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Timestamp: 2017-01-21 06:33:26+00:00
Document Index: 178082172

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 139 del 17.11.2004
Trattamento Iva del contratto di factoring - Sentenza della Corte di
Giustizia CE del 26 giugno 2003, causa n. C-305/01
Numerose Direzioni regionali hanno chiesto chiarimenti in merito al
trattamento ai fini IVA delle operazioni di factoring alla luce della
sentenza della Corte di Giustizia CE del 26 giugno 2003, causa n. C-305/01
A tal fine, si evidenzia che, con riferimento al contratto di
factoring, nella predetta pronuncia la Corte ha affermato che:
a) la società di factoring, che assume il rischio d'insolvenza dei
debitori e che come corrispettivo fatturi ai propri clienti una commissione,
esercita un'attività economica ai sensi degli articoli 2 e 4 della VI
Direttiva (77/388/CEE) e, pertanto, assume la qualità di soggetto passivo,
con diritto alla deduzione in forza dell'art. 17 della medesima Direttiva;
b) un'attività economica, con cui un operatore acquisti crediti
assumendo il rischio d'insolvenza dei debitori e, come corrispettivo,
fatturi ai propri clienti una commissione, costituisce un "recupero dei
crediti" ai sensi dell'art. 13, parte B, lett. d), punto 3, della VI
Direttiva ed è, pertanto, esclusa dall'esenzione stabilita dalla stessa
La pronuncia della Corte di Giustizia ha inteso tracciare la linea di
demarcazione tra operazioni esenti ed operazioni tassate, offrendo una
precisa definizione del concetto di recupero crediti e di attività di
Dalla lettura della sentenza, riferita a fattispecie prospettata con
riguardo all'ordinamento tedesco, emerge che, a giudizio della Corte, non vi è differenza, ai fini del trattamento fiscale, tra factoring "proprio" e
"improprio" (cioè, rispettivamente, con e senza assunzione di rischio di
insolvenza del debitore) e che il factoring è diretto nella realtà al
Orbene se questa caratteristica dell'istituto è configurabile in
taluni ordinamenti giuridici, certamente non lo è secondo l'ordinamento
Nell'ordinamento italiano il contratto di factoring non
espressamente regolamentato. E' previsto, però, l'istituto della cessione
dei crediti d'impresa, disciplinato dalla legge 21 febbraio 1991 n. 52, che
trova applicazione quando:
- i crediti ceduti sorgono da contratti stipulati dal cedente
nell'esercizio dell'impresa;
- il cessionario è una banca o un intermediario finanziario
disciplinato dal testo unico delle leggi in materia bancaria
e creditizia.
Già dalla presenza necessaria di una banca o un intermediario
finanziario, in qualità di cessionario del credito, si desume che la
operazione richiamata ha natura finanziaria.
Anche al di fuori dello specifico campo di applicazione della legge
n. 52 del 1991, tuttavia, non vi è dubbio che nel nostro ordinamento la
cessione del credito e il factoring hanno finalità e natura finanziaria.
Infatti, il testo unico in materia bancaria (di cui al d.lgs 1 settembre
1993, n. 385) comprende tra le operazioni di prestito sia il factoring che
le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, come dire che, a
prescindere dalla denominazione adottata, l'operazione assume comunque una
valenza finanziaria.
Nella costante applicazione dell'istituto, come riconosciuto sia
dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (sent. 18 ottobre 1994, n.
8497, sent. 12 aprile 2000, n. 4654 e sent. 18 gennaio 2001, n. 684) che
dalla prassi interpretativa dell'Amministrazione finanziaria (vedi ris. del
24 maggio 2000, n. 71), la causa essenziale, o quanto meno prevalente, del
contratto di factoring è il finanziamento.
Il motivo per cui il creditore "cede" al factor i suoi crediti non
quello di ottenere che quest'ultimo si preoccupi di riscuotere dal debitore
il quantum dovuto. Se così fosse certamente ci troveremmo in una
fattispecie di recupero credito che, secondo la disciplina dell'art. 10, n.
1), del DPR n. 633 del 1972, esula dalla esenzione.
Indubbiamente possono ricorrere casi in cui oggetto del contratto di
factoring sia realmente il "recupero crediti", ma nella accezione
tradizionale di tale tipologia di contratto la causa del factoring è da
rinvenire in una vera e propria operazione di finanziamento, non molto
diversa dallo sconto delle cambiali ed altre operazioni similiari. In tal
caso è indubbio che l'operazione rientri tra quelle esenti di cui all'art. 10, primo comma, n. 1) del D.P.R. n. 633 del 1972.
In conclusione, a voler applicare in modo generalizzato le
determinazioni assunte dalla Corte di Giustizia, senza tener conto delle
significative e sostanziali differenze intercorrenti fra la fattispecie
solitamente adottata in Italia e quella rappresentata nella pronuncia della
Corte stessa, si finirebbe per applicare un'identica disciplina ad istituti
profondamente differenti.
Per evitare il predetto effetto e, al contempo, riconoscere il
corretto valore all'indirizzo espresso dalla Corte di Giustizia, sarà
necessario, a parere della scrivente, esperire di volta in volta un'indagine
che consenta di individuare la corretta natura dell'operazione concretamente
Se la causa del contratto è la volontà di ottenere da parte del
factor una gestione dei crediti rivolta essenzialmente al recupero degli
stessi, indubbiamente viene in applicazione la sentenza della Corte in
esame, per cui l'operazione è da qualificare come recupero crediti e come
tale imponibile ai fini Iva.
Al contrario qualora il creditore, con la stipula un contratto di
factoring, vuole ottenere un finanziamento (si tratterebbe di una
anticipazione o meglio di una monetizzazione dei propri crediti), per il
quale paga una commissione che si atteggia come un vero e proprio pagamento
di interessi (essendo peraltro quantificato in una percentuale
dell'ammontare dei crediti ceduti), allora appare fuori dubbio che il c.d.
factoring costituisce una vera e propria operazione finanziaria esente da
In tale ipotesi, la presenza di clausole diverse, "pro soluto" o "pro
solvendo", non incide sulla natura finanziaria del contratto.
Le Direzioni regionali vigileranno affinché i dipendenti Uffici
locali si uniformino ai predetti criteri interpretativi.
- Telese Terme, 18 ore fa	AteneoWeb s.r.l.