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Timestamp: 2017-04-25 22:06:19+00:00
Document Index: 147600439

Matched Legal Cases: ['art 138', 'art. 24', 'art. 101', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Author Archives: avvsantidelia	Governo e campagna referendaria
Avv. Nicola Bozzo. Il tema della relazione tra governo e consultazione referendaria, in materia di revisione costituzionale ex art 138 cost, e’ certamente complesso e variegato.
Riecheggiano in questo nodo cosi’ cruciale le parole di Calamandrei secondo cui in materia costituzionale, quindi anche in sede di revisione, “i banchi del governo dovrebbero essere vuoti”.
Declinare in termini di diritto costituzionale questo rapporto irriducibile tra costituzione e riserva di assemblea, significa proporre, come è stato fatto in dottrina, (A PACE) la convinzione che vi sia un vincolo formale che inibisca l’iniziativa legislativa del governo in materia costituzionale, e dunque che vi sia un vizio radicale per tutto il successivo procedimento di riscrittura costituzionale.
1 settembre 2016 avvsantidelia
5 giugno 2015 avvsantidelia
17 maggio 2015 avvsantidelia
13 maggio 2015 avvsantidelia
1 febbraio 2015 avvsantidelia
24 dicembre 2014 avvsantidelia
26 novembre 2014 avvsantidelia
13 agosto 2012. Entro tale data gli Ordini dovevano adeguarsi ai nuovi principi di legge.
L’anno prima, così tuonava la C.G.E. “l’art. 24, n. 1, della direttiva 2006/123 deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale la quale vieti totalmente agli esercenti una professione regolamentata di effettuare atti di promozione commerciale diretta e ad personam dei propri servizi”.
Agli occhi di un comune cittadino è, in effetti, cambiato poco. Nessun manifesto gigantesco nelle strade ad annunciare divorzi facili e, invero, poche proposte di sconti sul mercato legale.
Forse anche per questo, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha adottato adottato un provvedimento col quale ha condannato il Consiglio Nazionale Forense al pagamento di una maxi sanzione amministrativa di 912.536,40 € per aver violato l’art. 101 TFUE. Secondo l’AGCM, il CNF avrebbe violato in più riprese la normativa comunitaria in materia di concorrenza attraverso l’adozione di due decisioni volte a limitare l’autonomia dei professionisti in merito alla determinazione dei compensi: si tratta, in particolare, della circolare n. 22-C/2006 con la quale – surrettiziamente – veniva reintrodotta la vincolatività dei “minimi tariffari” sull’attività professionale degli avvocati, liberalizzata dall’art. 2 del decreto-legge n. 233/2006 (c.d. Decreto Bersani), e del parere n. 48/2012, volto a limitare l’impiego di un canale di diffusione delle informazioni con cui offrire le proprie prestazioni a potenziali clienti. I suddetti atti – a parere dell’ACGM – mal s’inseriscono in un contesto normativo volto ad una liberalizzazione dei servizi professionali di forte matrice europeista.
18 novembre 2014 avvsantidelia
Processo amministrativo: la ridicola favola dell’efficienza del processo e la sinteticità degli atti difensivi.
Il processo amministrativo è lento, macchinoso, poco efficiente e non risponde all’effettive esigenze di tutela di uno stato moderno? E’ tutta colpa degli avvocati, dei loro scritti difensivi e della loro incapacità di sintetizzare.
E’ questo, in estrema sintesi, che sembra emergere dalla legge di conversione del D.L. 90/2014 di riforma della pubblica amministrazione.
Qui si legge che “al fine di consentire lo spedito svolgimento del giudizio in coerenza con il principio di sinteticità di cui all’articolo 3, comma 2, le parti contengono le dimensioni del ricorso e degli altri atti difensivi nei termini stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio di Stato, sentiti il Consiglio nazionale forense e l’Avvocato generale dello Stato, nonché le associazioni di categoria riconosciute degli avvocati amministrativisti. Con il medesimo decreto sono stabiliti i casi per i quali, per specifiche ragioni, può essere consentito superare i relativi limiti. Il medesimo decreto, nella fissazione dei limiti dimensionali del ricorso e degli atti difensivi, tiene conto del valore effettivo della controversia, della sua natura tecnica e del valore dei diversi interessi sostanzialmente perseguiti dalle parti. Dai suddetti limiti sono escluse le intestazioni e le altre indicazioni formali dell’atto. Il giudice è tenuto a esaminare tutte le questioni trattate nelle pagine rientranti nei suddetti limiti; il mancato esame delle suddette questioni costituisce motivo di appello avverso la sentenza di primo grado e di revocazione della sentenza di appello”.
13 agosto 2014 avvsantidelia