Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/09/maggiori-poteri-al-minestero-delleconomia-e-delle-finanze-nel-processo-tributario.html
Timestamp: 2017-11-23 03:30:37+00:00
Document Index: 27485489

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 39', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 111', 'art. 9']

Maggiori (troppi?) poteri al Ministero dell'economia e delle finanze nel processo tributario
Maggiori (troppi?) poteri al Ministero dell’economia e delle finanze nel processo tributario
Il suddetto articolo, infatti, ha sensibilmente modificato gli artt. 15, c. 1, e 24, c. 1, lett. m, e c. 2, D.Lgs. n. 545 del 31/12/1992; di conseguenza:
il Presidente di ciascuna Commissione Tributaria deve limitarsi ad esercitare la vigilanza sugli altri componenti e non più sull’andamento dei servizi di segreteria;
il Presidente di ciascuna Commissione Tributaria può soltanto segnalare alla Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze, per i provvedimenti di competenza, la qualità e l’efficienza dei servizi di segreteria della propria Commissione;
in definitiva, il Presidente di ciascuna Commissione Tributaria Regionale può esercitare la vigilanza soltanto sull’attività giurisdizionale, e non più su quella amministrativa ed organizzativa, delle Commissioni Tributarie Provinciali aventi sede nella circoscrizione della stessa e sui loro componenti;
il Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria può esprimere parere soltanto sul (misero) compenso fisso mensile spettante ai componenti delle Commissioni tributarie, mentre non deve più esprimere alcun parere sulla determinazione del compenso aggiuntivo (oggi, € 25 nette a sentenza depositata e nulla per le ordinanze di sospensione), sul quale, invece, deve decidere, senza alcun parere, soltanto il Ministro dell’economia e delle finanze con proprio decreto;
in conclusione, il Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria (organo di auto-governo) può vigilare soltanto sul funzionamento dell’attività giurisdizionale delle Commissioni Tributarie e può disporre ispezioni soltanto nei confronti del personale giudicante, non anche quello amministrativo, affidandone l’incarico ad uno dei suoi componenti.
previo accordo tra il Ministero della difesa ed il Ministero dell’economia e delle finanze, il personale dei ruoli delle Forze armate che risulti in esubero può essere distaccato, con il proprio consenso, alle segreterie delle Commissioni Tributarie (art. 39, comma 7, cit.);
i compensi corrisposti ai membri delle Commissioni Tributarie entro il periodo d’imposta successivo a quello di riferimento si intendono concorrere alla formazione del reddito imponibile, ai sensi dell’art. 11 DPR n. 917/86, con l’applicazione della più alta aliquota marginale e non più con la ridotta aliquota separata (art. 17 DPR cit.); di conseguenza, i già miseri compensi saranno ulteriormente falcidiati dalla maggiore tassazione.
In sostanza, il legislatore continua ad ignorare il chiaro e preciso dettato costituzionale dell’art. 111, c. 2, che stabilisce: “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata”.
non devono più essere nominati “su proposta del Ministro delle finanze”(oggi, art. 9, c. 1, D.Lgs. n. 545 cit.);
per la loro competenza, professionalità ed impegno futuro a tempo pieno, devono avere compensi congrui e dignitosi, non miseri come gli attuali, che peraltro saranno ulteriormente falcidiati.
il carico fiscale è eccessivo;
la legislazione fiscale cambia in continuazione, ignorando (anzi calpestando) lo Statuto del contribuente, come oggi è avvenuto con le manovre economiche appena approvate.