Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2016/09/cassazione-anche-nel-caso-di-morte-in.html
Timestamp: 2017-08-23 19:30:04+00:00
Document Index: 173340368

Matched Legal Cases: ['art. 437', 'sentenza ', 'art. 590', 'art. 589', 'art. 437', 'sentenza ', 'art. 62', 'art. 606', 'sentenza ', 'art 606', 'art. 43', 'art. 21', 'art. 2087', 'art. 1722', 'art. 571', 'sentenza ', 'art, 299', 'sentenza ', 'sentenza ']

lpd: Cassazione: Anche nel caso di morte in tarda età a causa di lunga esposizione all'amianto i dirigenti aziendali ne sono sempre responsabili
udito ii Procuratore Generale in persona del dott. Francesco Maria Iacoviello, il quale ha concluso chiedendo l'annullamento senza rinvio nei confronti di (Lpd) per morte del reo e per il rigetto degli altri ricorsi;
- Fiom, in sostituzione dell'avv. (Lpd), l'avv. (Lpd) del foro di Venezia
- (Lpd) e l'avv. (Lpd) del foro di Venezia
- INAIL, l'avv. (Lpd) del Foro dì Roma
- Provincia di Venezia, in sostituzione dell'avv. (Lpd) l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia
- Medicina Democratica, l'avv. (Lpd) del Foro di Roma, quest'ultima anche nella qualità di esercente la potestà genitoriale sul figlio (Lpd) l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia
- UST-CISL, l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia (Lpd) e l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia
- Associazione Esposti Amianto delta Provincia di Venezia, in sostituzione dell'avv. (Lpd), l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia
- Comune di Venezia, in sostituzione dell'avv. (Lpd), l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia
- Regione Veneto, in sostituzione dell'avv. (Lpd) l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia (Lpd) l'avv. (Lpd) del Foro di Venezia;
udito per tutti gli imputati l'avv. (Lpd) del Foro di Genova , anche in sostituzione dell'avv. (Lpd)
udito per l'imputato (Lpd) l'avv. (Lpd)
1, Gli imputati di cui alla rubrica venivano tratti a giudizio innanzi al Tribunale di Venezia per rispondere, in ragione della posizione di garanzia da ognuno dei detti tenuta nel corso del tempo (analiticamente indicata nella rubrica) all'Interno della Società Operativa (Lpd) spa e successivamente al giugno 1984, Società (Lpd) spa, con stabilimento in Marghera, per violazione dell'art. 437, cod. pen.; nonché per i delitti di cui agli artt. 589, 590 e 61, n. 3), cod. pen. e collegate plurime norme antinfortunistiche. In particolare si contestava ai prevenuti, pur essendo noto almeno dagli anni sessanta la correlazione tra l'inalazione di polveri di amianto, mesotelioma e tumore polmonare, di avere, per colpa specifica e generica, omesso: d'informare i lavoratori del rischi e delle misure protettive da adottare; di predisporre l'impiego d'idonei ed efficaci mezzi di protezione personale; di far sottoporre i dipendenti a precipuo controllo sanitario, volto a prevenire lo specifico rischio; di denunciare all'INAIL l'esistenza del detto rischio; di adottare ogni idonea misura, anche organizzativa, per impedire o ridurre al massimo la dispersione delle polveri d'amianto nell'ambiente di lavoro e in quelli adiacenti; di predisporre efficiente servizio igienico-sanitario di stabilimento.
Con la conseguente ulteriore contestazione che le dette condotte erano state causa dell'insorgenza di gravissimi infortuni-malattie professionali, che avevano condotto a morte, oltre ai lavoratori dipendenti (Lpd) anche (Lpd) e (Lpd) (rispettivamente mogli dei lavoratori (Lpd) e (Lpd) le quali erano venute a contatto con le polveri tossiche lavando gli indumenti da lavoro dei coniugi).
All'epilogo della laboriosa istruttoria dibattimentale quel giudice di primo grado, con sentenza del 22/7/2008, «assorbita la condotta di cui all'art. 590 in quella di cui all'art. 589, cod. pen.», assolti per non avere commesso il fatto (Lpd) e (Lpd) in ordine al decesso di (Lpd) - limitatamente a determinati periodi analiticamente indicati - e dal delitto di cui all'art. 437, cod. pen., dichiarava la penale responsabilità di (Lpd) e (Lpd) per omicidio colposo ai danni di (Lpd) e (Lpd) e (Lpd) per l'omicidio colposo, oltre che a danno dei detti, anche di (Lpd); di (Lpd) oltre che per l'omicidio a danno di quest'ultimi, di (Lpd) e (Lpd) per l'omicidio ai danni di (Lpd) e (Lpd) .
2. La Corte d'appello di Venezia, investita dell'impugnazione, confermando nel resto la statuizione gravata, con sentenza del 13/1/2011 dichiarava non doversi procedere nei confronti del (Lpd) nelle more deceduto, revocando le statuizioni civili che erano state poste a carico del detto; dichiarava non doversi procedere nei confronti di (Lpd) e (Lpd) in ordine agli omicidi colposi di (Lpd) e (Lpd), estinti per intervenuta prescrizione, confermando le pertinenti statuizioni civili; assolveva (Lpd) dai reati di omicidio colposo ascrittigli per non avere commesso il fatto, revocando le statuizioni civili; (Lpd) dall'omicidio colposo in danno di (Lpd) per non avere commesso il fatto; escludeva per tutti gli imputati la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 62, n. 3), cod. pen., fermo restando il giudizio di equivalenza; riduceva variamente la pena a tutti gli imputati, siccome analiticamente in dispositivo, concedendo la sospensione condizionale in favore di (Lpd) dichiarava condonata l'intera pena inflitta ad (Lpd) e (Lpd) nonché anni tre di reclusione a (Lpd) .
3.1. Il giudice di merito, all'esito di approfondita istruttoria, dopo aver individuato la genesi della Società (Lpd) s.p.a. (che dal 1947 si occupò del cantiere navale fondato nel 1923 da Ernesto Breda) , e, successivamente al giugno 1984, (Lpd) s.p.a., con stabilimento in Marghera; le attività delle quali la detta impresa si occupava (costruzione di navi passeggeri, merci e militari e grandi riparazioni delle stesse); le modalità lavorative (che vedevano interessato personale dalle più varie competenze ed anche dipendente da imprese satelliti), sia a bordo, che a terra; il largo uso di amianto (crisotilo, per l'intonaco ed i tessuti, amosite per i rivestimenti e, parrebbe, anche crocidolite) utilizzato per lo svolgimento della detta attività e per la protezione stessa degli operai dalle alte temperature causate dalle saldatrici, sicuramente a partire dal 1933 (data di assunzione di (Lpd), coniuge di (Lpd)) e fino al 1992, allorquando l'utilizzo venne vietato per legge (seppure, nell'ultimo periodo, alto scopo di liquidare le scorte); l'assenza di protezioni individuali significative, i contesti di promiscuità e polverosità che caratterizzavano gli ambienti di lavoro, non purificati da adeguati sistemi di aspirazione, nonché l'assenza di acconce misure igienico-preventive e sanitarie; ripresi gli studi più significativi (attraverso l'apporto degli specialisti della scienza di settore) dai quali emergeva l'estrema pericolosità per la salute dell'amianto, a dispetto della sua economicità e versatilità operativa, da svariati decenni riconosciuto causa certa, in presenza di elevata contaminazione, dell'asbestosi polmonare e almeno dalla metà degli anni sessanta del secolo scorso, quale causa, praticamente esclusiva di mesotelioma ed anche di carcinoma polmonare, reputava sussistere il nesso causale e la colpevole condotta omissiva e commissiva degli imputati, la cui posizione di garanzia veniva analiticamente descritta.
4.1. L'avv. (Lpd), co-difensore di fiducia, in uno all'avv. (Lpd) di (Lpd), con il primo motivo denunzia, invocando la previsione di cui all'art. 606 lett. e) cod, proc. pen., contraddittorietà e manifesta illogicità della sentenza della corte territoriale.
Nel far ciò aveva aderito ai risultati dello studio epidemiologico svolto sui lavoratori della fabbrica Eternit di cemento e amianto di Casale Monferrato, senza considerare che si trattava di un contesto lavorativo dei tutto diverso rispetto a quello degli operai di quell'industria cantieristica, meno esposti alla sostanza tossica per intensità e durata. Inoltre, era stata del tutto omessa l'indagine sulla storia individuale dello sviluppo delle malattia in ognuno dei lavoratori venuti a morte. A tal ultimo riguardo la Difesa introduceva schema dal quale si ha modo di trarre i dati anagrafici, di tempo di esposizione durante il periodo di garanzia del (Lpd) quella totale, nonché la latenza generale. I dati in parola, sottoposti a vaglio critico, consentono alla Difesa di affermare che nella prevalenza dei casi la latenza complessiva era stata superiore della media statistica; che ciò aveva consentito a sei delle persone offese di raggiungere la soglia della vita media; che, anche in considerazione dell'entità delle fibre disperse, non si erano registrati casi di asbestosi; che per i lavoratori raggiunti da morte prima della soglia di cui detto emergevano pregresse esperienze lavorative a contatto con l'amianto (anche il coniuge di (Lpd) era stato di (Lpd) solo per un anno).
4.3. Con il terzo motivo il (Lpd) denunzia la violazione dell'art 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen., in relazione all'art. 43 comma 3 cod. pen. ed in riferimento alle disposizioni di cui all'art. 21 del d.P.R. n. 303/1956, nonché all'art. 2087 cod. civ., nonché contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, in ordine alla configurazione della colpa, stante l'imprevedibilità e l'inevitabilità dell'evento morte da mesotelioma e carcinoma polmonare. Nessun comportamento alternativo lecito avrebbe impedito l'evento, o, comunque, lo avrebbe scongiurato con significativa probabilità. Un tale comportamento alternativo avrebbe potuto prevenire l'asbestosi, la quale insorge proprio in presenza di rilevanti concentrazioni di fibre d'amianto nell'aria. Al contrario, il mesotelioma e il tumore polmonare, nonostante l'adozione di qualsivoglia cautela, non avrebbero potuto essere scongiurati. Solo nel corso degli anni successivi, acquisita consapevolezza, si erano prescritte protezioni e cautele, fermo restando che fino al 1992 l'amianto era un materiale legalmente in commercio.
In definitiva, nessun comportamento alternativo lecito poteva pretendersi dal (Lpd) .
cui il (Lpd) aveva rivestito l'incarico di direttore generale (un mese per ogni anno) ed inoltre in rapporto al numero dei lavoratori deceduti (tre mesi per ciascuno).
4.5. Proponevano ricorso anche gli avv.ti (Lpd) e (Lpd), difensori degli imputati (Lpd) e (Lpd) (quest'ultimo, peraltro, come si è visto, deceduto il 25 novembre 2008).
1. L'impugnazione proposta in favore di (Lpd) deceduto il 25/11/2008, deve essere dichiarata inammissibile. Invero, estintosi il mandato per morte del mandante (art. 1722, n, 4, cod, civ.), al cui schema deve farsi risalire il contratto d'opera professionale, il difensore, pur godendo di un autonomo potere d'impugnazione attribuitogli direttamente dalla legge processuale (art. 571, comma 3 cod. proc. pen.), non è, comunque, legittimato all'atto, essendo venuto meno il potere gestore a suo tempo conferitogli dall'assistito [in senso conforme: Cass, 11/4/2007, n. 35217; n. 14248/2007; 49457/2003; 34400/2001).
2. Il decesso di (Lpd) in data 20/4/2012, sopravvenuto alla proposizione del ricorso per cassazione, impone, in parte qua, l'annullamento della sentenza d'appello e l'eliminazione delle statuizioni civili pronunciate nel confronti del predetto. Come noto, infatti, l'esercizio dell'azione civile nel processo penale non conosce l'istituto dell'interruzione di cui all'art, 299, cod. proc. civ,, di talché la morte dell'imputato, prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile, oltre a comportare (a cessazione del rapporto processuale penale, importa la cessazione di quello civile, con la conseguenza che le eventuali statuizioni civilistiche restano travolte. In ragione di ciò l'effetto caducante opera automaticamente, anche in assenza di espressa pronunzia sul punto del giudice (Cass. 2/11/2011, n. 5870; n. 11073/2009; 14/10/2005, n, 44663; 8/11/2000, n. 58).
V'è, peraltro, da soggiungere che i primi studi dai quali emergeva la detta correlazione risalgono agii anni 30/40 e poi 50 del secolo scorso (in Germania), In Italia risalgono ai lontani anni 1955/1956 i primi approfondimenti resi pubblici da (Lpd) e (Lpd) .
Dichiara inammissibile il ricorso di (Lpd) .
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata nel confronti di (Lpd) perché i reati a lui ascritti sono estinti per morte dell'imputato ed elimina le statuizioni civili nei suoi confronti.
Condanna, inoltre, gli imputati (Lpd) e (Lpd) nonché il responsabile civile "FINCANTIERI - (Lpd) s.p.a." in solido alla rifusione delle spese processuali in favore delle costituite parti civili che liquida in complessivi Euro
2. 3.000,00 In favore di (Lpd) + 1
3. 2.500,00 in favore di (Lpd)
8. 3.500,00 in favore di (Lpd) + 2;
13. 5.000,00 in favore di (Lpd) + 5;