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Timestamp: 2017-09-23 14:29:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 17']

Nuove Regole Servizi Estero | INTRASTAT .BIZ
« Focus Estero Circolare N°15
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Nuove Regole per i Servizi con l'Estero
Ultimo Aggiornamento: 17/10/2012 - Numero Download: 1060
SERVIZI CON L’ESTERO: L’AGENZIA COMMENTA LE NUOVE REGOLE
La cosiddetta “Legge Comunitaria 2010” ha modificato i criteri per l’individuazione del momento rilevante IVA nelle prestazioni di servizi con l’estero e le modalità per assolvere l’imposta.
Con un recentissimo intervento di prassi l’Agenzia delle Entrate ha finalmente commentato le nuove regole, in vigore dallo scorso 17.3.
L’INTERVENTO LEGISLATIVO
Come noto (si veda la CF n. 3/2012), la Legge 217/2011, c.d. “Comunitaria 2010”, ha apportato alcune modifiche alla disciplina IVA, allo scopo di adeguare la normativa interna a quella comunitaria.
In particolare, la suddetta norma ha recepito (pur con oltre due anni di ritardo) le disposizioni recate dalla Direttiva 2008/117/CE in materia di esigibilità dell’imposta relativa alle prestazioni di servizi con l’estero.
Il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi, ossia il momento a partire dal quale l’imposta si rende esigibile per l’Erario e insorgono gli obblighi di emissione e registrazione della fattura, è collegato, quale regola generale, all’atto del pagamento del corrispettivo (ex art. 6, c. 3, DPR 633/1972) e, quale deroga, al precedente momento di emissione della fattura (ex art. 6, c. 4, DPR 633/1972).
L’art. 8, c. 2, lett. a), n. 2), Legge 217/2011, ha inserito nell’art. 6, DPR 633/1972, il nuovo comma 6 in base al quale, in deroga al terzo e al quarto comma:
le prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter, DPR 633/1972 (c.d. servizi “generici”), rese da un soggetto passivo non stabilito nel territorio dello Stato a un soggetto passivo ivi residente;
le prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972, rese da un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato a un soggetto passivo che non è ivi stabilito;
si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi.
La disposizione interessa le sole prestazioni di servizi “generici” rese o ricevute da soggetti passivi stabiliti in altro Stato (comunitario o extracomunitario). Il riferimento alle prestazioni diverse da quelle di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972, è da intendersi quale rimando all’art. 7-ter, DPR 633/1972 (i servizi ex artt. 7-sexies e 7-septies, DPR 633/1972, riguardano, infatti, le sole prestazioni con committenti privati consumatori, non interessate dalle nuove regole).
Tuttavia, se anteriormente al verificarsi dei suddetti eventi il corrispettivo è pagato in tutto o in parte, la prestazione di servizi si intende effettuata, limitatamente all’importo pagato, alla data del pagamento.
La disposizione precisa infine che le stesse prestazioni, se effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore a 1 anno senza pagamenti, anche parziali, nel medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino alla loro ultimazione.
Il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi “generici” coincide con la data di ultimazione del servizio ovvero, per i servizi a carattere periodico e continuativo, con la data di maturazione del corrispettivo.
Se anteriormente al momento di ultimazione della prestazione (o alla data di maturazione dei corrispettivi, per i servizi continuativi) è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata alla data di pagamento del corrispettivo.
Le nuove disposizioni si applicano alle prestazioni di servizi “generici”, siano esse rese o ricevute, effettuate dal 17.3.2012.
Per effetto delle modifiche apportate dalla “Comunitaria 2012”, vengono quindi a delinearsi regole differenti a seconda della tipologia della prestazione (servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, o servizi in deroga ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972).
Il momento rilevante IVA delle prestazioni di servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, rese o ricevute da soggetti IVA stabiliti in altro Stato (comunitario o extracomunitario), è collegato alla data di ultimazione della prestazione o al precedente momento di pagamento del corrispettivo.
L’emissione della fattura in un momento antecedente l’ultimazione della prestazione non assume quindi più alcuna rilevanza ai fini dell’individuazione del momento rilevante IVA.
Le prestazioni di servizi derogatorie rispetto alla regola generale ex art. 7-ter (servizi ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972) e i servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, resi a privati consumatori stabiliti in altro Stato o a committenti soggetti IVA stabiliti in Italia, continuano a considerarsi effettuate alla data di pagamento del corrispettivo ovvero, se antecedente, alla data di emissione della fattura.
momento rilevante iva
Pagamento corrispettivo o emissione fattura se antecedente.
UE o Extra UE
Ultimazione prestazione o pagamento corrispettivo se antecedente.
(continuativi o periodici)
Maturazione corrispettivo o pagamento corrispettivo se antecedente.
(ultrannuali)
Al termine di ciascun anno solare sino all’ultimazione della prestazione.
brevi note circa le prestazioni a carattere periodico e continuativo
Le prestazioni “generiche” a carattere periodico o continuativo poste in essere con soggetti IVA esteri si considerano effettuate alla data di maturazione dei corrispettivi. Per “data di maturazione dei corrispettivi” è da intendersi l’ultimo giorno del periodo in cui sono dovuti i pagamenti periodici.
Si pensi, ad esempio, a un contratto di assistenza tecnica continuativa, con pagamento bimestrale posticipato al giorno 15 del mese successivo. Per il bimestre marzo – aprile la data di pagamento è fissata al 15.5 ma il momento di effettuazione dell’operazione ai fini IVA coincide comunque con il 30.4 (ossia, con l’ultimo giorno del bimestre di maturazione dei corrispettivi pattuiti).
Per quanto riguarda le prestazioni “generiche” di durata superiore a 1 anno senza che intervengano pagamenti anche parziali nel medesimo periodo, è previsto che le stesse si considerino effettuate al termine di ciascun anno solare fino alla loro ultimazione.
Con CM n. 37/E/2011, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che per annoverare la prestazione ricevuta tra quelle a carattere continuativo e di durata ultrannuale, è necessario attendere (anche per i servizi per cui è prevista sin dall’inizio una durata pluriennale) che siano trascorsi 12 mesi dall’inizio della prestazione stessa.
Si pensi, ad esempio, a un servizio di manutenzione, per cui non siano previsti acconti o pagamenti parziali in corso d’opera, reso da un prestatore estero a un committente italiano a far data dal 1.4.2012. In tale ipotesi l’operatore nazionale deve attendere la data del 1.4.2013 per verificare che sia trascorso 1 anno dall’inizio del servizio di manutenzione e, successivamente, il 31.12.2013, per emettere l’autofattura (relativa ai servizi ricevuti nei 21 mesi precedenti).
La base imponibile da assoggettare a imposta va determinata ai sensi dell’art. 13, c. 2, lett. c), DPR 633/1972, ossia sulla base delle “spese sostenute dal soggetto passivo per l’esecuzione dei servizi medesimi.”
Sul punto la CM n. 37/E/2011 ha precisato che la base imponibile deve essere calcolata rapportando il corrispettivo totale pattuito dalle parti (da corrispondersi a fine prestazione) alla quota parte di servizio che è stata resa al termine di ciascun anno solare.
Servizio di manutenzione periodica della durata di 4 anni per il quale non sono previsti acconti o pagamenti parziali in corso d’opera. La prestazione, del valore di € 45.000, è resa dal 1.3.2012. Prima di annoverare la prestazione tra quelle a carattere continuativo e di durata ultrannuale, il committente deve attendere la data del 1.3.2013. Al 31.12.2013 il committente è tenuto a emettere autofattura per la quota parte di servizio ricevuta (pari a 22 mesi su 48 previsti): 22 / 48 x 100 = 45,83%, 45.000 x 45,83% = € 20.623,50 (imponibile da assoggettare a IVA ai sensi dell’art. 13, c. 2, lett. c), DPR 633/1972).
Con la CM n. 35/E/2012 l’Agenzia delle Entrate ha finalmente ufficializzato i chiarimenti resi nel corso di una videoconferenza tenutasi lo scorso 31.5, circa le novità della “Comunitaria 2010”.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, per motivi di certezza e di semplificazione, si deve ritenere che la fattura emessa dal prestatore comunitario possa essere assunta come indice dell’effettuazione dell’operazione.
Il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi intracomunitarie, fissato dalla norma alla data di ultimazione della prestazione, può quindi essere individuato nel momento in cui si riceve la fattura del prestatore non residente.
Resta da comprendere se la semplificazione introdotta dall’Agenzia delle Entrate trovi applicazione solo con riferimento alle operazioni effettuate con controparti comunitarie o se possa essere estesa anche alle prestazione ricevute da operatori extracomunitari (come parrebbe ragionevolmente comprendersi).
Tuttavia, poiché l’emissione anticipata della fattura rispetto all’ultimazione della prestazione non configura l’effettuazione dell’operazione, pare comunque opportuno richiedere al prestatore estero il rilascio di una certificazione attestante l’avvenuta ultimazione della prestazione.
Le nuove regole riguardanti il momento di effettuazione dei servizi “generici” trovano applicazione per le operazioni effettuate a partire dal 17.3.2012.
per le prestazioni di servizi ultimate o maturate (per quelle a carattere periodico o continuativo) a partire dal 17.3.2012, si rendono applicabili le nuove regole;
per le prestazioni di servizi ultimate o maturate (per quelle a carattere periodico o continuativo) prima del 17.3.2012, si rendono applicabili le vecchie regole (pagamento o emissione fattura).
integrazione della fattura ricevuta dal prestatore comunitario
Gli obblighi di fatturazione e registrazione delle prestazioni di servizi territorialmente rilevanti ai fini IVA in Italia, rese da un soggetto passivo non residente a un soggetto IVA italiano, vanno assolti da parte dell’operatore italiano con applicazione del reverse charge (ossia, con emissione di autofattura o integrazione della fattura estera).
L’obbligo di emissione dell’autofattura o di integrazione della fattura si rende applicabile anche se il prestatore non residente si è identificato nel territorio dello Stato (direttamente, ex art. 35-ter, DPR 633/1972, o tramite un rappresentante fiscale).
La CM n. 12/E/2010, contenente i primi chiarimenti sulle nuove regole di territorialità IVA delle prestazioni di servizi in vigore dal 2010, aveva dato facoltà, per le sole prestazioni di servizi “generici” ricevute da operatori stabiliti nella Comunità, di integrare la fattura estera in luogo dell’autofatturazione.
Con la “Comunitaria 2010”, tale facoltà è diventata un obbligo, da adempiere secondo le modalità e nel rispetto dei termini previsti dagli artt. 46 e 47, DL 331/1993.
In particolare, a seguito delle modifiche apportate all’art. 17, c. 2, DPR 633/1972, dall’art. 8, c. 2, lett. g), Legge 217/2011, a decorrere dal 17.3.2012 è previsto che gli obblighi di fatturazione e di registrazione delle:
prestazioni di servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972;
rese da un soggetto passivo stabilito in un altro Paese comunitario;
devono essere assolti dal committente soggetto passivo italiano secondo le disposizioni degli artt. 46 e 47, DL 331/1993 (ossia, come per gli acquisti intracomunitari di beni).
Pertanto, il committente italiano che riceve una prestazione di servizi da un soggetto IVA stabilito nella Comunità, è obbligato ad assolvere gli obblighi di fatturazione e registrazione dell’operazione mediante integrazione del documento ricevuto.
è, quindi, necessario:
numerare e integrare la fattura ricevuta con l’aliquota e l’ammontare dell’IVA dovuta o con il titolo di non applicazione dell’imposta. Se gli importi sono espressi in valuta estera, è altresì necessario indicare il controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile;
entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento, e con riferimento al relativo mese, annotare la fattura così integrata nel registro delle fatture emesse, con l’indicazione anche del corrispettivo delle operazioni espresso in valuta estera;
annotare la stessa fattura integrata, distintamente, anche nel registro IVA acquisti al fine di esercitare la detrazione eventualmente spettante.
L’integrazione della fattura secondo le disposizioni degli artt. 46 e 47, DL 331/1993, si rende obbligatoria solo in presenza di servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, resi da un prestatore stabilito in altro Paese UE a favore di soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato. In tutti gli altri casi è, invece, necessaria l’emissione dell’autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972.
tipologia prestazione ricevute
adempimenti in capo al committente italiano
Servizi generici ex art. 7-ter
Servizi in deroga ex artt. 7-quater e 7-quinquies
(rilevanti ai fini IVA in Italia)
L’Agenzia delle Entrate precisa che il richiamo operato dall’art. 8, c. 2, lett. g), Legge 217/2011, all’art. 46, DL 331/1993, comporta l’applicazione del comma 5 del medesimo art. 46.
Di conseguenza, se il committente italiano non riceve la fattura estera entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, è tenuto a emettere entro il mese seguente (dunque, entro 2 mesi dall’effettuazione dell’operazione), un’autofattura in unico esemplare, con indicazione del codice identificativo IVA del prestatore comunitario (l’autofattura va annotata nel registro IVA fatture emesse e nel registro IVA acquisti entro il mese di emissione).
Così come precisato dalla CM n. 35/E/2012, l’obbligo di regolarizzazione dell’operazione mediante emissione di autofattura va osservato solo quando il committente ha conoscenza dell’avvenuta ultimazione della prestazione o quando ha eseguito il pagamento. È quindi opportuno richiedere al prestatore comunitario di effettuare una specifica comunicazione una volta terminata la prestazione.
Allo stesso modo, il committente che riceve una fattura con un corrispettivo inferiore a quello reale, è tenuto a emettere una fattura integrativa (un’autofattura) entro il quindicesimo giorno successivo alla registrazione della fattura originaria.
ottobre 17th, 2012 | Tags: 2012, 7-ter, agenzia delle entrate, CM 35/E/2012, committente, deroga, DPR 633/1972, estero, fattura, integrazione, Intrastat, iva intracomunitaria, prestazione, regola, regole, servizi, tipologia, ue | Category: Intrastat
1 comment to Nuove Regole Servizi Estero
patrizia1965
novembre 14th, 2012 at 01:08
“Ricevo una fattura estera (comunitaria) di servizi, la integro come da nuove disposizioni. Come la registro su INTRASTAT? Con il numero e data fattura fornitore oppure il numero e data di registrazione sui miei registri contabili?”
La L. 217/2011 (c.d. “Comunitaria 2010”), ha modificato l’art. 17, c. 2, DPR 633/1972, prevedendo che, nel caso di servizi “generici” ricevuti da prestatori stabiliti in altri Paesi UE, il committente italiano sia tenuto ad adempiere agli obblighi di fatturazione e di registrazione secondo le disposizioni recate dagli artt. 46 e 47, DL 331/1993 (dunque, con le stesse regole previste per gli acquisti intracomunitari di beni). Per maggiori informazioni si veda la FE n. 1/2012.
Nei Campi “Numero” e “Data” fattura del modello INTRA 2-quater va indicato il numero e la data della fattura attribuiti dal committente nazionale in sede di integrazione del documento estero secondo la progressione dallo stesso seguita nella propria contabilità. Per maggiori informazioni si veda la FE n. 14/2012.
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