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Timestamp: 2017-09-25 02:43:47+00:00
Document Index: 66390365

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 163', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 82']

"Io Amo Campobello" replica sull’adeguamento delle indennità agli amministratori comunali - Castelvetranonews.it
"Io Amo Campobello" replica sull’adeguamento delle indennità agli amministratori comunali
di: Comunicato Stampa - del 2017-06-01
Ci sembra d’obbligo replicare alle dichiarazioni del dott. Pietro Pantaleo, non per polemica ma per chiarezza nei confronti della nostra comunità. Il Dirigente dott. Pietro Pantaleo faceva meglio a revocare la determina n. 56/2017 e chiedere scusa ai campobellesi. Prima di entrare nel merito si intende precisare:
- L’atto in questione è palesemente illegittimo, perchè trattasi di taglio “strutturale”. Si ricordi che per la giurisprudenza contabile la disposizione di cui all’art. 1, comma 54, della legge n. 266/2005 (decurtazione del 10%) è tutt’ora vigente, in quanto non incide sul meccanismo tabellare per scaglioni previsto dal Decreto Ministeriale n. 119/2000, ancora vigente.
- L’adeguamento di funzione per sindaco e assessori è di esclusiva competenza della giunta comunale e non del dirigente del settore;
- Il Comune di Campobello di Mazara, non avendo approvato il bilancio di previsione entro i termini di legge, si trova in gestione provvisoria. L’art. 163 del Testo Unico degli Enti Locali, prevede che un Ente in gestione provvisoria può assumere solo obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge e quelle ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente.
Va bene che questa Amministrazione comunale ha distrutto socialmente la nostra città, ma ci sembra che l’adeguamento e gli arretrati agli amministratori comunali possano arrecare danni erariale all’ente.
Infatti La Corte dei Conti a Sezione Riuniti (quindi presente anche il Presidente della Corte dei Conti Sicilia), nelle adunanze del 14 e 24 novembre 2011, ha deliberato che la disposizione di cui all’art. 1, comma 54 legge finanziaria n. 266/2005 (decurtazione del 10%) è una disposizione ancora vigente, in quanto ha prodotto un effetto incisivo sul calcolo delle indennità in questione che perdura ancora, e non può essere prospettata la possibilità di rispendere i valori dell’indennità; essendo il D.L. 78 finalizzato al contenimento della spesa pubblica e che quanto spettante ai singoli amministratori non potrà in ogni caso, essere superiore a quanto attualmente percepito.
Inoltre L’Ufficio Legislativo e Legale della Presidente della Regione Siciliana con parere del 12 maggio 2016, ha riaffermato che: la riduzione del 10% dell’importo delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza sia da ritenere tutt’ora in vigore.
Del resto, tale orientamento è conforme alla su citata deliberazione n. 1 del 12/01/2012 delle Sezioni Riuniti Corte dei Conti precisando che: l’ammontare delle indennità e dei gettoni di presenza agli amministratori degli Enti locali, non possa che essere quello in godimento alla data di entrata in vigore del D.L. n. 112 del 2008, cioè l’importo rideterminato in diminuzione ai sensi della Legge finanziaria per il 2006.
Lo stesso art. 2, comma 1, della L. R. 26 giugno 2015, n. 11, il legislatore regionale – senza esprimersi in ordine all’eventuale modifica o abrogazione dell’ art. 19 della L. R. n. 30/2000 – è nuovamente intervenuto nella materia, disponendo l’adeguamento alla normativa nazionale delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza previsti per gli amministratori siciliani.
Con il su citato comma 1 il legislatore regionale, in una materia riservata dallo Statuto alla competenza esclusiva della Regione, ha inteso uniformare la disciplina vigente a quanto previsto dal legislatore nazionale.
Infine, l’illegittimo l’adeguamento per il sindaco ha una incidenza anche per la liquidazione di fine mandato. Infatti l’art. 82, comma 8 lett. f) del D.Lgs n. 267/2000, prevede che al sindaco, a fine mandato, spetta una somma pari ad una indennità mensile, per ciascuno anno di carica, ammontante con l’adeguamento a circa € 18.000,00 e quindi con una ulteriore maggiore spesa di circa € 1.800,00. Comunque ritenendo l’azione di “Io Amo Campobello” legittima e trasparente, invierà alle Istituzioni preposte la verifica di eventuali profili di illiceità. Al di là di qualsiasi accertata normativa, rimangono le questioni di opportunità e di etica morale.
“Io Amo Campobello” è impegnato a favorire tutte le forme possibili di reale coinvolgimento e partecipazione dei cittadini nella vita pubblica comunale, ma sopratutto sente la necessità di dare una discontinuità al disastro amministrativo e all’immobilismo cui è stata condanna la nostra città
Giacometto Gentile
Zito Gaudenzia