuramente la denuncia è una misura importante che va considerata ma prima è importante inquadrare il contesto specifico dal punto di vista psicologico, investigativo, informatico e dunque legale. Bisogna capire se la situazione può esser risolta in autonomia oppure richiede un supporto professionale o una immediata denuncia. Nel testo vengono dati elementi utili a tal fine ricordando che in alcuni casi, e la cronaca del caso di Firenze lo conferma, talvolta la denuncia genera una escalation del reato e pertanto non è la soluzione più ovvia. Sicuramente l’inquadramento psicologico dei due attori è fondamentale e in quest’ottica il testo ha una ampia appendice che permette facilmente a tutti un primo inquadramento dei soggetti coinvolti . Di poi è importante far fare una perizia informatica che identifichi le prove oggettive del fenomeno prerequisito per la denuncia e le azioni legali.
Il Prof. Francesco Marinuzzi è autore del recente libro sul Cyberstalking acquistabile direttamente online sul sito http://cyberstalking.it dove si trova anche una rassegna stampa quotidiana delle principali notizie sul tema.
Bologna Corbisiero nuovo Segretario Provinciale Perna: un sindacato unito e determinato La Consap in Emilia Romagna sta progressivamente recuperando forza e vigore. Sotto la guida del nuovo Segretario Generale Regionale, Ciro PERNA tutte le strutture della regione hanno ripreso a pieno ritmo l'attività sindacale. Sempre maggiori colleghi si avvicinano e si iscrivono alla rinnovata Consap. Ieri, intanto, è stato eletto il nuovo Segretario Generale Provinciale di Bologna: Luigi CORBISIERO in servizio presso la Sottosezione Polizia Stradale di Bologna Sud. Auguri sinceri di buon lavoro al neo dirigente e a tutti i quadri sindacali della regione da parte della Segreteria Nazionale.
Roma Dal Siap alla CONSAP - Cresce ulteriormente il consenso Massimo ANZIANI e Silvia GALASSI, già Segretari Provinciali Siap di Roma, hanno ufficialmente aderito alla Consap, mettendo la loro grande esperienza al servizio della nostra organizzazione sindacale. L'adesione alla Consap rafforza ulteriormente la struttura romana, che dai dati della certificazione appena consegnati, risulta in forte crescita. La Segreteria Nazionale ha proceduto alla nomina del Ispettore Superiore SUPS, dr. Massimo ANZIANI a Segretario Regionale del Lazio e il Sostituto Commissario, dr.ssa Silvia GALASSI, componente del direttivo regionale Consap Lazio. Ai neo dirigenti sindacali gli auguri più sinceri di buon lavoro da parte della Segreteria Nazionale.
Napoli Esodo dal Coisp verso la CONSAP Il Segretario Provinciale AGRILLO Vincenzo unitamente ad alcune decine di quadri sindacali, hanno ufficialmente abbandonato il coisp per aderire alla Consap. Un vero e proprio esodo verso la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia. L'iniziativa è stata accolta dal Segretario Nazionale Sergio SCALZO e da tutta la Consap con grande soddisfazione.
Caltanissetta Anomalie sulle vetture Fiat Bravo Riscio malfunzionamento, sospendere utilizzo La Segreteria Provinciale Consap di Caltanissetta ha segnalato al Questore l'esistenza di alcuni malfunzionamenti sulla centralina elettronica installata sulle nuove Fiat Bravo, recentemente assegnate alle Questure, che rischiano di mandare in avaria gli apparati di sicurezza (blocco P.M. M-12, blocco dell'apertura delle serrature) qualora si faccia uso dei sistemi di comunicazione radio fissi o mobili presenti sulla vettura. In considerazione di quanto sopra la nostra struttura ha chiesto di disporre il non utilizzo delle stesse sino a quando non saranno pervenute dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza disposizioni in merito alle suddette segnalazioni. La Segreteria Nazionale ha provveduto a sollecitare l'intervento dei responsabili ministeriali.
Messaggio del Capo della Polizia di Stato
AttivitĂ Polstato anno 2010
Messaggio del Presidente della Repubblica Nella ricorrenza del 159° anniversario della fondazione del corpo, rivolgo un affettuoso saluto ed augurio alle donne e agli uomini della Polizia di Stato per il quotidiano impegno volto a garantire la sicurezza dei cittadini ed il libero esercizio dei loro diritti. Abbiamo di recente - in occasione del giorno della memoria -ricordato e onorato il decisivo contributo di abnegazione e sacrificio degli appartenenti alle forze dell'ordine nella lotta e nella vittoria contro il terrorismo interno. Con la legge n.121 del 1981 di riforma dell'ordinamento dell'amministrazione della pubblica sicurezza sono state compiute scelte fondamentali per coniugare l'esigenza di salvaguardare lo straordinario patrimonio di professionalità e di tradizioni delle diverse forze di polizia con l'altra, non meno avvertita e imprescindibile, di ricondurre tutte le risorse ad un più efficace impegno comune. In questa ottica sono stati individuati nella direzione unitaria del sistema della pubblica sicurezza, nel coordinamento, a livello centrale e territoriale, delle diverse forze di polizia e nella creazione di organismi e di strutture interforze, gli strumenti per accrescere la capacità di risposta alle esigenze di sicurezza dei cittadini. Ed è in particolare nell'azione di contrasto alle mafie che la Polizia di Stato, con il sostegno di tutte le istituzioni, della magistratura e della società civile e grazie all'elevata professionalità ed alle eccezionali capacità investigative ed operative sviluppate, ha conseguito dal 1992 ad oggi straordinari successi, con l'arresto di pericolosi latitanti e la disarticolazione di sodalizi criminali nonché con l'aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati. Tali successi hanno motivato il conferimento all'istituzione della medaglia d'oro al valor civile, un alto riconoscimento che vuole esprimere il sentimento di apprezzamento, riconoscenza e gratitudine dell'intera nazione. Con questi sentimenti desidero rinnovare la solidale vicinanza mia e di tutti i cittadini alle donne e agli uomini della Polizia di Stato che nello svolgimento dei loro compiti rischiano ogni giorno la propria incolumità fisica ed ai familiari di tutti coloro che sono rimasti vittime della violenza della criminalità nel generoso assolvimento dei propri doveri. Giorgio Napolitano
Messaggio del Capo della Polizia di Stato L'anniversario della fondazione della Polizia rappresenta un momento di festa per gli uomini e le donne appartenenti a questa gloriosa Istituzione, attorno a cui - ne sono convinto - l'intero Paese si stringe con un abbraccio affettuoso e riconoscente. È la festa di chi lavora tutti i giorni, con impegno, con passione e sacrificio spinti ben oltre i limiti del semplice rapporto di lavoro; è il momento in cui si deve riconoscere il valore aggiunto che, con impagabile entusiasmo, questi ragazzi offrono alla gente che quotidianamente si rivolge a loro; è la celebrazione dell'Istituzione considerata uno dei più importanti e solidi punti di riferimento della nostra democrazia e della civile convivenza della società italiana. Impossibile quantificare con dati e statistiche l'impegno che ogni giorno gli uomini e le donne della Polizia di Stato profondono per garantire ad ogni cittadino di vivere e lavorare serenamente, libero dalle mille paure che attanagliano la società contemporanea così complessa e composita. I numeri, i grafici, i raffronti con cui solitamente si misurano le performances di un'azienda, del suo personale, non potranno mai offrire una lontana idea dei sentimenti di dedizione verso il Paese che tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato dimostrano concretamente, giorno e notte. Ovviamente, le cronache mediatiche si attivano, principalmente, a seguito di fatti eclatanti: ad esempio, quando si arrestano i grandi latitanti. Soltanto nell'ultimo anno sono stati catturati oltre trenta tra i più pericolosi ricercati, tra cui spiccano il noto boss camorrista Antonio Iovine ed altri membri di associazioni di criminalita' organizzata. Le luci dei riflettori si accendono quando lo Stato mette le mani sui grandi patrimoni illecitamente conseguiti: nel 2010, ad esempio, sono stati confiscati beni, mobili ed immobili, per un totale che si aggira sui 9 miliardi di euro, più del doppio di quanto ottenuto nel 2009, che pure era stato un anno particolarmente prolifico. L'attenzione degli organi di informazione si conquista quando si accerta che in un anno, il 2010, grazie all'azione delle Forze di polizia, si è riusciti ad abbattere del 20% il numero degli omicidi attribuiti alla malavita. In realtà, la gente, le comunità nel cui ambito lavorano i nostri operatori di polizia non hanno bisogno del clamore dei media per apprezzare un impegno che è fatto di tanti, piccoli ma significativi gesti di attenzione verso la gente, sempre più desiderosa di sicurezza, con particolare riguardo alle persone più esposte ai pericoli e alle paure, come i bambini, le donne, gli anziani, i poveri e le minoranze di qualsiasi genere. Ed i sentimenti di gratitudine che la gente continuamente e costantemente dimostra verso la Polizia di Stato si vanno sempre più rafforzando tanto più la collettività si rende conto delle aumentate difficoltà a cui vanno incontro i poliziotti in un momento, come l'attuale, di significativa contrazione della spesa pubblica. L'odierna ricorrenza si presta, per la coincidenza temporale, ad ampliare il momento celebrativo a due eventi importanti, sia pure in diversa misura, per la Polizia di Stato: il 150° anniversario dell'Unità d'Italia ed i trenta anni di vigenza della Legge n. 121 del 1° aprile 1981. Sono due momenti che la Polizia di Stato intende celebrare con particolare intensità emotiva, perché, sia pure nella loro evidente diversità, esprimono quei sentimenti di unitarietà, di comunanza, di condivisione di intenti che rappresentano il filo conduttore, ora più che mai, della nostra mission. La storia del Paese è ricca di un vissuto di uomini che hanno fortemente voluto, con un deciso impegno comune, creare e rafforzare continuamente una democrazia sempre più partecipata e solidale.
Per non andare troppo lontano nel tempo, si pensi al lungo attacco terroristico con cui il Paese, dagli anni '70 in poi, ha dovuto fare i conti, quando, non solo la coesione sociale e nazionale, ma anche le libere istituzioni democratiche, nate sull'onda del movimento di Liberazione ed ancorate ai principi della Costituzione repubblicana, sono state pesantemente ed insidiosamente attaccate. La storia di quegli anni ci consegna pagine, intense ed eroiche, scritte da donne ed uomini eccezionali: magistrati, forze dell'ordine, funzionari pubblici, cittadini che si sono distinti per vocazione morale, senso del dovere, impegno nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Erano anni in cui, nell'aberrante progetto terroristico, ogni poliziotto, ogni magistrato, ogni politico era un bersaglio da colpire e da annientare per distruggere il tessuto della società e la tenuta delle Istituzioni. Questa lezione, che anche la Polizia di Stato ha saputo offrire, deve essere considerata un monito per chiunque sia tentato di percorrere la strada della violenza, della illegalità, della sfida alle regole della convivenza civile. E proprio durante quegli anni si e' concretizzato lo spirito riformatore, che ha preso corpo nella legge 121, con cui, oltre alla smilitarizzazione della Polizia di Stato, si e' realizzata l'unitarietà dell'azione delle Forze di polizia, attraverso la figura del Ministro dell'Interno come Autorità nazionale di pubblica sicurezza e, quindi, come figura centrale e di vertice. Questo forte intento unitario, che ha sempre caratterizzato l'anima e la cultura operativa della Polizia di Stato, questa voglia di fare squadra con le forze sane della società, di condividere strategicamente problemi e soluzioni, rendono l'Istituzione sempre vicina alla gente e pronta ad affrontare i mille problemi quotidiani che tante persone devono affrontare. Proprio a tutela dei più deboli, la Polizia di Stato è fortemente impegnata per difendere le minoranze presenti nel nostro Paese, al fine di consentire il concreto godimento del diritto all'eguaglianza dinanzi alla legge, contro le discriminazioni. Se rimuovere gli ostacoli che impediscono la fruizione di tale diritto è il segno del livello di civiltà di un Paese, a maggior ragione anche la Polizia di Stato, da sempre garante della civile convivenza della collettività, interviene con una forte azione di prevenzione e repressione finalizzata ad eliminare ogni atto culturalmente discriminante, in un percorso di concreta liberazione dai pregiudizi. Il momento celebrativo, infine, deve costituire anche un doveroso omaggio ai tanti poliziotti che non hanno esitato a sacrificare la vita per reprimere un reato, sventare una minaccia, salvare una persona. A questi uomini ed a queste donne deve andare il nostro pensiero commosso, la nostra profonda gratitudine; e alle loro famiglie, il nostro pieno, continuo ed incondizionato sostegno affettuoso. Le donne e gli uomini della Polizia di Stato, che mi onoro di rappresentare, conoscono bene il valore della vita, perché mettono a repentaglio la propria esistenza ogni giorno e perché difendono quella altrui con ogni risorsa. Ecco perché i poliziotti saranno sempre al fianco della gente, senza farsi intimidire da niente e da nessuno, senza arretrare mai, con un coraggio pari all'amore che ognuno di loro prova per il nostro Paese. Antonio Manganelli
QUANTI SIAMO Al primo gennaio 2011 la Polizia di Stato conta su: 102.561 unità totali, composte da: 101.182 effettivi, ai quali vanno aggiunti 1.379 frequentatori di corsi di formazione per l’accesso alle varie qualifiche 95.616 sono le unità effettive impiegate in funzioni di polizia, di cui 836 dirigenti, 2.142 direttivi e 92.638 non direttivi (ispettori, sovrintendenti, assistenti e agenti) 5.566 unità sono impiegate in attività tecnico-scientifica o tecnica (tecnici, sanitari, banda musicale), di cui 99 dirigenti, 489 direttivi, 4.978 non direttivi (periti, revisori, collaboratori, operatori, orchestrali).
113 Più di 5 milioni e mezzo di chiamate ricevute Più di 4 milioni di persone controllate 2.313.308 interventi di soccorso pubblico, più di 6.000 al giorno, uno ogni 14 secondi circa, così suddivisi: 1.706.172 per attività di polizia 66.913 per soccorso sanitario 290.538 per calamità naturali 249.685 interventi di natura diversa Chiamate Media giornaliera chiamate Denunce presentate
5.585.176 15.301 403.829
Querele presentate
Querele a domicilio
4.053.450
Interventi per omicidio
Interventi per rapina
Interventi per furto
Interventi per lesioni personali
Interventi per pubblici e privati dissidi
REPARTTI PREVENZIONE EC CRIMINE Più di 2.500 persone denunciate nel 2010 427 arrestate di iniziativa e 982 in esecuzione di ordinanze dell’autorità giudiziaria 3.435 sono state le persone accompagnate in ufficio 2 000 le perquisizioni domiciliari svolte Più di 2.000 1.938 autoveicoli sequestrati e più di 1.000 motoveicoli
Persone arrestate di iniziativa Persone arrestate in esecuzione a.g. Persone denunciate
2.527 7
4.423 3
Esercizi pubblici controllati Veicoli controllati
427 7 982 2
5.133 3 232.44 41
Armi sequestrate: da guerra comuni da sparo altre armi
1 11 48 8 237 7
Stu upefa facenti sequestrati: eroina
gr 3.353 3
gr 1.490 0
gr 16.690 0
Ve eicoli sequestrati: autoveicoli
Persone accompagnate in ufficio
POLIZIOTTO DII QUARTIERE D Operatori titolari Riserve Operatori totali sul territorio nazionale Zone controllate
1.624 650 2.274 810
IMMIGRAZIONE E POLIZIA DELLE FRONTIERE 46.516 stranieri irregolari rintracciati 16.086 rimpatriati, di cui 5.177 riammessi nei Paesi di provenienza 11 stranieri sono stati rimpatriati per motivi di sicurezza dello Stato o perché contigui ad organizzazioni terroristiche 704 persone sono state arrestate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e 2.329 segnalate in stato di libertà 2.183 sono i provvedimenti adottati nei confronti di cittadini comunitari, così suddivisi: 1.278 nei confronti di persone socialmente pericolose e 905 per coloro che non soddisfano più i requisiti di soggiorno 38 voli charter sono stati organizzati, di cui 9 congiuntamente ad altri Paesi dell’Unione Europea
Sbarchi clandestini:
Attività della Polizia di Frontiera nel 2010 Arrestati
Documenti falsi/contraffatti 3.977 Riammissioni attive accolte 5.177 Riammissioni passive accolte 4.901 Respingimenti
Lampedusa, Linosa e Lampione Altre località della provincia di Agrigento Altre località della Sicilia Puglia Calabria Sardegna Lazio
Totale sbarcati
459 305 500 1.513 1.280 318 31 4.406
SERVIZIO CENTRALE OPERATIVO 11.969 persone, di cui 3.810 straniere, sono state arrestate nel corso delle operazioni portate a termine dal Servizio 104 latitanti sono stati catturati, 10 dei quali nell’elenco dei pericolosi e 5 in quello dei ricercati di massima pericolosità 1.347 soggetti sono stati arrestati nel corso di operazioni contro la criminalità mafiosa 1.900 milioni di euro è il valore complessivo stimato dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità 5.097 soggetti, di cui 2.127 stranieri, sono stati arrestati nel corso di operazioni contro i trafficanti di droga, con il sequestro di oltre 5.000 000 kg di sostanze stupefacenti 546 persone sono state arrestate nelle azioni di contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina 448 soggetti sono stati arrestati per omicidio consumato o tentato 355 per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, 351 per reati sessuali e 111 per atti persecutori (stalking) 1.106 persone sono state arrestate per rapina, 445 per estorsione, 750 per furto o ricettazione, 194 per truffa, 73 per usura e 184 per reati connessi alla detenzione di armi con il sequestro di 210 pistole, 45 fucili, 14 pistole mitragliatrici e 21 fucili mitragliatori
DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA Gli uomini della Polizia di Stato, nell’ambito delle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti svolta dalle diverse forze di polizia che costituiscono questo ufficio interforze, hanno riportato i seguenti risultati:
Droga: attività di contrasto Eroina Cocaina Cannabis Altre droghe Totale Amfetaminici (in dosi) Amfetaminici (in polvere) Lsd (in dosi) Persone segnalate all’autorità giudiziaria Operazioni antidroga Dati elaborati alla data del 28/03/2011
kg 330 kg 665 kg 3.305 kg 71 kg 4.371 n. 43.399 kg 2,501 n. 288 7.505 4.254
LOTTA AL TERRORISMO 9 arresti effettuati sul fronte del terrorismo interno 21 terroristi internazionali arrestati 5 espulsi per motivi di sicurezza internazionale
FIAMME ORO 39 discipline sportive, 316 atleti e 86 316 atleti e 86 tecnici hanno partecipato a 3.933 eventi sportivi 885 medaglie vinte, 398 dâ&#x20AC;&#x2122;oro, 270 dâ&#x20AC;&#x2122;argento e 217 di bronzo
Tornei militari
Campionati italiani Coppa Italia Singole prove
Coppa del mondo Singole prove
Principali risultati ottenuti nel 2010 dagli atleti delle Fiamme oro
POLIZIA STRADALE 70.506 incidenti sono stati rilevati nel 2010 dalle pattuglie della stradale: 1.106 mortali, con 1.213 vittime 31.955 con 51.163 feriti
Più di un milione e mezzo di controlli con etilometro hanno determinato: 24.744 denunce per guida in stato di ebbrezza, 2.083 per guida sotto l’effetto di droghe e il sequestro ai fini della confisca di 2.759 veicoli
840.830 violazioni ai limiti di velocità sono state rilevate, con 56.750 patenti ritirate 253.317sono stati i veicoli controllati nel settore dell’autostrasporto, con 105.958 violazioni accertate 11.186 sono state le persone denunciate e 1.834 quelle arrestate di
Soccorsi ad automobilisti in difficoltà Superamento limiti di velocità Guida sotto l’effetto di droghe Guida in stato di ebbrezza Patenti ritirate Mancato utilizzo del casco
453.170 840.830 2.083 24.744 56.750 6.015
Mancato utilizzo cinture
Servizi con misuratori di velocità
Controlli con etilometri
1.502.075
3.379.587
Sequestri per confisca Guida in stato di ebbrezza
Guida sotto effetto droghe
Controlli di efficienza veicoli con i Centri Mobili di Revisione Veicoli controllati
Contrasto all’abusivismo nel settore del trasporto merci Veicoli controllati
Contrasto al fenomeno delle “Stragi del sabato sera” Conducenti controllati Conducenti positivi Patenti ritirate
216.672 10.972 11.122
POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI 285 persone arrestate 8.700 persone denunciate in stato di libertà 966 perquisizioni eseguite 281 attacchi informatici sono stati rilevati dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico e Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), che ha avviato 63 attività d’indagine 50.153 siti web sono stati monitorati dal Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online (CNCPO) che ne ne ha oscurati 223 29 persone denunciate per stalking, 183 per furto di identità digitale e 938 per diffamazione, ingiurie, minacce o molestie sulla Rete 257 denunciati per violazioni alla sicurezza del sistema postale 66 arrestati e 1.240 denunciati per reati connessi a phishing e clonazione di carte di credito
S iti monitorati
Segnalazioni eff ffet fe ettuatte
Cnaipic Persone arrestate
Contrasto illeciti nel commercio elettronico
3.965 965
Illeciti in ambito radio televisivo
POLIZIA FERROVIARIA 974.903 persone identificate 2.462 persone arrestate 10.281 persone denunciate in stato di libertĂ 215.433 servizi di vigilanza nelle stazioni 27.515 pattugliamenti lungo le linee ferroviarie 67.149 servizi di scorta viaggiatori durante i quali sono stati scortati 143.998 treni ed effettuati 1.945 controlli straordinari nelle aree ferroviarie 20% di furti in meno di furti ai danni dei viaggiatori
Persone arrestate Servizi vigilanza e controllo stazioni Servizi pattugliamento tratte ferroviarie Controlli straordinari per bonifica aree ferroviarie
Servizi antiborseggio Servizi scorte viaggiatori Treni scortati Contravvenzioni elevate
215.433 27.515 1.945 18.028 67.149 143.998 25.838
9.505 gr di cocaina, 9.606 gr di eroina e 60.916 gr di hashish sequestrati 25.838 contravvenzioni, di cui 17.776 per violazione al regolamento di polizia ferroviaria 32.731 kg di rame recuperato, per un valore di 163.655 euro
POLIZIA SCIENTIFICA 1.195 accertamenti di identitĂ grafica 487 fascicoli trattati, contenenti 2.202 reperti, relativi ad accertamenti finalizzati al test del Dna, con 6.928 analisi effettuate 79 casi con 184 reperti analizzati per la determinazione dei residui dello sparo nel campo delle armi 1.700 analisi svolte dal laboratorio di indagini sugli esplosivi 98 casi, con 392 reperti, trattati nel campo degli accertamenti balistici 791.157 inserimenti nel sistema AFIS (Automated Fingerprint Identification System), di cui 448.258 per la legge Bossi-Fini
Dino Giomii
14.950 inserimenti nel sistema Eurodac, la banca dati dattiloscopica europea dei rifugiati politici 11.466 casi inseriti nel sistema SACS, per l' analisi della scena del crimine; di questi, 4.368 sono relativi a omicidi, 6.165 a rapine, 273 a violenza sessuale e 660 a truffe 800 analisi effettuate su diversi campioni di sostanze stupefacenti 280 indagini elettroniche a supporto di uffici investigativi
SERVIZIO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Grazie all'attività investigativa coordinata dal Servizio: 1.053 persone sono state rintracciate e catturate 898 procedure di estradizione sono state portate a termine 98 individui sono stati trasferiti ai sensi della Convenzione di Strasburgo del 21 marzo 1983
DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA Organismo investigativo interforze contro il crimine organizzato Nell'ambito di operazioni preventive: 87 misure di prevenzione personali e patrimoniali avanzate 3.266.703.000 di euro è il valore dei beni sequestrati 134.000.000 di euro è il valore dei beni confiscati 455 società controllate e 122 accessi a cantieri eseguiti Nell'ambito di investigazioni giudiziarie: 78 operazioni concluse 186 persone arrestate 180.000.000 di euro è il valore dei beni sequestrati 93.000.000 di euro è il valore dei beni confiscati
REPARTI MOBILI 15 Reparti mobili 4.600 operatori impegnati in eventi politici, culturali, sportivi, in servizi di controllo del territorio e in caso di eventi calamitosi
ORDINE PUBBLICO 9.896 manifestazioni 19.000 unità impiegate alle consultazioni elettoriali 381.043 unità movimentate 14.000 obiettivi sensibili vigilati da 8.200 agenti 2.957 incontri di calcio monitorati 117.608 unità impiegate per la gestione dei servizi di ordine pubblico in occasione degli incontri di calcio delle squadre professionistiche 146 operatori feriti durante gli incontri 242 tifosi arrestati e 1.200 denunciati in stato di libertà 2.180 provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo)
Carmelo Marabita
164 persone arrestate e 1.139 denunciate a seguito di indagini svolte dalle Squadre tifoserie della Digos su episodi avvenuti in occasione di competizioni sportive
POLIZIA MARITTIMA 39.750 ore di navigazione effettuate per la vigilanza 9.214 imbarcazioni e 21.050 persone controllate nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito di servizi svolti a bordo di unitĂ navali 934 infrazioni amministrative contestate, 147 sequestri effettuati e 17.500 natanti/autovetture e 26.000 persone controllate 301 natanti e 715 persone soccorse
POLIZIA DELLA MONTAGNA 53 le localitĂ sciistiche in cui sono stati presenti gli specialisti della Polizia di Stato 90 persone denunciate e 4 arrestate durante la stagione invernale 1.290 violazioni amministrative rilevate, di cui 1.047 sulle piste da sci 16.068 soccorsi effettuati dagli operatori della montagna
POLIZIA A CAVALLO 311 cavalieri che montano 165 cavalli di varie razze 8.000 interventi con 1.789 persone controllate 53 denunciate e 27 arrestate 445 mezzi controllati e 67 contravvenzioni al codice della strada comminate
CINOFILI 204 conduttori cinofili e 230 cani di varie razze 28 squadre cinofile a disposizione delle questure 120 persone arrestate e denunciate 123.140 gr di sostanze psicotrope sequestrate
ARTIFICIERI 2.612 interventi effettuati 23.700 kg di materiale pirotecnico sequestrato 780 kg di materiale esplodente sequestrato 1.000 ore di addestramento svolte
SETTORE AEREO 11 Reparti volo 9.197 missioni svolte, di cui: 5.753 operative 2.859 addestrative 585 per voli tecnici 8.729,30 ore di volo, di cui: 5.349,45 operative 3.010,30 addestrative 369,55 per voli tecnici
Tipologie di missioni svolte: 594 di polizia giudiziaria 854 di vigilanza stradale 853 di ordine pubblico 987 di controllo del territorio 157 di soccorso 87 di ricognizione e riprese fotografiche 209 di collegamento 1.671 per trasporto di sicurezza 66 di trasferimento 450 per voli di prova 135 per voli di collaudo 2.859 per addestramento 44 per la navigazione strumentale 166 per altri voli
L'estate è alle porte e durante la bella stagione siamo maggiormente concentrate sul look, curiamo di più gli abbinamenti ed i dettagli. Il jeans è un must di ogni anno ed anche per questa primavera/estate 2011 non fa eccezione. Alle sfilate abbiamo potuto ammirare modelli in jeans dei migliori stilisti dalle linee fluide,a vita alta e non eccessivamente aderenti per slanciare anche le silhouette non troppo agili. Che dire care amiche del primo jeans anticellulite? Apparentemente sembra un normale jeans cinque tasche, invece il tessuto e' dotato di microcapsule che con il naturale massaggio sul corpo rilasciano delle sostanze come la vitamina E e la caffeina. Basta indossarlo per circa un mese per ottenere una diminuzione dei centimetri ed avere una pelle più liscia e tonica. Per lavarlo bisogna avere un piccolo accorgimento: acqua tiepida e dopo 3/4 lavaggi vanno ricaricati con un kit in dotazione al jeans. La tendenza della moda per gli occhiali da sole per questa stagione punta ancora una volta al vintage rivisto in chiave moderna con le forme delle dive degli anni '70. Realizzati anche in esclusivi materiali come il titanio leggeri, ipoallergenici, flessibili. Modelli glamour che incorporano il romanticismo,grinta e sensualità. I costumi da bagno sono all'insegna del colore, delle
stampe floreali, animalier, fantasie e righe, a pois impreziositi da strass e pailettes. C'e' il ritorno dei costumi interi ma dominano come sempre i bikini. Costumi a fascia sono quelli che andranno per la maggiore. Quelli a triangolo sono un evergreen sia con le culotte che con gli slip alla brasiliana. Diversi i modelli dei raffinati costumi interi, studiati per esaltare la femminilità e per nascondere piccoli difetti con tagli e dettagli sensuali e, il vero peccato e' portarli solo in spiaggia. La moda mare ci insegna che non basta avere un bel costume "per essere a posto" sulla spiaggia e' indispensabile avere anche un bel copricostume. Solo semplici parei ma talvolta così belli che sembrano abiti da sera realizzati in chiffon, organza all'impronta dello chic. "Borsa" accessorio per eccellenza per una donna. Nel periodo di vacanza si sa che una borsa deve essere capiente,per poter andare in spiaggia con tutto il necessario:telo da mare, occhiali, creme protettive...... Quelle da portare sotto l'ombrellone e sono prevalentemente in paglia impreziosite da paillettes o inserti in stoffa con fantasie floreali. Borse in tessuto, grandi, dove dominano colori sgargianti come il giallo, il fucsia, l’azzurro ma dove non mancano righe o fiori. Per essere veramente fashion non può mancare la borsa in tessuto tecnico impermeabile con stampe tono su tono. I teli da mare per le più romantiche sono della Disney con personaggi dei cartoni animati con i quali siamo cresciute. C'e' poi l'asciugamano che, se correttamente piegato, diventa un comodo zainetto per riporre qualche oggetto da spiaggia. Paola Pietrucci
Confische, in stato di abbandono gli immobili per le Forze dell'Ordine MONREALE (Palermo) - Trentadue immobili costituiti da appartamenti per civile abitazione, confiscati alla mafia ed assegnati dagli uffici finanziari dello Stato, nel 1999, agli uffici della questura di Palermo per essere destinati a alloggi per le Forze di Polizia sono in stato di totale abbandono, per problemi legati a mancanza di risorse e per questioni di carattere burocratico. Lo dice Salvino Caputo, componente della Commissione regionale Antimafia , che gia' nel 2009 aveva denunziato questa incredibile situazione con una interrogazione parlamentare, ancora oggi rimasta senza risposta. ''Questi appartamenti - continuato - sono stati sottratti alla mafia a seguito di complesse e rischiose indagini, e erano stati undici anni fa assegnati alla Questura di Palermo''. ''Comprendo le difficolta' di natura economica e la complessita' della procedure autorizzative, - osserva - ma e' paradossale che un organo dello Stato, in prima linea nella lotta contro la mafia e che da sempre sollecita le amministrazioni Comunali a utilizzare i beni confiscati ai mafiosi, non riesca a destinare ad una importante finalita' ben 32 immobili che potrebbero risolvere situazioni abitative del personale della Polizia di Stato''.(ANSA).
CON LA NUVOLA ITALIANA IL COMPUTER HA LO SPAZIO CHE SI MERITA: VIRTUALE.
Nasce la Nuvola Italiana. Per lavorare con le imprese pubbliche e private all’innovazione digitale del Paese. La Nuvola Italiana è il cloud computing di Telecom Italia creato per le imprese pubbliche e private. Le aziende non dovranno più dotarsi di infrastrutture, piattaforme e applicazioni IT dedicate perché è tutto nella Nuvola. Tutto è più efficiente, semplice e flessibile perché si usa e si paga solo quello che serve. Più veloce e sicuro perché si accede ai servizi in tempo reale con qualità garantita. Con la Nuvola di Telecom Italia il Paese diventa innovativo, efficiente, competitivo e ancora più ricco di opportunità per ognuno di noi.
La Nuvola Italiana. Il cloud computing di Telecom Italia.
Consap Magazine Maggio 2011 Organo Ufficiale Nazionale d'Informazione della CONSAP - Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia