Source: https://www.periodicimaggioli.it/la-riduzione-della-fascia-rispetto-cimiteriale-interventi-edilizi-privati/
Timestamp: 2020-06-02 20:36:53+00:00
Document Index: 180473150

Matched Legal Cases: ['art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338']

La riduzione della fascia di rispetto cimiteriale per interventi edilizi privati
L’art. 338 del Testo Unico Leggi Sanitarie (regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265) dispone che, in generale, i cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato.
Tuttavia, il comma 4 del medesimo articolo prevede, quale eccezione alla suddetta regola generale, che “Per dare esecuzione ad un’opera pubblica o all’attuazione di un intervento urbanistico, purché non vi ostino ragioni igienico-sanitarie, il consiglio comunale può consentire, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zona di rispetto tenendo conto degli elementi ambientali di pregio dell’area, autorizzando l’ampliamento di edifici preesistenti o la costruzione di nuovi edifici. La riduzione di cui al periodo precedente si applica con identica procedura anche per la realizzazione di parchi, giardini e annessi, parcheggi pubblici e privati, attrezzature sportive, locali tecnici e serre”.
La riduzione della fascia cimiteriale secondo l’orientamento giurisprudenziale maggioritario
L’orientamento giurisprudenziale dominante tende ad escludere che la deroga sia attivabile nel caso di interventi di edilizia privata; ad esempio, il Consiglio di Stato:
– nella sent. 27 luglio 2015, n. 3667, ribadendo le proprie convinzioni, ha precisato che “resta attivabile nel solo interesse pubblico […] la procedura di riduzione della fascia inedificabile in questione”: ciò in quanto “il vincolo cimiteriale determina una situazione di inedificabilità ex lege, suscettibile di venire rimossa solo in ipotesi eccezionali e comunque solo per considerazioni di interesse pubblico, in presenza delle condizioni specificate nell’art. 338, quarto comma; ma non per interessi privati, come ad esempio per legittimare ex post realizzazioni edilizie abusive di privati, o comunque interventi edilizi futuri, su un’area a tal fine indisponibile per ragioni di ordine igienico-sanitario, nonché per la sacralità dei luoghi di sepoltura, salve ulteriori esigenze di mantenimento di un’area di possibile espansione della cinta cimiteriale (cfr. Cass., sez. I, 23 giugno 2004, n. 11669; Cons. Stato, sez. IV, 11 ottobre 2006, n. 6064; id., V, 29 marzo 2006, n. 1593; 3 maggio 2007, n. 1934 e 14 settembre 2010, n. 6671)”;
– nella sent. 6 ottobre 2017, n. 4656, ha evidenziato che “l’art. 338, quinto comma, non presidia interessi privati”;
– nella sent. 13 dicembre 2017, n. 5873 ha precisato che, “la deroga non può dunque ritenersi operante per qualsiasi intervento, sussistendo invece solo per le opere pubbliche per le quali tale riduzione è richiesta e disposta”.
L’orientamento è ripreso in numerose decisioni della giurisprudenza amministrativa di primo grado; in tal senso, ad esempio, ricordiamo che:
– nella sent. 12 maggio 2015, n. 6896, il T.A.R. Lazio, Roma, sez. II-quater, ha affermato che il potere eccezionale di riduzione della fascia cimiteriale “può essere adoperato in maniera legittima solo per ragioni di interesse pubblico, non anche per agevolare singoli proprietari, che abbiano effettuato abusivamente, o intendano effettuare, interventi edilizi su un’area, resa a tal fine indisponibile per ragioni di ordine igienico-sanitario, nonché per la peculiare sacralità dei luoghi destinati alla sepoltura, senza esclusione di ulteriori esigenze di mantenimento di un’area di possibile espansione della cinta cimiteriale. L’unico procedimento, attivabile dai singoli proprietari all’interno della fascia di rispetto, pertanto, è quello finalizzato agli interventi di cui all’art. 338, comma 7, dello stesso r.d. n. 1265/1934 (recupero o cambio di destinazione d’uso di edificazioni preesistenti), restando attivabile solo d’ufficio – per i motivi anzidetti – la procedura di riduzione della fascia inedificabile in questione”;
– nella sent. 22 settembre 2009, n. 1571, il T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, ha affermato che “Si tratta quindi di una facoltà rimessa alla valutazione dell’ente locale, in funzione dell’ampliamento dei cimiteri esistenti e/o della costruzione di nuovi cimiteri, oppure in presenza di determinate circostanze di rilievo pubblicistico, dettagliatamente definite dalla norma, con esclusione, pertanto, di interventi di edilizia per fini privati”;
– nella sent. 31 marzo 2017, n. 440, il T.A.R. Piemonte, sez. I, ha ritenuto derogabile la fascia di rispetto “solo per motivi di interesse pubblico riconosciuti dal consiglio comunale ai sensi dell’art. 338, comma 5”.
Conseguentemente, solo per ricordare alcuni casi concreti, è stata negata l’operatività della riduzione della fascia di rispetto cimiteriale per la realizzazione di un impianto di carburante, per la sanabilità di un abuso su immobile privato e per la costruzione di un edificio unifamiliare.
La posizione dei giudici di Palazzo Spada coincide con l’orientamento della Cassazione penale, secondo cui la facoltà di riduzione della fascia di rispetto cimiteriale non può ricomprendere anche l’edilizia residenziale privata, visto che gli interventi urbanistici ai quali il legislatore ha inteso fare riferimento sono solo quelli pubblici o comunque aventi rilevanza pubblica e destinati a soddisfare interessi pubblicistici di rilevanza almeno pari a quelli posti a base della fascia di rispetto di 200 metri.
Una delle conseguenze di tale interpretazione è che dinanzi ad una richiesta di riduzione della fascia da parte di un privato non si potrebbe configurare, in capo all’ente locale, alcun obbligo di risposta: è stato, infatti, affermato che “il procedimento anzidetto di riduzione della fascia inedificabile risulta attivabile solo d’ufficio per i motivi espressamente e tassativamente indicati nel rammentato art. 338 con la conseguenza che solo il consiglio comunale – non su istanza di singoli cittadini, ma per ragioni di interesse pubblico – può intervenire per ridurre l’ampiezza di detta fascia. […]. È, infatti, evidente che in base alla rammentata normativa disciplinante la materia spetta al consiglio comunale l’adozione della delibera di riduzione della fascia di inedificabilità cimiteriale sulla base di valutazioni di interesse pubblico e non su stimolo di un singolo cittadino”.