Source: https://www.orizzontescuola.it/primi-commenti-alla-sentenza-labolizione-delle-code-comunicati-stampa/
Timestamp: 2019-01-16 00:52:10+00:00
Document Index: 60103561

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Primi commenti alla sentenza per l'abolizione delle code. Comunicati stampa - Orizzonte Scuola
Primi commenti alla sentenza per l’abolizione delle code. Comunicati stampa
Russo (Pd): "Ministro Gelmini ha causato danni incalcolabili, si dimetta"
Giambrone (IdV): Gelmini studi meglio la Costituzione
ACLIS: La Corte Costituzionale si pronuncia a favore dell’inserimento a pettine nelle graduatorie delle “ulteriori tre Province”
Bastico (Pd): dopo sentenza Consulta Governo accolga piano Pd per stabilizzazione docenti
Cisl Scuola: Graduatorie ad esaurimento, non ad una "guerra tra poveri"
“La consulta ha bocciato il tentativo del centrodestra, capitanato dal ministro Gelmini, di realizzare una vera e propria ‘linea gotica’ che impedisse, come fortemente auspicato dalla Lega Nord, la mobilità dei docenti sul territorio nazionale”. Lo dichiara l’on. Tonino Russo, componente della Commissione cultura della Camera dei Deputati, commentando la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità del comma 4-ter dell’articolo 1 del decreto legge 134/2009.
“Secondo la norma, voluta dalla Lega, – prosegue Russo (Pd) – un docente che avesse chiesto di essere trasferito da una graduatoria provinciale ad un’altra avrebbe dovuto essere collocato in fondo alla stessa: una penalizzazione inaccettabile, sanata dal pronunciamento della Consulta, che ristabilisce il criterio meritocratico”.
“La sentenza avrà effetti devastanti – aggiunge il deputato democratico – l’amministrazione sarà costretta ad assumere tutti quei docenti che, collocati in coda, nelle graduatorie aggiuntive, si sarebbero trovati in posizione utile per l’immissione in ruolo”.
“Il ministro Gelmini – continua – era stata, a suo tempo ed in numerose occasioni, messa di fronte alla palese irragionevolezza della norma, sia dal sottoscritto che dall’ANIEF, che ha condotto tale battaglia in difesa dei docenti ingiustamente penalizzati. Purtroppo se ne è sonoramente infischiata con fare tutt’altro che istituzionale e privo di buon senso, esponendo l’amministrazione ad un danno erariale enorme”.
“Adesso – conclude Russo – a fronte dei danni incalcolabili causati dalle norme eufemisticamente definite “eccentriche” dalla Consulta, alla Gelmini non resta che un ultimo atto di dignità: rassegnare le dimissioni”.
"Cedere alle pressioni in alcuni casi porta a fare pessime figure. Così la Gelmini, per accontentare la Lega, si è ritrovata a dover fare i conti con migliaia di ricorsi di insegnanti precari a cui la Corte Costituzionale ha dato oggi ragione, bocciando il ‘protezionismo’ voluto dal Carroccio per impedire ai supplenti del Sud di inserirsi in graduatoria al Nord”. Lo afferma il capogruppo in commissione Cultura dell’Italia dei Valori, Fabio Giambrone, commentando la sentenza con cui la Consulta ha bocciato le graduatorie "di coda" dei precari della scuola.
“La Lega è in malafede – aggiunge Giambrone – ma il ministro dell’Istruzione farebbe bene a studiare la Costituzione prima di emettere provvedimenti stupidi, razzisti e incostituzionali. Intanto resta il grave danno alle casse dello Stato, che ovviamente ricadrà sulle spalle dei contribuenti. La Gelmini dopo quest’altra figuraccia abbia un sussulto di dignità e si dimetta”.
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’art. 1, comma 4-ter, del decreto legge 25 settembre 2009, n. 134 (Disposizioni urgenti per garantire la continuita’ del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010), aggiunto dalla legge di conversione 24 novembre 2009, n. 167.
Pertanto è stato illegittimo l’inserimento, per le graduatorie 2009/11, nelle graduatorie ad esaurimento delle ulteriori province, in coda all’ultimo inserito e non a pettine in base al proprio punteggio maturato.
Ne consegue che nell’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento disposto dal D. M. n. 42/09 il personale docente ha diritto al trasferimento e all’inserimento a pettine secondo il proprio punteggio acquisito nella graduatorie delle ulteriori tre Province prescelte.
A parere dei nostri legali (Avv.ti Stefano Polizzotto e Daniele Franchina), il MIUR non può far altro che sanare la posizione dei ricorrenti aventi diritto, senza nulla togliere ai docenti già individuati nei contratti. L’organo esecutivo non può fare altro che assolvere a quanto disposto dai Giudici Amministrativi ed oggi confermato dalla Corte Costituzionale.
A breve comunicheremo a tutti i docenti che hanno proposto ricorso con i legali dell’ACLIS (innanzi al TAR Lazio ed al Presidente della Repubblica) le procedure da seguire alla luce del pronunciamento della Corte Costituzionale.
"La sentenza della corte costituzionale stabilisce in una materia tanto delicata che riguarda varie centinaia di migliaia di persone,quale quella delle graduatorie per l’insegnamento, un principio di uguaglianza e di valorizzazione del merito, ponendo fine ad un intreccio di norme poco trasparenti e inique con le quali il ministro Gelmini, dopo aver effettuato insostenibili tagli sulla scuola, ha cercato di governare il reclutamento degli insegnati". Lo afferma la senatrice Pd Mariangela Bastico.
"Il Pd rilancia, di fronte alla necessità di rivedere tutte le graduatorie con conseguente caos, – prosegue Bastico – l’unica scelta di qualità, che peraltro non comporta costi aggiuntivi: la stabilizzazione del personale precario attraverso il piano di 100mila assunzioni, nel prossimo anno, norma contenuta in un nostro emendamento al decreto Milleproroghe, insieme alla proposta di rinviare la terza annualità di tagli contenuta nella legge 133.
"Con protervia – sostiene la senatrice Bastico – il ministro Gelmini ha continuato a non dare attuazione a svariate sentenze di tribunali amministrativi, che imponevano una diversa gestione delle graduatorie, anche con il ricorso a decreti legge, stessa tecnica che la maggioranza ha cercato di adottare anche per il prossimo anno attraverso un emendamento al Milleproroghe proposto e sostenuto fortemente nelle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali dalla Lega. Tale emendamento – precisa la senatrice – stabilisce il blocco totale delle graduatorie per un ulteriore anno e proroga la norma che metteva in coda gli insegnati provenienti da altra provincia a prescindere dal loro punteggio maturato per merito. Il Pd opponendosi all’emendamento ne ha ottenuto l’accantonamento. Ora la maggioranza, che è apparsa molto divisa su questa norma, deve prendere atto della sentenza e avanzare una proposta alternativa,dicendo finalmente, insieme con il governo, come intende effettuare il reclutamento dei docenti" conclude la senatrice Pd."
"La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo con la sentenza 41/2011 l’art. 1, comma 4-ter, del decreto legge 25 settembre 2009, n. 134 (Disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010), aggiunto dalla legge di conversione 24 novembre 2009, n. 167: la “soluzione” inventata dalla Gelmini degli inserimenti in “coda” in ulteriori tre province dei docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento in occasione dell’ultimo aggiornamento, subito denunciata dalla FLC CGIL e definita “pilatesca”, non è rispettosa della nostra Costituzione, a partire dal principio di uguaglianza.
Nei prossimi giorni pubblicheremo analisi e valutazioni sulla sentenza.
Ribadiamo intanto che è tempo che il futuro di lavoratrici e lavoratori precari della scuola veda la garanzia di regole certe, che rispettino la Carta Costituzionale, e stabilità"
La decisione della Corte Costituzionale – n. 41, decisa il 7.2.2011 e depositata in Cancelleria in data odierna – dichiarando illegittima "in toto" la norma che disciplinava le modalità di compilazione delle graduatorie ad esaurimento (comma 4-ter dell’art. 1 del decreto-legge 134/09), determina una situazione assai complessa da definire sul piano giuridico.
Diventa ora problematico individuare quali dovranno essere i comportamenti dell’Amministrazione, che in teoria dovrebbe dar corso – a breve – ad un aggiornamento delle graduatorie con modalità che, però, la sentenza odierna della Corte rende non più esistenti.
E’ dunque un contesto nel quale appare quanto meno azzardato il trionfalismo di chi, vivendo di ricorsi che mettono i precari gli uni contro gli altri, alimenta le attese di coloro ai quali assicura con disinvoltura un’imminente nomina in ruolo.
Con tempestività forse eccessiva, non manca di cantare vittoria anche chi vede dichiarare illegittima una norma di legge, dimenticando di averla egli stesso, a suo tempo, voluta e votata.
Sulle questioni che toccano la vita e le attese dei precari invitiamo tutti a maggior serietà e prudenza: la CISL Scuola per parte sua continuerà ad improntare i suoi comportamenti alla massima responsabilità.
Nel frattempo chiede che l’Amministrazione, anziché avventurarsi in estemporanee e non meditate dichiarazioni, si attivi con urgenza per un approfondito esame del contesto giuridico determinato dalla sentenza, del quale si dovrà necessariamente tenere conto nell’adozione di ogni ulteriore provvedimento in materia.
La CISL Scuola è comunque impegnata ad evitare che possano essere messe in discussione le situazioni ormai consolidate per effetto delle operazioni di assunzione fin qui effettuate.
10 Feb 2011 - 4:57 - Lalla