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Timestamp: 2018-03-17 20:45:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'arti 1']

PIANO DI MANUTENZIONE (art. 38 D.P.R. 207/2010) - PDF
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1 A.S.P. s.p.a. C.so Don Minzoni 86, Asti MANUTENZIONE STRAORDINARIA PARCHEGGIO VIA NATTA PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI MANUTENZIONE (art. 38 D.P.R. 207/2010) ALLEGATO 4 Responsabile progettazione Ing. Giuseppe Villero Via Petrarca 9A ASTI Il committente A.S.P. s.p.a. Collaboratore Ing. Umberto Villero Via Petrarca 9A ASTI Il R.U.P. Ing. Marco Spriano
3 Sommario 1. Premessa Dati generali dell opera Manuale d uso Manuale di manutenzione Programma di manutenzione
5 1. Premessa Il presente Piano di Manutenzione, a corredo del progetto esecutivo, è redatto in conformità all'art. 38 del D.P.R. 207/2010. Occorre tener presente che, per una corretta manutenzione di un'opera, è necessario partire da una pianificazione esaustiva e completa, che contempli sia l'opera nel suo insieme, sia tutti i componenti e gli elementi tecnici manutenibili; ed ecco pertanto la necessità di redigere, già in fase progettuale, un Piano di Manutenzione che possiamo definire dinamico in quanto deve seguire il manufatto in tutto il suo ciclo di vita. Il ciclo di vita di un'opera, e dei suoi elementi tecnici manutenibili, viene definito dalla norma UNI come il "periodo di tempo, noto o ipotizzato, in cui il prodotto, qualora venga sottoposto ad una adeguata manutenzione, si presenta in grado di corrispondere alle funzioni per le quali è stato ideato, progettato e realizzato, permanendo all'aspetto in buone condizioni". Il ciclo di vita degli elementi può essere rappresentato dalla curva del tasso di guasto, che come ormai noto a tutti i tecnici addetti alla manutenzione, è composta da tre tratti, a diverso andamento, tali da generare la classica forma detta "a vasca da bagno". Nel diagramma rappresentativo in ordinata abbiamo il tasso di guasto, mentre in ascissa il tempo di vita utile: tratto iniziale: l'andamento della curva del tasso di guasto è discendente nel verso delle ascisse ad indicare una diminuzione del numero dei guasti, dovuti a errori di montaggio o di produzione, rispetto alla fase iniziale del funzionamento e/o impiego dell'elemento. tratto intermedio: l'andamento della curva del tasso di guasto è costante con il procedere delle ascisse ad indicare una funzionalità a regime ove il numero dei guasti subiti dall'elemento rientrano nella normalità in quanto determinati dall'utilizzo dell'elemento stesso. tratto terminale: l'andamento della curva del tasso di guasto è ascendente nel verso delle ascisse ad indicare un incremento del numero dei guasti, dovuti all'usura e al degrado subiti dall'elemento nel corso della sua vita utile. La lettura della curva sopra descritta, applicata a ciascun elemento tecnico manutenibile, evidenzia che l'attenzione manutentiva deve essere rivolta sia verso il primo periodo di vita di ciascun elemento, in modo da individuare preventivamente eventuali degradi/guasti che possano comprometterne il corretto funzionamento a regime, sia verso la fase terminale della sua vita utile ove si ha il citato incremento dei degradi/guasti dovuti in particolar modo all'usura. Durante la fase di vita ordinaria dell'elemento una corretta attività manutentiva consente di utilizzare l'elemento stesso con rendimenti ottimali. Si ritiene cosa utile allegare, di seguito, il testo dell'art. 38 del citato D.P.R. 207/
6 Art. 38. Piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti 1. Il piano di manutenzione è il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l'attività di manutenzione dell'intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l'efficienza ed il valore economico. 2. Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all'importanza e alla specificità dell'intervento, ed è costituito dai seguenti documenti operativi, salvo diversa motivata indicazione del responsabile del procedimento: a) il manuale d'uso; b) il manuale di manutenzione; c) il programma di manutenzione. 3. Il manuale d'uso si riferisce all'uso delle parti significative del bene, ed in particolare degli impianti tecnologici. Il manuale contiene l'insieme delle informazioni atte a permettere all'utente di conoscere le modalità per la migliore utilizzazione del bene, nonché tutti gli elementi necessari per limitare quanto più possibile i danni derivanti da un'utilizzazione impropria, per consentire di eseguire tutte le operazioni atte alla sua conservazione che non richiedono conoscenze specialistiche e per riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento anomalo al fine di sollecitare interventi specialistici. 4. Il manuale d'uso contiene le seguenti informazioni: a) la collocazione nell'intervento delle parti menzionate; b) la rappresentazione grafica; c) la descrizione; d) le modalità di uso corretto. 5. Il manuale di manutenzione si riferisce alla manutenzione delle parti significative del bene ed in particolare degli impianti tecnologici. Esso fornisce, in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione nonché per il ricorso ai centri di assistenza o di servizio. 6. Il manuale di manutenzione contiene le seguenti informazioni: a) la collocazione nell'intervento delle parti menzionate; b) la rappresentazione grafica; c) la descrizione delle risorse necessarie per l'intervento manutentivo; d) il livello minimo delle prestazioni; e) le anomalie riscontrabili; f) le manutenzioni eseguibili direttamente dall'utente; g) le manutenzioni da eseguire a cura di personale specializzato. 6
7 7. Il programma di manutenzione si realizza, a cadenze prefissate temporalmente o altrimenti prefissate, al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel corso degli anni. Esso si articola in tre sottoprogrammi: a) il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita; b) il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche comprendenti, ove necessario, anche quelle geodetiche, topografiche e fotogrammetriche, al fine di rilevare il livello prestazionale (qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come estremi il valore di collaudo e quello minimo di norma; c) il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene. 8. In conformità di quanto disposto all'articolo 15, comma 4, il programma di manutenzione, il manuale d'uso ed il manuale di manutenzione redatti in fase di progettazione, in considerazione delle scelte effettuate dall'esecutore in sede di realizzazione dei lavori e delle eventuali varianti approvate dal direttore dei lavori, che ne ha verificato validità e rispondenza alle prescrizioni contrattuali, sono sottoposte a cura del direttore dei lavori medesimo al necessario aggiornamento, al fine di rendere disponibili, all'atto della consegna delle opere ultimate, tutte le informazioni necessarie sulle modalità per la relativa manutenzione e gestione di tutte le sue parti, delle attrezzature e degli impianti. 9. Il piano di manutenzione è redatto a corredo di tutti i progetti fatto salvo il potere di deroga del responsabile del procedimento, ai sensi dell'articolo 93, comma 2, del codice. 7
8 2. Dati generali dell opera Oggetto: Manutenzione straordinaria parcheggio via Natta Committente dei Lavori: A.S.P. Ubicazione opere: via Natta Foglio: 77 P.lla: 6645 Descrizione interventi: demolizione soletta esistente e ricostruzione di soletta collaborante in lamiera grecata, impermeabilizzazione e stesa di conglomerato bituminoso. Progettista Architettonico: ing. Giuseppe Villero, con studio in Asti, via Petrarca 9A, iscritto all Ordine degli Ingegneri di Asti al n. A162 Progettazione delle Strutture: ing. Giuseppe Villero, con studio in Asti, via Petrarca 9A, iscritto all Ordine degli Ingegneri di Asti al n. A162 Direzione Lavori delle Strutture: ing. Giuseppe Villero, con studio in Asti, via Petrarca 9A, iscritto all Ordine degli Ingegneri di Asti al n. A162 Al termine dei lavori e del relativo certificato di collaudo le opere verranno consegnate al Committente dei Lavori. Restano a carico del Committente le attività di ispezione, gestione e manutenzione delle opere realizzate, rimanendo altresì a carico dell appaltatore la garanzia per le difformità e i vizi dell'opera. 8
9 3. Manuale d uso Pilastri in acciaio Descrizione Elementi strutturali in acciaio da carpenteria a sviluppo lineare verticale o sub-verticale. Funzione Sostegno delle travi e dei solai. Modalità d'uso corretto I pilastri in c.a. sono concepiti per resistere ai carichi di progetto trasmessi dalle travi e dagli impalcati. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Controllo periodico del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie. Travi in acciaio Descrizione Elementi strutturali in acciaio a sviluppo lineare orizzontale o sub-orizzontale. Funzione Sostegno delle murature di tamponamento e dei solai. Modalità d'uso corretto Le travi in acciaio sono concepite per resistere ai carichi di progetto trasmessi dai solai e dai tamponamenti. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Controllo periodico del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie. Solai in acciaio-cls Descrizione Elementi strutturali costituiti dall'assemblaggio di travi in acciaio e solette in c.a., con eventuale utilizzo di lamiera collaborante o meno, a sviluppo superficiale orizzontale o sub-orizzontale. Funzione Creazione di superfici resistenti eventualmente praticabili, con funzione di collegamento delle strutture verticali. Modalità d'uso corretto I solai sono concepiti per resistere ai carichi di progetto della struttura. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Controllo periodico del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie. 9
10 4. Manuale di manutenzione Pilastri in acciaio Livello minimo di prestazioni I pilastri in acciaio devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti. Anomalie riscontrabili Ossidazione Sistemi di collegamento difettosi Difetti di verticalità Controlli Periodicità: annuale Esecutore: personale tecnico specializzato Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi Esecutore: personale tecnico specializzato Travi in acciaio Livello minimo di prestazioni Le travi in acciaio devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti. Anomalie riscontrabili Ossidazione Sistemi di collegamento difettosi Controlli Periodicità: annuale Esecutore: personale tecnico specializzato Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi Esecutore: personale tecnico specializzato Solai in acciaio-cls Livello minimo di prestazioni I solai in acciaio-cls devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti. Anomalie riscontrabili Distacchi Fessurazioni 10
11 Comparsa di macchie di umidità Eccessiva deformazione Eccessiva vibrazione Controlli Periodicità: annuale Esecutore: personale tecnico specializzato Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi Esecutore: personale tecnico specializzato 11
12 5. Programma di manutenzione Programma delle prestazioni La vita nominale dell'opera è quella indicata nella apposita relazione di calcolo, pari a 50 anni. Strutture in elevazione 1. Pilastri in acciaio 2. Travi in acciaio Le strutture in elevazione dovranno garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti. Strutture orizzontali 1. Solai in acciaio-cls Le strutture orizzontali dovranno garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti. Programma dei controlli L esito di ogni ispezione deve formare oggetto di uno specifico rapporto da conservare insieme alla relativa documentazione tecnica. A conclusione di ogni ispezione, inoltre, il tecnico incaricato deve, se necessario, indicare gli eventuali interventi a carattere manutentorio da eseguire ed esprimere un giudizio riassuntivo sullo stato d opera. Strutture in elevazione 1. Pilastri in acciaio 2. Travi in acciaio Controlli 1. Periodicità: annuale. In caso di eventi eccezionali procedere al controllo 2. Esecutore: personale tecnico specializzato 3. Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive 4. Risorse: necessità di strumentazione tecnica a richiesta dell'esecutore Strutture orizzontali 1. Solai in acciaio-cls Controlli 1. Periodicità: annuale. In caso di eventi eccezionali procedere al controllo 2. Esecutore: personale tecnico specializzato 3. Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive 4. Risorse: necessità di strumentazione tecnica a richiesta dell'esecutore 12