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Timestamp: 2018-07-16 19:54:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1126', 'sentenza ', 'art. 1110', 'art. 1203', 'art. 1110', 'art. 1110', 'art. 1134', 'art. 1110', 'art. 1139', 'art. 1134', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1126', 'art. 63', 'art. 1299', 'art. 1110']

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OBBLIGAZIONI CONDOMINIALI: vige il principio della parzialità
Cassazione civile, sezione seconda, sentenza n.199 del 09/01/2017 [Leggi provvedimento]
“In difetto di un’espressa previsione normativa che stabilisca il principio della solidarietà, la responsabilità per il corrispettivo contrattuale preteso dall’appaltatore, incombente su chi abbia l’uso esclusivo del lastrico e sui condomini della parte dell’edificio cui il lastrico serve, è retta dal criterio della parziarietà, per cui l’obbligazione assunta nell’interesse del condominio si imputa ai singoli componenti nelle proporzioni stabilite dall’art. 1126 c.c., essendo tale norma non limitata a regolare il mero aspetto interno della ripartizione delle spese”
Con sentenza n. 199/2017, i giudici di Piazza Cavour tornano a pronunciarsi sul criterio di riparto delle obbligazioni condominiali assunte nei confronti dei terzi.
Si tratta, per vero, di un’ulteriore occasione applicativa per consolidare il principio ermeneutico secondo cui, in assenza di una previsione normativa che stabilisca la solidarietà, l’obbligazione assunta nell’interesse del condominio si imputa ai singoli componenti secondo il principio della parziarietà sancito ex artt. 1123 e 1126 c.c.
In particolare, il caso sottoposto al vaglio dei giudici della Suprema Corte concerneva l’obbligazione assunta nei confronti dell’appaltatore per la manutenzione del lastrico solare di uso esclusivo di un solo condomino, gravemente danneggiato da infiltrazioni piovane.
Tale obbligazione veniva assunta con urgenza dall’amministratore condominiale e più nello specifico veniva ripartita, per mezzo di un ingegnere qualificato, per un terzo a carico della condomina proprietaria del terrazzo e per due terzi a carico dei condomini della verticale da esso coperta.
La somma richiesta dall’impresa veniva quindi pagata dalla proprietaria del lastrico, ma quest’ultima veniva rimborsata solo da alcuni dei condomini implicati per i lavori.
Pertanto, la stessa procedeva a depositare presso il giudice di pace di Napoli ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti dei condomini morosi che a loro volta contestavano con opposizione l’istanza della proprietaria.
Il decreto ingiuntivo emesso veniva tuttavia revocato dal giudice di primo grado in virtù della qualificazione della domanda attrice ex art. 1110 c.c. e dell’assenza, nel caso di specie, dei presupposti applicativi della norma.
La decisione di primo grado veniva quindi impugnata dalla proprietaria in appello per mancata applicazione dell’art. 1203 (diritto di surroga) e per la mancata qualificazione della domanda ex art. 1110 c.c.
La corte di appello di Napoli confermava, tuttavia, la decisione di primo grado ritenendo insussistenti sia i presupposti applicativi dell’art. 1110 c.c., sia dell’art. 1134 c.c.
Avverso tale decisione, la proprietaria ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione lamentando la mancata applicazione dell’art. 1110 (in virtù del richiamo ex art. 1139 c.c.) e dell’art. 1134 c.c.
Con la sentenza in commento, i giudici di Palazzo Cavour hanno confermato la decisione di secondo grado richiamando principi ermeneutici ormai consolidati sul punto.
Ad avviso dei giudici, occorre riconfermare l’interpretazione inaugurata da Cass. Sez. U, Sentenza n. 9148 del 08/04/2008, secondo cui “in difetto di un’espressa previsione normativa che stabilisca il principio della solidarietà, la responsabilità per il corrispettivo contrattuale preteso dall’appaltatore, incombente su chi abbia l’uso esclusivo del lastrico e sui condomini della parte dell’edificio cui il lastrico serve, è retta dal criterio della parziarietà, per cui l’obbligazione assunta nell’interesse del condominio si imputa ai singoli componenti nelle proporzioni stabilite dall’art. 1126 c.c., essendo tale norma non limitata a regolare il mero aspetto interno della ripartizione delle spese”.
In particolare, la Corte precisa che per ragioni di ratione temporis il caso di specie non possa essere risolto alla luce delle modifiche apportate all’art. 63 co.2 disp. att. c.c. a opera della legge n.220/2012.
Dall’impossibilità di qualificare l’obbligazione verso l’appaltatore come obbligazione solidale consegue automaticamente la non applicabilità dei principi sanciti sia ex art. 1299 c.c. in tema di regresso, sia ex art. 1110 e 1134 c.c. in tema di rimborso delle spese sostenute dal partecipante per la conservazione della cosa comune.
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