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Timestamp: 2018-11-15 13:19:43+00:00
Document Index: 53303521

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17']

Nota informativa: REGOLAMENTO CLP novità per gli utilizzatori (CE) n. 1272/2008. ing. Andrea Raviolo - PDF
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1 Nota informativa: REGOLAMENTO CLP novità per gli utilizzatori (CE) n. 1272/2008 ing. Andrea Raviolo Ordine degli Ingegneri della Provincia di Modena Commissione H&S - 14/07/2015
2 Regolamento (CE) n. 1272/2008 Il regolamento relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (regolamento CLP) è entrato in vigore nel gennaio 2009 e il metodo di classificazione e di etichettatura delle sostanze chimiche da esso introdotto è basato sul sistema mondiale armonizzato delle Nazioni Unite (GHS dell'onu). Il regolamento ha sostituito nel tempo due precedenti atti legislativi, ossia la direttiva relativa alle sostanze pericolose (67/548/CEE) e la direttiva relativa ai preparati pericolosi (1999/45/CE), con un periodo di transizione che si è concluso il 1 giugno E in corso una ultima deroga, di ulteriori 2 anni, sull utilizzo di miscele già commercializzate al 1 giugno 2015 ed etichettate secondo precedente normativa: dal 1 giugno 2017 anche tutte le etichette dovranno essere in regola con il CLP.
3 Comunicazione dei pericoli per mezzo dell etichettatura (art. 17 CLP) Una sostanza o miscela classificata come pericolosa e contenuta in un imballaggio deve essere provvista di un'etichetta in cui figurano gli elementi seguenti: a) nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore o dei fornitori b) la quantità nominale della sostanza o miscela contenuta nel collo messo a disposizione del pubblico (se tale quantità non è indicata altrove nel collo) c) gli identificatori del prodotto (art. 18) d) se del caso, i pittogrammi di pericolo (art. 19) e) se del caso, le avvertenze (art. 20) f) se del caso, le indicazioni di pericolo H (art. 21) g) se del caso, gli opportuni consigli di prudenza P (art. 22) h) se del caso, una sezione per informazioni supplementari (art. 25) L'etichetta deve essere scritta nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro o degli Stati membri in cui la sostanza o miscela è immessa sul mercato salvo altrimenti previsto dallo Stato membro o dagli Stati membri in questione. I fornitori possono utilizzare nell'etichetta più lingue di quelle prescritte dagli Stati membri, purché in tutte le lingue utilizzate siano riportate le stesse informazioni.
4 Comunicazione dei pericoli per mezzo dell etichettatura (art. 17 CLP) Nuove definizioni vengono riportate nell art. 2 del regolamento: avvertenza una parola che indica il grado relativo di gravità del pericolo per segnalare al lettore un potenziale pericolo; si distinguono due gradi di pericolo: a) pericolo: avvertenza per le categorie di pericolo più gravi; b) attenzione: avvertenza per le categorie di pericolo meno gravi indicazione di pericolo (H) frase attribuita a una classe e categoria di pericolo che descrive la natura del pericolo di una sostanza o miscela pericolosa e, se del caso, il grado di pericolo consiglio di prudenza (P) frase che descrive la misura o le misure raccomandate per ridurre al minimo o prevenire gli effetti nocivi dell'esposizione a una sostanza o miscela pericolosa conseguente al suo impiego o smaltimento
5 Comunicazione dei pericoli per mezzo dell etichettatura (art. 17 CLP) Novità introdotte: Le dimensioni dell etichetta variano con la capacità dell imballaggio, mentre le dimensioni di ogni pittogramma dovrà coprire almeno 1/15 della superficie dell etichetta (comunque 1 cm 2 ). Le indicazioni di pericolo H da attribuire sono da rintracciare nell Allegato I: Pericoli chimico-fisici (H2 ) Pericoli per la salute (H3 ) Pericoli per l ambiente (H4 )
6 Comunicazione dei pericoli per mezzo dell etichettatura (art. 17 CLP)
7 Criteri di classificazione (All. I CLP) Esempio: liquidi infiammabili
8 Criteri di classificazione (All. I CLP) Esempio: liquidi infiammabili I criteri di classificazione sono da valutare con attenzione, considerato che si rintracciano numerose differenze rispetto ai precedenti (può essere utile, per le sostanze, utilizzare le corrispondenze tra le vecchie R e le nuove H contenute nell Allegato VII del CLP). R 10 «Infiammabile» (senza pittogramma) Sostanza o miscela con temperatura di infiammabilità 55 DIVENTA H 226 «Liquido e vapori infiammabili» (con pittogramma) Sostanza o miscela con temperatura di infiammabilità 60 UNA SOSTANZA CHE PRIMA NON VENIVA CONSIDERATA PERICOLOSA ORA POTREBBE ESSERE CLASSIFICATA COME PERICOLOSA.
9 Criteri di classificazione (All. I CLP) Esempio: miscele L utilizzo della tabella di conversione dell allegato VII del CLP deve essere invece effettuato con maggiore cautela essendo possibile che miscele, precedentemente classificate come non pericolose per la direttiva 1999/45/CE, con il CLP ricadano in limiti molto più restrittivi. Esempio: Miscela contenente una sostanza irritante per gli occhi (15%) R 36 «Irritante» in concentrazione 20% non pericolosa DIVENTA H 319 «Provoca grave irritazione oculare» in concentrazione 10% pericolosa ANCHE UNA MISCELA CHE PRIMA NON VENIVA CONSIDERATA PERICOLOSA ORA POTREBBE ESSERE CLASSIFICATA COME PERICOLOSA.
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