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Timestamp: 2018-03-18 17:19:38+00:00
Document Index: 126648061

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 43', 'art. 10', 'art. 43', 'art. 54', 'art. 43', 'art. 2']

banche dati - Forum Enti.it
Messaggioda paola_79 » 04/09/2015, 16:27
Ammesso che gli amministratori possono aver accesso e prendere visione di tutti i documenti presenti in comune...può un amministratore richiedere l'esportazione di una banca dati da portare fuori dalla sede comunale?
Messaggioda Ospite » 05/09/2015, 16:58
Il diritto dei consiglieri comunali di accedere ai documenti amministrativi comprende tanto il diritto di prenderne visione, quanto quello di estrarre copia dei documenti ostesi, con la conseguenza che anche il solo diniego della seconda delle suindicate facoltà integra gli estremi del diniego di accesso (cfr., T.A.R. Lazio – Roma, Sez. I^, ordinanza n. 1140/2015; T.A.R. Puglia – Bari, Sez. II^, sentenza n. 1664/2012).
Messaggioda paola_79 » 06/09/2015, 12:13
OK... ma parlo di una vera e propria banca dati informatica, per spiegarmi meglio faccio qualche esempio: esportazione di tutti i residenti, esportazione di tutti i cittadini che hanno o non hanno pagato la mensa scolastica... senza sapere l'uso che ne verrà fatto?
Messaggioda Ospite » 07/09/2015, 21:04
Il “diritto d’accesso” ed il “diritto di informazione” dei consiglieri comunali nei confronti della P.A. trovano la loro disciplina specifica nell’art. 43 del d.lgs. n. 267/2000 (T.U. degli Enti locali) che riconosce ai consiglieri comunali e provinciali, in ragione del particolare munus espletato, un diritto dai confini più ampi sia del diritto di accesso ai documenti amministrativi attribuito al cittadino nei confronti del Comune di residenza (art. 10, T.U. Enti locali) sia, più in generale, nei confronti della P.A., quale disciplinato dalla legge n. 241/90.
Il consigliere comunale non deve motivare la propria richiesta di informazioni, poiché, diversamente opinando, la P.A. si ergerebbe ad arbitro delle forme di esercizio delle potestà pubblicistiche dell’organo deputato all’individuazione ed al perseguimento dei fini collettivi.
Gli Uffici comunali non hanno il potere di differire l’accesso del consigliere comunale alla conclusione del procedimento perché “ogni limitazione all’esercizio del diritto previsto dall’art. 43 interferisce inevitabilmente con la potestà istituzionale del consigliere comunale di sindacare la gestione dell’Ente onde assicurarne – in uno con la trasparenza e la piena democraticità – anche il buon andamento dell’amministrazione”.
È riconosciuta al consigliere comunale e provinciale un’ampia potestà di accesso a tutte le notizie ed informazioni, non comprimibile in nessun caso e per alcun motivo, essendo sufficiente che la richiesta di accesso attenga a informazioni inerenti allo svolgimento del mandato consiliare. Né, tantomeno, rileva in senso contrario il fatto che le informazioni richieste concernano dati riservati trattati dal Sindaco nell’esercizio delle funzioni di Ufficiale di Governo (ai sensi dell’art. 54, comma 3, TUEL in materia di tenuta dei registri di stato civile e di popolazione). Infatti, ai sensi dell’art. 43, comma 2, TUEL al consigliere comunale è imposto l’obbligo di non divulgare il contenuto delle informazioni e degli atti segreti o riservati ai quali ha avuto accesso, incorrendo in caso negativo in responsabilità personale, ma nessun documento o atto può essere sottratto all’accesso in ragione della sua eventuale segretezza o riservatezza. Alla luce di quanto esposto, sussiste il diritto del consigliere comunale di accedere agli elenchi e alle cancellazioni anagrafiche richieste al fine di esercitare le prerogative connesse all’esercizio del proprio mandato politico.
Anche per i consiglieri comunali deve ritenersi operante il limite dell’art. 2 del regolamento approvato con d.P.R. 12 aprile 2006 n. 184, secondo cui “la pubblica amministrazione non è tenuta ad elaborare dati in suo possesso al fine di soddisfare le domande d’accesso”. Pertanto, la richiesta di predisporre ex novo apposito dettagliato elenco quotidiano da depositare presso l’Ufficio protocollo deve ritenersi priva di giustificazione normativa. Va peraltro tenuto presente che il consigliere comunale ha diritto d’accesso al protocollo informatico del Comune, e quindi può liberamente trarre dalla relativa consultazione tutte le notizie ritenute necessarie.
http://www.commissioneaccesso.it/media/ ... tranet.pdf
Messaggioda paola_79 » 07/09/2015, 21:49
cose che già più o meno sapevo... l'accesso agli atti prendendone visione o prelievo di copia è assodato, il dubbio è sulla consegna di una banca dati informatica potendo finire in mani terze... a questo punto farò firmare un modulo di consegna della banca dati per mia tranquillità;
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