Source: http://fallimento.it/articoli/Ordinanza%20cassazione%2019740%208%20agosto%202017%20su%20OCC.htm
Timestamp: 2018-11-13 22:12:20+00:00
Document Index: 124367470

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15']

Ordinanza cassazione 19740 su OCC
L’Ordinanza della Cass. civ. Sez. VI - n. 19740 – La fine della possibilità di nomina del professionista funzioni di O.C.C. da parte del Tribunale?
Un clamoroso abbaglio?
L’ordinanza n. 19740 della Corte di cassazione sesta sezione civile depositata il giorno 8 agosto 2017 sta facendo molto discutere.
L’ordinanza contiene alcune considerazioni sulla possibilità di nomina ex art. 15 del professionista facente funzioni O.C.C.. Secondo la corte “Nel quadro della disciplina dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio di cui alla L. 27 gennaio 2012, n. 3, l'organismo di composizione della crisi disciplinato dall'art. 15 assume un ruolo centrale, che si connota non solo per i profili di indipendenza e professionalità necessari agli adempimenti contemplati, ma anche per l'evidente carattere di specializzazione giudicata necessaria dal legislatore, desumibile dal rilievo che la norma ha previsto l'istituzione di organismi stabili destinati ad essere iscritti in un apposito registro. Tale previsione rimarrebbe gravemente menomata se si ammettesse l'affidamento sine die dei compiti e delle funzioni attribuiti agli organismi di composizione della crisi, ed in alternativa ad essi, anche ad un soggetto idoneo a svolgere le funzioni di curatore fallimentare ovvero ad un notaio, cui si riferisce il citato art. 15, comma 9.
Va da sé, continua la corte, che tale disposizione ha da essere riferita ai casi in cui sia mancata la costituzione degli organismi di composizione della crisi con iscrizione di essi nell'apposito registro tenuto presso il Ministero della giustizia, il che è reso manifesto non soltanto dall'inciso "Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui al comma 3", contenuto dello stesso citato comma 9, ma più in generale, dall'art. 7 della stessa legge, il quale esordisce stabilendo che il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori l'accordo di ristrutturazione ivi previsto "con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all'art. 15", che abbiano "sede nel circondario del tribunale competente", ossia degli organismi stabilmente costituiti secondo il richiamato art. 15, il che colloca gli altri soggetti individuati dal comma 9 in posizione di risulta, nel senso appena indicato.”
In origine, l’articolo 20 della legge 27 gennaio 2012, n. 3 conteneva effettivamente una disposizione transitoria in base alla quale, in attesa che venissero costituiti gli organismi di composizione della crisi, i compiti e le funzioni a essi attribuiti poteva essere svolti da un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 28 della legge fallimentare nominato dal presidente del tribunale o dal giudice da lui delegato.
Il D. L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, ha però disposto, con l'art. 18, commi 1, lettera t) e 2), la modifica dell'art. 20.
Non condivisibile, ed assolutamente gratuita (e quasi offensiva) anche l’affermazione della corte che costituirebbe una “grave menomazione” l'affidamento sine die dei compiti e delle funzioni attribuiti agli organismi di composizione della crisi, ed in alternativa ad essi, anche ad un soggetto idoneo a svolgere le funzioni di curatore fallimentare ovvero ad un notaio.
La corte rileva che, siccome il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori l'accordo di ristrutturazione ivi previsto "con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all'art. 15", che abbiano "sede nel circondario del tribunale competente", ossia degli organismi stabilmente costituiti secondo il richiamato art. 15, quest’articolo collocherebbe gli altri soggetti individuati dal comma 9 in posizione di risulta, nel senso appena indicato.”
In conclusione quindi l’ordinanza non appare minimamente condivisibile e ben fanno la quasi totalità dei tribunali a continuare a nominare, su richiesta del sovraindebitato, il professionista facenti funzioni ex art. 15..