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Timestamp: 2020-03-30 19:23:07+00:00
Document Index: 170204784

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 30', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 2943', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 57', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art.2', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 15', 'art.2', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 14', 'art.8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14']

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Lo stesso Decreto ha poi confermato l’applicazione dell’accisa sui sacchetti di plastica (D.L. 9 settembre 1988, n. 397, convertito nella Legge 9 novembre 1988, n. 475, ora abrogato) e quella sui fiammiferi (R.D. 11 marzo 1923, n. 560), ha istituito un contributo di riciclaggio sul polietilene vergine (art. 29-bis del D.L. n. 331/1993, ora abrogato), un’imposta di consumo sui bitumi di petrolio e una distinta imposta sugli oli lubrificanti (art. 30 D.Lgs. n. 331/1993).
La circolare del 4 novembre 1999, n. 214 del Dipartimento delle Dogane del Ministero delle Finanze - emanata al fine di regolare ed organizzare l'attività di controllo nel settore della commercializzazione dell'olio combustibile per uso industriale, in applicazione delle norme modificative del regime delle accise di cui alla legge 23 dicembre 1998, n. 448 e della introduzione, con d.p.c.m. 1 gennaio 1999, di aliquote d'imposta differenziate secondo il tipo d'uso cui sono destinati gli oli minerali - rientra tra le circolari applicative e va tenuta distinta dalle circolari interpretative, le quali esprimono unicamente un parere dell'amministrazione non vincolante per il contribuente. La violazione delle relative prescrizioni rileva esclusivamente come elemento indiziario di supporto al convincimento del giudice di merito in ordine alla prova del diverso uso finale del prodotto ceduto (per riscaldamento anziché per uso industriale) e, pertanto, non può integrare "ex se" la condotta omissiva prevista dall'art. 15, comma 1, del d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (T.U. sulle accise) per il differimento del "dies a quo" di decorrenza del termine prescrizionale alla data della scoperta dell'illecito, dovendo comunque farsi riferimento a violazioni di obblighi di condotta posti da uno specifico parametro normativo, quale quello del principio di collaborazione e buona fede che deve improntare i rapporti tra contribuente e fisco di cui all'art. 10, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212. (Rigetta, Comm. Trib. Reg. Bologna, 15/12/2008) Cass. civ. Sez. V, 11-12-2013, n. 27670 (rv. 629495).
In tema di recupero delle accise sugli olii minerali, la riduzione a cinque anni, operata dall'art. 15, comma primo, del d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, dell'originario termine prescrizionale di durata trentennale sancito dall'art. 19, comma terzo, del r.d.l. 28 febbraio 1939, n. 334 (abrogato dall'art. 68, comma primo, lett. g) del suddetto d.lgs.), si applica, in conformità ai principi di affidamento, ragionevolezza ed effettività della tutela riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e da quello internazionale, soltanto ai diritti sorti successivamente al 15 dicembre 1995, data di entrata in vigore della menzionata disposizione. (Così statuendo, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, sul duplice presupposto dell'avvenuta commissione di condotte illecite, ex art. 23 del r.d.l. n. 334 del 1939, per le quali era stata pronunciata sentenza penale irrevocabile di non doversi procedere per intervenuta prescrizione, e della irretroattività della disciplina di cui all'art. 15 del richiamato d.lgs. n. 504 del 1995, aveva fatto applicazione del termine di prescrizione trentennale sancito dall'art. 19, comma terzo, del suddetto regio decreto). (Rigetta, Comm. Trib. Reg. Torino, 28/04/2009) Cass. civ. Sez. V, 19-04-2013, n. 9590 (rv. 626389).
L'amministrazione finanziaria non può pretendere un diritto di credito nei confronti di una contribuente sollevando eccezioni pregiudiziali già passate in giudicato in procedimenti precedenti nei quali la stessa AF non si è opposta con ricorso. Inoltre non si può basare su un precedente penale passato in giudicato che non rileva circa la ammissione di responsabilità del condannato. Infine la pretesa tributaria scaturita da verifiche della Guardia di finanza e conclusa nella notifica dell'avviso di pagamento ha una prescrizione quinquennale decorrente dalla data stessa del suddetto atto. Commiss. Trib. Reg. Sicilia Palermo Sez. XXIX, 06-06-2012, n. 81.
E' illegittima la pretesa riferita all'evasione dell'accisa sugli olii minerali dovuta a seguito dell'immissione in commercio del carburante fraudolentemente prelevato da un deposito qualora, successivamente all'attività di verifica, la notifica dell'avviso di rettifica e/o di accertamento sia effettuata dopo il termine di prescrizione quinquennale (Nel caso di specie, il contribuente, quale dipendente di una nota compagnia petrolifera, veniva rinviato a giudizio per avere fraudolentemente prelevato negli anni d'imposta 2000, 2001 e 2002, in concorso con altre persone, quantità di carburante che aveva successivamente posto illecitamente in commercio senza il preventivo assolvimento dell'accisa sugli olii minerali. L'ente impositore, che aveva quantificato la pretesa complessiva in ragione di Euro 730.788,60, non aveva tuttavia considerato che, essendo l'attività di verifica terminata in data 31 luglio 2002, l'avviso di accertamento notificato al contribuente in data 19 ottobre 2007 aveva ampiamente superato il termine di prescrizione quinquennale). Commiss. Trib. Reg. Sicilia Palermo Sez. XXIX, 06-06-2012, n. 81.
L'accisa non versata è soggetta al termine di prescrizione quinquennale stabilito dall'art. 15, D.Lgs. n. 504/1995 non avendo efficacia interruttiva, ex art. 2943 c.c., gli atti e le comunicazioni inviate al contribuente da parte dell'Amministrazione finanziaria. Commiss. Trib. Reg. Lazio Roma Sez. II, 03-09-2008, n. 89.
Si ritiene pertanto che tali termini abbiano natura ordinatoria e non perentoria. Un termine ordinatorio ha la funzione di ordinare l’attività amministrativa, indirizzandola verso determinate procedure ed esiti per cui, il non rispetto non comporta il verificarsi di decadenza e l’applicazione di sanzioni. Viceversa, la funzione del termine perentorio è quella di obbligare, in termini assoluti, il compimento di una data attività entro un determinato lasso temporale, al fine di fornire tempestività e certezza temporale all’attività medesima. ACCISE OLI MINERALI – credito d’imposta – compensazione – termini – ordinatori. Commissione Tributaria Provinciale di Milano – sentenza n. 107/31/09 del 23 marzo 2009.
Si ritiene pertanto che tali termini abbiano natura ordinatoria e non perentoria. Un termine ordinatorio ha la funzione di ordinare l’attività amministrativa, indirizzandola verso determinate procedure ed esiti per cui, il non rispetto non comporta il verificarsi di decadenza e l’applicazione di sanzioni. Viceversa, la funzione del termine perentorio è quella di obbligare, in termini assoluti, il compimento di una data attività entro un determinato lasso temporale, al fine di fornire tempestività e certezza temporale all’attività medesima. Commissione Tributaria Provinciale di Milano – sentenza n. 109/31/09 del 23 marzo 2009.
ACCISE ENERGIA ELETTRICA - comportamento omissivo – prescrizione - art. 57, comma 3, D . Lgs. n. 504 del 1995 – annullabilità – sussiste. Ricorso avverso Avviso di pagamento – Comm. Trib. Prov. di Ferrara – sent. n. 29/4/2008 del 18 aprile 2008.
Impugnazione cartella di pagamento - ACCISE GAS METANO - iscrizione a ruolo - termine di decadenza - nullità – respinta.
Avendo il contribuente presentato istanza di condono, nelle more dell’esame dell’istanza, l’ufficio non poteva procedere all’emissione del ruolo ed alla conseguente riscossione coattiva. Né poteva farlo in presenza di sentenza favorevole alla parte. I termini di decadenza dovevano pertanto partire dalla data di deposito della sentenza della CTR che aveva riformato la sentenza della CTP.
L’iscrizione a ruolo deve pertanto ritenersi legittima in quanto la sentenza della CTR ha ritenuto valido il provvedimento dell’ufficio doganale.
ACCISE GAS METANO - impugnazione cartella pagamento – soggetto passivo d’imposta – condono - interessi moratori – art. 10, comma 2 L. n. 21 del 2000 – nullità – sussiste.
Il Comune di Buccinasco, soggetto che fornisce direttamente il prodotto ai consumatori, a norma del combinato disposto dell’art.2 comma 4 e dell’art. 26, comma 4 e 5 del D. Lgs. 504 del 1995, deve ritenersi soggetto passivo d’imposta. Ciò comporta che il contribuente ha aderito alla proposta di condono in presenza di condizioni oggettive (accertamento del tributo) e soggettive (soggetto passivo del tributo) in perfetta buona fede). Deve quindi applicarsi l’art. 10, comma 2 della L. n. 212 del 2000 che esclude l’applicazione di interessi moratori per il contribuente che si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’Amministrazione Finanziaria ancorché successivamente modificate dall’Amministrazione medesima. Comm. Trib. Prov. di Milano – sent. n. 230/31/2008 del 23 luglio 2008.
ADDIZIONALE PROVINCIALE SUI CONSUMI DI ENERGIA – omesso versamento – art. 57 TUA – termine decorso della prescrizione.
Nel caso di omesso versamento, la prescrizione decorre decorre dalla data di contestazione del fatto illecito, come previsto dall’art. 57, comma 3, D. Lgs. 504/1995; l’atto di contestazione della sanzione impugnato deve poi necessariamente seguire la contestazione della violazione principale.
Ciò si deduce dal coordinamento delle norme relative al tributo in base alle quali l’azione di rettifica, in caso di comportamenti omissivi opera dal momento della scoperta del fatto illecito, con quelle relative alle sanzioni secondo cui il termine di prescrizione non può decorrere dal giorno della commessa violazione, essendo strettamente connesso alla notifica dell’avviso del pagamento.
ADDIZIONALE PROVINCIALE SUI CONSUMI DI ENERGIA – impresa debitrice di energia a terzi – modalità di liquidazione e riscossione dell’imposta.
Si ha impresa distributrice di energia a terzi (anche se consorziati) qualora l’utilizzazione di energia elettrica venga effettuata sulla base di un rapporto di fornitura e non in base a un rapporto di tipo associativo; in questi casi l’addizionale sull’imposta di consumo che, come stabilito dall’art. 6 quater, comma 5 del D. L. 511/1988 viene liquidata e riscossa con la stessa modalità dell’imposta erariale di consumo, deve essere applicata tante volte quanti sono i soggetti destinatari del servizio. Comm. Trib. Prov. Di Milano – sent. n. 235/31/2008 del 24 luglio 2008.
Ricorso avverso Avviso di pagamento –ACCISE OLI MINERALI – art. 4, comma 3, D.P.R .n. 277/2000 – specifico termine semestrale – effetto impeditivi della decadenza.
ACCISE OLI MINERALI - art. 4, comma 3, D.P.R. n. 277/2000 – fruizione in compensazione dell’agevolazione – termine.
L’ art. 4, comma 3, del D.P.R. n. 277/2000 non richiede per la fruizione in compensazione dell’agevolazione, che il credito e il debito d’imposta siano dello stesso anno, bensì che l’utilizzazione del credito d’imposta avvenga nell’anno solare in cui è sorto. Comm. Trib. Prov. di Milano – sent. n. 269/31/2008 del 13 agosto 2008.
Ricorso avverso Avviso di pagamento - ACCISE OLI MINERALI – art. 4, comma 3, D.P.R n. 277/2000 – compensazione – termine – modalità.
Ai sensi dell’art. 4, comma 3, D. P. R. n. 277/2000, la compensazione deve essere effettuata tassativamente entro l’anno solare in cui ciascun termine è sorto. (conf. Comm. Trib. Prov. Milano sent. n. 269/31/2008)
ACCISE OLI MINERALI – compensazione tardiva – art. 4 D.P.R. n. 277/2000 – modalità di recupero dei crediti indebitamente compensati.
In caso di tardiva utilizzazione in compensazione del credito d’imposta l’art. 4 del D. P. R n. 277/2000 prevede la possibilità per l’Amministrazione di annullare, con provvedimento motivato, l’atto di assenso illegittimamente formato, inoltre in base alle disposizioni impartite dalla Direzione Regionale, con nota prot. 47283 del 9 agosto 2007, gli Uffici devono promuovere la procedura di recupero dei crediti indebitamente compensati applicando indennità di mora e interessi a decorrere dalla data della compensazione, quando questa abbia avuto luogo oltre l’anno solare di competenza. Comm. Trib. Prov. di Milano – sent. n. 270/31/2008 del 13 agosto 2008 .
La mancata presentazione dell’istanza di rimborso in denaro entro il termine semestrale determina la non azionabilità della relativa pretesa restitutoria. (conf. Comm. Trib. Prov. Milano sent. n. 256/31/2008). Comm. Trib. Prov. di Milano – sent. n. 271/31/2008 del 13 agosto 2008.
Per ciò che concerne la perentorietà del termine per l’utilizzo della compensazione, l’impianto normativo che contempla agevolazioni d’imposta determinandone le modalità, esclude che tale termine possa essere considerato ordinatorio, visto peraltro che per eventuali somme non compensate, viene data facoltà al contribuente di chiedere rimborso entro i sei mesi successivi all’anno solare in cui è sorto. Comm. Trib. Prov. di Milano – sent. n. 288/31/08 del 10 ottobre 2008.
Ricorso avverso Avviso di pagamento - ACCISE OLI MINERALI – silenzio-assenso - accertamento – termine – compensazione irregolare – indennità di mora – termine - respinto. Il contribuente mediante l’istituto del silenzio-assenso può recuperare in termini brevi ogni credito d’imposta che vanta nei confronti dell’Amministrazione, osservando i termini e le modalità fissate dal D.P.R. n. 277 del 2000. Non viene meno però il potere dell’ufficio di procedere all’accertamento della regolarità dell’imposta versate rispetto a quella dovuta, ciò i base ai principi generali dell’accertamento d’imposta, tenendo conto della prescrizione quinquennale di cui all0’art. 15 del T.U.A. n. 504/1995. Qualora in sede di accertamento l’ufficio rilevi che, a motivo di irregolare compensazione (peraltro non contestata da contribuente), l’imposta versata non corrisponde a quella complessivamente dovuta, deve procedere al recupero nei termini prescrizionali previsti dall’art. 15 del T.U.A. . In tal caso il recupero delle somme indebitamente percepite per effetto della compensazione di importo maggiore a quello spettante, operato ai sensi dell’art.2, comma 3, del T.U.A., dovrà essere assoggettato all’applicazione dell’indennità di mora e degli interessi a partire dal giorno in cui il soggetto interessato ha usufruito delle somme non spettanti in via di compensazione (art. 3, comma 4 T.U.A.). Comm. Trib. Prov. di Milano – sent. n. 301/31/2008 del 22 ottobre 2008.
L’art. 13 del D Lgs. n. 471 del 1997, detta una nuova e unitaria disciplina per le violazioni concernenti la mancata esecuzione, totale o parziale, di versamenti diretti, in acconto o a saldo, disponendo l’applicazione, in tutti i casi, di una sanzione amministrativa non graduata né graduabile; non diversifica la condotta omissiva assoluta da quella che si sostanzia nel semplice ritardo: omissione e ritardo sono considerati esattamente alla stessa stregua.
ACCISE GAS - Art. 17 D.Lgs n. 472/1997 - sanzioni collegate – sanzioni non collegate – omesso o ritardato pagamento – impossibilità di definizione agevolata.
Ricorso avverso diniego di rimborso - ACCISE OLI MINERALI – indebito successivo al pagamento - rimborso – termine di decadenza – nullità – sussiste.
L’art. 14, comma 2 parte prima, del D. Lgs. n. 504 del 1995, rileva che “l’accisa è rimborsata quando risulta indebitamente pagata”; nel caso in cui l’indebito si sia verificato successivamente al pagamento, il termine di decadenza non decorre dalla data del pagamento ma dalla data successiva in cui è sorto l’indebito e, di conseguenza, il relativo diritto al rimborso (v. Cass. 6216/1980 e Comm. Trib. Centr. 1370/1997).
ACCISE OLI MINERALI – Direttiva del Consiglio n. 92/81/CEE - esclusione imposizione – nullità – sussiste.
La Direttiva n. 92/81/CEE all’art.8, n. 1, lettera a), stabilisce che “gli oli lubrificanti sono soggetti ad accisa solo se destinati ad essere usati come carburanti o come combustibili”, mentre negli “altri casi”, come nel caso di specie dove trattasi di preparati destinati all’ensimaggio delle pelli nell’ambito conciario, “essi sono obbligatoriamente esenti dall’accisa armonizzata”. Comm. Trib. Prov. di Milano – sent. n. 140/7/05 del 29 settembre 2005.
Avviso di pagamento o riconoscimento del diritto al rimborso del credito - Articolo 3, comma 1, DPR 277/00 – riduzione oneri fiscali – termini di esercizio compensazione – termini esercizio istanza di rimborso.
DIRITTO AL RIMBORSO - TERMINE DECADENZIALE In materia di accise vige un principio generale al diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, ma viene fissata una disciplina speciale rispetto a quella generale sull’indebito, con la fissazione di un termine decadenziale ristretto. Commissione tributaria Regionale di Milano sentenza n. 80/65/10 del 6 maggio 2010.
MANCANTA PREDISPOSIZIONE MODELLO DI RICHIESTA AGEVOLAZIONI E SUE CONSEGUENZE. La mancanza nel modello di richiesta di agevolazioni, diffuso dal Ministero, delle conseguenze penali e civili della dichiarazione mendace, comporta conseguenze solo sul campo penale, consentendo un’eventuale esclusione di responsabilità. In nessun caso la dichiarazione potrebbe assumere il valore di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, a maggior ragione se la dichiarazione presentata manca dei requisiti formali. Commissione tributaria Regionale di Milano sentenza n.84/64/10 del 16 aprile 2010.
SOGGETTIVITA´ E CONCETTO DI OPIFICIO INDUSTRIALE - CALCOLO DELLA SOGLIA DI CONSUMO La presenza nel medesimo opificio industriale di due soggetti che svolgono attività tra loro anche parzialmente autonome esclude il calcolo unitario della soglia di consumo di 1.200.000 kW/h mensile, operando l’esclusione in base ai consumi singolarmente calcolati. Le ipotesi di esenzione dall’imposta sui consumi sono tassative e mai applicabili in via analogica. Il mancato pagamento in buona fede di un’imposta, dalla quale ci si ritiene esenti per l’esistenza di un’esenzione, non esime il contribuente dal pagamento dell’imposta non versata; è invece possibile l’esclusione delle sanzioni a norma dell’art. 10 Statuto dei diritti del contribuente. Commissione tributaria Regionale di Milano sentenza n. n. 157/63/10 del 31 maggio 2010.
Il termine biennale di decadenza non può, ragionevolmente, applicarsi ai pagamenti effettuati in periodo temporalmente anteriore all’entrata in vigore del D.Lgs n. 504/1995 pertanto, in assenza di alcuna norma transitoria sul punto è ragionevole far decorrere il predetto termine non dalla data del pagamento ma da quella di entrata in vigore della normativa de qua. Corte d’Appello di Milano – sezione prima civile – sentenza n. 1876 del 29 giugno 2009.
La c.d. ecotassa ha natura di accisa in quanto si applica in relazione ad emissioni particolari di sostanze (anidride solforosa e ossidi di azoto) derivanti dal consumo di combustibili nei grandi impianti, per le quali il diritto di accisa viene calcolato per numero di tonnellate prodotte. Ciò posto, la L. n. 449/1997, va considerata immediatamente operativa, avendo stabilito i destinatari tenuti al pagamento del tributo e indicato la decorrenza, pressoché immediata della applicazione dello stesso, nonché la sua misura per unità di prodotto con le modalità di acquisizione dei dati annuali di riferimento.
ECOTASSA – qualificabile come accisa – conseguenze – azione di rimborso – termine decadenza – art. 14 D. Lg. N. 504/1995 – applicabile.
Ricorso avverso sentenza della Corte d’appello di Milano n. 538/03, non definitiva, e n. 3315/04 definitiva – accertamento diritto all’esenzione dall’imposta di consumo sull’energia elettrica
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972 - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - GAS ED ENERGIA ELETTRICA (IMPOSTA DI CONSUMO SUL) - Rimborso dell´accisa indebitamente pagata - Domanda - Termine di decadenza biennale ex art. 14 del d.lgs n. 504 del 1995 - Applicazione ai rapporti instaurati precedentemente all´entrata in vigore del d.lgs - Sussistenza - Limiti - Modalità del computo del termine.In tema di imposte sul consumo dell´energia elettrica, l´art. 14, comma secondo, del d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (T.U. delle imposte sulla produzione e sui consumi), sancisce la regola generale secondo cui il rimborso dell´accisa indebitamente pagata deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro due anni dalla data del pagamento, con norma innovativa rispetto all´abrogato D.M. 8 luglio 1924, ma priva di qualsivoglia disposizione di tipo transitorio relativa a fattispecie in cui il diritto al rimborso sia sorto in epoca anteriore alla sua entrata in vigore. In tal caso, il diritto al rimborso, che non si sia già prescritto per decorrenza del termine ordinario decennale, deve intendersi prescritto se la parte interessata non abbia proposto la domanda entro due anni dall´entrata in vigore della norma di cui all´art. 14 del d.lgs n. 504 del 1995 e cioè entro il 14 dicembre 1995. (Nella specie, la Corte ha ritenuto che, con riferimento ai rimborsi maturati prima del 14 dicembre 1995 e non prescritti per decorso del termine decennale, la parte doveva ritenersi decaduta poiché non aveva avanzato la relativa richiesta entro il 14 dicembre 1997). Corte Cass. sez. tributaria sent. n. 12045/08 del 14 maggio 2008.