Source: http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?p=187791
Timestamp: 2014-10-26 07:40:44+00:00
Document Index: 46646749

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 116', 'art. 162', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 7']

Comuni d'Italia :: Leggi argomento - registrazione matrimonio religioso cittadina AIRE
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skyla357a
Inviato: Lun 09 Ott 2006 - 9:59 am Oggetto: registrazione matrimonio religioso cittadina AIRE
Caro Sign. Scolaro, gia�tempo fa�avevo chiesto chiarimenti per la procedura di matrimonio religioso in Italia per me residente all�estero e il mio oggi marito tedesco. A sposarci ce l�abbiamo fatta il 23 settembre, a registrare il matrimonio ancora no. Ho chiamato la mia ambasciata e loro mi hanno detto che il sacerdote trascrive l�atto ma che l�anagrafe di roma non provvedere a mandare informazioni in Germania. Ho chiamato l�anagrafe di Roma che mi ha informato che loro stanno registrando ancora i matrimoni di Giugno figuriamoci uno di settembre. Ufficialmente quindi noi in germania non siamo sposati ( con tutte le conseguenze fiscali del caso) ed in Italia neanche . Che si fa�?
Qual�e�la procedura? Chi fa cosa?
Sereno.SCOLARORegistrato: 27/09/02 08:22Messaggi: 49774
Inviato: Lun 09 Ott 2006 - 10:27 am Oggetto: La richiesta di trascrizione puo' essere presentata dal parroco sono entro 5 gg dalla celebrazione.
Essendo uno degli sposi cittadino straniero, deve essere presentata anche la dichiarazione prescritta dall'art. 116, 1 CC o a cura degli sposi o del parroco (se questi l'abbiano consegnata al parroco).
Il comune provvede alla pubblicazione di un avviso di celebrato matrimonio per la durata di 10 gg e, parallelamente, all'acquisizione dei documentic he provano l'assenza di cause di intrascrivibilita'.
Completati questi due procedimenti, l'Ufficiale dello stato civile ha 24 ore per procedere alla trascrizione.
Dato che uno degli sposi e' cittadino germanico, il comune deve anche perovvedere a quanto stabilito dalla Convenzione fatta a Istanbul il 4/9/1958, nonche' dalla Convenzione fatta a Vienna il 8/9/1976.
Dato il comune coinvolto (in relazione alla dimensione ed alla nunmerosita' dei casi), non resta che consigliare di sollecitare._________________Sereno SCOLARO
Inviato: Lun 09 Ott 2006 - 11:12 am Oggetto: per capire
Quindi posso chiedere all�anagrafe di Roma un certificato di avvenuto matrimonio?
se come previsto dalla legge il matrimonio deve essere trascritto entro 24 ore come e�possibile che mi dicano ci vogliano 3 mesi?
come posso essere sicura che nel frattempo non sorgano poi problemi?
Inviato: Lun 09 Ott 2006 - 2:24 pm Oggetto: Si, certamente (ma dopo la trascrizione).
Le 24 ore si computano da quando sia stato completato il procedimento preliminare previsto dall'art. 13 L. 27/5/1929, n. 847 (precedentemente indicato)._________________Sereno SCOLARO
donatella CASENTINI5231
Inviato: Sab 30 Dic 2006 - 4:08 pm Oggetto: PER QUELLO CHE HO CAPITO LA SPOSA E' UN'ISCRITTA AIRE IN UN COMUNE ITALIANO; NON DOVREBBE QUINDI RICHIEDERE LE PUBBLICAZIONI AL CONSOLATO ITALIANO ALL'ESTERO CHE ACCERTER� LA CAPACIT� MATRIMONIALE ANCHE DELLO SPOSO E RILASCERA' UN DOCUMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO CONCORDATARIO IN ITALIA??
MI � VENUTO IL DUBBIO CHE IL CONSOLATO POSSA RILASCIARE SOLO UNA DELEGA ART. 109 PER LA CELEBRAZIONE DI UN MATRIMONIO CIVILE MA HO LETTO IL MASSIMARIO DEL MINISTERO DI ULTIMA STAMPA CHE MI CONFERMA L'ESATTEZZA DI TALE PROCEDURA DA PARTE DEL CONSOLATO .
COS�, ESSENDO STATA CONTATTATA DA UNA COPPIA CHE AVEVA AVUTO LO STESSO PROBLEMA , MI SONO SENTITA DI PROPORRE TALE SOLUZIONE E PARE CHE IL CONSOLATO , DOPO AVER EFFETTUATO LE REGOLARI PUBBLICAZIONI, GLI ABBIA RILASCIATO UN DOCUMENTO PER IL PARROCO CON IL QUALE LA COPPIA SI SPOSER�!!
QUANDO IL MATRIMONIO CELEBRATO MI VERR� TRASMESSO ASSIEME AL DOCUMENTO RILASCIATO DAL CONSOLE ITALIANO POTR� TRASCRIVERLO TRANQUILLAMENTE?
COSA PU� DIRMI IN MERITO?
Inviato: Dom 31 Dic 2006 - 7:02 am Oggetto: Come prima cosa, andrebbe precisdato come le procedure della L. 27/5/1929, n. 847 non possano applicarsi al di fuori dell'Italia, in quanto le norme c.d. concoradatarie (specie questa che e' una legge 'nazionale') regolano i rapporti tra la Repubblica Italiana e la Chiesa cattolica, cioe' tra due soggi di cui, almeno 1 (la Repubblica italiana), ha ben precisi confini territoriali.
Nel caso di pubblicazioni formate avanti all'autorita' consolare (cioe' nel luogo di residenza all'estero; art. 7 dPR 200/1967) queste opererebbero solo sul versante regolato dal CC e non potrebbe esservi matrimonio c.d. concordatario mancando la co-condizione dell'art. 6, 2 L. 847/1929; anche a voler considerare gli artt. 12 e 13 L. 847/1929, non si pu� parlare di pubblicazioni dato che queste disposizioni fanno riferimento alle pubblicazioni previste dalla legge civile (e anche la L. 847/1929 lo e'!), proprio per la carenza della co-condizione dell'art. 6, 2 L. 847/1929.
In altre parole, un matrimonio religioco (canonico) celebrato in Italia, effettuate, come dovute, le pubblicazioni nel luogo di residenza (all'estero) dovrebbe essere trascrivibile ex art. 13 L. 847/1929, magari 'utilizzando' il certificato di eseguite pubblicazioni 'consolare' come documentazione concorrente ai fini delle procedure di verifica delle condizioni di trascrizione del matrimonio canonico non precedute dalle pubblicazioni prescritte dalla legge civile (nel senso sopra indicato).
Buon Anno._________________Sereno SCOLARO
Inviato: Dom 31 Dic 2006 - 10:38 am Oggetto: per quanto ho capito il parroco nel trasmettermi il matrimonio dovrebbe chiedermi l'applicazione dell'art. 13 e io potrei usare le pubblicazioni effettuate dal consolato come esaustive della documentazione necessaria senza fare nessun altro accertamento?
Lo sposo straniero deve produrre un nulla osta al matrimonio da allegare alla pratica o d� per scontato che avendo effettuato le pubblicazioni al consolato tale documento sia gi� stato prodotto l� e quindi non mi serve per la trascrizione?
Inviato: Dom 31 Dic 2006 - 2:08 pm Oggetto: Avvenendo il matrimonio in Italia, l'art. 116, 1 CC opera in tutti i casi._________________Sereno SCOLARO
Ospite5058
Inviato: Lun 12 Mar 2007 - 10:54 am Oggetto: ma se nel matrimonio canonico (identico al caso precedente cio� cittadino aire e straniera, matrimonio canonico celebrato in italia) il parroco ha sbarrato la parte della lettura degli artt. 143,144,147 del codice civile (facendo intendere che non li ha letti) e poi ha inserito la scelta della separzione dei beni ai sensi dell'art. 162 cc, come mi devo comportare per la trascrizione ai sensi dell'art. 13 l 847/29?
devo leggere gli articoli del cc agli sposi? e per quanto riguarda la scelta della separazione nell'atto di matrimonio � valida?
Inviato: Mar 13 Mar 2007 - 8:41 am Oggetto: La lettura degli 'noti' articoli del CC e' condizione essenziale perche' il matrimonmio possa avere effetti civili (con quanto ne segua)._________________Sereno SCOLARO
Inviato: Mar 13 Mar 2007 - 9:00 am Oggetto: e quindi devo provvedere io? perch� ho letto la procedura di trascrzione dell'art. 13 ma non ho mai trovato scritto questa ipotesi.
e per quanto riguarda la separazione dei beni?
Inviato: Mar 13 Mar 2007 - 9:36 am Oggetto: Prova a ri-leggere il precedente riscontro._________________Sereno SCOLARO
Ospite44a3
Inviato: Mer 21 Mar 2007 - 2:14 am Oggetto: Entrambi iscritti AIRE si sposeranno in chiesa in Italia (in Comune diverso delle iscrizioni AIRE). Il Parroco procede ad inviare l'atto di matrimonio per la trascrizione al Comune dove si trova la chiesa entro 5 giorni, questi procede a comunicarlo ai Comuni di iscrizione AIRE. Dico bene? Deve avvenire anche la trascrizione dell'atto di matrimonio anche nei Consolati italiani di provenienza dei nubendi?
Inviato: Mer 21 Mar 2007 - 9:12 am Oggetto: La trascrizione ha luogo con le modalita' dell'art. 13 L. 27/5/1929, n. 847.
Ai comuni d'iscrizione AIRE va data, semplicemente, comunicazione.
L'art. 12, 8 RSC prevede la trascrizione nel luogo di residenza delle persone a cui l'atto di riferisce; nella disposizione si parla di 'comune' e cio' motiva la parte finale.
Da un lato la residenza all'estero non e' in (alcun) comune italiano, ma nella circoscrizione consolare (art. 7 dPR 5/1/1967, n. 200), dall'altro l'ufficio consolare assolve alle funzioni (anche) di USC.
Il suggerimento maggiormente sostenibile e' quello che porta ad un'interpretazione letterale (anche se potrebbero esservi molti argomenti per la tesi opposta). Seguendo l'interpretazione letterale, non avendo nessuno dei due coniugi (ormai) residenza in alcun comune italiano (l'iscrizione AIRE non e' una residenza, ma la nega, essendo questa all'estero), l'atto di matrimonio non dovrebbe essere oggetto di trascrizione in altro comune, diverso da quello di celebrazione._________________Sereno SCOLARO