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Timestamp: 2019-01-21 07:41:06+00:00
Document Index: 155587198

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'art. 21', 'art21', 'art.3']

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P.E - P.O.F. - I.R.C
IL PROGETTO EDUCATIVO (P.E.)
E’ previsto espressamente dalla L 62/2000 “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”
http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/ddlpar3.html
L’art.1, comma 3. afferma esplicitamente “Alle scuole paritarie private è assicurata piena libertà per quanto concerne l’orientamento culturale e l’indirizzo pedagogico-didattico. Tenuto conto del progetto educativo della scuola, l’insegnamento è improntato ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione repubblicana. Le scuole paritarie, svolgendo un servizio pubblico, accolgono chiunque, accettandone il progetto educativo, richieda di iscriversi, compresi gli alunni e gli studenti con handicap. Il progetto educativo indica l’eventuale ispirazione di carattere culturale e religioso. Non sono comunque obbligatorie per gli alunni le attività extra-curriculari che presuppongono o esigono l’adesione ad una determinata ideologia o confessione religiosa.”
L’art.1, comma 4 afferma che “La parità è riconosciuta alle scuole non statali che… si impegnano espressamente a dare attuazione a… un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione …”
E’ fondamentale in particolare che i Genitori e gli Insegnanti conoscano e si confrontino, attraverso il P.E., con la concreta possibilità di offrire a ciascuno, per quanto di competenza, un apporto costruttivo nella sua stesura,
Ciò può significare, ad esempio:
– dare a ciascun genitore il Progetto Educativo. della scuola (o almeno una sua sintesi);
– offrire e presentare il P.E. al collegio Docenti
– offrire e presentare il P.E. ad ogni nuova insegnante che viene assunta;
– riprendere periodicamente, in occasione dei collegi docenti, qualche spunto preso dal P.E. per aiutare ogni operatore della Comunità Educante a tenere presente l’identità della scuola;
– mettere in rete (internet) il P.E. quando la scuola vuole presentarsi all’opinione pubblica.
Mons. Antonio Carlisi, nostro Consulente Ecclesiastico provinciale, dal recente incontro nazionale e interregionale per Consulenti Ecclesiastici FISM suggerisce alcuni spunti per la stesura del P.E. e del P.O.F:
“CRITERI E SUGGERIMENTI PER LA STESURA DEL PROGETTO EDUCATIVO
NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA CATTOLICHE O DI ISPIRAZIONE CRISTIANA” .
Il Progetto Educativo permette alla scuola cattolica o di ispirazione cristiana di auto comprendersi - per essere fedele a se stessa nei suoi tratti fondamentali, così come la Chiesa l’ha voluta - e auto presentarsi.
Attraverso il progetto educativo, quindi, la scuola definisce in modo chiaro la propria identità ed esplicita i valori fondamentali a cui si ispira, in tal senso l’I.R.C. va reso più essenziale.
1. La responsabilità ultima del Progetto Educativo spetta al Gestore (o legale rappresentante) della scuola. Nella sua stesura egli dovrà tener conto:
· dell’insegnamento della Chiesa per quanto riguarda la scuola cattolica di ispirazione cristiana,
· della normativa scolastica esistente,
· dell’eventuale carisma del soggetto che gestisce la scuola,
· dei bisogni specifici delle persone e del territorio in cui essa opera.
2. E’ fondamentale che le persone della scuola - in particolare genitori ed insegnanti - abbiano la possibilità di conoscere e confrontarsi concretamente su quanto viene proposto attraverso il Progetto Educativo, dando a ciascuno la possibilità di offrire, per quanto di propria competenza, un apporto costruttivo nella sua stesura ed applicazione.
3. Il Progetto Educativo, in quanto definisce l’identità della scuola, è “relativamente” stabile nel tempo e di norma non richiede di essere modificato in modo significativo di anno in anno.
4. Si suggeriscono alcuni criteri per la stesura: semplicità di linguaggio, essenzialità di informazioni e richiami, pertinenza dei contenuti proposti, sobrietà, deve poter essere ben identificato.
5. Infine è necessario che diventi un documento che REALMENTE ispira l’agire quotidiano della scuola e le varie attività didattiche che vengono proposte.”
Sull’argomento vedi pure http://www.fismcomo.eu/site/index.php?mod=pag&id_catp=4&id_area=1
E’ previsto dalla legge 62/00, comma 4° ( ved. http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/ddlpar3.html )
L’art.1, comma 4 afferma che “La parità è riconosciuta alle scuole non statali che… si impegnano espressamente a dare attuazione a… un Piano dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e disposizioni vigenti…”
e regolato dal DPR 275 dell’8.3.1999, “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche (ved. www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/aut3.html ) ai sensi dell’art. 21 della Legge 15.3.1997, n. 59 ( http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/art21.html )
Riportiamo integralmente l’art.3 del DPR 275/97 relativo al Piano dell'offerta formativa
5. Il Piano dell'offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all'atto dell'iscrizione
Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) è uno strumento di lavoro, generalmente elaborato dal personale docente mediante le fasi della progettazione educativa (programmazione). Lo strumento, partendo da bisogni espliciti ed impliciti di un gruppo discente, descrive un percorso atto a realizzare delle finalità educative mediante il raggiungimento di specifici obiettivi all'interno di svariate tipologie di specifiche comunità di appartenenza. Pertanto:
– parte da un insieme di bisogni educativi, stabilisce finalità, obiettivi, azioni, metodologie, forme di verifica (in itinere e/o finali), indicando tempi e risorse;
– è elaborato dai "docenti", che si impegnano con le famiglie dei bambini iscritti nella scuola di appartenenza a portare avanti il progetto stesso;
– è indirizzato ai bambini/e (destinatari principali del progetto) ovvero alle famiglie, le quali si impegnano con la scuola a percepire i servizi offerti ed agli obblighi previsti dalla scuola medesima;
– è diretto allo sviluppo di beni immateriali (come abilità e competenze), a differenza dei progetti aventi come finalità principale la produzione di beni materiali;
– è "orientato ai processi" piuttosto che alla realizzazione di un prodotto finale. La maggior concentrazione verso i processi educativi e di apprendimento è dovuta alla loro centralità nella formazione delle competenze. Pertanto, allo scopo del loro raggiungimento, i percorsi di sviluppo cognitivo, formativo ed esperienziale prefigurati nel progetto educativo, eserciteranno un'importanza primaria;.
– può proporre la realizzazione di un risultato finale che assume talvolta funzioni accessorie o di “esca motivazionale”. Tendente cioè a stimolare nel discente o nel gruppo di apprendimento l'interesse alla base della motivazione ed elemento "chiave" del processo di apprendimento;
– può descrivere alcuni comportamenti attesi, essendo il processo di apprendimento favorito dai comportamenti "adattivi" ed ostacolato da quelli "non adattivi".
La fisionomia specifica della scuola, oltre ad emergere dal P.E. e dal P.O.F., trova radici nello Statuto o altro atto di fondazione della scuola stessa.
La responsabilita’ ultima del P.E. e del P.O.F. spetta al gestore (legale rappresentante) della scuola.
E’ necessario che il Progetto Educativo (P.E.) ispiri l’agire della comunità educante della scuola e le varie attività didattiche: si deve poter constatare nel quotidiano della scuola che quanto specificato nel P.E. venga realmente tradotto in pratica nelle varie attività e manifestazioni della scuola stessa.
Il P.O.F. deve essere coerente con il P.E. tenendo sempre presente quanto in esso si è dichiarato: il POF è la traduzione pratica e quotidiana di ciò che nel P.E. è dichiarato in termini di principi ispiratori generali e deve conforme alle “Indicazioni Ministeriali”, e alle disposizioni vigenti”.
Tutte le scuole del sistema nazionale dell’istruzione (statali e paritarie) e a maggior ragione le scuole di ispirazione cristiana cattolica sono tenute a prevedere nel POF un tempo specifico, cioè un determinato numero di ore da dedicare espressamente ad attività educative in ordine all’I.R.C. (per esempio 80-100 ore circa durante l’anno, da distribuire come l’insegnante ritiene più opportuno). A questo scopo è necessario riferirsi al DPR 11.2.2010 “Traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento della religione cattolica per la scuola dell’infanzia e primaria”.
( (ved. http://www.edscuola.eu/wordpress/?wpfb_dl=214 ).
L’IRC nelle scuole dell’infanzia paritarie Fism – atteso il Progetto Educativo (PE) di ispirazione cristiana – contenuto nel POF, viene preventivamente presentato - con possibile sottoscrizione - ai Genitori, che non possono prevedere di non avvalersi, poiché, diversamente, verrebbe meno l’identità e la finalità della scuola espressi nel proprio P.E. Diversa considerazione e rispetto deve essere data ai momenti cultuali (preghiera, azioni di culto), e ciò vale in modo particolare per i bambini non cattolici. In merito a questo aspetto rimandiamo alle indicazioni dell’Consulente Ecclesiastico Nazionale “A scuola per imparare a convivere “(scarica il testo http://www.fismcomo.eu/site/moduli/estrai_file.php?mod=pag&t=a&id=153 ).
Il Collegio Docenti della scuola (DPR 275/99) deve, quanto prima, porre all’O.d.G. della propria scuola i descritti argomenti per condividerli e proporre i necessari aggiornamenti.
Il P.O.F. va strutturato in dimensione curricolare distinguendo "curricolo implicito" (organizzazione, clima educativo, risorse umane e materiali, spazi, tempi...) da "curricolo esplicito" (proposta formativa in relazione alle caratteristiche e ai bisogni dei bambini, unità di apprendimento, modalità per la documentazione, la verifica, la valutazione...).
Il P.E. ed il P.O.F. devono prevedere, in linea di massima, un possibile itinerario di lavoro annuale affinché diventino documenti di “uso” quotidiano.
Il M.I.U.R. sta conducendo un approfondito monitoraggio nazionale sulle “Indicazioni…”. I risultati dello stesso, le conclusioni e le relative valutazioni consentiranno la definitiva stesura delle “Indicazioni Nazionali”.
Dopo quanto esplicitato, si rimanda gli opportuni e necessari approfondimenti al Coordinamento Pedagogico Provinciale Fism Como e, conseguentemente, ai singoli Collegi Docenti di zona.