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Timestamp: 2020-05-29 13:54:41+00:00
Document Index: 153700290

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.11', 'art.117', 'art.1', 'sentenza ', 'art.11', 'art.11', 'sentenza ', 'art.7', 'art.23', 'art.25', 'art.26', 'art.27', 'art.28', 'art.29', 'art.30', 'art.31', 'art.32', 'art.34', 'art. 7', 'art.1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 2', 'art.2', 'art. 7', 'art.1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art.2', 'art 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 33', 'art.2', 'art.2', 'art.24', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art. 37', 'art. 4']

dicembre | 2012 | Francesco Colaci's BLOG | Pagina 2
CORTE COSTITUZIONALE DICHIARA ILLEGITTIMO ART.11 DEC..LEGGE N.138/11 RELATIVO TIROCINI FORMATIVII
Nell” Art. 11 del decreto legge n.138/11 ,convertito in legge n.148/11 ,in materia di tirocini formativi si stabiliva ,limitandone l’uso sia rispetto ai soggetti che ai tempi di utilizzo., che:
“1. I tirocini formativi e di orientamento possono essere promossi
entro e non oltre dodici mesi dal conseguimento del relativo titolo
2. In assenza di specifiche regolamentazioni regionali trovano
comma che precede, l’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196,
e il relativo regolamento di attuazione.”
LeRegioni Emilia-Romagna,Toscana ,Umbria Sardegna e Liguria hanno impugnato, all’inizio del 2012, l’art. 11 richiamato dinanzi alla Corte Costituzionale per lesione della competenza regionale, in quanto la materia dei tirocini è di competenza esclusiva delle Regioni, come conferma la sentenza della Corte Costituzionale n. 50/2005 .
I ricorsi sono stati accolti dalla adita Corte Costituzionale con la sentenza n.287 ,depositata il 19.12.2012 ,in cui si afferma che l’art.11 in questione viola l’art.117 della Costituzione ,vale a dire che la legge statale ha invaso la sfera di competenza legislativa delle regioni con particolare riferimento a quella residuale riguardante l’istruzxione e la formazione professionale.
A questo punto ,fermo restando che i tirocini tornano ad essere” liberi “per quanto concerne i limiti di durata ed i soggetti partecipanti, si tratta di vedere se e come trovera’ attuazione la previsione di cui all’art.1,commi 34-36 della legge n.92-12,in cui si stabilisce la stipula , entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della riforma del lavoro ,quindi entro il 18 gennaio 2013, fra Governo e Regioni,concludono in sede di
province autonome di Trento e di Bolzano un accordo per la
definizione di linee-guida condivise in materia di tirocini formativi
e di orientamento, sulla base dei seguenti criteri:
• revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche in relazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenuto formativo;
• previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dell’istituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalità con cui il tirocinante presta la propria attività;
• individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio e degli effetti conseguenti alla loro assenza;
• riconoscimento di una congrua indennità, anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione svolta;
• la mancata corresponsione dell’indennità comporta, a carico del trasgressore, l’irrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell’illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1.000 a un massimo di 6.000 euro,da applicare secondo le previsioni della legge n.689-81
Per il testo integrale della sentenza C.C.n.287/12 cliccare il seguente link:http://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=21441&dpath=document&dfile=19122012170758.pdf&content=Corte+Costituzionale,+Sentenza+n.+287/2012,+in+materia+di+disciplina+dei+tirocini+formativi+e+di+orientamento+non+curricolari++-+stato+-+documentazione+-+
A completamento di quanto esposto ,si ricorda che in riferimento alla previsione del comma 2 dell’art.11 del d.l.n.138/11 ,convertito in legge n.148/11 ,secondo cui :”In assenza di specifiche regolamentazione regionali trovano applicazione, per quanto compatibili con le disposizioni di cui al comma che precede, l’articolo 18 della legge 24 giugno 1997 n. 196 e il relativo regolamento di attuazione ( D.M.n.142/98) , la Giunta Regionale Abruzzo , su proposta dell’assessore al lavoro , con D.G.R.A n.154 del 12.03-2012, ha approvato le linee guida di attuazione della disciplina dei tirocini extracurricolari con l’obiettivo di favorire il rapporto diretto tra le persone in cerca di lavoro e le imprese. La norma vuole disciplinare la materia, consentendo l’orientamento lavorativo di un’ampia platea di soggetti per agevolare il loro inserimento nel mercato del lavoro attraverso tirocini formativi e di orientamento.
Pertanto anche la Regione Abruzzo si è dotata di una disciplina di attuazione della normativa sui tirocini ,con cui tra l’altro si porta sotto un’unica disciplina regionale una materia che nel passato era soggetta a differenze dovute alle diverse scelte attuate dalle Province.
‘Tra le novità più rilevanti è da sottolineatre il rimborso spese unico, regionale e mensile, attestato a 600 euro e l’attuazione, entro i tempi previsti, delle ultime novità legislative nazionali, riportando così la materia dei tirocini all’interno di un alveo di regole specifiche e precise , sia da un punto di vista formale che sostanziale.
Si riportano di seguito i files contenenti la documentazione riguardante la DGRA n.154/2912 e relativi Allegati A,B,.e C
.DGR n.
In riferimento alla previsione del comma 2 dell’art.11 del d.l.n.138/11 ,convertito in legge n.148/11 ,secondo cui :”In assenza di specifiche regolamentazione regionali trovano applicazione, per quanto compatibili con le disposizioni di cui al comma che precede, l’articolo 18 della legge 24 giugno 1997 n. 196 e il relativo regolamento di attuazione ( D.M.n.142/98) , la Giunta Regionale Abruzzo , su proposta dell’assessore al lavoro , con D.G.R.A n.154 del 12.03-2012, ha approvato le linee guida di attuazione della disciplina dei tirocini extracurricolari con l’obiettivo di favorire il rapporto diretto tra le persone in cerca di lavoro e le imprese. La norma vuole disciplinare la materia, consentendo l’orientamento lavorativo di un’ampia platea di soggetti per agevolare il loro inserimento nel mercato del lavoro attraverso tirocini formativi e di orientamento.
Con questo intervento si vuole dare una chance concreta ai giovani abruzzesi per entrare nel mondo del lavoro anche attraverso un contratto che, nel passato, non sempre ha garantito appieno i diritti dei tirocinanti.
Pertanto anche la Regione Abruzzo si dota di una disciplina di attuazione della normativa sui tirocini ,con cui tra l’altro si porta sotto un’unica disciplina regionale una materia che nel passato era soggetta a differenze dovute alle diverse scelte attuate dalle Province.
Infine, si osserva che con questo intervento si mira a limitare l’utilizzo dei tirocini nel settore pubblico, in quanto si tratta di esperienze che,pur avendo una valenza formativa,costituiscono una limitatissima possibilità di sbocco lavorativo stabile
.DGR n.154 del 12.3.2012
Schema_Convenzione_tirocinio_formativo_All_B
Schema_Progetto_tirocinio_formativo_All_C
154 del 12.3.2012
Si ritiene che la sentenza n.287/12 della Corte Costituzionale ,salva diversa iondficazione degli organi istituzionali competenti ,Regione Abruzzo compresa,non dovrebbe avdere riflessi e consegiuenze a carico della Del.iberazione cponmtenente le linee giuda prima riocvhiamasta ,in qyuanto la predeta ha contrestato l’incompetenza stsatale in masteria di tirocini ,confermando invece quella delle regioni nell’ambito delle prerogatiove rivconosciute dalle stesse sull’istruzione e formazione professionale,di cui ,quindi,risulta espressione la Deliberazione n.154 del 12.3.2012
NOVITA’ SUL LAVORO IN DECRETO SVILUPPO CONVERTITO IN LEGGE E PUBBLICATO IN G.U.
Il testo del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (pubblicato nel supplemento ordinario n. 194/L alla Gazzetta Ufficiale 19 ottobre 2012, n. 245), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221 ( recante: «Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese.» risulta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.294 del 18.dicembre 2012 -Supp.Ord.n.208.
Di seguito, si evidenziano le seguenti disposizioni del predetto provvedimento che riguardano in modo specifico la materia del lavoro,precisando che le parti in grasssetto sono state inserite dalla legge di conversione
A) In primo luogo si richiama l’attenzione sulle disposizioni contenute nell’art.7 ,che concernono la trasmissione telematica delle certificazioni di malattia nel settore pubblico e privato ,stabilendo che:
1. A decorrere dal sessantesimo giorno dalla data di entrata in
vigore del presente decreto(19.10.2012), in tutti i casi di assenza per malattia
dei dipendenti del settore pubblico non soggetti al regime del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per il rilascio e la
trasmissione delle certificazioni di malattia, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 55-septies del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie previste a legislazione vigente.
((1-bis. All’articolo 55-septies del decreto legislativo n. 165 del
2001, al comma 2 e’ aggiunto il seguente periodo: « Il medico o la
struttura sanitaria invia telematicamente la medesima certificazioneall’indirizzo di posta elettronica personale del lavoratore qualora il medesimo ne faccia espressa richiesta fornendo un valido indirizzo
3. Al testo unico delle disposizioni legislative in materia di
tutela e di sostegno della maternita’ e della paternita’ a norma
dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53, di cui al decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti
a) il comma 3 dell’articolo 47 e’ sostituito dai seguenti:
« 3. La certificazione di malattia necessaria al genitore per
fruire dei congedi di cui ai commi 1 e 2 e’ inviata per via
telematica direttamente dal medico curante del Servizio sanitario
nazionale o con esso convenzionato((, che ha in cura il minore,))
all’Istituto nazionale della previdenza sociale, utilizzando il
sistema di trasmissione delle certificazioni di malattia di cui al
decreto del Ministro della salute in data 26 febbraio 2010,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010, secondo
le modalita’ stabilite con decreto di cui al successivo comma 3-bis,
e dal predetto Istituto e’ immediatamente inoltrata, con le medesime
modalita’, al datore di lavoro interessato ((e all’indirizzo di posta
elettronica della lavoratrice o del lavoratore che ne facciano
richiesta.))
3-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da
adottare entro il 30 giugno 2013, su proposta del Ministro per la
pubblica amministrazione e la semplificazione, del Ministro delegato
per l’innovazione tecnologica e del Ministro del lavoro e delle
finanze e con il Ministro della salute, previo parere del Garante per
protezione dei dati personali, sono adottate, in conformita’ alle
regole tecniche previste dal Codice dell’amministrazione digitale, di
cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le disposizioni
necessarie per l’attuazione di quanto disposto al comma 3, ((comprese
la definizione del modello di certificazione e le relative
specifiche)) »;
b) il comma 1 dell’articolo 51 (relativo al congedo per malattia del bambino) e’ sostituito dal seguente:
« 1. Ai fini della fruizione del congedo di cui al presente capo,
((la lavoratrice e il lavoratore comunicano)) direttamente al medico,
all’atto della compilazione del certificato di cui al comma 3
dell’articolo 47, ((le proprie generalita’ allo scopo di usufruire
del congedo medesimo.)) ».
((3-bis. Il comma 1 dell’articolo 51 del decreto legislativo 26
marzo 2001, n. 151, come modificato dal comma 3, lettera b), del
presente articolo, si applica a decorrere dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto.)),ossia dal 19.12,.012
B) In secondo luogo sono da considerare le disposizioni contenute nell’art.23 che prevede misure per le societa’ cooperative e di mutuo soccorso ,rispetto a cui si stabilisce che:
1. Le societa’ di mutuo soccorso di cui alla legge 15 aprile 1886, n. 3818, sono iscritte nella sezione delle imprese sociali presso il registro delle imprese secondo criteri e modalita’ stabilite con un decreto del Ministro dello sviluppo economico. Con il medesimo decreto e’ istituita un’apposita sezione dell’albo delle societa’ cooperative, di cui al decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, cui le societa’ di mutuo soccorso sono automaticamente iscritte. 2. L’articolo 1 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, e’ sostituito dal seguente: «Le societa’ di mutuo soccorso conseguono la personalita’ giuridica nei modi stabiliti dalla presente Legge. Esse non hanno finalita’ di lucro, ma perseguono finalita’ di interesse generale, sulla base del principio costituzionale di sussidiarieta’, attraverso l’esclusivo svolgimento in favore dei soci e dei loro familiari conviventi di una o piu’ delle seguenti attivita’: a) erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia ed invalidita’ al lavoro, nonche’ in presenza di inabilita’ temporanea o permanente; b) erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e la cura delle malattie e degli infortuni; c) erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti; d) erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche. Le attivita’ previste dalle lettere a) e b) possono essere svolte anche attraverso l’istituzione o la gestione dei fondi sanitari integrativi di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. ». 3. L’articolo 2 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, e’ sostituito dal seguente: «Le societa’ possono inoltre promuovere attivita’ di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalita’ di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici. Le societa’ di mutuo soccorso non possono svolgere attivita’ diverse da quelle previste dalla presente legge, ne’ possono svolgere attivita’ di impresa. Salvi i casi previsti da disposizioni di leggi speciali, compreso quello relativo alla istituzione e gestione dei fondi sanitari integrativi, le attivita’ di cui al primo comma dell’articolo 1 sono svolte dalle Societa’ nei limiti delle proprie disponibilita’ finanziarie e patrimoniali.». 4. All’articolo 3 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, e’ aggiunto il seguente comma: «Possono divenire soci ordinari delle societa’ di mutuo soccorso le persone fisiche. Inoltre, possono divenire soci altre societa’ di mutuo soccorso, a condizione che i membri persone fisiche di queste siano beneficiari delle prestazioni rese dalla Societa’, nonche’ i Fondi sanitari integrativi di cui all’articolo 2 in rappresentanza dei lavoratori iscritti. E’ ammessa la categoria dei soci sostenitori, comunque denominati, i quali possono essere anche persone giuridiche. Essi possono designare sino ad un terzo del totale degli amministratori, da scegliersi tra i soci ordinari». 5. All’articolo 8 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, e’ aggiunto il seguente comma: «In caso di liquidazione o di perdita della natura di societa’ di mutuo soccorso, il patrimonio e’ devoluto ad altre societa’ di mutuo soccorso ovvero ad uno dei Fondi mutualistici o al corrispondente capitolo del bilancio dello Stato ai sensi degli articoli 11 e 20 della legge 31 gennaio 1992, n. 59.». 6. La rubrica dell’articolo 18 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220 e’ sostituita dalla seguente: « Vigilanza sulle banche di credito cooperativo e sulle societa’ di mutuo soccorso. ». 7. All’articolo 18 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, sono aggiunti i seguenti commi: «2-bis. Le societa’ di mutuo soccorso sono sottoposte alla vigilanza del Ministero dello sviluppo economico e delle Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo ai sensi del presente decreto legislativo. Queste ultime potranno svolgere le revisioni anche nei confronti delle societa’ di mutuo soccorso aderenti ad Associazioni di rappresentanza delle stesse sulla base di apposita convenzione. 2-ter. In relazione alle caratteristiche peculiari delle Societa’, i modelli di verbale di revisione e di ispezione straordinaria sono approvati con decreto del Ministero dello sviluppo economico. 2-quater. La vigilanza sulle societa’ di mutuo soccorso ha lo scopo di accertare la conformita’ dell’oggetto sociale alle disposizioni dettate dagli articoli 1 e 2 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, nonche’ la loro osservanza in fatto. 2-quinquies)). In caso di accertata violazione delle suddette disposizioni, gli uffici competenti del Ministero dispongono La perdita della qualifica di societa’ di mutuo soccorso e la cancellazione dal Registro delle Imprese e dall’Albo delle societa’ cooperative.». 8. Il decreto di cui al comma 2-ter dell’articolo 18 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, introdotto da comma 7, e’ adottato entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 9. L’articolo 4 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220 si interpreta nel senso che la vigilanza sugli enti cooperativi e loro consorzi esplica effetti ed e’ diretta nei soli confronti delle pubbliche amministrazioni ai fini della legittimazione a beneficiare delle agevolazioni fiscali, previdenziali e di altra natura, nonche’ per l’adozione dei provvedimenti previsti dall’articolo 12 del medesimo decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220. 10. All’articolo 17, comma 3, della legge 27 febbraio 1985, n. 49, e successive modificazioni, e’ soppresso il terzo periodo. ((10-bis. Il fondo comune, unico ed indivisibile, disciplinato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 novembre 2008, pubblicato nella ))Gazzetta Ufficiale(( n. 18 del 23 gennaio 2009, puo’ essere alimentato anche dalle risorse dell’ente a valere sul contributo previsto dal decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, che rientra tra le spese di cui all’articolo 10, comma 15, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e puo’ essere destinato anche alla costituzione di fondi di garanzia e fondi rotativi dedicati ad attivita’ di microcredito e microfinanza in campo nazionale ed internazionale.)) 11. All’articolo 17, comma 4, della legge 27 febbraio 1985, n. 49, e successive modificazioni, le seguenti parole: « essere iscritte nell’elenco previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385,» sono soppresse. 12. All’articolo 17, comma 5, della legge 27 febbraio 1985, n. 49, e successive modificazioni, dopo le parole: « le societa’ finanziarie possono assumere partecipazioni temporanee di minoranza nelle cooperative » sono inserite le seguenti: « anche in piu’ soluzioni, e sottoscrivere, anche successivamente all’assunzione delle partecipazioni, gli strumenti finanziari di cui all’articolo 2526 del codice civile».
C ) In terzo luogo occorre dedicare attenzione alle disposizioni degli articoli da 25 a 32 .
Infatti l’art.25 fa riferimento a Start-up innovativa e incubatore certificato: finalita’, definizione e pubblicita’,prevedendo quanto segue:
1. Le presenti disposizioni sono dirette a favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, ((la nuova imprenditorialita’ e)) l’occupazione, in particolare giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative, come definite al successivo comma 2 e coerentemente con quanto individuato nel Programma nazionale di riforma 2012, pubblicato in allegato al Documento di economia e finanza (DEF) del 2012 e con le raccomandazioni e gli orientamenti formulati dal Consiglio dei Ministri dell’Unione europea. Le disposizioni della presente sezione intendono contestualmente contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale, alla creazione di un contesto maggiormente favorevole all’innovazione, cosi’ come a promuovere maggiore mobilita’ sociale e ad attrarre in Italia talenti, ((imprese innovative)) e capitali dall’estero. 2. Ai fini del presente decreto, l’impresa start-up innovativa, di seguito « start-up innovativa », e’ la societa’ di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, che possiede i seguenti requisiti: a) ((i soci, persone fisiche, detengono al momento della costituzione e per i successivi ventiquattro mesi, la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria dei soci;)) b) e’ costituita e svolge attivita’ d’impresa da non piu’ di quarantotto mesi; c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia; d) a partire dal secondo anno di attivita’ della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, cosi’ come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non e’ superiore a 5 milioni di euro; e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili; f) ha, quale oggetto sociale ((esclusivo o prevalente, lo sviluppo,)) la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; g) non e’ stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda; h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti: 1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 20 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. ((Ai fini di questo provvedimento, in aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono altresi’ da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attivita’ di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprieta’ intellettuale, termini e licenze d’uso)). Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione e’ assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa; 2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’universita’ italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attivita’ di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero; 3) ((sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varieta’ vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attivita’ di impresa.)) 3. Le societa’ gia’ costituite alla data di ((entrata in vigore della legge di conversione)) del presente decreto e in possesso dei requisiti previsti dal comma 2, sono considerate start-up innovative ai fini del presente decreto se entro 60 giorni dalla stessa data depositano presso l’Ufficio del registro delle imprese, di cui all’articolo 2188 del codice civile, una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che attesti il possesso dei requisiti previsti dal comma 2. In tal caso, la disciplina di cui alla presente sezione trova applicazione per un periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, se la start-up innovativa e’ stata costituita entro i due anni precedenti, di tre anni, se e’ stata costituita entro i tre anni precedenti, e di due anni, se e’ stata costituita entro i quattro anni precedenti. 4. Ai fini del presente decreto, sono start-up a vocazione sociale le start-up innovative di cui al comma 2 e 3 che operano in via esclusiva nei settori indicati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155. 5. Ai fini del presente decreto, l’incubatore di start-up innovative certificato, di seguito: « incubatore certificato » e’ una societa’ di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative ed e’ in possesso dei seguenti requisiti: a) dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere start-up innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca; b) dispone di attrezzature adeguate all’attivita’ delle start-up innovative, quali sistemi di accesso in banda ultralarga alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi; c) e’ amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente; d) ha regolari rapporti di collaborazione con universita’, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attivita’ e progetti collegati a start-up innovative; e) ha adeguata e comprovata esperienza nell’attivita’ di sostegno a start-up innovative, la cui sussistenza e’ valutata ai sensi del comma 7. 6. Il possesso dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) del comma 5 e’ autocertificato dall’incubatore di start-up innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale, al momento dell’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese di cui al comma 8, sulla base di indicatori e relativi valori minimi che sono stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo economico da adottarsi entro 60 giorni dalla data di ((entrata in vigore della legge di conversione)) del presente decreto. 7. Il possesso del requisito di cui alla lettera e) del comma 5 e’ autocertificato dall’incubatore di start-up innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale presentata al registro delle imprese, sulla base di valori minimi individuati con il medesimo decreto del Ministero dello sviluppo economico di cui al comma 6 con riferimento ai seguenti indicatori: a) numero di candidature di progetti di costituzione e/o incubazione di start-up innovative ricevute e valutate nel corso dell’anno; b) numero di start-up innovative avviate e ospitate nell’anno; c) numero di start-up innovative uscite nell’anno; d) numero complessivo di collaboratori e personale ospitato; e) percentuale di variazione del numero complessivo degli occupati rispetto all’anno, precedente; f) tasso di crescita media del valore della produzione delle start-up innovative incubate; g) ((capitali di rischio ovvero finanziamenti, messi a disposizione dall’Unione europea, dallo Stato e dalle regioni, raccolti a favore delle start-up innovative incubate;)) h) numero di brevetti registrati dalle start-up innovative incubate, tenendo conto del relativo settore merceologico di appartenenza. 8. Per le start-up innovative di cui ((ai commi 2 e 3)) e per gli incubatori certificati di cui al comma 5, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura istituiscono una apposita sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 2188 del codice civile, a cui la start-up innovativa e l’incubatore certificato devono essere iscritti al fine di poter beneficiare della disciplina della presente sezione. 9. Ai fini dell’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese di cui al comma 8, la sussistenza dei requisiti per l’identificazione della start-up innovativa e dell’incubatore certificato di cui rispettivamente al comma 2 e al comma 5 e’ attestata mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale rappresentante e depositata presso l’ufficio del registro delle imprese. 10. La sezione speciale del registro delle imprese di cui al comma 8 consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative, per la start-up innovativa: all’anagrafica, all’attivita’ svolta, ai soci fondatori e agli altri collaboratori, al bilancio, ai rapporti con gli altri attori della filiera quali incubatori o investitori; per gli incubatori certificati: all’anagrafica, all’attivita’ svolta, al bilancio, cosi’ come ai requisiti previsti al comma 5. 11. Le informazioni di cui al comma 12, per la start-up innovativa, e 13, per l’incubatore certificato, sono rese disponibili, assicurando la massima trasparenza e accessibilita’, per via telematica o su supporto informatico in formato tabellare gestibile da motori di ricerca, con possibilita’ di elaborazione e ripubblicazione gratuita da parte di soggetti terzi. Le imprese start-up innovative e gli incubatori certificati assicurano l’accesso informatico alle suddette informazioni dalla home page del proprio sito Internet. 12. La start-up innovativa e’ automaticamente iscritta alla sezione speciale del registro delle imprese di cui al comma 8, a seguito della compilazione e presentazione della domanda in formato elettronico, contenente le seguenti informazioni: a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio; b) sede principale ed eventuali sedi periferiche; c) oggetto sociale; d) breve descrizione dell’attivita’ svolta, comprese l’attivita’ e le spese in ricerca e sviluppo; e) elenco dei soci, con trasparenza rispetto a fiduciarie, holding, con autocertificazione di veridicita’; f) elenco delle societa’ partecipate; g) indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali dei soci e del personale che lavora nella start-up innovativa, esclusi eventuali dati sensibili; h) indicazione dell’esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, universita’ e centri di ricerca; i) ultimo bilancio depositato, nello standard XBRL; l) elenco dei diritti di privativa su proprieta’ industriale e intellettuale. 13. L’incubatore certificato e’ automaticamente iscritto alla sezione speciale del registro delle imprese di cui al comma 8, a seguito della compilazione e presentazione della domanda in formato elettronico, contenente le seguenti informazioni recanti i valori degli indicatori, di cui ai commi 6 e 7, conseguiti dall’incubatore certificato alla data di iscrizione: a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio; b) sede principale ed eventuali sedi periferiche; c) oggetto sociale; d) breve descrizione dell’attivita’ svolta; e) elenco delle strutture e attrezzature disponibili per lo svolgimento della propria attivita’; f) indicazione delle esperienze professionali del personale che amministra e dirige l’incubatore certificato, esclusi eventuali dati sensibili; g) indicazione dell’esistenza di collaborazioni con universita’ e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari; h) indicazione dell’esperienza acquisita nell’attivita’ di sostegno a start-up innovative. 14. Le informazioni di cui ai commi 12 e 13 debbono essere aggiornate con cadenza non superiore a sei mesi e sono sottoposte al regime di pubblicita’ di cui al comma 10. 15. Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della start-up innovativa o dell’incubatore certificato attesta il mantenimento del possesso dei requisiti previsti rispettivamente dal comma 2 e dal comma 5 e deposita tale dichiarazione presso l’ufficio del registro delle imprese. 16. Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti di cui ai commi 2 e 5 la start-up innovativa o l’incubatore certificato sono cancellati d’ufficio dalla sezione speciale del registro delle imprese di cui al presente articolo, permanendo l’iscrizione alla sezione ordinaria del registro delle imprese. Ai fini di cui al periodo precedente, alla perdita dei requisiti e’ equiparato il mancato deposito della dichiarazione di cui al comma 15. Si applica l’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 2004, n. 247. 17. Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, provvedono alle attivita’ di cui al presente articolo nell’ambito delle dotazioni finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.
L’art.26 concerne la deroga al diritto societario e la riduzione degli oneri per l’avvio delle start up innovatiove ,stastuenmdo che:
1. Nelle start-up innovative il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dagli articoli 2446, comma secondo, e 2482-bis, comma quarto, del codice civile, e’ posticipato al secondo esercizio successivo. Nelle start-up innovative che si trovino nelle ipotesi previste dagli articoli 2447 o 2482-ter del codice civile l’assemblea convocata senza indugio dagli amministratori, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo legale, puo’ deliberare di rinviare tali decisioni alla chiusura dell’esercizio successivo. Fino alla chiusura di tale esercizio non opera la causa di scioglimento della societa’ per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, punto n. 4), e 2545-duodecies del codice civile. Se entro l’esercizio successivo il capitale non risulta reintegrato al di sopra del minimo legale, l’assemblea che approva il bilancio di tale esercizio deve deliberare ai sensi degli articoli 2447 o 2482-ter del codice civile. 2. L’atto costitutivo della start-up innovativa costituita in forma di societa’ a responsabilita’ limitata puo’ creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, puo’ liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, commi secondo e terzo, del codice civile. 3. L’atto costitutivo della societa’ di cui al comma 2, anche in deroga ((all’articolo 2479, quinto comma)), del codice civile, puo’ creare categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. 4. Alle start-up innovative di cui all’articolo 25 comma 2, non si applica la disciplina prevista per le societa’ di cui all’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e all’articolo 2, commi da 36-decies a 36-duodecies del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. 5. In deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione in start-up innovative costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali di cui all’articolo 30 del presente decreto, nei limiti previsti dalle leggi speciali. 6. Nelle start-up innovative costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’articolo 2474 del codice civile non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali. 7. L’atto costitutivo delle societa’ di cui all’articolo 25, comma 2, e degli incubatori certificati di cui all’articolo 25 comma 5 puo’ altresi’ prevedere, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479-bis del codice civile. 8. La start-up innovativa e l’incubatore certificato dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 25 comma 8, sono esonerati dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonche’ dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio. L’esenzione e’ dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l’acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quarto anno di iscrizione.
L’art.27 riguarda la remunerazione con strumenti finanziari della start-up innovativa e dell’incubatore certificato prevedendo che:
1. Il reddito di lavoro derivante dall’assegnazione, da parte delle start-up innovative di cui all’articolo 25, comma 2, e degli incubatori certificati di cui all’articolo 25, comma 5, ai propri amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi di strumenti finanziari o di ogni altro diritto o incentivo che preveda l’attribuzione di strumenti finanziari o diritti similari, nonche’ dall’esercizio di diritti di opzione attribuiti per l’acquisto di tali strumenti finanziari, non concorre alla formazione del reddito imponibile dei suddetti soggetti, sia ai fini fiscali, sia ai fini contributivi, a condizione che tali strumenti finanziari o diritti non siano riacquistati dalla start-up innovativa o dall’incubatore certificato, dalla societa’ emittente o da qualsiasi soggetto che direttamente controlla o e’ controllato dalla start-up innovativa o dall’incubatore certificato, ovvero e’ controllato dallo stesso soggetto che controlla la start-up innovativa o l’incubatore certificato. Qualora gli strumenti finanziari o i diritti siano ceduti in contrasto con tale disposizione, il reddito di lavoro che non ha previamente concorso alla formazione del reddito imponibile dei suddetti soggetti e’ assoggettato a tassazione nel periodo d’imposta in cui avviene la cessione. 2. L’esenzione di cui al comma 1 si applica esclusivamente con riferimento all’attribuzione di azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o diritti emessi dalla start-up innovativa e dall’incubatore certificato con ((i quali)) i soggetti suddetti intrattengono il proprio rapporto di lavoro, nonche’ di quelli emessi da societa’ direttamente controllate da una start-up innovativa o da un incubatore certificato. 3. L’esenzione di cui al comma 1 trova applicazione con riferimento al reddito di lavoro derivante dagli strumenti finanziari e dai diritti attribuiti e assegnati ovvero ai diritti di opzione attribuiti e esercitati dopo ((la data di entrata in vigore della legge di conversione)) del presente decreto. 4. Le azioni, le quote e gli strumenti finanziari partecipativi emessi a fronte dell’apporto di opere e servizi resi in favore di start-up innovative o di incubatori certificati, ovvero di crediti maturati a seguito della prestazione di opere e servizi, ivi inclusi quelli professionali, resi nei confronti degli stessi, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del soggetto che effettua l’apporto, anche in deroga all’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, al momento della loro emissione o al momento in cui e’ operata la compensazione che tiene luogo del pagamento. 5. Le plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso degli strumenti finanziari di cui al presente articolo sono assoggettate ai regimi loro ordinariamente applicabili.
L’(( Art. 27-bis )) concerne le misure di semplificazione per l’accesso alle agevolazioni per leassunzioni di personale nelle start-up innovative e negli incubatori certificati )),disponendo che:
((1. Alle start-up innovative e agli incubatori certificati di cui
all’articolo 25 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 24
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, con le seguenti
modalita’ semplificate:))
(( a) il credito d’imposta e’ concesso al personale altamente
qualificato assunto a tempo indeterminato, compreso quello assunto
attraverso i contratti di apprendistato. Ai fini della concessione
del credito d’imposta, non si applicano le disposizioni di cui ai
commi 8, 9 e 10 del citato articolo 24;))
(( b) il credito d’imposta e’ concesso in via prioritaria rispetto
alle altre imprese, fatta salva la quota riservata di cui al comma
13-bis del predetto articolo 24. L’istanza di cui al comma 6 dello
stesso articolo e’ redatta in forma semplificata secondo le modalita’
stabilite con il decreto applicativo di cui al comma 11 del medesimo
articolo.))
L’art.28,in merito alle disposizioni in materia di rapporto di lavoro subordinato in start up innovative , statuisce che:
1. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione per
il periodo di 4 anni dalla data di costituzione di una start-up
innovativa di cui all’articolo 25, comma 2, ovvero per il piu’
limitato periodo previsto ((dal comma 3 del medesimo articolo 25))
per le societa’ gia’ costituite.
2. Le ragioni di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto
legislativo 6 settembre 2001, n. 368, ((nonche’ le ragioni di cui
all’articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10 settembre 2003,
n. 276,)) si intendono sussistenti qualora il contratto a tempo
determinato, anche in somministrazione, sia stipulato da una start-up
innovativa per lo svolgimento di attivita’ inerenti o strumentali
all’oggetto sociale della stessa.
3. Il contratto a tempo determinato di cui al comma 2 puo’ essere
stipulato per una durata minima di sei mesi ed una massima di
trentasei mesi, ((ferma restando la possibilita’ di stipulare un
contratto a termine di durata inferiore a sei mesi, ai sensi della
normativa generale vigente.)) Entro il predetto limite di durata
massima, piu’ successivi contratti a tempo determinato possono essere
stipulati, per lo svolgimento delle ((attivita’ di cui al comma 2)),
senza l’osservanza dei termini di cui all’articolo 5, comma 3, del
decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, o anche senza soluzione
di continuita’. In deroga al predetto limite di durata massima di
trentasei mesi, un ulteriore successivo contratto a tempo determinato
tra gli stessi soggetti e sempre per lo svolgimento delle attivita’
di cui al comma 2 puo’ essere stipulato per la durata ((residua
rispetto al periodo)) di cui al comma 1, a condizione che la
stipulazione avvenga presso la Direzione ((provinciale)) del lavoro
competente per territorio. ((I contratti stipulati ai sensi del
presente comma sono in ogni caso esenti dalle limitazioni
quantitative di cui all’articolo 10, comma 7, del decreto legislativo
6 settembre 2001, n. 368.))
4. Qualora, per effetto di successione di contratti a termine
stipulati a norma del presente articolo, o comunque a norma del
decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, o di altre disposizioni
di legge, il rapporto di lavoro tra lo stesso datore di lavoro e lo
stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi,
comprensivi di proroghe o rinnovi, o la diversa maggiore durata
stabilita a norma del comma 3, ed indipendentemente dagli eventuali
periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, il rapporto di
lavoro si considera a tempo indeterminato.
5. La prosecuzione o il rinnovo dei contratti a termine di cui al
presente articolo oltre la durata massima prevista dal medesimo
articolo ovvero la loro trasformazione in contratti di collaborazione
privi dei caratteri della prestazione d’opera o professionale,
determinano la trasformazione degli stessi contratti in un rapporto
di lavoro a tempo indeterminato.
6. Per quanto non diversamente disposto dai precedenti commi, ai
contratti a tempo determinato disciplinati dal presente articolo si
applicano le disposizioni del decreto legislativo 6 settembre 2001,
n. 368, ((e del capo I del titolo III del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276.))
7. La retribuzione dei lavoratori assunti da una societa’ di cui
all’articolo 25, comma 2, e’ costituita da una parte che non puo’
essere inferiore al minimo tabellare previsto, per il rispettivo
livello di inquadramento, dal contratto collettivo applicabile, e da
una parte variabile, consistente in trattamenti collegati
all’efficienza o alla redditivita’ dell’impresa, alla produttivita’
del lavoratore o del gruppo di lavoro, o ad altri obiettivi o
parametri di rendimento concordati tra le parti, incluse
l’assegnazione di opzioni per l’acquisto di quote o azioni della
societa’ e la cessione gratuita delle medesime quote o azioni.
8. I contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali
comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale possono
definire in via diretta ovvero ((in via delegata ai livelli
decentrati con accordi interconfederali o di categoria o avvisi
comuni)): a) criteri per la determinazione di minimi tabellari
specifici di cui al comma 7 funzionali alla promozione dell’avvio
delle start-up innovative, nonche’ criteri per la definizione della
parte variabile di cui al comma 7; b) disposizioni finalizzate
all’adattamento delle regole di gestione del rapporto di lavoro alle
esigenze delle start-up innovative, nella prospettiva di rafforzarne
lo sviluppo e stabilizzarne la presenza nella realta’ produttiva.
9. Nel caso in cui sia stato stipulato un contratto a termine ai
sensi delle disposizioni di cui al presente articolo da una societa’
che non risulti avere i requisiti di start-up innovativa di cui
all’articolo 25, ((commi 2 e 3)), il contratto si considera stipulato
a tempo indeterminato e trovano applicazione le disposizioni derogate
10. Gli interventi e le misure di cui al presente articolo
costituiscono oggetto di monitoraggio a norma e per gli effetti di
cui all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 28 giugno 2012, n. 92,
con specifico riferimento alla loro effettiva funzionalita’ di
promozione delle start-up innovative di cui al presente decreto, in
coerenza con quanto previsto dall’articolo 32.
L’art.29,che interessa gli Iìincentivi all’investimento in start-up innovative prevede che:
1. Per gli anni 2013, 2014 e 2015, all’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un importo pari al 19 per cento della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o piu’ start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative. 2. Ai fini di tale verifica, non si tiene conto delle altre detrazioni eventualmente spettanti al contribuente. L’ammontare, in tutto o in parte, non detraibile nel periodo d’imposta di riferimento puo’ essere portato in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo. 3. L’investimento massimo detraibile ai sensi del comma 1, non puo’ eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 500.000 e deve essere mantenuto per almeno due anni; l’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali. 4. Per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015, non concorre alla formazione del reddito dei soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle societa’, diversi da imprese start-up innovative, il 20 per cento della somma investita nel capitale sociale di una o piu’ start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre societa’ che investano prevalentemente in start-up innovative. 5. L’investimento massimo deducibile ai sensi del comma 4 non puo’ eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 1.800.000 e deve essere mantenuto per almeno due anni. L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio ed il recupero a tassazione dell’importo dedotto, maggiorato degli interessi legali. 6. Gli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre societa’ che investano prevalentemente in imprese start-up innovative non beneficiano dell’agevolazione prevista dai commi 4 e 5. 7. Per le start-up a vocazione sociale cosi’ come definite all’articolo 25, comma 4 e per le start-up che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico la detrazione di cui al comma 1 e’ pari al 25 per cento della somma investita e la deduzione di cui al comma 4 e’ pari al 27 per cento della somma investita. 8. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le modalita’ di attuazione delle agevolazioni previste dal presente articolo. 9. L’efficacia della disposizione del presente articolo e’ subordinata, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero dello sviluppo economico.
L’art.30 ,dedicato alla raccolta di capitali di rischio tramite portali on line e al tri interventi di sostegno per le start-up innovative ,dispone quanto segue:
1. All’articolo 1, dopo il comma 5-octies del testo unico delle
disposizioni in materia finanziaria, di cui al decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58, sono inseriti i seguenti:
«5-novies. Per “portale per la raccolta di capitali per le start-up
innovative” si intende una piattaforma online che abbia come
finalita’ esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di
rischio da parte delle start-up innovative, comprese le start-up a
5-decies. Per “start-up innovativa” si intende la societa’ definita
dall’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.
179.».
2. Nella parte II, titolo III, dopo il capo III-ter del suddetto
decreto e’ inserito il seguente:
«Capo III-quater. Gestione di portali per la raccolta di capitali
per le start-up innovative.
Art. 50-quinquies. (Gestione di portali per la raccolta di capitali
per start-up innovative). – 1. E’ gestore di portali il soggetto che
esercita professionalmente il servizio di gestione di portali per la
raccolta di capitali per le start-up innovative ed e’ iscritto nel
2. L’attivita’ di gestione di portali per la raccolta di capitali
per le start-up innovative e’ riservata alle imprese di investimento
e alle banche autorizzate ai relativi servizi di investimento nonche’
ai soggetti iscritti in un apposito registro tenuto dalla Consob, a
condizione che questi ultimi trasmettano gli ordini riguardanti la
sottoscrizione e la compravendita di strumenti finanziari
rappresentativi di capitale esclusivamente a banche e imprese di
investimento. Ai soggetti iscritti in tale registro non si applicano
le disposizioni della parte II, titolo II, capo II e dell’articolo
3. L’iscrizione nel registro di cui al comma 2 e’ subordinata al
ricorrere dei seguenti requisiti:
a) forma di societa’ per azioni, di societa’ in accomandita per
azioni, di societa’ a responsabilita’ limitata o di societa’
b) sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile
organizzazione nel territorio della Repubblica;
c) oggetto sociale conforme con quanto previsto dal comma 1;
d) possesso da parte di coloro che detengono il controllo e dei
soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
controllo dei requisiti di onorabilita’ stabiliti dalla Consob;
e) possesso da parte dei soggetti che svolgono funzioni di
amministrazione, direzione e controllo, di requisiti di
professionalita’ stabiliti dalla Consob.
4. I soggetti iscritti nel registro di cui al comma 2 non possono
detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza di
5. La Consob determina, con regolamento, i principi e i criteri
a) alla formazione del registro e alle relative forme di
b) alle eventuali ulteriori condizioni per l’iscrizione nel registro,
alle cause di sospensione, radiazione e riammissione e alle misure
applicabili nei confronti degli iscritti nel registro;
c) alle eventuali ulteriori cause di incompatibilita’;
nel rapporto con gli investitori, prevedendo un regime
semplificato per i clienti professionali.
6. La Consob esercita la vigilanza sui gestori di portali per
verificare l’osservanza delle disposizioni di cui al presente
articolo e della relativa disciplina di attuazione. A questo fine la
Consob puo’ chiedere la comunicazione di dati e di notizie e la
trasmissione di atti e di documenti, fissando i relativi termini,
nonche’ effettuare ispezioni.
7. I gestori di portali che violano le norme del presente articolo
o le disposizioni emanate dalla Consob in forza di esso, sono puniti,
in base alla gravita’ della violazione e tenuto conto dell’eventuale
recidiva, con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro
cinquecento a euro venticinquemila. Per i soggetti iscritti nel
registro di cui al comma 2, puo’ altresi’ essere disposta la
sospensione da uno a quattro mesi o la radiazione dal registro. Si
applicano i commi 2 e 3 dell’articolo 196. Resta fermo quanto
previsto dalle disposizioni della parte II, titolo IV, capo I,
applicabili alle imprese di investimento, alle banche, alle SGR e
alle societa’ di gestione armonizzate.».
3. Dopo l’articolo 100-bis, del decreto legislativo n. 58 del 24
febbraio 1998, e’ inserito il seguente:
«Art. 100-ter. (Offerte attraverso portali per la raccolta di
capitali). – 1. Le offerte al pubblico condotte esclusivamente
attraverso uno o piu’ portali per la raccolta di capitali possono
avere ad oggetto soltanto la sottoscrizione di strumenti finanziari
emessi dalle start-up innovative e devono avere un corrispettivo
totale inferiore a quello determinato dalla Consob ai sensi
dell’articolo 100, comma 1, lettera c).
2. La Consob determina la disciplina applicabile alle offerte di
cui al comma precedente, al fine di assicurare la sottoscrizione da
parte di investitori professionali o particolari categorie di
investitori dalla stessa individuate di una quota degli strumenti
finanziari offerti, quando l’offerta non sia riservata esclusivamente
a clienti professionali, e di tutelare gli investitori diversi dai
clienti professionali nel caso in cui i soci di controllo della
start-up innovativa cedano le proprie partecipazioni a terzi
successivamente all’offerta.».
4. All’articolo 190, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio
1998, n. 58, le parole: «ovvero in caso di esercizio dell’attivita’
di consulente finanziario o di promotore finanziario in assenza
dell’iscrizione negli albi di cui, rispettivamente, agli articoli
18-bis e 31.» sono sostituite dalle seguenti: « ovvero in caso di
esercizio dell’attivita’ di consulente finanziario, di promotore
finanziario o di gestore di portali in assenza dell’iscrizione negli
albi o nel registro di cui, rispettivamente, agli articoli 18-bis, 31
e50-quinquies.».
5. La Consob detta le disposizioni attuative del presente articolo
entro 90 giorni dalla data di ((entrata in vigore della legge di
conversione)) del presente decreto.
6. In favore delle start-up innovative, di cui all’articolo 25,
comma 2 e degli incubatori certificati di cui all’articolo 25, comma
5, l’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie
dicembre 1996, n. 662, e’ concesso gratuitamente e secondo criteri e
modalita’ semplificati individuati con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 60
giorni dalla data di ((entrata in vigore della legge di conversione))
del presente decreto. Le modifiche riguardanti il funzionamento del
Fondo devono complessivamente assicurare il rispetto degli equilibri
7. Tra le imprese italiane destinatarie dei servizi messi a
disposizione dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane, di cui all’articolo
14, comma 18, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, e dal Desk Italia di cui all’articolo 35 del presente
decreto, sono incluse anche le start-up innovative di cui
all’articolo 25, comma 2. L’Agenzia fornisce ai suddetti soggetti
assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare,
contrattualistica e creditizia. L’Agenzia provvede, altresi’, a
individuare le principali fiere e manifestazioni internazionali dove
ospitare gratuitamente le start-up innovative, tenendo conto
dell’attinenza delle loro attivita’ all’oggetto della manifestazione.
L’Agenzia sviluppa iniziative per favorire l’incontro delle start-up
innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage
capital e di capitale di espansione.
8. L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane svolge le attivita’
indicate con le risorse umane, strumentali e finanziarie, previste a
L’art.31,occupandosi di composizione e gestione della crisi nell’impresa start-up innovativa decadenza dei requisiti e attivita’ di controllo ,sancisce che:
1. La start-up innovativa non e’ soggetta a procedure concorsuali
diverse da quelle previste dal capo II della legge 27 gennaio 2012,
2. Decorsi dodici mesi dall’iscrizione nel registro delle imprese
del decreto di apertura della liquidazione della start-up innovativa
adottato a norma dell’articolo 14-quinquies della legge 27 gennaio
2012, n. 3, l’accesso ai dati relativi ai soci della stessa iscritti
nel medesimo registro e’ consentito esclusivamente all’autorita’
giudiziaria e alle autorita’ di vigilanza. La disposizione di cui al
primo periodo si applica anche ai dati dei titolari di cariche o
qualifiche nella societa’ che rivestono la qualita’ di socio.
3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche a chi
organizza in banche dati le informazioni relative ai soci di cui al
predetto comma.
4. Qualora la start-up innovativa perda uno dei requisiti previsti
dall’articolo 25, comma 2, prima della scadenza dei quattro anni
dalla data di costituzione, o del diverso termine previsto dal comma
3 dell’articolo 25 se applicabile, secondo quanto risultante dal
periodico aggiornamento della sezione del registro delle imprese di
cui ((all’articolo 25, comma 8, e in)) ogni caso, una volta decorsi
quattro anni dalla data di costituzione, cessa l’applicazione della
disciplina prevista nella presente sezione, incluse le disposizioni
di cui all’articolo 28, ferma restando l’efficacia dei contratti a
tempo determinato stipulati dalla start-up innovativa sino alla
scadenza del relativo termine. Per la start-up innovativa costituita
in forma di societa’ a responsabilita’ limitata, le clausole
eventualmente inserite nell’atto costitutivo ai sensi dei commi 2, 3
e 7 dell’articolo 26, mantengono efficacia limitatamente alle quote
di partecipazione gia’ sottoscritte e agli strumenti finanziari
partecipativi gia’ emessi.
5. Allo scopo di vigilare sul corretto utilizzo delle agevolazioni
e sul rispetto della disciplina di cui alla presente sezione, il
Ministero dello sviluppo economico puo’ avvalersi del Nucleo speciale
spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di
finanza, secondo le modalita’ previste dall’articolo 25 del
L’art.32 contiene disposizioni relative alla pubblicita’ e valutazione dell’impatto delle misure ,precisando che:
1. Al fine di promuovere una maggiore consapevolezza pubblica, in particolare presso i giovani delle scuole superiori, degli istituti tecnici superiori e delle universita’, sulle opportunita’ imprenditoriali legate all’innovazione e alle materie oggetto della presente sezione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e del Ministero dello sviluppo economico, promuove, entro 60 giorni dalla data di ((entrata in vigore della legge di conversione)) del presente decreto, un concorso per sviluppare una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale. Agli adempimenti previsti dal presente comma si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 2. Al fine di monitorare lo stato di attuazione delle misure di cui alla presente sezione volte a favorire la nascita e lo sviluppo di start-up innovative e di valutarne l’impatto sulla crescita, l’occupazione e l’innovazione, e’ istituito presso il Ministero dello sviluppo economico un sistema permanente di monitoraggio e valutazione, che si avvale anche dei dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e da altri soggetti del Sistema statistico nazionale (Sistan). 3. Il sistema di cui al comma 2 assicura, con cadenza almeno annuale, rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure, sulle conseguenze in termini microeconomici e macroeconomici, nonche’ sul grado di effettivo conseguimento delle finalita’ di cui all’articolo 25, comma 1. Dagli esiti del monitoraggio e della valutazione di cui al presente articolo sono desunti elementi per eventuali correzioni delle misure introdotte dal presente decreto-legge. 4. Allo scopo di assicurare il monitoraggio e la valutazione indipendenti dello stato di attuazione delle misure di cui alla presente sezione, l’ISTAT organizza delle banche dati informatizzate e pubbliche, rendendole disponibili gratuitamente. 5. Sono stanziate risorse pari a 150 mila euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, destinate all’ISTAT, per provvedere alla raccolta e all’aggiornamento regolare dei dati necessari per compiere una valutazione dell’impatto, in particolare sulla crescita, sull’occupazione, e sull’innovazione delle misure previste nella presente sezione, coerentemente con quanto indicato nel presente articolo. 6. L’ISTAT provvede ad assicurare la piena disponibilita’ dei dati di cui al presente articolo, assicurandone la massima trasparenza e accessibilita’, e quindi la possibilita’ di elaborazione e ripubblicazione gratuita e libera da parte di soggetti terzi. 7. Avvalendosi anche del sistema permanente di monitoraggio e valutazione previsto al comma 2, il Ministro dello sviluppo economico presenta alle Camere entro il primo marzo di ogni anno una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni contenute nella presente sezione, indicando in particolare l’impatto sulla crescita e l’occupazione e formulando una valutazione comparata dei benefici per il sistema economico nazionale in relazione agli oneri derivanti dalle stesse disposizioni, anche ai fini di eventuali modifiche normative. La prima relazione successiva all’entrata in vigore del presente decreto e’ presentata entro il 1° marzo 2014.
D) Infine è da tener presente le disposizioni di cui all’art.34,comma 54,che ha apportato le seguenti modifiche alla legge n.92/2012 ,efficaci dal 19.12.2012,ossia dal giorno successivo a quello di pubblicazione in G.U.della legge n.221/12 ,di conversione del decreto legge n.179/12:
(( a) all’articolo 1, comma 21, lettera b), capoverso 3-bis, la
parola: «fax» e’ soppressa;)) , significando che, dalla data del 19.12.2012, le comunicazioni ai servizi impiego per le chiamate dei lavoratori intermittenti non potranno piu’ avvenire a mezzo fax ,ma soltanto mediante sms o posta elettronica. ovvero mediante le altre modalita’che saranno individuate con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, in funzione dello sviluppo delle tecnologie.
(( b) all’articolo 4, comma 1, dopo le parole: «fino al
raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento» sono aggiunte le seguenti: «La stessa prestazione puo’ essere oggetto di accordi sindacali nell’ambito di procedure ex articoli 4 e 24 dellalegge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero nell’ambito di processi diriduzione di personale dirigente conclusi con accordo firmato daassociazione sindacale stipulante il contratto collettivo di lavoro della categoria»;)) ;
(( c) all’articolo 4, dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:))
((«7-bis. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 7 trovano
applicazione anche nel caso in cui le prestazioni spetterebbero a
carico di forme sostitutive dell’assicurazione generale
obbligatoria.))
((7-ter. Nel caso degli accordi il datore di lavoro procede al
recupero delle somme pagate ai sensi dell’articolo 5, comma 4, dellalegge n. 223 del 1991, relativamente ai lavoratori interessati,mediante conguaglio con i contributi dovuti all’INPS e non trova comunque applicazione l’articolo 2, comma 31, della presente legge.
Resta inoltre ferma la possibilita’ di effettuare nuove assunzioni
anche presso le unita’ produttive interessate dai licenziamenti in
deroga al diritto di precedenza di cui all’articolo 8, comma 1, della
legge n. 223 del 1991».))
Pertanto, per effetto delle suddette modifiche si registra quanto segue:
1) nei casi di eccedenze di personale ,tramite accordi sindacali ,il datore di lavoro puo’ accollarsi una prestazione (pari alla pensione) ed il pagamento della contribuzione fino al raggiungimento della pensione ,per accelerare l’esodo dei piu’ anziani.e questo puo’ avvenire sia negli accordi per le procedure di mobilita’ collettiva ,che nell’ambito di processi di riduzione di personale dirigente. :
2) tali nuove norme valgono anche nel caso in cui le prestazioni sarebbero a carico di forme sostitutive dell’asicurazione generale obbligatoria;
3) si possono effettuare nuove assunzioni .anche presso le unita’ produttive interessate dai licenziamenti, e le stesse possono essere in deroga al diritto di precedenza stabilito per l’assunzione dei lavoratori posti in mobilita’.
PRECISAZIONI INPS CIRCA RISOLUZIONI CONSENSUALI E SPETTANZA TRATTAMENTO DISOCCUPAZIONE
Si richiama l’attenzione sul messaggio n.20830 del 18.12.2012 con cui l’Inps ,d’intesa con il Ministero del Lavoro ,chiarisce che ,al fine di evitare disparita’ di trattamento , anche ai lavoratori il cui rapporto di lavoro risulta caratterizzato da risoluzione
consensuale intervenuta nel periodo dal 18.7.2012 al 31.12.2012,nell’ambito della procedura di conciliazione di cui all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n.604, come modificato dall’art.1 comma 40 della legge n.92 del 2012, nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ovvero determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del
lavoro e al regolare funzionamento della stessa, disposto da datori di lavoro
aventi il requisito dimensionale di cui all’art. 18, ottavo comma, della legge
20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall’art. 1, comma 42, lettera b) della
legge di riforma,spetta il trattamento di disoccupazione ordinaria
Si riporta il testo integrale del citato Messaggio
La legge 28 giugno 2012 n. 92 recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, pubblicata nella G. U. n. 153 del 3 luglio 2012 ha dettato, tra l’altro, una nuova disciplina in tema di disoccupazione involontaria.
In particolare l’art. 2, comma 1, di questa legge di riforma istituisce, a decorrere dal 1 gennaio 2013, per i nuovi eventi di disoccupazione che si verificano dalla predetta data, due nuove indennità mensili per il sostegno al reddito dei lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione:
– Indennità di disoccupazione (ASpI);
– Indennità di disoccupazione denominata mini-ASpI.
Ai sensi dell’art.2 comma 5, della legge di riforma sono esclusi dalla fruizione delle predette indennità, tra l’altro, i lavoratori che siano cessati dal rapporto di lavoro per risoluzione consensuale del rapporto, fatti salvi i casi in cui quest’ultima sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione di cui all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n.604, come modificato dall’art.1 comma 40 della legge n.92 del 2012, nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ovvero determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento della stessa, disposto da datori di lavoro aventi il requisito dimensionale di cui all’art. 18, ottavo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall’art. 1, comma 42, lettera b) della legge di riforma.
Il citato art. 7, comma 7, della legge n. 604 del 1966 stabilisce infatti che se la conciliazione ha avuto esito positivo e sia stata concordata la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro si applicano le disposizioni in materia di Assicurazione Sociale per l’Impiego ( ASpI ).
Conseguentemente, il lavoratore interessato, in presenza dei requisiti legislativamente richiesti, può ottenere la corresponsione dell’indennità di disoccupazione ASpI o miniASpI.
Sulla base del quadro normativo così delineato, la nuova procedura di conciliazione è vigente dal 18 luglio 2012 (data di entrata in vigore della legge di riforma), mentre la disciplina dell’indennità di disoccupazione collegata all’ASpI è istituita solo per gli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2013.
Come segnalato da alcune Sedi e da alcuni Patronati, sono state respinte domande di indennità di disoccupazione ordinaria, attualmente vigente, relative a casi di cessazione del rapporto di lavoro derivanti da risoluzioni consensuali ottenute in sede conciliativa con la procedura richiamata.
L’esito descritto è sostenibile attraverso una interpretazione letterale della normativa sopra richiamata. Parimenti, non può non essere evidenziato che questa interpretazione provoca una disparità di trattamento consistente in una mancata tutela nei mesi di “transizione” del 2012, in presenza di una procedura conciliativa che solo nel 2013 potrà portare al riconoscimento di una indennità di disoccupazione collegata all’ASPI.
Sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha espresso parere concorde, si ritiene che l’ipotesi della procedura di licenziamento per giustificato motivo oggettivo di cui all’art. 7 della legge n. 604 del 1966 conclusa in sede conciliativa con una risoluzione consensuale configuri un’ipotesi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro, dando così titolo all’accesso alla tutela del reddito corrispondente.
Pertanto, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro è cessato per risoluzione consensuale intervenuta in sede conciliativa mediante la nuova procedura di cui al novellato art. 7 della legge n. 604 del 1966, attivata dal 18 luglio 2012 è possibile procedere, in presenza dei necessari requisiti assicurativi e contributivi, all’erogazione dell’indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali, fino agli eventi di cessazione verificati entro il 31 dicembre 2012.
Le Sedi dovranno, pertanto, provvedere a definire, secondo questo indirizzo interpretativo, le domande di disoccupazione non ancora definite e al riesame, in autotutela, delle domande respinte di indennità di disoccupazione ordinaria presentate in esito alle predette procedure conciliative attivate a far data dal 18 luglio 2012.
CIRCOLARE INPS DISCIPLINA ASPI E MINI ASPI
Con la circolare sotto riportata n.142 del 18.12.2012 ,l’Inps provvede ad illustrare la disciplina contenuta nell’art. 2 della legge n.92/12 sull’Aspi( indennita’ assicurazione per l’impiego )e Mini Aspi
1 – Premessa e quadro normativo
La legge 28 giugno 2012, n. 92 (da ora “legge di riforma”), recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, pubblicata nella G.U. n. 153 del 3/7/2012 supplemento ordinario n. 136, ha dettato nuove norme in materia di mercato del lavoro e di ammortizzatori sociali, in conformità con l’art. 38, secondo comma, della Costituzione, il quale sancisce il diritto dei lavoratori a forme di tutela contro la disoccupazione.
In particolare l’art. 2, comma 1, della legge di riforma istituisce con decorrenza 1 gennaio 2013, due nuove indennità mensili per il sostegno al reddito dei lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente l’occupazione: l’indennità di disoccupazione ASpi (v. infra par. 2) e indennità di disoccupazione denominata mini-ASpI (v. infra par. 3).
A questo scopo, sempre a decorrere dal 1 gennaio 2013, la disposizione richiamata istituisce l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’art. 24 della Legge 9 marzo 1989 n. 88.
disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali;
disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti;
disoccupazione speciale edile;
2 – Disciplina della nuova indennità di disoccupazione (ASpI).
Sono destinatari tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142 e successive modificazioni.
E’ altresì destinatario della nuova prestazione il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato(sul punto vedi infra).
Con riferimento ai lavoratori con la qualifica di apprendisti, l’indennità di disoccupazione sostituisce la precedente tutela di cui all’art. 19, comma 1, lettera c), del decreto legge 29 novembre 2008, n.185 convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive modificazioni e integrazioni, abrogato dall’art. 2, comma 55 della legge di riforma.
Con riferimento ai soci lavoratori di cooperativa, ai sensi dell’art. 2, comma 2 della legge di riforma, hanno diritto alla tutela in argomento anche i soci lavoratori delle cooperative di cui al D.P.R. 30 aprile 1970, n. 602 e di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250, sempreché abbiano instaurato, con la propria adesione o successivamente all’istaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142 e successive modificazioni.
Con riferimento al personale artistico, la tutela viene estesa per il combinato disposto dell’art. 2, commi 2 e 69, lett. c), della legge di riforma; la disposizione da ultimo richiamata ha previsto infatti, l’abrogazione dell’art. 40 del Regio Decreto legge 4 ottobre 1935, n. 1827 che aveva escluso questa categoria di lavoratori dall’obbligo assicurativo contro la disoccupazione involontaria e quindi dalla relativa tutela di sostegno al reddito. In questo senso deve, pertanto, essere ritenuto superato il contenuto interpretativo disposto dall’Istituto con la circolare 105 del 5 agosto 2011 e la circolare 22 del 13 febbraio 2012.
Non sono destinatari della nuova disciplina:
i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni;
gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato per i quali continua a trovare applicazione la specifica normativa come modificata dalla stessa legge di riforma. Infatti per questi lavoratori ai sensi dell’art. 2, comma 3 della legge di riforma trovano esclusivamente applicazione le norme di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e successive modificazioni, all’articolo 25 della legge 8 agosto 1972, n. 457, all’articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37, e all’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni.
i lavoratori extracomunitari entrati in Italia con permesso di soggiorno di lavoro stagionale per i quali resta confermata la specifica normativa.
2.2 – Requisiti
L’indennità è riconosciuta alle categorie di lavoratori di cui al precedente punto 2.1 che siano in possesso dei seguenti requisiti :
a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni.
Come stabilito dall’articolo 2, comma 1 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, lo stato di disoccupazione dev’essere comprovato dalla presentazione dell’interessato presso il servizio competente nel cui ambito territoriale si trovi il domicilio del medesimo; l’interessato deve rendere una dichiarazione, che attesti l’eventuale attività lavorativa precedentemente svolta, nonché l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa.
L’art. 4, comma 38, della legge di riforma prevede che questa dichiarazione possa essere resa dall’interessato anche direttamente all’INPS. Tale servizio sarà reso disponibile dall’Istituto ai servizi competenti per territorio tramite la banca dati telematica contenente i dati individuali dei beneficiari di ammortizzatori sociali, da predisporre entro il 30 giugno 2013. Nelle more dell’implementazione del sistema di trasmissione telematica di cui all’art. 4, comma 35 della legge di riforma, la dichiarazione di cui sopra deve essere resa secondo le modalità vigenti anteriormente alla legge di riforma.
b) lo stato di disoccupazione sia involontario, con esclusione, quindi, dei lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale. In merito, si chiarisce che continuano a dare diritto alla prestazione le dimissioni qualora avvengano:
per giusta causa secondo quanto indicato, a titolo esemplificativo, dalla circolare n. 163 del 20 ottobre 2003 qualora motivate:
Per quanto attiene alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro si precisa che essa non è ostativa al riconoscimento della prestazione qualora sia intervenuta:
per trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici (circolare 108 del 10 ottobre 2006);
nell’ambito della procedura di conciliazione da tenersi presso la Direzione Territoriale del Lavoro secondo le modalità previste all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’art. 1, comma 40, della legge di riforma. In questa ipotesi, infatti, qualora la conciliazione abbia un esito positivo e preveda una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, è riconosciuta espressamente al lavoratore la tutela del sostegno al reddito con l’erogazione della nuova indennità di disoccupazione.
c) possano far valere almeno due anni di assicurazione.
Per tali soggetti devono essere trascorsi almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione. Si precisa che il biennio viene determinato a decorrere dal primo giorno in cui il lavoratore risulta disoccupato.
Esempio: lavoro cessato il 13 gennaio 2012; il primo giorno da disoccupato è il 14 gennaio 2012; il biennio andrà calcolato a ritroso dal 14 gennaio 2012 (fino, quindi, al 14 gennaio 2010) e a tale data (14 gennaio 2010) o antecedentemente deve essere presente almeno un contributo di DS (contributo Ds anche per un solo giorno che comunque si considera come una settimana coperta da contribuzione DS);
d) possano far valere almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione (contributo DS e/o contributo ASpI) nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione. Ai fini del diritto sono valide tutte le settimane retribuite, purché per esse risulti, anno per anno, complessivamente erogata o dovuta una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge 638/1983 e legge 389/1989). La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, agli operai agricoli e agli apprendisti per i quali continuano a permanere le regole vigenti.
Si ricorda, infine, che, per le nuove tipologie di lavoratori assicurati, che non hanno precedente contribuzione contro la disoccupazione, poiché il nuovo contributo ASpI è dovuto a partire dal 1 gennaio 2013, solo da tale data iniziano a maturare l’anzianità assicurativa e il requisito contributivo; l’eventuale e precedente contribuzione contro la disoccupazione, versata o dovuta, continua a produrre i suoi effetti ai fini dell’accertamento dei requisiti soggettivi per l’ammissione alla nuova indennità di disoccupazione. A titolo esemplificativo un lavoratore appartenente alle nuove categorie, quale un socio dipendente dal 1 gennaio 2013 di una cooperativa, per il quale risultasse dovuto il contributo contro la disoccupazione derivante da precedenti rapporti di lavoro, può farlo valere per la verifica dei requisiti richiesti necessaria per ottenere una eventuale nuova tutela di disoccupazione.
2.3 – Contribuzione utile ed individuazione del biennio per il diritto
La precedente contribuzione, versata o dovuta, contro la disoccupazione è considerata valida ai fini dell’indennità di disoccupazione ASpI e della mini-ASpI.
Ai fini del perfezionamento dei requisiti richiesti, si considerano utili:
Si precisa che qualora il lavoratore abbia alternato periodi di lavoro nel settore agricolo e periodi di lavoro in settori non agricoli, i periodi sono cumulabili ai fini del conseguimento della indennità di disoccupazione agricola o della indennità di disoccupazione ASpI. L’erogazione di una o dell’altra indennità di disoccupazione è determinata dall’Istituto mediante il criterio della prevalenza. A tal fine, per la verifica dell’entità delle diverse contribuzioni, restano fermi i parametri di equivalenza già in precedenza adottati che prevedono sei contributi giornalieri agricoli per il riconoscimento di una settimana contributiva.
Diversamente, non sono considerati utili i periodi di lavoro all’estero in Stati con i quali l’Italia non abbia stipulato convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale.
Parimenti, non sono considerati utili, anche se coperti da contribuzione figurativa, i periodi di:
malattia e infortunio sul lavoro solo nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro ovviamente nel rispetto del minimale retributivo;
Ai fini della determinazione del biennio per la verifica del requisito contributivo, l’eventuale presenza dei suddetti periodi, non considerati utili, deve essere neutralizzata, in quanto ininfluente, con conseguente ampliamento del biennio di riferimento.
2.4 – Base di calcolo e misura
L’indennità è rapportata ad una nuova base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (retribuzione imponibile esposta in uni-emens), divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.
Si precisa che ai fini di detto calcolo saranno considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite (in uni-emens settimane di tipo “X” o “2”). La retribuzione delle settimane di tipo 2 sarà integrata, a cura della procedura DS Web, al valore pieno con l’utilizzo dell’ informazione “Sett./Diff. Accredito” presente in uni-emens.
L’indennità mensile è rapportata alla retribuzione media mensile, così determinata, ed è pari al 75 per cento nei casi in cui quest’ultima sia pari o inferiore per il 2013 all’importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati, intercorsa nell’anno precedente; nei casi in cui sia superiore al predetto importo, l’indennità è pari al 75 per cento di 1.180 euro incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.
L’indennità mensile non può in ogni caso superare l’importo mensile massimo di cui all’articolo unico, secondo comma, lettera b), della legge 13 agosto 1980, n. 427, e successive modificazioni; tale importo sarà comunque comunicato annualmente con apposita circolare.
All’indennità non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41 corrispondente all’aliquota contributiva prevista per gli apprendisti.
All’indennità si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione e di un ulteriore 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione.
Si fa presente che ai sensi dell’art. 2, comma 27, della legge di riforma per quei lavoratori per i quali non trovavano applicazione i contributi di cui agli artt. 12, comma 6 e 28, comma 1 della legge 2 giugno 1975, n. 160, ed in particolare per i soci lavoratori delle cooperative di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602, il trattamento dell’indennità di disoccupazione ASpI sarà determinato, anno per anno, in funzione dell’aliquota effettiva di contribuzione fino al completo allineamento contributivo, che avverrà, in base alle previsioni legislative, nell’arco di 5 anni. A tal fine l’esatta misura sarà determinata annualmente con specifico decreto ministeriale. Si evidenzia che l’art. 2, comma 27, della legge di riforma ha previsto una disciplina di specie per l’ipotesi in cui il decreto annuale non venga adottato.
2.5 – Durata della prestazione
Nel periodo transitorio la durata massima legale, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015, è disciplinata nei seguenti termini:
a) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2013:
otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni;
dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni;
b) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2014:
dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni;
quattordici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni;
c) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2015:
dieci mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni;
dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni,
sedici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni.
A regime, dal 1° gennaio 2016 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere da tale data:
per i lavoratori di età inferiore ai cinquantacinque anni, l’indennità viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti sia a titolo di indennità di disoccupazione ASpI che mini-ASpI, nell’arco di un periodo precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro pari al periodo massimo teorico di spettanza della prestazione;
per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l’indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti sia a titolo di indennità di disoccupazione ASpI che mini-ASpI, nell’arco di un periodo precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro pari al periodo massimo teorico della prestazione.
Si precisa che nelle ipotesi sopra descritte che abbiano una previsione di durata della prestazione superiore ai dodici mesi, per determinare la durata stessa della prestazione nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, così come già precedentemente illustrato per il diritto, sono utili tutte le settimane di contribuzione, purché per esse risulti, anno per anno, complessivamente erogata o dovuta una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge 638/1983 e legge 389/1989). La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, agli operai agricoli e agli apprendisti per i quali continuano a permanere le regole vigenti.
2.6 – Presentazione della domanda
Per fruire dell’indennità i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda, esclusivamente in via telematica, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento.
La nuova norma richiama esplicitamente il termine di due mesi e pertanto si dovrà far riferimento per l’individuazione del termine di presentazione della domanda allo stesso giorno del secondo mese successivo, indipendentemente dal numero dei giorni presenti nel periodo (15 gennaio – 15 marzo; 2 luglio – 2 settembre).
Il termine di due mesi per la presentazione della domanda decorre dalla data di inizio del periodo indennizzabile che è così individuato:
data di riacquisto della capacità lavorativa nel caso di un evento patologico (es.: malattia comune, infortunio) iniziato entro gli otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro
ottavo giorno dalla data di fine del periodo di maternità in corso al momento della cessazione del rapporto di lavoro;
2.7 – Decorrenza della prestazione
dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno;
dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, nel caso in cui questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno;
dalla data di rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa nel caso in cui questa non sia stata presentata all’INPS ma al centro per l’impiego e sia successiva alla presentazione della domanda di indennità;
dalle date di cui alle lettere c); d); e); f) del precedente punto 2.6 qualora la domanda sia stata presentata prima di tali date o dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora presentata successivamente ma, comunque, nei termini di legge.
Si precisa che nel caso previsto invece alla lettera b) dello stesso punto la decorrenza della prestazione può essere anche precedente alla definizione del contenzioso giudiziario, ferma restando la necessità della sua verifica all’esito della sentenza definitiva.
2.8 – Nuova attività lavorativa in corso di prestazione
2.8.a – Nuovo contratto di lavoro subordinato
La fruizione dell’indennità è condizionata al permanere dello stato di disoccupazione.
In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l’indennità è sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie, fino ad un massimo di sei mesi. Per l’individuazione del periodo di sospensione si considera la durata di calendario del rapporto di lavoro, prescindendo da ogni riferimento alle giornate effettivamente lavorate. Al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore o pari a sei mesi l’indennità riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento in cui l’indennità stessa era stata sospesa.
Si precisa che la sospensione e la ripresa della prestazione avvengono d’ufficio e che a tal fine, come già previsto per l’indennità di mobilità, è ininfluente l’eventuale cessazione anticipata per dimissioni del lavoratore.
Pertanto non è più obbligatorio l’utilizzo del modello DS56 bis per la comunicazione di una nuova occupazione che comunque sarà mantenuto per le altre comunicazioni utili e previste dalla nuova normativa.
La legge prevede che nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento di indennità ASpI e mini-ASpI.
Si precisa che la sospensione dell’indennità e la sua ripresa avvengono anche nel caso di un lavoro a tempo determinato della durata massima di sei mesi intrapreso in uno stato estero, sia si tratti di Stati appartenenti all’UE sia si tratti di Stati extracomunitari.
2.8.b – Lavoro accessorio
La legge 28 giugno 2012, n. 92 ha stabilito che per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro (al netto dei contributi previdenziali) nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Fermo restando il limite complessivo di 5.000 euro nel corso di un anno solare, nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività lavorative di cui trattasi possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro, anch’essi rivalutati annualmente. Si richiama comunque, sul lavoro accessorio, quanto chiarito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la circolare 18 del 2012.
L’articolo 46 bis della legge 7 agosto 2012, n. 134 ha poi previsto che per l’anno 2013, le prestazioni di lavoro accessorio possano essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali nel limite massimo di 3.000 euro (al netto dei contributi previdenziali) di corrispettivo per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. Ha previsto inoltre che l’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.
2.8.c – Lavoro autonomo
In caso di svolgimento di attività lavorativa sia in forma autonoma che parasubordinata, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attività.
La procedura provvede, qualora il reddito da lavoro autonomo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, a ridurre il pagamento dell’indennità di un importo pari all’80 per cento dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è conguagliata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, è richiesta al beneficiario un’apposita autodichiarazione concernente i proventi ricavati dall’attività autonoma da presentare all’Istituto.
2.9 – Decadenza dall’indennità
Il beneficiario decade dall’indennità, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, nei seguenti casi:
nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi;
inizio di un’attività in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione di cui all’art.2, comma 17, della legge n. 92 del 2012;
acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità di disoccupazione ASpI o mini-ASpI. A tale proposito si richiama la circolare n. 138 del 26 ottobre 2011.
Dal combinato disposto dall’art 2, comma 40 e comma 41, e dall’articolo 4, commi 41 e 42, della legge di riforma sono considerate ipotesi di decadenza anche:
f) il rifiuto di partecipare senza giustificato motivo ad una iniziativa di politica attiva o di attivazione proposta dai servizi competenti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, o non la regolare partecipazione;
g) la non accettazione di una offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20 per cento rispetto all’importo lordo dell’indennità cui si ha diritto.
Le ipotesi f) e g) si applicano quando le attività lavorative o di formazione ovvero di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.
Si precisa che la riforma ha espressamente abrogato l’art. 1 quinquies del decreto legge 5 ottobre 2004 n. 249, convertito con modificazioni dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, che disciplinava la decadenza dalle prestazioni a sostegno del reddito nel caso di rifiuto di unaofferta di un lavoro con inquadramento in un livello retributivo non inferiore del 20 per cento rispetto a quello delle mansioni di provenienza.
2.10 – Anticipazione dell’indennità
In via sperimentale, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell’indennità può richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento – pari al numero di mensilità non ancora percepite – al fine di intraprendere un’attività di lavoro autonomo, ovvero per avviare un’attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa.
Tale possibilità è riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.
Per la definizione delle eventuali richieste di anticipazione è necessario attendere il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di natura non regolamentare da adottare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze che dovrà determinare limiti, condizioni e modalità per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 2, comma 19 della legge di riforma.
2.11 – Trattamento degli eventi di cessazione del rapporto di lavoro intervenuti prima del 2013
Alle cessazioni del rapporto di lavoro intervenute fino al 31 dicembre 2012, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda di indennità di disoccupazione, si applicano, fino alla scadenza naturale ovvero alla decadenza dalla prestazione, le disposizioni in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola di cui all’articolo 19 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, e successive modificazioni.
3 – Disciplina indennità di disoccupazione mini-ASpI
La mini-ASpI è la prestazione che sostituisce l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti ed è erogata per i nuovi eventi di disoccupazione che si verificano dal 1 gennaio 2013.
Infatti l’art. 2, comma 69, lett. b) della legge di riforma prevede, con la medesima decorrenza dell’avvio della nuova assicurazione (1 gennaio 2013), l’abrogazione dell’art. 7, comma 3, del decreto legge 21 marzo 1988, n. 86 convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n.160, norma che istituiva l’indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti in favore di tutti i lavoratori.
Sono destinatari della prestazione tutti i lavoratori con un rapporto di lavoro in forma subordinata come individuati al paragrafo 2.1 della presente circolare e che involontariamente abbiano perduto tale occupazione
All’indennità di disoccupazione mini-ASpI si applica la stessa disciplina dell’indennità di disoccupazione ASpI (già fin qui illustrata) per quanto attiene a:
retribuzione di riferimento per il calcolo della prestazione;
misura della prestazione;
modalità e tempi di presentazione della domanda;
svolgimento di attività di lavoro autonomo e di lavoro accessorio durante la percezione della prestazione;
decadenza dall’indennità (si specifica che per la mini-ASpI, nell’ipotesi della lettera b) del paragrafo 2.9, la durata del nuovo contratto di lavoro subordinato deve essere superiore a cinque giorni);
anticipazione dell’indennità.
Si precisa che per il combinato disposto dell’articolo 2, commi 3 e 69, lettera b) con riferimento agli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato non trovano applicazione le disposizioni relative all’indennità di disoccupazione mini-ASpI.
Sono invece specificatamente disciplinati gli aspetti riportati ai successivi punti.
3.1 – Requisiti
Si chiarisce che non è richiesto il requisito dell’anzianità assicurativa.
Per la verifica del requisito contributivo per la prestazione in esame quanto già precisato al precedente punto 2.3.
3.2 – Durata della prestazione
L’indennità è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel periodo.
Si precisa che per determinare la durata della prestazione, così come già prima illustrato per il diritto, sono utili tutte le settimane di contribuzione, purché per esse risulti, anno per anno, complessivamente erogata o dovuta una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge 638/1983 e legge 389/1989). La disposizione non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, agli operai agricoli e agli apprendisti.
3.3 – Sospensione della prestazione
In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l’indennità è sospesa d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie fino ad un massimo di cinque giorni; al termine del periodo di sospensione l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.
Si precisa che la sospensione dell’indennità, sempre nel periodo massimo di 5 giorni, e la sua ripresa avvengono anche nel caso di un lavoro a tempo determinato in uno stato estero, come già indicato al precedente punto 2.8.a in tema ASpI.
4 – Definizione del trattamento da porre in pagamento
Si precisa che, in presenza di una domanda di indennità di disoccupazione ASpI per la quale non risultino soddisfatti i requisiti per il diritto, a fronte di esplicita indicazione da parte del lavoratore richiedente da esprimersi secondo le modalità riportate nella domanda telematica, saranno verificati, in alternativa, i presupposti per la concessione ed il pagamento dell’indennità di disoccupazione mini-ASpI.
5 – Revoca giudiziale delle prestazioni
Si coglie l’occasione di rammentare che ai sensi dell’art 2, commi dal 58 al 62, della legge di riforma con la sentenza di condanna per i reati di associazione terroristica, attentato per finalità terroristiche o di eversione, sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione, associazione di stampo mafioso, scambio elettorale, strage e delitti commessi per agevolare le associazione di stampo mafioso, il giudice dispone la sanzione accessoria della revoca di alcune prestazioni tra cui l’indennità di disoccupazione.
Questi provvedimenti sono comunicati dall’Autorità Giudiziaria entro 15 giorni dall’adozione dei medesimi agli enti previdenziali al fine della loro immediata esecuzione.
Le prestazioni di ASpI e mini-ASpI soggiacciono a tali disposizione e pertanto le sedi territoriali daranno attuazione a tali provvedimenti.
Si fa comunque riserva di fornire, qualora necessario, con specifico messaggio, ulteriori istruzioni.
6 – Prestazioni accessorie
Per i periodi di fruizione dell’indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI sono riconosciuti d’ufficio i contributi figurativi pari alla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi due anni. Tali contributi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici, esclusi i casi in cui sia previsto il computo della sola contribuzione effettivamente versata.
Resta confermato il diritto all’assegno per il nucleo familiare per le due indennità.
Per le prestazioni in oggetto in corso di pagamento durante la settimana natalizia non è previsto il pagamento della relativa gratifica.
7 – Ricorsi
Competente a decidere i ricorsi amministrativi presentati avverso i provvedimenti adottati in materia di indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI è il Comitato Provinciale della struttura che ha emesso il provvedimento.
online (tramite codice PIN rilasciato dall’istituto), utilizzando la procedura disponibile tra i “Servizi Online” del sito http://www.inps.it, seguendo il percorso: servizi online – per tipologia di utente – cittadino – ricorsi online;
Trova altresì conferma l’applicazione del regime decadenziale di un anno per la proposizione della vertenza giudiziaria avverso il provvedimento di concessione o diniego della prestazione che si ricorda decorre in alternativa:
8 – Regime fiscale
Le indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI, essendo sostitutive di retribuzione, sono assoggettate a imposizione come redditi di lavoro dipendente.
Pertanto, l’Istituto, in qualità di sostituto di imposta (Dlgs 2 settembre 1997, n. 314), opererà sulle somme erogate a titolo di indennità ASpI e mini-ASpI le ritenute IRPEF rilasciando la prescritta documentazione fiscale (CUD).
L’Istituto, inoltre, provvederà qualora richiesto, a riconoscere le eventuali detrazioni fiscali e ad effettuare il conguaglio tra le ritenute operate e l’imposta dovuta sul reddito complessivo.
9 – Istituti in vigore
Alle prestazioni oggetto della presente circolare si applicano, per quanto non previsto espressamente dalla legge di riforma e in quanto applicabili, le norme già operanti in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola.
Si riporta l’elenco delle Aziende operanti in Abruzzo per cui ,nel periodo dall’8 al 15 dicembre 2012,risulta intervenuto il provedimento del Ministero del Lavoro per l’intervento della CIGS.
Denominazione Azienda : CAMEL
con sede in : SAN GIOVANNI TEATINO
Prov : CH
Settore: TRATTAMENTO E RIVESTIMENTO DEI METALLI
Decreto del 13/12/2012 n. 70038
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 04/06/2012 al 03/06/2013
Denominazione Azienda : CAPPA
con sede in : TERAMO
Prov : TE
Unità di : TERAMO
Settore: FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI MINERALI NON METALLIFERI
Disposizione del 14/12/2012 n. 70071
Revoca del pagamento diretto C.I.G.S. dal 27/11/2012 al 15/01/2013
Denominazione Azienda : IMETER SPA
con sede in : ANCONA
Prov : AN
Prov : PE
Settore: Commercio all’ingrosso di altri prodotti non alimentari
Unità di : ANCARANO
Decreto del 13/12/2012 n. 70039
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 09/07/2012 al 08/07/2013
Denominazione Azienda : INIZIATILE INDUSTRIALI
con sede in : GRUMENTO NOVA
Prov : PZ
Unità di : ORTONA
Disposizione del 13/12/2012 n. 69998
Revoca del pagamento diretto C.I.G.S. dal 28/11/2012 al 18/06/2013
Denominazione Azienda : MMA S.R.L., IN LIQUIDAZIONE
con sede in : ANCARANO
Settore: Fabbricazione di minuteria metallica ed altri articoli metallici n.c.a.
Decreto del 10/12/2012 n. 69932
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 16/07/2012 al 15/07/2013
Denominazione Azienda : RDB IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA
con sede in : PONTENURE
Prov : PC
Unità di : TORTORETO
Settore: Fabbricazione di elementi prefabbricati in calcestruzzo, cemento e pietra artificiale per l’edilizia, compresi i caminetti
Decreto del 10/12/2012 n. 69957
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 14/07/2012 al 13/07/2013
A PROPOSITO DI ESODATI E DI SPERANZA DI VITA
La speranza di vita dal prossimo anno innalzerà di tre mesi i requisiti per le pensioni, ma l’incremento risulterà fatale ai lavoratori collocati in mobilità. Infatti, decreterà la loro automatica esclusione dalla salvaguardia della riforma Fornero, perché causerà la maturazione del diritto alla pensione fuori tempo massimo, ossia oltre il termine di fruizione della mobilità, con conseguente disapplicazione della salvaguardia. Lo spiega l’Inps, con conferma del ministero del lavoro (nota n. 6109/2012), nel messaggio n. 20600/2012 anticipando l’arrivo di un provvedimento ad hoc per risolvere il problema.
L’Inps , tenendo conto dei chiarimenti forniti dal ministero del lavoro nella citata nota ,precisa che per esodati si intende una categoria di lavoratori che rischiavano di restare senza retribuzione e senza pensione, per via dell’inasprimento dei requisiti di pensione introdotti da quest’anno con la riforma Fornero. A loro, perciò, è dato di prepensionarsi, ossia di continuare a far valere i vecchi requisiti per la pensione (quelli prima della riforma). Ad un originario gruppo di 65 mila, gli esodati sono oggi contati in tutto in 130.130 unità.
. In sostanza, la fondamentale precisazione fornita dal ministero del lavoro è l’applicabilità a tutti gli esodati di alcune disposizioni (dl n. 98/2011 convertito dalla legge n. 111/2011 e dl n. 138/2011 convertito dalla legge n. 148/2011) ancora vigenti al 5 dicembre 2011, cioè prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero (dl n. 201/2011 convertito dalla legge n. 214/2011). Le predette disposizioni, a proposito della pensione di anzianità, comportano che gli esodati i quali maturano, nell’anno 2012, il requisito contributivo di 40 anni, potranno accedere alla pensione con il posticipo di 1 mese rispetto (incremento previsto dal comma 22-ter dell’articolo 18 della legge n. 111/2011). Il posticipo, inoltre, sarà pari a due mesi per coloro che maturano i requisiti nel 2013 e a tre mesi per coloro che maturano i requisiti dall’anno 2014. La stessa norma, aggiunge l’Inps, fissa una deroga al posticipo, nel limite di 5.000 unità, ai lavoratori appartenenti a specifiche categorie ancorché maturino i requisiti per la pensione a partire dal 1° gennaio 2012 (lavoratori in mobilità e lavoratori titolari di prestazione a carico dei fondi di solidarietà).
Altra novità, spiega l’Inps, è prevista dall’articolo 18, comma 1, della legge n. 111/2011. , in cui si stabilisce che dal 2014 è gradualmente innalzato il requisito di età di 60 anni per la pensione di vecchiaia alle seguenti categorie di lavoratrici: dipendenti e autonome (Ago (Xetra: A0LR41 – notizie) ); dipendenti (forme sostitutive Ago); e quelle che conseguono la pensione nella gestione separata (co.co.co, ecc.). L’innalzamento è di 1 mese dal 1° gennaio 2014 e, pertanto, da tale data le lavoratrici salvaguardate possono andare in pensione di vecchiaia al 60 anni e 1 mese. Dal 2015 al 2026 sono previsti ulteriori incrementi, da cui sono escluse le lavoratrici che maturano la pensione entro il 31 dicembre 2013; alle non vedenti; a quelle riconosciute invalide in misura non inferiore all’80%
Riguaardo ai lavoratori in mobilità ,la speranza di vita, spiega l’Inps (con conferma del ministero del lavoro) determina per alcuni lavoratori collocati in mobilità ordinaria l’esclusione dalla salvaguardia; ciò in quanto i requisiti di età per la pensione di vecchiaia (o le quote per la pensione di anzianità), incrementati dei tre mesi di adeguamento alla speranza di vita, pone il perfezionamento dei requisiti oltre il periodo di fruizione.
CHIARIMENTI ED ISTRUZIONI INPS PER MINI-ASPI 2012
In ordine all’argomento di cui al titolo si segnala il sottoriportsato Messaggio n. 20774 del 17.12.2012
articolo 2, comma 24, della legge 28 giugno 2012, n. 92. Indennità di disoccupazione “mini-ASpI 2012”.
Ai Direttori centrali e periferici
La legge di riforma del 28 giugno 2012, n. 92, ha disposto all’articolo 2, comma 69, lettera b) l’abrogazione dell’articolo 7, comma 3, del decreto legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito con modificazioni dalla legge 20 maggio 1988, n. 160. Conseguentemente dal 1 gennaio 2013 non sarà più erogabile l’indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti.
Per coloro che nel 2012 hanno maturato i requisiti previsti dalla predetta norma abrogata, l’art. 2, comma 24, della legge di riforma ha stabilito l’assorbimento delle relative prestazioni nella nuova indennità di disoccupazione denominata mini-ASpI.
A seguito di una lettura interpretativa concordata con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali relativa al meccanismo dell’assorbimento disposto dal richiamato articolo 2, comma 24, la disciplina della prestazione relativa al 2012, ed esclusivamente per questo periodo, ha come riferimento i requisiti assicurativi e contributivi dell’indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti, mentre la durata e la misura saranno calcolate in base alle nuove disposizioni normative relative alla indennità di disoccupazione denominata mini-ASpI.
Si chiarisce, pertanto, che, indipendentemente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, la domanda per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione mini-ASpI riferita a periodi di disoccupazione intercorsi nel 2012 dovrà essere presentata, esclusivamente per via telematica, tra il 1° gennaio e il 2 aprile 2013 (31 marzo e 1 aprile sono giorni festivi).
Al fine di distinguerla dall’indennità di disoccupazione mini-ASpI a regime, la prestazione viene individuata con la denominazione di “mini-ASpI 2012” che sarà riportata nelle domande telematiche a disposizione del cittadino, degli Enti di patronato e nella piattaforma di Contact Center Multicanale.
Questa prestazione sarà riconosciuta qualora risultino accertate per l’anno 2012 le condizioni richieste per la prestazione di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti (anzianità assicurativa di due anni, almeno 78 giornate di lavoro individuate, come di consueto, con riferimento alla durata contrattuale) e indipendentemente dallo stato di inoccupazione del lavoratore richiedente.
La prestazione sarà calcolata nella misura prevista per la mini-ASpI (75% della retribuzione di riferimento come regolata dall’articolo 2, comma 6 e comma 7, della legge di riforma) e per una durata pari alla metà delle settimane lavorate nell’ultimo anno (2012), nel limite di quelle disponibili, avendo detratto dal massimale di 52 le settimane lavorate e le settimane non indennizzabili.
Si precisa che, d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per evitare la sovrapposizione di liquidazioni di prestazioni aventi uguale natura ma differente disciplina, la liquidazione della prestazione in argomento avverrà in un’unica soluzione e non mensilmente.
Si precisa, altresì, che nel caso di presentazione nel 2013 di una domanda mini-ASpI, i periodi contributivi utilizzati per una eventuale prestazione “mini-ASpI 2012” e presenti nell’anno precedente la cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, saranno utili ai fini del diritto e del calcolo della retribuzione di riferimento, ma non della durata della prestazione richiesta. La procedura provvederà in automatico in tal senso.
Al fine del rispetto delle regole sopra descritte, nel caso in cui venga presentata nel periodo previsto una domanda “mini-ASpI 2012” successiva ad una domanda mini-ASpI, la Sede dovrà provvedere a:
interrompere la liquidazione e/o il pagamento della mini-ASpI;
liquidare in via prioritaria la “mini-ASpI 2012”;
riliquidare la mini-ASpI da cui saranno detratti i periodi contributivi utilizzati per la “mini-ASpI 2012” ;
provvedere al recupero di eventuali somme pagate in eccedenza su una delle prestazioni.
Per agevolare tali adempimenti la procedura provvederà in tale eventualità ad avvisare con un apposito messaggio il lavoratore al momento della presentazione della domanda “mini-ASpI 2012” e contemporaneamente la Sede perché possa provvedere tempestivamente agli adempimenti sopra descritti.
Al contrario i periodi contributivi del 2012 in caso di mancata presentazione di domanda “mini-ASpI 2012” resteranno utili a tutti i fini di una prestazione mini-ASpI.
Resta confermato il diritto all’assegno per il nucleo familiare.
L’inoltro delle domande in via telematica tramite tutti i canali previsti (patronati, portale web INPS – servizi on line per il cittadino, contact center multicanale) e le procedure per le Sedi per l’acquisizione, l’istruttoria e il calcolo saranno a disposizione dal 1 gennaio 2013.
Con successivo messaggio sarà comunicata la data di disponibilità delle procedure di pagamento.
CHIARIMENTI INPS RIPRESA RISCOSSIONE CONTRIBUTI CRATERE SISMA ABRUZZO
Si richiama l’attenzione sul sottostante M esaggio Inps n.20691 relativo a quanto in oggetto,che prevede con relative argomentazioni il differimento dal 16 dicembre 2012 al 31 gennaio 2013 del termine per la presentazione della dichiarazione ”de minimis”.
Con riferimento alla circolare in oggetto, si precisa che le disposizioni normative che prevedono agevolazioni, tra cui quelle contributive, assumono la natura di aiuto di Stato solo nella misura in cui esse riguardano le imprese, per l’individuazione delle quali occorre fare riferimento alla definizione comunitaria.
Tale concetto è stato confermato in una recente nota del Ministero del Lavoro, che, interpellato sull’argomento, ha osservato che l’articolo 107 del TFUE fa rientrare nel campo di applicazione della disciplina in tema di aiuti di stato unicamente gli incentivi i quali favoriscano ”talune imprese o talune produzioni”.
Pertanto, gli incentivi finalizzati allo sgravio totale o parziale della quota di contribuzione previdenziale a carico dei lavoratori, collaboratori o associati in partecipazione, non rientrano nella nozione di aiuto di stato, in quanto si tratta di sgravi usufruiti da persone fisiche non riconducibili alla definizione comunitaria di imprese, e pertanto non suscettibili di incidere sulla concorrenza.
Infatti, per una corretta definizione della questione non può farsi riferimento al dato formale (relativo al fatto che responsabile del versamento nei confronti dell’Istituto previdenziale è il datore di lavoro), ma al dato sostanziale (relativo al soggetto economicamente “percosso” dall’obbligo contributivo).
Tale regola è applicabile anche con riferimento alle disposizioni dell’art. 33, comma 28, della legge 12 novembre 2011, n.183 (Legge di Stabilità 2012, Pubblicata su G.U. del 14 novembre 2011, n.265), che ha previsto, a decorrere dal mese di gennaio 2012, la ripresa della riscossione dei contributi sospesi a seguito del sisma verificatosi in Abruzzo nel 2009, e ha stabilito che l’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40 %.
Pertanto, la riduzione contributiva operata sulla sola quota a carico del lavoratore, non costituendo aiuto di stato alle imprese, non è soggetta all’osservanza delle regole in materia di “de minimis” previste dai regolamenti comunitari di settore.
Ne consegue, inoltre, che le imprese tenute alla presentazione della dichiarazione “de minimis” di cui all’allegato 1 della circolare n. 116/2012, non dovranno considerare ai fini del calcolo dell’importo massimo di aiuti di stato “de minimis” che possono essere concessi ad una medesima impresa in un triennio, gli importi corrispondenti alle riduzioni contributive operate per effetto dell’art. 33, comma 28, della legge 12 novembre 2011, n.183 sulla sola quota a carico di lavoratori, collaboratori o associati in partecipazione.
Alla luce dei predetti chiarimenti e in considerazione che taluni soggetti, per effetto dell’esclusione dalla base di calcolo quale aiuto di stato della riduzione della quota a carico di lavoratori, collaboratori o associati in partecipazione, possono usufruire dell’agevolazione in quanto rientranti nell’importo massimo degli aiuti de minimis concedibili nell’arco di un triennio, si ritiene necessario disporre il differimento dal 16 dicembre 2012 al 31 gennaio 2013 del termine per la presentazione della dichiarazione ”de minimis”.
Conseguentemente, in coerenza con quanto previsto nel messaggio n. 16832 del 17 ottobre 2012, fino alla medesima data del 31 gennaio 2013, le aziende che hanno avviato il pagamento dei contributi nella misura del 40 per cento potranno continuare ad essere considerate regolari al fine del rilascio del DURC.
PRECISAZIONI INPS BUONI LAVORO CARTACEI NON UTILIZZATI,SMARRITI O RUBATI
Le istruzioni di cui al titolo ,riguadanti i voucher acquistati da Poste Italiane,sono contenute nel messaggio inps n.20559/2012 ,i cui aspetti rilevanti si riassumono di seguito.
Il rimborso dei buoni cartacei acquistati dai committenti (datori di lavoro) presso gli uffici di Poste Italiane e non utilizzati ricalca la procedura prevista per quelli accquisiti dall’Inps , utilizzando il modulo predisposto (‘Mod. SC52’ scaricabile dal sito).Il committente dovrà riconsegnare i voucher integri e non compilati alla sede provinciale INPS presso cui li ha acquistati, allegando copia del bollettino di versamento.
La presentazione delle richieste può essere effettuata – per conto dei committenti – anche attraverso le Associazioni di categoria.
La sede INPS rilascerà al richiedente relativa ricevuta e disporrà – dopo aver effettuato i relativi controlli – un bonifico per il loro controvalore, a favore dell’interessato.
19,00 € per il buono lavoro ‘multiplo’ da 20 €
47,50 € per il buono lavoro ‘multiplo’ da 50 €
Il rimborso avverra’ al netto della quota di comèpetenza del concessionario 5% a titolo di rimborso spese.
Recandosi in una sede INPS con la denuncia, il committente o il prestatore possono segnalare il furto o lo smarrimento e ricevere assistenza,restando precisato che in via preliminare sia eseguito lo storno da parte di Poste italiane
CIRCOLARE INPS SU ASPETTI CARATTERE CONTRIBUTIVO ASPI.
Tra le novita’ introdotte dalla riforma di cui alla legge n.92/2012 , che entra in vigore dal 18 luglio corrente,figura ,in materia di ammortizzatori sociali ,l’Assicurazione Sociale per l’Impiego -ASPI ,d e la Mini ASpi ,di cui di seguito si evidenziano gli aspetti significati e rilevanti previsti dalla corrispondente regolamentazione , contenuta nell’art.2 ,commi da 1 a 30,,da36 a 38e da 40 a 45 della suddetta legge ,ferma restando la previsione del comma 44 del citato art.2 ,in cui si stabilsce :”In relazione ai casi di cessazione dalla precedente occupazione intervenuti fino al 31 dicembre 2012, si applicano le disposizioni in materia di indennita’ di disoccupazione ordinaria non agricola di cui all’articolo 19 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, e successive modificazioni”
1.ASSICURAZIONE SOCIALE PER L’IMPIEGO-ASPI
Come è noto, dall’art.24 della legge n.88/89 , a decorrere dal 1 gennaio 1989, le gestioni per l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria, ivi compreso il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto e per l’assicurazione contro la turbercolosi, la cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria, la cassa per l’integrazione guadagni dei lavoratori dell’edilizia, la cassa per l’integrazione salariale ai lavoratori agricoli, la cassa unica per gli assegni familiari, la cassa per il trattamento di richiamo alle armi degli impiegati ed operai privati, la gestione per i trattamenti economici di malattia di cui all’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, il Fondo per il rimpatrio dei lavoratori extra-comunitari istituito dall’articolo 13 della legge 30 dicembre 1986, n. 943, ed ogni altra forma di previdenza a carattere temporaneo diversa dalle pensioni, sono state fuse in una unica gestione, assumendo la denominazione di “Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti” ,che provvede all’erogazione delle relative prestazioni.
Premessso quanto sopra e precisato che ai casi di cessazione dalla precedente occupazione intervenuti fino al 31 dicembre 2012, si applicano le disposizioni in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola di cui all’articolo 19 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, e successive modificazioni. , si fa presente che per i nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2013 ,risulta istituita , presso la predetta Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, , l’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI), con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un’indennità mensile di disoccupazione.
Soggetti cui si applica l’Aspi
Destinatari sono tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142, e successive modificazioni.
Soggetti cui non si applica l’Aspi
Le disposizioni relative all’Aspi non si applicano :
1) aidipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.,vale a dire: tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.;
2) agli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali trovano applicazione le norme di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e successive modificazioni, all’articolo 25 della legge 8 agosto 1972, n. 457, all’articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37, e all’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni.
Condizioni e requisiti per conseguire l’ Aspi
Condizione per ottenere l’ indennità è che i lavoratori compresi abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, essendo in possesso dei seguenti requisiti:
a) siano in stato di disoccupazione, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, da cui risulta definita “la condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attivita’ lavorativa secondo modalita’ definite con i servizi competenti”;
Soggetti esclusi fruizione Aspi
Sono esclusi i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro per dimissioni (senza giusta causa) o per risoluzione consensuale del rapporto, fatti salvi i casi in cui quest’ultima sia intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 ,commi da 1 a 7,della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell’articolo 1 della legge di riforma n.92/12 ossia attraverso la procedura di conciliazione attivata ,a seguito di licenziamento individuale , avanti la Direzione territoriale del Lavoro competente e definita con verbale di accordo che preveda la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro .
Importo Aspi
L’indennità in questione è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.
L’indennità mensile è :
a) pari al 75% della retribuzione mensile nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2013 all’importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente;
b) pari al 75 per cento dell’ importo di euro 1.1 80 ,incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo .
L’indennità mensile non può in ogni caso superare il c.d.massimale ,ossia l’importo mensile massimo di cui all’articolo unico, secondo comma, lettera b), della legge 13 agosto 1980, n. 427, e successive modificazioni,restando pertanto confermato che l’importo dell’indennità in questione non può superare i limiti previsti dalla legge, calcolati con riferimento alla retribuzione lorda percepita.
I limiti vengono incrementati ogni anno in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Peraltro, e’ da evidenziare che a questa indennità non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41,che dispone :”Per i periodi settimanali decorrenti da quello in corso al 1 gennaio 1986, le somme corrisposte ai lavoratori a titolo di integrazione salariale, nonche’ quelle corrisposte a titolo di prestazioni previdenziali ed assistenziali sostitutive della retribuzione, che danno luogo a trattamenti da commisurare ad una percentuale della retribuzione non inferiore all’80 per cento, sono ridotte in misura pari all’importo derivante dall’applicazione delle aliquote contributive previste a carico degli apprendisti alle lettere a) e b) dell’articolo 21 della presente legge. La riduzione medesima non si applica ai trattamenti di malattia e di maternita’, nonche’ all’indennita’ di richiamo alle armi.”
Riduzione misura Aspi
All’indennita’ si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione.e , ove dovuta, la stessa è ulteriormente decurtata del 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione.
Contribuzione figurativa per Aspi
Per i periodi di fruizione dell’indennità sono riconosciuti i contributi figurativi nella misura settimanale pari alla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi due anni,comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive.I contributi figurativi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici; essi non sono utili ai fini del conseguimento del diritto nei casi in cui la normativa richieda il computo della sola contribuzione effettivamente versata.
Durata massima legale Aspi
In merito alla durata dell’indennita’, la legge di riforma distingue fra :
1)) eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dall’1.1.2013 e fino al 31.12.2015
2) eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dall ’1.1.2016
Rispetto agli eventi sub 1), si stabilisce la seguente disciplina:
a) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2013: durata di otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni e di dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni;
b) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2014: durata di otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni,di dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni, di quattordici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni;
c) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2015: durata di dieci mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni, di dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni ed inferiore a cinquantacinque anni, di sedici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni.
Invece ,rispetto agli eventi sub 2) si dispone che:
a) per i lavoratori di età inferiore a cinquantacinque anni, l’indennità di cui al comma 1 viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel medesimo periodo, anche in relazione ai trattamenti brevi (mini-ASpI);
b) per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l’indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel medesimo periodo per l’indennita’ Aspi ovvero mini Aspi.
Decorrenza Aspi
. L’indennità spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro ovvero dal giorno successivo a quello in cui sia stata presentata la domanda,che per fruire dell’indennità i lavoratori aventi diritto devono presentare, a pena di decadenza, esclusivamente in via telematica,all’INPS, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento.
Rapporto tra Aspi e nuova occupazione subordinata
La fruizione dell’indennità è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni,mentre in caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato,senza dover dare comunicazione all’Inps , l’indennità è sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di sei mesi ,mentre al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a sei mesi l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa,restando stabilito che nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell’ambito dell’ASpI o della mini-ASpI
Rapporto tra Aspi ed attivita’ autonoma
In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, che attualmente è previsto nell’anno in misura di euro 4.800 , il soggetto beneficiario deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attività. Il predetto Istituto provvede, qualora il reddito da lavoro autonomo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, a ridurre il pagamento dell’indennità di un importo pari all’80 per cento dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è conguagliata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, è richiesta al beneficiario un’apposita autodichiarazione concernente i proventi ricavati dall’attività autonoma.
Nei casi di cui sopra , inerenti lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa autonoma , la contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività di lavoro autonomo non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
Liquidazione in unica soluuzione Aspi
Si prevede che in via sperimentale per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell’indennità può richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento, pari al numero di mensilità non ancora percepite, al fine di intraprendere un’attività di lavoro autonomo, ovvero per avviare un’attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa. Tale possibilità è riconosciuta nel limite deòlla disponibilita’ finanziaria massima di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di natura non regolamentare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati limiti, condizioni e modalità per l’attuazione delle disposizioni di cui alla liquidazione dell’Aspi in unica soluzione.
Finanziamento Aspi
Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2013, al finanziamento delle indennita’ ASpi concorrono i contributi di cui agli articoli 12, sesto comma, contributo integrativo dovuto per i salariati fissi e i giornalieri di campagna ) e 28, primo comma,( concernente la percentualizzazione contribuzione base) della legge 3 giugno 1975, n. 160.
L’aliquota contributiva di cui al comma 36, di finanziamento dell’ASpI, non ha effetto nei confronti delle disposizioni agevolative che rimandano, per l’identificazione dell’aliquota applicabile, alla contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti
Per finaziare l’Aspi dall’1.1.2013 ,le aziende versano la precedente contribuzione utile aòlla disoccupazione (1,31%piu’ 0,30 %) ,su cui continuano ad operare le riduzioni previste dalle legge n.388/00,(massimo 0,80%),e n.266/05 (max 1%) ,nonche le misure compensative a favore della previdenza complementare e del fondo di tesoreria. Per i lavoratori èper cui non siversava la ds,es.soci dèpr 602/70,e legge 250/58 al contributo Aspi si applicano le residue riduzioni ,in precedenza non utilizzater. Che non puo’ utilizzare le riduzioni,puo’ allineare il contribiuto (1,31%) in cinque anni ,secondoiil seguente itinerasrio:o,26% per i primi 4 anni,e o,27 % il quinroi anno.Contestualmente anche il contributo dello 0,30 % potra’ essere riassorbito in cinque anni mella misura annua dello 0,06 % ,.Sara necesaripo pero’ un decreto ministeriale di regolamentazione .Fino a riallineamento completo Aspi e Mini Aspi saranno proporzionalmente rideterminate ogni anno in funzione della mionore aliquota versata .Si segnala atresi’ quanto dispone dal comma 31 al comma 37. dell’art.2 della legge n.92-2012 Per quanto concerne l’argomento di cui al titolo,si fa riferimento all’art.2, commi da 31 a 37 , della,legge n.92/12 , che diospongono quanto segue ,al fine precipuo di scoraggisare il recesso attraverso un significatiovo onere finanziario a carico dei datori di lavoro.
Importo da versare per interruzione lavoro a t.i. E stabilito che in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni, intervenuti a decorrere dal 1º gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 50 per cento del trattamento mensile iniziale di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell’anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo determinato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione del contributo addizionale di cui al comma 30 dell’art.2.
Somma da versare per interruzione apprendistato Il contributo della somma pari al 50 per cento del trattamento mensile iniziale di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni è dovuto anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi incluso il recesso del datore di lavoro ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera m), del testo unico dell’apprendistato, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.,in cui si prevede la “possibilita’ per le parti di recedere dal contratto con preavviso decorrente dal termine del periodo di formazione ai sensi di quanto disposto dall’articolo 2118 del codice civile. Se nessuna delle parti esercita la facolta’ di recesso al termine del periodo di formazione, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.”
Casi esclusione versamento somma
Il contributo in questione non è dovuto, fino al 31 dicembre 2016, nei casi in cui sia dovuto il contributo di cui all’articolo 5, comma 4, della legge 23 luglio 1991, n. 223.,che dispone:
“Per ciascun lavoratore posto in mobilità l’impresa è tenuta a versare alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali, di cui all’art. 37, L. 9 marzo 1989, n. 88, in trenta rate mensili, una somma pari a sei volte il trattamento mensile iniziale di mobilità spettante al lavoratore. Tale somma è ridotta alla metà quando la dichiarazione di eccedenza del personale di cui all’art. 4, comma 9, abbia formato oggetto di accordo sindacale “ Inoltre , per il periodo 2013-2015, il contributo di cui si parla non è dovuto nei seguenti casi: a) licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; b) interruzione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere Versamento importo triplo Infine si avverte che il contributo della somma pari al 50% del trattamento mensiule iniziale dell’Aspi per ogni 12 mesi di anzianita aziendale negli ultimi tre anni,a decorrere dal 1º gennaio 2017, nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale di cui all’articolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, non abbia formato oggetto di accordo sindacale, è moltiplicato per tre volte.
Decadenza Aspi
Si decade dalla fruizione delle indennita’ di cui al presente articolo nei seguenti casi:
b) inizio di un’attivita’ in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione all’Inps;
d) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidita’, sempre che il lavoratore non opti per l’indennita’ erogata dall’ASpI. ù
La decadenza si realizza dal momento in cui si verifica l’evento che la determina, con obbligo di restituire l’indennita’ che eventualmente si sia continuato a percepire.
2.MINI ASPI
A decorrere dal 1º gennaio 2013, a tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142, e successive modificazioni
I lavoratrori aaspiranti alla MiniAspi devono poter far valere almeno tredici settimane di contribuzione di attività lavorativa negli ultimi dodici mesi, per la quale siano stati versati o siano dovuti i contributi per l’assicurazione obbligatoria,
L’indennita’ mini Aspi mensile e’ rapportata alla retribuzione mensile ed e’ pari al 75 per cento nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2013 all’importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente; nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennita’ e’ pari al 75 per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. L’indennita’ mensile non puo’ in ogni caso superare l’importo mensile massimo di cui all’articolo unico, secondo comma, lettera b), della legge 13 agosto 1980, n. 427, e successive modificazioni.
Prelievo contributivo non effettuabile
All’indennita’ di cui sopra non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.
Riduzione importo Mini Aspi
All’indennita’ della mini Aspi si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione. L’indennita’ medesima, ove dovuta, e’ ulteriormente decurtata del 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione.
Per i periodi di fruizione dell’indennita’ sono riconosciuti i contributi figurativi nella misura settimanale pari alla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali di cui al comma 6 degli ultimi due anni. I contributi figurativi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici; essi non sono utili ai fini del conseguimento del diritto nei casi in cui la normativa richieda il computo della sola contribuzione effettivamente versata.
Modalita’ liquidazione e durata
L’indennita’ in questione e’ corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla meta’ delle settimane di contribuzione nell’ultimo anno, detratti i periodi di indennita’ eventualmente fruiti nel periodo.
Soggetti non destinatari mini aspi
Le disposizioni relastive alla mini Aspi non si applicano nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali trovano applicazione le norme di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e successive modificazioni, all’articolo 25 della legge 8 agosto 1972, n. 457, all’articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37, e all’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni.
Perdita involontaria occupazione
Detta indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni
Decorrenza spettanza indennita’
L’indennita’ spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro ovvero dal giorno successivo a quello in cui sia stata presentata la domanda.
Per fruire dell’indennita’ mini Aspi i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda, esclusivamente in via telematica, all’INPS, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento.
Permanenza stato disoccupazione
La fruizione dell’indennita’ e’ condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni.
Rapporto mini aspi ed occupazione subordinata
. In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l’indennita’ di cui al comma 1 e’ sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di sei mesi; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a sei mesi l’indennita’ riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.
. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell’ambito dell’ASpI o della mini-ASpI
Mini Aspi e lavoro autonomo.
In caso di svolgimento di attivita’ lavorativa in forma autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attivita’, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attivita’. Il predetto Istituto provvede, qualora il reddito da lavoro autonomo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, a ridurre il pagamento dell’indennita’ di un importo pari all’80 per cento dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attivita’ e la data di fine dell’indennita’ o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente e’ conguagliata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, e’ richiesta al beneficiario un’apposita autodichiarazione concernente i proventi ricavati dall’attivita’ autonoma.
Nei casi di cui sopra , la contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attivita’ di lavoro autonomo non da’ luogo ad accrediti contributivi ed e’ riversata alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
Liquidazione MiniAspi in unica soluzione
In via sperimentale per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell’indennita’ di mini Aspi puo’ richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento pari al numero di mensilita’ non ancora percepite, al fine di intraprendere un’attivita’ di lavoro autonomo, ovvero per avviare un’attivita’ in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa. Tale possibilita’ e’ riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 24, comma 27, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di natura non regolamentare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati limiti, condizioni e modalita’ per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma.
Riassorbimento indennita’ ds requisiti ridotti e mini aspi
Le prestazioni di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160,( ossia l’ndennita’ di disocupazione con requisiti ridotti ) si considerano assorbite, con riferimento ai periodi lavorativi dell’anno 2012, nelle prestazioni della mini-ASpI liquidate a decorrere dal 1° gennaio 2013.
Finanziamento Mini Aspi
Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2013, al finanziamento delle indennita’ di mini ASpi concorrono i contributi di cui agli articoli 12, sesto comma, contributo integrativo dovuto per i salariati fissi e i giornalieri di campagna ) e 28, primo comma,( concernente la percentualizzazione contribuzione base) della legge 3 giugno 1975, n. 160.
Decadenza MiniAspi
Si decade dalla fruizione delle indennita’ di cui al presente articolo nei seguenti casi: a) perdita dello stato di disoccupazione; b) inizio di un’attivita’ in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione all’Inps; c) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato; d) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidita’, sempre che il lavoratore non opti per l’indennita’ erogata dall’ASpI. La decadenza si realizza dal momento in cui si verifica l’evento che la determina, con obbligo di restituire l’indennita’ che eventualmente si sia continuato a percepire.
Premesso quanto sopra ,si richiama l’attenzione sulla circolare Inps n.140/12 in cui l’Istituto fornisce indicazioni sugli aspettio di carsattere contributivo per l’Aspi,il cui testo è consultabile ndo cliccando il seguente link:http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=/Circolari/Circolare%20numero%20140%20del%2014-12-2012.htm&iIDDalPortale=&iIDLink=-1
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