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Timestamp: 2018-02-22 18:31:52+00:00
Document Index: 108593286

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 37', 'art. 29', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 85', 'art. 13', 'art. 100', 'art. 2', 'art. 80', 'art. 16', 'art. 1']

Novità fiscali del 4 settembre 2008, in evidenza: accertamento con redditometro: donazione del familiare; omaggi alle ONLUS: trattamento fiscale
1) Privacy: Semplificati gli adempimenti in materia di sicurezza dei dati personali
2) Fisco: residenza all’estero del contribuente: è l’Amministrazione Finanziaria nostrana che deve dimostrare che si tratti di residenza camuffata per non pagare le tasse
3) IVA: Non legittima il ritardo dei versamenti periodici la contabilità presso terzi
4) Accertamento con redditometro: La donazione del familiare non può essere provata dalla dichiarazione sostitutiva del donante
5) Omaggi alle ONLUS: Trattamento fiscale
La manovra estiva ha introdotto importanti modifiche riguardo gli obblighi che gravano nel settore protezione dei dati personali.
In particolare, l’art. 29, D.L. n. 112/2008, con l’intervento arrecato nel D.Lgs. n. 196/2003, ha introdotto alcune semplificazioni degli adempimenti previsti in materia di privacy.
Più precisamente, le modifiche normative, e conseguentemente l’alleggerimento delle operazioni richieste per potere trattare correttamente i dati personali, riguardano i seguenti adempimenti previsti dal D.Lgs. n. 196/2003.
In materia di misure minime di sicurezza:
– Semplificazione della gestione delle misure di sicurezza, con particolare riferimento a PMI, liberi professionisti ed artigiani;
– esclusione dall’obbligo di redazione del Documento programmatico di sicurezza (DPS) per i datori di lavoro che trattano determinati dati sensibili dei propri dipendenti e collaboratori solo al fine di adempiere correttamente agli obblighi contributivi (es. erogazione indennità di malattia);
– semplificazione dei contenuti della notificazione al Garante della Privacy, necessaria per effettuare i particolari trattamenti dati previsti dall’art. 37, comma 1.
Si ricorda, inoltre, che il Garante della privacy ha disposto un nuovo “rinnovo” fino a tutto il 2009 della validità delle Autorizzazioni generali al trattamento dei dati sensibili da parte di determinate categorie di soggetti.
(D.L. n. 112/2008, art. 29, in notiziario Seac del 03/09/2008)
2) Residenza all’estero del contribuente: E’ l’Amministrazione Finanziaria nostrana che deve dimostrare che si tratti di residenza camuffata per non pagare le tasse
L’onere della prova spetta al Fisco italiano (inversione dell’onere della prova).
Con la sentenza n. 48/26/08, la C.T.R. del Lazio ha evidenziato il principio in base al quale spetta al Fisco italiano e non al contribuente, fornire prove certe e concrete che dimostrino la residenza all’estero di quest’ultimo al fine di sottrarsi alla tassazione nel nostro Paese.
Secondo la legislazione fiscale, infatti, si considerano residenti sul territorio italiano le persone fisiche iscritte al registro dell’anagrafe almeno per 183 giorni (anche non continuativi), che abbiano il domicilio (inteso come sede principale dei propri affari e/o interessi) in Italia oppure che abbiano la dimora abituale sul territorio nazionale.
A parere dei giudici, l’uso di carte di credito, l’utenza telefonica, la presenza fissa dei figli in Italia (quando viene assunta una persona addetta alla loro cura), non sono prove sufficienti a dimostrare la stabile dimora in Italia del contribuente.
(C.T.R. del Lazio, Sentenza n. 48/26/08, in notiziario Seac del 03/09/2008)
Anche nell’ipotesi in cui si opti per il regime di contabilità presso terzi , il versamento IVA deve essere sempre essere relativo al mese precedente.
Anche nell’ipotesi in cui si opti per il regime di contabilità presso terzi , il versamento deve essere sempre essere relativo al mese precedente, anche se il calcolo dell’imposta dovuta è basato su annotazioni eseguite per il secondo mese precedente.
Non si può ritenere che al diverso calcolo dell’imposta da versare debba corrispondere anche un diverso termine per effettuare il versamento dell’imposta stessa, seppur giustificato dal fatto della mancata consegna della documentazione contabile quando la contabilità viene tenuta all’esterno dell’azienda.
La Corte di Cassazione lo ha stabilito con la sentenza n. 21192/2008: La scelta della società contribuente di avvalersi dell’opzione per la liquidazione mensile dell’imposta sulla base delle annotazioni eseguite nel secondo mese precedente (tenendo la contabilità presso terzi), non comporta affatto un diverso termine per effettuare il versamento dell’imposta stessa.
La stessa norma, infatti, prevedeva espressamente che la liquidazione dell’IVA, e quindi il suo versamento, dovesse essere effettuata entro il 18 di ciascun mese seguente anche nell’ipotesi in cui la società avesse optato per il regime di contabilità presso terzi.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 21192/2008, in notiziario del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 03/09/2008)
Nella fase del contenzioso tributario la dichiarazione sostitutiva del donante è, quindi, irrilevante
La Corte di Cassazione con la sentenza, Sez. V, n. 16348/2008 ha nuovamente stabilito che la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà non ha efficacia probatoria in sede di contenzioso tributario: Alla luce di tale principio, in tema di accertamento mediante redditometro, la donazione in denaro da parte di un parente, non attuata per atto pubblico, non può essere provata mediante dichiarazione sostitutiva del donante.
Redditometro: La manovra estiva
Tale decisione si ripercuote anche sulle novità in tema di accertamento sintetico introdotte dal D.L. n. 112/2008 (cd. manovra estiva).
La Circolare n. 49/E/2007 ha evidenziato il rinnovato interesse verso la tipologia di controllo dell’accertamento sintetico, mentre adesso il Legislatore, con la manovra estiva, si prefigge di aumentare notevolmente la stima di gettito, mediante l’utilizzo della proceduta dell’accertamento cd. “redditometro”.
Tutto ciò al fine di contrastare l’evasione fiscale delle persone fisiche, mediante le divergenze tra quanto dichiarato o meno con la dichiarazione dei redditi e il tenore di vita del contribuente.
Viene, quindi, predisposto un piano straordinario di controlli in materia di accertamento sintetico, sul triennio 2009/2011, sulla base delle risultanze dell’Anagrafe tributaria e degli elementi raccolti nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo e, in particolare, da quanto emergente dall’utilizzo delle indagini finanziarie.
La norma prevede anche una priorità per quanto riguarda le “attenzioni” degli organi di controllo, che si soffermeranno, principalmente, nei confronti di soggetti che non hanno evidenziato, nella dichiarazione dei redditi, alcun debito d’imposta e per i quali esistono elementi che possono indurre a una concreta valutazione di capacità contributiva.
Ovviamente, non si tratta affatto di un criterio “esclusivo”, tale da improntare l’attività di selezione, ma soltanto di un indirizzo: pertanto, è certo che l’attività di controllo potrà, e dovrà, riguardare anche le posizioni che, pur essendo caratterizzate da contribuzione all’Erario, mostrano, tuttavia, insufficienze del reddito dichiarato rispetto alle disponibilità necessarie per gli incrementi patrimoniali e il tenore di vita registrati.
L’operazione, poi, è destinata a coinvolgere, non soltanto l’Agenzia delle Entrate, ma anche la Guardia di finanza e i Comuni, i quali dovranno segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali situazioni rilevanti per la determinazione del reddito di cui siano a conoscenza.
La novità introdotta dalla Finanziaria 2008 per i beni oggetto dell’attività dell’impresa, diversi da quelli di lusso e dalle derrate alimentari e prodotti farmaceutici, che presentano imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che, pur non modificandone l’idoneità all’utilizzo, non ne consentono la commercializzazione o la vendita, è data dal fatto che qualora detti beni siano omaggiati alle Onlus:
– non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, ex art. 85, co.
2, del TUIR;
– si considerano, invece, distrutti agli effetti dell’Iva.
Viene, tuttavia, posto un limite quantitativo ragguagliato al costo specifico sostenuto dall’impresa per la produzione o l’acquisto dei beni omaggiati che complessivamente non può essere superiore al 5% del reddito dichiarato dall’impresa.
A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 26/E/2008, ha fornito gli opportuni chiarimenti alle imprese che intendono omaggiare i propri beni alle Onlus sfruttando appieno le agevolazioni fiscali.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria ha ribadito che la legge ha delineato nel dettaglio
quali siano i beni che possono formare oggetto delle cessioni gratuite in rassegna e, quindi, beneficiare dell’agevolazione fiscale sia in materia di imposte sul reddito sia in materia di Iva.
La circolare n. 26/E/2008 puntualizza ancora che i beni eliminati dall’impresa dal circuito commerciale ed omaggiati alle Onlus non possono più in alcun modo essere commercializzati o ceduti dalla stessa beneficiaria, che li deve utilizzare esclusivamente per lo svolgimento delle attività istituzionali.
L’Onlus beneficiaria, però, ha l’obbligo di attestare in una dichiarazione all’uopo redatta, che sarà conservata con cura dall’impresa che effettua l’omaggio dei beni, il proprio impegno ad utilizzare direttamente i beni in conformità delle proprie finalità istituzionali.
Infatti, l’art. 13, co. 4, D.Lgs. 460/1997 prevede, a pena di decadenza dei benefici fiscali, l’obbligo per l’Onlus beneficiaria dell’effettivo utilizzo dei beni ricevuti.
In merito al nuovo limite di cui beneficiano le cessioni gratuite dei beni in parola ai fini della
detassazione come ricavi, cioè per un importo corrispondente al costo specifico sostenuto dall’impresa per la produzione e/o l’acquisto dei beni complessivamente non superiore al 5% del reddito dichiarato, l’Agenzia delle Entrate ha precisato per l’appunto che detto limite è di natura variabile, poiché posto in proporzione all’entità delle risultanze reddituali dichiarate dal l’impresa stessa.
Il costo specifico dei beni deve ricomprendere tutti i costi sostenuti dall’impresa per la realizzazione del bene stesso che concorrono a comporre il relativo valore.
A titolo esemplificativo, ai fini del calcolo del costo specifico del bene, concorrono i seguenti costi: materie prime, semilavorati, prodotti finiti, altri beni destinati ad essere fisicamente incorporati nei prodotti finiti, imballaggi, ecc.
Il costo specifico dei beni omaggiati alle Onlus così determinato costituisce un’agevolazione autonoma che, quindi, non produce effetti sulle disposizioni relative al limiti di deducibilità delle erogazioni liberali di cui all’art. 100, co. 2, lett. h), del TUIR.
La modifica normativa operata dalla Finanziaria 2008 esplica i suoi effetti a partire dall’1/1/2008 anche per quanto riguarda l’Iva, prevedendo che le imprese possono:
– omaggiare i propri beni alle Onlus che si considerano, alle condizioni e limiti sopra evidenziati, distrutti ai fini IVA;
– operare la detrazione dell’Iva afferente la produzione e/o l’acquisto dei beni omaggiati senza subire limitazione alcuna.
Infine, occorre osservare la procedura prevista dall’art. 2, co. 2, del D.P.R. 441/1997, dettagliatamente riepilogata dalla circolare n. 26/E/2008.
(Di A. Veneruso, in La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, n. 33 del 11/09/2008)
– Imposta di registro: Rimborso dell’imposta relativa alla consolidazione dell’usufrutto con la nuda proprietà
In merito all’imposta di registro sulla riunione dell’usufrutto alla nuda proprietà, trasferita a titolo oneroso, l’art. 80, D.P.R. n. 131/1986 comporta che il termine fissato per la richiesta di rimborso dia rilevanza alla manifestazione di volontà espressa dal contribuente, con le modalità della particolare disciplina dell’art. 16, D.P.R. n. 636/1972, in forza della quale la preventiva richiesta di rimborso all’Amministrazione finanziaria costituisce il presupposto per fare valere in sede giurisdizionale tale richiesta.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 07/08/2008, n. 21309, in Notiziario Ipsoa del 03/09/2008)
– Settore della pesca:Mancata conversione del D.L. n. 114/2008
Non è stato convertito in legge nei termini il D.L. n. 114/2008, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’aumento delle materie prime e dei carburanti nel settore della pesca, nonché per il rilancio competitivo del settore”.
Ai sensi dell’art. 1, comma 4, legge n. 129/2008 (di conversione del D.L. n. 97/2008), restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto in oggetto.
(Comunicato Ministero giustizia 02/09/2008, G.U. 02/09/2008, n. 205, in Notiziario Ipsoa del 03/09/2008)