Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-85-del-09042001.html
Timestamp: 2016-12-05 12:41:14+00:00
Document Index: 21676783

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 16', 'art.9', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 87', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 9']

Circolare INPS n. 85 del 09.04.2001
Contratti di formazione e lavoro. Orientamenti
SOMMARIO: Chiarimenti e precisazioni Ministeriali
in materia di CFL conseguenti alla decisione della Commissione dellU.E. del
11 maggio 1999. Modalità operative.
La Commissione dellU.E., con decisione del
11/5/1999, pubblicata sulla G.U.C.E. 15/2/2000/L42/E ha esaminato il regime di
aiuti concessi dall'Italia per interventi a favore dell'occupazione,
individuando i criteri che rendono compatibili le agevolazioni contributive
concesse ai datori di lavoro per l'assunzione di lavoratori con CFL, effettuate
ai sensi delle leggi n. 863/1984, n. 407/1990, n.169/1991, n. 451/1994 e
n.196/1997, con gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato.
Tali criteri, nulla innovando rispetto ai datori di
lavoro ammessi alla stipula dei CFL dalla normativa nazionale, subordinano, in
sintesi, la legittimità degli aiuti concessi in misura superiore al 25% al
verificarsi, in capo al lavoratore assunto con CFL, delle seguenti condizioni:
devono riguardare giovani fino a 25 anni di età elevabili a 29 anni compresi
per i lavoratori laureati;
stato di disoccupazione di lunga durata
devono rivolgersi a persone che siano senza lavoro da almeno un anno.
Lassunzione
con CFL che rispetti le suddette condizioni, in quanto rivolta a lavoratori
definiti - secondo gli orientamenti comunitari - svantaggiati nell'inserimento o
nel reinserimento nel mercato del lavoro, risulta ammissibile anche senza
la necessità che con il contratto di lavoro instaurato si realizzi un
incremento netto di occupazione.
In assenza dei sopracitati requisiti del lavoratore,
gli aiuti risultano compatibili solamente se finalizzati a realizzare incremento
netto delloccupazione.
Avverso la decisione della Commissione dellU.E. il
Governo italiano, a completa salvaguardia delle norme nazionali che regolano i
contratti di formazione e lavoro, ha proposto ricorso che, tuttavia, non
sospende lefficacia dellatto impugnato.
Nelle more dellesito del ricorso, il Ministero del
Lavoro e della Previdenza Sociale è intervenuto sulla materia con le circolari
n. 25389 del 15/2/2000 (allegato 1) e n. 26989 del 22/6/2000 (allegato 2),
fornendo le indicazioni che di seguito si riportano e specificando, altresì,
che le stesse interessano tutti i datori di lavoro, ovunque operanti,
sull'intero territorio nazionale.
1. Orientamenti Ministeriali.
In via preliminare viene precisato che i contratti di
formazione e lavoro stipulati nella sola osservanza delle condizioni previste
dalla normativa nazionale, ovverosia posti in essere senza tenere conto dei
criteri fissati dalla Commissione, non sono pienamente supportati dalle
agevolazioni ma non per questo perdono la propria qualificazione giuridica di
contratti a tempo determinato e a causa mista.
Lo stesso Dicastero ha inoltre sottolineato che le
decisioni della Commissione non inficiano la vigenza della disciplina
legislativa di riferimento e che, pertanto, "leventuale mancato
riconoscimento dellintera agevolazione contributiva non vulnera in toto listituto
del particolare contratto formativo".
La normativa nazionale in materia dei contratti di
formazione e lavoro, come noto, è regolata dalle leggi n. 863/1984, n.
291/1988, n. 407/1990, n.169/1991, n. 451/1994 e n.196/1997.
Recependo gli orientamenti comunitari, il Ministero ha
"Lo sgravio contributivo previsto per i
soggetti operanti nei territori e settori per i quali è stabilita la riduzione
del 25% è sempre legittimo (a prescindere, dunque, dalla ricorrenza di
condizioni "soggettive", vale a dire età o titolo di studio, o
"oggettive", vale a dire lo stato di disoccupazione) e,
conseguentemente, tutte le imprese alle quali si applica unicamente tale
riduzione minima continueranno a beneficiare legittimamente degli sgravi e, ad
esse, continuerà ad applicarsi la vigente normativa nazionale in materia; ne
consegue che anche per i datori di lavoro ai quali la legge nazionale riconosce
uno sgravio contributivo superiore alla misura del 25%, lo sgravio contributivo
limitato a tale ultima misura percentuale sarà comunque sempre riconosciuto,
indipendentemente dalla ricorrenza delle predette condizioni".
In base alle indicazioni ministeriali, pertanto, a
prescindere dal realizzarsi delle condizioni soggettive o oggettive dei giovani
assunti con CFL, e indipendentemente dai settori economici e dagli ambiti
territoriali, la riduzione contributiva del 25%, entro il limite dei 32 anni non
compiuti, trova comunque applicazione.
Di contro, qualora nella stipulazione del contratto in
parola risultino perfettamente assolte le condizioni stabilite dalla decisione
della U.E. (età - stato di disoccupazione), al contratto si accompagna il
legittimo uso degli aiuti disposti dalla disciplina nazionale, ancorché
superiori alla misura generalizzata del 25%.
Devono intendersi, quindi, pienamente agevolati (1),
in base ai criteri e secondo i limiti e le diverse misure stabilite dalla
normativa nazionale, i CFL stipulati con:
a) i giovani e i laureati solo se di età
rispettivamente inferiore a venticinque anni (ovvero fino a 24 anni e 364
giorni) e inferiore a trenta anni (ovvero fino a 29 anni e 364 giorni);
b) i disoccupati di lunga durata, vale a dire da
almeno un anno, fino al limite di trentadue anni non compiuti (2),
c) a prescindere dai requisiti indicati nei
punti a) e b) sono ammessi al CFL pienamente agevolato i soggetti, fino al
limite di 32 anni (2), nel caso in cui la successiva trasformazione a tempo
indeterminato del contratto realizzi un incremento netto di occupazione.
Con particolare riguardo a quest'ultima tipologia
si precisa che il beneficio contributivo in misura piena è subordinato al
verificarsi della seguente duplice condizione:
- trasformazione a tempo pieno ed indeterminato del
contratto di formazione originariamente stipulato;
- realizzazione, a seguito dell'avvenuta trasformazione
del CFL, di un incremento netto di occupazione.
Ai fini dell'incremento del numero di dipendenti,
occorre far riferimento alla media degli occupati nei sei mesi precedenti la
trasformazione del contratto. Per il calcolo della forza aziendale si rinvia ai
criteri già indicati nella circolare n. 122 del 27/6/2000.
Nei casi in cui i contratti di formazione e lavoro
siano stipulati al di fuori delle condizioni in precedenza richiamate (età,
titolo di studio, stato di disoccupazione, incremento occupazionale), il
Ministero ha chiarito che  omissis i benefici contributivi sono
riconosciuti nellimporto massimo di 100.000 Euro nel corso di tre anni per
ciascuna impresa (cd importo "de minimis"); nel limite di tale
importo, infatti, la misura non costituisce aiuto di Stato illegittimo in quanto
inidonea a falsare la concorrenza.
Da ultimo il Ministero ha precisato che "lulteriore
beneficio contributivo annuo, concesso ex art. 15, L. n. 196/97 in ragione della
trasformazione del contratto di formazione e lavoro in un rapporto di lavoro a
tempo indeterminato, è legittimo se la trasformazione contribuisce a creare
occupazione netta nell'impresa, ciò indipendentemente dalla sussistenza
delle condizioni soggettive o oggettive dei lavoratori in CFL.
2. CFL pienamente agevolati a
seguito di trasformazione.
2.1. Adempimenti a cura dei
Ai fini della valutazione dellincremento
occupazionale nelle ipotesi di trasformazione del CFL, i datori di lavoro
interessati provvederanno a trasmettere alla competente Agenzia dellIstituto
copia della comunicazione inviata ai competenti Uffici del lavoro, comprovante
l'avvenuta trasformazione del contratto di formazione, corredata da apposita
dichiarazione, ai sensi e per gli effetti della legge n. 15/1968 e successive
modificazioni ed integrazioni, attestante la realizzazione, a seguito della
trasformazione del CFL in contratto a tempo indeterminato, di un incremento
netto di occupazione rispetto alla media degli occupati nei sei mesi precedenti.
Per lassolvimento dei relativi obblighi
previdenziali i datori di lavoro opereranno come segue:
durante lo svolgimento del contratto
di formazione e lavoro verseranno i contributi previdenziali usufruendo della
riduzione contributiva nella misura generalizzata del 25%;
avvenuta la trasformazione, per il
recupero delle agevolazioni contributive, pari alla differenza tra la riduzione
contributiva del 25% operata durante lo svolgimento del CFL e quella spettante
secondo le diverse misure previste dalla normativa nazionale vigente, modulate
in funzione della natura del datore di lavoro e delle aree territoriali in cui
lo stesso opera, le aziende si atterranno alle istruzioni riportate al
successivo punto 4.4.2.
I datori di lavoro aventi titolo alla fruizione dellulteriore
beneficio contributivo annuo previsto dallart. 15 della legge n. 196/1997,
provvederanno a richiedere alle Agenzie che, con effetto dal mese nel corso del
quale è avvenuta la trasformazione, alle posizioni contributive aziendali sia
attribuito il previsto codice di autorizzazione "4Y", istituito con la
circolare n. 174 del 31 luglio 1997.
3. CFL secondo la regola de
minimis.
3.1. Adempimenti a cura dei
I datori di lavoro che, per i lavoratori
assunti con CFL, intendono usufruire della riduzione contributiva spettante
secondo la "regola de minimis " (3) provvederanno a:
darne comunicazione alla
competente Agenzia dellIstituto;
presentare, altresì, apposita
Tale dichiarazione dovrà attestare che nel triennio,
computato dal primo aiuto de minimis nel quale si colloca il periodo cui
si riferisce la richiesta di fruizione dellagevolazione contributiva, non
siano stati percepiti aiuti nazionali, regionali o locali eccedenti la misura
complessiva degli aiuti de minimis, spettanti ai sensi della regola
Si precisa che laccesso al beneficio contributivo in
argomento sarà riferito esclusivamente alle assunzioni con CFL aventi titolo
alla riduzione contributiva in misura superiore a quella generalizzata del 25%.
Per lassolvimento degli obblighi contributivi
riferiti ai dipendenti con contratto di formazione e lavoro, i datori di lavoro
si atterranno alle modalità che seguono.
Considerato che la definizione del quadro delle
agevolazioni concesse in relazione alle varie situazioni ha richiesto un
particolare approfondimento e che solo nella presente circolare è stato
possibile dettare una espressa e compiuta disciplina della materia, le aziende
dovranno adeguarsi alle presenti disposizioni a partire dalla denuncia
contributiva relativa al mese di giugno 2001, da presentare entro il 16
luglio 2001, fatta salva ogni azione di recupero legata allesecuzione della
4.1 Datori di lavoro in genere
ubicati nel centro - nord.
I datori di lavoro in epigrafe, aventi titolo, in base
alla normativa vigente, esclusivamente alla riduzione del 25% dei
contributi previdenziali ed assistenziali a loro carico, continueranno ad
utilizzare il previsto codice tipo contribuzione 56 secondo le
modalità rese note con la circolare n. 261 del 7 dicembre 1990.
4.2. Datori di lavoro, diversi da
quelli indicati al precedente punto 4.1, aventi
titolo alla riduzione contributiva nella misura generalizzata del 25%.
I datori di lavoro, ai quali, secondo gli orientamenti
ministeriali, compete in ogni caso la riduzione contributiva nella misura
generalizzata del 25% della contribuzione a loro carico ( imprese artigiane
ovunque ubicate, datori di lavoro operanti nei territori del Mezzogiorno,
imprese del settore commerciale e turistico con meno di 15 dipendenti), ai fini
della compilazione delle denunce contributive di mod. DM10/2, si atterranno alle
calcoleranno mensilmente i contributi
previdenziali complessivamente dovuti per i lavoratori in questione in base alle
norme comuni e li esporranno in uno dei righi in bianco dei quadri B-C del
mod. DM10/2 facendoli precedere dal codice tipo contribuzione 65
che assume il nuovo significato di lavoratori per i quali al datore di lavoro
compete il beneficio generalizzato del 25%;
determineranno limporto del
beneficio pari al 25% dei contributi a carico del datore di lavoro e lo
esporranno in uno dei righi in bianco del quadro D del mod. DM10/2,
utilizzando il codice di nuova istituzione L525 preceduto dalla
dicitura RID. GEN. 25% CFL.
4.3. Contratti di formazione pienamente
agevolati.
Per le assunzioni con contratto di formazione e
lavoro pienamente agevolato (1)di dipendenti che soddisfano le
condizioni della U.E. richiamate dal Ministero (età, titolo di
studio, stato di disoccupazione), i datori di lavoro opereranno come segue.
4.3.1. Imprese artigiane ovunque
ubicate o imprese operanti nel Mezzogiorno.
I datori di lavoro in epigrafe, tenuti al versamento
della contribuzione in misura fissa come per gli apprendisti, continueranno ad
utilizzare il previsto codice tipo contribuzione 53 e codici S140
e S150, secondo le consuete modalità.
4.3.2. Datori di lavoro non
strutturati in forma di impresa operanti nel Mezzogiorno.
I datori di lavoro in parola, aventi titolo alla
riduzione del 50% dei contributi previdenziali ed assistenziali a loro carico,
continueranno ad utilizzare il previsto codice tipo contribuzione 54
secondo le modalità rese note con la circolare n. 164 del 21 luglio 1988.
4.3.3. Imprese del settore Commerciale e
Turistico con meno di 15 dipendenti.
I datori di lavoro in epigrafe, non operanti nei
territori del Mezzogiorno, aventi titolo alla riduzione del 40% dei contributi
previdenziali ed assistenziali a loro carico, continueranno ad utilizzare il
previsto codice tipo contribuzione 57 secondo le modalità rese
note con la circolare n. 25 del 31 gennaio 1991.
4.4. CFL pienamente agevolati
a seguito di trasformazione.
4.4.1 Modalità di compilazione
delle denunce contributive di mod. DM10/2 durante il periodo di formazione.
di mod. DM10/2 durante il periodo di formazione i datori di lavoro, per
il versamento dei contributi agevolati nella misura generalizzata del 25% (vedi
punto 2), si atterranno alle modalità riportate al precedente punto 4.2.
4.4.2 Modalità di compilazione
delle denunce contributive di mod. DM10/2 successivamente alla trasformazione
del CFL.
Avvenuta la trasformazione del contratto di formazione,
i datori di lavoro indicheranno i lavoratori precedentemente in CFL secondo le
consuete modalità (rigo 10 per il personale con qualifica di operaio e rigo 11
per quello con qualifica di impiegato).
Per il recupero delle agevolazioni contributive, pari
alla differenza tra la riduzione contributiva del 25% operata durante lo
svolgimento del CFL e quella spettante secondo le diverse misure previste dalla
normativa nazionale vigente, modulate in funzione della natura del datore di
lavoro e delle aree territoriali in cui lo stesso opera, le aziende operanno
determineranno lammontare dellimporto
come sopra determinato e lo esporranno in uno dei righi in bianco del quadro D
del mod. DM10/2, utilizzando il codice di nuova istituzione L990;
indicheranno, nella denuncia con la
quale viene operato il conguaglio, il numero dei dipendenti interessati alle
operazioni di recupero e lo riporteranno in uno dei righi in bianco dei quadri
B-C del mod. DM10/2 facendolo precedere dal codice di nuova istituzione
CT00; nellapposita casella dovrà, altresì, essere indicato lammontare
delle retribuzioni imponibili cui si riferisce il conguaglio.
Stante la finalità statistica dellindicazione,
nessun dato dovrà essere riportato nelle caselle numero giornate e somme
a debito.
Le suddette operazioni di conguaglio dovranno essere,
ovviamente, correlate alle retribuzioni corrisposte nel corso dellintero
periodo di CFL.
I datori di lavoro tenuti al versamento della
contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti, recupereranno limporto
della riduzione contributiva spettante per i mesi pregressi al netto della quota
di contribuzione a loro carico.
4.4.3. Beneficio contributivo ex
art. 15 lege n. 196/1997.
I datori di lavoro operanti nei territori dellobiettivo
1 del regolamento CEE n. 2081/93 che, a seguito dellavvenuta trasformazione
del CFL di durata non inferiore a 24 mesi in contratto a tempo indeterminato,
abbiano realizzato anche il previsto incremento occupazionale, in aggiunta alla
eventuale differenza tra la riduzione contributiva operata durante lo
svolgimento del CFL (25%) e quella pienamente agevolata secondo le
diverse misure (vedi precedente punto 4.4.2), avranno titolo, altresì, allulteriore
beneficio previsto dallarticolo 15 della legge n. 196/1997.
Ai fini della fruizione di questultimo beneficio gli
stessi si atterranno alle modalità illustrate nella circolare n. 174 del 31
luglio 1997 (CTC 46 e 47 e codici L210 e
L211).
4.5. CFL secondo la regola de
di mod. DM10/2 i datori di lavoro ovunque operanti che, relativamente ai
lavoratori assunti con CFL, accedono al beneficio contributivo pienamente
agevolato secondo la regola de minimis, per il versamento
dei contributi nella diversa misura loro spettante, si atterranno alle seguenti
mod. DM10/2 facendoli precedere dal codice tipo contribuzione di nuova
istituzione 69 avente il significato di lavoratori assunti con
CFL secondo la regola de minimis;
beneficio loro spettante e lo esporranno in uno dei righi in bianco del quadro
D del mod. DM10/2, utilizzando uno dei seguenti codici di nuova
Codice quadro D
Rid. Contr. Totale per i lavoratori
relativamente ai quali il datore di lavoro è tenuto al versamento della
contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti
Rid. Contr. 50% per i lavoratori
relativamente ai quali al datore di lavoro compete la riduzione del 50%
dei contributi a proprio carico
Rid. Contr. 40% per i lavoratori
relativamente ai quali al datore di lavoro compete la riduzione del 40%
di lavoro tenuti allassolvimento degli obblighi contributivi nella misura
fissa prevista per gli apprendisti, per il versamento della contribuzione a loro
carico, utilizzeranno i codici S140 e S150 secondo le
4.6 Contratti di formazione di tipologia b).
Gli orientamenti ministeriali trovano, ovviamente,
applicazione anche relativamente ai contratti di formazione e lavoro introdotti
dallart. 3 del D.L. 17.1.1994, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla
legge 19/7/1994, n 451 (CFL mirati ad agevolare linserimento professionale
mediante unesperienza lavorativa che consenta un adeguamento delle capacità
professionali al contesto produttivo ed organizzativo; CFL di tipologia b).
Per la fruizione dei benefici contributivi relativi ad
assunzioni con contratto di formazione e lavoro di tipologia b) pienamente
agevolato (1) di lavoratori che soddisfano le condizioni della
U.E. richiamate dal Ministero (età, titolo di studio, stato di
disoccupazione), i datori di lavoro continueranno ad utilizzare i previsti codici
tipo contribuzione 15, 38 e 40 secondo
le modalità rese note con la circolare n. 41 del 9 febbraio 1994 e con la
circolare n. 236 del 25 novembre 1996.
I datori di lavoro ai quali, in base agli orientamenti
generalizzata del 25% della contribuzione a loro carico, ai fini della
compilazione delle denunce contributive di mod. DM10/2, utilizzeranno il
previsto codice tipo contribuzione 39 secondo le modalità
rese note con la già richiamata circolare n. 41 del 9 febbraio 1994.
(1) Rientrano in tale fattispecie
i seguenti CFL:
CFL stipulati da
aziende artigiane ovunque ubicate;
imprese operanti nel Mezzogiorno;
imprese operanti in circoscrizioni che presentano un
rapporto iscritti alla prima classe delle liste di collocamento e popolazione
residente in età lavorativa superiore alla media nazionale.
dovuti dallazienda in misura fissa come per gli apprendisti per la durata del
contratto di formazione con un massimo di 24 mesi.
aziende operanti nel Mezzogiorno non strutturate in
forma di impresa.
50% dei contributi a carico del datore di lavoro per la durata del contratto di
imprese del settore Commerciale e Turistico non
operanti nel Mezzogiorno con meno di 15 dipendenti.
40% dei contributi a carico del datore di lavoro per la durata del contratto di
(2) art. 16, c. 1, della legge n.
451 del 19 luglio 1994, di conversione del decreto - legge n. 299 del 16 maggio
1994 (pubblicata in G. U. n. 195 del 22 agosto 1994).
Per quanto riguarda lestensione
del tetto massimo dei 32 anni prevista dallart.9, c. 9, della legge
28/11/1996 n, 608, si rammenta che lefficacia delle deliberazioni delle CRI
è scaduta in data 31/12/1997. Da tale data è stata ripristinata sul tutto il
territorio nazionale il limite dei 32 anni.
(3) Vedi comunicazione della
Comunità relativa agli aiuti de minimis" G.U. delle Comunità Europee
n. 96/C 68/06 del 6 marzo 1996.
PREVIDENZA SOCIALE - NOTA del 15 febbraio 2000, n. 5/25389/70
europea in materia di contratti di formazione e lavoro
Come è noto, con Decisione
dell'11 maggio 1999 la Commissione europea ha verificato la presenza nel
contratto di formazione e lavoro di benefici contributivi differenziati a
livello territoriale, nonché per tipologia di impresa, conclusivamente
valutando che le agevolazioni concesse possono produrre l'effetto di falsare la
concorrenza, incidendo sugli scambi tra Stati membri. Contestualmente, allo
scopo di fare chiarezza e superare ogni possibile contratto con il diritto
comunitario, la Commissione ha fissato, in relazione ai benefici contributivi,
il quadro delle compatibilità sia per quanto concerne le ipotesi di assunzione
mediante contratto di formazione e lavoro sia per quanto concerne le ipotesi di
trasformazione dello stesso in contratto a tempo indeterminato ex art. 15 della
E' noto altresì che avverso detta Decisione è stato proposto ricorso dal
Governo italiano a completa salvaguardia del contratto in parola, avuto riguardo
alla rilevanza dello stesso in seno all'ordinamento giuridico lavoristico,
recentemente ribadita, ancorché nell'ambito complessivo della revisione dei
contratti di lavoro subordinato con finalità formativa, nel Patto per lo
sviluppo e l'occupazione siglato nello scorso anno tra Governo e Parti sociali.
In attesa dell'esito del suddetto ricorso nonché alla luce degli effetti del
decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 e, in particolare. della messa in
atto delle relative disposizioni di cui agli artt. 4, lett. b), 5, 6,
lett. a), b), concernenti il trasferimento alle Regioni di
funzioni e competenze in materia di governo del mercato del lavoro, giova ora
informare codesti Assessorati dell'esigenza che l'istituto possa svolgere,
ancorché in via residuale, la propria funzione di misura agevolativa
dell'occupazione giovanile, in coerenza con i fabbisogni di professionalità
espressi dal sistema produttivo.
Pertanto, in ordine al perfetto adeguamento alle indicazioni della Commissione,
nell'esercizio delle nuove funzioni conferite dovrà essere posta particolare
attenzione affinché non si verifichi alcuna distorsione rispetto alle
compatibilità individuate, delle quali a titolo esemplificativo si riporta qui
di seguito una sintesi, pur accludendo l'estratto della Decisione di
a) Le fasce di soggetti da considerare ammissibili, anche senza necessità
che con il contratto si realizzi un incremento netto di occupazione sono i
lavoratori svantaggiati nell'inserimento o nel reinserimento nel mercato del
lavoro, quali: i giovani fino ai 25 anni di età (limite proposto come medio
europeo, benché non codificato), elevabili a 29 anni per i laureati;
i disoccupati, da intendersi come
quelli che sono alla ricerca di impiego da almeno un anno.
Non essendo richiesto l'incremento occupazionale netto, si ritiene che nelle
predette ipotesi l'assunzione possa avvenire anche su posti di lavoro liberati
da dimissioni nonché da passaggio a pensionamento.
b) La proroga dei benefici per un anno, prevista dall'art. 15, L.196/1997,
è ammissibile in presenza delle condizioni soggettivo sopra riportate e
subordinatamente a:
la creazione netta di
occupazione relativamente stabile:
la limitazione alle aree
ammesse alla deroga ex art. 87. par. 3, del Trattato istitutivo della Comunità
L'obbligo della creazione netta di posti di lavoro, che garantiscono un livello
accettabile di stabilità, è soddisfatto a condizione che la trasformazione del
rapporto determini un valore aggiunto anziché una sostituzione di dipendente
nonché subordinatamente allo scomputo dalla forza lavoro occupata del personale
Restano pertanto le condizioni, attualmente presenti, della trasformazione del
rapporto di lavoro per almeno il 60% dei contratti di formazione e lavoro
precorsi e quella del divieto di ricorso ai contratti stessi per i datori di
lavoro che abbiano effettuato licenziamenti collettivi nell'anno precedente.
In via conclusiva, il contratto di formazione e lavoro non risulta al momento
stipulabile, in funzione di un legittimo uso degli aiuti, se non nell'osservanza
dei limiti posti dalla Commissione relativamente all'individuazione dei soggetti
assumibili nonché in ordine all'effettività dello sviluppo durevole del
tessuto economico-produttivo, tenuto soprattutto conto che a quest'ultimo
obiettivo è opportuno adeguare i comportamenti in attesa della riforma
normativa in materia di ammortizzatori sociali e rapporti a contenuto formativo,
la cui delega ex lege 144/1999 è in corso di differimento al 31 marzo 2001.
MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE -
del 22 giugno 2000, n. 5/26969/70
Ulteriori chiarimenti in merito
alla Decisione UE dell'11.5.1999 (pubblicata in Gaz. Uff. Comunità Europee del
15.2.2000) concernente i contratti di formazione e lavoro
A integrazione dei primi
chiarimenti forniti da questa Amministrazione con nota n. 25389 del 15 febbraio
scorso, allo scopo di corrispondere a quesiti da più parti pervenuti si stima
doveroso diramare una puntualizzazione riguardante alcuni profili della valenza
della Decisione in oggetto, con la quale sono stati imposti vincoli restrittivi
allutilizzo del contratto di formazione e lavoro in funzione di un legittimo
uso degli aiuti.
Pur in attesa dellesito dei relativi ricorsi presentati alla Commissione sia
dal Governo sia dalle Confederazioni dei datori di lavoro, è ormai noto che per
effetto della suindicata Decisione sussiste lobbligo di ridurre laiuto
concesso qualora i contratti di formazione e lavoro stipulati presentino
difformità rispetto alle condizioni precisate dallAutorità comunitaria.
E altresì evidente che trattasi di materia complessa di rilevante impatto
sociale sicché, in relazione alle perplessità rappresentate nei predetti
quesiti, necessitano elementi cognitivi e di valutazione maggiormente
approfonditi, tanto più che la Decisione è immediatamente efficace e non
richiede alcun recepimento né alcun atto normativo di conformazione.
Invero, la vigenza della disciplina legislativa di riferimento (legge n.
863/1984 e succ. mod. e int., legge 451/1994) non è inficiata dalla pronuncia
comunitaria: per leffetto, leventuale mancato riconoscimento dellintera
agevolazione contributiva non vulnera in toto listituto del particolare
contratto formativo. In ultima analisi, i contratti di formazione e lavoro
stipulati nella sola osservanza delle condizioni previste dalla normativa
nazionale (ovvero posti in essere senza tenere conto dei criteri fissati dalla
Commissione) non sono pienamente supportati dalle agevolazioni ma non per questo
perdono la propria qualificazione giuridica di contratti a causa mista e a tempo
determinato. Essi, infatti, mantengono la tipica finalità di incentivare limpiego
dei giovani, attraverso laccrescimento della professionalità collegata allofferta
di lavoro (ex Corte Cost. n. 190/1987) e fisiologicamente preordinata alla
stabilizzazione del rapporto.
Al contrario, ove nella stipulazione del contratto in parola risultino
perfettamente assolte le condizioni soggettive e oggettive stabilite dalla
Decisione, al contratto si accompagna il legittimo uso degli aiuti disposto
dalla disciplina nazionale, specificamente di quelli superiori alla misura
generalizzata indifferenziata del 25.
Sul punto è opportuno articolare la seguente precisazione:
lo sgravio contributivo previsto per
i soggetti operanti nei territori e settori per i quali è stabilita la
riduzione del 25% è sempre legittimo (a prescindere, dunque, dalla ricorrenza
di condizioni "soggettive", vale a dire età o titolo di studio, o
esse, continuerà ad applicarsi la vigente normativa nazionale in materia (cfr.
punti da 62 a 65 e 90 della Decisione);
ne consegue che anche per i datori di lavoro ai quali la legge nazionale
riconosce uno sgravio contributivo superiore alla misura del 25%, lo sgravio
contributivo limitato a tale ultima misura percentuale sarà comunque sempre
riconosciuto, indipendentemente dalla ricorrenza delle predette condizioni.
lo sgravio contributivo superiore
alla misura del 25% sarà riconosciuto ai giovani laureati fino a 29 anni
compresi al momento dellassunzione (cfr. articolo 1, punto 1, seconda linea
del dispositivo della Decisione);
lulteriore beneficio contributivo
annuo, concesso ex art. 15, L. n. 196/97 in ragione della trasformazione del
contratto di formazione e lavoro in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato,
è legittimo se la trasformazione contribuisce a creare occupazione netta
nell'impresa, indipendentemente dalla sussistenza delle condizioni viste alla
linea precedente (cfr. punti da 104 a 109 della motivazione, nonché articolo 2,
punto 1, primo paragrafo del dispositivo della Decisione);
- per quanto riguarda eventuali contratti di formazione e lavoro stipulati al di
fuori delle condizioni sopra richiamate, i benefici contributivi sono
inidonea a falsare la concorrenza. A tal proposito, occorre sottolineare che la
regola del "de minimis" non si applica ai settori disciplinati dal
Trattato CECA, alla costruzione navale ed al settore dei trasporti, ed agli
aiuti concessi per spese inerenti ad attività dellagricoltura o della pesca
e che nel computo degli aiuti, al fine del raggiungimento del limite di 100.000
Euro, concorrono gli altri interventi e/o le misure concesse dallo Stato se
giustificate dalla medesima ragione (cfr. punti 118 e 119 della Decisione).
Per quel che concerne i soggetti assumibili con il contratto in discussione, si
precisa anche quanto segue:
a) i giovani e i laureati sono ammessi al C.F.L. pienamente agevolato se di
età rispettivamente inferiore a venticinque anni (ovvero fino a 24 anni e 364
b) i disoccupati di lunga durata, vale a dire da almeno un anno, sono
ammessi al contratto di formazione e lavoro pienamente agevolato fino al limite
di trentadue anni non compiuti, a termini dellart. 16, co. 1, della legge n.
1994 (pubblicata in Gazz. Uff. n. 195 del 22 agosto 1994).
c) a prescindere dai requisiti indicati nei punti a) e b) sono
ammessi al C.F.L. pienamente agevolato i soggetti, fino al limite di 32 anni,
nel caso in cui la successiva trasformazione a tempo indeterminato del contratto
realizzi un incremento netto di occupazione.
Per quanto riguarda il beneficio temporaneo dellestensione del tetto massimo
di età oltre i trentadue anni - operata dalle Autorità regionali dellAbruzzo,
Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia in
virtù della disposizione dellart. 9, co. 9, della legge 608 del 28 novembre
1996, di conversione del decreto legge n. 510 del 1° ottobre 1996 - si rammenta
che lefficacia delle relative deliberazioni adottate dalle C.R.I. è scaduta
in data 31 dicembre 1997 sicché nel periodo successivo è stata ripristinata su
tutto il territorio nazionale loperatività del soprarichiamato limite di
legge di trentadue anni.
- Firenze, 7 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.