Source: http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista22.nsf/ServNavig/16
Timestamp: 2018-12-16 02:14:41+00:00
Document Index: 11955230

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 38', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 7']

Il business del gioco on line - GNOSIS - Rivista italiana di intelligence
L'Italia rappresenta uno dei mercati nell'Unione Europea con la più elevata crescita nel settore del gioco. L'accentuata inclinazione al gioco degli italiani, la moltiplicazione dell'offerta qualitativa e quantitativa dei giochi on line, e la diffusione capillare di Internet, sostengono, in particolare, la crescita del gioco in versione on line. In tal senso, la priorità stabilita dal Comitato inter-organismi, costituito presso l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), di cui fanno parte rappresentanti di vertice della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, e della Guardia di Finanza, di monitorare il settore del gioco illegale sul Web viene incontro ad un'esigenza irrinunciabile di sicurezza economica nazionale. L'attività esercitata dall'AAMS non si limita al mero recupero di somme fiscalmente imponibili ma non dichiarate, ma si indirizza anche verso l'utilizzo di patrimoni che potrebbero sottendere ad attività illecite o di crimine organizzato. Nel settore del poker on line, infatti, la prossima introduzione dei cash game, ossia del poker on line in modalità libera (e non in "formula torneo") con vincite in denaro, accrescerà l'affluenza nelle poker room, favorendo anche l'incremento della raccolta di liquidità circolante su Internet. La modalità cash game, da sempre la più gettonata dai giocatori di poker, porterà anche enormi cambiamenti nell'industria del poker on line. La nuova opportunità, infatti, sta già attirando molte società straniere che intendono aprire una filiale in Italia. Gli aspetti di interesse economico nazionale nel settore del gioco on line non riguardano solo l'acquisizione di quote rilevanti del comparto nazionale da parte di operatori stranieri, ma anche i riflessi su industrie collaterali, in particolare quella degli strumenti di moneta elettronica, utilizzati in maniera pressoché esclusiva nel gioco on line (soprattutto a fini di tracciabilità, necessaria nel contrasto al riciclaggio).
Il 4 marzo scorso la stampa nazionale ha evidenziato l’avvio delle attività di una task force costituita presso l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), coinvolgente anche Polizia postale e Guardia di Finanza, il cui obiettivo è disciplinare il mercato del poker on line, ed in generale il gioco illegale sul Web.
L’ottica dell’AAMS è - in maniera avveduta e lungimirante - orientata più alla prevenzione del fenomeno illegale o illecito che al mero contrasto, in particolare per le enormi potenzialità in termini di fatturati del mercato on line.
La liberalizzazione del comparto dei “giochi” in Italia
La “liberalizzazione” (sull’onda di un crescente consenso già presente in Europa) del settore dei giochi in Italia si è realizzata con l’art. 38 del Decreto legge 4 luglio 2006 n. 223 (“decreto Bersani-Visco”) (1), convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 2006 n. 248. La norma ha generato nuove figure di concessionari, in aggiunta ai tre operatori tradizionali del gioco italiano (SISAL, SNAI e Lottomatica) (2), autorizzati alla vendita di “prodotti-gioco”, molti dei quali in versione telematica.
La ratio sottostante la “liberalizzazione”, come esplicitata nel preambolo dell’art. 38 sopracitato, si ritrova nella volontà di allargamento e razionalizzazione delle reti di raccolta, finalizzata al contrasto all’evasione e all’elusione fiscale nonché al gioco illegale.
La Legge 3 agosto 2009, n. 102, che ha convertito il Decreto legge 1º luglio 2009, n. 78 (c.d. “anti-crisi”), ha introdotto ulteriori, importanti, modifiche alla gestione amministrativa del business dei giochi.
L’art. 15ter (“Piano straordinario di contrasto del gioco illegale”), nel potenziamento del contrasto del gioco illegale, istituisce un Comitato, presso l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), presieduto dal Direttore Generale dell’AAMS, di cui fanno parte rappresentanti di vertice della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza e della Amministrazione autonoma stessa. Secondo lo stesso articolo, “l’attività decisionale del Comitato potrà beneficiare dei contenuti di un’apposita banca dati, istituita presso l’AAMS, alimentata da tutte le informazioni derivanti: 1) dall’ordinaria gestione dei giochi pubblici; 2) dall’attività di controllo da chiunque effettuata; 3) da qualunque altra fonte conoscitiva”. Inoltre, “lo studio e l’elaborazione, anche tecnico-statistica, degli elementi informativi della banca dati potranno essere utilizzati per la rilevazione di possibili indici di anomalia e di rischio”, sulla base dei quali verrà orientata l’attività del Comitato. La denominazione di “Comitato” definisce, in realtà, la task force citata in apertura del presente articolo.
Il suddetto art. 15 attribuisce al Comitato (che si avvale dell’ausilio della SOGEI Spa, di altri organi della pubblica amministrazione, di enti pubblici e di associazioni rappresentative) la sovraintendenza nella “definizione di strategie e indirizzi, alla pianificazione e al coordinamento di interventi organici, sistematici e capillari sull’intero territorio nazionale, per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori”. Particolare e specifica attenzione è dedicata dal Comitato all’attività di prevenzione e repressione dei giochi on line illegali.
Giochi e normativa antiriciclaggio
Ad oggi, la normativa nazionale in materia di gioco lecito “terrestre” (ossia non basato su Internet) è suddivisa in due aree:
- il c.d. “gioco pubblico” gestito dall’AAMS, la quale regola e controlla la concessione statale di lotto, superenalotto, lotterie nazionali, gratta-e-vinci, giochi e scommesse a base sportiva e ippica, bingo e apparecchi elettronici da intrattenimento;
- le c.d. “case da gioco autorizzate”, società a capitale interamente pubblico, controllate dalle amministrazioni concedenti (Regioni, Province e Comuni) e con presidi fissi interni dell’Autorità di Pubblica Sicurezza. Le case da gioco italiane (nella fattispecie, i casinò situati a Venezia, Sanremo, Campione d’Italia e Saint-Vincent) sono tutte gestite da società per azioni con capitale sociale interamente detenuto da enti pubblici. L’azionista di controllo è, in ogni caso, lo stesso ente locale titolare dell’autorizzazione all’esercizio del gioco (secondo i casi, Comune, Provincia o Regione).
Per quanto riguarda gli obblighi antiriciclaggio, la tipologia di attività rappresentata dalle “scommesse sportive” non è stata dapprima ricompresa tra quelle soggette alla sfera generata dal Decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 (3), al contrario di quanto, invece, determinato per le “case da gioco”. La lacuna è stata colmata con il Decreto legislativo 25 settembre 2009, n. 151 (4) che ha assoggettato anche le attività di raccolta telematica delle scommesse agli obblighi antiriciclaggio attualmente in vigore (5).
Se, da un lato, la “liberalizzazione” ha compromesso la capacità di fatturare ingenti somme -tramite il business dei giochi- della criminalità organizzata (è il caso delle scommesse clandestine, quasi interamente soppiantate da quelle legali), dall’altro, ha determinato un assottigliamento del confine tra lecito ed illecito, rendendo più agevole mascherare un’attività illegale.
Secondo il rapporto realizzato da SOS Impresa per Confesercenti, nel 2007 i proventi della criminalità organizzata nel comparto dei giochi illegali sono stati pari a circa 2,5 miliardi di euro. Il dato è ancora superiore nelle analisi effettuate da Forze dell’ordine, AAMS e da operatori di settore, con cifre nel 2007 in media pari a circa 4 miliardi di euro e nel 2008 tra i 4,5 e i 6 miliardi di euro.
L’ammontare è, comunque, ancora lontano dai 15-20 miliardi di euro annui che la criminalità organizzata realizzava fino al 2000, prima che l’espansione del Superenalotto, del Gratta-e-Vinci, delle slot machine e delle scommesse lecite creassero alternative legali al gioco clandestino. Ad oggi, i principali giochi illegali comprendono il totonero, le scommesse clandestine (in particolare, sulle corse dei cani e dei cavalli) e i videopoker (proibiti dal maggio 2004 ma ancora presenti massicciamente sul mercato clandestino), con fatturati fortemente ridotti dalla deregolamentazione. Dal 2004 ad oggi, sono stati recuperati complessivamente oltre 70 miliardi di euro al gioco illegale e sommerso, dei quali oltre 21 miliardi di euro solo nel 2008 (6) (di cui, nei primi otto mesi, 13,8 miliardi riconducibili solo alle c.d. New Slot (7) ).
La crescita del gioco on line
Si è detto come il focus specifico delle modifiche introdotte con la Legge 102/2009, in particolare con l’istituzione di un Comitato interorganismi presso l’AAMS, sia stato posto sull’attività di prevenzione e repressione dei giochi on line illegali. Questo perché il mercato delle scommesse sportive on line rappresenta il principale fenomeno emergente nel business dei giochi in Italia.
Secondo Ernst&Young, l’Italia rappresenta uno dei mercati nell’Unione Europea con la più elevata crescita nel settore del gioco (45,6 miliardi di euro nel 2008, esclusi i casino) (8). Se misurata su dati 2007, l’industria del gioco in Italia rappresenta circa il 2,75% del PIL. Nel 2006 e nel 2007, l’Italia ha registrato anche una delle più elevate propensioni alla spesa pro-capite nel mondo, rispettivamente pari a 599 e 651 euro.
All’interno del comparto giochi, il segmento più dinamico è costituito dal gioco on line, ossia quell’insieme di attività che sfruttano il Web sia per la raccolta delle giocate sia per lo svolgimento del gioco stesso. Nel 2008, il gioco on line ha raccolto giocate pari ad 1,5 miliardi di euro (+45% rispetto al 2007). Nei primi sei mesi del 2009, addirittura, il tasso di crescita della raccolta è stato pari al 186%, principalmente grazie al lancio dei giochi di abilità (c.d. skill games), operativi in Italia dal settembre 2008 (9). L’offerta di skill games comprende rompicapo (come il Sudoku), giochi di strategia (come il Mahjong), giochi “sportivi” (come scacchi e biliardo) e i più tradizionali giochi di carte (come il poker on line). Nei primi 6 mesi del 2009 gli skill games hanno rappresentato il 59% delle giocate (10).
Secondo Ernst&Young, la fortissima crescita dei giochi di abilità (anche favorita dal recupero di giocate da siti non autorizzati) potrebbe stabilizzarsi intorno ai 180-190 milioni di euro al mese, a cui vanno aggiunti 120 milioni di euro al mese degli altri giochi, in leggera crescita. Su queste basi, una stima della raccolta complessiva per il 2009 per il gioco on line è posta pari a circa 3,7 miliardi di euro (+146% rispetto al 2008). Diversi elementi sostengono la crescita del gioco on line:
- l’accentuata inclinazione al gioco degli italiani, ulteriormente enfatizzata (paradossalmente) dalla situazione di crisi economica (dal 2006 al 2008 la spesa pro-capite complessiva è cresciuta da 599 euro a 790 euro);
- la moltiplicazione dell’offerta qualitativa e quantitativa dei giochi on line, con l’ingresso di operatori sia nazionali che internazionali (rispetto ai tre operatori multi prodotto tradizionali, SNAI, Lottomatica e SISAL), molti dei quali focalizzati unicamente sull’on line;
- la diffusione capillare di Internet (60% della popolazione ha accesso ad Internet e passa mediamente 26 ore al mese in Rete), che moltiplica le occasioni di gioco. In tal senso, gli skill games non vengono vissuti come “gioco di azzardo casalingo”, ma piuttosto come momento di intrattenimento, in particolare per quanto concerne il poker on line, con giocate ridotte e sessioni di gioco spesso di oltre un’ora (11).
L’analisi Ernst&Young mette in luce anche importanti evoluzioni per quanto riguarda la struttura del mercato. Dal 2006 al 2008, il numero dei principali player sul mercato è aumentato da 9 a 16: i player storici hanno adottato modelli di business multi-canale (Lottomatica, Codere, Atlantis), due nuovi operatori italiani si sono specializzati esclusivamente sul canale on line, Gioco Digitale e Microgame, e nel 2009, otto nuovi operatori hanno lanciato piattaforme esclusivamente di poker on line (Leonardo Service Provider, Lottomatica, Bwin, Snai, SISAL, Cogetech, Eurobet ed Intralot (12).
Prima del 2005, l’operatività di operatori stranieri in scommesse on line nel mercato italiano si è realizzata in una totale assenza di regolamentazione del fenomeno. Il contesto ha consentito loro una completa visibilità senza alcun tipo di limitazione, tramite siti Web in domini “.com”, residenti su server esteri e dedicati esclusivamente a tale attività.
Questa situazione ha presto reso palese il controsenso rispetto alla stretta regolamentazione dei “punti vendita” (presenti “fisicamente” sul territorio nazionale), per i quali, invece, vigeva l’obbligo di una concessione in esito ad una gara pubblica. In più, agenti di alcuni intermediari hanno anche “subìto” inchieste di rilevanza penale in Italia per la gestione di centri di trasmissione dati, pur potendo, al tempo stesso, tranquillamente ricevere scommesse dal pubblico italiano sul loro sito on line residente su un server estero.
La totale mancanza di regolamentazione ha consentito agli operatori stranieri, pur bloccati dal punto di vista dell’apertura dei “punti vendita”, di accedere comunque al mercato italiano, guadagnandosi una notevole quota di mercato ed un discreto fatturato (con raccolte spesso superiori a quelle dei bookmakers italiani, grazie alla varietà dei giochi presenti sui loro siti, il c.d. “palinsesto”).
Questa situazione di confusione è stata inizialmente arginata con la Legge 23 dicembre 2005 n. 266 (Legge Finanziaria 2006) nella quale sono state previste delle disposizioni che hanno previsto l’obbligo, a carico dei fornitori di connettività alla rete Internet o dei gestori delle altre reti, di inibire l’utilizzazione delle reti stesse nel caso di svolgimento di giochi da parte di operatori privi di titoli autorizzativi o abilitativi o che comunque operino in violazione delle norme di legge. Con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 7 febbraio 2006 (13), l’AAMS ha stabilito le disposizioni finalizzate alla rimozione dei casi di offerta in assenza di autorizzazione, attraverso rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro.
La norma ha scatenato una dura reazione dei bookmakers stranieri concretizzatasi in numerosi contenziosi legali, sia in sede nazionale sia comunitaria, in merito alla legittimità del provvedimento. Il danno al mercato, causato sia dal crescente numero di ricorsi sia dalla procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea contro l’introduzione del blocco, ha indotto ad una modifica delle norme previste dalla Finanziaria 2006 con la Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2007), in base alla quale viene affidato all’AAMS, il compito di fissare nuove regole per rimuovere l’offerta on line dei soggetti privi di licenza. I criteri sono stati inseriti dall’AAMS nel decreto pubblicato il 2 gennaio 2007 (14).
Attualmente, la normativa introdotta dal “decreto Bersani” elimina per le scommesse on line l’esigenza della concessione (come per l’apertura dei punti di raccolta), riducendo il tutto ad una semplice licenza rilasciata ad operatori già in possesso di un’autorizzazione allo svolgimento di attività connesse al gioco concessa dal proprio Paese di origine e verificata da un’apposita commissione nominata dall’AAMS.
Allo stato attuale, molti grandi operatori stranieri hanno inaugurato siti Internet su domini “.it” residenti su server nazionali per la raccolta delle scommesse sportive, fisicamente e tecnicamente diversi dai siti su domini “.com”, residenti su server stranieri e bloccati dalla normativa AAMS (15).
È da evidenziare, comunque, come giocatori italiani possano continuare ad usufruire di siti “.com” (16), con il benestare degli operatori, i quali mantengono la traduzione in lingua italiana ed inviano promozioni, via email, specifiche per un target italiano (ad esempio, bonus per le scommesse sul campionato di calcio italiano). L’accesso ai siti Web “.com”, residenti su server stranieri, pur legittimo per una serie di motivazioni giuridiche che trovano il loro fondamento sia nel diritto penale dell’informatica che nella normativa di settore, rappresenta una forma di evasione fiscale. Le giocate effettuate da giocatori italiani su siti bloccati dall’AAMS, infatti, distolgono somme che potevano essere giocate (e quindi tassate) nel nostro territorio.
Il 20 marzo scorso, con il nulla osta ricevuto dalla Commissione Europea al decreto dell'AAMS, si è avviato un ulteriore rafforzamento della disciplina del gioco on line che attende solo l’ufficializzazione della Gazzetta Ufficiale. Il decreto (che trae origine dalla Legge Comunitaria 2008, approvata il 23 giugno 2009) evidenzia un principio rivoluzionario per il settore dei giochi on line in Italia, affermando che "il gioco on line non ammette intermediari e deve essere gestito direttamente dal giocatore".
La rete dei punti di commercializzazione, legati ad un concessionario per conto del quale aprono e ricaricano conti di gioco, non potrà, dunque, accettare direttamente scommesse. Il concessionario sarà tenuto a promuovere lo sviluppo e il sostegno commerciale del gioco "esclusivamente mediante modalità a distanza gestite autonomamente, senza l'utilizzo di apparecchiature per l'accesso da remoto al sito autorizzato, ubicate presso i locali commerciali". Un blocco, dunque, nei confronti della trasmissione delle scommesse da personal computer con indirizzo IP prestabilito, i c.d. "totem telematici", attraverso i quali ci si collega a siti di operatori che hanno incaricato il punto vendita di "promuovere" il proprio prodotto in cambio di una provvigione.
Il concessionario dovrà fornire al giocatore la possibilità "di ricaricare il conto di gioco mediante l'utilizzo dei mezzi di pagamento conformi alle norme vigenti in materia ed a mezzo di carta di ricarica, esclusivamente mediante il canale prescelto (Internet, telefono, tv interattiva), ossia tramite comunicazione a distanza a cura del giocatore con il sistema di conti di gioco del concessionario".
Ma la vera novità è nella disciplina dei "giochi di abilità a distanza con vincita in denaro" (come il poker on line), introdotta con regolamento AAMS ("Disciplina dei giochi di abilità nonché dei giochi di sorte a quota fissa e dei giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo con partecipazione a distanza") pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 marzo 2010.
Per l'apertura ufficiale dei nuovi "tavoli" e l'avvio dei nuovi giochi sono necessarie le autorizzazioni che l'AAMS rilascerà ai concessionari interessati. Il decreto fissa la posta iniziale per la partecipazione alla sessione di gioco, comprensiva di successivi incrementi, in un massimo di 1.000 euro. Per il poker in forma di torneo e per gli altri skill games, invece, l'iscrizione alla sessione di gioco non potrà essere superiore a 250 euro.
Per quanto riguarda il "cash game" (modalità definita dal decreto come "giochi di carte a distanza con vincita in denaro, organizzati in forma diversa dal torneo"), l'AAMS si è riservata di introdurre ulteriori limiti al prezzo di partecipazione. A queste limitazioni nelle giocate si aggiunge il vincolo dell'autolimitazione imposto dalla Legge Comunitaria 2008 secondo il quale ogni operatore è obbligato a chiedere al giocatore quanto è disposto a giocare. Superata la somma dichiarata il giocatore è "fuori", e per un certo tempo non potrà più accedere a quel sito.
Insomma, il poker on line in modalità cash game è arrivato anche in Italia. Questa novità, se non adeguatamente gestita, potrebbe essere foriera di enormi problemi.
L’espansione del poker on line
Secondo una ricerca pubblicata da Egaming Review, in Italia, entro la fine del 2009, il volume di affari del poker on line dovrebbe aver raggiunto la cifra di 20 milioni di euro, rendendo il nostro Paese primo in Europa, e terzo nel mondo. In tal senso, la priorità stabilita dal Comitato inter-organismi, creato in seno all’AAMS, di monitorare i siti di poker on line su domini “.it” e di contrastare le attività non autorizzate di siti “.com”, operativi dall’estero, viene incontro ad un’esigenza irrinunciabile di sicurezza economica nazionale.
Detta attività di controllo/tutela esercitata dall’AAMS, infatti, si pone obiettivi:
- microeconomici (la tutela della correttezza del gioco e la protezione degli strumenti di pagamento utilizzati) (17);
- di sistema (accertamenti fiscali nei confronti di giocatori che evidenzino comportamenti anomali tra gli importi scommessi -anche non particolarmente rilevanti- e dichiarazioni dei redditi). Quest’ultimo, particolarmente importante, non si limita al mero recupero di somme fiscalmente imponibili ma non dichiarate (evasione fiscale), ma si indirizza anche verso l’utilizzo di patrimoni (riferiti, ad esempio, a disoccupati o nullafacenti), che potrebbero sottendere ad attività illecite o di crimine organizzato.
Gli aspetti di sicurezza economica dello Stato si riscontrano anche nei riflessi socioeconomici del poker on line bene evidenziati nella ricerca EURISPES (“L’Italia in gioco”), nella quale viene tracciato un profilo del giocatore on line.
Complessivamente, circa il 13,7% dei giocatori nutre una passione per i giochi on line. Sono gli uomini (15,4%), rispetto alle donne (11,8%) ad aver maggiormente sperimentato il cyber-gioco. I giocatori hanno nel 17,9% dei casi un’età compresa tra i 35 e i 44 anni, seguiti dai giovani tra i 18 e i 24 anni (16%). Solo il 12,6% dei 45-64enni e il 12,3% degli ultra 65enni, invece, hanno sfidato la sorte per via telematica. Il dato più importante ai fini della nostra analisi è che il principale interesse dei cyber-giocatori è il poker on line (64,3%) (18). Di rilievo il fatto che siano, per la maggior parte, le donne a preferire la modalità on line di partecipazione a tornei di poker on line.
La maggior parte dei giocatori on line praticano tale forma di intrattenimento solo occasionalmente (69%). Ad essi si aggiunge il 24,8% di coloro che hanno un rapporto più assiduo con tavoli verdi e scommesse virtuali. Minore appare, invece, la percentuale di quanti dichiarano di nutrire una vera e propria passione per l’on line, al punto da giocarci sempre (4,7%). Gli uomini, più delle donne giocano on line occasionalmente (73,7% contro il 62,3%). Al contrario, queste ultime sembrano essere più assidue nella frequentazione di siti dedicati a tale attività. Infatti, il 32,1% del campione femminile utilizza spesso (contro il 19,7% degli uomini) o sempre (5,6% contro 3,9%) l’offerta ludica sul Web.
L’indagine EURIPES non ritiene la dipendenza dal gioco indicata possa configurarsi come uno dei possibili rischi sociali. Piuttosto, i timori dei giocatori sono rivolti verso le truffe, le clonazioni delle carte di credito utilizzate e la sottrazione dei dati personali.
Assodato come il poker on line debba rappresentare il principale oggetto di attenzione di un’attività di monitoraggio, è interessante valutare i motivi alla base della sua espansione.
Dal settembre 2008, un enorme numero di poker room sono state predisposte (o si è avviata la loro predisposizione) successivamente all’emissione di licenze per il gioco on line. Ad oggi, è possibile, così come per le scommesse sportive, giocare esclusivamente in siti italiani (dominio “.it”), nei quali possono competere esclusivamente giocatori collegati tramite provider italiani (19).
La fase iniziale di sperimentazione è stata priva di vincite in denaro (c.d. “play for fun”) ed ha coinvolto i due provider on line italiani, Gioco Digitale e MicroGame, interessati a testare il mercato e a crearsi un iniziale bacino di utenza. Una ricerca di Gioco Digitale sui giocatori nelle poker room prive di vincite in denaro ha mostrato come la densità degli appassionati di questo gioco sia più elevata nel Lazio (5,49% dei residenti), in Campania (4,48%) e in Abruzzo (4,10%), contrariamente a quanto riscontrato in Trentino Alto Adige (1,62%) e Veneto (1,93%).
Dopo una fase iniziale di sperimentazione, la norma ha consentito l’introduzione di vincite in denaro anche se solo nella versione “a torneo” (20). La legalizzazione delle vincite in denaro si è resa necessaria, tra le altre cose, per regolamentare un mercato già fortemente consolidato all’estero (a livello globale, una stima è pari a circa 24 miliardi di euro, il 20% dell’intera raccolta on line) e potenzialmente pericoloso per la quantità di denaro spendibile sui siti illegali (21). Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha quantificato la raccolta complessiva dei giochi di abilità in circa 400 milioni di euro nel primo anno dalla legalizzazione (settembre 2008-agosto 2009), stimando in 200.000 i potenziali giocatori (a fronte di 220.000 utenti operanti su siti Web “.com”), pronti a spendere circa 2.000 euro l’anno.
Nei primi nove mesi del 2009, il successo degli skill games è andato oltre le aspettative del Ministero dell’Economia, dei provider e degli operatori del settore. La raccolta complessiva è stata, infatti, pari a 1,6 miliardi di euro, con una media mensile di 178 milioni di euro (contro i 60,6 milioni di euro totalizzati tra settembre e dicembre 2008), una raccolta massima di 211 milioni di euro a settembre 2009 (+19% rispetto ad agosto 2009), un’incidenza del 61,1% sulla raccolta della totalità dei giochi on line e oltre 7 milioni di tornei nel solo mese di settembre 2009.
Per il giocatore di poker on line, diversi sono i fattori da considerare nella scelta della poker room su Internet, ossia del sito Web dove giocare. Di seguito, i suggerimenti forniti dal sito Pokerlistings.it:
- traffico dei giocatori (sono preferibili i siti di poker con un alto traffico di giocatori, dal momento che altrettanto elevata è l’offerta di tavoli disponibili e partite adatte a tutti i tipi di giocatori di poker. Inoltre in siti con grandi volumi di traffico di solito è più facile trovare delle partite facili);
- varietà nei tipi di gioco (la modalità più nota, il Texas Hold’em, è disponibile ovunque, ma i buoni siti di poker offrono anche altre varianti, come Omaha e Seven-Card Stud);
- bonus per poker (un bonus cospicuo è molto utile se si è privi di esperienza. Ci sono tipologie diverse di bonus, i bonus all’iscrizione, i bonus al deposito e i bonus alla ricarica);
- promozioni (oltre ai bonus, le sale da poker offrono molte promozioni, tipo i tornei satellite delle maggiori manifestazioni dal vivo ed altri tornei speciali);
- programmi di fidelizzazione (i siti di poker di buona qualità ricompensano i loro giocatori più fedeli, nella maggior parte dei casi, mediante l’accredito di punti fedeltà che possono essere utilizzati per giocare in tornei speciali e/o per effettuare acquisti);
- software (i migliori siti di poker dispongono di un software affidabile ed un client per il poker di facile comprensione);
- percentuale della rake (è la commissione spettante alla sala da gioco. Nel contesto on line, la rake è praticamente la stessa ovunque. La sua configurazione varia se considerata in funzione del tipo di gioco, che si tratti di Hold’em senza limite con poste basse o di Omaha con limite di piatto con poste alte).
La verifica delle caratteristiche sopraindicate permette di ridurre la possibilità di trovarsi a giocare sia contro “bots” (ossia sistemi elettronici di intelligenza artificiale che emulano il gioco del poker) o “shills” (giocatori pagati), oppure contro avversari creati al computer o contro “il sito” stesso.
Di seguito una raccolta de principali siti di poker on line con le caratteristiche essenziali.
La sicurezza economica nazionale nel settore del gioco on line Le forti previsioni di crescita per il settore degli skill games sono giustificate dagli ampi margini presenti nel mercato, in particolare se si considera l’introduzione del poker on line in modalità libera (e non “formula torneo” (22) ) con vincite in denaro, che aumenterà la raccolta dai 2,2 miliardi di euro stimati per il 2009 a oltre 3 miliardi di euro stimati per il 2010. La modalità cash game, da sempre, è la più gettonata da tutti i giocatori di poker. La facilità con cui si formeranno tavoli sul Web con cifre importanti attirerà sicuramente i migliori giocatori delle poker room italiane. Per questo motivo, questi sono pronti ad immettere nelle proprie sale la nuova modalità di gioco. Le poker room internazionali (Full Tilt, Titan, Pacific, Everest (23) ) aspettano di entrare definitivamente nel mercato italiano. Sisal Poker e Poker Club di Lottomatica hanno già inserito nel loro palinsesto dei tavoli la possibilità di giocare a poker on line in cash game ma in modalita “for fun”, ovvero senza soldi reali. Per metà maggio 2010 potremmo già vedere on line i primi tavoli di cash game (24). Questa modalità porterà enormi cambiamenti nell’industria del poker on line, sia in termini di organizzazione sia di guadagni (25). Questa opportunità sta già attirando molte società straniere che intendono aprire una filiale in Italia. L’interesse economico nazionale nel settore del gioco on line è particolarmente rilevante e l’acquisizione da parte di operatori internazionali dei due provider di gioco on line nazionali, Gioco Digitale e Microgame, obbliga a riflessioni ponderate. Le operazioni sono rilevanti in quanto avviano (come già indicato dall’Agicos) un inevitabile consolidamento del settore dei giochi, verso un mercato che sarà composto, al massimo, da dieci grandi gruppi. Il 100% del capitale di Gioco Digitale (26) è stato acquisito (settembre 2009) dall’austriaca Bwin (27) per oltre 115 milioni di euro. L’acquisizione di Gioco Digitale permette a Bwin di diventare il principale operatore di gioco “a distanza” in Italia (poker, scommesse sportive e giochi di sorte). Sul fronte del poker on line, insieme Bwin e Gioco Digitale valgono circa il 25,5% del mercato (28). È utile comprendere, in vista di futuri consolidamenti, i motivi alla base dell’operazione Bwin/Gioco Digitale anche in considerazione del fatto che, dall’analisi dei corrispettivi pagati, alcuni analisti hanno espresso dubbi sulla corretta valutazione degli asset. Non essendo, infatti, la redditività del gioco on line così elevata (per il poker gli operatori incassano meno del 10% della raccolta complessiva), una critica ha riguardato il fatto che, rispetto al prezzo pagato, il valore corretto sarebbe stato tra i 15 e i 20 milioni di euro, dovendo, peraltro, anche provvedere all’unificazione delle due piattaforme di gioco (29). Secondo l’Agicos, il vero valore dell’operazione sarebbe (più che nella sinergia operativa) nell’acquisizione del database clienti di Gioco Digitale. Così come Lottomatica valutò Totosì 40 milioni di euro per i suoi 450mila utenti, Bwin ha dato “valore” ai clienti di Gioco Digitale. Gioco Digitale, infatti, dispone di oltre 80mila “utenti attivi” al mese e una quota di mercato (ad agosto 2009) del 19,2%. Anche l’altro provider nazionale, Microgame SpA (30) (con sede in Benevento) ha recentemente perfezionato l’aumento della partecipazione (nel suo capitale) del fondo di private equity Monitor Clipper Partners, arrivato ad una partecipazione del 22,72% (31). Microgame è uno dei maggiori service provider nel settore dei giochi on line in Italia, nonché leader nel mercato del gioco a distanza con quote di mercato del poker e delle scommesse a quota fissa, rispettivamente del 29% e del 30%. Attualmente Microgame gestisce on line oltre 1,3 milioni di conti di gioco. Nel 2008 i concessionari serviti da Microgame hanno raccolto oltre 490 milioni di euro di gioco ed i ricavi di Microgame hanno superato 85 milioni di euro. Nell’ottobre 2009, Microgame deteneva poco meno di un terzo del mercato del poker on line con vincite in denaro (29%), mentre Gioco Digitale sfiorava il 20% (32). Nel 2008 Microgame è stato il primo service provider ad introdurre sul mercato italiano la propria piattaforma applicativa per il poker on line in modalità network. Oggi, “People’s Network” è la più grande community italiana di giocatori con più di 1.200.000 utenti registrati presso oltre 50 Concessionari AAMS indipendenti e più di 80 siti attivi. Gli aspetti di interesse economico nazionale nel settore del gioco on line non riguardano solo l’acquisizione di quote rilevanti del comparto nazionale da parte di operatori stranieri, ma anche i riflessi su industrie collaterali, in particolare quella degli strumenti di moneta elettronica (33), utilizzati in maniera pressoché esclusiva nel gioco on line (soprattutto a fini di tracciabilità, necessaria nel contrasto al riciclaggio). Recentemente Microgame ha avviato un’iniziativa nell’ambito dei sistemi di pagamento, lanciando il servizio “Cartabet” (carta prepagata del circuito MasterCard) (34). L’accordo tra Microgame e l’Istituto di Moneta Elettronica Europeo S.p.A. (IMEL.EU (35) ) permette ai giocatori di aprire un conto di moneta elettronica dal quale è possibile effettuare tutte le operazioni bancarie necessarie per il gioco on line. Al fine di contenere il rischio di possibili abusi di strumenti di moneta elettronica, essendo tali strumenti anonimi e al portatore, nel caso di CartaBet è richiesta l’identificazione dello scommettitore. Tale carta, infatti, viene rilasciata ad ogni scommettitore che, tramite Microgame, si abilita al servizio. Lo scommettitore viene, quindi, automaticamente ed univocamente identificato dal sistema eliminando in tal modo ogni possibilità da parte del gestore del punto di effettuare operazioni di accesso al conto di gioco. Con il sistema proposto da IMEL, i crediti di gioco verranno trasferiti su un corrispondente conto personale di moneta elettronica affidato alla gestione dell’Istituto e, pertanto, qualsiasi operazione di movimentazione di tale credito diventa tracciabile. Tra i sistemi più usati nel mondo del gioco on line vi sono i c.d. “portafogli elettronici” (e-wallet). I più noti sono NETeller (carta prepagata sulla quale è possibile depositare fino a 35mila euro), Moneybookers (che richiede un conto corrente sul quale “appoggiare” la carta (36) ), EcoCard, Click-2-Pay, Paypal, Ukash e myCitadel. Vi sono, poi, le carte prepagate, ossia carte di debito nelle quali possono essere depositati fondi da ritirare, in un secondo momento, per effettuare i depositi sul tuo conto nel casino; tra la carte prepagate più conosciute ed utilizzate vi sono EcoCard e Ticket Premium. Considerazioni finali sui riflessi del gioco on line sull’economia criminale Secondo la sopra citata ricerca Eurispes, il gioco on line non regolamentato e le scommesse clandestine occupano un posto di rilievo all’interno del fatturato dell’economia criminale (nel suo complesso, stimato in 175 miliardi di euro circa). L’Eurispes stima che il gioco on line illegale raggiunga un volume d’affari di circa 5 miliardi di euro. Il dato conferma il range precedentemente indicato per il 2008 (4,5 - 6 miliardi di euro) come risultante da analisi effettate da Forze dell’ordine, AAMS e operatori di settore. Se si considera che la raccolta regolare (ossia legale) per l’anno 2008 è stata di 1,46 miliardi di euro, ci si rende immediatamente conto di come il gioco irregolare “sommerso” rappresenti una realtà ben più vasta di quella dell’offerta regolare di gioco su Internet. Un’interessante ramificazione del monitoraggio Eurispes del gioco on line ha riguardato il social network Facebook (37), nel quale è stato effettuato il conteggio dei gruppi di appassionati del gioco, denominati in maniera diversa a seconda della tipologia di gioco. L’indagine ha rivelato, per esempio, la possibilità di giocare, tramite le applicazioni di Facebook, alla variante di poker, Texas hold’em, che vanta un numero di appassionati in continuo aumento. Nella sua Relazione Annuale del febbraio 2009, la Direzione Nazionale Antimafia (DNA) ha fatto propria a preoccupazione che, sul fronte dell’azzardo, “a soggetti incensurati, titolari di concessioni o di licenze, si affianchino soci occulti organici alla criminalità organizzata, tramite prestanome”. Dunque, se finora si era pensato solo al gioco clandestino come una minaccia da contrastare, dalle risultanze investigative emerse oggi l’interesse della criminalità organizzata è da considerare rivolto verso il gioco legale. Nella stessa relazione, infatti, la DNA ha evidenziato le diverse finalità sottostanti gli interessi della malavita sul gioco legale (“…sia per scopi di riciclaggio sia per consentire alla propria rete territoriale di usurai di disporre di un numero enorme di potenziali clienti…”). Tali considerazioni suggeriscono interpretazioni ulteriori rispetto alla visione comune della “liberalizzazione” del settore dei giochi. A tal proposito, in un Convegno tenutosi a Venezia nel marzo 2006 (38), un esperto di settore, lo psicologo-criminologo Mauro Croce ha affermato un concetto importante, secondo il quale, ferma restando l’importanza della repressione del gioco illegale, può essere fuorviante, riduttivo - e anche non dimostrato - il considerare il rapporto tra legale e illegale all’interno di una semplice logica lineare di tipo aritmetico, ove all’aumento del gioco legale corrisponde la diminuzione di quello illegale. In tal senso, si pone la tesi secondo cui l’incremento costante degli incassi relativi ai giochi legali (e delle relative entrate tributarie dello Stato) deriva da una sottrazione di quote sempre più imponenti di mercato al gioco illegale, accrescendo il livello di legalità dell’offerta destinata ai fruitori italiani. Questa valutazione porterebbe a pensare che, per prevenire o contrastare il gioco illegale, sarebbe sufficiente fornire maggiori occasioni di gioco legalizzato oltreché di repressione del gioco illegale. Secondo Croce, l’interpretazione da dare è più ampia e riguarda la possibilità che si inneschi una relazione di tipo moltiplicativo (anziché sottrattivo) tra legale e illegale. Questo meccanismo si attuerebbe, dapprima, con un aumento delle persone che diventano clienti dell’industria del gioco favorito dall’introduzione di nuove offerte, modalità e tipologie di gioco, in particolare se basate su Internet. L’incremento della numerosità dei giocatori potrebbe condurre ad un ampliamento dell’area delle persone con problemi legati al gioco stesso, generando così nuove opportunità per il settore illegale con la considerazione di chi, viceversa, sarebbe stato espulso (o si troverebbe in condizioni di difficoltà) dall’industria del gioco legale.
(1) Obiettivi dell’art. 38. (Misure di contrasto del gioco illegale) sono il contrasto della diffusione del gioco irregolare ed illegale, dell’evasione e dell’elusione fiscale nel settore del gioco, nonchè la tutela del giocatore. A tal fine, la norma disciplina: a) le scommesse a distanza a quota fissa con modalità di interazione diretta tra i singoli giocatori; b) i giochi di abilità a distanza con vincita in denaro; c) le caratteristiche dei punti di vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici (agenzie di scommessa, sale pubbliche da gioco, sale destinate al gioco, ulteriori punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione di prodotti di gioco pubblici).
(2) Il D. lgs. 14 aprile 1948 n. 496 ha attribuito allo Stato italiano una riserva generale di attività in materia di giochi e scommesse. L’esercizio di tale competenza è stato affidato all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS, come da art. 12 della Legge 18 ottobre 2001, n. 383; art. 1 del DPR 24 gennaio 2002 n. 33; art. 4 Legge 8 agosto 2002 n. 178), la quale esercita le attività suddette attraverso concessionari privati. I primi tre operatori italiani sono il Consorzio (costituito tra Lottomatica SpA al 63%, Scientific Games Inc al 20%, Arianna 2001 SpA al 15%, Olivetti Tecnost SpA all’1% e Servizi in Rete all’1%), la SISAL e la SNAI. Per la raccolta dei giochi e delle scommesse, i suddetti operatori si avvalgono di reti fisiche di distribuzione (detti “punti vendita”) composte da esercizi commerciali (tabaccherie, bar, edicole) e dal canale on line (cioè tramite Internet). Arianna 2001 SpA e Servizi in Rete sono diretta emanazione della Federazione Italiana Tabaccai, la principale organizzazione sindacale cui aderiscono la gran parte dei tabaccai italiani. La rete dei tabaccai rappresenta, infatti, il principale canale distributivo delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea.
(3) “Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione”.
(4) “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché della direttiva 2006/70/CE che reca misure di esecuzione”.
(5) L’art. 7. (Modifiche all’articolo 14 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231) ha modificato l’articolo 14, comma 1, inserendo la lettera e-bis) (offerta di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, anche in assenza delle autorizzazioni rilasciate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ai sensi dell’articolo 1, comma 539, della legge 23 dicembre 2005, n. 266).
(6) Cfr. Eurispes, L’Italia in gioco (2009).
(7) Le NewSlotsono apparecchi di intrattenimento che associano la causalità delle combinazioni alle abilità personali del giocatore. La Finanziaria 2008 ha stabilito un costo massimo della giocata pari ad un euro, una vincita massima non superiore ai 100 euro e una probabilità di vincita non inferiore al 74%. I parametri individuano, quindi, un obiettivo di mero divertimento per il giocatore più che di azzardo puro.
(8) Ernst&Young, Reviewing the market. The 2009 global gaming bulletin (2010).
(9) Ernst&Young, Online Gambling: analisi del mercato e degli assetti competitivi (2010).
(10) Il secondo segmento è stato costituito dai concorsi a pronostici (“Totocalcio”, “il 9” e “Totogol”) e dalle scommesse a totalizzatore (“Big Match”e “Big Race”), che hanno contribuito al 36% della raccolta complessiva. Ippica, gratta e vinci virtuali ed altre scommesse sportive hanno costituito il restante 5% della raccolta.
(11) La trasformazione del poker in fenomeno di intrattenimento è dimostrato dalla nascita di nuovi format televisivi che integrano on line e off line. Ad esempio, i giocatori del reality Pokermania, in onda su Sky Sport, sono stati selezionati attraverso i 27.593 tornei che si sono disputati sul sito della Bwin (che ha promosso il reality) e che hanno visto la partecipazione di 341.000 persone.
(12) Questi ultimi due sono la filiale italiana di operatori internazionali: Intralot è uno dei leader greci nel settore dei giochi e delle scommesse ed Eurobet fa capo al gruppo britannico Gala. La versione italiana del sito di poker on line, www.intralot.it, approvato dall’AAMS, e provvisto della licenza necessaria per accogliere i giocatori di poker italiani, è stata lanciata da PartyGaming, dopo un accordo con Intralot SA. La poker room di PartyGaming è una delle più importanti realtà del poker virtuale italiano che nei primi mesi del 2009 ha già raggiunto entrate per quasi 650 milioni di euro. Il sito (www.partypoker.it) consente di prendere parte a tornei con soldi veri. Il gruppo PartyGaming è presente in 6 Paesi (Gibilterra, dove è la sede centrale, Regno Unito, Italia, Bulgaria, Israele, Singapore ed India, con circa 1200 dipendenti). Anche l’operatore on line Fueps (di proprietà di Dada Group, il cui azionista principale con il 49,5%, è RCS Media Group) ha aderito al network di PartyGaming. In tal modo, anche il sito “A4 - The Poker Suite” di Fueps fa parte di PartyPoker.it.
(13) “Rimozione dei casi di offerta in assenza di autorizzazione, attraverso rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2006.
(14) “Rimozione dei casi di offerta in assenza di autorizzazione, attraverso rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2007.
(15) Per fare un esempio concreto, è sufficiente digitare (accedendo ad Internet con un provider italiano) i siti www.ladbrokes.com e www.ladbrokes.it, entrambi di proprietà della società inglese Ladbrokes. Nel primo caso (www.ladbrokes.com), trattandosi del sito inglese della società, che raccoglie le scommesse del mercato inglese e degli altri mercati mondiali dove non vige alcun blocco (come l’Italia pre-finanziaria 2006), compare il blocco AAMS in quanto tale sito risulta non autorizzato in Italia. Se proviamo ad aprire il sito (www.ladbrokes.it) è possibile accedervi, aprire un conto e piazzare le giocate, essendo autorizzato dallo Stato e conforme alla normativa italiana. Questo fenomeno, se ha comportato una limitazione per gli operatori stranieri della loro offerta on line (pensiamo a www.betfair.it che, in Italia, offre un sito di scommesse a quota fissa mentre, con www.betfair.com è diventata fenomeno mondiale nelle scommesse peer-to-peer, ancora non consentite in Italia) a causa di limitazioni del palinsesto, ossia le offerte al pubblico in termini di eventi e di modalità di scommessa offerte (www.ladbrokes.com offre, sulle partite di calcio, anche scommesse sul primo calcio d’angolo o sul minuto del gol, per il momento non consentite in Italia), ha comunque consentito loro di entrare nel mercato italiano in maniera redditizia, vista la limitata domanda che il giocatore italiano, figlio della “mentalità del Totocalcio”, richiede nelle scommesse, incentrate, principalmente, sull’esito finale delle partite (1 X 2) e su altre tipologie, comunque collegate al calcio (Under/Over, Parziale/Finale). I palinsesti, dunque, sono inferiori a quelli proposti all’estero.
(16) Diverse le modalità utilizzate che consentono questa possibilità. Dalla modifica del file hosts del proprio sistema operativo mediante l’uso del programma “Blocco Note”, alla modifica delle proprietà del protocollo TCP/IP con l’utilizzo degli open DNS (208.67.222.222 e 208.67.220.220), ad ancora altre tecniche.
(17) Al fine di ampliare lo spettro di tutela/controllo del settore, l’AAMS ha avviato numerose trattative con operatori leader (c.d. poker room) nel settore. È il caso, ad esempio, di Playtech-iPoker, network di gioco che raccoglie oltre 30 siti con giocatori provenienti da tutto il mondo, italiani compresi, e raccolte abnormi, con un interesse precipuo da parte dell’AAMS rivolto verso Titan Poker, marchio principale di Playtech-iPoker. Quest’ultima piattaforma opera in Italia con marchi primari come SNAI, SISAL, Cogetech e Virgin, tutti regolarmente “.it”. Intento dell’AAMS è indurre iPoker (come già avvenuto per Pokestars, Bwin ed Unibet, tra le principali) a congelare i conti-gioco degli italiani registrati nei siti “.com” e trasferirli al sito Web corrispondente “.it” (controllato dall’Erario).
(18) Seguono le scommesse (50,4%), i casinò virtuali (30,2%), il Lotto (5,4%), il Superenalotto (5,4%) e le lotterie (4,7%).
(19) È stata anche prevista un’apertura a livello mondiale, interconnettendo i sistemi dei vari paesi e consentendo un gioco globale, nel quale un italiano potrà sfidare un inglese così come un giapponese. Da tale pratica possono originarsi, però, pericoli di “collusione” (allorquando due o più giocatori si danno “appuntamento” presso lo stesso tavolo di una poker room per compiere condotte lesive nei confronti degli altri giocatori del tavolo tramite accordi tra loro intercorsi, oppure per mettere a frutto gli effetti di un reato compiuto in precedenza, ad esempio il furto di una carta di credito o di un conto on line, versando il denaro ivi contenuto presso un altro giocatore controllato dallo stesso o da un complice).
(20) Nella versione “a torneo”, il montepremi viene formato con l’insieme delle quote in euro raccolte per le iscrizioni (in corrispondenza delle quali viene emesso un equivalente numero di fiches). Il montepremi viene, poi, suddiviso nel momento dell’assegnazione dei premi.
(21) Da un’indagine di Gioco Digitale condotta tra gli utenti e ripresa da Agicos (Agenzia Giornalistica Concorsi e Scommesse, agenzia stampa dedicata interamente al mondo dei concorsi e delle scommesse), è emerso che il 72,6% degli intervistati ha giocato al <i>]poker on line su siti non autorizzati (il 36,4% regolarmente, il 31,9% qualche volta e il 4,3% una sola volta).
(22) Secondo le disposizioni contenute nel regolamento AAMS (così come disciplinato dal c.d. “Decreto Abruzzo”), il poker in modalità cash game (“Raccolta di giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo”), indica propriamente il poker giocato con gettoni che hanno valore di denaro reale.
(23) Con l’acquisizione del 60% delle azioni di Everest Gaming (valore: 100 milioni di dollari), Gaming Mangas, operatore di giochi on line della poker room Everest Poker, ha rafforzato ulteriormente la sua posizione confermandosi tra i principali operatori di poker e scommesse sportive su Internet in concorrenza con due dei più grandi colossi del <i>]poker on line a livello mondiale, PokerStars e Full Tilt Poker.
(24) Sono previsti da 100 a 250 euro come limite massimo di buy in nei tournaments e 1000 euro a sessione di gioco nel cash game.
(25) Luca Pagano, del Team Italia Pokerstars, ha lucidamente spiegato la differenza: “In un torneo viene comprato uno stack di fiches e l’obiettivo è di difenderlo a tutti i costi, per puntare al primo premio. Una volta perse le tue fiches, sei fuori. Nel cash game, invece, c’è la possibilità di mettere mano al portafoglio e rientrare. Questo rende diverse le strategie di gioco, rendendole spesso più aggressive e spettacolari e può capitare di essere “visti” anche con mani marginali”.
(26) Gioco Digitale, oltre al poker on line, offre anche scommesse sportive e lotterie istantanee telematiche (“Gratta e Vinci on line”), che hanno rappresentato il 6% del fatturato della società nel primo semestre 2009. Sempre nella prima metà del 2009, Gioco Digitale ha generato ricavi netti totali per 20,1 milioni di euro (nel 2008 sono stati 13,7 milioni) ed EBITDA (ossia utili al lordo degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti) di 9,2 milioni di euro (nel 2008 sono stati 1,4 milioni di euro). L’azienda è stata fondata dall’imprenditore e veterano del settore degli Internet games in Italia, Carlo Gualandri, ed è stata la prima concessionaria di gioco italiana ad offrire il poker in forma di torneo nel settembre 2008.
(27) Bwin è leader mondiale delle scommesse sportive on line, nonché uno dei maggiori network di poker d’Europa. Bwin offre scommesse sportive, poker, giochi da casinò, giochi soft e di abilità, così come i flussi audio e video di eventi sportivi in oltre 25 mercati, regolati dalle licenze internazionali e locali.
(28) Bwin e Gioco Digitale valgono sul fronte delle scommesse il 13% del mercato, mentre sul fronte dei gratta-e-vinci on line valgono il 25% del mercato.
(29) La piattaforma di Gioco Digitale è ancora in fase di ammortamento (la vita media è di 3 anni).
(30) Microgame, fondata nel 1996 da Fabrizio D’Aloia, è un gaming service provider indipendente, abilitato dall’AAMS ad operare in qualità di fornitore di servizi di connettività ai concessionari di giochi pubblici.
(31) Contestualmente, il fondo britannico Cambria e IFID Srl (che in precedenza detenevano congiuntamente una quota del 12%) hanno dismesso l’intera partecipazione.
(32) Da soli i due operatori valgono quasi il 50% del mercato. Unendo loro anche le quote di mercato di PokerStars e Lottomatica, si raggiunge quasi l’80% dell’intero segmento.
(33) Si parla degli strumenti di pagamento previsti dalla Direttiva 2007/64/CE (relativi ai servizi di pagamento nel mercato interno) e dalla Direttiva 2009/110/CE (concernente l’avvio, l’esercizio e la vigilanza prudenziale dell’attività degli Istituti di moneta elettronica). Attualmente, in Italia la moneta elettronica è emessa dalle principali banche, dalle Poste Italiane, e da tre istituti IMEL autorizzati dalla Banca d’Italia, Cartalis IMEL S.p.A., Mobilmat IMEL S.p.A., Istituto di Moneta Elettronica Europeo S.p.A., IMEL.EU S.p.A.. L’autorizzazione a svolgere l’attività di emissione di moneta elettronica agli IMEL è rilasciata dalla Banca d’Italia, in base alla Circolare n. 253 del 26 marzo 2004 (“Istruzioni di vigilanza per gli Istituti IMEL”).
(34) La smart card CartaBetconsente il ritiro delle vincite in contanti direttamente presso il “Punto Operativo”. CartaBet (associata a un conto di moneta elettronica presso IMEL.EU) consente di effettuare tutte le operazioni di un normale conto di moneta elettronica (bonifici, pagamenti, incassi e altro ancora). Il conto può essere ricaricato presso il Punto Operativo in contanti oppure effettuando un bonifico visto che il conto di moneta elettronica è identificabile sul circuito bancario con un codice ABI (36002), un codice CAB (53570) e un numero di Conto Moneta Elettronica che è l’equivalente del numero di un conto corrente delle banche. Istituti bancari e istituti di moneta elettronica colloquiano tra loro telematicamente utilizzando indistintamente il numero di conto di moneta elettronica e il numero di conto corrente bancario. In più CartaBet permette di scommettere anche su Internet oltre che presso il Punto Operativo.
(35) Il 100% delle azioni di IMEL.EU S.p.A. è detenuto da Index Europea S.p.A.. Index Europea S.p.A. è la Concessionaria Ufficiale per la raccolta delle Scommesse Sportive C.O.N.I n. 3554 e n. 4400 per l’Ippica, autorizzata dall’AAMS ed è anche abilitata alla raccolta telematica via Internet all’indirizzo www.indexbet.it e via telefono. La piattaforma tecnologica di Indexbet.it utilizza sistemi identificativi del mondo bancario basati su tecnologie smart card e telefoni cellulari.
(36) Moneybookers, fondata nel 2001 a Londra e regolamentata dalla britannica Financial Services Authority, è uno dei sistemi di pagamento on line. La continua crescita dell’utilizzo di carte prepagate per finanziare i conti nei casinò on line ha spinto Moneybookers a produrre la sua propria carta prepagata, la Moneybookers MasterCard.
(37) Agli inizi del 2009 Facebook contava circa 140 milioni di utenti nel mondo.
(38) Convegno su "Anticipazioni sui nuovi scenari e sulla tutela del giocatore d'azzardo", Venezia 25 marzo 2006.