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Timestamp: 2017-07-24 09:12:42+00:00
Document Index: 138505768

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'arte 3', 'art. 31', 'art. 36', 'art. 45', 'art. 50', 'art. 26', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 39', 'art. 32', 'art.6', 'art.8', 'art. 39', 'art. 143', 'art. 50', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 648', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 24']

associato al C.E.A. Coordinamento Enti Autorizzati FEBBRAIO PDF
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1 CARTA DEI SERVIZI PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI associato al C.E.A. Coordinamento Enti Autorizzati FEBBRAIO 2015 Pagina 1 di 362 INDICE 1 Parte: i valori e gli impegni del C.E.A. Coordinamento Enti Autorizzati 1.1 Perché la Carta dei Servizi 1.2 I principi ispiratori dell adozione internazionale 1.3 L impegno di sussidiarietà 2 Parte: l A.I.P.A La storia dell A.I.P.A. ed i paesi autorizzati 2.2 L organizzazione territoriale dell A.I.P.A. 2.3 Gli accordi di collaborazione finalizzati alle adozioni internazionali 3 Parte: il percorso adottivo 3.1 La fase pre-adozione avvicinarsi all adozione incontri di informazione e colloqui individuali conferimento di incarico ed individuazione dei paesi per l adozione adozione internazionale e revoca della disponibilità all adozione nazionale percorso formativo costruzione del dossier di documentazione della coppia iter dei fascicoli all estero la gestione del tempo di attesa 3.2 La fase dell adozione proposta di adozione e preparazione all incontro con il bambino la partenza la permanenza all estero il rientro in Italia 3.3 La fase post-adozione l accompagnamento post adottivo il sostegno alla famiglia 4 Parte: i costi e le informazioni 4.1 La descrizione dei costi 4.2 Le informazioni sul sostegno fiscale ed economico 4.3 Informazioni sulla tutela e sostegno a maternità e paternità 4.4 Informazioni relative alla revoca conferimento incarico e al cambio Ente Allegati: 1. Glossario del Coordinamento Enti Autorizzati 2. Incontri informativi: informazioni specifiche 3. Conferimento di incarico 4. Modulo relativo al rapporto tra adozione internazionale e nazionale 5. Programma del percorso formativo pre - adozione 6. Gestione del tempo di attesa 7. Guida al rientro in Italia 8. Modulo relativo ai costi sostenuti 9. Percorso di accompagnamento post adozione 10. Costi dell adozione 11. Il sostegno fiscale ed economico 12. modulo di conferimento d incarico e modulo collegato 13. modulo di rinuncia all adozione nazionale Pagina 2 di 363 1 PARTE: I VALORI E GLI IMPEGNI DEL C.E.A. COORDINAMENTO ENTI AUTORIZZATI 1.1 Perché la Carta dei Servizi Il C.E.A., Coordinamento Enti Autorizzati, è un associazione senza scopo di lucro costituita nel 2005 su iniziativa di alcuni enti autorizzati ad operare nel campo delle adozioni internazionali. Il C.E.A. promuove la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti nel percorso adottivo: enti autorizzati, C.A.I. Commissione per le adozioni internazionali, Autorità Centrali dei Paesi esteri, Tribunali per i Minorenni., Regioni e Servizi Territoriali, affinché gli aspiranti all adozione internazionale possano beneficiare di un adeguato sostegno ed assistenza. Questa Carta dei Servizi rappresenta un impegno di comunicazione dei principi e valori alla base delle attività del C.E.A. oltre che di informazione e di trasparenza in tutte le fasi del percorso adottivo verso le coppie aspiranti all adozione. Vuole essere anche uno strumento di garanzia di qualità verso altri Organismi ed Associazioni sia pubblici che privati. L approvazione da parte del C.E.A. di una Carta dei Servizi è il risultato di un processo di condivisione delle procedure di accompagnamento ed è motivata dal desiderio di continuo miglioramento dei servizi offerti alle famiglie che si aprono all accoglienza di un bambino. Gli enti aderenti al Coordinamento hanno deciso di mettere in comune le proprie capacità e le esperienze maturate negli anni di attività al fine di realizzare un documento omogeneo fruibile per gli utenti in un ottica di trasparenza e garanzia di imparzialità. La Carta dei Servizi si compone di un testo e di alcuni allegati. Il testo è suddiviso in quattro parti, che descrivono i valori e gli impegni del C.E.A., la storia e l organizzazione territoriale di ciascun ente, il percorso adottivo e forniscono informazioni su costi, agevolazioni e modalità di comportamento. Gli allegati presentano un glossario e le specifiche attività e modalità che ogni ente pone in essere nell ambito del percorso adottivo. Gli allegati 1 e 12 sono comuni per tutti gli enti associati, gli altri sono in parte diversificati. La Carta dei Servizi è disponibile presso tutte le sedi degli enti aderenti al C.E.A. e scaricabile direttamente dai loro siti web. 1.2 I principi ispiratori dell adozione internazionale I principi che ispirano l operato quotidiano degli enti aderenti al C.E.A. sono i seguenti: La centralità del minore in ogni attività svolta dall ente; Il primario interesse per i minori in difficoltà; La centralità della famiglia che si concretizza nell impegno ad attivare e promuovere azioni ed interventi finalizzati a dare una famiglia a bambini che ne siano privi o che comunque siano in stato di abbandono giuridicamente dichiarato; La concezione dell azione come misura sussidiaria da adottare unicamente qualora non sia possibile tutelare altrimenti il diritto del minore ad una famiglia nel suo paese di origine; La promozione dell istituto dell adozione quale strumento a sostegno dell infanzia abbandonata, prima che appagamento di un bisogno di genitorialità; La valorizzazione del ruolo dell ente autorizzato e della sua rilevanza quale soggetto avente funzione pubblica; Pagina 3 di 364 La preparazione e l accompagnamento delle coppie che intraprendono il percorso adottivo e la presa in carico della nuova famiglia nell inserimento del minore nel nuovo contesto sociale e relazionale; L accompagnamento degli enti associati al fine di standardizzare i compiti e le procedure dell iter adottivo, favorendo la collaborazione tra gli stessi allo scopo di adottare una linea di condotta comune e solidale per fronteggiare gli abusi, le inefficienze e le carenze eventualmente presenti in loco; 1.3 L impegno di sussidiarietà L impegno di sussidiarietà degli enti aderenti al C.E.A. si concretizza nei seguenti principi La promozione di progetti di cooperazione atti a migliorare le condizioni di vita dei minori nei paesi di origine; Il riconoscimento del primario diritto del bambino ad avere una famiglia nel suo paese e quindi la visione dell Adozione Internazionale come ultimo intervento in caso questo non sia possibile; La prevenzione del fenomeno dell abbandono attraverso la collaborazione con altre Associazioni nazionali e internazionali ed Enti pubblici e privati, mediante studi e ricerche finalizzate a sensibilizzare l'opinione pubblica attivando programmi a favore di Paesi dove l'infanzia si trova in difficoltà; La promozione di politiche di sostegno alla famiglia qualora si trovi in difficoltà. Pagina 4 di 365 2 PARTE: L Associazione Italiana Pro Adozioni A.I.P.A. Erga Pueros - onlus 2.1 La storia dell A.I.P.A. ed i paesi autorizzati L ASSOCIAZIONE ITALIANA PRO-ADOZIONI (A.I.P.A.) è stata costituita nel 1984 da un gruppo di famiglie adottive, con l intento di aiutare altre coppie, aspiranti ad adottare un minore straniero, nel complesso percorso che devono affrontare per diventare genitori adottivi. Obiettivo primario dell ente è però quello di trovare una famiglia a minori in stato di abbandono residenti all estero, garantendo quindi un loro primario diritto, senza alcuna distinzione riguardo alla loro provenienza etnica, lingua, classe sociale o religione, e senza pregiudizi verso le circostanze in cui sono nati o sono stati abbandonati, o verso gli usi e costumi del loro paese di origine. Nel 1993 l A.I.P.A. ha ottenuto il riconoscimento giuridico come Ente Morale e nel 2000 è diventata ONLUS. Fin dalla sua costituzione l A.I.P.A. ha ottenuto l autorizzazione ad operare nel campo delle adozioni internazionali tramite decreti interministeriali e nel 2000, con l istituzione della Commissione Adozioni Internazionali, è entrata a far parte dell albo degli Enti autorizzati, con operatività su tutto il territorio italiano. Attualmente l A.I.P.A. è operativa nei seguenti paesi: Brasile, Messico, Moldavia, India, Cambogia, Nepal, Congo e Kenya, e accreditato in Bielorussia e Romania. In tutti i paesi esteri dove è operativa, l A.I.P.A. ha un equipe di referenti sul posto che seguono i vari procedimenti finalizzati a ricevere dall autorità centrale locale una proposta di abbinamento per le coppie dell ente che si sono rivolte a quella nazione, e finalizzati alla sentenza di adozione ed all ingresso del minore in Italia, oltre a seguire le coppie ed i minori da loro adottati, dal momento dell arrivo fino al rientro in Italia. 2.2 L organizzazione territoriale dell A.I.P.A. L A.I.P.A. ha attualmente 5 sedi operative in Italia: - la sede centrale di Roma, presieduta dalla Presidente e legale rappresentante dell ente, Miriam Ramello, dove tutte le coppie vengono convocate al momento dell abbinamento per visionare la scheda del minore a loro proposto dall autorità straniera. - le sedi A.I.P.A. di Piacenza, Monza, Martina Franca (Taranto), Perdasdefogu (Nuoro) dove vengono organizzati incontri informativi rivolti alle coppie che aspirano all adozione internazionale, corsi di formazione diretti alle coppie in carico all ente, dove vengono presi nuovi mandati, effettuati incontri di aggiornamento e approfondimento, di sostegno alla genitorialità ed alla famiglia appena formatasi, sostegno e assistenza psicologica nelle varie problematiche che possono manifestarsi nel corso del tempo. - L A.I.P.A. dispone inoltre di due sportelli di consulenza psicologica e di assistenza alle famiglie siti a Monza e a Marsala. Nella propria attività l A.I.P.A. si avvale di professionisti (psicologi - assistenti sociali - educatori professionali - avvocati) esperti nel campo delle adozioni, che operano nelle varie sedi presenti in Italia ed in tutti i paesi esteri dove vengono portate avanti procedure di adozione, e che accompagnano le coppie in tutte le fasi del percorso precedenti e successive all adozione, attraverso corsi di formazione, consulenze, colloqui di sostegno e di orientamento. Pagina 5 di 366 3 PARTE: IL PERCORSO ADOTTIVO 3.1 La fase pre - adozione Avvicinarsi all adozione In base ai principi del C.E.A. e dell A.I.P.A., il percorso adottivo è stato pensato per aiutare la famiglia verso l incontro e l accoglienza del proprio figlio. Infatti, una famiglia consapevole, supportata nella riflessione, rappresenta una risorsa importante per il bambino che ha bisogno di genitori. Per ogni famiglia il percorso adottivo sarà un percorso unico e l A.I.P.A. è impegnato a fornire un supporto di tipo personalizzato. L Allegato 1 contiene un utile glossario, per conoscere il linguaggio dell adozione. Per avvicinarsi all'adozione internazionale l A.I.P.A. propone incontri, in cui vengono fornite informazioni sul significato, i tempi, i costi e le procedure dell'adozione internazionale e le metodologie operative in base ai paesi di origine del bambino. Viene fornito il punto di vista procedurale, psicologico, legale. In relazione ai costi dell adozione, l A.I.P.A. opera nella più completa trasparenza e completezza di informazione, così come evidenziato nel punto relativo al conferimento di incarico e nella parte quarta della Carta dei Servizi, relativa ai costi e alle altre informazioni. Per iscriversi agli incontri, le coppie sono invitate a contattare le sedi italiane dell A.I.P.A., evidenziate nel precedente punto 2.2, sia telefonicamente che tramite il sito web Incontri di informazione e colloqui individuali Gli incontri sull'adozione internazionale e la solidarietà ai bambini in difficoltà sono disponibili anche per le coppie che ancora devono presentare la domanda di disponibilità al Tribunale dei Minori e possono essere strutturati in maniera diversa, nei territori in cui opera l A.I.P.A., anche in base a protocolli stabiliti dalle differenti Amministrazioni Regionali. Ogni sede dell A.I.P.A., pertanto, fornirà le informazioni relative alle iniziative di sensibilizzazione delle varie Regioni. L Allegato 2 riporta le informazioni specifiche in materia di incontri informativi. Dopo gli incontri informativi, le coppie su loro richiesta, tramite appuntamento telefonico possono richiedere un colloquio con l'operatore esperto di adozione, presso una delle sedi dell A.I.P.A.. Il colloquio ha la durata da una a due ore e serve per dare informazioni sul percorso adottivo proposto dall'ente autorizzato e per raccogliere disponibilità ed aspettative delle coppie. Se necessario, al primo colloquio ne seguono altri ed è comunque sempre auspicabile che la coppia conosca il modo di operare di altre associazioni prima di decidere a quale appoggiarsi. Prima del conferimento di incarico vengono fatti, se necessario, altri colloqui individuali con l operatore di riferimento, al fine di identificare il paese ove indirizzare l attenzione dei genitori. Viene spiegato che la metodologia dell A.I.P.A. suggerisce l indicazione da parte della coppia di più paesi in cui è operativo, al fine di evitare lunghe attese nel caso in cui un Paese abbia momenti di chiusura o rallentamenti operativi. Vengono anche spiegate le modalità di revoca sia dal punto di vista procedurale che economico Conferimento di incarico ed individuazione dei paesi per l adozione Il conferimento di incarico è previsto dalla legge n. 476/98. Con esso la copia autorizza l A.I.P.A. ad attivare e proseguire una procedura di adozione di minore straniero all'estero. Il conferimento Pagina 6 di 367 d'incarico da parte della coppia configura accettazione della metodologia operativa utilizzata dall Ente. L A.I.P.A., prima del conferimento di incarico, ha l obbligo di informare le coppie attraverso incontri, colloqui ed altre metodologie sulle modalità operative utilizzate sia in Italia che all'estero e sulle eventuali difficoltà, in ordine, ad esempio, all'età oppure ai tempi dell'adozione nel paese indicato dalle coppie. Prima di accettare l incarico, l A.I.P.A. richiede alla coppia la relazione redatta dai servizi sociosanitari e, ove la relazione non sia in loro possesso, previo consenso espresso dei coniugi, può richiederla al Tribunale per i minorenni che ha dichiarato l idoneità. Dalla relazione potrebbero infatti emergere più chiaramente le reali aspettative della coppia, alle quali nei fatti l Ente potrebbe non essere in grado di dare una risposta, ad esempio perché nel paese in cui la coppia intende adottare non sono disponibili per l adozione bambini di età o caratteristiche sperate. L A.I.P.A. ha l'obbligo di segnalare tempestivamente ed in qualsiasi momento fatti notizie e cambiamenti sostanziali della realtà personale e/o familiare riguardante gli aspiranti genitori adottivi di cui è venuto a conoscenza e che possono richiedere l'intervento dei Servizi territoriali o dello stesso Tribunale in relazione all'idoneità. La coppia può revocare il mandato all A.I.P.A. e deve darne comunicazione dell'avvenuta revoca ai Servizi e al Tribunale per i minorenni, così come ne darà comunicazione l A.I.P.A. stesso. La coppia mentre si trova all'estero per l' abbinamento non può revocare il mandato all A.I.P.A., per conferire un nuovo mandato ad un altro Ente autorizzato. Le modalità per la revoca ed il cambio Ente sono riportate nella 4 Parte, punto 4.4 della presente Carta dei Servizi. Il modulo di conferimento di incarico, riportato nell Allegato 3, viene consegnato alla coppia assieme agli altri moduli collegati, evidenziando in maniera chiara e precisa i passaggi procedurali ed economici, comprese le indicazioni di rimborso nel caso di revoca rispetto alle varie fasi della procedura. Successivamente al conferimento di incarico, l A.I.P.A. richiede alla coppia di sottoscrivere anche una dichiarazione, indirizzata alla C.A.I. Commissione per le Adozioni Internazionali, relativa alle relazioni post-adozione. Con essa i coniugi si impegnano, per l intero arco di tempo previsto dal paese estero, a rendersi disponibili a fornire informazioni all A.I.P.A. circa lo sviluppo psico-fisico del figlio adottivo e la sua vita di relazione familiare, scolastica e sociale. La coppia prende atto che, in caso di non osservanza dell impegno, sarà dalla C.A.I. segnalata al Tribunale per i minorenni per eventuali provvedimenti limitativi della potestà, potendosi nella mancata trasmissione delle notizie richieste ravvisare condotta pregiudizievole verso il figlio, cittadino non solo italiano ma, fino alla maggiore età, anche del paese di origine. L A.I.P.A., per quanto è nelle sue possibilità, cercherà di mantenere un equilibrio quantitativo tra i mandati già accettati e non ancora portati a termine ed i mandati nuovi Adozione internazionale e revoca della disponibilità all adozione nazionale L A.I.P.A., al momento del conferimento, richiede alla famiglia la sottoscrizione di un modulo per la dichiarazione dei Tribunali in cui è giacente la loro domanda di adozione nazionale, con cui si impegna a comunicare tempestivamente l eventuale individuazione da parte del Tribunale dei Minori per un adozione nazionale. L A.I.P.A. può richiedere la revoca della domanda di adozione nazionale prima della proposta di incontro col minore straniero o della prima partenza nel caso in cui la proposta sia all estero. Pagina 7 di 368 Inoltre, al momento della sottoscrizione della proposta di incontro da parte della famiglia, l A.I.P.A. chiede l autorizzazione al proseguimento della procedura alla Commissione Adozioni Internazionali e per conoscenza invia al Tribunale dei Minori, all ambasciata competente ed ai Servizi Territoriali. La modulistica relativa al rapporto tra adozione internazionale e nazionale è riportata nell Allegato Percorso formativo Per avvicinarsi al futuro figlio, l A.I.P.A. organizza un corso che ha un valore formativo e orientativo, ma non valutativo. Il corso è rivolto alle coppie già in possesso della dichiarazione di disponibilità e che si stanno orientando per la scelta consapevole e affettiva del paese in cui adotteranno. Il corso si sviluppa in alcuni incontri e cerca di rispondere all' esigenza che la coppia sia consapevole e formata. Le tipologie di corsi previsti, le modalità organizzative ed il programma sono contenuti nell Allegato Costruzione del dossier di documentazione della coppia In un incontro di coppia l operatore spiega quali sono i documenti da preparare, come vanno fatti e consegna dei fac-simile insieme ad una mini guida per i documenti del Paese indicato dalla coppia. L operatore rimane disponibile telefonicamente per ogni difficoltà dovesse nascere nella produzione dei documenti, anche attraverso i punti informativi dell A.I.P.A.. presenti nel territorio, che si attivano per la risoluzione dei problemi con le prefetture ed i servizi sanitari e sociali locali. Successivamente la famiglia consegna all operatore la documentazione richiesta e viene verificata la adeguatezza dei documenti rispetto a quanto chiesto dal paese straniero Iter dei fascicoli all estero. La famiglia viene informata di ogni passaggio significativo del proprio fascicolo nel paese estero. L A.I.P.A. fornisce per via telefonica, o colloqui personali le informazioni relative alla procedura specifica della singola coppia, scegliendo la metodologia in base al tipo di informazione da dare. Notizie di interesse generale vengono fornite tramite incontri di gruppo, news-letter, comunicazioni collettive via o via posta, giornale associativo. Per quanto riguarda i tempi di attesa nel paese straniero, questi sono variabili in base allo stato di origine del minore, all età del bambino che la famiglia è in grado di accogliere, alle condizioni sanitarie e giuridiche e a molte altre variabili che non dipendono dalla volontà o capacità dell A.I.P.A.. Ogni famiglia riceverà dall operatore di riferimento una ipotesi di previsione del tempo di attesa per il paese indicato, formulato in base alle statistiche dell'ultimo anno di attività dell A.I.P.A.. In ogni caso l A.I.P.A. si impegna a comunicare tempestivamente ogni cambiamento significativo nella tempistica della procedura adottiva La gestione del tempo di attesa L attesa è il momento più difficile che deve affrontare una coppia che intraprende il percorso della adozione internazionale, non solo perché questo è sempre un tempo incerto, ma anche perché in genere viene vissuto come un tempo vuoto che non passa mai. L A.I.P.A. propone alcune attività per trasformare in tempo dell attesa in un tempo utile e proficuo per prepararsi all incontro col bambino. Il programma di accompagnamento all attesa è un insieme di attività di diverso tipo che vengono proposte alle famiglie sino all'abbinamento, e vuole essere un supporto psicologico, formativo ed esperienziale a tutte le famiglie "in attesa". Pagina 8 di 369 Nell Allegato 6 sono indicate le principali iniziative che l A.I.P.A. realizza. Presso ogni singola sede, inoltre, è disponibile la scheda di programmazione con le iniziative, il luogo e gli orari. 3.2 La fase dell adozione Proposta di adozione e preparazione all incontro con il bambino La proposta di adozione è un atto formale con cui i genitori accettano il bambino proposto. Una volta firmato il consenso all'abbinamento, la coppia assume un impegno definitivo nei confronti del minore proposto in adozione. La proposta di abbinamento deve tener conto delle indicazioni del decreto di idoneità della coppia e di quanto emerso nella fase di conoscenza della coppia presso l A.I.P.A.. L A.I.P.A. inoltre si riserva di non concordare con la proposta di abbinamento, se questa è contraria ai principi della Convenzione de L' Aja La partenza La coppia viene invitata per un colloquio prima della partenza, dove vengono ripresi i temi della permanenza all' estero, dell' incontro con il bambino, della sentenza con il giudice straniero. L A.I.P.A. si occupa della programmazione del viaggio. Viene consegnato, se non fatto precedentemente, l' elenco delle cose da fare al rientro in Italia e del comportamento da tenere all estero rispetto allo specifico paese; viene dato un elenco dei numeri telefonici del referente estero, dell operatore italiano, dell ambasciata italiana nonché un elenco delle tariffe in vigore per i costi dei taxi locali e delle tariffe di accompagnamento logistico applicate dai referenti in accordo con l A.I.P.A.. Viene fornita ogni altra notizia utile e necessaria specifica al paese e al momento della partenza La permanenza all estero L A.I.P.A. è consapevole che la permanenza all estero può rappresentare a volte un periodo problematico e difficile, a causa delle condizioni sociali del paese straniero alle quali però è necessario adattarsi. Questo può riguardare la sistemazione in albergo o in appartamenti privati, le condizioni igieniche o quelle atmosferiche. L A.I.P.A. dispone in ogni paese di uno staff di operatori esperti che accompagna la famiglia per tutto il periodo di permanenza, nei momenti collegati alla procedura adottiva. L incontro col bambino è la fase più delicata della procedura di adozione ed il grado di assistenza che l A.I.P.A. può fornire alla famiglia dipende dal paese e spesso dalla gestione del singolo istituto. L A.I.P.A. si impegna a fornire il massimo supporto possibile rispetto alla situazione specifica Il rientro in Italia L attività svolta dall A.I.P.A. viene fatta con entrambi i genitori come previsto dalla convenzione de L Aja. La famiglia, seguendo lo schema fornito dall operatore prima della partenza denominato Guida al rientro in Italia, riportato nell Allegato 7, dovrà adoperarsi per espletare le formalità previste. In particolare la coppia dovrà recarsi presso l A.I.P.A., entro i termini stabiliti dall ente stesso, per effettuare il colloquio di inserimento e, qualora si tratti di paesi che richiedono la registrazione del passaporto, i coniugi devono produrre la documentazione necessaria all A.I.P.A. entro 15 giorni dal rientro in Italia. Pagina 9 di 3610 Tale incontro è occasione per ricostruire il percorso estero valutando difficoltà e punti di forza. I nuovi genitori dovranno inoltre fornire entro 30 giorni la dichiarazione delle spese sostenute all A.I.P.A., al fine di permettere l invio alla Commissione per le Adozioni Internazionali della scheda riassuntiva dei costi sostenuti attraverso il modulo dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Il modulo relativo ai costi sostenuti, da effettuarsi in autocertificazione, è contenuto nell Allegato La fase post adozione L accompagnamento post adottivo Il sostegno offerto dall A.I.P.A. alle nuove famiglie si sviluppa attraverso percorsi specifici diretti alla famiglia ed iniziative allargate a gruppi di genitori. Si sottolinea tuttavia che l obbligo di produzione dei report post adottivi, per i quali la famiglia si è espressamente e formalmente impegnata, non può prescindere da un accompagnamento di tipo psicologico secondo le modalità sottoindicate. Il percorso post adottivo ha la funzione di sostenere la neo genitorialità e monitorare l'inserimento del bambino nel nuovo contesto familiare e sociale. L A.I.P.A. precisa che tale percorso è un preciso impegno per l Associazione e prevede varie attività, consigliate alle famiglie, ma non di tipo obbligatorio. Alcune di queste potrebbero comportare per le famiglie dei costi aggiuntivi, rispetto a quelli contenuti nei documenti illustrati e sottoscritti dalla coppia all atto di conferimento di incarico. La gratuità od onerosità di tali iniziative dipende infatti dalla possibilità o no dell A.I.P.A. di attivare progetti che si avvalgano di contributi pubblici o privati, a sostegno delle famiglie. In ogni caso gli eventuali costi delle attività verranno chiaramente evidenziati in fase di comunicazione delle iniziative. L A.I.P.A., come precisato nella parte quarta della presente Carta dei Servizi, è impegnato a fornire ogni informazione possibile sulle misure di sostegno alle famiglie da parte di enti pubblici, anche per la fase di post-adozione Sostegno alla famiglia L A.I.P.A. propone per le coppie che decideranno di essere seguite nel post-adozione un preciso "percorso di accompagnamento", dettagliato nell Allegato 9. Il sostegno alla nuova famiglia si articola attraverso una serie di incontri in cui si effettuano osservazioni del nucleo familiare (bambino e genitori insieme), colloqui di coppia e un colloquio di restituzione con i genitori. Il percorso inizia dopo circa un mese e mezzo dall' arrivo del bambino in Italia, in modo da poter osservare una relazione tra genitori e figlio in cui i legami hanno cominciato a strutturarsi. Questa modalità potrà subire delle variazioni nei casi in cui la famiglia, per diversi motivi, senta la necessità di incontrare da subito gli operatori. La frequenza e la cadenza degli incontri potrà essere modificata in base alle caratteristiche delle specifiche situazioni. Le famiglie che hanno bisogno di un intervento di tipo psicoterapeutico verranno inviate a consulenti dell A.I.P.A., ai Servizi pubblici o privati. Pagina 10 di 3611 4 PARTE: I COSTI E LE INFORMAZIONI 4.1 La descrizione dei costi I costi nell adozione internazionale rappresentano un aspetto importante, rispetto al quale l A.I.P.A. è impegnato, con assoluta trasparenza, ad una adeguata informazione. L Allegato 10 contiene i dettagli dei costi relativi all adozione sia per la parte inerente l attività realizzata dall Ente in Italia che nei paesi esteri di operatività. Va ricordato che, oltre ai costi che verranno rimborsati all A.I.P.A. per le attività svolte, la coppia dovrà sostenere anche le spese di viaggio, soggiorno e spese private in Italia e all estero (in cui tra l altro sono previsti più viaggi e di durata anche non breve). Sul tema dei costi da sostenere dai coniugi nella procedura di adozione internazionale, l A.I.P.A. assume i seguenti impegni: 1. l impegno a realizzare sempre l azione migliore ed economicamente più conveniente per le coppie: infatti l A.I.P.A. è consapevole che, al momento del conferimento di incarico, le coppie possono non conoscere cosa implica esattamente e complessivamente sotto il profilo dei costi l adozione. Per questo l A.I.P.A. si obbliga a non sfruttare in alcun modo tale asimmetria informativa; 2. l impegno ad applicare il concetto dei costi chiari, previsti nell Allegato 10: i costi necessari e sufficienti per portare a termine completamente l intera procedura di adozione, e cioè tutte le attività specificate in tale allegato, nell Allegato 3 sul conferimento di incarico e descritte nella Parte 3 (ll percorso adottivo) della Carta dei Servizi; 3. l impegno a distinguere i costi tra quelli in Italia e quelli all estero, specificando che: il costo dei servizi resi in Italia sarà mantenuto fisso dal conferimento d incarico fino alla conclusione dell adozione, fatti salvi comprovati motivi non dipendenti dalla volontà dell A.I.P.A.; il costo dei servizi resi all estero potrà venir aggiornato in modo formale dall A.I.P.A. nel corso della durata della procedura di adozione, tramite aggiornamento della tabella costi estero, con le modalità ed i riflessi per le coppie descritti in modo preciso nell Allegato 10; 4. l impegno ad effettuare incassi di denaro esclusivamente in Italia e solo tramite sistemi tracciabili ed ufficiali (bonifici bancari o postali sui conti correnti dell A.I.P.A.), escludendo ogni altra forma, tranne che in presenza di casi estremamente particolari verso alcuni paesi esteri, precisati nell Allegato 3 sul conferimento di incarico. 4.2 Le informazioni sul sostegno fiscale ed economico Gli interventi di sostegno previsti riguardano essenzialmente la deducibilità, ai fini fiscali, del cinquanta per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l espletamento della procedura di adozione. il rimborso di parte delle spese a tal fine sostenute, fiscalmente non deducibili in quanto eccedenti la quota massima ammessa al beneficio anzidetto. Nel ricordare che, specie in questo campo, avvengono frequenti modifiche normative che possono modificare la situazione, l A.I.P.A. riporta nell Allegato 11 una sintesi delle informazioni utili. Pagina 11 di 3612 Inoltre l A.I.P.A. fornirà alle coppie le informazioni di cui dispone, a seguito di comunicazioni ricevute, inerenti al sostegno all adozione. 4.3 Informazioni sulla tutela e sostegno a maternità e paternità In materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità la legge riconosce ai genitori adottivi od affidatari gli stessi diritti previsti per i genitori naturali. L unica differenza - fermo restando la durata di ciascun beneficio (congedo, permesso, sostegno economico, ecc.) - è la decorrenza degli stessi: la data di nascita del bambino adottato è quella dell ingresso del minore in Italia per le adozioni internazionali. Il quadro normativo è dato dal D.Lgs. n. 151/2001, artt. 26 e 27 per il congedo di maternità (di durata complessiva pari a cinque mesi), art. 31 per il congedo di paternità (fruibile dal padre alle medesime condizioni in alternativa alla madre lavoratrice che non se ne avvale), art. 36 per il congedo parentale (fruibile dai due genitori, anche contemporaneamente, per complessivi dieci mesi), art. 45 per i permessi giornalieri fruibili nel corso del primo anno decorrente dalla data di ingresso del minore in Italia e art. 50 per il congedo per malattia del minore adottato. Qualora lavoratori dipendenti è, altresì, riconosciuto ai genitori adottivi un congedo non retribuito per tutto il periodo di tempo in cui si renda necessaria la permanenza all estero per l incontro con il bambino e l espletamento della procedura adottiva (artt. 26, comma 4, e 27, comma 2). Ulteriore beneficio è dato dalla possibilità per la madre o, in alternativa per il padre, di fruire, in parte o per intero, il congedo ancor prima dell ingresso del minore in Italia durante la permanenza all estero dei medesimi per le necessità sopra rappresentate (art. 26, comma 3). Ove ricorrano le condizioni, qualora il minore adottato o in affidamento preadottivo sia affetto da handicap in condizione di gravità, i genitori adottivi hanno diritto ai benefici quali previsti dall art. 42 del D.Lgs. n 151/2001 (congedo straordinario retribuito fino ad un massimo di due anni) e dall art. 33 della legge n 104/1992 (permesso mensile retribuito di tre giorni). 4.4 Informazioni relative alla revoca conferimento incarico e al cambio Ente Ove insorgano difficoltà di tipo relazionale, oppure si verifichino eventi precedentemente non rilevati, e di gravità da poter eventualmente configurare motivo valido per la revoca stessa del decreto di idoneità, l'a.i.p.a. potrà dismettere l'incarico, dandone comunicazione motivata al Tribunale per i minorenni, ai Servizi che hanno redatto la relazione, nonché alla C.A.I. Questo fatto può derivare anche da un atteggiamento non proattivo della coppia, ad esempio per mancata presenza a più incontri, mancata corresponsione degli oneri previsti, ecc. La coppia, ove intenda revocare il mandato e rivolgersi ad altro Ente, é tenuta, una volta effettuata la revoca, a darne comunicazione ai Servizi territoriali e al Tribunale, nonché ad indicare i percorsi formativi seguiti. Ciò al fine di mettere in grado il secondo Ente di approfondire le motivazioni e di individuare eventuali problematiche e, comunque, di continuare nell'iter formativo eventualmente interrottosi. Trascorso un anno dalla data di comunicazione del decreto, non occorre più una preliminare autorizzazione della C.A.I., ma il nuovo incarico dovrà essere contestuale alla revoca. Il nuovo incarico non può, comunque, intendersi validamente conferito se non é stato informato il primo Ente; ciò al fine di permettere la conoscenza dei motivi della revoca del mandato sia da parte del nuovo Ente, sia da parte dei Servizi socio-sanitari che del Tribunale, in particolar modo se non é stato ancora emesso il decreto di idoneità. Pagina 12 di 3613 Nel caso di risoluzione concordata dell'incarico dato ad un Ente e successivamente affidato ad un altro Ente, questo ultimo può chiedere alla coppia la partecipazione ai propri percorsi di informazione e preparazione. Qualora il rapporto tra l A.I.P.A. e gli aspiranti genitori adottivi si interrompa a procedura inoltrata e a fronte di somme versate, l'a.i.p.a. restituirà parte dell'importo, così come specificato nell'allegato 10. Ove la coppia non abbia versato alcuna somma di danaro é tenuta a rimborsare l'a.i.p.a. per le prestazioni effettivamente svolte in suo favore fino a quel momento. Pagina 13 di 3614 Allegato 1 Aggiornato a Febbraio 2015 Glossario Mondo Adozione ABBANDONO (STATO DI) è la situazione in cui si trovano i bambini privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori e dei parenti tenuti a provvedervi. Va sottolineato che una situazione di ristrettezza economica non può giustificare il definitivo allontanamento del bambino dalla propria famiglia, ove le cure affettive ed il comportamento stesso dei genitori non siano tali da recare serio ed irreversibile pregiudizio al processo di formazione della sua personalità ed alla sua crescita. Lo stato di abbandono è dichiarato anche d'ufficio, dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano i minori in questione. Nell'adozione internazionale, lo stato di abbandono va dichiarato dalle autorità preposte nel paese di residenza del minore e accertato dall'ente autorizzato che segue la specifica adozione ACCORDI BILATERALI L'art. 39 comma 2 della Convenzione de L'Aja stabilisce che "ogni Stato contraente ha facoltà di stipulare accordi con uno o più Stati contraenti per una migliore applicazione delle disposizioni della convenzione nei reciproci rapporti [.]". In Italia il compito di attivare contatti per una migliore attuazione della Convenzione de L'Aja è attribuito alla Commissione per le adozioni internazionali. La Commissione può promuovere quindi accordi bilaterali con Stati che hanno ratificato la Convenzione de L'Aja al fine di facilitare le procedure. Gli accordi bilaterali sono inoltre necessari con quegli Stati che non hanno aderito alla Convenzione de L'Aja: per il loro contenuto ci si dovrebbe rifare ai principi della Convenzione e tendere ad una procedura omogenea nei principi e parallela a quella in vigore tra i Paesi firmatari della Convenzione. ADOZIONE Provvedimento del Tribunale con cui una persona (normalmente un minorenne) viene giuridicamente (vale a dire per legge) equiparata al figlio legittimo di una coppia, o in casi particolari anche di una persona singola. ADOZIONE A DISTANZA è un mezzo di sostegno all'infanzia che permette al minore con una famiglia di restare nel proprio nucleo familiare grazie al sostegno economico che chiunque può fornire dal proprio Paese attraverso le organizzazioni che promuovono l'adozione a distanza. In questo modo si permette alla famiglia di avere i mezzi per sostenere i propri figli e non essere così costretti ad abbandonarli per evitare la fame e la miseria. ADOZIONE IN CASI PARTICOLARI in alcune ipotesi specificatamente individuate, è consentito adottare un minore anche se non ricorrono i consueti requisiti e le condizioni stabilite dalla legge. I casi particolari che danno luogo a tale deroga si verificano quando la disponibilità all adozione viene presentata da persone unite al minore da un vincolo di parentela fino al sesto grado o da un preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre, oppure dal coniuge nel caso in cui il minore è figlio anche adottivo dell altro coniuge. Altre ipotesi di deroga ai requisiti stabiliti dalla legge si hanno quando il minore si trova in condizioni di handicap accertato e quando vi è la constatata impossibilità di affidamento preadottivo. In tutti questi casi, ad eccezione della domanda di adozione presentata dal coniuge nei confronti del figlio anche adottivo dell altro coniuge, l adozione è consentita anche a chi non è coniugato. AFFIDAMENTO FAMIGLIARE Provvedimento del Tribunale per i Minorenni con cui un minore, anche senza essere adottato o assumere il cognome della persona cui è affidato, viene inserito in una famiglia per un tempo determinato, rinnovabile. E' usato specialmente quando l'adozione non è possibile per motivi giuridici oppure non viene richiesta. AFFIDAMENTO FAMILIARE INTERNAZIONALE la normativa italiana in materia non regola espressamente l ipotesi di affidamento familiare internazionale. Negli ultimi anni si è però assistito al fenomeno dei cosiddetti soggiorni climatici, periodi più o meno lunghi di permanenza nel nostro Paese di minori stranieri presso Pagina 14 di 3615 famiglie ospitanti. Di fatto, queste ipotesi, col tempo, si sono trasformate in percorsi alternativi alle consuete procedure da seguire per arrivare all adozione di un bambino, sfruttando le disposizioni normative che consentono l adozione in deroga alle condizioni stabilite dalla legge quando si sia stabilita con lo stesso una relazione affettiva che, ove interrotta, potrebbe portare a conseguenze negative per il suo sviluppo psicofisico. AJA (CONVENZIONE DE) la Convenzione sulla protezione dei minori e sulla cooperazione internazionale in materia di adozione internazionale (questa è la dicitura completa della Convenzione) è stata siglata il 29 maggio 1993 dai delegati di 37 Stati membri della diciassettesima sessione della Conferenza de L'Aja sul diritto internazionale privato. Si tratta di un Convenzione che detta dei principi comuni per l'adozione internazionale, riducendo i conflitti tra le varie legislazioni, e stabilisce delle vie di comunicazione tra le autorità dei vari Paesi. Si tratta dell'ultimo strumento internazionale sulla materia e rappresenta il punto più alto attualmente raggiunto a riguardo dell'adozione internazionale. ALBO degli enti autorizzati. E' stilato dalla Commissione per le adozioni internazionali in seguito alle richieste presentate dalle associazioni, dagli Enti e dagli organismi che vogliano operare nel campo dell'adozione internazionale. L'albo è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e contiene i nominativi degli Enti con l'autorizzazione ad operare in certe regioni d'italia ed in alcuni Paesi esteri. L'albo è soggetto a revisione, modifica e integrazione periodica da parte della Commissione per le adozioni internazionali qualora siano sopraggiunte nuove richieste di iscrizione o fatti nuovi inerentemente gli Enti già inseriti. AMBASCIATA (e CONSOLATO) l'art. 32 comma 4 della legge n.184/1983 come modificata dalla legge n.476/98, chiede a queste strutture di collaborare con l'ente autorizzato per il buon esito della procedura di adozione. Hanno quindi una funzione di sostegno (nell'interesse degli aspiranti adottanti e dei bambini) e, una volta ricevuta dalla Commissione per il tramite degli Enti, la certificazione di conformità dell'adozione alle disposizioni della Convenzione, di rilasciare il visto di ingresso per adozione a beneficio del minore adottato. Il visto di ingresso costituisce, unitamente ai documenti di viaggio previsti dalla normativa in materia di passaporti e di immigrazione, il titolo necessario per non essere respinti alla frontiera. AUTORITÀ CENTRALE la Convenzione de L'Aja dispone all'art.6 comma 1 che "Ogni stato designi un'autorità centrale incaricata di svolgere i compiti che le sono imposte dalla Convenzione". Questo organismo si occupa,nei vari stati aderenti alla Convenzione, di effettuare un controllo sulle adozioni internazionali al fine di garantire che le stesse avvengano nel rispetto dei principi della Convenzione e sia realizzato appieno il principio della protezione del minore. L'autorità centrale del Paese che accoglierà il bambino deve garantire che i futuri genitori adottivi abbiano i requisiti necessari e siano idonei all'adozione. Ad essa spetta quindi il delicato compito di vagliare e concedere la possibilità ad una coppia aspirante di potere accedere all'adozione. Questo accordo tra autorità centrali è possibile quando entrambi gli Stati contraenti sono firmatari e hanno ratificato la Convenzione de l'aja. Nel caso in cui l'adozione avvenga in uno stato che non è firmatario la legge prevede che si possano stipulare degli accordi bilaterali che vengono promossi e perfezionati dall'autorità Centrale. APPELLANTE E RICORRENTE Si "appella" (appellante) quando ci si rivolge alla Corte di Appello e al Tribunale della Libertà. Si "ricorre" (ricorrente) quando ci si rivolge alla Corte di Cassazione. ARCHIVAZIONE Con l'archiviazione il processo è chiuso. Chi chiede l'archiviazione è il PM. Chi la dispone è il giudice per le indagini preliminari (GIP). Si archivia:quando mancano del tutto le prove a carico della persona accusata, oppure quando è presumibile che essa verrà assolta al dibattimento perché le prove non sono sufficienti. ASTENSIONE obbligatoria dal lavoro durante i primi cinque mesi successivi all'ingresso del bambino in Italia anche quando questi abbia più di 6 anni di età. Di veder riconosciuta l'assenza dal lavoro sino a che il bambino non abbia compiuto i 6 anni di età e di ottenere il congedo non retribuito dal lavoro per tutto il tempo in cui si renda necessaria la permanenza all'estero, secondo le norme del paese del bambino. Infine si possono detrarre le spese sostenute per l'adozione (comprese quelle di viaggio) dalla denuncia dei redditi nella misura del 50%. Pagina 15 di 3616 ATTI PRELIMINARI Gli atti preliminari consistono nella precisazione delle prove che porteranno nel dibattimento, i testi che verranno a deporre, etc. BAMBINO ADOTTABILE l'adozione, secondo la normativa in vigore, ha carattere di residualità e sussidiarietà. Ciò significa che un bambino può essere adottato solo una volta che sia stato accertato il suo stato di abbandono. Devono inoltre essere stati fatti tutti i tentativi per un sostegno economico e sociale alla sua famiglia di origine, e solo dopo che il tentativo di trovare una famiglia adottiva nel suo stesso Paese sia fallito. Inoltre i genitori naturali (ove presenti) devono essere stati informati in maniera chiara delle conseguenze dell'adozione e devono aver dato il loro assenso all'adozione solo dopo la nascita del figlio. Il consenso delle persone, degli istituti o delle autorità responsabili del bambino deve essere accordato spontaneamente e senza pagamenti o compensi di qualsiasi tipo. Infine il bambino, a seconda della sua età e del livello di maturità, deve essere stato preparato psicologicamente ed informato delle conseguenze dell'adozione e le sue opinioni e i suoi desideri devono essere stati presi in seria considerazione. BENEFICI la coppia che adotta all'estero gode di alcuni benefici che la legge accorda dietro presentazione di una certificazione rilasciata dall'ente autorizzato che ha curato la pratica di adozione internazionale. COMMISSIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI è l'autorità centrale italiana referente generale per le adozioni con gli Stati esteri ed ha vari settori di competenza: 1) il procedimento di adozione internazionale effettuando il controllo sulla documentazione italiana ed estera ed autorizzando l'ingresso e la residenza permanente del minore adottato; 2) il controllo sugli Enti autorizzati, rilasciando l'autorizzazione ad operare e vigilandone l'attività con controlli; 3) compiti di promozione dell'adozione internazionale attraverso iniziative di formazione, informazione e di studio sulle tematiche legate all'adozione. Promuove inoltre la cooperazione tra soggetti che operano nel campo dell'adozione internazionale e stipula accordi bilaterali con i paesi firmatari e non della Convenzione de L'Aja. CONGEDI PARENTALI la coppia che ha adottato all'estero può godere di alcuni benefici previsti dalla nuova legge. Infatti durante i primi 3 mesi successivi all'entrata del minore in Italia, la coppia può godere di un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro. Inoltre si ha diritto ad un congedo non retribuito dal lavoro per tutto il tempo necessario di permanenza all'estero. Si possono poi detrarre le spese sostenute per l'adozione dalla denuncia dei redditi nel limite del 50%. L'assenza dal lavoro fino al compimento del 6 anno del bambino è riconosciuta anche alle coppie adottive. COMPETENZA TERRITORIALE La competenza territoriale è determinata dal luogo in cui l A.I.P.A. opera. COSTI L'articolo 32 della Convenzione de L'Aja prevede che gli Enti privati che si occupano di adozione possano addebitare o ricevere unicamente le somme concernenti i costi sostenuti ed i pagamenti effettuati, nonché una ragionevole remunerazione professionale delle persone che hanno collaborato alla realizzazione di una adozione, non devono perciò ricevere alcun compenso che sia irragionevolmente elevato in relazione ai servizi resi. Il regolamento emanato con il d.p.r. n.492/99 prevede all'art.8 comma 1 lettera h) che nell'istanza di autorizzazione gli Enti interessati indichino il costo, per ciascun paese di operatività dell'a.i.p.a., richiesto alle coppie che intendano adottare un bambino. DATI DEL MINORE ADOTTATO (ACCESSO AI) la Convenzione de L'Aja prevede che ciascuno Stato conservi con cura le informazioni sull'origine del minore. La stessa Convenzione, poi, lascia ai singoli Stati la libertà di regolare l'accesso a questi dati. In base al nuovo testo di legge, l adottato, raggiunta l età di venticinque anni, può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l identità dei propri genitori biologici. In caso di gravi e comprovati motivi relativi alla sua salute psico-fisica può accedere a tali dati anche raggiunta la maggiore età. L accesso alle informazioni non è consentito se l adottato non è stato riconosciuto alla nascita dalla madre naturale e se anche uno solo dei genitori biologici ha dichiarato di non voler essere nominato. DECRETO DI IDONEITÀ viene rilasciato dal Tribunale per i minorenni al termine dell'indagine compiuta dai servizi sociali sulla coppia e dopo aver valutato tutti gli elementi per emetterlo, stabilendo, se del caso, Pagina 16 di 3617 ulteriori approfondimenti. Il decreto di idoneità deve essere connotativo e funzionale ad una ricerca mirata che l'ente autorizzato svolgerà all'estero sulla base delle indicazioni del decreto. DEROGHE Casi in cui si fa eccezione ad una regola generale. DINIEGO l'ente autorizzato incaricato dalla coppia a seguire l'adozione internazionale può non concordare con l'abbinamento proposto dall'autorità centrale straniera. In questo caso la coppia può concordare con quanto deciso dall'ente oppure adire la Commissione per le adozioni internazionali che può concordare o meno con l'ente autorizzato. DIRITTO ALLA PRIVACY diritto che ogni cittadino ha di escludere dall'altrui conoscenza tutto quanto riguarda la propria vita privata. È anche conosciuto come diritto alla riservatezza. DOCUMENTAZIONE (ADOTTANTI) si tratta della documentazione che i richiedenti devono produrre di fronte al tribunale per i minorenni all'atto della dichiarazione di disponibilità. Con la nuova legge questa documentazione dovrebbe essere raccolta dall'ufficio che svolge l'istruttoria. Si tratta: a) certificato di nascita di entrambi i coniugi; b) certificato di residenza; c) stato di famiglia; d) certificato di matrimonio; e) certificato della ASL (o del comune di residenza) attestante che i coniugi sono immuni da malattie infettive e da malattie che possono renderli non adatti nel tempo a svolgere in modo adeguato le funzioni di genitori; f) dichiarazione di non separazione nemmeno di fatto; g) assenso dei genitori dei coniugi favorevoli all'adozione. ENTE AUTORIZZATO la CONVENZIONE DE L'AJA dispone che in ogni Stato, accanto ad una AUTORITA' CENTRALE pubblica, operino altri organismi in grado di provvedere alle formalità indispensabili perché l'adozione giunga in porto. Le associazioni che intendano operare nell'ambito dell'adozione internazionale devono essere "debitamente autorizzate" a farlo sia da parte dello Stato in cui hanno la propria sede, sia da parte dello Stato estero in cui svolgeranno la propria attività. L'art. 39-ter della legge n.184/83 come modificato dalla recente legge n.476/98 stabilisce quali sono i requisiti che un Ente deve possedere per essere autorizzato dalla COMMISSIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI a svolgere pratiche di adozione internazionale. In primo luogo l'istituzione deve essere diretta e composta da persone con idonee qualità morali e con adeguata formazione e competenza nel campo dell'adozione internazionale. L'Ente non deve perseguire FINI DI LUCRO e deve avere la propria sede legale in Italia. E' richiesta inoltre una adeguata struttura organizzativa nell'ambito di almeno una regione o provincia autonoma sia di una corrispondente struttura idonea ad operare nei Paesi stranieri. Gli enti autorizzati sono valutati dalla COMMISSIONE ed inseriti in un apposito ALBO. ETÀ (DIFFERENZA DI) la differenza di età tra adottanti e adottato è uno dei requisiti previsti dalla legge n.184/83 all'articolo 6. La modifiche apportate recentemente a tale normativa stabiliscono che la differenza minima è di 18 anni mentre quella massima è di 45. Tali limiti possono essere derogati nell interesse del bambino. Inoltre, l adozione è consentita, in deroga a tali condizioni, anche quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni, quando essi siano genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in età minore, e infine, quando l adozione riguardi un fratello o una sorella del minore dagli stessi già adottato. IMPUGNAZIONI le sentenze (e certe ordinanze) sono l'appello e il ricorso in Cassazione. Il nuovo codice ha reso più celere e semplificato l'iter delle impugnazioni e ha cercato di limitarne l'uso puramente dilatorio, diretto a perdere tempo in attesa della prescrizione o di una amnistia. In camera di consiglio, ad esempio, si possono respingere le impugnazioni inammissibili o si possono trattare, con il consenso delle parti, gli appelli che riguardano questioni di semplice soluzione. C'è poi il "riesame" con cui si chiede al Tribunale della Libertà di revocare o modificare provvedimenti di sequestro o di applicazione di misura cautelare (carcere arresti domiciliari). INCONTRO con questo termine indichiamo il primo contatto ed il primo periodo di convivenza e di conoscenza reciproca che i genitori adottanti e il minore fanno nel Paese di origine di quest'ultimo. E' il primo Pagina 17 di 3618 passo per verificare la realizzazione di una reciproca accoglienza. Tale momento può avvenire all'interno dell'istituto oppure in case famiglia. I bambini hanno bisogno di una accoglienza che sia calorosa e di una accettazione completa della loro personalità e della loro storia INDAGINE (DEI SERVIZI TERRITORIALI) la legge prevede che i servizi vaglino la capacità della coppia di rispondere alle esigenze dell'adozione e nel termine di quattro mesi devono presentare una relazione completa al giudice. Si tratta indubbiamente di un passaggio delicato in quanto gli operatori si accostano ad una coppia e devono indagare su di essa per valutarla. Non si tratta di una generica "idoneità" genitoriale, quanto invece di evidenziare, in chi desidera adottare, una capacità di "prendersi cura" di un bambino che ha una storia personale anche se dolorosa.. INGERENZA qualsiasi intervento esterno, non previsto dalle regole processuali e comunque non legale. INTERPRETE la persona che non conosce la lingua italiana ha diritto di farsi assistere gratuitamente da un interprete. L'imputato può essere uno straniero o un italiano che parla un dialetto non facilmente intelligibile. Il diritto vale solo nella parte processuale e non, per esempio, nei colloqui con l'avvocato difensore. (art. 143 cpp). IRRINUNCIABILITÀ (DEL RICORSO AGLI ENTI) con la nuova legge non è più possibile intraprendere pratiche di adozione internazionale in Italia senza ricorrere ad un Ente inserito nell'albo degli Enti autorizzati redatto dalla Commissione per le adozioni internazionali. L'intervento di questi Enti è obbligatorio e non vi si può prescindere. NEW YORK (CONVENZIONE SUI DIRITTI DEI MINORI) si tratta della più importante Convenzione internazionale a tutela dei diritti dei minori. Approvata all'unanimità dall'assemblea delle Nazioni Unite a New York il 20 novembre 1989 è entrata in vigore sul piano internazionale il 2 settembre Consta di 54 articoli e riconosce ai minori una lunga serie di diritti, prerogative e tutele. La Convenzione ha diretta applicabilità in Italia che con la legge n.176 del 22 maggio 1991 ne ha ordinato l'esecuzione e autorizzato il Presidente della Repubblica a ratificarla. Lo strumento di ratifica è stato depositato il 5 settembre NON SCOPO DI LUCRO è uno dei requisiti fondamentali che gli Enti che vogliano essere autorizzati all'adozione internazionale devono possedere. Per assenza di scopo di lucro s intende che gli Enti possono addebitare o ricevere unicamente le somme concernenti i costi sostenuti ed i pagamenti effettuati, nonché una ragionevole rimunerazione professionale delle persone che hanno collaborato alla realizzazione di un'adozione. Non si possono quindi richiedere alle coppie somme irragionevolmente alte in relazione ai servizi resi. PM Pubblico Ministero: è il magistrato che esercita l'azione penale. (art. 50 cpp). POLIZIA GIUDIZIARIA si occupa di accertare i reati e assicurare le prove svolgendo le indagini sotto la direzione del Procuratore della Repubblica e collaborando anche con proprie iniziative. PROCEDIMENTO IN CORSO processo civile e penale che si sta svolgendo e che non è ancora terminato in tutte le sue fasi. Non è cioè "definitivo", ovvero "passato in giudicato". PROCURATORE DELLA REPUBBLICA Pubblico Ministero (PM). Il "Procuratore capo" è a capo di tutti i PM del Tribunale. REATO qualsiasi comportamento illegale, che viene punito con la sanzione "penale" (pena uguale a carcere, ovvero una multa che se non viene pagata può convertirsi in carcere o sanzioni parificate e/o "alternative" al carcere). REGIONE la legge prevede che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possano istituire e disciplinare con proprie leggi regionali un servizio specifico per l'adozione internazionale, dotato delle stesse competenze degli Enti autorizzati e condizionato ai loro medesimi requisiti. Pagina 18 di 3619 RELAZIONE i Servizi Sociali presenti nel territorio hanno 4 mesi per stendere e presentare una relazione sulla coppia al Tribunale per i minorenni. I servizi devono verificare la capacità di tale coppia di prendersi cura di un bambino di un Paese diverso. La relazione viene stesa al termine di una raccolta di dati sulla coppia attraverso colloqui personali e di coppia con l'assistente sociale e lo psicologo. Vengono inoltre effettuati degli accertamenti sanitari e si dovrà consentire alla coppia di svolgere un'autoanalisi delle proprie capacità nei confronti di un percorso di adozione internazionale. REQUISITI sono gli stessi previsti per l'adozione nazionale e sono contenuti nell'art. 6 della legge 184/83 così come modificato dalla legge 149/2001. RICORSO avverso il diniego della concessione del decreto di idoneità è possibile per la coppia proporre ricorso avverso la decisione presso la Sezione per i minorenni della Corte d'appello competente, che riesaminerà la decisione del Tribunale per i minorenni. SANZIONI la legge punisce come reato lo svolgimento di pratiche di adozione per conto terzi senza aver ricevuto la preventiva autorizzazione della Commissione per le adozioni internazionali. E' previsto un aggravamento di pena per i legali rappresentanti e i responsabili di associazioni o agenzie dedite alle pratiche di adozione ma sprovvisti dell'autorizzazione necessaria. Inoltre, chiunque, al fine di procurarsi denaro o altra utilità, in violazione della legge, introduce nello Stato un minore straniero per affidarlo a cittadini italiani è punito con la reclusione da 1 a 3 anni. SCELTA il nostro ordinamento non prevede che i genitori possano "scegliere" il minore da adottare. La coppia infatti manifesta una semplice "disponibilità" all'adozione e sarà poi l'ente autorizzato insieme alle autorità dello stato estero a favorire l'incontro tra la coppia ed un bambino dichiarato adottabile. SERVIZI SOCIASSISTENZIALI la nuova legge amplia i compiti dei servizi socio - assistenziali. Ai servizi vengono assegnati funzioni riguardanti l'informazione delle coppie sull'adozione internazionale e sulle relative procedure. I servizi inoltre preparano gli aspiranti all'adozione: tutte queste prerogative possono essere svolte insieme ad un ente autorizzato. Ai servizi spetta poi il compito di redigere la relazione sulla coppia da presentare al Tribunale per i minorenni. SENTENZA La redazione della sentenza deve essere fatta, di regola, entro 90 giorni dal giorno in cui è stata pronunciata. SENTENZA IRREVOCABILE La sentenza è irrevocabile quando vi è stato anche il ricorso in Cassazione, ma è stato rigettato. (art. 648 cpp) SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO È la stessa cosa che dire "sentenza definitiva". SINGLE (ADOZIONE DEI) la normativa italiana non prevede l'adozione di minori a persone non coniugate. Le uniche eccezioni sono previste per l'adozione in casi particolari, quando si tratti di persone che siano unite al minore orfano di padre e di madre da vincolo di parentela entro il sesto grado o da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori. è quando vi sia l accertata impossibilità di un affidamento preadottivo: si tratta di minori con handicap o gravemente malati. STATO STRANIERO lo Stato straniero è il paese estero nel quale il minore è dichiarato adottabile dalle competenti autorità e che decide quali sono le procedure da seguire per poter adottare i minori. Infatti sono diversi i tempi di permanenza per la coppia da Stato a Stato ed i requisiti richiesti. La Convenzione de L'Aja ha dettato i principi di fondo ed ha delineato il sistema della Autorità Centrali per meglio uniformare i procedimenti adottivi in tutto il mondo. Pagina 19 di 3620 TRIBUNALE PER I MINORENNI in Italia i Tribunali per i minorenni sono 29 e sono composti da giudici togati e giudici onorari esperti nelle scienze umane. La legge sull'adozione internazionale accentua il ruolo del giudice minorile quale garante della corretta applicazione delle procedure di adozione. Non ha solo un ruolo formale di ordinare la trascrizione e trasmissione degli atti ma anche un importante ruolo di verifica e valutazione sulla documentazione italiana ed estera relativa ai soggetti dell'adozione, e di eventuale approfondimento dei requisiti degli aspiranti genitori adottivi Pagina 20 di 36 Vedere altro
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