Source: http://biblus.acca.it/focus/dvr-procedure-standardizzate/
Timestamp: 2018-05-20 10:18:50+00:00
Document Index: 117774357

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art.29', 'art. 29', 'art.28', 'art. 29', 'art.28', 'art.28', 'art.29', 'art. 15', 'art. 31', 'art.18', 'art. 19', 'art. 20', 'art.41', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 15', 'arte 1']

DVR con Procedure Standardizzate - BibLus-net
DVR con procedure standardizzate: i 4 passi per la corretta compilazione
DVR con procedure standardizzate: ecco lo speciale BibLus-net con la guida (con lo schema della procedura e la modulistica) per la corretta redazione del documento in 4 passi
La Procedura Standardizzata è il modello di riferimento per la redazione del DVR (documento di valutazione dei rischi), elaborata dalla “Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro”, ai sensi dell’art. 29 del dlgs n. 81/2008.
Il modello per la redazione del DVR con procedura standardizzata costituisce per le aziende di limitate dimensioni (inferiori a 10 lavoratori) uno strumento semplice ed efficace, in accordo con le prescrizioni del testo unico della sicurezza sul lavoro per:
individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione
elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza
La procedura standardizzata offre i seguenti vantaggi:
consente di operare in maniera semplice e guidata
permette di effettuare la valutazione dei rischi mediante l’uso di Check-list contenenti un elenco dei pericoli da verificare (cosa che garantisce la non contestabilità del DVR da parte di eventuali ispettori, essendo la valutazione effettuata in maniera standard)
evita ai datori di lavoro l’onere di dover dimostrare, eventualmente, di aver valutato attraverso il DVR tutti i rischi presenti nella propria azienda e di aver ottemperato, senza eccezioni, ai dettami dell’art. 28 del su citato decreto
consente di operare in maniera più veloce e dinamica, permettendo di preparare la sola documentazione necessaria, con conseguente guadagno di tempo, riduzione dei costi e maggiore competitività
Schema della procedura standardizzata in 4 passi
Possiamo riassumere con il seguente schema la procedura standardizzata i 4 passi.
Passo n. Azioni
1 Descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo / attività e delle mansioni
2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda
3 Valutazione dei rischi associati ai pericoli
Individuazione di strumenti informativi di supporto per l’effettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio, indici infortunistici, liste di controllo, ecc.)
in presenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità valutative, mediante criteri che prevedono anche prove, misurazioni e parametri di confronti tecnici
4 Definizione del programma di miglioramento
La presente procedura si applica alle imprese che occupano fino a 10 lavoratori (art. 29 comma 5, dlgs 81/08 s.m.i.), ma può essere utilizzata anche dalle imprese fino a 50 lavoratori (art.29 comma 6 del dlgs 81/08 s.m.i., con i limiti di cui al comma 7), come sintetizzato nel seguente schema riepilogativo.
Aziende fino a 10 lavoratori (art. 29, comma 5) La legislazione a tale riguardo prevede per le aziende fino a 10 lavoratori di assolvere all’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi, sulla base delle procedure standardizzate qui descritte. Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28:
aziende industriali a rischio rilevante di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni
impianti ed installazioni nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni
Si può applicare a Esclusioni
Aziende fino a 50 lavoratori (art. 29, comma 6) La legislazione a tale riguardo concede alle aziende fino a 50 lavoratori di effettuare la valutazione dei rischi, sulla base delle procedure standardizzate qui descritte. Tali aziende, in caso di non utilizzo di tale opportunità, devono procedere alla redazione del documento di valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28. Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28:
aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a, b, e, d) (indicate sopra)
aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, connessi alla esposizione all’amianto (art.29 comma 7)
Effettuare la valutazione sulla base della procedura standardizzata è responsabilità del datore di lavoro che coinvolgerà i soggetti riportati nello schema seguente, in conformità a quanto previsto dal Titolo I, Capo III del dlgs 8 1/08 s.m.i. e in relazione all’attività e alla struttura dell’azienda.
Indicazione delle misure prevenzione e protezione
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): artt. 31, 33 e 34 dlgs 8 1/08 s.m.i.
Medico competente (ove previsto): artt. 25 e 41 dlgs 81/08 s.m.i.
Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza(RLS)/Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST): artt. 18, 28, 29 e 50, dlgs 8 1/08 s.m.i.
Lavoratori: art. 15 comma 1 lett. r) dlgs 8 1/08 s.m.i.
eventuali altre persone esterne all’azienda in possesso di specifiche conoscenze professionali (art. 31, comma 3 dlgs 81/08 s.m.i.)
RLS/RLST: artt. 18, 28, 29 e 50, dlgs 8 1/08 s.m.i.
Dirigenti: art.18, dlgs 81/08 s.m.i.
Preposti: art. 19, dlgs 81/08 s.m.i.
Lavoratori: art. 20, dlgs 81/08 s.m.i.
Il datore di lavoro in collaborazione con l’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e il medico competente, ove previsto (art.41 dlgs 81/08 s.m.i.), effettuerà la valutazione dei rischi aziendali e la compilazione del documento, previa consultazione dell’RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), tenendo conto di tutte le informazioni in suo possesso ed eventualmente di quelle derivanti da segnalazioni dei lavoratori, secondo i passi di seguito riportati:
descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni
La valutazione dei rischi, essendo un processo dinamico, deve essere riesaminata qualora intervengano cambiamenti significativi, ai fini della salute e sicurezza, nel processo produttivo, nell’organizzazione del lavoro, in relazione al grado di evoluzione della tecnica, oppure a seguito di incidenti, infortuni e risultanze della sorveglianza sanitaria.
Si ricorda che i principi generali che devono guidare il datore di lavoro nella scelta delle misure di riduzione e controllo dei rischi sono contenuti nel dlgs 81/2008 all’art. 15 e sono così sintetizzabili:
l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione alla fonte in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico
la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza (criterio di completezza della valutazione)
il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature
il controllo sanitario dei lavoratori (sorveglianza sanitaria)
l’informazione, la formazione e l’addestramento adeguati per i lavoratori
la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
l’uso di segnali di avvertimento e di sicurezza (segnaletica di salute e sicurezza)
la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute sicurezza
Redazione del DVR in 4 passi
Di seguito riportiamo le istruzioni per la corretta redazione del DVR in 4 passi:
Passo n. 1: descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni
Inserire nel MODULO 1.1 i seguenti dati identificativi dell’azienda:
Codice ATECO 2007 (facoltativo)
Nominativo del Titolare/Legale Rappresentante
Indirizzo del sito/i produttivo/i (esclusi i cantieri temporanei e mobili – Titolo IV dlgs81/08 s.m.i.)
Nominativo del Datore di lavoro (Indicare se il datore di lavoro svolge i compiti del SPP)
Nominativi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi se diverso dal datore di lavoro
Nominativi ASPP (ove nominati)
Nominativi addetti al Servizio di Pronto Soccorso
Nominativi addetti al Servizio di Antincendio ed Evacuazione
Nominativo del Medico Competente (ove nominato)
Nominativo del RLS/RLST
Evidenziare le figure esterne al Servizio di prevenzione e protezione (dirigenti e/o preposti ove presenti), ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettere d) ed e), e allegare eventualmente l’organigramma aziendale nel quale sono indicati ruoli e mansioni specifiche.
“Ciclo lavorativo/Attività”
Indicare di ciascun ciclo lavorativo/attività se in azienda sono presenti più cicli lavorativi.
Si potrà utilizzare un modulo per ogni ciclo lavorativo, con le seguenti indicazioni:
colonna 1 – “Fasi”
colonna 2 – “Descrizione Fasi”
colonna 3 – “Area/Reparto /Luogo di lavoro”
indicazione dell’ambiente o degli ambienti, sia al chiuso che all’aperto, o del reparto in cui si svolge la fase.
colonna 4 – “Attrezzature di lavoro: macchine, apparecchi, utensili, ed impianti”
colonna 5 – “Materie prime, semilavorati e sostanze impiegati e prodotti. Scarti di lavorazione”
colonna 6 – “Mansioni/postazioni”
L’esame delle fasi che compongono il ciclo/attività deve essere completo, includendo anche quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc..
È importante evidenziare, ove presenti:
situazioni lavorative quali ad esempio: lavoro notturno, lavoro in solitario in condizioni critiche (nella colonna Descrizione Fasi)
attività effettuate all’interno di aziende in qualità di appaltatore
attività svolte in ambienti confinati, lavori in quota (nella colonna Ambiente/Reparto), ecc.
Passo n. 2: individuazione dei pericoli presenti in azienda
Dopo aver descritto l’attività aziendale, si devono individuare i pericoli presenti. Questi sono legati a:
le caratteristiche degli ambienti di lavoro, delle attrezzature di lavoro, dei materiali
gli agenti fisici, chimici o biologici presenti; al ciclo lavorativo, a tutte le attività svolte (comprese quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc.)
fattori correlati all’organizzazione del lavoro adottata
la formazione, informazione e addestramento necessari e, in generale, a qualunque altro fattore potenzialmente dannoso per la salute e la sicurezza dei lavoratori
Si tenga presente che il datore di lavoro è tenuto ad effettuare, ogni qualvolta sia possibile, le lavorazioni pericolose o insalubri in luoghi separati allo scopo di non esporvi senza necessità i lavoratori addetti ad altre lavorazioni (dlgs 8 1/08 s.m.i., Allegato IV punto 2.1.4).
colonna 1 – “Famiglia di pericoli”;
colonna 2 – “Pericoli”;
colonne 3 e 4 – Devono essere contrassegnate per indicare la presenza o l’assenza del pericolo in azienda, in coerenza con quanto descritto nel modulo 1.2;
colonna 5 – “Riferimenti legislativi”, con il richiamo al dlgs 81/08 s.m.i. e ad altre principali fonti legislative di riferimento;
colonna 6 – “Esempi di incidenti e di criticità” per ogni pericolo elencato.
Ulteriori pericoli identificati dal datore di lavoro, non elencati in colonna 2, dovranno essere riportati nella riga “Altro”, posta in calce alla tabella.
Al fine di una più facile gestione del documento, qualora compilato su formato elettronico, si consiglia di riportare solo i pericoli presenti.
In riferimento ai cantieri temporanei e mobili si specifica che non si applicano le disposizioni del Titolo II ma quelle contenute nel Titolo IV e relativi allegati del dlgs 81/08 s.m.i..
Passo n. 3: valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate
Per ciascun pericolo individuato nel MODULO 2, si deve accertare che i requisiti previsti dalla legislazione vigente siano soddisfatti (se del caso, anche avvalendosi delle norme tecniche), verificando che siano attuate tutte le misure tecniche, organizzative, procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento, di sorveglianza sanitaria (ove prevista) necessarie a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori.
Nella valutazione si terrà conto delle condizioni che possono determinare una specifica esposizione ai rischi, tra cui anche quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal dlgs 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere (considerando le problematiche al maschile e al femminile), all’età (considerando non solo i giovani lavoratori, ma le fasce di età avanzata, quali gli over 50), alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale (art. 28, c. 1, del dlgs 81/08 s.m.i.).
Il MODULO 3 consente di documentare sinteticamente la valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e il programma di miglioramento.
Si può scegliere, secondo la modalità che si riterrà più adatta alle caratteristiche dell’azienda, se effettuare la valutazione del rischio e la conseguente compilazione del MODULO 3 a partire dall’Area/Reparto /Luogo di lavoro o dalle mansioni/postazioni o dai pericoli individuati.
Il modulo è suddiviso in due sezioni: “Valutazione dei rischi e misure attuate” e “Programma di miglioramento”.
colonna 1 – “Area/reparto/luogo di lavoro”
colonna 2 – “Mansione/Postazione”
colonna 3 – “Pericoli che determinano rischi per la salute e sicurezza”
colonna 4 – “Eventuali strumenti di supporto”
colonna 5 – “Misure attuate”
colonna 6 – “Misure di miglioramento da adottare e tipologie di misure preventive/protettive”
colonna 7 – “Incaricati della realizzazione”
colonna 8 – “Data di attuazione delle misure di miglioramento”
Ai fini di una più efficiente gestione delle misure di prevenzione e protezione di ciascun lavoratore, è possibile inserire (in colonna 2) una codifica specifica per ciascuna mansione identificata svolta in azienda dai lavoratori. Il codice potrà essere utile per collegare il nominativo dei lavoratori operanti in azienda alle mansioni svolte (vedi nota 1).
La valutazione dei rischi sarà effettuata per tutti i pericoli individuati, utilizzando le metodiche ed i criteri ritenuti più adeguati alle situazioni lavorative aziendali, tenendo conto dei principi generali di tutela previsti dall’art. 15 del dlgs 8 1/08 s.m.i.
Sulla base dei risultati della valutazione dei rischi, verranno definite per tipo ed entità le misure di prevenzione e protezione adeguate.
In relazione al pericolo specifico individuato (colonna 3) e ai relativi strumenti di supporto (colonna 4), le misure di prevenzione e protezione attuate (scelte, tra quelle tecniche, organizzative, procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento, di sorveglianza sanitaria, ove prevista) verranno indicate in colonna 5.
Passo n. 4: definizione del programma di miglioramento
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Tags: DVR, NB011, Newsletter 513
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DM 30 novembre 2012
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