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Timestamp: 2019-06-18 06:42:02+00:00
Document Index: 168275002

Matched Legal Cases: ['art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.4', 'art. 18', 'art.600', 'art. 2']

e_italia_cont__tratta_97-2
L'azione del governo contro la tratta in Italia 1998-2000*
L'azione del governo in Italia - I progetti di protezione sociale - Numero Verde - Le nuove schiave - I reati di sfruttamento - L'azione del governo in sede internazionale
Tra gli obiettivi strategici del Dipartimento per le pari opportunità vi è la promozione di iniziative di contrasto delle situazioni di violenza connesse al fenomeno del traffico di donne e minori ai fini di sfruttamento sessuale.
Per il raggiungimento di tale obiettivo sono stati predisposti strumenti normativi e operativi.
* Febbraio 1998
Istituzione del Comitato interministeriale di coordinamento delle azioni di Governo contro la tratta di donne e minori ai fini di sfruttamento sessuale.
Studia e analizza il fenomeno della tratta ed è il centro di coordinamento per l'azione del Governo in Italia e all'estero.
* Luglio 1998
Contiene l'articolo 18 che prevede la possibilità di sottrarsi alla tratta e accedere ai progetti di protezione sociale, finanziati con 10 miliardi annui
* Marzo 1999
Presentazione alla Camera del disegno di legge "Misure contro il traffico di persone ".
Assegnato alla Commissione Giustizia, dov'è in corso l'esame (Relatrice: on. Anna Finocchiaro).
* 3 Novembre 1999
Regolamento di attuazione del Testo Unico sull'immigrazione
Prevede il finanziamento, da parte del Dipartimento per le Pari opportunità, di programmi di assistenza ed integrazione sociale realizzati dagli enti territoriali o da soggetti privati con essi convenzionati.
* 11 Novembre 1999
Costituzione della Commissione interministeriale per l'attuazione dell'art.18
Composta da rappresentanti di Pari opportunità, Solidarietà sociale, Interno, Giustizia, controlla, indirizza e programma le risorse per l'attuazione dei programmi di assistenza e integrazione sociale.
* 23 Novembre 1999
Decreto interministeriale per l'indicazione dei criteri e delle modalità per la selezione dei programmi di assistenza e integrazione sociale, di cui all'art.18 del Testo Unico sull'immigrazione
* Dicembre 99
Pubblicazione del primo avviso per "Progetti di protezione sociale per persone vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale ".
61 progetti presentati, 49 approvati.
* Dicembre 99 - Febbraio 00
Avvio delle azioni di sistema
Servono per realizzare il coordinamento dei progetti, il monitoraggio degli effetti, diffondere l'informazione sugli interventi tra le istituzioni, i cittadini e i potenziali utenti delle misure di protezione sociale. La prima Azione di sistema, già finanziata e in corso d'opera, consiste nell'apertura di un numero verde per informazioni e aiuto, realizzato con un coordinamento nazionale, collegato con 14 punti locali, per assicurare un tempestivo aiuto sul territorio alle vittime della tratta.
* 29 Febbraio 00
Si firma la Convenzione che rende operativi i progetti.
Con il loro avvio è possibile applicare in pieno l'articolo 18 che prevede il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo per poter accedere ai progetti di protezione sociale
* 28 giugno 00
Incontro con il Capo della Polizia di Stato, Prefetto Gianni De Gennaro, si avvia una collaborazione sull'attuazione dell'art.18, e in particolare, sulle modalità con le quali, nelle varie Questure, si procede al rilascio dei permessi di soggiorno.
* 26 luglio 2000
Presentazione e attivazione Numero Verde sulla tratta: 800-290290
I PROGETTI DI PROTEZIONE SOCIALE
* 49 progetti gestiti da Enti locali e organizzazioni non profit
* suddivisi per Regione:
Lombardia 7 Lazio 5 E.Romagna 2 Friuli V. Giulia 1
Veneto 6 Toscana 4 Marche 2 Abruzzo 1
Puglia 6 Campania 3 Umbria 2 Molise 1
Piemonte 5 Liguria 2 Sicilia 2 Multiregionale 1 (Friuli-Campania-Puglia)
* 10/15 operatori impegnati per progetto: 500/700 unità totali
* 200 organizzazioni impegnate tra progetti e partner collegati tra loro in una rete nazionale
* azioni previste:
-mediazione interculturale
-intervento di strada
-reintegrazione sociale
-accoglienza protetta
-percorsi di formazione
-consulenza giuridica
-inserimento lavorativo
* primi tre mesi di attività dei progetti di protezione: 1/04 - 30/06/2000
- 7.427 soggetti contattati di cui:
- 1.338 accompagnati ai servizi
- 354 inseriti nel programma di protezione
- 156 hanno ottenuto il permesso di soggiorno
- 604 in accoglienza
- 192 avviati alla formazione professionale
- 161 avviati al lavoro
* ATTIVO DAL 26 LUGLIO 2000
* 100 OPERATORI QUALIFICATI
* 24 ORE SU 24 TUTTI I GIORNI
* RICEVE LE RICHIESTE DI AIUTO E DI INFORMAZIONE
* METTE IN CONTATTO LE DONNE CON GLI OPERATORI DEI PROGETTI DI PROTEZIONE SOCIALE ATTIVI NEL TERRITORIO
* RACCORDA LE RICHIESTE TRA I PROGETTI LOCALI E LA RETE NAZIONALE
Secondo uno studio realizzato dal Parsec su commissione del Dipartimento Pari opportunità le donne immigrate coinvolte nella prostituzione sono tra le 15 e le 18 mila. Tra loro, la quota delle donne vittime del trafficking, si stima intorno al 10 per cento cioè tra le 1.500 e le 1.800.
Possono dirsi vittime del trafficking le donne che subiscono violenza e coercizione in almeno una delle fasi del percorso con cui arrivano dal loro Paese fino all'Italia.
I fase: Sradicamento dal Paese di provenienza
Le donne possono arrivare nelle mani dei clan perché rapite, vendute dalla famiglia, raggirate (con l'illusione di altri lavori o in relazione alla restituzione di un prestito), minacciate di violenza verso la propria famiglia.
II fase Modalità di trasferimento:
Avviene via mare o via terra, talvolta la vittima è sotto minaccia, talvolta è consenziente perché è stata ingannata. Comunque viene sottoposta a violenza fisica e sessuale all'arrivo in Italia.
III fase: Scopo finale
Le donne trafficate vengono utilizzate in prestazioni di alto profitto come la prostituzione, il lavoro forzato e la schiavitù domestica. La mercificazione dei corpi è un affare estremamente lucroso e le ragazze sono una merce di valore. Per questa ragione lo spostamento delle ragazze è organizzato in piccoli gruppi e soprattutto per le rotte di terra, più sicure di quelle marittime.
Si stima che la prostituzione sia la terza voce di guadagno per il crimine internazionale organizzato, dopo le armi e la droga. Si calcola che una prostituta possa fruttare almeno dieci milioni al mese. La media del lavoro delle ragazze è di circa tre sere a settimana. In Italia, secondo un calcolo approssimativo, il business della prostituzione delle donne immigrate si aggira sui 180 miliardi al mese.
E' difficile fare una stima del trafficking in Europa. I Paesi più interessati sono l'Italia, la Germania (dove il fenomeno presenta caratteristiche molto simili alle nostre nei numeri e nelle modalità), il Belgio e l'Inghilterra.
Fonte: Dipartimento per le Pari opportunità e associazione Parsec
I REATI DI SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE E TRAFFICKING
I procedimenti giudiziari in corso
- delitto di associazione mafiosa
- delitto di associazione per delinquere
- delitto di sfruttamento della prostituzione
- delitto di sequestro di persona
- delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione
- delitto di riduzione in schiavitù/ tratta di donne
IMPUTATI 890
349 italiani 33 marocchini 17 cinesi
293 albanesi 19 ungheresi 17 pakistani
37 nigeriani 19 ex yugoslavia 10 tedeschi
numerose nigeriane 66 albanesi 10 cinesi
numerose rumene 25 italiane 7 ceche
numerose russe 15 ex yugoslavia 7 bulgare
PROCEDIMENTI PENDENTI 407
135 Lecce 22 Busto Arsizio
39 Modena 21 Arezzo
31 Ancona 17 Bolzano
I reati comunemente più contestati sono quelli di sfruttamento della prostituzione, cui si aggiungono sequestro di persona, violenza sessuale, associazione a delinquere o mafiosa. Raramente è contestato il reato di riduzione in schiavitù, generalmente utilizzato solo per vittime minorenni.
Il DDL "Misure contro il traffico di persone" approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 marzo 1999, prevede tra l'altro la configurazione del nuovo reato di trafficking, caratterizzato dal trasferimento forzato delle persone, uso della violenza, minaccia o inganno.
Il DDL è in discussione in comitato ristretto della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ed è nuovamente calendarizzato per domani giovedì 27 luglio.
FONTE: Direzione Nazionale Antimafia, dati aggiornati a luglio 1999
L'AZIONE DEL GOVERNO IN SEDE INTERNAZIONALE
* Washington- maggio 1998
Accordo bilaterale Italia- Usa
Bill Clinton e Romano Prodi siglano un'intesa che impegna entrambi i Paesi a prendere misure contro il trafficking e istituisce un gruppo di lavoro bilaterale.
L'accordo prevede forme di cooperazione nel campo dello scambio di informazioni investigative, del training delle forze di polizia, della prevenzione, con particolare riferimento alle campagne di informazione nei paesi di origine. L'intesa è ora in fase di attuazione. Al follow up partecipano i ministeri degli esteri, della giustizia, dell'interno, della solidarietà sociale, la Direzione nazionale antimafia e la Direzione investigativa antimafia.
* Roma - giugno 1998
Adozione dello Statuto della Corte penale internazionale.
Per iniziativa della delegazione italiana il traffico di persone viene esplicitamente menzionato come una delle moderne forme di riduzione in schiavitù, ed inserito nella lista dei crimini contro l'umanità, nell'ambito del delitto di "enslavement ".
* Vienna - febbraio 1999
Protocollo sul traffico di persone.
Nel corso dei lavori del Gruppo ad hoc per la redazione della Convenzione sulla criminalità organizzata transnazionale, in base ad una proposta presentata da Stati Uniti e Argentina, si discute il draft di un protocollo addizionale specifico sul traffico delle persone, in particolare donne e minori, distinto da quello sull'immigrazione illegale. Si riconosce così che il traffico è un delitto tipicamente commesso dalla criminalità organizzata, e che ha caratteristiche proprie rispetto alla violazione delle leggi sull'immigrazione.
* Vienna - giugno 1999
L'Italia sostiene la scelta di un protocollo ad hoc sul traffico.
La delegazione italiana sottolinea il nesso inscindibile tra protezione dei diritti delle persone trafficate e repressione penale del fenomeno criminale. In base a questa posizione, l'Italia presenta una serie di proposte volte a migliorare le norme relative alla protezione e all'assistenza delle vittime, nonché alla possibilità di ottenere un permesso di soggiorno (art.4 e 5 ), in coerenza con la previsione dll'art. 18 del T.U. sull'immigrazione.
* Vienna - gennaio 2000
Inizia la discussione sulla definizione del crimine di traffico.
Due le opzioni previste. La prima, sostenuta da Usa, Italia e Olanda, è focalizzata sul concetto di schiavitù, la seconda sul concetto di sfruttamento, e in particolare di sfruttamento sessuale. La posizione italiana è in linea con la giurisprudenza della Cassazione che ha inquadrato il traffico nel delitto di riduzione in schiavitù ex art.600 c.p. e con il disegno di legge governativo che descrive in termini attuali il fenomeno del traffico come moderna forma di riduzione in schiavitù.
* Tokyo - febbraio 2000
G8- Gruppo di Lione
La delegazione italiana, insieme a quella tedesca, riceve l'incarico di formulare e di portare alla discussione un'ipotesi di mediazione tra le due opzioni, sulla quale si possa raggiungere il consenso di tutte le delegazioni. Lo scopo è ultimare il protocollo insieme alla Convenzione sulla criminalità organizzata, nella Conferenza prevista a Palermo nel novembre-dicembre 2000.
* Kyoto - maggio 2000
G8 -Gruppo di Lione
La delegazione italiana, insieme a quella tedesca, presenta una nuova formulazione dell'art. 2 bis del Protocollo sul trafficking.
* Strasburgo - maggio 2000
È approvata all'unanimità del Parlamento Europeo la relazione Sorensen che prevede nuove azioni nella lotta contro la tratta delle donne e dà un quadro chiaro ed esplicito del problema a livello internazionale.
* Vienna - giugno 2000
Prosegue la discussione sulla definizione di trafficking.
La sessione conclusiva per il relativo protocollo è prevista per ottobre 2000.
L'Osce organizza un seminario riguardante il "Trafficking in Human Beings ".
I punti su cui si basa la discussione sono i seguenti:
1) prevenzione e protezione dei diritti umani delle vittime della tratta
2) cooperazione con le ONGs. Il seminario si conclude con la formulazione di raccomandazioni ai governi e alle organizzazioni internazionali, focalizzate sui diritti delle persone trafficate.
*Tratto dal sito www.governo.it/pariopportunita/