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Timestamp: 2018-10-15 20:18:38+00:00
Document Index: 77420724

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art 15', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 33']

Novità fiscali del 4 luglio 2011 | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 4 luglio 2011
1) Manovra: Regime fiscale di favore per i giovani under 35
2) Liberalizzazione Ordini professionali ?
3) Atto motivato per relazione nullo se manca il verbale
4) Accise: Incrementi delle aliquote d’imposta sui carburanti
5) Mai ammissibile la dichiarazione Iva tardiva
6) Controlli amministrativi
7) Accertamenti esecutivi: disposte le modalità di affidamento della riscossione delle somme intimate agli agenti di Equitalia
8) Fisco: Criticità in materia di accertamento esecutivo
9) Commercialisti Uniti: “L’esame di Stato non si discute”
10) Pubblicato il software di controllo degli studi di settore da inserire in Unico 2011
Il Governo, il 30 giugno 2011 ha approvato la manovra da 47 miliardi utile per i conti pubblici.
Confermate tutte le indiscrezioni, con alcune novità a cominciare dal nuovo regime fiscale che prevede una tassazione a forfait del 5% per cinque anni per le imprese create dai giovani sotto i 35 anni e per le imprese di nuova costituzione.
Manovra: La riforma fiscale in 3 anni
L’Irpef cambierà con tre aliquote al 20, 30 e 40%, contro le cinque attuali. Nel testo della legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri si conferma la graduale abolizione dell’Irap, l’introduzione di un’imposta sui servizi che accorperà l’imposta di registro, le ipotecarie e catastali, il bollo, la tassa sulle concessioni governative e quella sui contratti di borsa, l’imposta sulle assicurazioni e sugli intrattenimenti.
La struttura fiscale si concentrerà su cinque grandi imposte: Irpef, Ires, imposta sui servizi, Iva e Irap fino alla sua abolizione.
Il prelievo sulle rendite finanziarie verrà allineato al 20% con esclusione dei titoli pubblici.
Per l’Iva viene previsto il coordinamento con il sistema dell’accisa per ridurre le duplicazioni, la razionalizzazione dei sistemi speciali, nonché la semplificazione degli adempimenti formali.
Pensioni rosa, uscita a 65 anni nel 2032
Sarà graduale la salita dell’età pensionabile delle lavoratrici del settore privato. Questa arriverà a quota 65 anni solo nel 2032.
Vengono rafforzati, poi, i poteri della Covip che vigilerà sugli investimenti delle Casse professionali e viene introdotto l’obbligo d’iscrizione alle casse per gli over 65 che continuano a svolgere l’attività.
La manovra correttiva contiene novità anche in materia di accertamento e riscossione.
Si tende all’eliminazione dell’obbligo della garanzia fideiussoria per i pagamenti rateali superiori a 50mila euro dovuti in base ai principali istituti deflattivi del contenzioso tributario.
Dal 1° ottobre 2011 scatta l’obbligo per gli uffici di procedere con l’irrogazione immediata delle sanzioni contestualmente all’emissione dell’avviso di accertamento o dell’atto di rettifica.
Sanatoria mancata dichiarazione di cessazione attività
Verrebbe introdotta una sanatoria per coloro che non hanno inviato alle Entrate la comunicazione di cessata attività: I contribuenti avranno 90 giorni di tempo dall’entrata in vigore del provvedimento per sanare la violazione con il versamento di una sanzione minima a patto, però, che l’ufficio non abbia già provveduto a contestare la violazione.
Nel contempo, se per tre anni consecutivi il titolare non avesse esercitato l’attività la partita Iva verrà chiusaovvero se si ometterà di presentare la dichiarazione annuale Iva, il numero di partita Iva sarà revocato d’ufficio.
Il titolare potrà però impugnare il provvedimento di revoca innanzi alle Commissioni tributarie.
Sostitutiva sulle somme per incrementi di produttività
La manovra correttiva ripropone anche per il 2012 le agevolazioni fiscali e contributive legate a incrementi della produttività.
Due sono le condizioni per poter beneficiare dell’agevolazione: Gli importi devono essere erogati ai lavoratori dipendenti del privato in attuazione di contratti collettivi aziendali o accordi territoriali sottoscritti con i sindacati e datoriali più rappresentative ed occorre che il reddito del lavoratore complessivo non superi i 40mila euro. Il limite sarà di 6.000 euro lordi.
Perdite a deduzione ridotta
Perdite di impresa riportabili anche oltre il quinquennio, ma con un tetto annuo pari all’80% del reddito.
Ciò secondo quanto previsto dallo schema di Decreto approvato dal Governo, che tende ad introdurre anche un limite per la deduzione degli ammortamenti dei beni in concessione.
Pertanto, si tende all’introduzione del limite dell’80% all’imputazione della perdita d’impresa in diminuzione del reddito imponibile ma senza limiti temporali (le imprese potranno riportare le perdite fiscali senza limiti temporali, non più nel quinquennio, con abbattimento del reddito degli anni successivi per l’80% non più per il 100%).
Sanatoria su liti fiscali
Confermata, infine, la sanatoria sulle liti fiscali pendenti, al fine di ridurre il numero delle pendenze giudiziarie e quindi concentrare gli impegni amministrativi e le risorse ‘”sulla proficua e spedita gestione del procedimento”.
Regna la più grande confusione in materia di liberalizzazione degli Ordini Professionali.
Nella Manovra Finanziaria, discussa fino a tarda sera (del 30.06.2011) dal Consiglio dei Ministri, non sembrano essere state ricomprese norme liberalizzanti.
Circola, tuttavia, una bozza di proposta di legge delega che lascia realmente perplessi. Si attendono atti ufficiali per il rilascio dei commenti
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota pubblicata sul proprio sito il 01 luglio 2011)
E’ nullo l’atto motivato per relazione in mancanza del PVC. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13930 del 24 giugno 2011.
Difatti, secondo la Suprema Corte, tranne che sia richiamata nell’atto impositivo, la mancata comunicazione del verbale alla società contribuente rende nullo l’accertamento.
Ciò poiché la motivazione “per relationem” è ammessa solo qualora l’atto richiamato sia portato comunque a conoscenza del contribuente.
Nel caso di specie, durante un’ispezione erano stati rinvenuti presso il genitore dell’amministratore della società documenti extracontabili che avevano fatto scattare l’avviso di accertamento.
Tuttavia, alla società non era stato comunicato il verbale, né erano presenti nell’atto impositivo stralci o riferimenti del PVC.
Ne è scaturita una vittoria assoluta, infatti, in tutti i gradi di giudizio è stata data ragione alla società contribuente, da cui è conseguito l’annullamento dell’avviso di accertamento.
Con la determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane n. 77579 del 28 giugno 2011, pubblicata sul sito internet www.agenziadogane.it, sono stati stabiliti gli incrementi delle aliquote d’accisa su taluni carburanti (benzina, benzina con piombo e gasolio):
I maggiori introiti che ne deriveranno sono destinati a fronteggiare i costi che lo Stato deve sopportare per la situazione di emergenza umanitaria dovuta all’eccezionale afflusso di cittadini dai Paesi del Nord Africa.
La determinazione direttoriale stabilisce, in particolare, che la misura delle aliquote di accisa relative alla benzina, alla benzina con piombo e al gasolio usato come carburante, previste dall’Allegato I del testo unico delle accise (TUA, emanato con il Decreto Legislativo n. 504 del 1995), è così modificata:
a) dal 28 giugno 2011 e fino al 30 giugno 2011:
– benzina e benzina con piombo: da € 571,30 a € 611,30 per mille litri;
– gasolio usato come carburante: da € 430,30 a € 470,30 per mille litri;
b) dal 1° luglio 2011 e fino al 31 dicembre 2011:
– benzina e benzina con piombo: da € 611,30 a € 613,20 per mille litri;
– gasolio usato come carburante: da € 470,30 a € 472,20 per mille litri.
La determinazione direttoriale prevede, inoltre, che il maggior onere conseguente ai predetti aumenti dell’aliquota d’accisa sul gasolio usato come carburante è rimborsato nei confronti degli esercenti l’attività di autotrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e di alcune categorie di esercenti l’attività di trasporto di persone. Tali rimborsi potranno essere richiesti con le modalità indicate dall’art. 6, comma 2, primo e secondo periodo, del Decreto Legislativo n. 26 del 2007.
Come chiarito dall’Agenzia delle Dogane con la nota n. 77661 del 28 giugno 2011, gli incrementi di aliquota introdotti con la citata determinazione non hanno alcuna influenza sulle aliquote applicabili dal 1° gennaio 2012, fino al 31 dicembre 2013, nonché su quelle applicabili dal 1° gennaio 2014; aliquote già stabilite dalla determinazione direttoriale n. 41102 del 5 aprile 2011, nelle misure di seguito indicate:
c) dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2013:
– benzina e benzina con piombo: da € 613,20 a € 571,60 per mille litri;
– gasolio usato come carburante: da € 472,20 a € 430,60 per mille litri;
d) dal 1° gennaio 2014:
– benzina e benzina con piombo: da € 571,60 a € 569,50 per mille litri;
– gasolio usato come carburante: da € 430,60 a € 428,50 per mille litri.
Mai ammissibile la dichiarazione Iva tardiva, neppure per casi di forza maggiore, quali le malattie.
Difatti, secondo quanto ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n. 13926 del 24 marzo 2011), La malattia non giustifica il mancato adempimento del contribuente.
la Corte di Cassazione ha ritenuto che i contribuenti che presentano la dichiarazione Iva con un ritardo di oltre 30 giorni devono sempre pagare le sanzioni. Altrimenti, se vuole evitare le penalizzazioni, occorre delegare l’adempimento a un terzo.
I giudici sottostanti avevano, invece, accolto le istanze difensive presentate dal contribuente.
Al fine di “ridurre al massimo la possibile turbativa nell’esercizio delle attività delle imprese”, gli accessi per controlli amministrativi disposti nei loro confronti devono essere programmati e coordinati da parte delle Agenzie fiscali, GdF, Amministrazione autonoma del monopolio di Stato, INPS e Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Gli accessi dovranno essere svolti nell’osservanza del principio di contestualità e di non ripetizione per periodi inferiori al semestre, ed effettuati per quanto possibile in borghese, qualora svolti dalla GdF.
E’ quanto ha previsto l’art. 7, comma 2, lettera C) del D.L. n. 70 del 13 maggio 2011 (in corso di conversione in Legge), cd. Decreto Sviluppo.
Il periodo di permanenza non può essere superiore a 15 giorni (di permanenza effettiva) in tutti i casi in cui la verifica sia svolta nei confronti di imprese in contabilità semplificata e lavoratori autonomi.
Tali disposizioni non si applicano ai controlli ed accessi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, igiene pubblica, pubblica incolumità, ordine e sicurezza pubblica, né quelli motivati da ragioni di necessità ed urgenza.
Altresì, lo stesso D.L. n. 70/2011 ha aumentato il limite dei ricavi il cui mancato superamento consente la tenuta della contabilità semplificata (ai sensi dell’art. 18, co. 18, DPR 600/73)
Attenzione: Il citato Decreto Sviluppo non ha altrettanto modificato i limiti previsti per le liquidazioni IVA con periodicità trimestrale, che sono, quindi, rimasti invariati, ai fini dell’opzione con l’applicazione del tasso di interesse del 1%.
Con Decreto del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 giugno 2011, n. 2011/99696, sono state disciplinate le modalità di affidamento della riscossione delle somme intimate con gli atti relativi agli accertamenti cd. esecutivi, quelli di cui alla lettera a) dell’art. 29, comma 1, del D.L. n. 78/2010, convertito in Legge n. 122/2010, in carico agli agenti della riscossione.
Come è noto, tale art. 29 ha modificato sostanzialmente la disciplina della riscossione delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, prevedendo che gli avvisi di accertamento e gli atti successivi contengano l’intimazione ad adempiere, nonché l’avvertenza al debitore che, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste è affidata, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, in carico agli agenti della riscossione, con le modalità determinate con Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, di concerto con il Ragioniere generale dello Stato.
La disposizione è stata introdotta allo scopo di rendere più tempestiva ed efficace la realizzazione della pretesa tributaria, anche attraverso una intensificazione delle modalità di colloquio tra l’Agenzia delle entrate e l’agente della riscossione.
Adesso con il neo Provvedimento viene data, pertanto, attuazione alla suddetta norma ed, in particolare, alle disposizioni contenute nella lettera b) del comma 1.
Nel punto 1 vengono definite le modalità di affidamento del carico ed il contenuto dei flussi telematici di trasmissione agli agenti della riscossione per il tramite di Equitalia Servizi S.p.A..
Il successivo punto 2 si occupa, invece, di stabilire le modalità di formazione e consegna dei carichi, prevedendo la necessaria conformità dei flussi alle specifiche tecniche allegate.
Nel punto 3, sono stabilite le date nelle quali si intende effettuata la consegna del carico all’agente della riscossione.
Il contenuto del punto 4 afferisce agli obblighi di natura contabile a carico degli agenti della riscossione.
In particolare, viene precisato che, ai fini contabili, le somme affidate in carico agli agenti della riscossione ai sensi del presente provvedimento, sono assimilate ai carichi affidati a seguito di iscrizione a ruolo, con la conseguenza, tra l’altro, che i documenti contabili (Conto mensile delle riscossioni, Contabilità bimestrale corredata delle variazioni al carico distinte per tipologia ed anno di riferimento, Conto Giudiziale) già previsti in materia di riscossione a seguito di iscrizione a ruolo, comprenderanno anche i carichi affidati ai sensi del presente provvedimento senza effettuare distinte rendicontazioni, con evidenti ottimizzazioni degli oneri amministrativi ed economici
L’Unione Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Salerno ha pubblicato, il 28 giugno 2011, un documento in materia di accertamento esecutivo, contenente criticità e proposte operative.
Tale documento ricorda come tale materia sia stata profondamente innovata, con la previsione, a partire dal 1° luglio 2011, e con riferimento ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007, della concentrazione in un unico atto (l’avviso di accertamento) della pretesa impositiva, del titolo esecutivo e del precetto ai fini dell’esecuzione forzata.
Nel frattempo, le successive modifiche intervenute con il Decreto 70/2011 hanno
chiarito alcuni dubbi che potevano sorgere da una disattenta lettura delle nuove regole da parte
L’UGDCEC di Salerno, nonostante convenga sul fatto che vi siano alcuni miglioramenti della norma sull’accertamento esecutivo, solleva alcune critiche e perplessità in merito al funzionamento della stessa.
L’art. 29 del D.L. 78/2010, che verrà modificato dalla conversione del D.L. 70/2011, stabilisce che gli atti di accertamento emanati dall’Agenzia delle Entrate per le Imposte Dirette, l’Iva e le relative sanzioni devono contenere dal 1° luglio 2011 anche l’intimazione ad adempiere, entro 60 giorni, all’obbligo di pagamento delle somme negli stessi indicati, in assenza di ricorso e degli importi stabiliti dall’art 15 del D.P.R. 602/1973 (50% delle imposte accertate più gli interessi) in caso di tempestiva presentazione del ricorso.
Viene anche stabilito che gli atti di accertamento divengono esecutivi all’atto della notifica e devono espressamente recare l’avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste è affidata agli agenti della riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata e che le somme richieste con gli atti di accertamento sono maggiorate, dal primo giorno successivo a quello di scadenza del termine per ricorrere, degli interessi di mora, dell’aggio e delle spese relative alle procedure esecutive.
Il Decreto 70/2011 stabilisce che le nuove disposizioni sulla riscossione si applicano anche all’IRAP.
Scopo della norma è quello di accorciare drasticamente i tempi per la riscossione delle imposte dirette, dell’Iva, dell’IRAP e delle relative sanzioni accertate attraverso l’eliminazione della cartella di pagamento e la qualificazione dell’atto di accertamento come titolo esecutivo.
Tra le modifiche apportate dal D.L. n. 70/2011 alla disposizione che prevede l’accertamento esecutivo, di particolare interesse è quella che stabilisce che, in seguito alla proposizione dell’istanza di sospensione dell’atto impugnato, l’esecuzione forzata sia sospesa fino alla data di emanazione del provvedimento del giudice e, in ogni caso, per un periodo non superiore a 180 giorni dalla data di notifica dell’istanza stessa.
Inoltre, il Decreto sviluppo stabilisce che le nuove disposizioni si riferiscono agli avvisi di accertamento emessi e non più notificati come in origine previsto.
Infine, non è applicabile la sanzione amministrativa pari al 30% prevista nei casi di omesso, carente o tardivo versamento delle somme indicate nell’avviso di accertamento.
Dunque, a seguito di proposizione dell’istanza ai sensi dell’art. 47 del d.lgs. n. 546/1992, l’esecuzione forzata è sospesa fino alla data di emanazione del provvedimento del giudice e, in ogni caso, per un periodo non superiore a centoventi giorni dalla data di notifica dell’istanza stessa. In sede di conversione tale termine sarà prolungato a 180 giorni.
L’intento del legislatore è quello di venire incontro alle esigenze del contribuente in difficoltà che richiede la sospensione.
Viene, infatti, concesso un arco temporale (di centottanta giorni) nel quale quest’ultimo è posto al riparo dall’avvio di procedure esecutive (ad esempio, pignoramento dei beni) in seguito al mancato pagamento – entro i sessanta giorni dalla notifica dell’atto impugnato del 50% delle maggiori imposte accertate.
In altri termini, si tratta di una sospensione condizionata alla sola proposizione dell’istanza ex art. 47 del d.lgs. n. 546/1992.
Tuttavia, la finalità della norma si infrange contro i ritardi delle Commissioni tributarie provinciali, dal momento che centottanta giorni non rappresentano mediamente un tempo sufficiente per l’esame dell’istanza di sospensione.
Per cui dalle anticipazioni sulla prossima manovra si parla di spostare l’avvio dell’accertamento esecutivo da luglio 2011 ad ottobre 2011.
Intanto, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 01 luglio 2011 un decreto per l’affidamenti dei nuovi accertamenti agli agenti della riscossione (si veda sopra al punto 7 dell’articolo sulle novità fiscali del 04 luglio 2011: “Accertamenti esecutivi: disposte le modalità di affidamento della riscossione delle somme intimate agli agenti di Equitalia”).
La categoria dei Commercialisti è unita: “L’esame di Stato non si discute”.
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e sigle sindacali insieme in difesa dell’attuale precorso formativo posto a tutela dell’utenza.
Pronti a discutere su tutto, ma non sull’obbligatorietà dell’esame di Stato.
E’ la posizione (espressa nel comunicato stampa del 01 luglio 2011) del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili in relazione ai contenuti del prospettato DDL sulle professioni, cui si associano tutte le principali sigle sindacali della categoria.
Il divieto di prevedere “numeri chiusi o programmati”, il divieto di porre restrizioni alla pubblicità e la piena derogabilità delle tariffe minime rappresentano ipotesi che non solo non spaventano gli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ma fanno già adesso parte della realtà della loro professione.
Così come la possibilità di svolgere il tirocinio già durante l’università.
E proprio i commercialisti, lo scorso ottobre 2010, in occasione del loro ultimo Congresso nazionale, hanno presentato un disegno di legge per l’introduzione di società professionali che favorissero l’aggregazione tra professionisti, contemplando anche la presenza di soci di capitale.
“Per i commercialisti italiani – afferma il presidente nazionale della categoria, Claudio Siciliotti – la totalità delle previsioni generali del ddl delega arriva tardi, perché la nostra è una professione che ha già saputo riformarsi da sola nell’immobilismo del legislatore. Anche per questo la previsione dell’abrogazione dell’esame di Stato, specificamente prevista per i soli commercialisti e avvocati, suona doppiamente ingiusta e ingiustificata per gli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili”.
“Siamo 112.000 e il 40% degli iscritti ha meno di quarant’anni – sottolinea Siciliotti. Siamo la professione economica più numerosa d’Europa e l’unica esclusiva reale degli iscritti al nostro Albo é la possibilità di fregiarsi, nello svolgimento della loro attività, di un titolo professionale che é garanzia di un percorso formativo rigoroso posto a tutela dell’utenza”.
Un percorso di tutela dell’utenza del quale l’esame di Stato é tappa imprescindibile, anche in forza di quanto previsto da quell’art. 33 della Costituzione che, all’occorrenza, afferma Siciliotti “non mancherà certo di essere fatto valere nelle opportune sedi giurisdizionali”.
Aderiscono al suddetto comunicato stampa del Consiglio nazionale dei commercialisti le seguenti Associazioni sindacali della categoria:
ADC (Associazione dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili); AIDC (Associazione Italiana Dottori commercialisti e degli Esperti contabili); UNAGRACO (Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili); ANC (Associazione nazionale commercialisti); ANDOC (Associazione nazionale Dottori commercialisti); UNGDCEC (Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili); UNICO (Unione italiana commercialisti).
È disponibile sul web dell’Agenzia delle Entrate dal 01 luglio 2011, il software di controllo per studi e parametri in Unico 2011.
Può, quindi, essere prelevata dal sito internet dell’Agenzia, la procedura di controllo che consente di verificare le eventuali discordanze e anomalie tra i dati inseriti nella dichiarazione dei redditi e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche di Gerico 2011 e da quelle relative ai controlli telematici
Necessario “passare l’esame” affinché la dichiarazione con allegati risulti conforme e accettata dalla procedura
Prima di trasmettere Unico 2011, i contribuenti interessati dagli studi di settore devono verificare, attraverso una procedura di controllo telematica creata ad hoc e da oggi disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, che i dati inseriti nel modello e negli allegati alla dichiarazione concordino con le specifiche tecniche di Gerico 2011 e con quelle relative ai controlli telematici.
Il software effettua un primo controllo automatico segnalando, attraverso messaggi di errore, la presenza di anomalie e incongruenze.
In particolare, le procedure di controllo consentono di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le eventuali anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche di Gerico 2011 e dalle specifiche tecniche relative ai controlli telematici.
L’installazione della “Procedura di controllo Studi di settore/Parametri” è necessaria per controllare le dichiarazioni Unico 2011 contenenti gli allegati relativi agli studi di settore ed ai parametri; per controllare dichiarazioni prive di tali allegati, è sufficiente l’installazione della sola “Procedura di controllo Dichiarazioni”.
Il controllo di una dichiarazione contenente gli allegati degli studi di settore o dei parametri effettuato in assenza dell’installazione della “Procedura di controllo Studi di settore/Parametri ne determina lo scarto e conseguentemente il non inserimento della stessa nel file contenente le sole dichiarazioni conformi (file con estensione dcm).
Di tale situazione viene comunque data evidenza nel diagnostico generato dalla procedura di controllo.
per utilizzare l´aggiornamento dei moduli di controllo studi di settore è necessario, prima di installare la nuova versione, effettuare anche l’installazione dell’aggiornamento del software di controllo delle dichiarazioni.
Comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore – per i 206 studi di settore in vigore al 2010.
(Agenzia delle Entrate, nota del 01 luglio 2011)
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