Source: http://avvocato-penalista.org/it/tag/avvocato-diritto-assicurativo-finanziario-bancario-terzigno.html
Timestamp: 2017-02-19 18:49:13+00:00
Document Index: 109885145

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 392', 'art. 420', 'art. 491', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 616', 'art. 621', 'art. 623', 'art. 635', 'art. 640']

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1. reato di truffa con strumenti informatici | avvocato diritto informatico Studio Legale | Diritto Penale | Avvocato Penalista reati telematici | violazione dei dati personali: Truffa informatica, reati informatici
Avvocato Penalista: Chi ha subito un danno per violazione dei dati personali può fare ricorso al Garante o investire di ciò l'Autorità giudiziaria. Insieme al risarcimento del danno vi è pure la disposizione di specifiche sanzioni amministrative, l'studio legale specializzato in diritto penale conta con diverso avvocati penalisti e cassazionisti nel suo staff e ha una rete di domiciliatari e collaboratori in tutta l'Italia, principali sedi a : Roma, Milano, Napoli,Torino, Palermo, Genova, Bologna, firenze, Padova e Cagliari.
Per un illecito relativo ai dati personali, per la messa in atto di false informazioni e assenza di norme sulla privacy, si fissano anche sanzioni penali che prevedono l’arresto fino a 3 anni e multe fino a 50.000 Euro. Altresì, l'art. 7 del D. legislativo 196/03 stabilisce che, in merito al trattamento dei dati personali: La persona può ottenere l’accertamento o meno della sussistenza di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora inclusi, e il loro trasferimento in forma leggibile.
Avvocato Penalista: La persona può ottenere: la provenienza dei dati personali; le finalità e le modalità di trattamento; il sistema usato nel trattamento adottato con il supporto di strumenti informatici; l’identificativo del possessore, dei responsabili e del rappresentante delegato in virtù dell'articolo 5, comma 2; i soggetti a cui i dati personali possono essere comunicati o che possono riceverli in veste di responsabile delegato nel territorio statale.
La persona può ottenere: l’aggiornamento dell'inclusione dei dati personali; la cancellazione, la modifica in forma anonima o le notizie vagliate in violazione di legge, incluse quelle di cui non necessaria la tutela rispetto agli scopi per cui le notizie sono state ricevute e poi esaminate; l'attestazione che le operazioni a) e b) sono state ottenute soltanto da quelli a cui le notizie sono state inoltrate, tranne per la circostanza in cui non è possibile osservare ciò o nei casi che richiedono un uso di mezzi non idonei rispetto al diritto da tutelare.
Il soggetto può ribattere, del tutto o in parte: per motivi che ineriscono il trattamento dei propri dati personali, anche se di attinenza allo scopo della raccolta; al trattamento dei propri dati personali per diffondere pubblicità o notizie di vendite dirette o per indagini di mercato o commerciali. Si può fare richiesta di tali diritti attraverso domanda inoltrata al responsabile di ciò.
Con una prescrizione comunitaria (R[9]89), la legge 547/93 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico alcuni reati, chiamati informatici, in quanto l’azione illegale viene commessa tramite l’utilizzo di sistemi informatici o telematici.
Tali reati informatici si riferiscono a: Attività arbitraria delle proprie ragioni (art. 392 c.p.) Tentato crimine nei confronti di istituti di pubblico servizio (art. 420 c.p.) Documenti informatici falsi (art. 491-bis c.p.) Accesso illegittimo a sistemi informatici (art. 615-ter c.p.) Possesso e diffusione illecita di codici di accesso (art. 615-quater c.p.)
Diffusione di programmi che danneggiano o arrestano un sistema informatico (art. 615-quinquies c.p.) Violazione della corrispondenza e di notizie informatiche e telematiche (art. 616, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies c.p.) Emissione di documenti segreti (art. 621 c.p.) Emissione a distanza di documenti (art. 623-bis c.p.) Danneggiamenti di sistemi informatici o telematici (art. 635-bis c.p.)
Truffa informatica (art. 640-ter c.p.). La legge 547/93, è vero che ha introdotto nel nostro ordinamento i cosiddetti "reati informatici", ma non ha parlato di reato di calunnia causato a livello informatico o telematico. Anche se è utile dire che i reati stabiliti dagli artt. 594 (oltraggio) e 595 (calunnia) del codice penale, sono abbastanza generici da comprendere pure quei comportamenti offensivi che si determinano attraverso i supporti informatici e le odierne tecnologie di comunicazione, come SMS, Chat, Newsletter e via dicendo.
La stessa Cassazione, con una attuale prescrizione, convalida questa disposizione, stabilendo addirittura che "i reati previsti dagli articoli 594 e 595 del codice penale si commettono anche mediante supporti telematici o informatici; basti fare pensare alle e-mail, in cui un soggetto può inviare messaggi ingiuriosi ad una o più persone, commettendo il classico illecito di oltraggio, se chi lo riceve è la stessa persona offesa, o di calunnia, se chi lo riceve sono persone diverse (cass. sez. V penale, 27.12.2000, n. 4741).
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