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Timestamp: 2020-08-04 00:18:40+00:00
Document Index: 144287213

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 378', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 384']

Sentenza Cassazione Civile n. 24814 del 05/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24814 del 05/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 05/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep. 05/12/2016), n.24814
sul ricorso 15320/2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 59/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 08/03/2011 R.G.N. 166/2010;
1. – La Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte da M.G., docente della scuola primaria, volte ad ottenere, in via principale, la dichiarazione di nullità dei termini apposti ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e la conseguente conversione in rapporto a tempo indeterminato, del D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
4 – Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso M.G. sulla base di quattro motivi, articolati in più punti. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha resistito con controricorso.
Emerge dalla combinata lettura della sentenza impugnata (pag. 11) e del ricorso per cassazione (che non censura in modo specifico la qualificazione delle supplenze effettuata dalla Corte territoriale) che le assunzioni a termine su posti di organico di diritto non hanno avuto durata superiore a trentasei mesi, avendo interessato solo l’anno scolastico 2005/2006. Negli anni dal 2006 al 2008 la ricorrente, invece, è stata destinataria di supplenze fino al termine delle attività didattiche, e, quindi, non riconducibili alla previsione del richiamato art. 4, comma 1.
La M. non ha dedotto nè allegato che vi sia stato un uso improprio o distorto nella scelta della tipologia di incarico a tempo determinato, uso improprio che, per le ragioni indicate al punto 102, non può essere desunto dalla mera reiterazione della supplenza.
120 – Alle considerazioni che precedono, già assorbenti, si deve aggiungere che la ricorrente è stata immessa nei ruoli del MIUR sin dal 1 settembre 2012 (la circostanza, evidenziata dall’Avvocatura nella memoria ex art. 378 c.p.c., non è stata contestata dal difensore nel corso della discussione orale), così ottenendo il bene della vita per il quale ha agito in giudizio, senza che rilevi, per quanto osservato nei punti 85 e 90 di questa sentenza la circostanza che la stabilizzazione sia avvenuta per mezzo di interventi diversi da quelli previsti nella L. n. 107 del 2015.
121 – Ne discende che la sentenza impugnata, pur avendo erroneamente escluso qualsiasi profilo di contrasto fra la normativa speciale del settore scolastico e la direttiva 1999/70/CE, deve essere confermata, ex art. 384 c.p.c., comma 4, perchè il suo dispositivo è conforme a diritto sulla base della diversa motivazione qui enunciata.