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Timestamp: 2020-02-17 21:01:24+00:00
Document Index: 41759303

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 92', 'art. 93', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 96', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 1218', 'art. 1223', 'art. 1226', 'art. 2059', 'art. 1218', 'art. 1223', 'art. 12', 'art. 92', 'art.2059', 'art.92', 'art. 14', 'art. 14']

Giudice di Pace di Pozzuoli (NA) del e dep 7.12.2011 - testo integrale Sentenza
Giudice di Pace di Pozzuoli (NA) del e dep 7.12.2011
Overbooking · viaggi · turismo · vacanza rovinata · risarcimento · consumerismo · civile
Ringrazio del cortese invio il gdp Italo Bruno, sempre attento e disponibile:
"- in ipotesi di annullamento di un pacchetto turistico non dipendente da colpa del viaggiatore/consumatore è applicabile il dettato dell'art. 92 del Codice del Consumo che prevede specifiche garanzie e protezioni a favore del consumatore, nel caso di recesso o annullamento del servizio. In particolare il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto turistico, ha diritto, in via alternativa, a usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo, oppure di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore previa restituzione della differenza del prezzo, oppure al rimborso, entro sette giorni lavorativi dal momento del recesso o della cancellazione, della somma di danaro già corrisposta."
nelle cause iscritte ai numeri 1655/10 e 2550/10 R.G. - RIUNITE AI SENSI DELL’ART. 274 C.P.C. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:
(TIZIO), nato a (…) il (…) e res.te in (…) alla Via (…) n.(…) – c.f. (…);	ATTORE
(CAIA), nata a (…) il (…) e res.te in (…) alla Via (…) n.(…) – c.f. (…);	ATTRICE
elett.te dom.ti in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che li rapp.ta e difende giusta mandati a margine degli atti di citazione;
S.R.L. (IPSLON), in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Via (…) n.(…) – elett.te dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che la rapp.ta e difende giusta mandato in calce alle copie notificate degli atti di citazione;	CONVENUTA
S.p.A. (ZETA), in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Via (…) n.(…) – P.Iva (…) - elett.te dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che la rapp.ta e difende giusta mandato in calce alle copie notificate degli atti di citazione;	CONVENUTA
S.p.A. (OMEGA), in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Via (…) n.(…) – P.Iva (…) - elett.te dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio degli avv.ti (…) che la rapp.tano e difendono giusta mandato a margine delle comparse di costituzione e risposta;	CHIAMATA-CONVENUTA
(TIZIO) e (CAIA), con distinti atti di citazione ritualmente notificati il 2/11/09 alla S.R.L. (IPSLON) ed alla S.p.A. (ZETA) le convenivano innanzi a questo Giudice affinché fosse dichiarata la loro esclusiva responsabilità in ordine alla causazione degli inconvenienti loro occorsi e, per l’effetto, condannarle al risarcimento di tutti i danni subiti e subendi, sia patrimoniali in misura di € 1.457,00 per (Tizio) ed in misura di € 1.093,00 per (Caia), sia non patrimoniali (morale e da vacanza rovinata) in misura non inferiore ad € 3.000,00 per ciascuno.
- che, giunti all’aeroporto di Roma si vedevano negare l’imbarco a causa della cancellazione del volo da parte della Società di navigazione (Omega) e la Spa (Zeta), il giorno dopo, proponeva alternative di viaggio in quanto il volo per Roatan sarebbe stato disponibile solo in data 28/6/09;
- che, gli istanti aderivano alla proposta alternativa con destinazione Cuba Varadero, pagando una ulteriore somma di € 300,00 ciascuno, con l’intesa di riprendere il volo per Roatan il 28/6/09;
- che, anche il volo del 28/6/09 per Roatan veniva annullato per un colpo di Stato in Honduras ed il Tour Operator metteva a disposizione un’altra settimana di soggiorno a Cuba;
- che, a nulla è valsa la richiesta di risarcimento danni avanzata alla Srl (Ipslon) ed alla Spa (Zeta) a mezzo e-mail del 30/6/09 e racc.te a.r. n.134481 27041-9 ricevuta l’1/7/09, n.13415098738- 9 e n.13415098739-2 ricevute il 14/7/09.
Nel caso del contratto di organizzazione di viaggio concluso dal viaggiatore tramite un intermediario (Agenzia di Viaggi), sulla base di un programma proposto da un organizzatore (Tour Operator), vengono in campo tre distinti rapporti. In particolare, secondo la Cassazione Terza Sezione Civile, Sentenza 8 ottobre 2009 n.21388, si tratta di: un primo rapporto di mandato tra organizzatore di viaggi ed intermediario, in base al quale il secondo colloca sul mercato i servizi offerti dal primo; un secondo rapporto di mandato tra viaggiatore ed intermediario, in base al quale questi raccoglie le prenotazioni dei viaggiatori; un terzo rapporto tra organizzatore di viaggi e viaggiatore che, deriva dal contratto concluso tra queste parti attraverso l’intermediario.
E’ pacifica la circostanza dell'avvenuto acquisto, da parte degli attori, in data 19/6/09, del pacchetto di viaggio organizzato dalla Spa (Zeta), verso il corrispettivo di € 798,00 ciascuno. Tale pacchetto comprendeva un volo andata e ritorno da Roma a Roatan (Honduras), con vettore (Omega) e n. 9 giorni e 7 notti presso Hotel Swan Club Herry Morgan 4*, come indicato in dettaglio nel contratto di viaggio.
Ci si trova di fronte, nel caso di specie, dunque, ad una ipotesi di annullamento del pacchetto turistico non dipendente da colpa del viaggiatore/consumatore. Si rileva, di conseguenza, l'applicabilità del dettato dell'art. 92 del Codice del Consumo che prevede specifiche garanzie e protezioni a favore del consumatore, nel caso di recesso o annullamento del servizio. In particolare il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto turistico, ha diritto, in via alternativa, a usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo, oppure di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore previa restituzione della differenza del prezzo, oppure al rimborso, entro sette giorni lavorativi dal momento del recesso o della cancellazione, della somma di danaro già corrisposta.
L'art. 93 del Codice del Consumo prevede, in ogni caso, e fermi restando gli obblighi di cui all'art. 92, in caso di inesatto o mancato adempimento degli obblighi contrattuali, la responsabilità dell'organizzatore per il risarcimento del danno patito dal viaggiatore, anche qualora l'inadempimento del tour operator sia dipeso a sua volta dall'inadempimento del prestatore di servizi di cui l'organizzatore si sia avvalso nell'esecuzione del contratto di viaggio.
E' dunque evidente che la cancellazione del volo ha fatto sorgere in capo al tour operator sia l'obbligo di effettuare a favore degli attori, in via alternativa, una delle prestazioni elencate all'art. 92, sia un obbligo risarcitorio in conseguenza del fatto del vettore (Omega) di cui il tour operator si è servito nell'adempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto.
Le odierne convenute, tuttavia, invocano l’applicazione dell'art. 96 del D.L.vo 206/2005, secondo il quale la responsabilità del “Tour Operator” è esclusa in caso di forza maggiore o caso fortuito.
Deve tuttavia rilevarsi che la Spa (Omega) non ha dimostrato che, anche avvalendosi di tutti i mezzi di cui disponeva, in termini di personale, di materiale e di risorse finanziarie - se non a pena di sacrifici insopportabili per le capacità della sua impresa – che il guasto tecnico era inevitabile.
- L'art. 5, n. 3, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 11 febbraio 2004, n. 261, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, dev'essere interpretato nel senso che un problema tecnico occorso ad un aeromobile e che comporta la cancellazione di un volo non rientra nella nozione di "circostanze eccezionali" ai sensi di tale disposizione, a meno che detto problema derivi da eventi che, per la loro natura o la loro origine, non sono inerenti al normale esercizio dell'attività del vettore aereo in questione e sfuggono al suo effettivo controllo.
Ciò dimostra, pertanto, l'insussistenza di una causa di forza maggiore quale invocata dalle convenute.
In base ai principi che regolano l'onere probatorio, in particolare a seguito della nota sentenza della Suprema Corte (Cass. Civ. SU 30 ottobre 2001 n. 13533), secondo la quale il creditore che agisce per il risarcimento del danno da inadempimento contrattuale dell'altro contraente deve provare la fonte del suo diritto e il termine di scadenza, ed allegare la circostanza dell'inadempimento altrui, mentre il debitore convenuto deve provare il fatto estintivo dell'altrui pretesa, compreso il proprio esatto adempimento, è onere della convenuta provare di aver adempiuto alle proprie obbligazioni derivanti dal contratto e dalla legge.
La convenuta Spa (Zeta) ha negato la propria responsabilità sostenendo che agli attori è stato offerto un altro pacchetto turistico di qualità superiore con una prenotazione alternativa su altro volo, con partenza il giorno successivo alla partenza programmata, in conformità al dettato normativo dell'art. 92 del cd. Codice del Consumo.
Tuttavia, l’art. 92 citato dispone che il consumatore ha diritto di usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo e che dev’essere risarcito di ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto.
Dagli atti di causa risulta, infatti, che gli attori hanno pagato un supplemento di € 300,00 ciascuno e che la cancellazione dei voli Roma-Roatan e Cuba/Roma hanno causato la perdita di n.2 giorni di vacanza, così come pattuita.
Risulta, altresì, dagli atti, che la Spa (Zeta) ha offerto a ciascun attore solo la minor somma di € 400,00 “in un’ottica di attenzione commerciale”, e non essendo esclusa la responsabilità per inadempimento del Tour Operator per l'intervento di fattori configurabili come caso fortuito o forza maggiore, si deve ritenere sussistente la responsabilità della convenuta per inadempimento parziale del contratto.
Consegue, pertanto, la condanna della Spa (Zeta) al pagamento in favore di ciascun attore della somma di € 478,00, corrispondente alla somma di 300,00, pagata quale supplemento di prezzo del soggiorno a Cuba, in dispregio del comma 1 dell’art. 92 del Codice del Consumo, e della somma di 178,00 per n.2 giorni di vacanza non usufruita a causa dei voli cancellati, calcolata sulla somma pattuita per il primo soggiorno.
- Regolamento (CE) n. 261/04 dell’11/2/04 entrato in vigore in Italia il 17/2/05, che ha abrogato e sostituito il previgente regolamento (CE) n.295/91, che disciplina, oltre al negato imbarco dipendente da overbooking, anche la cancellazione del volo e il ritardo prolungato.
- al rimborso del prezzo del biglietto e, se del caso, al volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale, oppure ad un volo alternativo verso la destinazione finale da prendere immediatamente o in una data successiva di suo gradimento, oppure ad un volo verso un aeroporto diverso da quello prenotato e, in tal caso, con il rimborso delle spese di trasferimento dall’aeroporto di arrivo a quello per il quale era stata effettuata la prenotazione;
Il non aver prestata la dovuta assistenza e/o informazione e la cancellazione dei voli che hanno causato disagi, integrano gli estremi dell’inadempimento contrattuale ai sensi della disciplina generale dettata in materia dal Codice Civile, art. 1218 (responsabilità del debitore).
A tale inadempimento consegue la condanna al risarcimento dei danni sofferti secondo i criteri dettati dall’art. 1223 c.c. e, pertanto, a questo Giudice sembra equo liquidare la somma di € 250,00, ex art. 1226 c.c., per ciascun attore.
- L’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c. consente ora di affermare che anche nella materia della responsabilità contrattuale è dato il risarcimento dei danni non patrimoniali.
L’art. 1218 c.c., nella parte in cui dispone che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, non può quindi essere riferito al solo danno patrimoniale, ma deve ritenersi comprensivo del danno non patrimoniale, qualora l’inadempimento abbia determinato lesione di diritti inviolabili della persona. Ed eguale più ampio contenuto va individuato nell’art. 1223 c.c., secondo cui il risarcimento del danno per l’inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta, riconducendo tra le perdite e le mancate utilità anche i pregiudizi non patrimoniali determinati dalla lesione dei menzionati diritti
Quanto all' ulteriore somma richiesta dagli attori per il risarcimento del c.d. danno da vacanza rovinata, per giurisprudenza ormai consolidata sia di merito che di legittimità (con l'autorevole avallo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Sezione III, Sentenza 13 ottobre 2011 – C-8310: la nozione di risarcimento supplementare di cui all’art. 12 del Regolamento n.261/04, dev’essere interpretata nel senso che consente al Giudice Nazionale di concedere il risarcimento del danno, incluso quello di natura morale, occasionato dall’inadempimento del contratto di trasporto aereo, alle condizioni previste dalla convenzione per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo o dal diritto nazionale) tale danno può farsi rientrare nella previsione dell'art. 92 comma 2 del D.Lgs 206/2005; esso può essere descritto come quel pregiudizio che si sostanzia nel disagio e nell'afflizione subiti dal turista-viaggiatore per non avere potuto godere pienamente della vacanza come occasione di svago e/o di riposo e per aver dovuto optare per una località totalmente diversa da quella scelta dagli attori e pattuita con il Tour Operator.
La risarcibilità del danno da vacanza rovinata, configurato come danno non patrimoniale, si fonda sul combinato disposto dell'art.2059 c.c. e dell'art.92 comma 2 del Codice del Consumo, secondo il quale il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto di viaggio senza colpa da parte del consumatore, ha diritto, oltre alla restituzione della somma o, in alternativa, all'offerta di una prestazione equivalente da parte del tour operator, al risarcimento di “ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto”.
Nel caso di specie il danno può ritenersi provato in via presuntiva, in quanto, con l'annullamento del viaggio a Roatan, gli attori hanno perso un’occasione di vedere luoghi sognati ed agognati e di godere del clima rilassante di quei luoghi.
Tale voce di danno dovrà essere quantificata equitativamente e può essere stimata prudenzialmente in € 300,00 per ciascun attore.
In conclusione, la convenuta Spa (Zeta) va condannata al pagamento a favore di (Tizio) e (Caia) della somma di € 1.028,00 ciascuno oltre interessi legali dalla domanda sino al soddisfo.
2) accoglie la domanda e, per l’effetto condanna la S.p.A. (ZETA), in persona del legale rapp.te pro-tempore, al pagamento in favore di (TIZIO) e (CAIA) della somma di € 1.028,00 ciascuno, oltre interessi legali dalla domanda fino al soddisfo;
3) condanna, altresì, la suddetta convenuta al pagamento delle spese processuali che liquida nella complessiva somma di € 1.800,00, di cui € 300,00 per spese, € 600,00 per diritti ed € 900,00 per onorari, oltre 12,50% ex art. 14 L.P., IVA e CPA se ed in quanto ricorrano i presupposti di legge per tale ripetibilità, oltre successive occorrende;
4) accoglie la domanda di rivalsa della Spa (ZETA) nei confronti della Spa (OMEGA) e, per l’effetto, condanna quest’ultima e tenere indenne la Spa (Zeta) di tutte le somme che la stessa è tenuta a pagare agli attori in dipendenza della presente sentenza, oltre al pagamento delle spese del procedimento che si liquidano nella complessiva somma di € 800,00, di cui € 100,00 per spese, € 300,00 per diritti ed € 400,00 per onorari, oltre 12,50% ex art. 14 L.P., IVA e CPA se ed in quanto ricorrano i presupposti di legge per tale ripetibilità, oltre successive occorrende;
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