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Timestamp: 2020-03-29 14:33:34+00:00
Document Index: 1104403

Matched Legal Cases: ['art. 2658', 'art. 2659', 'art. 2826', 'art. 2645', 'art. 2665', 'art. 59']

Correzione nota di trascrizione errata: le responsabilità - Smart Focus Correzione nota di trascrizione errata: le responsabilità - Smart Focus
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Immobiliare Notai	di Francesco Marras 04/09/2019
La trascrizione è un importante strumento di pubblicità legale, che rende l’atto trascritto opponibile a terzi. Avviene mediante il deposito della nota di trascrizione, in doppio originale, e della copia del titolo. È possibile la correzione di una nota di trascrizione immobiliare errata? Vediamolo insieme.
La trascrizione è, come anticipato, una forma di pubblicità legale relativa ai beni immobili e mobili registrati, come previsto dagli artt. 2643 e successivi. Attraverso questo mezzo viene garantita la conoscibilità delle vicende relative a tali beni e al contempo si evita l’insorgere di eventuali contrasti in merito alla loro titolarità.
Gli atti relativi a trasferimenti di diritti reali su beni immobili e stipulati da notai o altri pubblici ufficiali roganti devono essere, quindi, trascritti o iscritti, in base alla tipologia dell’atto, presso gli Uffici di Pubblicità Immobiliare (ex Conservatorie dei Registri Immobiliari in Italia) per garantire l’evidenza pubblica.
L’art. 2658 del Codice civile indica quali sono gli atti da presentare al conservatore. Nello specifico la disposizione stabilisce che: “La parte che domanda la trascrizione del titolo deve presentarne al conservatore dei registri immobiliari copia autenticata, se si tratta di atti pubblici o di sentenze, e, se si tratta di scritture private, deve presentare l’originale, salvo che questo si trovi depositato in un pubblico archivio o negli atti di un notaio. In questo caso basta la presentazione di una copia autenticata dall’archivista o dal notaio, dalla quale risulti che la scrittura ha i requisiti indicati dall’articolo precedente. Per la trascrizione di una domanda giudiziale occorre presentare copia autentica del documento che la contiene, munito della relazione di notifica alla controparte“.
Che cosa è una nota di trascrizione immobiliare
La nota di trascrizione immobiliare è, come si evince dall’art. 2659 del Codice civile, il documento scritto, in doppio originale, contenente la domanda al conservatore dei registri immobiliari di trascrivere un certo atto.
Chi domanda la trascrizione alla Conservatoria dei registri immobiliari deve presentare, quindi, insieme alla copia del titolo, una nota in doppio originale, nella quale devono essere indicati gli estremi essenziali dell’atto da trascrivere:
i dati identificativi delle parti, che variano in base al soggetto:
le persone fisiche – il cognome ed il nome, il luogo e la data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti, nonché il regime patrimoniale delle stesse, se coniugate, secondo quanto risulta da loro dichiarazione resa nel titolo o da certificato di stato civile;
per le persone giuridiche – la denominazione o la ragione sociale, la sede e il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle società previste dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con l’indicazione, per queste ultime e per le società semplici, anche delle generalità delle persone che le rappresentano secondo l’atto costitutivo;
per i condominii – l’eventuale denominazione, l’ubicazione e il codice fiscale;
il cognome e il nome del pubblico ufficiale che ha ricevuto l’atto o autenticato le firme, o la autorità giudiziaria che ha pronunziato la sentenza;
la natura e la situazione dei beni a cui si riferisce il titolo, con le indicazioni richieste dall’art. 2826, nonché nel caso previsto dall’art. 2645 bis, c. 4, la superficie e la quota espressa in millesimi di cui a quest’ultima disposizione.
Nella nota di trascrizione devono essere menzionati anche eventuali termini o condizioni a cui è sottoposta la rinunzia o la modificazione del diritto di acquisto. Tale menzione non è necessaria se, al momento in cui l’atto si trascrive, la condizione sospensiva si è verificata o la condizione risolutiva è mancata ovvero il termine iniziale è scaduto.
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Perchè verificare una nota di trascrizione
Le indicazioni riportate nella nota di trascrizione consentono di individuare gli estremi essenziali dell’atto notarile a cui la stessa si riferisce.
Successivamente al deposito presso la competente Conservatoria, sarà possibile consultare anche online la nota di trascrizione immobile.
I contenuti della nota di trascrizione online immobile sono:data dell’atto pubblico, nome pubblico ufficiale rogante, numero di repertorio e raccolta relativi all’atto notarile, data di trascrizione o iscrizione, numero di registro particolare e registro generale, dati anagrafici completi dei soggetti a favore (parte acquirente) e dei soggetti contro (parte venditrice), regime e quota di proprietà, dati identificativi catastali relativi all’immobile in oggetto, eventuali note e precisazioni contenute nell’atto.
Nota di trascrizione immobiliare errata: quando è invalida?
L’eventuale inosservanza delle formalità richieste per la trascrizione (artt. 2659 e 2660 c.c.) non rendono invalida la trascrizione. È fatta eccezione per l’ipotesi in cui tale inosservanza provochi incertezza sugli elementi essenziali della stessa.
Non tutti gli errori od omissioni relativi alle indicazioni richieste nelle note pregiudicano la validità delle stesse. La Cassazione civile, con l’ordinanza 30 maggio 2018, n. 13543, sez. VI – 3 civile, ha recentemente ribadito che:
“In forza dell’art. 2665 c.c. non ogni omissione od inesattezza nella nota di trascrizione determina l’invalidità della trascrizione stessa, ma solo quelle che ingenerano incertezze sulle persone, sul bene e sulla natura giuridica dell’atto; e l’accertamento dell’esistenza dello stato di incertezza, soprattutto ove incentrato sulla ritenuta idoneità dell’univocità del riferimento ritraibile dal codice fiscale, costituisce giudizio di fatto insindacabile in Cassazione se immune da vizi logici e giuridici e sorretto da congrua motivazione“.
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Il D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 110 ha introdotto nella legge notarile l’art. 59-bis. Questo prevede che il Notaio possa rettificare, fatti salvi i diritti dei terzi, un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, contenente errori od omissioni materiali relativi a dati preesistenti alla sua redazione, provvedendovi, anche ai fini dell’esecuzione della pubblicità, mediante propria certificazione contenuta in atto pubblico da lui formato.
La rettifica, anche se è stata oggetto di pubblicità legale, non può mai retroagire a danno dei terzi, i quali avevano fatto affidamento su quanto riportato nella nota di trascrizione che rispecchia, appunto, l’atto. Può produrre effetti sugli stessi unicamente a partire dal momento della relativa pubblicità legale.
Fisco e Tributi Immobiliare By Michela Dessì / 25/02/2020