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Timestamp: 2018-10-15 17:25:54+00:00
Document Index: 32209954

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 269', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art.17', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 132', 'art. 342', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 4']

G.U. 23/09/2005, n. 222
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1) la prestazione energetica degli edifici è de
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Recepimento delle norme UNI attuative del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante il regolamento per il contenimento dei consumi di energia degli impianti termici degli edifici, e rettifica del valore limite del fabbisogno energetico normalizzato.
Approvazione dei modelli tipo per la compilazione della relazione tecnica di cui all'articolo 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, attestante la rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico degli edifici.
Il decreto (che possiamo chiamare “Requisiti minimi”) - in attuazione dell'art. 4, comma 1, del D. Leg.vo 192/2005 come modificato dal D.L. 63/2013 (L. 90/2013) di recepimento della Direttiva 2010/31/UE - definisce le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici nonché dell’applicazione di prescrizioni e requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari.
Tali criteri si applicano ai fini della determinazione della prestazione energetica per l’edilizia pubblica e privata sia per edifici di nuova costruzione sia per edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione.
Dalla data della sua entrata in vigore (01/10/2015) cesserà di applicarsi il D.P.R. 02/04/2009, n. 59, che al momento regola la materia. Sono altresì soppressi gli Allegati C, H, L, ed M del menzionato D. Leg.vo 192/2005, recanti rispettivamente i requisiti energetici degli edifici, il valore minimo dei rendimenti di combustione dei generatori di calore rilevato nel corso dei controlli, il regime transitorio per la prestazione energetica degli edifici ed il regime transitorio per l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici.
Le disposizioni del decreto si applicano alle Regioni e alle Province autonome che non abbiano ancora adottato provvedimenti di recepimento della Direttiva 2010/31/UE e comunque fino alla entrata in vigore di tali provvedimenti.
Il provvedimento, ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D. Leg.vo 19/08/2005, n. 192, definisce gli schemi e le modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto, in funzione delle diverse tipologie di lavori (nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, interventi di riqualificazione energetica) ai fini di completare il quadro di applicazione garantendo la piena operatività dei nuovi requisiti minimi per la prestazione energetica introdotti con il D.M. 26/06/2015 (pubblicato nella medesima Gazzetta Ufficiale), recante "Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici".
Il provvedimento in pratica sostituisce la relazione correntemente chiamata "Legge 10" (poiché prevista dall’art. 28 della L. 10/1991) ed il cui modello in precedenza vigente è contenuto nell’Allegato E del D. Leg.vo 192/2005.
Lo stesso D.M 26/06/2015 sui "requisiti minimi" all’Allegato 1, Cap. 2 (Prescrizioni comuni per gli edifici di nuova costruzione, gli edifici oggetto di ristrutturazioni importanti o gli edifici sottoposti a riqualificazione energetica), paragrafo 2.2 (Relazione tecnica e conformità delle opere al progetto) ribadisce che il progettista, o i progettisti, devono inserire i calcoli e le verifiche previste dal decreto nella relazione tecnica di progetto attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici, conformemente alle disposizioni del comma 1 e 2, dell’art. 8, del D. Leg.vo 192/2005.
Ai fini della più estesa applicazione dell’art. 26, comma 7, della L. 10/1991, negli enti soggetti all’obbligo di nominare l’energy manager (obbligo di cui all’art. 19 della L. 10/1991 medesima), tale relazione progettuale dovrà essere obbligatoriamente integrata attraverso attestazione di verifica sulla applicazione della norma predetta redatta dal Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nominato.
Si segnalano le disposizioni principali.
Soggetti responsabili degli impianti. L'esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione dell'impianto tecnico e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica sono affidati al responsabile dell'impianto, che può delegarle ad un terzo. La delega al terzo responsabile non è consentita nel caso di singole unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato. In tutti i casi in cui nello stesso locale tecnico siano presenti generatori di calore oppure macchine frigorifere al servizio di più impianti tecnici, può essere delegato un unico terzo responsabile che risponde delle predette attività degli impianti.
Controllo dell'efficienza energetica degli impianti termici. In occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza ternica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettua un controllo di efficienza energetica. I controlli di efficienza energetica devono essere inoltre realizzati:
- all'atto della prima messa in esercizio dell'impianto, a cura dell'installatore;
- nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l'efficienza energetica.
Ispezioni sugli impianti termici. Le ispezioni si effettuano su impianti di climatizzazione invernale di potenza ternica utile nominale non minore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza ternica utile nominale non minore di 12 kW. L'ispezione comprende una valutazione di efficienza energetica del generatore, una stima del suo corretto dimensionamento rispetto al fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale ed estiva dell'edificio, in riferimento al progetto dell'impianto, se disponibile, e una consulenza sui possibili interventi atti a migliorare il rendimento energetico dell'impianto in modo economicamente conveniente.
Per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale compresa tra 10 kW e 100 kW, alimentati a gas, metano o gpl e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra 12 e 100 kW l'accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o terzo responsabile è ritenuto sostitutivo dell'ispezione.
Competenze delle Regioni. Le disposizioni del Regolamento si applicano ai territori per i quali le Regioni o le Province autonome non abbiano ancora adottato propri provvedimenti di applicazione della Direttiva 2002/91/CE e comunque fino alla data di entrata in vigore dei predetti provvedimenti.
Sanzioni. In relazione agli adempimenti previsti dal Regolamento, vigono le sanzioni previste dall'art. 15, commi 5 e 6, del D. Leg.vo 192/2005, a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio, terzo responsabile, ed operatore incaricato del controllo e manutenzione.
Modifica dell’Allegato A del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia.
Le modifiche introdotte dal decreto in commento, consistenti della completa sostituzione dell'Allegato A (Ulteriori definizioni) del D. Leg.vo 192/2005, sono funzionali alla piena attuazione della Direttiva 2002/91/CE, e in particolare dell’art. 9, riguardante l’obbligo per gli Stati membri di stabilire le misure necessarie alle ispezioni periodiche dei sistemi di condizionamento d’aria di potenza maggiore di 12 kW, che contemplino anche una valutazione dell’efficienza dell’impianto e una consulenza agli utenti sui possibili miglioramenti e sulle soluzioni sostitutive o alternative.
Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE.
Il provvedimento, in vigore dal 06/05/2010, è volto a modificare il D. Leg.vo 115/2008, nel quadro di una migliore definizione delle misure per il miglioramento dell'efficienza degli usi finali dell'energia, ed è emanato in attuazione dell'art. 1, comma 5, della L. 13/2007 (Comunitaria 2006), la quale prevedeva il recepimento della direttiva 2006/32/CE e la possibilità di emanare disposizioni correttive ed integrative del decreto di recepimento (appunto il D. Leg.vo 115/2008) entro 18 mesi dalla sua entrata in vigore.
Efficienza energetica nell'edilizia. Tra le misure contenute nel provvedimento, alcune vanno ad incidere sull'articolo 11 del D. Leg.vo 115/2008, che ha introdotto una serie di misure volte al miglioramento dell'efficienza energetica nel settore degli edifici.
In particolare i commi 1 e 2 dell'art. 11 hanno introdotto la possibilità di scomputare il volume e le superfici extra di elementi verticali, solai e coperture in nuovi edifici a migliorato isolamento termico, nonché di incrementare lo spessore dell'involucro edilizio in caso di interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, in entrambi i casi consentendo di derogare alle previsioni in materia di altezze e distanze.
Il decreto introduce a tale proposito una modifica volta a consentire la deroga anche alle distanze dai confini della proprietà in cui è situato l'edificio.
Costruzione ed esercizio di impianti di cogenerazione. I commi 6 e 7 dell'art. 11 del D. Leg.vo 115/2008 dispongono una procedura semplificata per la costruzione e l'esercizio degli impianti di cogenerazione aventi potenza termica inferiore a 300 MW. Detti interventi sono soggetti ad un'autorizzazione unica, che costituisce ove occorre variante allo strumento urbanistico, rilasciata dall'amministrazione competente nel rispetto delle vigenti norme in materia di tutela ambientale, del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico.
Il decreto precisa che detta procedura semplificata non incide sulle esenzioni dall'autorizzazione ambientale previste dall'art. 269, comma 14, del D. Leg.vo 152/2006. Infatti le modalità autorizzative previste da detto decreto erano già vigenti ed a carattere semplificato, e dunque l'estensione della conferenza di servizi anche a tali tipologie di impianti avrebbe prodotto un appesantimento procedurale non nelle intenzioni del legislatore.
Sempre a proposito degli impianti di cogenerazione il decreto specifica che quelli di potenza termica inferiore a 3MW, già esenti dall'autorizzazione ambientale, sono soggetti al regime della denuncia di inizio attività di cui agli artt. 22 e 23 del D.P.R. 380/2001.
Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell’edilizia.
Il provvedimento modifica alcune parti del D. Leg.vo 192/2005, di recepimento della direttiva 2002/91 in materia di rendimento energetico nell'edilizia, con l'obiettivo di migliorarne l'impianto in considerazione dell'esperienza derivante dai primi dieci mesi di applicazione e di sviluppare la politica energetica nazionale e regionale nel settore civile, varando misure che contribuiscano ad una efficace politica di contenimento dei consumi di energia.
Il nuovo decreto, in vigore dal 02/02/2007, estende a partire dal 01/07/2007 l’obbligo di certificazione energetica anche agli edifici esistenti di superficie superiore a 1.000 mq, e dal 01/07/2008 anche per gli edifici ai si sotto della sopra citata soglia di superficie. Dall 01/07/2009 invece la certificazione energetica diventa obbligatoria anche per la compravendita di singoli appartamenti.
Dal punto di vista tecnico va segnalata la previsione di nuovi e più stringenti valori limite del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale e valori limite delle trasmittanze. Segnaliamo infine che entro il 31/12/2008 le Regioni e le Province autonome dovranno predisporre un programma di qualificazione energetica del patrimonio immobiliare, finalizzato al conseguimento di ottimali risultati di efficienza energetica.
Deliberaz. G.R. Lazio 20/02/2018, n. 104
Rilevazione delle attività di monitoraggio, controllo e ispezione sugli impianti termici effettuate dalle Autorità Competenti, ai sensi del decreto legislativo n. 192/2005 e s.m.i. e ai sensi del DPR n. 74/2013, istituzione del Tavolo tecnico regionale e del Comitato di indirizzo degli impianti termici.
La deliberazione procede alla rilevazione delle attività di monitoraggio, controllo e ispezione sugli impianti termici effettuate dalle autorità competenti, ai sensi del D. Leg.vo 192/2005 e del D.P.R. 74/2013.
Nel dettaglio la disposizione stabilisce che:
nelle more della costituzione del Catasto unico regionale venga realizzata una banca dati a cui far confluire tutti i dati e le informazioni utili sulle attività relative al monitoraggio, manutenzioni, controlli di efficienza energetica e ispezioni in possesso dalle autorità competenti sugli impianti termici;
con cadenza trimestrale le autorità competenti trasmettano alla Regione i dati e le informazioni di cui al punto precedente;
le attività di controllo sugli impianti termici effettuate dalle autorità competenti, di cui agli articoli 51 e 52 della L.R. 06/08/1999, n. 14, dovranno prevedere anche i controlli sull’installazione dei contatori di fornitura, di sotto-contatori, di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali, ed i controlli sulla corretta ripartizione delle spese;
si proceda alla verifica dello stato di attuazione delle attività di accertamento e delle relative ispezioni sugli impianti termici disciplinate dall’articolo 9 del D.P.R. 74/2013 presso le autorità competenti.
Inoltre la deliberazione istituisce:
un Tavolo tecnico regionale sugli impianti termici, composto dai rappresentati della Regione e delle autorità competenti, con il compito di individuare i contenuti tecnici e le modalità di funzionamento del Catasto Regionale degli impianti termici, verificare le attività di controllo e ispezione su base regionale e locale, promuovere misure tecniche finalizzate al miglioramento dell’efficienza energetica e del risparmio energetico;
il Comitato d'indirizzo sugli impianti termici, composto dai rappresentati della Regione, dell’UPI Lazio e dell’ANCI Lazio e dalle Associazioni e Organizzazione di categoria, con il compito di monitorare l’applicazione omogenea sul territorio regionale della deliberazione e fungere da punto di riferimento degli interessi delle categorie rappresentate.
Con successiva deliberazione, da emanarsi entro il 120 giorni dalla pubblicazione della deliberazione, quindi entro il 04/07/2018, verranno approvate le Linee Guida regionali per la manutenzione e il controllo degli impianti termici.
Approvazione del «Piano d’azione nazionale per incrementare gli edifici ad energia quasi zero».
Articolo 4-bis, comma 2.
(Comunicato pubblicato nella G.U. dell’11/08/2017, n. 187)
Il “Piano d’azione nazionale per incrementare gli edifici ad energia quasi zero”, approvato In attuazione dell’art. 4-bis, comma 2, del D.Leg.vo n. 192 del 19/08/2005, concerne:
la definizione e le prestazioni degli edifici a energia quasi zero (NZEB, da Nearly Zero Energy Building) ed i costi connessi alla realizzazione di questi ultimi;
il parco immobiliare nazionale, relativamente agli edifici residenziali e non residenziali;
la tendenza del mercato nazionale, relativamente agli edifici esistenti ed a quelli nuovi;
gli strumenti regolatori e finanziari e gli incentivi;
i Programmi promossi dalle Regioni per promuovere gli NZEB.
Norme di attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia. Istituzione del "Catasto energetico regionale".
La legge istituisce il "Catasto energetico regionale", al fine di migliorare le prestazioni energetiche e ridurre il consumo energetico in edilizia. La data di attivazione materiale del Catasto energetico regionale e di ognuna delle sue sezioni è individuata con apposita determinazione del dirigente del Servizio energie rinnovabili e reti.
Disciplinate altresì le procedure:
per l’esecuzione degli accertamenti e delle ispezioni dello stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici (D.P.R. 74/2013);
per l’esecuzione degli accertamenti e delle ispezioni sulle attività di certificazione energetica degli edifici (D.P.R. 75/2013).
Le attività di accertamento e ispezione già avviate dalle autorità competenti, di cui all'art. 4, comma 2, del Reg. R. 24/2007, conservano la loro validità e sono portate a termine entro il 31/12/2017.
A partire dal 10/05/2017 le attività di accertamento e ispezione si conformano alle disposizioni di cui alla presente legge.
Regolam. R. Calabria 01/03/2016, n. 3
Disposizioni e criteri per l’esercizio, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici.
Il regolamento provvede all'istituzione e detta norme per la gestione e aggiornamento del Catasto Regionale degli Impianti Termici degli Edifici (CIT-CAL).
I rapporti relativi ai controlli di efficienza energetica devono essere rilasciati:
secondo i modelli allegato F o G al D. Leg.vo 192/2014, se relativo a controllo di efficienza energetica effettuato prima del 15/10/2014;
secondo il modello approvato dal D.M. 10/02/2014, se relativo a controllo effettuato in data successiva al 15/10/2014.
Disposizioni in materia di attestazione della prestazione energetica degli edifici in attuazione del d.lgs. 192/2005 e s.m.i., del d.p.r. 75/2013 e s.m.i., del d.m. 26 giugno 2015 "Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici" e degli articoli 39, comma 1, lettere g) e i) e 40 della l.r. 3/2015.
La deliberazione entra in vigore il 01/10/2015. Da tale data cessano di avere efficacia le disposizioni di cui alla Delib. G.R. 04/08/2009, n. 43-11965 e s.m.i. in materia di certificazione energetica degli edifici.
Articolo 6, comma 12
Il provvedimento contiene le nuove linee guida ed i modelli unificati nazionali per l’emissione dell’Attestato di prestazione energetica degli edifici, in sostituzione delle linee guida attualmente vigenti, contenute nel D.M. 26/06/2009.
Il provvedimento entra in vigore dal 01/01/2015 e sostituisce il precedente D.M. 26/06/2009 (recante le precedenti Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) che, entrato in vigore il 25/07/2009 cesserà la sua cogenza il 30/09/2015, ferma restando la validità a tutti gli effetti di legge degli attestati di prestazione energetica rilasciati secondo il decreto medesimo.
Il D.M. 26/06/2015 completa il quadro regolatorio dell’efficienza energetica in edilizia adeguando il D.M. 26/06/2015 alle nuove metodologie di calcolo introdotte a livello europeo e definite a livello nazionale con il D.M. 26/06/2015 (pubblicato nella medesima Gazzetta Ufficiale), recante "Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici".
D. P.G.R. Toscana 03/03/2015, n. 25/R
Regolamento di attuazione dell’articolo 23 sexies della legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia). Esercizio, controllo, manutenzione ed ispezione degli impianti termici.
Avviso di rettifica in B.U.R. 22/07/2015, n. 37.
Le disposizioni di cui agli artt. 9 comma 4, 10 comma 9, 11 commi 4, 5, 6, 7, 12 commi 4, 5, 6, 7, 8, 9, 13 commi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, si applicano a far data dall’entrata in vigore degli atti di attuazione delle autorità competenti di cui all’art. 4 e in ogni caso dal 01/01/2016.
Deliberaz. G.R. Veneto 23/12/2014, n. 2569
Istituzione ed attivazione del Catasto unico regionale degli impianti termici denominato "CIRCE - Catasto Impianti e Rapporti di Controllo di Efficienza energetica", in attuazione delle disposizioni del Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74, regolamento in materia di impianti per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici.
Dal 02/01/2015 deve essere utilizzato l'applicativo "CIRCE - Catasto Impianti e Rapporti di Controllo di Efficienza energetica" per la registrazione dei Libretti di impianto e per il loro costante aggiornamento ai fini della comunicazione, all'Autorità competente, delle informazioni relative agli impianti ed alla loro conduzione, nonché per la trasmissione dei Rapporti di controllo di efficienza energetica; le modalità operative sono consultabili nel sito internet della Regione alla pagina web dedicata all'energia "Regolamento sul controllo e la manutenzione degli impianti di climatizzazione (D.P.R. 74/2013)".
Deliberaz. G.R. Piemonte 06/10/2014, n. 13-381
Con la presente delibera fissata al 15/10/2014 l’entrata in vigore dei nuovi modelli di Libretto di impianto e di Rapporto di controllo della Regione Piemonte. Previsto, tuttavia, un periodo di sperimentazione per le attività di caricamento dei nuovi modelli di libretto di impianto e di controllo di efficienza energetica all’interno del nuovo Catasto degli impianti termici a partire dal 15/10/2014 fino al 14/11/2014, al fine di consentire ad un gruppo di operatori del settore, selezionato dalle Associazioni di Categoria, di testare il nuovo Catasto degli impianti termici. La trasmissione per via telematica del rapporto di controllo di efficienza energetica e dei dati del libretto di impianto nel Catasto degli impianti termici deve avvenire non oltre i 60 giorni successivi a quello della loro redazione, fatta eccezione per la prima fase di implementazione del suddetto Catasto - comprendente il periodo dal 15/11/2014 al 31/01/2015 - in cui la trasmissione potrà avvenire entro 90 giorni. Nei casi in cui gli operatori abbiano utilizzato i modelli di cui al D.M. 10/02/2014 a far data dal 01/06/2014 al 14/10/2014, questi devono essere trasmessi attraverso il Catasto, anche in forma massiva, entro il 15/03/2015. Consentio il caricamento dei modelli F e G, di cui al D. Leg.vo 192/2005 e s.m.i., utilizzati nel periodo antecedente al 15/10/2014 nel sistema SiGIT fino al 14/11/2014.
Deliberaz. G.R. Veneto 28/07/2014, n. 1363
Deliberaz. G.R. Veneto 15/10/2013, n. 1824
Adempimenti previsti dal D.Lgs. n. 192/2005 e s.m.i. e dal D.P.R. n. 74/2013 in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione ed ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e preparazione dell'acqua calda sanitaria. Istituzione, predisposizione e gestione del catasto territoriale degli impianti termici di cui all'art. 10, comma 4, lett. a) e b) del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74.
Articolo 4, comma 1, lettera c)
Il Regolamento definisce i requisiti professionali ed i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici (redazione Attestato di prestazione energetica, APE, e Attestato di qualificazione energetica, AQE).
In particolare il Regolamento prevede che possono svolgere l’attività di certificazione energetica:
- tecnici abilitati, sia dipendenti di enti pubblici o di società di servizi pubbliche o private che liberi professionisti, in possesso di almeno uno dei seguenti titoli: laurea in architettura, ingegneria, agraria, scienze forestali, diploma di perito industriale, geometra, perito agrario;
- enti pubblici o organismi di diritto pubblico accreditati che svolgono attività di ispezione del settore edile e degli impianti;
- società di servizi energetica (ESCo).
I tecnici abilitati sono quelli in possesso dei titoli di studio di cui all'art. 2, comma 3, del decreto in commento ed iscritti ai relativi albi professionali (abilitazione nei limiti delle proprie competenze professionali come definite dai rispettivi albi) oppure quelli in possesso dei titoli di studio di cui all'art. 2, comma 3, del decreto in commento e dell'attestato di superamento di idoneo corso di formazione conforme e accreditato ai sensi del decreto stesso.
Gli altri soggetti svolgono l'attività di certificazione sempre e comunque a mezzo di tecnici abilitati.
Articolo 4, comma 1, lettere a) e c)
Deliberaz. G.R. Marche 19/03/2013, n. 382
D.Lgs. n. 192/05 e D.M. 26/06/2009 "Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici": disposizioni di attuazione in materia di certificazione energetica degli edifici nella Regione Marche e istituzione del Registro Regionale degli Attestati di Certificazione Energetica.
D. Dirig.R. Sicilia 01/03/2012, n. 71
Disposizioni in materia di impianti termici degli edifici nel territorio della Regione siciliana.
artt. 7, 9
Il decreto ha adottato la disciplina degli impianti termici negli edifici, stabilendo disposizioni in materia di installazione, manutenzione e verifica e stabilendo altresì che, fino all’emanazione di una specifica normativa regionale, si applicano le disposizioni statali in materia di impianti termici (in particolare il D.P.R. 412/1993 ed il D. Leg.vo 192/2005).
Il provvedimento si applica a tutti gli impianti termici degli edifici presenti sul territorio regionale (come definiti all'art. 2), e dispone che il proprietario, l'amministratore di condominio o un terzo che se ne assume la responsabilità, mantiene in esercizio gli impianti e provvede affinché siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo le prescrizioni della normativa vigente.
Il documento prevede, altresì, l'istituzione del Catasto regionale degli impianti termici, cui confluiranno i catasti già istituiti presso le autorità competenti, e la cui gestione è affidata al Dipartimento dell'energia.
In caso di installazione di un nuovo impianto termico o di sostituzione del generatore di calore, l’installatore trasmette entro 30 giorni copia della scheda identificativa dell’impianto conforme agli allegati A (impianti con potenza termica nominale inferiore a 35 kW) o B (impianti con potenza termica nominale superiore o uguale a 35 kW).
ogni 2 anni nel caso di impianti di potenza nominale maggiore o uguale a 35 kW;
ogni 4 anni nel caso di impianti di potenza nominale minore di 35 kW
i manutentori trasmettono copia del rapporto di controllo tecnico secondo i modelli di cui all’allegato G (impianti con potenza termica nominale inferiore a 35 kW) o F (impianti con potenza termica nominale superiore o uguale a 35 kW).
Art. 6, comma 9 e art. 5, comma 1
Articolo 4, comma 1, lettere a) e b)
Delib. G.R. Lombardia 22/12/2008, n. 8/8745
Determinazioni in merito alle disposizioni per l'efficienza energetica in edilizia e per la certificazione energetica degli edifici.
Delib. Ass.R. Emilia Romagna 04/03/2008, n. 156
Approvazione atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici.
Delib. G.R. Lombardia 31/10/2007, n. 8/5773
Certificazione energetica degli edifici. Modifiche ed integrazioni alla Delib. G.R. n. 5018/2007.
Delib. G.R. Lombardia 26/06/2007, n. 8/5018
Determinazioni inerenti la certificazione energetica degli edifici, in attuazione del D. Leg.vo 192/2005 e degli artt. 9 e 25, L.R. 24/2006.
Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente.
Deliberaz. G.P. Trento 20/10/2006, n. 2167
Attuazione del Piano energetico-ambientale provinciale: adozione, in via sperimentale, della metodologia di classificazione delle prestazioni energetiche degli edifici ai fini della certificazione di cui alla direttiva comunitaria 2002/91/CE e del d.lgs. 19 agosto 2005, n. 192.
Articolo 17, sesto comma, lett. a-ter) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 - ulteriori problematiche concernenti l'ambito applicativo del meccanismo del reverse charge nel settore edile - quesiti emersi negli incontri con le associazioni di categoria.
La circolare fornisce chiarimenti in risposta a specifici quesiti in merito alle novità introdotte dalla L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) (art. 1, comma 629) che ha previsto a partire dal 01/01/2015 (ossia, per le fatture emesse da tale data), una serie di ulteriori ipotesi nelle quali occorre applicare il c.d. “reverse charge” (o “inversione contabile”), parte delle quali interessano specificamente gli operatori dei settori edile e immobiliare (art.17, comma 6, lettera a-ter) del D.P.R. 26/10/1972, n. 633).
In particolare, con il presente documento di prassi si intende risolvere ulteriori problematiche interpretative emerse, nell'ambito del settore edile, successivamente all'emanazione della precedente Circolare n. 14/E del 27/03/2015, aventi ad oggetto: il trattamento da riservare a taluni interventi edilizi inquadrabili nell'ambito della categoria delle "manutenzioni straordinarie"; la demolizione e la realizzazione di una nuova costruzione; la distinzione tra fornitura con posa in opera e prestazione di servizi; i parcheggi interrati e i parcheggi collocati su lastrico solare dell'edificio; l'attività di derattizzazione, spurgo e rimozione neve; l'installazione di impianti posizionati in parte internamente ed in parte esternamente all'edificio; l'attività di manutenzione e riparazione di impianti; gli impianti fotovoltaici; l'installazione e manutenzione degli impianti antincendio; la sostituzione delle componenti di un impianto; l'installazione di impianti funzionali allo svolgimento di un'attività industriale e non al funzionamento dell'edificio; le prestazioni rese da soggetti terzi; il reverse charge e beni significativi; i diritti fissi di chiamata e gli interventi di manutenzione con canone di abbonamento; il trattamento da riservare all'allacciamento e all'attivazione dei servizi di erogazione di gas, energia elettrica e acqua; il rapporto tra le operazioni non imponibili e il meccanismo del reverse charge.
DPR 16 aprile 2013 n.75 - Regolamento recante disciplina dei criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici - requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici mancata previsione di una disciplina transitoria - Ingegneri vecchio ordinamento - problemi applicativi - richiesta urgente di parere ed intervento.
Certificazione energetica degli edifici - Il comma 2-ter dell’art. 6 del D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192.
Articolo 6, comma 2-ter
Come più volte indicato dal Consiglio dell’Autorità (determinazione n. 16/2000 del 5 aprile 2000 - Deliberazione n. 35 del 23/05/2006), contrasta con l’art. 25, della L.109/94 (ora art. 132, del Codice) l’approvazione di perizie di variante in sanatoria, ancorché nell’interesse della Amministrazione e da questa disposte. La giurisprudenza sull’argomento, pur confermando l’impossibilità per l’appaltatore di apportare variazioni al progetto, appare orientata verso un accoglimento della possibilità da parte dell’Amministrazione di disporre variazioni in corso d’opera in pendenza dell’approvazione della perizia di variante (Cassazione civile, Sez. I - 2 luglio 1998 n. 6470) in quanto, le variazioni apportate in corso di esecuzione di un'opera appaltata da un ente pubblico in mancanza di un ordine scritto del direttore dei lavori (art. 342 della legge n. 2248 del 1865), se riassunte in una cd. "perizia di variante" successivamente approvata dal competente organo dell'ente appaltante, possono essere "sanate" quanto al profilo dell'irregolarità derivante dalla mancanza dell'ordine scritto. Ciò, quindi, non esclude, nell’esclusivo e superiore interesse della P.A., che ragioni di opportunità e speditezza giustifichino l’approvazione di perizie in sanatoria. Tale possibilità deve però rimanere circoscritta a casi che, sia per il rilievo economico delle variazioni apportate che per il rilievo tecnico – funzionale delle stesse non incidano pesantemente nel vincolo contrattuale con l’impresa.
Circ. P.G.R. Piemonte 25/01/2010, n. 1/AMB.
Certificazione energetica degli edifici. Chiarimenti in merito ai requisiti dei certificatori.
Interpello ai sensi dell’art. 11 della legge n. 212 del 2000 - Detrazioni per interventi di risparmio energetico. Individuazione delle caratteristiche tecniche di un impianto termico - Art. 1, commi 344, 345, 346 e 347 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
La condizione di inagibilità di un fabbricato, nella fattispecie esaminata conseguente ad eventi sismici, non esclude che lo stesso possa essere considerato come edificio esistente, se trattasi di manufatto già costruito e individuato catastalmente.
Ne consegue che, in presenza degli altri requisiti individuati dalla normativa in materia, interventi effettuati su un fabbricato nelle suddette condizioni possono usufruire dello sconto fiscale previsto dalla L. 244/2007 e dalle disposizioni attuative in relazione ad interventi finalizzati al risparmio energetico.
Questo il parere rilasciato dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione in oggetto.
Nel documento l'Agenzia sottolinea infatti come condizioni indispensabili per la fruizione del bonus fiscale sono che l'edificio sia esistente, circostanza dimostrabile attraverso la sua iscrizione al catasto in qualsiasi, che sullo stesso venga regolarmente corrisposta l'ICI, e che, fatta eccezione per gli interventi di installazione di pannelli solari, sia dotato di «impianto termico» rispondente ai requisiti indicati dal punto 14 dell'Allegato A al D. Leg.vo 192/2005 («impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali : stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 KW.»).
Istanza di Interpello - Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Sig. Alfa - Interpretazione dell’articolo 1, comma 344 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione fiscale del 55% relativa ad interventi di climatizzazione invernale è riconosciuta anche per le spese sostenute nel triennio 2008-2010 relative a lavori iniziati nell'anno 2007 e non ancora ultimati, a patto che tale condizione sia attestata dal contribuente, come disposto dall'art. 4, comma 1-quater, del D. Min. 19.2.2007.
Si ricorda che la detrazione dall'imposta del 55%, entro un valore massimo di 100.000 euro, delle spese sostenute entro il 31.12.2007 e relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, è stata introdotta dall'art. 1, comma 344 della L. 296/2006 (Finanziaria 2007) ed estesa alle spese sostenute fino a tutto il 2010 dal comma 20 dell'art. 1 della L. 244/2007 (Finanziaria 2008).
Il successivo D. Min. 7.4.2008, attuando la proroga citata, ha disposto sia per le spese sostenute nel triennio 2008-2010 che per quelle concernenti la prosecuzione di interventi iniziati nel 2007, il termine di 90 giorni dalla fine dei lavori per trasmettere in via telematica all'ENEA i dati contenuti nell'attestato di certificazione energetica ovvero di qualificazione energetica e la scheda informativa degli interventi eseguiti, di cui agli allegati A ed E del D. Min. 7.4.2008.
Risulta chiaro che per gli interventi non ancora ultimati il contribuente non sarà ancora in possesso della documentazione appena menzionata, ma sarà comunque ammesso all'agevolazione in specie, a patto che attesti, come disposto dal citato art. 4, comma 1-quater, del D. Min. 19.2.2007, che i lavori non sono ultimati.
L'Agenzia precisa quindi che, nel triennio 2008-2010 è possibile usufruire, alle condizioni sopra specificate, delle agevolazioni per interventi iniziati nel 2007 e non ancora terminati, e che nel computo del limite di 100.000 euro occorre considerare anche le detrazioni già usufruite per il medesimo intervento in anni precedenti.
Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Alfa S.p.a. Detrazione delle spese per interventi di risparmio energetico. Art. 1, comma 345, legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Il limite massimo alla detrazione riconosciuta per gli interventi di riqualificazione energetica, introdotta dalla Finanziaria 2007, può essere autonomamente calcolato per ciascun fabbricato, anche se lo stesso non costituisce una autonoma entità catastale.
La norma, nel riconoscere una detrazione pari al 55% delle spese sostenute nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007, da ripartire in tre quote di pari importo, per gli interventi «su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari», in relazione a strutture opache e infissi, ha indicato altresì un limite massimo alla detrazione. L'Agenzia ha chiarito il dubbio relativo a detto limite, precisando che i 60mila euro vanno calcolati autonomamente per ogni palazzina, anche in caso di più palazzine catastalmente appartenenti alla stessa particella.
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