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Timestamp: 2020-08-08 18:03:57+00:00
Document Index: 72045438

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 66', 'art. 36', 'art. 66', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 3', 'art.2', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art.3', 'art. 17', 'art.12', 'art.13', 'art.13']

Carta d’identità elettronica: al via la nuova versione da altalex.com .. - Asaps.it Il Portale della Sicurezza Stradale
Decreti Ministeriali 13/01/2016
Il supporto fisico della CIE è realizzato con le tecniche tipiche della produzione di carte valori, integrato con un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni necessarie per la verifica dell'identità del titolare, inclusi gli elementi biometrici primari e secondari, nonché per l'autenticazione in rete, secondo le caratteristiche tecniche di cui all'allegato B del DM che sono aggiornate con decreto direttoriale del Ministero dell'interno, sentiti l'Agenzia per l'Italia digitale e il Garante per la protezione dei dati personali, e pubblicato sul proprio sito istituzionale.
Il ricorso agli elementi biometrici primari e secondari memorizzati nel microprocessore viene previsto per verificare l'autenticità della CIE e l'identità del titolare attraverso elementi comparativi direttamente disponibili e rappresenta uno degli aspetti di maggiore novità e rilievo.
La richiesta di rilascio della CIE è presentata dal cittadino (o dai genitori o tutori in caso di minore) presso l'ufficio anagrafico del Comune di residenza o di dimora e può essere effettuata anche telematicamente collegandosi al CIEOnline secondo le modalità indicate sul Portale.
Per il rilascio della CIE, il Comune o il Consolato effettua l'acquisizione delle seguenti informazioni del richiedente:
e) dato facoltativo relativo alla volontà di donazione o diniego di organi e/o di tessuti; f) eventuali indirizzi di recapito della CIE o di contatto del richiedente per ricevere comunicazioni inerenti allo stato di avanzamento della pratica di rilascio della CIE.
Al termine dell'operazione di acquisizione dei dati , il Comune o il Consolato rilascia al richiedente la ricevuta della richiesta della CIE, comprensiva del numero della pratica e della prima parte dei codici PIN/PUK associati alla CIE.
Successivamente la consegna della CIE e della seconda parte dei codici PIN/PUK associati ad essa avviene, entro sei giorni lavorativi, presso l'indirizzo indicato all'atto dell'acquisizione dei dati del richiedente.
L’art. 8 del DM disciplina anche il c.d. cartellino elettronico conservato all’atto della richiesta dal sistema di servizi del CNSD (Centro Nazionale dei Servizi Demografici) per il circuito di emissione della CIE (SSCE) che contiene le informazioni anagrafiche, la fotografia, la scansione della firma autografa, il numero di protocollo della pratica, le informazioni relative al processo di rilascio e il numero univoco nazionale della CIE. IL DM di riferimento disciplina rispettivamente agli artt. 10, 11, e 12 anche le funzioni del Ministero dell’Interno, dei Comuni e dei Consolati e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, prevedendo sia all’art. 9, comma 2 che all’art. 13 la “Commissione interministeriale permanente della CIE” istituita, presso il Ministero dell'interno, Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - Direzione centrale per i servizi demografici e composta da un Presidente designato dal Ministero dell’Interno, da un rappresentante del Ministero dell'interno e un supplente; un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze e un supplente; un rappresentante del Ministero degli esteri e un supplente; un rappresentante designato dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e un supplente; un rappresentante designato dall'Agenzia per l'Italia digitale e un supplente; un rappresentante designato dall'IPZS e un supplente; un rappresentante designato dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e un supplente.
1. supportare il Ministero dell'Interno nella definizione del piano di graduale avvio del rilascio della CIE presso Comuni e Consolati;
2. verificare lo stato di avanzamento del progetto nei diversi ambiti e aspetti; 3. definire le modalità di adozione degli standard tecnologici, delle linee guida e delle specifiche tecniche e delle eventuali funzionalità aggiuntive, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per i soli aspetti concernenti il trattamento dei dati personali;
4. definire, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per i soli aspetti concernenti la sicurezza dei dati e del sistema e il trattamento dei dati personali, le caratteristiche tecniche delle dotazioni hardware e software delle postazioni dei Comuni e dei Consolati;
5. garantire, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per i soli aspetti concernenti la sicurezza dei dati e del sistema e il trattamento dei dati personali, l'aggiornamento e l'allineamento del sistema in relazione all'evoluzione tecnologica, alle direttive europee e alle possibili interazioni con altri sistemi di identificazione elettronica ed altre iniziative governative strategiche di interesse nazionale ed internazionale.
Ovviamente non poteva mancare all’art. 15 del Decreto del Ministero dell’Interno un chiaro riferimento al rispetto della normativa in materia di protezione di dati personali che nel caso specifico, considerata la previsione di elementi biometrici assume una notevole rilevanza. Infine l’art. 16 del provvedimento in esame prevede la facoltà per il cittadino maggiorenne, in sede di richiesta al Comune o al Consolato di rilascio della CIE, di indicare il proprio consenso, ovvero diniego, alla donazione di organi e tessuti in caso di morte.
In realtà, però, bisogna ammettere, che la storia della carta d’identità elettronica e di tutte le carte elettroniche così come disciplinate dall’art. 66 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) non è una storia di successi.
La carta d’identità elettronica è stata disciplinata per la prima volta dalla legge 127/1997 le cui norme sono confluite nel D.P.R. n. 445/2000 che, all’art. 36, ha rinviato la determinazione delle caratteristiche e delle modalità “per il rilascio della carta d'identità elettronica, del documento d'identità elettronico e della carta nazionale dei servizi” ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro dell'Interno, di concerto con il Ministro per la Funzione Pubblica, con il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
La carta di identità elettronica, che secondo quanto previsto dal terzo comma dell’art. 66 del CAD deve contenere i dati identificativi della persona ed il codice fiscale, è stata prevista per offrire ai cittadini italiani uno strumento di identità con le seguenti caratteristiche:
maggiore sicurezza nel processo di identificazione ai fini di polizia;
utilizzo quale strumento di identificazione in rete per i servizi telematici;
È necessario, difatti che la e-card sia uno strumento sicuro sotto i diversi aspetti della produzione, rilascio nonché utilizzo da parte del titolare. La sicurezza non solo deve accompagnare tutti i flussi informatici necessari al circuito di emissione, ma deve anche essere presente sul supporto fisico al fine di scoraggiare facili contraffazioni, nonché di consentire un’identificazione certa da parte delle istituzioni competenti.
Ma la vera novità rispetto alla versione cartacea è rappresentata dall’utilizzo della carta d'identità elettronica come carta servizi tramite tecniche di autenticazione opportunamente combinate con l’adozione di un codice personale di identificazione (PIN).
L'interoperabilità, invece, è imposta dalla necessità di dover disporre di un supporto in grado di funzionare allo stesso modo e su tutto il territorio nei confronti degli esercizi commerciali.
Al fine poi di accelerare l’erogazione di servizi in rete da parte delle Autonomie locali, la carta d’identità elettronica è stata affiancata dalla carta nazionale dei servizi con il compito della sola identificazione in rete del cittadino.
Il problema è che gli enti locali hanno offerto e continuano ad offrire pochissimi servizi istituzionali on line ai cittadini rendendo quindi, in parte, inutile la produzione di questo documento elettronico. Solo in alcune Regioni hanno assunto rilevanza alcune carte regionali dei servizi con limiti piuttosto evidenti.
Si ricorda, inoltre, che l’art. 1 della legge n. 221/2012 ha introdotto nell’ambito del programma di attuazione dell’Agenda digitale italiana un nuovo strumento digitale cioè il documento digitale unificato (DDU). Difatti il provvedimento intervenendo sull’art. 10 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, ne ridefinisce completamente il comma 3 prevedendo che con specifico DPCM coordinato con tutti i Ministri interessati (Ministro dell'interno e del Ministro dell'economia e delle finanze, Ministro della salute, Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Ministro delegato per l'innovazione tecnologica) sentita anche l'Agenzia per l'Italia digitale, sarà disciplinata l’unificazione della carta d'identità elettronica con la tessera sanitaria sul medesimo supporto con il conseguente rilascio gratuito del documento unificato, mediante l’utilizzazione, anche ai fini di produzione e rilascio, di tutte le risorse disponibili a legislazione vigente per la tessera sanitaria.
Ovviamente tale operazione richiederà la modifica e l’adeguamento dei parametri tecnici su cui si fonda il documento digitale e le modalità tecniche di produzione, distribuzione e gestione del documento unificato, saranno definite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con il Ministro delegato per l'innovazione tecnologica e, limitatamente ai profili sanitari, con il Ministro della salute.
Alla luce, quindi, di tale quadro normativo e degli stessi risultati ottenuti con la prima versione della carta d’identità elettronica si rimane piuttosto sorpresi nel vedere questo nuovo Decreto Ministeriale rilanciare un documento che non vede molte possibilità di successo in considerazione anche della quasi totale inesistenza, all’attualità, di servizi on line da parte degli enti locali.
MINISTERO DELL'INTERNO DECRETO 23 dicembre 2015
(GU n. 302 del 30-12-2015)
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, IL MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Visto l'art. 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di seguito TULPS, ed il relativo regolamento di esecuzione del 6 maggio 1940, n. 635;
Vista la legge 13 luglio 1966, n. 559 e in particolare l'art.2, comma 8;
Visto il decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito con modificazioni in legge 31 marzo 2005, n. 43;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, recante "Codice dell'amministrazione digitale";
Visto il decreto del Ministro dell'interno 23 aprile 2002, istitutivo del Centro nazionale per i servizi demografici presso il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - Direzione centrale per i servizi demografici;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 2014, n. 194, recante "modalita' di attuazione e di funzionamento dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e di definizione del piano per il graduale subentro dell'ANPR alle anagrafi della popolazione residente";
Visto l'art. 10, comma 3, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante "Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali" convertito, con modificazioni, dalla legge del 6 agosto 2015, n.125 che prevede che l'emissione della carta d'identita' elettronica e' riservata al Ministero dell'interno che vi provvede nel rispetto delle norme di sicurezza in materia di carte valori, di documenti di sicurezza della Repubblica e degli standard internazionali di sicurezza;
Visto il medesimo art. 10, comma 3, del citato d.l. n. 78 del 2015, che stabilisce che con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Agenzia per l'Italia digitale, il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-citta' autonomie locali, siano definite le caratteristiche tecniche, le modalita' di produzione, di emissione, di rilascio della carta d'identita' elettronica, nonche' di tenuta del relativo archivio informatizzato;
Vista la legge 1° aprile 1999, n. 91, recante "Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti";
Visto il decreto del Ministro della sanita' dell'8 aprile 2000, recante "Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti, attuativo delle prescrizioni relative alla dichiarazione di volonta' dei cittadini sulla donazione di organi a scopo di trapianto", come modificato dal decreto del Ministro della salute dell'11 marzo 2008;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni, recante "Codice per la protezione dei dati personali";
Visto il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 4 agosto 2003 e successive modificazioni, recante "Nuove istruzioni per la disciplina dei servizi di vigilanza e controllo sulla produzione delle carte valori, degli stampati a rigoroso rendiconto, degli stampati comuni e delle pubblicazioni ufficiali";
Visto il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013 recante "individuazione delle carte valori ai sensi dell'art. 2, comma 10-bis, lettere a) e b) della legge 13 luglio 1966, n. 559 e successive modificazioni e integrazioni";
Sentita l'Agenzia per l'Italia digitale che si e' espressa con determinazione n. 169/2015 del 14 dicembre 2015;
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali che si e' espresso con parere n. 656, in data 17 dicembre 2015;
Sentita la Conferenza Stato-citta' e autonomie locali in data 17 dicembre 2015;
a) "ANPR": l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, di cui all'articolo 62 del CAD;
b) "Autenticazione in rete": l'identificazione informatica tramite la CIE, ai sensi dell'articolo 64 del CAD, finalizzata all'accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni;
c) "CA Autenticazione": la struttura di Certification Authority del CNSD che emette i certificati di autenticazione in rete, componente della piattaforma e dell'infrastruttura per l'emissione della CIE;
d) "CAD": il Codice dell'Amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modifiche;
e) "Cartellino elettronico": la trasposizione in formato digitale del cartellino cartaceo di cui all'articolo 290 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635;
f) "Centro Nazionale Trapianti": il Centro nazionale per i trapianti istituito dall'articolo 8 della legge 1 aprile 1999, n. 91, e successive modificazioni;
g) "Certificato di Autenticazione": il certificato digitale rilasciato dalla "CA Autenticazione" necessario per l'autenticazione in rete;
h) "CIE": il documento d'identita' personale rilasciato dal Ministero dell'interno denominato "Carta d'Identita' Elettronica";
i) "CNSD": il Centro Nazionale dei Servizi Demografici, costituito con il decreto ministeriale 23 aprile 2002, presso il Ministero dell'interno - Dipartimento affari interni e territoriali;
j) "CP-CIE": il centro di produzione della CIE, componente della piattaforma e dell'infrastruttura per l'emissione della CIE;
k) "Dati di identificazione": i dati memorizzati sul microprocessore ai fini della verifica dell'identita';
l) "Elementi biometrici primari": l'immagine del volto del titolare della CIE, secondo quanto indicato nell'allegato B;
m) "Elementi biometrici secondari": l'immagine delle impronte digitali del titolare della CIE ai sensi dell'art.3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773, secondo quanto indicato nell'allegato B;
n) "PKI-CIE": l'insieme delle infrastrutture a chiave pubblica (Public Key Infrastructure - PKI), delle infrastrutture di comunicazione e pubblicazione dei certificati, costituite da sistemi, entita' e procedure operative preposte a garantire la certificazione dei dati di identificazione contenuti nel microprocessore, la protezione dei dati stessi e la sicurezza del circuito di emissione e controllo della CIE, componente della piattaforma e dell'infrastruttura per l'emissione della CIE;
p) "PIN": il codice segreto personale necessario alla fruizione dei servizi che richiedono l'autenticazione in rete;
q) "CIEonLine": l'infrastruttura informatica e di rete che rende disponibili i servizi di supporto al processo di emissione e gestione della CIE, componente della piattaforma e dell'infrastruttura per l'emissione della CIE;
r) "Portale": il sito web della CIE, componente della piattaforma e dell'infrastruttura per l'emissione della CIE;
s) "Postazione": l'apparato hardware e software dedicato all'acquisizione dei dati previsti;
t) "PUK": la chiave personale non modificabile di sblocco necessaria alla riabilitazione del PIN a seguito di relativo blocco;
u) "RIPA": la Rete Internazionale delle Pubbliche Amministrazioni;
v) "Sistema Informativo dei Trapianti" o "SIT", il sistema istituito nell'ambito del Sistema Informativo Sanitario Nazionale in base all'articolo 7 della legge 1° aprile 1999, n. 91, che consente la raccolta, in un'unica banca dati, delle manifestazioni di volonta' in tema di donazione degli organi e tessuti espresse dai cittadini;
x) "SSCE": il sistema di servizi del CNSD per il circuito di emissione della CIE, componente della piattaforma e dell'infrastruttura per l'emissione della CIE.
1. Il presente decreto definisce le procedure di emissione della CIE determinando le caratteristiche tecniche della piattaforma e dell'architettura logica dell'infrastruttura, disciplinando, altresi', le modalita' tecniche di produzione, distribuzione, gestione e supporto all'utilizzo della CIE.
1. La CIE ha le caratteristiche grafiche previste dal modello di cui all'allegato A. Tale modello e' aggiornato con decreto direttoriale del Ministero dell'interno, sentiti l'Agenzia per l'Italia digitale e il Garante per la protezione dei dati personali, e pubblicato sul proprio sito istituzionale.
2. Il supporto fisico della CIE e' realizzato con le tecniche tipiche della produzione di carte valori, integrato con un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni necessarie per la verifica dell'identita' del titolare, inclusi gli elementi biometrici primari e secondari, nonche' per l'autenticazione in rete, secondo le caratteristiche tecniche di cui all'allegato B che sono aggiornate con decreto direttoriale del Ministero dell'interno, sentiti l'Agenzia per l'Italia digitale e il Garante per la protezione dei dati personali, e pubblicato sul proprio sito istituzionale.
3. Gli elementi biometrici primari e secondari memorizzati nel microprocessore sono utilizzati esclusivamente per verificare l'autenticita' della CIE e l'identita' del titolare attraverso elementi comparativi direttamente disponibili ed escludendo confronti in modalita' "uno a molti" a fini di identificazione.
La richiesta di rilascio della CIE e' presentata dal cittadino (o dai genitori o tutori in caso di minore) presso l'ufficio anagrafico del Comune di residenza o di dimora, ai sensi dell'articolo 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, o presso il Consolato se cittadino italiano residente all'estero ed iscritto in ANPR
b) smarrimento o furto della CIE o della carta d'identita' in corso di validita', previa presentazione della relativa denuncia;
c) deterioramento della CIE o della carta d'identita' in corso di validita', previa verifica del relativo stato da parte dell'Ufficiale di anagrafe;
2. Il cittadino (o i genitori o i tutori in caso di minori) puo' prenotare la richiesta di rilascio della CIE collegandosi al CIEOnline secondo le modalita' indicate sul Portale.
3. Il Comune o il Consolato, verificata l'identita' del richiedente, accerta l'assenza di eventuali motivi ostativi al rilascio della CIE per il tramite del SSCE, secondo quanto indicato nell'allegato B.
1. Per il rilascio della CIE, il Comune o il Consolato effettua l'acquisizione delle seguenti informazioni del richiedente:
e) dato facoltativo relativo alla volonta' di donazione o diniego di organi e/o di tessuti;
2. Al termine dell'operazione di acquisizione dei dati di cui al comma 1, il Comune o il Consolato rilascia al richiedente la ricevuta della richiesta della CIE, comprensiva del numero della pratica e della prima parte dei codici PIN/PUK associati alla CIE.
1. La consegna della CIE e della seconda parte dei codici PIN/PUK associati ad essa avviene, entro sei giorni lavorativi, presso l'indirizzo indicato all'atto dell'acquisizione dei dati del richiedente. Per i cittadini italiani residenti all'estero ed iscritti in ANPR la consegna della CIE avverra' secondo le modalita' stabilite dall'art. 17 del presente decreto.
1. In caso di furto o smarrimento, il cittadino effettua il blocco della propria CIE per inibirne l'utilizzo ai fini dell'accesso ai servizi in rete, contattando il servizio di help desk della CIE e sporge regolare denuncia presso le Forze di Polizia.
1. Le funzioni per lo svolgimento delle attivita' di produzione, distribuzione, gestione e supporto all'utilizzo della CIE vengono svolte dal Ministero dell'interno, dal Ministero dell'economia e delle finanze, dai Comuni, dai Consolati e da IPZS.
2. E' istituita, presso il Ministero dell'interno, Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - Direzione centrale per i servizi demografici, la Commissione interministeriale permanente della CIE, preposta agli indirizzi strategici e al monitoraggio delle varie fasi del progetto.
1. Il Ministero dell'interno, Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - Direzione centrale per i servizi demografici, assicura il supporto necessario ai Comuni, ai Consolati e alle Questure per il corretto espletamento delle attivita' connesse all'attuazione del presente decreto mettendo a disposizione, avendone la responsabilita', l'infrastruttura informatica ubicata nel CNSD che comprende:
b) il sistema finalizzato a garantire l'integrita' e la sicurezza delle comunicazioni telematiche tra il CNSD ("sistema di sicurezza del CNSD") ed i vari enti coinvolti nel processo di emissione della CIE secondo quanto indicato nell'allegato B, paragrafo 6, in sostituzione del sistema infrastrutturale previsto dal DM 2 agosto del 2005;
d) il servizio di convalida dei dati anagrafici al CIEonLine tramite il collegamento con l'ANPR;
1. I Comuni e i Consolati identificano il soggetto richiedente la CIE e, nel rispetto delle regole tecniche e di sicurezza indicate nell'allegato B, ne acquisiscono i dati di cui all'articolo 5, attraverso le apposite postazioni collegate con il CIEonLine di cui all'art.12, comma 4, e richiedono la produzione della CIE al Ministero dell'interno, tramite il CNSD.
2. Per lo svolgimento delle attivita' di competenza nell'ambito del processo di emissione della CIE, eventuali dotazioni hardware aggiuntive devono essere conformi alle caratteristiche tecniche definite dalla Commissione di cui all'art.13.
1. IPZS mette a disposizione del CNSD la piattaforma e l'infrastruttura, di cui all'articolo 2, descritta nell'allegato B, assicurandone la realizzazione, la manutenzione e la conduzione operativa.
2. Per lo svolgimento delle attivita' connesse all'attuazione del presente decreto, IPZS fornisce al CNSD ed al personale comunale addetto, adeguata documentazione, formazione del relativo personale e supporto tecnico.
3. IPZS fornisce al CNSD gli strumenti necessari per quanto previsto all'articolo 10.
4. IPZS mette a disposizione dei Comuni, dei Consolati e delle Questure un servizio di help desk per fornire il supporto tecnico necessario al corretto espletamento delle attivita' connesse al rilascio ed al controllo del ciclo di vita della CIE.
5. IPZS mette a disposizione dei cittadini un servizio di help desk telefonico attraverso il quale attivare la procedura di interdizione in caso di smarrimento o furto della CIE secondo quanto indicato nell'allegato B.
6. Per lo svolgimento delle attivita' di competenza nell'ambito del processo di emissione della CIE, IPZS fornisce ai Comuni le dotazioni hardware e software delle postazioni, conformi alle caratteristiche tecniche definite dalla Commissione di cui all'art.13, nonche' i relativi aggiornamenti e i servizi di installazione, di manutenzione e di supporto tecnico e informativo.
7. Il numero di postazioni e la relativa ubicazione sono definite dal Ministero dell'interno.
8. IPZS provvede alla produzione e alla spedizione della CIE secondo quanto previsto dall'articolo 6 e in conformita' a quanto stabilito nel decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 4 agosto 2003.
a) supporta il Ministero dell'interno nella definizione del piano di graduale avvio del rilascio della CIE presso Comuni e Consolati;
c) definisce le modalita' di adozione degli standard tecnologici, delle linee guida e delle specifiche tecniche e delle eventuali funzionalita' aggiuntive, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per i soli aspetti concernenti il trattamento dei dati personali;
d) definisce, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per i soli aspetti concernenti la sicurezza dei dati e del sistema e il trattamento dei dati personali, le caratteristiche tecniche delle dotazioni hardware e software delle postazioni dei Comuni e dei Consolati; e) garantisce, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per i soli aspetti concernenti la sicurezza dei dati e del sistema e il trattamento dei dati personali, l'aggiornamento e l'allineamento del sistema in relazione all'evoluzione tecnologica, alle direttive europee e alle possibili interazioni con altri sistemi di identificazione elettronica ed altre iniziative governative strategiche di interesse nazionale ed internazionale.
2. La Commissione e' costituita dal Presidente, designato dal Ministero dell'interno, e dai seguenti componenti:
b) un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze e un supplente;
e) un rappresentante designato dall'Agenzia per l'Italia digitale e un supplente;
g) un rappresentante designato dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e un supplente.
3. Il Presidente e i componenti della Commissione rimangono in carica per un triennio e svolgono il mandato a titolo gratuito.
5. Fino alla costituzione della Commissione di cui al presente articolo i compiti di cui al comma 1 sono svolti dal Gruppo tecnico di lavoro istituito dal Direttore centrale per i servizi demografici del Dipartimento Affari interni e territoriali del Ministero dell'interno.
1. I Comuni che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, emettono la carta d'identita' elettronica ai sensi dell'articolo 7-vicies ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, avviano il processo di rilascio della CIE secondo le regole tecniche e di sicurezza previste dal presente decreto, nei tempi e nelle modalita' stabilite dalla Commissione di cui all'articolo 13.
2. Nei restanti Comuni e nei Consolati, il rilascio della CIE e' avviato secondo il piano definito dal Ministero dell'interno sentita la Commissione di cui all'articolo 13.
1. Ai fini della produzione, del rilascio e della gestione della CIE, il trattamento dei dati personali e' effettuato nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche.
2. Il Ministero dell'interno - Dipartimento Affari interni e territoriali, il Ministero dell'economia e delle finanze, i Comuni e il Ministero degli affari esteri sono titolari del trattamento di dati personali di propria competenza.
3. Il Ministero dell'interno, le Amministrazioni e gli Enti coinvolti nel processo di emissione non procedono in alcun caso al tracciamento e/o alla registrazione centralizzata di dati relativi all'utilizzo della CIE per l'accesso ai servizi erogati da altri soggetti.
1. Il cittadino maggiorenne, in sede di richiesta al Comune di rilascio della CIE, ha facolta' di indicare il proprio consenso, ovvero diniego, alla donazione di organi e tessuti in caso di morte.
2. L'indicazione di cui al comma 1 e' trasmessa dal comune al Sistema Informativo Trapianti con le modalita' indicate nell'allegato B.
3. Nel caso in cui il cittadino intenda modificare la propria volonta' precedentemente registrata nel SIT, si deve recare presso la propria ASL di appartenenza oppure le aziende ospedaliere o gli ambulatori dei medici di medicina generale o i Centri Regionali per i Trapianti (CRT), o - limitatamente al momento di rinnovo della CIE - anche presso il Comune.
1. I Consolati sono autorizzati all'emissione della CIE per i cittadini italiani residenti all'estero che ne fanno richiesta presso gli Uffici consolari stessi.
2. Il Ministro dell'interno e il Ministro degli affari esteri definiscono congiuntamente le modalita' organizzative e tecniche di dettaglio per l'emissione della CIE da parte degli Uffici consolari.
2. Le carte d'identita' in formato cartaceo ed elettronico rilasciate fino all'emissione della CIE di cui al presente decreto mantengono la propria validita' fino alla scadenza.
Le attivita' del presente decreto saranno realizzate con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Registrato alla Corte dei conti il 30 dicembre 2015 Interno, registro n. 1, foglio n. 2392
Il Decreto del Ministero dell’Interno del 23 dicembre 2015 pubblicato in G.U. il 30 dicembre 2015 disciplina le modalità tecniche di emissione di una nuova versione della carta d’identità elettronica (CIE). In particolare il provvedimento determina le caratteristiche tecniche della piattaforma e dell'architettura logica dell'infrastruttura, definendo, nello specifico le modalità tecniche di produzione, distribuzione, gestione e supporto all'utilizzo della CIE. Altalex. (ASAPS)