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Timestamp: 2018-10-23 19:11:58+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 55', 'art. 172', 'art.36', 'art.36', 'art. 36', 'art. 177']

IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE. Aspetti normativi e prevenzione del rischio - PDF
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE. Aspetti normativi e prevenzione del rischio
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Martino Garofalo
1 IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE Aspetti normativi e prevenzione del rischio
2 INDICE Introduzione...Pag 3 Campo di applicazione della normativa...pag 5 Misure organizzative di prevenzione....pag 7 Concezione della postazione VDT: Attrezzatura......Pag 8 Ambiente Pag 13 Interfaccia elaboratore/uomo Pag 17 Effetti sulla salute..pag 18 La sorveglianza sanitaria..pag 21 Indicazioni comportamentali per la prevenzione: La prevenzione dei disturbi muscolo scheletrici.pag 23 La prevenzione dei disturbi oculovisivi.pag 25 La prevenzione dei disturbi da affaticamento mentale.pag 27 Bibliografia.Pag 29 2
3 Introduzione Tra le più significative innovazioni tecnologiche dell ultimo secolo, il personal computer occupa un posto di sicuro rilievo. Il suo utilizzo si è progressivamente diffuso in ogni settore dell attività umana, lavorativa e ricreativa, anche per la possibilità d accesso, tramite esso, ai servizi offerti dalla rete Internet. Nel mondo del lavoro l introduzione di questa attrezzatura ha innegabilmente prodotto un sostanziale miglioramento dell attività produttiva e gestionale (informatizzazione dei processi). Tuttavia, come spesso accade con il rapido succedersi delle innovazioni tecnologiche, l uso della tecnologia emergente inizialmente non ha dato luogo ad un contemporaneo ripensamento dell ambiente, dell organizzazione e dei tempi di lavoro per renderli più confacenti all adattamento degli operatori. Conseguentemente, tra gli addetti all attività al videoterminale (VDT) ha cominciato a diffondersi, con sempre maggiore frequenza, l attribuzione di disturbi psico-fisici correlati al suo utilizzo. Il manifestarsi di tali disturbi, fin dalla prima metà degli anni 80, ha indotto la comunità scientifica, e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, a realizzare specifici studi sul tema della nocività del lavoro ai videoterminali i cui risultati tuttora dimostrano che i fattori di rischio per la salute riguardano principalmente il modo d uso piuttosto che l attrezzatura in sé. Specifici rischi per l'operatore o la sua prole derivanti da radiazioni, ionizzanti e non ionizzanti, sono stati esclusi da tutte le ricerche e le indagini epidemiologiche sinora svolte sui VDT. Altresì riguardo ai campi elettromagnetici, la presenza della marcatura CE sull attrezzatura garantisce che tali campi siano mantenuti al di sotto dei limiti raccomandati e riscontrabili nei comuni ambienti di vita ove sono utilizzate apparecchiature elettriche e televisive. I rischi per la salute, connessi con attività lavorative svolte con VDT, ancor più se prolungate, possono essere per: - la vista e gli occhi, - l apparato muscolo-scheletrico in conseguenza della postura assunta, - l affaticamento mentale o stress. 3
4 I suddetti rischi, riconducibili alla progettazione delle postazioni ed al modo di lavorare, possono essere contenuti con interventi di natura preventiva. A tal fine, il legislatore comunitario, e conseguentemente quello italiano, nell includere, per la prima volta, tale tipologia di lavoro tra le attività a rischio, hanno indicato e disciplinato le principali misure di prevenzione da adottare per la tutela della salute e della sicurezza degli addetti. Ed è indicativo che, tra le diverse misure preventive previste (progettazione del posto di lavoro, organizzazione del lavoro, sorveglianza sanitaria, ecc.), un ruolo importante sia attribuito all obbligo di informazione e formazione degli operatori. Sono questi, infatti, che adeguatamente informati e formati, devono nella loro quotidianità attivamente impegnarsi a adottare comportamenti di protezione, della propria salute e sicurezza, finalizzati al benessere anche nella vita extralavorativa. 4
5 Campo di applicazione della normativa L uso di attrezzature munite di videoterminali (VDT) è disciplinato in Italia dal Titolo VII del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, e successive modifiche ed integrazioni. Le disposizioni contenute nel suddetto Titolo si applicano alle attività lavorative che comportano l'uso di attrezzature munite di videoterminali. non si applicano ai lavoratori addetti: a) ai posti di guida di veicoli o macchine; b) ai sistemi informatici montati a bordo di un mezzo di trasporto; c) ai sistemi informatici destinati in modo prioritario all'utilizzazione da parte del pubblico; d) alle macchine calcolatrici, ai registratori di cassa e a tutte le attrezzature munite di un piccolo dispositivo di visualizzazione dei dati o delle misure, necessario all'uso diretto di tale attrezzatura; e) alle macchine di videoscrittura senza schermo separato. Le definizioni adottate dal legislatore per l applicazione della normativa sono le seguenti: a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato; b) posto di lavoro: l'insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l'ambiente di lavoro immediatamente circostante; c) lavoratore: il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'articolo
6 Articolo Svolgimento quotidiano del lavoro Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale. In assenza di tale disposizione contrattuale il lavoratore ha comunque diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità. È comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro. 6
7 Misure organizzative di prevenzione Le principali misure organizzative di prevenzione, che il datore di lavoro deve adottare a tutela degli addetti ai videoterminali, si basano sull analisi dei posti di lavoro dotati di tali attrezzature, da effettuarsi nell ambito della complessiva valutazione dei rischi, riferita a: i rischi per la vista e per gli occhi; i problemi legati alla postura ed all affaticamento fisico o mentale; le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. Tale valutazione deve tener conto anche della somma ovvero della combinazione della incidenza dei rischi riscontrati. In altre parole, il datore di lavoro deve provvedere a valutare i rischi nel loro complesso (ambienti, impianti, ecc.), i rischi specifici sopra elencati, nonché i rischi derivanti dalle possibili interazioni tra le diverse fattispecie di rischio. Per quanto riguarda l applicazione dei principi ergonomici alle attività con il VDT, si ricorda che essa prevede un analisi del rapporto uomo-macchina e, quindi, fra i metodi di lavoro e gli strumenti impiegati durante l utilizzo del VDT, nonché fra l uomo e l area di lavoro, al fine di concepire, o acquisire, strumenti, macchine o dispositivi che possano essere utilizzati dalla maggior parte delle persone, con il massimo conforto di sicurezza e di efficienza. A seguito della suddetta analisi e valutazione dei rischi, il datore di lavoro, previa consultazione con il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed in collaborazione con il medico competente, deve individuare ed adottare appropriate misure per ovviare ai rischi riscontrati nonché attuare adeguate misure di prevenzione quali: predisporre i posti di lavoro in conformità ai requisiti minimi di cui all allegato XXXIV del D.Lgs 81/08; organizzare, tramite il medico competente, la sorveglianza sanitaria; fornire, a sue spese, i dispositivi speciali di correzione, in funzione dell attività svolta, qualora i risultati degli esami specialistici ne evidenzino la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione; elaborare ed attuare un piano specifico di informazione e formazione per i lavoratori addetti ai VDT circa: - le misure applicabili al posto di lavoro per ovviare ai rischi riscontrati in sede di valutazione dei rischi; - le modalità di svolgimento dell attività; - le protezione degli occhi e della vista. 7
8 Concezione della postazione VDT Il datore di lavoro deve predisporre i posti di lavoro in conformità ai requisiti minimi di cui all allegato XXXIV del D.Lgs 81/08, Attrezzatura Il datore di lavoro nella concezione delle postazioni VDT deve tener conto che l'utilizzazione in sé dell'attrezzatura non sia fonte di rischio per i lavoratori. Schermo La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi. L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da farfallamento, tremolio o da altre forme di instabilità. La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del videoterminale e facilmente adattabili alle condizioni ambientali. Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente per adeguarsi facilmente alle esigenze dell'utilizzatore. È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile. Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi all'utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività. Lo schermo deve essere posizionato di fronte all operatore in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un pò più in basso dell orizzontale che passa per gli occhi dell operatore e ad una distanza degli occhi pari a circa cm, per i posti di lavoro in cui va assunta preferenzialmente la posizione seduta. 8
9 Tastiera e dispositivi di puntamento La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo di variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole e tale da non provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani. Lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla tastiera nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche dell operatore. La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi. La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono agevolarne l'uso. I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro. Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di uno spazio adeguato per il suo uso. Piano di lavoro Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio. L altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e 80 cm. Lo spazio a disposizione deve permettere l alloggiamento e il movimento degli arti inferiori, nonché l ingresso del sedile e dei braccioli se presenti. La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare una adeguata distanza visiva dallo schermo. Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile (alto/basso; destra/sinistra) e deve essere collocato in modo tale da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi. 9
10 Sedile di lavoro Il sedile di lavoro deve essere stabile, avere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti, nonché una posizione comoda. Le dimensioni della seduta devono essere adeguate alle caratteristiche antropometriche dell utilizzatore e presentare superficie piana per permettere una corretta distribuzione dei pesi del tronco; La stabilità del sedile deve essere garantita da una base sufficientemente ampia, con cinque razze, tale da impedire ribaltamenti accidentali; Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell utente. Pertanto deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell utilizzatore e deve avere altezza e inclinazione regolabile. Nell ambito di tali regolazioni l utilizzatore dovrà poter fissare lo schienale nella posizione selezionata. Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati. I materiali devono presentare un livello di permeabilità tali da non compromettere il comfort dell utente e pulibili. Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e deve poter essere spostato agevolmente secondo le necessità dell utilizzatore. I braccioli, se presenti, non devono impedire l'accesso al piano di lavoro e devono essere del tipo chiuso per impedire l'impigliamento; Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori. Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente durante il suo uso. Dovrà essere di dimensioni adeguate: larghezza 45 cm. profondità 35 cm. Inclinazione superficie in materiale anti-scivolo 10
11 Computer portatili L impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonchè di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo. Schema riassuntivo 11
12 La postura L'operatore deve assestare la propria postura comodamente regolando i vari elementi del posto di lavoro: - il tronco deve essere in posizione tendenzialmente eretta, con appoggio del tratto lombare allo schienale per ridurre la compressione dei dischi intervertebrali; - gli angoli "braccio-avambraccio" e "coscia-gamba" devono essere di circa 90 (retti) per ridurre al minimo l'affaticamento muscolare e permettere una buona circolazione periferica; - l'angolo "tronco-coscia" deve essere all'incirca di 100 per garantire una adeguata distribuzione dei carichi sull'apparato osteoarticolare ed impedire dannose compressioni pelvico-addominali; - il bordo superiore dello schermo deve essere posto all'altezza degli occhi, o al di sotto di essa, e a una distanza compresa tra i 50 e 70 cm, per evitare l'affaticamento della muscolatura oculare e contratture dei muscoli del collo; - la tastiera deve essere disposta in modo tale da permettere l'appoggio degli avambracci (a 15 cm circa dal bordo del tavolo) per evitare contratture muscolari. 12
13 Ambiente Spazio Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi. Illuminazione L'illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore. Riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell operatore devono essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce naturale e artificiale. Si dovrà tener conto dell esistenza di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e attrezzature di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o riflessi sullo schermo. Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro. In particolare andranno osservati i seguenti criteri: - nè davanti nè dietro allo schermo video ci devono essere delle finestre, o fonti di luce artificiale non schermata; - la direzione dello sguardo operatore - schermo deve trovarsi parallela alle finestre; - i VDT devono essere disposti il più lontano possibile dalle finestre; - l'illuminazione artificiale generale deve essere schermata e disposta a file parallele alle finestre; l'illuminazione localizzata con lampade da tavolo deve permettere la regolazione dell'intensità; - le pareti, i pavimenti, i soffitti e le porte, come il piano di lavoro, devono essere opachi e di colore chiaro neutro. Valori ottimali (intensità luminosa) - Per un ufficio tradizionale: 500 LUX - Per un ufficio con VDT: Se il lavoro è prevalentemente di colloquio con VDT: 200 LUX Se il lavoro è prevalentemente di digitazione sul VDT da testi scritti: 400 LUX 13
14 Rumore Nell'ambiente di lavoro dove si utilizzano Videoterminali difficilmente i livelli di intensità sonora sono tali da provocare un danno all'apparato uditivo, tuttavia possono risultare fastidiosi per un'attività che può richiedere anche un'elevata concentrazione mentale ed in particolare non devono perturbare l'attenzione e la comunicazione verbale. In particolare si consigliano le seguenti misure preventive: - installare i VDT in locali poco disturbati da fonti di rumore esterno e interno; - scegliere strumentazione poco rumorosa; - isolare gli strumenti rumorosi in ambienti separati o con dispositivi fonoisolanti; - negli uffici "open space" può essere utile ricorrere a pannelli divisori fonoassorbenti. Principali fonti di rumore al posto di lavoro al VDT e livelli d'intensità raggiunti. 14
15 Radiazioni Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Le radiazioni generate dai VDT sono: radiazioni ionizzanti: - raggi X; In passato si era temuto che l'attività con VDT svolta durante la gravidanza potesse determinare danni al feto per esposizione a radiazioni ionizzanti. Questo non è stato dimostrato; infatti in tutti gli studi effettuati finora i livelli di emissione sono risultati trascurabili, ampiamente al di sotto dei limiti standard per la sicurezza ambientale (1 msievert/anno). radiazioni non ionizzanti N.I.R.: - radiazioni ultraviolette UV; - radiazioni infrarosse IR; - radiofrequenze RF (1,5 KHz MHz); - campi elettromagnetici a bassa frequenza VLF * (15-25 Khz); - campi elettromagnetici a frequenza estremamente bassa ELF * (50-60 Hz); - campi elettrostatici. I raggi U.V., I.R. e le R.F. in tutte le indagini effettuate sono risultati sempre molto al di sotto degli standard raccomandati; inoltre le radiazioni U.V. generate dal video sono del tipo UVA, cioè le meno dannose per l'organismo. Campi elettromagnetici: gli effetti sono tuttora oggetto di studio, ma la non specificità dei disturbi riferiti dagli operatori (cefalea, vertigini, irritabilità, nausea, ansietà ecc.) rende difficile stabilire con certezza una relazione con l'esposizione a VDT. Si deve ricordare che i campi elettromagnetici sono generati anche da altre sorgenti presenti nell'ambiente lavorativo (fotocopiatrici, ventilatori, climatizzatori ecc.) e domestico ( apparecchi TV, frigorifero, aspirapolvere, asciugacapelli, frullatore ecc.). Alla distanza di 50 cm dai più moderni monitor si sono riscontrati valori medi di campo magnetico attorno allo 0.06 microt, ben al di sotto del limite d'azione (1 microt). I maggiori produttori di VDT garantiscono con marchi o attestati il rispetto dei limiti raccomandati. 15
16 Parametri microclimatici Le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori. Le attrezzature in dotazione al posto di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che possa essere fonte di discomfort per i lavoratori. E' preferibile che le condizioni microclimatiche siano controllate tramite un impianto di condizionamento che assicuri situazioni di confort sia nella stagione estiva che invernale: - la temperatura, nella stagione calda, non dovrebbe essere inferiore a quella esterna di oltre 7 C; nelle altre stagioni, dovrebbe essere compresa tra 18 e 20 C; - l'umidità va mantenuta fra il 40 e il 60% nella stagione calda e fra il 40 e il 50% nelle altre stagioni; va evitata l'eccessiva secchezza dell'aria che favorisce l'irritazione delle mucose congiuntivali e dell'apparato respiratorio; - la velocità dell'aria deve essere inferiore a 0,15 m/sec; - il ricambio dell'aria deve garantire almeno 32 mc per persona e per ora. Impianto elettrico E' necessario che il tavolo del VDT sia posto vicino alle prese evitando percorsi dei cavi che possono essere d'intralcio e pericolosi. Ove non vi e' altra soluzione che far passare i cavi sul pavimento gli stessi devono essere protetti da una specifica protezione. La linea elettrica di alimentazione deve avere il filo di terra ed essere protetta con un rele' differenziale. Sono da evitare prese multiple e prese volanti. 16
17 Interfaccia elaboratore/uomo All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software, o allorchè questo venga modificato, come anche nel definire le mansioni che implicano l'utilizzazione di unità videoterminali, il datore di lavoro terrà conto dei seguenti fattori: a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere; b) il software deve essere di facile uso adeguato al livello di conoscenza e di esperienza dell'utilizzatore. Inoltre nessun dispositivo di controllo quantitativo o qualitativo può essere utilizzato all'insaputa dei lavoratori; c) il software deve essere strutturato in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni comprensibili sul corretto svolgimento dell attività; d) i principi dell ergonomia devono essere applicati in particolare all elaborazione dell informazione da parte dell uomo. 17
18 Effetti sulla salute Gli studi sinora condotti, come già accennato, hanno evidenziato che i principali effetti sulla salute derivanti dal lavoro con VDT sono: disturbi oculo-visivi (astenopia o affaticamento visivo); insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici, legati alle posture assunte; fatica mentale o stress. Tali effetti, che derivano direttamente dalla modalità di utilizzo del VDT, sono da mettere in relazione con: la durata dell esposizione al VDT; le caratteristiche della postazione di lavoro e dell ambiente circostante; le caratteristiche dell hardware e del software; la specificità del lavoro svolto al VDT; e possono essere evitati rispettando rigorosamente le prescrizioni minime e le misure organizzative di prevenzione, in precedenza richiamate, nonché le indicazioni generali di comportamento, illustrate più avanti, valide per tutti i soggetti. Disturbi oculo-visivi Sintomi: bruciore, lacrimazione secchezza senso di corpo estraneo ammiccamento frequente fastidio alla luce, pesantezza visione annebbiata o sdoppiata stanchezza alla lettura cefalea NEL COMPLESSO SONO DISTURBI REVERSIBILI Principali cause: difetti visivi non corretti o mal corretti condizioni ambientali e/o di illuminazione sfavorevoli riflessi da superfici lucide luce diretta (artificiale o naturale) su monitor o occhi presenza di superfici di colore estremo (bianco o nero) difettosità del monitor impegno visivo statico, ravvicinato, protratto nel tempo 18
19 Disturbi muscolo scheletrici Sensazioni: senso di peso, di fastidio intorpidimento dolore rigidità di: - collo - schiena - spalle - braccia - mani Cause: posizione di lavoro scorretta errata scelta degli arredi posizione di lavoro fissa e mantenuta per lungo tempo movimenti rapidi e ripetitivi delle mani (uso di tastiera e mouse) I dolori muscolari: Compaiono a causa delle contrazioni muscolari statiche, ad esempio quando si digita a braccia non appoggiate; in questo caso ai muscoli arriva meno sangue del necessario: il muscolo mal nutrito si affatica e diventa dolente. I dolori alla colonna vertebrale: Compaiono perché le posizioni fisse rendono più difficile il nutrimento dei dischi intervertebrali. I disturbi alla mano: Compaiono perché i nervi e i tendini della mano, nei movimenti rapidi, sono sovraccaricati o compressi e possono infiammarsi. Ciò può generare dolore intenso, impaccio ai movimenti, formicolii alle dita. Questo disturbo è raro e compare in coloro che digitano o usano il mouse velocemente per buona parte del turno lavorativo. 19
20 Fatica mentale o stress Disturbi di tipo psicologico o psicosomatico: mal di testa, stanchezza irritabilità, tensione nervosa ansia, depressione insonnia problemi digestivi Cause: carico di lavoro superiore o inferiore alle capacità della persona mancanza di riconoscimento lavoro monotono e/o ripetitivo isolamento da colleghi software o hardware inadeguati fattori ambientali: - spazio - microclima 20
21 La sorveglianza sanitaria La sorveglianza sanitaria viene effettuata con particolare riferimento: a) ai rischi per la vista e per gli occhi; b) ai rischi per l apparato muscolo-scheletrico. Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori che utilizzano un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le pause. Tale attività è svolta dal medico competente al fine di formulare un giudizio di idoneità alla mansione e prevede: a) visita medica preventiva intesa a constatare l assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato; b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori; c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell attività lavorativa svolta. Sulla base delle risultanze degli accertamenti effettuati nel corso delle visite, il medico competente esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica: a) idoneità; b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni; c) inidoneità temporanea; d) inidoneità permanente. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo è biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; quinquennale negli altri casi. Per i casi di inidoneità temporanea il medico competente stabilisce il termine per la successiva visita di idoneità. Il datore di lavoro fornisce a sue spese ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dell'attività svolta, quando l esito delle visite ne evidenzi la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione. L obbligo di fornire i dispositivi speciali di correzione è stato introdotto dall art. 7 della Legge comunitaria 2002 (Legge 3 febbraio 2003, n in G.U. del 7 febbraio 21
22 2003, n. 31), laddove la precedente disposizione prevedeva a carico del datore di lavoro unicamente la spesa per la dotazione dei dispositivi speciali di correzione. I dispositivi speciali di correzione Le lenti, che il lavoratore impiega quotidianamente anche al di fuori dell ambiente di lavoro, sono normali dispositivi di correzione ottica ma non sono da considerarsi dispositivi speciali di correzione visiva e pertanto non devono essere forniti dal datore di lavoro. Qualora invece il lavoro al VDT comporta l acquisizione di lenti diverse da quelle usate al di fuori dell ambiente di lavoro, queste lenti aggiuntive (e solo queste) sono da intendersi come DPI. A dirimere i dubbi di attribuzione dei costi relativi ai dispositivi speciali di correzione del visus interviene la Circolare n. 30 del , emanata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, che di seguito si cita. Con la locuzione dispositivi speciali di correzione, di cui all art. 55, comma 5, del DLgs 626/94, si devono intendere quei particolari dispositivi che consentono di eseguire l attività al videoterminale in buone condizioni di lavoro quando non si rivelino non adatti i dispositivi normali di correzione, cioè quelli usati dal lavoratore nella vita quotidiana. Ne deriva che, nell ipotesi in cui il dispositivo speciale di correzione sia integrato nel normale dispositivo di correzione, il datore di lavoro è tenuto a pagare il costo relativo alla correzione speciale. In altri termini, per DPI specifici si devono intendere quei mezzi correttivi per l'occhio senza i quali il lavoratore non può svolgere, e solo in ambito lavorativo, una certa mansione (per esempio, ausili per ipovedenti, ingranditori, lenti "speciali" ). 22
23 Indicazioni comportamentali per la prevenzione Le indicazioni comportamentali di seguito illustrate, se correttamente recepite dagli addetti e utilizzate nella pratica quotidiana, consentono di prevenire l insorgenza di eventuali disturbi connessi ad un uso scorretto dei videoterminali. La prevenzione dei disturbi muscolo scheletrici I disturbi muscolo-scheletrici derivano in primo luogo dal fisiologico invecchiamento dell uomo, ma frequentemente sono causati da posture scorrette assunte sia nel corso dell attività lavorativa sia del quotidiano agire per atteggiamento e/o abitudine. Per quanto riguarda l utilizzo del videoterminale tali disturbi derivano in primo luogo dalla postura assunta. In generale è bene sottolineare che non esiste una postura corretta da adottare e mantenere nel lavoro al VDT e che la migliore soluzione è cambiare quanto più spesso possibile la posizione del corpo e dei suoi segmenti nello spazio di lavoro, compatibilmente con il lavoro da svolgere. Posture sedute fisse, o eccessivamente costrette o addirittura scorrette (come accavallare le gambe, irrigidire il collo, curvare la schiena), provocano un lavoro muscolare incongruo e/o eccessivo che può causare cattiva circolazione sanguigna, intorpidimento ed irrigidimento di vari segmenti corporei, sino al manifestarsi di dolori, più o meno acuti, a: collo, schiena, spalle, braccia, polsi, mani. La sedentarietà, prolungata anche nella vita extra lavorativa, nonché l adozione di posture scorrette facilitano il manifestarsi e talvolta l aggravamento di tali disturbi. Altresì caratteristiche e fattori individuali, come le alterazioni metaboliche e del peso corporeo (ad es. obesità), sesso, età presenza di patologie artrosiche, ecc., possono influire sulla comparsa, più o meno precoce, di questo tipo di sintomi. Per la prevenzione di tali disturbi nel lavoro al VDT è bene attenersi alle indicazioni di seguito illustrate. Assumere la postura corretta di fronte al video, con i piedi ben appoggiati al pavimento e la schiena poggiata allo schienale della sedia nel tratto lombare, regolando allo scopo l altezza della sedia e l inclinazione dello schienale. 23
24 Posizionare lo schermo del video di fronte, in maniera che lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po più in basso del piano dell orizzontale che passa per gli occhi dell operatore e ad una distanza dagli occhi pari a circa cm. Disporre la tastiera davanti allo schermo ed il mouse, o eventuali altri dispositivi di uso frequente, sullo stesso piano della tastiera ed in modo che siano facilmente raggiungibili. Eseguire la digitazione ed utilizzare il mouse evitando irrigidimenti delle dita e del polso e cercando di tenere gli avambracci appoggiati sul piano di lavoro in modo da alleggerire la tensione dei muscoli del collo e delle spalle. Evitare, per quanto possibile, posizioni di lavoro fisse per tempi prolungati. Nel caso ciò fosse inevitabile, ricordarsi di sgranchirsi spesso (collo, schiena, arti superiori ed inferiori). Se si dispone di una sedia con braccioli assicurarsi che non provochino un eccessivo innalzamento o abbassamento delle spalle quando si desidera utilizzarli. 24
25 La prevenzione dei disturbi oculovisivi Premesso che anche l occhio subisce un invecchiamento fisiologico e, pertanto, alcuni sintomi in ogni caso potrebbero apparire in conseguenza dell età, la prevenzione dei disturbi dell occhio connessi all uso dei VDT riguarda i due aspetti dello stesso: l organo in sé e la funzione visiva da questo svolta. Per quanto riguarda l organo, il microclima ha la sua importanza poiché un ambiente troppo caldo e/o secco può creare piccoli fastidi interferendo sulla naturale lacrimazione, così come l attenzione cui costringe lo schermo fa sì che si ammicchi meno. Tali condizioni determinano un evaporazione più rapida del filtro lacrimale e l occhio diventa secco o arrossato con più facilità. L intervento preventivo, in questo caso, richiede, oltre al rispetto della corretta aerazione ed umidificazione dell ambiente, un volontario ammiccamento degli occhi, o battito delle palpebre, al fine di consentire alle palpebre la naturale funzione di protezione, pulizia e lubrificazione della superficie oculare. Qualora il processo naturale di lacrimazione fosse deficitario (si ricorda che il vizio del fumo può aggravare un simile sintomo), si può ricorrere all uso di lacrime artificiali per una migliore lubrificazione dell occhio. Nel caso in cui il sintomo fosse persistente è bene ricorrere ad una visita specialistica. La funzione visiva, invece, naturalmente soggetta ad affaticamento in conseguenza di una costanza di messa a fuoco (es. lettura prolungata di testi), è sollecitata dall uso del VDT in modo particolare giacché l immagine che deve essere messa a fuoco proviene essa stessa da una sorgente luminosa. Per prevenire i conseguenti disturbi di affaticamento visivo (astenopia) e di arrossamento degli occhi si dovrà: illuminare correttamente il posto di lavoro, possibilmente con luce naturale, mediante la regolazione di tende o veneziane, ovvero con illuminazione artificiale. E bene, al riguardo, ricordare che le condizioni di maggior comfort visivo sono raggiunte con illuminamenti non eccessivi e con fonti luminose poste al di fuori del campo visivo e che non si discostino, per intensità, in misura rilevante da quelle degli oggetti e superfici presenti nelle immediate vicinanze, in modo da evitare contrasti eccessivi; orientare ed inclinare lo schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie; assumere la postura corretta di fronte al video in modo che la distanza occhischermo sia pari a circa cm.; 25
26 disporre il porta-documenti, se presente, alla stessa altezza e distanza dagli occhi dello schermo ricorrendo ai meccanismi di regolazione; distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l affaticamento visivo (figura 1); durante le interruzioni ed i cambiamenti di attività previsti, è opportuno non dedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegno visivo come ad esempio la correzione di un testo scritto (figura 2); curare la pulizia periodica di tastiera, schermo e mouse; utilizzare gli eventuali dispositivi speciali di correzione della vista, se prescritti e forniti dal datore di lavoro. (figura 1) (figura 2) 26
27 La prevenzione dei disturbi da affaticamento mentale Il benessere mentale o psichico della persona dipende da una serie di variabili che attengono sia la vita lavorativa che extra-lavorativa dell individuo. Nell ambiente di lavoro, elemento centrale per il benessere mentale è indubbiamente l organizzazione del lavoro ed il clima aziendale in generale. Per gli addetti ai videoterminali, i principali fattori di fatica mentale e stress sono riconducibili al tipo di interazione richiesta dalla macchina (software) ed ai ritmi e alla durata del lavoro. In quest ultimo caso, occorre tenere presente che il tipo di reazione ad una data situazione dipende anche dalla personalità del soggetto: uno stesso tipo di lavoro può risultare soddisfacente, monotono o complesso in personalità diverse. Uno studio, condotto dall IIMS, sullo stress da VDT (Giannini A.M., Bonaiuto P., Caratteristiche e condizioni dello stress negli operatori al computer. Indicazioni e prevenzione, IIMS Editore, Roma, 1998.) ha evidenziato come più resistenti sembrano essere coloro che caratterialmente sono portati ad un iper controllo della situazione e dell ambiente. In questi individui scatta il rifiuto a prendere coscienza dei disturbi somatici sotto stress, il che determina ulteriori conseguenze negative sulla loro salute risultando, ad esempio, i più colpiti da malattie cardio-circolatorie. Le persone estroverse, invece, risultano le più stressate dall attività al videoterminale perché costrette ad interagire continuamente con l elaboratore a scapito dei rapporti interpersonali. Più in generale, dallo studio è emerso che il personal computer è fonte di stress per chi è obbligato a usarlo per attività ripetitive e non per chi sceglie volontariamente di lavorare con questo strumento per le possibilità che esso offre. In ogni caso, le variabili di più frequente riscontro, che devono essere controllate, per la fatica mentale e lo stress ai VDT sono: ripetitività delle operazioni ovvero monotonia del compito; scarsa conoscenza del software che si utilizza ovvero senso di abbandono in caso di difficoltà a procedere nel lavoro; rumorosità ambientale o interferenze che interrompono l esecuzione del lavoro; sovraccarico ovvero sottocarico di lavoro anche in termini di responsabilità generali; clima aziendale e rapporto con i colleghi e con i capi. Considerato che tali variabili sono correlate al contesto lavorativo, è necessario che il datore di lavoro conosca tali problematiche ed attivi procedure organizzative e di coinvolgimento del personale, affinché il manifestarsi di tali fenomeni sia ridotto al minimo. Ciò premesso, al fine di evitare affaticamento mentale e stress gli addetti devono: seguire le indicazioni e la formazione ricevuti per l uso dei programmi e delle procedure informatiche; disporre di tempo sufficiente per acquisire le necessarie competenze ed abilità; rispettare la corretta distribuzione delle interruzioni; 27
28 utilizzare il software per il quale si è ricevuta l informazione necessaria ovvero facile da usare; in caso di anomalie del software e/o delle attrezzature rivolgersi al/i referente/i per la soluzione del problema. Infine, è bene ricordare che un lavoro continuo ed eccessivamente prolungato al VDT, senza interruzioni, non solo facilita la comparsa di disturbi dell apparato muscoloscheletrico e di affaticamento visivo, ma comporta anche una diminuzione delle prestazioni lavorative con conseguente aumento degli errori nell esecuzione dei compiti. 28
29 Bibliografia Lavorare con i videoterminali Misure tecnico-organizzative ed indicazioni comportamentali per il lavoro con attrezzature munite di VDT Istituto Italiano di Medicina Sociale Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro RAPPORTO BREVE N I dispositivi di correzione visiva e i dispositivi di protezione individuali nel lavoro al VDT. Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE - Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro Servizio Sanitario Nazionale Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Agenzia Regionale della Sanità: il rischio legato all utilizzo di videoterminali. 29
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