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Timestamp: 2020-01-24 21:19:39+00:00
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Cos'è la cassazione?
Cos’è la Cassazione?
9 Agosto 2019 | Autore: Sabina Coppola
L’ultimo grado di giudizio: cosa prevede, chi emette la sentenza ed in che modo.
Sei stato tratto a giudizio in un processo penale per aver commesso un reato oppure hai citato in giudizio il sig. Tizio per un risarcimento del danno; hai affrontato il primo grado, l’appello e ora ti chiedi cosa prevede la legge? Sappi che ti aspetta (se vorrai) un ulteriore grado di giudizio.
L’ultimo grado di giudizio previsto nel nostro ordinamento è rappresentato dalla Corte Suprema di Cassazione. Quest’ultima si differenzia dal primo grado e dall’appello e rappresenta il giudice di ultima istanza delle sentenze emesse dalla magistratura ordinaria. Ma che significa? Mentre il giudice di primo grado e la Corte d’Appello giudicano il merito della vicenda che viene sottoposta al loro vaglio, la Cassazione può e deve affrontare soltanto questioni di diritto. Il suo ruolo non è quello di riesaminare prove, bensì quello di verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che, nei precedenti gradi di giudizio, il processo si sia svolto secondo le norme vigenti.
La Corte di Cassazione è unica sul territorio nazionale ed ha sede a Roma; è il tribunale supremo che ha il compito di rivedere (quando imputato o pubblica accusa glielo chiedono) le sentenze delle corti e dei tribunali inferiori. Di regola, la Corte giudica sul ricorso presentato avverso una sentenza emessa da un giudice di rango inferiore (di primo o di secondo grado), sempre che tale ricorso sia proposto entro i termini espressamente indicati dalla legge a pena di inammissibilità: una volta che sono decorsi questi termini, infatti, la sentenza non è più modificabile e nessun giudice potrà più pronunciarsi su quel tema. Andiamo con ordine.
1 Come è composta la Suprema Corte di Cassazione?
2 Quando si presenta il ricorso per Cassazione?
3 Che funzioni ha la Corte di Cassazione?
Come è composta la Suprema Corte di Cassazione?
La Suprema Corte di Cassazione è l’organo che si trova al vertice della giurisdizione italiana. E’ composta solo da giudici ordinari (civili, penali ed amministrativi) che possiedono particolari requisiti:
aver maturato almeno venti anni di carriera nella magistratura, tra tribunali di primo grado e corti territoriali d’appello;
aver dimostrato una particolare preparazione nelle materie giuridiche;
essersi distinti per diligenza e serietà nella carriera da magistrato.
È importante chiarire che la Corte di Cassazione è composta solo da giudici togati, in quanto il tribunale ordinario che decide le controversie civili e penali nel primo grado di giudizio può essere composto anche da giudici non togati (gop, giudici onorari di pace) ovvero degli avvocati o laureati in giurisprudenza che svolgono la funzione giudicante (seppur con alcuni limiti previsti dalla legge).
I giudici sono divisi tra le varie sezioni (sei civili e sette penali), ognuna delle quali composta da cinque magistrati: un presidente (ovvero un magistrato che può accedere a questa carica dopo otto anni di esercizio della funzione giudicante all’interno della Corte di Cassazione) e quattro consiglieri. Quando si tratta di decisioni di rilevante importanza o della risoluzione di contrasti tra le sezioni, la decisione sul ricorso è assegnata alle Sezioni Unite, che sono composte da un presidente più otto consiglieri (invece di quattro).
I giudici della Cassazione sono definiti anche ‘ermellini’. Per quale motivo? Questo nome deriva dal particolare abbigliamento che indossano nelle occasioni più formali (ad esempio, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario): una lunga toga rossa con bordo di pelliccia (per l’appunto) di ermellino, accompagnata da un cappello di velluto e da guanti bianchi.
Quando si presenta il ricorso per Cassazione?
Nel processo penale, il pubblico ministero e l’avvocato dell’imputato (iscritto ad un albo speciale di avvocati cassazionisti) possono presentare ricorso (definito ricorso per Cassazione) avverso la sentenza con la quale il giudice emette sentenza di condanna. Fino a poco tempo fa, il ricorso poteva essere presentato anche dall’imputato personalmente (senza l’aiuto del suo legale), ma oggi questo non è più possibile: ciò significa che se presenti il ricorso per Cassazione a tuo nome questo sarà dichiarato inammissibile.
Il ricorso per Cassazione può essere presentato avverso la sentenza di primo grado (senza prima tentare di ottenere una pronuncia diversa in secondo grado) ed allora si parlerà di ricorso per saltum, oppure (come accade nella maggior parte dei casi) può essere presentato avverso la sentenza di condanna emessa dalla corte di appello.
Per fare un esempio. Se il giudice di primo grado ti condanna ad un anno di detenzione per il reato di furto, tu hai la possibilità di presentare direttamente ricorso per cassazione o di presentare prima un appello e poi il ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello (che eventualmente ha confermato la condanna). La differenza è, però, molto importante. I giudici di primo e secondo grado, infatti, hanno il compito di decidere il merito della vicenda (ovvero di stabilire, attraverso l’analisi delle prove acquisite nel processo, se tu sei colpevole o meno), mentre la corte di cassazione è solo giudice della legittimità. Essi possono verificare solo se la sentenza rispetta le leggi vigenti senza entrare nel merito della vicenda processuale: questo significa che la Corte non può ascoltare i testimoni, né può valutare se, quanto essi sono stati sentiti nel processo, hanno detto la verità o hanno mentito: queste valutazioni, infatti, spettano solo ai giudici di merito (di primo e di secondo grado).
Che funzioni ha la Corte di Cassazione?
La Corte di Cassazione ha diverse funzioni [1]. Sicuramente, una delle principali è quella di giudice dell’impugnazione di ultimo grado. I giudici della Corte, infatti, dovendo decidere sulla legittimità dei provvedimenti impugnati, possono:
annullare (tecnicamente si dice cassare) la sentenza impugnata con rinvio, quando rinviano il processo ad un (altro) giudice, di rango inferiore, con l’ordine di emettere una nuova sentenza (diversa da quella emessa);
annullare (ovvero cassare) la sentenza senza rinvio, quando possono decidere essi stessi, senza che siano necessarie ulteriori valutazioni.
Bada bene che la sentenza della Corte di Cassazione è definitiva, nel senso che dopo la pronuncia Suprema della Corte hai esaurito tutte le possibilità di fare ricorso presso le giurisdizioni nazionali.
Ulteriori compiti della Corte di Cassazione sono:
quella di assicurare l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge (tutti i giudici devono applicare la legge allo stesso modo) [2];
la risoluzione delle questioni di giurisdizione (ovvero quando viene instaurata una causa davanti ad una giurisdizione non competente per quella materia). Se, ad esempio, un processo avente ad oggetto un reato militare viene sottoposto ad un tribunale penale, anziché al giudice militare, sarà la corte di cassazione a dirimere la controversia, emettendo un’ordinanza che stabilisca qual è la giurisdizione competente.
Ancora, la Corte di Cassazione decide anche in merito alle questioni di competenza sorte tra i vari giudici ordinari, applicando, con ordinanza, criteri di competenza per materia (quando il giudice competente viene individuato in base alla materia oggetto del ricorso), competenza per territorio (in base al luogo geografico in cui il giudice è stabilito), competenza per connessione (quando più cause dovrebbero essere trattate nella stessa sede perché accomunate da alcuni elementi fondamentali).
Ultima funzione della Suprema Corte riguarda ricorsi aventi ad oggetto le misure cautelari nei procedimenti penali (provvedimenti restrittivi della libertà operanti tra l’inizio del processo penale e l’esecuzione della sentenza).
[1] Art. 111 Cost.
[2] Art. 65 L. n.12 del 30.01.1941.