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Timestamp: 2019-01-16 05:12:37+00:00
Document Index: 142201896

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 133', 'art. 82', 'art. 130', 'art. 82', 'sentenza ']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente - PDF
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Battistina Lillo
1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2164 del 2014, proposto da: **, rappresentato e difeso dall'avv. Marco Noci, ed elettivamente domiciliato presso il medesimo in Firenze, Via Vittorio Emanuele II 173; contro Questura di Lucca, in persona del Questore p.t., Ministero dell'interno, in persona del Ministro p.t., costituitisi in giudizio, rappresentati e difesi per legge dall'avvocatura Distr.le dello Stato di Firenze, presso i cui Uffici in Firenze, Via degli Arazzieri 4, sono legalmente domiciliati;
2 per l'annullamento del decreto della Questura di Lucca prot n. 114 del 21/10/2014, notificato il 20 novembre 2014, con il quale è stato rifiutato il rinnovo/conversione del permesso di soggiorno da motivi familiari in quello per lavoro subordinato, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, anche ignoto al ricorrente; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio della Questura di Lucca e del Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 28 maggio 2015 la dott.ssa Eleonora Di Santo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Il sig. ***, odierno ricorrente, nato il 5 febbraio 1967 nello Sri Lanka, entrava in Italia il 30 settembre 2011 con regolare visto per ricongiungimento familiare, richiesto dalla di lui coniuge regolarmente soggiornante, e otteneva così un permesso si soggiorno per motivi di famiglia ai sensi dell art. 30 del T.U.I., titolo che veniva rinnovato fino all 11 gennaio 2014 sempre per motivi di famiglia.
3 In data 13 gennaio 2014, il cittadino extracomunitario proponeva formale istanza alla Questura di Lucca per il rinnovo/conversione del permesso di soggiorno di cui sopra in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. L istanza veniva respinta dalla Questura di Lucca con decreto prot n. 114 del 21 ottobre 2014, ai sensi degli artt. 4, 5 e 30, comma 5, del D. Lgs. n. 286/1998, sull assunto che il ricorrente risultava separato di fatto, mentre la citata normativa consente la richiesta conversione/rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di famiglia solo in caso di separazione legale o di scioglimento del matrimonio. Con il ricorso in esame, l interessato ha impugnato il decreto in questione deducendo eccesso di potere per erronea interpretazione della norma, violazione dell art. 6, comma 1, del D. Lgs. n. 286/1998 e dell art. 14, commi 1 e 3, del D.P.R. n. 394/1999 (come modificato dal D.P.R. n. 334/2004), illogicità della determinazione, violazione dell art. 8 della C.E.D.U.. Si sono costituite le Amministrazioni intimate che hanno controdedotto. Il ricorso è fondato. La giurisprudenza amministrativa (cfr. Cons. di Stato, III, 28 gennaio 2015, n. 390), secondo un orientamento condiviso dal Collegio, esclude la tassatività delle ipotesi di conversione del permesso di soggiorno di cui al comma 5 dell art. 30 del T.U. Immigrazione, a mente del quale in caso di morte del familiare in possesso dei requisiti per il ricongiungimento e in caso di separazione legale o di scioglimento del matrimonio o, per il
4 figlio che non possa ottenere la carta di soggiorno, al compimento del diciottesimo anno di età, il permesso di soggiorno può essere convertito in permesso per lavoro subordinato, per lavoro autonomo o per studio, fermi i requisiti minimi di età per lo svolgimento di attività di lavoro. In particolare, è stato precisato (cfr., Cons. di Stato, III, 20 marzo 2013 n. 1612) che l esclusione della possibilità di conversione non può discendere da un interpretazione restrittiva del citato comma 5, ma deve trovare fondamento in un esplicita previsione normativa, che, nella fattispecie, non è stata allegata dall Amministrazione e non è dato rinvenire. Pertanto, il comma 5 dell art. 30 del T.U. Immigrazione è applicabile a tutte le ipotesi in cui il permesso di soggiorno per motivi familiari non possa essere rinnovato a tale titolo, ma sussistano le condizioni per il rilascio di un permesso di soggiorno ad altro titolo (nel caso di specie per motivi di lavoro subordinato data l incontestata sussistenza di un regolare rapporto di lavoro domestico), in quanto alle ipotesi espressamente enunciate dalla norma non possono, anche in un ottica interpretativa costituzionalmente orientata, non aggiungersene altre, quale quella del sopravvenuto venir meno della convivenza per le ragioni più disparate (Cons. di Stato, n. 390/2015 cit.) e, quindi, come nel caso in esame, anche una separazione di fatto fra i coniugi. Pertanto, il comma 5 dell art. 30 cit. salvaguarda due situazioni estreme quali il decesso e la fine del matrimonio che non impediscono allo straniero di prolungare il suo soggiorno in
5 Italia: trattasi, quindi, di un ipotesi residuale visto che il legislatore, in linea generale, ha espressamente sancito che Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o di lavoro autonomo e per motivi familiari può essere utilizzato anche per le altre attività consentite allo straniero, anche senza conversione o rettifica del documento, per il periodo di validità dello stesso e che Con il rinnovo, è rilasciato un nuovo permesso di soggiorno per l attività effettivamente svolta (art. 14, rispettivamente commi 1 e 3, del D.P.R. n. 394 del 1999). Il ricorso va, pertanto, accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato e declaratoria dell obbligo per l Amministrazione di esaminare e valutare l istanza di conversione presentata dal ricorrente, da permesso di soggiorno per motivi familiari in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, sulla base della sola verifica della sussistenza dei requisiti previsti per tale tipologia di permesso. Quanto alle spese di giudizio, le stesse devono essere poste a carico delle Amministrazioni resistenti e liquidate a favore dello Stato, per effetto dell ammissione al patrocinio a spese dello Stato e dell art. 133 del T.U. 30 maggio 2002 n Per quello che riguarda la liquidazione del compenso spettante al difensore a seguito del decreto 17 dicembre 2014 n. 106 dell apposita Commissione istituita presso il T.A.R., la Sezione deve rilevare come lo stesso debba essere liquidato in modo che, in ogni caso, (le competenze spettanti al difensore) non risultino superiori ai valori medi delle tariffe professionali
6 vigenti, ai sensi dell art. 82,! comma, del D. Lgs. 30 maggio 2002 n. 115 e applicando la riduzione dei compensi alla metà prevista dall art. 130 del citato D. Lgs. (disposizione applicabile al giudizio amministrativo); in considerazione della complessità della vicenda e delle difese svolte, appare equo liquidare le competenze spettanti al difensore in complessivi 1.000,00, oltre IVA e CAP. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, come da motivazione e, per l effetto, dispone l annullamento del decreto prot n. 114 del 21 ottobre 2014 emesso dal Questore di Lucca. Condanna le Amministrazioni resistenti alla corresponsione all Erario dello Stato della somma di 1.000,00 (mille/00), a titolo di competenze ed onorari di giudizio, oltre ad 300,00 (trecento/00) per spese prenotate a debito. A seguito del decreto di ammissione al patrocinio a spese dello Stato 17 dicembre 2014 n. 106 dell apposita Commissione istituita presso il T.A.R., dispone la liquidazione, ai sensi dell art. 82, 1 comma, del D. Lgs. 30 maggio 2002 n. 115, della somma di 1.000,00, oltre ad IVA e CAP, in favore dell Avv. Marco Noci.
7 Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 28 maggio 2015 con l'intervento dei magistrati: Saverio Romano, Presidente Eleonora Di Santo, Consigliere, Estensore Luigi Viola, Consigliere L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 28/10/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
N. 01660/2015 REG.PROV.COLL. N. 01206/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA