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Timestamp: 2017-05-24 19:41:51+00:00
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Guida al Diritto by ANFAVVOCATI - issuu
RIFORME IN CANTIERECon il sì della Camera alle modifiche del Dl “fare”
prove di riavvicinamento tra legislatore e avvocati
DIAESTER PERIFANO - Segretario generale dell’Associazione nazionale forensella fine, tutto sommato, l’approvazione alla
Camera della legge di conversione del Dl
69/2013 è arrivata anche abbastanza rapida-mente condivisibili, altri meno, che disegnano tuttavia un risultato nel complesso positivo.
Il che potrebbe anche rappresentare la tappa inimente.
ziale di un percorso di riavvicinamento tra il legislaInnanzi tutto, va rilevato che, questa volta, l’iter è
tore e gli avvocati.
stato un po’ diverso dal solito: è vero che, in linea
Andiamo con ordine, sinteticamente e dunque
con i Governi precedenti, anche questo delle
senza pretesa di esaustività.
“larghe intese” ha ritenuto di porre la fiducia sul
Il Governo prima e il Parlamento poi ci propongosolito maxiemendamento modificativo, ma è anno il “reclutamento” di 400 giudici ausiliari, destinache vero (particolare di non poco conto) che il testo
ti alle sole Corti d’appello (attualmente le più in
votato era quello venuto fuori dal lavoro di approsofferenza, avendo accumulato un arretrato al di
fondimento e modifica svolto dalle Commissioni.
fuori di ogni controllo e a fortissimo rischio di
Il che, rispetto a quanto
“legge Pinto”). A rigor di loaccaduto negli ultimi anni,
gica, non dovrebbe essere
è sicuramente una novità
così poiché, è noto, i giudipositiva, perché il ruolo e
l “reclutamento” di 400 giudici ausiliari per le sole Corti zi di impugnazione si esaula funzione del Parlamento
riscono, pressoché semd’appello; le modifiche alla conciliazione obbligatoria; il nuonon ne sono risultati troppre, in una unica udienza e
vo 791-bis del Cpc che affianca i legali ai notai. Queste le
po mortificati.
quasi mai si svolge attività
Il tutto in linea , peraltro, novità introdotte alla Camera sul decreto “fare” che secondo istruttoria. Il che significa
con quanto auspicato dal- Ester Perifano, Presidente dell’Anf, rappresentano una tappa che, negli anni passati, sil’Anf, convinta della neces- di riavvicinamento tra avvocati e legislatore. Nonostante alcu- curamente più di una riforsità di interloquire diretta- ne criticità, l’associazione nazionale forense accoglie con otti- ma non è stata ben tarata,
mente con il Parlamento, mismo il testo che il Senato si sta apprestando a votare.
e ha provocato l’esplosioavendo dovuto prendere atne di un contenzioso, che
to, al pari delle altre rappresi è riversato quasi integralsentanze dell’Avvocatura, della noncuranza del mimente sulle Corti d’appello, di fatto rallentandone
nistro della Giustizia che, pur avendo assunto foroltremodo l’attività. A ogni modo, la misura propomalmente un impegno alla concertazione, aveva
sta sembrerebbe, stando ai numeri, assolutamente
poi ritenuto di comportarsi diversamente.
insufficiente a risolvere rapidamente il problema
Nei giorni immediatamente successivi all’approdell’arretrato. Infatti, se è vero quanto dichiarato
vazione e alla pubblicazione del Dl 69/2013, l’Anf
dal ministro della Giustizia, e cioè che i processi
ha predisposto un analitico documento contenend’appello arretrati sono circa 400.000, per effetto
te spunti di riflessione e proposte emendative (htdella normativa approvata ogni giudice ausiliare potp://www.associazionenazionaleforense.it/wptrà definirne non più di 100 all’anno; si riuscirebbe,
content/uploads/2013/07/Il-decreto-del-fare.pdf)
quindi, a rientrare nella “normalità” nell’arco di
poi depositato in commissione Giustizia Camera in
non meno di 10 anni (e infatti la normativa prevede
occasione delle audizioni svoltesi agli inizi di luglio.
sin da adesso che il giudice ausiliare venga nominaLa Commissione, dopo un primo, interlocutorio e
to per 5 anni prorogabili per altri 5). Oggettivamennon integralmente condivisibile parere di maggiote, decisamente troppi!
ranza, ha consegnato all’Aula (e al Governo che,
A parità di spesa, meglio sarebbe stato prevedere
correttamente, ha deciso di recepirli senza frapporun numero doppio di giudici ausiliari per la metà
re ostacoli) numerosi emendamenti, alcuni decisadel tempo. Ma è evidente che, nel caso specifico, iIl tema della settimanaIGUIDA AL DIRITTOIL SOLE-24 ORE10N˚ 3310 AGOSTO 2013E D I T O R I A L E
RIFORME IN CANTIEREvincoli di bilancio hanno giocato un ruolo essenziadi laurea magistrale non inferiore a 105/110. In defile, poiché, sebbene l’irrisorietà della somma ricononitiva, i nostri migliori laureati, soprattutto - ragiosciuta per ogni provvedimento che definisca un giunevolmente - quelli che aspirano a entrare nelle fila
dizio (euro 200,00, al lordo di ogni e qualunque
della magistratura, avranno la possibilità di un peronere) fanno rientrare l’intervento degli ausiliari
corso formativo alternativo a quelli tradizionali per
nell’ambito del volontariato di fatto, evidentemenl’accesso, ad esempio, al concorso in magistratura.
te le risorse stanziate sono le sole che le disastrate
Qualche riflessione più specifica meritano le mocasse dello Stato italiano possono rendere disponidifiche apportate al Dlgs 28/2010 che introdusse la
bili per il settore.
conciliazione obbligatoria a pena di improcedibiliCerto è che, per l’ennesima volta, agli avvocati
tà per alcune materie.
(per la precisione ai più giovani tra noi, essendo
L’Avvocatura, è noto, è stata sin dall’inizio estreprevisto che vengano prioritariamente nominati comamente critica nei confronti di questa scelta, voluloro che hanno minore età anagrafica, fermi i 5
ta caparbiamente dall’allora ministro della Giustianni di iscrizione all’Albo) viene chiesto di risolvere
zia, on. Angelino Alfano, ma non, come a molti ha
un problema, quello dell’arretrato,
fatto comodo accreditare, per una
che essi non hanno certamente
sorta di avversione tout court alcontribuito a creare. Basterebbe
l’istituto. Semplicemente perché,
Si apre una prospettiva
solo considerare i numeri, illumipur riconoscendone le potenzialiimportante
nanti, contenuti nel dossier n.
tà, non sono mai state condivise
anche per i Consigli
1/2013 pubblicato a maggio 2013
le modalità - a tratti anche offensidell’Ordine,
dal Servizio Studi del Senato: menve - attraverso le quali si pretendechiamati a potenziare
tre in Germania vi sono 154,6 giudiva di imporre un metodo alternatici, professionali e non, per ogni
vo alla giurisdizione per la risolugli organismi
100.000 abitanti, in Italia ve ne sozione delle controversie. Sembrò
di conciliazione forensi
no, professionali e non, solo 16,1!
(e la Corte costituzionale prima e
nell’interesse dei cittadini,
A ogni modo, ferme tutte le nuil Parlamento poi, qualche giorno
servizio ben più rilevante
merose criticità che questa parte
orsono, ne hanno infine convenurispetto a improbabili quanto to) che introdurre una obbligatodel provvedimento presenta, si
inutili sportelli di consulenza rietà a pena di improcedibilità a
tratta comunque di una delle pochissime misure degli ultimi anni
costi decisamente insostenibili
che tenta di favorire le giovani ge(senza peraltro avere la garanzia
nerazioni di professionisti che, per una volta, verdel risultato) fosse un vero e proprio attentato allo
ranno privilegiate nell’attribuzione dell’incarico. E,
stato di diritto, oltreché una formidabile limitazioconsiderato che l’Italia non si può certo definire un
ne, peraltro per odiosi motivi economici, del diritto
Paese per giovani, la scelta non può che essere vista
di difesa costituzionalmente garantito. Gli avvocati,
quindi, si sono sempre strenuamente battuti affinAnche agli stagisti che accetteranno di prestare la
ché cambiassero radicalmente i termini: tanto per
loro opera presso gli Uffici giudiziari a supporto
iniziare, conciliazione obbligatoria si, ma tendendell’attività dei giudicanti, andando a comporre la
zialmente gratuita (si esprime in questi termini la
prima cellula di quell’ufficio del processo di cui si
specifica mozione approvata al Congresso di Bari e
parla da anni, verranno riconosciuti alcuni benefida Anf ispirata). Oltre a numerose, ulteriori richieci: non economici, perché lavoreranno rigorosaste che, finalmente, sono state recepite, in particolamente gratis, ma - e anche qui si tratta di una prima
re dalla commissione Giustizia che ha approntato il
volta importante - essi acquisiranno un titolo specitesto definitivo.
fico di preferenza per i concorsi indetti dall’amminiE così, oltre alla totale gratuità del primo inconstrazione della giustizia, anche amministrativa, e
tro in sede conciliativa, viene introdotta la compedall’Avvocatura dello Stato, oltreché dalle altre amtenza territoriale (sarà la stessa dell’eventuale, sucministrazioni dello Stato. Per l’individuazione degli
cessivo giudizio), vengono precisate le materie ristagisti fa capolino, per la prima volta, un criterio
comprese nel raggio d’azione della legge (espunmeritocratico: occorrerà la media del 27 e un voto
gendone le più controverse, come la Rca), viene
GUIDA AL DIRITTOIL SOLE-24 ORE11N˚ 3310 AGOSTO 2013E D I T O R I A L E
RIFORME IN CANTIEREprevisto espressamente che l’obbligatorietà sarà a
termine (quattro anni, misura tutto sommato inutile, viste le altre ben più rilevanti modifiche) e sarà
effettuato un monitoraggio dei risultati tra due anni (il che significa che, se l’istituto neanche così
riuscisse a decollare, il Governo potrebbe decidere
di fare un passo indietro. E non sarebbe la prima
volta: valga per tutti il recente ricordo del processo
societario). Si prevede poi la obbligatorietà della
difesa tecnica (ma già nell’85% dei casi le parti, pur
non essendovi obbligate, si sono in passato presentate in giudizio accompagnate dai loro avvocati),
alla quale è ricollegato, importantissima novità, il
valore di titolo esecutivo per l’accordo raggiunto
con l’assistenza degli avvocati delle parti. Così l’accordo potrà essere utilizzato per l’espropriazione
forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché
per l’iscrizione della ipoteca giudiziale. Saranno gli
avvocati ad attestare e a certificare la conformità
dell’accordo raggiunto alle norme imperative e all’ordine pubblico.
Resistono, è ovvio, numerose criticità, quali, ad
esempio, la conciliazione delegata dal giudice senza l’accordo delle parti, addirittura anche in sede
di giudizio di appello oppure la circostanza che il
giudice possa desumere dalla mancata partecipazione alla conciliazione senza giustificato motivoargomenti di prova a sfavore nel successivo giudizio. Ma è indubbio che gli avvocati abbiano l’opportunità di riappropriarsi della possibilità, che
un tempo ne legittimava ruolo e funzione sociale,
di garantire ai propri assistiti un risultato. In tempi ragionevoli.
Si apre una prospettiva importante anche per i
Consigli dell’ordine, chiamati a potenziare gli organismi di conciliazione forensi nell’esclusivo interesse dei cittadini, servizio ben più rilevante rispetto a improbabili quanto inutili sportelli di
consulenza. Essi potranno svolgere l’efficace funzione di calmierare “il mercato”, inducendo i più
commerciali tra gli organismi esistenti a garantire
le conciliazioni a costi sempre più contenuti.
Infine, il nuovo 791-bis del Cpc affianca gli avvocati ai notai, individuandoli quali professionisti abilitati alla gestione della nuova procedura ivi contemplata, espressamente riconoscendo anche a essi il potere di autentica delle firme, ove necessario,
per eventuali specifiche esigenze della procedura
Insomma, tutte occasioni da cogliere al volo per
cambiare, in meglio, la nostra professione.
www.parlamento.itwww.lex24.ilsole24ore.com
GUIDA AL DIRITTOIL SOLE-24 ORE12N˚ 3310 AGOSTO 2013DIRITTO E PROCEDURA CIVILEStatus e capacità - Sul divorzio “forzato” per chi cambia sesso chiesto l’intervento della Corte costituzionale
Corte di cassazione - Sezione I civile - Ordinanza interlocutoria 12 febbraio-6 giugno 2013 n. 14329PAG. 14Locazioni - Conduttore tenuto a versare i canoni di locazione
se non restituisce l’immobile in attesa dell’indennità
Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 8 maggio-25 giugno 2013 n. 15876PAG. 31Società - Srl: nella delibera di aumento del capitale sociale non configurabile la simulazione dei conferimenti
Corte di cassazione - Sezione I civile - Sentenza 15 maggio-17 luglio 2013 n. 17467PAG. 39Rassegna delle massime della Cassazione civilePAG. 48Rassegna delle massime degli altri giudici civiliPAG. 58DIRITTO E PROCEDURA PENALEPena - Sanzioni sostitutive: il lavoro di pubblica utilità ammesso anche fuori dalla provincia di residenza
Corte costituzionale - Sentenza 1˚-5 luglio 2013 n. 179 - StralcioPAG. 59Reati contro il patrimonio - Ente pubblico: è una “spesa di rappresentanza”
solo quella che ne accresce il prestigio all’esterno
Corte di cassazione - Sezione VI penale - Sentenza 5 febbraio-24 giugno 2013 n. 27719PAG. 66Rassegna delle massime della Cassazione penalePAG. 74Rassegna delle massime degli altri giudici penaliPAG. 78DIRITTO AMMINISTRATIVOSanità - Il ruolo del comune di istituire nuove farmacie
coerente con i principi di sussidiarietà ed efficienza
Tar Lazio - Sezione II - Sentenza 19 giugno-8 luglio 2013 n. 6697PAG. 79DIRITTO COMUNITARIOCooperazione giudiziaria civile - Spa: la responsabilità di un azionista per i debiti
rientra nell’ambito degli illeciti civili dolosi o colposi
Corte di giustizia dell’Unione europea - Sezione V - Sentenza 18 luglio 2013
Causa C-147/12 - CommentoPAG. 94Rassegna delle massime della Corte di giustizia europeaPAG. 98GUIDA AL DIRITTOIL SOLE-24 ORE13N˚ 3310 AGOSTO 2013D I R I T T OEP R O C E D U R AC I V I L ESTATUS E CAPACITÀSul divorzio “forzato” per chi cambia sesso
chiesto l’intervento della Corte costituzionale
Corte di cassazione - Sezione I civile - Ordinanza interlocutoria 12 febbraio-6 giugno 2013 n. 14329
(Presidente Luccioli; Relatore Acierno; Pm - difforme - Fucci)LA MASSIMA
Status e capacità - Anagrafe - Rettificazione di sesso - Annotazione nel registro degli atti di matrimonio - Cessazione
automatica degli effetti civili del pregresso matrimonio - Dichiarazione di giudiziale di scioglimento - Necessità - Esclusione - Questione di legittimità costituzionale - Rilevanza e non manifesta infondatezza. (Costituzione, articoli 2, 3, 24 e 29;
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cedu), articoli 8 e 12; legge 14 aprile 1982 n.
164, articolo 4)
È rilevante e non manifestamente infondata - con riferimento ai parametri costituzionali degli articoli 2, 3, 24 e 29 della
Costituzione nonché degli articoli 8 e 12 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
(Cedu), quali norme interposte ex articoli 10 e 117 della Costituzione - la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4 della
legge 14 aprile 1982 n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso), nella parte in cui dispone che la sentenza di
rettificazione di attribuzione di sesso provoca l’automatica cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio celebrato con rito religioso, senza la necessità di una domanda e di una pronuncia giudiziale.
di (X)». Oltre a tale annotazione in data 18/11/2010 è
stata aggiunta la seguente formula:
«la sentenza sopra menzionata ha prodotto ai
sensi della legge n. 164 del 1982, articolo 4, la cessazione degli effetti civili del matrimonio di cui all’atto controscritto a far data dal (omissis), così come
previsto al paragrafo 11.5. del nuovo massimario
dello stato civile».
In precedenza, in data 19/3/2010 il Comune di (Y)
aveva comunicato la variazione anagrafica per cessazione degli effetti civili di matrimonio agli uffici dell’Anagrafe del Comune di (X) e di (K) ai fini delle annotazioni e variazioni anagrafiche di competenza. A seguito di tale comunicazione il Comune di (K) ha apposto l’annotazione da ultimo descritta a margine dell’atto di nascita di (B) e degli atti di matrimonio.
Hanno proposto ricorso presso il Tribunale di Modena (C) e (B) ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 396 del 2000, articolo 95, chiedendo la
rettificazione delle predette annotazioni e la loro cancellazione, in quanto apposte in assenza dei requisiti
Il Ministero dell’Interno si è costituito chiedendo il
rigetto del ricorso ed il Tribunale di Modena, in accoglimento della domanda, ha dichiarato illegittima l’annotazione in oggetto e ne ha disposto la cancellazio-Ritenuto in fatto
(A), unito in matrimonio con (B), ha proposto domanda di rettificazione di sesso ed attribuzione del sesso
femminile al Tribunale di Bologna. Il coniuge è stato
regolarmente citato in giudizio. Il P.M. vi ha partecipato ai sensi dell’articolo 70 c.p.c. con sentenza n. 23 del
2009, passata in giudicato, il Tribunale ha disposto la
rettificazione di sesso con attribuzione di sesso femminile e modifica del prenome della parte ricorrente in
(C). Nella pronuncia si è ordinato all’ufficiale di stato
civile del Comune di (X) di provvedere alla rettifica dell’atto di nascita relativo ad (A) in conformità alla sentenza pronunciata, legge n. 164 del 1982, ex articolo 2.
In data 16/10/2009 la sentenza del Tribunale di Bologna è stata annotata a margine dell’atto di matrimonio, trascritta nel Registro degli atti dello stato civile di
(Y) e nel Registro degli atti di matrimonio del Comune
di (K). L’annotazione eseguita è la seguente:
«con sentenza n. 23/2009 del Tribunale di Bologna
l’atto di nascita di (A), in data (omissis) è stato rettificato in modo che là dove è scritto maschile ad indicare il
sesso del nato debba leggersi ed intendersi femminile
e là dove è scritto (A) ad indicare il nome debba leggersi (C), pertanto (A) coniuge di (B) ha assunto il nuovo
prenome (C), come da annotazione apposta all’atto di
nascita n. 280, Parte I, Serie A, Anno 1971 del Comune
GUIDA AL DIRITTOIL SOLE-24 ORE14N˚ 3310 AGOSTO 2013D I R I T T OEP R O C E D U R AC I V I L ESTATUS E CAPACITÀne, perché eseguita in assenza delle condizioni previste dal citato decreto del Presidente della Repubblica
n. 396 del 2000, articolo 102, affermando in particolare che l’annotazione di scioglimento del matrimonio
per l’avvenuta rettificazione di attribuzione di sesso
può eseguirsi solo in ragione di una sentenza dell’autorità giudiziaria che dichiari la cessazione del vincolo
Avverso tale provvedimento ha proposto reclamo il
Ministero dell’Interno; si sono costituite le ricorrenti
in primo grado. Il P.M. ha aderito al reclamo. La Corte
d’appello di (K) lo ha accolto sulla base delle seguenti
- l’annotazione non è stata disposta fuori dei casi
consentiti, trattandosi di un doveroso aggiornamento
cui è tenuto l’ufficiale dello stato civile, dal momento
che nel sistema unico integrato non possono darsi atti
relativi alla stessa persona che non si corrispondano.
Peraltro, in mancanza dell’annotazione contestata sarebbe (A) (declinato al maschile) e non (C) a essere
ancora coniugato;
- i cambiamenti di nome e di sesso vanno annotati
anche nel registro degli atti di matrimonio (decreto
del Presidente della Repubblica n. 396 del 2000, articolo 69). La successiva annotazione del 18/11/2010 costituisce la mera riproduzione della lettera della norma
che qualifica la rettificazione di sesso una causa di
scioglimento automatico del matrimonio;
- la legge n. 164 del 1982, articolo 4, non è stato
abrogato dalla modificazione della legge n. 898 del
1970, articolo 3, intervenuta ex lege n. 74 del 1987,
essendo già contenuto nel citato articolo 4, il rinvio
alla legge n. 898 del 1970, per la disciplina dello scioglimento del matrimonio, ragione per cui le modifiche
successive ne costituiscono una precisazione non incompatibile con il sistema preesistente;
- del tutto incompatibile è invece l’interpretazione
proposta dalle resistenti, perché consentire il permanere del vincolo matrimoniale, rettificato che sia il sesso di uno dei coniugi, significa mantenere in vita un
rapporto privo del suo indispensabile presupposto di
legittimità, la diversità sessuale dei coniugi, dovendosi
ritenere tutta la disciplina normativa dell’istituto rivolta ad affermare tale requisito. L’interpretazione prospettata dalle resistenti della modifica introdotta con
la legge n. 74 del 1987, alla legge n. 898 del 1970, articolo 3, sarebbe del tutto contrastante con i principi di
ordine pubblico che regolano la materia, dal momento che non possono darsi rapporti in contrasto con la
disciplina positiva che li regola, trattandosi di un settoGUIDA AL DIRITTOIL SOLE-24 OREre, come quello che concerne lo stato delle persone, di
Avverso tale provvedimento hanno proposto ricorso
per cassazione (C) ed (B). Ha resistito con controricorso il Ministero dell’Interno.
Nelle articolate censure proposte dalle ricorrenti si
deduce, tra l’altro ed in particolare, che la affermazione
implicita, contenuta nel provvedimento impugnato,
che non sarebbe necessaria una dichiarazione giudiziale di scioglimento del vincolo quando sia stata pronunciata la rettificazione di sesso viola il principio secondo
il quale tale scioglimento deve necessariamente formare oggetto di una pronuncia del giudice. Si osserva al
riguardo che siffatto principio non solo è chiaramente
recepito nella legge n. 898 del 1970, che non contempla ipotesi di scioglimento o cessazione degli effetti
civili del matrimonio che non siano pronunciate dall’autorità giudiziaria, analogamente a quanto è disposto per le cause di invalidità del matrimonio di qualsiasi natura, ma deve essere ritenuto un principio inderogabile di ordine pubblico interno. Si rileva altresì che
l’annotazione dell’ufficiale dello stato civile di cessazione degli effetti civili del matrimonio a seguito della sentenza di rettifica di sesso non può ritenersi legittimata
solo perché recepisce una astratta previsione normativa, trovando applicazione il principio di tassatività degli atti amministrativi desumibile dall’articolo 453 c.c.,
articolo 11, comma 3, articolo 12, comma 1, articoli 69
e 102 del decreto del Presidente della Repubblica n.
396 del 2000.
Sotto altro profilo si censura il decreto impugnato
per aver ritenuto che lo scioglimento del vincolo derivante dalla rettifica di sesso non deve essere dichiarato
mediante il procedimento giudiziale di cui alla legge n.
898 del 1970. Si osserva al riguardo che la modifica
dell’articolo 3 di detta legge introdotta dalla novella di
cui alla legge n. 74 del 1987, non ha determinato alcun
mutamento nel regime giuridico preesistente, avendo
indicato soltanto l’iter processuale per il conseguimento degli effetti dello scioglimento medesimo, e che d’altro canto, ancor prima dell’innesto del citato articolo 3,
lettera g), la legge n. 164 del 1982, articolo 4, rinviava
alla legge n. 898 del 1970.
Sotto ulteriore profilo si rileva che l’affermazione della decisione impugnata secondo cui il permanere del
vincolo tra coniugi divenuti dello stesso sesso sino a
che non intervenga una pronuncia giudiziale di cessazione degli effetti civili del matrimonio sarebbe contrario ai principi di ordine pubblico che regolano l’istituto, ed in particolare a quello che fonda il matrimonio
15N˚ 3310 AGOSTO 2013All pages:123456InfoSaveLikeShareDownloadMoreGuida al Diritto Published on Sep 2, 2013 "Con il sì della Camera alle modifiche del Dl “fare”
prove di riavvicinamento tra legislatore e avvocati"anfavvocatiFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore