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Timestamp: 2020-08-06 01:34:08+00:00
Document Index: 165574809

Matched Legal Cases: ['art. 135', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 20783 del 14/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20783 del 14/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 14/10/2016, (ud. 15/09/2016, dep. 14/10/2016), n.20783
sul ricorso 25282-2010 proposto da:
B.A., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la
dall’Avvocato GAETANO BIANCO con studio in NAPOLI VIA ASCANIO 1
(avviso postale ex art. 135) con procura notarile del Not. Dr.
C.N. in (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 61/2009 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
REGGIO CALABRIA, depositata il 03/08/2009;
15/09/2016 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE CRICENTI;
1.- Con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38.
Ritiene che la sentenza impugnata ha errato nel ritenere che in caso di rimborso dell’imposta sulla somma data a titolo di incentivo da un datore di lavoro privato si applichi l’ordinario termine di prescrizione anzichè quello previsto dall’art. 38 (diciotto mesi dalla trattenuta).
La sentenza impugnata ha fatto applicazione di una regola (art. 37 stesso D.P.R.) che era relativa, ratione temporis, alle trattenute operate dallo Stato o dalle pubbliche amministrazioni, mentre per quanto riguarda quelle operate da privati in veste di sostituti di imposta si applica l’art. 38, con termine di decadenza di diciotto mesi.
E’ regola infatti affermata da questa Corte che: “in tema di rimborso delle imposte, il termine di decadenza, previsto DAL D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, ha portata generale, riferendosi a qualsiasi ipotesi di indebito correlato all’adempimento dell’obbligazione tributaria, qualunque sia la ragione per cui il versamento è in tutto o in parte non dovuto, e quindi ad errori tanto connessi ai versamenti quanto riferibili all'”an” o al “quantum” del tributo”. (Cass. n. 16617 del 2015).
Regola poi espressa in termini specifici proprio nel caso di somme erogate a titolo di incentivo all’esodo: “in caso di ritenute alla fonte operate dal datore di lavoro (nella specie, sulle somme erogate a titolo di incentivo all’esodo), il termine di decadenza D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, ex art. 38 per la presentazione dell’istanza di rimborso in caso di versamenti diretti decorre dal versamento del saldo solo nel caso in cui il relativo diritto derivi da un’eccedenza delle somme anticipatamente corrisposte rispetto all’ammontare del tributo complessivamente dovuto al momento del saldo ovvero alla successiva determinazione in via definitiva dell'”an” e del “quantum” dell’obbligazione fiscale, mentre non può che decorrere dal giorno dei singoli versamenti in acconto ove questi, già all’atto della loro effettuazione, risultino parzialmente o totalmente non dovuti, poichè, in tale ipotesi, l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso sussistono sin dall’inizio”. (Cass. n. 27136 del 2014).
E’ pacifico che la domanda di rimborso è stata fatta nel (OMISSIS), a fronte di ritenute di acconto del (OMISSIS).
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo. Condanna il contribuente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in complessive 1800,00 Euro, oltre spese prenotate a debito. Compensa le spese dei giudizi di merito.