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Timestamp: 2018-06-22 23:52:18+00:00
Document Index: 74027898

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 25', 'art 30', 'art 2621', 'art. 30', 'art. 30', 'art 2622', 'art. 30', 'art. 2625', 'art. 2627', 'art. 31', 'art. 2391', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 25']

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. - PDF
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1 Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Adozione con delibera Consiglio di Amministrazione del 15 Aprile 2009 Adozione Revisione con delibera Consiglio di Amministrazione del 10 Maggio
2 INDICE INDICE Funzione della Parte Speciale relativa ai reati societari Le fattispecie di reati societari richiamate dal d.lgs. 231/ Le Attività Sensibili ai fini del d.lgs. 231/ Il Sistema organizzativo generale Principi generali di comportamento Il sistema dei controlli Standard di controllo generali Standard di controllo specifici I controlli dell Organismo di Vigilanza
3 1. Funzione della Parte Speciale relativa ai reati societari La presente Parte Speciale ha la finalità di definire linee e principi di comportamento che i Destinatari del Modello dovranno seguire al fine di prevenire, nell ambito delle specifiche attività svolte e considerate a rischio, la commissione dei reati previsti dal Decreto e di assicurare condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione delle attività aziendali. Obiettivo della presente Parte Speciale è che i soggetti sopra individuati mantengano condotte conformi ai principi di riferimento di seguito enunciati, al fine di prevenire la commissione dei reati indicati nel paragrafo successivo. In questa Parte Speciale sono individuati i principi di riferimento per la costruzione del Modello, specificamente previsti in relazione alle Attività Sensibili individuati al fine di prevenire la commissione dei reati societari. Verranno quindi indicati: a) le Attività Sensibili ovvero a rischio di reato; b) i principi fondamentali di riferimento in attuazione dei quali dovranno essere adottate le procedure aziendali ai fini della corretta applicazione del Modello; c) i principi di riferimento che dovranno presiedere alle attività di controllo, monitoraggio e verifica dell Organismo di Vigilanza e dei responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso cooperano, debitamente regolate in apposite procedure e/o regolamenti interni da adottare ai fini della corretta applicazione del Modello. 2. Le fattispecie di reati societari richiamate dal d.lgs. 231/2001 La conoscenza della struttura e delle modalità realizzative dei reati, alla cui commissione da parte dei soggetti qualificati ex art. 5 del d.lgs. 231/2001 è collegato il regime di responsabilità a carico dell ente, è funzionale alla prevenzione dei reati stessi e quindi all intero sistema di controllo previsto dal decreto. A tal fine, si riporta di seguito una descrizione dei reati richiamati dall art. 25-ter del d.lgs. 231/2001, in base al quale In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile, se commessi nell'interesse della società, da amministratori, direttori generali o liquidatori o da persone sottoposte alla loro vigilanza, qualora il fatto non si fosse realizzato se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi inerenti alla loro carica, si applicano le seguenti sanzioni pecuniarie 3
4 False comunicazioni sociali (art del codice civile, così come modificato dall art 30 della legge 28 dicembre 2005, n. 262). Questo reato si realizza tramite l esposizione nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene con l intenzione di ingannare i soci o il pubblico; ovvero tramite l omissione, con la stessa intenzione, d informazioni sulla situazione medesima la cui comunicazione è imposta dalla legge. Si precisa che: soggetti attivi del reato possono essere amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci e liquidatori (trattasi, quindi, di cd. reato proprio ), nonché coloro che secondo l articolo 110 del codice penale concorrono nel reato da questi ultimi commesso; la condotta deve essere rivolta a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto; la condotta deve essere idonea a indurre in errore i destinatari delle comunicazioni; la responsabilità si ravvisa anche nell ipotesi in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi; la punibilità è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5% o una variazione del patrimonio netto non superiore all 1%; in ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10% da quella corretta; nei casi previsti dai commi terzo e quarto dell art 2621 c.c. (così come modificato dall art. 30 della legge 28 dicembre 2005, n. 262), ai soggetti di cui al primo comma sono inflitte la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese da sei mesi a tre anni, dall esercizio dell ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché da ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell impresa. False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori (art codice civile, così come modificato dal secondo comma dell art. 30 della legge 28 dicembre 2005, n. 262) 4
5 Questo reato si realizza tramite l esposizione, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, ovvero attraverso l omissione d informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo a indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, cagionando un danno patrimoniale alla società, ai soci o ai creditori. Si precisa che: soggetti attivi del reato possono essere amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci e liquidatori (trattasi, quindi, di cd. reato proprio ), nonché coloro che secondo l articolo 110 del codice penale concorrono nel reato da questi ultimi commesso; la condotta deve essere rivolta a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto; la condotta deve essere idonea ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni; la responsabilità si ravvisa anche nell ipotesi in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi; la punibilità è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5% o una variazione del patrimonio netto non superiore all 1%; in ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10% da quella corretta; nei casi previsti dai commi settimo e ottavo dell art 2622 c.c. (così come modificato dall art. 30 della legge 28 dicembre 2005, n. 262), ai soggetti di cui al primo comma sono irrogate la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese da sei mesi a tre anni, dall esercizio dell ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché da ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell impresa; nel caso di società soggette alle disposizioni della parte IV, titolo III, capo II, del testo unico di cui al d. lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, la pena per i fatti previsti al primo comma è da uno a quattro anni e il delitto è procedibile d ufficio. Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione (art c.c.) Strutturalmente questa ipotesi criminosa è simile a quella trattata al punto precedente e, valgono quindi per essa gli stessi richiami ivi svolti a quanto illustrato con riferimento al reato di false comunicazioni sociali. La fattispecie si concretizza allorquando i responsabili della revisione al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni, con l intenzione di ingannare i destinatari delle comunicazioni stesse, 5
6 attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari delle suddette comunicazioni. Si precisa che: soggetti attivi sono i responsabili della società di revisione (reato proprio), ma i componenti degli organi di amministrazione e di controllo e i dipendenti della società revisionata possono essere coinvolti a titolo di concorso nel reato; deve sussistere la consapevolezza della falsità e l intenzione di ingannare i destinatari delle comunicazioni; la condotta deve essere idonea ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni; la condotta deve essere rivolta a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto; la sanzione è più grave se la condotta ha cagionato un danno patrimoniale ai destinatari delle comunicazioni. Impedito controllo (art del codice civile) Il reato consiste nell impedire od ostacolare, mediante occultamento di documenti od altri idonei artifici, lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione legalmente attribuite ai soci, ad altri organi sociali, ovvero alle società di revisione. Si precisa che: soggetti attivi sono gli amministratori; si configura illecito penale, procedibile a querela di parte, se la condotta ha cagionato un danno ai soci. La legge 28 dicembre 2005, n. 262, dopo il secondo comma dell art. 2625, ha inserito il seguente comma: La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Formazione fittizia del capitale (art del codice civile) Tale reato può consumarsi quando: - viene formato o aumentato fittiziamente il capitale della società mediante attribuzione di azioni o quote sociali in misura complessivamente superiore all ammontare del capitale sociale; - vengono sottoscritte reciprocamente azioni o quote; - vengono sopravvalutati in modo rilevante i conferimenti dei beni in natura, i crediti ovvero il patrimonio della società, nel caso di trasformazione. Si precisa che soggetti attivi sono gli amministratori e i soci conferenti. Indebita restituzione dei conferimenti (art del codice civile) 6
7 La condotta tipica prevede, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale, la restituzione, anche simulata, dei conferimenti ai soci o la liberazione degli stessi dall obbligo di eseguirli. Si precisa che soggetti attivi sono gli amministratori. La fattispecie in esame, così come quella successiva prevista dall art. 2627, sanziona una condotta idonea a determinare un pregiudizio per la società, risolvendosi in una forma di aggressione al capitale sociale, a vantaggio dei soci. Sotto un profilo astratto, pare invero difficile che il reato in esame possa essere commesso dagli amministratori nell interesse o a vantaggio della società, implicando in tal modo una responsabilità dell ente. Più delicato si presenta il problema in relazione ai rapporti infragruppo, essendo possibile che una società, avendo urgente bisogno di disponibilità finanziarie, si faccia indebitamente restituire i conferimenti effettuati ai danni di un altra società del gruppo. In tale ipotesi, in considerazione della posizione assunta dalla prevalente giurisprudenza che disconosce l autonomia del gruppo societario inteso come concetto unitario, è ben possibile che, sussistendone tutti i presupposti, possa configurarsi una responsabilità dell ente per il reato di indebita restituzione dei conferimenti commesso dai suoi amministratori. Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art del codice civile) Tale condotta criminosa consiste nel ripartire utili o acconti sugli utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, ovvero ripartire riserve, anche non costituite con utili, che per legge non possono essere distribuite. Si fa presente che: soggetti attivi sono gli amministratori; configura una modalità di estinzione del reato la restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del termine previsto per l approvazione del bilancio. Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art del codice civile) Questo reato si perfeziona con l acquisto o la sottoscrizione, fuori dei casi consentiti dalla legge, di azioni o quote sociali proprie o della società controllante che cagionino una lesione all integrità del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge. Si fa presente che: soggetti attivi sono gli amministratori; configura una modalità di estinzione del reato la ricostituzione del capitale sociale o delle riserve prima del termine previsto per l approvazione del bilancio, relativo all esercizio in relazione al quale è stata posta in essere la condotta. Operazioni in pregiudizio dei creditori (art del codice civile) La fattispecie si realizza con l effettuazione, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, di riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, che cagionino danno ai creditori. Si fa presente che: 7
8 soggetti attivi sono gli amministratori; configura una modalità di estinzione del reato il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio. Trattandosi di un reato che viene di regola commesso al fine di preservare l interesse sociale, a scapito dei diritti dei creditori, evidente è il rischio che alla sua commissione da parte degli amministratori consegua un coinvolgimento della persona giuridica nel relativo procedimento penale. Tipico è il caso, ad esempio, di una fusione tra una società in floride condizioni economiche ed un altra in stato di forte sofferenza, realizzata senza rispettare la procedura prevista dall art a garanzia dei creditori della prima società, che potrebbero vedere seriamente lesa la garanzia per essi rappresentata dal capitale sociale. Essenziale appare dunque il richiamo - indirizzato in particolare agli amministratori - al rispetto delle norme civili poste a tutela dei creditori in fasi tanto delicate della vita della società. Omessa comunicazione del conflitto d interessi L art. 31 della legge del 28 dicembre 2005, n. 262, ha introdotto nel libro V, titolo XI, capo III del codice civile, prima dell articolo 2630, l art bis. La norma mira a rafforzare, attraverso la criminalizzazione del comportamento dell amministratore o del componente del consiglio di gestione, la sanzione civile prevista dall art per i casi in cui un amministratore di una società quotata o con titoli diffusi o di una società sottoposta a vigilanza ai sensi del TUB e delle leggi in materia di assicurazioni e di fondi pensione, non abbia comunicato la presenza di un interesse proprio rispetto a quello della società in una determinata operazione. La fattispecie di reato si realizza qualora l amministratore o il componente del consiglio di gestione, violando gli obblighi di comunicazione di un conflitto di interesse agli amministratori e al Consiglio di Sorveglianza previsti dall art. 2391, primo comma, del codice civile abbiano cagionato un danno alla società o a terzi. Si precisa inoltre che: soggetti attivi sono gli amministratori e i componenti del consiglio di gestione; oggetto della comunicazione deve essere ogni interesse in una determinata operazione della società e non solo quello in conflitto con l interesse sociale; l interesse a cui la norma fa riferimento è di natura patrimoniale ed extrapatrimoniale. Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art del codice civile) Il reato si perfeziona con la ripartizione di beni sociali tra i soci prima del pagamento dei creditori sociali o dell accantonamento delle somme necessarie a soddisfarli, che cagioni un danno ai creditori. Si fa presente che: soggetti attivi sono i liquidatori; costituisce una modalità di estinzione del reato il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio. 8
9 Corruzione tra privati (Art del codice civile) introdotto nel D.Lgs 231 /2001 art. 25 ter comma 1 lettera S- bis da Legge 06 Novembre 2012 N. 190 Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli Amministratori, i Direttori Generali, i Dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci ed i liquidatori, che, a seguito della dazione o della promessa di denaro o altra utilità, per sè o per altri, compiono od omettono atti, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, cagionando nocumento alla società, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni si applica la pena della reclusione fino ad un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma. Chi da o promette denaro o altra utilità alle persone indicate nel primo e nel secondo comma è punito con le pene ivi previste. Le pene stabilite nei commi precedenti sono raddoppiate se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell Unione Europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell Art. 116 del T.U. delle Disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al D.Lgs. 24 Febbraio 1998 N. 58, e successive modificazioni. Si procede a querela della persona offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nell acquisizione di beni o servizi Procedibile a querela di parte. La pena societaria ex art. 25 ter comma 1 lettera S-bis D.Lgs. 231 /2001 per i casi previsti dal terzo comma dell articolo 2635 Codice Civile varia da un minimo di 200 quote ad un massimo di 400 quote. Per quanto riguardo l elemento soggettivo questo è rappresentato dal dolo generico e, pertanto, deve ritenersi che il reato sia punibile anche nella forma del dolo eventuale, essendo sufficiente che l agente si rappresenti in nocumento della società, accetando il rischio di verificazione in conseguenza della propria condotta illecita. La condotta punita consiste nel compimento o nell omissione, a fronte della corresponsione o della promessa di denaro o di altra utilità per sè o per altri sia di un atto di violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio sia di un atto di violazione di un più generico dovere di fedeltà. Per quanto riguarda i soggetti attivi del reato essi non sono solo i soggetti apicali della società ma anche i lavoratori subordinati e comunque chiunque svolga per conto della società un attività comunque sottoposta al potere di direzione e di vigilanza dei suoi vertici. E punito anche il corruttore. Si tratta di un reato evento, la cui consumazione dipende dalla causazione nocumento per la società. di un Illecita influenza sull assemblea (art del codice civile) 9
10 La condotta tipica prevede che si determini, con atti simulati o con frode, la maggioranza in assemblea allo scopo di conseguire, per sé o per altri, un ingiusto profitto. Aggiotaggio (art del codice civile) La realizzazione della fattispecie prevede che si diffondano notizie false ovvero si pongano in essere operazioni simulate o altri artifici, concretamente idonei a cagionare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari non quotati o per i quali non è stata presentata richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato, ovvero ad incidere in modo significativo sull affidamento del pubblico nella stabilità patrimoniale di banche o gruppi bancari. Ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art del codice civile) La condotta criminosa si realizza attraverso l esposizione nelle comunicazioni alle autorità di vigilanza previste dalla legge, al fine di ostacolarne le funzioni, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria dei soggetti sottoposti alla vigilanza; ovvero attraverso l occultamento con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte, di fatti che avrebbero dovuto essere comunicati, concernenti la situazione medesima. La condotta criminosa si realizza, altresì, quando siano, in qualsiasi forma, anche mediante omissione delle comunicazioni dovute, intenzionalmente ostacolate le funzioni delle autorità di vigilanza. Si precisa che: soggetti attivi sono gli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i liquidatori di società o enti e gli altri soggetti sottoposti per legge alle autorità pubbliche di vigilanza, o tenuti ad obblighi nei loro confronti; la responsabilità si ravvisa anche nell ipotesi in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto terzi. L art. 39, comma 2, lett. c, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 ha aggiunto all art c.c. il seguente comma: La pena è raddoppiata se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n Le Attività Sensibili ai fini del d.lgs. 231/2001 L art. 6, comma 2, lett. a) del d.lgs. 231/2001 indica, come uno degli elementi essenziali dei modelli di organizzazione e di gestione previsti dal decreto, l individuazione delle cosiddette attività sensibili o a rischio, ossia di quelle attività aziendali nel cui ambito potrebbe presentarsi il rischio di commissione di uno dei reati espressamente richiamati dal d.lgs. 231/
11 L analisi svolta nel corso del Progetto ha permesso di individuare le attività della Società che potrebbero essere considerate sensibili con riferimento al rischio di commissione dei reati richiamati dagli artt. 24 e 25 del d.lgs. 231/2001. Qui di seguito sono elencate le Attività Sensibili identificate. Predisposizione di bilanci, relazioni o altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico; Rapporti con soci, società di revisione, Collegio Sindacale; Comunicazione, svolgimento e verbalizzazione assemblee. 4. Il Sistema organizzativo generale Nell espletamento di tutte le operazioni attinenti alla gestione sociale, i Dipendenti ed in quanti applicabili, gli Organi Sociali e i soci devono adottare e rispettare: 1) le procedure aziendali, la documentazione e le disposizioni inerenti la struttura gerarchico-funzionale aziendale ed organizzativa; 2) le norme inerenti il sistema amministrativo, contabile, finanziario, e controllo di gestione: 3) il Codice Etico; 4) in generale, la normativa applicabile. 5. Principi generali di comportamento La presente parte speciale prevede l espresso divieto a carico degli Organi Sociali, dei soci, dei dirigenti (in via diretta) e dei lavoratori dipendenti e dei Consulenti (limitatamente rispettivamente agli obblighi contemplati nelle specifiche procedure e agli obblighi contemplati nelle specifiche clausole contrattuali) di: porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti tali che - considerati individualmente o collettivamente - integrino, direttamente o indirettamente, le fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate (art. 25-ter del d.lgs. 231/2001); violare i principi e le procedure aziendali previste nella presente parte speciale. La presente Parte Speciale comporta, conseguentemente, l obbligo a carico dei soggetti sopra indicati di rispettare scrupolosamente tutte le leggi vigenti ed in particolare di: tenere un comportamento corretto, trasparente e collaborativo, nel rispetto delle norme di legge e delle procedure aziendali, in tutte le attività finalizzate alla formazione del bilancio e delle altre comunicazioni sociali, al fine di fornire ai soci ed ai terzi una informazione veritiera e corretta sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; 11
12 osservare rigorosamente tutte le norme poste dalla legge a tutela dell integrità ed effettività del capitale sociale, al fine di non ledere le garanzie dei creditori e dei terzi in genere; assicurare il regolare funzionamento della Società e degli Organi Sociali, garantendo ed agevolando ogni forma di controllo interno sulla gestione sociale previsto dalla legge nonché la libera e corretta formazione della volontà assembleare; evitare di porre in essere operazioni simulate o diffondere notizie false sulla Società. Nell ambito dei suddetti comportamenti, è fatto divieto, in particolare, di: a) rappresentare o trasmettere per l elaborazione e la rappresentazione in bilanci o altre comunicazioni sociali, dati falsi, lacunosi o, comunque, non rispondenti alla realtà, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società; b) omettere dati ed informazioni imposti dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; c) restituire conferimenti ai soci o liberarli dall obbligo di eseguirli, al di fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale; d) ripartire utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva; e) acquistare o sottoscrivere azioni proprie fuori dai casi previsti dalla legge, con lesione all integrità del capitale sociale; f) effettuare riduzioni del capitale sociale, fusioni o scissioni, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, provocando ad essi un danno; g) procedere a formazione o aumento fittizio del capitale sociale, attribuendo azioni per un valore inferiore al loro valore nominale; h) porre in essere comportamenti che impediscano materialmente, mediante l occultamento di documenti o l uso di altri mezzi fraudolenti, lo svolgimento dell attività di controllo da parte dei soci; i) pubblicare o divulgare notizie false, o porre in essere operazioni simulate o altri comportamenti di carattere fraudolento od ingannatorio, aventi ad oggetto la situazione economica, finanziaria, patrimoniale della Società e di altre società; j) esporre nelle predette comunicazioni e trasmissioni fatti non rispondenti al vero, ovvero occultare fatti rilevanti relativi alle condizioni economiche, patrimoniali o finanziarie della Società o di terzi. 6. Il sistema dei controlli Il sistema dei controlli, perfezionato dalla Società sulla base delle indicazione fornite dai Codici di Comportamento nonché dalle best practice internazionali in tema di rischi di frode e corruzione, prevede con riferimento alle Attività Sensibili individuate: - standard di controllo generali, presenti in tutte le Attività Sensibili; - standard di controllo specifici, applicati a determinate Attività Sensibili. 12
13 6.1 Standard di controllo generali Gli standard di controllo di carattere generale da considerare e applicare con riferimento a tutte le Attività Sensibili individuate sono i seguenti: - Segregazione delle attività: lo standard concerne l applicazione del principio di separazione delle attività tra chi autorizza, chi esegue e chi controlla 1 ; - Norme: disposizioni aziendali idonee a fornire almeno principi di riferimento generali per la regolamentazione dell attività sensibile; - Procure e Deleghe: devono esistere regole formalizzate per l'esercizio di poteri di firma e poteri autorizzativi interni; - Tracciabilità: tracciabilità e verificabilità ex post delle transazioni tramite adeguati supporti documentali/informatici. 6.2 Standard di controllo specifici Qui di seguito sono elencati gli ulteriori standard di controllo individuati per specifiche Attività Sensibili. Predisposizione di bilanci, relazioni o altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico I protocolli specifici devono prevedere: i criteri e i principi contabili per la definizione delle poste di bilancio civilistico e consolidato e le modalità operative per la loro contabilizzazione ai fini della redazione del bilancio; la giustificazione, resa in circostanze debitamente documentate, oggettivamente rilevabili e ricostruibili a posteriori, di ogni eventuale variazione dei criteri di valutazione adottati per la redazione dei documenti contabili sopra richiamati e delle relative modalità di applicazione. Tali situazioni, in ogni caso, devono essere prontamente segnalate all Organismo di Vigilanza; specifiche norme comportamentali per i dipendenti coinvolti nella attività di formazione/redazione del bilancio di esercizio (es: massima collaborazione, completezza e chiarezza delle informazioni fornite, accuratezza dei dati e delle elaborazioni); 1 Con riferimento all applicazione dello standard in questione si specifica che: Il principio della segregazione deve sussistere considerando l attività sensibile nel contesto dello specifico processo di appartenenza; la segregazione sussiste in presenza di sistemi codificati e strutturati ove le singole fasi siano coerentemente individuate e disciplinate nella gestione, con conseguente limitazione di discrezionalità applicativa, nonché tracciate nelle decisioni assunte. Per le situazioni organizzative/attività per le quali la segregazione delle attività (autorizzazione, esecuzione e controllo) in tre soggetti non è attuabile, sono definite modalità attuative dello standard, che prevedano l utilizzo di controlli preventivi e successivi alternativi tali da garantire la validità dello standard di controllo in oggetto. 13
14 la determinazione chiara e completa dei dati e delle notizie che ciascuna funzione deve fornire, i criteri per l elaborazione dei dati e la tempistica per la loro consegna alla funzione competente; le regole per la cancellazione dei dati e delle informazioni contabili dal sistema informativo; la previsione della trasmissione di dati ed informazioni alla funzione competente attraverso un sistema, anche informatico, che consente di tracciare i singoli passaggi e di identificare i soggetti che inseriscono i dati nel sistema; la previsione della tempestiva messa a disposizione della bozza del bilancio a tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione, rispetto i) alla riunione del Consiglio per l approvazione dello stesso; ii) nonché al giudizio sul bilancio - o attestazione similare, chiara ed analitica - da parte della Società di revisione; il tutto con una documentata certificazione dell avvenuta consegna della bozza in questione; l utilizzo di lettere di attestazione sulla veridicità e la completezza delle informazioni fornite ai fini della redazione del bilancio civilistico e consolidato; l'archiviazione, da parte della funzione competente, di dati/informazioni/stime che impattano sul bilancio provenienti dalle singole funzioni; le modalità e le tempistiche di trasmissione all'organismo di Vigilanza delle copie dei verbali delle riunioni tra società di revisione e Collegio Sindacale; un sistema di aggiornamento/integrazione e diffusione tempestiva delle indicazioni fornite dall'ufficio competente sulla base delle novità in termini di normativa civilistica; la previsione di almeno una riunione tra la società di revisione, il Collegio Sindacale e l Organismo di Vigilanza prima della seduta del Consiglio di Amministrazione indetta per l approvazione del bilancio, che abbia per oggetto tale documento, con stesura del relativo verbale; la predisposizione di un programma di formazione di base rivolto a tutte le funzioni coinvolte nella produzione di informazioni necessarie alla redazione del bilancio e degli altri documenti connessi, in merito alle principali nozioni e problematiche giuridiche e contabili sul bilancio; la partecipazione di tali soggetti ai programmi di formazione dovrà essere adeguatamente documentata. Rapporti con soci, società di revisione, Collegio Sindacale I protocolli specifici devono prevedere: l'obbligo della massima collaborazione e trasparenza nei rapporti con la società di revisione e il Collegio Sindacale, e in occasione di richieste da parte dei soci; specifici flussi informativi tra le funzioni coinvolte nel processo e la documentazione e tracciabilità dei singoli passaggi; nonché flussi informativi fra i vari organi societari e l Alta Direzione e/o Organismo di Vigilanza; 14
15 l individuazione dei responsabili delle attività di ricezione, raccolta, consolidamento e trasmissione dei dati e delle informazioni richieste dagli organi sociali e dalla società di revisione; specifici sistemi di controllo che garantiscano la provenienza e la verifica della veridicità e della completezza dei dati, anche mediante il confronto con i dati e le informazioni contenute in documenti e/o atti già comunicati a detti soggetti; la messa a disposizione del Collegio Sindacale di tutti i documenti relativi agli argomenti posti all ordine del giorno di Assemblee e Consigli di Amministrazione o sui quali il Collegio sindacale debba esprimere un parere ai sensi di legge; la comunicazione all Organismo di Vigilanza delle valutazioni che hanno condotto alla scelta della società di revisione; la comunicazione sistematica e tempestiva all Organismo di Vigilanza di qualsiasi altro incarico, conferito o che si intenda conferire, nel rispetto della normativa vigente in materia, alla società di revisione che sia aggiuntivo rispetto a quello della certificazione del bilancio. Comunicazione, svolgimento e verbalizzazione assemblee. I protocolli specifici devono prevedere: l identificazione di ruoli e responsabilità, relativamente alla trascrizione, pubblicazione e archiviazione del verbale di Assemblea; l identificazione dei soggetti e le modalità operative di predisposizione e verifica della documentazione destinata ai soci. 7. I controlli dell Organismo di Vigilanza Fermo restando il potere discrezionale di attivarsi con specifici controlli a seguito delle segnalazioni ricevute, l Organismo di Vigilanza effettua periodicamente controlli a campione sulle attività potenzialmente a rischio di compimento dei Reati Societari diretti a verificare la conformità delle stesse in relazione ai principi espressi nel presente documento e, in particolare, alle procedure interne in essere e a quelle che saranno adottate in attuazione del presente documento. A tal fine, si ribadisce che all Organismo di Vigilanza viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante inerente le fattispecie di Attività Sensibili. Di detti controlli l Organismo di Vigilanza riferisce al Presidente e al Consiglio di Amministrazione. 15