Source: http://raffaelestarace.perito.it/I_A_P_Capac_Prof.aspx
Timestamp: 2018-01-18 01:28:38+00:00
Document Index: 57182571

Matched Legal Cases: ['art. 2083', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art.1', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 2']

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modello società
L'AMMINISTRATORE per essere considerato imprenditore agricolo professionale deve:
- essere in possesso di conoscenze e competenze professionali in campo agricolo, come previsto dalle norme dell’Unione Europea (regolamento n. 1257/1999) - basta la capacità professionale;
Le figure professionali rilevanti che operano in agricoltura sono sostanzialmente tre e cioè:
il coltivatore diretto (CD);
l’imprenditore agricolo professionale (IAP);
le società agricole.
È definito coltivatore diretto “il piccolo imprenditore che svolge attività agricola, organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e della propria famiglia (art. 2083 c.c.) e che si dedica abitualmente alla coltivazione del fondo o all’allevamento del bestiame, sempre che la forza lavorativa totale del nucleo familiare non sia inferiore a 1/3 di quella necessaria per la corretta coltivazione del fondo stesso e per l’allevamento del bestiame”.
Egli quindi si dedica direttamente ed abitualmente alla manuale coltivazione dei fondi, in qualità di proprietario, affittuario, usufruttuario, enfiteuta, e/o all’allevamento e attività connesse (artt. 1 e 2 L. 1047/57, come integrati e modificati dalla L. 9/63) e deve esercitare l’attività per un periodo non inferiore a 104 giornate annue (art. 3 L. 9/63) facendo fronte autonomamente ad almeno un terzo del fabbisogno lavorativo annuo occorrente per la gestione dell’azienda (art. 2 L. 9/63).
L’attività deve essere svolta in modo abituale e prevalente per impegno lavorativo e reddito ricavato (artt.1 e 2 L. 1047/57). Ai sensi dell’ art. 2 della L. 9/63, il requisito della abitualità sussiste quando l’attività è svolta in modo esclusivo o prevalente, intendendosi per attività prevalente quella che occupa il lavoratore per il maggior periodo di tempo nell’anno e costituisce la sua maggior fonte di reddito.
È invece definito imprenditore agricolo professionale (IAP) “chi, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedica alle attività agricole (art. 2135 c.c.)direttamente o come socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e ricava dalle attività medesime almeno il 50% del proprio reddito globale di lavoro”.
Le società di persone, cooperative e di capitali sono considerate imprenditori agricoli professionali qualora lo statuto preveda quale oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole (art. 2135 c.c.) e:
nel caso di società di persone, almeno un socio (l’accomandatario per le s.a.s.) sia in possesso della qualifica di IAP;
per le cooperative lo sia almeno un amministratore che sia anche socio;
per le società di capitali, almeno un amministratore.
Dal reddito di lavoro sono esclusi i redditi di pensione, le indennità conseguenti l’assunzione di cariche pubbliche e i compensi percepiti da associazioni/enti, esclusi quelli operanti nel settore agricolo.
Se l’imprenditore opera in zone svantaggiate le percentuali di reddito di cui sopra (50%) sono ridotte al 25%.
Il tempo di lavoro dedicato all’attività agricola e il reddito conseguito devono essere prevalenti rispetto ad altre attività esercitate.
L’accertamento dei requisiti compete alle Regioni, fermo restando per l’INPS la possibilità di procedere alle verifiche necessarie, ai fini previdenziali.
Gli IAP iscritti alla specifica gestione previdenziale usufruiscono delle stesse agevolazioni previste per i coltivatori diretti (art.1 c.4 D.Lgs 99/2004).
Sono agricole le società nelle quali l’oggetto sociale contiene l’esclusivo esercizio di attività agricola e nelle quali la ragione/denominazione sociale includono l’indicazione di “Società agricola”. Sono considerate agricole anche le società di persone e le Srl che svolgono attività connesse sui prodotti ceduti dagli imprenditori agricoli soci.
Agevolazioni fiscali riservate allo IAP non iscritto a gestione previdenziale
Dal 1° gennaio 2014 sono entrate in vigore alcune modifiche alle imposte di registro, ipotecarie e catastali sul trasferimento di immobili (art. 10 del D.Lgs. 23/2011, come modificato dall’art. 26 del D.L. 104/2013 e dall’art. 1, c. 608 e 609, della Legge 147/2013).
Ad oggi il trasferimento di terreni agricoli (e relative pertinenze) a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, è soggetto all’imposta di registro proporzionale con l’aliquota del 12% (con un minimo di 1.000 euro), oltre alle imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 50 euro ciascuna.
Sempre dal 1° gennaio 2014 sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie in relazione agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili. Di conseguenza sono state abrogate tutte le altre agevolazioni per l’acquisto di terreni agricoli.
Fa eccezione l’agevolazione fiscale per l’acquisto di terreni agricoli e relative pertinenze da parte di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, la cosiddettaagevolazione per la piccola proprietà contadina (PPC), che consente di pagare soltanto l’imposta catastale dell’1%, oltre alle imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 200 euro ciascuna (art. 2, c. 4-bis, del D.L. 194/2009).
Ci viene chiesto quale siano gli adempimenti tecnico/amministrativi affinché un “contadino” possa addivenire alla vendita dei suoi prodotti agricoli e/o da allevamento a terzi (siano essi grossisti, trasformatori, dettaglianti o attività commerciali/ristorative).
Concetto base: se io produco per l’autoconsumo, non ho bisogno di essere autorizzato a nulla: per consumare quello che produco/trasformo per me stesso e la mia famiglia, non ho bisogno di autorizzazioni e/o pareri sanitari.
Discorso diverso se io voglio vendere quello che ottengo dalla mia attività agricola/zootecnica.
In tal caso devo:
1) ESSERE UN SOGGETTO RICONOSCIUTO PER LA PRODUZIONE E VENDITA (ISCRIZIONE COLTIVATORE DIRETTO/IMPR. AGRICOLO/PIVA CCIAA/INPS)
2) OPERARE IN CONFORMITÀ CON LE LEGGI SANITARIE (NOTIFICA ALIMENTARE)
3) OPERARE IN CONFORMITÀ CON LA NORMATIVA COMMERCIALE (SCIA IMPRENDITORE AGRICOLO)
Per iscriversi come coltivatore diretto o imprenditore agricolo, occorre detenere in p.tà/affitto/comodato (solo primi 2 casi se si vuole fare PSR), occorre rispettare il minimo delle giornate lavorative che viene riassunto nella tabella a seguire:
TABELLA giornate lavoro per iscriversi INPS
DOMANDA: come si raggiungono queste giornate?
Facendo riferimento alla tabella ufficiale a seguire:
TABELLA FABBISOGNI ORE LAVORO COLTURA/ALLEVAMENTO 1 DI 2
TABELLA FABBISOGNI ORE LAVORO COLTURA/ALLEVAMENTO 2 DI 2