Source: http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2008002.html
Timestamp: 2013-05-20 22:04:45+00:00
Document Index: 10798765

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 54', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 54', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 12', 'art. 26']

Legge regionale 17 gennaio 2008, n. 2. Legge regionale 17 gennaio 2008, n. 2. (Testo coordinato)Disposizioni in materia di navigazione interna, demanio idrico della navigazione interna e conferimento di funzioni agli enti locali. (B.U. 24 gennaio 2008, n. 4). Modificata da l.r. 12/2008, l.r. 28/2008, l.r. 35/2008, l.r. 22/2009, l.r. 38/2009, l.r. 10/2011Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 13 bis, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30All. A, BCapo I. PRINCIPI GENERALI Art. 1.(Finalit�)1. Al fine di tutelare, regolamentare e sviluppare la navigazione interna, migliorando le infrastrutture pubbliche per la navigazione, valorizzando le attivit� nautiche e rendendo l'attivit� amministrativa pi� efficace, efficiente ed economica, la Regione, nel rispetto degli ecosistemi ambientali e del paesaggio, procede al riordino della disciplina della navigazione interna e del relativo demanio idrico piemontese.
2. La Regione, conformemente al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 in materia di conferimento di funzioni alle regioni e agli enti locali ed al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), individua le competenze regionali e le funzioni da conferire agli enti locali in materia di navigazione interna e relativo demanio idrico, inclusi gli interventi sulle opere, sulle vie di navigazione e sulle attivit� che la normativa vigente in materia ha attribuito alla competenza regionale. Art. 2.(Principi)1. La Regione favorisce lo sviluppo delle vie di navigazione e dei porti della navigazione interna; promuove e valorizza l'esercizio della navigazione commerciale e da diporto nel rispetto degli ecosistemi ambientali e del paesaggio; disciplina e regolamenta le modalit� di gestione del demanio idrico della navigazione interna, la circolazione nautica e le attivit� connesse ed esercita la vigilanza, unitamente agli enti locali.
2. Il conferimento delle funzioni agli enti locali avviene nel rispetto dei principi di sussidiariet� e semplificazione previsti dallo Statuto, secondo le disposizioni di cui alla legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali) ed al titolo I della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 di attuazione del d.lgs. 112/1998.
3. La Regione incentiva l'esercizio associato delle funzioni da parte degli enti locali in conformit� al d.lgs. 267/2000 ed alla legge regionale 23 febbraio 2004, n. 3 (Incentivazione dell'esercizio associato di funzioni e servizi comunali. Prime disposizioni). Art. 3.(Classificazione delle vie di navigazione e del relativo demanio idrico)1. Per vie di navigazione si intendono i laghi e le tratte fluviali classificate come tali dalla normativa vigente o individuate da appositi provvedimenti regionali.
4. Il demanio idrico della navigazione interna comprende la superficie navigabile delle acque lacuali e fluviali, nonch� i beni demaniali a terra con le relative pertinenze funzionali ad un uso pubblico, turistico, ricreativo, sportivo e commerciale del bene.
7. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, d'intesa con gli enti locali interessati e nel rispetto dei principi di cui all'articolo 2, pu� modificare la classificazione delle vie di navigazione di cui al comma 1, gli ambiti territoriali costituenti il demanio idrico della navigazione interna di cui al comma 2 ed i bacini demaniali di cui al comma 6 nonch� individuare ulteriori vie di navigazione e bacini demaniali per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di navigazione interna e relativo demanio idrico. Capo II. CONFERIMENTO DI FUNZIONI Art. 4.(Funzioni della Regione)1. Competono alla Regione le seguenti funzioni amministrative:
f) l'erogazione di contributi ed il finanziamento a favore degli enti locali, anche in forma associata, per interventi sulle opere e vie di navigazione, nonch� sul relativo demanio idrico;
i) la programmazione, la regolazione e la gestione dei servizi pubblici di linea sul lago Maggiore, ai sensi della legge regionale 4 gennaio 2000, n. 1 (Norme in materia di trasporto pubblico locale, in attuazione del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422). La Giunta regionale � autorizzata, anche sulla base degli indirizzi del comitato interregionale di cui all'articolo 29, comma 3, della l.r. 1/2000 e sentita la Commissione consiliare competente, alla costituzione di societ� per azioni aventi ad oggetto il compito di provvedere alla gestione dei servizi di trasporto lacuale di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 (Conferimento alle Regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59);
j) la regolamentazione dell'utilizzo del demanio idrico della navigazione interna, ivi compresa l'apposizione di vincoli e limiti d'uso dei beni e delle aree, tenuto conto delle vocazioni territoriali e delle compatibilit� degli interventi, nonch� la regolamentazione per il rilascio delle concessioni e la determinazione degli importi relativi all'occupazione dei beni del demanio idrico della navigazione interna, in acqua ed a terra, quando l'utilizzazione prevista abbia finalit� pubbliche, turistiche, ricreative, sportive e commerciali. A tal fine la Giunta regionale approva appositi regolamenti;
l) l'attivit� di osservatorio per l'organizzazione e la gestione del sistema informativo regionale dei beni del demanio della navigazione interna, per la raccolta dei flussi informativi provenienti dagli enti locali delegati, per la formazione e l'aggiornamento di un'anagrafe regionale delle utilizzazioni dei beni, delle infrastrutture e delle attivit� presenti;
n) il rilascio di autorizzazioni o nulla osta in materia di circolazione nautica e di uso di unit� di navigazione;
o) le attivit� di promozione e miglioramento della sicurezza in materia di navigazione interna, ivi compreso il soccorso alle unit� di navigazione in difficolt�, da attuarsi di concerto con le istituzioni e con il coinvolgimento delle associazioni interessate, nonch� attraverso iniziative di informazione, formazione e cooperazione tra soggetti pubblici e privati;
q) la valutazione in ordine alla compatibilit� delle manifestazioni nautiche con il regolamento di cui alla lettera j) e con la disciplina della navigazione, quando l'autorizzazione � rilasciata ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a).
3. La Regione esercita le altre funzioni ed i compiti amministrativi che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale. Art. 5.(Funzioni amministrative delle province)1. Sono conferite alle province le seguenti funzioni amministrative:
a) il rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento di manifestazioni nautiche o di altro tipo che interferiscono con la navigazione e interessano due o pi� comuni, una o pi� province, regioni limitrofe o Stati esteri, limitatamente al demanio idrico regionale. Nel caso in cui la manifestazione interessi pi� province, le funzioni sono esercitate dalla provincia ove si svolge il percorso prevalente;
b) la tenuta dei registri delle navi minori e dei galleggianti, il rilascio delle licenze di abilitazione, dei certificati di navigabilit� e di ogni altro adempimento connesso;
3) intensit� dei movimenti turistici, di cura, di soggiorno e di lavoro;
4) offerta relativa alle altre modalit� di trasporto pubblico di persone;
6) numero delle licenze e delle autorizzazioni precedentemente rilasciate a soggetti operanti sul territorio. Art. 6.(Funzioni amministrative dei comuni)1. Sono conferite ai comuni, anche in forma associata, le seguenti funzioni amministrative:
a) il rilascio delle autorizzazioni per le manifestazioni afferenti all'area navigabile di interesse comunale, inclusa la valutazione in ordine alla compatibilit� della manifestazione con il regolamento di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j) e con la disciplina della navigazione, nonch� l'adozione di provvedimenti di limitazione o di regolamentazione della circolazione nautica, sentito, ove interferisca con il servizio pubblico di linea, il gestore del servizio medesimo;
b) la progettazione e l'esecuzione dei lavori e degli interventi di costruzione delle infrastrutture per la navigazione interna, nonch� delle opere a servizio dell'attivit� portuale e di navigazione; la manutenzione, il recupero, il pronto intervento relativi alle opere afferenti alla navigazione interna ed al demanio idrico della navigazione interna;
d) l'attivit� amministrativa e di polizia dei porti, di cui al libro I, parte I, titolo III, capo I, del r.d. 327/1942. Tali attivit�, con l'esclusione della sicurezza e del soccorso alle unit� di navigazione in difficolt�, riguardano l'uso e la gestione delle aree portuali, la ripartizione degli spazi acquei, la vigilanza sull'esercizio di attivit� nei porti, la rimozione di unit� di navigazione, aeromobili sommersi o materiali che recano intralcio alla navigazione, l'escavazione ed ogni altro intervento per il mantenimento in esercizio dei porti, nonch� le opere di segnalazione degli ostacoli emergenti ed il mantenimento in efficienza delle medesime;
e) la disciplina delle attivit� balneari afferenti al demanio idrico ed alla navigazione interna;
i) la vigilanza sulle funzioni attribuite dalla presente legge, nonch� sull'uso dei beni del demanio idrico della navigazione interna;
j) l'attivit� amministrativa e di vigilanza in ordine alla locazione ed al noleggio di natanti da diporto.
3. I comuni, anche in forma associata, nel rispetto del regolamento di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j), approvano piani disciplinanti l'uso del demanio di competenza e li trasmettono nei successivi trenta giorni alla Giunta regionale. Possono, altres�, derogare al divieto di navigazione, fatte salve le necessarie autorizzazioni da parte delle amministrazioni competenti, per le unit� nautiche impiegate in attivit� di soccorso ed assistenza, di pubblica utilit� e sicurezza, di trasporto pubblico di linea e non di linea, nonch� per i natanti impiegati in attivit� di scuola nautica. La concessione delle deroghe avviene sulla base dei criteri dettati dal regolamento regionale di cui all'articolo 11, comma 3, lettera a).
1=>5. I comuni interessati dalla navigazione interna, che precedentemente alla demanializzazione del lago subordinavano la navigazione sulle acque territoriali al pagamento di somme a vario titolo, possono istituire diritti di varo sulle unit� di navigazione sul lago. Il diritto di varo � stabilito nel rispetto dei parametri di cui all'allegato B. <=1
2+>5 bis. Il diritto di varo � determinato dalla lunghezza del natante per l'importo unitario di cui alla lettera a) dell'allegato B moltiplicato per i coefficienti di cui alle lettere b) e c) del medesimo allegato e pu� essere riparametrato su una periodicit� inferiore all'annualit�. <+2
4+>5 quater. Sono esenti dal pagamento del diritto di varo i natanti privi di motore, mentre le unit� a vela con motore ausiliario usufruiscono di una riduzione del 40 per cento ed i natanti con motori elettrici di una riduzione nella misura del 70 per cento. <+4
a) all'adozione del regolamento sull'esercizio del servizio di trasporto pubblico di navigazione non di linea. Il regolamento definisce la composizione, le modalit� di designazione dei membri, il funzionamento ed i compiti della commissione consultiva comunale, prevista dall'articolo 4, comma 4, della legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea);
d) all'adozione di ogni altro atto connesso con l'esercizio delle funzioni indicate alle lettere a), b), c). Art. 7.(Gestioni associate)1. La Regione adotta strumenti d'incentivazione per favorire la formazione tra i comuni di accordi per la gestione in forma associata delle funzioni amministrative in materia di navigazione interna e di demanio idrico della navigazione interna.
2. Le gestioni associate sono costituite secondo le modalit� previste dal d.lgs. 267/2000. Alle gestioni associate tra i comuni possono partecipare altres� le province territorialmente interessate.
5. Le gestioni associate per lo svolgimento delle funzioni trasferite dalla Regione provvedono con le seguenti risorse:
a) canoni demaniali di spettanza, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera h);
6. La Giunta regionale, su proposta delle gestioni associate, incrementa o diminuisce i canoni di concessione demaniale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j), nella misura massima del 30 per cento. Tale variazione pu� essere articolata per singoli comuni o per singole tipologie di occupazione. Capo III. GESTIONE DEL DEMANIO IDRICO DELLA NAVIGAZIONE INTERNA Art. 8.(Uso del demanio)1. L'occupazione di un bene del demanio idrico della navigazione interna ha carattere oneroso e temporaneo.
4. La concessione demaniale pu� essere rinnovata.
5. Il rilascio della autorizzazione demaniale temporanea e della concessione demaniale � soggetto al versamento di spese di istruttoria nella misura determinata dai comuni o dalle gestioni associate.
a) previsione, a partire dall'anno 2009, di una specifica tipologia di occupazione di sedime demaniale costituita da scivoli posti in prossimit� dello specchio acqueo e destinati allo stazionamento di unit� di navigazione di limitate dimensioni e di uso locale;
6=>9. Ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera k), la Regione, d'intesa con il gestore del servizio pubblico di linea, individua le aree e le strutture da destinare all'esercizio del servizio pubblico di linea e le affida in concessione al gestore, previo versamento al comune o alla gestione associata di un canone determinato dalla Regione in relazione alla natura pubblica del servizio prestato ed agli oneri affidati. Compete al gestore ogni intervento necessario al mantenimento in efficienza dei beni concessi. E' vietata ogni forma di subconcessione. <=6 Art. 9(Pagamenti dei canoni demaniali)7=>1. Il soggetto richiedente l'occupazione di un bene del demanio idrico della navigazione interna versa il canone previsto e fornisce al comune o alla gestione associata le idonee garanzie della corretta occupazione del bene demaniale. <=7
4. Per le concessioni demaniali pluriennali, il ritardato pagamento di un'annualit�, entro i trenta giorni successivi al 28 febbraio dell'anno di riferimento, comporta il pagamento del canone pi� una penale del 3 per cento dello stesso. L'ulteriore ritardo nel pagamento dell'annualit� comporta, in aggiunta, la corresponsione degli interessi legali maturati a decorrere dal giorno successivo alla data del 30 marzo. In caso di mancato pagamento dell'intera annualit� entro il 31 dicembre dell'anno di riferimento, la concessione demaniale decade.
5. Nel caso di pagamento rateizzato del canone di concessione demaniale annuale, il ritardato pagamento di una rata, entro trenta giorni dalla scadenza, comporta il pagamento della medesima pi� una penale del 3 per cento. Decorsi i trenta giorni successivi alla scadenza della rata, l'ulteriore ritardo comporta, in aggiunta, la corresponsione degli interessi legali. In caso di mancato pagamento di due rate consecutive, la concessione demaniale decade.
7. In caso di decadenza della concessione demaniale, il comune o la gestione associata, previa diffida, dispone il ripristino dello stato dei luoghi, a spese dei responsabili. Art. 10.(Ripartizione dei canoni di concessione demaniale)1. I comuni, ricadenti in un bacino demaniale, trasferiscono annualmente alla Regione l'80 per cento annuo dell'introito dei proventi dei canoni delle concessioni rilasciate per l'occupazione dei beni demaniali, salvo quanto previsto dal comma 2. Il restante 20 per cento � introitato dai comuni per l'esercizio delle funzioni amministrative di gestione della navigazione interna e del relativo demanio idrico, per gli interventi di manutenzione e valorizzazione del patrimonio demaniale, nonch� per il finanziamento dei progetti di recupero.
2. Nel caso in cui tutti i comuni ricadenti in un bacino demaniale si riuniscano in una gestione associata, i proventi dei canoni delle concessioni rilasciate sono interamente introitati dalla gestione associata per l'esercizio delle funzioni e delle attivit� di cui al comma 1.
3. I comuni non ricadenti in un bacino demaniale introitano interamente i proventi dei canoni delle concessioni rilasciate per l'esercizio delle funzioni e delle attivit� di cui al comma 1. Capo IV. DISCIPLINA DELLA NAVIGAZIONE Art. 11.(Disciplina della navigazione)1. La disciplina della navigazione concerne la regolamentazione della circolazione nautica, comprese le manifestazioni nautiche, la regolamentazione delle modalit� di fruizione delle vie di navigazione e delle opere di navigazione connesse, l'uso delle zone portuali, nonch� ogni intervento innovativo o modificativo che interferisca o limiti la navigazione e le correlate attivit�.
2. La navigazione sulle vie d'acqua demaniali � libera, fatto salvo l'obbligo per il conducente dell'unit� di navigazione di accertarsi che la navigazione sia possibile senza pericolo e senza arrecare danni a persone, cose od attivit�, nel rispetto delle normative vigenti.
3. La disciplina della navigazione interna � attuata mediante:
a) regolamenti, approvati dalla Giunta regionale, volti a stabilire disposizioni e prescrizioni per le acque interne o per le attivit� che si esplicano sulle acque interne, nel rispetto dei principi e delle modalit� di cui al comma 4;
b) potere di ordinanza e di avviso ai naviganti, ove si ravvisi la necessit� e l'urgenza;
4. La Giunta regionale adotta i regolamenti di cui al comma 3, lettera a), secondo i seguenti principi e modalit�:
b) salvaguardia dell'ambiente, anche stabilendo limiti e vincoli territoriali nell'uso di mezzi nautici o nello svolgimento di specifiche attivit�;
d) attribuzione agli enti locali della regolamentazione o della gestione di aree o di attivit� a valenza territoriale ridotta.
5. Nel caso di specchi d'acqua non regolamentati e non compresi nell'ambito del demanio idrico della navigazione interna, i comuni possono approvare specifici regolamenti per la navigazione e li trasmettono nei successivi trenta giorni alla Giunta regionale che ne verifica il rispetto con i principi e le finalit� della presente legge, nonch� la coerenza con il regolamento regionale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j). L'approvazione di un regolamento comunale ai fini della disciplina della navigazione non determina l'inclusione dello specchio d'acqua regolamentato nei beni costituenti il demanio idrico della navigazione interna. Art. 12.(Interventi sulle vie di navigazione)1. Nel caso in cui la realizzazione di nuove opere, l'esecuzione di interventi su opere gi� esistenti, la posa di boe o di corpi galleggianti, nonch� l'occupazione di sedime demaniale interferiscano con le vie di navigazione di cui all'articolo 3, comma 1, � necessaria la preventiva autorizzazione, rilasciata, ai fini della disciplina della navigazione, dalla Regione ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera g) o dal comune ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera f).
2. La Regione pu� prevedere nei regolamenti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), caratteristiche tecniche degli attraversamenti delle vie di navigazione.
3. Costituiscono autorizzazione ai sensi del comma 1 i provvedimenti comunque denominati e rilasciati dagli uffici regionali competenti in materia di navigazione interna in data anteriore all'entrata in vigore della presente legge. Capo V.INTERVENTI REGIONALI Art. 13.(Interventi regionali per la realizzazione di opere afferenti alla navigazione interna ed al relativo demanio)1. La Regione, al fine di integrare le funzioni turistiche e ricreative del territorio con le esigenze della protezione dell'ambiente e della valorizzazione del paesaggio, concede finanziamenti e contributi in conto capitale, anche sino alla concorrenza dell'importo totale dell'opera, a favore delle province, dei comuni, anche in forma associata, delle comunit� montane, degli enti gestori dei parchi e delle riserve naturali, nonch� dei consorzi pubblici, che si fanno carico della realizzazione di infrastrutture pubbliche e loro opere accessorie afferenti alla navigazione interna, nonch� degli interventi volti alla sicurezza, alla riqualificazione ed alla valorizzazione dei beni del demanio idrico della navigazione interna.
a) manutenzione, riparazione, funzionalit�, segnalazione, illuminazione ed esercizio delle infrastrutture portuali, delle opere idrauliche e delle vie di navigazione, nonch� prevenzione o riduzione dell'inquinamento;
3. La Giunta regionale stabilisce le modalit� per la redazione, la presentazione e l'accoglimento dei progetti, i tempi di realizzazione delle opere, le modalit� di erogazione dei finanziamenti e dei contributi, nonch� le modalit� di rendicontazione delle spese sostenute. 9 >
Art. 13 bis.(Interventi regionali in materia di vigilanza e soccorso alle unit� in navigazione)
1. La Regione, fatte salve le competenze in materia di sicurezza conferite ai comuni e alle gestioni associate, di concerto con lo Stato o con soggetti pubblici, pu� concorrere alla spesa per la realizzazione di idonei servizi atti a garantire la vigilanza e un adeguato soccorso alle unit� di navigazione. < 9 Capo VI. USO DELLE INFRASTRUTTURE DELLA NAVIGAZIONE INTERNA Art. 14.(Definizioni)1. Ai fini del presente capo si intende:
a) per approdo, la temporanea sospensione della navigazione, anche in area ove non � ammesso l'ormeggio, per consentire la salita o la discesa delle persone o per altre esigenze di brevissima durata. L'approdo avviene in modo da non arrecare intralcio alla circolazione e con il conducente presente e pronto a riprendere la navigazione;
b) per ormeggio, la sospensione della navigazione dell'unit� di navigazione protratta nel tempo, con possibilit� di allontanamento del conducente;
c) per ormeggio di emergenza, l'interruzione della navigazione dell'unit� di navigazione per cause imputabili all'avaria dell'unit� o per avverse condizioni meteorologiche. Art. 15.(Approdo ed ormeggio di unit� di navigazione)1. L'approdo e l'ormeggio sono vietati:
a) dovunque sia impedito l'accesso ad un'altra unit� di navigazione o sia impedito lo spostamento di un'altra unit� di navigazione ormeggiata;
c) in prossimit� dei segnalamenti di navigazione, se ne occultano la visibilit�;
e) in corrispondenza degli scivoli di alaggio o di varo pubblico, nonch� all'interno dei corridoi di navigazione debitamente delimitati ed autorizzati;
2. Nella zona di ormeggio, all'uopo predisposta, le unit� di navigazione sono collocate nel modo prescritto dalla segnaletica. I conducenti sistemano l'unit� di navigazione entro lo spazio ad essa destinato.
3. � vietato abbandonare unit� di navigazione, aeromobili, nonch� relitti degli stessi in acqua o sulle sponde.
b) almeno uno spazio acqueo, adeguatamente segnalato, ogni trenta spazi o frazione di trenta, da destinare ad ormeggio per i naviganti in transito. Art. 16.(Rimozione di unit� di navigazione)1. Il comune o la gestione associata rimuove l'unit� di navigazione od il relitto ormeggiato in violazione delle norme di cui all'articolo 15 o in modo da arrecare intralcio o pericolo per la navigazione.
2. La rimozione � disposta anche per unit� di navigazione o aeromobili che, per il loro stato o per altro fondato motivo, possano ritenersi abbandonati.
3. Si considerano abbandonati gli aeromobili o le unit� di navigazione non rimossi nei cinque giorni successivi all'avvenuta esposizione dell'ordine di rimozione, per quindici giorni consecutivi, all'albo pretorio comunale e nei luoghi pubblici del comune.
4. La procedura di cui al comma 3 pu� essere omessa nel caso in cui l'aeromobile o l'unit� di navigazione costituisca immediato pericolo o impedimento alla navigazione.
5. I proprietari di unit� di navigazione o di aeromobili risarciscono le spese sostenute per la rimozione e la custodia del mezzo di loro propriet�.
6. I beni rimossi sono conservati in apposite aree per un minimo di trenta giorni. Decorso tale termine senza che nessuno ne abbia richiesto la restituzione, il comune o la gestione associata pu� procedere allo smaltimento o alla messa all'asta degli stessi.
8. Il comune o la gestione associata provvede altres� alla rimozione ed allo smaltimento di ogni materiale all'interno dei porti pubblici e in prossimit� delle rive. Capo VII. ATTIVIT� NAUTICHE DIVERSE Art. 17.(Locazione e noleggio di natanti da diporto)1. Ai fini della disciplina del noleggio e della locazione di natanti da diporto si intende:
a) per locazione, il contratto con cui una delle parti si obbliga verso corrispettivo a cedere il godimento del natante da diporto per un periodo di tempo determinato. Il natante passa in godimento autonomo del conduttore il quale esercita con esso la navigazione e ne assume la responsabilit� ed i rischi;
b) per noleggio, il contratto con cui una delle parti, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a mettere a disposizione dell'altra parte il natante da diporto per un determinato periodo da trascorrere a scopo ricreativo, da fermo o in navigazione, alle condizioni stabilite dal contratto. Il natante noleggiato rimane nella disponibilit� del noleggiante, alle cui dipendenze resta anche l'equipaggio.
2. Le funzioni amministrative e di vigilanza in materia di locazione e noleggio di natanti da diporto sono conferite ai comuni che le esercitano in conformit� al regolamento approvato dalla Giunta regionale secondo i seguenti principi e modalit�:
a) istituzione di un registro dei natanti da diporto, adibiti a locazione e noleggio, nonch� adozione di una numerazione che consenta l'individuazione dei natanti e dei relativi possessori;
d) facolt� di impiegare i natanti da diporto anche per attivit� di noleggio al fine del rimorchio conto terzi di attrezzature ludico sportive, purch� il natante sia sottoposto a verifica tecnica ed il conducente sia in possesso di patente nautica e titolo professionale, se prescritto dalla normativa vigente. Art. 18.(Attivit� balneare)1. L'attivit� balneare sui laghi e lungo i corsi d'acqua maggiori � ammessa purch� non interferisca con le attivit� di navigazione.
2. La stagione balneare � compresa tra il 15 giugno ed il 15 settembre di ogni anno, salvo quanto previsto dal comma 3.
3. I comuni di ciascun bacino demaniale o le gestioni associate, in relazione alle condizioni meteo climatiche o ad esigenze turistico ricreative, hanno facolt� di anticipare la stagione balneare sino ad un massimo di quarantacinque giorni o posticiparla sino ad un massimo di trenta giorni.
5. I comuni individuano gli specchi acquei in corrispondenza di spiagge libere e li riservano alla balneazione, nel rispetto delle norme di indirizzo fissate in apposito regolamento regionale; nonch� individuano i soggetti tenuti a tale adempimento in relazione allo svolgimento di attivit� imprenditoriali, quali la gestione di strutture turistico ricettive rivierasche, connesse alla fruizione, anche indiretta, di specchi acquei da parte dei bagnanti. I comuni hanno facolt� di fissare gli orari nei quali praticare la balneazione.
6. Durante la stagione balneare, nelle zone riservate alla balneazione � vietata qualunque attivit� non compatibile con la stessa ed � attivo il servizio di assistenza e soccorso ai bagnanti.
7. L'attraversamento con unit� di navigazione, nelle zone riservate alla balneazione, pu� avvenire solo all'interno di appositi corridoi di atterraggio.
a) modalit� di delimitazione delle zone di lago riservate alla balneazione;
d) segnalazione di pericoli. Art. 19.(Ruolo regionale dei mediatori per le unit� da diporto)1. In attuazione dell'articolo 50 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 (Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172), a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento di cui al comma 6, � istituito il ruolo regionale dei mediatori per le unit� da diporto presso la camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura del Verbano Cusio Ossola, che provvede agli adempimenti finalizzati all'iscrizione, alla tenuta ed all'aggiornamento dello stesso, nonch� all'organizzazione degli esami di cui al comma 2.
2. Per lo svolgimento dell'attivit� di mediazione, anche in forma societaria, nei contratti di costruzione, di compravendita, di locazione e di noleggio di unit� da diporto, � necessaria l'iscrizione nel ruolo regionale, previo superamento di un esame.
4. Possono essere iscritte nel ruolo regionale le persone fisiche e le societ�. 10-><-10
5. In caso di iscrizione di societ�, i requisiti morali sono posseduti dagli amministratori e dal legale rappresentante; i requisiti professionali sono posseduti dal legale rappresentante.
a) i requisiti e le modalit� per l'iscrizione nel ruolo regionale;
b) la composizione, le modalit� di nomina, la durata della commissione regionale per la valutazione dei candidati all'esame;
c) le modalit�, gli argomenti e le materie d'esame;
a) previsione dell'idoneit� morale tra i requisiti per l'iscrizione nel ruolo regionale, come individuati dall'articolo 2 della legge 3 febbraio 1989, n. 39 (Modifiche ed integrazioni alla legge 21 marzo 1958, n. 253, concernente la disciplina della professione di mediatore);
e) previsione, tra le materie di esame, di nozioni di diritto marittimo e della navigazione, delle norme che regolano la mediazione ed i contratti di compravendita, di locazione e di noleggio di navi, nonch� delle norme sui contratti del consumatore di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229).
8. I soggetti che, alla data dell'entrata in vigore della presente legge, esercitano regolarmente, da almeno sei mesi, le attivit� di mediazione nei contratti di costruzione, di compravendita, di locazione e di noleggio di unit� da diporto, sono iscritti di diritto nel ruolo regionale, salva la verifica del possesso dei requisiti morali previsti dalla l. 39/1989.
9. Ai componenti della commissione regionale di cui al comma 6, lettera b), sono corrisposti i compensi stabiliti dalla legge regionale 2 luglio 1976, n. 33 (Compensi ai componenti Commissioni, Consigli, Comitati e Collegi operanti presso l'Amministrazione Regionale). Art. 20.(Ruolo provinciale dei conducenti dei servizi pubblici non di linea)1. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 6 della l. 21/1992, a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5 � istituito il ruolo provinciale dei conducenti dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea presso ciascuna camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura del Piemonte, che provvede agli adempimenti finalizzati all'iscrizione, alla tenuta e all'aggiornamento dello stesso, nonch� allo svolgimento dell'esame di cui al comma 4.
2. Il ruolo provinciale � unico per i conducenti dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea attraverso taxi e noleggio con conducente.
4. L'iscrizione nel ruolo provinciale avviene previo esame da parte della commissione regionale, di cui al comma 5, lettera b), che accerta i requisiti di idoneit� all'esercizio del servizio, con particolare riferimento alla conoscenza geografica e toponomastica.
a) le modalit� ed i requisiti per l'iscrizione nel ruolo provinciale;
b) la composizione, le modalit� di nomina, la durata e la sede della commissione regionale per l'esame dei requisiti di idoneit� all'esercizio del servizio;
c) le modalit�, gli argomenti e le materie dell'esame di cui al comma 4;
a) previsione dell'idoneit� morale tra i requisiti per l'iscrizione nel ruolo provinciale;
b) previsione di idoneit� fisica certificata dal possesso dei titoli necessari, ai sensi di legge, per la conduzione dei mezzi utilizzati;
f) previsione tra le materie di esame di nozioni di geografia della Regione e del bacino ove viene svolta l'attivit�, nonch� di norme sulla circolazione nautica e la sicurezza;
g) previsione dell'iscrizione di diritto nel ruolo provinciale per i soggetti che alla data di entrata in vigore del regolamento siano gi� titolari di licenza o di autorizzazione ad esercitare il servizio di trasporto pubblico di navigazione non di linea.
7. Ai componenti della commissione regionale di cui al comma 5, lettera b), sono corrisposti i compensi stabiliti dalla l.r. 33/1976. Capo VIII. DISPOSIZIONI PARTICOLARI E VIGILANZA Art. 21.(Giornale di bordo)1. I titolari di licenza o di autorizzazione all'esercizio del servizio pubblico non di linea con unit� di navigazione, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della l. 21/1992, non sono soggetti all'applicazione dell'articolo 176 del r.d. 327/1942. Art. 22.(Disposizioni in materia di salvaguardia dell'ambiente)1. Sulle banchine, sulle rive, sui moli o sui pontili, nonch� in acqua � vietato scaricare materiali o residui degli impianti di bordo delle unit� di navigazione o rifiuti di qualsiasi genere.
2. Le unit� di navigazione provviste di impianti per cucinare e di impianti idrosanitari funzionanti sono dotate di recipienti per la raccolta delle acque usate e di ogni altro materiale.
3. Le unit� di navigazione dotate di motori due tempi usano olio biodegradabile.
4. Le unit� di navigazione o i galleggianti, assicurati saldamente e permanentemente alla riva o all'alveo, destinati prevalentemente, per costruzione o per uso, a scopi diversi dalla navigazione e che rispettino le norme urbanistiche e commerciali, sono collegati alle strutture idrosanitarie a terra in modo da trasferire i rifiuti ai pubblici servizi di raccolta e smaltimento.
5. Le unit� di cui al comma 4, anche se non idonee alla navigazione, devono essere in possesso di documentazione che ne attesti la galleggiabilit�, rilasciata da organismo tecnico riconosciuto, nonch� di certificazione in merito all'idoneit� dell'ancoraggio attestata da professionista abilitato. Art. 23.(Ricupero e ritrovamento di unit� di navigazione e relitti)1. Il ricupero di navi naufragate o di altri relitti della navigazione ed il ritrovamento di relitti in acque interne o dalle acque rigettati in localit� del demanio della navigazione interna sono disciplinati dalla normativa vigente in materia. Art. 24.(Vigilanza)1. La vigilanza in materia di navigazione interna e sui beni del demanio idrico della navigazione interna � effettuata dal personale individuato dalle amministrazioni competenti secondo la normativa vigente in materia.
2. La Regione, le province ed i comuni, nell'ambito delle rispettive competenze, svolgono funzioni di vigilanza sulla regolarit� ed il buon andamento dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea e sull'attivit� delle scuole nautiche tramite la redazione di appositi regolamenti sulla base della normativa di riferimento. Capo IX. SANZIONI AMMINISTRATIVE Art. 25.(Disposizioni generali)1. L'accertamento delle violazioni e l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dal presente capo sono disciplinati dal capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
2. L'autorit� competente all'irrogazione delle sanzioni amministrative � l'ente che esercita le funzioni amministrative, incluse le gestioni associate.
3. I proventi derivanti dall'irrogazione delle sanzioni amministrative spettano all'ente competente alla loro irrogazione. Art. 26.(Sanzioni in materia di navigazione interna)1. Salvo che il fatto costituisca reato, l'inosservanza dei provvedimenti di cui all'articolo 11, comma 3, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di euro 100,00 ad un massimo di euro 1.000,00.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, l'inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 15, commi 1, 2 e 3 ed all'articolo 22 � soggetta alla sanzione amministrativa da un minimo di euro 100,00 ad un massimo di euro 1.000,00. Art. 27.(Sanzioni in materia di demanio della navigazione interna)1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque occupa un bene del demanio idrico della navigazione interna in assenza dei provvedimenti di cui all'articolo 8, comma 2, lettere a) e b), � soggetto alla sanzione amministrativa da un minimo di euro 200,00 ad un massimo di euro 2.000,00.
3. Fermo restando le sanzioni previste ai commi 1 e 2, l'autorit� competente dispone la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi a spese dei responsabili, nel rispetto della normativa vigente in materia.
4. Fermo restando la sanzione prevista al comma 2, l'autorit� competente pu� concedere un termine entro cui il titolare dell'autorizzazione demaniale temporanea o della concessione demaniale � tenuto a conformarsi agli obblighi in esse previsti; decorso inutilmente il termine assegnato, procede alla revoca dell'autorizzazione demaniale temporanea o della concessione demaniale. Capo X. DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI Art. 28.(Disposizioni transitorie)1. Sono fatti salvi gli effetti degli atti dei comuni aventi ad oggetto gli usi legittimi delle acque dei laghi, adottati sulla base di transazioni con lo Stato non seguite da procedure di riconoscimento, nel periodo decorrente dalla stipula della transazione fino all'entrata in vigore della presente legge.
2. La Giunta regionale, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, adotta i regolamenti di attuazione e modifica i regolamenti vigenti non conformi alle presenti disposizioni. 12=>2 bis. Le istanze di cui all'articolo 2, commi 8 e 9, della legge regionale 18 maggio 2004, n. 12 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria per l'anno 2004), devono essere presentate all'autorit� concedente territorialmente interessata, entro e non oltre il 31 ottobre 2009, pena l'irricevibilit� delle istanze stesse. <=12
14+>2 quater. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, disciplina con proprio regolamento, le modalit� operative e gestionali derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 2 bis e 2 ter. <+14 15+>2 quinquies. Sino all'emanazione dei regolamenti regionali di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j), le concessioni riguardanti beni del demanio idrico della navigazione interna sono rilasciate per un periodo inferiore ad anni:
a) uno, nei casi di occupazioni contingenti di aree e beni dovute ad esigenze temporanee, quali giostre, attrazioni e strutture per fiere, sagre o festivit� o per brevi periodi, nonch� nei casi di estrazioni di materiali in alveo;
c) nove, nei casi di interventi di modifica sostanziale nel tempo e nella struttura del bene demaniale considerato, quali opere infrastrutturali, concessioni di aree che per l'ampiezza o la durata alterano l'equilibrio degli usi demaniali della collettivit� interessata o che riguardano darsene coperte o scoperte, edifici o parti di essi, capannoni, o altri manufatti. Tali concessioni possono essere ampliate sino ad un massimo di anni trenta, in presenza di consistenti realizzazioni di opere che necessitano di adeguato periodo di ammortamento. <+15
16+>2 sexies. I comuni o le loro gestioni associate espletano le procedure amministrative ed introitano gli indennizzi, relativi alle occupazioni demaniali non ancora accertate di cui alla l.r. 12/2004 ed alla l.r. 12/2008, utilizzandoli per l'esercizio delle funzioni amministrative di gestione della navigazione interna e del relativo demanio idrico, per gli interventi di manutenzione e valorizzazione del patrimonio demaniale, nonch� per il finanziamento dei progetti di recupero. <+16
17+>2 septies. L'occupazione di scivoli a lago in aree appartenenti al demanio idrico della navigazione interna, avvenute con unit� di navigazione di limitate dimensioni e ad uso locale, nel periodo compreso tra l'1 gennaio 2001 ed il 31 dicembre 2008, � sanata mediante il pagamento, ai comuni o alle loro gestioni associate, di una somma pari ad una annualit� di canone, determinata secondo le dimensioni dell'unit� di navigazione, assumendo quale importo di riferimento il canone per l'anno 2009, previa presentazione di istanza secondo specifica modulistica semplificata predisposta dai comuni o dalle loro gestioni associate. Le somme versate per le finalit� di cui al presente comma in eccedenza rispetto all'indennizzo sopra indicato sono rimborsate. <+17 18+>2 octies. Sino alla scadenza delle concessioni dei beni del demanio idrico della navigazione interna rilasciate dalle autorit� demaniali competenti tutti i depositi cauzionali versati conservano la loro efficacia a garanzia della corretta occupazione del bene demaniale. <+18 Art. 29.(Norma finanziaria)1. Agli oneri di cui all'articolo 4, pari a euro 150.000,00 e agli oneri di cui all'articolo 13, pari a euro 4.000.000,00, ricompresi rispettivamente nelle unit� previsionali di base (UPB) DA12041 (Trasporti, Logistica, Mobilit� ed Infrastrutture Navigazione interna e merci Titolo I spese correnti) e DA12042 (Trasporti, Logistica, Mobilit� ed Infrastrutture Navigazione interna e merci Titolo II spese in conto capitale) del bilancio regionale per gli anni 2008-2010, si fa fronte con le risorse finanziarie individuate secondo le modalit� previste dall'articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall'articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).
2. Ai compensi spettanti ai componenti delle commissioni regionali di cui agli articoli 19 e 20, ricompresi nei finanziamenti della l.r. 33/1976 nell'UPB DA05011 (Affari istituzionali ed Avvocatura Segreteria Direzione Titolo I spese correnti) del bilancio regionale si provvede con le risorse della medesima unit�, che ha la necessaria capienza finanziaria.
3. Il pagamento dei canoni demaniali di cui all'articolo 9 e i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative di cui all'articolo 25 sono introitate nello stato di previsione dell'entrata del bilancio regionale nell'ambito dell'UPB DA0902 (Bilancio Ragioneria). Art. 30.(Abrogazione di norme)1. Sono abrogate le seguenti disposizioni regionali:
b) la legge regionale 1� marzo 1995, n. 26 (Disciplina delle tasse e dei canoni di concessione per l'occupazione di aree nelle zone portuali piemontesi. Rimozione di unit� da diporto, aeromobili e materiali vari. Interventi per la realizzazione di opere afferenti la navigazione interna);
c) la legge regionale 17 luglio 1996, n. 48 (Modificazioni alla legge regionale 1� marzo 1995, n. 26 "Disciplina delle tasse e dei canoni di concessione per l'occupazione di aree nelle zone portuali piemontesi. Rimozione di unit� da diporto, aeromobili e materiali vari");
2. Sono fatti salvi gli effetti prodotti ed i rapporti giuridici sorti sulla base delle leggi abrogate. Allegato A (Art. 3) TABELLA "A"
Viverone Comuni rivieraschi del lago di Viverone: Borgo d'Ale, Viverone, Piverone, Azeglio 19 >
Classi lunghezze Importo annuo minimo(�/mt) Importo annuo massimo(�/mt)
motori a gas 1,0 1,2 < 19 =1 Sostituito dall'art. 26 della l.r. 28/2008.+2 Aggiunto dall'art. 26 della l.r. 28/2008.+3 Aggiunto dall'art. 26 della l.r. 28/2008.+4 Aggiunto dall'art. 26 della l.r. 28/2008.+5 Aggiunto dall'art. 54 della l.r. 22/2009.=6 Sostituito dall'art. 12 della l.r. 10/2011.=7 Sostituito dall'art. 12 della l.r. 10/2011.=8 Sostituito dall'art. 12 della l.r. 10/2011. 9 Articolo aggiunto dall'art. 12 della l.r. 10/2011.-10 Abrogato dall'art. 16 della l.r. 38/2009.-11 Abrogato dall'art. 16 della l.r. 38/2009.=12 Sostituito dall'art. 54 della l.r. 22/2009.+13 Aggiunto dall'art. 38 della l.r. 12/2008.+14 Aggiunto dall'art. 38 della l.r. 12/2008.+15 Aggiunto dall'art. 54 della l.r. 22/2009.+16 Aggiunto dall'art. 54 della l.r. 22/2009.+17 Aggiunto dall'art. 54 della l.r. 22/2009.+18 Aggiunto dall'art. 12 della l.r. 10/2011. 19 Allegato aggiunto dall'art. 26 della l.r. 28/2008.