Source: http://www.fcr.re.it/accordo-collettivo-nazionale-per-la-disciplina-dei-rapporti-con-le-farmacie
Timestamp: 2019-03-21 15:09:13+00:00
Document Index: 145903797

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art.6', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 85', 'art 8', 'art. 1', 'art. 50', 'art.85', 'art.15', 'art 33', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 3']

Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con le Farmacie - Farmacie Comunali Riunite
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Il rapporto tra farmacie e SSN è regolato dal DPR n. 371 del 8 luglio 1998. In sede di rinnovo dell'accordo collettivo nazionale con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative, è stabilita, in relazione al fatturato della farmacia a carico del Servizio sanitario nazionale, noncheé ai nuovi servizi che la farmacia assicura ai sensi del decreto legislativo 03.10. 2009, n. 153, la dotazione minima di personale di cui la farmacia deve disporre ai fini del mantenimento della convenzione con il Servizio sanitario nazionale (art. 11 del D.L. 24.01.2012, n. 1, convertito con L.24.03.2012, n. 27 , in GU n. 71 del 24.03.2012 - Suppl. Ordinario n.53)
La ricetta ha validità sull'intero ambito regionale. Ciò significa che sono spedibili le ricette rilasciate da Medici operanti nella Regione in cui ha sede la farmacia, indipendentemente dalla residenza dell'ammalato. (Accordi speciali sono previste per le aree di confine tra Regioni)
La farmacia consegna agli assistiti, le specialità e i farmaci galenici in conformità a quanto prescritto dal medico, purché rientranti tra i medicinali classificati in classe a) (totalmente gratuiti), previo ritiro della ricetta redatta su modulo unico.
Le eventuali quote di partecipazione a carico dell'assistito (quote ricetta e ticket) debbono essere percepite dalla farmacia all'atto della spedizione della ricetta.
La quota di partecipazione non può essere percepita anticipatamente nel caso i cui la farmacia sia sprovvista dei medicinali prescritti e debba approvvigionarsene attraverso il ciclo distributivo.
La ricetta, redatta a cura del medico, è valida ai fini dell'erogazione in regime SSN quando in essa risultino i seguenti elementi:
a. cognome e nome dell'assistito (o iniziali nei casi previsti dalla legge)
b. numero della tessera sanitaria o codice fiscale
c. prescrizione
d. data di prescrizione
e. firma e timbro del medico
f. sigla della provincia dell'azienda di iscrizione dell'assistito per prescrizione di farmaci, o di residenza per prescrizione di altri prodotti.
Sulla ricetta va apposta la data di spedizione e il timbro della farmacia. E' vietata l'anticipazione del medicinale, anche se seguita dalla successiva presentazione di ricetta. Ciò viola sia la norma stabilita dall'Accordo Nazionale che prevede la consegna solo dietro presentazione di ricetta medica, che gli obblighi derivanti al farmacista dalla vendita dietro presentazione di ricetta medica ogni qual volta questa sia richiesta.
La ricetta è ammessa al pagamento quando sono contenuti gli elementi di cui ai punti a, b, c, d ed e ed è corredata dei fustelli.
Le ricette inviate all'AUSL con un ritardo superiore ad un anno dalla data di spedizione non sono ammesse al pagamento.
Le ricette mancanti del numero della tessera sanitaria o del codice fiscale nonché della data di spedizione e del timbro della farmacia, del timbro e/o firma del medico, vengono riconsegnate alla farmacia perché possano regolarizzarle e restituirle alla USL entro 30 giorni dalla data di ricezione. (La mancanza della firma del medico deve essere considerata una eventualità del tutto eccezionale!).
Tra gli elementi obbligatori che devono essere presenti nella ricetta ai fini del suo pagamento non viene riportato il codice regionale del medico. Spesso questo codice viene omesso, soprattutto dai medici ospedalieri o dai medici sostituti, mentre la sua apposizione è l'unico elemento oggettivo a disposizione del farmacista per stabilire se un medico è convenzionato con il SSN e utile soprattutto quando si debba spedire una prescrizione rilasciata da un medico non conosciuto dalla farmacia.
In caso di prescrizione di uno stupefacente dell'allegato III bis per la terapia del dolore in patologia neoplastica o degenerativa da parte di un medico sostituto, ai fini del rimborso da parte del SSN non è necessaria l'apposizione del codice regionale personale del medico. (Circolare Min. Sal. 30.06.2003 n. 4870).
In caso di prescrizione in regime SSN di medicinali stupefacenti appartenenti alla Tabella II sezioe C da parte di un sostituto di un medico di medicina generale e/o di un pediatra, il sostituto deve apporre sulla ricetta la propria firma nonché il proprio timbro personale, al fine di consentire la corretta individuazione del sostituto medesimo, oltre al timbro del medico che ha sostituto. (Il caso in oggetto non è normato dall'Accordo e la suddetta interpretazione si basa su quanto riportato da FARMA 7 n. 43/2001).
Le ricette incomplete degli elementi di cui ai punti a) e d) e quelle spedite in difformità delle norme che disciplinano il servizio farmaceutico vengono sottoposte alle decisioni della Commissione Farmaceutica.
La ricetta ha validità 30 giorni, escluso quello del rilascio.
Se non è indicata la forma farmaceutica o il dosaggio, il farmacista può spedire ugualmente la ricetta riportando sulla stessa apposita annotazione. Sono escluse le ricette contenenti medicinali per i quali una specifica normativa renda obbligatorio, ai fini della validità della ricetta, l'indicazione da parte del medico di particolari elementi. Si sconsiglia inoltre di consegnare una forma iniettabile senza la precisa indicazione del medico nel testo della ricetta, in quanto le forme iniettabili, tranne pochissimi casi, richiedono per definizione una prescrizione del medico.
Le ricette contenenti una diversa specialità medicinale o diversa per dosaggio o forma farmaceutica da quella prescritta senza annotazione giustificativa del farmacista vengono sottoposte all'esame della Commissione Farmaceutica. (La Regione Emilia Romagna ha definito proprie linee guida per omogeneizzare le decisioni delle Commissioni Farmaceutiche delle ASL regionali).
Se la ricetta reca la prescrizione di una specialità medicinale senza l'indicazione del dosaggio il farmacista è tenuto a consegnare il prodotto nel dosaggio più basso esistente e concedibile in regime SSN o la confezione con il dosaggio utilizzato dal paziente, ma in entrambi i casi è necessario apporre idonea dichiarazione da parte del farmacista.
Qualora la specialità medicinale prescritta sia momentaneamente irreperibile nel normale ciclo di distribuzione o nel caso in cui la farmacia ne sia momentaneamente sprovvista con particolare riguardo ai casi di urgenza assoluta e manifesta e alla situazione delle farmacie rurali (stato di necessità) il farmacista può consegnare altra specialità medicinale di uguale composizione e forma farmaceutica e di pari indicazione terapeutica che abbia prezzo uguale o inferiore per il Servizio Sanitario Nazionale. Solo nei casi di urgenza assoluta o manifesta il farmacista consegna altro medicinale di uguale composizione e di pari indicazione terapeutica. Anche in tale evenienza il farmacista annoterà sulla ricetta le circostanze della modifica nella spedizione. Il medico può comunque escludere la sostituibilità da parte del farmacista apponendo sulla prescrizione la dizione "non sostituibile". Il farmacista ha l'obbligo di informare i clienti della indisponibilità del farmaco prescritto e della possibilità di ottenerne un altro in sostituzione, ma i clienti stessi rimangono liberi di accettare o declinare l'offerta. (Circolare Min. San. 12.11.1998, n. 100/359.13/10632). Il farmacista è tenuto a dare comunicazione al Medico della sostituzione effettuata (art.6 L. 14 ottobre 1999, n. 362 GU n. 247 del 20.10.1999).
Il D.L. 18 settembre 2001, n. 347 (GU n. 218 del 19-9-2001 convertito con L. n. 405/01 del 16.11.2001 e modificato nell'art. 7 dall'art. 9 c. 5 del DL 8 luglio 2002, n. 138), ha introdotto importanti novità sulla possibilità di sostituzione di un medicinale prescritto dal medico quando il principio attivo non sia più coperto da brevetto. Infatti, in questi casi, viene preso come prezzo di riferimento per il rimborso al farmacista, il prezzo più basso del prodotto disponibile nel normale ciclo distributivo a prezzo più basso, sia esso un generico o una specialità medicinale (decorrenza 8 luglio 2002).
In questi casi la differenza tra il prezzo di riferimento e il prezzo del farmaco prescritto è posta a carico del cittadino, qualora la sostituzione venga rifiutata o dichiarata inammissibile dal medico. Sono esclusi dal pagamento i pensionati di guerra titolari di pensioni vitalizie.
La disposizione non si applica ai medicinali coperti da brevetto sul principio attivo.
In base all'Accordo, non sono ammesse al pagamento:
le ricette mancanti della prescrizione;
le ricette mancanti contemporaneamente del nome e cognome dell'assistito e del numero di tessera sanitaria
le ricette contenenti medicinali non a carico del SSN
le ricette contenenti un numero di pezzi superiore al consentito o al prescritto (relativamente ai pezzi in più fatta salva la condizione di maggior favore per il farmacista).
La Legge n. 405/2001 (G.U. n. 268 dell'17.11.2001) fissa il numero di confezioni prescrivibili per singola ricetta:
- due pezzi, per i medicinali inclusi nella fascia a) del Prontuario Terapeutico Nazionale (art. 85 c. 12 L.23.12.2000, n. 388)
- tre pezzi per i medicinali destinati al trattamento di particolari patologie individuate dal Ministero della Salute. La prescrizione non può comunque superare i sessanta giorni di terapia.
Tuttavia, il DL 24.06.2014, n. 90 (in G.U. n. 144 del 24.06.2014), ha introdotto la possibilità per il medico di prescrivere medicinali fino ad un massimo di sei pezzi per ricetta, purché già utilizzati dal paziente da almeno sei mesi. In tal caso, la durata della prescrizione non puo' comunque superare i 180 giorni di terapia.
- Limitatamente ai medicinali a base di antibiotici in confezione monodose, ai medicinali a base di interferone a favore dei soggetti affetti da epatite cronica e ai medicinali somministrati esclusivamente per fleboclisi è possibile la prescrizione fino a sei pezzi per ricetta.
- Per i farmaci analgesici oppiacei, utilizzati nella terapia del dolore di cui all'articolo 43, comma 3-bis, del DPR 309/90, è consentita la prescrizione in un'unica ricetta di un numero di confezioni sufficienti a coprire una terapia massima di trenta giorni.
Al fine di contenere la spesa farmaceutica il D.L. 18 settembre 2001, n. 347 (GU n. 218 del 19-9-2001 convertito con L. n. 405/01 del 16.11.2001), ha previsto particolari modalità di erogazione dei medicinali agli assistiti. In particolare:
1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, anche con provvedimenti amministrativi, hanno facoltà di:
a. stipulare accordi con le associazioni sindacali delle farmacie convenzionate, pubbliche e private per consentire agli assistiti di rifornirsi delle categorie di medicinali che richiedono un controllo ricorrente del paziente anche presso le farmacie predette con le medesime modalità previste per la distribuzione attraverso le strutture aziendali del SSN, da definirsi in sede di convenzione;
b. assicurare l'erogazione diretta da parte delle aziende sanitarie dei medicinali necessari al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale;
c. disporre, al fine di garantire la continuità assistenziale, che la struttura pubblica fornisca direttamente i farmaci, limitatamente al primo ciclo terapeutico completo, sulla base di direttive regionali, per il periodo immediatamente successivo alla dimissione dal ricovero ospedaliero o alla visita specialistica ambulatoriale.
Non esistono limiti nella fornitura di ossigeno terapeutico F.U. nella forma gassosa. Per la forma liquida la prescrizione a carico del SSN è limitata ai soggetti affetti da insufficienza respiratoria cronica in ossigenoterapia a lungo termine. Le bombole di ossigeno possono essere fornite direttamente al domicilio del paziente da parte del grossista, ma la ricetta deve essere spedita dal farmacista in farmacia, nel senso che la ricetta deve essere in farmacia e il farmacista deve controllare che la fornitura al paziente sia effettivamente relativa a Ossigeno terapeutico.
La GU n. 26 del 1.02.2006 ha pubblicato la Determinazione AIFA 25 gennaio 2006 con la quale sono stati rideterminati i prezzi dell'ossigeno terapeutico. Con lo stesso provvedimento è anche stata definita la classe di rimborsabilità (A, sia per l'ossigeno gassoso che per quello liquido) e il relativo regime di fornitura (medicinale soggetto a prescrizione medica).
La prescrizione dell'ossigeno liquido è soggetta a diagnosi e piano terapeutico e l'ossigeno (sia gassoso che liquido) è incluso nell'allegato 2 al PHT (Prontuario della distribuzione diretta). Nella seduta del 13.02.2007, la Commissione Tecnico Scientifica dell'AIFA ha stabilito e reso successivamente noto con il prot. n. 25501/I.8.f.e del 09.03.2007 che la Nota 58 è da ritenersi ABOLITA. Infatti per quanto riguarda la dispensazione sia l'ossigeno liquido che gassoso sono inseriti nel Prontuario della Distribuzione Diretta (PHT) e quindi possono essere erogati direttamente ai pazienti in dimissione al fine di garantire la continuita' assistenziale ospedale-territorio.
I prezzi ex-factory previsti dal provvedimento sono di 6,20 €/m3 per l'ossigeno gassoso e di 4,20 €/m3 per quello liquido. Il farmacista, in analogia con quanto avviene per i farmaci rimborsati dal SSN, è remunerato con una quota di spettanza pari al 26,7% del prezzo al pubblico al netto di IVA. Pertanto il prezzo al pubblico finale comprensivo di IVA è paria 9,03 € per l'ossigeno gassoso e 6,12 € per l'ossigeno liquido.
Procedure per il rimborso delle ricette SSN
All'atto della spedizione della ricetta vanno annotate le quote fisse per ricetta e le quote a carico dell'assistito percepite dalla farmacia. Contemporaneamente, e comunque non oltre il giorno successivo, si applicano sulla ricetta i fustelli tolti dalle confezioni (o si annota il prezzo per i galenici preconfezionati privi di fustello).
Il farmacista deve inoltre:
numerare progressivamente le ricette e disporle in mazzette da 100
compilare la distinta contabile riepilogativa in tre copie.
consegnare le ricette all'AUSL entro il giorno 5 del mese successivo a quello di spedizione.
Per la spedizione di ricette effettuate durante il servizio notturno a battenti chiusi viene corrisposto il diritto addizionale previsto dalla Tariffa Nazionale dei Medicinali a condizione che sulla ricetta risulti precisato - da parte del medico - il carattere di urgenza della prescrizione e - da parte della farmacia - l'ora di presentazione della ricetta stessa. Per le prescrizioni rilasciate da medici del Servizio di Guardia Medica, la farmacia ha l'obbligo di annotare l'ora di spedizione della ricetta, ma il medico non ha l'obbligo di annotare il carattere d'urgenza della prescrizione.
Trasmissione di dati al Ministero della Sanità e al Ministero delle Entrate e delle Finanze
L' art 8, dell' accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private prevede che
"entro il mese successivo a quello di spedizione le farmacie consegnino un idoneo supporto informatico contenente i dati rilevati con penna ottica dal fustello al fine di consentire alla parte pubblica il tempestivo utilizzo".
Il Decreto 18 giugno 1999 (GU n. 191 del 16.08.99) ha stabilito che le farmacie pubbliche e predispongano mensilmente, con sistemi informatici, un file contenente i dati, rilevati con la penna ottica, relativi al codice di autorizzazione all' immissione in commercio dei medicinali rimborsati dal SSN, nonché della eventuale quota di partecipazione alla spesa a carico dell' assistito per ogni ricetta e con l' indicazione della azienda unità sanitaria locale cui le ricette sono consegnate per il pagamento.
I dati di cui al precedente art. 1 devono essere consegnati alle associazioni di categoria - Federfarma per le farmacie private, Assofarm per le farmacie pubbliche- secondo modalità stabilite dalle stesse associazioni, senza oneri per il Ministero della sanità e per il SSN.
L'art. 50 del D.L. 30.09.2003 n. 269 convertito con modificazioni dalla L. 24.11.2003 n. 326 reca disposizioni in materia di monitoraggio della spesa nel settore sanitario anche attraverso l'impiego della tessera sanitaria. Le farmacie hanno l'obbligo di trasmettere mensilmente al Ministero delle Entrate e delle Finanze, tramite SOGEI, i dati delle prescrizioni SSN evase, secondo un protocollo definito da una specifica normativa consultabile al sito http://sistemats1.sanita.finanze.it/
Regime di erogazione dei farmaci per il trattamento della malattia di Alzheimer.
Il Ministero della Sanità ha accolto l'invito formulato dalla CUF per ricercare forme di erogazione del farmaco da parte del SSN che concilino le esigenze dell'assistenza e della solidarietà con quello oculato delle risorse pubbliche. Le specialità medicinali a base donezepil cloridrato e rivastigmina, sono state pertanto classificate in classe a), pur essendo considerate dalla CUF di " modesto e transitorio ruolo terapeutico", per accogliere le aspettative dei familiari dei malati di demenza di Alzheimer e per l'alto costo della terapie ("Progetto di ricerca per il potenziamento e la riqualificazione dell' assistenza ai pazienti affetti da Alzheimer" e "Protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico per la malattia di Alzheimer - Supplemento Ordinario n. 141 alla G.U. n. 204 del 1° settembre 2000).
A seguito degli accordi intervenuti tra Ministero, produttori delle specialità a base di donezepil e rivastigmina, e Associazioni dei farmacisti e dei distributori intermedi, le ditte titolari dell'AIC forniranno alle Aziende sanitarie n. 4 confezioni gratuite di prodotto per ogni paziente ammesso al trattamento secondo un Protocollo definito. I distributori intermedi e le farmacie, a loro volta, rinunceranno a qualsiasi compenso per la cessione ai pazienti dei medicinali sopra citati, a partire dal 5° mese dall'inizio del Progetto e per 4 mesi complessivi.
In analogia con quanto previsto per i farmaci destinati alla cura dell'Alzheimer, la Legge Finanziaria 2001 stabilisce che Il Ministero della Sanità possa concordare, con le organizzazioni maggiormente rappresentative dei distributori intermedi e delle farmacie, che la cessione di determinati medicinali, individuati dalla CUF in funzione di specifici progetti di ricerca e sorveglianza epidemiologica, avvenga senza l'applicazione delle quote di spettanza dei grossisti e delle farmacie e dello sconto a carico delle farmacie. Detti accordi dovranno essere limitati a medicinali erogabili con oneri a carico del SSN e dovranno avere una durata definita e limitata. (art.85, comma 22). Le Cessioni di cui sopra non sono soggette al contributo ENPAF 0,9% e al contributo (ritenuta) dello 0,02% previsto dall'art.15 della convenzione farmaceutica.
Assistenza farmaceutica per cittadini italiani e stranieri a carico di istituzioni estere (D.M. 25.11.1982 -G.U. 24.01.1983, N. 22)L'assistenza sanitaria per malattia, infortuni sul lavoro, malattie professionali e maternità, ai cittadini italiani o stranieri - aventi diritto all'assistenza in Italia con onere a carico di istituzioni estere, in virtù di trattati e accordi internazionali bilaterali o multilaterali di reciprocità sottoscritti dall'Italia - è erogata dalle unità sanitarie locali nelle forme e nei limiti previsti dalla vigente legislazione italiana per i cittadini italiani residenti.
L'assistenza medico-generica e pediatrica agli assistiti temporaneamente in Italia è assicurata mediante l'erogazione delle visite occasionali previste dagli accordi collettivi nazionali per la regolamentazione dei rapporti con i medici di medicina generale ed i medici specialisti pediatri di libera scelta e mediante i servizi di guardia medica festiva e notturna e i servizi stagionali di assistenza ai villeggianti. L'assistenza ai residenti in Italia è assicurata nelle forme e con le modalità stabilite per i cittadini italiani residenti.
Gli assistiti residenti in Italia sono tenuti alla partecipazione alla spesa sanitaria nella misura e nei limiti previsti per i cittadini italiani residenti. Gli assistiti temporaneamente in Italia sono tenuti alla partecipazione alla spesa nei casi in cui essa sia prevista in generale per tutti i cittadini italiani residenti salvo l'esonero, se previsto, in rapporto all'apparenza a categorie esentate: essi sono esentati, altresì dalla partecipazione nei casi in cui sono previste esenzioni in relazione all'ammontare dei redditi personali imponibili ai fini dell'IRPEF.
Per le modalità di compilazione della prescrizione per cittadini italiani e stranieri a carico di istituzioni estere si veda il documento "La ricetta SSN"
Assistenza farmaceutica per gli stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale.
L'art 33 della L. 6.03.1998, n. 40 (GU 12.03.1998, n. 59) dispone che ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale , anche se non in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. Sono, in particolare, garantite:
· le vaccinazioni secondo la normativa e nell'ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni;
· la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai.
Le prestazioni sono erogate senza oneri a carico dei richiedenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, fatte salve le quote di partecipazione alla spesa a parità con i cittadini italiani.
La disposizione legislativa ha poi trovato conferma nell' art. 43 del DPR 31.08.1999, n. 394 del regolamento della Legge stessa. Può quindi verificarsi il caso di ricevere in farmacia una ricetta del SSN riportante un numero di codice diverso da quello degli altri assistiti. Detto codice è attribuito su base regionale e riporta la sigla STP (Straniero Temporaneamente Presente). Il codice identificativo è composto, oltre che dalla sigla STP, dal codice ISTAT relativo alla struttura sanitaria pubblica che lo rilascia e da un numero progressivo attribuito al momento del rilascio. Il codice è riconosciuto su tutto il territorio nazionale. Spesso le persone in questa condizione possono esibire una dichiarazione di indigenza sulla quale viene fatto riferimento proprio all'art. 43 del DPR 31.08.1999. La ricetta deve essere accettata e spedita alle medesime condizioni previste per i cittadini italiani.
Per le modalità di compilazione della prescrizione per gli stranieri non iscritti al SSN si veda il documento "La ricetta SSN"
Assistenza farmaceutica in Italia per il personale navigante, marittimo e dell'aviazione civile (art. 3DM 22 febbraio 1984 (G.U. 17.03.1984, n. 77).
Sono altresì erogati in forma indiretta, su motivata prescrizione medica, anche i preparati galenici e le specialità medicinali non inclusi nel prontuario terapeutico nazionale richiesti per particolari patologie e sempre che gli stessi siano necessari per completare il ciclo di cura già iniziato all'estero.
Sull'argomento va segnalata la circolare n. 6407 del 5.12.2003 della FOFI secondo la quale le ricette del"Servizio di Assistenza Sanitaria ai Naviganti" (SASN), possono e debbono essere spedite da tutte le farmacie in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e inviate per il rimborso al competente ufficio SASN.
Per le modalità di compilazione della prescrizione per il personale navigante, marittimo e dell'aviazione civilesi veda il documento "La ricetta SSN"
Tutte le prescrizioni, siano esse redatte su ricetta intestata SASN dal medico convenzionato o fiduciario del SASN o su ricetta SSN redatta da un medico generico cui il paziente si è rivolto in caso di impossibilità a contattare un medico SASN o fiduciario SASN, devono essere inviate a:, Ministero della Salute S.A.S.N. Nord e Centro Italia, Via Cantore 3 - 16149 GENOVA unitamente alla distinta contabile in originale ed in copia (si tratta della medesima distinta contabile utilizzata per inviare le ricette alla ASL).
Qualora si tratti della prima spedizione, le farmacie dovranno provvedere ad iscriversi presso l'Ufficio SASN di Genova inviando la seguente documentazione:
1.Esatta denominazione della Farmacia;
2.Copia del certificato rilasciato dalla Camera di Commercio o autocertificazione;
3.Delibera ASL di autorizzazione all'esercizio o autocertificazione;
4.Dichiarazione, dalla quale risulti se la farmacia sia urbana o rurale, sussidiata o non sussidiata e se il fatturato sia superiore od inferiore a Euro 258.228,44 annui;
5.Estremi del conto corrente bancario, con le relative coordinate CAB e ABI, sul quale accreditare le spettanze relative alle ricette spedite;
6.Telefono e fax farmacia;
7.Codice fiscale e partita IVA.
L'Ufficio di Genova è competente per l'Italia del Centro Nord, mentre la sede di Napoli è competente per il Sud e le Isole.
Linee Guida Regionali relative all'attività delle Commissioni Farmaceutiche aziendali di cui al DPR 371/98