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Timestamp: 2020-04-04 15:38:32+00:00
Document Index: 69324250

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 360', 'art. 21', 'art. 360', 'art. 19']

Sentenza Cassazione Civile n. 13102 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13102 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/05/2017, (ud. 26/04/2017, dep.24/05/2017), n. 13102
sul ricorso 13883/2016 proposto da:
B.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LAURA
MANTEGAZZA 24, presso il Dott. MARCO GARDIN, rappresentato e difeso
dagli avvocati MARIACARLA BORSIGLIA, FULVIA COLI;
avverso la sentenza n. 2152/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CALABRIA, depositata il 03/12/2015;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Calabria che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Crotone. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di B.D. contro la cartella di pagamento conseguente a due avvisi di accertamento in materia IRPEF, per gli anni 2005 2006;
che, mediante la decisione impugnata, la CTR ha affermato che gli atti notificati al socio avrebbero dovuto reputarsi nulli perchè conseguenti ad altri atti nulli, in quanto emessi a carico di un soggetto giuridico non più esistente, la B. F. Inerti s.r.l..
che, col primo, l’Agenzia deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4: la cartella di pagamento sarebbe stata impugnabile esclusivamente per vizi propri e non per vizi dell’avviso di accertamento presupposto, ritualmente notificato al contribuente;
che, col secondo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, comma 1, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4: come ammesso dalla stessa controparte, gli avvisi di accertamento gli sarebbero stati notificati il 23 dicembre 2011 ed egli li avrebbe contestati solo il 22 novembre 2012, sicchè le censure formulate all’indirizzo dei predetti avvisi sarebbero state manifestamente inammissibili per tardività;
che entrambi i motivi, che possono essere scrutinati congiuntamente, per la loro stretta connessione logica, sono fondati;
che, infatti, è pacifica la circostanza che gli avvisi di accertamento erano stati notificati anche al B., oltre che alla società estinta, in funzione dell’attribuzione di utili extrabilancio accertati per gli anni d’imposta 2005 – 2006 a carico del socio, a fronte di società a ristrettissima base azionaria e che il socio non li aveva impugnati nei termini di legge;
che, in tema di contenzioso tributario, posto che, ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19, comma 3, ognuno degli atti impugnabili può essere oggetto di gravame solo per vizi propri, salvo che non si tratti di atti presupposti non notificati, non è ammissibile l’impugnazione della cartella esattoriale riguardante sanzioni tributarie per dolersi di vizi inerenti agli avvisi di irrogazione delle stesse, già notificati e non opposti nei termini (Sez. 5, n. 21082 del 13/10/2011);
che la CTR non si è attenuta ai principi di cui sopra;