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Timestamp: 2017-09-26 21:48:32+00:00
Document Index: 175860741

Matched Legal Cases: ['art. 394', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 30', 'art. 27', 'art. 93', 'art. 27', 'art. 1']

Art. 3 (Misure generali di tutela)
Art. 4 (Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto)
b) l'individuazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate in conseguenza della valutazione di cui alla lettera a), nonchè delle attrezzature di protezione utilizzate;
e) prendono le misure appropriate affinchè soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
h) adottano le misure per il controllo per le situazioni di rischio in caso di emergenza e danno istruzioni affinchè i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
o) tengono un registro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni, compreso quello dell'evento. Nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonchè la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro sul luogo di lavoro è tenuto conformemente al modello approvato con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentita la commissione consultiva permanente di cui all'art. 394 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ed è conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza;
q) adottano le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonchè per il caso di pericolo grave ed immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti.
9. Per le piccole e medie aziende, con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro, in relazione alla natura dell'attività e alle dimensioni dell'azienda, ad eccezione delle attività industriali di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, delle centrali termoelettriche, degli impianti e laboratori nucleari, delle aziende estrattive e altre attività minerarie, delle aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, sono definiti: a) procedure standardizzate per gli adempimenti documentali di cui al presente articolo; b) i casi, relativi ad ipotesi di scarsa pericolosità, nei quali è possibile lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione oltre i limiti di addetti di cui all'allegato I; c) i casi in cui è possibile la riduzione ad una sola volta all'anno della visita, di cui all'art. 17, lettera h), degli ambienti di lavoro da parte del medico competente, ferma restando l'obbligatorietà di visite ulteriori, allorchè si modificano le situazioni di rischio.
Art. 5 (Obblighi dei lavoratori)
Art. 6 (Obblighi dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e degli installatori)
1. I progettisti dei luoghi o posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di sicurezza e di salute al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono macchine nonchè dispositivi di protezione rispondenti ai requisiti essenziali di sicurezza previsti nella legislazione vigente.
Art. 7 (Contratto di appalto o contratto d'opera)
Art. 8 (Servizio di prevenzione e protezione)
5. L'organizzazione del servizio di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, è comunque obbligatoria nei seguenti casi: a) nelle aziende industriali di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175; b) nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti e laboratori nucleari; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori dipendenti; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori dipendenti.
Art. 9 (Compiti del servizio di prevenzione e protezione)
Art. 10 (Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi)
Art. 11 (Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi)
Art. 13 (Prevenzione incendi)
Art. 14 (Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato)
Art. 15 (Pronto soccorso)
Art. 16 (Contenuto della sorveglianza sanitaria)
Art. 17 (Il medico competente)
Art. 18 (Rappresentante per la sicurezza)
Art. 19 (Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza)
Art. 20 (Organismi paritetici)
Art. 21 (Informazione dei lavoratori)
Art. 22 (Formazione dei lavoratori)
1. La vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è svolta dalla unità sanitaria locale e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonchè, per il settore minerario, dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
Art. 24 (Informazione, consulenza, assistenza)
Art. 25 (Coordinamento)
Art. 26 (Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro)
Art. 27 (Comitati regionali di coordinamento)
Art. 28 (Adeguamenti al progresso tecnico)
Art. 29 (Statistiche degli infortuni e delle malattie professionali)
Art. 30 (Definizioni)
Art. 31 (Requisiti di sicurezza e di salute)
Art. 32 (Obblighi del datore di lavoro)
Art. 33 (Adeguamenti di norme)
"Art. 13 (Vie e uscite di emergenza). 1. Ai fini del presente decreto si intende per:
"Art. 14. (Porte e portoni). 1. Le porte dei locali di lavoro devono, per numero, dimensioni, posizione, e materiali di realizzazione, consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall'interno durante il lavoro.
"Art. 8 (Vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi). 1. Le vie di circolazione, comprese scale, scale fisse e banchine e rampe di carico, devono essere situate e calcolate in modo tale che i pedoni o i veicoli possano utilizzarle facilmente in piena sicurezza e conformemente alla loro destinazione e che i lavoratori operanti nelle vicinanze di queste vie di circolazione non corrano alcun rischio.
"Art. 9 (Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi). 1. Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente.
"Art. 11 (Temperatura dei locali). 1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.
"Art. 10 (Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro). 1. I luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale ed essere dotati di dispositivi che consentono un'illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere di lavoratori.
"Art. 7 (Pavimenti, muri, soffitti, finestre e lucernari dei locali scale e marciapiedi mobili, banchina e rampe di carico). 1. A meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità della lavorazione, è vietato adibire a lavori continuativi i locali chiusi che non rispondono alle seguenti condizioni:
"Art. 14 (Locali di riposo). 1. Quando la sicurezza e la salute dei lavoratori, segnatamente a causa del tipo di attività, lo richiedono, i lavoratori devono poter disporre di un locale di riposo facilmente accessibile.
"Art. 40 (Spogliatoi e armadi per il vestiario). 1. Locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori quando questi devono indossare indumenti di lavoro specifici e quando per ragioni di salute o di decenza non si può loro chiedere di cambiarsi in altri locali.
"Art. 37 (Docce e lavabi). 1. Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori quando il tipo di attività o la salubrità lo esigono.
Art. 39 (Gabinetti e lavabi). 1. I lavoratori devono disporre, in prossimità dei loro posti di lavoro, dei locali di riposo, degli spogliatoi, delle docce o lavabi, di locali speciali dotati di un numero sufficiente di gabinetti e di lavabi, con acqua corrente calda, se necessario, e dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi.
"Art. 11 (Posti di lavoro e di passaggio e luoghi di lavoro esterni). 1. I posti di lavoro e di passaggio devono essere idoneamente difesi contro la caduta o l'investimento di materiali in dipendenza dell'attività lavorativa.
Art. 34 (Definizioni)
Art. 35 (Obblighi del datore di lavoro)
Art. 36 (Disposizioni concernenti le attrezzature di lavoro)
Art. 37 (Informazione)
Art. 38 (Formazione ed addestramento)
Art. 39 (Obblighi dei lavoratori)
Art. 40 (Definizioni)
Art. 41 (Obbligo di uso)
Art. 42 (Requisiti dei DPI)
Art. 45 (Criteri per l'individuazione e l'uso)
Art. 47 (Campo di applicazione)
Art. 48 (Obblighi dei datori di lavoro)
Art. 49 (Informazione e formazione)
1. Il datore di lavoro ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:
Art. 60 (Campo di applicazione)
Art. 61 (Definizioni)
a) una sostanza alla quale, nell'allegato 1 della direttiva n. 67/548/CEE, è attribuita la menzione R 45: "Può provocare il cancro" o la menzione R 49: "Può provocare il cancro per inalazione";
b) un preparato su cui, a norma dell'art. 3, paragrafo 5, lettera j), della direttiva n. 88/379/CEE deve essere apposta l'etichetta con la menzione R 45: "Può provocare il cancro" o con la menzione R 49: "Può provocare il cancro per inalazione";
c) una sostanza, un preparato o un processo di cui all'allegato VIII nonchè una sostanza od un preparato prodotti durante un processo previsto all'allegato VIII.
Art. 62 (Sostituzione e riduzione)
Art. 63 (Valutazione del rischio)
2. Detta valutazione tiene conto, in particolare, delle caratteristiche delle lavorazioni, della loro durata e della loro frequenza, dei quantitativi di agenti cancerogeni prodotti ovvero utilizzati, della loro concentrazione, della capacità degli stessi di penetrare nell'organismo per le diverse vie di assorbimento, anche in relazione al loro stato di aggregazione e, qualora allo stato solido, se in massa compatta o in scaglie o informa polverulente e se o meno contenuti in una matrice solida che ne riduce o nei impedisce la fuoriuscita.
Art. 64 (Misure tecniche, organizzative, procedurali)
i) dispone, su conforme parere del medico competente, misure protettive particolari con quelle categorie di lavoratori per i quali l'esposizione a taluni agenti cancerogeni presenta rischi particolarmente elevati.
Art. 65 (Misure tecniche)
Art. 66 (Informazione e formazione)
3. L'informazione e la formazione di cui ai commi 1 e 2 sono fornite prima che i lavoratori siano adibiti alle attività in questione e vengono ripetute, con frequenza almeno quinquiennale, e comunque ogni qualvolta si verificano nelle lavorazioni cambiamenti che influiscono sulla natura e sul grado dei rischi.
4. Il datore di lavoro provvede inoltre affinchè gli impianti, i contenitori, gli imballaggi contenenti agenti cancerogeni siano etichettati in maniera chiaramente leggibile e comprensibile. I contrassegni utilizzati e le altre indicazioni devono essere conformi al disposto della legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive modifiche ed integrazioni.
Art. 67 (Esposizione non prevedibile)
Art. 68 (Operazioni lavorative particolari)
1. Nel caso di determinate operazione lavorative, come quella di manutenzione, per le quali, nonostante l'adozione di tutte le misure di prevenzione tecnicamente applicabili, è prevedibile un'esposizione rilevante dei lavoratori addetti, il datore di lavoro previa consultazione del rappresentante per la sicurezza:
Art. 69 (Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche)
Art. 70 (Registro di esposizione e cartelle sanitarie)
2. Per ciascuno dei lavoratori di cui all'art. 69, è istituita una cartella sanitaria e di rischio, custodita, a cura del medico competente, presso l'azienda ovvero l'unità produttiva, sotto la responsabilità del datore di lavoro.
e) in caso di assunzione di lavoratori che hanno in precedenza esercitato attività con esposizione al medesimo agente, richiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonchè copia della cartella sanitaria e di rischio di cui al comma 2;
6. I modelli e le modalità di tenuta dei registri e delle cartelle sanitarie di cui rispettivamente ai commi 1 e 2 sono determinate con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentita la commissione consultiva permanente.
Art. 71 (Registrazione dei tumori)
Art. 72 (Adeguamenti normativi)
Art. 73 (Campo di applicazione)
Art. 75 (Classificazione degli agenti biologici)
Art. 76 (Comunicazione)
Art. 77 (Autorizzazione)
Art. 79 (Misure tecniche, organizzative, procedurali)
Art. 80 (Misure igieniche)
Art. 81 (Misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie)
Art. 82 (Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari)
Art. 83 (Misure specifiche per i processi industriali)
Art. 84 (Misure di emergenza)
Art. 85 (Informazioni e formazione)
Art. 86 (Prevenzione e controllo)
Art. 87 (Registri degli esposti e degli eventi accidentali)
c) in caso di cessazione di attività dell'azienda, consegna all'Istituto superiore di sanità copia del registro di cui al comma 1 ed all'ISPESL copia del medesimo registro nonchè le cartelle sanitarie e di rischio di cui all'art. 86, comma 5;
d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno esercitato attività che comportano rischio di esposizione allo stesso agente richiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonchè copia della cartella sanitaria e di rischio di cui all'art. 86, comma 5;
Art. 89 (Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti)
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli, 4, commi 2 e 7; 12, comma 1, lettere d), e), e comma 4; 15, comma 1; 32; 35, commi 1, 2, 4 e 5; 38; 43, commi 3, 4, lettere a), b), d), g), e comma 5; 48; 49, comma 2; 52, comma 2; 56, comma 2; 62; 63, commi 1, 3, 4 e 5; 64; 65, comma 1; 66, comma 2; 68; 69, commi 1, 2 e 5; 78, comma 2; 79, comma 2; 80, comma 1; 81, commi 2 e 3; 82, commi 1, 2, 3 e 4; 83; 85, comma 2; 86;
Art. 90 (Contravvenzioni commesse dai preposti)
a) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 4, comma 5, lettere b), d), e), h), l), n) e q); 22, comma 1; 31, nonchè per la inosservanza delle prescrizioni minime di cui all'art. 30, comma 3; 54, commi 1, 2, 3 e 4; 55, commi 1, 3 e 4; 58;
Art. 91 (Contravvenzioni commesse dai commercianti e dagli installatori)
Art. 92 (Contravvenzioni commesse dal medico competente)
b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire tre milioni per la violazione degli articoli 17, comma 1, lettere e), f), g) ed i), nonchè del comma 3; 69, comma 6.
a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da lire quattrocentomila a lire un milione e duecentomila per la violazione degli articoli 5, comma 2; 39; 44; 84, comma 3;
N.B.: Articolo così modificato dall'art. 27, comma 13, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 a decorrere dal 26 aprile 1995.
Testo dell'art. 93 prima della modifica apportata dall'art. 27,
comma 13, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758
Art. 94 (Violazioni amministrative)
1. Aziende artigiane e industriali .............. fino a 30 addetti
2. Aziende agricole e zootecniche ...........::: fino a 10 addetti (1)
3. Aziende della pesca ..........................:: fino a 20 addetti
4. Altre aziende (2) ............................ fino a 200 addetti (2)
(2) Escluse le attività industriali di cui all'art. 1 del D.P.R. n. 175/1988, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie, le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, gli ospedali e le cliniche.
Dispositivi di protezione della testa:
Dispositivi di protezione degli occhi e del viso:
Dispositivi di protezione delle mani e delle braccia:
Dispositivi di protezione dei piedi e delle gambe:
- Lavori nei pressi di altiforni, in impianti di riduzione diretta, in acciaierie, in laminatoi, in stabilimenti metallurgici, in impianti di fucinatura a maglio e a stampo, nonchè in fonderie;
- Costruzioni di forni, installazione di impianti di riscaldamento e di aerazione, nonchè montaggio di costruzioni metalliche;
- Produzione di vetri piani e di vetri cavi, nonchè lavorazione e finitura;
- Fonditura.
8. Lavori fosforescenti
Il sedile di lavoro dev'essere stabile, permettere all'utilizzatore una certa libertà di movimento ed una posizione comoda. I sedili debbono avere altezza regolabile.
Allegato IX:
Elenco esemplificativo di attività lavorative che possono
Allegato XI:
6. Taluni agenti classificati nel gruppo 3 ed indicati con asterisco (*) o con doppio asterisco (**) nell'elenco allegato possono comportare un rischio di infezione limitato perchè normalmente non sono veicolati dall'aria. Nel caso di particolari attività comportanti l'utilizzazione dei suddetti agenti, in relazione al tipo di operazione effettuata e dei quantitativi impiegati può risultare sufficiente, per attuare le misure di cui ai punti 2 e 13 dell'allegato XII ed ai punti 2, 3, 5 dell'allegato XIII, assicurare i livelli di contenimento ivi previsti per gli agenti del gruppo 2.
N.B.: Per gli agenti che figurano nel presente elenco la menzione "spp" si riferisce alle altre specie riconosciute patogene per l'uomo.
(h) Non esiste attualmente alcuna prova di infezione dell'uomo provocata da retrovirus di origine scimmiesca. A titolo di precauzione si raccomanda un contenimento di livello 3 per i lavori che comportano un'esposizione di tali retrovirus.
(i) Non è comprovata l'esistenza nell'uomo di infezione dovute agli agenti responsabili dell'encefalite bovina spongiforme. E' comunque raccomandato il livello di contenimento 2 quale misura di protezione per i lavori in laboratorio.
Parassiti - Funghi
Allegato XII:
Nota preliminare: Le misure contenute in questo allegato debbono essere applicate in base alla natura delle attività, la valutazione del rischio per i lavoratori e la natura dell'agente biologico di cui trattasi.
Allegato XIII: